09.06.2026 Visualizzazioni

2026_6_Vadoetorno

Il numero di giugno di Vado e Torno. In copertina: il Mercedes-Benz eActros 600 alla prova del percorso del Supertest di Vado e Torno storicamente riservato ai camion diesel. Un test davvero epocale. E poi il report dei principali eventi del periodo: Transpotec Logitec, Misano Grand Prix Truck, Samoter 2026

Il numero di giugno di Vado e Torno. In copertina: il Mercedes-Benz eActros 600 alla prova del percorso del Supertest di Vado e Torno storicamente riservato ai camion diesel. Un test davvero epocale. E poi il report dei principali eventi del periodo: Transpotec Logitec, Misano Grand Prix Truck, Samoter 2026

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GIUGNO N. 6 - 2026

MENSILE - € 3,00

Prima immissione:

5 giugno 2026

VADO E TORNO EDIZIONI www.vadoetorno.com ISSN 0042 2096 Poste Italiane s.p.a. - SPED. IN A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI

sulle

spalle

dei giganti

PROVE L’

TRANSPOTEC

MISANO

ANTEPRIME

L’eACTROS 600 SUL TERRENO DEL SUPERTEST

TRANSPOTEC TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO VISTO

MISANO TANTA SETE DI CAMION IN ROMAGNA

ANTEPRIME ASTRA SI RINNOVA AL SAMOTER


giugno

AUTOSTRADE IN LIGURIA

Il ministro Salvini ha incontrato a

inizio giugno il presidente della

regione Liguria, Marco Bucci.

Sul tavolo i principali dossier

infrastrutturali in vista dell’estate.

vado e torno n°6 - 2026 - anno 65° - www.vadoetornoweb.com

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Periscopio

Zerogradi è alle porte 7

Mercato truck per marca 7

Volano gli stracci al Brennero 8

Imperativo aggirare Hormuz 8

Interporti al centro 8

Il sondaggio del mese 8

Ancora sul cartello dei camion 10

Monitoraggio colonnine in Italia 10

Cala il traffico merci 10

La carta Dkv per i camion 10

Incidente Gottardo, si torna in aula 12

Sicurezza nei porti 12

Incentivi sbloccati 12

Brevi: Mileast, Lombardia, Fercam 12

Ia nei trasporti 13

Corridoio Rhenus nel Golfo 13

Terzo valico dei Giovi 13

Lc3 acquisisce Vignali 13

18

Politica

Fermo sospeso. Fu vera gloria? 14

Il Brennero chiude, che guaio 15

Modena, polemica sulla tangenziale 16

Il conto (salato) dell’Ets dal 2028 17

Transpotec 2026

Un concentrato di tecnologia 18

Daf, una presenza preziosa 20

Ford Trucks, finalmente elettrico 21

Iveco, mobilità a 360 gradi 22

Man, arriva l’eTgm 23

Mercedes, tributo all’Actros 24

Renault Trucks amplia la gamma 25

Scania tra sostenibilità e sicurezza 26

Volvo, grandi novità in vista 27

Dongfeng, ecco il Capitano 28

Kia, siamo solo all’inizio 29

Il ritorno di Stellantis 30

Multitrax entra nei 30 31

Componenti e servizi

Bardahl, lubrificanti e additivi 32

Fleet 220, servizi per la ricarica 32

Borsa carichi Infogestweb 32

Jost, si presenta anche Hyva 33

Seguici sui nostri social

Petronas, orientati al futuro 33

TotalEnergies rigenera 34

Vdo, specialisti del tachigrafo 34

Webasto, futuro in movimento 34

Carrier, il refrigerato sostenibile 35

Dkv, non soltanto carte 35

Eventi

Samoter 2026, fuori i muscoli 36

Brigade va oltre l’angolo cieco 38

Isuzu aggiorna il pick-up D-max 39

40

46

Construction

Astra presenta la gamma Hdx 40

Allison ottimizza la trasmissione 41

L’Actros L alla prova in Piemonte 42

Intervista

La transizione secondo Siemens 44

Prova

eActros 600: il Supertest 46

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Vado e Torno

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vadoetornotrucks

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Vado e Torno Edizioni

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VadoetornoTrucks

3



giugno

OLANDA, PEDAGGIO CHILOMETRICO

Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore

nei Paesi Bassi il nuovo pedaggio

chilometrico per i veicoli industriali

che sostituirà l’Eurovignetta.

Misano Grand Prix

Kiss, altro weekend al bacio 54

Misano accoglie il presidente Aci 57

Pura passione: i test drive evenT 60

Dakar 2027

Certo il percorso, incerta la gara 64

54

Truck news

Volvo traccia la rotta 66

Stellantis, Mercedes, Windrose, mercato

truck, Scania 67

InTransizione

Nivalis, tutta l’energia che serve 68

La nuova struttura societaria 71

News: Tesla Semi, ci siamo? 72

Gruber Logistics, Menaklars, Stellantis,

Volvo Trucks, Daf 73

A tutto carico

La nuova culla Kässbohrer 74

Van&pick-up

Nissan, stress test superato 76

Milano-Misano tutta d’un fiato 76

Gli allestimenti Toyota 78

Correva l’anno

1966: quel gran genio del Tgx 80

Ultim’ora

Autisti, dove trovarli? 82

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25 GIUGNO 2026

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L’HAPPENING DELLA CATENA DEL FREDDO

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POSTI LIMITATI

periscopio

Parte dalla prossima edizione

lo sguardo al futuro

di Zerogradi, l’happening

di riferimento per il trasporto

a temperatura controllata in

Italia. Le iscrizioni per l’edizione

2026, in programma

giovedì 25 giugno presso

il Museo Auto Storiche di

Brescia, sono ufficialmente

aperte. Organizzato da e-

venT, Zerogradi conferma il

suo format consolidato che

unisce workshop tecnologici,

convegni istituzionali, area

espositiva, momenti di networking

e la consegna degli

Zerogradi Award.

La partecipazione sarà

gratuita previa registrazione

online, con l’obiettivo

di coinvolgere ancora una

volta centinaia di professionisti

della filiera del freddo.

L’evento è in collaborazione

con Furgokit, Iveco, Man

Truck & Bus, Renault Trucks

e Scania e rappresenta un

punto di riferimento per un

settore sempre più strategico

nella logistica moderna,

dal food al pharma, e continuerà

a offrire uno spazio

di confronto su innovazione,

sostenibilità ed efficienza del

trasporto isotermico.

Anche la nona edizione vedrà

la consegna degli Zerogradi

Awards che si conferma

come uno dei momenti

più significativi dell’evento,

premiando le realtà che si

distinguono per innovazione,

qualità e capacità di adattarsi

all’evoluzione del mercato.

Inoltre, l’area espositiva

dedicata ai veicoli permetterà

ai partecipanti di toccare con

mano le soluzioni tecnologiche

più avanzate, offrendo

un riscontro concreto ai temi

affrontati nel corso della

giornata.

Il convegno “Cold Chain

2030” si propone di analizzare

il ruolo delle tecnologie

avanzate – dai sistemi di refrigerazione

a basso impatto

eventi, ritorni, elettrici

L'HAPPENING DELLA CATENA DEL FREDDO

Torna Zerogradi

L’evento, in programma giovedì 25 giugno

al Museo auto storiche di Brescia, riunirà i

professionisti del trasporto refrigerato

energetico alle soluzioni digitali

per il monitoraggio in

tempo reale – nel ridurre le

emissioni lungo l’intera filiera

del trasporto a temperatura

controllata. Al centro del

IMMATRICOLAZIONI, INSIDIA ALLA VETTA

Gennaio-aprile 2026

Ford Trucks .

1,5%

Renault Trucks

7,4%

Daf

10,4%

Man

11,8%

Mercedes

13,8%

dibattito anche l’evoluzione

del quadro normativo europeo,

che coinvolge sempre

più direttamente non solo

i veicoli motrici ma anche

rimorchi e semirimorchi,

Altri

1,2%

Scania

14,2%

Iveco

22,3%

Volvo Trucks

17,4%

Immatricolazioni di nuovi camion over 16 ton sul mercato italiano nei

primi 4 mesi del 2026 per marca. Fonte: Anfia.

ZEROGRADI 2026: in programma

workshop, convegni e tanto altro

chiamati a contribuire attivamente

agli obiettivi di decarbonizzazione.

Insomma,

un confronto tra operatori,

istituzioni e stakeholder per

delineare le traiettorie future.

8 Brennero,

volano gli stracci

10 Cartello camion

ultimi sviluppi

12 Incidente

Gottardo

13 La IA nei

trasporti

7



soluzioni, polemiche, convegni

AGGIRARE HORMUZ

L'imperativo

saudita

L'Arabia

Saudita sceglie

l'intermodalità per

aggirare lo Stretto

Dopo la crisi di Hormuz,

l’Arabia Saudita ha

messo l’acceleratore a

tavoletta per liberarsi

dalla dipendenza dei porti

affacciati sul Golfo Persico

e sfruttare al meglio gli

scali di Gedda e Yanbu

affacciati sul Mar Rosso.

Asse portante è una linea

ferroviaria già esistente

come la North South

Raiway che unisce Riad

con il confine giordano

ad Al-Haditha: sono 2750

chilometri di binari ad

alta tecnologia, la tratta

più estesa al mondo.

Già oggi vi operano 25

locomotori diesel elettrici

Emd Sd70 da 4500 cavalli

di costruzione Usa,

affiancati da un’altra

decina di gemelli di

Etihad Rail. Entro il 2030

dovrebbero aggiungersi i

950 chilometri del Saudi

Landbridge: un doppio

binario ad alta velocità/

capacità che unirà Riad a

Gedda e al Mar Rosso. In

attesa del link ferroviario,

il governo saudita

intende attivare cinque

corridoi intermodali che

trasformino il Riyadh

Dry Port della capitale in

una piattaforma logistica

cui facciano capo scali

del Golfo Persico come

Damman, Jubail e Ras da

un lato e dall’altro le aree

industriali di Al-Kharj

e Hail, strategiche per

l’allevamento zoo-tecnico,

la produzione lattiero

casearia e l’agricoltura

hitech.

Renato Scialpi

8

IL SONDAGGIO DEL MESE

L'accordo Unatras-Governo

sarà sufficiente a fronteggiare

la crisi dell'autotrasporto?

Rispondi su

www.vadoetornoweb.com

Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono basate su un campione scientifico

BLOCCO DEL BRENNERO

Volano gli

stracci

Proteste di albergatori

e autotrasportatori per

la chiusura del Brennero

La scelta del comune

austriaco di Gries am

Brenner di autorizzare una

manifestazione ambientalista

che ha chiuso al traffico il

versante austriaco del Brennero

per tutto il sabato del

fine settimana di Pentecoste,

seppur avallata dal tribunale

amministrativo di Innsbruck

ha innescato un coro di proteste

che spazia dagli albergatori

del Sudtirolo, su cui si

è abbattuta una slavina di disdette,

a quelle degli autotrasportatori

bavaresi. Ingorghi

giganteschi a parte, la manifestazione

ha portato alla

luce le vere intenzioni degli

'ambientalisti' austriaci, capitanati

dal borgomastro Karl

Mühlsteiger.

Il focus del discorso è stato

centrato sul fatto che «il

costo chilometrico per un

camion sulla tratta del Gottardo

in Svizzera è di un euro

al chilometro; perché lungo

l’asse del Brennero dobbiamo

accontentarci di 35 centesimi?».

Ovvero: pagate di

più e ci dimenticheremo dei

14 milioni di veicoli che

transitano dal valico ogni

anno e di quanto inquinano.

R.S.

BLOCCO per il sabato del

fine settimana di Pentecoste

LE RISPOSTE

DEL MESE SCORSO

La tragedia legata al fermo

in Campania impone di

ripensare le modalità di

protesta?

77%

23%

no

INTERPORTI

AL CENTRO

CONVEGNO su

logistica Mediteranneo

Il convegno dal titolo

«Interporti al

centro – rigenerare la

Logistica: interporti,

territori e nuove infrastrutture»,

promosso

da Uir e Società degli

Interporti Siciliani, ha

riunito rappresentanti

delle istituzioni, del

comparto ferroviario,

portuale, logistico e

ingegneristico per discutere

il futuro della

rete interportuale nazionale.

La scelta di Palermo

come sede dell'incontro

non è stata

casuale, perché utile

a richiamare il ruolo

potenziale del Mezzogiorno

come piattaforma

logistica nel

Mediterraneo.



analisi, dispute, idee

SEMPRE PIÙ

COLONNINE

La rete italiana di ricarica

per veicoli

elettrici continua a crescere.

Secondo il monitoraggio

trimestrale di

Motus-E, al 31 marzo

2026 i punti di ricarica

a uso pubblico installati

RETE DI RICARICA,

miglioramenti in Italia

in Italia hanno raggiunto

quota 78.253, con

un incremento di 5206

unità dall’inizio dell’anno.

Sale la quota di

punti di ricarica veloci

o ultraveloci e si riduce

la percentuale di infrastrutture

installate ma

non ancora connesse

alla rete.

CARTELLO CAMION

Un'alternativa

alla causa

Anche in Italia le società

di "cartolarizzazione dei

crediti litigiosi"

Per avere fatto cartello

sui listini dei camion tra

il 1997 e il 2011 la Ue ha

erogato sanzioni a Mercedes,

Daf, Volvo/Renault, Iveco e

Scania per un totale di 3,8

miliardi. Una sentenza che

ha aperto la strada a cause

civili per il risarcimento

dell’indebita maggiorazione

dei prezzi. Alzi però la mano

chi ha le spalle grosse a

sufficienza per andare prima

a recuperare documentazioni

CARTELLO CAMION, gli ultimi

sviluppi in Italia.

d’acquisto risalenti a 15 anni

fa e poi a imbastire una

causa.

Ecco perché anche in Italia

hanno debuttato fondi

di investimento che si sono

specializzati nell’acquistare

i crediti dalle imprese di autotrasporto

danneggiate dai

cartelli. Si tratta di società

che tecnicamente si occupano

di «cartolarizzazione dei

crediti litigiosi» autorizzate e

vigilate dalla Banca d’Italia.

E operano partendo da

una visura al Pra che fa riferimento

alla partita Iva

dell’impresa di autotrasporto:

acquisiti i dati dei camion

che potrebbero essere oggetto

della causa di risarcimento

da intentare al costruttore

sanzionato dalla Ue, fanno

una proposta di acquisto del

credito al trasportatore che è

poi liquidato nel giro di poco

(in genere la cifra oscilla tra

500 e 700 euro a veicolo),

a prescindere dal buon esito

della vicenda giudiziaria.

Saranno poi le società di cartolarizzazione

a imbastire la

causa, accollandosi il rischio

in caso di insuccesso oppure

guadagnando sulla differenza

tra il forfait proposto e il risarcimento

ottenuto.

R.S.

DA HORMUZ ALLA MANICA

Il calo del traffico merci

Nel periodo gennaio-aprile transitati

nell'Eurotunnel 9300 camion in meno

Per almeno un decennio

il mantra dell’economia

globalizzata è stato «basta

un battito d’ala di farfalla

in Cina per scatenare

il caos». Una metafora

davanti al quale in molti

hanno fatto spallucce.

Ma i dati di esercizio

della navetta per i mezzi

pesanti sotto la Manica

nel primo quadrimestre

del 2026 documentano

quanto ci sia di reale in

quel concetto. In seguito

al caos globale scatenato

dall’attacco di Stati Uniti e

Israele all’Iran, infatti, nel

periodo gennaio-aprile sono

transitati nell’Eurotunnel

la bellezza di 9300 camion

in meno. E i segnali per

il secondo quadrimestre

– ammettono a microfoni

spenti i vertici di

Eurotunnel – sono tutt’altro

che incoraggianti, detto che

il calo dei veicoli passeggeri

si è addirittura attestato al

4 per cento.

LA NUOVA CARTA DKV MOBILITY

Dkv Mobility amplia la

propria offerta per la

mobilità elettrica con la

nuova Dkv Card +Charge

Truck, una carta pensata

per gli operatori del

trasporto che utilizzano

veicoli industriali elettrici.

La soluzione consente

l’accesso a oltre

3 mila punti di ricarica

verificati e compatibili

con i camion in più di 17

Paesi europei, a tariffe

che l’azienda considera

competitive. Dkv dichiara

di verificare i punti di ricarica

secondo criteri minimi

specifici per i veicoli

pesanti: altezza libera di

almeno quattro metri, accessi

larghi almeno 2,7

metri, spazio di manovra

adeguato e possibilità di

accogliere veicoli lunghi

almeno nove metri.

PER LA RICARICA dei

camion elettrici.

10



svolte, sicurezza, logistica

L

'incidente ferroviario nel

tunnel del Gottardo del

10 agosto 2023 era considerato

un capitolo chiuso. Il

tutto certificato dal Sisi, il

Servizio d’inchiesta svizzera

sulla sicurezza, e dall’Uft,

Ufficio federale dei trasporti.

Ma il 13 maggio la Procura

del Canton Ticino, con una

perizia indipendente, ha ribaltato

la situazione sostenendo

che «le Ferrovie Federali

Svizzere avrebbero ignorato

"segnali d’avvertimento inequivocabili",

impedendo così

l’adozione di misure volte a

contenere l’entità dei danni».

12

LA SICUREZZA

NEI PORTI

A

lla

Camera dei

Deputati, l’Ente

bilaterale nazionale

porti ha promosso un

seminario dal titolo «Il

porto che verrà: sfide

e necessità per la sicurezza

sul lavoro».

L'incontro è stato dedicato

soprattutto alla

sicurezza nelle operazioni

portuali e ha fatto

emergere la necessità

di rafforzare formazione,

monitoraggio degli

infortuni e riconoscimento

dei lavori usuranti.

INCIDENTE DEL GOTTARDO

Si ritorna in

tribunale

Sembrava un capitolo chiuso.

La Procura del Canton Ticino

ha ribaltato la situazione

È trapelato che nelle inchieste

sull’incidente sarebbero

state omesse le dichiarazioni

rese dal macchinista e dalla

UN TRENO MERCI era deragliato

per la rottura della ruota di un

vagone che ha strisciato per

oltre un chilometro.

DECRETO AUTOMOTIVE SBLOCCATO

Via libera al Dpcm

Automotive,

provvedimento che indirizza

1 miliardo e 343 milioni

di euro al sostegno delle

direzione del traffico alla polizia

cantonale.

Chi era in locomotiva, infatti,

avrebbe ammesso di

avere colto delle vibrazioni

durante la marcia in galleria

ma di non averle interpretate

come allarme perché «può

capitare con i treni lunghi e

pesanti».

Peggio, nel centro di monitoraggio

del traffico Ffs di

Pollegio prima dell’incidente

«sullo schermo digitale

si sono accesi dei campi,

alcuni cerchi hanno iniziato

a lampeggiare e gli allarmi

sono rimasti attivi per oltre

due minuti». Ma nessuno è

intervenuto.

L’incidente era evitabile?

Le Ffs smentiscono e sarà

battaglia in tribunale.

R.S.

Incentivi in arrivo

Il provvedimento è destinato alla

trasformazione industriale dell’automotive

RICERCA, sviluppo,

innovazione, investimenti.

imprese, con l’obiettivo di

accompagnare investimenti

produttivi, ricerca, sviluppo

e innovazione. Il piano

prevede anche «incentivi

mirati per la mobilità

sostenibile e il rinnovo

del parco circolante dei

veicoli commerciali». Il

piano punta a sostenere

la trasformazione

della filiera, dalla

componentistica

ai nuovi sistemi di

mobilità.

LE BREVI

MILEAST LOGISTICS

A Covo, in provincia

di Bergamo, Garbe

Industrial Real Estate

Italy ha inaugurato

MilEast Logistics Park,

piattaforma logistica da

22 mila metri quadrati

nata dalla riqualificazione

dell’ex area Alimonti, con

focus su sostenibilità,

accessibilità e

integrazione con il

territorio. L’ampia area

comprende, tra le altre

cose, dodici parcheggi

per camion esterni e

dodici parcheggi interni,

ideali per il transito e la

sosta dei veicoli di grandi

dimensione.

LOGISTICA LOMBARDA

È stato firmato l’accordo

per la costituzione

dell’Osservatorio

territoriale della

logistica, trasporto

merci e spedizioni.

L’intesa coinvolge le

associazioni datoriali

Anit–Federtraslochi e

Assotir insieme alle

organizzazioni sindacali

Filt–Cgil, Fit–Cisl e

Uiltrasporti Lombardia.

Il nuovo organismo

opererà principalmente

nella provincia di Milano

e in Lombardia, con

l’obiettivo di monitorare

un settore attraversato da

forti trasformazioni e da

crescenti criticità.

IL 2025 DI FERCAM

Fercam, operatore

logistico altoatesino,

ha chiuso l’esercizio

finanziario 2025 con un

fatturato di 725 milioni di

euro, in crescita del 3,28

per cento rispetto all’anno

precedente. Secondo

quanto comunicato

dall’azienda, il risultato è

stato accompagnato da

un miglioramento delle

performance operative

e da un incremento dei

volumi nelle principali aree

di attività.

raccordi, avanzamenti, nuove frontiere

COLLEGAMENTO EUROPA-GOLFO

Rhenus apre un corridoio

Attivata una rotta terrestre via Giordania

per garantire continuità ai flussi logistici

Rhenus ha rafforzato i

collegamenti tra Europa

e Medio Oriente con

l’attivazione di un corridoio

terrestre alternativo via

Giordania, pensato per

assicurare maggiore

continuità operativa in uno

scenario logistico sempre

più esposto a tensioni

geopolitiche e criticità

lungo le rotte tradizionali

(stretto di Hormuz su

tutte). La nuova soluzione

collega Europa e Turchia

LC3 TRASPORTI

NON SI FERMA

LC3 Trasporti ha perfezionato

l’acquisizione

di Vignali Logistic,

società con sede

a Cesena specializzata

nel trasporto e nella logistica

integrata per la

filiera ortofrutticola e

ACQUISITA Vignali

Logistic.

agroalimentare. L’operazione

porta il gruppo

LC3 a superare i 200

milioni di euro di fatturato,

con circa mille

addetti, di cui 800 dipendenti

diretti, e ad

ampliare la presenza

nazionale e internazionale.

con alcuni dei principali

mercati dell’area del Golfo:

Arabia Saudita, Kuwait,

Emirati Arabi Uniti, Qatar,

Bahrein e Oman. Il servizio

combina trasporto stradale

e soluzioni multimodali, con

tempi di transito indicati

da Rhenus in 10-13 giorni

dalla Turchia e 19-22 giorni

dall’Europa. A meno di un

mese dall’avvio – fa sapere

Rhenus – il corridoio ha già

gestito oltre dieci spedizioni

full truck load.

IA NEI TRASPORTI

Per monitorare

la guida

Si chiama Ai Dashcam

Plus il sistema di intelligenza

artificiale proposto

dalla californiana Motive alle

flotte di camion degli Stati

Uniti per incrementare la

sicurezza di guida dei propri

autisti grazie all’uso dell’intelligenza

artificiale.

LA NUOVA AI Dashcam

Plus di Motive.

AVANZA IL TERZO VALICO DEI GIOVI

stata completata la

È tratta Castagnola-

Vallemme del Terzo Valico

dei Giovi, uno dei

passaggi tecnicamente

più impegnativi dell’intera

opera ferroviaria.

La tratta si sviluppa per

circa 2,8 chilometri per

ciascun binario e attraversa

l’Appennino ligure.

La complessità dell’intervento

è stata legata

soprattutto alle condizioni

geologiche incontrate

durante gli scavi, aggravate

dalla presenza di

gas naturale. Con questo

avanzamento, gli scavi

Ai Dashcam Plus: il sistema

proposto dalla californiana

Motive negli Stati Uniti

Senza bisogno di un collegamento

internet permanente, il

dispositivo di Motive monitora

– grazie a una telecamera

frontale che inquadra sia

la strada sia l’autista – l’uso

del cellulare al volante,

la stanchezza e il rischio di

colpi di sonno del driver, il

del Terzo Valico dei Giovi

superano gli 83 chilometri

di gallerie realizzate su

un totale previsto di circa

86,9 chilometri. L’opera

ha quindi raggiunto il 96

per cento degli scavi in

sotterraneo lungo l’intero

tracciato.

mantenimento di un’adeguata

distanza di sicurezza e l’eventuale

ripetersi di accelerazioni

e frenate brusche; oltre,

naturalmente, a documentare

con una registrazione eventuali

incidenti.

Il dispositivo di Motive è

già presente su oltre 700 mila

camion ed è apprezzato

dalle compagnie di assicurazione

che riconoscono alle

aziende sconti fino al 20 per

cento sul premio. È proposto

in pacchetti di abbonamento

che prevedono indicativamente

150 dollari di costo

una tantum per l’hardware

e la sua installazione più un

canone dell’ordine di 25/30

dollari per ogni camion che

lo utilizza.

R.S.

13



20 MAGGIO

Dal 2028 oltre 11

miliardi di euro di

costi all’anno in più

per il trasporto su

strada. È la stima

di un rapporto Cer-

Confcommercio

sull’impatto del

mercato europeo

delle emissioni (Ets

e Ets2).

21 MAGGIO

«Solo Anas

poteva pensare di

chiudere totalmente

una tangenziale

strategica come

quella di Modena

per installare delle

barriere antirumore»,

ha detto la

presidente di Ruote

Libere, Cinzia

Franchini.

22 MAGGIO

Unatras sospende

il fermo dopo il

confronto con il

Governo.

22 MAGGIO

«Ancora una

volta emerge

come l’unità della

categoria, anche

se faticosamente

raggiunta, paghi» ha

sottolineato Paolo

Uggè.

30 MAGGIO

Chiusura completa

al traffico del

Brennero, a causa di

una manifestazione

autorizzata dalle

autorità del Land

Tirolo.

IN FIERA IL

CONFRONTO

Il numero due

del Mit, Edoardo

Rixi, è stato

protagonista di un

atteso incontro

durante l’ultima

giornata di

Transpotec, il 16

maggio. Proprio

lì ha anticipato le

misure di ristoro

che sono poi state

ufficializzate al

tavolo romano del

22 maggio.

GLORIA?

Unatras incassa la partecipazione

della Meloni all’incontro del 22

maggio. E misure di sostegno

come un credito d’imposta da

300 milioni. Ma non tutti, nella

categoria, sono soddisfatti...

La chiusura al traffico del

corridoio del Brennero

di sabato 30 maggio, a

causa di una manifestazione

autorizzata dalle autorità del

Land Tirolo, riaccende la

protesta per le conseguenze

subite dalle aziende italiane

dalle continue strozzature

di quel valico cruciale. «Il

punto centrale del dibattito

non è più soltanto la

manifestazione annunciata in

Tirolo o le inevitabili difficoltà

Associazioni e governo

FERMO SOSPESO

FU VERA

Il governo e le rappresentanze

dell’autotrasporto

hanno avuto oggi

un confronto approfondito e

costruttivo a Palazzo Chigi

sulla grave crisi determinata

dagli aumenti eccezionali

dei carburanti, al termine del

quale Unatras, il coordinamento

unitario delle principali

associazioni presieduto

dal presidente Fai Paolo

Uggè, ha deciso di sospendere

il fermo nazionale

dell’autotrasporto». È finito

così, come da molti previsto,

il fermo proclamato da

IL BRENNERO CHIUDE, LE IMPRESE PROTESTANO

alla circolazione lungo l’asse

nord-sud europeo» afferma

Piero Savazzi, coordinatore

dei rapporti con l’Europa

di Fiap. «La domanda

che inizia a emergere con

forza è un’altra: quanto

è realmente resiliente il

sistema logistico europeo

se uno dei suoi principali

corridoi Ten-T può essere

completamente interrotto,

senza reali alternative

operative?». C’è poi il

gran parte delle associazioni

di categoria dell’autotrasporto:

sospeso il 22 maggio, tre

giorni prima del suo inizio.

Più che le misure ottenute, è

stata la partecipazione all’incontro

con le associazioni

del presidente del Consiglio

Giorgia Meloni a dare il segno

che qualcosa, quantomeno

dal punto di vista della

considerazione politica della

categoria, è stato ottenuto.

«Nel corso dell’incontro

è stata raggiunta un’intesa

sulle questioni economiche

con l’ottenimento di alcune

lungo contenzioso politico e

giuridico tra Italia e Austria

sulle limitazioni al traffico

merci imposte dal Tirolo. «Il

Brennero sta diventando il

punto di equilibrio — o di

scontro — tra due visioni

diverse dell’Europa: da

una parte la protezione

ambientale e territoriale

delle aree alpine; dall’altra

la necessità di garantire

continuità ed efficienza alle

filiere industriali europee».

14

15



SULLA STRADA

A MODENA

Danno

enorme

Chiusura della

tangenziale,

Franchini non

ci sta

S

olo

Anas poteva

pensare di

chiudere totalmente

una tangenziale

strategica come

quella di Modena

per installare delle

barriere antirumore,

paralizzando

una città intera

e mettendo in

ginocchio il settore

dell’autotrasporto».

Lo ha affermato

Cinzia Franchini,

presidente di Ruote

Libere, dopo il caos

a Modena a seguito

della chiusura della

tangenziale. «Quello

che sta accadendo

è semplicemente

assurdo. Migliaia

di veicoli, compresi

mezzi pesanti

e trasportatori,

vengono deviati su

percorsi alternativi

del tutto inadeguati,

spesso attraverso il

centro cittadino, con

tempi di percorrenza

aumentati anche di

oltre un’ora» incalza

Cinzia Franchini.

«È un danno

economico enorme

per le imprese

di autotrasporto.

Il problema è

che Modena non

dispone di una

viabilità alternativa

scorrevole capace di

assorbire un traffico

di queste dimensioni.

I mezzi finiscono

inevitabilmente per

attraversare la città,

congestionando viali,

semafori e quartieri.

Il risultato è un

delirio quotidiano per

cittadini, lavoratori e

imprese».

misure ritenute prioritarie per

il settore, tra cui un credito

d’imposta per un importo di

circa 300 milioni di euro, la

compensazione del rimborso

accise trimestrale entro 30

giorni dalla presentazione

della domanda e la possibilità

di dilazionare il pagamento

delle imposte. Tali misure,

specificamente dedicate

al settore, saranno inserite

nel decreto-legge che sarà

approvato dal Consiglio dei

Ministri in serata». È quel

che si legge nel comunicato

stampa di Unatras, diramato

nel tardo pomeriggio del 22

maggio.

«Gesto di responsabilità

verso il Paese»

«Unatras evidenzia che la

decisione assunta dalle federazioni

aderenti, che sarà

condivisa e formalizzata dagli

organismi esecutivi nei

prossimi giorni, rappresenta

un gesto di responsabilità nei

confronti del Paese e del sistema

economico nazionale,

nella consapevolezza della

necessità di garantire continuità

ai servizi di trasporto e

logistica».

Secondo Paolo Uggè, l’accordo

con il governo rappresenta

un successo. «Ancora

una volta emerge come l’unità

della categoria, anche se

faticosamente raggiunta, paghi»

ha sottolineato. «È stata

infatti la condivisione della

quasi totalità delle federazioni

rappresentative del settore

a portare l’Esecutivo a dare

risposte concrete alle richieste

della categoria, fortemente

penalizzata da una decisione

errata che scaricava sulle

imprese di autotrasporto la

riduzione di 20 centesimi al

litro decisa dal Governo per

fronteggiare l’impennata dei

costi del gasolio». Uggè ha

evidenziato inoltre come, dopo

trent’anni, un’intesa con il

mondo dell’autotrasporto sia

stata sottoscritta direttamente

dal presidente del Consiglio

e come, dal 2004, il settore

torni ad avere un confronto

strutturato con l’Esecutivo.

«È un fatto positivo, che

rappresenta il riconoscimento

del ruolo

essenziale

del trasporto

e della logistica

per lo

sviluppo economico

di un

Paese come

l’Italia. Un

riconoscimento

importante – conclude il

presidente Fai – che dovrà

proseguire anche in futuro, a

Nessuno accenna

alle fratture

che questa crisi

determina tra gli

operatori

Claudio Donati

condizione che il mondo della

rappresentanza continui a

rafforzare l’unità di intenti».

Donati: «le fratture

provocate dalla crisi»

Fin qui quel che è stato ottenuto,

alle imprese valutare

se più sul piano del riconoscimento

della categoria

(comunque importante) o su

quello delle concrete misure

economiche. Ma non tutti

nella categoria erano convinti

che valesse la pena indire

un fermo nazionale per quei

motivi specifici. «Non ho

sentito nessuno accennare

a quali fratture questa crisi

sta determinando all’interno

degli operatori. Ne accenno

qualcuna», entra a gamba

tesa Sandro Donati, segretario

generale di Assotir. «Bisognerebbe

precisare che la

portata di questa misura sul

credito d’imposta

riguarda

circa 400 mila

veicoli euro

V e VI (gli

unici abilitati

ad usufruire

del cosiddetto

gasolio commerciale).

Il

resto – almeno altri 500mila

veicoli, tra grandi e piccoli –

hanno invece beneficiato ap-

pieno del taglio delle accise.

Per cui, solo metà del parco

veicolare italiano risulta finora

penalizzata e, dunque, non

si capisce perché l’altra metà

dovrebbe aderire ad un fermo

(per lei) di nessun vantaggio.

Aggiungo un altro elemento.

Se l’autotrasporto vale circa

64 miliardi di euro l’anno,

una settimana di fermo delle

attività vale più di 3 miliardi

di perdita per l’autotrasporto.

È di tutta evidenza che non

appare un grosso affare rischiare

di perdere 3 miliardi

per ottenere, se va bene, 500

milioni. Insomma, una lunga

serie di indizi fanno propendere

per ritenere che anche il

fermo proclamato da Unatras

difficilmente sarà attuato, a

meno di imprevisti».

Il nodo delle regole

è sempre sul tavolo

Donati torna poi sul tema

cruciale delle regole, e sul

cavallo di battaglia di Assotir,

la lotta alla subvezione:

«Per parte nostra, non ci

convince un fermo nazionale

dell’autotrasporto italiano

per ottenere un credito d’imposta

di 20 centesimi/litro sul

gasolio commerciale. In oltre

60 anni di storia, l’autotrasporto

si è fermato davvero

meno di 10 volte in tutto.

Qualunque ragionamento serio

dovrebbe ripartire dalla

constatazione di un settore

abbondantemente in crisi già

prima della crisi energetica e

che, anche laddove dovesse

ottenere dal governo i 500

milioni di credito d’imposta,

a crisi del gasolio superata, si

ritroverà più debole di prima.

E, allora, a proposito di obiettivi

strategici,

a noi sembra

particolarmente

grave che –

adesso – non

si discuta se

e quali regole

servano per

fare uscire

questo settore

dalla sua crisi strutturale.

Al contrario, proprio questo

appare il momento giusto

IL CONTO (SALATO) DELL’ETS DAL 2028

Dal 2028 oltre

11 miliardi

di euro di costi

all’anno in più per il

trasporto su strada

e circa 4 miliardi di

euro in più per le

utenze domestiche.

È la stima di un

rapporto di Cer-

Confcommercio

sull’impatto del

mercato europeo

delle emissioni (Ets

e Ets2) nel trasporto

su strada, settore

residenziale e

commerciale, e nel

trasporto marittimo.

L’analisi è motivata

Chiediamo leggi che

consentano alle

imprese di avere

maggiore capacità

contrattuale

Maurizio Longo

dalle preoccupazioni

legate all’estensione

di un sistema che

vuole costruire

incentivi di mercato,

correttamente volti a

limitare le emissioni

inquinanti ma che

è stato pensato in

un contesto in cui

i costi per l’energia

per famiglie e

imprese erano di

gran lunga inferiori

a quelli odierni.

«Mentre viviamo

l’emergenza della

crisi energetica, che

in Italia ha provocato

il taglio straordinario

RUOLO

RICONOSCIUTO

Secondo il

presidente di

Fai e di Unatras,

Paolo Uggè,

il governo ha

riconosciuto

il ruolo

dell’autotrasporto

e della logistica

per lo sviluppo

economico

dell’Italia.

per affrontare e definire, ad

esempio, la questione della

subvezione, introducendo

una disciplina chiara e controllabile

e, ancora, per stabilire

che, anche in Italia, per

fare il trasportatore ci vuole

una dotazione di personale e

di veicoli “proporzionata” al

fatturato sviluppato».

Assotir non è la sola sigla

del settore

ad aver

manifestato

perplessità.

Anche Trasportounito

ha

espresso la sua

«piena e totale

contrarietà»

all’ipotesi di

un fermo dell’autotrasporto

delle accise, una

nuova tempesta

di pari impatto si

profila all’orizzonte.

L’impatto dell’Ets e

dell’Ets2 rischia di

mettere in ginocchio

molte imprese e

farne chiudere

molte altre. Servono

correttivi e misure di

sostegno per evitare

ulteriori ripercussioni

sulla competitività

del sistema

economico italiano»

ha commentato

Pasquale Russo,

presidente di

Conftrasporto.

che focalizzi la protesta e la

rivendicazione sull’ottenimento

di poche risorse economiche,

un’elemosina per

affrontare l’emergenza. Secondo

Maurizio Longo, segretario

generale di Trasportounito,

in anticipo rispetto

all’incontro del 22 maggio

a Palazzo Chigi, proprio le

difficoltà che stanno annientando

il settore incluse quelle

derivanti dall’escalation nel

prezzo del carburante, devono

trasformarsi nell’elemento

deflagrante in grado di sbloccare

e cambiare radicalmente

il quadro normativo.

Trasportounito non ci sta

e si fa sentire

«Le nostre azioni di protesta,

compreso il fermo dei

servizi sospeso nel rispetto

della morte di un autotrasportatore

coinvolto nel fermo,

avevano e continuano

ad avere l’obiettivo di leggi

che consentano alle imprese

di autotrasporto di disporre

di una capacità contrattuale

sul mercato» afferma Longo.

«Non si comprende come

mai, con l’emergenza gasolio,

debba essere lo Stato a

erogare rimborsi economici,

ancorché irrilevanti, anziché

generare norme che consentano

equilibrio fra domanda

e offerta sul mercato».

Riccardo Venturi

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17



Il nostro racconto

TRANSPOTEC

UN CONCENTRATO

DI TECNOLOGIA

La nostra trasmissione

Tv Formula Truck ha

raccontato Transpotec

2026 con due puntate

speciali.

Guarda qui la prima...

...e qui la seconda.

Le prime puntate 2026

di Formula Truck sono

andate in onda il 28 e

29 maggio sul canale 68

del digitale terrestre

18

Più di 500 aziende hanno esposto a Fieramilano-Rho a

beneficio di oltre 31 mila visitatori. Un dato in linea con

l’edizione 2024. Tanta tecnologia agli stand, dibattito

aperto sul presente e sul futuro della logistica, in un

momento storico per nulla semplice per il settore

Il ruolo di riferimento nel movimento fieristico

italiano legato al mondo dell’autotrasporto

non glielo toglierà nessuno, almeno nel

breve termine. L’edizione 2026 di Transpotec

Logitec non ha tradito le attese, sebbene un’analisi

più definita e critica pensiamo vada fatta.

Prima ancora di conoscere i numeri ufficiali,

che mentre scriviamo non sono stati ancora

diffusi dagli organizzatori di Fieramilano.

Come da tradizione, le fiere servono per

presentare novità e qualcuna l’abbiamo vista,

come potete leggere nelle pagine seguenti. Più

che altri, dai padiglioni della fiera è arrivata

la conferma di un settore, quello dell’autotrasporto,

che parla diversi linguaggi tecnologici

e non demonizza affatto il diesel. L’elettrico ha

raggiunto in molti casi un apprezzabile livello

di maturità, ma vanno fatti i conti con il mercato

e con le vendite difficili. Di idrogeno si

riparlerà nelle prossime edizioni, il gas vive e

lotta insieme a noi, a dispetto dei bastoni tra le

ruote imposti dalle crisi internazionali.

A questo proposito, prudenza e, per certi

versi, preoccupazione per via dell’aumento

spropositato dei costi che le aziende devono affrontare

in seguito alla crisi mediorientale erano

palpabili anche a Milano, contribuendo a un

clima meno spensierato che in passato. Infine,

non c’è stato il grande ritorno dei veicoli commerciali,

che paiono più lontani che mai dai

camion: ne abbiamo visti pochi a Transpotec.

19



TRUCK

20

DAF

UNA PRESENZA

PREZIOSA

Strategia, modelli

e numeri presentati

dall’Ad, con l’Xg + a

rubare l’occhio

Sempre più a suo agio nei panni

del padrone di casa, l’Ad Massimo

Dodoni ha fatto il punto sullo stato

di salute dell’azienda che guida,

partendo come da tradizione per

Daf dall’analisi della situazione

macroeconomica generale. Più nello

specifico del mercato dei camion,

quindi delle immatricolazioni, Daf vive

un momento di sostanziale stabilità

in Italia sia nel segmento over 16

ton, dove ha una quota di mercato

di poco superiore al 10 per cento,

sia nel segmento inferiore, con una

quota vicina all’8,5 per cento. Un po’

peggio va, specialmente nel segmento

superiore in Europa, dove Daf sconta

questioni di approvvigionamento e

problemi tecnici che hanno interessato

specialmente alcuni modelli. Al di

là dei numeri, Daf si pone il doppio

obiettivo di mantenere la quota di

mercato tra i trattori, ma di aumentare

notevolmente quella che attiene al

segmento dei carri, grazie soprattutto

a soluzioni che consentono un

allestimento più rapido ed efficiente dei

veicoli. «Avremo un portale completo e

dedicato per l’allestimento dei carri in

supporto alla filosofia plug-and-play»,

ha detto Dodoni in conferenza stampa.

Allo stand, l’edizione speciale Emerald

(smeraldo) del Daf Xg + rubava

l’occhio grazie a una livrea raffinata

e a un colore difficile da dimenticare.

Trattore a due assi con motore Euro 6

da 13 litri per 530 cavalli di potenza,

abbinato a un cambio Zf TraXon da 12

marce. In esposizione anche un Daf

Xf Electric, sempre in configurazione

trattore a due assi, con motore da 350

chilowatt ed equipaggiato con 5 pacchi

batterie (la configurazione massima

ammessa). Spazio poi anche per il

Daf Xd 450 (come i cavalli di potenza)

con cabina low deck in configurazione

bisarca, passo di 3.800 millimetri e

motore da 11 litri. Infine, il Daf Xf 530

8x4 con motore 13 litri per utilizzo in

cava cantiere, altro settore sul quale

Daf punta tanto, nel presente e nel

futuro.

TUTTE LE FORME

DELLA NEW GEN

A catalizzare

l'attenzione

dei visitatori

sullo stand del

marchio olandese,

innanzitutto la

versione Emerald

dell’Xg+, che fa

parte di una serie

speciale a tema

pietre preziose.

E poi attenzione

al construction

(vedi sotto) e alla

mobilità elettrica,

sul cui successo

nel prossimo

futuro l’Ad Dodoni

ha pochi dubbi.

H-DUAL, ALL’AVANGUARDIA DELLA SOSTENIBILITÀ

Insieme ad alcuni importanti

partner, Ford Trucks Italia ha

presentato a Transpotec Logitec

un ambizioso progetto che punta

su una soluzione immediatamente

disponibile per ridurre drasticamente

le emissioni nel trasporto a lungo

raggio. Il progetto si chiama H-dual

e punta a sviluppare e testare la

prima soluzione di adattamento a

idrogeno su un veicolo pesante. Più

nello specifico, il sistema dual fuel

H-dual costituisca una soluzione

ibrida che integra Hvo+idrogeno

IL DEBUTTO

A TRANSPOTEC

Prima volta in Italia

per un elettrico

Ford, al netto di

qualche prototipo

intravisto negli

anni scorsi. Ora,

ci siamo, con l’F-

Line E che cerca

un compromesso

ottimale tra peso

complessivo

della motrice e

autonomia. In

mostra anche il

rinnovato F-Max,

ora con potenza

fino a 510 cavalli

e telecamere di

serie.

o Hvo+idrobiometano. Al centro

c’è un F-Max L di Ford Trucks.

Lc3, tra le aziende di trasporti più

sensibili all’innovazione, utilizzerà

concretamente il veicolo, che ha

autonomia di 800 chilometri, per

tratte da Piacenza ai porti del nord

Italia. Oltre a Lc3, fanno parte della

sperimentazione anche Ecomotive

Solutions, il Politecnico di Milano,

Sfbm e Greenture, società del

gruppo Snam specializzati in

soluzioni di sostenibilità anche per il

trasporto pesante.

FORD TRUCKS

FINALMENTE

ELETTRICO

La serie F-Line ora

anche a zero emissioni,

accanto all’ammiraglia

F-Max, rinnovata

C

’era anche, per la prima volta in

Italia, la versione a zero emissioni

allo scarico dell’F-Line allo stand Ford

Trucks. Noi l’avevamo vista lo scorso

novembre, a Solutrans, per l’anteprima

europea, ma l’arrivo ufficiale sul

mercato italiano è sicuramente una

notizia importante, che approfondiremo

grazie al contributo dei responsabili di

prodotto Ford Trucks. Si tratta di un

modello di camion equipaggiato con

tre o quattro pacchi batteria a seconda

della configurazione, alla ricerca del

compromesso ottimale tra peso e

autonomia, che nella configurazione

massima dovrebbe aggirarsi intorno

ai 300 chilometri. Il sistema di ricarica

rapida in corrente continua consente

quindi di passare dal 20 all’80 per

cento in meno di 50 minuti, con una

potenza fino a 285 chilowatt, sempre

a seconda della configurazione.

L’obiettivo, insomma, è consentire alle

aziende che intendono approcciarsi

alla mobilità pesante elettrica di

concentrarsi esclusivamente sul

veicolo, garantendo supporto fino alla

pianificazione e alla messa a terra dei

sistemi di ricarica. In più, l’F-Line E –

disponibile nella configurazione a due

o a tre assi – avrà un prezzo di listino,

ci dicono, inferiore a quello di buona

parte della concorrenza, parlando di

camion elettrici. L’approccio di Ford

Trucks all’elettrificazione, al momento,

riguarda il medio raggio. Per le lunghe

distanze c’è l’F-Max, rinnovato proprio

negli ultimi mesi con la seconda

generazione dell’ammiraglia di casa

Ford. Un nuovo frontale, importanti

ritocchi interni, le telecamere di serie

al posto degli specchi e, soprattutto,

l’aggiornamento del motore Ecotorq

in grado adesso di raggiungere i

510 cavalli di potenza sono alcuni

degli elementi distintivi della nuova

generazione. Tornando alla gamma

F-Line, in mostra allo stand abbiamo

visto anche un veicolo per cava

cantiere nella configurazione 8×4

con passo di 4.350 millimetri e nuovo

motore Ecotorq Gen2.

21



TRUCK

22

IVECO

MOBILITÀ

A 360 GRADI

Tanti i modelli presenti

tra stand e area esterna

e l’integrazione con il

trasporto persone

La partecipazione di Iveco all’edizione

2026 di Transpotec e Nme è

stata impreziosita dalla presenza di

camion, furgoni e autobus in un unico

stand, secondo la filosofia che è

stata espressa in conferenza stampa.

Sostenibilità ed efficienza come cardini

di un’azione che vede protagonisti

i prodotti e i servizi, a prescindere

dalla tecnologia e dall’alimentazione

dei veicoli. Tutto questo unito

all’attenzione al cliente, ma anche ai

temi del sociale, come vedremo più

avanti. E in nome di quella pluralità

tecnologica che per Iveco è un vero

e proprio must. Oggi, infatti, l’offerta

è davvero plurale, nel senso che,

almeno tra i veicoli per il trasporto

merci, i clienti possono scegliere

tra diesel, gas naturale ed elettrico

praticamente lungo tutta la gamma.

Allo stand abbiamo visto innanzitutto

due diversi veicoli pesanti con la livrea

rosa della carovana del Giro d’Italia,

nel nome di una collaborazione che

va avanti da diversi anni. C’era l’S-

Way a gas naturale compresso

(e alimentabile, naturalmente, a

biometano) che ha accompagnato

la carovana lungo le tappe del Giro.

Ma c’era anche il trattore elettrico

S-eWay, anch’esso dotato di livrea

‘rosa’, che dopo l’esposizione in fiera

ha affrontato l’ultima tappa della corsa

rosa, la tradizionale passerella lungo

le strade romane. Un messaggio

importante, quello dato da Iveco,

che si propaga anche alla gamma

leggera, con la presenza di un Daily

di ultima generazione alimentabile a

Hvo insieme al nuovissimo eJolly,

che arriva in Italia proprio in queste

settimane, come ci è stato detto nel

corso degli Electric days. Fuori dal

padiglione, invece, abbiamo visto

un T-Way Model year 2024, per

poi completare il ventaglio di veicoli

a Milano con l’area esterna: nello

specifico, un Iveco S-Way da 500

cavalli e due veicoli commerciali

elettrici: un Daily cabinato e un

eSuperJolly.

TRA ROSA E

BIOCARBURANTI

Camion, furgoni

e autobus hanno

convissuto

all’interno di

uno stand

particolarmente

ricco, che oltre a

mettere in mostra

i veicoli di ultima

generazione ha

voluto esprimere

quasi una vera e

propria filosofia

legata alla mobilità

di oggi e di

domani. Secondo

Iveco, serviranno

tutte le tecnologie

disponibili.

SE IL DAILY LAVORA ANCHE PER IL SOCIALE

A

proposito di Daily, uno speciale

food truck ha stazionato a

Fieramilano Rho nei giorni del

Transpotec. Si tratta del Daily

utilizzato da PizzAut per portare

in giro non soltanto le pizze, ma

anche la filosofia di una realtà che

ha fatto dell’inclusione un marchio

di fabbrica, dando una possibilità

professionale reale e tangibile

a tante persone autistiche. Nico

Acampora, fondatore di PizzAut, ha

partecipato insieme ai suoi ragazzi

alla conferenza stampa, aprendo i

sorrisi dei presenti. «Qui tecnologia,

affidabilità e innovazione diventano

strumenti concreti per creare

opportunità, relazioni e comunità.

Insieme a Iveco stiamo dimostrando

che l’inclusione è un modo di fare

impresa, capace di generare valore

sociale reale e duraturo», ha detto.

Al progetto ha partecipato anche

Vdo in veste di partner: noi abbiamo

realizzato un reel coinvolgendo tutte

e tre le realtà: lo trovate sul nostro

profilo Instagram. E le iniziative con

PizzAut non finiscono qui...

UNA SQUADRA AL GRAN COMPLETO

Man eTgm a parte, ancora una

volta il costruttore tedesco si

è confermato un player fortemente

proiettato all’innovazione, alla

sostenibilità, capace di offrire

al proprio cliente soluzioni su

misura. In questo senso, il menu

apparecchiato al Transpotec ha

proposto un piatto veramente ricco.

Sull’ampio stand hanno trovato

posto anche due rappresentanti

del trasporto passeggeri (un

Lion’s City 12 E Le e un Lion’s

Intercity R60 Efficient Hybrid),

MAN

eTGM, L’ELETTRICO

CHE MANCAVA

ANTEPRIME

E CONSEGNE

Man Italia ha

approfittato della

fiera per celebrare

almeno un paio

di consegne

‘elettriche’. Qui

accanto, Marc

Martinez consegna

la simbolica chiave

di un eTgs ai

responsabili di

Meg Impianti. In

alto, il nuovissimo

eTgm, il medio

elettrico che

completa la

gamma a zero

emissioni del

Leone di Monaco.

quindi spazio all’ammiraglia Tgx

nelle sue diverse declinazioni

(dall’esclusivo 18.560 Individual Lion

S con motore diesel al trattore full

electric in configurazione 4x2), al

Tgs (un 41.540 anch’esso in abito

Individual Lion S per le applicazioni

più gravose). E a completamento

dell’offerta, non sono mancati un Tgl

12.250 Individual Lion S ideale per

la distribuzione leggera e l’agile Tge,

quest’ultimo anche in versione van

“10 Years Edition” con allestimento

celebrativo dei dieci anni di carriera.

Anteprima italiana per

il medio elettrico che

completa la gamma a

zero emissioni

Ancora una volta Man ha scelto

l’Italia, e il Transpotec in

particolare, per battezzare novità di

prodotto. Due anni fa, nell’edizione

2024 del salone milanese, il sipario

si era alzato in anteprima mondiale

sul Tge Next Level. Quest’anno, nella

scia delle (recenti) celebrazioni del 40°

anniversario della costituzione della

filiale italiana del Gruppo, è toccato

invece all’eTgm, l’elettrico col quale

la Casa del Leone di Monaco amplia

e di fatto completa l’offerta di modelli

a zero emissioni relativamente alla

fascia di peso da 12 a 50 tonnellate.

Sviluppato sulla base della collaudata

e apprezzata versione diesel, per le

classiche missioni della distribuzione a

medio raggio - dunque dalle consegne

alla Gdo alla logistica alimentare,

senza peraltro trascurare edilizia e

i servizi per le municipalità - con un

peso complessivo di 16 tonnellate, il

Man eTgm si inserisce a pieno titolo

nel segmento dei truck heavy-duty.

L’eTgm sfrutta il concetto modulare

delle batterie (da due a quattro

elementi) consentendo in questo modo

alla clientela di adattare il veicolo alle

specifiche esigenze operative. Tailor

made, dunque. Non solo: grazie,

infatti, alle cosiddette interfacce

bodybuilder friendly il Man eTgm è in

grado di accogliere sul suo robusto

telaio a longheroni sovrastrutture

standard senza necessità di laboriose

e complesse modifiche. Così come per

il fratello maggiore eTgx - modello

che insieme all’eTgm conferma il

ruolo centrale che l’eMobility gioca

nella strategia d’azione di Man

Truck&Bus - anche la versione a

batterie del Tgm punta le sue carte

sulla funzionalità (ne sono conferma

l’accesso ribassato e l’altezza di carico

ridotta), ma anche e soprattutto sulla

massima efficienza di rendimento.

Considerevole, al riguardo, il dato

dichiarato dell’autonomia di marcia

che, in funzione della configurazione

scelta, raggiunge i 480 chilometri con

una sola ricarica.

23



TRUCK

24

MERCEDES

TRIBUTO

ALL’ACTROS

Tra heritage e

innovazione, il pesante

stradale della Stella

monopolizza lo stand

C

’era tutta la storia del camion

sui 1.600 mq (circa) dell’area

espositiva Mercedes al Transpotec.

Al centro dello stand uno dei primi

veicoli ideati da Gottlieb Daimler:

un esemplare del 1896, con motore

due cilindri Phoenix a benzina da 4

cv e una capacità di carico di 1.500

chili. Una ricostruzione, naturalmente,

tuttavia fedelmente realizzata sulla

base dei disegni originali. Il suo

fascino è unico. E a testimoniarlo c’è

la grande curiosità che suscita nei

visitatori questo autentico gioiello. Che

non era lì a caso, bensì a ricordarci e

a celebrare i (primi) 130 anni di storia

del camion. Tutt’intorno, una parata

di Actros, il camion della svolta.

Il modello che fin dalla sua prima

apparizione, anno 1996, ha saputo

alzare l’asticella incarnando, come

con giustificato orgoglio sottolineano

ancora oggi gli uomini della Stella, «il

passaggio da un veicolo industriale

tradizionale a uno strumento di lavoro

altamente avanzato e connesso

elettronicamente». Sono passati

trent’anni da quella prima apparizione,

ma puntualmente ogni volta Actros ha

saputo guardare avanti e guidare il

cambiamento. La prima volta, appunto,

nel 1996 (freni a disco su tutte le

ruote, sovrabbondanza di elettronica,

Can-bus, cambio automatizzato Eps),

e da lì ancora, ad esempio, nel 2006

con l’Active brake assist, nel 2011

anticipando di due anni lo step Euro

6. E ancora, dopo una serie di mirati

interventi finalizzati all’efficienza e al

rendimento con tanto di importante

taglio dei consumi, nel 2018 con

l’introduzione delle Mirror Cam. Ecco,

in questo modo sobrio ed elegante al

tempo stesso, Mercedes al Transpotec

ha fatto sintesi di 130 anni di storia

del truck. Che la stessa Stella per

prima ha portato sulla scena in

quel lontano 1896. Tra heritage e

innovazione, duque, Mercedes ha

messo sotto i riflettori l’Actros nelle

sue diverse declinazioni, con motore

diesel o cento per cento elettrico.

CHI PIÙ NE HA

PIÙ NE METTA

In passerella,

l’Actros L ProCabin

nell’elegante

livrea street art

firmata Ale Senso,

l’originale versione

Verde mamba per

la massima qualità

di vita a bordo,

la sportiveggiante

esecuzione Rino

Custom. Roba da

lustrarsi gli occhi,

insomma, nell’anno

che celebra

un traguardo

importante per

l’ammiraglia della

Stella.

UN MODELLO CHE CONTINUA AD ATTRARRE

Sull’eleganza dell’Actros non si

discute, così come sull’originalità

della linea che non appartiene alla

sfera del puro esercizio stilistico,

bensì è stata pensata e disegnata

(dal vento potremmo dire) in

funzione del migliore rendimento

aerodinamico. Anche per questo,

ma non soltanto, l’Actros conquista

sempre più consensi da parte della

clientela professionale. Proprio in

occasione del Transpotec, Daimler

Truck Italia ha comunicato la notizia

dell’acquisto di venti esemplari

dell’Actros L ProCabin da parte di

Fasulo Trasporti, realtà con sede

in provincia di Caserta attiva da

oltre cinquant’anni nel settore di

trasporti e della logistica. Tra i

motivi della scelta, come detto

proprio dal management di Daimler

Trucks Italia, la condivisione con

Mercedes di un approccio orientato

all’efficienza e alla sicurezza. Valori

che da sempre fanno parte del Dna

del marchio tedesco, come anche la

partecipazione all’edizione 2026 di

Transpotec ha dimostrato.

ARRIVANO LE ETICHETTE DI SOSTENIBILITÀ

Renault Trucks ha annunciato

proprio a Transpotec l’avvio

di una campagna che mira ad

assegnare una ‘etichetta di

decarbonizzazione’ ai tanti veicoli

in gamma, in base alle loro

caratteristiche: Platino agli elettrici;

Oro ai veicoli termici più avanzati e

con soluzioni, come le telecamere

al posto degli specchi, che danno

benefici in termini di riduzione delle

emissioni; Argento ai veicoli termici

nuovi e Bronzo a quelli usati. Già,

perché la valorizzazione dell’usato

TUTTI DANNO

UN CONTRIBUTO

In alto, la grande

novità di Renault

Trucks, il T 780

che massimizza

l’autonomia (fino

a 660 km) grazie

all’e-axle e alla

presenza di fino a

8 pacchi batterie.

Si tratta ancora

di un prototipo,

ma si avvicina

la produzione.

Secondo la Casa

francese, anche

l’usato certificato

può dare una

mano a ridurre le

emissioni.

certificato Renault Trucks è stato

un altro dei messaggi cardine della

Casa francese alla fiera meneghina.

«Obiettivo della campagna è togliere

il senso della responsabilità ai

trasportatori», ha detto l’Ad Edouard

Savelli, sfoggiando un ottimo

italiano. «Non tutti i clienti hanno

la forza di passare all’elettrico,

ma questo non significa che non

si possano fare dei passi avanti

importanti in ottica di riduzione delle

emissioni nocive, e ora lo vogliamo

mostrare concretamente».

RENAULT TRUCKS

VENTAGLIO SEMPRE

PIÙ AMPIO

Debutta in Italia il

pesante elettrico T 780

con l’e-axle. Si punta

anche sull’usato

La decarbonizzazione nel trasporto

merci si raggiungerà con il

contributo di tante tecnologie,

di diverse alimentazioni. Ne è

convinta anche Renault Trucks,

che ha riaffermato con forza questo

messaggio. E lo ha fatto presentando

alcune novità interessanti, con

un paio di primizie assolute per il

mercato italiano. Partiamo dal T

780 E-Tech che a Transpotec ha

vissuto l’anteprima italiana. Grazie

al nuovissimo assale elettrificato, è

possibile montare fino a otto pacchi

batterie per un totale di ben 780

kilowattora disponibili, che consentono

di raggiungere un’autonomia best in

class di 660 chilometri. Per assorbire il

carico, il T 780 monta un terzo assale

sollevabile ed è predisposto per la

ricarica megawatt, con una possibilità

(teorica, al momento) di ricarica dal

20 all’80 per cento in appena 40

minuti. Restano in gamma i trattori

elettrici ‘tradizionali’, il T 585 e il T

540 in configurazione 4x2, mentre

per il trasporto regionale e urbano

ecco il D14 E-Tech, anche questo

presentato lo scorso anno a Lione. E

poi i furgoni, con il Master off-road

a trazione anteriore, pensato per

operare anche su terreni sconnessi e

sterrati. Sarà disponibile da settembre,

in versione sia diesel, sia elettrica.

Per il trasporto passeggeri, invece,

anteprima assoluta per il Master

Combi diesel. Tornando ai camion,

allo stand abbiamo visto anche il T

Smart Racer MY2026, l’ultimissima

versione dell’ammiraglia termica di

Renault Trucks, naturalmente per

il lungo raggio. E poi, attenzione

all’usato, con la linea T01 Racing a

rubare la scena. «Non tutti i veicoli

possono diventare T01 Racing», ha

spiegato il responsabile dell’Usato

di Renault Trucks Italia, Diego Isaia.

«Possono diventarlo solo quelli della

gamma Evolution, e solo se rispettano

determinate caratteristiche. La Used

Truck Factory di Renault Trucks, in

questo senso, è garanzia assoluta».

25



TRUCK

26

SCANIA

SOSTENIBILITÀ

E SICUREZZA

Il Grifone scende in

campo con il suo

ecosistema integrato

per il trasporto

Sarà per la storia ultracentenaria

del costruttore di Södertälje, per

la riconosciuta e apprezzata qualità

che da sempre distingue la sua

produzione, fatto sta che una visita

all’area espositiva Scania in occasione

di un qualunque salone del truck

nazionale o estero, non soltanto non è

mai cosa banale, ma soprattutto offre

numerosi spunti di sicuro interesse.

In occasione del Transpotec il Grifone

ha riassunto tutto questo in quel

concetto di ecosistema intregrato di

soluzioni per il trasporto che mette al

centro della scena il cliente ed è oggi

sempre più indirizzato a un trasporto

realmente sostenibile. Che, si badi

bene, non significa proporre una sola

ricetta, bensì esplorare anche differenti

strade e tecnologie (ad esempio

l’idrogeno con celle a combustibile),

senza con ciò dimenticare sicurezza

e servizi. Che è poi esattamente

quello che il costruttore svedese ha

messo sul piatto, o meglio sul proprio

stand. Per dire di una presenza

tutta sostanza, c’era il nuovo truck

cento per cento elettrico dotato di un

sistema di ricarica Mcs (modalità

che consente di recuperare 400

chilometri di autonomia in soli 30

minuti di ricarica) e che grazie al

concetto di modularità delle batterie

propone soluzioni tailor made per

trattori e carri. Non poteva poi

mancare un’autorevole rappresentanza

della gamma Super, che non va

dimenticato essere compatibile

anche con i biocarburanti Hvo 100.

E poi ancora la chicca della special

edition The Wolf, celebrativa del

50° anniversario di Scania Financial

Services in Italia, mentre relativamente

non è passata inosservata l’autobotte

sviluppata con Bai per gli interventi

di emergenza al traforo del Monte

Bianco. Un agile quattro assi da

32 ton per 9 metri di lunghezza,

capace di imbarcare 12 mila litri

d’acqua, dotata di due serbatoi per

schiumogeni, una pompa centrifuga a

doppio stadio da 4.500 litri al minuto.

CHICCHE ANCHE

PER GLI OCCHI

Ci riferiamo, in

particolare, al

veicolo speciale

per applicazioni

antincendio

che Scania ha

sviluppato con

Bai per interventi

di emergenza al

traforo del monte

Bianco (sopra, in

rosso). Accanto,

lo Scania elettrico

predisposto per la

ricarica megawatt

con accanto

una colonnina

di ricarica Mcs

Kempower.

CHIGGIATO PUNTA SULL’ECCELLENZA

Leggendo tra le righe dell’annuncio

ufficializzato nel corso di un

incontro stampa al Transpotec

relativo all’ordine da parte di

Chiggiato di 200 veicoli Scania

che prenderanno posto nei

prossimi due anni nella flotta

dell’autotrasportatore veneto, vien

da pensare che non sempre vale

la regola dell’uno vale uno. Lo

conferma il caso dell’operatore di

Piombino Dese, tra i più affermati

anche a livello internazionale nella

logistica farmaceutica, con una

spiccata specializzazione nelle

lunghissime distanze (alcune tratte

si spingono fino al Medio Oriente

e all’Iran). Per Chiggiato, infatti,

per quanto ovviamente importante,

il camion è soltanto uno degli

elementi attorno al quale deve

ruotare un sistema necessariamente

più articolato che, nella visione

di questa azienda, per dirla con

le parole dell’Ad Luca Chiggiato,

comprende «assistenza, un adeguato

supporto, ma soprattutto la capacità

di esserci quando serve».

SI PUNTA FORTE

SUL MOTORE

Un po’ a

sorpresa, Volvo

non ha esposto

camion elettrici

all’edizione 2026

di Transpotec,

preferendo porre

l’accento sulle

soluzioni diesel

o a gas, anche in

declinazione ‘bio’.

Si è poi parlato

di ciò che verrà,

cioè dell’atteso

aggiornamento

dei motori D13

all’insegna di un

ulteriore ritocco

di efficienza.

VOLVO TRUCKS

GRANDI NOVITÀ

IN VISTA

Diesel e gas

protagonisti in fiera, in

attesa dei nuovi motori

da 13 litri

La presenza di Volvo Trucks Italia

a Transpotec Logitec 2026 ha

confermato una linea che ormai

sembra chiara: la transizione del

trasporto pesante non passa da

una sola tecnologia, ma da una

combinazione di efficienza, carburanti

alternativi e servizi capaci di incidere

sui costi di esercizio. Il costruttore

svedese, che ha aperto questo 2026

alla grande, facendo segnare un +38,6

per cento sul fronte immatricolazioni

nel primo trimestre (dati Anfia), ha

scelto di non organizzare conferenze

stampa in occasione di Transpotec.

Tutti i riflettori sono stati puntati sui

due veicoli esposti. Il primo, un Volvo

Fh WonderFuel, trattore 4x2 diesel/

biocarburanti con cabina Fh Aero

Globetrotter e motore D13 Euro 6

da 500 cavalli. La configurazione,

proposta con una livrea ispirata ai

colori svedesi, riunisce soluzioni per il

contenimento dei consumi: pacchetto

I-Save, aerodinamica curata, cambio

I-Shift, pneumatici a bassa resistenza

al rotolamento e Camera monitoring

system. Un insieme di soluzioni utili

a massimizzare il rendimento nel

lungo raggio. Fari puntati anche sul

Volvo Fh Aero alimentato a gas/

biogas, trattore 4x2 spinto dal motore

G13-Lng Euro 6 da 500 cavalli. Qui

l’aerodinamica della cabina Aero

si combina con il biogas per offrire

una soluzione già disponibile a chi

vuole ridurre l’impronta carbonica

mantenendo autonomia, coppia e

ottima guidabilità. La presenza in

fiera si è inserita anche nel quadro

dell’annuncio della nuova piattaforma

di motori da 13 litri. Secondo Volvo, la

nuova generazione - che, va precisato,

non era installata sul camion

esposto a Transpotec - potrà ridurre

i consumi fino al 4 per cento rispetto

al precedente D13 e sarà disponibile

per Fm, Fmx, Fh e Fh Aero. Il lancio

di questo nuovo propulsore dimostra

che il motore a combustione mantiene

un ruolo importante nella strategia

dell’azienda verso il futuro.

27



VAN

28

DONGFENG

CAPITANO

MIO CAPITANO

Captain, Z9 e Paladin.

Conviene imparare

a familiarizzare con

questi nomi

Non sono state molte le anteprime

di veicoli che abbiamo potuto

ammirare a Milano. Per questo

motivo, il debutto ufficiale dei veicoli

commerciali leggeri Dongfeng sul

mercato italiano, ed europeo, era

davvero molto attesa. Il marchio

cinese, già ben presente anche

in Italia con le vetture dei marchi

Dongfeng, Voyah e MHero, ha

presentato un furgone, un pick-up e

un fuoristrada immatricolabile anche

come autocarro. Al momento, si tratta

di veicoli con motore termico, anche

se non è escluso che Dongfeng

possa arrivare nel prossimo futuro

anche con veicoli elettrici. «Con la

gamma di veicoli commerciali leggeri,

Dongfeng propone risposte efficaci ai

bisogni delle categorie professionali

e amplia ulteriormente la propria

offerta sul mercato italiano», ha detto

Massimiliano Alesi, direttore generale

di Dongfeng Motor Italia. Ma vediamo

quali sono le caratteristiche dei nuovi

veicoli Dongfeng che saranno presto

disponibili anche sul mercato italiano.

Il Captain v9 cargo è un large van

disponibile nella doppia versione:

furgonato e autotelaio. Garantito

5 anni o 150 mila chilometri, è

equipaggiato con motore diesel a 4

cilindri in linea e 2,3 litri di cilindrata,

in grado di generare 134 cavalli di

potenza e 350 Nm di coppia massima.

A pieno carico, il van ha una capacità

totale fino a 4,5 ton e volume di

carico di 12 metri cubi. Il cambio è

manuale a sei marce con servosterzo

idraulico. Anche nel caso del pickup,

il motore diesel da 2,3 litri eroga

150 o 190 cavalli a seconda della

versione. Il passo è in ogni caso di

3.300 millimetri e anche le dimensioni

restano invariate. Due le opzioni per

il cambio: manuale a 6 marce oppure

automatizzato a 8 rapporti, fornito

da Zf. Infine, il Paladin a trazione

integrale monta motore a benzina

Mitsubishi da due litri di cilindrata e

ben 218 cavalli di potenza, abbinato a

un cambio automatico a 8 rapporti.

ATTACCO A

TRE PUNTE

Dongfeng entra

dunque nell’agone

del trasporto

commerciale

anche in Italia,

scegliendo

Transpotec come

trampolino di

lancio anche a

livello europeo.

Qui tutti i modelli

in gamma: dal

Captain v9 cargo

(in alto) al pick-up

Z9, fino al Paladin,

qui in basso,

immatricolabile

anche come

autocarro.

MASSIMA

VERSATILITÀ

Come mostrato

chiaramente

proprio alla

rassegna milanese,

dove Kia faceva

il suo esordio

assoluto, la

Casa coreana

sta lavorando

alacremente

con gli allestitori

per aumentare

le opzioni a

disposizione

dei clienti che

scelgono il van

elettrico Pv5 per

le loro missioni di

trasporto.

KIA

SIAMO SOLTANTO

ALL’INIZIO

Si amplia la gamma

di opzioni per il Pv5

anche grazie al lavoro

degli allestitori

Transpotec 2026, Kia ha portato

A la propria gamma Pbv, acronimo

con cui il marchio identifica una nuova

famiglia di veicoli elettrici modulari

pensati per rispondere a esigenze

diverse. Protagonista il Kia Pv5,

modello che ha segnato l’ingresso

del costruttore nel mercato dei veicoli

commerciali leggeri elettrici. Giuseppe

Bitti, Ceo di Kia Italia, ha ricondotto

il progetto al percorso avviato nel

2021 con il piano industriale ‘Plan S’,

passaggio strategico che ha portato

prima al rinnovamento della gamma

passenger car e, di recente, a quella

dei veicoli professionali. Secondo

quanto illustrato dal manager, la

famiglia Pbv ha già raccolto 8.500

ordini a livello globale, con un obiettivo

di 54 mila unità nel 2026 e circa

230 mila entro il 2030, considerando

anche l’arrivo dei futuri Pv7 e Pv9,

previsti rispettivamente nel 2027

e nel 2029. Ad Alfonso Tallarico,

responsabile del progetto Pbv per

Kia Italia, il compito di presentare nel

dettaglio le varie configurazioni del

Pv5. Tra tutte, la principale novità

mostrata a Transpotec: la versione

chassis cab, «pensata per accogliere

allestimenti differenti mantenendo

inalterata la qualità costruttiva Kia».

Fronte allestimenti, Kia prevede di

introdurne sei durante quest’anno,

tra cui Cargo L1H1 a due posti,

L2H1 a tre posti e L2H2 con altezza

maggiorata. L’obiettivo è arrivare a

quaranta configurazioni complessive,

rafforzando così il posizionamento

del Pv5 come piattaforma elettrica

versatile. A Transpotec è stata messa

in luce anche la collaborazione

con Focaccia Group e Scattolini.

Quest’ultimo ha presentato soluzioni

con cassone fisso e cassone

ribaltabile. La versione con cassone

fisso prevede una portata superiore a

700 chili, mentre è in fase avanzata di

sviluppo anche una configurazione box

da circa 8 metri cubi, destinata a chi

cerca maggiore volumetria in ambito

urbano.

29



VAN/TRAILER

30

STELLANTIS

DAL TRIS ALLE

SOLUZIONI SU MISURA

Il ritorno del gruppo a

Transpotec è stato un

bel segnale di vivacità

e partecipazione

Stellantis Pro One si è presentata a

Transpotec 2026 con le credenziali

di dominatrice del mercato italiano dei

veicoli commerciali leggeri. Nei primi

quattro mesi dell’anno, la Bu dedicata

ha raggiunto una quota del 39 per

cento (24.383 immatricolazioni). Nel

corso della conferenza stampa, Guido

Bevilacqua, direttore di Stellantis

Pro One in Italia, ha sottolineato che

i numeri rappresentano un vanto

soprattutto se letti come espressione

della fiducia di clienti e concessionari.

Fiducia che passa – tra le altre

cose – dalla rete distributiva e di

assistenza, uno degli asset principali

del gruppo. La strategia dell’azienda

è chiara, e si fonda su una struttura

dedicata ai veicoli commerciali, una

gamma che copre ogni segmento e

un’offerta articolata tra motorizzazioni

termiche ed elettriche. Relativamente

all’elettrificazione, Stellantis propone

versioni a batteria su tutti i principali

modelli e ha avviato iniziative

commerciali per rendere il passaggio

al Bev più accessibile, con versioni

elettriche proposte allo stesso prezzo

del diesel su alcune fasce di gamma.

Tra le novità esposte a Transpotec

spicca il Fiat Professional Tris,

presentato in anteprima nazionale.

Disponibile nelle versioni pick-up

e cargo box, il veicolo è pensato

per l’ultimo miglio e per i contesti

urbani, centri storici compresi.

Ha un’autonomia dichiarata di 90

chilometri, una portata superiore a

350 chili e un’area di carico di circa

2,25 metri quadrati, sufficiente per

ospitare un europallet standard.

Accanto al Tris, Stellantis Pro One

ha mostrato anche alcune soluzioni

allestite nell’ambito del programma

CustomFit, che permette di adattare

i veicoli alle esigenze operative dei

clienti. Personalizzazione che, come

sottolineato da Salvatore Cardile,

direttore marketing di Stellantis

Pro One Italia, «completa il veicolo

commerciale come un abito su misura

per il lavoro».

LA SCOMMESSA

PER IL LAST MILE

Anteprima

Stellantis a

Transpotec, il Tris

di Fiat Professional

ha tutta l’aria

di essere una

vera e propria

scommessa

per il trasporto

dell’ultimo miglio.

Tre ruote e

diversi possibili

allestimenti per

un veicolo agile

che sarà chiamato

ad affrontare le

consegne nei

centri storici delle

nostre città.

ALTA QUALITÀ

NELLE NICCHIE

La scelta di

concentrarsi

su mercati di

nicchia e molto

specializzati ha

segnato uno

spartiacque

nella trentennale

storia di Multitrax,

distributore

oggi molto

riconosciuto sul

mercato italiano.

I semirimorchi a

doppio piano,

come quello

scelto da Italtrans

per Esselunga, ne

sono un esempio.

SEMIRIMORCHIO A DOPPIO PIANO PER ESSELUNGA

Italtrans, gruppo di rilievo nel

settore del trasporto merci e

della logistica, ha introdotto nella

propria flotta un semirimorchio a

doppio piano Burgers destinato

all’operatività logistica di Esselunga.

Il veicolo, importato in esclusiva

per l’Italia proprio da Multitrax,

è già impiegato sulle tratte di

collegamento tra i poli di Pioltello,

Biandrate e Sesto Fiorentino.

Secondo Burgers, l’impiego del

veicolo può generare un risparmio

medio del 40 per cento delle

emissioni climalteranti, grazie

soprattutto alla riduzione dei viaggi:

due percorrenze al posto di tre

per trasportare la stessa quantità

di merce. «Questo è l’esempio

di come la stretta collaborazione

tra committenza, trasportatore e

fornitore possa portare a un risultato

virtuoso per l’intero sistema», ha

dichiarato Alberto Maggi. Peraltro, Il

semirimorchio mantiene dimensioni

analoghe a quelle di un veicolo

tradizionale, con una lunghezza di

13,6 metri e un’altezza di 4 metri.

MULTITRAX

NELL’ANNO DEI

TRENTA

Partecipazione con

anniversario per il

distributore cremonese

di semirimorchi

Transpotec Logitec 2026, Multitrax

A ha vissuto un’altra tappa del

suo ‘Multitrax on tour”, serie di

appuntamenti nati per celebrare i

trent’anni di un’attività che dal 1996

trova le sue radici nella visione e

nell’impegno della famiglia Maggi. La

conferenza stampa, andata in scena

nella giornata inaugurale del salone

milanese, è stata un’occasione per

raccontare l’evoluzione di un’impresa

che ha scelto di crescere restando

fedele ad alcuni principi fondamentali.

Ed è stato proprio Alberto Maggi,

figlio del compianto fondatore

Rinaldo Maggi, a ripercorrere le

tappe principali della storia aziendale.

Tra queste, quella vissuta nel 2011

e che ha portato a un cambio di

passo decisivo: la chiusura della

collaborazione con Kögel e la scelta

di concentrarsi su mercati di nicchia,

dove una realtà specializzata poteva

fare davvero la differenza. E poi il

2016, anno in cui sono nate nuove

divisioni aziendali, tra cui quella del

noleggio e del service. La prima,

che ha permesso ai clienti di gestire

meglio i picchi di lavoro e ridurre

il rischio d’impresa; la seconda,

utile a rafforzare il supporto postvendita

e trasformare Multitrax in un

partner più completo. Altra annata

importante quella del 2022. Quattro

anni fa l’azienda cremonese diventava

società benefit e introduceva così

nelle proprie decisioni parametri di

valutazione diversi, tra cui l’impatto

su persone e ambiente. Ed è da

questa nuova prospettiva che nasce

l’accordo di importazione esclusiva

con Burgers, specialista nel

segmento dei semirimorchi a doppio

piano ricondizionati. Veicoli capaci

di aumentare fino al 60 per cento il

carico trasportato, riducendo viaggi,

emissioni e fabbisogno di autisti. Tante

storie, scelte più o meno giuste, un

unico filo conduttore: la capacità, e la

volontà, di ascoltare i clienti e le loro

esigenze, così da anticipare anche

quelle del mercato.

31



COMPONENTI & SERVIZI TRUCK

BARDAHL

LUBRIFICANTI

E ADDITIVI

Dall’esperienza

automotive al mondo

del trasporto pesante.

Lanciato il marchio Mac

Seconda partecipazione consecutiva

a Transpotec per Bardahl Italia,

marchio molto conosciuto nel mondo

del motorsport. Tante le novità

presentate quest’anno. «Abbiamo

ampliato la gamma nel settore heavyduty,

abbiamo sfruttato l’esperienza

accumulata nel settore automotive»,

racconta Guido Garbarino,

responsabile vendite di Bardahl

Italia. «Quello dell’autotrasporto è

un mondo che ha delle esigenze

molto importanti perché parliamo di

veicoli da lavoro. La nostra proposta,

infatti, non si ferma ai lubrificanti

ma include anche gli additivi, oltre

ad attrezzature specifiche per il

mantenimento dei veicoli. E poi

proprio a Milano abbiamo vissuto

FLEET 220

SERVIZI PER

LA RICARICA

Dalla consulenza

alla gestione

dell’infrastruttura, fino

alla rendicontazione

Migliorare la gestione delle

flotte elettriche attraverso

una serie di servizi integrati che

vanno dalla consulenza fino

alla gestione completa delle

infrastrutture di ricarica. Questa

è la missione, in breve, di Fleet

220, società del gruppo Route 220

che ha partecipato direttamente a

Transpotec Logitec 2026. «Negli

ultimi due anni ci siamo avvicinati

al mondo della logistica pesante

perché pensavamo di poter portare

l’esperienza accumulata con le

flotte di auto aziendali anche

nel mondo della logistica», ci ha

detto il Business developer di

Fleet 220, Fabrizio Vallero. «Noi

il lancio ufficiale del brand Mac,

una gamma di oli motore dedicata

alla trazione pesante, che hanno le

approvazioni ufficiali dei principali

costruttori di veicoli pesanti. Una

gamma già sul mercato e pensata

proprio per le esigenze dei camion

pesanti.

forniamo e gestiamo stazioni di

ricarica per i depositi, che sono

la principale fonte di ricarica dei

mezzi elettrici pesanti. Poi abbiamo

un’app che serve per la ricarica

pubblica, si chiama MyHeavyTruck,

è scaricabile sugli store principali

ed è dedicata ai nostri clienti che

lì possono trovare tutti i punti di

ricarica pubblica». Le ricariche

private e pubbliche vengono

rendicontate su una piattaforma

di gestione che permette anche

di rendicontare la CO 2

evitata

all’ambiente e la CO 2

prodotta per

chilometro per tonnellata, elemento

obbligatorio per i bilancio di

sostenibilità.

INFOGESTWEB

BORSA CARICHI

RELAZIONALE

Golia Exchange va oltre

la ‘normale’ borsa carichi,

anche grazie all’utilizzo

intelligente dei dati

La grande novità della presenza

di Infogestweb al Transpotec

2026 è la borsa carichi Golia

Exchange, detta relazionale perché

«promuove le relazioni fra gli

operatori affidabili. L’affidabilità

JOST

SI PRESENTA

ANCHE HYVA

Sicurezza,

digitalizzazione e

sostenibilità i cardini

dell’azione di Jost

Non soltanto ralle: Jost è un gruppo

di primissimo piano a livello

internazionale nella componentistica

chiave per i veicoli pesanti. Sicurezza,

digitalizzazione e riduzione dell’impatto

ambientale sono le direttrici principali

dell’azione di Jost, anche in Italia,

e anche a Transpotec, come ci ha

confermato il direttore generale

la valutiamo, la certifichiamo noi,

grazie al fatto che conosciamo le

aziende, nel senso che le invitiamo

direttamente, le conosciamo dal punto

di vista operativo, dell’affidabilità,

anche economico-finanziaria», ci ha

PETRONAS

ORIENTATI

AL FUTURO

Dal centro R&D di

Santena soluzioni

per powertrain

endotermici ed elettrici

Lubrificanti per veicoli con motore

a combustione interna, ma

anche per i nuovi veicoli elettrici.

Si sdoppia l’anima di Petronas,

all’avanguardia anche grazie

Francesco Zucco. Peraltro, quella di

Milano è stata la prima partecipazione

e un evento fieristico insieme a

Hyva, brand acquisito di recente e

specializzato in soluzioni idrauliche

per gli allestimenti. «Ci stiamo

raccontato Claudio Carrano, fondatore

di Infogestweb-Golia. Altro aspetto da

sottolineare è quello della tecnologia.

«Ovviamente sfruttiamo quella più

moderna, grazie alla quale i carichi,

quindi le opportunità di carico offerte a

all’innovativo centro di ricerca

globale con sede a Santena, in

provincia di Torino. In gamma,

Petronas ha anche un fluido

che serve per il raffreddamento

di pacchi batterie o dell’inverter,

componenti fondamentali nella

catena cinematica dei veicoli,

anche pesanti, a zero emissioni

allo scarico.

affacciando anche in Italia con i nostri

kit e siamo molto contenti di poter

esporre insieme a Jost la nostra offerta

complementare per i clienti», aggiunge

Gian Marco Fulgeri, country manager

di Hyva.

chi si propone come vettore, vengono

automaticamente selezionati in base

all’attività svolta dai vettori. Quindi,

i vettori stessi si trovano proposti in

automatico i carichi più opportuni»,

aggiunge Carrano in conclusione.

32

33



COMPONENTI & SERVIZI

TOTALENERGIES

RIGENERARE

34

È BELLO

Rubia Ever è la gamma

di lubrificanti con fino

al 50 per cento di olio

rigenerato

Si chiama Rubia Ever la

nuova gamma di lubrificanti

che TotalEnergies ha portato a

Transpotec 2026. Lubrificanti dedicati

espressamente ai veicoli industriali

pesanti, sui quali il gruppo francese,

punto di riferimento globale nel

settore dell’energia, ha molto investito

in termini di ricerca e di sviluppo.

Ce lo ha confermato l’Area manager

Alessandro Chiello proprio alla

rassegna meneghina. Scendendo più

nello specifico delle caratteristiche

del prodotto, Rubia Ever è un

lubrificante composto sino al 50 per

cento da olio rigenerato ed è un

lubrificante in grado di mantenere le

omologazioni dei principali costruttori.

VDO

SPECIALISTI DEL

TACHIGRAFO

Focus sulla formazione

e sui prossimi passi

della normativa sul

trasporto leggero

Tachigrafo e telematica sono il

pane quotidiano di Vdo, che ha

di recente vissuto una importante

trasformazione societaria passando

sotto il cappello di Aumovio. La

partecipazione a Transpotec 2026

è servita anche per confermare

i piani strategici del gruppo,

impegnato peraltro insieme a Iveco

nel supporto al progetto sociale

con PizzAut di cui parliamo nelle

pagine precedenti. Stando attenti

all’evoluzione delle normative,

invece, la dfata da segnare sul

taccuino è quella del 1° luglio,

quando il cronotachifrago sarà

obbligatorio anche sui veicoli

commerciali leggeri che fanno

«Tutto questo chiaramente va

nella direzione della sostenibilità

ambientale per rispondere proprio

alle esigenze del mercato e dei nostri

clienti», spiega Alessandro Chiello,

confermando le tendenze in atto

nell’autotrasporto.

servizio transnazionale. «Siamo

pronti anche per accompagnare

queste nuove aziende che

dovranno usare il tachigrafo

e hanno in gamma veicoli

commerciali leggeri», ha detto ai

nostri microfoni Ugo Mazzucco,

coordinatore Vdo Academy.

«Abbiamo sia la strumentazione,

sia soprattutto le competenze

per poterle seguire in maniera

corretta». E sulla Vdo

Academy: «è uno strumento

che segue la formazione

degli autisti a 360 gradi

per aiutarli a utilizzare al

meglio uno

strumento

WEBASTO

FUTURO IN

MOVIMENTO

È lo slogan scelto dal

gruppo tedesco per

celebrare i primi 125 anni

dell’azienda

Sono ben 125 anni che Webasto

è presente sul mercato. Davvero

tanto tempo e tanta specializzazione,

al punto che il nome stesso

dell’azienda è diventato sinonimo della

climatizzazione della cabina dei veicoli

fondamentale per la loro attività

come il tachigrafo, rispettando le

normative».

CARRIER

REFRIGERATO

SOSTENIBILE

Grande attenzione

all’elettrificazione,

anche in un’ottica

di retrofit

Carrier Transicold ha portato alla

fiera Solutrans 2025 l’intera

gamma di tecnologie per il trasporto

refrigerato, pensate per migliorare

efficienza, sostenibilità e affidabilità.

Tra le novità spicca [R]eCool, il sistema

plug-in di retrofit della batteria per i

gruppi frigoriferi Vector. La tecnologia

permette di convertire le unità diesel

DKV

NON SOLTANTO

CARTE

Dai pedaggi alla

telematica, Dkv si

propone in sempre più

vesti ai clienti

Nota principalmente per

le carte carburante, che

riguardano molto da vicino il

mondo dell’autotrasporto, il gruppo

Dkv ha subito un’evoluzione

dei semirimorchi in soluzioni ibride o

completamente elettriche, riducendo

emissioni, consumi e rumore. Certificato

R100, [R]eCool integra l’elettronica di

potenza Addvolt e un pacco batterie

con vita utile stimata oltre i 12 anni. A

abbastanza importante negli ultimi

anni, allargando notevolmente il

suo raggio d’azione. Per esempio,

spingendo sulla mobilità elettrica

e sull’accesso alla ricarica con

l’obiettivo di semplificare il più

possibile la vita ai clienti. Pedaggi e

telematica sono due mondi ulteriori

sui quali punta molto il gruppo

internazionale, guidato in Italia

sempre da Marco Berardelli.

Milano si è visto anche il convertitore di

potenza eCool-Drive, progettato per le

motrici elettriche: trasforma la corrente

continua ad alta tensione del veicolo

in corrente alternata per alimentare i

gruppi frigoriferi.

pesanti. Intendendo con questi sia

camion, sia autobus e coach, venendo

quindi incontro anche alle esigenze

dei visitatori di Nme. «Quest’anno

abbiamo portato per entrambi i

segmenti un condizionatore da tetto

per veicoli elettrici, il 120e, utilizzabile

sia su minibus che su veicoli

commerciali. Architettura da 400 o

800 volt e potenza di 12 kilowatt.Per i

veicoli tradizionali, invece, siamo usciti

con un nuovo riscaldatore ad aria

quindi l’Air top 25, un prodotto da due

chilowatt e mezzo che con gli stessi

consumi del modello da due chilowatt,

quindi della versione precedente, e

una rumorosità estremamente ridotta

garantisce performance e comfort agli

utenti».

35



Samoter 2026: report da Verona

FUORI I

MUSCOLI

La quasi contemporaneità con Transpotec ha reso

praticamente impossibile la partecipazione diretta dei

costruttori truck. Ciononostante, a Verona abbiamo

visto tanti camion, qualche anteprima e una fiera,

centro gravitazionale del construction in Italia, viva

Quella che si è svolta all’inizio di maggio,

dal 6 al 9 a Veronafiere, era un

po’ l’edizione del dentro o fuori per

Samoter, il salone del movimento terra che è

stato negli anni uno dei tre pilastri fieristici

nel settore del construction in Europa, insieme

all’inarrivabile bauma e a Intermat, che

si tiene a Parigi.

36 37



ECCO QUI

I CAMION

Come detto, la

presenza diretta

delle case sarebbe

stata davvero

complicata

quest’anno. Quindi,

Ford Trucks ha

partecipato con

Atlante Industriali,

Daf con Zarpellon,

Scania con

Mantella, Man

con Eurodiesel,

Mercedes-Benz

Trucks con

Trivellato e Renault

Trucks con Atena

Industrial. Questo

ha permesso di

vedere un bel

po’ di camion di

ultima generazione

in assetto da

construction.

ISUZU CON IL D-MAX AGGIORNATO

Chi non ha disertato

l’appuntamento

veronese, se non altro

per ragioni territoriali, se

ci consentite una battuta,

è Isuzu. Lo specialista

giapponese di light truck

e pick-up ha quindi

preferito concentrarsi su

un segmento cruclale per

la propria offerta, piuttosto

che presidiare un evento più

generalista. Così, Samoter è

stata l’occasione per vedere

per la prima volta la grande

anteprima di quest’anno

di Isuzu, vale a dire il

rinnovato pick-up D-Max,

adesso disponibile con

motore diesel da 2,2 litri

Maxforce. Resta invariata

la potenza, che tocca i 164

cavalli, cambia decisamente

la coppia, elemento non

di poco conto per un

veicolo di questo tipo. Il

nuovo motore, infatti, è

in grado di erogare 400

Nm di coppia a un regime

compreso tra 1.600 e

2.400 giri, contro i 360 del

precedente motore da 1,9

litri. Da segnalare anche il

ritorno del cambio manuale,

richiesto dai clienti,

insieme all’opzione di un

cambio automatico Aisin

a 8 rapporti. Ne parleremo

più approfonditamente nei

prossimi numeri. In mostra

allo stand anche i light truck

delle serie M e N che sono

stati rinnovati sia all’esterno

sia nel powertrain non più

tardi dello scorso anno.

38

BRIGADE VA OLTRE L’ANGOLO CIECO

Brigade è senza dubbio

tra i player di riferimento

nella commercializzazione di

sistemi di visione destinati

ai veicoli industriali. La

filiale italiana del gruppo

inglese quest’anno ha

deciso di raddoppiare i

suoi sforzi e partecipare

(non sono state tante le

aziende ad averlo fatto)

sia a Samoter sia, la

settimana successiva, a

Transpotec Logitec. In

mostra, chiaramente, le

soluzioni progettate per

aumentare la sicurezza

dei veicoli attraverso lo

sviluppo di sistemi di

visione che permettono al

conducente di avere sotto

controllo anche zone non

coperte né dalla visione

diretta, né tantomeno dagli

specchi. L’elemento forse

più innovativo che abbiamo

visto a Verona è stato il

prototipo di una soluzione

che si chiama ClearEye

e che, tramite l’utilizzo di

una doppia telecamera,

consente di vedere anche,

per esempio, la zona

davanti alla benna di una

pala gommata. Dal punto di

vista software, l’algoritmo

governato dall’intelligenza

artificiale consente di

proiettare l’immagine su uno

schermo. Sul mercato non

prima della fine dell’anno.

Tre appuntamenti che scandiscono, a cadenza triennale,

la vita in un settore che muove davvero tanto

interesse e che tocca molto da vicino quello di cui

noi ci occupiamo ogni giorno, i camion. Era, quella

di quest’anno, la prima edizione non lambita da

quel terremoto pandemico che, nel 2020, aveva costretto

gli organizzatori a spostarne più volte la data,

fino al rinvio nel 2023, saltando quindi un turno.

Aumenta la presenza internazionale

Quest’anno si è tornati alla normalità e a una cadenza

a cui gli operatori del settore sono storicamente

abituati. Veronafiere, che organizza la manifestazione

in partnership con Unacea e Cece, quindi le

principali associazioni di settore a livello nazionale

e internazionale, ha provato a mischiare le carte

eliminando una giornata di fiera (da cinque a quattro),

introducendo la novità del Cantiere digitale e

dando ulteriore risalto alla Samoter Academy che

ha l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del

construction. Risultato: oltre 42 mila operatori si

sono ritrovati a Verona contro i 41.200 dell’edizione

precedente, con una giornata in meno. Inoltre, gli

organizzatori hanno messo in risalto il dato di un

più 38 per cento di visitatori esteri. La superficie

espositiva è stata aumentata di circa il 20 per cento

tra area interna ed esterna e ha accolto 526 espositori,

di cui 124 esteri.

E i camion? Beh, c’erano, come testimoniano le

foto che pubblichiamo in queste pagine. Non era

scontato, vista soprattutto la quasi contemporaneità

(ma non si poteva proprio trovare un’altra collocazione

temporale?) con Transpotec Logitec, che

si è svolta a Milano la settimana successiva. Impossibile,

letteralmente, per i costruttori attivi nello

stradale e nell’off-road partecipare direttamente a

entrambe le manifestazioni. Su Samoter ha puntato

Astra (ne parliamo in dettaglio nelle pagine successive)

che ha presentato l’aggiornamento della propria

gamma, mentre quasi tutti gli altri costruttori

hanno partecipato a Samoter indirettamente, cioè

attraverso dealer o rivenditori specializzati nel segmento

off-road.

È troppo chiedere maggiore integrazione?

Pur restando essenzialmente un appuntamento focalizzato

sulle macchine movimento terra, una visione

più integrata e meno miope potrebbe forse, in

futuro, consentire al settore dei veicoli industriali

di sfruttare anche la vetrina di Samoter in modo

più completo.

La sensazione è che la fiera sia assolutamente viva

e considerata da chi opera nel construction. E quello

del cava cantiere – numeri di immatricolazioni alla

mano – è un segmento importante e in crescita del

trasporto commerciale.

Un segmento da oltre 3.300 camion venduti all’anno,

senza considerare i veicoli commerciali leggeri

di supporto alle attività dei cantieri. Non proprio

una nicchia.

39



40

La gamma Hdx di Astra

ROBUSTI

SU STRADA

E ANCHE IN

CAVA

Astra celebra l’80mo compleanno

rinnovando la gamma: a Samoter abbiamo

visto le nuove soluzioni cava cantiere ma

soprattutto l’Hdx 88.57 customizzato

per il traino eccezionale

Quello che vive Astra, nome che davvero

non ha bisogno di presentazioni quando si

parla di veicoli off-road o per trasporti eccezionali,

è un momento a metà tra celebrazione

e cambiamento. Quest’anno ricorrono, infatti, gli

80 anni dalla fondazione dell’azienda e, al tempo

stesso, il brand Astra è rientrato appieno nello

spin-off annunciato lo scorso anno all’interno di

Iveco Group, con Tata che ha acquisito una parte

dei marchi, mentre Astra è rientrato nel “pacchettodifesa”,

ceduto a Leonardo e scorporato, quindi,

dall’affare-Tata.

Da quel 1946, insomma, i cambiamenti sono stati

tanti. L’ultimo dei quali ha un nome preciso, Hdx,

evoluzione della ben nota gamma Hd9 che Astra

ha ben rappresentato a Samoter anche grazie a una

livrea che non passava di certo inosservata. Due i

veicoli in mostra: un trattore bi-uso in configurazione

8×8 omologato per un peso totale combinato

fino a 300 tonnellate con prestazioni eccezionali

(proprio come i trasporti per cui è pensato) in termini

di catena cinematica e capacità di traino e un

Hdx 84.57 allestito con un cassone a vasca tonda

da 20 metri cubi, in esposizione con la già citata

livrea celebrativa.

Partendo dal veicolo per trasporti eccezionali, a

Verona abbiamo chiesto a Carlo Acquati, platform

manager gamma Hd e responsabile veicoli speciali

ed eccezionali, di raccontarci le principali novità

della gamma Hdx, un’evoluzione resasi necessaria

principalmente per adempiere alla nuova normativa

sulle dotazioni di sicurezza e ausilio alla guida, la

Gsr II. I veicoli Hdx, infatti, dispongono di tutti i

sistemi obbligatori per legge nella categoria N3G

(quindi, off-road. Rispetto al camion 8x8, quello

visto in fiera ha trazione integrale e massa totale di

48 tonnellate a terra, che arrivano fino a ben 300

tonnellate nella combinazione, considerando quindi

anche la parte rimorchiata.

«Il telaio sono le stesse è estremamente rinforzato,

come da regola in Astra, specialmente nelle traverse

speciali anteriori e posteriori che garantiscono la

possibilità di utilizzare il veicolo sia in spinta che

in tiro, o in combinazione con altri veicoli», spiega

Acquati. «Dal punto di vista del powertrain, invece,

vengono mantenute le caratteristiche principali del

motore Fpt Cursor 13 common-rail da 570 cavalli,

mentre la trasmissione è fornita da Allison, insieme

a convertitore di coppia e retarder (ne parliamo nel

box qui a fianco, ndr)».

Una combinazione ‘monstre’ da 500 ton

Il veicolo per trasporti eccezionali può arrivare anche

oltre le 500 tonnellate quando traina in coppia.

Per questo, è stato necessario massimizzare le prestazioni.

«Abbiamo installato una transfer box, cioè

il ripartitore tra la trazione anteriore e posteriore,

speciale rispetto al passato perché garantisce una

riduzione nella marcia più lenta. Questo permette

di non solo diminuire la velocità, ma di incrementare,

grazie all’aumentato numero di giri dell’albero

di trasmissione, la capacità frenante, la coppia allo

spunto, fornendo prestazioni elevate».

Carlo Acquati precisa poi che l’utilizzo del veicolo

non va inteso soltanto su strade asfaltate, ma anche

su terreni accidentati e su pendenze che possono

essere importanti, specialmente nei tratti finali dei

percorsi. Soprattutto per questo si spiega la necessità

della trazione integrale. «Avere le massime

prestazioni nelle condizioni più impervie è l’obiettivo

di tutti i nostri veicoli, e questo camion non fa

eccezione», riassume.

Novità anche nella cabina, «rimodernata con una

nuova calandra, ma anche all’interno. Per questo

tipo di trasporti viene utilizzato, oltre ai comandi

del cambio Allison che sono, per così dire, i classici

comandi di un cambio automatico, anche un altro

monitor che permette, attraverso un collegamento

elettrico e nel caso di un traino in coppia, cioè con

due veicoli accoppiati collegati da un cavo elettrico,

di avere sott’occhio dati importanti dell’altro

veicolo, quali la marcia inserita, il numero di giri,

la temperatura dell’acqua, la velocità».

Raffreddamento non comune

Necessità particolari riguardano anche il sistema

di raffreddamento: quello comunemente montato

sui camion non basta nel caso di un veicolo per

trasporti eccezionali di questa portata. «Esatto. Per

questa ragione abbiamo inserito un sistema di raffreddamento

supplementare. Infatti, alle basse velocità

il radiatore con la ventola anteriore non è più

sufficiente. Per garantire la massima efficienza disponiamo

di radiatori supplementari per raffreddare

l’acqua, l’olio del cambio nella fase di trazione e di

Il veicolo 8x8 monta un motore Cursor 13

common-rail da 570 cavalli, trasmissione

Allison con convertitore di coppia e retarder.

Quest’ultima con una configurazione software

adatta all’utilizzo su percorsi misti

ALLISON OTTIMIZZA LA TRASMISSIONE

Insieme al propulsore,

cuore tecnologico

dell’Astra Hdx 88.57 è il

cambio Allison 4007 Sp

con rallentatore idraulico

integrato. Un cambio

«ottimizzato per veicoli

predisposti al trasporto

eccezionale, con capacità di

carico molto elevata e che

spesso lavorano a velocità

molto basse», ci ha spiegato

Simone Pace, Area sales

manager Italy di Allison.

«Nel caso di questo camion,

pur non

discostandosi

molto da

quelle

utilizzate

con i veicoli

Astra, la

trasmissione

ha avuto degli

adattamenti

retarder, l’olio della transfer box. Inoltre, siccome

l’impianto di raffreddamento è mosso da una ventola

idraulica, l’olio di questa stessa ventola deve

essere raffreddato per evitare problemi».

Completa la panoramica dei veicoli in mostra allo

stand Astra a Samoter il camion per impiego cava

cantiere, sempre della serie Hdx, 8x4 con telaio

disegnato e realizzato in-house da Astra. Anche in

questo caso, i motori Cursor sono forniti da Fpt

con potenze da 510 fino a 570 cavalli. «Quello che

abbiamo portato a Verona è un cabina corta con un

cambio Zf automatizzato, non automatico», racconta

sempre Acquati. «La peculiarità sta nel fatto di

avere un telaio maggiormente rigido alla torsione,

che nel caso di un cassone magari non fa così la

differenza. Nel caso, invece, di attrezzature come

pompe o betonpompe, molto più alte e che quindi

alzano il baricentro del veicolo, il nostro telaio

assicura una minore torsione, affaticando meno di

conseguenza la componentistica installata». Oltre al

cambio automatizzato, un modello del genere può

essere fornito anche con cambio manuale:

una richiesta abbastanza diffusa da parte

dei clienti. «Per alcuni utilizzi avere il

controllo della trazione, specialmente in

condizioni di pendenza, dà all’autista la

sensazione di avere un maggiore controllo

del mezzo. Succede più spesso di quanto

si possa pensare», conclude Acquati.

Fabrizio Dalle Nogare

specialmente a livello

software. Le marce sono

7 più due di retro, una

delle quali con velocità

ridotta per manovre che

richiedono precisione molto

elevata. Il vantaggio di

questo prodotto sta nell’alto

livello tecnologico, nella

presenza del convertitore

di coppia idraulico tra

motore e cambio e poi nel

supporto tecnico costante

e specializzato da parte di

Allison».

STORIE DI ALTA

TECNOLOGIA

E di partnership

vincenti,

aggiungeremmo.

Qui sopra, la

trasmissione 4007

Sp di Allison,

montata sul

camion bi-uso

8x8 per traino

eccezionale di

Astra. Il veicolo è

quello in apertura,

nell’altra pagina,

visto da davanti

e da dietro (in

basso). Sopra, un

altro modello della

rinnovata serie Hdx,

8x4 per utilizzo

cava cantiere

equipaggiato con

cassone a vasca

tonda da 20 metri

cubi.

41



Il motore Om473 sei cilindri da 15,6 litri è in

grado di sviluppare 625 cavalli a soli 1.600

giri al minuto. La coppia elevata, poi, assicura

elasticità di funzionamento che si abbina a una

guida fluida ed economica

42

Mercedes Actros L

IN QUALSIASI

CONDIZIONE

FA IL SUO

DOVERE

La Edilgrimaldi di Bardonecchia

ha inserito in gamma un

Mercedes Actros L Procabin

1863 che si adatta alla

perfezione al cava cantiere ma

anche ai trasporti eccezionali

Mercedes-Benz è un costruttore estremamente

specializzato nei veicoli cava-cantiere. Il

player tedesco ha infatti nel tempo sviluppato

una vera vocazione verso questo specifico settore

con allestimenti che derivano da un’esperienza sul

campo tra le maggiori al mondo. Non solo, quindi,

i mezzi cava-cantiere classici ma anche veicoli

stradali allestiti in modo specifico per operare

con efficienza e Tco competitivi nell’ambito della

cantieristica pesante. Inoltre, sappiamo molto bene

come, in Italia, i trattori stradali con vasca e semirimorchio

per il trasporto di macchine operatrici

abbiano poco alla volta preso piede nelle imprese di

settore ottimizzando la logistica dei cantieri grazie

alla maggiore libertà di movimento e velocità su

strada.

Tra i veicoli più interessanti presenti sulle strade

italiane vi è sicuramente il Mercedes-Benz Actros

L Procabin 1863 che da qualche mese lavora nei

cantieri della Edilgrimaldi di Bardonecchia, impresa

di costruzioni generali molto attiva anche nel movimento

terra. Un veicolo allestito in modo specifico

per un target estremamente pesante insieme al

concessionario Big Truck.

Cercare la massima polivalenza è l’obiettivo di tutte

le imprese che operano nel settore delle costruzioni.

Avere, infatti, nel proprio parco macchine dei

mezzi in grado di spaziare in contesti differenti è

oggettivamente una grande comodità. Edilgrimaldi

è sicuramente tra queste realtà e, forte anche di un

parco mezzi estremamente specializzato con diversi

Mercedes Arocs cava-cantiere e allestiti anche con

gru retrocabina ad alte prestazioni, ha voluto un

mezzo meno rigido ma che potesse al contempo

lavorare senza problemi nei cantieri più complessi.

Anche tenendo conto che l’impresa, che ha la propria

sede a Bardonecchia, opera prevalentemente in

territorio montano.

Il camion giusto per il cantiere giusto

La scelta di allestire in modo specifico il nuovo

Actros L Procabin 1863 nasce da specifiche esigenze

di lavoro dove questo veicolo, oltre ai trasporti

di macchine operatrici, spesso opera con semirimorchio

dotato di vasca ribaltabile per il trasporto

di materiali inerti. Materiali caricati molto spesso

all’interno di cantieri dove l’accessibilità non è

sempre garantita. Ma andiamo con ordine, perché

i contenuti di questo veicolo sono molto interessanti

e, forse, per ora unici sul mercato italiano.

La motorizzazione è l’apprezzato Om473 che, con

una cilindrata da 15,6 litri, è frazionato in sei cilindri.

Siamo di fronte alla versione di punta installata

sulla nuova gamma Actros che, quindi, sviluppa

460 chilowatt, ovvero 625 cavalli, a soli 1.600 giri

al minuto. La coppia è tra le più elevate in questa

classe di potenza e arriva a 3.000 Newtonmetri a

1.100 giri al minuto. Da questi primi dati deriva

quindi una elasticità di funzionamento che, già da

sola, garantisce una guida fluida ed economica.

Ma Edilgrimaldi, consultandosi con lo specialista

Big Truck, concessionaria Mercedes-Benz Trucks

per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ha voluto

sfruttare al massimo le doti motoristiche di questo

mezzo. L’Om473 è stato quindi abbinato ad alcuni

elementi fondamentali.

Infatti, la catena cinematica è stata pensata per

avere la possibilità di scaricare a terra in modo

ottimale potenza e coppia senza problemi e senza

mettere sotto sforzo gli organi meccanici. Quindi,

per quanto riguarda il cambio, si è scelto di andare

verso il 16 rapporti per una maggiore spaziatura.

Una precisa valutazione che consente di sfruttare

al massimo l’elasticità del propulsore riducendo

consumi e stress per l’autista. Al contempo si è

deciso per una gommatura generosa e la riduzione

ai mozzi. Quest’ultima è fondamentale per ridurre

gli stress meccanici e riuscire con dolcezza a disimpegnarsi

in situazioni complesse. Da quelle più

difficili, tipiche dei cantieri edili, a quelle classiche

di chi lavora molto in territori montagnosi e deve

ogni giorno impegnarsi in trasporti pesanti su pendenze

importanti. Questa scelta, fortemente consigliata

proprio dalla concessionaria Big Truck, si è

rivelata vincente nell’impiego in cui Edilgrimaldi

lo impegna ogni giorno.

Il ruolo delle sospensioni pneumatiche

Tutti questi elementi tecnici, sommati tra loro, permettono

di avere un mezzo stradale dalle elevate

capacità di movimento. Ma a nulla servirebbero

se non vi fossero a bordo le sospensioni integrali

pneumatiche. In questo modo è quindi possibile variare

l’assetto di 15 centimetri consentendo quindi

di accedere ai cantieri con fondi sconnessi mettendo

al sicuro tutti quegli elementi che potrebbero danneggiarsi

a contatto con il terreno.

Si tratta, quindi, di un’altra scelta tecnica specifica

che consente al Mercedes-Benz Actros Procabin L

1863 di operare in modo agile e snello nei cantieri

aziendali. Anche laddove occorre caricare materiali

inerti sul fronte di scavo e dove occorre andare a

scaricare anche se le vie di accesso non sono in

stato ottimale. Esattamente quella polivalenza applicativa

che Edilgrimaldi ricerca in un mezzo di

questo tipo.

Da un punto di vista della sicurezza, poi, l’Actros

L Procabin 1863 dispone di tutti i sistemi di sicurezza

attiva e passiva che distinguono questa nuova

gamma. Parliamo quindi del pacchetto che l’Active

drive assist 3 contiene al proprio interno. Dalla

frenata assistita di ultima generazione, al sistema

di supporto al cambio di corsia, al monitoraggio

anteriore del veicolo per partenze e svolte sicure,

al sistema di attenzione costante che mantiene alta

la concentrazione e l’attenzione del conducente. Un

mezzo che ha consentito a Eilgrimaldi di accrescere

ulteriormente il suo campo d’azione non solo nei

trasporti aziendali, ma anche nel trasporto di macchine

operatrici per conto terzi.

Costantino Radis

CE N’È PER TUTTE

LE TECNOLOGIE

Anche nei modelli

stradali, Mercedes-

Benz Trucks

dispone di opzioni

di allestimento

che permettono

di affrontare

lavori gravosi

con efficienza,

produttività ed

elevata polivalenza.

L’Actros L Procabin

descritto in

queste pagine ne

è certamente un

esempio. Centrale

il ruolo della

concessionaria

di zona Big Truck

nella consegna

del veicolo a

Edilgrimaldi.

43



Siemens e la transizione elettrica

SOLUZIONI

INTEGRATE PER

IL FUTURO DELLA

«Sì, questo è ancora un vincolo tecnico sul quale

tutti stiamo lavorando. Noi abbiamo ormai superato

la fase di prototipazione del nostro Megawatt charging

system. È una realtà consolidata e funziona.

È chiaro, però, che ha un impatto sulla vita utile

della batteria».

MOBILITÀ

Con Luca Rizzi, Head of

eMobility di Siemens Italia,

abbiamo parlato del ruolo e

degli obiettivi dell’azienda nel

percorso di elettrificazione del

trasporto pesante.

Leggi l’intervista

completa sul sito

di Vado e Torno

L

’elettrificazione del trasporto pesante non è più

soltanto una prospettiva, ma un processo che

comincia a prendere forma anche in Italia. La

transizione, però, non passa solo dai veicoli e dalle

infrastrutture di ricarica, ma anche da tutto ciò che

riguarda la gestione intelligente dell’energia e la

disponibilità di potenza sulla rete. Siemens porta

questo tema dentro una visione che prevede l’integrazione

tra hardware, software, sistemi di accumulo

e competenze. Ne abbiamo parlato con Luca

Rizzi, Head of eMobility di Siemens Italia.

Dal vostro punto di vista, a che punto è la trasformazione

della mobilità elettrica in Italia nel

segmento truck?

«Il mercato italiano non è ancora sviluppato come

quello del Nord Europa, ma sta facendo passi avanti

importanti, soprattutto nell’ultimo miglio e nella logistica

di prossimità, dove abbiamo già molti depositi

elettrificati. In questi progetti Siemens ha avuto,

ovviamente, un ruolo importante. Oggi iniziamo a

vedere una committenza più matura nel calcolare

il Total cost of ownership e nel capire quali sono

«L’elettrificazione del trasporto pesante sta

diventando una realtà anche in Italia e noi

dobbiamo necessariamente esserci.

Può funzionare solo se riusciamo a

interconnettere più elementi».

gli investimenti corretti da fare.

Devo essere sincero, però: non è tanto l’infrastruttura

elettrica o di ricarica a inibire lo sviluppo,

quanto la struttura della rete. Nel momento in cui

devo creare un nuovo hub di scambio o di ricezione

e ho bisogno di potenza, non è detto che in quella

zona, pur adatta che sia alla realizzazione dell’infrastruttura,

si disponga della potenza necessaria».

Quando si parla di smart infrastructure si rischia

spesso di restare sul teorico. Per un operatore di

flotta o per un hub logistico, cosa significa concretamente

avere un’infrastruttura intelligente?

«Con il programma One tech company, Siemens

si pone l’obiettivo di avviare attività e progetti in

maniera integrata e trasversale a tutti i nostri segmenti

di business».

L’offerta smart di Siemens

«Questo ci consente di gestire e proporre al cliente

un’offerta realmente integrata e smart. Possiamo

andare da un operatore logistico e offrirgli una

soluzione a 360 gradi: dall’infrastruttura di media

tensione alla bassa tensione, dall’infrastruttura di

ricarica a tutto ciò che serve per gestire in modo

intelligente un deposito.

Il nostro contributo parte dalla progettazione e

arriva fino alla gestione quotidiana. In questo modo

diamo all’operatore logistico la possibilità di

ottimizzare i costi, avere certezza della fornitura,

garantire la fase di ricarica e, in sostanza, essere

sicuro che il deposito funzioni nel miglior modo

possibile, con la massima fruibilità e il massimo

risparmio ottenibile».

Sul fronte eTruck, quali trend state osservando

nell’evoluzione della ricarica? Prevalenza della

ricarica in deposito, ricarica pubblica per le medio-lunghe

percorrenze, modello di ricarica semipubblica

o un sistema misto tra queste opzioni?

«La ricarica per l’ultimo miglio della logistica è ormai

qualcosa di assodato. Il più grande operatore di

e-commerce al mondo, in Italia, consegna solo con

veicoli elettrici che ricarica in deposito. La logistica

di prossimità è quindi già ampiamente elettrica,

anche perché consente di agevolare l’ingresso in

alcune aree evitando, per esempio, costi legati alla

congestion charge.

Oggi non abbiamo ancora la possibilità di sviluppare

ricariche semi-pubbliche, perché non esistono

ancora le condizioni o le possibilità per realizzare

soluzioni di questo tipo. Vediamo però che alcuni

operatori della logistica stanno iniziando a guardare

alle stazioni pubbliche, quindi alla creazione di

infrastrutture lungo le direttrici Ten-T o comunque

lungo le tratte autostradali più battute. Noi, per

esempio, abbiamo contribuito alla realizzazione

di un hub di interscambio al confine tra Italia e

Austria».

A che punto siete con l’Mcs? Quali sono i nodi

ancora da sciogliere a riguardo? Pensiamo, ad

esempio, al pericolo di accorciare la vita utile della

batteria.

Portfolio e casi studio

«Abbiamo anche altre soluzioni di ricarica compatibili

con le esigenze della logistica, quindi riusciamo

a essere efficaci ed efficienti anche senza

ricorrere al Megawatt charging. Quest’ultimo resta

una soluzione corretta quando c’è reale necessità.

Dal nostro punto di vista, infatti, la potenza deve

essere calibrata e dosata nel modo corretto, in base

alle esigenze contingenti in cui si trova il truck».

Parlando del vostro portfolio tecnologico, quali soluzioni

ritenete più rilevanti per accompagnare la

transizione di operatori logistici e gestori di flotte?

«Come dicevo prima, abbiamo un’infrastruttura

elettrica e di ricarica pronte, funzionanti e perfettamente

efficienti. Inoltre, abbiamo software di

gestione e di load management creati ad hoc per

questo tipo di situazioni: strumenti attraverso cui si

riesce a utilizzare potenza ed energia nel momento

giusto e nel punto giusto. Inoltre, stiamo sviluppando

progetti con sistemi di accumulo e batterie.

Il quadro ideale per la logistica potrebbe essere

quello di un deposito dotato di fotovoltaico, sistema

di accumulo, sistema di load management e infrastruttura

di ricarica, capace – magari – di utilizzare

anche l’energia prodotta localmente».

Potete condividere qualche progetto o esperienza

sviluppata con clienti in Italia? State osservando

– sul piano operativo – risultati concreti?

«Le flotte e i centri logistici che abbiamo elettrificato

stanno funzionando e i camion stanno circolando.

Noi – vogliamo sottolinearlo – consegniamo i nostri

charger con truck al 100 per cento elettrici. Abbiamo

effettuato un’ultima consegna a Roma con 93

caricatori trasportati su due veicoli completamente

elettrici, poi ricaricati in un hub logistico anch’esso

completamente elettrico. Tutto ha funzionato perfettamente.

Il feedback che riceviamo riguarda soprattutto la

flessibilità dell’infrastruttura. I dati dei nostri sistemi

confermano la capacità della nostra infrastruttura

di lavorare con picchi di domanda, ma anche con

carichi di base. Questo significa che viene utilizzata

in modo corretto.

Abbiamo osservato anche che le ricariche si

concentrano nella fascia notturna, grazie alla programmazione

generata attraverso il nostro software.

Una volta caricata la curva di prezzo dell’energia

e il fabbisogno di ricarica, il sistema genera una

programmazione efficiente che consente all’operatore

di ottimizzare la propria posizione economica.

Quello che posso dire è che considerando l’andamento

dei prezzi del gasolio, unito alla maggiore

fruibilità dell’infrastruttura di ricarica, vediamo che

molti operatori stanno valutando il passaggio all’elettrico».

Pierfrancesco Vecchiotti

UN ECOSISTEMA

COORDINATO

Luca Rizzi, Head

of eMobility di

Siemens Italia,

ha sottolineato

che il percorso

di elettrificazione

del trasporto

pesante è legato

a disponibilità di

potenza e capacità

di progettare

infrastrutture come

un ecosistema

coordinato

44

45



Un Supertest 500 km inedito

IL LUNGO RAGGIO?

NESSUN

PROBLEMA

Dopo aver tenuto a battesimo

con ottimi risultati il percorso di

Vado e Torno riservato ai pesanti

stradali elettrici, l’eActros non

si accontenta, e di traguardo

in traguardo si mette alla prova

sull’ancora più impegnativo

tracciato del Supertest più

classico, quello del diesel. Che

l’ammiraglia della Stella porta

a termine in scioltezza e con

un’autonomia di marcia residua

decisamente abbondante

SUPERTEST

500 KM

MERCEDES

eACTROS 600

TRATTORE 2 ASSI

MOTORE ELETTRICO - 400 kW

KM TOTALI PERCORSI

442

AUTONOMIA RESIDUA KM

75

BATTERIA RESIDUA %

14

CONSUMO TOTALE KWH

512,72

LA CARTA D’IDENTITÀ

DOTAZIONE del trattore 4x2 in prova con

passo di 4.000 mm, dotato di cabina Pro-

Cabin Giga con pavimento piatto e quattro

gradini di salita: c hiusura centralizzata delle

porte con telecomando, visiera parasole

esterna, antevisore, specchio di prossimità,

retrovisori digitali (MirrorCam), volante con

comandi integrati, plancia multimediale

Interactive 2 con schermi a colori, checkpanl

digitale, lettino inferiore e superiore

(quest’ultimo di tipo richiudibile), vano frigo,

scomparti portaoggetti al parabrezza con

chiusura aeronautica, sedile autista regolabile

con supporto lombare e bracciolo,

airbag lato autista, Tavolino richiudibile in

plancia sul lato passeggero, Active Brake

Assist 6, Active Drive Assist 3, funzione

Avas (segnalatore acustico), Abs, Asr,

Electronic Parking Brake, Active Sideguard

Assist, Front Guard Assist.

Costruito nello stabilimento di Worth,

Germania.

SUSTAINABILITY INDEX

Coraggio e innovazione. Sono queste le paroline

che per prime frullano alla nostra

mente nell’istante in cui, saliti i quattro

gradini della ProCabin Giga, prendiamo posto

a bordo del Mercedes eActros 600. Coraggio e

innovazione. Parole che potremmo anche combinare

in un’unica frase: il coraggio dell’innovazione.

Già, perchè questo è il file rouge che

ha fin qui accompagnato la storia dell’Actros.

DRIVELINE %

a a a a c 94

COMFORT E SICUREZZA

a a a b e 67,1

CARATTERISTICHE DEL VEICOLO

a a a b e 66,7

MOBILITY REVOLUTION TRUCK

a a a d e 80,5

© Vado e Torno 2026

46

47



dei Giovi, scendendo verso

AUTONOMIA

510

km

con batteria

600 kWh

min 14°

max 21°

Condizioni del traffico: scorrevole lungo

l’intero percorso, ma molto intenso con

code sulla A1 nel tratto Milano-Piacenza.

Restringimento di carreggiata per lungo

tratto dopo Berceto verso La Spezia;

restringimenti con deviazione di percorso

dopo la galleria dei Giovi, scendendo

verso Tortona.

LE BATTERIE AI RAGGI X

TIPO E NUMERO

L’energia al Mercedes eActros 600 è

fornita da tre pacchi batterie al litioferro-fosfato.

Si tratta della soluzione

che consente un utilizzo superiore al

95 per cento della capacità installata.

In particolare, ognuno dei tre moduli

assicura una capacità installata di 207

kWh (200 kWh quella utilizzabile),

dunque 621 kWh totali (600 kWh

coimplessivi a disposizione).

POTENZA

Nella configurazione con tre pacchi

batteria, la potenza generata per la

versione trattore stradale due assi è

di 400 kW (continua), con 600 kW di

picco.

eAXLE, IL CUORE

Vero e proprio cuore pulsante del

pesante elettrico della Stella è l’eAxle,

l’assale elettrico progettato, sviluppato

e messo a punto direttamente da

Mercedes. Integra due motori elettrici e

il cambio a quattro marce.

Lo ricordiamo proprio in questo numero di Vado

e Torno nelle pagine dedicate al Transpotec, ma è

il caso di sottolinearlo anche in apertura di questo

servizio. Cioè che l’Actros ha sempre fatto dell’innovazione

il proprio segno distintivo indelebilmente

impresso nel Dna. Fin dalla sua prima apparizione

sulla scena, nel 1996. E poi da lì, ripetendosi puntualmente.

Ad esempio nel 2006 con l’introduzione

dell’Active Brake Assist, nel 2011 anticipando di

due anni l’arrivo dello step Euro 6 che in realtà

sarebbe entrato in vigore solanto il 1° gennaio 2014.

E ancora nel 2018, l’anno del debutto delle rivoluzionarie

Mirror Cam, le telecamere digitali che

di fatto hanno gradualmente annunciato il pensionamento

degli specchi retrovisori convenzionali. E

tutto questo, che altro è se non innovazione?

Lo sguardo sempre un passo avanti

Facile, si potrebbe pensare, quando si ha alle spalle

la storia e il know-how ultracentenario della Stella,

cui si deve la realizzazione e la messa in strada del

primo camion, nel 1896.

Vero, ma ci vuole anche dell’altro. E cioè il coraggio

di osare, di immaginare il futuro anticipando

le tendenze di un mondo, quello del camion, che

viaggia molto più velocemente della velocità che

gli è consentita. Ebbene, soltanto mixando sapientemente

questi ingredienti è possibile vestire i panni

del front runner e guidare il cambiamento.

L’Actros è in questo senso il migliore esempio.

E l’eActros 600, che del modello icona Mercedes

è la versione cento per cento elettrica, categoria

pesanti stradali, segue in scia, con dalla sua tutti i

numeri per proporsi come riferimento nel settore.

Primo pesante stradale nativo elettrico concepito,

sviluppato e realizzato da Mercedes -nello storico

sito di Worth, dove peraltro nascono tutti i modelli

della Stella- per le lunghe distanze, l’eActros non

segue tendenze o mode, bensì le crea.

TRE PER

QUATTRO

Il primo numero è

quello dei pacchi

batteria imbarcati,

ciascuna da 207

kWh, per complessivi

621 kWh installati

(600 utilizzabili). Il

secondo, invece, si

riferisce ai gradini di

accesso alla ProCabin

Giga, elegante fuori

e spaziosissima

dentro.

48

49



MIRROR CAM, L’INNOVAZIONE NEL DNA

Quando nel 2018

Mercedes toglie i

veli al nuovo Actros, lo

stupore e -diciamolo in

maniera elegante- una certa

perplessità nelle espressioni

di coloro i quali assistono

all’evento, sono evidenti.

L’attenzione si concentra

là, in alto, all’altezza

dei montanti anteriori.

Mancano gli specchi, per

così dire, convenzionali.

Al loro posto, sue

due lati del pesante

stradale della Stella, due

compatte telecamere che

rimandano le immagini

su altrettanti schermi

all’interno della cabina.

Qualcuno pensa che

Mercedes, stavolta, si

sia spinta troppo oltre

con l’innovazione,

intervenendo su un

elemento che si considerava

inamovibile. Ebbene, a

guardarsi intorno oggi, si

direbbe proprio che quella

scommessa Mercedes l’abbia

vinta. D’altronde, quando si

ha l’innovazione nel Dna...

Ce ne sarebbe abbastanza per

andare lunghi, ben oltre lo spazio

riservato a questa manciata

di righe. Senza dubbio, per

cominciare, menzione d’obbligo per

le linee disegnate dal vento della

cabina ProCabin Giga: morbide,

eleganti e soprattutto efficiente

sotto il profilo aerodinamico. Poi le

MirrorCam: rimandano sugli schermi

all’interno della cabina immagini

nitide e chiarissime, anche in

termini di profondità. E ancora,

la plancia: abbraccia l’autista

mostrandogli tutto il suo essere

pratica e funzionale.

ABBONDANZA

DI SPAZIO

Sopra, “l’ufficio”

dell’autista a bordo

della ProCabin

Giga dell’eActros

600. Dove massima

ergonomia,

funzionalità

e uno spazio

davvero vivibile e

completamente

sfruttabile, si

combinano con

pratiche soluzioni

come, ad esempio,

lo è il pratico

tavolino richiudibile

e a scomparsa

sistemato nella

zona della plancia

fronte passeggero.

Lo avevamo già sottolineato,

quindi non rimane che ripeterci.

In un truck modernissimo e

all’avanguardia come l’eActros

600, il ribaltamento della cabina

con sistema idraulico, ergo con

martinetto infilato nell’apposito

spazio e via con l’autista a

stantuffare con movimento

ripetitivo, è probabilmente l’unico

neo. Che naturalmente si sarebbe

potuto facilmente evitare.

50

Basta osservarlo con attenzione, cominciando dalla

cabina. Già, la ProCabin. Esempio di fascino, eleganza

e originalità, introduce un nuovo concetto stilistico.

Frontale più lungo di 80 mm, calandra piena ben armonizzata

col sottostante paraurti che integra i gruppi

ottici a Led, un Cx inferiore di nove punti rispetto

alle versioni diesel, cos’altro è la ProCabin se non la

prova più evidente -certo, della vivacità progettuale

di stilisti e tecnici Mercedes- soprattutto del coraggio

di osare innovando?

Ecco, appunto, il coraggio. Quello che eActros ha

dimostrato di avere in abbondanti dosi, accettando la

sfida del Supertest 500 km. Sì, avete capito bene. Un

pesante elettrico in combinazione a 46 ton, in prova

sul percorso tradizionalmente riservato al diesel.

Mai nessuno aveva osato tanto. E sinceramente,

considerato scetticismo e perplessità che per certi

aspetti ancora circondano il truck elettrico, almeno

quello over 16 ton, frenandone in qualche modo la

definitiva consacrazione che porterebbe a completare

il percorso di transizione tanto auspicato, era perfino

difficile soltanto immaginare un pesante elettrico in

prova sulla lunga distanza, quella per intenderci delle

mission lungo raggio.

442 chilometri e non sentirli

Merito dunque all’eActros, che pochi mesi dopo aver

tenuto a battesimo il percorso del test riservato ai pesanti

full electric (Vado e Torno n.11/12-2025), ha

rotto il ghiaccio affrontando senza sconti il Supertest.

Terreno sfidante e impegnativo con i suoi lunghi drizzoni

(da Milano a Piacenza, da La Spezia a Genova,

da Tortona a Milano) e le insidie di tratti quali il serpentone

della Cisa da Fornovo verso Berceto e poi

lo strappo secco da Genova alla galleria dei Giovi),

senza tralasciare l’insidiosa picchiata da Berceto verso

La Spezia.

Ebbene, tutto questo l’eActros si l’è messo alle

spalle con auterevole disinvoltura cullando autista e

passeggero in un ambiente, quello della ProCabin Giga,

che più confortevole non potrebbe, facendosi un

baffo dei numerosi restringimenti di corsia, salti di

carreggiata e pure una deviazione di percorso nel tratto

verso Tortona, che ha determinato un allungamento di

circa tre chilometri della distanza totale della prova.

51



TRA GLI ASSI

4.000 MM

È questa la misura

del passo misurato

sull’ammiraglia full

electric della Stella.,

ripresa (a destra)

in un’immagine di

puro effetto che

ne evidenzia la

morbidezza delle

linee. L’allungamento

di 80 mm della zona

frontale, fa salire lo

sbalzo anteriore a

quota 1.495 mm.

DIMENSIONI

LA CARTA D’IDENTITÀ

Passo mm 4.000

Lunghezza mm 6.520

Larghezza mm 2.500

Altezza max mm 3.993

Sbalzo anteriore mm 1.530

Sbalzo posteriore mm 990

Diametro di volta mm 14.900

PESI E PORTATE

Tara kg 11.556

Peso max sull’asse anteriore kg 9.000

Peso max sull’ asse posteriore kg 12.000

Portata kg 8.444

Peso totale kg 20.000

Peso totale della combinazione kg 44.000

RICARICA BATTERIE

1 ora

dal 20%

all’80%

colonnina da

400 kW (dato

comunicato dal

costruttore)

La ricarica delle batterie dell’ammiraglia

Mercedes cento per cento elettrica,

avviene attraverso la presa CCS2.

Sfruttando la potenza massima di

ricarica di 400 kW l’eActros ‘rabbocca’

dal 20 all’80 per cento in un’ora esatta.

Decisamente più veloce è ovviamente

la ricarica da 1 MW, che effettua

l’operazione in circa 30 minuti.

TECNOLOGIA

Nell’eAxle la sostanza

Il sistema Mercedes integra due motori

elettrici e il cambio a quattro marce

Un pieno d’energia e via verso il Supertest 500

km, il primo affrontato da un truck elettrico.

Quando l’eActros lascia l’hub di ricarica Milence

a uno sguardo dal casello autostradale di Piacenza

Sud, pronto a scattare dai blocchi per la sua cavalcata,

il ‘serbatoio’ indica un pieno al 100 per cento (le tre

batterie da 207 kWh ciascuna, ricordiamolo, imbarcano

complessivamente 621 kWh, di cui 600 kWh utilizzabili)

e in termini di autonomia disponibile, considerando i

500 chilometri dichiarati da Mercedes, un margine più

che sufficiente a completare senza alcuna ansia il percorso

di 438 chilometri.

Impostata la più risparmiosa modalità di marcia Economy

(Range e Power le altre due) e una velocità di

crociera di 85 orari (quella classica dei nostri Supertest),

eccoci sul primo tratto. Il drizzone verso Parma e una

volta imboccata la Cisa, il settore rettilineo che porta a

Fornovo, consentono di apprezzare comfort, silenziosità

e assenza di qualsivoglia anche minima vibrazione.

Insomma, il motore c’è, spinge, ma non si percepisce.

E fuori, l’aria, dà l’impressione di accarezzare con dolcezza

la ProCabin. È un po’ come volare in aliante:

immersi nel silenzio. Il sound non cambia nemmeno

quando si comincia a salire verso Berceto. Dove, è vero,

il predittivo gestisce al meglio limitando gli interventi

del driver, ma agilità, stabilità e traiettorie precise sono

qualità che l’eActros mostra a prescindere. E che nel

tratto a scendere verso la Spezia combina veleggiando

in recupero di energia. Ed è tanta roba, un autentico

tesoretto, pensando ad esempio che i 290 chilometri di

autonomia restante comunicati dal check-panel a Berceto,

dopo una settantina di chilometri salgono a 340.

Gestendo in questo modo l’intero percorso -falcidiato da

numerosi cantieri che impongono deviazioni e rallentamenti-

l’eActros chiude il Supertest da 442 chilometri

con ancora 75 chilometri e il 15 per cento di batteria a

disposizione. Sì, il lungo raggio non è più un miraggio.

OLTRE ALLO STILE

C’È DELL’ALTRO

L’originalità, ma

pensando ai truck

della concorrenza

possiamo

tranquillamente

parlare di unicità

delle linee, è un

tratto evidente

della ProCabin.

Che impattano con

grande beneficio

sull’aerodinamica

del pesante stradale

Mercedes.

portata

8.444

chili

tara

11.556

chili

52

53



A Misano la prima tappa dell’Etrc 2026

KISS, UN ALTRO

WEEKEND

AL BACIO

Davanti a oltre 44 mila

spettatori, il campione in

carica Norbert Kiss non

replica il poker di successi

dello scorso anno, ma con

tre vittorie si prende la

leadership della classifica

davanti allo storico rivale

Jochen Hahn, che in Gara-

3 festeggia il successo

precedendo il figlio Lukas.

Che a sua volta si prende il

comando della graduatoria

per il titolo Chrome

C

'erano almeno quarantaquattromila buone

ragioni per non mancare l’appuntamento

con l’intensa due giorni in programma

al Misano World Circuit, nell’ultimo

weekend di maggio. Anzitutto il luogo, Misano

appunto, località della costa Adriatica vivace

e accogliente, sinonimo in questa stagione

di mare e relax. Già, perchè il mare che sta lì

a uno sguardo dal tracciato intitolato a Marco

Simoncelli, complice le giornate di caldo

sole, invitava ad approfittare dell’occasione

per un primo assaggio dell’estate ormai imminente,

con grande gioia di grandi e piccini

(si dice ancora così, vero?) e non soltanto.

E poi, naturalmente, l’evento clou, ovvero

il primo round dell’European Truck Racing

Championship stagione 2026, sulla pista che

dal 1972 regala emozioni e pagine di storia.

54 55



LO SPETTACOLO

NON MANCA MAI

Sul rettifilo

principale, davanti

ai box, sfilano

nell’ordine Josè

Rodrigues (Man

n.38), John

Newell (Man n.18),

Jonathan André

(Man n.66), Steffen

Faas (Freightliner

n.24). È soltranto

uno dei numerosi

duelli che il folto

pubblico accorso a

Misano si è potuto

gustare nell’ultimo

weekend di

maggio.

MISANO ACCOGLIE IL PRESIDENTE ACI

Tra i quarantaquattromila

presenti al Misano World

Circuit, c’era anche, per la

prima volta nelle vesti di

Presidente dell’Automobile

Club d’Italia nonchè membro

del Consiglio Mondiale

della Fia per lo Sport

Automobilistico, Geronimo

La Russa. Accompagnato da

Luca Colaiacovo e Andrea

Albani, rispettivamente

Presidente e Managing

Director del

Mwc, il numero

uno dell’Aci si è

trattenuto a lungo

nel paddock del

circuito, visitando

l’area espositiva,

sostando presso

i ‘box’ di alcuni

team (come

mostra la foto che

lo ritrae, secondo

da destra,

mentre ascolta

Jochen Hahn),

concludendo la

mattinata con

un giro di pista

a bordo dell’Iveco S-Way

schierato per i test drive

organizzati da evenT per

conto di Vado e Torno e

Trasportare Oggi. «A Misano

si vive un’atmosfera davvero

particolare» il commento

di La Russa «una grande

festa di sport, tecnologia

e lavoro. Un evento che

unisce l’adrenalina della

competizione al raduno della

community dell’autotrasporto.

56

A Misano -nel giardino della MotoGp e della Superbike-

il truck racing è di casa da oltre trent’anni. Più

precisamente dal 1992. Da quell’anno e da quella

prima volta, è anche l’unico appuntamento della

serie ospitato in Italia. E pensiamo che nessuno

abbia alcunchè da eccepire se affermiamo che proprio

Misano Adriatico, con il Nürburgring, forma la

coppia delle due gare più ambite da piloti e team.

Una festa di motori e colori lunga due giorni

L’atmosfera, il calore e la passione del pubblico

che puntualmente ogni anno invade festosamente

paddock e area commerciale di questo autodromo

moderno e all’avanguardia, la cui organizzazione

collaudata rimanda a una gestione capace di fare

sistema -e per questo da prendere come esempiofanno

il resto, contribuendo al successo di un evento

che mostra di saper crescere velocemente ogni

anno che passa.

Le oltre 44 mila presenze registrate agli ingressi

Un weekend di caldo sole ha fatto da cornice

alla due giorni di Misano. Un appuntamento,

quello con l’European Truck Racing

Championship che il circuito oggi intitolato a

Marco Simoncelli ospita da oltre trent’anni

negli ultimi due giorni di maggio, valgono l’ennesima

conferma. Sottolineano il gradimento verso

un format che non limita il programma alle quattro

sempre avvincenti gare dell’Etrc, bensì poggia

anche sui frequentatissimi test drive organizzati da

evenT -la struttura che fa capo ai mensili Vado e

Torno e Trasportare Oggi- e sulla chiassosa quanto

tradizionale presenza dei camion decorati.

Si ricomincia da lui, da Norbert Kiss

Insomma, Misano è sempre e ogni volta di più

un’autentica festa. Un’ubriacatura di suoni, colori

ed emozioni. Uno spettacolo unico. Come quello

regalato in pista dai protagonisti dell’Etrc 2026.

Ebbene, guardando ai risultati scaturiti dalle

quattro gare andate in scena, verrebbe da pensare

che nulla in fondo è cambiato rispetto allo scorso

anno. Davanti a tutti, infatti, c’è sempre lui, Norbert

Kiss. Il lungo inverno non ha placato la sete

di vittorie del sette volte campione (cinque titoli

consecutivi dal 2021). Al volante del suo rosso Man

impeccabilmente messo a punto dal Team Revesz,

il quarantunenne pilota magiaro ha messo a segno

un tris di vittorie che non ripete, è vero, il fantastico

poker riuscitogli l’anno precedente, tuttavia

chiarisce subito quali sono le intenzioni del portacolori

Man. L’obiettivo è mettere le mani sull’ottava

corona della specialità. Un traguardo naturalmente

mai riuscito ad alcuno e che lo proietterebbe dritto

dritto nella leggenda.

LA FESTA

DI FINE MAGGIO

Paddock preso

d’assalto dal

pubblico (a

sinistra), tribune

gremite e

spettacolo in pista

con i truck dell’Etrc.

Tra i protagonisti,

col suo Man in

elegante livrea

bianco-verde,

Bradley Smith

(n.46). Qui accanto,

Andrea Albani,

Managing Director

del Misano World

Circuit con Marc

Martrinez, Ad di

Man Italia davanti

al missile rosso del

campione in carica

Norbert Kiss.

57



STEFFI HALM

CHE PECCATO

A sinistra, è

cominciato con

un terzo posto

in Gara-4 il

campionato di

René Reinert (Man

n.77, nella foto

davanti a Jonathan

André, Man

n.66). Lo stesso

piazzamnento se

l’era con pieno

merito conquistato

in Gara-1 anche

Steffi Halm (sotto

sul podio con Kiss

e Lukas Hahn),

prima di essere

retrocessa in 14°

posizione a causa

di un’infrazione

riscontrata dai

commissari di gara.

FESTA

IN FAMIGLIA

Sul podio più

alto, in Gara-

3, Jochen Hahn

festeggia la vittoria

accanto al figlio

Lukas, secondo

classificato.

58

Guardando al dominio espresso nelle ultime cinque

stagioni e al perentorio avvio di questa stagione stagione,

l’eventuale impresa di Kiss non sorprenderebbe.

Tuttavia, attenzione, che le cose potrebbero

non essere così scontate e lo spartito che qualcuno

considera già scritto, tutt’altro che una replica del

2025. Con sei appuntamenti ancora da vivere (a

proposito, quando leggerete queste righe sarà già

in archivio anche la seconda tappa dell’Etrc 2026,

disputata sullo Slovakia Ring nel primo weekend di

giugno) e l’abbondanza di punti da assegnare nelle

ventiquattro gare rimanenti, ogni soluzione è infatti

possibile. In fondo è troppo presto per sentenze e

verdetti. Peraltro, almeno per quanto visto a Misano,

un tipetto titolato e di comprovata esperienza

e talento come Jochen Hahn -trionfatore in Gara-3

davanti al figlio Lukas (con Kiss solo sesto dopo un

contatto con l’Iveco di J.Hahn)- potrebbe giocare al

sette volte campione qualche scherzetto.

Kiss-J.Hahn, a dividerli solo quattro punti

Vedremo ciò che il proseguo del campionato ci offrirà.

Resta il fatto che dopo il primo round, soltanto

quattro punti separano in classifica i due più accreditati

contendenti (Kiss 46 punti, Jochen Hahn 42).

A Misano Kiss è scattato dai blocchi con la solita

imperiosa autorevolezza, anticipando sul traguardo

di Gara-1 Lukas Hahn (Iveco) e Sasha Lenz (Man),

quest’ultimo ‘promosso’ al gradino più basso del

podio in seguito a una penalità inflitta a Steffi Halm,

È cominciata con Kiss a fare ancora una volta

la voce del padrone, ma se il buongiorno si

vede dal mattino, a giudicare da quanto visto

a Misano, l’ungherese avrà il suo bel daffare se

vorrà centrare l’ottavo titolo della carriera

ottima terza al traguardo, ma poi declassata al 14°

posto. Una vittoria, la sua, perfettamente costruita

nelle prove di qualifica e mai posta discussione.

Di tutt’altro peso specifico il successo ottenuto in

Gara-2, dove in virtù della partenza dalla quarta fila

(ricordiamo infatti che così come in Gara-4, i primi

otto classificati di Gara-1 e Gara-3 si schierano in

griglia in ordine inverso), Kiss ha avuto il suo bel

daffare, deliziando comunue il numeroso pubblico

-e il suo immancabile e personalissimo seguito di

connazionali di rosso vestiti con tanto di bandiere,

cappellini e trombe- con una rimonta, alla quale in

verità ci ha abituato, a suon di spettacolari sorpassi.

Un copione che ha poi replicato in Gara-4, vinta

davanti a Lenz e Reinert.

Sul podio anche l’inossidabile Albacete

Non possiamo chiudere queste righe senza un

meritato elogio a quell’incredibile e inossidabile

talento che è Antonio Albacete. Al traguardo dei

sessant’anni, dopo una lunghissima carriera, lo

spagnolo non molla il colpo. Da applausi il suo

meritatissimo terzo posto in Gara-3.

Alberto Gimmelli

59



Nei test drive di evenT a Misano Adriatico

QUESTA SÌ

È FORMULA

PASSIONE

60

Si è conclusa con l’ennesimo successo di partecipazione

la due giorni di test drive organizzati da Vado e Torno

e Trasportare Oggi. Slot sold out il sabato come la

domenica per mettersi al volante dei dodici veicoli, diesel

ed elettrici, messi a disposizione da sei big del camion

Di prima mattina, quando ancora il paddock

sonnecchia e tra i presenti non

sono pochi quelli che mostrano gli occhi

stropicciati dal sonno, i dodici magnifici

(truck) perfettamente allineati e schierati

nell’aria prova dedicata nel paddock, attendono

soltanto di essere messi in moto e dare

così il via alla due giorni di drive test.

61



LA MAGIA

DELLA PISTA

Non è cambiato il

format dell’evento

organizzato da

evenT nell’ambito

dell’apertura di

stagione dell’Etrc

strutturato, come

nelle precedenti

edizioni, su due

tipologie di

percorso: uno

disegnato in parte

su strade esterne

all’autodromo,

l’altro che

prevedeva invece

un giro di pista del

Marco Simoncelli.

Nuovi, alcuni nuovissimi di pacca, perfettamente tirati

a lucido come si conviene nelle grandi occasioni,

qualcuno proveniente dalla passerella del Transpotec

milanese, non passano certo inosservati. E d’altronde,

come potrebbero. Catturano gli sguardi, sono oggetto

di attenzione, tutt’altro che distratta. E mano a

mano che il paddock si riempie di persone, c’è chi

si ferma alle transenne che delimitano l’area di parcheggio

e...clic, con la macchina fotografica (sempre

di meno, in realtà) o molto più spesso, ormai, con

l’inseparabile e onnipresente telefonino.

Con i test drive abbiamo fatto cinque

Vero è che indiscussi prim’attori del weekend sono

i potenti e colorati truck da corsa convocati all’autodromo

Marco Simoncelli per l’apertura del campionato

europeo velocità in pista 2026, ma detto questo

nessuno nega il ruolo di protagonisti ai magnifici

dodici portati lì da Vado e Torno e Trasportare Oggi

per l’ormai tradizionale appuntamento

-con quella di quest’anno fanno cinque

edizioni consecutive- con i test drive

organizzati da evenT.

D’altronde, anche quest’anno abbiamo

rivissuto le stesse scene che

ormai fanno parte della consuetudine

dell’evento misanese, in particolare per

quello che riguarda il programma dei

nostri test drive.

Fin dalla mattina, lunghe file al

gazebo di evenT per la presa visione

delle caratteristiche dei veicoli proposti

in prova, scelta della tipologia del

percorso (pista o strada), effettuazione

delle procedure di registrazione e prenotazione

degli slot, e infine consegna

da parte delle hostess addette del

preziosissimo tagliando che ha consentito di accomodarsi

in cabina di uno dei dodici veicoli messi

a disposizione da Daf, Ford Trucks, Iveco, Man,

Mercedes, Renault Trucks.

UN’OCCASIONE

DAVVERO UNICA

E molto apprezzata

dai numerosi

partecipanti

possibilità di

mettersi al volante

di truck, trattori

e carri, termici o

elettrici, di ultima

generazione.

Diesel o elettrico, trattore o carro

Anche quest’anno, peraltro, è stato possibile schierare

una formazione di veicoli che ha offerto ai numerosissimi

partecipanti la possibilità di scegliere tra

differenti tipologie e configurazioni. Diesel (ancora

titolare della maggioranza relativa) o elettrico (ce

n’erano ben tre schierati da Man, Mercedes e Renault

Trucks), e poi trattori naturalmente (ciascuno dei

sei marchi ne ha proposto almeno uno), ma anche

carri (nel caso di Man con l’eTgx, dunque un full

electric, a tre assi).

Una varietà, insomma, che ha soddisfatto anche i

palati più esigenti offrendo un’opportunità unica agli

Un grazie speciale a Daf, Ford Trucks, Iveco, Man,

Mercedes, Renault Trucks; agli insostituibili demo

driver; al fantastico team di evenT e a quello di

Misano diretto dal mitico Lele. Se ancora una volta

abbiamo centrato l’obiettivo, è merito vostro.

amici autotrasportatori. Avere a disposizione nella

stessa giornata -e per chi ha potuto o voluto, nei

due giorni del weekend- un ventaglio così ampio

di veicoli, potendone saggiare seppure brevemente

qualità e doti, oltretutto con la possibilità di ricevere

dettagliate informazioni e chiarimenti dai demo

driver (a proposito, voto dieci per lo spirito di

collaborazione, la competenza e la professionalità)

che instancabilmente hanno accompagnato nei test i

partecipanti sottoponendosi di buon grado al fuoco

di fila di domande, non è cosa da tutti i giorni. D’altronde,

proprio questo è l’obiettivo che fin dal primo

anno ci siamo posti organizzando questo evento che

ormai è parte della nostra storia.

E a questo proposito, puntando a fare sempre

meglio anno dopo anno, accogliamo di buon grado

come è giusto che sia tutte le segnalazioni -consigli

ma anche le critiche- che con grande spirito di collaborazione

tutti voi, semplici Lettori o amici autotrasportatori,

non ci fate mai mancare.

Da parte nostra siamo infatti costantemente impegnati

a migliorare la formula dei test drive, lavorando

anche sui dettagli. Che poi dettagli non sono. Certo,

guardando ai numeri dell’affluenza e delle prove effettuate,

considerando quanto velocemente gli slot

a disposizione vanno sold out -è stato così anche

quest’anno- la soluzione ideale sarebbe quella di raddoppiare

il numero. E probabilmente anche in quel

caso non riusciremmo comunque ad accontentare tutti,

mettendovi al volante di un truck per un giro sulla

pista che ha raccontato le gesta di grandi campioni,

delle due e delle quattro ruote. Ecco perchè parliamo

di Misano come di occasione imperdibile. In fondo è

il prezzo da pagare a una pista e un autodromo dove

accoglienza e fascino viaggiano a braccetto.

Alberto Gimmelli

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Ecco la Dakar 2027

CERTO

IL PERCORSO

INCERTA

zione della tappa più lunga, che con i suoi 905

chilometri, arriverà il penultimo giorno di corsa.

In tutti i casi, ad eccezione del prologo, della tappa

conclusiva e della seconda parte della prima marathon,

non si scenderà mai sotto la distanza parziale

di 500 chilometri.

LA GARA

Svelato a Parigi il tracciato della

49ma edizione della Dakar,

l’ottava in Arabia Saudita.Tredici

tappe dal 1° al 15 gennaio

con partenza e arrivo da King

Abdullah Economic City. I

chilometri da percorrere sono

quasi 8.400 di cui oltre 5.300 di

prove speciali. Sempre che la

situzione geopolitica lo consenta

I

motori si sono spenti da nemmeno quattro mesi,

mezzi e team sono tornati ai rispettivi quartier generali,

ma quasi come non ci fosse soluzione alcuna

di continuità, già si parla di Dakar. Il motivo?

Semplice. All’inizio di maggio, in quel di Parigi,

presso l’Istituto del Mondo Arabo, David Casterà,

direttore di corsa, ha svelato la Dakar 2027. Non

però il dettaglio del percorso di ogni singola tappa

(per quello ci sarà tempo più avanti nell’anno,

visto che le ricognizioni necessarie per definire il

roadbook sono ancora in corso d’opera) bensì il suo

disegno. Per così dire, insomma, il quadro generale.

E in questo senso, al momento l’unica certezza

è che, esattamente come è stato per la più recente

edizione della competizione fuoristradistica più ce-

Il conflitto attualmente in corso tra Stati Uniti

e Iran e l’instabilità che interessa gran parte

del Medioriente, non consente al momento

di garantire con assoluta certezza il regolare

svolgimento del rally raid più prestigioso

lebre e prestigiosa, anche la Dakar 2027 riproporrà

quali immancabili portate di un menù tutto da gustare

(per il pubblico degli appassionati) e con il

quale far di conto (e questo spetta ai concorrenti),

abbondanti dosi di navigazione con tanta velocità.

Il via all’alba del nuovo anno

Naturalmente, come è nello spirito della Dakar, non

mancano le novità. La prima balza all’occhio osservando

il disegno del tracciato. Che per la prima

volta nella storia di questa maratona motoristica,

sarà ad anello. Ovviamente non proprio perfetto geometricamente

parlando, ma vabbè, questa è cosa

che non cambia la sostanza delle cose e meno che

meno le caratteristiche della corsa.

La 49° edizione della Dakar, l’ottava in Arabia

Saudita (dove la corsa è approdata per la prima

volta nel 2020) scatterà il 1° gennaio da King Abdullah

Economic City, per fare ritorno in questa

stessa cittadina affacciata sul Mar Rosso (siamo a

un centinaio di chilometri a nord di Jeddah) due settimane

più tardi, il 15 gennaio. Si comincia con un

prologo, cui seguiranno tredici tappe, comprese due

marathon, e un giorno di riposo, tradizionalmente

collocato al termine della prima settimana, a Bisha.

Complessivamente saranno da percorrere 8.390

chilometri, di cui oltre la metà, e precisamente

5.320, di prove speciali. Inedita anche la colloca-

Si punta all’incertezza fino all’ultimo giorno

L’obiettivo dichiarato di Casterà e del suo team è

quello di mantenere aperto il risultato nelle diverse

categorie, dunque camion compresi, fino all’ultima

bandiera a scacchi. E all’incertezza contribuirà certo

il percorso, con lunghe prove speciali molto tecniche,

oltre alle insidie di cui per sua stessa natura

una competizione come la Dakar sovrabbonda ogni

giorno su qualsiasi terreno, indipendentemente dalla

distanza. Questo vale per i truck, come per le altre

categorie in gara. D’altronde, i quasi cinquant’anni

di storia di questa competizione sono lì a dire molto

chiaramente che la Dakar è in tutto e per tutto una

sfida, anche con sè stessi prima ancora che con gli

avversari, dove l’imprevisto e le incognite sono una

presenza che aleggia costante e con cui occorre far

di conto ogni giorno e in ogni momento della corsa.

I timori per la situazione geopolitica

Anche di questo, comunque, ci sarà modo e tempo

di parlarne. Adesso, piuttosto, i problemi seri sono,

o quanto meno potrebbero, essere altri, mai vissuti

nelle precedenti sette edizioni della corsa disputate

in Arabia Saudita. Ci riferiamo alla situazione geopolitica

internazionale, con il conflitto in atto tra

Iran e Stati Uniti che vede coinvolta tutta l’area

del Medioriente, e che al momento in cui stendiamo

queste note non lascia purtroppo sperare in una

soluzione a breve termine. Tutt’altro.

Nel corso della presentazione parigina, il Principe

Khalid bin Sultan Al-Abdullah Al-Fasal, presidente

della Federazione Saudita auto e moto, ha

in un certo qual senso gettato acqua sul fuoco.

«Stiamo monitorando la situazione» ha detto «ma

vogliamo anche sottolineare che il Regno ha la capacità

di garantire la sicurezza dei propri confini e

la stabilità».

Parole rassicuranti, che tuttavia non cancellano

i timori che inevitabilmente aleggiano e gettano

un’ombra sul regolare svolgimento della gara. Per

la Dakar, d’altronde, non sarebbe una situazione

inedita. Già nel 2008, quando la più prestigiosa e

affascinante maratona del deserto aveva per teatro

l’ineguagliabile scenario dell’Africa, le minacce

di Al Quaeda portarono alla cancellazione della

competizione, costringendo gli organizzatori a traslocare

dall’anno successivo in Sudamerica, dove

la Dakar si è poi disputata fino al 2019, prima di

approdare, appunto, in Arabia Saudita.

Ma oggi, non nascondiamocelo, la questione è

ancora più seria e complicata. Parliamo infatti di un

conflitto che perdura da mesi, da troppi mesi ormai,

con le diverse diplomazie mondiali coinvolte ancora

alla ricerca di una soluzione che possa riportare normalità

in quell’area e nel mondo intero. Un’auspicio

che va ben oltre la possibilità di disputare una gara

motoristica, per quanto importante possa essere.

Alberto Gimmelli

LA TAPPA PIÙ

LUNGA È DI 905 KM

A far rifiatare

concorrenti e mezzi

meccanici un solo

giorn di riposo,

tradizionalmente

collocato a Bisha,

in apertura della

seconda settimana.

E tra le novità c’è

la tappa più lunga,

ben 905 chilometri,

che i piloti

saranno chiamati

ad affrontare il

penultimo giorno di

gara.

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trucknews

futuro, joint venture, consegne

STELLANTIS E DONGFENG STUDIANO UNA JOINT VENTURE CON SEDE IN EUROPA

Stellantis e Dongfeng group hanno firmato un memorandum d’intesa non vincolante con

l’obiettivo di creare una joint venture, con sede in Europa, dedicata alla vendita, alla

distribuzione, alla produzione, agli acquisti e all’ingegneria dei veicoli a nuova energia,

i cosiddetti Nev, sviluppati dal gruppo cinese. Il primo ambito operativo riguarderebbe

la commercializzazione in alcuni mercati europei dei modelli premium Voyah, marchio di

Dongfeng specializzato in veicoli elettrificati.

la rotta

Il costruttore svedese

ha annunciato importanti

novità per camion elettrici,

a combustione interna

e a idrogeno

INVESTIMENTI

PESANTI

Volvo Trucks ha

annunciato un

investimento da

diversi miliardi di

corone svedesi

per rafforzare

la propria

offerta globale

e raggiungere

l’obiettivo delle

emissioni nette

zero entro

il 2040.

VERSO IL 2040

Volvo traccia

Volvo Trucks ha annuncia

«un investimento da

diversi miliardi di corone

svedesi in tecnologie che

rafforzeranno l’offerta globale

di prodotti e la competitività

dell’azienda nei prossimi

anni, contribuendo al raggiungimento

dell’obiettivo

di emissioni nette zero entro

il 2040». Il piano comprenderà

una nuova piattaforma

per motori a combustione interna,

progettata per ridurre

i consumi e compatibile con

diversi carburanti rinnovabili,

incluse future applicazioni

a idrogeno. In arrivo anche

nuovi sistemi di trazione e-

lettrica, con autonomie fino

a 700 chilometri. In particolare,

Volvo lancerà una

gamma aggiornata di modelli

elettrici, pensata per consentire

a un numero più ampio

di segmenti del trasporto e

di operatori di passare dai

carburanti tradizionali all’elettrico.

Allo stesso tempo, il

motore a combustione mantiene

un ruolo importante

nella strategia dell’azienda

verso le emissioni nette zero.

Volvo introduce, infatti,

una nuova piattaforma motore

da tredici litri, che sarà

utilizzata per due propulsori,

uno diesel e uno alimentato

a gas: entrambi, sin da subito,

saranno compatibili con

carburanti rinnovabili come

biodiesel e biogas.

I nuovi camion elettrici

a batteria saranno prodotti

a Göteborg, in Svezia, e a

Gand, in Belgio. Il lancio avverrà

a partire da quest’anno.

I nuovi motori a combustione,

invece, saranno prodotti a

Skövde, in Svezia, con l’avvio

delle vendite previsto nel

terzo trimestre del 2026. «Si

tratta di un lancio di enorme

importanza, perché la decarbonizzazione

del settore dei

trasporti deve accelerare e le

nuove tecnologie che stiamo

introducendo offriranno alle

aziende di trasporto il meglio

di due mondi», ha dichiarato

Roger Alm, presidente di

Volvo Trucks.

LE BREVI

BATTERIA SOTTO CABINA

Scania ha avviato, a livello

globale, il lancio commerciale

del suo nuovo modulo batteria

sotto cabina. Secondo

il costruttore svedese,

questa soluzione dovrebbe

consentire agli operatori di

ottimizzare la capacità delle

batterie per gran parte delle

esigenze di trasporto. Inoltre,

il posizionamento del modulo

batteria sotto la cabina del

camion elettrico libera più

spazio per gli allestimenti.

Uno dei principali vantaggi

della soluzione è proprio

la possibilità di adattare la

posizione delle batterie in

funzione dei diversi tipi di

allestimento e delle diverse

applicazioni.

HÖRMANN PRESENTA AWB

La sicurezza nelle baie di

carico resta uno dei temi

più sensibili per la logistica.

Durante le operazioni di carico

e scarico, infatti, anche un

lieve movimento del camion

può creare condizioni di

rischio per operatori, carrelli

elevatori e attrezzature. Per

questo Hörmann ha sviluppato

Awb, un sistema automatico

di bloccaggio ruote progettato

per impedire lo spostamento

involontario del veicolo

durante le attività in baia.

NUOVO PICK-UP RENAULT

Renault ha svelato il nome del

suo futuro pick-up destinato

all’America Latina: si chiamerà

Niagara. Il modello sarà

presentato ufficialmente il 10

settembre in Argentina e verrà

commercializzato entro la fine

del 2026. Il nuovo veicolo

si inserisce nell’offensiva

prevista dal piano strategico

futuREady, che prevede il

lancio di 14 nuovi modelli al di

fuori dell’Europa entro il 2030.

Il pick-up sarà caratterizzato

da un design robusto e

sarà pensato per combinare

abitabilità, comfort e dotazioni

tecnologiche avanzate.

ACTROS L PROCABIN

Maxi ordine

in Lituania

Mercedes-Benz

trucks, nel 2026, ne

consegnerà oltre 500

a Transtira

Mercedes-Benz trucks

consegnerà nel corso del

2026 oltre 500 Actros L Pro-

Cabin a Transtira. L’azienda

lituana, con sede a Vilnius,

sta ampliando la propria capacità

operativa nel trasporto

europeo a lungo raggio, proseguendo

allo stesso tempo il

processo di modernizzazione

della flotta.

L’Actros L ProCabin si distingue

per aerodinamica ed

efficienza. Il frontale allungato

di ottanta millimetri, la

gestione ottimizzata dei flussi

d’aria e la riduzione degli

spazi tra i pannelli migliorano

il passaggio dell’aria

attorno al veicolo. Secondo

il costruttore tedesco, queste

soluzioni possono ridurre i

consumi nelle missioni a lungo

raggio fino al 3 per cento,

con ulteriori benefici in termini

di efficienza garantiti

dalla terza generazione del

motore diesel Om 471.

La ProCabin offre, inoltre,

altre dotazioni tra cui nuovi

sedili, letti ottimizzati con

materassi, porte Usb-C aggiuntive

e un sistema di comandi

evoluto.

WINDROSE GUARDA AVANTI

Windrose produrrà

cento veicoli entro

la fine del terzo trimestre

2026. La notizia, diffusa

attraverso l’account

LinkedIn ufficiale

dell’azienda, è che

quasi tutte le unità

risultano già assegnate,

sulla base di preordini

arrivati da diverse aree

del mondo. I clienti

provengono soprattutto

da Europa, Nord

America, Sud America,

Asia-Pacifico e dalla

L’ANDAMENTO DEL MERCATO ITALIANO

Camion in calo ad aprile

Secondo i dati diffusi da Anfia, il complessivo

dei primi quattro mesi del 2026 resta positivo

A

d aprile 2026 il

mercato italiano

dei camion segna la

prima battuta d’arresto

dell’anno. Secondo i

dati diffusi da Anfia,

sono stati rilasciati 2.298

libretti di circolazione

di nuovi autocarri, in

calo dell’1,2 per cento

Cina.

Entro il secondo trimestre

2026, saranno circa 36 i

camion elettrici Windrose

in circolazione a livello

globale. «Ciò che ci manca

in termini di storia e

risorse rispetto a Tesla,

lo compensiamo con un

approccio orientato alla

compatibilità, una piattaforma

aperta e un modello

asset-light che fa leva

su partner di rilievo», si

legge sul profilo LinkedIn

ufficiale di Windrose.

rispetto ad aprile 2025.

Il bilancio dei primi

quattro mesi resta

comunque positivo. Tra

gennaio e aprile 2026

i camion immatricolati

sono stati 9.840, il 4,6

per cento in più rispetto

allo stesso periodo

del 2025. Per quanto

riguarda

rimorchi e

semirimorchi

pesanti, invece,

crescita del

6,6 per cento

nel periodo

gennaio-aprile

2026.

SCANIA LONGLINE

Produzione

di serie

La cabina introdotta

nel flusso produttivo

di serie. Prime

consegne in autunno

Scania amplia l’evoluzione

della propria cabina premium

introducendo la Longline

nel flusso produttivo di

serie. Secondo il costruttore

svedese, la nuova cabina sarà

proposta come soluzione

factory-certified a basso volume,

destinata ai clienti che

cercano maggiore spazio,

comfort e flessibilità. La

Longline nasce dalla combinazione

tra la CrewCab di

Scania e la cabina S-series

high-roof ed è stata concepita

come una piattaforma

flessibile, non come una soluzione

interna totalmente

predefinita. In configurazione

di fabbrica, sarà offerta con

un allestimento limitato nella

zona alle spalle dei sedili,

con opzioni come un letto

standard con vani portaoggetti

o scaffalature, oppure

con una disposizione più

aperta. Il progetto prevede

punti di fissaggio chiaramente

definiti, così da permettere

ai clienti di configurare gli

interni in base alle proprie

esigenze specifiche.

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inTransizione

semirimorchi hi-tech

NIVALIS ENERGY

Tutta l’energia

che serve

SolarEdge e-Mobility

diventa Nivalis Energy

Europe e propone un nuovo

semirimorchio ‘smart’: lo

abbiamo visto a Transpotec

Dov’eravamo rimasti? A

Transpotec, due anni

fa, avevamo conosciuto un

brand, SolarEdge e-Mobility,

in grado di presentare

un sistema che combinava

tre fonti di energia diverse

– pannelli solari, assale

elettrificato e rete elettrica

– con l’obiettivo di rendere

‘smart’ il semirimorchio. In

soldoni, avere energia a disposizione

per alimentare il

gruppo frigo e contribuire

all’efficienza della combinazione.

Il progetto dell’allora

Powered trailer, che abbiamo

descritto nel dettaglio su Vado

e Torno 1/2025, è andato

avanti nel corso del tempo,

con il semirimorchio utilizzato

dall’azienda di trasporti

umbra Lc3. Da allora, tanto

è stato fatto: SolarEdge e-

Mobility è stata acquisita dal

gruppo americano Nivalis E-

nergy Systems (ne parliamo

nel box) e il nuovo brand si è

presentato – questa volta con

uno stand vero e proprio – a

Transpotec 2026.

Il demo di Officina

Alberti a Transpotec

Con lo stesso progetto? Niente

affatto: in fiera abbiamo

visto un semirimorchio realizzato

per Officina Alberti,

che lo userà come veicolo dimostrativo

per i suoi clienti

che non solo vogliono testare

il kit di elettrificazione Nivalis,

ma anche il gruppo frigo

di Ecooltec. «Dal punto di

vista tecnologico siamo assolutamente

flessibili sotto tutti

i punti di vista», conferma

Francesco Mittica, Sales Key

Account Manager di Nivalis

Energy Europe. «Lavoriamo

con diversi brand per quanto

riguarda il semirimorchio, il

gruppo frigo e gli assali».

Recupero dell’energia

in frenata

Il semirimorchio elettrificato

mostrato a Transpotec,

per esempio, oltre al gruppo

frigo Ecooltec è dotato

dell’assale Fuwa Valx nella

versione customizzata da Nivalis

con un motore elettrico

che consente la rigenerazione

dell’energia in frenata. «Di

backup c’è anche la dinamo

ma soltanto se la batteria va

UN NUOVO CONCETTO DI TRAILER

Nivalis integra tre diverse tecnologie

- pannelli solari, batterie e assale

elettrificato - per fornire energia al

gruppo frigo e supportare il trattore.

Un modello già rodato e testato,

ora anche da Officina Alberti. Sotto,

da destra, il Ceo di Nivalis Energy

Systems, Sam Plunkett, e Pavel Gilman,

Vp Sales & marketing.

sotto il 30 per cento», spiega

Mittica. Per riassumere, l’alimentazione

del gruppo frigo

proviene dall’energia raccolta

dai pannelli solari, dal

motore elettrico sull’assale

e dalla rete. L’energia viene

accumulata in batterie modulari

da 15 a 60 kilowattora,

dimensionate in base all’impiego.

L’unità di controllo,

cioè il cervello del sistema,

è prodotta in Italia, a Umbertide,

in provincia di Perugia.

«Negli ultimi due anni,

il nostro semirimorchio Powered

Trailer di prima generazione

ha dimostrato che il

trasporto refrigerato elettrificato

può offrire reali vantaggi

operativi e commerciali

anche negli ambienti logistici

più impegnativi», aggiunge

Pavel Gilman, Vp Sales and

Marketing di Nivalis Energy

Europe. «Grazie alla nostra

architettura energetica esclusiva

a tre fonti, insieme alle

competenze ingegneristiche e

produttive rafforzate dall’acquisizione

di SolarEdge e-

Mobility, Nivalis è in una

posizione unica per guidare

la prossima fase del trasporto

refrigerato elettrificato in

Europa».

Batterie per corto

e lungo raggio

L’evoluzione della piattaforma

ora in mano a Nivalis

viene anche, infatti, dal lavoro

fatto finora e dalla possibilità

di analizzare i dati

che sono stati accumulati in

questo primo periodo della

piattaforma stessa. Un esempio

è la consulenza ai clienti

sulla capacità delle batterie

da installare. «Ci siamo resi

conto che si verificano due

tipologie di utilizzo dei veicoli,

che potremmo raggruppare

in corto e lungo raggio.

Semplificando, se un’azienda

fa circa 300 chilometri

al giorno, un sistema di accumulo

da 30 kilowattora è

più che sufficiente. Chi fa,

poniamo, 600 chilometri al

giorno potrebbe aver bisogno

di batterie da 60 kilowattora,

anche se abbiamo riscontrato

che aumentando leggermente

la frequenza di ricariche nei

periodi invernali, un aumento

della capacità della batteria

potrebbe non essere necessaria»,

continua Mittica. Modularità,

insomma. «Un altro

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69



inTransizione

miglioramento della nostra

nuova generazione riguarda

l’accessibilità all’unità di

gestione dell’energia per la

manutenzione, per esempio.

Abbiamo implementato delle

aperture per un accesso più

agevole e per consentire di

trovare il varco giusto senza

dover staccare o aprire zone

non interessate dall’intervento».

La parte, diciamo così,

intangibile del miglioramento

che abbiamo apportato al

kit sta, invece, nella telematica,

che adesso ci aiuta in un

modo sempre più completo

ad acquisire e gestire le informazioni».

Nuova generazione

di pannelli solari

Interventi importanti sono

stati fatti anche ai pannelli

solari. La nuova generazione

presenta un fissaggio diverso

rispetto al passato, migliorando

per esempio il raffrescamento

dei pannelli stessi,

tramite dei substrati a nido

d’ape che favoriscono il ricircolo

di aria e raffreddano,

quindi, sia il pannello solare

che la cassa. Così, semplicemente

(tra mille virgolette) il

gruppo frigo disperde meno.

70

PRESENZA DIRETTA IN FIERA

Nivalis Energy Systems ha partecipato

direttamente a Transpotec mettendo in

mostra il semirimorchio equipaggiato

con batterie, pannelli solari e assale

elettrificato. Sotto, due immagini

di dettaglio dell’assale, fornito per

questo progetto da Fuwa Valx.

LA NUOVA STRUTTURA SOCIETARIA

Solar Edge e-Mobility

era una business unit

di SolarEdge, gruppo

attivo nella realizzazione di

soluzioni di smart energy,

specialmente in ambito

residenziale. Nei mesi scorsi

è stata acquisita al 100 per

cento dal gruppo americano

Nivalis Energy Systems,

realtà più verticale

nell’ambito del trasporto

refrigerato. L’acquisizione

ha riguardato un po’ tutto:

know-how, persone, centri

di produzione e così via.

È nata Nivalis Energy

Europe, che ha consentito

a Nivalis Energy Systems

di acquisire know-how

nei pannelli solari o in

altri componenti chiave

come gli assali elettrificati.

Quello che sperano i

diretti interessati è che

si possano ottimizzare

E poi, grazie alla possibilità

di utilizzare un connettore

unico, è possibile caricare le

batterie già durante il normale

raffreddamento del sistema

da rete.

Ciò che va senza dubbio

sottolineato sono i risultati

concreti e tangibili di quanto

fatto finora, derivanti dall’analisi

del veicolo presentato

nel 2024 (con componenti

diversi ma con la stessa

identica filosofia di quello

che descriviamo in queste

pagine) e utilizzato in questi

anni da Lc3, al lavoro sette

giorni su sette. Innanzitutto,

i dati mostrano come la necessità

di ricarica sia davvero

residuale, specialmente nei

mesi più soleggiati. «Quello

che più interessa i clienti è

il ritorno dell’investimento.

La questione del ritorno

dell’investimento

Nel caso di Lc3, con il veicolo

sempre al lavoro, il

ritorno dell’investimento è

competenze ingegneristiche

e produttive. La produzione

per l’Europa rimane in Italia,

a Umbertide, con ricerca e

sviluppo anche in Germania,

mentre la sede di Nivalis

Energy Systems si trova in

Michigan, negli Stati Uniti

d’America.

addirittura inferiore a due

anni. Cito un altro caso,

quello dell’azienda tedesca

Zippel Fresh, che utilizza il

veicolo 5 giorni su 7 per 12

ore al giorno, con un ritorno

dell’investimento inferiore ai

4 anni», racconta Mittica.

Oltre al veicolo che abbiamo

visto a Transpotec,

sono in corso altri progetti in

Germania e in altre nazioni

europee. «L’interesse è molto

superiore a quello che c’era

negli anni scorsi, anche per

via degli incentivi al cambiamento

dati dalle nuove normative

dell’Unione europea.

E non va dimenticato che le

aziende che si dotano di kit

come quello nostro aumentano

notevolmente il valore dei

loro beni. È un po’ quello che

succede a una casa quando si

installano i pannelli solari»,

conclude Francesco Mittica.

Esempio calzante per una

tecnologia che sembra davvero

in rampa di lancio.

Fabrizio Dalle Nogare

71



inTransizione

UN CAMION A IDROGENO SULLE STRADE ITALIANE

Gruber Logistics avvia in Italia la sperimentazione

su strada di uno Scania 40 R equipaggiato con

tecnologia a celle a combustibile a idrogeno.

L’iniziativa rappresenta la prima prova nel Paese di un

mezzo pesante Fcev in condizioni operative reali.

TESLA SEMI

Sarà la volta

buona?

In Nevada i primi esemplari

venuti fuori da una linea di

produzione non secondaria.

Obiettivo? Produrre 50 mila

camion elettrici l'anno

Tesla avrebbe avviato la

produzione su larga scala

del suo celeberrimo Semi, il

camion elettrico per le lunghe

percorrenze di cui si parla

da quasi un decennio. Se

n’è discusso tanto – com’è

inevitabile per qualsiasi cosa

sia legata a Tesla o al suo

mentore, Elon Musk – ma

finora poco si è visto. Tante

promesse, qualche sortita

fieristica (c’era, per esempio,

alla Iaa di due anni fa), teaser

social centellinati ma di

grande presa, e poco altro.

Le questioni che Tesla

ha dovuto risolvere in questi

anni, infatti, sono state diverse.

Dal peso complessivo del

camion, fino alla tecnologia

delle batterie. Sono filtrate

sempre poche informazioni

LE BREVI

SIMULATORE ELETTRICI DAF

Daf Trucks ha introdotto di recente

un simulatore di percorso interattivo

pensato per aiutare le aziende di

trasporto a valutare l’impiego dei veicoli

elettrici nelle attività quotidiane. Lo

strumento consente di inserire percorsi

definiti dal cliente e di ottenere una

prima indicazione sull’autonomia e sulla

fattibilità operativa delle diverse varianti

della gamma elettrica di Daf, presentata

lo scorso anno.

dal costruttore americano,

ma appare abbastanza chiaro

come gli ingegneri Tesla non

volessero bruciare il veicolo

TESLA FA

SUL SERIO

Il colosso

americano

guidato da Elon

Musk, dopo aver

rivoluzionato il

mondo delle auto

sembra sempre

più deciso a fare

lo stesso anche

con il trasporto

commerciale

e, più nello

specifico, con

gli e-truck.

Tesla Semi vuole

davvero lasciare

il segno.

sul mercato prima di essere

sicuri del suo successo.

Da qui sono nati i continui

rinvii, anche dopo il 2022,

quando alcuni esemplari furono

effettivamente consegnati

a uno dei primi clienti

del Semi, il gruppo PepsiCo.

Adesso, forse, ci siamo,

con i primi esemplari usciti

non da una linea secondaria,

REVISIONE NORMATIVA PEDAGGI

La commissione Trasporti e Turismo del

Parlamento europeo ha approvato una

proposta di revisione della normativa

Ue sui pedaggi stradali per i veicoli

industriali. Il testo introduce un nuovo

elemento nel sistema tariffario europeo:

non solo le emissioni della motrice,

ma anche l’efficienza energetica del

rimorchio o del semirimorchio potrà

incidere sul costo del pedaggio. Cambia,

insomma, la filosofia.

ma dalla linea di produzione,

per così dire, definitiva.

L’obiettivo dichiarato da

Tesla è quello di raggiungere

una capacità produttiva di 50

mila camion elettrici l’anno.

Stando a quanto emerso negli

ultimi giorni, il Semi avrebbe

un peso inferiore di circa

450 chili rispetto all’ultima

versione conosciuta e verrà

reso disponibile in due

diverse configurazioni, che

differiscono in termini di capacità

dei pacchi batterie e ,

dunque, di autonomia: quello

‘light’ avrebbe la possibilità

di percorrere poco più di 500

chilometri, mentre il modello

più adatto per il lungo raggio

toccherebbe, come più volte

dichiarato dal costruttore, gli

800 chilometri con una ricarica.

Interessante

anche il prezzo,

annunciato tra

i 260 mila e i

290 mila euro

a seconda della

configurazione

dei pacchi batterie.

Ben inferiore

ai player

tradizionali e più

o meno in linea

con la proposta

di Windrose,

diretto concorrente

del Semi

che verrà. Molto

presto, a quanto

sembra.

DHL AUSTRIA TESTA L'ETOPAS 600

L'eTopas 600 di SuperPanther è stato

testato in condizioni reali da Dhl Freight

Austria, che ha l'obiettivo di integrarlo

gradualmente nella propria flotta.

Attenzione particolare è stata posta

sugli aspetti «che contano davvero

nel quotidiano: efficienza, affidabilità,

integrazione della ricarica ed esperienza

di guida», ha scritto l'azienda. L'obiettivo

è integrare gradualmente il camion nella

flotta Dhl in Austria.

NUOVA INFRASTRUTTURA DI RICARICA

Menaklars sempre più green

Presso la sede una nuova infrastruttura a

supporto dell'elettrificazione della flotta

T

sg

Italia ha

completato,

in collaborazione

con Kempower, la

Four Sustainable

Logistics è un

operatore che crede

davvero nel trasporto a

zero emissioni. Non è

nuova la collaborazione

con Volvo Trucks, che

fornisce i veicoli elettrici

(trattori Fh e motrici

Fm); poi c'è Atlante,

che sta ampliando la

sua rete di ricarica sul

territorio nazionale,

realizzazione e la

messa in servizio della

nuova infrastruttura

di ricarica presso la

sede di Menaklars

(Sant'Agata Bolognese),

azienda specializzata

nel trasporto di veicoli

di alta gamma per

alcuni dei principali

marchi automobilistici

internazionali, tra cui

Ferrari, Lamborghini e

Maserati. L’intervento

prevede un sistema ad

alta potenza composto

da due cabinet da 400

chilowatt ciascuno.

L'E-TRUCK A MILANO È IN STRADA

anche per veicoli

pesanti, con l'apertura di

nuovi hub.

Tre tessere di un puzzle

che funziona benissimo

insieme. A dimostrarlo,

un video pubblicato sul

canale Youtube di Four

Sustainable Logistics.

Perché sì, i camion

elettrici circolano già a

Milano (e nella foto si

vede benissimo).

VERSO IL 2030

Stellantis Pro

One, il piano

La divisione dedicata

ai veicoli commerciali

presenta la strategia

Stellantis Pro One, business

unit globale di

Stellantis dedicata ai veicoli

commerciali, ha presentato la

propria strategia di sviluppo

da qui al 2030. Il piano punta

a rafforzare il ruolo del

gruppo nel mercato di riferimento

e ad accompagnare

l’evoluzione della divisione

come fornitore di soluzioni

integrate per flotte e clienti

business.

Il piano prevede il lancio

di undici nuovi veicoli entro

il 2030, attraverso il rinnovo

dei modelli principali e

l’ingresso in segmenti oggi

non presidiati. Sono previste

due nuove piattaforme multienergy

per veicoli commerciali

leggeri, mid-size e large

van, basate sull’architettura

Stla Brain e compatibili con

DAF XG E XG+

Produzione

di serie: on

Ora la produzione di

serie interessa tutta la

New Gen Daf

motorizzazioni elettriche,

ibride e termiche. Un altro

asse portante del piano

strategico è Pro One Next,

soluzione per la gestione

dell’uptime, attualmente in

fase pilota in Europa.

Guardando ad un futuro

più vicino, invece, Stellantis

Pro One ha annunciato che

all'Iaa Transportation di Hannover

presenterà l'innovativo

concept “Box on Wheels”:

un veicolo autonomo a zero

emissioni allo scarico,

pensato per l’ultimo miglio.

«Il nostro obiettivo è confermare

Stellantis Pro One come

riferimento globale per

i clienti professionali», ha

affermato Emanuele Cappellano,

Coo enlarged Europe

& European brands e global

head di Stellantis Pro One.

Daf ha annunciato l’avvio

della produzione di serie

degli ultimi due modelli elettrici

disponibili in gamma. Si

tratta degli Xg e Xg+, la parte

‘alta’ della gamma stessa,

in termini di stazza. Il costruttore

olandese mette così

a disposizione del mercato

una gamma completa di camion

elettrici, che spazia dal

modello Xb da dodici tonnellate,

fino ai modelli Xg e

Xg+ per il trasporto a lungo

raggio. Nello specifico, questi

ultimi sono disponibili in

diverse configurazioni di telaio

e dotati del gruppo motopropulsore

elettrico Paccar

Ex-D2 ad alta efficienza, che

eroga potenze comprese tra

370 e 480 cavalli. L’autonomia

promessa si avvicina ai

500 chilometri.

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73



a tutto carico

eventi, semirimorchi

LA NUOVA CULLA KÄSSBOHRER

Con sospensione

a pendolo

Presentato il nuovo veicolo

pensato per il trasporto

eccezionale. Focus su

manovrabilità, stabilità del

carico e durata operativa

Kässbohrer ha scelto la

sede di Adami Autotrasporti

– a due passi,

qualcuno in più – dal Lago

di Garda, per presentare la

nuova culla con sospensione

a pendolo K.sll.p, sviluppata

per unire manovrabilità, sicurezza

del carico e durata

operativa sul lungo periodo.

Un evento che è andato

oltre il semplice lancio del

prodotto, perché parte di una

strategia più ampia che prevede

la crescita dell’azienda

nel paese e il consolidamento

del rapporto con dealer, partner

e clienti, e si inserisce

in una fase di investimenti

importanti, coerente con il

motto ‘Enginuity’, sintesi tra

ingegneria e ingegno.

Le caratteristiche della

nuova culla a pendolo

A tenere in mano le redini

della giornata è stato Antonio

Monteiro, Sales manager di

Kässbohrer in Italia, che ha

messo subito in chiaro quello

che è l’obiettivo principale

dell’azienda: vedere sempre

più veicoli sulle strade da qui

in avanti. La sfida, ha spiegato,

«è investire più di quanto

fatto finora e restare più vicini

ai partner commerciali».

Dal punto di vista tecnico,

il cuore del nuovo veicolo è

la sospensione a pendolo indipendente,

progettata dagli

ingegneri Kässbohrer e caratterizzata

da una corsa fino

a 600 millimetri. Si tratta di

un elemento decisivo per un

mezzo destinato a operare in

cantieri, terreni agricoli, spazi

ristretti e percorsi in cui il

trasporto di carichi pesanti o

fuori sagoma richiede stabilità

costante.

I vantaggi offerti

dal veicolo

L’obiettivo è mantenere il

carico il più possibile in assetto,

migliorando sicurezza

e qualità della marcia anche

quando il fondo stradale è

irregolare o la manovra è

complessa.

Alla sospensione si affianca

un sistema di sterzatura

idraulica progressiva brevettato,

sviluppato per garantire

un comportamento coerente

negli angoli di sterzata da

zero a sessanta gradi secondo

i principi di Ackermann, geometria

che favorisce il corretto

allineamento delle ruote

in curva. In termini operativi,

significa maggiore precisione

nelle manovre e una gestione

più fluida anche in curve

strette o superiori ai novanta

gradi.

Per chi lavora nel trasporto

eccezionale, si tratta di un

plus degno di nota considerando

quanto la manovrabilità

incide sui tempi di lavoro,

NOVITÀ

KASSBOHRER

Nella foto a

destra la nuova

culla a pendolo

K.sll.p. Da

notare, l’angolo

di sterzata. In

basso a destra,

invece, uno

dei centinati

di nuova

generazione

per la logistica

quotidiana.

sulla sicurezza dell’operazione

e sulla possibilità di accedere

a contesti dove lo spazio

è limitato.

Altro pilastro del progetto

è la robustezza. Kässbohrer

indica per la K.sll.p un percorso

di validazione pari ad

almeno un milione di chilometri

di utilizzo reale, svolto

nei propri centri di ricerca e

sviluppo e sulla pista di prova

aziendale dedicata ai semirimorchi.

Le verifiche, fisiche

e digitali, hanno riguardato

integrità strutturale, resistenza

alla torsione, distribuzione

dei carichi, stabilità su strada

e funzionalità generale. Una

combinazione, questa tra simulazioni

e prove reali, che

dà sostanza a quella che è la

promessa di qualità del marchio.

La culla a pendolo, progettata

per una capacità legale

fino a dodici tonnellate per

asse, in conformità alla normativa

tedesca, offre un’estensione

orizzontale fino a

5.550 millimetri e un’estensione

laterale fino a 2 per 230

millimetri. La piattaforma di

carico, con altezza di 350

millimetri, consente secondo

l’azienda il trasporto di carichi

fino a 3.650 millimetri

di altezza senza procedure

aggiuntive.

Sul fronte della sicurezza

del carico, Kässbohrer

rivendica per la K.sll.p una

dotazione ampia di anelli di

ancoraggio: otto coppie da

13,4 tonnellate, quattro coppie

da otto tonnellate e tre

coppie da dieci tonnellate.

A questi si aggiungono sedi

per montanti e alloggiamenti

per twist-lock container, con

la possibilità di integrare ulteriori

anelli amovibili nel

pianale.

La multifunzionalità è

uno dei messaggi chiave: il

veicolo può essere configurato

per diverse tipologie di

carico, compreso il trasporto

container, e raggiungere fino

a 12,30 metri di area utile.

La K.sll.p adotta, inoltre,

un collo d’oca amovibile per

il carico frontale. Lo sgancio

può avvenire in meno di cinquanta

secondi, grazie alle

connessioni rapide per gli

impianti elettrici, pneumatici

e idraulici. A completare

il quadro, la metallizzazione

anticorrosione: una protezione

a base di alluminio e zinco

che contribuisce a portare

la durata attesa del veicolo

nell’ordine dei vent’anni.

La nuova generazione

di centinati Kässbohrer

L’evento non si è limitato

alla presentazione della culla

a pendolo. Antonio Monteiro

ha offerto ai presenti anche

una panoramica su quella

che è la nuova generazione

di centinati firmati Kässbohrer.

Se la K.sll.p rappresenta

una risposta alle missioni più

complesse, questi ultimi puntano

a soddisfare le esigenze

di tutti i giorni, con un telaio

in acciaio – resistente ma

leggero allo stesso tempo –

e una progettazione orientata

fortemente all’intermodalità.

Tra gli elementi messi in

evidenza, alcune nuove soluzioni

per le porte posteriori,

che spesso rappresentano un

punto critico nei centinati; un

pianale con capacità standard

di 7,2 tonnellate e un frontale

rinforzato conforme al codice

xl, standard legato alla

resistenza della carrozzeria

e alla sicurezza del carico.

Il messaggio venuto fuori

dall’evento, dunque, è chiaro:

Kässbohrer vuole proporsi

come interlocutore capace

di coprire sia le missioni

eccezionali sia quelle ordinarie,

passando dal cantiere

alla logistica, e affermarsi,

allo stesso tempo, come costruttore

di relazioni e non

soltanto di semirimorchi.

Pierfrancesco Vecchiotti

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van&pick-up

prodotti e servizi

A MISANO CON L’INTERSTAR

Stress test

superato

UN PROGETTO TUTTO NUOVO

Giusto un paio d’anni fa, Nissan ha

rivoluzionato il progetto dell’Interstar,

in corrispondenza con il lancio

dell’Interstar-E. Eravamo a Barcellona, in

Spagna, e per la prima volta abbiamo

potuto guidare entrambe le versioni

del large van, con il nuovo frontale

ridisegnato non soltanto per una

questione estetica, ma anche per

ridurre la resistenza aerodinamica del

veicolo del 20 per cento rispetto alla

precedente generazione.

Quest’anno abbiamo scelto un Nissan

Interstar con motore diesel da 150 cavalli

per il supporto logistico all’attività di

evenT al Misano grand prix truck. Il large

van nipponico non ha tradito le attese

Milano-Misano, e ritorno.

Cambia giusto

una consonante, ma

ballano circa 680 chilometri,

tra andata e ritorno. Anche

quest’anno, come raccontiamo

in precedenza su questo

numero, evenT ha organizzato

e gestito l’area test drive,

un’area da 455 prove con 12

camion, al Misano grand prix

truck, appuntamento annuale

imperdibile nel mondo dei

camion.

Ormai lo sappiamo, attrezzare

i box e l’area esterna

implica il trasporto di parecchio

materiale; dunque, serve

un veicolo innanzitutto affidabile

e poi anche perfor-

MILANO-MISANO TUTTA D’UN FIATO

Un viaggio per

nulla banale: 680

chilometri mal contati nel

giro di pochi giorni per

portare al Misano world

circuit Marco Simoncelli

tutto l’occorrente per

allestire l’area prove

che evenT gestisce

ormai da alcuni anni. E,

naturalmente, riportare

tutto indietro una volta

conclusasi la due giorni

che vi raccontiamo

su questo numero.

Ulteriore elemento di

difficoltà: sia all’andata,

sia al ritorno eravamo

in tre a viaggiare sul

nostro Interstar, che si è

dimostrato un compagno

affidabile e attento al

comfort, consentendo

quindi non solo di

trasportare

tutto il

materiale

necessario,

ma anche di

far viaggiare

i due

passeggeri

in maniera

abbastanza

comoda.

Considerato,

naturalmente,

che lo scopo

primario di

un veicolo

come il large

van Nissan

Interstar non

è certo quello

di affrontare percorsi

così lunghi. Superato

brillantemente, dunque, il

nostro stress test.

mante, visti i tanti chilometri

da affrontare. Il large van

Nissan Interstar, quest’anno,

si è assunto il compito di

supportare la parte logistica,

e lo ha fatto con grande

dedizione. Sia all’andata che

al ritorno, carico appunto di

materiale, ha ospitato due

passeggeri oltre all’autista

lungo un percorso quasi interamente

autostradale.

Motore diesel da 2 litri

e 150 cavalli di potenza e

cambio manuale a sei marce

sono le caratteristiche di

base del large van Nissan,

rimodernato un paio d’anni

fa sia all’esterno, sia all’interno

e disponibile, peraltro,

anche in versione elettrica.

Nel nostro caso specifico,

ancora più che il volume

di carico o la portata – non

avevamo così tanto materiale

da trasportare – abbiamo

apprezzato la pedana posteriore

per agevolare, appunto,

le operazioni di carico, oltre

all’apertura del portellone laterale,

larga 130 centimetri.

Presto la canonica prova

consumi

Come da nostra abitudine,

abbiamo sì monitorato i

consumi ma non avendo a

disposizione parametri precisi

preferiamo sottoporre il

van a una prova più classica

sul nostro percorso: potrete

leggere risultati, commenti

e anche impressioni più approfondite

su caratteristiche

e prestazioni del furgone sul

prossimo numero di Vado e

Torno, quello di luglio/agosto.

Di certo, possiamo dire

di aver apprezzato l’organizzazione

piuttosto essenziale

della plancia e dei comandi,

pur con qualche possibile

miglioramento da implementare

nelle future versioni.

Pollice su per la guidabilità

e per la fluidità del cambio

che, seppur manuale, scorre

perfettamente sia su strade

a scorrimento veloce, sia in

ambiente urbano. Ne riparleremo,

in modo più strutturato

e convenzionale, sul prossimo

numero.

Fabrizio Dalle Nogare

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77



van&pick-up

78

CON GLI ALLESTIMENTI TOYOTA

Soluzioni

complete

Il progetto del marchio jap,

sviluppato in collaborazione con

Focaccia Group, integra l’offerta

degli allestimenti di fabbrica,

puntando con nuove soluzioni a

consolidare la crescita nel settore

dei veicoli commerciali

Vento in poppa. Toyota

naviga nell’affollato e

competitivo settore del

veicolo commerciale, sospinta

dai lusinghieri risultati

conseguiti sul mercato italiano

anche in questa prima

parte del 2026. Nel mese di

aprile, ad esempio, il marchio

jap ha contato 753 immatricolazioni,

assicurandosi

il 5,6 per cento di quota, vale

a dire un punto in più rispetto

al corrispondente mese

del 2025.

Complessivamente,

guardando al

primo quadrimestre

dell’anno in corso,

il totale delle registrazioni

è salito nel

periodo considerato

a 2.940 veicoli, assicurando

a Toyota

il settimo posto nella

graduatoria del mercato

nazionale. Con

la ciliegina sulla torta

relativa al mercato

degli elettrici, dove

Toyota si conferma il

primo brand con una

quota del 27 per cento,

inserendo i modelli

Proace Max e

Proace City tra i top

tre della categoria.

Si tratta di risultati

importanti e significativi che

raccontano la forte nespansione

del business Toyota e

attraverso quest’ultimo l’elevato

apprezzamento di cui

gode il marchio jap presso

la clientela professionale del

segmento dei light commercial

vehicle.

Ancora più vicini

al cliente

Un comparto che in special

UNA SQUADRA

DI SPECIALISTI

È quella composta

(nella foto da sinistra a

destra) da Proace Max,

Proace e Proace City.

Attraverso il Programma

Allestimenti, il brand

jap compie un altro

importante passo

finalizzato a consolidare

la presenza del marchio

sul mercato italiano.

modo negli ultimi anni ha

conosciuto un profondo mutamento.

Oggi e sempre più,

infatti, i clienti di numerose

categorie professionali -dal

delivery all’edilizia passandoi

per la vasta schiera di

artigiani- cercano soluzioni

non soltanto capaci di assicurare

eccellenti performance

sotto il profilo prestazionale,

affidabilità e robustezza,

bensì anche sempre più

specializzate, personalizzate

e pronte all’uso.

Partendo da un dato di

fatto, e cioè che oggi oltre

un terzo dei veicoli commerciali

leggeri viene venduto

con un allestimento

dedicato, Toyota non si è

fatta cogliere impreparata.

Confermando la propria vicinanza

e attenzione alle esigenze

e alle aspettative della

clientela, ha infatti dato vita

al progetto Allestimenti

Professional. Si tratta di un

programma la cui essenza e

la cui finalità è già nel nome

stesso.

Protagonista

la gamma Proace

In buona sostanza, dopo

aver affermato sul mercato

italiano una gamma di allestimenti

di fabbrica declinata

in funzione delle differenti

mission nell’ambito

del trasporto e della distribuzione

merci a corto raggio,

in particolare in ambito

urbano -parliamo, ad esempio,

di configurazioni come

chassis, tipper, dropside per

il Proace Max- Toyota ha

compiuto un ulteriore passo,

sviluppando con il programma

Allestimenti Professional

un’offerta che integra e

aggiunge nuove soluzioni,

spiegano in Toyota, ideali

«per risolvere qualsiasi esigenza».

Per farla breve, si tratta

a tutti gli effetti di una proposta

realmente taylor made

applicabile alle diverse

declinazioni della famiglia

degli Lcv Proace.

Esperienza e affidabilità

firmate Focaccia Group

Il programma Allestimenti

Professional è stato sviluppato

da Toyota in partnership

con Focaccia Group.

Un nome, quest’ultimo, di

riconosciuta competenza,

esperienza e affidabilità, il

cui portafoglio di soluzioni

sempre più complete -combinate

con le qualità e le doti

accreditate e riconosciute

alla famiglia Proace- equivale

a una garanzia e alla

certezza di poter disporre di

una soluzione davvero funzionale.

79



un’attesa crescente quella

È che caratterizza la vigilia

del Traspotec 2019, il più importante

(e di fatto anche l’unico)

salone italiano dedicato

al camion, al mondo dei trasporti

e della logistica. Dopo

un 2018 chiuso con un segno

positivo in termini di vendite,

la kermesse in programma a

Fiera Verona è chiamata infatti

a confermare il momento positivo

dell’intero comparto. E

così sarà. A consuntivo, la rassegna

in scena a Fiera Verona

chiude infatti con un bilancio

decisamente positivo: 41 mila

visitatori, vale a dire il 35 per

cento in più rispetto al 2017,

CORREVA L’ANNO

2019

MAN CELEBRA LEONARDO DA VINCI

Quel gran

genio del Tgx

Al Transpotec il Leone incanta i visitatori

con un’elegante e suggestiva edizione

speciale dedicata al grande toscano

periodico di cultura,

economia e tecnica dell’autotrasporto

Fondato nel 1962

Autorizzazione del tribunale di Milano

n. 6041 del 20 settembre 1962

Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L.

353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1,

comma 1, LO/MI.

Registro nazionale della stampa

n. 4596 del 20/04/1994

n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001

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Fabio Zammaretti

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Direzione tecnica e prove

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Fabio Franchini, Riccardo Schiavo,

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Impaginazione e grafica

Marco Zanusso

Seguici anche su

Hanno collaborato

Sergio Bolis,

Renato Scialpi,

Pierfrancesco Vecchiotti,

Riccardo Venturi

Gestione editoriale

Fabio Zammaretti

PUBBLICITÀ

Direzione

via Brembo 27

20139 Milano

tel. 02 55230950

e-mail:

pubblicita@vadoetornoedizioni.it

e 406 espositori, con una crescita

del 23 per cento rispetto

all’edizione precedente.

Appare quindi del tutto giustificato

quel «Se torna la voglia

di camion», con cui Vado

e Torno titola sul n.3/marzo di

quell’anno il servizio che racconta

e ripepiloga ai Lettori la

quattro giorni veronese, sottolineando

il successo della manifestazione.

Tanto pubblico,

grande interesse da parte dei

visitatori, e come al solito, a

catturare l’attenzione del pubblico,

le immancabili anteprime

di prodotto. Con qualche

ghiotta chicca.

Tra queste, spicca quella

messa in passerella da Man.

Che accanto all’interessante

concept Cite, ai pesanti

X-Lion e all’agile van Tge,

cattura attenzione e curiosità

con l’elegantissimo Tgx

500 Anniversary. Dedicato a

Leonardo da Vinci nel 500°

80

Sul n.3/2019 Vado e Torno dedica ampio e doveroso spazio

all’edizione 2019 del Transpotec. E naturalmente,

all’interno del servizio, trova posto una speciale

sottolineatura per l’attraente Man Tgx 500 Anniversary.

anniversario della morte e

realizzato sulla base del collaudato

e apprezzato trattore

stradale, questa affascinante

special edition regala un colpo

d’occhio fin suggestivo

e si caratterizza per la veste

grafica grafica che, all’esterno

come all’interno della cabina,

riprende bozzetti e l’originalissima

grafia del genio toscano.

Un vero e proprio pezzo da

collezione. Ammiratissimo e

fotografatissimo.

L’unicità dello special edition Man è del tutto evidente anche

all’interno della cabina, dove plancia, sedili e interni porta

riprendono bozzetti e l’originalissima grafia di Leonardo.

Agenti

Mario Albano

Maurizio Candia

Roberto Menchinelli

Emanuele Tramaglino

SITO INTERNET

www.vadoetorno.com

Casella postale Internet (E-Mail):

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Industrie grafiche RGM srl, Rozzano (Mi)

Fotolito

Industrie grafiche RGM srl, Rozzano (Mi)

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Annuale

Italia 30 euro, estero 50 euro

Annuale via aerea

60 euro

Copie arretrate

7 euro

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ULTIM’ORA

Le associazioni insieme

per cercare gli autisti

Valorizzare una professione che cambia, raccodando

imprese, formazione e recruiting. Questo l’obiettivo della

piattaforma lanciata da Anita, Anav, Unasca e Confarca

Secondo le associazioni protagoniste del progetto, nel 2026 in Italia

mancano circa 10 mila conducenti di autobus e coach e circa 20 mila

autisti nel trasporto merci. Guardando all’Europa nel suo complesso, si

parla di circa 500 mila posizioni da colmare.

Un giorno, guardandoci indietro, potremmo anche dover

affermare con una buona dose di nostalgia: “ma ti

ricordi quando c’erano ancora gli autisti?”. No, non stiamo

fantasticando su un futuro piuttosto lontano, con i veicoli

a guida autonoma a solcare le strade (se ne parla, è vero,

di guida autonoma, ma sono ancora tanti i problemi da

risolvere prima di uscire dalla fase puramente sperimentale).

Ci riferiamo, invece, allo scenario più nefasto possibile

come conseguenza della cronica carenza di autisti nei

settori più nevralgici della mobilità: trasporto passeggeri e

trasporto merci. In tanti, in questi ultimi anni, hanno posto

l’accento sul problema, prima tra tutti l’Iru (International

road transport union), che ogni anno puntualmente redige un

rapporto a livello europeo, e non soltanto.

Un tempo, il lavoro di autista era considerato sì difficile e

molto impegnativo, ma anche abbastanza remunerativo da

giustificare gli importanti sacrifici che impone. Con il passare

dei decenni, le cose sono cambiate, e non di poco. I salari

si sono progressivamente ridotti, la stessa visione del lavoro

è mutata e sempre meno persone (non solo in Italia, sia

chiaro) scelgono questa professione per costruirsi un futuro.

Pur in un momento storico caratterizzato, specialmente in

alcune aree geografiche, da tassi di disoccupazione talvolta

preoccupanti.

Dunque, che fare? Anita, Anav, Unasca e Confarca alcune

delle principali associazioni nell’ambito della mobilità

commerciale, provano a dare delle risposte presentando una

piattaforma programmatica interassociativa che, al di là

della definizione alquanto astratta, ha l’obiettivo concreto

di fare da raccordo tra imprese, autoscuole, piattaforme

di recruiting e programmi di formazione per cercare, nei

prossimi anni di colmare un gap che rischia di mettere in

ginocchio entrambi i settori della mobilità. E a proposito di

formazione, la richiesta è quella di snellire il percorso che

porta al conseguimento delle patenti professionali, barriera

non di poco conto all’ingresso per chi ci vuol provare.

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