Views
5 years ago

IL CALITRANO N. 16

IL CALITRANO N. 16

IL

IL CALITRANO N. 16 n.s. – Gennaio-Aprile 2001 uadando i nomi delle diverse località Gintorno a Calitri si nota che possono essere suddivisi in categorie. Alcuni toponimi si riferiscono alle caratteristiche del territorio, che doveva essere in antico aspro e roccioso. Un esempio è il vocabolo Matina, che deriva da mata, cioè rupe; la Matina del Casale e la Matina de l’Ulmo si trovano citate nelle carte già nel Cinquecento. Pesco invece è il nome con cui si indica una grossa pietra (da cui anche il nome Pescopagano, in latino Petra pagana); così il Pesco di Rago (una piccola altura a est di Calitri, nel territorio di Castiglione) potrebbe riferirsi a Raone (in latino Rao) di Balvano, che fu feudatario di Calitri in età normanna. Si riferiscono a rocce, colline o sporgenze del terreno anche i nomi Picone, da pico, che significa collinetta, e Ripa,che significa riva, ma anche rupe, molto diffuso in Calitri (Ripa di Mare, serra di Ripalba, Riparossa). Altri toponimi derivano dalle strade presenti nel territorio, come Strettole (strada stretta) e Vorticillo, dal latino vortex, che indica una curva improvvisa della strada; oppure come Tràscina, o Tràgina, da tragina, vocabolo medievale che denota una strada attraverso la quale si può trascinare un carro. Non sorprende che numerosi nomi di luoghi siano legati al mondo agricolo, come Cortino (da curtis, fattoria), Pascone (da pascuus, territorio da pascolo), Finaita (da fenaria, fienile) oppure Pescara, che deriva da piscaria, cioè peschiera. La presenza in certe zone di alberi o colture par- EMILIO RICCIARDI I LUOGHI DI CALITRI - 2 ticolari spesso dava il nome della località; in proposito si possono ricordare il piano dell’Olmo, la matina dell’Olmo, ilpiano della Cerzolla e la contrada Savuco (sambuco), oppure i toponimi Carpeneta (cioè bosco di carpini), Canneta, Spineto (una difesa che in antico doveva essere recintata da siepi di rovi) e Pittoli che, come si è detto, indicava una zona ricca di vigneti. In molte carte del Settecento è citata la contrada Vetrano (Botrano), verso Castiglione, a nord del monte Cervaro. Il toponimo viene dal greco botrios,che significa frutteto o vigneto, e compare già nell’XI secolo in una pergamena dell’abbazia di S. Maria in Elce, presso Calitri. I nomi di alcuni luoghi ricordano le famiglie che nei tempi antichi avevano qui le loro proprietà: è il caso del lago di Cera (un cognome molto diffuso a Calitri nel Cinquecento) oppure del pozzo delli Cesta. Altre denominazioni sono legate a singoli individui, come ad esempio il carraro di Pietro, il cortiglio di Aliverto oppure il vallone di Giacomorotunno, tutte persone che è ormai difficilissimo identificare. Tuttavia qualche volta le carte riservano sorprese: nel Catasto del 1753 sono citati più volte la fontana di Rattico e il vallone di Rattico, che si trovavano nelle vicinanze della serra delle Prete, e negli atti della visita pastorale del card. Alfonso Gesualdo (a f. 48) si parla di un uomo chiamato Rattico, morto prima del 1549, che aveva lasciato in eredità alla chiesa di S. Canio un pezzo di terra “dove se dice da quella banna delle Serre delle Prete”. Molti territori furono denominati con nomi di santi. Data Calitri, settembre 1960, i funerali del grande invalido della prima guerra mondiale Pietro Zabatta (cacalerta) nato il 29.06.1884 e deceduto il 13.09.1960. Questa foto fa vedere come era una parte del corso prima del terremoto. 12 la forte presenza di insediamenti benedettini nei dintorni del paese, i toponimi derivano soprattutto da santi dell’ordine di S. Benedetto, come avviene per la serra di S. Stefano, lecoste di S. Benedetto e la fontana de Santo Mauro; negli altri casi si tratta soprattutto di santi dell’antichità, il cui culto era molto radicato in Calitri: è il caso del valliciello di S. Filippo e dei casali di S. Marco e S. Archangiolo (intitolati rispettivamente a due degli apostoli e all’arcangelo Michele). Infine va osservato che molti toponimi non sono presenti solo a Calitri e nei dintorni, ma sono diffusi anche in altre città o province del Regno di Napoli. Per esempio, così come a Calitri esiste il vallone di Rifezza, che si trova all’estremità occidentale di Castiglione, a Matera esiste il vallone di Rifeccia; allo stesso modo il toponimo Matine indicava un casale nei pressi di Salerno, mentre una pergamena antica parla di un territorio chiamato Botranum in Lucania. Vicino Calitri esiste una contrada chiamata Vaccarezza, e ad Acri, in provincia di Cosenza, un inventario secentesco parla di un luogo chiamato Vaccarizzo. L’ultima annotazione è per le fontane che, nei secoli scorsi, esistevano numerose in tutto il territorio di Calitri. Eccone un breve elenco, tratto dai documenti antichi (i nomi sono trascritti così come compaiono sulle carte): Fontana de la Carpeneta, Fontana Sciocca, Fontana Angela, Fontana della Fico, Fontana Ciarda, Fontana di Rattico, Fontana del Pecone, Fontana Cavallina, Fontana de li Giudei, Fontana de li Monaci, Fontana del Santese, Fontana de Savuco, Fontana de Verdito, Fontana de Pittoli, Fontana de Santo Mauro, Fontana Giannetta, Fontana Ciarda, Pila di Cungingi, Pila dello Chiuppo, Pisciolo di Tiràgina, Fontana delli Serritielli seu Botrano. Molte di queste fontane sono scomparse da tempo; altre sopravvivono tuttora e continuano, con le loro acque, a dissetare persone e animali come nei secoli passati. I nomi delle fontane, insieme con quelli dei casali non più esistenti, delle strade cancellate, delle piante e delle coltivazioni scomparse, formano una fitta trama di suoni e parole familiari, come un arazzo che, estendendosi per tutto il territorio circostante, restituisce ai calitrani di oggi l’immagine e l’identità della terra degli antenati.

N. 16 n.s. – Gennaio-Aprile 2001 IL CALITRANO LA PRIMAVERA Le giornate si sono allungate sensibilmente. Il sole sale ogni giorno più alto sull’orizzonte dopo essere apparso dietro i monti preceduto da un’aurora brillante di colori che vanno dall’arancione al rosa carico e sfumano in un cielo azzurrino che si preannuncia sereno e brillante. Il buio della notte rapidamente si dissolve e lascia vedere una campagna rorida di piogge recenti in cui brillano le nuove erbette. Le tenere foglie leggere spuntano da rami una volta rinsecchiti. Già qualche albero di pesco o di mandorlo si è coperto di fiori bianchi orlati di rosso rompendo la monotonia del grigiore invernale. I campi di grano sono verdeggianti e si alternano alle neri maggesi dove cominciano a spuntare fave e granturco. Le vigne sui dolci declivi delle colline sono tenute in bell’ordine dopo aver subìto una drastica potatura e dopo che i tralci sono stati legati ai sostegni già predisposti. I boschi di querce hanno perduto le foglie secche dell’inverno e lasciano intravedere le nuove foglie che spuntano sui rami ringiovaniti. I pioppi slanciati ondeggiano lievemente con le loro foglie garrule al venticello di primavera. Le ginestre fiorite punteggiano di macchie gialle i fianchi delle colline e spandono tutto intorno un penetrante profumo che rallegra lo spirito. Gli uccelli nidificano sui rami degli alberi e sui cespugli frondosi con allegro cinguettìo. La ghiandaia dalle ali gialle ed azzurre sfreccia dai nidi costruiti sotto le tegole delle case rurali. La gazza si fa dondolare dal vento leggero sulle cime degli alberi; si guarda intorno e di tanto in tanto con rapidi e brevi voli va da un albero all’altro senza mai perdere di vista il nido e il proprio compagno. I viottoli di campagna sono delimitati da siepi che si risvegliano al nuovo sole in un tripudio di fiori di biancospino ai cui piedi occhieggiano bianche margherite e celesti fiordalisi. Le verdi ortiche si aprono in tanti nuovi rami formando delle belle macchie verdi; ai loro piedi le lucertole ancora intontite dal lungo sonno invernale stanno con il capino al sole e di tanto in tanto cacciano la lunga lingua in cerca di insetti. Si sente il ronzio delle api che di fiore in fiore cercano nettare e polline per poi volare ai lo- RACCONTI di Teresa Di Maio ro alveari. Le rondinelle al mattino appena il sole sorge volano sfrecciando numerose in mille giri nel cielo azzurro stridendo allegramente a cui rispondono garruli passerotti alloggiati sui rami degli alberi. I balestrucci nella loro elegante divisa bianca e nera scendono veloci dai nidi pensili delle grondaie in cerca di cibo per i loro piccoli. Gli agnelli al mattino sono ristretti negli appositi recinti e aspettano fiduciosi belando di tanto in tanto il ritorno a casa delle pecore al pascolo che brucano attente e placide la nuova erba fresca. La campagna si risveglia ed è tutto un tripudio di vita, di colori e di suoni. Il paese assume colori più caldi ai nuovi raggi del sole primaverile. I vasi dei fiori sui balconi, sui davanzali delle finestre e sulle scale pensili delle case si vestono di nuovo fogliame e di allegri fiori multicolori. Le strade acciottolate risplendono pulite dal vento nella nuova luce e risuonano dei rumori che dalle porte aperte delle case alla nuova stagione si spandono nelle vicinanze. Si sente ogni tanto il ticchettìo della macchina da cucire azionata da qualche solerte massaia e il canto spensierato che s’interrompe di tanto in tanto di qualche fanciulla che sfaccenda. Non manca il profumo delle pietanze che si stanno preparando per il desinare. Il cielo azzurro fra i tetti rallegra lo spirito e induce l’animo all’ottimismo. Calitri, sabato 25.11.1967, i funerali del dott. Giuseppe Di Cairano, fratello dell’ing. che è stato più volte sindaco di Calitri, tumulato accanto ai suoi genitori nella tomba di famiglia a Calitri. Essendo Ispettore Generale del Corpo Forestale dello Stato, rese gli onori militari un picchetto di Guardie Forestali. Da questa foto si può vedere com’era 40 anni fa la strada che porta al cimitero. 13 Dalla Germania, la piccola Enza Metallo con la sorella Rosa. Calitri 17 febbraio 2001, la piccola principessa, Clara De Palma, nata a Napoli da Nicola e da Maria Antonietta Sansone il 30.09.1997, festeggia il 4° Carnevale in Calitri.

IL CALITRANO N. 24 - Ilcalitrano.it
periodico quadrimestrale di ambiente, dialetto, storia e ... - Il Calitrano
IL CALITRANO N. 26 - Ilcalitrano.it
IL CALITRANO N. 40.qxd - Ilcalitrano.it