0 1 A viso aperto frontespizio.qxp - slsi

slsi.it

0 1 A viso aperto frontespizio.qxp - slsi

10 CETTINA LANDO

Dei valori trasmessi dal nonno Peppe, il De Pasquale ricorda

ancora le parole quando diceva che “ogni cosa che vediamo è stata

creata da Dio per fare un dono all’umanità. Se mio nonno fosse vissuto

più a lungo, chissà quante cose mi avrebbe insegnato, quanti

preziosi suggerimenti e consigli mi avrebbe dato. Forse nella mia

vita, facendo tesoro dei suoi detti, avrei sbagliato di meno nel prendere

certe decisioni, avrei sicuramente dato ascolto ai suoi consigli.

... Sono contento di avere conosciuto mio nonno, grande lavoratore,

buono d’animo ... Non rimpiangeva la sua povertà, perché

era figlio di gente povera e sopportava la fatica dei lavoro quotidiano

per mandare avanti la famiglia che si era formata.

I rapporti con mio nonno erano fortissimi poiché vedevo in lui

quel padre che non avevo. La sua morte mi ha pesato come quella

di mio padre, lasciandomi una tristezza e un vuoto incolmabili.

Ancora oggi, dopo tanti anni, sento la sua mancanza”.

Fa da sfondo straordinario alle vicende la descrizione reale e

magica della natura, la fisionomia del paese e della sua gente.

Autobiografia, memoria, realismo, costruzione fantastica, incanto e

disincanto, impegno civile, danno vita ad un raccontare di forte

impianto ‘mediterraneo’ anche nel paesaggio, nei profumi, nei colori,

nella fragranza dei cibi.

“Osservavo la natura e cercavo la simbiosi con essa: scrutavo

l’immensa distesa del mare e coglievo lo sciacquio delle onde che

si frantumavano sulla riva. Guardavo le piante che si agitavano

sotto la spinta costante del vento e le nuvole vagabonde che arrivavano

e si allontanavano senza lasciare traccia alcuna del loro

movimento. Vedevo Dio in ogni cosa da Lui creata”.

Il racconto è quasi il testamento di un uomo che, in parte, va alla

ricerca del suo passato, delle sue radici storiche e morali, quelle

della Sicilia, di Furnari, fra Capu Tínduru e Capu Milazzu.

“Nella vita - scrive giustamente l’autore - bisogna tenere sempre

presente che la vecchiaia è una brutta malattia che colpisce tutti

quelli che avranno la fortuna di vivere a lungo. A molti dei miei

consanguinei, questo privilegio è stato negato. La loro esistenza

venne stroncata prematuramente....”.

More magazines by this user
Similar magazines