Costruzioni n. 801 giugno 2026
NUOVO KOBELCO SK1300DLC. ROSSO COME LA PASSIONE CHE ARMOFER HA PER IL SUO LAVORO TAKEUCHI TL11R3 WALKAROUND La nuovissima pala compatta cingolata giapponese unisce tutta la potenza della TL12R2 ma in un formato più compatto. Modello dedicato al mercato Italia WALKAROUND DEL NUOVO DEVELON DX360NLC-9
NUOVO KOBELCO SK1300DLC. ROSSO COME LA PASSIONE CHE ARMOFER HA PER IL SUO LAVORO
TAKEUCHI TL11R3 WALKAROUND
La nuovissima pala compatta cingolata giapponese unisce tutta la potenza della TL12R2 ma in un formato più compatto. Modello dedicato al mercato Italia
WALKAROUND DEL NUOVO DEVELON DX360NLC-9
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ostruzioni
Casa editrice la fiaccola srl
Giugno 2026
dal 1952 in cantiere
NUOVO KOBELCO
SK1300DLC.
ROSSO COME
LA PASSIONE
CHE ARMOFER HA
PER IL SUO LAVORO
TAKEUCHI TL11R3
WALKAROUND
La nuovissima pala compatta
cingolata giapponese unisce tutta
la potenza della TL12R2
ma in un formato più compatto.
Modello dedicato al mercato Italia
WALKAROUND DEL NUOVO DEVELON DX360NLC-9
9
ISSN 0010-9665
770010 966504
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ISSN: 0010 - 9665
costruzioni
rivistacostruzioni
ATTUALITÀ&PRODOTTI
6 Cover story
Il maxi Kobelco Ultra High Reach entra
nella flotta di Armofer
10 Rallenta da sola
Genie festeggia 60 anni ad APEX
12 Partnership strategica
Tra Bergerat e Faresin
13 La prima telescopica
Grove GHC 220 è la più grande
in gamma che arriva in Nord America
14 Nella cava dei giganti
A settembre torna in Germania
Steinexpo, l’appuntamento
per l’industria estrattiva in minera
76
WALKAROUND
Il nuovo Develon
DX360NLC-9 avanza
in termini di idraulica,
motore, elettronica
e sicurezza attiva.
Debutta un’elettronica
automotive evoluta
MACCHINE&COMPONENTI
54 Il cerchio si chiude
Volvo CE unisce tutte le sue macchine
sotto un’unica infrastruttura digitale
connessa per una produttività al top
60 Cambio marcia
Dai carrelli elevatori al movimento
terra: TVH Italia racconta numeri,
logistica e strategie
64 Catturare la realtà
Marco Delfino di Topcom Positioning
Italia ci ha guidato tra scanner
Capture Reality e verifica cantiere
36
70 Fare la differenza
Soluzioni di produttività con macchine
CAT dalle prestazioni comprovate
e il supporto della rosa di servizi CGT
DECOSTRUZIONI&RICICLAGGIO
76 Parla bene il tedesco
È l’escavatore Sennebogen 870E
Demolition da 117 tonnellate
78 Gamma più ampia
Indeco ha presentato a Samoter
la pinza per demolizione IDC 21
86
CAVE&CALCESTRUZZO
80 Remote control
Nella cava Primosole, Vermeer
presenta in anteprima assoluta
la fresa surface miner SM55
86 Il cono vale doppio
Il frantoio a cono Powerscreen
Maxtrak 1000 cambia i paradigmi
produttivi
SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO
92 Decidere la sicurezza
La filiera del sollevamento persone
si è riunita a IPAF 2026: la sicurezza
è un atto di responsabilità collettiva
96 Una vera problem solver
La JF1050 è il modello più grande
e potente di gamma Jekko
98 Tonnellate al mm
Manutenzione straordinaria con
Bettarini al ponte dei Navicelli
80
TRUCK&ALLESTIMENTI
100 Vince la tradizione
Un mezzo d’opera come piace agli
italiani. È quello di MAN nel mondo del
cava cantiere
106 Indici WalkAround
Le nostre analisi tecniche
di macchine movimento terra
pubblicate dal 1997 ad oggi
86
100
18
[2] giugno 2026 Costruzioni
WALKAROUND
Il nuovo skid Takeuchi
TL11R3 si inserisce tra
i modelli TL10 e il TL12.
È stato sviluppato per
rispondere alle esigenze
del mercato italiano
ostruzioni
Fondato nel 1952
da Giuseppe Saronni
801 6 GIUGNO 2026
Stampato su carta FSC
DIRETTORE RESPONSABILE
Lucia Edvige Saronni
lsaronni@fiaccola.it
DIRETTORE EDITORIALE
Matthieu Colombo
mcolombo@fiaccola.it
COORDINAMENTO EDITORIALE
Federica Lugaresi
flugaresi@fiaccola.it
COLLABORATORI
Paolo Cosseddu, Gianpaolo Del Bosco,
Antonio Fargas, Andrea Ghiaroni,
Fabrizio Parati, Eliana Puccio,
Isabella Visentin
SEGRETERIA
Jole Campolucci
jcampolucci@fiaccola.it
segreteria@fiaccola.it
AMMINISTRAZIONE
Margherita Russo
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Marzia Salandini
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ABBONAMENTI
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TRAFFICO E PUBBLICITÀ
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Adige, Veneto, Emilia Romagna (escluse
Parma e Piacenza)
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LO-NO/00516/02.2021CONV
Reg. Trib. Milano N. 2562 del 22/1/1952
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di Macchine per Cantieri Edili,
Stradali, Minerari e Affini
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MARKETING E PUBBLICITÀ
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NUOVO KOBELCO
SK1300LCD.
ROSSO COME
LA PASSIONE
CHE ARMOFER HA
PER IL SUO LAVORO
TAKEUCHI TL11R3
WALKAROUND
La nuovissima pala compatta
cingolata giapponese unisce tutta
la potenza de la TL12R2
ma in un formato più compatto.
Mode lo dedicato al mercato Italia
dal 1952 in cantiere
WALKAROUND DEL NUOVO DEVELON DX360NLC-9
Giugno 2026
n Armofer, specialista della demolizione
in alta quota di Siziano
(PV), allarga la propria flotta di high
reach con il nuovo SK1300DLC-11,
l'escavatore da demolizione Ko -
belco con braccio Ultra High Reach
fino a 40 metri.
Una macchina pensata e costruita
per demolire, non adattata:
sei configurazioni per passare
dalla demolizione industriale alla
precisione del lavoro civile, smontaggio
rapido per il trasporto e un pacchetto di sicurezza
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Aziende citate
Armofer . . . . . . . . . . . . . . . . . .6
Bergerat Monnoyeur . . . . . .12
Bettarini Autogrù . . . . . . . . .98
CAT . . . . . . . . . . . . . . . . . .70,12
CGT . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .70
Develon . . . . . . . . . . . . . . . . .36
Faresin . . . . . . . . . . . . . . . . . .12
Genie . . . . . . . . . . . . . . . . . . .10
Impianti Industriali . . . . . . . .86
Indeco . . . . . . . . . . . . . . . . . .78
Ipaf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .92
Jekko . . . . . . . . . . . . . . . . . . .96
JLG . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .93
Kobelco . . . . . . . . . . . . . . . . . .6
Komatsu . . . . . . . . . . . . . . . .15
Man . . . . . . . . . . . . . . . . . . .100
Manitowoc . . . . . . . . . . . . . .13
Palazzani . . . . . . . . . . . . . . . .95
Pe.So . . . . . . . . . . . . . . . . . . .86
Sennebogen . . . . . . . . . . . . .76
Takeuchi . . . . . . . . . . . . . . . .18
Topcon . . . . . . . . . . . . . . . . .65
TVH Italia . . . . . . . . . . . . . . .60
Vermeer . . . . . . . . . . . . . . . . .80
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[4] giugno 2026 Costruzioni
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Kobelco SK1300DLC-11
Cover Story
Cover story
Altezza max al perno
Sbraccio massimo
Peso attrezzature
Range peso operativo
Motore ISUZU 6WG1
21 - 39,6 m
14,2 - 21,4 m
12/4,3 t
127,4-137,7 t
382 kW
foto realizzate da Emac & Armofer
ROSSO
come la passione
Il maxi Kobelco da demolizione Ultra High Reach
entra nella flotta di Armofer, da 65 anni specialista
in demolizioni e decommissioning industriale
Non è il primo esemplare di SK1300DLC-11 venduto in
Italia e non sarà l’ultimo. Il successo che l’evoluzione
ultima del top di gamma Kobelco da demolizione sta
avendo è trasversale alle imprese specializzate di tutta Europa.
Le frecce all’arco di questa macchina sviluppata espressamente
per la demolizione sono diverse. La qualità costruttiva
e le prestazioni di cui è capace il 1300 sono infatti amplificate
all’ennesima potenza dalla versatilità che le molteplici
configurazioni possibili del braccio assicurano.
Lo sa bene la famiglia Cinerari, fondatrice di Armofer nei primissimi
anni Sessanta e che di questo lavoro sfidante ne ha
fatto una vera passione. Armofer ha costruito la propria reputazione
su cantieri complessi, dove la precisione conta
quanto la potenza, e ha trovato nel nuovo SK1300DLC-11 la
risposta a un'esigenza precisa: la capacità di operare fino a
42 m di altezza, mantenendo però la flessibilità garantita dalle
plurime configurazioni in cui la macchina può essere allestita.
Per Armofer, che ha in pancia un parco mezzi esagerato
per numero di macchine high reach, la versatilità assicurata
Andrea
Cinerari
socio
Armofer
La passione per le macchine da demolizione è nel nostro
DNA e la filosofia aziendale, di conseguenza, da sempre (e
sono oggi 65 anni) ci porta a scegliere mezzi e tecnologie
appropriati per ogni lavoro e per ogni situazione in cantiere.
Così siamo cresciuti e così negli anni abbiamo costruito una
flotta importante, alla quale dedichiamo grandi risorse annualmente.
La scelta, la progettazione/customizzazione e
infine l’acquisto di una nuova macchina da demolizione primaria
sono per me ancora oggi momenti emozionanti. Del
nostro nuovo Kobelco apprezzo sicuramente la versatilità
delle configurazioni possibili, ma soprattutto il design giapponese
del braccio che consente a parità di altezza di aumentare
il peso dell’attrezzatura in punta.
dall’SK1300DLC-11 risulta premiante perchè di fatto permette
di gestire con una sola macchina le differenti fasi di una lavorazione
ottimizzando i tempi, i trasporti, quindi i costi.
[6] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno marzo 2026 [7]
Cover Story
Cover story
INDOVINA LA CONFIGURAZIONE! A sinistra, in grande,
la macchina con braccio triplice e sezione intermedia
montata, mentre sotto l’abbiamo con il braccio Ultra High
Reach in quattro segmenti da 39,6 m d’altezza al perno.
Nato per demolire
Il punto di forza dell'SK1300DLC-11 è la sua origine: non
si tratta di un escavatore da scavo modificato, ma di una
macchina sviluppata internamente da Kobelco specificamente
per la demolizione. Una scelta che si traduce
in garanzie concrete di qualità costruttiva, sicurezza operativa
e valore residuo nel tempo — fattori che, in un investimento
di questa portata, pesano non poco.
La caratteristica principale del 1300, come anticipato, è
la disponibilità di ben sei configurazioni differenti.
Partiamo dal braccio Ultra High Reach in 4 segmenti,
equipaggiato con tecnologia Next Advance, che consente
di raggiungere un'altezza di lavoro massima di 39,6 m al
perno benna, uno sbraccio di 19 m a 26,7 m d’altezza, il
tutto con attrezzature da massimo 4,3 t di peso. Senza
montare la prolunga tra tronchetto e braccio a 4 elementi
si arriva a 35 m al perno, oltre 16 m di sbraccio massimo
a più di 24 m d’altezza, con in punta un’attrezzatura
da massimo 5.2 t.
Se le lavorazioni richiedono uno sbraccio importante,
si può optare per la configurazione braccio a 3 segmenti,
che arriva fino a massimo 35 m d’altezza, ma con un
raggio di lavoro di 21,4 m di raggio operativo a 22,34 m
d’altezza, il tutto con una attrezzatura da 5 t. Questa configurazione
senza prolunga sul tronchetto fa segnare 31
m d’altezza massima al perno, 18,8 m di sbraccio a praticamente
20 m d’altezza, con attrezzature da 6 t.
C’è poi una configurazione a braccio triplice che con prolunga
arriva a 23,36 m al perno e oltre 15 m di sbraccio
a 13 m d’altezza con attrezzature da 9,6 t. Senza prolunga
questo si traduce in oltre 21 m al perno e 15,1 m
di sbraccio a 10 m d’altezza, sempre con attrezzature da
9,6 t. L’SK1300DLC-11 può poi lavorare con attrezzature
da 12 t nella configurazione che Kobelco definisce per
la demolizione delle fondazioni.
Si fa in quattro
Uno degli aspetti più apprezzati dagli operatori italiani,
alle prese con normative di trasporto sempre più stringenti,
è la struttura modulare della macchina. Smontando
il braccio principale e l’intero sottocarro, in circa due ore
la massa di trasporto della macchina base scende a circa
32 t, semplificando notevolmente la logistica nei contesti
urbani.
Quando scriviamo “si fa in quattro” intendiamo dire che
l’SK1300DLC-11 è disegnato per rimuovere rapidamente
bracci, zavorra e, se necessario, longheroni del carro
cingolato o sottocarro integrale.
Sul fronte della sicurezza operativa, l'SK1300DLC-11 introduce
un sistema di allarme di stabilità con rilevamento
longitudinale e orizzontale, un dispositivo di prevenzione
delle interferenze con la cabina dotato di arresto automatico
progressivo e ovviamente una cabina elevabile
verso l’alto fino ad una inclinazione massima di 30°
in modo da favorire la visibilità dell’operatore sull’attrezzatura
e ridurre il suo affaticamento; un dettaglio tutt'altro
che marginale per chi opera per ore con lo sguardo
rivolto verso l'alto.
Lavoro di squadra con Emac e KCME
Dietro l’acquisto di macchine così speciali c'è sempre
una storia da raccontare. In questo caso Armofer ha scelto
di affidarsi al concessionario Kobelco Emac con cui
ha avuto testualmente "un dialogo tecnico tempestivo e
preciso", capace di garantire la perfetta corrispondenza
tra le specifiche della macchina e gli standard operativi
richiesti. Anche da Kobelco arrivano parole di soddisfazione.
"Siamo incredibilmente lieti di vedere l’SK1300DLC
entrare a far parte della flotta Armofer", ha dichiarato
Marco Ferroni, Direttore commerciale per l'Europa meri-
dionale di KCME. "Questo progetto è un esempio da manuale
di ciò che si può ottenere attraverso la collaborazione
tra produttore, concessionario e cliente finale." La
macchina, arrivata ad aprile in Italia, è oggi impegnata in
un cantiere off limits in Sicilia, ma se mai ci sarà permesso
di vederla al lavoro sarete i primi a saperlo!
[8] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [9]
Piattaforma aeree
Vede i pericoli e rallenta da sola
Genie festeggia 60
anni ad APEX 2026
e lancia il sistema
Lift Guard Sense
che vede ostacoli
in sollevamento
e in traslazione
Genie ha festeggiato
60 anni di
innovazione
portando ad APEX 2026,
a inizio giugno a
Maastricht, un'ampia
gamma di novità dedicate
a sicurezza e produttività
in cantiere. Allo stand blu
debutta Lift Guard Sense,
sistema di protezione
secondaria che usa
sensori di prossimità per
segnalare ostacoli in
quota durante
sollevamento e
traslazione, con avvisi
progressivi, rallentamento
automatico e possibilità
di override controllato per
completare il lavoro in
sicurezza a velocità
ridotta. L'azienda amplia
anche la gamma di
accessori: la pedana di
accesso integrata Lift
Tools, dotata di parapetti
a 360 gradi, facilita
l'accesso a spazi ristretti
sopraelevati; il perimetro
luminoso Lift Guard
proietta un bordo laser a
terra per aumentare la
consapevolezza di
operatori e lavoratori
vicini; l'allarme
imbracatura Lift
Guard, in
versione
standard e
avanzata,
favorisce
l'aggancio
del cordino
di sicurezza,
arrivando a bloccare le
funzioni della macchina
finché non è agganciato.
In esposizione anche le
piattaforme a braccio
elettriche ed ibride FE, a
basse emissioni, e le
forbici elettriche GS di
nuova generazione e
gamma micro.
Sul fronte digitale, Genie
360 riunisce strumenti
come Warranty Hub per
la gestione delle garanzie,
i codici QR legati al Serial
Hub, l'assistente virtuale
Genie Assist e la
dashboard My Fleet, per
semplificare
assistenza e
gestione flotta
lungo tutto il
ciclo di vita
della
macchina.
"Presentiamo
soluzioni che
rispondono a reali
esigenze di cantiere,
riducendo il costo di
proprietà", ha dichiarato
Ryan Crow, Vice
Presidente Global Product
Management di Genie.
genielift.com
[10] giugno 2026 Costruzioni
Attualità&Prodotti
Attualità
Bergerat e Faresin insieme
Il concessionario Caterpillar per la Francia
Bergerat Monnoyeur sigla un accordo per
la distribuzione dei telescopici di Breganze
Bergerat Monnoyeur,
concessionario
Caterpillar di
riferimento in Francia da
97 anni, e Faresin
Industries, costruttore
italiano di sollevatori
telescopici, hanno firmato
una partnership
strategica esclusiva per
sviluppare il mercato
francese dei telescopici.
L'accordo, siglato lo
scorso 26 maggio ad
Amblainville, amplia
l'offerta di Bergerat
Monnoyeur con una
gamma complementare
destinata a costruzioni,
industria e agricoltura,
rafforzandone la capacità
di seguire l'evoluzione del
mercato. Faresin porta in
dote un know-how
industriale consolidato e
una vasta gamma di
modelli, alcuni 100%
elettrici, pensati per
rispondere alle esigenze
di riduzione di emissioni e
rumore in ambienti urbani
e industriali sensibili.
Bergerat Monnoyeur, forte
di una rete capillare con
sei direzioni regionali, 950
tecnici e 40 officine
certificate Caterpillar,
metterà a disposizione
un'organizzazione
dedicata per supportare
vendita e assistenza
tecnica in tutto il territorio
francese. "Vogliamo
valorizzare le sinergie tra
le competenze innovative
di Faresin e la nostra
struttura distributiva per
rafforzare la leadership",
ha dichiarato Benoît
Poussou, Direttore
Generale di Bergerat
Monnoyeur Francia. Per
Silvia Faresin, Vice
Presidente di Faresin
Industries, l'intesa
"rappresenta
un'importante
opportunità per rafforzare
la presenza in un mercato
chiave come la Francia".
La collaborazione prevede
anche una
compartecipazione ai
principali saloni fieristici
francesi, per
accompagnare il lancio
della nuova gamma in
tutto l’esagono bleu,
blanc, rouge.
faresin.com
SALVADORI
PRESIDENTE
Paolo Salvadori (Imer Group)
è il nuovo Presidente di Una -
cea, l'Unione italiana macchine
per costruzioni, con David
Bazzi (Komatsu Italia Manu -
facturing) e Giovanni Bolo -
gnini (Caterpillar Prodotti
Stradali) alle vicepresidenze.
Le nomine sono arrivate con
l'assemblea del 5 maggio
2026 e il consiglio direttivo del
26 maggio.
Nel nuovo direttivo entrano
anche Ciro Casapulla (CNH
Industrial), Claudio Fiorentini
(Jcb Italia), Domenico Ma -
trone (Wirtgen Macchine),
Gianluca Calì (Cgt) e Manuela
Galante (Carmix). "Porterò
avanti l'attività associativa in
continuità con il lavoro svolto
in questi quindici anni", ha dichiarato
Salvadori, ricordando
come Unacea sia cresciuta
da sei aziende fondatrici
a quasi novanta realtà associate.
Cingolate telescopiche
La prima telescopica GCH
n Ceccanti, impresa di
costruzioni di Tacoma
(Washington, USA), ha
ricevuto la prima gru
cingolata telescopica Grove
GHC220 consegnata in Nord
America. Il modello da 220
USt, la più grande
telescopica in gamma, è
stata scelta per l'elevata
capacità di sollevamento, il
montaggio rapido e le doti di
pick-and-carry su cantieri
complessi che la eleggono
una batticulo perfetta.
La gru, fornita dal
distributore Western Pacific
Crane & Equipment, è già al
lavoro sul progetto Gravelly-
Thorne Connector lungo
l'Interstate 5. In seguito verrà
impiegata nella costruzione
del West Duwamish Wet
Weather Storage a Seattle,
un serbatoio interrato per la
gestione delle acque
meteoriche.
"È la scelta ideale per
raggiungere ogni punto del
cantiere", ha dichiarato Jon
VanderGriend,
vicepresidente di Ceccanti.
La GHC220 è l'ottava gru
Manitowoc in flotta
all'azienda.
manitowoc.com
[12] giugno 2026 Costruzioni
Attualità&Prodotti
Steinexpo 2026
Nella cava dei
GIGANTI
testi di Matthieu Colombo
Steinexpo settore per settore
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OCCASIONE UNICA Qui sopra
un dumper Komatsu HD605 allestito
con uno speciale cassone dal fondo
in gomma brevettato dell’australiana
Duratray. È uno dei mezzi che
ha attirato di più attenzione nel 2023.
C’è una fiera dove non si vedono macchine statiche
né videowall. Dove le macchine non stanno ferme
su un piedistallo lucidato, ma scavano, frantumano,
caricano. Una fiera dove la polvere è parte dell’allestimento
e dove puoi farti un’idea di quanto sia produttivo un
impianto mobile a mascelle o un escavatore da 80 t. Stiamo
parlando di Steinexpo, arrivata alla dodicesima edizione, e
che per la prima volta non sarà sotto il solleone di agosto
ma a inizio settembre, dal 2 al 5, sempre nella cava di basalto
di Homberg/Nieder-Ofleiden, nel cuore dell’Assia, in
Germania. La venue è tutt’altro che casuale: si tratta della
più grande cava di basalto attiva d’Europa, gestita dalla
Mitteldeutsche Hartstein-Industrie AG. Non è un palcoscenico
costruito per l’occasione — è un sito estrattivo in
piena attività, e proprio questo lo rende unico. Le macchine
non simulano: lavorano.
Il tempismo non è casuale. Steinexpo torna in un momento
in cui il tema dell’estrazione di materie prime è salito prepotentemente
nell’agenda politica europea. Il Critical Raw
Materials Act, adottato dall’UE nel 2024, fissa obiettivi ambiziosi:
il 10% dell’estrazione domestica, il 40% della lavorazione
e il 25% del riciclo entro il 2030 — numeri che traducono
in legge la consapevolezza che l’Europa non può
permettersi di dipendere da un unico fornitore esterno per
le risorse che alimentano la transizione energetica, la difesa
e la digitalizzazione. Nel 2025 la Commissione ha già
approvato 60 progetti strategici in 13 Stati membri, coprendo
14 delle 17 materie prime classificate come stra-
Dal 2 al 5 settembre torna in Germania il più grande
appuntamento europeo per l’industria estrattiva.
Niente vetrine patinate: solo macchine al lavoro,
esperti di settore e decisioni che valgono milioni
“Il contesto della cava offre
una vicinanza speciale alle
macchine, alle applicazioni
pratiche e soprattutto
ai clienti, con cui qui si può
dialogare direttamente.”
dichiara Werner Schmitt di MOBA
Construction Solutions
[14] giugno 2026 Costruzioni
Steinexpo 2026
DERIVAZIONE
MILITARE
Anche questo
cavacantiere
Tatra
caratterizzato
da sospensioni
con assali
oscillanti non
lo avevamo mai
visto in azione
fino
a Steinexpo.
Sotto
un momento del
demo show.
PRACICAL.
POWERFUL.
AUTHENTIC.
“Per Topcon, Steinexpo
è la piattaforma ideale
per dialogare con il settore
e affrontare insieme le sfide
del lavoro quotidiano.”
commenta Julia Kirchner di Topcon
Deutschland Positioning
tegiche. In questo scenario, l’industria estrattiva europea
non è più un settore di retroguardia: è un pilastro della sovranità
industriale del continente.
Il mercato delle macchine risponde. Dopo anni difficili,
VDMA e CECE vedono segnali concreti di ripresa per il 2026.
Se fino alla fine del 2025 la cantieristica civile ed industriale
hanno rallentato in Europa, le cave e l’estrazione di inerti
e materie prime sono rimasti tra i comparti più solidi, trainate
dagli investimenti in infrastrutture (PNRR) e dal crescente
fabbisogno di materiali per la costruzione di impianti
energetici rinnovabili, dai parchi eolici alle fondazioni
dei pannelli solari.
[16] giugno 2026 Costruzioni
Un format che piace
L’idea fondante di Steinexpo è semplice quanto potente:
portare acquirenti e tecnici direttamente sul terreno, eliminando
qualunque intermediazione tra macchina e operatore.
Non a caso oltre il 54% dei visitatori professionali
proviene dal management tecnico e dalla direzione di
impianti, mentre un ulteriore 10% rappresenta il management
aziendale — quella fascia di decision maker che
si muove solo quando c’è qualcosa di concreto da vedere
e da toccare. I 185.000 m² di area lorda ospitano
non solo stand espositivi, ma vere e proprie zone dimostrative
dove i costruttori possono spingere le proprie
macchine al limite.
Ascensori panoramici alti quasi 30 metri collegano i diversi
livelli della cava, trasformando il percorso tra gli
espositori in un’esperienza in sé.
Nella scorsa edizione andata in onda nel 2023 hanno
partecipato 305 espositori per un totale di 442 brand rappresentati.
Nonostante la fiera sia in Germania, la proiezione
internazionale è significativa: oltre il 21% dei visitatori
nel 2023 proveniva dall’estero, con l’87% di questi
da paesi UE e dell’Europa centro-orientale. È esattamente
quella fascia geografica dove l’industria estrattiva e delle
costruzioni sta vivendo una fase di forte investimento
e rinnovamento del parco macchine.
Fon + 49 7229 606-29 | info@geoplangmbh.de
www.steinexpo.eu
2/9 to
5/9 2026
Homberg/Nieder-Ofleiden
Germany
ostruzioni
Carico operativo zav.
Peso operativo zav.
Portata max (HF)
1.435 kg
5.685 kg
88 (153) l/min
WALKAROUND
testi e foto di Matthieu Colombo
WALKAROUND di
ostruzioni
Takeuchi TL11R3
ostruzioni
1
Potenza compatta. Il nuovo skid Takeuchi TL11R3
si inserisce tra i modelli TL10 e il TL12.
È stato sviluppato per rispondere alle esigenze
del mercato italiano, il più importante d’Europa
Primo modello di terza generazione,
è stato disegnato ex novo attorno
a motore e idraulica della potente
TL12R2, rispetto alla quale è però
più compatto e agile
3 4
Il motore, rigorosamente
longitudinale, è il collaudatissimo
Kubota V3800 turbo con una
taratura aggiornata che si
distingue per l’elevata coppia
2
Prestazioni importanti. Il nuovo
braccio più snello e robusto arriva
a 3.200 mm al perno e con
le zavorre extra opzionali il carico
di ribaltamento è di 1.435 kg
Componenti idraulici collaudati
ma ora il distributore ha spole
elettroattuate controllate da
joystick elettrici. Si apre un mondo
di funzioni e modalità operative
5
Trasmissione idrostatica HST
con pompa tandem a controllo
elettronico incorporato.
Ora l’operatore può regolare la
reattività su tre diversi livelli
6
Idraulica di lavoro con high flow
da 153 litri sull’Aux 1 (standard
da 88) e la modalità Creep per
mantenere e regolare micro velocità
e lavorare al meglio con frese
7
Tra le novità: Auto Ride Control,
parallelismo attrezzo in alzata
e abbassamento, il ritorno del
braccio in posizione memorizzata
e limite d’altezza impostabile
8
Interfaccia touchscreen ricca
di dati utili, di semplice utilizzo,
posizionata nel campo visivo
abituale dell’operatore. Non
mancano nemmeno i tasti fisici
9
È disponibile l’allestimento
e l’omologazione per circolazione
stradale, preziosa per i cantieri
di manutenzione sottoservizi
o per lavori di posa fibra ottica
10
Macchina totalmente costruita
in Giappone da Takeuchi con una
struttura estremamente robusta,
una cabina Rops Fops Level II con
griglia posteriore e superiore
[20] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [21]
WALKAROUND
Takeuchi TL11R3
Utile prolo inferiore paraurti
Passo 1.595 mm
Lunghezza macchina alla piastra 3.030 mm
Compatto e potente
Il primo mercato al mondo per le pale compatte sono gli Stati Uniti, seguiti a grande
distanza da quello italiano che molti costruttori considerano accessorio. Ma Takeuchi
ha sviluppato lo skid TL11R-3 espressamente per le esigenze delle imprese italiane
IL PRIMO MODELLO DI TERZA GENERAZIONE
Takeuchi ha preso il collaudato powertrain
della cingolata top di gamma TL12 ed ha
sviluppato intorno un telaio più compatto, un
nuovo braccio che supera il modello maggiore
in termini di massima altezza al perno benna,
un nuovo sottocarro e una nuova cabina
pressurizzata con manipolatori elettrici
che aprono a nuove funzionalità e
personalizzazioni. Fatta questa doverosa
introduzione, il nuovo skid TL11R3 è 130 mm
più stretto di un TL12R2, 175 mm più corto
e il raggio di rotazione posteriore è 65 mm
inferiore. Il sottocarro è come sempre ben
rinforzato e realizzato con cura maniacale.
315 mm di luce a terra
Altezza max perno benna 3.200 mm
CINEMATICA RADIALE
Completamente ridisegnato,
il nuovo braccio radiale
è ideale per lavorare con
attrezzature idrauliche come
frese e ruote da scavo,
mantenendo nel tempo una
forza di spinta lineare.
Diversi i dettagli costruttivi
che evidenziano una
struttura molto ben
rinforzata. Le boccole
d’ingrassaggio sono sempre
in posizione protetta.
TESTA A TESTA NUOVO TL11R3 TOP DI GAMMA TL12R2
• PESO OPERATIVO (ZAV. EXTRA) 5.435 (5.685) KG 5.710 KG
• CARICO OPERATIVO* (ZAV. EXTRA) 1.240 (1.435) KG 1.350 KG
• CARICO DI RIBALTAMENTO 3.550 KG 3.915 KG
• FORZA DI STRAPPO 3.540 DAN 3.650 DAN
• FORZA DI SPINTA 5.870 DAN 6.230 DAN
Note: *per norma la capacità è 35% del carico di ribaltamento per il cingolato.
Larghezza macchina/benna 1.830/1.960 mm
Takeuchi TL11R3
Lunghezza alla piastra
Altezza trasporto
Passo
Larghezza cingoli
Larghezza ai cingoli
3.030 mm
2.330 mm
1.595 mm
450 mm
1.830 mm
Coppia zavorre opzionali da 260 kg
[22] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [23]
Takeuchi TL11R3
1
2
V3800 OTTIMIZZATO Il 4 cilindri
Kubota eroga una potenza netta
di ben 78,8 kW a 2.400 giri/min
e una coppia massima superiore
alla media di categoria con 362,6
Nm di picco a 1.500 giri/min.
La modalità Eco non limita solo
i giri motore ma attiva una mappa
che privilegia la coppia ai bassi.
EFFICIENZA COLLAUDATA
L’iniezione Common rail è multifase,
gestita elettronicamente così come
l’Egr che funziona solo se
necessario (longevità valvola).
La turbina Mitsubishi è a geometria
ssa con scambiatore intercooler.
DOC
SCR
AMOx
DPF
Iniettore urea
ostruzioni
ACTIVE POWER CONTROL
3
Il sistema APC regola il regime
motore (entro il limite di quello
impostato dall’operatore) in modo
adattivo e proporzionale al carico
pompe per massimizzare l’efficienza.
Nuova funzione Cold Idling Up che
l’operatore può selezionare da
monitor quando deve lavorare con COPPA DEDICATA Per ottimizzare la capacità di carico,
il motore viene montato molto basso e a sbalzo
climi molto rigidi. Lo spegnimento della ruota di trazione. In basso la coppa dell’olio con valvola
automatico del motore dopo
di scarico rivolta al posteriore, con botola dedicata.
un periodo di inattività è regolabile.
Longitudinale e Stage V
Rispetto al motore del TL12R2 cambia solamente la taratura rivista leggermente
al ribasso per favorire una distribuzione più lineare dell’elevata coppia. Nuova gestione Scr
CONSOLLE DESTRA
Sopra i comandi per
attivare o inibire
il processo
di rigenerazione.
La macchina la richiede,
ma è sempre l’operatore
a decidere.
RIGENERAZIONE A CALDO Dei sensori di pressione
a monte e a valle del modulo Dpf rilevano il grado
di intasamento dello stesso. Oltre una certa soglia
di particolato accumulato dalla parte ceramica,
la TL11R3 inizia automaticamente la rigenerazione,
che l’operatore può sempre inibire manualmente
perchè, ad esempio, sta lavorando in un contesto
sensibile come in galleria. In seguito, si può avviare
la rigenerazione a macchina statica, alzando la barra
di sicurezza o attendere un nuovo ciclo automatico.
COLLAUDATO
OFF HIGHWAY
L’iniezione di urea
è regolata da una
affidabile Dosing
Control Denso,
realizzata dalla
Emitec del gruppo
Tenneco/DRiV.
Sul Kubota V3800
Stage V ha
migliaia di ore
all’attivo.
Ventola condensatore elettrica
Compressore clima e alternatore da 96A su cinghie separate
Nuova Dosing Control Unit urea
Gasolio raffreddato
Scarico olio ‘’eco’’ a rilascio progressivo
Collaudata turbina ssa 09KX3
Intercooler turbo maggiorato
Refrigerante motore
Olio idraulico
AUTOPULENTE Il gruppo scambiatori (apribile
a libro in 3 minuti rimuovendo due dadi) è
separato dal vano motore con una paratia che
lascia spazio alla sola ventola per migliorare
l’efficienza di raffreddamento. La ventola
plastica a 7 pale è trainata a cinghia e soffia
sugli scambiatori di intercooler, refrigerante
e olio idraulico. In questo modo in traslazione
la polvere è soffiata lontano dal vano motore.
Costruzioni giugno 2026 [25]
P1
TRASLAZIONE DESTRA
Pompa a cilindrata
variabile Daikin Sauer
Danfoss made in Japan
da 122,4 l/min
WALKAROUND di
ostruzioni
Takeuchi TL11R3
P1
P2
P3
P2
P3
TRASLAZIONE SINISTRA
Pompa a cilindrata
variabile Daikin Sauer
Danfoss made in Japan
da 122,4 l/min
BRACCIO, BENNA, AUX
Pompa a ingranaggi
in ghisa da 86,7 l/min
e no a 24 MPa
Nuova MCV a spole
elettroattuate
P4
P5
P4
HIGH FLOW Pompa
ingranaggi in ghisa
da 65,8 l/min e 24 MPa
P5
SERVOCOMANDI
Pompa ingranaggi
in ghisa da 45,1 l/min
e no a 3,9 MPa
TRE LIVELLI DI REATTIVITÀ
La forza di traslazione è sempre
di 5.870 daN ma grazie ai nuovi
joystick elettrici l’operatore può
scegliere tra differenti gradi
di reattività dei comandi: Low,
Standard, High. Avviando la macchina
con codice numerico gli operatori possono
memorizzare le proprie preferenze.
Accessibilità meccanica ottimale
Nuova pedana appoggio
sopra le pompe HST
Funzione Steering Drift:
ripartisce la forza
di trazione destra/sinistra
TECNOLOGIA IDROSTATICA HST Il cuore
propulsivo del TL11R3 è il sistema a circuito
chiuso di trasmissione idrostatica con
pompa tandem a pistoni assiali a cilindrata
variabile serie della Daikin-Sauer Danfoss
con controllo elettronico incorporato che
permette di congurare la portata delle
pompe idrostatiche e la cilindrata dei motori
di traslazione. In base ai giri motori
segnalati dall’Ecu l’elettronica gestisce
il carico idraulico per evitare lo stallo.
La ripartizione della forza di trazione
destra/sinistra permette di compensare
la resistenza meccanica di attrezzature
che lavorano in traslazione su un lato della
macchina come ad esempio le frese o le
energivore ruote da scavo.
Solenoidi degli attuatori spole
SPOLE
ELETTROATTUATE
Sopra il nuovo
distributore
Nabtesco con spole
azionate
elettricamente.
A sinistra, la base dei
joystick elettrici.
L’elettronica CAN Bus
li fa dialogare e
permette regolazioni.
Spinge sempre forte
Tutta la potenza della TL12 viene qui scaricata a terra con un carro leggermente più
corto. Viene introdotta la funzione Slip Detection: grazie a sensori che rilevano
lo slittamento dei singoli cingoli l’elettronica riduce la forza e scongiura usure precoci
[26] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [27]
WALKAROUND
Takeuchi TL11R3
Un altro pianeta
NUOVE FUNZIONALITÀ Il braccio radiale,
incernierato direttamente al telaio dello skid,
è ideale per caricare materiali sfusi, livellare
con lama dozer e applicazioni heavy duty
come frese per asfalto o da neve o ruote
da scavo. Sono di serie l'Auto Ride Control,
che se attivato entra in funzione sopra
i 3 km/h smorzando le oscillazioni del braccio,
il Return-to-Set-Position riporta braccio e
benna alla posizione memorizzata con un
solo tocco, eliminando i micro-aggiustamenti
ripetitivi e l’Arm Height Limit che memorizza
la quota massima di lavoro e impedisce
al braccio di superarla, scongiurando
l’impatto con ostacoli aerei.
CONNETTORE
14 PIN È di serie
e consente il
collegamento
di attrezzature
che richiedono
segnali elettrici.
Modalità detent
attivabile.
SELF LEVEL
UP&DOWN
Qui sotto,
in sequenza,
il livellamento
orizzontale
attivabile
funziona sia in
sollevamento che
abbassamento
del carico.
Una funzionalità
utile soprattutto
con le forche.
Attacco idraulico disponibile
Fresa stradale Simex PL1000 da 1.340 kg di peso
VERSATILE. TUTTO È ALLA SUA PORTATA
L’allestimento Italia è completo di linea
ausiliaria da 3/4" che in standard Flow
eroga 88 l/min, mentre in High Flow arriva a
153 l/min. La portata delle linee aux
è sempre regolabile dal display touch
stando seduti in cabina. Oltre all’attacco
rapido meccanico, è disponibile anche
quello idraulico controllabile da cabina.
Inoltre per lavorare con attrezzature che
richiedono una velocità macchina costante,
come le frese, c’è la funzione Creep Mode
che mantiene la velocità di traslazione
costante, permettendo di regolarla
progressivamente. La nuova TL11R3
è una vera porta attrezzature.
Stradale
OMOLOGAZIONE
STRADALE DISPONIBILE
La macchina protagonista
del nostro speciale
è allestita con il kit Midi
Equipment per
la circolazione su strada.
Quest’ultima è possibile
anche con le zavorre
supplementari da 260 kg
montate sui fianchi.
GRANDE AUTONOMIA
Il rifornimento di gasolio
e urea è accessibile da
terra anche a braccio
abbassato e con i cofani
chiusi. Le capienze sono
di 126,5 litri di gasolio
e 18 litri di urea.
Gasolio
[28] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [29]
Takeuchi TL11R3
COME SULLE
AUTO
La consolle con il
selettore rotativo,
nonostante
il monitor touch
unisce
automotive alla
funzionalità di
tasti fisici anti
polvere con
testimoni
luminosi
WALKAROUND di
ostruzioni
La posizione del nuovo monitor touchscreen è perfetta
perché non costringe ad alzare troppo o abbassare lo sguardo.
Anche la dimensione di 8 pollici è corretta per un abitacolo che,
per forza di cose, è raccolto. Menu paralleli e icone, tutto è intuitivo
AVVIO Avvicinando la chiave
Rfid al tasto di avvio si accende
il motore. Si può impostare un
codice d’avvio personalizzato.
10 OPERATORI Inserendo il
proprio codice, ogni operatore
richiama le impostazioni
memorizzate in precedenza.
TUTTO IN UNA Con un colpo
d’occhio si visualizzano quali
funzioni sono attive, livello
di sensibilità e reattività.
Interfaccia moderna
OTTIMO CONTRASTO La nuova interfaccia
touchscreen è di supporto all’operatore.
Utile, non fa perdere tempo. A nostro parere
raggruppa n troppe informazioni in una
schermata, come sulla auto giapponesi...
Ci piace la presenza di tasti sici
e la possibilità di navigare i menu anche
con il selettore rotativo, ossia con la
schiena appoggiata al sedile. Perfetta la
visione a 270° con tre telecamere di serie.
2
1
3
JOYSTRICK
DI TRASLAZIONE
1) Flusso
proporzionale
bidirezionale
Aux idrauliche
2) Aux1 ON/OFF
o secondo
funzionalità
3) Doppio effetto
dell’Aux 1
RS) Seconda
velocità
4
6
5
7
CLIMA AUTOMATICO Nella
parte bassa della home si
visualizzano le impostazioni del
climatizzatore, molto efficiente.
BLUETOOTH Oltre alla radio
integrata, il sistema si connette
con gli smartphone e si
gestiscono chiamate vivavoce.
TEMPERATURE La classica
schermata che riassume
lo stato d’uso della macchina
è semplice quanto utile.
RS
COMANDO
LAVORO
4-5) 4 funzioni
di comando
attrezzo 14 Pin
6) Auto Ride Control
7) Clacson
RD) Grilletto input
14 Pin
RD
3 BEN PROTETTE Oltre alla retrocamera posteriore,
il primo skid Takeuchi di terza generazione ha anche due
telecamere ad alta risoluzione sui cantonali posteriori.
Costruzioni giugno 2026 [31]
WALKAROUND di
ostruzioni
Takeuchi TL11R3
MADE IN JAPAN
Anche la cabina è fatta
in Giappone. Oltre alla
certificazione ROPS/FOPS
Level I è di serie la griglia
superiore FOPS Level II.
80 dB(A)
IN CABINA
Prese di alimentazione 12V + Usb C con riponi oggetti
CLIMA
AUTOMATICO
L’efficienza del
climatizzatore
automatico
è amplificata
dalla cabina ora
pressurizzata.
Otto le bocchette
orientabili a
360°, di cui due
alla base del
parabrezza. C’è
poi linea d’aria
alla base del
lunotto
posteriore che
è anche estraibile
per uscita
di sicurezza
sfilando
la guarnizione.
LA VOGLIA DI NON SCENDERE
Una volta seduti in cabina,
a porta chiusa, si apprezza
la visibilità, esaltata dalle tre
retrocamere. Per essere
a bordo di uno skid compatto,
abbiamo apprezzato
lo spazio a bordo. Non ci si
sente oppressi, ma accolti.
Consolle estesa
Porta a scomparsa
Consolle retratta
CABINA PRESSURIZZATA Anche la cabina
è completamente nuova nella struttura e
nelle niture interne. Confermata la scelta
della porta ad apertura superiore che ha il
pregio di poter essere aperta con il braccio
in ogni posizione, anche se si montano
attrezzature ingombranti. Le consolle sono
sospese con il sedile ammortizzato
e regolabili in profondità. Si trova sempre la
posizione di lavoro corretta.
[32] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [33]
Takeuchi TL11R3
Pneumatici Movimento Terra
Lo skid Takeuchi TL11R3 in numeri
Carico operativo (+zav. 260)
Peso operativo (+zav. 260)
Potenza netta
Motore Kubota
Cilindrata
Cilindri
Alesaggio x corsa
Regime di taratura
Velocità del pistone
Valvole per cilindro
Distribuzione
Iniezione
Fasi d'iniezione
Ricircolo gas di scarico
Post trattamento
Alimentazione aria
Pompe (trasmissione HST)
Portata (High Flow)
Regolazione pompa
Distributore idraulico
Pressione max
Massima alt. al perno benna
Rib. massima altezza
Richiamo a terra
Forza strappo
Velocità traslazione
Passo
Rulli d’appoggio (+ folle post)
Raggio sterzo ant. (benna)
Raggio sterzo posteriore
Larghezza ai cingoli
Larghezza benna
Larghezza suole
Pressione al suolo
Lunghezza massima
Lunghezza alla piastra
Altezza trasporto (lamp.)
Batteria
Alternatore
Serbatoio gasolio
Sistema/serbatoio idraulico
1.240 (1.435)
5.435 (5.685)
78,8
V3800
3,769
4
100 x 120
2.400
9,60
2
convenzionale
CR
multi piezo
si raffreddato
DPF + SCR
turbo
1x+1x (2 x var)
88 (153)
elettronica
spole elettroniche
24
3.200
2.420
30
3.540
7,8 (12)
1.595
4 (1)
2.460
1.785
1.830
1.960
450
0,334
3.875
3.030
2.380
1 x 90
96
126,5 (18)
58,9/40,6
Kg
Kg
kW
litri
mm
rpm
m/s
l/min
MPa
mm
°
°
daN
Km/h
mm
mm
mm
mm
mm
mm
kPa
mm
mm
mm
Ah
A
litri
litri
www.takeuchi-italia.it
Sempre connesso
TAKEUCHI FLEET MANAGEMENT
Per il mercato Italia, il TL11R3 è allestito
da stabilimento con una centralina
di localizzazione Gps e trasmissione
dati Gprs che integra una scheda dati.
Se il cliente lo desidera, accedendo
al portale Takeuchi, può localizzare
la macchina, scaricare i dati di utilizzo
della stessa e monitorare da remoto
lo storico manutenzioni e gli interventi
in scadenza. Sono inoltre disponibili
estensioni di garanzia no
a un massimo di 60 mesi o 5.000 ore.
INTERVALLI DI MANUTENZIONE
• OLIO MOTORE E FILTRO 500 ORE*
• FILTRO OLIO IDRAULICO 500 ORE*
• OLIO MOTORE TRASLAZIONE 1.000 ORE
• OLIO IDRAULICO 1.000 ORE
• LIQUIDO REFRIGERANTE 1.000 ORE
• PULIZIA PROFESSIONALE DPF 6.000 ORE
*Nota: da sostituire dopo le prime 50 ore operative.
Ringraziamo per la collaborazione
il team di Midi Equipment di Cerea (VR).
Distribuito in Italia da
triangle@sunebo.it
23-25 Giugno 2026
V9
ostruzioni
Peso operativo
Motore Develon
Potenza netta
37,18 t
DX08
224 kW
DX360NLC-9
testi e foto di Matthieu Colombo
WALKAROUND
WALKAROUND di
ostruzioni
Develon DX360NLC-9
1
ostruzioni
Il DX360-9 segna un salto
generazionale dal punto di vista
dell’idraulica elettroattuata,
ma soprattutto della gestione
elettronica integrata a 360°
2
L’elettronica di tipo automotive
è aggiornabile da remoto in 5G
e sarà la chiave che farà evolvere
nel tempo produttività, efficienza
e sicurezza del nuovo Develon
Il nuovo Develon DX360NLC-9 fa un balzo in avanti in termini
di idraulica, motore, elettronica, sicurezza attiva, efficienza
e, tutto sommato, prestazioni. Al debutto un’elettronica
automotive molto evoluta, che si può aggiornare da remoto
3
Motore Stage V sviluppato
internamente per applicazioni
movimento terra. Ricco di coppia
ha un postrattamento di ultima
generazione. Solo punti di forza
4
Grazie a 6 telecamere con lettura
delle immagini integrata dall’AI
e tre radar il DX360-9 segnala
ostacoli, persone e rallenta, fino
a fermare, rotazione e traslazione
5
I sistemi attivi di assistenza
e sicurezza non sono invasivi.
Possono essere regolati
su sei diversi livelli di sensibilità,
ma anche disattivati totalmente
6
Intuitiva interfaccia touchscreen
capacitiva molto grande, da 12,8
pollici: si scorrono i menu con un
dito. Un secondo monitor identico
è disponibile da stabilimento
7
Sensibilità e tempi di risposta
dei joystick sono regolabili.
La traslazione si può controllare
tramite due pulsanti o selettore
rotativo del joystick sinistro
8
Cabina pressurizzata con una
pressione acustica interna
ai vertici della categoria: 69 dB(A).
Climatizzatore automatico ultra
efficiente. Ergonomia curata
9
Motore termico, quello
di rotazione torretta, quelli di
traslazione, cilindri idraulici, tutto
è sviluppato internamente per
applicazioni movimento terra
10
La forza di trazione dichiarata
è di ben 36.300 daN, nettamente
superiore a molti concorrenti
di riferimento per la categoria.
Il sottocarro è heavy duty
[38] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [39]
Develon DX360NLC-9
4 sensori IMU
Traslazione controllata
anche con il joistick destro
Nuovo distributore Parker elettroidraulico
Cetralina SAVM
ECU motore DX08
AL
top
della
categoria
Fusibili con legenda a icone
FLUSSO DI DATI La centralina SAVM
elabora in tempo reale il flusso video
delle sei telecamere, la TGU-5G
garantisce connettività per il fleet
management e gli aggiornamenti
software, l’Ethernet Switch Unit funge
da nodo centrale di una vera rete
di bordo. Più che un meccanico,
qui ci vuole un informatico.
JOYSTICK Si regola
la risposta della corsa dei
manipolatori e la loro
sensibilità per avere
comandi più o meno
reattivi. Ogni funzione
è personalizzabile.
PRIORITÀ L’operatore può
scegliere se l’idraulica
va a favorire il sollevamento
braccio o la rotazione
(7 livelli) e anche quella
tra attrezzatura e chiusura
bilancere o attrezzatura
e rotazione.
Cambia tutto. Il DX360-9 ha joystick
elettrici personalizzabili, distributore
elettroidraulico, pompe Rexroth di ultima
generazione a controllo elettronico
della cilindrata che regolano la portata
in base al carico richiesto
Full Electro
Hydraulic
L’IDRAULICA AL CENTRO Il cuore della
macchina è l’impianto FEH, che elimina
il pilotaggio idraulico tradizionale
dei joystick: i comandi viaggiano via CANbus
no alla centralina EPOS che gestisce
le valvole EPPR sul distributore Parker, in
abbinamento al sistema D-Eco a gestione di
potenza della doppia pompa (2x360 l/min).
Questa architettura elettro-idraulica non
solo ottimizza l'efficienza energetica della
macchina, ma apre la strada a nuove
funzionalità e ad aggiornamenti software
(anche da remoto), rendendo il DX360-9 un
modello in grado di evolvere nel tempo.
Gruppo rotazione e traslazione sono
di progettazione interna HDX, già pronti per
la diagnostica predittiva.
RISPOSTA RAPIDA E PRECISA L’elettronica controlla
pressione, portata e giri delle pompe, ottimizzando
l’efficienza e prevenendo sovraccarichi. In alto,
la testa del distributore idraulico Parker con spole azionate
elettricamente e controllate elettronicamente.
2 X 360 L/MIN Una grande
portata gestita in modo
adattivo dall’elettronica
della macchina. Rispetto
ai modelli Serie 7
è un ulteriore passo avanti.
Connessione telematica
che supporta il 5G
SVILUPPATO INTERNAMENTE
Il motore di rotazione esprime una
coppia di 145 kNm, identica a quella
del più grande DX400-9.
Architettura dorsale
Ethernet come le auto
ROTAZIONE SMOOTH Sopra le due
relief valve che tra l’altro proteggono
il circuito del motore di rotazione dalle
sovrapressioni in fase di decelerazione.
Centralina EPOS
gestione delle valvole
EPPR
SVOLTA ELETTRONICA EPOCALE
Il DX360-9 ha un'architettura
elettronica di bordo molto
evoluta: non ha più una
semplice rete CAN-bus come
i vecchi escavatori, ma una
architettura Ethernet di bordo
come le auto. Il componente
più signicativo è forse
il meno appariscente: una
piccola valvola proporzionale
a solenoide, posizionata tra le
pompe e il distributore
principale. È qui che avviene
la vera transizione
tecnologica — il punto esatto
in cui un segnale elettrico
proveniente dall'EPOS
si trasforma in pressione
idraulica calibrata, pilotando
le valvole EPPR del
distributore elettroidraulico
rmato Parker.
[40] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [41]
ostruzioni
Develon DX360NLC-9
Run/off motore d’emergenza
Pratica pedana
per manutenzione
Ha potenza
da vendere
Serbatoio urea maggiorato a 72 litri
Cooling molto curato
Pale plastiche rinforzate
ANCHE IL POST TRATTAMENTO MIGLIORA Lo Stage V
è ottenuto sempre con Doc, Dpf, Scr e ltro per
trattenere eccessi d’ammonia. Il modulo di scarico
è però più compatto e predisposto per effettuare
rapidamente il cambio del solo Dpf con un elemento
nuovo o rigenerato. La rigenerazione del Dpf
è automatica, ma ora avviene ogni 100 ore circa
(prima 60 ore), inoltre il sistema può raggiungere
livelli d’intasamento maggiorati: prima la pulizia
del Dpf era possibile entro il 130% d’intasamento,
ora è possibile entro il 200% d’intasamento.
Ventola reversibile programmabile
Il DX08 è frutto di oltre 50 anni d’esperienza motoristica
industriale di Doosan, oggi HD Construction Equipment.
Massima affidabilità: sviluppato per il movimento terra
1
2
ALTA COPPIA A BASSO REGIME Premiato come motore
industriale dell’anno nel 2025, questo DX08 da 7,5 litri
di cilindrata è un sei cilindri in linea turbo Stage V.
Più che l’elevata potenza di 224 kW erogati a 1.800
giri/min, stupisce la sue coppia, ai vertici della categoria,
con 1.230 Nm di picco a 1.300 giri/min, che nella
versione biturbo del DX400-9 salgono a ben 1.460 Nm.
STRUTTURA HD E COPPA DELL’OLIO PROFONDA Rispetto
al motore di precedente generazione il monoblocco
in ghisa e la testata sono più resistenti alle forse traenti
del 20%, mentre canne dei cilindri e pistoni hanno
un nuovo rivestimento anti attrito. La coppa dell’olio
ricorda per geometria e profondità quella di motori
sviluppati per i dozer. L’intervallo per il cambio olio passa
da 500 a 1.000 ore. L’assenza di Egr migliora l’efficienza.
PROFONDA
La coppa dell’olio
è molto profonda,
perfetta per
applicazioni
movimento terra.
A sinistra l’ECU
al fresco e sotto
il turbo singolo
con wastegate.
Motore diesel dell’anno 2025
Scambiatore aria compressa
Refrigerante
VASO ALTO Il vaso d’espansione del
refrigerante montato più alto della
testata motore permette di intercettare
qualsiasi surriscaldamento per tempo.
DUE VENTOLE DEDICATE
Lo scambiatore dell’aria compressa
dal turbo è raffreddato da due ventole
elettriche ad esso dedicate.
Scambiatore aria turbocompressa
3
AFFIDABILITÀ In caso di temperature d’esercizio molto
elevate, l’elettronica è in grado di ritardare lo
spegnimento del motore per preservare la turbina
e il sistema di post trattamento. Anche per questo
motivo, l’operatore ha a disposizione un pulsante
per l’arresto d’emergenza del motore.
Climatizzatore
Gasolio
[42] giugno 2026 Costruzioni
Olio idraulico
Costruzioni giugno 2026 [43]
WALKAROUND
di
ostruzioni
Develon DX360NLC-9
SMART FEATURES
- SMART AROUND VIEW MONITOR
- HUMAN DETECTION SYSTEM
- E-STOP INTEGRATO
- VIRTUAL WALL (HIGH, SIDE, DEPTH)
- ADVANCED LIFT ASSIST
Sicurezza e 3D ready
ASSISTENZE A NON FINIRE Tra Smart features
di serie e opzionali (a seconda dei mercati),
i nuovi Develon Serie 9 offrono funzionalità
che elevano sicurezza attiva e produttività.
Grazie a 6 telecamere in grado di distinguere
gure umane (360°), 3 radar (330°), 4 sensori
IMU tra braccio e torretta e 3 sensori
di pressione sui cilindri, il DX360-9 è in grado
di segnalare la presenza di ostacoli, persone
e, in questo caso, di rallentare no a fermare
sia rotazione sia traslazione. Ci sono poi
funzioni come la pesa dinamica, l’assistenza
standard o adattiva al sollevamento carichi,
l’assistenza allo scavo 2D, implementabile
a tecnologia 3D con GNSS.
PACCHETTI DISPONIBILI Radars con Human
Detection System che include l’E-Stop. Pacchetto
Produttività che include 2D MG/MC, Virtual Wall,
Weighing, Lift Assist e infine il Full che include
anche il Lift Assist Advanced con diagramma
di carico dinamico in tempo reale.
HDS SYSTEM:
COPERTURA
A 330° E 13 M
DI RAGGIO
La copertura
del sistema radar
va a integrare
quella a 360 gradi
garantita dalle
telecamere.
L’operatore può
selezionare
6 livelli
di sensibilità
e se attivare
la segnalazione
delle sole persone
o anche degli
ostacoli (vedi
schermata
a destra).
AL
top
della
categoria
Watch video
PREMIO INNOVAZIONE SAMOTER
Develon ha vinto il premio
per la categoria escavatori grazie
al sistema E-Stop che arresta
la macchina in traslazione
e rotazione in presenza di umani.
GUARDA
IL VIDEO
UFFICIALE
Per dare un’idea
di come tutte
queste tecnologie
migliorino
la sicurezza
e ottimizzino
la produttività
Develon
ha realizzato
un breve video.
Inquadrate
il QR per vederlo.
[44] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni [45]
Develon DX360NLC-9
Altra categoria
Se già con i Serie 7 l’allora Doosan aveva lasciato
un segno in termini di interfaccia, oggi Develon rilancia
la sda e lo fa bene. L’utilizzo è semplice e intuitivo
TOUCH SCREEN, ANCHE DOPPIO La facilità d’utilizzo
e la qualità delle informazioni sono alla base di una
buona interfaccia uomo macchina. Soprattutto se è una
macchina operatrice, da lavoro, e non potete quindi
passare al CarPlay. L’interfaccia Develon ha tutto quello
che serve e il suo utilizzo è semplice. Il maxi monitor
da 12,8 pollici permette di visualizzare molti dati in una
sola schermata e l’ottimo contrasto rende
le informazioni sempre ben visibili.
Per chi non si accontenta, Develon offre
a richiesta da stabilimento anche un
secondo monitor, sempre da 12,8 pollici,
che viene montato sopra a quello
standard, in linea con il montante destro.
4 LIVELLI DI POTENZA
Con ogni modalità,
l’operatore può attivare lo
Smart Power Control adatta
il regime motore al carico
idraulico richiesto.
STORICO CONSUMI
Come in passato, i nuovi
Develon registrano
il consumo di carburate ora
per ora, giorno per giorno,
con grafico a istogrammi.
WALKAROUND
MODALITÀ PER GIORNO
Nella grafica che
rappresenta gli ultimi sette
giorni di lavoro si ha anche
il dettaglio delle modalità
di lavoro utilizzate. Non male!
di
ostruzioni
AD PERSONAM
Altra grafica dei dati di
consumo totali (operatore
condiviso).Avviando con
Digital Keysi ha il dettaglio
per singolo codice operatore.
6 CODICI D’AVVIAMENTO
Alla Smart Key per l’accesso
keyless, l’avvio di motore e
climatizzatore a distanza,
la Digital Key permette l’avvio
con codici numerici.
STARE SEMPRE ATTENTI
I sistemi di assistenza
elevano la sicurezza,
ma la macchina ricorda
all’operatore le funzioni attive
e le sue responsabilità
ADVANCED LIFT ASSIST
Oltre al sistema di pesatura
e al Lift Assist, è disponibile
anche il monitoraggio del
carico in tempo reale con
tabelle di carico dinamiche.
MENU UTENTE
L’operatore che ha già
un Develon riconoscerà
logiche di funzionamento
e impostazioni grafiche.
Per gli altri è tutto intuitivo.
ADVANCED LIFT ASSIST
È in grado di valutare
i rischi di ribaltamento reale
in base a pendenza e
posizione torretta, con 3
diversi livelli di allarme.
LINEE AUSILIARIE
Da monitor si può scegliere
se attivare l’unidirezionale
(martello) o il bidirezionale
per attrezzature come cesoie
o selezionatori.
REGOLAZIONI A PIACERE
A differenza di altri
costruttori, Develon dà libero
accesso alla totalità delle
impostazioni, incluse le
priorità di controllo
TRE REGOLAZIONI
Si può agire sulla priorità tra
braccio e rotazione, tra
attacco e braccio o tra
aggancio e oscillazione.
Non servono codici «service».
STATO DELLA MACCHINA
Il numero di dati accessibili
direttamente dall’operatore
è ben superiore alla media.
C’è anche la tensione
dell’alternatore, ad esempio.
MENU PARALLELI
Il sistema d’interfaccia
è realizzato per ambienti
tematici paralleli. Alla base
c’è sempre il link alla home
page e alla schermata prima.
UTILI PROMEMORIA
La macchina ricorda
a monitor come eseguire
operazioni come, ad
esempio la rigenerazione
(automatica ma rinviabile)
MANUTENZIONE
Il sistema indica l’intervallo
di sostituzione di ogni filtro
e ogni liquido presente sulla
macchina e indica in
parallelo le ore già maturate.
JOYSTICK STEERING
Oltre ad essere disponibile
lo sterzo joystick, si può
anche scegliere con quale
o quali selettori controllare
la direzionalità.
OPZIONI A SINISTRA
Qui sopra un esempio di
funzionalità impostare sul
joystick elettrico di sinistra.
Si possono anche
disabilitare dei tasti.
OPZIONI A DESTRA
Come per il joystick sinistro,
anche per il destro è
possibile «chi fa cosa»,
pulsante per pulsante.
Sistema molto pratico.
LUCI AMBIENT
La cabina ha un sistema
di illuminazione regolabile
su nove tonalità di colore.
Utile? No, solo attenzione
alla qualità percepita.
[46] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [47]
Develon DX360NLC-9
SOLO
69 dB(A)
IN CABINA
Usb+Usb-C
Sedile riscaldato
e ventilato
AL
top
della
categoria
Smart Key
PIÙ SICUREZZA, PIÙ ERGONOMIA
La nuova cabina dei Develon
Serie 9 unisce sicurezza,
comfort ed ergonomia.
Lo spazio interno è notevole.
Il sedile a sospensione
pneumatica stupisce perchè
in ecopelle traforata,
ma è ventilato e ovviamente
riscaldabile: si pulisce con
un panno in microbra. Grazie
alla Smart Key si sale a bordo
e si accende l’escavatore con
la chiave in tasca, ma è anche
possibile avviarlo a distanza
e attivare il climatizzatore
dieci minuti prima di salire
a bordo: come sulle auto.
4 led frontali di lavoro
Cintura a tre punti
Climatizzatore
automatico
Carica telefono a induzione
La cabina migliora ulteriormente in termini
di ergonomia, funzionalità e qualità dei materiali.
La pressione acustica interna è ora di soli 69 dB(A)
Ancora più
confortevole
Vano refrigerato
4 LAMPEGGIANTI ANGOLARI Il tetto
della cabina standard ha una cover
isolante con agli angoli dei
lampeggianti led innovativi.
Aria compressa
PULIZIA FACILE
Oltre ad un tappeto
removibile
di fattura notevole,
il DX360-9 ha in
cabina un sistema
ad aria compressa
per soffiare fuori
dalla porta il
grosso della terra.
È un dettaglio
tipico di macchine
premium.
ROPS LEVEL II Se si sceglie la griglia superiore
opzionale i lampeggianti sono riposizionati in posizione
protetta. A destra la griglia frontale apribile con
meccanismo per il blocco in posizione aperta.
Policarbonato di sicurezza superiore apribile e con oscurante
SLITTE INDIPENDENTI La postazione con sedile pneumatico ha consolle
sospese con esso ma montate su guide indipendenti: perfetto. I poggia braccia
rivestiti in ecopelle si regolano sia in altezza, profondità e inclinazione. Oltre alla
tenda oscurante superiore (in alto a destra) sono presenti tende traforate a rullo
sia su parabrezza che su lunotto. La cura costruttiva emerge anche dai dettagli.
Ottimo tergicristallo
su pantografo
[48] giugno 2026 Costruzioni
Develon DX360NLC-9
SICUREZZA Oltre alle
Smart Features,
il DX360-9 cura la
sicurezza nei dettagli: dai
4 fari di lavoro led montati
sul braccio, più i 5 frontali tra
cabina e torretta e i 4
lampeggianti led a perimetro
della cabina, fino alle pedane
antiscivolo in torretta.
WALKAROUND
472 MM DI
LUCE A TERRA
La distanza della
struttura
sottocarro
è buona, ma
scegliendo
il DX400-9 i mm
diventano 601
e il carro è ancora
più lungo.
FATTO PER
DURARE
Tutta la bulloneria
sotto torretta
è protetta
da usure.
Rimuovere
la zavorra
o le paratie
inferiori non sarà
mai un problema.
CILINDRI DEVELON Tutti
i cilindri idraulici del Dx360-9
sono realizzati internamente,
così come motore di rotazione
e motori di traslazione.
Carro stretto e triplice
Valutate anche il DX400-9
DX360NLC-9
VS DX400NLC-9
• PESO OPERATIVO DICHIARATO 37,18 41,71 T
• POTENZA MOTORE DX08 A 1.800 GIRI/MIN TURBO 224 KW BITURBO 251 KW
• COPPIA MASSIMA A 1.300 GIRI/MIN 1.230 NM 1.460 NM
• CILINDRATA (CILINDRI) 7,5 (6) 7,5 (6)
• PORTATA IDRAULICA MASSIMA 2X360 LITRI/MIN 2X360 LITRI/MIN
• PASSO DEL CARRO (LARGHEZZA CARRO) 4.040 (2.990) MM 4.230 (2.990) MM
• ZAVORRA POSTERIORE 7,3 T 7,4 T
• FORZA DI SCAVOO MAX (MONO + 3.200 MM) 18.600 DAN 18.600 DAN DAN
• FORZA DI TRASLAZIONE 36.300 DAN 42.200 DAN
• CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO (360°, 0H, R 6 M) 8.370 KG 9.210 KG
AL
top
della
categoria
FORZA DI TRAZIONE ESAGERATA Con un valore
dichiarato di 36.300 daN, la forza di trazione
del DX360-9 è nettamente superiore a molti
concorrenti di riferimento per la categoria.
I motori idraulico, d’altronde, sono fatti in casa
da Doosan Mottrol. Il dato è riferito al carro LC
con pattini da 600 mm. Per l’Italia c’è
ovviamente il carro NLC che si allinea alla
larghezza massima torretta di 2.990 mm
e non manca nemmeno il braccio
posizionatore. Pattini a tripla o doppia costola
HD, due guide cingolo per lato o integrali.
PARENTI STRETTI I due modelli sono gli dello
stesso progetto modulare. Il DX400-9 ha più
coppia grazie alla doppia sovralimentazione,
ha un carro più lungo di 190 mm e più alto
da terra di 129 mm, con motori di traslazione
ancora più performanti. Ha inoltre i cilindri di
sollevamento di diametro leggermente
maggiore. Dal punto di vista delle tecnologie
al DX360-9 non manca nulla rispetto
al DX400-9. Noi sceglieremmo un 360 NLC,
triplice con pacchetto Full Smart. E voi?
L’ITALIA RINGRAZIA Il fatto di avere in gamma delle
versioni NLC, con larghezza massima entro i 3.000
mm per semplificare il trasporto su strada dal punto
di vista delle autorizzazioni è per il nostro mercato oro
colato. A questo si aggiunge anche la disponibilità
del braccio posizionatore che nel nostro Paese
è particolarmente apprezzato. Con queste due
caratteristiche, sommate alla tecnologia onboard della
macchina, Develon lancia la sfida. Saranno la rete
e il supporto tecnico a fare la differenza sul campo.
Costruzioni giugno 2026 [51]
Kohler Engines is now
Develon DX360NLC-9
Develon DX360NLC-9 in numeri
Versione
Peso operativo
Cap. sollev. (360°, 0h)
Variazioni-dist. sollev.
Potenza netta
Motore Develon
Cilindrata
Cilindri
Alesaggio x corsa
Regime di taratura.
Velocità del pistone
Valvole per cilindro
Distribuzione
Iniezione
Fasi d'iniezione
Egr esterno
Tratt. gas di scarico
Alimentazione
Pompe
Portata massima
Regolazione pompa
Distributore a cassetti
Pressione (boost)
Velocità traslazione
Velocità rotaz. torretta
Passo
Carreggiata
Lungh. braccio mono
Penetratore rif. (disp m)
Prof. di scavo
Prof. scavo al plinto
Distanza scavo a terra
Altezza di carico
Forza strappo
Forza penetrazione
Sbalzo posteriore
Largh. torretta
Larghezza cingoli
Suole
Lunghezza trasporto
Altezza braccio/cab
Batteria
Alternatore
Serb. gasolio (urea)
Serb. idraulico/sistema
NLC mono
37.180
12,51
4,5
224
DX08 Stage V
7,5
6
110 x 132
1.800
7,92
4
convenzionale
common rail
multi
no
Doc, Dpf, Scr
turbo
portata variabile
2 x 360
elettronica
elettroidraulico
n.d.
3,7 - 6
9,9
4.040
2.390
6.500
3.200 (2,6 - 3,95)
7.510
5.820
10.920
7.200
26.400
18.300
3.530
2.990
2.990
600
11.312
3.206/3.460
2 x 150
90
600 (72)
n.d./475
kg
ton
m
kW
litri
mm
giri/min
m/s
l/min
eu.develon-ce.com
MPa
km/h
giri/min
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
daN
daN
mm
mm
mm
mm
mm
mm
Ah
A
litri
litri
SI AGGIORNA DA REMOTO Il DX360-9 ha una dorsale
elettronica che consente aggiornamenti software da remoto.
Nel tempo il 360 potrà guadagnare nuove funzionalità.
Super connesso
GARANTITO 1 ANNO O 2.000 ORE Il nuovo
DX360NLC-9 è dotato del sistema
telematico di ultima generazione
MY DEVELON che oltre alla trasmissione
dati, al monitoraggio da remoto e alle
funzioni geofencing, permette di
consultare il catalogo ricambi e mandare
richieste di supporto al dealer con foto.
La garanzia standard del costruttore
è di due anni o, se raggiunte prima,
duemila ore operative. Sono inoltre
disponibili estensioni di garanzia
perfezionate per ogni singolo mercato.
MANUTENZIONE DA MANUALE OPERATORE
• CAMBIO OLIO MOTORE E FILTRO 1.000 ORE
• CAMBIO FILTRO GASOLIO 1.000 ORE
• CAMBIO FILTRO ARIA 2.000 ORE
• FILTRO RITORNO OLIO IDRAULICO 1.000 ORE
• CAMBIO OLIO IDRAULICO 4.000 ORE
• CAMBIO REFRIGERANTE 6.000 ORE
Si ringraziano per la collaborazione il team
DEVELON - HD Hyundai Infracore Europe
e il concessionario DMO di Russi (RA).
Power that
crushes
expectations.
engines.rehlko.com
Because performance isn’t promised, it’s proven.
For over a century, we’ve supported OEMs with
high-performance engines up to 112 kW, engineered
for efficiency, compliance, and durability.
Backed by decades of engineering expertise,
our engines integrate seamlessly—built for OEMs
who demand reliability without compromise.
Macchine&Componenti
MMT
Volvo ha rinnovato
le macchine che valgono
il 70% delle sue vendite.
Ora sono unite sotto
un'unica infrastruttura
digitale connessa per
monitorare e ottimizzare
la produttività
NUOVO EC560 Da 54,5 a oltre 58 t di peso operativo in
base all’allestimento, e una forza di strappo massima
di 27.600 daN. Sono i primi dati ufficiali dell’EC560,
imparentato con l’EC500 ma dotato di un sottocarro
heavy duty e cinematica ridisegnata.
IL CERCHIO
si chiude
Ogni due anni Volvo Construction Equipment apre
le porte di Eskilstuna, in Svezia, per i Volvo Days, l'appuntamento
che permette a oltre 4 mila clienti o potenziali
tali di toccare con mano le novità già annunciate
nei mesi precedenti sui singoli mercati. Non è un caso che
la scelta sia caduta ancora una volta su questa location
a un'ora da Stoccolma: qui è iniziata la storia di Volvo e di
recente è partito il cantiere del nuovo stabilimento da oltre
60 milioni di euro d’investimento che, a partire dal 2028,
produrrà fino a 3.500 escavatori cingolati all'anno per
l’Europa, affiancando l’attuale produzione in Corea del Sud.
Un progetto, questo, che si inserisce in un pacchetto comtesti
di Matthieu Colombo
Melker
Jernberg
Presidente
di Volvo CE
Negli ultimi due anni abbiamo preso decisioni difficili ma
necessarie: chiuso la partnership pluriennale con SDLG
e archiviato capitoli, come Rokbak, che non hanno generato
i numeri che ci aspettavamo. Oggi vogliamo produrre
le macchine giuste, nei mercati giusti, con una
struttura industriale coerente con la nostra strategia di
lungo periodo. In quest'ottica si inserisce l'avvio della costruzione
del nuovo stabilimento per escavatori cingolati
in Svezia, e stiamo lavorando a un progetto analogo
in Sud America. L'Europa resta un mercato strategico
per Volvo CE, e continueremo a investire per rafforzare
la nostra presenza. Allo stesso tempo, guardiamo all'elettrico
come a un'alternativa sostenibile al diesel, che
i nostri clienti possono scegliere certi di avere prestazioni
concrete con emissioni ridotte.
plessivo da oltre 830 milioni di euro di investimenti dedicati
al Vecchio Continente e che, insieme all'acquisizione
di Swecon, garantisce a Volvo CE l'accesso diretto a circa
il 70% della propria rete di vendita europea. Rispetto
all'edizione 2024 dei DEmo Days, lo scorso giugno le anteprime
assolute erano meno, ma l'evento segna virtualmente
il completamento del più grande ciclo di rinnovamento
della gamma mai realizzato nella sua storia.
In poco meno di due anni sono state infatti rinnovate le tre
famiglie che insieme rappresentano circa il 70% del mercato
mondiale delle costruzioni, escavatori, dumper articolati
e pale gommate. Tra le macchine in azione a
Eskilstuna, hanno attirato la nostra attenzione il nuovo escavatore
cingolato EC560, i dumper articolati elettrici A30 e
A40 e la pala gommata L260 nella versione Heavy Duty.
Cicli di lavoro più veloci rispetto all’EC550
L'EC560 è l'ultima aggiunta alla Serie F di escavatori cingolati
Volvo CE, un ciclo di lancio partito nel 2024.
[54] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [55]
Macchine&Componenti
MMT
I moduli batteria Samsung sono tre per l’A30 e quattro per l’A40
Sull’EC560 il D13J potrebbe arrivare ad erogare 324 kW
L’EC560 avrà l’automatic power boost
Rispetto al 550 che andrà a sostituire sono annunciate forze
più elevate, una coppia di rotazione torretta superiore
del 20% e cicli di lavoro più veloci. Pensato espressamente
per cantieri infrastrutturali gravosi, cave e aggregati, monta
benne fino 4,6 metri cubi. Volvo stessa parla di una forza
di scavo superiore del 3% rispetto alla concorrenza.
Rispetto al modelo di precedente generazione, l’EC560 ha
una zavorra più densa e pesante per garantire maggiore
stabilità nelle fasi di scavo profondo, dove il baricentro della
macchina viene messo sotto stress .
[56] giugno 2026 Costruzioni
MOTORE D13J Il nuovo EC560 ha lo stesso motore
del’EC500, ma potrebbe avere ancora più coppia.
L’impianto idraulico, con pompe e MCV elettroidraulica
dell’EC500, lavorerà però a pressioni più elevate.
Tra i dati ufficiali diffusi c’è un peso operativo tra le 54,5 e
le 58,7 t, una capacità di sollevamento di 17.340 kg in frontale,
6 m di raggio e 4,5 m d’altezza e una forza di strappo
massima di 7.600 daN. A bordo, la cabina riprende quella
dell’E550 con la nuova interfaccia HMI che riprende la stessa
filosofia digitale già vista sui dumper Serie J e sulle pale
gommate Serie K, concentrando i comandi in un'unica
schermata CoPilot pensata per ridurre l'errore dell'operatore
e velocizzare i cicli di lavoro. La disponibilità commerciale
è fissata per l'inizio del 2027.
I primi dumper articolati elettrici
Se l'EC560 rappresenta un modello strategico per la gamma
diesel, i dumper articolati A30 Electric e A40 Electric
segnano invece un passaggio storico sul fronte dell'elettrificazione:
sono infatti i primi dumper articolati completamente
elettrici al mondo nella loro classe dimensionale
a entrare in produzione di serie. Per l’A30 Electric la portata
è di 29 t, la potenza di 265 kW e la capacità utile delle
batterie di 360 kWh che equivalgono a 6 ore di autonomia
NUOVO A50 Motore D16J da 385 kW, 27,8 m 3
di capacità SAI 2:1 e 45 t di portata massima.
Il nuovo A50 arriva a 57 km/h di velocità massima.
SIMILI,
NON UGUALI
La luce d’attacco
è sempre ottima,
ma si capisce che
l’A30 elettrico
(qui a sinistra)
sfrutta lo spazio per
stivare le batterie.
A30 ELECTRIC VS A30 DIESEL
L’ELETTRICO
FA IL MUSO
Guardandoli
al lavoro,
i due dumper
sembrano
identici. Fianco
a fianco
l’elettrico è più
massiccio.
MMT
ECR355 DOZER
Il maxi ECR
di Volvo
ha pochissimi
concorrenti sul
mercato.
È perfetto per
USA e Giappone,
ma anche
per applicazioni
tunneling.
ACCESSORIO TIMBER Oltre alla L200 High Lift specifica
per la movimentazione di legname, è disponibile
un interessante accessorio per la L180, in foto qui sopra.
dichiarata. Per l’A40 Electric la portata è di 39 t, la potenza
di 350 kW e la capacità utile delle batterie di 432 kWh
che equivalgono sempre a 6 ore di autonomia. La scelta
di elettrificare questa tipologia di macchina non è banale,
perché il dumper articolato lavora tipicamente su cicli ripetitivi
di carico e trasporto su percorsi brevi, condizione
che si presta bene al recupero energetico in discesa e a
L’ELETTRICA SVEDESE
Oltre alla L120 Electric
con batterie da 280 kWh
(autonomia 6-9h) che Volvo
produce in Cina
è ora disponibile anche
la L90 con capacità di 180 kWh
con autonomia di 4-6 ore.
una gestione ottimizzata della batteria durante le fasi di
frenata e decelerazione. Il debutto produttivo di A30 e A40
Electric si innesta nel più ampio rinnovamento della famiglia
diesel di dumper articolati, la Serie J. Sui modelli diesel
della stessa famiglia, la meccatronica di nuova generazione
dialoga in tempo reale con il sistema di controllo
della trazione riducendo consumi e usura, un approccio
alla gestione dell'energia che si ritrova, in chiave elettrica,
anche nella logica costruttiva di A30 e A40. Per il mercato
europeo i due modelli elettrici sono già in produzione,
pronti per le imprese che lavorano in ambiti particolari come
allo scavo di gallerie o in siti estrattivi underground.
L260 ora anche Heavy Duty
Completa il terzetto di novità delle macchine toccate con
mano a Eskilstuna la pala gommata L260 nella nuova versione
Heavy Duty Rehandler, sviluppata per le applicazioni
di movimentazione più impegnative, dove il ciclo di lavoro
prevede carichi pesanti e ripetuti nell'arco del turno.
Questa versione della L260 (nella pagina sinistra, in alto)
ha una zavorra posteriore maggiorata in peso senza montare
fogli inferiori che modificano le geometrie in luce d’uscita,
una benna studiata ad hoc da Volvo e una trasmissione
con tarature elettroniche specifiche.
Il modello si inserisce nella Serie K, che condivide con la
precedente Serie H telaio, assali e trasmissioni, scelta dichiaratamente
conservativa sul fronte meccanico che
lascia spazio a un salto generazionale sul piano elettronico.
Sul fronte della sicurezza, elemento sempre più centrale
nelle applicazioni di movimentazione, la Serie K introduce
il sistema Smart View a 360 gradi con quattro viste
selezionabili dal Co-Pilot da 12 pollici, oltre all’aggiornato
Collision Mitigation System che riduce i falsi allarmi e impedisce
fisicamente l'innesto della retromarcia quando un
ostacolo viene rilevato nel raggio del radar, funzione che
incide direttamente sul rischio operativo.
Concludendo, il quadro emerso da Eskilstuna conferma
una traiettoria precisa: Volvo CE non si limita più a rinnovare
le singole gamme, ma le inserisce in un'unica infrastruttura
digitale che comprende Load Ticket, Connected
Map, Load Assist e Haul Assist, trasformando ogni escavatore,
dumper o pala gommata in un nodo di un sistema
produttivo più ampio, quello della produttività connessa,
monitorata, efficiente. Al cliente la scelta tra i modelli diesel
o quelli elettrici in base all’applicazione.
ECR255 La domanda di escavatori oltre le 20 t ma con
torretta a rotazione contenuta cresce. Questo nuovo
Volvo ha però una larghezza superiore ai 2.550 mm...
EWR150 ELECTRIC Vista la vocazione ai lavori urbani
degli escavatori gommati, il nuovo elettrico Volvo da 15 t
è una macchina furba per il mercato tedesco.
[58] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [59]
Macchine&Componenti
Ricambi
MIRKO ALPA È il Key Account Manager TVH Italia. Nella foto è allo stand che l’azienda ha scelto di allestire a Verona
per fare conoscere il proprio nome nel settore del construction e delle officine autorizzate.
CAMBIO
marcia
Nasce oltre cinquant'anni fa come specialista dei ricambi
per carrelli elevatori. Oggi TVH è una piattaforma
globale di ricambistica che serve un parco
macchine molto più ampio: piattaforme aeree, spazzatrici
industriali, carrelli portuali e aeroportuali, golf cart, e —
negli ultimi anni — anche il mondo agricolo e quello del construction,
con un focus su mini e midi escavatori, terne e
sollevatori telescopici. Alla scorsa edizione di Samoter, la
fiera veronese dedicata alle macchine per costruzioni, movimento
terra ed edilizia, abbiamo incontrato Mirko Alpa,
testi di Matthieu Colombo
Dai carrelli elevatori al movimento terra: TVH Italia
racconta numeri, logistica e strategie
della sua espansione multisettoriale in Italia
key account manager di TVH Italia, e Andrea Leoni, team
manager Sales Development, per farci raccontare numeri,
strategie e prossimi passi di questa espansione.
Mirko Alpa, key aaccount manager
di TVH Italia
Come arriva TVH al movimento terra?
TVH nasce con i carrelli elevatori. Per tanti anni siamo
andati avanti su quel settore, poi la direzione ha deciso di
ampliare la gamma per raggiungere più clienti e soddisfare
anche quelli già esistenti, che chiedevano altre tipologie
di ricambi. Sono arrivate così le piattaforme aeree, il cleaning
— cioè le spazzatrici per la pulizia industriale —, i carrelli
portuali, aeroportuali, i golf cart. Da ultimo l'Agri, per cui
parteciperemo anche all'Eima di Bologna a novembre, e
il construction, cioè tutto ciò che riguarda il movimento terra,
con la limitazione dello small earth moving: mini e midi
escavatori, indicativamente da 1 a 10 tonnellate di portata,
e qualche terna. Se poi un cliente ha un codice montato
su una macchina più grande, e lo conosciamo, siamo
comunque in grado di offrirlo. I sollevatori telescopici, invece,
li consideriamo a cavallo tra construction e Agri.
Qual è il fatturato di TVH in Italia?
Lo scorso anno eravamo intorno ai 65 milioni di euro, considerando
tutte le attività svolte in Italia: forche per carrelli elevatori,
cingoli, transpallet manuali, gomme e componentisti-
ca varia. La quota più consistente resta legata al material handling,
che vale l'82-83% del fatturato. Il movimento terra è arrivato
al 15% e sta crescendo anno dopo anno. L'Agri, partito
ufficialmente lo scorso anno, rappresenta oggi circa il 2-3%,
ma è il segmento su cui puntiamo di più nel breve periodo.
Come mai avete esposto a Samoter?
Vogliamo far rumore, nel senso buono del termine.
Abbiamo già una base di clienti nel movimento terra sulla
quale stiamo lavorando, persone che in parte conoscevamo
già dal mondo del material handling. L'idea è farci
conoscere ancora di più, anche da nuovi rivenditori, riparatori
e noleggiatori. Il nostro approccio resta quello: non
andiamo dall'utilizzatore finale, ci fermiamo al dealer, al
riparatore, al noleggiatore. Molti ci conoscono per il carrello,
ma non sanno che possiamo fornire anche cingoli, ricambi
sottocarro o batterie per il movimento terra.
Quali sono i punti di forza della vostra
logistica?
Abbiamo un magazzino centrale in Belgio,
dove la disponibilità di merce è enorme, e la
sede italiana di Settimo Torinese, che conta
circa 2.000 metri quadrati dedicati soprattutto
a ricambi pesanti e voluminosi: cingoli
in gomma per il movimento terra,
componenti sottocarro, ma anche i cristalli.
Su questo fronte lavoriamo con GDI e Glass
Inter, due consociate del gruppo specializzate
nei vetri, che ci hanno aperto le porte
a clienti altrimenti difficili da raggiungere.
In Italia teniamo in stock i vetri a maggior
rotazione, legati soprattutto a brand
come Bobcat, Doosan e Takeuchi. In Belgio,
poi, abbiamo un asset piuttosto unico: un vero
ANCHE FUORI CATALOGO Il construction
non è l’automotive. A volte ci sono ricambi
introvabili e TVH è una valida alternativa.
[60] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [61]
Macchine&Componenti
Ricambi
RICAMBI
RICOSTRUITI
Il programma
Reman di TVH
dà nuova vita
a componenti
arrivati
a fine ciclo.
Questo non solo
permette
di risparmiare,
ma anche
di avere
a disposizione
componenti
che non sono più
in produzione.
e proprio deposito di oltre mille carrelli elevatori destinati
allo smontaggio, per recuperare ricambi rari o ormai fuori
produzione, venduti con la formula del "visto e piaciuto".
Come è organizzata la vendita?
In Italia arriviamo a punte del 96-97% di ordini online: è il
canale che spingiamo di più. Il restante 3-4% arriva ancora
via email o telefono, soprattutto per prodotti che richiedono
un inserimento manuale o una consulenza tecnica.
Sul fronte commerciale abbiamo una rete esterna riorganizzata
per aree — Adriatica, centro-Sardegna, Lombardia,
Triveneto, Nord-Ovest e Alta Toscana —, mentre il Sud, per
ora, è seguito a interim dalla direzione vendite in attesa di
una figura dedicata. Sul lato finanziario applichiamo una
politica prudente: pagamento anticipato per i nuovi clienti,
passaggio alla RIBA una volta consolidato uno storico
di affidabilità. Non abbiamo minimi d'ordine: se un cliente
ci ordina una guarnizione da un euro, noi la spediamo comunque
per fidelizzare.
E sui tempi di consegna?
Per le spedizioni espresse via aereo siamo su 24 ore per
il Nord Italia e 24-48 ore per centro-sud e isole. Per i componenti
pesanti e ingombranti, che viaggiano via camion,
servono 2-3 giorni al Nord e possono arrivare a 5-6 giorni
lavorativi per Sud e isole.
Quali sono i vostri obiettivi a due anni per il settore
movimento terra?
Farci conoscere. Contiamo molto sulla presenza in fiere
come Samoter, che ci permette di incontrare clienti nuovi
e consolidare i rapporti esistenti. Poi lo stock in Italia su alcuni
prodotti chiave per la competitività della macchina,
e attività di marketing durante l'anno che supportano sia i
venditori esterni sia il team di sales development, guidato
da Andrea, che segue anche campagne rivolte a un pacchetto
più ampio di clienti.
Andrea Leoni, Team Manager Sales
Development TVH Italia
Di cosa si occupa il team Sales Development?
Guido un team di cinque persone. Fino a circa tre anni fa
ero responsabile di tutta la vendita interna, poi TVH si è riorganizzata
per dare un servizio più mirato al cliente: il customer
care è stato diviso in tre parti, una delle quali è diventata
un corpo più tecnico, il technical sales, mentre io
mi occupo dello sviluppo delle vendite. In concreto seguiamo
clienti, esistenti e non, dove c'è un potenziale non
ancora espresso, e clienti il cui fatturato è in calo, cercando
di capire cosa sia successo e di recuperarli.
Come individuate questo "potenziale inespresso"?
Partiamo sempre dai dati: abbiamo persone dedicate all'analisi
del venduto, ma anche del richiesto, cioè dei preventivi.
Sappiamo per esempio se un cliente ha chiesto dieci
volte lo stesso ricambio senza mai comprarlo. Da lì
costruiamo una base di conoscenza e passiamo alla parte
commerciale vera e propria, cercando di capire dove sta
il problema: può essere il servizio, il prezzo, il trasporto.
Circa la metà dei clienti che gestiamo non conosce tutto
ciò che TVH può offrire, quindi c'è ancora molto lavoro da
fare solo in termini di informazione.
Quanto pesa la relazione umana in Italia?
Moltissimo. La cultura commerciale italiana si basa prima
di tutto su un rapporto relazionale, forse ancora più che
ANDREA
LEONI È il Team
Manager Sales
Development
TVH Italia.
A suo parere
il potenziale
di vendita
ricambi nel
movimento
terra
è notevole.
in altri paesi europei. Il nostro strumento principale resta il
telefono, ma alzare la cornetta con un cliente che non ci
conosce richiede credibilità e professionalità: bisogna far
capire subito che non siamo un call center. Dove invece
siamo già conosciuti, l'approccio è più semplice. In entrambi
i casi la chiave, per noi, è l'empatia.
C’è una figura che segue solo il construction?
Qui rispondo con una frase che usiamo spesso: tutti fanno
tutto. Abbiamo trasferito al construction tutto il knowhow
accumulato in anni di material handling, e questo garantisce
continuità di servizio anche quando qualcuno del
team è assente. È chiaro che nel material handling la nostra
quota di mercato è consolidata, mentre nel movimento
terra dobbiamo ancora crescere: per questo stiamo investendo
in formazione, così che chi segue il cliente al telefono
parli davvero la sua lingua tecnica.
C'è una nuova garanzia. Di cosa si tratta?
Stiamo passando da uno a due anni di garanzia, senza li-
miti di ore operative della macchina, escludendo i materiali
soggetti a normale usura e i prodotti ricondizionati. È una
mossa pensata per distinguerci dai competitor. A supportarla
c'è anche un dipartimento elettronico in Belgio con oltre
cinquanta tecnici specializzati, spesso verticali su un
singolo brand, oltre alla diagnostica multimarca Jaltest,
che distribuiamo, e al programma Reman di ricambi ricondizionati,
che consente risparmi del 40-50% rispetto al
nuovo.
Quali sono gli obiettivi per i prossimi anni?
Stiamo sviluppando nuovi prodotti concentrandoci in particolare
su quattro tipologie di macchine e nove brand principali,
con un lavoro importante fatto in Belgio. In parallelo
il mio team lavora sull'onboarding di nuovi clienti: nel movimento
terra le richieste stanno crescendo e vogliamo presentarci
con numeri concreti, che raccontino davvero quello
che TVH può offrire. Vogliamo arrivare, nel construction,
alla stessa efficacia che abbiamo già nel carrello elevatore.
Ci arriveremo passo dopo passo.
[62] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [63]
Novità
Macchine&Componenti
Digitale
CATTURARE
la realtà
testi e foto di Matthieu Colombo
Marco Delfino di Topcon Positioning Italia,
ci ha guidato tra scanner Capture Reality, verifica
cantiere in tempo reale e radar per i sottoservizi
STAZIONE EVOLUTA Sopra il CR-P1, il primo da destra, scandisce
fino a 2 milioni di punti al secondo con un'accuratezza di 2 mm.
Alla sua destra il CR-H ed ancora il CR-S2 integrabile con smartphone.
Allo stand Topcon Positioning Italia a Samoter, Marco
Delfino, manager geomatics sales dell'azienda, ci ha
fatto da cicerone tra le novità di prodotto presentate
quest'anno. Non un'intervista, ma una vera e propria visita
guidata per scoprere come l’aggiornamento tecnologico
costante permette di guadagnare tempo nelle fasi
preliminari di un cantiere e non solo. Delfino ci ha mostrato
le novità, raccontato il loro funzionamento pezzo per
pezzo, dai sistemi di scansione tridimensionale della gamma
Capture Reality fino alle soluzioni per la verifica digitale
del cantiere.
Capture Reality, la nuova linea di scanner
Topcon porta a Samoter la gamma Capture Reality, già
presentata a Intergeo a Francoforte lo scorso settembre
e successivamente ampliata nel corso dell'anno con nuovi
modelli. Delfino ce li mostra uno per uno, allineati su un
tavolo: si tratta di una famiglia di strumenti per il rilievo
Costruzioni giugno 2026 [65]
Novità
Macchine&Componenti
Digitale
IL NUOVO CR-H1 Sopra il ricevitore GNSS HiPer
CR di Topcon a un iPhone con LiDAR integrato,
gestito tramite l'applicazione PIX4Dcatch.
I TRE OCCHI DEL CR-S2 LiDAR, telecamere
e GNSS in un unico scanner palmare da 1,3 kg.
Si cammina nell’area per scansire l’ambiente.
tridimensionale che copre l'intero spettro delle esigenze di
cantiere, dai sistemi statici più consolidati fino ai dispositivi
SLAM mobili di ultima generazione.
Il modello CR-S2, spiega Delfino, è lo scanner handheld più
leggero e portatile della gamma: secondo le specifiche tecniche
ufficiali di Topcon, combina tre tecnologie di localizzazione
— MLF-SLAM (multiple localization fusion), VSLAM
(SLAM visivo tramite telecamere) e RTK-SLAM — per garantire
un'accuratezza centimetrica anche negli ambienti
in cui il segnale GNSS è debole o assente, come interni,
tunnel e aree urbane dense. Pesa 1,3 kg comprensivo di
base, batteria e modulo RTK, misura 345×187×120 mm
e la singola batteria da 3450 mAh garantisce circa due ore
di autonomia continuativa; l'accuratezza assoluta dichiarata
è inferiore a 3 cm, quella relativa e di ripetibilità inferiore
a 2 cm.
Il CR-H1, ci mostra poi Delfino, punta invece sulla mobilità
estrema: abbina il ricevitore GNSS HiPer CR di Topcon
a un iPhone con LiDAR integrato, gestito tramite l'applicazione
PIX4Dcatch sviluppata in partnership con Pix4D. Il
telefono e il ricevitore si montano su un'impugnatura dedicata
progettata da Topcon, così l'operatore può catturare
nuvole di punti fotorealistiche a colori semplicemente
camminando nell'ambiente da rilevare, senza bisogno
di un treppiede. Il sistema può essere collegato al servizio
di correzioni RTK Topnet Live per una precisione centimetrica
anche in tempo reale.
Il terzo strumento della gamma mostrato da Delfino è il
CR-P1, il laser scanner statico nato dall'accordo strategico
siglato tra Topcon e FARO Technologies per lo sviluppo
congiunto di soluzioni di scansione laser. Disponibile in due
versioni — CR-P1 S, con portata utile fino a 100 metri, e CR-
P1 M, fino a 200 metri — raggiunge una velocità di acquisizione
fino a 2 milioni di punti al secondo, con un'accuratezza
3D dichiarata di 2 mm a 10 metri e un errore di
distanza di ±1 mm. Pesa 4,4 kg batteria inclusa, offre circa
4 ore di autonomia e integra una fotocamera HDR da
13 megapixel per la colorazione della nuvola di punti. «Il
punto di forza - sottolinea Delfino -è la registrazione in tempo
reale sul posto tramite il software Collage Site: l'operatore
vede e verifica il dato georeferenziato direttamente
in cantiere, senza tornare in ufficio per l'elaborazione».
di treppiedi né di segnale GPS, grazie alla tecnologia SLAM
che non richiede la chiusura di un anello di acquisizione
per elaborare il dato. Secondo le specifiche ufficiali Topcon,
il CR-M1 acquisisce fino a 640.000 punti al secondo, con
un'accuratezza locale fino a 4 mm e un'accuratezza globale
fino a 2 cm; una fotocamera panoramica a 360° integrata
restituisce nuvole di punti colorate ad alta definizione.
Il sistema si presta a configurazioni diverse — a mano,
a zaino, su carrello o su palo — e i dati sono esportabili
nei formati .e57, .las, .ply e ReCap tramite il software Onami
incluso. Niente male no?
Il filo conduttore dell'intera gamma, ci spiega Delfino, è la
drastica riduzione dei tempi: un rilievo
che prima richiedeva una giornata
intera di lavoro oggi si completa in
una manciata di minuti sul campo,
con l'elaborazione affidata in
gran parte al cloud. Questo, aggiunge,
rende gli strumenti utilizzabili
anche da personale
Anche sulle spalle
Chiude la carrellata il CR-M1, montato allo stand su uno
zaino: è il sistema di scansione e mappatura mobile SLAM
più leggero della gamma, pensato per rilievi 3D rapidi sia
in interni sia in esterni. Consente all'operatore di “camminare
e scansionare” ambienti anche complessi —
dagli edifici a più piani alle miniere — senza bisogno
TU CAMMINI, LUI RILEVA A sinistra
il CR-M1, esèposto allo stand montato
su uno zaino: è il sistema di scansione
e mappatura mobile SLAM della gamma,
pensato per rilievi 3D rapidi sia in interni
sia in esterni, anche ad opera di personale
di formazione basica.
[66] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [67]
Novità
Digitale
NUOVA GTL-1200
La nuova stazione
velocizza lavori
di topografia e
scansioniin ambienti
chiusi come i tunnel.
non specializzato, aprendo il rilievo 3D a un pubblico più
ampio rispetto al passato, quando queste tecnologie erano
appannaggio quasi esclusivo di professionisti della geomatica.
Dal rilievo alla verifica: building construction
Delfino ci accompagna poi verso un secondo gruppo di
strumenti, quelli dedicati al building construction: l'idea,
spiega, non è più soltanto rilevare lo stato di fatto di un cantiere,
ma confrontarlo in tempo reale con il progetto digitale
per verificarne l'avanzamento.
Al centro di questo flusso di lavoro c'è la GTL-1200, la stazione
totale robotica con scanner laser integrato di Topcon.
Secondo la documentazione ufficiale Topcon, la GTL-1200
unisce in un solo strumento una stazione totale robotica
completa e uno scanner laser full-dome a 360 gradi, permettendo
a un solo operatore di eseguire in un'unica postazione
sia il picchettamento (layout) sia la scansione dell'area,
con dati già georeferenziati rispetto alle coordinate
di progetto. Rispetto al modello precedente, la GTL-1200
introduce una risoluzione di scansione raddoppiata e la
connettività Wi-Fi per il trasferimento wireless dei dati al
software di campo, oltre all'integrazione con Collage Site
per un flusso di lavoro gestito interamente sul posto e con
ClearEdge3D Verity per l'automazione della verifica costruttiva
rispetto al modello BIM.
Per gallerie e tunnel
Il campo d'applicazione più apprezzato per la GTL-1200,
ci spega Delfino, è quello di gallerie e tunnel: dove un tem-
po servivano due o tre giorni di lavoro con due squadre distinte,
una per la topografia e una per le scansioni, oggi un
solo operatore entra in cantiere con il progetto già caricato
nella macchina e ottiene in tempo reale la differenza tra
ciò che vede e ciò che è previsto a disegno — utile, per esempio,
per capire in fase di scavo se occorre approfondire o
se si è già andati oltre quota. Lo stesso principio, aggiunge,
si applica alla documentazione di cantieri di edilizia verticale,
dove la verifica continua tra costruito e progetto consente
di individuare per tempo scostamenti su elementi
come condotte, canaline elettriche, travi e pilastri, prima
che diventino problemi costosi o impossibili da correggere
a lavori avanzati.
Nel complesso, conclude il manager geomatics sales di
Topcon Positioning Italia, l'obiettivo che accomuna tutta
la gamma Capture Reality e le soluzioni di building construction
è lo stesso: portare in campo, con un'unica persona
e un'unica postazione, un livello di dato tridimensionale
che un tempo richiedeva più squadre specializzate e
più giorni di lavorazione, restituendo un risultato verificabile
subito, senza attese in ufficio.
Una vetrina che conferma la strategia di Topcon: rendere
la scansione 3D uno strumento quotidiano di cantiere, non
più un'eccezione riservata a pochi specialisti della geomatica.
Dalla gamma Capture Reality alla GTL-1200, il filo
che lega tutte le novità mostrate da Delfino è lo stesso:
meno tempo tra rilievo e decisione, meno squadre da coordinare,
più autonomia per l'operatore che lavora sul campo,
senza rinunciare all'accuratezza richiesta da un cantiere
professionale.
NON C’È NULLA AL MONDO
CHE NON POSSA FARE
4TN101: IDEALE PER GLI
IMPIEGHI PIÙ GRAVOSI
Con la forza di 105 kW niente lo può fermare, il 4TN101 è il motore di cui hai bisogno per
ogni tipo di lavoro. Con la sua esuberante coppia di 550Nm, ai vertici della categoria, il
4TN101 è l’ideale per gli impieghi più gravosi. Con oltre 100 anni di esperienza e la nostra
rinomata ingegneria giapponese, Yanmar è il vostro partner per i motori ad alte prestazioni
e la vera affidabilità. Per maggiori informazioni visita il sito yanmar.com/eu/industrial
[68] giugno 2026 Costruzioni
Yanmar Italy S.p.A. Tel. +39 0331 208409 info-yi@yanmar.com www.yanmaritaly.it
Macchine&Componenti
Soluzioni di produttività
SAPER FARE
la differenza
Alle prestazioni delle macchine CAT e al loro
elevato valore residuo, CGT aggiunge
un ventaglio di servizi che ad oggi non ha eguali
testi di Matthieu Colombo
CGT non è un semplice distributore di ferro giallo: è
un partner tecnologico con 1.280 persone, 31 filiali
dirette in tutta Italia, un fatturato 2025 di 843 milioni
di euro e oltre 90 anni di storia alle spalle. Un ecosistema
di competenze, servizi e tecnologie digitali a supporto
di imprese e cave per ottimizzare la gestione delle proprie
attività e non solo quella del parco macchine CAT.
È questo il messaggio che ci è rimasto in mente dopo avere
incontrato i vertici del Gruppo Tesya al Samoter e soprattutto
dopo aver guardato alla filiera dell’estrattivo e del
construction con gli occhi di Gianluca Calì, Direttore
Marketing di CGT stessa.
Il segreto è prevenire
"Il tema di oggi è far capire al cliente il valore della soluzione,"
dice Calì. “E il valore, in questo settore, si misura in
ore lavorate, non in prezzo d'acquisto”. Ogni fermo macchina
imprevisto ha un costo reale: l'operatore fermo, il cantiere
in ritardo, le penali, i subappalti saltati. Nessuno lo mette
in un foglio Excel quando compra. Eppure è lì che si vince
o si perde la partita economica di un parco macchine.
CGT ha costruito intorno a questo concetto un sistema
che chiama Servizio di Assistenza Evoluto, il cui cuore sono
le Control Tower 2.0 di Carugate (MI) e Vercelli dove un
team di specialisti monitora in tempo reale le oltre 20.000
unità CAT connesse sul territorio italiano, tra macchine,
motori e impianti tramite KontrolON. Non si aspetta che la
spia si accenda sul cruscotto. Oggi la tecnologia permette
di intercettare le anomalie prima che diventino guasti.
Assitenza proattiva o reattiva
Il sistema lavora su due livelli coordinati. Il primo è proattivo:
gli specialisti della Control Tower analizzano ogni notte
i dati trasmessi dalle macchine — pressioni dell'olio idrau-
[70] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [71]
Macchine&Componenti
Soluzioni di produttività
SICUREZZA A 360° Il sistema
integrato Cat Detect combina più
tecnologie: Cat Collision
Mitigation riduce il rischio
di impatti nelle situazioni
critiche; Cat People Detect rileva
la presenza di persone nelle aree
di lavoro; Cat Object Detect
monitora ostacoli ottimizzando
l'uso degli spazi.
lico, temperature, segnali di surriscaldamento, cercando
quelli che Calì definisce "segnali deboli", le avvisaglie di un
problema che non si è ancora manifestato. Quando ne trovano
uno, contattano direttamente il cliente per pianificare
l'intervento prima del guasto.
Il secondo livello è reattivo: quando è il cliente a chiamare,
si attiva la filiale territoriale, coordinata sempre dalla
Control Tower per diagnosi da remoto, identificazione del
problema e invio del tecnico con i ricambi giusti già in furgone.
La connettività riduce i viaggi a vuoto in cantiere e
aumenta drasticamente l'efficacia degli interventi.
La manutenzione predittiva
CGT e Caterpillar stanno spingendo forte sulla frontiera
successiva: la manutenzione predittiva. Non solo reagire
in anticipo, ma sapere — con modelli matematici alimentati
dall'intelligenza artificiale — quando un componente si
romperà, prima ancora che dia segnali visibili. L'esempio
più avanzato riguarda ad esempio una case history sugli
iniettori ad alta pressione dei motori CAT: incrociando la
storia delle riparazioni con i dati trasmessi dalle macchine,
Caterpillar ha sviluppato modelli predittivi di rottura talmente
precisi da consentire — su certi modelli di motore
— di prevedere il cedimento con 100 ore di anticipo. Un test
sul campo che ha portato al controllo di 50 segnalazioni
ha confermato la presenza di problemi nell'82% dei casi
diagnosticati da remoto.
Disponibilità e consumi garantiti
Se la Control Tower è il cervello operativo, il contratto AMA
(Asset Management Agreement) è una promessa scritta.
Un contratto pluriennale — tipicamente di 5 anni o 10.000
ore — con cui CGT si impegna formalmente su due fronti
concreti. Uno è il consumo di carburante garantito: misurato
ogni tre mesi, se supera del 10% il valore promesso,
CGT paga la differenza. L’altro è la disponibilità macchina
garantita al 96%: se i fermi superano il 4% del tempo lavorativo
concordato, CGT paga una penale. Non è uno slogan,
sono condizioni sottoscritte nero su bianco. E se una
riparazione richiede più di quattro giorni? Entra automaticamente
la macchina tampone — di pari categoria o superiore,
attinta dalla maxi flotta noleggio — così il lavoro
non si ferma mai.
Il 3D dimezza il costo al metro cubo
Un altro dei temi su cui CGT sta investendo con più convinzione
è la tecnologia di scavo 3D — sistema di controllo
e azionamento degli escavatori basati su progetto digitale
— e i risultati sul campo sono difficili da ignorare.
In una case history mostrata in video durante il Samoter,
CGT ha eseguito due scavi da 30 m nelle stesse condizioni:
uno con metodologia tradizionale, l'altro con tecnologia
3D. Con il metodo tradizionale servono più persone a terra
per tracciare i riferimenti, si moltiplicano le lavorazioni di
rifinizione e si accumulano discrepanze tra quanto scavato
e quanto progettato. Con il 3D, invece, il progetto digitale
è caricato direttamente sulla macchina: l'operatore
scava seguendo le indicazioni sul display, senza paletti a
terra, senza squadre ausiliarie. Solo l'operatore e il capocantiere,
in due. I numeri finali: tempo di tracciamento azzerato
contro le 13 ore del metodo tradizionale, costo al
metro cubo dimezzato.
[72] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [73]
Macchine&Componenti
Soluzioni di produttività
Anche assumendo un risparmio del solo 25%, per
un'azienda che deve scavare 17 milioni di metri cubi
il calcolo diventa definitivo. "Se non ci credete, facciamo
una case story in un vostro cantiere" — così
Calì a una grande impresa italiana di costruzioni invitata
alla demo di Milano. Risultato: riduzione dei costi
del 30-40% documentata, filmata, disponibile sul
sito CGT.
Total Cost of Ownership
Per aiutare i propri venditori e i clienti a ragionare in
termini di costo totale di possesso, CGT ha sviluppato anche
un'App dedicata. Inserendo il prezzo della macchina
CAT, quello ipotetico del concorrente, i consumi, il potenziale
fermo macchina e il valore residuo (che su una
Caterpillar a 3-5 anni è superiore alla media), l'App restituisce
il costo reale dell'intera vita operativa del mezzo.
"Il valore residuo quando rivendi la macchina fa tantissima
differenza," sottolinea Calì. Ed è un fattore quasi sempre
ignorato da chi guarda solo il prezzo d'acquisto. Lo stesso
vale per l'idle time — il tempo in cui gli operatori stanno seduti
sulla macchina senza lavorare — e per le tonnellate effettivamente
spostate ogni giorno, oggi misurabili in tempo
reale grazie alle pese integrate sulle macchine CAT.
Lavoro tradizionale
VS Cat Grade 3D
youtube.com
FORMAZIONE
La continua
formazione
di tecnici
e operatori
è un ulteriore
asset della
cultura tecnica
CGT.
Cat Detect, sensori ottici e mappe di calore
La sicurezza di operatori e pedoni è un'altra area dove CGT
porta soluzioni concrete. Il sistema integrato Cat Detect
combina più tecnologie: Cat Collision Mitigation riduce il
rischio di impatti nelle situazioni critiche; Cat People Detect
rileva la presenza di persone nelle aree di lavoro; Cat Object
Detect monitora ostacoli ottimizzando l'uso degli spazi.
Sugli escavatori sono disponibili anche i sistemi E-Fence,
che definiscono limiti virtuali ai movimenti della macchina
in prossimità di ostacoli.
Sul piano pratico, le pale sono equipaggiabili con sensori
ottici perimetrali che creano zone di allerta cromatiche
intorno al mezzo: la macchina rallenta automaticamente
al rilevamento di una persona (modalità Mitigation) e blocca
la retromarcia se qualcuno si trova in zona a rischio (modalità
Inhibition). Un sistema già lanciato sugli escavatori
nel 2023, ora esteso alle pale gommate.
Tutti gli eventi di rischio vengono poi registrati sul portale
Vision Link, dove è possibile costruire mappe del cantiere
che evidenziano quali zone presentano il più alto tasso di
rischio di collisione. Un dettaglio utile per riprogettare i flussi
di lavoro e ridurre strutturalmente i rischi. Ovviamente i
dati, per lo meno in Italia e in Europa, si riferiscono alla macchina,
non all'operatore — nessun nome, nessun cognome
— nel rispetto della privacy dei lavoratori.
La possibilità di operare da remoto
C'è anche un ulteriore livello di sicurezza che CGT porta
in seno, il Cat Command, ovvero la tecnologia Caterpillar
che consente di controllare escavatori, dozer e pale gommate
da una postazione remota, anche a migliaia di chilometri
di distanza, senza operatore a bordo.
Progettata per tutte le applicazioni pericolose — demoli-
zioni in ambienti instabili, bonifiche, aree ad alto rischio —
il lavoro eseguito dalla postazione Cat Command, evita che
il personale si trovi esposto a situazioni critiche senza sacrificare
la produttività. Al Samoter 2026, i visitatori dello
stand CGT hanno potuto sperimentarlo in prima persona:
guidando in tempo reale macchine fisicamente collocate
in Spagna e nel Regno Unito (UK).
Conoscere l’impatto effettivo di CO 2
Ridurre l’impatto ambientale in cantiere non significa solo
acquistare macchine di ultima generazione. Significa impiegarle
nel modo più efficiente e saperne quantificare le
emissioni. Ed è qui che l'ecosistema digitale di CGT gioca
un ruolo ulteriore. Attraverso l'analisi dei dati di utilizzo —
dalle ore di lavoro ai tempi al minimo, dai cicli operativi ai
consumi reali — è possibile individuare inefficienze e intervenire
in modo mirato, riducendo sprechi di carburante
ed emissioni di CO 2 . Inoltre, le macchine Caterpillar di nuo-
va generazione sono compatibili con il carburante HVO
(Hydrotreated Vegetable Oil), che garantisce standard elevati
di efficienza con un impatto ambientale ridotto.
Ma il vero salto di qualità, secondo CGT, nasce dal connubio
tra innovazione tecnologica e gestione ottimale dell'operatività:
i dati trasformati in decisioni operative, i risultati
misurati sia in termini ambientali che economici.
Servitizzazione
C'è un filo rosso che unisce tutte le nostre tecnologie, spiega
Calì: “CGT non ha come mero obiettivo la vendita macchine
fine a se stessa, ma il garantire continuità operativa.
È quello che i ricercatori del Politecnico di Milano chiamano
"servitizzazione": il passaggio da un modello basato sulla
cessione del bene a uno basato sulla garanzia della sua
performance nel tempo”.
Lo stesso Giorgio Brenna, Amministratore Delegato di CGT,
ha questa visione: “Il comparto delle costruzioni sta evolvendo
e oggi il valore non si misura più soltanto nelle prestazioni
della macchina, ma nella capacità di coniugare
tecnologie e servizi lungo l'intera catena del valore."
Provare per credere con il noleggio
Per CGT il business del noleggio a breve termine equivale
oggi ad una flotta imponente che conta oltre 1.200 macchine
movimento terra. Ogni macchina noleggiata è equipaggiata
con le stesse tecnologie di bordo e di connettività
di quelle vendute. Quando un cliente noleggia una macchina
CAT, questa appare direttamente nel suo portale
cliente digitale insieme alle macchine di proprietà già connesse:
stessi dati, stessa piattaforma Vision Link, stessa
Control Tower a presidio.
"Il noleggio deve essere sempre di più un oggetto di prova,"
spiega Calì. “Un'occasione per il cliente di toccare con
mano l'intera esperienza CGT — digitale, tecnologica e di
servizio — prima di decidere un acquisto”.
[74] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [75]
De &Riciclaggio
Demolition
PARLA BENE
il tedesco
Carro allargabile idraulicamente fino a 4.200 mm
e braccio long-front da 36 metri: elemento base
da 19,5 m, intermedio da 2,5 m e stick da 12,5 m
IL TEDESCO CHE
PIACE AI TEDESCHI
La qualità dei
Sennebogen non
si mette certo
in discussione.
Sicuramente si tratta
di una macchina che
si rivende
soprattutto sul
mercato tedesco.
testi di Antonio Fargas
L'impresa tedesca Metzner ha demolito un edificio prefabbricato
di 11 piani, alto oltre 33 metri, nel centro di
Hoyerswerda, in Sassonia. Per l'intervento è stato impiegato
un escavatore da demolizione SENNEBOGEN 870E
Demolition da 117 tonnellate, mosso da un motore diesel
da 261 kW. Il lavoro ha richiesto prima la rimozione controllata
della struttura autoportante in cemento armato, poi
la separazione delle armature in acciaio per il riciclo.
36 d’altezza al perno
La struttura da demolire era in un'area residenziale e questo
ha imposto requisiti massimi in termini di sicurezza,
così come la necessità abbattimento polveri. L’impresa ha
scelto di utilizzare un Sennebogen 870E Demolition, equipaggiato
con braccio long-front da 36 metri, composto da
un elemento base da 19,5 m, un intermedio da 2,5 m e uno
stick da 12,5 m, capace lavorare con in punta attrezzature
idraulica da massimo 4 t di peso. In questa configurazione
l’870E ha raggiunto in sicurezza i piani più alti della strut-
tura. Come attrezzatura itradulica è stato utilizzato un polverizzatore
da da 3,1 tonnellate, mentre per limitare la polvere
è stato sia utilizzato sia l’impianto di nebulizzazione
integrato nella macchina sia un fog cannon a terra.
"Un'eccellente capacità di sollevamento anche a piena
estensione del braccio, unita a movimneti precisi e progressivi
che l’idraulica raffinata assicura ci ha permesso di
eseguire la demolizione senza sorpresa alcuna", ha dichiarato
Jörg Richter, direttore di cantiere dell’impresa
Metzner. Un altro dettaglio che per l’impresa fa la differenza
è il sottocarro a larghezza variabile idraulicamente da 2.600
a ben 4.200 m, in modo da facilitare il trasporto e garantire
stabilità in ogni posizione nonostante lo sbraccio esteso.
A proposito di trasporto, la macchina si scompone in
tre unità - base, attrezzatura di demolizione e contrappeso
- favorendo la logistica di cantiere in cantiere.
La tedesca Metzner, con sede a Ossling, è specializzata in
movimento terra, ingegneria civile ed esegue anche demolizioni
di residenziale tra Sassonia e Brandeburgo.
[76] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [77]
Novità
De
&Riciclaggio
Attrezzature idrauliche
UNA GAMMA
sempre più ampia
Tra le novità presentate da Indeco a Samoter,
la pinza per demolizione primaria IDC 21.
Merita attenzione anche la selezionatrice IMG 10 H
testi di Antonio Fargas
Con l’ampliamento della serie IDC,
Indeco estende il raggio d’azione della propria offerta
nel segmento delle pinze per demolizione primaria,
rendendo questa famiglia di attrezzature compatibile
con un numero ancora più ampio di escavatori. Una
scelta che risponde a un’esigenza sempre più concreta nei
cantieri: poter contare su attrezzature specialistiche anche
su macchine di portata inferiore. Dalla prima attrezzatura
di questa serie, la IDC 70 da 7.200 kg di peso operativo presentata
all’ultimo Bauma, progettata per escavatori da minimo
65 t di peso operativo, la gamma si è infatti ampliata
verso il basso, mantenendo gli apprezzati standard
prestazionali.
PRIMARIA DA 2.300 KG
La nuova pinza
da demolizione è stata
sviluppata per lavorare con
escavatori con peso operativo
compreso tra le 20 e le 35 t.
La nuova IDC 21
La serie comprende oggi sei modelli, dalla IDC 11 alla IDC
70, coprendo un range di macchine da circa 10 a 120 tonnellate.
Le new entries partono dalla IDC 11, pensata per
escavatori da 10 tonnellate, con un peso di circa 900 kg,
forza in punta di 50 t e apertura ganascia di 850 mm, per
arrivare alla IDC 42, che lavora su macchine da 40 ton con
una forza in punta di 135 t e apertura fino a 1500 mm.
Al centro dell’offerta si collocano soluzioni come la IDC 16,
la IDC 21 vista a Verona e la IDC 30, ideali rispettivamente
per escavatori da 13, 20 e 28 t di peso operativo, con
aperture massime delle chele di 1.000, 1.150 e 1.300 mm,
a conferma di una gamma progettata per offrire continuità
operativa e scalabilità applicativa su diversi contesti
di lavoro. La demolizione primaria richiede infatti strumenti
capaci di intervenire con decisione già nelle prime
fasi della demolizione, quando occorre demolire strutture
in calcestruzzo armato, pilastri, travi e setti con forza,
precisione e affidabilità.
UNA SELEZIONATRICE HEAVY DUTY In foto la nuova
IMG 10 H, una pinza selezionatrice 3+2 progettata
per applicazioni gravose come ad esempio
la movimentazione di rottami metallici, autovetture
nei siti di rottamazione e materiali da demolizione.
È proprio in questo ambito che la serie IDC trova la sua collocazione
naturale, offrendo una risposta tecnica progettata
per le applicazioni più gravose. L’estensione della gamma
verso modelli destinati a macchine di classe inferiore
apre nuovi scenari operativi sia nei grandi cantieri sia nei
contesti urbani, dove ingombri, accessibilità e logistica richiedono
spesso l’impiego di macchine più compatte. Una
gamma composta da più modelli - specifica Indeco - permette
alle imprese di poter scegliere con maggiore precisione
l’accoppiamento tra escavatore e attrezzatura, adatto
al tipo di intervento da eseguire. In altre parole, la
demolizione primaria diventa più flessibile con vantaggi in
termini di gestione del parco mezzi, ottimizzazione delle risorse
e specializzazione del lavoro.
Sul piano operativo, un ruolo centrale è giocato dall’apertura
massima delle chele, parametro che incide direttamente
sulla capacità della pinza di afferrare elementi strutturali
di dimensioni diverse. Una grande apertura permette
infatti di lavorare con maggiore efficacia nelle fasi iniziali
della demolizione, favorendo la presa del manufatto e contribuendo
a rendere più rapido e regolare il ciclo di lavoro.
In cantiere, questo si traduce in una migliore capacità di affrontare
configurazioni complesse, sezioni irregolari e strutture
che richiedono una presa ampia e sicura fin dal primo
attacco. Altrettanto importante è la forza massima in punta,
valore che determina la capacità della pinza di incidere
il materiale dal primo punto di contatto.
A completare il profilo tecnico della serie IDC c’è la presenza
di denti intercambiabili Indecobite, una soluzione che risponde
a un’esigenza molto concreta per chi lavora ogni
giorno in demolizione: contenere i tempi di fermo macchina
e semplificare la manutenzione delle parti maggiormente
soggette a usura. La possibilità di sostituire rapidamente
i denti consente infatti di mantenere elevata l’efficienza
operativa della pinza nel tempo, preservandone la capacità
di presa e penetrazione anche in condizioni di lavoro particolarmente
severe. È uno di quei dettagli progettuali che,
sul piano pratico, incidono direttamente sulla produttività
e sul costo complessivo di esercizio.
C’è anche una nuova Multi Grab
Indeco amplia la gamma Multi Grab con la IMG 10 H, pinza
selezionatrice 3+2 progettata per applicazioni gravose
come la gestione di rottami metallici, autovetture allo sfascio
e materiali da demolizione. Il progetto ruota attorno a
tre elementi chiave: il nuovo design delle ganasce, la rotazione
idraulica e la forza trasmessa ai denti contrapposti,
che insieme assicurano presa stabile, potenza e versatilità
anche su materiali voluminosi e irregolari.
La rotazione idraulica aumenta la libertà di manovra e fluidifica
la gestione dei materiali, fattore determinante in un
settore dove rapidità e precisione incidono direttamente
sulla produttività.
Sul piano tecnico, la nuova IMG 10 H opera con una pressione
massima al cilindro di 300 bar, portata olio fino a 50
l/min, forza massima alla lama di 5.000 kg, apertura di
1.900 mm e peso operativo di 850 kg. il nuovo modello è
compatibile con attacco demolitore HP 1200 e si abbina
a escavatori tra 9 e 16 t. Compatta ma performante, la nuova
pinza selezionatrice della serie IMG risponde alle esigenze
di controllo, affidabilità e produttività nei contesti
operativi più impegnativi.
[78] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [79]
Cave&Calcestruzzo
Frese da produzione
REMOTE
control
testi di Fabrizio Parati
Nella cava Primosole
di Ecoin, Vermeer Italia
presenta in anteprima
assoluta la fresa surface
miner SM55 che produce
senza uomo a bordo
dimostrazioni commerciali, perché, in realtà, si è configurato
come il lancio di una nuova filosofia operativa.
Due giornate di valore
Il format scelto da Vermeer Italia ha abbinato le prove pratiche
in cava, cioè l’occasione di toccare «con mano» la produttività,
a una serie di workshop tecnici paralleli, pensati
per valorizzare ogni aspetto della tecnologia surface miner.
Si è parlato del confronto tra i surface miners Vermeer
e i sistemi tradizionali, della nuova SM55 in tutti i suoi dettagli
(caratteristiche, guida remota, produttività con trasmissione
live dall’Operation Station) e delle success stories
maturate in cava con Ecoin come caso di riferimento.
Due sessioni specialistiche hanno completato il quadro:
una sui sistemi di guida laser di ultima generazione, in partnership
con Trimble, e una sulla selezione degli accessori
di scavo con valutazioni direttamente sul campo, in
partnership con Kennametal.
IL SUO HABITAT la nuova fresa
Vermeer SM55 al lavoro nella cava
Primosole: il tamburo fresa
da 2,44 metri aggredisce la roccia
con sistema di taglio top-down,
producendo materiale già ridotto
e omogeneo. Il tempo è denaro.
Un filo tematico molto evidente collega il 2022 al 2026.
Vermeer si è proposta - riuscendoci - di soddisfare
le aspettative dei propri clienti nello stesso luogo:
stessa cava, stesso mare. La cava è la cava Primosole di
Ecoin S.p.A., a pochi chilometri dal mare di Catania, laddove,
il 23 e il 24 aprile scorsi, è stato ospitato per la seconda
volta (dopo quello del 2022, per l'appunto) un evento
firmato Vermeer Italia. La scelta, naturalmente, non è
casuale: Gaetano Caruso, titolare di Ecoin, ha, da sempre,
«un’attenzione allenata nei riguardi dell’innovazione tecnologica»,
precisa Giorgia Compagni, Marketing manager
di Vermeer Italia, e ha messo a disposizione la propria cava
con la stessa generosità dimostrata nel 2022, quando toccò
alla T1255III Terrain Leveler debuttare su quel pianoro
etneo. Questa volta, però, la posta in gioco era più alta: sul
piazzale della cava campeggiavano la collaudata T1055,
l’altrettanto nota e apprezzata T1255, e la protagonista:
la SM55, la nuova surface miner Vermeer, presentata in
questa occasione per la prima volta in Europa. Aperto a
professionisti del settore cave, inerti e grandi sbancamenti,
con specialisti internazionali di prodotto, e tecnici Vermeer,
l’evento è andato oltre lo splendore un poco ovvio delle
La macchina
A illustrarci la nuova SM55 è stato Marco Nascè, commerciale
Nord-Ovest di Vermeer Italia. La SM55 è definita
dalla stessa Vermeer come «la prima fresa per cave e
sbancamenti con guida da remoto, senza cabina a bordo»:
non una semplice evoluzione dei modelli precedenti, ma
una macchina progettata ab initio con una filosofia operativa
radicalmente diversa.
Mossa da un motore Caterpillar C13 ACERT Tier 4 Final da
415 CV, pesa 54.431 chilogrammi (circa 54,4 tonnellate) e
misura 8,89 metri di lunghezza. Ma è la gestione operativa
a fare la vera differenza.
«La macchina è totalmente autonoma, controllata da remoto:
l’operatore, stando all’interno del proprio pickup, controlla
tutte le funzioni operative dal radiocomando. Il computer
a bordo della SM55 riceve i segnali e li trasmette poi
al canbus della macchina, che fa aprire e chiudere le valvole
idrauliche per muoverla», precisa Nascè.La SM55 integra
inoltre un avanzato operator presence system: se
l’operatore lascia il sedile del pickup o non risponde agli
alert di sicurezza, la macchina arresta automaticamente
le proprie funzioni operative.
Il posizionamento avviene tramite un sistema GNSS Trimble
con precisione centimetrica, integrato da sensori IMU - accelerometri
e giroscopi - che garantiscono la massima accuratezza
nei movimenti. Una volta caricato il piano di col-
[80] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [81]
Cave&Calcestruzzo
Frese da produzione
BANCO DI PROVA Qui sopra la cava Primosole
della società Ecoin, a Catania, che ha ospitato
anche quest’anno la presentazione di Vermeer.
tivazione elaborato dal topografo, la macchina lo segue autonomamente,
mentre l’operatore verifica da remoto che
tutto si svolga secondo progetto. Con il nuovo software
Trimble Earthworks, i piani possono essere aggiornati in
tempo reale direttamente dall’operatore, senza necessità
di ricorrere ogni volta al topografo per rifare i progetti.
Compattezza, taglio e manovra
Sul fronte delle dimensioni, la nuova fresa Vermeer SM55
ha un tamburo largo 2,44 metri e un corpo macchina di tre
metri di larghezza, che scende a tre metri anche in configurazione
da trasporto (rimuovendo il tamburo anteriore),consentendo
lo spostamento come trasporto eccezionale
ma senza necessità di scorte.
Ai fini dell'omologazione stradale e delle emissioni, infatti,
la SM55 viaggia come "tractor": categoria che consente la
circolazione senza scorta una volta rimosso il tamburo.
L’altezza è di 3,45 metri in assetto di trasporto e di 4,83 metri
in configurazione operativa. Le prestazioni di scavo includono
una profondità di taglio massima di 351 millimetri
(circa 35 centimetri) e un sistema di taglio «top-down»
- dall’alto verso il basso - che aggredisce meglio la roccia
producendo materiale di pezzatura ridotta e omogenea, e
eliminando la necessità di passaggi secondari di riduzione
granulometrica.
La controrotazione garantisce un raggio di sterzata pari
a zero: la macchina gira su se stessa senza bisogno di ampi
spazi di manovra. Qualità, quest'ultima, preziosa in cave
morfologicamente complesse o in cantieri di sbancamento
con accessi ristretti.
Il sistema di inclinazione laterale (tilt) di ±10° permette di
eseguire scavi in pendenza trasversale, ampliando ulteriormente
la versatilità operativa.
La macchina è predisposta, inoltre, per un kit di aspirazione
polveri, requisito sempre più rilevante quando si opera
in prossimità di centri abitati o in contesti ambientalmente
sensibili.
Una nuova era per le cave
Pierluigi Lelli, presidente di Vermeer Italia, nel descrivere il
significato del lancio della nuova macchina: «La SM55 non
rappresenta semplicemente un nuovo modello di fresa: è l’inizio
di un cambiamento di paradigma. Una nuova maniera
per operare in cava: è la prima macchina della nuova generazione
che permetterà di avere un’operatività all’interno di
una cava totalmente automatizzata e da remoto, da un’ubicazione
al di fuori dell’area di lavoro». Lelli ha sottolineato
come questa evoluzione apra prospettive inedite anche sul
piano "sociale". La guida da remoto supera le barriere fisiche
che fino a oggi hanno reso le macchine movimento terra appannaggio
quasi esclusivo degli operatori maschi. Con la
SM55, ciò che conta non è più la forza fisica necessaria per
governare una macchina di grande stazza in cabina, «bensì
la capacità intellettiva di gestire da remoto, potenzialmente,
più macchinari in contemporanea».
SI GUIDA DAL PICKUP Qui sopra il radiocomando della
fresa sulle ginocchia dell'operatore, il tablet con le riprese
in tempo reale delle telecamere di bordo della SM55
e il display del sistema GNSS Trimble.
PRECISIONE Il tamburo della fresa SM55 affonda nella
roccia. Il badge "Trimble Ready" sa esattamente dove.
Il vantaggio Vermeer
La tecnologia surface miner di Vermeer è stata messa a
punto per rispondere a esigenze che i sistemi tradizionali
(martelloni, esplosivi, ripper) faticano a soddisfare. Come
ha ricordato Nascè, la SM55 è idonea sia per il mercato
delle cave sia per i grandi sbancamenti in ambito costruzioni:
imprese che devono movimentare grandi volumi di
roccia senza ricorrere agli esplosivi trovano in queste macchine
un alleato versatile e sicuro.
I vantaggi rispetto ai metodi convenzionali sono molteplici e
spaziano dalla sicurezza alla logistica. Vengono eliminati
esplosivi e martelloni, con conseguente riduzione di rischi,
[82] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [83]
Frese da produzione
Carta d’identità
Ecoin vanta oltre sedici anni di presenza in cava ha
la tecnologia nel DNA. Si tratta di una realtà strutturata,
che opera a 360 gradi nel settore delle costruzioni:
conglomerati cementizi, prefabbricati in
calcestruzzo armato vibrato e precompresso, movimento
terra, sbancamenti, recupero e smaltimento
di rifiuti inerti, costruzione e ristrutturazione
di edifici civili e industriali.
Una delle specializzazioni è la produzione di barriere
stradali NDBA-Anas, dettaglio che segnala la
capillarità dei rapporti di Ecoin con il comparto infrastrutturale
italiano. Sono ormai diversi anni che
Ecoin ha integrato le tecnologia dei surface miners
di Vermeer nei propri processi produttivi, diventando
una delle referenze più convincenti della tecnologia
Terrain Leveler in Italia.
rumore e vibrazioni. Diventa possibile operare in prossimità
di centri abitati o infrastrutture sensibili, riducendo al contempo
costi e tempi di produzione e abbattendo i problemi
logistici e ambientali. Il sistema di taglio top-down produce
inoltre materiale già ridotto e omogeneo, eliminando la fase
di frantumazione secondaria. La precisione centimetrica del
GNSS integrato garantisce infine che ogni metro cubo estratto
corrisponda esattamente al progetto di coltivazione, evitando
sprechi e rilavorazioni. E con la guida da remoto, l’operatore
non è mai fisicamente esposto ai rischi della cava.
L’ecosistema tecnologico per la cava
L’evento di Catania ha visto la presenza qualificata di due
partner strategici di Vermeer. Trimble ha presentato i sistemi
di guida laser di ultima generazione, con particolare
focus sul software Earthworks, che consente di modificare
i piani di coltivazione in tempo reale direttamente dall’operatore,
senza interventi tecnici aggiuntivi.
Kennametal ha proposto, invece, una sessione dedicata
alla selezione degli accessori di scavo (i denti del tamburo
fresa) con valutazioni pratiche condotte direttamente
sul campo, permettendo ai partecipanti di confrontare le
diverse soluzioni in condizioni reali di utilizzo.
Conclusioni
Lasciando la cava, dove siamo stati ospiti anche nel 2022,
l'immagine che ci è rimasta, semplice quanto dirompente,
è quella di un pickup parcheggiato in cava, l'operatore seduto
con il radiocomando in mano, e, poco distante, un
mezzo di cinquantaquattro tonnellate che avanza da solo,
esattamente dove il topografo ha detto di andare. Non
c'è nessuno a bordo. Non c'è bisogno che ci sia.
In un settore dove la sicurezza ha sempre avuto il costo
più alto, la SM55 propone un'equazione diversa: produzione
e incolumità cessano di essere variabili in conflitto. La
precisione centimetrica del GNSS fa il resto: ogni metro
cubo estratto è esattamente quello che il progetto preve-
deva, senza sprechi, senza rilavorazioni.
Se il 2022 a Catania fu la conferma che i surface miners
Vermeer funzionano sul campo, il 2026 ha alzato la posta:
non si trattava di una macchina nuova, ma di un modo nuovo
di stare in cava. O meglio, di non doverci stare.
SM55 Terrain Leveler
Motore
Caterpillar C13, 415 CV
Peso operativo 54.431 kg
Lunghezza
8,89 m
Larghezza tamburo 3,5 m
Larghezza corpo
macchina
3 m
Altezza (trasporto) 3,45 m
Altezza (operativa) 4,83 m
Sistema di taglio Top-down
(dall’alto verso il basso)
Manovrabilità Raggio di sterzata zero
(rotazione 360° su se stessa)
Inclinazione ±10°
laterale (tilt)
Sistema di guida Trimble
GNSS
(precisione centimetrica) + IMU
(accelerometri e giroscopi)
Software
Trimble Earthworks
(aggiornamento piani
in tempo reale)
Gestione operatore Totalmente da remoto,
tramite radiocomando
da veicolo di supporto
Kit abbattimento Predisposizione per aspirazione
polveri
Trasporto
Eccezionale senza scorta
(tre metri di larghezza senza tamburo)
La SM55 sale sul pianale: 54 t pronte
a spostarsi. Con soli tre metri
di larghezza la scorta non è necessaria.
DA SINISTRA Pierluigi Lelli, Presidente di Vermeer Italia,
Marco Nascè, commerciale Nord-Ovest di Vermeer Italia,
Domenico Savino, Commerciale Puglia
e Basilicata di Vermeer Italia, Giorgia Compagni,
Marketing manager di Vermeer Italia.
PRECISA AL
CENTIMENTRO
L’antenna GNSS sulla
SM55, garantisce
la precisione con cui
la macchina segue
il piano di coltivazione,
senza che nessun
operatore debba stare
a bordo della fresa
durante la lavorazione.
[84] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [85]
Cave&Calcestruzzo
Frantoi mobili
IL CONO
vale doppio
La Pe.So di Voghera ha scelto il frantoio a cono
Powerscreen Maxtrak 1000. Suggerito da Impianti
Industriali: cambia i paradigmi produttivi
TESTA Il cuore della macchina è la campana
di frantumazione una fusione monolitica in acciaio
al manganese che ruota su un asse eccentrico
all'interno di un mantello fisso.
Nel settore estrattivo lombardo-piemontese, dove la
tradizione conta e il cambiamento si misura in tonnellate,
la Pe.So si distingue per una caratteristica
sempre più rara: la capacità di anticipare le necessità del
mercato con scelte tecnologiche precise e coraggiose.
Guidata da Mattia Pertusi e Giuseppe Sottile, la società ha
costruito in pochi anni un percorso di crescita che parte
dal recupero e rigenerazione dei materiali da costruzione
e demolizione (C&D) a Voghera, per acquisire due importanti
cave a cielo aperto.
Nata dalle radici della New Eco, realtà già attiva nel recupero
ecologico nel Vogherese, la Pe.So ha progressivamente
ampliato il proprio raggio d’azione. A Voghera, il cuore
operativo dell'azienda, la frantumazione avviene in un
impianto interamente al coperto — una scelta che garantisce
continuità produttiva indipendentemente dalle condizioni
meteorologiche e un controllo costante della qualità
del processo. La linea include un Warrior 14, un Premier
Track 330 e un Warrior 1000: una filiera integrata che trasforma
il materiale da C&D in prodotto certificato .
Una cava in Lombardia, una in Piemonte
Il cuore pulsante dell'attività estrattiva batte oggi nel pavese
non lontano da un versante dello Scrivia, alla Cava
Cavalieri acquisita il 22 dicembre 2025. La scelta non è stata
casuale: la chiusura di alcuni ponti strategici sul Po aveva
reso necessario presidiare entrambe le sponde del fiume
per garantire la continuità delle forniture ai clienti storici.
La Cava Cavalieri risponde esattamente a questa esigenza
logistica, affiancandosi alla Cava Montemerlo di Isola
Sant'Antonio — distante appena cinque chilometri — che
Pe.So gestisce da anni nel territorio piemontese.
Detto questo, la Cava Cavalieri non è un semplice presidio
territoriale. La coltivazione della cava prevede un piano che,
al termine dello sfruttamento, restituirà l'area all'ente parco
come bacino di espansione per il fiume Scrivia. La concessione
ammonta a 3,5 milioni di metri cubi totali, di cui
finora è stato estratto circa mezzo milione: la prospettiva
DUE CAVE, inclusa sotto, alcuni scorci della
Cava Cavalieri per cui la Pe.So ha di recente
acquistato anche una draga. A destra una parte
della cava Montemerlo restituita al territorio.
testi e foto di Matthieu Colombo
[86] giugno 2026 Costruzioni
Cave&Calcestruzzo
Frantoi mobili
PARLANO DA SOLE Sotto, le immagini, da sinistra
a destra, della riduzione granulometrica di cui è capace
il cono Maxtrak 1000. La geometria prodotta è varia.
di lavoro si estende per i prossimi venti anni, con volumi
che, a pieno regime con la nuova draga e il frantoio a cono,
possono raggiungere i 2.400 metri cubi al giorno. L’altra
cava, la Montemerlo, ha ancora circa 7-800 mila metri cubi
di escavazione autorizzata, con un ampliamento richiesto
di 2 milioni di metri cubi in attesa di risposta dalla Provincia.
La dualità delle cave non è solo una questione di capacità
produttiva: avere due siti a cinque chilometri consente
a Pe.So di sopperire a fermi tecnici o interventi di manutenzione
su un impianto trasferendo temporaneamente le
operazioni sull'altro. Un dettaglio apparentemente marginale
che invece diventa fondamentale quando si lavora
con contratti importanti soggetti a penali. Ed è proprio in
questa logica di continuità produttiva che si inscrive la scelta
del Powerscreen Maxtrak 1000.
Il materiale estratto a Cavalieri è un aggregato di qualità
elevata, apprezzato dal mercato nelle differenti pezzature,
e il prodotto principale dell'attività di Pe.So è lo 0-20/0-25
mm destinato alla produzione di calcestruzzo. È anche
vero che una parte del fatturato, tra il 30 e il 40 per cento, è
realizzato con la vendita di sabbie per il ripascimento delle
spiagge liguri, in particolare nelle zone di ponente, per il
quale l'azienda dispone di una flotta di quindici bilici di proprietà.
Sono materiali che richiedono precisione granulometrica
e costanza qualitativa specifica per ogni singolo
cliente che ha esigenze granulometriche e anche cromatiche
distinte. È in questo contesto che Samuele, uno dei
referenti tecnici di Pe.So, ha insistito per introdurre in flotta
il frantoio a cono Powerscreen Maxtrak 1000, un impianto
mobile inizialmente noleggiato e poi acquistato, che
ha ha cambiato i parametri produttivi del sito.
Quando i conti tornano...
«Abbiamo fatto un ragionamento a tavolino - ci spiega
Mattia - perché un impianto mobile a cono costa molto
di più all’acquisto. Ma per l’utilizzo che facciamo noi, se si
guarda alla produzione reale, i fermi macchina, il consumo
Mattia
Pertusi
Socio
e responsabile
operativo Pe.So
Fabio
Siviero
operatore
Cava Cavalieri
Pe.So
Quando abbiamo cominciato a noleggiare il Maxtrak
1000 da Impianti Industriali per Cava Cavalieri, avevo
qualche dubbio: è una macchina che costa, che richiede
attenzione, che ha logiche operative diverse da quello
a cui eravamo abituati. Ma dopo le prime settimane di
produzione i dubbi sono svaniti. La qualità del materiale
che esce è diversane il mercato se ne accorge. Abbiamo
materiale nobile e il cono la valorizza . L'idea di acquistare
la macchina dopo sei mesi di noleggio è venuta quasi da
sola: i numeri parlano chiaro. Adesso stiamo pensando
a come integrare meglio i due siti, Cavalieri e
Montemerlo, anche in funzione del cono.
Samuele
Facinetti Il cono è ancora poco
Area Manager conosciuto in Italia,
Nord-Ovest
soprattutto in versione
mobile su cingoli.
Impianti Industriali
Chi viene da una cultura di frantoi a
martelli fa fatica a capire la differenza,
ma basta guardare i dati di produzione
per un mese e il ragionamento diventa
immediato. Il cono garantisce poi una
costanza granulometrica che il martello
non può dare. Poi c'è la questione
dei fermi: ogni volta che si fermano i
martelli per sostituire le bocche, perdi
tempo e quesrto costa. Il cono ti dà il
triplo delle ore prima di un fermo per
manutenzione. Ho detto tutto.
di carburante e la durata dei componenti di usura, i numeri
sono premianti.»
Il Maxtrak 1000 è un frantoio a cono montato su cingoli,
progettato per operazioni di frantumazione secondaria e
terziaria in contesti di cava e cantiere. Cuore della macchina
è la campana di frantumazione — una fusione monolitica
in acciaio al manganese — che ruota su un asse
eccentrico all'interno di un mantello fisso, riducendo il materiale
per compressione progressiva anziché per impatto.
Questa differenza di principio fisico rispetto ai frantoi
a martelli non è un dettaglio tecnico da addetti ai lavori: è
la ragione di quasi tutte le differenze operative che rendono
il cono vantaggioso in certi contesti.
[88] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [89]
Cave&Calcestruzzo
Frantoi mobili
DA TERRA Un monitor
permette di vedere l’ellittico
della campana da terra.
Rulli a prolo autocentrante
Magnete per intercettare metalli
POLVERI ZERO Sul fronte della gestione delle
polveri, il Maxtrak 1000 è dotato di tre punti
di abbattimento con spruzzi d'acqua e di una pompa
opzionale che può essere alimentata da rete
o pescare da taniche o cisterne presenti in cava.
La macchina che abbiamo visto al lavoro a Cava Cavalieri
era capace di una produzione impressionante per i nostri
occhi. L’allestimento era con campana di taglia media, scelta
come compromesso ottimale per la versatilità d'uso visto
che in prospettiva la stessa macchina sarà destinata
tanto al lavoro in cava quanto a eventuali noleggi su cantieri.
In questa configurazione il Maxtrak 1000 accetta materiale
in entrata fino a 160 mm e lo chiude fino a 18 mm,
operando nella fascia di frantumazione secondaria con
una produttività che, in condizioni favorevoli e con alimentazione
costante, può superare i 700-800 m 3 al giorno.
Il segreto, come spiegano gli operatori di Pe.So, sta nel
mantenere la campana sempre piena durante la lavorazione:
la pressione costante del materiale ottimizza la riduzione
granulometrica e riduce l'usura asimmetrica.
L'usura dei componenti è poi un capitolo fondamentale nell'economia
reale di un frantoio mobile.
Nel confronto diretto con un frantoio a martelli — tradizionalmente
più diffuso in Italia — il modello a cono evidenzia
un vantaggio netto: una campana dura tra le 300 e le 350
ore di lavoro effettivo, contro le circa 100 ore dei martelli.
Tradotto in fermi macchina, manutenzioni programmate
e costi di sostituzione, la differenza è sostanziale. Non è
un caso che Pe.So. abbia scelto di passare dal noleggio all'acquisto
dopo pochi mesi di utilizzo.
Al passo con i tempi
Dal punto di vista della dotazione tecnologica, il Maxtrak
1000 è dotato di controllo PLC per gestire l'intera sequenza
di avvio — inclusi i tempi di riscaldamento dell'olio idraulico
— e consente all'operatore di regolare dalla cabina la
velocità dei cingoli e il numero di giri della campana, che
può raggiungere i 1.850 giri/minuto. Il display principale
segnala con un indicatore verde il raggiungimento delle
condizioni operative ottimali: soltanto a quel punto è possibile
avviare la frantumazione. Ogni sessione di lavoro richiede
l'esecuzione di una procedura di azzeramento — il
cosiddetto «zero» — per compensare l'usura progressiva
della campana e mantenere stabile il calibro del prodotto
finito. La macchina dispone di un metal detector sul nastro
di alimentazione dato che il cono è sensibile alla presenza
di corpi estranei metallici che potrebbero danneggiare
irreparabilmente la campana. È per questo che il
sistema arresta automaticamente il nastro se rileva la pre-
senza di ferro, evitando rotture costose su un componente
che è una fusione unica.
La mobilità è un altro asse portante della scelta di Pe.So.
Il Maxtrak 1000 è un impianto trasportabile su camion: il
nastro di scarico si abbassa idraulicamente tramite comandi
dal PLC per ridurre l'ingombro in altezza, e l'intera
macchina può essere spostata tra il sito Cavalieri o
Montemerlo tenuto conto della larghezza di 2.800 mm.
La macchina è inoltre dotata di interfaccia XMP per l'integrazione
con i sistemi di monitoraggio dell'industria 4.0, inclusa
una telecamera interna che consente di verificare lo
stato di lavoro della campana. Con circa 2.000 ore totali di
utilizzo — di cui 1.500 effettuate sul sito attuale durante il
periodo di noleggio che ha preceduto l'acquisto — il nostro
Maxtrak 1000 è ancora relativamente giovane.
In un mercato italiano dove i frantoi a cono mobili restano
una presenza rara la, Pe.So. ha scelto di anticipare una tendenza
che altrove in Europa è già consolidata.
Messa in pressione del sistema abbattimento polveri
Motore 5 cilindri Scania ultracollaudato
[90] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [91]
Sollevamento&Noleggio
Eventi
Tutta la filiera del
sollevamento persone
si è riunita in occasione
di IPAF ANCH’IO 2026
con la convinzione
che comunicare
la sicurezza sia un atto
di responsabilità collettiva
testi di Matthieu Colombo
La membership ha raggiunto quota 1.975 membri in 83
Paesi, con un incremento record di 157 nuovi soci. Per la
prima volta nella storia dell’associazione, oltre il 51,5% dei
ricavi proviene da fuori dal Regno Unito: un segnale chiaro
di internazionalizzazione. Dall’introduzione dell’app ePAL
nel 2022, oltre il 70% dei corsisti riceve la propria tessera
PAL in formato digitale. Nel gennaio 2026 il Centro di
Formazione svizzero UP AG ha emesso la 3.000.000ª tessera
PAL dalla nascita del programma, avviato nel 1993. Ad
aprile 2026 IPAF ha superato per la prima volta quota 2.000
soci, un traguardo che Douglas ha definito «huge milestone».
A completare il quadro, il Global Safety Report di IPAF
ha vinto il premio «Best Publication» ai Trade Association
Forum Awards 2026.
Decidere, il fil rouge della giornata
Il filo conduttore dell’edizione — Decidere: decidere bene
quando è difficile farlo — è nato dall’ispirazione del libro
Decidere di Luigi Lamonica, ex arbitro internazionale di
basket, ospite della giornata. Un tema che ha risuonato in
ogni sessione: dalla gestione del rischio alle scelte imprenditoriali,
dalla leadership sotto pressione alla responsabilità
individuale e collettiva.
PROFESSIONAL DEVELOPMENT SEMINAR L’evento
si è articolato in due giornate. La prima, riservata agli
istruttori IPAF, è stata dedicato a chi ogni giorno
addestra gli operatori di PLE. Semplice il messaggio
trasmesso durante il PDS: formare bene chi forma
è il moltiplicatore più efficace della sicurezza sul lavoro.
DECIDERE
Ogni due anni, a maggio, l’Italia del sollevamento aereo
si ferma un giorno per guardare avanti. IPAF AN-
CH’IO 2026 — giunto alla quarta edizione — è l’unico
evento biennale in Europa interamente dedicato alle
piattaforme di lavoro elevabili (PLE). Il 22 maggio, nella suggestiva
cornice di Villa Baiana, nelle colline bresciane della
Franciacorta, produttori, noleggiatori, distributori, costruttori,
formatori, tecnici, fornitori e stakeholder si sono ritroper
fare sicurezza
vati sotto un’unica bandiera: quella della sicurezza, della cultura
e dell’innovazione.
Apertura nel segno della responsabilità
La giornata si è aperta con un gesto che vale più di mille discorsi:
un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli
incidenti sul lavoro. A introdurlo, Maurizio Quaranta, Regional
Manager IPAF per Italia, Grecia e Canton Ticino, che ha ri-
chiamato con forza un principio cardine: «Il numero di incidenti
che vediamo ancora oggi è una vera indecenza».
L’impegno di IPAF, ha sottolineato, punta non solo a ridurre
questi numeri ma, in un mondo ideale, ad azzerarli del
tutto. L’apertura non è stata una celebrazione: è stata una
riaffermazione pubblica di responsabilità.
IPAF in numeri
Peter Douglas, CEO & Managing Director di IPAF, ha portato
in sala i dati di un’associazione in costante espansione.
Nel 2025 i Centri di Formazione IPAF hanno formato
228.796 operatori in tutto il mondo.
UNITI PER
LA SICUREZZA
Da sinistra,
Alessandro
Blanchi Direttore
Commerciale
Italia Multitel
Pagliero, Pier
Angelo Cantù
di Rental
NETWORK,
Nicola Pontini
General Manager
di JLG Italia
e Maurizio
Quaranta,
Regional
Manager IPAF
per Italia, Grecia
e Canton Ticino.
Cambio di prostettiva
Il talk show moderato da Pier Angelo Cantù ha affrontato
senza filtri le pressioni quotidiane che gravano sulle imprese:
aumento dei costi, dazi, instabilità dei mercati, allungamento
della vita utile delle macchine, sostenibilità e concorrenza
crescente. Paola Palazzani, Daniele Lanzini, Nicola Violini e
Andrea Lusvardi hanno condiviso esperienze concrete e visioni
diverse su come mantenere alta la soglia della sicurezza
anche nei momenti più difficili. Il messaggio condiviso:
la sicurezza non è un costo, è una scelta di impresa per
ridurre i rischi e scongiurare incidenti che possono generare
costi umani, sociali e materiali molto importanti.
[92] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [93]
Sollevamento&Noleggio
Eventi
1.975 MEMBRI IN 83 PAESI Sopra, Peter Douglas, CEO
& Managing Director IPAF mentre racconta alla sala i dati
di un’associazione in costante espansione. IPAF
nel 2025 ha formato 228.796 operatori in tutto il mondo.
I pilastri della sicurezza
Introdotta da Maurizio Quaranta e Lorenzo Perino, la sessione
dedicata alla sicurezza nel sollevamento aereo ha
messo al centro un concetto fondamentale: la sicurezza
non può dipendere da un singolo fattore, ma dall’equilibrio
tra progettazione, qualità dei processi, formazione, manutenzione
e innovazione tecnologica. Lo hanno illustrato con
concretezza Roberto Bramardo, Marco Cazzaniga, Sara
Trabucchi, Matteo Bertiato e Claudio Martignoni. La sicurezza
è stata inquadrata come responsabilità condivisa lungo
tutta la filiera — produzione, noleggio, formazione — non
come prodotto di tecnologia o normativa.
Falsi miti assicurativi
Molto apprezzato il momento interattivo introdotto e moderato
da Marta Lucani e Romina Vanzi, con l’intervento del
broker assicurativo Fabio Petrelli ricco di esempi di cosa
copre una polizza assicurativa classica e di quali sono le
clausole più diffuse che escludono la copertura. Al termine
della presentazione il pubblico ha potuto fare domande
dirette e Petrelli e in seguito, grazie alla piattaforma Slido,
tutti gli astanti sono stati coinvolti con una survey su su temi
spesso trascurati: responsabilità civile, coperture Kasko/All
Risks e corretta gestione del rischio assicurativo. Un’ulteriore
conferma che comunicare la sicurezza non è solo ammonimento,
ma può avere molte forme diverse per coinvolgere
interlocutori differenti e che – in assoluto – comunicare
è parte integrante della cultura di settore.
Percezione, mentalismo e leadership
Mattia Bodino, responsabile marketing di Merlo e mentalista,
ha guidato i presenti in una riflessione originale sul rapporto
tra percezione e capacità decisionale con il suo intervento
“La sicurezza non è un gioco”. L’attività delle “Carte
Alleati-Nemici” ha poi stimolato una riflessione collettiva
sulle grandi sfide che attendono il settore: crisi energetica,
AI, governance e ricambio generazionale.
Tre novità del mondo IPAF
Secondo IPAF, per essere efficace la formazione deve
essere anzitutto accessibile e capace di rispondere
alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più dinamico,
versatile e con operatori dalla preparazione
poliedrica. Per andare in questa direzione, l’associazione
ha introdotto tre importanti novità:
Un’abilitazione in più: gli operatori che conseguono
le categorie 3a, 3b o 1b possono ora ottenere gratuitamente
anche l’abilitazione per la categoria 1a.
Competenze più ampie, nessun costo aggiuntivo,
maggiore versatilità per operatori e aziende.
12 mesi per i ritardatari: è ora possibile rinnovare le
PAL Card e gli attestati rilasciati da altri enti purché
scaduti da non oltre 12 mesi. Una soluzione concreta
per chi ha lasciato scadere la propria abilitazione,
senza inutili complicazioni burocratiche.
Internazionali di nome e di fatto: le aziende che operano
in contesti internazionali possono inserire nel
sistema IPAF i codici fiscali esteri dei partecipanti,
semplificando e velocizzando la gestione documentale.
Ha chiuso il programma
l’ex arbitro internazionale
di basket Luigi La -
monica, un mito per gli
appassionati di basket
che IPAF ha coinvolto
con entusiasmo.
Oltre a essere l’arbitro di
basket italiano più titolato,
Lamonica ha scritto
il libro "Decidere" che
raccoglie i suoi diari di
viaggio scritti in occasione di grandi eventi come Olimpiadi
e Mondiali, raccontando l'aspetto umano, il non sempre facile
confronto uno a uno con campioni di fama mondiale
osannati e la responsabilità che deve essere sempre la musa
di un direttore di gara. Lamonica ha scelto di esporre alla
platea un aforisma di Ennio Flaiano: «Con i piedi fortemente
appoggiati sulle nuvole». La sua visione su leadership, lucidità
e responsabilità nelle scelte prese sotto pressione ha
richiamato con forza il tema della giornata.
Il Codice Deontologico
A fine giornata, Vincenzo Andreazza, tra i padri fondatori di
IPAF in Italia, ha letto il Codice Deontologico IPAF: questo
per ricordare il valore dell’impegno etico cui ogni associata
è chiamata ogni giorno. Nicola Pontini ha quindi presentato
il percorso “Road to IPAF ANCH’IO 2028”, con l’obiettivo
di mantenere vivo il confronto su sicurezza, innovazione,
sostenibilità e cultura della prevenzione.
FILIERA
AL COMPLETO
A destra Peter
Douglas,
CEO & Managing
Director IPAF,
e il nuovo membro
del Board Paola
Palazzani.
Paola Palazzani nel Board IPAF
Paola Palazzani, CEO di Palazzani Industrie, è stata
nominata membro del Board of Directors di IPAF. La
conferma ufficiale è arrivata il 2 giugno 2026 durante
l’APEX 2026, ma a Villa Baiana i presenti hanno avuto
diritto ad uno spoiler. Questa nomina conferma il
ruolo sempre più centrale di Palazzani Industrie nel
panorama internazionale del sollevamento aereo .
Lei ha dichiarato: “Sono davvero onorata di essere
stata scelta come membro del Board. Desidero di
contribuire concretamente alla missione di IPAF, crescendo
al tempo stesso attraverso la collaborazione
con leader esperti del settore. L’incarico mi offrirà
l’opportunità di contribuire alle decisioni
strategiche, supportare il continuo sviluppo degli
standard di sicurezza e formazione e rappresentando
gli interessi dell’intero settore.”
[94] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [95]
Sollevamento&Noleggio
Gru cingolate
testi di Antonio Fargas
Una vera problem
SOLVER
La nuova Jekko JF1050 è dal nostro punto di vista
la gru perfetta per missioni impossibili
Con la JF1050 Jekko presenta il modello più grande
e potente della propria gamma di gru cingolate articolate:
22 t di portata massima per 34,5 m d’altezza
al gancio. Il vero elemento distintivo, però, non sta
solo nei numeri, ma nella filosofia costruttiva, nella cine-
matica tipica di gru solitamente montate su ingombranti
truck. A differenza delle compatte gru cingolate a braccio
telescopico puro, dove lo sbraccio avviene sfilando le sezioni
lungo un unico asse rigido, la JF1050 adotta un'architettura
articolata, derivata dal know-how Fassi nella
costruzione di gru da autocarro, con un braccio articolato
in tre punti. Sia il braccio principale sia il jib sono inoltre
entrambi telescopici, il che significa che la macchina combina
due gradi di libertà che normalmente si escludono a
vicenda: la capacità di superare un ostacolo e di sbracciare
oltre per prelevare o depositare un carico.
Tutta l’esperienza Fassi in formato compatto
Jekko descrive proprio questa versatilità come la capacità
di raggiungere qualsiasi punto nello spazio di lavoro, unendo
la logica delle gru da autocarro articolate alla compattezza
di una mini gru cingolata.
A supportare con estrema precisione la movimantazione
di carichi importanti c'è la sezione decagonale X-Design degli
elementi braccio, anch'essa di derivazione Fassi, che ottimizza
la distribuzione delle sollecitazioni e migliora i dia-
INTERFACCIA INTUITIVA Dopo il monitor a colori touch
screen della SPX328 le aspettative degli operatori sono
più alte che in passato. Sulla JF1050 si ritrova la stessa
impostazione studiata per fare in modo che ogni
operatore sia in grado di lavorare in totale sicurezza.
grammi di carico in ogni condizione operativa, comprese
le configurazioni verticali, mantenendo comunque un peso
contenuto, una pressiona al suolo ridotta.
La JF1050 è proposta in versione Bi-Energy Diesel + Electric
Powerpack, capace di garantire piena autonomia in esterno
e operatività a zero emissioni negli ambienti chiusi, con
passaggio continuo tra le due fonti di energia. Il nuovo sistema
Variable Speed Engine Management offre tre modalità
operative, Eco, Normal e Power, mentre il display touchscreen
da 7 pollici (IP66) integra la visualizzazione in
tempo reale dell'area di stabilità e un assistente di bordo.
Il contrappeso auto-rimovibile riduce il peso complessivo
semplificando trasporto e riducendo ulteriormente la pressione
al suolo per i passaggi più delicati, e la gru può essere
configurata con gancio, verricello, jib idraulico, attrezzature
come pinze con sega o grab per travi, oppure cestello
porta-persone per i lavori in quota.
Il target applicativo indicato da Jekko conferma come la
scelta della doppia articolazione sia un vero asso nella manica
nei cantieri di manutenzione industriale, per la sostituzione
di macchinari ingombranti, l’installazione di impianti
in aree congestionate, la costruzione e manutenzione di
data center e in tutti contesti più complessi.
ZAVORRA REMOVIBILE Per ridurre il peso della JF1050
si può separare la zavorra dal corpo macchina.
QUATTRO TELESCOPICI A BANDIERA Gli stabilizzatori
della JF1050 possono lavorare in posizioni asimmetriche.
INCREDIBILE Oltre trentasei metri di braccio che
si richiudono in uno spazio incredibilmente compatto.
SOVRAPPATTINI ANTITRACCIA Qui sotto il carro
cingolato allestito con speciali sovrapattini in composito.
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme autocarrate
testi di Antonio Fargas
Bettarini Autogru
ha supportato
la manutenzione
straordinaria
del ponte levatoio
dei Navicelli
Tonnellate
AL MILLIMETRO
Non lontano da Pisa c’è un canale detto dei Navicelli
che collega i cantieri navali al mare e un ponte levatoio
permette alle auto di attraversare l’omonimo
canale. O almeno così è stato fino allo scorso marzo quando
un problema tecnico alle cerniere d’apertura e chiusura
ha bloccato il ponte e per conseguenza il traffico veicolare
e navale. Dopo due mesi pieni di lavori e un'operazione
logistica complessa, il ponte mobile sul canale dei Navicelli,
snodo cruciale collegato tra l’altro alla superstrada FI-PI-LI,
è tornato pienamente operativo. Il passaggio, chiuso al traffico
pesante e alla navigazione dopo un'avaria che lo scorso
marzo ne aveva bloccato il funzionamento, ha riaperto
le sue vie sia ai veicoli — compresi i mezzi pesanti — sia alle
imbarcazioni che transitano nel canale sottostante, restituendo
alla zona un collegamento fondamentale per la mobilità
e le attività portuali.
MULTILEL MJ
775 e MJ 520
Sono le due
maxi
piattaforme
autocarrate
che Bettarini
ha messo
in campo.
A rendere possibile questo risultato è stato un cantiere di
alta precisione, in cui la Bettarini Autogru di Livorno ha coordinato
le operazioni di sollevamento e riallineamento avvalendosi
del supporto delle piattaforme aeree Multitel, in
particolare i modelli MJ 775 e MJ 520.
Un cantiere in tre tempi
L'intervento si è sviluppato in tre fasi distinte, ciascuna con la
propria complessità operativa. Nella prima, i tecnici hanno
messo in sicurezza e stabilizzato l'impalcato del ponte, per
poi procedere a un riallineamento della campata attraverso
movimenti calibrati al millimetro. A questa delicata manovra
hanno partecipato tre autogru - una da 700 t e due da 250 t
- per riportare la struttura in posizione corretta per consentire
la riapertura carrabile al solo traffico leggero, fino a 3,5 tonnellate.
Circa due settimane più tardi, tra il 28 e il 29 marzo,
è arrivata la fase più impegnativa: lo smontaggio e la
messa a terra dell'intero impalcato stradale, che da solo supera
le 200 t di peso. Un'operazione necessaria per riparare
completamente le cerniere che regolano l'apertura del
ponte mobile, realizzata questa volta con l'impiego di quattro
autogru in collaborazione con la società di gestione della
S.G.C. FI-PI-LI. La fase conclusiva si è svolta il 18 e 19 aprile,
quando l'impalcato è stato sollevato e riposizionato in
via definitiva. Sono seguiti gli ultimi ritocchi di pavimentazione
e il collaudo del nuovo sistema di sollevamento, più
leggero rispetto a quello precedente.
La vista da vicino
Se le autogru hanno fornito la potenza necessaria a movimentare
masse di centinaia di tonnellate, alle piattaforme
Multitel è toccato un compito altrettanto delicato: garantire
precisione e sicurezza nei punti più critici dell'operazione.
Le MJ 775 e MJ 520 sono state impiegate per imbragare
il ponte ai ganci delle gru e per monitorare da vicino la
precisione di ogni tiro, permettendo agli operatori di intervenire
con esattezza nei punti di aggancio e di avere una visuale
completa sull'andamento dei lavori. Il grande sbraccio
e la stabilità in quota di questi mezzi ha permesso di
raggiungere ogni area critica della struttura, mentre la fluidità
dei loro movimenti ha reso possibili le regolazioni fini
richieste da un cantiere dove anche un piccolo disallineamento
avrebbe potuto compromettere l'intera operazione.
A confermarlo è Fabrizio Bettarini, che ha seguito personalmente
i lavori manovrando la MJ 775: per lui interventi
come questo rappresentano più di una semplice questione
di potenza, chiamando in causa soprattutto esperienza,
tempismo e precisione. Le piattaforme, spiega, hanno permesso
di lavorare in quota con il controllo necessario per
gestire in sicurezza ogni fase del cantiere.
[98] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [99]
Truck&Allestimenti
MAN TGS 41.480
Vince la tradizione
Un mezzo d’opera come piace agli italiani,
per rinnovare la buona reputazione del marchio
del Leone nel singolare mondo del cava cantiere
tricolore. Scelte consolidate e ben collaudate
testi di Danilo Senna
MAN ci tiene a ricordare
che quest’anno ricorre
il quarantesimo della sua
presenza ufficiale
in Italia. Questo 8x4,
allestito Comes,
è uno degli esemplari
prescelti per la Lion’s
Off-Road Experience,
tour itinerante
organizzato per provare
il veicolo nelle cave
nostrane.
SCHEDA TECNICA
Cognome e nome
MAN TGS 41.480 8x4 BB CH
Luogo di nascita
Monaco di Baviera
Cabina
NN bassa e corta
Allestimento
Ribaltabile Comes
Motore
D2676 LFAY
Cilindrata cc
12,4 litri
Congurazione
6 cilindri in linea, monoturbo
Alimentazione
Diesel Common rail
Potenza
353 (480)/1.350-1.900 kW(Cv)/giri
Coppia
2.450/930-1.350 Nm/giri
Omologazione
Euro VI D
Cambio
ZF TipMatic 12.28 OD
Numero marce/apertura 12 + 2 RM/12,92-0,77
Ponte posteriore doppia riduzione 4,83:1
Sosp. ant./portata t balestre paraboliche/8x2
Sosp. post./portata t balestre trapezoidali/26
Passo 2°-3° asse
4.300 mm
Struttura
longheroni rinforzati
Dimensioni travi
altezza 270x85, spessore 9,5 mm
Pneumatici Prometeon 13R22.5
Peso totale/complessivo 40.000/56.000 kg
[100] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [101]
Truck&Allestimenti
MAN TGS 41.480
MOLTO COMPATTO
come piace agli
italiani, questo Man
è lungo appena 8,6
metri. Ciò non gli
impedisce
di portare sulle spalle
un cassone da 20
metri cubi con un
pianale in Hardox 500
da 7 mm e pareti
invece da 5 mm.
La sponda posteriore
è sia basculante (con
sgancio idraulico),
che apribile a libro.
Il TGS da cantiere non
cede alla moda degli
specchi digitali.
LA CABINA DEL TGS è appena più stretta di quella del
TGX, ma dentro offre di base lo stesso impianto di plancia.
Qui manca giusto il grande display centrale
dell’infotainment, ma sarebbe sprecato per l’uso
di un cava-cantiere. Tutte presenti, invece, le funzioni
fondamentali, unite a materiali adeguati agli ambienti
polverosi ma comunque di qualità non dozzinale.
La breve presentazione di inizio anno dei MAN da cavacantiere
non poteva bastare, se non ad annunciare il
tour Lion’s Off-Road Experience che sarebbe seguito
in giro per l’Italia, supportato dai vari concessionari di zona
che li avrebbero fatti provare ai clienti. Quello che vedete in
queste pagine è un approfondimento one-to-one con il TGS
41.480, un 8x4 con cassone ribaltabile della Comes, realtà
catanese che si sta facendo notare nel settore, collaborando
con diversi costruttori di camion nella fornitura di
allestiti ‘chiavi in mano’.
Tornando al MAN, si tratta di un tipico mezzo d’opera all’italiana
(e non solo perché tale legislazione è una peculiarità
tutta nostra nel panorama europeo): quattro assi con
tandem posteriore di trazione per sfruttare al massimo le
40 t di peso totale concesse dal nostro Codice.
Il settore del cava cantiere, si sa, non ama troppo i balzi tecnologici,
se non quando non se ne può fare a meno. Ecco
perché gli specchi rimangono di tipo tradizionale e non elet-
IN SEQUENZA DA SINISTRA Partiamo con il cambio,
perché in casa MAN negli ultimi anni c’è stata una certa
confusione, almeno sugli stradali. Non nei mezzi d’opera
che invece hanno tenuto il Traxon di ZF, che a Monaco
ribattezzano TipMatic; qui è in versione con 12a in
overdrive e specifico software off-road. Il motore a sei
cilindri è il 12,4 litri, fratello di quel 10,8 che portò uno
dei primi common rail sui camion. Notare
il tortuoso percorso del tubo di scarico. Chiudiamo con
gli assali: gli anteriori montano freni a disco, i posteriori
restano fedeli ai tamburi.
tronici con telecamere fuori e monitor dentro, anche se
sporgono di più e sono più vulnerabili ai possibili urti. E dire
che la cabina stretta del TGS, evidenziata dalla sporgenza
dei parafanghi, permetterebbe di infilarsi nei sentieri o nei
passaggi più angusti dove il largo TGX avrebbe certamente
più problemi. Passando al telaio, il passo è quello più corto
disponibile: scelta di massima manovrabilità. Per la robustezza
parlano le sospensioni, dove lavorano esclusivamente
balestre: davanti paraboliche a 3 o 4 lame, a seconda
che gli assali siano da 8 o 9 tonnellate; dietro un
pacco trapezoidale montato in cantilever (cioè con articolazione
centrale) regge i due ponti a doppia riduzione.
Un pizzico d’avanguardia
Segno di modernità sono i freni a disco, ma solo sul doppio
avantreno, perché al retrotreno a trattenere masse e
velocità ci pensano i classici tamburi che, nelle situazioni
di fango profondo, possono ancora dare quel senso di sicurezza
che agli autisti “vecchio stampo” ancora piace.
Mentre è sul fronte trasmissione che l’attualità del cambio
automatizzato ha finalmente avuto la meglio anche sui talebani
del manuale (anche perché ormai non ne sono rimasti
molti disponibili sul mercato). Nel caso dei MAN si
chiama invariabilmente TipMatic, ma poi la scatola di in-
[102] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [103]
Truck&Allestimenti
MAN TGS 41.480
DURO E PURO
È questo
l’approccio del
TGS che punta
a conquistare
i tradizionalisti.
Nella pagina
accanto si vede
bene il telaio
con lungheroni
rinforzati
da altezza
270x85 mm
d’altezza e 9,5
mm di spessore.
Nel paraurti
anteriore
è incassata
una barra per
salire
a pulire
il parabrezza.
granaggi che va a comandare non è sempre la stessa: in
passato c’era un gruppo Eaton, poi il passaggio a ZF e ora,
in qualche caso anche unità di origine svedese (dei cugini
Scania). Per questo TGS si conferma la base Traxon della
ZF, con la personalizzazione del software fatta effettivamente
in quel di Monaco, a giustificare la denominazione
di Casa. La scelta è caduta sul 12 marce, con ultimo rapporto
in overdrive: cosa singolare, da che finisce per allungare
le prime marce, quando nell’uso cantieristico potrebbero
essere più utili molto corte.
In ogni caso c’è una specifica modalità off road fra le varie
mappature, che aggiusta la logica delle cambiate in funzione
dell’impiego gravoso. Di fatto tiene la marcia più a
lungo, salendo a regimi che normalmente in strada non
si utilizzano, né va a cambiare in discesa quando col cassone
pieno si rischierebbe di prendere troppa velocità.
A trattenere le 40 t del MAN a pieno carico c’è in ogni caso
il freno motore a decompressione, ulteriormente migliorato
da quell’Evb che fu fra i primi dispositivi del genere a
essere implementati in Europa. L’unica accortezza è quella
di avere inserita la marcia giusta, altrimenti rallentate
solo il motore e non le ruote. Se non volete pensarci, allora
potrete sempre optare per il classico Intarder idraulico
in coda al cambio: al prezzo di un centinaio abbondante di
chili in più, vi ci potrete attaccare in qualunque marcia.
Quando salivano in cattedra
A proposito di innovazione tecnica, alla MAN sono stati
pure fra i primi a montare l’iniezione common rail e la serie
di motori D20/D26 era la prima a nascere specificamente
per accoglierla. Oggi c’è ancora, anche se il 12,4 litri
che era biturbo e con doppio intercooler, adesso si è
semplificato parecchio. Pur rimanendo fedele all’Egr (ridotto),
mixato con l’Scr per l’abbattimento delle emissioni,
monta oggi un unico turbo e nemmeno a geometria variabile.
Eppure, in questa taratura da 480 Cv mette sul piatto
2.450 Nm, ovvero 150 in più della versione precedente.
Sono quelli che contano in cava quando, all’attacco della
salita, il motore non deve mollare mai. Infatti, per quanto
abbiamo visto, non molla e rimane sempre fluido e silenzioso
nell’erogazione.
Bene han fatto alla MAN a confermarlo (per ora) in gam-
ma, nonostante il nuovo D30 progettato a quattro mani
con gli svedesi abbia già fatto capolino sugli stradali da lungo
raggio. L’unico dubbio riguarda il tubo di scarico che, per
andare dai collettori alla marmitta (posta dietro al secondo
asse) è costretto a fare un giro lungo e contorto che raffredderà
i gas combusti, non agevolando così il lavoro del
catalizzatore. Si può sempre richiedere lo scarico verticale
dietro alla cabina, peraltro obbligatorio quando si decide
di montare il rallentatore.
[104] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [105]
Archivio WalkAround
Tutti i WalkAround dal 1997 ad oggi
di proporre ai lettori l’analisi tecnica di macchine
movimento terra è nata agli inizi degli anni Novanta in
L’idea
un’epoca in cui la documentazione tecnica rilasciata
dalle case costruttrici, dagli importatori o dai distributori era
ARJES | COMPAKTOR 300
Trituratore mobile
WalkAround
maggio 2025
ASTRA | ADT30
Dumper articolati
WalkAround
aprile 2010
poca e non riportava dati uniformi. Da allora, grazie al lavoro
sinergico di ex progettisti del settore e giornalisti, sono state
analizzate più di 250 macchine. Di seguito le trovate elencate
per ordine alfabetico, con anno e mese di pubblicazione.
CASE CE | CX36Bzts
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2005
CASE CE | CX230
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2006
CASE CE | 1021G
Pala gommata
WalkAround
luglio 2017
CASE CE | CX145D SR
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2018
CATERPILLAR | 938G II
Pala gommata
WalkAround
maggio 2004
CATERPILLAR | 432E
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2006
CATERPILLAR | 972G
Pala gommata
WalkAround
novembre 1999
CATERPILLAR | 226
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2000
CATERPILLAR | TH360B
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2004
CATERPILLAR | 930G
Pala gommata
WalkAround
giugno 2005
CATERPILLAR | 904B
Pala gommata
WalkAround
luglio 2005
CATERPILLAR | 301.8 C
Miniescavatore
WalkAround
dicembre 2005
CATERPILLAR | 329E
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2012
CATERPILLAR | 323E
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2013
DEVELON | DD130
Dozer
WalkAround
novembre 2023
DEVELON | DX17z-7
Mini girosagoma
WalkAround
luglio 2024
BOBCAT | 763H, 773H
Pala gommata compatta
WalkAround
giugno 1998
CASE CE | 721E
Pala gommata
WalkAround
aprile 2007
CASE CE | 921G Evolution
Pala gommata
WalkAround
febbraio 2022
CATERPILLAR | 432D
Terna
WalkAround
ottobre 2001
CATERPILLAR | 325D LN
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2006
DEVELON DX165WR-7K
Escavatore gommato
WalkAround
luglio 2025
BOBCAT | E17Z
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2017
CASE CE | CX210B NHD
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2007
CASE CE | CX17D
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2023
CATERPILLAR | 325 B
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2002
CATERPILLAR | 305C CR
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2006
DOOSAN | DX225NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2007
BOBCAT | E35Z
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2019
CASE CE | CX75
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2008
CASE CE | CX12D
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2023
CATERPILLAR | 972G Serie II
Pala gommata
WalkAround
aprile 2002
CATERPILLAR | 966H
Pala gommata
WalkAround
luglio 2006
DOOSAN | DX235-5 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2016
BOBCAT | E55Z
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2021
CASE CE | 921E
Pala gommata
WalkAround
settembre 2008
CASE CE | 1121F
Pala gommata
WalkAround
luglio 2014
CATERPILLAR | 305CR
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2003
CATERPILLAR | 953D
Pale cingolate
WalkAround
dicembre 2007
EUROCOMACH | ES850 zt
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2011
BOBCAT | T86
Skid cingolato
WalkAround
dicembre 2023
CASE CE | CX470B
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2009
CASE CE | CX230C triplice
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2014
CATERPILLAR | 906
Pala gommata
WalkAround
aprile 2003
CATERPILLAR | 323D NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2008
FH FH90W | FH90W
Escavatore gommato
WalkAround
ottobre 1999
BOBCAT | TL25.60
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2024
CASE CE | CX80C MSR
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2015
CASE CE | CX100E
Midiescavatore
WalkAround
maggio 2025
CATERPILLAR | 247
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2003
CATERPILLAR | 297C
Pala gommata
WalkAround
luglio 2008
FIAT HITACHI | FB100.2
Terna
WalkAround
ottobre 2000
BOBCAT | E17z R2
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2025
CASE CE | 721G
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2015
CATERPILLAR | 345BL
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 1998
CATERPILLAR | TH 330B
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2003
CATERPILLAR | 12M
Grader
WalkAround
dicembre 2008
FIAT HITACHI | FH17.2
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 1999
CASE | TV450B
Skid cingolato
WalkAround
febbraio 2020
CASE CE | CX210D NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2016
CATERPILLAR | 924G
Pala gommata
WalkAround
luglio 2000
CATERPILLAR | 226B HF
Pala gommata
WalkAround
giugno 2004
CATERPILLAR | 730C
Dumper articolati
WalkAround
luglio 2010
FIAT HITACHI | FB200 4WS
Terna
WalkAround
giugno 1999
CASE | CX130
Escavatori cingolati
WalkAround
gennaio 2001
CASE | 621D
Pala gommata
WalkAround
settembre 2002
[106] giugno 2026 Costruzioni
SEDICI ANNI FA
A destra alcune
delle copertine dei
WalkAround delle
novità di punta nel
2008. Se trovate
un bell’usato
e cercate una
documentazione
tecnica da
consultare...
CATERPILLAR | 262
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2002
CATERPILLAR | M316C
Escavatore gommato
WalkAround
luglio 2003
CATERPILLAR | D7E
Dozer cingolato
WalkAround
dicembre 2010
CATERPILLAR | 966K
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2011
FIAT HITACHI | D180
Dozer cingolati
WalkAround
aprile 2000
FIAT KOBELCO | E215
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2003
Costruzioni giugno 2026 [107]
Archivio WalkAround
FIAT KOBELCO | E135 Evo
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2004
FIAT KOBELCO | W170EV
Pala gommata
WalkAround
settembre 2004
HANIX | H50B
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2001
HITACHI | 210N
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2003
HITACHI | ZX240-3
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2007
HITACHI | ZW180
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2007
HITACHI | ZX110-3
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2008
HITACHI | ZW140
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2008
HYUNDAI | HX300/A NL
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2019
IHI | 30NX
Miniescavatore
WalkAround
maggio 1999
IHIMER | AS34
Minipala gommata
WalkAround
luglio 2013
IHIMER | 85V4
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2016
JCB | 155 Eco
Pala gommata
WalkAround
marzo 2013
JCB | 86 C-1
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2014
JCB | 100C-1
Escavatori cingolati
WalkAround
settembre 2015
JCB | 55Z-1
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2016
JCB | 8018
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2005
JCB | 535-125/140 HiViz
Movimentatore telescopico
WalkAround
gennaio 2010
JCB | 370X NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2024
JCB | 145XR
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2025
KOMATSU | SK715-8
Pala compatta
WalkAround
aprile 2023
KOMATSU | WB97R-2
Terna
WalkAround
dicembre 1998
KOMATSU | PC110R-1
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 1999
KOMATSU | WA380-3 Active+
Pala gommata
WalkAround
settembre 2000
HITACHI | LX290E
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2003
HITACHI | ZX85USB-6
Midiescavatore
WalkAround
maggio 2019
IHIMER | 55VX
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2007
JCB | Hydradig 110W
Escavatore gommato
WalkAround
novembre 2017
KATOIMER | HD35V4
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2018
KOMATSU | SK714
Pale compatte
WalkAround
settembre 2001
HITACHI | ZX350 LCN
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2004
HITACHI | ZW220-7
Pala gommata
WalkAround
giugno 2021
IHIMER | M2076
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2008
JCB | 437
Pala gommata
WalkAround
maggio 2018
KATOIMER | HD20N5
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2024
KOMATSU | WA470-5
Pala gommata
WalkAround
maggio 2002
HITACHI | ZX130
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2004
HITACHI | ZX135W-7
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2022
IHIMER | Carry 110
Dumper cingolato
WalkAround
giugno 2009
JCB | 140X LC
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2019
KOBELCO | SK240
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2023
KOMATSU | WH 714H
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2003
HITACHI | ZX30U-2
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2005
HITACHI | ZX155W-7
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2023
IHIMER | 12VXE
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2010
JCB | 19C-1E
Midiescavatore
WalkAround
settembre 2020
KOBELCO | ED160BR
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2024
KOMATSU | WA320-5
Pala gommata
WalkAround
marzo 2004
HITACHI | ZX50U-2
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2005
HITACHI | ZW310-6
Pala gommata
WalkAround
marzo 2017
IHIMER | AS12
Skid gommato
WalkAround
novembre 2010
JCB | 35-Z1
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2021
KOBELCO | SK85MSR-7
Midiescavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2025
KOMATSU | PC78MR-6
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2005
HITACHI | EH750-2
Escavatori gommati
WalkAround
novembre 2005
HYUNDAI | HL955
Pala gommata
WalkAround
maggio 2017
IHIMER | CL45
Minipala cingolata
WalkAround
gennaio 2011
JCB | 525-60E
Sollevatore telescopico
WalkAround
luglio 2022
KOBELCO SK210LC-11E LR
Escavatore long Reach
WalkAround
luglio 2025
KOMATSU | PC75R-2
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2005
HITACHI | ZX250-3 LCN
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2006
HYUNDAI | HX220 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2017
IHIMER | 27V4
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2015
JCB | 456B
Pala gommata
WalkAround
dicembre 1997
KOMATSU | PW75
Escavatore gommato
WalkAround
febbario 1998
KOMATSU | PC138US-8
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2005
HITACHI | ZW250
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2006
HYUNDAI | HX145L CR
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2018
JCB | JS330NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 1999
JCB | JS220NC
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2004
KOBELCO | SK 270SR NLC-7
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2025
KOMATSU | PC210-8
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2006
DOVE C’È TERRA...
Il nuovo D65EX-16
lo abbiamo passato alla
lente presso lo stabilimento
di Este (PD), mentre il ViO38
presso la concessionaria
Canziani Macchine.
JCB | 3CX
Terna
WalkAround
ottobre 2002
JCB | JS360 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2009
JCB | 8080
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2004
JCB | JS160 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2005
KOMATSU | PC 170LC-10
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2014
KOMATSU | PC88MR-11
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2021
KOMATSU | WA380-6
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2007
KOMATSU | PC88MR-6
Escavatori cingolati
WalkAround
febbraio 2007
[108] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [109]
Archivio WalkAround
KOMATSU | PW98MR-6
Escavatore gommato
WalkAround
giugno 2007
KOMATSU | WA250PZ-6
Pala gommata
WalkAround
aprile 2008
KOMATSU | PC80MR-3
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2008
KOMATSU | HM300-2
Dumper articolati
WalkAround
maggio 2009
KUBOTA | U27-4
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2022
KUBOTA | KX085 -5
Midiescavatore
WalkAround
ottobre 2023
KUBOTA | U-45
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2000
KUBOTA | KX101-3
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 2002
LIEBHERR | R924 NLC G8
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2019
LIEBHERR | TA230
Dumper articolato
WalkAround
ottobre 2025
MAGNI | TH 3.6
Sollevatore telescopico
WalkAround
aprile 2025
MECALAC | 714 Mwe
Escavatori gommati
WalkAround
dicembre 2012
MERLO | e-Worker
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2021
MERLO | ROTO 50.35 PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2022
MERLO | TF30.7PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2023
MERLO DM-9
Dumper fuoristrada
WalkAround
settembre 2025
TAKEUCHI | TB335R
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2023
TAKEUCHI | TB350R
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2023
TAKEUCHI | TB395W
Escavatore gommato
WalkAround
ottobre 2023
TAKEUCHI | TL126
Caricatore cingolato
WalkAround
marzo 2000
TAKEUCHI | TCR50-3
Dumper cingolato
WalkAround
dicembre 2025
TEREX | 4017
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2006
TEREX | PT80
Pala cingolata
WalkAround
gennaio 2009
THOMAS | T103S
Pala gommata compatta
WalkAround
febbario 1999
KOMATSU | PC88MR8
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2009
KUBOTA | KX161-3
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 2003
MECALAC | 10MCR
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2013
MERLO ROTO 60.27S PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
maggio 2026
TAKEUCHI | TL 12V2
Skid cingolato
WalkAround
novembre 2019
VOLVO CE | L220D
Pala gommata
WalkAround
maggio 2000
KOMATSU | CK35-1
Pala cingolata
WalkAround
ottobre 2010
KUBOTA | KX057-4
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2010
MECALAC | 12MTX
Escavatori gommati
WalkAround
ottobre 2015
MESSERSI | M60U
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2009
TAKEUCHI | TB217R
Miniecavatore
WalkAround
maggio 2020
VOLVO CE | L35B
Pala gommata
WalkAround
aprile 2001
KOMATSU | D65EX-16
Dozer
WalkAround
settembre 2011
KUBOTA | KX019-4
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2011
MECALAC | 6MWR
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2018
MOROOKA | MST110CR
Dumper cingolato
WalkAround
giugno 2025
TAKEUCHI | TB370
Midiescavatore
WalkAround
luglio 2020
VOLVO CE | ECR38
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2005
KOMATSU CK50-8
Skid cingolato
WalkAround
aprile 2026
LIEBHERR | L554
Pala gommata
WalkAround
ottobre 1998
MECALAC | TLB 890
Terna
WalkAround
giugno 2017
NEW HOLLAND | MH3.6
Escavatori gommati
WalkAround
aprile 2005
TAKEUCHI | TB257FR
Midiescavatore
WalkAround
novembre 2020
VOLVO CE | EC235NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2008
KUBOTA | U-15
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2001
LIEBHERR | HS835HD
Gru cingolata
WalkAround
ottobre 2006
MECALAC | TA9SP
Dumper articolato
WalkAround
ottobre 2017
NEW HOLLAND | E145
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2006
TAKEUCHI | TB325R
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2021
VOLVO CE | A30E Strada
Dumper
WalkAround
aprile 2009
KUBOTA | KX71-3
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2004
LIEBHERR | LR634
Pala cingolata
WalkAround
novembre 2006
MECALAC | 15MWR
Escavatore gommato
WalkAround
dicembre 2017
NEW HOLLAND | W190B
Pala gommata
WalkAround
marzo 2007
TAKEUCHI | TB2150R
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2022
VOLVO CE | EC360C NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2010
KUBOTA | R085
Pala gommata
WalkAround
luglio 2015
LIEBHERR | R926 Advanced
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2010
MECALAC | 9MWR
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2018
NEW HOLLAND | E245C
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2012
TAKEUCHI | TB290-2
Midiescavatore
WalkAround
settembre 2022
ù
VOLVO CE | L180G
Pala gommata
WalkAround
giugno 2011
KUBOTA | U36-4
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2018
LIEBHERR | A918 Compact
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2012
MERLO P 50.18 CS TOP
Sollevatore telescopico
WalkAround
luglio 2024
NEW HOLLAND | W300C
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2012
TAKEUCHI | TB20e Elett
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2024
VOLVO CE | EC300D
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2012
KUBOTA | U56-5
Midiescavatore
WalkAround
ottobre 2020
KUBOTA | U10-5 StageV
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2021
LIEBHERR | L566 IIIB
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2013
LIEBHERR | R922
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2014
MERLO | ROTO 40.18
Sollevatore telescopico 360°
WalkAround
aprile 1998
MERLO | Roto 50.26S PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2020
OM TRACK | ULISSE
Dumper
WalkAround
maggio 1998
PELJOB | E300
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 1999
TAKEUCHI | TB320
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2024
TAKEUCHI | TB370W
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2025
I Walk più
recenti sono
sfogliabili
nell’archivio
digitale
[110] giugno 2026 Costruzioni
Costruzioni giugno 2026 [111]
Archivio WalkAround
VOLVO CE | EC220D
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2013
VOLVO CE | ECR50D
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2014
VOLVO CE | L120H
Pala gommata
WalkAround
marzo 2015
VOLVO CE | ECR88D triplice
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2016
YANMAR | VIO70
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2000
YANMAR | SV20z
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2009
YANMAR | ViO50 Universal
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2009
YANMAR | SV100-1
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2010
YANMAR | B110W
Escavatore gommato
WalkAround
settembre 2018
YANMAR | ViO82
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2019
YANMAR | V100 Stage V
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2019
YANMAR | ViO23-6
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2020
VOLVO CE | EWR150E
Escavatore gommato
WalkAround
aprile 2017
YANMAR | ViO80U
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2011
YANMAR | C50R StageV
Carrier cingolato
WalkAround
marzo 2021
VOLVO CE | ECR35D
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2018
YANMAR | ViO33
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2011
YANMAR | B75W StageV
Escavatore gommato
WalkAround
dicembre 2021
VOLVO CE | ECR18E
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2019
YANMAR | ViO38U
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2011
YANMAR | ViO17-1
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2022
VOLVO CE | EC200E NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2020
YANMAR | SV26
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2013
YANMAR | C30R-3TV
Dumper cingolato
WalkAround
luglio 2023
VOLVO CE | EW200E MH
Escavatore gommato
WalkAround
maggio 2021
YANMAR | VIO-1
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2013
YANMAR | B7 Sigma
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2016
VOLVO CE | ECR25 Elect.
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2022
YANMAR | ViO 100-2
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2014
YANMAR | ViO 50/57
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2016
VOLVO CE | ECR40
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2024
YANMAR | SV16-SV18
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2014
YANMAR | SV86-7 triplice
Midiescavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2024
VOLVO CE | EC230 NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2025
YANMAR | SV1002PB
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2015
YANMAR | ViO 38-7
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2025
VOLVO L150
Pala gommata
WalkAround
marzo 2026
YANMAR | ViO27-6
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2017
YANMAR | SV100-7
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2026
YANMAR | B50V
Midiescavatore
WalkAround
marzo 1998
YANMAR | SV60
Midiescavatore
WalkAround
marzo 2018
[112] giugno 2026 Costruzioni