31 maggio 03 giugno 2012 30a edizione - Bellaria Film Festival

bellariafilmfestival.org

31 maggio 03 giugno 2012 30a edizione - Bellaria Film Festival

BELLARIA

FILM FESTIVAL

DOC

ANNI

BELLARIAFILMFESTIVAL.ORG

31 MAGGIO

03 GIUGNO 2012

30 A EDIZIONE


Bellaria Film Festival

Bellaria Igea Marina

31 Maggio / 3 Giugno 2012

Con il patrocinio del

Ministero per i Beni

e le Attività Culturali

Comune di

Bellaria Igea Marina

Con il contributo di

Regione

Emilia-Romagna

Vasco Errani

Presidente

Massimo Mezzetti

Assessore alla Cultura

Provincia di Rimini

Stefano Vitali

Presidente

Carlo Bulletti

Assessore alla Cultura

Fabio Galli

Assessore al Turismo

Anna Rita Biondi

Responsabile Uffi cio

Cultura

Comune di

Bellaria Igea Marina

Enzo Ceccarelli

Sindaco

Filippo Giorgetti

Assessore alla Pubblica

Istruzione

Ivan Cecchini

Dirigente Aff ari Generali

e Servizi

Fondazione Verdeblu

Umberto Morri

Presidente

Direttore Artistico

Fabio Toncelli

Comitato di Direzione

Matteo Scanni

Simone Pinchiorri

Antonio Capellupo

Coordinamento

Fondazione Verdeblu

Organizzazione

DIXXIT

Direzione Organizzativa

Roberto Gabellini

Uffi cio di Produzione

Federica Paone

Camilla del Cinque

Uffi cio Ospitalità

Cristiana Agostini

Segreteria Giurie

Sergio Savini

Info Point

Elena Barberini

Nicole Mami

Volontari

Francesca Carrera

Andrea Gobbi

Martina Masi

Giacomo Mercuriali

Laura Minnucci

Comunicazione

DIXXIT

Uffi cio Stampa

Claudia Tomassini

& Associati

Claudia Tomassini

Federica Ceraolo

Valentina Longo

Uffi cio Stampa

Comune di Bellaria Igea

Marina

Raff aele Rizzuti

Catalogo

Valentina Longo

Manifesto 2012

Stefano Savioli

Proiezioni

Zelig

Sito a cura di

Adria Web

Fotografi e del Festival

Federica Giorgetti

Diario del Festival

Simone Felici

Giuria del Concorso

Italia Doc

Giulia Amati

Beppe Attene

Maria Pia Fusco

Stephen Natanson

Lunetta Savino

Marino Sinibaldi

Giuria della Menzione

Speciale Casa Rossa Doc

Paolo Angelini

Giuria popolare

degli studenti del DAMS

di Bologna

Stefano Lalla

Marta Fernandez Risco

Marianna Vas

Leire Bee

Eva Vass

Giulia Gentile

Sara Caputo

Melyna Campos

Nicoletta Pescara

Lucia Pugliese

Francesco G. Ferrara

Stefano Girotti

Menzione Speciale

Morandini

Morando Morandini

Giuria del Concorso

RadioDoc

Carlo Ciavoni

Federica Manzitti

Megan Williams

Panorama

Internazionale

Un programma in

collaborazione con

Biografi lm Festival

curato da:

Andrea Romeo e

Claudia Tomassini

grazie a: Nicoletta Amata,

Maëlle Guenegues

(Cat & Doc),

Robbie Little (The Little

Film Company),

Lucki Stipetic (Werner

Herzog Film GmbH),

Emma Svensson

(WG Film AB)

Un ringraziamento

particolare a

Ambasciata

del Canada, Roma

Megan Williams

Marino Sinibaldi

Elisabetta Parisi

Marco Presta

Antonello Dose

Angelica Scianò

Massimo Arvat

Angelo Curti

Dario Formisano

Anna Branchi

Narda Frisoni

Gualtiero Gori

Antonella Montanari

Manuela Fonseca

Per la Commissione

Turismo e Cultura

del Comune di

Bellaria Igea Marina

Massimo Bordoni

Pierluigi Grossi

Franco Pantani

Scuola Media “A. Panzini”

di Bellaria Igea Marina

Mara Marani

Fondazione Verdeblu

Sabina Crociati

Massimo Ceccarelli

e ancora grazie a

Massimo Masini

Ivan Rigon

Marco Valeriani

Giorgio Zanchini

e a tutti i partecipanti agli

incontri e a tutti i registi

dei Concorsi


Introduzione

Concorsi

La giuria di Italia Doc 14

La giuria della Menzione Speciale Casa Rossa Doc 16

Menzione Speciale Morandini 17

La giuria di RadioDoc 18

Concorso Italia Doc 20

Concorso RadioDoc 34

Concorso CortoConiglio 46

Concorso DocNet 49

Rassegne

Panorama Internazionale 53

Le opere e i giorni 62

RadioDoc. La potenza del suono 65

Eventi e Incontri

Buon Compleanno BFF

Toni Servillo

Premio Speciale Casa Rossa alla carriera 72

Evento Speciale fuori concorso

Alberto Crespi presenta Voi siete qui 75

Glenn Gould, Schönberg e l’information overload.

Con David Jaeger 76

Il Ruggito del Coniglio Rai Radio2 in diretta da Bellaria 78

La D.E-R presenta I cantieri del documentario 79

Il BFF presenta Quelli del DAMS 81

L’angelo di Alfredo, il fi lm 82

Il vincitore del primo BFF Come dire... 83

BellariaDocLab

I Workshop del BFF per i nuovi linguaggi del reale

#1 Webdocumentary 85

#2 Dal broadcast all’iPhone 85

#3 Radiodoc la narrazione attraverso il mezzo audio 86

#4 Final Cut Pro X Il futuro del montaggio 87

#5 Adobe CS6 Production Premium 87

#6 Timelaps 87

Indice analitico 89


Comune di Bellaria Igea Marina

Il Bellaria Film Festival compie

trent’anni: tre decenni ricchi di spettacolo,

sperimentazione, anteprime

e grande cinema. Questa 30ma edizione

è stata creata per confermare la

longevità di un evento che nel corso

degli anni è diventato, per Bellaria

Igea Marina, un elemento distintivo e

prestigioso, nonché fonte di riconoscibilità

per la nostra realtà culturale.

La città ha assistito in questi

trent’anni all’evolversi e alla crescita

di una manifestazione che ha saputo

migliorare e aggiornarsi, sempre attenta

alla sua storicità così come alla

ricerca di nuovi talenti: sono stati

anni di successi e di rivelazioni.

La 30ma edizione taglia un traguardo

importante, e lo fa rilanciando

l’ambizione di legarsi sempre più

indissolubilmente alla nostra realtà e

al territorio: cresciute insieme, città

e manifestazione, sono lo specchio

di un tessuto culturale fortemente

in espansione, teso alla salvaguardia

del suo passato e consapevole che da

esso bisogna partire per costruire il

futuro.

La direzione artistica di Fabio Toncelli,

confermata per il secondo anno,

è garanzia di una programmazione

qualificata e di spessore, componente

fondamentale affinché il Festival si

consolidi quale punto di riferimento

per gli appassionati del documentario

sia a livello nazionale che internazionale.

Workshop, seminari e incontri

con produttori, registi ed esperti del

settore vanno a completare l’offerta

culturale di un Festival che si dimostra,

oggi come ieri, un’importante

finestra sul mondo e uno spaccato

sulle sue tendenze sociali e artisti-

che. Anche per questo, la sua lunga

tradizione si è fregiata negli anni di

importanti collaborazioni e ha creato

un forte legame con il nostro Istituto

Scolastico Comprensivo, avvicinando

i ragazzi al mondo del cinema e

vedendo nella loro inventiva il futuro

della nostra città. La manifestazione,

con il Patrocinio del Ministero

per i Beni e le Attività Culturali, è

sostenuta dalla Regione Emilia Romagna

e dalla Provincia di Rimini: a

nome della città, ringrazio tutti coloro

che, con passione e professionalità,

hanno contribuito alla realizzazione

di questa 30ma edizione..

Enzo Ceccarelli

Sindaco di Bellaria Igea Marina

6

Provincia di Rimini

Gli ultimi trent’anni della nostra vita

sono stati probabilmente i più vorticosi

e rivoluzionari nel “secolo breve” della

storia del cinema: la crisi dell’industria

nazionale, il boom delle videocassette

e il tracollo delle sale, la fi ne del VHS e

l’arrivo del Dvd, il fenomeno multisala, il

superamento dell’autore, la tivù a pagamento

e digitale, i canali tematici, il Blu

Ray, l’home cinema e la pirateria, poi il

download in tempo reale delle “prime

visioni”, le serie TV in lingua inglese che

superano per qualità e idee la visione

cinematografi ca contaminandola, l’avanzare

del 3D. In questo mondo “alla

velocità della luce”, i 30 anni del Bellaria

Film Festival si pongono come solido

scoglio riuscito ad “arginare il mare”.

Una storia, quella della kermesse bellariese,

che dal 1982 ad oggi ha saputo

cambiare pelle, diventando un punto

di riferimento nelle rassegne cinematografi

che italiane, contribuendo a far

conoscere e lanciare tanti registi e a far

scoprire tanti giovani talenti, andati poi

a ingrossare “l’armata del cambiamento”.

Un valore aggiunto che è dna di

questa manifestazione, negli ultimi

anni incardinata in particolare sui fi lm

documentari italiani ed esteri, quasi a

assumere quell’eclettismo fi glio delle

caratteristiche più intime dell’animo

di questa terra: le radici in un passato

ricco di esperienze e protagonisti, e allo

stesso tempo proiettata verso la sperimentazione,

l’innovazione, l’ibridazione

tra codici, stili, narrazioni.

Fare questo in un territorio da immaginario

cinematografi co come quello

riminese, senza cadere in pericolosi

stereotipi o agiografi e, ma puntando

invece sulla ricerca del nuovo è un risultato

non scontato né banale di cui

andare orgogliosi. Soprattutto se tutto

ciò è abbinato alla continuità, merce

rara negli scaff ali del “Paese delle mode

passeggere”.

Possiamo dunque aff ermare che,

all’alba dei suoi primi 30 anni, il festival

di Bellaria sia ampiamente maturo e

nello stesso tempo colmo di “rabbia giovane”.

Un festival che porta su Bellaria

le luci del cinema e del documentario

contemporaneo, ampliando in maniera

strategica e qualitativa l’off erta culturale

e turistica di questa città e del territorio

riminese. Un festival che rinnova

il vigore e la creatività cinematografi ca

della nostra provincia, sapendola anche

far diventare occasione di crescita, confronto,

sviluppo. Non si rimane per caso,

per trent’anni, al centro di un’off erta culturale

di livello; sono necessarie passione,

competenza, lungimiranza e grande

capacità organizzative. Tutte qualità che

il Bellaria Film Festival ha avuto e possiede

e grazie alle quali, anche nell’anno

di un suggestivo genetliaco, off re un

programma di grande interesse e livello.

Buon divertimento allora, e tanti auguri.

E soprattutto: grazie davvero.

Stefano Vitali

Presidente della Provincia di Rimini

7


Regione Emilia Romagna

Le nuove tecnologie applicate alla comunicazione

sono per l’essere umano

uno stimolo amplifi cato per arrivare

oltre la notizia. Defi nendone gli orizzonti

il fruitore ha la possibilità di analizzarla

dall’interno attraverso una miriade di

punti di vista, che la rendono maggiormente

comprensibile. Anche il mezzo

cinematografi co in questi ultimi anni

sta mutando i propri orizzonti lasciando

al documentario lo spazio necessario

per off rire allo spettatore la chiave

d’accesso verso il mondo. L’Emilia-Romagna

come territorio che pulsa e produce

si racconta sotto molteplici forme.

Innanzitutto attraverso lo specchio della

propria anima con la storia della propria

identità, poi, uscite fuori dai confi ni regionali,

le giovani generazioni di autori

cinematografi ci sono pronte nell’individuare

un’altra realtà consegnandocela

nelle sue contraddizioni.

Il Bellaria Film Festival diventa così

uno degli spazi regionali dove incontrare

queste realtà vicine e lontane, conosciute

o sconosciute, grandi o piccole,

importanti o marginali ma sempre

degne di essere raccontate. Il documentario

è questo: partendo dalla non

semplice documentazione della nostra

vita, l’occhio del regista coglie le infi nite

contraddizioni restituendo all’uomo la

fragilità di uno sguardo a volte stanco

ma sempre pronto a registrare l’esistenza

che cambia.

Massimo Mezzetti

Assessore alla Cultura

della Regione Emilia-Romagna

8

Il Direttore Artistico

Dunque ci siamo: Il Festival del

Cinema di Bellaria compie trenta anni!

L’edizione del 2012 festeggia questo

importante traguardo in diversi modi.

Prima di tutto cercando di fare il suo

lavoro al meglio, proponendo al pubblico

un programma, concentrato in

quattro giorni, articolato e stimolante.

Un concorso dedicato alla migliore

produzione documentaristica italiana

dell’ultimo periodo, insieme a sei documentari

stranieri di grande impatto,

presentati in collaborazione con il

Biografi lm di Bologna, e ancora eventi

speciali, anteprime, workshop, una innovativa

sezione competitiva di radiodocumentari,

una speciale diretta della

trasmissione Il Ruggito del Coniglio con

Presta e Dose di Rai Radio2, e serate

con incontri di sicuro richiamo per la

presenza di attori e autori importanti.

Toni Servillo sarà poi lo straordinario

ospite d’onore della serata a lui dedicata,

quando, in occasione del nostro Trentennale,

il BFF avrà il piacere di consegnargli

un premio speciale alla carriera.

Certamente i trenta anni non sono

un risultato da poco, ma il BFF cercherà,

come sempre, di guardare avanti, a

nuove generazioni di pubblico e di aspiranti

documentaristi che si aff acciano

sulla scena e che cercano nuove storie

da ascoltare o da raccontare, nuovi linguaggi,

nuove sperimentazioni, attraverso

il fi lm documentario che, è bene

ricordarlo, è uno dei mezzi più vivaci e

creativi del panorama dell’audio-visivo

internazionale.

Allo stesso tempo Bellaria non dimentica

il suo passato, un passato all’inizio

eroico, quando divenne in breve

la ribalta più stimolante del cinema

indipendente italiano e off rì a giovani

autori un’occasione importante per i

loro primi confronti con la platea e i loro

primi successi: da Silvio Soldini a Roberta

Torre, da Ciprì e Maresco a Paolo

Sorrentino, solo per citarne qualcuno in

ordine sparso. Dunque la sezione Buon

Compleanno!, tradizionalmente dedicata

a celebrare un anniversario importante

del mondo del cinema, quest’anno

la dedichiamo proprio al nostro festival.

Per questo festeggerà con noi Morando

Morandini, storico direttore artistico del

Festival, che assegnerà una sua Menzione

Speciale di merito a uno dei fi lm

in concorso. Proietteremo poi il primo

vincitore dell’edizione 1983, Come dire…

di Gianluca Fumagalli, chiaro esempio

del cinema indipendente di quegli anni.

Nella serata di venerdì infi ne, il Trentennale

troverà il suo momento più atteso,

quando saremo onorati dalla presenza

di un grande protagonista del teatro e

del cinema italiani: Toni Servillo. L’artista

campano proprio a Bellaria vinse il

premio come migliore attore oltre dieci

anni fa con un fi lm, L’uomo in più, che

lanciò uno degli autori più importanti

dei nostri giorni, Paolo Sorrentino.

Ci riempie di orgoglio ricordare quella

ormai lontana partecipazione di Servillo,

perché il Festival fu uno dei primi momenti

in cui critica e pubblico comin-

9


ciarono a capire che, per il già acclamato

attore di teatro, stava per cominciare

una straordinaria aff ermazione anche

in campo cinematografi co che avrebbe

presto travalicato i confi ni nazionali

con i riconoscimenti a Cannes e altrove.

Dunque lo ringraziamo per il suo

ritorno al cinema Astra e per l’aff etto

che ha voluto così testimoniare agli appassionati

del BFF e ai cittadini di Bellaria

e Igea Marina. Insieme rivedremo

L’uomo in più e gli consegneremo un

Premio Speciale Casa Rossa alla carriera.

Nei giorni del Festival sarà anche

possibile aprire una fi nestra sulla sua attività

teatrale, attraverso il documentario

394 – Trilogia nel mondo, di Massimiliano

Pacifi co.

Assieme alla festa per i 30 anni, il

cuore della manifestazione sarà come

sempre il concorso, dove 12 documentari

italiani di grande qualità si contenderanno

il premio Concorso Italia Doc,

che sarà assegnato da una giuria che ci

onora: Maria Pia Fusco, Beppe Attene,

Marino Sinibaldi e, a rappresentare gli

autori, i vincitori dello scorso anno, i

documentaristi Giulia Amati e Stephen

Nathanson. E a coronare la rosa dei

cinque giurati, la presenza di un’attrice

che si muove con eccezionale disinvoltura

e successo fra teatro, cinema e televisione,

e che è ormai da anni una presenza

familiare per gli spettatori italiani.

Un volto straordinariamente popolare

e amato dal grande pubblico, Lunetta

Savino.

Anche in questa edizione, gli studenti

del Dams di Bologna, di nuovo insieme

a Paolo Angelini, conferiranno la Menzione

Casa Rossa a uno fra i documentari

selezionati, secondo il loro personalissimo

metro di giudizio.

10

La trentesima edizione segna poi

un’importante novità: la nascita del

Concorso RadioDoc, una novità assoluta

nel panorama internazionale dei festival

del cinema di lunga tradizione, e

una novità di cui siamo fi eri. Una giuria

composta dal giornalista Carlo Ciavoni,

dalla radiodocumentarista e scrittrice

canadese Megan Williams e da Federica

Manzitti, anche lei radiodocumentarista,

assegnerà per la prima volta un

premio al miglior radiodocumentario.

Non bisogna mai dimenticare che un

microfono può entrare dove una telecamera

non sarebbe mai ammessa.

Oltre agli incontri della rassegna RadioDoc.

La Potenza del Suono, dedicati

al radiodocumentario e confermati in

questa edizione sulla scia del successo

dello scorso anno, la sezione radiofonica

ospiterà un incontro assolutamente

da non perdere. In occasione dei

trenta anni dalla morte di un genio della

musica come Glenn Gould, il suo amico

e collaboratore David Jaeger della CBC

ci porterà alcuni brani radiofonici inediti

e altri mai trasmessi al di fuori del

Canada. Rare incisioni in cui potremo

ascoltare Gould che parla, suona, chiacchiera

ad esempio con John Cage,

discorre di Schönberg e di altri compositori,

con il suo inconfondibile stile

bizzarro, divertente e straordinariamente

intelligente. Un’occasione davvero

unica, non solo per gli appassionati del

geniale pianista canadese, ma per tutti

gli amanti della grande musica.

E dato che Gould faceva dell’umorismo

una delle sue caratteristiche principali,

mi viene qui facile ricordare che

anche quest’anno sarà assegnato dal

pubblico presente all’Astra, insieme

a Marco Presta ed Antonello Dose, il

premio CortoConiglio al cortometraggio

di 3 minuti sul tema “Un pensiero

d’amore”. Un premio “per ridere” che

costituisce il suggello ideale di questo

secondo anno di collaborazione riuscitissima

fra il Festival e la radio, due

alleati perfetti.

Voglio infi ne ricordare l’apertura del

festival, con l’anteprima italiana di Confessioni

di un eco-terrorista di Peter Jay

Brown, con le immagini raccolte in

trenta anni a bordo della nave del Capitano

Paul Watson. Una documentazione

eccezionale della sua personalissima

strada per combattere una vera

guerra dei mari a favore dell’ambiente

e degli oceani, una lunga serie di battaglie

combattute a suon di speronamenti

in mare aperto, eclatanti azioni dimostrative

e spericolate imprese nautiche,

realizzate a volte oltrepassando i limiti

della legalità. La rassegna Panorama Internazionale

di questa edizione non è

importante soltanto perché off re la possibilità

di vedere opere come Into The

Abyss, ultimo capolavoro del grande

Werner Herzog , o lo struggente ritratto

di Miriam Makeba Mama Africa fi rmato

da Mika Kaurismaki, ma anche perché

segna l’inizio della collaborazione con

il Biografi lm di Bologna, una manifestazione

più giovane della nostra ma di

straordinario successo. Nostro obiettivo

comune è di off rire al pubblico dell’Emilia

Romagna una serie di anteprime

italiane quasi contemporaneamente

in diverse città del suo territorio. Una

collaborazione che speriamo lunga e

feconda e di cui ringraziamo i colleghi

bolognesi e il direttore Andrea Romeo.

Un atteso Evento Speciale si terrà nella

serata di sabato. Con il fi lm Voi Siete Qui

di Francesco Matera, cammineremo in-

sieme per le strade di una delle capitali

mondiali della storia del cinema, Roma,

alla ricerca dei set dove sono state ambientate

alcune delle scene più famose

del cinema italiano. Un’indimenticabile

passeggiata romana, che rivivremo con

grandi registi e attori e che uno dei protagonisti

e autori del documentario, il

giornalista Alberto Crespi, ci racconterà

dal vivo.

Confesso che, accingendomi a scrivere

questa presentazione, mi ero ripromesso

di non indulgere troppo nella

ricorrenza dei trenta anni, di non cadere

in tentazioni autocelebrative, insomma,

di guardare più avanti che indietro.

Giunto alla fi ne mi accorgo però che a

pensarci bene trent’anni per una manifestazione

culturale sono qualcosa

che custodisce dentro di sé un grande

valore, non solo per un territorio e la sua

gente, ma anche per il resto del paese.

Perché è la testimonianza, concreta

e visibile, dell’impegno di chi, per tre

decenni, ha contribuito ad avere idee,

svilupparle e soprattutto realizzarle. Per

questo il mio primo ringraziamento va

alle donne e agli uomini del Festival,

volontari e uffi ci comunali, che non

hanno mai abbandonato la convinzione

che una manifestazione del genere

“dovesse” essere sostenuta e promossa.

Contemporanemente rivolgo un grazie

alle istituzioni, al Comune di Bellaria

Igea Marina, alla Provincia di Rimini,

alla Regione Emilia Romagna, al Ministero

per i Beni e le Attività Culturali, che

hanno confermato, anno dopo anno, la

loro scelta di “volere” il Festival a Bellaria.

Il caso ha deciso che io avessi l’onore

di prendere il timone in quest’anno

particolare ma, se guardo sul libro di

bordo, vedo i nomi degli illustri capitani

11


che mi hanno preceduto. A tutti loro va

il ringraziamento mio e soprattutto del

pubblico.

Trenta anni fa il Festival nacque rivolgendosi

al cinema di fi nzione indipendente

italiano. Oggi il BFF è imperniato

soprattutto sul cinema documentario.

A ben vedere un lento cambiamento

avvenuto nel segno della continuità,

perché entrambi questi modi di fare

cinema hanno in comune la premessa,

a volte obbligata, dell’indipendenza.

Entrambi, in povertà di mezzi ma con

ricchezza di idee, cercano nutrimento

e slancio in un’inesauribile fonte di

energia, prima che sia stemperata da

inevitabili processi di normalizzazione.

La forza del vero.

12

Fabio

Toncelli

Da oltre dieci anni fi rma come autore e

regista documentari frutto di coproduzioni

internazionali che vengono trasmessi

dalle televisioni di tutto il mondo.

Tra il 2001 e il 2003 gira per il National

Geographic Sfi da nella foresta, sulla

caccia dei pigmei e Il mistero del lupo

sulla misteriosa vita di questo grande

predatore nell’Italia meridionale. Segue

poi l’avventura estrema nel 2004 con la

produzione franco-italo-tedesca Flying

Over Everest, che documenta l’impresa

di Angelo D’Arrigo, il primo uomo a tentare

di sorvolare l’Everest in deltaplano

accompagnato da due aquile, premiato

con oltre venti riconoscimenti nei maggiori

festival internazionali.

Si dedica successivamente a una serie di

documentari storici. Il primo nel 2006,

realizzato per la televisione pubblica

americana PBS e per quella tedesca ZDF,

è Il naufragio dell’Andrea Doria: la verità

tradita, inviato dalla stessa PBS alla selezione

per gli Emmy Awards. È poi la

volta nel 2008 di Ortona 1943: Un Natale

di sangue, (ZDF-Mediaset), candidato

come miglior documentario storico ai

prestigiosi World Television Awards di

Banff e nel 2009 de La battaglia di Cassino

(Rai). Con Liberate il Duce! (Rai, 2010)

si completa una trilogia dedicata alla Seconda

Guerra Mondiale in Italia.

Ha fi rmato come autore numerosi programmi

televisivi per la RAI e per LA7.

Per il teatro ha scritto insieme a Marco

Presta Scorretto, Abbiamo due ore di

vantaggio e L’ultimo italiano. Giovanissimo

ha scritto insieme a Sergio Leone

Un posto che solo Mary conosce, l’ultimo

progetto del grande maestro, ancora

non realizzato.

CONCORSI

13


Italia Doc

La giuria di Italia Doc

Giulia

Amati

Giulia Amati dopo la laurea

in Filosofi a presso l’Università

La Sapienza di Roma

si diploma in Digital Video

Production presso la New

York University. Lavora

come montatrice di documentari

e pubblicità. Con il

suo primo lungometraggio

This Is My Land…Hebron,

diretto insieme a Stephen

Natanson, ha vinto la 29 a

Edizione del Bellaria Film

Festival.

Beppe

Attene

63 anni, ha insegnato storia

del pensiero economico,

è stato dirigente politico

del Psi ricoprendo incarichi

nazionali. Dal 1984 si

occupa professionalmente

di cinema e comunicazione.

È stato direttore di Cinecittà

spa, direttore generale dell’Istituto

Luce, ha condotto

e gestito Làntia Cinema &

Audiovisivi. Quando si volta

a guardare indietro, vede

fi lm e programmi come: La

famiglia, Martha, Va dove

ti porta il cuore, Dancer in

the dark, Alfabeto Italiano,

Civico 0, Piovono pietre, La

scorta. Ne vede (e ne ama)

anche altri che preferisce

conservare solo dentro di

sé. Da molti anni si occupa

di documentaristica e di archivi.

Dal 2008 è consulente

di Istituto Luce e Cinecittà

Luce per la produzione documentaristica.

Ha anche

diretto per due anni le Grolle

d’Oro di Saint Vincent. Si defi

nisce ancora socialista.

Maria Pia

Fusco

14

Nata a Roma, ha studiato

legge. Dopo alcuni anni di

attività alla radio ha vissuto

cinque anni a Londra lavorando

come sceneggiatrice

con Ennio De Concini e

collaborando con giornali

italiani, tra i quali Vie Nuove

e La Repubblica. Nel quotidiano

di Eugenio Scalfari

è entrata nel 1980, prima

come redattore, poi da inviato

e attualmente da collaboratore.

Italia Doc

Stephen

Natanson

Ha realizzato numerosi documentari,

cortometraggi,

pubblicità e programmi tv

lavorando per le maggiori

reti televisive italiane, europee

ed americane (RAI,

Fininvest, Antenne Deux,

BBC, CBS, CNN, ABC). Si è

diplomato al Centro Sperimentale

di Cinematografi

a di Roma e all’American

Film Institute di Los Angeles.

Con il lungometraggio

This Is My Land… Hebron,

diretto insieme a Giulia

Amati, ha vinto la 29 a Edizione

del Bellaria Film Festival.

Lunetta

Savino

Inizia in teatro poi esordisce

nel cinema: Grog, di F.

Laudadio e poi Mi manda

Picone, di N.Loy. Per la tv:

Un medico in famiglia, Il

bello delle donne, Raccontami

e Due mamme di

troppo. A rivelarla al cinema

è Cristina Comencini (Matrimoni

e Liberate i pesci,

per entrambe una nomination

ai Nastri d’argento

2000 e, per Matrimoni,

anche ai David di Donatello).

Nel 2001 G. Manfredonia

la dirige in Se fossi in

te. Con Ferzan Ozpetek è

in Saturno contro e Mine

vaganti (Nastro d’Argento

miglior attrice non protagonista

2010). Nel 2009 è

ancora in veste comica per

L. Lucini (Oggi sposi). Nel

2011: Bar Sport di Massimo

Martelli. Dal 2009 è ancora

in teatro: 2007-2009 Casa

di bambola-L’altra Nora, 45

giri di parole d’amore di P.

Bassegato e Intrattenimento

violento di E. Danco.

Marino

Sinibaldi

15

Nato a Roma nel 1954, è

stato tra i fondatori della

rivista Linea d’ombra, ha

collaborato con giornali e

riviste e pubblicato saggi

di sociologia e critica letteraria,

tra i quali Pulp. La

letteratura nell’era della simultaneità.

Autore e conduttore

di trasmissioni radiofoniche

e televisive, nel

1999 ha ideato Fahrenheit,

programma culturale del

pomeriggio di Rai Radio3.

Da agosto 2009 è direttore

di Rai Radio3.


Casa Rossa Doc

La giuria della Menzione Speciale

Casa Rossa Doc

Paolo

Angelini

Nato a Rimini nel 1966, regista

e sceneggiatore, esordisce

nel 1991 come regista

con Link Prate Tv, fi lm collettivo.

Nel ‘95 dirige La rivoluzione

non è più quella,

fi lm prodotto da Gianluca

Arcopinto. Nel 1996 sceneggia

e dirige il corto S.K.

rò cafè, in concorso alla

56° Mostra del Cinema di

Venezia. Nel 2001 scrive

e dirige Paris, dabar, premiato

come Miglior fi lm

alla Triennale di Milano e

al Niff . A partire dal 2002

scrive lungometraggi per le

principali case di produzione

italiane e serie televisive

come Tequila e Bonetti,

Cuori Rubati, Distretto di

Polizia. Dal 2003 è titolare

della cattedra di Elementi

di Regia Audiovisiva e della

cattedra di Scrittura per il

Cinema e la Televisione

presso l’Università di Bologna.

Giuria

Popolare

Gli studenti del DAMS

di Bologna

Stefano Lalla

Marta Fernandez Risco

Marianna Vas

Leire Bee

Eva Vass

Giulia Gentile

Sara Caputo

Melyna Campos

Nicoletta Pescara

Lucia Pugliese

Francesco Giuseppe Ferrara

Stefano Girotti

16

Menzione Speciale Morandini

Menzione Speciale Morandini

Chiunque consultasse il palmarès dei

vincitori del Bellaria Film Festival si accorgerebbe

subito di una casella mancante

nell’edizione del 1983. Furono ben

cinque i Gabbiani d’argento assegnati ai

registi di cinema indipendente in concorso,

ma nessun nome compare alla

voce “Gabbiano d’oro”.

Direttore di quell’edizione era Morando

Morandini che scoprendo il responso

della giuria andò su tutte le furie. In

occasione della 30ma edizione del Festival,

il cerchio verrà fi nalmente chiuso

dal critico stesso che, scegliendo tra i 12

documentari fi nalisti in concorso, assegnerà

il Gabbiano mancante grazie alla

inedita “Menzione Speciale Morandini”.

Morando

Morandini

Nato a Milano il 21 luglio

1924 da famiglia lombardoveneta,

ha passato vent’anni

a Como dove è entrato

nel giornalismo nel dicembre

‘45 e ha fondato un

Circolo del cinema. Laureatosi

in Lettere e Filosofi a a

Milano nel ‘49 , dopo sette

anni di giornalismo generico

e polimorfo nei quotidiani

cattolici L’Ordine di

Como e L’Italia di Milano,

comincia ad occuparsi di

cinema e di spettacolo a

tempo pieno sul quotidiano

La Notte tra il ‘52 e il ‘61,

passando poi a Stasera e Il

Giorno. Oltre che quotidianista,

collabora a settimanali,

mensili e annuari, e nel

‘58 fonda la rivista Schermi.

Nel ‘64 Bernardo Bertolucci

lo chiama per interpretare

Cesare in Prima della rivoluzione

e nel ‘87 Ansano

Giannarelli lo vuole nel suo

Remake. Ha pubblicato numerosi

volumi tra i quali

Sessappiglio, Storia del

17

cinema con Goff redo Fofi

e Gianni Volpi, Non sono

che un critico e monografi

e su Bernardo Bertolucci,

Marco Ferreri, Sergej

Ejzenstejn e John Huston.

Dal ‘84 al ‘97 e dal 2002 al

2005 si è dedicato ad Anteprima,

rassegna del cinema

indipendente, oggi Bellaria

Film Festival. Ha collaborato

all’Oxford History of

World Cinema di Geoff rey

Nowell-Smith per la sezione

sul cinema italiano.

Dal ‘60 fa parte della giuria

giornalistica del Premiolino

e dal ‘77 della giuria letteraria

del Premio Tonino. Con

le fi glie Lia e Luisa e con

Amedeo Fago, ha fondato a

Lepanto nel 2004 il Laurafi

lmfestival. Con la moglie

Laura e la fi glia Luisa fi rma

il Dizionario dei Film di

Zanichelli, giunto alla 14 a

edizione. Dal 2011 collabora

con Cinemaitaliano.info

segnalando ogni mese le

migliori produzioni italiane.


RadioDoc

La giuria di RadioDoc

Carlo

Ciavoni

Ho cominciato alla cronaca

romana dell’Unità e ho

seguito a lungo la cronaca

nera, soprattutto quando

signifi cava occuparsi di terrorismo

e tensioni sociali.

Dopo un passaggio a Paese

Sera, sempre da “cronista di

strada”, sono andato a Repubblica,

iniziando dalla

squadra notturna per poi

passare alla cronaca della

politica romana: ho raccontato

le vicende di quattro

sindaci. Quindi sono andato

a dirigere il Trovaroma, curando

allo stesso tempo la

pagina meteorologica del

quotidiano. In quel periodo

ho anche iniziato a mettere

a disposizione la mia passione

per la radio, scrivendone

appena possibile. Con il

passaggio al Venerdì questa

passione per la radiofonia ha

preso la forma della rubrica

fi ssa, continuando tuttora

che curo una sezione di Repubblica.it

dedicata alla cooperazione

internazionale.

Federica

Manzitti

Nata a Genova nel 1969,

ha cominciato ad interessarsi

alla radio prima come

accanita ascoltatrice e poi

come studentessa e studiosa.

Dopo una laurea in

Lettere (tesi sulla Guerra dei

mondi di Orson Welles) ha

cominciato ad avvicinarsi

alla scrittura radiofonica

trovando una sponda in

Audiobox, la preziosa creatura

di RadioRai partorita da

Pinotto Fava. Vincitrice di

alcuni premi di nicchia per

originali radiofonici, lavora

come giornalista a Radio

Città Futura, impegno arrivato

dopo quello con Radio

Capital per la quale è stata

mandata a corrispondere da

alcuni dei principali teatri di

fatti di cronaca dei primi

anni Duemila (Genova

2001, Belgrado del dopo

Milosevic). Per un anno ha

vissuto in Sud America ritrovando

con piacere gli

antichi panni di accanita

ascoltatrice di radio.

Megan

Williams

18

Scrittrice, giornalista, produttrice

e autrice di radio

documentari. Vive a Roma,

ha scritto la raccolta di racconti

Saving Rome, molto

acclamata dalla critica. Ha

ottenuto numerosi riconoscimenti

internazionali tra

cui il James Beard Award

2011 per la migliore trasmissione

radiofonica, il Gold

Medal ai New York Festivals

International Radio Broadcasting

Awards del 2010,

il Gabriel Award nel 2010 e

il secondo posto al Prix Italia

del 2010 per i suoi lavori

sulla musica. I suoi reportage,

i documentari radiofonici

e i saggi si possono

ascoltare regolarmente su

Canadian Broadcasting

Corporation, BBC-PRI’s The

World, Deutsche Welle, Marketplace,

NPR e altre radio

pubbliche. Ha scritto inoltre

per numerosi quotidiani e

riviste, tra cui The Globe and

Mail, Salon.com, Nature Magazine

e The Toronto Star.

ITALIA

DOC


Concorsi Italia Doc

Antonio + Silvana = 2

di Vanni Gandolfo, Simone Aleandri e Luca Onorati

Italia 2011

71 minuti

Antonio + Silvana = 2 racconta la storia di Silvana una

donna di quasi sessant’anni innamorata perdutamente

di Antonio, un uomo che invece di anni ne ha 77.

A Trastevere, un quartiere antico nel cuore di Roma,

la tranquillità della gente è turbata dalle gesta d’amore

di Silvana, che per riconquistare Antonio, il suo amore

perduto, è pronta a fare qualsiasi cosa. Lui non ne vuole

sapere, non la vuole incontrare e non ci vuole parlare.

Ma lei non si dà per vinta.

Regia

Vanni Gandolfo

Simone Aleandri

Luca Onorati

Soggetto

Ilaria Sbarigia

Vanni Gandolfo

Direttore Della Fotografi a

Vanni Gandolfo

Musiche Originali

Sebastian Escofet

Montaggio

Luca Onorati (A.M.C.)

Montaggio Del Suono

Marzia Cordò

Daniela Bassani

Stefano Grosso

Mix

Stefano Costantini

Giancarlo Rutiliano

Produttore Esecutivo

Ilaria Sbarigia

Produttori

Vanni Gandolfo

Simone Aleandri

Luca Onorati

Una Produzione

Millanta Film

In collaborazione con

Rai Cinema

Vanni Gandolfo (Padova, 1974) È regista, produttore e operatore.

Simone Aleandri (Roma, 1980) Laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, è

regista e producer. Per anni ha lavorato come Producer presso Mercurio SPQR, collaborando

alla realizzazione di prodotti audiovisivi broadcasting, prevalentemente nel settore pubblicitario,

sia in Italia che all’estero. A teatro da anni collabora con il regista Idalberto Fei: I giorni

delle metamorfosi su testi di Ovidio, Museo Nazionale del palazzo di Venezia; La geisha ovvero

Historia di una casa da thè (operetta per burattini) Museo Nazionale D’arte Orientale; Bruno

Civelossi ovvero l’incivile soBruso (operina da camera in un atto) Teatro Sala1. Appassionato di

radio ha collaborato con Radio1 Rai.

Luca Onorati (Roma, 1978) Lavora nel settore dal 1999. Inizia come assistente al montaggio su

produzioni italiane come i fi lm di Aldo, Giovanni e Giacomo e Davide Ferrario. Nel 2004 inizia

a lavorare come montatore nel mondo dei documentari.

20

Concorsi Italia Doc 21

Bad Weather

di Giovanni Giommi

Germania/Regno Unito 2011

83 minuti

Nell’isola bordello di Banishanta, la follia, il destino,

l’amore, il corpo, le rivendicazioni sociali e l’infanzia

assumono dei tratti imprevisti – a volte contraddittori

– ma intensamente vividi e autentici. Tenendo come

indicazione di rotta questi argomenti di carattere universale,

il fi lm racconta la storia di alcune donne dell’isola,

per cercare di dipingere un aff resco collettivo di

questa straordinaria, quanto precaria, comunità di lavoratrici

sessuali.

Soggetto, regia e fotografi a

Giovanni Giommi

Montaggio

Fabio Capalbo

Musiche originali

Ursula Schiffl ein

Produzione

ma.ja.de fi lmproduktion

in co-production with

Cornbread Films, Century

Films and ZDF in association

with ARTE, YLE, NRK

Giovanni Giommi (Milano, 1965) Si è laureato in Architettura e negli stessi anni ha

frequentato la Scuola Civica di cinema di Milano. Ha lavorato come autore, produttore e

regista per molti canali televisivi italiani (Tele + ; Mtv Italia; Rai 2; La7; Sky Classica). Ha

realizzato nel 1999 il suo primo fi lm documentario Nel cuore delle alghe e dei coralli - I

cento passi di Peppino Impastato, girato durante la lavorazione del fi lm I cento passi di

Marco Tullio Giordana. Ha poi diretto Beisbol e nel 2005 ha avviato una collaborazione

con Massimo Coppola per la serie televisiva Avere ventanni. L’anno seguente ha presentato

al Torino Film Festival Politica Zero, così come nel 2007 Les ninjas du Japon, che ha

vinto il premio Avanti!. Parafernalia è stato invece selezionato al Festival di Locarno e al

Courmayeur Noir Film Festival del 2008..


Concorsi Italia Doc

Freakbeat

di Luca Pastore

Italia 2011

79 minuti

BN/colore

Un road-movie emiliano alla ricerca del “sacro Graal”

del Grande Beat: il nastro perduto di una mitica session

fra l’Equipe84 e Jimi Hendrix... Impossibile?

Forse. Ma Freak Antoni, l’intellettuale demenziale, il

teppista soffi ce, ci crede al punto da trascinare sua

fi glia Margherita su un vecchio furgone Volkswagen

alla ricerca della mitica reliquia sonora. La ricerca del

nastro è un pretesto per non arrendersi al cinismo e

alla sterilità dell’Italia di oggi, per riaff ermare il valore

dell’utopia e dell’immaginazione, per creare un ponte

generazionale tra Freak e sua fi glia, alla quale il nostro

eroe cerca di trasmettere qualcosa di sé. Durante il

viaggio la coppia incontrerà personaggi storici del

Grande Beat italiano, in una sorta di caccia al tesoro

dall’esito incerto. Freak e Margherita arrivano fi no

all’unico uomo che può davvero sapere qualcosa:

Maurizio Vandelli, che dopo una session con Freak

rivelerà l’ultimo indizio. Il fi lm è un tour psichedelico

e demenziale, contrappuntato da una colonna sonora

che raccoglie il meglio del beat italiano, spesso proposto

attraverso videoclip che sono altrettante tappe del

viaggio. La piovosa campagna emiliana è lo sfondo

della ricerca, tra rosette alla mortadella e cascinali perduti

nella nebbia.

Regia

Luca Pastore

Prodotto da

Roberto Ruini

Soggetto

Luca Pastore, Claudio

Piersanti

Sceneggiatura

Claudio Piersanti con la

collab. di Caterina Carone

Produzione esecutiva

Silvia Sassi

Montaggio

Cristina Sardo con la collab.

di Simone Incerti Zambelli

Fotografi a

Luciano Federici

Contributo all’ideazione di

Fabrizio Grosoli

Organizzazione generale

Valentina Damiani

Scenografi a

Valerio Gnesini

Storico del beat e

consulente musicale

Massimo Masini

Sound Design

Diego Schiavo

Color Correction

Walter Cavatoi

Luca Pastore (Torino 1961), nel 1983 fonda la casa di produzione Legovideo con Alessandro

Cocito. Come autore e regista ha diretto molti documentari di creazione, videomagazine,

clip musicali, visuals per concerti, installazioni videoartistiche, sigle tv, spot

pubblicitari. I suoi lavori sono stati trasmessi da Rai 1, 2, 3, Canale 5, Telepiù, Arte-Zdf,

Planet, RaiSat, Televisione Svizzera, La7, MTV, Allmusic, Matchmusic, Sky. Fra le varie

produzioni: gli Intervalli Italiani ed Europei (21 cortometraggi per Raitre realizzati fra l’89 e

il ’92, candidati al Prix Italia); i fi lm/doc I Dischi del Sole (nomination al David di Donatello

2005, Premio speciale della Giuria al RomaMusicDocFest), Come fossili cristallizzati nel

tempo (Best Mediterranean Film 2003 al festival di Rodi, Grecia, premio ‘Andrea Pazienza’

al festival Libero Bizzarri 2003, Premio del pubblico al Tekfestival di Roma 2003), Io arrivo

da Giove (Premio della Giuria al Torino Film Festival 2001), Eredità di una rivoluzione

(Mostra del Cinema di Venezia 2001), Orizzonti di Gloria (coregia Luca Gasparini, Menzione

Speciale Festival Cinema Giovani-Torino e Salsomaggiore Film Festival 1984). Come

musicista e autore dei testi ha realizzato 4 album col gruppo punk-noise Fluxus. Ha collaborato

il manifesto. Attualmente sta realizzando il progetto cinematografi co/videoartistico

La Rivoluzione Vegetal ed è appena uscito Esplodere nel sonno, primo album/dvd del suo

gruppo Maciunas.

22

Concorsi Italia Doc 23

I morti di Alos

di Daniele Atzeni

Italia 2011

30 minuti

Antonio Gairo è l’unico sopravvissuto a una terribile

sciagura che nel 1964 colpì Alos, un paese del centro

Sardegna ora divenuto un tetro villaggio fantasma. Ritrovata

all’improvviso la memoria perduta da tempo,

l’uomo racconta la vita del paese prima del fatidico

avvenimento e ricostruisce con incredibile lucidità le

circostanze che condussero alla tragedia.

Ibrido fra fi nzione e documentario, cinema e letteratura,

il fi lm narra, attraverso un ampio uso di fi lmati

di repertorio, il fatale passo verso la “modernità” compiuto

da una piccola comunità di pastori degli anni

50, mescolando la classica iconografi a della Sardegna

arcaica con le atmosfere e le suggestioni tipiche del

genere gotico.

Regia e montaggio

Daniele Atzeni

Fotografi a e riprese

Paolo Carboni

Musica e sound design

Stefano Guzzetti

Voce narrante (italiano)

Alessandro Valentini

Voce narrante (sardo)

Giovanni Carroni

Testo

Daniele Atzeni

Traduzione in sardo

Tore Cubeddu con la

collaborazione di Giovanni

Carroni

Eff etti visivi

Andrea Iannelli

Una produzione

Araj Film / Areavisuale

Con la partecipazione della

Società Umanitaria

Cineteca Sarda e

dell’Associazione Culturale

Babel

Daniele Atzeni (Iglesias, 1973) Si è diplomato in regia alla Nuova Università del Cinema e

della Televisione di Roma. Dopo aver lavorato per alcuni anni come aiuto regista e assistente

di produzione in cortometraggi e produzioni televisive, realizza nel 2002 il documentario

Racconti dal sottosuolo (menzione speciale della giuria al Premio Libero Bizzarri), storie di

vita in miniera e di lotte operaie narrate da tre vecchi minatori e un’anziana cernitrice che

lavoravano nelle miniere del Sulcis-Iglesiente. Nel 2005 produce e dirige il documentario

La leggenda dei santi pescatori, racconto di una giornata di lavoro dei pescatori di tonno

sulcitani, col quale partecipa a festival e rassegne in Italia, Spagna, Inghilterra, Lussemburgo,

Romania, Stati Uniti, Messico, Australia, ottenendo diversi riconoscimenti. Nel 2010 gira

Sole nero (secondo premio nel concorso per progetti cinematografi ci Il cinema racconta

il lavoro, presentato nella sezione Panorama di Cinemambiente), documentario sui danni

sanitari e ambientali causati dal petrolchimico di Porto Torres nel territorio che lo ospita da

oltre mezzo secolo. Ha realizzato i video museali Cielo di roccia (2004), C’era una volta la

miniera e c’è ancora (2005) e La via dell’argento (2008). Ha lavorato come operatore di ripresa

e montatore e ha insegnato cinema negli istituti superiori e nei corsi di formazione. Nel

2009 ha fondato la casa di produzione Araj Film.


Concorsi Italia Doc 24

Concorsi Italia Doc

Il Mundial dimenticato

di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni

Italia/Argentina 2011

95 minuti

Colore & B/N

Grazie a lunghi anni di paziente lavoro, muovendosi

in una zona d’ombra della storia del calcio e della

Storia del XX secolo, in bilico fra lo stile rigoroso del

documentario e lo spirito del cinema, il fi lm racconta

le vicende del campionato Mondiale di Calcio del

1942, mai riconosciuto dagli organi uffi ciali dello sport,

rimasto per decenni avvolto nella leggenda senza che

se ne conoscesse il vincitore. Il recente ritrovamento

di uno “scheletro con la macchina da presa”, in mezzo

ai dinosauri fossili della Patagonia Argentina, fornisce

la tessera mancante per ricomporre fi nalmente il mosaico

disperso del Mundial dimenticato.

Regia e soggetto

Lorenzo Garzella e

Filippo Macelloni

Fotografi a

Alberto Iannuzzi

Suono

Gianluca Scarlata - Libero

Colimberti - Diego Colombo

Costumi

Laura Raff o - Pilar Gonzalez

Scenografi a

Davide Bassan,

Catalina Oliva

Montaggio

Piero Lassandro

Montaggio del suono

Gabriele Moretti

Musiche

Edizioni Musicali Rai Trade

Prodotto da

Daniele Mazzocca

Co-prodotto da

Pier Andrea Nocella

Una coproduzione

Verdeoro (Italia)

Docksur Producciones

(Argentina)

In collaborazione con

Rai Cinema, Rai Trade

Cinecittàluce, Nanof

Con il contributo del Ministero

per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Generale per il cinema

Lorenzo Garzella (Pisa, 1972). Laureato in Storia del Cinema all’Università di Pisa. Docente

di Montaggio Video nella stessa università dal 2002 al 2009. Allievo nel ‘96-97 della Scuola

video di documentazione sociale I Cammelli di Daniele Segre a Torino. Ha realizzato videoinstallazioni,

documentari e cortometraggi (Rai, Mediaset, Sky, Stream, Tele+) ottenendo

riconoscimenti in Italia e all’estero. Dal 2002 collabora fra gli altri con Rai e RCS realizzando

formatTV e collane homevideo. Oltre a documentari di argomento storico e sociale

ha diretto numerosi lavori sulla storia del calcio, fra cui La mia squadra - Marcello Lippi

racconta i Mondiali 2006 (Rai Uno) e Germany 2006.

Filippo Macelloni (Firenze, 1965) ha realizzato numerosi documentari, cortometraggi, videoclip

musicali, collane home video, video promozionali, istituzionali e sociali, per i principali

canali televisivi e gruppi editoriali italiani (Rai, Sky, La7, Rcs). Ha lavorato nel cinema, come

assistente e aiuto regista, collaborando con R. Faenza, D. Argento, M. Sciarra. Architetto pentito,

ha realizzato numerosi video e video installazioni di architettura (Roma, Milano, Biennale

di Venezia, Bologna, Amsterdam, Tokyo). Ha realizzato, insieme a Roberto Faenza, il fi lm di

montaggio Silvio Forever, scritto da Gianantonio Stella e Sergio Rizzo, uscito nelle sale italiane

nel marzo 2011 e in Home Video, prodotto da AD HOC FILM e distribuito da Lucky Red.

Italy: Love it, or leave it

di Gustav Hofer, Luca Ragazzi

Italia/Germania 2011

75 minuti

Gustav, altoatesino e di madrelingua tedesca, è pragmatico

e animato da una forte coscienza politica; Luca

è romano, indolente, pigro, sarcastico, fatalista. Luca

e Gustav sono una coppia di ragazzi italiani che di recente

ha assistito all’esodo di molti amici, loro coetanei,

che hanno deciso di lasciare l’Italia per mete come

Berlino, Londra o Barcellona: persone creative che non

vedono un futuro in questo Paese, stanche del costo

della vita, del precariato, dell’atteggiamento reazionario,

del baronato nel mondo accademico, della mancanza

di attenzione per i diritti umani, l’abbruttimento

e la mancanza di meritocrazia.

Anche Gustav crede che andarsene sia la cosa migliore

da fare, mentre Luca vuole convincerlo che l’Italia

è ancora un Paese pieno di buoni motivi per restare,

di persone appassionate che ogni giorno conducono

una battaglia silenziosa perché le cose possano cambiare.

Prima di prendere una decisione defi nitiva, si

danno sei mesi per capire se è ancora possibile tornare

a innamorarsi dell’Italia. Decidono di compiere un

viaggio, a bordo di una vecchia Fiat 500, su e giù per

lo stivale. Vanno alla ricerca di storie, aneddoti, personaggi,

per scoprire cos’è rimasto dell’Italia che all’estero

fa ancora tanto sognare, cercando di capire meglio

un Paese dal passato tanto celebrato e dal futuro incerto,

lasciando la porta aperta all’imprevedibile. Scopriranno

un Paese diviso e contraddittorio ma sull’orlo

di un cambiamento.

Regia

Gustav Hofer,

Luca Ragazzi

Sceneggiatura

Gustav Hofer e Luca Ragazzi

Montaggio

Desideria Rayner

Fotografi a

Michele Paradisi

Musiche

Salvi Pulvirenti

Sound Editor

Silvia Moraes

Animazioni

Studio Tesla

Produzione

Hiq Productions/NDR

Arte/WDR/Raitre

Con il supporto di

Programma MEDIA

dell’Unione Europea

Distribuzione

ZaLab

Gustav Hofer Nato a Sarentino (Bolzano), dopo la laurea in Scienze della Comunicazione a

Vienna e in cinema a Londra si trasferisce a Roma. Dal 2001 lavora per la televisione francotedesca

Arte in qualità di corrispondente per la cultura dall’Italia. Da Gennaio 2005 conduce

sulla stessa emittente il programma quotidiano di cultura Journal de la Culture - Arte Kultur.

Filmografi a: 2011 Italy: Love It or leave it; 2008 Improvvisamente l’inverno scorso; 2005 Uomini

per tutte le stagioni; 2004 Torna a casa, Bush; 2002 Korea Prioritaria.

Luca Ragazzi Nato a Roma, laureato in Lettere e Filosofi a all’Università La Sapienza, esercita

da anni la professione di giornalista, critico cinematografi co e fotografo. Filmografi a: 2011

Italy: Love It or leave It; 2008 Improvvisamente l’inverno scorso.

25


Concorsi Italia Doc

Le vere false teste di Modigliani

di Giovanni Donfrancesco

Francia/Germania 2011

53 minuti

Livorno, estate 1984. Nella città natale di Amedeo Modigliani,

famosa per l’ironia graffi ante dei suoi abitanti,

lo scherzo innocente di tre giovani studenti si

trasforma nella beff a del secolo, destinata a provocare

un terremoto all’interno del mondo dell’arte. In una

sola notte, i ragazzi scolpiscono una testa nello stile di

Modigliani con l’aiuto di un trapano elettrico. Il giorno

seguente, il ritrovamento della scultura è incredibilmente

salutato dai critici e dagli storici dell’arte come

una scoperta fantastica che getta una nuova luce sul

lavoro del Maestro. La notizia del ritrovamento rimbalza

in ogni dove, richiamando visitatori, giornalisti e

troupe televisive da tutto il mondo.

Regia

Giovanni Donfrancesco

Prodotto da

Giovanni Donfrancesco,

Estelle Fialon

Montaggio

Jacopo Quadri

Operatore

Duccio Brunetti

Assistente alla regia

Ilaria Costanzo

Suono

Federico Cavicchioli

Musiche

Les Fils de Teuhpu;

I Suonatori Terra Terra

Una coproduzione

Altara Films e Les Films Du

Poisson, ARTE;

In associazione con

SF, SVT, YLE, DR; SBS

Australia.

Con il sostegno di

MEDIA; Regione Toscana,

Toscana Film commission;

Cnc; Procirep

Giovanni Donfrancesco è un regista e produttore italiano. A partire dal 1997 ha realizzato

numerosi fi lm documentari, in Italia e all’estero. Tra le sue opere più recenti 2008: Mussolini’s

dirty war, autore, regista. GA&A Productions/ ERT (Grecia), History Channel, Mediaset,

TSI (Svizzera), Histoire (Francia). (Selezione uffi ciale International Image Festival of

Beijing). 2010: Shining Gold - Back to Cambodia (2010); regista e produttore. Prod.: Altara

Films /Graffi ti Doc (Offi cial Selection Festival dei Popoli; Piemonte Movie Film Festival).

26

Concorsi Italia Doc

Mare Chiuso

di Stefano Liberti, Andrea Segre

Italia 2012

60 minuti

In seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi del

2009, le barche dei migranti intercettate in acque internazionali

nel Mediterraneo sono state sistematicamente

ricondotte in territorio libico, dove non esisteva

alcun diritto di protezione e la polizia esercitava

indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Molti

dei respinti, circa duemila persone, erano richiedenti

asilo. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo

ha recentemente condannato l’Italia per aver

violato la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Un racconto di grande dolore e dignità.

Regia

Stefano Liberti, Andrea Segre

Produzione

ZaLab

Fotografi a

Matteo Calore, Simone

Falso, Andrea Segre

Montaggio

Sara Zavarise

Con Ermias Berhane, Omer

Ibrahim, Roman Amore,

Jemal Mohammed, Saleh

Okud, Shishay Tesfay,

Tedros Ojbay, Gedey Bahlbi,

Nathael Abdirahman,

Abdikadir, Foowis, Abu Kurke,

Semere Kahsay, Tsige Kahsay

Post produzione audio

Riccardo Spagnol

Grafi che

Marco Lovisatti e Sara Zavarise

Distribuzione

ZaLab

Musiche originali

Piccola Bottega Baltazar

Realizzato con il sostegno di

Open Society Foundations

In collaborazione con

JoleFilm e Parthenos

Con il patrocinio di

Alto Commissariato delle

Nazioni Unite per i Rifugiati

Amnesty International

Sezione Italiana

Stefano Liberti (Roma, 1974) Giornalista alla redazione esteri del manifesto e scrittore. Nel

2008 ha pubblicato il libro A sud di Lampedusa (Minimum Fax), vincitore del premio di

scrittura Indro Montanelli. Nel 2011 ha realizzato il libro Landgrabbing. Come il mercato delle

terre crea il nuovo colonialismo (Minimum Fax). Ha lavorato come regista per la trasmissione

di Raitre C’era una volta per la quale ha realizzato diversi documentari. Il suo documentario

L’inferno dei bambini stregoni (2010) sui minori accusati di stregoneria a Kinshasa, Repubblica

Democratica del Congo, ha vinto il “Premio Anello Debole - sezione tv 2010”.

Andrea Segre Nato a Dolo (VE), 1976 è dottore di Ricerca in sociologia della comunicazione

da dieci anni è regista di documentari per la televisione e per il cinema e per progetti di

solidarietà internazionale, con particolare attenzione al tema delle migrazioni. Tra le sue

opere principali: Marghera canale Nord (2003 - selez. 60° Mostra del Cinema di Venezia), La

Mal’ombra (2008 - premio Avanti! Al 25° TorinoFilmFestival) e Come un uomo sulla terra (2008

- prod. Asinitas-ZaLab - fi nalista David Donatello), Magari le cose cambiano (2009 - premio

UCCA - 20 città Al 27° TorinoFilmFestival). Il sangue verde (2010) Io sono Li (2011). È fondatore

dell’associazione ZaLab.

27


Concorsi Italia Doc

Roba da matti

di Enrico Pitzianti

Italia 2010

54 minuti

colore/BN

Roba da matti racconta la storia di Casamatta, una residenza

socio assistenziale a Quartu Sant’Elena (Sardegna)

in cui vivono otto persone con disagio mentale.

Col sostegno costante degli operatori si vive una

vita normale in una casa speciale. Una struttura considerata

all’avanguardia nel panorama italiano e mondiale,

un luogo dove le persone con soff erenza mentale

possono aspirare a ricostruirsi una vita.

Purtroppo la casa, dopo 17 anni di attività, rischia di

chiudere. L’associazione che la gestisce non riesce più

a far fronte alle spese, il contratto d’affi tto è in scadenza

e il proprietario non intende rinnovarlo.

È un momento molto diffi cile, ma Gisella, presidente

dell’associazione Asarp Casamatta e sorella di una

delle ospiti, è una donna tenace. Sostenuta dagli altri

familiari, aff ronta le diffi coltà ed è fermamente decisa

a trovare una soluzione.

Regia

Enrico Pitzianti

Enrico Pitzianti nasce a Cagliari nel 1961. I primi due cortometraggi, la docu-fi ction Il

Guardiano (1998) e Il Gobbo (2000), ottengono entrambi il Premio qualità del Ministero

dei Beni e Attività Culturali, e sono distribuiti in sala dall’Istituto Luce. Nel 2001 realizza in

co-regia Sanpit in concorso all’International Documentary Film Festival di Amsterdam e al

London Human Rights Watch Film Festival. Nel 2002 vince il Premio Speciale della Giuria

al Torino Film Festival con L’ultima corsa. Nel 2003 dirige Un anno sotto terra in concorso

al Premio Libero Bizzarri e nel 2004 esordisce al lungometraggio con Piccola pesca (2004)

distribuito nelle sale cinematografi che da Pablo. La commedia sociale Tutto torna (2008)

è il suo primo lungometraggio di fi nzione. Nel 2009 ottiene il fondo di sviluppo MEDIA e

Regione Sardegna per la sceneggiatura del fi lm di fi nzione Casamatta. Nel 2011 produce e

realizza la docu-fi ction Roba da matti, suo terzo lungometraggio, in uscita nelle sale cinematografi

che dal marzo 2012.

28

Concorsi Italia Doc 29

Tahrir - Liberation Square

di Stefano Savona

Francia/Italia 2011

91 minuti

Cairo, febbraio 2011. Tahrir è un fi lm scritto con i volti,

con le mani, con le voci di chi stava in piazza. La prima

cronaca in tempo reale della rivoluzione, a fi anco dei

suoi protagonisti. Uno spettacolo insieme tragico ed

esaltante. Il racconto inedito e appassionato di una

scoperta: la forza dirompente dell’agire in comune.

Regia e Fotografi a

Stefano Savona

Montaggio

Penelope Bortoluzzi

Montaggio del suono e mix

Jean Mallet

Prodotto da

Penelope Bortoluzzi e

Marco Alessi

Una coproduzione

Picofi lms e Dugong

con la partecipazione di

Rai 3

Alter Ego - Cécile Lestrade

Périphérie (Centre de

création cinématographique)

Stefano Savona (Palermo, 1969). Ha studiato archeologia e antropologia a Roma e ha preso

parte a diversi scavi archeologici in Sudan, Egitto, Turchia e Israele. Nel 1995 comincia a lavorare

come fotografo indipendente. Dal 1999 si dedica principalmente all’attività di regista

e produttore di fi lm documentari e videoinstallazioni, (D-Day, 2005, al Centre Pompidou a

Parigi). Il suo lungometraggio Primavera in Kurdistan (2006) ha ricevuto il Premio Internazionale

della SCAM al Festival Cinéma du Réel di Parigi e una nomination ai David di

Donatello per il miglior documentario. Piombo fuso (2009) ha vinto il Premio Speciale della

Giuria al Festival di Locarno nella sezione Cinéastes du présent. È all’origine del progetto

documentario Il Pane di San Giuseppe, archivio audiovisivo della civiltà contadina in Sicilia.

Nel 2010 fonda a Parigi con Penelope Bortoluzzi la società di produzione Picofi lms. Nel 2011

produce e dirige Palazzo delle Aquile, che ha ottenuto a Parigi il Grand Prix du Cinéma du

Réel, e Tahrir Liberation Square, David di Donatello del miglior documentario 2011, presentato

fra gli altri al Festival di Locarno, al New York Film Festival, alla Viennale, a Doclisboa e

uscito in sala in Francia a gennaio.


Concorsi Italia Doc

Tomorrow’s land

di Andrea Paco Mariani e Nicola Zambelli

2011

78 minuti

At-Tuwani è un piccolo villaggio palestinese di contadini

incastrato nelle aride colline a sud-est di Hebron,

Area C della West Bank a controllo amministrativo e

militare israeliano. Sotto costante minaccia di evacuazione

dal 1999, il villaggio è oggetto di ripetuti attacchi

da parte dei coloni israeliani che vivono nel vicino insediamento

di Ma’on. In risposta a tutto questo consolidato

sistema di ingiustizie, da dieci anni è nato il

Comitato di resistenza popolare, diretta espressione

della rivolta della classe contadina locale e contemporaneamente

potente destabilizzatore dei meccanismi

di controllo e repressione attuati dall’occupazione

israeliana. Con il supporto e la collaborazione degli

attivisti israeliani, il movimento sta crescendo e si sta

aff ermando in chiave regionale come uno dei possibili

percorsi per costruire ed immaginare un nuovo

futuro.

Regia, riprese e montaggio

Andrea Paco Mariani

Nicola Zambelli

post-produzione audio

Vasco Fondra

progetto grafi co

Nicola Zambelli

Fotografi e di reportage

Francesco Pistilli

Colonna sonora originale

Radiodervish

Claudio Cadei, Simone

Marcandalli e Valentina

Rebaudengo, Luca Figliuoli

e Alessandro Pedretti

traduzioni

Wasim Charaf

Aia Charaf

Iyas Ashkar

Iyas Jubeh

Haytham Aqel

Germana Borsetta

Gabriel Kenneth Conlon

Nicola Zambelli

Andrea Paco Mariani

Produzione

Smk Videofactory

Andrea Paco Mariani Laureato nel 2010 in Culture e diritti umani all’Università di Bologna,

avvicinatosi al settore video nel 2008 a Sarajevo, fonda la Smk Videofactory con la

quale costruisce un network di artisti e creativi fi nalizzato alla produzione di materiale

video e fotografi co professionale. Ha realizzato nel 2009, con Francesca Rolandi e Monika

Piekarz, il documentario La Resistenza Nascosta. Viaggio nella scena musicale di Sarajevo,

da cui ha tratto un dossier di inchiesta. Dal 2010 collabora con la web tv del sito internet di

informazione Zic.it di Bologna. Filmografi a: La resistenza nascosta (ITA, BIH 2009); Faith

and community: dialogue (ITA, BIH 2009); Passports (ITA, BIH 2009), Fa. Sin. Pat. Una

storia di riappropriazione (ITA, ARG 2010).

Nicola Zambelli (Brescia 1981) si laurea in Filosofi a a Bologna e inizia a dedicarsi alla

fotografi a nel 2002. Collabora con alcuni periodici e lavora come fotografo e reporter per

il gruppo editoriale E-polis. Nel 2004 partecipa a un collettivo di videoreporter presso il

centro culturale Vag61 di Bologna. Inizia a dedicarsi al video nel 2007 in Bulgaria, dove

realizza cortometraggi e corrispondenze per Osservatorio sui Balcani oltre a documentari

per l’Ong Interspace di Sofi a. Da freelance ha realizzato documentari sia come operatore

che come montatore, reportage per la Cgil, video industriali, di concerti e matrimoni, corsi

di formazione nelle scuole. Nel 2011 ha lavorato come responsabile webTv del Piccolo Teatro

Strehler di Milano. Film: Ripartire dall’alba, 2007; Everywhere, here, 2007, Art and city,

2007, Prashèz, 2008; On Activism, 2008 Prozstranstvo za izkustvo, 2008; Transition from

manual to automated control, Futuro sì, indietro no, 2009; Fare insieme-tracce di futuro,

2010; Sotto una luna piena, omaggio a Pina Bausch, 2011.

30

Concorsi Italia Doc 31

Zavorra

di Vincenzo Mineo

Italia 2012

50 minuti

Spesso le persone anziane vivono in isolamento,

ai margini di una condizione sociale e aff ettiva,

e gli ospizi sono un grande aiuto in questo senso,

perché off rono loro sostegno e cure, la possibilità di

avere compagnia e conforto. L’idea del documentario

è quella di dare voce agli anziani che vivono in

un centro che li cura e li ospita. “Dare voce” non solo

nel senso di sentirne le parole, le testimonianze e i ricordi,

ma anche vederli semplicemente nel silenzio

di questo momento della loro esistenza, fatta anche

di malattia, solitudine, preghiera, abitudine a vivere i

giorni spesso oramai sempre uguali a loro stessi.

Regia

Vincenzo Mineo

Fotografi a

Bruno Fundarò

Suono

Alessandro Boscolo

Montaggio

Dario Indelicato

Prodotto da

Vincenzo Mineo

Trinacria Visual Art

In collaborazione con

Associazione Culturale

Bogotà

Il cast è composto dal

personale e dagli anziani

ospiti dei centri geriatrici di

Trapani

Vincenzo Mineo (Erice, 1975). Laureato in Storia del cinema alla Sapienza di Roma. Ha

lavorato come assistente alla regia per Miniero e Genovese, Andrea Barzini, Ciprì e Maresco,

Costanza Quatriglio, Marco Puccioni, Gianni Zanasi, Claudio Cupellini, Alfredo Peyretti,

Francesco Lagi, Matteo Rovere, Roan Johnson. Come autore ha realizzato alcuni documentari

e cortometraggi tra cui: Cargo, 2011 (Miglior documentario - Anteprima Doc Bellaria

Film Festival; in concorso ai David di Donatello 2010); 2007 Sceneggiatura del cortometraggio

Mare nostro; 2006 Autore del cortometraggio Levanzo; 2002 Autore di Tang.Est; 2001

Autore del Doc I’m in the mood for love e 2000 del doc Shalom.


BELLARIA

FILM FESTIVAL

DOC

31 MAGGIO

03 GIUGNO 2012

30 A EDIZIONE

ANNI

RADIO

DOC


Concorsi RadioDoc

Antonina

di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu

2012

24 minuti

«Quello che ci hanno insegnato i nostri padri non

siamo riusciti a insegnarlo ai nostri fi gli. Bisogna parlarne,

per non dimenticare, questo è importante».

Il tempo delle miniere è custodito nelle gallerie allagate,

tra i resti dei villaggi minerari, dietro una barba,

tra le pagine di vecchi registri, nelle acque rosse che

attraversano le dune, nelle scelte di un maestro, nella

voce di una lampada a carburo. Buio, paga, pericolo,

acqua, vagone, laveria, esplosivo, paura, perforatrice,

bedaux, occupazione, cronometro, turno, galleria, minerale,

pozzo… sono alcune parole che abitano questo

passato, seguendole abbiamo incontrato il senso del

Noi, la dignità nel lavoro e l’irrefrenabile desiderio di

poter lasciare qualcosa di buono ai fi gli… quantomeno

la storia di chi eravamo. Iglesias, dicembre 2009 - febbraio

2012.

Gianluca Stazi Lavora come montatore del suono, per il cinema, la televisione e il teatro. È

autore di audio documentari (Abruxia, con Giuseppe Casu, inedito), di fi lm per il cinema:

(Pane/piazza delle Camelie, di T. de Bernardi; Sonetaula di Salvatore Mereu; Caos calmo, di

Antonello Grimaldi; Ci sta un inglese, un francese e un napoletano… di Eduardo Tartaglia;

Una notte di Tony D’Angelo; Lezioni di volo di Francesca Archibugi; Mare nero di Roberta

Torre; Ghost son di Lamberto Bava; Gas di Luciano Melchionn e Forse si, forse no di Stefano

Chiantini) e per il teatro.

Giuseppe Casu Lavora come Fisico direttore per l’Istituto Superiore per la Conservazione e

il Restauro (MiBAC), realizza fi lmati divulgativi sull’attività dell’ISCR ed è regista di documentari

di creazione. Ha realizzato: l’audiodoc Abruxia, con Gianluca Stazi 2012 (inedito) e i

documentari: Senza ferro, 2009 e Ci manca il mare, con Cristina Agostini, 2009.

34

Regia, registrazioni,

montaggio, mix

Gianluca Stazi

Scrittura, ricerca e

sviluppo, location

Giuseppe Casu

Memoria

Silvestro Papinuto

Supporto tecnico

Paolo Ferri

Consulenza artistica

Grazia Vinci

Pubblicato su Audiodoc

il 10.03.2012

Concorsi RadioDoc

Kater I Rades. Il naufragio che nessuno ricorda

di Ornella Bellucci

29 minuti

Il 28 marzo del 1997 nel canale d’Otranto, nel Mediterraneo,

la Kater I Rades, una piccola carretta albanese

viene speronata da una corvetta della Marina Militare

Italiana e cola a picco. I morti sono 81, in gran parte

donne e bambini. A 15 anni di distanza dalla strage,

Radio3 ritorna sull’evento dando la parola ad alcuni dei

34 sopravvissuti e ai familiari delle vittime. Il naufragio

della motovedetta albanese segna uno spartiacque

nella percezione dei viaggi dei migranti verso l’Italia.

Questo documentario è ispirato al romanzo-inchiesta

Il naufragio, di Alessandro Leogrande (Feltrinelli 2011).

I testi relativi alle comunicazioni intercorse tra i comandi

di terra, gli elicotteri e le navi impiegate nel

Canale d’Otranto il 28 marzo 1997, tratti da Il naufragio,

sono interpretati da Francesco Mandica, Diego

Marras, Piero Pugliese e Lidia Riviello.

Gli inserti processuali sono attinti dall’archivio sonoro

di Radio Radicale.

Testi, regia, montaggio e

voce narrante

Ornella Bellucci

Hanno collaborato

Lisa Çala, Ermal Rapushi,

Corinna Locastro, Valerio

Corzani, Tonino Camuso,

Antonio Russo e Alessandro

Leogrande

Adattamento del

documentario in cinque

puntate trasmesso da Rai

Radio3 dal 26 al 30 marzo

2012, nel programma Tre

Soldi.

Ornella Bellucci (Taranto, 1971), vive a Roma. Giornalista professionista, collabora con Lo

Straniero, Radio3, il manifesto, RadioArticolo1, Rassegna sindacale. Per Primavera Radio/

Popolare Network ha curato le inchieste Lavorare stanca, Storie da un cpt, Mondo donna nel

quartiere. Ha collaborato alle inchieste Operai e Il caso Melfi di Radio Popolare. Per Radio3

ha realizzato i documentari Il pane di domani. A quarant’anni dal Vangelo di Pasolini, Un

volto che ci somiglia. L’Italia di Carlo Levi, Un secolo con Moravia, Terre emerse, Il male

dentro, Suoni da Levante, Kater I Rades. Il naufragio che nessuno ricorda. Attualmente cura

la regia del programma Passioni, trasmesso da Radio3. Ha pubblicato racconti e vinto diversi

premi giornalistici con le sue inchieste e i suoi documentari, tra cui il documentario Democrazia

sconfi nata vince il premio Memoria storica alla quindicesima edizione del Valsusa

Filmfest (2011).

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Concorsi RadioDoc 36

Concorsi RadioDoc

L’isola che c’è

di Daria Corrias

Il rocambolesco naufragio della Costa Concordia resterà

certamente nella storia di quest’isola toscana, un

angolo di natura e bellezza al centro del Mediterraneo.

Ma come si vive al Giglio? Cosa raccontano i suoi abitanti

e cosa ricordano della notte del 13 gennaio 2012?

Come vivono l’invasione e la confusione a cui, nei

mesi invernali, non sono abituati?

L’isola che c’è è un instant doc, un racconto a più

voci su un fatto che ha attirato l’attenzione di tutto il

mondo su una delle più belle isole del nostro paese e

sulla piccola comunità che la abita.

(foto Alessandro Serranò)

In onda nel programma

Tre Soldi di Rai Radio3

il 7, 9 e 10 febbraio 2012

Daria Corrias nasce a Roma nel 1974, ma cresce e vive in Sardegna fi no alla maggiore età,

quando si trasferisce a Perugia dove si laurea in Filosofi a e Antropologia. Nel 2000 parte tre

mesi in Nepal sulle tracce degli sciamani himalayani. Ne verranno fuori un documentario

per la trasmissione Geo&Geo, Sulle orme di Laladum, e un cortometraggio dal titolo Chora

Chori. Di ritorno in Italia approda a Roma nella redazione di Golem, programma cult di Radio

Rai 1, ideato e condotto da Gianluca Nicoletti. Si occupa di regia, montaggio e redazione

e ci rimane fi no al 2004. Nel 2005 arriva a Rai Radio 3 dove si trova ancora oggi. Per Radio 3

fi rma la regia dei radio documentari del Terzo Anello e, nel 2007, realizza il suo Miniere, un

aff resco della gloriosa storia mineraria del Sulcis in Sardegna. La collaborazione con Radio 3

prosegue sempre con i radio documentari per i programmi Fantasmi e Tre Soldi per il quale,

ancora oggi, fi rma la regia. Realizza e produce documentari sonori anche per RSI, la radio

svizzera in lingua italiana. È socia di Audiodoc.

Londra Brucia. Inghilterra 2011, l’estate delle rivolte

di Daniele Fisichella

29 minuti

Tra il 6 e il 10 agosto 2011 l’Inghilterra ha vissuto la

più grande manifestazione di violenza collettiva degli

ultimi trent’anni. Saccheggi, devastazioni, incendi a

negozi e palazzi, scontri con la polizia, oltre tremila

persone arrestate. Una furia cieca e incontrollabile,

in una sola parola: riots. Che cosa è successo in quei

giorni a Londra e in tutte le altri maggior città inglesi?

Chi sono i rioters e perché hanno agito con tale

foga? Qualcuno poteva prevedere questa esplosione

di rabbia e agire per tempo per contenerla in maniera

dovuta? Partendo da queste domande, il radio documentario

cerca di investigare tra le diverse pieghe

sociali di un paese, l’Inghilterra, piombato nel panico

la scorsa estate e diventato scenario di una lotta senza

quartiere, senza regole né fazioni.

Elenco delle persone intervistate

(in ordine di messa

in onda)

Tre residenti di Tottenham

(anonimi), Manifestante di

Tottenham (anonima), Scott

Staff ord, ex membro di una

gang londinese, Ken Hinds,

presidente Harringay stop

and search group, David

Cameron, primo ministro

inglese, Chris Eaking, giornalista

BBC News, Jenny Sutton,

insegnante North East

London College, Tottenham,

Berkley Gardner, ex lavoratore

servizi sociali per i giovani,

council di Harringay nord di

Londra, David Lamy, deputato

Laburista, Tottenham, Pual

McDowell, direttore Nacro

(la piu’ grande associazione

britannica che lavora per

arginare il crimine giovanile),

Tarek Chaudry, 19enne Dj

Reprezent FM ‘The voice of

young london’

In onda nel programma

Tre Soldi di Rai Radio3

il 2, 3, 4, 5 e 6 aprile 2012

Daniele Fisichella (1984, Catania) Giornalista radiofonico/freelance. Laurea specialistica

in scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica Bologna, 2008, Master in

giornalismo alla City University of London, fi nalista al premo “L’anello Debole” 2010 con

il radio documentario I giochi di tutti - la storia di un campione paraolimpico. In Italia ha

iniziato la carriera giornalistica in testate locali (Ciao Radio di Bologna e Radio Città del

Capo). Dal 2009 vive nel Regno Unito, ha lavorato due anni per Peterborough Community

Radio, occupandosi di insegnare a persone di diverse comunità etniche e linguistiche a

produrre programmi radiofonici per uscire dall’isolamento e diff ondere le proprie idee. Da

maggio 2012 è consulente e ricercatore presso Radio Spectrum di Londra. Collabora come

corrispondente con Radio 3 Mondo, Caterpillar Radio 2 e Radio Popolare, Amisnet. Socio

di AudioDoc, è coinvolto in diversi progetti Ue, in particolare ‘Grundtvig Project’, mirati a

sviluppare forme di insegnamento alternativo per persone vulnerabili, anziani o stranieri.

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Concorsi RadioDoc 38

Concorsi RadioDoc

Luciano Re Cecconi

di Carlo De Amicis e Clementina Palladini

29 minuti

Gli anni Settanta sono stati, per il nostro Paese, la fi ne

dell’età dell’innocenza.

Tra gli episodi che l’hanno decretata, la morte del giovane

calciatore Luciano Re Cecconi, avvenuta in una

gioielleria per uno scherzo equivocato, ha una forza

terribile e struggente: se si può morire per allegria, per

eccesso di vita, tutto ci rende vulnerabili e fragili.

Questo documento, attraverso il racconto dei brevi

anni di Re Cecconi, e soprattutto dei lunghissimi

istanti che l’hanno portato via, restituisce la cacciata

dall’Eden di un’intera generazione, e l’ingresso in un

mondo adulto dove tutto è, insieme, colpa e destino.

Il documentario è stato realizzato con frammenti da

Domenica sport del 30 dicembre 1973, da La Domenica

sportiva del 3 ottobre 1976 e del 21 aprile 1974, dal

Telegiornale e dal Giornale Radio del 18 gennaio 1977.

Il brano musicale è Quale allegria di Lucio Dalla.

In onda nel programma

Wikiradio di Rai Radio3

il 18 gennaio 2012

Carlo De Amicis è nato a Taranto nel 1964 e vive a Roma. Dal 1983 collabora con il settore

radiofonico della Rai. Attualmente, per Radio3, redige i testi e partecipa alla conduzione del

programmi dedicato ai libri Fahrenheit. Ha pubblicato i romanzi Piccolo Venerdì (Transeuropa,

1996), Il Ferroviere e il Golden Gol (Transeuropa 1998), Ho Visto un Re (Limina 1999,

2012), Amor Tavor (Pequod 2003), Escluso il Cane (Minimum Fax 2006), La Guerra dei Cafoni

(Minimum Fax 2008), La Battuta Perfetta (Minimum Fax, 2010) e i racconti lunghi Maledetto

nei Secoli dei Secoli l’Amore (Manni, 2009), Il Grande Cacciatore (Duepunti, 2011). Nel 2010 è

uscita l’edizione francese di Escluso il Cane (Sauf le chien, Gallimard). Per il teatro ha scritto

la pièce L’Analisi è Finita, messa in scena al Teatro Argot di Roma nel dicembre 2006. Per

la Rai ha scritto il radiodramma Custodi alla memoria, con Ninetto Davoli e Peppe Servillo,

trasmesso su Radio Tre nel 2010. Dal suo romanzo La Guerra dei Cafoni è stato tratto un

reading spettacolo di Sergio Rubini, portato in scena in diversi teatri italiani. Sempre da La

Guerra dei Cafoni attualmente sta lavorando, con Barbara Alberti, Lorenzo Conte e Davide

Barletti, alla trasposizione cinematografi ca. Fa parte dal 2001 dell’Osvaldo Soriano Football

Club, la nazionale italiana scrittori di calcio.

Clementina Palladini (Roma, 1977) è laureata in Lettere e lavora in RAI dal 2003. Per quattro

anni ha fatto parte della redazione del programma di RAI Educational La Storia siamo noi e

dal 2008 è a Radio3, dove lavora al programma Fahrenheit e - da quest’anno - a Wikiradio.

Mogadisho

di Diego Marras e Saba Anglana

Il 19 e 20 novembre del 2011 nel programma di Rai

Radio3 File Urbani si parla di Mogadiscio: protagonista

della puntata la cantante Saba Anglana. File Urbani è

un programma “dedicato alla musica e alla vita nelle

città del mondo”. A cura di Monica Nonno e con

Simone Sottili e la redazione di Musica Tre.

«Da settembre a dicembre l’anno scorso ho collaborato

a File Urbani occupandomi della regia e del montaggio

e ho suggerito come ospite Saba Anglana per

parlare di Mogadiscio la città dove l’artista ha trascorso

la sua infanzia. Per il Bellaria Film Festival ho ridotto e

in parte rimontato l’originale andato in onda per marcare

il tratto autobiografi co e la stretta connessione tra

suono, musica ed esperienza».

In onda nel programma

File Urbani di Rai Radio3

il 19 e 20 novembre 2011

Diego Marras (Roma, 1970) Laureato in Estetica alla Sapienza di Roma con una tesi su Arte e

Cinema in Gilles Deleuze, tra il 1999 e il 2002 collabora sviluppando progetti con varie case

di produzione tra cui la Promex e la Tortuga. Nel 2002 gira in Ecuador un documentario

su temi ambientali. Dalla fi ne del 2002 collabora con il Terzo anello di Radio Tre iniziando

come consulente per la redazione musicale per poi passare dal 2004 esclusivamente alla

regia di programmi radiofonici. Numerosi i programmi mandati in onda come regista tanto

sull’Italia contemporanea quanto documentari di ricerca e approfondimento storico con le

voci dei protagonisti. Tra questi: Olocausto Italiano (2004); Italiani nella guerra di Spagna;

I mestieri del mare, La follia dell’utile, Mr Mario Bookshop. Dal 2008 al 2009 è regista della

fascia pomeridiana di Radio 3 prevalentemente con programmi come Damasco e Mostri

Sacri, ma anche con Testimoni a Berlino e Soldati. Dal 2010 è regista di Chiodo Fisso.

Saba Anglana nata a Mogadiscio, da mamma etiope e padre italiano, laureata in Storia

dell’Arte, si occupa di tecniche di restauro, lavora nell’ambito dell’editoria e della comunicazione.

Si occupa di spettacolo, lavorando come attrice in produzioni teatrali e televisive,

sviluppando progetti discografi ci in ambito internazionale. Tra il 2007 e il 2008 esce in tutto

il mondo per l’etichetta inglese World Music Network di Phil Stanton il suo album Jidka (The

Line). Tra il 2008 e il 2009 Saba porta in tutta Italia il suo concerto, tra canto e parola, musica

e narrazione.

39


Concorsi RadioDoc 40

Concorsi RadioDoc

Parkour. L’arte che supera gli ostacoli urbani

di Benedetta Aledda

Inedito

Italia, 2012

Incontriamo ostacoli da quando abbiamo iniziato a

muoverci da soli, “gattonando”. Superarli è un’arte che

impariamo a poco a poco e ci serve tutta la vita, specialmente

se viviamo in città piene di barriere architettoniche,

persino intorno alle opere d’arte. Secondo

i trasseur, gli atleti che hanno reso un’arte la pratica di

superare gli ostacoli urbani, la cosa migliore è usarli

come punti di appoggio per andare oltre. La chiamano

parkour. Non è la stessa cosa praticare il parkour a

Bologna o a Gaza, per esempio. Quattro ragazzi palestinesi,

animatori del gruppo Gaza Parkour, hanno

fatto un viaggio in Italia, per confrontarsi con i loro

coetanei che praticano la stessa arte e per superare,

almeno una volta, le frontiere della propria terra. Li abbiamo

incontrati a Bologna, insieme ai ragazzi di un

gruppo locale che si chiama Eden Parkour.

Regia, sceneggiatura,

produzione, montaggio e

suono

Benedetta Aledda

Prodotto da

Benedetta Aledda

Musiche

Propellerheads - Spybreak!

Benedetta Aledda (Cagliari 1975) Dal 1994 vivo a Bologna, dove mi sono innamorata e ho

preso la laurea in fi losofi a, con una tesi su Michel Foucault. Dal 2003, nella stessa città, ho

realizzato il sogno di lavorare alla radio. Mi sono fermata solo quando stavo per partorire

mio fi glio; dopo averlo affi dato alle cure competenti del nido d’infanzia comunale, sono

tornata a trasmettere ed è stato naturale come riprendere a pedalare dopo una lunga pausa.

Sono diventata giornalista professionista nel 2011. Cerco di cogliere ogni occasione per

raccontare con voci, suoni, rumori l’angolo di mondo in cui ho scelto di vivere. Spalatore di

neve off resi è il mio ultimo audioracconto pubblicato online: http://radio.rcdc.it/archives/

una-pala-qualche-euro-laltro-lato-della-neve-95081/ Ho ricevuto alcune menzioni e un

premio per alcuni miei documentari radiofonici: Menzione al Premio L’anello debole 2006

con Prendersi cura di una badante. Menzione al Premio L’anello debole 2008 con La storia di

Riccardo Rasman; Menzione al Premio L’anello debole 2009 con Questo albergo non è una

casa, poi Premio giornalistico Marco Rossi 2010.

Transito

di Davide Tosco

25 minuti

Dietro a una/un trans, solitamente visto come “oggetto”

grottesco, innaturale, facile bersaglio di derisione,

esiste una personalità: con i suoi sogni, le sue paure,

le sue diffi coltà, le sue aspirazioni. In poche parole: realizzare

il desiderio di una vita normale.

Alessandra ha deciso di raccontarsi in prima persona,

senza fi ltri, commenti o giudizi esterni fuorvianti.

Non risponde alle solite domande, ma attraverso i suoi

percorsi, pone delle domande a tutti noi. Ci invita a

meditare con più profondità sulla sua condizione e,

soprattutto, sulla nostra capacità di andare oltre la superfi

cialità del pregiudizio.

Transito fa parte del più ampio progetto di sensibilizzazione

Transiti (il primo progetto transmediale della

Radiotelevisione Italiana): un documentario tv, una

mini serie web interattiva, 5 autoritratti radiofonici,

un sito di approfondimento tematico e un video blog

per avvicinarci con sensibilità al mondo trans. www.

transiti.eu

Responsabile Editoriale per

Rai Radio3

Fabiana Carobolante (Tre

Soldi)

Responsabile Editoriale per

Rsi/ Rete Due

Roberto Antonini (Laser)

Musiche

Aa.Vv.

Una produzione

FargoFilm, 2+1 e DocAbout

In collaborazione con

Rai 3, Radio Rai 3 e Rai Net

In associazione con

Oltre lo Specchio / Gruppo

Abele

In onda nei programmi

Laser della RSI

il 29 agosto 2011

e

Tre Soldi Rai Radio3

dal 10 al 15 ottobre 2011

Davide Tosco (1969) è autore, regista e produttore di documentari televisivi (ARTE, RTBF,

TSR, SABC, FOX/HISTORY CHANNEL, TELE+, PHOENIX, ZDF/3SAT, RAI 3, PLANET, FRAN-

CE5, SBS) e feature radiofonici (SWR, SFB, ORF1, RADIO RAI3, RETE2/RSI). Vive a Berlino

e Città del Capo dove sviluppa percorsi formativi, in arti applicate e media, con ragazzi a

rischio e giovani reclusi per conto dell’Institute of Criminology - University of Cape Town

- UCT e dell’Open Society Foundation. Con il governo sudafricano ha ideato campagne di

prevenzione al crimine ed è stato produttore esecutivo di programmi radiofonici educativi

seriali a diff usione nazionale. In Italia si è occupato di media education e di progetti di

comunicazione sociale (Ministero del Lavoro, Fondo Sociale Europeo, IOM - International

Organization for Migration; Ministero Aff ari Esteri, Ministero per le Pari Opportunità, UNAR/

Uffi cio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Ha prodotto e diretto programmi televisivi,

video musicali e spot pubblicitari (Rai3, Canale5, La7, MTV, All Music). È stato media advisor

per l’United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (UNICRI). Nel 2011

ha prodotto il primo progetto transmediale (web/radio/tv) della Radiotelevisione Italiana.

41


Concorsi RadioDoc

Un minuto due appena

di Andrea Cocco

30 minuti

Sotto un albero, nel villaggio di Djannà, in Mali, Animatà

racconta di come è diventata una “tagliatrice”, la

donna a cui tutte le famiglie della zona si rivolgono

per l’escissione delle loro fi glie o nipoti. «Appartengo

alla casta dei forgeron, i fabbri» dice. «Mia nonna, che

era “tagliatrice” prima di me, mi ha insegnato». L’escissione,

spiega Animatà, è facile… «in uno, due minuti

è fatta»… e lei in un mese riusciva ad accontentare

anche 20, 25 famiglie. Poi un giorno ha smesso. È rimasta

colpita dalle immagini di donne, mostrate da

un’associazione locale, sui danni permanenti provocati

dalla pratica. «È qualcosa di cui non ti dimentichi

nulla… neppure di un dettaglio», racconta Marietou

Sanou intervistata a Ouagadougou, in Burkina Faso.

«Dal momento in cui vi acchiappano come un animale

per sdraiarvi e tagliarvi, senza chiedere il vostro

parere. E poi il dolore…». Animatà e Marietou sono

alcune delle voci raccolte in questo viaggio sonoro

tra Mali e Burkina Faso sulle tracce delle mutilazioni

genitali femminili. Un percorso che incrocia attivisti,

venditori di afrodisiaci, imam, uomini costretti a denunciare

e a mandare in carcere le proprie madri pur

di evitare l’escissione delle proprie fi glie.

A cura di Amisnet, è stato trasmesso lo scorso 8 marzo

all’interno del format Fai Notizia di Radio Radicale e

pubblicato il 10 aprile sul sito di Amisnet.

Testi e montaggio

Andrea Cocco

Interviste raccolte da

Andrea Cocco, Elise Melot

in Mali e Burkina Faso tra

l’ottobre e novembre del

2011, grazie anche ai contributi

di Abandonner les mutilations

génitales féminines

sur FM, progetto a cura di

Audiodoc e AIDOS.

Le musiche utilizzate nel

documentario sono tutte

originali e sono state registrate

nel novembre 2011 a

Ouagadougou. Fanno eccezione

i sottofondi musicali

utilizzati per la sigla iniziale

e conclusiva.

Voci dei doppiaggi

Rosa Masciopinto, Ciro

Colonna, Marzia Coronati,

Daria Corrias, Fouad

Roueiha, Chiara Valerio e

Ornella Bellucci.

Voce narrante

Andrea Cocco

Fotografi e

Elise Melot

Formato di registrazione

Wave PCM 44100 Hz stereo,

32 bit

In onda nel programma

Fai notizia di Radio Radicale

l’8 marzo 2012

e pubblicato il 10 aprile

sul sito di Amisnet

Andrea Cocco (Roma 28.07.1976) lavora per Amisnet di Roma, per la quale ha realizzato diversi

documentari e reportage. Tra i lavori prodotti: Civico 415, menzione speciale al premio

l’Anello Debole 2007; Il Tulkarem deve ancora arrivare - cronache sportive dai Territori Occupati

- menzione speciale al premio RSI 2007; Popolare non violenta. Autore e conduttore

di programmi per la radio è socio di Audiodoc e ha collaborato con diverse testate tra cui:

Radio Vaticana, Internazionale, Carta, La Nuova Ecologia.

42

Concorsi RadioDoc

Ventimila folletti

di Matteo Bellizzi

10 minuti

Quotidiane “aspirazioni” di un venditore porta a porta.

Davide vende aspirapolveri, per farlo passa i quartieri

casa per casa seguendo una coordinata semplice:

ogni nome sul citofono è un cliente potenziale.

Davide sa che per suonare un campanello serve solo

gentilezza, per entrare in casa forse un po’ di fortuna,

ma per arrivare ai veri “risultati” c’è solo il mestiere,

quello che sviluppi con i tuoi 17 anni di esperienza.

Davide è uno dei migliori venditori in Italia, solo lui è

riuscito a piazzare 2068 aspirapolveri in un anno e per

tre anni di fi la è stato il migliore della sua azienda. Il

suo segreto? Aver capito che spesso un NO è solo un

SI che si nasconde bene...

Sound Design

Dario Forlani

Con

Davide Simeoni

Musica

E.Ryan Goodman: Sun City

Flats

In onda nel programma

Il cantiere di Rai Radio3

il 28 aprile 2012

Matteo Bellizzi è autore e regista di documentari dal 2000. Il suo primo lavoro internazionale

è Sorriso Amaro (2003) a cui seguono tra gli altri Piemonte Stories (2006) e Valledora - la

terra del rifi uto (2009). Oltre a Ventimila Folletti, ha prodotto numerosi audiodocumentari, fra

cui Ferrante: il mondo visto da qui (2011) premiato al Bellaria Film Festival 2011 ed andato in

onda su Radio Tre ed Il Re dei cantastorie (2011). Nel 2012 ha realizzato RADIO FERRANTE

(www.radioferrante.it), la prima radio della realtà realizzata all’interno del carcere minorile di

Torino Ferrante Aporti. Si occupa anche di formazione nei Docusound Lab.

43


Concorsi RadioDoc

Volti di Tahrir

di Marco Pasquini, Emiliano Sacchetti, Luca Mandrile

Volti di Tahrir è un progetto di documentazione dedicato

alla piazza simbolo della rivoluzione egiziana a

un anno dalla caduta di Hosni Mubarak. Volti di Tahrir

si compone di una serie di storie di piccolo formato,

ritratti intimi che raccontano la vita di alcuni ribelli.

Uomini e donne che hanno accettato di raccontarsi,

di parlare non solo della propria esperienza o delle

motivazioni individuali all’interno di un più ampio

movimento rivoluzionario collettivo, ma anche di

esprimere i sogni e le aspettative che li spingono a

lottare per un Egitto libero e democratico. Volti di

Tahrir sono episodi brevi di un audio-documentario a

puntate, che intende testimoniare la molteplicità degli

aspetti del mosaico della rivolta.

Oltre ai 10 ritratti, ognuno da 6’, il progetto comprende

anche un audio-documentario da 25’ che integra

i volti all’interno di una struttura narrativa i cui snodi

essenziali sono rappresentati dalla ricostruzione dei

fatti salienti occorsi in Egitto nell’ultimo anno.

Un progetto di

Marco Pasquini

In collaborazione con

Emiliano Sacchetti e Luca

Mandrile

Traduzioni dall’arabo

Elsayed Abbass e Mustafa

Naguib

Aiuto regia

Elsayed Abbass e Mustafa

Naguib

Mix

Riccardo Spagnol

Voci italiane

Farouk - Alcide Pasquini

Elsayed - Emiliano Sacchetti

Noah - Francesca Agostini

Khaled - Piero Pugliese

Nada - Florinda Fiamma

Voce narrante

Sandro Casalini

Una autoproduzione

Abbasso il GradoZero

Marco Pasquini 37 anni, documentarista, direttore della fotografi a e operatore di camera;

negli ultimi in 15 anni ha girato documentari in Europa, Stati Uniti, Africa, India e Medio

Oriente. Dal 2004 porta avanti un progetto di documentazione nei campi profughi palestinesi

in Libano. Il suo ultimo lavoro come regista è Gaza Hospital, un fi lm documentario con

cui nel 2010 ha vinto il Golden Globe. Attualmente risiede al Cairo.

Luca Mandrile 38 anni, laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino,

dal 2000 lavora come montatore per le principali reti televisive nazionali e collabora con

numerose produzioni indipendenti. Fa parte del gruppo di fi lm-maker TodoModo, con cui

ha realizzato diversi documentari, con una particolare attenzione per la memoria e la storia

orale.

Emiliano Sacchetti 40 anni, dopo gli studi in Sociologia della comunicazione a La Sapienza

di Roma e in Scienze sociali alla Gregoriana, si è occupato per diversi anni di relazioni

pubbliche. Dal 2000 lavora come sceneggiatore e autore televisivo per Rai, Mediaset e Sky, e

come autore e regista per Radio2, Radio Montecarlo e Play Radio. Come documentarista ha

realizzato diversi fi lm andati in onda sui principali broadcasters italiani ed internazionali.

44

CORTOCONIGLIO


Concorsi CortoConiglio

CortoConiglio

Un pensiero d’amore

Il concorso

Tutti, almeno una volta nella vita,

hanno avuto un pensiero d’amore, addirittura

Rocco Buttiglione! Ecco perché

abbiamo scelto questa meravigliosa

fonte di ispirazione per i partecipanti al

Concorso CortoConiglio 2012. L’amore

è il tema preferito da poeti e cantautori,

ma ormai anche da sottosegretari, consiglieri

regionali, centravanti, soubrette e

intellettuali insospettabili. Esiste l’amore

sacro e l’amore profano, l’amore platonico

e quello a pagamento, l’amore per

il proprio gatto e quello per la propria

squadra di calcio. Abbiamo quindi chiesto

agli amici del Ruggito del Coniglio

di realizzare la loro opera che parla d’amore!

Un gruppo di esperti in romanticismo,

ascoltando a loop l’omonimo

brano di Mal dei Primitives, Pensiero d’amore,

selezionerà i più meritevoli e, alla

fi ne deciderà il vincitore. È ancora possibile

l’amore nel nostro paese in questi

tempi di crisi? Ce lo chiediamo insieme

a Federico Moccia. Lo staff del Ruggito

del Coniglio cercherà, senza riuscirci, di

dare una risposta a questo interrogativo.

Una platea di facinorosi, tutti rigorosamente

muniti di “peluche” sara’ chiamato

a proclamare il vincitore nella rosa dei

fi nalisti. Insomma si voterà per “alzata di

peluche” e la serata si concluderà con il

canto collettivo del brano divenuto l’inno

dei radioascoltatori del Ruggito del Coniglio:

È love, è love, è love!

Il Ruggito del Coniglio

46

La storica trasmissione di Radiodue è

giunta quest’anno alla sua XVII edizione.

Ispirandosi agli avvenimenti politici di

cronaca e di costume off erti dall’attualità

gli intramontabili Dose e Presta, con la

loro sottile ironia, tracciano un quadro

satirico e divertente dei nostri tempi, coadiuvati,

nel loro intento, dagli artisti Max

Paiella, Attilio Di Giovanni e Giancarlo

Ratti con i loro amati personaggi.

Dal lunedì al venerdì, rigorosamente

in diretta dalle 8.00 alle 10.00, i microfoni

dei due conduttori si aprono alle storie

di vita quotidiana del pubblico, invitato

a raccontarsi e mettersi in gioco rispondendo

ai temi legati ai fatti del giorno.

Un intimo confessionale – un milione

circa di ascoltatori al giorno! – in cui

emergono vizi e virtù degli italiani. Per

due giorni a settimana poi il pubblico diventa

protagonista assoluto partecipando

fi sicamente in studio.

Il programma si articola nell’alternarsi

di telefonate e rubriche: continuano ad

avere una grande risposta di pubblico la

“Top ten libri” (un’improbabile classifi ca

dei libri più venduti della settimana) e

“Rattileaks” (clamorose rivelazioni sulla

politica internazionale) a cura di Giancarlo

Ratti; “Coniglio fl ora” (la consegna

radiofonica di fi ori virtuali su richiesta

dei radioascoltatori) e “I fratelli Cannone”

(due improponibili handy man, che

riparano qualunque oggetto tecnologico

con il potere della convinzione) a cura di

Max Paiella e Attilio Di Giovanni).

Negli ultimi anni è sorta una grande

rete di “Coniglio Point”, cioè attività

commerciali diff use su tutto il territorio

nazionale, che diventano vere e proprie

concessionarie de “Il Ruggito del

Coniglio” dove si ascolta ogni mattina

il programma in diff usione. Inoltre due

Concorsi CortoConiglio 47

volte a settimana, il martedì e il giovedì,

lo studio U3 di via Asiago apre le porte

al pubblico e diventa scenario del “Coniglio

da camera” in cui le persone presenti

vengono invitate ad intervenire e coinvolte

in sondaggi.

Regia Paolo Restuccia

Redazione Siriana Gioscia

Cura Angelica Scianò

Antonello Dose

Autore e conduttore radiofonico, è nato

nel 1962 a Palmanova. Ha iniziato da

attore nel 1981, studiando con Eugenio

Barba e poi presso il Centro per la Sperimentazione

e la Ricerca Teatrale di Pontedera.

Ha recitato con Luca Ronconi e

Marco Bellocchio. Dal 1992 collabora

con RadioRai come autore e conduttore

di programmi come: Eff etti collaterali

(1992-’93), Chidovecomequando (1993-

’94), Tira imbecille (per i mondiali di

calcio del 1998), Buono Domenico (‘97),

speciali da San Remo e Miss Italia.

Marco Presta

Autore e conduttore radiofonico. Con

Aliberti Editore ha pubblicato la raccolta

di racconti Il paradosso terrestre

(2009). Per Einaudi ha pubblicato nel

2011 Un calcio in bocca fa miracoli. Diplomato

all’Accademia d’Arte Drammatica

Silvio D’Amico, ha lavorato in

teatro con Luca Ronconi, Aldo Trionfo

e Andrea Camilleri. Come autore ed

attore teatrale è protagonista di diversi

spettacoli, alcuni in collaborazione

con Chiara Noschese e Fabio Toncelli

e scrive sul Misfatto (allegato satirico de

Il Fatto Quotidiano).

Oltre a condurre insieme quotidianamente

su RadioDue Il Ruggito del coniglio,

Antonello Dose e Marco Presta

scrivono su Il Messaggero. Collaborano

con Enrico Vaime alla realizzazione

di testi teatrali e televisivi. Scrivono per

Fabio Fazio, Enrico Montesano, Tullio

Solenghi e Simona Marchini. Hanno

lavorato come scenggiatori televisivi

(Un medico in famiglia e Pazza famiglia).

Come autori e presentatori hanno

realizzato: Dove osano le quaglie e nel

1997 Giochi senza frontiere, condotto

da Maria Teresa Ruta. Per il cinema

hanno sceneggiato Anche i commercialisti

hanno un’anima di Maurizio Ponzi e

scritto i dialoghi del fi lm di animazione

Opopomoz di Enzo D’Alò. Con Il Ruggito

del Coniglio, in onda dal 1995, hanno

vinto importanti premi nazionali, tra

questi: Flaiano, premio Satira politica

Forte dei Marmi, il premio Aristofane, il

premio Bordighera città dell’umorismo,

il premio Fregene, il premio Simpatia in

Campidoglio.


DOCNET

Concorsi DocNet

I fi lm sono fatti per essere visti

Nata dalla collaborazione tra Doclab

Productions e Online fi lm, DocNet è la

piattaforma dove i documentaristi italiani

possono promuovere, diff ondere,

condividere, vendere e acquistare

documentari fi niti e, prossimamente,

anche le proprie immagini di repertorio.

Doclab Productions è una società

specializzata nella produzione di documentari

storici, scientifi ci e naturalistici

per il mercato televisivo nazionale e internazionale.

Online fi lm è la prima - e unica - piattaforma

online concepita per essere al

servizio dei produttori, autori registi.

L’esperienza pluriennale di DocLab

nel campo del documentario, si somma

alla esperienza nella distribuzione

online, acquisita da onlinefi lm.org: è

così che nasce DocNet, il portale pensato

per aiutare il fi lm italiani a essere visti.

DocNet è partner uffi ciale del Bellaria

Film Festival e insieme hanno ideato

il modo per coinvolgere tutti gli appassionati,

gli spettatori, il pubblico in

genere nella scelta dei migliori fi lm. Per

dieci giorni,dal 21 al 31 maggio, si potrà

votare e scegliere tra tutti i fi lm pervenuti

quest’anno al Bellaria Film Festival,

che saranno visibili e avranno quindi

la possibilità di essere giudicati da un

pubblico allargato. Chiunque lo desideri

potrà far parte della giuria.

Il concorso DocNet nasce con il proposito

di dare agli autori uno strumento

per capire e analizzare le tendenze

del pubblico, non solo degli “addetti ai

lavori”. I documentari saranno visibili

sul sito www.docnet.pro. Il documentario

più votato, riceverà un riconoscimento

particolare durante la serata

fi nale della premiazione.

49


RASSEGNE

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PANORAMA

INTERNAZIONALE

Rassegne Panorama Internazionale

Panorama Internazionale

in collaborazione con il Biografi lm Festival

La rassegna Panorama Internazionale

quest’anno ha una veste nuova:

sancisce l’inizio della collaborazione

tra Il Bellaria Film Festival e il Biografi lm

Festival di Bologna. La rassegna è infatti

copresentata e curata insieme dai

due festival emiliano-romagnoli e sarà

in programma prima a Bellaria e poi a

Bologna.

«L’idea è quella di iniziare un ponte

ideale tra due manifestazioni molto

vicine tra loro e, in questo modo, di

poter off rire al pubblico della Regione

Emilia Romagna una serie di anteprime

italiane quasi contemporaneamente in

diverse città del suo territorio», spiega il

direttore del Bellaria Film Festival Fabio

Toncelli.

«Presenteremo fi lm che hanno vinto

premi prestigiosi e riconoscimenti importanti

ai più grandi festival internazionali.

Film spettacolari, divertenti, a

volte scioccanti, tutti di grande intrattenimento

e attualità», racconta il direttore

di Biografi lm Festival Andrea Romeo

Il programma prevede sei documentari,

tra i più premiati e discussi del

panorama internazionale, su temi universali

come i diritti umani, la pena di

morte, l’ambiente e le cause e gli eff etti

dell’inquinamento.

53


Rassegne Panorama Internazionale 54

Rassegne Panorama Internazionale

55

Big Boys Gone Bananas!*

di Fredrik Gertten

Svezia 2011

87 minuti

colore

Fino a dove può spingersi una grande corporation

per difendere il suo marchio? Gertten l’ha vissuto in

prima persona. Il suo Bananas!* raccontava il processo

contro la Dole Food Company, vinto da 12 lavoratori

nelle piantagioni del Nicaragua. Il fi lm era stato

selezionato per il Los Angeles Film Festival del 2009,

ma poco prima di partire per Los Angeles per la prima

mondiale, Gertten riceve uno strano messaggio: il festival

ha deciso di ritirare Bananas!* dal concorso. A

una settimana dalla première, sulla copertina del Los

Angeles Business Journal appare un articolo controverso,

fortemente critico e disinformato sul fi lm. Gertten

riceve poi una lettera dagli avvocati della Dole che

minacciano di intraprendere un’azione legale qualora

la pellicola verrà proiettata, intimandogli di fermarsi.

Il regista mostra le pressioni e le manipolazioni dei

media ad opera della Dole, che ha fatto causa ai produttori

per diff amazione ed è ricorsa a tecniche intimidatorie

attraverso strategie di pubbliche relazioni

e di controllo dei media. Big Boys Gone Bananas!*

è un thriller ma anche un racconto che deve servire

da monito. In primo luogo però è la storia di quanto

accaduto al regista e alla sua casa di produzione e

di come gli stessi mezzi di sopravvivenza dei documentaristi

possano essere messi a repentaglio molto

facilmente. Questo potente fi lm mostra chiaramente

come una multinazionale non sia disposta a fermarsi

davanti a nulla, a scapito della libertà d’espressione.

Regia

Fredrik Gertten

Fotografi a

Frank Pineda

Jose Gabriel Noguez

Joseph Aguirre

Kiki Allgeier

Malin Korkeasalo

Stefan Berg

Sceneggiatura

Fredrik Gertten

Montaggio

Benjamin Binderup

Jesper Osmund

Suono

Alexander Thörnqvist

Musiche

Conny Malmqvist,

Dan “Gisen” Malmquist

Narrazione e

Voce Narrante

Fredrik Gertten

Produzione

Margarete Jangård

(WG Film)

Con il sostegno di

SVT

VPRO

YLE

Fredrik Gertten regista e giornalista svedese vive a Malmö. Nel 1994 ha fondato la casa di

produzione WG Film. Ha lavorato come corrispondente dall’estero ed editorialista per la

radio, la TV e la stampa in Africa, America Latina, Asia ed Europa. Coniuga la sua attività di

fi lmmaker al ruolo di produttore creativo per la WG Film, nota per le sue storie di carattere

locale ma di interesse globale raccontate in pellicole che catturano l’identità e le trasformazioni

della sua città natale. Star come Zlatan Ibrahimovic e Santiago Calatrava appaiono in

questi fi lm. La battaglia in difesa del suo Bananas!* ha ottenuto riconoscimenti internazionali

e numerosi premi. Ha diretto inoltre: The Socialist, the Architect and the Twisted Tower

(2005), An Ordinary Family (2005), Bye Bye Malmö/ Just a Piece of Steel (2003), The Way

Back-True Blue 2 (2002), The Death of a workings man’s newpapers (2001) e Walking on

Water (2000).

Confessions of an Eco-Terrorist

di Peter Jay Brown

Anteprima italiana

USA 2011

85 minuti

colore

Confessions of an Eco-Terrorist non è un classico documentario

sull’ambiente, ma l’occasione per guardare

il mondo da un altro punto di vista, quello dell’attivista

Peter Jay Brown che off re una prospettiva spesso

ironica, talvolta comica, sulla vita a bordo di una delle

navi che si occupano di salvare la fauna marina, una

di quelle che hanno aiutato la diff usione del Green

Movement nel mondo. Il capitano Paul Watson con

la sua organizzazione, la Sea Shepherd Conservation

Society, fondata nel 1977, guida un gruppo di veri ribelli

del mare che si autodefi niscono «terroristi ecologici»,

i quali sventolano con orgoglio la loro personale

versione della bandiera dei pirati mentre sono impegnati

in intrepide azioni in mare aperto. Per trent’anni

le loro navi hanno messo fi ne ad attività di pesca

illegale, infl itto danni alle baleniere e ai cacciatori di

foche in giro per il mondo. Sono ormai decenni che

dedicano la loro vita a proteggere i mammiferi marini.

Regia

Peter Jay Brown

Fotografi a

Daniel Fernández

James Joyner

Jonathan David Cane

Timothy Gorski

Sceneggiatura

Timothy Wade Huntley

Montaggio

Chris Hume

Timothy Wade Huntley

Produzione

Martin Kistler

Ron Moler

Produttori esecutivi

Lawrence Mortoff

Leo David

Robert Holden

Co-produzione

Kelsey Stevens

Peter Jay Brown Fotografo, direttore della fotografi a, regista e produttore. Appassionato

ambientalista, per oltre vent’anni ha dedicato numerose ore di volontariato alla conservazione

della fauna marina con la Sea Shepherd Conservation Society in qualità di capitano e

primo uffi ciale di bordo di una nave di 600 tonnellate, direttore della fotografi a, montatore

e regista. Ha studiato alle università di Londra e Salisburgo, al Bowdoin College (Maine) e

presso l’Art Center College of Design di Pasadena (California). Ha prodotto e girato due serie

televisive: Entertainment Tonight (1981-1986) e Real People (1979).


Rassegne Panorama Internazionale

Into the abyss

di Werner Herzog

Germania/Gran Bretagna/

USA 2011

105 minuti

colore

Negli Stati Uniti la pena di morte viene spesso eseguita

nell’anonimato più assoluto. È lontano dal resto

della società, in una stanza sigillata ermeticamente,

che i condannati a morte si siedono sulla sedia

elettrica oppure ricevono l’iniezione letale. Ed è così

che la storia del singolo individuo viene oscurata da

quella del criminale. È questo che Werner Herzog ha

voluto raccontare, ambientando questo documentario

nel braccio della morte. Vi si narra la storia del

ventottenne Michael Perry, detenuto da dieci anni in

Texas perché colpevole, con l’amico Jason Burkett, di

aver ucciso da adolescente tre persone solo per aver

voluto fare un giro su un’auto costosa. Con straordinaria

empatia e grande calore umano, Herzog dialoga

in modo profondo e commovente, ma a tratti provocatorio,

con entrambi i colpevoli e le loro famiglie

(alcune di loro si trovano in carcere) ma anche con le

famiglie delle vittime, con lo sceriff o che ha condotto

le indagini ed anche con un ex boia che ha eseguito

oltre cento condanne a morte. Ne emerge un quadro

dettagliato di una comunità fortemente religiosa ma al

tempo stesso estremamente violenta e criminale. Sin

dall’inizio Herzog rivela di essere contrario alla pena di

morte, ma il fi lm non intende essere una presa di posizione

politica. Into the Abyss sottolinea il lato umano

che si nasconde dietro un rituale disumano.

Regia

Werner Herzog

Fotografi a

Peter Zeitlinger

Montaggio

Joe Bini

Musiche

Mark Degli Antoni

Produzione

Erik Nelson

(Creative Diff erences)

Produttori Esecutivi

Amy Briamonte

(Creative Diff erences)

Andre Singer

(Spring Films)

Dave Harding

(Creative Diff erences)

Henry Schleiff

(Discovery ID)

Lucki Stipetic

(Werner Herzog

Filmproduktion)

Sara Kozak

(Discovery ID)

Con il sostegno di

Channel 4

Werner Herzog Nato a Monaco il 5 settembre 1942, è cresciuto in un remoto villaggio di

montagna della Baviera e ha studiato letteratura tedesca a Monaco e Pittsburgh. Ha realizzato

il suo primo fi lm nel 1961 all’età di 19 anni. Da allora ha prodotto, scritto e diretto più di

sessanta fi lm e documentari, tra cui Aguirre, furore di Dio (1972), Nosferatu, il principe della

notte (1978), Fitzcarraldo (1982), Apocalisse nel deserto (1992), Little Dieter needs to fl y (1997),

Kinski, il mio nemico più caro (1999), Invincibile (2000), Grizzly Man (2005), Encounters at

the End of the World (2007), Cave of Forgotten Dreams (2011). Herzog ha pubblicato oltre una

dozzina di libri di prosa e diretto altrettante opere liriche. Vive tra Monaco e Los Angeles.

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Rassegne Panorama Internazionale 57

LoveMEATender

di Manu Coeman

Anteprima italiana

Belgio 2011

52 minuti

colore/bianco e nero

Come siamo arrivati a dare per scontata la presenza

della carne sui nostri piatti? LoveMEATender si interroga

sul ruolo della carne nelle nostre vite e sul folle

aumento della domanda che lo ha reso un prodotto

“come qualunque altro”, soggetto alla legge del prezzo

più basso possibile. Nel 2050 la terra sarà popolata

da circa 9 miliardi di persone e per poter soddisfare

la richiesta di carne saranno necessari 36 miliardi di

capi di bestiame. È sensato continuare a credere che

gli individui possano mangiare carne tutti i giorni? Tra

esaurimento delle risorse naturali, inquinamento e riscaldamento

globale la terra sta già pagando il prezzo

degli eccessi di produzione. Anche il corpo umano ne

paga numerose conseguenze, dall’obesità al cancro e

al diabete, dalle malattie cardiache alla resistenza agli

antibiotici. Per quanto riguarda gli animali – al centro

della questione – ridotti allo stato di “macchinari”, non

fanno più parte del nostro mondo né, ancora meno,

della nostra immaginazione. Rivolgendosi a un pubblico

molto ampio il fi lm fa discutere, unendo le immagini

alle vicende di un personaggio straordinario

qual è il bretone André Pochon e mescolando il tutto

con le animazioni e le musiche, composte per il fi lm

da Kris Dane.

Regia

Manu Coeman

Fotografi a

David van Berg

Sacha Wiernik

Sceneggiatura

Yvan Beck

Serge Elleinstein

Montaggio

Gert Van Berckelaer

Musiche

Kris Dane

Suono

Olivier Mortier

Produzione

Arnauld de Battice

(AT Productions)

Ives Swennen

(AT Productions)

Con il sostegno di

RTBF

Manu Coeman Nato nel 1968 a Kortrijk in Belgio, fi glio del baby boom sessantottino, da

bambino dirigeva i Lego, le macchinine e i camion giocattolo, trenini elettrici e personaggi

dei Playmobil. Una notte, dopo aver visto Duel di Spielberg, si è svegliato improvvisamente

e ha deciso che da grande avrebbe fatto il regista. Con il sostegno della scuola belga di

cinema IAD, i fi lm di Coeman sono migliorati di anno in anno: nel 1997 Ketchup ha vinto

svariati premi e Coeman ha iniziato così a girare delle pubblicità. Alcuni dei suoi 300 spot si

sono distinti fi no a vincere Cannes Lions, Clios, Eurobest e gli Epica Awards. Recentemente

ha deciso di fare il grande passo verso il cinema e i documentari. LoveMEATender è il suo

primo documentario


Rassegne Panorama Internazionale 58

Rassegne Panorama Internazionale

Mama Africa

di Mika Kaurismäki

Finlandia/Germania/

Sudafrica 2010

90 minuti

colore/bianco e nero

Mama Africa è un omaggio alla fi gura della sudafricana

Miriam Makeba, una delle cantanti di maggior

successo della sua epoca e appassionata attivista nella

lotta contro l’apartheid e per i diritti civili del Sudafrica.

Costretta nel 1959 a un esilio che durerà trent’anni, non

ha mai smesso di denunciare che i suoi connazionali

vivono «in una prigione». Sarà Nelson Mandela, fi -

nalmente libero, a chiederle di tornare nel suo paese.

Makeba, che aveva imparato a vivere sotto i rifl ettori

e raramente sfuggiva alle domande davanti alle telecamere,

diceva: «Non parlo di politica, dico la verità».

Si è sposata cinque volte e l’unica fi glia che ha avuto

è morta giovane. Nonostante tutto, ha mantenuto un

intenso rapporto con i suoi due nipoti, che nel fi lm

parlano del passato insieme a lei e la accompagnano

in Guinea, dove Miriam Makeba vivrà per molti anni.

Questo documentario è arricchito da interessanti materiali

d’archivio e interviste a personalità di spicco, intervallati

dalle performance di “Mama Africa”: quando

inizia a cantare c’è solo la sua straordinaria musica.

Regia

Mika Kaurismäki

Fotografi a

Eran Tahor

Frank Lehman

Jacques Cheuiche

Martina Radwan

Wolfgang Held

Sceneggiatura

Don Edkins

Mika Kaurismäki

Montaggio

André Bendocchi-Alves

Karen Harley

Suond Editing

Uwe Dresch

Musiche

Miriam Makeba

Andreas Schilling

Produzione

Rainer Kölmel (Starhaus

Filmproduktion)

Co-produzione

Millennium Film Oy

Marianna Films

Con il sostegno di

ARTE/ZDF

Mika Kaurismäki Nato a Orimattila, in Finlandia, nel 1955, Kaurismaki ha studiato cinema

alla Hochschule für Film und Fernsehen di Monaco di Baviera. Il suo fi lm di diploma The

Liar (1980), scritto insieme al fratello Aki, riscuote un successo immediato in Finlandia e

segna l’inizio del cinema dei fratelli Kaurismaki. Insieme fondano la casa di produzione Villealfa

Filmproductions, che si specializza nelle produzioni low-budget. The Worthless (1982),

Rosso (1985), l’action comedy Helsinki Napoli-all night long (1987) e The Amazon (1990)

sono alcuni dei fi lm realizzati in quegli anni. Mika Kaurismaki è co-fondatore del leggendario

Midnight Sun Film Festival (1986). Nel 1987 fonda la casa di distribuzione Senso Films

e la casa di produzione indipendente Marianna Films. Nel 1992 si trasferisce in Brasile, dove

realizza il documentario Tigrero-a fi lm that was never made (1994), che ha vinto il Premio

della Critica al Festival del Cinema di Berlino del 1994. Nel corso degli anni ’90 si concentra

principalmente su co-produzioni di carattere internazionale e realizza il suo fi lm dal budget

più alto LA without a map (1998) con David Tennant, Vincent Gallo e Johnny Depp. Negli

ultimi anni ha realizzato una serie di fi lm e documentari incentrati sul mondo della musica,

tra cui il Moro no Brasil (2002), Brasileirinho (2005) sulla musica brasiliana choro, presentato

in anteprima al Festival di Berlino e Sonic Mirror (2007), sulla fi gura del leggendario batterista

Billy Cobham.

Sushi: the Global Catch

di Mark S. Hall

Anteprima italiana

USA 2011

75 minuti

colore

Un tempo noto esclusivamente in Giappone, negli

ultimi trent’anni il sushi ha conosciuto un’espansione

globale dando vita ad un intero apparato industriale.

Nella fretta di soddisfare una clientela così famelica,

questa costosa prelibatezza è diventata un piatto ordinario

e accessibile a tutti ed è apparsa nei ristoranti,

nei supermercati e persino nelle catene di fast food. I

sette anni di apprendistato previsti in Giappone dalla

tradizione sono quindi stati rimpiazzati da corsi accelerati

e soluzioni “di massa” per ogni parte del mondo.

Tutto questo ha determinato una drastica riduzione

della popolazione di superpredatori negli oceani, incluso

il tonno a pinne blu, al punto tale da rischiare

di stravolgerne l’equilibrio ambientale, con conseguenze

disastrose per tutte le specie marine. Girato in

cinque diverse nazioni, Sushi, the Global Catch esplora

la tradizione, lo sviluppo e il futuro di questo cibo

così in voga. Bellissimi bocconcini di pesce crudo e

riso fanno ora la loro comparsa da Varsavia a New

York fi no alle partite di football nelle città del Texas. Ma

questa espansione può continuare senza conseguenze?

Regia

Mark S. Hall

Fotografi a

Jason Faust

Kazu Furuya

Matt Franklin

Montaggio

Catie Cacci

Sandra Adair

Musiche

Brian Satterwhite

Produzione

Mark S. Hall

(Sakana Film Productions)

Mark Hall Cineasta indipendente, Mark Hall vive a Austin, Texas. Sushi: The global Catch è

il suo primo lungometraggio, progettato nel corso di un viaggio a Varsavia in cui è rimasto

sbalordito dalla grande popolarità del sushi nell’Europa dell’Est. Secondo Hall è la cucina è

l’emblema della rapida globalizzazione dell’economia. In qualità di fondatore, nel 1998, del

portale educativo più grande al mondo, Hall ha contribuito ai primi movimenti della Rete.

La sua esperienza nei media e la sua formazione economico-giuridica sono stati di grande

aiuto per la realizzazione di Sushi. Il suo precedente documentario Mission on Seven ha

vinto un Platinum Award al Festival Internazionale del cinema di Houston nel 2010. Hall ha

frequentato la scuola di specializzazione in Giappone ed è un amante del sushi.

59


LE OPERE

E I GIORNI


Rassegne Le opere e i giorni

Le Murge: il fronte della guerra fredda

di Fabrizio Galatea

Anteprima italiana

Italia 2011

56 minuti

Fabrizio Galatea Torino, 1968. Socio fondatore e consigliere d’amministrazione di Zenit Arti

Audiovisive. Nel 1992 diploma di Regista Programmista all’Università di Torino e nella stessa

università laurea in Storia del Teatro nel 1994. Nel 2002 frequenta lo stage professionale Réaliser

un documentaire all’INA di Parigi, dove realizza il documentario Partition de voyage.

Dopo aver curato progettazione e direzione artistica di prodotti multimediali (Regione Valle

d’Aosta, New Holland, Università di Torino, Provincia di Torino) si dedica alla realizzazione

di documentari e installazioni per mostre d’arte (Peggy Guggenheim Collection, MACRO,

Museo Correr, Fondazione Roma, Palazzo Fortuny, Sala Bolaffi , Louvre) e alla realizzazione

di documentari istituzionali (Provincia di Torino, CSI, Regione Piemonte) e commerciali

(Isvor-FIAT, Rhea Vendors, Caff arel, Vodafone, Ikea, Urmet). Dal 2001 è docente per il Museo

Nazionale del Cinema e dal 2009 per l’Istituto Europeo di Design.

62

Il 10 agosto 1959 il governo italiano siglò un accordo con

gli Stati Uniti che prevedeva l’installazione di dieci basi

missilistiche dotate di testate nucleari. I missili avevano

una forza distruttrice cento volte superiore alle bombe

sganciate su Hiroshima. Le basi furono costruite nelle

Murge, una regione all’epoca poverissima a cavallo tra

le province di Bari e Matera. Nel febbraio del 1960 arrivarono

i primi missili a Gioia del Colle, dopo un anno le

dieci unità erano operative. Le basi furono attive fi no a

marzo 1963 quando furono smantellate a seguito degli

accordi siglati da Kennedy e Chruscev durante la crisi

di Cuba dell’ottobre 1962. Il documentario racconta l’incontro

di due mondi impossibili: da una parte le colline

argillose delle Murge, una terra arida e dispettosa popolata

da braccianti poveri e rassegnati, privi del sentimento

di appartenenza ad uno stato considerato da sempre

lontano e profi ttatore; dall’altra lo scenario della grande

politica internazionale, teatro della guerra fredda, nella

quale l’Italia cercò di ritagliarsi un ruolo da protagonista

per riguadagnare le posizioni perdute in politica estera.

Vettori di questo incontro i militari italiani inviati nelle

basi, giovani e promettenti soldati dell’aeronautica per

i quali i sentimenti si mescolano in una soluzione catartica:

il sogno americano accarezzato durante il corso

di formazione in Nevada, l’orgoglio per essere i custodi

dello scudo contro la minaccia sovietica, la coscienza di

essere i potenziali esecutori materiali di una catastrofe

planetaria.

Una produzione

Zenit Arti Audiovisive

Scritto e diretto da

Fabrizio Galatea

Prodotto da

Massimo Arvat

Fotografi a

Francesco Di Pierro

Montaggio

Marco Duretti

Musica

Fabio Viana

Direttore di produzione

Emanuela De Giorgi

Assistente di produzione

Francesca Portalupi

Suono

Vincenzo Urselli

Riprese seconda unità

Paolo Rapalino

Assistente operatore

Valentino Curlante

Luca Luttazzi

Post produzione Audio

Fabio Coggiola

Grafi ca e correzione colore

Marco Fantozzi

Ricerche archivio

Jeff Krulik

Rassegne Le opere e i giorni

Quando Olivetti inventò il PC

di Alessandro Bernard e Paolo Ceretto

Italia 2011

52 minuti

Nei primi anni 60, parlare di informatica voleva dire

parlare di enormi calcolatori che per la maggior parte

della società erano pura fantascienza. Nel 1963 l’ultimo

ritrovato in campo informatico era L’IBM PDP-1

che occupava un’intera parete, costava 100mila dollari

ed era utilizzato solamente in pochissimi laboratori

specializzati. Mentre il mondo sogna e teme l’oggetto

del futuro, in un piccolo laboratorio dai vetri oscurati,

negli stabilimenti Olivetti ad Ivrea, 4 progettisti brevettano

la Programma 101, la macchina che la stampa

americana defi nisce The fi rst desk top computer of

the world. È l’inizio di un’era: la nostra. Ma i colossi

americani non stanno a guardare. IL 10 giugno 1967

La Hewlett Packard versa 900.000 dollari all’Olivetti,

implicitamente riconoscendo di aver violato il brevetto

della Programma 101 con il suo modello HP 9100,

e ai quattro geniali inventori viene versato un dollaro

simbolico per aver creato l’oggetto che ha cambiato

la storia. Quando Olivetti inventò il PC è il racconto

dell’inizio della nostra era, narrato attraverso le testimonianze

di chi l’ha vissuta e uno straordinario materiale

d’archivio.

Regia

Alessandro Bernard e

Paolo Ceretto

Autori

Alessandro Bernard e

Paolo Ceretto

Produttore

Massimo Arvat

Produzione

Zenit Arti Audiovisive in

associazione con Docabout

e Franti Nisi Masa

In collaborazione con

Fox International

Channels Italy, Yle Teema,

Sbs Australia, UR The

Swedish Educational

Broadcasting Company.

Con il sostegno del

Programma MEDIA

dell’Unione Europea e del

Piemonte Doc Film Fund

- Fondo Regionale per il

documentario

Alessandro Bernard Nato a Torino nel 1978. Lavora come Film maker/Regista freelance

e consulente di format TV presso il Csp Piemonte. Dal 2000 ha diretto brevi documentari,

video istituzionali, e industriali. Ha inoltre lavorato come assistente ad alcune produzioni

cinematografi che. Nel 2006 ha diretto il suo primo documentario internazionale, Space

Hackers, coprodotto da Arte France, Studio International, Zenit Arti Audiovisive con la

partecipazione di Fox International Channels Italia, RAI, DR TV, TSI, TSR, SBS, RTBF, VPRO,

Planete, YLE TEEMA. Il fi lm ha partecipato a numerosi festival internazionali (Paris Science

2008-Francia, Arcipelago Film Festival-Italia, International Science Film Festival - Atene, Roshd

International Film Festival-Iran, DOCSDF-Messico e molti altri). Ha coordinato la parte

web del progetto crossmediale Transiti, composto da un documentario televisivo (diretto da

Davide Tosco e coprodotto da DocAbout e Fargo Film in associazione con Rai 3), una serie

web interattiva, una serie radiofonica e un blog.

Paolo Ceretto Nato a Torino nel 1979. Lavora come freelance realizzando documentari

e video aziendali. Nell’ultimo anno ha lavorato alla regia di videoistallazioni per importanti

spettacoli teatrali tra cui Le fi amme e la ragione di e con Corrado Augias, per mostre

multimediali tra cui Pensieri, ricerca e architetture di Mario Cucinella Architect e visual per

diversi eventi di piazza. Nel 2006 ha diretto il suo primo documentario internazionale, Space

Hackers, coprodotto da Arte France, Studio International, Zenit Arti Audiovisive e con la

partecipazione di Fox International Channels Italia, RAI, DR TV, TSI, TSR, SBS, RTBF, VPRO,

Planete, YLE TEEMA. Ha realizzato in qualità di autore e regista, il documentario breve La

fabbrica di cioccolato inserito all’interno del progetto “Sicurezza si può” indetto dall’INAIL e

Cinemambiente. E’ coautore delle serie web interattiva Con gli occhi di una trans, parte del

progetto crossmediale Transiti.

63


RADIODOC

LA POTENZA

DEL SUONO

Rassegne RadioDoc. La potenza del suono

RadioDoc. La potenza del suono.

Ascolti, dibattiti e un premio dedicati al mondo degli audiodocumentari

Nella civiltà delle immagini, del

multimediale, della sovrapposizione

e moltiplicazione dei messaggi, l’audiodocumentario

è dedicato al nostro

senso più recettivo: l’udito. La rassegna

RadioDoc. La potenza del suono e

il Concorso RadioDoc del Bellaria Film

Festival valorizzano il mezzo audio

nella sua capacità di narrazione. La

scelta di un linguaggio espressivo attraverso

il solo canale sonoro permette

una diversa esperienza di ascolto rispetto

alla nostra abituale “dieta mediatica”,

ma anche rispetto alla normalità

della vita quotidiana spesso satura di

stimoli sonori e visivi.

In questa 30ma edizione del Bellaria

fi lm festival, tra le novità c’è il concorso

dedicato agli audio documentari,

aperto a produzioni edite nel 2011-

2012 e, rispetto alla precedente edizione,

molti tra gli audio documentari

presentati sono strettamente legati ad

avvenimenti di grande attualità. Radio-

Doc raccoglie e seleziona produzioni

che provengono dalle radio, da singoli

professionisti o da associazioni e che

sono fruibili alla radio o sul web. Ma

non mancano proposte che utilizzano

il valore e la suggestione dei materiali

di archivio.

Il programma della Rassegna RadioDoc.

La potenza del suono, curato

da Elisabetta Parisi, è concentrato

nelle giornate di venerdì 1 e sabato 2

giugno. Ci saranno gli ascolti in sala

dei radiodocumentari selezionati per il

concorso e tre appuntamenti di dialogo

con il pubblico: Il vero della radio,

con Giorgio Zanchini, conduttore a

Radio3 di Tutta la città ne parla (venerdi);

L’audiodocumentarista nella realtà

(sabato), con Jonathan Zenti di Audio-

65

doc e Alessia Rapone autrice di Parole

in cuffi a; Produzione virtuosa di audiodocumentari:

l’esempio del Canada,

con Megan Williams della radio canadese

CBC e Annamaria Giordano di

Radio3mondo (sabato).

RadioDoc presenta anche un workshop

sul tema della narrazione attraverso

il mezzo audio, coordinato da

Jonathan Zenti di Audiodoc e Daria

Corrias, e Fabiana Carobolante di Tresoldi/Radio3.

Quest’anno ricorrono i trent’anni

dalla morte e gli ottanta dalla nascita di

Glenn Gould, David Jaeger della CBC,

che lo ha conosciuto e ha lavorato con

lui, presenterà un Evento Speciale a lui

dedicato.


Rassegne RadioDoc. La potenza del suono

Venerdì 1 giugno

Ore 15.00 -17.00

Ascolto dei documentari

15.00

L’isola che c’è

di Daria Corrias

15.30

Antonina

di Gianluca Stazi e

Giuseppe Casu

16.00

Volti di Tahrir

di Marco Pasquini

16.30

Transito

di Davide Tosco

17.00

Parkour

di Benedetta Aledda

Ore 17.00 – 18.30

Il vero della radio

con Giorgio Zanchini

L’esperienza quotidiana di Tutta la

città ne parla a Radio3, le lezioni che

provengono dalla storia della radio, il

racconto di un radio documentario

realizzato a maggio 2012 su Falcone e

Borsellino, le domande e le riposte del

pubblico in sala.

66

Ore 10.00 -11.30

L’audio documentarista

nella realtà

Laboratorio operativo a cura di

Audiodoc con Jonathan Zenti e Alessia

Rapone

Audiodoc porta al Bellaria Film Festival

2012 una raccolta di esperienze sul

ruolo sociale dell’audio documentario

e dell’audio documentarista. In un panorama

produttivo che ha visto negli

scorsi decenni rarefarsi l’investimento

da parte delle emittenti radiofoniche

sull’audio documentario, i professionisti

del settore hanno costruito altrove

l’utilità dell’uso di questa forma radiofonica.

Spesso i soci di Audiodoc,

si sono trovati di fronte a diffi coltà

produttive, ma allo stesso tempo a rispondere

ad esigenze che il territorio e

i suoi abitanti esprimevano: esigenza

di raccontare e di ascoltare. L’incontro

quindi da un lato introdurrà una rifl essione

sulla specifi cità dell’audio documentario

(che non solo è diff erente dal

video documentario, ma anche dal documentario

sonoro e dal documentario

radiofonico); dall’altro porterà stralci

di ascolti provenienti dagli autori soci

di Audiodoc.

Rassegne RadioDoc. La potenza del suono

Sabato 2 giugno Sabato 2 giugno

Ore 11.30 - 13.00

Ascolto dei documentari

11.30

Un minuto, due appena

di Andrea Cocco

12.00

Luciano Re Cecconi

di Carlo De Amicis e

Clementina Palladini

12.30

Kater I Rades. Il naufragio

che nessuno ricorda

di Ornella Bellucci

Ore 15.00 - 16.00

Ascolto dei documentari

15.00

Londra Brucia

di Daniele Fisichella

15.30

Mogadisho

di Diego Marras e Saba Anglana

15.50

Ventimila folletti

di Matteo Bellizzi

Ore 16.00

La produzione di audio

documentari della radio

canadese CBC

Incontro con Megan Williams e

Annamaria Giordano

Ore 17.30

Glenn Gould, Schönberg e

l’Information Overload

Con David Jaeger

La sua meravigliosa storia con la radio

e l’emozione di ascoltare insieme per la

prima volta in Italia materiali inediti.

Elisabetta

Parisi

Nata a Roma nel 1962, lavora a Radiorai

dal 1990, e a Radio3 dal 2000 curando

redazione e regia di molti programmi

tra i quali negli ultimi anni Radio-

3mondo, Passioni, Chiodo fi sso, Il cantiere,

Qui comincia.

Per il BFF cura la rassegna RadioDoc.

67


Rassegne RadioDoc. La potenza del suono

Anna Maria

Giordano

È tra i programmisti registi di Rai

Radio3 dal 1993 ed é tra gli ideatori di

Radio3Mondo.

Ha lavorato per Euronews, primo

canale televisivo europeo multilingue,

curando settimanali di informazione

politica, economica e culturale.

Collabora con SBS Radio, servizio radiofonico

pubblico australiano multilingue,

e con RTSI. È cofondatrice di

Audiodoc, prima associazione di audio

documentaristi italiani. È cofondatrice

di Media Aid, onlus che promuove

l’utilizzo dei media come strumenti di

sviluppo attraverso progetti di cooperazione

internazionale.

68

David

Jaeger

Produttore musicale, compositore e

broadcaster, Jaeger ha produtto decine

e decine di registrazioni per numerose

etichette. È stato membro del CBC

Radio Music Department fi no al 1973 e

nel 1974 con Glenn Gould ha prodotto

una serie di dieci programmi sulla

musica di Arnold Schönberg. Dopo

questa esperienza, con Gould è rimasto

molto amico. Ha anche fornito il

supporto logistico per la realizzazione

di una serie di radiodocumentari su

di lui. Nel 1978 ha creato uno dei più

premiati programmi di informazione

musicale: Two New Hours, diff uso

dalla radio nazionale CBC fi no al 2007.

Nel 1990 il suo Centrediscs doppio CD

Schafer:5 (String Quartets di R. Murray

Schafer con lo Orford String Quartet)

ha vinto due Juno Awards. Nel 1997 e

98, la Point Music ha realizzato la sua

produzione musicale di Gavin Bryars,

gli Hilliard Ensemble, Fretworks e The

Gavin Bryars Ensemble. Nel 2002 è

stato eletto presidente dell’International

Rostrum of Composers di Parigi

(primo non europeo ad ottenere questo

incarico in 60 anni della Irc), dove è rimasto

fi no al 2008. È anche fondatore

della Canadian Electronic Ensemble.

Rassegne RadioDoc. La potenza del suono

Alessia

Rapone

Giornalista e copywriter. Lavora nella

comunicazione online di una grande

azienda. Laureata in scienze della comunicazione,

ha collaborato con radio

e agenzie di stampa per gli italiani all’estero.

Ha scritto e condotto Incontro

con l’Ombra, nella serie Faccia a faccia

improbabili alla Radio Vaticana; ha intervistato

Tiziano Terzani, Gino Strada,

Marek Halter. Già ideatrice e autrice

di Raccontolavoro, nel 2011 realizza

Parole in cuffi a (www.paroleincuff a.it),

audio dramma dedicato al lavoro e alla

precarietà, blog e spettacolo teatrale al

buio. Il suo prossimo lavoro sarà una

narrazione sull’abbandono scolastico.

È socia dell’associazione di audio documentaristi

Audiodoc.

69

Giorgio

Zanchini

Giorgio Zanchini (Roma 1967), è giornalista

della Rai e conduttore radiofonico.

Lavora a Radio3, attualmente

conduce la trasmissione Tutta la città

ne parla. In passato ha lavorato al Giornale

Radio Rai, dove ha condotto Radio

Anch’io e Il baco del millennio e curato

diversi reportage per la redazione culturale

e per Radio Europa magazine. Si

occupa anche di storia del giornalismo

e giornalismo culturale, ha pubblicato

ll giornalismo culturale e Quale cultura

per quale mercato. Ha vinto il premio

Saint Vincent e il premio Braille per il

giornalismo radiofonico.


Rassegne RadioDoc

Jonathan

Zenti

Verona 1981, dopo alcune esperienze

amatoriali a Radio Popolare Verona, nel

2003 arriva a Radiotre dove, con l’Istituto

Barlumen, cura il sound design

della trasmissione Razione K e del radiodramma

The Leon Country Tapes

(premio Cenacolo e fi nalista al Prix

Italia). Nel 2007 fonda il gruppo Suoni

Quotidiani, che ha l’obiettivo di mettere

a punto una metodologia per l’utilizzo

dei mezzi di comunicazione come

strumento per la promozione del cambiamento.

Nel 2008 entra come socio

in Audiodoc. Ha prodotto, tra gli altri,

Gelato con tre bale, Interim (Premio

Marco Rossi 2010), Ritratti (o si muore)

(primo premio e premio speciale della

giuria Anello Debole 2010, Premio Eretici

Digitali 2012). Conduce percorsi di

formazione per studenti e professionisti.

Megan

Williams

Scrittrice, giornalista, produttrice e

autrice di radio documentari. Vive a

Roma, ha scritto la raccolta di racconti

Saving Rome, molto acclamata dalla

critica. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti

internazionali tra cui il James

Beard Award 2011 per la migliore trasmissione

radiofonica, il Gold Medal ai

New York Festivals International Radio

Broadcasting Awards del 2010, il Gabriel

Award nel 2010 e il secondo posto

al Prix Italia del 2010 per i suoi lavori

sulla musica.

I reportage, i documentari radiofonici

e i saggi di Megan Williams si possono

ascoltare regolarmente su Canadian

Broadcasting Corporation, BBC-PRI’s

The World, Deutsche Welle, Marketplace,

NPR e altre radio pubbliche. Ha

scritto inoltre per numerosi quotidiani

e riviste, tra cui The Globe and Mail,

Salon.com, Nature Magazine e The Toronto

Star.

70

EVENTI E

INCONTRI


Eventi e Incontri Buon Compleanno BFF

Buon Compleanno BFF

Toni Servillo

Premio Speciale Casa Rossa alla carriera

Per celebrare la sua trentesima edizione,

il Bellaria Film Festival premia

Toni Servillo, che riceverà il Premio Casa

Rossa alla carriera. Proprio con L’uomo

in più di Paolo Sorrentino vinse infatti il

premio come migliore attore a Bellaria

nel 2002. Nell’ambito del BFF verranno

proiettati L’uomo in più e 394 Trilogia

nel mondo di Massimiliano Pacifi co, il

documentario sulla tournée internazionale

del grande attore napoletano con

La Trilogia della villeggiatura di Goldoni.

L’evento è curato da Maurizio Di Rienzo.

Toni

Servillo

(Afragola, NA 1959) Regista e attore, nel 1977

fonda il Teatro Studio di Caserta. Nel 1986

inizia a collaborare con il gruppo Falso Movimento,

interpreta Ritorno ad Alphaville di

Mario Martone e mette in scena E... su testi di

E. De Filippo. Nel 1987 è tra i fondatori di Teatri

Uniti, di cui è direttore artistico dal 1999. Tra i

suoi spettacoli in lingua napoletana: Partitura

(1988) e Rasoi (1991) di Enzo Moscato, Ha da

passà a nuttata (1989) da E. De Filippo, Zingari

(1993) di R. Viviani, fi no a Sabato, domenica e

lunedì (2002), pluripremiata rivisitazione del

capolavoro eduardiano. Con Il Misantropo

(1995) e Tartufo (2000) di Molière e Le false

72

confi denze (1998/2005) di Marivaux realizza

un trittico sul grande teatro francese fra Sei e

Settecento. Tra le sue regie: L’uomo dal fi ore

in bocca (1990/96) di L. Pirandello, Natura

morta (1990), Eduardo (1997), Benjaminowo:

padre e fi glio (2004) di F. Marcoaldi e F. Vacchi,

Il lavoro rende liberi (2005) di Vitaliano Trevisan.

La regia di Trilogia della villeggiatura di C.

Goldoni (2007) al Piccolo di Milano è poi divenuta

un’importante tournée internazionale.

A teatro è stato diretto da Memè Perlini, Mario

Martone, Leo De Berardinis, Elio De Capitani

e ha collaborato con Franco Battiato, Mimmo

Paladino e Antonio Ballista. Nel 1999 il debutto

da regista nel teatro musicale con La cosa rara,

di Martin y Soler per la Fenice di Venezia, cui

fanno seguito Le nozze di Figaro di Mozart,

Boris Godunov di Mussorgskij e Arianna a

Naxos di Richard Strauss per il Sao Carlos di

Lisbona, Il marito disperato di Cimarosa e Fidelio

di Beethoven, per il San Carlo di Napoli

e L’Italiana in Algeri di Rossini (Festival di Aix

en Provence). Ha esordito al cinema con i fi lm

di Mario Martone Morte di un matematico napoletano

(1992), Rasoi (1993), La salita (1997),

Teatro di guerra (1998). È stato protagonista

con Paolo Sorrentino ne L’uomo in più (2001),

Le conseguenze dell’amore (2004), nel fi lm

per la tv tratto da Sabato, domenica e lunedì

(2004) e nel Divo (2008). È stato diretto da Antonio

Capuano in Luna rossa (2001), Elisabetta

Sgarbi in Notte senza fi ne (2004) e Andrea

Molaioli ne La ragazza del lago (2007). Per le

sue interpretazioni ha ricevuto riconoscimenti

in Italia e all’estero fra cui il Nastro d’argento,

la Grolla d’oro ed il David di Donatello.

Nel 2008 ha recitato in Gomorra, cui hanno

fatto seguito nel 2010-2011 Noi Credevamo,

Una vita tranquilla, La Prima Volta a Venezia,

394 Trilogia nel mondo, Gorbaciof-Il Cassiere

col Vizio del Gioco e Il Gioiellino. Tra i suoi

fi lm in produzione: Apparato Uomo di Paolo

Sorrentino, Bella Addormentata, È stato il fi glio.

Eventi e Incontri Buon Compleanno BFF

L’uomo in più

di Paolo Sorrentino

Italia 2001

100 minuti

colore

Nel 1980 Antonio Pisapia detto Tony è un aff ermato

cantante di musica leggera. Dopo un trionfale concerto,

in preda all’euforia, seduce una ragazzina, viene

sorpreso da moglie e fi glia, arrestato e incarcerato per

stupro di minorenne. Nello stesso 1980 Antonio Pisapia,

stopper in una squadra di serie A, segna un favoloso

gol che vale l’ingresso in Coppa Uefa. La sua

carriera è in ascesa quando, in allenamento, si rompe

i legamenti ed è costretto a smettere. Quattro anni

dopo, 1984. Assolto dalla legge, Tony ha però perso il

rapporto con il pubblico. Nessuno lo chiama più, e il

suo manager riesce a trovargli solo esibizioni in paesini

di provincia. Antonio, preso il tesserino di allenatore,

ha voglia di mettere in pratica certi suoi schemi, ma

nessuno gli dà fi ducia e fi nisce per provarli in modo

ossessivo dentro casa. La moglie lo lascia, Antonio ha

poi una relazione con Elena, un avvocato. Ma il suo

equilibrio è ormai molto precario. Per riorganizzarsi,

Tony cerca di acquistare un ristorante, ma la mafi a

arriva prima di lui. Tony e Antonio si incrociano al

mercato. Tony poi lo chiama ma non lo trova. Deluso

e sfi duciato, Antonio si spara. Tony si fa operare ad

una cisti, poi va dal presidente della squadra di calcio

di Antonio e lo uccide. Inseguito, sale su una barca e

si getta in mare. Poco dopo eccolo in cella a cucinare

il pesce, la sua specialità.

Regia, soggetto e

sceneggiatura

Paolo Sorrentino

Montaggio

Giorgio Franchini

Musiche originali

Pasquale Catalano

Prodotto da

Francesca Cima, Nicola

Giuliano, Kermit Smith (Key

Films) e Angelo Curti

Produzione

Indigo Film, Key Films

Paolo Sorrentino (Napoli 1970) regista e sceneggiatore, nel 2001 realizza il suo primo lungometraggio,

L’uomo in più, con Toni Servillo e Andrea Renzi: selezionato alla Mostra del Cinema

di Venezia, viene candidato a tre David di Donatello, vince un Nastro d’Argento come

miglior regista esordiente e due Grolle d’Oro. Nel 2004 porta a termine il suo secondo fi lm

Le conseguenze dell’amore. Unico italiano in concorso al Festival di Cannes 2004, il fi lm

riscuote un ottimo consenso di pubblico e critica sia nazionale che internazionale e ottiene

numerosi riconoscimenti tra cui cinque David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e cinque

Ciak d’Oro. Nel 2005 fi rma la regia tv di Sabato, domenica e lunedì, allestimento teatrale

della commedia di Eduardo De Filippo messo in scena da Toni Servillo. Nel 2006 realizza il

suo terzo fi lm L’amico di famiglia, presentato in concorso al Festival di Cannes partecipa a

numerosi festival internazionali. Nel 2008 con Il divo, interpretato da Toni Servillo, Paolo

Sorrentino torna in concorso per la terza volta al Festival di Cannes e ottiene il Prix du Jury.

Il fi lm si aggiudica poi sette David di Donatello, cinque Ciak d’Oro, cinque Nastri d’Argento

ed una candidatura all’Oscar per il Make Up. Nel 2010 viene pubblicato da Feltrinelli il suo

primo romanzo Hanno tutti ragione favorevolmente accolto da pubblico e critica e fi nalista

al Premio Strega. Con This Must Be the Place, in concorso al Festival di Cannes 2011, ha ottenuto

il David di Donatello per la Migliore sceneggiatura, scritta con Umberto Contarello.

73


Eventi e Incontri Buon Compleanno BFF

394 - Trilogia nel mondo

di Massimiliano Pacifi co

Il fi lm ricostruisce le tappe di un viaggio che tocca,

fra le tante città, Berlino e Mosca, Parigi e New York,

Madrid e Istanbul, al seguito della lunga tournée internazionale

di Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni,

diretta e interpretata da Toni Servillo. Non solo un

fi lm sul teatro, sugli attori e la recitazione ma anche il

vivace racconto di un’esperienza speciale, attraverso

un confronto intenso e talvolta divertente con luoghi,

culture e stili di vita diversi.

Regia

Massimiliano Pacifi co

Fotografi a

Diego Liguori

Montaggio

Diego Liguori e

Massimiliano Pacifi co

Montaggio suono e mix

Marco Saitta

Postproduzione

Ercole Cosmi

Una produzione

Teatri Uniti Piccolo Teatro di

Milano - Teatro d’Europa

Massimiliano Pacifi co Si laurea nel 2001 in Film e Tv Studies presso l’Università del Surrey

a Londra. Vive e lavora a Napoli dove ha collaborato con registi come Paolo Sorrentino,

Pippo Delbono, Silvio Soldini, Antonio Capuano, Maurizio Fiume, Vincenzo Marra, Susanne

Bier ed Olivier Assayas. Ha realizzato una serie di fi lmati sulle opere-installazioni di Mimmo

Paladino di cui ha montato Quijote, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2006. Ha

diretto Cricket Cup, documentario sulla comunità srilankese di Napoli, presentato in numerosi

festival internazionali e trasmesso da BBC World. È inoltre autore, con Paolo Sorrentino

e Pietro Marcello fra gli altri, del fi lm collettivo Napoli 24 presentato al Torino Film Festival

2010.

74 Eventi e Incontri Evento speciale fuori concorso

75

Alberto Crespi presenta

Voi siete qui

di Francesco Matera

Italia 2011

85 minuti

colore

Voi siete qui di Francesco Matera sarà l’evento speciale

fuori concorso di Bellaria 30. Un road movie metropolitano

nel corso del quale si attraversa la città di Roma, accompagnati

dal critico cinematografi co Alberto Crespi,

che sarà presente alla proiezione e introdurrà il fi lm, alla

ricerca di luoghi resi famosi da grandi fi lm del cinema

italiano.

“Voi siete qui” è il breve testo che si legge sulle mappe

delle città, delle stazioni, dei centri commerciali. Un

segno grafi co, che aiuta i visitatori, turisti o viandanti che

siano, a orientarsi. A capire dove si trovano in quel momento.

Ed è un fi lm documentario, nato per rivedere le

immagini di quei fi lm, e magari parlarne con qualcuno

dei protagonisti. Per verifi care quanto e come la città sia

cambiata (e continui a cambiare). Per testimoniare come

il cinema che ha raccontato la città occupata negli anni

del nazi-fascismo, la sua rinascita dopo la guerra, la ricostruzione,

il boom economico, la speculazione edilizia...

abbia fi nito col diventare il vero grande cronista della vita

di Roma.

Regia

Francesco Matera

Soggetto

Alberto Crespi

Alessandro Boschi

Sceneggiatura

Alberto Crespi

Alessandro Boschi

Produttore

Dario Formisano

Produzione

Eskimo

Sostenuto da

Roma & Lazio Film

Commission

Con

Angelina Chavez, Alberto

Crespi, Furio Scarpelli,

Peppino Rotunno, Giuliano

Montaldo, Luciano

Vincenzoni, Maurizio Ponzi

Ettore Scola, Vito

Annichiarico, Carlo Lizzani

Mario Monicelli, Gianni

Amelio, Vincenzo Cerami,

Nanni Moretti, Paolo

Ferrari (III), Paolo Virzì,

Sabrina Ferilli, Carlo

Verdone, Ferzan Ozpetek,

Marco Bellocchio, Gigi

Proietti, Claudio Mancini,

Armando Trovajoli

Alberto Crespi è uno dei critici più apprezzati e competenti del

cinema italiano. Oltre ad essere una prestigiosa fi rma de L’Unità,

è anche uno dei conduttori radiofonici della trasmissione

quotidiana di Radio3 Hollywood Party. È stato tra i selezionatori

della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, direttore di

Festival e insegnante di critica cinematografi ca.

Per LA7 scrive e conduce il programma La valigia dei sogni. I

suoi articoli sono apparsi su diverse riviste. Tra le sue pubblicazioni

il Castoro Cinema sul regista britannico Lindsay Anderson,

padre del Free Cinema, e, nel 2005, Dal Polo all’equatore. I fi lm e

le avventure di Giuliano Montaldo (Marsilio).


Eventi e Incontri Glenn Gould, Schönberg e l’Information Overload

Glenn Gould, Schönberg e l’Information Overload

Condotto da David Jaeger

Glenn Gould è stato un musicista di

fama mondiale il cui strumento era, in

prima istanza, il piano. Ma dopo il suo

ritiro dai concerti dal vivo nel 1964, abbracciò

pienamente i media elettronici

come sua strumentazione. Armato con

ogni tecnologia comunicativa di cui

fosse riuscito ad entrare in possesso, si

trasformò in un altro tipo di musicista,

un vero e proprio media-artist. Usava lo

studio di registrazione come suo mezzo

musicale e la radio e la televisione come

suoi mezzi di espressione. Divenne uno

scrittore, un presentatore radiofonico, un

compositore, un direttore d’orchestra, un

documentarista e molto altro. Nel suo

documentario sul grande direttore d’orchestra

Lepold Stokowski, Gould aff ermò

che: «Lui (Stokowski, ndr) è stato il primo

grande musicista a capire che i mezzi di

comunicazione erano, in realtà, i migliori

amici che la musica avesse mai avuto».

Ma Gould era anche un artista schivo che

faceva tesoro della solitudine: in realtà ne

era ossessionato. Realizzò tre ambiziosi

radiodocumentari, la cosiddetta Trilogia

della Solitudine, che descriveva come

«poesie orali e toniche che esaminano la

vita delle persone che vivono in solitudine».

Preferiva il telefono alle relazioni vis

à vis.

Nel 1974 (ero soltanto al mio secon-

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do anno di lavoro come produttore radiofonico

per la CBC, la radio pubblica

canadese), Glenn Gould mi avvicinò e

mi chiese se volessi lavorare con lui ad

una serie in dieci episodi che celebrava

il centenario del compositore Arnold

Schönberg. Nel corso della lavorazione

di questi dieci programmi radiofonici,

diventammo amici e la nostra amicizia

durò fi no alla sua morte, nel 1982.

Nel corso della realizzazione delle dieci

puntate su Schönberg, io raggiunsi una

profonda comprensione di come Gould

utilizzasse il mezzo radiofonico e cominciai

a capire la sua metodologia mediatica.

Ho selezionato parecchi frammenti

tratti da questi programmi radiofonici per

dimostrare come lui usava la radio e, in

particolare, per mostrare come esplorò il

limiti della trasmissione di informazioni.

Il suo “fl irt” con l’information overload,

il sovraccarico di informazioni, da una

parte e dall’altra parte il suo desiderio

di intensifi care che cosa una persona

poteva comunicare, sono i due elementi

di un fi ne equilibrio. L’incontro si concentra

su come Gould si destreggiava

lungo questo equilibrio.

David Jaeger

Eventi e Incontri Glenn Gould, Schönberg e l’Information Overload 77

David

Jaeger

Produttore musicale, compositore e

broadcaster, Jaeger ha produtto decine

e decine di registrazioni per numerose

etichette. È stato membro del CBC Radio

Music Department fi no al 1973 e nel 1974

con Glenn Gould ha prodotto una serie di

dieci programmi sulla musica di Arnold

Schönberg. Dopo questa esperienza, con

Gould è rimasto molto amico. Ha anche

fornito il supporto logistico per la realizzazione

di una serie di radiodocumentari

su di lui. Nel 1978 ha creato uno dei

più premiati programmi di informazione

musicale: Two New Hours, diff uso

dalla radio nazionale CBC fi no al 2007.

Nel 1990 il suo Centrediscs doppio CD

Schafer:5 (String Quartets di R. Murray

Schafer con lo Orford String Quartet) ha

vinto due Juno Awards (I Grammy canadesi).

Nel 1997 e 98, la Point Music ha

realizzato la sua produzione musicale

del famoso compositore internazionale

Gavin Bryars, gli Hilliard Ensemble, Fretworks

e The Gavin Bryars Ensemble. Nel

2002 è stato eletto presidente dell’International

Rostrum of Composers (IRC) di

Parigi, ed è stato il primo non europeo

ad ottenere questo incarico in 60 anni di

toria della Irc, dove è rimasto fi no al 2008.

È anche fondatore della Canadian Electronic

Ensemble, il più longevo ensemble

di musica elettronica al mondo.


Eventi e Incontri Il Ruggito del Coniglio in diretta da Bellaria

Il Ruggito del Coniglio

Venerdi 1 Giugno dalle 08.00 alle 10.00

al Teatro Astra di Bellaria il Ruggito del

Coniglio di Rai Radio2 in diretta.

La storica trasmissione di Radiodue –

che anche quest’anno a Bellaria ospita

il Concorso CortoConiglio – è giunta

quest’anno alla sua XVII edizione. Ispirandosi

agli avvenimenti politici di cronaca

e di costume off erti dall’attualità gli

intramontabili Antonello Dose e Marco

Presta, con la loro sottile ironia, tracciano

un quadro satirico e divertente dei

nostri tempi, coadiuvati, nel loro intento,

dagli artisti Max Paiella, Attilio Di Giovanni

e Giancarlo Ratti con i loro amati

personaggi.

Dal lunedì al venerdì, rigorosamente

in diretta dalle 8.00 alle 10.00, i microfoni

dei due conduttori si aprono alle storie

di vita quotidiana del pubblico, invitato

a raccontarsi e mettersi in gioco rispondendo

ai temi legati ai fatti del giorno. Un

intimo confessionale – un milione circa

di ascoltatori al giorno! – in cui emergono

vizi e virtù degli italiani. Per due

giorni a settimana poi il pubblico diventa

protagonista assoluto partecipando fi sicamente

in studio.

Il programma si articola nell’alternarsi

di telefonate e rubriche: continuano ad

avere una grande risposta di pubblico la

“Top ten libri” (un’improbabile classifi ca

dei libri più venduti della settimana) e

“Rattileaks” (clamorose rivelazioni sulla

politica internazionale) a cura di Giancarlo

Ratti; “Coniglio fl ora” (la consegna

radiofonica di fi ori virtuali su richiesta

dei radioascoltatori) e “I fratelli Cannone”

(due improponibili handy man, che

riparano qualunque oggetto tecnologico

con il potere della convinzione) a cura di

Max Paiella e Attilio Di Giovanni.

Negli ultimi anni è sorta una grande

rete di “Coniglio Point”, cioè attività

commerciali diff use su tutto il territorio

nazionale, che diventano vere e proprie

concessionarie de “Il Ruggito del

Coniglio” dove si ascolta ogni mattina

il programma in diff usione. Inoltre due

volte a settimana, il martedì e il giovedì,

lo studio U3 di via Asiago apre le porte

al pubblico e diventa scenario del “Coniglio

da camera” in cui le persone presenti

vengono invitate ad intervenire e coinvolte

in sondaggi.

Regia

Paolo Restuccia

Redazione

Siriana Gioscia

Cura

Angelica Scianò

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Eventi e Incontri Cantiere del documentario

Cantiere del documentario,

laboratori di creazione del cinema del reale

D.E-R Associazione Documentaristi

Emilia-Romagna invita l’Associazione

Documentaristi Anonimi Toscani a presentare

il loro format Cantiere del Documentario.

Ogni associazione presenterà

un laboratorio sui processi di creazione e

di produzione di un’opera documentaria.

I Cantieri del Documentario sono incontri

di analisi e discussione con gli

autori dedicati a progetti, lavori in corso,

lavori già ultimati.

La discussione si nutrirà della visione

dei fi lm, di fasi e versioni dei lavori:

sopralluoghi, interviste, estratti di montaggio

in corso, idee, ipotesi, possibilità

concrete di realizzazione. Come in una

riunione di lavoro aperta, lo scopo è

quello di aprire una discussione approfondita

con i partecipanti sulle fasi dei

processi di creazione: scelta dei temi,

scrittura del reale (sia come scrittura

preliminare, sia come linguaggio cinematografi

co), strategie di produzione,

strategie di realizzazione, come portare

il fi lm al pubblico. Per i lavori ultimati

saranno ripercorse le fasi di lavorazione

fi no al risultato ottenuto. Per i lavori in

corso o in progetto saranno discusse le

strategie di prosecuzione nel rapporto

tra l’idea e la sua realizzazione. Saranno

analizzati generi, stili, linguaggi e temi, in

un confronto su modi diversi di lavorare

nel cinema del reale. L’idea è che i partecipanti

possano avvicinarsi alla cultura

del documentario, trarre spunti per i loro

eventuali progetti o essere coinvolti sul

seguito di alcuni dei lavori discussi, in un

“gruppo di lavoro” che possa accompagnare

le fasi successive di alcuni dei progetti

stessi. Partecipazione gratuita, iscrizione

sui siti delle relative associazioni

info@documentaristianonimi.it

info@dder.org

L’Associazione D.E-R

Nasce con l’intento di valorizzare il panorama

documentaristico emilianoromagnolo,

variegato ed estremamente

vitale nella sua composizione eminentemente

artigianale, ma che necessita

di un incremento di servizi e sostegni

per poter espandere le sue potenzialità

di diff usione e distribuzione anche

in ambito internazionale. Obiettivo

dell’Associazione è quindi promuovere

nuovi e maggiori spazi di confronto fra

autori e produttori della Regione, e stimolare

la rifl essione su temi e progetti

relativi al documentario e al suo sempre

crescente pubblico, in sinergia con le

associazioni di settore già esistenti in

ambito nazionale e con le istituzioni

delegate al sostegno del cinema e della

cultura.

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Eventi e Incontri Cantiere del documentario

Cantiere 1

Bigger than life

Condotto da Giovanni Cioni

Il reale della persona nel cinema del

reale: personaggio, protagonista, interprete

di se stesso, fantasma...? con estratti

di In Purgatorio, Nous/Autres e di lavori

in corso.

Se si parla di cinema del reale, si parla

del reale delle persone che entrano a far

parte del fi lm, che danno la loro presenza,

la loro storia, un momento della loro

esistenza, qualcosa della loro identità, al

fi lm. E dopo?

La questione dell’etica che il cineasta

adotta con il suo interlocutore è fondamentale,

ma non basta. In questo cantiere

vorrei rifl ettere sulla questione con

i partecipanti, a partire da lavori ultimati

(frammenti di Nous/Autres, di In Purgatorio)

e di lavori in corso (Per Ulisse, e un

progetto in fase di ideazione, di cui ho

iniziato le riprese, con il mio vicino di

casa, contadino novantenne).

Lo spunto del cantiere mi è nato recentemente,

quando ho rivisto un personaggio

di Nous/Autres di 10 anni fa:

Nous/Autres è un fi lm sulla memoria di

due anziani profughi ebrei a Bruxelles. Il

fi lm confronta il racconto del loro vissuto

al loro presente, e questa questione è

al centro del cantiere. Di In Purgatorio,

viaggio personale che prende spunto dal

culto del purgatorio a Napoli, mi soff ermo

su alcuni racconti di sogni, sull’importanza

che rivestono questi racconti

per chi li narra, per parlare del “patto” tra

chi fi lma e chi racconta per il fi lm. Il progetto

Per Ulisse è un lavoro con persone

che hanno traversato la dipendenza,

il carcere, la vita di strada, e la questione

è proprio quella di riappropriarsi di

un’identità. In questo percorso il fatto di

fare un fi lm comporta una responsabilità

particolare.

Cantiere 2

Workers_Il porto di Ravenna

Condotto da Maria Martinelli

80

La Compagnia Portuale di Ravenna,

composta da 350 “portuali”, gestisce il

lavoro di scarico e carico merci delle

navi che attraccano nel porto di Ravenna,

ed è una delle poche Compagnie

Portuali sopravvissute in Italia. In questo

periodo storico, in un contesto di crisi e

di cambiamento radicale del mondo del

lavoro, si trova a dover adattare e modernizzare

il proprio modo di lavorare.

Il cambiamento necessario, non è strettamente

solo nell’ambito lavorativo, ma

in tutta quella che è la vita sociale della

Compagnia, come la relazione fra base

e dirigenza e una radicata “mentalità”

portuale. L’obiettivo del documentario è

sottolineare e raccontare il lavoro della

Compagnia Portuale del Porto di Ravenna

e i dei suoi lavoratori in un momento

di profondo cambiamento sociale. Sono

molte le rifl essioni che i lavoratori della

Compagnia stanno compiendo, sia collettivamente

che individualmente. Molti

di loro stanno ritrovando una dimenticata

partecipazione alla vita sociale della

Cooperativa, soprattutto i giovani, che

cercano e intuiscono fi nalmente il valore

della democrazia e dell’autodeterminazione

del lavoro.

Il progetto nasce all’inizio del 2011.

Trova il fi nanziamento della Film Commission

Regione Emilia Romagna e

inizia il set nel settembre 2011. In questo

periodo si stanno realizzando le ultime

riprese per andare in post produzione

nel mesi successivi.

Eventi e Incontri Il BFF presenta

Il BFF presenta

Quelli del DAMS

di Paolo Angelini

Sei “damsiani” partono alla volta di Bellaria, chiamati

come “giuria popolare” al BFF. Per loro, che sono studenti

di Cinema, è l’occasione per conoscere più a

fondo il mondo dell’immagine in movimento, per incontrare

autori, esperienze. Ma non solo. Questa breve

parentesi estiva nella vita dei sei è anche occasione di

avventure e incontri da cui nasceranno in alcuni casi

nuove consapevolezze, in altri conferme. Martina

vuole trovare un lavoro che le piaccia e capire in cosa

è brava, non vuole uno stipendio che la faccia sentire

parte del processo consumista. Elena ama divertirsi e

girovagare per locali. Si immagina, tra qualche anno,

mamma in carriera alla Sex & The City: lauto stipendio

e cabina armadio colma di abiti e scarpe griff ate. Ugo

è chiamato dagli amici Maestro o Federico per via della

sciarpa di cashmere rossa che ama sfoggiare anche

nei mesi estivi. Poi ci sono Brando, Lorenzo e Ilaria,

anche loro studenti al Dams di Bologna e anche loro

con un passato da raccontare, un presente colmo di

ansie, aspettative e speranze da rivelare.

Scritto e diretto da

Paolo Angelini

Con

Ilaria Baldi, Elena Chiusole,

Martina De Polo, Lorenzo

Lombardi, Brando Sorbini,

Ugo Sorrentino

Attrice non protagonista

Julie Van Wynsberghe

(compagna di Ugo)

Prodotto da

Vincenzo d’Arpe per

Freimfi lm, Paolo Manzoni

per Maxman Coop

Organizzatore generale

Julika Ingrassia

Aiuto regia

Francesco Giuseppe Ferrara

Segretaria di edizione

Jlenia Ferrari

Fonico

Francesco Saverio Valentino

Direttore di Produzione

Valentina Strinna

Fotografi a

Francesca Baldanza, Stefano

Girotti

Montaggio

Massimiliano Bartolini

Color

Ameleto Cascio

Sound Design

Pierandrea Spedicati

Musiche

Ugo Cappodonia

Paolo Angelini Nato a Rimini nel 1966, regista e sceneggiatore, esordisce nel 1991 come

regista con Link Prate Tv, fi lm collettivo. Nel ‘95 dirige La rivoluzione non è più quella, fi lm

prodotto da Gianluca Arcopinto. Nel 1996 sceneggia e dirige il corto S.K. rò cafè, in concorso

alla 56° Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2001 scrive e dirige Paris, dabar, premiato come

Miglior fi lm alla Triennale di Milano e al Niff . A partire dal 2002 scrive lungometraggi per le

principali case di produzione italiane e serie televisive come Tequila e Bonetti, Cuori Rubati,

Distretto di Polizia. Dal 2003 è titolare della cattedra di Elementi di Regia Audiovisiva e della

cattedra di Scrittura per il Cinema e la Televisione presso l’Università di Bologna.

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Eventi e Incontri L’angelo di Alfredo, il fi lm

L’angelo di Alfredo

di Fabio Marra

Italia 2011

54 minuti

Giugno 1981. A Vermicino, poco fuori Roma, un bimbo

di sei anni scivola in un pozzo artesiano. Si chiama

Alfredo Rampi. L’Italia intera segue in tv le operazioni

di salvataggio: un’interminabile diretta, destinata a segnare

per sempre la nostra storia. A 54 ore dall’incidente,

il volontario Angelo Licheri si cala in quel terribile

budello. Trova Alfredino ancora vivo ma l’estremo

tentativo di riportarlo in superfi cie non riuscirà.

Nel 30° anniversario della tragedia di Vermicino,

Angelo Licheri ritrova i protagonisti di quel soccorso

e assieme a loro ricostruisce cosa successe in quelle

ore tragiche e ancora gonfi e di speranza. Un racconto

febbrile ed emozionante, che propone dettagli inediti

sulla vicenda e sull’eccezionale tentativo di Angelo.

Lo sguardo al passato non si ferma a Vermicino. Stralci

della vita di Angelo, dalla gioventù in Sardegna, alla

permanenza in Africa, all’attuale condizione di disabile,

tratteggiano il profi lo di un uomo straordinario.

Regia

Fabio Marra

Fotografi a

Arturo Barbuto

Montaggio

Fabio Marra

Produttore esecutivo

Carmelo Ramundo

Co-Produttore

Raff aele Del Monaco

Segretaria di edizione

Cinzia Pelle

Consulente musicale

Anna Sardone

Prodotto da

Quadra Film

Fabio Marra nato nel 1973 a Bovalino (Reggio Calabria). Dopo aver frequentato il Liceo

Artistico, ha concluso i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha lavorato

come illustratore, disegnatore di fumetti e scenografo. Attualmente è art director in una nota

casa editrice. Attivo in campo cinematografi co dal 2003, è stato autore e regista di numerosi

cortometraggi apprezzati in varie rassegne italiane. Nel 2005 partecipa alla rassegna

Visionaria con il cortometraggio Il cerchio. Nel 2007 fonda con altri quattro soci la casa cinematografi

ca Quadra Film per la quale girerà tutti i suoi successivi lavori. Del 2007 è il suo

primo lungometraggio, Vienna da Fuscaldo, incentrato sulla riscoperta storica e culturale

della Calabria medievale. Il fi lm vanta numerose proiezioni pubbliche in Italia e all’estero ed

è presentato in concorso alla 61° del Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Nel 2008

gira Francesco di Paola - La ricerca della Verità, un ambizioso mediometraggio in costume

che torna sul tema della rievocazione storica e che vede tra i protagonisti attori aff ermati e

noti al grande pubblico. Riceve grandi consensi in Italia e all’estero ed è presentato in concorso

alla 63 a Edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno.

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Eventi e Incontri Il vincitore del primo BFF

Il vincitore del primo BFF

Come dire...

di Gianluca Fumagalli

Italia 1983

80 minuti

16 mm

Il fi lm, che segna l’esordio del regista,

segue l’intrecciarsi dei destini di

due giovani nel labirinto quotidiano

della metropolitana milanese.

Cosa scrisse la stampa di allora

Dall’ultimo festival di Locarno, dove

era in concorso a rappresentare il

cinema italiano, ne avevamo scritto

molto favorevolmente, aggiungendo

a voce agli amici e colleghi che erano

rimasti un po’ perplessi e ci dicevano

che avevamo esagerato: “voglio proprio

vedere se fra tutte le opere prime

che ci saranno a Venezia riusciremo a

trovare qualcosa di meglio”. Venezia è

passata, con i risultati che sappiamo,

e anche se proprio per questo il confronto

può essere poco esaltante restiamo

del parere che Come dire… di

Gianluca Fumagalli è la migliore opera

prima dell’anno.

Alberto Farassino - la Repubblica

27 ottobre 1983

Fate una prova: andate a vedere,

come vi raccomando, Come dire… e

una settimana dopo cercate di raccontarlo

a un amico. La trama, dico.

Se non siete bravissimi, non ci riuscirete

perché l’avrete dimenticata. E’

probabile che non ricorderete bene

nemmeno i personaggi, se non per

qualche gesto, a frammenti. Quel che

non scorderete è il piacere che vi ha

dato durante la proiezione, una certa

aria, una certa atmosfera, e la qualità

della scrittura. E’ un fi lm agile e nervoso,

fresco e decontratto, apparentemente

giocato sull’improvvisazione

ma, invece, assai calcolato nella sua

struttura circolare. Come suggerisce

il titolo e come mostra la sua cornice

(una giovane cantautrice che immagina

una storia…) i personaggi cercano

una storia che li rappresenti. Mentre

la cercano, la cinepresa li tampina attraverso

la Milano delle radio e delle tv

private, delle discoteche, dei bar aperti

di notte, delle metropolitane, delle salette

dei videogames.

Morando Morandini - il Giorno

2 novembre 1983

Il miglior esordio italiano? Senza

dubbio sì. La lettura sociologica del

giovanilismo erratico sembra solo un

fatto secondario. Come dire… crede

solo nella cinepresa. La girandola di

incontri mancati, di battute rubate,

di frammenti gratuiti sono la spia di

una scommessa ciclopica a favore di

un cinema dichiaratamente anti-hollywoodiano.

Non si respira aria milanese

ma atmosfere parigine. Eustache?

Leaud? Rohmer? Non sembrino

paragoni irriguardosi.

83

Paolo Mereghetti - la Repubblica

18 dicembre 1983

Regia

Gianluca Fumagalli

Con

Claudio Bisio, Silvano

Cavatorta, Alessandra

Comerio, Francesco

Guzzetti, Tatti Sanguineti,

Mariella Valentini

Sceneggiatura

Fabio Carlini e Gianluca

Fumagalli

Fotografi a

Fabio Cianchetti

Montaggio

Osvaldo Bargero

Musica

Gaetano Liguori


BELLARIA

DOCLAB

I NUOVI

LINGUAGGI

DEL REALE

Bellaria DocLab

Webdocumentary

di Angelo Miotto

Esercizi di drammaturgia sul documentario

web. Dalla teoria fi no alla

strutturazione dei singoli elaborati in

una prospettiva di simulazione.

Angelo Miotto

giornalista, è caporedattore del sito

www.eilmensile.it. Per oltre un decennio

a Radio Popolare, fondatore dell’ensemble

di musica contemporanea

Sentieri selvaggi, è autore di saggi, testi

teatrali, installazioni sonore e del libretto

d’opera su Aldo Moro, musicato da Filippo

del Corno.

Dal Broadcast

all’Iphone

di Maurizio Carta

Ospiti: Mauro Ricci,

Amedeo Ricucci (Rai),

Alessandro Gaeta (Rai-Tg1)

Un laboratorio-incontro con importanti

ospiti sull’infl uenza della tecnologia,

dalla nascita del giornalismo d’assalto

all’uso dell’iPhone.

Maurizio Carta

Responsabile del settore Produzione di

Road Television, dal 1986 al 1995 lighting

cameraman e direttore della fotografi

a per Etabeta Spa, ha realizzato più

di 50 documentari per Rai e per Mediaset.

È specializzato in documentari e

TV reportage. Durante gli anni Ottanta

e Novanta ha documentato le guerre di

Etiopia, Caucaso, Irlanda del Nord, Mozambico,

Cambogia, Somalia e Bosnia.

Dal 1989 al 1995 è stato il primo cameraman

per Mixer, Rai 2. Nel 1995 ha fondato

la Road Television Srl per la quale

è stato, fi no ad oggi, direttore della fotografi

a, regista e capo dello sviluppo di

più di 70 documentari. Attualmente è

lighting cameraman di Missione Natura

per La7.

85


Bellaria DocLab

RadioDoc.

La narrazione attraverso

il mezzo audio

a cura di Audiodoc e

Tre Soldi Rai Radio3

coordinato da Daria Corrias

Fabiana Carobolante

Jonathan Zenti

Cos’è e come si costruisce un radio

documentario? Quali sono gli strumenti

e i modi per realizzare una narrazione

radiofonica? Dalla scelta dell’idea ai

modi di condurre un’intervista, dagli

strumenti di registrazione alle tecniche

di montaggio. La fabbrica dei suoni che

racconta la ricchezza della voce umana.

Daria Corrias

Nata a Roma nel 1974, vive in Sardegna

fi no a 18 anni. Si laurea a Perugia

in fi losofi a e antropologia. Nel 2000

parte tre mesi in Nepal sulle tracce

degli sciamani himalayani. Ne verranno

fuori un documentario dal titolo

Chora Chori e diverse pubblicazioni sul

tema della salute femminile in Nepal.

Di ritorno in Italia approda alla redazione

di Golem, un cult di Radio Rai 1,

ideato e condotto da Gianluca Nicoletti.

Si occupa di regia, montaggio e

redazione e ci rimane fi no al 2004. Nel

2005 arriva a Rai Radio 3 dove si trova

ancora oggi. Per Radio 3 fi rma la regia

dei radio documentari del Terzo Anello

e, nel 2007, realizza il suo Miniere, un

aff resco della gloriosa storia mineraria

del Sulcis. Sempre per Radio 3 i radio

documentari per Fantasmi e Tre Soldi

per il quale, ancora oggi, fi rma la regia.

Realizza e produce documentari sonori

anche per RSI. È socia di Audiodoc.

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Fabiana Carobolante

Studia Conservazione dei beni culturali

all’Università degli Studi della Tuscia

di Viterbo. Vive due anni a New York

dove partecipa a vario titolo a produzioni

di cinema indipendente. Tornata

in Italia lavora all’ultima serie del

programma di Radio2 3131 Costume e

società. Dal 2002 è curatrice del programma

di Radio3 Ad alta voce e dal

2004 si occupa di radiodocumentari.

Con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

realizza il programma Tre soldi.

Jonathan Zenti

Nasce a Verona nel 1981. Dopo alcune

esperienze amatoriali a Radio Popolare

Verona, nel 2003 arriva a Radiotre dove,

con l’Istituto Barlumen, cura il sound

design della trasmissione Razione K e

del radiodramma The Leon Country

Tapes (premio Cenacolo e fi nalista al

Prix Italia). Nel 2007 fonda il gruppo

Suoni Quotidiani. Nel 2008 entra come

socio nell’associazione di audio documentaristi

Audiodoc. Ha prodotto,

tra gli altri, Gelato con tre bale, Interim

(Premio Marco Rossi 2010), Ritratti (o si

muore) (primo premio e premio speciale

della giuria Anello Debole 2010,

Premio Eretici Digitali 2012). Conduce

percorsi di formazione per studenti e

professionisti.

Bellaria DocLab

Final Cut Pro X

Il futuro del montaggio

di Roberto Zammarchi

Le nuove possibilità di editing in un

workshop dedicato a illustrare e sperimentare

in pratica tutte le potenzialità

del sistema.

Roberto Zammarchi

Apple Solution Expert Creative, da

sempre legato al mondo della tecnologia.

La musica è il primo amore, il video

la vera passione. È consulente, sistemista,

formatore e responsabile di prodotto.

Adobe CS6

Production Premium

di Paolo Baccolo

Un nuovo sistema per la creazione

di contenuti multimediali digitali che

rende molto rapidi i processi creativi e

agevola la diff usione su tutti i dispositivi

più recenti.

Paolo Baccolo

nel 2004 è stato selezionato da Adobe

Italia in veste di AdobeGuru per il digital

video e il digital imaging. Si occupa di

formazione di consulenza sulla fotografi

a e sul video digitale. È docente presso

diversi Training Center Adobe tra cui

Teacher-in-a-box.

Time laps

Nuove tecnologie per

riprendere l’ambiente

di Pietro Plaia

Time laps, 3D e nuovi eff etti della ripresa

digitale. Sono molti i prodotti progettati

per la fotografi a e il video con

una regolazione del frame variabile che

rendono possibili immagini innovative.

Pietro Plaia ha progettato e realizzato

alcuni supporti di ripresa all’avanguardia

per spettacolarizzare eventi naturali

non visibili all’occhio umano: slow cam

e slow digital trak.

Pietro Plaia

Direttore della fotografi a e operatore di

macchina, ha realizzato numerosi documentari

per reti nazionali e internazionali

(www.pietroplaia.it).

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Indice Analitico dei documentari

394 - Trilogia nel mondo 74

Antonina 34

Antonio + Silvana = 2 20

Bad Weather 21

Big Boys Gone Bananas!* 54

Come dire... 83

Confessions of an Eco-Terrorist 55

Freakbeat 22

I morti di Alos 23

Il Mundial dimenticato 24

Into the abyss 56

Italy: Love it or leave it 25

Kater I Rades. Il naufragio che nessuno ricorda 35

L’angelo di Alfredo 82

L’uomo in più 73

L’isola che c’è 36

Le Murge: il fronte della guerra fredda 62

Le vere false teste di Modigliani 26

Londra Brucia. Inghilterra 2011, l’estate delle rivolte 37

LoveMEATender 57

Luciano Re Cecconi 38

Mama Africa 58

Mare Chiuso 27

Mogadisho 39

Parkour. L’arte che supera gli ostacoli urbani 40

Quando Olivetti inventò il PC 63

Quelli del DAMS 81

Roba da matti 28

Sushi: The Global Catch 59

Tahrir - Liberation Square 29

Tomorrow’s land 30

Transito 41

Un minuto due appena 42

Ventimila folletti 43

Voi siete qui 75

Volti di Tahrir 44

Zavorra 31

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