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Giornale dei Navigli n. 24 - 19 giugno 2026

Giornale dei Navigli n. 24 - 19 giugno 2026

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2

Venerdì 19 Giugno 2026

SUD MILANO (gra)

VENERDÌ 19 GIUGNO

BUCCINASCO

- Parrocchia Maria Madre

della Chiesa (via Marzabotto

9), dalle ore 19.30

“Grigliata con musica dal

vivo e ballo”, buon cibo e

buona musica per trascorrere

una serata in amicizia

e allegria. L’iniziativa si ripete

venerdì 26 giugno.

CESANO BOSCONE

- Villa Marazzi, Sala delle

carrozze (via Dante Alighieri

47), ore 21.00 “Fe-

sta della Musica: Dal Solstizio

d'estate alla Storia

del Tango”. Un viaggio

musicale tra emozioni, ritmo

e grande interpretazione.

Sul palco l'Ensemble

Rusconi. Ingresso gratu

i to.

CORSICO

- Bar Bem Viver (via

Monti 5), dalle 8.00 alle

12.00 “Avis: raccolta di

sangue con autoemotec

a”, organizzata da Avis

sezione Corsico-Buccinasco-Assago

in collaborazione

con ACLI, con il Patrocinio

del Comune di

Corsico. Prenotazione obbligatoria

contattando Benito

al numero

349.6094409 o Rosa al numero

340.3595814

- Sala la Pianta (via Leopardi

7), ore 21.00 “Il romanzo

che hai dentro”:

un incontro con Matteo B.

Bianchi, un invito a scoprire

come trasformare la

propria vita in narrazione.

L’incontro fa parte della

rassegna estiva “Viva Corsico

Viva!”: “Voci contemporanee

tra letteratura e

s ocial” organizzata dal Comune

di Corsico. Ingresso

lib ero.

- Parco di via Verdi, da l l e

ore 17.00 alle 24.00 “C o r-

sico Beer festival” qu a r ta

e dizione de ll’evento patrocinato

dal Comune di

GLI APPUNTAMENTI DEL TERRITORIO

Corsico. Alle ore 21.30 Serata

live music. La manifestazione

offrirà tre serate,

fino al 21 giugno, di

condivisione ed intrattenimento

all’aria aperta, sabato

20 giugno (ore 21.30)

è in programma una serata

DJ Set.

TREZZANO SUL NAVIGLIO

- Circolo QTR1 (via Flavio

Gioia), ore 20.30 “S e-

rata danzante” con balli di

gruppo e liscio con Babjlon

e Mickey & Sonia. Ingresso

gratuito.

SABATO 20 GIUGNO

BUCCINASCO

- Quartiere Terradeo (via

dei Lavoratori), ore 10.00

“Voci nomadi: festa della

comunità Sinta”. La comunità

Sinta apre il suo

cuore alla città: un invito a

conoscere, ascoltare e condividere.

Evento a cura di

ApertaMente Buccinasco,

con il patrocinio del Comu

n e.

- Parco Spina Azzurra,

dalle 17 alle 23.30 “Fe sta

della Musica”, dodicesima

edizione della grande manifestazione

musicale organizzata

in collaborazione

con l’associazione BuccinascoGiovane.

Ingresso

lib ero.

- Auditorium Medini (via

Tiziano 7), ore 21.00 “Il

guardiano dei sogni”,

sagg io Laboratorio Senior

a cura dell'associazione

Messinscena. Ingresso gratu

i to.

CESANO BOSCONE

- Villa Marazzi, ore 19.30

“Giornata Mondiale del

Rifugiato 2026”, una serata

per riflettere, conoscere

e condividere storie

di accoglienza, speranza e

inclusione. Sarà possibile

visitare una mostra fotografica

dedicata ai percorsi

di migrazione e integrazione,

accompagnata da

un momento conviviale

gratuite di Hatha Yoga,

adatte sia ai praticanti che

ai principianti di tutte le

età, organizzate da insegnanti

yoga qualificati del

Centro Sportivo di Corsico,

con il patrocinio del Comune.

Portare tappetino,

copertina o felpa, antizanzare,

borraccia. Prossimo

incontro al Parco Cabassina

il 27 giugno (con la

collaborazione dell’Ass o-

ciazione BuonMercato).

- Giardini IMI (via Cavour),

ore 17.30 “Pom e-

riggio in musica” con il

corpo musicale Città di

Corsico che proporrà un

vivace repertorio. Spettacolo

nell’ambito della rassegna

estiva del Comune

“Viva Corsico Viva!” p er

“Play! Corsico Gioca”. Ingresso

gratuito.

- Via Cavour/Fontana

d e l l’Incontro, ore 21.00

“Mistero Buffo”. Spettacolo

della rassegna teatrale

“Corsico a scena aperta”

dove comicità e dramma si

mescolano continuamente

a l l’attualità. Evento gratuit

o.

TREZZANO SUL NAVIGLIO

- Centro Socio-Culturale

(via Alessandro Manzoni

10), ore 21.00 “Sulle strade

della musica: Omaggio

ai Pooh”, esibizione live

della tribute band "Pumania"

che eseguirà diversi

brani dei Pooh che hanno

fatto la storia. Ingresso gratu

i to.

DOMENICA 21 GIUGNO

BUCCINASCO

- Centro Civico Marzabotto,

Tensostruttura, o re

11.00 “Pranzo sociale e

pomeriggio danzante”.

Evento nell'ambito dell'iniziativa

"Estate Insieme".

A cura di Auser Attiva-

Mente Buccinasco APS,

con il patrocinio del Comune

di Buccinasco.

- Spazio Vivo, ore 15.30

“Serata di ballo”, a cura

dell'associazione Auser AttivaMente,

con il patrocinio

del Comune di Buccinasco.

Ingresso gratuito.

- Piazza di via Vittorio

Emanuele, ore 17.15 “C e-

rimonia in onore di San

con rinfresco. A seguire, il

cinema all'aperto con la

proiezione del film “Qu a l-

cosa di meraviglioso” di

Pierre-François Martin-Laval,

una storia intensa e

coinvolgente ispirata a fatti

reali. Ingresso gratuito. Padre Pio” orga ni zz at a

da l l’Associazione Gruppo

CORSICO

di Preghiera San Padre

- Parco Resistenza (viale P i o.

della Resistenza), da ll e - Auditorium Medini,

8.30 alle 9.45 (ar r ivare ore 21.00 “Voci d'autore”,

puntuali e con colazione un viaggio nella storia del

leggera) “Vivi i parchi di cantautorato italiano con il

Corsico con lo yoga”, undicesima

edizione. Lezioni di musica Seven Notes

saggio a cura della scuola

School e il patrocinio del

Comune di Buccinasco.

Entrata libera.

- Parco Spina Azzurra,

ore 21.00 “Quelli che cantano

dentro nei dischi

perché c’hanno i figli da

mantenere, o yeah”, conc

erto di Alessandro Centolanza

e Gli Splendidi in

un viaggio affettuoso e personale

nella grande canzone

d’autore italiana, dagli

anni ’60 agli anni ’90,

reinterpretata con uno stile

originale che intreccia

swing, jazz, folk e narrazione.

Evento a chiusura

della “Festa della Musica”.

CESANO BOSCONE

- Auditorium di Casa

della Musica (via Matteotti

9), ore 21.00 “Conc erto

G ospel”, il gruppo Jazz

Gospel Alchemy e gli allievi

della Scuola di Musica

Aurea Academy propongono

un'esperienza coinvolgente

che unisce voci potenti

e ritmi travolgenti in

una celebrazione collettiva

che tocca il cuore e l'anima

in occasione della Giornata

internazionale per la

Festa della Musica.

CORSICO

- Sabor Catalan (via

Gramsci 11), ore 18.00

“Incontro d'autore:

omaggio ad Antoni Gaud

ì”, a cento anni dalla

scomparsa di Gaudì, Sabor

Catalán, con il patrocinio

del Comune di Corsico,

propone un incontro con

le due storiche dell’ar te

Maddalena Mongera e

Francesca Radaelli per

scoprire insieme il grandioso

repertorio artistico

del visionario architetto

catalano. Ingresso libero.

LUNEDÌ 22 GIUGNO

BUCCINASCO

- Parco CCM, Spazio Vivo,

dalle 8.45 alle 16.30

“Estate in Compagnia”,

campus estivo intergenerazionale

promosso da Auser

AttivaMente di Buccinasco:

ginnastica dolce,

danze popolari, laboratori

creativi, uscite nel territorio,

giochi e tornei e soprattutto

chiacchiere in libertà.

Con il patrocinio del

Comune di Buccinasco.

Dal lunedì al venerdì fino

al 10 luglio.

MARTEDÌ 23 GIUGNO

CESANO BOSCONE

-“Ginnastica al parco”,

lezioni gratuite di ginnastica

dolce all'aperto, nei

parchi Pertini e Gobetti

organizzate dal Comune in

collaborazione con Centro

sportivo italiano:

Al parco Pertini con ingresso

da via Roma: martedì

8.30-9.30 e giovedì

9.45-10.45. Al parco Gob

etti: martedì 9.45-10.45 e

giovedì 8.30-9.30. Le attività

sono gratuite, con

accesso libero, fino a giovedì

2 luglio.

GIOVEDÌ 25 GIUGNO

BUCCINASCO

- Lago dei Pioppi, da l l e

ore 8.00 “1° Trofeo pens

i o na t i”, il gruppo pescatori

Robarello, con il patrocinio

del Comune, organizza

la prima edizione

del trofeo pensionati. Iscrizioni

al numero 338

3943753.

Se vuoi segnalarci eventi ed appuntamenti sul territorio scrivici a:

segreteria.gdn@gmail.com

v


Venerdì 19 Giugno 2026 L'ALTRA COPERTINA 3

PENSIERI PAROLE OPERE E OPINIONI

Focus | Non si tratta sempre solo di ansia: le

emozioni hanno nomi diversi

(dad) E’ qualcosa con cui molti di noi

devono convivere più o meno intensamente

e più o meno quotidianamente.

Una parola tabù fino a qualche

hanno fa, unita a certi disturbi della

psiche quali depressione, fobie varie

etc. Da qualche tempo se ne riesce a

parlare con maggiore serenità e approccio

pragmatico, anche se pare essere

un fenomeno sempre più in aumento

questo stato d’animo - un po’

come il reflusso per i non più giovani e

ora quarantenni - . Serve agire fin dal

manifestarsi di questo disagio, senza

paura e senza vergogna. E in tal senso i

continui tagli alle risorse per sostenere

queste problematiche non sono proprio

una grande idea...

AD

Ansia

[/àn-sia/], s. f.

È un’emozione fastidiosa associata

alla paura delle conseguenze che

u n’azione può portare. Spesso, quando

ci sentiamo in ansia, proviamo

sensazioni come angoscia, paura, addirittura

terrore, demotivazione e deconcentrazione,

in generale, una sensazione

di blocco. Quando dobbiamo

farequalcosacheci spaventaoincui

non ci sentiamo sicuri, l’ansia arriva e

ci ferma: nascondiamo la cosa da fare,

facciamo finta che non esista perché ci

sembra di stare meglio; ma così facendo

l’ansia si gonfia e cresce ancora

di più, diventa come un enorme pallone

che occupa tutta la stanza, togliendoci

l’aria per respirare. A un

certo punto però la dobbiamo affrontare

e, una volta risolta, è come se ci si

togliesse un peso dal petto. Può essere

positiva, infatti chiamiamo ansia anche

quella tensione adrenalinica prima

di un evento che non vediamo

l’ora di vivere o prima di rivolgere la

parola alla persona che ci piace.

Si parla moltissimo di ansia. I giornali

la evocano, gli specialisti la studiano,

la scuola la segnala, le famiglie

la temono. I ragazzi, dal canto loro, la

nominano frequentemente. A volte

perfino troppo. Ansia è diventata

infatti una delle parole più utilizzate

per descrivere il proprio stato

interiore . Proprio per questo è interessante

osservare come la definiscono

quando si fermano a rifletterci

sopra. La prima cosa che notiamo

è che la collegano immediatamente

alla paura delle conseguenze

di un’azione. L’ansia, nel loro racconto,

è legata all’anticipazione di ciò

che potrebbe accadere. In altre parole,

è un’emozione che guarda avanti.

Potremmo anche considerarla

l’esito del tentativo, per lo più fallimentare,

di controllare il futuro.

Questa osservazione è molto importante

perché ci mostra quanto i ragazzi

siano capaci di cogliere come

caratteristica essenziale dell’ansia il

suo rapporto con il domani. Chi è in

ansia non sta soffrendo principalmente

per ciò che accade adesso, ma

per ciò che immagina possa accadere

dopo. La mente corre avanti, anticipa

scenari, costruisce possibilità, e spesso

nelle loro versioni più catastrofiche.

Subito dopo compare una elencazione

molto concreta degli effetti

d e l l’ansia: angoscia, paura, addirittura

terrore, demotivazione, deconcentrazione

e, in generale, una sensazione

di blocco. È interessante che i

ragazzi accostino ansia e angoscia

quasi come se fossero sinonimi. Eppure

non lo sono. Se l’ansia tende a

concentrarsi attorno a una prova, un

evento, l’angoscia, invece, appare più

vasta e difficile da circoscrivere. Come

ha osservato lo psicoanalista Giacomo

B. Contri, l’angoscia non coincide

semplicemente con una paura

più intensa, ma con una condizione

in cui il soggetto avverte una minaccia

senza riuscire a identificarla

pienamente, c’è qualcosa che non

torna più nel proprio modo di stare al

mondo. È il segnale di un pensiero

che si trova in contraddizione e non

riesce più a concludere il proprio

moto verso la soddisfazione. Come

tale è un segnale prezioso da raccogliere,

non da eliminare. Questa

sovrapposizione tra termini diversi ci

suggerisce un primo compito educativo.

Riscontro che oggi la parola

ansia viene utilizzata con una frequenza

impressionante, spesso già

dai bambini della scuola primaria,

fino a diventare una sorta di contenitore

universale in cui confluiscono

esperienze molto differenti. Dare

un nome più preciso a ciò che si

prova, di là dalla questione puramente

terminologica, significa comprendere

meglio la propria esperienza

e, spesso, riuscire ad affrontarla

con maggiore efficacia. Ansia, angoscia,

paura, agitazione, emozione,

preoccupazione, attesa, trepidazione

non sono la stessa cosa. Saperle distinguere

significa già iniziare a orientarsi

dentro la propria vita emotiva.

Colpisce poi il fatto che i ragazzi

insistano tanto sull’idea del blocco in

cui l’ansia viene percepita come

qualcosa che paralizza. Più che

un’emozione spiacevole, è un’espe -

rienza che ostacola l’azione. Qui

emerge un primo messaggio rivolto a

noi adulti. Molto spesso interpretiamo

l’ansia dei ragazzi come fragilità o

mancanza di volontà. Loro invece ci

stanno dicendo che la vivono come

un impedimento reale, come qualcosa

che riduce concretamente la loro

possibilità di muoversi. La metafora

che utilizzano è particolarmente

efficace. Quando evitano ciò che li

spaventa, l’ansia non diminuisce, cresce,

«diventa un enorme pallone che

occupa tutta la stanza» e toglie l’ar ia

per respirare. Quel pallone potrebbe

descrivere anche una dinamica che

molti adulti conoscono bene e che la

psicologia ha osservato da tempo,

ossia che l’evitamento produce sì un

sollievo immediato, ma nel lungo periodo

alimenta il problema. I ragazzi

sembrano aver capito che nascondere

il problema non funziona, non lo

annulla, anzi lo ingrandisce. Oltre alla

descrizione del disagio viene però

indicato che a un certo punto l’ansia

va affrontata affinché, una volta superata

la situazione, ci si senta più

legger i.

Trovo interessante questo modo di

guardare alla sofferenza, senza negarla

o minimizzarla, ma anche senza

trasformarla in una condanna definitiva.

C’è poi un altro elemento che

merita attenzione. Nella parte finale

della definizione si dichiara che esiste

anche una forma di ansia positiva: la

tensione prima di un evento desiderato,

l’emozione che precede l’in -

contro con una persona che piace,

l’attesa di qualcosa che si desidera

vivere. È un’ulteriore prova del progressivo

allargamento della parola

“an sia” che finisce per contenere

esperienze molto diverse tra loro. Ormai

rischia di essere definita ansia

qualsiasi forma di tensione emotiva.

Si parla di ansia prima di una verifica,

ansia prima di una gara, ansia prima

di una festa, ansia prima di una telefonata,

ansia prima di un appuntamento.

Il rischio è che una parola

nata per indicare una sofferenza specifica

finisca per assorbire tutto il

territorio delle emozioni anticipatorie.

Da questo punto di vista i ragazzi

ci lasciano una consegna importante:

aiutarli a distinguere.

Perché non tutto ciò che accelera

il battito cardiaco è ansia. Non tutto

ciò che agita è un disturbo. Esistono

l’attesa, l’emozione, la tensione, l’en -

tusiasmo, la preoccupazione, il desiderio,

la trepidazione. Esiste perfino

una quota di paura che può accompagnare

ogni esperienza significativa,

con cui bisogna fare i conti. Se chiamiamo

ansia ogni movimento emotivo

intenso rischiamo di impoverire

il vocabolario affettivo e, insieme, la

comprensione di ciò che accade in

noi. È significativo che i ragazzi stessi

ci offrano un indizio in questa direzione

quando parlano della tensione

che precede qualcosa che si

desidera. Quell’esperienza non blocca,

non paralizza, non sottrae aria. Al

contrario, mette in movimento. Proviamo

ad aiutare le nuove generazioni

a distinguere meglio le diverse

nuances della propria vita affettiva.

Dare un nome preciso alle emozioni

è un modo per comprenderle

di più, significa anche evitare che

ogni esperienza emotiva venga immediatamente

medicalizzata o interpretata

come sintomo.

Chi ha la facoltà di dire «sono

preoccupato», «sono emozionato»,

«sono agitato», «sono impaziente»,

«sono spaventato», possiede già una

maggiore libertà rispetto a chi riesce a

descrivere tutto attraverso una sola

parola. L’ansia viene descritta dalle

ragazze e dai ragazzi come una compagna,

un po’scomoda, della crescita.

Compare quando ci confrontiamo

con ciò che conta, quando rischiamo,

quando ci esponiamo. Vero, può diventare

un ostacolo, può gonfiarsi

fino a occupare tutto lo spazio mentale,

può portarci a evitare ciò che

temiamo eppure contiene anche un

messaggio. In fondo compare quasi

sempre in prossimità di qualcosa

che per noi ha valore. Nessuno è in

ansia per ciò che gli è completamente

indifferente. E forse è proprio questa

la riflessione più interessante che i

ragazzi ci consegnano. Dietro molte

delle loro ansie troviamo desideri,

aspettative, legami, sogni, bisogno

di riconoscimento, paura di perdere

ciò che conta. E tutto questo va

riconosciuto. Non auspichiamo allora,

per loro, ma anche per noi, una

vita senza tensioni e turbamenti, ma

una vita in cui ciò che sentiamo può

essere ascoltato, compreso e messo al

lavoro a favore del nostro desiderio.

Luigi Ballerini per avvenire.it

v


4

Venerdì 19 Giugno 2026

A CURA DI RENATO CAPORALE - renato.comunicazione@gmail.com

Due Mondi | Il potere delle porte aperte

CONFIDENZIALE (rec) Nel nostro precedente

articolo abbiamo raccontato

la bellissima esperienza di

aver accolto i nostri nuovi vicini

italiani alla celebrazione dell’Ei d

al-A dha.

Trasferitisi nel nostro condominio

solo pochi mesi fa, stavano

ancora conoscendo le persone che

li circondavano. Quello che era

iniziato come un semplice invito si

è presto trasformato in qualcosa di

molto più significativo: un autentico

incontro tra persone provenienti

da contesti diversi, unite

dalla curiosità, dal rispetto e dalla

g entilezza.

Sono arrivati portando doni e

splendidi sorrisi, desiderosi di

condividere una celebrazione per

loro del tutto nuova. Alla fine della

serata, però, non erano più semplicemente

degli ospiti. Erano diventati

amici. Attorno a una tavola

imbandita con piatti tradizionali,

racconti, risate e conversazioni,

abbiamo scoperto ancora una volta

che ciò che ci unisce è spesso

molto più grande di ciò che ci

d i v i d e.

In un periodo in cui il dibattito

pubblico sull’immigrazione, la religione

e la diversità culturale occupa

spesso le prime pagine dei

giornali, vale la pena porsi una

semplice domanda: quanti pregiudizi

scomparirebbero se le

persone trascorressero meno

tempo a parlare le une delle altre

e più tempo sedute attorno alla

stessa tavola?

La celebrazione dell’Eid di quest

’anno ha offerto una risposta

molto chiara.

Insieme ai nostri vicini, abbiamo

avuto il piacere di accogliere

anche il nostro collega e amico

Re na to , accompagnato da un altro

amico italiano. Per entrambi

era la prima volta che partecipavano

a una celebrazione

d e l l’Eid all’interno di una famiglia

musulmana africana. Sono arrivati

con apertura mentale e curiosità e

sono tornati a casa con una comprensione

più profonda di una

realtà che raramente viene raccontata

nella sua completezza.

Ciò che li ha colpiti maggiormente

non è stata soltanto la

celebrazione in sé, ma l’at m o s f e ra

che la circondava. Hanno visto

famiglie e amici riuniti in armonia.

Hanno sperimentato il calore

dell’ospitalità africana, dove

gli ospiti vengono accolti come

membri della famiglia e la generosità

viene offerta senza esitazione.

Hanno gustato deliziosi

piatti tradizionali, ascoltato racconti

sul significato dell’Eid e osservato

da vicino i valori di rispetto,

fede e comunità che sono

al centro di questa ricorrenza.

Sono rimasti colpiti anche

da qualcosa che per molti

africani è del tutto naturale,

ma che può sorprendere chi

la scopre per la prima volta:

la nostra cultura della convivenza.

Persone di età,

esperienze e percorsi diversi

che si riuniscono per celebrare,

sostenersi reciprocamente

e rafforzare i legami

comunitari. Una cultura

fondata sulla c onvinzione

che le relazioni umane

contino davvero e che

ogni persona meriti un posto a

tav ola.

Ciò che ha reso la serata davvero

speciale è stato il fatto che nessuno

fosse presente come semplice

osservatore. Tutti hanno partecipato.

Tutti hanno posto domande,

condiviso esperienze e

contribuito alla conversazione. E,

così facendo, le barriere sono

scomparse silenziosamente.

Troppo spesso la percezione dei

migranti, dei musulmani e degli

africani viene modellata dai titoli

dei giornali, dalla retorica politica

o dai dibattiti sui social media.

Eppure la realtà è molto più complessa

e soprattutto molto più

umana. Un pasto condiviso può

rivelare più verità di cento discussioni.

Una conversazione può

mettere in discussione convinzioni

che anni di dibattito pubblico

non sono riusciti a cambiare.

I nostri vicini si sono avvicinati a

noi mossi dalla curiosità verso una

cultura diversa dalla loro. Se ne

sono andati con una maggiore

comprensione e apprezzamento

di essa. Renato e il suo amico sono

venuti per conoscere una celebrazione

religiosa. Sono ripartiti

profondamente colpiti dal senso

di famiglia, dall’ospitalità e

da l l’umanità che hanno trovato.

Fatou Danso

d u e m o n d i . fa to u @ g m a i l . c o m

v


Venerdì 19 Giugno 2026 POLITICA 5

CORSICO

Nasce a Corsico la nuova Giunta Ventura: conferme,

nuovi ingressi e debutta l’assessorato al Rispetto

Il sindaco presenta la squadra di governo dopo la rielezione: cinque tra assessore e assessori

riconfermati, due nuovi ingressi e una delega inedita dedicata a educazione civica, inclusione e

contrasto a bullismo e violenza. Mercoledì 17 il primo Consiglio comunale

CORSICO (gra) La nuova squadra

guidata dal sindaco Ste -

fano Martino Ventura è stata

ufficializzata martedì: ecco la

composizione della giunta

comunale che avrà il compito

di amministrare Corsico

nei prossimi cinque anni tra

riconferme, nuovi ingressi e

la novità del nuovo assessorato

al Rispetto.

Cinque riconferme, due

nuovi ingressi e una novità

assoluta per l’amministrazio -

ne comunale: l’istitu zione

d e l l’assessorato al Rispetto.

Le parole del sindaco Ventura

Il sindaco Stefano Martino

Ventura, rieletto al primo turno

con oltre il 60% dei voti, ha

ufficializzato la composizione

della nuova Giunta che

guiderà la città nel secondo

ma n dato.

“Continuità e innovazione,

nuove sfide e nuovi obiettivi –

commenta il sindaco Ventura

–. Vogliamo proseguire il lavoro

svolto durante il primo

mandato con impegno, responsabilità

e coraggio. È

questo che ci ha consentito di

ottenere nuovamente la fiducia

dei cittadini, che ringraziamo

ancora una volta

per il grande sostegno. Siamo

pronti a continuare a lavorare

al servizio della comunità e

per il bene di Corsico”.

La nuova delega al Rispetto ad

Angela Crisafulli, già

assessora alla Pubblica

istruzione

Tra le principali novità

spicca l’affidamento ad An -

gela Crisafulli, confermata

alla Pubblica istruzione e nominata

anche vicesindaca,

della nuova delega al Rispetto,

che si aggiunge a quelle

per Diritti civili e Parità di

genere e Cultura della pace.

“Ritengo sia doveroso sensibilizzare,

soprattutto i giovani,

su un tema così importante

e necessario come il

rispetto – spiega Ventura –.

Promuoveremo iniziative di

conoscenza e sensibilizzazione

su bullismo, violenza,

in particolare quella di genere

e quella che si manifesta

sui social, ma anche su inclusione

e integrazione. C’è

ancora molta strada da fare

sul rispetto reciproco e vogliamo

mettere in campo attività

e azioni condivise per

rafforzare il benessere della

nostra comunità”.

Riconferma anche per Andrea

Bertini e Maurizio Magnoni

PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE

ED INSTALLAZIONE

PRATICA

GRATUITA

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DETRAZIONE

FISCALE

-50%

Confermato anche A n-

drea Bertini, che oltre a Bilancio

e Tributi assume le

deleghe a Imprese, Commercio

e Sviluppo economico.

Prosegue inoltre il mandato

di Maurizio Magnoni,

che seguirà le Politiche sociali

e abitative, il Piano di

zona e la Fondazione Pontirolo,

oltre alle deleghe su

Lavoro, Formazione e rapporti

con AFOL Metropolit

a na.

La nuova squadra di governo

punta così a coniugare

continuità amministrativa e

nuove progettualità, con particolare

attenzione ai temi

della coesione sociale,

d e l l’educazione civica e dello

sviluppo del territorio.

New entry e nuove deleghe per

assessori al secondo mandato

Entra in Giunta, alla prima

esperienza amministrativa,

la dottoressa Valentina Lac

elli che si occuperà di Salute

e prevenzione; Rapporti con

le ASST e le Farmacie Comunali

Corsichesi e Terza

età.

Secondo mandato per

Giulia Renna, con nuove deleghe:

sarà assessora alla Cura

dei parchi e del verde pubblico;

Igiene urbana e Tutela

a mb i e nt a l e.

Riconfermato anche Ste -

fano Salcuni, ora con deleghe

a Mobilità sostenibile,

Protezione civile, Punto Comune

e servizi alla cittadina

n z a.

L’ex presidente della Commissione

antimafia di Corsico

Gianluca Vitali prose -

guirà il lavoro svolto in questi

anni, con il nuovo ruolo di

assessore, con le deleghe alla

Cultura della legalità, antimafia

e Beni confiscati.

Il sindaco Stefano Martino

Ventura tiene le deleghe a

Sicurezza e Polizia locale, Lavori

pubblici, Urbanistica e

Cu l tu ra.

Mercoledì 17 giugno

la prima seduta del

nuovo consiglio comunale

Nelle prossime settimane,

saranno assegnati incarichi

specifici e deleghe anche ai

componenti della maggioranza

in Consiglio Comunale

la cui prima seduta del mandato

si svolgerà mercoledì 17

giugno, con la convalida

d e l l’elezione del sindaco e

dei consiglieri comunali; il

giuramento del sindaco;

l’elezione del presidente del

Consiglio Comunale e dei vicepresidenti;

la comunicazione

della composizione

della Giunta; l’elezione della

Commissione elettorale e la

costituzione delle commissioni

consiliari permanenti.

T. G .

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Persiane, Inferriate, Zanzariere,

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CRONACA Venerdì 19 Giugno 2026

TREZZANO SUL NAVIGLIO

Le polemiche sul 2 Giugno arrivano in Consiglio comunale:

duro scontro in maggioranza tra Beccia e Russomanno

TREZZANO SUL NAVIGLIO (dfg)

Ordine del giorno presentato

dall’opposizione bocciato

dalla maggioranza

(astenuto il sindaco e il consigliere

Stefano Amente) e

scuse da parte del primo cittadino.

Così è proseguita, in

Consiglio comunale, la polemica

sulle celebrazioni del

2 Giugno, svolte con una minima

rappresentanza e senza

alcuna comunicazione rivolta

alla cittadinanza e agli

esponenti politici.

Le scuse pubbliche

del sindaco Morandi

“Farò una cosa che non ha

mai fatto un sindaco a Trezzano:

ammetto di aver commesso

un errore e chiedo

scusa – ha dichiarato il sindaco

Giuseppe Morandi –.

Ho fatto un errore di valutazione:

negli ultimi due anni

non si erano svolte manifestazioni

e ho proseguito,

sbagliando, nella stessa direzione.

Me ne rammarico e

mi impegno a stilare un calendario

per non dimenticare

più alcuna celebrazione.

Mi assumo la responsabilità

ma la vorrei condividere:

nessun consigliere,

infatti, mi ha ricordato questo

momento istituzionale

giustamente da celebrare.

L’unico che mi ha chiamato

il giorno prima è stato il vicesindaco

Pule o, ricordandomi

che non avevamo previsto

nulla: abbiamo cercato

una soluzione che, col senno

di poi, è stata la cosiddetta

toppa peggiore del buco.

Chiedo scusa al Consiglio

e ai cittadini ma ci tengo

a precisare che in Consiglio

non c’è solo il sindaco a dover

ricordare i momenti istituzionali:

in maggioranza

nessuno mi ha ricordato la

necessità di questa celebrazione

e nessuno della minoranza

ha alzato il ditino

per ricordare questa manca

n z a”.

Il dibattito in aula

Dopo le scuse, il Consiglio

comunale ha proseguito il

dibattito e la discussione

su l l’approvazione dell’o rd i -

Gruppi elettrogeni insonorizzati fino ad oltre 3.000 kva

Gruppi elettrogeni e bigruppi supersilenziati

Noleggio di trasformatori ed autotrasformatori

Noleggio di materiale elettrico

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Riscaldatori/generatori di aria calda

Barriere antisfondamento

ne del giorno proposto

da l l’opposizione che sottolineava

“l’insoddisfazione e

il rammarico per quanto accaduto

e chiedere maggiore

attenzione alla condivisione,

per onorare queste date

f o n da m e nt a l i”, il documento

presentato a cui la maggioranza

ha chiesto di attuare

delle modifiche.

“Modifiche che, di fatto,

stravolgono il documento

stess o”, ha chiarito il consigliere

Claudio Albini ( Pd ) ,

ricordando che alcune delle

parole utilizzate nel documento

erano “state espresse

da l l’assessore Di Bisceglie e

dalla consigliera B eccia, dichiarando

che neanche loro

sapevano nulla e che, al contrario,

sarebbe stata opportuna

una migliore comunicaz

i o n e”.

Per la maggioranza, tuttavia,

si trattava di “un atto di

accusa, anche premeditato,

un attacco politico”, hanno

evidenziato i consiglieri Pa -

dovani e Russomanno.

Quest ’ultimo, ha poi parlato

d e l l’atteggiamento “di alcuni

componenti della maggioranza

che per inesperienza

politica e ingenuità hanno

rilasciato dichiarazioni

pubbliche poi utilizzate dalla

minoranza per attaccare”,

ha dichiarato Russomanno.

Lo scontro in maggioranza

tra i consiglieri Beccia

e Russomanno

Parole che non sono piaciute

al consigliere S a ma n -

tha Beccia che ha replicato:

“Ci assumiamo le nostre responsabilità.

Non ho le palle

in termini fisici –ha espresso

Beccia in risposta a Russomanno

che si è rivolto a lei in

quei termini – ma sicuramente

ne ho più di qualcuno

seduto qui. Non diamo spettacolo

per favore”.

La questione delle celebrazioni

“pr ivate” è finita

con la bocciatura, da parte

della maggioranza del Consiglio,

dell’ordine del giorno

presentato dall’opp osizione

e con le scuse del primo cittadino

che si è impegnato a

“non commettere più lo

stesso errore”.

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CRONACA Venerdì 19 Giugno 2026

BUCCINASCO

Quartiere Robarello, il sindaco torna a scrivere alla

Prefettura: “Più forze dell’ordine e controlli sul territorio”

BUCCINASCO (ces) Nuova richiesta

di intervento alla

Prefettura da parte del sindaco

Rino Pruiti per affrontare

le criticità segnalate

dai residenti del quartiere

Robarello, l’area compresa

tra via Vigevanese e

via Mulino al confine con

Mi la n o.

Dopo i recenti episodi di

molestie e la presenza di

bivacchi nella zona, il primo

cittadino torna a chiedere

una maggiore attenzione

da parte delle istituzioni

competenti sul

fronte della sicurezza.

La solidarietà dell’Ammini -

strazione comunale alla

donna vittima di molestia

“Da mesi sono in contatto

con residenti e commercianti

del quartiere Robarello

– afferma il sindaco

Rino Pruiti – e condivido le

loro preoccupazioni per la

situazione di degrado e insicurezza.

Questa mattina

ho sentito telefonicamente

la giovane mamma che

nella serata di lunedì è

stata vittima di una molestia,

esprimendole la vicinanza

e la solidarietà

del l’Amministrazione comu

na l e”.

“Ordine pubblico è di competenza

statale”

Pruiti sottolinea come la

gestione dell’ordine pubblico

sia una competenza

statale e ricorda di aver già

segnalato più volte alla Prefettura

di Milano le problematiche

che interessano

le zone di confine del territorio

comunale, con particolare

riferimento proprio

al quartiere Robarell

o.

Il sindaco Pruiti scrive

nuovamente alla Prefettura

“Mi rivolgo ancora una

volta al Prefetto – pros egue

– per chiedere una maggiore

presenza delle Forze

d e l l’ordine e interventi efficaci.

Nel frattempo il Comune

continua a investire

risorse importanti per la

sicurezza. Al di là degli

slogan, servono azioni concrete

e investimenti reali, e

noi stiamo facendo la nostra

parte”.

A luglio l’Amministrazione

potenzia le telecamere

L’Amministrazione comunale

annuncia infatti

che con la prossima variazione

di bilancio, prevista

nel mese di luglio,

verrà ulteriormente rafforzato

il sistema di videosorveglianza

attraverso

l’installazione di nuove telecamere

ai varchi cittadini

e in altri punti strategici del

ter r itor io.

In programma controlli mirati

e presidi della Polizia locale

in sinergia con i Carabinieri

Sono inoltre già in programma

controlli mirati e

presidi specifici della Polizia

locale, che opererà in

stretta collaborazione con i

Carabinieri di Buccinasco.

Il Comune ricorda infine

che la Polizia locale garantisce

già da anni un

servizio operativo fino alla

mezzanotte per sette giorni

alla settimana e che, in

vista della stagione estiva, è

allo studio un ulteriore ampliamento

della copertura.

Resta inoltre attiva la possibilità

di emettere ordini

di allontanamento nei casi

previsti dal Regolamento

c o mu na l e.

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EVENTI Venerdì 19 Giugno 2026

CORSICO

Rompere l’indifferenza: il grido di “Vite e Altre

Vite”, portato in scena da Comteatro al Giorgella

CORSICO (fag) Il teatro, messo in scena dagli attori

quando assolve alla sua

funzione più alta, non intrattiene:

sveglia. È esattamente

quello che è accaduto

al Parco Giorgella

di Corsico nel weekend del

e dalle attrici del Com dimostra

che la storia non si

muove grazie alla massa

indifferente. Si muove grazie

a eccezioni straordinarie.

A quelle persone che

ma itinerante non è solo un

espediente scenico, ma

una metafora perfetta del

13 e 14 giugno, dove è cercano di combattere tema trattato. Lo spettatore

andato in scena “Vite e

altre vite”, il saggio finale

degli allievi del C o m tea t ro

Stu dio, con la regia di

Claudio Orlandini.

Anche se, forse, è superficiale

chiamarlo semplicemente

"saggio". Quello

a cui il pubblico ha

assistito è stato un vero e

proprio viaggio itinerante

in quattordici tappe; un

percorso drammaturgico

brutale e necessario che ha

messo lo spettatore di fronte

a uno specchio scomod

o.

Il vero fulcro concettuale

dello spettacolo risiede in

una dinamica psicologica e

sociale che definisce la nostra

specie: la tendenza a

voltarsi dall'altra parte.

L'essere umano medio

possiede una straordinaria

e spaventosa capacità di

ignorare il dramma altrui.

Evitiamo il conflitto, fuggiamo

dalle storture del

mondo, ci rifugiamo nel

nostro privato sperando

che la tempesta colpisca

qualcun altro. Sbattiamo la

testa contro le difficoltà solo

quando queste ci arrivano

addosso con la violenza

di un treno in corsa.

Solo allora, quando il problema

diventa personale,

siamo costretti a farci i

conti. Ma lo spettacolo

quella maledetta cecità volontaria

dell'Essere Uman

o

Ṡul “n o n -pa l c o” (che anche

qui, azzera la distanza

tra attori e pubblico) immerso

nel verde del parco

si sono alternate le storie di

quelli che possiamo definire

"eletti", anime disposte

al sacrificio estremo per

spingere l'umanità un passo

più avanti verso la giustizia

e l'amor proprio. La

tesi dello spettacolo è lucida

e priva di retorica: la

lotta di questi giganti è

duplice, e per questo tragica.

Essi non devono combattere

solo il nemico manifesto

(il potere, la malattia,

il razzismo, la guerra,

le mafie), ma devono fare i

conti con un avversario ancora

più subdolo: l'indifferenza

di chi li circonda.

Quasi sempre, l'umanità si

accorge del loro operato

solo dopo. Molto dopo.

Quando il sangue è già

stato versato e la transizione

è compiuta, allora

celebriamo come eroi coloro

che in vita abbiamo

isolato o deriso.

Il cuore pulsante della

messa in scena è stato la

riscrittura per corti teatrali

di quattordici esistenze

fuori dal comune: da G iovanna

D’arc o, archetipo

del sacrificio

guidato da

una visione,

bruciata dal

fuoco dell'intolleranza

e

della paura

umana, a

Franco Basa-

non può rimanere comodamente

seduto sulla sua

sedia a subire passivamente

la storia. Per vedere,

bisogna camminare. Per

scoprire i piccoli teatri allestiti

nel parco, bisogna

muoversi, spostarsi fisicamente,

fare un po’ di fatica.

È un invito macroscopico a

uscire dal proprio torpore,

a non girarsi dall'altra parte.

Ogni cortometraggio

teatrale ha rappresentato

uno schiaffo emotivo, un

promemoria del fatto che il

progresso di cui godiamo

oggi è stato pagato con la

solitudine e il sacrificio di

pochi eletti.

“Vite e altre vite” non

lascia spazio alla consolazione,

ma instilla un dubbio

fondamentale: fino a

quando continueremo a

ignorare i nostri angeli prima

di accorgerci che ci

stanno salvando?

A chiudere, abbiamo

fatto tre domande a Claudio

Orlandini:

Quanto sei soddisfatto di

quest’anno accademico, del

percorso e dello spettacolo

finale che si è svolto nelle

due serate?

Il bilancio didattico è

straordinariamente positivo.

È stato un anno intenso,

incentrato sulla ricerca

intorno alla 'biologia

dell'attore' e arricchito

da un focus autobiografico

legato a

grandi personaggi storici.

Nonostante la complessità

dei temi e la sfida di

coordinare ben 14 corti

teatrali, il riscontro è sta-

g lia, che ha

scardinato i

cancelli dei

man i c om i

quando la società

preferiva

nascondere i "matti"

piuttosto che curarli. da

Nina Simone, capace di

trasformare la sua rabbia

e la sua musica in un'arma

politica contro il razzismo

sistemico, morendo

un po' ogni volta, a

Letizia Battaglia, che ha

usato l'obiettivo fotografico

come un'arma di verità,

guardando in faccia

la mafia e la guerra, senza

sconti, passando per Jan e

Goodall, Cesare Pavese,

Gerda Taro e tanti altri.

Gli allievi di Comteatro

hanno dato corpo e voce

a figure che hanno pagato

a caro prezzo il loro rifiuto

di allinearsi. La scelta di

Claudio Orlandini di strutturare

lo spettacolo in for-

to di altissimo livello, sia

sul piano interpretativo

che drammaturgico. Anche

se da regista mantengo

sempre uno sguardo

critico su alcuni dettagli,

la soddisfazione più

grande resta la risposta degli

allievi: si sono spesi

senza riserve, mettendo a

nudo la propria esperienza

pers onale.

Quanto è diverso, fare una

performance in loop che ha

richiesto scrittura, regia, interpretazione

rispetto a uno

spettacolo classico.

Sono due paradigmi

creativi opposti. Lo spettacolo

tradizionale professionale

oggi è schiacciato

da costi proibitivi e tempi

ridotti; il regista deve arrivare

il primo giorno con

idee già cristallizzate, sacrificando

la ricerca e la

sper imentazione.

Il formato dei corti itineranti

si basa invece sull'intuizione

immediata, nel

qui e ora della relazione

con lo spazio e con gli

allievi. Non lavorando con

una compagnia scelta ma

con un collettivo in formazione,

la complessità è

amplificata da dinamiche

relazionali, fragilità e sbalzi

d'umore che richiedono al

regista istinto e velocità

d'intervento. Il nostro

compito pedagogico è educare

all'ascolto e alla gestione

di queste criticità.

Infine c'è la dimensione

economica: l'assenza di

budget, che sulla carta

sembrerebbe libertà, si traduce

in una responsabilità

umana enorme. Dobbiamo

guidare verso il rigore professionale

ragazzi che non

hanno ancora scelto se

questo sarà il loro mestiere.

Mi è parso che ci fosse un fil

rouge a volte invisibile altre

volte evidenziato dai vari

spettacoli, ossia quello delle

ingiustizie. Mi sono segnato

un pensiero che mi è venuto

passando da una postazione

all’altra, ossia: gli umani

ignorano, ignorano fino a che

qualcosa non tocca direttamente

loro. Da quel momento

entrano in contatto con le

proprie fragilità, pulsioni,

emozioni, sensibilità. Fino

all’attimo prima però solo in

pochi hanno quella capacità

di accorgersi degli altri e

delle “vite degli altri”. Cosa

ne pensi?

Non posso che darti ragione:

sei sulla strada giusta.

È proprio nei momenti

di crisi che emerge l'esigenza

profonda di fermarsi,

di riflettere e di andare

a toccare quelle corde

intime e sensibili della nostra

esistenza che solitamente

tendiamo a proteggere

o a tenere a distanza,

forse per paura di soffrire.

Spesso preferiamo scivolare

sulla superficie della

vita proprio per evitare

quel dolore.

Questa esperienza teatrale

ha offerto a tutti noi

l'opportunità preziosa di

mappare le fragilità degli

autori scelti (da me e da

Davide del Grosso, che ha

coordinato i gruppi nella

drammaturgia). La nostra

selezione non è stata casuale:

abbiamo voluto dare

voce a figure che hanno

attraversato la tempesta

della difficoltà e che sono

state capaci di sublimare

quella sofferenza, trasformandola

in azioni concrete

e universali, utili per la

collettività, per l'umanità e

per l'ambiente.

La vulnerabilità è un

tratto che accomuna ognuno

di noi, ma la vita quotidiana

tende a anestetizzarla;

serve un evento

d'impatto per costringerci

all'ascolto. Gli autori che

abbiamo trattato sono legati

da un sottile filo rosso:

ognuno di loro ha saputo

far scaturire dal proprio

trauma un gesto poetico

inedito, potente e sorprendente.

Ed è precisamente

per questa loro capacità di

trasmutazione che oggi vale

la pena ricordarli e portarli

in scena."

Fabio Fagnani

credit ph. Nicol Serio

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Venerdì 19 Giugno 2026 11

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CRONACA Venerdì 19 Giugno 2026

CESANO BOSCONE

Parchetto di via Monte Rosa, al

via il progetto di riqualificazione:

investimento da 100mila euro

CESANO BOSCONE (gra) Il Comune di

Cesano Boscone inaugura un percorso

di ascolto con la cittadinanza

sul progetto di riqualificazione del

Parchetto Monte Rosa prima di

definire l’assetto finale dell’i nte r-

vento dove sono previste anche

una nuova area giochi inclusiva per

bimbi da 0 a 3 anni e una zona dove

i più grandi potranno giocare a

ping-pong e a basket

Un progetto di riqualificazione

da 100mila euro

Un parco rinnovato, pensato per

tutte le età e progettato con il

contributo diretto dei cittadini. Parte

dal parchetto di via Monte Rosa il

nuovo percorso di riqualificazione

promosso dall’a m mi n i straz io n e

comunale, che prevede un investimento

di circa 100mila euro per

la manutenzione straordinaria e il

completo recupero funzionale

d e l l’a rea.

Il progetto è stato presentato

martedì scorso nel corso dell’i n-

contro pubblico “Parchetto Monte

Rosa: vieni a conoscere il suo futuro

e partecipa con le tue idee”, al

quale hanno preso parte il sindaco

Marco Pozza, diversi componenti

della Giunta, la consigliera delegata

Laura Girelli e i tecnici comunali.

L’obiettivo è avviare un percorso di

ascolto e confronto con i residenti

prima della definizione definitiva

d e l l’inter vento.

I lavori previsti dal progetto

La proposta illustrata prevede la

sistemazione dei percorsi pedonali,

il ripristino della pista ciclabile

interna e la pulizia della casetta dai

graffiti, restituendo decoro e funzionalità

a uno degli spazi verdi del

quar tiere.

Particolare attenzione sarà dedicata

alle aree per il gioco e lo

sport. Per i bambini da 0 a 3 anni è

prevista una nuova area giochi inclusiva

con strutture multifunzione,

giochi a molla e pavimentazione

antitrauma, mentre per i

ragazzi saranno realizzati un tavolo

da ping-pong e un campo da basket

3 contro 3 in resina colorata.

Un intervento che punta non

solo a riqualificare il parco, ma

anche a trasformarlo in un luogo di

aggregazione e socialità, costruito a

partire dalle esigenze e dalle proposte

della cittadinanza.

Il sindaco: “Dobbiamo restituire

decoro e sicurezza”

“Questo momento rappresenta

un tassello fondamentale all’i nte r-

no di una logica complessiva

di riqualificazione

urbana e di valorizzazione

del territorio che

stiamo portando avanti in

diversi punti della città,

focalizzandoci su una zona

particolarmente frequentata,

non solo dai residenti

– dice il sindaco

Marco Pozza – perché restituire

decoro, sicurezza

e piena fruibilità a un

polmone verde così significativo

significa migliorare

la qualità della vita e della

socialità di un intero contesto urba

n o”.

L’assessore Bianco: “Verrà installata

una telecamera”

“Il nostro obiettivo principale era

rigenerare spazi verdi molto utilizzati

da bambini e famiglie – dice

l’assessore Giovanni Bianco –ch e

in questo parco devono poter trovare

le migliori condizioni di svago

e incontro, anche grazie a nuove

attrezzature ludiche differenziate

per età, unite a una progettazione

attenta alla sicurezza, con l’i n st a l-

lazione di una telecamera, che garantirà

una fruizione ottimale per

tu tt i”.

La voce dei cittadini nelle risposte

di un questionario

Il fulcro operativo del pomeriggio

è stato il coinvolgimento diretto dei

partecipanti: durante l’i ni ziati va,

infatti, è stato consegnato un questionario

a tutti i presenti per mappare

le abitudini di frequentazione

d e l l’area e raccogliere pareri, spunti

e criticità, prima di procedere alla

stesura definitiva del progetto.

L’assessore Paladini

“L’ottima risposta dei cittadini

a l l’incontro di martedì dimostra

come questo intervento possa diventare

un potenziale esempio di

partecipazione attiva attraverso i

patti di collaborazione –dice l’a s-

sessore Fulvio Paladini – e la distribuzione

del questionario ci permetterà

non solo di raccogliere

preziosi contributi sul progetto, ma

anche di supportare una rete di

persone pronte a collaborare con

l’Amministrazione per la cura e

l’animazione futura dello spazio”.

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ROZZANO

Addio al farmacista Alberto

Tadini di Rozzano, mancato

prematuramente a soli 42 anni

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ROZZANO (dfg) Centinaia di messaggi

e testimonianze stanno accompagnando

in queste ore la notizia

della scomparsa del dottor Alb erto

Ta d ini, venuto a mancare prematuramente

a soli 42 anni a causa di

un infarto. Il dolore ha attraversato

non solo Rozzano, e la Farmacia

Valleambrosia, dove lavorava da

tempo e di cui era diventato titolare

insieme alla dottoressa Chiesa, ma

l’intero territorio che negli anni

aveva imparato a conoscerlo e apprezzarlo

(immagine tratta dalle

stories del sindaco Mattia Ferretti).

Addio al farmacista Alberto Tadini

Centinaia di commenti hanno

accompagnato la triste notizia della

scomparsa del dottor Alberto Tadini.

La Farmacia Valleambrosia,

dove il dottore lavorava da molto

tempo e di cui era diventato titolare

negli ultimi anni, insieme alla dottoressa

Chiesa, ha pubblicato l’a n-

nuncio della prematura scomparsa,

suscitando sgomento in centinaia

di cittadini, non solo rozzanesi.

Una scomparsa prematura

e improvvisa a soli 42 anni

Tadini, colpito da un infarto a soli

42 anni, era conosciutissimo su

tutto il territorio. Apprezzato come

professionista e amato come persona,

“sempre disponibile, accogliente,

sorridente e un grande lavoratore

che aveva davvero a cuore

le persone”, commenta chi lo conos

ceva.

Una vita dedicata al prossimo: c’è

chi ricorda l’attività del dottor Tadini

in periodo di pandemia, con la

sua “gentilezza, empatia, sempre

disponibile anche solo per una

parola di conforto”, ancora i commenti

in ricordo del giovane farma

c i st a.

Il cordoglio della comunità

rozzanese e non solo

Il suo lavoro lo svolgeva con

grande passione e innovazione, con

una visione moderna ma sempre

attenta alla cura dei clienti e alle

loro esigenze. Per lui erano fondamentali

non solo le consuete

attività della farmacia, ma anche

azioni di prevenzione, cura e sostegno

alle fragilità.

“Una persona di grande valore

che ci mancherà tantissimo – espr i-

mono i clienti – ci è sempre stato

vicino ed era facile volergli davvero

bene e stimarlo come profession

i st a”.

Il cordoglio è arrivato anche da

tante altre farmacie che hanno voluto

porgere le condoglianze al

collega ed esprimere forte vicinanza

ai cari del 42enne. “U na

notizia tragica – ancora i commenti

sui social dei clienti –, inaspettata.

Dottor Tadini, lasci tanto a noi che

ci siamo rivolti a te anche solo per

un consiglio che non ci hai mai

fatto mancare. Con il tuo sostegno

ci hai aiutato soprattutto in situazioni

difficili e non lo dimenticheremo

mai. Non ti dimenticheremo

mai”.

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stato dei pagamenti; inviare al cliente la documentazione richiesta (es.

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oppure via mail a laposta@deinaviganti.it

Aut. Tribunale di Milano n. 478 del 14/09/2011

Fabio Fagnani

direttore responsabile

direttoresiono@hotmail.it

Condirettore

Andrea Demarchi

Direttore sviluppo

Luca Brunello

Editore

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In compagnia della storia

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Pubblicità Commerciale

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Venerdì 19 Giugno 2026

SUDOKU

Obiettivo del gioco: completare la griglia di 9x9 caselle inserendo le cifre in modo che ogni colonna,

riga e riquadro da 9 caselle contenga tutti i numeri da 1 a 9.

(FACILE)

(MEDIO)

KAKURO

Riempire lo schema con le cifre da 1 a 9 sapendo che:

• i numeri riportati come definizioni rappresentano la somma delle cifre da inserire

nelle corrispondenti caselle bianche;

• i numeri nei triangoli inferiori sono le definizioni verticali, quelli nei triangoli superiori

le orizzontali;

• all’interno di ogni somma ogni cifra può comparire una sola volta.

PAROLE IN CATENA

Per ogni catena trovare le due parole centrali che, per attinenza, colleghino la prima alla quarta.

FUOCO

C _____________

R _____________

MARE

LUPO

P _____________

U _____________

SODO

PAZIENZA

P _____________

T _____________

DENARO

COLLO

O _____________

D _____________

MORIRE

Soluzioni: 1) fuoco, castagne, ricci, mare - 2) lupo, pelo, uovo, sodo - 3) pazienza, perdere tempo, denaro - 4) collo, osso, duro, morire.

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Venerdì 19 Giugno 2026 15

RUBRICA - L’intervista - Prima parte

I nostri concittadini all’Estero per lavoro: un italiano

fuori casa nel racconto di Michele, trasferito in Svezia

di Massimo Biadigo

BUCCINASCO (bia) Abbando -

niamo un attimo il tema

sport e territorio per raccontarvi

l’esperienza di alcuni

nostri concittadini che

vivono all’estero da qualche

tempo. Differenze, similitudini,

cambi di abitudini.

Un viaggio alla scoperta

di uno stesso mondo

ma sempre con maggiori

sfaccettature. Partiamo con

il buccinaschese Mich ele

Car ugati, che si presenta

c o sì :

Ciao a tutte e tutti! Mi

chiamo Michele, ho 30 anni

e di recente mi sono

trasferito in Svezia come

responsabile tecnico della

regione Scandinava per

una multinazionale tedesca.

Sono laureato in Ingegneria

al Politecnico di

Milano ed è da quasi cinque

anni che mi diverto a

viaggiare in lungo ed in

largo in Europa per lavo

ro.

Michele sono ormai nove

mesi che vivi in una nazione

del nord d’Europa. Ricordaci

l’emozione della tua decisione

lavorativa.

Devo ammettere di essere

stato nel posto giusto

al momento giusto. L'idea

dell'esperienza estera mi

attraeva infatti da qualche

tempo, ma era in contrasto

con altre decisioni che stavo

valutando in quel momento.

Quando mi si è

presentata l'opportunità,

l'ho vista come un'occasione

più unica che rara,

da non lasciarmi sfuggire.

Non nego di aver avuto

emozioni contrastanti: da

un lato si prospettava un

futuro ignoto ed elettrizzante,

dall'altro ero consapevole

che mi sarei allontanato

da famiglia ed

amici. Dopo non poche e

non facili valutazioni, ha

prevalso il desiderio dell'av

ve ntu ra.

La capitale della Svezia è a

“soli 2100 km” da Milano

ma abbastanza lontana per

molti aspetti dal nostro stile

di vita italiano; due aspetti

della vita nella periferia di

Stoccolma con cui hai fatto i

conti

Ci sono una serie di piccole

differenze che ho notato

da subito. Se devo

sceglierne due in particolare

il primo è di sicuro

l'orario dei pasti. Ho ricevuto

inviti per cene

aziendali con inizio previsto

alle 18:00, cosa a cui

tutt'ora non riesco ad abituarmi.

Un'altra curiosità è

che non c'è verso di partecipare

ad alcun evento

organizzato da persone

scandinave in cui non sia

incluso un Karaoke. Essendo

Italiano le aspettative

sono sempre state

molto alte, ma i risultati

decisamente scadenti. Ciò

purtroppo non mi ha mai

esentato dal dovermi esibire

la volta successiva...

Hai trascorso il primo periodo

invernale in Svezia: che

hobby sei riuscito a concederti

con maggior frequenza

Apparentemente, l'ultimo

inverno è stato piuttosto

rigido. I locali ne

erano particolarmente

contenti perché questo ha

portato neve, e con la neve,

persone con gli sci da fondo

ovunque (letteralmente,

ad Oslo ho visto gente

passeggiare in centro con

gli sci in spalla). Per lo

stesso motivo, il ghiaccio

sui fiordi è stato abbastanza

spesso da poterci

pattinare sopra. In questi

casi si potrebbe raggiungere

via ghiaccio destinazioni

a quasi 200 km di

distanza da Stoccolma.

Non essendo ancora pratico

con i pattini ho semplicemente

passeggiato su

qualche lago vicino a casa,

chiaramente con annessa

sauna a fine giornata!

Tu sei in contatto, lavorativamente

parlando, con ambienti

ospedalieri e ne conosci

da oltre 5 anni di molti

in diversi paesi europei ed

extraeuropei; quale caratteristica

principale hai sperimentato

nelle relazioni lavorative?

Per quanto riguarda la

mia personale esperienza,

posso dire che ogni ospedale

è un mondo a parte.

Anche all'interno della

stessa nazione ho incontrato

realtà completamente

diverse. Uno degli aspetti

che ne accomuna molti è

la reazione dell'interlocutore

non appena scopre la

mia nazionalità Italiana. In

moltissimi hanno infatti

visitato l'Italia e non perdono

occasione di raccontarmi

dei loro viaggi. Secondo

la mia esperienza,

lo stereotipo delle persone

nordiche "fredde" e non

aperte alle interazioni è

totalmente infondato, basta

trovare l’arg omento

g i u sto !

A tavola noi italiani siamo

abituati a grandi varietà e

gusti; racconta ai lettori il

piatto svedese che hai maggiormente

apprezzato sino

ad ora e cosa ti cucini a casa?

Con la consapevolezza

di suonare banale, direi

che il salmone è stato piuttosto

gettonato nei primi

periodi. Da buon Italiano

in casa non manca mai

pasta, che fortunatamente

trovo della stessa qualità

cui sono abituato, risotto e

moka! Da subito sono poi

andato alla ricerca di ingredienti

adatti per i classici

piatti: sono alla decima

iterazione della carbonara

con altrettante marche diverse

di "guanciale", ad ora

non ho ancora trovato nulla

degno del nome. La ricerca

continua!

e anche l’i n te r v i s t a

continua...

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Venerdì 19 Giugno 2026

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