luglio 2012 - Portale del Medico di Famiglia

medici.ulss10.veneto.it

luglio 2012 - Portale del Medico di Famiglia

ULSS

ANNO V | NUMERO 2° | LUGLIO 2012 |

Ricordatevi di ritirare

sempre il vostro referto

E’ un obbligo di legge.

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SPECIALE ESTATE

Consigli utili per le vacanze

e per affrontare al meglio

le calure estive.

A pagina 8-9-10-11-12

“Guadagnare Salute”

ULSS10, istituzioni pubbliche, associazioni di malati e

società civile insieme per combattere il tabagismo,

l’abuso di alcool, la scarsa attività fisica e

la scorretta alimentazione.

A pagina 14-15-16

Marchio depositato

PERIODICO DI INFORMAZIONE SOCIO SANITARIA DELL’ULSS N. 10 “VENETO ORIENTALE”

WWW.ULSS10.VENETO.IT

COPIA

GRATUITA

LITORALE DI JESOLO


IN QUESTO NUMERO

Ricordatevi di ritirare sempre il vostro referto.

E’ un obbligo di legge

L’Assistenza Domiciliare Integrata

Sondaggio della Radiologia di Portogruaro: servizio promosso dagli utenti

Attestati di esenzione per reddito: disponibili anche sul portale della Regione Veneto

A Jesolo. Il Servizio Trasfusionale ha una nuova sede

Speciale estate: consigli pratici per affrontare in sicurezza le vacanze e le calure estive

Questionari proposti da falsi operatori dell’ULSS10

Le precisazioni dell’Azienda Sanitaria

Pillole di storia. Non tutti sanno che...

Guadagnare salute

Il Direttore Generale dell’ULSS10 all’assemblea dell’OMS

Giovani e lavoro. Stage formativi per favorire l’inserimento lavorativo

Lettera degli organi di tutela del malato a sostegno del servizio di Dialisi dell’ULSS10

Donazione alla Medicina di San Donà

La posta dei lettori

L’iniziativa dell’Asla. A Noventa di Piave uno sportello a sostegno dei malati di SLA

Notizie dai comuni

Angolo del sorriso e “E ricete del soriso”

DIRETTORE RESPONSABILE: Mauro Zanutto

DIRETTORE EDITORIALE: Paolo Stocco

COMITATO DI REDAZIONE

Luigi Basso, Ornella Moretto, Pierpaolo Pianozza,

Federico Rigutto, Mauro Zanutto

REDAZIONE

Piazza De Gasperi 5 - 30027 San Donà di Piave (Ve)

E-mail: 10insalute@ulss10.veneto.it

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Trimestrale dell’ULSS 10 “Veneto Orientale”

STAMPA

Tipografia Colorama

Via Garda, 13 - San Donà di Piave (Ve)

PROGETTO GRAFICO

Tipografia Colorama | www.tipografiacolorama.com

ANNO V NUMERO 2

Registrazione Tribunale di Venezia

N. 19 del 13 settembre 2008

SOMMARIO

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LINK DELL’AZIENDA


Da qualche tempo l’Azienda ULSS10 ha avviato la

procedura del mancato ritiro dei referti.

Tale azione viene effettuata mediante l’invio di una

lettera a quegli utenti che, in seguito ad un monitoraggio

interno, non risultano aver provveduto a ritirare

l’esito di prestazioni mediche specialistiche svolte

presso le strutture aziendali. Come prevedibile, la

questione ha generato una serie di polemiche da

parte di utenti e degli organi preposti alla tutela dei

diritti del malato. In questo contesto è doveroso precisare

che tutti i casi di obiezione degli utenti sono attentamente

valutati e qualora vengano riscontrate

anomalie la richiesta di pagamento viene immediatamente

annullata.

“Purtroppo può dispiacere il fatto di vedersi chiedere

riscossioni per referti datati ma l’Azienda sanitaria deve

attenersi all’applicazione delle norme di legge per non

incorrere a sua volta in sanzioni o in un danno erariale -

spiega il direttore generale dell’ULSS10 Paolo Stocco - .

Concordo quando viene chiesto all’Azienda di procedere

alle riscossioni in modo più tempestivo, e cercheremo

di farlo, ma voglio anche sottolineare che

l’Azienda non vuole essere un mero esattore bensì

un’istituzione pubblica che deve rispettare la legge. La

legge prevede in questo specifico caso che gli utenti

debbano obbligatoriamente ritirare i propri referti”.

Il mancato ritiro dei referti è regolamentato da leggi

dello Stato e da disposizioni regionali. L'ultima legge in

materia è la Finanziaria del 2007, che rinnova le precedenti

disposizioni e ribadisce che in caso di mancato

ritiro del referto, l'utente, anche se esente, deve pagare

il costo intero della prestazione (dal quale detrarre il

ticket eventualmente già versato).

La Regione del Veneto ha fornito disposizioni applicative

a decorrere dal 2007, data di avvio della procedura

anche in quest’Azienda. L'ULSS10, trattandosi di leggi

dello Stato, non può che applicarle.

Con l’eccezione degli esami effettuati durante il ricovero,

tutti i referti devono sempre essere ritirati entro 30

giorni dalla data di disponibilità, come peraltro riportato

nei promemoria delle prenotazioni.

ATTUALITÁ

RICORDATEVI DI RITIRARE SEMPRE IL VOSTRO REFERTO

E’ UN OBBLIGO DI LEGGE

LA SITUAZIONE DEI REFERTI NON RITIRATI

• anno 2007: 1933 casi equivalenti a 84.374 euro

• anno 2008: 2215 casi, equivalenti a 103.457 euro

• anno 2009: 1816 casi, equivalenti a 91.031 euro

• anno 2010: 1848 casi, equivalenti a 91.280 euro

• anno 2011: 868 casi, equivalenti a 40.784,20 euro

I dati sopra riportati sono il risultato di un monitoraggio

interno. Per quanto possano apparire elevati, questi

numeri sono una piccolissima parte rispetto all'attività

specialistica ambulatoriale dell'Azienda. Basti pensare

che ogni giorno vengono effettuati circa 1000 prelievi

a cui corrispondono altrettanti referti; vanno inoltre

aggiunti tutti gli altri esami che prevedono la consegna

di un referto. Il numero rilevato è dunque, in realtà,

estremamente basso.

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ATTUALITÁ

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L’ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

QUANDO SI ATTIVA E PERCHE’

Nel Veneto orientale ci sono persone affette da patologie

cronico-degenerative, da poco dimesse da strutture ospedaliere,

affette da patologie invalidanti, bisognose di nutrizione

per via venosa, malati oncologici in fase terminale, non

deambulanti e non trasportabili con comuni mezzi, che

necessitano di cure puntuali e al domicilio. A costoro si rivolge

il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) dell’ULSS10,

ossia quell’assistenza che permette al cittadino di rimanere

nel proprio domicilio e nel proprio contesto familiare per

ricevere le cure ed il sostegno necessari.

COME ATTIVARE IL SERVIZIO

La domanda di assistenza

infermieristica è richiesta del

Medico di Medicina Generale

o dal Pediatria di Libera

Scelta e può essere presentata

dal diretto interessato o

dai familiari. La domanda va

poi consegnata agli operatori

del Servizio Infermieristico

presso il distretto sociosanitario

di appartenenza, il

quale provvederà a far

valutare la richiesta, nei casi

più complessi un’equipe

multi professionale, l’Unità di

Valutazione Multidimensionale

Distrettuale (U.V.M.D.) definirà il profilo di gravità del cittadino

con la stesura del piano d’intervento personalizzato

coordinato dal Medico di Medicina Generale.

Le prestazioni sanitarie sono gratuite.

CHI HA DIRITTO ALL’ASSISTENZA ADI

Tutti i cittadini residenti nell’Ulss 10, senza limiti di età, che non

siano in grado di raggiungere i luoghi di cura a causa di gravi

deficit cognitivi, sensoriali, motori, o che si trovino in condizioni

abitative tali da rendere impossibile o molto difficile lo spostamento

ed il trasporto o per l’esistenza di barriere architettoniche.

LE PRESTAZIONI ESEGUITE

Gli interventi infermieristici domiciliari comprendono:

• la rilevazione dei bisogni di assistenza infermieristica,

• la cura delle lesioni da decubito,

• la cura delle ulcere trofiche,

• la gestione del catetere vescicale,

• la gestione dei cateteri venosi centrali (cvc, porth),

• l’educazione e l’addestramento dell’utente e della famiglia

in caso di alimentazione enterale artificiale con gestione

delle sonde (sng, peg, pej),

• l’applicazione, l’educazione e l’addestramento dell’utente

e della famiglia in caso di infusioni venose,

• prelievi emato-chimici,

• educazione della famiglia su alcune pratiche assistenziali.

LA FINALITA’ DEL SERVIZIO

Il servizio ADI si prefigge di offrire a domicilio le cure sanitarie

necessarie, favorendo il permanere a casa dell’ammalato il

più a lungo possibile. Il servizio è finalizzato a garantire la

continuità di cura (dimissioni pianificate) e a ridurre il numero

e la durata dei ricoveri inappropriati in ospedale; al miglioramento

della qualità della vita del malato a domicilio; al

supporto e all’assistenza della

famiglia del malato.

QUANDO AVVIENE

L’ACCESSO AL DOMICILIO

L’infermiere del Servizio domiciliare

infermieristico che

riceve la domanda, valuta le

esigenze e concorda con i

familiari la visita infermieristica

per la presa in carico del

paziente. Gli infermieri prestano

il loro servizio a domicilio,

6 giorni su 7, nella fascia

oraria 7.00 – 19.00. Nei giorni

festivi è attiva la reperibilità

dalle ore 7.00 alle ore 19.00

per i pazienti più complessi in carico (ADIMED).

Per ulteriori informazioni è possibile contattare

le sedi territoriali ADI di:

San Donà di Piave in via Trento 19 (palazzo Inps),

dal lunedì al venerdì dalle ore 11.30 alle ore 12.30,

il sabato dalle ore 7.30 alle ore 8.30. Telefono 0421-227817

(segreteria telefonica attiva 24/h), fax 0421-227886,

email: adi.distretto1@ulss10.veneto.it

Jesolo paese in via Battsiti 83,

dal lunedì al venerdì dalle ore 11.30 alle ore 12.30.

Telefono 0421-355912, fax 0421-355901,

email: jesoloadi.distrettolitorale@ulss10.veneto.it

Portogruaro in via Zappetti 23 (palazzo ex Silos).

Dal lunedì al sabato dalle ore 11.00 alle ore 13.30.

Telefono 0421-396554 (segreteria telefonica attiva 24/h),

fax 0421-396536,

email: segreteriacureprimarie@ulss10.veneto.it

Caorle in via dei Bragozzi 138 (sede del distretto).

Dal lunedì al venerdì dalle ore 12.00 alle ore 13.00.

Telefono 0421-219825, fax 0421 219823,

email : assinfcaorle.distrettolitorale@ulss10.veneto.it


L’ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

L’INFERMIERE A DOMICILIO

L'assistenza infermieristica consiste essenzialmente nell'assumere

come problema non solo la malattia, ma le sue

conseguenze sul vivere quotidiano e sull'autonomia della

persona malata. L'infermiere domiciliare, in collaborazione

con il medico di famiglia, prende in carico la persona,

valuta i suoi bisogni di salute ed elabora un piano assistenziale

tarato sulle sue esigenze personali, familiari ed abitative.

Esso comprende interventi curativi, di prevenzione, di

educazione/informazione sanitaria, per rendere la persona

e la sua famiglia consapevoli delle implicazioni che lo stato

di malattia determina. Una parte importante dell'assistenza

infermieristica viene dedicata all’individuazione e sviluppo

delle sue risorse personali e familiari per promuoverne

l'autonomia. La casa della persona malata diventa il luogo

della cura, con le sue suppellettili, affetti, ricordi, gli animali

domestici (qualche cane non è sempre amichevole).

L'infermiere entra come ospite, portando il suo bagaglio di

conoscenze tecniche e umanità, cercando di non

invaderne gli spazi, intervenendo solo per le eventuali

modifiche che migliorino la qualità di vita del paziente e la

rendano più idonea alle cure. La collaborazione con i

familiari è fondamentale, per famiglia noi intendiamo tutti

coloro che stanno vicino alla persona: parenti, amici,

assistenti domiciliari,vicini, volontari. Il caregiver, cioè colui

che in prima persona assiste il paziente e la famiglia, sono

una importante risorsa dell'intervento assistenziale. Assieme

al caregiver valutiamo i bisogni educativi e le competenze

da acquisire per assicurare i compiti assistenziali, lo

informiamo sulle difficoltà che possono insorgere e come

intervenire in nostra assenza, cercando di creare un clima

di tranquillità e fiducia.

Laura Mansutti

Infermiera coordinatrice

ATTUALITÁ

LA FISIOTERAPIA A DOMICILIO

La riabilitazione territoriale è garantita dai fisiatri e dai fisioterapisti che

intervengono nella fase post-acuta e cronica di patologie quali ictus,

sclerosi multipla o morbo di Parkinson, patologie traumatologie e

ortopediche quali frattura di femore, protesi di anca e ginocchio, o

patologie cardiorespiratorie. Il fisiatra si occupa della diagnosi e

riabilitazione della disabilità conseguente a malattie invalidanti.

Il fisioterapista è l'operatore sanitario che svolge interventi di prevenzione,

cura e riabilitazione di deficit funzionali conseguenti a eventi

patologici. Il nostro compito si svolge al domicilio del paziente e nelle

strutture residenziali del territorio, allo scopo di fargli "guadagnare

salute", eliminando le limitazioni alla partecipazione della vita quotidiana,

riducendo le conseguenze delle menomazioni e mantenendolo

nel più alto grado di autosufficienza possibile. Per ogni paziente

realizziamo un progetto riabilitativo che specifica i bisogni, le azioni

da mettere in atto e i tempi per raggiungere gli obiettivi definiti.

Il fisioterapista a domicilio interviene per favorire il recupero delle

attività della vita quotidiana, quali vestirsi, alimentarsi, l’igiene personale,

la comunicazione verbale o gestuale; assiste il paziente negli

spostamenti, nel recupero del cammino in autonomia o assistito con

ausili come il deambulatore o il tripode, dentro e fuori dal domicilio.

Durante l’intervento il fisioterapista trasferisce molte competenze alla

famiglia poiché la stessa segue il paziente in tutte le sue attività e

durante l’intera giornata ed è un punto nodale dell’assistenza a

domicilio, pertanto va informata sulla problematica del familiare,

sulla possibilità di recupero della disabilità o di mantenimento ed

accompagnata nel processo di accettazione degli esiti. Spesso a

casa del paziente troviamo un’assistente familiare, cioè una persona

di fiducia a cui la famiglia delega le attività di assistenza al proprio

congiunto, il fisioterapista lo informa sulle problematiche della persona

assistita e lo addestra affinché sia in grado di fornire l’assistenza

adeguata.

Maria Botter detta Martinazzi

Referente dell’Area Riabilitativa ULSS10

SONDAGGIO DELLA RADIOLOGIA DI PORTOGRUARO

SERVIZIO PROMOSSO DAGLI UTENTI

E’ senza dubbio un giudizio positivo, sulla globalità del servizio

erogato dalla Radiologia, quello espresso da parte degli utenti

che, tra giugno e dicembre 2011, si sono rivolti a questa unità

operativa per le rispettive cure e hanno aderito a un’indagine

di gradimento. L’indagine è stata condotta attraverso la

compilazione di un questionario, facoltativo e in forma anonima,

composto da 9 domande (di cui 8 a risposta multipla ed

una a risposta libera) finalizzate ad acquisire il parere

dell’utenza sulla qualità del servizio ricevuto, dalla disponibilità

del personale dell’unità operativa di Radiologia alla pulizia dei

locali e molto altro. I questionari compilati sono stati 188, questi

i dettagli delle risposte fornite:

• Il personale di segreteria, al momento della sua prenotazione,

si è dimostrato disponibile, preparato, cortese nei suoi

confronti? Sì 82%

• Sono stati rispettati i tempi di attesa contrassegnati sulla

ricetta del suo Medico di base? Sì 66%

• I locali della Radiologia (sala attesa, sala diagnostica, servizi

igienici) le sono sembrati confortevoli, puliti, ordinati? Sì 82%

• Il suo esame è stato eseguito nel rispetto dell'orario stabilito

dalla sua prenotazione? Si 58,5%

• Ritiene di essere stato sufficientemente informato dal personale

tecnico e medico sulle modalità di esecuzione dell'esame?

Si 64,3%

• La competenza è un aspetto che ha potuto riscontrare dal

personale di questo servizio? Si 72,8%

• Lei prenoterebbe nuovamente un esame presso questa

unità operativa di Radiologia? Si 68%

• Secondo Lei, la tempistica per il ritiro del referto è adatta

alle sue esigenze? Si 65%

• Le chiediamo di fornirci qualche suggerimento per migliorare

il servizi.

Più rispetto per l'utente 9,6%; migliore tempistica 18,1%;

miglioramento ambiente 4,2%; piena soddisfazione12,8%;

non risponde 55,3%

La maggioranza delle risposte esprime dunque un giudizio

positivo sui servizi erogati dalla Radiologia e sono uno stimolo

per migliorare ulteriormente gli ambiti che, pur avendo riscosso

il consenso degli utenti, hanno ottenuto il minor punteggio.

Doveroso infine il ringraziamento a tutti gli utenti che hanno

aderito, con ampia disponibilità, al sondaggio.

Articolo redatto da Cristina Cibin, tecnico sanitario di Radiologia

Medica presso l’ospedale di Portogruaro.

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ATTUALITÁ

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ATTESTATI DI ESENZIONE PER REDDITO

DISPONIBILI ANCHE SUL PORTALE DELLA REGIONE VENETO

Non è più necessario recarsi agli sportelli dell’anagrafe

sanitaria per ottenere gli attestati di esenzione per reddito e di

esenzione parziale della quota fissa. Ora i rispettivi moduli si

possono “scaricare” direttamente dal “Portale sanità Regione

del Veneto”.

Proseguendo nella strada della sanità digitale volta ad

agevolare l’utenza, chi possiede un computer collegato ad

internet, e ha la necessità di avere i citati attestati, deve

“solo” accedere al portale della Regione Veneto

(https://salute.regione.veneto.it/web/guest/servizi/esenzioni)

indicare il numero di tessera sanitaria, il codice fiscale e la

Ulss di appartenenza. Con pochi click l’attestato di esenzione

per reddito o esenzione parziale della quota fissa sarà subito

disponibile per essere scaricato e stampato.

L'attestato è reperibile online per i cittadini ricompresi nell'elenco

fornito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Non

sono invece inclusi in tale elenco i cittadini disoccupati, la cui

condizione lavorativa non può essere nota al Ministero e

all'Azienda. Le persone che ritenessero di aver diritto all'esenzione per reddito o all'esenzione parziale dalla quota fissa,

che non reperissero online il proprio attestato o che non lo avessero ricevuto per posta entro il 31 maggio 2012,

devono recarsi agli sportelli di anagrafe dei distretti sociosanitari al fine di autocertificare il proprio status e ottenere

l'attestato richiesto. Chi non è provvisto di computer o di un collegamento ad internet può sempre ottenere l’attestato

presso gli sportelli dell’anagrafe sanitaria. Tutti i dettagli sui requisiti richiesti per l’esenzione sono reperibili sul sito aziendale

www.ulss10.veneto.it

PIU’ RISERVATEZZA

AL PRONTO SOCCORSO

DI SAN DONA’

Riservatezza e miglioramento del comfort. Sono alcune

delle novità in arrivo, ed in parte installate, al Pronto

Soccorso di San Donà di Piave.

In primo luogo la privacy. In prossimità dell’area di accettazione,

o del triage, è stato installato un box che garantisce

la privacy dell’utente dalle persone sedute in sala

d’attesa. “In precedenza potevano accadere situazioni

spiacevoli o imbarazzanti – spiega il direttore del Pronto

Soccorso, il dottor Franco Laterza – perché il paziente

doveva spiegare i sintomi al personale del triage, elencando

spesso dettagli personali, sapendo di essere

ascoltato dalle persone presenti in sala d’attesa, a pochi

metri di distanza. Ora possiamo invece garantire il massimo

della riservatezza”.

Altre azioni di miglioramento che interesseranno il Pronto

Soccorso di San Donà saranno la sostituzione delle sedie

in sala d’aspetto e la realizzazione di un angolo dedicato

all’attesa dei bambini, separato da quello dagli adulti.

SICUREZZA CERTIFICATA

Ospedale di San Donà promosso in sicurezza. A confermarlo

è la commissione regionale che ha svolto un primo

audit relativo al Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS),

risultato favorevole per quanto riguarda la sistematicità

dell’implementazione, sia a livello generale (verifica di

sistema) e sia di unità operativa (sono state eseguite

verifiche nei reparti di Rianimazione e Day Surgery nel

presidio di San Donà di Piave).

L’SGS è un modello di gestione per le Aziende sanitarie,

messo a punto dalla Regione Veneto in collaborazione

con l’INPS, finalizzato a fornire precisi indicatori per gestire

in modo ottimale i processi attinenti la sicurezza dei

lavoratori e quindi, a ricaduta, sulla sicurezza ai pazienti.

Il risultato favorevole del primo audit è l’inizio di un processo

che porterà la preposta commissione regionale ad

effettuare altre verifiche nelle unità operative dell’ULSS10.

Nel momento in cui verrà attestata l’adeguata diffusione

dell’implementazione, sarà conseguito il logo INAIL

“Azienda Sicura”. Tale marchio, oltre che costituire una

garanzia di sicurezza per operatori e pazienti, consentirà

una riduzione del premio annuale assicurativo INAIL del

7% circa.


Il direttore sanitario Patrizia Benini, il dottor Francesco

Fiorin, il sindaco Valerio Zoggia, i responsabili dell’Avis

locale e regionale, Aldo Bincoletto e Alberto Argentoni,

unitamente a dirigenti e personale medico dell’ULSS10,

lo scorso 4 giugno hanno inaugurato la nuova sede del

Servizio Trasfusionale di Jesolo. I nuovi locali, progettati

dall’ingegner Peter Casagrande, sono ricavati

nell’edifico che un tempo

ospitava la degenza della

Medicina.

Su una superficie di circa

225 metri quadrati sono ora

presenti nuovi spogliatoi, una

sala d’attesa con servizi

igienici, un ambulatorio

medico, un’ampia sala per i

prelievi e una sala ristoro per

la fase successiva al prelievo.

Una stanza è stata

concessa alla sede jesolana

dell’Avis. Spazi ampi e

confortevoli sia per gli utenti

che per il personale del Servizio

Trasfusionale.

Nell’area esterna sono stati creati nuovi parcheggi e

l’accesso è stato reso indipendente per soddisfare al

meglio le esigenze del personale medico e infermieristico,

nonché dei rispettivi utenti. “Dopo la nuova sede

a San Donà di Piave, questo è un nuovo tassello della

ristrutturazione del Trasfusionale, a conferma che

questo servizio è un punto nodale per l’Azienda” ha

spiegato il direttore sanitario Patrizia Benini, la quale, nel

giorno di lutto nazionale, ha ricordato inoltre le vittime

del terremoto in Emilia Romagna.

Il sindaco di Jesolo è intervenuto sul futuro

dell’ospedale: “E’ stato detto tanto su questa struttura,

soprattutto in campagna elettorale – ha esordito Valerio

Zoggia –. Quello di Jesolo è senza alcun dubbio un

ospedale di rete, pertanto mi attiverò personalmente a

tutti i livelli istituzionali per far diventare questa struttura

all’altezza della nostra città e dei tantissimi turisti che la

frequentano”. Elogi ai donatori da parte del primario

del servizio, il dottor Francesco Fiorin: “Ringrazio

vivamente la direzione dell’Azienda e in particolare il

direttore generale perché ha permesso al Servizio

Trasfusionale di dotarsi nell’ultimo anno di nuove sedi

per la raccolta, la lavorazione e la distribuzione degli

emocomponenti. In questo modo lavoriamo in sicurez-

ATTUALITÁ

A JESOLO

IL SERVIZIO TRASFUSIONALE HA UNA NUOVA SEDE

za, con qualità e con qualche comodità in più”. “Un

ringraziamento- continua il dottor Fiorin - va anche a

tutti i donatori che gravitano attorno alla sede di Jesolo

per la pazienza, per il senso di altruismo e di appartenenza,

che hanno permesso alla sede di Jesolo di

mantenere inalterati i livelli di raccolta, soprattutto

nell’ultimo anno in cui si sono registrate ovunque flessioni

generalizzate. Un pensiero

particolare va ad Angelo

Pasqual che considera la

sede del Servizio Trasfusionale

come una seconda casa

e che quotidianamente si

spende per l’Avis e per i

donatori di Jesolo”.

Nell’occasione, la direzione

aziendale ha consegnato

alla sezione Avis di Jesolo

una pergamena come

segno di gratitudine per la

proficua collaborazione.

La nuova sede del Servizio

Trasfusionale rientra in un

progetto più ampio di ristrutturazione

dell’intera palazzina denominata ex Medicina,

che prevede, a ultimazione dei lavori, la presenza

di una piastra per il poliambulatorio dove saranno

collocati il dermatologo, la medicina sportiva,

l’oculistica ed altri servizi al piano terra, mentre al primo

piano è già attiva la

nuova foresteria con 20

posti letto. E’ in fase di

completamento

anche la porzione di

palazzina che ospiterà

alcuni servizi del distretto

socio-sanitario di

Jesolo.

Ottavio Zorz, classe 1948, jesolano d.o.c., ha raggiunto il record

di 167 donazioni. La sua azione benefica è iniziata 46 anni fa e ha

mantenuto una media di 3,3 donazioni l’anno (quella nazionale è

di 2,1 donazioni/anno). Il tutto nel rispetto degli intervalli di

tempo (90 giorni) previsti dalla legge. Un donatore può effettuare

184 donazioni. Ottavio Zorz ha raggiunto il 91% delle donazioni

possibili. Un risultato di tutto rispetto.

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speciale

Estate Estate

NON TUFFATEVI

DAI PONTILI

Estate 2012, come ogni anno ritorna l’incubo dei tuffi da

pontile. Una leggerezza o una bravata che può costate

molto cara alla sopravvivenza di chi, dopo essersi tuffato, è

vittima di una lesione midollare. Perché ciò significa che

questa persona sarà costretta a trascorrere il resto della

propria vita su una sedia a rotelle. Ne parliamo con il dottor

Franco Laterza, primario dei Pronto Soccorso di San Donà di

Piave e Jesolo. “Ogni qualvolta mi trovo di fronte ad un

trauma da tuffo provo una grande rabbia- spiega il dottor

Laterza- perché non potrò mai tollerare che un giovane si

rovini la vita per una sciocchezza del genere. Tuffarsi da un

pontile, anche alla sua estremità, è rischiosissimo. Il livello

dell’acqua è basso e non attutisce il tuffo. La persona che si

tuffa di testa picchia violentemente il capo sul fondale”

C’è una casistica al riguardo, nell’ambito di questa ULSS?

“I traumi da tuffo non sono molto conosciuti eppure sono la

seconda causa di tetraplegia in Italia dopo gli incidenti

stradali. Come emerge da un’indagine effettuata dagli

operatori del Pronto Soccorso, Amanda Furini e Simone

Travan, ogni estate in Italia 60 persone rischiano di rimanere

a vita su una sedia a rotelle per un tuffo. Le persone maggiormente

a rischio hanno un’età compresa tra i 10 e 40 anni.

Negli ultimi 5 anni solo a Jesolo si sono registrati 10 gravi

lesioni midollari. Fortunatamente il trend è in diminuzione ma

anche il solo caso all’anno deve essere evitato”

8

!

Quali lesioni si riportano in seguito a un trauma da tuffo?

“Il tuffo di testa su un fondale in acqua bassa può provocare

un trauma cranico e/o lesioni alla colonna vertebrale che

determinano danni irreversibili. Ciò determina effetti psicologici

devastanti per la persona che da un giorno all’altro si

ritrova paralizzata, e purtroppo si deve rilevare anche il costo

sociale di questi eventi: un tetraplegico costa 800 mila euro

l’anno alla collettività”

Oltre all’incubo tetraplegia c’è anche il rischio di restare

paraplegici, no?

“Certo, le conseguenze variano a seconda della parte di

midollo colpita. Quando la lesione è a livello dorsale o

lombare si parla di paraplegia. In questo caso si verifica

l’interruzione dei messaggi inviati attraverso le terminazioni

nervose che consentono il movimento degli arti inferiori.

La tetraplegia avviene quando la paralisi nasce da una

lesione a livello cervicale, in questo caso vengono interessati

braccia e gambe i quali possono perdere sia la sensibilità

che il movimento”

Situazioni paradossali, a causa di un tuffo…

“E’ per questo motivo che non riuscirò mai ad accettare

questi casi. Non rischiate di rovinarvi la vita per un tuffo in

mare”

LE INSIDIE IN MARE: POCHI E SEMPLICI REGOLE POSSONO EVITARE

CHE UNA VACANZA SI TRASFORMI IN TRAGEDIA

CONSIGL

• Non entrare in acqua a stomaco pieno o durante la digestione (attendere almeno 3 ore)

• Non entrare in acqua quando non ci si sente bene o si accusano malesseri

• Evitare di entrare in acqua quando si sono consumate bevande alcoliche. Si ricordi che l’alcol può rendere meno vigili in circostanze

in cui si richiede capacità di controllo

• Non entrare in acqua bruscamente dopo una lunga esposizione al sole o se si è accaldati, perché la notevole differenza di temperatura

tra il corpo e l'acqua può determinare delle alterazioni della funzione cardiorespiratoria, con perdita della conoscenza

ed arresto cardiaco

• Non improvvisarsi subacquei, in quanto l'immersione richiede una forma fisica adeguata, raggiunta dopo una preparazione specifica

• Evitare di fare il bagno quando il mare è agitato

• Evitare, se possibile, di fare il bagno da soli, perché anche un banale crampo potrebbe mettere in serie difficoltà;

possibilmente scegliere luoghi per nuotare sorvegliati da bagnini

• Evitare di tuffarsi se non si conosce la profondidell'acqua; si rischia di urtare contro il fondo o contro gli scogli con conseguente

morte per trauma cranico o postumi invalidanti per lesioni alla testa ed al collo

• Vento forte e temporali con fulmini possono costituire un serio pericolo per chi va in acqua

• Fare attenzione alle bandiere colorate di avviso di pericolo in spiaggia

• Fare attenzione alle onde pericolose. Se si finisce in una corrente che porta al largo, non cercare di contrastarla subito nel tentativo

di guadagnare immediatamente la riva. E’ meglio cercare piuttosto di uscire dal flusso della corrente, nuotando parallelamente

alla spiaggia

• Usare molta prudenza in acque dolci (fiumi e laghi) sia per le correnti presenti, sia per la temperatura dell’acqua, spesso assai fredda

• Massima attenzione ai bambini

• Per quanto riguarda piccole piscine in particolare quelle gonfiabili, acquistabili anche nei supermercati, è buona norma vuotarle

dopo l’uso oppure dotarle di una copertura solida a prova di bambino.

*dall’Istituto Superiore di Sanità


Consigli pratici

Consigli pratici

COLPO DI SOLE

Il colpo di sole compare dopo una lunga esposizione ai raggi solari. Il

primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui

seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea. La temperatura

corporea si alza, la pelle appare secca e molto arrossata.

La prima cosa da fare è portare la persona colpita in un luogo fresco e

ombroso, farla sdraiare a terra tenendole le gambe sollevate rispetto al

resto del corpo. Immergere un lenzuolo o un grande asciugamano in

acqua fredda e poi avvolgere la persona per farle sentire un immediato

benessere. Se è possibile, riempire una vasca d’acqua fredda e fate

distendere il colpito. Consigliabile anche una borsa di ghiaccio sulla testa.

Se dopo mezz’ora di “trattamento refrigerante” la temperatura non scende,

è necessario richiedere l’intervento di un’ambulanza.

UTILI PER LA SALUTE

PUNTURA DI MEDUSA

Le meduse presenti nei nostri mari, a differenza di alcune specie tropicali,

non uccidono. In caso di puntura di medusa bisogna cercare di non

mettere in circolazione la sostanza tossica iniettata: non grattate la zona in

cui è presente l’irritazione, non lavare con acqua dolce o applicare acqua

fredda o ghiaccio, non fare impacchi con aceto o ammoniaca o alcool,

non rimuovete i frammenti dei tentacoli di medusa con pinzette, meglio

usare le mani. Per ridurre il dolore lavate la parte colpita con acqua di

mare e disinfettarla con bicarbonato, il rimedio migliore è l’applicazione di

Gel Astringente al cloruro d’alluminio, ha un’immediata azione antiprurito e

blocca la diffusione delle tossine; in casi estremi utilizzate pomate al cortisone,

rivolgersi eventualmente all’ambulatorio di spiaggia o al punto di

Primo Soccorso.

speciale

Estate Estate

USTIONI E SCOTTATURE LEGGERE

L’ustione è una lesione dei tessuti (specie pelle e strati profondi) provocata

dal contatto con calore elevato o sostanze chimiche, quali gli acidi,

le basi forti e i solventi.

In caso di ustione, dopo essersi lavato le mani, far scorrere acqua fredda

sulla parte interessata per attenuare il dolore. Se non si sono formate

vesciche, ungere con olio di vaselina o stendere una pomata per le

ustioni, coprire infine con una garza sterile.

Se invece si riscontrano vesciche, coprirle con garza sterile per evitare il

contatto con l’aria ed eventuali infezioni. Non applicare pomate né oli.

Non asportare la pelle in prossimità delle vesciche. Attenzione: anche se

superficiali le ustioni possono essere pericolose se molto estese, in questo

caso chiamate un medico.

PUNTURA D’INSETTO

La puntura d’insetto può essere pericolosa specie se colpisce particolari

zone del corpo (occhi, labbra, viso, lingua e gola), oppure se ad essere

punto è un bambino piccolo o se la persona soffre di forme allergiche.

In quest’ultimo caso esiste il rischio del cosiddetto “shock anafilattico”.

Per prima cosa è necessario rimuovere il pungiglione eventualmente

conficcato nella pelle: con cautela, servendosi di una pinzetta. Dopo

aver disinfettato la puntura la si deve strofinare con un batuffolo con

ammoniaca (disattiva il veleno) e poi applicarvi del ghiaccio (rallenta

l’assorbimento). Se la persona è stata punta in bocca è necessario farle

fare dei gargarismi con acqua fredda salata (due cucchiaini di sale fino

in un bicchiere). In caso di shock. Se la persona che appare pallida,

sudata, respira male, presenta gonfiore alle labbra ed agli occhi, rivolgersi

subito al Pronto Soccorso. Tenete presente che il sudore, la lacca, il gel, il profumo, un abbigliamento color vivace,

sono fonti di attrazione per gli insetti.

9


speciale

Estate Estate

COME FUNZIONA IL PRONTO INTERVENTO

Per garantire vacanze sicure durante il periodo estivo tutto il

sistema di emergenza, che opera in coordinamento con la

centrale operativa del 118, viene potenziato di uomini e

mezzi.

I bagnini sul litorale sono qualificati per il salvataggio in

acqua e formati per intervenire con tecniche di supporto

delle funzioni vitali di base, anche con l’uso di defibrillatore in

caso di arresto cardiaco. Il Servizio di Urgenza ed Emergenza

Medica (SUEM) è attivo 24 ore su 24 chiamando il 118.

La chiamata è gratuita. La centrale operativa provvederà

all’intervento in collegamento con i pronto soccorso degli

ospedali, le ambulanze, l’elisoccorso.

La puntura di zecca non è solo un

problema per cani e gatti. Questi

insetti, appartenenti alla sottoclasse

degli acari, possono trasmettere

gravi malattie anche all’uomo,

come la Borreliosi di Lyme

(colpisce cute e articolazioni) o la

Meningoencefalite da zecche o

TBE (provoca febbre e può coinvolgere

anche il sistema nervoso

con meningiti ed encefaliti).

Le zecche sono presenti in

ambienti boschivi, ricchi di cespugli,

ambienti umidi con vegetazione bassa, zone di

confine tra prato e bosco soprattutto se c'è presenza

d’acqua. Il periodo a maggior rischio per la puntura di

zecca è compreso tra primavera ed autunno.

Le aree geografiche più a rischio puntura per l’ampia

diffusione di zecche, sono quelle montagnose e

collinari del Friuli, Trentino, Veneto, Appennino Tosco-

Emiliano e Ligure. Per quanto riguarda il rischio di

meningoencefalite da zecche (TBE), l’area dell’Europa

centro orientale e settentrionale; in Italia alcune zone

delle province di Trento e Belluno; in Friuli la Val Canale,

Moggio Udinese, Tarvisio, zona Monte Matayur al confine

di Pulfero con la Slovenia e Val Tramontina.

La prevenzione.

Al rientro da gite nei boschi o nei prati

è necessaria un’ispezione accurata

della superficie del corpo per rilevare

l’eventuale presenza di zecche. In

occasione di escursioni in zone a

rischio, è importante usare un abbigliamento

di colore chiaro (le

zecche si evidenziano meglio) e che

copra la maggior parte del corpo;

10

Emergenze

Emergenze

IN CASO DI EMERGENZA

118

CHIAMARE IL NUMERO

COSA FARE ALL’ARRIVO IN PRONTO SOCCORSO

Se l’arrivo in pronto soccorso avviene con mezzi propri rivolgetevi

subito all’accettazione. Gli accessi alle cure vengono

regolamentati non in base all’ordine di arrivo ma in base alla

gravità dei problemi. Tale metodica si chiama “Triage”, la

quale assegna un codice colore a seconda delle gravità:

rosso ai casi gravissimi, in pericolo di vita; giallo ai pazienti

con lesioni gravi; verde assegnato per interventi differibili, le

prestazioni sono soggette al versamento del ticket; bianco

per patologie lievi, casi che in genere non necessitano della

struttura ospedaliera, le prestazioni sono soggette al versamento

del ticket.

ATTENZIONE ALLE ZECCHE!!

usare inoltre repellenti per insetti

(ad esempio l’Autan), teli di

plastica per sedersi o appoggiare

indumenti o zaini sull'erba;

camminare al centro dei sentieri

per evitare il contatto con

cespugli e bordi dei prati.

Se si è punti da una zecca.

Il rischio d’infezione è tanto più

basso quanto più breve è il

tempo in cui la zecca resta

attaccata alla cute. Per rimuoverla

occorre afferrarla con una pinza e tirare verso

l’alto senza schiacciarla. E’molto importante non

toccarla a mani nude e non applicare sopra di essa

alcuna sostanza irritante (alcool, acetone, ecc). Se

una parte della zecca rimane infissa sulla pelle può

essere successivamente tolta come qualsiasi corpo

estraneo. Dopo la rimozione occorre disinfettare la

zona cutanea interessata. Tenere in osservazione la

cute per 30-40 giorni e verificare l’eventuale comparsa

di arrossamento che si allarga pian piano (primo segno

di possibile infezione da Borreliosi di Lyme) o la comparsa

di sintomi neurologici (irritazione meningea possibile

segno di meningoencefalite).

La vaccinazione.

La meningoencefalite da zecche o TBE si

può prevenire con la vaccinazione da

eseguirsi negli ambulatori del Servizio Igiene

e Sanità pubblica dell’ULSS10.

Le modalità sono descritte sul sito aziendale

www.ulss10.veneto.it nella sezione

strutture/dipartimento di prevenzione/igiene e

sanità pubblica/malattie infettive da zecche.


speciale

QUANDO FA TROPPO CALDO

CONSIGLI UTILI PER LA SALUTE

Con l’arrivo dell’estate, quindi delle alte temperature e

di elevati tassi d’umidità, si ritorna immancabilmente a

parlare di “emergenza caldo”, fenomeno che interessa

in particolare le fasce deboli della popolazione.

Anziani sofferenti di patologie croniche, spesso in

condizioni socio-economiche precarie, ma anche

bambini in giovanissima età (che quindi non riescono

ad esprimersi), sono le persone più esposte al rischio

disidratazione e, di riflesso, a spossatezza, crampi

muscolari, in casi estremi a collassi cardiocircolatori.

Per far fronte a queste situazioni di criticità la Regione

Veneto e le Aziende Sanitarie del territorio elaborano in

vista dell’estate protocolli operativi che, oltre alle strutture

sanitarie e territoriali delle ASL, coinvolgono gli Enti

locali, case di riposo e tutte quelle realtà di aggregazione

di anziani. Anche l’ULSS10 è in prima fila su questa

tematica e provvede ogni estate all’attivazione di tutte

le strutture e personale pronto a prevenire o risolvere

situazioni di criticità, inoltre il Dipartimento di Prevenzione

distribuisce del materiale informativo utile a fornire

consigli utili per le persone a rischio.

Ecco un estratto di consigli pratici per far fronte

all’emergenza caldo.

Cosa mangiare e bere. Preferire pasti leggeri, facili da

digerire, non grassi, evitando carni e insaccati; consumare

molta frutta e verdura; bere molta acqua

(almeno 2 litri al giorno) anche se non si ha sete: bere

è come una medicina!; evitare di bere bibite gassate,

zuccherate, o troppo

fredde; limitare i caffè e

le bevande alcoliche;

non assumere integratori

di sali minerali senza

consultare il proprio

medico.

Abituarsi a riposarsi

frequentemente; seguire

le previsioni del tempo

alla Tv, alla radio e sui

giornali, per sapere

quando sono previste le

temperature più calde.

Come vestirsi. Indossare

indumenti leggeri e

Estate Estate

comodi, di colore chiaro, di fibre naturali come cotone

e lino; se in casa c’è un familiare malato o anziano

costretto a letto, assicurarsi che non sia troppo vestito.

In casa. Usare tende per non fare entrare il sole; chiudere

le imposte nelle ore più calde; se si resta in casa

trattenersi nei locali più freschi; limitare l’uso dei fornelli

e del forno; non rimanere sprovvisti degli alimenti principali

(acqua, frutta e verdura, pasta); se si usano ventilatori

o condizionatori non indirizzare il flusso d’aria direttamente

sul corpo; fare frequenti docce con acqua

tiepida: rinfresca e dà una sensazione di benessere; è

bene avere sempre a disposizione i numeri di telefono

di parenti e amici, di volontari e del proprio medico di

famiglia.

Fuori casa. Evitare di uscire nelle ore calde della

giornata (dalle ore 12.00 alle ore 17.00); portare

sempre con sé una bottiglia di acqua fresca; non

sostare al sole, usare sempre un copricapo; recarsi

presso strutture con aria condizionata (Case di Riposo,

Centri ricreativi per anziani o altri luoghi pubblici climatizzati);

non lasciare mai nessuno, neanche per breve

periodo, nell’auto parcheggiata al sole; non fare attività

fisica nelle ore calde.

In caso di mancanza di appetito, insonnia, capogiri o

svenimenti, crampi muscolari, palpitazioni, aumento

della temperatura corporea, stato di agitazione confusionale,

mancanza di respiro, mal di testa, ronzii alle

orecchie, contrazione della diuresi, contattare il proprio

medico di famiglia; il pediatra; il farmacista; l’assistente

sociale, la casa di riposo,

l’ospedale, il distretto

socio-sanitario, le associazioni

di volontariato, il

presidio sanitario nel

luogo di vacanza.

11


speciale

Estate Estate

Il Decalogo

DELLA CORRETTA ESPOSIZIONE AL SOLE

1. Nei primi giorni di vacanza esporsi al sole gradatamente, al

mattino e nel tardo pomeriggio, meglio se in movimento.

2. La fotoprotezione mediante indumenti e cappelli è la prima

linea di difesa nei confronti delle radiazioni UV (proteggono

maggiormente gli indumenti scuri di quelli chiari).

3. Applicare filtri e schermi solari ben bilanciati per le radiazioni

UVA e UVB, resistenti all’acqua, su tutte le parti del corpo scoperte

(comprese labbra, orecchie e dorso dei piedi) subito prima

dell’esposizione al sole. Rinnovare l’applicazione ogni 2 ore e

dopo bagni e docce.

4. Utilizzare filtri e schermi solari anche nelle giornate nuvolose.

5. Scegliere prodotti contenenti schermi solari UVA e UVB

(secondo il nuovo metodo internazionale COLIPA — SPF =

Fattore di Protezione Solare) in base all’età e fototipo. *

6. Evitare l’esposizione diretta ai raggi solari dei bambini di età

inferiore ai 6 mesi.

7. Evitare esposizioni solari saltuarie e prolungate, soprattutto

dalle ore 11.00 alle ore 15.00.

8. Evitare di esporsi direttamente al sole se si assumono farmaci

quali: antinfiamrnatori orali e locali, antibiotici , farmaci per

l’ipertensione arteriosa, farmaci modulatori del ritmo cardiaco,

ansiolitici.

PASSAPORTO ANCHE PER CANI E GATTI

La Commissione Europea dal 2003 ha introdotto precise norme

che disciplinano le movimentazioni di piccoli animali (cani, gatti e

furetti) all'interno dell’Unione Europea, prevedendo l’identificazione

mediante microchip o tatuaggio, nonché l'adozione di un passaporto.

Per il rilascio del passaporto (il cui costo è 10 euro a carico

del richiedente) non è necessaria la presenza dell’animale a meno

che non sia ancora registrato in BANCA ANAGRAFE CANINA (BAC), in

questo caso è necessaria la sua presenza per essere previamente

identificato mediante microchip e registrato nella BAC. La validi

del passaporto corrisponde alla vita dell’animale, è tuttavia evidente

che la mancata segnalazione dell’atto

vaccinale sullo stesso documento, lo

rende inutilizzabile nei Paesi che lo riconoscono.

Per quanto riguarda le movimentazioni

di piccoli animali verso Paesi non

Comunitari, è necessario far riferimento alle

disposizioni legislative in vigore nei singoli

Stati; se questi differiscono dal regolamento

previsto nell’Unione Europea, al controllo

di frontiera verrà richiesto altro tipo di certificazione.

E’ dunque consigliato che il

proprietario dell’animale contatti, prima

della partenza, l’ambasciata o il consolato

12

9. Evitare di esporsi direttamente al sole se si è portatori di malattie

indotte o aggravate dalla luce come: lupus eritematosi,

dermatomiosite, herpes simplex, herpes zoster - varicella,

rosacea, fotodermatiti, pemfigo, albinismo, melanomi e neoplasie

cutanee.

10. Evitare di esporre direttamente al sole zone cutanee sottoposte

nell’ultimo mese a: trattamenti estetici con laser, peeling

chimici, interventi chirurgici (con relative cicatrici).

* QUALE PROTEZIONE SOLARE SCEGLIERE

del Paese di destinazione per richiedere le modalità

di esportazione ed eventuali modelli di certificazione

sanitaria previsti. Per i dettagli sulle vaccinazioni, e

per qualsiasi altra informazione, potete rivolgervi ai

Servizi Veterinari di San Dona’ di Piave: tel. 0421-

228151 o 0421-228152, oppure ai Servizi Veterinari

di Portogruaro: tel. 0421-396800.

VIAGGIO ALL’ESTERO?

ECCO COSA

METTERE IN VALIGIA

Repellenti ed insetticidi contro

zanzare ed altri insetti; antifebbrili e antidolorifici;

antibiotici a largo spettro; piccoli strumenti come

termometro, siringhe sterili, laccio emostatico,

forbici; materiale di medicazione come disinfettanti,

cerotti, garze sterili guanti monouso; farmaci

antidiarroici; soluzione reidratanti in caso di diarrea,

in particolare per anziani e bambini; antispastici in

caso di coliche; creme solari ad elevata protezione;

disinfettanti per le vie urinarie; pomate antibiotiche e

cortisoniche; antichinetosico per il mal d’aria, mal di

mare; collirio; antistaminici topici o sistemici per

reazioni allergiche o punture d’insetti.

Lo speciale estate è stato redatto con il contributo di: Dino Vido, Franco Laterza, Luigi Nicolardi, Renzo Franco, Flavia Puglisi, Donatella Bernardi, Denis Marchesan.


QUESTIONARI PROPOSTI

DA FALSI OPERATORI

DELL’AZIENDA SANITARIA

Recentemente sono pervenute segnalazioni da parte

di alcuni utenti che, contattati telefonicamente da

fantomatici operatori dell’ULSS10, sono stati invitati a

recarsi in strutture non aziendali per compilare un

questionario e ritirare un omaggio.

Un cittadino di San Donà di Piave, nello specifico, è

stato contattato telefonicamente da una persona

qualificatasi come dipendente dell’ULSS10 la quale,

dopo aver sommariamente acquisito informazioni sulle

abitudini di cura, ha fissato un appuntamento in un

noto ristorante di Eraclea per la compilazione di un

articolato questionario con la presenza della moglie.

Al termine dell’incontro l’utente sarebbe stato “gratificato”

dell’impegno con la consegna di un misuratore di

pressione.

In seguito a tali eventi è doveroso comunicare che tale

procedura non è in linea con il modus operandi

dell’Azienda. Pertanto, nell’intero ambito dei 20 comuni

afferenti all’ULSS10, non è in atto alcuna iniziativa

simile ed è probabile che dette situazioni nascondano

possibili truffe a danno degli utenti.

Si invita la popolazione a diffidare di sedicenti operatori

dell’ULLS10 che, per telefono, li invitano a presentarsi in

strutture non aziendali; inoltre di diffidare chi promette,

PILLOLE DI STORIA a cura del dottor Fabio Toffoletto

NON TUTTI SANNO CHE…

sempre per conto dell’ULSS10, la consegna di premi

per il disturbo e la collaborazione fornita.

In passato alcune persone qualificatesi come “funzionari

dell’ULSS” si erano presentate al domicilio di utenti

per rilasciare attestati d’esenzione per reddito: in

questo caso si tratta di una truffa. Il rilascio degli attestati

di esenzione, infatti, in corso in questo periodo, avviene

esclusivamente con tre modalità: spedizione postale

al domicilio del cittadino, scarico attraverso il portale

internet o consegna presso gli sportelli dell’ anagrafe

sanitaria presso i distretti.

L’anestesia locoregionale ha vissuto un momento magico grazie alle foreste del sud

America. Per migliaia di anni le popolazioni dell’America latina hanno masticato le

foglie della pianta Erythroxylon coca (da cui viene ricavata la cocaina) che permetteva

loro di sopportare sia la fatica che la fame. Nel 1653 per la prima volta viene

descritta la capacità di alleviare il dolore del mal di denti masticando le foglie di

questa pianta. Verso la metà del 1800, con il progresso della chimica in Germania

(Paese paragonabile allora agli Stati Uniti d’America per quanto concerne la ricerca e

la produzione scientifica), ne viene isolato il principio attivo all’origine delle proprietà

anestetiche. Il primo ad usarlo fu l’oculista Karl Koller per alleviare il dolore di una lesione

che si era procurato lui stesso facendo un’autopsia, ma successivamente lo stesso

principio attivo venne usato anche in contesti non strettamente chirurgici, da Sigmund

Freud nelle sue esperienze concernenti la psicanalisi.

La cocaina ebbe successivamente un larghissimo uso come anestetico locale e fu il

primo anestetico usato nell’anestesia spinale. Negli anni a seguire è stata sostituita

progressivamente dall’uso di anestetici di sintesi più semplici e più maneggevoli,

anche se gli anestetci a base di cocaina continuano ad avere un ruolo molto importante

negli interventi al naso.

Un altro grosso dono che fece ai conquistatori europei il Nuovo Continente scoperto

da Cristoforo Colombo, sono state le piante appartenenti al genere Strychnos, da cui

inizialmente si sono isolati i curari (estratti vegetali) inizialmente usati dalle popolazioni

d’oltreoceano per avvelenare le punte delle frecce lungo le rive del Orinoco. Ebbene

anche da queste piante, agli inizi del 1900, furono isolati i principi attivi alla base delle

loro proprietà farmacologiche e nel 1932 furono usate per curare gli spasmi dovuti al

tetano. Dieci anni più tardi i curari furono usati anche per ottenere la miorisoluzione

(rilassamento) durante l’esecuzione dell’anestesia generale. Il regno vegetale, in

questo e moltissimi altri casi, si è rivelato fonte inesauribile di sostanze di farmaci che

hanno permesso alla medicina di fare, nell’ultimo secolo, dei balzi in avanti giganteschi

in ambito medico.

ATTUALITÁ

13


PREVENZIONE “GUADAGNARE SALUTE”

ULSS10, ISTITUZIONI PUBBLICHE, ASSOCIAZIONI DI MALATI,

INSIEME PER COMBATTERE IL TABAGISMO, L’ABUSO DI ALCOOL,

In Europa le patologie non trasmissibili, come le

malattie cardiovascolari, le neoplasie, i disturbi mentali,

il diabete mellito, le malattie respiratorie, sono

responsabili di circa l’80% dei decessi e determinano

l’impiego del 75% delle risorse sanitarie. La cause

principali sono rappresentate dall’abitudine al fumo,

dall’inattività fisica, dalla

scorretta alimentazione e

dall’abuso di alcool.

Sulla base di questi

elementi il Ministero della

Salute, in accordo con le

Regioni, ha promosso il

programma “Guadagna-

re salute” per promuovere la salute come bene collettivo,

attraverso l’innovazione delle strategie di prevenzione,

con un approccio di intervento trasversale, che

coinvolga cittadini e istituzioni.

Il programma “Guadagnare salute” si propone infatti

di contrastare, in modo integrato, i quattro principali

fattori che causano l’80% dei decessi promuovendo

l’attività fisica, la sana alimentazione, la lotta al fumo

e la riduzione del consumo di alcool. Il tutto con un

approccio che non si limita ad agire sugli aspetti

specificamente sanitari ma interviene anche sui

determinanti ambientali, sociali ed economici della

salute, in particolare sugli aspetti che influenzano i

comportamenti individuali. Per realizzare il programma

“Guadagnare salute” è pertanto di fondamentale

importanza aumentare la consapevolezza e la

responsabilità individuale

“UNO STILE DI VITA

CORRETTO CONTRIBUI-

SCE NEL 50% DEI CASI

A PROLUNGARE LA

DURATA DELLA VITA”

nell’adottare stili di vita

sani, migliorando così la

qualità della propria vita e

contribuendo alla riduzione

dei costi economici e

sociali per la famiglia e la

collettività.

La parola d’ordine della Sanità Pubblica è dunque

“agire insieme” per proporre azioni condivise fra le

istituzioni ed i protagonisti della società civile e del

mondo produttivo, al fine di migliorare l’efficacia degli

interventi, ottimizzandone il risultato. Un ulteriore compito

della Sanità Pubblica nel programma “Guadagnare

salute” è quello di mettere a disposizione le

14

“IN EUROPA LE MALATTIE

NON TRASMISSIBILI

(CARDIOVASCOLARI,

NEOPLASIE, DIABETE, ETC.)

SONO RESPONSABILI

DELL’80% DEI DECESSI

MORTALITA’ GENERALE - Maschi Femmine - ULSS 10

Regione Veneto - tasso grezzo per 100.000 abitanti

informazioni e i dati scientificamente affidabili sugli stili

di vita dei giovani in età evolutiva, in particolare, se

correlabili al rischio di malattie cronico degenerative,

per poter adottare efficaci strategie preventive, orientare

al meglio le azioni per promuovere la salute nelle

giovani generazioni. Orientare i cittadini verso stili di

vita sani, facilitando scelte salutari, si va rapidamente

delineando come la strategia prioritaria d’intervento

dei Dipartimenti di Prevenzione del Veneto, che

devono saper proporre e realizzare azioni coordinate

con le istituzioni locali e scolastiche, associazioni di

volontariato e categorie produttive per contrastare i

NEOPLASIE - Maschi Femmine - ULSS 10

Regione Veneto - tasso grezzo per 100.000 abitanti


“GUADAGNARE SALUTE”

VOLONTARIATO SOCIALE E SOCIETA’ CIVILE

LA SCARSA ATTIVITA’ FISICA E LA SCORRETTA ALIMENTAZIONE

fattori di rischio che causano le malattie cronicodegenerative

ed i tumori. Dalla realizzazione del

programma “ Guadagnare Salute” ne deriveranno

indubbi vantaggi di salute, per i singoli e vantaggi

economici/sociali per tutti i partecipanti.

LE CAUSE DI MORTE NEI 20 COMUNI DELL’ULSS10

A conferma della rilevanza che costituirà il programma

“Guadagnare salute” anche nel Veneto orientale,

occorre risalire alle cause di morte nella popolazione

dei Comuni dell’ULSS10, riferite all’anno 2009, le quali

Infarto del miocardio acuto - altre malattie ischemiche del cuore - Maschi Femmine

ULSS 10 - Regione Veneto - tasso grezzo per 100.000 abitanti

PREVENZIONE

non si discostano molto dalle cause di mortalità nei

paesi occidentali e della Regione Veneto. Esse sono

infatti rappresentate complessivamente per circa

l’80% dai tumori, dalle malattie cardiovascolari, dalle

malattie dell’apparato respiratorio, dal diabete mellito

e dai disturbi psichici e comportamentali. Anche in

questo caso i principali fattori che vi contribuiscono

sono: il fumo di tabacco, l’obesità e il sovrappeso,

l’abuso di alcol e la scorretta alimentazione.

GLI STILI DI VITA DELLA POPOLAZIONE

SECONDO “OKKIO” E “PASSI”

Il sistema di sorveglianza “Okkio alla salute”, attivo

su tutto il territorio nazionale, al quale partecipa il

Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 10, fornisce le

informazioni raccolte nel 2010 su 394 bambini tra i 6

e10 anni, di 21 classi distribuite in 11 comuni del

Veneto orientale.

Da questa indagine è risultato che il 32% degli intervistati

è risultato in sovrappeso.

La causa principale e’ attribuibile ad una scorretta

alimentazione: il 39% dei bambini oggetto di indagine

non fa un’adeguata colazione, nel 77% dei casi

consumano poca frutta e nel 74% dei casi poca

verdura. La merenda di metà mattina raggiunge il

picco negativo massimo: nel 95% dei casi è risultata

inadeguata, a seguire le bevande gassate e zuccherate

consumate in eccesso dal 70% dei bambini.

Il sistema di sorveglianza PASSI, attivo sul territorio

nazionale si basa su interviste telefoniche rivolte a

persone tra i 18 e 69 anni e rileva le abitudini di vita e

le scelte preventive della popolazione in ordine a vari

fattori di rischio tra i quali l’inattività fisica, la scorretta

alimentazione, l’abitudine al fumo e l’abuso di alcool.

In questa ULSS, nel 2009 è stato intervistato un campione

di 284 persone estratte dall’anagrafe sanitaria

ed i risultati emersi, confrontati con quelli nazionali e

regionali, mostrano una più alta percentuale di

soggetti che non svolge abitualmente attività fisica, si

alimenta in maniera scorretta, ha una maggiore

abitudine al fumo ed al bere.

Maggiori informazioni riguardo ai risultati dei due

sistemi di sorveglianza sopra illustrati, sono disponibili

15


PREVENZIONE

“GUADAGNARE SALUTE”

sul sito dell’Azienda, nella pagina del Dipartimento di

Prevenzione, alla voce “Guadagnare Salute”.

La prevenzione delle malattie cronico degenerative

e dei tumori secondo “Guadagnare Salute”. Gli

interventi di prevenzione nei confronti delle malattie

croniche e dei tumori secondo il Programma di “Guadagnare

Salute” devono orientare i comportamenti

individuali verso l’adozione consapevole di abitudini di

vita sane, caratterizzate da una costante attività fisica,

da una corretta alimentazione con consumo giornaliero

di abbondanti quantità di frutta e verdura,

dall’eliminazione del fumo e dalla riduzione

dell’assunzione di alcool. Non va in alcun modo

dimenticato che gli interventi di promozione della

salute si associano, ma non sostituiscono, le indagini

cliniche e strumentali per la diagnosi precoce dei

tumori e delle malattie cronico-degenerative: screening

oncologici e cardiovascolare, controllo della

pressione arteriosa, del diabete e

dell’ipercolesterolemia.

Il ruolo del Dipartimento di Prevenzione.

Il programma “Guadagnare salute”, promosso

nell’ambito di questa Azienda sanitaria dal Dipartimento

di Prevenzione in collaborazione con le Amministrazioni

Locali, la Scuola e le associazioni di categoria

e di volontariato mira a contrastare i fattori di rischio

per la salute facilitando le scelte individuali di salute.

Il Dipartimento di Prevenzione oltre a proporre iniziative

di promozione della salute, provvederà a raccogliere

e mettere in rete le esperienze prodotte nelle singole

realtà comunali rivolte a promuovere l’attività motoria

della popolazione, a migliorare l’alimentazione ed a

contrastare il fumo e l’abuso di alcool per fornire un

quadro d’insieme e permettere il riprodursi delle azioni

efficaci in tutti i comuni dell’ULSS.

Provvederà inoltre a fornire periodicamente gli

elementi di conoscenza sulle abitudini della popolazione

che vengono ricavati dai due sistemi di sorveglianza

PASSI e OKKIO già attivi da alcuni anni, organizzerà

e coordinerà gruppi di lavoro interdisciplinari a

sostegno delle Istituzioni e della comunità per lo sviluppo

di sani stili di vita della popolazione.

Il ruolo dei Comuni e delle scuole.

Il compito dei Comuni e delle scuole nell’ambito del

programma “ Guadagnare Salute” sarà di primaria

importanza nel sostenere le iniziative promosse dalla

16

Sanità Pubblica, e dovrà caratterizzarsi nel promuovere

l’adesione della popolazione alle scelte di salute,

ad individuare percorsi urbani per camminare in

sicurezza, a realizzare un ambiente urbano che favorisca

la mobilità della popolazione individuando

percorsi pedonali e ciclabili. Potranno inoltre contribuire

allo sviluppo dell’attività motoria, assicurando la

disponibilità di spazi pubblici (palestre scolastiche) o

stipulare convenzioni con palestre private per

promuovere l’attività fisica.

Il ruolo delle Associazioni.

Il ruolo delle associazioni dei malati e di volontariato,

risulterà molto importante nella realizzazione del

Programma “ Guadagnare Salute “ nella misura in cui

riusciranno a promuovere azioni sia per migliorare la

qualità della vita sia di contrasto ai fattori di rischio per

la salute anche nei luoghi di lavoro e tra i propri associati.

Potranno inoltre fornire contributi importanti

nell’organizzazione di incontri informativi/divulgativi sui

temi di promozione della salute, rivolti a categorie

lavorative e sociali specifiche e favorire il reperimento

di risorse per lo sviluppo del programma “ Guadagnare

Salute”.

Il sistema di alleanze per Guadagnare Salute.

Lo sviluppo del Programma Guadagnare Salute, per

facilitare le scelte salutari, richiede il coinvolgimento

delle Strutture dell’ULSS, delle Istituzioni Locali e scolastiche

e delle diverse associazioni che operano nel

territorio, in un quadro di reciproca e duratura collaborazione.

Anche i Medici di Medicina Generale ed i

pediatri di Libera Scelta rappresentano un altro anello

fondamentale del sistema di alleanze necessario per

orientare la popolazione verso scelte consapevoli di

salute.

Doverosa una citazione particolare alla Direzione

Aziendale e alla Conferenza dei Sindaci che hanno

dimostrato interesse e sostengono lo sviluppo di “Guadagnare

Salute”.

Per aderire al progetto “Guadagnare salute”, o per

avere altri dettagli, contattare il numero

di telefono 0421-228190, oppure inviare una e mail

a: guadagnare.salute@ulss10.veneto.it

Dott. Luigi Nicolardi

Direttore del Dipartimento di Prevenzione


Crisi e occupazione, difficoltà per i giovani

e per le aziende nella formazione,

nell’orientamento e nell’inserimento

lavorativo. La Regione Veneto cerca di

dare una risposta concreta a quella che

sta diventando una piaga sociale in Italia

e in Europa.

Dal progetto pilota regionale “Giovani e

famiglia” è nato infatti “Giovani e lavoro”,

un percorso formativo sperimentale

rivolto ai giovani per entrare nel mondo

del lavoro, affidato alle ULSS10 Veneto

Orientale, ULSS15 Alta Padovana e

ULSS21 Legnago, alle Cooperative

“Thauma” di Conegliano ed “Enars” di

Padova. Per quanto concerne il coinvolgimento

dell’ULSS10 le strutture interessate

al progetto sono il Dipartimento per le

Dipendenze e il Consultorio Familiare,

con il coordinamento aziendale affidato

alla dottoressa Maria Gavioli, le quali hanno subito

avviato un concreto esempio di politica attiva del

lavoro seguendo principalmente due direttrici: la costituzione

di una rete territoriale integrata tra servizi,

istituzioni e soggetti del mondo economico e produttivo

per definire obiettivi e target di giovani da rivolgere

alla sperimentazione (a questo proposito sono stati

coinvolti anche l’Ufficio provinciale del Lavoro,con il

quale è stata attivata una stretta collaborazione che

ha permesso l’attivazione dei tirocini, e le Associazioni

di categoria locali); in secondo luogo l’attivazione di

una dozzina di stages formativi dove i giovani e le

aziende sono state accompagnate, fin dalla selezione,

da un tutoraggio mirato ad aumentare le possibilità di

un inserimento lavorativo.

Su invito del ministro della Salute Renato Balduzzi, il

direttore generale Paolo Stocco ha partecipato ai

lavori della 65ma assemblea generale

dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),

svoltasi lo scorso maggio a Ginevra.

Nel Palazzo delle Nazioni Unite, sede dell’assemblea

generale OMS, i rappresentanti di governo e della

sanità dei Paesi aderenti hanno dibattuto su temi

riguardanti la copertura sanitaria universale e la riforma

generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

All’ordine del giorno l'accesso alle prestazioni legate

alla promozione della salute, alla prevenzione, alle

cure e alla riabilitazione; il tutto da attuarsi a costi sostenibili

per garantire pari opportunità. Sullo stesso piano

anche la lotta contro le malattie non trasmissibili, lo

sviluppo di cure contro le malattie che interessano i

ATTUALITÁ

STAGES FORMATIVI PER FAVORIRE

L’INSERIMENTO LAVORATIVO

L’ULSS10 PROTAGONISTA NEL PROGETTO “GIOVANI E LAVORO”

A giugno, fase centrale del progetto, i riscontri

sono stati ottimi. Sono stati attivati corsi di

formazione per 20 ragazzi d’età compresa

tra 18 e 25 anni, al termine dei quali 12

giovani hanno avuto la possibilità di accedere

a stages lavorativi da concludersi entro

settembre 2012. Con la fattiva operatività di

Chiara Bernardi, braccio operativo del

progetto “Giovani e Lavoro”, l’ULSS10 ha

avviato una proficua collaborazione con

varie aziende e associazioni di categoria del

territorio, concordando ad esempio

l’inserimento lavorativo di alcuni ragazzi

nell’iniziativa “Beach Steward” sulla spiaggia

di Jesolo.

Per ulteriori dettagli e informazioni contattare

la dott.ssa Chiara Bernardi (Ser.D. S.

Donà di Piave: 0421 227740); dott.ssa

Laura Vazzoler (Ser.D. Portogruaro: 0421

764651); dott.ssa Sara Dell’Armellina (Coop

Thauma: 335 5415404).

IL DIRETTORE GENERALE DELL’ULSS10 ALL’ASSEMBLEA GENERALE

DELL’OMS CON IL MINISTRO DELLA SALUTE

Paesi in via di sviluppo, provvedimenti contro la diffusione

di farmaci falsificati. “Sono grato al Ministro – dichiara

Paolo Stocco - per avermi incluso nella delegazione

italiana allo scopo di rappresentare l’esperienza della

Regione Veneto in questo importante contesto internazionale,

nonché per aver affidato all’ULSS10 l’incarico di

gestire il Progetto Mattone Internazionale che ha come

obbiettivo l’internazionalizzazione delle aziende sanitarie

italiane, aumentandone così la competitività,

anche nella partecipazione a bandi e progetti comunitari”.

L'Assemblea mondiale della sanità è l'organismo decisionale

dell'OMS. Ogni anno a maggio, i delegati dei

Paesi aderenti si riuniscono a Ginevra per definire i

programmi futuri, stabilire gli orientamenti tematici,

finanziari e organizzativi della sanità mondiale.


ATTUALITÁ

Lo scorso 15 giugno all’ospedale di San Donà di Piave

si è tenuto un evento di formazione rivolto a medici e

infermieri dell’Unità Operativa Complessa di Medicina

Generale, intitolato “Il percorso del paziente da ossigenare:

dal territorio alla divisione internistica attraverso il

Pronto Soccorso”.

L'argomento, di grande attualità considerato che

l’insufficienza respiratoria è una delle cause maggiori di

ricovero e di morte nella popolazione anziana, è stato

trattato in tutti i principali aspetti: dalla fisiopatologia

respiratoria all'equilibrio acido-base, dalle indicazioni e

L’assistenza ai malati cronici deve, per quanto possibile,

essere assicurata territorialmente. La nostra ULSS

conta 218.000 residenti, dei quali 115 malati cronici

dializzati che vengono trattati in tre centri dialisi ubicati

negli ospedali pubblici di Portogruaro, San Donà di

Piave e Jesolo.

La situazione riferita a dicembre 2011 è la seguente:

Portogruaro con 96.850 residenti, pari al 44,4% del

totale aziendale, accoglie 43 dializzati del capoluogo

e dei comuni del mandamento ai

quali vanno aggiunti 3 provenienti

dal sandonatese, in quanto centro

dotato di letti contumaciali, per un

totale di 46 dializzati trattati su due

turni con una incidenza percentuale

del 44% coincidente con

quella dei residenti.

Sandonatese con 121.150

residenti pari al 55,6% del totale

aziendale eroga il servizio su due

centri ospedalieri:

San Donà il cui centro è ubicato in

locali angusti, vecchi e del tutto

insufficienti a soddisfare le esigenze

dei 21 dializzati residenti nel

capoluogo e dei 28 residenti nei

comuni del mandamento, eccetto

Jesolo, per un totale di 49, per

cui , a fronte di 95.300 residenti

pari al 43,74% dei residenti del

sandonatese, totalizza una percentuale del 42,61, di

cronici.

Il Centro di San Donà tratta, su due turni, solo 28 dializzati

del sandonatese cui vanno aggiunti 3 provenienti

dal Portogruarese per un totale di 31 con una incidenza

18

EVENTO DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE

DELLA MEDICINA DI SAN DONA’

CON LA GENEROSITA’ DI UNA FAMGILIA DI MUSILE

applicazioni alla ventilazione meccanica delle vie

aeree.

Tale iniziativa è stata resa possibile grazie alla generosità

dei familiari del paziente Beniamino Mucelli, deceduto

a dicembre 2011. La famiglia ha infatti deciso di

donare i fondi raccolti in occasione delle esequie del

congiunto alla Medicina di San Donà.

La direzione strategica dell’ULSS10 e il direttore del

Dipartimento di Medicina, dottor Giovanni Mazzanti,

ringraziano la famiglia Mucelli per il gesto di munificenza.

LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI,

AI CONSIGLIERI REGIONALI E AI SINDACI

DEL VENETO ORIENTALE SULLA SITUAZIONE DEL SERVIZIO DI DIALISI

DELL’ULSS10 DEL VENETO ORIENTALE

percentuale del 26,95% rispetto al totale dei dializzati, i

restanti 18 pazienti vengono trattati a Jesolo.

Jesolo con 25.850 residenti, pari all’11,87% dei residenti

del sandonatese con 16 (12 di Jesolo più 4 di Cavallino)

pari al 13,91%, tratta per 3 giorni su unico turno e

per altri 3 su due turni, oltre ai suoi 12 pazienti altri 4

provenienti dal Cavallino, più 18 provenienti dal sandonatese

e ulteriori 4 provenienti dal portogruarese per un

totale di 38 con una incidenza percentuale del 33,055.

La situazione di grave sofferenza

del sandonatese e in particolare

della cosiddetta Città del Piave

che con 65.000 abitanti conta da

sola 35 dei 115 cronici dializzati è

evidente e i dati sovrariportati non

abbisognano di ulteriori commenti.

Essi rappresentano un disservizio

per gli utenti costretti a spostarsi, in

particolare dal sandonatese e dal

portogruarese, spostamenti

sempre più gravosi col passare

degli anni per i malati e i loro familiari

e con costi di trasporto

progressivamente crescenti per

l’Azienda. Questa anomalia

organizzativa-gestionale, così

penalizzante per i malati, è stata

ripetutamente rappresentata dagli

Organismi di tutela dei diritti del

malato alla Dirigenza Aziendale

sollecitando interventi adeguati a risolvere il problema,

senza sortire alcun effetto.

L’attuale Direttore Generale Dott. Stocco, al quale riproponevamo

il problema dialisi si è dimostrato disponibile

commissionando all’ufficio tecnico la redazione di un


progetto che prevedeva la riallocazione del Centro

dialisi, spazi dedicati ai controlli dei trapiantati e per i

dializzati peritoneali oggi costretti in spazi vetusti e insufficienti.

In corso di redazione il progetto è stato implementato

per rispondere ad alcune criticità dell’Ospedale cittadino,

oltre alla dialisi sono stati previsti ambulatori, sale

operatorie e day surgery.

Il progetto che prevedeva un costo di 7.000.000 di

Euro, è stato approvato dal CRITE, organismo regionale

preposto alla valutazione tecnica dell’edilizia ospedaliera.

Il finanziamento, in carenza di fondi regionali, è

stato ricercato a livello statale con esito positivo anche

se è stato finanziato per un importo di 5.000.000 di

Eruro, inferiore a quello richiesto.

La Regione con propria deliberazione (DGR n. 262 del

15.03.2011) ha approvato una lista di interventi, finanziati

dal Ministero, fra i quali il progetto della nostra

Azienda.

Tutto sembrava risolto: progetto approvato, finanziato

dal ministero, inserito fra le opere prioritarie dalla

delibera regionale, quindi cantierabile.

Il problema è emerso in conseguenza di un rinvio del

ministero nell’erogazione dell’importo finanziato che ha

impedito e continua ad impedire l’appalto dell’opera,

così necessaria ed attesa da tanti, troppi anni.

Abbiamo deciso di rendere pubblica la situazione di

stallo in cui versa l’avvio di un intervento assolutamente

necessario e prioritario, pertanto rivolgiamo un pressante

invito ai parlamentari, eletti nella nostra area di fare,

senza distinzione di parte, un proficuo “gioco di squa-

Soggetta all’attività di direzione e

coordinamento della Piave Servizi S.c.r.l.

ATTUALITÁ

dra” per ottenere lo

sblocco del finanziamento

ministeriale.

Ai consiglieri regionali del Veneto Orientale sollecitiamo

un impegno a trovare una integrazione del finanziamento

ministeriale per consentire la realizzazione del

progetto nella sua interezza.

Ai sindaci, ed in particolare a quelli di San Donà e della

Città del Piave, chiediamo un impegno risoluto a rivendicare

e verificare che ai vari livelli ognuno faccia la

sua parte per arrivare a realizzare il tanto necessario

intervento che, garantirà ai dializzati della nostra ULSS di

avere un servizio territorialmente assicurato, in strutture

capaci di dare risposte anche ad esigenze emergenti

quali una diversa turnazione e, se del caso,

un’organizzazione che consenta ai giovani dializzati in

attività lavorativa di avere risposte a loro specifiche

necessità.

Confidiamo con l’impegno di tutti, nel buon esito del

sollecitato “gioco di squadra” e conseguentemente

nell’espletamento della gara d’appalto dei lavori entro

l’estate.

San Donà di Piave, 15 maggio 2012

Luigi Basso

Presidente Tribunale per i Diritti del Malato

S. Donà di Piave

Ivana Franceschinis

Presidente Centro Tutela Diritti del Malato

Portogruaro

MESSAGGIO PROMOZIONALE

A.S.I. S.p.A. Informa

Attualmente i Comuni di San Donà di Piave e di Noventa di Piave sono dotati ciascuno di un

progetto generale di fognatura, nel quale ogni Comune provvede a recapitare i propri reflui

fognari in due distinti depuratori, uno ubicato in via Torino nel Comune di Noventa ed uno

ubicato nel Comune di San Donà, in via Tronco.

L’A.S.I. S.p.A. ha progettato un’importante opera che prevede l’accorpamento dei due impianti e delle relative reti fognarie.

L’opera è già in fase di realizzazione. Essa risponde all’obiettivo primario di efficientamento degli impianti di depurazione, centralizzando

e potenziando l’impianto di via Tronco a San Donà di Piave, dismettendo e limitando a mero sollevamento l’impianto di

via Torino a Noventa, appena sarà completato il potenziamento di quello di San Donà.

La realizzazione della nuova rete fognaria nel Comune di Noventa, che si collegherà a quella del Comune di San Donà, interessa le

vie Torino, Guaianette e Gondulmera mentre nel Comune di San Donà via Silos per poi scorrere parallela e attraversare via Martiri

delle Foibe, ed un tratto parallelo a via Piveran.

Per l’ampliamento dell’impianto di depurazione di San Donà si sta completando la fase di progettazione. Il depuratore servirà

complessivamente una popolazione di 62.500 abitanti equivalenti rispetto agli attuali 45.000

Nell’ambito dei lavori di acquedotto, un’opera rilevante di prossima realizzazione riguarda i lavori di rinnovo e potenziamento

della condotta adduttrice nel tratto che da Cittanova in Comune di San Donà arriva alla località Ponte Triangolo, nel Comune di

Torre di Mosto attraversando la località di Stretti di Eraclea.

La condotta attuale ha dato luogo, specialmente negli ultimi anni, a frequenti rotture con conseguenti disagi per le abitazioni

prospicienti il tratto stradale interessato, tanto da essere stato oggetto di frequenti segnalazioni dei residenti di via Ancillotto.

L’opera avrà un’estensione complessiva di circa 8,7 km e mezzo e un diametro di 400 mm contro gli attuali 225/250 mm.

CONTATTI

TELEFONO: 0421.4811

FAX : 0421.44196

www.asiservizi.it

info@asibassopiave.it

Le nuove opere di rete idrica e fognaria

SPORTELLO DI SAN DONÀ DI PIAVE

Via N. Sauro, 21:

da lun. a giov. : 8.30 -12.30 | 15.00 -17.00

Ven. : 8.30 - 12.30

SPORTELLO DI JESOLO

Via Mameli:

lun., merc., ven.: 9.00 - 12.00

SPORTELLO DI CAORLE

Loc. Ponte Bilancia:

mart. e giov.: 9.00 –12.00

19


ATTUALITÁ

La posta dei lettori

Buongiorno a tutti,

sono un giovane cardiopatico di 47 anni, che dopo due problemi cardiaci, uno ad inizio settembre 2011 ed uno a fine Gennaio 2012,

si era trovato in una situazione fisica e purtroppo mentale non delle migliori. Ho conosciuto l'ansia e la depressione, non ero capace di

andare da nessuna parte se non accompagnato da un familiare, ero entrato in un tunnel senza alcuna illuminazione, nel buio totale.

Sicuramente c'è sempre una prima volta, quando meno te lo aspetti, noi eravamo abituati a pensare al lavoro, a correre su e giù per

l'Italia, a non sapere cosa vuole dire il riposo, la famiglia, mille preoccupazioni, mille cose da fare. Poi un attimo di esitazione e non

sai cosa ti sta succedendo (altro che prima prevenzione) non capisci, quando capisci sei già a rischio morte, corri vai in ospedale e

qui trovi delle persone meravigliose, che ti salvano, ti curano, esami controesami, ti operano, ti mettono in sicurezza, ma tu chi sei,

cosa è successo, è passato poco tempo uno forse due giorni, e tu non sei più quello di 36/48 ore prima. Tu sei un cardiopatico, ti senti

frustato, umiliato, non ti rendi conto ma sei malato, e capisci una cosa: sei entrato in una nuova vita, una vita di speranza non resta

che questa all'inizio.

Le nostre preoccupazioni ci prendono, ci avvolgono, ci stritolano. Ti guardi allo specchio e non ti riconosci, sei diventato un "foresto"

del tuo corpo, il tuo animo non esiste più, inizi ad avere paura, tanta paura, sei solo, no ci sono i nostri familiari, ma non bastano le

medicine, le tante medicine. Manca qualche cosa: manca una sicurezza, manca un conforto, manca un CONFRONTO, ma con chi,

sbandiamo, cadiamo, ci rialziamo, non è finita, dobbiamo combattere ma ci mancano le armi, cosa facciamo non lo sappiamo. Sicuramente

il primo periodo è un incubo, la preghiera non è sufficiente , la nostra Fede non può sopperire a tutto.

Come in tutte le storie serie arriva per nostra fortuna la bacchetta magica del dottor Milani e dei suoi collaboratori, medici, infermieri,

inservienti, tutte persone con una grande sensibilità , professionalità ma in special modo sempre pronti con una parola di conforto, che

ci hanno proprio nel senso della parola "tirato fuori da questa palude di sofferenza fisica e mentale". Per me era la prima volta che

venivo a contatto con una struttura ospedaliera: non siete stati bravi ma BRAVISSIMI .

La ciliegina della torta del reparto di cardiologia dell'Ospedale di San Donà di Piave è sicuramente il reparto di riabilitazione cardiaca,

alla fine del percorso di degenza ospedaliera ti senti una formica davanti a tutto, ma quando titubante e pieno di paura tu passi la soglia

d'ingresso della palestra è come entrare in paradiso; ci sono emozioni, risposte, sicurezze, momenti magici. Il lavoro di Franco, Diana,

la dottoressa Pizzolato, Adriano il dietista, tutte persone splendide, sembrano i nostri fratelli maggiori, ti caricano, ti responsabilizzano,

ti danno energia positiva, ti stimolano, ti portano ad accettare il tuo nuovo stato fisico , ma la cosa più importante TI DANNO LA NUOVA

CARICA ALLA NUOVA VITA .

Oggi io ho concluso il mio ciclo riabilitativo, ero uno straccio a febbraio e marzo, ma da quando ad Aprile sono entrato in paradiso

ho smesso quasi subito l'uso delle gocce tranquillanti. Quindici giorni orsono la psicologa che mi cura mi ha ridotto i psicofarmaci,

senza alcuna vergogna sono RINATO, questa palestra è stato un qualche cosa di importante, da ex sportivo posso solo dire che è una

palestra speciale, l'aria che si respira è piena di umanità, semplici accorgimenti ma per noi importantissime regole di vita, spiegate con

parole semplici, fatte entrare nelle nostre teste con dolcezza, sembrava di essere assieme da anni, conoscersi da una vita, sei legato

dalla sofferenza che in quel momento diventa equilibrio mentale, non abbiamo fatto voli pindarici ma abbiamo ripreso a vivere assieme

guidati dal nostro cuore, perché il nostro cuore è una macchina preziosa, che adesso conosciamo, possiamo apprezzare ed aiutare a

faticare meno, abbiamo capito come dobbiamo convivere con questi amici, si è proprio AMICI DEL CUORE il nome dell'associazione

che ci sta aspettando per essere iscritti, per poter continuare a confrontarci .

Non so come ringraziare tutto e tutti, ma il mondo che circonda il reparto della cardiologia è stupendo. La palestra è una palestra di

VITA la nostra nuova VITA , noi possiamo ritornare a vivere, magari non metteremmo la sesta come marcia, ma possiamo andare via

con la quarta marcia. Chi va piano va sano e lontano, dicevano i nostri vecchi , però grazie a tutto quello che ci avete trasmesso, in

primis la serenità e tranquillità di essere coscienti di quello che possiamo fare, chi farà la prima prevenzione, chi farà la seconda prevenzione,

chi controllerà la sua frequenza cardiaca, chi si attiene ad una educazione alimentare, chi saprà fare l'attività motoria necessaria,

chi saprà risolvere i suoi perché , ma sempre e solo grazie al grande lavoro di un servizio di gran qualità, che il reparto di cardiologia

dell'Ospedale di San Donà con tutto il suo personale ha potuto offrirci. GRAZIE DI CUORE.

I.B. - San Donà di Piave


A NOVENTA DI PIAVE

UNO SPORTELLO PER I MALATI DI SLA

La Sclerosi Laterale Amiotrofica, cosiddetta SLA, è

una malattia che colpisce le cellule nervose

che trasmettono gli impulsi per il movimento

dal cervello ai muscoli. La SLA

ha un decorso progressivo e conduce

alla paralisi di tutti i muscoli del

corpo, con la conseguenza che il

paziente perde la capacità di

muoversi, di parlare, di deglutire,

di respirare.

Purtroppo la scienza non ha

ancora determinato le causa di

questa malattia e non esiste una

terapia efficace per curarla.

Alcuni farmaci possono alleviarne i

disturbi. Di certo, però, la persona

affetta da SLA deve affrontare una

netta trasformazione della propria vita. E

con essa cambia profondamente anche la

vita di chi ha in cura il paziente. Col trascorrere del

tempo il malato perde progressivamente la sua autonomia

e diventa dipendente dagli altri in ogni attività

(anche le più naturali) della vita quotidiana.

Per cercare di far fronte a tali disagi è nata

l’Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica (ASLA) che

ha sede nel padovano e che recentemente ha aperto

uno sportello anche a Noventa di Piave. La referente è

Marta Marion: “Nella fase avanzata della malattia il

paziente necessita di assistenza 24 ore su 24, pertanto

è indispensabile che egli e la sua famiglia siano aiutati

da una rete di assistenza efficace e ben coordinata

che comprende strutture sanitarie, istituzioni e volontariato,

ossia da chi ha vissuto una esperienza di vita

analoga. In questo modo cerchiamo di rispondere alle

Si intitola “L’opinione diversa” il giornale realizzato dall’Aitsam

San Donà, sezione locale dell’associazione nazionale a tutela

della salute mentale, che ha come finalità

offrire solidarietà e sostegno ai malati di

mente attraverso interventi mirati e migliorare

la qualità della vita delle persone e delle

famiglie. Si tratta di quattro numeri realizzati

dal laboratorio protetto di informatica con

l’obiettivo di far esplorare il territorio del

sandonatese agli autori degli articoli, realizzare

delle interviste, commentare i propri

disagi, farsi conoscere e insieme fornire una

personale chiave di lettura di fatti, esperienze,

avvenimenti. L’Aitsam nel centro “Al

Ponte” di corso Silvio Trentin ha attuato tre

laboratori protetti di informatica, sartoria e

giardinaggio, gruppi ricreativi culturali di

fotografia, pittura e attività ricreative. Tutte le

proposte e attività sono realizzate in collaborazione

con istituzioni pubbliche e altre

associazioni di volontariato, l’Ulss 10, il

Servizio Psichiatrico, i Comuni, il Centro sevizi

per il volontariato della Provincia di Venezia

che ha finanziato il progetto legato al

giornale. Ogni attività è rivolta ad una decina di

persone, coinvolge alcuni volontari ed è coordinata dalla

psicologa Benedetta Girardi. “Lo scopo – spiega la presiden-

•VOLONTARIATO

•SOCIALE

notevoli difficoltà che incontrano i malati di SLA e le

loro famiglie”.

Lo sportello ASLA di Noventa di Piave è

attualmente composto da un gruppo di

persone che hanno vissuto

un’esperienza diretta accanto ad un

malato di SLA e che hanno colto la

complessità e, a volte, la carenza di

risposte adeguate. Il fine principale

è quello di non far sentire solo

l’ammalato e la rispettiva famiglia,

di sollecitare e stimolare la corretta

presa in carico da parte degli organi

competenti dando voce alle reali

esigenze, di diffondere la conoscenza

della malattia, di chiedere alle autorità

competenti interventi necessari a garantire

i diritti del malato, di promuovere la

ricerca e di raccogliere fondi da destinare

all’assistenza.

Per maggiori informazioni è possibile telefonare al 331-

1662263, inviare una e-mail a noventadipiave@asla.it

oppure consultare il sito internet www.asla.it

LA SITUAZIONE NELLA’MBITO DELL’ULSS10

A marzo 2012 i casi di pazienti con diagnosi di SLA sono

27 di cui 4 accolti presso gli ospedali di Jesolo, Portogruaro

e all’Hospice di Portogruaro. Altri 4 pazienti

malati di SLA sono in carico ai Distretti attraverso il servizio

di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Per altri19

pazienti diagnosticamente affetti da SLA (sempre alla

data di marzo 2012), con viarie forme cliniche, è in

corso l’iter di inserimento nel registro delle malattie rare.

E’ NATO IL GIORNALINO DELL’AITSAM SAN DONA’

te Paola Salata - è offrire maggiori possibilità di inserimento

sociale, sviluppare nuove capacità lavorative e combattere

l’emarginazione. Per questo è stata

costituita la cooperativa plurima “Il

Ponte” che si occupa sia di assistenza

alla persona sia di fare impresa”.

La Cooperativa “Il Ponte” è il braccio

operativo dell’associazione Aitsam.

Fondata nel luglio del 2011 e operativa

da gennaio 2012. A fondarla 27

soci, tutti residenti nel Basso Piave,

con presidenza affidata a Claudio

Schettino. “La cooperativa – spiega

Schettino - si occupa di sviluppare il

lavoro già in atto da parte

dell’associazione e creare occasioni

di impiego per gli utenti, inserendoli

nel contesto sociale con un posto di

lavoro. E’ questo un modo indispensabile

per favorire la crescita umana

e personale dell’individuo”. I contatti:

Aitsam San Donà Corso Trentin n.7,

telefono 0421-53254,

mail aitsamsandona@libero.it.

Cooperativa sociale onlus “Il Ponte”

telefono e fax 0421-53254.

21


DAI COMUNI

22

L’Assessorato alle Politiche Sociali e Sanità del Comune di

Annone Veneto e l’Associazione Amici del cuore, con il patrocinio

dell’Azienda ULSS10 “Veneto Orientale” e la collaborazione

delle associazioni Avis e Croce Bianca di Annone Veneto,

hanno organizzato anche per il 2012 la campagna di

prevenzione delle malattie cardiovascolari. L’iniziativa ha

previsto la realizzazione di un convegno tenutosi il 24 maggio,

dal tema: “L’infarto miocardico tra prevenzione e terapia

cardiovasolare”, nel quale sono intervenuti il dottori Pietro De

Bastiani, responsabile di Medicina Generale all’ospedale di

Motta di Livenza; Francesco Di Pede, direttore di Cardiologia

all’ospedale di Portogruaro; Elvio Polesel, direttore di Cardiochirurgia

dell’ospedale di Treviso. Presente il presidente degli

“Amici del cuore” di Motta di Livenza, Egidio Bianco.

Domenica 27 maggio è stata attuata la seconda fase

dell’iniziativa: un checkup sanitario e gratuito per tutti.

L’affluenza è stata notevole: 218 persone, di cui 121 maschi

e 87 femmine, i quali si sono sottoposti all’esame sanitario

eseguito da circa 30 volontari tra medici, infermieri e attivisti

delle associazioni locali. Tra i partecipanti, 180 sono risultati

essere residenti ad Annone Veneto, la più giovane partecipante

aveva 11 anni e il più anziano 85.

Tre i casi di fibrillazione atriale mai rilevata ed invitati a rivolgersi

ANNONE VENETO

LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE

CARDIOVASCOLARI

all’ospedale di Portogruaro, 6 i casi accertati di ipercolesterolemia

importante mai riconosciuta, 10 i casi di glicemia

elevata mai trattata, 5 i casi a cui sono stati consigliati ulteriori

accertamenti cardiologici, in 18 casi è stata riscontrata

un’ipertensione mai riconosciuta. “Considerato che un

checkup come questo costa al Servizio Sanitario Nazionale

circa 130/140 euro a persona, grazie al lavoro dei volontari,

infermieri e non solo, con questa iniziativa abbiamo fatto

risparmiare alla sanità oltre 28.000 euro, un'ingente cifra

considerati i tempi- spiega l'assessore alle Politiche Sociali e

Sanità, Alessia Zanon-. Un particolare ringraziamento quindi a

tutti coloro che hanno dedicato la loro professionalità a titolo

gratuito per la buona riuscita dell'iniziativa proposta dall'Amministrazione.

BADANTI A SCUOLA CON IL PROGETTO “PRENDERSI CURA”

Le badanti vanno a scuola di assistenza grazie a “PrenderSicura”, progetto attuato dalla Conferenza dei Sindaci del “Veneto

Orientale”. Nel mese di maggio si è conclusa la terza edizione del corso di formazione finalizzato ad offrire alle badanti, volontari,

familiari di anziani e di non autosufficienti presenti nel territorio, un percorso d’incontri informativi per acquisire conoscenze,

tecniche e supporto alle attività assistenziali e di cura, nonché fornire le modalità più appropriate la cura nel contesto domiciliare.

L’assistente familiare si colloca infatti come figura emergente nell’area dei servizi alla famiglia. La famiglia italiana,

sempre più composta da pochi componenti, necessita oggi di aiuti rivolti al suo interno sia per il governo della casa e sia per

il sostegno dei membri più deboli, quali anziani, portatori di handicap, ecc. Tale profilo deve quindi essere in grado di leggere

i bisogni del nucleo familiare e attivarsi per dare risposte inerenti sia all’organizzazione della casa che, in modo competente,

alla sfera assistenziale. Ente capofila del progetto è il Comune di Portogruaro – Servizi Sociali, mentre l’organizzazione e la

gestione è stata affidata alla Cooperativa sociale Itaca di Pordenone. I corsi si sono svolti a Caorle, Jesolo, Portogruaro, San

Donà di Piave, Annone Veneto, Pramaggiore, San Stino di Livenza, per un totale di 182 partecipanti, tra cui 110 stranieri e 72

italiani. Ogni corso, della durata di 12 ore, si è articolato con un incontro settimanale per sei settimane consecutive. Gli incontri

si sono svolti utilizzando tecniche partecipative ed interattive attraverso la classica lezione frontale; ponendo al centro degli

incontri le esperienze dei partecipanti. Tra i docenti, psicologi esperti in comunicazione con le famiglie e relazione d’aiuto,

operatori socio assistenziali con pluriennale esperienza anche come formatori.

SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO:

UNA GUIDA SULLE ATTIVITA’ DI SOSTEGNO

L’Amministrazione Comunale di San Michele al Tagliamento ha prodotto

una guida finalizzata a fornire informazioni su tutti i servizi e attività di

sostegno realizzate nel proprio territorio. La guida intende rappresentare

un valido aiuto per la fruizione di servizi sempre più vicini ai bisogni delle

persone, in particolare per le fasce più deboli come anziani e non

autosufficienti.

L’opuscolo, distribuito a fine maggio con una tiratura di circa 5500 copie,

a tutte le famiglie, rappresenta l’occasione per orientarsi nel “complesso”

mondo dei servizi e delle opportunità di aiuto, assistenza e solidarietà che

offre il sanmichelino. La struttura della guida è di facile consultazione e

vuol’essere altresì uno stimolo per realizzare un confronto diretto tra i

cittadini e l’assessorato ai Servizi Sociali che quotidianamente è impegnato

nella realizzazione dei servizi stessi, al fine di valorizzare e migliorare la

loro efficacia e qualità. Questo strumento comunicativo accompagna il

progetto di riorganizzazione, implementazione e riqualificazione

dell’offerta sociale e di una moderna e solidale rete dei servizi, possibile

solo grazie alla stretta collaborazione tra enti pubblici e associazioni di

volontariato. Il volontariato riveste un ruolo molto importante nel nostro

Comune e solo con la loro collaborazione si può affrontare quel disagio

sociale che la crisi economica sta dando vita nelle nostre famiglie.

GIORNATA MONDIALE

CONTRO IL FUMO AD ERACLEA

Giovedì 31

maggio, in

occasione della

“Giornata mondiale

contro il

fumo”, ULSS10 e

Comune di

Eraclea hanno

organizzano una

manifestazione finalizzata sensibilizzare i giovani

contro il problema del tabagismo. Al palasport di

via Largon sono intervenute 7 scuole secondarie di

primo grado del Veneto orientale. Nell’occasione

sono state premiate delle opere a tema realizzate

dai ragazzi. Questi i vincitori: 1° premio a Federica

Sassano della 2° H "Ippolito Nievo" San Dona' di

Piave; 2° premio a Tobia Sgnaolin della 2° A "Enrico

Toti" di Musile di Piave; 3° premio a Sirio Brichese

"Mattei" di Annone Veneto.


ANGOLO

DEL SORRISO

a cura di

CLAUNEWS

AIUTIAMO I RAGAZZI DELLE FAVELAS

“Si può essere missionari anche senza aver messo piede in paesi lontani”

ANGOLO DEL...

Cari Lettori,

quest’estate (dal 23 agosto al 13 settembre 2012) Vip Venezia ritornerà per il terzo anno consecutivo a Criciuma in Brasile, per la prosecuzione del

Progetto “Missione Brasile”. L’anno scorso un gruppo di clown dell’associazione è stato ospite della Missione dei Padri Rogazionisti e ha potuto

conoscere e fare attività con i 1500 bambini e ragazzi che studiano presso il “Bairro da Juventude”. Il “Bairro” accoglie i bimbi ed i ragazzi delle

favelas della città di Criciuma, a loro viene dato un pasto ed un’istruzione, che gli permetterà di avere un’alternativa di vita rispetto a quella destinata

a chi vive nei quartieri poveri. L’anno scorso i clown di Vip Venezia hanno svolto quotidianamente attività ludiche con i bimbi delle classi materne

ed elementari. Hanno iniziato un percorso con le insegnanti al fine di trasmettere loro i principi del Vivere In Positivo e far conoscere l’approccio alla

vita dei clown Vip. Hanno effettuato servizi di clownterapia presso l’ospedale dei poveri di Criciuma, presso l’ospedale pediatrico e presso una casa

famiglia “Casa Guido” che accoglie i familiari dei bimbi che effettuano cure oncologiche

presso il vicino ospedale. Gli obiettivi per questo secondo anno di missione sono: coinvolgere

i ragazzi ed adolescenti del Bairro (scuole professionali), coinvolgere gli insegnanti

del Bairro ed anche gli insegnanti del Collegio dei Padri Rogazionisti, mediante attività

che prevedano giochi di conoscenza, fiducia, cooperazione e sintonia. Servizi di clownterapia

presso l’ospedale civile San Josè e presso il pronto soccorso pediatrico di Criciuma.

Vip Venezia si è fatta promotrice di una raccolta fondi da dedicare alla missione dei

Padri Rogazionisti. I fondi raccolti nel 2011, precisamente 5.350 €, sono stati consegnati

a Padre Vincenzo, responsabile della Missione (www.bairodajuventude.br).

Anche quest’anno i clown di Vip Venezia effettueranno nei mesi di giugno e luglio una

raccolta fondi da portare a questi ragazzi bisognosi (le uscite saranno pubblicizzate sul

sito www.vipveneziaonlus.org).

Il tutto culminerà con lo spettacolo che si terrà presso Caorle in Piazza Duomo Sabato 14

Luglio. Invitiamo tutti coloro che volessero sostenere il progetto “Missione Brasile” a venirci

a trovare!

La missione è una questione di cuore e si può essere missionari anche senza aver messo

piede in paesi lontani!

E RICETE DEL SORISO

a cura de Walter Basso - www.edizioniscantabauchi.it

Signore e signori bongiorno. Ancora na volta so ancora qua par sercare de erudire el popolo torno la famosissima “sagessa popolare” che a sarìaformà da proverbi,

modi de dire, ricete, filastroche e tante altre robe dei tenpi de Marco Caco. Robe che se te ghe le conti ai tosati de desso i te ride intel muso e i te manda poco educatamente

a ramengo… E vardando ben no i ga gnanca tuti i torti viste serte vacade che ze rivà ai giorni nostri… Ma parlemo de malatie e rimedi:

OTITE (MAL DE RECIA)

Per curare “el mal de recia”, malattia di cui da sempre soffrono soprattutto “i boce” una volta

si usava un preparato chimico (?) che si chiamava pomposamente “ojo ferato”. Eccovi

come si procedeva con la preparazione e l’uso del miracoloso farmaco: in un cucchiaio di

ferro da “menestra” si metteva un po’ di “ojo de oliva” che veniva riscaldato fino quasi a

“sfritegare” (friggere) sopra la fiamma di una candela. Poi lo si lasciava intiepidire e se ne

lasciavano cadere 2-3 gocce sopra un piccolo batuffolo di “bonbaso” (cotone) che si

“impirava” a viva forza (di solito il bocia si rifiutava di collaborare) dentro alla “reciona”

dolorante. Sembra che nel giro di mezz’ora si ottenesse un certo giovamento. Qualcuno più

creativo applicava all’esterno della “recia” un impacco composto da “siola” ben tritata “rujà”

(avvolta) in un pezzo di stoffa che il ragazzino doveva tenere addosso almeno per qualche

ora. Ora io non lo so se questo insolito rimedio funzionasse ma sono certo che costringeva il

“bocia” a stare fermo e fuori dai piedi per un po’ e già questo mi sembra un grosso vantaggio.

Unica controindicazione: la puzza orrenda di cipolla che unita alla altre varie puzze delle quali

i bambini di una volta erano portatori sani, in quanto nemici accaniti di acqua e sapone, li

facevano diventare delle pericolosissime armi batteriologiche. La prova di quanto affermo

sta nel fatto che ancora oggi, quando un “bocia” va alla scuola materna, stando in stretto

contatto con i suoi simili, si becca in pochi mesi tutte le malattie infettive possibili e immaginabili.

E se osservate bene, per vostro diletto, se le becca SEMPRE il venerdì sera appena il

pediatra chiude ed è assente sia il sabato che la domenica!

I PROVERBI IN TEMA

“Chi no scolta el dotore, scoltarà el bechin!” proverbio poco consolatorio

e che dimostra una grandissima fiducia nel medici. Purtroppo

in grande contrasto con il pensiero di molti altri che invece sostenevano

che “chi vol star san, dal médego staga lontan!”

“Se no te voi morir, no stà malarte!” quello che ha scritto questa

grandissima bojata doveva essere cretino costituzionale oppure in

preda ai fumi dell’alcol.

- Sarò sincero, caro passiente: la so tosse

no me preocupa par gnente!!!

- El ga razon, sior dotore: anca a mi no me ne

fregarìa gnente se la tosse la gavesse lu!

“i dolori ze come i schei: chi li ga se li tien!” Ecco invece una vera

perla di saggezza. Notevole il paragone tra schei e dolori. Il proverbio

è più che mai valido anche oggi!

“El morto in cassa e el vivo se la spassa!” Grande verità. Soprattutto

se colui che si trova ben rigido nella cassa ha lasciatoagli eredi una

notevole eredità.

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