AUTOBUS luglio-agosto 2026
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VADO E TORNO EDIZIONI
www.vadoetorno.com - ISSN 0042 - Poste
Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L. 353/2003 (conv.
in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI
LUGLIO/AGOSTO N. 7/8 - 2026
ANNO 35°- euro 5,00
Nella
botte
piccola
EVENTI REPORTAGE DAL BUSWORLD TURCHIA E DA MOBCO A PARIGI
INCHIESTE LUNGA PERCORRENZA: LA SECONDA EDIZIONE DEL
RAPPORTO TRASPOL-CHECKMYBUS ● PRESENTAZIONE LA NUOVA
GENERAZIONE DELL’IRIZAR IE TRAM ● IMPRESSIONI DI GUIDA
TEMSA MD9 E IVECO BUS CROSSWAY ELEC NF
● EVENTI
● INCHIESTE
Sommario
Autobus n° 7/8 - 2026 - anno 35°
ABBONATI
SUBITO
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5
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POST-IT
Beulas, Hess, Solaris, Vdl chiedono
supporto alla produzione europea
RUBRICHE
Tecno: Conduent vende a Modaxo
la branca di business tpl
Reti ed energia: è nata la Hydrogen Adige
Valley. Integra fotovoltaico e produzione di H2
Mappamondo: l’elettrificazione del tpl
analizzata da Bloomberg New Energy Finance
PERISCOPIO
Tra conferme e sorprese, ecco i candidati
per la gara di servizio in Piemonte
182 milioni di euro per 250 autobus:
la maxi gara Star Mobility
Scania Italia, Fredrik Swartling è il
nuovo amministratore delegato
26
10
12
12
MOBILITY INNOVATION TOUR
Riflettori puntati su filobus e Brt: che
pienone a Parma per il convegno con Tep!
14
INCHIESTA
Stato dell’arte e trend della lunga
percorrenza in bus a livello europeo
18
22
EVENTI
Il Busworld Turchia non delude mai.
Prova di forza per un’industria in salute
A Parigi per Mobco, ennesimo rebranding.
Più politica che prodotto, la news è di Irizar
18 32
26
PRESENTAZIONE
Irizar ie tram Efficient, la nuova
generazione dell’icona basca. Cosa cambia?
32
36
IMPRESSIONE DI GUIDA
Iveco Crossway Elec Normal floor. Un
focus sull’ultimo arrivato per festeggiare i 20 anni
Temsa MD9, il nove metri che vuole
essere un coach. E ci riesce! La prova
Affidabilità comprovata e motore performante
Elevata versatilità su percorsi turistici a lungo/corto raggio, grazie ad una vasta gamma di optional
Eccellente partner di business, con elevata efficienza e versatilità
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40
42
44
PROFESSIONE CONDUCENTE
Guidare sulla lunga percorrenza. Una
scelta di vita ostacolata da tante sfide
MANUTENZIONE OGGI
Un incidente che ha fatto scuola
e i principi dell’analisi peritale
AMARCORD
A Vicenza i filobus hanno circolato per
43 anni. Ripercorriamone la storia
IL SONDAGGIO
DEL MESE
300 milioni di euro di stanziamento per un piano
nazionale delle autostazioni. È la richiesta di
Flixbus / Anav al governo per dare impulso al
settore italiano delle autolinee. C’è speranza?
Rispondi su
www.autobusweb.com
Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono
basate su un campione scientifico
LE RISPOSTE
DEL MESE SCORSO
Le gare di servizio saranno d’impulso
all’introduzione sempre più
strutturale di soluzioni di trasporto
a chiamata integrate con l’offerta di
trasporto pubblico?
67%
33%
sì
no
3
Post-it
L'APPELLO
Resistere, resistere, resistere
LA LETTERA DI QUATTRO COSTRUTTORI CHE INVOCA LA DIFESA DEL 'MADE IN EU'
OPTIBUS
Tecno
Agente speciale in missione
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
"L
’Unione Europea difenda l’industria
dell’autobus 'made in Europe'".
Con una lettera congiunta alla
Commissione Europea, Beulas, Hess, Solaris
e Vdl hanno chiesto all’Ue di introdurre
misure mirate per sostenere l’industria europea
negli appalti pubblici per l’acquisto
di autobus.
Le aziende, nella missiva, affermano che i
produttori europei di autobus necessitano
di condizioni di concorrenza eque rispetto
ai competitor provenienti da Paesi terzi.
Tra i provvedimenti richiesti figurano:
- introduzione di requisiti di contenuto locale
che coprano l’intera catena del valore
del veicolo;
- inclusione della produzione di autobus
tra le industrie strategiche che beneficino
della preferenza europea;
- modifiche ai criteri degli appalti pubblici;
- revisione delle normative sulle emissioni
di Co2 e dello standard Euro 7 per autobus
e coach;
- misure di tutela del settore nell’ambito
dell’Eu Automotive Action Plan, dell’Industrial
Accelerator Act e della futura revisione
del quadro normativo sugli appalti
pubblici.
Solo pochi giorni prima della lettera in
questione, l’associazione internazionale
del trasporto pubblico Uitp aveva pubblicato
un position paper a sostegno del
principio della preferenza europea, chiedendo
però un quadro normativo pragmatico
e graduale per il settore del trasporto
pubblico.
Industrial Accelerator Act in arrivo
La pubblicazione del documento dell’Uitp
e della lettera dei costruttori arriva mentre
le istituzioni europee stanno discutendo il
proposto Industrial Accelerator Act, presentato
dalla Commissione Europea nel marzo
2026.
La proposta identifica l’ecosistema automobilistico,
inclusi autobus e veicoli pesanti,
tra i settori strategici da rafforzare
all’interno dell’Unione Europea e introduce
disposizioni sugli appalti legate all’origine
dei prodotti e all’intensità di carbonio per
gli acquisti finanziati con fondi pubblici.
Secondo la proposta attuale, a partire dal
2029 gli appalti pubblici per veicoli finanziati
con risorse pubbliche dovranno rispettare
soglie minime relative all’origine
dei materiali e ai criteri di produzione. Le
discussioni sul testo legislativo sono ancora
in corso presso il Parlamento Europeo e il
Consiglio.
Catenaccio contro la Cina
I quattro firmatari scrivono che: «Un settore
manifatturiero forte è un prerequisito
per raggiungere gli obiettivi strategici europei
e garantire un’Europa competitiva e
sostenibile». Con riferimento agli autobus
a zero emissioni, la lettera evidenzia che:
«Da tempo la presenza di concorrenti non
europei, in particolare cinesi, è in crescita.
La loro quota di mercato è aumentata rapidamente
superando il 30 per cento e si pensa
che possa crescere ulteriormente».
Secondo i produttori, tendenze analoghe
stanno emergendo anche nei segmenti degli
autobus interurbani, dei mezzi a lunga percorrenza
e dei veicoli turistici, dove i nuovi
requisiti sulle basse e zero emissioni avranno
effetti simili sui costruttori.
La lettera sottolinea inoltre che queste aziende
partecipano a gare pubbliche finanziate
con fondi europei utilizzando prodotti sviluppati
e realizzati al di fuori dell’area Ue
ed Efta. I firmatari ribadiscono inoltre che i
produttori extraeuropei beneficiano di sussidi
statali all’esportazione che consentono
loro di praticare prezzi inferiori rispetto ai
produttori europei.
S
i chiama Optibus Agent ed è (nomen omen) il
primo agente di Ai sviluppato specificamente per
il settore del trasporto pubblico, progettato per
automatizzare la pianificazione, la programmazione, la
gestione delle attività della centrale e il movimento in
tempo reale, aiutando i team operativi a innalzare la
qualità del servizio, rendendolo più efficiente.
Introducendo l’intelligenza artificiale nel cuore della
gestione del servizio, «Optibus Agent accelera i cicli
di pianificazione, aumenta l’efficienza dei turni, riduce
la durata delle interruzioni e migliora l’affidabilità del
servizio, garantendo la massima capillarità sul territorio»,
dice l’azienda.
Optibus Agent è addestrato per comprendere la logica
e i flussi di lavoro del tpl: potenzia l’esperienza
e la velocità di esecuzione del personale di servizio,
permettendogli di analizzare tutti i fattori contemporaneamente,
comprendere appieno ogni opzione e prendere
decisioni migliori e più rapide per raggiungere gli
obiettivi strategici.
Per esempio si può chiedere a Optibus Agent di generare
turni equilibrati che soddisfino gli obiettivi a-
ziendali e i contratti collettivi di lavoro, rispettando
al contempo le preferenze degli autisti (ad esempio
limitando gli straordinari o i turni spezzati); si possono
individuare i percorsi e gli orari migliori per soddisfare
la domanda dei passeggeri, oltre che trovare rapidamente autisti qualificati
per coprire turni scoperti o assenze dell’ultimo minuto, incrociando
disponibilità, storico e qualifiche per garantire la regolare erogazione del
servizio. E, ancora, si possono verificare le regole di conformità degli
autisti (per esempio: ‘L’autista dovrebbe fare una pausa in questo momento?’
o verificare i limiti settimanali di straordinario). Proseguendo con le
funzionalità, Optibus Agent riesce a localizzare qualsiasi veicolo digitando
la targa, un codice o il nome, e chiedere statistiche sulle prestazioni in
tempo reale (‘mostrami le corse in ritardo o in anticipo’). È inoltre possibile
chiedere all’agente di inviare messaggi di testo direttamente agli
autisti sul terminale di bordo o ripristinare la regolarità del servizio durante
gli imprevisti con suggerimenti su come deviare gli autobus o assegnare
autisti o vetture di riserva.
IL TPL DI CONDUENT VA A MODAXO
Conduent ha venduto la
propria divisione Public Transit
a Modaxo per 164 milioni di
dollari. L’accordo prevede la
cessione delle attività di ‘transit
fare management’ (gestione
delle tariffe di trasporto
pubblico) e ‘fleet management
solutions’ (soluzioni per la
gestione delle flotte), che
insieme costituiscono, appunto,
l’unità passata di mano. Una
divisione che comprende un
portafoglio di tecnologie a
supporto delle operazioni di
trasporto pubblico a livello
globale, come sistemi di raccolta
delle tariffe, piattaforme di
gestione delle flotte, soluzioni
per i pagamenti e la gestione dei
ricavi, oltre a sistemi di mobilità
integrati basati su hardware.
Il trasporto pubblico locale è un’ecosistema assai
complesso, con ‘infinite’ variabili da considerare: linee,
autisti (e carenza di conducenti), veicoli, programmi di
esercizio, budget, interruzioni stradali, imprevisti.
L’AXTRAX 2 LF DI ZF
Entrerà in produzione a breve ed è il nuovo assale
elettrico a portale di ZF. Il sistema fa parte del kit di
trazione elettrica sviluppato da ZF ed è basato su
componenti standardizzati e moduli software condivisi
tra diverse applicazioni. Secondo il gigante di
Friedrichshafen, la nuova generazione dell’AxTrax
2 Lf consente una riduzione media del consumo
energetico pari al 20 per
cento nei cicli Sort rispetto
alla versione precedente. Il
sistema è stato sviluppato
per essere integrato in
differenti configurazioni di
veicolo e per supportare
applicazioni urbane elettriche.
ZF ha inoltre introdotto un
nuovo software dedicato
al monitoraggio dello stato
di salute dell’assale. La soluzione, proposta in
modalità software-as-a-service, analizza da remoto
i dati operativi della trazione elettrica e permette attività
di condition monitoring e rilevazione precoce
di anomalie. Il sistema è destinato a operatori di
trasporto, costruttori e piattaforme indipendenti di
fleet management.
4
5
È NATA L’HYDROGEN ADIGE VALLEY
Ci voleva!
Reti & energia
PRODURRÀ 130MILA KG DI H2 VERDE E 1,89 GWH DI ENERGIA RINNOVABILE L’ANNO
L’ANALISI DI BLOOMBERG NEW ENERGY FINANCE
Mappamondo
Elettrificazione in numeri
PREVISTA UNA QUOTA DEL 60 PER CENTO DI E-BUS NELL’URBANO ENTRO IL 2030
Dal 25 giugno 2025 al 25 giugno 2026: sono durati un anno esatto
i lavori per la realizzazione dell’Hydrogen Adige Valley, il progetto
sperimentale fortemente voluto dalla provincia autonoma di
Bolzano, Sasa e Alperia, che integra produzione di energia rinnovabile
(producibilità annua stimata di 1,89 GWh), generazione di idrogeno verde
(producibilità annua stimata di circa 130mila kg) e trasporto pubblico
sostenibile (50 autobus a zero emissioni oggi, più di 120 entro il 2030)
in un unico ecosistema energetico.
Oltre dieci anni fa l’Alto Adige ha iniziato a investire sull’idrogeno e
sulla mobilità a zero emissioni, scegliendo di sperimentare tecnologie
innovative quando ancora rappresentavano una scommessa per il futuro:
è stata Sasa, infatti, il primo operatore italiano a scegliere autobus a
idrogeno, nel 2013. Oggi Sasa dispone di circa 50 mezzi a zero emissioni
su una flotta complessiva di 370 veicoli. Entro il 2030 la previsione è di
superare i 120 autobus a emissioni zero, grazie a una strategia che combina
in modo complementare tecnologie elettrica a batteria e a idrogeno.
Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Next Generation
Eu e con un
volume complessivo di
investimenti di circa 35
milioni di euro, il progetto
Hydrogen Adige
Valley, comprensivo
del parco fotovoltaico e
dell’ampliamento e realizzazione
della nuova
infrastruttura di rifornimento
a idrogeno presso
i depositi operativi
di Sasa, rientra tra le infrastrutture
più moderne
d’Europa per l’utilizzo
dell’idrogeno verde nel
trasporto pubblico.
L’Alto Adige conferma
così la propria volontà di proseguire con determinazione lungo il percorso
della mobilità sostenibile, rafforzando l’autonomia energetica provinciale
e contribuendo concretamente alla costruzione del Brennero Green
Corridor, il corridoio europeo a basse emissioni destinato a collegare il
Mediterraneo con il nord Europa lungo uno dei principali assi logistici
e commerciali del continente.
I numeri dell’Hydrogen Adige Valley
Il progetto vede un impianto per la produzione di idrogeno verde da 2
MW situato a Bolzano Sud, in grado di produrre almeno 360 chilogrammi
di idrogeno al giorno. Accanto
all’impianto è stato realizzato un
parco fotovoltaico dedicato con
una potenza di circa 1,5 MW e una
producibilità annua stimata di 1,89
GWh di energia rinnovabile.
L’energia prodotta viene utilizzata
per alimentare il processo di elettrolisi
che genera l’idrogeno verde
destinato al trasporto pubblico locale
e alle stazioni di rifornimento
di Bolzano e Merano, creando una
filiera energetica locale, pulita e
integrata.
6
Tra le aziende che hanno contribuito alla buona
riuscita dell’intero progetto: Strabag, Hydroalps, IIT
Hydrogen, Metall Ritten, Elpo e Unionbau.
Inoltre è stata introdotta anche un’importante
innovazione infrastrutturale per il territorio: il primo
impianto fotovoltaico provinciale realizzato sopra
un parcheggio autobus, che consente di produrre
energia rinnovabile senza ulteriore consumo di suolo.
BATTERIE SUPER CERTIFICATE
FPT Industrial, il ramo motoristico di Iveco Group,
ha ottenuto la certificazione in conformità al
nuovo Regolamento dell’Unione Europea per la
produzione di batterie ad alta tensione. Le batterie
FPT, basate su celle Microvast, sono adottate dalla
gamma di autobus elettrici Iveco dalla fine del 2024.
Secondo l’azienda, attualmente solo tre produttori
europei di
batterie ad alta
tensione sono in
possesso di questa
certificazione.
L’audit è stato
condotto presso
lo stabilimento
ePowertrain a
emissioni nette
zero di Fpt a
Torino, inaugurato nel 2022, e ha riguardato l’intero
processo di progettazione, sviluppo e produzione
del pacco batteria eBS 37 Evo. La batteria è
destinata a veicoli commerciali leggeri, minibus
e applicazioni marine. La certificazione anticipa i
requisiti che diventeranno obbligatori per i produttori
europei di batterie quando il Regolamento Ue
2023/1542 entrerà pienamente in vigore. FPT
sottolinea di aver già adeguato le proprie attività ai
requisiti del regolamento fin dal 2024.
Quello degli autobus urbani rimane, a livello mondiale, il segmento
più avanzato in termini di elettrificazione. Lo riporta nero su bianco
l’Electric vehicle outlook 2026 di Bloomberg New Energy Finance,
vera e propria ‘bibbia’ per chi si occupa di trend di mercato e di elettrificazione.
Secondo gli analisti, nel 2025 oltre 20 Paesi hanno registrato una quota
di autobus elettrici superiore al 50 per cento delle vendite di autobus urbani.
BloombergNef prevede che gli autobus a zero emissioni arrivino a coprire
il 60 per cento delle vendite mondiali di autobus entro il 2030, una quota
superiore a quella attesa per veicoli commerciali leggeri (34 per cento) e
camion medi e pesanti (17). Il rapporto evidenzia inoltre che la maggior
parte dei mercati dovrebbe raggiungere il 100 per cento di quota di mercato
dell’elettrico nell’urbano entro il 2040. Tradotto in numeri assoluti, secondo
BloombergNef la flotta globale di autobus elettrici raggiungerà 4 milioni di
veicoli entro il 2050.
Spostando la lente sull’Unione Europea, un recente report dell’International
council on clean transportation (Icct) evidenzia come nel primo trimestre
del 2026 autobus e coach a zero emissioni abbiano raggiunto una quota
di mercato del 24,2 per cento, con 2.732 immatricolazioni su circa 11.300
veicoli complessivamente registrati. Tra i costruttori, Yutong si è confermata
leader del mercato europeo, seguita da Solaris e MAN.
UNO SU TRE, A LONDRA
Londra ha superato la soglia dei 3mila
autobus a zero emissioni in servizio, con
circa un terzo della flotta di Transport
for London oggi priva di emissioni allo scarico.
La capitale britannica si conferma così
come il più grande mercato europeo per gli
e-bus.
Dal 2021 tutti i nuovi autobus introdotti
nella rete londinese sono a zero emissioni.
Attualmente 135 linee sono operate esclusivamente
con veicoli a zero emissioni,
mentre altre 68 sono parzialmente elettrificate.
Secondo TfL, la flotta dovrebbe
raggiungere quota 6mila autobus a zero
emissioni entro i prossimi cinque anni.
Il tremillesimo autobus è entrato in
servizio sulla linea 165 tra Romford e
Rainham ed è parte di una commessa di
oltre 120 veicoli forniti da Wrightbus. Nei
IL LIBRO ORDINI DI TATA
Il gruppo indiano Tata Motors ha annunciato a metà
giugno di avere ‘accumulato’ ordini per 3.400 veicoli
commerciali elettrici, inclusi circa 500 autobus destinati
ai servizi di trasporto pubblico urbano e interurbano.
Il libro ordini complessivo abbraccia poi, oltre al mezzo
migliaio di e-bus, circa 2mila veicoli commerciali leggeri
e pick-up e 900 camion.
Sempre stringendo il focus sul segmento autobus, Tata ha
comunicato di avere attualmente oltre 3.800 e-bus in servizio
in varie città indiane. Secondo il costruttore, la flotta
ha superato i 550 milioni di chilometri percorsi.
Nel 2025 il mercato indiano degli autobus elettrici ha registrato
4.441 immatricolazioni, in crescita rispetto alle 3.730
unità del 2024. Tata Motors ha registrato un calo drastico
dell’84 per cento nelle immatricolazioni di autobus elettrici.
L’offerta del costruttore per il trasporto passeggeri comprende
i modelli Starbus Ev e Ultra Ev, destinati ai servizi
urbani e intercity. L’annuncio degli ordini è stato diffuso da
Tata Motors il 22 giugno 2026. Come ben noto, il gruppo
indiano sta completando l’acquisizione di Iveco Group a
seguito dell’accordo annunciato nel settembre 2025. Il ‘closing’
è atteso nel terzo trimestre 2026, in leggero ritardo
rispetto alla tempistica inizialmente annunciata (Q2).
prossimi dodici mesi altre sei linee del
deposito di Rainham saranno convertite
all’esercizio a zero emissioni, parallelamente
all’installazione di nuove infrastrutture
di ricarica.
Transport for London, l’agenzia tpl
della capitale del Regno Unito, ha
inoltre completato l’ammodernamento
di circa 12mila pensiline, sostituendo
l’illuminazione esistente con
sistemi LED che, secondo l’azienda,
consentono una riduzione dei consumi
energetici superiore al 50 per cento.
7
Periscopio
LA GARA DI SERVIZIO IN PIEMONTE
Otto lotti che fanno gola a tanti
SUL PIATTO 56,1 VETT-KM E COMPENSAZIONE DI 112,4 MILIONI DI EURO ALL’ANNO
2026
Un evento che cambia, si evolve
e si sviluppa. Un bouquet che
raccoglie le sfide delle transizioni
energetica e digitale. Un palco
per i protagonisti del trasporto
www.mobilityinnovationtour.com
Air Pullman, Atm Milano, Vita, Stac,
Autostradale, Vco Traporti e le due
spagnole Alsa e Nex Continental. Sono
queste le aziende, attualmente non presenti nel
quadrante regionale, che hanno svolto la procedura
di qualificazione per poter partecipare
alla gara di servizio tpl bandita dall’Agenzia
della mobilità del Piemonte.
Non significa chiaramente che i sopra menzionati
saranno i competitor per l’aggiudicazione
della gara, ma bensì che si contenderanno gli
otto lotti con le imprese che attualmente erogano
il servizio e che pertanto risultano già
qualificate di diritto. Tra le altre: Gtt, Bus
Company, Cavourese, Arriva, Chiesa, Fs -
Busitalia oltre alla seguente lista inserita nella
nota dell’Agenzia tra i candidati nella classe
A1 (per cui interessate a un unico lotto del
tender): Baranzelli, Gherra, Autolinee Valle
Pesio, Sav, Pirazzi, Actp, Bellando, Autolinee
Nuova Benese, Linea Azzurra.
Più nebuloso il caso di Ratp, la cui intenzione
di dare battaglia sul mercato del tpl italiano è
cosa nota e la cui partecipazione è citata come
un dato di fatto da diversi articoli di stampa,
ma la cui ragione sociale non è menzionata
nella nota dell’Agenzia.
La gara riguarda l’affidamento dei servizi articolato
in otto lotti, corrispondenti ai quattro bacini regionali (due lotti per
ciascun bacino): bacino metropolitano, bacino Sud-Ovest, bacino Sud-Est e
bacino Nord-Est.
Ora le domande presentate da ciascun operatore saranno vagliate e sottoposte
a verifiche istruttorie. Per la categoria ‘Classe A3’, ovvero quella che permette
di partecipare all’intera procedura, hanno fatto domanda (sempre in aggiunta
ai già qualificati) Atm, le due realtà iberiche, Air Pullman e Stac.
Passando alla ‘Classe A2’, ovvero alle aziende interessate a un massimo di
tre lotti, ecco spuntare i neo qualificati Vita, Autostradale e Vco Trasporti. A
queste si aggiungono player del territorio come Gtt, Cavourese, Bus Company,
Giachino, oltre a Ratp Dev Italia e Busitalia.
Questo lo status quo al 26 giugno, quando
abbiamo mandato in stampa la rivista: le novità sul
numero di settembre e su autobusweb.com.
Gli otto lotti della gara del
Piemonte interessano anche
a operatori internazionali: da
sottolineare la presenza delle
spagnole Nex Continental e Alsa.
NEL LAZIO, A FROSINONE, INVECE È TUTTO FERMO
Gara sospesa e richiesta di chiarimenti
all’Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti:
è quanto deciso dal Comune di
Frosinone, che aveva indetto una gara a
procedura aperta per l’affidamento in concessione
del servizio di trasporto pubblico
locale su gomma per il periodo 2026-2031.
Perché è la gara è stata messa in standby?
La sospensione nasce dopo che
un operatore economico ha presentato
un’istanza di annullamento in autotutela,
contestando alcuni aspetti della procedura.
Nel documento, si legge: «pervenuta
istanza di annullamento della gara in autotutela,
da parte di un operatore economico
con riferimento agli aspetti legati ai
criteri dell’offerta tecnica ritenuti restrittivi
della concorrenza». L’operatore in questione,
inoltre, ha richiesto anche termini più
adeguati per predisporre l’offerta, vista la
complessità della procedura.
Il Comune di Frosinone ha così ritenuto
opportuno acquisire osservazioni e un
parere dell’Autorità di Regolazione dei
Trasporti, sia per verificare la correttezza
della gara sia per prevenire possibili contenziosi.
La determinazione dispone formalmente:
«di sospendere temporaneamente in autotutela,
per le motivazioni espresse in
premessa, la gara aperta indetta ai sensi
del D.Lgs. 36/2023 per l’affidamento
in concessione del Servizio di Trasporto
Pubblico Locale».
Attualmente, ricordiamo, il servizio è gestito
da Cialone.
9
PIÙ MUSCOLI PER SOLARIS
Solaris ha inaugurato un nuovo impianto di assemblaggio
a Środa Wielkopolska, in Polonia,
che consentirà di aumentare la capacità produttiva
di circa 500 autobus all’anno. Nel contempo,
l’azienda ha annunciato la realizzazione di
un secondo stabilimento produttivo su un’area
di 47 ettari, con entrata in funzione prevista
nel 2029 e dedicata alla gamma interurbana.
La nuova struttura si trova a circa 35 km a
sud-est di Poznań, dove Solaris gestisce già dal
1998 un impianto dedicato alla saldatura delle
strutture portanti. Il sito andrà ad affiancare il
principale sito produttivo di Bolechowo, dove
fino a oggi si concentravano tutte le attività
produttive.
L’apertura del nuovo impianto ha portato alla
creazione di circa 300 posti di lavoro, sottolinea
l’azienda. A questi si aggiungono diverse
centinaia di posti di lavoro indiretti generati
presso i fornitori locali coinvolti nella filiera.
L’investimento (di cui l’azienda non ha comunicato
l’ammontare) rientra nell’obiettivo
di Solaris di raggiungere un volume produttivo
di 2.000 veicoli annui. Un traguardo che appare
realistico considerando che nel 2025 Solaris
ha consegnato 1.631 autobus, di cui l’86 per
cento a basse o zero emissioni.
SUBAFFIDAMENTI ATAC
Il Consiglio di Stato ha scritto l’ultima
parola sulla lunga vicenda dei contratti di
subaffidamento delle linee periferiche Atac
dei lotti Nord-Est (021, 246, 246P e 718)
ed Est (043, 113, 500 e 551), che Trotta
Bus Services, risultata inizialmente aggiudicataria
della gara, avrebbe dovuto gestire
dal 1° marzo 2025 al 21 dicembre 2027,
con possibilità di proroga fino al 31 dicembre
2029. Successivamente, però, Atac ha
contestato a Trotta alcuni aspetti della gestione
delle linee già affidate, revocandole
l’aggiudicazione e assegnando i due lotti ai
secondi classificati, ossia ai raggruppamenti
Miccolis-Cilia e Autoservizi Troiani. Trotta
ha quindi presentato immediato ricorso e,
nel settembre scorso, il Tar del Lazio le ha
dato ragione.
Ma quella sentenza non è stata l’ultimo capitolo
della vicenda. Miccolis-Cilia, Troiani
e la stessa Atac hanno infatti impugnato
la decisione davanti al Consiglio di Stato,
ultimo grado della giustizia amministrativa
italiana. I giudici di Palazzo Spada hanno
infine concluso che l’esclusione di Trotta
«riposi su elementi logici e coerenti».
10
Periscopio
IL BANDO
Gara da Star (Mobility)
182 MILIONI DI EURO PER 250 AUTOBUS
Star Mobility ha pubblicato un
maxi bando per la fornitura complessiva
di ben 250 autobus – in
varie tipologie di trazione – per un
valore complessivo di 182 milioni di
euro. Nel capitolato si legge che la durata
dell’accordo quadro è di 36 mesi
con un unico operatore economico per
lotto (8 lotti in totale) e che il criterio
di aggiudicazione è quello dell’offerta
economicamente più vantaggiosa:
65 punti per l’offerta tecnica e 35 per
quella economica.
In particolare, sono previsti 100 autobus
ibridi diesel (10 da 10,5 metri, 60
da 12 metri, 10 da 14 metri e 20 articolati
da 18 metri) per un valore totale
di circa 58,6 milioni di euro. La quota
I Kent mild hybrid saranno utilizzati
specialmente per i profili di missione
nel comune di Rho, ma si occuperanno
anche di trasferimenti nell’area
del milanese.
I Kent mild hybrid forniti
a Stie sono hanno
lunghezza di 10,8 metri
e una capienza passeggeri
fino a 93 persone.
Il motore diesel è
firmato da Cummins,
mentre il modulo elettrico
è di Driventic (ex
Voith). I Kent andranno
a sostituire veicoli vetusti
e più inquinanti.
Nella mattinata di mercoledì
10 giugno, Stie
ha presentato a Rho
15 autobus Otokar, modello
Kent, con motorizzazione i-
brida. I mezzi fanno parte di
una commessa di 20 unità, acquistate
in autofinanziamento
dall’operatore facente parte
del Gruppo Star-Zoncada per
una cifra di quasi 5 milioni di
più consistente riguarda gli autobus
elettrici, con 120 veicoli (10 da 10,5
metri, 100 da 12 metri e 10 articolati da
18 metri) per un investimento di circa
105,9 milioni di euro. Completano la
fornitura 30 autobus a metano (Cng)
da 12 metri, per un valore di circa 17,5
milioni di euro. In termini numerici,
gli autobus elettrici rappresentano il
48 per cento della fornitura, gli ibridi
diesel il 40 per cento e quelli a metano
il restante 12 per cento.
Ricordiamo come Star Mobility sia una
delle (poche) aziende tpl che grazie ai
fondi messi a disposizione in questi anni
dal Piano nazionale di ripresa e resilienza
hanno avuto modo di rinnovare
il cento per cento della flotta urbana.
L’ibrido di Otokar per Stie
euro. Sono ovviamente equipaggiati
con pedana manuale
per favorire la salita e la discesa
delle carrozzine, così come
è presente a bordo l’area destinata
a persone con mobilità
ridotta. L’equipaggiamento di
bordo prevede videosorveglianza,
sistemi Avm Avl, telecamere
frontali, indicatori di
percorso di nuova generazione
e frenata automatica di emergenza.
Di serie previsti anche
assistenza intelligente alla velocità,
rilevamento di ostacoli
in retromarcia, riconoscimento
della segnaletica stradale, rilevatori
di stanchezza e protezione
posto guida.
Periscopio
REGIONE CALABRIA
Un bastimento carico carico
GRANDI MANOVRE AL SUD: 450 BUS E SCUOLABUS A gara anche 500 paline smart (3 milioni di euro),
300 monitor (2,475 milioni), 80 totem informativi
(1,56 milioni) e 300 pensiline (10,35 milioni).
Nove lotti, di cui cinque dedicati agli
autobus, e quattro a supporti infrastrutturali
quali pensiline, paline, totem
e monitor: la Calabria ha bandito una
massiccia gara per rinnovare la flotta di mezzi
destinati ai servizi scolastici e ai profili
extraurbani.
Il valore stimato (senza Iva) è 184.485.000,00
euro, mentre il valore massimo dell’accordo
quadro è di 122.990.000,00 euro. Il progetto
di appalto, si legge nel bando, risulta ‘finanziato
in tutto o in parte con fondi Ue’.
I criteri di aggiudicazione per i lotti dedicati
agli autobus sono i seguenti: 70 punti per
l’offerta tecnica, 20 per quella economica e
10 per quella di tempo, ovvero riduzione dei
tempi di consegna rispetto a quelli previsti in
gara (365 giorni).
Cambiano i criteri per i quattro lotti dedicati
a pensiline, paline, totem e monitor: 70 punti
per l’offerta tecnica, 18 per quella economica,
10 per quella di tempo (180 giorni) e infine
2 per l’eventuale ribasso percentuale sul
prezzo delle dotazioni opzionali.
- Il primo lotto ricerca 80 scuolabus ad alimentazione
mild hybrid ed elettrica, idonei
per l’effettuazione dei servizi su strade extraurbane,
da destinare al servizio di trasporto
studenti. Valore: 18 milioni di euro.
- Il secondo lotto riguarda sempre scuola-
Dopo oltre cinque anni al vertice di
Scania Italia, Enrique Enrich (a
sinistra) passa il testimone a Fredrik
Swartling, che dal 1° settembre 2026
diventerà ufficialmente il nuovo amministratore
delegato del Grifone in Italia.
Fredrik Swartling è attualmente direttore
service sales & o-
perations di Scania
Italia: svedese, è in
azienda da 21 anni,
di cui la metà trascorsa
nella divisione
italiana.Enrich
rimane in famiglia,
ma cambia posizione,
sulla quale c’è
ancora riserbo, ma
sarà – parole sue
– ‘dall’altra parte
dell’Atlantico’.
Forse un ritorno in
Brasile, sua terra
natale.
bus mild hybrid ed elettrici per 120 unità
destinate ai servizi extraurbani, da destinare
al servizio di trasporto studenti. Valore: 24
milioni e 300 mila euro.
- Il terzo lotto è relativo alla fornitura di 75
autobus ibridi per profili di missione tpl su
strade extraurbane, per un controvalore di 36
milioni di euro.
Scania Italia: cambio della guardia
Swartling è in Scania Italia dal 2016,
dove ha assunto incarichi di crescente
responsabilità nell’ambito dei servizi.
Negli ultimi anni, Swartling ha guidato
numerosi progetti strategici legati all’innovazione
dei servizi, come Scania Fleet
Care, On-Site e Services 360.
- Il quarto è il più corposo: 76 milioni e 500
mila euro per 150 bus ibridi da 71 posti,
sempre idonei per l’effettuazione dei servizi
di tpl su strade extraurbane della Regione
Calabria.
- Il quinto è dedicato tutto agli scuolabus e-
lettrici: 40 pezzi, 28 posti a sedere. Valore?
12 milioni e 300 mila euro.
Hess - AMT3
Finalmente la filovia
a Verona!
Lunghi 18 metri, capaci di trasportare
fino a 140 passeggeri e targati Hess:
sono i primi due filobus della nuova
filovia di Verona, attesa da diversi anni.
Si tratta infatti di un passaggio storico
per la città scaligera e per la sua rete
di trasporto pubblico, gestita da Amt3.
Entro fine giugno è previsto l’arrivo
di altre quattro macchine, mentre la
piena operatività è prevista per ottobre:
in queste settimane prenderanno il ‘la’
i test sulla linea per arrivare pronti in
autunno con l’esercizio.
11
Il convegno
del 26 maggio,
realizzato in
collaborazione
con TEP Parma
e presso il
deposito
aziendale di
via Taro, ha
richiamato
un’affluenza
straordinaria
di oltre cento
professionisti.
A margine TEP
ha presentato
l'ultimo lotto
di 10 e-bus
Solaris Urbino
acquistati con
fondi Pnrr.
MOBILITY INNOVATION TOUR La tappa di Parma
IL BRT UNISCE
L'ITALIA
I sistemi di trasporto pubblico di massa giocano un
ruolo crescente nelle strategie di mobilità. Progetti
e sfide da Bergamo a Bari, passando per Pescara e
Rimini. Il racconto del convegno di Parma
7,7
anni
l'età media della
flotta TEP
12
Il Mobility Innovation Tour 2026 ha fatto tappa il 26
maggio a Parma per un confronto dedicato al ruolo
di filobus, Brt e autobus elettrici nella trasformazione
del trasporto pubblico delle città medie. Il convegno,
realizzato in collaborazione con TEP Parma e presso il
deposito aziendale di via Taro, ha richiamato un’affluenza
straordinaria di oltre un centinaio di professionisti.
Nell’occasione l’impresa ha anche presentato un ultimo
lotto di dieci bus elettrici Solaris Urbino acquistati con
fondi Pnrr e freschi di debutto in flotta.
Nel corso dei saluti istituzionali, l’assessore alla sosteni-
M
BILITY
TOUR
bilità ambientale, energetica e alla mobilità del Comune
di Parma Gianluca Borghi ha confermato il prossimo
conferimento in house del servizio a TEP previsto a
partire dal 2027. Borghi ha inoltre ricordato gli investimenti
in autoproduzione energetica (tramite fotovoltaico)
destinati a coprire entro un anno il 40-50 per cento del
fabbisogno aziendale.
Roberto Prada, presidente di TEP Parma, ha illustrato i
principali indicatori aziendali: 13,5 milioni di chilometri
annui, oltre 41 milioni di passeggeri e una flotta con età
media di 7,7 anni. Con la conclusione del ciclo Pnrr, TEP
raggiungerà circa 60 mezzi a zero emissioni, metà dei
quali filobus Imc. Prada ha ricordato che Parma è oggi la
quinta città italiana per numero di filobus in circolazione.
Veloce e 'riservato': il progetto Trm
Il keynote tecnico è stato affidato a Davide Mezzadri,
direttore tecnico ed esercizio di TEP, che ha illustrato il
progetto di Trasporto rapido di massa candidato a finanziamenti
ministeriali. Il piano prevede una linea filoviaria
tra stazione ferroviaria e campus universitario, con tratti
sotto bifilare e sezioni in marcia autonoma. Saranno impiegati
filobus Imc da 18 metri con batterie da almeno
80 kWh e autonomia di 8 chilometri per tratta. Secondo
Mezzadri, il sistema manterrà costante la
riserva energetica anche nei tratti senza linea
aerea: “Quindi l’autonomia qui è infinita. Ecco
perché la grande affidabilità del filobus”.
Il progetto del Trm di Parma prevede oltre
il 70 per cento del percorso in sede dedicata,
una velocità commerciale superiore a 23
km/h e frequenze fino a 5 minuti nelle ore
di punta. Il sistema svilupperà circa 700mila
chilometri annui, mantenendo invariato il monte
chilometrico complessivo della rete TEP grazie a
una revisione delle linee urbane.
Nel corso del convegno è intervenuto anche Fabrizio
Laurini, professore ordinario di statistica economica
dell’Università di Parma, che ha illustrato alcune applicazioni
dei big data e della statistica robusta nella pianificazione
della mobilità urbana.
Bergamo, Bari, Pescara, Rimini: w i Brt!
Le due tavole rotonde hanno riunito operatori tpl e player
industriali attivi nel segmento dei sistemi di trasporto
pubblico di massa.
Liliana Donato, direttrice generale di Atb Bergamo,
ha illustrato il progetto e-Brt che collegherà Bergamo e
Verdellino attraverso una linea lunga quasi 30 chilometri
con 73 per cento di corsie riservate e preferenziamento
semaforico. Donato ha spiegato che il sistema utilizzerà
autobus elettrici articolati
Yutong e dovrebbe
trasportare circa quattro
milioni di passeggeri
annui. Il lancio è previsto
per inizio agosto.
Per TUA Abruzzo,
il direttore generale
Maxmilian Di Pasquale
ha presentato i risultati
della linea filoviaria
La Verde di Pescara,
inaugurata a settembre
2025. I passeggeri
nell’ora di punta sono
passati “da 5mila per
entrambi i sensi di marcia durante il primo mese di lancio
a 8.300 passeggeri oggi”. L’obiettivo è raggiungere
quota 10mila.
Claudio Laricchia, del Comune di Bari, ha illustrato
il piano Brt della città pugliese: quattro linee per oltre
23 chilometri e un investimento complessivo di circa
150 milioni di euro. Il sistema utilizzerà autobus elettrici
articolati da 18 metri (la firma è di Karsan) e
opererà per oltre l’80 per cento su sede
propria.
80%
i chilometri in
sede riservata
del Brt di Bari, in
realizzazione
Start Romagna è stata l’azienda antesignana
italiana del Brt, grazie al
Metromare lanciato ormai cinque
anni fa. Ha ora superato il milione
di passeggeri annui e prevede due
ulteriori estensioni verso Rimini
Fiera e Cattolica. Ne ha parlato
Stefano Sirri, sottolineando che
l’azienda completerà entro il 2027 il
programma di rinnovo flotte finanziato
dal Pnrr, raggiungendo una quota di elettrico
pari al 15 per cento del parco.
Tra approccio sistemico e novità di prodotto
Sul fronte industriale, Federica Balza, Head of Energy
Mobility Solutions Europe di Iveco Bus, ha messo l’accento
sulla necessità di affrontare i progetti come ecosistemi
complessi che comprendono infrastrutture, energia,
flotte e stakeholder territoriali.
Per Solaris Italia, Yuri Malavasi ha illustrato l’evoluzione
delle piattaforme Solaris per i sistemi Brt, inclusi i
filobus fino a 24 metri e le soluzioni con autonomie
fino a 40 chilometri in marcia autonoma.
Il responsabile mercato Italia di Yutong Charles
Huang ha definito il nostro Paese “uno dei
mercati europei più importanti” per il costruttore
cinese, richiamando
gli investimenti in
assistenza tecnica e
magazzini ricambi destinati
al mercato italiano.
Considerata la tematica, non
poteva mancare la prospettiva
della neonata Hess Italia
(precedentemente Kiepe)
tramite l’ad Calogero Taibi,
che ha ripercorso l’evoluzione
dei sistemi filoviari e
delle tecnologie opportunity
charging e flash charging, citando
le esperienze italiane
di Verona, Genova, Rimini
e Parma. Parola infine al direttore commerciale di Otokar
Italia Fabio Farag, che ha anticipato l’ampliamento
della gamma elettrica Otokar entro il 2027 con modelli
Classe I e Classe II Low entry da 8,5 e 12 metri.
Video e atti
10.000
passeggeri al
giorno: l'obiettivo
TUA per La Verde
di Pescara
13
INCHIESTA Lo studio Traspol - CheckMyBus
COME SI VIAGGIA
Crescono (ancora) i collegamenti aeroportuali,
torna a rafforzarsi il traffico internazionale e
avanza la liberalizzazione. La seconda edizione
del rapporto Traspol - CheckMyBus fotografa
l'evoluzione del mercato europeo degli autobus
a lunga percorrenza tra il 2019 e il 2025
14
A
un anno dalla prima edizione del rapporto sul
mercato europeo degli autobus a lunga percorrenza,
il quadro che emerge è quello di un
settore in lenta ma costante evoluzione. Avanza la
liberalizzazione, prosegue la crescita dei collegamenti
da e verso gli aeroporti, torna a rafforzarsi il traffico
internazionale dopo gli anni della pandemia e, sul piano
competitivo, continuano a convivere modelli molto
diversi tra loro. L'Italia si conferma uno dei principali
L'Italia si
conferma uno
dei principali
esempi europei
di mercato
liberalizzato
caratterizzato
da una
presenza diffusa
di operatori. È
quanto emerge
dalla seconda
edizione del
rapporto del
laboratorio
Traspol del
Politecnico
di Milano in
collaborazione
con
CheckMyBus.
esempi europei di mercato liberalizzato caratterizzato
da una presenza diffusa di operatori.
È quanto emerge dalla seconda edizione del rapporto
redatto dal professor Paolo Beria del laboratorio Traspol
del Politecnico di Milano in collaborazione con
CheckMyBus, che analizza l'evoluzione del trasporto
autobus a lunga percorrenza nel periodo 2019-2025
sotto le angolature delle tendenze di traffico, prezzi
e caratteristiche della domanda.
Focus sulle proporzioni, non sui volumi
Prima di entrare nel merito dei risultati, lo studio mette
in chiaro alcuni aspetti metodologici rilevanti. Il rapporto
si basa sui dati raccolti da CheckMyBus e utilizza
come unità di osservazione i click, ovvero i reindirizzamenti
dalla piattaforma verso il sito dell'operatore o
di un rivenditore terzo. Si tratta di un indicatore che
non coincide necessariamente con una vendita effettiva.
Gli stessi ricercatori sottolineano che i volumi osser-
vati dipendono sia dall'andamento del mercato sia dal
posizionamento della piattaforma nei diversi Paesi europei.
Una crescita dei click può quindi riflettere tanto
un aumento della domanda quanto un rafforzamento
della presenza di CheckMyBus in un determinato
mercato. Per questo motivo il report utilizza i dati
quantitativi soprattutto per descrivere la composizione
dei mercati e il peso relativo dei diversi segmenti, evitando
di trarre conclusioni sull'evoluzione dei volumi
assoluti nel tempo.
Crescono cross-border e aeroportuale
Ma gettiamoci sui contenuti. La novità più evidente
sul fronte regolatorio riguarda la prosecuzione del
processo di liberalizzazione del mercato europeo. «Le
principali novità del 2025 sono l'apertura di due nuovi
mercati di cabotaggio: il grande mercato della Romania,
aperto nel luglio 2025, e quello della Croazia,
liberalizzato alla fine dell'anno. Attualmente oltre il
70 per cento del mercato europeo dei servizi autobus
a lunga percorrenza ha introdotto qualche forma di
liberalizzazione», sottolinea il rapporto.
Sul fronte della domanda, il report conferma una
tendenza già emersa nell'edizione precedente: il progressivo
ridimensionamento del peso delle relazioni
più lunghe e la crescita dei collegamenti aeroportuali.
Tuttavia, il dato nuovo del 2025 è rappresentato dalla
ripresa del traffico internazionale, che torna a guadagnare
terreno dopo anni di recupero particolarmente
lento successivi alla pandemia.
Parallelamente prosegue il rafforzamento dei collegamenti
da e verso gli aeroporti, grande elemento di
novità (e notiziabilità) già per l’edizione 2025 dello
studio. In questo segmento, le relazioni comprese tra
100 e 150 chilometri hanno più che raddoppiato il
proprio peso sul mercato europeo, passando dal 2,9 al
6,2 per cento del mercato totale. Tradotto: un viaggio
NELLE TASCHE DEI VIAGGIATORI
€/km
li in shortlist. Nato nel 2016, il Sustainable Bus
Award rappresenta l'unico premio europeo interamente
focalizzato collegamenti sulla sostenibilità aeroportuali nel comparto
+45%
dei bus e dei coach. tratte La internazionali valutazione viene condotta
da una giuria composta tratte nazionali da giornalisti specializzati
provenienti 0.16 da nove testate europee del settore,
che analizzano i veicoli attraverso un approccio +13%
tecnico che abbraccia una pluralità di aspetti, tra
cui efficienza energetica, sistemi di sicurezza, innovazione
0.14 tecnologica, comfort per +13% i passeggeri,
digitalizzazione, riciclabilità dei componenti, impatto
ambientale e coerenza del progetto rispetto
alla missione operativa per cui il veicolo è stato
sviluppato. 0.12
Urbano e interurbano tutto elettrico
La categoria Urban presenta la rosa più ampia
0.10
LA ROSA DEI FINALISTI
-1%
percorrenze brevi e medie, con un
ruolo della crescente competizione, delle connessioni cinque aeroportuali.
A contendersi il titolo saranno lo Yutong U18, il
veicoli selezionati.
Tra gli Mercedes aspetti più eCitaro interessanti con nuove dell'analisi
ie figura bus Efficient, inoltre la il crescente Temsa Avenue con-
Neo (visto in an-
batterie Nmc4, l'Irizar
centrazione teprima del al Busworld mercato attorno dell'anno alle scorso) e il Solaris
direttrici Urbino principali. 18 Hydrogen In tutti New e sei Generation. i
maggiori La shortlist Paesi europei riunisce osservati proposte da-tecnologichgli autori renti, diminuisce dalle soluzioni il numero elettriche delle a batteria fino ai
diffe-
coppie veicoli origine-destinazione alimentati a idrogeno, ricercate con un comune denominatore
utenti, mentre (per aumenta quanto il banale): nume-
le zero emissioni
dagli
ro medio sono di padrone viaggi del sulle segmento. rotte che rimangono attive.
Il risultato Medesimo è un fil mercato rouge, che ma tende meno a scontato, polarizzarsi per su i contendenti
più al ristretto premio di nella collegamenti. categoria Intercity. Qui
un numero
Il fenomeno troviamo appare tre veicoli particolarmente Classe II a evidente pianale confrontando
di il ingresso 2025 con in il produzione: periodo precedente l'eIntouro alla di pande-
Mercedes,
alto freschi
mia. lo Se Yutong negli anni Ic12e del e Covid il B12.b si Hf era firmato assistito BYD. a una Una
concentrazione rosa di prodotti dell'offerta che conferma dovuta alla lo riduzione stato di della un segmento
disponibile, che vede oggi la i costruttori dinamica sembra impegnati diversa: nell'intro-
le
rete
principali duzione direttrici piattaforme continuano elettriche ad attrarre (seppure domanda, in un
mentre contesto molte di relazioni mercato secondarie non ancora faticano decollato). a recuperare
i livelli precedenti.
Il turismo è multitecnologico
Utenza sempre meno giovane
La categoria Coach vede invece la presenza di
Dal quattro punto di finalisti: vista dell'utenza, VDL Futura il rapporto 3, Irizar conferma Scania i6
un'evoluzione Efficient Phev già osservata (tradotto: nell'edizione il turistico Irizar 2024. su Gli telaio
Scania con motorizzazione ibrida, l'abbiamo visto
al Busworld), Marcopolo Paradiso G8 1200 e King
Long C12E.
In questo caso la selezione comprende veicoli caratterizzati
da differenti architetture propulsive,
+23% per un segmento -6% che guarda alle zero emissioni
come un futuro pronto a concretizzarsi per determinate
(poche) applicazioni, rimanendo ancorato
-7%
alle evoluzioni del motore -7% a combustione interna +4%
e focalizzando l'attenzione su Adas -5% e allestimenti.
La cerimonia di premiazione si terrà a Madrid -8% durante
FIAA 2026.
Secondo la filosofia che caratterizza il premio
fin dalla sua istituzione, il concetto di sostenibilità
viene analizzato in una prospettiva ampia e
trasversale, includendo elementi quali sicurezza,
comfort, riduzione della rumorosità, innovazione
tecnologica e riciclabilità dei materiali, oltre agli
aspetti energetici e ambientali.
0.08
Urban Intercity Coach
Irizar ie bus Efficient BYD B12.b HF Irizar i6 Efficient Scania PHEV
Mercedes-Benz eCitaro NMC4 Mercedes-Benz eIntouro King Long C12E
Solaris 0.06 Urbino 18 Hydrogen New
Generation
Yutong IC12E Marcopolo Paradiso G8 1200
Temsa Avenue Neo anno - semestre VDL Futura 3
Andamento dei prezzi al km (sull'asse y) suddivisi per sottomercato.
Yutong U18
Fonte: Beria P. (2026). The long-distance coach market in Europe | Year 2019 - 2025.
TRASPOL Report 1/26 & Checkmybus
su 16 avviene tra quelli cercati sull’aggregatore si riferisce
a un trasferimento da o verso un aeroporto nel
range tra 100 e 150 chilometri. Nello stesso periodo
si è ridotta l'incidenza delle tratte domestiche più lunghe:
i collegamenti compresi tra 600 e 800 chilometri
sono passati dal 5,5 al 2,7 per cento, mentre quelli
superiori ai mille chilometri sono scesi dal 2,1 allo
0,7 per cento.
Secondo il rapporto, la domanda
tende quindi a concentrarsi sulle
Le trazioni elettriche per la prima
volta abbracciano l'interezza del segmento
Classe II. I costruttori più rappresentati?
Irizar, Mercedes e Yutong
hanno due veicoli in shortlist.
Il report conferma il
ridimensionamento del
peso delle relazioni più
lunghe e la crescita dei
collegamenti aeroportuali.
Il dato nuovo del
2025 è rappresentato
dalla ripresa del traffico
internazionale.
IL SITO UFFICIALE
+16%
+6%
15
15
IL DECOLLO DELL'AEROPORTUALE
100%
COME EVOLVONO I PREZZI?
Dopo la flessione registrata nel 2024,
i prezzi dei servizi autobus a lunga
percorrenza sono tornati a crescere.
Secondo l'analisi del Traspol con
CheckMyBus, le tariffe medie europee
risultano oggi superiori di circa il
30 per cento rispetto al 2019.
La crescita è stata particolarmente
evidente nel corso del 2025. Nel
primo semestre le tariffe domestiche
hanno registrato incrementi a doppia
cifra, mentre nella seconda parte
dell'anno gli aumenti si sono attestati
generalmente tra il 5 e l'8 per cento
a seconda del segmento considerato.
Il dato interrompe la dinamica osservata
nel 2024, quando il mercato
aveva registrato una riduzione media
dei prezzi pari a circa il 3 per cento,
causata soprattutto dalla debolezza
del primo semestre.
L'analisi conferma inoltre come i diversi
segmenti del mercato abbiano
seguito traiettorie differenti. Le tratte
domestiche interurbane sono quelle
che hanno mantenuto l'andamento
più stabile nel tempo. Dopo un aumento
registrato nel 2020, i prezzi
sono rimasti sostanzialmente allineati
ai livelli raggiunti durante la pandemia,
nonostante il contesto inflazionistico
degli anni successivi.
Diverso il caso delle relazioni internazionali.
Dopo una lunga fase di stabilità,
il segmento cross-border ha registrato
una forte accelerazione nella
seconda metà del 2022, con aumenti
vicini al 30 per cento su base annua.
16
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
2019
2020 2021 2022 2023 2024 2025
Collegamenti:
Aeroportuali internazionali Aeroportuali nazionali Internazionali Nazionali
Evoluzione dei sottomercati. Fonte: Beria P. (2026). The long-distance coach
market in Europe | Year 2019 - 2025. TRASPOL Report 1/26 & Checkmybus
Da allora i livelli tariffari sono rimasti
sensibilmente più elevati rispetto
al periodo pre-pandemico. Ancora
più marcata è stata l'evoluzione dei
collegamenti aeroportuali. Durante la
pandemia questo segmento ha registrato
gli incrementi più consistenti,
con prezzi cresciuti fino al 45 per
cento rispetto ai livelli del 2019-2020.
Negli anni successivi si è osservata
una moderata correzione, ma il 2025
sembra segnare l'inizio di una nuova
fase rialzista. L'elemento più interessante
riguarda però il differenziale di
prezzo tra le diverse tipologie di servizio.
Le tratte da e per gli aeroporti
continuano a garantire agli operatori
un significativo premio di ricavo: a
parità di distanza, il prezzo medio è
circa doppio rispetto a quello di una
normale relazione domestica interurbana.
Nel 2025 anche i collegamenti internazionali
hanno raggiunto livelli tariffari
analoghi, e in alcuni casi superiori,
soprattutto sulle percorrenze più
brevi. Una situazione molto diversa
da quella osservata nel 2019, quando
il differenziale rispetto alle tratte
nazionali era molto più contenuto.
Tra i principali mercati europei, Italia
e Francia risultano quelli che hanno
registrato gli aumenti più limitati nel
periodo considerato. Al contrario, in
gran parte del continente il segmento
aeroportuale ha mostrato una crescita
più sostenuta, con poche eccezioni
tra cui proprio l'Italia e la Germania.
In Italia i
passeggeri
possono
scegliere
mediamente
tra circa tre
compagnie per
tratta, più che
in Francia e
Germania.
In Regno
Unito i primi
tre operatori
controllano
oltre il 90
per cento del
mercato, in
Francia l'80, in
Germania il 70.
Italia? Il 50 per
cento.
Gli utenti con meno di 34 anni
rappresentano ancora il gruppo più
numeroso, ma la loro quota continua
a ridursi. In quasi tutti i Paesi aumenta
infatti il peso delle fasce d'età
superiori ai 35 anni.
utenti con meno di 34 anni rappresentano ancora il
gruppo più numeroso a livello europeo, ma la loro
quota continua gradualmente a ridursi. In quasi tutti i
Paesi aumenta infatti il peso delle fasce d'età superiori
ai 35 anni. Con le parole del rapporto, «L'utilizzo
degli autobus a lunga percorrenza si sta diffondendo
da fenomeno low-cost per i giovani a modalità di
trasporto universale».
Il caso italiano ha degli elementi di peculiarità. Il
nostro Paese infatti continua a distinguersi sotto il
profilo competitivo. Mentre in molti mercati il settore
appare dominato da pochi operatori, da noi i livelli
di concentrazione sono relativamente contenuti nonostante
le sue dimensioni. È una caratteristica che
lo differenzia sia dal Regno Unito, dove i primi tre
operatori controllano stabilmente oltre il 90 per cento
del mercato, sia dalla Germania, dove la posizione
dominante di FlixBus continua a influenzare in maniera
significativa la struttura competitiva del settore.
Italia e Spagna emergono come eccezioni tra i grandi
mercati europei, ma per ragioni differenti. Nel caso
spagnolo il settore continua a essere regolato attraverso
un sistema di concessioni esclusive, in cui la
concorrenza avviene principalmente per l'assegnazione
del mercato e non all'interno del mercato stesso.
Tra liberalizzazione e frammentazione
L'Italia rappresenta invece uno dei principali esempi
di mercato liberalizzato caratterizzato da una presenza
diffusa di operatori e da una minore dominanza dei
player leader.
Questa differenza emerge anche osservando il numero
medio di operatori presenti su ciascuna relazione. In
Italia i passeggeri possono scegliere mediamente tra
circa tre compagnie per tratta, un valore (per quanto
in calo del 9 per cento) superiore a quello osservato
in Francia (2,5) e nettamente più elevato rispetto alla
Germania (meno di due). L’estrazione non liberalizzata
del mercato spagnolo qui mostra le conseguenze:
L'UNICITÀ ITALIANA: LIBERALIZZATO E FRAMMENTATO
Quota di mercato %
SULLA GEOGRAFIA DELLA DOMANDA
Se il mercato europeo della lunga
percorrenza in bus mostra chiari segnali
di concentrazione, la geografia
della domanda conferma che il traffico
si addensa attorno a pochi grandi
poli urbani e turistici.
L'analisi delle principali relazioni
domestiche evidenzia come il Portogallo
rappresenti uno dei casi più
interessanti del continente. I collegamenti
verso Lisbona e Porto figurano
infatti tra i maggiori mercati europei
per il trasporto con autobus, insieme
alle relazioni che convergono su
Londra nel Regno Unito e su Roma
in Italia.
Guardando invece alle connessioni
internazionali, i corridoi più rilevanti
sono quelli tra l'area di Ginevra e la
regione francese del Rodano-Alpi, tra
la Galizia e Porto e lungo alcune direttrici
dei Balcani. Tra i collegamenti
che hanno registrato la crescita più
significativa figura inoltre la relazione
Parigi-Londra.
Un elemento particolarmente interessante
riguarda il peso del Portogallo
è al fianco della Germania con meno di due operatori
in media per tratta.
A emergere dal rapporto è quindi un settore che
continua a evolvere senza stravolgimenti. La liberalizzazione
avanza, il traffico internazionale torna
lentamente a crescere e la domanda si concentra
sempre più sui collegamenti più forti. In questo
scenario, l'Italia conserva una posizione peculiare
nel panorama europeo, caratterizzata da una maggiore
pluralità di operatori rispetto a molti altri grandi
mercati continentali.
Quota di mercato detenuta dai tre principali operatori nel 2025 (e variazione % rispetto al 2024). Fonte: Beria P. (2026).
The long-distance coach market in Europe | Year 2019 - 2025. TRASPOL Report 1/26 & Checkmybus
nelle connessioni transfrontaliere.
Molte delle principali coppie originedestinazione
europee hanno infatti
origine o destinazione nel Paese
iberico. Secondo gli autori, questo
fenomeno suggerisce che in diversi
mercati turistici e leisure l'autobus
svolga ancora un ruolo di sostituzione
rispetto alla ferrovia.
Una funzione analoga emerge nei
Balcani, dove numerose relazioni internazionali
figurano tra le più trafficate
d'Europa. In quest'area il coach
continua spesso a rappresentare l'alternativa
più efficace a reti ferroviarie
meno sviluppate o meno competitive.
All'opposto, colpisce l'assenza quasi
totale delle principali città dell'Europa
centrale. Nessuna località tedesca,
austriaca o belga compare tra
le prime trenta destinazioni europee.
Un risultato che riflette il ruolo predominante
del trasporto ferroviario nei
grandi mercati dell'Europa centrale,
dove l'autobus continua a occupare
una posizione più complementare rispetto
ad altre aree del continente.
Ucraina
Montenegro
Serbia
Macedonia del Nord
Bulgaria
Turchia
Romania
Italia
Bosnia-Erzegovina
Spagna
Grecia
Polonia
Croazia
Repubblica Ceca
Albania
Slovenia
Germania
Slovacchia
Austria
Moldavia
Lituania
Kosovo
Portogallo
Svizzera
Francia
Lettonia
Bielorussia
Andorra
Ungheria
Irlanda
Regno Unito
Paesi Bassi
Belgio
Lussemburgo
Svezia
Estonia
Malta
Danimarca
Cipro
Norvegia
Liechtenstein
Monaco
Islanda
Finlandia
17
Busworld Turchia 2026 La fiera dell'autobus di Istanbul
NELLA TERRA
DI MEZZO
Dal 17 al 19 giugno, Istanbul ha ospitato l’11a
edizione del Busworld in salsa turca: l’industria
locale ha mostrato i muscoli, continuando
a tenere lontana la ‘minaccia’ cinese. Poca
transizione elettrica, tanta tradizione diesel
L
'undicesima edizione del Busworld Turchia ha
fatto (quasi) perfettamente da specchio a quello
che è lo stato di salute dell’industria turca
dell’autobus: a fronte di un mercato nazionale in
crescita del 25 per cento per bus prodotti – 12.425
unità nel 2025 contro le 9.908 del 2024, secondo l’associazione
dei costruttori automotive della Turchia
– lo spazio espositivo dell’Expo Center di Istanbul
dedicato alla kermesse 2026 è cresciuto del 15 per
cento, arrivando a oltre 11mila metri quadri, gremitissimi
di visitatori e ovviamente mezzi. L’Anatolia sta
rafforzando il proprio ruolo come uno dei principali
poli europei (pardon, euroasiatici) per la produzione
di bus&coach, grazie anche alle scelte operate negli
anni da Daimler Buses, MAN e Iveco Bus (peraltro u-
nico costruttore straniero presente all’appuntamento),
che hanno delocalizzato in terra turca la costruzione di
alcuni dei loro modelli. E allo stesso tempo il Paese è
un hub produttivo al servizio del Medio Oriente, del
Nord Africa e dell’Asia Centrale.
A differenza di tutti gli altri appuntamenti fieristici
a cui abbiamo partecipato negli ultimi anni in Europa,
solo al Busworld Turchia fanno ancora capolino,
peraltro in nutrita formazione, i veicoli diesel, segno
di come il florido mercato interno si abbeveri quasi
esclusivamente alla pompa di gasolio. E sempre a
differenza del solito, ‘stranamente’ assenti gli Oem
cinesi: dopo la partecipazione del 2024, Crrc ha dato
forfait. Yutong, BYD e altri non pervenuti, ma quello
turco è forse uno dei pochi mercati al mondo nei
quali il Paese del Dragone non trova terreno fertile.
Oltre a questi aspetti, da sottolineare il ritorno in
fiera in pompa magna di Temsa – che ha vinto la gara
per lo stand più affollato, per distacco –, la presenza
di un bus fuel cell targato Habas (vera e propria
mosca bianca), di due autonomi a firma di Karsan
e Otokar e anche di un filobus in quota Bozankaya.
Nessuna novità di prodotto, seppur alcuni modelli
elettrici già noti in Europa ora saranno offerti anche
in Turchia.
ANADOLU ISUZU
Di casa a Istanbul, Isuzu ha portato quattro veicoli,
tre diesel e uno elettrico. Quest’ultimo è il Novociti
Volt, l’urbano elettrico che sfiora gli 8 metri, spinto
da motore Tm4 da 270 kW di potenza massima e
coppia massima di 2.500 Newtonmetro; le batterie
hanno chimica Lfp e capacità di 211 kWh, per
un’autonomia dichiarata di circa 300 km. Venendo ai
tre mezzi a gasolio, iniziamo col Citiport in Classe
I nella versione dodecametrica e il turistico Grand
Toro XL (versione allungata lanciata al Busworld di
Bruxelles). Infine, il Novo Lux (da noi noto con il
nome di Novo Ultra), altro Classe III di dimensioni
compatte: 7.420 i millimetri di lunghezza.
BMC
Quattro mezzi anche per BMC, tutti della gamma
Procity, ma con tre differenti tipologie di trazio-
ne. Comunque, nulla di nuovo sotto il sole. Per la
tecnologia dell’elettrico, il Procity+ 12M (già visto
nel 2024) e lo snodato Procity+ 18M, presentato a
Bruxelles a ottobre 2025: entrambi gli e-bus sono
equipaggiati con la Kiepe eDrive Unit, raggiungono
un'autonomia fino a 490 chilometri e supportano potenze
di ricarica fino a 400 kW. A chiudere il cerchio
il Procity da 12 metri a metano Cng e il Procity
compatto da 10,7 metri a gasolio.
BOZANKAYA
Protagonista dell’edizione 2024 quando decise di
tornare a bordo bus (elettrico) dopo essersi dedicata
alla produzione di treni e tram (questi ultimi
consegnati anche a Napoli), Bozankaya si è contraddistinta
per aver portato in fiera l’unico filobus,
il Lamis 12t, già in servizio a Praga: un mezzo low
floor capace di trasportare fino a 80 passeggeri e
con un’autonomia senza catenaria di 35 chilometri,
grazie alle batterie Lto. Accanto al filobus anche il
sistema di ricarica modulare in-house: capacità di
360 kW, doppia uscita compatibile con lo standard
Ccs2 e funzionalità di monitoraggio remoto.
HABAS
La regola dei quattro veicoli vale anche per Habas,
o meglio Hbs: questo il nuovo nome della divisione
autobus del gruppo, uno dei più grandi conglomerati
turchi, attivo nella produzione di acciaio, gas industriali
ed energia. Nata nel 2021, l’azienda viaggia
Uno sguardo
ai dati. Considerando
anche
mini e midibus,
in Turchia nel
2025 sono
state prodotte
121mila unità,
di cui l’85 per
cento circa è
rappresentato
dai corti. Nel
2026 si è registrato
un incremento
del 19
per cento di
produzione di
bus nei primi
quattro mesi
dell’anno.
18
19
A pagina 18 e 19 lo stand
di Temsa, seguito dal
NovoCiti Volt di Isuzu e
dal Procity+ 12M di BMC.
Qui in alto, da sinistra,
la stazione di ricarica e
il filobus Lamis 12t di
Bozankaya, il Crossway
Elec di Iveco ora
disponibile anche per il
mercato turco e il Fcev di
Habas, ovvero il Comfort
City H2. Sotto, l'e-Ata
snodato da 18 metri di
Karsan, l'Otokar e-Territo
(anch'esso al debutto in
Turchia) e l'Avenueo Neo
di Temsa. Infine l'AxTrax
2 di Zf e il motore a
idrogeno di Cummins:
B6.7H.
La manifestazione ha
accolto 13.768 visitatori,
di cui 2.626 provenienti
dall’estero, e ha riunito
161 espositori su una
superficie espositiva di
11.358 metri quadri, più
15 per cento rispetto
all’edizione precedente.
con le marce basse in materia di consegne. Come
anticipato, curiosa e coraggiosa la scelta di portare
a Istanbul un Fcev, ovvero il Comfort City H2: 410
kW di potenza massima del motore, batterie in-house
Lfp con capacità di 140 kWh; sale a 1.424 litri, invece,
la capacità dei serbatoi di idrogeno (35 kg).
Accanto, il midi elettrico Alfa City-e e il 12 metri a
batteria Comfort City-e (entrambi già visti sempre a
Istanbul nel 2024) e il Comfort City nella versione
a gasolio.
IVECO BUS
Come unico costruttore straniero di bus presente al
Busworld Turkey (per quanto sia ormai
di casa a Sakarya, visto l’accordo
con Otokar per la produzione del
Crossway e dello Streetway), Iveco
ha deciso di rafforzare la propria
presenza sul mercato turco e dell’Asia
centrale, dove inizierà ad offrire
il Crossway Le Elec (alla sua prima
apparizione in Turchia), per l’occasione
nella versione urbana da 13
metri, equipaggiata con cinque pacchi
batteria e configurata per la ricarica
notturna in deposito. Debuttano
inoltre sul mercato turco il Crossway
Low entry e il midibus G-Way (a gas). L’esposizione,
infine, è completata dal coach Evadys.
KARSAN
Alfiere delle trazioni alternative, il costruttore di
Bursa si è distinto per aver portato in fiera solo autobus
elettrici, di cui uno anche a guida autonoma.
E quest’ultimo è un modello che conosciamo bene,
ovvero l’Autonomous e-Atak, l’unico midibus disponibile
ad oggi sul mercato dell’autobus europeo
con Livello 4 di guida autonoma, che Karsan ha
sviluppato insieme all’americana Adastec, fornitrice
del software di guida driverless. Durante il Busworld
Turchia, l’azienda ha comunicato che attualmente
nel mercato domestico ha in servizio 149 autobus
elettrici, di cui 69 consegnati nel corso del 2025.
Secondo i dati presentati dal costruttore, tutti gli autobus
elettrici immatricolati nel mercato turco nel
2025 sono veicoli Karsan. E a tal proposito, allora,
non poteva mancare la gamma e-Ata nelle sue due
declinazioni da 12 a 18 metri.
OTOKAR
Il market leader del mercato turco (da 17 anni a
questa parte) ha mostrato i muscoli puntando su un
quintetto eterogeneo. Da un lato dello stand i modelli
più avanzati, ovvero il minibus e-Centro in versione
driverless (dotato di capacità di guida autonoma di
Livello 4 e già impiegato nel trasporto passeggeri
presso Mercamadrid, nella capitale spagnola), l’ultima
versione dell’e-Kent e soprattutto il Classe II
elettrico e-Territo che debutta sul mercato interno
nelle tre varianti disponibili: 11, 12 e 13 metri. Il
motore è Driventic, le batterie Catl (capacità da
300 a 450 kWh). Dall’altro lato, invece, i veicoli
a motore diesel: i sei metri del Centro e soprattutto
il Sultan, turistico compatto conosciuto alle nostre
coordinate geografiche con il nome di Navigo, nella
versione 'comfort'..
TEMSA
Temsa è tornata a Busworld Turchia in grande stile e
come anticipato ha vinto la competizione non scritta
dello stand più affollato. Sarà che mancava da anni
all’appuntamento, sarà che l’Avenue Neo, il midibus
elettrico presentato per la prima volta al Busworld
Europe di Bruxelles nell’autunno 2025 – peraltro
finalista ai Sustainable Bus Award 2027 – ha attirato
molti occhi poco indiscreti. Segni distintivi: motore
Tm4, batterie assemblate in casa (4, 6, 8 pacchi) e
allocate al posteriore e al tetto.
Accanto al veicolo elettrico, Temsa ha esposto la
propria ammiraglia per il trasporto turistico, ovvero
il Maraton, affiancato dalla nuova generazione del
Prestij (che abbiamo testato: lo trovate nel numero
di settembre 2025).
E GLI ALTRI...
Tra i 161 espositori totali, tolti i costruttori
di bus&coach, gli stranamente
pochi carrozzieri turchi e i tanti fornitori
locali, da segnalare la presenza di
quattro realtà italiane: Brist, Ellamp,
Ofolux e Prima Industries.
Dunque, citiamo tre big globali della
componentistica come Allison, Cummins
e Zf. Allison ha messo in mostra
le trasmissioni 9-Speed, progettata per
massimizzare il risparmio di carburante,
e 3000 Series, cambio progettato per
autobus e coach di dimensioni ridotte.
Dunque Cummins con una schiera di
motori, tra cui il 'piccolo' B4.5 (4.5 indica
i litri), accompagnato dall'L9N per
la tecnologia del gas, l'X10 pronto per
l'Euro 7 e il B6.7 che è un motore a combustione
interna che lavora a idrogeno.
Per chiudere ZF, che ha puntato forte
sull’assale elettrico a portale AxTrax
2 Lf per bus urbani, il cui ingresso in
produzione è previsto a breve.
20
21
MOBCO Nuovo cambio di brand per l'ex Transports Publics
POCHI MA
BUONI
Prima edizione per Mobco, nato dall'unione
tra Rntp ed European Mobility Expo sotto
coordinamento di Gart e Utpf. 232 gli
espositori (con assenze di peso). Prossimo
appuntamento: Saint-Étienne 2027
A sinistra, in
grande, l'Heuliez
Gx 337 Elec
da 12 metri,
conosciuto fiori
dalla Francia come
E-Way. Qui a
destra, dall'alto
in senso orario:
Karsan e-Ata
12, Mercedes
eCitaro con batterie
di nuova
generazione
Nmc4, Ebusco
3.0 da 18 metri
destinato alla
città francese
di Rouen. L'azienda
olandese
ha negoziazioni
in corso per la
vendita delle
attività bus.
22
Nato dalla fusione tra le Rencontres nationales
du transport public (Rntp) e l’European
Mobility Expo (a sua volta rebranding del
precedente salone Transport publics), la fiera Mobco
ha dato appuntamento agli stakeholder del tpl
transalpino a Paris Expo Porte de Versailles dal
9 all’11 giugno. Ampio il perimetro delle tecnologie
abbracciate dall’evento: oltre ad autobus e
veicoli ferroviari, a Mobco si è visto un ‘assaggio’
di infrastrutture di ricarica, soluzioni software,
mobilità condivisa, trasporto per l’ultimo miglio,
guida autonoma. Un approccio, questo di guardare
in maniera larga ma superficiale a vari aspetti del
sistema mobilità, tipico dei saloni che, privi di una
forte penetrazione su uno specifico settore, ampliano
il perimetro pur di raggiungere un peso specifico
non deludente. E va detto che, rispetto ai fasti di
Transport publics (un salone che, per quanto con
focus francese, poteva veramente fregiarsi di una
patina di internazionalità), l’attuale Mobco non ha
convinto del tutto. Contenuta la rappresentanza dei
costruttori bus (Iveco Bus, Solaris, Daimler Buses,
Irizar, Ebusco, Karsan, Otokar), importanti i nomi
degli assenti (BYD, MAN, Scania e Yutong), appena
un lancio di prodotto: l’ie tram rinnovato dei
baschi di Irizar ha catalizzato l’attenzione come
unica premiere della fiera. Di peso, tuttavia, la caratura
politico-istituzionale dell’evento, promosso
dalle associazioni di categoria Gart e Utpf: la prima
riunisce le agenzie di trasporto pubblico, la seconda
gli operatori e le imprese che eserciscono il servizio.
A consuntivo, ecco i dati: oltre 10mila partecipanti
nell'arco delle tre giornate, 232 espositori, 18
sessioni convegnistiche organizzate da Gart e Utpf,
più di 150 eventi collaterali tra workshop, tavole
rotonde e dimostrazioni e oltre 100 relatori. Sul
fronte istituzionale, la manifestazione ha accolto
le visite del ministro dei trasporti Philippe Tabarot,
del presidente della regione Île-de-France Valérie
Pécresse e di altri rappresentanti delle istituzioni
nazionali e territoriali. Il testimone
passa ora a Saint-Étienne, che ospiterà
la prossima edizione di Mobco
il 31 marzo e il 1° aprile 2027. Ma
ora è tempo di fare un giro in fiera.
DAIMLER BUSES
Mercedes ha presenziato alla fiera
(nuovamente) con l’eCitaro provvisto
di batterie Nmc di quarta generazione.
L’eCitaro da 12 metri può
ora essere equipaggiato con fino a
sei pacchi batteria per una capacità
complessiva di 666 kWh. I moduli,
Rispetto ai fasti di Transport
publics, Mobco
non ha convinto del tutto.
Contenuta la rappresentanza
dei costruttori
bus, importanti i nomi
degli assenti (BYD, MAN,
Scania e Yutong), appena
un lancio di prodotto.
23
Nulla di nuovo
allo stand Solaris,
in fiera con
il canonico Urbino
12 Electric.
Il veicolo è basato
sull’architettura
modulare
della casa
polacca, con i
principali componenti
della
trazione collocati
sul tetto
per liberare
spazio interno e
migliorare l’accessibilità.
La
configurazione
rappresenta ormai
lo standard
adottato sull’intera
gamma di
autobus urbani
elettrici Solaris.
Il costruttore
lancerà tra fine
2026 e inizio
2027 la sua
nuova piattaforma
Classe II a
zero emissioni.
Nell'altra pagina, in
grande, lo stand Solaris
con l'Urbino 12 Electric.
Qui accanto, in alto,
il Renault Master in
declinazione Shuttle
E-Tech sviluppata per
i servizi di trasporto
pubblico a chiamata.
La catena cinematica
sviluppa 105 kW e una
coppia massima di 300
Newtonmetro. Batteria?
87 kWh utilizzabili.
In basso, l'Otokar
e-Kent C 12 di nuova
generazione, con intera
dotazione di batteria
al tetto e moduli Lfp
firmati Catl. Di fianco, il
Karsan e-Jest.
Iveco Bus sottolinea il
ruolo della divisione
Energy mobility solutions
come system integrator
che accompagna gli
operatori tra analisi del
sito, implementazione
dei charger, formazione
e manutenzione.
con il passaggio a quest’ultima serie di batterie, non
provengono più da Borgwarner (prima Akasol) ma
sono ora realizzati in collaborazione con il produttore
polacco Bmz.
EBUSCO
Ebusco ha dimostrato negli ultimi anni una formidabile
resistenza ai rovesci aziendali e di mercato
(qualcuno più attento alle mode linguistiche la
definirebbe 'resilienza'). Sull’orlo della bancarotta a
fine 2024, i più lo davano spacciato. E invece ha
intrapreso un percorso di risanamento tramite riduzione
draconiana del personale, trasferimento (progressivo)
delle operazioni di produzione
in Cina e focus sulle consegne.
Il portafoglio ordini annovera
ancora oltre un centinaio di unità,
smaltite le quali l’azienda prevede
di ricominciare a prender parte a
tender. Intanto ci sono negoziazioni
in atto per una possibile vendita del
business autobus (l’altra attività di
Ebusco è quella di fornitura di batterie
di accumulo sotto le insegne di
Ebusco Energy). Intanto è presenza
pressoché fissa alle fiere di settore.
In mostra a Parigi ecco il modello
3.0 articolato per la città di Rouen, dove Ebusco ha
anche un impianto Skd (Semi knocked down) per
l'assemblaggio finale degli autobus. Il veicolo può
ospitare 120 persone, 39 delle quali sedute. Oltre 530
kWh di moduli Lfp firmati da Gotion (che da mero
fornitore è diventato negli ultimi un tempi importante
investitore di Ebusco, contribuendo in maniera
sostanziale alle iniezioni di liquidità che ne hanno
finora consentito la sopravvivenza).
IVECO BUS
Iveco Bus non poteva mancare. Un veicolo allo
stand, brandizzato Heuliez come è di norma nel
mercato domestico. Trattasi del modello Gx 337
Elec da 12 metri forte di 290 kW sprigionati dalla
catena cinematica Cummins (ex Siemens) Elfa 3.
485 i chilowattora messi a disposizione dai moduli
Fpt Industrial assemblati a Torino partendo da celle
Microvast. 26 le sedute passeggeri.
Il costruttore ha utilizzato Mobco per mettere in
evidenza il proprio approccio a 360 gradi all’elettrificazione
delle flotte, posizionandosi come
partner in grado di coprire fornitura dei veicoli,
infrastrutture e supporto operativo. Iveco Bus non
perde infatti occasione di sottolineare il ruolo della
divisione Energy mobility solutions come system
integrator capace di accompagnare gli operatori
dall’analisi del sito all’implementazione delle infrastrutture
di ricarica, fino alla formazione e ai
servizi di manutenzione.
KARSAN
Presente, tramite il dealer locale Hci, Karsan con
due mezzi: un e-Ata da dieci metri e un e-Jest. Il
costruttore continua inoltre a mettere in evidenza il
proprio lavoro sulle tecnologie di guida autonoma,
diventate un elemento centrale della strategia di
prodotto.
OTOKAR
Otokar espone l’e-Kent C 2, ultima generazione
della propria piattaforma per autobus urbani elettrici.
Il veicolo adotta pacchi batteria installati sul tetto,
soluzione che consente di sfruttare interamente
il vano passeggeri senza la presenza della tradizionale
torre motore posteriore. La nuova generazione
utilizza batterie Lfp fornite da Catl.
RENAULT
Interessante il Renault Master in declinazione Shuttle
E-Tech sviluppata per i servizi di trasporto pubblico
a chiamata. La piattaforma è quella del ben
noto Master, mentre la catena cinematica sviluppa
105 kW e una coppia massima di 300 Newtonmetro.
Batteria? 87 kWh utilizzabili. La potenza di ricarica
può arrivare a quota 130 kW. Notevole l’estetica, con
finestrature ampie e dalla cornice sinuosa, impreziosita
da un posteriore con gruppi
ottici inseriti in sezione nero lucida.
SOLARIS
Nulla di nuovo allo stand Solaris,
in fiera con il canonico Urbino 12
Electric. Il veicolo è basato sull’architettura
modulare della casa polacca,
con i principali componenti
della trazione collocati sul tetto per
liberare spazio interno e migliorare
l’accessibilità. La configurazione
rappresenta ormai lo standard adottato
sull’intera gamma di autobus
urbani elettrici Solaris.
Una parte significativa della manifestazione è dedicata
a sistemi e componenti. ZF ha presentato l’ultima
generazione dell’assale elettrico portale AxTrax
2, il compressore elettrico oil-free E-Comp Scroll e
la soluzione fotovoltaica da tetto Solarboost, pensata
per ridurre i consumi energetici dei servizi ausiliari.
Driventic ha esposto invece tecnologie per la
trazione elettrica, tra cui il motore centrale Veds.
Mercedes ha portato l’e-
Citaro 12m provvisto di
batterie Nmc di quarta
generazione. Può ora essere
equipaggiato con fino
a sei pacchi batteria per
una capacità complessiva
di 666 kWh. I moduli sono
ora realizzati con Bmz.
24
25
PRESENTAZIONE Irizar ie tram Efficient
Al Mobco di Parigi,
Irizar e-mobility
ha alzato il velo
sulla versione
rinnovata dell’ie
tram. Poche (per
quanto significative)
le novità dal
punto di vista
estetico, di rilievo
gli aggiornamenti
a livello tecnico
per un modello
presentato al
Busworld 2017 e
diventato, nel corso
degli anni, uno
degli autobus più
riconoscibili
sul mercato.
Telaio alleggerito di 1,2
ton, batterie di quarta
generazione fino a 714
kWh, standardizzazione
della componentistica e
una promessa: ridurre i
consumi del 10 per cento.
Irizar rinnova l’ie tram
senza tradirne l’identità
stilistica. Lo snodato sarà
proposto in un’unica
versione da 18,2 metri
Irizar e-mobility ha chiuso il cerchio.
Dopo il lancio della versione Efficient
dell’ie bus avvenuto al Busworld di
Bruxelles nell’ottobre scorso, al Mobco
di Parigi il gruppo ha alzato il velo sulla
versione rinnovata dell’ie tram. Poche (per
quanto significative: ne parliamo a breve)
le novità dal punto di vista estetico, di rilievo
gli aggiornamenti a livello tecnico per
un modello presentato al Busworld 2017 e
diventato, nel corso degli anni, uno degli
autobus più riconoscibili sul mercato.
Più che un semplice aggiornamento stilistico,
infatti, l’ie tram Efficient è il risultato
di una revisione profonda della piattaforma.
L’obiettivo dichiarato è aumentare
Il veicolo
esposto a
Parigi è attualmente
un prototipo.
Le attività
di test e
omologazione
proseguiranno
nei prossimi
mesi, mentre
l’avvio della
produzione
di serie
è previsto
nella seconda
metà del
2027, con
avvio delle
consegne
dal 2028 in
parallelo alla
progressiva
uscita di
scena dell’attuale
generazione
dell’ie
tram.
ATTACCARSI
AL... TRAM
26
PRESENTAZIONE Irizar ie tram Efficient
L’ie tram
Efficient
presenta, tra le
varie opzioni
(Irizar offre
ampia scelta:
Nmc, Lto, Lfp),
moduli Nmc
aggiornati
(quarta
generazione)
in modo da
poter stoccare
a bordo fino
a 714 kWh,
divisi in sette
moduli da 102
chilowattora
ciascuno. Da
Irizar mettono
in chiaro che
per il 18 metri
la scelta più
‘caldeggiata’
è quella della
chimica Nmc,
per la maggior
densità
energetica che
consente di
mantenere una
soddisfacente
autonomia a
dispetto delle
masse in gioco.
CARTA DI IDENTITÀ
Irizar ie tram Efficient
Lunghezza mm 18.195
Larghezza mm 2.550
Altezza mm 3.300
Altezza ingressi da terra mm 320
Larghezza porte mm 1.220
Porte
Frontale singola + tre a
doppia anta
Fornitore porte
Masats
Sedute n°
36 + 4 strapuntini
Posti in piedi n° 89
Capacità massima passeggeri 129
Powertrain Cummins Elfa 3
Disposizione
Centrale / sincrono
Potenza di picco kW 375
Batterie
Nmc (optional: Lfp, Lto)
Moduli n 7
Capacità totale kWh 714
Pneumatici 275/70 R 22,5
Tecnologia di ricarica
Ccs2 (optional: pantografo)
l’efficienza energetica, semplificare la
manutenzione e migliorare l’esperienza di
conducenti e passeggeri.
La promessa di Irizar e-mobility può essere
condensata nell’obiettivo di riduzione dei
consumi fino al 10 per cento rispetto alla
generazione precedente. La domanda logicamente
conseguente è: “In che modo?”.
Bene. L’Irizar ie tram Efficient presenta
una nuova architettura del telaio, una catena
cinematica aggiornata, batterie di ultima
generazione e un sistema di climatizzazione
rivisto. Andiamo con ordine.
Innanzitutto, una nota sulle lunghezze.
Finora la gamma ie tram ha abbracciato
quattro lunghezze: 10,6; 12,1; 18,1 e 18,7
metri. Laddove rimane la doppia scelta per
il veicolo a una cassa, per lo snodato si è
optato per una razionalizzazione: una taglia,
18,2 metri, e stop.
Al centro del progetto c’è un telaio sviluppato
ex novo, il medesimo adottato
dall’ie bus Efficient. La struttura è stata
infatti riprogettata adottando una costruzione
integralmente in acciaio inox
(finora è stato utilizzato un mix di acciaio
inox e alluminio) e ottimizzando
ogni componente attraverso simulazioni
e prove prototipali. Risultato: la quantità
degli elementi strutturali è stata ridotta,
con conseguente abbattimento della tara
di una tonnellata sulla versione da 12
metri e 1.200 chili sul modello articolato.
Un taglio delle masse che si traduce an-
che in maggior capacità di trasporto, che
il costruttore quantifica in un più 5 per
cento rispetto alla precedente generazione.
Sul modello (un prototipo) presentato
a Parigi figurano 36 sedute più quattro
strapuntini, a cui si sommano 89 posti
in piedi, per una capacità complessiva
La modifica più evidente riguarda
i montanti frontali: sia A che
B pillar sono stati assottigliati
in modo da ampliare il campo
visivo del conducente evitando
punti ciechi.
massima di 129 effettivi.
Un menù di batterie a disposizione
Le batterie restano un elemento distintivo
della strategia tecnologica del gruppo.
Irizar progetta e assembla internamente
i propri sistemi di accumulo, offrendo ai
clienti la possibilità di scegliere tra diverse
chimiche: Nmc, Lto ed Lfp. Un elemento,
questo, per nulla comune in un mercato nel
quale i costruttori tendono generalmente a
puntare su una singola tecnologia, sviluppando
e ottimizzando l’intero veicolo attorno
a quella specifica soluzione (in moltissimi
casi l’Lfp ha scalzato negli ultimi anni
il nickel-manganese-cobalto). E invece il
gruppo basco consente ai clienti di scegliere
la tipologia di batteria in funzione delle
Il posto guida
è stato sviluppato
secondo
gli standard
Vdv e adotta
una strumentazione
completamente
digitale e
configurabile,
sulla quale i
clienti possono
personalizzare
le
informazioni
visualizzate
in funzione
delle proprie
esigenze operative.
28
29
PRESENTAZIONE Irizar ie tram Efficient
esigenze operative, delle strategie di ricarica
e dei requisiti di capacità passeggeri.
Moduli di quarta generazione
Naturalmente questa possibilità di customizzazione
porta con sé l’esigenza di impostare
la configurazione del tetto, dove
sono alloggiati tutti i moduli, rispettando la
portata massima di ciascun asse in funzione
della soluzione di batterie adottata, nonché
dell’eventuale presenza del pantografo, che
su questa tipologia di veicolo mantiene una
certa attrattiva e va generalmente in abbinamento
con batterie al titanato di litio (Lto).
Ma questo era solo un preambolo. Il nocciolo
della questione è che l’ie tram presenta,
tra le varie opzioni, moduli Nmc
aggiornati (quarta generazione) in modo
da poter stoccare a bordo fino a 714 kWh,
divisi in sette moduli da 102 chilowattora
ciascuno. Da Irizar mettono in chiaro che
per il 18 metri la scelta più ‘caldeggiata’ è
quella della chimica Nmc, per la maggior
densità energetica che consente di mantenere
una soddisfacente autonomia a dispetto
delle masse in gioco. Per quanto riguarda
il 12 metri, i moduli Lfp consentono di accumulare
483 kWh a fronte degli oltre 500
consentiti dall’adozione di moduli Nmc.
Rimanendo sul sistema di trazione, bollino
‘new’ anche sul motore, ora l’Elfa 3 di Siemens
(dal 2022 gruppo Cummins) da 375
kW di potenza di picco. Nota di colore: ai
tempi del lancio del mezzo, nel 2017, la
potenza massima era di 230 kW…
Anche il sistema di climatizzazione è stato
oggetto di attenzione. I condotti di distribuzione
dell’aria sono stati riprogettati
per garantire una distribuzione ottimale e
l’impianto, proveniente dall’azienda ‘sorella’
Hispacold e approdato a una nuova
generazione, garantisce un minore assorbimento
energetico.
Lotta ai punti ciechi
Torniamo al design. Qui piccole migliorie
all’insegna della funzionalità vanno di pari
passo con l’intenzione di mantenere l’identità
stilistica di un veicolo che proprio nella
sua riconoscibilità si gioca una carta fondamentale.
La modifica principale riguarda
i montanti frontali: sia A che B pillar sono
stati assottigliati in modo da ampliare il
campo visivo del conducente e migliorare la
percezione dello spazio circostante evitando
punti ciechi. Un intervento che ha recepito
un’osservazione ben precisa proveniente
dagli utilizzatori. Il parabrezza è stato anche
ridisegnato e suddiviso in due elementi,
una soluzione che agevola gli interventi di
sostituzione e manutenzione. Ma non finisce
qui. Le porte (fornitore Masats, sempre sotto
l’ombrello Irizar) sono ora più larghe di circa
dieci centimetri, tanto la singola anteriore
quanto le altre tre a doppia anta.
Rispetto alla generazione precedente, caratterizzata
da finestre di dimensioni differenti,
il nuovo modello adotta un approccio
Parlando di
sistema di
trazione,
bollino ‘new’
anche sul
motore, ora
l’Elfa 3 di
Siemens (dal
2022 gruppo
Cummins) da
375 kW di
potenza di
picco. Nota
di colore:
ai tempi
del lancio
del mezzo,
nel 2017,
la potenza
massima era di
230 kW…
Anche il
sistema di
climatizzazione
è stato
oggetto di
attenzione.
I condotti
di aerazione
sono stati
riprogettati
per garantire
una migliore
distribuzione.
maggiormente standardizzato, con pannelli
modulari tutti uguali, con evidenti benefici
manutentivi.
Il cockpit risponde ai canoni Vdv
Anche l’altezza complessiva del veicolo è
stata ridotta a 3.300 millimetri, ‘tagliando’
dieci centimetri dai precedenti 3,4 metri.
L’altezza complessiva del veicolo
è stata ridotta a 3.300 millimetri,
‘tagliando’ dieci centimetri dai
precedenti 3,4 metri, ampliando
le possibilità di impiego in aree
soggette a limitazioni infrastrutturali.
Una caratteristica che amplia le possibilità
di impiego in aree soggette a limitazioni infrastrutturali.
L’evoluzione riguarda anche il
conducente. Il posto guida è stato sviluppato
secondo gli standard Vdv (anche il precedente
ie tram ne aveva acquisito conformità
nell’ultima fase del suo sviluppo) e adotta
una strumentazione completamente digitale e
configurabile, sulla quale gli operatori possono
personalizzare le informazioni visualizzate
in funzione delle proprie esigenze operative.
Il veicolo esposto a Parigi è attualmente un
prototipo. Le attività di test e omologazione
proseguiranno nei prossimi mesi, mentre
l’avvio della produzione di serie è previsto
nella seconda metà del 2027, con avvio
delle consegne dal 2028 in parallelo alla
progressiva uscita di scena dell’attuale generazione
dell’ie tram. Riccardo Schiavo
L’Irizar ie
tram Efficient
presenta una
nuova architettura
del
telaio e una
catena cinematica
aggiornata.
Cambiano
le lunghezze:
finora
la gamma ha
abbracciato
quattro taglie:
10,6; 12,1;
18,1 e 18,7
metri. Per lo
snodato si è
optato per
una razionalizzazione:
18,2
metri e stop.
30
31
IMPRESSIONI DI GUIDA Iveco Crossway Elec Normal Floor
Nel 2006 nessuno avrebbe potuto
prevedere che, vent’anni dopo, un
autobus interurbano su due venduto
in Europa sarebbe stato un Crossway.
Nasceva infatti quattro lustri fa, dalle ceneri
dell’Arway, l’Irisbus Crossway. Da allora
ne sono stati venduti oltre 70mila in più
di 45 Paesi. A Vysoké Mýto ne sfornano
venti al giorno.
Incarnare il mix energetico
«Europeo a tutti gli effetti». Così titolava
AUTOBUS nel luglio 2006. Nello stesso
mese, vent’anni dopo, ci troviamo ad analizzare
caratteristiche e prospettive dell’ultimo
nato di una gamma che, nel corso del
tempo, è diventata una famiglia estremamente
numerosa. Se inizialmente il Crossway
veniva proposto in tre misure e con
motorizzazioni Euro IV, oggi è disponibile
in quattro lunghezze (10,8; 12; 13; 14,5
metri), con motore diesel, anche compatibile
con Hvo, a gas Cng, mild hybrid ed
elettrico, sia in configurazione Low entry
sia Normal floor.
Il tutto senza contraddire l’assunto del titolo
di vent’anni fa. Se c’è un autobus che
ha rappresentato fino a oggi, nel mondo del
trasporto pubblico, la filiera europea - anzi,
un caso di successo della filiera europea -
beh, questo è il Crossway, sviluppato tra
Lione e Torino e prodotto in Repubblica
Ceca, a Vysoké Mýto, nel 2006 così come
nel 2026. Con una postilla: negli ultimi anni
si è aggiunta la possibilità di produrre la
versione tradizionale in Turchia, sulla base
di un accordo industriale con Otokar, nello
stesso stabilimento di Sakarya dove viene
realizzata anche la gamma Streetway.
Ma veniamo al prodotto. Il protagonista di
questo servizio è il Crossway Elec Normal
floor, lanciato a fine 2024, dopo la presentazione
della variante elettrica Low entry
nel 2023. Le pagine che state leggendo
accompagnano la realizzazione di un video
test drive in uscita prossimamente sui
nostri canali.
Forte di 68 unità immatricolate in Italia nei
primi cinque mesi del 2026 (riconducibili
alle consegne per Arst in Sardegna), il
Crossway Elec detiene oggi il monopolio
in un segmento, quello dell’intercity elettrico,
che sta vivendo i suoi albori. E dove
la concorrenza si sta facendo sfrenata: oltre
all’eIntouro di Mercedes, che entra in
produzione quest’anno in Turchia, i colossi
cinesi Yutong e BYD hanno le carte in regola
per dire la propria.
Una premessa, prima di passare ad aspetti
tecnici e allestimento, è d’obbligo. Il veicolo
approfondito in queste pagine è un esemplare
con omologazione francese e configurazione
scuolabus. Nessun particolare
orpello nell’abitacolo e una dotazione di
batterie decisamente anomala: appena 280
kWh, sufficienti per percorrere meno di 200
chilometri. Troppo poco per l’esercizio tpl.
Un esemplare, insomma, non rappresentativo
delle reali potenzialità della gamma.
Partiamo dalle dimensioni. Sfiora i 13 metri
di lunghezza: per la precisione 12.962 mm
(rispetto al 12 metri cambia solo il passo),
mentre l’altezza raggiunge i 3.650 mm, una
ventina di centimetri in più rispetto alla
versione Natural Power (Cng). Un valore
imputabile alla presenza dei moduli batteria
sul tetto, che comportano anche un leggero
abbassamento del padiglione all’interno
dell’abitacolo.
Le batterie vengono da Torino
A muovere il Crossway Elec è il motore
elettrico centrale Elfa 3 fornito da Accelera
by Cummins con una potenza massima di
290 kW e una coppia di 3mila Newtonmetro.
Il Crossway non prevede trasmissio-
Se c’è un autobus
che ha
rappresentato
fino a oggi,
nel mondo del
trasporto pubblico,
la filiera
europea - anzi,
un caso di
successo della
filiera europea
- beh, questo
è il Crossway,
sviluppato tra
Lione e Torino
e prodotto in
Repubblica Ceca,
nel 2006
così come nel
2026. Negli
ultimi anni si
è aggiunta la
possibilità di
produrre la versione
tradizionale
in Turchia,
da Otokar.
COME IL VINO BUONO
Il Crossway Elec Normal Floor
porta nel segmento zero emissioni
il successo di una gamma da
20 anni di storia e oltre 70mila
unità vendute, grazie a motore
Cummins, batterie Fpt, nuovi Adas
e un design rinnovato
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33
IMPRESSIONI DI GUIDA Iveco Crossway Elec Normal Floor
ne. Il ponte è lo stesso ipoidale adottato
dal Low Entry e dalle versioni termiche.
All’anteriore troviamo invece l’assale indipendente
Zf Ri75e. Il rapporto al ponte
sul veicolo in prova è di 6,17.
Le batterie sono assemblate internamente
da FPT Industrial e in questo caso offrono,
come menzionato, una capacità di quasi
280 kWh, suddivisi in quattro moduli da 69
kWh ciascuno. Diverse, tuttavia, le opzioni
disponibili: da tre fino a sei pacchi batteria.
Due moduli standard sono alloggiati nella
sezione anteriore del tetto, leggermente arretrati
rispetto all’assale. Altri due moduli
trovano posto trasversalmente nel posteriore.
Per un eventuale quinto e sesto modulo
l’habitat naturale è invece la bagagliera,
la cui capacità viene però in quel caso ridotta.
La dotazione massima raggiunge i
415 kWh, perfettamente allineata a quella
dell’eIntouro e leggermente più contenuta
rispetto a Yutong Ic12e e BYD B12.b Hf,
tutti in ogni caso sotto il mezzo megawattora.
Il sistema di ricarica è quello classico,
tramite presa Ccs Combo 2 collocata posteriormente
sul lato destro.
Nuova vita col facelift
L’aggiornamento estetico introdotto negli
ultimi anni ha profondamente modernizzato
l’immagine del Crossway, oggi contraddistinto
da un frontale ben riconoscibile – e
imitato... – che vede i due gruppi ottici, ora
full led, disposti obliquamente e collegati
da un inserto nero. Per l’accesso a bordo
sono previste due porte: singola quella
anteriore, mentre la posteriore può essere
a una o due ante. In quest’ultimo caso è
possibile scegliere tra ante simmetriche o
asimmetriche, così da favorire la presenza
di un eventuale sedile biposto a sbalzo, ripiegabile,
in corrispondenza del vano scala:
è il caso del ‘nostro’ bus.
La capacità complessiva è di 63 passeggeri
seduti (inclusi due strapuntini), mentre
il volume della bagagliera raggiunge i 5,1
metri cubi in presenza della rampa elettrica
per carrozzine, come nel nostro caso. In
assenza di quest’ultima, lo spazio salirebbe
a quota 6 metri cubi. Vanno aggiunte
al computo le cappelliere, che garantiscono
oltre 2,2 metri cubi supplementari. Le
sedute sono, come da tradizione, realizzate
internamente. Per i servizi di trasporto
pubblico interurbano il riferimento resta la
gamma Lineo; nel caso specifico, tuttavia,
la dotazione è decisamente più essenziale,
con sedili in tessuto privi di poggiapiedi,
braccioli, prese Usb e retine portadocumenti.
Da scuolabus, appunto.
Di Adas in Adas...
Ma il rinnovamento del Crossway non si
ferma al design. Nel nuovo frontale sono
infatti integrati i sistemi di assistenza alla
guida richiesti dal Gsr2.
Oggi il Crossway dispone di una suite Adas
CARTA DI IDENTITÀ
Lunghezza mm 12.962
Larghezza mm 2.550
Altezza mm 3.650
Sbalzo anteriore mm 2.605
Sbalzo posteriore mm 3.292
Passo mm 7.065
Larghezza porte mm 800 / 1.200
Altezza ingressi da terra mm 344
Circolo di sterzata tra i muri mm 11.900
Portata assale ant. / post. kg 7.100 / 12.600
Capacità bagagliera m3
5 (con rampa) / 6,2 (senza rampa)
Motore Cummins Elfa 3
Potenza massima kW 290
Coppia massima Nm 3.000
Batterie
Fpt Industrial / Nmc
Capacità batterie / n. moduli 276 (max 414) / 4 (max 6)
Sedute n° 63
Pneumatici 295/80 R 22.5
Le batterie sono
assemblate da
FPT Industrial
e in questo
caso offrono
una capacità di
quasi 280 kWh,
suddivisi in
quattro moduli
da 69 kWh. Ma
si può arrivare
fino a sei. Due
moduli standard
sono alloggiati
nella sezione
anteriore del
tetto. Altri due
trovano posto
trasversalmente
nel posteriore.
Per un
eventuale
quinto e sesto
modulo l’habitat
naturale è
invece la
bagagliera, la
cui capacità
viene però
in quel caso
ridotta.
Dotazione
massima? 415
kWh.
che comprende il sistema di monitoraggio
dell’angolo cieco (Bsis), l’Intelligent speed
assistance (Isa) che segnala il superamento
del limite di velocità (e la cui telecamera
integra anche un sensore di luminosità che
consente l’accensione automatica dei fari
anteriori), il Moving off information system
(Mois) deputato a controllare l’area
prospiciente il frontale del veicolo durante
le partenze. Non può mancare il Ddaw, che
rileva segnali di stanchezza o disattenzione
del conducente. Il nuovo cockpit presenta un
ambiente decisamente più moderno ed ergonomico
rispetto alle precedenti generazioni,
con display interamente digitale e a colori.
A porte aperte o in retromarcia si attiva lo
schermo a destra del volante, dove vengono
mostrate le relative immagini. È inoltre
presente una leva per il recupero energetico
che funziona in modo analogo a un retarder
e offre cinque livelli di intervento.
E il futuro? Nel marzo 2024 il gruppo
Iveco aveva presentato un piano strategico
2024-2028 che prevedeva un investimento
di 300 milioni di euro nello sviluppo di una
«piattaforma elettrica modulare con batterie
integrate al telaio», nelle parole dell’allora
presidente Iveco Bus Domenico Nucera.
Un anno fa è stato raggiunto l’accordo per
la vendita a Tata, con closing previsto nel
terzo trimestre di quest’anno. Un’operazione
nella quale il Crossway, per volumi e
margini, rappresenta certamente un asset
centrale.
La capacità
è di 63
passeggeri,
mentre il
volume della
bagagliera
raggiunge
i 5,1 metri
cubi in
presenza
della rampa
elettrica per
carrozzine.
Vanno aggiunte
al
computo le
cappelliere,
che garantiscono
oltre
2,2 metri
cubi supplementari.
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IMPRESSIONI DI GUIDA Temsa MD9
PICCOLO MA FORTE
L’MD9 è progettato
per
quei profili di
missione turistici
con spazi
ristretti, senza
però compromettere
comfort, performance
e
anche spazio.
Infatti, per
quanto riguarda
il volume
di carico della
bagagliera ci
attestiamo
sui 5 metri
cubi (ai quali
si aggiungono
le cappelliere),
mentre lato
passeggeri
sono previste
diverse configurazioni
di
allestimento
interno, con
possibilità di
cucina e toilette.
Abbiamo saggiato su strada il Temsa MD9,
il coach compatto (meno di 9,5 metri) del
costruttore turco, nonché suo modello best
seller in Italia nel 2025. Un turistico pratico,
che fa il suo. E che tiene a bada i consumi
Se la scorsa estate avevamo provato in
anteprima la nuova generazione del
Prestij, che poi Temsa avrebbe presentato
ufficialmente al Busworld Europe di
Bruxelles, questa volta il costruttore turco
ci ha messo a disposizione l’MD9, il suo
turistico da neanche 9,5 metri che nelle sue
forme esterne richiama vagamente il Setra.
Per quanto non si ponga (ovviamente!!) allo
stesso livello dell’ex Kässbohrer, il Classe
III made in Turchia è un coach che fa il
suo: pratico, efficiente dal punto di vista del
consumo di carburante, forte di un motore
Fpt e di una coppia importante (1.110 i
Newtonmetro). Non a caso è stato nel 2025
il modello più venduto da Temsa in Italia
(23 immatricolazioni sulle 56 totali dello
scorso anno) e targato oltre 1.500 volte in
tutto il mondo.
Il nostro viaggio a bordo
Abbiamo avuto modo di metterlo alla frusta
in Veneto, facendolo sgroppare tra Verona
e Mantova, ovvero su strade che riflettono
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37
IMPRESSIONI DI GUIDA Temsa MD9
un ampio mix di condizioni operative reali.
Il concetto alla base del MD9 è semplice:
declinare le caratteristiche di un canonico
coach da 12 o 13 metri di lunghezza in uno
con misure ridotte. Qui, infatti, la lunghezza
è di 9.480 mm, mentre la larghezza è di
2.400 mm.
Dimensioni e caratteristiche tecniche lo inseriscono
in una nicchia di mercato presidiata
dall’Isuzu Visigo, al quale è di fatto
assimilabile sotto molti parametri, salvo risaltare
(il Temsa) per le misure leggermente
più contenute: una ventina di centimetri in
meno in lunghezza e cinque in larghezza.
Potremmo citare anche il Navigo T9 firmato
Otokar, ma qui la lunghezza scende a 9,1
metri e soprattutto la dotazione motoristica
è ben differente, al ribasso: 4,5 litri invece di
6,7; 210 cavalli invece di 230. Ci arriviamo.
Con un diametro di sterzata di 17,2 metri,
l’MD9 è progettato per quei profili di missione
dove lo spazio è limitato, senza però
compromettere comfort, performance e
anche spazio. Infatti, per quanto riguarda il
volume di carico della bagagliera ci attestiamo
sui 5 metri cubi (ai quali si aggiungono
le cappelliere interne per allocare borse e
zaini), mentre lato passeggeri – per quanto
siano previste diverse configurazioni di allestimento
interno – la capienza massima è di
39 persone; nel nostro caso i posti a sedere
sono 31, in virtù di un allestimento spazioso
e poiché in fondo al torpedone è allocata la
toilette. Aspetto premiante.
Che coppia!
Per i passeggeri non mancano le prese Usb
per ricaricare i device, né i service set, con
luci di lettura, pulsante di chiamata e le
bocchette regolabili dell’aria condizionata.
A questo ultimo proposito, il sistema di
climatizzazione è progettato e realizzato
per funzionare in tutte le stagioni, con una
potenza fino a 25 kW. Tornando alle sedute,
queste sono in pelle e provviste di
poggiatesta e poggiapiedi, tavolino e retina
porta oggetti, nonché bracciolo abbattibile
lato corridoio.
Venendo al cuore dell’MD9, il motore allocato
al posteriore è un Fpt da 6,7 litri,
con potenza di 320 cavalli e una coppia di
1.100 Nm, che è un valore davvero elevato
per questo segmento. Venendo al cambio,
le opzioni di trasmissione includono o il
cambio manuale a sei rapporti o un cambio
automatico Allison che è quello presente
sul veicolo in prova.
Sul trono dell’autista
Per quanto riguarda la postazione di guida,
l’impostazione è standard, sobria e tradizionale.
A dominare il cockpit è una plancia
analogica dove tutti i pulsanti dei comandi
sono posizionati in maniera intuitiva. Non
mancano all’appello, per il comfort del
conducente, i braccioli, il parasole regolabile,
il defroster e il parabrezza riscaldato.
CARTA DI IDENTITÀ
Lunghezza mm 9.480
Larghezza mm 2.400
Altezza mm 3.345
Sbalzo anteriore mm 1.916
Sbalzo posteriore mm 2.964
Passo mm 4.600
Massa a pieno carico kg 14.400
Motore
Fpt, 6,7 litri
Potenza massima cv 320
Coppia massima Nm 1.100
Assale anteriore capacità kg 5.000
Assale posteriore capacità kg 9.440
Capacità serbatoio carburante l 280
Capacità serbatoio AdBlue l 30
Capacità passeggeri max n° 39
Capacità bagagliera metri cubi 5
Il motore è al
posteriore e
si tratta di un
Fpt da 6,7 litri,
con potenza
di 320 cavalli
e una coppia
di 1.100 Nm,
che è un valore
davvero elevato
per questo
segmento.
Venendo al
cambio, le
opzioni di
trasmissione
includono
o il cambio
manuale a
sei rapporti
o un cambio
automatico
Allison che è
quello presente
sul veicolo in
prova. 31 sono
le sedute sul
mezzo in prova,
che prevede
spazi generosi
e toilette.
Tutti elementi pensati per supportare l’operatività
su lunghe percorrenze. Sul versante
sicurezza, l’MD9 di Temsa integra sistemi
standard, tra cui Abs, Asr, Eba, Esp e frenata
automatica di emergenza, con tutti gli
Adas previsti dalla normativa Gsr2.
E trattandosi di un modello prettamente turistico,
sull’MD9 non può mancare, ovviamente,
la seduta per la hostess, lo steward,
l’accompagnatore o guida turistica. E infatti
è presente a bordo anche il microfono
per comunicare al meglio con i passeggeri.
Un buon compromesso
Per concludere, possiamo dire che per
l’MD9 vale lo stesso discorso fatto sul
numero di AUTOBUS di settembre 2025
per il Prestij, seppur l’MD9 sia certamente
un vero e proprio coach, nonostante i 9,5
metri: insomma, si tratta di una soluzione
pratica e di compromesso per quegli operatori
che vogliono contenere i costi (a partire
da quelli di acquisto), ma allo stesso tempo
poter contare su un veicolo che porta a casa
il risultato e che a livello di interni - vista
anche la predisposizione per cucina e toilette
e la qualità delle sedute - ha tanti dei
comfort tipici di modelli di più alta gamma
(e maggiore stazza).
Fabio Franchini
Mentre alcuni
competitor
rimangono
più vicini al
concetto di
minibus, tipicamente
orientati a
turni di esercizio
meno
impattanti,
minori potenze
di motore
e configurazioni
più
essenziali
e non così
flessibili, il
Temsa MD9
è in tutto e
per tutto un
coach.
38
39
Professione conducente
LA QUINTA PUNTATA DELLA RUBRICA DEDICATA AGLI AUTISTI
Lunga vita alla lunga percorrenza
UNA SCELTA DI VITA AD ALTA RESPONSABILITÀ: I PRO E I CONTRO
Il consiglio,
per chi vuole
avvicinarsi
a questa
specialità,
è di partire
dalle linee
brevi e
giornaliere,
ascoltare le
esperienze di
più colleghi
e valutare
con calma se
fare il passo
successivo
verso il
lungo raggio.
La differenza
non la fa
solo la
tratta, ma
soprattutto il
vettore.
«Molte corse andrebbero
spezzate, con cambi programmati
tra squadre diverse. Una
pratica comune in altri settori,
ma che nella lunga percorrenza
fatica a consolidarsi».
di vita - perché attratto da alcuni aspetti
concreti.
Le tratte interregionali, rispetto al noleggio,
offrono spesso un’utenza più giovane
e con meno pretese, un clima più disteso
e percorsi generalmente più scorrevoli,
senza l’assillo dei parcheggi o delle continue
manovre nei centri storici.
Un altro vantaggio è la gestione della bigliettazione
grazie alle prenotazioni digitali:
qui i conflitti legati ai pagamenti a
bordo sono molto più rari rispetto al tpl!
E, ancora, anche le flotte impiegate risultano
mediamente moderne e standardizzate.
Secondo alcune offerte pubblicate
online, i turni tipici prevedono cicli di
sei giorni di lavoro e due di riposo, con
giornate libere consecutive che, quando
la programmazione è seria, permettono
di organizzare meglio la propria vita privata.
Il consiglio, per chi vuole avvicinarsi a
questa specialità, è di partire dalle linee
brevi e giornaliere, ascoltare le esperienze
di più colleghi e valutare con calma
se fare il passo successivo verso il lungo
raggio. La differenza - lo ricordo - non la
fa solo la tratta, ma soprattutto il vettore.
Per molti passeggeri le linee a lunga
percorrenza significano biglietti
economici, Wi-Fi a bordo e collegamenti
capillari. Per chi siede al volante,
però, la prospettiva è molto diversa: la
racconteremo tra poco.
Ciò detto le autolinee a lunga percorrenza
rappresentano ormai una presenza stabile
e molto gradita dall’utenza nel trasporto
passeggeri italiano, svolgendo un ruolo
sempre più rilevante (decisivo?) nella
mobilità interregionale. Si veda anche
l’analisi a pagina 14.
La multipresenza (non) fa dormire
La multipresenza, elemento cardine di
questo modello operativo, è uno degli
aspetti controversi e più discussi tra i
conducenti.
Secondo una testimonianza raccolta da
un collega, il sistema del doppio autista
non garantisce un vero riposo. Non si
tratta di un limite di un singolo brand,
ma di una criticità strutturale del servizio
in compresenza.
Infatti molti autisti, abituati a lavorare in
autonomia e a incontrarsi solo a inizio o
fine turno, si ritrovano improvvisamente
a condividere ore di viaggio con un
collega che spesso non conoscono: può
essere piacevole, ma anche complicato!
E questo è solo un dettaglio, seppur molto
sentito, perché i problemi principali
sono altri, come ci racconta un altro
collega autista: «Di notte è normale a-
vere un po’ di sonno e, anche se hai la
cuccetta – io la faccio sempre preparare
–, preferisci comunque restare vicino al
collega, vigile».
Sulle tratte con molte fermate il conducente
‘a riposo’ viene svegliato ogni 40-
50 minuti per check-in, bagagli e gestione
dei passeggeri: insomma, di fatto non
dorme mai. Nelle tratte più lunghe va
leggermente meglio, ma il clima a bordo
- telefoni che squillano, conversazioni a
voce alta, passeggeri svegli - rende comunque
difficile recuperare energie.
Sulle linee notturne, dove le compagnie
invitano a mantenere il silenzio e a limitare
l’uso del telefono, si riesce al massimo
a fare una breve pennichella, ma
spesso e volentieri si arriva comunque
al capolinea come uno straccio, perché
è anche molto difficile dormire ‘a comando’.
Il recupero reale sarebbe possibile solo
con punti di cambio dotati di camere,
dove subentra un autista fresco. Una soluzione
semplice sulla carta, ma molto
rara nella realtà.
Dalla voce dei conducenti emerge anche
un altro nodo: molte corse andrebbero
spezzate, con cambi programmati tra
squadre diverse. Una pratica comune in
altri settori, ma che nella lunga percorrenza
fatica a consolidarsi, purtroppo.
Stipendio, responsabilità e passione
Passando al lato economico, gli annunci
di lavoro dedicati alle linee a lunga
percorrenza indicano retribuzioni generalmente
in linea con quelle del mercato
Le linee a lunga percorrenza
sono ormai una presenza stabile
e molto gradita nel trasporto
passeggeri italiano, svolgendo
un ruolo sempre più rilevante
nella mobilità interregionale.
degli autisti di autobus. Nella maggior
parte dei casi le offerte parlano di stipendi
compresi tra 1.600 e 2.000 euro
al mese, una fascia che ha anche ampie
differenze legate alla regione, all’anzianità,
al tipo di servizio e alla presenza di
indennità specifiche.
Anche chi guida su queste linee, così
come i colleghi del tpl, sostiene - e a ragione
- di avere un carico di responsabilità
che va ben oltre il semplice portare i
passeggeri da un punto A a un punto B.
E così non sempre, anzi, la retribuzione
viene percepita come proporzionata,
soprattutto quando il margine economico
del servizio è ridotto e l’azienda tende a
spingere su produttività e contenimento
dei costi.
Ma la lunga percorrenza non è solo sacrificio.
C’è chi sceglie questo servizio
- compiendo una vera e propria scelta
Un aneddoto personale
Ho svolto diversi viaggi di gran turismo
e qualche linea a lunga percorrenza, ma
anni fa rifiutai un ingaggio che ancora
oggi ricordo bene.
Dopo un anno lavorativo andato senza
intoppi, mi proposero di seguire il corso
per una nota azienda che aveva appena
ottenuto la concessione per una nuova
tratta di circa cinquecento chilometri.
Il ‘pacchetto’, però, era tutt’altro che
allettante: avrei dovuto portare una bicicletta
nella bagagliera e, una volta parcheggiato
il bus, pedalare la sera fino alla
stanza in affitto. Prima tappa: un supermercato
- se ancora aperto - per rifornirsi
di provviste. Poi di nuovo in sella, fino a
una camera gestita dagli autisti precedenti,
spesso senza biancheria né lenzuola.
Tutto questo dopo una giornata intera di
viaggio.
«C’è la TV», mi disse il direttore, come
se quel dettaglio potesse cambiare
il quadro generale. Lo stipendio? Sulla
carta non male: circa 1.800 euro netti.
Ma restava da capire chi avrebbe pagato
i pasti, e quanto sarebbe rimasto davvero
in tasca a fine mese.
Gianluca Celentano
40
41
42
Manutenzione oggi
FOCUS AUTOBUS A METANO COMPRESSO E ROOT CAUSE ANALYSIS
Un caso che fa scuola
LA TECNOLOGIA È SICURA MA È SEMPRE BENE IMPARARE DAGLI INTOPPI
S
Per incidenti di
potenziale rilevanza
una best
pratice che si
sta diffondendo
è quella di
coinvolgere un
professionista
terzo qualificato.
L’attività
peritale si
articola sui 4
ambiti classici
della ‘root cause
analysis’.
ono rarissimi gli incidenti significativi
che coinvolgono autobus alimentati a
Cng (gas naturale compresso), grazie
alla ormai piena maturità di tale tecnologia.
Tuttavia, quando un evento di questo
tipo accade, è importante analizzare cause
e concause al fine di migliorare la sicurezza
complessiva del sistema.
In parallelo con le normali indagini interne,
per incidenti di potenziale rilevanza
una buona pratica che si sta diffondendo
è quella di coinvolgere un professionista
terzo qualificato, per evitare autoreferenzialità
e individuare ogni possibile azione
di miglioramento che un’azienda di trasporto
pubblico locale possa poi valutare
di intraprendere.Senza entrare in troppi
dettagli, l’attività peritale svolta si articola
sui quattro ambiti classici della ‘root cause
analysis’, ossia gli aspetti tecnici, il contesto
organizzativo, le influenze esterne, e il
fattore umano.
Un precedente prezioso
Se ricordate, ha avuto risonanza mediatica
nazionale un sinistro stradale avvenuto ad
inizio 2025 in una città del centro nord I-
talia. In breve, un autobus alimentato a metano
e dunque equipaggiato con bombole
Cng sul tetto si è letteralmente incastrato
sotto un fabbricato, riportando gravi danni:
una delle bombole è scoppiata, danneggiando
interni e finestrini del veicolo e creando
comprensibile allarme, sebbene - va
rimarcato - si sia trattato solo di un mero
‘scoppio’, non essendosi verificata alcuna
esplosione del gas contenuto.
L’aspetto tecnico e organizzativo
Come spesso avviene in questi casi, la
scelta del singolo modello di autobus a livello
di procurement e il processo che ne
governa la manutenzione sono quelli che
rischiano di ottenere la maggior rilevanza
mediatica ma, anche nel caso in questione,
come spesso avviene, sono anche quelli
che hanno potuto essere facilmente esclusi.
Il veicolo coinvolto nell’incidente era un
autobus di marca primaria e con meno di
due anni dall’immatricolazione; lo stesso
era sottoposto a manutenzione a cura di
un’officina autorizzata fra le più competenti
e l’intero processo risultava tracciato.
Non si tratta tuttavia di qualcosa da dare
per scontato: nel settore delle officine di
manutenzione di autobus è in atto un fenomeno
di concentrazione che comporta un
difficile iter di recruiting a causa dall’attuale
carenza di domanda; i pochi operatori
disponibili necessitano inoltre di una formazione
la più completa possibile, aspetto
che richiede investimenti non trascurabili.
Il servizio svolto il giorno del sinistro era
un normale servizio di linea, su un percorso
sul quale sono impiegati mezzi ritenuti
idonei dal punto di vista della circolabilità,
e dunque non presenta - in generale - interferenze
non prevedibili dal sistema.
Anche la manutenzione, altro processo
cruciale da esaminare quando si tratta di
incidenti o sinistri in genere, risultava (come
quasi sempre accade, va sottolineato)
gestita in maniera conforme alle buone
prassi di settore, con operazioni di manutenzione
preventiva e correttiva così come
definite dalla norma Uni En 13306 regolarmente
tracciate.
Il perfetto stato di efficienza del veicolo
coinvolto ha potuto dunque essere certificato.
L’influenza esterna e il fattore umano
E ancora, il sinistro è avvenuto dopo il
tramonto del sole, ma con condizioni di
illuminazione naturali e artificiali tali da
non rappresentare un fattore pregiudizievole
della visibilità da parte dell’autista.
L’accadimento stesso è avvenuto in area
con circolazione riservata ai mezzi di servizio
pubblico e dunque in assenza di interferenze
con altri tipi di traffico; tuttavia,
Nel settore delle officine di
manutenzione di bus è in atto
un fenomeno di concentrazione
che comporta un difficile di
recruiting a causa dall’attuale
carenza di domanda.
la zona riservata alla sosta dei taxi non risultava
separata da barriere fisiche rispetto
alla corsia di circolazione degli autobus.
Venendo al fattore umano, si tratta dell’elemento
di solito cruciale, e dunque il fattore
centrale per incidenti di questo genere. Per
tale motivo viene sempre posta grande attenzione,
nelle perizie, alle dichiarazioni
delle persone coinvolte, ai riscontri oggettivi
rispetto alle stesse.
In questo specifico caso l’operatore di
esercizio coinvolto risultava persona di
esperienza e la posizione del veicolo al
momento dell’impatto con il manufatto
può essere conseguenza unicamente di
comportamento ascrivibile ad uno stato di
attenzione/salute momentaneamente alterato;
ciò a conferma delle dichiarazioni rilasciate
e in coerenza con le testimonianze
registrate.
Le azioni correttive individuate
Poiché lo scopo ultimo di un’attività peritale
è quello di definire un quadro oggettivo
di un accadimento in base al quale individuare
tutte le possibili azioni di mitigazione
del rischio, la formalizzazione e l’analisi
della catena degli eventi che ha portato al
sinistro ha consentito di individuare gli e-
lementi di interesse su cui concentrare l’attenzione
dell’azienda:
- come azione tecnica migliorativa
si è suggerito di proporre all’ente
proprietario della strada l’individuazione
e l’apposizione di strumenti
idonei a prevenire l’accesso di autobus
sotto la tettoia oggetto dell’urto.
A tale proposito è stata indicata
come opportuna l’individuazione di
un’interfaccia per la comunicazione
continua con gli enti esterni che presentano
potenziali interferenze con
il servizio automobilistico;
- sempre allo scopo di svolgere
un’analisi dei rischi basata su dati
oggettivi, si è suggerito di acquistare/estendere
l’uso di dash cam
all’intera flotta;
- quale azione di prevenzione aggiuntiva,
si è raccomandato di
prevedere corsi per operatori di
esercizio mirati alla consapevolezza
rispetto ai controlli di sicurezza
preliminari all’inizio del servizio,
e alla gestione dei sinistri.
Alessandro Sasso,
presidente ManTra
43
Amarcord
Amarcord
In apertura, la
foto di uno
dei filobus in
servizio lungo
la Linea 5.
Nella pagina
affianco,
invece, il
render del
18 metri di
Hess, modello
LightTram, che
entrerà in servizio
nel 2028
a Vicenza.
LA STORIA (O L’EVOLUZIONE?) DEL FILOBUS A VICENZA
Un secolo di luci e ombre
IL FILOBUS HA CIRCOLATO DAL 1927 AL 1970. ORA IL PROGETTO FLASH CHARGING
L
a storia del filobus a Vicenza ha inizio
il 18 novembre 1927, anche se questa
può essere considerata un’inaugurazione
parziale con soli tre veicoli in dotazione,
ovvero le elettromobili ad accumulatori
costruiti da Rognini & Balbo nel 1925, e
in quest’occasione trasformati in filobus a
una sola porta.
Il 22 ottobre 1928 la AIM (Aziende Industriali
Municipali, fondata a Vicenza nel
1906) iniziò il servizio filoviario vero e
proprio, con l’apertura della linea 1 dalla
stazione ferroviaria a Borgo Padova, passando
per il centro cittadino: un itinerario
di tre chilometri che andava a sostituire la
tranvia sul medesimo percorso. Oltre ai tre
elettromobili trasformati, erano dunque disponibili
sette nuovi filobus, costruiti nel
1928 sempre da Rognini & Balbo, che
curò la carrozzeria, la parte meccanica e
l’equipaggiamento elettrico. Numerati da
31 a 37, resteranno in servizio per 26 anni,
fino al 1954, mentre le tre vetture d’origine,
numerate da 15 a 17, saranno dismesse nel
1950.
Già nel 1927 era in allestimento la seconda
linea, inaugurata poi nel 1928, dal centro al
Borgo San Bortolo. Il capolinea del centro
era situato in Corso Principe Umberto I,
l’attuale corso Andrea Palladio; le ridotte
dimensioni delle vie percorse costrinsero
sempre AIM ad acquisire vetture di ridotte
dimensioni, circa otto i metri di lunghezza,
come anche i 18 filobus acquistati in più
riprese dal 1950 al 1957.
Una particolarità dell’infrastruttura era lo
‘scartamento ridotto’ del bifilare, ossia la
distanza tra i due fili, che era di 40 centimetri
al posto dei 60 centimetri delle altre reti.
Più forte della guerra
Negli anni Trenta la filovia riscosse un
buon successo di pubblico; la linea 1 fu
estesa nel giro di poco tempo. Poi, con
i Quaranta, i danni della seconda guerra
mondiale furono ingenti, ma alla fine del
conflitto la rete fu velocemente ripristinata.
E non solo: c’era anche la necessità di
avere a disposizione nuovi veicoli.
Gli anni Cinquanta possono essere considerati
il periodo di massimo splendore per
le filovie di Vicenza, con nuovi prolungamenti,
la nuova linea 5 e nuove vetture.
La linea 1 fu infatti prolungata fino alla
Madonna della Pace, nel quartiere della
Stanga: per il servizio era previsto un impegno
fino a otto filobus con una frequenza
di circa sette minuti.
La linea 2 raggiunse le nuove aree residenziali
di via Lamarmora e via San Martino;
la linea prevedeva un impegno fino a tre
veicoli, con dieci minuti di frequenza.
Novità importante fu la linea 5, convertita
da automobilistica in filoviaria nel
settembre 1957, che collegava la stazione
ferroviaria con il quartiere dell’Anconetta.
Fino a piazza XX Settembre il percorso era
in comune con la linea 1, e prevedeva un
impegno fino a sette filobus.
Il rinnovamento della flotta
Il parco veicoli fu oggetto di importante
ammodernamento. Dopo aver provato nel
1948 sulla linea 1 un Alfa Romeo Capro-
Una particolarità dell’infrastruttura
era lo ‘scartamento
ridotto’ del bifilare, ossia la
distanza tra i due fili, che era
di 40 centimetri al posto dei
60 centimetri delle altre reti.
ni Vizzola, ci si orientò su veicoli forniti
da Savigliano che, come fece Rognini &
Balbo, curò sia la carrozzeria che le parti
elettrica e meccanica.
Consegnate nel 1950 e numerate da 40 e
44, i veicoli furono ammodernati nel corso
della loro ventennale carriera: le vetture
41 e 44 dalla Carrozzeria Dalla Via di
Schio e le altre direttamente da AIM.
Altri cinque filobus, numerati da 45 a 49,
arriveranno a Vicenza nel 1954, con telaio
ed equipaggiamento elettrico curati da
Savigliano, ma allestiti da Garavini, che
sarà coinvolto anche nell’allestimento degli
altri due veicoli (50 e 51), consegnati
nel 1955.
Nel 1957, invece, fu scelto il nuovo modello
Fiat 2404, contemporaneo dei più
grandi Fiat 2401 e 2411, realizzato, oltre
che per Vicenza, anche per Ferrara (in sette
unità) e Perugia (in due).
I sei esemplari di Vicenza furono gli unici
ad essere realizzati con carrozzeria Dalla
Via ed equipaggiamento elettrico Marelli.
Lunghi 8,5 metri, numerati da 52 a 57, i
2404 Dalla Via erano caratterizzati da un
frontale impreziosito da un mascherone simile
a quello dei corrispondenti autobus
in servizio a Vicenza. Potevano ospitare
fino a 58 passeggeri, di cui 17 seduti,
mentre la livrea era sempre verde bitonale.
La fine... e il progetto LAM Rossa
Per cinque anni la rete filoviaria raggiunse
la sua massima estensione, di circa 10
chilometri, ma durò poco: già il primo
luglio 1962, in occasione di una ristrutturazione
della rete, fu soppressa la linea
Gli anni Cinquanta
possono essere considerati
il periodo di
massimo splendore
per la rete filoviaria di
Vicenza: nuovi prolungamenti,
la nuova linea
5 e anche vetture più
moderne.
2, e sostituita con autobus. Nonostante la
presenza di materiale rotabile di recente
costruzione, la rete filoviaria vicentina
venne chiusa il 12 giugno 1970.
Come già accaduto in altre città d’Italia,
in anni recenti si è pensato di reintrodurre
il filobus, ma alla fine l’attuale gestore de
l tpl a Vicenza, ovvero SVT (nata nel 2016
dalla fusione tra AIM e FTV) ha optato per
la tecnologia flash charging per la futura
linea LAM Rossa; si tratta di una linea
ad alta mobilità che si svilupperà lungo
l’asse est-ovest della città, collegando via
Zamenhof, il centro storico, la stazione e
la Fiera. La fine dei lavori è prevista per il
2028 e la linea sarà esercita da 16 autobus
elettrici LighTram di Hess, da 18 metri di
lunghezza, che saranno ricaricati presso
stazioni di ricarica selezionate lungo la
linea utilizzando la tecnologia di ricarica
flash in collaborazione con Hitachi Energy.
Stefano Alfano
44
45
Turismo
Turismo
IRIZAR
Lunghezza mm 12.220
Posti n. 53 / 55
Motore/cv Daf Mx11 / 402
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
KING LONG
Lungh. mm 13.400 / 13.900 (6x2)
Posti n. 51 / 61
Motore/cv Man D26 480 / 520
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
Lunghezza mm 12.920
Posti n. 59
Motore/cv Daf Mx11 / 402
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
MERCEDES
i6 su telaio Scania
Lunghezza mm 10.800/12.350
Posti n. 47 / 55*
Motore/cv Scania 410**
Trasmissione Scania automatizzato
*50 con pedana
Lunghezza mm 12.370
Posti n. 53
Motore/cv Scania 450*
Trasmissione Scania automatizzato
Prezzo euro 342.500
Lunghezza mm 14.070
Posti n. 63
Motore/cv Daf Mx11-13 / 443 / 476 / 523
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
Lungh. mm 14.980
Posti n. 67
Motore/cv Daf Mx13 476 / 523
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
i8 su telaio Scania
Lunghezza mm 12.380 / 13.380
Posti n. 50 / 55
Motore/cv Scania 450 / 490
Trasmissione Scania automatizzato
Lunghezza mm 14.380 / 15.380
Posti n. 59 / 65
Motore/cv Scania 490
Trasmissione Scania automatizzato
i8 integrale
Lunghezza mm 12.400 / 13.220
C9
Lunghezza mm 9.015
Posti n. 35
Motore/cv Cummins D6 / 320
Trasmissione ZF Ecolife 2, aut.
C12E
Lunghezza mm 12.250
Posti n. 51/ 53
Motore/kW centrale / 350
Batterie kWh CATL, 423
Tourismo Rhd - M/2 Rhd
Lunghezza mm 12.115 / 12.295
Posti n. 55
Motore/cv Om 470 360 / 394 / 428 / 455
Trasm. Go 190-6 / Go 210-6 / Go 250-8
/ ZF Ecolife AP
Lunghezza mm
13.350 (6x2)
Posti n. 55
Motore/cv Scania 410
Trasmissione Scania automatizzato
Lunghezza mm
13.370 (6x2)
Posti n. 59
Motore/cv Scania 450 / 490
Trasmissione Scania automatizzato
Lungh. mm 14.350/14.370 (6x2)
Posti n. 63 / 63
Motore/cv Scania 450 / 490
Trasmissione Scania automatizzato
Lunghezza mm
15.370 (6x2)
Posti n. 69
Motore/cv Scania 490
Trasmissione Scania automatizzato
i6 integrale
Lunghezza mm 10.780
Posti n. 43
Motore/cv Daf Mx11 270 / 362
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
i6S su telaio Scania
Lunghezza mm 12.350
Posti n. 55Motore/cv Scania 410 / 450
Trasmissione Scania automatizzato
Lunghezza mm
15.350 (6x2)
Posti n. 71
Motore/cv Scania 450
Trasmissione Scania automatizzato
i6S integrale
Lunghezza mm 10.800
Posti n. 45
Motore/cv Daf Mx11-13 363 / 402 / 443
/ 476 / 523
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
Lunghezza mm 14.900)
Posti n. 71
Motore/cv Daf Mx11-13 363 / 402 / 443
/ 476 / 523
Trasmissione ZF Ecolife / ZF Traxon 2
14.070 / 14.980
Posti n. 51 / 55 / 59 / 67
Motore/cv Daf Mx 11/13
402 / 443 / 476 / 523
Trasmissione Zf Ecolife / ZF Traxon 2
IVECO BUS
Evadys
Lunghezza mm 12.100/13.000
Posti n. da 53 a 61
Motorizzazione
Diesel
Motore marca/cv Fpt Cursor 9/400
Trasmissione
automatica
C10
Lunghezza mm 9.915
Posti n. 41
Motore/cv Cummins D6 / 320
Trasmissione ZF Ecolife 2, aut.
C12 HD
Lunghezza mm 12.220
Posti n. 55
Motore/cv Cummins L9E D6 / 400
Trasmissione ZF 12 AS 2001
Merry Combo
Lunghezza mm 12.250
Posti n. 51/ 55
Motore/kW 250 / 480
Batterie kWh 528
MAN
Lion’s Coach
Lunghezza mm 12.100 / 13.100
Posti n. 53 / 59
Motore/cv Man D26 440 / 480
Trasm.
MAN
Tourismo M/3 Rhd - L
Lungh. mm 13.115 / 13.935 (6x2)
Posti n. 59 / 65
Motore/cv Om 470 360 / 394 / 428 / 455
Trasmissione Go 210-6 / Go 230-6 /
Go 250-8 / ZF Ecolife AP
NEOPLAN
Cityliner
Lungh. mm 12.240/12.990/13.990
Posti n. 51 / 59 / 63
Motore/cv MAN D2676 430 / 470 / 510
Trasmissione
MAN TipMatic
46
47
Turismo
Trasmissione
MAN TipMatic
Lungh. mm 13.373 / 13.913 (6x2)
Posti n. 57 / 63
Motore/cv MAN D2676 480 520
Trasmissione
MAN TipMatic
SETRA
TopClass S 531 DT
Lungh. mm 14.000
Posti n. 83
Motore/cv Om 471 / 510
Trasmissione Go 250-8
TEMSA
Sustainable
BUS
WATT A
SEPTEMBER 2025
€ 22,00
VIEW!
Sustainable
BUS
OLD BUT
VADO E TORNO EDIZIO
www.vadoetorno.co
NOVEMBER 2025
€ 22,00
Skyliner
Lunghezza mm
14.000 (6x2)
Posti n. 83
Motore/cv MAN D2676 / 520
Trasmissione
MAN TipMatic
SCANIA
Touring Hd
Lunghezza mm 10.940/12.090/12.860
Posti n. 44/47/51/55/57/59
Motore/cv Scania / 410
Trasmissione GRSO895R - aut.
Lunghezza mm 13.300/13.700 (6x2)
Posti n. 57/59/61/63
Motore/cv Scania / 450
Trasmissione GRSO895R - aut.
ComfortClass
S 511 HD - S 515 HD - S 516 HD/2
Lunghezza mm 10.465 / 12.295 / 13.115
Posti n. 43 / 51 / 55
Motore/cv Om 470 / 394 - 428
Trasmissione Go 230-6 / 250-8
ComfortClass
S 516 HD - S 517 HD - S 519 HD
Lungh. mm 13.115/13935/14.945
Posti n. 55
Motore/cv Om 470 / 428
Trasmissione Go 250-8
TopClass
S 515 HDH - S 516 HDH - S 517 HDH
Lungh. mm 12.495 / 13.325 / 14.165
Posti n. 51 / 55 / 59
Motore/cv Om 471 / 476 - 510
Trasmissione Go 250-8
Prestij
Lungh. mm 7.264
Posti n. 25 / 27 / 29
Motore/cv Cummins / 150
Trasmissione
man. - aut
MD9
Lungh. mm 9 .480
Posti n. 39
Motore/cv FPT / 320
Trasmissione
ZF - manuale
Prezzo € -
Sustainable
BUS
OUTLOOKS
Iveco Bus,Vysoké
Mýto: European
largest bus factory
INTERVIEW
VHH: the state of
transit in Hamburg
(and Germany)
INTERVIEWS
Transdev and Uber:
challenges and
evolution of transit
OUTLOOK
Deep dive in
the Turkish
bus industry
VADO E TORNO EDIZIONI
www.vadoetorno.com
MAY 2026
€ 22,00
GIMME
FIVE
Sustainable
BUS
IN THE SPOTLIGHT
MAN e-coach
preview, Hyundai
H2 bus, Alfabus
OUTLOOKS
The changing
landscape of bus
manufacturing
STRATEGIES
Inside VinFast
European
ambitions
INTERVIEW
MENA region and
the transformation
of public transport
INTERVIEWS
How VinFast aims
to expand in the
European market
OUTLOOK
One out of four
new buses in
Europe is electric
GOLD
KEEPING
IN THE SPOTLIGHT
The Urbino 10.5
completes Solaris’
e-bus range
COMPARISON
The state of the
offering of electric
coaches in Europe
VADO E TORNO EDIZIONI
www.vadoetorno.com
FEBRUARY 2026
€ 22,00
PACE
Tourliner
Lunghezza mm 12.113 / 13.103
Posti n. 53 / 59
Motore/cv MAN D2676 / 480
48
Hd 12 - 13
Lungh. mm 12.276 / 13.076
Posti n. 41 / 50
Motore/cv Daf Mx-11 / 449
Trasmissione
Zf / man. - aut
Sustainable
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Maraton 12 - 13
Lungh. mm 12.365 / 13.080
Posti n. 53 / 57
Motore/cv Daf Mx-11 / 449
Trasmissione
Zf - man.
VDL
Turismo
YUTONG
T12E
Lunghezza mm 12.245
Posti n. fino a 51
Motorizzazione
elettrica
Potenza kW/kWh 250/466
Trasmissione
automatica
periodico di cultura,
economia e tecnica
fondato nel 1991
Direttore responsabile
Stefano Agnellini
Coordinatore di redazione
Riccardo Schiavo
In redazione
Fabio Butturi, Ornella Cavalli,
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Ferrari, Claudio Frutti, Ivan Poli,
Ugo Righi, Fabio Terni
Informazioni sulle gare pubbliche
fornite dalla Roga Italia
Modena
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Gestione editoriale
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VADO E TORNO
EDIZIONI
Via Brembo 27
20139 Milano
tel. 02/55230950
+
+
International Bus and Coach Trade Fair
100 exhibitors.
40K sqm of new launches.
Connect here with the largest passenger
transport showcase.
22-24
Sep
2026
Futura
Lungh. mm 12.885
Posti n. 53
Motore/cv Daf Mx-11 / 476
Trasmissione Zf Traxon 2 - aut.
VOLVO
T14E
Lunghezza mm 13.970
Posti n. fino a 59
Motorizzazione
elettrica
Potenza/kWh 430/704
Trasmissione
automatica
Sito Internet
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Mario Albano,
Maurizio Candia,
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del 17 dicembre 1990
Registro Nazionale della Stampa
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n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001
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D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004
n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
9700 DD
Lunghezza mm 13.300 / 14.800
Posti n. fino a 100
Motore/cv Volvo D13K 460 / 500
Trasmissione
Volvo I-Shift
T15E
Lunghezza mm 14.950
Posti n. fino a 63
Motorizzazione
elettrica
Potenza/kWh 430/704
Trasmissione
automatica
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Volvo B13R – Marcopolo Paradiso G8
Incontra il nuovo protagonista
Siamo orgogliosi di presentare l’ultimo modello di autobus Volvo, sviluppato
in collaborazione con Marcopolo, uno dei più importanti carrozzieri al mondo.
Basato sulla collaudata piattaforma Volvo B13R, offre tutto ciò che ti aspetti da noi.
Riconosciuto per la sua esperienza nella costruzione di autobus, Marcopolo ha
realizzato il veicolo per soddisfare le elevate aspettative degli operatori europei.
Vieni a scoprirlo all’IBE di Rimini, dal 24 al 26 Novembre.
Volvo Buses