10_ottobre - Porto & diporto

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10_ottobre - Porto & diporto

Tariffa R.O.C. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Napoli - ANNO VI - N. 10 - Ottobre 2010 - Costo singola copia € 2,50

IL MAGAZINE CHE APRE IL PORTO ALLA CITTÁ

Mobilitytech 2010


Anno VI - N°10 - Ottobre 2010

Direttore responsabile

Antonio De Cesare

Direttore editoriale

Maurizio De Cesare

Hanno collaborato a questo numero:

Cosimo Brudetti - Eduardo Cagnazzi

Giacomo Canarsa - Giuseppe Coccia

Fabio De Cesare - Federica De Cesare

Paola De Ciuceis - Peppe Iannicelli

Paola Martino - Andrea Moizo

Giovanni Piro - Riccardo Russo

Annalisa Tirrito - Stefania Vergani

e la redazione di Mobilitytech

Amministrazione e abbonamenti

Paola Martino

amministrazione@portoediporto.it

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Italia € 30, estero € 90

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Autorizzazione Tribunale di Napoli

n. 17 del 15 febbraio 2006

Periodico associato all’USPI

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parziale di testi, fotografie e di qualsiasi

altro contenuto o allegato.

Tutti i diritti sono riservati.

4 ASSOPORTI

Senza l’autonomia finanziaria porti senza

futuro

6 INFRASTRUTTURE

Trieste recupera il Porto Franco Vecchio

9 INFRASTRUTTURE

Porto di Napoli - Parte il dragaggio dei

fondali

10 ARMAMENTO

Autunno caldo per traghetti e ro-ro

14 ARMAMENTO

Due nuove navi nella flotta RBD

16 SHIPPING

Prospettive più rosee per i traffici

containerizzati

18 SHIPPING

Rivista del Diritto della Navigazione

20 CROCIERE

L’industria crocieristica europea non

conosce crisi

22 CROCIERE

Lo sviluppo del mercato italiano al centro

delle strategie globali del gruppo Royal

Caribbean

24 MOBILITYTECH

Sessione istituzionale di apertura

Nuove frontiere della tecnologia per la

mobilità ITS, NFC e e-ticketing

Sicurezza stradale: cultura e tecnologia per

un futuro senza incidenti

Settima edizione città elettriche

28 MOBILITYTECH

L’autobus del futuro

30 MOBILITYTECH

Countdown per il San Gottardo

34 MOBILITYTECH

Il cellulare conquista anche la

sommario / porto&diporto

metropolitana

36 TRASPORTI

Decolla la business aviation di STC

39 FORMAZIONE

EGMDSS VET Progetto Europeo Leonardo

da Vinci

40 NAUTICA

Seatec e Compotec in contemporanea a

Carrara

42 NAUTICA

Motonautica mondiale a Baia

44 NAUTICA

Costa d’Amalfi - Molte attrazioni, poche

attrezzature

46 TURISMO

Salento, terra di emozioni

48 TURISMO

Ferrari: italian style ad Abu Dhabi

50 MOSTRE

Napoli, la città e il mare. Piazza Bovio: tra

Romani e Bizantini

52 TERRITORIO

Prodotti tipici lungo il fiume Calore

54 AMBIENTE

Progetto Green Frame tra architettura e

crisi energetica

56 RICERCHE

Premio Guido Dorso all’Associazione SRM

58 PORTODIBACCO

Uva da tavola, Italia leader in Europa

60 PORTODIBACCO

Rioja, identità spagnola

62 EVENTI

Premio Masaniello “Il mare bagna Napoli”

64 EVENTI

Concorso artistico Marinart


assoporti / porto&diporto

Senza l’autonomia finanziaria

Senza un’autonomia finanziaria,

il sistema portuale

italiano farà ben pochi passi

avanti. Il presidente di Assoporti,

Francesco Nerli, incassando il consenso

del cluster marittimo, ha richiamato

il Governo al rispetto di impegni

precisi e di norme di legge senza i

quali i porti italiani non potranno recuperare

competitività in un mercato

internazionale che non ammette né

Il Seno di Levante del porto di Brindisi

4 - ottobre 2010

ritardi, né esitazioni.

Secondo Nerli, che ha presieduto

l’Assemblea dell’Associazione dei

porti italiani, il testo della riforma

portuale, licenziato dal Consiglio dei

Ministri, è largamente insoddisfacente

ed è indispensabile procedere ad

una revisione radicale del testo in

Parlamento. Appello questo che Luigi

Grillo, presidente della Commissione

Lavori Pubblici, Comunicazioni del

Senato, ha raccolto alzando il tono

della polemica contro il Ministro Tremonti

e impegnandosi a rilanciare in

Parlamento un’autonomia finanziaria

in grado di “garantire” ai porti almeno

i 400 milioni annui che sono stati lo

stanziamento medio ai porti dal 1998

al 2007, attingendoli da quei 9 miliardi

di gettito Iva che i porti hanno assicurato

allo Stato nel solo 2009.

Nella sua relazione il presidente

Nerli ha sostenuto con forza la necessità

di una norma strutturale che

crei anche le basi per attivare forti

investimenti privati nei porti, garantendo

continuità di risorse per assicurare

e finanziare la manutenzione

ma anche lo sviluppo di nuove infrastrutture

portuali e logistiche.

Ha anche elencato i punti chiave di

interventi indispensabili, che in gran

parte - alla luce di ormai vecchi impegni

del Governo - dovrebbero essere

stati già attuati. Fra questi il reintegro

dei fondi per la manutenzione,

la continuità dei programmi d’investimento

infrastrutturale. E inoltre,

a favore delle imprese, la parziale

fiscalizzazione (5 punti) degli oneri

sociali, una riduzione delle accise sui

prodotti energetici, benefici fiscali per

le navi di cabotaggio, la proroga degli

incentivi al combinato terra-mare,

il consolidamento delle indennità di

mancato avviamento per i lavoratori


portuali temporanei.

Impegni a fronte dei quali si sono

concretizzate solo due misure, per

altro molto controverse e criticabili,

quali un intervento sulle tasse portuali

che sposta una volta di più - ha

sostenuto Nerli - dalla fiscalità generale

ai singoli porti e alle singole Autorità

Portuali, l’onere di recuperare

competitività, erodendo ulteriormente

le loro capacità di investimento;

senza parlare poi dei tagli orizzontali

della spesa in modo indifferenziato,

per amministrazioni ed enti pubblici,

ivi comprese le Autorità Portuali.

Il presidente di Assoporti ha quindi

focalizzato l’attenzione sulla necessità

di coordinare le norme in materia

di sicurezza e di non abbassare

la guardia su due tematiche strategicamente

importantissime quali

sono la collocazione armonica del

sistema portuale sulle reti Ten e un

coordinamento fra le varie modalità

di trasporto che postula scelte anche

coraggiose sia in tema di trasporti

ferroviari che di autotrasporto.

Il 2010 nei porti va meglio dell’anno

precedente e questo è confortante,

ma per rivedere i numeri del

2008 bisognerà aspettare minimo

due anni, quindi non prima del 2012.

I 436 milioni di tonnellate di merci imbarcate

e sbarcate nello scorso anno

segnano una perdita di 70 milioni di

porti senza futuro

tonnellate e un meno 14 per cento

rispetto al 2008. E’ una magra consolazione

il fatto che i dati siano più o

meno in linea, se non addirittura migliori,

di quelli di altri porti dell’Unione

Europea, come Amburgo che ha registrato

meno 21,4%, Anversa, meno

16,7 o Brema, meno 15,6%. Il bilancio

provvisorio del primo semestre di

questo anno indica un aumento del

5,5%.

Al presidente della commissione

Trasporti del Senato, Luigi Grillo, è

affidato l’arduo compito di tentare

una mediazione, reale e non di facciata,

con il governo della sua stessa

maggioranza: non sarà facile far

condividere il ripristino dell’autonomia

finanziaria al ministro Tremonti,

facendogli cogliere il beneficio anche

economico per il bilancio pubblico.

Cosimo Brudetti

Porto Ancona

Genova - Panorama del porto di notte

ottobre 2010 - 5


Trieste

infrastrutture / porto&diporto

Il Comitato Portuale

presieduto

da Claudio Boniciolli,

riunitosi martedì

21 settembre, ha

espresso parere favorevole

(con 13 riscontri

positivi e 2 negativi)

all’assentimento della

concessione demaniale

delle aree del Porto

Vecchio di Trieste alla

società Portocittà composta

da: Impresa di

Costruzioni Giuseppe

Maltauro Spa; Sinloc

- Sistema Iniziative

Locali Spa; Impresa

Generale di Costruzioni

Rizzani De Eccher

Spa; Banca Infrastrutture

Innovazione e Sviluppo Spa.

La concessione demaniale del

Porto Vecchio di Trieste avrà durata

di 70 anni (fino al 2080) e, in base

agli indici attuali, a regime - in seguito

quindi alle attività di cantiere - avrà

un canone annuo pari a 4.394.682

Euro. Il Porto Vecchio, che ricopre

una superficie di oltre 65 ettari, diventerà

un nuovo modello di

integrazione tra porto e

città che vedrà

convivere

in-

6 - ottobre 2010

Trieste recupera

il Porto Franco Vecchio

La concessione demaniale è stata assegnata alla Società

Portocittà” ed avrà durata di 70 anni per un importo annuo

di circa 4,4 milioni di Euro

Dipiazza, Boniciolli e Bassa Poropat

sediamenti portuali sostenibili e attività

qualificate di portualità allargata

legate alla nautica,

al turismo, alla cultura e

al commercio, oltre ai

centri direzionali

per le società

con attività legate

al mare.

La società Portocittà

è stata selezionata,

oltre che per

l’adeguatezza degli

interventi proposti,

anche sulla base di

un progetto unitario

di interventi con una

visione complessiva,

coordinata e integrata

delle opere, delle

infrastrutture e degli

eventuali interventi di

bonifica.

Gli interventi prevedono

la realizzazione

di tutte le opere

di infrastrutturazione,

la riqualificazione

delle aree sia per gli

aspetti urbanistici che

architettonici, oltre che la rivitalizzazione

del comprensorio tramite

l’insediamento di

attività


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ottobre 2010 - 7


Trieste

economico-produttive.

“Sono ormai decenni che la città di

Trieste attende un progetto in grado

di rivalutare un’area strategica come

quella del Porto Vecchio - afferma il

Presidente dell’Autorità Portuale di

Trieste, Claudio Boniciolli - La cultura

del “no se pol” è stata finalmente

oggi superata grazie alla tenacia e

alla costanza dell’attuale Amministrazione

che, giorno dopo giorno, continua

a collezionare grandi successi.

8 - ottobre 2010

L’apertura dell’area portuale alla città

è un passaggio fondamentale e non

più rimandabile, per permettere uno

sviluppo del nostro territorio e dare

nuovi stimoli alla comunità. Desidero

ringraziare vivamente tutti coloro

che hanno collaborato fattivamente

al raggiungimento di tale risultato e

in modo particolare la Regione, la

Provincia e il Comune”.

“L’intera riqualificazione del Porto

Vecchio – aggiunge Martino

Attivato Wi-Fi nella zona portuale

E’ stato recentemente attivato il nuovo servizio Wi-Fi che permette l’accesso

a Internet dall’intera area antistante le Rive di Trieste. 31 apparati dislocati

in 12 siti su tutta la zona portuale, permettono una copertura complessiva

di una superficie cittadina di ben 1.210.999 metri quadri.La copertura del

segnale Wi-Fi nell’area del Porto di Trieste permette, non solo agli operatori

portuali, ma anche a tutti i cittadini e ai turisti di accedere facilmente e in

piena sicurezza al web tramite cellulari, computer e dispositivi portatili. Le

informazioni su come accedere al servizio sono disponibili sul portale wi-fi

Porto di Trieste” liberamente accessibile dalle Rive e sul sito www.portoditriesteservizi.it.

La Porto di Trieste Servizi opera, tra l’altro, nel settore

dell’informatica anche applicata alla logistica e alla sicurezza, progetta, realizza

e gestisce sistemi tecnologici che operano nell’ambito del trasporto

e dell’intermodalità con la finalità di migliorare l’efficienza e la sicurezza

dei porti e si occupa della gestione e dell’infrastrutturazione informatica del

Porto di Trieste. In particolare segue la realizzazione e l’estensione della

rete in fibra, della dorsale wireless e la realizzazione della rete WI-FI aperta

all’utenza e agli operatori, oltre a supportare l’Autorità Portuale su diverse

tematiche di sviluppo delle moderne tecnologie (ad es. Black Box, AIS - Automatic

Identification System ecc.). “L’immediatezza di accesso e lo scambio

delle informazioni in tempo reale tramite la rete internet – afferma il

Presidente dell’Autorità Portuale, Claudio Boniciolli – è un valore aggiunto,

assolutamente non trascurabile, per assicurare modernità e competitività

al nostro scalo. L’Autorità Portuale ha inteso mettere a disposizione dei

cittadini e di tutti coloro i quali frequentano le aree portuali delle Rive le

possibilità offerte dalle moderne tecnologie, rendendo fruibili per qualsiasi

scopo, sia esso ludico o commerciale o lavorativo, e confermando lo stretto

legame tra porto e città di Trieste e i vantaggi che la presenza del porto può

garantire alla stessa, oltre a quelli già conosciuti e riferibili sinteticamente a

lavoro e sviluppo economico”.

Conticelli, Segretario Generale del

Porto di Trieste - sarà un volano di

espansione dell’economia cittadina

e regionale. Favorirà lo sviluppo di

un indotto economico ben superiore

alle attuali previsioni di investimenti

privati, del tutto ragguardevoli, ma

che potenzialmente esprimono per

l’indotto valori multipli che possono

complessivamente superare il

miliardo di euro. Si tratta del primo

esempio di contaminazione urbana

di un’area storicamente riservata alle

attività portuali con l’obiettivo di favorire

il rilancio delle aree in chiave di

portualità allargata”.

Ora la pratica passerà nelle mani

della Soprintendenza ai beni culturali,

poichè la maggior parte degli edifici

presenti nel Porto Vecchio è sotto

tutela.

Nel caso dovesse giungere anche

l’ultima autorizzazione, potranno partire

i lavori che interesseranno una

ventina di edifici storici, nella maggior

parte silos e vecchi magazzini,

oltre ad una serie di manufatti di minori

dimensioni.

In questo modo la parte antica del

porto adriatico potrà trasformarsi in

un’area urbana, una vera città nella

città, destinata in gran parte al turismo

e al tempo libero. Nel progetto

iniziale è prevista la realizzazione di

due porti nautici con circa 350 posti

barca, ma anche ristoranti, bar e

strutture ricettive.

Una volta completati gli interventi,

sarà riconsegnata al capoluogo della

regione Friuli Venezia Giulia un’area

da sempre chiusa perchè in regime

di porto franco e da almeno quaranta

anni inutilizzata.

Maurizio De Cesare


Porto di Napoli

Parte il dragaggio

dei fondali

Il Ministero dell’Ambiente e della

Tutela del Territorio e del Mare, d’intesa

con il Ministero delle Infrastrutture

e dei Trasporti, a conclusione

di una complessa istruttoria tecnica,

ha autorizzato l’Autorità Portuale

ad effettuare il dragaggio d’urgenza

dei fondali del porto di Napoli per

complessivi 130.000 metri cubi. L’intervento

sarà effettuato in due fasi

distinte: la prima per 70.000 metri

cubi di sedimenti interesserà l’ambito

operativo portuale della zona Molo

Bausan, per garantire il tirante d’acqua

necessario per l’operatività delle

navi porta container di maggiori dimensioni;

la successiva fase avverrà

una volta completati gli interventi di

riparazione della esistente vasca di

colmata.

“Il dragaggio è da considerarsi una

infrastruttura capace di mantenere

i traffici commerciali e di creare le

condizioni per il loro sicuro sviluppo,

mantenendo concorrente il porto con

le altre realtà portuali del Mediterraneo.

Con l’autorizzazione pervenuta

può essere indetta la gara per l’effettuazione

dei lavori e per dare corso

a tutti gli altri adempimenti a tutela

dell’ambiente e del contesto territoriale

previsti dalla normativa vigente.

Un particolare ringraziamento va al

Ministero dell’Ambiente e della Tutela

del Territorio e al Provveditorato

Interregionale per le Opere Pubbliche,

non solo per la complessa

istruttoria tecnica effettuata, ma anche

per il costante supporto dato alla

struttura dell’Autorità Portuale per la

redazione del progetto di dragaggio”.

Il Presidente dell’Autorità Portuale

infrastrutture / porto&diporto

di Napoli, Luciano Dassatti, ha così

commentato, con soddisfazione il

provvedimento emesso dal Ministero

dell’Ambiente.

Gi.Co


armamento / porto&diporto

Autunno caldo

per traghetti e ro-ro

Oltre all’inattesa e complessa

piega presa dalla telenovela

Tirrenia, il mese di

settembre ha riservato parecchie altre

novità ai settori traghetti e ro-ro.

Tanto che non è facile scegliere

da dove cominciare. Affidandosi ad

un criterio puramente quantitativo,

un punto di partenza ideale sembra

essere il porto di Livorno.

Accantonato, almeno per il momento,

il progetto di cambiare terminal

per i suoi traffici labronici, dal Livorno

Terminal Marittimo a Sintermar,

causa l’impossibilità di imbarcare e

sbarcare passeggeri su quest’ultimo,

il Gruppo Grimaldi Napoli ha comunque

scelto di ampliare la propria attività

nello scalo toscano, attivando un

nuovo collegamento con Catania.

La linea è stata integrata in quella

10 - ottobre 2010

che Grimaldi già opera tra il porto siciliano,

Genova e Malta e viene svolta

con frequenza bisettimanale con i

ro-ro Eurocargo Genova e Eurocargo

Malta (nel box ulteriori dettagli).

Mentre scriviamo è invece ancora

incerto da dove partirà la linea ro-pax

che TTT Lines ha da tempo in programma

di aprire fra la Toscana e il

porto etneo. Lo scalo individuato, infatti,

era quello livornese, ma, causa

la dimensione della nave noleggiata

all’abbisogna, Ropax 1, la compagnia

partenopea non può attraccare

in Darsena Firenze, dove opera il

terminalista Unicoop, insieme a cui

era stato deciso di avviare il collegamento.

Inoltre, sulla base dello

stesso criterio di stretto rispetto del

Piano Operativo Triennale utilizzato

nel caso Grimaldi-Sintermar, l’Auto-

rità Portuale ha respinto la richiesta

di Unicoop di utilizzare il Molo Italia,

dove il POT appunto non consente di

accogliere linee passeggeri regolari.

Il che, con tutta probabilità, indurrà

TTT Lines a cercare spazio sulle

banchine di Marina di Carrara.

Per rimanere in tema di linee Toscana

– Sicilia, Ustica Lines ha smentito

le insistenti voci che la volevano

abbandonare Livorno e la tratta con

Trapani. Spiega infatti Enrico Bonistalli,

agente locale della compagnia

di Vittorio Morace: “È vero che, nei

tempi utili, è stata data la disdetta al

terminal Seatrag, ma si è trattato di

una decisione pressoché automatica

nel momento in cui le esigenze

dell’armatore in fatto di orari non collimavano

più con le possibilità offerte

dal terminalista. Ma si sta cercando

una soluzione: Ustica infatti vuole

continuare ad operare il collegamento

per la Sicilia – sta meditando anche

di estenderlo ai passeggeri – e,

anzi, se la gara europea per il progetto

Marco Polo andrà a buon fine, è

pronta a rilanciare anche le linee con

la Spagna”.

Spostandosi in Adriatico, è proprio

Ustica Lines a far registrare la

novità più importante, con l’avvio, a

metà settembre, di una nuova inedita

linea fra Chioggia, Augusta e Malta,

operata con il ro-ro Marco M (garage

da quasi 1.300 metri lineari) con fre-


infrastrutture / porto&diporto


quenza settimanale. Invece resta per

il momento a livello di rumor, seppure

non smentito, l’interessamento di Grimaldi

Napoli ad una linea simile, fra

alto Adriatico e Sicilia orientale. Fra

le accoppiate più gettonate c’è la Ravenna

– Catania, forse non a caso,

considerando che, fatta eccezione

per il neonato collegamento di Ustica

Lines, è l’unica linea di questo genere,

operata da Tirrenia; le cui quote

di traffico, qual che ne sia il destino,

attirano giocoforza l’interesse di più

armatori.

Sul fronte dei collegamenti fra Italia

e estero va poi registrato il consolidarsi

a frequenza regolare del traffico

di rotabili fra Genova e la Libia,

sperimentato e curato già da tempo

dalla società pisana Sinergie, che per

l’abbisogna ha noleggiato con un accordo

di time charter di lungo periodo

il ro-ro Festivo, 1.040 metri lineari di

capacità. “Già da diversi mesi abbiamo

disponibilità della nave, che utilizziamo

fra il Terminal Frutta di Genova

e la Libia ormai con un servizio regolare,

con partenze ogni 8-9 giorni

(la lieve variabilità dipende dalla non

rara situazione di congestione dello

scalo di Al Khoms, ndr)” ha spiegato

Umberto Lazzaretti, responsabile

della compagnia toscana. “La base

è traffico in uscita da Genova: principalmente

trailer frigoriferi, trailer dry e

veicoli di seconda mano, provenienti

per lo più dal Nord Italia, ma anche

da Svizzera e Germania”.

Novità anche sul fronte newbuildings:

la Grimaldi Holding di Aldo

Grimaldi ha ritirato nelle scorse settimane

dai Nuovi Cantieri Apuania

il ro-pax Energia, ottavo e ultimo

esemplare del mega ordine piazzato

cinque anni fa ai cantieri toscani, e

Caronte & Tourist prenderà in consegna

entro la fine di ottobre una

nave ro-pax in costruzione presso i

cantieri navali Visentini di Porto Viro.

12 - ottobre 2010

Mentre non è ancora chiaro come

Grimaldi utilizzerà la nuova unità,

Calogero Famiani, amministratore

delegato della compagnia controllata

dal Gruppo Franza, ha spiegato che

“la nave è stata già rinominata Cartour

Delta e, insieme ad una gemella

in consegna la prossima primavera,

sarà impiegata sulla linea Salerno

– Messina, sostituendo progressivamente

le unità più vecchie”. Infatti,

secondo indiscrezioni non commentate

da Caronte, Cartour Beta sarà

utilizzata per avviare entro fine anno

un nuovo collegamento giornaliero

fra Salerno e Termini Imerese.

Per due navi che arrivano, una che

se ne va. Il traghetto Baia Sardinia

di Dimaiolines, infatti, è partito alla

volta della Turchia per un viaggio di

sola andata, triste conclusione di una

stagione sfortunata, fra guasti, fermi

imposti dalla Capitaneria e rivolte

dell’equipaggio per la presunta mancata

corresponsione degli stipendi.

La nave è stata rottamata e il futuro

di Dimaiolines appare, se non segnato,

quanto meno in forte dubbio.

Andrea Moizo

NUOVO COLLEGAMENTO CATANIA-LIVORNO

DEL GRUPPO GRIMALDI

Il Gruppo Grimaldi continua la sua politica di potenziamento ed espansione

nel bacino del Mediterraneo annunciando un’importante novità: il nuovo

collegamento merci tra i porti di Catania

e Livorno, principale scalo della regione Toscana. La nuova linea avrà frequenza

bisettimanale, con partenze da Catania il martedì e il sabato, e da

Livorno il giovedì e la domenica. Essa verrà integrata nel collegamento che

il Gruppo Grimaldi attualmente offre tra Catania, Genova e Malta. A servire

tale collegamento saranno le navi gemelle “Eurocargo Malta” e “Eurocargo

Genova”, le più giovani unità della flotta del Gruppo. Consegnate l’estate

appena trascorsa dai cantieri coreani Hyundai Mipo, entrambe le unità hanno

una lunghezza di 200 metri e una stazza di 32.700 tonnellate e sono in grado

di trasportare circa 4.000 metri lineari di carico rotabile, pari a 280 semirimorchi,

ad una velocità di servizio di 23 nodi.

Attraverso l’impiego delle nuove “Eurocargo”, il Gruppo partenopeo intende

ulteriormente migliorare l’efficienza, sia economica che ambientale, dei

trasporti marittimi da e per la regione Sicilia: l’impiego di tali navi aumenta,

infatti, del 70% la capacità di carico dei collegamenti tra Genova, Catania,

Livorno e Malta, nel pieno rispetto ambientale. Con il lancio del nuovo collegamento

il Gruppo Grimaldi potenzia ulteriormente il suo ruolo nell’ambito

delle Autostrade del Mare mentre conferma il suo impegno nei confronti della

Sicilia, ed in particolare del porto di Catania, garantendo un’estesa rete di

collegamenti diretti con il Nord Italia (Genova), Civitavecchia e Malta e l’accesso,

via trasbordo, ai mercati di Grecia, Libia e Spagna.

“La nuova linea Catania-Livorno è l’ulteriore dimostrazione dell’attenzione

riservata dal nostro Gruppo a Catania - afferma Guido Grimaldi, Direttore

Commerciale delle Linee Short Sea - Con le nuove navi “Eurocargo” intendiamo

rafforzare e migliorare le nostreAutostrade del Mare da e per la Sicilia,

offrendo non solo un network completo e ricco di collegamenti che interessa

tutto il bacino del Mediterraneo Occidentale, ma anche un consistente aumento

della capacità di carico, il tutto allo scopo di rendere il trasporto marittimo

l’alternativa migliore rispetto alle altre modalità di trasporto”.


armamento / porto&diporto

ottobre 2010 - 13


armamento / porto&diporto

Due nuove navi nella flotta RBD

Doppia cerimonia a Shanghai per il varo della post panamax bulk

carrier a doppio scafo “RBD ITALIA” e il battesimo della petroliera

aframax di ultima generazione “Totonno Bottiglieri”

A metà il programma da 1,3 mld di dollari che porterà

20 nuove navi entro il 2012

A

Shanghai, presso i cantieri

Hudong Zhonghua, RBD

Armatori SpA - l’azienda

di Torre del Greco (Napoli) con 160

anni di attività familiare armatoriale

– ha presenziato alla cerimonia di

battesimo e consegna della aframax

tanker LR2 “Totonno Bottiglieri” (portata

massima 110mila tonnellate di

prodotti petroliferi) e al varo della post

panamax bulk carrier ”RBD ITALIA”

(carico secco per una portata massima

di 87mila tonnellate). “Abbiamo

scritto un’ulteriore importante pagina

di successo – commenta l’amministratore

delegato e direttore generale

di RBD Armatori SpA Giuseppe Mauro

Rizzo – che premia la scelta di diversificare,

puntando sul trasporto di

materie prime e il progressivo rafforzamento

delle relazioni commerciali

con i Paesi del BRIC”.

Si conclude così la prima metà del

programma da 1,3 miliardi di dollari

di cui 1 miliardo investito in Cina e

la quota rimanente in Giappone, per

20 nuove navi; nello specifico 14 di

tipo bulk carrier fino a 180mila tonnellate

e 6 di tipo tanker fino a 110mila

tonnellate, con consegna entro il

14 - ottobre 2010

Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori

SpA, gruppo armatoriale di Torre del

Greco (Napoli) con una storia di 160

anni di attività familiare armatoriale, è

arrivata con l’attuale amministratore

delegato e direttore generale Giuseppe

Mauro Rizzo alla sesta generazione. Nel

2009 RBD Armatori SpA è stata classificata

tra le prime dieci aziende armatoriali

europee per il carico secco, ma sta

puntando anche sul trasporto di prodotti

petroliferi. Con una flotta di 15 navi di

proprietà (25 entro il 2012 attraverso un

programma di investimento da 1,3 mld

di dollari) e 60 navi a noleggio, impiega

800 addetti a mare e a terra e produce

un fatturato annuo medio negli ultimi

anni di 400 milioni di euro.

2012 (10 le navi varate e consegnate

in Cina negli ultimi 12 mesi). Un

programma che darà lavoro a 1000

nuovi addetti tra equipaggio di bordo

e struttura di terra.

Il Presidente dei Cantieri Hudong

Zhonghua, Wang Yong, con piena

soddisfazione per i risultati raggiunti,

nel suo discorso di apertura ha elogiato

gli Armatori Rizzo – Bottiglieri

– De Carlini, tra i loro primari clienti,

per la grande professionalità e l’affidabilità

manifestate durante la realizzazione

delle 8 navi puntualmente

varate e consegnate e si augura che

la collaborazione tra i cantieri cinesi

e il gruppo armatoriale italiano continui

ancora nel prossimo futuro.

“Di fronte allo stravolgimento della

finanza globale – aggiunge Rizzo

- abbiamo creduto nella tenuta

dell’economia reale e investito

sull’avanzamento tecnologico e sulla

diversificazione. Le nuove navi rappresentano

un mix perfetto – sottolinea

l’armatore - tra velocità, consumi,

capacità di carico e pescaggio,

soprattutto per i porti con limitazioni”.

In particolare, “RBD ITALIA” costituisce

per la flotta mercantile italiana la

prima di una serie (insieme

alle gemelle ”Giuseppe

Mauro Rizzo”, “Maria Cristina

Rizzo” e “Mariolina

De Carlini”) di Post Panamax

a doppio scafo e pertanto

dotate di caratteristiche

strutturali eccellenti

per la tutela dell’ambiente

e la durevolezza del bene.

Da parte sua, la “Totonno

Bottiglieri” - per la quale è

stato firmato un contratto

annuale con il primario

gruppo norvegese JB

Ugland - ha caratteristiche

di massima flessibilità d’impiego

grazie alla verniciatura

delle cisterne adatte al

trasporto di prodotti petro-

liferi sia sporchi che puliti (come le

gemelle “Adele Marina Rizzo”, “Giovanni

Battista De Carlini” e “RBD

Anema e Core”).

Particolarmente significativi

i nomi scelti


per le due ultime neonate come sottolineato

dal Cavaliere del Lavoro

e Presidente di RBD Armatori SpA

Grazia Bottiglieri Rizzo, madrina di

“RBD ITALIA”: “La Totonno Bottiglieri,

la cui madrina è stata Orsola Bottiglieri

De Carlini, è stata dedicata ad

un nostro antenato che ad inizio

’900 seppe

guidare l’azienda con scelte innovative

passando dai velieri ai piroscafi

a vapore. Ed è proprio questa capacità

di innovare, al momento opportuno,

la dote essenziale che contraddistingue

i veri armatori in ogni

epoca. Con il nome “RBD ITALIA”

– aggiunge

Grazia Bottiglieri Rizzo – abbiamo

voluto festeggiare, nell’anno dell’Expo

Internazionale di Shanghai 2010

l’orgoglio delle nostre radici, dell’individualità

di ogni popolo, una specificità

che rappresenterà la vera

moneta di scambio per una globalizzazione

che possa realmente generare

progresso per tutti”.

Giacomo Canarsa


shipping / porto&diporto

Prospettive più rosee

per i traffici containerizzati

2009 è stato segnato

dalla grave crisi eco-

L’anno

nomica internazionale

che ha colpito i mercati mondiali

e parecchi settori, tra cui quello

marittimo, che ha subito cali da

record. Anche i porti italiani hanno

sentito la grave crisi e le statistiche

di movimentazione dei container

del 2009 sono davvero impietose

con quasi il 10% in meno; gli unici

terminals che hanno risentito di

meno la crisi di traffico sono stati

Cagliari, Napoli e Civitavecchia e,

seppur per volumi non particolarmente

significativi, Palermo.

Le riduzioni di traffico dei principali

terminal contenitori italiani

hanno fatto registrare cali variabili

tra il 18 e l’8%, dati, quindi, particolarmente

negativi.

Secondo le rilevazioni recentemente

ufficializzate dal World Trade

Service della IHS Global Insight

le prosepettive per il corrente

anno prevedono per i traffici containerizzati

a livello mondiale una

crescita prossima al 10%, con una

punta leggermente maggiore per

16 - ottobre 2010

le direttrici di traffico Est-Ovest, in

netto disaccordo con le previsioni

di Drewry (vedi: Shipping, porti e

globalizzazione - Porto & diporto

n. 9).

Tali incrementi sono ricollegabili

alla ripresa economica mondiale,

in particolare alle esportazioni

dall’Estremo Oriente al Nord America

ed Europa che sono risalite,

in concomitanza con la nuova crescita

delle vendite.

La IHS afferma che il 2010 ed il

2011 saranno annate da ricordare

per il settore dei contenitori rispetto

alle difficoltà riscontrate nel settore

negli anni 2008 e 2009; analoghe

rosee prospettive dovrebbero

riguardare le spedizioni marittime

per quanto riguarda le derrate alla

rinfusa, che dovrebbero aumentare

del 10,3 % nel 2010 e dell’8,7%

nel 2011.

Un’ultima notazione riguarda i

porti cinesi che continuano a fare

registrare una notevole crescita,

anche rispetto all’incremento

mese per mese del corrente anno;

si tratta di dati particolarmente si-

gnificativi, considerato che si parla

di circa 11,5 milioni di TEU nel

solo mese di luglio (+ 4 %).

Nel solo trimestre maggio-luglio

i traffici sulla direttrice Estremo

Oriente-Stati Uniti sono aumentati

del 25% rispetto allo stesso

periodo dell’anno scorso; la maggior

crescita cinese ha riguardato

soprattutto i porti di Shanghai e

Shenzhen con un incremento del

25%.

Un’ultima notazione in merito al

fenomeno della globalizzazione

dei mercati ed alla concentrazione

dei traffici marittimi containerizzati

nelle mani di poche Compagnie;

infatti, le prime tre per numero di

navi e, quindi, di capacità di carico

(in TEU) rappresenta il 45%

della flotta mondiale. Si tratta, per

quanto riguarda i traffici marittimi

containerizzati, della Maersk/Sealand

(387 navi), della Mediterranean

Shipping Company (308 navi) e

della CMA-CGM (185 navi), su un

totale di 1.901 unità navali che solcano

le acque marittime mondiali.

Maurizio De Cesare


formazione / porto&diporto

ottobre 2010 - 17


shipping / porto&diporto

Rivista del Diritto della Navigazione

A

Roma presso la Biblioteca del Senato

“G. Spadolini”, Sala degli Atti

Parlamentari è stata presentata la

nuova serie della “Rivista del Diritto della Navigazione”.

La «Rivista del Diritto della Navigazione» fu

fondata nel 1935 dal Professor Antonio Scialoja.

Essa divenne la “palestra” di un dibattito

scientifico, costituendo il fondamento per la

redazione del Codice della Navigazione del

1942 che rappresenta ancor oggi il nucleo

della disciplina nazionale della navigazione

marittima, interna ed aerea.

Dopo la II guerra mondiale venne ripresa

con la direzione del Prof. Avv. Antonio Lefebvre

d’Ovidio (Direttore dell’Istituto di Diritto

della Navigazione dell’Università di Roma La

Sapienza dal 1964 al 1975) e venne pubblicata

fino al 1972; oggi, sotto la direzione della

Prof.ssa Elda Turco Bulgherini (Ordinario di

Diritto della Navigazione presso l’Università

di Roma “Tor Vergata”), prosegue la pubblicazione

con la casa editrice Aracne di Roma.

La nuova ripresa vuole segnare un ritorno

alle origini, anche per quanto riguarda la interdisciplinarietà.

Essa si propone di costituire

un punto di riferimento per un dibattito, non

circoscritto al contesto universitario, ma che

tenga conto della realtà dei traffici e delle infrastrutture

dei trasporti e sia valido strumento

di supporto giuridico per gli operatori. In questo

quadro, la Rivista si occuperà di trasporti

e di navigazione marittima, interna, aerea ed

aerospaziale, affrontando, accanto alle tematiche

tradizionali, le nuove frontiere della materia,

aperte sia dalle più recenti innovazioni

tecnologiche sia dal quadro tormentato che

deriva dall’attuale contesto politico ed economico.

A titolo esemplificativo, si indicano la tutela dei

consumatori, la fiscalità nazionale ed internazionale, la

protezione dell’ambiente, le assicurazioni, la navigazione

spaziale, la logistica, la gestione delle infrastrutture e dei

sistemi di controllo del traffico e delle tecnologie di avanguardia

nel settore dei trasporti.

Verrà, peraltro, dato adeguato risalto alla pesca, all’acquacultura

ed al diporto, sia nautico che aeronautico, nella

consapevolezza dell’importanza economica e sociale

che tali attività rappresentano. Traendo la sua origine dal

passato, in un’ottica attuale ed al passo con i cambiamenti

di un mercato sempre più globalizzato, la Rivista intende

anche dare adeguata attenzione alle problematiche che

devono essere affrontate dagli operatori nella realtà economica

ed imprenditoriale. Pertanto, proprio nella attuale

fase di ripresa della Rivista si intende sviluppare e migliorare

il dialogo ed il confronto tra enti, istituzioni, organizzazioni

internazionali, operatori privati e pubblici, società

commerciali, che operano nell’ambito della navigazione e

dei trasporti per costruire le necessarie sinergie, capaci di

18 - ottobre 2010

poter sostenere e governare le attività di questo settore

sempre più strategico per l’economia del nostro Paese.

Presso la Biblioteca del Senato la nuova serie della Rivista,

dopo i saluti del Prof. Avv. Antonio Lefebvre d’Ovidio,

della Prof.ssa Avv. Elda Turco Bulgherini e – in videoconferenza

da Bruxelles - del Dr. Manfredi Lefebvre d’Ovidio

(presidente di Silversea Cruises e dell’European Cruise

Council ECC ), è stata presentata dal Sen. Luigi Grillo,

Presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato,

dal Dott. Pasquale De Lise, Presidente del Consiglio di

Stato, dal Cons. Antonio Catricalà, Presidente dell’Antitrust,

dal Dott. Paolo d’Amico, Presidente di Confitarma,

Confederazione Italiana Armatori, dal Prof. Giampiero Milano,

Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università

degli Studi di Roma “Tor Vergata” e dall’On. Prof. Vito

Riggio, Presidente dell’ENAC, Ente Nazionale dell’Aviazione

Civile.

Ha concluso, infine, il Dott. Gianni Letta, Sottosegretario

di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Stefania Vergani


www.porto.napoli.it

Piazzale Pisacane 80133 Napoli. Tel 081 22 83 257. Fax 081 2068 88


crociere / porto&diporto

L’industria crocieristica europea

non conosce crisi

La quota di mercato del

settore crocieristico europeo

continua ad aumentare a

livello mondiale, nonostante un

periodo di difficoltà senza precedenti

per l’economia mondiale. I dati, diffusi

oggi dall’European Cruise Council

(ECC) alla conferenza annuale che

si è svolta recentemente a Bruxelles,

mostrano una movimentazione pari

a 23,8 milioni di passeggeri nei porti

europei nel 2009, con un incremento

di oltre il 9% rispetto al 2008. A

scegliere la crociera come tipologia

di vacanza sono stati 4.900.000

residenti in Europa, in crescita del

50% in cinque anni, e rappresentano

circa il 30% crocieristi di tutto il mondo.

L’industria crocieristica europea

ha generato più di 34 miliardi di

euro di beni e servizi con quasi

300.000 posti di lavoro, dati che

sottolineano l’importanza del settore

crocieristico per l’Europa in termini

20 - ottobre 2010

Gli europei rappresentano il 30% dei crocieristi nel mondo

di ricchezza, turismo e occupazione.

Più di 4,8 milioni di passeggeri hanno

raggiunto una vacanza in crociera

in Europa e hanno speso quasi 1,3

miliardi di euro per i servizi, incluse

le tariffe aeree, alberghi, visite,

ristorazione, e altre spese nei porti,

con un incremento del 7,6% rispetto

al 2008. I passeggeri hanno speso

1,45 miliardi di euro nei porti di

scalo con un +1,7% rispetto al 2008.

“Il 2009 è stato un anno senza

precedenti, con tutti i settori legati

alla vacanza che hanno risentito

della recessione economica. E’

molto gratificante pertanto notare

che questi dati mostrano la capacità

di ripresa del settore crocieristico in

Europa a differenza degli altri - ha

dichiarato Manfredi Lefebvre d’Ovidio,

Presidente ECC e Vicepresidente di

Silversea Cruises - Il valore totale dei

beni e servizi generati nel 2009 ha

raggiunto 34,1 miliardi di euro, con

un aumento di quasi il 6% rispetto

all’anno precedente.

L’industria ha anche aumentato

la spesa per servizi, forniture e

attrezzature con quasi 5,4 miliardi

di euro, registrando una crescita

dell’86% negli ultimi cinque anni.

Tuttavia, non siamo stati immuni alla

recessione e abbiamo constatato una

lieve riduzione delle spese dirette -

poco più dell’1% - che ammontano a

14,5 miliardi di euro e ciò ha causato un

minor investimento nella costruzione

di nuove navi. Anche se almeno 29

navi sono in costruzione in Europa

tra il 2010 e il 2014, i nuovi ordini

hanno registrato un rallentamento,

nonostante i cantieri europei abbiano

bisogno di incoraggiamento per

essere più competitivi possibile e

per stimolare ancora nuovi ordini.

Il settore crocieristico ha ancora

un potenziale di crescita enorme,

al quale stiamo rispondendo con


la costruzione di nuove navi”.

L’ECC ha anche realizzato, insieme

a Euroyards, una relazione sui dati

del 2009 per registrare l’impatto

economico:

23,8 milioni di passeggeri hanno

visitato un porto europeo, con un

incremento dell’80% dal 2005

• 4,8 milioni di passeggeri si

sono imbarcati in un porto europeo

• 152 navi da crociera hanno

operato nel Mediterraneo e 95 in

Nord Europa

• l’industria europea delle

crociere ha creato 296.288 posti di

lavoro nel 2009


l’Italia è il più grande centro

d’Europa per la costruzione di navi

da crociera con oltre la metà delle

nuove commesse fino al 2014

• il Regno Unito ha il maggior

numero di crocieristi in Europa


Grecia e Italia continueranno

a competere come destinazione

preferita dei crocieristi detenendo

circa il 21% della quota di mercato: la

Spagna conserva la terza posizione

con il 17.3%.

• il numero dei crocieristi in

Europa nel 2010 aumenterà ancora

del 5,4% circa (stima)

• gli scali nel 2010

aumenteranno del 3,1% (stima)

In questo scenario il Gruppo Costa

Crociere S.p.A., con 1,8 milioni di

ospiti nel 2009 e la previsione di

raggiungere i 2,1 milioni di ospiti totali

nel 2010 (circa + 17%) conferma

la sua leadership nonché il suo

ruolo di traino del settore, grazie ai

marchi Costa Crociere (compagnia

n.1 in Italia e in Europa), AIDA

Cruises (leader nei mercati di lingua

tedesca) e Iberocruceros, (operante

nei mercati di lingua spagnola e

portoghese).

Per quanto riguarda il marchio

Costa Crociere, l’incremento delle

prenotazioni per i mesi estivi 2010

è stimato fino al 10% rispetto allo

stesso periodo 2009, e conferma

il trend positivo anche per l’anno in

corso. Il marchio Costa Crociere ha

una clientela per oltre il 75% europea

ed è marchio leader in Italia, paese

che, secondo lo studio ECC, è il

più significativo dal punto di vista

dell’attività crocieristica. La nostra

penisola è la più importante come

destinazione (20% dei transiti totali

in porti europei) e come paese di

imbarco (1,7 milioni i passeggeri

che si imbarcano da porti italiani,

circa il 35% del totale europeo),

oltre rappresentare un mercato che

sfiora le 800 mila persone. Nel 2009

Costa Crociere, che opera in Italia su

oltre 10 porti principali, è leader sia

per transiti totali (oltre 2,6 milioni di

passeggeri movimentati che salgono

a circa 2,9 milioni nel 2010), sia per

imbarchi, rappresentando il 40% del

totale imbarchi da porti italiani.

Di conseguenza l’Italia è anche il

paese che trae i maggiori benefici

dall’industria delle crociere. Per il

2009, infatti, il valore della spesa

diretta creata da compagnie di

crociera, cantieri navali e passeggeri

in Italia è stato di 4,3 miliardi

d’euro, pari a circa il 30% del totale

Europeo (14,05 miliardi di euro) ed è

2009

IMPATTO ECONOMICO Francia Germania Italia Spagna UK

SPESE DIRETTE milioni di € 1.158 1.918 4.331 1.119 2.408

POSTI DI LAVORO 15.128 31.395 96.076 24.248 55.599

PASSEGGERI 347.000 1.026.000 799.000 587.000 1.533.000

2008

IMPATTO ECONOMICO Francia Germania Italia Spagna UK

SPESE DIRETTE milioni di € 1.399 2.351 4.318 1.042 2.263

POSTI DI LAVORO 18.265 41.560 97.152 22.397 49.015

PASSEGGERI 310.000 907.000 682.000 497.000 1.477.000

sostanzialmente invariato rispetto al

2008 (anno in cui l’indotto diretto di

Costa Crociere valeva 1,1 miliardi di

euro). Sul risultato 2009 pesa anche

il ruolo della cantieristica italiana

che ha avuto migliori performance

rispetto a quella di altri paesi.

Proprio nel 2009 Costa Crociere ha

inaugurato contemporaneamente

a Genova, Costa Pacifica e Costa

Luminosa, entrambe costruite in Italia

da Fincantieri con un investimento

complessivo di circa 1 miliardo di

euro.

Tra i dati dello studio dell’European

Cruise Council “European Cruise

Contribution per il 2009” emerge

inoltre quale criticità, riconducibile

alla congiuntura economica generale,

la dimunizione del valore degli

investimenti in nuove navi presso

cantieri europei, che passa a 4,6

miliardi di euro (-13%). Costa Crociere

S.p.A. è l’operatore europeo con il

più importante piano di sviluppo della

flotta e l’unico, ad oggi, con una nave

in consegna nel 2013; la nuova unità

(71.300 tonnellate di stazza, 2.192

ospiti/letti bassi) a marchio AIDA

Cruises è stata ordinata nello scorso

mese d’agosto ai cantieri tedeschi

Meyer Werft. La nuova nave è,

ad oggi, l’unica nuova commessa

prevista da parte di compagnie

europee oltre il 2012.

Il piano avviato nel 2000 porterà

fra tre anni, sulla base dell’attuale

consistenza della flotta, a 30 le navi

operative con una capienza di oltre

74.000 ospiti totali. Il valore di questi

investimenti complessivamente supera

i 9,6 miliardi di euro.

Per quando riguarda il piano di

sviluppo della flotta a marchio Costa,

il gruppo dal 2000 ha introdotto 13

nuove unità di cui tre sono state

consegnate nell’arco di un anno tra il

2009 e il 2010 e due, Costa Favolosa

e Costa Fascinosa (gemelle di

114.500 tonnellate di stazza e 3.780

Ospiti totali) sono attualmente in

costruzione presso gli stabilimenti di

Fincantieri a Marghera e diventeranno

operative rispettivamente nell’estate

2011 e nella primavera 2012.

La costruzione di ogni nave

impegna complessivamente circa

3.000 addetti, tra dipendenti

Fincantieri e quelli di circa 500

imprese dell’indotto, la maggior parte

delle quali sono italiane e prevede

un investimento di oltre 500 milioni

di euro.

Fabio De Cesare

ottobre 2010 - 21


crociere / porto&diporto

Lo sviluppo del mercato italiano

al centro delle strategie globali

del gruppo Royal Caribbean

Dopo il successo della

partecipazione lo

scorso fine settimana

a No Frills di Bergamo,

fiera che ha visto la presentazione

ufficiale del nuovo sales

team Royal Caribbean per

il Nord Italia e ha registrato

grande affluenza allo stand,

la compagnia conferma ulteriormente

il proprio impegno

nello sviluppo del mercato

Italiano.

Nell’ottica del potenziamento

e consolidamento delle

strategie commerciali, prosegue

anche nel 2011, rinnovandosi,

la partnership tra Alpitour

World, 1° gruppo turistico italiano

e Royal Caribbean Cruise

Line, gruppo crocieristico leader a

livello internazionale, forte degli importanti

risultati conseguiti negli ultimi 3 anni.

Continuano così a rimanere sinergicamente unite

le forze di due grandi protagonsti dello scenario

turistico mondiale, con l’obiettivo di sviluppare

ulteriormente il prodotto-crociera in Italia.

Le due organizzazioni avranno due obiettivi

distinti, in virtù delle rispettive professionalità

e specializzazioni operative: dal 1° novembre

2010 Royal Caribbean International sarà responsabile

della commercializzazione del prodotto

“solo crociera” e Alpitour World dei pacchetti

“volo+crociera” (ed eventuali servizi di terra complementari)

in partenza da porti internazionali.

L’unico catalogo “crociere” in distribuzione sul

mercato sarà quello a marchio Royal Caribbean

e le crociere internazionali gestite dalla divisione

premium di Alpitour World sono già state pubblicate

nei cataloghi di destinazione geografica.

“Abbiamo rafforzato il nostro ufficio prenotazioni

e la nostra rete commerciale su tutto il territorio

nazionale per accogliere le nuove vendite – ha di-

22 - ottobre 2010

La partnership Alpitour – Royal Caribbean si rinnova

per offrire strumenti sempre più efficaci alla distribuzione

chiar

a t o

Lina Mazzucco,

Managing

Director Royal Caribbean

Italia – e, grazie anche

al nuovo contratto commerciale,

unito all’arrivo della sorprendente Mariner

of the Seas in partenza per la prima

volta da Genova, siamo certi di offrire strumenti

di lavoro sempre più efficaci alla distribuzione.”

“Siamo certi che questo cambiamento da un

lato accelererà e renderà ancora più fluida la

vendita del prodotto “solo crociera” e “crociere

in partenza dai porti italiani” di Royal Caribbean

e dall’altro permetterà di massimizzare il knowhow

operativo di Alpitour World per la realizzazione

di pacchetti crociere internazionali “Full

Inclusive” - ha concluso Mazzucco.


Royal Caribbean Cruises Ltd.,

gruppo crocieristico leader a livello

mondiale, opera con i marchi

Royal Caribbean International,

Celebrity Cruises, Azamara

Club Cruises, Pullmantur e CDF

Croisières de France. Con 39

navi in servizio e 3 in costruzione

vanta di fatto la più innovativa

flotta del mondo. Propone oltre

400 destinazioni in Alaska, America

Latina e Sud America, Asia,

Australia, Bahamas, Bermuda,

Canada, Canale di Panama, Caraibi,

Dubai, Europa, Galapagos,

Hawaii, New England, Nuova Zelanda,

Oceano Pacifico. Il gruppo

offre anche esclusivi itinerari

pre- e post-crociera in Alaska,

Asia, Australia & Nuova Zelan-

da, Canada, Dubai, Europa e Sud

America. Ulteriori informazioni

sui siti www.royalcaribbean.it,

www.celebritycruises.it, www.

azamaraclubcruises.com, www.

pullmantur.es, www.cdfcroisieresdefrance.com

e www.rclinvestor.com.

Paola Martino

ottobre 2010 - 23


mobilitytech / porto&diporto

Sessione istituzionale di apertura

Cambia il tuo modo di muoverti:

le Green Technologies

E’ il tema della Sessione istituzionale

plenaria di apertura, che si inaugura

la mattina di lunedì 18 ottobre

alla presenza delle autorità. L’arrivo

dei relatori in Piazza dei Mercanti è

infatti previsto a bordo di veicoli ecologici,

a basse o nulle emissioni: auto

elettriche e ibride, motorini elettrici,

biciclette a pedalata assistita. Gli

stessi veicoli resteranno in esposizione

durante i due giorni di MobilityTech

tra Piazza Duomo e Palazzo

Giureconsulti.

L’apertura dei lavori è affidata al

Sindaco di Milano Letizia Moratti, al

Presidente Regione Lombardia Roberto

Formigoni, al Vice Presidente

Commissione Europea e Commissario

Europeo Industria e Imprenditoria

Antonio Tajani.

Segue una tavola rotonda moderata

da Marco Gatti, direttore Espansione

sul tema: “Le potenzialità di

sviluppo delle nuove motorizzazioni

a basso o nullo impatto ambientale e

le prospettive tecnologiche e produttive

della ‘green mobility’ in Europa;

industria, politica e mondo finanziario

a confronto”

Hanno confermato la loro partecipazione:

Norberto Achille, Presidente

Ferrovie Nord Milano; Maurizio

Bottari, Amministratore Delegato

Vossloh Kiepe; Jacques Bousquet,

Presidente di Renault Italia; Elio

Catania, Presidente e Amministratore

Delegato ATM Milano; Sergio

Chiamparino, Presidente ANCI e

Sindaco di Torino; Giovanni Collino,

Europarlamentare; Nevio Di Giusto,

24 - ottobre 2010

Testi a cura della redazione Mobilitytech

Amministratore Delegato del Centro

Ricerche Fiat; Federica Guidi, Presidente

dei Giovani Imprenditori di

Confindustria; Stefano Landi, Presidente

Landi Renzo; Pietro Menga,

Presidente CEI CIVES; Mauro Moretti,

Amministratore Delegato Ferrovie

dello Stato; Alessandro Ortis,

Presidente Autorità Energia Elettrica

Nuove frontiere

della tecnologia per la mobilità

ITS, NFC e e-ticketing

Organizzato in collaborazione

con ATM Milano, TTS

Italia, Club International e

Club Italia, il convegno si svolge nella

mattina di martedì 19 ottobre 2010

a Palazzo Giureconsulti. I saluti di

benvenuto sono affidati a Ezio Castagna,

Presidente Club Italia.

1° sessione: Le nuove frontiere

della tecnologia: e-ticketing, RFID e

NFC Coordinata da Giampaolo Codeluppi,

Direttore Pianificazione d’Impresa

ATM. Interviene Alfredo Peri,

Assessore Programmazione territoriale,

urbanistica, infrastrutture materiali

e immateriali, logistica e trasporti

della Regione Emilia-Romagna.

Seguono tre sessioni: A, B e C.

Sessione A – E-ticketing: il full contactless,

un percorso fattibile?

Matthias Augustyniak, Scheidt &

Bachman; Antonietta Sannino, Direttore

Consorzio Unicocampania;

Gianni Becattini, AEP; Ivan Plajh,

NXP; Vezio Maggioni, Parkeon.

e Gas; Giuseppe Sala, Direttore Generale

EXPO 2015; Lanfranco Senn,

Presidente Metropolitana Milanese;

Cesare Trevisani, Vice Presidente

Confindustria; Andrea Valcalda, responsabile

dell’ Area Innovazione e

Ambiente di Enel; Enrico Vassallo,

Presidente Gruppo Autobus ANFIA;

Giuliano Zuccoli, Presidente A2A.

Sessione B – E-ticketing: convergenza

Con Claudio Claroni, Direttore

Club Italia; Silvio Merli, Elsag Datamat;

Francesco Orlandini, Direttore

Generale TSP; Marco Magnarosa,

CUBIT.

Sessione C – NFC

Con Carlo Maria Medaglia, Università

La sapienza Roma; Philippe Vapperau,

Presidente Club International;

Renzo Brunetti, Direttore Generale

START; Antonio Bosio, Samsung.

2° sessione: ITS, infomobilità e digital

signage

Intervengono: Carla Messina,

Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti – TTS Italia; Roberto Monfasani,

Ducati Energia; Alberto Galli,

Elsag Datamat; Mario Stefani, IVU

Traffic Technologies; Gaia Corbetta,

Siemens; Paolo Pia, Stat Casale;

Alexio Picco Cap; Aldo Paribelli,

ANM; Maurizio Pelosi, Tiemme.


5° EDIZIONE

FORUM INTERNAZIONALE SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

PER LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ E DEL TRASPORTO

Lunedì 18 ottobre

Ore 10.30 / 13.00 - Loggia dei Mercanti

Sessione istituzionale plenaria di apertura:

“Cambia il tuo modo di muoverti: le green technologies”

Organizzata con: Comune di Milano, Rappresentanza a Milano della Commissione

Europea e ATM Milano

Ore 14.00 / 18.00

Città Elettriche - (7 a EDIZIONE)

Prima sessione: “Progetti, materiale rotabile ed organizzazione di servizi di

trasporto su scala regionale”

in collaborazione con CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani)

Ore 14.00 / 18.00

“Terzo Convegno Nazionale del Club delle Città per il Bike Sharing”

Organizzato da CCBS, Club delle Città per il Bike Sharing

In collaborazione con Euromobility

Ore 14.00 / 18.00

“Parcheggi? Sì, grazie. Tecnologie e strumenti innovativi per l’integrazione

della sosta e mobilità cittadine”

In collaborazione con AIPARK

Ore 14.00 / 18.00

“Sistemi di alimentazione alternativi: il punto sulle nuove tecnologie”

In collaborazione con Quattroruote, Federchimica - Assogasliquidi e Consorzio Ecogas

Ore 14.30 / 18.00

“Mobvision. Visioni multimediali sull’universo della mobilità sostenibile”

Promosso da Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Martedì 19 ottobre

Ore 9.00 / 13.00

Città Elettriche - (7 a EDIZIONE)

Seconda sessione: “Esperienze europee a confronto per la mobilità nei centri

urbani: la centralità del TPL nell’organizzazione e nella pianifi cazione delle città”

In collaborazione con ATM Milano

Ore 9.00 / 13.00

2° edizione: “Sicurezza stradale:

cultura e tecnologia per un futuro senza incidenti”

In collaborazione con Provincia di Milano e Federmobilità

Milano, 18 e 19 ottobre 2010

Palazzo Giureconsulti e Palazzo della Ragione

Ore 9.00 / 18.00

“Nuove frontiere della tecnologia per la mobilità: ITS, NFC, e-ticketing”

In collaborazione con ATM Milano, TTS Italia, Club International e Club Italia

Ore 12.30

Premio Città Amiche della Bicicletta organizzato da Euromobility

Il premio Città Amiche della Bicicletta, alla sua quinta edizione, nasce allo scopo di

promuovere la mobilità ciclistica pubblicizzando le buone pratiche e diffondendo i

migliori risultati.

14.00 / 18.00

Città Elettriche - (7 a EDIZIONE)

Terza sessione: “Sistemi, impianti e veicoli per il trasporto di superfi cie”

Sessione dedicata alle esperienze e alle tecnologie innovative utilizzate per

l’alimentazione senza catenaria di vetture tranviarie, di sistemi fi loviari a via guidata

e di autobus ibridi ed elettrici di nuova generazione

Ore 9.00 / 18.00

Città Elettriche - (7 a EDIZIONE) “Nuove Energie per il movimento”

Sessione speciale dedicata ai veicoli elettrici in collaborazione con CEI CIVES: Stato

dell’arte e prospettive per l’impiego di veicoli elettrici per la mobilità individuale e delle

merci nei centri urbani


Sicurezza stradale: cultura e tecnologia

per un futuro senza incidenti

Il 19 ottobre 2010 a MobilityTech

si tiene il convegno “Sicurezza

stradale: cultura e tecnologia per un

futuro senza incidenti”, organizzato

in collaborazione con la Provincia di

Milano e Federmobilità. L’apertura

dei lavori è affidata a Giovanni De

Nicola, Assessore alle Infrastrutture

- Viabilità e trasporti - Mobilità ciclabile

- Opere pubbliche stradali, Vice

Presidente Federmobilità e a Riccardo

De Corato, Vice Sindaco di Milano

con delega alla Sicurezza, Mobilità e

Trasporti.

L’assessore Giovanni De Nicola

delineerà gli obiettivi dell’Osservatorio

Provinciale sulla Sicurezza

Stradale, nato nell’ambito dei piani

adottati dalla Commissione Europea

per dimezzare il numero delle vittime

sulle strade europee. L’Unione Europea

infatti ha indicato gli obiettivi

strategici per il decennio 2011-2020,

allo scopo di dimezzare nei prossimi

dieci anni il numero delle vittime di incidenti

stradali entro il 2020. Quando

si parla di sicurezza sulle strade

europee, infatti, è purtroppo ancora

altissimo il prezzo da pagare in termini

di vite umane: 35 mila nel solo

anno 2009. Non solo. Per ogni morto

sulle strade d’Europa, almeno 4 sono

gli invalidi permanenti, con danni al

cervello o al midollo spinale, 10 i feriti

gravi e 40 quelli “lievi”. Con un costo

economico per la comunità di 130

miliardi di euro l’anno.

Le misure adottate dalla Commissione

Europea riguardano la sicurezza

del veicolo, le infrastrutture e

il comportamento degli utenti della

strada. Sette sono gli obiettivi strategici

per il decennio 2011-2020:

migliorare la sicurezza dei veicoli,

realizzare infrastrutture stradali più

sicure, incrementare le tecnologie

intelligenti, rafforzare l’istruzione e la

formazione per gli utenti della strada,

migliorare i controlli, fissare un obiettivo

per i feriti della strada, maggiore

attenzione ai motociclisti.

Il convegno è introdotto e moderato

da: Pietro Marturano, dirigente

Ministero dei Trasporti e Simona

Rossotti, sociologa, amministratore

delegato UEI “la sicurezza si fa strada”.

Interverranno: Adolfo Colombo -

Amministratore Unico AMAT Milano;

Giovanni Miozzi – Presidente Provin-

26 - ottobre 2010

cia di Verona e responsabile Mobilità

di UPI; Fabio Bertolotti - Direttore

Assogomma; Federico Giordano –

Amministratore Delegato Serravalle;

Ferdinando Arduino – VIASAT; Luca

Persia, CTL – Centro di ricerca per

i trasporti e la logistica, Università

Sapienza, Roma; Sergio Garbarino

- Centro di fisiopatologia del sonno

Università di Genova; Raimondo

Polidoro – CEO TMS Consulting,

Napoli; Andrea De Adamich – Cen-

Settima edizione città elettriche

Il settore del trasporto ferroviario

vive in questi anni un rinnovato

interesse e riceve, nonostante il

periodo economico non favorevole,

buoni investimenti nella consapevolezza

che esso sia fondamentale per

lo sviluppo stesso dell’economia dei

diversi Paesi e contribuisca in maniera

significativa al miglioramento

della mobilità all’interno delle conurbazioni.

La moderna tecnica costruttiva

di rotabili tranviari e interoperabili

(come il tram treno) rende ancora più

competitivo il settore, prevedendo

flessibilità progettuale ed architetture

modulari (per convogli di diverse

lunghezze), carrelli pivotanti o carrelli

a doppio stadio di sospensione con

motorizzazione a ruote indipendenti,

moduli di cassa per garantire la circolabilità

su raggi di curva anche molto

stretti, affidabilità e eccellente manutenibilità,

risparmio energetico (con

l’utilizzo anche di supercapacitori) e

sistemi wire-free per la captazione

dal suolo dell’alimentazione per via

conduttiva (APS di Alstom o Tram-

Wave di AnsaldoSTS-AnsaldoBreda)

o induttiva con utilizzo di supercaps

per il recupero di energia in fase di

frenatura (Primove di Bombardier).

Di sistemi interoperabili, tranvie

urbane e sviluppo di reti ferroviarie

si parla a MobilityTech dove saranno

portate le più recenti esperienze

a livello continentale e saranno presentati

da parte dei costruttori i più

moderni treni proposti per la mobilità

su scala regionale come il Coradia di

Alstom o lo Spacium di Bombarbier:

il tutto corredato dalle innovative so-

tro internazionale di guida sicura;

Cleto Carlini - Comune di Bologna;

Massimo Pagetti - Monza Research

Institute Skyset; Francesco Mazzone

– ACI; Guido Castelli - Sindaco di

Ascoli Piceno e responsabile del settore

mobilità ANCI; Maurizio Coppo

– Consulta per la sicurezza stradale;

Tullio Mastrangelo – Comandante

Polizia Locale di Milano; Stefano

Soliano – Teleparking e Gino Zottis

- SAF (Udine).

luzioni nel campo del segnalamento

e del risparmio energetico con scelte

tecniche all’avanguardia.

L’introduzione di nuovi e moderni

filobus e autobus nel parco rotabili

delle aziende di TPL può innescare

un circolo virtuoso relativamente alla

riduzione dei costi diretti per le imprese

di trasporto (come minori oneri

di manutenzione e maggiori introiti

da traffico) ed indiretti sia per le imprese

stesse (maggior disponibilità

e minor incidentalità) che per gli Enti

Pubblici (benefici dovuti al trasferimento

di traffico su mezzo pubblico).

L’abbattimento degli agenti inquinanti

in questo caso subisce un duplice

beneficio: quello del contenimento di

mezzi privati circolanti per il maggior

uso dell’autobus e quello relativo alle

emissioni assai ridotte degli attuali

modelli di autobus prodotti (Euro 5,

EEV e Ibridi). MobilityTech presenta

in anteprima, con un’intera sessione

di Città Elettriche dedicata a questa

tipologia di veicoli, le più interessanti

novità nel campo della propulsione

ibrida tradizionale (con gruppo motogeneratore

azionato da diesel tradizionale)

ed innovativa con microturbina

fino ad esaminare le recenti

esperienze di autobus con fuel cell

alimentati ad idrogeno. In tutti questi

casi vengono descritti da esperti

di levatura europea i risultati legati

all’utilizzo di batterie innovative e supercapacitori.

Nelle fotografie (di Riccardo Genova)

un moderno convoglio Talent

gruppo 4024 delle ÖBB per il trasporto

regionale e i modernissimi tram

Flexity Berlin per la capitale tedesca.


ottobre 2010 - 27


mobilitytech / porto&diporto

L’autobus del futuro

Veloce, silenzioso e accattivante. Bello da vedere

a giudicare dai primi bozzetti, poco inquinante

ma soprattutto funzionale. E’ l’autobus del futuro

oramai prossimo, il mezzo che soppianterà i vecchi veicoli

che oggi si prendono mal volentieri. Come le medicine. E

che dovrà dare una svolta alla mobilità urbana, sempre

più congestionata, che oggi vede il prevalere di gran lunga

dell’auto privata sul mezzo pubblico. L’Unione Europea, e

in parte singoli partner dei 47 degli 11 paesi europei coinvolti,

finanzieranno l’iniziativa: 26 milioni di euro in quattro

anni messi a disposizione dell’Associazione internazionale

del trasporto pubblico (Uitp) per la costruzione di

prototipi di bus. Con il coinvolgimento, per la prima volta,

delle cinque maggiori aziende costruttrici europee: Evobus-Mercedes,

Irisbus-Iveco, Scania, Volvo e Neoman.

Ma come sarà l’autobus sul quale viaggeremo un domani

prossimo alle porte? Certamente consumerà il 25 per cento

in meno, sarà in grado di trasportare il 15 per cento in

più dei passeggeri, andrà più veloce. Anche l’estetica lo

renderà più attraente, con porte larghe e livellate ai marciapiedi

per facilitare l’accesso dei passeggeri, grandi vetrate

luminose e schermi per l’informazione in tempo reale

alla clientela. E, soprattutto, sarà dotato di un cuore verde,

con un motore che ridurrà di un terzo le emissioni nocive.

28 - ottobre 2010

L’Italia è in prima linea nel portare avanti questo progetto:

ha in gestione il 25 per cento delle risorse europee, Milano,

Verona e Roma sono le città protagoniste con il coinvolgimento

del Centro ricerche Fiat, l’Asstra (l’associazione

che raggruppa le imprese del trasporto pubblico locale in

Italia) e le università La Sapienza e Roma 3, ognuno con

compiti in base alle proprie specificità. Le altre città con le

loro aziende coinvolte nel progetto sono Budapest, Gotemborg,

Madrid, Bremerhaven e Rouen. Enzo Castagna,

chairman del Bus Committee dell’Uitp, nonché direttore

dell’azienda di trasporto di Cagliari, spiega che la strategia

di base è concepire l’autobus del futuro con determinate

caratteristiche. Pertanto il primo passo è stato quello

di verificare le richieste dei clienti e degli enti interessati,

successivamente sono stati studiati gli indicatori, concentrandosi

poi sulla parte tecnica con le aziende costruttrici

e partner del progetto. Ecco, dunque, come dovrà essere

il bus europeo del futuro. Innanzi tutto la cabina dell’autista

dovrà essere funzionale ed ergonomica, in grado di

consentire l’accesso a tutti i controlli ed alle informazioni

per l’utenza; l’area passeggeri dovrà offrire comfort indipendentemente

dal numero delle persone a bordo; il mezzo,

dotato di segnalazioni luminose per podisti e ciclisti,

dovrà essere in grado di percorrere salite fino al 14 per

cento di pendenza. Oltre a queste caratteristiche di base,

ne sono previste altre due: il bus dovrà essere in grado di

interagire con i sistemi di manutenzione all’interno delle

officine e contenere eventuali perdite di gas, il materiale

di bordo dovrà essere ignifugo. Intanto, è in funzione da

qualche mese nella città australiana di Adelaide un bus

elettrico, di nome Tindo, alimentato al 100 per cento da

energia solare fornitagli da una batteria interna alimentata

da un distributore fotovoltaico.

Il bus (Tindo sta per sole nella lingua aborigena) ha

un’autonomia di 200 chilometri e può trasportare fino a

42 passeggeri.

Eduardo Cagnazzi


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mobilitytech / porto&diporto

Countdown per il San Gottardo

Galleria di base del San Gottardo: caduta del diaframma

festeggiata a Genova

Il 15 ottobre 2010 cadrà l’ultimo

diaframma nel tubo Est della

galleria ferroviaria più lunga del

mondo. Un avvenimento, questo,

di grande importanza non solo per

la Svizzera ma per l’intera Europa.

Nell’ambito del mandato di sostegno

a favore della politica svizzera dei

trasporti e del loro trasferimento dalla

strada alla rotaia, l’Ufficio federale

dei trasporti (UFT) organizzerà per

l’occasione una manifestazione pubblica

a Genova.

L’evento a Genova durerà dal

14 al 17 ottobre e sarà organizzato

dall’UFT nell’ambito della sua atti-

30 - ottobre 2010

vità di comunicazione a favore di

Alptransit in collaborazione con Presenza

Svizzera e con il sostegno

dell’Ambasciata svizzera di Roma e

del Consolato generale di Genova.

La manifestazione avrà luogo a Genova

in quanto sbocco mediterraneo

dell’asse di trasporto merci 24 che

attraverso le gallerie Alptransit della

Svizzera collega l’Italia con le aree

industriali situate lungo il Reno e con

i porti del Mare del Nord di Rotterdam

e Anversa.

Nella centralissima Piazza Caricamento

di Genova sarà eretto un cubo

composto da container per il traspor-

to, nel quale uno show multimediale

illustrerà l’importanza di Alptransit

per l’Europa e per la politica svizzera

dei trasporti. Il momento saliente dei

festeggiamenti sarà costituito dalla

trasmissione in diretta della caduta

del diaframma. Nello stesso giorno

avrà luogo un convegno sulla politica

dei trasporti cui parteciperanno

esponenti del mondo politico, economico

e scientifico. La manifestazione

s’iscrive nell’attività di comunicazione

svolta dall’UFT nei Paesi interessati

da Alptransit.

Federica De Cesare

Il programma dei festeggiamenti

di venerdì 15 ottobre 2010

GENOVA - PIAZZA CARICAMENTO

“Cubo AlpTransit”

10,30 - Conferenza stampa

Bernardino Regazzoni, Ambasciatore di Svizzera in

Italia

Pierre André Meyrat, Vicedirettore dell’Ufficio federale

dei Trasporti, Svizzera

11,30 - Conto alla rovescia al San Gottardo

Bernardino Regazzoni, Ambasciatore di Svizzera in

Italia

Marta Vincenzi, Sindaco di Genova

Ezio Chiesa, Assessore alle Infrastrutture della Regione

Liguria

Pierre André Meyrat, Vicedirettore dell’Ufficio Federale

dei Trasporti, Svizzera

13,30 - In diretta dal tunnel del San Gottardo

Moritz Leuenberger, Ministro dei Trasporti svizzero

Renzo Simoni, Amministratore delegato di AlpTransit

San Gottardo SA

Luzi Gruber, Amministratore delegato di TRANSCO

14,00 - Caduta del diaframma

15,15 - Genova saluta Rotterdam

Marta Vincenzi, Sindaco di Genova

Johann S. Kramer, Console Generale dei Paesi Bassi,

Consolato di Milano

15,15 - Show multimediale


ottobre 2010 - 31


32 - ottobre 2010


ottobre 2010 - 33


mobilitytech / porto&diporto

sto salendo sulla metro. Devo chiudere,

ci sentiamo più tardi”. Quante volte abbiamo

“Scusa,

pronunciato o sentito questa frase entrando

in un vagone della metropolitana, certi che la conversazione

con il cellulare sarebbe caduta una volta entrati nel

tunnel? Ebbene, se ciò succede a Napoli sulle varie linee

dell’underground cittadino, a Torino e a Milano parlare al

telefonino si può.

Anzi, Torino ha fatto da apripista:

già dal 2006 i passeggeri della linea

1 possono usare il cellulare

per iniziativa del locale Gtt

(Gruppo torinese trasporti) in

collaborazione con il comune

di Torino e di Collegno e

dell’Arpa Piemonte. E i passeggeri

possono navigare

anche in Internet. La città

della Mole è stata la prima

in Italia ad aver completato

la copertura della rete per gli

apparecchi di telefonia mobile

in metropolitana. Questa

infrastruttura di trasporto garantisce

non solo il segnale

di Tim, Vodafone, Wind e 3

Italia, ma anche la copertura

Gsm e Umts per le videochiamate

e la navigazione

in Internet sul cellulare durante

il viaggio. Lo sforzo

maggiore per assicurare ai

viaggiatori tale possibilità lo

ha fatto anche l’Atm di Milano

con i 74 chilometri di rete

e le 88 stazioni abilitate alla

comunicazione con il telefonino.

La città della Madonnina

ha di fatto anticipato

altre grandi metropoli, tra

le quali New York e Londra

(dove i viaggiatori hanno

espresso malcontento per

la perdita di uno degli ultimi

posti dove si poteva stare al

sicuro dall’incessante trillo

dei telefonini e le conversazioni

dei loro maleducati proprietari)

e, comunque, è stata

da capofila in Europa per quanto

riguarda l’estensione della rete e la

velocità d’installazione, nonostante le difficoltà che l’iniziativa

presentava. Sono significativi in merito alcuni dati

del progetto: dopo appena due mesi dai primi interventi

sulla rete, era possibile parlare al cellulare in cinque sta-

34 - ottobre 2010

Il cellulare conquista

anche la metropolitana

zioni; in meno di due anni è stato attivato il servizio in

75 stazioni. Oggi è possibile inviare messaggi e fruire di

tutti i servizi offerti dagli operatori telefonici lungo tutta la

rete, comprese le gallerie, grazie alla connettività Hsdpa

che consente di navigare in Internet trasferendo dati ad

alta velocità. Parlare al cellulare sarà possibile anche a

Roma. Entro il 2011 sarà coperta la tratta della linea A da

Battistini ad Anagnina, con l’eccezione di alcune stazioni

e di Termini che verrà “lavorata”

in seguito con la stazione Colosseo

della linea B. Entro il

2012 il segnale sarà attivato

anche lungo il percorso

della linea B, oltre alle stazioni

Termini e Colosseo.

A Napoli di treni della metropolitana

ce ne sono ad

iosa. Ma il segnale arriva

solo su quelli della linea 2

di Trenitalia che fanno servizio

urbano da Mergellina

fino a Piazza Garibaldi e

su alcuni tratti della Circumvesuviana.

Sui convogli

della Cumana e Circumflegrea

in gestione alla

Sepsa, su quelli della linea

1 “collinare” di Metronapoli

e di MetroCampaniaNordEst

parlare al cellulare è

ancora un miraggio. Se ne

riparlerà quando ci saranno

le necessarie risorse

finanziarie che, allo stato,

mancano.

Parola delle aziende.

Eduardo Cagnazzi


trasporti / porto&diporto

Decolla la business aviation

di STC

Con il Salone Nautico di

Genova di inizio ottobre è

scesa in pista – è proprio il

caso di dirlo – l’ultima iniziativa imprenditoriale

di S.T.C. Servizi Trasporti

Combinati, azienda leader nel

mercato dei trasporti combinati tra

Italia e Nord Africa, controllata dalla

famiglia genovese Bertacchi.

Ma questa volta non si tratta di

container o spedizioni marittime,

bensì di aerei.

I due fratelli Fabrizio e Lorenzo

Bertacchi, infatti, hanno fondato STC

Aviation SpA, nuova compagnia aerea

che, attraverso il brand commerciale

MyJet, offrirà principalmente un

servizio di business aviation, vale a

dire un servizio di aerotaxi pensato

per le esigenze del middle management.

“Da servizio esclusivo per ricchi la

business aviation è diventata negli

ultimi anni una modalità di viaggio

36 - ottobre 2010

molto diffusa fra i manager. Basti

pensare che ogni anno negli Stati

Uniti vengono effettuati 450 milioni

di viaggi d’affari sfruttando 550 aeroporti”

spiega Fabrizio Bertacchi. “Del

resto la nostra proposta scaturisce da

un attento studio di mercato, al quale

abbiamo dedicato tre anni, e si fonda

sull’idea di risolvere le problematiche

di quei businessmen logorati, come

noi, dai tempi morti dei check-in,

dalle file che talvolta si è costretti a

subire per gli imbarchi, dai transfer

tra aeroporti molto distanti dai centri

delle città”.

I mezzi scelti, naturalmente, sono

commisurati allo scopo: “Abbiamo investito

circa 25 milioni di dollari per

costituire una flotta di sette CESSNA

510 Citation Mustang (due già in

esercizio, l’ultimo sarà consegnato a

gennaio), aerei particolarmente innovativi,

che possono ospitare quattro

persone più due piloti, con i quali ci

proponiamo di offrire un network di

destinazioni che vanno dal Nord Africa

fino al Nord Euorpa”.

Le potenzialità sembrano alte anche

per il mercato nazionale. “Ci

sono almeno 50 aeroporti più o meno

grandi che sono rimasti tagliati fuori

dalle rotte dei maggiori vettori internazionali.

Ragioniamo ed esempio

su alcuni aeroporti del NordEst come

Trieste, Venezia e Treviso da collegare

con Genova o con altri scali del

centro Italia quali Perugia e Pescara.

Verranno studiati vere e proprie

linee regolari da offrire a quella clientela

che per lavoro deve spostarsi

frequentemente, ma che non vuole

rimanere bloccata in code autostradali

e nella confusione dei grandi hub

aeroportuali. Il valore del tempo è il

nuovo lusso!”.

Oltre alle suddette linee regolari,

ancora da definire ma che potrebbero

comprendere anche le isole (sta-


ottobre 2010 - 37


gionalmente) e il Nord Africa, MyJet

svilupperà altre due tipologie di business:

un servizio di aero-taxi a tariffe

estremamente competitive e i servizi

leisure per chi vuole spostarsi in Europa

semplicemente per una cena, un

concerto o una serata fra amici. “Per

il servizio di aereo-taxi internazionale

applicheremo tariffe assai competitive,

anche se ancora non possiamo

sbilanciarci sul pricing, approfittando

del fatto che nel mondo esiste una

miriade di piste aeroportuali minori

disponibili per l’operatività; dunque

non andremo a pestare i piedi al tra-

38 - ottobre 2010

sporto aereo tradizionale di massa.

Inoltre offriremo lo stesso servizio

efficiente, puntuale, conveniente e

costruito su misura anche a chi desidera

spostarsi durante il proprio tempo

libero, magari per assistere ad un

evento sportivo, per praticare il proprio

hobby preferito o semplicemente

godersi un ritaglio di relax esclusivo”

puntualizza l’imprenditore.

La nuova società, controllata al

100%, ha sede negli stessi uffici di

Genova-Campi della STC e per il primo

esercizio si aspetta un fatturato di

8-10 milioni di euro. Come direttore

operativo della flottiglia aerea – equivalente

in pratica al ‘comandante

d’armamento’ di una compagnia marittima

– i Bertacchi hanno nominato

un ex-pilota della mitiche Frecce Tricolori

proveniente da Udine; da questo

stesso validissimo serbatoio di

professionalità specializzata proverranno

anche i piloti da ingaggiare.

I colori della flotta, naturalmente,

sono il giallo e il nero, gli stessi che

da molti anni caratterizzano il core

business del trasporto merci di STC.

Andrea Moizo


formazione / porto&diporto

EGMDSS VET

Progetto Europeo Leonardo Da Vinci

Dopo l’enorme successo del progetto EGMDSS

(www.egmdss.com), progetto finanziato dal

Programma d’azione UE “Leonardo da Vinci”

e creato per trasformare il corso VHF (Very

High Frequency Radio) in SRC (Short Range Certificate),

nasce un nuovo strumento di e-learning ed e-assessment

per gli operatori di navi da diporto e navi commerciali.

EGMDSS VET è il nuovissimo corso per il Long Range

Certificate (LRC) che si affianca al già collaudato SRC

e che prevede, per la prima volta, che i course provider

(privati, scuole, scuole guida e qualsiasi ente che opera

nel settore della formazione in campo marittimo) possano

creare propri corsi a partire dai contenuti presenti sul sito:

testo, simulatori, immagini, animazioni e quiz.

Il corso, sviluppato all’interno del progetto internazionale

Europeo “E-learning

system for

GMDSS VET

(VocationalEducation

Training)” e sempre sotto l’egida del Programma Leonardo

Da Vinci, si avvale di una partnership europea che coinvolge

ben dodici partner, tra cui università, accademie ed

istituti nautici. L’Italia è rappresentata dalla SE.MA2 S.r.l.

(www.sema2.com), società di consulenza per la gestione

navale, da sempre attenta alla formazione marittima.

Il corso è disponibile gratuitamente sul portale

di e-learning marittimo www.egmdss.com, in

più di dieci lingue e ricopre l’intero ambito delle

comunicazioni, da VHF a MF, HF ed Inmarsat.

La fruizione è rapida e concreta, poiché si avvale dell’insostituibile

ausilio dei simulatori, tra cui radio VHF, radio

MF/HF, Inmarsat C e ricevitore NAVTEX. Il sito contiene

tutte le procedure con relative animazioni ed appositi quiz

per testare il livello di apprendimento raggiunto.

Il corso risponde alle esigenze degli operatori sia di

imbarcazioni da diporto che di navi commerciali che per

classe o dimensioni non rientrano nella convenzione SO-

LAS e che sono equipaggiate con apparecchiature per

la comunicazione a lungo raggio (radio MF/HF) o apparecchiature

satellitari (Inmarsat) per le quali è necessario

essere qualificati.

Si pensi che, dal febbraio 1999 è iniziato un processo di

adesione che ha portato al riconoscimento mondiale del

Global Maritime Distress and Safety System (GMDSS)

per cui, ad oggi, tutti i marittimi devono ottenere

il certificato GMDSS appropriato

per operare le apparecchiature di comunicazione

su determinate tipologie di navi.

In definitiva, il corso LRC, come quello

precedente per il SRC, consente di ottenere

una preparazione esaustiva per il superameno

dell’esame LRC, con il grande, non trascurabile,

vantaggio della gratuità e della disponibilità

alla consultazione

on line 24 ore

su 24.

In un campo sempre più tecnologicamente avanzato e

sempre più complesso, come le comunicazioni, la formazione

approfondita e l’aggiornamento costante diventano

condizioni essenziali non solo per la competitività ma anche,

e soprattutto, per la sicurezza in mare.

Red.Mar.

ottobre 2010 - 39


nautica / porto&diporto

Seatec e Compotec

in contemporanea a Carrara

Importanti novità nel settore fieristico

per il prossimo anno: il

2011 vedrà infatti due manifestazioni

in contemporanea a Carra,

Seatec e Compotec, esattamente

dal 16 al 18 febbraio prossimi. La

prima è alla sua nona edizione e

in dettaglio è la Rassegna Internazionale

di Tecnologie, Subfornitura

e Design per Imbarcazioni Yacht e

Navi; promossa da CarraraFiere,

si qualifica come la più importante

manifestazione del settore in Europa.

Seatec fa parte dell’IFBSO

(International Federation of Boat

Show Organizers).

Compotec invece è alla terza

edizione ed è la Rassegna Internazionale

della produzione dei

materiali compositi e tecnologie

correlate, promossa anch’essa da

CarraraFiere; risulta l’unico evento

internazionale in Italia interamente

dedicato all’impiego dei materiali di

costruzione tecnologicamente più

avanzati.

La concomitanza dei due eventi

darà modo agli Espositori di presentare

il meglio della propria offerta

ad un vasto pubblico di professionisti

attivi – oltre che nell’ambito

navale e nautico - in altri settori:

aeronautica, automotive, trasporti,

costruzioni, energia, medicale,

sport, design, tempo libero, fino

alla sperimentazione artistica.

Seatec rappresenta il setting

naturale nel Mediterraneo per lo

sviluppo del business nautico internazionale,

mentre Compotec,

Padiglione E, si propone quale

manifestazione di riferimento e reale

opportunità di conoscenza, approfondimento

e confronto per tutti

i professionisti che si occupano a

vario titolo di compositi, materiali

sempre più diffusi e utilizzati negli

ambiti produttivi più disparati.

Le due rassegne pongono al

centro gli espositori, cooperando

alla creazione di nuove sinergie

e legami saldi fra i diversi mondi:

40 - ottobre 2010

Industria, Artigianato, Accademico,

Designers, Architetti, Ingegneri e

Cantieristica.

Abitare il Mare, è il contenitore di

eventi, concorsi e convegni legati

ai temi del design mentre il convegno

dedicato a Compotec, ha per

tema “Lo stato dell’arte. Evoluzione

e valorizzazione dei materiali

compositi”. Sarà un incontro con

autorevoli esponenti del design

di differenti ambiti operativi

– Byke, Car, Train, Aircraft,

Yacht and Furniture, a cura

di Decio G. R. Carugati, apportano

sempre più nuovi

stimoli e occasioni di approfondimento.

Nel corso dei tre giorni,

si avvicenderanno presentazioni,

workshop, incontri

e convegni. Momenti di approfondimento

anche presso

l’A Book, dove avrà luogo una

tre giorni ricca di presentazioni

di libri di cultura nautica, e del

design.

Significativa la forte partecipazione

di aziende espositrici, associazioni,

enti, centri di ricerca,

istituti di formazione al calendario

delle iniziative collaterali, numerosi

gli incontri, riguardanti i vari aspetti

delle tematiche proposte dai due

eventi, in fase di programmazione.

Alto l’interesse per i concorsi di

progettazione nautica, così come

per quelli dedicati ai prodotti più

innovativi degli Espositori – Qualitec

Design e Qualitec Technology

Awards - occasioni di visibilità delle

ultime novità proposte dall’industria

e di promozione per espositori,

progettisti e creativi partecipanti.

Sul fronte espositivo, le aree tematiche

di Seatec suddivise in zone

saranno:

Materiali & applicazioni - area

novità dell’edizione 2010

Tecnologia, accessori & servizi

Motori marini & propulsione

Project & design

Engineering & Arredo

con Abitare

il Mare al

pad.D

Elettronica

&

Domotica

Attrezzature Portuali

Attrezzature per la Vela

Progettazione & Ingegneria

Media

Mentre all’interno di Compotec

troviamo:

Materie prime per compositi

Macchinari e lavorazioni

Design & engineering

Servizi

Media

Ricerca e sviluppo.

Efficace e produttiva, nel 2011,

come sempre, sarà la collaborazione

con Camere di Commercio

ed Associazioni italiane ed internazionali.


Il trend delle adesioni a Seatec

si conferma in linea con gli

anni precedenti, così come

per Compotec, la cui nuova

collocazione sta risultando

molto apprezzata. Buone le

prospettive anche rispetto

ai visitatori che, dati i primi

segnali di ripresa del settore

e dell’industria in genere,

sono previsti numerosi sia

dall’Italia che dall’estero. Il complesso

espositivo di CarraraFiere,

con una superficie di 95.000

mq di cui 32.000 suddivisi nei 4

modernissimi padiglioni coperti,

6 sale convegni per 2.000 posti,

la nuova Sala Stampa realizzata

al Pad. E, 3.000 posti auto ed un

Centro Servizi polifunzionale, si

trova in posizione strategica sul

confine fra Toscana e Liguria ed è

facilmente raggiungibile con ogni

mezzo di trasporto.

Infine un cenno alla particolare

attenzione riposta nella progettazione

architettonica che conferisce

eleganza e bellezza alle

strutture, che si integrano con

l’ambiente in un contesto naturale

unico, fra le Apuane e il mare.

Riccardo Russo

Spedizioni Internazionali – Nazionali – Logistica

Servizi di allestimento e montaggio di arredi e complementi di arredo per ufficio e comunità

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ottobre 2010 - 41


nautica / porto&diporto

Motonautica mondiale

a Baia

I

quattro moschettieri della

motonautica napoletana ce

l’hanno fatta: grazie ai team

di AL&AL, Baia Attolini, Karelpiù e

Osg, lo specchio di mare tra Bacoli

e Bagnoli è stato per tre giorni

il palcoscenico della quarta tappa

del mondiale Endurance Uim. Un

evento che ha rilanciato nel mondo

l’immagine della cittadina flegrea,

sede logistica della gara, e

di quello specchio d’acqua che sei

anni fa avrebbe potuto

ospitare degnamente la

Coppa America. E sviluppare

nel territorio

napoletano un turismo

di qualità. Questa volta

i quattro team, il comune

flegreo e la Provincia

di Napoli non si sono

fatti sfuggire di mano la

grande occasione: portare

a Bacoli e a Bagnoli

il meglio dell’endurance

mondiale. Grazie soprattutto

a quattro compagini

napoletane, tra le principali

protagoniste nella

categoria Evolution e

Supersport. Perfetta

l’organizzazione, affidata

allo storico Cantiere

Navale Postiglione di

Baia, service point dei marchi più

prestigiosi della nautica italiana e

mondiale, supportato dalla Nautica

Schiano. Main sponsor Acqua

Suio, tra le poche acque al mondo

che può vantarsi di non contenere

nitrati. Per il primo cittadino di

Bacoli, Ermanno Schiano, la competizione

è stata un’occasione di

rilancio per tutto il territorio Flegreo.

“Confortati dall’efficienza e

dalla capacità organizzativa messa

in campo dall’imprenditoria locale

e dall’amministrazione, seppure

42 - ottobre 2010

in poco tempo, l’auspicio è che il

mondiale possa essere replicato

negli anni a venire, a cominciare

dal 2011. La motonautica napoletana

meritava da tempo una vetrina

internazionale di così grande livello”.

In effetti c’erano altre nazioni

europee pronte ad organizzare la

gara, ma ha prevalso la scelta di

Bacoli e del Cantiere Postiglione:

la cittadina per le bellezze paesaggistiche,

il cantiere per la capacità

dimostrata nel diventare sede

operativa della tappa. “Abbiamo

compiuto un grande sforzo organizzativo,

ma siamo riusciti tutti

insieme a creare un evento che

sicuramente dà lustro e significativi

benefici al territorio”, sottolineano

Antonio Schiano e suo

figlio Giuseppe (il più giovane motonauta

della kermesse mondiale),

del team Karelpiù. Gli fa eco Roy

Capasso (Team Baia) secondo il

quale è stata la forte sinergia tra

pubblico e privato a dare lustro

alla manifestazione, “unica per la

zona Flegrea”.


ADV AM EDITORI

Entusiasti del modo con cui si

è svolto l’evento anche Giancarlo

Cangiano (Team Osg), due volte

campione del mondo, e Alfredo

Amato (Team AL&AL) che sottolineano

l’efficienza messa in campo

Quality & Security s.r.l.

Ente Certificatore

Organismo riconosciuto

Ai sensi della direttiva

2003/44/CE ex 94/25/CE

Decreto del 17/12/2002 G.U.

n. 302 del 27/12/2002

notificato C.E. n. 1262

dal comune di Bacoli nell’organizzare

in circa venti giorni la manifestazione,

un’impresa che sembrava

a dir poco ardua. E sicuramente

ha portato alla ribalta il comprensorio

Flegreo con i suoi valori di

Direzione Generale

3 via Benedetto Croce

94 via Porto

84121 Salerno

Tel + 39 089 2583295

info@qualitysecurity.it

www.qualitysecurity.it

cultura contadina e al tempo stesso

marinara, dove da sempre convivono

storia, natura e mitologia.

Luogo prediletto dell’aristocrazia

romana che qui veniva a dilettarsi

tra mare e otium, edificando

lussuose ville e impianti termali.

Dove la biodiversità s’intreccia

con l’archeologia, la cura delle acque

e l’enogastronomia che qui ha

radici altrettanto antiche.

Eduardo Cagnazzi

Organismo

notificato

per la nautica

da diporto.

ottobre 2010 - 43


Positano

nautica / porto&diporto

Costa d’Amalfi

Molte attrazioni, poche attrezzature

Progetti e lavori in corso per gli approdi

turistici in Costa d’Amalfi. Uno dei distretti

turistici più attraenti del mondo

intero, sia in quanto tale sia per la prossimità

con altre mete di grande interesse come Capri

e Sorrento, sconta un incredibile ritardo nella

presenza di strutture idonee e di servizi adeguati

al turismo da diporto nazionale ed internazionale.

Chiunque voglia approdare con la

propria imbarcazione tra Positano e Vietri sul

Mare deve metter in conto una lunga serie di

rifiuti ed una lista d’attesa scoraggiante. Tanto

scoraggiante che in molti preferiscono dirigere

la prua altrove: le Baleari o la Croazia, ad esempio,

che dispongono di tante bellezze naturali

ma non possono certamente competere con

il patrimonio urbanistico, storico-culturale,

enogastronomico e culturale del

territorio amalfitano. Ed anche per il

servizio di trasporto pubblico via mare

non mancano i problemi con alcune

località completamente tagliate

fuori dalle vie del mare ed

altre dove i battelli sono

costretti ad approdare

in situazioni precarie

per i viaggiatori

e gli operatori.

Cosa ha

impedito

f i n o

ad

oggi

d i

44 - ottobre 2010

dotare la Costa d’Amalfi di un adeguato sistema portuale

per il ricco mercato della nautica da diporto, per

la nautica sociale destinata a chi voglia divertirsi con

la sua barchetta, per le vie del mare. Le caratteristiche

morfologiche ed idrogeologiche, insieme ai numerosi

vincoli urbanistici e paesaggistici posti a tutela del

territorio, rendono molto difficile la programmazione

e l’esecuzione di opere pubbliche di grande utilità.

E’ sempre difficile coniugare salvaguardia e modernizzazione,

messa in sicurezza e dotazioni infrastrutturali.

Basti pensare alla travagliata vicenda

del parcheggio scavato nella roccia alle porte di

Amalfi, ai continui dinieghi per la costruzione di

un ascensore al servizio del Fiordo di Furore, alla

vicenda del pontile per i traghetti di Positano. A

queste difficoltà strutturali ed ambientali s’unisce

una litigiosità campanilistica

che impedisce di considerare

la Co-


sta d’Amalfi un unicum nel quale ogni singolo paese

– ciascuno con la propria peculiarità – è il tassello di

un pregiato mosaico da rendere sempre più attraente

e competitivo sulla scena internazionale. Il vento, lo

diciamo naturalmente con grande prudenza, sembra

aver mutato direzione. Si avverte una certa inversione

di tendenza dopo anni d’immobilismo. Tre in particolare

gli elementi focali di questa nuova stagione:

l’entrata in funzione del porto turistico di Maiori, il via

libera al project financing per l’ammodernamento del

Porto di Amalfi, l’adeguamento dell’approdo di Positano.

Nel corso dell’estate 2010 il porto di Maiori ha

finalmente registrato una significativa operatività con

arrivi e partenze a ritmo sostenuto. Funziona anche

l’integrazione territoriale con l’utilizzo dell’anfiteatro

e del solarium per applauditi eventi musicali con

Mario Biondi, Peppino di Capri ed Umberto Smaila.

Semaforo verde della Regione Campania per potenziare

il pontile di Positano e preservarlo così dagli

agenti atmosferici che rendono talvolta complicate

le manovre e l’imbarco/sbarco dei viaggiatori.

Riflettori puntati sull’ammodernamento del Porto

di Amalfi e dell’intero waterfront, al momento

un caotico conglomerato di stabilmento balneari,

approdi, caserme e stazionamento bus

in riva al mare. L’ipotesi progettuale della veneziana

Sacaim è al vaglio degli enti locali e

degli operatori turistici. Un metodo di lavoro

sinergico per cogliere al meglio la storica

occasione di riqualificare il fronte mare della

capitale della Costiera. Dalla darsena

alla statua di Flavio Gioia, si punta

sull’eliminazione delle fatiscenze,

l’aumento degli approdi, la

Porzio-Vlad

delocalizzazione dei servizi di trasporto, la creazione

di nuovi parcheggi. Un puzzle difficile da comporre

per il quale occorrono ingenti investimenti economici.

Una grande occasione, l’ultima forse, per un definitivo

salto di qualità e per rendere competitività la

Costa d’Amalfi rispetto ad altre mete di sicuro meno

ricche di attrazioni, ma più dotate di attrezzature.

Peppe Iannicelli

VI Concorso Internazionale “Ravello, Città

della Musica”.

La musica ed il belcanto tornano nell’Auditorium di Ravello

grazie alla sesta edizione del Concorso Internazionale

Ravello, Città della Musica organizzato da Patrizia

Porzio. L’artista, da tempo affermata inteprete lirica su

prestigiosi palcoscenici internazionali, dedica generose

energie alla promozione della cultura ed ai giovani talenti

che tante difficoltà hanno nel trovare una ribalta adeguata.

Il concorso di Ravello rappresenta pertanto un’importante

vetrina ed un’ottima occasione per farsi conoscere

dal pubblico ed apprezzare dalla giuria composta di critici

musicali, soprintendenti, artisti.

La manifestazione è stata dedicata alla povera Francesca

Manzi perita nella tragica alluvione di Atrani ed al

maestro Roman Vlad che ha rilanciato la missione musicale

di Ravello nel mondo ed ha ricevuto l’omaggio del

sindaco Paolo Imperato.

Oltre cinquanta i partecipanti provenienti da tutto il

mondo. Dodici i protagonisti della serata finale applauditi

dal pubblico nell’incantevole location sospesa tra il

cielo ed il mare. Il verdetto degli spettatori e della giuria

ha premiato il tenore italiano Raffaele Sepe, al secondo

posto il soprano Hee Jin Oh, terzo podio ex equo per i

mezzosoprani Teresa Iervolino e Mayram Sokolova.

Menzioni speciali per Valerie Danesi ed Alessandro

Scotto di Luzio.

ottobre 2010 - 45


turismo / porto&diporto

Salento,terra di emozioni

Può un vino dare il nome a un

gruppo rock? Pare proprio

di sì, se parliamo del Negroamaro

Salentino. Il nome che la band

si è data (nel nome però manca la

lettera “o”) in omaggio al territorio da

cui provengono i suoi componenti e

al vitigno (contrariamente a quanto

si pensa non vuol dire uva amarognola

ma uva nera nera) coltivato ad

alberello pugliese. Un vino, il Negroamaro,

racconta Angelo Maci della

Cantina due Palme di Cellino San

Marco (www.cantineduepalme.it),

che per un secolo è stato destinato

a dare vitalità e nerbo ai fratelli più

nobili piemontesi, lombardi, veneti

e perfino francesi, ma ora al centro

di un insospettabile interesse per la

sua dote di concentrazione e colore.

La sapienza e l’orgoglio di uomini laboriosi

l’hanno sottratto ad un oscuro

destino. E adesso, da portabandiera

del Salento, il Negroamaro sa dare

vita ad autentici capolavori: il Leverano

Negroamaro è uno di questi; un

vino che la Cantina Sociale Coope-

46 - ottobre 2010

rativa (wwwcantinavecchiatorre.it), la

prima ad avviare l’imbottigliamento

ed ora impegnata nella preparazione

di un nuovo marchio, l’Arneide, ha

fatto conoscere e apprezzare in tutto

il mondo. E’ il caso anche del Salice

Salentino che caratterizza da solo il

patrimonio vinicolo della zona, come

precisa Gianni Ianne, presidente della

Cooperativa che prende il nome

dal vitigno (www.cantinasalicesalentino.it);

una terra posta all’estremo

Nord della penisola salentina, tra le

più fertili per la produzione vinicola

ed olearia e dove tuttora si tramanda

l’arte della tessitura a pedali e del

ricamo al tombolo. Proprio qui, in un

tranquillo paese situato al limite tra il

Tavoliere leccese e le Murge tarantine,

Guagnano, dove sorgono ulivi

giganti dai tronchi scultorei che custodiscono

storie di culture e di gente

diverse, Cosimo Taurino, per pochi

anni farmacista, fa nascere nel 1975

un vino dal colore rosso rubino carico,

con profumo ampio e strutturato

che va dal sentore di tabacco alla

cioccolata, dai frutti rossi maturi alla

liquirizia e spezie.

Un vino, il Patriglione, racconta

Francesco Taurino, il figlio oggi a

capo dell’azienda agricola (www.

taurinovini.it), che per la passione

dei vecchi vinattieri rappresenta un

vanto per l’intero territorio salentino.

Potenti ed imperiosi come la voce

di Giuliano Sangiorgi, voce e leader

dei salentini Negramaro, sono il Primitivo

e gli altri rossi della Cantina

Sociale Cooperativa di Copertino

(www.cupertium.it), oggi tra i vini più

richiesti nei paesi scandinavi e negli

Stati Uniti dove arriva circa l’80% della

produzione in bottiglia, e il rosso

Copertino dei Quattro Casali della

Cooperativa San Giuseppe (www.

quattrocasali.com), veri punti di forza,

insieme con l’artigianato artistico,

dell’economia della città dedita a San

Giuseppe, l’umile frate della famiglia

francescana dei Minori conventuali.

Qui, nella stalla dove nacque, è custodita

la reliquia del suo cuore, qui

sono ancora vive le testimonianze


del suo faticoso cammino verso la

santità: la casa paterna, la chiesa e

il convento della Grottella, culla della

sua vocazione religiosa e francescana,

la cappella di santa Barbara dove

il santo amava ritirarsi per sottoporsi

a dure penitenze e flagellazioni. Ma il

Salento non è solo vino.

Pochi sono a conoscenza che a

Tuglie, un piccolo centro del basso

Salento che da sempre ha avuto

geograficamente la sfortuna di non

trovarsi sulle principali arterie di comunicazione

frequentate da storici

e studiosi, come scrive Gerardo

Fedele nella sua guida, si conserva

il museo della radio, unico nell’Italia

meridionale. Qui sono custoditi, in un

immobile restaurato la cui parte più

pregevole è un frantoio ipogeo della

metà del Settecento, ben 120 modelli

tra cui un trasmettitore telegrafico

Edison del 1893, ricevitori a galena,

microfoni a carbone e una macchina

telegrafica morse del primo Novecento,

un elettroscopio di fine Ottocento,

un esemplare di pila colonna

di Volta del 1799. E qui, a un centinaio

di metri è tappa obbligata

presso il laboratorio artistico di

Antonio Provenzano, rinomato

in tutt’Italia per l’alta qualità

della gelateria (sono famose

le banane di gelato ricoperte

di meringa e mandorle tostate, vera

e propria specialità tugliese) e della

pasticceria: dai pasticciotti ai ‘zzozzi,

alle paste secche. Vere leccornie

per turisti e palati fini, come sottolinea

Carmen Mancarella, direttore di

Spiagge, la rivista di turismo che da

qualche anno sta promozionando il

Salento. Come lo è il caffè con ghiaccio

e latte di mandorla che si può gustare

al Galanè di Melendugno. Ma

Salento è anche sinonimo di vacanza

verde, l’alternativa alle limpide marine

più gettonata negli ultimi anni, con

antiche masserie e cantine ristrutturate

e diventate luoghi di cult per il

turismo enogastronomico. Il Bosco di

Makyva, situato nella frazione Borgagne

di Melendugno (www.makyva.

it) e frutto dell’attenta ristrutturazione

di una postazione di caccia costruita

verso la metà dell’800, è uno delle

tante scelte ideali per chi desidera

soggiornare lontano dalla folla, ma vicino

a tutto quello che la regione può

offrire. “Il nostro obiettivo è rendere

prodotto turistico ogni emozione ed

eccellenza”, afferma Nadia Fortunato

dell’Apt di Lecce. Soddisfatto dei

risultati eccellenti fino adesso ottenuti

è l’assessore provinciale al Turismo,

Francesco Pacella,

secondo

cui l’eliporto di Melendugno, appena

entrato in attività, porterà nuovi flussi

di vacanzieri in terra Salentina. Sulla

necessità di migliorare le infrastrutture

si sofferma anche il presidente

della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone.

“Questa terra sta vivendo un

momento favorevole anche dal punto

di vista della vivacità del prodotto culturale.

Il festival Salento d’amare, tra

gli eventi più significativi, ha richiamato

turisti da ogni parte d’Italia. Ma

occorre fare di più per migliorare ricettività

e infrastrutture. E questo è il

nostro impegno quotidiano”, aggiunge

Gabellone. Un impegno cui non è

venuto meno Vittorio Potì, sindaco di

Melendugno, promotore della legge

regionale sui bed & breakfast che ha

anticipato, ancora prima del ministro

Brunetta, lo snellimento delle procedure

amministrative per realizzare

strutture ricettive.

Eduardo Cagnazzi

ottobre 2010 - 47


turismo / porto&diporto

Le montagne russe più veloci al mondo, capaci

di raggiungere i 240 chilometri all’ora in

meno di cinque secondi. Il fantastico viaggio

in 4-D che riproduce le avventure di un giovane

in una caleidoscopica ambientazione da sogno tra

natura e paesaggi eccezionali, dove nessuna Ferrari

è mai stata prima. L’emozionante percorso su

acqua fino al cuore di un motore 12 cilindri e un

simulatore di corse simile a quello usato dai piloti

della scuderia durante l’allenamento. E, ancora, il

viaggio virtuale sulle città italiane da Portofino alla

Costiera Amalfitana, dal Colosseo alle Alpi, dalla

laguna veneziana al Vesuvio, seguendo una

monoposto del Cavallino rosso, mentre i piccoli

in erba potranno provare, in un’area

dedicata, l’autolavaggio, diventare

costruttori, giocare con macchinine

radiocomandate e Ferrari in

miniatura e, emulando Felipe

Massa e Giancarlo

Alonso, guidare

una vettura di

Formu-

la 1

in morbida gommapiuma.

Sono soltanto alcune

delle attrazioni del Ferrari World

Abu Dhabi, il parco a tema realizzato

sotto un gigantesco logo Ferrari e un

tetto rosso di 200mila metri quadrati, capace

di offrire dal 28 ottobre un’esperienza unica ai

visitatori che potranno così provare il brivido delle

più fantasiose giostre al mondo, sfondi mozzafiato

e una gamma di sensazioni mai provate prima

in un ambiente accattivante tra aromi, tipicità

gastronomiche e suoni autentici distintivi del Bel

Paese. Vale a dire quell’italian style che tanto piace

all’estero. Il primo luogo di divertimento della

società di Maranello offre tutto questo in un’espe-

48 - ottobre 2010

Ferrari: italian style

ad Abu Dhabi

rienza coinvolgente che, dichiara Claus Frimand,

general manager della struttura, “appassionerà

tutti gli spettatori, comprese le famiglie e i fan del

Cavallino Rosso”. Un parco, aggiunge Mohammad

Al Mubarak, presidente della società di gestione,

che è “la testimonianza del grande potenziale di

Abu Dhabi e degli Emirati Arabi come destinazion

e turistica di livello mondiale”. Il riconoscimen-

to è espresso dal presidente

della Ferrari Luca Cordero

di Montezemolo che parla

di un progetto unico, frutto

di tecnologie innovative,

spettacolo ed emozioni, “realizzato

da un partner che, prima

di tutto, condivide con noi

una grande passione”. Il parco

contribuirà a sviluppare le presenze

turistiche negli Emirati

soprattutto dall’Italia. Nei primi

cinque mesi dell’anno sono

stati oltre 11.600 gli ospiti italiani

presso gli hotel di Abu

Dhabi, “stiamo lavorando

con gli operatori leisure italiani

incentivandoli a creare

pacchetti ed offerte

vantaggiose”, dichiara

Dayme Lim, direttore

dell’Autorità del turismo

della città degli

Emirati. “Il Ferrari

World – aggiunge

– è un nome

che dovrebbe

r i s u o n a r e

forte e

chiaro

s u l

mercato italiano,

più che in

qualsiasi altro posto”.

Eduardo Cagnazzi


ottobre 2010 - 49


mostre / porto&diporto

Napoli, la città e il mare.

Piazza Bovio: tra Romani e Bizantini

Dallo scavo per le stazioni della metropolitana al recupero di

resti architettonici d’epoca antica. Al Museo Archeologico,

la mostra che illustra il panorama costiero d’età tardo antica.

Tutto ebbe inizio con i lavori

di scavo nell’area del Rettifilo

per un nuovo scalo della

metropolitana, la stazione Università

di Piazza Bovio, e con il ritorno alla

luce di nuovi, straordinari reperti storici

d’epoca romana e bizantina. Nasce

così la mostra “Napoli. La città

e il mare. Piazza Bovio tra Romani

e Bizantini”, che nell’atrio principale

del Museo Archeologico mette in

mostra (prorogata sino al prossimo

8 novembre) le novità storico-artistiche

e monumentali della sempre

sorprendente città partenopea. Tra

resti in marmo e materiali documen-

50 - ottobre 2010

N. 1

tari, difatti, il pubblico apprezza momenti

di un capitolo tra i meno noti

della nostra storia: la trasformazione

urbana del fronte a mare. Ne viene

fuori, dunque, un intrigante racconto

che ripercorre la storia del paesaggio

costiero partenopeo nella zona di

Piazza Bovio.

Qui, in origine, lo spazio era completamente

occupato dal mare, era

un’insenatura all’interno del porto che

poi, in età tardo antica, diventa una

spiaggia dove comincia a svilupparsi

un quartiere artigianale; più tardi, poi,

in epoca bizantina la stessa regione

accoglierà parte della cinta muraria

e un grande complesso edilizio probabilmente

destinato a magazzini.

E così che sullo sfondo di questo

scenario si apprezzano le opere in

mostra articolate in due nuclei espositivi:

da una parte, i reperti architettonici

lapidei recentemente rinvenuti

e, dall’altra, quelli provenienti dal vicino

fondaco Marramarra in via Ben-

venuto Cellini ritrovati un secolo fa

durante una precedente campagna

di scavo che a fine ‘800 consente il

recupero di materiali provenienti da

edifici di età imperiale, tra cui un arco

d’epoca domizianea, anch’essi serviti

per costruzioni più recenti.

Tra l’uno e l’altro, si apprezza in

particolare una ricostruzione grafica

di un arco onorario di età severiana

di eccezionale interesse storico e artistico

spogliato, secondo l’antico uso

di recuperare pietre di buona qualità

per nuove costruzioni, tra il VI e

VII secolo d.C., tempo cui risalgono

i resti di una torre della fortificazione

cittadina di età bizantina.

Tra le novità archeologiche più

interessanti per la mappatura del

paesaggio urbano della città antica,

per gli studiosi della Soprintendenza

archeologica, “l’arco doveva essere

ubicato poco lontano dal luogo di rinvenimento,

sul litorale antistante l’insenatura

portuale antica (forse nella

N. 2


N. 3

Foto N. 1 - Pilastro, lato decorato da trofeo

Marmo di Luni - Alt. max. cons. cm 176, lungh. cm 58, prof. cm 56

Foto N. 2 - Fregio-architrave con scena di sacrificio

Marmo di Luni - Alt. cm 79, lungh. cm 80, prof. cm 29

+ Particolare del cavaliere con trabea e del littore

Foto N. 3 - Fregio-architrave con scena di Adlocutio

Marmo di Luni - Alt. cm 79, lungh. cm 99, prof. cm 26

+ Particolare dello scudo con fasci di fulmini alati

Foto N. 4 - Pilastro, lato decorato con probabile scena portuale

Marmo di Luni - Alt. max. cons. cm 176, lungh. cm 58, prof. cm 56

+ Particolare del cane sul fasciame della nave

Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei

AREA ARCHEOLOGICA DI SUESSULA - La Soprintendenza Speciale per

i Beni Archeologici di Napoli e Pompei procederà all’apertura straordinaria

dell’area archeologica di Suessula nei giorni di sabato 23 e domenica 24 Ottobre

2010. L’area, localizzata nel Comune di Acerra in località Calabricito, è

stata oggetto, nell’ambito del POR Campania 2000-2006, PIT “Valle dell’antico

Clanis”, di un progetto di scavo, restauro e valorizzazione. Il progetto ha portato

alla messa in luce di un settore del foro dell’antica Suessula, importante sito

della Campania antica, sorto intorno alla fine del IX sec. a.C. e vissuto sino ad

epoca medievale. Saranno visibili parte della piazza forense ed alcuni rilevanti

monumenti quali la basilica, un imponente tempio, ed i portici inseriti in uno dei

pochi contesti ancora a destinazione agricola della piana campana. Le visite,

a cura della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei,

saranno condotte in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali

dell’Università degli Studi di Salerno e con l’Archeoclub d’Italia - Sede di Acerra

dalle ore 9.00 alle ore 13.00 (ultima visita ore 13.00) e potranno, per gruppi

sino ad un massimo di 30 persone, essere prenotate presso gli Uffici della Soprintendenza

Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei (Ufficio Scavi

Napoli - tel. 081/440942).

TEATRO ROMANO DI NEAPOLIS - La Soprintendenza Speciale per i Beni

Archeologici di Napoli e Pompei, in collaborazione con il Comune di Napoli,

apre il cantiere di scavo e restauro del teatro romano di Neapolis.

Il monumento, localizzato fra Via Anticaglia, Via S. Paolo ai Tribunali, Vico

Cinquesanti, è inglobato nell’edilizia della parte più antica del centro storico

di Napoli. Le visite guidate saranno effettuate su prenotazione nel periodo dal

15/10 al 17/10/2010, con orario 9.00-13.00 (ultima visita ore 13.00). L’accesso

al monumento è da Via S. Paolo ai Tribunali 5. La prenotazione dovrà avvenire

telefonicamente (Ufficio Scavi Napoli – tel. 081/440942 dal lunedì al sabato h.

9.00-13.00).

ottobre 2010 - 51

zona di Piazza Nicola Amore). Dai tre

frammenti marmorei collocati sulle

facciata più un altro appartenente al

fornice interno e decorato con soggetto

marittimo (la prua di una nave

e un leone marino in mare), piace immaginare

che l’arco fosse collocato

sulla strada litoranea di età romana

(in età romana imperiale la baia del

porto romano di Napoli era molto

estesa, da piazza Municipio a Piazza

Bovio).

Su tale strada l’arco avrebbe potuto

indicare il percorso in direzione di

un molo e, nello stesso tempo, per

coloro che al molo attraccavano, poteva

costituire un elegante “immagine

di ingresso” alla città”.

Tra resti e pannelli, a completamento

del percorso di visita, anche

un video che racconta per immagini

l’evento archeologico: dal ritrovamento

nell’area della fortificazione

con la torre, al recupero dei marmi,

fino al loro restauro. “Una sorta di

storyboard che ripercorre le tappe

più importanti delle ricerche e inquadra

lo scavo di Piazza Bovio nel più

ampio progetto di archeologia urbana

dei cantieri delle stazioni della nuova

Metropolitana di Napoli”.

N. 4

Paola de Ciuceis


territorio / porto&diporto

52 - ottobre 2010

Prodotti tipici lungo

il fiume Calore

Piccolo, rotondo e bianco.

Anzi bianchissimo. Senza

macchie, senza occhi e particolarmente

digeribile. Caratteristiche

che lo rendono ricco di vitamine,

specialmente quelle del gruppo B, ed

epatoprotettore. E’ il fagiolo di Controne,

di tradizione antica e particolarmente

pregiato: la buccia sottile,

quasi impalpabile ne fa un legume

assai digeribile. Al punto che ogni

anno, a novembre, Controne lo celebra

con una sagra che richiama diverse

migliaia di visitatori. Lo ricorda

una filastrocca composta nella stessa

località da Nicola Chiaino, Elena

Conti e Liliana Russo: “La pasta e

fagioli in rosso devi gustar / per far

foco d’amore divampar / li fagioli insomma

devi sempre mangiar / salute

vuoi trovar”. Non è un caso che il tipico

fagiolo occupi un posto di prima

fila nel modello alimentare cilentano,

dove secondo Angel Keys, nutrizionista

americano e teorico della dieta

mediterranea, sono praticamente

sconosciute alcune patologie, come

quelle vascolari e cardiache. La sagra

del fagiolo è promossa dal comune

che punta, come riferisce il sindaco,

Nicola Pastore, non solo “a valo-

rizzare un prodotto che fa parte del

paniere del tipico campano, peraltro

contrassegnato con il marchio Dop,

ma a promuovere in termini turistici

il comprensorio degli Alburni del quale

Controne fa parte. Il paesaggio, la

tutela, la valorizzazione della cultura

e delle tradizioni fanno di Controne

la città della migliore accoglienza turistica

ed enogastronomica.

Non solo grazie al fagiolo, ma anche

all’ulivo Rotondella, tipico delle

colline circostanti”. Il suo territorio è

inoltre ricco di sorgenti d’acqua che

sono punti di refrigerio in occasione

di scampagnate e dove è possibile

incontrare, lungo le sponde del

Calore, rari esemplari di lontra. Per

sviluppare il turismo, l’amministrazione

comunale, aggiunge il sindaco, è

impegnata a proteggere la natura,

attrezzando spazi per picnic e creando,

sul fiume Calore, un’area per

canoa e rafting, il cui progetto è stato

finanziato per circa 2 milioni di euro.

Un progetto che, afferma Pastore,

necessita una vera sinergia tra le istituzioni

locali, “cosa che si sta facendo

anche con la Comunità montana

degli Alburni, in modo da offrire un

ventaglio più articolato di possibili in-

teressi che non devono mai perdere

di vista la protezione e la conservazione

del territorio. L’obiettivo è avere

uno sviluppo ecocompatibile delle

attività che vengono poste in essere

per rispondere alle esigenze, anche

di carattere economico, delle aree

interne protette”. Per finire, qualche

notizie storica sul “bianco” tipico o

“fagiolo a pisello”, come aneddoti e

leggende paesane ricordate dallo

stesso Chiaino. Risulta che questo

particolare tipo di fagiolo sia stato introdotto

in Europa agli inizi del 1500

da parte dei conquistatori dell’America

Latina, facendo la sua comparsa

nella Valle del Calore tra il 1528 e il

1533, come dono ai frati benedettini

dell’Abbazia di San Nicola da parte

di Papa Clemente VII. Ben presto la

coltivazione del prelibato legume trovò

un habitat ottimale nel territorio di

Controne, come attesta un documento

del podestà della zona risalente al

1578. Oggi il territorio di coltivazione

è situato nel comprensorio pedemontano

degli Alburni, lungo il versante

che si affaccia sulla Piana del Sele,

all’interno del Parco nazionale del Cilento

e del Vallo di Diano.

Eduardo Cagnazzi


ottobre 2010 - 53


ambiente / porto&diporto

Progetto Green Frame

tra architettura e crisi energetica

La ricerca in campo ecologico

ed energetico, applicabile

all’architettura è un tema che

interessa tutte le città del mondo, forse

perché non è mai abbastanza ciò

che si fa per raggiungere un’ottima

qualità ambientale. Motivo che spinge

giovani architetti ad uno studio

approfondito sul problema, elaborando

progetti come Green Frame, dello

Studio Bonelli Architetture, dove Giulia

Bonelli, condivide con un gruppo

di fattivi progettisti del settore, l’elaborazione

dei problemi ed il prototipo

realizzato.

Assemblato ad hoc per la prima

volta in occasione del Festival del

Pensiero Emergente nel cortile del

Lanificio 25, sede della Carlo Rendano

Association a Napoli, dove ha

preso forma in scala reale e perfettamente

funzionante, tenendo conto

del luogo e la capienza dello spazio

a disposizione, ha dato luogo ad una

delle possibili configurazioni. Si tratta

di un sistema per la riqualificazione

architettonica ed energetico - ambientale

di edifici e spazi aperti. Ovvero,

un’istallazione sperimentale, esito di

ricerche sul tema “architettura e crisi

energetica”. Ma andiamo per gradi,

tutto nasce da una riflessione sul

patrimonio edilizio di recente costruzione,

che risulta in moltissimi casi,

molto carente dal punto di vista della

qualità architettonica, urbana ed

energetico - ambientale. Su queste

considerazioni l’architetto Giulia Bonelli,

docente di Tecnologia dell’architettura

presso l’Università degli studi

Federico II di Napoli, fonda l’idea del

progetto Green Frame, che sotto forma

di prototipo si presenta come un

telaio spaziale, modulare, facilmente

trasportabile e smontabile, assemblato

impiegando materiali riciclabili.

In sintesi è un’infrastruttura che consente

di montare eco-dispositivi per

la produzione di energia pulita già

presenti sul mercato.

La struttura così è predisposta per

alloggiare sistemi per la captazione

energetica da risorse naturali (fotovoltaico,

microeolico, solare termico),

elementi per il miglioramento della

54 - ottobre 2010

qualità ambientale, del microclima

e per il controllo del rumore (tende,

frangisole, verde verticale, serre solari,

barriere acustiche e frangivento),

elementi per il risparmio della risorsa

acqua (vasche di raccolta, impianti

per depurazione e riuso). Ed ancora,

per l’implementazione controllata delle

superfici esterne abitabili, è prevista

la possibilità di allestire serre bioclimatiche

e logge a secco. Il nuovo

sistema, reso fruibile ed applicabile

oltre il prototipo, si può progettare e

mettere in forma in adiacenza ad edifici

esistenti o anche in luoghi aperti

ed assume la forma di una sorta di

“coperta tecnologica” che produce,

accumula e distribuisce energia, costituendosi

come una rete materiale

espandibile. L’interazione tra Green

Frame e la città esistente consentirebbe

in molti casi di migliorare la

qualità architettonica ed energeticoambientale

riconfigurando intere porzioni

di città.

Il telaio prototipo progettato in base

allo spazio e alle risorse naturali del

contesto è un impianto fotovoltaico

stand-alone (totalmente indipendente

dalla rete), che garantisce l’approvvigionamento

di energia elettrica per

tutta la durata dell’istallazione. Sistemi

vegetali a cascata e verticali che

migliorano il microclima e la qualità

dell’aria, perché è dimostrato che la

presenza del verde ha effetti benefici

sul benessere psico-fisico. Con piante

irrigate impiegando acqua piovana

stoccata e rimessa in circolo. Tende

orientabili dai colori vivaci, posizionate

per ottimizzare la presenza della

luce naturale e controllare l’eccesso

di insolazione si susseguono tra

montanti e traversi seguendo l’inclinazione

dei raggi di sole. Inoltre gli

spazi percorribili all’interno del telaio

sono dotati di elementi di arredo progettati

ad hoc, infine, piccoli salotti

all’interno della griglia sono arredati

con lampade e sedute per caratterizzare

gli ambienti per il relax e la

socializzazione.

Annalisa Tirrito


Napoli - Piazza San Domenico Maggiore

ricerche / porto&diporto

La targa del Presidente della

Repubblica, Giorgio Napolitano,

destinata ad una istituzione

scientifico-culturale del Mezzogiorno,

su scelta annuale della giuria

del prestigioso Premio internazionale

“Guido Dorso”, presieduta da Nicola

Squitieri, è stata assegnata per il

2010, all’Associazione Studi e Ricerche

per il Mezzogiorno di Napoli “a

riconoscimento dell’intensa e qualificata

attività svolta per una più approfondita

conoscenza del territorio

meridionale”.

In una dichiarazione il Presidente

dell’Associazione, Federico Pepe,

esprime “viva soddisfazione per l’ambìto

riconoscimento che contribuisce

a favorire un ulteriore stimolo a quanti

operano per una sempre più rigorosa

e attenta analisi delle problematiche

legate al processo di sviluppo economico

e sociale del Mezzogiorno”.

Il conferimento della targa del

capo dello Stato avrà luogo nel corso

della cerimonia di consegna della

31.ma edizione dei Premi Dorso, in

programma il prossimo 14 ottobre al

Senato della Repubblica.

Numerose sono state negli anni le

ricerche e gli eventi di SRM sempre

su temi “caldi” attinenti l’economia

ed il territorio meridionale; tra esse

56 - ottobre 2010

Premio Guido Dorso

all’Associazione SRM

IL PREMIO INTERNAZIONALE GUIDO DORSO

L’Associazione Internazionale GUIDO DORSO organizza, dal 1970, il Premio

Internazionale intitolato a Guido Dorso. Dal 2000, la cerimonia di premiazione

si tiene a Roma, con il patrocinio del Senato della Repubblica. Il Premio

si avvale anche del patrocinio dell’Università di Napoli “Federico II” e della

fattiva collaborazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di alcune tra le

più prestigiose Università straniere.

L’art 5) del Regolamento del premio prevede l’istituzione di “un riconoscimento

speciale del Presidente della Repubblica, da assegnarsi – su

proposta del Presidente dell’Associazione Dorso – ad una istituzione

scientifico, economica, culturale che operi per favorire il processo di

sviluppo del nostro Mezzogiorno”.

Il Premio ha avuto come primaria finalità, quella di segnalare alla pubblica

opinione il lavoro di giovani studiosi e ricercatori dell’area meridionale del nostro

Paese. Contestualmente ai giovani studiosi, il Premio Dorso ha attribuito

nelle sue edizioni, particolari riconoscimenti a personalità italiane e straniere

del mondo politico, economico, scientifico e culturale che “hanno contribuito

con il loro impegno e la loro attività a sostenere le esigenze di sviluppo e di

progresso del Mezzogiorno d’Italia”.

I consensi provenienti da vari settori del mondo scientifico culturale, che

hanno accompagnato in modo crescente il Premio Dorso, vanno certamente

ricondotti all’aver voluto legare l’iniziativa al nome prestigioso di un Uomo

che individuò nella questione morale, il momento centrale ed imprescindibile

di ogni azione di riscatto del Mezzogiorno. Un messaggio politico e morale,

dunque, ancora oggi di grande attualità. In questi ultimi anni si sono particolarmente

approfonditi i rapporti di collaborazione con docenti ed istituzioni

accademiche straniere, europee ed americane, realizzando una costante occasione

di confronto ai più alti livelli scientifici e culturali internazionali.

Hanno ricevuto in passato la Targa del Presidente della Repubblica: Università

di Napoli Federico II, Svimez, Emeroteca-Biblioteca Tucci, Centro Sviluppo

Rurale (Portici), Fondazione Centro Studi di Ricerche Economiche Angelo

Curella (Palermo).


si segnalano lavori su le risorse idriche,

i distretti produttivi, il turismo,

l’energia, i trasporti e la logistica, la

competitività delle imprese, gli aspetti

connessi ai fondi comunitari ed alla

finanza pubblica. I lavori hanno sempre

messo in risalto la parte “positiva”

del Sud del Paese cercando anche

di proporre possibili linee guida per

accrescerne lo sviluppo e la competizione

internazionale.

L’Associazione Studi e Ricerche

per il Mezzogiorno (SRM) è nata il 1°

luglio 2003 ed ha come soci fondatori

Banca Infrastrutture Innovazione

e Sviluppo, Banco di Napoli, Compagnia

di San Paolo, IMI Investimenti,

Intesa Sanpaolo, Istituto Banco di

Napoli - Fondazione. L’iniziativa è

nata dalla forte volontà del Gruppo

Intesa Sanpaolo, della Compagnia

di San Paolo e dell’ Istituto Banco di

Napoli-Fondazione di assicurare nel

Sud la presenza di un presidio intellettuale

- economico e finanziario

- al servizio dello sviluppo del Mezzogiorno.

La struttura ha ereditato il

patrimonio informativo,

di competenza

e di progettualità

dell’Ufficio

Studi del Banco

di Napoli, nato

nel 1931, come

osservatorio delle

tendenze economiche

e sociali

del Mezzogiorno.

Mission di SRM

è la creazione di

valore aggiunto

nel tessuto sociale

ed economico

del Mezzogiorno,

nella sua dimensione

europea e

Mediterranea ed

il miglioramento

della conoscenza del territorio sotto

il profilo infrastrutturale, produttivo e

sociale. Essa opera in rete con altre

istituzioni di ricerca meridionali e

non. L’Associazione vanta un consolidato

know-how in campo di studi e

ricerche sull’economia meridionale

e costituisce un osservatorio privilegiato

di valutazione e di analisi delle

politiche di sviluppo del territorio.

Giovanni Piro


portodibacco / porto&diporto

Uva da tavola

Italia leader in Europa

Presentato a Bari il volume “Valori e valore dell’uva italiana”

Uva da tavola: nel mondo

se ne producono 170 milioni

di quintali. L’Italia

con i suoi 13 milioni è leader europeo

della produzione ed esportazione,

occupando a livello mondiale

il quarto e il secondo posto.

Se ne è parlato a Bari in occasione

dell’incontro “Valori e valore

dell’uva italiana”, organizzato da

Bayer CropScience in occasione

della presentazione del nuovo titolo

della collana Coltura & Cultura,

dedicato all’uva da tavola e

ai suoi produttori. In Italia l’uva

da tavola è coltivata nelle regioni

meridionali, dove trova l’habitat

più adatto in alcune aree particolarmente

vocate per condizioni

pedoclimatiche e per la presenza

di manodopera specializzata,

nonché di operatori commerciali

di consolidata esperienza, svolgendo

un ruolo fondamentale

in termini

sia economici

sia sociali.

La concentrazione territoriale della

coltura è evidente, se si considera

che dei circa 67.000 ettari registrati

in Italia nel 2008, il 93% si

trova in tre sole regioni: Puglia, Sicilia

e Basilicata, con la prima che

copre il 66% dell’intera superficie

vitata nazionale. Federico Castellucci,

Direttore Generale dell’Organizzazione

Internazionale della

Vigna e del Vino – OIV ha presentato

le eccellenze del mercato italiano

alla luce della crisi internazionale.

“In un momento economico

difficile per l’uva da tavola

italiana - dichiara Frank Terhorst,

Amministratore delegato di Bayer

CropScience in Italia - crediamo

in questo importante settore meridionale

che rappresenta un fiore

all’occhiello del “made in Italy”

in tutto il mondo. Bayer Cropscience

da oltre 100 anni offre

all’agricoltura italiana l’innovazione

tecnologica della

protezione delle col-

ture, frutto della sua riconosciuta

attività di ricerca, ed un’organizzazione

capillare di agronomi

che opera sul territorio a stretto

contatto con il sistema produttivo.

Ma il nostro impegno non si

ferma qui - prosegue Terhorst - in

risposta alla pressante domanda

del consumatore sui temi della sicurezza

alimentare e della tutela

dell’ambiente, si rafforza la nostra

volontà di contribuire

a comunicare i

valori dell’agricoltura

vera.

In questa

direzione

va


“Coltura & Cultura”, progetto di

condivisione e di divulgazione

delle migliori conoscenze giunto

con il volume “l’uva da tavola” al

decimo traguardo”.

L’agrosistema italiano è frutto

di una felice combinazione fra

natura e uomo. Una “vocazione”

quella del territorio, data da clima,

orografia e suolo, che l’uomo ha

reso produttivo, applicando metodi

e mezzi colturali adatti. “Un

paesaggio evolutosi negli anni

con l’attività dei ricercatori e dei

viticoltori - afferma Donato Antonacci,

coordinatore scientifico

del volume insieme ad Attilio

Scienza - che, in un contestointernazionale

caratterizzato

da una sempre

più accentuata

concorrenza,

hanno lavo-

rato per offrire al mercato un prodotto

fresco per 8 mesi all’anno:

varietà di uve con grandi chicchi,

succose e croccanti, che sono

le tre caratteristiche preferite

dai consumatori, come emerge

da una recente indagine inedita,

presentata nel volume. L’uomo

accelera i processi degradativi

naturali del suolo, attraverso la

frantumazione di rocce calcaree,

realizzando un substrato ideale

per la coltivazione dell’uva da tavola:

la lenta e continua cessione

nel tempo del calcio dalla roccia

consente infatti all’acino di avere

il giusto contenuto di elementi

che ne garantiscono la tanto apprezzata

croccantezza. Inoltre la

capacità del viticoltore di adeguare

la produzione alle potenzialità

dell’ambiente e la cura manuale di

ogni grappolo rendono le sue uve

gradite al consumatore”.

Gli effetti benefici

sulla sa-

lute sono conclamati. Ogni acino

d’uva contiene in ogni sua parte,

dalla buccia, alla polpa, ai semi,

una specie di “mini farmacia”: è

ricco in minerali, soprattutto ferro,

calcio e potassio, vitamine, polifenoli,

dotati di elevata capacità antiossidante

in grado di stabilizzare

i radicali liberi e flavonoidi.

Patrizia Lupi

Bayer

Profilo aziendale

Bayer CropScience da anni porta

avanti iniziative per sviluppare la

crescita professionale degli operatori

agricoli.

Consociata di Bayer AG, è una

delle società leader per volume

d’affari e per innovazione nelle tecnologie

applicate all’agricoltura ed

è presente in più di 120 Paesi.

Bayer CropScience nel nostro

Paese include le aree della protezione

delle colture (Crop Protection)

e delle scienze ambientali (Environmental

Science). Grazie alla

collana “Coltura & Cultura” vanta

la collaborazione di 490 autori che,

oltre a proseguire l’attività editoriale

sulle filiere strategiche italiane, contribuiranno

alla divulgazione della

conoscenza dell’agricoltura vera e

alla realizzazione di “Magis”, progetti

di agricoltura sostenibile con il

triplice obiettivo di migliorare le performance

ambientali dei processi

produttivi, soddisfare le richieste del

consumatore sempre più attento ai

valori etici e salutistici del cibo e garantire

la competitività sul mercato.

“Il volume L’uva da Tavola”, frutto

dell’esperienza di 85 grandi esperti

del mondo della scienza, della produzione

e della comunicazione, la

realizzazione di questo importante

momento d’incontro e la presenza

di tanti giornalisti - afferma Renzo

Angelini, Direttore Technical Management

& Communication di Bayer

CropScience in Italia - vogliono accendere

un faro su questo importante

alimento, affinchè il consumatore

possa conoscere gli aspetti

unici del prodotto italiano e apprezzarne

la bontà e il valore salutistico,

riconoscendo la fatica dei produttori

che, 365 giorni all’anno, si dedicano

allo sviluppo dell’uva da tavola,

riuscendo a legare la tradizione con

l’innovazione.“

Ottobre 2010 - 59


portodibacco / porto&diporto

Rioja, identità spagnola

La Rioja è la regione più piccola della Spagna, eppure in cinquemila chilometri quadrati, si

concentra forte personalità ed identità inconfondibile. Famosa soprattutto per i suoi eccellenti

vini, ed il cammino di Santiago che l’attraversa a Logroño, città dove convergono il

Cammino Francese, che attraversa i Pirenei passando dalla Navarra e dall’Aragona, e

l’Itinerario dell’Ebro, che dal Mediterraneo segue l’antica strada romana tra Tarragona

e Astorga. Spesso i due aspetti della regione, enologico e spirituale si incontrano, ad

esempio quando il cammino si dispiega tra i vigneti, regalando splendidi paesaggi, specie

in autunno, oppure quando i pellegrini si riposano e si ristorano in una delle cantine che si

incontrano lungo il cammino, come la “Bodega Corral” nella località di Navarrete, dove nasce il

vino “Don Jacobo”, e le vigne Altos del Corral di grande bellezza paesaggistica si prestano alle

tante attività turistiche come visite guidate, assaggi in cantina, e gli abbinamenti con la gastronomia.

Per chi ama lo sport, la Rioja è la meta giusta, tra equitazione nelle vigne, immersi nel

verde di panorami e distese da catturare salde nella memoria e passeggiate più o meno

impegnative, fino a percorsi di trekking. A piedi, a cavallo o sulle due ruote di una bicicletta,

è possibile percorrere sentieri e piste che attraversano la storia, la tradizione

e gli angoli più affascinanti e veri della regione. Tra boschi, catene montuose e valli c’è

una natura ancora intatta, preservata con cura dai suoi abitanti che più di tutto hanno

imparato ad amare la terra ed i suoi frutti.

Il vino è la sua creatura, nettare inscindibile da La Rioja, dove è

presente ovunque. Una storia millenaria, che continua ancora oggi,

passando dalle cantine di tradizione dove negli anni non è cambiato

quasi nulla, alle più moderne e all’avanguardia, dove il design progettato

e voluto da architetti di fama è cornice per tecniche e attrezzature ultramoderne,

ma sempre in stretto rapporto con le antiche arti del

mestiere. Va da sé che un viaggio in questa regione diventa sempre

un viaggio nel mondo del vino, tra le cantine dove è possibile

conoscere l’evoluzione del nettare degli dei, ai vigneti dove la

perfezione scenica ed il lavoro dell’uomo sono complici, fino

all’esperienza culinaria, dove la cucina locale si è plasmata

per esaltare l’ottimo vino riojano. Infatti il vino non è

mai solo, in tutti i luoghi dove si beve, anche la cucina

ha il suo ruolo ed è sempre all’altezza delle aspettative.

Non si può non provare una cena a base di tapas

nella caratteristica zona della Calle Laurel di Logroño, per

gustare gli abbinamenti più semplici di vino e le specialità dei localini

che si affacciano numerosi sulla strada più frequentata della città,

e non basta una sera per assaggiare tutto, bisogna tornare, e ne vale

sempre la pena. La scelta è ampia passando dalle tapas divertenti e

conviviali ai ristoranti sofisticati, sempre di grande qualità, dove gli

abbinamenti e le ricette seppure della tradizione hanno sempre una

variante innovativa per stare al passo con i tempi. Terra di frontiera

e di approdo ha attirato nei secoli diversi popoli, come gli arabi che

qui hanno lasciato segni evidenti del loro passaggio, sebbene è stata

poi nel medioevo anche terra di ritiro spirituale, come è facilmente deducibile

dai tanti monasteri, luoghi ancora di culto o trasformati in musei e quasi

sempre visitabili. Come San Millan de la Cogolla, famoso tra l’altro perché è qui

che è documentata la nascita della lingua spagnola, dove nella sala degli amanuensi

della imponente biblioteca, un monaco scrisse a margine del codice 46

in latino, le prime parole in lingua spagnola, breve nota di chiarimento del testo

latino originale, considerata la prima testimonianza di questa lingua parlata oggi

da più di 400 milioni di persone in tutto il mondo.

60 - ottobre 2010

Annalisa Tirrito


premi / porto&diporto

“Il mare bagna Napoli”

mare bagna Napoli”, recita lo slogan dell’edizione

2010 del Premio Masaniello, un mare che

“Il

rende fertile, unisce alle altre culture e a diverse

libertà, scopre, come una perenne risacca, realtà alternative,

sotto il cielo d’o sole mio. Nella Piazza del Carmine

Maggiore, epicentro nel 1647 della storica rivoluzione del

pescivendolo Tommaso Aniello d’Amalfi, la Provincia è

tornata a premiare i migliori esempi di napoletani protagonisti,

per mettere in evidenza la cultura, l’intraprendenza,

l’arte partenopea, in un’edizione dedicata al mare, ai suoi

valori, ai suoi personaggi. La serata, condotta da Lorenza

Licenziati, è stata aperta dalla splendida voce di Yamila

Rumajor Sosa con “Canzone di punta e di bastone” di

Franzese/Campagnoli, colonna sonora della manifestazione,

seguita dall’introduzione di Rosario Ruggiero “O mare

‘e Napule” commentata dalle immagini di Mauro Caiano

dedicate alla città dal mare. Si sono esibiti sul palco, il chitarrista

Enrico Mosiello, Marianna Mercurio, la posteggia

marinara di “Lazzari e Briganti e la ballerina di flamengo

Dominga Andrias. Premiati, con il Masaniello dello scultore

napoletano Domenico Sepe, Nazario Napoli Bruno

(poesia napoletana), Marina Faiella (ricerca scientifica),

Leonardo Ippolito (Spettacolo), Carlo Missaglia (canzone

napoletana), Maurizio Vitello (critica d’arte), Sergio Zazzera

(parlata napoletana), Gennaro Borriello (artigianato),

Mariella Bottiglieri (imprenditoria), Antonio De Cesare (editoria),

Lino Ferrara (nautica da diporto), Domenico Picone

(tutela e sicurezza ambiente marino), Angela Procaccini

(cultura marinara). L’ambito riconoscimento è andato per

lo sport, a Mascalzone Latino ovvero Vincenzo Onorato,

per il giornalismo a Sandro Petrone, un napoletano in giro

per il mondo, giornalista e inviato speciale della RAI, presente

nei più difficili scenari della storia contemporanea,

per il teatro a Mariano Rigillo, il Masaniello per eccellenza,

che nei teatri di tutta l’Italia “mesce, come un alchimista,

sogno e realtà”, a Gigi Finizio che ha festeggiato i suoi

40anni di musica con un entusiasmante concerto, alla

MSC Crociere premiata per la lungimiranza di un armatore

che ha fatto dell’ospitalità partenopea un marchio di

qualità. “Un riconoscimento che m’incoraggia e mi dice

che siete con me. Ed io, sentendomi con voi, acquisto più

forza nel portare avanti la difficile opera quotidiana” ha

dichiarato Padre Massimo Rastrelli, a cui è andata anche

la Medaglia al valor civile del Presidente della Repubblica

per l’instancabile attività della Fondazione Antiusura san

Giuseppe Moscati, diventata un modello per numerosissime

altre associazioni antiusura operanti in Italia. Una

rosa di premiati ampia e varia con la quale la giuria ha

inteso testimoniare, in antitesi alle conurbazioni negative

e alle generalizzazioni antimeridionali, la ricchezza e la

vena feconda di questa terra, che offre, ininterrottamente

all’intera nazione e al mondo, talenti e risorse insostituibili.

“Il fine del Premio Masaniello è soprattutto quello di stimolare

l’orgoglio di essere napoletani per riscoprire l’amore

per Napoli che deve portare tutti ad amare, rispettare

e servire questa città”, ha sottolineato il Presidente del

Consiglio Provinciale, Luigi Rispoli, promotore del premio

insieme ad Umberto Franzese, coordinatore dell’A.I.G.E.

62 - ottobre 2010

Mariano Rigillo, Lorenza Licenziati e Luigi Rispoli

Fiorella Franchini, Antonio De Cesare e Lorenza Licenziati

Mariella Bottiglieri, Serena Alvano e Lorenza Licenziati

Un tentativo concreto di dimostrare quanto sia possibile

puntare ad emergere nell’ambito del proprio lavoro, nonostante

il contesto difficile della nostra città.

Fiorella Franchini

(Foto di Gianni Ugliani)


ottobre 2010 - 63


premi / porto&diporto

Concorso artistico Marinart

- Titolo opera: Blue Ship

Venerdì 24 Settembre scorso,

a Napoli, presso la Stazione

Marittima, negli Uffici

della società ‘LAURO.it’ si è tenuta

la cerimonia di premiazione del concorso

artistico MARINART.

La manifestazione ha riscosso

un inaspettato successo. Oltre alla

presenza di numerosi artisti partecipanti

al concorso, c’è stata la partecipazione

di molti soci, con relative

consorti e famiglie, oltre che di

spettatori e interessati. Durante la

serata sono state presentate le numerose

opere partecipanti e sono

state premiate le prime classificate

nelle rispettive Categorie artistiche.

Sono risultate prime classificate nelle

rispettive categorie:

FOTOGRAFIA: Artista: Alessandro

Vegliante - Titolo opera: Zanzibar

09

PITTURA: Artista: Renato Robino

64 - ottobre 2010

GRAFICA: Artista: Cinzia D’Amato

- Titolo opera: Veliero in mosaico

POESIA: Artista: Ciro Gargiulo

- Titolo opera: La nave impavida,

eroica

MUSICA: Artista: Francesco Genovese

- Titolo opera: 20th October

1956

COMPOSIZIONE ARTIGIANALE:

Artista: Giancarlo de Sarno - Titolo

opera: Sommergibile americano

US245 Cobia

Ai vincitori è stata consegnata una

targa ed è stato inoltre assegnato il

primo premio assoluto all’opera che

ha ricevuto il maggior consenso dalla

giuria. Il premio assoluto, vinto da

Alessandro Vegliante con l’opera

Zanzibar 09 consisteva in un weekend

a Genova, compreso di biglietti

di accesso a musei ed esposizioni.

La serata è stata allietata dalla

performance del maestro Francesco

Scelzo; giovanissimo talento musicale

diplomato al conservatorio S.

Pietro a Maiella. Con la sua chitarra

ha eseguito magistralmente brani

impegnativi, da repertori classici e

moderni. Il pubblico è rimasto incantato

dalla bravura tecnica, dalla sensibilità

esecutiva, dal puro talento.

Il concorso, organizzato dall’associazione

SCAPINAV, è stato sponsorizzato

dalla società ‘Lauro.it’ e

dalla ‘CARGOTEC’.

E’ da segnalare che la partecipazione

al concorso è stata di livello

Nazionale e che c’è stata una nutrita

e meritoria partecipazione di giovani

e giovanissimi artisti provenienti

dall’ambiente scolastico ed universitario.

Stefania Vegani

Via Piana, Ponte (Benevento) – Tel. e Fax : 0824 876494 - mobile 3476604446

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