2026_6_Vadoetorno
Il numero di giugno di Vado e Torno. In copertina: il Mercedes-Benz eActros 600 alla prova del percorso del Supertest di Vado e Torno storicamente riservato ai camion diesel. Un test davvero epocale. E poi il report dei principali eventi del periodo: Transpotec Logitec, Misano Grand Prix Truck, Samoter 2026
Il numero di giugno di Vado e Torno. In copertina: il Mercedes-Benz eActros 600 alla prova del percorso del Supertest di Vado e Torno storicamente riservato ai camion diesel. Un test davvero epocale. E poi il report dei principali eventi del periodo: Transpotec Logitec, Misano Grand Prix Truck, Samoter 2026
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GIUGNO N. 6 - 2026
MENSILE - € 3,00
Prima immissione:
5 giugno 2026
VADO E TORNO EDIZIONI www.vadoetorno.com ISSN 0042 2096 Poste Italiane s.p.a. - SPED. IN A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI
sulle
spalle
dei giganti
PROVE L’
TRANSPOTEC
MISANO
ANTEPRIME
L’eACTROS 600 SUL TERRENO DEL SUPERTEST
TRANSPOTEC TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO VISTO
MISANO TANTA SETE DI CAMION IN ROMAGNA
ANTEPRIME ASTRA SI RINNOVA AL SAMOTER
giugno
AUTOSTRADE IN LIGURIA
Il ministro Salvini ha incontrato a
inizio giugno il presidente della
regione Liguria, Marco Bucci.
Sul tavolo i principali dossier
infrastrutturali in vista dell’estate.
vado e torno n°6 - 2026 - anno 65° - www.vadoetornoweb.com
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Periscopio
Zerogradi è alle porte 7
Mercato truck per marca 7
Volano gli stracci al Brennero 8
Imperativo aggirare Hormuz 8
Interporti al centro 8
Il sondaggio del mese 8
Ancora sul cartello dei camion 10
Monitoraggio colonnine in Italia 10
Cala il traffico merci 10
La carta Dkv per i camion 10
Incidente Gottardo, si torna in aula 12
Sicurezza nei porti 12
Incentivi sbloccati 12
Brevi: Mileast, Lombardia, Fercam 12
Ia nei trasporti 13
Corridoio Rhenus nel Golfo 13
Terzo valico dei Giovi 13
Lc3 acquisisce Vignali 13
18
Politica
Fermo sospeso. Fu vera gloria? 14
Il Brennero chiude, che guaio 15
Modena, polemica sulla tangenziale 16
Il conto (salato) dell’Ets dal 2028 17
Transpotec 2026
Un concentrato di tecnologia 18
Daf, una presenza preziosa 20
Ford Trucks, finalmente elettrico 21
Iveco, mobilità a 360 gradi 22
Man, arriva l’eTgm 23
Mercedes, tributo all’Actros 24
Renault Trucks amplia la gamma 25
Scania tra sostenibilità e sicurezza 26
Volvo, grandi novità in vista 27
Dongfeng, ecco il Capitano 28
Kia, siamo solo all’inizio 29
Il ritorno di Stellantis 30
Multitrax entra nei 30 31
Componenti e servizi
Bardahl, lubrificanti e additivi 32
Fleet 220, servizi per la ricarica 32
Borsa carichi Infogestweb 32
Jost, si presenta anche Hyva 33
Seguici sui nostri social
Petronas, orientati al futuro 33
TotalEnergies rigenera 34
Vdo, specialisti del tachigrafo 34
Webasto, futuro in movimento 34
Carrier, il refrigerato sostenibile 35
Dkv, non soltanto carte 35
Eventi
Samoter 2026, fuori i muscoli 36
Brigade va oltre l’angolo cieco 38
Isuzu aggiorna il pick-up D-max 39
40
46
Construction
Astra presenta la gamma Hdx 40
Allison ottimizza la trasmissione 41
L’Actros L alla prova in Piemonte 42
Intervista
La transizione secondo Siemens 44
Prova
eActros 600: il Supertest 46
Vado e Torno
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Vado e Torno
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Vado e Torno Edizioni
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VadoetornoTrucks
3
giugno
OLANDA, PEDAGGIO CHILOMETRICO
Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore
nei Paesi Bassi il nuovo pedaggio
chilometrico per i veicoli industriali
che sostituirà l’Eurovignetta.
Misano Grand Prix
Kiss, altro weekend al bacio 54
Misano accoglie il presidente Aci 57
Pura passione: i test drive evenT 60
Dakar 2027
Certo il percorso, incerta la gara 64
54
Truck news
Volvo traccia la rotta 66
Stellantis, Mercedes, Windrose, mercato
truck, Scania 67
InTransizione
Nivalis, tutta l’energia che serve 68
La nuova struttura societaria 71
News: Tesla Semi, ci siamo? 72
Gruber Logistics, Menaklars, Stellantis,
Volvo Trucks, Daf 73
A tutto carico
La nuova culla Kässbohrer 74
Van&pick-up
Nissan, stress test superato 76
Milano-Misano tutta d’un fiato 76
Gli allestimenti Toyota 78
Correva l’anno
1966: quel gran genio del Tgx 80
Ultim’ora
Autisti, dove trovarli? 82
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25 GIUGNO 2026
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L’HAPPENING DELLA CATENA DEL FREDDO
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POSTI LIMITATI
periscopio
Parte dalla prossima edizione
lo sguardo al futuro
di Zerogradi, l’happening
di riferimento per il trasporto
a temperatura controllata in
Italia. Le iscrizioni per l’edizione
2026, in programma
giovedì 25 giugno presso
il Museo Auto Storiche di
Brescia, sono ufficialmente
aperte. Organizzato da e-
venT, Zerogradi conferma il
suo format consolidato che
unisce workshop tecnologici,
convegni istituzionali, area
espositiva, momenti di networking
e la consegna degli
Zerogradi Award.
La partecipazione sarà
gratuita previa registrazione
online, con l’obiettivo
di coinvolgere ancora una
volta centinaia di professionisti
della filiera del freddo.
L’evento è in collaborazione
con Furgokit, Iveco, Man
Truck & Bus, Renault Trucks
e Scania e rappresenta un
punto di riferimento per un
settore sempre più strategico
nella logistica moderna,
dal food al pharma, e continuerà
a offrire uno spazio
di confronto su innovazione,
sostenibilità ed efficienza del
trasporto isotermico.
Anche la nona edizione vedrà
la consegna degli Zerogradi
Awards che si conferma
come uno dei momenti
più significativi dell’evento,
premiando le realtà che si
distinguono per innovazione,
qualità e capacità di adattarsi
all’evoluzione del mercato.
Inoltre, l’area espositiva
dedicata ai veicoli permetterà
ai partecipanti di toccare con
mano le soluzioni tecnologiche
più avanzate, offrendo
un riscontro concreto ai temi
affrontati nel corso della
giornata.
Il convegno “Cold Chain
2030” si propone di analizzare
il ruolo delle tecnologie
avanzate – dai sistemi di refrigerazione
a basso impatto
eventi, ritorni, elettrici
L'HAPPENING DELLA CATENA DEL FREDDO
Torna Zerogradi
L’evento, in programma giovedì 25 giugno
al Museo auto storiche di Brescia, riunirà i
professionisti del trasporto refrigerato
energetico alle soluzioni digitali
per il monitoraggio in
tempo reale – nel ridurre le
emissioni lungo l’intera filiera
del trasporto a temperatura
controllata. Al centro del
IMMATRICOLAZIONI, INSIDIA ALLA VETTA
Gennaio-aprile 2026
Ford Trucks .
1,5%
Renault Trucks
7,4%
Daf
10,4%
Man
11,8%
Mercedes
13,8%
dibattito anche l’evoluzione
del quadro normativo europeo,
che coinvolge sempre
più direttamente non solo
i veicoli motrici ma anche
rimorchi e semirimorchi,
Altri
1,2%
Scania
14,2%
Iveco
22,3%
Volvo Trucks
17,4%
Immatricolazioni di nuovi camion over 16 ton sul mercato italiano nei
primi 4 mesi del 2026 per marca. Fonte: Anfia.
ZEROGRADI 2026: in programma
workshop, convegni e tanto altro
chiamati a contribuire attivamente
agli obiettivi di decarbonizzazione.
Insomma,
un confronto tra operatori,
istituzioni e stakeholder per
delineare le traiettorie future.
8 Brennero,
volano gli stracci
10 Cartello camion
ultimi sviluppi
12 Incidente
Gottardo
13 La IA nei
trasporti
7
soluzioni, polemiche, convegni
AGGIRARE HORMUZ
L'imperativo
saudita
L'Arabia
Saudita sceglie
l'intermodalità per
aggirare lo Stretto
Dopo la crisi di Hormuz,
l’Arabia Saudita ha
messo l’acceleratore a
tavoletta per liberarsi
dalla dipendenza dei porti
affacciati sul Golfo Persico
e sfruttare al meglio gli
scali di Gedda e Yanbu
affacciati sul Mar Rosso.
Asse portante è una linea
ferroviaria già esistente
come la North South
Raiway che unisce Riad
con il confine giordano
ad Al-Haditha: sono 2750
chilometri di binari ad
alta tecnologia, la tratta
più estesa al mondo.
Già oggi vi operano 25
locomotori diesel elettrici
Emd Sd70 da 4500 cavalli
di costruzione Usa,
affiancati da un’altra
decina di gemelli di
Etihad Rail. Entro il 2030
dovrebbero aggiungersi i
950 chilometri del Saudi
Landbridge: un doppio
binario ad alta velocità/
capacità che unirà Riad a
Gedda e al Mar Rosso. In
attesa del link ferroviario,
il governo saudita
intende attivare cinque
corridoi intermodali che
trasformino il Riyadh
Dry Port della capitale in
una piattaforma logistica
cui facciano capo scali
del Golfo Persico come
Damman, Jubail e Ras da
un lato e dall’altro le aree
industriali di Al-Kharj
e Hail, strategiche per
l’allevamento zoo-tecnico,
la produzione lattiero
casearia e l’agricoltura
hitech.
Renato Scialpi
8
IL SONDAGGIO DEL MESE
L'accordo Unatras-Governo
sarà sufficiente a fronteggiare
la crisi dell'autotrasporto?
Rispondi su
www.vadoetornoweb.com
Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono basate su un campione scientifico
BLOCCO DEL BRENNERO
Volano gli
stracci
Proteste di albergatori
e autotrasportatori per
la chiusura del Brennero
La scelta del comune
austriaco di Gries am
Brenner di autorizzare una
manifestazione ambientalista
che ha chiuso al traffico il
versante austriaco del Brennero
per tutto il sabato del
fine settimana di Pentecoste,
seppur avallata dal tribunale
amministrativo di Innsbruck
ha innescato un coro di proteste
che spazia dagli albergatori
del Sudtirolo, su cui si
è abbattuta una slavina di disdette,
a quelle degli autotrasportatori
bavaresi. Ingorghi
giganteschi a parte, la manifestazione
ha portato alla
luce le vere intenzioni degli
'ambientalisti' austriaci, capitanati
dal borgomastro Karl
Mühlsteiger.
Il focus del discorso è stato
centrato sul fatto che «il
costo chilometrico per un
camion sulla tratta del Gottardo
in Svizzera è di un euro
al chilometro; perché lungo
l’asse del Brennero dobbiamo
accontentarci di 35 centesimi?».
Ovvero: pagate di
più e ci dimenticheremo dei
14 milioni di veicoli che
transitano dal valico ogni
anno e di quanto inquinano.
R.S.
BLOCCO per il sabato del
fine settimana di Pentecoste
LE RISPOSTE
DEL MESE SCORSO
La tragedia legata al fermo
in Campania impone di
ripensare le modalità di
protesta?
77%
sì
23%
no
INTERPORTI
AL CENTRO
CONVEGNO su
logistica Mediteranneo
Il convegno dal titolo
«Interporti al
centro – rigenerare la
Logistica: interporti,
territori e nuove infrastrutture»,
promosso
da Uir e Società degli
Interporti Siciliani, ha
riunito rappresentanti
delle istituzioni, del
comparto ferroviario,
portuale, logistico e
ingegneristico per discutere
il futuro della
rete interportuale nazionale.
La scelta di Palermo
come sede dell'incontro
non è stata
casuale, perché utile
a richiamare il ruolo
potenziale del Mezzogiorno
come piattaforma
logistica nel
Mediterraneo.
analisi, dispute, idee
SEMPRE PIÙ
COLONNINE
La rete italiana di ricarica
per veicoli
elettrici continua a crescere.
Secondo il monitoraggio
trimestrale di
Motus-E, al 31 marzo
2026 i punti di ricarica
a uso pubblico installati
RETE DI RICARICA,
miglioramenti in Italia
in Italia hanno raggiunto
quota 78.253, con
un incremento di 5206
unità dall’inizio dell’anno.
Sale la quota di
punti di ricarica veloci
o ultraveloci e si riduce
la percentuale di infrastrutture
installate ma
non ancora connesse
alla rete.
CARTELLO CAMION
Un'alternativa
alla causa
Anche in Italia le società
di "cartolarizzazione dei
crediti litigiosi"
Per avere fatto cartello
sui listini dei camion tra
il 1997 e il 2011 la Ue ha
erogato sanzioni a Mercedes,
Daf, Volvo/Renault, Iveco e
Scania per un totale di 3,8
miliardi. Una sentenza che
ha aperto la strada a cause
civili per il risarcimento
dell’indebita maggiorazione
dei prezzi. Alzi però la mano
chi ha le spalle grosse a
sufficienza per andare prima
a recuperare documentazioni
CARTELLO CAMION, gli ultimi
sviluppi in Italia.
d’acquisto risalenti a 15 anni
fa e poi a imbastire una
causa.
Ecco perché anche in Italia
hanno debuttato fondi
di investimento che si sono
specializzati nell’acquistare
i crediti dalle imprese di autotrasporto
danneggiate dai
cartelli. Si tratta di società
che tecnicamente si occupano
di «cartolarizzazione dei
crediti litigiosi» autorizzate e
vigilate dalla Banca d’Italia.
E operano partendo da
una visura al Pra che fa riferimento
alla partita Iva
dell’impresa di autotrasporto:
acquisiti i dati dei camion
che potrebbero essere oggetto
della causa di risarcimento
da intentare al costruttore
sanzionato dalla Ue, fanno
una proposta di acquisto del
credito al trasportatore che è
poi liquidato nel giro di poco
(in genere la cifra oscilla tra
500 e 700 euro a veicolo),
a prescindere dal buon esito
della vicenda giudiziaria.
Saranno poi le società di cartolarizzazione
a imbastire la
causa, accollandosi il rischio
in caso di insuccesso oppure
guadagnando sulla differenza
tra il forfait proposto e il risarcimento
ottenuto.
R.S.
DA HORMUZ ALLA MANICA
Il calo del traffico merci
Nel periodo gennaio-aprile transitati
nell'Eurotunnel 9300 camion in meno
Per almeno un decennio
il mantra dell’economia
globalizzata è stato «basta
un battito d’ala di farfalla
in Cina per scatenare
il caos». Una metafora
davanti al quale in molti
hanno fatto spallucce.
Ma i dati di esercizio
della navetta per i mezzi
pesanti sotto la Manica
nel primo quadrimestre
del 2026 documentano
quanto ci sia di reale in
quel concetto. In seguito
al caos globale scatenato
dall’attacco di Stati Uniti e
Israele all’Iran, infatti, nel
periodo gennaio-aprile sono
transitati nell’Eurotunnel
la bellezza di 9300 camion
in meno. E i segnali per
il secondo quadrimestre
– ammettono a microfoni
spenti i vertici di
Eurotunnel – sono tutt’altro
che incoraggianti, detto che
il calo dei veicoli passeggeri
si è addirittura attestato al
4 per cento.
LA NUOVA CARTA DKV MOBILITY
Dkv Mobility amplia la
propria offerta per la
mobilità elettrica con la
nuova Dkv Card +Charge
Truck, una carta pensata
per gli operatori del
trasporto che utilizzano
veicoli industriali elettrici.
La soluzione consente
l’accesso a oltre
3 mila punti di ricarica
verificati e compatibili
con i camion in più di 17
Paesi europei, a tariffe
che l’azienda considera
competitive. Dkv dichiara
di verificare i punti di ricarica
secondo criteri minimi
specifici per i veicoli
pesanti: altezza libera di
almeno quattro metri, accessi
larghi almeno 2,7
metri, spazio di manovra
adeguato e possibilità di
accogliere veicoli lunghi
almeno nove metri.
PER LA RICARICA dei
camion elettrici.
10
svolte, sicurezza, logistica
L
'incidente ferroviario nel
tunnel del Gottardo del
10 agosto 2023 era considerato
un capitolo chiuso. Il
tutto certificato dal Sisi, il
Servizio d’inchiesta svizzera
sulla sicurezza, e dall’Uft,
Ufficio federale dei trasporti.
Ma il 13 maggio la Procura
del Canton Ticino, con una
perizia indipendente, ha ribaltato
la situazione sostenendo
che «le Ferrovie Federali
Svizzere avrebbero ignorato
"segnali d’avvertimento inequivocabili",
impedendo così
l’adozione di misure volte a
contenere l’entità dei danni».
12
LA SICUREZZA
NEI PORTI
A
lla
Camera dei
Deputati, l’Ente
bilaterale nazionale
porti ha promosso un
seminario dal titolo «Il
porto che verrà: sfide
e necessità per la sicurezza
sul lavoro».
L'incontro è stato dedicato
soprattutto alla
sicurezza nelle operazioni
portuali e ha fatto
emergere la necessità
di rafforzare formazione,
monitoraggio degli
infortuni e riconoscimento
dei lavori usuranti.
INCIDENTE DEL GOTTARDO
Si ritorna in
tribunale
Sembrava un capitolo chiuso.
La Procura del Canton Ticino
ha ribaltato la situazione
È trapelato che nelle inchieste
sull’incidente sarebbero
state omesse le dichiarazioni
rese dal macchinista e dalla
UN TRENO MERCI era deragliato
per la rottura della ruota di un
vagone che ha strisciato per
oltre un chilometro.
DECRETO AUTOMOTIVE SBLOCCATO
Via libera al Dpcm
Automotive,
provvedimento che indirizza
1 miliardo e 343 milioni
di euro al sostegno delle
direzione del traffico alla polizia
cantonale.
Chi era in locomotiva, infatti,
avrebbe ammesso di
avere colto delle vibrazioni
durante la marcia in galleria
ma di non averle interpretate
come allarme perché «può
capitare con i treni lunghi e
pesanti».
Peggio, nel centro di monitoraggio
del traffico Ffs di
Pollegio prima dell’incidente
«sullo schermo digitale
si sono accesi dei campi,
alcuni cerchi hanno iniziato
a lampeggiare e gli allarmi
sono rimasti attivi per oltre
due minuti». Ma nessuno è
intervenuto.
L’incidente era evitabile?
Le Ffs smentiscono e sarà
battaglia in tribunale.
R.S.
Incentivi in arrivo
Il provvedimento è destinato alla
trasformazione industriale dell’automotive
RICERCA, sviluppo,
innovazione, investimenti.
imprese, con l’obiettivo di
accompagnare investimenti
produttivi, ricerca, sviluppo
e innovazione. Il piano
prevede anche «incentivi
mirati per la mobilità
sostenibile e il rinnovo
del parco circolante dei
veicoli commerciali». Il
piano punta a sostenere
la trasformazione
della filiera, dalla
componentistica
ai nuovi sistemi di
mobilità.
LE BREVI
MILEAST LOGISTICS
A Covo, in provincia
di Bergamo, Garbe
Industrial Real Estate
Italy ha inaugurato
MilEast Logistics Park,
piattaforma logistica da
22 mila metri quadrati
nata dalla riqualificazione
dell’ex area Alimonti, con
focus su sostenibilità,
accessibilità e
integrazione con il
territorio. L’ampia area
comprende, tra le altre
cose, dodici parcheggi
per camion esterni e
dodici parcheggi interni,
ideali per il transito e la
sosta dei veicoli di grandi
dimensione.
LOGISTICA LOMBARDA
È stato firmato l’accordo
per la costituzione
dell’Osservatorio
territoriale della
logistica, trasporto
merci e spedizioni.
L’intesa coinvolge le
associazioni datoriali
Anit–Federtraslochi e
Assotir insieme alle
organizzazioni sindacali
Filt–Cgil, Fit–Cisl e
Uiltrasporti Lombardia.
Il nuovo organismo
opererà principalmente
nella provincia di Milano
e in Lombardia, con
l’obiettivo di monitorare
un settore attraversato da
forti trasformazioni e da
crescenti criticità.
IL 2025 DI FERCAM
Fercam, operatore
logistico altoatesino,
ha chiuso l’esercizio
finanziario 2025 con un
fatturato di 725 milioni di
euro, in crescita del 3,28
per cento rispetto all’anno
precedente. Secondo
quanto comunicato
dall’azienda, il risultato è
stato accompagnato da
un miglioramento delle
performance operative
e da un incremento dei
volumi nelle principali aree
di attività.
raccordi, avanzamenti, nuove frontiere
COLLEGAMENTO EUROPA-GOLFO
Rhenus apre un corridoio
Attivata una rotta terrestre via Giordania
per garantire continuità ai flussi logistici
Rhenus ha rafforzato i
collegamenti tra Europa
e Medio Oriente con
l’attivazione di un corridoio
terrestre alternativo via
Giordania, pensato per
assicurare maggiore
continuità operativa in uno
scenario logistico sempre
più esposto a tensioni
geopolitiche e criticità
lungo le rotte tradizionali
(stretto di Hormuz su
tutte). La nuova soluzione
collega Europa e Turchia
LC3 TRASPORTI
NON SI FERMA
LC3 Trasporti ha perfezionato
l’acquisizione
di Vignali Logistic,
società con sede
a Cesena specializzata
nel trasporto e nella logistica
integrata per la
filiera ortofrutticola e
ACQUISITA Vignali
Logistic.
agroalimentare. L’operazione
porta il gruppo
LC3 a superare i 200
milioni di euro di fatturato,
con circa mille
addetti, di cui 800 dipendenti
diretti, e ad
ampliare la presenza
nazionale e internazionale.
con alcuni dei principali
mercati dell’area del Golfo:
Arabia Saudita, Kuwait,
Emirati Arabi Uniti, Qatar,
Bahrein e Oman. Il servizio
combina trasporto stradale
e soluzioni multimodali, con
tempi di transito indicati
da Rhenus in 10-13 giorni
dalla Turchia e 19-22 giorni
dall’Europa. A meno di un
mese dall’avvio – fa sapere
Rhenus – il corridoio ha già
gestito oltre dieci spedizioni
full truck load.
IA NEI TRASPORTI
Per monitorare
la guida
Si chiama Ai Dashcam
Plus il sistema di intelligenza
artificiale proposto
dalla californiana Motive alle
flotte di camion degli Stati
Uniti per incrementare la
sicurezza di guida dei propri
autisti grazie all’uso dell’intelligenza
artificiale.
LA NUOVA AI Dashcam
Plus di Motive.
AVANZA IL TERZO VALICO DEI GIOVI
stata completata la
È tratta Castagnola-
Vallemme del Terzo Valico
dei Giovi, uno dei
passaggi tecnicamente
più impegnativi dell’intera
opera ferroviaria.
La tratta si sviluppa per
circa 2,8 chilometri per
ciascun binario e attraversa
l’Appennino ligure.
La complessità dell’intervento
è stata legata
soprattutto alle condizioni
geologiche incontrate
durante gli scavi, aggravate
dalla presenza di
gas naturale. Con questo
avanzamento, gli scavi
Ai Dashcam Plus: il sistema
proposto dalla californiana
Motive negli Stati Uniti
Senza bisogno di un collegamento
internet permanente, il
dispositivo di Motive monitora
– grazie a una telecamera
frontale che inquadra sia
la strada sia l’autista – l’uso
del cellulare al volante,
la stanchezza e il rischio di
colpi di sonno del driver, il
del Terzo Valico dei Giovi
superano gli 83 chilometri
di gallerie realizzate su
un totale previsto di circa
86,9 chilometri. L’opera
ha quindi raggiunto il 96
per cento degli scavi in
sotterraneo lungo l’intero
tracciato.
mantenimento di un’adeguata
distanza di sicurezza e l’eventuale
ripetersi di accelerazioni
e frenate brusche; oltre,
naturalmente, a documentare
con una registrazione eventuali
incidenti.
Il dispositivo di Motive è
già presente su oltre 700 mila
camion ed è apprezzato
dalle compagnie di assicurazione
che riconoscono alle
aziende sconti fino al 20 per
cento sul premio. È proposto
in pacchetti di abbonamento
che prevedono indicativamente
150 dollari di costo
una tantum per l’hardware
e la sua installazione più un
canone dell’ordine di 25/30
dollari per ogni camion che
lo utilizza.
R.S.
13
20 MAGGIO
Dal 2028 oltre 11
miliardi di euro di
costi all’anno in più
per il trasporto su
strada. È la stima
di un rapporto Cer-
Confcommercio
sull’impatto del
mercato europeo
delle emissioni (Ets
e Ets2).
21 MAGGIO
«Solo Anas
poteva pensare di
chiudere totalmente
una tangenziale
strategica come
quella di Modena
per installare delle
barriere antirumore»,
ha detto la
presidente di Ruote
Libere, Cinzia
Franchini.
22 MAGGIO
Unatras sospende
il fermo dopo il
confronto con il
Governo.
22 MAGGIO
«Ancora una
volta emerge
come l’unità della
categoria, anche
se faticosamente
raggiunta, paghi» ha
sottolineato Paolo
Uggè.
30 MAGGIO
Chiusura completa
al traffico del
Brennero, a causa di
una manifestazione
autorizzata dalle
autorità del Land
Tirolo.
IN FIERA IL
CONFRONTO
Il numero due
del Mit, Edoardo
Rixi, è stato
protagonista di un
atteso incontro
durante l’ultima
giornata di
Transpotec, il 16
maggio. Proprio
lì ha anticipato le
misure di ristoro
che sono poi state
ufficializzate al
tavolo romano del
22 maggio.
GLORIA?
Unatras incassa la partecipazione
della Meloni all’incontro del 22
maggio. E misure di sostegno
come un credito d’imposta da
300 milioni. Ma non tutti, nella
categoria, sono soddisfatti...
La chiusura al traffico del
corridoio del Brennero
di sabato 30 maggio, a
causa di una manifestazione
autorizzata dalle autorità del
Land Tirolo, riaccende la
protesta per le conseguenze
subite dalle aziende italiane
dalle continue strozzature
di quel valico cruciale. «Il
punto centrale del dibattito
non è più soltanto la
manifestazione annunciata in
Tirolo o le inevitabili difficoltà
Associazioni e governo
FERMO SOSPESO
FU VERA
Il governo e le rappresentanze
dell’autotrasporto
hanno avuto oggi
un confronto approfondito e
costruttivo a Palazzo Chigi
sulla grave crisi determinata
dagli aumenti eccezionali
dei carburanti, al termine del
quale Unatras, il coordinamento
unitario delle principali
associazioni presieduto
dal presidente Fai Paolo
Uggè, ha deciso di sospendere
il fermo nazionale
dell’autotrasporto». È finito
così, come da molti previsto,
il fermo proclamato da
IL BRENNERO CHIUDE, LE IMPRESE PROTESTANO
alla circolazione lungo l’asse
nord-sud europeo» afferma
Piero Savazzi, coordinatore
dei rapporti con l’Europa
di Fiap. «La domanda
che inizia a emergere con
forza è un’altra: quanto
è realmente resiliente il
sistema logistico europeo
se uno dei suoi principali
corridoi Ten-T può essere
completamente interrotto,
senza reali alternative
operative?». C’è poi il
gran parte delle associazioni
di categoria dell’autotrasporto:
sospeso il 22 maggio, tre
giorni prima del suo inizio.
Più che le misure ottenute, è
stata la partecipazione all’incontro
con le associazioni
del presidente del Consiglio
Giorgia Meloni a dare il segno
che qualcosa, quantomeno
dal punto di vista della
considerazione politica della
categoria, è stato ottenuto.
«Nel corso dell’incontro
è stata raggiunta un’intesa
sulle questioni economiche
con l’ottenimento di alcune
lungo contenzioso politico e
giuridico tra Italia e Austria
sulle limitazioni al traffico
merci imposte dal Tirolo. «Il
Brennero sta diventando il
punto di equilibrio — o di
scontro — tra due visioni
diverse dell’Europa: da
una parte la protezione
ambientale e territoriale
delle aree alpine; dall’altra
la necessità di garantire
continuità ed efficienza alle
filiere industriali europee».
14
15
SULLA STRADA
A MODENA
Danno
enorme
Chiusura della
tangenziale,
Franchini non
ci sta
S
olo
Anas poteva
pensare di
chiudere totalmente
una tangenziale
strategica come
quella di Modena
per installare delle
barriere antirumore,
paralizzando
una città intera
e mettendo in
ginocchio il settore
dell’autotrasporto».
Lo ha affermato
Cinzia Franchini,
presidente di Ruote
Libere, dopo il caos
a Modena a seguito
della chiusura della
tangenziale. «Quello
che sta accadendo
è semplicemente
assurdo. Migliaia
di veicoli, compresi
mezzi pesanti
e trasportatori,
vengono deviati su
percorsi alternativi
del tutto inadeguati,
spesso attraverso il
centro cittadino, con
tempi di percorrenza
aumentati anche di
oltre un’ora» incalza
Cinzia Franchini.
«È un danno
economico enorme
per le imprese
di autotrasporto.
Il problema è
che Modena non
dispone di una
viabilità alternativa
scorrevole capace di
assorbire un traffico
di queste dimensioni.
I mezzi finiscono
inevitabilmente per
attraversare la città,
congestionando viali,
semafori e quartieri.
Il risultato è un
delirio quotidiano per
cittadini, lavoratori e
imprese».
misure ritenute prioritarie per
il settore, tra cui un credito
d’imposta per un importo di
circa 300 milioni di euro, la
compensazione del rimborso
accise trimestrale entro 30
giorni dalla presentazione
della domanda e la possibilità
di dilazionare il pagamento
delle imposte. Tali misure,
specificamente dedicate
al settore, saranno inserite
nel decreto-legge che sarà
approvato dal Consiglio dei
Ministri in serata». È quel
che si legge nel comunicato
stampa di Unatras, diramato
nel tardo pomeriggio del 22
maggio.
«Gesto di responsabilità
verso il Paese»
«Unatras evidenzia che la
decisione assunta dalle federazioni
aderenti, che sarà
condivisa e formalizzata dagli
organismi esecutivi nei
prossimi giorni, rappresenta
un gesto di responsabilità nei
confronti del Paese e del sistema
economico nazionale,
nella consapevolezza della
necessità di garantire continuità
ai servizi di trasporto e
logistica».
Secondo Paolo Uggè, l’accordo
con il governo rappresenta
un successo. «Ancora
una volta emerge come l’unità
della categoria, anche se
faticosamente raggiunta, paghi»
ha sottolineato. «È stata
infatti la condivisione della
quasi totalità delle federazioni
rappresentative del settore
a portare l’Esecutivo a dare
risposte concrete alle richieste
della categoria, fortemente
penalizzata da una decisione
errata che scaricava sulle
imprese di autotrasporto la
riduzione di 20 centesimi al
litro decisa dal Governo per
fronteggiare l’impennata dei
costi del gasolio». Uggè ha
evidenziato inoltre come, dopo
trent’anni, un’intesa con il
mondo dell’autotrasporto sia
stata sottoscritta direttamente
dal presidente del Consiglio
e come, dal 2004, il settore
torni ad avere un confronto
strutturato con l’Esecutivo.
«È un fatto positivo, che
rappresenta il riconoscimento
del ruolo
essenziale
del trasporto
e della logistica
per lo
sviluppo economico
di un
Paese come
l’Italia. Un
riconoscimento
importante – conclude il
presidente Fai – che dovrà
proseguire anche in futuro, a
Nessuno accenna
alle fratture
che questa crisi
determina tra gli
operatori
Claudio Donati
condizione che il mondo della
rappresentanza continui a
rafforzare l’unità di intenti».
Donati: «le fratture
provocate dalla crisi»
Fin qui quel che è stato ottenuto,
alle imprese valutare
se più sul piano del riconoscimento
della categoria
(comunque importante) o su
quello delle concrete misure
economiche. Ma non tutti
nella categoria erano convinti
che valesse la pena indire
un fermo nazionale per quei
motivi specifici. «Non ho
sentito nessuno accennare
a quali fratture questa crisi
sta determinando all’interno
degli operatori. Ne accenno
qualcuna», entra a gamba
tesa Sandro Donati, segretario
generale di Assotir. «Bisognerebbe
precisare che la
portata di questa misura sul
credito d’imposta
riguarda
circa 400 mila
veicoli euro
V e VI (gli
unici abilitati
ad usufruire
del cosiddetto
gasolio commerciale).
Il
resto – almeno altri 500mila
veicoli, tra grandi e piccoli –
hanno invece beneficiato ap-
pieno del taglio delle accise.
Per cui, solo metà del parco
veicolare italiano risulta finora
penalizzata e, dunque, non
si capisce perché l’altra metà
dovrebbe aderire ad un fermo
(per lei) di nessun vantaggio.
Aggiungo un altro elemento.
Se l’autotrasporto vale circa
64 miliardi di euro l’anno,
una settimana di fermo delle
attività vale più di 3 miliardi
di perdita per l’autotrasporto.
È di tutta evidenza che non
appare un grosso affare rischiare
di perdere 3 miliardi
per ottenere, se va bene, 500
milioni. Insomma, una lunga
serie di indizi fanno propendere
per ritenere che anche il
fermo proclamato da Unatras
difficilmente sarà attuato, a
meno di imprevisti».
Il nodo delle regole
è sempre sul tavolo
Donati torna poi sul tema
cruciale delle regole, e sul
cavallo di battaglia di Assotir,
la lotta alla subvezione:
«Per parte nostra, non ci
convince un fermo nazionale
dell’autotrasporto italiano
per ottenere un credito d’imposta
di 20 centesimi/litro sul
gasolio commerciale. In oltre
60 anni di storia, l’autotrasporto
si è fermato davvero
meno di 10 volte in tutto.
Qualunque ragionamento serio
dovrebbe ripartire dalla
constatazione di un settore
abbondantemente in crisi già
prima della crisi energetica e
che, anche laddove dovesse
ottenere dal governo i 500
milioni di credito d’imposta,
a crisi del gasolio superata, si
ritroverà più debole di prima.
E, allora, a proposito di obiettivi
strategici,
a noi sembra
particolarmente
grave che –
adesso – non
si discuta se
e quali regole
servano per
fare uscire
questo settore
dalla sua crisi strutturale.
Al contrario, proprio questo
appare il momento giusto
IL CONTO (SALATO) DELL’ETS DAL 2028
Dal 2028 oltre
11 miliardi
di euro di costi
all’anno in più per il
trasporto su strada
e circa 4 miliardi di
euro in più per le
utenze domestiche.
È la stima di un
rapporto di Cer-
Confcommercio
sull’impatto del
mercato europeo
delle emissioni (Ets
e Ets2) nel trasporto
su strada, settore
residenziale e
commerciale, e nel
trasporto marittimo.
L’analisi è motivata
Chiediamo leggi che
consentano alle
imprese di avere
maggiore capacità
contrattuale
Maurizio Longo
dalle preoccupazioni
legate all’estensione
di un sistema che
vuole costruire
incentivi di mercato,
correttamente volti a
limitare le emissioni
inquinanti ma che
è stato pensato in
un contesto in cui
i costi per l’energia
per famiglie e
imprese erano di
gran lunga inferiori
a quelli odierni.
«Mentre viviamo
l’emergenza della
crisi energetica, che
in Italia ha provocato
il taglio straordinario
RUOLO
RICONOSCIUTO
Secondo il
presidente di
Fai e di Unatras,
Paolo Uggè,
il governo ha
riconosciuto
il ruolo
dell’autotrasporto
e della logistica
per lo sviluppo
economico
dell’Italia.
per affrontare e definire, ad
esempio, la questione della
subvezione, introducendo
una disciplina chiara e controllabile
e, ancora, per stabilire
che, anche in Italia, per
fare il trasportatore ci vuole
una dotazione di personale e
di veicoli “proporzionata” al
fatturato sviluppato».
Assotir non è la sola sigla
del settore
ad aver
manifestato
perplessità.
Anche Trasportounito
ha
espresso la sua
«piena e totale
contrarietà»
all’ipotesi di
un fermo dell’autotrasporto
delle accise, una
nuova tempesta
di pari impatto si
profila all’orizzonte.
L’impatto dell’Ets e
dell’Ets2 rischia di
mettere in ginocchio
molte imprese e
farne chiudere
molte altre. Servono
correttivi e misure di
sostegno per evitare
ulteriori ripercussioni
sulla competitività
del sistema
economico italiano»
ha commentato
Pasquale Russo,
presidente di
Conftrasporto.
che focalizzi la protesta e la
rivendicazione sull’ottenimento
di poche risorse economiche,
un’elemosina per
affrontare l’emergenza. Secondo
Maurizio Longo, segretario
generale di Trasportounito,
in anticipo rispetto
all’incontro del 22 maggio
a Palazzo Chigi, proprio le
difficoltà che stanno annientando
il settore incluse quelle
derivanti dall’escalation nel
prezzo del carburante, devono
trasformarsi nell’elemento
deflagrante in grado di sbloccare
e cambiare radicalmente
il quadro normativo.
Trasportounito non ci sta
e si fa sentire
«Le nostre azioni di protesta,
compreso il fermo dei
servizi sospeso nel rispetto
della morte di un autotrasportatore
coinvolto nel fermo,
avevano e continuano
ad avere l’obiettivo di leggi
che consentano alle imprese
di autotrasporto di disporre
di una capacità contrattuale
sul mercato» afferma Longo.
«Non si comprende come
mai, con l’emergenza gasolio,
debba essere lo Stato a
erogare rimborsi economici,
ancorché irrilevanti, anziché
generare norme che consentano
equilibrio fra domanda
e offerta sul mercato».
Riccardo Venturi
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17
Il nostro racconto
TRANSPOTEC
UN CONCENTRATO
DI TECNOLOGIA
La nostra trasmissione
Tv Formula Truck ha
raccontato Transpotec
2026 con due puntate
speciali.
Guarda qui la prima...
...e qui la seconda.
Le prime puntate 2026
di Formula Truck sono
andate in onda il 28 e
29 maggio sul canale 68
del digitale terrestre
18
Più di 500 aziende hanno esposto a Fieramilano-Rho a
beneficio di oltre 31 mila visitatori. Un dato in linea con
l’edizione 2024. Tanta tecnologia agli stand, dibattito
aperto sul presente e sul futuro della logistica, in un
momento storico per nulla semplice per il settore
Il ruolo di riferimento nel movimento fieristico
italiano legato al mondo dell’autotrasporto
non glielo toglierà nessuno, almeno nel
breve termine. L’edizione 2026 di Transpotec
Logitec non ha tradito le attese, sebbene un’analisi
più definita e critica pensiamo vada fatta.
Prima ancora di conoscere i numeri ufficiali,
che mentre scriviamo non sono stati ancora
diffusi dagli organizzatori di Fieramilano.
Come da tradizione, le fiere servono per
presentare novità e qualcuna l’abbiamo vista,
come potete leggere nelle pagine seguenti. Più
che altri, dai padiglioni della fiera è arrivata
la conferma di un settore, quello dell’autotrasporto,
che parla diversi linguaggi tecnologici
e non demonizza affatto il diesel. L’elettrico ha
raggiunto in molti casi un apprezzabile livello
di maturità, ma vanno fatti i conti con il mercato
e con le vendite difficili. Di idrogeno si
riparlerà nelle prossime edizioni, il gas vive e
lotta insieme a noi, a dispetto dei bastoni tra le
ruote imposti dalle crisi internazionali.
A questo proposito, prudenza e, per certi
versi, preoccupazione per via dell’aumento
spropositato dei costi che le aziende devono affrontare
in seguito alla crisi mediorientale erano
palpabili anche a Milano, contribuendo a un
clima meno spensierato che in passato. Infine,
non c’è stato il grande ritorno dei veicoli commerciali,
che paiono più lontani che mai dai
camion: ne abbiamo visti pochi a Transpotec.
19
TRUCK
20
DAF
UNA PRESENZA
PREZIOSA
Strategia, modelli
e numeri presentati
dall’Ad, con l’Xg + a
rubare l’occhio
Sempre più a suo agio nei panni
del padrone di casa, l’Ad Massimo
Dodoni ha fatto il punto sullo stato
di salute dell’azienda che guida,
partendo come da tradizione per
Daf dall’analisi della situazione
macroeconomica generale. Più nello
specifico del mercato dei camion,
quindi delle immatricolazioni, Daf vive
un momento di sostanziale stabilità
in Italia sia nel segmento over 16
ton, dove ha una quota di mercato
di poco superiore al 10 per cento,
sia nel segmento inferiore, con una
quota vicina all’8,5 per cento. Un po’
peggio va, specialmente nel segmento
superiore in Europa, dove Daf sconta
questioni di approvvigionamento e
problemi tecnici che hanno interessato
specialmente alcuni modelli. Al di
là dei numeri, Daf si pone il doppio
obiettivo di mantenere la quota di
mercato tra i trattori, ma di aumentare
notevolmente quella che attiene al
segmento dei carri, grazie soprattutto
a soluzioni che consentono un
allestimento più rapido ed efficiente dei
veicoli. «Avremo un portale completo e
dedicato per l’allestimento dei carri in
supporto alla filosofia plug-and-play»,
ha detto Dodoni in conferenza stampa.
Allo stand, l’edizione speciale Emerald
(smeraldo) del Daf Xg + rubava
l’occhio grazie a una livrea raffinata
e a un colore difficile da dimenticare.
Trattore a due assi con motore Euro 6
da 13 litri per 530 cavalli di potenza,
abbinato a un cambio Zf TraXon da 12
marce. In esposizione anche un Daf
Xf Electric, sempre in configurazione
trattore a due assi, con motore da 350
chilowatt ed equipaggiato con 5 pacchi
batterie (la configurazione massima
ammessa). Spazio poi anche per il
Daf Xd 450 (come i cavalli di potenza)
con cabina low deck in configurazione
bisarca, passo di 3.800 millimetri e
motore da 11 litri. Infine, il Daf Xf 530
8x4 con motore 13 litri per utilizzo in
cava cantiere, altro settore sul quale
Daf punta tanto, nel presente e nel
futuro.
TUTTE LE FORME
DELLA NEW GEN
A catalizzare
l'attenzione
dei visitatori
sullo stand del
marchio olandese,
innanzitutto la
versione Emerald
dell’Xg+, che fa
parte di una serie
speciale a tema
pietre preziose.
E poi attenzione
al construction
(vedi sotto) e alla
mobilità elettrica,
sul cui successo
nel prossimo
futuro l’Ad Dodoni
ha pochi dubbi.
H-DUAL, ALL’AVANGUARDIA DELLA SOSTENIBILITÀ
Insieme ad alcuni importanti
partner, Ford Trucks Italia ha
presentato a Transpotec Logitec
un ambizioso progetto che punta
su una soluzione immediatamente
disponibile per ridurre drasticamente
le emissioni nel trasporto a lungo
raggio. Il progetto si chiama H-dual
e punta a sviluppare e testare la
prima soluzione di adattamento a
idrogeno su un veicolo pesante. Più
nello specifico, il sistema dual fuel
H-dual costituisca una soluzione
ibrida che integra Hvo+idrogeno
IL DEBUTTO
A TRANSPOTEC
Prima volta in Italia
per un elettrico
Ford, al netto di
qualche prototipo
intravisto negli
anni scorsi. Ora,
ci siamo, con l’F-
Line E che cerca
un compromesso
ottimale tra peso
complessivo
della motrice e
autonomia. In
mostra anche il
rinnovato F-Max,
ora con potenza
fino a 510 cavalli
e telecamere di
serie.
o Hvo+idrobiometano. Al centro
c’è un F-Max L di Ford Trucks.
Lc3, tra le aziende di trasporti più
sensibili all’innovazione, utilizzerà
concretamente il veicolo, che ha
autonomia di 800 chilometri, per
tratte da Piacenza ai porti del nord
Italia. Oltre a Lc3, fanno parte della
sperimentazione anche Ecomotive
Solutions, il Politecnico di Milano,
Sfbm e Greenture, società del
gruppo Snam specializzati in
soluzioni di sostenibilità anche per il
trasporto pesante.
FORD TRUCKS
FINALMENTE
ELETTRICO
La serie F-Line ora
anche a zero emissioni,
accanto all’ammiraglia
F-Max, rinnovata
C
’era anche, per la prima volta in
Italia, la versione a zero emissioni
allo scarico dell’F-Line allo stand Ford
Trucks. Noi l’avevamo vista lo scorso
novembre, a Solutrans, per l’anteprima
europea, ma l’arrivo ufficiale sul
mercato italiano è sicuramente una
notizia importante, che approfondiremo
grazie al contributo dei responsabili di
prodotto Ford Trucks. Si tratta di un
modello di camion equipaggiato con
tre o quattro pacchi batteria a seconda
della configurazione, alla ricerca del
compromesso ottimale tra peso e
autonomia, che nella configurazione
massima dovrebbe aggirarsi intorno
ai 300 chilometri. Il sistema di ricarica
rapida in corrente continua consente
quindi di passare dal 20 all’80 per
cento in meno di 50 minuti, con una
potenza fino a 285 chilowatt, sempre
a seconda della configurazione.
L’obiettivo, insomma, è consentire alle
aziende che intendono approcciarsi
alla mobilità pesante elettrica di
concentrarsi esclusivamente sul
veicolo, garantendo supporto fino alla
pianificazione e alla messa a terra dei
sistemi di ricarica. In più, l’F-Line E –
disponibile nella configurazione a due
o a tre assi – avrà un prezzo di listino,
ci dicono, inferiore a quello di buona
parte della concorrenza, parlando di
camion elettrici. L’approccio di Ford
Trucks all’elettrificazione, al momento,
riguarda il medio raggio. Per le lunghe
distanze c’è l’F-Max, rinnovato proprio
negli ultimi mesi con la seconda
generazione dell’ammiraglia di casa
Ford. Un nuovo frontale, importanti
ritocchi interni, le telecamere di serie
al posto degli specchi e, soprattutto,
l’aggiornamento del motore Ecotorq
in grado adesso di raggiungere i
510 cavalli di potenza sono alcuni
degli elementi distintivi della nuova
generazione. Tornando alla gamma
F-Line, in mostra allo stand abbiamo
visto anche un veicolo per cava
cantiere nella configurazione 8×4
con passo di 4.350 millimetri e nuovo
motore Ecotorq Gen2.
21
TRUCK
22
IVECO
MOBILITÀ
A 360 GRADI
Tanti i modelli presenti
tra stand e area esterna
e l’integrazione con il
trasporto persone
La partecipazione di Iveco all’edizione
2026 di Transpotec e Nme è
stata impreziosita dalla presenza di
camion, furgoni e autobus in un unico
stand, secondo la filosofia che è
stata espressa in conferenza stampa.
Sostenibilità ed efficienza come cardini
di un’azione che vede protagonisti
i prodotti e i servizi, a prescindere
dalla tecnologia e dall’alimentazione
dei veicoli. Tutto questo unito
all’attenzione al cliente, ma anche ai
temi del sociale, come vedremo più
avanti. E in nome di quella pluralità
tecnologica che per Iveco è un vero
e proprio must. Oggi, infatti, l’offerta
è davvero plurale, nel senso che,
almeno tra i veicoli per il trasporto
merci, i clienti possono scegliere
tra diesel, gas naturale ed elettrico
praticamente lungo tutta la gamma.
Allo stand abbiamo visto innanzitutto
due diversi veicoli pesanti con la livrea
rosa della carovana del Giro d’Italia,
nel nome di una collaborazione che
va avanti da diversi anni. C’era l’S-
Way a gas naturale compresso
(e alimentabile, naturalmente, a
biometano) che ha accompagnato
la carovana lungo le tappe del Giro.
Ma c’era anche il trattore elettrico
S-eWay, anch’esso dotato di livrea
‘rosa’, che dopo l’esposizione in fiera
ha affrontato l’ultima tappa della corsa
rosa, la tradizionale passerella lungo
le strade romane. Un messaggio
importante, quello dato da Iveco,
che si propaga anche alla gamma
leggera, con la presenza di un Daily
di ultima generazione alimentabile a
Hvo insieme al nuovissimo eJolly,
che arriva in Italia proprio in queste
settimane, come ci è stato detto nel
corso degli Electric days. Fuori dal
padiglione, invece, abbiamo visto
un T-Way Model year 2024, per
poi completare il ventaglio di veicoli
a Milano con l’area esterna: nello
specifico, un Iveco S-Way da 500
cavalli e due veicoli commerciali
elettrici: un Daily cabinato e un
eSuperJolly.
TRA ROSA E
BIOCARBURANTI
Camion, furgoni
e autobus hanno
convissuto
all’interno di
uno stand
particolarmente
ricco, che oltre a
mettere in mostra
i veicoli di ultima
generazione ha
voluto esprimere
quasi una vera e
propria filosofia
legata alla mobilità
di oggi e di
domani. Secondo
Iveco, serviranno
tutte le tecnologie
disponibili.
SE IL DAILY LAVORA ANCHE PER IL SOCIALE
A
proposito di Daily, uno speciale
food truck ha stazionato a
Fieramilano Rho nei giorni del
Transpotec. Si tratta del Daily
utilizzato da PizzAut per portare
in giro non soltanto le pizze, ma
anche la filosofia di una realtà che
ha fatto dell’inclusione un marchio
di fabbrica, dando una possibilità
professionale reale e tangibile
a tante persone autistiche. Nico
Acampora, fondatore di PizzAut, ha
partecipato insieme ai suoi ragazzi
alla conferenza stampa, aprendo i
sorrisi dei presenti. «Qui tecnologia,
affidabilità e innovazione diventano
strumenti concreti per creare
opportunità, relazioni e comunità.
Insieme a Iveco stiamo dimostrando
che l’inclusione è un modo di fare
impresa, capace di generare valore
sociale reale e duraturo», ha detto.
Al progetto ha partecipato anche
Vdo in veste di partner: noi abbiamo
realizzato un reel coinvolgendo tutte
e tre le realtà: lo trovate sul nostro
profilo Instagram. E le iniziative con
PizzAut non finiscono qui...
UNA SQUADRA AL GRAN COMPLETO
Man eTgm a parte, ancora una
volta il costruttore tedesco si
è confermato un player fortemente
proiettato all’innovazione, alla
sostenibilità, capace di offrire
al proprio cliente soluzioni su
misura. In questo senso, il menu
apparecchiato al Transpotec ha
proposto un piatto veramente ricco.
Sull’ampio stand hanno trovato
posto anche due rappresentanti
del trasporto passeggeri (un
Lion’s City 12 E Le e un Lion’s
Intercity R60 Efficient Hybrid),
MAN
eTGM, L’ELETTRICO
CHE MANCAVA
ANTEPRIME
E CONSEGNE
Man Italia ha
approfittato della
fiera per celebrare
almeno un paio
di consegne
‘elettriche’. Qui
accanto, Marc
Martinez consegna
la simbolica chiave
di un eTgs ai
responsabili di
Meg Impianti. In
alto, il nuovissimo
eTgm, il medio
elettrico che
completa la
gamma a zero
emissioni del
Leone di Monaco.
quindi spazio all’ammiraglia Tgx
nelle sue diverse declinazioni
(dall’esclusivo 18.560 Individual Lion
S con motore diesel al trattore full
electric in configurazione 4x2), al
Tgs (un 41.540 anch’esso in abito
Individual Lion S per le applicazioni
più gravose). E a completamento
dell’offerta, non sono mancati un Tgl
12.250 Individual Lion S ideale per
la distribuzione leggera e l’agile Tge,
quest’ultimo anche in versione van
“10 Years Edition” con allestimento
celebrativo dei dieci anni di carriera.
Anteprima italiana per
il medio elettrico che
completa la gamma a
zero emissioni
Ancora una volta Man ha scelto
l’Italia, e il Transpotec in
particolare, per battezzare novità di
prodotto. Due anni fa, nell’edizione
2024 del salone milanese, il sipario
si era alzato in anteprima mondiale
sul Tge Next Level. Quest’anno, nella
scia delle (recenti) celebrazioni del 40°
anniversario della costituzione della
filiale italiana del Gruppo, è toccato
invece all’eTgm, l’elettrico col quale
la Casa del Leone di Monaco amplia
e di fatto completa l’offerta di modelli
a zero emissioni relativamente alla
fascia di peso da 12 a 50 tonnellate.
Sviluppato sulla base della collaudata
e apprezzata versione diesel, per le
classiche missioni della distribuzione a
medio raggio - dunque dalle consegne
alla Gdo alla logistica alimentare,
senza peraltro trascurare edilizia e
i servizi per le municipalità - con un
peso complessivo di 16 tonnellate, il
Man eTgm si inserisce a pieno titolo
nel segmento dei truck heavy-duty.
L’eTgm sfrutta il concetto modulare
delle batterie (da due a quattro
elementi) consentendo in questo modo
alla clientela di adattare il veicolo alle
specifiche esigenze operative. Tailor
made, dunque. Non solo: grazie,
infatti, alle cosiddette interfacce
bodybuilder friendly il Man eTgm è in
grado di accogliere sul suo robusto
telaio a longheroni sovrastrutture
standard senza necessità di laboriose
e complesse modifiche. Così come per
il fratello maggiore eTgx - modello
che insieme all’eTgm conferma il
ruolo centrale che l’eMobility gioca
nella strategia d’azione di Man
Truck&Bus - anche la versione a
batterie del Tgm punta le sue carte
sulla funzionalità (ne sono conferma
l’accesso ribassato e l’altezza di carico
ridotta), ma anche e soprattutto sulla
massima efficienza di rendimento.
Considerevole, al riguardo, il dato
dichiarato dell’autonomia di marcia
che, in funzione della configurazione
scelta, raggiunge i 480 chilometri con
una sola ricarica.
23
TRUCK
24
MERCEDES
TRIBUTO
ALL’ACTROS
Tra heritage e
innovazione, il pesante
stradale della Stella
monopolizza lo stand
C
’era tutta la storia del camion
sui 1.600 mq (circa) dell’area
espositiva Mercedes al Transpotec.
Al centro dello stand uno dei primi
veicoli ideati da Gottlieb Daimler:
un esemplare del 1896, con motore
due cilindri Phoenix a benzina da 4
cv e una capacità di carico di 1.500
chili. Una ricostruzione, naturalmente,
tuttavia fedelmente realizzata sulla
base dei disegni originali. Il suo
fascino è unico. E a testimoniarlo c’è
la grande curiosità che suscita nei
visitatori questo autentico gioiello. Che
non era lì a caso, bensì a ricordarci e
a celebrare i (primi) 130 anni di storia
del camion. Tutt’intorno, una parata
di Actros, il camion della svolta.
Il modello che fin dalla sua prima
apparizione, anno 1996, ha saputo
alzare l’asticella incarnando, come
con giustificato orgoglio sottolineano
ancora oggi gli uomini della Stella, «il
passaggio da un veicolo industriale
tradizionale a uno strumento di lavoro
altamente avanzato e connesso
elettronicamente». Sono passati
trent’anni da quella prima apparizione,
ma puntualmente ogni volta Actros ha
saputo guardare avanti e guidare il
cambiamento. La prima volta, appunto,
nel 1996 (freni a disco su tutte le
ruote, sovrabbondanza di elettronica,
Can-bus, cambio automatizzato Eps),
e da lì ancora, ad esempio, nel 2006
con l’Active brake assist, nel 2011
anticipando di due anni lo step Euro
6. E ancora, dopo una serie di mirati
interventi finalizzati all’efficienza e al
rendimento con tanto di importante
taglio dei consumi, nel 2018 con
l’introduzione delle Mirror Cam. Ecco,
in questo modo sobrio ed elegante al
tempo stesso, Mercedes al Transpotec
ha fatto sintesi di 130 anni di storia
del truck. Che la stessa Stella per
prima ha portato sulla scena in
quel lontano 1896. Tra heritage e
innovazione, duque, Mercedes ha
messo sotto i riflettori l’Actros nelle
sue diverse declinazioni, con motore
diesel o cento per cento elettrico.
CHI PIÙ NE HA
PIÙ NE METTA
In passerella,
l’Actros L ProCabin
nell’elegante
livrea street art
firmata Ale Senso,
l’originale versione
Verde mamba per
la massima qualità
di vita a bordo,
la sportiveggiante
esecuzione Rino
Custom. Roba da
lustrarsi gli occhi,
insomma, nell’anno
che celebra
un traguardo
importante per
l’ammiraglia della
Stella.
UN MODELLO CHE CONTINUA AD ATTRARRE
Sull’eleganza dell’Actros non si
discute, così come sull’originalità
della linea che non appartiene alla
sfera del puro esercizio stilistico,
bensì è stata pensata e disegnata
(dal vento potremmo dire) in
funzione del migliore rendimento
aerodinamico. Anche per questo,
ma non soltanto, l’Actros conquista
sempre più consensi da parte della
clientela professionale. Proprio in
occasione del Transpotec, Daimler
Truck Italia ha comunicato la notizia
dell’acquisto di venti esemplari
dell’Actros L ProCabin da parte di
Fasulo Trasporti, realtà con sede
in provincia di Caserta attiva da
oltre cinquant’anni nel settore di
trasporti e della logistica. Tra i
motivi della scelta, come detto
proprio dal management di Daimler
Trucks Italia, la condivisione con
Mercedes di un approccio orientato
all’efficienza e alla sicurezza. Valori
che da sempre fanno parte del Dna
del marchio tedesco, come anche la
partecipazione all’edizione 2026 di
Transpotec ha dimostrato.
ARRIVANO LE ETICHETTE DI SOSTENIBILITÀ
Renault Trucks ha annunciato
proprio a Transpotec l’avvio
di una campagna che mira ad
assegnare una ‘etichetta di
decarbonizzazione’ ai tanti veicoli
in gamma, in base alle loro
caratteristiche: Platino agli elettrici;
Oro ai veicoli termici più avanzati e
con soluzioni, come le telecamere
al posto degli specchi, che danno
benefici in termini di riduzione delle
emissioni; Argento ai veicoli termici
nuovi e Bronzo a quelli usati. Già,
perché la valorizzazione dell’usato
TUTTI DANNO
UN CONTRIBUTO
In alto, la grande
novità di Renault
Trucks, il T 780
che massimizza
l’autonomia (fino
a 660 km) grazie
all’e-axle e alla
presenza di fino a
8 pacchi batterie.
Si tratta ancora
di un prototipo,
ma si avvicina
la produzione.
Secondo la Casa
francese, anche
l’usato certificato
può dare una
mano a ridurre le
emissioni.
certificato Renault Trucks è stato
un altro dei messaggi cardine della
Casa francese alla fiera meneghina.
«Obiettivo della campagna è togliere
il senso della responsabilità ai
trasportatori», ha detto l’Ad Edouard
Savelli, sfoggiando un ottimo
italiano. «Non tutti i clienti hanno
la forza di passare all’elettrico,
ma questo non significa che non
si possano fare dei passi avanti
importanti in ottica di riduzione delle
emissioni nocive, e ora lo vogliamo
mostrare concretamente».
RENAULT TRUCKS
VENTAGLIO SEMPRE
PIÙ AMPIO
Debutta in Italia il
pesante elettrico T 780
con l’e-axle. Si punta
anche sull’usato
La decarbonizzazione nel trasporto
merci si raggiungerà con il
contributo di tante tecnologie,
di diverse alimentazioni. Ne è
convinta anche Renault Trucks,
che ha riaffermato con forza questo
messaggio. E lo ha fatto presentando
alcune novità interessanti, con
un paio di primizie assolute per il
mercato italiano. Partiamo dal T
780 E-Tech che a Transpotec ha
vissuto l’anteprima italiana. Grazie
al nuovissimo assale elettrificato, è
possibile montare fino a otto pacchi
batterie per un totale di ben 780
kilowattora disponibili, che consentono
di raggiungere un’autonomia best in
class di 660 chilometri. Per assorbire il
carico, il T 780 monta un terzo assale
sollevabile ed è predisposto per la
ricarica megawatt, con una possibilità
(teorica, al momento) di ricarica dal
20 all’80 per cento in appena 40
minuti. Restano in gamma i trattori
elettrici ‘tradizionali’, il T 585 e il T
540 in configurazione 4x2, mentre
per il trasporto regionale e urbano
ecco il D14 E-Tech, anche questo
presentato lo scorso anno a Lione. E
poi i furgoni, con il Master off-road
a trazione anteriore, pensato per
operare anche su terreni sconnessi e
sterrati. Sarà disponibile da settembre,
in versione sia diesel, sia elettrica.
Per il trasporto passeggeri, invece,
anteprima assoluta per il Master
Combi diesel. Tornando ai camion,
allo stand abbiamo visto anche il T
Smart Racer MY2026, l’ultimissima
versione dell’ammiraglia termica di
Renault Trucks, naturalmente per
il lungo raggio. E poi, attenzione
all’usato, con la linea T01 Racing a
rubare la scena. «Non tutti i veicoli
possono diventare T01 Racing», ha
spiegato il responsabile dell’Usato
di Renault Trucks Italia, Diego Isaia.
«Possono diventarlo solo quelli della
gamma Evolution, e solo se rispettano
determinate caratteristiche. La Used
Truck Factory di Renault Trucks, in
questo senso, è garanzia assoluta».
25
TRUCK
26
SCANIA
SOSTENIBILITÀ
E SICUREZZA
Il Grifone scende in
campo con il suo
ecosistema integrato
per il trasporto
Sarà per la storia ultracentenaria
del costruttore di Södertälje, per
la riconosciuta e apprezzata qualità
che da sempre distingue la sua
produzione, fatto sta che una visita
all’area espositiva Scania in occasione
di un qualunque salone del truck
nazionale o estero, non soltanto non è
mai cosa banale, ma soprattutto offre
numerosi spunti di sicuro interesse.
In occasione del Transpotec il Grifone
ha riassunto tutto questo in quel
concetto di ecosistema intregrato di
soluzioni per il trasporto che mette al
centro della scena il cliente ed è oggi
sempre più indirizzato a un trasporto
realmente sostenibile. Che, si badi
bene, non significa proporre una sola
ricetta, bensì esplorare anche differenti
strade e tecnologie (ad esempio
l’idrogeno con celle a combustibile),
senza con ciò dimenticare sicurezza
e servizi. Che è poi esattamente
quello che il costruttore svedese ha
messo sul piatto, o meglio sul proprio
stand. Per dire di una presenza
tutta sostanza, c’era il nuovo truck
cento per cento elettrico dotato di un
sistema di ricarica Mcs (modalità
che consente di recuperare 400
chilometri di autonomia in soli 30
minuti di ricarica) e che grazie al
concetto di modularità delle batterie
propone soluzioni tailor made per
trattori e carri. Non poteva poi
mancare un’autorevole rappresentanza
della gamma Super, che non va
dimenticato essere compatibile
anche con i biocarburanti Hvo 100.
E poi ancora la chicca della special
edition The Wolf, celebrativa del
50° anniversario di Scania Financial
Services in Italia, mentre relativamente
non è passata inosservata l’autobotte
sviluppata con Bai per gli interventi
di emergenza al traforo del Monte
Bianco. Un agile quattro assi da
32 ton per 9 metri di lunghezza,
capace di imbarcare 12 mila litri
d’acqua, dotata di due serbatoi per
schiumogeni, una pompa centrifuga a
doppio stadio da 4.500 litri al minuto.
CHICCHE ANCHE
PER GLI OCCHI
Ci riferiamo, in
particolare, al
veicolo speciale
per applicazioni
antincendio
che Scania ha
sviluppato con
Bai per interventi
di emergenza al
traforo del monte
Bianco (sopra, in
rosso). Accanto,
lo Scania elettrico
predisposto per la
ricarica megawatt
con accanto
una colonnina
di ricarica Mcs
Kempower.
CHIGGIATO PUNTA SULL’ECCELLENZA
Leggendo tra le righe dell’annuncio
ufficializzato nel corso di un
incontro stampa al Transpotec
relativo all’ordine da parte di
Chiggiato di 200 veicoli Scania
che prenderanno posto nei
prossimi due anni nella flotta
dell’autotrasportatore veneto, vien
da pensare che non sempre vale
la regola dell’uno vale uno. Lo
conferma il caso dell’operatore di
Piombino Dese, tra i più affermati
anche a livello internazionale nella
logistica farmaceutica, con una
spiccata specializzazione nelle
lunghissime distanze (alcune tratte
si spingono fino al Medio Oriente
e all’Iran). Per Chiggiato, infatti,
per quanto ovviamente importante,
il camion è soltanto uno degli
elementi attorno al quale deve
ruotare un sistema necessariamente
più articolato che, nella visione
di questa azienda, per dirla con
le parole dell’Ad Luca Chiggiato,
comprende «assistenza, un adeguato
supporto, ma soprattutto la capacità
di esserci quando serve».
SI PUNTA FORTE
SUL MOTORE
Un po’ a
sorpresa, Volvo
non ha esposto
camion elettrici
all’edizione 2026
di Transpotec,
preferendo porre
l’accento sulle
soluzioni diesel
o a gas, anche in
declinazione ‘bio’.
Si è poi parlato
di ciò che verrà,
cioè dell’atteso
aggiornamento
dei motori D13
all’insegna di un
ulteriore ritocco
di efficienza.
VOLVO TRUCKS
GRANDI NOVITÀ
IN VISTA
Diesel e gas
protagonisti in fiera, in
attesa dei nuovi motori
da 13 litri
La presenza di Volvo Trucks Italia
a Transpotec Logitec 2026 ha
confermato una linea che ormai
sembra chiara: la transizione del
trasporto pesante non passa da
una sola tecnologia, ma da una
combinazione di efficienza, carburanti
alternativi e servizi capaci di incidere
sui costi di esercizio. Il costruttore
svedese, che ha aperto questo 2026
alla grande, facendo segnare un +38,6
per cento sul fronte immatricolazioni
nel primo trimestre (dati Anfia), ha
scelto di non organizzare conferenze
stampa in occasione di Transpotec.
Tutti i riflettori sono stati puntati sui
due veicoli esposti. Il primo, un Volvo
Fh WonderFuel, trattore 4x2 diesel/
biocarburanti con cabina Fh Aero
Globetrotter e motore D13 Euro 6
da 500 cavalli. La configurazione,
proposta con una livrea ispirata ai
colori svedesi, riunisce soluzioni per il
contenimento dei consumi: pacchetto
I-Save, aerodinamica curata, cambio
I-Shift, pneumatici a bassa resistenza
al rotolamento e Camera monitoring
system. Un insieme di soluzioni utili
a massimizzare il rendimento nel
lungo raggio. Fari puntati anche sul
Volvo Fh Aero alimentato a gas/
biogas, trattore 4x2 spinto dal motore
G13-Lng Euro 6 da 500 cavalli. Qui
l’aerodinamica della cabina Aero
si combina con il biogas per offrire
una soluzione già disponibile a chi
vuole ridurre l’impronta carbonica
mantenendo autonomia, coppia e
ottima guidabilità. La presenza in
fiera si è inserita anche nel quadro
dell’annuncio della nuova piattaforma
di motori da 13 litri. Secondo Volvo, la
nuova generazione - che, va precisato,
non era installata sul camion
esposto a Transpotec - potrà ridurre
i consumi fino al 4 per cento rispetto
al precedente D13 e sarà disponibile
per Fm, Fmx, Fh e Fh Aero. Il lancio
di questo nuovo propulsore dimostra
che il motore a combustione mantiene
un ruolo importante nella strategia
dell’azienda verso il futuro.
27
VAN
28
DONGFENG
CAPITANO
MIO CAPITANO
Captain, Z9 e Paladin.
Conviene imparare
a familiarizzare con
questi nomi
Non sono state molte le anteprime
di veicoli che abbiamo potuto
ammirare a Milano. Per questo
motivo, il debutto ufficiale dei veicoli
commerciali leggeri Dongfeng sul
mercato italiano, ed europeo, era
davvero molto attesa. Il marchio
cinese, già ben presente anche
in Italia con le vetture dei marchi
Dongfeng, Voyah e MHero, ha
presentato un furgone, un pick-up e
un fuoristrada immatricolabile anche
come autocarro. Al momento, si tratta
di veicoli con motore termico, anche
se non è escluso che Dongfeng
possa arrivare nel prossimo futuro
anche con veicoli elettrici. «Con la
gamma di veicoli commerciali leggeri,
Dongfeng propone risposte efficaci ai
bisogni delle categorie professionali
e amplia ulteriormente la propria
offerta sul mercato italiano», ha detto
Massimiliano Alesi, direttore generale
di Dongfeng Motor Italia. Ma vediamo
quali sono le caratteristiche dei nuovi
veicoli Dongfeng che saranno presto
disponibili anche sul mercato italiano.
Il Captain v9 cargo è un large van
disponibile nella doppia versione:
furgonato e autotelaio. Garantito
5 anni o 150 mila chilometri, è
equipaggiato con motore diesel a 4
cilindri in linea e 2,3 litri di cilindrata,
in grado di generare 134 cavalli di
potenza e 350 Nm di coppia massima.
A pieno carico, il van ha una capacità
totale fino a 4,5 ton e volume di
carico di 12 metri cubi. Il cambio è
manuale a sei marce con servosterzo
idraulico. Anche nel caso del pickup,
il motore diesel da 2,3 litri eroga
150 o 190 cavalli a seconda della
versione. Il passo è in ogni caso di
3.300 millimetri e anche le dimensioni
restano invariate. Due le opzioni per
il cambio: manuale a 6 marce oppure
automatizzato a 8 rapporti, fornito
da Zf. Infine, il Paladin a trazione
integrale monta motore a benzina
Mitsubishi da due litri di cilindrata e
ben 218 cavalli di potenza, abbinato a
un cambio automatico a 8 rapporti.
ATTACCO A
TRE PUNTE
Dongfeng entra
dunque nell’agone
del trasporto
commerciale
anche in Italia,
scegliendo
Transpotec come
trampolino di
lancio anche a
livello europeo.
Qui tutti i modelli
in gamma: dal
Captain v9 cargo
(in alto) al pick-up
Z9, fino al Paladin,
qui in basso,
immatricolabile
anche come
autocarro.
MASSIMA
VERSATILITÀ
Come mostrato
chiaramente
proprio alla
rassegna milanese,
dove Kia faceva
il suo esordio
assoluto, la
Casa coreana
sta lavorando
alacremente
con gli allestitori
per aumentare
le opzioni a
disposizione
dei clienti che
scelgono il van
elettrico Pv5 per
le loro missioni di
trasporto.
KIA
SIAMO SOLTANTO
ALL’INIZIO
Si amplia la gamma
di opzioni per il Pv5
anche grazie al lavoro
degli allestitori
Transpotec 2026, Kia ha portato
A la propria gamma Pbv, acronimo
con cui il marchio identifica una nuova
famiglia di veicoli elettrici modulari
pensati per rispondere a esigenze
diverse. Protagonista il Kia Pv5,
modello che ha segnato l’ingresso
del costruttore nel mercato dei veicoli
commerciali leggeri elettrici. Giuseppe
Bitti, Ceo di Kia Italia, ha ricondotto
il progetto al percorso avviato nel
2021 con il piano industriale ‘Plan S’,
passaggio strategico che ha portato
prima al rinnovamento della gamma
passenger car e, di recente, a quella
dei veicoli professionali. Secondo
quanto illustrato dal manager, la
famiglia Pbv ha già raccolto 8.500
ordini a livello globale, con un obiettivo
di 54 mila unità nel 2026 e circa
230 mila entro il 2030, considerando
anche l’arrivo dei futuri Pv7 e Pv9,
previsti rispettivamente nel 2027
e nel 2029. Ad Alfonso Tallarico,
responsabile del progetto Pbv per
Kia Italia, il compito di presentare nel
dettaglio le varie configurazioni del
Pv5. Tra tutte, la principale novità
mostrata a Transpotec: la versione
chassis cab, «pensata per accogliere
allestimenti differenti mantenendo
inalterata la qualità costruttiva Kia».
Fronte allestimenti, Kia prevede di
introdurne sei durante quest’anno,
tra cui Cargo L1H1 a due posti,
L2H1 a tre posti e L2H2 con altezza
maggiorata. L’obiettivo è arrivare a
quaranta configurazioni complessive,
rafforzando così il posizionamento
del Pv5 come piattaforma elettrica
versatile. A Transpotec è stata messa
in luce anche la collaborazione
con Focaccia Group e Scattolini.
Quest’ultimo ha presentato soluzioni
con cassone fisso e cassone
ribaltabile. La versione con cassone
fisso prevede una portata superiore a
700 chili, mentre è in fase avanzata di
sviluppo anche una configurazione box
da circa 8 metri cubi, destinata a chi
cerca maggiore volumetria in ambito
urbano.
29
VAN/TRAILER
30
STELLANTIS
DAL TRIS ALLE
SOLUZIONI SU MISURA
Il ritorno del gruppo a
Transpotec è stato un
bel segnale di vivacità
e partecipazione
Stellantis Pro One si è presentata a
Transpotec 2026 con le credenziali
di dominatrice del mercato italiano dei
veicoli commerciali leggeri. Nei primi
quattro mesi dell’anno, la Bu dedicata
ha raggiunto una quota del 39 per
cento (24.383 immatricolazioni). Nel
corso della conferenza stampa, Guido
Bevilacqua, direttore di Stellantis
Pro One in Italia, ha sottolineato che
i numeri rappresentano un vanto
soprattutto se letti come espressione
della fiducia di clienti e concessionari.
Fiducia che passa – tra le altre
cose – dalla rete distributiva e di
assistenza, uno degli asset principali
del gruppo. La strategia dell’azienda
è chiara, e si fonda su una struttura
dedicata ai veicoli commerciali, una
gamma che copre ogni segmento e
un’offerta articolata tra motorizzazioni
termiche ed elettriche. Relativamente
all’elettrificazione, Stellantis propone
versioni a batteria su tutti i principali
modelli e ha avviato iniziative
commerciali per rendere il passaggio
al Bev più accessibile, con versioni
elettriche proposte allo stesso prezzo
del diesel su alcune fasce di gamma.
Tra le novità esposte a Transpotec
spicca il Fiat Professional Tris,
presentato in anteprima nazionale.
Disponibile nelle versioni pick-up
e cargo box, il veicolo è pensato
per l’ultimo miglio e per i contesti
urbani, centri storici compresi.
Ha un’autonomia dichiarata di 90
chilometri, una portata superiore a
350 chili e un’area di carico di circa
2,25 metri quadrati, sufficiente per
ospitare un europallet standard.
Accanto al Tris, Stellantis Pro One
ha mostrato anche alcune soluzioni
allestite nell’ambito del programma
CustomFit, che permette di adattare
i veicoli alle esigenze operative dei
clienti. Personalizzazione che, come
sottolineato da Salvatore Cardile,
direttore marketing di Stellantis
Pro One Italia, «completa il veicolo
commerciale come un abito su misura
per il lavoro».
LA SCOMMESSA
PER IL LAST MILE
Anteprima
Stellantis a
Transpotec, il Tris
di Fiat Professional
ha tutta l’aria
di essere una
vera e propria
scommessa
per il trasporto
dell’ultimo miglio.
Tre ruote e
diversi possibili
allestimenti per
un veicolo agile
che sarà chiamato
ad affrontare le
consegne nei
centri storici delle
nostre città.
ALTA QUALITÀ
NELLE NICCHIE
La scelta di
concentrarsi
su mercati di
nicchia e molto
specializzati ha
segnato uno
spartiacque
nella trentennale
storia di Multitrax,
distributore
oggi molto
riconosciuto sul
mercato italiano.
I semirimorchi a
doppio piano,
come quello
scelto da Italtrans
per Esselunga, ne
sono un esempio.
SEMIRIMORCHIO A DOPPIO PIANO PER ESSELUNGA
Italtrans, gruppo di rilievo nel
settore del trasporto merci e
della logistica, ha introdotto nella
propria flotta un semirimorchio a
doppio piano Burgers destinato
all’operatività logistica di Esselunga.
Il veicolo, importato in esclusiva
per l’Italia proprio da Multitrax,
è già impiegato sulle tratte di
collegamento tra i poli di Pioltello,
Biandrate e Sesto Fiorentino.
Secondo Burgers, l’impiego del
veicolo può generare un risparmio
medio del 40 per cento delle
emissioni climalteranti, grazie
soprattutto alla riduzione dei viaggi:
due percorrenze al posto di tre
per trasportare la stessa quantità
di merce. «Questo è l’esempio
di come la stretta collaborazione
tra committenza, trasportatore e
fornitore possa portare a un risultato
virtuoso per l’intero sistema», ha
dichiarato Alberto Maggi. Peraltro, Il
semirimorchio mantiene dimensioni
analoghe a quelle di un veicolo
tradizionale, con una lunghezza di
13,6 metri e un’altezza di 4 metri.
MULTITRAX
NELL’ANNO DEI
TRENTA
Partecipazione con
anniversario per il
distributore cremonese
di semirimorchi
Transpotec Logitec 2026, Multitrax
A ha vissuto un’altra tappa del
suo ‘Multitrax on tour”, serie di
appuntamenti nati per celebrare i
trent’anni di un’attività che dal 1996
trova le sue radici nella visione e
nell’impegno della famiglia Maggi. La
conferenza stampa, andata in scena
nella giornata inaugurale del salone
milanese, è stata un’occasione per
raccontare l’evoluzione di un’impresa
che ha scelto di crescere restando
fedele ad alcuni principi fondamentali.
Ed è stato proprio Alberto Maggi,
figlio del compianto fondatore
Rinaldo Maggi, a ripercorrere le
tappe principali della storia aziendale.
Tra queste, quella vissuta nel 2011
e che ha portato a un cambio di
passo decisivo: la chiusura della
collaborazione con Kögel e la scelta
di concentrarsi su mercati di nicchia,
dove una realtà specializzata poteva
fare davvero la differenza. E poi il
2016, anno in cui sono nate nuove
divisioni aziendali, tra cui quella del
noleggio e del service. La prima,
che ha permesso ai clienti di gestire
meglio i picchi di lavoro e ridurre
il rischio d’impresa; la seconda,
utile a rafforzare il supporto postvendita
e trasformare Multitrax in un
partner più completo. Altra annata
importante quella del 2022. Quattro
anni fa l’azienda cremonese diventava
società benefit e introduceva così
nelle proprie decisioni parametri di
valutazione diversi, tra cui l’impatto
su persone e ambiente. Ed è da
questa nuova prospettiva che nasce
l’accordo di importazione esclusiva
con Burgers, specialista nel
segmento dei semirimorchi a doppio
piano ricondizionati. Veicoli capaci
di aumentare fino al 60 per cento il
carico trasportato, riducendo viaggi,
emissioni e fabbisogno di autisti. Tante
storie, scelte più o meno giuste, un
unico filo conduttore: la capacità, e la
volontà, di ascoltare i clienti e le loro
esigenze, così da anticipare anche
quelle del mercato.
31
COMPONENTI & SERVIZI TRUCK
BARDAHL
LUBRIFICANTI
E ADDITIVI
Dall’esperienza
automotive al mondo
del trasporto pesante.
Lanciato il marchio Mac
Seconda partecipazione consecutiva
a Transpotec per Bardahl Italia,
marchio molto conosciuto nel mondo
del motorsport. Tante le novità
presentate quest’anno. «Abbiamo
ampliato la gamma nel settore heavyduty,
abbiamo sfruttato l’esperienza
accumulata nel settore automotive»,
racconta Guido Garbarino,
responsabile vendite di Bardahl
Italia. «Quello dell’autotrasporto è
un mondo che ha delle esigenze
molto importanti perché parliamo di
veicoli da lavoro. La nostra proposta,
infatti, non si ferma ai lubrificanti
ma include anche gli additivi, oltre
ad attrezzature specifiche per il
mantenimento dei veicoli. E poi
proprio a Milano abbiamo vissuto
FLEET 220
SERVIZI PER
LA RICARICA
Dalla consulenza
alla gestione
dell’infrastruttura, fino
alla rendicontazione
Migliorare la gestione delle
flotte elettriche attraverso
una serie di servizi integrati che
vanno dalla consulenza fino
alla gestione completa delle
infrastrutture di ricarica. Questa
è la missione, in breve, di Fleet
220, società del gruppo Route 220
che ha partecipato direttamente a
Transpotec Logitec 2026. «Negli
ultimi due anni ci siamo avvicinati
al mondo della logistica pesante
perché pensavamo di poter portare
l’esperienza accumulata con le
flotte di auto aziendali anche
nel mondo della logistica», ci ha
detto il Business developer di
Fleet 220, Fabrizio Vallero. «Noi
il lancio ufficiale del brand Mac,
una gamma di oli motore dedicata
alla trazione pesante, che hanno le
approvazioni ufficiali dei principali
costruttori di veicoli pesanti. Una
gamma già sul mercato e pensata
proprio per le esigenze dei camion
pesanti.
forniamo e gestiamo stazioni di
ricarica per i depositi, che sono
la principale fonte di ricarica dei
mezzi elettrici pesanti. Poi abbiamo
un’app che serve per la ricarica
pubblica, si chiama MyHeavyTruck,
è scaricabile sugli store principali
ed è dedicata ai nostri clienti che
lì possono trovare tutti i punti di
ricarica pubblica». Le ricariche
private e pubbliche vengono
rendicontate su una piattaforma
di gestione che permette anche
di rendicontare la CO 2
evitata
all’ambiente e la CO 2
prodotta per
chilometro per tonnellata, elemento
obbligatorio per i bilancio di
sostenibilità.
INFOGESTWEB
BORSA CARICHI
RELAZIONALE
Golia Exchange va oltre
la ‘normale’ borsa carichi,
anche grazie all’utilizzo
intelligente dei dati
La grande novità della presenza
di Infogestweb al Transpotec
2026 è la borsa carichi Golia
Exchange, detta relazionale perché
«promuove le relazioni fra gli
operatori affidabili. L’affidabilità
JOST
SI PRESENTA
ANCHE HYVA
Sicurezza,
digitalizzazione e
sostenibilità i cardini
dell’azione di Jost
Non soltanto ralle: Jost è un gruppo
di primissimo piano a livello
internazionale nella componentistica
chiave per i veicoli pesanti. Sicurezza,
digitalizzazione e riduzione dell’impatto
ambientale sono le direttrici principali
dell’azione di Jost, anche in Italia,
e anche a Transpotec, come ci ha
confermato il direttore generale
la valutiamo, la certifichiamo noi,
grazie al fatto che conosciamo le
aziende, nel senso che le invitiamo
direttamente, le conosciamo dal punto
di vista operativo, dell’affidabilità,
anche economico-finanziaria», ci ha
PETRONAS
ORIENTATI
AL FUTURO
Dal centro R&D di
Santena soluzioni
per powertrain
endotermici ed elettrici
Lubrificanti per veicoli con motore
a combustione interna, ma
anche per i nuovi veicoli elettrici.
Si sdoppia l’anima di Petronas,
all’avanguardia anche grazie
Francesco Zucco. Peraltro, quella di
Milano è stata la prima partecipazione
e un evento fieristico insieme a
Hyva, brand acquisito di recente e
specializzato in soluzioni idrauliche
per gli allestimenti. «Ci stiamo
raccontato Claudio Carrano, fondatore
di Infogestweb-Golia. Altro aspetto da
sottolineare è quello della tecnologia.
«Ovviamente sfruttiamo quella più
moderna, grazie alla quale i carichi,
quindi le opportunità di carico offerte a
all’innovativo centro di ricerca
globale con sede a Santena, in
provincia di Torino. In gamma,
Petronas ha anche un fluido
che serve per il raffreddamento
di pacchi batterie o dell’inverter,
componenti fondamentali nella
catena cinematica dei veicoli,
anche pesanti, a zero emissioni
allo scarico.
affacciando anche in Italia con i nostri
kit e siamo molto contenti di poter
esporre insieme a Jost la nostra offerta
complementare per i clienti», aggiunge
Gian Marco Fulgeri, country manager
di Hyva.
chi si propone come vettore, vengono
automaticamente selezionati in base
all’attività svolta dai vettori. Quindi,
i vettori stessi si trovano proposti in
automatico i carichi più opportuni»,
aggiunge Carrano in conclusione.
32
33
COMPONENTI & SERVIZI
TOTALENERGIES
RIGENERARE
34
È BELLO
Rubia Ever è la gamma
di lubrificanti con fino
al 50 per cento di olio
rigenerato
Si chiama Rubia Ever la
nuova gamma di lubrificanti
che TotalEnergies ha portato a
Transpotec 2026. Lubrificanti dedicati
espressamente ai veicoli industriali
pesanti, sui quali il gruppo francese,
punto di riferimento globale nel
settore dell’energia, ha molto investito
in termini di ricerca e di sviluppo.
Ce lo ha confermato l’Area manager
Alessandro Chiello proprio alla
rassegna meneghina. Scendendo più
nello specifico delle caratteristiche
del prodotto, Rubia Ever è un
lubrificante composto sino al 50 per
cento da olio rigenerato ed è un
lubrificante in grado di mantenere le
omologazioni dei principali costruttori.
VDO
SPECIALISTI DEL
TACHIGRAFO
Focus sulla formazione
e sui prossimi passi
della normativa sul
trasporto leggero
Tachigrafo e telematica sono il
pane quotidiano di Vdo, che ha
di recente vissuto una importante
trasformazione societaria passando
sotto il cappello di Aumovio. La
partecipazione a Transpotec 2026
è servita anche per confermare
i piani strategici del gruppo,
impegnato peraltro insieme a Iveco
nel supporto al progetto sociale
con PizzAut di cui parliamo nelle
pagine precedenti. Stando attenti
all’evoluzione delle normative,
invece, la dfata da segnare sul
taccuino è quella del 1° luglio,
quando il cronotachifrago sarà
obbligatorio anche sui veicoli
commerciali leggeri che fanno
«Tutto questo chiaramente va
nella direzione della sostenibilità
ambientale per rispondere proprio
alle esigenze del mercato e dei nostri
clienti», spiega Alessandro Chiello,
confermando le tendenze in atto
nell’autotrasporto.
servizio transnazionale. «Siamo
pronti anche per accompagnare
queste nuove aziende che
dovranno usare il tachigrafo
e hanno in gamma veicoli
commerciali leggeri», ha detto ai
nostri microfoni Ugo Mazzucco,
coordinatore Vdo Academy.
«Abbiamo sia la strumentazione,
sia soprattutto le competenze
per poterle seguire in maniera
corretta». E sulla Vdo
Academy: «è uno strumento
che segue la formazione
degli autisti a 360 gradi
per aiutarli a utilizzare al
meglio uno
strumento
WEBASTO
FUTURO IN
MOVIMENTO
È lo slogan scelto dal
gruppo tedesco per
celebrare i primi 125 anni
dell’azienda
Sono ben 125 anni che Webasto
è presente sul mercato. Davvero
tanto tempo e tanta specializzazione,
al punto che il nome stesso
dell’azienda è diventato sinonimo della
climatizzazione della cabina dei veicoli
fondamentale per la loro attività
come il tachigrafo, rispettando le
normative».
CARRIER
REFRIGERATO
SOSTENIBILE
Grande attenzione
all’elettrificazione,
anche in un’ottica
di retrofit
Carrier Transicold ha portato alla
fiera Solutrans 2025 l’intera
gamma di tecnologie per il trasporto
refrigerato, pensate per migliorare
efficienza, sostenibilità e affidabilità.
Tra le novità spicca [R]eCool, il sistema
plug-in di retrofit della batteria per i
gruppi frigoriferi Vector. La tecnologia
permette di convertire le unità diesel
DKV
NON SOLTANTO
CARTE
Dai pedaggi alla
telematica, Dkv si
propone in sempre più
vesti ai clienti
Nota principalmente per
le carte carburante, che
riguardano molto da vicino il
mondo dell’autotrasporto, il gruppo
Dkv ha subito un’evoluzione
dei semirimorchi in soluzioni ibride o
completamente elettriche, riducendo
emissioni, consumi e rumore. Certificato
R100, [R]eCool integra l’elettronica di
potenza Addvolt e un pacco batterie
con vita utile stimata oltre i 12 anni. A
abbastanza importante negli ultimi
anni, allargando notevolmente il
suo raggio d’azione. Per esempio,
spingendo sulla mobilità elettrica
e sull’accesso alla ricarica con
l’obiettivo di semplificare il più
possibile la vita ai clienti. Pedaggi e
telematica sono due mondi ulteriori
sui quali punta molto il gruppo
internazionale, guidato in Italia
sempre da Marco Berardelli.
Milano si è visto anche il convertitore di
potenza eCool-Drive, progettato per le
motrici elettriche: trasforma la corrente
continua ad alta tensione del veicolo
in corrente alternata per alimentare i
gruppi frigoriferi.
pesanti. Intendendo con questi sia
camion, sia autobus e coach, venendo
quindi incontro anche alle esigenze
dei visitatori di Nme. «Quest’anno
abbiamo portato per entrambi i
segmenti un condizionatore da tetto
per veicoli elettrici, il 120e, utilizzabile
sia su minibus che su veicoli
commerciali. Architettura da 400 o
800 volt e potenza di 12 kilowatt.Per i
veicoli tradizionali, invece, siamo usciti
con un nuovo riscaldatore ad aria
quindi l’Air top 25, un prodotto da due
chilowatt e mezzo che con gli stessi
consumi del modello da due chilowatt,
quindi della versione precedente, e
una rumorosità estremamente ridotta
garantisce performance e comfort agli
utenti».
35
Samoter 2026: report da Verona
FUORI I
MUSCOLI
La quasi contemporaneità con Transpotec ha reso
praticamente impossibile la partecipazione diretta dei
costruttori truck. Ciononostante, a Verona abbiamo
visto tanti camion, qualche anteprima e una fiera,
centro gravitazionale del construction in Italia, viva
Quella che si è svolta all’inizio di maggio,
dal 6 al 9 a Veronafiere, era un
po’ l’edizione del dentro o fuori per
Samoter, il salone del movimento terra che è
stato negli anni uno dei tre pilastri fieristici
nel settore del construction in Europa, insieme
all’inarrivabile bauma e a Intermat, che
si tiene a Parigi.
36 37
ECCO QUI
I CAMION
Come detto, la
presenza diretta
delle case sarebbe
stata davvero
complicata
quest’anno. Quindi,
Ford Trucks ha
partecipato con
Atlante Industriali,
Daf con Zarpellon,
Scania con
Mantella, Man
con Eurodiesel,
Mercedes-Benz
Trucks con
Trivellato e Renault
Trucks con Atena
Industrial. Questo
ha permesso di
vedere un bel
po’ di camion di
ultima generazione
in assetto da
construction.
ISUZU CON IL D-MAX AGGIORNATO
Chi non ha disertato
l’appuntamento
veronese, se non altro
per ragioni territoriali, se
ci consentite una battuta,
è Isuzu. Lo specialista
giapponese di light truck
e pick-up ha quindi
preferito concentrarsi su
un segmento cruclale per
la propria offerta, piuttosto
che presidiare un evento più
generalista. Così, Samoter è
stata l’occasione per vedere
per la prima volta la grande
anteprima di quest’anno
di Isuzu, vale a dire il
rinnovato pick-up D-Max,
adesso disponibile con
motore diesel da 2,2 litri
Maxforce. Resta invariata
la potenza, che tocca i 164
cavalli, cambia decisamente
la coppia, elemento non
di poco conto per un
veicolo di questo tipo. Il
nuovo motore, infatti, è
in grado di erogare 400
Nm di coppia a un regime
compreso tra 1.600 e
2.400 giri, contro i 360 del
precedente motore da 1,9
litri. Da segnalare anche il
ritorno del cambio manuale,
richiesto dai clienti,
insieme all’opzione di un
cambio automatico Aisin
a 8 rapporti. Ne parleremo
più approfonditamente nei
prossimi numeri. In mostra
allo stand anche i light truck
delle serie M e N che sono
stati rinnovati sia all’esterno
sia nel powertrain non più
tardi dello scorso anno.
38
BRIGADE VA OLTRE L’ANGOLO CIECO
Brigade è senza dubbio
tra i player di riferimento
nella commercializzazione di
sistemi di visione destinati
ai veicoli industriali. La
filiale italiana del gruppo
inglese quest’anno ha
deciso di raddoppiare i
suoi sforzi e partecipare
(non sono state tante le
aziende ad averlo fatto)
sia a Samoter sia, la
settimana successiva, a
Transpotec Logitec. In
mostra, chiaramente, le
soluzioni progettate per
aumentare la sicurezza
dei veicoli attraverso lo
sviluppo di sistemi di
visione che permettono al
conducente di avere sotto
controllo anche zone non
coperte né dalla visione
diretta, né tantomeno dagli
specchi. L’elemento forse
più innovativo che abbiamo
visto a Verona è stato il
prototipo di una soluzione
che si chiama ClearEye
e che, tramite l’utilizzo di
una doppia telecamera,
consente di vedere anche,
per esempio, la zona
davanti alla benna di una
pala gommata. Dal punto di
vista software, l’algoritmo
governato dall’intelligenza
artificiale consente di
proiettare l’immagine su uno
schermo. Sul mercato non
prima della fine dell’anno.
Tre appuntamenti che scandiscono, a cadenza triennale,
la vita in un settore che muove davvero tanto
interesse e che tocca molto da vicino quello di cui
noi ci occupiamo ogni giorno, i camion. Era, quella
di quest’anno, la prima edizione non lambita da
quel terremoto pandemico che, nel 2020, aveva costretto
gli organizzatori a spostarne più volte la data,
fino al rinvio nel 2023, saltando quindi un turno.
Aumenta la presenza internazionale
Quest’anno si è tornati alla normalità e a una cadenza
a cui gli operatori del settore sono storicamente
abituati. Veronafiere, che organizza la manifestazione
in partnership con Unacea e Cece, quindi le
principali associazioni di settore a livello nazionale
e internazionale, ha provato a mischiare le carte
eliminando una giornata di fiera (da cinque a quattro),
introducendo la novità del Cantiere digitale e
dando ulteriore risalto alla Samoter Academy che
ha l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del
construction. Risultato: oltre 42 mila operatori si
sono ritrovati a Verona contro i 41.200 dell’edizione
precedente, con una giornata in meno. Inoltre, gli
organizzatori hanno messo in risalto il dato di un
più 38 per cento di visitatori esteri. La superficie
espositiva è stata aumentata di circa il 20 per cento
tra area interna ed esterna e ha accolto 526 espositori,
di cui 124 esteri.
E i camion? Beh, c’erano, come testimoniano le
foto che pubblichiamo in queste pagine. Non era
scontato, vista soprattutto la quasi contemporaneità
(ma non si poteva proprio trovare un’altra collocazione
temporale?) con Transpotec Logitec, che
si è svolta a Milano la settimana successiva. Impossibile,
letteralmente, per i costruttori attivi nello
stradale e nell’off-road partecipare direttamente a
entrambe le manifestazioni. Su Samoter ha puntato
Astra (ne parliamo in dettaglio nelle pagine successive)
che ha presentato l’aggiornamento della propria
gamma, mentre quasi tutti gli altri costruttori
hanno partecipato a Samoter indirettamente, cioè
attraverso dealer o rivenditori specializzati nel segmento
off-road.
È troppo chiedere maggiore integrazione?
Pur restando essenzialmente un appuntamento focalizzato
sulle macchine movimento terra, una visione
più integrata e meno miope potrebbe forse, in
futuro, consentire al settore dei veicoli industriali
di sfruttare anche la vetrina di Samoter in modo
più completo.
La sensazione è che la fiera sia assolutamente viva
e considerata da chi opera nel construction. E quello
del cava cantiere – numeri di immatricolazioni alla
mano – è un segmento importante e in crescita del
trasporto commerciale.
Un segmento da oltre 3.300 camion venduti all’anno,
senza considerare i veicoli commerciali leggeri
di supporto alle attività dei cantieri. Non proprio
una nicchia.
39
40
La gamma Hdx di Astra
ROBUSTI
SU STRADA
E ANCHE IN
CAVA
Astra celebra l’80mo compleanno
rinnovando la gamma: a Samoter abbiamo
visto le nuove soluzioni cava cantiere ma
soprattutto l’Hdx 88.57 customizzato
per il traino eccezionale
Quello che vive Astra, nome che davvero
non ha bisogno di presentazioni quando si
parla di veicoli off-road o per trasporti eccezionali,
è un momento a metà tra celebrazione
e cambiamento. Quest’anno ricorrono, infatti, gli
80 anni dalla fondazione dell’azienda e, al tempo
stesso, il brand Astra è rientrato appieno nello
spin-off annunciato lo scorso anno all’interno di
Iveco Group, con Tata che ha acquisito una parte
dei marchi, mentre Astra è rientrato nel “pacchettodifesa”,
ceduto a Leonardo e scorporato, quindi,
dall’affare-Tata.
Da quel 1946, insomma, i cambiamenti sono stati
tanti. L’ultimo dei quali ha un nome preciso, Hdx,
evoluzione della ben nota gamma Hd9 che Astra
ha ben rappresentato a Samoter anche grazie a una
livrea che non passava di certo inosservata. Due i
veicoli in mostra: un trattore bi-uso in configurazione
8×8 omologato per un peso totale combinato
fino a 300 tonnellate con prestazioni eccezionali
(proprio come i trasporti per cui è pensato) in termini
di catena cinematica e capacità di traino e un
Hdx 84.57 allestito con un cassone a vasca tonda
da 20 metri cubi, in esposizione con la già citata
livrea celebrativa.
Partendo dal veicolo per trasporti eccezionali, a
Verona abbiamo chiesto a Carlo Acquati, platform
manager gamma Hd e responsabile veicoli speciali
ed eccezionali, di raccontarci le principali novità
della gamma Hdx, un’evoluzione resasi necessaria
principalmente per adempiere alla nuova normativa
sulle dotazioni di sicurezza e ausilio alla guida, la
Gsr II. I veicoli Hdx, infatti, dispongono di tutti i
sistemi obbligatori per legge nella categoria N3G
(quindi, off-road. Rispetto al camion 8x8, quello
visto in fiera ha trazione integrale e massa totale di
48 tonnellate a terra, che arrivano fino a ben 300
tonnellate nella combinazione, considerando quindi
anche la parte rimorchiata.
«Il telaio sono le stesse è estremamente rinforzato,
come da regola in Astra, specialmente nelle traverse
speciali anteriori e posteriori che garantiscono la
possibilità di utilizzare il veicolo sia in spinta che
in tiro, o in combinazione con altri veicoli», spiega
Acquati. «Dal punto di vista del powertrain, invece,
vengono mantenute le caratteristiche principali del
motore Fpt Cursor 13 common-rail da 570 cavalli,
mentre la trasmissione è fornita da Allison, insieme
a convertitore di coppia e retarder (ne parliamo nel
box qui a fianco, ndr)».
Una combinazione ‘monstre’ da 500 ton
Il veicolo per trasporti eccezionali può arrivare anche
oltre le 500 tonnellate quando traina in coppia.
Per questo, è stato necessario massimizzare le prestazioni.
«Abbiamo installato una transfer box, cioè
il ripartitore tra la trazione anteriore e posteriore,
speciale rispetto al passato perché garantisce una
riduzione nella marcia più lenta. Questo permette
di non solo diminuire la velocità, ma di incrementare,
grazie all’aumentato numero di giri dell’albero
di trasmissione, la capacità frenante, la coppia allo
spunto, fornendo prestazioni elevate».
Carlo Acquati precisa poi che l’utilizzo del veicolo
non va inteso soltanto su strade asfaltate, ma anche
su terreni accidentati e su pendenze che possono
essere importanti, specialmente nei tratti finali dei
percorsi. Soprattutto per questo si spiega la necessità
della trazione integrale. «Avere le massime
prestazioni nelle condizioni più impervie è l’obiettivo
di tutti i nostri veicoli, e questo camion non fa
eccezione», riassume.
Novità anche nella cabina, «rimodernata con una
nuova calandra, ma anche all’interno. Per questo
tipo di trasporti viene utilizzato, oltre ai comandi
del cambio Allison che sono, per così dire, i classici
comandi di un cambio automatico, anche un altro
monitor che permette, attraverso un collegamento
elettrico e nel caso di un traino in coppia, cioè con
due veicoli accoppiati collegati da un cavo elettrico,
di avere sott’occhio dati importanti dell’altro
veicolo, quali la marcia inserita, il numero di giri,
la temperatura dell’acqua, la velocità».
Raffreddamento non comune
Necessità particolari riguardano anche il sistema
di raffreddamento: quello comunemente montato
sui camion non basta nel caso di un veicolo per
trasporti eccezionali di questa portata. «Esatto. Per
questa ragione abbiamo inserito un sistema di raffreddamento
supplementare. Infatti, alle basse velocità
il radiatore con la ventola anteriore non è più
sufficiente. Per garantire la massima efficienza disponiamo
di radiatori supplementari per raffreddare
l’acqua, l’olio del cambio nella fase di trazione e di
Il veicolo 8x8 monta un motore Cursor 13
common-rail da 570 cavalli, trasmissione
Allison con convertitore di coppia e retarder.
Quest’ultima con una configurazione software
adatta all’utilizzo su percorsi misti
ALLISON OTTIMIZZA LA TRASMISSIONE
Insieme al propulsore,
cuore tecnologico
dell’Astra Hdx 88.57 è il
cambio Allison 4007 Sp
con rallentatore idraulico
integrato. Un cambio
«ottimizzato per veicoli
predisposti al trasporto
eccezionale, con capacità di
carico molto elevata e che
spesso lavorano a velocità
molto basse», ci ha spiegato
Simone Pace, Area sales
manager Italy di Allison.
«Nel caso di questo camion,
pur non
discostandosi
molto da
quelle
utilizzate
con i veicoli
Astra, la
trasmissione
ha avuto degli
adattamenti
retarder, l’olio della transfer box. Inoltre, siccome
l’impianto di raffreddamento è mosso da una ventola
idraulica, l’olio di questa stessa ventola deve
essere raffreddato per evitare problemi».
Completa la panoramica dei veicoli in mostra allo
stand Astra a Samoter il camion per impiego cava
cantiere, sempre della serie Hdx, 8x4 con telaio
disegnato e realizzato in-house da Astra. Anche in
questo caso, i motori Cursor sono forniti da Fpt
con potenze da 510 fino a 570 cavalli. «Quello che
abbiamo portato a Verona è un cabina corta con un
cambio Zf automatizzato, non automatico», racconta
sempre Acquati. «La peculiarità sta nel fatto di
avere un telaio maggiormente rigido alla torsione,
che nel caso di un cassone magari non fa così la
differenza. Nel caso, invece, di attrezzature come
pompe o betonpompe, molto più alte e che quindi
alzano il baricentro del veicolo, il nostro telaio
assicura una minore torsione, affaticando meno di
conseguenza la componentistica installata». Oltre al
cambio automatizzato, un modello del genere può
essere fornito anche con cambio manuale:
una richiesta abbastanza diffusa da parte
dei clienti. «Per alcuni utilizzi avere il
controllo della trazione, specialmente in
condizioni di pendenza, dà all’autista la
sensazione di avere un maggiore controllo
del mezzo. Succede più spesso di quanto
si possa pensare», conclude Acquati.
Fabrizio Dalle Nogare
specialmente a livello
software. Le marce sono
7 più due di retro, una
delle quali con velocità
ridotta per manovre che
richiedono precisione molto
elevata. Il vantaggio di
questo prodotto sta nell’alto
livello tecnologico, nella
presenza del convertitore
di coppia idraulico tra
motore e cambio e poi nel
supporto tecnico costante
e specializzato da parte di
Allison».
STORIE DI ALTA
TECNOLOGIA
E di partnership
vincenti,
aggiungeremmo.
Qui sopra, la
trasmissione 4007
Sp di Allison,
montata sul
camion bi-uso
8x8 per traino
eccezionale di
Astra. Il veicolo è
quello in apertura,
nell’altra pagina,
visto da davanti
e da dietro (in
basso). Sopra, un
altro modello della
rinnovata serie Hdx,
8x4 per utilizzo
cava cantiere
equipaggiato con
cassone a vasca
tonda da 20 metri
cubi.
41
Il motore Om473 sei cilindri da 15,6 litri è in
grado di sviluppare 625 cavalli a soli 1.600
giri al minuto. La coppia elevata, poi, assicura
elasticità di funzionamento che si abbina a una
guida fluida ed economica
42
Mercedes Actros L
IN QUALSIASI
CONDIZIONE
FA IL SUO
DOVERE
La Edilgrimaldi di Bardonecchia
ha inserito in gamma un
Mercedes Actros L Procabin
1863 che si adatta alla
perfezione al cava cantiere ma
anche ai trasporti eccezionali
Mercedes-Benz è un costruttore estremamente
specializzato nei veicoli cava-cantiere. Il
player tedesco ha infatti nel tempo sviluppato
una vera vocazione verso questo specifico settore
con allestimenti che derivano da un’esperienza sul
campo tra le maggiori al mondo. Non solo, quindi,
i mezzi cava-cantiere classici ma anche veicoli
stradali allestiti in modo specifico per operare
con efficienza e Tco competitivi nell’ambito della
cantieristica pesante. Inoltre, sappiamo molto bene
come, in Italia, i trattori stradali con vasca e semirimorchio
per il trasporto di macchine operatrici
abbiano poco alla volta preso piede nelle imprese di
settore ottimizzando la logistica dei cantieri grazie
alla maggiore libertà di movimento e velocità su
strada.
Tra i veicoli più interessanti presenti sulle strade
italiane vi è sicuramente il Mercedes-Benz Actros
L Procabin 1863 che da qualche mese lavora nei
cantieri della Edilgrimaldi di Bardonecchia, impresa
di costruzioni generali molto attiva anche nel movimento
terra. Un veicolo allestito in modo specifico
per un target estremamente pesante insieme al
concessionario Big Truck.
Cercare la massima polivalenza è l’obiettivo di tutte
le imprese che operano nel settore delle costruzioni.
Avere, infatti, nel proprio parco macchine dei
mezzi in grado di spaziare in contesti differenti è
oggettivamente una grande comodità. Edilgrimaldi
è sicuramente tra queste realtà e, forte anche di un
parco mezzi estremamente specializzato con diversi
Mercedes Arocs cava-cantiere e allestiti anche con
gru retrocabina ad alte prestazioni, ha voluto un
mezzo meno rigido ma che potesse al contempo
lavorare senza problemi nei cantieri più complessi.
Anche tenendo conto che l’impresa, che ha la propria
sede a Bardonecchia, opera prevalentemente in
territorio montano.
Il camion giusto per il cantiere giusto
La scelta di allestire in modo specifico il nuovo
Actros L Procabin 1863 nasce da specifiche esigenze
di lavoro dove questo veicolo, oltre ai trasporti
di macchine operatrici, spesso opera con semirimorchio
dotato di vasca ribaltabile per il trasporto
di materiali inerti. Materiali caricati molto spesso
all’interno di cantieri dove l’accessibilità non è
sempre garantita. Ma andiamo con ordine, perché
i contenuti di questo veicolo sono molto interessanti
e, forse, per ora unici sul mercato italiano.
La motorizzazione è l’apprezzato Om473 che, con
una cilindrata da 15,6 litri, è frazionato in sei cilindri.
Siamo di fronte alla versione di punta installata
sulla nuova gamma Actros che, quindi, sviluppa
460 chilowatt, ovvero 625 cavalli, a soli 1.600 giri
al minuto. La coppia è tra le più elevate in questa
classe di potenza e arriva a 3.000 Newtonmetri a
1.100 giri al minuto. Da questi primi dati deriva
quindi una elasticità di funzionamento che, già da
sola, garantisce una guida fluida ed economica.
Ma Edilgrimaldi, consultandosi con lo specialista
Big Truck, concessionaria Mercedes-Benz Trucks
per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ha voluto
sfruttare al massimo le doti motoristiche di questo
mezzo. L’Om473 è stato quindi abbinato ad alcuni
elementi fondamentali.
Infatti, la catena cinematica è stata pensata per
avere la possibilità di scaricare a terra in modo
ottimale potenza e coppia senza problemi e senza
mettere sotto sforzo gli organi meccanici. Quindi,
per quanto riguarda il cambio, si è scelto di andare
verso il 16 rapporti per una maggiore spaziatura.
Una precisa valutazione che consente di sfruttare
al massimo l’elasticità del propulsore riducendo
consumi e stress per l’autista. Al contempo si è
deciso per una gommatura generosa e la riduzione
ai mozzi. Quest’ultima è fondamentale per ridurre
gli stress meccanici e riuscire con dolcezza a disimpegnarsi
in situazioni complesse. Da quelle più
difficili, tipiche dei cantieri edili, a quelle classiche
di chi lavora molto in territori montagnosi e deve
ogni giorno impegnarsi in trasporti pesanti su pendenze
importanti. Questa scelta, fortemente consigliata
proprio dalla concessionaria Big Truck, si è
rivelata vincente nell’impiego in cui Edilgrimaldi
lo impegna ogni giorno.
Il ruolo delle sospensioni pneumatiche
Tutti questi elementi tecnici, sommati tra loro, permettono
di avere un mezzo stradale dalle elevate
capacità di movimento. Ma a nulla servirebbero
se non vi fossero a bordo le sospensioni integrali
pneumatiche. In questo modo è quindi possibile variare
l’assetto di 15 centimetri consentendo quindi
di accedere ai cantieri con fondi sconnessi mettendo
al sicuro tutti quegli elementi che potrebbero danneggiarsi
a contatto con il terreno.
Si tratta, quindi, di un’altra scelta tecnica specifica
che consente al Mercedes-Benz Actros Procabin L
1863 di operare in modo agile e snello nei cantieri
aziendali. Anche laddove occorre caricare materiali
inerti sul fronte di scavo e dove occorre andare a
scaricare anche se le vie di accesso non sono in
stato ottimale. Esattamente quella polivalenza applicativa
che Edilgrimaldi ricerca in un mezzo di
questo tipo.
Da un punto di vista della sicurezza, poi, l’Actros
L Procabin 1863 dispone di tutti i sistemi di sicurezza
attiva e passiva che distinguono questa nuova
gamma. Parliamo quindi del pacchetto che l’Active
drive assist 3 contiene al proprio interno. Dalla
frenata assistita di ultima generazione, al sistema
di supporto al cambio di corsia, al monitoraggio
anteriore del veicolo per partenze e svolte sicure,
al sistema di attenzione costante che mantiene alta
la concentrazione e l’attenzione del conducente. Un
mezzo che ha consentito a Eilgrimaldi di accrescere
ulteriormente il suo campo d’azione non solo nei
trasporti aziendali, ma anche nel trasporto di macchine
operatrici per conto terzi.
Costantino Radis
CE N’È PER TUTTE
LE TECNOLOGIE
Anche nei modelli
stradali, Mercedes-
Benz Trucks
dispone di opzioni
di allestimento
che permettono
di affrontare
lavori gravosi
con efficienza,
produttività ed
elevata polivalenza.
L’Actros L Procabin
descritto in
queste pagine ne
è certamente un
esempio. Centrale
il ruolo della
concessionaria
di zona Big Truck
nella consegna
del veicolo a
Edilgrimaldi.
43
Siemens e la transizione elettrica
SOLUZIONI
INTEGRATE PER
IL FUTURO DELLA
«Sì, questo è ancora un vincolo tecnico sul quale
tutti stiamo lavorando. Noi abbiamo ormai superato
la fase di prototipazione del nostro Megawatt charging
system. È una realtà consolidata e funziona.
È chiaro, però, che ha un impatto sulla vita utile
della batteria».
MOBILITÀ
Con Luca Rizzi, Head of
eMobility di Siemens Italia,
abbiamo parlato del ruolo e
degli obiettivi dell’azienda nel
percorso di elettrificazione del
trasporto pesante.
Leggi l’intervista
completa sul sito
di Vado e Torno
L
’elettrificazione del trasporto pesante non è più
soltanto una prospettiva, ma un processo che
comincia a prendere forma anche in Italia. La
transizione, però, non passa solo dai veicoli e dalle
infrastrutture di ricarica, ma anche da tutto ciò che
riguarda la gestione intelligente dell’energia e la
disponibilità di potenza sulla rete. Siemens porta
questo tema dentro una visione che prevede l’integrazione
tra hardware, software, sistemi di accumulo
e competenze. Ne abbiamo parlato con Luca
Rizzi, Head of eMobility di Siemens Italia.
Dal vostro punto di vista, a che punto è la trasformazione
della mobilità elettrica in Italia nel
segmento truck?
«Il mercato italiano non è ancora sviluppato come
quello del Nord Europa, ma sta facendo passi avanti
importanti, soprattutto nell’ultimo miglio e nella logistica
di prossimità, dove abbiamo già molti depositi
elettrificati. In questi progetti Siemens ha avuto,
ovviamente, un ruolo importante. Oggi iniziamo a
vedere una committenza più matura nel calcolare
il Total cost of ownership e nel capire quali sono
«L’elettrificazione del trasporto pesante sta
diventando una realtà anche in Italia e noi
dobbiamo necessariamente esserci.
Può funzionare solo se riusciamo a
interconnettere più elementi».
gli investimenti corretti da fare.
Devo essere sincero, però: non è tanto l’infrastruttura
elettrica o di ricarica a inibire lo sviluppo,
quanto la struttura della rete. Nel momento in cui
devo creare un nuovo hub di scambio o di ricezione
e ho bisogno di potenza, non è detto che in quella
zona, pur adatta che sia alla realizzazione dell’infrastruttura,
si disponga della potenza necessaria».
Quando si parla di smart infrastructure si rischia
spesso di restare sul teorico. Per un operatore di
flotta o per un hub logistico, cosa significa concretamente
avere un’infrastruttura intelligente?
«Con il programma One tech company, Siemens
si pone l’obiettivo di avviare attività e progetti in
maniera integrata e trasversale a tutti i nostri segmenti
di business».
L’offerta smart di Siemens
«Questo ci consente di gestire e proporre al cliente
un’offerta realmente integrata e smart. Possiamo
andare da un operatore logistico e offrirgli una
soluzione a 360 gradi: dall’infrastruttura di media
tensione alla bassa tensione, dall’infrastruttura di
ricarica a tutto ciò che serve per gestire in modo
intelligente un deposito.
Il nostro contributo parte dalla progettazione e
arriva fino alla gestione quotidiana. In questo modo
diamo all’operatore logistico la possibilità di
ottimizzare i costi, avere certezza della fornitura,
garantire la fase di ricarica e, in sostanza, essere
sicuro che il deposito funzioni nel miglior modo
possibile, con la massima fruibilità e il massimo
risparmio ottenibile».
Sul fronte eTruck, quali trend state osservando
nell’evoluzione della ricarica? Prevalenza della
ricarica in deposito, ricarica pubblica per le medio-lunghe
percorrenze, modello di ricarica semipubblica
o un sistema misto tra queste opzioni?
«La ricarica per l’ultimo miglio della logistica è ormai
qualcosa di assodato. Il più grande operatore di
e-commerce al mondo, in Italia, consegna solo con
veicoli elettrici che ricarica in deposito. La logistica
di prossimità è quindi già ampiamente elettrica,
anche perché consente di agevolare l’ingresso in
alcune aree evitando, per esempio, costi legati alla
congestion charge.
Oggi non abbiamo ancora la possibilità di sviluppare
ricariche semi-pubbliche, perché non esistono
ancora le condizioni o le possibilità per realizzare
soluzioni di questo tipo. Vediamo però che alcuni
operatori della logistica stanno iniziando a guardare
alle stazioni pubbliche, quindi alla creazione di
infrastrutture lungo le direttrici Ten-T o comunque
lungo le tratte autostradali più battute. Noi, per
esempio, abbiamo contribuito alla realizzazione
di un hub di interscambio al confine tra Italia e
Austria».
A che punto siete con l’Mcs? Quali sono i nodi
ancora da sciogliere a riguardo? Pensiamo, ad
esempio, al pericolo di accorciare la vita utile della
batteria.
Portfolio e casi studio
«Abbiamo anche altre soluzioni di ricarica compatibili
con le esigenze della logistica, quindi riusciamo
a essere efficaci ed efficienti anche senza
ricorrere al Megawatt charging. Quest’ultimo resta
una soluzione corretta quando c’è reale necessità.
Dal nostro punto di vista, infatti, la potenza deve
essere calibrata e dosata nel modo corretto, in base
alle esigenze contingenti in cui si trova il truck».
Parlando del vostro portfolio tecnologico, quali soluzioni
ritenete più rilevanti per accompagnare la
transizione di operatori logistici e gestori di flotte?
«Come dicevo prima, abbiamo un’infrastruttura
elettrica e di ricarica pronte, funzionanti e perfettamente
efficienti. Inoltre, abbiamo software di
gestione e di load management creati ad hoc per
questo tipo di situazioni: strumenti attraverso cui si
riesce a utilizzare potenza ed energia nel momento
giusto e nel punto giusto. Inoltre, stiamo sviluppando
progetti con sistemi di accumulo e batterie.
Il quadro ideale per la logistica potrebbe essere
quello di un deposito dotato di fotovoltaico, sistema
di accumulo, sistema di load management e infrastruttura
di ricarica, capace – magari – di utilizzare
anche l’energia prodotta localmente».
Potete condividere qualche progetto o esperienza
sviluppata con clienti in Italia? State osservando
– sul piano operativo – risultati concreti?
«Le flotte e i centri logistici che abbiamo elettrificato
stanno funzionando e i camion stanno circolando.
Noi – vogliamo sottolinearlo – consegniamo i nostri
charger con truck al 100 per cento elettrici. Abbiamo
effettuato un’ultima consegna a Roma con 93
caricatori trasportati su due veicoli completamente
elettrici, poi ricaricati in un hub logistico anch’esso
completamente elettrico. Tutto ha funzionato perfettamente.
Il feedback che riceviamo riguarda soprattutto la
flessibilità dell’infrastruttura. I dati dei nostri sistemi
confermano la capacità della nostra infrastruttura
di lavorare con picchi di domanda, ma anche con
carichi di base. Questo significa che viene utilizzata
in modo corretto.
Abbiamo osservato anche che le ricariche si
concentrano nella fascia notturna, grazie alla programmazione
generata attraverso il nostro software.
Una volta caricata la curva di prezzo dell’energia
e il fabbisogno di ricarica, il sistema genera una
programmazione efficiente che consente all’operatore
di ottimizzare la propria posizione economica.
Quello che posso dire è che considerando l’andamento
dei prezzi del gasolio, unito alla maggiore
fruibilità dell’infrastruttura di ricarica, vediamo che
molti operatori stanno valutando il passaggio all’elettrico».
Pierfrancesco Vecchiotti
UN ECOSISTEMA
COORDINATO
Luca Rizzi, Head
of eMobility di
Siemens Italia,
ha sottolineato
che il percorso
di elettrificazione
del trasporto
pesante è legato
a disponibilità di
potenza e capacità
di progettare
infrastrutture come
un ecosistema
coordinato
44
45
Un Supertest 500 km inedito
IL LUNGO RAGGIO?
NESSUN
PROBLEMA
Dopo aver tenuto a battesimo
con ottimi risultati il percorso di
Vado e Torno riservato ai pesanti
stradali elettrici, l’eActros non
si accontenta, e di traguardo
in traguardo si mette alla prova
sull’ancora più impegnativo
tracciato del Supertest più
classico, quello del diesel. Che
l’ammiraglia della Stella porta
a termine in scioltezza e con
un’autonomia di marcia residua
decisamente abbondante
SUPERTEST
500 KM
MERCEDES
eACTROS 600
TRATTORE 2 ASSI
MOTORE ELETTRICO - 400 kW
KM TOTALI PERCORSI
442
AUTONOMIA RESIDUA KM
75
BATTERIA RESIDUA %
14
CONSUMO TOTALE KWH
512,72
LA CARTA D’IDENTITÀ
DOTAZIONE del trattore 4x2 in prova con
passo di 4.000 mm, dotato di cabina Pro-
Cabin Giga con pavimento piatto e quattro
gradini di salita: c hiusura centralizzata delle
porte con telecomando, visiera parasole
esterna, antevisore, specchio di prossimità,
retrovisori digitali (MirrorCam), volante con
comandi integrati, plancia multimediale
Interactive 2 con schermi a colori, checkpanl
digitale, lettino inferiore e superiore
(quest’ultimo di tipo richiudibile), vano frigo,
scomparti portaoggetti al parabrezza con
chiusura aeronautica, sedile autista regolabile
con supporto lombare e bracciolo,
airbag lato autista, Tavolino richiudibile in
plancia sul lato passeggero, Active Brake
Assist 6, Active Drive Assist 3, funzione
Avas (segnalatore acustico), Abs, Asr,
Electronic Parking Brake, Active Sideguard
Assist, Front Guard Assist.
Costruito nello stabilimento di Worth,
Germania.
SUSTAINABILITY INDEX
Coraggio e innovazione. Sono queste le paroline
che per prime frullano alla nostra
mente nell’istante in cui, saliti i quattro
gradini della ProCabin Giga, prendiamo posto
a bordo del Mercedes eActros 600. Coraggio e
innovazione. Parole che potremmo anche combinare
in un’unica frase: il coraggio dell’innovazione.
Già, perchè questo è il file rouge che
ha fin qui accompagnato la storia dell’Actros.
DRIVELINE %
a a a a c 94
COMFORT E SICUREZZA
a a a b e 67,1
CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
a a a b e 66,7
MOBILITY REVOLUTION TRUCK
a a a d e 80,5
© Vado e Torno 2026
46
47
dei Giovi, scendendo verso
AUTONOMIA
510
km
con batteria
600 kWh
min 14°
max 21°
Condizioni del traffico: scorrevole lungo
l’intero percorso, ma molto intenso con
code sulla A1 nel tratto Milano-Piacenza.
Restringimento di carreggiata per lungo
tratto dopo Berceto verso La Spezia;
restringimenti con deviazione di percorso
dopo la galleria dei Giovi, scendendo
verso Tortona.
LE BATTERIE AI RAGGI X
TIPO E NUMERO
L’energia al Mercedes eActros 600 è
fornita da tre pacchi batterie al litioferro-fosfato.
Si tratta della soluzione
che consente un utilizzo superiore al
95 per cento della capacità installata.
In particolare, ognuno dei tre moduli
assicura una capacità installata di 207
kWh (200 kWh quella utilizzabile),
dunque 621 kWh totali (600 kWh
coimplessivi a disposizione).
POTENZA
Nella configurazione con tre pacchi
batteria, la potenza generata per la
versione trattore stradale due assi è
di 400 kW (continua), con 600 kW di
picco.
eAXLE, IL CUORE
Vero e proprio cuore pulsante del
pesante elettrico della Stella è l’eAxle,
l’assale elettrico progettato, sviluppato
e messo a punto direttamente da
Mercedes. Integra due motori elettrici e
il cambio a quattro marce.
Lo ricordiamo proprio in questo numero di Vado
e Torno nelle pagine dedicate al Transpotec, ma è
il caso di sottolinearlo anche in apertura di questo
servizio. Cioè che l’Actros ha sempre fatto dell’innovazione
il proprio segno distintivo indelebilmente
impresso nel Dna. Fin dalla sua prima apparizione
sulla scena, nel 1996. E poi da lì, ripetendosi puntualmente.
Ad esempio nel 2006 con l’introduzione
dell’Active Brake Assist, nel 2011 anticipando di
due anni l’arrivo dello step Euro 6 che in realtà
sarebbe entrato in vigore solanto il 1° gennaio 2014.
E ancora nel 2018, l’anno del debutto delle rivoluzionarie
Mirror Cam, le telecamere digitali che
di fatto hanno gradualmente annunciato il pensionamento
degli specchi retrovisori convenzionali. E
tutto questo, che altro è se non innovazione?
Lo sguardo sempre un passo avanti
Facile, si potrebbe pensare, quando si ha alle spalle
la storia e il know-how ultracentenario della Stella,
cui si deve la realizzazione e la messa in strada del
primo camion, nel 1896.
Vero, ma ci vuole anche dell’altro. E cioè il coraggio
di osare, di immaginare il futuro anticipando
le tendenze di un mondo, quello del camion, che
viaggia molto più velocemente della velocità che
gli è consentita. Ebbene, soltanto mixando sapientemente
questi ingredienti è possibile vestire i panni
del front runner e guidare il cambiamento.
L’Actros è in questo senso il migliore esempio.
E l’eActros 600, che del modello icona Mercedes
è la versione cento per cento elettrica, categoria
pesanti stradali, segue in scia, con dalla sua tutti i
numeri per proporsi come riferimento nel settore.
Primo pesante stradale nativo elettrico concepito,
sviluppato e realizzato da Mercedes -nello storico
sito di Worth, dove peraltro nascono tutti i modelli
della Stella- per le lunghe distanze, l’eActros non
segue tendenze o mode, bensì le crea.
TRE PER
QUATTRO
Il primo numero è
quello dei pacchi
batteria imbarcati,
ciascuna da 207
kWh, per complessivi
621 kWh installati
(600 utilizzabili). Il
secondo, invece, si
riferisce ai gradini di
accesso alla ProCabin
Giga, elegante fuori
e spaziosissima
dentro.
48
49
MIRROR CAM, L’INNOVAZIONE NEL DNA
Quando nel 2018
Mercedes toglie i
veli al nuovo Actros, lo
stupore e -diciamolo in
maniera elegante- una certa
perplessità nelle espressioni
di coloro i quali assistono
all’evento, sono evidenti.
L’attenzione si concentra
là, in alto, all’altezza
dei montanti anteriori.
Mancano gli specchi, per
così dire, convenzionali.
Al loro posto, sue
due lati del pesante
stradale della Stella, due
compatte telecamere che
rimandano le immagini
su altrettanti schermi
all’interno della cabina.
Qualcuno pensa che
Mercedes, stavolta, si
sia spinta troppo oltre
con l’innovazione,
intervenendo su un
elemento che si considerava
inamovibile. Ebbene, a
guardarsi intorno oggi, si
direbbe proprio che quella
scommessa Mercedes l’abbia
vinta. D’altronde, quando si
ha l’innovazione nel Dna...
Ce ne sarebbe abbastanza per
andare lunghi, ben oltre lo spazio
riservato a questa manciata
di righe. Senza dubbio, per
cominciare, menzione d’obbligo per
le linee disegnate dal vento della
cabina ProCabin Giga: morbide,
eleganti e soprattutto efficiente
sotto il profilo aerodinamico. Poi le
MirrorCam: rimandano sugli schermi
all’interno della cabina immagini
nitide e chiarissime, anche in
termini di profondità. E ancora,
la plancia: abbraccia l’autista
mostrandogli tutto il suo essere
pratica e funzionale.
ABBONDANZA
DI SPAZIO
Sopra, “l’ufficio”
dell’autista a bordo
della ProCabin
Giga dell’eActros
600. Dove massima
ergonomia,
funzionalità
e uno spazio
davvero vivibile e
completamente
sfruttabile, si
combinano con
pratiche soluzioni
come, ad esempio,
lo è il pratico
tavolino richiudibile
e a scomparsa
sistemato nella
zona della plancia
fronte passeggero.
Lo avevamo già sottolineato,
quindi non rimane che ripeterci.
In un truck modernissimo e
all’avanguardia come l’eActros
600, il ribaltamento della cabina
con sistema idraulico, ergo con
martinetto infilato nell’apposito
spazio e via con l’autista a
stantuffare con movimento
ripetitivo, è probabilmente l’unico
neo. Che naturalmente si sarebbe
potuto facilmente evitare.
50
Basta osservarlo con attenzione, cominciando dalla
cabina. Già, la ProCabin. Esempio di fascino, eleganza
e originalità, introduce un nuovo concetto stilistico.
Frontale più lungo di 80 mm, calandra piena ben armonizzata
col sottostante paraurti che integra i gruppi
ottici a Led, un Cx inferiore di nove punti rispetto
alle versioni diesel, cos’altro è la ProCabin se non la
prova più evidente -certo, della vivacità progettuale
di stilisti e tecnici Mercedes- soprattutto del coraggio
di osare innovando?
Ecco, appunto, il coraggio. Quello che eActros ha
dimostrato di avere in abbondanti dosi, accettando la
sfida del Supertest 500 km. Sì, avete capito bene. Un
pesante elettrico in combinazione a 46 ton, in prova
sul percorso tradizionalmente riservato al diesel.
Mai nessuno aveva osato tanto. E sinceramente,
considerato scetticismo e perplessità che per certi
aspetti ancora circondano il truck elettrico, almeno
quello over 16 ton, frenandone in qualche modo la
definitiva consacrazione che porterebbe a completare
il percorso di transizione tanto auspicato, era perfino
difficile soltanto immaginare un pesante elettrico in
prova sulla lunga distanza, quella per intenderci delle
mission lungo raggio.
442 chilometri e non sentirli
Merito dunque all’eActros, che pochi mesi dopo aver
tenuto a battesimo il percorso del test riservato ai pesanti
full electric (Vado e Torno n.11/12-2025), ha
rotto il ghiaccio affrontando senza sconti il Supertest.
Terreno sfidante e impegnativo con i suoi lunghi drizzoni
(da Milano a Piacenza, da La Spezia a Genova,
da Tortona a Milano) e le insidie di tratti quali il serpentone
della Cisa da Fornovo verso Berceto e poi
lo strappo secco da Genova alla galleria dei Giovi),
senza tralasciare l’insidiosa picchiata da Berceto verso
La Spezia.
Ebbene, tutto questo l’eActros si l’è messo alle
spalle con auterevole disinvoltura cullando autista e
passeggero in un ambiente, quello della ProCabin Giga,
che più confortevole non potrebbe, facendosi un
baffo dei numerosi restringimenti di corsia, salti di
carreggiata e pure una deviazione di percorso nel tratto
verso Tortona, che ha determinato un allungamento di
circa tre chilometri della distanza totale della prova.
51
TRA GLI ASSI
4.000 MM
È questa la misura
del passo misurato
sull’ammiraglia full
electric della Stella.,
ripresa (a destra)
in un’immagine di
puro effetto che
ne evidenzia la
morbidezza delle
linee. L’allungamento
di 80 mm della zona
frontale, fa salire lo
sbalzo anteriore a
quota 1.495 mm.
DIMENSIONI
LA CARTA D’IDENTITÀ
Passo mm 4.000
Lunghezza mm 6.520
Larghezza mm 2.500
Altezza max mm 3.993
Sbalzo anteriore mm 1.530
Sbalzo posteriore mm 990
Diametro di volta mm 14.900
PESI E PORTATE
Tara kg 11.556
Peso max sull’asse anteriore kg 9.000
Peso max sull’ asse posteriore kg 12.000
Portata kg 8.444
Peso totale kg 20.000
Peso totale della combinazione kg 44.000
RICARICA BATTERIE
1 ora
dal 20%
all’80%
colonnina da
400 kW (dato
comunicato dal
costruttore)
La ricarica delle batterie dell’ammiraglia
Mercedes cento per cento elettrica,
avviene attraverso la presa CCS2.
Sfruttando la potenza massima di
ricarica di 400 kW l’eActros ‘rabbocca’
dal 20 all’80 per cento in un’ora esatta.
Decisamente più veloce è ovviamente
la ricarica da 1 MW, che effettua
l’operazione in circa 30 minuti.
TECNOLOGIA
Nell’eAxle la sostanza
Il sistema Mercedes integra due motori
elettrici e il cambio a quattro marce
Un pieno d’energia e via verso il Supertest 500
km, il primo affrontato da un truck elettrico.
Quando l’eActros lascia l’hub di ricarica Milence
a uno sguardo dal casello autostradale di Piacenza
Sud, pronto a scattare dai blocchi per la sua cavalcata,
il ‘serbatoio’ indica un pieno al 100 per cento (le tre
batterie da 207 kWh ciascuna, ricordiamolo, imbarcano
complessivamente 621 kWh, di cui 600 kWh utilizzabili)
e in termini di autonomia disponibile, considerando i
500 chilometri dichiarati da Mercedes, un margine più
che sufficiente a completare senza alcuna ansia il percorso
di 438 chilometri.
Impostata la più risparmiosa modalità di marcia Economy
(Range e Power le altre due) e una velocità di
crociera di 85 orari (quella classica dei nostri Supertest),
eccoci sul primo tratto. Il drizzone verso Parma e una
volta imboccata la Cisa, il settore rettilineo che porta a
Fornovo, consentono di apprezzare comfort, silenziosità
e assenza di qualsivoglia anche minima vibrazione.
Insomma, il motore c’è, spinge, ma non si percepisce.
E fuori, l’aria, dà l’impressione di accarezzare con dolcezza
la ProCabin. È un po’ come volare in aliante:
immersi nel silenzio. Il sound non cambia nemmeno
quando si comincia a salire verso Berceto. Dove, è vero,
il predittivo gestisce al meglio limitando gli interventi
del driver, ma agilità, stabilità e traiettorie precise sono
qualità che l’eActros mostra a prescindere. E che nel
tratto a scendere verso la Spezia combina veleggiando
in recupero di energia. Ed è tanta roba, un autentico
tesoretto, pensando ad esempio che i 290 chilometri di
autonomia restante comunicati dal check-panel a Berceto,
dopo una settantina di chilometri salgono a 340.
Gestendo in questo modo l’intero percorso -falcidiato da
numerosi cantieri che impongono deviazioni e rallentamenti-
l’eActros chiude il Supertest da 442 chilometri
con ancora 75 chilometri e il 15 per cento di batteria a
disposizione. Sì, il lungo raggio non è più un miraggio.
OLTRE ALLO STILE
C’È DELL’ALTRO
L’originalità, ma
pensando ai truck
della concorrenza
possiamo
tranquillamente
parlare di unicità
delle linee, è un
tratto evidente
della ProCabin.
Che impattano con
grande beneficio
sull’aerodinamica
del pesante stradale
Mercedes.
portata
8.444
chili
tara
11.556
chili
52
53
A Misano la prima tappa dell’Etrc 2026
KISS, UN ALTRO
WEEKEND
AL BACIO
Davanti a oltre 44 mila
spettatori, il campione in
carica Norbert Kiss non
replica il poker di successi
dello scorso anno, ma con
tre vittorie si prende la
leadership della classifica
davanti allo storico rivale
Jochen Hahn, che in Gara-
3 festeggia il successo
precedendo il figlio Lukas.
Che a sua volta si prende il
comando della graduatoria
per il titolo Chrome
C
'erano almeno quarantaquattromila buone
ragioni per non mancare l’appuntamento
con l’intensa due giorni in programma
al Misano World Circuit, nell’ultimo
weekend di maggio. Anzitutto il luogo, Misano
appunto, località della costa Adriatica vivace
e accogliente, sinonimo in questa stagione
di mare e relax. Già, perchè il mare che sta lì
a uno sguardo dal tracciato intitolato a Marco
Simoncelli, complice le giornate di caldo
sole, invitava ad approfittare dell’occasione
per un primo assaggio dell’estate ormai imminente,
con grande gioia di grandi e piccini
(si dice ancora così, vero?) e non soltanto.
E poi, naturalmente, l’evento clou, ovvero
il primo round dell’European Truck Racing
Championship stagione 2026, sulla pista che
dal 1972 regala emozioni e pagine di storia.
54 55
LO SPETTACOLO
NON MANCA MAI
Sul rettifilo
principale, davanti
ai box, sfilano
nell’ordine Josè
Rodrigues (Man
n.38), John
Newell (Man n.18),
Jonathan André
(Man n.66), Steffen
Faas (Freightliner
n.24). È soltranto
uno dei numerosi
duelli che il folto
pubblico accorso a
Misano si è potuto
gustare nell’ultimo
weekend di
maggio.
MISANO ACCOGLIE IL PRESIDENTE ACI
Tra i quarantaquattromila
presenti al Misano World
Circuit, c’era anche, per la
prima volta nelle vesti di
Presidente dell’Automobile
Club d’Italia nonchè membro
del Consiglio Mondiale
della Fia per lo Sport
Automobilistico, Geronimo
La Russa. Accompagnato da
Luca Colaiacovo e Andrea
Albani, rispettivamente
Presidente e Managing
Director del
Mwc, il numero
uno dell’Aci si è
trattenuto a lungo
nel paddock del
circuito, visitando
l’area espositiva,
sostando presso
i ‘box’ di alcuni
team (come
mostra la foto che
lo ritrae, secondo
da destra,
mentre ascolta
Jochen Hahn),
concludendo la
mattinata con
un giro di pista
a bordo dell’Iveco S-Way
schierato per i test drive
organizzati da evenT per
conto di Vado e Torno e
Trasportare Oggi. «A Misano
si vive un’atmosfera davvero
particolare» il commento
di La Russa «una grande
festa di sport, tecnologia
e lavoro. Un evento che
unisce l’adrenalina della
competizione al raduno della
community dell’autotrasporto.
56
A Misano -nel giardino della MotoGp e della Superbike-
il truck racing è di casa da oltre trent’anni. Più
precisamente dal 1992. Da quell’anno e da quella
prima volta, è anche l’unico appuntamento della
serie ospitato in Italia. E pensiamo che nessuno
abbia alcunchè da eccepire se affermiamo che proprio
Misano Adriatico, con il Nürburgring, forma la
coppia delle due gare più ambite da piloti e team.
Una festa di motori e colori lunga due giorni
L’atmosfera, il calore e la passione del pubblico
che puntualmente ogni anno invade festosamente
paddock e area commerciale di questo autodromo
moderno e all’avanguardia, la cui organizzazione
collaudata rimanda a una gestione capace di fare
sistema -e per questo da prendere come esempiofanno
il resto, contribuendo al successo di un evento
che mostra di saper crescere velocemente ogni
anno che passa.
Le oltre 44 mila presenze registrate agli ingressi
Un weekend di caldo sole ha fatto da cornice
alla due giorni di Misano. Un appuntamento,
quello con l’European Truck Racing
Championship che il circuito oggi intitolato a
Marco Simoncelli ospita da oltre trent’anni
negli ultimi due giorni di maggio, valgono l’ennesima
conferma. Sottolineano il gradimento verso
un format che non limita il programma alle quattro
sempre avvincenti gare dell’Etrc, bensì poggia
anche sui frequentatissimi test drive organizzati da
evenT -la struttura che fa capo ai mensili Vado e
Torno e Trasportare Oggi- e sulla chiassosa quanto
tradizionale presenza dei camion decorati.
Si ricomincia da lui, da Norbert Kiss
Insomma, Misano è sempre e ogni volta di più
un’autentica festa. Un’ubriacatura di suoni, colori
ed emozioni. Uno spettacolo unico. Come quello
regalato in pista dai protagonisti dell’Etrc 2026.
Ebbene, guardando ai risultati scaturiti dalle
quattro gare andate in scena, verrebbe da pensare
che nulla in fondo è cambiato rispetto allo scorso
anno. Davanti a tutti, infatti, c’è sempre lui, Norbert
Kiss. Il lungo inverno non ha placato la sete
di vittorie del sette volte campione (cinque titoli
consecutivi dal 2021). Al volante del suo rosso Man
impeccabilmente messo a punto dal Team Revesz,
il quarantunenne pilota magiaro ha messo a segno
un tris di vittorie che non ripete, è vero, il fantastico
poker riuscitogli l’anno precedente, tuttavia
chiarisce subito quali sono le intenzioni del portacolori
Man. L’obiettivo è mettere le mani sull’ottava
corona della specialità. Un traguardo naturalmente
mai riuscito ad alcuno e che lo proietterebbe dritto
dritto nella leggenda.
LA FESTA
DI FINE MAGGIO
Paddock preso
d’assalto dal
pubblico (a
sinistra), tribune
gremite e
spettacolo in pista
con i truck dell’Etrc.
Tra i protagonisti,
col suo Man in
elegante livrea
bianco-verde,
Bradley Smith
(n.46). Qui accanto,
Andrea Albani,
Managing Director
del Misano World
Circuit con Marc
Martrinez, Ad di
Man Italia davanti
al missile rosso del
campione in carica
Norbert Kiss.
57
STEFFI HALM
CHE PECCATO
A sinistra, è
cominciato con
un terzo posto
in Gara-4 il
campionato di
René Reinert (Man
n.77, nella foto
davanti a Jonathan
André, Man
n.66). Lo stesso
piazzamnento se
l’era con pieno
merito conquistato
in Gara-1 anche
Steffi Halm (sotto
sul podio con Kiss
e Lukas Hahn),
prima di essere
retrocessa in 14°
posizione a causa
di un’infrazione
riscontrata dai
commissari di gara.
FESTA
IN FAMIGLIA
Sul podio più
alto, in Gara-
3, Jochen Hahn
festeggia la vittoria
accanto al figlio
Lukas, secondo
classificato.
58
Guardando al dominio espresso nelle ultime cinque
stagioni e al perentorio avvio di questa stagione stagione,
l’eventuale impresa di Kiss non sorprenderebbe.
Tuttavia, attenzione, che le cose potrebbero
non essere così scontate e lo spartito che qualcuno
considera già scritto, tutt’altro che una replica del
2025. Con sei appuntamenti ancora da vivere (a
proposito, quando leggerete queste righe sarà già
in archivio anche la seconda tappa dell’Etrc 2026,
disputata sullo Slovakia Ring nel primo weekend di
giugno) e l’abbondanza di punti da assegnare nelle
ventiquattro gare rimanenti, ogni soluzione è infatti
possibile. In fondo è troppo presto per sentenze e
verdetti. Peraltro, almeno per quanto visto a Misano,
un tipetto titolato e di comprovata esperienza
e talento come Jochen Hahn -trionfatore in Gara-3
davanti al figlio Lukas (con Kiss solo sesto dopo un
contatto con l’Iveco di J.Hahn)- potrebbe giocare al
sette volte campione qualche scherzetto.
Kiss-J.Hahn, a dividerli solo quattro punti
Vedremo ciò che il proseguo del campionato ci offrirà.
Resta il fatto che dopo il primo round, soltanto
quattro punti separano in classifica i due più accreditati
contendenti (Kiss 46 punti, Jochen Hahn 42).
A Misano Kiss è scattato dai blocchi con la solita
imperiosa autorevolezza, anticipando sul traguardo
di Gara-1 Lukas Hahn (Iveco) e Sasha Lenz (Man),
quest’ultimo ‘promosso’ al gradino più basso del
podio in seguito a una penalità inflitta a Steffi Halm,
È cominciata con Kiss a fare ancora una volta
la voce del padrone, ma se il buongiorno si
vede dal mattino, a giudicare da quanto visto
a Misano, l’ungherese avrà il suo bel daffare se
vorrà centrare l’ottavo titolo della carriera
ottima terza al traguardo, ma poi declassata al 14°
posto. Una vittoria, la sua, perfettamente costruita
nelle prove di qualifica e mai posta discussione.
Di tutt’altro peso specifico il successo ottenuto in
Gara-2, dove in virtù della partenza dalla quarta fila
(ricordiamo infatti che così come in Gara-4, i primi
otto classificati di Gara-1 e Gara-3 si schierano in
griglia in ordine inverso), Kiss ha avuto il suo bel
daffare, deliziando comunue il numeroso pubblico
-e il suo immancabile e personalissimo seguito di
connazionali di rosso vestiti con tanto di bandiere,
cappellini e trombe- con una rimonta, alla quale in
verità ci ha abituato, a suon di spettacolari sorpassi.
Un copione che ha poi replicato in Gara-4, vinta
davanti a Lenz e Reinert.
Sul podio anche l’inossidabile Albacete
Non possiamo chiudere queste righe senza un
meritato elogio a quell’incredibile e inossidabile
talento che è Antonio Albacete. Al traguardo dei
sessant’anni, dopo una lunghissima carriera, lo
spagnolo non molla il colpo. Da applausi il suo
meritatissimo terzo posto in Gara-3.
Alberto Gimmelli
59
Nei test drive di evenT a Misano Adriatico
QUESTA SÌ
È FORMULA
PASSIONE
60
Si è conclusa con l’ennesimo successo di partecipazione
la due giorni di test drive organizzati da Vado e Torno
e Trasportare Oggi. Slot sold out il sabato come la
domenica per mettersi al volante dei dodici veicoli, diesel
ed elettrici, messi a disposizione da sei big del camion
Di prima mattina, quando ancora il paddock
sonnecchia e tra i presenti non
sono pochi quelli che mostrano gli occhi
stropicciati dal sonno, i dodici magnifici
(truck) perfettamente allineati e schierati
nell’aria prova dedicata nel paddock, attendono
soltanto di essere messi in moto e dare
così il via alla due giorni di drive test.
61
LA MAGIA
DELLA PISTA
Non è cambiato il
format dell’evento
organizzato da
evenT nell’ambito
dell’apertura di
stagione dell’Etrc
strutturato, come
nelle precedenti
edizioni, su due
tipologie di
percorso: uno
disegnato in parte
su strade esterne
all’autodromo,
l’altro che
prevedeva invece
un giro di pista del
Marco Simoncelli.
Nuovi, alcuni nuovissimi di pacca, perfettamente tirati
a lucido come si conviene nelle grandi occasioni,
qualcuno proveniente dalla passerella del Transpotec
milanese, non passano certo inosservati. E d’altronde,
come potrebbero. Catturano gli sguardi, sono oggetto
di attenzione, tutt’altro che distratta. E mano a
mano che il paddock si riempie di persone, c’è chi
si ferma alle transenne che delimitano l’area di parcheggio
e...clic, con la macchina fotografica (sempre
di meno, in realtà) o molto più spesso, ormai, con
l’inseparabile e onnipresente telefonino.
Con i test drive abbiamo fatto cinque
Vero è che indiscussi prim’attori del weekend sono
i potenti e colorati truck da corsa convocati all’autodromo
Marco Simoncelli per l’apertura del campionato
europeo velocità in pista 2026, ma detto questo
nessuno nega il ruolo di protagonisti ai magnifici
dodici portati lì da Vado e Torno e Trasportare Oggi
per l’ormai tradizionale appuntamento
-con quella di quest’anno fanno cinque
edizioni consecutive- con i test drive
organizzati da evenT.
D’altronde, anche quest’anno abbiamo
rivissuto le stesse scene che
ormai fanno parte della consuetudine
dell’evento misanese, in particolare per
quello che riguarda il programma dei
nostri test drive.
Fin dalla mattina, lunghe file al
gazebo di evenT per la presa visione
delle caratteristiche dei veicoli proposti
in prova, scelta della tipologia del
percorso (pista o strada), effettuazione
delle procedure di registrazione e prenotazione
degli slot, e infine consegna
da parte delle hostess addette del
preziosissimo tagliando che ha consentito di accomodarsi
in cabina di uno dei dodici veicoli messi
a disposizione da Daf, Ford Trucks, Iveco, Man,
Mercedes, Renault Trucks.
UN’OCCASIONE
DAVVERO UNICA
E molto apprezzata
dai numerosi
partecipanti
possibilità di
mettersi al volante
di truck, trattori
e carri, termici o
elettrici, di ultima
generazione.
Diesel o elettrico, trattore o carro
Anche quest’anno, peraltro, è stato possibile schierare
una formazione di veicoli che ha offerto ai numerosissimi
partecipanti la possibilità di scegliere tra
differenti tipologie e configurazioni. Diesel (ancora
titolare della maggioranza relativa) o elettrico (ce
n’erano ben tre schierati da Man, Mercedes e Renault
Trucks), e poi trattori naturalmente (ciascuno dei
sei marchi ne ha proposto almeno uno), ma anche
carri (nel caso di Man con l’eTgx, dunque un full
electric, a tre assi).
Una varietà, insomma, che ha soddisfatto anche i
palati più esigenti offrendo un’opportunità unica agli
Un grazie speciale a Daf, Ford Trucks, Iveco, Man,
Mercedes, Renault Trucks; agli insostituibili demo
driver; al fantastico team di evenT e a quello di
Misano diretto dal mitico Lele. Se ancora una volta
abbiamo centrato l’obiettivo, è merito vostro.
amici autotrasportatori. Avere a disposizione nella
stessa giornata -e per chi ha potuto o voluto, nei
due giorni del weekend- un ventaglio così ampio
di veicoli, potendone saggiare seppure brevemente
qualità e doti, oltretutto con la possibilità di ricevere
dettagliate informazioni e chiarimenti dai demo
driver (a proposito, voto dieci per lo spirito di
collaborazione, la competenza e la professionalità)
che instancabilmente hanno accompagnato nei test i
partecipanti sottoponendosi di buon grado al fuoco
di fila di domande, non è cosa da tutti i giorni. D’altronde,
proprio questo è l’obiettivo che fin dal primo
anno ci siamo posti organizzando questo evento che
ormai è parte della nostra storia.
E a questo proposito, puntando a fare sempre
meglio anno dopo anno, accogliamo di buon grado
come è giusto che sia tutte le segnalazioni -consigli
ma anche le critiche- che con grande spirito di collaborazione
tutti voi, semplici Lettori o amici autotrasportatori,
non ci fate mai mancare.
Da parte nostra siamo infatti costantemente impegnati
a migliorare la formula dei test drive, lavorando
anche sui dettagli. Che poi dettagli non sono. Certo,
guardando ai numeri dell’affluenza e delle prove effettuate,
considerando quanto velocemente gli slot
a disposizione vanno sold out -è stato così anche
quest’anno- la soluzione ideale sarebbe quella di raddoppiare
il numero. E probabilmente anche in quel
caso non riusciremmo comunque ad accontentare tutti,
mettendovi al volante di un truck per un giro sulla
pista che ha raccontato le gesta di grandi campioni,
delle due e delle quattro ruote. Ecco perchè parliamo
di Misano come di occasione imperdibile. In fondo è
il prezzo da pagare a una pista e un autodromo dove
accoglienza e fascino viaggiano a braccetto.
Alberto Gimmelli
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Ecco la Dakar 2027
CERTO
IL PERCORSO
INCERTA
zione della tappa più lunga, che con i suoi 905
chilometri, arriverà il penultimo giorno di corsa.
In tutti i casi, ad eccezione del prologo, della tappa
conclusiva e della seconda parte della prima marathon,
non si scenderà mai sotto la distanza parziale
di 500 chilometri.
LA GARA
Svelato a Parigi il tracciato della
49ma edizione della Dakar,
l’ottava in Arabia Saudita.Tredici
tappe dal 1° al 15 gennaio
con partenza e arrivo da King
Abdullah Economic City. I
chilometri da percorrere sono
quasi 8.400 di cui oltre 5.300 di
prove speciali. Sempre che la
situzione geopolitica lo consenta
I
motori si sono spenti da nemmeno quattro mesi,
mezzi e team sono tornati ai rispettivi quartier generali,
ma quasi come non ci fosse soluzione alcuna
di continuità, già si parla di Dakar. Il motivo?
Semplice. All’inizio di maggio, in quel di Parigi,
presso l’Istituto del Mondo Arabo, David Casterà,
direttore di corsa, ha svelato la Dakar 2027. Non
però il dettaglio del percorso di ogni singola tappa
(per quello ci sarà tempo più avanti nell’anno,
visto che le ricognizioni necessarie per definire il
roadbook sono ancora in corso d’opera) bensì il suo
disegno. Per così dire, insomma, il quadro generale.
E in questo senso, al momento l’unica certezza
è che, esattamente come è stato per la più recente
edizione della competizione fuoristradistica più ce-
Il conflitto attualmente in corso tra Stati Uniti
e Iran e l’instabilità che interessa gran parte
del Medioriente, non consente al momento
di garantire con assoluta certezza il regolare
svolgimento del rally raid più prestigioso
lebre e prestigiosa, anche la Dakar 2027 riproporrà
quali immancabili portate di un menù tutto da gustare
(per il pubblico degli appassionati) e con il
quale far di conto (e questo spetta ai concorrenti),
abbondanti dosi di navigazione con tanta velocità.
Il via all’alba del nuovo anno
Naturalmente, come è nello spirito della Dakar, non
mancano le novità. La prima balza all’occhio osservando
il disegno del tracciato. Che per la prima
volta nella storia di questa maratona motoristica,
sarà ad anello. Ovviamente non proprio perfetto geometricamente
parlando, ma vabbè, questa è cosa
che non cambia la sostanza delle cose e meno che
meno le caratteristiche della corsa.
La 49° edizione della Dakar, l’ottava in Arabia
Saudita (dove la corsa è approdata per la prima
volta nel 2020) scatterà il 1° gennaio da King Abdullah
Economic City, per fare ritorno in questa
stessa cittadina affacciata sul Mar Rosso (siamo a
un centinaio di chilometri a nord di Jeddah) due settimane
più tardi, il 15 gennaio. Si comincia con un
prologo, cui seguiranno tredici tappe, comprese due
marathon, e un giorno di riposo, tradizionalmente
collocato al termine della prima settimana, a Bisha.
Complessivamente saranno da percorrere 8.390
chilometri, di cui oltre la metà, e precisamente
5.320, di prove speciali. Inedita anche la colloca-
Si punta all’incertezza fino all’ultimo giorno
L’obiettivo dichiarato di Casterà e del suo team è
quello di mantenere aperto il risultato nelle diverse
categorie, dunque camion compresi, fino all’ultima
bandiera a scacchi. E all’incertezza contribuirà certo
il percorso, con lunghe prove speciali molto tecniche,
oltre alle insidie di cui per sua stessa natura
una competizione come la Dakar sovrabbonda ogni
giorno su qualsiasi terreno, indipendentemente dalla
distanza. Questo vale per i truck, come per le altre
categorie in gara. D’altronde, i quasi cinquant’anni
di storia di questa competizione sono lì a dire molto
chiaramente che la Dakar è in tutto e per tutto una
sfida, anche con sè stessi prima ancora che con gli
avversari, dove l’imprevisto e le incognite sono una
presenza che aleggia costante e con cui occorre far
di conto ogni giorno e in ogni momento della corsa.
I timori per la situazione geopolitica
Anche di questo, comunque, ci sarà modo e tempo
di parlarne. Adesso, piuttosto, i problemi seri sono,
o quanto meno potrebbero, essere altri, mai vissuti
nelle precedenti sette edizioni della corsa disputate
in Arabia Saudita. Ci riferiamo alla situazione geopolitica
internazionale, con il conflitto in atto tra
Iran e Stati Uniti che vede coinvolta tutta l’area
del Medioriente, e che al momento in cui stendiamo
queste note non lascia purtroppo sperare in una
soluzione a breve termine. Tutt’altro.
Nel corso della presentazione parigina, il Principe
Khalid bin Sultan Al-Abdullah Al-Fasal, presidente
della Federazione Saudita auto e moto, ha
in un certo qual senso gettato acqua sul fuoco.
«Stiamo monitorando la situazione» ha detto «ma
vogliamo anche sottolineare che il Regno ha la capacità
di garantire la sicurezza dei propri confini e
la stabilità».
Parole rassicuranti, che tuttavia non cancellano
i timori che inevitabilmente aleggiano e gettano
un’ombra sul regolare svolgimento della gara. Per
la Dakar, d’altronde, non sarebbe una situazione
inedita. Già nel 2008, quando la più prestigiosa e
affascinante maratona del deserto aveva per teatro
l’ineguagliabile scenario dell’Africa, le minacce
di Al Quaeda portarono alla cancellazione della
competizione, costringendo gli organizzatori a traslocare
dall’anno successivo in Sudamerica, dove
la Dakar si è poi disputata fino al 2019, prima di
approdare, appunto, in Arabia Saudita.
Ma oggi, non nascondiamocelo, la questione è
ancora più seria e complicata. Parliamo infatti di un
conflitto che perdura da mesi, da troppi mesi ormai,
con le diverse diplomazie mondiali coinvolte ancora
alla ricerca di una soluzione che possa riportare normalità
in quell’area e nel mondo intero. Un’auspicio
che va ben oltre la possibilità di disputare una gara
motoristica, per quanto importante possa essere.
Alberto Gimmelli
LA TAPPA PIÙ
LUNGA È DI 905 KM
A far rifiatare
concorrenti e mezzi
meccanici un solo
giorn di riposo,
tradizionalmente
collocato a Bisha,
in apertura della
seconda settimana.
E tra le novità c’è
la tappa più lunga,
ben 905 chilometri,
che i piloti
saranno chiamati
ad affrontare il
penultimo giorno di
gara.
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trucknews
futuro, joint venture, consegne
STELLANTIS E DONGFENG STUDIANO UNA JOINT VENTURE CON SEDE IN EUROPA
Stellantis e Dongfeng group hanno firmato un memorandum d’intesa non vincolante con
l’obiettivo di creare una joint venture, con sede in Europa, dedicata alla vendita, alla
distribuzione, alla produzione, agli acquisti e all’ingegneria dei veicoli a nuova energia,
i cosiddetti Nev, sviluppati dal gruppo cinese. Il primo ambito operativo riguarderebbe
la commercializzazione in alcuni mercati europei dei modelli premium Voyah, marchio di
Dongfeng specializzato in veicoli elettrificati.
la rotta
Il costruttore svedese
ha annunciato importanti
novità per camion elettrici,
a combustione interna
e a idrogeno
INVESTIMENTI
PESANTI
Volvo Trucks ha
annunciato un
investimento da
diversi miliardi di
corone svedesi
per rafforzare
la propria
offerta globale
e raggiungere
l’obiettivo delle
emissioni nette
zero entro
il 2040.
VERSO IL 2040
Volvo traccia
Volvo Trucks ha annuncia
«un investimento da
diversi miliardi di corone
svedesi in tecnologie che
rafforzeranno l’offerta globale
di prodotti e la competitività
dell’azienda nei prossimi
anni, contribuendo al raggiungimento
dell’obiettivo
di emissioni nette zero entro
il 2040». Il piano comprenderà
una nuova piattaforma
per motori a combustione interna,
progettata per ridurre
i consumi e compatibile con
diversi carburanti rinnovabili,
incluse future applicazioni
a idrogeno. In arrivo anche
nuovi sistemi di trazione e-
lettrica, con autonomie fino
a 700 chilometri. In particolare,
Volvo lancerà una
gamma aggiornata di modelli
elettrici, pensata per consentire
a un numero più ampio
di segmenti del trasporto e
di operatori di passare dai
carburanti tradizionali all’elettrico.
Allo stesso tempo, il
motore a combustione mantiene
un ruolo importante
nella strategia dell’azienda
verso le emissioni nette zero.
Volvo introduce, infatti,
una nuova piattaforma motore
da tredici litri, che sarà
utilizzata per due propulsori,
uno diesel e uno alimentato
a gas: entrambi, sin da subito,
saranno compatibili con
carburanti rinnovabili come
biodiesel e biogas.
I nuovi camion elettrici
a batteria saranno prodotti
a Göteborg, in Svezia, e a
Gand, in Belgio. Il lancio avverrà
a partire da quest’anno.
I nuovi motori a combustione,
invece, saranno prodotti a
Skövde, in Svezia, con l’avvio
delle vendite previsto nel
terzo trimestre del 2026. «Si
tratta di un lancio di enorme
importanza, perché la decarbonizzazione
del settore dei
trasporti deve accelerare e le
nuove tecnologie che stiamo
introducendo offriranno alle
aziende di trasporto il meglio
di due mondi», ha dichiarato
Roger Alm, presidente di
Volvo Trucks.
LE BREVI
BATTERIA SOTTO CABINA
Scania ha avviato, a livello
globale, il lancio commerciale
del suo nuovo modulo batteria
sotto cabina. Secondo
il costruttore svedese,
questa soluzione dovrebbe
consentire agli operatori di
ottimizzare la capacità delle
batterie per gran parte delle
esigenze di trasporto. Inoltre,
il posizionamento del modulo
batteria sotto la cabina del
camion elettrico libera più
spazio per gli allestimenti.
Uno dei principali vantaggi
della soluzione è proprio
la possibilità di adattare la
posizione delle batterie in
funzione dei diversi tipi di
allestimento e delle diverse
applicazioni.
HÖRMANN PRESENTA AWB
La sicurezza nelle baie di
carico resta uno dei temi
più sensibili per la logistica.
Durante le operazioni di carico
e scarico, infatti, anche un
lieve movimento del camion
può creare condizioni di
rischio per operatori, carrelli
elevatori e attrezzature. Per
questo Hörmann ha sviluppato
Awb, un sistema automatico
di bloccaggio ruote progettato
per impedire lo spostamento
involontario del veicolo
durante le attività in baia.
NUOVO PICK-UP RENAULT
Renault ha svelato il nome del
suo futuro pick-up destinato
all’America Latina: si chiamerà
Niagara. Il modello sarà
presentato ufficialmente il 10
settembre in Argentina e verrà
commercializzato entro la fine
del 2026. Il nuovo veicolo
si inserisce nell’offensiva
prevista dal piano strategico
futuREady, che prevede il
lancio di 14 nuovi modelli al di
fuori dell’Europa entro il 2030.
Il pick-up sarà caratterizzato
da un design robusto e
sarà pensato per combinare
abitabilità, comfort e dotazioni
tecnologiche avanzate.
ACTROS L PROCABIN
Maxi ordine
in Lituania
Mercedes-Benz
trucks, nel 2026, ne
consegnerà oltre 500
a Transtira
Mercedes-Benz trucks
consegnerà nel corso del
2026 oltre 500 Actros L Pro-
Cabin a Transtira. L’azienda
lituana, con sede a Vilnius,
sta ampliando la propria capacità
operativa nel trasporto
europeo a lungo raggio, proseguendo
allo stesso tempo il
processo di modernizzazione
della flotta.
L’Actros L ProCabin si distingue
per aerodinamica ed
efficienza. Il frontale allungato
di ottanta millimetri, la
gestione ottimizzata dei flussi
d’aria e la riduzione degli
spazi tra i pannelli migliorano
il passaggio dell’aria
attorno al veicolo. Secondo
il costruttore tedesco, queste
soluzioni possono ridurre i
consumi nelle missioni a lungo
raggio fino al 3 per cento,
con ulteriori benefici in termini
di efficienza garantiti
dalla terza generazione del
motore diesel Om 471.
La ProCabin offre, inoltre,
altre dotazioni tra cui nuovi
sedili, letti ottimizzati con
materassi, porte Usb-C aggiuntive
e un sistema di comandi
evoluto.
WINDROSE GUARDA AVANTI
Windrose produrrà
cento veicoli entro
la fine del terzo trimestre
2026. La notizia, diffusa
attraverso l’account
LinkedIn ufficiale
dell’azienda, è che
quasi tutte le unità
risultano già assegnate,
sulla base di preordini
arrivati da diverse aree
del mondo. I clienti
provengono soprattutto
da Europa, Nord
America, Sud America,
Asia-Pacifico e dalla
L’ANDAMENTO DEL MERCATO ITALIANO
Camion in calo ad aprile
Secondo i dati diffusi da Anfia, il complessivo
dei primi quattro mesi del 2026 resta positivo
A
d aprile 2026 il
mercato italiano
dei camion segna la
prima battuta d’arresto
dell’anno. Secondo i
dati diffusi da Anfia,
sono stati rilasciati 2.298
libretti di circolazione
di nuovi autocarri, in
calo dell’1,2 per cento
Cina.
Entro il secondo trimestre
2026, saranno circa 36 i
camion elettrici Windrose
in circolazione a livello
globale. «Ciò che ci manca
in termini di storia e
risorse rispetto a Tesla,
lo compensiamo con un
approccio orientato alla
compatibilità, una piattaforma
aperta e un modello
asset-light che fa leva
su partner di rilievo», si
legge sul profilo LinkedIn
ufficiale di Windrose.
rispetto ad aprile 2025.
Il bilancio dei primi
quattro mesi resta
comunque positivo. Tra
gennaio e aprile 2026
i camion immatricolati
sono stati 9.840, il 4,6
per cento in più rispetto
allo stesso periodo
del 2025. Per quanto
riguarda
rimorchi e
semirimorchi
pesanti, invece,
crescita del
6,6 per cento
nel periodo
gennaio-aprile
2026.
SCANIA LONGLINE
Produzione
di serie
La cabina introdotta
nel flusso produttivo
di serie. Prime
consegne in autunno
Scania amplia l’evoluzione
della propria cabina premium
introducendo la Longline
nel flusso produttivo di
serie. Secondo il costruttore
svedese, la nuova cabina sarà
proposta come soluzione
factory-certified a basso volume,
destinata ai clienti che
cercano maggiore spazio,
comfort e flessibilità. La
Longline nasce dalla combinazione
tra la CrewCab di
Scania e la cabina S-series
high-roof ed è stata concepita
come una piattaforma
flessibile, non come una soluzione
interna totalmente
predefinita. In configurazione
di fabbrica, sarà offerta con
un allestimento limitato nella
zona alle spalle dei sedili,
con opzioni come un letto
standard con vani portaoggetti
o scaffalature, oppure
con una disposizione più
aperta. Il progetto prevede
punti di fissaggio chiaramente
definiti, così da permettere
ai clienti di configurare gli
interni in base alle proprie
esigenze specifiche.
66
67
inTransizione
semirimorchi hi-tech
NIVALIS ENERGY
Tutta l’energia
che serve
SolarEdge e-Mobility
diventa Nivalis Energy
Europe e propone un nuovo
semirimorchio ‘smart’: lo
abbiamo visto a Transpotec
Dov’eravamo rimasti? A
Transpotec, due anni
fa, avevamo conosciuto un
brand, SolarEdge e-Mobility,
in grado di presentare
un sistema che combinava
tre fonti di energia diverse
– pannelli solari, assale
elettrificato e rete elettrica
– con l’obiettivo di rendere
‘smart’ il semirimorchio. In
soldoni, avere energia a disposizione
per alimentare il
gruppo frigo e contribuire
all’efficienza della combinazione.
Il progetto dell’allora
Powered trailer, che abbiamo
descritto nel dettaglio su Vado
e Torno 1/2025, è andato
avanti nel corso del tempo,
con il semirimorchio utilizzato
dall’azienda di trasporti
umbra Lc3. Da allora, tanto
è stato fatto: SolarEdge e-
Mobility è stata acquisita dal
gruppo americano Nivalis E-
nergy Systems (ne parliamo
nel box) e il nuovo brand si è
presentato – questa volta con
uno stand vero e proprio – a
Transpotec 2026.
Il demo di Officina
Alberti a Transpotec
Con lo stesso progetto? Niente
affatto: in fiera abbiamo
visto un semirimorchio realizzato
per Officina Alberti,
che lo userà come veicolo dimostrativo
per i suoi clienti
che non solo vogliono testare
il kit di elettrificazione Nivalis,
ma anche il gruppo frigo
di Ecooltec. «Dal punto di
vista tecnologico siamo assolutamente
flessibili sotto tutti
i punti di vista», conferma
Francesco Mittica, Sales Key
Account Manager di Nivalis
Energy Europe. «Lavoriamo
con diversi brand per quanto
riguarda il semirimorchio, il
gruppo frigo e gli assali».
Recupero dell’energia
in frenata
Il semirimorchio elettrificato
mostrato a Transpotec,
per esempio, oltre al gruppo
frigo Ecooltec è dotato
dell’assale Fuwa Valx nella
versione customizzata da Nivalis
con un motore elettrico
che consente la rigenerazione
dell’energia in frenata. «Di
backup c’è anche la dinamo
ma soltanto se la batteria va
UN NUOVO CONCETTO DI TRAILER
Nivalis integra tre diverse tecnologie
- pannelli solari, batterie e assale
elettrificato - per fornire energia al
gruppo frigo e supportare il trattore.
Un modello già rodato e testato,
ora anche da Officina Alberti. Sotto,
da destra, il Ceo di Nivalis Energy
Systems, Sam Plunkett, e Pavel Gilman,
Vp Sales & marketing.
sotto il 30 per cento», spiega
Mittica. Per riassumere, l’alimentazione
del gruppo frigo
proviene dall’energia raccolta
dai pannelli solari, dal
motore elettrico sull’assale
e dalla rete. L’energia viene
accumulata in batterie modulari
da 15 a 60 kilowattora,
dimensionate in base all’impiego.
L’unità di controllo,
cioè il cervello del sistema,
è prodotta in Italia, a Umbertide,
in provincia di Perugia.
«Negli ultimi due anni,
il nostro semirimorchio Powered
Trailer di prima generazione
ha dimostrato che il
trasporto refrigerato elettrificato
può offrire reali vantaggi
operativi e commerciali
anche negli ambienti logistici
più impegnativi», aggiunge
Pavel Gilman, Vp Sales and
Marketing di Nivalis Energy
Europe. «Grazie alla nostra
architettura energetica esclusiva
a tre fonti, insieme alle
competenze ingegneristiche e
produttive rafforzate dall’acquisizione
di SolarEdge e-
Mobility, Nivalis è in una
posizione unica per guidare
la prossima fase del trasporto
refrigerato elettrificato in
Europa».
Batterie per corto
e lungo raggio
L’evoluzione della piattaforma
ora in mano a Nivalis
viene anche, infatti, dal lavoro
fatto finora e dalla possibilità
di analizzare i dati
che sono stati accumulati in
questo primo periodo della
piattaforma stessa. Un esempio
è la consulenza ai clienti
sulla capacità delle batterie
da installare. «Ci siamo resi
conto che si verificano due
tipologie di utilizzo dei veicoli,
che potremmo raggruppare
in corto e lungo raggio.
Semplificando, se un’azienda
fa circa 300 chilometri
al giorno, un sistema di accumulo
da 30 kilowattora è
più che sufficiente. Chi fa,
poniamo, 600 chilometri al
giorno potrebbe aver bisogno
di batterie da 60 kilowattora,
anche se abbiamo riscontrato
che aumentando leggermente
la frequenza di ricariche nei
periodi invernali, un aumento
della capacità della batteria
potrebbe non essere necessaria»,
continua Mittica. Modularità,
insomma. «Un altro
68
69
inTransizione
miglioramento della nostra
nuova generazione riguarda
l’accessibilità all’unità di
gestione dell’energia per la
manutenzione, per esempio.
Abbiamo implementato delle
aperture per un accesso più
agevole e per consentire di
trovare il varco giusto senza
dover staccare o aprire zone
non interessate dall’intervento».
La parte, diciamo così,
intangibile del miglioramento
che abbiamo apportato al
kit sta, invece, nella telematica,
che adesso ci aiuta in un
modo sempre più completo
ad acquisire e gestire le informazioni».
Nuova generazione
di pannelli solari
Interventi importanti sono
stati fatti anche ai pannelli
solari. La nuova generazione
presenta un fissaggio diverso
rispetto al passato, migliorando
per esempio il raffrescamento
dei pannelli stessi,
tramite dei substrati a nido
d’ape che favoriscono il ricircolo
di aria e raffreddano,
quindi, sia il pannello solare
che la cassa. Così, semplicemente
(tra mille virgolette) il
gruppo frigo disperde meno.
70
PRESENZA DIRETTA IN FIERA
Nivalis Energy Systems ha partecipato
direttamente a Transpotec mettendo in
mostra il semirimorchio equipaggiato
con batterie, pannelli solari e assale
elettrificato. Sotto, due immagini
di dettaglio dell’assale, fornito per
questo progetto da Fuwa Valx.
LA NUOVA STRUTTURA SOCIETARIA
Solar Edge e-Mobility
era una business unit
di SolarEdge, gruppo
attivo nella realizzazione di
soluzioni di smart energy,
specialmente in ambito
residenziale. Nei mesi scorsi
è stata acquisita al 100 per
cento dal gruppo americano
Nivalis Energy Systems,
realtà più verticale
nell’ambito del trasporto
refrigerato. L’acquisizione
ha riguardato un po’ tutto:
know-how, persone, centri
di produzione e così via.
È nata Nivalis Energy
Europe, che ha consentito
a Nivalis Energy Systems
di acquisire know-how
nei pannelli solari o in
altri componenti chiave
come gli assali elettrificati.
Quello che sperano i
diretti interessati è che
si possano ottimizzare
E poi, grazie alla possibilità
di utilizzare un connettore
unico, è possibile caricare le
batterie già durante il normale
raffreddamento del sistema
da rete.
Ciò che va senza dubbio
sottolineato sono i risultati
concreti e tangibili di quanto
fatto finora, derivanti dall’analisi
del veicolo presentato
nel 2024 (con componenti
diversi ma con la stessa
identica filosofia di quello
che descriviamo in queste
pagine) e utilizzato in questi
anni da Lc3, al lavoro sette
giorni su sette. Innanzitutto,
i dati mostrano come la necessità
di ricarica sia davvero
residuale, specialmente nei
mesi più soleggiati. «Quello
che più interessa i clienti è
il ritorno dell’investimento.
La questione del ritorno
dell’investimento
Nel caso di Lc3, con il veicolo
sempre al lavoro, il
ritorno dell’investimento è
competenze ingegneristiche
e produttive. La produzione
per l’Europa rimane in Italia,
a Umbertide, con ricerca e
sviluppo anche in Germania,
mentre la sede di Nivalis
Energy Systems si trova in
Michigan, negli Stati Uniti
d’America.
addirittura inferiore a due
anni. Cito un altro caso,
quello dell’azienda tedesca
Zippel Fresh, che utilizza il
veicolo 5 giorni su 7 per 12
ore al giorno, con un ritorno
dell’investimento inferiore ai
4 anni», racconta Mittica.
Oltre al veicolo che abbiamo
visto a Transpotec,
sono in corso altri progetti in
Germania e in altre nazioni
europee. «L’interesse è molto
superiore a quello che c’era
negli anni scorsi, anche per
via degli incentivi al cambiamento
dati dalle nuove normative
dell’Unione europea.
E non va dimenticato che le
aziende che si dotano di kit
come quello nostro aumentano
notevolmente il valore dei
loro beni. È un po’ quello che
succede a una casa quando si
installano i pannelli solari»,
conclude Francesco Mittica.
Esempio calzante per una
tecnologia che sembra davvero
in rampa di lancio.
Fabrizio Dalle Nogare
71
inTransizione
UN CAMION A IDROGENO SULLE STRADE ITALIANE
Gruber Logistics avvia in Italia la sperimentazione
su strada di uno Scania 40 R equipaggiato con
tecnologia a celle a combustibile a idrogeno.
L’iniziativa rappresenta la prima prova nel Paese di un
mezzo pesante Fcev in condizioni operative reali.
TESLA SEMI
Sarà la volta
buona?
In Nevada i primi esemplari
venuti fuori da una linea di
produzione non secondaria.
Obiettivo? Produrre 50 mila
camion elettrici l'anno
Tesla avrebbe avviato la
produzione su larga scala
del suo celeberrimo Semi, il
camion elettrico per le lunghe
percorrenze di cui si parla
da quasi un decennio. Se
n’è discusso tanto – com’è
inevitabile per qualsiasi cosa
sia legata a Tesla o al suo
mentore, Elon Musk – ma
finora poco si è visto. Tante
promesse, qualche sortita
fieristica (c’era, per esempio,
alla Iaa di due anni fa), teaser
social centellinati ma di
grande presa, e poco altro.
Le questioni che Tesla
ha dovuto risolvere in questi
anni, infatti, sono state diverse.
Dal peso complessivo del
camion, fino alla tecnologia
delle batterie. Sono filtrate
sempre poche informazioni
LE BREVI
SIMULATORE ELETTRICI DAF
Daf Trucks ha introdotto di recente
un simulatore di percorso interattivo
pensato per aiutare le aziende di
trasporto a valutare l’impiego dei veicoli
elettrici nelle attività quotidiane. Lo
strumento consente di inserire percorsi
definiti dal cliente e di ottenere una
prima indicazione sull’autonomia e sulla
fattibilità operativa delle diverse varianti
della gamma elettrica di Daf, presentata
lo scorso anno.
dal costruttore americano,
ma appare abbastanza chiaro
come gli ingegneri Tesla non
volessero bruciare il veicolo
TESLA FA
SUL SERIO
Il colosso
americano
guidato da Elon
Musk, dopo aver
rivoluzionato il
mondo delle auto
sembra sempre
più deciso a fare
lo stesso anche
con il trasporto
commerciale
e, più nello
specifico, con
gli e-truck.
Tesla Semi vuole
davvero lasciare
il segno.
sul mercato prima di essere
sicuri del suo successo.
Da qui sono nati i continui
rinvii, anche dopo il 2022,
quando alcuni esemplari furono
effettivamente consegnati
a uno dei primi clienti
del Semi, il gruppo PepsiCo.
Adesso, forse, ci siamo,
con i primi esemplari usciti
non da una linea secondaria,
REVISIONE NORMATIVA PEDAGGI
La commissione Trasporti e Turismo del
Parlamento europeo ha approvato una
proposta di revisione della normativa
Ue sui pedaggi stradali per i veicoli
industriali. Il testo introduce un nuovo
elemento nel sistema tariffario europeo:
non solo le emissioni della motrice,
ma anche l’efficienza energetica del
rimorchio o del semirimorchio potrà
incidere sul costo del pedaggio. Cambia,
insomma, la filosofia.
ma dalla linea di produzione,
per così dire, definitiva.
L’obiettivo dichiarato da
Tesla è quello di raggiungere
una capacità produttiva di 50
mila camion elettrici l’anno.
Stando a quanto emerso negli
ultimi giorni, il Semi avrebbe
un peso inferiore di circa
450 chili rispetto all’ultima
versione conosciuta e verrà
reso disponibile in due
diverse configurazioni, che
differiscono in termini di capacità
dei pacchi batterie e ,
dunque, di autonomia: quello
‘light’ avrebbe la possibilità
di percorrere poco più di 500
chilometri, mentre il modello
più adatto per il lungo raggio
toccherebbe, come più volte
dichiarato dal costruttore, gli
800 chilometri con una ricarica.
Interessante
anche il prezzo,
annunciato tra
i 260 mila e i
290 mila euro
a seconda della
configurazione
dei pacchi batterie.
Ben inferiore
ai player
tradizionali e più
o meno in linea
con la proposta
di Windrose,
diretto concorrente
del Semi
che verrà. Molto
presto, a quanto
sembra.
DHL AUSTRIA TESTA L'ETOPAS 600
L'eTopas 600 di SuperPanther è stato
testato in condizioni reali da Dhl Freight
Austria, che ha l'obiettivo di integrarlo
gradualmente nella propria flotta.
Attenzione particolare è stata posta
sugli aspetti «che contano davvero
nel quotidiano: efficienza, affidabilità,
integrazione della ricarica ed esperienza
di guida», ha scritto l'azienda. L'obiettivo
è integrare gradualmente il camion nella
flotta Dhl in Austria.
NUOVA INFRASTRUTTURA DI RICARICA
Menaklars sempre più green
Presso la sede una nuova infrastruttura a
supporto dell'elettrificazione della flotta
T
sg
Italia ha
completato,
in collaborazione
con Kempower, la
Four Sustainable
Logistics è un
operatore che crede
davvero nel trasporto a
zero emissioni. Non è
nuova la collaborazione
con Volvo Trucks, che
fornisce i veicoli elettrici
(trattori Fh e motrici
Fm); poi c'è Atlante,
che sta ampliando la
sua rete di ricarica sul
territorio nazionale,
realizzazione e la
messa in servizio della
nuova infrastruttura
di ricarica presso la
sede di Menaklars
(Sant'Agata Bolognese),
azienda specializzata
nel trasporto di veicoli
di alta gamma per
alcuni dei principali
marchi automobilistici
internazionali, tra cui
Ferrari, Lamborghini e
Maserati. L’intervento
prevede un sistema ad
alta potenza composto
da due cabinet da 400
chilowatt ciascuno.
L'E-TRUCK A MILANO È IN STRADA
anche per veicoli
pesanti, con l'apertura di
nuovi hub.
Tre tessere di un puzzle
che funziona benissimo
insieme. A dimostrarlo,
un video pubblicato sul
canale Youtube di Four
Sustainable Logistics.
Perché sì, i camion
elettrici circolano già a
Milano (e nella foto si
vede benissimo).
VERSO IL 2030
Stellantis Pro
One, il piano
La divisione dedicata
ai veicoli commerciali
presenta la strategia
Stellantis Pro One, business
unit globale di
Stellantis dedicata ai veicoli
commerciali, ha presentato la
propria strategia di sviluppo
da qui al 2030. Il piano punta
a rafforzare il ruolo del
gruppo nel mercato di riferimento
e ad accompagnare
l’evoluzione della divisione
come fornitore di soluzioni
integrate per flotte e clienti
business.
Il piano prevede il lancio
di undici nuovi veicoli entro
il 2030, attraverso il rinnovo
dei modelli principali e
l’ingresso in segmenti oggi
non presidiati. Sono previste
due nuove piattaforme multienergy
per veicoli commerciali
leggeri, mid-size e large
van, basate sull’architettura
Stla Brain e compatibili con
DAF XG E XG+
Produzione
di serie: on
Ora la produzione di
serie interessa tutta la
New Gen Daf
motorizzazioni elettriche,
ibride e termiche. Un altro
asse portante del piano
strategico è Pro One Next,
soluzione per la gestione
dell’uptime, attualmente in
fase pilota in Europa.
Guardando ad un futuro
più vicino, invece, Stellantis
Pro One ha annunciato che
all'Iaa Transportation di Hannover
presenterà l'innovativo
concept “Box on Wheels”:
un veicolo autonomo a zero
emissioni allo scarico,
pensato per l’ultimo miglio.
«Il nostro obiettivo è confermare
Stellantis Pro One come
riferimento globale per
i clienti professionali», ha
affermato Emanuele Cappellano,
Coo enlarged Europe
& European brands e global
head di Stellantis Pro One.
Daf ha annunciato l’avvio
della produzione di serie
degli ultimi due modelli elettrici
disponibili in gamma. Si
tratta degli Xg e Xg+, la parte
‘alta’ della gamma stessa,
in termini di stazza. Il costruttore
olandese mette così
a disposizione del mercato
una gamma completa di camion
elettrici, che spazia dal
modello Xb da dodici tonnellate,
fino ai modelli Xg e
Xg+ per il trasporto a lungo
raggio. Nello specifico, questi
ultimi sono disponibili in
diverse configurazioni di telaio
e dotati del gruppo motopropulsore
elettrico Paccar
Ex-D2 ad alta efficienza, che
eroga potenze comprese tra
370 e 480 cavalli. L’autonomia
promessa si avvicina ai
500 chilometri.
72
73
a tutto carico
eventi, semirimorchi
LA NUOVA CULLA KÄSSBOHRER
Con sospensione
a pendolo
Presentato il nuovo veicolo
pensato per il trasporto
eccezionale. Focus su
manovrabilità, stabilità del
carico e durata operativa
Kässbohrer ha scelto la
sede di Adami Autotrasporti
– a due passi,
qualcuno in più – dal Lago
di Garda, per presentare la
nuova culla con sospensione
a pendolo K.sll.p, sviluppata
per unire manovrabilità, sicurezza
del carico e durata
operativa sul lungo periodo.
Un evento che è andato
oltre il semplice lancio del
prodotto, perché parte di una
strategia più ampia che prevede
la crescita dell’azienda
nel paese e il consolidamento
del rapporto con dealer, partner
e clienti, e si inserisce
in una fase di investimenti
importanti, coerente con il
motto ‘Enginuity’, sintesi tra
ingegneria e ingegno.
Le caratteristiche della
nuova culla a pendolo
A tenere in mano le redini
della giornata è stato Antonio
Monteiro, Sales manager di
Kässbohrer in Italia, che ha
messo subito in chiaro quello
che è l’obiettivo principale
dell’azienda: vedere sempre
più veicoli sulle strade da qui
in avanti. La sfida, ha spiegato,
«è investire più di quanto
fatto finora e restare più vicini
ai partner commerciali».
Dal punto di vista tecnico,
il cuore del nuovo veicolo è
la sospensione a pendolo indipendente,
progettata dagli
ingegneri Kässbohrer e caratterizzata
da una corsa fino
a 600 millimetri. Si tratta di
un elemento decisivo per un
mezzo destinato a operare in
cantieri, terreni agricoli, spazi
ristretti e percorsi in cui il
trasporto di carichi pesanti o
fuori sagoma richiede stabilità
costante.
I vantaggi offerti
dal veicolo
L’obiettivo è mantenere il
carico il più possibile in assetto,
migliorando sicurezza
e qualità della marcia anche
quando il fondo stradale è
irregolare o la manovra è
complessa.
Alla sospensione si affianca
un sistema di sterzatura
idraulica progressiva brevettato,
sviluppato per garantire
un comportamento coerente
negli angoli di sterzata da
zero a sessanta gradi secondo
i principi di Ackermann, geometria
che favorisce il corretto
allineamento delle ruote
in curva. In termini operativi,
significa maggiore precisione
nelle manovre e una gestione
più fluida anche in curve
strette o superiori ai novanta
gradi.
Per chi lavora nel trasporto
eccezionale, si tratta di un
plus degno di nota considerando
quanto la manovrabilità
incide sui tempi di lavoro,
NOVITÀ
KASSBOHRER
Nella foto a
destra la nuova
culla a pendolo
K.sll.p. Da
notare, l’angolo
di sterzata. In
basso a destra,
invece, uno
dei centinati
di nuova
generazione
per la logistica
quotidiana.
sulla sicurezza dell’operazione
e sulla possibilità di accedere
a contesti dove lo spazio
è limitato.
Altro pilastro del progetto
è la robustezza. Kässbohrer
indica per la K.sll.p un percorso
di validazione pari ad
almeno un milione di chilometri
di utilizzo reale, svolto
nei propri centri di ricerca e
sviluppo e sulla pista di prova
aziendale dedicata ai semirimorchi.
Le verifiche, fisiche
e digitali, hanno riguardato
integrità strutturale, resistenza
alla torsione, distribuzione
dei carichi, stabilità su strada
e funzionalità generale. Una
combinazione, questa tra simulazioni
e prove reali, che
dà sostanza a quella che è la
promessa di qualità del marchio.
La culla a pendolo, progettata
per una capacità legale
fino a dodici tonnellate per
asse, in conformità alla normativa
tedesca, offre un’estensione
orizzontale fino a
5.550 millimetri e un’estensione
laterale fino a 2 per 230
millimetri. La piattaforma di
carico, con altezza di 350
millimetri, consente secondo
l’azienda il trasporto di carichi
fino a 3.650 millimetri
di altezza senza procedure
aggiuntive.
Sul fronte della sicurezza
del carico, Kässbohrer
rivendica per la K.sll.p una
dotazione ampia di anelli di
ancoraggio: otto coppie da
13,4 tonnellate, quattro coppie
da otto tonnellate e tre
coppie da dieci tonnellate.
A questi si aggiungono sedi
per montanti e alloggiamenti
per twist-lock container, con
la possibilità di integrare ulteriori
anelli amovibili nel
pianale.
La multifunzionalità è
uno dei messaggi chiave: il
veicolo può essere configurato
per diverse tipologie di
carico, compreso il trasporto
container, e raggiungere fino
a 12,30 metri di area utile.
La K.sll.p adotta, inoltre,
un collo d’oca amovibile per
il carico frontale. Lo sgancio
può avvenire in meno di cinquanta
secondi, grazie alle
connessioni rapide per gli
impianti elettrici, pneumatici
e idraulici. A completare
il quadro, la metallizzazione
anticorrosione: una protezione
a base di alluminio e zinco
che contribuisce a portare
la durata attesa del veicolo
nell’ordine dei vent’anni.
La nuova generazione
di centinati Kässbohrer
L’evento non si è limitato
alla presentazione della culla
a pendolo. Antonio Monteiro
ha offerto ai presenti anche
una panoramica su quella
che è la nuova generazione
di centinati firmati Kässbohrer.
Se la K.sll.p rappresenta
una risposta alle missioni più
complesse, questi ultimi puntano
a soddisfare le esigenze
di tutti i giorni, con un telaio
in acciaio – resistente ma
leggero allo stesso tempo –
e una progettazione orientata
fortemente all’intermodalità.
Tra gli elementi messi in
evidenza, alcune nuove soluzioni
per le porte posteriori,
che spesso rappresentano un
punto critico nei centinati; un
pianale con capacità standard
di 7,2 tonnellate e un frontale
rinforzato conforme al codice
xl, standard legato alla
resistenza della carrozzeria
e alla sicurezza del carico.
Il messaggio venuto fuori
dall’evento, dunque, è chiaro:
Kässbohrer vuole proporsi
come interlocutore capace
di coprire sia le missioni
eccezionali sia quelle ordinarie,
passando dal cantiere
alla logistica, e affermarsi,
allo stesso tempo, come costruttore
di relazioni e non
soltanto di semirimorchi.
Pierfrancesco Vecchiotti
74
75
van&pick-up
prodotti e servizi
A MISANO CON L’INTERSTAR
Stress test
superato
UN PROGETTO TUTTO NUOVO
Giusto un paio d’anni fa, Nissan ha
rivoluzionato il progetto dell’Interstar,
in corrispondenza con il lancio
dell’Interstar-E. Eravamo a Barcellona, in
Spagna, e per la prima volta abbiamo
potuto guidare entrambe le versioni
del large van, con il nuovo frontale
ridisegnato non soltanto per una
questione estetica, ma anche per
ridurre la resistenza aerodinamica del
veicolo del 20 per cento rispetto alla
precedente generazione.
Quest’anno abbiamo scelto un Nissan
Interstar con motore diesel da 150 cavalli
per il supporto logistico all’attività di
evenT al Misano grand prix truck. Il large
van nipponico non ha tradito le attese
Milano-Misano, e ritorno.
Cambia giusto
una consonante, ma
ballano circa 680 chilometri,
tra andata e ritorno. Anche
quest’anno, come raccontiamo
in precedenza su questo
numero, evenT ha organizzato
e gestito l’area test drive,
un’area da 455 prove con 12
camion, al Misano grand prix
truck, appuntamento annuale
imperdibile nel mondo dei
camion.
Ormai lo sappiamo, attrezzare
i box e l’area esterna
implica il trasporto di parecchio
materiale; dunque, serve
un veicolo innanzitutto affidabile
e poi anche perfor-
MILANO-MISANO TUTTA D’UN FIATO
Un viaggio per
nulla banale: 680
chilometri mal contati nel
giro di pochi giorni per
portare al Misano world
circuit Marco Simoncelli
tutto l’occorrente per
allestire l’area prove
che evenT gestisce
ormai da alcuni anni. E,
naturalmente, riportare
tutto indietro una volta
conclusasi la due giorni
che vi raccontiamo
su questo numero.
Ulteriore elemento di
difficoltà: sia all’andata,
sia al ritorno eravamo
in tre a viaggiare sul
nostro Interstar, che si è
dimostrato un compagno
affidabile e attento al
comfort, consentendo
quindi non solo di
trasportare
tutto il
materiale
necessario,
ma anche di
far viaggiare
i due
passeggeri
in maniera
abbastanza
comoda.
Considerato,
naturalmente,
che lo scopo
primario di
un veicolo
come il large
van Nissan
Interstar non
è certo quello
di affrontare percorsi
così lunghi. Superato
brillantemente, dunque, il
nostro stress test.
mante, visti i tanti chilometri
da affrontare. Il large van
Nissan Interstar, quest’anno,
si è assunto il compito di
supportare la parte logistica,
e lo ha fatto con grande
dedizione. Sia all’andata che
al ritorno, carico appunto di
materiale, ha ospitato due
passeggeri oltre all’autista
lungo un percorso quasi interamente
autostradale.
Motore diesel da 2 litri
e 150 cavalli di potenza e
cambio manuale a sei marce
sono le caratteristiche di
base del large van Nissan,
rimodernato un paio d’anni
fa sia all’esterno, sia all’interno
e disponibile, peraltro,
anche in versione elettrica.
Nel nostro caso specifico,
ancora più che il volume
di carico o la portata – non
avevamo così tanto materiale
da trasportare – abbiamo
apprezzato la pedana posteriore
per agevolare, appunto,
le operazioni di carico, oltre
all’apertura del portellone laterale,
larga 130 centimetri.
Presto la canonica prova
consumi
Come da nostra abitudine,
abbiamo sì monitorato i
consumi ma non avendo a
disposizione parametri precisi
preferiamo sottoporre il
van a una prova più classica
sul nostro percorso: potrete
leggere risultati, commenti
e anche impressioni più approfondite
su caratteristiche
e prestazioni del furgone sul
prossimo numero di Vado e
Torno, quello di luglio/agosto.
Di certo, possiamo dire
di aver apprezzato l’organizzazione
piuttosto essenziale
della plancia e dei comandi,
pur con qualche possibile
miglioramento da implementare
nelle future versioni.
Pollice su per la guidabilità
e per la fluidità del cambio
che, seppur manuale, scorre
perfettamente sia su strade
a scorrimento veloce, sia in
ambiente urbano. Ne riparleremo,
in modo più strutturato
e convenzionale, sul prossimo
numero.
Fabrizio Dalle Nogare
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77
van&pick-up
78
CON GLI ALLESTIMENTI TOYOTA
Soluzioni
complete
Il progetto del marchio jap,
sviluppato in collaborazione con
Focaccia Group, integra l’offerta
degli allestimenti di fabbrica,
puntando con nuove soluzioni a
consolidare la crescita nel settore
dei veicoli commerciali
Vento in poppa. Toyota
naviga nell’affollato e
competitivo settore del
veicolo commerciale, sospinta
dai lusinghieri risultati
conseguiti sul mercato italiano
anche in questa prima
parte del 2026. Nel mese di
aprile, ad esempio, il marchio
jap ha contato 753 immatricolazioni,
assicurandosi
il 5,6 per cento di quota, vale
a dire un punto in più rispetto
al corrispondente mese
del 2025.
Complessivamente,
guardando al
primo quadrimestre
dell’anno in corso,
il totale delle registrazioni
è salito nel
periodo considerato
a 2.940 veicoli, assicurando
a Toyota
il settimo posto nella
graduatoria del mercato
nazionale. Con
la ciliegina sulla torta
relativa al mercato
degli elettrici, dove
Toyota si conferma il
primo brand con una
quota del 27 per cento,
inserendo i modelli
Proace Max e
Proace City tra i top
tre della categoria.
Si tratta di risultati
importanti e significativi che
raccontano la forte nespansione
del business Toyota e
attraverso quest’ultimo l’elevato
apprezzamento di cui
gode il marchio jap presso
la clientela professionale del
segmento dei light commercial
vehicle.
Ancora più vicini
al cliente
Un comparto che in special
UNA SQUADRA
DI SPECIALISTI
È quella composta
(nella foto da sinistra a
destra) da Proace Max,
Proace e Proace City.
Attraverso il Programma
Allestimenti, il brand
jap compie un altro
importante passo
finalizzato a consolidare
la presenza del marchio
sul mercato italiano.
modo negli ultimi anni ha
conosciuto un profondo mutamento.
Oggi e sempre più,
infatti, i clienti di numerose
categorie professionali -dal
delivery all’edilizia passandoi
per la vasta schiera di
artigiani- cercano soluzioni
non soltanto capaci di assicurare
eccellenti performance
sotto il profilo prestazionale,
affidabilità e robustezza,
bensì anche sempre più
specializzate, personalizzate
e pronte all’uso.
Partendo da un dato di
fatto, e cioè che oggi oltre
un terzo dei veicoli commerciali
leggeri viene venduto
con un allestimento
dedicato, Toyota non si è
fatta cogliere impreparata.
Confermando la propria vicinanza
e attenzione alle esigenze
e alle aspettative della
clientela, ha infatti dato vita
al progetto Allestimenti
Professional. Si tratta di un
programma la cui essenza e
la cui finalità è già nel nome
stesso.
Protagonista
la gamma Proace
In buona sostanza, dopo
aver affermato sul mercato
italiano una gamma di allestimenti
di fabbrica declinata
in funzione delle differenti
mission nell’ambito
del trasporto e della distribuzione
merci a corto raggio,
in particolare in ambito
urbano -parliamo, ad esempio,
di configurazioni come
chassis, tipper, dropside per
il Proace Max- Toyota ha
compiuto un ulteriore passo,
sviluppando con il programma
Allestimenti Professional
un’offerta che integra e
aggiunge nuove soluzioni,
spiegano in Toyota, ideali
«per risolvere qualsiasi esigenza».
Per farla breve, si tratta
a tutti gli effetti di una proposta
realmente taylor made
applicabile alle diverse
declinazioni della famiglia
degli Lcv Proace.
Esperienza e affidabilità
firmate Focaccia Group
Il programma Allestimenti
Professional è stato sviluppato
da Toyota in partnership
con Focaccia Group.
Un nome, quest’ultimo, di
riconosciuta competenza,
esperienza e affidabilità, il
cui portafoglio di soluzioni
sempre più complete -combinate
con le qualità e le doti
accreditate e riconosciute
alla famiglia Proace- equivale
a una garanzia e alla
certezza di poter disporre di
una soluzione davvero funzionale.
79
un’attesa crescente quella
È che caratterizza la vigilia
del Traspotec 2019, il più importante
(e di fatto anche l’unico)
salone italiano dedicato
al camion, al mondo dei trasporti
e della logistica. Dopo
un 2018 chiuso con un segno
positivo in termini di vendite,
la kermesse in programma a
Fiera Verona è chiamata infatti
a confermare il momento positivo
dell’intero comparto. E
così sarà. A consuntivo, la rassegna
in scena a Fiera Verona
chiude infatti con un bilancio
decisamente positivo: 41 mila
visitatori, vale a dire il 35 per
cento in più rispetto al 2017,
CORREVA L’ANNO
2019
MAN CELEBRA LEONARDO DA VINCI
Quel gran
genio del Tgx
Al Transpotec il Leone incanta i visitatori
con un’elegante e suggestiva edizione
speciale dedicata al grande toscano
periodico di cultura,
economia e tecnica dell’autotrasporto
Fondato nel 1962
Autorizzazione del tribunale di Milano
n. 6041 del 20 settembre 1962
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1,
comma 1, LO/MI.
Registro nazionale della stampa
n. 4596 del 20/04/1994
n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001
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Fabio Zammaretti
Coordinatore di Redazione
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Direzione tecnica e prove
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Ornella Cavalli, Stefano Eliseo
Fabio Franchini, Riccardo Schiavo,
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Impaginazione e grafica
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Seguici anche su
Hanno collaborato
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Renato Scialpi,
Pierfrancesco Vecchiotti,
Riccardo Venturi
Gestione editoriale
Fabio Zammaretti
PUBBLICITÀ
Direzione
via Brembo 27
20139 Milano
tel. 02 55230950
e-mail:
pubblicita@vadoetornoedizioni.it
e 406 espositori, con una crescita
del 23 per cento rispetto
all’edizione precedente.
Appare quindi del tutto giustificato
quel «Se torna la voglia
di camion», con cui Vado
e Torno titola sul n.3/marzo di
quell’anno il servizio che racconta
e ripepiloga ai Lettori la
quattro giorni veronese, sottolineando
il successo della manifestazione.
Tanto pubblico,
grande interesse da parte dei
visitatori, e come al solito, a
catturare l’attenzione del pubblico,
le immancabili anteprime
di prodotto. Con qualche
ghiotta chicca.
Tra queste, spicca quella
messa in passerella da Man.
Che accanto all’interessante
concept Cite, ai pesanti
X-Lion e all’agile van Tge,
cattura attenzione e curiosità
con l’elegantissimo Tgx
500 Anniversary. Dedicato a
Leonardo da Vinci nel 500°
80
Sul n.3/2019 Vado e Torno dedica ampio e doveroso spazio
all’edizione 2019 del Transpotec. E naturalmente,
all’interno del servizio, trova posto una speciale
sottolineatura per l’attraente Man Tgx 500 Anniversary.
anniversario della morte e
realizzato sulla base del collaudato
e apprezzato trattore
stradale, questa affascinante
special edition regala un colpo
d’occhio fin suggestivo
e si caratterizza per la veste
grafica grafica che, all’esterno
come all’interno della cabina,
riprende bozzetti e l’originalissima
grafia del genio toscano.
Un vero e proprio pezzo da
collezione. Ammiratissimo e
fotografatissimo.
L’unicità dello special edition Man è del tutto evidente anche
all’interno della cabina, dove plancia, sedili e interni porta
riprendono bozzetti e l’originalissima grafia di Leonardo.
Agenti
Mario Albano
Maurizio Candia
Roberto Menchinelli
Emanuele Tramaglino
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ULTIM’ORA
Le associazioni insieme
per cercare gli autisti
Valorizzare una professione che cambia, raccodando
imprese, formazione e recruiting. Questo l’obiettivo della
piattaforma lanciata da Anita, Anav, Unasca e Confarca
Secondo le associazioni protagoniste del progetto, nel 2026 in Italia
mancano circa 10 mila conducenti di autobus e coach e circa 20 mila
autisti nel trasporto merci. Guardando all’Europa nel suo complesso, si
parla di circa 500 mila posizioni da colmare.
Un giorno, guardandoci indietro, potremmo anche dover
affermare con una buona dose di nostalgia: “ma ti
ricordi quando c’erano ancora gli autisti?”. No, non stiamo
fantasticando su un futuro piuttosto lontano, con i veicoli
a guida autonoma a solcare le strade (se ne parla, è vero,
di guida autonoma, ma sono ancora tanti i problemi da
risolvere prima di uscire dalla fase puramente sperimentale).
Ci riferiamo, invece, allo scenario più nefasto possibile
come conseguenza della cronica carenza di autisti nei
settori più nevralgici della mobilità: trasporto passeggeri e
trasporto merci. In tanti, in questi ultimi anni, hanno posto
l’accento sul problema, prima tra tutti l’Iru (International
road transport union), che ogni anno puntualmente redige un
rapporto a livello europeo, e non soltanto.
Un tempo, il lavoro di autista era considerato sì difficile e
molto impegnativo, ma anche abbastanza remunerativo da
giustificare gli importanti sacrifici che impone. Con il passare
dei decenni, le cose sono cambiate, e non di poco. I salari
si sono progressivamente ridotti, la stessa visione del lavoro
è mutata e sempre meno persone (non solo in Italia, sia
chiaro) scelgono questa professione per costruirsi un futuro.
Pur in un momento storico caratterizzato, specialmente in
alcune aree geografiche, da tassi di disoccupazione talvolta
preoccupanti.
Dunque, che fare? Anita, Anav, Unasca e Confarca alcune
delle principali associazioni nell’ambito della mobilità
commerciale, provano a dare delle risposte presentando una
piattaforma programmatica interassociativa che, al di là
della definizione alquanto astratta, ha l’obiettivo concreto
di fare da raccordo tra imprese, autoscuole, piattaforme
di recruiting e programmi di formazione per cercare, nei
prossimi anni di colmare un gap che rischia di mettere in
ginocchio entrambi i settori della mobilità. E a proposito di
formazione, la richiesta è quella di snellire il percorso che
porta al conseguimento delle patenti professionali, barriera
non di poco conto all’ingresso per chi ci vuol provare.
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