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Sentieri e rifugi del Marguareis

Una guida pratica pensata per accompagnare gli escursionisti alla scoperta dei sentieri dell'area protetta. La pubblicazione presenta i principali rifugi del territorio e una selezione di itinerari a piedi, dalle passeggiate giornaliere ai trekking di più giorni. Tra le proposte trova spazio anche il celebre Giro del Marguareis, un itinerario a tappe che si sviluppa tra ambienti carsici, pascoli e spettacolari pareti calcaree, collegando alcuni dei rifugi simbolo delle Alpi Liguri e del Parco.

Una guida pratica pensata per accompagnare gli escursionisti alla scoperta dei sentieri dell'area protetta. La pubblicazione presenta i principali rifugi del territorio e una selezione di itinerari a piedi, dalle passeggiate giornaliere ai trekking di più giorni.
Tra le proposte trova spazio anche il celebre Giro del Marguareis, un itinerario a tappe che si sviluppa tra ambienti carsici, pascoli e spettacolari pareti calcaree, collegando alcuni dei rifugi simbolo delle Alpi Liguri e del Parco.

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Foto: Nanni Villani, Roberto Pockaj, Giorgio Bernardi e Archivio APAM – Stampa: MG Servizi Tipografici Vignolo CN – design&cartografia www.diegoviada.com – 06_2026

LE AREE PROTETTE DELLE ALPI MARITTIME

L’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, istituito dalla

Regione Piemonte nel 2016, coordina le attività di due Parchi e otto Riserve

naturali, che nell’insieme occupano una superficie di circa 40.000 ettari

all’interno di diciassette Comuni. Ne fanno parte:

Parco Naturale Alpi Marittime

Comuni: Aisone, Entracque, Roaschia, Valdieri,

Vernante

Superficie totale: 28.360 ettari

Parco Naturale Marguareis

Comuni: Briga Alta, Chiusa Pesio, Ormea

Superficie totale: 7.833 ettari

Riserva Naturale Benevagienna

Comuni: Benevagienna

Superficie totale: 438 ettari

Riserva Naturale Ciciu del Villar

Comuni: Villar San Costanzo

Superficie totale: 61 ettari

Riserva Naturale Crava – Morozzo

Comuni: Mondovì, Morozzo, Rocca de’ Baldi

Superficie totale: 292 ettari

Riserva Naturale

Ciciu del Villar

Riserva Naturale

Grotte di Aisone

CUNEO

Riserva Naturale

Rocca San Giovanni-Saben

Riserva Naturale

Grotte del Bandito

Parco Naturale

Alpi Marittime

Fossano

COLLE DI TENDA

Parco Naturale

Marguareis

Ente di gestione Aree Protette

delle Alpi Marittime

tel. +39 0171 976800

info@areeprotettealpimarittime.it

www.areeprotettealpimarittime.it

Con il sostegno di:

Riserva Naturale

Crava-Morozzo

Mondovì

TORINO

Riserva Naturale

speciale Benevagienna

Riserva Naturale

Grotte di Bossea

Riserva Naturale

Sorgenti del Belbo

GENOVA

Savona

Marguareis

sentieri e rifugi

Riserva Naturale Grotte di Aisone

Comuni: Aisone

Superficie totale: 26 ettari

Riserva Naturale Grotte del Bandito

Comuni: Roaschia

Superficie totale: 9 ettari

Riserva Naturale Grotte di Bossea

Comuni: Frabosa Soprana

Superficie totale: 613 ettari

Riserva Naturale Sorgenti del Belbo

Comuni: Camerana, Montezemolo, Saliceto

Superficie totale: 447 ettari

Riserva Nat. Rocca San Giovanni – Saben

Comuni: Valdieri

Superficie totale: 233 ettari

NIZZA

Sentieri e rifugi

Piero Garelli

Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio - Chiusa di Pesio)

+940 m 2:35h – 2:55h

1966 m

Dal rifugio il panorama spazia da un lato sul vertiginoso versante settentrionale del

massiccio del Marguareis, dall’altro in direzione della pianura circondata dalle Alpi.

Spiccano le soluzioni architettoniche adottate – la sagoma composita del Garelli

richiama le forme della montagna –, e anche dal punto di vista ambientale la struttura

è all’avanguardia, essendo dotata di un sistema di fitodepurazione per il trattamento

delle acque reflue. Da non perdere la visita della vicina stazione botanica Bicknell.

Mongioie

Viozene 1242 m (Valle Tanaro - Ormea)

+308 m 0:50h - 1:00h

del Massiccio del Marguareis

Rispetto alle vicine Alpi Marittime, dove già a fine Ottocento

si costruisce il rifugio Genova, nelle Alpi Liguri la prima

realizzazione risale al 1929, quando in alta Valle Ellero su

iniziativa della sezione CAI di Mondovì viene inaugurata una

struttura che inizialmente porta il nome del capoluogo del

Monregalese, mentre in un secondo momento sarà intitolata

anche ad Havis De Giorgio, alpinista locale morto in Africa

durante la seconda guerra mondiale. Gestito per molti anni

dalla famiglia Boffredo di Baracco, frazione di Roccaforte

Mondovì, il rifugio per lungo tempo sarà un punto di ritrovo

non solo per alpinisti, ma anche per margari e cacciatori che

frequentano una zona ricca di pascoli e di animali selvatici.

È sempre la sezione CAI di Mondovì che si fa carico della

costruzione di altri due rifugi. Il primo, nel 1939, è il Mettolo

Castellino, edificato in un’area del Comune di Frabosa Sottana

che in tempi successivi vedrà lo sviluppo della stazione sciistica

di Artesina. Da tempo, circondato dalle piste, ha perso la sua

funzione originaria.

Il secondo, fortemente voluto da Sandro Comino, capostipite

dell’alpinismo monregalese, è il rifugio Garelli, in alta Valle

Pesio. Sovrastato dalle eleganti pareti del Marguareis, il Garelli

ha una storia tormentata. Nasce, nel 1950, come struttura

prefabbricata a forma di mezzabotte, dal recupero di residuati

bellici.

Con il forte incremento della frequentazione, nel 1968, si

passa a una nuova costruzione che ingloba la precedente e

che permette di passare da una ventina a oltre ottanta posti.

Rifugi alpini in quota

1550 m

Accesso comodo, e una bella posizione, ai margini del balcone di Pian Rosso e con alle

spalle le spettacolari guglie e pareti calcaree delle Rocche del Garbo e del Manco. Il

Mongioie ha una clientela molto composita, di escursionisti e arrampicatori ma

soprattutto di famiglie e, nelle mezze stagioni, di gruppi scolastici. Per quanti sono alla

ricerca di una notte speciale, si può dormire in una StarsBox, piccola struttura in legno

per il pernottamento di due persone, con tetto apribile per l’osservazione delle stelle.

1

3

Nel 1987 il rifugio viene completamente distrutto, e ci vorranno

un notevole sforzo economico e l’impegno di tanti volontari

per far sì che nell’estate del 1991 si giunga alla riapertura.

L’altra sezione CAI che ha contribuito a rendere maggiormente

fruibili le Alpi Liguri è quella di Albenga, in Liguria. Nel 1966

piazza una struttura prefabbricata in metallo in prossimità del

Colle dei Signori, lungo l’itinerario di salita alla Cima Marguareis

dal versante Tanaro. Quarant’anni dopo il Parco del Marguareis

costruisce un nuovo moderno rifugio, che mantiene la

denominazione Don Barbera. L’intervento del Parco si spiega

anche con la volontà di offrire un servizio di ristoro e

informazione lungo la ex carrozzabile militare tra Limone e

Monesi, che transita nelle immediate vicinanze del rifugio e

che dopo numerosi interventi finanziati con fondi europei

tornerà a partire dal 2014 ad essere percorribile senza difficoltà

con biciclette e mezzi meccanici.

L’operazione Don Barbera, così come quella che in precedenza,

nel 1989, ha portato il CAI di Albenga a costruire un nuovo

rifugio, il Mongioie, sempre in alta Valle Tanaro, e allo stesso

modo gli ampliamenti di Mondovì e Garelli, sono il segnale

di un netto cambiamento nella fruizione della montagna.

Pur mantenendo la funzione di appoggio per la salita alle

principali cime, i rifugi hanno negli anni acquisito un nuovo

ruolo che ne ha fatto da un lato delle destinazioni per il sempre

più ampio pubblico dei frequentatori giornalieri della montagna,

dall’altro dei posti tappi posizionati lungo itinerari di lunga

percorrenza - nello specifico il Giro del Marguareis – in grado

di attirare anche una clientela non solo locale.

Mondovì – Havis De Giorgio

1755 m

Porta di Pian Marchisio 1634 m (Valle Ellero - Roccaforte M.vì)

+145 m 0:40h – 0:50h

Una vasta distesa pascoliva di alta montagna, punteggiata di baite e antiche selle

d’alpeggio, tra cui serpeggiano le acque dell’Ellero. Attorno i profili arrotondati del

Mongioie e quelli severi delle cime delle Saline e di Pian Ballaur. Questa la spettacolare

scenografia in cui si inserisce, ai margini occidentali della conca, il Mondovì. Un rifugio

ideale per escursioni con bambini, che da alcune stagioni propone, come il Mongioie,

il pernottamento in StarsBox.

Don Barbera

Carnino superiore 1377 m (Valle Tanaro - Briga Alta)

+700 m 2:25h – 2:40h

2079 m

Per la stragrande maggioranza dei fruitori il Don Barbera è una tappa veloce in cui

fare sosta per una birra e una polenta mentre si percorre l’Alta Via del Sale in bici o

fuoristrada. Bisogna fermarsi, dormirci una sera, la mattina presto salire sulla vicina

cima del Marguareis e godersi l’alba, per scoprire la magia dei luoghi e la qualità

dell’accoglienza che questo rifugio offre. Per i più pigri: anche la vista in direzione

mare all’alba e al tramonto è imperdibile.

2

4

V a l

P.ta Besimauda

Bric Costa Rossa

2404

C. La Motta

2285

M. Alpetta

1925

Bric

Campanino

2256

C. Pepino

2344

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LIMONE

V

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C. de Dore

1371

2127

C. Piana

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1366

C. d’Arpese

T.ta delle Gore

C. Pittè

Crest

1852

C. de Bosélia

1374

2231

1780

Granges des

Lamentargue

1271

Gr.ge des Féné

Gr.ges Stourze

1068

Gr.ges Taillapan

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2175

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2300

S. provinciale

M. Bergioin

2086

C. della Perla

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P.ta Mirauda

M. Jurin

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2188

C. Malaberga

2312

1450

Sella Morteis

C. Pravine

1634

C. della Fascia

2386

C. Ciaudon

C. Boaria

2102

1679

C. des Larderes

1544

2155

Gias della Perla

1914

Gias sottano

del Colle

Gias soprano

del Colle

919

Grange de la Pia

Gias Pittè Sottano

sottano

1660

2491

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Gr.ges du Pont Riche

1 1002 2

965

Gr.ges du Pont Pauvre

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Gr.ge de M. Long

1403

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748

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Gr.ge Cragnou

1271

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Pis del Pesio

T. Baban

2060

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Capanna

Morgantini

2237

2219

C. Piana

di Malaberga

M. Corni

996

Rocche Nuvolente

1677

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P.ta Labiaia

Mirauda

C. de Malabergue

2188

1268

1971

Gias dell’Ortica

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Gr.ge de la Varne

1323

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P

C. du Pinet

1480

1420

Col Linaire

T.to Ciacioni

Certosa

di Pesio

843

Villaggio

Madonna d’Ardua

C o n

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B.ta Oy

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Gias Fontana

Gias degli Arpi

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V A L L E

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Passo del Duca

1989

Orsaire

1322

I O

P E S

P e

C. del Prel

1881

2052

T.ta del Duca

2302

P.so Scarason

Castel Frippi

2256

C. de L’Evèque

2241

L e

680

T.to Rumiano

C.tto Mirauda

Rifugio del Parco

2028

Pian delle Gorre

1032

07

Osservatorio

P.ta Melasso soprano faunistico

1912 Canavere

2076

Gias Vaccarile

i S

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V a l l o n d e

V . n d ’ A r m a c r e u

V a l l o n

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R o u é o u

La Brigue

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LIMONE

Legenda

0 km

Strada C. del statale Becco

S. secondaria C. Aurusi

2054

S. sterrata

Sentiero

S. chiusa al traffico

Porta accesso

Alta via del Sale

Comune

Località

Cima

Colle

Stazione sciistica

Alpeggio

Certosa di Pesio

Rifugio

Pian delle

Gorre

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0.40

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0.50

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scala 1:140.000

Rifugio

San Michele

0.45

0.55

V a l l o n

V .n d ’ U g a i l

Pian

del Creus

Saut

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Ciclovia de Duca

Alta via del Sale

Giro del Marguareis

Gr.ges de Pouchin

GTAM1493

Alto Réfrei Tanaro Tour

1444

Struttura del Parco

Rifugio del Parco

Rifugio/Posto tappa

Rif./Capanna privato

o con ritiro chiave

Edificio religioso

Area Parco

Area contigua

Baisse de

la Crocette

Area ZSC/ZPS

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V a l l o n

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Cascata

del Saut

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P

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Abisso Scarason

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V a l l o n d e B

2135

C. dei Signori

2112

C. de Sènèca

2138

.

V

C. de Vélègue

M. Noir

1400

752

2380

C. du Loup

1636

T. Mauri

C. di Pertegà

M. Bertrand

2482

Fiolera

B.ta Barril

T. Crovera

C.na San Paolo

Punta Bartivolera

P. di Sestrera

1147

C. di Selle Vecchie

2099

Colla Rossa

2172

Stazione botanica

C. BICKNELL L. delle Moie

Porta Sestrera

Rifugio 2228

1

1970

Garelli

2298

C. dei Genovesi

2580

C. dei Savonesi

2661

2488

C. Palù

2448

2486

C. dei Torinesi

2402

C. de la Male

1580

Cappella

Sant’Erim

P. di Flamalgal

2178

C. Missun

A s i n i

2035

C. di Serpentera

Laghetto del Marguareis

2355

C. Scarason Castello delle Aquile

Porta Marguareis

Bergerie de

Chambeuil

1616

2513

T. Fuggin

B.ta Biroe

T. Baudinet

C.na San Michele

Gias Baus d’Lula

Gias Pari di mezzo

C. Marguareis

Gias Pari soprano

Gias

della Costa

C. Pigna

1751

Gias Mascarone

Sottano

1957

Gias Madonna

1652

Gias Pian del Creus

Rifugio

Villa Soche

Gias Soprano

del Marguareis

Bergerie

de la Mule

1667

Gias Mascarone

C. Gardiola

1890

Gias d’la Crösa

C. Cars

2219

Gias Soprano

di Serpentera

C. Serpentera

2305

G i a i r e t t o

C. Piastra

1858

C a v a l l o

M a c i a p

L. Ratavuloira

N i v o r i n a

C o r v o

P. di Collardente

1605

V a

S o r i e

P. Basera

2041

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V a

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E

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Colletto delle

Rocche di Serpentera

2206

Rocca di Ferà

2248

2200

M. Saccarello

C i a p p a

B a n c a

U o m o M o r

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C. Pian Ballaur

C. del Caplet

1958

P i a n d e

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P

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1627

C. delle Salse

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P. della Colletta

1611

M. Grosso

B. Scravaglion

E l l e

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P. del Lagarè

1746

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1690

Colla Rossa

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M. Castello

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S a l i

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S a g n a s s o

C. Bauzano

1949

I n

1656

Margh. Panizzi

1881

Punta S. Maria Margh. Violetto

1729

2138

Margh. Soprana

di Tanarello

Rifugio

SANREMO 2054

M. Cimanasso

2085

2016

Rocca Rossa P. di Garlenda

1805

Rocca Barbone

1629

T

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L.to Mondolè

C o l l e t t a

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M o n e g h e

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L. delle Scalette

B e l

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1549

Colla Bassa

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S e p a e

Colle Fornelli

1238

S c a

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N

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P. Scalette

1950

M. Mondolè

2097

Colletta Seirasso

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Rabb

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B r a c c o

P. del Cavallo

2239

C. Garlenda

M. Frontè

Rocche Seirasso

C. Seirasso

C. Fornelli

1332

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P i n i e l l a

G

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M e r e

Colle di

Garezzo

1771

c c h i n i

2239

C. Brignola-Seirasso

Pizzo Rodolfo

1518

C. Omo dell’Alpetta

2034

C. delle Colme

2355

U o m o M o r

Barchei

Gr.ges d’Amarine

Margh. Binda

1615

Gr.ge

1227

P.te di

1180

Valcona Sottana Tanarello

1042

1406

Col de Tuana

C. Farenga

1404

Morignole

958 2209

Valcona Soprana

Briga Alta

Castel Vecchio

1237

P. della Porta

C. Ventosa

1823 Piaggia

C. Volpaira

1309

2137

1452

Bergerie de Corou

P. di Tanarello

Monesi di Mendatica

1506

2046

1300

M

o

M a ï n a

V a l l o n d e l a

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M a r n e

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Notre Dame

de Fontaine

Vigna

Pian

delle Gorre

Parco

d e l S a l t o

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S è n è

Berg. de Seneca

1741

a c h i a t

Casotto sorveglianza

d’Ardua

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V a

V

l

l o n e

San Bartolomeo

Mappa dei tempi

0.20

Rifugio

Gias

degli Arpi

Gias

Fontana

4

Sestrera

Sottano

Gias Madonna

1.20

1.35

Via Vallone

Marguareis

0.20

0.25

0.25

0.35

1.10

1.45

1.55

1.15

1.45

1.50

1.20

1.15

5

Pis del Pesio

Passo

di Baban

Rifugio

Garelli

Passo del Duca

a

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V a l

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G a m b e

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P o r c h e r o t

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M a r g u a r e i s

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1.05 (EE)

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2538

2220

C. Palù

C. de la Galine

Naturale

2400

2079

Rifugio del Parco

Don Barbera

Celle di Carnino

V a l l o n d e

Case Cacciatori

Bosco delle Navette

Craviola

1204

Bens

1076

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M

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Rifugio del Parco

Sestrera Sottano

V

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Les Fraches

1322

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CHIUSA DI PESIO

06

4

Punta Marguareis

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S . B r u n o

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Case Nivorina

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B e v

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Marguareis

Passo

di Scarason

05

T u a n

Porta Sestrera

Colla Rossa

0.35

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V a l l o

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1.10

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1.10

1.40

1.35

Capanna

Morgantini

0.45

0.35

0.50

1.55

1.50

Porta di

Pian Marchisio

Porta

Biecai

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Colle delle

Selle Vecchie

Case dei Cacciatori

A R

d i

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E A

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V a

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C O N

VENTIMIGLIA

0.35

0.40

Colle del Pas

0.35

0.30

0.45

0.50

Rifugio

Don Barbera

2.25

1.45

2.40

1.55

1.15

1.45

1.45

Poggio

del Lagone

1.10

M. Tanarello

Cima delle Saline

2094

1795

Rifugio

Comino

Gias bassi

di Pontetto

e d i

t i n a

e A r g e n

V a l l

1895

Gias alti

di Pontetto

C a r n i

T I G U

Cappella

Madonna

della Neve

C. Biule

E R O

V . E L L

1601

Capanna

Saracco Volante

Porta accesso

Alta via del Sale

Monesi-Limone

Rifugio Mondovì

Cima Pian Ballaur

Sant’Anna

2045

1745

C. Durand

2092

C. delle Saline

2612

2217

2579 2377

Gias delle Saline

A

Verdeggia

1105

n o

V .

1297

Prea

830

Rifugio

Mondovì 2

1761

Sorgenti

dell’Ellero Pis

L. Biecai

dell’Ellero

Carnino

Sup.

1397 1370

Inf.

08

Upega

SANREMO

Passo delle Saline

Carnino

Rifugio

Superiore Carnino Carnino

Inferiore

Upega

2.15

1.20

1.40

0.40

1.40

0.10

1.05

1.05

0.05

0.45

0.55

1.25

09

T

Colle Brignola Seirasso

1.15

Passo del Lagarè

0.40

0.20

0.45

822

Rastello

Gias

Colletta

Il Castellazzo

1620

A

1376

Monesi

di Triora

1.55

0.15

Mongioie

Tetti delle Donzelle

Rifugio Ciarlo Rossi

Colla di Carnino

876

900

Baracco

Bric Perrino

1741

1181

Gias

Bellino

Gias Pra Canton

1764

2436

C. di Pian Cavallo

C. Cantalupo

1896

1892

2152

2382

1890

Gias Gruppetti

Rifugio

Ciarlo-Bossi

V a l l e

N

d e

l l a

1310

F u s e

TRIORA

Bocchino della Brignola

1.00

1.00

0.30

2143

2181

1300

Artesina

A R O

0.50

1.05

1.00

1.25

2.10

Parcheggio

Rifugio

Rifugio non custodito

Giro del Marguareis

Variante Giro del Marguareis

Rifugio

La Balma

L. Brignola

1520

Rifugio

Mongioie

1593 Margh.

Garlenda

Bocchino dell’Aseo

Rifugio Mongioie

Viozene

1883

3

VIOZENE

n a rel l o

Viozene

Rifugi alpini

ed escursionistici

di media e bassa valle

Rifugio Baudinet

V a

l l e

P u n

r i a

t a S . M a

05

06

07

1106 m

Un gruppo di tre baite, ristrutturate con grande rispetto e cura, al centro di una grande

radura tra i boschi della media Valle Pesio, a monte della frazione Vigna. Il rifugio Baudinet,

raggiungibile con una passeggiata di una cinquantina di minuti, offre uno spazio di relax

e isolamento. Annamaria e Ferdinando propongono un ambiente accogliente, buona cucina,

corsi di “forest bathing”, riconoscimento e utilizzo piante, osservazione stelle.

Rifugio San Michele

1125 m

Il rifugio si trova a monte della Certosa di Pesio, su un poggio molto panoramico con bella

vista sulla Bisalta, ed è raggiungibile con una camminata di circa tre quarti d’ora lungo un

bel sentiero tra i boschi oppure seguendo una strada percorribile in bicicletta. Il servizio

ristoro propone una cucina semplice, con piatti della tradizione realizzati con prodotti locali

selezionati a chilometri zero. Pernottamento in camere quadruple o camerone.

Rifugio Pian delle Gorre

1032 m

Il rifugio è collocato a Pian delle Gorre, una straordinaria radura nel bosco che segna il

termine della strada asfaltata che percorre la Valle Pesio. La località è un luogo per

incamminarsi su uno dei sentieri del Parco o cominciare il famoso Giro del Marguareis.

Durante la stagione invernale il rifugio si trasforma in meta esclusiva per gli appassionati

di sci e ciaspole. La struttura mette a disposizione il servizio di bar e ristorazione, oltre che

offrire la possibilità di pernottamento con sedici posti letto in tre camere.

Le Alpi Liguri in mtb

Le alte valli Pesio e Tanaro offrono chilometri e chilometri di

itinerari, praticamente infiniti, per gli appassionati di mountain

bike.

Frequentatissimo è il percorso dell'Alta Via del Sale, lungo

una splendida strada sterrata militare in quota che si snoda

fra il Colle di Tenda e Monesi di Triora: si consiglia di percorrerla

nei giorni in cui è chiusa al traffico dei veicoli a motore. I più

allenati possono proseguire e raggiungere il mare, facendo

tappa al Rifugio Don Barbera o in una delle altre strutture

presenti lungo il percorso. Per il rientro si può utilizzare la

linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo.

L'Alta Via del Sale è raggiungibile anche dalla Valle Pesio

grazie alla Ciclovia del Duca. Un percorso per cicloalpinisti

che da Pian delle Gorre segue l'ex rotabile 109: un capolavoro

di ingegneria militare della Seconda Guerra Mondiale. Il

tracciato si sviluppa nel cuore del Marguareis ed è stato

completamente rammodernato con un lavoro durato alcuni

anni. Bella in salita ma soprattutto in discesa la Ciclovia del

Duca regala su 15 chilometri e 1400 metri di dislivello grandi

emozioni.

Il Parco del Marguareis si è impegnato nell’individuazione e

segnalazione di un itinerario di grande respiro per ognuna

delle principali valli che rientrano nell’area protetta.

Rifugio Carnino

Locanda d’Upega

08

09

10

11

1359 m

Nel cuore di Carnino inferiore, in Valle Tanaro, si trova il piccolo rifugio del Parco. Una

struttura tutta di pietra, perfettamente inserita nell’architettura del paese che offre quindici

posti letto e un’accoglienza semplice e calorosa. Unica struttura ricettiva della zona è un

comodo punto di appoggio per il Giro del Marguareis, l’Alto Tanaro Tour e altre camminate.

Il rifugio è aperto tutti i giorni nel periodo estivo e su prenotazione il resto dell’anno.

1280 m

Ai margini del bosco delle Navette, uno dei più belli e famosi d’Italia, sorge Upega, porta

d’accesso meridionale alla spettacolare Alta Via del Sale. La piccola frazione di Briga Alta

offre accoglienza in una graziosa la Locanda la cui gestione comprende anche un campeggio

e un rifugio escursionistico. Soluzioni di accoglienza per tutte le tasche, per chi cammina,

pedala o fa il turista, accomunate dalla possibilità di gustare piatti della cucina locale.

Rifugio Quarzina

Rifugio Chionea

1347 m

Il rifugio Quarzina è raggiungibile in auto o bicicletta tramite strada asfaltata. La posizione

strategica lo rende anche tappa cruciale per numerosi trekking e traversate in MTB. La

gestione offre servizio di bar e ristorazione. Per il pernottamento, sono disponibili 14 posti

letto distribuiti in due camerate e una camera matrimoniale. Aperto per gran parte dell'anno,

è un ottimo punto d'appoggio anche per le uscite invernali con sci e ciaspole.

1154 m

Il rifugio si trova nel centro di Chionea ed è raggiungibile in auto, in bici o a piedi percorrendo

l'Alto Tanaro Tour o la Balconata di Ormea. La struttura è la base ideale per piacevoli

passeggiate per l'osservazione di castagni secolari o per la salita al Pizzo di Ormea, montagna

iconica e panoramica della Valle Tanaro. Di proprietà comunale, offre otto posti letto e circa

venti coperti. A tavola sono serviti piatti della tradizione culinaria locale, tra i quali spiccano

la torta verde e la lasagna.

La Granfondo Marguareis Bike si sviluppa in Valle Pesio

tra castagneti, faggete e maestose foreste di abete bianco.

Strapperanno un “ooooh” di meraviglia i prati della radura di

Pian delle Gorre e i pascoli della Grangia certosina di San

Michele e della borgata di Baudinet. Imperdibile la discesa su

San Michele, dove una sosta è d’obbligo per godere di un

panorama a 360°, che spazia dalla Bisalta al massiccio del

Marguareis, alle cime della Gardiola e del Pigna prima di

tuffarsi sulla pianura.

Il percorso ad anello, ben segnalato con paline “Marguareis

Bike”, è interamente pedalabile, tranne pochissimi guadi, e si

svolge principalmente su strade sterrate, con divertenti traversi,

emozionanti discese su single track e solo due brevi sezioni

di strada asfaltata.

La Granfondo Marguareis Bike Valle Tanaro, bella e

panoramica, è piuttosto faticosa e impegnativa, dunque adatta

solo a biker allenati, pronti a dedicare un’intera giornata ad

assaporare questo entusiasmante anello in quota che tocca

le province di Cuneo e Imperia e i Parchi naturali del Marguareis

e delle Alpi Liguri.

Oggi segnalata in modo permanente, la Granfondo della Valle

Tanaro è stata definita nel 2015 “il più bel percorso della

Coppa Piemonte”, con “lunghe salite, scenari mozzafiato,

discese tecniche e divertenti”.


Uno dei piaceri del camminare nasce dal pensiero che i nostri

passi stiano ricalcando quelli di figure di cui ci parlano antichi

documenti, libri di storia, guide di itinerari: il pastore

transumante, il pellegrino, il soldato, il mulattiere… Un tuffo

nel passato che nelle Alpi Liguri, ultimo settore a sud ovest

della catena alpina, può essere esperienza vissuta a ogni curva

di pista e sentiero. Nelle valli attorno al Marguareis e al

Mongioie, montagne simbolo delle Liguri, hanno vissuto

i monaci della Certosa di Pesio, hanno faticato i mulattieri di

Limone e Tenda, i pastori brigaschi si sono mossi senza sosta

tra la costa e i pascoli alpini, sono passati i soldati degli eserciti

dei Savoia e di Napoleone.

Forse nessun altro angolo delle Alpi è stato così trafficato, e

ciò in virtù di caratteristiche che discendono dalla vicinanza

al mare, da un clima mite per buona parte dell’anno, dall’essere

montagne di mezzo tra territori complementari situati ai

piedi dei due versanti opposti della catena spartiacque: da un

lato, i porti e i borghi della Riviera di Ponente e del Nizzardo,

dall’altro i centri della Pianura Padana occidentale.

Nel vasto dedalo di queste montagne, fatto di dossi erbosi,

fitti boschi, pareti di calcare, gole e conche carsiche, si aprono

corridoi che hanno rappresentato le direttrici lungo le quali

si sono sviluppate le attività umane.

Tra mare di Liguria

e pianura piemontese

Oggi si finisce spesso per citare l’Alta Via del Sale Limone-

Monesi. Si tratta di una ex strada militare – riaperta in tempi

relativamente recenti e percorribile in fuoristrada e in bicicletta

– che segue per buona parte la porzione in quota della Via

Marenca, utilizzata fin da XIII secolo per i commerci tra Liguria

e Piemonte. Nelle Alpi Liguri lo scambio di merci è stato alla

base della creazione di un fittissimo reticolo di vie di

comunicazione.

L’ossatura principale era rappresentata dalle cosiddette “vie

del sale”, lungo le quali, nel Medioevo, transitavano le carovane

di muli impegnate a scavalcare le Alpi per il trasporto dal mare

alle terre dei Savoia di uno degli elementi fondamentali

dell’alimentazione umana e animale, nonché, all’epoca,

fondamentale strumento per la conservazione delle scorte di

cibo. Al ritorno il carico era fatto di pelli e di sacchi di riso. In

zona, le vie del sale più importanti erano quelle che dalla

Valle Roya (passata alla Francia dopo l’ultimo conflitto

mondiale), superando il Colle di Tenda e il Passo delle

Saline scendevano su Cuneo e Mondovì, insieme all’itinerario

che attraverso il Colle di Nava metteva in comunicazione

Imperia e l’area del Monregalese. Di questi antichi percorsi

resta testimonianza solo nella toponomastica (come nel caso

del Passo e della Cima delle Saline) e in alcuni tratti di selciato

ancora presenti, come quello a monte di Rastello, in Valle

Ellero.

Per buona parte coincidevano con le vie del sale i percorsi

seguiti per la transumanza. Nella zona tra Saccarello e

Marguareis in periodo estivo si concentravano un gran numero

di greggi provenienti sia dalle zone costiere sia dalla piana e

le valli del lato piemontese. Fulcro di questo sistema

itinerante di pascolamento era Briga, con le sue comunità

sparse tra Valle Roya (Briga e Morignole), Valle Tanaro (Piaggia,

Upega, Carnino, Viozene) e Valle Argentina (Realdo e Verdeggia).

Oggi, dopo una guerra che ha smembrato i territori di Briga

tra Francia e Italia, tramontata definitivamente l’attività di

allevamento, quelle che erano le vie di collegamento in un

mondo andato perso sono diventate percorsi di interesse

escursionistico, come quelli tra Viozene e Carnino e tra

quest’ultimo e Upega attraverso il Passo Lagarè.

Più consistenti sono le tracce del monachesimo. Oltre alla

Certosa di Santa Maria, oltre alle grange, tutta l’alta Valle

Pesio, dalle foreste di abeti ai pascoli in quota, è espressione

di un territorio che è stato modellato in tutte le sue parti

dall’opera dei seguaci di San Benedetto. Lo si percepisce anche

solo percorrendo gli itinerari che il Parco del Marguareis ha

sviluppato nei dintorni della Certosa, da quello delle cascate

a quello naturalistico.

01

Dalla Certosa parte anche, in direzione della cresta spartiacque,

un tracciato che per le sue finalità – si tratta di un manufatto

militare – fatta eccezione per la già citata strada in quota che

dal Colle di Tenda scende in direzione di Ventimiglia, è unico

sul lato padano delle Alpi Liguri. Non è ben chiara la ragione

per la quale venne costruito, subito prima del secondo conflitto

mondiale, considerando che dava accesso a un’area all’epoca

distante dal confine tra Italia e Francia. Progettato come

carrozzabile nella sezione iniziale e mulattiera più in alto, non

venne mai completato. Recentemente recuperato e denominato

ciclovia de Duca merita di essere percorso, sia per le zone

che tocca, tra cui la famosa conca delle Carsene, sia per

la bellezza dell’opera, in particolare nel tratto a tornanti che

permette di raggiungere la Colla Piana di Malaberga.

Il Parco negli anni ha valorizzato, attraverso interventi di

manutenzione e segnalazione, non solo il patrimonio

sentieristico in quota, ma anche quello, delle medie valli, dove

si sviluppa una fittissima rete di percorsi un tempo utilizzata

dalla gente del posto. Si tratta di semplici tracce, ma più spesso

di mulattiere in alcuni punti ancora lastricate o contornate

da muretti a secco, che sono testimonianza dell’ingegno e

della perizia dei montanari che per secoli hanno plasmato

il territorio delle Alpi. Non si può che provare stupore e

ammirazione salendo a Baudinet in Valle Pesio, camminando

tra i castagneti a monte di Valdarmella o lungo il sentiero per

la Colla di Carnino. Provare per credere.

Come prepararsi per una notte in rifugio

In rifugio si riposa in dormitorio o in camere collettive, i bagni sono in

comune, a una certa ora si spengono le luci… è quindi necessario predisporsi

mentalmente a condizioni che non sono quelle della vita di tutti i giorni.

Il gestore del rifugio ha scelto questo difficile mestiere per passione. Sovente

bisogna che faccia tutto nello stesso momento: dall’accoglienza degli

alpinisti, al servizio di cucina, alla pulizia… La comprensione e la

disponibilità dei clienti a ”dare una mano” sono quanto mai ben accette!

PRIMA DI PARTIRE

Prenoto il posto al rifugio

In caso di annullamento avverto tempestivamente il gestore

Porto una pila, sacco lenzuolo e federa (coperte e cuscino sono forniti)

Consulto il bollettino meteo

Mi organizzo in modo da arrivare prima delle 18

AL RIFUGIO

All’arrivo mi presento al gestore

Sono puntuale per i pasti

Non salgo con gli scarponi e i bastoncini nelle camere

Rispetto il riposo degli altri ospiti

Piego le coperte prima di partire

Comunico al gestore la mia meta

05

Gli itinerari di traversata

La Grande Traversata Alpi Marittime

In tempi recenti, su iniziativa delle Aree Protette delle Alpi

Marittime, il tratto della storica Grande Traversata delle Alpi

(GTA) compreso tra il Colle della Maddalena, in alta Valle

Stura, e Ormea in Valle Tanaro è stato parzialmente modificato

e, con aggiunta di un ulteriore sezione che porta in territorio

ligure fino alla località marina dei Balzi Rossi, ribattezzato

Grande Traversata delle Alpi Marittime (GTAM).

Si tratta di uno spettacolare percorso che per lo più si mantiene

sulla cresta della catena spartiacque, con panorami che

spaziano dai grandi massicci delle Alpi Occidentali alla Riviera

di Ponente e alla Costa Azzurra, fino alla lontana Corsica.

Delle tredici tappe della GTAM in territorio piemontese, due

si sviluppano all’interno del Parco del Marguareis, tra Limone

in Valle Vermenagna (centro turistico servito dalla linea

ferroviaria Cuneo-Ventimiglia) e il rifugio Don Barbera. Da

quest’ultimo, dove si incrocia l’itinerario dell’Alto Tanaro Tour,

con altre due tappe si può scendere su Ormea, località raggiunta

con regolarità da mezzi pubblici.

Questo tratto traversata permette di scoprire i paesaggi e gli

ambienti più tipici delle Alpi Liguri, dalle abetaie della valle

Pesio ai pascoli dell’alta Val Ellero, dalle conche carsiche e gli

inghiottitoi della zona del Marguareis ai castagneti secolari

della Valle Tanaro.

02 03

L’Alto Tanaro Tour

Al fondo della Valle Tanaro si snoda una strada statale che

porta al Colle di Nava e dà accesso al mare. Pur essendo sul

versante padano, quella del Tanaro è una valle con luci e

profumi che sanno già di Mediterraneo, così come architettura

e parlata locale risentono della vicinanza della Liguria. Un

mondo a sé, da conoscere e da vivere. Il camminare a passo

lento lungo l’Alto Tanaro Tour è il modo migliore per entrare

in contatto con i paesi e gli ambienti di montagna di questa

valle. Le tappe sono nove, e permettono di compiere un

percorso ad anello con partenza e arrivo in zona Garessio, a

seicento metri, che arriva a toccare nelle parti in quota, tra il

Rifugio Don Barbera e Colla Rossa, i duemila e oltre metri.

Il tratto davvero speciale dell’Alto Tanaro Tour è quello a

monte del paese di Ormea, sulla sinistra orografica, dove è

stato inglobato il percorso della Balconata di Ormea, itinerario

ideato dalla sezione locale del Club Alpino italiano, che collega

alcune tra le numerose frazioni esposte al sole che punteggiano

i versanti che discendono dal Monte Antoroto e dal Pizzo di

Ormea. Sono borgate oggi per buona parte abbandonate, a

differenza di tempi non lontanissimi in cui accoglievano

centinaia di residenti e avevano chiesa e cimitero. Si cammina

lungo sentieri e mulattiere tra terrazzamenti in pietra a secco,

perlopiù all’interno di castagneti secolari. Attorno al castagno,

in questa come in altre valli delle Alpi Liguri, si è sviluppata

una civiltà che aveva come principale fonte di sussistenza il

frutto di questo albero, utilizzato per buona parte dell’anno,

secco o come farina.

Tagliando la parte in quota (tappe 4 e 5) con il percorso di

collegamento tra Carnino e Upega, l’Alto Tanaro Tour è

percorribile praticamente tutto l’anno. Meglio evitare la piena

estate, ottimali i mesi di aprile-maggio e settembre-ottobre.

04

Il viaggio per “sentieri e rifugi”

continua oltre il pieghevole

Il Giro del Marguareis

Inquadra il codice QR per immergerti in contenuti

esclusivi (e gratuiti!): leggi le descrizioni

dettagliate e scarica le tracce GPX/KML dei

percorsi, lasciati ispirare da video e fotografie

che raccontano la bellezza delle Alpi Liguri.

Quattro o cinque giorni a spasso attorno al Marguareis,

massima elevazione delle Alpi Liguri. In pochi anni il Giro del

Marguareis è diventato uno degli itinerari a tappe di maggior

richiamo, non solo delle valli cuneesi ma dell’intero arco alpino

sud occidentale. Tra i motivi che ne hanno decretato il successo

ci sono naturalmente la bellezza e l’unicità degli ambienti

carsici di alta quota che rappresentano il tratto distintivo del

massiccio del Marguareis. Ma a ciò si aggiungono altri fattori.

Il richiamo della vicinanza al mare, capace di attrarre in

particolare il pubblico del Centro e Nord Europa.

Il numero limitato di tappe e i tempi di percorrenza dei vari

tratti, che ne fanno un itinerario impegnativo ma alla portata

della maggior parte degli escursionisti. E infine un livello di

accoglienza nei rifugi della zona decisamente elevato,

soprattutto per quanto riguarda il mangiare. Non si corre il

rischio di mangiare per più giorni di seguito polenta, come

può capitare invece in altre zone delle Alpi. L’itinerario è di

particolare interesse per gli appassionati di botanica, che

sanno di trovare in zona un vero paradiso con molti endemismi

e specie rare, e di geologia, cui sono dedicati degli specifici

punti di osservazione, che si incontrano lungo il percorso.

L’anello viene proposto con partenza da Pian delle Gorre, in

Valle Pesio, ma non ci sono problemi di tempi di percorrenza

di tappa se si sceglie di iniziare dalla Valle Ellero piuttosto che

dalla Valle Tanaro. Ad eccezione di annate con condizioni di

persistenza del manto nevoso per forti precipitazioni invernali,

che possono rendere meno agevole il superamento dei colli

a inizio estate, il Giro del Marguareis può essere affrontato

per l’intero periodo di apertura dei rifugi, che normalmente

si protrae fino alla metà di ottobre.

In copertina: Sull’Alto Tanaro Tour; sullo sfondo: Cima Missun (ph. G.Bernardi).

Da sinistra: 1. Passo Scarason (ph. N.Villani); 2. Il Lago Lao sulla balconata di Ormea (ph.

G. Bernardi); 3. Il Marguareis e Rifugio Garelli (ph. N. Villani); 4. Il Vallone dei Maestri e il

Mar Ligure (ph. N. Villani); 5. L’Alta Via del Sale (ph. A. Beltrame).

Sul retro: Interno ed esterno del vecchio Garelli (ph. Fam. Colombo).

Cosa fare e cosa non fare:

buone norme di comportamento

Rispetta chi nel Parco ci vive: non disturbare gli animali e danneggiare

le loro tane o nidi e non raccogliere o distruggere le piante

Lascia dove sono rocce e minerali

Ricorda che per la raccolta dei funghi è necessario un tesserino,

mentre gli altri prodotti del sottobosco (fragole, lamponi, mirtilli,

ecc.) si possono raccogliere in modeste quantità e senza danneggiare

le piante

Il cane può accompagnarti solo sui percorsi consentiti e rigorosamente

al guinzaglio

Dopo un picnic ad alta quota, riporta a valle i tuoi rifiuti

Siamo in mezzo alla natura, il fuoco a terra è vietato!

L’accensione è consentita solo nelle aree attrezzate

Considera che il campeggio è vietato al di fuori delle aree apposite,

mentre il bivacco è consentito per sole dalla sera al mattino

Rimani sui sentieri (e naturalmente sulla carreggiata quando sei con

un mezzo motorizzato: il fuoristrada è vietato)

L’utilizzo del drone è vietato

E ricorda: il silenzio è d’oro, non arrecare disturbo agli altri escursionisti

e agli animali che vivono nel Parco, goditi la quiete della natura

Escursioni in giornata

All’interno del Parco esiste una rete di sentieri molto estesa.

Ci sono itinerari in grado di soddisfare qualsiasi genere di

esigenza in termini di interesse (panorami, ambienti carsici,

colli, fauna, vegetazione, …) e di impegno. In riferimento agli

itinerari qui proposti, scelti tra i più “classici”, il periodo di

maggior frequentazione va da metà giugno a inizio ottobre,

ma ad esclusione di quelli che raggiungono le quote più

elevate, possono essere frequentati anche nelle mezze stagioni.

01

Breve anello nel verde consigliato soprattutto nelle mezze stagioni. Si passa dalla

Grangia del Castellar, primo nucleo certosino in Valle Pesio, antecedente alla

costruzione della Certosa, e dalla sorprendente palazzina di caccia di Mombrisone,

da tempo abbandonata. Il prato dell’area attrezzata della Roccarina, i resti di una

fornace e il vicino villaggio archeodidattico completano i punti di interesse

dell’itinerario, molto vario e sempre ben segnalato.

02

La parte intermedia della Valle Pesio è punteggiata di borgate e baite in quota

un tempo abitate tutto l’anno o nella bella stagione. Oggi per la maggior parte

sono in rovina, sommerse dal bosco. Caso a sé è Baudinet, nucleo oggetto di un

recente intervento di recupero per la realizzazione di un rifugio. La Via delle Borgate

è un itinerario ad anello su sentieri e strade sterrate che offre la possibilità di

entrare in contatto con un mondo che è scomparso.

03

Roccarina (anello)

Chiusa di Pesio 600 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+241 m 6,4 km 2:00h

Via delle Borgate (anello)

Cappella dell’Olocco 985 m (V. Pesio – Chiusa Pesio)

+429 m 6,7 km 2:30h

Grange certosine (anello)

Certosa di Pesio 843 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+518 m 8,4 km 3:00h

I Certosini articolarono l’organizzazione agricola del territorio attraverso case

coloniche chiamate “grange”. Tre di queste strutture si trovano sul costone,

immediatamente a monte della Certosa, che divide il Vallone di San Bruno dalla

Valle Fromenterola. La grangia di San Michele, quella più in quota, in tempi recenti

è stata trasformata in un rifugio escursionistico. Notevole il castagno di oltre

duecento anni, alto diciotto metri, che si trova accanto alla struttura ricettiva.

04

Il Sentiero Natura collega le due località più famose e frequentate della Valle Pesio:

la Certosa e il Pian delle Gorre. Il percorso, che si sviluppa principalmente nelle

zone boscate ai lati del Pesio, viene utilizzato dal Parco per le uscite con le scuole

ed è molto adatto per le famiglie. Lungo di esso sono stati posizionati pannelli

che illustrano le caratteristiche dei diversi ambienti attraversati e delle principali

specie forestali e animali che si possono incontrare.

05

06

07

08

Sentiero Natura

Certosa di Pesio 843 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+248 m 4,1 km 2:00h

Pis del Pesio (anello)

Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+569 m 7,8 km 3:00h

Due colonne d’acqua, dell’altezza di oltre venti metri, che fuoriescono da fori in

una falesia di calcare: ecco il Pis (piscio) del Pesio. Lo spettacolo si produce in

tutta la sua potenza per un breve periodo dell’anno, al momento del disgelo o in

caso di pioggia molto abbondanti. Ma la gita ad anello, che taglia il bel bosco di

abete bianco del Prel, merita di essere percorsa anche in estate, poiché permette

di vedere altre cascate, come quelle del Gias Fontana e del Saut, sempre attive.

Passo del Duca (anello)

Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+1064 m 12,4 km 5:00h

Il piacere di camminare lungo una ex strada militare che con un lungo traverso

nell’abetina del Prel e una successiva serie di perfetti tornanti, permette di

raggiungere il Passo del Duca e di affacciarsi sulla tormentata Conca delle Carsene.

Sull’ex rotabile sono stati fatti lavori per renderla percorribile anche dalle biciclette.

Al ritorno per chi cammina la discesa sul Vallone del Marguareis offre notevoli

scorci panoramici sulle cime dell’omonimo gruppo.

Rifugio Garelli (anello)

Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+1023 m 11,8 km 5:00h

L’escursione con la maggiore frequentazione nel Parco. Ha tutto per piacere: un

bel sentiero che sale nel bosco di abeti per poi sbucare nelle praterie in quota,

un rifugio accogliente con vista spettacolare sull’imponente versante settentrionale

del Marguareis, massima elevazione, con i suoi 2652 metri, dell’omonimo massiccio.

La discesa lungo il selvaggio e tormentato vallone del Marguareis completa la

scoperta del cuore delle Alpi Liguri.

Pian del Creus (anello)

Pian delle Gorre 1032 m (Valle Pesio – Chiusa Pesio)

+435 m 5,5 km 2:00h

C’è un momento speciale in questa escursione, ed è quando dopo la lunga e ripida

salita nel bosco ci si affaccia sulla grande radura pianeggiante del Creus. D’improvviso

si passa dal chiuso all’aperto, dall’ombra al sole: un contrasto netto, che sorprende.

Ai margini del pianoro c’è un rifugio, oggi privato, utilizzato dai partigiani durante

la seconda guerra mondiale. Sulla via del rientro consigliabile una breve digressione

per ammirare la cascata del Saut.

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Una bella strada sterrata, chiusa al traffico, permette con una comoda passeggiata

che procede in un ambiente pascolivo per il quale l’aggettivo bucolico non è

sprecato, di arrivare fino al Mondovì. Dal rifugio si sale in direzione della conca

del Biecai, area umida di grande valore naturalistico, e alla Colle del Pas, balcone

sull’area carsica di Piaggiabella. Senza itinerario obbligato si può salire sulla Cima

Pian Ballaur, punto panoramico d’eccezione.

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Come denuncia il toponimo del valico, si cammina lungo un percorso che in epoca

medievale è stata una via del sale, tra le più importanti delle Alpi sud occidentali.

A metà percorso una croce ricorda una delle tante vittime delle tormente di neve

che spesso colpivano quanti, perlopiù donne, affrontavano il passo per andare a

cercare lavoro in Riviera per i mesi invernali. Molto vario il percorso, con terrazzamenti,

la Gola delle Saline, i pascoli in quota.

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Colle del Pas e Cima Pian Ballaur

Pian Marchisio 1634 m (V. Ellero – Roccaforte M.vì)

+1010 m 7,9 km 3:30 h

Passo e Cima delle Saline

Carnino Inferiore 1355 m (Valle Tanaro – Briga Alta)

+830 m 8,8 km 2:45h

Vene del Tanaro

Viozene 1242 m (Valle Tanaro - Ormea)

+416 m 3,9 km 3:20h

Il sentiero che da Viozene porta alle Vene del Tanaro taglia un versante esposto

a sud per cui può essere percorso per buona parte dell’anno. Meta è la zona della

risorgiva che raccoglie le acque del sistema carsico del Mongioie nota tra le altre

cose per la celerità dei suoi drenaggi: la portata complessiva delle suddette sorgenti

infatti, può incrementarsi anche durante un semplice temporale estivo, passando

in poco più di un'ora da 40 litri/secondo a ben 5000 litri/secondo.

Don Barbera e Marguareis

Carnino Superiore 1384 m (Valle Tanaro – Briga Alta)

+1366 m 8,6 km 4:00h

Si parte da Carnino Superiore, tipico esempio di borgata dell’area brigasca, per

infilarsi nella strettoia della Gola della Chiusetta, che dà accesso alla cappella di

Sant’Erim e ai vasti pascoli dell’alta Valle dei Maestri. Al Rifugio Don Barbera non

è improbabile trovare un certo affollamento, ma bastano pochi passi in direzione

Marguareis per rientrare in una dimensione più intima. Dalla cima panorama che

spazia dal mare al Monte Rosa.

Colla Rossa

Upega 1280 m (Valle Tanaro – Briga Alta)

+935 m 6 km 3:00h

Il bosco delle Navette, esteso su oltre mille ettari, è il lariceto posto più a sud nelle

Alpi italiane. Al suo interno si sviluppano numerosi sentieri, che meritano di essere

percorsi tutto l’anno ma in particolare in autunno, quando le chiome dei larici si

colorano di giallo. Un itinerario particolarmente consigliabile è quello per Colla

Rossa, depressione così chiamata per le rocce rossastre che emergono in

corrispondenza del valico tra Valle Tanaro e Valle Roya.

LEGENDA Località di partenza Impegno (medio, medio-alto, alto) Dislivello in salita Distanza Tempo (sola andata; totale in caso di anelli)

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