Vie&trasporti n. 901 luglio 2026
MUCCHIO SELVAGGIO Nel circuito di Misano per la tappa italiana del FIA European Truck Racing Championship. Meno veicoli alla griglia di partenza ma lo spettacolo continua
MUCCHIO SELVAGGIO
Nel circuito di Misano per la tappa italiana del FIA European Truck Racing Championship. Meno veicoli alla griglia di partenza ma lo spettacolo continua
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Mensile - Anno XCVII 901 LUGLIO 2026
Nel circuito di Misano per la tappa italiana del FIA European Truck Racing
Championship. Meno veicoli alla griglia di partenza ma lo spettacolo continua
ISSN 0393-8077
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9
Editoriale
Inesistente la presenza di marchi cinesi nel trasporto
pesante, al punto da chiederci il perché. Qual è il
motivo? Sarà sempre così? L’elettrico c’entra qualcosa?
L’auto cinese è ormai consuetudine, i veicoli made in China sono una realtà consolidatasi nell’ultimo
decennio. Il luogo comune del copiare, come anche quello della bassa tecnologia, appartengono
a un retaggio da bar di provincia, e poco si può criticare sulla qualità del prodotto del Paese di
Mezzo. Dubbi sulla rete o i ricambi vengono fugati da una motivazione imbattibile: il prezzo. Con
questo piede di porco i produttori cinesi hanno scardinato i bastioni difensivi europei con sagacia
diabolica, puntando sull’auto elettrica, ideale per schiudere le porte di un continente in crisi di sostenibilità
al limite dell'isteria. La realtà è sotto gli occhi di tutti, e sarà bene che si cominci a pubblicare
una letteratura storica sulla qualità di queste operazioni di marketing.
Giusto quindi chiederci: e i camion? Come è possibile che ‘ancora’ non ci siano marchi cinesi? Le
motivazioni sono tante, ma certamente non tecnologiche, piuttosto sembrano legate al consolidamento
della rete continentale, a una diversicazione di prodotto all’altezza della richiesta
europea (a fare il trattore 4x2 son bravi in tanti, i problemi, per così dire, nascono con le nicchie),
a una adeguata azione di diffusione del brand e alla conoscenza e ducia nel prodotto.
I tempi sembrano maturi, anche perché la produzione è, diciamo così, talmente ‘esuberante’, nel
vero senso della parola, da costringere le aziende di Stato e private a cercare altri mercati oltre il
domestico. Fatto in Africa, fatto in Sudest asiatico, lavori in corso in Sudamerica, strada sbarrata
negli Stati Uniti, ecco che l’Europa diventa il mercato per elezione. La tattica è a tenaglia: comprare
i marchi europei (o avere signicative partecipazioni), entrare con prodotti a marchio China.
Quanto ci vorrà? L’operazione, sottotraccia è già in corso, con timidi tocchi d’assaggio, prima o
poi la staccata, l’affondo, arriva. Due domande: quale sarà il posizionamento in termini tecnologici
e qualitativi? Sarà il prezzo il cavallo di Troia? rispondere non è facile, certamente Dongfeng, Foton,
Shacman & Co. non vorranno fare la gura delle cenerentole, quindi aspettiamoci una gamma
prodotto di alta fascia, in termini di dotazioni e brand value. Il prezzo rimane la chiave di volta.
Senza un listino ai limiti del dumping la strada per i cinesi non sarà breve. Ma non lunghissima.
E se arrivano?
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07 2026 - 1
Sommario
ISSN: 0393 - 8077
www.vietrasportiweb.it
14 18
24
8
22
26
n
Cover
14 A Misano per la tappa italiana del
FIA European Truck Racing
n
Transpotec Logitec
2°puntata
30 Le voci dei protagonisti.
Tecnologia, efficienza e sostenibilità
per guardare al futuro
n
Anteprime
18 Iveco S-Way Vr46. Numero magico
22 Astra HDX 8451. Un vero duro
24 Volvo Trucks. Chiedimi quello che vuoi
28 Isuzu D-MAX 2.2 MY 26. Un nuovo
motore per non fermarsi davanti a nulla
50 Lecitrailer. A Milano la gamma
completa
52 Multitrax. Sempre un passo avanti
54 Beyonder. Tante soluzioni per
un freddo su misura
56 ZF. Cosa si vedrà ad Hannover
58 Nivalis. Il rimorchio salva energia
n
Attualità
8 Le immatricolazioni di veicoli da
lavoro in Italia nei primi cinque mesi
dell’anno. Si può fare di più
19 MartinoRossi sceglie Daf XF Electric.
L’energia che dà energia
26 In Francia, nello stabilimento Renault
di Batilly per scoprire tutto su Master.
33 30 anni di Mercedes-Benz Actros.
Asticella sempre più alta
34 L’esperto VDO risponde. LCV e
tachigrafo: ecco cosa bisogna sapere
35 Truck Time. Di cosa si parla
36 Donne nel mondo del trasporto.
A che punto siamo
59 Si dice che...
60 Persone&poltrone
n
Voci
20 Peter Baratelli, direttore generale dei
centri Scania Milano Est e Ovest,
e Fabrizio Previdi, direttore di Scania
Financial Services. Tutto per il cliente
n
Rubriche
4 Diamo i numeri
6 Hit parade
46 La voce di Fai.
Ricomincio da qui
47 La voce di Fiap.
Uniti per cosa?
48 Leggi, aziende, lavoro.
È colpa sua
49 Il parere legale.
Il Contratto di Trasporto
Internazionale
62 Motori spenti
63 Vetrina
64 Promozioni
66 Tutte le prove
n Il Bollettino n°100
42
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Reg. Tribunale di Milano n. 6479 del 6/2/1964
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Ingraph Srl
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2 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it 07 2026 - 3
DIAMO I NUMERI
a cura di
Tiziana Altieri
Diamo i NUMERI
Extra costi tra il 15% e il 20%
I costi logistici rappresentano
una delle principali sfide per il
settore del largo consumo.
Trasporti, stoccaggi, attese,
errori di consegna, gestione
frammentata delle informazioni
e scarsa integrazione operativa
tra gli attori della filiera
generano inefficienze che
incidono in modo significativo su
margini, produttività e qualità del servizio. Per
comprendere quanto pesino realmente queste
criticità e quali siano le leve per ridurle, GS1 Italy,
con il supporto delle aziende associate e la
collaborazione di un gruppo di ricerca congiunto del
Politecnico di Milano e della LIUC Università
Cattaneo, ha condotto la ricerca ‘I costi nascosti
della filiera del largo consumo’.
Ebbene, emergono differenze significative nel
livello di collaborazione logistica: accanto a
esperienze virtuose, persistono criticità operative
che generano costi aggiuntivi e disservizi per
produttori e GDO. Ritardi, disallineamenti
informativi, non conformità e pratiche non
coordinate si traducono in extra-costi che riducono
l’efficienza complessiva della filiera.
10 milioni di sterline
Nel comparto del fresco gli
extra-costi rappresentano in
media quasi il 15 per cento dei
costi logistici totali, mentre nel
secco l’incidenza si avvicina al
20, ma esistono casi in cui
risultano più che doppi rispetto
ai valori medi del campione.
Nel comparto del fresco, la
ricerca mette in luce il forte
legame tra qualità della collaborazione ed
efficienza operativa: il Cost-to-Receive della GDO
varia in media del 38 per cento tra condizioni
operative più e meno collaborative. Sul fronte
produttori, il Cost-to-Serve può quasi raddoppiare
tra scenari best e worst, con variazioni medie del
77 per cento.
Nel comparto del secco, il Cost-to-Receive della
distribuzione varia in media addirittura del 122 per
cento tra condizioni operative più e meno
favorevoli. Tra i principali fattori che generano
extra-costi emergono la scarsa affidabilità delle
consegne - in termini di puntualità e completezza -
e la bassa accuratezza del flusso informativo,
elementi che comportano attività aggiuntive di
gestione, controllo e movimentazione della merce.
Si chiama SUITE – acronimo di Smart Use of Integrated
Technology for EVs (utilizzo intelligente di tecnologie
integrate per veicoli elettrici) – il progetto del Nissan
Technical Centre Europe (con sede nel Regno Unito) che
mira ad affrontare l’aumento dei costi dell’energia
domestica e della ricarica pubblica, migliorando l’efficienza,
l’accessibilità economica e la sostenibilità dei veicoli
elettrici. Costo: 10 milioni di sterline (pari a circa 11,5 milioni
di euro), 4 milioni dei quali finanziati dal Governo Britannico.
Cosa prevede? Elettronica di potenza avanzata, intelligenza
artificiale ed energie rinnovabili a bordo. Il veicolo del
progetto, una Leaf, monterà pannelli solari ‘tandem’, un
sistema intelligente di gestione della ricarica, un dispositivo di ricarica automatizzato
bidirezionale per le connessioni Vehicle-to-Grid (V2G) e un inverter di trazione al nitruro
di gallio (GaN), ad alta efficienza con controlli ottimizzati tramite intelligenza artificiale
per un utilizzo dell’energia più efficiente.
1° giugno 2026
Dallo scorso 1° giugno gli utenti che subiscono disservizi sulle
autostrade italiane possono ottenere un rimborso del pedaggio.
Una misura introdotta dall’Autorità di regolazione dei trasporti.
Le nuove regole sono già operative per i casi di blocco del
traffico e per i disagi causati da cantieri lungo tratte gestite da
un unico concessionario. Dal prossimo 1° dicembre il sistema
sarà esteso anche ai percorsi che ne coinvolgono due o più.
Per quanto riguarda i cantieri, il ristoro varia in base alla
lunghezza del tragitto e al ritardo accumulato. Sulle tratte
inferiori a 30 chilometri scatta a prescindere dal tempo perso. Tra i 30 e i 50 chilometri è necessario un
ritardo di almeno 10 minuti; oltre i 50 chilometri, il ritardo minimo sale a 15 minuti. Restano esclusi i cantieri
emergenziali, cioè quelli legati a incidenti, eventi meteorologici straordinari, interventi di soccorso o
operazioni di ripristino. Almeno in questa prima fase non rientrano neppure i cantieri mobili.
Diverso il meccanismo previsto in caso di blocco del traffico: il cashback viene calcolato sul pedaggio della
tratta interessata e cresce in base all’attesa. Si riceve il 50 per cento tra 60 e 119 minuti di ritardo, il 75 tra
120 e 179 minuti e il rimborso totale se il blocco supera le tre ore.
Il rimborso non è automatico. Per ottenerlo sarà necessario presentare richiesta seguendo le procedure
indicate sui siti delle singole concessionarie.
80 per cento 44 punti di ricarica
Ikea Italia oggi effettua l’80 per cento
delle consegne con veicoli elettrici, 400
in tutta Italia, e si punta a quota 100 per
cento. «Le trasformazioni dei centri
urbani, insieme all’evoluzione delle
abitudini di acquisto, ci hanno spinto a
ripensare il nostro modello logistico in
chiave sostenibile e con una prospettiva
di lungo periodo, - ha spiegato Veronica
Garavaglia, Country Customer
Fulfilment Manager di Ikea Italia -
l’obiettivo è ridurre concretamente
l’impatto ambientale delle nostre attività
lungo tutto il percorso del prodotto, fino
alla consegna a casa».
Per la transizione green delle sue
consegne l'azienda in Italia investe
annualmente, dal 2023, circa 11 milioni
di euro. L’iniziativa si inserisce in un
contesto in cui urbanizzazione ed e-
commerce stanno aumentando il peso
della logistica dell’ultimo miglio.
Atlante, player di riferimento nel settore della
ricarica rapida e ultra-rapida per veicoli elettrici, ha
inaugurato il primo ‘Atlante Green Charging Hub’
d’Italia. Un vero e proprio ecosistema tecnologico
che integra fotovoltaico, batterie di accumulo,
gestione intelligente dell’energia e - in
collaborazione con Dolomiti Energia - accesso ai
mercati dell’energia e ai servizi di bilanciamento.
Situato a Padova, l’hub offre 44 punti di ricarica
rapida e ultra-rapida (da 44kW a 150kW), un
sistema di accumulo a batteria (BESS) da 558kWh /
250kW e una pensilina fotovoltaica da 250kWp che
genera energia sostenibile direttamente in loco.
Il sistema di gestione dell’energia bilancia
dinamicamente produzione solare, accumulo e
prelievo dalla rete per garantire efficienza,
sostenibilità e flessibilità. Grazie a questa
infrastruttura, la stazione può ricaricare i veicoli con
energia solare quando disponibile, ridurre la
dipendenza dalla rete durante le ore di picco, fornire
elettricità pulita anche di notte o in condizioni
metereologiche avverse, oltre a generare risparmi
sui costi energetici che si traducono in tariffe più
competitive per gli e-driver. Il futuro.
4 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
07 2026 - 5
Simply the best
Noi i veicoli, commerciali e industriali, li proviamo veramente,
su un percorso appositamente studiato per valutarne
le performance a 360 gradi. Ecco chi occupa il podio oggi tra i veicoli
commerciali a gasolio nella fascia 3.000-3.499 kg e in quella dei 3.500 kg
LCV diesel 3.500 kg ptt
Fiat Ducato 35
2,2 Multijet 3 Euro 6E
Index performance 470,5
Ford Transit 350 2.0
TDci EcoBlue Hybrid
Euro 6-D Temp
Index performance 493,6
Volkswagen Crafter 35
2.0 BiTdi Euro 6B
Index performance 459,6
LCV diesel 3.000-3.499 kg ptt
Ford Transit Custom
320 2.0 EcoBlue E6d
Index performance 463,7
Ford Transit Custom
Trail 340 E6d-Temp
Index performance 466,1
Fiat Scudo 2.0 Multijet
145 Cv E6e
Index performance 460,9
I podi vengono realizzati sulla base dell’index performance ottenuto dei veicoli durante i nostri test
su strada. Si tratta di un indice creato da Vie&trasporti che tiene conto del consumo di combustibile
(o di energia nel caso degli elettrici), dell’urea e della media oraria. A indice maggiore corrisponde
una migliore prestazione. Si sono tenuti in considerazione solo i veicoli di classe Euro 6 o superiore.
6 - 07 2026
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Mercato
Mercato
Immatricolazioni LCV per area geografica
Area gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
Nord-Ovest 25.002 28.466 -12,2
Nord-Est 20.158 19.701 2,3
Centro 21.122 20.718 1,9
Sud e Isole 10.821 10.407 4,0
N.D. 17 16 6,3
Totale 77.120 79.308 -2,8
Poco meno del 60 per cento dei veicoli
commerciali, nei primi cinque mesi dell’anno,
è stato immatricolato nel Nord del Paese. A fare
la parte del Leone sono sempre i furgoni medi e
grandi che rappresentano oltre un veicolo su 3 pur
registrando una flessione vicina al 10,0 per cento.
Immatricolazioni LCV per segmento
Segmento gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
Furgoni medi e grandi 27.876 30.884 -9,7
Furgoni piccoli 13.381 11.755 13,8
Derivata da autovetture 11.899 13.315 -10,6
Van 11.467 10.720 7,0
Furgonette/Minicargo 7.431 7.995 -7,1
Pick-Up 5.042 4.626 9,0
N.D. 24 13 84,6
Totale 77.120 79.308 -2,8
I primi cinque mesi 2026
Così e così
Flettono in Italia le immatricolazioni di veicoli commerciali
mentre crescono quelle di truck, in particolare di trattori.
Da parte delle aziende cercasi incentivi disperatamente
di Tiziana Altieri
Cinque mesi sono un periodo sufciente
per capire che aria tira nel 2026 per i veicoli
da lavoro. Ebbene, il momento non
è di quelli più vivaci ma considerando il quadro
congiunturale piuttosto incerto e il fatto che
no a questo momento non siano stati messi
sul tavolo incentivi - dal Fondo straordinario pluriennale
da 590 milioni di euro destinato a incentivare
i veicoli più avanzati sul piano tecnologico
e ambientale ai 19 milioni già stanziati
dal MIT per la decarbonizzazione del parco - la
situazione appare ancora ottimistica. Le aziende
di fatto, soprattutto quelle che si occupano
CENTRO
27,4%
FURGONETTE
MINICARGO
9,6%
VAN
14,9%
DERIVATA DA
AUTOVETTURE
15,4%
SUD E ISOLE
14,0%
Immatricolazioni
LCV per area
geografica
(Italia,
gen-mag 2026)
PICK-UP
6,5%
NORD-EST
26,1%
FURGONI
MEDI E
GRANDI 36,1%
Immatricolazioni
LCV per
per segmento
(Italia,
gen-mag 2026)
FURGONI
PICCOLI 17,4%
di trasporto lungo raggio, continuano a investire.
Partiamo dai veicoli commerciali con peso totale
a terra no a 3.500 kg: 77.118 le immatricolazioni
totali, il 2,8 per cento in meno dello
stesso periodo di un anno fa. Il Nord Ovest è
l’area che ne ha registrati di più, circa uno su
tre, ma è anche quella che deve fare i conti con
una flessione piuttosto pesante, -12,2 per cento.
Segue il Centro con il 27,4 per cento, quindi, vicinissimo
il Nord Est, 26,1 per cento, e Sud e
Isole, 14,0 per cento con un +4 per cento.
Furgoni medi e grandi giocano la parte del leone:
pur chiudendo i primi 5 mesi con una fles-
NORD-
OVEST
32,4%
Immatricolazioni LCV per utilizzatore
Modalità gen-mag gen-mag Var %
d’cquisto 2026 2025
Società 44.183 43.618 1,3
Noleggio S/C 23.289 25.624 -9,1
Privati 9.648 10.066 -4,2
Totale 77.120 79.308 -2,8
Le società rappresentano il primo canale per gli
Lcv pesando per oltre il 57,0 per cento. Al
secondo posto il noleggio che deve però fare
i conti, nei primi cinque mesi dell’anno, con un
-9,1 per cento. Oltre un veicolo commerciale su
quattro immatricolato è spinto da un motore
diesel. Cresce la quota degli ibridi a benzina
mentre non decollano gli elettrici, al 3,1 per cento.
Immatricolazioni LCV per alimentazione
Alimentazione gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
DIESEL 59.428 64.271 -7,5
HEV (B) 6.317 3.284 92,4
BENZINA 2.795 3.563 -21,6
BEV 2.360 2.851 -17,2
HEV (D) 2.165 2.320 -6,7
GPL 1.834 1.796 2,1
PHEV 1.661 424 291,7
BIODIESEL 545 757 -28,0
METANO 14 36 -61,1
ND 1 3 -66,7
HEV (B-GPL) - 3 -100,0
Totale 77.120 79.308 -2,8
LEGENDA
HEV B: veicolo ibrido benzina
HEV D: veicolo ibrido diesel
PHEV: veicolo Ibrido e lettrico Plug-in
HEV (B-GPL): veicolo ibrido benzina-Gpl
Immatricolazioni LCV per brand
Marca gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
FIAT 19.148 20.492 -6,6
FORD 13.975 14.835 -5,8
RENAULT 5.996 5.255 14,1
IVECO 5.933 5.915 0,3
PEUGEOT 4.170 4.227 -1,3
CITROEN 4.001 3.716 7,7
TOYOTA 3.987 3.476 14,7
VOLKSWAGEN 3.070 3.248 -5,5
MERCEDES BENZ 2.493 2.841 -12,2
OPEL 1.937 2.382 -18,7
ISUZU 1.323 1.494 -11,4
LAND ROVER 1.298 1.895 -31,5
NISSAN 1.264 1.417 -10,8
PIAGGIO 1.200 1.171 2,5
JEEP 848 219 287,2
VOLVO 835 697 19,8
KIA 734 450 63,1
ALTRI 4.908 5.578 -12,0
Totale 77.120 79.308 -2,8
NOLEGGIO
S/C
30,2%
HEV (D) 2,8%
BEV 3,1%
BENZINA
3,6%
OPEL 2,5%
MERCEDES BENZ
3,2%
GPL 2,4%
HEV (B)
8,2%
VOLKSWAGEN
4%
TOYOTA
5,2%
CITROEN
5,2%
PEUGEOT
5,4%
IVECO
7,7%
PRIVATI
12,5%
Immatricolazioni
LCV per utilizzatore
(Italia,
gen-mag 2026)
PHEV
2,2%
BIODIESEL
0,7%
Immatricolazioni
LCV per
alimentazione
(Italia,
gen-mag 2026)
ISUZU
1,7% ROVER
LAND
1,7%
Immatricolazioni
LCV per brand
(Italia,
gen-mag 2026)
RENAULT
7,8%
NISSAN
1,6%
FORD
18,1%
PIAGGIO
1,6%
ALTRI
6,3%
DIESEL
77,1%
SOCIETÀ
57,3%
JEEP
1,1%
VOLVO
1,1%
KIA
1,0%
FIAT
24,8%
È targato Fiat oltre un mezzo immatricolato su 4
nella Penisola nel periodo gennaio-maggio 2026.
Alla piazza d’onore Ford con poco più del 18 per
cento di quota. Terzo gradino del podio per
Renault, piuttosto distante con un 7,8 per cento.
8 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it 07 2026 - 9
Mercato
METANO
2,1%
HEV (D) 0,4%
HEV (B) 0,1%
Mercato
Immatricolazioni truck over 3,51 tonnellate
per fascia di peso
Ptt gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
3501 - 16.000 kg 1.832 2.098 -12,7
> 16000 kg 10.476 9.803 6,9
ND 5 3 66,7
Totale 12.313 11.904 3,4
Immatricolazioni
truck over 3,51 tons
per fascia di peso
(Italia,
gen-mag 2026)
> 16000 kg
85,1%
3501 -
16.000 kg
14,9%
I veicoli sopra le 16,0 tonnellate di peso totale
a terra rappresentano sempre il segmento più
importante con poco meno di 10.500 unità
complessive immatricolate nei primi 5 mesi
dell’anno, pari all’85,1 per cento dei volumi
truck. Sono anche quelli che crescono.
sione delle immatricolazioni intorno al 10 per
cento raggiungono una quota del 36,1.
Seguono i furgoni piccoli e poi le derivate da
autovetture che dopo un anno da dimenticare
perdono un ulteriore 10,6 per cento.
Chi ha acquistato questi mezzi? Il 57,3 per cento
è andato a società, un ulteriore 30,0 per cento
al mondo del noleggio (con il segno meno,
però, dopo anni di crescita) e quindi ai privati,
12,5 per cento.
Transizione green, questa sconosciuta. Il diesel,
nonostante un calo del 7 per cento, continua a
farla da padrone con poco meno di 60mila veicoli
e una quota del 77,1 per cento. In crescita
gli ibridi benzina che sottraggono quota proprio
ai commerciali a benzina che fanno i conti con
un -21,6 per cento, e i plug in. Non decollano gli
elettrici, anzi: con 2.360 immatricolazioni sono
solo il 3,1 per cento del mercato (Proace,
Proace City e Transit Custom i tre modelli elettrici
più immatricolati nei primi cinque mesi
dell’anno).
A detenere la leadership in Italia negli Lcv è
sempre Fiat con oltre un veicolo su 4 (Ducato
si conferma al primo posto con 7.653 unità e
in piazza d’onore Doblò con 6.259). ASecondo
Immatricolazioni truck over 3,51 tonnellate
per area geografica
Area gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
Nord-Ovest 668 895 -25,4
Nord-Est 433 477 -9,2
Centro 418 387 8,0
Sud e Isole 313 335 -6,6
N.D. - 4 -100,0
Totale 1.832 2.098 -12,7
CENTRO
22,8%
SUD E ISOLE
17,1%
Immatricolazioni
truck 3,51- 16,0 tons
per area geografica
(Italia,
gen-mag 2026)
NORD-EST
23,6%
NORD-
OVEST
36,5%
gradino del podio per Ford con un 18,1 per cento
(da attribuire al successo di Transit, Transit
Custom e Transit Courier) e terzo per Renault
(Master e Kangoo chiudono la top ten dei primi
cinque mesi) piuttosto distanziata con un 7,8
per cento. Nella top ve anche Iveco con un 7,7
per cento e Peugeot, al 5,4.
Sembrano una chimera le 190.000 immatricolazioni
complessive di Lcv stimate entro ne
anno della quale si sente un disperato bisogno
visto che il parco ha un’età media di 14,5 anni.
Iveco in pole
Mercato a due velocità quello dei veicoli over
3,5 tonnellate. La fascia media flette chiudendo
maggio con poco più di 1.800 pezzi, -12,7 per
cento, gli over 16 tonnellate sorano invece le
10.500 con un +6,9. Questi ultimi hanno contribuito
al risultato totale con oltre l’85 per cento.
Qui torna a crescere il peso dei trattori, circa
due su tre over 16. Segno che gli investimenti
riguardano soprattutto le aziende di autotrasporto
conto terzi.
Per quanto riguarda la fascia media il Nord
Ovest è al comando con oltre il 36,0 per cento
dell’immatricolato nonostante una flessione
del 25,4 per cento. Seguono Nord Est e Centro,
intorno al 23 per cento, e Sud e Isole, al 17,1.
Nel caso dei pesanti c’è il Nord Est al comando
con poco meno del 30 per cento delle immatricolazioni
complessive e una crescita del 13,4.
BEV
6,5%
Immatricolazioni
truck 3,51 - 16,0
tons per
alimentazione (Italia,
gen-mag 2026)
DIESEL
90,9%
Immatricolazioni truck 3,51 - 16,0
tonnellate per alimentazione
Alimentazione gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
DIESEL 1.666 1.744 -4,5
BEV 119 323 -63,2
METANO 38 29 31,0
HEV (D) 7 2 250,0
HEV (B) 2 - 100,0
Totale 1.832 2.098 -12,7
Seguono, vicinissime con oltre 1 veicolo su
quattro, Sud e Isole, poi Nord Ovest e Centro
che ha contribuito al risultato totale con il 14,0
per cento.
Nessuna sorpresa sul fronte delle alimentazioni
con il diesel al 90 per cento nei medi. Non cresce
la quota degli elettrici, anzi: 119 BEV (Fiat
Ducato, Foton Aumark e Fuso eCanter sono i
più venduti del segmento con, rispettivamente,
33, 12 e 10 unità) non consentono di andare oltre
il 6,5 per cento di quota, meno della metà
dei primi 5 mesi 2025. In aumento le immatricolazioni
di veicoli a metano che rappresentano,
però, una nicchia con 38 mezzi.
È sempre Iveco a detenere la leadership nel
segmento con una quota superiore al 50 per
cento grazie ad Eurocargo (473 unità) e alle versioni
più pesanti del Daily (453). Con l’N2R Isuzu
si conferma alla piazza d’onore con un 15,4 per
cento ottenuto con un balzo avanti delle immatricolazioni
del 74,7. Al terzo posto Mercedes-
Benz con un 5,3 per cento da attribuire ad Atego
e agli Sprinter più pesanti.
Qui si cresce
Passiamo agli over 16. Qui il diesel è assoluto
protagonista con il 98,7 per cento di share. Solo
26 i veicoli elettrici immatricolati con
Mercedes-Benz Actros che pesa per oltre la
metà (14 unità). Praticamente scomparsi anche
i veicoli a metano, 38 nell’intera Penisola,
Immatricolazioni truck 3,51- 16,0
tonnellate per brand
Marca gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
IVECO 937 934 0,3
ISUZU 283 162 74,7
MERCEDES BENZ 98 110 -10,9
DAF 93 161 -42,2
FIAT 88 304 -71,1
RENAULT 70 123 -43,1
FUSO MITSUBISHI 67 60 11,7
MAN 62 100 -38,0
VOLVO 60 86 -30,2
ALTRI 74 58 27,5
Totale 1.832 2.098 -12,7
FUSO VOLVO
MITSUBISHI MAN 3,3% ALTRI
3,7% 3,4% 4,0%
RENAULT
3,8%
FIAT
4,8%
DAF
5,1%
MERCEDES
BENZ 5,3%
ISUZU
15,4%
Immatricolazioni
truck 3,51- 16,0
tonnellate per
brand (Italia,
gen-mag 2026)
IVECO
51,1%
Iveco è assoluta protagonista nel segmento dei
medi, veicoli con peso totale a terra tra le 3,51 e le
16 tonnellate: detiene una quota superiore al 50,0
per cento. Segue Isuzu l’unico altro brand con uno
share double digit. Terzo gradino per la Stella che
si deve però accontentare di un 5,3 per cento. Qui
la quota del diesel sora il 91,0 per cento.
quasi tre su quattro del marchio torinese.
Anche qui Iveco, è leader con una quota del
21,9 per cento, in flessione però del 17,3 per
cento sui primi cinque mesi dell’anno precedente.
Diminuiscono, infatti, le vendite di S-Way
(1.273 unità da inizio anno, -28,9 per cento). Al
secondo posto c’è Volvo che fa un balzo avanti
del 35,9 per cento totalizzando oltre 1.800 veicoli,
pari al 17,3 per cento del totale. Ottime le
performance di Fh: 1.352 unità indicano un
+53,5 per cento. Scania con un 14,6 per cento
chiude il podio giocando le carte delle Serie R
e S (694 e 602 unità). All’inseguimento
Mercedes-Benz e Man, con un 13,7 e un 11,9
per cento. Quote a doppia cifra anche per Daf.
Tutto sommato raggiungibile la stima di 27.000
unità complessive per i veicoli industriali per
l’anno in corso.
10 - 07 2026
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www.vietrasportiweb.it 07 2026 - 11
Mercato
Focus sui trainati
Mercato
Fonte: elaborazioni
Vie&trasporti su dati
Ana.
12 - 07 2026
SUD E ISOLE
29,4%%
CENTRO
14,6%
Immatricolazioni
truck over 16,0
tons per area
geografica
(Italia, gen-mag
2026)
Immatricolazioni truck over 16,0
tonnellate per area geografica
Area gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
Nord-Ovest 2.749 2.607 5,4
Nord-Est 3.105 2.738 13,4
Centro 1.531 1.467 4,4
Sud e Isole 3.085 2.983 3,4
N.D. 6 8 -25,0
Totale 10.476 9.803 6,9
Immatricolazioni truck over 16 tonnellate
per alimentazione
Alimentazione gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
DIESEL 10.344 9.612 7,6
GNL 63 146 -56,8
METANO 40 23 73,9
BEV 26 18 44,4
HEV (D) 8 7 14,3
Totale 10.481 9.806 6,9
Immatricolazioni
truck over 16 tons
per alimentazione
(Italia, gen-mag
2026)
NORD-
OVEST
26,2%
NORD-EST
29,6%
METANO 0,4% BEV 0,2%
GNL 0,6%
HEV (D) 0,1%
DIESEL
98,7%
CABINATI
36,2%
Immatricolazioni truck over 16 tonnellate
per categoria
Categoria gen-mag gen-mag Var %
veicoli 2026 2025
TRATTORI 6.684 5.717 16,9
CABINATI 3.792 4.086 -7,2
Totale 10.476 9.803 6,9
Immatricolazioni truck over 16,0
tonnellate per brand
Marca gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
IVECO 2.295 2.775 -17,3
VOLVO 1.809 1.331 35,9
SCANIA 1.525 1.503 1,5
MERCEDES BENZ 1.439 1.145 25,7
MAN 1.246 917 35,9
DAF 1.104 1.137 -2,9
RENAULT 796 721 10,4
FORD 149 213 -30,0
ALTRI 113 61 85,2
Totale 10.476 9.803 6,90
MAN
11,9%
DAF
10,5%
Immatricolazioni
truck over 16 tons
per categoria
(Italia, gen-mag
2026)
FORD
1,4%
RENAULT
7,6%
MERCEDES
BENZ 13,7%
ALTRI
1,1%
Immatricolazioni
truck over 16,0
tons per brand
(Italia, gen-mag
2026)
SCANIA
14,6%
IVECO
21,9%
TRATTORI
63,8%
VOLVO
17,3%
Le immatricolazioni di trattori nel periodo gennaio-maggio sono cresciute più del mercato nel suo
complesso: +16,9 per cento. Oggi rappresentano circa due veicoli sopra le 16,0 tonnellate su tre
immatricolati in Italia. Il diesel detiene una quota di poco inferiore al 99,0 per cento mentre i Bev non
vanno oltre lo 0,2. Iveco è al comando con circa un veicolo su 5. Seguono Volvo e Scania.
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La mancanza di incentivi statali rallenta anche la domanda
di veicoli trainati che archiviano i primi 5 mesi dell’anno con
6.311 unità, l’1,1 per cento in meno rispetto allo stesso periodo
di un anno fa. I semirimorchi rappresentano sempre
la parte più consistente con oltre 9 veicoli su 10 registrati
nella Penisola. Saldi al comando ci sono due brand tedeschi:
Schmitz e Kögel Trailer con, rispettivamente, un 15,4 e un
12,3 per cento di quota. Se la prima, però, fa un balzo avanti
del 24,3 per cento rispetto a gennaio-maggio 2025, la seconda
deve fare i conti con una flessione del 22,6.
Il primo costruttore italiano lo troviamo al terzo posto: è
Menci e guadagna uno share nel periodo del 10,2 per cento
con 643 unità.
Il mercato dei trainati si conferma estremamente frammentato con numerosi brand che si devono
accontentare di quote ben inferiori al 5 per cento (nell’insieme hanno registrato un veicolo su tre incidendo
sui volumi complessivi con il 36,6 per cento).
Un’occhiata anche agli allestimenti. Oltre un veicolo immatricolato su 4 è un centinato, adatto quindi
al trasporto di merci varie. Seguono i ribaltabili con un 13,5 per cento e, quindi, gli isotermici, gli unici
dei tre con il segno positivo: 835 veicoli indicano un +9,3 per cento. Complessivamente queste tre
tipologie hanno contribuito al risultato totale con oltre il 50,0 per cento). Nella top five anche portacontainer
e furgoni con un 10,3 e un 9,1 per cento.
Immatricolazioni veicoli trainati
Mercato gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
RIMORCHI PESANTI 565 584 -3,3
SEMIRIMORCHI 5.746 5.796 -0,9
Totale 6.311 6.380 -1,1
Immatricolazioni veicoli trainati per marca
Marca gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
SCHMITZ 973 783 24,3
KOEGEL 774 1.000 -22,6
MENCI 643 584 10,1
KRONE 472 453 4,2
TECNOKAR TRAILER 458 545 -16,0
VIBERTI RIMORCHI 380 291 30,6
LECITRAILER 302 257 17,5
ALTRO 2.309 2.467 -
Totale 6.311 6.380 -1,1
Immatricolazioni trainati per allestimento
Allestimento gen-mag gen-mag Var %
2026 2025
CENTINATI 1.607 1.723 -6,7
RIBALTABILI 854 913 -6,5
ISOTERMICI 835 764 9,3
PORTACONTAINERS 651 583 11,7
FURGONI 574 594 -3,4
VARI ALLESTIMENTI 452 411 10,0
ALTRO 1.338 1.392 -
Totale 6.311 6.380 -1,1
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LECITRAILER
4,8%
VARI
ALLESTIMENTI
7,2%
FURGONI
9,1%
ALTRO
36,6%
VIBERTI
RIMORCHI
6,0%
ALTRO
21,2%
PORTACONTAINERS
10,3%
Mercato
trainati (Italia,
gen-mag 2026)
IRIMORCHI
91,0%
SEMIRIMORCHI 9,0%
SCHMITZ
15,4%
Immatricolazioni
trainati per
marca (Italia,
gen-mag 2026)
KRONE
7,5%
CENTINATI
25,5%
Allestimenti
trainati (Italia,
gen-mag 2026)
ISOTERMICI
13,2%
KOEGEL
12,3%
MENCI
10,2%
TECNOKAR
TRAILER
7,3%
RIBALTABILI
13,5%
07 2026 - 13
Truck racing
Truck racing
A Misano Adriatico
KISS & FLY
Faas
Kiss
Garrett
L’ungherese volante Norbert Kiss, campione in carica, pone
già le basi per la conquista dell’Europeo 2026, che ha preso il
via sul circuito Marco Simoncelli gli scorsi 30 e 31 maggio
Hecker
J Hahn
Sulla griglia di
partenza sedici
concorrenti: otto
presenti a tutte le
gare e altrettante ‘wild
card’ prese dai
campionati britannico
e francese. Questi
ultimi difcilmente
saranno al via a ogni
weekend di gara.
di Gianluca Ventura
Sopra, la bagarre in
Gara 1, che verrà poi
stravinta da Norbert
Kiss sul Man TgS
numero 1.
Nei riquadri e relativi
tondi, alcuni
protagonisti della
stagione 2026
dell’European Truck
Racing, che si snoda
su sette tappe.
Albacete
C’eravamo lasciati qualche anno fa con
l’ungherese Norbert Kiss e il suo rosso
Man TgS a dominare la classica e ci ritroviamo
così anche nel 2026. Un anno che segna
un po’ uno spartiacque, l’ennesimo, nella
storia del campionato europeo camion, visto
che chi s’è occupato della sua organizzazione
negli ultimi anni - un’entità tedesca - ha deciso
di mollare il colpo dopo il fallimento nel rilancio
e nell’ampliamento del circus, che avrebbe dovuto
essere afancato da una serie cadetta su
furgoni cabinati elaborati (per invogliare i privati
alle prime armi) e soprattutto aprire a una possibile
serie truck racing E, con
camion elettrici. L’obiettivo
era quello di riportare le squadre
ufciali, come ai tempi
d’oro dell’Eurotruck, ma così
non è stato. Anzi, perno il
team ceco Buggyra, quello
André
fondato da Martin Koloc, che aveva in pista due
musoni Freghtliner super performanti, ha gettato
la spugna concentrando gli sforzi su palcoscenici
che danno più visibilità allo stesso prezzo.
I costi sono un freno
Sì perché uno dei problemi atavici di questo
campionato, soprattutto ora che di team ufciali
ci sono solo quelli di Iveco, è senza dubbio quello
dei costi. Lo dice, come sempre senza peli
Halm
14 - 07 2026
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07 2026 - 15
Truck racing
Kursch
Lenz
Rodrigues
I RISULTATI DI MISANO
n° Pilota Nazione Camion
1^ gara
1) 1 Norbert Kiss Ungheria Man TgS
2) 34 Lukas Hahn Germania Iveco S-Way
3) 37 Sascha Lenz Germania Man TgS
2^ gara
1) 1 Norbert Kiss Ungheria Man TgS
2) 23 Antonio Albacete Spagna Man TgS
3) 38 José Eduardo Rodrigues Portogallo Man TgS
3^ gara
1) 4 Jochen Hahn Germania Iveco S-Way
2) 34 Lukas Hahn Germania Iveco S-Way
3) 23 Antonio Albacete Spagna Man TgS
4^ gara
1) 1 Norbert Kiss Ungheria Man TgS
2) 30 Sascha Lenz Germania Man TgS
3) 77 René Reinert Germania Man TgS
L Hahn
sulla lingua, anche Fabien Calvet, giornalista
specializzato del settore ma soprattutto ex pilota
di truck racing, ex team manager e oggi organizzatore
del campionato camion di Francia.
«Per disputare una stagione con un camion nel
campionato europeo con velleità di vittoria o almeno
podio ci vuole un milione di euro, che è
una cifra importante. Con due camion il prezzo
certo non raddoppia, ma poco ci manca. Questo
spiega perché al via ci sono pochi truck. Ed è un
peccato, perché ci sarebbe un sacco di potenziali
piloti. Lo dimostrano i ventiquattro trattori che abbiamo
noi in griglia in tutti gli appuntamenti del
campionato di Francia, decisamente molto meno
costoso. Ne guadagna lo spettacolo alla ne. Qui
invece ce ne sono appena sedici, ma in realtà
sono solo otto quelli presenti a tutte le gare, gli
altri sono poco più che wild card pescate nei campionati
locali, come il nostro o quello inglese».
Si corre no a ottobre
Sette gli appuntamenti in calendario quest’anno.
Dopo Misano s’è andati il 6 e 7 giugno in
Slovacchia, mentre dal 10 al 12 luglio c’è il
Nürburgring (Germania), seguito da Most
(Cechia) dal 28 al 30 agosto. Dall’11 al 13 settembre
si corre a Zolder (Belgio) e dal 25 al 27
dello stesso mese la 24 ore a Le Mans (Francia),
per chiudere il 3 e 4 ottobre a Jarama (Spagna).
Le gare sono per ora un po’ un monocolore rosso,
quello del Man di Kiss, che al momento pare imbattibile.
Nei paddock è chiaro a tutti che il magiaro
ha una marcia in più e che impensierirlo
sarà arduo. Anche nelle seconde manche di ogni
giornata di gara, dove i primi otto partono in ordine
inverso al risultato della prima corsa, dopo pochi
giri il campione è in zona podio. E la gara nita.
Nella foto grande
della pagina accanto,
il via di Gara 2, con il
Man TgS dello
spagnolo Antonio
Albacete e il musone
Freightliner del
tedesco Steffen Fass
in prima la.
Sopra, il podio di Gara
2: tre dei quattro
primi posti in palio
sono stati conquistati
dal campione in
carica Kiss. Nei
riquadri e nei tondi, il
resto dei partecipanti,
quasi tutti su Iveco
S-Way e Man TgS.
Per tutti Hvo anziché
diesel.
Newell
Reinert
Smith
Taylor
16 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
07 2026 - 17
Anteprima
Eventi
Iveco S-Way Vr46
Nessuna modica meccanica, ma
personalizzazioni d’autore eseguite da Iveco
presso la concessionaria Cocentro di Madrid.
Dall’alto, in senso orario, la plancia, il display
con fregio tricolore, sedili più brandina
personalizzati e la targhetta sulla plancia.
Daf consegna alla MartinoRossi
Nel nome di Vale
La Casa di Torino lancia Vr46, una serie limitata del
proprio pesante personalizzata con i colori del team
moto Gp di Tavullia. Solo quarantasei gli esemplari
A sinistra, dall’alto, due viste del trattore, il
particolare del logo sui anchi del tetto con i
mirror cam, il fregio sulla battiuta delle portiere
e un particolare della ruota di scorta, anch’essa
con cerchio nero prolato in giallo fluo.
ça va sans dire saranno quarantasei gli
esemplari realizzati di questa edizione
specialissima dell’S-Way di Iveco, la
Pertamina Enduro Vr46 Racing Team. Sì perché
i colori sono appunto quelli del team di
Moto Gp fondato dal campionissimo Valentino
Rossi e la tiratura quella del suo numero di gara.
Fedele copia di quelli utilizzati dalla scuderia di
Tavullia (Pu) per portare in giro per il mondo le
Ducati Desmosedici di Franco Morbidelli e
Fabio Di Giannantonio, si distinguono per una
livrea total black con accenti graci giallo fluo.
Neri anche i cerchi con prolo giallo, ruota di
scorta compresa, mentre i loghi Pertamina
Enduro VR46 Racing Team fanno capolino sui
anchi e sul frontale del tetto, nonché sulla battuta
delle portiere.
Sviluppata dal Centro Stile Iveco ma realizzata
in Spagna presso la concessionaria Cocentro
di Madrid (a poca distanza dalla linea d’assemblaggio
S-Way presso l’ex Pégaso di Barajas),
questa edizione speciale sfoggia dentro dei
tappeti dedicati, degli speciali rivestimenti plancia
in pelle imbottita trapuntata in giallo (replicati
anche sull’interno portiere), inserti in carbon
look per plancia e portiere, tasto d’avvio giallo
(non presente però sul prototipo fotografato)
e topper brandina con logo Vr46, replicato anche
sui sedili dal rivestimento esclusivo.
Compresi nella dotazione pure due eleganti cuscini
ricamati per la cuccetta, che contribuiscono
a ricreare il ‘Tavullia style’ anche durante le
pause tra una guida e l’altra. Inne c’è la targhetta
col numero di serie del veicolo, ssata
all’estrema destra della plancia.
Last but not least, insieme al camion il cliente
avrà accesso perno a un’esperienza personalizzata
rmata Vr46.
Subito in consegna
Tutto ciò si somma a un allestimento full optional
del veicolo ed è disponibile su tutti gli S-
Way dotati di cabina alta e con qualsiasi motorizzazione,
anche non obbligatoriamente da
580 cavalli. Ordini aperti al lancio, avvenuto al
Grand Prix Truck di Misano Adriatico lo scorso
ne maggio, con le consegne inizialmente previste
per il prossimo ottobre ma già in corso.
Ad aggiudicarsi l’esemplare numero 1 la
Ciccimarra Trasporti di Altamura (Ba), azienda
pugliese che punta su una serie limitata per rendere
più riconoscibile la propria attività.
Energia per energia
Un XF electric sarà utilizzato per trasportare lo scarto
del mulino no al digestore. Lì verrà trasformato
in biometano, chiudendo un ciclo a emissioni zero
Sostenibile, oggi, è un aggettivo certamente
un po’ abusato. Non sempre e non stavolta.
Il protagonista è un Daf XF a batterie
che di suo, evidentemente, allo scarico
non emette CO 2
. Tuttavia potrebbe emetterne
la centrale elettrica che serve per ricaricarlo…
E invece no! Perché l’azienda che lo gestisce,
la Trasporti Pesanti, dispone di un impianto fotovoltaico
a Piadena (CR) da ben 5 megawatt
che farebbero giusto al caso suo. Peccato che
li produca di giorno, quando le ruote del camion
olandese girano altrove nella Bassa. Allora?
Bisogna avere il coraggio di investire in batterie
d’accumulo: ecco installati 3,6 megawattora
sufcienti a soddisfare di notte il ‘rifornimento’
di quasi una decina di elettrici. Tendenzialmente
Daf, da che gli stessi titolari della Trasporti
Pesanti, sono coinvolti pure nella concessionaria
Ovip di Piacenza, per la vendita e l’assistenza
dei veicoli di Eindhoven.
Collaborazione totale
Passando al committente del trasporto, la
MartinoRossi è una realtà nel commercio di latte,
cereali e sementi dal 1954, oggi specializzata
nei prodotti senza glutine e legumi. Ha un bacino
di raccolta di 16mila ettari, messi a disposizione
da 700 aziende che alimentano tre siti di produzione.
Quello storico è a Malagnino, appena fuori
Cremona e, come ogni mulino, produce pure
materiale di scarto. Non può essere commercializzato
nell’industria alimentare, mentre quella
dell’energia ne è ghiotta, poiché da quegli stessi
‘avanzi’ ricava biometano tramite digestori. E
qui entra in gioco Verdalia, player internazionale
(partecipata da Goldman Sachs) nel settore delle
rinnovabili. Così il cerchio si chiude: dal campo
ai fornelli e al riscaldamento di casa, senza produrre
anidride carbonica. Un veicolo a gasolio
impiegato nella stessa missione ne emetterebbe
77 grammi al chilometro per tonnellata trasportata.
Considerando che l’XF elettrico farà
tre o quattro viaggi al giorno, parliamo di un potenziale
risparmio pari a 170 tonnellate di CO 2
l’anno, oltretutto al servizio di una produzione
di gas teoricamente sufciente a una comunità
di 18mila famiglie. Più verde di così.
Ecco l’XF 350E
davanti alla sede
cremonese della
MartinoRossi. La sua
livrea non lascia
dubbi sulla tipologia
di trazione, elettrica
appunto. Nella foto
sotto, la consegna
ufciale con schierati
i rappresentanti delle
aziende coinvolte
(da sinistra): Daf
Italia, Verdalia,
Trasporti Pesanti
e Ovip, nonché
MartinoRossi.
18 - 07 2026
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07 2026 - 19
Intervista
Intervista
.PETER BARATELLI E FABRIZIO PREVIDI.
Un tetto per due
Con l’apertura del centro Scania Milano Est, la concessionaria e l’ofcina
ospitano anche i ‘colletti bianchi’ della divisione Financial Services.
Ecco cosa dicono i rispettivi direttori, per la prima volta coinquilini
di Danilo Senna
In alto, Peter Baratelli,
direttore generale dei
centri Scania Milano
Est e Ovest. Qui
sopra, Fabrizio
Previdi, direttore di
Scania Financial
services. Sotto, il V8
della Nava Trasporti.
Inaugurato appena lo scorso aprile, il centro
Scania Milano Est di Brugherio (MB) sta entrando
rapidamente a regime con tutte le
sue attività che, per la prima volta nella storia
del marchio svedese in Italia, includono la -
nanziaria captive, oltre alle normali operazioni
di vendita e assistenza. Ne approttiamo per
fare due chiacchiere con chi dirige la struttura
su entrambi i fronti: quello puramente tecnicopratico
e chi tiene i cordoni della borsa.
Cominciamo con Peter Baratelli, direttore generale
degli Scania Center di Milano Est e Ovest.
Quella ‘orientale’ è l’ultima arrivata per soddisfare
la clientela della Brianza e della bassa bergamasca
o che gravita intorno al casello meneghino
della A4 proveniente dal Triveneto, piuttosto
che dal Brennero o dai Balcani.
Un’ulteriore sda dopo quella gemella
a Milano Ovest?
«Nasce due anni fa su un terreno che ospitava
già un’attività industriale, purtroppo dismessa da
lungo tempo e bisognosa di una riqualicazione
non facilissima. Oggi però la Scania Milano Est
è una realtà all’avanguardia per modalità di costruzione
e attenzione all’ambiente. E, dentro la
‘scatola’ ci sono attrezzature di primissimo livello,
quindi un grande investimento per il
marchio del Grifone in
Italia. Sotto il prolo energetico, sul tetto c’è un
impianto fotovoltaico da 150 chilowatt che ci rende
per lo più indipendenti dalla rete. Grande cura
è stata dedicata all’ergonomia di chi, sotto a quel
tetto, ci lavora: i nostri tecnici sono messi nelle
condizioni di operare al meglio e in sicurezza. È
anche un modo di delizzarli e, in ultima istanza,
di garantire un buon servizio al cliente nale».
L’attenzione all’ambiente passa per i
camion elettrici. Vi state preparando?
«Siamo ovviamente pronti, da che Scania ha nel
suo catalogo veicoli a gasolio, a metano gassoso
e Lng, più un’intera gamma batterie. Per questi
ultimi abbiamo fatto tutti gli adeguamenti necessari
per lavorare con l’alta tensione: dalle attrezzature
speciche, alla formazione del personale,
oltre alle colonnine di ricarica. Tutto per affrontare
al meglio la transizione verso l’elettrico che, in
grandi città come Milano, sarà sempre più cruciale,
visti i divieti ai diesel sempre più estesi».
Scania Milano Ovest e ora anche Est.
Le due strutture sono identiche?
«Sostanzialmente si replicano in tutto, fatto salvo
che essendo più nuova la realtà di Brugherio ha
attrezzature leggermente più
aggiornate rispetto a quelle
di Lainate; inoltre dispone
del servizio revisioni
interne che nella
sede a Ovest non
abbiamo».
Lo special dei ‘banchieri’
Gli Scania sono, da sempre, i camion preferiti
dagli amanti del tuning estetico (e
non solo). Questi, però, li modificano dopo
che sono usciti dal concessionario. Nel
caso del The Wolf, invece, ci pensa la
stessa Casa madre, o meglio la sua emanazione
italiana di Spini di Gardolo (TN).
Saranno solo cinquanta esemplari, motorizzati
con il sei cindri più potente della
serie Super, oppure con i V8 in tutte e tre
Da Est a Ovest il lavoro non nisce mai,
Come si divide nei due Scania Center?
«Sfrutto l’alba e le pause pranzo per muovermi
nell’inferno delle tangenziali milanesi. Scherzi a
parte, i trasportatori non hanno tempo da perdere
e noi dobbiamo stargli dietro, a maggior ragione
quando si rappresenta un marchio come Scania.
Io mi adeguo, cercando di fornire loro la qualità
del servizio che si aspettano. A partire da me,
che sono il coordinatore del tutto, per nire all’ultimo
degli operai, chiamato come tutti gli altri a
fare anche dei sacrici per riparare i camion più
‘maleducati’ che si rompono fuori orario».
Mentre Baratelli si congeda per dare ascolto al
titolare della Nava Mario Autotrasporti che sta
per ritirare il suo V8 770 (dicasi attenzione al
cliente), passiamo il microfono a Fabrizio
Previdi, direttore di Scania Financial Services.
Casa nuova, business… non si può dire
vecchio, ma collaudato sì?
«Certamente, essendo 50 anni esatti dalla fondazione
della nanziaria ufciale di casa Scania
nel 1976. Tant’è che ci siamo regalati anche un
camion in edizione speciale, The Wolf (si veda
l’incorniciato qui sopra). È un simbolo che rappresenta
un po’ anche il nostro lavoro: il lupo è
un animale che si muove in branco, esplora il
territorio e poi agisce in coordinazione con gli
altri individui. Lo stesso fa una nanziaria, che
deve capire quali sono le esigenze dei clienti,
per poi offrire i servizi che a lui servono di più.
La vicinanza con il cliente è anche una delle ragioni
che ci ha spinto a traslocare dagli ufci di
Assago qui alla Scania Milano Est: per la prima
volta a contatto diretto con i clienti del Grifone».
intensa, basata sul lavoro di squadra che necessita
di una grande conoscenza del mondo in cui
ci si muove (il lupo di cui sopra). Poter scendere
al piano di sotto e confrontarsi direttamente col
prodotto e coi clienti ci permette di capire con
cosa abbiamo a che fare: non solo numeri e bilanci.
Per esempio, è un vantaggio anche solo
poter vericare di persona i danni al mezzo di
chi ha sottoscritto una polizza Kasko».
E in prospettiva futura, quali sono i vostri
obiettivi di crescita?
«Diciamo che avere il 50 per cento dei clienti
Scania che scelgono i Financial Services è un
buon risultato, acquisito attraverso anni buoni e…
meno buoni. Consolidarlo sarebbe già un mezzo
successo, senza escludere ulteriori crescite ma
i margini di miglioramento non sono molti. Ci sono
invece più possibilità con le polizze e gli altri servizi,
magari andando a convincere pure l’altra
metà dei clienti, quella che non ha scelto di essere
nanziata direttamente da noi ed è perciò più dif-
dente. Non è facile, ma bisogna provarci».
Ci congediamo mentre Maurizio Nava e il suo
Scania V8 appena tagliandato partono allegramente
per la Puglia. Non ci resta che augurare
buon lavoro a tutti.
le sue tarature: 590, 660
e 770 Cv.
La base grigio charcoal e
i dettagli neri, fanno risaltare
la testa del lupo che sembra saltar
fuori dalle fiancate, mentre le sottili linee
arancio completano la grafica su frontale
e minigonne. Ideato per festeggiare il cinquantesimo
compleanno di Scania
Financial Services, è stato battezzato con
un’imponente torta, lunga quasi quanto
il passo dello stesso camion (foto sopra).
Sotto, l’inaugurazione
del centro Scania, con
Peter Baratelli che
taglia il nastro. Sarà
una delle ultime
uscite pubbliche
come AD di Scania
Italia per Enrique
Enrich (secondo
da destra) che ha
lasciato il testimone
a Fredrik Swartling.
Qual è la percentuale di clienti che si
rivolgono a Scania Financial Services?
«Su cento Scania venduti in Italia, la metà transita
dalla nostra nanziaria. Ma i servizi non niscono
qui, perché offriamo anche pacchetti assicurativi:
uno su tre di chi sceglie i nostri nanziamenti
decide di acquistarli. Quindi un’attività
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Astra HDX 8451
Duro&puro
Vince la tradizione con l’8x4 della Casa piacentina, il mezzo d’opera
che meglio interpreta le esigenze di chi cerca un veicolo di sana
e robusta costituzione. In Italia, ma anche ovunque c’è da faticare
Identikit dell’HDX 8451
Dimensioni e pesi
Passi
1.900/2.350/3.800 mm
Lunghezza
8.583 mm
Altezza senza spoiler
3.315 mm
Tara telaio cabinato
11.650 kg
Motore
Iveco C13
Cilindrata 12.882 cm 3
Potenza 375 kW-510 CV a 1.900 giri/min
Coppia 2.300 Nm da 1.000 a 1.400 giri/min
Sovralimentazione monoturbo Vgt
Omologazione
Euro 6E con HiScr
Freno motore 525 kW a 2.200 giri/min
Cambio
Zf Traxon 12TX26
Tipo
automatizzato 12 marce
di Danilo Senna
Alle presentazioni europee dei veicoli offroad
viene da sorridere se pensiamo a
quanto diversa è la percezione (e la regola)
per quegli stessi veicoli in Italia. Ecco, all’Astra
ciò non succede, perché la Casa piacentina è il
miglior interprete di cava-cantiere conformi alle
norme dei nostri mezzi d’opera.
L’HDX mette da parte certi sosmi da stradali
moderni, a meno che non si tratti di sicurezza
(quella c’è tutta), per puntare su un telaio surdimensionato
(320x90x10 mm la sezione dei longheroni,
con una C interna di rinforzo secondo
richiesta), freni tutti a tamburo (dietro a doppia
camma, solo davanti sostituibili coi dischi) e balestre
paraboliche per ogni assale. La costruzione
Astra si ferma agli sterzanti anteriori, mentre
il tandem di trazione è Iveco. In mezzo alla catena
cinematica un cambio Zf, tendenzialmente
manuale a 16 marce, ma in questo caso sostituito
da un automatizzato Traxon a 12, sempre
e comunque con ultimo rapporto in overdrive. A
monte di tutto, il generoso Cursor 13, qui da 510
Cv, disponibile pure da 450 o da 570.
Il legame torinese
Dall’Iveco arriva pure la cabina AD, cioè Active
Day: anchi stretti e tetto basso, niente posto
letto, ma solo un po’ di spazio dietro ai sedili per
riporre qualche attrezzo. In compenso la vetratura
della parete posteriore agevola il controllo
delle operazioni di ribaltamento del cassone.
Dentro non ci sono altre nezze, a parte il cruscotto
digitale ereditato sempre dai torinesi
dell’ultima serie T-Way. Di specchi elettronici,
qui, non se ne parla proprio.
L’HDX lo proviamo in cava, circondato da una
pattuglia di dumper RD50 che la stessa Astra
ha fatto per un certo periodo (purtroppo nito
una quindicina d’anni fa). Lo carichiamo al limite
della 40 tonnellate per vedere come se la… cava.
Con un angolo d’attacco di 32,9 gradi e quello
d’uscita di 24, non ci sono troppi ostacoli per lui
insormontabili. Le ruote da 13 R22.5 sono l’ideale
per questo lavoro e non perdono grip nemmeno
quando il Traxon esagera nel mandare su di giri
il sei cilindri con le marce basse: è il programma
offroad, fatto apposta per i terreni difcili. La guida
è molto sincera, pur se un po’ ruvida e bisognosa
di riaccompagnare leggermente lo sterzo
dopo le svolte accentuate. I freni non si affaticano,
per quanto alleggeriti dal lavoro dell’Iveco
Turbo Brake (freno motore potenziato) e, volendo,
del rallentatore. Relativamente comodo a
pieno carico, l’Astra si ‘vendica’ a cassone vuoto,
quando le lame delle balestre rimangono belle
tese, ma fa parte delle regole del gioco.
Da sinistra, la fase
di scarico a ne prova
del ribaltabile Pastore
Konic K20. Segue
il Cursor 13 di Iveco,
non ancora e forse
mai nella variante
XC13 rifatta lo scorso
anno. Qui sopra,
l’abitacolo con
la nuova plancia
digitale e, a lato, sul
parabrezza
si enfatizza
la compatibilità con
il diesel Hvo.
22 - 07 2026
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Tecnica
Tecnica
Il futuro di Volvo Trucks
Diesel, gas o elettro
Restano tre i fronti aperti nello sviluppo
prodotto della Casa di Göteborg, oltre
all’idrogeno in rampa di lancio
di Danilo Senna
Se atterri al Volvo Truck Exeperience Center
di Göteborg (Svezia) e trovi schierati un
FH16-780, un 13 litri a gasolio che potrebbe
anche essere Lng e un elettrico, la strategia per il
futuro è già bella ‘apparecchiata’. Il messaggio è
chiaro: «Non intendiamo rinunciare ai nostri capisaldi
che, anzi, rinnoviamo. E guardiamo avanti
premendo il piede sul reostato elettrico, senza dimenticare
l’idrogeno, sia fuel cell che Ice».
Pur se non l’hanno detto proprio così, lo dimostrano
con i fatti. Il nuovo motore da 13 litri è
pronto a entrare in produzione da gennaio 2027
ed è qui svelato in tutti i suoi dettagli, seppur
solo staticamente e non montato su alcun veicolo
guidabile. Dell’attuale D13 non salva molto,
se non l’architettura generale e le misure di alesaggio
e corsa (131x158 mm). Il resto è diverso
a cominciare dal materiale della fusione, ora in
ghisa gratica alto resistenziale, necessaria a
sopportare un rapporto di compressione salito
a 20:1. La migliore qualità ha permesso di ridurre
qualche spessore, risparmiando una trentina di
chili sulla bilancia. Mentre al banco prova, il nuovo
sei cilindri ha espresso tarature da 380 a 560
Cv e coppie da 1.700 a 2.900 Nm (record di categoria).
La sovralimentazione è ora a geometria
variabile Vgt per tutti, incluse la varianti Lng disponibili
da 420, 460 e 500 Cv con esattamente
la stessa coppia del diesel: 2.400, 2.600 e 2.800
Nm. Bel risultato per un motore che brucia metano,
ma qui centra la particolare soluzione di
Volvo che continua a farlo funzionare secondo
il ciclo Diesel, senza candele e con una piccola
iniezione di gasolio per innescarne l’accensione.
Fin qui le buone notizie
I risvolti negativi riguardano le attuali piattaforme
termiche, che saranno sfoltite: spariscono gli I-
Save con il loro turbocompound e, purtroppo,
anche gli 11 litri. I sostenitori del downsizing se
ne avranno a male, ma secondo Volvo il campo
di applicazione di questi motori può già oggi essere
coperto dagli elettrici!
E questa è forse la notizia più eclatante che ci
portiamo a casa da questa ‘gita’ in Svezia: i camion
a batterie escono allo scoperto, per diven-
Qui a lato, l’accoppiata
eAxle con uno degli
8 pacchi di batterie
a L che consetirebbero
700 km di autonomia
a 46/48 tonnellate.
Scendendo, le due
stesse macchine
elettriche abbinate
a un cambio, stavolta
8 marce invece che 6,
della soluzione
a motore centrale.
Appena sotto, le sue
batterie di forma
convenzionale.
In ogni caso la chimica
rimane Nma, con celle
coreane Samsung.
Qui a lato, il nuovo
D13, monoturbo Vgt
e, sotto, la sua
variante G13 che
brucia metano liquido,
ma rimanendo sempre
a ciclo Diesel.
tare la regola e non l’eccezione in certi tipi di trasporto.
Lassù, peraltro, abbiamo guidato SOLO
elettrici. Quelli dotati del nuovo powertrain bimotore
accoppiato un cambio a 6 oppure 8 marce.
Il primo è flangiato direttamente sul retro del
nuovo eAxle da 420 o 460 kW (471 o 626 Cv),
cosa che libera quasi tutta la lunghezza del passo
per le batterie con forma a L che vanno ad
abbracciare i longheroni da sotto (non dovendo
più lasciare lo spazio all’albero di trasmissione).
Con 8 di questi pacchi, l’energia netta è di 725
kWh, sufciente secondo Volvo a coprire no a
700 chilometri senza ricariche intermedie.
Solo che, per arrivare alle nostre 46 tonnellate di
peso complessivo, due soli assi sul trattore non
bastano: ce ne vuole un terzo, che sugli FH/FM
è lo sterzante a ruote singole da 17,5 pollici.
L’altra soluzione, denita central motor, oltre alle
due marce in più, arriva a 540 kW (734 Cv) ed è
pensata anche per le combinazioni nordiche da
60 tonnellate; in questo caso le batterie restano
tutte all’esterno dei longheroni, in numero massimo
di 6 sul trattore per 540 kWh di energia.
Nel test di assaggio li abbiamo provati entrambi
abbastanza a lungo per capire che non hanno
nulla da invidiare ai diesel Volvo; se proprio dobbiamo
esprimere un parere, c’è piaciuta di più
la fluidità dell’eAxle a sei marce, mentre sull’altro
alcuni passaggi di rapporto sono risultati leggermente
ruvidi.
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A Batilly
Nella culla di Master
Siamo entrati nello storico stabilimento
della Losanga per scoprire cosa si cela
dietro il successo del suo big van
di Tiziana Altieri
Nella sequenza in alto,
le diverse fasi della
lavorazione dei
commerciali di grandi
dimensioni nello
stabilimento della
Losanga a Batilly.
L’impianto che
continua a essere
oggetto di importanti
investimenti, produce
circa 550 veicoli al
giorno. Al suo interno
vi lavorano poco meno
di 2mila persone.
Renault ha aperto le porte dello stabilimento
di Batilly, nel nord-est della
Francia, nei pressi di Metz, per mostrare
da vicino il cuore produttivo del suo veicolo
commerciale di punta, Master, il big van leader
in Europa. Un’occasione per toccare con mano
non solo l’efcienza delle linee produttive, ma
anche la capacità della Casa della Losanga di
rispondere alle esigenze di personalizzazione
del mercato professionale con congurazioni
e allestimenti su misura grazie a ‘Converted by
Renault’ e Qstomize.
La storia di Batilly affonda le sue radici nel 1972,
quando Saviem sceglie quest’area per realizzare
un sito industriale. La fabbrica, che si distingue
n da subito per l’impostazione moderna,
viene inaugurata nel 1980 da Sovab: Renault
detiene il 75 per cento del capitale, mentre il restante
25 per cento fa capo a Renault Véhicules
Industriels. Nello stesso anno prende il via la
produzione di Master.
La storia è in crescendo. Nel 1991 Batilly diventa
il primo stabilimento della Losanga a ottenere
la classicazione A secondo lo standard
EAQF. Nel 1995 partono importanti lavori di ammodernamento
in vista della nuova generazione
di Master, con investimenti superiori a 980
milioni di franchi. La vocazione internazionale
del sito si rafforza nel 1996 con l’accordo tra
Renault e General Motors: dalle linee di Batilly
iniziano a uscire anche i grandi van Opel e
Vauxhall. Nel 2000 Sovab entra completamente
nell’orbita Renault diventando una liale al 100
per cento del Gruppo.
Cresce, intanto, la domanda di Master e la produzione
accelera. All’inizio degli anni Duemila
il sito sora quota 112mila unità annue. Dal
2002, nell’ambito dell’Alleanza, Batilly avvia anche
la produzione del Nissan Interstar, tuttora
qui prodotto, e nel corso del decennio benecia
di ulteriori investimenti per oltre 200 milioni di
euro. Il 2010 segna il trentesimo anniversario
del sito e prepara il terreno alla nuova generazione
di Master. Nel 2012 Sovab conferma il
suo impegno sul fronte ambientale con l’installazione
di ben 43.000 pannelli fotovoltaici
QSTOMIZE Sono 52 le persone impegnate nel
reparto Qstomize a Batilly. Il loro compito è quello
di realizzare veicoli su misura, esemplari
praticamente unici per soddisfare esigenze
particolari. Qui i processi non possono essere
standardizzati: serve grande esperienza.
Ogni desiderio sarà esaudito
(l’equivalente di 11 campi da calcio), mentre
l’anno successivo viene celebrato il traguardo
dei due milioni di veicoli prodotti. Nel 2014 c’è
un nuovo aggiornamento della gamma Master:
cambia aspetto e motori. E nel 2018 arriva anche
la versione ZE. Nel 2019 il lancio di Master
fase 2 contribuisce a ssare un nuovo record
produttivo.
Oggi Batilly occupa una supercie di oltre 80
ettari, 200mila i metri quadrati coperti. Il sito è
interamente dedicato ai veicoli commerciali
leggeri di grandi dimensioni: Master appunto,
(circa 60mila le unità prodotte nell’ultimo anno,
10.000 delle quali BEV), anche per Renault
Trucks, e Nissan Interstar (22mila i veicoli complessivamente
‘sfornati’ nell’ambito degli accordi
di collaborazione).
Lo stabilimento occupa poco meno di 2mila
persone che lavorano su due turni e rappresenta
uno degli asset industriali più avanzati del
Gruppo. Solo dal 2022 al 2026 qui sono state
erogate 170mila ore di formazione per preparare
i lavoratori alle nuove sde.
Un veicolo commerciale su due immatricolato da Renault viene
allestito e personalizzato, nel caso di Master, questa quota arriva
al 70 per cento: un dato che evidenzia quanto il mercato
dei veicoli da lavoro sia orientato su soluzioni costruite attorno
alle esigenze del cliente.
Per rispondere a questa domanda, la Losanga ha sviluppato
al proprio interno le divisioni ‘Converted by Renault’ e ‘Qstomize’,
facendo leva su un know-how che affonda le radici lontano: i
primi veicoli allestiti Renault risalgono, infatti, al 1923.
A Batilly Converted by Renault si concentra sulle principali configurazioni
professionali di Master - cassone, box van, dropside
e doppia cabina - già integrate nel processo produttivo. Per esigenze
ancora più specifiche entra in gioco il reparto Qstomize:
52 specialisti sono dedicati alla realizzazione di personalizzazioni
avanzate per esaudire ogni desiderio del cliente professionale.
Scegliere un allestimento di fabbrica Renault significa poter
contare su vantaggi concreti: tempi di consegna ridotti fino al
30 per cento, garanzia Renault sull’intero veicolo finito e maggiore
tutela del valore residuo nel tempo. Ci si può rivolgere ai
2.700 punti della rete Renault in Europa, di cui 400 Renault
Pro+. Ma non si trova quello che si cerca a listino ci sono i partner
certificati, 300 in tutto il Continente.
Robot e intelligenza articiale
Proprio per raccogliere quella ‘del Nouveau
Master’ sono stati effettuati investimenti che
hanno trasformato profondamente il sito. Nel
reparto carrozzeria stati inseriti oltre 500 robot
di nuova generazione (qui il livello di automazione
raggiunge il 95 per cento); l’approvvigionamento
dei componenti avviene tramite carrelli
automatici loguidati (AGV); il montaggio
adotta il sistema full kitting, mentre la digitalizzazione
accompagna ogni fase del processo
produttivo. Ampio anche il ricorso
all’Intelligenza Articiale a cui sono afdati i
test nali con 370 ispezioni.
Oltre all’elettricazione della produzione, all’aggiornamento
delle linee per la nuova generazione
di furgoni e all’integrazione di tecnologie
digitali, a Batilly si è lavorato anche nel segno
della sostenibilità ambientale. L’impianto è certicato
ISO 50001 e si impegna a implementare
la politica energetica del Gruppo,
L’elevato livello di automazione consente oggi
di realizzare no a 350 varianti di prodotto con
300 colori. L’impianto francese sforna anche le
versioni elettriche. All’interno dello stabilimento
viene, inoltre, effettuato l’assemblaggio delle
batterie in un’area dedicata.
Da Batilly, dimostrazione di come gli Lcv siano
nel cuore della strategia della Casa francese,
escono ogni giorno circa 550 veicoli.
CONVERTED BY
RENAULT I veicoli
convertiti direttamente
in fabbrica godono
della garanzia Renault
e conservano un
valore residuo più
elevato nel tempo.
A Batilly si realizzano
veicoli con cassone -
anche ribaltabile-, con
box gran volume e
mezzi doppia cabina.
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Anche elettrico
Si vede poco ma c’è. Stiamo parlando del D-Max EV, la versione completamente
elettrica del pick up giapponese pensata per aziende che operano in
contesti a mobilità controllata o a emissioni ridotte che però, sottolineano i
vertici, fatica a trovare spazio nel mercato italiano. Il veicolo, che nasce sulla
base della versione diesel, è dotato di 2 motori elettrici (uno per asse) con
4x4 permanente che offrono una potenza massima di 190 Cv. L’autonomia
del pick up così equipaggiato è di circa 360 km (standard WLTP) con una portata
che sfiora i 1.000 kg e una capacità di traino di 3.500 kg. Rimane ottima,
nonostante le batterie sotto il pianale, la capacità di guado, pari a 600 mm.
Isuzu D-Max
Chiedimi
quello che vuoi
Il pick up giapponese scrive un nuovo capitolo della sua storia
dotandosi di un motore 2,2 litri che gioca la carta di una coppia
maggiorata per regalare prestazioni al top in off road
Sotto, una visione
d’insieme della
plancia e il monitor
centrale che
nell’allestimento
Nitro Sport è
collegato alla Camera
360. Più in basso, la
sponda posteriore del
cassone, la copertura
disponibile in optional
e la pedana laterale
dal nuovo design.
Kaizen è il termine con il quale i giapponesi
indicano la volontà di migliorarsi
continuamente, l’arte di crescere con dedizione
e rispetto. Una parola che da sola ben
esprime la losoa di Isuzu, la più antica azienda
del Sol Levante di camion tuttora attiva, con
oltre 100 anni di storia, e un punto di riferimento
globale per la produzione di propulsori diesel
per diverse applicazioni. Ed è proprio il motore
la principale novità del D-MAX 2.2 MY26, pick
up apparso per la prima volta sul mercato nel
2002 ma che raccoglie in sé oltre 60 anni di
di Tiziana Altieri
esperienza nel segmento visto che il primissimo,
l’Eln, risale al 1961.
D-Max, oggi alla terza generazione, punta a
scrivere un nuovo avvincente capitolo della
sua storia facendo spazio nel cofano al 2.2
RZ4F-TC Maxforce che sostituisce il 1.9 RZ4E-
TC. Sviluppato pensando al mercato europeo,
particolarmente sfidante sul fronte normativo,
offre una potenza massima di 120 kW e una
coppia che raggiunge i 400 Nm tra i 1.600 e i
2.400 giri al minuto. Migliora, quindi, la risposta
nell’utilizzo reale, tra 1.500 e 2.500 giri/minuto,
range nel quale un pick-up da lavoro si
trova più spesso a operare. Il nuovo 2.2 introduce
modifiche strutturali rilevanti: un nuovo
blocco motore dalla rigidità aumentata, una
testata completamente riprogettata per migliorare
il flusso di raffreddamento, pistoni a
basso attrito con rivestimento in grafite, nuovo
albero motore e bielle per migliorare il piacere
di guida, una inedita camera di combustione,
un turbo a geometria variabile aggiornato che
regala più reattività e un layout del sistema di
scarico ottimizzato. Mantiene, però, gli elementi
che hanno decretato il successo del
suo predecessore, orientati alla riduzione dei
costi di gestione, come la distribuzione a catena
senza manutenzione (pensata per macinare
250mila chilometri) e il recupero automatico
del gioco valvole. Per quanto riguarda
la trasmissione si può scegliere tra il cambio
manuale a 6 rapporti, che torna aggiornato
nei rapporti e nella manovrabilità, e l’automatico
AISIN a 8 rapporti.
Fatto per il lavoro
Coerente con il concetto del Miura Origami
Design che si evolve ulteriormente con la mascherina
frontale con prese d’aria più generose,
D-Max Model Year 2026 è proposto nelle versioni
Single Cab 2 posti, Space 2+2 e Crew 5
posti. Nessun ritocco in cabina ma il cruscotto
semi-digitale con schermo da 7 pollici è ora di
serie anche nell’entry level.
Come non smettono di ricordare i vertici Isuzu
è un veicolo pensato per il lavoro e, dunque, per
lui telaio robusto, blocco differenziale posteriore
ed elevate capacità di carico (no a circa 1.000
kg) e traino (no a 3.500 kg). Un’impostazione
pensata per affrontare contesti reali: cantieri,
agricoltura, fuoristrada impegnativo e molto altro
ancora. Questo non impedisce ovviamente
di considerarlo un’ottima soluzione anche per
il tempo libero soprattutto negli allestimenti top
(quattro quelli disponibili, in crescendo, B-
Strong, Evolution, Prestige e Nitro Sport).
Attraverso la manopola nella parte centrale della
plancia si passa dalla modalità 2H (trazione
posteriore), alla 4H (4 ruote motrici) o 4L (4x4
con marce ridotte ora attivo anche con il blocco
differenziale posteriore inserito).
Tra i sistemi disponibili sul nuovo D-MAX 2.2
ci sono frenata automatica di emergenza anteriore
e posteriore, mantenimento attivo della
corsia e monitoraggio angolo cieco. Chi opta
per l’allestimento Nitro Sport può contare anche
su sulla Camera 360°, attivabile tramite pulsante
sul volante. Utilizza 4 sensori esterni per offrire
una visione completa del veicolo in fase
di manovra e nell’off-road più complesso.
Si parte dai 33.000 euro Iva esclusa per la versione
Single Cab con cambio manuale, disponibile
solo nell’allestimento B-Strong,
SCHEDA TECNICA
Cognome e nome Isuzu D-Max 2.2
Luogo di nascita
Tailandia
Versioni
Single Cab | Space Cab | Crew Cab
Posti 2 | 4 | 5
Motore RZ4F 2.2
Cilindrata cc 2.164
Potenza max kW (Cv)@giri
120 (164)@3.600
Coppia max Nm@giri 400@1.600 | 2.400
Omologazione
Euro 6e-bis
Cambio
MT 6 rapporti | AT 8 rapporti
Lunghezza mm 5.320 | 5.280 | 5.280
Larghezza mm 1.810 | 1.870 | 1.870
Lunghezza cassone mm 2.330 | 1.805 | 1.495
Larghezza cassone mm 1.590 | 1.530 | 1.530
Angolo di attacco gradi 29 | 30,5 | 30,5
Angolo di uscita gradi 24,2 | 24,2 | 24,2
Angolo di dosso gradi 21,4 | 22,9 | 22,9
Capacità guado mm 800
Massa totale a terra kg 3.100
Portata utile kg 1.057 | 8 | 947
Sotto il cofano
di D-Max Model Year
2.2 si nasconde
il nuovo motore 2,2
litri che propone una
coppia maggiorata
rispetto al suo
predecessore (noa.
400 Nm) per
assicurare una
migliore risposta
nell’ultilizzo
quotidiano.
In basso, da sinistra,
i proli laterali delle
tre versioni
disponibili: Single
Cab, in grado
di accogliere due
persone, l’unica che
non propone blocco
del differenziale
posteriore, la Space
Cab che aggiunge due
posti nella seconda
la e la Crew Cab 5
posti con quattro
porte.
In Italia, come
in numerosi paesi
europei, i veicoli Isuzu
sono distribuiti
da Midi Europe.
La garanzia base
è di 5 anni/100mila
chilometri.
28 - 07 2026 www.vietrasportiweb.it
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07 2026 - 29
Transpotec Logitec 2026
Transpotec Logitec 2026
Refrigerazione elettrica senza F-Gas
Novità che merita uno spazio dedicato è
quella presentata da Ecooltec Grosskopf
GmbH che ha portato, per la prima volta in
Italia, la propria tecnologia per la refrigerazione
da trasporto a trazione completamente
elettrica, proponendosi come alternativa
tecnica ai gruppi frigoriferi tra di zio nali
alimentati a diesel.
Il cuore dell’offerta è il sistema TM182, unità
progettata per veicoli refrigerati pesanti
e compatibile con tutte le motorizzazioni
del truck: diesel, gas naturale compresso o liquefatto e batterie. Il gruppo può essere alimentato
dall’alternatore ad alte prestazioni installato sul motore del veicolo, da batteria o da un generatore
separato, eliminando il motore diesel integrato tipico dei sistemi convenzionali.
L’elemento distintivo è l’impiego esclusivo di refrigeranti naturali: CO₂/R744 e propene/R1270.
Secondo l’azienda, questa architettura consente di ridurre fino al 98 per cento le emissioni
nella modalità con alternatore e di azzerare le emissioni locali in funzionamento a batteria.
Il costruttore dichiara inoltre consumi energetici inferiori del 60-80 per cento rispetto a un
gruppo frigorifero con motore diesel autonomo.
La soluzione è pensata anche in chiave normativa: la revisione del regolamento europeo F-
Gas 2024/573 porterà alla progressiva riduzione degli HFC fino al phase-out entro il 2050,
con effetti attesi su disponibilità e costi di manutenzione.
L’IA entra nel vivo della gestione flotte
Webfleet, soluzione Bridgestone per il fleet management, ha portato al
centro del dibattito un messaggio chiaro: la digitalizzazione del trasporto
non è più un’opzione, ma una leva operativa per governare complessità,
costi e sicurezza.
Nei padiglioni milanesi del Transpotec Logitec l’attenzione degli operatori
si è concentrata sulla videotelematica basata su intelligenza artificiale,
sulle piattaforme di analisi dei dati e sugli strumenti predittivi per la manutenzione
dei veicoli. Il punto, emerso anche dal workshop “AI e dati al
servizio del trasporto”, è la capacità di trasformare le informazioni generate
dai mezzi in indicazioni immediatamente utilizzabili dai fleet manager,
come monitoraggio in tempo reale, prevenzione delle criticità, riduzione
dei fermi, controllo dei consumi e maggiore protezione di autisti e carichi.
Una filiera sempre più competitiva richiede sistemi capaci di leggere il
dato, interpretarlo e restituire azioni concrete. «Questa edizione di Transpotec Logitec per noi
è incentrata sulla videotelematica e l’intelligenza artificiale - dichiara Maurizio Di Blasio, Senior
Sales Engineer di Webfleet - Oltre alle grandi aziende, sono sempre più numerosi i piccoli imprenditori
che si affacciano alla telematica delle flotte, alla ricerca di soluzioni che li supportino
e li tutelino. Il trasporto su strada è ormai un’attività complessa, articolata e competitiva, che richiede
strumenti tecnologici adeguati a prescindere dalla dimensione della flotta».
Il premio speciale AI NOW agli IoMobility Awards 2026 ha confermato la direzione intrapresa:
applicare l’intelligenza artificiale alla gestione flotte significa aumentare efficienza, sostenibilità
e capacità di controllo lungo tutta la catena del trasporto.
Salone di Milano
Avanti tutta
Tecnologia, efcienza e sostenibilità tracciano la nuova rotta
del trasporto su strada. Le voci protagoniste convergono verso
l’obiettivo di proporre soluzioni sempre più integrate e avanzate
di Roberta Cannone
La competitività delle imprese non è più
una semplice questione di veicolo. Oggi
è la gestione operativa quotidiana a fare
la differenza.
Energia, pedaggi, telematica, lubricazione, sicurezza,
manutenzione predittiva e software
di gestione non sono più capitoli separati, ma
componenti di un unico ecosistema industriale,
nel quale la flotta diventa una piattaforma connessa,
misurabile e sempre più orientata alla
riduzione dei costi totali d’esercizio. È in questo
scenario che le interviste raccolte a Transpotec
Logitec 2026 restituiscono una lettura molto
chiara dell’evoluzione del settore: un futuro condiviso,
in cui innovazione e transizione tecnologica
diventano strumenti concreti per migliorare
competitività e sostenibilità.
Sotto i riflettori
Dalla gestione intelligente delle flotte alla refrigerazione
elettrica, dai servizi energetici alla lubricazione
avanzata, no ai sistemi per veicoli
industriali. In ordine alfabetico vi presentiamo
Ecooltec che debutta in Italia con il sistema
TM182, refrigerazione da trasporto completamente
elettrica con refrigeranti naturali, pensata
per ridurre emissioni, consumi e dipendenza
dalle tradizionali alimentazioni diesel; DKV
Mobility espande il concetto di servizio su strada,
integrando pedaggi europei, carte carbu-
rante, ricarica elettrica, TMS e strumenti digitali
per semplicare la gestione amministrativa e
operativa; Petronas richiama il ruolo strategico
dei lubricanti nel calcolo del TCO: oli a bassa
viscosità, analisi dei fluidi e formazione diventano
strumenti per ridurre consumi, usura e fermi
macchina. C’è chi invece porta l’attenzione
sulla tutela delle imprese, come Sipli Fleet, mostrando
il valore delle dashcam utilizzate per
la prevenzione dei rischi, per la sicurezza e e la
gestione dei falsi sinistri.
Webfleet da la sua versione di evoluzione attraverso
l’intelligenza articiale applicata alla
gestione delle flotte, con soluzioni di videotelematica,
analisi dei dati e supporto decisionale
Non solo pedaggio
DKV Mobility ormai è noto non è più un semplice fornitore di carte
carburante, ma come piattaforma di servizi per accompagnare l’autotrasporto
nella doppia transizione digitale ed energetica, con attenzione
a continuità operativa, interoperabilità europea e riduzione della
complessità gestionale.
Protagonista il nuovo DKV Box Europe 4G, dispositivo pensato per
accompagnare l’evoluzione tecnologica dei sistemi europei e garantire
continuità ai trasportatori che operano oltre confine. «Stiamo lanciando
il nuovo box per il pagamento dei pedaggi in Europa a tecnologia 4G.
È un’evoluzione rispetto alla precedente 2G - spiega Marco Berardelli,
Managing Director di DKV Mobility Italia - Per i mezzi pesanti che transitano
in Svizzera sarà obbligatorio adeguarsi, con il rischio di sanzioni
importanti in caso contrario». Il valore non è solo tecnico ma si tratta
di un unico apparato e un unico interlocutore che creano maggiore
affidabilità nei transiti internazionali.
Il secondo pilastro, anche qui, è la digitalizzazione. Il
DKV Live, nato per la geolocalizzazione dei veicoli, si
evolve verso strumenti capaci di raccogliere parametri
di guida, migliorare l’efficienza dell’autista e integrare
la gestione operativa. Con il TMS, l’azienda porta nella
piattaforma DKV Cockpit la pianificazione degli ordini,
l’allocazione dei mezzi, le tratte, i costi e la documentazione,
in una logica paperless che riduce frammentazioni
e tempi amministrativi. Infine, focus anche sulla
transizione energetica. Accanto alle carte carburante
e alla DKV Card +Charge, l’offerta si allarga a wallbox
per la ricarica presso azienda o abitazione e a infrastrutture
dedicate anche ai mezzi pesanti.
30 - 07 2026 www.vietrasportiweb.it
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07 2026 - 31
Transpotec Logitec 2026
Dashcam, protezione a tutto tondo
La protezione delle aziende da contestazioni, falsi sinistri
e inefficienze operative è un tema sempre più
sensibile per l’autotrasporto. Ad oggi, il fleet manager
non può più limitarsi alla localizzazione del mezzo,
ma deve diventare un sistema integrato di analisi, prevenzione
e tutela documentale.
Il punto di partenza è la crescente pressione sulle imprese
di trasporto. Costi, responsabilità assicurative,
sicurezza stradale e gestione degli autisti impongono
strumenti capaci di produrre dati certi.
In questo contesto la dashcam, integrata nella videotelematica,
assume un ruolo strategico, in quanto registra
eventi, documenta dinamiche di guida in tempo
reale e offre elementi oggettivi in caso di incidente o
contestazione. «La tecnologia applicata alla flotta non serve solo a
sapere dove si trova un veicolo: serve a misurare ciò che accade, prevenire
i rischi e difendere l’azienda con dati e immagini oggettive - dichiara
Emanuele Cefalo, CEO di Siply Fleet - Davanti a un falso sinistro,
una dashcam può fare la differenza tra subire un costo e
dimostrare la verità dei fatti». La sua proposta si inserisce quindi in
un’evoluzione più ampia, dalla telematica tradizionale a piattaforme
capaci di leggere comportamento di guida, eventi critici, manutenzioni,
consumi e sicurezza.
L’aftermarket di spessore
Per ZF l’aftermarket è sempre più vicino alle reali
esigenze di flotte, officine e distributori. Non solo ricambi,
ma diagnosi, connettività e soluzioni retrofit
capaci di incidere sull’efficienza del veicolo lungo
tutto il ciclo di vita.
A Transpotec Logitec 2026, l’azienda ha mostrato
proprio questa evoluzione, presentando un’offerta
pensata per rendere la manutenzione dei veicoli industriali
più predittiva, rapida e integrata, con strumenti
digitali in grado di supportare gli operatori
nelle diverse fasi dell’intervento.
Nell’intervista a Massimo Pellegrino, responsabile
Aftermarket ZF Italia, il messaggio è netto: «Il mondo
truck richiede una filiera più preparata, rapida e integrata.
Il perimetro espositivo di ZF ha messo in evidenza l’ampiezza
dell’offerta, dalle trasmissioni, ai sistemi Wabco per truck e bus,
inoltre strumenti diagnostici, connettività per flotte e servizi di formazione
tecnica». Il focus della presenza in fiera è stato quindi
quello di un aftermarket che non si limita più alla sostituzione del
componente, ma accompagna officine e flotte nella gestione completa
del veicolo, dalla diagnosi alla riparazione, fino al monitoraggio
dell’efficienza operativa. Accanto a soluzioni come ZF
Diagnostic, ZF MultiScan CV e ZF Scan, la novità più immediata
per il mercato italiano è rappresentata dai pannelli solari retrofit
per i veicoli industriali. Inoltre, i sistemi plug&play, poco invasivi,
pensati per alimentare gli ausiliari, ridurre il carico sul motore termico
e contribuire al contenimento di consumi ed emissioni.
Nel nome del TCO
Giuseppe Pedretti, Regional Managing
Director EMEA di Petronas Lubricants
International sposta il lubrificante dal ruolo
di semplice voce di costo a quello di componente
strategico del TCO: efficienza, protezione
motore, prevenzione dei fermi e continuità
operativa diventano parte di un
ecosistema integrato per le flotte pesanti.
Protagonista della gamma presentata durante
il Salone è la linea Petronas Urania, rilanciata
per rispondere alle esigenze dei veicoli
industriali di ultima generazione. Gli oli
a bassa viscosità puntano a ridurre gli attriti
interni e a contribuire alla fuel economy senza
penalizzare la protezione del motore.
Accanto agli oli motore, un ampio portafoglio
di fluidi per trasmissioni e assali con la
linea “Tutela”. «In generale, quando si parla
di TCO, bisogna avere una visione complessiva
della gestione dei fluidi e della manutenzione.
È qui che il prodotto diventa servizio,
controllare ossidazione dell’olio,
particelle metalliche e usure anomale consente
di prevenire guasti, calibrare gli intervalli
di cambio e ridurre i
fermi macchina» - aggiunge
Pedretti, che non dimentica
lo scenario internazionale:
le tensioni geopolitiche
e la volatilità delle
materie prime incidono
su urea, AdBlue e oli base,
ma la filiera Petronas,
strutturata tra produzione,
logistica e rete di assistenza,
punta a garantire
qualità e continuità di fornitura.
per fleet manager di grandi e piccole aziende.
Sul fronte tecnico, ZF, inne, racconta un aftermarket
sempre più evoluto, dove ricambi, diagnostica,
connettività, formazione e soluzioni
retrot contribuiscono nel garantire efcienza
e sostenibilità. Il quadro che emerge è quello
di una liera chiamata a governare complessità
crescenti.
La transizione non passa da una singola tecnologia,
ma dall’integrazione tra prodotto, dato
e servizio. Per il trasporto professionale, innovare
signica oggi misurare, prevenire e decidere
meglio. Il camion resta al centro, ma intorno
cresce una rete di servizi, piattaforme e
tecnologie che ne amplicano il valore.
30 anni di Actros
Ingegno
applicato
La Mercedes-Benz
ha alzato l’asticella nello
sviluppo del suo pesante
di punta. In ogni direzione:
meccanica, elettronica,
guida e sicurezza
Nel celebrare il trentesimo compleanno
del Mercedes-Benz Actros, dopo la presentazione
della sua evoluzione nelle
sei serie che si sono succedute, vale la pena
soffermare l’attenzione sul suo ‘capitale’ tecnico:
dalla meccanica all’elettronica, dagli ausili
alla guida ai sistemi di sicurezza.
Li riassumiamo qui brevemente, inviandovi ad
approfondirne la conoscenza sul nostro sito
www.vietrasportiweb.it dove troverete la seconda
e la terza puntata dedicate all’iconico
modello della Stella, non a caso titolato The
Gamechanger.
Tanti cervelli per un truck
La novità più eclatante dell’Actros ‘96 è la sua
piattaforma elettronica Can/Bus, chiamata a
gestire funzioni prima di lui impensabili per un
camion. Non solo motore e cambio si avvalgono
dei chip per le rispettive regolazioni (e interazioni),
ma tutti gli apparati di bordo, dai freni
alle sospensioni, dalle ruote alla cabina sono
d’ora in avanti interconnessi.
Dal punto di vista puramente meccanico, le prime
tre generazioni dell’Actros sfrutteranno i motori
a 6 e 8 cilindri a V della serie Om 500, che lo
traghetteranno dall’Euro 2 all’Euro 5, con potenze
da 313 a 5.598 Cv. I cambi, prodotti dalla stessa
Mercedes-Benz, saranno prima gli automatizzati
Telligent, poi i Powershift a 12 marce. Finché,
con il nuovo Actros del 2011, non debutta la nuova
piattaforma Hdep sviluppata in comune con
gli americani dellla Detroit Diesel, nel frattempo
confluiti anch’essi nel gruppo Daimler: sono tre
famiglie di propulsori, a sei cilindri in linea, da 11,
13 e 16 litri nominali che hanno cavalcato tutti
gli step Euro 6. Accanto al ferro, si sono sviluppati
i vari sistemi di ausilio alla guida: dal banale cruise
control al controllore di corsia, no ad arrivare
Dall’alto, n dalla sua prima apparizione,
l’Actros ha portato novità nel settore dei
camion. Uno degli step più importanti, dopo
l’Abs evoluto in Ebs, è l’antisbandamento
Esp. Ma anche la frenata automatica
d’emergenza, a tutela degli utenti deboli
della strada. La stessa attenzione alla
sicurezza arriva ora sull’Actros a batterie.
Nel frattempo i motori sono passati dalla
congurazione a V ai sei cilindri in linea.
alla guida autonoma di secondo livello già nel
2016, un’esclusiva dell’Actros per molti anni fra
i camion. Parallelamente è progredita la frenata
automatica d’emergenza, introdotta con gli MP3
e oggi arrivata al sesto stadio di evoluzione.
Oggi si parla soprattutto di elettrici e delle loro
problematiche, eppure l’Actros continua ad essere
all’avanguardia.
Funzione di scelta
per funzionamento del
limitatore/regolatore
di velocità
32 - 07 2026
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07 2026 - 33
LA PAROLA ALL’ESPERTO VDO
TRANSPOTIME
LCV, SI CAMBIA
Dal 1°luglio i veicoli con peso totale a terra tra le 2,5 e 3,5 tonnellate
impegnati nei trasporti internazionali e nel cabotaggio devono essere
dotati di tachigrafo intelligente. VDO è la risposta a tutte le domande
Andrea Poggianella,
Marketing Manager
AUMOVIO TRADING
Italy.
20 anni in crescendo
Il countdown è terminato. Dal 1° luglio anche i
veicoli con peso totale a terra tra le 2,5 e le 3,5
tonnellate utilizzati per il trasporto internazionale
di merci o in operazioni di cabotaggio devono
essere obbligatoriamente dotati di tachigrafo
intelligente di seconda generazione (DTCO
4.1a) in conformità al Pacchetto Mobilità I UE
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea (L 249 del 31 luglio 2020).
Un Pacchetto che punta, lo ricordo, a rendere il
trasporto su strada più sicuro, equo e trasparente,
migliorando le condizioni di lavoro dei
conducenti e contrastando l’abusivismo.
In Italia, la mancata installazione o l’uso di un tachigrafo
non conforme comporta sanzioni gravi,
tra cui la sospensione della patente di guida fino
a 3 mesi. Chi non lo ha ancora fatto può fissare subito
un appuntamento presso un Centro Tecnico
Autorizzato VDO per installare il DTCO 4.1.
Il Tachigrafo Intelligente di seconda generazione
e seconda versione DTCO 4.1 offre numerose
funzionalità: localizzazione GNSS con antenna
integrata e autenticazione del segnale
satellitare OS-NMA contro la falsificazione della
A Transpotec Logitec 2026 AUMOVIO ha festeggiato
i 20 anni del tachigrafo digitale VDO DTCO, dispositivo che ha inuugurato
una nuova epoca per il trasporto internazionale di merci segnando la fine dei
dischi cartacei analogici. Correva, infatti, l’anno 2006, quando divenne obbligatorio
in Europa, evolvendosi da puro strumento di controllo a componente centrale
delle moderne architetture dei veicoli. Oggi, lo ‘smart tachograph’ DTCO 4.1b
non è solo un apparecchio per essere in regola con le norme (grazie a funzioni
come Cabotaggio e Distacchi e Rientro a Casa), ma anche la porta d'accesso a una
gestione della flotta efficiente e basata sui dati.
Inoltre, soluzioni come la piattaforma VDO Fleet e il dispositivo VDO Link (plug
& play) permettono anche alle piccole e medie imprese di digitalizzare i processi
senza infrastrutture costose. Inserendo il VDO Link nell'interfaccia frontale del
tachigrafo, i dati vengono trasmessi in tempo reale al cloud per automatizzare
scarichi dati, pagamenti dei pedaggi e pianificazione dei viaggi.
Maggiori
informazioni
posizione e mappa digitale per registrazione
automatica dei passaggi di frontiera, segnalazione
manuale delle attività di carico/scarico
con geolocalizzazione, controllo remoto DSRC
per verifiche a distanza da parte degli agenti di
polizia, connettività Bluetooth e compatibilità
con sistemi ITS per una migliore gestione logistica,
controlli avanzati su sensori, accelerometro
e carte tachigrafiche. Il DTCO 4.1 permette,
dunque, di tracciare in maniera accurata le
attività di guida e riposo, assicurando il rispetto
delle norme comunitarie sul lavoro e la concorrenza
leale tra imprese.
L’obbligatorietà del tachigrafo intelligente è una
novità piuttosto rilevante soprattutto sotto il
profilo della gestione operativa. La conoscenza
da parte del personale amministrativo e viaggiante
del corretto uso del dispositivo, delle nuove
funzioni di registrazione e delle regole europee
sui tempi di guida e riposo è essenziale per
evitare errori, sanzioni e fermi amministrativi.
Per questo motivo è necessario che le aziende
si organizzino per questo passaggio e le scadenze
che esso comporta effettuando le opportune
formazioni al corretto utilizzo del tachigrafo,
richiedendo le carta autista e azienda e
strutturandosi per effettuare uno scarico dei
dati nel rispetto delle scadenze previste dalla
normativa.
Chi è escluso dall’obbligo di installazione
L’articolo 3 del Regolamento prevede una serie
di esclusioni. In particolare, non si applica ai
veicoli tra 2,5 e 3,5 tonnellate utilizzati nel trasporto
merci in conto proprio anche in ambito
internazionale o cabotaggio e quando la guida
non costituisce attività principale. Da notare che
i mezzi destinati stabilmente ad attività esenti
possono non essere dotati di tachigrafo mentre
quelli utilizzati anche per attività non esenti devono
montarlo obbligatoriamente (con la possibilità
di attiivare la funzione ‘OUT OF SCOPE’).
Una nuova puntata speciale di Truck Time,
andata in onda su Canale Italia, ha portato
il pubblico dentro il cuore del Transpotec
Logitec, l’appuntamento dedicato
al trasporto, alla logistica e all’innovazione.
Tra stand, veicoli e tecnologie
ogni intervento contribuisce a costruire
un racconto dell’evoluzione del settore
VOLTI DA ASCOLTARE
Al Palariccione le nostre
telecamere presenti durante la
convention di Telos Group, un
appuntamento eristico
dedicato ai professionisti
dell’autoriparazione, pensato
per mettere in contatto ofcine,
fornitori e aziende del settore
attraverso esposizioni,
dimostrazioni pratiche e
momenti di formazione. Il
direttore commerciale Nicola
Brumana ci ha raccontato dei
numeri di presenze da record:
più di 1.200 persone. Quest’anno
è stata protagonista la nuova
divisione Truck, da poco
acquisita dal Gruppo, di cui il
responsabile Michele Marchiselli, ha sottolineato i grandi
investimenti dei pesanti nel settore aftermarket.
UNO SGUARDO AI NUMERI
Tiziana Altieri ha approfondito la delibera
211/2025 relativa ai rimborsi per i disagi
causati dai cantieri. Un tema di grande
interesse per il mondo dell’autotrasporto,
chiamato ogni giorno a fare i conti con
rallentamenti, deviazioni e maggiori costi
operativi. La rubrica offre agli operatori
una lettura utile per comprendere
opportunità, limiti e impatto concreto
delle misure previste.
TRUCK LAB, FOCUS SUGLI «ECO»
Danilo Senna tra gli stand per raccontare
l’evoluzione dei motori endotermici che
usano biocarburanti ed e-fuel, cominciando
dall’HVO (olio vegetale idrogenato), ormai
diffuso in Europa, no alla ricombinazione
di idrogeno e anidride carbonica in
atmosfera. Grazie a queste tecniche il
motore «a scoppio» può dare ancora molto.
IL PUNTO DI VISTA DEGLI OSPITI
Franco Fenoglio ha raccontato il presente
e il futuro del Gruppo Rolfo, storica realtà
italiana specializzata negli allestimenti per
veicoli industriali. Il general advisor ha
sottolineato il valore dell’esperienza
maturata dall’azienda, la capacità di
innovare e l’importanza di diversicare le
soluzioni dedicate al trasporto moderno.
DENTRO LA NOTIZIA
La rubrica delle News’ di
Roberta Cannone ha portato in
primo piano le notizie più
rilevanti dal mondo
dell’autotrasporto. La puntata
non poteva non essere
dedicata dedicata al
Transpotec Logitec,
trasformandosi in un puntuale
report delle tendenze e delle
novità del settore e della liera.
34 - 07 2026 www.vietrasportiweb.it
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07 2026 - 35
Speciale Donne
Speciale Donne
Parità di genere
Ancora non ci siamo
Dal 1946 le donne hanno conquistato cittadinanza, voto e responsabilità,
ma per raggiungere la parità di genere la strada è ancora lunga.
Abbiamo scelto di dare voce a più donne protagoniste dell’automotive
e del trasporto su strada per capire quanto sia ancora difcile, oggi,
affermarsi professionalmente in un contesto maschile per antonomasia.
Abbiamo posto loro tre quesiti principali:
1 I settori del trasporto e dell’automotive sono ancora caratterizzati
da una forte impronta maschile?
2 É possibile superare denitivamente disparità, luoghi comuni
e pregiudizi ancora presenti?
3 Un’esperienza personale particolarmente signicativa che racconti
le difcoltà incontrate in un questo contesto professionale?
a cura della redazione
Sempre qualcosa da dimostrare
Giornalista professionista e vicedirettore di Vie&Trasporti. Entro nel mondo dell’automotive
nel 2000 e, due anni dopo, sterza verso truck e veicoli commerciali senza più cambiare corsia.
> 1 Sì, considero questi settori ancora molto maschili, soprattutto nelle posizioni apicali: amministratori
delegati, CEO, CFO, direttori commerciali, responsabili di prodotto. Le donne ci sono, ma
salvo eccezioni restano in seconda linea, lontane dalla stanza dei bottoni. Non credo agli stereotipi
secondo cui saremmo meno capaci di fare squadra, emotive o poco portate alla leadership. Penso
Tiziana Altieri
Giornalista
invece che la cultura attribuisca agli uomini maggiore autorevolezza e capacità decisionale: per arrivare allo stesso traguardo,
noi donne dobbiamo correre una maratona, mentre a loro basta una mezza.
> 2 Mi auguro che la parità sia possibile, ma servirà tempo. Sono stati fatti passi avanti, ma per molte donne il lavoro
non ha sostituito il carico familiare: si è aggiunto. Casa, figli e organizzazione quotidiana pesano ancora soprattutto su
di noi, mentre ci viene chiesto di essere brave professioniste e sempre all’altezza.
> 3 Ho vissuto più volte situazioni di disagio. All’inizio degli anni Duemila, in Egitto con Iveco, il mio essere donna sola
all’estero per lavoro suscitò dissenso. Due anni fa, a un evento, fui scambiata per la hostess e ignorata come interlocutrice.
Di recente, tra colleghi, si è parlato di me non per il mio percorso, ma per come ero e come sono oggi. Episodi diversi,
accomunati dalla stessa amarezza.
Il cambiamento parte dalla
formazione nelle scuole
Country Manager Italia di Alltrucks, guida lo sviluppo
di servizi multimarca sul mercato italiano. Oggi è responsabile
della crescita della rete e dello sviluppo
dei servizi dedicati alle officine partner, con un approccio
orientato alla consulenza, all’innovazione, alla
formazione e alla creazione di valore per il cliente.
> 1 Sì, considero trasporto e automotive settori in cui
la presenza maschile è ancora prevalente, soprattutto
nelle funzioni tecniche e operative. Credo sia necessario
distinguere tra una composizione storicamente
maschile e una reale chiusura verso le donne. Nella
mia esperienza, il problema principale non è l’assenza
di opportunità, ma la percezione esterna: molte ragazze
continuano a non includere questi ambiti tra le proprie
scelte professionali perché li immaginano come “settori
da uomini”. È un’immagine superata, che non rispecchia
più la realtà e va corretta.
> 2 Penso che il cambiamento sia possibile, ma richieda
un lavoro condiviso tra aziende, scuole e società.
Le imprese possono promuovere inclusione, pari opportunità
e competenze, ma bisogna agire anche a
monte. Molti profili richiesti nel trasporto e nell’automotive
provengono da percorsi tecnici, ingegneristici
e STEM, dove la presenza maschile è ancora predominante.
Per questo è fondamentale rendere questi studi
più attrattivi per le ragazze, mostrando le opportunità
professionali che offrono. Più giovani donne sceglieranno
questi percorsi, più sarà naturale costruire una
rappresentanza equilibrata nel mondo del lavoro.
Alice Biganzoli
Country Manager Alltrucks
> 3 Sul piano personale, non
ho mai percepito ostacoli
concreti legati al fatto di essere
donna. Mi è capitato di
lavorare in contesti a maggioranza
maschile, ma aperti, nei
quali questo non ha limitato
le mie opportunità né la possibilità
di esprimere le mie
competenze. Al contrario, è
stato un motivo di crescita
professionale e personale.
Il pregiudizio arretra,
ma non è scomparso
Avvocato e socia di studio dal
2011, è specializzata in diritto
dei trasporti e della logistica,
sia nazionale che internazionale,
con un’attività rivolta prevalentemente
all’assistenza
alle imprese. Parallelamente
alla professione legale, ha continuato
a coltivare l’attività divulgativa
attraverso rubriche
giuridiche specializzate: prima
su Tuttotrasporti, fino al 2022,
e dal 2024 su Vie&Trasporti.
Maria Cristina Bruni
Avvocato
> 1 Rispetto agli anni Novanta, quando ho iniziato la
mia carriera come avvocato giustrasportista, il settore
dei trasporti e della logistica è cambiato molto. Resta
un ambito a prevalenza maschile, ma oggi lo percepisco
meno chiuso e meno diffidente.
Con il tempo, però, la fiducia è cresciuta, grazie alla
competenza, alla preparazione e all’approccio operativo
dimostrati sul campo.
> 2 Considero il cammino verso la parità un processo
culturale inevitabile, ma ancora graduale e non concluso.
Tuttavia, credo che la parità non debba tradursi
in nuovi estremismi o rigidità.
In questo senso, rivendico anche una posizione personale
sul linguaggio professionale: preferisco essere
chiamata “avvocato”, perché non sento la necessità
di una declinazione femminile forzata che considero
poco adatto a rappresentarmi.
> 3 Tra i ricordi più significativi penso alle prime assemblee
societarie delle imprese di autotrasporto e
alle riunioni delle associazioni di categoria, in cui spesso
ero l’unica donna presente. Tutti gli sguardi erano
puntati su di me, come se la mia presenza fosse insolita
o persino stravagante. Quella condizione era insieme
imbarazzante e stimolante: significava entrare in
un mondo da conoscere, comprendere e conquistare.
Per farmi rispettare, allora, capitava di dover assumere
atteggiamenti duri, quasi aggressivi, che oggi giudico
eccessivi e in parte snaturanti.
di Roberta Cannone
Ottant’anni dopo il primo voto delle donne,
la parità è ancora tutta in salita. Il 1946
segnò l’ingresso pieno delle cittadine nella
democrazia: da presenza sociale a soggetto politico.
Quel diritto aprì una porta, ma attraversarla
nei luoghi di lavoro, nelle ofcine, nei piazzali e
nelle cabine dei camion è ancora un’altra sda.
Nei trasporti e nell’automotive, settori storicamente
maschili, i numeri parlano chiaro: nell’Ue
le donne sono il 22 per cento degli occupati nei
trasporti, quota che scende al 14 per cento nel
trasporto terrestre. Tra i conducenti professionali,
solo il 4 per cento dei camionisti europei è donna,
in Italia trasporti e logistica contano il 22% di occupazione
femminile e nei ruoli manageriali la
presenza è intorno al 17,7%.
Una minoranza preparata e più visibile, ma ancora
spesso percepita come eccezione. Per questo,
l’affermazione femminile qui ha un valore doppio:
non è soltanto rappresentanza, ma prova concreta
di competenza. Guidare un mezzo pesante,
coordinare una flotta, dirigere personale o gestire
una crisi signica riscrivere codici consolidati,
portando metodo, precisione e una diversa lettura
dei problemi. Raccogliere voci diverse evita la retorica
della testimonianza unica e mostra esperienze
differenti: donne che hanno conquistato
credibilità in riunioni quasi solo maschili, imparato
a distinguere autorevolezza e durezza, o lottano
ogni giorno per essere valutate per competenza
e non per genere. Il giubileo del voto femminile
diventa così un tagliando democratico: ricorda
che la parità non si esaurisce nel diritto formale,
ma si compie quando una donna può scegliere,
lavorare, guidare, decidere e comandare senza
dover dimostrare di essere un’anomalia.
36 - 07 2026 www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it
07 2026 - 37
Speciale Donne
Roberta Gili
Imprenditrice
1 I settori del trasporto e dell’automotive sono ancora caratterizzati
da una forte impronta maschile?
2 É possibile superare denitivamente disparità, luoghi comuni e
pregiudizi ancora presenti?
3 Un’esperienza personale particolarmente signicativa che racconti
le difcoltà incontrate in un questo contesto professionale?
Siamo parte attiva
del cambiamento
Managing director e fondatrice
dell’azienda di spedizioni internazionali
e logistica Italia Cargo.
Promuove da anni l’equità di genere
e il women empowerment,
con un impegno avviato già nel
2007, anno delle Pari Opportunità,
durante la Presidenza del Freight
Leaders Council.
> 1 Sì, il trasporto resta ancora oggi un comparto a
prevalenza maschile in Italia.
Mi capita spesso di partecipare a incontri in cui sono
tra le poche donne presenti o di confrontarmi quasi
esclusivamente con uomini. Tuttavia, la presenza femminile
sta crescendo, anche a livello associativo: in
Fedespedi, Federazione nazionale delle imprese di
spedizioni internazionali, di cui sono stata nominata
consigliera nel 2025, le donne rappresentano oggi il
25 per cento del totale. È un dato significativo, che segnala
un orientamento più inclusivo, anche se la strada
verso una vera parità è ancora lunga.
Le donne restano sottorappresentate nel settore, nonostante
la logistica offra opportunità molto diverse,
dai ruoli operativi a quelli tecnici, commerciali, amministrativi
e apicali.
> 2 Credo che le disparità nascano soprattutto da stereotipi
culturali e da una conoscenza ancora limitata
del valore del nostro settore, spesso percepito come
lontano dalle donne. In realtà, oggi la logistica è tecnologia,
sostenibilità, cultura d’impresa e responsabilità
etica. Con la mia esperienza ho cercato di dimostrarlo:
ho cresciuto due figli, ho costruito un’impresa fondata
su equità, welfare, parità salariale e lavoro flessibile, e
sono stata riconosciuta tra le 100 eccellenze imprenditoriali
femminili del Made in Italy.
> 3 Anche sul piano personale ho vissuto situazioni
che confermano quanto la presenza femminile possa
essere ancora percepita come insolita. Durante la mia
prima assemblea con tutti i soci del Freight Leader
Council, un uomo mi si avvicinò, chiedendomi chi fosse
il presidente.
Gli risposi che ero io e lui rimase di sasso.
Luoghi comuni e pregiudizi
oggi meno forti
Ex dirigente generale del Mini -
stero dei Trasporti, dove è rimasta
fino al 2010, nel ruolo di Di -
rettore della Direzione Gene rale
per il trasporto stradale e l’intermodalità.
Attualmente è Presidente OITAF,
componente del Comitato di gestione
del Freight Leaders Coun -
cil e socio di SIPOTRA.
Clara Ricozzi
Presidente OITAF, ex DG MIT
> 1 Per arrivare a una parità effettiva tra uomini e donne
c’è ancora molta strada da fare, anche in senso letterale.
Nelle mansioni operative del trasporto, dalla
conduzione dei veicoli alle attività logistiche collegate,
la presenza femminile resta molto limitata, soprattutto
nel traffico pesante. Eppure l’evoluzione tecnica dei
mezzi ha ridotto il peso della forza fisica e le donne
che lavorano in questi ambiti sono spesso apprezzate
da clienti e committenti. Il loro numero, anche se ancora
basso, è in crescita.
> 2 Riconosco però che molto è cambiato. Nel settore
dei trasporti luoghi comuni e pregiudizi sono meno
forti rispetto al passato, soprattutto se guardiamo alle
funzioni manageriali e dirigenziali, nel pubblico come
nel privato. Oggi imprese e organizzazioni associative
sono guidate anche da donne, sebbene per raggiungere
ruoli apicali abbiano spesso dovuto dimostrare
competenza e professionalità più dei colleghi uomini.
Anche nel pubblico la presenza femminile si è ampliata:
non è più confinata all’insegnamento, ma riguarda magistratura,
amministrazioni civili e militari.
> 3 La mia esperienza personale lo conferma. Sono
stata assunta per concorso nelle FS nel 1965, quando
alle donne era ancora preclusa la carriera direttiva.
Dopo l’apertura normativa ho superato il concorso da
funzionario direttivo e ho iniziato un percorso che mi
ha portata alla dirigenza nelle FS e poi al Ministero dei
Trasporti.
Nel 1987 sono diventata dirigente generale, quando
solo sei donne erano arrivate a ruoli di vertice nell’amministrazione
statale. In seguito ho diretto la DG per
l’autotrasporto di persone e cose dal 1999 al 2010.
Guida la concessionaria Fioletti a Concesio con le figlie, portando avanti una realtà cresciuta
nel tempo con sedi a Brescia, Manerbio e Desenzano e legata con orgoglio al marchio Ford.
> 1 Sì, anche se qualcosa sta cambiando. Trasporti e automotive restano settori a forte presenza
maschile, soprattutto nei ruoli tecnici, produttivi e dirigenziali, ma negli ultimi anni la presenza femminile
è cresciuta anche nelle funzioni manageriali, ingegneristiche e imprenditoriali. Noi ne siamo
una testimonianza concreta: siamo tre donne imprenditrici in un comparto storicamente considerato
“da uomini”, e crediamo che competenze, leadership e capacità d’impresa non abbiano genere.
> 2 Molti stereotipi oggi sono meno evidenti, ma non sono scomparsi. Le donne devono spesso dimostrare
più dei colleghi uomini per ottenere lo stesso riconoscimento, e il cosiddetto “soffitto di
cristallo” continua a rendere più difficile l’accesso ai ruoli apicali. Anche nell’automotive e nei trasporti
le donne sono più presenti, ma ancora poche nei consigli di amministrazione, nelle direzioni industriali
La presenza femminile cresce con
la consapevolezza delle aziende
Dal 2021 delle relazioni esterne e dell’ufficio stampa per il marchio Scania in
Italia. Nel corso della sua carriera ha sviluppato una sempre più profonda conoscenza
del mondo dell’autotrasporto, contribuendo a valorizzare il dialogo
tra Scania, clienti, istituzioni, media e stakeholder del settore.
> 1 Storicamente trasporti, ambito tecnico e industria sono stati
settori a forte presenza maschile e, sotto molti aspetti, questa caratteristica
è ancora visibile.
Tuttavia, oggi i percorsi professionali non sono più invisibili o lontani
come un tempo: la presenza femminile cresce e aumenta anche
la consapevolezza delle aziende sul valore della diversità come
leva di innovazione e competitività. Siamo sulla strada giusta, ma
serve continuare ad attrarre, valorizzare e far crescere talenti femminili,
perché nuove competenze e prospettive possono arricchire
l’intero settore.
> 2 Credo che i pregiudizi non vadano negati, ma riconosciuti e gestiti.
Spesso agiscono in modo inconsapevole e ciascuno, nelle relazioni
personali e professionali, ha la responsabilità di mettere in discussione le proprie
convinzioni quando limitano le opportunità degli altri. Le aziende possono creare
ambienti inclusivi, promuovere il dialogo e valorizzare il merito, ma il cambiamento
più profondo nasce dalle persone. Quando un pregiudizio viene identificato, perde
forza e può diventare occasione di crescita.
> 3 Un’esperienza che mi ha segnato è essermi sentita chiedere, più volte, “Lei è
la moglie di chi?”. All’inizio mi provocava disagio, perché sembrava definire la mia
identità attraverso qualcun altro. Oggi la considero un promemoria: ogni traguardo,
responsabilità e risultato raggiunto è la risposta più efficace a quello stereotipo.
Speciale Donne
Una fondazione contro violenza di genere e discriminazioni
Graziella Fioletti
Dealer
e nelle posizioni decisionali. Per superare queste barriere servono formazione, cultura aziendale, trasparenza retributiva, valorizzazione
del merito e strumenti concreti come la certificazione della parità di genere.
> 3 Il nostro percorso ci ha portato a confrontarci con stereotipi, pregiudizi e discriminazioni che limitano crescita e opportunità.
Da questa consapevolezza è nata la Fondazione Fioletti, impegnata contro la violenza di genere e le discriminazioni nei
luoghi di lavoro. Ogni giorno incontriamo donne che cercano ascolto e supporto.
Per questo promuoviamo anche nelle aziende strumenti misurabili di inclusione: quando la parità diventa cultura reale,
migliorano clima interno, attrazione dei talenti, innovazione e crescita, per donne e uomini.
Martina Pellegrini
PR e ufficio stampa
38 - 07 2026
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07 2026 - 39
Speciale Donne
Il settore deve prepararsi alle nuove generazioni
Giuseppina Della Pepa, Segretario Generale ANITA, si occupa di autotrasporto
dal 1984. Lavora inell’associazione dal febbraio del 1985, nel 2003
diventa vice segretario generale, nel 2007 segretario generale aggiunto.
È componente della Giunta di Federtrasporto, membro del Comitato
Centrale dell'Albo degli autotrasportatori di merci per conto di terzi e di
varie Commissioni costituite presso il Ministero dei Trasporti e il Ministero
dell'Ambiente e della Sicurezza energetica.
> 1 Ritengo che il divario di genere sia ancora evidente soprattutto in alcune
professioni operative, dove la presenza femminile resta limitata: nel trasporto
pesante le donne autiste sono ancora poche. Per superare questo gap conta
anche il modello organizzativo: le realtà più inclusive attraggono meglio risorse
femminili. Negli ultimi anni vedo però segnali positivi nel management,
con sempre più professioniste in ruoli di responsabilità e nei processi di innovazione.
Giuseppina Della Pepa
Dirigente ANITA
1 I settori del trasporto e dell’automotive sono
ancora caratterizzati da una forte impronta
maschile?
2 É possibile superare denitivamente
disparità, luoghi comuni e pregiudizi ancora
presenti?
3 Un’esperienza personale particolarmente
signicativa che racconti le difcoltà incontrate
in un questo contesto professionale?
Le Capitane d’impresa,
un segnale forte e chiaro
Trasparenza retributiva
e parità in busta paga
La Direttiva Ue 2023/970, recepita in Italia dal d.lgs.
96/2026 e in vigore dal 7 giugno 2026, rafforza la
parità retributiva tra donne e uomini. Impone trasparenza
su salari, criteri di valutazione, livelli e avanzamenti,
vietando di chiedere ai candidati la retribuzione
precedente.
Per le imprese significa mappare ruoli, responsabilità
e divari, correggendo quelli non giustificati.
Nei settori maschili, rende le disuguaglianze visibili
e gestibili imponendo scelte organizzative chiare.
Coraggio e professionalità,
sempre a testa alta
Carlotta Caponi
Dirigente FAI
> 2 Credo che il cambiamento sia possibile, ma richieda un impegno costante e concreto. È
una responsabilità verso il futuro: in un Paese segnato dall’inverno demografico, senza maggiore
inclusione molte eccellenze rischiano di indebolirsi.
Servono educazione, merito, politiche aziendali inclusive e modelli positivi, superando l’idea
che esistano lavori “da uomini” o “da donne”. Anche l’autotrasporto merci, sempre più evoluto
sul piano tecnologico e ambientale, ha bisogno di capitale umano femminile.
> 3 Mi è capitato di partecipare a incontri o tavoli di lavoro in cui ero una delle poche donne
presenti. All’inizio questo richiede uno sforzo maggiore per affermare il proprio punto di vista,
ma ho visto che preparazione, determinazione e risultati concreti superano i pregiudizi: competenza
e leadership non hanno genere.
La vera parità solo quando una manager
riceverà la stessa fiducia data a un uomo
Da oltre venticinque anni nel settore dell’autotrasporto, oggi ricopre il ruolo di
Segretario Generale della FAI, incarico attraverso il quale rappresenta con responsabilità
e competenza le istanze del comparto.
> 1 Purtroppo sì: nelle aree operative e tecniche del trasporto la presenza maschile
resta predominante, soprattutto nella guida, nelle attività specialistiche e nei livelli
decisionali. Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. La trasformazione
digitale, l’evoluzione organizzativa e la complessità delle filiere hanno aperto nuovi
spazi, permettendo a più donne di affermarsi in ruoli strategici, amministrativi e gestionali.
La presenza femminile resta sotto il suo potenziale, ma l’obiettivo deve essere garantire
pari opportunità di accesso, crescita e valorizzazione.
> 2 Credo che la parità sia possibile, ma non arriverà da sola. Persistono stereotipi, differenze
di carriera e retributive, oltre a criticità concrete, come la carenza di servizi adeguati per le lavoratrici
dell’autotrasporto. Servono politiche, investimenti, formazione, strumenti contrattuali
efficaci e una cultura del rispetto condivisa da imprese, associazioni e istituzioni.
> 3 Quando sono stata nominata Segretario Generale della FAI, molte reazioni non si sono
concentrate sulle mie competenze, ma sulla necessità di giustificare la scelta. Come se una
donna dovesse dimostrare qualcosa in più. La vera parità arriverà quando una professionista
preparata riceverà la stessa fiducia riconosciuta a un uomo.
Sara Quotti Tubi
Event Manager
Una esperienza di oltre venti
anni nel settore fieristico, dove
è stata brand manager di
eventi leader nei settori energy,
rinnovabili e movimento
terra.
Nel 2023 approda in Fiera
Milano, dove oggi è responsabile
delle manifestazioni su
trasporti ed energia.
> 1 Purtroppo sì, soprattutto
nelle aree operative e tecniche,
trasporti e logistica restano settori a forte presenza
maschile. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato e
vedo più donne emergere anche in ruoli apicali, ma
il percorso è lento e non uniforme. In certi contesti
una donna viene ancora percepita come un’eccezione
e spesso deve dimostrare due volte la propria
competenza. L’apertura esiste, ma va consolidata
con un salto culturale e organizzativo.
> 2 Credo che superare disparità e pregiudizi sia
possibile, ma servono tempo e azioni concrete. Con
Transpotec Logitec abbiamo voluto dare un segnale
con un convegno dedicato alle donne della logistica,
dando voce a “capitane di impresa” impegnate in
ruoli fino a poco tempo fa impensabili: dalla guida
di navi cargo e mezzi pesanti alla gestione di flotte
e attività portuali. Rendere visibili questi percorsi aiuta
a trasformare il cambiamento in realtà condivisa.
> 3 Nel mio percorso mi è capitato più volte di essere
l’unica donna in contesti tecnici o decisionali. Non
ho incontrato ostacoli espliciti, ma una diffidenza
iniziale sì, percepibile in atteggiamenti o battute.
Con risultati e competenza quella distanza si supera.
Oggi la squadra di Transpotec Logitec, tutta femminile,
mostra che visione e capacità organizzativa non
hanno genere.
Negli anni Novanta inizia a lavorare come marinaio,
distinguendosi in un ambiente fortemente maschile
grazie a determinazione, competenza e grande resistenza
fisica. Consegue le patenti
professionali e passa alla
guida dei camion. Il suo percorso
la porta a entrare con orgoglio
tra i piloti di Overland.
> 1 Sì, quello della guida dei camion
resta un mestiere a forte
presenza maschile: le donne camioniste
sono ancora una minoranza,
anche perché per anni
è stato considerato un lavoro
“da uomini”, legato a trasferte e
turni difficili da conciliare con la
famiglia.
Silvia Boccherini
Ex driver
Credo però che chi sceglie questa attività lo faccia soprattutto
per passione. I mezzi moderni, grazie al cambio
automatico e ai sistemi di assistenza alla guida,
hanno superato molte obiezioni del passato: in presenza
di un guasto si chiama l’assistenza stradale,
come tutti.
> 2 Per superare i pregiudizi serve un cambio di mentalità.
Ancora oggi le donne alla guida di un camion
devono dimostrare più degli uomini, come se la professionalità
dovesse essere sempre provata. Ci sono
molti colleghi che rispettano e sostengono le donne
in questo mestiere, ma la normalità arriverà quando
le camioniste saranno più numerose.
> 3 Tra i tanti episodi vissuti, ricordo quando con la
collega Agnese andai in una base militare a Vicenza
per ritirare due blindati da portare a Roma. I militari ci
guardarono come fossimo extraterrestri e fecero battute
sessiste. Noi rispondemmo con ironia e continuammo
a lavorare. Morale: la professionalità parla
più di qualunque spiegazione.
40 - 07 2026 www.vietrasportiweb.it
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07 2026 - 41
600
550
500
450
400
532
451
511
2025 2026
560
578
590
537
Gennaio Febbraio Marzo Aprile
CONTO TERZI
CONTO PROPRIO
584
Riservato ai partner e ai membri del CTS OITAF
Gennaio Aprile
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
LOMBARDIA
5 26 5 11 2 9 28 54 28 3 4 2
1 29 2 5 3 0 33 72 3 0 4 1
0 9 1 8 0 0 6 4 0 0 1 0
1 2 1 31 7 91 3 1
2 0 0 7 2 7 4 2
0 0 0 3 1 3 0 0
VENETO
8 22 2 16 20 98
18 6 3 9 20 8
4 1 0 1 0 6
8 7 19 5 6 6 12 16 11
5 0 4 8 7 3 2 0 3
27 0 1 2 4 0 0 0 1
PRIMI TRE BRAND
PER AREA
PRIMI TRE BRAND
PER AREA
1
2
3
LCV
M-HCV
SR+R
1
2
3
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
IVECO 159
MERCEDES 51
RENAULT 20
14 1 4 2
10 3 0 0
2 1 0 0
IVECO 240
FORD 58
N.D. 20
90
13
2
102
11
1
LCV
M-HCV
SR+R
2
2
3
4 45 2 5
4 2 0 2
0 0 0 0
MAN/VOLVO 14
4
0
0
SCANIA 14
DAF 19
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
8 15 1
0 1 0
0 0 0
LAZIO
169
3 81 7 4 6 5 5 11 7
0 15 2 1 0 0 21 0 2
0 2 0 0 0 1 0 0 3
56 6 8 13
1 0 2 13
0 0 0 2
15 4
5 0
CAMPANIA
27 3 5 4 11
7 1 1 0 2
0 1 0 1 0
LCV
M-HCV
SR+R
7 4 15 2 10 20 3
1 2 9 0 1 1 1 0
6
1
0
4
1
2
LCV
M-HCV
SR+R
1 0 1 0 3 2 2 0 0
6
1
PRIMI TRE BRAND
PER AREA
2 1 2
5
5
0
11
1 1 3 1 1
0 0 0
PRIMI TRE BRAND
PER AREA
9
0
1
2
1
LCV
M-HCV
SR+R
LCV
M-HCV
SR+R
4 15 0 3
0 1 0 2 0
4 0 0 2
IVECO 168
FORD 76
3 RENAULT 34
1
2
3
3
0
6 3 7 7
2 3 3 0 0
0 0 0 0
IVECO 171
MERCEDES 39
FIAT 33
8 1 16 33
0 0 8 5 10
0 0 0 1
3
1
LCV
M-HCV
SR+R
1
2
3
1
2
3
IVECO 46
VOLVO 76
DAF 34
6
4
0
0
0
1
1
13
14
1
0
0
2
0
IVECO 39
VOLVO 16
SCANIA 11
26
9
47%
11%
9%
Tot Ford Mercedes IVECO
Tot IVECO VOLVO SCANIA
11%
11%
54%
49%
A cura di Mariachiara Di Giorgio
e Federica Mazzoni
www.oitaf.com - www.vietrasportiweb.it
www.oitaf.com - www.vietrasportiweb.it
Tot
Cargobull
10 anni
Partner
Media partner
d Vie&Trasporti d
d CiBi d
d Transportonline d
d Technoretail d
d food&tec_ d
d Logistica Management d
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
Osservatorio dal 2016
Bollettino n.100
luglio 2026
Data Analysis l’approfondimento irrinunciabile
Distribuito in esclusiva ai partner e ai membri del Comitato Tecnico Scientico, il
documento di approfondimento dei dati mensili di immatricolazione ATP è destinato a
diventare uno strumento molto utile per comprendere i trend del mercato.
Qui sotto le miniature del primo numero, con i dati aggiornati ad aprile, tra qualche giorno
verrà diffuso quello relativo al mese di maggio. Un’idea di come i dati del MIT vengono
esaminati e sintetizzati la si può avere già nelle due pagine che seguono, che però non
approfondiscono le realtà locali. Inoltre, è possibile chiedere e ottenere «carotaggi»
specici, ad esempio per provincia, per tipo veicolo, per allestimento, per alimentazione,
per impianto frigo... anche questo uno strumento che gli specialisti o i commerciali di
settore possono crearsi in esclusiva e «taylor-made», a misura delle proprie esigenze. Per
maggiori informazioni, la nostra segreteria segreteria@oitaf.com è a vostra disposizione.
TRASPORTO MERCI ATP:
DATI, ANALISI E TREND
TOTALE
APRILE
584
TOTALE
4 MESI
2.185
60,5%
39,5%
APRILE 2026
vs 2025
+1,3%
| IMMATRICOLAZIONI TREND MENSILE 2025 vs 2026
-15,2%
9,6%
| PARCO VEICOLI GENNAIO- APRILE 2026
2,1% 8,8%
LCV
Leggeri
1.563
70%
|CONTO PROPRIO E CONTO TERZI GENNAIO-APRILE 2026
Data Analysis OITAF n.2
Gennaio - Aprile 2026
M-HCV
Pesanti
488
23,9%
FOCUS APRILE YoY
+8,8%
In aprile le immatricolazioni
di veicoli da lavoro mostrano
un miglioramento rispetto
allo scorso anno di quasi
il 9%, pur in flessione rispetto
a marzo 2026. Si conferma
il trend rialzista a fugare
i timori di inizio anno, quando
si registrò un crollo del 15%.
SR+R
Rimorchiati
134
6,1%
Il trasporto professionale (conto proprio)
guadagna in aprile due punti rispetto
al primo trimestre 2026.
|FOCUS IMMATRICOLAZIONI PER REGIONI E PROVINCE GENNAIO-APRILE 2026
| LOMBARDIA
| PIEMONTE
| VENETO
AL AS BI CN NO TO VB VC
TRIMESTRE 2026
NORD - EST
VI PD RO TV VE VR
| EMILIA ROMAGNA
NORD - OVEST
CO BG CR BS LO LC MN MI MB PV VA SO
BO FE FC MO PR PC RV RE RM
Riservato ai partner e ai membri del CTS Oitaf
La sda di Mantella: Beyonder
Sandro Mantella lancia Beyonder, una nuova realtà industriale
con sede a Salerno che si posiziona come prima piattaforma
europea per la produzione automatizzata di componenti OEM
termoformati, coprendo i settori veicoli commerciali, sanitari e
camper. Grazie a un brevetto internazionale sviluppato con Self
Group Comi, l’azienda introduce un processo proprietario che
integra termoformatura, rilatura e schiumatura, promettendo
prestazioni elevate, tracciabilità e sostenibilità. Con due linee produttive
attive e un focus particolare sui kit isotermici, il modello di Mantella punta a
standardizzare l’allestimento industriale entro il 2027. “Vogliamo far
diventare Beyonder il punto di riferimento europeo dei termoformati OEM,
industrializzando il settore con kit unici, prestazionali e replicabili ovunque”.
Comitato Tecnico Scientico dell’Osservatorio Riccardo Accorsi - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Gerardo Cardone - Futura Servizi Logistici; Giuliano Caselli - Tecnea
Italia; Gérald Cavalier - Groupe Tecnea Cemafroid; Bruno Cortecci - Commissione Onu Unece European Committee for Standardization - ANFIA Sezione Regime di freddo - Plastoblok;
Pasquale D’Anzi - MIT; Giuseppe Antonio D’Errico - SV Noleggio - Petit Forestier; Jean François Daher - Assologistica; Giuseppina della Pepa - Anita; Luca Destro - Rolfo ICE; Fausto
Fedele MIT; Franco Fenoglio - CdA Ferrovie dello Stato Italiane Holding; Enrico Finocchi - Albo Autotrasportatori; Olga Landol - TTS Italia; Antonio Malvestio - Freight Leaders Council;
Sandro Mantella - Beyonder parte di Industria Isotermica; Riccardo Manzini - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Massimo Marciani - Fit Consulting - Freight Leaders Council;
Fabrizio Ossani - Federtrasporti; Massimo Panagia - Francia Latticini; Massimiliano Perri - IVECO Mercato Italia; Giuseppe Perrotta - Consulente ed esperto in formazione; Cristina
Qirjaku - MIT; Gaetano Servedio - MIT; Umberto Torello - DIF (Distribuzione Italiana Food), Transfrigoroute Italia e TN Torello; Paolo Uggè - Conftrasporto; Fabrizia Vigo - ANFIA.
Del CTS fanno parte anche i componenti del board esecutivo di OITAF Clara Ricozzi Presidente; Lucia Saronni Presidente onorario; Giuseppe Guzzardi Direttore generale; Marco Comelli
Responsabile scientico
LCV
| LIGURIA
GE
LCV
IM
SP
| TRENTINO ALTO ADIGE
BZ
TN
| FRIULI VENEZIA GIULIA
GO
PN
1 IVECO 132
3 SCANIA 12
| VALLE D’AOSTA
TR
H-MCV
AO
SV
1 IVECO 48
H-MCV
UD
LCV
M-HCV
SR+R
| LAZIO
FR
| TOSCANA
CENTRO
AR FI GR LI LU PO PI SI PT
| ABRUZZO
CH
| PUGLIA
LT
AQ
RI
SUD
PE
RM
TE
VT
BA BT BR FG LE TA
| SICILIA
LCV
M-HCV
SR+R
| MARCHE
AN
| MOLISE
CB
AG CL CT EN ME PA RA SI TP
AP FM MC PU
IS
| CALABRIA
CZ
CS
Riservato ai partner e ai membri del CTS Oitaf
| SARDEGNA
CR
LCV
CA
LCV
NU
| CAMPANIA
RC
AV
VV
LCV
M-HCV
SR+R
BN
| UMBRIA
OR
CE
H-MCV
TR
SA
H-MCV
NA
| BASILICATA
MT
PG
PZ
SU
SA
|TOP BRAND PER CATEGORIA - QUADRIMESTRE 2026
LCV - VEICOLI LEGGERI
M-HCV - VEICOLI PESANTI
TOT 1.563
52
41 12
LCV
TOT 488
1 738
2 170
3 141
1 265
2 55
3 54
| FOCUS TOP BRAND PER CATEGORIA - APRILE 2026
211
45
M-HCV
17
SR+R - RIMORCHIATI
TOT 134
1 65
Un po’ di movimento in aprile
rispetto al trimestre precedente.
Nei leggeri Fiat scavalca Ford ma
non Mercedes-Benz, e rimane fuori
dal podio appannaggio di Iveco,
Ford e Mercedes. Situazione
speculare nei pesanti, ma il
protagonista del mese è DAF, che
scavalca Volvo e Scania. Anche in
questo caso il podio si cristallizza
però su Iveco, Volvo e Scania. Tra i
rimorchiati di cui abbiamo menzione
svetta ancora Schmitz Cargobull.
2
14
SR+R
N.D
17
2026 - Tutti i diritti riservati
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
Daher: ora interventi mirati
Il Segretario Generale di Assologistica, Jean-
François Daher ha rilasciato sul bollettino
OITAF un commento sulle problematiche
della logistica del freddo. “Negli ultimi anni
abbiamo toccato con mano l’esigenza di
interventi specici nel campo della logistica
del freddo, nel tempo molto trascurata.
Abbiamo tentato di sensibilizzare le
istituzioni già nel 2013, ma poi non è
successo niente. Siamo considerati
industriali, ignorando che in passato il frigorifero era chiamato
proprio ‘industria del freddo’, tant’è vero che si pagavano i
contributi dell’industria. Assologistica si impegna a lavorare
rafforzando la propria presenza territoriale e il dialogo con
competenze internazionali per valorizzare esperienze e best
practice già sperimentate in altri Paesi. È di primaria importanza la
possibilità di poter disporre di notizie e dati aggiornati per tutti
coloro che sono gli attori di una liera logistica delicatissima nel
suo complesso: dal produttore al trasportatore no all’utente nale,
cioè tutti noi. Il trasporto sicuro, ad esempio in un ambito come
quello della salute rappresenta uno degli aspetti determinanti dei
quali ci dobbiamo far carico, e studi approfonditi come quelli resi
possibili dal secondo libro bianco di OITAF ci consentono di
guardare con sicurezza e ducia nel presente e nel futuro, in un
ambito particolare del trasporto che acquisterà sempre maggiore
peso e consistenza, per la tutela dei diritti del consumatore”.
GS1, logistica ed extra costi di consegna
Il convegno annuale della GS1 Academy (custode, tra l’altro,
delle codiche univoche dei prodotti che si trovano per
esempio nei codici a barre), organizzato con la Fondazione
ECR, ha avuto come tema l’illustrazione della ricerca “I costi
nascosti della liera del largo consumo. Analisi dei costi
logistici della relazione produttori”. Il lavoro è stato realizzato,
con ECR, dal Centro di Ricerca sulla Logistica e il Supply Chain
Management della LIUC Università Cattaneo, sotto la guida del Prof.
Fabrizio Dallari, e dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico
di Milano con la direzione del Prof. Marco Melacini.
Sviluppando una metodologia ad hoc per isolare dai costi logistici legati
all’esecuzione dei processi le componenti di inefcienza, lo studio mostra che
in media almeno il 15% dei costi logistici relativi alle liere del fresco e il 20% di
quelle del secco derivano da inefcienze. La ricerca individua tali fattori, quasi
sempre imputabili a relazioni non ottimali tra gli attori della relazione.
I ricercatori sono stati bravissimi a catalogare i punti di attrito ma hanno
forse rinunciato ad approfondire i rapporti causa-effetto. Forse in quel
caso sarebbe stato possibile capire perché, apparentemente irrazionali,
le “inefcienze” e non inerenti alla liera persistono e si aggravano.
Magari la prossima volta. Qui la ricerca completa e la presentazione:
https://gs1it.org/chi-siamo/eventi/20260528-convegno-i-costi-nascostidella-liera/
Ehi Jack, mostrami l’orto
10 anni
Iveco rinnova la flotta de L’Orto di
Jack, azienda ortofrutticola
milanese. Presso la sede di Molteno
della concessionaria Tentori Veicoli
Industriali sono stati consegnati 17
eDaily che fanno parte di una
fornitura che ne comprende
complessivamente 27. I veicoli,
completamente elettrici, con doppia
batteria e sistema Fast Charge,
verranno destinati alle attività di
distribuzione di frutta e verdura nel
centro di Milano e nel suo hinterland.
Si tratta di tredici furgoni 38S14E
passo 3520L H2 con coibentazione
isotermica con gruppo frigo e quattro
cabinati 42S14E con passo 3450,
allestiti con box isotermico e gruppo
frigorifero elettrico. L’Orto di Jack è
una startup innovativa fondata nel
2017 da Giuseppe Carciati e
Giacomo Messina. L’azienda ha
saputo introdurre un approccio
moderno e tecnologico in un settore
tradizionale, digitalizzando l’intera
liera e trasformando la gestione
degli ordini grazie a un modello
omnicanale che integra ristorazione,
retail e vendita online.
Antonio Catalano, presidente del
Gruppo ha affermato: «Nel nostro
lavoro la catena del freddo è un
impegno quotidiano, che richiede
veicoli in grado di garantire
afdabilità assoluta e prestazioni
costanti in ogni momento della
giornata. L’eDaily si è dimostrato la
scelta più solida per assicurare la
qualità dei nostri prodotti lungo tutto
il percorso distributivo, unendo
efcienza e capacità di mantenere
condizioni termiche stabili anche
nelle fasi più delicate. Questa nuova
flotta rappresenta per noi uno
strumento concreto per continuare a
migliorare il servizio e sostenere la
crescita del nostro modello
logistico».
Patrocini
GRUPPO FEDERTRASPORTI
42 - 05 2026 www.vietrasporti-
oitaf.com
www.vietra-
Segreteria scientica
Marco Comelli
Cell. 347 8365191
segretariogenerale@oitaf.com
Segreteria operativa
Ornella Oldani
Via Conca del Naviglio, 37
20123 Milano
Tel. 02 89421350
segreteria@oitaf.com
Segreteria organizzativa eventi
Giovanna Thorausch
Tel. 02 89421350
gthorausch@accola.it
05 2026 - 43
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
ATP, ECCO LE ELABORAZIONI OITAF
GEN/MAG
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
| IMMATRICOLAZIONI - LE REGIONI PIÙ ATTIVE
Un aprile in linea con i mesi precedenti: ecco cosa raccontano i numeri
delle immatricolazioni ATP elaborati dal CED OITAF
| IMMATRICOLAZIONI GENNAIO - MAGGIO 2026
61
Lombardia
40
Lazio
33
Piemonte
GENNAIO
Lazio 65
Lombardia 61
Veneto 47
FEBBRAIO
Veneto 60
Lazio 47
Lombardia 47
MARZO
Veneto 76
Emilia R. 66
APRILE
Lazio 52
LCV
MAGGIO
Lombardia
Piemonte
Toscana
101
41
35
106
312
TOTALE
5 MESI
2.777
| ANDAMENTO MENSILE
33
42
142
376
22
135
433
GEN FEB MAR APR MAG
37
105
442
LCV M-HCV SR-R
33
116
443
LCV
Leggeri
2.006
72,2%
M-HCV
Pesanti
604
21,8%
| INDICE OITAF (1/26=100)
GENNAIO
100
GENNAIO
100
FEBBRAIO
124,2
FEBBRAIO
96,1
MARZO
130,8
MARZO
108,6
|
SR+R
Rimorchiati
APRILE
129,5
APRILE
100,9
167
6%
|
MAGGIO
131,3
2026 2025
Torna a stringersi la forbice con il 2025, a
causa dell’ottimo maggio dello scorso anno,
mentre quello 2026 è positivo ma stabile con
una tiepida richiesta di pesanti.
MAGGIOO
119,44
Tra T gli LCV la Lombardia si riprende di forza il titolo di regione più dinamica, il Veneto retrocede
sorpassato s anche dal ritorno del Piemonte, assente dal podio da gennaio.
32
14
8
Lombardia
Veneto
Toscana
GENNAIO
Lombardia 66
Veneto 14
Piemonte 13
FEBBRAIO
Il I Veneto arretra anche tra i medi e i pesanti, sorpassato dall’Emilia-Romagna che era frizzante già in
marzo. Lombardia sempre leader.
8
Lombardia
5
Sicilia
4
Piemonte
GENNAIO
Emilia R. 14
Lombardia 10
Campania 7
FEBBRAIO
Lomabrdia 36
Veneto 23
Emilia R. 14
MARZO
Emilia R. 5
Lazio 4
Lombardia 4
MARZO
Sempre loro tre, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia: si scambiano di posto ma sono le regioni più
dinamiche nei trainati. Ma il mercato è fiacco.
Lombardia 16
Veneto 15
APRILE
Emilia R. 16
Lombardia 9
APRILE
| TOP BRAND PER CATEGORIA - MAGGIO 2026
Toscana 11
Veneto/
2
Piemonte
M-HCV
SR+R
MAGGIO
MAGGIO
Lombardia
Emilia R.
Veneto
Emilia R.
Veneto
Lombardia
29
15
13
20
8
2
2
| CONTO PROPRIO E CONTO TERZI GENNAIO-MAGGIO 2026
60,7%
CONTO TERZI
39,3%
CONTO PROPRIO
Continua la lenta ma costante erosione del
conto proprio che questo mese perde altri due
decimi di punto.
53
178
63
15
49
20
INDUSTRIE
RIMORCHI
VERONA
2
26
N.D.
5
LCV
M-HCV
SR+R
Associazioni&Dintorni
Associazioni&Dintorni
Ricomincio da qui
Si apre una nuova stagione di confronto tra la rappresentanza
dell’autotrasporto e il Governo con l’auspicata riattivazione della
Consulta Generale. Tante le tematiche da affrontare con urgenza
Uniti per cosa?
Si fa un gran parlare di unità ma ci si deve chiedere se gli obiettivi
delle diverse associazioni che rappresentano il mondo del trasporto
siano veramente i medesimi. In questo mondo ci vuole più coraggio
a cura di Carlotta Caponi, Segretario Generale Fai
La riattivazione della Consulta Generale
dell’Autotrasporto e della Logistica rappresenta
uno dei risultati più signicativi emersi
dal confronto tra le rappresentanze del settore
e il Governo. Un risultato che assume un valore
particolare perché giunge al termine di una vertenza
che ha riportato l’autotrasporto al centro
dell’agenda politica nazionale e ha restituito al
comparto la centralità rivendicata da tempo.
Dopo oltre trent’anni un Presidente del Consiglio
ha incontrato ufcialmente le organizzazioni dell’autotrasporto,
riconoscendo il ruolo strategico
delle imprese che ogni giorno garantiscono la continuità
delle liere produttive, distributive e logistiche del Paese.
Dall’incontro sono scaturite misure economiche importanti,
ma soprattutto l’impegno a ricostituire uno degli strumenti
più rilevanti di confronto tra istituzioni e operatori.
Per la Fai, la Consulta non è soltanto un organismo consultivo.
Può e deve tornare a essere la sede nella quale costruire
una visione di lungo periodo per il settore, affrontando in
modo organico le grandi trasformazioni che interessano il
comparto e contribuendo a denire politiche capaci di rafforzarne
competitività, sostenibilità e attrattività.
Le questioni sul tavolo sono numerose. A partire dal riconoscimento
dell’autotrasporto come asset strategico del
Paese. Lo stesso Presidente del Consiglio, intervenendo
all’Assemblea di Confcommercio, ha richiamato il ruolo centrale
della logistica e del trasporto merci per la crescita economica
e la competitività dell’Italia. Un riconoscimento importante,
perché senza autotrasporto non esistono liere
efcienti, approvvigionamenti regolari e mercati competitivi.
Considerare il settore una vera infrastruttura strategica signica
anche tenerne conto nelle scelte economiche, industriali
e infrastrutturali del Paese.
Le questioni sul tavolo
Tra le priorità più urgenti vi è poi la carenza di conducenti
professionali. Una criticità ormai strutturale che richiede interventi
sulla formazione, sull’accesso alla professione, sulla
valorizzazione delle competenze e sul miglioramento delle
condizioni di lavoro. Rendere il settore più attrattivo signica
investire sulle persone, favorire il ricambio generazionale,
semplicare i percorsi di ingresso e garantire servizi adeguati,
a partire dalle aree di sosta sicure e attrezzate.
Altrettanto centrale è il tema delle infrastrutture. Le difcoltà
che interessano il Brennero e gli altri valichi alpini, le restrizioni
alla circolazione imposte da alcuni Paesi europei, lo sviluppo
dei corridoi TEN-T e il potenziamento di porti e interporti
incidono direttamente sulla competitività
delle imprese italiane. Si tratta di questioni che richiedono
una forte capacità di rappresentanza nelle
sedi decisionali nazionali ed europee e una strategia
condivisa che metta al centro l’interesse del
sistema produttivo italiano.
La transizione ecologica rappresenta un’altra sda
decisiva. La sostenibilità ambientale è un obiettivo
che il settore condivide, ma deve procedere insieme
alla sostenibilità economica. Per questo la FAI continua
a sostenere il principio della neutralità tecnologica,
valorizzando tutte le soluzioni disponibili,
dai biocarburanti all’elettrico no all’idrogeno, senza
imporre percorsi unici che rischino di penalizzare le imprese
e compromettere la competitività del sistema logistico.
Accanto a questi temi restano fondamentali la crescita dimensionale
delle aziende, la digitalizzazione, la semplicazione
amministrativa e la legalità della liera. Favorire aggregazioni,
innovazione e sviluppo manageriale signica
rafforzare la capacità competitiva delle imprese. Allo stesso
tempo, ridurre gli oneri burocratici e garantire trasparenza
negli appalti e corrette relazioni lungo la liera rappresenta
una condizione indispensabile per valorizzare chi opera nel
rispetto delle regole.
La riattivazione della Consulta offre oggi l’opportunità di affrontare
queste sde all’interno di una sede istituzionale stabile
e qualicata. Non rappresenta un punto di arrivo, ma
l’inizio di una nuova fase nella quale il confronto con le istituzioni
dovrà tradursi in politiche concrete e risultati capaci
di accompagnare l’autotrasporto nel futuro, riconoscendone
nalmente il ruolo strategico per l’economia, la logistica e
la competitività del Paese.
Temi che richiedono convergenza
Eppure esistono temi sui quali è giusto e doveroso cercare
convergenze: la sostenibilità economica delle imprese, la
carenza di personale, la fluidità nella circolazione delle
merci, il peso scale e regolatorio sul lavoro quotidiano, la
lotta alla concorrenza sleale e all’irregolarità. Su questi
temi, quando le posizioni sono costruite su dati e proposte
concrete, l’unità può diventare una forza reale.
Esiste però un rischio che chi ha responsabilità di impresa
o di rappresentanza conosce bene. E, purtroppo, nessuno
ne è immune: nel tentativo di mantenere tutti d’accordo, si
nisce per rinunciare al contributo migliore che si potrebbe
offrire. Si rallentano le decisioni, si abbassano le ambizioni,
si accettano compromessi che producono posizioni meno
efcaci pur di preservare equilibri consolidati.
Ma attenzione perché l’unità non può diventare un alibi per
evitare il cambiamento.
La rappresentanza non si misura dalla visibilità ottenuta
ai tavoli istituzionali. Si misura dalla capacità di trasformare
le esigenze delle imprese in risultati concreti. Le aziende
non hanno bisogno di chi descrive i problemi. Hanno bidi
Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP
Nel mondo delle imprese e della rappresentanza
si sente spesso ripetere una parola:
unità. «Dobbiamo essere uniti».
«Serve una voce unica». «Il settore deve presentarsi
compatto».
Sono affermazioni condivisibili ma raramente ci
fermiamo per porci la domanda che davvero conta:
uniti per fare cosa?
Troppo spesso l’unità viene intesa come l’obiettivo.
Si ha la sensazione che il semplice fatto di stare
insieme sia automaticamente sinonimo di efcacia.
L’esperienza, però, insegna che non è così.
Essere uniti non signica essere uguali. Non signica avere
le stesse idee, rappresentare gli stessi interessi o condividere
le stesse priorità. L’unità nasce quando soggetti diversi
decidono di collaborare per raggiungere un risultato comune.
E questo richiede chiarezza sugli scopi, non solo
buona volontà.
Nel nostro settore convivono realtà profondamente diverse:
grandi gruppi logistici, imprese familiari, operatori specializzati,
territori con esigenze distanti e organizzazioni con
visioni spesso divergenti. Ognuna con la propria storia, i
propri mercati, le proprie fragilità e le proprie ambizioni.
Pensare che tutti possano condividere sempre la stessa
agenda è semplicemente irrealistico.
sogno di chi anticipa i cambiamenti, costruisce
soluzioni e le prepara alle sde prima che diventino
emergenze. Perché un’impresa non cerca un
osservatore, ma un alleato capace di fare la differenza.
Questa è la sda che ogni organizzazione moderna
di rappresentanza dovrebbe porsi. È anche la
strada che Fiap ha scelto di percorrere: non per
difendere rendite di posizione, ma per investire in
competenze, innovazione e visione strategica a
servizio dell’intero sistema logistico italiano.
Perché rappresentare le imprese signica avere
il coraggio di dire cose scomode, proporre strade
nuove e assumersi la responsabilità delle posizioni
che si sostengono.
La leadership non consiste nel mettere tutti d’accordo.
Consiste nell’avere il coraggio di indicare una direzione, assumersi
la responsabilità delle scelte e costruire risultati.
Il futuro del trasporto e della logistica non si costruisce difendendo
gli equilibri del passato.
Si costruisce preparando le imprese alle sde di domani.
Ciò che conta davvero è dove si sta andando.
46 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
07 2026 - 47
Leggi, aziende, lavoro
Legale
È colpa sua
Se il comportamento del dipendente causa all’azienda un danno
economico e perdita d’immagine si può procedere al licenziamento
per giusta causa. Una sentenza della Cassazione entra nel merito
Da manuale
La sentenza della Corte di Appello che
fa luce sulla corretta applicazione
del Contratto di trasporto internazionale
La rubrica è curata da Pasquale Dui,
avvocato, professore a contratto di diritto del lavoro,
revisore legale e giornalista pubblicista.
Ci sono licenziamenti disciplinari che nascono
da un gesto clamoroso: un furto,
un’aggressione, una falsicazione. E poi
ci sono quelli più silenziosi, meno scenograci,
ma non meno gravi: ritardi ripetuti, lavoro fatto
male, consegne mancate, insofferenza verso le
regole aziendali, no a compromettere il rapporto
con un cliente strategico.
La Cassazione n. 13722 dell’11 maggio 2026 appartiene
a questa seconda categoria. E proprio
per questo è interessante per il mondo delle imprese, anche
del trasporto e della logistica, dove il cliente non compra
soltanto un servizio, ma puntualità, afdabilità, coordinamento
e capacità di rispettare tempi e procedure.
Il caso riguarda un analista tecnico, dipendente della X,
impiegato presso la sede del Ministero del Lavoro per
attività collegate a una commessa del cliente Y.
Secondo quanto accertato nei giudizi di merito, il lavoratore
ha accumulato ritardi sistematici nell’inizio
dell’attività, anche fino a cinque ore, non ha rispettato
le scadenze, ha disatteso direttive tecniche
e prodotto un lavoro ritenuto inadeguato. Il risultato
finale non è stato un semplice malumore
aziendale: Y ha manifestato pesanti rimostranze,
sino a compromettere future
collaborazioni e a determinare la risoluzione
anticipata del contratto di appalto, con danno
economico e d’immagine per la datrice di lavoro.
Il lavoratore ha, però, impugnato il licenziamento
contestando, tra l’altro, la mancata ammissione
di alcune prove, la valutazione degli
addebiti e la sproporzione della sanzione. Il
ricorso è stato respinto dalla Cassazione.
Il primo punto chiarito dalla Corte è processuale,
ma molto concreto: il diritto alla prova non
signica diritto a far esaminare tutti i testimoni
desiderati. Il giudice può selezionare le prove rilevanti
e ridurre le liste testimoniali, se ritiene
già sufcientemente chiarito il quadro.
Il secondo passaggio è ancora più importante.
La giusta causa di licenziamento,
prevista dall’art. 2119 c.c., è una clausola
generale. Non vive nel vuoto: si riempie
di contenuto guardando ai fatti concreti,
48 - 07 2026
alla posizione del lavoratore, alla gravità dell’inadempimento,
al danno provocato, alla lesione del
vincolo duciario.
Nel caso esaminato, il fatto non era un ritardo isolato
o una prestazione imperfetta. Era un insieme
di comportamenti ripetuti che, nella valutazione
dei giudici di merito, avevano mostrato una “profonda
indifferenza” e una “aperta insofferenza”
verso i doveri di diligenza e correttezza. La formula
è dura, ma efcace: quando il dipendente tratta
tempi, procedure e cliente come fastidi collaterali,
il problema non è più solo organizzativo. Diventa
duciario.
Rispondere all’azienda
La sentenza colpisce perché ribadisce un principio spesso
dimenticato: il lavoratore non risponde solo di ciò che fa
dentro il perimetro interno dell’azienda. Quando opera
su una commessa, presso un cliente o in un appalto,
rappresenta anche l’afdabilità dell’impresa.
La sua negligenza può diventare perdita reputazionale.
E, in certi settori, la reputazione è merce
fragile: si costruisce in anni, si perde in una mail di
reclamo.
Attenzione, però: la decisione non
autorizza licenziamenti facili.
Non ogni errore, ritardo o disservizio
giustica l’espulsione.
Serve una prova seria,
una contestazione precisa e
una valutazione proporzionata.
Qui la Corte valorizza un quadro
complessivo: ritardi sistematici,
direttive tecniche
disattese, lavoro inadeguato,
rimostranze del cliente, danno
economico e d’immagine, perdita
della commessa.
Il messaggio per le aziende è chiaro: se il cliente se
ne va per colpa del dipendente, il licenziamento può
reggere, ma solo se la catena dei fatti è documentata.
Il messaggio per i lavoratori è altrettanto netto:
puntualità, diligenza e rispetto delle procedure non
sono formalità burocratiche. Sono parte essenziale
della prestazione.
In fondo, questa ordinanza dice una cosa semplice:
non serve rubare un camion per rompere il rapporto
duciario. A volte basta far deragliare, giorno dopo
giorno, il rapporto con il cliente.
www.vietrasportiweb.it
a cura di Maria Cristina Bruni e Chiara Caponegro
In questa puntata della nostra rubrica entriamo nel merito
della Convenzione relativa al contratto di trasporto internazionale
di merci su strada attraverso la Sentenza
della Corte di Appello di Messina 229/2026. La controversia
riguarda un trasporto di succo d’arancia con contestazione
di avaria per fermentazione durante l’esecuzione del trasporto,
nell’ambito di un rapporto di spedizione-trasporto
sfociato in opposizione a decreto ingiuntivo decisa in primo
grado dal Tribunale di Barcellona P.G.
L’appellante è il mittente/venditore, mentre l’appellata è il
vettore/spedizioniere internazionale. In appello, il mittente
ha chiesto di accertare la responsabilità del vettore per
l’avaria di nove lotti, la revoca del decreto ingiuntivo afferente
noli e spese sostenute dal trasportatore e la condanna
al pagamento di complessivi 237.356,42 euro (comprensivi
di costi di trasporto, valore della merce e costo di
distruzione di un lotto). Il vettore ha quindi chiesto il rigetto
del gravame e, in subordine, la riduzione dell’eventuale risarcimento
nei limiti legali nazionali e sovranazionali, deducendo
comunque l’assenza di dolo o colpa e invocando
cause di esonero connesse a ritardi a lui non imputabili.
Chi ha vinto? Ebbene, se il Tribunale di primo grado ha rigettato
l’opposizione e non ha accolto la domanda riconvenzionale
dell’opponente, la Corte d’Appello ha invece rigettato
integralmente la richiesta.
Elementi certi
La Corte ha confermato la motivazione di primo grado circa
la ‘mancanza di un accertamento tecnico’ volto a individuare
le cause del deterioramento del prodotto, ritenendo non dimostrato
il nesso causale tra il trasporto e la fermentazione
dedotta. Gli esiti microbiologici hanno rilevato una ‘situazione
igienica anormale’ dei lotti al momento della consegna
al vettore; la conformità dei valori di etanolo e acido lattico
alle linee guida non è stata ritenuta sufciente a escludere
un processo fermentativo in atto, disattendendo la lettura
difensiva dell’appellante secondo cui l’osservazione riguardava
solo lo ‘stato esterno’ dei campioni. In sostanza, secondo
la Corte non vi sono elementi certi per affermare
che la contaminazione si sia vericata in fase di trasporto.
Rigettata, dunque, la domanda risarcitoria.
La Corte ha poi reputato legittima l’applicazione dell’esimente
di cui all’art. 17 della Convenzione di Ginevra del
1956 (CMR) in forza del principio iura novit curia, potendo
il giudice applicare la norma internazionale anche in assenza
di espressa istanza di parte.
Risulta che il vettore avesse avvisato il mittente dei rischi
www.vietrasportiweb.it
del trasporto ferroviario e che i ritardi nella consegna furono
dovuti a eventi imprevedibili (frane e scioperi del personale
ferroviario). Gli stessi rientrano nella nozione di caso fortuito
ex artt. 1686 e 1693 c.c., escludendo l’inadempimento del
vettore e giusticando l’esonero ai sensi dell’art. 17, comma
2, CMR; inoltre, per la natura deperibile della merce, la Corte
ha richiamato anche l’art. 17, comma 4, lett. d), CMR sui
rischi particolari. Ha escluso, inne, l’applicabilità delle limitazioni
di responsabilità di cui all’art. 18, commi 4 e 5,
CMR per difetto dei relativi presupposti.
Le dichiarazioni testimoniali rese da dipendenti del vettore
non sono state ritenute inattendibili per la sola loro qualità
soggettiva di lavoratori subordinati; il giudice ha valutato
il quadro probatorio, ritenuto sufciente a fondare la decisione.
Le ulteriori richieste istruttorie dell’appellante sono
state ritenute irrilevanti rispetto ai punti decisivi.
La decisione evidenzia chiarezza sul riparto dell’onere della
prova: la Corte ha richiesto prova puntuale dell’insorgenza
del danno ‘nel’ trasporto e ha valorizzato gli esiti microbiologici
che indicavano una condizione igienica anomala al
momento della consegna al vettore, respingendo letture
parziali dei referti e collocando correttamente l’incertezza
probatoria a carico dell’attore-appellante.
La sentenza evidenzia anche una corretta sussunzione
nelle esimenti CMR e nel diritto interno: frane e scioperi
sono qualicati come circostanze imprevedibili e inevitabili,
idonee a escludere l’inadempimento e a fondare l’esonero
ex art. 17, comma 2, CMR, con richiamo coerente agli artt.
1686 e 1693 c.c.; la natura deperibile del bene giustica
l’ulteriore riferimento all’art. 17, comma 4, lett. d) CMR.
La conferma del rigetto dell’appello discende logicamente
dall’assenza di prova sull’insorgenza dell’avaria durante il
trasporto e dalla ricorrenza delle esimenti.
Nel complesso, la decisione si distingue per il rigoroso utilizzo
delle evidenze tecniche, la corretta applicazione coordinata
della CMR e delle categorie civilistiche interne sul
caso fortuito, e per una motivazione chiara che rafforza la
prevedibilità degli esiti in una materia come quella della
responsabilità vettoriale per merci deperibili in presenza
di ritardi dovuti a eventi eccezionali e non evitabili.
La rubrica è curata da Maria Cristina Bruni e Chiara
Caponegro, avvocati dello Studio legale associato
EurAmbrosiano di Milano.
Maria Cristina Bruni, Senior Partner e giornalista
pubblicista, ha un’esperienza consolidata in diritto
dei trasporti interno e internazionale e pluriennale
nel settore del diritto del lavoro.
Chiara Caponegro, Senior Lawyer e data protection ofcer, ha un’esperienza
pluriennale nel diritto del lavoro, previdenziale e sindacale. Opera inoltre
nel settore del diritto dei trasporti.
Allestimenti
Allestimenti
È lui o non è lui?
La rete dei centri autorizzati LeciTrailer in Italia
è piuttosto vasta. Al Nord abbraccia dal Cuneese
alla Bergamasca (da Dieselcar by Finazzi che
ha in carico pure gli Schmitz), si passa poi al
Centro, dove uno dei rivenditori è la One Trailer,
per finire al Sud e alla Sicilia.
Tuttavia, ai più attenti non sarà sfuggita la presenza
di un semirimorchio frigorifero sullo stand
delle Officine Cailotto che, pur specializzati nell’assistenza
dei veicoli refrigerati, non compaiono
per il momento fra i centri autorizzati ufficialmente
da LeciTrailer.
FRIGORIFERO EVOLUTION
Lunghezza
13,60 m
Larghezza
2,60 m
Altezza
4,00 m
Altezza ralla telaio cabinato
1.100 mm
Tara senza gruppo frigo
7.600 mm
Altezza interna
2.650 mm
Spessore pareti
65 mm
Spessore tetto
85 mm
Densità 40 kg/m 2
Pneumatici 385/65 o /55 R22.5
Gli highlights di LeciTrailer
L’armada di Spagna
Il costruttore della provincia di Saragoza ha aflato le armi
per conquistare spazio fra i rimorchiati in Italia. Puntellando l’offerta
da sotto con le furgonature Ega per i commerciali leggeri
di Danilo Senna
La carrozzeria spagnola LeciTrailer si è recentemente
presentata al pubblico del
Transpotec attraverso la sua emanazione
italiana, un ufcio che ha sede a Castelnuovo
Veronese a cui rispondono i venditori che si
spartiscono il territorio della Penisola. Sotto i riflettori
della Fiera di Milano c’era un semirimorchio
frigorifero della serie Evolution, massima
espressione dell’allestitore nell’ambito delle furgonature
a temperatura controllata.
L’offerta LeciTrailer è in realtà molto articolata,
solo fra i refrigerati ci sono anche i City Trailer
da 10 e 11,25 metri a due assi, oltre agli alleggeriti
o a quelli specici per il trasporto farmaci;
non mancano nemmeno i bipiano e i megatrailer
appoggiati su telai con ralla per le combinazioni
nordiche da 20,25 metri.
Tornando giù da noi
Non possono mancare gli spondati e i centinati
che sono però prodotti più scontati (dal punto
di vista tecnico) e con parecchia concorrenza
qui in Italia.
Più singolare e interessante, allora, il portacontainer
pneumatico che sfrutta la forza dell’aria
(con compressore a bordo) per adattarsi a varie
dimensioni dei box da trasportare. Nella sua
congurazione più compatta, accoglie container
da 20 a 30 piedi a lo barra posteriore, mentre
allungato ne ospita due da 20’ e allunga il
collo per i 45 piedi e prevede altre soluzioni intermedie.
A completare la famiglia i portacontainer
ssi, alleggeriti o, viceversa, rinforzati. La
scelta degli assali è molto variegata e vede anche
qui la convivenza fra gli altri, di Bpw e Valx
(ne riparliamo nell’articolo dedicato a Nivalis,
fra qualche pagina). Volendo, nel catalogo
Lecitrailer ci sono anche i pianalati e i ribaltabili,
sempre costruiti nella provincia di Saragoza.
Salendo invece in Navarra e scendendo di dimensione
no ai veicoli commerciali entra in
scena Ega, altro allestitore ispanico che in orbita
LeciTrailer dal 2013. Quello visto sotto i riflettori
a Milano era un Iveco Daily con furgonatura City
Light IR, sufsso che sta per isotermico rinforzato.
È realizzato con pannelli sandwich in poliuretano
da 74 millimetri di spessore e rivestimento
esterno in vetroresina. La gamma Ega
City offre un'ampia gamma di opzioni, dalle porte
laterali con cerniere esterne o incassate, alle
paratie divisorie sse o mobili, e vari sistemi di
ancoraggio del carico.
Il frigorifero Evolution
con la sua scheda
tecnica.
A sinistra
il portacontainer
ad allungamento
pneumatico
che fa angolo
con il furgone
refrigerato City Light.
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Allestimenti
Allestimenti
Esse doppia e lunga
Le idee possono anche essere buone, ma poi
se nessuno ci crede, è difficile che attecchiscano.
Viceversa se a crederci è un marchio
di cui tutti si fidano, allora il gioco è fatto.
Parliamo di Esselunga, il gigante della grande
distribuzione, che non ha certo bisogno di referenze
per presentarsi. Ed è stato un gran
colpo per Multitrax convincerla che un semirimorchio
a due piani poteva essere un affare
per tutti. Per Italtrans, il vettore, che così risparmia
sugli autisti, se bastano due camion
invece di tre a fare la stessa consegna di merci.
Per l’ambiente, che riceve meno emissioni
gassose a parità di portata. Esselunga può
vantarsene coi suoi clienti, vendendo sostenibilità.
Alla Multitrax la soddisfazione di aver
piazzato un articolo che in Italia non è mai
stato troppo considerato, ma che ha indubbiamente
delle potenzialità.
Alla Multitrax non si fermano mai
Avanti un passo
Dalla vendita al noleggio, dalla strada ai campi, dai brand generalisti
alle nicchie di mercato. L’importatore di Cremona non smette
di innovare il portafoglio prodotto e di esplorare nuove possibilità
Lo stand
al Transpotec
celebrava i trent’anni
della Multitrax.
Qui a destra
un semirimochio
Burger fresco
di ricondizionamento.
Più in basso, eccola
presente ai Farming
Days di Caravaggio
(Bergamo).
di Danilo Senna
Se il padre Rinaldo Maggi aveva fondato
la Multitrax nel 1996, i fratelli Andrea e
Alberto hanno saputo farla crescere.
sempre con una certa attenzione alla comunicazione,
attività tutt’altro che consueta nel settore
degli allestimenti.
Ma procediamo con ordine, perché tante sono
state le evoluzioni dell’offerta prodotti nel corso
di questi trent’anni. Per esempio, è stato abbandonato
il prestigioso marchio Kögel quando
si è realizzato che in quel settore troppa era
la concorrenza e risicati i margini di guadagno.
Ma allo stesso tempo sono stati cercati semirimorchi
più particolari e specializzati, ad alto
valore aggiunto. Come le cisterne Ffb Feldbin–
der, oppure i piani mobili Kraker o, ancora, i portacontainer
e le cisterne D-Tek. Oggi l’importazione
può contare anche sui piani mobili
Kraker, sui pianali Doll e sui generatori per frigocontainer
Genmark.
Bastava guardarsi attorno
Chi è stato a Cremona sede dell’azienza dei
Maggi non può non aver realizzato che si trova
esattamente in centro alla Pianura Padana, ovvero
la fattoria più grande d’Italia. Non ci voleva
molto a comprendere che tutta quella terra coltivata
aveva necessità di trasporto, così la
Multirax ha afancato una linea di prodotti specici
Agri ai consueti rimorchiati stradali.
Fra i primi a credere nel noleggio, oltre che sulla
vendita del nuovo, ora i Maggi si vedono inseguiti
da quasi tutta la concorrenza in questo approccio
al mercato. E così se ne sono inventati un’altra:
il revamping dei semirimorchi, a cominciare
dai bipiano Burgers. Di questi furgonati belga ne
circolano parecchi nell’Europa Continentale e
del Nord, molti meno qui da noi. Ma la clientela
comincia a capirli. Cosa c’è di meglio per convincerli,
se non offrirgli un veicolo del tutto ricondizionato?
A questo aggiungete che la Multirax
non si perde un Salone o una Fiera, che sia internazionale
o di paese, per farsi conoscere. E questo,
evidentemente, paga.
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Componentistica
Allestimenti
Beyonder
Freddo su misura
Dalla provincia di Salerno arriva un nuovo modello industriale nalizzato
alla realizzazione di termoformati OEM con kit isotermici ad alte
prestazioni pronti per l’installazione. Meno sprechi, più efcienza
di Roberta Cannone
La componentistica specializzata è il banco
di prova della ricerca e dell’innovazione,
soprattutto in settori in continua evoluzione,
anche in relazione alle nuove speciche
UNECE, nel settore del refrigerato, dell’ATP, con
una rinnovata attenzione all’abbattimento di
sprechi e residui e alla sostenibilità.
È in questo scenario che nasce Beyonder, nuova
realtà industriale italiana con sede a Palomonte,
in provincia di Salerno, guidata da Sandro
Mantella, gura molto conosciuta e apprezzata
per il suo trascorso come importatore del marchio
Lam beret. Beyonder rappresenta quindi il
risultato di oltre vent’anni di esperienza nel settore
dei termoformati, e si presenta come la prima
piattaforma industriale europea dedicata
alla produzione di componenti OEM con un processo
integrato e automatizzato.
Due linee produttive, la prima installata nel 2022
e la seconda attiva dal 2025, costituiscono l’ossatura
di un impianto pensato per garantire precisione,
ripetibilità, volumi elevati e controllo
dell’intero ciclo. Con il supporto tecnologico di
Self Group Comi, Beyonder ha costruito un modello
industriale brevettato a livello internazionale,
esteso in 43 Paesi, che punta a trasformare
la termoformatura in uno standard produttivo
globale. Al centro i pannelli in ABS per
veicoli commerciali, camper e ambulanze, con
superci robuste, qualità costante e materiali
riciclabili.
La tecnologia che fa la differenza
Il cuore dell’innovazione è un processo proprietario
che combina termoformatura di fogli ABS,
rilatura di precisione e schiumatura poliuretanica.
In pratica, il foglio plastico viene modellato
secondo le precise misure interne del veicolo,
rilato e poi accoppiato a un materiale isolante
in grado di assicurare prestazioni termiche elevate.
Il risultato è un kit pronto per l’installazione,
realizzato con un ciclo completamente automatizzato.
Questa logica riduce le lavorazioni manuali, migliora
la costanza qualitativa e rende il prodotto
replicabile e adattabile. La tracciabilità dei componenti,
la riduzione degli scarti e la possibilità
di standardizzare il montaggio sono aspetti cen-
trali del progetto, e dimostrano come Beyonder
non lavori sul singolo pezzo, ma su un sistema
industriale capace di portare efcienza sia in
fabbrica che nelle fasi successive. Le linee produttive
assicurano tempi rapidi, controllo dimensionale
e continuità delle superci.
Diverse le famiglie di prodotto: Beyonder Prote -
ction, dedicata al rivestimento interno dei veicoli
commerciali; L’ Healthcare, in sviluppo per il settore
sanitario; Beyonder Habitat, pensata per
camper e motorhome; e Insulation, destinata
al trasporto a temperatura controllata.
Una nuova frontiera per l’isotermico
È proprio nei veicoli isotermici che la tecnologia
Beyonder trova una delle applicazioni più signi-
cative. I kit ATP trasformano il vano di carico
in un ambiente isolato, adatto al trasporto di
merci sensibili alla temperatura, dai freschi ai
surgelati dai farmaci alle opere d’arte.
La combinazione tra la plastica termoformata
e schiuma poliuretanica permette di ottenere
superfici continue, prive di spigoli marcati, più
semplici da pulire e più adatte a un utilizzo
professionale. Il sistema dichiara prestazioni
superiori del 25 per cento rispetto ai limiti dell’isolamento
rinforzato. Ciò significa minori
dispersioni, migliore mantenimento della temperatura
e, di conseguenza, un contributo alla
riduzione dei consumi energetici. Il vantaggio
è particolarmente rilevante per i veicoli elettrici,
dove ogni richiesta di energia incide sull’autonomia.
L’installazione rapida e standardizzata consente
inoltre di semplicare il lavoro degli allestitori
e di rendere il kit fruibile in mercati con differenti
caratteristiche. Le prime applicazioni, già avviate
dal 2024, riguardano modelli come Fiat
Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel
Movano e Toyota Proace Max, con ulteriori
estensioni previste su altri veicoli commerciali
no al 2027. In un comparto che chiede efcienza,
sostenibilità e tempi certi, l’azienda propone
così un modo nuovo di intendere l’allestimento
isotermico: non più intervento artigianale
caso per caso, ma piattaforma industriale pronta
a crescere insieme alle esigenze della logistica
moderna.
La linea produttiva dei
pannelli termoformati
e un particolare
all’interno dello
stabilimento
salernitano
di Beyonder
(nell’immagine aerea
della pagina
precedente).
Sotto, un vano
isotermico per LCV:
assenti soluzioni
di continuità
nei pannelli e nei punti
di nitura.
Il sistema Beyonder
abbatte i tempi
di realizzazione,
gli scarti e gli sprechi.
Quattro le linee
prodotto: Protexion,
Healthcare, Habitat,
Insulation.
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Primevisioni
Primevisioni
La preview Iaa della Zf
Tradizione rispettata
Il componentista bavarese afla le armi in vista del Salone di Hannover.
Fra software, intelligenza articiale e componenti elettronici, resiste
un po’ di meccanica pura, come la trasmissione Traxon Hybrid 2
di Danilo Senna
Ogni volta che in vista c’è l’Iaa di Hannover,
la Zf ci tiene a mostrare i muscoli in anteprima,
una sorta di preview che il colosso
di Friedricshafen concede ai giornalisti
per ricevere in cambio una visibilità non condivisa
con tutti gli altri componentisti del Salone.
Missione compiuta anche in questo 2026. Sono
ormai anni che alla Zf stanno cercando di sostituire
o, meglio, di integrare il core business
delle trasmissioni con componenti legati all’elettromobilità,
software e servizi inclusi. E non solo
connessi strettamente ai veicoli, ma anche al
loro ambiente di lavoro. Per esempio, la prima
stazione che abbiamo visitato simulava una
vera ribalta di una qualunque logistica, dove il
camion in retromarcia grazie a telecamere e
sensori veniva preso in consegna dall’intelligenza
articiale di un computer, per evitare errori
da parte dell’autista e degli altri operatori al carico/scarico.
Insomma: più sicurezza per tutti.
Lo stesso tema lo abbiamo visto declinare nella
frenata automatica d’emergenza, in presenza
di pedoni e bambini che possano interferire con
la traiettoria del camion, o del suo rimorchio
eventualmente. Tutte evoluzioni di radar e lidar
già presenti su alcuni veicoli odierni. Ci sono,
poi, gli ammortizzatori Cdc (continuos damping
control) che ormai da diverse stagioni vengono
riproposti per migliorare l’assetto dei veicoli in
curva, senza penalizzare il confort.
Nella pagina accanto il modulo ibrido flangiato
in testa al Traxon. Qui, in senso orario, lo Stralis
che lo montava. Poi, un carro in avvicinamento
automatico alla ribalta. Segue, qui sopra, il Daf
XF (serie precedente) con il motore Cetrax 2
migliorato. Chiude, a lato, l’S-Way che ‘vede’
i pedoni intorno a sé e frena di conseguenza.
Sotto, pure il rimorchio può essere ibrido.
A volte ritornano
Nonostante l’elettricazione proceda, magari
non speditamente come raccontato, il sogno
dell’ibrido applicato al camion è ancora vivo.
Non un inedito assoluto, da che era previsto
persino per l’AsTronic, prima vera trasmissione
automatizzata di Zf, risalente a una trentina di
anni fa. Riproposta sul Traxon del 2008, insieme
al doppia frizione e ad altre opzioni ugualmente
sparite dai radar, non se ne è poi saputo più nulla:
del resto il compito del componentista è
quello di proporre soluzioni, poi sono i costruttori
ad adottarle o meno. Fatto sta che, oggi,
l’ibrido torna nell’aggiornamento step 2 con rinnovate
ambizioni. Giocherà a suo favore la politica
della riduzione delle emissioni, come il
sempre più diffuso divieto d’accesso alle grandi
metropoli. Con un sovraprezzo del 25% promette
un abbattimento dei consumi di almeno la
stessa percentuale, a salire in funzione della
capacità di batterie installate (che Zf non fa e
rimangono a scelta del cliente). Noi abbiamo
provato un trattore con semirimorchio che nascondeva
il marchio Iveco, ma non le inconfondibili
forme della cabina Stralis ultima serie.
Montava il Cursor 11 che non esiste più, ma
che ha molto senso se accoppiato a una macchina
elettrica che ne irrobustisce la ‘schiena’:
195 kW di potenza continua e 220 di picco, nché
le batterie, scalabili da 100 a 200 kWh, lo
consentono. In ogni caso sarebbero sufcienti
per le manovre e per attraversare qualunque
città da parte a parte senza mai accendere il
termico: potrebbe portare il camion sul lo dei
90 km/h per farci come minimo un centinaio
di chilometri, considerando le basse andature
urbane e i rallentamenti che massimizzano il
recupero di energia, ce n’è più che sufcienza
per scavallare qualunque zona a ‘emissioni
zero’. E, poi, si può sempre ricaricare alla spina,
visto che sarà offerto come plug-in.
L’abbiamo testato, vicino ad Hannover sulla pista
che fu della Wabco (incorporata da Zf nel
2016), dove c’era anche un Daf con il motore
Cetrax 2. Cosa aveva di nuovo, dato che gli elettrici
degli olandesi sono già a listino con quella
cinematica? Un’evoluzione del software per far
dialogare meglio l’accoppiamento dei due motori
nei cambi marcia. Dettagli, insomma.
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Allestimenti
Si dice CHE
a cura di
Giuseppe Guzzardi
Nivalis lo fa ibrido
Pensando in verde
IN FABBRICA
A MADRID GLI
IVECO HEAVY
L’efcienza del trasporto passa anche per
i rimorchiati, specie i più energivori come
i frigoriferi. E se davanti c’è un elettrico...
In apertura
il semirimorchio
furgonato L’Idealcar
con assali Valx.
Qui a destra
il semirimorchio
Tip con il tetto
ricoperto
di pannelli solari.
Sotto lo schema
dei componenti.
Quando il semirimorchio «guadagna» un
motore non è per andare in giro da solo,
ma per alleviare lo sforzo del trattore. Il
che, tradotto in cifre, secondo Nivalis che ne è
l’elettricatore, signica risparmiare nanche
7mila litri di gasolio all’anno.
La magia parte da un assale Bpw, generalmente
il centrale del tridem, che invece di essere folle,
guadagna uno o due motori elettrici da 50 kW
di potenza di picco. Sono incaricati soprattutto
di recuperare l’energia in rilascio o in discesa
(come un rallentatore elettromagnetico), per
convogliarla poi alle batterie d’accumulo da 60
KWh sistemate nell’area del porta pallet. Da qui
si va ad alimentare il gruppo frigorifero, con il
contributo anche dei pannelli solari sul tetto per
3,7 kWp, o di una persa a 32 Ampere durante
le soste notturne. Il tutto gestito da un inverter
inserito nel sistema a 400 Volt. In Germania, di
questi semirimorchi, ce n’è già uno all’interno
della flotta Tip per un progetto pilota.
Il tandem perfetto
Certo l’ideale sarebbe l’accoppiamento con un
trattore elettrico che, così, può riservare tutte
le sue batterie per massimizzare l’autonomia
del camion, invece che condividerle con le necessità
dell’allestimento. Quella che si è vista
al Transpotec di Milano, invece, era una furgonatura
L’Idealcar, con gruppo frigo esterno
Ecooltec integrato nella testata del semirimorchio,
ma stavolta con assali Fuwa-Valx, sempre
con il centrale elettricato. L’ha commissionato
l’ofcina Alberti di Bergamo.
Il polo Iveco di Madrid rappresenta l’unico
impianto in Spagna dedicato ai veicoli
commerciali pesanti, rifornendo mercati
strategici globali come Germania, Italia,
Turchia e la stessa penisola iberica. La
struttura si estende su 374.000 metri
quadrati e ospita una catena di montaggio
principale lunga un chilometro. Il vero punto
di forza è l’estrema personalizzazione:
partendo da 267 versioni base e combinando
oltre 2.800 varianti, la fabbrica può realizzare
quasi 40.000 configurazioni differenti. Questo
livello di sartorialità industriale fa sì che un
modello identico venga assemblato appena
tre volte nell’arco di un intero anno.
“Ogni camion che costruiamo è
essenzialmente un modello unico,
realizzato su misura per soddisfare requisiti
specifici”, afferma José Manuel Jaquotot,
direttore degli stabilimenti Iveco di Madrid e
Valladolid. “Ogni veicolo ha un identificativo
unico che ci permette di tracciarlo dalla
produzione della cabina a Valladolid fino
all’assemblaggio finale a Madrid,
garantendo piena tracciabilità e qualità.”
Gruppo frigo
CONTRIBUISCE
ANCHE IL SOLE
Pannelli
fotovoltaici
Batterie
e inverter
Assale
elttricato
HUB
DHL
ACCUMULA
DHL Supply Chain sta realizzando un
nuovo polo a Holtum, in Olanda.
L’infrastruttura, dedicata alla gestione di
sistemi di accumulo e di celle energetiche,
disporrà di una superficie di 17.000 metri
quadri per il magazzinaggio e la
lavorazione di accumulatori AV, e opererà in
sinergia con il prospicente polo dedicato
all’auto, dando vita a un campus integrato
per l’elettromobilità.
L’avvio delle attività industriali è
programmato per l’inizio del 2027.
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CONSEGNE
CONSEGNE
DAF 30 XB A VRENT
E UN XG A D’INNOCENTI
Doppio colpo per il marchio olandesestatunitense.
Bella commessa da parte del
noleggiatore VRent, con 30 XB, e il Gruppo
D’Innocenti, all’esordio con DAF che ha
inserito in flotta un XG 480.
D’Innocenti è specializzato nelle consegne
express, e si articola su tre società, guidate
dai figli del fondatore Massimo: Ste.Ma
Trasporti, Nord Roma Terminal, DSD
Trasporti.
I veicoli di VRent I veicoli - allestiti con
furgonatura in alluminio e sponda idraulica -
sono stati progettati per le esigenze
operative di aziende impegnate nei
collegamenti tra aeroporti, hub logistici e
centri di smistamento. Una parte della flotta
è già in servizio, utilizzata da MDL Srl,
azienda specializzata nella logistica e nei
servizi di corriere.
RENAULT TRUCKS AVANTI SAVIOLA
Sei motrici «T» in configurazione sei per due 480 Cv,
di cui 4 con sistema scarrabile abbinato e gru a ragno,
gli due mantengono la stessa base meccanica ma
sfruttano unicamente l’impianto scarrabile.
A completare la consegna due trattori stradali «T High»
in configurazione quattro per due, spinti dalla
medesima motorizzazione.
IVECO-1 12 S-WAY
AL GRUPPO
T-TRANSPORT
IVECO completa la fornitura di 12 stradali
S-Way a T.Transport, società mantovana e
veronese del Gruppo Boldrini specializzata
nella logistica per la GDO.
I nuovi trattori stradali, AS440S50T/P
contraddistinti da una livrea blu, portano la
flotta aziendale a 90 veicoli impiegati nei
trasporti commerciali sul territorio
nazionale. La consegna dei mezzi è
avvenuta a Verona, nella Officine Brennero,
con la partecipazione del proprietario
dell’azienda Alessandro Boldrini e del
responsabile commerciale IVECO Diego
Moreschi.
IVECO-2 G.T.S.,
CONSEGNATI GLI
ULTIMI 6 DI 15
Iveco ha ultimato la consegna di un lotto
di 15 veicoli industriali a SGL, società
controllata dal Gruppo G.T.S.,
specializzata nella movimentazione
intermodale delle merci.
Il passaggio delle ultime sei unità è
avvenuto presso la sede della
concessionaria Di Pinto & Dalessandro
S.p.A..
I veicoli consegnati sono trattori stradali
IVECO S-Way, modello AS440S58T/P,
equipaggiati con il motore XCursor 13
da 580 CV e il cambio Hi-Tronix a 12
rapporti.
PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE E - PERSONE&POLTRONE P
- PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE
n Il prossimo 1° settembre 2026,
Fredrik Swartling assumerà la carica
di Amministratore Delegato di Scania
Italia, succedendo a Enrique Enrich,
alla guida dell’azienda dal 1°
dicembre 2020. Fredrik Swartling
vanta una lunga esperienza all’interno
del Gruppo Scania. Laureato in
ingegneria elettronica presso la
Linköping University in Svezia, ha
iniziato il suo percorso in Scania oltre
vent’anni fa, ricoprendo diversi ruoli.
Dal 2016 lavora nella Penisola, dove
ha assunto incarichi di crescente
responsabilità nell’ambito dei servizi,
contribuendo in modo determinante
allo sviluppo dell’offerta di Scania
Italia e al rafforzamento della
relazione tra clienti e rete di
assistenza. «Sono molto orgoglioso
di questa nomina, - ha commentato -
un segno di ducia e riconoscimento,
oltre che alla mia persona, al lavoro
della squadra di Scania in un mercato
dinamico e strategico come l’Italia. La
mia ambizione è quella di sfruttare il
potenziale di un ecosistema
tecnologico e digitale in rapida
evoluzione per contribuire in maniera
decisiva, con soluzioni sostenibili di
prodotti e servizi, al successo dei
nostri clienti, nel trasporto merci,
persone, nelle applicazioni industriali
e marine».
n Cambiamenti organizzativi in
Toyota Motor Italia. Christian
Mohorovicich, Marketing Director, e
Dario Pergolotti Antiochia, Fleet &
LCV General Manager, hanno
concluso il loro percorso all’interno
dell’azienda il 31 maggio per
intraprendere una nuova esperienza
professionale in Autotorino. Il loro
passaggio rappresenta un esempio
concreto della volontà di Toyota di
condividere competenze, esperienza
e metodo all’interno del suo
ecosistema, contribuendo a generare
valore lungo tutta la liera. Christian
Mohorovicich dal 1° luglio sarà
sostituito da Davide Fraccalvieri,
attualmente in Toyota Motor Europe
n Sandro Sarlo, attualmente
Director Sales & Dealer Network
Development di Nissan Italia, è stato
nominato Head of Performance
Europe & Corporate Sales Director.
Riporterà a Jordi Vila, Divisional Vice
President Nissan Africa and Europe
Marketing & Sales, AMIEO Aftersales
and Customer Experience. A
sostituirlo Gabriele Piccini, ora
Director Product and Customer
Experience di Nissan Italia. Paolo
Matteucci, attualmente Director
After Sales di Nissan Italia,
sostituisce Gabriele Piccini ed è
nominato Director Product and
Customer Experience di Nissan
Italia. Entrambi riporteranno a Marco
Toro, Presidente e Amministratore
Delegato di Nissan Italia.
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SI DICE CHE
RENAULT T.
NUOVO CAMBIO
Una trasmissione rinnovata sulle
gamme T, T High, C e K di
Renault Trucks. L’efficienza
termica sale grazie a una
pressione nei cilindri che tocca i
250 bar e a una pompa esterna
ad alta pressione che rende
l’iniezione estremamente precisa.
Inoltre, il freno motore Optibrake+
potenziato incrementa la
sicurezza attiva e il comfort nelle
tratte extraurbane. I flussi di
potenza sono gestiti dal rinnovato
cambio robotizzato Optidriver. I
nuovi algoritmi di gestione
velocizzano gli innesti delle
marce del 20%, garantendo
passaggi fluidi e privi di strappi
MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI -
LUGLIO
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 2 5 1
6 7 8 9 10 11 2 12 1
13 14 15 16 17 18 2 19 1
20 21 22 23 24 3 25 2 26 1
27 28 29 30 31 3
1 dalle 7,00 alle ore 22,00 - 2 dalle 8,00 alle ore 16,00 - 3 dalle 16,00 alle ore 22,00
4 dalle 8,00 alle ore 16,00 - 5 dalle 8,00 alle ore 22,00
La limitazione interessa, fuori dai centri abitati, i veicoli e le combinazioni di veicoli adibiti
al trasporto di merci aventi massa complessiva massima autorizzata superiore alle 7,5 tonnellate
EUROPIPELINE, SICURI
IN CANTIERE CON BRIGADE
Europipeline Equipment, attiva nella produzione e
manutenzione di macchinari per il comparto Oil &
Gas, ha consegnato tre posatubi equipaggiate con
sistemi di telecamere intelligenti Brigade a SALP.
Questi imponenti mezzi, progettati per la
costruzione di condutture per gas e petrolio,
operano spesso in scenari industriali complessi e
con ridotto campo visivo, motivo per cui il
costruttore li ha dotati dei dispositivi ottici
intelligenti (telecamere) a marchio Brigade per
individuare i pedoni nelle zone di manovra. Nel
frattempo, l’azienda sta assemblando altre dieci
unità analoghe per una analoga commessa.
FARMACI THERMOKING
LANCIA COLD CUBE
Sinergia tra TCD Medical e Thermo King per i
piccoli lotti di farmaci. TDC potenzia i veicoli con i
sistemi avanzati Thermo King ColdCube. La
dotazione include modelli da 330 l. per le
consegne quotidiane e un’unità da 915 l.
combinata con i magazzini refrigerati.
I ColdCube operano in una fascia compresa tra
–28 °C e +28 °C per coprire la catena del freddo.
AGOSTO
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 5 2 1
3 4 5 6 7 3 8 5 9 1
10 11 12 13 14 3 15 1 16 1
17 18 19 20 21 22 2 23 1
24 25 26 27 28 29 2 30 1
31
In VETRINA
Il sorvegliato speciale
Il gasolio è certamente sempre molto appetibie e a
rischio furto. Entra in gioco Securtank, il sistema
Outset che rileva in tempo reale ogni tentativo di
manomissione o prelievo non autorizzato,
distinguendo le normali variazioni operative da un
vero episodio di furto.
A fare la differenza sono i sensori digitali di nuova
generazione, in grado di monitorare il serbatoio e
attivare, in caso di anomalia, un allarme sonoro ad
alta intensità insieme a una notifica diretta sullo
smartphone
dell’utente. Il risultato
è un accessorio
compatto ma
strategico, pensato
per flotte,
trasportatori e mezzi
che lavorano spesso in
aree isolate o durante
soste prolungate.
Al passo con i tempi
Con l’elettrico anche il fluido di trasmissione cambia passo.
Castrol ON EV Transmission Fluid W3 nasce per una nuova
generazione di veicoli a batteria, in particolare quelli con
motore elettrico a bagno d’olio, dove il lubrificante non
deve solo ridurre gli attriti, ma convivere con componenti
elettrici sensibili. Completamente sintetico, il nuovo fluido
punta ad aumentare l’efficienza del sistema di
trasmissione, contribuendo a contenere le temperature di
esercizio e a supportare percorrenze più elevate con una
singola carica. La formula lavora su più fronti: stabilità
termica e ossidativa, protezione degli ingranaggi,
pompabilità a basse temperature e indice di viscosità
elevato, per garantire prestazioni
costanti in condizioni d’uso diverse.
Il capitolo più delicato è quello
elettrico: bassa conducibilità, alta
resistenza e tensione di rottura
elevata aiutano a proteggere i
componenti interni, mentre la
protezione dalla corrosione del
rame favorisce affidabilità e durata.
Un prodotto piccolo nel packaging,
ma di grande utilità nella
transizione EV.
Maggiori informazioni sulla linea di
prodotti sul sito web:
www.castrol.com/it.
Pressione sotto controllo
Nel mondo del trasporto, la
pressione corretta degli
pneumatici non è un dettaglio: è
sicurezza, efficienza e durata del
mezzo. MATE Multisens nasce
esattamente per questo. Il sensore
opera a 433 MHz e integra
protocolli multipli in un unico
dispositivo, semplificando il
lavoro di installatori e flotte che
devono gestire vari veicoli,
differenti configurazioni e ricambi
in azienda. Disponibile con valvola intercambiabile in
metallo silver, metallo black o gomma, può essere
utilizzato anche come sensore originale in autoapprendimento
e consente la programmazione
simultanea di quattro sensori. Un vantaggio pratico
che riduce tempi di intervento e complessità a
magazzino.
Più info sul sito web: www.mate-tech.it
UN LIBRO A BORDO
Titolo: Uno fra i primi al di là
della Luce
Autore: Salvatore D’Antonio
Editore: Youcanprint
Anno: 2026
Prezzo: €25,00
C’è un punto in cui per un
aviatore, il cielo non è solo
scenario d’azione, ma
istante in cui l’esperienza si
apre all’inedito. Da lì prende quota
l’autobiografia di Salvatore D’Antonio,
pilota della Marina Militare, costruita
attorno a un’esperienza extracorporea
vissuta durante un volo. Un episodio limite,
quasi una turbolenza dell’anima, che
diventa la chiave per rileggere un’intera
esistenza: la formazione nelle accademie, la
disciplina del servizio, le missioni, le
responsabilità di chi decide in pochi secondi
e spesso non può permettersi esitazioni. Ma
nel libro entrano famiglia, affetti, dubbi,
fragilità e quella ricerca di senso che
accompagna ogni vita spinta oltre la propria
rotta abituale. Ideale per un camionista.
62 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
07 2026 - 63
Promozioni
Promozioni
di Roberta Carati
Noleggio a lungo termine
Dedicato a Daily
DAF Aggiornamenti
Continua la campagna di aggiornamenti gratuiti
per tutti i veicoli della gamma: per verificare
la disponibilità basta inserire nell’apposito
modulo online gli ultimi 8 caratteri del
numero di telaio.
Inoltre, centinaia di ricambi TRP e DAF
Genuine hanno subito una riduzione permanente
dei prezzi. Tra questi: ricambi per freni,
luci, dispositivi di abbassamento, sensori NOx
e unità EAS. I dettagli nel DAF Webshop.
Ford Leasing
Tasso fisso del 4,99% fino al 31 luglio.
Nuovo Transit Connect Trend 1.5 Plug-in
Hybrid 150 Cv MY2027.00 è proposto a 272
euro al mese per 48 mesi con canone anticipato
di 6.000 euro.
Ranger Doppia Cabina XLT - 2.3T 280 Phev
T6.2 A10 AWD MY 2025.50 è offerto a 241 euro
al mese per 48 mesi con anticipo di 7.500
euro.
Transit Custom Van Trend 280 L1H1 EcoBlue
110 Cv Euro 6.2 MY2027.00 è proposto a 159
euro al mese per 48 mesi con anticipo di
7.733 euro; per Nuovo Transit Custom Van
Trend 320 L1H1 2.5 Plug-in Hybrid 233 Cv
Automatico MY2027.00, 229 euro al mese per
48 mesi con anticipo di 8.617 euro.
Tourneo Custom Titanium 320 L1 2.0 EcoBlue
136 Cv MY2027.00 è offerto a 299 euro al
mese per 48 mesi con canone anticipato di
7.500 euro; per Nuovo Tourneo Custom
Titanium 340 L1H1 2.5 Plug-in Hybrid 233
Cv Automatico MY2027.00, 329 euro al mese
per 48 mesi con anticipo di 9.498 euro; per
Nuovo E-Tourneo Custom Van Titanium 340
L1H1 71kWh 218 Cv MY2027.00, 279 euro al
mese per 48 mesi con canone anticipato di
9.500 euro.
Transit Van Trend 310 L2H2 EcoBlue 105 Cv
MY 2026.50 è proposto a 159 euro al mese per
48 mesi con rata anticipata di 3.843 euro.
Transit con Cassone Fisso Trend 350 L3
EcoBlue 130 Cv Euro 6.2 Trazione Anteriore
MY2026.50 è offerto a 159 euro al mese per
48 mesi con anticipo di 5.075 euro; infine,
Transit con Cassone Ribaltabile Trend 350 L2
EcoBlue 130 Cv Euro 6.2 Trazione Posteriore
RG MY2026.50 è proposto a 199 euro al mese
per 48 mesi con anticipo di 4.949 euro.
Iva, messa su strada, Ipt, contributo Pfu
esclusi.
Iveco Noleggio
Con la soluzione di Noleggio a Lungo Termine
Rentive, Daily MY2024 Furgone 35514BV 3520
H2 è proposto con un canone mensile di 599
euro al mese per 60 mesi e 100.000 km, senza
anticipo. Sono inclusi nel canone: gestione e
manutenzione ordinaria e straordinaria premium,
copertura assicurativa, pneumatici illimitati,
diagnosi telefonica, pit stop su strada
con officina mobile.
In alternativa, Daily in pronta consegna è offerto
a partire da 299 euro al mese per 60 mesi
con 5 anni di garanzia inclusi. Su un furgone
del valore di 31.100 euro, anticipo di 9.330
euro, valore finale di riscatto pari al 35%, tasso
leasing del 4,59%. L’offerta prevede l’estensione
di garanzia Catena Cinematica per 5
anni su veicoli con percorrenza annua massima
di 20.000 km oppure 100.000 totali.
eJolly 100 per cento elettrico, 33q passo 3275
49 Kw/h, valore di fornitura 29.998 euro, è
proposto in leasing a 399 euro al mese per
72 mesi al tasso del 4,79%, con anticipo di
7.850 euro e valore finale di riscatto dell’1%;
la rata comprende la Polizza UP PLUS furto
e incendio.
Quanto ai pesanti, tasso agevolato su tutta la
gamma S-Way Diesel Trattori MY24 e Natural
Gas (trattore e cabinato a uso stradale).
L’offerta prevede la copertura della catena cinematica
per 5 anni a costo zero per veicoli
con percorrenza annua fino a 100.000 km o
500.000 totali.
Le promozioni sono valide fino al 31 luglio.
MAN Abbonamento gratuito
I MAN DigitalServices sono proposti in abbonamento
gratuito per tre mesi su ogni veicolo
diesel della flotta a condizione che non
siano ancora stati attivati altri servizi a pagamento.
La gamma dei servizi disponibili
comprende la gestione del tachigrafo e della
tempistica, il tracciamento del veicolo, il
supporto del conducente, la gestione della
ricarica e delle batterie per i veicoli elettrici,
l’ottimizzazione delle prestazioni dei veicoli,
la gestione proattiva di manutenzione e riparazioni.
Inoltre, è in vigore per tutto il 2026 il programma
Lion Plus, che per i veicoli immatricolati
da più di 5 anni assicura sconti fino al
27% sugli ammortizzatori, fino al 30 su cristalli,
filtri, parti frizione, parti motore, soffietti,
fino al 32 su parti impianto frenante e
fino al 40% sui fluidi. Previsti 2 anni di garanzia
sull’intervento eseguito presso la Rete
di assistenza MAN.
Piaggio Incentivi
Fino al 31 ottobre, le micro, piccole e medie
imprese con sede operativa in Lombardia
potranno accedere a contributi a fondo perduto
fino a 8.000 euro per NP6 elettrico e
fino 5.000 euro per le versioni termiche
Euro 6. L’incentivo della regione è riconosciuto
a fronte dell’acquisto di Piaggio
Porter con contestuale rottamazione di un
veicolo benzina o gas fino a Euro 3 e diesel
fino a Euro 5.
Scania Ricambi
Con 4 Stagioni Estate, campagna ricambi valida
fino al 30 settembre, 350 euro di risparmio
sulla sostituzione del compressore aria
e 130 euro su quella di disco e pastiglie freno.
Il massimo risparmio è riservato ai pacchetti
di riparazione in promozione se abbinati a
SERVICES 360 CLASSIC, il piano di manutenzione
a misura di truck con almeno 24
mesi di vita, che assicura uno sconto del 20%
che sale al 30% se i veicoli hanno più di 10
anni.
In dettaglio: Classic Core prevede pacchetti
manutenzione a prezzo fisso senza limiti
temporali e chilometrici e sconto del 10%
per SCR, centraline e DPF se attivato come
estensione di un contratto precedente;
Classic Plus, che può essere attivata nella
versione base o Plus Expanded, garantisce
l’efficienza dei componenti della catena cinematica
e dei principali organi a essa connessi,
anche i più sofisticati; infine Classic
Full, per una certezza dei costi di gestione e
garanzia di una copertura completa. Per Plus
e Full, limite di 10 anni o 1.000.000 km.
I servizi possono avere una durata di 12, 24,
36 mesi e vengono fatturati con rate fisse trimestrali
(oppure, su richiesta, in un’unica soluzione,
in rate mensili, semestrali, annuali).
Volkswagen Pneumatici
Sconto del 25%, fino al 31 dicembre, sull’acquisto
di un set di ruote complete invernali.
Sono esclusi dalla promozione i veicoli a noleggio.
Esclusi anche i costi di montaggio .
Ed è sempre attiva ‘5 plus’, la promozione
che include nel prezzo di acquisto del veicolo
(per Amarok a partire dall’anno modello
2023 e per il resto della gamma dall’anno
modello 2024) la garanzia di serie fino a 5
anni o 150.000 km (100.000 per gamma ID.
Buzz). Compresi in 5 plus sono anche il piano
di manutenzione ordinaria Service Plan
di 5 anni o 150.000 km per l’intera gamma
(100.000 km per gamma ID. Buzz) e il
Servizio Mobilità h24 per raggiungere il centro
di assistenza più vicino in caso di panne
o incidente.
64 - 07 2026
www.vietrasportiweb.it
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07 2026 - 65
Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Citroën Berlingo BlueHDi 100 S&S E6
km/l 12,81 (l/100km 7,80) - adblue% 18,96
km/h 48,6 - kg 1.970 - index 484,3 V&T 795
Citroën Jumpy 2.0 HDi 136 Fap E4
km/l 8,79 (l/100km 11,38) - km/h 51,0
kg 2.930 - index 460,1 V&T 714
Dacia Dokker Focaccia pick-up 1.5 dCi 90 Cv E6b
km/l 14,18 (l/100km 7,05) - adblue% --
km/h 47,4 - kg 1.950 - index 509,2 V&T 828
Dacia Dokker Van 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,43 (l/100km 6,47) - km/h 52,3
kg 1.960 - index 533,1 V&T 766
Fiat Doblò Cargo 95 EcoJet E6b
km/l 15,30 (l/100km 6,54) - adblue% --
km/h 49,7 kg 2.070 - index 525,1 V&T 810
Fiat Doblò Cargo 1.3 Multijet II 66 kW Euro 5+
km/l 14,47 (l/100km 6,90) - km/h 48,9
kg 2.070 - index 516,1 V&T 794
Fiat Doblò Cargo 1.6 Multijet E5
km/l 12,06 (l/100km 8,29) - km/h 50,56
kg 2.375 - index 496,9 V&T 756
Fiat Doblò Cargo 1.4 T-Jet Cng E5
km/kg 15,8 (kg/100km 6,33) - km/h 38,8
kg 2.400 - index 497,5 V&T 757
Fiat Doblò Cargo XL 2.0 Mjet Power E5
km/l 12,52 (l/100km 7,99) - km/h 49,7
kg 2.500 - index 499,4 V&T 775
Fiat Fiorino Cargo 1.3 Mjet 16v E4
km/l 17,22 (l/100km 5,81) - km/h 49,3
kg 1.870 - index 539,8 V&T 716
Fiat Fiorino Adventure 1.3 Mjet 16v E5
km/l 15,62 (l/100km 6,40) - km/h 51,8
kg 1.780 - index 533,1 V&T 749
Fiat Scudo 2.0 Mjet 145 Cv E6e
km/l 11,37 (l/100km 8,49) - adblue% 5,531
km/h - 41,7 - kg 3.100 - index 460,9 V&T 896
Fiat Talento 125 EcoJet E6
km/l 7,54 (l/100km 13,27) - adblue% 2,199
km/h 41,7 - kg 2.900 - index 418,0 V&T 825
Ford Transit M 280 2.2 TDCi E4
km/l 10,56 (l/100km 9,47) - km/h 35,9
kg 2.880 - index 441,2 V&T 709
Ford Transit Connect 1.6 Tdci 115 E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 51,4
kg 2.350 - index 507,0 V&T 779
Ford Transit Connect 1.5 Tdci E6d-Temp
km/l 12,18 (l/100km 8,21) - adblue% 10,071
km/h 51,8 - kg 2.240 - index 490,5 V&T 838
Ford Transit Courier 1.5 EcoBlue Active E6d
km/l 14,44 (l/100km 6,93) - adblue% 22,472
km/h 43,1 - kg 1.965 - index 478,8 V&T 879
Ford Transit Courier 1.5 Tdci E5
km/l 14,28 (l/100km 7,00) - km/h 49,7
kg 1.790 - index 516,1 V&T 788
Ford Transit Courier 1.5 Tdci 100 Cv E6d-Temp
km/l 14,60 (l/100km 6,85) - adblue% -
km/h 48,9 - kg 1.800 - index 517,2 V&T 841
Ford Transit Custom 300 2.0 Tdci E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 7,970
km/h 50,6 - kg 3.000 - index 475,7 V&T 823
Ford Transit Custom 310 2.2 TDCi E5
km/l 10,17 (l/100km 9,83) - km/h 48,6
kg 3.100 - index 471,5 V&T 770
Ford Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d
km/l 10,58 (l/100km 9,45) - adblue% 6,173
km/h 46,4 - kg 3.225 - index 463,7 V&T 882
Ford Transit Custom 2.0 TDCi 130 Cv E6
km/l 10,84 (l/100km 9,22) - km/h 50,5
kg 2.860 - index 475,5 V&T 802
Ford Transit Custom Trail 340 L1H1 E6D-Temp
km/l 10,51 (l/100km 9,51) - adblue% 7,157
km/h 48,2 - kg 3.400 - index 466,1 V&T 855
Hyundai H-1 2.5 CRDi Vgt E4
km/l 9,92 (l/100km 10,08) - km/h 48,9
kg 3.210 - index 469,3 V&T 720
Mercedes-Benz Citan 109 Cdi E5
km/l 14,98 (l/100km 6,67) - km/h 51,4
kg 1.960 - index 526,9 V&T 769
Mercedes-Benz Citan 111 Cdi E6
km/l 13,70 (l/100km 7,29) - km/h 51,8
kg 1.950 - index 516,2 V&T 806
Mercedes-Benz Citan 112 Cdi Long E6D
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - adblue% 10
km/h 47,1 - kg 2.020 - index 486,1 V&T 856
Mercedes-Benz Vito 111 Cdi E5b+
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - km/h 48,57
kg 2.800 - index 478,2 V&T 790
Mercedes-Benz Vito 113 Cdi E5
km/l 9,52 (l/100km 10,50) - km/h 48,9
kg 2.800 - index 464,5 V&T 763
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 3,188
km/h 48,9 kg 2.800 - index 477,4 V&T 809
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6d-Temp
km/l 10,44 (l/100km 9,58) - adblue% 12,183
km/h 46,4 kg 2.800 - index 454,8 V&T 846
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6e
km/l 13,82 (l/100km 7,24) - adblue% 21,371
km/h 46,7 kg 2.800 - index 483,3 V&T 885
Mercedes-Benz Vito 115 Cdi City E4
km/l 9,34 (l/100km 10,71) - km/h 29,6
kg 2.800 - index 407,8 V&T 724
Mercedes-Benz Vito 116 Cdi Long E6d-temp
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - adblue% 16,230
km/h 52,3 - kg 2.800 - index 467,5 V&T 853
Nissan Interstar dCi 120 E4
km/l 8,37 (l/100km 11,95) - km/h 47,4
kg 3.290 - index 446,3 V&T 717
Nissan Nv 200 1.5 dCi E4
km/l 12,55 (l/100km 7,94) - km/h 49,7
kg 2.015 - index 500,2 V&T 735
Nissan Nv 250 L1 95 Cv E6d-Temp
km/l 15,14 (l/100km 6,60) - adblue% 6,627
km/h 47,8 – kg 1.980 – index 512,9 V&T 845
Nissan Nv 300 dCi 120 E6b
km/l 10,60 (l/100km 9,44) - adblue% 5,155
km/h 47,4 – kg 2.800 – index 467,6 V&T 811
Nissan Primastar 115 Dci E4
km/l 12,00 (l/100km 8,33) - km/h 49,3
kg 2.720 - index 493,2 V&T 711
Opel Vivaro 2.0 Cdti 120 E4
km/l 10,28 (l/100km 9,73) - km/h 50,5
kg 2.770 - index 477,4 V&T 725
Peugeot Bipper 1.4 Hdi 70 Cv E4
km/l 16,63 (l/100km 6,01) - km/h 49,7
kg 1.830 - index 536,3 V&T 727
Peugeot Boxer 333 2.2 HDi 130 E5
km/l 9,76 (l/100km 10,24) - km/h 47,45
kg 3.250 - index 463,8 V&T 787
Peugeot Expert Standard 2.0 BlueHdi 150 Cv E6b
km/l 10,19 (l/100km 9,81) - adblue% 6,937
km/h 51,4 kg 2.730 - index 470,0 V&T 807
Peugeot Partner 1.6 Hdi 90 Cv E4
km/l 12,35 (l/100km 8,09) - km/h 54,1
kg 2.270 - index 508,4 V&T 731
Peugeot Partner 1.6 E-Hdi 90 Cv E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 45,7
kg 2.170 - index 492,3 V&T 772
Piaggio Porter EcoPower 1.3 16V Bi-Fuel E4
km/l 7,92 (l/100km 12,62) - km/h 35,7
kg 1.580 - index 409,8 V&T 730
Piaggio Porter Maxxi D120 E5
km/l 11,46 (l/100km 8,73) - km/h 48,6
kg 2.200 - index 485,8 V&T 748
Piaggio Porter NP6 LR HD Top Gpl E6D
km/l 6,94 (l/100km 14,41) - km/h 40,3
kg 2.800 - index 408,9 V&T 862
Renault Express Van 1,5 Blue dCi 95 E6d-Temp
km/l 14,90 (l/100km 6,71) - adblue% 5,797
km/h 44,4 - kg 2.000 - index 502,2 V&T 858
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 13,38 (l/100km 7,47) - km/h 50,1
kg 2.260 - index 508,9 V&T 756
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 105 Cv E4
km/l 13,71 (l/100km 7,29) - km/h 50,1
kg 2.010 - index 511,9 V&T 726
Renault Kangoo Exp Compact 1.5 dCi 86 E4
km/l 13,60 (l/100km 7,35) - km/h 50,6
kg 1.770 - index 512,2 V&T 736
Renault Kangoo Express New 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,46 (l/100km 6,47) - km/h 54,65
kg 1.940 - index 527,5 V&T 774
Renault Kangoo Van 1.5 Blue dCi 95 Cv
km/l 14,06 (l/100km 7,11) - adblue% 9,576
km/h 45 - kg 2.027 - index 492,8 V&T 865
Renault Master T33 Blue dCi 150 E6e
km/l 9,89 (l/100km 10,11) - adblue% 13,474
km/h 47,5 kg 3.300 - index 448,6 V&T 887
Renault Trafic 1.6 dCi 120 Energy E5
km/l 11,83 (l/100km 8,45) - km/h 48,6
kg 2.750 - index 489,7 V&T 782
Renault Trafic Energy dCi 170 Edc E6D-Temp
km/l 10,32 (l/100km 9,69) - adblue% 5,020
km/h 49,7 - kg 2.900 - index 470,0 V&T 844
Toyota Proace 1.6D 115 Cv S&S E6
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 13,158
km/h 49,3 - kg 2.600 - index 460,0 V&T 803
Volkswagen Caddy 2.0 Tdi BlueMotion E6
km/l 16,88 (l/100km 5,92) - adblue% 6,57
km/h 50,1 - kg 1.970 - index 533,9 V&T 792
Volkswagen Caddy Cargo 2.0 Tdi Scr Dsg E6d
km/l 14,85 (l/100km 6,73) - adblue% 7,225
km/h 57,1 - kg 2.250 - index 533,0 V&T 850
Volkswagen Caddy Maxi 1.6 Tdi E5
km/l 11,59 (l/100km 8,63) - km/h 49,7
kg 2.260 - index 489,9 V&T 750
Volkswagen Transporter T6 2.0 Tdi 4Motion E6
km/l 10,72 (l/100km 9,33) - adblue% 5,214
km/h 50,1 - kg 2.780 - index 475,4 V&T 804
Volkswagen Transporter T7 2.0 Tdi 4motion E6E
km/l 9,98 (l/100km 10,02) - adblue% 6,796
km/h 47,1 - kg 2.800 - index 457,5 V&T 897
Volkswagen Transporter 6.1 2.0 Tdi E6d-Temp
km/l 13,32 (l/100km 7,51) - adblue% 5,181
km/h 47,8 - kg 2.800 - index 497,4 V&T 835
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 140 E6e
km/l 12,05 (l/100km 8,30) - adblue%9,379
km/h 44,1 - kg 3.500 - index 470,5 V&T 886
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 180 E6d
km/l 9,86 (l/100km 10,14) - adblue% 8,629
km/h 39,54 - kg 3.500 - index 434,2 V&T 861
Fiat Ducato 35 2.3 Multijet 2 140 At9 E6d-temp
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 8,097
km/h 44,7 - kg 3.500 - index 455,0 V&T 852
Fiat Ducato Multijet 115 E5
km/l 10,80 (l/100km 9,26) - km/h 46,4
kg 3.430 - index 473,1 V&T 753
Fiat Ducato Maxi Multijet2 150 E5
km/l 9,83 (l/100km 10,17) - km/h 48,6
kg 3.460 - index 467,5 V&T 761
Fiat Ducato Multijet 180 E5+
km/l 8,97 (l/100km 11,15) - km/h 47,8
kg 3.500 - index 455,0 V&T 789
Fiat Ducato 140 Natural Power E6
km/kg 8,70 (kg/100km 11,49) - km/h 48,57
kg 3.450 - index 453,5 V&T 797
Ford Transit 140 T350 Awd E4
km/l 7,53 (l/100km 13,28) - km/h 54,2
kg 3.480 - index 449,5 V&T 744
Ford Transit 155 Cv 350 E5+
km/l 8,71 (l/100km 11,47) - km/h 46,0
kg 3.420 - index 447,4 V&T 784
Ford Transit 350 2.0 Tdci EcoBlue Hybrid L3H3 E6d-temp
km/l 12,88 (l/100km 7,76) - adblue% 9,398
km/h 49,7 - kg 3.500 - index 493,6 V&T 842
Ford Transit 350 trail 2.0 Tdci Awd E6d-temp
km/l 7,78 (l/100km 12,86) - adblue% 5,673
km/h 52,72 - kg 3.500 - index 441,5 V&T 849
Iveco Daily 35S21 E5
km/l 8,94 (l/100km 11,19) - km/h 31,31
kg 3.485 - index 409,0 V&T 755
Iveco Daily 35S15 E5
km/l 11,08 (l/100km 9,01) - km/h 41,68
kg 3.510 - index 463,7 V&T 767
Man TgE 3.140 E6b
km/l 9,34 (l/100km 10,70) - adblue% 11,818
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 444,5 V&T 839
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
una migliore
prestazione.
66 - 07 2026
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Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi E6c
km/l 9,32 (l/100km 10,73) - adblue% 4,080
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 454,3 V&T 832
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi 4x4
km/l 8,41 (l/100km 11,89) - adblue% 6,956
km/h 45,3 - kg 3.500 - index 432,6 V&T 812
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi Long Ta Tp E6c
km/l 8,57 (l/100km 11,66) - adblue% 3,336
km/h 46,7 - kg 3.500 - index 442,9 V&T 821
Mercedes-Benz Sprinter 315 Cdi E4
km/l 8,19 (l/100km 12,21) - km/h 45,7
kg 3.520 - index 439,7 V&T 710
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi E5
km/l 8,70 (l/100km 11,49) - km/h 47,8
kg 3.520 - index 451,5 V&T 743
Mercedes-Benz Sprinter 316 Ngt E4
km/kg 10,85 (kg/100km 9,22) - km/h 35,9
kg 3.480 - index 444,2 V&T 732
Mercedes-Benz Sprinter 319 Cdi E6
km/l 8,38 (l/100km 11,93) - adblue% 2,852
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 441,9 V&T 776
Nissan Nv 400 F35.13 E5
km/l 8,71 (l/100km 11,48) - km/h 50,15
kg 3.450 - index 457,1 V&T 758
Renault Mascott 150.35 DXi E4
km/l 6,61 (l/100km 15,13) - km/h 48,9
kg 3.470 - index 424,0 V&T 719
Renault Master dCi 165 Energy E5b+
km/l 8,40 (l/100km 11,89) - km/h 47,81
kg 3.470 - index 447,8 V&T 791
Renault Master dCi 180 Energy L3H2 E6d-Temp
km/l 9,90 (l/100km 10,10) - adblue% 4,817
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 458,9 V&T 840
Renault Master R3500 150 dCi E5
km/l 7,68 (l/100km 13,01) - km/h 45,7
kg 3.500 - index 432,9 V&T 740
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi L3 H3 E6
km/l 9,65 (l/100km 10,36) - adblue% 10,329
km/h 51,8 kg 3.500 - index 459,6 V&T 813
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi 4Motion E6
km/l 6,94 (l/100km 14,40) - adblue% 9,459
km/h 48,2 kg 3.500 - index 412,5 V&T 822
Volkswagen Crafter 35 2.0 Tdi L3 H3 140 E6e
km/l 9,80 (l/100km 10,20) - adblue% 11,439
km/h 45,7 kg 3.500 - index 446,0 V&T 891
Daf Lf 45.210 E5
km/l 6,35 (l/100km 15,75) - adblue% 4,341
km/h 63,4 - kg 12.055 - index 440,1 V&T 738
Man TgL 8.180 C E6
km/l 6,38 (l/100km 15,68) - adblue% 1,305
km/h 65,7 - kg 7.470 - index 450,1 V&T 776
Man TgL 12.220 Eev
km/l 5,59 (l/100km 17,90) - adblue% 0,000
km/h 64,4 kg 12.020 - index 435,6 V&T 740
Man TgM 18.290 BL Lx Eev
km/l 5,00 (l/100km 20,00) - adblue% 0,000
km/h 61,6 kg 18.035 - index 418,9 V&T 745
Mitsubishi Fuso Canter 7C18 E4
km/l 6,72 (l/100km 14,88) - adblue% 0,000
km/h 60,9 - kg 7.740 - index 449,8 V&T 718
Renault Midlum 220.11,5 Dxi EL E5
km/l 5,45 (l/100km 16,92) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 722
Renault Midlum 220.12 Dxi Optitronic E5
km/l 5,33 (l/100km 18,76) - adblue% 2,337
km/h 61,9 - kg 12.155 - index 421,4 V&T 744
Scania P 230 Cp 16 L E5
km/l 4,69 (l/100km 21,33) - adblue% 0,000
km/h 61,6 - kg 17.700 - index 413,8 V&T 747
Volvo FE 320 L3H1 E5
km/l 3,99 (l/100km 25,05) - adblue% 4,496
km/h 59,9 - kg 26.690 - index 381,6 V&T 725
Volvo FL 210
km/l 5,62 (l/100km 17,79) - adblue% 5,285
km/h 68,4 - kg 11.940 - index 432,0 V&T 786
Volvo FL 240 L E4
km/l 5,45 (l/100km 18,35) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 719
Fiat E-Doblò Maxi
km/kwh 4,06 (kwh/100 24,63) - km/h 42,8
kg 2.300 - index 363,1 V&T 868
Fiat E-Ducato L4H2 110 kWh
km/kwh 2,67 (kwh/100 37,37) - km/h 37,4
kg 3.500 - index 320,2 V&T 890
Fiat eDucato Mh2 79 kWh
km/kwh 2,37 (kwh/100 42,10) - km/h 38,0
kg 3.500 - index 308,4 V&T 859
Fiat E-Scudo 75 kWh
km/kwh 3,39 (kwh/100 29,48) - km/h 38,3
kg 3.015 - index 337,8 V&T 871
Fiat E-Scudo 75 kWH LFP
km/kwh 3,04 (kwh/100 32,90) - km/h 32,3
kg 3.020 - index 314,8 V&T 881
Ford E-Transit Courier Titanium 43,6 kWh
km/kwh 4,45 (kwh/100 22,48) - km/h 38
kg 2.250 - index 360,6 V&T 900
Ford E-Transit Custom 320 L1H1 64 kwh
km/kwh 3,83 (kwh/100 26,10) - km/h 40,9
kg 3.225 - index 353,8 V&T 894
Ford E-Transit 350 L3H2 68 kWh
km/kwh 2,96 (kwh/100 33,73) - km/h 35,1
kg 3.500 - index 319,5 V&T 864
Kia Pv5 Cargo Pro Long Range 71,2 kWh
km/kwh 3,75 (kwh/100 26,68) - km/h 40
kg 2.650 - index 350 V&T 898
Mercedes-Benz eCitan Long
km/kwh 4,30 (kwh/100 23,26) - km/h 35,8
kg 2.230 - index 352,2 V&T 875
Mercedes-Benz eSprinter 312 Ta 47 kWh
km/kwh 2,31 (kwh/100 43,34) - km/h 40,4
kg 3.500 - index 310,8 V&T 860
Mercedes-Benz eSprinter 420 Pro Tp 113 kWh
km/kwh 2,61 (kwh/100 38,35) - km/h 38,3
kg 4.250 - index 316,4 V&T 889
Mercedes-Benz eVito Long
km/kwh 2,53 (kwh/100 39,47) - km/h 32,6
kg 3.200 - index 301,4 V&T 848
Mercedes-Benz eVito Long 60 kWh
km/kwh 3,72 (kwh/100 26,85) - km/h 42,8
kg 3.200 - index 355,2 V&T 870
Nissan e-Nv200
km/kwh 3,62 (kwh/100 27,63) - km/h 38,9
kg 2.200 - index 344,5 V&T 786
Nissan Townstar Ev L1 Tekna
km/kwh 4,93 (kwh/100 20,29) - km/h 39,6
kg 2.200 - index 373,8 V&T 872
Peugeot Partner Full Electric
km/kwh 4,52 (kwh/100 22,09) - km/h 48,6
kg 2.160 - index 385,2 V&T 785
Renault Kangoo Express Z.E. Zev
km/kwh 4,41 (kwh/100 22,68) - km/h 42,9
kg 2.100 - index 370,9 V&T 760
Renault Kangoo Express Z.E. 33
km/kwh 4,58 (kwh/100 21,81) - km/h 39,6
kg 2.130 - index 367,2 V&T 847
Renault Kangoo Van E-Tech Electric L1 45 kWh
km/kwh 3,40 (kwh/100 29,40) - km/h 37,2
kg 2.230 - index 335,4 V&T 869
Renault Master Z.E. 33 L2H2
km/kwh 3,37 (kwh/100 29,63) - km/h 43,8
kg 3.100 - index 348,8 V&T 834
Renault Master E-Tech T35 87 kwh
km/kwh 3,32 (kwh/100 30,08) - km/h 62,0
kg 3.500 - index 339,5 V&T 893
Saic Motor Maxus eDeliver 3
km/kwh 3,23 (kwh/100 30,95) - km/h 40,9
kg 2.460 - index 339,0 V&T 857
Saic Motor Maxus eDeliver 9 L3H2
km/kwh 3,65 (kwh/100 27,39) - km/h 37,6
kg 3.500 - index 342,3 V&T 873
Volkswagen e-Crafter 35 L3H3
km/kwh 3,06 (kwh/100 32,71) - km/h 41,3
kg 3.500 - index 335,3 V&T 830
Volkswagen ID.Buzz Cargo
km/kwh 3,25 (kwh/100 30,76) - km/h 39,2
kg 3.000 - index 336,0 V&T 867
Fiat Fullback 2.4d 4Wd E5b
km/l 6,74 (l/100 14,84) - km/h 49,5
kg 2.910 - index 427,4 V&T 805
Ford Ranger 2.0 Tdci 170 Cv Wolftrak doppia cabina E6d
km/l 7,24 (l/100 13,80) - adblue% 17,347
km/h 56,0 kg 3.270 - index 419,2 V&T 866
Ford Ranger 3.0 V6 EcoBlue Platinum doppia cabina E6d
km/l 7,47 (l/100 13,38) - adblue% 17,895
km/h 53,2 kg 3.300 - index 417,1 V&T 877
Ford Ranger Phev Stormtrak doppia cabina E6e
km/l 11,62 (l/100 8,60) - km/kWh 3,1
km/h 51,9 kg 3.500 - index 495,8 V&T 895
Ford Ranger Raptor E6C
km/l 6,42 (l/100 15,57) - adblue% 13,575
km/h 45,8 kg 3.150 - index 390,4 V&T 837
Ford Ranger Super Cab 2.2 TDCi E5B
km/l 7,57 (l/100 13,20) - km/h 51,3
kg 3.300 - index 443,9 V&T 801
Isuzu D-Max 1.9d Solar Supernova E6b
km/l 7,33 (l/100 13,63) - adblue% -
km/h 51,3 kg 3.000 - index 440,4 V&T 818
Mercedes-Benz X 250d 4Matic E6b
km/l 7,35 (l/100 13,60) - adblue% 3,623
km/h 58,3 kg 3.250 - index 449,5 V&T 817
Mercedes-Benz X 350d 4Matic E6b
km/l 6,48 (l/100 15,42) - adblue% 10,046
km/h 60,8 kg 3.250 - index 427,3 V&T 829
Nissan Navara Np300 2.3 dCi 4WD E5
km/l 7,93 (l/100 12,60) - km/h 45,3
kg 2.960 - index 435,4 V&T 798
Renault Alaskan 2.3 dCi 160 E6b
km/l 7,67 (l/100 13,04) - adblue% 4,320
km/h 60,0 - kg 3.050 - index 456,5 V&T 827
Tata Xenon 2.2 Vtt Dicor Dle 4x4 E5
km/l 9,53 (l/100 10,49) - km/h 58,3
kg 2.950 - index 485,7 V&T 768
Volkswagen Amarok V6
km/l 7,68 (l/100 13,01) - adblue% 18,40
km/h 55,3 kg 2.920 - index 454,0 V&T 808
Bremach T-Rex 60 E4
km/l 6,42 (l/100 km 15,56) - adblue% 0,000
km/h 41,2 - kg 6.000 - index 403,3 V&T 734
Mercedes-Benz Unimog U 20 E5
km/l 3,79 (l/100 km 26,37) - adblue% 6,521
km/h 36,2 - kg 9.160 - index 326,5 V&T 756
Renault Midlum 300.16 Dxi Offroad E5
km/l 3,72 (l/100 km 26,84) - adblue% 5,577
km/h 40,3 - kg 15.800 - index 336,3 V&T 757
Astra Hd8 84.44 E5
km/l 1,88 (l/100 km 53,12) - adblue% 4,654
km/h 38,3 - kg 39.840 - index 271,3 V&T 729
Mercedes-Benz Actros 4148 K E5
km/l 1,69 (l/100 km 59,17) - adblue% 4,148
km/h 38,8 - kg 40.540 - index 265,2 V&T 717
Renault Trucks Kerax 500.40 E5
km/l 2,03 (l/100 km 49,26) - adblue% 3,931
km/h 43,2 - kg 40.200 - index 290,0 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 500.40 Optidriver E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 3,083
km/h 38,3 - kg 40.240 - index 288,2 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 520.40 E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 4,223
km/h 40,3 - kg 40.020 - index 287,6 V&T 749
Renault Trucks Premium Lander 410 Dxi E5
km/l 2,18 (l/100 km 45,87) - adblue% 4,833
km/h 41,9 - kg 27.430 - index 290,4 V&T 728
Scania P420 Cb 8x4 Ehz E5
km/l 2,65 (l/100 km 37,77) - adblue% 7,453
km/h 37,0 - kg 39.790 - index 289,7 V&T 735
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
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Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Daf Cf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,57 (l/100km 28,00) - adblue% 2,974
km/h 70,7 - kg 43.860 - index 390,0 V&T 794
Daf Cf 85.460 E5
km/l 3,00 (l/100km 33,33) - adblue% 4,166
km/h 68,2 - kg 43.740 - index 364,3 V&T 716
Daf Xf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,53 (l/100km 28,32) - adblue% 4,589
km/h 70,7 - kg 43.810 - index 383,9 V&T 803
Daf Xf 480 Space Cab Pcc E6
km/l 3,80 (l/100km 26,32) - adblue% 5,019
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 389 V&T 826
Daf Xf 105.460 Space Cab E5
km/l 3,19 (l/100km 31,55) - adblue% 3,250
km/h 64,9 - kg 43.800 - index 369,2 V&T 704
Daf Xf 105.460 Space Cab E6
km/l 3,37 (l/100km 29,71) - adblue% 2,938
km/h 71,4 - kg 43.830 - index 385,0 V&T 780
Daf Xf 105.460 Ate Space Cab Eev
km/l 3,30 (l/100km 30,29) - adblue% 5,178
km/h 69,4 - kg 44.060 - index 372,8 V&T 764
Daf XG+ 480 FT E6
km/l 4,30 (l/100km 23,25) - adblue% 2,554
km/h 69,1 - kg 43.750 - index 409,0 V&T 861
Iveco EcoStralis As 440S46T/P E5 Eev
km/l 3,49 (l/100km 28,65) - adblue% 4,494
km/h 69,2 - kg 43.500 - index 380,9 V&T 752
Iveco Stralis As 440S56T/P E5
km/l 3,00 (l/100km 33,38) - adblue% 4,490
km/h 69,9 - kg 43.940 - index 365,4 V&T 723
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,58 (l/100km 27,94) - adblue% 8,633
km/h 68,5 - kg 43.800 - index 369,3 V&T 770
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P Fep E6
km/l 3,59 (l/100km 27,87) - adblue% 7,371
km/h 72,6- kg 43.800- index 379,4 V&T 788
Iveco Stralis Np Hi-Way As440S46 T/P Lng E6
km/kg 4,21 (kg/100 23,76) - adblue% 0,000
km/h 69,1 - kg 43.800 - index 413,1 V&T 821
Iveco Stralis Xp Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,85 (l/100km 25,94) - adblue% 7,073
km/h 70,5 - kg 43.750- index 385,8 V&T 813
Iveco S-Way AS440S48 T/P E6 D
km/l 4,06 (l/100km 24,61) - adblue% 7,123
km/h 69,6 - kg 43.700- index 390,7 V&T 843
Iveco S-Way AS440S46 T/P Lng E6 D
km/kg 4,43 (kg/100km 22,57) - adblue% 0,0
km/h 70,3 - kg 43.580 - index 420,3 V&T 845
Man TgX 18.440 XLX Eev
km/l 3,03 (l/100km 33,01) - adblue% 3,773
km/h 67,9 - kg 43.660 - index 366,3 V&T 758
Man TgX 18.480 XXL Eev
km/l 3,34 (l/100km 29,85) - adblue% 4,922
km/h 69,4 - kg 43.520 - index 375,3 V&T 748
Man TgX 18.480 XXL E6
km/l 3,34 (l/100km 29,87) - adblue% 3,217
km/h 73,2 - kg 43.400 - index 385,9 V&T 778
Man TgX 18.500 XXL E6c
km/l 4,02 (l/100km 24,82) - adblue% 4,901
km/h 70,5 - kg 43.870 - index 397,5 V&T 827
Man TgX 18.500 XLX EL 3 E6c
km/l 3,66 (l/100km 27,33) - adblue% 4,017
km/h 71,2 - kg 43.800 - index 390,3 V&T 811
Man TgX 18.510 GM E6d
km/l 4,42 (l/100km 22,68) - adblue% 5,978
km/h 73,6 - kg 43.470 - index 409,3 V&T 857
Man TgX 18.520 GX E6e
km/l 4,17 (l/100km 23,99) - adblue% 6,945
km/h 56,8 - kg 43.600 - index 374,8 V&T 876
Man TgX 18.680 XXL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,13) - adblue% 3,042
km/h 72,7 - kg 43.775 - index 371,7 V&T 721
Man TGX 520 Powerline E6e
km/l 4,28 (l/100km 23,35) - adblue% 10,2
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 387,9 V&T 891
Mercedes-Benz Actros 1845 Ls StreamSp E6
km/l 3,86 (l/100km 25,90) - adblue% 3,130
km/h 69,0 - kg 44.360 - index 395,5 V&T 775
Mercedes-Benz Nuovo Actros 1845 LS PPC E6d
km/l 3,98 (l/100km25,10) - adblue% 4,561
km/h 71,7 - kg 43.000 - index 398,7 V&T 836
Mercedes Actros 1848 Ls Ms E5
km/l 3,28 (l/100km 30,49) - adblue% 5,537
km/h 67,6 - kg 44.000 - index 368,5 V&T 709
Mercedes Actros 1848 Ls Ms Mp3 E5
km/l 3,18 (l/100km 31,46) - adblue% 5,278
Km/h 72,0 - kg 43.800 - index 371,7 V&T 730
Mercedes Actros 1851 Ls Ms E5
km/l 3,16 (l/100km 31,65) - adblue% 4,533
km/h 68,8 - kg 43.700 - index 369,4 V&T 707
Mercedes Actros 1851 Ls GigaSpace E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 2,400
km/h 70,2 - kg 43.700 - index 386,6 V&T 771
Mercedes Actros 1853 Ls Ppc GigaSpace E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 4,273
km/h 72,8 - kg 43.700 - index 386,2 V&T 800
Mercedes Actros 1855 Ls Ms Mp3 E5
km/l 3,31 (l/100km 30,17) - adblue% 5,229
km/h 73,0 - kg 43.760 - index 377,7 V&T 736
Renault Magnum 460 Dxi E5
km/l 3,06 (l/100km 32,68) - adblue% 2,000
km/h 66,1 - kg 43.780 - index 370,8 V&T 706
Renault Magnum 500 Dxi E5
km/l 2,95 (l/100km 33,90) - adblue% 3,566
km/h 72,5 - kg 44.260 - index 370,3 V&T 718
Renault Magnum 500 Dxi Ex New E5
km/l 2,94 (l/100km 34,01) - adblue% 3,814
km/h 71,3 - kg 44.680 - index 367,5 V&T 724
Renault Magnum 520 Dxi Ex New E5
km/l 3,00 (l/100km 33,35) - adblue% 5,029
km/h 68,3 - kg 43.680 - index 361,5 V&T 737
Renault Magnum 520.18T Dxi Optiroll Eev
km/l 3,20 (l/100km 31,15) - adblue% 5,142
km/h 68,5 - kg 43.820 - index 368,8 V&T 759
Renault Premium Route 450 Dxi E5
km/l 3,29 (l/100km 30,40) - adblue% 4,941
km/h 66,9 - kg 43.960 - index 369,8 V&T 708
Renault Premium Strada 460.19 T Dxi Opt E5
km/l 3,24 (l/100km 30,86) - adblue% 4,184
km/h 69,9 - kg 43.320 - index 374,8 V&T 739
Renault Premium Strada 460.18 T Dxi Optiroll E5
km/l 3,39 (l/100km 29,48) - adblue% 4,567
km/h 68,6 - kg 43.660 - index 376,6 V&T 751
Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,39) - adblue% 6,499
km/h 72,6 - kg 43.490 - index 384,2 V&T 795
Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,61 (l/100km 27,67) - adblue% 6,165
km/h 67,6 - kg 43.850 - index 377,2 V&T 820
Renault T 460 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,36) - adblue% 8,182
km/h 74,5 - kg 43.920 - index 381,4 V&T 783
Renault Trucks T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,89 (l/100km 25,70) - adblue% 8,152
km/h 70,3 - kg 43.800 - index 383,4 V&T 847
Renault T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,80 (l/100km 26,31) - adblue% 7,431
km/h 70,9 - kg 43.900 - index 383,8 V&T 835
Renault T 480 Turbocompound E6
km/l 4,25 (l/100km 23,51) - adblue% 4,853
km/h 70,0 - kg 43.850 - index 402,9 V&T 867
Renault T 520 High Maxispace E6
km/l 3,56 (l/100km 28,08) - adblue% 9,233
km/h 70,5 - kg 43.850 - index 369,2 V&T 815
Renault T 520 High Sleeper Cab E6
km/l 3,76 (l/100km 26,53) - adblue% 8,593
km/h 76,2 - kg 43.680 - index 385,9 V&T 790
Scania 540 S Active Prediction E6 D
km/l 3,72 (l/100km 26,88) - adblue% 8,315
km/h 70,73 - kg 43.900 - index 378,0 V&T 852
Scania G410 Active Prediction E6
km/l 3,49 (l/100km 28,59) - adblue% 5,280
km/h 71,0 - kg 43.800 - index 381,1 V&T 777
Scania G410 Cg20n Ap E6
km/l 3,84 (l/100km 26,01) - adblue% 9,400
km/h 71,9 - kg 43.800 - index 380,0 V&T 825
Scania G480 Highline Ecolution E5
km/l 3,58 (l/100km 27,91) - adblue% 4,889
km/h 67,3 - kg 43.660 - index 379,8 V&T 767
Scania R440 La Mna Cr 19 Topline E5
km/l 3,24 (l/100km 30,88) - adblue% 0,000
km/h 69,3 - kg 44.040 - index 387,1 V&T 732
Scania R450 Active Prediction E6
km/l 4,03 (l/100km 24,75) - adblue% 8,469
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 386,1 V&T 812
Scania R450 Topline Active Prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,74) - adblue% 7,843
km/h 73,9 - kg 43.850 - index 375,7 V&T 792
Scania R480 La Mna Highline E4
km/l 2,87 (l/100km 34,84) - adblue% 0,000
km/h 65,3 - kg 44.160 - index 370,0 V&T 705
Scania R480 La Mna Highline E5
km/l 3,05 (l/100km 32,81) - adblue% 0,000
km/h 69,0 - kg 44.120 - index 380,9 V&T 726
Scania R480 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,31 (l/100km 30,22) - adblue% 3,042
km/h 67,7 - kg 43.900 - index 377,7 V&T 765
Scania R490 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 4,986
km/h 72,6 - kg 43.580 - index 380,6 V&T 781
Scania R500 Active Prediction E6
km/l 3,89 (l/100km 25,69) - adblue% 9,285
km/h 69,6 - kg 43.750 - index 378,9 V&T 819
Scania R500 La Mna Highline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 4,937
km/h 66,7 - kg 43.760 - index 366,9 V&T 710
Scania R520 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,83) - adblue% 3,040
km/h 73,9 - kg 44.080 - index 380,5 V&T 787
Scania R560 La Mna Topline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 6,142
km/h 67,1 - kg 44.420 - index 363,3 V&T 720
Scania R560 La Mna Highline Ap E5
km/l 3,36 (l/100km 29,76) - adblue% 5,075
km/h 69,7 - kg 43.380 - index 375,5 V&T 763
Scania R580 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,86) - adblue% 3,881
km/h 71,6 - kg 43.750 - index 374,7 V&T 779
Scania R590 Active Prediction E6
km/l 3,66 (l/100km 27,31) - adblue% 8,671
km/h 70,96 - kg 43.800 - index 375,3 V&T 858
Scania R730 La Mna Highline E5
km/l 2,94 (l/100km 34,06) - adblue% 5,261
km/h 69,0 - kg 43.360 - index 359,2 V&T 741
Scania R730 Topline Active Prediction E6
km/l 3,25 (l/100km 30,80) - adblue% 4,554
km/h 73,9 - kg 43.680 - index 379,1 V&T 785
Scania S 500 Active prediction E6
km/l 3,88 (l/100km 25,77) - adblue% 6,907
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 385,7 V&T 817
Scania S 650 Active prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 8,512
km/h 74,6 - kg 43.700 - index 374,2 V&T 839
Scania S 730 Active Prediction E6
km/l 3,44 (l/100km 29,10) - adblue% 6,213
km/h 68,7 - kg 43.500 - index 373,0 V&T 808
Scania S 770 Active Prediction Euro VI E
km/l 3,16 (l/100km 31,64) - adblue% 12,174
km/h 72,6 - kg 43.900 - index 344,6 V&T 856
Scania Super 500 S Active Prediction Euro VI D
km/l 3,95 (l/100km 25,34) - adblue% 9,038
km/h 72,1 - kg 43.800 - index 385,0 V&T 863
Volvo Fh 460 Globetrotter I-See E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 7,709
km/h 70,0 - kg 43.420 - index 368,9 V&T 806
Volvo Fh 460 Aero I-Save Globetrotter
km/l 4,16 (l/100km 24,04) - adblue% 4,8
km/h 66,61 - kg 43.580 - index 393,6 V&T 888
Volvo Fh 500 Globetrotter XL E5
km/l 3,31 (l/100km 30,18) - adblue% 4,745
km/h 66,3 - kg 43.780 - index 370,3 V&T 754
Volvo Fh 540 Globetrotter XL Dual Clutch E6
km/l 3,23 (l/100km 30,94) - adblue% 8,601
km/h 74,62 - kg 43.440 - index 364,6 V&T 791
Volvo Fh 16-660 Globetrotter XL E4
km/l 2,85 (l/100km 35,09) - adblue% 3,079
km/h 68,8 - kg 44.060 - index 363,6 V&T 712
Volvo Fh 16-700 Globetrotter XL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,14) - adblue% 5,521
km/h 67,7 - kg 43.580 - index 356,2 V&T 742
n Lcv < 3,5 t
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n Distribuzione
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