Sentieri e rifugi del Marguareis
Una guida pratica pensata per accompagnare gli escursionisti alla scoperta dei sentieri dell'area protetta. La pubblicazione presenta i principali rifugi del territorio e una selezione di itinerari a piedi, dalle passeggiate giornaliere ai trekking di più giorni. Tra le proposte trova spazio anche il celebre Giro del Marguareis, un itinerario a tappe che si sviluppa tra ambienti carsici, pascoli e spettacolari pareti calcaree, collegando alcuni dei rifugi simbolo delle Alpi Liguri e del Parco.
Una guida pratica pensata per accompagnare gli escursionisti alla scoperta dei sentieri dell'area protetta. La pubblicazione presenta i principali rifugi del territorio e una selezione di itinerari a piedi, dalle passeggiate giornaliere ai trekking di più giorni.
Tra le proposte trova spazio anche il celebre Giro del Marguareis, un itinerario a tappe che si sviluppa tra ambienti carsici, pascoli e spettacolari pareti calcaree, collegando alcuni dei rifugi simbolo delle Alpi Liguri e del Parco.
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Foto: Nanni Villani, Roberto Pockaj, Giorgio Bernardi e Archivio APAM – Stampa: MG Servizi Tipografici Vignolo CN – design&cartografia www.diegoviada.com – 06_2026
LE AREE PROTETTE DELLE ALPI MARITTIME
L’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, istituito dalla
Regione Piemonte nel 2016, coordina le attività di due Parchi e otto Riserve
naturali, che nell’insieme occupano una superficie di circa 40.000 ettari
all’interno di diciassette Comuni. Ne fanno parte:
Parco Naturale Alpi Marittime
Comuni: Aisone, Entracque, Roaschia, Valdieri,
Vernante
Superficie totale: 28.360 ettari
Parco Naturale Marguareis
Comuni: Briga Alta, Chiusa Pesio, Ormea
Superficie totale: 7.833 ettari
Riserva Naturale Benevagienna
Comuni: Benevagienna
Superficie totale: 438 ettari
Riserva Naturale Ciciu del Villar
Comuni: Villar San Costanzo
Superficie totale: 61 ettari
Riserva Naturale Crava – Morozzo
Comuni: Mondovì, Morozzo, Rocca de’ Baldi
Superficie totale: 292 ettari
Riserva Naturale
Ciciu del Villar
Riserva Naturale
Grotte di Aisone
CUNEO
Riserva Naturale
Rocca San Giovanni-Saben
Riserva Naturale
Grotte del Bandito
Parco Naturale
Alpi Marittime
Fossano
COLLE DI TENDA
Parco Naturale
Marguareis
Ente di gestione Aree Protette
delle Alpi Marittime
tel. +39 0171 976800
info@areeprotettealpimarittime.it
www.areeprotettealpimarittime.it
Con il sostegno di:
Riserva Naturale
Crava-Morozzo
Mondovì
TORINO
Riserva Naturale
speciale Benevagienna
Riserva Naturale
Grotte di Bossea
Riserva Naturale
Sorgenti del Belbo
GENOVA
Savona
Marguareis
sentieri e rifugi
Riserva Naturale Grotte di Aisone
Comuni: Aisone
Superficie totale: 26 ettari
Riserva Naturale Grotte del Bandito
Comuni: Roaschia
Superficie totale: 9 ettari
Riserva Naturale Grotte di Bossea
Comuni: Frabosa Soprana
Superficie totale: 613 ettari
Riserva Naturale Sorgenti del Belbo
Comuni: Camerana, Montezemolo, Saliceto
Superficie totale: 447 ettari
Riserva Nat. Rocca San Giovanni – Saben
Comuni: Valdieri
Superficie totale: 233 ettari
NIZZA
Sentieri e rifugi
Piero Garelli
Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio - Chiusa di Pesio)
+940 m 2:35h – 2:55h
1966 m
Dal rifugio il panorama spazia da un lato sul vertiginoso versante settentrionale del
massiccio del Marguareis, dall’altro in direzione della pianura circondata dalle Alpi.
Spiccano le soluzioni architettoniche adottate – la sagoma composita del Garelli
richiama le forme della montagna –, e anche dal punto di vista ambientale la struttura
è all’avanguardia, essendo dotata di un sistema di fitodepurazione per il trattamento
delle acque reflue. Da non perdere la visita della vicina stazione botanica Bicknell.
Mongioie
Viozene 1242 m (Valle Tanaro - Ormea)
+308 m 0:50h - 1:00h
del Massiccio del Marguareis
Rispetto alle vicine Alpi Marittime, dove già a fine Ottocento
si costruisce il rifugio Genova, nelle Alpi Liguri la prima
realizzazione risale al 1929, quando in alta Valle Ellero su
iniziativa della sezione CAI di Mondovì viene inaugurata una
struttura che inizialmente porta il nome del capoluogo del
Monregalese, mentre in un secondo momento sarà intitolata
anche ad Havis De Giorgio, alpinista locale morto in Africa
durante la seconda guerra mondiale. Gestito per molti anni
dalla famiglia Boffredo di Baracco, frazione di Roccaforte
Mondovì, il rifugio per lungo tempo sarà un punto di ritrovo
non solo per alpinisti, ma anche per margari e cacciatori che
frequentano una zona ricca di pascoli e di animali selvatici.
È sempre la sezione CAI di Mondovì che si fa carico della
costruzione di altri due rifugi. Il primo, nel 1939, è il Mettolo
Castellino, edificato in un’area del Comune di Frabosa Sottana
che in tempi successivi vedrà lo sviluppo della stazione sciistica
di Artesina. Da tempo, circondato dalle piste, ha perso la sua
funzione originaria.
Il secondo, fortemente voluto da Sandro Comino, capostipite
dell’alpinismo monregalese, è il rifugio Garelli, in alta Valle
Pesio. Sovrastato dalle eleganti pareti del Marguareis, il Garelli
ha una storia tormentata. Nasce, nel 1950, come struttura
prefabbricata a forma di mezzabotte, dal recupero di residuati
bellici.
Con il forte incremento della frequentazione, nel 1968, si
passa a una nuova costruzione che ingloba la precedente e
che permette di passare da una ventina a oltre ottanta posti.
Rifugi alpini in quota
1550 m
Accesso comodo, e una bella posizione, ai margini del balcone di Pian Rosso e con alle
spalle le spettacolari guglie e pareti calcaree delle Rocche del Garbo e del Manco. Il
Mongioie ha una clientela molto composita, di escursionisti e arrampicatori ma
soprattutto di famiglie e, nelle mezze stagioni, di gruppi scolastici. Per quanti sono alla
ricerca di una notte speciale, si può dormire in una StarsBox, piccola struttura in legno
per il pernottamento di due persone, con tetto apribile per l’osservazione delle stelle.
1
3
Nel 1987 il rifugio viene completamente distrutto, e ci vorranno
un notevole sforzo economico e l’impegno di tanti volontari
per far sì che nell’estate del 1991 si giunga alla riapertura.
L’altra sezione CAI che ha contribuito a rendere maggiormente
fruibili le Alpi Liguri è quella di Albenga, in Liguria. Nel 1966
piazza una struttura prefabbricata in metallo in prossimità del
Colle dei Signori, lungo l’itinerario di salita alla Cima Marguareis
dal versante Tanaro. Quarant’anni dopo il Parco del Marguareis
costruisce un nuovo moderno rifugio, che mantiene la
denominazione Don Barbera. L’intervento del Parco si spiega
anche con la volontà di offrire un servizio di ristoro e
informazione lungo la ex carrozzabile militare tra Limone e
Monesi, che transita nelle immediate vicinanze del rifugio e
che dopo numerosi interventi finanziati con fondi europei
tornerà a partire dal 2014 ad essere percorribile senza difficoltà
con biciclette e mezzi meccanici.
L’operazione Don Barbera, così come quella che in precedenza,
nel 1989, ha portato il CAI di Albenga a costruire un nuovo
rifugio, il Mongioie, sempre in alta Valle Tanaro, e allo stesso
modo gli ampliamenti di Mondovì e Garelli, sono il segnale
di un netto cambiamento nella fruizione della montagna.
Pur mantenendo la funzione di appoggio per la salita alle
principali cime, i rifugi hanno negli anni acquisito un nuovo
ruolo che ne ha fatto da un lato delle destinazioni per il sempre
più ampio pubblico dei frequentatori giornalieri della montagna,
dall’altro dei posti tappi posizionati lungo itinerari di lunga
percorrenza - nello specifico il Giro del Marguareis – in grado
di attirare anche una clientela non solo locale.
Mondovì – Havis De Giorgio
1755 m
Porta di Pian Marchisio 1634 m (Valle Ellero - Roccaforte M.vì)
+145 m 0:40h – 0:50h
Una vasta distesa pascoliva di alta montagna, punteggiata di baite e antiche selle
d’alpeggio, tra cui serpeggiano le acque dell’Ellero. Attorno i profili arrotondati del
Mongioie e quelli severi delle cime delle Saline e di Pian Ballaur. Questa la spettacolare
scenografia in cui si inserisce, ai margini occidentali della conca, il Mondovì. Un rifugio
ideale per escursioni con bambini, che da alcune stagioni propone, come il Mongioie,
il pernottamento in StarsBox.
Don Barbera
Carnino superiore 1377 m (Valle Tanaro - Briga Alta)
+700 m 2:25h – 2:40h
2079 m
Per la stragrande maggioranza dei fruitori il Don Barbera è una tappa veloce in cui
fare sosta per una birra e una polenta mentre si percorre l’Alta Via del Sale in bici o
fuoristrada. Bisogna fermarsi, dormirci una sera, la mattina presto salire sulla vicina
cima del Marguareis e godersi l’alba, per scoprire la magia dei luoghi e la qualità
dell’accoglienza che questo rifugio offre. Per i più pigri: anche la vista in direzione
mare all’alba e al tramonto è imperdibile.
2
4
V a l
P.ta Besimauda
Bric Costa Rossa
2404
C. La Motta
2285
M. Alpetta
1925
Bric
Campanino
2256
C. Pepino
2344
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LIMONE
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C. de Dore
1371
2127
C. Piana
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1366
C. d’Arpese
T.ta delle Gore
C. Pittè
Crest
1852
C. de Bosélia
1374
2231
1780
Granges des
Lamentargue
1271
Gr.ge des Féné
Gr.ges Stourze
1068
Gr.ges Taillapan
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S. provinciale
M. Bergioin
2086
C. della Perla
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P.ta Mirauda
M. Jurin
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2188
C. Malaberga
2312
1450
Sella Morteis
C. Pravine
1634
C. della Fascia
2386
C. Ciaudon
C. Boaria
2102
1679
C. des Larderes
1544
2155
Gias della Perla
1914
Gias sottano
del Colle
Gias soprano
del Colle
919
Grange de la Pia
Gias Pittè Sottano
sottano
1660
2491
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Gr.ges du Pont Riche
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965
Gr.ges du Pont Pauvre
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Gr.ge de M. Long
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Gr.ge Cragnou
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Pis del Pesio
T. Baban
2060
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Capanna
Morgantini
2237
2219
C. Piana
di Malaberga
M. Corni
996
Rocche Nuvolente
1677
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P.ta Labiaia
Mirauda
C. de Malabergue
2188
1268
1971
Gias dell’Ortica
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Gr.ge de la Varne
1323
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C. du Pinet
1480
1420
Col Linaire
T.to Ciacioni
Certosa
di Pesio
843
Villaggio
Madonna d’Ardua
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B.ta Oy
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Gias Fontana
Gias degli Arpi
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Passo del Duca
1989
Orsaire
1322
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C. del Prel
1881
2052
T.ta del Duca
2302
P.so Scarason
Castel Frippi
2256
C. de L’Evèque
2241
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680
T.to Rumiano
C.tto Mirauda
Rifugio del Parco
2028
Pian delle Gorre
1032
07
Osservatorio
P.ta Melasso soprano faunistico
1912 Canavere
2076
Gias Vaccarile
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La Brigue
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LIMONE
Legenda
0 km
Strada C. del statale Becco
S. secondaria C. Aurusi
2054
S. sterrata
Sentiero
S. chiusa al traffico
Porta accesso
Alta via del Sale
Comune
Località
Cima
Colle
Stazione sciistica
Alpeggio
Certosa di Pesio
Rifugio
Pian delle
Gorre
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0.40
0.35
0.25
0.50
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scala 1:140.000
Rifugio
San Michele
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Pian
del Creus
Saut
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Ciclovia de Duca
Alta via del Sale
Giro del Marguareis
Gr.ges de Pouchin
GTAM1493
Alto Réfrei Tanaro Tour
1444
Struttura del Parco
Rifugio del Parco
Rifugio/Posto tappa
Rif./Capanna privato
o con ritiro chiave
Edificio religioso
Area Parco
Area contigua
Baisse de
la Crocette
Area ZSC/ZPS
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Cascata
del Saut
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Abisso Scarason
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V a l l o n d e B
2135
C. dei Signori
2112
C. de Sènèca
2138
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C. de Vélègue
M. Noir
1400
752
2380
C. du Loup
1636
T. Mauri
C. di Pertegà
M. Bertrand
2482
Fiolera
B.ta Barril
T. Crovera
C.na San Paolo
Punta Bartivolera
P. di Sestrera
1147
C. di Selle Vecchie
2099
Colla Rossa
2172
Stazione botanica
C. BICKNELL L. delle Moie
Porta Sestrera
Rifugio 2228
1
1970
Garelli
2298
C. dei Genovesi
2580
C. dei Savonesi
2661
2488
C. Palù
2448
2486
C. dei Torinesi
2402
C. de la Male
1580
Cappella
Sant’Erim
P. di Flamalgal
2178
C. Missun
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2035
C. di Serpentera
Laghetto del Marguareis
2355
C. Scarason Castello delle Aquile
Porta Marguareis
Bergerie de
Chambeuil
1616
2513
T. Fuggin
B.ta Biroe
T. Baudinet
C.na San Michele
Gias Baus d’Lula
Gias Pari di mezzo
C. Marguareis
Gias Pari soprano
Gias
della Costa
C. Pigna
1751
Gias Mascarone
Sottano
1957
Gias Madonna
1652
Gias Pian del Creus
Rifugio
Villa Soche
Gias Soprano
del Marguareis
Bergerie
de la Mule
1667
Gias Mascarone
C. Gardiola
1890
Gias d’la Crösa
C. Cars
2219
Gias Soprano
di Serpentera
C. Serpentera
2305
G i a i r e t t o
C. Piastra
1858
C a v a l l o
M a c i a p
L. Ratavuloira
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C o r v o
P. di Collardente
1605
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P. Basera
2041
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Colletto delle
Rocche di Serpentera
2206
Rocca di Ferà
2248
2200
M. Saccarello
C i a p p a
B a n c a
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C. Pian Ballaur
C. del Caplet
1958
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1627
C. delle Salse
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P. della Colletta
1611
M. Grosso
B. Scravaglion
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P. del Lagarè
1746
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1690
Colla Rossa
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M. Castello
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S a l i
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S a g n a s s o
C. Bauzano
1949
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1656
Margh. Panizzi
1881
Punta S. Maria Margh. Violetto
1729
2138
Margh. Soprana
di Tanarello
Rifugio
SANREMO 2054
M. Cimanasso
2085
2016
Rocca Rossa P. di Garlenda
1805
Rocca Barbone
1629
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L.to Mondolè
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L. delle Scalette
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1549
Colla Bassa
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Colle Fornelli
1238
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P. Scalette
1950
M. Mondolè
2097
Colletta Seirasso
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Rabb
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B r a c c o
P. del Cavallo
2239
C. Garlenda
M. Frontè
Rocche Seirasso
C. Seirasso
C. Fornelli
1332
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Colle di
Garezzo
1771
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2239
C. Brignola-Seirasso
Pizzo Rodolfo
1518
C. Omo dell’Alpetta
2034
C. delle Colme
2355
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Barchei
Gr.ges d’Amarine
Margh. Binda
1615
Gr.ge
1227
P.te di
1180
Valcona Sottana Tanarello
1042
1406
Col de Tuana
C. Farenga
1404
Morignole
958 2209
Valcona Soprana
Briga Alta
Castel Vecchio
1237
P. della Porta
C. Ventosa
1823 Piaggia
C. Volpaira
1309
2137
1452
Bergerie de Corou
P. di Tanarello
Monesi di Mendatica
1506
2046
1300
M
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Notre Dame
de Fontaine
Vigna
Pian
delle Gorre
Parco
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Berg. de Seneca
1741
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Casotto sorveglianza
d’Ardua
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San Bartolomeo
Mappa dei tempi
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Rifugio
Gias
degli Arpi
Gias
Fontana
4
Sestrera
Sottano
Gias Madonna
1.20
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Via Vallone
Marguareis
0.20
0.25
0.25
0.35
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Pis del Pesio
Passo
di Baban
Rifugio
Garelli
Passo del Duca
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G a m b e
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Rifugio del Parco
Don Barbera
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Rifugio
Don Barbera
2.25
1.45
2.40
1.55
1.15
1.45
1.45
Poggio
del Lagone
1.10
M. Tanarello
Cima delle Saline
2094
1795
Rifugio
Comino
Gias bassi
di Pontetto
e d i
t i n a
e A r g e n
V a l l
1895
Gias alti
di Pontetto
C a r n i
T I G U
Cappella
Madonna
della Neve
C. Biule
E R O
V . E L L
1601
Capanna
Saracco Volante
Porta accesso
Alta via del Sale
Monesi-Limone
Rifugio Mondovì
Cima Pian Ballaur
Sant’Anna
2045
1745
C. Durand
2092
C. delle Saline
2612
2217
2579 2377
Gias delle Saline
A
Verdeggia
1105
n o
V .
1297
Prea
830
Rifugio
Mondovì 2
1761
Sorgenti
dell’Ellero Pis
L. Biecai
dell’Ellero
Carnino
Sup.
1397 1370
Inf.
08
Upega
SANREMO
Passo delle Saline
Carnino
Rifugio
Superiore Carnino Carnino
Inferiore
Upega
2.15
1.20
1.40
0.40
1.40
0.10
1.05
1.05
0.05
0.45
0.55
1.25
09
T
Colle Brignola Seirasso
1.15
Passo del Lagarè
0.40
0.20
0.45
822
Rastello
Gias
Colletta
Il Castellazzo
1620
A
1376
Monesi
di Triora
1.55
0.15
Mongioie
Tetti delle Donzelle
Rifugio Ciarlo Rossi
Colla di Carnino
876
900
Baracco
Bric Perrino
1741
1181
Gias
Bellino
Gias Pra Canton
1764
2436
C. di Pian Cavallo
C. Cantalupo
1896
1892
2152
2382
1890
Gias Gruppetti
Rifugio
Ciarlo-Bossi
V a l l e
N
d e
l l a
1310
F u s e
TRIORA
Bocchino della Brignola
1.00
1.00
0.30
2143
2181
1300
Artesina
A R O
0.50
1.05
1.00
1.25
2.10
Parcheggio
Rifugio
Rifugio non custodito
Giro del Marguareis
Variante Giro del Marguareis
Rifugio
La Balma
L. Brignola
1520
Rifugio
Mongioie
1593 Margh.
Garlenda
Bocchino dell’Aseo
Rifugio Mongioie
Viozene
1883
3
VIOZENE
n a rel l o
Viozene
Rifugi alpini
ed escursionistici
di media e bassa valle
Rifugio Baudinet
V a
l l e
P u n
r i a
t a S . M a
05
06
07
1106 m
Un gruppo di tre baite, ristrutturate con grande rispetto e cura, al centro di una grande
radura tra i boschi della media Valle Pesio, a monte della frazione Vigna. Il rifugio Baudinet,
raggiungibile con una passeggiata di una cinquantina di minuti, offre uno spazio di relax
e isolamento. Annamaria e Ferdinando propongono un ambiente accogliente, buona cucina,
corsi di “forest bathing”, riconoscimento e utilizzo piante, osservazione stelle.
Rifugio San Michele
1125 m
Il rifugio si trova a monte della Certosa di Pesio, su un poggio molto panoramico con bella
vista sulla Bisalta, ed è raggiungibile con una camminata di circa tre quarti d’ora lungo un
bel sentiero tra i boschi oppure seguendo una strada percorribile in bicicletta. Il servizio
ristoro propone una cucina semplice, con piatti della tradizione realizzati con prodotti locali
selezionati a chilometri zero. Pernottamento in camere quadruple o camerone.
Rifugio Pian delle Gorre
1032 m
Il rifugio è collocato a Pian delle Gorre, una straordinaria radura nel bosco che segna il
termine della strada asfaltata che percorre la Valle Pesio. La località è un luogo per
incamminarsi su uno dei sentieri del Parco o cominciare il famoso Giro del Marguareis.
Durante la stagione invernale il rifugio si trasforma in meta esclusiva per gli appassionati
di sci e ciaspole. La struttura mette a disposizione il servizio di bar e ristorazione, oltre che
offrire la possibilità di pernottamento con sedici posti letto in tre camere.
Le Alpi Liguri in mtb
Le alte valli Pesio e Tanaro offrono chilometri e chilometri di
itinerari, praticamente infiniti, per gli appassionati di mountain
bike.
Frequentatissimo è il percorso dell'Alta Via del Sale, lungo
una splendida strada sterrata militare in quota che si snoda
fra il Colle di Tenda e Monesi di Triora: si consiglia di percorrerla
nei giorni in cui è chiusa al traffico dei veicoli a motore. I più
allenati possono proseguire e raggiungere il mare, facendo
tappa al Rifugio Don Barbera o in una delle altre strutture
presenti lungo il percorso. Per il rientro si può utilizzare la
linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo.
L'Alta Via del Sale è raggiungibile anche dalla Valle Pesio
grazie alla Ciclovia del Duca. Un percorso per cicloalpinisti
che da Pian delle Gorre segue l'ex rotabile 109: un capolavoro
di ingegneria militare della Seconda Guerra Mondiale. Il
tracciato si sviluppa nel cuore del Marguareis ed è stato
completamente rammodernato con un lavoro durato alcuni
anni. Bella in salita ma soprattutto in discesa la Ciclovia del
Duca regala su 15 chilometri e 1400 metri di dislivello grandi
emozioni.
Il Parco del Marguareis si è impegnato nell’individuazione e
segnalazione di un itinerario di grande respiro per ognuna
delle principali valli che rientrano nell’area protetta.
Rifugio Carnino
Locanda d’Upega
08
09
10
11
1359 m
Nel cuore di Carnino inferiore, in Valle Tanaro, si trova il piccolo rifugio del Parco. Una
struttura tutta di pietra, perfettamente inserita nell’architettura del paese che offre quindici
posti letto e un’accoglienza semplice e calorosa. Unica struttura ricettiva della zona è un
comodo punto di appoggio per il Giro del Marguareis, l’Alto Tanaro Tour e altre camminate.
Il rifugio è aperto tutti i giorni nel periodo estivo e su prenotazione il resto dell’anno.
1280 m
Ai margini del bosco delle Navette, uno dei più belli e famosi d’Italia, sorge Upega, porta
d’accesso meridionale alla spettacolare Alta Via del Sale. La piccola frazione di Briga Alta
offre accoglienza in una graziosa la Locanda la cui gestione comprende anche un campeggio
e un rifugio escursionistico. Soluzioni di accoglienza per tutte le tasche, per chi cammina,
pedala o fa il turista, accomunate dalla possibilità di gustare piatti della cucina locale.
Rifugio Quarzina
Rifugio Chionea
1347 m
Il rifugio Quarzina è raggiungibile in auto o bicicletta tramite strada asfaltata. La posizione
strategica lo rende anche tappa cruciale per numerosi trekking e traversate in MTB. La
gestione offre servizio di bar e ristorazione. Per il pernottamento, sono disponibili 14 posti
letto distribuiti in due camerate e una camera matrimoniale. Aperto per gran parte dell'anno,
è un ottimo punto d'appoggio anche per le uscite invernali con sci e ciaspole.
1154 m
Il rifugio si trova nel centro di Chionea ed è raggiungibile in auto, in bici o a piedi percorrendo
l'Alto Tanaro Tour o la Balconata di Ormea. La struttura è la base ideale per piacevoli
passeggiate per l'osservazione di castagni secolari o per la salita al Pizzo di Ormea, montagna
iconica e panoramica della Valle Tanaro. Di proprietà comunale, offre otto posti letto e circa
venti coperti. A tavola sono serviti piatti della tradizione culinaria locale, tra i quali spiccano
la torta verde e la lasagna.
La Granfondo Marguareis Bike si sviluppa in Valle Pesio
tra castagneti, faggete e maestose foreste di abete bianco.
Strapperanno un “ooooh” di meraviglia i prati della radura di
Pian delle Gorre e i pascoli della Grangia certosina di San
Michele e della borgata di Baudinet. Imperdibile la discesa su
San Michele, dove una sosta è d’obbligo per godere di un
panorama a 360°, che spazia dalla Bisalta al massiccio del
Marguareis, alle cime della Gardiola e del Pigna prima di
tuffarsi sulla pianura.
Il percorso ad anello, ben segnalato con paline “Marguareis
Bike”, è interamente pedalabile, tranne pochissimi guadi, e si
svolge principalmente su strade sterrate, con divertenti traversi,
emozionanti discese su single track e solo due brevi sezioni
di strada asfaltata.
La Granfondo Marguareis Bike Valle Tanaro, bella e
panoramica, è piuttosto faticosa e impegnativa, dunque adatta
solo a biker allenati, pronti a dedicare un’intera giornata ad
assaporare questo entusiasmante anello in quota che tocca
le province di Cuneo e Imperia e i Parchi naturali del Marguareis
e delle Alpi Liguri.
Oggi segnalata in modo permanente, la Granfondo della Valle
Tanaro è stata definita nel 2015 “il più bel percorso della
Coppa Piemonte”, con “lunghe salite, scenari mozzafiato,
discese tecniche e divertenti”.
Uno dei piaceri del camminare nasce dal pensiero che i nostri
passi stiano ricalcando quelli di figure di cui ci parlano antichi
documenti, libri di storia, guide di itinerari: il pastore
transumante, il pellegrino, il soldato, il mulattiere… Un tuffo
nel passato che nelle Alpi Liguri, ultimo settore a sud ovest
della catena alpina, può essere esperienza vissuta a ogni curva
di pista e sentiero. Nelle valli attorno al Marguareis e al
Mongioie, montagne simbolo delle Liguri, hanno vissuto
i monaci della Certosa di Pesio, hanno faticato i mulattieri di
Limone e Tenda, i pastori brigaschi si sono mossi senza sosta
tra la costa e i pascoli alpini, sono passati i soldati degli eserciti
dei Savoia e di Napoleone.
Forse nessun altro angolo delle Alpi è stato così trafficato, e
ciò in virtù di caratteristiche che discendono dalla vicinanza
al mare, da un clima mite per buona parte dell’anno, dall’essere
montagne di mezzo tra territori complementari situati ai
piedi dei due versanti opposti della catena spartiacque: da un
lato, i porti e i borghi della Riviera di Ponente e del Nizzardo,
dall’altro i centri della Pianura Padana occidentale.
Nel vasto dedalo di queste montagne, fatto di dossi erbosi,
fitti boschi, pareti di calcare, gole e conche carsiche, si aprono
corridoi che hanno rappresentato le direttrici lungo le quali
si sono sviluppate le attività umane.
Tra mare di Liguria
e pianura piemontese
Oggi si finisce spesso per citare l’Alta Via del Sale Limone-
Monesi. Si tratta di una ex strada militare – riaperta in tempi
relativamente recenti e percorribile in fuoristrada e in bicicletta
– che segue per buona parte la porzione in quota della Via
Marenca, utilizzata fin da XIII secolo per i commerci tra Liguria
e Piemonte. Nelle Alpi Liguri lo scambio di merci è stato alla
base della creazione di un fittissimo reticolo di vie di
comunicazione.
L’ossatura principale era rappresentata dalle cosiddette “vie
del sale”, lungo le quali, nel Medioevo, transitavano le carovane
di muli impegnate a scavalcare le Alpi per il trasporto dal mare
alle terre dei Savoia di uno degli elementi fondamentali
dell’alimentazione umana e animale, nonché, all’epoca,
fondamentale strumento per la conservazione delle scorte di
cibo. Al ritorno il carico era fatto di pelli e di sacchi di riso. In
zona, le vie del sale più importanti erano quelle che dalla
Valle Roya (passata alla Francia dopo l’ultimo conflitto
mondiale), superando il Colle di Tenda e il Passo delle
Saline scendevano su Cuneo e Mondovì, insieme all’itinerario
che attraverso il Colle di Nava metteva in comunicazione
Imperia e l’area del Monregalese. Di questi antichi percorsi
resta testimonianza solo nella toponomastica (come nel caso
del Passo e della Cima delle Saline) e in alcuni tratti di selciato
ancora presenti, come quello a monte di Rastello, in Valle
Ellero.
Per buona parte coincidevano con le vie del sale i percorsi
seguiti per la transumanza. Nella zona tra Saccarello e
Marguareis in periodo estivo si concentravano un gran numero
di greggi provenienti sia dalle zone costiere sia dalla piana e
le valli del lato piemontese. Fulcro di questo sistema
itinerante di pascolamento era Briga, con le sue comunità
sparse tra Valle Roya (Briga e Morignole), Valle Tanaro (Piaggia,
Upega, Carnino, Viozene) e Valle Argentina (Realdo e Verdeggia).
Oggi, dopo una guerra che ha smembrato i territori di Briga
tra Francia e Italia, tramontata definitivamente l’attività di
allevamento, quelle che erano le vie di collegamento in un
mondo andato perso sono diventate percorsi di interesse
escursionistico, come quelli tra Viozene e Carnino e tra
quest’ultimo e Upega attraverso il Passo Lagarè.
Più consistenti sono le tracce del monachesimo. Oltre alla
Certosa di Santa Maria, oltre alle grange, tutta l’alta Valle
Pesio, dalle foreste di abeti ai pascoli in quota, è espressione
di un territorio che è stato modellato in tutte le sue parti
dall’opera dei seguaci di San Benedetto. Lo si percepisce anche
solo percorrendo gli itinerari che il Parco del Marguareis ha
sviluppato nei dintorni della Certosa, da quello delle cascate
a quello naturalistico.
01
Dalla Certosa parte anche, in direzione della cresta spartiacque,
un tracciato che per le sue finalità – si tratta di un manufatto
militare – fatta eccezione per la già citata strada in quota che
dal Colle di Tenda scende in direzione di Ventimiglia, è unico
sul lato padano delle Alpi Liguri. Non è ben chiara la ragione
per la quale venne costruito, subito prima del secondo conflitto
mondiale, considerando che dava accesso a un’area all’epoca
distante dal confine tra Italia e Francia. Progettato come
carrozzabile nella sezione iniziale e mulattiera più in alto, non
venne mai completato. Recentemente recuperato e denominato
ciclovia de Duca merita di essere percorso, sia per le zone
che tocca, tra cui la famosa conca delle Carsene, sia per
la bellezza dell’opera, in particolare nel tratto a tornanti che
permette di raggiungere la Colla Piana di Malaberga.
Il Parco negli anni ha valorizzato, attraverso interventi di
manutenzione e segnalazione, non solo il patrimonio
sentieristico in quota, ma anche quello, delle medie valli, dove
si sviluppa una fittissima rete di percorsi un tempo utilizzata
dalla gente del posto. Si tratta di semplici tracce, ma più spesso
di mulattiere in alcuni punti ancora lastricate o contornate
da muretti a secco, che sono testimonianza dell’ingegno e
della perizia dei montanari che per secoli hanno plasmato
il territorio delle Alpi. Non si può che provare stupore e
ammirazione salendo a Baudinet in Valle Pesio, camminando
tra i castagneti a monte di Valdarmella o lungo il sentiero per
la Colla di Carnino. Provare per credere.
Come prepararsi per una notte in rifugio
In rifugio si riposa in dormitorio o in camere collettive, i bagni sono in
comune, a una certa ora si spengono le luci… è quindi necessario predisporsi
mentalmente a condizioni che non sono quelle della vita di tutti i giorni.
Il gestore del rifugio ha scelto questo difficile mestiere per passione. Sovente
bisogna che faccia tutto nello stesso momento: dall’accoglienza degli
alpinisti, al servizio di cucina, alla pulizia… La comprensione e la
disponibilità dei clienti a ”dare una mano” sono quanto mai ben accette!
PRIMA DI PARTIRE
Prenoto il posto al rifugio
In caso di annullamento avverto tempestivamente il gestore
Porto una pila, sacco lenzuolo e federa (coperte e cuscino sono forniti)
Consulto il bollettino meteo
Mi organizzo in modo da arrivare prima delle 18
AL RIFUGIO
All’arrivo mi presento al gestore
Sono puntuale per i pasti
Non salgo con gli scarponi e i bastoncini nelle camere
Rispetto il riposo degli altri ospiti
Piego le coperte prima di partire
Comunico al gestore la mia meta
05
Gli itinerari di traversata
La Grande Traversata Alpi Marittime
In tempi recenti, su iniziativa delle Aree Protette delle Alpi
Marittime, il tratto della storica Grande Traversata delle Alpi
(GTA) compreso tra il Colle della Maddalena, in alta Valle
Stura, e Ormea in Valle Tanaro è stato parzialmente modificato
e, con aggiunta di un ulteriore sezione che porta in territorio
ligure fino alla località marina dei Balzi Rossi, ribattezzato
Grande Traversata delle Alpi Marittime (GTAM).
Si tratta di uno spettacolare percorso che per lo più si mantiene
sulla cresta della catena spartiacque, con panorami che
spaziano dai grandi massicci delle Alpi Occidentali alla Riviera
di Ponente e alla Costa Azzurra, fino alla lontana Corsica.
Delle tredici tappe della GTAM in territorio piemontese, due
si sviluppano all’interno del Parco del Marguareis, tra Limone
in Valle Vermenagna (centro turistico servito dalla linea
ferroviaria Cuneo-Ventimiglia) e il rifugio Don Barbera. Da
quest’ultimo, dove si incrocia l’itinerario dell’Alto Tanaro Tour,
con altre due tappe si può scendere su Ormea, località raggiunta
con regolarità da mezzi pubblici.
Questo tratto traversata permette di scoprire i paesaggi e gli
ambienti più tipici delle Alpi Liguri, dalle abetaie della valle
Pesio ai pascoli dell’alta Val Ellero, dalle conche carsiche e gli
inghiottitoi della zona del Marguareis ai castagneti secolari
della Valle Tanaro.
02 03
L’Alto Tanaro Tour
Al fondo della Valle Tanaro si snoda una strada statale che
porta al Colle di Nava e dà accesso al mare. Pur essendo sul
versante padano, quella del Tanaro è una valle con luci e
profumi che sanno già di Mediterraneo, così come architettura
e parlata locale risentono della vicinanza della Liguria. Un
mondo a sé, da conoscere e da vivere. Il camminare a passo
lento lungo l’Alto Tanaro Tour è il modo migliore per entrare
in contatto con i paesi e gli ambienti di montagna di questa
valle. Le tappe sono nove, e permettono di compiere un
percorso ad anello con partenza e arrivo in zona Garessio, a
seicento metri, che arriva a toccare nelle parti in quota, tra il
Rifugio Don Barbera e Colla Rossa, i duemila e oltre metri.
Il tratto davvero speciale dell’Alto Tanaro Tour è quello a
monte del paese di Ormea, sulla sinistra orografica, dove è
stato inglobato il percorso della Balconata di Ormea, itinerario
ideato dalla sezione locale del Club Alpino italiano, che collega
alcune tra le numerose frazioni esposte al sole che punteggiano
i versanti che discendono dal Monte Antoroto e dal Pizzo di
Ormea. Sono borgate oggi per buona parte abbandonate, a
differenza di tempi non lontanissimi in cui accoglievano
centinaia di residenti e avevano chiesa e cimitero. Si cammina
lungo sentieri e mulattiere tra terrazzamenti in pietra a secco,
perlopiù all’interno di castagneti secolari. Attorno al castagno,
in questa come in altre valli delle Alpi Liguri, si è sviluppata
una civiltà che aveva come principale fonte di sussistenza il
frutto di questo albero, utilizzato per buona parte dell’anno,
secco o come farina.
Tagliando la parte in quota (tappe 4 e 5) con il percorso di
collegamento tra Carnino e Upega, l’Alto Tanaro Tour è
percorribile praticamente tutto l’anno. Meglio evitare la piena
estate, ottimali i mesi di aprile-maggio e settembre-ottobre.
04
Il viaggio per “sentieri e rifugi”
continua oltre il pieghevole
Il Giro del Marguareis
Inquadra il codice QR per immergerti in contenuti
esclusivi (e gratuiti!): leggi le descrizioni
dettagliate e scarica le tracce GPX/KML dei
percorsi, lasciati ispirare da video e fotografie
che raccontano la bellezza delle Alpi Liguri.
Quattro o cinque giorni a spasso attorno al Marguareis,
massima elevazione delle Alpi Liguri. In pochi anni il Giro del
Marguareis è diventato uno degli itinerari a tappe di maggior
richiamo, non solo delle valli cuneesi ma dell’intero arco alpino
sud occidentale. Tra i motivi che ne hanno decretato il successo
ci sono naturalmente la bellezza e l’unicità degli ambienti
carsici di alta quota che rappresentano il tratto distintivo del
massiccio del Marguareis. Ma a ciò si aggiungono altri fattori.
Il richiamo della vicinanza al mare, capace di attrarre in
particolare il pubblico del Centro e Nord Europa.
Il numero limitato di tappe e i tempi di percorrenza dei vari
tratti, che ne fanno un itinerario impegnativo ma alla portata
della maggior parte degli escursionisti. E infine un livello di
accoglienza nei rifugi della zona decisamente elevato,
soprattutto per quanto riguarda il mangiare. Non si corre il
rischio di mangiare per più giorni di seguito polenta, come
può capitare invece in altre zone delle Alpi. L’itinerario è di
particolare interesse per gli appassionati di botanica, che
sanno di trovare in zona un vero paradiso con molti endemismi
e specie rare, e di geologia, cui sono dedicati degli specifici
punti di osservazione, che si incontrano lungo il percorso.
L’anello viene proposto con partenza da Pian delle Gorre, in
Valle Pesio, ma non ci sono problemi di tempi di percorrenza
di tappa se si sceglie di iniziare dalla Valle Ellero piuttosto che
dalla Valle Tanaro. Ad eccezione di annate con condizioni di
persistenza del manto nevoso per forti precipitazioni invernali,
che possono rendere meno agevole il superamento dei colli
a inizio estate, il Giro del Marguareis può essere affrontato
per l’intero periodo di apertura dei rifugi, che normalmente
si protrae fino alla metà di ottobre.
In copertina: Sull’Alto Tanaro Tour; sullo sfondo: Cima Missun (ph. G.Bernardi).
Da sinistra: 1. Passo Scarason (ph. N.Villani); 2. Il Lago Lao sulla balconata di Ormea (ph.
G. Bernardi); 3. Il Marguareis e Rifugio Garelli (ph. N. Villani); 4. Il Vallone dei Maestri e il
Mar Ligure (ph. N. Villani); 5. L’Alta Via del Sale (ph. A. Beltrame).
Sul retro: Interno ed esterno del vecchio Garelli (ph. Fam. Colombo).
Cosa fare e cosa non fare:
buone norme di comportamento
Rispetta chi nel Parco ci vive: non disturbare gli animali e danneggiare
le loro tane o nidi e non raccogliere o distruggere le piante
Lascia dove sono rocce e minerali
Ricorda che per la raccolta dei funghi è necessario un tesserino,
mentre gli altri prodotti del sottobosco (fragole, lamponi, mirtilli,
ecc.) si possono raccogliere in modeste quantità e senza danneggiare
le piante
Il cane può accompagnarti solo sui percorsi consentiti e rigorosamente
al guinzaglio
Dopo un picnic ad alta quota, riporta a valle i tuoi rifiuti
Siamo in mezzo alla natura, il fuoco a terra è vietato!
L’accensione è consentita solo nelle aree attrezzate
Considera che il campeggio è vietato al di fuori delle aree apposite,
mentre il bivacco è consentito per sole dalla sera al mattino
Rimani sui sentieri (e naturalmente sulla carreggiata quando sei con
un mezzo motorizzato: il fuoristrada è vietato)
L’utilizzo del drone è vietato
E ricorda: il silenzio è d’oro, non arrecare disturbo agli altri escursionisti
e agli animali che vivono nel Parco, goditi la quiete della natura
Escursioni in giornata
All’interno del Parco esiste una rete di sentieri molto estesa.
Ci sono itinerari in grado di soddisfare qualsiasi genere di
esigenza in termini di interesse (panorami, ambienti carsici,
colli, fauna, vegetazione, …) e di impegno. In riferimento agli
itinerari qui proposti, scelti tra i più “classici”, il periodo di
maggior frequentazione va da metà giugno a inizio ottobre,
ma ad esclusione di quelli che raggiungono le quote più
elevate, possono essere frequentati anche nelle mezze stagioni.
01
Breve anello nel verde consigliato soprattutto nelle mezze stagioni. Si passa dalla
Grangia del Castellar, primo nucleo certosino in Valle Pesio, antecedente alla
costruzione della Certosa, e dalla sorprendente palazzina di caccia di Mombrisone,
da tempo abbandonata. Il prato dell’area attrezzata della Roccarina, i resti di una
fornace e il vicino villaggio archeodidattico completano i punti di interesse
dell’itinerario, molto vario e sempre ben segnalato.
02
La parte intermedia della Valle Pesio è punteggiata di borgate e baite in quota
un tempo abitate tutto l’anno o nella bella stagione. Oggi per la maggior parte
sono in rovina, sommerse dal bosco. Caso a sé è Baudinet, nucleo oggetto di un
recente intervento di recupero per la realizzazione di un rifugio. La Via delle Borgate
è un itinerario ad anello su sentieri e strade sterrate che offre la possibilità di
entrare in contatto con un mondo che è scomparso.
03
Roccarina (anello)
Chiusa di Pesio 600 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+241 m 6,4 km 2:00h
Via delle Borgate (anello)
Cappella dell’Olocco 985 m (V. Pesio – Chiusa Pesio)
+429 m 6,7 km 2:30h
Grange certosine (anello)
Certosa di Pesio 843 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+518 m 8,4 km 3:00h
I Certosini articolarono l’organizzazione agricola del territorio attraverso case
coloniche chiamate “grange”. Tre di queste strutture si trovano sul costone,
immediatamente a monte della Certosa, che divide il Vallone di San Bruno dalla
Valle Fromenterola. La grangia di San Michele, quella più in quota, in tempi recenti
è stata trasformata in un rifugio escursionistico. Notevole il castagno di oltre
duecento anni, alto diciotto metri, che si trova accanto alla struttura ricettiva.
04
Il Sentiero Natura collega le due località più famose e frequentate della Valle Pesio:
la Certosa e il Pian delle Gorre. Il percorso, che si sviluppa principalmente nelle
zone boscate ai lati del Pesio, viene utilizzato dal Parco per le uscite con le scuole
ed è molto adatto per le famiglie. Lungo di esso sono stati posizionati pannelli
che illustrano le caratteristiche dei diversi ambienti attraversati e delle principali
specie forestali e animali che si possono incontrare.
05
06
07
08
Sentiero Natura
Certosa di Pesio 843 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+248 m 4,1 km 2:00h
Pis del Pesio (anello)
Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+569 m 7,8 km 3:00h
Due colonne d’acqua, dell’altezza di oltre venti metri, che fuoriescono da fori in
una falesia di calcare: ecco il Pis (piscio) del Pesio. Lo spettacolo si produce in
tutta la sua potenza per un breve periodo dell’anno, al momento del disgelo o in
caso di pioggia molto abbondanti. Ma la gita ad anello, che taglia il bel bosco di
abete bianco del Prel, merita di essere percorsa anche in estate, poiché permette
di vedere altre cascate, come quelle del Gias Fontana e del Saut, sempre attive.
Passo del Duca (anello)
Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+1064 m 12,4 km 5:00h
Il piacere di camminare lungo una ex strada militare che con un lungo traverso
nell’abetina del Prel e una successiva serie di perfetti tornanti, permette di
raggiungere il Passo del Duca e di affacciarsi sulla tormentata Conca delle Carsene.
Sull’ex rotabile sono stati fatti lavori per renderla percorribile anche dalle biciclette.
Al ritorno per chi cammina la discesa sul Vallone del Marguareis offre notevoli
scorci panoramici sulle cime dell’omonimo gruppo.
Rifugio Garelli (anello)
Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+1023 m 11,8 km 5:00h
L’escursione con la maggiore frequentazione nel Parco. Ha tutto per piacere: un
bel sentiero che sale nel bosco di abeti per poi sbucare nelle praterie in quota,
un rifugio accogliente con vista spettacolare sull’imponente versante settentrionale
del Marguareis, massima elevazione, con i suoi 2652 metri, dell’omonimo massiccio.
La discesa lungo il selvaggio e tormentato vallone del Marguareis completa la
scoperta del cuore delle Alpi Liguri.
Pian del Creus (anello)
Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)
+435 m 5,5 km 2:00h
C’è un momento speciale in questa escursione, ed è quando dopo la lunga e ripida
salita nel bosco ci si affaccia sulla grande radura pianeggiante del Creus. D’improvviso
si passa dal chiuso all’aperto, dall’ombra al sole: un contrasto netto, che sorprende.
Ai margini del pianoro c’è un rifugio, oggi privato, utilizzato dai partigiani durante
la seconda guerra mondiale. Sulla via del rientro consigliabile una breve digressione
per ammirare la cascata del Saut.
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Una bella strada sterrata, chiusa al traffico, permette con una comoda passeggiata
che procede in un ambiente pascolivo per il quale l’aggettivo bucolico non è
sprecato, di arrivare fino al Mondovì. Dal rifugio si sale in direzione della conca
del Biecai, area umida di grande valore naturalistico, e alla Colle del Pas, balcone
sull’area carsica di Piaggiabella. Senza itinerario obbligato si può salire sulla Cima
Pian Ballaur, punto panoramico d’eccezione.
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Come denuncia il toponimo del valico, si cammina lungo un percorso che in epoca
medievale è stata una via del sale, tra le più importanti delle Alpi sud occidentali.
A metà percorso una croce ricorda una delle tante vittime delle tormente di neve
che spesso colpivano quanti, perlopiù donne, affrontavano il passo per andare a
cercare lavoro in Riviera per i mesi invernali. Molto vario il percorso, con terrazzamenti,
la Gola delle Saline, i pascoli in quota.
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Colle del Pas e Cima Pian Ballaur
Pian Marchisio 1634 m (V. Ellero – Roccaforte M.vì)
+1010 m 7,9 km 3:30 h
Passo e Cima delle Saline
Carnino Inferiore 1355 m (Valle Tanaro – Briga Alta)
+830 m 8,8 km 2:45h
Vene del Tanaro
Viozene 1242 m (Valle Tanaro - Ormea)
+416 m 3,9 km 3:20h
Il sentiero che da Viozene porta alle Vene del Tanaro taglia un versante esposto
a sud per cui può essere percorso per buona parte dell’anno. Meta è la zona della
risorgiva che raccoglie le acque del sistema carsico del Mongioie nota tra le altre
cose per la celerità dei suoi drenaggi: la portata complessiva delle suddette sorgenti
infatti, può incrementarsi anche durante un semplice temporale estivo, passando
in poco più di un'ora da 40 litri/secondo a ben 5000 litri/secondo.
Don Barbera e Marguareis
Carnino Superiore 1384 m (Valle Tanaro – Briga Alta)
+1366 m 8,6 km 4:00h
Si parte da Carnino Superiore, tipico esempio di borgata dell’area brigasca, per
infilarsi nella strettoia della Gola della Chiusetta, che dà accesso alla cappella di
Sant’Erim e ai vasti pascoli dell’alta Valle dei Maestri. Al Rifugio Don Barbera non
è improbabile trovare un certo affollamento, ma bastano pochi passi in direzione
Marguareis per rientrare in una dimensione più intima. Dalla cima panorama che
spazia dal mare al Monte Rosa.
Colla Rossa
Upega 1280 m (Valle Tanaro – Briga Alta)
+935 m 6 km 3:00h
Il bosco delle Navette, esteso su oltre mille ettari, è il lariceto posto più a sud nelle
Alpi italiane. Al suo interno si sviluppano numerosi sentieri, che meritano di essere
percorsi tutto l’anno ma in particolare in autunno, quando le chiome dei larici si
colorano di giallo. Un itinerario particolarmente consigliabile è quello per Colla
Rossa, depressione così chiamata per le rocce rossastre che emergono in
corrispondenza del valico tra Valle Tanaro e Valle Roya.
LEGENDA Località di partenza Impegno (medio, medio-alto, alto) Dislivello in salita Distanza Tempo (sola andata; totale in caso di anelli)