10.07.2026 Visualizzazioni

2026_7-8_Vadoetorno

Sul nuovo numero di Vado e Torno, quello di luglio-agosto, trovate: - La storia di copertina sui nuovi camion elettrici e i nuovi motori a combustione Volvo Trucks - La visita al quartier generale di Scania - Un approfondimento sui nuovi motori Renault Trucks - Il racconto dell'esperienza di guida tra i vigneti del rinnovato pick-up D-Max di Isuzu - In anteprima, tutto sui nuovi furgoni compatti Stellantis - La prova consumi in città del nuovo Nissan Interstar con motore diesel da 150 cv - Trasporto isotermico: il racconto di Zerogradi e l'intervista a Luca Destro di Rolfo Ice E poi tanti altri approfondimenti e le nostre rubriche. Buona lettura!

Sul nuovo numero di Vado e Torno, quello di luglio-agosto, trovate:

- La storia di copertina sui nuovi camion elettrici e i nuovi motori a combustione Volvo Trucks
- La visita al quartier generale di Scania
- Un approfondimento sui nuovi motori Renault Trucks
- Il racconto dell'esperienza di guida tra i vigneti del rinnovato pick-up D-Max di Isuzu
- In anteprima, tutto sui nuovi furgoni compatti Stellantis
- La prova consumi in città del nuovo Nissan Interstar con motore diesel da 150 cv
- Trasporto isotermico: il racconto di Zerogradi e l'intervista a Luca Destro di Rolfo Ice

E poi tanti altri approfondimenti e le nostre rubriche. Buona lettura!

SHOW MORE
SHOW LESS
  • Nessun tag trovato…

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

LUGLIO-AGOSTO N. 7-8 - 2026

MENSILE - € 3,00

Prima immissione:

9 luglio 2026

VADO E TORNO EDIZIONI www.vadoetorno.com ISSN 0042 2096 Poste Italiane s.p.a. - SPED. IN A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI

vado al

massimo

ANTEPRIME DA VOLVO A RENAULT TRUCKS

SPECIALI UNO SCANIA AL TRAFORO DEL BIANCO

PROVE CON IL NISSAN INTERSTAR IN CITTÀ

EVENTI IL RACCONTO DI ZEROGRADI 2026



luglio-agosto

ACCORDO PER I PORTI

Arcese, Conti e Cosulich hanno

dato vita a un nuovo gruppo,

Gta, che sarà attivo nella logistica

portuale con focus sui costruttori

automotive cinesi.

vado e torno n°7-8 - 2026 - anno 65° - www.vadoetornoweb.com

Periscopio

Germania, incentivi all’elettrico 5

Mercato truck per marca 5

Sinotruck fantasma 6

Assalto hacker negli Usa 6

Quei tre euro che contano 6

Il sondaggio del mese 6

Incentivi anche in Svizzera 7

Cma Cgm si rafforza 7

Tachigrafo per i furgoni 7

L’importanza dell’idrogeno 7

Picchia il tutor al Brennero 8

Lavori al terzo valico 8

Una nuova fiera, Logistics Hub 8

Brevi: e-commerce, Ups, nomine 8

Tamponamento sospetto in Francia 9

Dkv Home & work 9

Nuova filiale Fercam in India 9

Federmetano alla carica 9

14

Politica

Quell’accordo appeso a un filo 10

Porti, no agli aumenti dei canoni 11

Carenza autisti, occorre agire 12

Il petrolio scende, i prezzi no 13

Zerogradi 2026

L’happening suona la nona 14

A Sv Noleggio l’Award 2026 19

In copertina

Volvo rinnova termici ed elettrici 20

Ottimizzata tutta la gamma 23

40

46

Esperienze

Full immersion nel mondo Scania 26

Al museo Marcus Wallenberg 29

Tecnologia

Nuovi motori per Renault Trucks 30

Difesa e sicurezza, settore strategico 33

Eventi

Il media summit pre-Iaa 34

Germania, preoccupazione in Vda 37

Seguici sui nostri social

Anteprime

Stellantis Smart compact van 38

Isuzu D-Max, il pick-up fatto bene 42

Off-road spinto tra i vigneti 45

Renault spinge sugli allestimenti 48

Batilly, a casa del Master 50

Veicoli speciali

Con Scania al Traforo del Bianco 52

A bordo 12 mila litri d’acqua 54

Prove

Nissan Interstar My25 56

Truck racing

Un altro show di Kiss 62

Goodyear guarda alla sostenibilità 65

Truck news

Uniti contro Vecto 66

Scania Italia cambia guida 66

Facebook

Vado e Torno

Instagram

vadoetornotrucks

LinkedIn

Vado e Torno

YouTube

Vado e Torno Edizioni

TikTok

VadoetornoTrucks

3


luglio-agosto

LOGISTICA DEL LIBRO A MANTOVA

Insieme al gruppo Mondadori,

Kuehne+Nagel ha inaugurato

all’inizio di luglio un polo logistico

da 40 mila metri quadri a Mantova.

Brevi: eActros, Gate, Daf 66

Lamberet in difficoltà 67

Iveco-Tata entro settembre 67

Amarok in total black 67

Spettacolare protesta di Kögel 67

inTransizione

Battery swap presto in Europa? 68

Brevi: Gruber, Scania, Dachser 68

Renault Trucks aumenta l’autonomia 69

Guida autonoma, ecco i test 69

Idrogeno, accordo Volvo-Cespira 69

Elettrici, Powy acquisisce 69

Daimler con Keyou per l’idrogeno 69

Service&Logistics

Daf elettrico per MartinoRossi 70

A tutto carico

Rolfo Ice: intervista a Luca Destro 72

76

Van&pick-up

Stellantis, il piano verso il 2030 74

Bontu sbarca in Europa 76

Nuovo look per il Vw Caddy 78

Correva l’anno

1990: l’anno del Renault Magnum 81

Ultim’ora

Volkswagen, lacrime e sangue 82

ABBONATI

SUBITO!

SCOPRI LE OFFERTE ESCLUSIVE ONLINE

oppure chiama allo 0255230950

per richiedere la copia omaggio

WWW.VADOETORNO.COM


periscopio

investimenti, transizione

Nel trasporto merci pesante

su strada l’opzione e-

lettrica può avere successo

solo facendo leva su un’infrastruttura

di ricarica ad alte

prestazioni. Ecco perché

abbiamo scelto di investire

un miliardo di euro da qui

al 2030». Solitamente cauto

nelle dichiarazioni, il ministro

dei trasporti tedesco Patrick

Schneider per presentare

il Masterplan Ladeinfrastruktur

2030 ha sottolineato

che «il governo vuole creare

le condizioni per una rapida

espansione delle infrastrutture

di ricarica dedicate ai

mezzi pesanti».

E ha ribadito l’intenzione

di dare incentivi sia alle

aziende che intendono posizionare

colonnine di ricarica

nei propri piazzali, sia agli

investitori che vogliono attivare

stazioni di servizio

elettriche a disposizione di

camion e furgoni lungo i più

importanti assi di comunicazione.

Si parte subito, con

un primo bando da duecento

milioni già attivo da giugno,

che prevede cinquecento euro

di contributo netto per chilowatt

installato per ciascuna

postazione di carica attivata.

La potenza minima richiesta

è di cinquanta chilowatt se

ci trova in area privata con

utenza aziendale o per un

gruppo limitato di mezzi di

terzi e di almeno cento chilowatt

nel caso di un’area di

libero accesso agli operatori

del settore merci. E da qui al

2030 Berlino intende spingere

ancora sull’acceleratore,

usando gli ottocento milioni

residui.

Con una postilla, sottolineata

a microfoni spenti, ma

scritta nero su bianco nelle

premesse del bando: ok affrontare

la sfida della sostenibilità,

ma l’obiettivo del

governo è anche «rendere il

settore dei trasporti più resiliente

alle crisi dei combusti-

UN MILIARDO SULL'ELETTRICO

All-in Germania

Il ministro dei trasporti, Patrick Schneider,

ha presentato il piano d'investimento

tedesco di supporto all'elettrificazione

DA QUI AL 2030, un miliardo per

la transizione della logistica

bili fossili». Il conflitto Usa-

Iran ha messo in luce i rischi

della dipendenza dal gasolio.

Un bilico con motore elettrico

può caricare le batterie

con energia proveniente da

Renault Trucks

7,6%

Daf

10,6%

Man

12,2%

Mercedes

13,5%

I CONTI DI METÀ ANNO

Gennaio-giugno 2026

Ford Trucks.

1,3%

Altri

1,2%

Iveco

21,8%

Volvo

16,9%

Scania

14,9%

Immatricolazioni di nuovi camion over 16 ton per marca sul mercato

italiano nel primo semestre del 2026. Fonte: Anfia.

fonti diverse: eolico, solare,

idroelettrico e, se necessario,

turbine a gas o – al limite –

pure le centrali a carbone,

l’arma che ha consentito alla

Cina, per esempio, di affrontare

lo shock petrolifero con

danni più contenuti rispetto

all'Europa. Accumulando ulteriore

vantaggio competitivo,

aggiungiamo.

Renato Scialpi

6 Sinotruck

fantasma

7

8 Il

9 Tamponamento

Incentivi made

in Svizzera

tutor del

Brennero

sospetto

5


problemi, dubbi, novità

LOGISTICA USA

Assalto

hacker

760 furti

informatizzati nei

primi quattro mesi

del 2026

Oltre 130 milioni di

dollari di danni nei

primi quattro mesi del

2026, frutto di più di 760

furti informatizzati. È

il preoccupante bilancio

degli attacchi di hacker

al settore della logistica

Usa e reso pubblico

da CargoNet, agenzia

specializzata nella

prevenzione dei furti di

merci dai depositi. Una

piaga che colpisce in

particolare California,

Texas e New Jersey –

che totalizzano più della

meta delle segnalazioni

– e segue un copione

piuttosto standardizzato.

Detto che gran parte delle

piattaforme logistiche

colpite opera in full

digital, senza documenti

cartacei e con quantità

di personale ridotte,

le bande di criminali

creano dapprima aziende

dall’identità credibile,

con tanto di sito internet.

I ladri provvedono poi a

rubare trailer senza logo

o facilmente trasformabili

con i colori dell’azienda

fantasma e a preparare

lettere di vettura false. Si

presentano poi in piazzale

nei momenti di maggiore

confusione, pretendendo

di caricare in gran fretta

perché in ritardo sulla

consegna e merce per

milioni di valore sparisce

in quattro e quattr’otto,

piazzata direttamente

ai ricettatori tramite

transazioni che si svolgono

nel dark web.

R.S.

6

IL SONDAGGIO DEL MESE

La normativa Vecto è sotto

attacco. Voi siete d'accordo

con i suoi principi?

Rispondi su

www.vadoetornoweb.com

Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono basate su un campione scientifico

IL CLIENTE MISTERIOSO

Un Sinotruck

fantasma

Sappiamo poco o nulla sul

veicolo assemblato presso

gli stabilimenti della Steyr

Le poche cose certe sono

che sfoggia sul muso il

marchio Sitrack, la cabina

è derivata dal Man Tgx e il

motore è un 'fratello' del Man

d26 da 12,4 litri.

Si tratta del trattore 4x2 del

quale il gigante cinese Sinotruck

ha avviato l’assemblaggio

presso gli stabilimenti

austriaci della Steyr. Un

veicolo di chiara derivazione

Man, il che non stupisce:

fino alla creazione di Traton,

il marchio tedesco e quello

cinese erano legati da una

joint venture per la produzione

di mezzi pesanti destinati

ai mercati asiatici. Sciolto

l’accordo, però, nell’autunno

2025 Sinotruck, divenuto

il primo esportatore di camion

della Cina, ha bussato

alla porta dell’ex Steyr Puch

per avviare la produzione di

questo trattore. Veicolo sulla

cui destinazione regna la

nebbia più fitta. Non risultano

depositate richieste di

omologazione per l’Europa,

né si riesce a capire se possa

essere destinato ad Africa o

Medio Oriente. Bocche cucite

anche nella sede centrale

Sinotruck.

.R.S.

REGNA IL SILENZIO sul

trattore 4x2 Sinotrucks

LE RISPOSTE

DEL MESE SCORSO

L'accordo Unatras-

Governo sarà sufficiente

a fronteggiare la crisi

dell'autotrasporto??

37%

63%

no

TRE EURO CHE

CONTANO

Dal 1° luglio 2026

l’e-commerce

cross-border europeo

è entrato in una nuova

fase. L’introduzione

del dazio doganale

Ue da tre euro sulle

importazioni extra-Ue

di valore pari o inferiore

a 150 euro è

destinata a incidere

soprattutto sui modelli

ad alto volume

DAZIO DOGANALE su

importazioni extra-Ue

e basso margine, tipici

delle spedizioni

internazionali di piccoli

pacchi. Secondo

Spring Gds, società

del gruppo PostNl

specializzata nella logistica

cross-border,

la riforma potrà ridisegnare

le strategie

di fulfilment e i flussi

logistici in Europa.


acquisizioni, intermodalità

CMA CGM

SI RAFFORZA

Il Gruppo Cma Cgm

rafforza la presenza

nella logistica nordamericana.

L’operatore

francese ha annunciato

un accordo per acquisire

FedEx supply chain,

controllata di FedEx

GROSSO COLPO per la

francese Cga Cgm.

corp, per una cifra pari

a 1,4 miliardi di dollari.

Il closing dell’operazione

è previsto entro la

fine del 2026 e porterà

quasi a triplicare le

attività di logistica contrattuale

in Nord America

di Ceva Logistics,

società controllata dal

Gruppo Cma Cgm.

TRASPORTO SU ROTAIA

Incentivi made in

Svizzera

Ripescati i 59 milioni

cancellati alla fine dello

scorso anno

Gli ambientalisti (e gli

spedizionieri) svizzeri

possono cantare vittoria. Il

parlamento di Berna ha ripescato

dal bilancio i 59 milioni

di franchi di incentivi cancellati

a dicembre 2025 insieme

59 MILIONI di incentivi per il

trasporto su rotaia in Svizzera

al servizio RoLa (Rollende

Landra-strasse, strada viaggiante)

per autotreni e bilici

accompagnati tra Friburgo

e Novara. Non solo, li ha

inseriti nelle disponibilità

correnti per sostenere il pia-

no da 486 milioni di franchi

destinato a incentivare, fino

almeno al 2035, l’uso della

ferrovia per il trasporto merci

lungo la direttrice transalpina

nord-sud.

La strategia è stata chiarita

attraverso un dibattito parlamentare:

quali che siano le

cause tecnico-economiche,

nel corso degli ultimi anni

il trasferimento del flusso di

merci dal camion al treno ha

subito una battuta d’arresto.

Nel 2025 la galleria di base

del Gottardo ha operato regolarmente,

senza alcun genere

di inconveniente tecnico al

traffico dei treni; ciò nonostante,

la quota di mercato

della ferrovia si è fermata

al 68,6 per cento, in ribasso

per il quarto anno consecutivo

rispetto al continuo

incremento del trasporto su

gomma. È una tendenza che

il Parlamento federale elvetico

intende invertire mettendo

sul piatto almeno cinquanta

milioni di franchi/anno per

incentivare il cosiddetto Tcna

(traffico combinato non accompagnato);

contemporaneamente

sarà cancellato

il piano di riduzione 2025-

2030 dei sussidi al trasporto

merci su ferrovia.

R.S.

TACHIGRAFO INTELLIGENTE

Obbligo anche per i furgoni

Dal primo luglio scatta l'imposizione anche

per i veicoli commerciali leggeri

Il primo luglio 2026 è

scattato l’obbligo di

tachigrafo intelligente

di seconda generazione

per i veicoli commerciali

leggeri sopra le 2,5

tonnellate impiegati in

trasporti internazionali

di merci o in operazioni

di cabotaggio. Secondo

la circolare del Mit,

rientrano nell’estensione

i trasporti di merci in

conto terzi effettuati in

ambito internazionale

o di cabotaggio. Sono

coinvolti anche i trasporti

internazionali in conto

proprio quando la guida

costituisce l’attività

principale del conducente.

Restano invece esclusi i

trasporti nazionali, sia in

conto terzi sia in conto

proprio. Sono esclusi anche

i trasporti internazionali

in conto proprio quando

la guida non rappresenta

l’attività principale della

persona al volante.

L'IMPORTANZA DELL'IDROGENO

Secondo H2Accelerate,

consorzio attivo

nell'ambito dell'idrogeno,

la decarbonizzazione del

trasporto merci su strada,

in Europa, dovrebbe

avvenire attraverso una

soluzione che preveda

veicoli elettrici a batteria

e a idrogeno.«Mantenere

gli attuali obiettivi dell’Afir

relativi alle infrastrutture

di rifornimento a emissioni

zero è essenziale

per garantire la certezza

normativa e contribuire

a rafforzare la fiducia

degli investitori. Con un

quadro politico adeguato,

l’Europa può costruire

una rete di rifornimento

affidabile e interoperabile

verso un trasporto

merci competitivo e decarbonizzato»,

sottolineano

da H2Accelerate.

IL MESSAGGIO di

H2Accelerate.


controlli, lavori, futuro

Pochi tra gli autisti che si

incolonnano nel cantiereincubo

del secolo, il rifacimento

del viadotto Luegg sul

versante austriaco del Brennero

tra Innsbruck e il valico

con l’Italia, sono così attenti

dal cogliere il dettaglio. A integrare

il cartello del limite

di velocità di sessanta km/h

c’è una tabella, più volte ripetuta,

con la dicitura Section

Control. Dato che nove volte

su dieci il cantiere si percorre

pressoché a passo d’uomo a

causa degli ingorghi che vi

si creano, la scritta Section

Control non fa vittime. Ma

I LAVORI AL

TERZO VALICO

C

ontinuano

i lavori

per la realizzazione

del Terzo Valico dei

Giovi: dopo il completamento

della tratta

Castagnola-Vallemme,

il Mit ha annunciato il

completamento della

galleria di ventilazione

del Polcevera. Un tunnel

di oltre 2 chilometri

di lunghezza risultante

da un intervento che -

come sottolineato dal

ministero - «ha richiesto

una soluzione ingegneristica

di grande

complessità».

CANTIERE DEL BRENNERO

Il tutor

picchia duro

Multe fino a cinquemila euro

per chi percorre il tratto

a velocità sconsiderate

nel fortunato caso che il

tratto sia più libero, scatta la

trappola: Section Control è la

dicitura scelta dagli austriaci

SECTION CONTROL: la dicitura

scelta dagli austriaci per indicare

la presenza di un Tutor che

calcola la media di percorrenza

NUOVO EVENTO FIERISTICO NEL 2027

Si chiama Logistics Hub

– b2b event for supply

chain and distribution il

nuovo evento fieristico e

di networking previsto

per indicare quello che è a

tutti gli effetti un Tutor. Ovvero

un sistema che legge la

targa all’imbocco e all’uscita

del cantiere: se la media della

percorrenza supera i sessanta

orari, invia a domicilio

il verbale. Con multe ragionevoli

per gli eccessi minori:

trenta euro fino a dieci km/h

di sforamento, 45 per chi ha

superato i dieci ma non i

venti e sessanta euro per chi

ha uno scarto superiore ai 20

km/h. I dolori arrivano con lo

scaglione successivo: se l'autista

percorre il cantiere con

una velocità media superiore

a novanta orari il verbale, a

discrezione del magistrato

può oscillare tra 150 e 5 mila

euro. Quindi, camionista

avvisato.

R.S.

Arriva Logistics Hub

Il prossimo 19 e 20 maggio, a Bergamo. Il

diktat: meno numeri, maggiore efficacia

ORGANIZZA Hannover

Fairs International.

il 19 e 20 maggio 2027 a

Bergamo. «Una piattaforma

innovativa di dialogo e

confronto tra industria,

ricerca e innovazione»,

sottolineano gli

organizzatori. Logistics

Hub propone una

formula orientata al

business, alle relazioni

e ai contenuti, più

che una tradizionale

fiera. Meno numeri

altisonanti, più efficacia

a livello di networking.

LE BREVI

FUTURO E-COMMERCE

Secondo l’E-Commerce

trends report 2026

di Dhl, basato su 29

mila consumatori e

5.800 aziende operanti

in ventinove paesi,

gli acquisti online

si trasformeranno.

L’intelligenza artificiale

potrebbe incidere sulle

decisioni d’acquisto,

mentre sostenibilità e

flessibilità su pagamenti

e consegne diventeranno

fattori sempre più decisivi.

CROSS-DOCKING UPS

Il gruppo Ups ha

annunciato un

investimento di 48 milioni

di dollari in 27 strutture di

cross-docking per prodotti

a temperatura controllata

in tutto il mondo. Situate

in mercati chiave negli

Stati Uniti e a livello

internazionale, quelle

appena annunciate dal

gigante della logistica

sono facility ottimizzate

per garantire rapidità

e stoccaggio a breve

termine durante i

trasferimenti tra trasporto

aereo e terrestre. Per Ups

il nuovo progetto risponde

alla crescente domanda di

farmaci a livello globale,

che richiede capacità di

stoccaggio e trasporto a

temperatura controllata,

appunto.

PRESIDENTE BIODIESEL

Roberto Berloni è il

nuovo presidente del

Gruppo Biodiesel di

Assitol, l’Associazione

italiana dell’industria

olearia. Succede a Joern

Schneider, che ha guidato

il gruppo negli ultimi otto

anni e assumerà ora il

ruolo di vicepresidente.

«Le criticità che stiamo

vivendo sul fronte

energetico confermano,

ancora una volta, la

necessità di puntare sul

biodiesel», ha dichiarato il

neopresidente.

8


nuove aperture, convegni, incidenti

NUOVA FILIALE FERCAM IN INDIA

India-Europa: asse strategico

A Mumbai la quarta sede dell'operatore

logistico altoatesino in India

Fercam rafforza la

propria presenza in

India con l’apertura di una

nuova filiale a Mumbai.

Si tratta della quarta sede

dell’operatore logistico

altoatesino nel Paese, dopo

quelle già attive a New

Delhi, Calcutta e Chennai.

Con questa apertura, che

si inserisce in uno scenario

di crescita degli scambi

tra India ed Europa,

l’azienda completa una

copertura diretta delle

principali aree economiche

indiane. Secondo Fercam,

la nuova filiale consentirà

di rafforzare soprattutto

il posizionamento nei

traffici marittimi dell’area,

integrandoli con i servizi

di trasporto aereo e con la

gestione della supply chain.

L’obiettivo - in fin dei conti

- è sviluppare soluzioni

logistiche più complete

per le aziende che operano

lungo le direttrici tra

Asia ed Europa.

FEDERMETANO ALLA CARICA

Federmetano ha organizzato

un convegno

a Bologna che ha riunito

rappresentanti delle

istituzioni e dell’industria

per discutere delle prospettive

del biometano,

al momento quasi fuori

dalla mappa europea

sulla decarbonizzazione

del trasporto (specialmente

di quello pesante)

ma forte di una spinta

alla rivitalizzazione che

parte anche, se non

soprattutto, dall’Italia.

Dante Natali, presidente

Federmetano, cita la proposta

Salini, che porta in

grembo oltre cinquanta

emendamenti, valorizza

le potenzialità dei biocarburanti

e suggerisce

la creazione di una categoria

di veicoli alimentati

a biofuel paritetica

agli elettrici.

DKV HOME

E WORK

TAMPONAMENTO SOSPETTO

Ventidue automobili

coinvolte

Perizia per l'autista di un

bilico che ha causato la

carambola ad Antibes

Per chiarire la dinamica

del megatamponamento

verificatosi sulla litoranea

alle porte di Antibes, in Francia,

si è mosso l’antiterrorismo

da Parigi. E a ragione:

perché l’autista di un bilico

carico di attrezzature per l’edilizia

ha demolito la bellez-

za di ventidue automobili in

coda all’imbocco di una rotatoria,

causando 37 feriti. Un

disastro che non trova giustificazione

in un semplice 'buco'

dei freni. Soprattutto perché

più testimoni hanno sia

sottolineato come il motore

dello Scania abbia continua-

to a ruggire mentre il mezzo

avanzava schiacciando auto

e furgoni, sia notato che

l’autista è sceso sorridente e

apparentemente rilassato dal

posto di guida. Arrestato sul

posto con il sospetto che l’incidente

fosse in realtà un atto

di terrorismo, visto che risultava

pulito ai test di alcol e

droga, l’autista è stato messo

in libertà provvisoria con

patente sospesa pochi giorni

dopo. Dal tribunale di Nizza,

in attesa del processo, è stato

reso noto che il guidatore era

già stato protagonista di almeno

un altro tamponamento

simile, seppur meno grave,

negli anni scorsi. E che è

stata chiesta una perizia ad

hoc sulla sua salute mentale.

R.S.

DKV home e work in

Italia e Svizzera.

Dkv Mobility amplia il

proprio portafoglio

europeo per la ricarica

elettrica e introduce in

Italia e in Svizzera le

soluzioni home e work,

dedicate rispettivamente

alla ricarica domestica

e a quella presso le

sedi aziendali. Così le

flotte clienti possono

accedere, in entrambi i

mercati, alle tre principali

modalità di ricarica

— su strada, a casa e

in azienda — attraverso

un unico ecosistema

di servizi.

SI INDAGA sulla salute

mentale dell'autista.

9


15 GIUGNO

«L’accordo è

uno dei peggiori

storicamente

raggiunti nel

settore ed è del

tutto inadeguato

a coprire i reali

rincari nei costi

derivanti dal caro

carburante». Così il

segretario nazionale

di Trasportounito,

Maurizio Longo.

17 GIUGNO

«La realtà che

molti fingono di

non vedere è la

distanza crescente

tra gli organismi

di rappresentanza

e le imprese

che dovrebbero

rappresentare».

Cinzia Franchini,

presidente di Ruote

Libere.

19 GIUGNO

«A oltre un mese

dall’incontro

tenutosi a Palazzo

Chigi, le imprese

attendono ancora

indicazioni certe

sui tempi e sulle

modalità operative

per accedere alle

misure annunciate».

Così Unatras in una

nota.

22 GIUGNO

Manifestazione

di TrasportoUnito

davanti al ministero

dei Trasporti e delle

Infrastrutture di

Porta Pia a Roma:

l’accordo del mese

precedente è ritenuto

del tutto inadeguato.

29 GIUGNO

«Manca il decreto

interministeriale di

attuazione di Mit,

Mef e Mase, che

deve fissare criteri

e procedure». Così

Alessandro Peron,

Segretario generale

di Fiap, dopo che

il 28 giugno è

diventato definitivo

lo stanziamento di

300 milioni di euro.

10


Associazioni e governo

QUELL’ACCORDO

APPESO A UN

FILO

Trasportounito parla di elemosina

e organizza una manifestazione

davanti al Mit. Ruote Libere accusa

le associazioni storiche di non

rappresentare la categoria. E ancora

si attende il decreto sblocca fondi

Altro che risolutivo:

sembrava che l’accordo

raggiunto tra

le associazioni dell’autotrasporto

e il governo lo scorso

22 maggio dovesse segnare

l’avvio di una nuova fase, ma

le cose non stanno andando

esattamente così. La stessa

Unatras, principale firmataria

dell’accordo, incalzata

dalle proteste di altre sigle

e di tante imprese ha dovuto

prendere carta e penna e scrivere

all’esecutivo per chiedere

che almeno gli impegni

assunti in quella occasione

siano onorati in tempi rapidi.

Anche se il vero oggetto

del contendere è se quel che

è stato ottenuto sulla carta, e

fin qui non ancora realizzato

nei fatti, sia davvero sufficiente

per segnare un’inversione

di rotta e far ripartire

un settore in crisi strutturale.

Unatras scrive al Governo:

fate in fretta

«Unatras, il coordinamento

delle associazioni nazionali

dell’autotrasporto, ha inviato

una lettera al Presidente del

Consiglio Giorgia Meloni, al

vice presidente del Consiglio

PORTI, NO AGLI AUMENTI DI CANONI E TASSE

È

necessario valutare

attentamente il

rischio di incompatibilità

costituzionale sull’art.

117, il pieno rispetto della

normativa unionale della

concessione di 99 anni in

house alla società, che per

garantire una concorrenza

leale probabilmente

dovrebbe superare l’attività

a mercato». Così il

presidente di Conftrasporto

e vicepresidente di

Confcommercio, Pasquale

Russo, in audizione alla

commissione Trasporti della

Camera dei deputati sul

disegno di legge di revisione

della governance portuale.

«Oltre alla governance,

bisogna dare certezza agli

operatori che non ci saranno

aumenti di canoni e tasse

per far fronte alla minore

disponibilità finanziaria

delle Autorità di Sistema

Portuale. Inoltre, il perimetro

di azione di Porti di Italia

non è ben definito, con

rischio di sovrapposizione

e confusione, come per

esempio sui dragaggi, il cui

impianto attuale non supera

le storiche criticità. Infine, si

rivede la governance anche

delle Autorità di Sistema

Portuale, ma comunque

le associazioni rimangono

escluse dalle decisioni degli

scali, così come dalle scelte

strategiche nazionali».

11


SULLA STRADA

CARENZA AUTISTI

Soggetti

attivi

Piattaforma

comune Anita,

Anav, Unasca

e Confarca

L

a

piattaforma

nasce dalla

volontà di fare

fronte comune,

mettendo a sistema

esperienze diverse

per affrontare con

approccio condiviso

una criticità divenuta

ormai strutturale».

Lo ha affermato

Riccardo Morelli,

presidente di

Anita, a proposito

della piattaforma

interassociativa

promossa da Anita,

Anav, Unasca

e Confarca con

l’obiettivo di

affrontare in modo

strutturale la

crescente carenza

di conducenti

professionali nel

trasporto di merci

e persone. «La

disponibilità di

conducenti qualificati

è un fattore abilitante

per la competitività

delle imprese

di autotrasporto

merci e logistica,

da cui dipende la

continuità delle

filiere produttive

e la capacità

di crescita del

Sistema Paese. Per

questo le proposte

normative e il portale

Anita/Anav&Jobs

rappresentano

interventi decisivi,

capaci di agevolare

l’accesso alla

professione e

rendere il settore

più attrattivo» ha

aggiunto Morelli.

L’iniziativa nasce in

un contesto europeo

davvero complesso

in questo senso.

e ministro delle Infrastrutture

e dei Trasporti Matteo Salvini

e al ministro dell’Economia

e delle Finanze Giancarlo

Giorgetti per sollecitare la

rapida attuazione delle misure

concordate con il Governo

che hanno portato alla sospensione

del fermo nazionale

dell’autotrasporto previsto

nel mese di maggio». Così si

legge nella nota di Unatras

del 19 giugno. «A oltre un

mese dall’incontro tenutosi

a Palazzo Chigi, le imprese

attendono ancora indicazioni

certe sui tempi e sulle modalità

operative per accedere

alle misure annunciate, a

partire dal credito d’imposta

di 300 milioni per il caro gasolio.

Restano

inoltre aperte

questioni importanti

come

la costituzione

della Consulta

generale

dell’autotrasporto

e della

logistica. A

ciò si aggiunge la mancata

definizione, da parte del Mef,

degli importi delle deduzioni

forfettarie misura indispensabile

per la dichiarazione dei

redditi di artigiani e micro

imprese dell’autotrasportato.

Unatras sottolinea come le

La mobilitazione

di Trasportounito

è conseguenza di

anni di disinteresse

del ministero

Maurizio Longo

imprese abbiano dimostrato

senso di responsabilità evitando

iniziative che avrebbero

potuto arrecare gravi conseguenze

al sistema produttivo

nazionale, confidando nel

rispetto degli impegni assunti

dal Governo. Per questo il

coordinamento unitario chiede

un urgente incontro con

l’Esecutivo per conoscere lo

stato di attuazione degli interventi

annunciati e il cronoprogramma

delle ulteriori

misure attese dal settore».

Un accordo

insoddisfacente

Trasportounito non ha firmato

il protocollo d’intesa con

l’esecutivo e ha organizzato

una manifestazione

davanti

al ministero

dei Trasporti

e delle Infrastrutture

di

Porta Pia a

Roma. «Siamo

consci del

fatto che la decisione

che abbiamo assunta

di portare avanti la vertenza

nei confronti delle istituzioni

è per il nostro settore una

scelta senza alternative» ha

affermato il segretario nazionale

di Trasportounito,

Maurizio Longo.

«La mobilitazione di Trasportounito

è conseguenza

diretta di anni di totale disinteresse

da parte del ministero

nei confronti dell’autotrasporto

italiano; disinteresse

culminato in un’intesa, siglata

a palazzo Chigi, fra il Governo

e le altre associazioni.

L’accordo è uno dei peggiori

storicamente raggiunti nel

settore ed è del tutto inadeguato

a coprire i reali rincari

nei costi delle aziende di autotrasporto

derivanti dal caro

carburante. Trasportounito

respinge quella che è a tutti

gli effetti un’“elemosina di

Stato” e torna a rivendicare

un serio intervento complessivo

sulle regole di mercato,

il sistema sanzionatorio, le

disposizioni sulla sicurezza

stradale, le infrastrutture, la

carenza dei conducenti».

Distanza crescente

con gli operatori

Trasportounito non è l’unica

realtà del settore ad incalzare

Unatras sull’inadeguatezza

dell’accordo raggiunto.

«Per settimane abbiamo

scelto di rimanere in silenzio,

osservando l’ennesimo

spettacolo messo in scena

sulla pelle delle imprese di

autotrasporto italiane» ha

affermato Cinzia Franchini,

12


IL PETROLIO SCENDE, I CARBURANTI NO

Siamo alle solite:

il prezzo del

petrolio scende,

quello dei carburanti

no. Il petrolio è

tornato ai livelli di

fine febbraio, ma

benzina e gasolio

continuano a costare

di più. È quanto

evidenzia la Cna

sottolineando che

in poco meno di

quattro mesi il Brent

è passato da circa

70 dollari al barile a

un picco superiore

a 95 dollari durante

le tensioni in Medio

oriente, per poi

ridiscendere sotto

i 70 dollari. Mentre

il petrolio è tornato

sostanzialmente

sui livelli di fine

febbraio i prezzi alla

pompa di benzina e

gasolio continuano

a registrare aumenti

compresi tra il 14

e il 16 per cento,

nonostante il taglio

delle accise. Per

un artigiano che

percorre 30 mila

chilometri all’anno

con un furgone

diesel e consuma

mediamente 2.000

litri di carburante,

il maggiore costo

rispetto alla

situazione di fine

febbraio continua

a superare i 500

euro annui. Per le

imprese con più

mezzi l’impatto

cresce rapidamente.

«La velocità con cui

gli aumenti arrivano

alla pompa è molto

diversa dalla rapidità

con cui vengono

trasferiti i ribassi. È

un fenomeno che

penalizza soprattutto

le piccole imprese»,

dichiara in proposito

Fita.

presidente di Ruote Libere.

«Oggi però, dopo l’annuncio

della manifestazione indetta

da Trasportounito per il

prossimo 22 giugno davanti

al ministero dei Trasporti, è

impossibile non evidenziare

una contraddizione che dovrebbe

far riflettere tutta la

categoria. Solo pochi giorni

fa le principali associazioni

dell’autotrasporto uscivano

da Palazzo Chigi complimentandosi

con il Governo,

con il Ministro dei Trasporti

e con il Presidente del Consiglio

per l’accordo raggiunto

sul caro carburante. Le dichiarazioni

diffuse parlavano

di risultati importanti e

di risposte concrete alle difficoltà

del settore. Oggi, però,

ci troviamo nuovamente

di fronte a una mobilitazione

nazionale. Viene quindi

spontaneo chiedersi: se l’accordo

era così soddisfacente,

perché una parte significativa

dell’autotrasporto torna già

in piazza?». Franchini torna

ad attaccare frontalmente

la reale rappresentanza da

parte delle associazioni storiche

della categoria. «La

sensazione è che tutti fossero

interessati soprattutto a

evitare il fermo. Il Governo

perché non voleva affrontare

una protesta nazionale in un

momento particolarmente delicato.

Le associazioni perché

sapevano bene che un fermo

avrebbe rappresentato una

prova di forza dall’esito incerto.

Alla fine si è costruita

una narrazione

rassicurante,

si sono diffusi

comunicati

trionfalistici

e si è cercato

di far credere

che il problema

fosse stato

risolto. Ma la

realtà è molto diversa».

Alla ricerca del decreto

fantasma

Anche da parte delle associazioni

aderenti a Unatras

emerge insoddisfazione, specie

per quanto riguarda i tem-

La sensazione è

che tutti fossero

interessati

principalmente a

evitare il fermo

Cinzia Franchini

FONDI DA

SBLOCCARE

Secondo il

segretario

generale di Fiap,

Alessandro Peron,

è il momento

per le aziende

di avere a

disposizione quei

fondi sui quali

si era trovato

l’accordo per

evitare il fermo.

pi di applicazione dell’accordo

ottenuto; perfino dopo che

il 28 giugno, con l’entrata in

vigore della legge 25 giugno

2026, n. 113, è diventato definitivo

lo stanziamento di

300 milioni di

euro per il credito

d’imposta

commisurato

alla maggiore

spesa per

il gasolio sostenuta

dalle

imprese di

autotrasporto

nei mesi da marzo a giugno

2026.

«È l’esito di un percorso che

ha visto Fiap impegnata, insieme

alle altre associazioni

dell’autotrasporto, nel confronto

con il Governo. Dopo

l’incontro del 22 maggio a

Palazzo Chigi, la categoria

aveva ottenuto gli impegni

dell’Esecutivo e, su quella

base, aveva sospeso il fermo

nazionale. Oggi quegli impegni

sono legge» ha osservato

Alessandro Peron, Segretario

generale di Fiap.

Ogni giorno perso

ha delle conseguenze

«Tuttavia, il credito non è

ancora utilizzabile. Manca

il decreto interministeriale

di attuazione di Mit, Mef e

Mase, che deve fissare criteri

e procedure. Il Dl 33/2026

lo prevedeva entro trenta

giorni dalla propria entrata

in vigore, ossia il 18 aprile

scorso. Un provvedimento

ulteriormente sollecitato da

Unatras con la lettera inviata

il 19 giugno scorso a

Palazzo Chigi e ai ministri

competenti. La norma c’è, le

risorse ci sono e il termine

per il decreto di attuazione

è ampiamente scaduto. Mit,

Mef e Mase adottino subito il

provvedimento. Ogni giorno

perso, infatti, riduce il tempo

a disposizione delle imprese

per utilizzare il credito entro

il 31 dicembre. Le aziende

hanno già atteso abbastanza:

non vivono di annunci, vivono

di liquidità».

Riccardo Venturi

13


Sul canale YouTube

di VeT il video che

ripercorre i tanti momenti

dell’happening del freddo

Zerogradi 2026

ZEROGRADI ALLA

NONA EDIZIONE

Anche quest’anno,

Zerogradi si è

svolto a Brescia,

al Museo auto

storiche. Circa

200 professionisti

del trasporto

isotermico hanno

sfidato le altissime

temperature

per partecipare

alla giornata di

approfondimento.

Qui un’immagine

della sala

Castagneto.

14


Zerogradi 2026

COSÌ

L’HAPPENING

SUONA LA

NONA

Circa 200 professionisti del

trasporto isotermico si sono

ritrovati anche quest’anno

al Museo auto storiche di

Brescia per una giornata

all’insegna di informazione,

dibattito e networking. Ben

otto i veicoli esposti, tra

trattori, motrici e furgoni

Sfidando le temperature altissime del

periodo, giovedì 25 giugno, circa 200

professionisti del trasporto a temperatura

controllata hanno preso parte all’ormai

tradizionale ritrovo del settore, l’happening

Zerogradi, organizzato da evenT. Come di

consueto, durante la giornata si sono alternati

tanti momenti diversi tra presentazioni tecniche,

dibattiti, la consegna degli altrettanto

tradizionali e attesi Zerogradi Award, la visita

al rinnovato Museo auto storiche di Brescia

e gli intervalli di networking, dal welcome

coffee iniziale all’aperitivo conclusivo.

15


ESPOSIZIONE

PER OTTO

Quattro camion

e quattro furgoni

hanno fatto

da scenario

all’edizione 2026

di Zerogradi. Tutti,

naturalmente,

equipaggiati con

casse, semirimorchi

o furgonature

isotermiche.

16

A fare da sfondo, l’esposizione dei veicoli isotermici

a cura di partner dell’edizione 2026 (Furgokit,

Iveco, Man Truck & Bus, Renault Trucks, Scania,

oltre a Transpobank) e degli sponsor L’Idealcar

e S2C, quest’ultima presente anche con il nuovo

brand Pulse.

Otto i veicoli in esposizione quest’anno, divisi

equamente tra camion e furgoni, a riempire di

tecnologia il piazzale del Museo auto storiche di

Brescia (quello che fino a qualche mese fa si chiamava

Museo Mille Miglia).

Quattro camion e quattro furgoni

Tra i camion, a Zerogradi si è visto un trattore da

500 cavalli Iveco S-Way con semirimorchio isotermico

allestito da L’Idealcar. E poi tre motrici in

configurazione tre assi. Renault Trucks ha portato

un T con motore da 480 cavalli dotato di turbocompound

con allestimento refrigerato Lamberet. Man

Italia ha messo in mostra un Tgx, best seller della

Casa, sempre in configurazione 6x2 con motore da

6 cilindri e 480 cavalli, anche in questo caso con

furgonatura isotermica L’Idealcar. Scania, invece,

ha portato un veicolo con cabina G e motore da

390 cavalli con il nuovo motore 5 cilindri Super

11. Furgonatura isotermica e 26 tonnellate di stazza

complessiva.

Due Iveco Daily e due Renault Master componevano

la famiglia di furgoni con casse isotermiche

in mostra all’evento di Brescia. Entrambi da 3,5 ton

di stazza, i Daily che i visitatori di Zerogradi hanno

trovato a Zerogradi erano dotati di casse refrigerate:

uno fa parte della flotta di Sv Noleggio, premiato

con gli Zerogradi Award, come raccontiamo nel

box; nell’altro caso c’era un allestimento L’Idealcar.

Renault Trucks ha quindi presentato un Master

nella sua versione più attuale con la particolarità

delle ruote posteriori gemellate. Il secondo Master

era equipaggiato con un box isotermico creato da

Furgokit.

Immaginare la cold chain di domani

Momento clou del dibattito sul trasporto a temperatura

controllata è stato il convegno istituzionale,

moderato da Luca Barassi, direttore di Trasportare

Oggi in Europa, e da Fabrizio Dalle Nogare, coordinatore

redazionale di Vado e Torno. Un convegno

che ha cercato di immaginare il futuro prossimo

del settore del freddo, come si evince dal titolo

scelto: “Cold Chain 2030. La sfida della decarbonizzazione

tra tecnologia, normative e gestione del

rischio”. Apertura affidata al professor Paolo Volta,

coordinatore didattico di evenT, che ha presentato

un excursus sul concetto di gestione del rischio relativamente

al comparto del freddo. Guardando alla

regolamentazione, «la vera sfida risiede nell’integrazione

di direttive sovranazionali con regolamenti

specifici dei singoli Stati, che creano un mosaico

complesso di adempimenti e controlli». La tecnologia,

invece, può «fornire gli strumenti hardware


del freddo, che «non deve essere considerata come

isolata, bensì interconnessa con tutto ciò che le sta

intorno e parte integrante di un sistema che deve

necessariamente remare dalla stessa parte per ridurre

la propria impronta ecologica». Le normative e

le tecnologie attuali «sono sufficienti, ma devono

evolversi per venire incontro alle necessità e alle

richieste di questo periodo storico, caratterizzato da

tanti elementi nuovi come, per fare un esempio, gli

eventi climatici estremi».

Di tecnologia ha parlato anche Francesco Mittica,

in rappresentanza di un’azienda specializzata

nell’elettrificazione dei semirimorchi. «Chi, come

noi, lavora nell’innovazione sa che c’è sempre da

lottare anche per vedere riconosciute a livello normativo

certe tecnologie innovative», ha detto. «Si

stanno facendo dei passi avanti, è vero, ma talvolta

un’eccessiva rigidità può far perdere a una nazione

delle opportunità importanti», ha ribadito Mittica,

citando il caso di aziende che utilizzano in Italia

semirimorchi ‘smart’ immatricolati in altri paesi,

come la Germania, per questioni burocratiche. A

proposito di normative, inevitabile parlare di Atp,

l’accordo internazionale (ormai di antica data) che

regolamenta il trasporto di merci a temperatura

controllata. Bruno Cortecci, presidente della sezione

Regime di freddo di Anfia, partecipa a diversi

tavoli normativi. «Si parla tanto di digitalizzazione

e dematerializzazione dei documenti di viaggio»,

ha detto, rispondendo a una domanda, «ma opee

software necessari per ottenere visibilità totale

e controllo preventivo lungo la filiera». Volta ha

quindi declinato 14 trend tecnologici che possono

contribuire a una migliore gestione del rischio nella

catena del freddo.

Proprio dall’analisi di questi trend – tra cui registri

blockchain, sensoristica IoT, sistemi Adas e

scatole nere, e-learning e automazione dei flussi

documentali, per citarne alcuni – e della loro applicabilità

nel contesto attuale è partita la discussione

della tavola rotonda, a cui hanno partecipato Elisa

Brolli della società di servizi integrati di architettura

e ingegneria DvArea; Antonio Cuozzo, Global

Operations Director Ltl & Logistics di Torello; il

presidente della sezione Regime di freddo di Anfia,

Bruno Cortecci e Francesco Mittica, Sales &

business development manager di Nivalis Energy

Europe.

Dati, cultura, spinta alla sostenibilità

«La tecnologia può essere di grande aiuto per le

aziende ma deve andare a braccetto con la cultura»,

ha detto Antonio Cuozzo, sottolineando anche

come ci sia ancora una grande differenza di approccio

tra le aziende di trasporto più strutturate e

quelle più piccole, perché «i dati, per esempio, non

devono essere solo rilevati, ma anche analizzati e

gestiti perché siano efficaci, e servono le competenze

necessarie a farlo». Elisa Brolli ha affrontato

il tema della sostenibilità ambientale della filiera

DIBATTITO APERTO

SUL FUTURO

Panel eterogeneo

per il convegno

‘Cold chain 2030’

che ha cercato

di delineare le

principali tendenze

del futuro del

trasporto a

temperatura

controllata.

Immancabile e

gradita la visita

al Museo auto

storiche (foto

in alto a destra)

in chiusura di

giornata, con il

nostro Alberto

Gimmelli a fare da

guida.

17


APPROFONDIMENTI

TECNICI

Sei i workshop

ospitati quest’anno

all’interno

dell’happening

Zerogradi, a cura

dei partner della

giornata.

Dall’alto in senso

orario, Furgokit,

Renault Trucks,

Iveco, Man Truck

& Bus, Transpobank

e, qui accanto,

Scania.

A moderare,

Pierfrancesco

Vecchiotti e Andrea

Trapani.

18

rare in questo senso è più complesso di quanto si

possa pensare: pensiamo per esempio a ciò che può

chiedere un giudice in caso di contenzioso legale. In

ogni caso, si sta gradualmente andando proprio in

quella direzione». E sul futuro prossimo del comparto:

«Vedo un maggiore controllo, con strumenti

tecnologici che diventeranno di serie; un settore più

efficiente dal punto di vista dei flussi e anche da un

punto di vista energetico; infine, un comparto più

selettivo, proprio perché solo certi gruppi potranno

permettersi determinati tipi di aggiornamenti».

Di tecnologia, veicoli, servizi e componenti si è

parlato durante la sessione iniziale della giornata,

quella dei workshop tematici, a cura dei partner di


A SV NOLEGGIO IL PREMIO 2026

Il presidente della giuria,

Paolo Volta, ha annunciato

l’azienda vincitrice degli

Zerogradi Award 2026.

Quest’anno, la giuria ha

deciso di premiare Sv

Noleggio, specializzata

appunto nel noleggio di

veicoli per il trasporto a

temperatura controllata.

«Sv Noleggio consente

alle imprese di gestire la

transizione energetica,

inserendo nella flotta veicoli

a basse emissioni con

alimentazione adeguata,

garantendo la

preservazione

ottimale della

temperatura

durante il

trasporto; nella

prospettiva

sociale e della

sicurezza dei

dipendenti I

veicoli di Sv

Noleggio sono

dotati dei più

avanzati Adas,

riducendo il

tasso di incidentalità», si

legge nelle motivazioni.

Hanno ritirato il premio il

direttore generale di Sv

Noleggio, Antonio D’Errico,

e Giovanni Brunetti, Ceo di

S2C Sapience to change,

azienda partner che ha

affiancato attivamente

Sv Noleggio nel suo

percorso di digitalizzazione,

gestione avanzata dei dati

e implementazione delle

logiche di intelligenza

artificiale.

Zerogradi 2026. Ha aperto le danze Furgokit, specializzata

in allestimenti per veicoli commerciali.

Tra i prodotti a catalogo, un innovativo kit isotermico

che si caratterizza per leggerezza, robustezza

e riduzione dei tempi di assemblaggio. Poi è stata

la volta di quattro costruttori di truck che hanno

presentato le ultime novità in fatto di veicoli adatti

al trasporto isotermico. Renault Trucks si è concentrata

sull’ampiezza della gamma che ormai si

declina quasi per intero sul doppio binario, termico

ed elettrico. Una gamma che va dal furgone di gamma

media Trafic alle combinazioni truck a 44 ton.

Da sottolineare gli sviluppi del progetto ReFreeze,

che si propone di aumentare le vendite grazie anche

a rapporti più stretti e strutturati con gli allestitori,

e l’introduzione della linea di noleggio Vertellus.

I costruttori e il trasporto refrigerato

Anche Man Truck & Bus ha in casa un progetto

specifico per il trasporto isotermico, Man For Fresh.

Giunta alla quinta partecipazione consecutiva a Zerogradi,

Man Italia ha illustrato l’andamento dell’azienda

in termini di immatricolazioni nel settore

del trasporto isotermico, gli sviluppi del progetto

e le prossime novità sulla gamma elettrica, adesso

arricchita anche dal eTgm introdotto nelle ultime

settimane.

Anche Iveco ha fatto un excursus sulla gamma,

concentrandosi specificamente su quella leggera,

dove il Daily – nella doppia versione termica ed

elettrica – gioca un ruolo di primissimo piano, sulla

scia della riconosciuta robustezza. Per il trasporto

refrigerato, adesso c’è anche il medio eJolly, che

con l’eSuperJolly amplia notevolmente le possibilità,

specialmente per il trasporto urbano. Scania è

attivamente impegnata nella promozione di un trasporto

più sostenibile, attraverso l’implementazione

della gamma elettrica e l’efficientamento di quella

termica. In particolare, l’introduzione del motore da

11 litri guarda da vicino applicazioni di medio raggio

ed extra urbane, anche nell’isotermico, garantendo

maggiore efficienza e riduzione dei consumi.

Infine, Transpobank ha riaffermato il suo ruolo

nel supporto degli operatori della logistica a temperatura

controllata. La prima borsa carichi in Italia

conta oltre 3.000 imprese in circuito e oltre 1 milione

di offerte di carico pubblicate sulla piattaforma

lo scorso anno. Citando esempi reali, a Zerogradi

si è parlato di come aumentare l’efficienza del trasporto

isotermico nel suo complesso, per esempio

pianificando al meglio i viaggi per evitare costosi

viaggi a vuoto.

L’ormai tradizionale visita al museo, curata dal

nostro Alberto Gimmelli, ha accompagnato i visitatori

verso l’aperitivo conclusivo e la fine della

giornata. Zerogradi tornerà il prossimo anno con

un altro appuntamento dedicato a uno dei settori

chiave della logistica italiana. Uno di quelli che

davvero non sembrano conoscere crisi, anche per

via di macro trend favorevoli.

19


Volvo Trucks rinnova elettrici e termici

DOPPIO

AFFONDO

A Göteborg abbiamo visto in anteprima le novità che

Volvo Trucks presenterà alla Iaa: sugli scudi i rinnovati

motori termici (diesel e gas) da 13 litri e la nuova

generazione degli elettrici, con un deciso passo avanti

in termini di autonomia e ricarica ultra rapida

20

Una strada tortuosa, che comunque, alla

fine conduce a destinazione. Forse non

la più originale, ma di certo l’immagine

scelta da Volvo Trucks per rappresentare

la transizione energetica in atto nel trasporto

pesante rende l’idea della fase in cui ci troviamo.

Soprattutto, rende l’idea degli sforzi

che stanno facendo i costruttori non solo per

rispettare gli obiettivi fissati in sede europea,

ma anche per mettere a disposizione dei clienti

soluzioni concretamente utilizzabili per ridurre

le emissioni.


21


INVESTIMENTO

IN PROSPETTIVA

I motori da

13 litri diesel

(sopra) e gas (a

destra) sono stati

profondamente

rivisti in diversi

dettagli tecnici.

Semplificata anche

la line-up, con due

soli modelli.

Le tarature le

abbiamo isolate

nella tabella sulla

destra.

Nel concreto, quella che ci è stata illustrata durante

la nostra visita al quartier generale del costruttore

svedese a Göteborg è una strategia diversificata che

ha nella ricerca il pilastro fondamentale. E fa capire,

in fondo, di cosa potremmo parlare nei prossimi

anni. Alla vigilia dell’anno del centenario (nel 2027

si celebrerà il primo secolo di attività, probabilmente

in coincidenza con l’apertura di un nuovo

Volvo Trucks Experience Center a Göteborg, come

ci hanno raccontato in Svezia), Volvo ha illustrato

le due grandi novità che presenta quest’anno, e che

abbracciano sia i veicoli termici, sia quelli elettrici.

Ecco i nuovi D13 e G13 Vgt

In entrambi i casi, le anticipazioni si erano susseguite

nelle scorse settimane, dunque la possibilità

di vedere dal vivo, parlare con i tecnici e provare in

anteprima i veicoli è stata particolarmente apprezzata.

Ma andiamo con ordine. Gli ingegneri Volvo

Trucks hanno aggiornato profondamente il motore

da 13 litri, nella versione diesel e in quella a gas

POTENZA E COPPIA:

TUTTE LE OPZIONI

Motore D13 (diesel)

Potenza (cv) Coppia (Nm) Modelli

560 2900 Fm, Fh

500 2800 Fm, Fh

460 2600 Fm, Fh

420 2400 Fm, Fh

380 1800 Fm

Motore G13 (gas)

Potenza (cv) Coppia (Nm) Modelli

500 2800 Fm, Fh

460 2600 Fm, Fh

420 2400 Fm, Fh

Va in pensione il motore da 11 litri: Volvo fa

all-in sul 13 litri, nelle versioni diesel e a gas

naturale. Quest’ultima è una tecnologia su

cui la Casa svedese punta anche per il futuro,

pensando agli sviluppi del biogas

22


OTTIMIZZATI ANCHE I ‘CLASSICI’ ELETTRICI

Per Fh, Fm e Fmx, la

nuova generazione

di camion elettrici vede

aumentare l’autonomia

fino a 470 chilometri, con

la possibilità di caricare

in Ccs a 350 chilowatt

dal 20 all’80 per cento in

poco più di un’ora. Tutto

questo è possibile grazie

a batterie più efficienti,

all’unità centrale dotata

di due motori elettrici

con potenze da 300 a 540

chilowatt per combinazioni

fino a 65 tonnellate (in

alcuni paesi, chiaramente).

Il cambio, anch’esso

ottimizzato e pensato

proprio per i camion

elettrici, è a otto rapporti.

Il sistema modulare

delle batterie prevede la

possibilità di installare

da due a sei pacchi per

una capacità fino a 460

kilowattora. Secondo gli

ingegneri Volvo, un grande

lavoro è stato fatto sul

Bms (Battery monitoring

system) per incrementare

l’efficienza complessiva.

Infine, menzione per la

Pto, la presa di forza da

utilizzare in presenza di

attrezzature, che adesso

interagisce in modo più

efficiente con il sistema

di trazione permettendo,

in alcuni specifici casi, di

sfruttare uno dei motori per

movimentare l’attrezzatura

anche con il veicolo in

movimento a bassa velocità.

naturale. I nuovi D13 Vgt e G13 Vgt rimpiazzano le

soluzioni tuttora esistenti, semplificando la gamma

e mandando in pensione il motore da 11 litri. Non

cambiano corsa e alesaggio, cambiano molti altri

elementi, a partire dal rapporto di compressione, ora

incrementato a 20:1 grazie alla reingegnerizzazione

del sistema di iniezione, ma anche blocco e teste dei

cilindri e pistoni. Volvo ha lavorato per ottimizzare

potenza e coppia, ridurre i consumi (la promessa è

quella di ritoccare fino al 4 per cento rispetto alla

generazione attuale) e aumentare le prestazioni del

freno motore, adesso disponibile con potenza frenante

fino a 470 chilowatt.

Dal turbo al freno motore

E poi la turbina con sistema a geometria variabile,

che equipaggia sia il motore diesel, sia quello a gas.

Un sistema che, anche grazie all’utilizzo di componenti

avanzati (pensiamo ai cuscinetti a sfera) e

di materiali adattivi, rende il motore più flessibile e

più pronto in fase di accelerazione. Il turbo a geometria

variabile, poi, gioca un ruolo anche nel potenziamento

del freno motore, che oltre a migliorare

il controllo del veicolo nelle fasi di discesa, riduce

il ricorso al freno di servizio, e quindi la sua usura.

Parlando di potenze, il nuovo D13 diesel sarà disponibile,

a partire dal 2027, in un range da 380 (solo

per l’Fm) a 560 cavalli, passando per le tarature da

420, 460 e 500 cavalli, con coppia da 1.800 (anche

in questo caso solo per l’Fm) a 2.900 Newtonmetri.

Nella versione a gas, la potenza va da 420 a 500

cavalli (c’è anche la taratura intermedia da 460) con

coppia tra i 2.400 e i 2.800 Newtonmetri. Specialmente

per quanto riguarda i motori a gas, la coppia

aumenta molto rispetto alla generazione attuale. E

poi c’è anche una revisione del cambio I-Shift di

Volvo per un cambio marcia più rapido e fluido,

che si accoppia a un rallentatore anche in questo

caso aggiornato. Infine, annunciato qualche mese

fa, arriva anche il sistema di start/stop con I-Roll

che presuppone lo spegnimento del motore per un

ulteriore risparmio sul consumo di carburante in

discesa e a velocità superiori a 60 chilometri all’ora.

La piattaforma motoristica rinnovata è predisposta

anche per l’utilizzo con l’idrogeno: Volvo ci sta

lavorando, anche se non sono stati resi noti ulteriori

dettagli. Di certo, biogas e biodiesel B-100 sono

opzioni immediatamente disponibili per ridurre

ulteriormente le emissioni nel ciclo well-to-wheel,

secondo la visione del brand svedese.

Obiettivo massimizzare l’autonomia

Accanto ai nuovi motori, però, a Göteborg abbiamo

visto anche quello che Volvo sta sviluppando tra

gli elettrici. Accanto all’ottimizzazione della generazione

attuale di veicoli a zero emissioni allo

scarico, infatti, si punta a massimizzare l’autonomia

dei trattori stradali per il lungo raggio, grazie anche

a nuove opzioni di ricarica. D’altronde, Volvo guida

il mercato europeo grazie a una consuetudine ormai

23


DOPPIA VISIONE

ALLA SPINA

Nel portfolio di

Volvo troveranno

spazio non soltanto

i camion elettrici

Extended range

dotati di assale

elettrificato, ma

anche quelli con

la driveline che

conosciamo anche

adesso: l’obiettivo

è permettere ai

clienti di fare

la scelta giusta

secondo le diverse

esigenze.

24

lunga con i pesanti elettrici, appunto, e forte di quasi

6.500 veicoli venduti. Adesso arriva la seconda

generazione, che si basa su una doppia filosofia. La

grande novità, che ci era stata anticipata già due

anni fa alla Iaa di Hannover, consiste nel Volvo Fh

Electric Extended range, il primo modello che presenta

l’assale elettrificato sviluppato in-house dal

gruppo Volvo (e che equipaggia anche i nuovi camion

elettrici Renault Trucks). L’assale elettrificato,

dotato di due motori elettrici, consente di liberare

spazio utile per installare più pacchi batterie: adesso

se ne possono montare fino a otto per una capacità

massima di 780 kilowattora, di cui 725 utilizzabili.

Cambia anche la forma dei pacchi batterie rispetto a

quelli visti fino a oggi, con l’introduzione di pacchi

a forma di ‘L’ che si inseriscono sotto il telaio.

Oltre 5 ton di sole batterie

Come ci hanno confermato a Göteborg, ogni pacco

batterie, con chimica Nca (ossido di alluminio,

litio, nichel, cobalto) ha un peso di circa 630 chili,

per un’incidenza complessiva sulla tara del veicolo

che può superare le 5 tonnellate. Una distribuzione

dei pesi, dunque, diversa rispetto a quanto visto

finora, che rende necessaria l’aggiunta di un terzo

asse (sterzante) da 4,5 tonnellate al trattore. Tutto

questo per poter garantire un’autonomia intorno ai

700 chilometri con una ricarica, significativamente

superiore rispetto a ora. Così come è superiore, in

teoria, la velocità di ricarica, con la possibilità di


ALLA RICERCA

DELLO SPAZIO

La presenza

dell’assale

elettrificato

permette di liberare

spazio tra i due

assi principali e

installare fino a

8 pacchi batterie

per una capacità

utilizzabile

superiore ai 700

kilowattora. La

nuova struttura

impone quindi

un terzo assale

sterzante che

contribuisce

a bilanciare la

gestione dei pesi.

Laddove disponibile, si potranno ricaricare i

nuovi camion elettrici Volvo con potenza fino a

700 chilowatt, consentendo di raggiungere l’80

per cento di carica in circa 50 minuti secondo

quanto dichiarato dalla Casa svedese

Un modello, l’Extended range, che potremmo definire

estremo in quanto a tara e, presumibilmente,

anche a prezzo, specialmente nella configurazione

extra-large con otto pacchi batterie. Anche il terzo

assale è una novità alla quale il mercato dovrà fare

l’abitudine.

passare dal 20 all’80 per cento in circa 50 minuti

grazie al megawatt charging con potenza di 700

kW, laddove disponibile.

Dal punto di vista della guidabilità del veicolo,

Volvo ha lavorato sulla trasmissione, ottimizzando

i cambi marcia del sistema I-Shift, ma anche su

aspetti più visibili, come One pedal drive (il recupero

di energia estremo in frenata che consente quasi

di non toccare il pedale del freno) e Tap to brake,

attivando quindi il sistema frenante con un tocco al

pedale. Dal punto di vista della sicurezza, infine, il

Side collision detection disattiva automaticamente il

sistema ad alto voltaggio in caso di impatto laterale

a una velocità superiore a 30 chilometri all’ora.

La doppia strada dell’elettrico

Si tratta dell’unica via al momento disponibile per

massimizzare l’autonomia, raggiungendo vette finora

inesplorate, ma tutto ha un prezzo e siamo molto

curiosi di vedere quale sarà la risposta del mercato,

con i nuovi modelli che saranno sulle strade a partire

dal prossimo anno.

Volvo, tuttavia, non abbandona la modalità più

convenzionale di progettazione dei truck elettrici

(ne parliamo nel box a pagina 23), ottimizzando

ulteriormente la catena cinematica basata sull’assale

tradizionale, l’unità centrale e i pacchi batterie della

forma che conosciamo oggi (le celle sono ancora

prodotte da Samsung, anche se c’è la volontà di

controllare, nel prossimo futuro, l’intera catena del

valore).

Fabrizio Dalle Nogare

25


Viaggio a Södertälje

FULL IMMERSION

NEL MONDO

SCANIA

Quarantotto ore a Södertälje tra Scania demo centre e R&D

centre. La possibilità di confrontarsi direttamente con il Ceo,

Christian Levin, ma non solo. Dal focus sulla e-mobility alla

panoramica sulla traiettoria del costruttore svedese, per

finire con la visita allo Scania Museum Marcus Wallenberg

Hall. Ieri, oggi e domani. Il Grifone in tutte le salse

26


Due giorni a Södertälje, immersi nel

mondo Scania. A vedere da vicino e

sentir battere – da dentro – quello che

è il cuore pulsante della produzione del Grifone.

Con i propri occhi. Con le proprie orecchie.

Un’esperienza che va dritta dritta nella

scatola delle cose che contano. Un privilegio.

O almeno: per chi scrive, così è stato.

27


AL CUORE

DI SCANIA

Nella foto qui a

fianco lo Scania

Demo Centre,

principale centro

di collaudo

dell’azienda

costruttrice

svedese, dove

ingegneri e

appassionati

possono testare

su strada i nuovi

veicoli del Grifone.

Più in basso,

invece,

un’istantanea

dell’incontro con il

Ceo Christian Levin

e - ancora - della

visita all’R&D centre,

cuore pulsante

del processo di

innovazione Scania.

Quarantotto ore, spese perlopiù tra Scania Demo

centre e Scania R&D centre, che ci hanno permesso

di visualizzare più nitidamente quella che

è la traiettoria industriale del costruttore svedese:

dalla necessità di efficientare il diesel a quella di

accelerare sull’elettrico; e poi, l’importanza del

software e la costante ricerca di un contatto con

la realtà operativa dei clienti.

A tavola (rotonda) con Levin

Tanti i passaggi interessanti vissuti nella fresca

e umorale (meteorologicamente parlando)

Södertälje di giugno. Tra questi, la tavola rotonda

con Christian Levin, presidente e Ceo di Scania.

Neanche il tempo di iniziare e subito una risposta

secca, eloquente, sul mercato dell’elettrico

in Italia: «Deve prima iniziare davvero».

Che detto da chi - Levin, appunto - il bel Paese

lo conosce molto bene essendo stato alla guida

della filiale italiana di Scania dal 2006 al 2010,

L’elettrificazione è al centro dei pensieri di

Scania: «Continueremo a ottimizzare i consumi

energetici e il sistema di gestione termica delle

batterie. Lo sviluppo non finisce mai», ha detto

Christian Levin, Ceo dell’azienda

28


AL MUSEO MARCUS WALLENBERG

La visita allo Scania

Museum Marcus

Wallenberg Hall - questa la

denominazione ufficiale - è

stata la classica ciliegina

sulla torta. Quella che

arriva alla fine e rende tutto

ancora più buono. Ancora

più dolce.

Un percorso espositivo

attraverso cui conoscere

a fondo la storia del

costruttore svedese e la

sua evoluzione nel corso

degli anni, con alcune

tappe decisive - pensiamo,

ad esempio, alla nascita

del motore V8 - a cui è

dedicato ampio spazio.

E poi, naturalmente, la

possibilità di toccare

con mano i veicoli.

Com’è giusto che sia, i

protagonisti assoluti del

Museo.

Dal primo Vabis del 1909,

all’esordio di Scania-Vabis

Phaeton datato 1912; e poi

gli storici veicoli del pre

e post Seconda Guerra

Mondiale, lanciati tra il

1932 e il 1947, per finire al

bellissimo 770S del 2020 e

ai giorni nostri, con il 350P

del 2026.

In mezzo, altri pezzi

d’antologia come lo Scania

Lbs140 del 1972, forse il

primo camion a essere

esteticamente associabile a

quelli di oggi.

Insomma: un’esperienza che

va dritta dritta nella scatola

dei ricordi. Di quelli che

arrivano per restare.

fa un certo effetto.

Servono investimenti nella ricarica e misure

pubbliche che rendano sostenibile l’elettrico. La

transizione, in altre parole, non può essere scaricata

solo sul trasportatore. Questo, in soldoni,

il pensiero del numero uno del Grifone riguardo

alla situazione di casa nostra.

Il confronto con la Cina

Globalmente, invece, è il confronto con la Cina a

tenere banco: «Scania – ha ammesso Levin – aveva

previsto una crescita dell’elettrico in Europa

molto più rapida». Gli imprevisti? Infrastrutture

non abbastanza diffuse, prezzo della CO 2

, l’ei fu

– ahinoi – stabilità geopolitica, e un contesto di

politica interna non sempre così favorevole.

Nel frattempo, il Paese del Dragone corre veloce

e l’inaugurazione del nuovo stabilimento

produttivo di Scania a Rugao – nella Cina orientale

– va in una direzione ben precisa: «Questa

mossa servirà ad alimentare il nostro sviluppo

e ad accelerare la transizione verso il trasporto

sostenibile», sottolinea Levin.

Per il Grifone, come è emerso anche dal focus

sull’e-mobility, elettrificazione non significa

semplicemente sostituire il camion diesel,

ma trasformare l’intero ecosistema operativo del

cliente.

E il veicolo è soltanto una componente, una

parte della soluzione: tutto il resto lo fanno in-

frastruttura di ricarica, dati, manutenzione, Tco.

Un ecosistema integrato, dunque.

Tante parti di uno stesso insieme

Che in sostanza è quanto emerso anche dalla visita

al centro R&D, snodatasi attraverso cinque

stazioni. Ognuna dedicata a un segmento specifico.

Una user experience costruita – pensiamo

noi – proprio per evidenziare quanto l’azienda

sia concentrata sull’integrazione e non tanto sulla

‘chicca’ tecnologica. E poi la centralità del

cliente, che emerge ancor di più quando viene

sottolineato che è da domande concrete che parte

lo sviluppo del prodotto: come lavora l’autista?

Come deve sentirsi dopo una lunga giornata su

strada? Come si comporta il veicolo dopo anni

di impiego? Infine, i test: utili non tanto a confermare

che tutto funzioni, quanto più a trovare

deviazioni prima che arrivino al cliente.

Presidiare lo spazio

In un momento in cui il trasporto pesante è chiamato

a cambiare, senza potersi permettere salti

nel vuoto, il Grifone sembra voler presidiare

uno spazio ben preciso: quello di chi è capace

di accompagnare l’evoluzione tecnologica senza

tralasciare affidabilità e produttività. Che alla fine,

almeno quando si parla di camion, è ciò che

conta davvero.

Pierfrancesco Vecchiotti

SALTO INDIETRO

NEL TEMPO

Sopra, nella foto,

un pezzo di storia

dell’autotrasporto:

lo Scania

Lbs140, lanciato

dalll’azienda nel

1972 e dotato

del rivoluzionario

motore V8. Insieme

performante e

già esteticamente

vicino ai canoni

moderni.

29


Nuova catena cinematica di Renault Trucks

E I CONSUMI

VANNO GIÙ

30

Il costruttore francese aggiorna la catena cinematica

dei pesanti T, T High, C e K nel segno di una maggiore

e reale efficienza, tagliando i consumi di quattro punti

grazie alla combinazione tra il nuovo motore DE13 R e il

cambio Optidriver rivisitato nel software di gestione


Si fa presto a dire efficienza. Di quest’ultima

ne parlano infatti tutti, con grande facilità

e disinvoltura, al punto che troppo

spesso appare più simile a uno slogan buono

per tutte le situazioni. In realtà l’efficienza è

un traguardo mai raggiunto completamente,

nel senso che ad ogni approdo, la linea d’arrivo

si sposta un poco più in là. Oltre.

31


32

EFFICIENZA

ALLA FRANCESE

Dalla strada

alla cava e alla

cantieristica, gli

aggiornamenti

implementati

da Renault

Trucks attraverso

motrore e cambio

automatizzato, si

combinano con

equipaggiamenti

quali ad esempio

Smart Steering

e Driver Assist

che migliorano

condizioni di

guida, comfort e

sicurezza.


DIFESA E SICUREZZA, SETTORE STRATEGICO

Veicoli per le mission

su strada, dalla

distribuzione urbana e

regionale a quella sul lungo

e lunghissimo raggio, e

poi ancora cantieristica e

offroad impegnativo, alias

cava. L’offerta Renault

Trucks, ampia e articolata,

non si limita a questo

già ricco menù. Nicchia

strategica nella quale far

valere tutta la propria

esperienza -lunga oltre un

secolo- unitamente

alle proprie

competenze e

al know-how

industriale, è

infatti il settore

della difesa e della

sicurezza. Che

per cinque giorni

a metà giugno,

dal 15 al 19,

presso il Centro

Espositivo Paris

Nord Villepinte,

ha mandato in

scena Eurosatory,

il salone leader

mondiale del settore. In

questa occasione, Renault

Trucks ha presentato la

propria gamma di veicoli

progettati, sviluppati e

prodotti -a Bourg-en-

Bresse e Blainville-sur-

Orne, peraltro sulle stesse

linee di assemblaggio dei

camion disponibili presso le

concessionarie del marchioper

le applicazioni di

carattere militari delle forze

armate.

Un nuovo impegno e nuovi sforzi sono dunque la

costante di chi dell’efficienza ne ha fatto l’autentica

reale bandiera. Renault Trucks tra questi.

A questo proposito, così come anche i parenti più

prossimi all’interno di Volvo Group, il costruttore

francese annuncia ora un sostanzioso upgrade che

interessa la catena cinematica dei suoi pesanti, non

soltanto stradali. Dunque T, T High, ma anche le

serie C e K per la cava e la cantieristica.

Coppia e cambi di marcia più rapidi

Al centro degli interventi, c’è il nuovo motore

DE13 R. Che allo scopo di migliorare le caratteristiche

di robustezza e durata utilizza materiali quali

la ghisa grigia ad alta resistenza e la ghisa gratificata

compattata, ma soprattutto adotta una serie

di migliorie finalizzate a ottimizzare il processo di

combustione attraverso un sistema di alimentazione

con pompa esterna ad alta pressione che migliora

la precisione dell’iniezione e dunque l’efficienza.

È stata altresì incrementata la potenza del freno

motore Optibrake Plus.

Novità riguardano anche il cambio, il collaudato

Optidriver Plus che nella versione di nuova generazione,

grazie a un software di gestione e strategie

di cambio ulteriormente affinato, assicura secondo

Renault Trucks cambi di marcia fino al 20 per

cento più rapidi rispetto alla precedente versione

Parallelamente alla spinta verso la transizione

all’elettrico, dall’alto dei suoi oltre cent’anni di

esperienza nel truck, la Losanga non tralascia

di migliorare l’efficienza energetica dei veicoli

equipaggiati con motorizzazione termica

della stessa trasmissione. E ciò si traduce, in una

migliore fluidità di marcia che va anche a beneficio

di un più elevato livello di comfort (al quale peraltro

contribuiscono equipaggiamenti quali lo Smart

Steering o il Driver Assist, entrambi implementati

per migliorare le condizioni di guida.

Non è tutto. Sì, perchè la nuova catena cinematica

-che Renault Truck propone con potenze fino a

540 cv e valori di coppia di 2.800 Nm (285 kgm)

ed oltre ad essere conforme allo standard di rumorosità

NNR3 è compatibile con l’impiego di carburanti

rinnovabili Hvo e B100- adotta anche sistemi

hi-tech quali il cruise control predittivo Optivision

Plus e il Predictive Engine Stop&Start che combinati

con piccoli aggiustamenti aerodinamici mirati

a ridurre la resistenza all’avanzamento del veicolo,

contribuiscono a un deciso taglio dei consumi di

carburante, indicato dal costruttore francese in un

più che ottimo 4 per cento.

33


Iaa Media summit 2026

PARLIAMO DI

HANNOVER

34


Due giorni di presentazioni,

networking e anticipazioni

a Francoforte in vista

dell’appuntamento più

atteso di quest’anno, la Iaa

Transportation di settembre.

E la Vda chiede maggior

sostegno alla politica per

affrontare la transizione

energetica nel trasporto

commerciale

Il Media summit per l’edizione 2026 dello

Iaa si è tenuto a Francoforte e fin da subito

ha chiarito le carte in tavola: il dialogo

tra decisori e industria non è mai stato così

urgente e necessario. Le turbolenze geopolitiche

e la corsa dei costi energetici sono stati

identificati come i principali fattori alla base

della difficile congiuntura industriale europea.

Ospitato da Hildegard Müller, presidente della

Vda (l’Associazione tedesca dell’industria automobilistica),

l’incontro ha riunito giornalisti

da tutto il mondo insieme a testate di settore

tra cui Vado e Torno e Sustainable Truck&Van. I

riflettori erano puntati sui protagonisti dell’industria

tedesca dei veicoli commerciali.

35


VEICOLI IN

BELLA MOSTRA

Il Media summit che

ogni due anni si

tiene qualche mese

prima della Iaa non

consiste soltanto

in presentazioni

e momenti di

networking. Vengono,

infatti, mostrati

anche i veicoli delle

aziende sponsor.

Quest’anno, oltre ai

pesanti di Mercedes,

Renault Trucks e Man,

ecco anche il Pv5

di Kia che si è da

poco affacciato sul

mercato europeo.

Nelle altre immagini,

momenti della parte

convegnistica.

Da Karin Rådström, Ceo di Daimler Truck, ad Alexander

Vlaskamp, omologo in casa Man Truck &

Bus, fino a fornitori Tier 1 di tecnologia.

Tra infrastrutture e politica

Hanno dominato il dibattito i due colli di bottiglia

che inibiscono la decarbonizzazione: le infrastrutture

e l’assenza di un quadro politico europeo coerente

e realistico. I relatori sono stati espliciti: gli

obiettivi ambiziosi da soli non possono guidare la

transizione verso un trasporto merci a zero emissioni.

Senza adeguate infrastrutture di ricarica e coerenza

normativa tra gli Stati membri, l’adozione

rischia di restare ben al di sotto delle aspettative.

Una singola statistica ha fotografato la portata della

sfida: solo il 2 per cento dei veicoli pesanti in

Europa è attualmente elettrificato.

La parola agli sponsor del Summit

Come d’abitudine, l’evento è stato scandito dalle

presentazioni delle aziende sponsor dell’iniziati-

Il Media summit, che si è tenuto a inizio

giugno a Francoforte, è un appuntamento

di networking riservato a una selezione di

giornalisti europei specializzati. Noi c’eravamo

anche quest’anno

36


VDA TRA PREOCCUPAZIONE E ATTESA

La presidente della Vda,

Hildegard Müller (nella

foto), non ha usato giri

di parole per descrivere

il momento. «L’industria

dei veicoli commerciali sta

attraversando una profonda

trasformazione che richiede

sforzi enormi da parte

di costruttori, fornitori,

società di engineering e

produttori di rimorchi e

carrozzerie. Troppo spesso

l’innovazione è frenata

da una regolamentazione

eccessiva e da condizioni

quadro insufficienti.

Eppure, il potenziale

nel trasporto pesante è

enorme. Per questo è

necessaria una revisione

anticipata della normativa

CO₂ per i pesanti». Allo

stesso tempo, l’attesa per

l’evento dell’anno è stata

chiaramente espressa da

Jan Heckmann, sempre di

Vda, referente del salone.

«Tutti i padiglioni sono già

prenotati. Abbiamo il 70

per cento degli espositori

provenienti dall’estero e

diversi nomi in più rispetto

a due anni fa, sia nel

trasporto pesante, sia in

quello leggero». In totale,

saranno 11 i padiglioni di

Iaa, includendo lo spazio

dedicato ai test drive,

che vedranno la presenza

di 65 veicoli, il 75 per

cento dei quali elettrici.

Confermato il percorso di

circa 2 chilometri che si

snoda anche lungo strade

pubbliche intorno alla fiera.

va, riservata a una ristretta selezione di giornalisti

europei. Achim Puchert, Ceo di Mercedes-Benz

Trucks, ha aperto il proprio intervento ricordando

un traguardo storico: 130 anni dal momento in cui

Gottfried Daimler inventò il primo camion. Il fiore

all’occhiello della gamma elettrica è l’eActros 600,

presentato alla Iaa di due anni fa (e Sustainable

Truck of the Year 2026 tra gli elettrici). La visione

del costruttore di Stoccarda si estende però ben oltre

la tecnologia full electric tramite pacchi batteria. Il

camion a celle a combustibile di prima generazione

ha già accumulato oltre 500 mila chilometri in

uso clienti, mentre il camion a idrogeno di nuova

generazione è stato svelato all’inizio di quest’anno,

con l’obiettivo di consegnare 100 unità entro la fine

del 2026.

Erhan Eren di Kia Europe, ha ribadito la fiducia

nella Platform beyond vehicle (Pbv), con cui Kia ha

fatto il suo grande ritorno nel mercato europeo dei

commerciali: una piattaforma di business completa

che comprende veicoli elettrici costruiti su misura,

software integrato, strumenti di gestione delle flotte

e soluzioni di ricarica. Al cuore di questo ecosiste-

ma c’è la piattaforma elettrica Egmps, su cui è stato

sviluppato il Pv5 che abbiamo provato sul nostro

percorso urbano.

Il ritorno di Renault Trucks

Friedrich Baumann, Chief sales officer di Man, ha

articolato l’approccio dell’azienda a Iaa 2026 attorno

a tre pilastri: un’ampia vetrina di prodotto che

spazia dagli elettrici al diesel, il trasferimento nel

padiglione 11 per consentire test drive diretti e la

presentazione del nuovo Tgx, evoluzione del modello

attuale. Vi diremo di più sul prossimo numero

perché parteciperemo a un evento pre-Iaa dedicato e

organizzato proprio dal costruttore bavarese. Infine,

grande interesse per il ritorno di Renault Trucks

alla Iaa, dopo aver disertato le ultime edizioni per

puntare tutto sulla fiera di casa Solutrans, negli anni

dispari. A Francoforte ha parlato Maximilian von

Löbbecke, Managing director di Renault Trucks

Germania, entrando direttamente nel vivo delle

realtà economiche che sottendono la transizione.

I camion elettrici, ha sostenuto, sono tecnologicamente

maturi: il collo di bottiglia è l’infrastruttura.

La presentazione si è poi spostata sulla posizione

del Gruppo, con i due Marchi, Renault Trucks e

Volvo Trucks, impegnati nel restyling di entrambe

le gamme, elettrica e termica, come vi raccontiamo

su questo numero. Tra i costruttori tradizionali

mancherà soltanto Iveco.

Fabio Butturi

37


Stellantis Smart compact van

RAZIONALITÀ

AL POTERE

38

Stellantis Pro One presenta i nuovi Smart compact

van, che si declinano in quattro modelli a marchio Fiat

Professional, Citroën, Opel e Peugeot. Gli ordini aprono

a settembre, lancio commerciale a novembre.

Li vedremo con tutta probabilità alla Iaa di Hannover


UNA FILOSOFIA

QUATTRO BRAND

Quello che vedete

in questa foto è

il Fiat Professional

Doblò EasyPro.

Disponibili

nella galassia

Stellantis anche le

declinazioni Citroën

Berlingo Van First,

Opel Combo Start

e Peugeot Partner

Active. Dal punto

di vista estetico,

è il frontale

prominente,

soprattutto, ad

accostarli ai modelli

che già oggi

conosciamo.

Gli utilizzatori dei van compatti, quelli

che abbiamo sempre chiamato furgonette,

viaggiano da soli per circa il 90

per cento del loro tempo, e il 40 per cento di

loro non è interessato alla configurazione a tre

posti. Dati, questi, snocciolati da Stellantis nel

corso dell’attesa conferenza stampa online.

39


Un evento che ha lanciato a livello internazionale

la gamma Smart compact van di Stellantis Pro One,

declinabile poi in quattro distinti modelli a marchio

Fiat Professional, Citroën, Opel e Peugeot (rispettivamente

Fiat Professional Doblò EasyPro, Citroën

Berlingo Van First, Opel Combo Start e Peugeot

Partner Active).

Eliminare il superfluo

Al di là dei nomi e delle caratteristiche, il nuovo

prodotto presentato dal gruppo – che avrà motorizzazioni

sia termiche, sia elettriche – rappresenta un

ulteriore step a livello quasi filosofico e fa il paio

con la narrazione avviata già nel settore delle auto.

Stellantis vuole, infatti, mettere a disposizione dei

clienti veicoli il più possibile razionali, eliminando

il superfluo per concentrarsi su quello che, secondo

il gruppo guidato da Antonio Filosa e più nello

specifico dei veicoli commerciali da Eric Laforge,

interessa veramente ai lavoratori. E in particolare,

Tripla motorizzazione per gli Smart compact

van di Stellantis, che saranno disponibili con

motori termici diesel e benzina, ma anche con

motore elettrico da 100 chilowatt e autonomia

promessa di 270 chilometri

40


Il rinnovo della gamma entry-level di veicoli

commerciali Stellantis porta con sé un surplus

di flessibilità, specialmente nell’organizzazione

dello spazio interno, modulabile secondo le

esigenze di chi utilizza i veicoli

Aumentare il volume di carico

Una gamma, insomma, entry level che indubbiamente

si caratterizza per la sua flessibilità, a cominciare

da quella che, pensiamo, sia la novità più interessante

dei nuovi Compact van, cioè il cosiddetto

‘flexiseat’, un sedile passeggero modulare ribaltabile

che consente di aumentare il volume di carico

creando spazio extra qualora si viaggi da soli. E in

abbinamento ecco il ‘modutable’ (sul naming non ci

pronunciamo…) pensato come supporto pratico per

un ufficio mobile o per una superficie d’appoggio

durante le pause.

Ecco, in sintesi, le ulteriori soluzioni proposte da

Stellantis, che mette a disposizione sulla nuova

gamma anche una presa da 220 volt per alimentare

i dispositivi elettronici. La ‘moduconsole’ è

una console centrale removibile istantaneamente e

facilmente riponibile nell’area di carico, dotata di

portabicchieri e vano chiuso. Per ‘dashbox’ s’intende

la plancia con due vani portaoggetti chiusi

e portabicchieri. ‘Drivedrawer’ è il cassetto sotto

il sedile per riporre i dispositivi elettronici. ‘Moduwork’

è la configurazione con terzo sedile centrale

che consente di ospitare fino a tre persone.

Quando non necessario, infatti, il sedile centrale

si trasforma per aumentare la funzionalità: integra

un vano chiuso e può essere combinato con sedile

passeggero e tavolino ribaltabile, oppure sfruttare

lo spazio per il trasporto di oggetti lunghi.

ci sentiamo di aggiungere, ai liberi professionisti

e ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro

e necessitano di un veicolo commerciale. Non è

un caso, infatti, che in sede di presentazione si sia

posto l’accento anche sul fattore prezzo, con un

delta inferiore fino a 1.300 euro rispetto alla gamma

attuale per le versioni con motore termico (diesel

e benzina) e fino a 3.000 euro per le versioni elettriche,

fatte salve le inevitabili differenze relative

ai singoli mercati.

Niente compromessi sul payload

Quello che non dovrebbe cambiare è la capacità

di carico, con payload che si avvicina a una tonnellata

partendo da 750 chili, così come il volume

di carico compreso tra 3,3 e 4,4 metri cubi. Anche

in fatto di connettività e Adas, peraltro regolati

per legge, le caratteristiche paiono simili a quelle

dell’attuale gamma entry level dei marchi Stellantis.

E la configurazione interna del veicolo si può

anche modificare in un secondo momento, qualora

le esigenze degli utilizzatori dovessero cambiare.

Dunque, flessibilità per «guidare la transizione con

prodotti ‘affordable’», quindi alla portata di molte

tasche, visto che il delta di prezzo, specialmente

per gli elettrici, continua a essere un fattore nelle

scelte di acquisto dei professionisti, in Italia e

non solo. «Pensiamo ai giovani trasportatori che

vogliono entrare nel mercato e cercano soluzioni

che consentano di avere a disposizione tutto quello

che serve», hanno detto i top manager Stellantis nel

corso della presentazione online. Perché «non tutti i

professionisti possono affrontare i costi extra legati

alla transizione».

I nuovi Smart compact van Stellantis, tuttavia, non

sono soltanto elettrici, è bene precisarlo. C’è la versione

a zero emissioni con motore elettrico da 100

chilowatt (136 cavalli) per un’autonomia di circa

270 chilometri (poi capiremo se calcolata su ciclo

misto o urbano); ci sono le versioni diesel da 100

e 130 cavalli e, infine, una versione benzina da 110

cavalli. Tutti i modelli termici sono dotati di cambio

manuale, particolare che sintetizza, qualora ce

ne fosse bisogno, la filosofia espressa da Stellantis

con questa novità di prodotto. E il prossimo anno,

particolare non proprio secondario, arriverà anche

la versione mild hybrid delle nuove furgonette.

Razionale, confortevole e modulare. Questi i tre aggettivi

scelti da Eric Laforge per definire il progetto,

che prova a uscire dagli schemi usuali in nome del

pragmatismo. Vedremo se il mercato riconoscerà gli

sforzi, di sicuro il sasso nello stagno è stato gettato

dal gruppo che detiene con i suoi marchi quasi la

metà del mercato europeo nel segmento.

Fabrizio Dalle Nogare

CAMBIO DI

PARADIGMA

Eric Laforge,

Global senior

vice president

di Stellantis Pro

One, ha introdotto

la conferenza

stampa online di

lancio della nuova

linea Stellantis,

che si propone

di semplificare

l’accesso al

mercato dei veicoli

commerciali leggeri

con soluzioni

«pensate per gli

utilizzatori e per

i loro effettivi

bisogni».

41


Isuzu D-Max 2.2

IL PICK-UP

FATTO BENE

42

Ultimo restyling per il pick-up di casa Isuzu, ancora una

volta fedele alla pragmatica filosofia giapponese che

guarda alla sostanza, più che alla forma. Motore da 2,2

litri, cambio automatico a 8 rapporti o manuale a 6.

Lo abbiamo guidato in Valpolicella


Pochi fronzoli, tanta concretezza. Sulla

scia della filosofia giapponese ‘Monozukuri’,

che identifica l’arte del ‘saper

fare bene’ curando ogni dettaglio, Isuzu ha

presentato la nuova generazione del D-Max,

ultima evoluzione di un modello che negli

anni Duemila ha decisamente caratterizzato

il mondo del pick-up.

43


PENSATO PER IL

LAVORO DURO

L’esperienza di

Isuzu nel mondo

del camion si

riflette soprattutto

sulla robustezza

dei veicoli, a cui

davvero la casa

giapponese non

rinuncia. L’obiettivo

è consentire a

chi guida il pickup

anche in

condizioni estreme

di potersi fidare

del suo veicolo,

grazie anche ad

alcuni accorgimenti

(bloccaggio del

differenziale di

serie; possibilità

di inserire le

marce ridotte e,

naturalmente, la

trazione integrale)

che uniscono

meccanica ed

elettronica.

44

E che rimane, nella visione di Isuzu, sostanzialmente

un veicolo da lavoro, chiamato a supportare

l’attività quotidiana dei clienti garantendo affidabilità

e prestazioni innanzitutto.

Nuova cilindrata per il motore giapponese

Si parte da due cifre: 2.2, che ben rappresentano

la novità principale di questa nuova generazione.

Cambia, insomma, la cilindrata del motore Isuzu

che equipaggia il pick-up. Una modifica, sostanziale,

«che nasce dall’ascolto del mercato e dalle

necessità di chi utilizza il veicolo», ha spiegato

Giacomo Giombetti di Midi Europe, storico dealer

Isuzu che opera in diversi paesi europei, Italia

compresa. Dunque, via il motore da 1.9 litri per

far spazio al 2.2, a tutto vantaggio di prestazioni

ed efficienza, come vedremo. Di sicuro, i modelli

2026 avranno una denominazione più chiara, con

la sigla della cilindrata seguita dall’allestimento: B-

Strong per l’entry level e poi, a salire, Evolution,

Ecco il cambio automatico a 8 rapporti della

giapponese Aisin. E torna anche la possibilità

di scegliere il cambio manuale

per chi preferisce avere un controllo

più diretto del pick-up

Prestige e Nitro Sport che definisce la versione più

sportiva, appunto. Tre le opzioni di cabina, con la

singola disponibile solo in configurazione B-Strong

e le altre, Space e Crew, rispettivamente con 4 e 5

posti, declinabili in tutti gli allestimenti.

Qualche piccolo ritocco estetico c’è stato, con la

griglia frontale che appare diversa e più moderna

rispetto alla generazione precedente del D-Max; le

pedane laterali riprogettate e un nuovo design dei

cerchi in lega. Ma il reale punto di svolta del Model

year 2026 è più nascosto e, per vederlo, occorre

alzare il cofano. Con malcelato orgoglio, specialisti

e ingegneri di Midi Europe ci hanno raccontato del

nuovo motore RZ4F, come da tradizione sviluppato

in-house da Isuzu, nome forte in ambito motoristico

anche per via dell’attività di fornitura conto terzi

in settori come il movimento terra, per esempio.

Sempre sul motore: ecco come cambia

Il motore 2.2 Ddi Maxforce non è una semplice

ritaratura di quello precedente, bensì il risultato di

una rivisitazione molto profonda, che coinvolge il

blocco motore e la testata – parti non proprio secondarie

– così come sono centrali i nuovi pistoni a

bassissimo attrito, le bielle e l’albero motore. Cambiano,

per dire, anche i valori di corsa e alesaggio,

indicatori più che affidabili di un progetto realmente

nuovo. Rivisto anche il sistema di iniezione del

gasolio, alla ricerca di quel plus di efficienza che

può fare la differenza tra una versione e l’altra del


OFF-ROAD SPINTO TRA I VIGNETI

Il momento clou della

giornata è stata

l’escursione in off-road

nella zona della Valpolicella,

arcinota soprattutto per

la produzione vinicola. Lì

abbiamo guidato il D-Max

2.2 lungo le stradine, i

sentieri e le mulattiere che

attraversano e costeggiano

i vigneti, appunto,

sfruttando la trazione

integrale per mantenere

sempre in traiettoria il

veicolo e la funzione che

attiva le ridotte, sempre

a trazione integrale,

quando il fondo diventava

realmente sconnesso.

Anche premendo un

po’ più a fondo sul

pedale dell’acceleratore,

mai abbiamo avuto la

sensazione di mancanza

di stabilità. Le modalità di

guida più sfidanti, tuttavia,

le abbiamo sperimentate

nella pista che Isuzu ha

realizzato appositamente

per poter mettere a

dura prova la tenuta del

veicolo. Lì sono entrati

in gioco il bloccaggio del

differenziale posteriore, di

serie praticamente su tutta

la gamma, e il controllo

automatico della trazione

nei tratti più ripidi in

discesa: una funzionalità,

quest’ultima, che comporta

l’affidarsi totalmente alla

tecnologia del veicolo in

situazioni borderline che un

pick-up come il D-Max deve

saper affrontare. Il meteo

variabile, con la pioggia

che ha bagnato il percorso

di prova, ha contribuito a

rendere ancora più sfidante

il test.

PRIMA E DOPO: DALL’1.9 AL 2.2

Motore Rz4E 1.9 Rz4F 2.2

Cilindrata (cc) 1.898 2.164

Classe omologazione Euro 6e Euro 6e-bis

Potenza massima (cv) 164 a 3.600 giri 164 a 3.600 giri

Coppia massima (Nm) 360 a 2.000-2.400 giri 400 a 1.600-2.400 giri

Coppia a 1.000 giri (Nm) 160 255

Stima emissioni Wltp (g/km) 233-235 226-236

Stima consumi (l/100 km) 8,9-9 8.6-9

PRESTAZIONI

DIFFERENTI

Non cambia

soltanto la

cilindrata: ecco

alcune delle

caratteristiche

tecniche della

nuova generazione

del D-Max.

propulsore. Rinnovati, quindi, anche la turbina, che

ora beneficia della geometria variabile, e il sistema

di post-trattamento dei gas di scarico, per incidere

meno a livello di emissioni nocive.

A valle del motore, ecco che Isuzu ha dotato il nuovo

D-Max 2.2 di un cambio automatico della connazionale

Aisin, che passa da 6 a 8 rapporti e beneficia, a

sua volta, di una nuova regolazione della mappatura

dei rapporti stessi, adesso più ravvicinati nello spettro

inferiore per ottimizzare spunto e coppia ai bassi

regimi, quindi nelle ripartenze e nel traino.

Dopo un intermezzo di indisponibilità, torna anche

l’opzione del cambio manuale a sei rapporti,

che rappresenta sostanzialmente un’evoluzione di

quello precedente e disponibile fino a un paio di

anni fa. Anche in questo caso, i rapporti sono stati

ottimizzati per adattarsi alla nuova cilindrata del

motore e fornire uno spunto migliore.

In sintesi, e il messaggio è molto importante per

Isuzu, non cambia la potenza massima, che è di 164

45


CUORE

TECNOLOGICO

Il motore 2.2 Ddi

Maxforce non

è una semplice

ritaratura di quello

precedente: lo

dimostrano i

nuovi valori di

corsa e alesaggio.

Blocco motore,

testata, pistoni,

bielle e albero

motore sono stati

anch’essi oggetto

di rivisitazione.

46

cavalli, bensì la coppia, ritenuta non a torto fondamentale

per un veicolo chiamato a dare il meglio di

sé su terreni sfidanti come il pick-up. Le modifiche

appena descritte permettono a Isuzu di garantire una

coppia massima di 400 Newtonmetri nel range tra

1.600 e 2.400 giri, a fronte dei 360 Newtonmetri

che si raggiungevano prima ad almeno 2.000 giri

del motore. Soprattutto, a regimi di rotazione bassi

(1.000 giri), il D-Max passa da 160 a 255 Newtonmetri

di coppia, facendo segnare un notevole +55

per cento. Partenze in salita, operazioni di traino,

lavoro in condizioni sfidanti e in off-road sono tutti

contesti che traggono giovamento da questo salto

in avanti del pick-up Isuzu.

Cluster semi-digitale e schermo da 7 pollici

Il D-Max, però, va anche vissuto all’interno dove,

pur restando, come detto, un veicolo da lavoro,

non manca una certa sensazione di piacevolezza e

comfort. A livello ‘macro’, cambia la cucitura interna

dei sedili, che assorbono bene le sollecitazioni

della strada e dello sterrato. Si rinnova parzialmente

il cluster semi-digitale, con lo schermo da 7 pollici

che, pur con un’interfaccia utente non modernissima

(ma è così importante per un pick-up?), permette

di gestire con un certo agio gli Adas, obbligatori

e certamente fondamentali su strada; non sempre

di supporto al comfort di guida nelle strette strade

sterrate o tra i vigneti, come abbiamo sperimentato

durante la prova in Valpolicella.


GUIDA

CONFORTEVOLE

Il cluster dell’Isuzu

D-Max diventa

semi-digitale.

Non mancano i

comandi al volante

e lo schermo

dell’infotainment,

grande 7 pollici,

consente una

buona navigazione

a partire dal

menu principale.

Nell’immagine, la

schermata che

consente di gestire

gli Adas a seconda

dei diversi percorsi

e delle condizioni

di guida.

Sempre a proposito di Adas, va segnalata l’introduzione

del sistema di monitoraggio avanzato

dell’attenzione del conducente, di serie e attivo dai

20 chilometri all’ora in su, che avvisa in caso di

distrazione rilevata.

Opzioni di livello per il top di gamma

La versione Nitro Sport citata prima ha anche la

cosiddetta Surround view camera, basata su un

sistema avanzato di sensoristica; supporto non indifferente

in fase di manovra, ma anche in certe

situazioni di guida in fuoristrada.

L’evento stampa organizzato da Midi Europe ci ha

permesso di entrare decisamente in confidenza con

il nuovo pick-up, più nello specifico con la versione

Prestige dotata del nuovo cambio automatico a 8

rapporti. All’eccellente guidabilità a velocità non

troppo elevate lungo strade statali o a scorrimento

veloce (ci sono i limiti da rispettare, naturalmente…)

fa da contraltare una certa macchinosità quando

aumenta la velocità, con maggiori sollecitazioni

dovute principalmente alle sospensioni meccaniche

a balestra che devono conferire robustezza al veicolo.

Forse ci eravamo un po’ dimenticati di essere

alla guida di un pick-up…

Infine, il prezzo. A listino, e ovviamente Iva esclusa,

si va dai 33 mila euro della versione B-Strong a

cabina singola con cambio manuale ai 45.300 della

configurazione Nitro Sport con cambio automatico

e cabina Crew da 5 posti. In mezzo tante opzioni

Non cambia la potenza massima, bensì la

coppia, ritenuta fondamentale per un veicolo

come il pick-up. Ad appena 1.000 giri si passa

dai 160 della versione precedente ai 255

Newtonmetri a disposizione

di scelta e la sensazione di essere un po’ nel mezzo

tra alcuni brand, specialmente cinesi, presenti sul

mercato, e concorrenti di fascia leggermente più

alta. Isuzu, e il nuovo D-Max 2.2 ce lo ha confermato,

prosegue per la sua pragmatica strada, forte di

capacità motoristiche e, più in generale, meccaniche

ampiamente riconosciuto.

Per la versione elettrica? C’è tempo

Anche l’elettrico, comunque nei radar del costruttore

giapponese, è vissuto un po’ come una forzatura,

in questo momento. «Abbiamo l’expertise per svilupparlo

e siamo al lavoro per il futuro. Dobbiamo

però ammettere che la domanda oggi è praticamente

inesistente e preferiamo concentrarci sui veicoli

che chiedono i nostri clienti», è il senso della loro

risposta in conferenza stampa alla domanda specifica.

D’altronde quello dei pick-up, aggiungiamo noi,

non sembra proprio il segmento più pronto alle zero

emissioni allo scarico.

Fabrizio Dalle Nogare

47


Con gli allestimenti Converted by Renault

TU PENSI SOLO A

GUIDARE

48

Disponibile per le tre storiche gamme prodotto della

Losanga, dunque Master, Trafic e Kangoo, l’offerta chiavi in

mano degli allestimenti assemblati direttamente in fabbrica

offre il vantaggio di una procedura più veloce dall’ordine

alla consegna e un’unica garanzia assicurata da Renault


Secondo Renault, un veicolo su due tra i

commerciali è dotato di un allestimento

specifico. Il dato, assolutamente rilevante,

inquadra un fenomeno che, sia chiaro, il mondo

degli Lcv non scopre certo adesso, ma che

senza alcun dubbio negli ultimi anni è andato

accentuadosi, modificando in qualche modo la

strategia d’azione dello stesso costruttore.

49


BATILLY È LA CASA DEL MASTER

Con Sandouville, dove

nasce il Trafic e

Maubeuge, dove invece

prende forma il Kangoo,

Batilly, la casa del Master

(oltre che delle versioni

commercializzate da Renault

Trucks, e come Interstar

dalla Nissan), forma il tris

degli storici siti produttivi

della Losanga per quel

che riguarda gli Lcv (Light

commercial vehicle).

Situato nel dipartimento

della Meurthe e

della Mosella, nella

regione del Grand

Est francese, Batilly

si estende su un’area

di circa 200 mila

metri quadrati e

attualmente occupa

poco meno di

duemila dipendenti.

Inaugurato (come

Sovab, acronimo di

Société de Véhicules

Automobiles

de Batilly) nel

1980, Renault

ha inizialmente

prodotto in questo

stabilimento anche il medio

Trafic. Nel corso dei suoi

ormai quasi cinquant’anni di

attività, numerose sono le

tappe e i traguardi raggiunti:

dal lancio del primo Master

a propulsione elettrica

(2018) alla produzione del

tremilionesimo veicolo

(febbraio 2021), fino alla

stagione record 2023, anno in

cui la produzione del Master

ha raggiunto le 150.261 unità.

50


MASTER, TRAFIC

E KANGOO

Il piano Converted

by Renault è

applicabile alle

versioni del Master

pianale con

sponde, cassone

ribaltabile, gran

volume tra 20 e 23

mc e cabina lunga,

oltre che alle

configurazioni con

cabina allungata

del Kangoo e del

Trafic a cinque e

sei posti.

Che naturalmente non si è fatto certo trovare impreparato.

Storicamente, infatti, la Losanga propone

ai professionisti del trasporto e della distribuzione

leggera un vasto bouquet di allestimenti. Che si

tratti di cassonati, veicoli per trasporto a temperatura

controllata, officine mobili o configurazioni

per le necessità dei servizi municipali o piuttosto

per soccorso stradale, Renault rappresenta un sicuro

approdo di riferimento.

La semplificazione parte dalla fabbrica

Tuttavia, proprio considerando l’importanza e l’imprescindibilità

sempre più marcata via via assunta

dalla personalizzazione dei veicoli commerciali, allo

scopo di rispondere al meglio alle aspettative dei

clienti, Renault ha creato Converted by Renault. Si

tratta di un programma ancora più specifico e mirato

che di fatto propone un’offerta di allestimenti

assemblati direttamente in fabbrica. In pratica un

vero e proprio ‘chiavi in mano’ a tutti gli effetti.

Il vantaggio per la clientela non è affatto trascurabile.

Converted by Renault, assicura infatti la

semplificazione e velocizzazione degli ordini, che

si concretizza con tempi di consegna ridotti del 30

per cento. Non soltanto questo. Il fatto di interfacciarsi

con un unico interlocutore -Renault appunto-

solleva il cliente da qualsiasi preoccupazione,

consegnandogli, ad esempio, la certezza dell’as-

La vicinanza di Renault ai clienti professionali e

alle loro esigenze si declina, oltre che attraverso

le conversioni negli stabilimenti di Batilly,

Maubeuge e Sandouville, con le soluzioni tailor

made proposte dalla controllata Qstomize

semblaggio di componenti di qualità provenienti

esclusivamente da allestitori certificati in grado di

assicurare gli elevati standard qualitativi-prestazionali

richiesti dal costruttore francese. A tutto questo si

aggiunge la garanzia del veicolo assicurata al cento

per cento da Renault, così come anche la possibilità

di effettuare eventuali riparazioni direttamente presso

la rete della Losanga. Insomma, considerato nel

suo complesso, si tratta di un pacchetto che mette il

cliente in posizione di totale tranquillità e che, non

ultimo, incide, ottimizzandolo, sul valore residuo del

veicolo al momento della rivendita.

Converted by Renault viene proposto per tutti i

modelli della gamma Lcv Renault. Dunque per il

Master nelle versioni pianale con sponde, cassone

ribaltabile, gran volume tra 20 e 23 mc, cabina allungata,

oltre che per il medio Trafic con cabina lunga 5

e 6 posti (e in futuro anche sulla versione elettrica) e

sul Kangoo, anche in questo caso con cabina lunga.

51


52


Al Traforo del Monte Bianco con Scania Artemis

L’EMERGENZA

È COSA MIA

Consegnato il primo dei quattro veicoli progettati per

interventi rapidi all’interno del Traforo del Monte Bianco.

Realizzato su telaio Scania e allestito da Bai, dispone

di tecnologie all’avanguardia e sistemi avanzati che

consentono l’operatività anche in situazioni estreme

Una presenza statica. Così abbiamo

visto e conosciuto (da vicino)

Artemis sull’area espositiva

di Scania al recente Transpotec. E così

auspichiamo possa trascorrere il resto

dei suoi giorni. Fino a fine carriera.

Senza cioè muoversi di un solo metro.

O al più, percorrendo semplicemente

la distanza necessaria a prendere

servizio al Traforo del Monte Bianco.

Nessuna gufata. Al contrario, significherebbe

zero emergenze toste

e nessun intervento di rilievo in quel

suggestivo, strategico passaggio tra

Italia e Francia, scavato nel ventre

della montagna più alta d’Europa.

53


«Artemis» spiega Riccardo Rigacci, Direttore Gerente

del Tmb-Geie «è frutto dell’esperienza del personale

operativo del Traforo del Monte Bianco unita alle

competenze tecniche di Bai e di Scania. Conferma

l’impegno del Tmb-Geie di mettere al servizio della

sicurezza quanto di meglio e performante si possa

ottenere da veicoli fondamentali per la gestione di

un qualsiasi evento all’interno del Traforo».

A BORDO DODICIMILA LITRI D’ACQUA

Un veicolo come Artemis

sviluppato per far fronte

alle emergenze, che operi in

ambito aeroportuale oppure,

come nel caso appunto del

mezzo realizzato su telaio

Scania e allestito dalla

bresciana Bai, a presidio

della sicurezza di un tunnel

stradale quale è il Traforo

del Monte Bianco scavato

sotto la montagna più alta

d’Europa tra Courmayeur e

Chamonix, è un concentrato

di sistemi e funzioni

specifiche per queste

delicate ma importantissime

mission. Artemis, appunto,

non fa eccezione,

combinando l’hi-tech

Scania con dotazioni quali,

ad esempio, un serbatoio

di acqua da 12 mila litri

di capacità, una pompa

centrifuga bi-stadio in grado

di erogare 4.500 litri/minuto,

cui si aggiungono due

serbatoi per schiumigeni di

Classe A e B (classificati

rispettivamente per fuochi

solidi, il primo, liquidi

il secondo), un sistema

avanzato di miscelazione

delle sostanze estinguenti

denominato Cafs

(Compressed Air Foam

System). Sullo Scania

Artemis con allestimento

Bai gli operatori dispongono

altresì di un dispositivo

di sgancio rapido delle

manichette che consente,

anche a veicolo in

movimento, di stenderne per

320 metri.

54


ARTEMIS, LA CARTA D’IDENTITÀ

DIMENSIONI E PESI

Lunghezza mm 9.000

Larghezza mm 2.550

Altezza mm 2.400

Passo mm

4.150 (tra 1° e 3° asse)

Peso totale kg 32.000

MOTORE

Tipo DC09 141

Cilindrata cc/n.cilindri/inquinanti

9.291/5/Euro 6 con Scr

Potenza cv/giri min 360/1.900

Coppia Nm/giri 1.700/1.050-1.475

Aspirazione

Turbo a geometria fissa

Alimentazione

Diesel/Hvo

CAMBIO

Marca/tipo/n.marce

Allison/GA867R/6

Agilità, maneggevolezza e rapidità di intervento

sono fattori decisivi nella gestione delle

emergenze. E lo sono ancor più in un contesto

di tunnel stradale quale è il Traforo del Bianco.

Artemis di Scania risponde a queste esigenze

Battezzato col nome della divinità greca simbolo di

protezione, il veicolo fresco di servizio al tunnel italofrancese

sfrutta quel concetto di modularità che Scania

applica all’intera produzione di truck.

Cabina L ribassata con funzione kneeling

Ottimizzato in termini di tara a beneficio di una maggiore

portata utile, Artemis è un quattro assi (4.150

mm il passo tra il primo e il terzo) di straordinaria

maneggevolezza e agilità sebbene alla bilancia dichiari

32 t, dotato di un robusto telaio F957 di 9,5 mm di

spessore con anima di rinforzo da 7 mm. Alloggiata

sul telaio c’è la cabina L ribassata, completa di funzione

kneeling mirata a facilitare accesso e discesa del

personale di soccorso. La sua unicità non è tanto in

quest’unico (per quanto importante) dettaglio, quanto

piuttosto nel fatto di essere pressurizzata e dotata di

rilevatore di gas che garantisce protezione continua

da eventuali sostanze tossiche, asfissianti oppure infiammabili.

Cuore del veicolo è il motore cinque cilindri di 9

litri Euro 6 (con Scr) da 360 cv con 1.700 Nm di coppia

massima, abbinato al cambio automatico Allison

4500 PR a sei marce con retarder idraulico integrato.

Dotata di convertitore di coppia e rapporti specificamente

studiati per questa applicazione, la trasmissione

supporta la funzione Pump&Roll grazie alla quale è

possibile l’erogazione di acqua ed estinguenti anche

a veicolo in movimento, fino a 40 orari di velocità.

Naturalmente Artemis è molto altro ancora. Pensato

per potersi muovere anche in condizioni ambientali

estreme o addirittura critiche -ad esempio col buio

totale, oppure in presenza di temperature elevatissimeil

veicolo è dotato di sistemi avanzati quali la guida

radar Bai, termocamera termica, visione perimetrale

a 360 gradi.

Alberto Gimmelli

SOTTO LA CABINA

360 CV

Dotato di cabina

L ribassata con

funzione kneeling

che facilita accesso

e discesa degli

operatori, Scania

Artemis è spinto

dal motore cinque

cilindri Euro 6 di

9 litri DC09 141

accreditato di una

potenza di 360 cv

con 1.700 Nm di

coppia disponibili

tra 1.050 e 1.475

giri. Il cambio è un

automatico Allison

4500PR a sei

marce con retarder

idraulico integrato.

55


Nissan Interstar My25

È PROPRIO

UN GRAN

LAVORATORE

Dopo aver testato il nuovo

Interstar elettrico, ecco che

anche il van diesel con motore

da 150 cavalli si mette alla prova

sul percorso urbano di VeT.

Funzionale e comfortevole,

nel segmento dei large van

rappresenta un’opzione valida

per i trasportatori

56

Per comprendere la portata innovativa del

nuovo Nissan Interstar occorre andare indietro

di parecchi mesi con la memoria. E-

sattamente all’inizio di novembre 2024, infatti,

Nissan presentava in Spagna la nuova generazione

del suo large van, per la prima volta sviluppata

seguendo il doppio binario termico ed

elettrico. Lì avevamo preso contatto con i nuovi

Interstar, adesso ci abbiamo viaggiato sul serio.


PROVA CONSUMO

IN CITTÀ

NISSAN

INTERSTAR L2H2

FURGONE

MOTORE 2 LITRI - 150 CV

TEMPI E CONSUMI

CITTÀ A VUOTO

KM 15,5 KM/L 9,9 KMH 28,2

CITTÀ A CARICO

KM 9,5 KM/L 9 KMH 25,9

TANGENZIALE A CARICO

KM 32 KM/L 13,3 KMH 43,6

CIRCONVALLAZIONE A CARICO

KM 31,5 KM/L 8,5 KMH 23,9

TOTALE

KM 88,5 KM/L 7,9 KMH 23,1

Totale gasolio consumato: 8,7

litri. Condizioni di svolgimento

della prova: traffico poco

sostenuto in tangenziale,

sostenuto in alcuni tratti urbani.

LA CARTA D’IDENTITÀ

DOTAZIONE del veicolo in prova in

versione L2 H2, tre posti, allestimento

Tekna: chiusura porte centralizzata con

telecomando, alzavetri elettrici, sedile

conducente regolabile con bracciolo e

supporto lombare, sedile passeggero

biposto con schienale ripiegabile,

accensione automatica tergicristallo,

abbaglianti automatici, ruota di scorta,

touchscreen centrale da 10,1 pollici,

computer di bordo con schermo Tft da

7 pollici, vano di carico illuminato con

anelli di ancoraggio, doppio battente

posteriore con gradino di accesso,

caricabatteria wireless, sensori di

parcheggio, luci diurne a Led, porta

laterale destra scorrevole.

SUSTAINABILITY INDEX

DRIVELINE %

a a e e e 46

COMFORT E SICUREZZA

a a a c e 78,7

CARATTERISTICHE DEL VEICOLO

a b e e e 39,1

MOBILITY REVOLUTION TRUCK

a a c e e 52,5

© Vado e Torno 2026

57


dei Giovi, scendendo verso

min 21°

max 30°

Condizioni del traffico: abbastanza

scorrevole nel tratto di tangenziale,

non sempre scorrevole nei tratti urbani,

specialmente in presenza di lavori

stradali. Meteo sereno e soleggiato lungo

l’intero percorso.

Non era esattamente la prima volta, è vero, come

sapranno i più attenti di voi. Su Vado e Torno

n.7/2025, esattamente un anno fa, avevamo messo

alla prova sullo stesso percorso il corrispondente

elettrico dell’Interstar, che naturalmente condivide

con il suo omologo termico allestimento interno e

design, profondamente rinnovato seguendo un po’

lo schema del Renault Master. A dire il vero, il

nostro contatto con l’Interstar non si è limitato a un

fugace giro in città, ma quest’anno abbiamo utilizzato

il furgone anche come supporto logistico per

la nostra consueta trasferta a Misano in occasione

del Grand prix truck 2026, come raccontiamo su

Vado e Torno 6/2026, il numero scorso della rivista.

Preambolo piuttosto lungo, è vero, e ci scusiamo

per questo. Però lo riteniamo utile per dare l’idea di

quanto abbiamo potuto testare e apprezzare il van

termico di Nissan, che segna uno stacco netto con

la generazione precedente.

Promosso per comfort

Sicuramente a livello di comfort, davvero notevole

anche quando abbiamo dovuto affrontare trasferimenti

lunghi, resi ancora più sfidanti (non è il caso

della prova in città, bensì del viaggio in direzione

Misano di fine maggio) dal traffico intenso.

58


MOTORE

MX-13 DCI - 150 - 480

CV

KGM

515 170

480 155

51

299 48

445 140

273 45

410 125

247 42

375 110

220 39

340 95

194 36

305 80

168 33

270 65

142 30

235 50

115 27

200 35

89 24

200 900 1.900 800 2.900 1.400 3.900 2.000

giri / minuto

POTENZA CV COPPIA KGM

Il grafico elaborato da Vado e Torno è

disegnato in modo che le curve di potenza

e coppia si incontrino al regime di

rotazione in cui si rileva il minor consumo

specifico.

Tipo dCi 150

Cilindrata cc 1.997

Disposizione 4 in linea

Valvole per cilindro 4

Alesaggio/corsa mm 85 x 88

Potenza cv/giri 150/3.500

Potenza spec. cv/litro 75,1

Coppia kgm/giri 36,7/1.500-2.500

Compressione 15:1

Alimentazione common rail

Aspirazione turbo Vgt

Peso a secco kg n.d.

Capacità coppa olio litri 8,5

Inquinanti Euro 6e-bis

Lo scorso anno, durante la prova dell’Interstar

elettrico, avevamo definito il van come “un gran

lavoratore”, facendo un complimento non scontato

al furgone Nissan, nato per supportare davvero

l’attività dei suoi utilizzatori. E, al netto di qualche

elemento migliorabile (ne parliamo in queste

pagine, dove trovate anche tutti i dati emersi dalla

prova) supera brillantemente l’esame e si propone

come un’alternativa concreta ai suoi concorrenti

nello stesso segmento, quello dei large van. E se

dovessimo scegliere un pregio, diremmo la fluidità

del cambio che, sebbene manuale nel modello che

abbiamo provato, non ci ha per nulla affaticato.

UN SUPPORTO

AL CARICO

La pedana che corre

per tutta la larghezza

del veicolo nella

zona posteriore

è molto utile in

fase di carico. Così

come è utilissima

la telecamera

posteriore, di serie

nell’allestimento

Tekna che abbiamo

provato il mese

scorso.

tara

2.053

chili

portata

1.447

chili

59


VISTO DA DENTRO

Forse la plancia

non ruba

l’occhio, ma

risulta equilibrata

e funzionale.

Contachilometri

e contagiri sono

analogici, mentre

è stata aumentata

con la nuova

generazione

la dimensione

dello schermo

dell’infotainment

fino a 10,1 pollici.

Orientato verso

il conducente

garantisce una

visibilità senza

dubbio migliore

rispetto ad altri

concorrenti.

Il volume di carico

della versione L2H2

è di 10,8 metri

cubi.

60

TECNOLOGIA

Motore da 150 cavalli

La gamma arriva a 170, con coppia

disponibile fino a 380 Newtonmetri

Il nuovo Interstar è un veicolo sufficientemente

scattante e dotato di un motore che eroga potenza

coerentemente con le aspettative di chi si

mette alla guida. Quello che abbiamo guidato noi

sviluppa fino a 150 cavalli di potenza, ma lo stesso

motore è disponibile, a seconda delle versioni, con

tarature che vanno dai 105 ai 170 cavalli, sempre

intesi a 3.500 giri. La coppia, invece, varia tra i 330

e i 380 Newtonmetri. Quello che vi raccontiamo in

queste pagine sviluppa 360 Newtonmetri nel range

tra 1.500 e 2.500 giri. La classe di emissioni Euro6e

bis dà l’idea dei passi avanti compiuti dal costruttor

giapponese in un’ottica di riduzione delle emissioni,

ricordando che comunque la gamma è disponibile

anche in versione elettrica. Il sistema di aspirazione

del motore Nissan, invece, si basa su una doppia

turbina a geometria fissa.

Cambio manuale a sei rapporti

Il cambio manuale a sei rapporti si è fatto apprezzare

eccome durante il nostro test, e non solo. L’automatico

a 9 rapporti che era stato promesso da


LA CARTA D’IDENTITÀ

DIMENSIONI

Passo mm 3.585

Lunghezza mm 5.685

Larghezza con/senza specchi mm 2.466/2.080

Altezza mm 2.498

Sbalzo ant/post mm 970/1.130

DIMENSIONI VANO DI CARICO

Lunghezza mm 3.225

Larghezza/tra passaruota mm 1.789/1.380

Altezza mm 1.885

Volume utile mc 10,8

PESI E PORTATE

Tara kg 2.053

Portata kg 1.447

Peso totale kg 3.500

Un pregio lo abbiamo evidenziato

anche nel testo, cioè la fluidità di

cambio marcia, per nulla scontata

e quasi sorprendente in tempi

di cambio automatico. Poi, ci

ripetiamo rispetto alla prova

dell’elettrico: il gradino posteriore

di accesso al vano di carico, che

mostriamo in questo articolo, corre

per tutta la larghezza del veicolo

ed è un bell’aiuto quando c’è,

appunto, da caricare. Android Auto

ed Apple Car Play funzionano bene

e sono un supporto importante sia

in città, sia quando il viaggio si fa

più lungo e impegnativo.

Il freno a mano. Non tanto perché

meccanico, ma perché parecchio

duro nel suo utilizzo. I tasti per la

regolazione del volume del sistema

di infotainment sono posti sopra

lo schermo touch: non semplici

da trovare. Sarebbe meglio averli

sul volante, dove invece sono

stati sistemati comandi meno utili

quando si è alla guida.

Nissan in sede di presentazione della nuova gamma,

invece, è quello sviluppato da Zf per questo tipo di

veicoli. La tecnologia, però, non è soltanto quella

che fa muovere il veicolo: la plancia è moderna,

con il sistema di infotainment che si basa su uno

schermo, naturalmente touch, da 10,1 pollici. Un

bel passo avanti rispetto al recente passato. L’allestimento

Tekna, quello del ‘nostro’ furgone, presenta

di serie anche il caricatore wireless per il cellulare,

oltre alla telecamera posteriore, di cui è difficile fare

a meno nel lavoro quotidiano al giorno d’oggi, e ai

sensori di parcheggio sia anteriori, sia posteriori.

La dotazione Adas rispetta i requisiti di legge e non

risulta invasiva a livello di segnali luminosi e sonori

quando si è alla guida.

IL PERCORSO VeT IN CITTÀ

61


Che spettacolo il secondo round dell’Etrc 2026

KISS, UN ALTRO

SHOW

62


Una settimana dopo

l’apertura della stagione in

quel di Misano, Norbert

Kiss manda in scena sullo

Slovakia Ring un’altra recita

da campione, regalando al

numerosissimo pubblico

uno spettacolo da

incorniciare, e in Gara-2

addirittura per cuori forti.

Per il pilota Man è iniziata la

fuga verso l’ottavo titolo

Il rosso Man di Norbert Kiss e quello blu

di René Reinert piombano a 150 all’ora

sul traguardo di Gara-2 allo Slovakia Ring

fianco-fianco, praticamente nello stesso istante,

quasi fossero un solo veicolo. Separati, come

insindacabilmente sancirà il cronometro soltanto

da un centesimo di secondo. A quella velocità,

praticamente un nulla, meno di un respiro o

di un battito di ciglia. Un arrivo al fotofinishe

come raramente, anzi, per dirla tutta, mai si era

visto nelle gare dell’European Truck Racing

Championship. Almeno in quelle degli ultimi

dieci-quindici anni, quelli cioè targati prima

dal tedesco Jochen Hahn, quindi, consecutivamente

dal 2021, dallo stesso Norbert Kiss.

63


UN POKER

PER LA FUGA

L’arrivo di Gara-

4 con Kiss che

transita per

primo sotto la

bandiera a scacchi

precedendo

un ottimo Mark

Taylor, completa

il fantastico

poker ottenuto

dal sette volte

campione magiaro.

E così fanno

sette (su otto

gare disputate) i

successi ottenuti

in questo avvio di

stagione. Con la

classifica che lo

vede saldamente

leader e già

lanciatissimo verso

l’ottava corona

continentale.

Quell’arrivo thrilling, da cuore in gola, che ha fatto

sobbalzare sulle tribune anche il più compassato degli

spettatori, ha premiato Kiss -e chi altro, verrebbe

da dire, visto l’andazzo recente, e anche meno- e

beffato il tenace Reinert che pure era riuscito fino a

quel momento, cioè fino a uno sguardo dalla linea

d’arrivo, ad arginare e contenere con decisione e

correttezza gli attacchi dello scatenato campione in

carica, già vincitore alla grande in Gara-1 e che poi,

manco a dirlo, avrebbe fatto triplete e poker nelle

altre due manche del week-end.

Una gara da applausi a scena aperta

Che spettacolo, ragazzi! Come era fin difficile soltanto

immaginarlo. Invece. Invece Gara-2 rimarrà

indelebile negli annali della serie e negli occhi degli

appassionati. Quella lotta tra il rimontante Kiss

(ricordiamo infatti che in Gara-2 e Gara-4 le prime

otto posizioni in griglia sono invertite rispetto all’arrivo

di Gara-1 e Gara-3, quindi con Kiss che avendo

Con il suo rosso Man, Norbert Kiss ha fatto

copia incolla del risultato ottenuto nel 2025,

quando aveva dominato le tre gare disputate.

Quest’anno ha aggiunto anche la quarta perla

lasciando solo le bricole ai suoi avversari

64


GOODYEAR GUARDA ALLA SOSTENIBILITÀ

Coinvolta nelle corse di

camion da due decenni

abbondanti, e dal 2022

presente direttamente in

qualità di title sponsor

dell’Etrc, Goodyear -una

delle più grandi aziende di

pneumatici al mondo che con

63 mila dipendenti produce

in 19 stabilimenti dislocati

in altrettanti Paesi- accelera

ulteriormente sul fronte della

sostenibilità. Il colosso del

Piede Alato porta

infatti in pista da

quest’anno un

nuovo pneumatico

caratterizzato da

una percentuale di

materiali sostenibili

salita dal 55 al 60

per cento. «Le gare

di camion» spiega

Xavier Fraipont, Vice

President Global

Racing del marchio

«continuano ad

essere un importante

piattaforma di

sviluppo per

Goodyear. I risultati

dell’Etrc vengono trasferiti

dalla competizione alle

tecnologie per pneumatici che

supportano una maggiore

efficienza e soistenibilità

per le flotte di camion che

operano su strada ogni

giorno». Peraltro, l’impegno

di Goodyear abbraccia anche

il settore della ricostruzione

dei pneumatici da gara usati,

lavorati in Europa e reimpiegati

nel servizio commerciale.

trionfato nella prova d’apertura scattava dall’ottava

casella dello schieramento) e il bravissimo Reinert

cui va dato merito di una condotta di gara superlativa

e che nulla toglie l’essere stato superato soltanto dal

colpo di reni del migliore, è già storia.

Toh, adesso a inseguire è Lenz

E gli altri? Beh, detto che come solito -fatto salvo

rarissimi casi- il dominio di Kiss ha lasciato agli

avversari le classiche briciole, non sono mancate le

note positive. Lenz e Halm, in particolare. Il primo

è salito due volte sul podio (terzo in Gara-1, secondo

in Gara-3), sommando punti che ora lo pongono

nel ruolo di più immediato inseguitore della lepre

Kiss. Certo i 36 punti di gap dopo due delle sette

gare (106 per Kiss, 70 per Lenz) sono tanta roba e

non lasciano immaginare una possibile rimanta, ma

la soddisfazione per il pilota tedesco c’è tutta ed è

grande, specie dopo un 2025 decisamente deludente.

E poi hai visto mai che a metà luglio, sulla pista di

casa del Nürburgring...

Già, il ‘Ring. L’appuntamento principe della

stagione, quello che vale una laurea. E dove anche

Steffi Halm, dopo i due terzi posti conquistati allo

Slovakia Ring (in Gara-2 e Gara-4), punta forte, intendendo

anche ‘vendicare’ sportivamente la penalità

che a Misano gli ha tolto un meritato podio. La grinta

c’è, al pari dell’esperienza. E Steffi, certo, non farà

sconti a nessuno.

Alberto Gimmelli

CHE BEFFA

PER REINERT

Ha lottato con

grande tenacia

riuscendo a

tenere a bada

Kiss senza mai

offrirgli l’occasione

del sorpasso,

ma quando già

assaporava la

vittoria in Gara-2,

René Reinert (a

sinistra col Man

n.77 davanti ad

Halm, Albacete e

allo stesso Kiss),

si è visto beffare

sulla linea del

traguardo per un

solo centesimo di

secondo. Un finale

che rimarrà nella

storia.

65


trucknews

manifestazioni, nuovi inizi, closing

66

Vecto

Trenta dei principali

costruttori europei di rimorchi

e semirimorchi insieme per

correggere il Regolamento

(Ue) 2024/1610.

Gli amministratori delegati

di trenta tra i

principali costruttori

europei di rimorchi e semirimorchi

si sono riuniti per

firmare una dichiarazione

congiunta e una petizione

con l’obiettivo di rivedere e

L’UNIONE FA

LA FORZA

I big di rimorchi

e semirimorchi

insieme per

firmare una

dichiarazione

congiunta e una

petizione alla

presenza di due

europarlamentari:

Kris Van Dijck,

per il Belgio, e

Jens Gieseke, per

la Germania.

RIMORCHI E SEMIRIMORCHI

Uniti contro

modificare il Regolamento

che estende gli standard sulle

emissioni di CO 2

anche

ai rimorchi e ai semirimorchi.

I costruttori vengono,

infatti, ritenuti responsabili

di emissioni simulate, calcolate

attraverso lo strumento

Vecto. Secondo le aziende

coinvolte, per rispettare gli

obiettivi fissati dalla normativa

i costruttori potrebbero

essere spinti verso modifiche

progettuali tali da ridurre la

capacità di carico utile dei

veicoli.

Il risultato, sostengono,

sarebbe un aumento dei viaggi,

delle percorrenze a vuoto

e del numero di veicoli

necessari per trasportare lo

stesso volume di merci.

A questo si aggiunge un

elemento industriale e occupazionale:

circa 70 mila posti

di lavoro in Europa dipenderebbero

dalla sostenibilità

economica del settore dei

rimorchi e dei semirimorchi.

«Non si può chiedere

all’industria europea di guidare

la transizione verde

mentre, allo stesso tempo, la

si mette nelle condizioni di

non poter competere. Il settore

dei rimorchi è pronto a

fare la propria parte, ma gli

obiettivi devono essere tecnicamente

raggiungibili», ha

sottolineato l’europarlamentare

Jens Gieseke.

«Oggi trenta concorrenti

hanno messo da parte la

rivalità per mandare a Bruxelles

un messaggio unico.

Non chiediamo meno tutela

del clima. Chiediamo regole

che taglino davvero le emissioni,

invece di penalizzare i

costruttori», ha aggiunto Gero

Schulze Isfort, portavoce

della coalizione tedesca degli

otto principali costruttori europei

di semirimorchi.

LE BREVI

UN EACTROS IN F1

Il Mercedes-Amg Petronas F1

team ha annunciato l’impiego

di un Mercedes-Benz Trucks

eActros 600 completamente

elettrico per coprire tutte le

nove gare europee della

stagione 2026 di Formula 1.

Il veicolo dovrebbe percorrere

circa 15 mila chilometri,

finendo in quel di Madrid

intorno a metà settembre.

GATE-EJOLLY: CI SIAMO

Gate ha annunciato

l’apertura degli ordini per il

noleggio del nuovo eJolly,

il furgone elettrico ultimo

arrivato nella gamma Iveco.

Si completa così l’offerta

di Gate, specialista nel

noleggio a lungo termine

di veicoli commerciali e

industriali elettrici con la

formula pay-per-use. L’eJolly

sarà adesso disponibile non

soltanto in Italia, ma anche

in Francia e Germania. «Con

l’apertura degli ordini di eJolly

completiamo la nostra gamma

nel segmento dei veicoli

commerciali leggeri elettrici»,

ha detto Elio Fonti, Ceo di

Gate.

DAF XF 480 PER LA GDO

Brivio & Viganò torna a

investire su Daf. Il gruppo

brianzolo, attivo nel trasporto

refrigerato per la Grande

Distribuzione Organizzata,

ha acquistato nove trattori Xf

480 destinati principalmente

ai collegamenti tra Lombardia

e Nord Italia. I nuovi veicoli

andranno a rafforzare una

flotta che conta, a oggi, circa

1.800 veicoli e opera lungo

tutta la filiera del fresco. Per

l’azienda si tratta di un ritorno

a un marchio che, pur non

essendo mai stato prevalente

nel parco complessivo, è

rimasto presente nel tempo.

A pesare sulla scelta sono

stati soprattutto i risultati

delle ultime generazioni Daf

in termini di consumi, qualità

complessiva e affidabilità.


ENRIQUE ENRICH LASCIA LA GUIDA DI SCANIA ITALIA. AL SUO POSTO FREDRIK SWARTLING

L’amministratore delegato di Scania Italia, Enrique Enrich, ha comunicato che lascerà il suo

incarico dopo oltre cinque anni, a partire dal 1° settembre. Al suo posto Fredrik Swartling,

già direttore Service sales & operations. «Sono tante le sfide che ci aspettano», ha

dichiarato il prossimo Ad a margine dell’annuncio ufficiale. «Siamo in una fase di transizione

e ci impegneremo molto per essere all’altezza, dai prodotti che metteremo a disposizione

dei clienti fino alla rete che in questi anni è cresciuta molto».

ULTIME DA LAMBERET

Sei mesi di

osservazione

Richiesto l’avvio

della procedura per

l’amministrazione

controllata

Lamberet, storico costruttore

francese di veicoli industriali

refrigerati, ha richiesto

l’avvio della procedura

di ‘redressement judiciaire’,

formula che identifica l’amministrazione

controllata da

IVECO-TATA ENTRO SETTEMBRE

Tata Motors dovrebbe

completare

l’acquisizione di Iveco

Group entro il terzo

trimestre di quest’anno,

come più volte

confermato dalle parti

interessate. L’operazione

era stata annunciata

circa un anno fa.

La conferma sulle

tempistiche del closing

è arrivata da diverse

testate internazionali,

tra cui l’indiana Et

Auto, che ha anche

riportato le parole del

presidente di Tata,

N. Chandrasekaran,

intervenuto durante

l’assemblea generale

annual: «Abbiamo

ottenuto la maggior

parte delle autorizzazioni

e stiamo procedendo

spediti sulle poche

rimanenti. Puntiamo

a completare la

transazione entro il terzo

trimestre del 2026», ha

dichiarato il numero uno

del colosso indiano.

NUOVO AMAROK DARK

Look total

black

Volkswagen ha

introdotto l’edizione

speciale del

suo pick-up

Volkswagen veicoli commerciali

amplia la gamma

Amarok con la nuova

versione speciale Dark label,

già disponibile sul mercato

europeo.

Il modello nasce per valorizzare

il lato più distintivo del

parte del Tribunale di Lione.

Come confermato nel comunicato

ufficiale, le attività

produttive proseguiranno regolarmente

nel prossimo periodo,

che servirà al management

per riorganizzare il tutto

in vista dei prossimi anni.

Il periodo di osservazione,

che dovrebbe - appunto - durare

sei mesi, fornirà a Lamberet

«il tempo e il quadro

necessario per consolidare

le proprie attività e favorire

l’emergere di una soluzione

industriale duratura», si

legge nella nota ufficiale.

Stefano Chmielewski, amministratore

delegato nominato

circa un anno fa proprio per

cercare di invertire il trend

negativo, ha sottolineato che

quanto deciso dal Tribunale

«non rappresenta un punto

di arrivo: è uno strumento al

servizio del nostro progetto

industriale».

VECTO, LA MANIFESTAZIONE DI KÖGEL

Un enorme Sos

L’azienda tedesca compone un Sos con i suoi

semirimorchi: messaggio chiarissimo

U

n Sos composto

con i semirimorchi:

così Kögel ha

espresso la propria

preoccupazione per le

possibili conseguenze

della normativa Vecto,

modello di calcolo che

attribuisce un valore

di CO 2

simulato ai

semirimorchi. La

base giuridica è il

Regolamento (Ue)

2024/1610, che impone

ai costruttori di ridurre

questo valore del 10

per cento entro il 2030.

Secondo Kögel, gli

obiettivi non possono

essere raggiunti con

le tecnologie

attualmente

disponibili e

le potenziali

sanzioni

potrebbero

arrivare fino

a 64 milioni

di euro.

pick-up tedesco, combinando

una forte caratterizzazione

estetica con la motorizzazione

diesel V6 Tdi da tre litri.

La versione Dark Label è

proposta esclusivamente in

tre tinte esterne: Midnight

black metallizzato, Dark grey

metallizzato e Bright blue

metallizzato. Anche l’interno

dell’abitacolo prosegue

con l’impostazione dark.

Da un punto di vista tecnico,

il veicolo adotta il sei cilindri

Tdi da tre litri, con 177

chilowatt di potenza e 600

newtonmetri di coppia.

Il motore è abbinato al

cambio automatico a dieci

rapporti e alla trazione integrale

4Motion con riduttore,

pensata per ottimizzare la

motricità in funzione delle

condizioni di aderenza.

67


inTransizione

ECCO LA JV SWAPTOPUS

Battery swap anche

in Europa?

Una rete di centri dedicati allo

scambio rapido delle batterie

per camion elettrici, con

l'obiettivo di accelerare

la transizione in Europa

Octopus energy e Catl

hanno siglato una joint

venture per accelerare l’elettrificazione

del trasporto

merci su strada, in Europa,

attraverso una rete di centri

dedicati allo scambio rapido

delle batterie per camion e-

lettrici.

L’accordo porterà alla nascita

di Swaptopus, società che

unirà le competenze energetiche

e digitali di Octopus

con la tecnologia batterie e

l’esperienza nelle stazioni di

battery swapping sviluppate

da Catl.

Il modello prevede che i veicoli

possano sostituire in pochi

minuti una batteria scarica

con una carica, riducendo

i tempi di fermo rispetto alla

ricarica tradizionale.

I primi mega hub nel Regno

Unito dovrebbero essere

inaugurati nel 2027. L’obiettivo,

dichiarato apertamente

OCTOPUS E

CATL INSIEME

Da una parte le

competenze di

Octopus energy

da un punto di

vista energetico e

digitale, dall'altra

l'esperienza -

già consolidata

- di Catl nelle

stazioni di battery

swapping. La

joint venture

Swaptopus si

pone l'obiettivo

di accelerare

l'elettrificazione

in Europa

dai partner, è arrivare a trenta

centri entro il 2035, ciascuno

in grado, secondo le stime

delle aziende, di servire

migliaia di veicoli al giorno.

A regime, il network potrebbe

supportare oltre 300 mila

camion elettrici e mobilitare

più di trenta miliardi di sterline

di investimenti privati.

«Il vero problema è mante-

nerli operativi», ha dichiarato

Greg Jackson, fondatore e

Ceo di Octopus Energy, riferendosi

ai camion elettrici.

«Invece di aspettare ore, questi

veicoli possono tornare in

strada in pochi minuti».

Secondo Robin Zeng, presidente

e Ceo di Catl, «la sostituzione

delle batterie rappresenterà

un fattore chiave

per il futuro del trasporto

commerciale».

La joint venture lavorerà anche

sull’integrazione tra batterie,

rete elettrica e gestione

dell’energia. Un elemento

rilevante riguarda, infatti, il

possibile utilizzo degli hub

come sistemi di accumulo

distribuito: le batterie presenti

nelle stazioni potrebbero

essere caricate o scaricate

in base alle esigenze

della rete,

contribuendo alla

flessibilità del

sistema elettrico.

Octopus e Catl,

inoltre, stanno

valutando applicazioni

Vehicleto-Grid,

cioè

tecnologie che

consentono ai

veicoli elettrici

di restituire

energia alla rete

nei momenti di

picco della domanda.

LE BREVI

GRUBER TESTA L'ELETTRICO IVECO

Iveco avvia una nuova fase di

sperimentazione per quel che riguarda

il trasporto pesante a zero emissioni.

Da metà giugno 2026, un prototipo

di camion elettrico a batteria derivato

dall’Iveco S-eWay rigid sarà utilizzato

da Gruber Logistics per una prova di

sei mesi nelle proprie attività logistiche.

Il veicolo sarà impiegato per groupage

e carichi parziali su tratte di medio

e lungo raggio.

SCANIA INVESTE AD ANGERS

Scania prevede di investire settanta

milioni di euro nel proprio sito produttivo

di Angers, in Francia, rafforzando così la

sua capacità di sostenere la transizione

verso il trasporto elettrificato.

Secondo quanto dichiarato dal

costruttore svedese, l’investimento

comprende l’ampliamento dello

stabilimento esistente e l’adattamento

delle linee di assemblaggio alla

produzione di camion elettrici.

DACHSER SCEGLIE L'IDROGENO

Dachser sarà la prima azienda al

mondo a mettere in servizio il nuovo

Mercedes-Benz NextGenH2, camion

a idrogeno equipaggiato con una cella

a combustibile prodotta da cellcentric.

Il fornitore di servizi logistici inizierà a

utilizzare il trattore stradale alla fine

di quest'anno. I tre veicoli saranno

impiegati principalmente nel trasporto

a lunga distanza, dove potranno

dimostrare autonomia e flessibilità.

68


E-TECH T, AUTONOMIA FINO A 660 CHILOMETRI

Renault Trucks amplia il campo d’impiego dei trattori

elettrici E-Tech T, dichiarando un’autonomia massima

fino a 660 chilometri con una sola ricarica. Così,

l’80 per cento degli impieghi quotidiani analizzati

potrebbe essere svolto senza ricarica intermedia.

VEICOLI AUTONOMI

Ecco i test transfrontalieri

Firmata una dichiarazione per creare aree di

sperimentazione dedicate ai veicoli autonomi

D

iciotto

Stati membri

dell’Unione Europea

hanno firmato una

dichiarazione d’intenti

Powy, società torinese

attiva nello sviluppo

e nella gestione di

infrastrutture pubbliche

di ricarica per veicoli

elettrici, ha annunciato

la prima acquisizione

della propria storia.

Rilevato il 100 per

cento di Raw charging

network Italy, operatore

europeo presente in

location retail, leisure e

congiunta per favorire

la creazione di aree

di sperimentazione

transfrontaliere

dedicate ai veicoli

a guida autonoma.

L’obiettivo è favorire

un dispiegamento

più coordinato dei

veicoli autonomi in

Europa, riducendo

la frammentazione

normativa tra i diversi

Paesi e offrendo

maggiore certezza a

industria, operatori

logistici e sviluppatori

tecnologici.

PRIMA ACQUISIZIONE PER POWY

hospitality.

Così Powy diventa

proprietaria e gestore

unico delle stazioni di

ricarica installate in

cinque importanti outlet

italiani. Nel complesso,

l’acquisizione

riguarda 136 punti di

ricarica già operativi

più due installati

contestualmente

all'operazione.

IDROGENO VOLVO

Accordo con

Cespira

Per l'integrazione e la

commercializzazione

di Hpdi

Cespira, la joint venture

partecipata da Volvo e

Westport, ha firmato un accordo

con l'azienda costruttrice

svedese per completare

l’integrazione e la commercializzazione

della tecnologia

brevettata Hpdi, che dovrebbe

consentire al motore 13

litri di Volvo di funzionare a

idrogeno.

Dal punto di vista tecnico,

questo sistema consente

l’iniezione diretta di combustibili

alternativi ad alta

pressione nei motori a combustione

interna. Una soluzione

che supporta l’impiego

di carburanti a minore intensità

carbonica, mantenendo

al tempo stesso prestazioni,

durata e caratteristiche operative

richieste dalle applicazioni

heavy-duty. Attual-

DAIMLER CON KEYOU

Obiettivo

idrogeno

Partnership per lo

sviluppo di camion

a idrogeno

Daimler Truck collaborerà

con la specialista tedesca

Keyou per sviluppare camion

equipaggiati con motori a

combustione interna alimentati

a idrogeno. Più nel dettaglio,

Keyou sarà responsabile

della conversione all’idrogeno,

mentre fornitori di servizi

della società con sede a Monaco

si occuperanno dell’adattamento

dei veicoli e dei

mente, i camion Volvo sono

impegnati in test su strada,

come annunciato dallo stesso

costruttore svedese lo scorso

1° aprile. Il lancio commerciale

in Europa, con relativa

omologazione, è previsto prima

del 2030.

«Hydrogen Hpdi rappresenta

la fase successiva

della nostra strategia legata

al sistema Hpdi L’elevata

tolleranza all’idrogeno e la

possibilità di miscelarlo con

il gas naturale favoriscono

una migliore sostenibilità

economica per tutti gli attori

coinvolti, consentendo alle

flotte di ridurre le emissioni

di CO 2

senza rinunciare alle

prestazioni su cui fanno affidamento»,

ha detto Carlos

Gonzalez, President and Ceo

di Cespira.

motori. Il lancio sul mercato

è previsto per il 2027.

Come dichiarato espressamente

da Daimler Truck,

«l’obiettivo di questa partnership

è quello di offrire

una tecnologia disponibile

nel breve periodo, economicamente

sostenibile e robusta,

complementare alle

soluzioni di trazione decarbonizzate

già esistenti».

69


service&logistics

consegne speciali

DAF PER MARTINOROSSI

Sostenibilità su

tutti i fronti

Un Xf da 350 chilowatt

per l’azienda cremonese

MartinoRossi. Progetto

sostenibile anche da un

punto di vista economico

Quando l’elettrico diventa

realtà: potremmo

riassumere così il senso di

un progetto che ha coinvolto

diverse imprese – da Daf a

Verdalia passando per Trasporti

Pesanti, capace di fare

in qualche modo da collante

fra le varie parti in causa – il

cui risultato finale si esplica

con l’inserimento del primo

camion elettrico nella flotta

di MartinoRossi, azienda

cremonese che opera nell’industria

alimentare ed è specializzata

nella produzione di

ingredienti e prodotti senza

glutine e allergeni.

Le specifiche tecniche

del veicolo

Per essere precisi, si tratta di

un Daf Xf elettrico da 350

chilowatt (475 cavalli) che

adotta cinque pacchi batteria

e ha richiesto un adattamento

telaistico importante. Il pacco

in retrocabina, riducendo

lo spazio utile per il semirimorchio,

ha portato – per

forza di cose – a un arretramento

della ralla e costretto

Tmt a personalizzare il piano

mobile.

Fondamentale anche il

ruolo rivestito dalla presa di

forza elettrica Hyva ePto, la

prima installata in Italia su

questo tipo di applicazione,

capace di alimentare il piano

mobile con un assorbimento

contenuto (circa sette chilowattora

durante l’uso) e permettere

al trattore di restare

intercambiabile con diverse

attrezzature.

L’evoluzione

del progetto

Un progetto sudato e studiato

in ogni minimo dettaglio, costruito

nel tempo attraverso

varie fasi.

L’idea, partorita dalla

mente del giovane amministratore

delegato di Martino

Rossi – Stefano Rossi – inizialmente

aveva raccolto pareri

non proprio positivi: primo

fra tutti quello di Stefano

Storti, direttore generale di

Trasporti Pesanti, che è tornato

sui suoi passi solo quando

– citiamo testualmente –

«i costi si sono abbassati e

l’autonomia del camion elettrico

è migliorata».

A quel punto i test, per

capire se il veicolo avesse

tutte le caratteristiche adatte

per svolgere il compito nel

miglior modo possibile.

Il Daf Xf 350 verrà utilizzato

per trasportare il sottoprodotto

energetico della

lavorazione molitoria: dentro

all’ecosistema MartinoRossi,

su circa venti trasporti giornalieri

almeno tre o quattro

riguardano questo flusso, destinato

agli impianti di biometano.

70


MARTINOROSSI

PARLA ELETTRICO

In foto alcuni

dei protagonisti

dell’evento e del

progetto che ha

portato un Daf

Xf 350 elettrico

nella flotta di

MartinoRossi.

Dai rappresentanti

dell’azienda

cremonese,

l’amministratore

delegato Stefano

Rossi su tutti, a

Mauro Monfredini

(Daf), Samuele De

Guidi (Verdalia)

e Stefano Storti

(Trasporti Pesanti).

Ed è qui che entra in gioco

Verdalia, partner dell’iniziativa,

la quale opera con

undici impianti attivi in Italia

e movimenta circa 150

mila tonnellate per impianto

all’anno. Il sottoprodotto, così

facendo, viene trasportato

a zero emissioni locali verso

impianti che producono

biometano ed energia rinnovabile.

Un circolo virtuoso,

insomma.

Tutto ruota attorno

alla sostenibilità

Tornando ai test e al ruolo

fondamentale giocato dagli

stessi, va sottolineato che

la scelta dell’elettrico nasce

da un’applicazione precisa:

tratte ripetitive, clienti entro

un raggio medio di circa

cinquanta chilometri, tre

o quattro viaggi al giorno e

rientro serale in sede. Secondo

le stime condivise, il trasporto

attuale genera circa 77

grammi di CO 2

per tonnellata-chilometro;

l’impiego del

camion elettrico può evitare

circa 170 milioni di grammi

di CO 2

all’anno, pari a 170

tonnellate.

Sostenibilità ambientale,

dunque, ma non solo. E qui

il modello energetico fa la

differenza: grazie a Trasporti

Pesanti, che dispone di cinque

megawatt di fotovoltaico

e ha investito in un sistema

di accumulo industriale da

3,6 megawatt, si configura

una situazione per cui di

giorno l’energia solare copre

i consumi aziendali e carica

la batteria; di notte, invece,

alimenta la colonnina del

veicolo.

Ed è così che l’elettrico

diventa sostenibile anche da

un punto di vista economico.

Se è vero che resta penalizzante

il costo d’acquisto,

ancora molto superiore al

diesel, è vero anche che su

un progetto di questo tipo -

costruito su un orizzonte di

otto-dieci danni (lasso temporale

coerente con la garanzia

delle batterie) – il discorso

cambia. E così anche

i bilanci – non più solo quelli

di sostenibilità – iniziano a

sorridere.

Pierfrancesco Vecchiotti

71


a tutto carico

l’intervista

LA FILOSOFIA DI ROLFO ICE

Credere

nell’isotermico

Dal ruolo del trasporto a

temperatura controllata, al

sistema ad azoto liquido.

L’intervista a Luca Destro,

direttore generale di Rolfo Ice

Tra passato, presente e futuro.

Potrebbe essere questa

– a un primo sguardo – la

sintesi della nostra intervista

a Luca Destro, direttore generale

di Rolfo Ice, business

unit della Rolfo Evolution

specializzata nella produzione

di furgonature isotermiche

Atp e kit di pannelli in vetroresina.

Scavando nei perché della

nascita di questa divisione

specialistica – senza accorgercene,

anche per merito

delle competenze maturate

negli anni dal manager

dell’azienda cuneese – abbiamo

ricavato una lettura panoramica

di quello che è (e sarà)

il mercato dell’isotermico

italiano di oggi e domani. E

poi il focus, doveroso, sulla

proposta presentata all’ultimo

Transpotec Logitec e in

particolare sul semirimorchio

refrigerato ad azoto liquido.

Un passo indietro: la

genesi di Rolfo Ice

Iniziamo da una domanda

molto semplice: perché nasce

Rolfo Ice?

«Bisogna partire da un dato:

il Gruppo Rolfo ha compiuto

140 anni nel 2025. E se

scaviamo nella sua storia,

il primo veicolo industriale

prodotto non è stata una

bisarca ma un furgone isotermico.

Rolfo, quindi, ha

sempre costruito furgoni isotermici.

Nel 2025 si è scelto

di creare il brand Rolfo Ice

proprio per mettere in risalto

questa produzione.

I veicoli isotermici rappresentano

una componente

sempre più rilevante della

nostra attività. Per il loro potenziale

di crescita nel settore

dei veicoli industriali, abbiamo

ritenuto opportuno valorizzarli

attraverso un’identità

dedicata».

Qual è stato, se c’è stato, il

momento di svolta?

«È stato sicuramente il momento

in cui abbiamo deciso

di farci sentire, di dire che

ci siamo. Oggi siamo ancora

‘piccoli’, ma vogliamo strutturarci

e diventare nel mondo

dell’isotermia una realtà importante,

così come lo siamo

nella parte delle bisarche.

Penso che, nel tempo, vedremo

circolare sempre più

isotermici. Anche per questo

crediamo che sia un mercato

su cui spingere e puntare».

Quali sono, oggi, le richieste

più concrete dei clienti e

dove si fa davvero la differenza?

«Oggi il cliente è molto più

attento e consapevole. Non

vuole un veicolo isotermico

e basta, vuole un mezzo che

abbia determinate caratteristiche

di isolamento e un’efficienza

adeguata.

Le richieste più comuni

riguardano robustezza strutturale,

elevata capacità di

isolamento termico, semplicità

di manutenzione, rapidità

di riparazione e riduzione

dei tempi di fermo macchina.

La differenza, invece, si

fa nella qualità dei materiali,

nella precisione costruttiva,

nella gestione dei ponti termici

all’interno delle pareti e

nelle finiture».

A Transpotec avete portato

tre soluzioni diverse: una

per l’ultimo miglio, una

motrice elettrica refrigerata

e un semirimorchio con sistema

ad azoto liquido. Perché

questa scelta?

«Le soluzioni isotermiche si

Leggi l’intervista

completa sul sito

di Vado e Torno

72


UNA GAMMA COMPLETA

All’ultimo Transpotec Logitec, Rolfo Ice -

alla sua prima uscita ufficiale - ha scelto

di presentarsi con una soluzione per

l’ultimo miglio, una motrice elettrica a

tre assi su base Iveco e il semirimorchio

refrigerato con sistema ad azoto liquido,

che potete vedere nella foto al centro.

In basso, invece, Luca Destro.

dividono in tre macrocategorie:

ultimo miglio, motrici e

semirimorchi. Abbiamo scelto

di portare prodotti capaci

di abbracciare tutto il mondo

del trasporto a temperatura

controllata.

Alla prima uscita ufficiale

come Rolfo Ice, volevamo

anche trasmettere un messaggio

ai nostri clienti. Faccio

un esempio: fino allo scorso

anno non eravamo particolarmente

focalizzati sull’ultimo

miglio, poi ci siamo accorti

che rappresenta una fetta importante

di mercato e abbiamo

deciso di presidiarla.

Vi dirò di più: stiamo

lavorando per adattare il sistema

di raffreddamento ad

azoto liquido all’ultimo miglio.

È un’applicazione molto

interessante, considerando

che questi veicoli circolano

nei centri abitati e il sistema

criogenico consente il raffreddamento

con rumorosità

praticamente annullata».

Il sistema ad

azoto liquido

A proposito di sistema ad

azoto liquido: come siete

arrivati allo sviluppo del

semirimorchio che abbiamo

visto a Transpotec?

«Grazie al lavoro di squadra.

Tutto è nato a ottobre

dello scorso anno, durante

una giornata organizzata da

Oitaf a Bari. Tra gli ospiti

c’erano Sol Group, fornitore

del sistema criogenico e del

liquido refrigerante, VRent,

nostro cliente, che acquista

e noleggia diversi tipi di veicoli

industriali, compresi gli

isotermici, il nostro agente

Petrarolo ed il nostro cliente,

operatore logistico, Luciano

Trasporti.

Siamo rimasti colpiti dalla

presentazione di Sol e li abbiamo

contattati dicendo che

volevamo provare a montare

il sistema su una nostra cella

isotermica. Poi ci saremmo

occupati noi di trovare un

cliente interessato. E così è

nato tutto. Il veicolo sarà un

demo, che daremo in prova a

diversi clienti, e il primo sarà

proprio Luciano Trasporti,

che avrà modo di testarlo.

Saremo pronti, poi, a fornire

loro una serie e il veicolo demo

passerà a un’altra flotta».

Uno sguardo a

quello che verrà

Guardando al futuro, Rolfo

Ice sarà più orientata a sviluppare

soluzioni su misura

o piattaforme standardizzate?

«Sono importanti entrambe.

Serve il giusto mix tra industrializzazione

e personalizzazione.

Le piattaforme

modulari e standardizzate

permettono una produzione

su larga scala e grandi numeri.

Dobbiamo, però, prestare

attenzione anche alle richieste

di configurazioni dedicate

a specifici settori».

In generale, come vede il

futuro del trasporto a temperatura

controllata?

Oggi il cliente finale è sempre

più attento al prodotto che

porta a casa. Il trasporto isotermico

sarà il vero protagonista

della logistica del futuro,

perché una quantità sempre

maggiore di merci dovrà essere

trasportata in regime di

temperatura controllata.

Le normative saranno

sempre più puntuali e attente

in materia di regolamentazione.

Più in generale, il

trasporto a temperatura controllata

evolverà verso soluzioni

sempre più sostenibili,

digitali e integrate. I veicoli

dialogheranno con i sistemi

logistici, i dati diventeranno

parte integrante della gestione

della catena del freddo e

l’efficienza energetica sarà

un fattore competitivo imprescindibile.

Pierfrancesco Vecchiotti

73


van&pick-up

industria e servizi

IL PIANO STELLANTIS

Azione

di forza

Strategia a tutto campo per il marchio

multibrand. Entro il 20230 annunciati

undici nuovi modelli tra cui due nuove

generazioni di van e piattaforme multienergy

per i pick-up. E all’Iaa verrà

svelato il concept “Box on wheels”

Arriva da oltreoceano,

precisamente da Auburn

Hills, l’annuncio

della strategia Stellantis

Pro One, ovvero della business

unit dedicata ai veicoli

commerciali, per il prossimo

futuro. L’occasione l’ha data

l’Investor Day, tenutosi

appunto nella cittadina del

Michigan nell’ultima decade

di maggio.

Trattasi di un piano mirato

da un lato a consolidare la

PRO ONE NEXT, PIÙ VICINI AL CLIENTE

Non tanto e non

soltanto costruttore

di veicoli, ma sempre

più un provider di

ecosistemi. È questa

la strada imboccata da

Stellantis allo scopo di

essere sempre più vicina

ai propri clienti e al loro

business. La strategia

del marchio poggia in

questo senso su una

serie di pilastri al centro

dei quali c’è Pro One

Next. Si tratta di una

soluzione avanzata per

la gestione dell’uptime,

al momento in fase pilota

in Europa. «Con Pro

One Next» spiega Eric

Laforge, Global senior

vice president Stellantis

Pro One «compiamo

un passo decisivo nel

modo in cui

supportiamo il

business dei

nostri clienti.

Integrando

dati,

connettività

ed expertise

operatiuva,

possiamo

gestire

in modo

proattivo

l’uptime

dei veicoli,

ridurre la

complessità

e generare

valore

tangibile ogni

giorno, rafforzando il

nostro ruolo di partner di

riferimento per i clienti

professionali».

posizione del marchio multibrand

-di cui fanno parte,

citati in rigoroso ordine alfabetico,

Citroën, Fiat Professional,

Opel, Peugeot, Ram,

Vauxhall- che nel 2025 ha

contato oltre 1,65 milioni di

veicoli venduti e adesso punta,

con la leadership globale,

a una ulteriore crescita del 30

74


OFFENSIVA A TUTTO CAMPO

Tale è quella annunciata da Stellantis

in occasione dell’Investor Day. Per

quanto riguarda il prodotto, oltre

all’introduzione entro il 2030 di undici

nuovi modelli e delle due piattaforme

multi-energy per i commerciali dei

segmenti Mid-size e Large-van, il

marchio multi-brand metterà sul piatto

anche aggiornamenti e un rinnovamento

per quel che riguarda il segmento

Small van, con particolare attenzione al

mercato del Sud Amrica.

per cento dei volumi entro il

2030, dall’altro ad accelerare

verso quel modello di fornitore

integrato di ecosistemi

che in un certo qual modo

rappresenta la nuova frontiera

alla quale puntare.

Un piano ambizioso, ma

del tutto nelle corde di Stellantis

Pro One. Che appunto,

ha annunciato entro il 2030

il lancio di undici nuovi modelli

con anche l’ingresso in

segmenti al momento non

presidiati, l’introduzione di

due piattaforme multi-energy

per veicoli di medie e grandi

dimensioni (con motorizzazioni

termiche, elettriche e

ibride).

Oltre a questo ricco menù,

sempre entro il 2030 sono

previsti aggiornamenti per

gli small van (in questo caso

con focus sui mercati del

Sud America), accompagnati

dall’introduzione di due nuove

motorizzazioni elettriche

con batterie Lfp e Nmc.

Non è tutto: sempre sul

frointe del prodotto, Stellantis

Pro One intende anche

accelerare in quello che definisce

«il portafoglio globale

globale di pick-up». Ciò è

previsto attraverso il completo

rinnovamento della gamma

full-size in Nord America,

il lancio di un modello

elettrico con range extender,

mentre il segmento medio

accoglierà un nuovo pick-up

firmato Ram.

Ad Hannover svelerà

Box on Wheels

Intanto l’attenzione è già rivolta

all’Iaa di Hannover in

programma a metà settembre,

dove Stellantis Pro One

presenterà il concept Box in

Wheels. Un’idea che si annuncia

del tutto rivoluzionaria

quanto inedita.

75


van&pick-up

BONTU SBARCA IN EUROPA

Ci sono

anch’io

Nel Vecchio Continente il giovane

marchio cinese con sede a Xintai

approda proponendo, oltre a

due minicar, un originalissimo mini

commerciale cento per cento elettrico

in differenti configurazioni adatto

per le consegne sull’ultimo miglio

Sbarcata in Europa con

la forza di chi ha le

carte in regola per

sovvertire i valori in campo,

l’industria cinese dell’auto

(inizialmente sottovalutata

ma poi rapidamente affermatasi

anche grazie allo

zampino delle scelte avventate

della Ue in materia di

transizione al green) è oggi

-piaccia o meno- una realtà

sempre più attrattiva e competitiva,

il cui potenziale

di sviluppo sul

mercato continentale

abbraccia ogni tipologia

di mezzo di trasporto,

camion compreso

(dove sebbene

al momento vanta

una presenza ancora

limitata, in prospettiva

rappresenta per

i big europei uno

spauracchio), ma non

soltanto.

Una conferma in

questo senso, che

in tutti i casi la dice

lunga sulle mire

espansionistiche del

Dragone nel Vecchio

Continente, è il recente

battesimo della

gamma di quadricicli

firmati Bontu (Shandong

Bontu New

Energy Vehicle Industry).

Italia scelta come hub

per l’Europa meridionale

Fondata nel 2020, sede a Xintai,

nella provincia di Shandong,

la giovane azienda cinese

ha infatti scelto Milano

per il debutto -e una prima

rapida presa di contatto con

i veicoli riservata alla stampa-

della famiglia di mini full

electric composta, da due mi-

76


COMPATTO

ANZI, MINI

Lungo appena tre

metri e mezzo a fronte

di un passo di poco

superiore a due metri,

Bontu BTE03 dichiara

un peso totale di 1.076

chili e una capacità di

carico di 340 chili.

nicar (guidabili a partire da 16

anni), e da un ultra compatto

veicolo commerciale.

Una scelta, quella del capoluogo

lombardo, che certo non

è frutto del caso. Piuttosto, infatti,

trattasi del primo passo

di una strategia di sviluppo

del marchio che punta sull’Italia

come riferimento per il

sud Europa, ma allo stesso

tempo prevede tra la fine di

quest’anno e l’inizio del 2027

la creazione di altri due presidi,

in Polonia e Romania per

l’Europa orientale, in Germania

o Francia oppure nei Paesi

Bassi per l’Europa centrale.

Progetti ambiziosi per un

marchio che non fa mistero

di quale sia il proprio intendimento:

proporsi cioè come

nuovo player di riferimento

della mobilità urbana a emissioni

zero.

L’ultimo miglio

è il suo territorio

Al mini light commercial

vehicle siglato BTE03 il compito

di avviare Bontu sulla

strada che conduce all’obiettivo

prefissato.

Perfino superfluo sottolineare

il fatto che trattasi di

un veicolo che si rivolge alle

classiche esigenze delle mission

sull’ultimo miglio. Le dimensioni

compatte lo confermano:

3.564 mm di ingombro

per 1.220 mm di larghezza a

fronte di un’altezza a seconda

delle versioni tra 1.685 e

1.980 mm. A questi valori

corrisponde un peso totale di

1.076 chili per 340 chili di

portata.

Omologato secondo il

regolamento Ue L7e (quadricicli

pesanti), dunque

pienamente conforme alle

normative per la circolazione

su strada in tutti gli Stati

membri, Bontu BTE03 viene

proposto nelle configurazioni

pick-up, cassone o cargo,

prestandosi anche -doverosio

sottolinearlo- al trasporto di

merci in regime di temperatura

controllata.

Fino a 100 chilometri

di autonomia

Abitacolo e scocca in acciaio

ad alta resistenza, sospensioni

anteriori MacPherson e ponte

indipendente posteriore, completo

di Abs, Ebd, Rbs (Regenerative

braking system), cruise

control, servosterzo elettrico,

sensori radar, BTE03

adotta una batteria al litio di

8,35 kWh ricaricabile in 3

ore (e 90 minuti fino all’80

per cento), con garanzia di tre

anni o 50 mila km. L’autonomia

massima è dichiarata tra

80 e 100 chilometri, la velocità

di punta in 81 kmh. Prezzi

fino a 14 mila euro.

77


van&pick-up

VOLKSWAGEN CADDY

Così mi rifaccio

il look

Annunciato per l’autunno

l’arrivo della nuova edizione del

van Volkswagen, che dopo il

passaggio in sala trucco rinfresca

il look e aggiorna gli interni. Due

passi, differenti versioni e motori

benzina, diesel o e-hybrid

CON L’IBRIDO

122 CHILOMETRI IN ELETTRICO

Il bouquet di motorizzazioni

disponibili col Caddy prevede,

oltre al classico diesel e al

propulsore a benzina, un

e-Hybrid che il costruttore

accredita di un’autonomia di

marcia complessiva superiore

ai 620 chilometri, di cui

122 chilometri percorribili

in modalità completamente

elettrica.

Il Volkswagen Caddy si

rinnova. E lo fa, senza

stravolgimenti e rivoluzioni,

bensì nel segno della

continuità di un modello che

nei suoi fin qui quarant’anni

abbondanti di carriera (primo

lancio nel 1983) ha saputo

costruirsi un’ottima reputazione

e conquistare la fiducia

della clientela, presentandosi

come «compagno ideale

quando si tratta di affrontare

in modo comodo e professionale

le sfide del lavoro

quotidiano».

E proprio allo scopo di

aumentare l’appeal, la quinta

generazione del city van di

Wolfsburg (ma costruito nel

centro Volkswagen a Poznam,

in Polonia) si rinnova

fuori e dentro. Niente di trascendentale,

ben inteso. Piuttosto,

interventi mirati. Che

in realtà si concentrano per

lo più all’interno dell’abitacolo.

namenti si fanno più sostanziosi.

Con il display centrale

indipendente di maggiori

dimensioni (12,9 pollici in

diagonale) con comandi

touch personalizzabili; il Digital

Cockpit Pro che diventa

di serie su tutte le versioni;

con la presenza della ricarica

induttiva per smartphone da

Digital Cockpit Pro

di serie su tutta la gamma

Esternamente, infatti, il cambiamento

si limita al paraurti

anteriore, ai cerchi in lega (da

16 a 18 pollici) e a quattro

nuove colorazioni (metallizzate)

di carrozzeria.

Dentro, invece, gli aggior-

25 watt (e la doppia Usb-C

con potenza di ricarica fino

a 60 watt per presa); con i

comandi per la regolazione

della temperatura con slider

touch retroilluminati. Non

ultimo, gli stilisti Volkswagen

hanno aggiornato anche

i rivestimenti dei sedili.

Disponibile in abbondante

numero di varianti -a proposito,

il nuovo Caddy arriverà

sul mercato italiano nel prossimo

autunno- in due varianti

di passo (standard e Maxi),

con differenti livelli di allestimento

(Space, Life, Style)

e versioni (Edition, Cali-

78


...E IL MULTIVAN SEGUE IN SCIA

Come il Caddy, anche

i freatelli maggiori

Multivan e California

passano in sala truccco

per sottoporsi, pur con

qualche variante, allo

stesso trattamento

riservato al city van del

costruttore tedesco. Ecco

quindi il nuovo design

del paraurti anteriore

migliorato dal

punto di vista

aerodinamico,

nel quale sono

integrate le

prese d’aria del

motore e per la

ventilazione del

climatizzatore; i fari

a led di maggiori

dimensioni che

assicurano una

superiore efficienza

luminosa,

anche attraverso

il miglioramento

dell’ampiezza del cono

di luce sia in rettilineo

che in curva; il disegno

aggiornato dei cerchi

in lega nelle varianti

da 19, 18 e 17 pollici

(quest’ultimo di base); le

nuove varianti di colori.

All’interno spicca la

plancia ridisegnata, col

nuovo Digital Cockpit

(con tre diverse modalità

di visualizzazione)

e lo schermo touch

maggiorato nelle

dimensioni (12,9 pollici,

con una diagonale di

32,8 cm), sotto il quale

sono posizionati slider

touch retroilluminati per

il controllo del clima e

dell’audio. Sul fronte

motori, spicca per

entrambi i modelli la

disponibilità del sistema

ibrido-plug in a trazione

integrale da 245 cv. Un

autentico punto di forza,

come lo è anche il Travel

Assist con riconoscimento

automatico dei semafori

e sistema Emergency

Assist integrato.

fornia e Flexible) trasporto

merci e passeggeri (configurazione

da 5 a 7 posti), con

soluzioni quali il portellone

posteriore oppure il doppio

battente, la gamma del modello

offre al cliente la scelta

tra motorizzazioni diesel,

benzina oppure e-Hybrid.

Particolarmente interessante,

quest’ultima è accreditata di

un’autonomia di oltre 620

chilometri, di cui 122 chilometri

percorribili in modalità

completamente elettrica.

Infine, esattamente come

per gli altri modelli Vw, anche

per il Caddy viene proposto

il programma di manutenzione

5 Plus, un servizio

all inclusive che include la

garanzia fino a 5 anni o 150

mila chilometri.

Alberto Gimmelli

79


Seguici anche su

www.youtube.com/@vadoetornoedizioni


Se dovessimo lanciare un

sondaggio su quale sia stato

tra i truck che hanno calcato la

scena -limitandoci ad esempio

agli ultimi cinque decenni- il

più bello, il più elegante o

anche semplicemente il più

attraente dal punto di vista

estetico, gusti e sensibilità diverse

porterebbero a una lista

più o meno lunga. A ciascuno

il suo, insomma. Nessun

dubbio, invece, su quale sia

stato, sempre limitandoci al

periodo in considerazione, il

più originale dal punto di vista

dell’impostazione. Perchè

in questo caso non ci sarebbe

partita. Il nome, infatti, sarebbe

uno e uno soltanto: il Renault

N°4 - APRILE 1993

Magnum.

Sono trascorsi trentasei anni

dal lancio avvenuto nella tarda

primavera del 1990 e poco meno

di quindici dalla fine della

produzione del modello nello

storico sito della Losanga di

Bourg-en-Bresse ma il Magnum

non è affattoi un pallido

ricordo. E non soltanto per

il fatto che capita ancora oggi

di incrociarne la sagoma sulle

strade d’Italia, e non soltanto.

Nato sulla scia del programma

Virages varato da Renault

Vehicules Industriels e dallo

Stato francese nel 1980, e dal

quale sono nati nel 1985 e

1988 i prototitpi Ve10 e Ve20

(Véhicules expérimental), a loro

volta precursori dell’Ae Magnum,

l’inedito pesante della

Losanga ha scardinato rigidi

schemi convenzionali, proponendo

soluzioni originalissime

come la cabina con pavimento

piatto al piano superiore (con

CORREVA L’ANNO

1990

RENAULT MAGNUM

Come te

non c’è nessuno

Innovativo, originale, unico. Il pesante

della Losanga ha spezzato la tradizione

proponendo soluzioni fuori dagli schemi

A due anni dal lancio, la rivisitazione della line-up motori

offre a Vado e Torno l’occasione per mettere alla frusta

nel Supertest 1.000 km il Magnum nella versione Ae 420 .

Il servizio è pubblicato sul n. 4/1993.

1.870 mm di altezza libera

ce sarebbero diventato 2.000

nel 2008), la plancia non propriamente

tale ma limitata a

un cruscotto avvolgente, e al

piano inferiore, completamente

separato dal primo, il modulo

RENAULT

MAGNUM

520.18

OPTIROLL

© Vado e Torno 2012

TEMPI E CONSUMI

km km/l km/h

Milano-Piacenza 83,5 4,39 71,6

Piacenza-Bologna 141 4,46 81,3

Bologna-Citerna 47,8 1,67 71,7

Firenze-Valdichiana 101,9 2,89 74,6

Valdichiana-Firenze 136 3,34 72,9

Firenze-Aulla 134 2,75 82

Aulla-Berceto 41 1,54 72,4

Berceto-La Spezia 50,3 3,54 77,4

La Spezia-Genova 94,8 2,77 80,1

Genova-Giovi 14,3 1,17 66

Giovi-Milano 127,4 4 ,84 76,4

TOTALI 972 3,06 76,4

Gasolio consumato: 317,5 litri

LA CARTA D’IDENTITÀ

Passo 4.120 mm - Dotazione di serie:

alzacristalli elettrici con comando a impulsi,

climatizzazione con regolazione

elettrica, riscaldatore autonomo ariaaria,

tendina di separazione zona giornozona

riposo, letto inferiore (lunghezza

1.948 mm), letto superiore (lunghezza

2.060 mm), sedile passeggero tipo ‘Confort’

pneumatico, poltrona passeggero

girevole con cuscino appoggiapiedi su

cruscotto, volante regolabile in altezza

e profondità, comando Optidriver più,

antiavviamento, cruise control, presa

elettrica 12 V più 24 V sul cruscotto,

radio con comando infrarossi - Dotazioni

optional presenti sul veicolo in prova:

pack Optiroll (1.118 €), pack cabina Excellence

(5.305 €), rallentatore Voith R

115 (7.844 €), cerchi Alcoa in alluminio

(3.099 €), Ebs full con Esp (1.880 €),

colore grigio Eclipse Vega della carrozzeria

(2.831 €), interni in pelle (1.214

€), barra stabilizzatrice posteriore (736

€), Optifuel Infomax (2.107 €) - Prezzo

del veicolo base: 162.860 € - Totale

equipaggiamenti a richiesta: 34.271 €

- Prezzo del trattore provato

197.131 EURO

26

TRATTORE 2 ASSI

MOTORE 12,7 LITRI

520 CAVALLI

EURO 5/EEV

Costruito nello stabilimento di Bourg-en-

Bresse, Francia.

tecnico, ovvero la sala macchine

regno del V8 di 16,4 litri da

503 cv. Con quel tocco di unicità

ulteriore rappresentato dai

gradini di accesso alla cabina

collocati dietro l’asse anteriore.

Geniale e leggendario.

L’ammiraglia francese oltre i 3 km per litro

SUPERARSI

Ha passato da un bel pezzo

i vent’anni, ma non smette di

stupire. Ad esempio, migliorando

sensibilmente i consumi nella

versione con funzione Optiroll

Nel 2012, ormai prossimo al capolinea, il Magnum affronta

l’ennesimo Supertest -raccontato nel dettaglio sul n.2 di Vado

e Torno- superando la soglia dei 3 km/l di percorrenza.

N

L’ARTE DI

umeri a confronto

il risultato

parla

chiaro: 3,06 chilometri

di percorrenza

con un litro di gasolio,

contro i 2,90 realizzati

dalla versione

Optifuel.

supertest

1.000 km

Da oltre vent’anni orgogliosa

eccezione nel

panorama dei pesanti

per il lungo raggio, il

Magnum non finisce di

stupire. E in quella che

può essere considerata

la vigilia del passaggio

di testimone al nuovo

27

periodico di cultura,

economia e tecnica dell’autotrasporto

Fondato nel 1962

Autorizzazione del tribunale di Milano

n. 6041 del 20 settembre 1962

Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L.

353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1,

comma 1, LO/MI.

Registro nazionale della stampa

n. 4596 del 20/04/1994

n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001

Direttore Responsabile

Fabio Zammaretti

Coordinatore di Redazione

Fabrizio Dalle Nogare

Direzione tecnica e prove

Alberto Gimmelli

Redazione

Stefano Agnellini, Fabio Butturi,

Ornella Cavalli, Stefano Eliseo

Fabio Franchini, Riccardo Schiavo,

Cristina Scuteri, Luca Vitali

Impaginazione e grafica

Marco Zanusso

Hanno collaborato

Sergio Bolis,

Renato Scialpi,

Pierfrancesco Vecchiotti,

Riccardo Venturi

Gestione editoriale

Fabio Zammaretti

PUBBLICITÀ

Direzione

via Brembo 27

20139 Milano

tel. 02 55230950

e-mail:

pubblicita@vadoetornoedizioni.it

Agenti

Mario Albano

Maurizio Candia

Roberto Menchinelli

Emanuele Tramaglino

SITO INTERNET

www.vadoetorno.com

Casella postale Internet (E-Mail):

vadoetorno@vadoetornoedizioni.it

Stampa

Industrie grafiche RGM srl, Rozzano (Mi)

Fotolito

Industrie grafiche RGM srl, Rozzano (Mi)

ABBONAMENTI

Annuale

Italia 30 euro, estero 50 euro

Annuale via aerea

60 euro

Copie arretrate

7 euro

Versamenti

c/c postale n. 50292200 intestato a

Vado e Torno Edizioni srl,

via Brembo 27, 20139 Milano

e-mail:

abbonamenti@vadoetorno.com

Comunicazione agli abbonati

In relazione a quanto disposto dall’art.

13 del GDPR 679/2016 i dati personali

conferiti in occasione della sottoscrizione

dell’abbonamento saranno trattati

da VADO E TORNO EDIZIONI

SRL per la gestione dei rapporti tra

editore ed abbonato, secondo le finalità

e modalità indicate nell’informativa

disponibile e consultabile sul sito

www.vadoetorno.com.

VADO E TORNO

EDIZIONI

via Brembo 27, 20139 Milano

tel. 02 55230950

© Copyright 2026 Vado e Torno Edizioni

81


ULTIM’ORA

Da Volkswagen

un piano lacrime e sangue

Il colosso di Wolfsburg starebbe valutando una manovra di

ristrutturazione che comporterebbe l’eliminazione di 100 mila

posti lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti del Gruppo

È un piano di ristrutturazione senza precedenti quello che, stando a

indiscrezioni pubblicate dal settimanale Manager Magazin, Volkswagen

si appresterebbe a varare. L’obiettivo è di ridurre drasticamente i costi

generali di circa 11 miliardi di euro entro il 2030.

Che l’industria dell’automotive in Europa non se la passi

affatto bene è cosa, ahinoi, nota da qualche tempo. La

contrazione della domanda, gli elevati costi energetici, la

controversa strategia sulla transizione all’elettrico imposta

dalla Ue, e non ultimo l’offensiva dei cinesi calati nel Vecchio

Continente con la forza di un ciclone difficile da arginare nelle

sue conseguenze, hanno via via appesantito bilanci e idee dei

marchi storici dell’automobile, costretti adesso a correre ai

ripari (quando ormai, però, come i più sostengono, i buoi sono

usciti dal recinto). Detto ciò, in questo tutt’altro che esaltante

quadro a tinte fosche, la notizia rimbalzata dalla Germania

lascia quantomeno attoniti. Storditi. Volkswagen, secondo

quanto afferma il settimanale tedesco Manager Magazin

citando fonti interne al marchio di Wolfsburg, starebbe

valutando un piano di ristrutturazione lacrime e sangue. Il

seguente: taglio di centomila posti di lavoro, riduzione dei

costi generali per circa 11 miliardi di euro entro il 2030, e

non ultimo, nel medio termine, la chiusura degli stabilimenti

di produzione Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden,

oltre a quello Audi di Neckarsulm. Il piano di rilancio,

ampiamente peggiorativo rispetto a quello inizialmente

ipotizzato da 50 mila esuberi, sarebbe stato presentato (il

condizionale è d’obbligo) dall’Ad Oliver Blume al Consiglio

di Amministrazione per essere poi discusso nel Consiglio di

Sorveglianza (previsto mentre questo numero di Vado e Torno

è in stampa), al tavolo del quale siedono anche i rappresentanti

dei lavoratori. Ciliegina finale, secondo quanto riportato dal

quotidiano tedesco Bild, Volkswagen potrebbe anche ritirarsi

dalla partnership con Bosch nel progetto per la guida autonoma

Ada (Automated Driving Alliance). È vero, parliamo di auto, e

in fondo in questi ultimi tempi di piani di rilancio ne abbiamo

avuto notizia da diversi marchi, ma vista la situazione c’è

da chiedersi fino a quando e soprattutto se, di questo passo,

l’industria europea -e qui infiliamoci anche veicoli commerciali

e camion- sarà capace di mantenere quel ruolo centrale in tutta

evidenza oggi sempre più a rischio.

82



PASSIONE italiana.

CARATTERE inconfondibile.

IVECO S-WAY VR46 Racing Team.

Ispirato al mondo delle corse, progettato per la strada.

Dall’unione di due eccellenze italiane, animate dalla stessa attitudine

— energia, carattere e performance — nasce una serie speciale esclusiva.

Realizzata in soli 46 esemplari, per chi vuole lasciare il segno su ogni percorso.

Non è per tutti. Proprio per questo la vorrai.

Immagini a scopo illustrativo

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!