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AUTOBUS giugno 2026

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VADO E TORNO EDIZIONI

www.vadoetorno.com - ISSN 0042 - Poste

Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L. 353/2003 (conv.

in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI

GIUGNO N. 6 - 2026

ANNO 35°- euro 5,00

Ritorno

al

futuro

● EVENTI IL RACCONTO DI NEXT MOBILITY EXHIBITION ● INCHIESTE

LUNGO RAGGIO-AUTOSTAZIONI; CARO GASOLIO; ALLA SCOPERTA DI

VINFAST, PRONTA A SBARCARE IN EUROPA ● PRESENTAZIONE LA

NUOVA GAMMA ELETTRICA DI MENARINI, TRA PASSATO E FUTURO

● STORIA I 40 ANNI DI MAN ITALIA ● SBY 2027 ECCO I FINALISTI


Sommario

Autobus n° 6 - 2026 - anno 35°

ABBONATI

SUBITO

4

POST-IT

Vent’anni di Crossway: un compleanno

da 70mila unità vendute. Auguri!

13

6

8

9

RUBRICHE

Tecno: Scania Super 11, l’undici

litri per il trasporto persone

Reti ed energia: a Terni il rifornimento

di idrogeno è... mobile

Mappamondo: Bvg Berlino sposa

l’elettrico anche sui servizi esternalizzati

4

11

12

13

PERISCOPIO

La stagione delle gare di servizio

prende il via da Lombardia e Piemonte

In Umbria, invece, la procedura

di gara è tutta da rifare

Bologna, scende in strada la

maxi flotta di bus a idrogeno Solaris

14

SBY

La magnifica dozzina: i contendenti ai

tre premi Sustainable Bus Awards 2027

16

MOBILITY INNOVATION TOUR

Il rinnovo delle flotte bus nel post Pnrr.

Ad NME la seconda tappa 2026 della rassegna

30

Pronto per i tuoi viaggi

Volvo 9700 a due piani

18

22

26

30

INCHIESTA

Lunga percorrenza ai raggi X: dati, trend

e soprattutto sfide (vedi: autostazioni)

Il caro gasolio e gli operatori

del turismo: impatti, strategie, appelli

Riflettori su Vinfast, dal Vietnam per dire

la sua nel mercato europeo degli e-bus

EVENTI

Next Mobility Exhibition: il nostro racconto

da una fiera che ha (ampi) margini di crescita

26

40

Aumenta il livello di comfort e sicurezza con Volvo 9700 DD. Grazie alla sua flessibilità,

questo autobus a due piani offre viaggi confortevoli fino a 96 passeggeri, può essere

utilizzato per servizi turistici, di charter oltre ad applicazioni di trasporto di linea.

Disponibile in diverse lunghezze con una gamma praticamente illimitata di configurazioni

di sedili, questo pullman è progettato per rendere ogni viaggio piacevole per i passeggeri

e ogni giorno lavorativo migliore per gli autisti. Andiamo!

volvobuses.com

34

40

44

PRESENTAZIONE

Flash ed Airon: l’identikit della

nuova gamma Menarini

STORIA

I primi quarant’anni di MAN Italia:

le tappe più importanti del Leone in bus

PROFESSIONE CONDUCENTE

Lavorare coi gruppi esteri, se cultura

e abitudini influenzano il viaggio in bus

IL SONDAGGIO

DEL MESE

Nel settore del noleggio autobus, la soluzione al

caro carburante può essere l’introduzione di clausole

automatiche di adeguamento delle tariffe al prezzo

del carburante (fuel surcharge)?

Rispondi su

www.autobusweb.com

Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono

basate su un campione scientifico

LE RISPOSTE

DEL MESE SCORSO

Le gare di servizio saranno d’impulso

all’introduzione sempre più strutturale di

soluzioni di trasporto a chiamata integrate con

l’offerta di trasporto pubblico?

48%

52%

no

3



Post-it

IVECO BUS

20 anni in sella al Crossway

OLTRE 70MILA UNITÀ PRODOTTE: È IL CLASSE II PIÙ VENDUTO IN EUROPA

VERSATILI

PER NATURA,

ELETTRICI

PER SCELTA,

perfetti per

ogni destinazione

Presentato per la prima volta a Litomyšl

e ufficialmente lanciato alla

fiera Autotec di Brno, in Repubblica

Ceca, nel giugno 2006, il Crossway

rappresenta il più grande successo del

costruttore: oggi, un autobus interurbano

su due venduti in Europa è un Crossway.

Sono prodotti a Vysoké Mýto, principale

sito produttivo di Iveco Bus e uno dei più

grandi impianti europei per la costruzione

di bus.

Dalla nascita nel 2006, la gamma si è

progressivamente ampliata: dopo essere

stato il primo veicolo del suo segmento

ad anticipare lo standard Euro IV, nel 2007

ha visto l’introduzione della declinazione

Low entry, seguita nel 2017 da una versione

Le a tre assi lunga 14,50 metri. Oggi,

il Crossway è disponibile in cinque versioni

(Low entry, Pop, Line, Hv e Pro), in

diverse lunghezze e con un’ampia scelta

di motorizzazioni. Si può affermare senza

timore di essere smentiti che la gamma

Crossway offre agli operatori una scelta

senza pari: gas naturale dal 2017, ibrido

dal 2022, B100 dal 2024, Hvo e versioni

completamente elettriche a batteria introdotte

nel 2023 e 2024.

Con oltre 70mila unità prodotte, il Cros-

4

sway, modello di punta di Iveco Bus, ha

segnato l’evoluzione del trasporto collettivo

di passeggeri, diventando un punto

di riferimento nel trasporto interurbano,

riconosciuto per affidabilità, prestazioni,

versatilità e comfort per i passeggeri.

Pensato per servizi di linea a corto raggio,

trasporto dipendenti e scolastico, il

Crossway, come già menzionato, è disponibile

anche nella versione Low entry

con pianale ribassato anteriore, ideale per

profili di servizio suburbani e interurbani

che richiedono il giusto equilibrio tra accessibilità

e capacità di posti a sedere. È

oggi presente in oltre 45 Paesi nel mondo,

inclusi Africa, Asia e Medio Oriente. Da

Alta, nel Circolo Polare Artico, al Kazakistan,

dall’Oman a Dakar in Senegal.

Nei primi mesi dell'anno, degli 825 mezzi

immatricolati in Italia da Iveco, secondo i

dati Anfia, il trenta per cento è rappresentato

proprio dal Crossway (241 unità). Invece,

relativamente al segmento del Classe

II, alle nostre coordinate geografiche, dal

primo gennaio al 30 aprile, il 62 per cento

degli extraurbani targati è, appunto, un

Crossway (tra i quali anche 25 in versione

Elec, ovvero a batteria).



SCANIA SUPER 11

L’undici da battere

Tecno

UN NUOVO MOTORE PIÙ EFFICIENTE FATTO APPOSTA PER IL TRASPORTO PERSONE

A

sei mesi dal lancio del gruppo propulsore

da 13 litri, Scania amplia

la propria gamma di motori con

un’opzione da 11 litri – il Super 11, appunto

– adatta sia per operazioni urbane

sia per tratte di viaggio a lunga percorrenza

con autobus.

Il Super 11, più efficiente nei consumi

rispetto al motore da 9 litri, e con potenze

disponibili di 350, 390 e 430 cavalli, è in

grado di coprire anche alcune applicazioni

oggi affidate al 13.

Tra i punti principali del nuovo motore

troviamo l’efficienza nei consumi (ridotti

del 10 per cento, secondo la casa), una

durata maggiore, una manutenzione migliorata,

la compatibilità con carburanti

rinnovabili e la nuova tecnologia di frenata

Variable valve braking (Vvb).

In particolare, racconta il Grifone, spicca

il miglioramento nei consumi: come

anticipato, fino al 10 per cento rispetto

ai modelli precedenti. Parte di questo

risultato è dovuta all’introduzione del

Vvb, che combina la tecnologia di freno

a rilascio di compressione dei nuovi

motori da 13 litri con la fasatura variabile

dell’albero a camme del Super 11,

raggiungendo una potenza frenante fino

a 350 kW. A seconda delle condizioni operative, il Variable valve

braking può sostituire il retarder, consentendo un risparmio di peso

fino a 80 kg. Inoltre, contribuisce a migliorare i consumi e ridurre

le emissioni, offrendo al contempo una frenata più silenziosa e un

maggiore controllo.

Come tutti i motori Scania, anche il nuovo Super 11 è compatibile

con carburanti rinnovabili come Hvo e biodiesel.

Tra gli altri vantaggi principali figura una durata del motore fino a due

milioni di chilometri, pari a un incremento del 25 per cento rispetto

alla generazione precedente.

ZF VA ANCHE A ENERGIA SOLARE

ZF ha messo a punto

SolarBoost, un sistema retrofit

progettato per bus e coach

dotati di impianto elettrico di

bordo a 24 V e batterie con

capacità di almeno 150 Ah. La

soluzione è stata sviluppata

per ricaricare continuamente le

batterie del mezzo e alimentare

i carichi elettrici di bordo tramite

pannelli solari installati sul tetto.

Secondo ZF, il sistema

può contribuire a ridurre

il consumo di carburante

fino al 3,5 per cento, a

seconda delle condizioni

operative e meteorologiche;

inoltre SolarBoost concorre

al prolungamento della

durata delle batterie e alla

riduzione delle esigenze di

manutenzione.

Migliorata anche la manutenzione: i filtri dell’olio e

del carburante sono stati posizionati sul lato freddo

del motore e affiancati tra loro, a differenza della

precedente configurazione sul lato caldo.

SOLARIS-BALLARD

Solaris ha scelto il modello Fcmove-Sc di Ballard

Power Systems per l’integrazione nella sua piattaforma

di nuova generazione di autobus a idrogeno, ovvero

gli Urbino Hydrogen. La soluzione fornita dal gruppo

canadese è stata lanciata alla fine del 2025 come

ultima generazione di motori fuel cell dell’azienda.

Secondo Ballard, il sistema è progettato con un’architettura

semplificata e punta

a migliorare efficienza e

durata, riducendo al tempo

stesso il costo totale di

esercizio per gli operatori.

L’annuncio rappresenta

la prosecuzione di una

collaborazione di lunga

data tra Ballard e Solaris

nel segmento degli autobus

a idrogeno. Solaris è

attualmente il principale

produttore europeo di autobus fuel cell per numero

di immatricolazioni. Gli autobus a celle a combustibile

a idrogeno hanno registrato 558 targhe in Europa nel

2025, con Solaris protagonista assoluta grazie a 277

unità, pari a circa metà del mercato.



8

Reti & energia

LINDE GAS

Una stazione mobile per l’H2

LA SOLUZIONE DI LINDE PER I DUE E-ATA HYDROGEN DI KARSAN A TERNI

Sono entrati in servizio a Terni due autobus a celle a combustibile di

idrogeno, targati Karsan (modello e-Ata Hydrogen) e operativi per la

flotta di Busitalia. Si tratta dei primi due Fcev di Karsan consegnati

in Italia. Le operazioni di rifornimento, in attesa della realizzazione di una

stazione dedicata - che dovrebbe essere ultimata entro fine 2026 - sono

possibili grazie a uno speciale dispositivo messo a disposizione da Linde

Gas Italia, filiale italiana del gruppo multinazionale Linde, operatore globale

nel settore dei gas industriali e dell’ingegneria, che nel nostro Paese ha

contribuito, tra l’altro, alla realizzazione dei distributori di idrogeno per la

mobilità di Bolzano e di Mestre.

L’idrogeno utilizzato è prodotto presso lo stabilimento di Terni e costituisce

un surplus che, se non fosse impiegato per la mobilità, verrebbe svasato,

ovvero rilasciato in modo controllato in atmosfera, in pratica rinunciando al

suo contributo energetico e ambientale a chilometro zero.

Il rifornimento dei bus a idrogeno avviene attraverso una stazione mobile

temporanea, progettata per garantire semplicità operativa e massimi livelli di

sicurezza. L’idrogeno viene trasportato in pacchi bombole ad alta pressione,

tipicamente tra i 300 e i 450 bar, movimentati con trailer commerciali.

Durante il rifornimento, questi pacchi vengono collegati direttamente al

veicolo tramite apposite manichette certificate, creando un collegamento

sicuro tra la fonte di idrogeno

e il punto di ricarica del

bus. Il trasferimento avviene

per travaso controllato:

l’idrogeno passa dai pacchi

bombole al serbatoio del

mezzo in modo graduale e

monitorato, garantendo affidabilità

e sicurezza in ogni

fase dell’operazione.

ATLANTE-DOLOMITI ENERGIA

Atlante ha inaugurato il primo

‘Atlante Green Charging Hub’

in Italia. Non si tratta, spiega

l’azienda, ‘solamente’ di una

stazione dedicata ai cittadini,

ma anche di un ecosistema

tecnologico che integra

fotovoltaico, batterie di accumulo,

gestione intelligente dell’energia

e, insieme a Dolomiti Energia,

accesso ai mercati dell’energia e ai

servizi di bilanciamento.

Situato al capolinea Nord della

linea tramviaria di Padova,

l’hub opera come un nodo

energetico, capace di produrre,

immagazzinare e distribuire

energia rinnovabile, dialogando

con la rete nazionale e offrendo

ricarica rapida e ultra-rapida

agli e-driver Questa sinergia è

al centro della partnership con

Dolomiti Energia, che supporta

Atlante nell’accesso ai mercati

grazie alle proprie competenze nel

trading energetico e al focus sulle

rinnovabili.

Progettato come modello per

le stazioni di ricarica del futuro,

questo Atlante Green Charging

Hub offre 44 punti di ricarica rapida

e ultra-rapida (da 44 a 150 kW),

un sistema di accumulo a batteria

da 558 kWh e una pensilina

fotovoltaica da 250 kWp che

genera energia sostenibile in loco.

Grazie all’infrastruttura, la stazione

può ricaricare i veicoli con energia

solare quando disponibile, ridurre

la dipendenza dalla rete durante

le ore di picco, fornire elettricità

pulita anche di notte o in condizioni

meteorologiche avverse, oltre

a generare risparmi sui costi

energetici che si traducono in

tariffe più competitive.

Il progetto si colloca nell’ambito dell’accordo di

programma per il miglioramento della qualità dell’aria

in Umbria, sottoscritto tra Regione Umbria e Ministero

dell’Ambiente, che individua il settore dei trasporti

tra le priorità di intervento. L’introduzione di autobus

a idrogeno consente l’assenza di emissioni dirette

di Pm10 rispetto ai veicoli diesel, su percorrenze

giornaliere indicate in circa 300 km per mezzo.

TRIESTE ALLA SPINA

«Innovazione, sostenibilità ed efficienza del

servizio devono viaggiare a braccetto», così

Trieste Trasporti ha annunciato l’inaugurazione

della nuova stazione di ricarica elettrica degli

autobus, operativa all’interno del comprensorio del

Broletto, casa di Trieste Trasporti.

L’hub per il ‘rifornimento’ degli e-bus prevede

12 postazioni di

ricarica, alle quali

se ne sommano

altre due nell’attigua

palazzina Esercito.

La roadmap

dell’operatore

prevede l’acquisto

di 137 mezzi a

batteria entro il

2030, ovvero più

della metà del totale dei torpedoni facente parte

del parco rotabile. A oggi sono in servizio sulla rete

urbana triestina 25 veicoli elettrici, con 15 in arrivo

entro settembre 2026. A febbraio 2026 l’operatore

aveva bandito una gara di fornitura per e-bus.

Al crescere dei mezzi ‘alla spina’, cresceranno

anche i punti di ricarica: a fine maggio seguirà un

nuovo intervento strutturale (fine lavori nel 2028)

negli spazi del deposito San Marco, in via Caduti

sul lavoro.

BVG METTE A GARA SERVIZI PER 106 BUS ELETTRICI

2030 alla spina

AL VIA LA GARA PER LE LINEE ESTERNALIZZATE. DAL 2030 PER 15 ANNI

L

’operatore di Berlino Bvg prevede di introdurre autobus elettrici

anche sulle linee affidate a operatori privati a partire dal 2030.

Attualmente l’azienda gestisce circa 280 autobus elettrici, una

delle flotte e-bus più grandi della Germania.

Nell’ambito del contratto di servizio del trasporto pubblico berlinese,

circa l’8 per cento dei servizi autobus viene affidato a società private,

che oggi eserciscono circa 25 linee.

I nuovi contratti, in fase di gara e con avvio previsto nel 2030, avranno

una durata di 15 anni e prevederanno l’impiego di 106 autobus

elettrici a batteria: 3 midibus, 28 autobus da 12 metri e 75 autobus

articolati. I veicoli dovranno supportare sia la ricarica plug-in sia

quella tramite pantografo, mentre Bvg installerà infrastrutture di ricarica

rapida ai capolinea durante il periodo contrattuale.

Il valore complessivo dei contratti ammonta a 721 milioni di euro

ed è suddiviso in cinque lotti, con un limite massimo di due lotti

assegnabili allo stesso operatore.

Bvg ha inoltre annunciato l’ingresso in servizio dei primi autobus

articolati elettrici Solaris di nuova generazione ordinati nel 2025.

Entro l’estate saranno operativi 70 mezzi, seguiti da altri 200 autobus

tra quest’anno e il prossimo.

FUORI TUTTO?

Ebusco ha dichiarato di aver avviato colloqui

con soggetti strategici interessati a

una possibile acquisizione di una quota

di controllo delle attività bus, nell’ambito

della revisione strategica annunciata insieme

ai risultati finanziari 2025. L’azienda ha confermato

di aver ricevuto manifestazioni di

interesse non vincolanti. Nel 2025 l’azienda,

in fase di risanamento, ha registrato ricavi

per 76,6 milioni di euro, rispetto ai 10,7

milioni del 2024, mentre la perdita netta si

è ridotta da 200,6 a 71 milioni di euro. La

società ha inoltre completato una ristrutturazione

del debito superiore a 32 milioni

Mappamondo

di euro attraverso un debt-for-equity swap.

Nel corso dell’anno Ebusco ha proseguito la

transizione dal modello Oem a quello Oed,

con l’esternalizzazione della produzione in

UN NUOVO ROUND

La Germania ha lanciato un nuovo programma di incentivi

per sostenere l’introduzione di almeno 1.500

autobus elettrici per il tpl. Il Ministero federale dei trasporti

ha pubblicato il nuovo schema di finanziamento il 6

maggio 2026. Il programma riguarda autobus a batteria, fuel

cell, filobus con batterie e retrofit di mezzi convenzionali.

Dal 2021 il governo tedesco ha già approvato finanziamenti

per oltre 5.300 autobus a zero emissioni destinati a circa 330

operatori, con più di 2.300 veicoli già in servizio.

Il nuovo schema introduce due linee di finanziamento: una

dedicata agli operatori nelle prime fasi di elettrificazione e

una seconda destinata alle aziende che dispongono già di

flotte elettriche estese e puntano ad ampliare ulteriormente

le operazioni. Il programma coprirà anche infrastrutture di

ricarica e rifornimento.

I contributi pubblici (400 milioni di euro in palio) scendono

dal precedente 80 per cento fino a un massimo del 70 o

del 55 per cento dei costi aggiuntivi rispetto a un diesel.

L’associazione tedesca delle imprese di trasporto Vdv ha

sottolineato quest’ultimo aspetto: secondo l’organizzazione,

l’obiettivo di supportare l’acquisto di almeno 1.500 autobus

è possibile proprio grazie alla diminuzione della ‘intensità’

degli incentivi.

Cina. La forza lavoro è passata da 522 a 282

dipendenti, mentre le consegne si sono fermate

a 123 bus contro i 157 del 2024. A fine

anno il portafoglio ordini segnava quota 245.

Nel 2025 Ebusco ha completato la fusione dei

siti di Deurne e Venray in un’unica struttura,

nell’ambito del processo di risanamento

industriale avviato con il passaggio al modello

Original equipment design. La società ha

dichiarato di aver lavorato insieme a clienti e

fornitori per ottimizzare supply chain e footprint

produttivo. Ebusco ha anche una divisione che

si occupa di soluzioni di accumulo energetico.

9



Periscopio

GARA DI SERVIZIO

Tpl lombardo in affidamento

1,25 MILIARDI IL VALORE, PREVISTO INCREMENTO DEI KM DA 34,9 A 44,4 MILIONI

2026

Un evento che cambia, si evolve

e si sviluppa. Un bouquet che

raccoglie le sfide delle transizioni

energetica e digitale. Un palco

per i protagonisti del trasporto

www.mobilityinnovationtour.com

L

’Agenzia per il Trasporto Pubblico

Locale del bacino della Città Metropolitana

di Milano, Monza-Brianza,

Lodi e Pavia ha pubblicato il bando di

gara per l’affidamento dei servizi di trasporto

pubblico locale su gomma nel territorio

di competenza.

La procedura, di tipo aperto, riguarda

l’affidamento in concessione dei servizi

interurbani e suburbani, nonché dei

servizi urbani del Comune di Lodi, ed

è suddivisa in quattro lotti territoriali. Il

valore complessivo stimato dell’appalto

ammonta a circa 1,25 miliardi di euro,

al netto dell’Iva.

L’affidamento avrà una durata di 7 anni

per ciascun lotto e interesserà l’intero

bacino territoriale comprendente le province

di Milano, Monza e Brianza e Lodi,

con un incremento medio del servizio

prossimo al 25 per cento, pari a circa 9

milioni di vetture/km annui aggiuntivi: da

34,9 a 44,4 milioni. La gara è articolata

in quattro lotti funzionali e territorialmente

distinti:

Lotto 1: Sud Ovest milanese (Magentino,

Abbiatense, Binaschino). Valore:

179.835.000 euro.

Lotto 2: Nord Ovest milanese e Brianza occidentale (Castanese, Legnanese,

Rho, Bollate, Groane). Valore: 367.928.000 euro.

Lotto 3: Nord Est milanese e Brianza centrale (Seregno, Brianza

centrale, Vimercatese, Valle dell’Adda). Valore: 334.541.000 euro.

Lotto 4: Sud Est milanese e provincia di Lodi (Martesana, Paullo,

Melegnanese, Lodigiano). Valore: 366.078.000 euro.

L’affidamento avverrà secondo un modello di tipo ‘gross cost incentivante’

(in sostituzione dell’attuale modello net cost) nel quale i

ricavi tariffari restano in capo all’ente affidante, mentre l’operatore

è remunerato tramite un corrispettivo articolato in una componente

fissa e una variabile legata alle performance di servizio.

Ogni lotto è progettato per garantire

autonomia operativa e funzionale, consentendo

la realizzazione indipendente dei servizi.

Il corrispettivo annuo base è

costituito da una parte fissa, pari

al 65 per cento del corrispettivo

base, e da una parte variabile,

pari al restante 35 per cento

...E SI VA A GARA ANCHE IN PIEMONTE!

L’Agenzia della mobilità del Piemonte ha pubblicato

la procedura di aggiudicazione per la

concessione dei servizi tpl nei bacini regionali.

La gara prevede 8 lotti, corrispondenti ai

quattro bacini ottimali regionali (due lotti per

ciascun bacino): bacino metropolitano, bacino

Sud‐Ovest, bacino Sud‐Est e bacino Nord‐Est.

Lotto 1: 8 milioni di vett‐km annui e compensazione

di 16,2 milioni di euro; interessa i territori

occidentali della città e provincia di Cuneo,

Saluzzo e alcune vallate alpine.

Lotto 2: 8,1 milioni di vett‐km annui e compensazione

di 15,7 milioni di euro; serve i territori

orientali e sud‐orientali della provincia di Cuneo,

come Alba, Bra, Fossano, Mondovì, Savigliano

e le aree collinari e di pianura limitrofe.

Lotto 3: 5,1 milioni di vett‐km annui e compensazione

di 10,5 milioni di euro; riguarda

città e provincia Asti, comprendendo i comuni

in ambito urbano ed extraurbano.

Lotto 4: 8,7 milioni di vett‐km annui, compensazione

di 18,1 milioni di euro; serve i territori

di Alessandria e provincia e Casale Monferrato,

Novi Ligure e le principali direttrici di collegamento

intercomunale.

Lotto 5: 3,4 milioni di vett‐km annui, compensazione

di 6,7 milioni di euro; interessa i territori

delle province di Biella e Vercelli.

Lotto 6: 4,1 mln di vett‐km annui, compensazione

di 7,4 milioni di euro. Serve i territori delle

province di Novara e del Verbano‐Cusio‐Ossola,

includendo Novara, Verbania, Domodossola

Lotto 7: 9,6 milioni di vett‐km annui e compensazione

di 20,5 milioni di euro; interessa

la parte settentrionale e occidentale della Città

Metropolitana di Torino, comprendendo i principali

comuni dell’area metropolitana nord e i

relativi collegamenti extraurbani.

Lotto 8: 9,1 milioni di vett‐km annui, compensazione

di 17,3 milioni di euro; serve la parte

meridionale ed orientale della Città Metropolitana

di Torino, includendo i sistemi urbani ed extraurbani

dell’area sud e sud‐est metropolitana.

11



BATTERIE ITALIANE

Eni Industrial Evolution e Fib (gruppo Seri

Industrial, proprietaria di Menarini) hanno

raggiunto un’intesa per lo sviluppo congiunto

di una filiera industriale integrata nel settore

delle batterie al litio ferro fosfato. L’iniziativa

è finalizzata alla realizzazione e allo sviluppo

di una piattaforma industriale integrata che

comprende la produzione di celle e moduli

batterie al litio ferro fosfato, l’assemblaggio

di sistemi per applicazioni di accumulo stazionario

e per la mobilità elettrica industriale

e commerciale e, in prospettiva, ulteriori

attività, tra cui quelle di riciclo e recupero

dei materiali e di produzione della materia

attiva catodica.

Il progetto prevede lo sviluppo, da parte di

Fib, delle attività industriali presso il polo di

Teverola (Caserta), dove è già attivo il primo

impianto di produzione di celle al litio ferro

fosfato. Entro la prima metà del 2027 sarà

completata a Brindisi, da parte di Eni Storage

System, società a controllo congiunto di Eni

Industrial Evolution e Fib, la linea di assemblaggio

di sistemi di accumulo utility scale

(Bess) del polo Teverola-Brindisi ed entro il

2029 la seconda gigafactory di produzione di

celle e moduli da oltre 8 GWh/anno.

IVECO GIÙ, BUS SU

Il primo trimestre 2026 di Iveco Group

si è chiuso in perdita di 116 milioni a

causa dei maggiori costi produttivi e al

rallentamento del mercato del truck in

Sud America. A fare da contraltare è la

performance della business unit bus che

accresce le consegne del 45 per cento

rispetto al medesimo periodo 2025 e

consolida la seconda posizione come costruttore

in Europa con un market share

del 23 per cento.

Per quanto riguarda il passaggio all’indiana

Tata Motors, la conclusione dell’operazione

è prevista entro il terzo trimestre

del 2026.

12

Periscopio

UMBRIA

Quasi tutto da rifare

CONTRORDINE DA REGIONE E AGENZIA PER GARA TPL

Manca da 15 anni, era stata pubblicata

nel 2024, ma poi è stata

revocata: ora la gara di servizio

tpl in Umbria si farà, ma con diverse

modifiche: tolto il limite di aggiudicabilità

dei lotti, sterilizzazione degli

aumenti dei biglietti e salvaguardia dei

lavoratori.

Uno dei punti centrali illustrati dall’assessore

riguarda proprio il tema tariffario:

i costi che sarebbero automaticamente

aumentati con l’avvio del nuovo

servizio. Quando il nuovo gestore entrerà

in scena, nella seconda parte del

2028, i cittadini non subiranno aumenti

sul costo dei biglietti e degli abbonamenti

rispetto alle tariffe attuali, perché

la Giunta ha provveduto a inserire nel

Da Padova a Shanghai

Nx è un veicolo futuristico, di poco

più di 3 metri di lunghezza: così Next

Modular Vechicles vuole cambiare il

concetto di mobilità. Nel nome della

modularità e dei servizi on-demand.

Verso fine 2025,

l’azienda italiana aveva

ottenuto un importante

riconoscimento nel

mercato degli Emirati

Arabi: il Paese del

Golfo Persico, infatti, è

stato il primo Paese al

mondo a riconoscere i

pod modulari di Next

come una nuova categoria

di veicoli stradali.

Li avevamo incontrati di

persona l’ultima volta

un anno fa, in Porta Venezia

a Milano, in occasione

del test drive del loro modulo

per Wayla, e ora li ritroviamo

a circa 10mila chilometri di

distanza: la startup padovana

Next Modular Vehicles ha

annunciato di aver inaugurato

le proprie attività in Cina,

proprio bilancio triennale le risorse necessarie

a sterilizzare gli aumenti che

si sarebbero determinati.

Altro tema centrale è il superamento

del limite di aggiudicazione dei lotti,

scelta ritenuta funzionale a favorire

una maggiore integrazione del servizio

su scala regionale, consentendo un

maggiore appeal della gara rispetto ad

operatori di mercato potenzialmente a-

deguati a portare reale valore aggiunto,

finanziario e tecnologico.

L’amministratore unico di Umbria

Mobilità, Emilio Giacchetti, ha detto:

«L’Umbria aveva l’obbligo di arrivare

a una procedura stabile, solida e meno

esposta ai rischi di contenzioso».

aprendo il nuovo stabilimento

e gli uffici nel distretto di

Lingang, a Shanghai, polo di

innovazione e sviluppo industriale

avanzato.

«Questa inaugurazione rappresenta

il primo capitolo

del percorso di Next in Cina.

Guardiamo con entusiasmo al

futuro globale della mobilità

modulare», dice l’azienda,

che dopo aver stretto un accordo

industriale con Tecnobus

in Italia e aver messo

radici sul mercato del Medio

Oriente, punta ora sul Paese

del Dragone per sviluppare

ulteriormente il proprio pod

modulare elettrico.

TPER BOLOGNA

Una nuova era

La flotta urbana di Atap Pordenone

si rinnova nel segno della trazione

elettrica a batteria e del made in I-

taly. Dopo i primi due Citymood dodecametrici

di Menarini consegnati nel corso

del 2025, gli ultimi cinque completano

la commessa degli e-bus del costruttore

tricolore: sono tutti

12 metri a due

porte con predisposizione

per l’installazione

dei tornelli

per abbattere l’evasione

tariffaria.

I mezzi ‘alla spina’,

realizzati nello

stabilimento di proprietà

di Menarini

(Seri Industrial) di

Flumeri, in Valle

Ufita, hanno motore

posteriore longitudinale,

posto sul

lato sinistro, firma-

Periscopio

ENTRATI IN SERVIZIO I PRIMI SOLARIS A IDROGENO

Pronti, partenza… via! Lunedì 25

maggio sono entrati in servizio a

Bologna, per Tper, i primi dei 127

autobus a idrogeno targati Solaris.

Ad inaugurare la nuova era sono le linee

11, 14, 20, 36 e 92. Nello specifico si tratta

degli Urbino Hydrogen da 12 metri di lunghezza

e da 400 chilometri di autonomia,

che opereranno non solo sulle linee urbane,

ma anche sui collegamenti suburbani

tra città e area metropolitana.

È stato dunque completato l’iter autorizzativo

dell’impianto di ricarica ad alta

tecnologia realizzato al deposito di via

Battindarno, dove è operativo l’impianto

di rifornimento di idrogeno (al momento,

in versione ‘blu’, è fornito da Sapio), realizzato

da Wolftank.

Con l’entrata in operatività di questi mezzi,

Tper rientra tra le realtà italiane capaci

di realizzare in concreto, nel rispetto delle

scadenze fissate dalla Commissione Europea

e dal Governo per l’impiego dei fondi

del Pnrr, un investimento complesso e dal

positivo effetto ambientale e di pubblico

servizio ai cittadini.

«I bus a fuel cell alimentati a idrogeno

sono un altro importante tassello della

mobilità ‘green’ che completa il mix e-

nergetico e tecnologico di Tper basato, in

Menarini per Pordenone

città, sul continuo sviluppo della trazione

elettrica anche con bus a batterie e filobus

e, in un futuro ormai prossimo, con

il tram», dice l’operatore del capoluogo

dell’Emilia-Romagna.

L’origine del progetto risale a poco più di

tre anni fa: a marzo del 2023, infatti, Tper

pubblicava il bando di gara, che prevedeva

to Accelera by Cummins con potenza

massima di 230 kW e coppia massima

di 3.000 Nm, mentre le batterie hanno

chimica Nmc.

Come da foto, da segnalare le mirrorcam

in sostituzione dei tradizionali specchietti.

Il 12 per cento della flotta di Tper a Bologna

sarà rappresentato dai 127 autobus a

idrogeno.

anche un’importante opzione per ulteriori

140 veicoli fuel cell, oltre alla fornitura di

ricambi per tutto il ciclo di vita.

Tper conta di raggiungere le emissioni

zero nell’area urbana di Bologna con 20

anni di anticipo rispetto all’obiettivo che

l’Unione Europea ha fissato con orizzonte

2050.

AMT Genova

Nicola Pascale è il nuovo

Direttore Generale

Il nuovo corso di AMT Genova dopo

il salvataggio si apre con una novità

nell’assetto dirigenziale: l’assemblea

dei soci ha autorizzato l’assunzione

dell’ingegnere Nicola Pascale

quale nuovo direttore generale

dell’operatore.

Pascale, laureato in Ingegneria civile

all’Università Federico II di Napoli e

forte di un master in Management

del trasporto pubblico, è stato

amministratore unico dell’Azienda

Napoletana Mobilità dal 2018 al 2025

e direttore tecnico di Monza Mobilità

tra il 2023 e il 2025, dopo aver

ricoperto per circa vent’anni diversi

incarichi tecnico‐gestionali in strutture

pubbliche e private del settore dei

servizi alla mobilità. Dal 2024 al

2026 è stato anche presidente del

consiglio direttivo del Consorzio ‘Full

green’ tra Atm Milano, Atac Roma,

Cotral, Amts Catania e Anm Napoli.

13



Le trazioni elettriche per la prima

volta abbracciano l'interezza del segmento

Classe II. I costruttori più rappresentati?

Irizar, Mercedes e Yutong

hanno due veicoli in shortlist.

SUSTAINABLE BUS AWARD I contendenti, premiazione al FIAA

È PRONTA LA

DOZZINA

li in shortlist. Nato nel 2016, il Sustainable Bus

Award rappresenta l'unico premio europeo interamente

focalizzato sulla sostenibilità nel comparto

dei bus e dei coach. La valutazione viene condotta

da una giuria composta da giornalisti specializzati

provenienti da nove testate europee del settore,

che analizzano i veicoli attraverso un approccio

tecnico che abbraccia una pluralità di aspetti, tra

cui efficienza energetica, sistemi di sicurezza, innovazione

tecnologica, comfort per i passeggeri,

digitalizzazione, riciclabilità dei componenti, impatto

ambientale e coerenza del progetto rispetto

alla missione operativa per cui il veicolo è stato

sviluppato.

Urbano e interurbano tutto elettrico

La categoria Urban presenta la rosa più ampia

della competizione, con cinque veicoli selezionati.

A contendersi il titolo saranno lo Yutong U18, il

Mercedes eCitaro con nuove batterie Nmc4, l'Irizar

ie bus Efficient, il Temsa Avenue Neo (visto in anteprima

al Busworld dell'anno scorso) e il Solaris

Urbino 18 Hydrogen New Generation.

La shortlist riunisce proposte tecnologiche differenti,

dalle soluzioni elettriche a batteria fino ai

veicoli alimentati a idrogeno, con un comune denominatore

(per quanto banale): le zero emissioni

sono padrone del segmento.

Medesimo fil rouge, ma meno scontato, per i contendenti

al premio nella categoria Intercity. Qui

troviamo tre veicoli Classe II a pianale alto freschi

di ingresso in produzione: l'eIntouro di Mercedes,

lo Yutong Ic12e e il B12.b Hf firmato BYD. Una

rosa di prodotti che conferma lo stato di un segmento

che vede i costruttori impegnati nell'introduzione

di piattaforme elettriche (seppure in un

contesto di mercato non ancora decollato).

Il turismo è multitecnologico

La categoria Coach vede invece la presenza di

quattro finalisti: VDL Futura 3, Irizar Scania i6

Efficient Phev (tradotto: il turistico Irizar su telaio

Scania con motorizzazione ibrida, l'abbiamo visto

al Busworld), Marcopolo Paradiso G8 1200 e King

Long C12E.

In questo caso la selezione comprende veicoli caratterizzati

da differenti architetture propulsive,

per un segmento che guarda alle zero emissioni

come un futuro pronto a concretizzarsi per determinate

(poche) applicazioni, rimanendo ancorato

alle evoluzioni del motore a combustione interna

e focalizzando l'attenzione su Adas e allestimenti.

La cerimonia di premiazione si terrà a Madrid durante

FIAA 2026.

Secondo la filosofia che caratterizza il premio

fin dalla sua istituzione, il concetto di sostenibilità

viene analizzato in una prospettiva ampia e

trasversale, includendo elementi quali sicurezza,

comfort, riduzione della rumorosità, innovazione

tecnologica e riciclabilità dei materiali, oltre agli

aspetti energetici e ambientali.

IL SITO UFFICIALE

Dodici modelli in lizza per il Sustainable Bus

Award 2027 (decima edizione), in consegna a

settembre al FIAA di Madrid. 8 i modelli Bev,

tutti elettrici gli intercity. Irizar, Mercedes e

Yutong i costruttori più rappresentati

Sono sì una 'dozzina', ma non è il premio Strega.

Dodici autobus e coach sono stati infatti

selezionati come finalisti del Sustainable Bus

Award 2027, la decima edizione del riconoscimen-

to europeo dedicato alla sostenibilità nel trasporto

passeggeri.

Con l'annuncio delle shortlist entra nel vivo il percorso

che porterà all'assegnazione del Sustainable

Bus Award 2027. La giuria internazionale del premio

ha individuato i veicoli che si contenderanno il

riconoscimento nelle tre categorie Urban, Intercity

e Coach, mentre la proclamazione dei vincitori è

prevista a Madrid nell'ambito di FIAA 2026. Tra

le particolarità della rosa di quest'anno, le trazioni

elettriche per la prima volta abbracciano l'interezza

del segmento Classe II. I costruttori più rappresentati?

Irizar, Mercedes e Yutong hanno due veico-

LA ROSA DEI FINALISTI

Urban Intercity Coach

Irizar ie bus Efficient BYD B12.b HF Irizar i6 Efficient Scania PHEV

Mercedes-Benz eCitaro NMC4 Mercedes-Benz eIntouro King Long C12E

Solaris Urbino 18 Hydrogen New

Generation

Yutong IC12E Marcopolo Paradiso G8 1200

Temsa Avenue Neo VDL Futura 3

Yutong U18

14

15



MOBILITY INNOVATION TOUR La tappa di Milano

C'È VITA DOPO

IL PNRR?

Il processo di rinnovo delle flotte non può

subire una brusca frenata e fermarsi sul più

bello. Così come le gare di servizio possono

sferzare il settore. Il confronto in fiera a Milano

16

Il settore del trasporto pubblico si interroga sulle prospettive

del rinnovo flotte dopo la conclusione del

ciclo di investimenti del Pnrr. A Next Mobility Exhibition,

il nostro Mobility Innovation Tour ha riunito a Milano

operatori del trasporto pubblico, costruttori, fornitori

di tecnologie e consulenti per un confronto dedicato alle

prospettive del rinnovo delle flotte autobus oltre il 2026.

Al centro del convegno 'Oltre il Pnrr: sfide operative e

scelte strategiche per il rinnovo delle flotte di trasporto

pubblico' il quadro finanziario disponibile dopo la scadenza

del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, lo

M

BILITY

TOUR

stato di avanzamento dei progetti finanziati e le criticità

operative emerse nella messa in esercizio dei mezzi.

Finanziamenti sotto la lente

L’intervento di apertura è stato affidato a Massimo Santori,

founder di MSItaliainvestimenti, che ha ricostruito

il quadro dei finanziamenti pubblici destinati al rinnovo

delle flotte autobus. Santori ha ricordato

che il Pnrr ha mobilitato circa

1,9 miliardi di euro per l’acquisto

di autobus elettrici e a idrogeno,

a cui si aggiungono circa

600 milioni del Piano complementare

utilizzati anche

per il rinnovo del comparto

extraurbano con mezzi a metano.

Secondo i dati illustrati durante

il convegno, i fondi hanno soste- 2024-28

148,6

mln€/anno

Stanziamento

Psnms secondo

quinquennio

2024-28

nuto l’acquisto di circa 3.500 autobus elettrici

e fuel cell nel segmento urbano e di

circa 1.600 autobus a trazione alternativa

nel comparto suburbano ed extraurbano.

Santori ha evidenziato che l’età media

del parco autobus sopra le otto tonnellate

è passata da 12,1 anni nel 2019 a

10,3 anni nel 2025, con una riduzione

più marcata nel comparto urbano. Nel

primo trimestre 2026, ha spiegato Santori,

la quota dei bus elettrici ha raggiunto il 28 per

cento delle immatricolazioni, mentre gli autobus

a idrogeno avrebbero rappresentato circa il 10 per cento

del mercato trimestrale grazie alle prime consegne legate

ai progetti Pnrr. Ampio spazio è stato dedicato anche

alle risorse residue del Piano Strategico Nazionale della

Mobilità Sostenibile. Santori ha indicato una disponibilità

di circa 350 milioni di euro annui tra fondi regionali

e fondi destinati alle città metropolitane, con ulteriori

risorse previste per il quinquennio 2029-2033.

«La vera disponibilità che c’è oggi, insomma, è molto

distante dal miliardo l’anno richiesto dalle associazioni

di categoria del Tpl», ha affermato Santori.

Il dialogo tra operatori e industria

La tavola rotonda ha visto il coinvolgimento di operatori

del tpl e aziende della filiera industriale. Giuseppina

Gualtieri (Tper), ha illustrato l’approccio multi-tecnologico

adottato dal gruppo emiliano, che comprende autobus

elettrici, mezzi a metano liquido alimentati a biometano,

filobus e autobus a idrogeno. «La scelta che abbiamo

fatto come gruppo è quella di un technology mix. L’idrogeno

è una scelta legata al Pnrr che si affianca a quella

fatta sul metano e sull’elettrico», ha dichiarato Gualtieri,

che a seguire ha ricordato come il progetto fuel cell di

Bologna porterà l’idrogeno a rappresentare circa il 12 per

cento della flotta aziendale. «Non si può più ragionare di

progetti pilota perché servono economie di scala anche

per le infrastrutture», ha aggiunto.

Sul fronte industriale, Giorgio Zino, Vice president commercial

operations di Iveco Bus, ha richiamato l’attenzione

sulla necessità di garantire continuità agli investimenti:

«Abbiamo creato qualcosa che non è diventato

strutturale ma che ha sostenuto un momento di crescita.

Dobbiamo capire come riuscire a sostenerlo anche nel

prossimo periodo», ha detto Zino.

Riccardo Cornetto, Direttore generale di Solaris Italia

(incarico che ha assunto da poche settimane), ha evidenziato

le criticità legate al coordinamento tra consegna dei

veicoli e disponibilità delle infrastrutture di ricarica. «Ci

siamo trovati di fronte a disallineamenti fra la consegna

dei veicoli e la possibilità di utilizzare infrastrutture realizzate

dalle aziende di tpl. Il veicolo elettrico non è la

vendita di un autobus ma un approccio sistemico», ha

spiegato Cornetto.

Anche Calogero Taibi, fresco Ad di Hess Italia, costituita

quest’anno in virtù dell’acquisto del ramo gomma

di Kiepe, ha richiamato il tema della sincronizzazione

tra infrastrutture e mezzi, citando i progetti di Genova e

Verona per i sistemi flash charging. «La sfida continua

ad essere l’incompatibilità dei tempi tra infrastruttura e

veicoli. Tutte le tecnologie elettriche sono vincolate: se

non abbiamo una colonnina, il night charging non lo puoi

utilizzare», ha affermato Taibi.

La stagione delle gare di servizio

Diversi interventi hanno affrontato il tema delle gare di

servizio e della sostenibilità economica degli investimenti.

Secondo Rossi le gare possono rappresentare una

possibile leva per stabilizzare gli investimenti nel lungo

periodo. Richiamando esperienze maturate nei mercati

1.600

Bus interurbani

a trazione

alternativa

acquistati con

fondi Pnrr

olandese e francese, Rossi ha osservato come

in altri contesti europei le gare siano

state utilizzate per sostenere obiettivi di

sistema legati alla qualità del servizio,

all’innovazione tecnologica e alla decarbonizzazione.

«In questo momento

in Italia non ho ancora capito quale sia

l’obiettivo di sistema», ha affermato

Rossi, evidenziando il rischio di applicare

modelli tipici di mercati maturi in un

contesto che, a suo giudizio, presenta ancora

forti elementi di frammentazione. Rossi ha inoltre

indicato nei contratti di servizio «il vero strumento con

cui governare l’obiettivo del regolatore», richiamando

la necessità di durate contrattuali coerenti con i tempi di

ammortamento delle tecnologie e delle infrastrutture. Nel

suo intervento Rossi ha sottolineato anche la complessità

gestionale derivante dalla coesistenza di più tecnologie

all’interno delle flotte, definendo necessario per le

aziende «essere estremamente flessibili e mettere continuamente

in discussione le proprie certezze in funzione

del cambiamento

delle condizioni

di mercato».

«Avere un rinnovo

totale della

flotta è un ottimo

evento per

il servizio che si

offre, ma è anche

uno tsunami

aziendale», ha

sottolineato Valentina

Astori,

amministratrice

delegata di Star

Mobility, una

delle aziende

tpl che grazie ai

fondi Pnrr hanno

avuto modo di rinnovare il 100 per cento della flotta

urbana. Astori ha inoltre richiamato il tema della continuità

degli investimenti dopo la conclusione del Pnrr,

sottolineando il rischio di discontinuità generato dai

picchi di finanziamento concentrati in finestre temporali

ristrette. Secondo l’Ad di Star Mobility, il settore dovrebbe

orientarsi verso modelli che consentano di distribuire

nel tempo il rinnovo dei mezzi e la copertura finanziaria

degli investimenti.

Nel corso del dibattito è emerso anche il tema dell’elettrificazione

del trasporto interurbano. Paolo Gigante, bus

market engineer di Zf, ha illustrato lo sviluppo di sistemi

integrati per autobus Classe II elettrici, con particolare

attenzione all’ottimizzazione della catena cinematica e

alla riduzione dei consumi energetici.

Javier Contijoch, Vice president sales di BYD Europe, ha

invece posto l’attenzione sul tema del total cost of ownership

dei bus elettrici e sulla necessità di estendere la

vita utile dei mezzi per distribuire i costi di acquisizione

su periodi più lunghi: «La sfida non è creare batterie più

grandi ma ridurre i consumi. La riduzione dei consumi

può fare una grande differenza sul Tco».

Nel suo intervento, Contijoch ha indicato nell’estensione

della vita utile dei veicoli una delle

leve per distribuire su un periodo più lungo i

costi iniziali di acquisizione. Contijoch ha citato

esperienze europee in cui gli autobus elettrici

vengono utilizzati per quindici anni senza sostituzione

del pacco batterie, osservando come questo

consenta di ridurre l’impatto del costo iniziale

sul chilometro percorso.

Video

3.500

Bus urbani a

zero emissioni

acquistati con

fondi Pnrr

17



INCHIESTA Lo studio Anav su lungo raggio e autostazioni

SERVE INVESTIRE

La rete italiana

copre 229.345

km e 285 tratte

operative. La

direttrice più

importante

è quella

Nord-Sud,

con 66 linee

e oltre 81.800

km coperti.

Seguono

le relazioni

Sud-Nord con

55 linee e

oltre 32mila

km, quindi i

collegamenti

Centro-Nord e

viceversa.

favore della mobilità. Ed è un grande peccato.

Lo stato delle cose

Innanzitutto, dando spazio all’analisi dello studio, il

trasporto di linea a lungo raggio italiano si suddivide

in due filoni: i servizi interregionali di competenza

statale, operativi sul territorio nazionale, e i servizi

internazionali specializzati verso Paesi Ue ed extra

Ue. Questo racconta come il comparto non sia più

limitato alla dimensione domestica ma rappresenti

ormai una rete transnazionale articolata.

Iniziamo dai dati, aggiornati al 2025, frutto dell’elaborazione

Anav sui dati del Ministero dei Trasporti:

180 imprese, 2mila autobus di nuova generazione,

4.500 addetti, 550 milioni di euro di fatturato annuo

e circa 300 milioni di km annui percorsi. Interessante

la distribuzione geografica di questi chilometri: oltre

250 milioni (circa il 71 per cento del totale) sono distribuiti

su 613 linee e sono percorsi in Italia, mentre

il 19 per cento è rappresentato dai collegamenti in

Unione Europea e l’11 per cento da quelli extra Ue.

Il dato evidenzia come il mercato nazionale continui

a rappresentare il cuore operativo del settore, pur in

presenza di una crescente dimensione internazionale.

Il boom dal 2013 a oggi

Il mercato italiano della media e lunga percorrenza

ha registrato una forte espansione dal

2013 a oggi: annualmente risultano

autorizzate 301 linee a medio-lungo

raggio gestite da 166 imprese, operative

sia singolarmente sia in forma

associata o in sub-affidamento. Nel

dettaglio, le aziende si dividono in

60 imprese titolari, 85 associate e 56

sub-affidatarie. Dal punto di vista geografico,

il 51 per cento delle imprese

opera nel Sud Italia, il 25 per cento

nel Centro e il 24 per cento nel Nord.

Le regioni più 'forti', con 22 imprese,

sono Campania e Puglia, seguite

dalla Lombardia con 19, Calabria con

16, Sicilia con 15, Abruzzo con 12, Marche e Lazio

con 11. Dunque Piemonte con 10, Basilicata con 9,

Toscana con 5, Emilia-Romagna e Veneto con 4, mentre

Umbria, Liguria, Trentino-Alto Adige e Sardegna

si fermano a un’impresa.

La rete nazionale copre 229.345 chilometri di percorso

e 285 tratte operative, di cui 45 biregionali. La

direttrice più importante è quella Nord-Sud, con 66

linee e oltre 81.800 km coperti. Seguono le relazioni

Sud-Nord con 55 linee e oltre 32mila km, quindi i

collegamenti Centro-Nord e Nord-Centro. Anav ha

analizzato anche la distribuzione settimanale delle

corse, evidenziando una rete ormai stabile durante

tutta la settimana. Nei giorni feriali vengono effet-

Interessante la distribuzione

geografica dei 300

milioni di km: oltre 250

milioni (il 71 per cento

del totale) sono percorsi

in Italia, mentre il 19 è

rappresentato dai collegamenti

in Ue e l’11 per

cento da quelli extra Ue.

Dal 2013 a oggi il comparto della lunga percorrenza

è cresciuto, più che raddoppiando il volume di

chilometri percorsi all'anno, ora oltre quota 200

milioni in Italia. Ma continua a pesare l'arretratezza

infrastrutturale: AAA autostazioni cercansi...

P

resentato in occasione di NME – Next Mobility

Exhibition a Milano lo studio Anav 'Trasporto

di linea a lungo raggio e autostazioni: il contesto

e le leve di sviluppo dell’intermodalità', a cura

di Nicoletta Romagnuolo, dirigente servizio trasporto

commerciale, politiche fiscali e diritto d’impresa

dell’associazione, è una radiografia del settore della

media e lunga percorrenza italiano e delle – ahinoi

– ancora troppe poche autostazioni esistenti sul territorio

nostrano, nonostante anni in cui grazie al Piano

nazionale di ripresa e resilienza tanto si è fatto per

ammodernare l’ecosistema della mobilità. Miliardi di

finanziamenti che però non hanno toccato gli hub: dei

24 miliardi di euro messi in campo dal Pnrr per la

cosiddetta Missione 3 'infrastrutture per la mobilità

sostenibile', purtroppo, non sono state previste risorse

per la riqualificazione, l’ampliamento e la realizzazione

di nuove autostazioni e hub intermodali. E così ci

troviamo a un tiro di schioppo dal 2030 con le solite,

gravi carenze infrastrutturali. Che certo non giocano a

DA DOVE A DOVE SI MUOVONO GLI ITALIANI

70

60

50

40

30

20

10

0

NORD-SUD

SUD-NORD

CENTRO-NORD

CENTRO-SUD

NORD-CENTRO

SUD-NORD

NORD-NORD

SUD-SUD CENTRO-CENTRO

35.777 Km 81.813 Km 6.654 Km 16.102 Km 17.101 Km 32.068 Km 20.817 Km 12.993 Km 6.021 Km

Sull'asse Y: numero linee per direttrice di traffico. Chilometraggi mostrati su asse X. Fonte: studio Anav 'Trasporto

di linea a lungo raggio e autostazioni: il contesto e le leve di sviluppo dell'intermodalità', maggio 2026.

18

19



LINEE DI COMPETENZA STATALE

TESSERE LA RETE: OBIETTIVO RAGGIUNTO

OFFERTA DI SERVIZI MLP 2013

OFFERTA 2025

Secondo lo

studio Anav

a cura della

dottoressa

Romagnuolo è

necessario un

programma di

finanziamento

pubblico di

circa 300 milioni

di euro su base

pluriennale,

dal momento

che – si legge

nel rapporto – a

oggi mancano

almeno 30

autostazioni

per raggiungere

uno standard di

livello.

* Fonte: Studio Beria - POLITECNICO DI MILANO (2013)

* Fonte: Elaborazione ANAV su dati GISDIL-MIT (2025)

Linee di competenza statale. A sinistra: offerta di servizi a media e lunga percorrenza 2013.

A destra: offerta 2025. Fonte: studio Anav 'Trasporto di linea a lungo raggio e autostazioni: il

contesto e le leve di sviluppo dell'intermodalità', maggio 2026.

Le percorrenze medie

sono pari a 519 km

per le corse complete

e 246 km per quelle

intermedie. Il confronto

storico mostra che nel

2012-2013 i km annui

erano stimati in circa

87,9 milioni.

20

tuate circa 1.464 corse al giorno, contro le 1.344 del

sabato e le 1.350 della domenica. Nei festivi le corse

scendono a 1.193. Lo scarto tra feriali e weekend

è relativamente limitato, segno che il trasporto ha

superato la logica puramente stagionale o pendolare

per diventare un servizio continuativo.

Complessivamente le corse settimanali

oscillano tra un minimo di

9.743 e un massimo di 10.014.

Nel 2025 le corse annue hanno raggiunto

quota 521.970. Di queste,

283.597 sono collegamenti capolinea-capolinea,

pari al 54,3 per cento

del totale, mentre 238.373 riguardano

tratte intermedie. Le partenze

si concentrano soprattutto nel Sud

Italia, da cui origina il 53 per cento

delle corse: quasi il 75 per cento

riguarda tratte interne al Mezzogiorno.

Dal Centro parte il 24 per cento

delle corse, mentre il Nord rappresenta il 23 per

cento. I chilometri complessivi toccati nel 2025 dalle

linee di competenza statale sono stati 206.060.961,

di cui 147.317.139 relativi a corse capolinea-capolinea

e 58.743.822 a tratte intermedie. Le percorrenze

medie sono pari a 519 km per le corse complete e

246 km per quelle intermedie. Il confronto storico

mostra che nel 2012-2013 i km annui erano stimati

in circa 87,9 milioni: ciò significa un incremento del

135 per cento in poco più di un decennio (e con una

pandemia in mezzo). Nel 2013 il mercato era caratterizzato

quasi esclusivamente da collegamenti a

lunga percorrenza tra Sud e Nord Italia, con una rete

definita 'praticamente nulla' nel Nord e poche connessioni

interne. Si registra una crescita importante

dei collegamenti interni al Nord e delle connessioni

trasversali tra città medie e piccoli centri. Restano

relativamente scoperte soltanto alcune aree alpine a

bassa densità abitativa. Ma il bus rimane un forte

strumento di accessibilità territoriale soprattutto per

Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania.

(S)nodo autostazioni

Lo Stivale ha 1.386 punti di fermata, di cui 602 al

Settentrione (il 43,4 per cento), 540 al Sud (39 per

cento) e 244 al Centro (17,6), ma appena il 2,5 per

cento delle fermate è collocato presso autostazioni

dedicate. E qui si gira il coltello nella ferita delle

poche autostazioni esistenti alle nostre coordinate geografiche.

Risultato? La maggior parte delle fermate

avviene ancora in aree urbane non strutturate come

veri e propri hub per i passeggeri. Un problema infrastrutturale

storico, dettato dai pochi investimenti,

che ostacola la crescita di una vera intermodalità.

Ad oggi in Italia esistono 54 autostazioni, di cui ap-

Lo Stivale ha 1.386 punti di fermata,

di cui 602 al Settentrione (il 43,4

per cento), 540 al Sud (39) e 244

al Centro (17,6), ma appena il 2,5

per cento delle fermate è collocato

presso autostazioni dedicate.

pena 9 ‘designate’, ovvero previste di assistenza per

persone con disabilità o a mobilità ridotta (Milano

Lampugnano, Bologna, Udine, aeroporto di Trieste,

Roma Tiburtina, Firenze Villa Costanza, Perugia,

Crotone e Napoli), contro le 87 della Romania, le

26 della Grecia e le 19 dell’Ungheria.

Ma nella relativa graduatoria, l’Italia si colloca a

metà classifica in Europa, segno che c’è da lavorare

non solo da noi.

E, altra nota dolente, non tutte e 54 le autostazioni

prevedono, per esempio, servizi igienici e biglietteria.

Tornando ai 54 hub, 24 sono al Nord, 14 nel Sud

e nelle isole e 11 al Centro, ma solamente 18 sono

collocati in un raggio di 300 metri di distanza da

stazioni ferroviarie, mentre altre sei sono nel raggio

di un chilometro; dieci, invece, sono nelle vicinanze

(meno di 10 km) anche di un porto e di un aeroporto.

In questo campo, quelle di Napoli, Pescara e Trieste

sono quelle che assicurano la miglior connessione

intramodale tra lunga percorrenza e tpl, e intermodale

con porti, aeroporti e scali ferroviari.

Quali sono dunque le possibili leve per invertire la

rotta e compiere la transizione verso un modello di

trasporto più sostenibile e integrato, per consentire

spostamenti più rapidi e confortevoli all’utenza?

Secondo la tesi dello studio Anav è necessario un

programma di finanziamento pubblico di circa 300

milioni di euro su base pluriennale, dal momento

che – si legge nel rapporto – oggi mancano almeno

30 autostazioni per raggiungere l’obiettivo

non solo dello shift modale, ma anche di offrire ai

viaggiatori soluzioni comode ed efficienti. Utopia?

Fabio Franchini

UN GAP DA COLMARE

Romania

Grecia

Ungheria

Cipro

Spagna

Slovacchia

Francia

Bulgaria

Polonia

Lituania

Italia

Rep Ceca

Irlanda

Svezia

Portogallo

Germania

Croazia

Estonia

Slovenia

Paesi Bassi

Lussemburgo

Lettonia

Finlandia

Danimarca

Belgio

Austria

9 autostazioni: +6 rispetto alla

rilevazione Commissione Ue 2017

Malta

Numero di autostazioni designate per Paese. Fonte: studio Anav 'Trasporto di

linea a lungo raggio e autostazioni: il contesto e le leve di sviluppo dell'intermodalità',

maggio 2026.

21



I conti non sono

(ancora) in rosso,

ma suona l'allarme,

ormai da mesi,

per le aziende italiane

della lunga

percorrenza e dei

servizi turistici. Se

per un operatore,

solitamente, la

spesa per il carburante

pesa circa il

15-20 per cento

dei costi operativi,

con l'aumento del

gasolio ben sopra

i 2 euro al litro,

la voce di spesa è

salita anche al 30

per cento.

INCHIESTA Come la crisi energetica colpisce gli operatori

CARO GASOLIO

QUANTO COSTI!

L'impennata del prezzo del carburante, causa

situazione geopolitica, sta impattando in maniera

importante sull’economia e le strategie delle aziende

del turismo in bus. E per il settore è allarme rosso...

22

Il caro carburante sta comprimendo in modo preoccupante

i margini dei servizi turistici in autobus,

spingendo gli operatori a pianificare e mettere in

pratica interventi correttivi che coinvolgano tariffe,

contratti e, più in generale, strategie operative.

Come noto, infatti, il trasporto passeggeri su gomma,

per quanto interessato dal taglio delle accise, è

rimasto escluso dal contributo straordinario erogato

dal governo nei Dl Carburanti sotto forma di credi-

to d’imposta. Va da sé come l’aumento del costo del

carburante si rifletta in modo diretto sulla struttura

economica delle aziende di trasporto passeggeri,

con effetti misurabili già nel breve periodo e implicazioni

operative che si estendono alla pianificazione

della stagione turistica, peraltro già iniziata.

Per cercare di capire meglio come e quanto la crisi

energetica stia mettendo a dura prova il comparto,

abbiamo intervistato quattro operatori: Air

Pullman, Bonelli Bus, Autoservizi Troiani e Genovarent.

Ai quali si aggiunge la prospettiva del

gruppo FlixBus.

Aumenta il diesel. E le tariffe?

«Dall’inizio del conflitto ad oggi abbiamo

registrato un incremento medio del costo

del gasolio del 30 per cento», racconta

Marco Bonelli, amministratore delegato

di Bonelli Bus. «A oggi con la

temporanea riduzione dell’accisa

l’aumento è di 40 centesimi al litro

che raggiungerebbe i 60 centesimi

con il ripristino dell’accisa intera».

In termini di impatto operativo,

Bonelli quantifica un effetto diretto:

«Sulla base del consumo medio

dei servizi di noleggio autobus e sulle

percorrenze medie effettuate dalla nostra

azienda l’impatto sui costi operativi potrebbe

arrivare ad un incremento del 6 per cento».

Sintonizzato sulla stessa onda Alessandro Oldrini,

amministratore delegato di

Air Pullman, che evidenzia il

cambiamento nella composizione

dei costi: «Storicamente,

l’incidenza del

carburante sul totale dei

costi operativi si attesta

intorno al 15-20 per

cento. Tuttavia, con le

recenti fluttuazioni e i

Oldrini

Alessandro

Marco Bonelli

picchi dei prezzi energetici,

questa quota è arrivata

a toccare punte del 25-30 per cento in determinati

periodi dell’ultimo biennio». Oldrini aggiunge

che «a parità di chilometri percorsi, la marginalità

del servizio viene erosa direttamente dall’aumento

dei prezzi, poiché spesso non è possibile ribaltare

immediatamente tali rincari sulle tariffe».

Per Lorenzo Troiani, amministratore delegato

di Autoservizi Troiani, l’effetto sui

costi di esercizio è altrettanto evidente:

«Per quanto riguarda gli autobus a trazione

termica, l’aumento del prezzo del

gasolio — ancor più marcato rispetto a

quello del metano per autotrazione — ha

determinato un incremento di circa il 10

per cento dei costi di esercizio».

Renzo Balbi, titolare di Genovarent, racconta:

«L’aumento del costo del carburante incide

tantissimo sui nostri servizi turistici e di lunga percorrenza.

Tanto per fare un esempio, facendo una

valutazione di 1,7 euro al litro per la benzina e

di 2 euro al litro per il diesel – e già oggi qui

a Genova siamo a 2,1 o 2,2 per il gasolio

– se noi facciamo un viaggio a Roma di

mille chilometri può dire che questo ha

un’incidenza di costo puro di circa 300

euro, che a questo punto diventa veramente

problematico anche nei confronti

dei clienti che hanno già prenotato da

parecchio tempo».

«Un altro settore dove veramente siamo

in grossa difficoltà è quello delle gite scolastiche

- prosegue Balbi -. Tra Genova e

Savona copriamo quasi il 70 per cento delle

richieste. E adesso come fai ad andare a chiedere

aumenti? Perché soltanto fare una Genova-Savona-

Genova ci incide 60 euro su 700, vuol dire l’8 per

cento. Stessa situazione l’abbiamo comunque nel

tpl, dove abbiamo fatto un conto grossolano: l’anno

scorso abbiamo pagato circa un milione di costi di

carburante; quest’anno andremo a spendere

un milione e duecentomila

euro. Avremo un

extra di 200 mila euro,

perciò è un costo

non da poco, anzi.

Sul complessivo

noi calcoliamo di

avere un incremento

del 30 per

cento purtroppo. Se

spendiamo 3 milioni,

avremmo un aumento

di circa 900 mila euro. E

sono tantissimi».

Le contromosse degli operatori

Trovandosi immersi in questo 'guado', le aziende

adottano approcci differenziati sul piano operativo.

Bonelli segnala una linea di continuità accompagnata

da cautela: «Al momento non abbiamo modificato le

nostre strategie di medio periodo, compresa la programmazione

degli investimenti». Tuttavia, il caro

carburanti si sta già traducendo in una battuta d’arresto

per attività specifiche: «Abbiamo confermato

la programmazione dell’anno passato e sospeso un

paio di progetti nuovi che avevamo in cantiere in

quanto l’attuale situazione pone diverse incognite

sulla prossima stagione estiva».

Elemento da non trascurare, considerato che si parla

Lorenzo Troiani

Renzo Balbi

Una soluzione può essere

il 'fuel surcharge',

ovvero una percentuale

aggiuntiva applicata al

costo base di una spedizione

o di un trasporto

per proteggere l'azienda

dalle oscillazioni del

prezzo del gasolio.

23



24

LA POLITICA DI FLIXBUS ITALIA

Cesare Neglia

Abbiamo raccolto anche la posizione

di FlixBus Italia, qui chiarita da

Cesare Neglia, Vice President

Europe West Flix e Managing

Director FlixBus Italia.

Il caro carburante ha modificato

i livelli di domanda

sui vostri collegamenti,

anche alla luce dell’aumento

dei costi di altre modalità

di trasporto, in particolare

aereo e auto privata?

L’andamento attuale della domanda

sui nostri collegamenti in Italia lascia

presagire un possibile incremento nell’interesse del pubblico

per il trasporto in autobus nei prossimi mesi. Ci

aspettiamo che i servizi su gomma, e i trasporti collettivi

in generale, accrescano la loro importanza nel tempo.

Grazie all’elevata capacità, soluzioni come gli autobus a

lunga percorrenza possono ridurre notevolmente il consumo

di carburante pro capite rispetto all'uso dell'auto

privata, e in considerazione dei rincari attuali questo

potrà renderli un'opzione interessante per un numero

sempre maggiore di viaggiatori in futuro.

L’aumento dei costi sostenuti dagli operatori partner

si è tradotto in un adeguamento delle tariffe finali

applicate ai passeggeri? È possibile quantificare l’eventuale

incremento medio?

Il nostro obiettivo è - e rimarrà sempre – quello di garantire

ai nostri passeggeri un servizio affidabile e tariffe

alla portata di tutte le tasche. Anche in periodi di alta

stagione, l’impiego di un pricing dinamico ci permetterà

di business turistico, l’avvio della stagione primaverile-estiva

avviene con listini definiti in un contesto

di costi ormai superato. «È praticamente impossibile

intervenire in piena campagna delle gite scolastiche

già confermate da tempo sulle tariffe a suo tempo

concordate», osserva ancora Bonelli. «Dunque su

gran parte del lavoro che stiamo svolgendo stiamo

di continuare a offrire un servizio conveniente, in grado

di consentire a chiunque di viaggiare. Nonostante le sfide

che la situazione attuale inevitabilmente porta con sé,

siamo pronti a rispondere a eventuali emergenze con un

solido approccio alla pianificazione e alla gestione dei

costi che ci consentono di reagire con agilità.

Sono stati adottati, o sono in valutazione, meccanismi

correttivi legati all’andamento del costo del

carburante negli accordi con gli operatori partner,

in particolare sui corrispettivi chilometrici?

Manteniamo uno stretto dialogo con i nostri partner e

continuiamo a monitorare attentamente la situazione; in

caso di necessità, questo ci consentirà di rispondere con

velocità e in maniera adeguata alle urgenze contingenti.

In questo contesto, appare assolutamente centrale il

ruolo delle istituzioni: infatti, è fondamentale non solo

che i governi implementino misure concrete per mitigare

l'impatto dell'aumento dei costi del carburante, ma anche

che riconoscano i vantaggi offerti dalla mobilità collettiva

in termini di efficienza e garantiscano condizioni di parità

tra i diversi modi di trasporto.

Avete rivisto frequenze, tratte o priorità di sviluppo

della rete italiana in funzione dell’aumento dei costi

operativi sostenuti dai partner?

Non stiamo riducendo frequenze né tratte. Al contrario,

anzi, in una situazione di aumento di costi per il cittadino

privato, il trasporto collettivo deve essere ancor più una

valida alternativa di trasporto alla portata di chiunque.

Questo soprattutto considerando l’impatto del caro carburante

su chi vive in aree che non solo collegate dalla

ferrovia, e che solo grazie all’autobus può vedere tutelato

il proprio diritto alla mobilità.

assorbendo gli aumenti con conseguente riduzione

dei margini».

La stessa dinamica riguarda i contratti pubblici:

«Questo vale pure per i contratti con enti pubblici

per lo svolgimento di servizi scolastici». Sul lato

commerciale, aggiunge: «Abbiamo invece adeguato

dalla seconda settimana di conflitto le tariffe per i

nuovi preventivi».

Troiani mette in rilievo che, per quanto riguarda il

tpl, l’azienda è riuscita a mitigare gli aumenti grazie

alle politiche di rinnovo del parco mezzi a suon di e-

bus realizzate negli ultimi anni: un percorso che «ha

portato alla creazione di una flotta composta oggi per

circa il 70 per cento da veicoli elettrici e ibridi. Di

conseguenza, la nostra esposizione alle fluttuazioni

dei prezzi dei carburanti tradizionali risulta ridotta,

anche in considerazione del fatto che l’aumento dei

costi dell’energia elettrica si è rivelato, finora, più

contenuto».

Air Pullman descrive invece un’accelerazione di processi

già avviati. «Stiamo accelerando una trasformazione

che era già in atto - spiega Oldrini -. «Stiamo

valutando una diversificazione della flotta che includa

non solo il diesel Euro 6 di ultima generazione, ma

anche vettori energetici alternativi come l’elettrico

per le tratte urbane e l’Hvo». Parallelamente, sul

fronte commerciale, aggiunge: «Nei nuovi accordi

commerciali stiamo inserendo clausole di fuel sur-

charge più dinamiche, per proteggere l’azienda da

improvvise fiammate del mercato energetico».

Oldrini descrive una gestione multilivello: «In questa

prima fase, una parte significativa degli aumenti

è stata assorbita dai nostri margini aziendali. Lo

consideriamo un investimento sulla fiducia dei nostri

clienti e sulla stabilità del mercato». Allo stesso

tempo, «per i nuovi contratti o per le quotazioni spot

abbiamo dovuto procedere a un adeguamento dei listini

che rifletta i costi reali», mentre «per i servizi

continuativi o a lungo termine stiamo introducendo

meccanismi di revisione periodica legati all’indice

del costo del carburante».

Il settore necessita di interventi ad hoc

Troiani indica l’avvio di un confronto con i committenti:

«Valuteremo l’opportunità di avviare tavoli di

confronto con le controparti, al fine di individuare

soluzioni condivise ed equilibrate». Tra le opzioni

considerate, «vi è anche quella di esplorare possibili

meccanismi di ripartizione del rischio legato alle

variazioni del costo del carburante, prevedendo un

parziale trasferimento dello stesso in capo al committente».

Anche qui, insomma, la risposta si chiama fuel

surcharge, un meccanismo contrattuale che consente

di adeguare automaticamente

il prezzo di un servizio in

funzione delle variazioni del

costo del carburante, trasferendo

in modo parziale o totale

il rischio delle oscillazioni di

prezzo dal vettore al cliente.

Sul fronte delle misure di supporto,

emerge una convergenza

tra gli operatori, già emersa

dalle prese di posizione pubbliche

della totalità delle associazioni

di categoria, dalla

triade Anav, Asstra e Agens

all’Associazione dei bus turistici

italiani. «È fortemente

auspicabile che venisse esteso

il credito d’imposta previsto

per il trasporto merci a tutto

il trasporto passeggeri», con le

parole di Bonelli.

Punto sul quale trova piena

convergenza di Balbi:

«Secondo me dovrebbe esserci un principio di detassazione

sui chilometri annui percorsi, che è un po’ il

discorso del trasporto merci. Cioè venire incontro con

una detassazione in modo che chi veramente percorre

tanti chilometri all’anno venga aiutato dallo Stato.

Ora c’è questa riduzione delle accise,

ma non potrà andare avanti ancora

molto. Forse è meglio focalizzare un

aiuto non solo nel trasporto merci ma

anche nel trasporto persone».

Infine, anche Oldrini richiama la

necessità di strumenti normativi:

«È necessario un meccanismo normativo

che permetta l’adeguamento

automatico dei contratti di servizio

all’inflazione energetica». E aggiunge

un elemento legato agli investimenti:

«Chiediamo che i fondi

previsti siano erogati con procedure

più snelle per permetterci di sostituire rapidamente

i mezzi più vecchi». In questo contesto, «serve un

piano di incentivi all’acquisto che copra non solo

l’elettrico ma tutte le tecnologie a basse emissioni

di ultima generazione».

Genovarent: «L’anno

scorso abbiamo pagato

circa un 1 di costi di

carburante; quest’anno

andremo a spendere un

milione e duecentomila

euro: 200mila euro in

più di extra costo non

sono certo pochi...».

25



INCHIESTA Dentro la fabbrica Vinfast

E-BUS ESPRESSO

Abbiamo visitato gli stabilimenti Vinfast in

Vietnam e abbiamo approfondito una strategia

europea incentrata su integrazione verticale,

prezzi competitivi e consegne ultra rapide

26

Vinfast è stata

fondata nel 2017

come marchio

automobilistico,

con una gamma

che comprende

scooter elettrici,

infrastrutture

di ricarica e

autobus. Vinbus,

la società di

trasporti fondata

nel 2019, funge

di fatto da

cliente e da

laboratorio

operativo per

la validazione

delle tecnologie

sviluppate

internamente.

A maggio 2026,

Vinbus gestiva

circa 600

autobus elettrici

VinFast (su un

totale di circa

2.000 in servizio

nel Paese).

Gli altissimi palazzi residenziali del quartiere O-

cean Park di Hanoi costeggiano per centinaia

di metri la superstrada che porta fuori dal centro

della capitale vietnamita in direzione della città

portuale Hai Phong. Rappresentano l’emanazione di

potenza di un gruppo che ha fatto dell’immobiliare

la propria cassaforte e dell’automotive il suo ultimo

‘sfizio’, con in mezzo una serie infinita di divisioni e

focus imprenditoriali. Sempre che sia lecito associare

la parola sfizio a una realtà come Vinfast, costruttore

automobilistico che in meno di dieci anni dalla fondazione

è stato in grado di iscrivere il Vietnam nella

geografia mondiale dell’auto, ovviamente elettrica. Un

business ad oggi costato molti soldi tanto al gruppo

quanto al fondatore Pham Nhat Vuong (manco a dirlo,

l’uomo più ricco del Vietnam), e che non ha ancora

raggiunto la redditività, ma intanto sforna 300mila auto

all’anno in una fabbrica dal livello di automazione

impressionante (l’abbiamo visto coi nostri occhi).

I primi passi al Busworld 2025

A inizio maggio siamo stati nel Paese sud est asiatico,

insieme ad alcune testate specializzate europee,

per un viaggio stampa organizzato da Vinfast. Un’operazione

con un obiettivo chiaro: mostrare come il

progetto di export di e-bus per l’Europa (ricordate il

Busworld 2025?) non rappresenti un’estensione marginale

dell’attività automotive, o, peggio ancora, lo

slancio estemporaneo di un brand debole in cerca di

fortuna in occidente, bensì uno dei tasselli della strategia

industriale di lungo periodo di un gruppo ampio,

ambizioso e stratificato.

Per comprendere il significato dell’operazione bisogna

però allargare lo sguardo e fare qualche passo indietro.

Vinfast è il braccio automobilistico di Vingroup,

conglomerato privato vietnamita le cui origini risalgono

alla prima metà degli anni ‘90 e che negli ultimi

quindici anni ha costruito un ecosistema trasversale

che integra real estate, retail, hospitality, healthcare,

istruzione, tecnologia e mobilità elettrica.

Parliamo di un gruppo da 12,7 miliardi di dollari di

ricavi consolidati e oltre 104mila dipendenti, protagonista

dello sviluppo urbano e industriale vietnamita. Le

torri residenziali Ocean Park di cui facevamo cenno

in apertura ne sono uno degli elementi.

Auto, scooter, autobus

Vinfast è stata fondata nel 2017 come marchio automotive

ma si espande rapidamente verso scooter elettrici,

infrastrutture di ricarica e autobus. All’interno del

Vinbus, azienda di trasporto fondata

nel 2019, svolge di fatto il ruolo

di laboratorio operativo per la

validazione delle tecnologie sviluppate

internamente. Oggi Vinbus gestisce

circa 600 autobus elettrici (dei 2mila

circolanti in Vietnam) in cinque città.

gruppo, il trasporto pubblico assume una funzione che

va oltre la semplice produzione industriale: Vinbus,

azienda di trasporto fondata nel 2019, svolge di fatto il

ruolo di laboratorio operativo per la validazione delle

tecnologie sviluppate internamente.

Oggi Vinbus gestisce circa 600 autobus elettrici (dei

2mila circolanti in Vietnam) in cinque città vietnamite,

tra cui Hanoi, Hai Phong e Ho Chi Minh City. La flotta

ha accumulato 73 milioni di chilometri percorsi a fine

del 2025. Nel deposito Ocean Park di Hanoi, uno dei

tre della capitale, il gruppo gestisce un’infrastruttura

da 10mila metri quadrati capace di ospitare fino a cento

autobus contemporaneamente, con quaranta unità

di ricarica e possibilità di alimentare

ottanta veicoli nello stesso momento.

È però Hai Phong, città portuale a

un’ora e mezza da Hanoi, il cuore

industriale del progetto Vinfast. Qui

l’azienda produce automobili con

una capacità dichiarata di 300mila

unità annue, scooter elettrici fino

a un milione di pezzi e autobus in

uno stabilimento dedicato da 50mila

metri quadrati. La produzione bus è

organizzata in tre grandi aree — carpenteria,

verniciatura e assemblaggio

finale — e si sviluppa su quattro linee

dedicate ai modelli da 6 (l’ultimo prodotto

aggiunto alla gamma), 8, 10 e 12 metri. Prossimo

lancio? Un modello coach da dodici metri per il

mercato locale.

Automazione sì, automazione no

Il plant autobus è distante solo poche decine di metri

dallo stabilimento automobilistico… ma a secoli di

distanza, come normale che sia, in termini di volumi

e, come logica conseguenza, metodologia produttiva.

Gran parte delle attività di saldatura e assemblaggio

resta manuale. I profilati che vanno a costituire fiancate

e struttura del tetto vengono importati da aziende

del quadrante est asiatico e piegati e saldati sul posto,

mentre i telai sono assemblati internamente a partire

da componenti metallici importati.

I tempi produttivi raccontano bene la logica industriale

del plant: sette giorni per la costruzione della struttura,

un giorno in verniciatura / cataforesi (realizzata

VinGroup ha registrato

un fatturato di 12,7

miliardi di dollari e

conta oltre 104.000

dipendenti. È il

più grande gruppo

vietnamita e gestisce

anche ospedali, scuole

e università.

27



RIFLETTORI PUNTATI SULLA GAMMA EUROPEA

Nel corso della nostra visita ad

Hanoi, Vinfast ha fornito dettagli

e prospettive in merito ai veicoli

offerti sul mercato europeo. Sì,

perché a valle della prima presentazione

avvenuta al Busworld

2025 di Bruxelles e delle successive

apparizioni in fiere prevalentemente

tedesche (come Mobility

Move e Bus2Bus 2026), il 12 metri

Eb12 è già stato offerto a gara in

Germania, mentre l’Eb8 è in fase

di realizzazione e sarà disponibile

in versione europea dopo l’estate.

Quest’ultimo sarà una versione

profondamente rivista dell’otto

metri attualmente in circolazione in

Vietnam. Manterrà configurazione

Low entry ma crescerà nelle dimensioni,

passando da 8,6 a 8,9

metri di lunghezza e da 2,40 a 2,47

metri di larghezza. Verrà eliminato,

per motivi di omologazione, il

gradino interno presente a ridosso

della porta centrale anteriore.

Il veicolo ospiterà un massimo di

60 passeggeri, 34 dei quali seduti,

e adotterà (come il corrispettivo

vietnamita) batterie Lfp di Gotion,

in due varianti: dieci o otto moduli,

per un massimo di 350 kWh.

Per quanto concerne il motore, la

soluzione definitiva è ancora allo

studio del reparto engineering del

gruppo. Sarà sicuramente di tipo

centrale.

Discorso diverso per il 12 metri,

che non ha un omologo vietnamita

da cui partire. Si tratta infatti di una

taglia non presente sul mercato

domestico, dove gli urbani arrivano

a 10 metri. Sviluppato espressamente

per il mercato europeo,

l’Eb12 (già disponibile in una unità

demo alle nostre latitudini) monterà

l’assale elettrico ZF AxTrax 2

con motori integrati nelle ruote, il

cui (attesissimo!) ingresso in produzione

è previsto per giugno. Batterie?

Catl per un massimo di 422

kWh. Per quanto riguarda i sedili

il partner standard sarà Steyr, con

Kiel disponibile come alternativa.

90 i passeggeri ospitabili a bordo.

INTEGRARE VERTICALMENTE SEMPRE

Italiano e laureato in Ingegneria

Meccanica all’Università di Genova,

Diego Ghirardi è entrato nella

vietnamita Vinfast nel 2024 dopo

aver lavorato negli Stati Uniti sui

pick-up elettrici e Suv di Rivian. In

VinFast ha inizialmente ricoperto

il ruolo di Chief Engineer per il

programma Vf8, per poi passare

a guidare la divisione veicoli commerciali

nel marzo 2026.

Che esperienza ha portato in Vinfast

e cosa ha trovato qui?

Arrivavo già con esperienza nello

sviluppo di automobili, pickup

truck e veicoli commerciali, sia con

motorizzazioni endotermiche sia

elettriche.

Quello che ho imparato qui è soprattutto

la velocità di esecuzione.

Inoltre, in Europa e nel mondo occidentale

siamo abituati a ragionare

in termini di trade-off tra qualità,

costo e tempo. Si dice sempre

che esiste un triangolo entro cui

ci si può muovere: se si vuole alta

qualità e velocità, allora bisogna

spendere di più, e così via. Qui invece

questo concetto non esiste.

Bisogna riuscire ad avere tutte e

tre le cose contemporaneamente:

arrivare rapidamente sul mercato,

garantire alta qualità e mantenere

costi ridotti.

Come si posiziona Vinfast sul tema

dell'integrazione verticale?

È la nostra carta vincente. Oltre

alle batterie — quindi sia le celle sia

l’assemblaggio dei pacchi batteria

— produciamo internamente anche

una parte importante dei componenti

elettronici. Abbiamo linee

dedicate all’assemblaggio delle

schede e dei vari moduli elettronici.

E sul software?

Abbiamo il pieno controllo dello

stack software. Progettiamo i componenti

hardware, li produciamo

internamente e sviluppiamo anche

il software che li gestisce. Questo ci

permette di ottimizzare continuamente

il sistema e introdurre modifiche

quasi in tempo reale. Di conseguenza

possiamo reagire molto

più rapidamente ai feedback del

mercato, implementare miglioramenti

più velocemente, aggiungere

nuove funzionalità e intervenire

sulle aree in cui i clienti potrebbero

non essere ancora pienamente

soddisfatti. Poiché tutta la catena è

gestita internamente, non dobbiamo

coordinare fornitori diversi per

hardware, software, integrazione,

test e validazione.

Ha menzionato l'intenzione di

proporre al mercato europeo un

modello da 12 metri «nuovo ed

aggiornato». Cosa intende?

Stiamo introducendo modifiche

soprattutto

nella

struttura

del veicolo

rispetto

ai modelli

presentati

a Busworld

2025. Inoltre

vogliamo integrare la nostra nuova

architettura elettrica, che abbiamo

sviluppato e iniziato a introdurre

sulle automobili circa un anno

fa. Questa architettura permette

di ridurre il numero di componenti

e semplificare l’assemblaggio, con

benefici sia sui costi sia sul peso

del veicolo. Inoltre rende il mezzo

più semplice da riparare in caso di

problemi, andando quindi incontro

alle esigenze dei clienti sul fronte

manutenzione.

Una battuta finale sulla concorrenza.

In Europa vedete più competitor

locali o cinesi? E quali sono

i vostri punti di forza?

Consideriamo soprattutto i costruttori

cinesi come i nostri principali

competitor, perché inevitabilmente

veniamo percepiti come un produttore

straniero che entra nel mercato,

esattamente come i brand

cinesi.

Tuttavia il nostro obiettivo è produrre

autobus con una qualità

comparabile agli standard europei.

La produzione

autobus (su 3 turni)

richiede 7 giorni per

la costruzione della

struttura, un giorno in

verniciatura / cataforesi

e dodici giorni per

l’assemblaggio finale su

linea a U.

28

tramite nove immersioni in altrettante

vasche) e dodici giorni per l’assemblaggio

finale su linea produttiva a U.

L’impianto lavora su tre turni e impiega

circa 500 operai espressamente

dedicati alla produzione autobus.

L’obiettivo dichiarato del gruppo, tornando

all’Europa, primo mercato d’esportazione

per gli autobus Vinfast, è

quello di costruire una presenza iniziale

in Benelux e Germania, mercati

dove il costruttore ha già partecipato

ad alcune gare.

Il focus è su operatori già dotati di

propri impianti e competenze interne a livello di manutenzione,

ma Vinfast assicura che parteciperà anche

a tender dove è richiesto il full service in virtù di

accordi con officine locali.

Quella centroeuropea è peraltro l’area di maggior pertinenza

del team europeo, facente capo a Vinfast Nederland,

guidato da Patrick Oosterveld in qualità di Di-

rector of Sales eBus e Alexander Tetarbe

come Senior Project Manager. Il

primo passato tra Vdl, Byd (otto anni

di cui cinque da Deputy sales director

per l’Europa) ed Ebusco, il secondo

pure forte di una ricca esperienza in

Byd. Un team compatto e dalla forte

competenza tecnica che ha la missione

non solo di sviluppare prodotti

conformi agli standard europei ma

anche di effettuare i primi ‘carotaggi’

nel mercato europeo e procacciarsi

le prime commesse. Puntando su tre

temi di sicuro appeal: integrazione

verticale e competenze software (si veda qui sopra

l’intervista all’Head of commercial vehicles Diego

Ghirardi) ma soprattutto prezzo competitivo (“sotto i

400mila euro per l’urbano da 12 metri”) e consegne…

superfast: entro i 10 mesi dall’ordine. Merce rara in

Europa, anche per i costruttori cinesi.

Riccardo Schiavo

In Europa, primo

mercato d’esportazione

per i bus Vinfast,

l'obiettivo è quello di

costruire una presenza

in Benelux e Germania,

mercati dove l'azienda

ha già partecipato ad

alcune gare.

29



Next Mobility Exhibition La expo-conference di Milano

MANCA

LO SPRINT

La terza edizione di NME ha deluso le

aspettative: meglio l'anima convegnistica di

quella (scarna) espositiva, che ha comunque

ospitato il lancio della nuova gamma elettrica

di Menarini. Prossima edizione nel 2028?

Inutile girarci intorno: la terza tornata di NME - Next

Mobility Exhibition ha deluso le aspettative dei più.

Se nel 2022 Fiera Milano lanciava il guanto di sfida a

Rimini, candidandosi come appuntamento di riferimento

per l'ecosistema dell'autobus (e della mobilità) in Italia,

nel 2026 possiamo dire, sulla scorta dei riscontri raccolti

tra i padiglioni da aziende espositrici e visitatori, che il

sorpasso non è avvenuto. Anzi.

Così come nel 2024, NME ha cercato di sfruttare la contemporaneità

con Transpotec-Logitec - appuntamento di

riferimento italiano per il trasporto merci -, ma ci permettiamo

di dire che l'ha sfruttata nel modo sbagliato, dal

momento che i padiglioni erano separati, con Iveco Bus

e MAN dall'altra parte del decumano. Certo, il rischio -

forse - era quello di 'affogare' il bus nel mare magnum

del truck, ma così le due hall di NME non ne hanno di

certo giovato. Chissà allora se la quarta edizione, fissata

nel 2028, prevederà una migliore integrazione a vantaggio

di una fiera che deve ancora farsi le ossa.

Il pezzo forte della Expo-Conference, dedicata in particolare

modo al tpl (gli operatori non sono mancati, anzi),

è l’anima convegnistica, più che l’area espositiva in sé.

Un’area che quest’anno si è svuotata come detto dalla presenza

di due player come Iveco e MAN che, per quanto

abbiano timbrato il cartellino, hanno sì portato gli autobus

ma li hanno esposti negli spazi dedicati a Transpotec. Per

fortuna (di NME) Menarini ha sfruttato la fiera di Milano

per lanciare nuova gamma e strategia. Sono infatti a firma

del costruttore italiano le due uniche novità di prodotto.

Per il resto, comunque, non è mancata la presenza e

l’offerta di realtà di livello, a partire dalle due potenze

cinesi, BYD e Yutong, seguite dalla connazionale King

Long (presente con il dealer Dierre) per arrivare a un big

come Solaris, a realtà consolidate come Karsan e Indcar

e Irizar e-mobility, passando anche per Tam Europe ed

Hess. Senza dimenticarci di un allestitore di primissima

fascia come Olmedo e della novità Aveuro, e gli attori

della cosiddetta filiera – hardware e software – come Zf,

Driventic, Siemens, Aep Ticketing Solutions, Ivu Traffic

Technologies Italia, Kentkart Italia e Maior, tra gli altri.

BYD

Iniziamo il racconto rispettando l'ordine alfabetico e dunque

eccoci subito a BYD, che a Milano ha presentato

ufficialmente Stéphane Espinasse, nuovo responsabile

autobus Europa (per lo meno, questa la traduzione approssimativa

del job title 'Bus senior commercial and

tender lead Europe'), alla sua prima apparizione pubblica

nel nuovo ruolo dopo una vita in Iveco Bus. Si appresta

a prendere il timone da Javier Contijoch, prossimo alla

pensione. Venendo ai due veicoli esposti dal costruttore

cinese, iniziamo con l’urbano elettrico snodato B18.b:

capacità di 140 passeggeri, batteria da 511 kWh con autonomia

fino a 430 km. Poi il B12.b Hf (ovvero High

Floor), un Classe II da 12 metri a pianale alto, equipaggiato

anch'esso con le 'blade batteries' integrate al telaio.

INDCAR

Il carrozziere spagnolo è di casa in Italia, vuoi per la sto-

In grande il

minibus Yutong

E7s in livrea

Atm, dunque in

senso orario il

B18.b, snodato

elettrico di

BYD, l'e-Mobi

City di Indcar

su telaio

eDaily, i 12 metri

a batteria

dell'Irizar ie

bus Efficient e

il Crossway Elec

in livrea celebrativa

dei 20

anni dal lancio

della gamma.

rica partnership con Iveco, vuoi perché ha nello Stivale il

primo mercato estero. Da Arbúcies Indcar ha portato un

midibus elettrico a batteria, ovvero l’eMobi City L8, un

otto metri 'alla spina' realizzato su telaio Iveco eDaily. A

bordo c'è spazio per trenta passeggeri, mentre la batteria

ha potenza nominale di 90 kWh.

IRIZAR E-MOBILITY

Oltre a fare la conoscenza di Giovanni Privitera, da

qualche mese responsabile del mercato italiano, abbiamo

conosciuto meglio l'ie bus efficient, appartenente alla

gamma rinnovata presentata al Busworld Europe di Bruxelles

a ottobre 2025. Qui nella versione dodecametrica,

ma disponibile anche nella versione da 10 e 18 metri,

l'e-bus ha migliorato il consumo energetico fino al 10

per cento rispetto alla precedente generazione, oltre a

essere più leggero di una tonnellata. Capacità di trasporto

passeggeri? 105 effettivi.

IVECO BUS

Il leader di mercato in Italia ha portato i suoi tre moschettieri

elettrici, a partire dal Crossway Elec a pianale

alto, in livrea dorata per festeggiare i vent'anni del modello,

che è il Classe II più venduto in Europa. Al suo

fianco, e l’E-Way nella versione compatta da 9,5 metri,

con motore Siemens Elfa e batterie Nmc da 69 kWh.

Infine anche il piccolo di casa, l’e-Daily minibus. All'esterno

anche l'Evadys, con motorizzazione tradizionale

compatibile con Hvo.

KARSAN

Tre anche i modelli in mostra per Karsan,

a partire dal suo cavallo di battaglia

tecnologico, ovvero l'Autonomous

e-Atak, l'unico midibus disponibile a

oggi sul mercato europeo con livello 4

di guida autonoma, sviluppato a quattro

mani con il partner Adastec. Quindi

l'e-Ata Low Entry destinato ai servizi

suburbani: fino a 41 sedute e 90 passeggeri,

motore elettrico ai mozzi di

Zf e batterie con chimica Lfp, fino a

528 kWh. In ultimo, i 6 metri dell'e-

Jest, il minibus elettrico più venduto in

Europa, spinto da motore Bmw da 135

30

31



Sempre in senso

orario, lo schieramento

di mezzi allestiti da

Olmedo, dunque lo

stand Karsan con l'e-Ata

Le, il midibus a guida

autonoma Autonomous

e-Atak e il corto e-Jest,

tutti elettrici. Dunque

Dierre con il Pev8 di Air

Pullman con il 'vestito'

di Regione Lombardia,

il MAN Lion's City E e le

due novità 'alla spina' di

Menarini: l'Airon davanti

e il Flash dietro. E,

ancora, il Solaris Urbino

10.5 Electric, il Tam Vero

da 9 metri e il Classe

II elettrico di Yutong,

l'Ic12e.

Da sottolineare una

curiosità: assenti

i mezzi a celle a

combustibile ad

idrogeno e anche i

turistici, salvo il coach

di King Long, ovvero

il C9 con motore

tradizionale diesel.

kW. Tra le novità anticipate in conferenza stampa, un

aggiornamento delle batterie che consentirà di toccare

quota 800 kWh sul 18 metri.

KING LONG

Il secondo costruttore cinese affacciatosi a Milano è King

Long, tramite il dealer Dierre. Nel tridente scelto per

l'appuntamento milanese, King Long ha sparigliato un

po' le carte, portando in fiera anche un turistico a motore

convenzionale diesel: si tratta del C9, coach compatto

da 9 metri di lunghezza, con powertrain Cummins, trasmissione

Zf Ecolife 2 e capienza di 35 persone. Poi

due elettrici, entrambi in livrea di Regione Lombardia ed

entrambi appartenenti alla flotta di Air

Pullman: stiamo parlando del midibus

Pev8 e del Pev12. Quest'ultimo è un

Low Floor con batteria, fornita da Catl,

da 466 kWh di capacità, con formula

chimica Lfp e un’autonomia dichiarata

di 546 km. Il midibus, invece, ha una

dotazione di batterie con una capacità

di 267 kWh per un’autonomia di 374

km. Stesso fornitore e stessa formula.

MAN

Il Leone di MAN ha ruggito con due

autobus, uno elettrico e uno ibrido: il

Classe II Lion’s Intercity Efficient Hybrid con motore

a sei cilindri e nove litri che, lavorando di concerto con

il sistema MAN Efficient Hybrid, riduce emissioni e

consumi (la 'famiglia' è quella del mild hybrid). Dunque

i 12 metri del Lion’s City E: le batterie sono Nmc ed

assemblate in moduli da 80 kWh al tetto; la trazione è

affidata a un motore centrale realizzato all'interno del

gruppo Traton.

MENARINI

Come anticipato, i riflettori se li è presi soprattutto Menarini,

che ha scelto il palcoscenico di Milano e la presenza

di importanti operatori tpl per alzare il sipario non solo

sul rebranding, ma soprattutto sulla nuova gamma elettrica,

con il battesimo di Flash e Airon, rispettivamente

il midibus e il 12 metri elettrico, che saranno disponibili

anche nella versione da 9 (per Flash) e da 10 (per Airon),

dando il 'la' al nuovo corso dell’azienda, passata da due

anni sotto l’ombrello di Seri Industrial. Due modelli made

in Italy che monteranno nel prossimo futuro batterie

di Faam (anch’essa facente parte del gruppo Seri). Per

le caratteristiche tecniche dei nuovi e-bus vi rimandiamo

a pagina 43.

OLMEDO

Olmedo in massa a NME con cinque veicoli, confermando

il focus sugli allestimenti per sanitario, trasporto

disabili e trasporto persone. L’azienda trasforma van e

minibus, installando interni e soluzioni dedicate, con un

approccio multibrand che include sia Stellantis sia Maxus

(gruppo Saic). Tra le novità esposte, l'e-minibus 110Lr su

base Ducato elettrico, con batteria da 110 kWh e autonomia

dichiarata fino a 300 km, oltre a un Maxus eDeliver

7 nove posti con pedana. Olmedo produce circa 2.500

veicoli l’anno e ha chiuso il 2025 a 100 milioni di euro

di fatturato (l’elettrico rappresenta il 10 per cento del business).

È il fornitore della startup di van pooling Wayla.

SOLARIS

L'Urbino 10,5 Electric, ovvero l’ultimo arrivato nella

famiglia di e-bus del costruttore polacco, è un modello

con taglia apprezzata dal mercato tricolore. Motore Tsa

sincrono con potenza massima di 250 kW e batterie Nmc

da 352 o 400 kWh. Capacità massima passeggeri? 85

persone. Da segnalare la prima uscita fieristica per Riccardo

Cornetto nella nuova veste di Direttore generale di

Solaris Italia: riceve il testimone da Alberto Fiore, che

sostituisce Cornetto come Direttore commerciale.

TAM

Prima volta a Milano, ma non in Italia (aveva partecipato

a Rimini in passato) per Tam Europe, costruttore slovenocinese

che ha in consegna 32 unità per Arst in Sardegna.

A NME in mostra la versione da 9 metri del city bus

Vero, un mezzo modulare disponibile in più versioni di

lunghezza (fino ai 12 metri e non meno di 8), spinto

da motore Driventic, dove rimangono costanti gli sbalzi

all'anteriore e al posteriore. Da rivedere

la soluzione del pentaposto posteriore,

buio e raggiungibile mediante ripida

ascesa di scalini.

YUTONG

Chiudiamo con il terzo e ultimo gruppo

cinese. Per l'occasione, data la recente

commessa di 40 unità per Atm Milano,

Yutong ha scelto di parcheggiare in fiera

l'E7s, entrato in servizio per le strade

del capoluogo lombardo. Il corto sfiora i

7 metri, ha motore elettrico da 120 kW

e capacità della batteria di 142 kWh.

A seguire due mezzi della gamma U,

nella versione da 10 metri (U10) e in

quella lunga da 18 (U18), quest'ultima in livrea dedicata

al quasi pronto e-Brt di Bergamo. Dulcis in fundo, il

Classe II a batterie e a pianale alto, cioè l'Ic12e, che ha

subito un lavoro di restyling del frontale. Il facelift lo fa

assomigliare molto al Crossway. Sotto la scocca lavora

un motore centrale sincrono a magneti permanenti con

potenza di picco di 350 kW e batterie Catl con chimica

Lfp e 466 kWh di capacità.

I riflettori se li è presi soprattutto

Menarini, che

ha scelto il palcoscenico

di Milano per alzare il sipario

sulla nuova gamma

elettrica, con il battesimo

di Flash e Airon, rispettivamente

il midibus

e il 12 metri a batteria.

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PRESENTAZIONE

Menarini Flash e Airon

IERI, OGGI... E DOMANI!

A due anni dal cambio di proprietà,

il costruttore italiano si rifà il look e,

soprattutto, lancia la nuova gamma

‘Electrocity” dagli 8 ai 12 metri.

E presto arriveranno anche il minibus

e lo snodato…

A

Next Mobility Exhibition 2026 l’unica vera novità

l’ha portata Menarini, proprio accanto al mezzo più

vecchio: infatti, all’inizio del padiglione 11, dietro

agli autobus più nuovi, spiccava un bel Om Tigrotto ex

Svap Aosta nella classica tonalità bi-verde degli autobus

urbani di sessanta (e più) anni fa. E non era lì a caso:

da una parte per creare una piacevole cornice agli ultimi

modelli, dall’altra per richiamare la gloriosa storia del

marchio, riportato alle origini dopo la parentesi IIA (la

fu Industria Italiana Autobus).

A tredici anni dal lancio del Citymood e a due dalla nuova

gestione del gruppo Seri, Menarini ha così presentato la

sua nuova gamma Electrocity, costituita da Airon e Flash,

uscita dalla penna dello studio Vernacchia di Pavarolo

(presso Chieri, Torino), già noto per le linee del Frecciarossa

e di altri modelli di autobus, Citymood incluso. Se

per l’Airon si tratta essenzialmente di un

facelift del Citymood che andrà a interessare

da quasi subito le versioni elettriche nelle

lunghezze di 10,5 e 12 metri (e a seguire l’autosnodato da

18), per il Flash si tratta di un nuovo progetto, che nasce

solamente ad emissioni zero.

In realtà anche il Flash utilizza parti strutturali mutuate

dal Vivacity, dove le precedenti lunghezze sono state

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Nelle previsioni di Seri

c’è la realizzazione

in casa dei sistemi di

accumulo, sfruttando

le competenze di Faam

per l’assemblaggio di

moduli Lfp, così da

essere più competitivi

sui costi di produzione.

CARTA DI IDENTITÀ

aumentate di una ventina di centimetri, ottenendo le

due taglie di 8,2 e 9,4 metri circa. Ciò che differisce,

oltre alle linee esterne ed interne, è la parte posteriore,

completamente ridisegnata per il minore ingombro del

motore elettrico disposto in linea rispetto al precedente

propulsore termico montato trasversalmente con rinvio

angolare sul cambio.

Accelera il motore

Motore elettrico che vuole essere lo stesso per tutte le

lunghezze, ovvero il già conosciuto 1Cs2016 di Accelera

(Cummins) cui è abbinato l’inverter di trazione Elfa

3 (pure ex Siemens). D’altra parte, la

trazione di un veicolo elettrico è quasi

totalmente affidata a programmazioni

software e per mantenere gli stessi livelli

di accelerazione su veicoli anche

molto diversi tra loro basta un dataset

specifico, e poco altro. Il motore è di

tipo sincrono a magneti permanenti,

raffreddato a liquido, ed eroga 185

kW di potenza continuativa, con 290

di picco, assicurando una coppia fino

a 3.000 Nm: prestazioni perfettamente

adeguate a tutte le taglie.

Le batterie sono a chimica Nmc, e

FLASH ELECTROCITY

AIRON ELECTROCITY

Lunghezza mm 8.258 / 9.433 10.620 / 12.100

Larghezza mm 2.350 2.550

Altezza mm 3.136 3.200

Passo mm 4.150 / 4.700 4.420 / 5.900

Sbalzo anteriore mm 2.082 2.800

Sbalzo posteriore mm 2.661 3.400

Pneumatici anteriori 275/70 R 22,5 x 7,5 275/70 R 22,5 x 7,5

Pneumatici posteriori 385/55 R 22,5 x 11,75 /

Motore Accelera by Cummins Accelera by Cummins

Motore tipologia sincrono a magneti permanenti sincrono a magneti permanenti

Motore potenza nominale kW 185 185

Motore potenza max kW 290 290

Coppia nominale Nm 1.650 1.650

Coppia max. Nm 3.000 3.000

Formula batterie Nmc Nmc

Capacità batterie kWh 294 / 392 294 / 392 ; 392 / 490

Autonomia dichiarata km 300 a 400 da 300 a 490

Numero posti a sedere da 12 a 15 22

Ricarica plug-in Ccs2 plug-in Ccs2

vanno dai 294 kWh di energia nominale per il Flash

da 8 metri fino ai 490 kWh per l’Airon da 12. La

ricarica avviene attraverso una presa Ccs2 posta sopra

la ruota anteriore destra, alla quale si può aggiungere

una seconda presa dal lato opposto. Nelle previsioni

del gruppo Seri c’è la realizzazione in casa dei sistemi

di accumulo, sfruttando le competenze di Faam per

l’assemblaggio di moduli Lfp con prestazioni analoghe

a quelle attuali, così da essere più competitivi sui costi

complessivi di produzione. La linea di assemblaggio

dei moduli è stata già completata e si sta lavorando

su quella per la realizzazione delle singole celle, con

l’obiettivo di avere la piena compatibilità per l’applicazione

su tutti i nuovi modelli di autobus.

Un design particolare

Tornando alle linee esterne, colpisce soprattutto quella

del Flash, dove i gruppi ottici tondi ci riportano volutamente

indietro nel tempo, fondendo tradizione con

modernità, design con funzionalità. Una scelta controcorrente

e quasi coraggiosa, visto che si è sentito

anche qualche mormorio; ma se l’intenzione era quella

di attirare l’attenzione… beh, alla Menarini ci sono

perfettamente riusciti. Coraggiosi anche per la voglia

di entrare in un mercato già pieno di marchi e dove

i prezzi risentono della concorrenza turca e cinese:

PARLA VITTORIO CIVITILLO, AD SERI INDUSTRIAL

Le novità sono Flash e Airon,

due veicoli che sono un punto

di partenza per una nuova

gamma più ampia...

Sì, sono in arrivo anche il 6 e il

18 metri. E sul Classe I l'obiettivo

è avere tutto omologato entro fine

anno. Con i due e-bus presentati

in Fiera a Milano rilanciamo la

tradizione di Menarini a braccetto

con l’innovazione. Sono veicoli

che, oltre a essere belli, sono

anche molto innovativi dal

punto di vista tecnologico. Sul

design credo che abbiamo

fatto un veicolo bellissimo, sia

internamente sia esternamente.

Secondo me siamo sulla strada

giusta per presentare sul mercato

un prodotto buono e vincente.

Purtroppo il mercato al momento

vive una fase di stallo.

Ecco, a proposito di mercato,

quali trend state osservando?

La clientela non sta ordinando

in modo costante. C’è un fermo

totale dopo il Pnrr e questo,

francamente, per noi è una

sofferenza. Abbiamo acquistato

l’azienda due anni fa e abbiamo

fatto un 2025 straordinario,

perché Menarini non aveva mai

registrato un margine operativo

lordo positivo. Oltre ai 400

mezzi, abbiamo fatto 140 milioni

di fatturato con un Ebitda in

positivo, anche a doppia cifra,

cosa che non era mai accaduta

prima. Adesso però c’è un

fermo legato a un portafoglio

ordini ridotto. Stiamo facendo le

ultime consegne e aspettiamo

che arrivino nuovi ordini. A tal

proposito, vorrei aggiungere una

cosa…

Prego.

In Italia c’è un tema di

pianificazione: non si pianifica

in modo corretto. Su questo ci

stiamo facendo sentire insieme

al comparto. Spero che si

introducano premialità per la

filiera europea. In qualche

modo bisogna porre un freno,

premiando i costruttori che

portano innovazioni in Italia e in

Europa, e non premiando quelli

che vincono soltanto sul prezzo…

Immagino si riferisca

all’Industrial Accelerator Act

proposto dalla Commissione

Ue e in discussione nelle

istituzioni comunitarie…

Esatto. Se da Oriente ci invadono

con una capacità produttiva

tripla rispetto ai consumi interni,

è normale che andremo tutti in

difficoltà.

Passiamo al capitolo batterie:

quando dobbiamo aspettarci

bus Menarini con moduli

sviluppati in house?

Dobbiamo farlo quanto prima.

Anche perché oggi non ci

riforniamo direttamente da

un produttore, ma da un

assemblatore che fornisce anche

molti concorrenti europei. Però le

batterie le sappiamo fare in casa,

con Faam.

Qual è la sfida per realizzare

batterie industrializzate vostre

per l’autobus?

I volumi, senza dubbio. Bisogna

personalizzare una linea di

produzione specifica per i bus. I

volumi sono pochi rispetto a una

fabbrica che produce 16 GWh

all’anno, però la stiamo facendo.

La linea di assemblaggio moduli

l’abbiamo già realizzata. Adesso

stiamo verificando come fare

celle customizzate per i bus.

Potrebbe essere anche una

linea che lavora con costruttori

terzi?

Noi non siamo orientati a

questo: o lo facciamo noi o

non lo facciamo affatto. Stiamo

cercando di realizzare una cella

che risponda alle esigenze di

densità energetica e autonomia

dei bus. Entro fine anno avremo

la linea pronta, mentre per i

moduli siamo già pronti: se oggi

volessimo acquistare le celle e

produrre la batteria, potremmo

già farlo. Stiamo aspettando

perché vogliamo assemblare

internamente anche la cella.

Nel 2027 quindi la gamma

inizierà ad avere moduli

in house. Questo avrà

ripercussioni èsulla struttura

del veicolo?

Stiamo cercando di mantenere

lo stesso ingombro a parità di

densità energetica. Andrà a

inserirsi nel layout della gamma

che abbiamo sviluppato.

E sul Classe II cosa bolle in

pentola??

Qualcosa in preparazione c'è. E

almeno uno lo vogliamo fare in

casa. Sul resto stiamo lavorando

a collaborazioni con soggetti terzi

per velocizzare il processo.

La produzione è tutta a

Flumeri, giusto?

Il progetto di riorganizzazione

è completato. A Bologna sono

rimasti gli uffici: R&D, acquisti,

commerciale e amministrazione.

A Flumeri c’è tutta la produzione.

Ma la gamma a gas rimane?

Sì, la gamma Citymood resta in

vita per le trazioni tradizionali.

Rimane il gas, dove vediamo

ancora mercato.

Passiamo al mercato

estero, dove recentemente

avete annunciato ambizioni

internazionali…

Abbiamo fatto scouting e stiamo

costruendo una rete, perché

prima non c’era nulla. Inseriremo

sei persone a partire da giugno e

copriremo tutte le aree europee,

con un focus particolare su

Spagna e Portogallo, dove

saremo presenti con un ufficio

Menarini. Il numero due

dell’estero si trasferirà in

Spagna, perché riteniamo

che sia un mercato molto

promettente e vogliamo

garantire una maggiore

presenza.

E all’estero offrirete

l’intera gamma?

Sì. Sul Classe II stiamo

verificando se andare

avanti soltanto con un mezzo,

evoluzione del Classe I verso il

Classe II, oppure chiudere un

accordo con un partner. In quel

caso si tratterebbe di un prodotto

con il nostro brand, interamente

costruito a Flumeri, ma con

componentistica e tecnologia

del partner. Abbiamo bisogno di

accelerare l’innovazione, perché

sul Classe II non siamo mai

stati presenti. C’è un problema

strutturale che va completamente

ridisegnato.

Tra urbano a pianale ribassato

e Classe II a pianale alto, il low

entry è un prodotto che avete

in vista?

È il prossimo. Lo faremo nel

2027, con una versione dell’Airon

adattata dal Classe I al Classe II

Le. Ma questi sono solo i primi

progetti…

Per esempio?

In Italia e in Europa c’è un buco

nero impressionante sui veicoli

commerciali per l’ultimo miglio.

Esiste un ritardo tecnologico che

fa paura. Vedremo…

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SEDILI MADE IN ITALY (CON LAZZERINI)

Su entrambi i modelli esposti

in fiera erano installati i nuovi

sedili Re-Compact di Lazzerini,

pensati per il trasporto

urbano e realizzati con materiali

completamente riciclabili

e derivati da rifiuti destinati

alla discarica. L’intervento di

Lazzerini si inserisce lungo

due direttrici chiave: da un

lato lo sviluppo di soluzioni

di seduta sostenibili e ad alte

prestazioni, dall’altro l’evoluzione

degli standard di accessibilità

a bordo. Nello specifico,

il sedile Re-Compact è

stato progettato e sviluppato

per garantire ergonomia,

comfort e adattabilità a diverse

tipologie di passeggeri.

Leggero, resistente e di semplice

manutenzione, il sedile

è realizzato con materiale

completamente riciclato ed è

a sua volta riciclabile, con elevate

prestazioni in termini di

durata, sicurezza e resistenza

agli atti vandalici. Il progetto

si distingue, infatti, anche per

l’attenzione all’impatto ambientale:

il materiale deriva

da rifiuti destinati a discarica

e consente una significativa

riduzione dell’utilizzo di materie

prime di origine fossile,

contribuendo a un modello

produttivo orientato alla circolarità.

Sempre di Lazzerini, con lo

zampino di Vernacchia design,

è la bella area attrezzata

per il trasporto di un disabile

in carrozzella o di un passeggino,

che integra un corrimano

orizzontale, la protezione

lato corridoio e il pulsante di

chiamata e nella quale possono

essere montati due strapuntini

ripiegabili. La postazione

è stata concepita come una

vera e propria 'welcome area',

pensata per migliorare l’esperienza

di viaggio attraverso

uno spazio più accogliente,

riconoscibile e funzionale.

L’obiettivo è superare la logica

della semplice postazione

tecnica, offrendo una soluzione

che garantisca maggiore

comfort, sicurezza e un livello

più elevato di privacy.

se fossero stati pronti prima ed avessero partecipato

all’attuale gara Consip, magari, qualche numero sarebbe

saltato fuori. Peccato.

Nuovo anche dentro

Ma saliamo a bordo del Flash, dove il cambiamento è

altrettanto evidente: interni ridisegnati e tinte prevalentemente

chiare, con l’utilizzo di nuovi materiali parzialmente

riciclati e quasi interamente riciclabili. Il padiglione

è curvo ai lati e si raccorda verso il centro nelle due file

di luci bianche a luce indiretta, completate da due strisce

blu per l’illuminazione notturna. Nella parte centrale

del soffitto c’è anche la diffusione dell’aria climatizzata,

eventualmente integrata a pavimento per il riscaldamento.

Il piano di calpestio è completamente in piano, con

un comodo podeste per raggiungere gran parte dei sedili,

garantendo un’ottima movimentazione interna, grazie anche

alla presenza del ‘ruotone’ singolo all’asse posteriore.

Come per il vecchio Vivacity, infatti, il ponte prevede due

pneumatici maggiorati misura 385/55 montati su cerchio

da 22.5” x 11.75”, mentre all’anteriore troviamo i tradizionali

275/70 R22.5 su cerchio standard. Le sospensioni

anteriori sono di tipo indipendente e presentano di serie

ammortizzatori autoadattivi Pcv (a richiesta con controllo

elettronico Cdc con sistema antibeccheggio e antirollio).

Ruote e pneumatici tradizionali per l’Airon, dove la barra

stabilizzatrice è anche all’asse anteriore.

Relativamente al Flash, la versione base prevede dodici

sedili sull’8 metri e quindici sul 9. A omologazioni

completate saranno resi noti anche i posti in piedi e le

relative capacità complessive massime. Viste le masse

tecnicamente ammesse dagli assali e dagli pneumatici,

comunque, ci si aspetta una portata simile alle corrispondenti

versioni termiche della gamma Vivacity, cioè

una sessantina per la versione più corta e una settantina

per quella più lunga.

Due le porte doppie di accesso (quella anteriore a

larghezza ridotta) di tipo rototraslante interno, ad

azionamento completamente elettrico. Sul nove metri

può essere richiesta una terza porta ad anta singola,

montata sullo sbalzo posteriore, esattamente come sul

Vivacity. Due o tre le porte doppie sull’Airon, come

sul Citymood, del quale eredita gran parte degli allestimenti

interni.

Rinnovato per entrambi il posto guida, dove spicca

centralmente un enorme schermo a colori nel quale

vengono visualizzate tutte le informazioni di marcia e

di servizio, integrato in un'savvolgente ed ergonomica

plancia. Bello il nuovo volante predisposto per i pulsanti

multifunzione e dotato di regolazione solidale al

cruscotto. L’impianto elettrico, che contempla tutte le

ultime prescrizioni del pacchetto Gsr2, è fornito come

da tradizione dalla svizzera TeQ, forse la prima a realizzare

i sistemi Multiplex, ormai più di trent'anni fa.

Il rilancio di Valle Ufita

Airon e Flash escono interamente dallo stabilimento

ex Iveco di Valle Ufita, del quale sfruttano l’impianto

di cataforesi ad immersione per la struttura autoportante

in acciaio saldato. Prossimi progetti? Il Flash da 6

metri e l’interurbano. Per il primo si tratta di rientrare

in quella nicchia (peraltro numericamente interessante)

dove il precedente modello (Zeus) non era riuscito mai

a sfondare veramente; per il corto dobbiamo attendere

l’inizio del prossimo anno ma il prototipo è già in fase

di realizzazione. Per gli autobus in Classe II si sta valutando

se puntare soltanto ad un mezzo Low entry derivato

dall’Airon (e potenzialmente disponibile già entro

la fine del 2027) o se progettare ex-novo un veicolo a

pianale alto, ma in questo caso in partnership con un

altro costruttore e con tempi sicuramente più lunghi.

L’intera nuova gamma guarda anche all’estero, soprattutto

alla penisola iberica dove è stato anche costituito

da poco un ufficio di rappresentanza. In fondo, Menarini

ha già fornito in passato centinaia di veicoli in

altri Paesi (ultima è la fornitura di 200 Citymood Cng

per la città di Atene) cercando così di riempire la produzione

che, con il solo e discontinuo mercato interno

italiano, non consente una seria programmazione ed un

ragionevole piano industriale. Da italiani, speriamo che

Menarini ce la faccia: l’impegno, da parte di Vittorio

Civitillo e di tutte le sue maestranze, c'è.

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“Strade,

persone,

storie e

passione”,

è il libro

scritto dal

nostro collega

Alberto

Gimmelli,

in forza alla

redazione di

Vado&Torno,

e fortemente

voluto da

MAN Truck &

Bus Italia per

celebrare i

primi quattro

decenni di

vita in Italia.

Tante storie,

altrettante

curiosità e

tutti i ruggiti

del Leone.

Amarcord

Amarcord

Certo, gran parte della storia di

MAN in Italia passa per il truck, ma

c’è anche tanto da dire sul fronte

del bus. E in queste pagine, ricche

di fotografie, insieme all’autore

abbiamo ripercorso i momenti

chiave, lato torpedoni, per il Leone.

I PRIMI 40 ANNI DI MAN ITALIA

Che storia!

LA VITA DEL LEONE ITALIANO E LE TAPPE CRUCIALI DELLA DIVISIONE BUS

Era il 4 giugno del 1986 quando, in

uno studio notarile di Cusano Milanino,

nasceva ufficialmente la filiale

italiana di MAN Truck & Bus – allora

MAN Veicoli Industriali – avamposto

imprescindibile per presidiare al meglio

il mercato dell’autobus e del camion i-

taliano, partecipando alla serrata competizione

che caratterizza(va) il mondo dei

veicoli commerciali alle nostre coordinate

geografiche.

Il 4 giugno per il Leone è dunque una data

da ricordare e da celebrare. E per festeg-

giare al meglio i primi 40 anni in salsa

tricolore, MAN ha deciso di mettere nero

su bianco questi quattro decenni, affidando

alla penna del nostro collega Alberto

Gimmelli, in forza alla redazione di Vado&Torno,

la scrittura del libro: 'Strade,

persone, storia e passione'. Un libro che,

pagina dopo pagina, rappresenta un vero

e proprio viaggio attraverso le tappe

più emblematiche che hanno segnato la

crescita della casa tedesca in Italia, intrecciate

con i principali avvenimenti in

Italia e nel mondo, a partire – in quel-

lo stesso 1986 – dal disastro nucleare di

Chernobyl al crollo del Ponte Morandi a

Genova, nell’estate del 2018, e alla pandemia

di Covid.

Certo, gran parte della storia di MAN in

Italia passa per il mondo del truck, ma c’è

anche tanto, tantissimo da dire sul fronte

dell’autobus. E in queste pagine, ricche

di fotografie, insieme all’autore abbiamo

ripercorso i momenti chiave, lato torpedoni,

per il Leone italiano.

Ma, aspetto curioso e simpatico, nel volume

ci sono anche tante incursioni nel

sociale, persino nel mondo della cultura e

dello spettacolo. Per esempio, il racconto

di un episodio che ha come protagonista il

cantante Shel Shapiro: «Mentre stava girando

un video per uno dei suoi singoli, si

imbatte casualmente in un camion MAN,

chiede un passaggio e sale a bordo. Un

incontro casuale che finisce con un MAN

Tgx sullo sfondo della copertina di un suo

disco, peraltro realizzato da uno dei maghi

della fotografia in Italia, come Guido

Harari, che in seguito farà una mostra

sponsorizzata proprio da MAN». Insomma,

piccoli dettagli che però fanno parte

della vita e del percorso di un’azienda.

Il Dna ingegneristico di MAN

«Scrivendo questo libro, per un non e-

sperto di torpedoni come me, ho avuto

modo di apprezzare l’importanza dell’autobus

in tutte le sue declinazioni, dall’urbano

al turistico, e di quanta importanza

abbia avuto, e abbia tuttora, nel business

di MAN. Chiaramente MAN è entrata nel

mercato nostrano presentando un biglietto

da visita costituito dalla sua forte presenza

nel settore del cava-cantiere e dunque

dei camion. In quel momento, parliamo

appunto della fine degli anni Ottanta,

MAN sostanzialmente proponeva e commercializzava

gli autotelai, che venivano

poi carrozzati da aziende terze», spiega

Alberto Gimmelli.

Poi, però, è successo qualcosa. Ancora

l’autore: «In MAN Germania, forti del

loro Dna ingegneristico, sono sempre stati

convinti – a ragione – di avere un ottimo

prodotto, capace di poter ben penetrare

in tutti i mercati del Vecchio Continente.

E allora agli inizi degli anni Novanta, la

casa ha deciso di entrare nel segmento

del gran turismo con un proprio modello.

Un modello che mi piace ricordare anche

per il suo nome, ovvero Gran Turismo A-

rena».

Il richiamo è ovviamente al luogo natale

di MAN Italia: se l’atto notarile è stato

stipulato in provincia di Milano, la casa di

MAN Italia è a Villafranca di Verona, di

cui la splendida Arena è simbolo. E l’Arena,

carrozzato da Muratori di Modena, ha

avuto successo, dando il 'la' alla crescita

del marchio anche nel mondo dell’autobus

e del coach.

«Dal lancio dell’Arena, MAN ha sviluppato

man mano la propria presenza sul

mercato, arrivando negli anni Novanta a

presentare al Salone di Torino una grandissima

novità, ovvero il modello NL 202,

il primo autobus ribassato nel Belpaese:

prima erano dei perfetti sconosciuti! Ecco,

questo veicolo catturò le attenzioni e

il cuore della clientela professionale».

Dagli esordi alla crescita nei 2000

Arrivando al nuovo millennio, un passag-

40

41



Amarcord

Amarcord

Un libro che

rappresenta

un vero

e proprio

viaggio

attraverso

le tappe più

emblematiche

che hanno

segnato la

crescita della

casa tedesca

in Italia,

intrecciate

con i

principali

avvenimenti

in Italia e

nel mondo,

a partire, In

quello stesso

1986, dal

disastro di

Chernobyl

fino al crollo

del Ponte

Morandi a

Genova e alla

pandemia di

Covid.

gio chiave è stato senza dubbio il 2001

con l’acquisizione di Neoplan, storico

brand dell’autobus, fondato a Stoccarda

nel 1935.

Oggi i bus turistici Neoplan rappresentano

una parte importante delle immatricolazioni

di coach di MAN, grazie a

modelli particolarmente apprezzati come

il Cityliner, lo Skyliner e il Tourliner. Si

tratta di coach di alta categoria scelti a

più riprese da diverse squadre di calcio

di Serie A (Milan su tutte), oltre che da

Itabus per la propria flotta in anni più

recenti.

E, ancora, impossibile non parlare di

quanto successo nel 'lontano' 2004, quando

MAN portò a Roma, per Cotral, il

Classe I a idrogeno (sì, a idrogeno!) NL

263: «Ecco, questo è un esempio, uno dei

tanti, che ben fotografa quanto la casa del

Leone fosse – ed è tuttora – attenta alla

questione della sostenibilità; un tema che

L’Arena, carrozzato da

Muratori di Modena,

ha avuto un grande

successo, dando il ‘la’

all’affermazione e alla

crescita del marchio

anche nel mercato

italiano dell’autobus e

del coach.

MAN non ha mai vissuto e interpretato

come fosse un mero slogan, bensì come

un vero mantra da seguire. E infatti nel

2011 a Milano, MAN ha consegnato – a

proposito di innovazioni tecnologiche –

il Lion City ibrido ad Atm, alla presenza

dell’allora sindaca dalla città, Letizia

Moratti».

Sette anni più tardi, allo IAA Transportation

di Hannover, arriva l’anteprima

mondiale del Lion’s City E, l’autobus

elettrico per eccellenza di MAN, seguito

nel 2020 dallo snodato da 18 metri.

«Ecco, circa il Lion’s City mi piace

ricordare l’Electric Tour organizzato

dall’azienda nel 2023: 1.255 chilometri

tra Verona e Lubiana, Slovenia, percorsi

con due e-bus, in condizioni meteorologiche

peraltro avverse, che ha dato

ottimi risultati in termini di autonomia,

prestazioni ed efficienza. Poi, per chiudere

questa veloce rassegna, possiamo volare

fino all’ottobre del 2025, quando al

Busworld Europe di Bruxelles, il Leone

alza il sipario sul primo coach elettrico di

un costruttore europeo, ovvero il Lion’s

Coach 14 E, che a fine 2026 entrerà in

produzione in serie, segnando un nuovo

storico traguardo per MAN».

Buona strada, ancora, al Leone!

42

43



Professione conducente

LA QUARTA PUNTATA DELLA RUBRICA DEDICATA AGLI AUTISTI

Un altro modo di viaggiare

GRUPPI ESTERI A BORDO BUS: PERCHÉ NON TUTTI I PASSEGGERI SONO UGUALI

Le occasioni che ho avuto di trasportare

gruppi stranieri nel noleggio con autobus

non sono state molte, tuttavia qualcosa

ho comunque potuto osservare.

Le occasioni più interessanti, a dirla tutta,

le ho avute nel trasporto pubblico locale:

qui i passeggeri stranieri non cercano tanto

spiegazioni quanto conferme. Vogliono solo

verificare ciò che hanno già consultato su

mappe o applicazioni e si muovono tutto

sommato in autonomia.

In Italia, invece, ci si affida ancora molto

a chi lavora sul bus, anche quando non

sarebbe tenuto a fornire indicazioni o non

dispone degli strumenti per farlo. In generale,

inglesi, tedeschi, americani e molti viaggiatori

indiani - tra quelli che ho incontrato

più spesso - si distinguono per un approccio

rispettoso, evitando di mostrare il telefono in

modo invadente o abbagliante nelle ore serali

e avvicinandosi con discrezione al posto

guida, quasi con timore di disturbare, e pronunciando

prima di ogni richiesta ‘please’.

È importante, quando possibile, rispondere

in inglese, anche a livello scolastico; ancor

più lo è saper comprendere domande semplici,

spesso formulate lentamente. Le richieste

sono quasi sempre le stesse: fermata

giusta, direzione corretta e validità del titolo

di viaggio, quest’ultima particolarmente frequente.

Sul pagamento, infatti, c’è molta attenzione.

All’estero viaggiare senza biglietto

è quasi impensabile. O si paga, oppure si

rinuncia e si va a piedi.

Nel noleggio, invece, i gruppi appaiono generalmente

più rilassati. Una volta a bordo,

conversano a bassa voce, allacciano le

cinture e mantengono un comportamento

rispettoso, soprattutto quando si tratta di

professionisti in trasferta. All’arrivo, però,

emerge una differenza: nei servizi di transfer

la mancia è rara. Non tanto per mancanza di

abitudine, quanto perché questi servizi sono

spesso organizzati in formula ‘all inclusive’

o, più semplicemente, perché qualcuno l’ha

già prevista!

Diverso è il caso dei tour di più giorni in

Italia e in Europa, dove il rapporto si costruisce

nel tempo e il riconoscimento finale

diventa più frequente. Esiste però una sorta

di ‘sottobosco’ nei viaggi con gli stranieri,

che merita di essere raccontato. Dietro la

scelta dell’autista da assegnare a un gruppo

di élite, infatti, non sempre c’è soltanto la

meritocrazia. A volte pesa anche la capacità

del singolo conducente di muoversi all’interno

delle dinamiche della società di noleggio.

In viaggio tra dinamiche aziendali

Parliamo di aziende che operano anche in

servizi di alto livello. Diverso è invece il

caso delle realtà specializzate esclusivamente

nell’élite, dove spesso non si guarda alla

In generale,

inglesi,

tedeschi,

americani

e indiani si

distinguono

per un

approccio

rispettoso,

evitando

di mostrare

il telefono

in modo

invadente o

abbagliante

di sera,

avvicinandosi

con

discrezione al

posto guida e

pronunciando

prima di ogni

richiesta

‘please’.

«Dipende dalla provenienza - cinesi,

americani, indiani, australiani

- ma anche dal livello del

gruppo: studenti, adulti, viaggiatori

cosiddetti ‘vip’. Cambia completamente

l’approccio».

stione del personale. Non è la regola, ma

può accadere che opportunità e visibilità non

vengano distribuite secondo criteri del tutto

lineari, un po’ come succede anche nello

sport professionistico.

Ho approfondito il tema con un autista e-

sperto, Roby Merlini, che nel corso della

sua carriera ha trasportato numerosi gruppi

esteri.

«Il fatto che alcuni gruppi chiedano specifici

autisti nasconde un mondo piuttosto complesso»,

racconta Merlini. «Nelle aziende in

cui ho lavorato, a volte era persino controproducente

essere richiesto. Succede che ti

trovi bene con un gruppo e che sia lo stesso

gruppo a richiederti, ma la società risponde

che non sei disponibile, magari perché sei

in ferie o già assegnato ad altro servizio,

quando in realtà non è così. Pensate: il manager

del cantautore Massimo Ranieri mi ha

seguito in tre diverse società per occuparmi

dei trasferimenti dello staff».

Il quadro cambia sensibilmente tra tour o-

perator e clienti privati. «Se cambi azienda,

con i gruppi privati può capitare di portarti

dietro clienti affezionati. Con le agenzie,

invece, no: sono vincolate da contratti e il

rapporto si interrompe».

E poi c’è il tema della rotazione. «Spesso

i capigruppo chiedevano espressamente di

lavorare con me, ma non sempre venivo

assegnato. Il rischio è che qualcuno resti

comunque fuori».

Un equilibrio delicato, dove organizzazione

aziendale e riconoscimento individuale non

sempre coincidono. «Come dire: se chiedono

sempre lo stesso autista, qualcuno guadagna

di più… e gli altri restano a guardare.

A volte è comprensibile, altre volte somiglia

più a una ripicca».

Questione di culture

Dal punto di vista operativo, soprattutto con

alcuni gruppi americani, il margine d’azione

dell’autista si riduce al minimo e, durante

tutto il servizio, niente auricolare e programma

da seguire alla lettera. Il percorso è quello

stabilito e l’unica variabile ammessa resta

il traffico. In questo contesto è sempre il tour

leader ad avere l’ultima parola, anche su a-

spetti pratici di guida e manovra che spesso

non conosce fino in fondo. Ne deriva un servizio

molto rigido che, aspettative a parte,

può diventare limitante e, a tratti, frustrante

per chi è al volante. A questo si aggiungono,

secondo alcune testimonianze, richieste

logistiche molto precise. In determinati tour

«Soprattutto con certi gruppi

americani, il raggio d’azione

dell’autista è minimo: niente

auricolare e programma da seguire

alla lettera. Unica variabile

ammessa? Il traffico».

spesa pur di soddisfare ogni esigenza del

gruppo. Non è raro, ad esempio, che vengano

effettuate riparazioni notturne per garantire

il mezzo efficiente al mattino, oppure

che vengano messe a disposizione carte di

credito per ogni evenienza.

Nelle società attive su più fronti, però, alcuni

servizi finiscono talvolta per essere

percepiti come un premio interno. In certi

casi diventano anche uno strumento di geviene

imposta anche una configurazione interna

rigorosa, come una distanza di circa

70 centimetri tra le poltrone.

Sui gruppi stranieri, Merlini è netto: «Ogni

gruppo è un mondo a sé». Le differenze non

sono solo organizzative, ma anche culturali

e legate al tipo di viaggio. «Dipende dalla

provenienza - cinesi, americani, indiani, australiani

- ma anche dal livello del gruppo:

studenti, adulti, viaggiatori cosiddetti ‘vip’.

Cambia completamente l’approccio». Con i

gruppi americani, ad esempio, il livello di

professionalità richiesto è molto alto. «Non

puoi rispondere al telefono, devi mantenere

sempre un comportamento impeccabile e interfacciarti

esclusivamente con il tour leader.

Gli standard sono rigidi». Diverso il caso

con studenti. «L’ambiente è più informale,

è ammesso un abbigliamento più casual

senza cravatta, e c’è maggiore interazione

con i passeggeri, spesso giovani e in viaggio

anche per divertirsi». Con i gruppi della

Cina, invece, l’esperienza è più essenziale:

«Spesso vivono il viaggio come un’occasione

unica e non si soffermano su dettagli

come l’auricolare o il percorso». I gruppi

giapponesi mantengono un comportamento

estremamente composto. «Se fai un errore

non dicono nulla sul momento, anzi restano

gentili. Ma poi segnalano tutto all’agenzia».

Un atteggiamento che, in parte, si ritrova

anche in alcuni gruppi italiani.

Infine, i gruppi indonesiani: «Spesso benestanti,

ma molto cordiali. Personalmente,

sono tra quelli con cui mi trovo meglio:

educati, rispettosi e mai altezzosi».

Insomma, una varietà di approcci che, come

sottolinea Merlini, richiede sensibilità

e capacità di adattamento. Poi si ferma e

chiude con una riflessione semplice ma

significativa: «Ognuno ha la sua esperienza,

ma una cosa è certa: questo è davvero

un mondo a sé». In fondo, non è solo una

questione di itinerari, ma di equilibrio tra

aspettative, scelte aziendali e professionalità.

Chi guida è nel mezzo, chiamato ogni

giorno a gestire persone, culture e situazioni

diverse, spesso senza essere davvero

valorizzato. Un sistema in cui non mancano

criticità: quando il rapporto si interrompe,

anche autisti validi rischiano di essere trattati

come numeri, sostituibili senza troppe

spiegazioni. Ed è proprio questo, più delle

scelte in sé, a pesare: motivazioni deboli,

a volte pretestuose, che finiscono per intaccare

anche la dignità professionale di chi è

al volante.

Gianluca Celentano

44

45



Turismo

Turismo

IRIZAR

Lunghezza mm 12.220

Posti n. 53 / 55

Motore/cv Daf Mx11 / 402

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

KING LONG

Lungh. mm 13.400 / 13.900 (6x2)

Posti n. 51 / 61

Motore/cv Man D26 480 / 520

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

Lunghezza mm 12.920

Posti n. 59

Motore/cv Daf Mx11 / 402

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

MERCEDES

i6 su telaio Scania

Lunghezza mm 10.800/12.350

Posti n. 47 / 55*

Motore/cv Scania 410**

Trasmissione Scania automatizzato

*50 con pedana

Lunghezza mm 12.370

Posti n. 53

Motore/cv Scania 450*

Trasmissione Scania automatizzato

Prezzo euro 342.500

Lunghezza mm 14.070

Posti n. 63

Motore/cv Daf Mx11-13 / 443 / 476 / 523

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

Lungh. mm 14.980

Posti n. 67

Motore/cv Daf Mx13 476 / 523

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

i8 su telaio Scania

Lunghezza mm 12.380 / 13.380

Posti n. 50 / 55

Motore/cv Scania 450 / 490

Trasmissione Scania automatizzato

Lunghezza mm 14.380 / 15.380

Posti n. 59 / 65

Motore/cv Scania 490

Trasmissione Scania automatizzato

i8 integrale

Lunghezza mm 12.400 / 13.220

C9

Lunghezza mm 9.015

Posti n. 35

Motore/cv Cummins D6 / 320

Trasmissione ZF Ecolife 2, aut.

C12E

Lunghezza mm 12.250

Posti n. 51/ 53

Motore/kW centrale / 350

Batterie kWh CATL, 423

Tourismo Rhd - M/2 Rhd

Lunghezza mm 12.115 / 12.295

Posti n. 55

Motore/cv Om 470 360 / 394 / 428 / 455

Trasm. Go 190-6 / Go 210-6 / Go 250-8

/ ZF Ecolife AP

Lunghezza mm

13.350 (6x2)

Posti n. 55

Motore/cv Scania 410

Trasmissione Scania automatizzato

Lunghezza mm

13.370 (6x2)

Posti n. 59

Motore/cv Scania 450 / 490

Trasmissione Scania automatizzato

Lungh. mm 14.350/14.370 (6x2)

Posti n. 63 / 63

Motore/cv Scania 450 / 490

Trasmissione Scania automatizzato

Lunghezza mm

15.370 (6x2)

Posti n. 69

Motore/cv Scania 490

Trasmissione Scania automatizzato

i6 integrale

Lunghezza mm 10.780

Posti n. 43

Motore/cv Daf Mx11 270 / 362

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

i6S su telaio Scania

Lunghezza mm 12.350

Posti n. 55Motore/cv Scania 410 / 450

Trasmissione Scania automatizzato

Lunghezza mm

15.350 (6x2)

Posti n. 71

Motore/cv Scania 450

Trasmissione Scania automatizzato

i6S integrale

Lunghezza mm 10.800

Posti n. 45

Motore/cv Daf Mx11-13 363 / 402 / 443

/ 476 / 523

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

Lunghezza mm 14.900)

Posti n. 71

Motore/cv Daf Mx11-13 363 / 402 / 443

/ 476 / 523

Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2

14.070 / 14.980

Posti n. 51 / 55 / 59 / 67

Motore/cv Daf Mx 11/13

402 / 443 / 476 / 523

Trasmissione Zf Ecolife / ZF Traxon 2

IVECO BUS

Evadys

Lunghezza mm 12.100/13.000

Posti n. da 53 a 61

Motorizzazione

Diesel

Motore marca/cv Fpt Cursor 9/400

Trasmissione

automatica

C10

Lunghezza mm 9.915

Posti n. 41

Motore/cv Cummins D6 / 320

Trasmissione ZF Ecolife 2, aut.

C12 HD

Lunghezza mm 12.220

Posti n. 55

Motore/cv Cummins L9E D6 / 400

Trasmissione ZF 12 AS 2001

Merry Combo

Lunghezza mm 12.250

Posti n. 51/ 55

Motore/kW 250 / 480

Batterie kWh 528

MAN

Lion’s Coach

Lunghezza mm 12.100 / 13.100

Posti n. 53 / 59

Motore/cv Man D26 440 / 480

Trasm.

MAN

Tourismo M/3 Rhd - L

Lungh. mm 13.115 / 13.935 (6x2)

Posti n. 59 / 65

Motore/cv Om 470 360 / 394 / 428 / 455

Trasmissione Go 210-6 / Go 230-6 /

Go 250-8 / ZF Ecolife AP

NEOPLAN

Cityliner

Lungh. mm 12.240/12.990/13.990

Posti n. 51 / 59 / 63

Motore/cv MAN D2676 430 / 470 / 510

Trasmissione

MAN TipMatic

46

47



Turismo

Trasmissione

MAN TipMatic

Lungh. mm 13.373 / 13.913 (6x2)

Posti n. 57 / 63

Motore/cv MAN D2676 480 520

Trasmissione

MAN TipMatic

TopClass S 531 DT

Lungh. mm 14.000

Posti n. 83

Motore/cv Om 471 / 510

Trasmissione Go 250-8

Sustainable

BUS

MAY 2025

€ 22,00

Sustainable

VADO E TORNO EDIZIO

www.vadoetorno.co

SEPTEMBER 2025

€ 22,00

Skyliner

Lunghezza mm

14.000 (6x2)

Posti n. 83

Motore/cv MAN D2676 / 520

Trasmissione

MAN TipMatic

SCANIA

Touring Hd

Lunghezza mm 10.940/12.090/12.860

Posti n. 44/47/51/55/57/59

Motore/cv Scania / 410

Trasmissione GRSO895R - aut.

Lunghezza mm 13.300/13.700 (6x2)

Posti n. 57/59/61/63

Motore/cv Scania / 450

Trasmissione GRSO895R - aut.

SETRA

ComfortClass

S 511 HD - S 515 HD - S 516 HD/2

Lunghezza mm 10.465 / 12.295 / 13.115

Posti n. 43 / 51 / 55

Motore/cv Om 470 / 394 - 428

Trasmissione Go 230-6 / 250-8

ComfortClass

S 516 HD - S 517 HD - S 519 HD

Lungh. mm 13.115/13935/14.945

Posti n. 55

Motore/cv Om 470 / 428

Trasmissione Go 250-8

TopClass

S 515 HDH - S 516 HDH - S 517 HDH

Lungh. mm 12.495 / 13.325 / 14.165

Posti n. 51 / 55 / 59

Motore/cv Om 471 / 476 - 510

Trasmissione Go 250-8

TEMSA

Prestij

Lungh. mm 7.264

Posti n. 25 / 27 / 29

Motore/cv Cummins / 150

Trasmissione

man. - aut

MD9

Lungh. mm 9 .480

Posti n. 39

Motore/cv FPT / 320

Trasmissione

ZF - manuale

Prezzo € -

Sustainable

BUS

OUTLOOKS

Inside BorgWarner

battery factory in

Darmstadt (DE)

INTERVIEW

MENA region and

the transformation

of public transport

FOUR OF A

INTERVIEWS

BVG Berlin: vision,

strategy, challenges

and a driverless bet

OUTLOOK

VADO E TORNO EDIZIONI

www.vadoetorno.com

One out of four

new buses in

Europe is electric

FEBRUARY 2026

€ 22,00

KEEPING

PACE

BUS

Sustainable

BUS

KIND

TEST DRIVE

Otokar city bus,

diesel and BEV: a

driving comparison

OUTLOOKS

Iveco Bus,Vysoké

Mýto: European

largest bus factory

COMPARISON

The state of the

offering of electric

coaches in Europe

OUTLOOKS

The changing

landscape of bus

manufacturing

INTERVIEWS

Transdev and Uber:

challenges and

evolution of transit

INTERVIEWS

How VinFast aims

to expand in the

European market

WATT A

VIEW!

OLD BUT

IN THE SPOTLIGHT

MAN e-coach

preview, Hyundai

H2 bus, Alfabus

IN THE SPOTLIGHT

The Urbino 10.5

completes Solaris’

e-bus range

VADO E TORNO EDIZIONI

www.vadoetorno.com

NOVEMBER 2025

€ 22,00

GOLD

Tourliner

Lunghezza mm 12.113 / 13.103

Posti n. 53 / 59

Motore/cv MAN D2676 / 480

48

Hd 12 - 13

Lungh. mm 12.276 / 13.076

Posti n. 41 / 50

Motore/cv Daf Mx-11 / 449

Trasmissione

Zf / man. - aut

Sustainable

BUS www.sustainable-bus.com



Turismo

Maraton 12 - 13

Lungh. mm 12.365 / 13.080

Posti n. 53 / 57

Motore/cv Daf Mx-11 / 449

Trasmissione

Zf - man.

VDL

YUTONG

T12E

Lunghezza mm 12.245

Posti n. fino a 51

Motorizzazione

elettrica

Potenza kW/kWh 250/466

Trasmissione

automatica

periodico di cultura,

economia e tecnica

fondato nel 1991

Direttore responsabile

Stefano Agnellini

Coordinatore di redazione

Riccardo Schiavo

In redazione

Fabio Butturi, Ornella Cavalli,

Fabrizio Dalle Nogare,

Stefano Eliseo, Fabio Franchini,

Cristina Scuteri, Luca Vitali

Hanno collaborato

Bruno Boni, Mario Bassoli, Dante

Ferrari, Claudio Frutti, Ivan Poli,

Ugo Righi, Fabio Terni

Informazioni sulle gare pubbliche

fornite dalla Roga Italia

Modena

Impaginazione e grafica

Marco Zanusso

Gestione editoriale

Fabio Zammaretti

VADO E TORNO

EDIZIONI

Via Brembo 27

20139 Milano

tel. 02/55230950

Sito Internet

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