è una forma d'arte - Monza Club

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è una forma d'arte - Monza Club

EDITORIALE

Simona Calvi

Buon natale

e tanti auguri…

di camBiamento

Come ogni anno Monza Club vi augura buon

Natale. E tra gli auguri più sinceri, mette non

soltanto quelli di vivere delle feste serene, ma

ci mette anche calma e tempo. Personalmente,

insieme a qualche pacchettino, graderei ricevere

soprattutto questi ultimi. Ma sono certa di non

essere la sola. La tranquillità e quel senso di

pace che si vivono soltanto in questo periodo,

insieme ad una piccola dose di sano riposo,

sono un vero piacere. Nonostante abbia passato

il limite degli “enti” e ora pure degli “enta”,

l’effetto che ha su di me l’arrivo del Natale è

identico a quando avevo dieci anni.

Ed è bello accorgersi ogni anno che c’è qualcosa

che con il passare del tempo non cambia mai.

Intangibile e inalterabile come i sentimenti

migliori.

Credo che quest’anno sarà sentito in modo

particolare il senso del Natale. Il 2012, ne sono

certa, è stato un anno fra i più difficili e pesanti.

E credo un po’ per tutti. La crisi economica

e finanziaria ha travolto l’impresa e il mondo

del lavoro, cambiando volente o nolente la

nostra visione del mondo. Ci piaccia o no,

infatti, ci ha messo davanti ad uno scenario

diverso rispetto al passato. Uno scenario che

a cascata ha finito per toccare anche cose

che davamo per conquistate ed assodate. Ad

esempio, la Provincia. Chi pensava che sarebbe

stata per sempre si è dovuto ricredere, anche

amaramente. La verità di questa crisi è che ci ha

dimostrato come nulla non possa mutare o non

possa essere modificato. Talvolta – e lo dico con

profonda convinzione – però in meglio.

In fondo, sono un’ottimista e penso anche

a tutto ciò che il disagio ha portato con

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sé di positivo. Come, ad esempio, l’ormai

necessario turnover che sta toccando settori

restii per definizione al cambiamento come

la politica. L’augurio migliore che si possa

fare ai partiti è che finalmente lascino posto

a nuove leve, persone preparate, motivate e

possibilmente anche giovani. Che significa

trentenni o quarantenni. Giusto a titolo di

esempio, Barack Obama, poche settimane

fa riconfermato presidente degli Stati Uniti,

alla sua prima elezione aveva 47 anni. Un’età

che in Italia coincide più o meno con quella

dell’indipendenza economica dalla famiglia

d’origine. Anche sul fronte del lavoro l’augurio è

che finalmente si riesca a vedere qualche novità,

un cambiamento che riconosca meriti ed equità

di trattamento. Punto soprattutto sui primi e mi

auguro sia davvero l’ultima volta che mi tocca

scriverne. Perché le consorterie, le parentele, gli

amici degli amici, hanno davvero stufato. È del

tutto utopistico pensare che si possa partire tutti

dallo stesso punto di partenza, perché ci sarà

sempre qualcuno che per un motivo e per l’altro

sarà favorito, non fosse che per le opportunità di

arricchimento o le possibilità in più che magari

gli sono state garantite dalla propria famiglia.

Ma che almeno la gara non sia truccata e che

tutti possano partecipare con la convinzione di

poter vincere. Senza trucchi. E lo stesso discorso

potrebbe valere per molti altri argomenti. La

lista è lunga, ma credo di poterla riassumere con

una frase. Che si possa iniziare a vivere in un

Paese normale. Buon Natale a tutti di cuore.


L’eleganza è di casa

ovunque tu sia

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I numeri del mese

La solitudine di chi è al comando

Indipendenti, ma con il cognome del marito

Come comunicare (anche) la catastrofe

Riforma Fornero e lavoro accessorio: cosa cambia?

La Provincia è salva, ma senza quattrini

Dubai, c'era una volta il Paese che non conosceva crisi

A Natale non comprate un cane, ma un calendario

I mondi impossibili che aiutano la realtà

Desideri in libertà per il 2013

Ho comprato un lago

Living: quando la Brianza è d'esportazione

I regali super top per Natale 2012

Fatti il look da party...

Toys for boys: non solo il meglio del lusso, molto di più

La bouillabaisse - Food Fighter

Chiara Cattaneo: cucinare? È una forma d'arte

Oggetto del dediderio: Un Natale davvero... app

Il golf e il business

Motori auto: arriva la nuova Golf

Motori moto: scooter che passione

MMT: New York 2012, la non maratona

Arianna Errigo: Ho un conto in sospeso...

Ian Davenport

Lei non vuole figli? Il tradimento non è legittimato

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MonzaClub

Periodico registrato presso

il Tribunale di Milano al n.242 -

Registro stampa periodica

MONZACLUB

PERIODICO REALIZZATO DA:

Monza Club Edizioni srl

Piazza Carrobiolo, 5

20900 Monza

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Prezzo di copertina: 5 euro

DIRETTORE RESPONSABILE

Simona Calvi

CAPOREDATTORE

Raffaele Pozzi

52

GRAFICA

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Via A. Volta, 94 20832 Desio

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STAMPA

Grafiche Scotti spa

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20031 Cesano Maderno (MB)

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MARCO COLOMBO

Ingegnere, MBA Bocconi e TGMP alla

Harvard Business School.

Fondatore e CEO di Partecipazioni

Industriali, holding operativa attiva

in diversi settori: media e pre-stampa (CLX

Europe), impiantistica industriale e TLC

(Gruppo BMS Impianti), prodotti in

MARTINA SASSOLI

Una laurea alla Bocconi, è giornalista

professionista e appassionata di politica.

Già consigliere comunale, è stata dal 2007

al 2012 assessore alle Politiche giovanili e

alle Pari opportunità del Comune di Monza.

Dal 2005 è alla guida del movimento

Giovane Italia Monza e Brianza e ricopre

GIANCARLO CAZZANIGA

Esperto in comunicazione e appassionato

di sport, da trent’anni dei suoi 58 è alla

guida di Publitrust, agenzia specializzata

nel settore advertising e comunicazione,

pluripremiata nel corso degli anni per

serietà e creatività. Accanto all’attività

imprenditoriale, è stato anche insegnante

CLAUDIO MARTELLI

Nato a Londra nel 1961, dopo una lunga

carriera in multinazionali dell’energia e

collaborazioni con Enti pubblici territoriali,

ha dato vita al gruppo CM Associati, team

di professionisti che da oltre vent’anni

lavora a stretto contatto con le aziende per

fornire consulenze ed elaborare

MASSIMO PRINA

Promotore finanziario a partire dal mese

di novembre del 1995, iscritto all’Albo

nazionale dei Promotori finanziari,

attualmente svolge la sua attività per una

banca leader nel Private Banker.

Con una lunga e importante esperienza

anche in campo assicurativo e del credito.

Contributors

settembre 2012

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MonzaClub

vetroresina per nautica e edilizia (Resin

Glass Lissone) e mobilità sostenibile (share

- lock sistemi per biciclette).

Già Presidente dei Giovani Imprenditori di

Monza e attualmente membro della Giunta

Nazionale di Confindustria, è Area Leader

della Bocconi Alumn Association

per Monza e Brianza.

il ruolo di vicepresidente nazionale

della leva giovanile azzurra. L’impegno

istituzionale l’ha portata a diventare anche

presidente di Anci Giovani Lombardia.

Attualmente divisa tra Milano e New York

sta seguendo la campagna elettorale

per le presidenziali Usa dal comitato

del candidato repubblicato Romney.

di Comunicazione e marketing per corsi

specialistici finanziati da Enti pubblici.

Nel 2008 ha ricevuto da Confindustria la

medaglia d’oro al merito industriale. Nel

corso della sua carriera ha anche ricoperto

ruoli istituzionali nell’associazione degli

imprenditori monzesi e brianzoli dove si

occupa soprattutto di Terziario avanzato.

strategie vincenti nell’affrontare

l’attività professionale. È inoltre

consulente strategico per lo sviluppo

e il consolidamento sul mercato di aziende,

Enti e studi professionali. Dopo Milano e

Lugano, CM Associati ha aperto una nuova

sede a Gallarate.

La sede principale è quella monzese di

piazza Garibaldi 8 (info: 348/4129661 -

039/2358011), ma l’attività si svolge su tutta

la provincia di Monza e Brianza.

La conoscenza del mercato azionario, la

passione per l’economia e la capacità di

relazionarsi con il pubblico sono i suoi tratti

distintivi.


RICCARDO TAGLIABUE

Appassionato di fotografia e di motori fin

da giovanissimo, un monzese doc che ha

unito queste due passioni e ne ha fatto

una professione. La sua prima foto è stata

pubblicata sulla Gazzetta dello Sport

quando aveva solo 17 anni e per 12 ha

girato il mondo collaborando con testate

GRETA LEONI

Titolare dello Studio Leoni di Milano,

è consulente del lavoro nel capoluogo

lombardo. Attualmente si divide tra Milano

e gli Stati Uniti dove sta maturando

un’importante esperienza lavorativa presso

la sede delle Nazioni Unite.

RAMONA BRIVIO

Classe 1982, nasce, vive e soprattutto lavora

in Brianza. Laureata in Comunicazione

d’impresa, ha conseguito

anche un master in Media Relations alla

Business School del Sole 24 Ore.

È Socia del Rotary Club Colli Briantei.

È la fondatrice di Tramite R.P.

GUIDO ONGARO

Proprietario del ristorante Osteria la Lira,

sta attualmente portando avanti l’attività

cinquantennale della madre trasformando

col passare del tempo una tradizionale

osteria di quartiere in un locale al passo con

i tempi. Appassionato di arte, ha trasferito

questa sua passione anche all’interno del

ANNALISA MANZIONE

Beyourself 4u é una realtà che nasce in

Brianza, dall’idea di una giovane donna

che ha deciso di fare del proprio dono una

professione. Di mettere a disposizione una

dote innata, accompagnata da anni di

studio e di esperienza presso grandi nomi

della moda, per aiutare uomini e donne di

LUCA TOMMASI

È nato a Monza nel 1972.

È stato banditore e direttore della

sede milanese di Finarte Casa d’aste.

Attualmente, dirige uno spazio espositivo a

due passi dal Duomo di Monza

e conduce trasmissioni televisive

dedicate al mercato dell’arte.

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nazionali ed internazionali nel settore del

motociclismo. Ha pubblicato il suo primo

libro a 24 anni e da lì ne sono seguiti più di

15 tradotti in 4 lingue. Nel 1997 ha vinto

l’Euro Press Awards. È stato l’ufficio stampa

di Honda HRC e di Yamaha Motor Europe.

Oggi gestisce un’agenzia pubblicitaria, dove

fotografia e giornalismo sono protagonisti.

Studio Leoni

Via Statuto, 4

20121 Milano

Tel. 02 36573500 - Fax 02 62910074

info@studioleoni.it

www.studioleoni.it

Comunicazione, agenzia di comunicazione

iscritta a Cdo Monza Brianza e Vera

Brianza. È giornalista e socio professionista

della Federazione Italiana Relazioni

Pubbliche.

suo ristorante, trasformandolo in una vera

e propria chicca, ispirata all’arte e al design.

Senza dimenticare però le radici della

cucina tradizionale cui dedica una parte

della ricca offerta del ristorante.

qualsiasi età a riconoscere, valorizzare e

sfruttare al massimo il proprio potenziale.

L’obiettivo è quello di aumentare a livello

esponenziale le possibilità di riuscita di

ogni cliente in tutti gli ambiti della vita

di relazione. Essere soddisfatti del proprio

aspetto, piacersi, è il primo e fondamentale

passo per piacere agli altri e avere successo.

Collabora da diversi anni con istituzioni

italiane per l’organizzazione di mostre

d’arte e attualmente riveste il ruolo di

direttore artistico della Galleria civica E.

Mariani di Seregno. Ha all’attivo numerose

pubblicazioni d’arte edite da primarie case

editrici nazionali.


I numeri del mese

I ragazzi selezionati su oltre 100 candidati che seguiranno in Autodromo le lezioni per riparare auto e moto da

competizione. Dopo il successo riscosso lo scorso anno, Motorsport Technical School, in collaborazione con APA

Confartigianato Imprese, Confartigianato Motori – che in occasione del Gran Premio d'Italia premia pilota, squadre

e tecnici che durante la stagione si sono particolarmente distinti – e Sias ha deciso di raddoppiare programmando

un secondo corso per meccanici d'auto da competizione. “Attraverso la scuola vogliamo contribuire a potenziare

il settore delle competizioni motoristiche formando una nuova figura professionale di alto profilo – spiega Giovanni

Barzaghi, presidente di Apa – Per questo motivo per il 2012/2013 ci siamo impegnati anche con una vera e propria

borsa di studio a favore degli allievi che sostengono con più

fatica i costi della formazione”.

47.16

Il volume delle compravendite immobiliari a livello regionale nei primi sei mesi

del 2012, in forte contrazione (-20,9%) rispetto allo stesso periodo dell'anno 2011.

È quanto emerge dalla pubblicazione delle Nota Territoriale, lo studio che analizza

le dinamiche e l'andamento delle quotazioni medie del mercato residenziale in

Lombardia nel primo semestre. La Provincia di Monza e Brianza registra un calo

di compravendite del -18,4%. Una flessione generalizzata, ma che presenta

anche sfusmature: Nord Monza (-23,6%), Nord Ovest Monza (-16%),

Ovest Monza (-21,5%), Monza città (-10,9%) e Est Monza (-17,4%)

Le quotazioni massime si riscontrano a Monza

(euro al metro quadrato: 2.273).

6

MonzaClub


0 le

mila le imprese in Lombardia che hanno esportato nei primi sei mesi

del 2012 prodotti per oltre 54 miliardi di euro nel mondo. È la fotografia

del tessuto imprenditoriale lombardo scattata in occasione di “Imprese che

guardano avanti. Il cambiamento per crescere”, la IX edizione delle Assise

degli Amministratori camerali della Lombardia organizzata, al Padiglione

museo dell'Autodromo nazionale di Monza, da Unioncamere Lombardia

e dalla Camera di commercio di Monza e Brianza. Se le imprese attive

(stabili sotto il profilo numerico in Brianza) cercano di guardare avanti

con fiducia ma anche fatica, è dall'export che arrivano segnali

di fiducia: +4,2% rispetto allo scorso anno.

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MonzaClub

la media giornaliera di visitatori che hanno

caratterizzato Italian Furniture design,

la prima fiera del legno-arredo virtuale

organizzata dal 27 al 29 novembre dalla

camera di Commercio di Monza e Brianza.

Presenti 47 Paesi con più di 1.700 accessi

e oltre 9.600 biglietti da visita scambiati

all'interno dei padiglioni, più di 350 avatar

creati e 70 espositori. Per le imprese

della Brianza, a partire da quelle di

piccole dimensioni, è stata l'occasione

di promuovere la propria realtà

imprenditoriale all'estero e di mettere “in

vetrina” in 3D le residenze storiche arredate

su misura con progetti personalizzati.

corse giornaliere, con un treno ogni mezz'ora, dalle 6 della mattina alle 23. L'entrata

in vigore dell'orario invernale di Tre Nord non ha portato solo disagi, ma anche

il prolungamento della linea S9 da Seregno a Saronno, la “pedemontana Ferroviaria”.

Si tratta di un collegamento di 15,2km, realizzato in meno di tre anni per un costo

complessivo di 75,5 milioni di euro, che consentirà di evitare l'attraversamento del nodo

ferroviario di Milano. Ciascun treno sarà dotato di sei carrozze per una capienza

totale di 481 posti a sedere.


im...presa diretta

Marco Colombo - membro della Giunta Nazionale di Confindustria

l’ad di fiat, serGio MarChioNNe, sCrive di seNtirsi solo. eppure

la CoNdizioNe di Chi si Muove al vertiCe appare iNevitabile

la solitudine

di chi È al comando

Poco tempo fa mi sono aggirato, come

mi capita spesso di fare, per i meandri

di una delle librerie di Monza. tra

le varie letture proposte mi sono

soffermato su un libro che raccoglie

alcune frasi di Sergio Marchionne,

attuale amministratore delegato di

Fiat. Tra queste una mi ha colpito

particolarmente: “In una grande

azienda - spiegava l’ad - chi comanda

è solo, la responsabilità condivisa

non esiste. Io mi sento molte volte

solo”.

Colpisce come uno dei manager più

apprezzati e al tempo stesso discussi

e controversi degli ultimi anni non

soltanto in Italia, si definisca un

uomo solo. Solo nel comando, solo

nella responsabilità.

Eppure Marchionne è passato alla

cronaca anche per la sua capacità di

grande ristrutturatore. Capacità che

è stata spesso attribuita alla creazione

di un team forte e coeso, di giovani

leve da lui scelte e che ha saputo fare

crescere e con le quali ha condiviso

ogni passo dal suo arrivo in Fiat.

Ma allora perchè chi comanda

parla di solitudine e dice di essere

solo? Cambiamo Paese. Una diversa

visione potrebbe arrivare dagli Usa

dove Barack Obama ha vinto di

recente, e per la seconda volta, le

elezioni presidenziali e per quattro

anni governerà lo Stato più potente

nel mondo. Sarà solo a comando.

Di certo molte sue scelte saranno

impopolari (come lo è stata la

riforma sanitaria che ha modificato

radicalmente le abitudini e le

possibilità degli americani di accedere

a cure mediche, di base e non).

Ma la sua solitudine non sarà quella di

essere impopolare o quella di piacere

solo a una parte della nazione (e

venire criticato dall’altra). Credo sia

invece molto legata alla impossibilità

di condividere, anche in parte, il

fardello di decisioni a volte molto

difficili che, anche se prese con la

convinzione di chi sa che non vi sono

alternative, possono avere il peso di

una guerra e delle sue conseguenze,

di una ritorsione contro un Paese

che sta nascondendo terroristi o

semplicemente di una legge che

modificherà le vite di milioni di

persone. Basta darsi un’occhiata in

giro. E non per forza a livelli alti

come quelli del presidente degli Stati

Uniti. La solitudine di chi comanda

è l’impossibilità di condividere

8

MonzaClub

la responsabilità, a volte davvero

pesante, di scelte difficili. È un fatto-

Molti obietteranno che chi comanda

ha scelto di farlo ed è ricompensato

per quanto fa in modo, spesso, molto

generoso. È vero, ma la questione

non si limita ad uno stipendio o una

ricompensa per quanto importante o

generosa essa sia. Ognuno di noi, per

quanto forte, per quanto determinato,

per quanto convinto di essere nel

giusto, a volte vorrebbe solo potersi

sentir dire: è la scelta giusta. E quasi

convincersene.

Ognuno di noi, in fondo, vorrebbe

demandare ad altri le scelte più

difficili, o condividerle con altri,

tenendo per sé quelle più popolari,

scontate e semplici.

Ma così non può essere. Un leader

deve sapere scegliere e guidare sia

nei momenti facili che nel pieno di

una tempesta. E Marchionne questo

lo sa, come lo sa Obama, come lo sa

ogni leader di questo pianeta. E forse

in certe circostanza, come è anche

giusto che sia. Chi comanda è solo.


aL femminiLe

Martina sassoli - presidente anci Giovani lombardia | www.martinasassoli.it

uN GiorNo, forse, si riusCirà ad avere uNa doNNa presideNte sCelta

solo per le sue doti e NoN perChé portatriCe di CoNiuGe eCCelleNte

indipendenti, ma con

il cognome del marito

A volte ritornano. Ma è sempre la stessa

solfa. Forse in balia di una stereotipata

mania che vuole a tutti costi la donna in

primo piano, la stampa americana sta già

facendo pressing in vista delle elezioni

presidenziali del 2016. Nemmeno il

tempo di far insediare Obama per il

secondo mandato e già si sprecano

i commenti sul futuro candidato

presidente. Ansia da prestazione,

verrebbe da dire e per giunta pericolosa.

E non solo perché a guardare troppo in

là si perde la percezione del quotidiano,

ma soprattutto per i nomi che stanno

iniziando a circolare, anche solo a

livello di gossip. Guarda caso, nella

ristretta cerchia dei democrat c’è chi

punta il dito verso l’usato sicuro, ossia

casa Clinton. Ma attenzione, negli

Stati Uniti non sognano un remake

degli anni ’90 come succede da noi in

Italia. No. In America va bene il brand,

ma bisogna rinnovare i volti. Scartato

Bill, non resta che puntare sull’altro

asso, cioè Hillary. Come mai? Perché

è apprezzata, perché è gradita dal 60%

della popolazione, perché ha dimostrato

di essere un eccellente politico. Ma no.

Perché è donna. In quel macchinoso

stereotipo di cui sopra, l’America vuole

in questo frangente dare riprova del

proprio avantguardisme mondiale

sconvolgendo le prassi consolidate.

Dopo un afroamericano, perché non

puntare su una donna? Poi sarà il turno

di un ispanico? O di un omosessuale? Lo

dico con franchezza. La gara al premio

per le minoranze (che minoranze, in

termini quantitativi, non sono) ha

iniziato a infastidirmi perché ha un

odore antipatico, quello dell’ipocrisia. E

questo lo dico con cognizione di causa

perché durante la campagna elettorale

Usa, il commento più gettonato era “Ah,

Michelle Obama, che grande presidente

sarebbe”. Ferma restando la stima per

una First Lady che ha saputo recuperare

i consensi persi per strada da parte

del marito, non mi spiego su che basi

possa fondarsi la teoria dell’eccellente

presidenza targata Michelle. Soprattutto

dopo aver constatato la validità di

donne che in politica si spendono da

tempo e in prima persona e non dietro

alle spalle del consorte. Prima tra tutti

Nancy Pelosi, prima donna a ricoprire

il ruolo di speaker del Congresso. E

che dire delle senatrici e deputate

Jeanne Shaheen e Kelly Ayotte, Carol

Shea-Porter e Ann McLane Kuster che

insieme alla governatrice Maggie Hasan

hanno reso il New Hampshire l’unico

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MonzaClub

Stato interamente a rappresentanza

femminile? Queste non sono degne di

essere contemplate eccellenti candidate,

sia per formazione che per esperienza?

La risposta sarebbe ovvia, se queste

portassero in dote un cognome di peso.

La mia non è una critica dall’antico

sapore femminista, chi mi conosce lo

sa bene. È l’amara costatazione che

la bandiera della meritocrazia perde

qualsiasi vigore nel momento stesso

in cui inizia a spirare il vento del

pari-opportunismo più che delle pari

opportunità. Il caso della Clinton è

emblematico. Una donna che ha già

dimostrato, negli ultimi quattro anni,

di saper essere un eccellente Segretario

di Stato non dovrebbe essere premiata

perché evocativa del marito o perché

donna. Se così fosse, potrebbero optare

per la figlia Chelsea. Ed è forse questo

paradosso che meglio spiega la pochezza

del ragionamento. Senza voler cedere

alle lusinghe delle dietrologie futuriste,

una cosa è d’obbligo. Augurare a Hillary

un buen retiro in vista della scadenza

del suo mandato e, se possibile, darle un

consiglio. Nel caso riprendesse l’attività

politica, usare il proprio cognome

sarebbe un gran segnale.

Rodham, alla fine, non è poi così male.


Il 21 dicembre 2012 è la data del

calendario gregoriano nella quale,

secondo alcune credenze e profezie,

si dovrebbe verificare un evento, di

natura imprecisata e di proporzioni

planetarie, capace di produrre una

significativa discontinuità con

il passato. Una qualche radicale

trasformazione dell’umanità in senso

spirituale oppure la fine del mondo.

L’evento atteso viene collegato alla fine

di uno dei cicli (b’ak’tun) del calendario

maya. Nessuna di queste profezie ha

alcun fondamento scientifico e sono

state più volte smentite dalla comunità

geofisica e astronomica. Anche la

maggioranza degli studiosi della storia

dei Maya confuta queste affermazioni.

Una profezia è un’affermazione che

prevede il futuro, in generale. Tuttavia,

c’è un’importante differenza tra profezia

e previsione: una previsione ha alla

base un processo empirico e logico,

mentre una profezia non è legata a

dati di fatto e ragionamenti, ma alla

supposta chiaroveggenza di chi se ne

fa portatore. In quest’ultimo senso, il

termine “profezia” si applica a filosofi

come Emerson e Nietzsche. I più

scettici fanno notare che molto spesso

si viene a conoscenza che una profezia

era stata fatta dopo l’evento “predetto”

COnsULente COmUniCaZiOne

di Giancarlo Cazzaniga - direttore creativo publitrust

21 diCeMbre 2012: per alCuNi è la data Che dovrebbe seGNare la fiNe

del MoNdo. e NoN eraNo soltaNto i Maya a CrederCi

come comunicare

(anche) le catastrofi

si è verificato. Ad esempio, subito dopo

l’attentato dell’11 settembre 2001 molti

furono i profeti post eventum. Questo

conferisce a molte profezie l’aspetto di

semplici leggende metropolitane.

Nella cultura popolare, l’espressione fine

del mondo viene usata in senso generico

per indicare un possibile evento (o

una serie di eventi) con conseguenze

catastrofiche a livello mondiale. Il tema

della fine del mondo è presente in molte

mitologie e religioni ed è ricorrente nella

narrativa fantastica e fantascientifica.

Alcune trasmissioni tv hanno collegato

questo scenario con le profezie sul

21 dicembre 2012: in particolare è

stata ipotizzata la possibilità che un

picco di attività solare intenso possa

innescare una inversione dei poli

magnetici terrestri con conseguenze

disastrose e imprevedibili per la nostra

società. Questa ipotesi, già di per sé

di scarso fondamento scientifico, è

comunque confutata dalle attuali

previsioni relative all’attività solare fra

il 2012 e il 2013. Nelle serie televisiva di

fantascienza X-Files viene rivelato che il

22 dicembre 2012 (il giorno successivo

al giorno d’inizio del prossimo Lungo

computo) è la data programmata da un

popolo di alieni per invadere la Terra.

Skinner e Scully vengono a sapere che

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MonzaClub

Mulder è detenuto in una prigione di

massima sicurezza per l’omicidio di un

militare che non può essere ucciso:

Knowle Rohrer (Adam Baldwin),

che infatti è un “super-soldato” ed ex

informatore di Doggett. Nell’ultimo

episodio di Xfile, Mulder evade dalla

prigione con l’aiuto di Skinner, Reyes,

Doggett, Scully e Alvin Kersh. Mulder

e Scully si mettono in viaggio per il

New Mexico, in un pueblo nascosto tra

rocce di magnetite. Dentro troveranno

l’Uomo che fuma, che rivela anche a

Scully la verità suprema e finale, e cioè

che gli Alieni invaderanno la Terra il 21

dicembre 2012, senza che nessuno possa

opporsi. Le loro ultime parole sono un

bilancio di quasi 10 anni di indagini

sul paranormale, sul governo ombra

e sulle forme di vita extraterrestri ed

il complotto alieno. Mulder si sente

sconfitto perché non è riuscito a far

emergere quella tanto sospirata verità

e non è riuscito a divulgarla a tutto

il mondo. Però una piccola grande

vittoria l’ha ottenuta, e cioè quella di

aprire gli occhi di Scully, che è sempre

stata scettica sulle questioni di cui ora

conosce la più intima e sconvolgente

verità.Per questo allora l’ultima frase di

Mulder prima del buio è “Si può ancora

sperare”.


COnsULente deL LaVOrO

dott.ssa Greta leoni

la leGGe Che porta il NoMe dell’attuale MiNistro del lavoro dispoNe uNa

serie di ModifiChe relative alle prestazioNi oCCasioNali

riforma fornero

e lavoro accessorio:

cosa cambia?

La Legge 92/2012, la cosiddetta

Riforma Fornero, in vigore dal 18

luglio scorso, ha apportato notevoli

cambiamenti circa la disciplina del

lavoro accessorio (art.70 del D. Lgs. n.

276/2003).

In primo luogo, alla luce del nuovo

quadro normativo si considerano

prestazioni di lavoro accessorio le

attività lavorative meramente occasionali

che non danno luogo, con riferimento

alla totalità dei committenti, a

compensi superiori a 5.000,001 euro

nel corso di un anno solare. Da tale

formulazione si evincono innanzitutto

alcuni importanti elementi di diversità

rispetto alla normativa previgente:

- dal 18 luglio è stata eliminata

l’elencazione delle attività lavorative

di natura occasionale;

- il limite del compenso per singolo

soggetto non viene più considerato in

relazione ad un singolo committente,

bensì alla totalità degli stessi in un

anno solare;

- viene reintrodotto il concetto di mera

occasionalità, che potrebbe lasciare

intendere che l’utilizzo dei cosiddetto

voucher debba essere circoscritto

alle attività che siano realmente

contraddistinte da presupposti di

eccezionalità, non potendo quindi

più rappresentare, qualora venisse

confermata questa restrittiva

interpretazione, uno strumento

utilizzabile per lo svolgimento delle

mansioni ordinarie d’impresa.

Alla luce di queste brevi considerazioni

sembrerebbe pertanto che le modifiche

intervenute hanno comportato, da un

lato, una notevole semplificazione, ma

hanno altresì introdotto importanti

limitazioni al suo utilizzo. Si auspica

dunque un intervento ministeriale al

fine di ottenere ulteriori chiarimenti

soprattutto con riferimento alla

possibilità, per le imprese commerciali

ed i professionisti, di potersi avvalere

di questo strumento (anche per le

attività di carattere ordinario).

In ultimo, ulteriori novità in merito

all’istituto si sono affermate per quanto

concerne la modalità di pagamento

relativa alle prestazioni di lavoro

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accessorio. La Legge 92/2012 è infatti

intervenuta prevedendo che il valore

dei voucher venga determinato su base

oraria a seguito di un confronto tra le

parti sociali.

Per concludere, si ricorda che è

possibile acquistare i voucher presso

gli uffici postali, l’Inps, e le tabaccherie

abilitate presentando la propria tessera

sanitaria ovvero comunicando la

propria partita Iva.

Successivamente all’acquisto, il datore

di lavoro dovrà comunicare all’Inps il

proprio codice fiscale, la tipologia di

attività, i dati del prestatore di lavoro

(nome, cognome, codice fiscale), il

luogo di lavoro, la data di inizio e di fine

della prestazione. Tale comunicazione

può essere effettuata tramite il contact

center dell’Istituto oppure collegandosi

al sito www.inps.it.


In breve

LA PROVINCIA SALVA

MA SENZA QUATTRINI

Praticamente un paradosso. La Provincia di

Monza e Brianza si salva dall’accorpamento

con la città metropolitana. E questa è la

notizia bella. Ma rischia di non sapere di cosa

si dovrà occupare e soprattutto con quali soldi.

L’incredibile realtà si è concretizzata a causa di due

elementi: da una parte la mancata approvazione

e trasformazione in legge del decreto di riordino

delle Province che, appunto, prevedeva che

Monza e la Brianza (salvo un emendamento già

pronto per accorparla alla sola Lecco) la fusione

con Milano e dall’altra, invece, l’approvazione del

cosiddetto Decreto Salva Italia che in materia di

Province già prevedeva una serie di cambiamenti.

Tra questi anzitutto l’esistenza solo di presidente

e Consiglio provinciale, quest’ultimo costituito da

solo 10 membri ed inoltre rivedeva le competenze

togliendone alcune da sempre di competenza

provinciale come edifici scolastici e viabilità. Con

l’evidente conseguenza che sarebbe difficile ora

capire chi dovrà occuparsi delle cosiddette “strade

provinciali”.

Così ora tutti stanno in attesa e se da una parte

brindano alla salvezza, dall’altra la preoccupazione

per il futuro è altissima. Per questo poco tempo fa

via Grossi è tornata a mettere sul piatto la sede

di piazza Cambiaghi. Un modo per fare cassa

e prepararsi a tempi difficili. Perché verranno

sicuramente se non cambieranno le cose. Le stime

di via Grossi parlano in fatti di milioni di euro

da restituire allo Stato per il debito contratto

direttamente alla nascita e poi altri soldi in meno

causati dai tagli. La crisi non ha poi aiutato le

entrate: sempre meno vendite di auto e quindi

sempre meno soldi che entrano attraverso le

imposte.

Insomma, un rischio caos cui dovrà mettere mano

il prossimo Governo. Di sinistra o di destra che

sia. Salvare la Provincia per mandarla al macero

sarebbe infatti la peggiore delle beffe.

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C’era una volta

un Paese Che non

ConosCeva la Crisi

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In ogni momento di crisi, si cela un’opportunità. Basterebbe

questo aforisma per spiegare la nuova rotta intrapresa dagli

Emirati Arabi. Ammesso e non concesso che da queste parti

la crisi, quella vera, sia davvero mai esistita. Ma al di là di falsi

luoghi comuni, e prima ancora del crollo di Lehman Brothers,

Dubai ha iniziato ad attraversare una fase discendente che

l’aveva portata, dopo gli anni di protagonismo indiscusso sul

fronte internazionale, a lasciare il primato alla “sorellastra” Abu

Dhabi. In una sorta di concorrenza in casa, le due città sono ora

pronte a passarsi nuovamente il testimone della leadership come

polo d’attrazione per gli investimenti esteri.

Questo, almeno, almeno sembrerebbe la lettura più naturale di

quanto sta avvenendo a Dubai.

Nelle ultime settimane di dicembre, infatti, sono stati presentati

a Parigi i progetti per l’Expo 2020 cui ha fatto seguito

l’illustrazione del mega-progetto “Mohammed bin Rashid City”

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consistente nella creazione di una “nuova città nella città”.

Dedicata al suo sceicco, la City sorgerà in un’area attualmente

desertica e prevederà la realizzazione di un nuovo polo urbano

con un polmone verde ancor più esteso di Hide Park e il “Mall

of the World”, il centro commerciale più grande del mondo, con

la presenza di oltre 100 strutture alberghiere.

Un progetto, questo, che nasce dalla volontà di rivalsa

dell’emirato, considerato negli ultimi anni troppo poco credibile


dal punto di vista del business, come testimoniato dalle stesse

parole dello sceicco bin Rashid: ''le attuali strutture di Dubai

hanno bisogno di essere potenziate in linea con le future

ambizioni della città.''

Ambizioni che guardano a un nuovo ruolo di Dubai, ferma

restando la volontà di mantenere l’appeal turistico che, secondo

le previsioni, garantirà nei prossimi sei anni oltre 90 milioni di

visitatori.

Creare sviluppo significa investire. E da queste parti. Investire

non è un problema. Basti pensare all’approvazione di oltre due

miliardi di euro per la realizzazione di cinque parchi tematici,

dai Dubai Adventur Studios a quelli di Bollywood, passando per

quello dedicato alla vita marina e al mondo del deserto e dei safari.

Divertimento ma anche tanti live show per la sensibilizzazione

dei più piccoli verso il tema dell’ecocompatibilità. Un grande

salto in avanti per un Emirato che fino a pochi anni fa era

disposto a distruggere il proprio paesaggio naturale e mettere in

serio pericolo l’ecosistema marino per dare vita a isole e penisole

artificiali come il the World o al The Palm.

Un salto in avanti più dovuto che realmente voluto, per una città

oscurata dagli eccessi del passato che oggi intende riproporsi agli

occhi del mondo come metropoli da sognare e imitare e, perché

no, dove i fondi internazionali possano tornare a investire con

generosità e costanza.

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Dalla parte di Fido

A Natale non comprate un cane

Comprate un CAleNdArio!

Il business dei cuccioli va ancora

fortissimo, ma spesso le persone

non sono preparate a gestire un quattro

zampe. E allora, se c’è questo dubbio,

meglio donare dei soldi a chi invece

sa prendersene cura

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Più o meno la situazione si può riassumere in questi termini:

i cani non sono regali di Natale. Prima di acquistare

un cucciolo, preparatevi e informatevi. E se proprio lo

desiderate, andate in un canile. Oltre ai “nanetti” troverete

anche cani adulti meravigliosi che non aspettano altro che di

riempirvi la vita d’amore. E non è un modo di dire. Oltretutto

– dettaglio non trascurabile – i cani adulti nella maggior parte

dei casi hanno già superato i problemi tipici dei cuccioli come

la pipì dentro casa ad ogni ora e la passeggiata al guinzaglio in

perfetta sicurezza. Quindi, se davvero e dopo aver fatto tutta

una serie di riflessioni, avete deciso di prendere con voi un cane,

l’invito è quello di recarsi in un canile.

Se, invece, dopo avere a lungo ponderato, si arriva alla

conclusione che non si sarà in grado di dare a Fido tutte le

attenzioni di cui ha bisogno (e ciò non significa essere di cattivo

animo, ma talvolta solo responsabili se la conseguenza diventa

un abbandono) allora perché non pensare ad aiutare chi se ne

prende già cura?

Esistono le adozioni a distanza, per esempio. Sono tanti i cani che

per vari motivi non vengono affidati alle famiglie perché troppo

anziani o magari troppo incattiviti dalla crudeltà vissuta sulla loro

pelle. Non ci vuole molto e si potrà garantire ad un cane una vita


serena e piena d’affetto. Oppure si può acquistare, ora che è Natale,

un bel calendario. Questo mese voglio parlarvi di un’associazione

che merita davvero una grande mano. Si chiama Aronne e si

trova vicino ad Agrigento. In Sicilia? Sì, in Sicilia. Ma i suoi cani,

quelli che hanno salvato da violenze, vita di strada, fame, freddo

e probabilmente una morte precoce dopo un dolorosissimo (ma

solo per i cani) abbandono, sono davvero in tutta Italia. E per

la maggior parte proprio al nord, in Lombardia. Sono i volontari

che, autotassandosi e contando solo sulla solidarietà delle persone,

aiutano questi amici a quattro zampe a trovare una famiglia che

li ami per sempre, accompagnandoli fino a destinazione dopo un

attento esame dei richiedenti. Infatti, sono rari i casi di ritorno

al rifugio dopo l’adozione. Siccome però per fare tutto questo ci

vogliono soldi, ecco che l’associazione ha lanciato quest’anno il

suo calendario. Una serie di scatti che immortalano le volontarie

di Aronne assieme ai loro piccoli ospiti. Alcuni appena arrivati,

altri che attendono da tantissimo tempo e magari passeranno

la loro vita al rifugio. Una bella occasione per far del bene è

acquistare allora questo calendario, al modico prezzo di 5 euro.

Un dono che vale molto di più del suo valore economico perché

significherà vita, cibo, affetto e cure a cani che talvolta arrivano ai

volontari in condizioni tragiche e apparentemente senza speranza,

affetti da malattie come la Leishmaniosi o addirittura la rogna,

morbi ancora diffusi in alcune parti del territorio nazionale. Per

aggiudicarsi questo calendario è sufficiente contattare i numeri

3208343131 e 3498111610 oppure, via facebook, cercare la pagina

dell’Associazione Animalista Aronne. Lì potrete vedere anche

i tanti cani che attendono una famiglia, leggere le loro storie

e magari, se davvero avete la certezza che non li lascerete mai,

trovare un amico che vi amerà per tutta la vita.

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L'iniziativa

I

m o n d I

Impos

sIbIlI

che aiutano

la realtà

Un Iphone, una app e tanta fantasia.

Il mondo visto attraverso gli occhi

di Giancarlo Cazzaniga.

E un’asta che servirà a sostenere

una delle biblioteche della città

di Simona Calvi

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Mi scuserà Gaudì

Che creativo meraviglioso,

che ingegno, che coraggio,

che sfide. Grazie Antoni

e scusa la mia provocazione.

è cultura. E l’arte, in questo caso, ha aiutato

concretamente la cultura. Come? Con un’asta i cui proventi

L'arte

sono andati interamente ad una biblioteca per finanziare la

sua attività quotidiana. L’iniziativa ha due protagonisti: Giancarlo

Cazzaniga, direttore creativo di Publitrust, realtà monzese di

successo nel panorama della pubblicità, e il suo iPhone. Una

semplice app dalle ottime prestazioni e il resto solo una buona

dose di fantasia. Anzi, tanta fantasia, da poter trasformare

ad esempio un semplice ombrellone in una misteriosa donna

in burqa. L’idea, come spiega lo stesso autore, è stata quella

di mettere a disposizione di monzesi e non una carrellata di

scatti curiosi, alternativi, mondi – appunto – impossibili, come

recita il titolo della mostra allestita fino al 16 dicembre. Che

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Attualità

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La mia città

Che meraviglia la mia città.

La vedo, l’immagino, la studio

nei suoi colori più affascinanti,

più chic.

Donna islamica ai bagni 53

A volte quello che sembra

non è quello che veramente

vediamo. Un oggetto si

trasforma: sarà stato il sole?

però non è stata una semplice mostra. Come si diceva, infatti,

il ricavato è stato consegnato interamente alla biblioteca San

Gerardo, un luogo cui Cazzaniga è particolarmente legato.

“Hanno sempre realizzato appuntamenti di grande interesse –

spiega – ma ora, con i tagli che hanno colpito anche la cultura,

non è stato possibile proporre nuove attività. E questa è una

grande perdita”. Da qui l’idea di mettere all’asta le fotografie

realizzate tra Italia ed Europa con il cellulare e con i fondi

raccolti finanziare in prima persona proprio le attività culturali

della biblioteca. All’inaugurazione che si è svolta lo scorso

24 novembre erano presenti anche Cinzia Cerruti, attrice e

protagonista di alcuni iniziative organizzate dalla sala di lettura


Notte di pioggia in San Gerardo

Scoprire il proprio quartiere quando piove riserva sorprese meravigliose: le forse, le luci,

le ombre. Mai viste prima, da tornare a vedere!

Presagi divini al Prater

Era una stupenda sera d’estate

nel grande parco giochi di Vienna.

Poi il buio e quelle lampade così

particolari appese a tralicci con

forma di croce. Che strani presagi!

di San Gerardo e la critica d’arte Ilaria Borghi. “Durante le tre

settimane di esposizione – spiega Cazzaniga – la biblioteca ci

ha accompagnato con una serie di consigli e spunti di lettura

collegati alle foto. Per l’occasione, inoltre, abbiamo aperto anche

un sito internet, www.mondimpossibili.it, che seguirà la mostra

e ospiterà anche nuovi e futuri scatti”. Così, tra una foto e l’altra,

si scopre un’Europa, un’Italia e soprattutto una Monza davvero

inedite. Come la pioggia su San Gerardo o il cielo che si apre tra

le mura del palazzo di architettura fascista in via Passerini. E poi

ancora Vienna, Venezia, Badesi, Palermo, Barcellona, Monca di

Baviera, Aiaccio o Praga. Da Aiaccio a Riccione, un viaggio

suggestivo. Ricco di curiosità. E ricco di messaggi.

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Solo una via di fuga, il cielo

Prospettive imponenti, strutture forti: questa l’architettura del periodo

fascista italiano. Come allora, guardando in alto cerchiamo il nostro futuro!


Caro amico ti scrivo...

DesiDeri in libertà

per il 2013

L’elenco delle cose che vorremmo

vedere realizzate nel corso del 2013.

Tra il serio e il faceto, con la convinzione

che in fondo non ci vuole molto

per essere felici…

Un gioco? No, qualcosa di più. Perché in fondo desiderare è anche creare.

Così abbiamo deciso per questo numero di dare vita al mondo che vorremmo.

Certo parleremo di Brianza, ma anche un po’ Italia e perché no, di mondo.

Perché per vivere in un posto migliore non è che ci voglia poi così tanto.

Un po’ di impegno personale, un po’ di impegno da parte di chi ha la possibilità

di fare, e soprattutto un po’ di buona volontà da parte di tutti.

Evitando la drammatica tentazione che colpisce in troppi, quella di far finta di non vedere.

Ed è strano come queste parole ricalchino passo passo il messaggio evangelico.

Pace in terra agli uomini di buona volontà. Guarda il caso alle volte...

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Ambiente

Cominciamo da qui. Perché le parole sono le

specchio dei pensieri. E di una cultura. E così

scopriamo attraverso una di quelle ricerche che

ogni anno ci fanno compagnia con l’approssimarsi

del Capodanno che è Google a dettare il passo.

Il portale su cui chiunque abbia un pc non può

fare a meno di navigare è anche quello su cui si

misurano le parole più usate e ricercate. Bene, al

primo posto ci sono due social network, facebook

e Youtube. Sono loro le parole emergenti. Ma non

solo loro le più cliccate. Infatti, nell’elenco figura

anche Isola del Giglio. La ricerca, ovviamente, è

legata indissolubilmente alla tragedia della Costa

I dati sullo stato di salute dell’ambiente a

livello planetario non sono rassicuranti. E

neppure quelli italiani e brianzoli, se è per

questo. È di fine novembre l’ultimo allarme

lanciato dall’Organizzazione meteorologica

mondiale che ha sede a Ginevra e che

ha spiegato come ancora lo scorso anno

le concentrazioni di gas responsabili dell’effetto serra

abbiano sforato di molto i limiti e più volte all’anno. Con

- il ché è anche più preoccupante - un tasso di crescita

superiore alla media degli anni Novanta quando ancora

la sensibilità e i progetti per l’ambiente iniziavano a fare

i loro primi passi. E allora che cosa non va? C’è un nodo

anzitutto che va assolutamente sciolto: quello che si debba

scegliere tra lavoro e salute o lavoro e ambiente. Il caso

italiano del momento si chiama Ilva, ma non è l’unico e

non è nemmeno il più vicino alla Brianza. Quest’ultimo

infatti si chiama Brescia dove è addirittura l’assessorato

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pArole

Concordia naufragata a poche centinaia di metri

dall’isola. E poi naturalmente non potevano

mancare le nuovissime skyfall, o metrosexual.

Per chi non lo sapesse quest’ultima parola indica

soltanto gli uomini maniacalmente attenti al

proprio aspetto fisico. E poi ovviamente non

potevano mancare Imu, esodati e l’immortale

calcio. Però, in compenso, gli italiani hanno

deciso – forse a causa della crisi – di aumentare

le ricerche sul fai da te e a vincere la sfida è

stata soprattutto la cucina: in testa si sono

posizionate le crostate alla marmellata e i dolci

di carnevale.

Il nostro desiderio per il 2013 Meno spread, meno choosy, ma pure meno Pulcino Pio…

all’Ambiente a distribuire alla popolazione pieghevoli

che illustrano come proteggere la salute in alcuni luoghi

della città: non giocare nei prati, non sdraiarsi sui manti

erbosi, lavarsi e lavare regolarmente qualsiasi cosa sia

stata a contatto con la terra. Il motivo? I rilievi Arpa

parlano di concentrazioni di diossina e pcb centinaia di

volte superiori ai limiti di legge. Molto più che a Seveso.

E anche più che a Taranto. Per risolvere il problema ci

vorrebbe un maxi intervento con investimenti maxi.

Eppure, ha senso domandarsi cosa fare? O peggio, cosa

salvaguardare?

Il desiderio per il futuro è questo Politiche serie, ma anche controlli severi. Perché dovranno passare secoli

prima che la terra torni ad essere pulita


Caro amico ti scrivo...

Donne

Purtroppo di donne, troppo spesso, si parla

ancora per il male subìto e non per il

coraggio e l’intraprendenza. E soprattutto

se ne parla per questioni che nulla hanno

a che vedere con la parità dei sessi. Anzi,

tutto il contrario. Sono le donne malmenate e uccise a

fare notizia. Il 2012, in Italia, ne ha contate 106. Senza

contare il migliaio che si è rivolto a Telefono rosa. Di

queste il 77% ha denunciato di avere subito violenza

psicologica (la gran parte vittime di stalking), mentre il

44% fisica. Che significa 400 donne picchiate. Non sono

numeri che fanno onore a nessuno. Tanto meno ad un

Paese del primo mondo. Ma non c’è solo questo. Perché

l’universo in rosa è fatto anche di altre cose. Storie

positive, di crescita, di intraprendenza e di coraggio.

Storie, se si vuole, fortunate. Certo, se paragonate alle

storie di violenza, può apparire secondario sapere che

le donne imprenditrici nel settore dell’agricoltura sono

in continuo aumento. Le manager, secondo Coldiretti,

sono arrivate a quota 294.618, e fra queste si contano

anche alcune esperienze brianzole di grande pregio.

Anche in questo caso basti una visitina su Google e

si scoprirà che alla voce donne esce di tutto, ma non

purtroppo quello che si vorrebbe leggere. Perché si va da

miss Bum Bum alle modelle del Motor Show per passare

poi ai drammi di cui sopra. Fa un po’ impressione a dire

la verità.

Il nostro desiderio per il 2013 Meno donne in vetrina e di più nei Consigli di amministrazione.

E non per le quote rosa…

Nonostante le campagne animaliste e nonostante si tratti

di un reato vero e proprio, l’abbandono degli animali è

una croce senza fine. Ne sanno qualcosa i tanti volontari

del canile di Monza. A livello nazionale, il dramma degli

abbandoni o delle gravidanze non controllate ha finito

per creare una popolazione di oltre 500mila cani randagi

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AnimAli

e inselvatichiti. Questo avviene soprattutto al Sud dove

accanto agli sforzi di una parte della popolazione, vi è ancora

una cultura più arretrata in fatto di tutela degli animali.

Non è un caso che malattie come la Leishmaniosi siano

ancora così diffuse in terre come la Sicilia. Secondo i dati

diffusi dallo stesso ministero della Salute, i cani registrati

all’anagrafe sono quasi 6 milioni, ma in questi sono compresi

anche quelli ospitati nei canili – rifugio. Secondo gli ultimi

dati, nel 2010 gli ingressi di cani nei canili sanitari sono

stati 102mila 365 e di gatti sterilizzati sono stati 69mila 464.

Cifre impressionanti. E sono molti quelli che non usciranno

mai più dai canili perché vecchi, ammalati o semplicemente

vittime dell’indifferenza umana. O forse perché non sono

di moda.

Il nostro desiderio per il 2013 è semplice, canili vuoti per sempre e una famiglia per ogni amico

a quattro zampe…


Impossibile non pensare ad un tema

delicato come questo che si collega

inestricabilmente con una vita civile e con

i diritti basilari dell’uomo. Così, ad esempio, Monza attende da anni

che venga completata la nuova sede della Procura proprio a fianco del

Palazzo di piazza Garibaldi. Sembra sia passato un secolo da quanto

fu dato l’annuncio dell’avvio dei lavori. Poi, il nulla pneumatico.

Così il Palazzo di Giustizia di Monza, che a livello nazionale è fra

merito

A questa parola si legano in fondo tutte le altre. E soprattutto vi

si collega la situazione italiana. Merito nello studio, merito nel

lavoro, merito nella carriera. Naturalmente, senza dimenticare chi

ha bisogno ed è in difficoltà. Perché una società che non pensa ai più

deboli, è una ben triste società. Ciò detto, però, l’Italia patisce ancora

di questa grave mancanza, testimoniata da quel fenomeno noto come

fuga dei cervelli. Secondo una recente statistica, le persone residenti

all’estero sono circa 4.028.000, conto in cui non rientrano quelle

temporaneamente via per stage o studio. E il dato che certifica la

GiustiziA

quelli da annoverare per eccellenza nei tempi di disbrigo delle

pratiche e nei progetti per migliorare il sistema, attende. Da anni

e con mezzi, anche tecnologici, sempre più risicati. Naturalmente,

senza contare che a fronte di un numero sempre crescente di

cause, le sedi di giustizia, invece, vengono sempre meno. Proprio

quest’anno è giunta la notizia della chiusura della sede distaccata di

Desio, piccolo avanposto di eccellenza. Per il momento la decisione

è ferma, ma il prossimo anno non è dato sapere cosa porterà.

Il nostro desiderio per il 2013 Meritocrazia anche nella gestione dell’universo giustizia. L’eccellenza, quando c’è, va aiutata

situazione è che si

tratta di persone

di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Sono i giovani, i ricercatori

promettenti, ma non solo loro ad abbandonare per primi il nostro

Paese. Lasciando scoperto il ricambio. Italia paese sempre più

vecchio e sempre meno di merito. Perché le sue forze o si adeguano o

scappano. Anche in politica dove un vero turnover è diventata una

necessità vitale. Eppure qualcosa sta succedendo ed è questo percorso

che va incoraggiato. Nuove leve, nuovo coraggio e nuova forza.

Il nostro desiderio per il 2013 Che le Istituzioni comincino ad investire concretamente sul ritorno dall’estero dei nostri

scienziati e dei nostri giovani

Anche questa volta basta digitare su Google la parola “burocrazia” per

accorgersi della distanza tra un Paese che vuole uscire dalla crisi e la

pastoie che ancora lo imprigionano in tonnellate di carta. Alla faccia

della tecnologia e della informatizzazione. Perché in Italia, è ancora

la carta a dettare legge. Nonostante le firme elettroniche e le poste

certificate. Trafile inverosimili e traffico dati fermi alla preistoria. Non

tecnoloGiA e burocrAziA

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c’è settore che non denunci l’assenza di una vera rivoluzione. Anche

qui parlano i dati. Secondo una ricerca di Confcommercio le ore

dedicate agli adempimenti burocratici in materia tributaria superano

le 250. Nel 2010 il nostro Paese era al 22esimo posto, lontanissimo

da Paesi come Lussemburgo, Irlanda, Estonia e Norvegia. E poi si

domandano perché le imprese vanno ad investire all’estero...

Il nostro desiderio per il 2013 Che il tablet non sia soltanto l’ennesimo giocattolo per passare il tempo navigando su internet…


EGIDIO MOTTA

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un lago

Ho comprato

di alberto Terraneo

Mister Polaris, il numero uno in Italia del colosso

statunitense, ha rilevato i diritti esclusivi di Pesca

e navigazione del Lago di Pusiano per un investimento

da due milioni di euro

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gli è venuta così, all’improvviso, un impulso simile

a quello che attraversa le menti umane nelle corsie del

L'idea

supermercato. L’ha visto dall’alto e se n’è innamorato, è

tornato a terra e non l’ha più lasciato. Cercava un posto in cui

trascorrere tranquilli fine settimana dopo cinque giorni d’inferno

fra quad, motoslitte, elicotteri e ranger, si è ritrovato a possedere

un lago intero e la più bella villa che si affaccia sulle acque di

Pusiano. All’inizio gli abitanti del posto pensavano fosse arrivato

un americano, forse perché Egidio Motta in Italia è conosciuto

come Mister Polaris, il numero uno del colosso statunitense nel

Belpaese. Proprio lui che nel 2009 venne premiato da Scott

Wine, manager di Polaris Industries, con l’Hall of fame, il

massimo riconoscimento che un’azienda può attribuire ad un

proprio dipendente. Il primo non americano a conquistare il

premio, il più giovane nella storia della Polaris. Poi i “laghee”

hanno scoperto che il nuovo padrone della Casa di pesca, storica

dimora del guardiano dei pescatori, era un imprenditore che la

propria fortuna l’ha costruita fra Desio e Lissone, fra officina e

clienti, ereditando la “stoffa” del padre e mettendoci tanto del

proprio. Un brianzolo vecchio stampo, per nulla avvezzo a giacca

e camicie, a proprio agio quando si tratta di badare al sodo e

far quadrare i bilanci. Così è stato anche per Pusiano, avvistato

dall’alto durante un giro in elicottero, un lago che per fascino

Plinio il Vecchio citò accanto a quello di Como e di Garda.

“Un giorno passavo di qua, chiesi al mio geometra: Non c’è in

vendita un bilocale sul lago? Un posto dove poter stare magari in

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incognito? Ecco cosa mi

è stato trovato”. Ride e si

vede che non gli dispiace.

Oltre alla Casa di pesca,

Motta ha rilevato i

Diritti esclusivi di Pesca

e di navigazione, passati

nei secoli dalla Chiesa

ai Comuni fino ad altre

società private. Un investimento da due milioni di euro laddove

comaschi e lecchesi non hanno avuto il coraggio – o l’ardire – di

buttarsi. Alle spalle la forza economica delle sue aziende che in

un periodo di recessione come l’attuale continuano a fatturare

annualmente qualcosa come 50 milioni di euro, danno lavoro

a 70 persone e investono a pieno regime in settori innovativi

quali l’elettrico. “Pusiano è stata una scelta di cuore, non è stato

possibile dire di no – racconta Motta – Per noi che tutta la

settimana siamo in mezzo a uffici e capannoni, trovarsi davanti

uno scenario simile è uno spettacolo. Ora l’obiettivo è un

rilancio a 360 gradi”. Detto, ma già fatto. La firma sui documenti

risale a cinque mesi fa, tempo sufficiente per aver posto le basi

ad una rinascita di un Lago perennemente conteso da sette

Comuni, due Province, un Parco e un Consorzio. Gli interventi

più importanti riguarderanno l’attività di pesca, l’incentivo alla

pratica di Carp Fishing e Birdwatching, il completo recupero

della Casa di Pesca con la trasformazione di una parte di essa in


un museo sulla pesca e con la creazione di locali per pescatori.

“Perché il Lago non è come una Panda, che puoi comprare, usare

per qualche ora e poi lasciar riposare in garage – spiega Motta

– io sento di aver rilevato dei diritti, ma soprattutto dei doveri.

Voglio far sì che ciascuno possa sentire il lago di Pusiano come

proprio nelle differenti ore del giorno e nelle diverse attività,

un sogno che si sta costruendo giorno dopo giorno. Voglio che

torni ad essere un gioiello nel cuore della Brianza”. Per riuscirci,

per una volta ha tradito il suo spirito imprenditoriale lasciando

spazio al cuore. La sua Egirent si è interamente fatta carico degli

impegni economici di tutti gli interventi, assicurando vantaggi

di immagine e di turismo all’intera zona circostante a costo zero

per i cittadini. “Perché il fascino che decenni fa colpì il grande

Giuseppe Parini, con le dovute proporzioni ha toccato nel cuore

anche il sottoscritto, tanto da indurmi in un’avventura che prima

di essere imprenditoriale vuole essere ambientale e territoriale”.

Un’avventura distante una manciata di minuti dal suo quartiere

generale di via Filippo da Desio a Desio, sede della Egimotors,

dove dal lontano 1993 vengono importati e distribuiti i prodotti

della Polaris, leader mondiale nella produzione di fuoristrada.

In un anno, i mezzi che dalla Brianza prendono le direzioni più

disparate all’interno dell’Unione europea sono quasi 10mila,

omologati in funzione delle specifiche direttive di ogni singolo

paese, imballati e spediti a destinazione. Un centro del mondo

nel cuore della Provincia di Monza. Ma da qualche anno Motta

si è specializzato nelle versioni dedicate agli enti per la tutela

del territorio con allestimenti per Vigili del Fuoco, Protezione

Civile, Esercito, Forze dell'Ordine, Corpo Forestale dello Stato,

Carabinieri e Croce Rossa. Uno sguardo a 360 gradi all’insegna

dell’innovazione e dell’avventura. Il tutto, rigorosamente,

Made In Brianza. Qui lo si pensa, qui lo si produce. La stessa

filosofia che lo ha spinto a buttarsi a Pusiano. “Con quello che si

guadagna nell’azienda di Desio, poi si spende a Pusiano – riflette

Motta – Avendo bambini ti rendi conto che il pesce pensano

nasca nel bancone del supermercato. Invece qui al Lago possono

vedere come nasce, possono pescarlo, e questa cosa mi diverte.

E quando mi diverto, io continuo”.

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Living

Quando

la Brianza è

Mentre la crisi avanza, le aziende brianzole guardano

avanti e pensano al futuro. Se l’ultimo rapporto di

Federlegnoarredo presenta un quadro difficile con

numeri negativi per un settore d’eccellenza del Made in Italy,

in Brianza c'è ancora chi investe in idee, nuovi progetti, ricerca

e innovazione. È la ricetta vincente. Quella che permette alle

nostre Eccellenze di farsi apprezzare sui mercati internazionali...

Cappellini arreda

l’Ohla Hotel

di Barcellona

74 stanze a cinque stelle, design e avanguardia nel centro storico

della città. È l’Ohla Hotel, il nuovo hotel recentemente aperto

a Barcellona; è stato restaurato dagli architetti locali “Alonso,

Balaguer y Arquitectos Asociados” e vanta, però, anche la

collaborazione per la realizzazione del progetto dell’artista e

scultore Frederic Amat. La firma Cappellini s’incontra nelle

camere e negli spazi pubblici, dove protagonisti sono alcuni dei

più famosi prodotti icona della collezione.

L’edificio che ospita l’hotel risale al 1920 e ha uno stile neo-classico

tipico dell’architettura dei primi anni venti. È particolarmente

rinomato a Barcellona in quanto un tempo è stato sede del primo

e più famoso department store “Casa Vilardell”. Si trova in una

delle vie principali della città, la centrale via Laietana, vicina

al quartiere finanziario e all’area più commerciale. Il progetto

architettonico ha cercato di preservare la facciata storica del

palazzo realizzando un contrasto stimolante con l’interior design

d’avanguardia che combina materiali naturali e caldi come il

legno di quercia con materiali tecnici e forme innovative. Giulio

32

MonzaClub


Mentre il settore del legno-arredo sente il peso della crisi, le aziende

del territorio pensano al futuro e investono sul mercato internazionale

puntando su idee nuove, progetti d’avanguardia e ricerca

di Greta la Rocca

Cappellini, a proposito di questo lavoro, afferma: “È uno dei

nostri migliori progetti, meglio esprime lo spirito del brand”.

L’hotel è costituito da 3 aree principali: i bar e il ristorante,

le camere standard e le suite e all’ultimo piano la terrazza sul

tetto. Cappellini, con lo stile contemporaneo, caratterizza

questi spazi con un tocco di ironia e sperimentazione, riuscendo

a reinterpretare l’animo della città che da sempre combina

tradizione ed innovazione.

Nell’Ohla Gastrobar troviamo gli sgabelli Tate di Jasper

Morrison rivestiti in pelle marrone, mentre nell’Ohla Boutique

Bar le poltrone Wander’s Tulip di Marcel Wanders dalla forma

sinusoidale. Caratterizzano le camere, la poltrona Igloo di Ola

Rune e il tavolino Gong di Giulio Cappellini, mentre la sala da

pranzo delle grandi suite ospita il tavolo Gamma

di Jasper Morrison e le poltroncine Crossoft di

Piero Lissoni. Infine sul roof-top Ohla Terassa

Chill-out, si trova la celebre Thinking Man’s

chair di Jasper Morrison.

33 d'esportazione

MonzaClub


Living

Karl Lagerfeld

sceglie

Cassina

La celebre icona della moda e della

creatività ha scelto di realizzare un

originale progetto fotografico per il

marchio made in Brianza che sarà

presentato in anteprima con una serie di

stampe presso lo showroom di Cassina a

Parigi, dal 31 gennaio al 10 marzo 2013.

Questo è il primo passo di una serie di

attività culturali nate dalla collaborazione

unica tra Karl Lagerfeld e Cassina.

Questa è la prima volta in assoluto che

il celebre Karl Lagerfeld collabora con

un marchio dell’arredamento per un

progetto fotografico. L’originalità di

questo progetto si trova in una selezione

di arredi delle collezioni visti dall’occhio

attento del fotografo: il suo obiettivo

rivela un’interpretazione eccezionale dei

prodotti iconici disegnati da designer

ed architetti di fama internazionale e

realizzati da Cassina. “Karl Lagerfeld

ha una visione autentica che valorizza

le caratteristiche uniche dei prodotti

Cassina. Ogni fotografia mette in evidenza

la silhouette di un disegno, l’eleganza di

una finitura, il lusso di un dettaglio e la seduzione dei materiali”

afferma Gianluca Armento, Brand Director di Cassina.

Questo progetto testimonia l’impegno dell’azienda nel lavorare a

stretto contatto con i più importanti talenti del XX e XXI secolo.

Non solo un leggendario stilista, illustratore, editore e fotografo,

Lagerfeld è anche un appassionato di design contemporaneo che si

34

MonzaClub

riconosce in questa serie di ‘ritratti’, un’interpretazione personale

degli arredi storici e contemporanei delle collezioni di Cassina

che includono pezzi disegnati da Le Corbusier, Pierre Jeanneret

e Charlotte Perriand, Franco Albini, Gerrit T. Rietveld, Charles

Rennie Mackintosh, Gio Ponti, Vico Magistretti, Jean- Marie

Massaud, Piero Lissoni e Rodolfo Dordoni.


Giorgetti

sbarca

a Londra

Un’altra firma della Brianza fa parlare di sé.

Giorgetti ha inaugurato il primo showroom

mono-brand nel cuore del Mayfair, a Londra.

Uno spazio espositivo importante, una

superfice di 300 metri quadrati divisi in tre

piani, progettati dal noto architetto Chi

Wing Lo.

Qui è esposto il meglio delle collezioni,

l’obiettivo è rappresentare i caratteri distintivi

del brand, i valori come la tradizione ebanista

di cui lo stesso Chi Wing Lo ne è maestro, lo stile moderno e la

continua ricerca.

Questo investimento testimonia il desiderio dell’azienda di

rafforzare la propria presenza nelle più importanti città del

mondo: “Londra rappresenta un hub mondiale e un centro

internazionale, è il palcoscenico più importante per il mercato

internazionale nei diversi settori, tra cui anche il mobile, grazie

alle opportunità di mercato, al turismo, alla stabilità politica

e a un fertile mercato immobiliare. Puntiamo a raddoppiare la

percentuale di fatturato del mercato inglese” ha commentato il

presidente Carlo Giorgetti.

L’azienda guarda con successo ai mercati stranieri, non solo

alla scena londinese. Infatti, è tra i marchi italiani di design

di alta gamma che hanno deciso di essere presenti all’interno

del negozio esclusivista multimarca Design & Function di

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MonzaClub


Living

Prishtina, in Kosovo. Dopo lo sbarco di Giorgetti, ha fatto il suo

ingresso nell’area anche un’altra azienda della Brianza, la B&B

Italia. Design & Function, è considerato dagli architetti locali,

oltreché dagli appassionati di design, un punto di riferimento

per il settore.

Giorgetti ha anche di recente concluso un importante progetto.

Ha arredato alcuni spazi all’interno del nuovo albergo di lusso

The Torch Doha: un edificio a forma di torcia, alto 300 metri,

conosciuto anche come la Torcia Olimpica di Doha. È situato

nel centro della capitale del Qatar, vicino a numerosi luoghi

di interesse, tra cui lo Stadio Internazionale di Khalifa. In

particolare l’ingresso e l’area lounge ospitano le poltrone YFI,

realizzate in tessuto e pelle con cuscini colorati, e le iconiche

sedute Progetti. I divani Kendal e le poltrone Rea sono invece

protagoniste della zona relax e del pub di questo albergo che

vanta anche un ristorante girevole, una piscina a sfioro e una

vista panoramica a 360 gradi sulla città.

Sean Connery

e l’arredo

made in Italy

Hollywood sceglie la Brianza. L’attore Sean Connery, il noto

James Bond, ha voluto arredare l’attico appena acquistato a

Londra con prodotti firmati da Divani Santambrogio.

Lo stile, l’eleganza e la qualità dell’azienda di Seveso sono

stati apprezzati dal noto attore che per la nuova casa, circa

duemila metri quadrati nel quartiere più esclusivo della capitale

britannica, ha voluto lo stile made in Italia, in particolare

l’eccellente artigianalità brianzola.

I prodotti sono stati disegnati dal titolare, Claudio Santambrogio,

che ha realizzato per Connery divani, letti e poltrone. Prodotti

unici ed esclusivi, che non è possibile riprodurre per nessun

36

MonzaClub

altro cliente. L’attore è stato positivamente colpito da un divano

Santambrogio visto da un cliente a New York. Ha così chiesto

ai collaboratori di prendere contatti diretti con l’azienda, hanno

visionato proposte, idee e modelli e li hanno molto apprezzati.

Da lì, l’occasione di realizzare un arredamento esclusivo per

l’attore.

Per l’azienda di Seveso, è un grande successo e un importante

riconoscimento per il lavoro e la professionalità. Il progetto

d’arredamento di Connery è stato anche fotografato e pubblicato

da Architectural Digest, AD, la più famosa rivista di arredamento

nata negli Stati Uniti e oggi diffusa a livello internazionale.


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Lifestyle

I regali

”super top”

per il

Natale

2012

38

MonzaClub


I tecnologici per lui e per lei

Asus PAdfone 2

Smartphone e tablet insieme da 800 euro. Presentato ad Ottobre a

Milano, sarà disponibile in italia dall’8 Novembre, in due versioni:

32 o 64 GB. Rinnova il primo modello con caratteristiche hardware

migliorate. Tutto è basato su Android 4.1. La PadFone Station è

dotata di una batteria quindi l'autonomia con lo smartphone nel

tablet tocca 48 ore in conversazione 3G, 39 ore in navigazione

web, 27 ore di riproduzione video e sei settimane in

standby 3G. PadFone 2 integra una nuova versione

dell'app SuperNote, che consente di prendere

appunti direttamente sullo schermo a mano libera

e trasformarli in modo automatico in testi digitali.

I testi, così convertiti, possono essere condivisi

istantaneamente via email e sui social network.

Sono supportate due lingue a scelta dell'utente.

Debutta inoltre Quick Translation che, con

un tocco, traduce qualsiasi parola contenuta in

e-mail, pagine Web o app.

Il nuovo KIndle dI AmAzon – edIzIone 2012

L’ebook reader più economico sul mercato (79 euro) è il regalo di Natale più

adatto agli appassionati di lettura su supporto elettronico. Le caratteristiche

funzionali principali e il comfort della lettura sono quelli tipici dei dispositivi

di Amazon. Pesa meno di 170 grammi, è più leggero di un libro tascabile, lo

possiamo portare in tasca, nella borsa e dimenticarci di averlo con noi. Si legge

come sulla carta, senza riflessi neanche alla luce del sole. E’ possibile scaricare

libri in meno di 60 secondi grazie al Wi-Fi integrato e può contenere fino a

1.400 libri, tra più di 5.000 titoli a 0.99 euro.

Non sentirete il rumore delle pagine mentre vengono sfogliate, né tanto meno

l’odore della carta, quell’odore di libro nuovo che è tanto buono e riporta

all’infanzia, ma come ogni cosa, ha i sui pro e suoi contro.

39

MonzaClub


Lifestyle

for ladies only

La mini bag, declinabile in versione da giorno mediante l’utilizzo

della tracolla o in versione da sera, portata a mano, è di grande

tendenza. Ideale per chi ama avere le mani libere, ma anche per

chi desidera che la borsa resti semplicemente un ornamento, un

accessorio, e non vada ad offuscare un abito. E’ maneggevole

e comoda, molto chic e, a differenza di una shopping bag, non

appesantisce la figura. Ma, a mio parere, è dedicata esclusivamente

alle donne che amano portare con sé solo l’essenziale, quindi, cari

uomini, è il regalo di Natale adatto solo se la vostra fidanzata o

vostra moglie appartiene a questa categoria. Molto originali e di

classe le mini bag con bracciale da portare al polso. Per mettere le

mani in tasca e non pensarci più!

40

MonzaClub

Se invece avete intenzione di fare del bene con i vostri

acquisti natalizi, la nuova Bag limited edition firmata

Tommy Hilfiger fa al caso vostro. Per il sesto anno

consecutivo la maison mette a disposizione della ricerca

contro il cancro la propria creatività, producendo una

magnifica borsa a mano in palle navy e dai particolarissimi

manici rossi, al costo di 299 euro, di cui 100 saranno

devoluti alla Brest Health International, che si occupa di

fornire assistenza e sostegno alle donne colpite da tumore

al seno e alle loro famiglie. Due le celeb che si sono messe

in gioco: Charlotte Gainsbourg, testimonial e ambasciatrice

della campagna e Drew Berrymore, alla quale è stata affidata

la fotografia.

Un’idea che trovo davvero originale e consiglio caldamente

è il cappello. Quest’inverno saranno attualissimi il classico

borsalino, o comunque cappelli dal taglio maschile, nei colori

invernali come il nero o i marroni, da portare con pantaloni in

pelle, pantaloni over di tessuti morbidi come il canvas, il tutto

rigorosamente nero, abbinati a camicie dal taglio essenziale, con

dettagli particolari, come rouge o fiocchi da annodare al collo,

poncho e mantelle in lana o lana e lapin a gogo. Oppure cappelli

a falda larga, decisamente più femminili, che donano a chi li sa

portare una allure di grande classe, che ricorda le donne sensuali

e libere con una certa allure parigina. Attenzione però: il cappello

è un regalo difficile, ci vuole personalità, sicurezza e un pizzico di

originalità per indossarlo. Se non avete mai visto la destinataria

del dono indossarne uno, direi proprio che non sia il caso.


Inutile cercare di ingegnarsi troppo, si sa, con

i maschietti il compito di azzeccare il regalo

giusto è molto più semplice. Con le dovute

eccezioni, s’intende. Da sempre sono donne e

motori a fare impazzire il cosiddetto “sesso forte”.

Di conseguenza, pensando ai suggerimenti

per questa rubrica natalizia, ho concluso che,

per noi che abitiamo in Brianza, il binomio

è quasi automatico: motori = autodromo di

Monza. Perché non un bel giro in Ferrari allora?

Esistono diverse formule a disposizione, in base

al vostro budget. In rete molteplici siti di driving

experience. Non so se sia la più originale tra le

idee, ma sicuramente di grande effetto!

for gentlemen only

Il mitico agente speciale 007 compie 50 anni e

la prima cosa che viene in mente alle fashion

addicted è certamente il suo look impeccabile.

Pare che il suo creatore, Ian Fleming, fosse un vero e proprio

maniaco di moda ma, non potendo permettersi abiti di un certo

livello provenienti dalla migliori boutique londinesi, avesse voluto

regalare al personaggio dei suoi racconti le indimenticabili mise

del celeberrimo James Bond.

Esce proprio in questi giorni al cinema “sky fall”, l’ultimo film

interpretato dall’attore Daniel Craig. Si vociferava già tempo che

il suo look, reinterpretato da Tom Ford, sarebbe stato impeccabile

come sempre, ma meno british e più

pop glamour. In effetti è così: mi

è certamente rimasta impressa (e

ci sto ancora pensando) la scena

in cui l’agente segreto sorseggia

birra in una bottiglia da 33 cl

di Heniken, una delle birre più

conosciute, ma sicuramente poco

attinente con la proverbiale

eleganza che da sempre ne

accompagna l’immagine.

Ma cosa c’entra tutto questo

con i regali di Natale? Mi

domandavo: a chi non piacerebbe passeggiare per le strade della

città accanto ad un perfetto gentlemen come Bond? Quindi

perché non rubacchiare qualche tocco della sua celeberrima classe

e prendere spunto per un regalo top a fidanzato, marito, fratello,

amico? E, se proprio il compito risultasse troppo arduo, lasciate

stare l’emulazione e ripiegate sul dvd o sul cd della colonna sonora

(magnificamente scritta e interpretata da Adele). Piacerà!

Vediamo:

l’ abito è rigorosamente blu, di diverso tessuto a seconda del clima,

una luminosissima camicia di seta bianca, con immancabili

gemelli, una cravatta nera di seta a maglia, calzini blu e lucenti

mocassini neri. Più elegante di così solo l’intramontabile smoking

(da indossare solo in occasioni di particolare importanza o dove

espressamente indicato nell’invito.) Ma non mancano blazer

decisamente più casual da portare con la classica camicia, ma di

grande tendenza quest’anno con il dolcevita di colore a contrasto.

Un tocco di classe per un moderno Bond. James Bond.

Nel corso degli anni ho imparato una cosa: un regalo fa sempre

piacere, ma il regalo, quello con la lettera maiuscola, non è ciò

di cui il destinatario ha bisogno, ma è ciò che lui non sa ancora

di volere.

Buono shopping e Buon Natale!

41

MonzaClub


Lifestyle/2

FATTY IL LOOK DA PARTY! ! !

All I want for Christmas is…

CHABLIS

Trovare il fit giusto per ogni occasione

soprattutto quando ad incombere sono le feste

di Annalisa Manzione

I

nutile negarlo, il Natale, quando arriva, crea un’atmosfera

ineguagliabile e qualsiasi altro periodo dell’anno non regge il

confronto: la neve e il freddo che ci spingono a coccolarci con

tessuti morbidi e avvolgenti, le luci, i preparativi e i doni, le feste

con amici e parenti allietano le nostre giornate e, soprattutto,

le nostre serate. Impossibile arrivare impreparati per quel che

riguarda il Look. Perché tutte abbiamo voglia di essere bellissime,

ma soprattutto eleganti ad ogni occasione da trascorrere con

le persone che amiamo, ma anche cene e aperitivi con capo e

colleghi oppure party a casa di amici.

Per questa ragione siamo andate a trovare Rina,

non solo titolare di Chablis, ma vera fashionista,

che ha messo a disposizione la propria

immagine per aiutarmi a dare a tutte le lettrici

di Monza Club le dritte per meravigliosi outfit

da sfoggiare durante le feste, che ovviamente

42

MonzAClub

potrete trovare nella sua boutique di via Casati 68 ad Arcore.

Sono certa che adorerete lei ed i suoi abiti, proprio come me, perché

entrare da Chablis è come entrare in un piccolo e accogliente

paradiso del fashion e dello stile. Tutto gira intorno al brand

Flavio Castellani, da sempre sinonimo di donna contemporanea:

femminile, ma grintosa. Ma da Chablis troverete anche Fairly,

linea di abbigliamento chic e ironica e marchi come Kokka, per

le giovanissime. Inoltre, collaborare con persone che svolgono il

proprio lavoro con competenza e professionalità da un lato, ma

soprattutto con gioia, passione ed entusiasmo, mi rende sempre

molto soddisfatta.

Dunque, iniziamo: qual è la prima cosa a cui dobbiamo pensare

nella scelta di un party dress? Ovviamente a valorizzare la nostra

figura: essere alla moda a tutti i costi, ormai, lo abbiamo capito,

non è decisamente più di moda: molto saggio, invece, puntare

tutto sui propri punti di forza.


1

In secondo luogo, focalizzare l’attenzione sul luogo della festa.

Insieme a Rina, abbiamo scelto alcuni total look da sfoggiare a

seconda delle diverse occasioni.

Mettiamo un aperitivo post ufficio, con i colleghi, per scambiarsi

gli auguri. Si pone sempre il solito problema: non avere il tempo

di passare da casa a cambiarsi, ma non voler rinunciare ad essere

le più chic della festa. Per risolverlo c’è un trucco: benissimo la

longuette nera a vita alta, che avete indossato per l’ufficio, con

calza nera coprente. Togliete semplicemente camicia e giacca

e indossate un top particolare, un po’ eccentrico, come quello

proposto da noi, smanicato, in lana bouclé verde marcio (1). Un

tocco glam come la scarpa verde prato di Flavio Castellani e il

gioco è fatto. Vi farete senz’altro notare. Noi abbiamo abbinato

grandi orecchini dorati Chanel. Giocare con gli accessori è

fondamentale, ma anche molto divertente!

Ci sono poi le occasioni più formali, quali cene o feste in location

eleganti, in cui è necessario un abito da cocktail. Io e Rina vi

proponiamo due fantastiche alternative: abito in pizzo di Rebecchi,

lungo fin sopra al ginocchio, di un intenso blu cobalto su sfondo

nudo, manichina lunga e ampio girocollo (2). Il pizzo è uno dei

must di questo inverno e ci farà compagnia fino alla prossima

estate. Molto, molto raffinato ma attuale, se sdrammatizzato con

una calza nera coprente e tacco vertiginoso, rigorosamente nero

(Flavio Castellani). Noi lo abbiamo abbinato ad una versatile

giacchina di Lapin nero, punti luce e bracciale in oro bianco e

strass. Una vera chiccheria. In boutique la giacca è presente nelle

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varianti di colore nero e bianco: pazzesca in versione elegante, ma

perfetta per rendere il vostro outfit decisamente casual se abbinata

a jaens, da portare sia col tacco che con le sneakers.

La seconda proposta è un abito tunica molto romantico, sempre

Flavio Castellani, color polvere con disegni di paillettes

sul davanti, scollo a V, manica ampia e rouge

sul finale. Anche in questo caso giocate

con gli accessori, potete osare un bracciale

molto importante e abbinare una clutch

metallizzata che richiami i giochi di luce

delle paillettes (3).

Infine, proponiamo per le appassionate delle

notti folli in discoteca, un mini dress di

aftershock, paillettatissimo e ultra luminoso

che vi farà sentire le regine del club (4).

Non dimenticate tacchi da urlo e di osare

con gli accessori: in questa occasione

è assolutamente concesso trasgredire.

Se dentro di voi si cela un animo rock,

dategli libero sfogo: pelle nera, metallici

in argento o dorati in contrasto.

Un appello ai maschi in “ascolto”: osate

rendere felice una donna e per Natale

regalatele uno di questi magnifici abiti.

Se pensate di non farcela da soli, ci

vediamo da Chablis.

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MonzAClub

4

3


Toys for Boys

NoN solo

il meglio

del lusso.

ma molto,

molto di più.

Con questa premessa sta per aprire i battenti la “Big Boys toys”,

la fiera degli accessori più lussuosi del mondo. accessori per “ragazzi”

un po’ cresciuti ma soprattutto molto, molto facoltosi.

dubai, anno 2013. Mentre il mondo ancora si arrovella

per risollevarsi dal baratro della crisi economica, negli

Emirati Arabi l’unica aria che si respira è il benessere.

D’altra parte, qui un abitante ogni 80 è un Millionaire, per un

totale di oltre 200.000 persone che rientrano nel ranking dei

più ricchi del mondo. Tutti e sei i paesi del Gulf Cooperation

Council sono nella classifica delle 20 nazioni con la più alta

proporzione di milionari: non è un caso, quindi, che qui trovi

casa l’esposizione del lifestyle di lusso.

Elicotteri, macchine, jet privati di ultimissima generazione,

ma non solo. Anche tutte le novità della tecnologia e

dell’arredamento fanno bella mostra di sé in questa fiera unica

nel suo genere. Unica non solo per la tipologia di espositori e

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MonzaClub

prodotti, ma soprattutto per il target cui si riferisce. Se fino a

qualche anno fa un evento del genere poteva attrarre compratori,

o semplici curiosi, da ogni parte del globo, oggi, sembrerebbe

che il tasso di internazionalità dei visitatori, in particolare

dall’America o dalla Russia, sia in calo. Sarà per la complicità

della crisi economica, o forse per l’ondata di rigore e austerity

che ha colpito un po’ tutto il mondo, l’edizione 2013 del Big Boy

Toys potrebbe ridursi a un evento per pochi e circoscritti ospiti

di estrazione araba, perdendo l’allure di fama internazionale.

Inversione di rotta a parte, quel che è certo è che gli esemplari

esposti faranno parlare di sé attirando l’attenzione di tutti e

facendoci sognare almeno un pochino.

Almeno quello, non costa niente.


La Lista dei desideri

Suddivisa per macro categorie come Avventura, Benessere,

Living e Automotiv, la Big Boy Toys promette di dare vita alla

più grande, affascinante e unica esposizione di prodotti di lusso

frutto delle manifatture più prestigiose e rinomate del mondo.

Niente prodotti seriali o ad alto tasso di commerciabilità Qui

la parola d’ordine è unicità. E dalle prime immagini che fanno

capolino non abbiamo alcun dubbio che sia davvero così.

Nonostante gli organizzatori tentino di riservare le sorprese

migliori per il giorno dell’apertura dell’esibizione, su internet

è già possibile scoprire alcune chicche che caratterizzeranno

l’edizione 2013.

Tra queste spiccano le rarità da collezione, quegli oggetti la cui

utilità è perlomeno discutibile ma che solo la valenza artistica

può riscattare.

Prima fra tutte la Aurum 79, una bottiglia da 500 ml di acqua con

scaglie di oro commestibile, realizzata in oro puro e impreziosita

da 113 diamanti. Una rarità, ovviamente, non solo perché in

limited edition da tre pezzi ma sarà difficile vederne una in giro

o addirittura assaggiarne il prezioso contenuto soprattutto per il

prezzo di vendita che è fissato a 900.000 dollari.

Che sia un effetto delle tante accese discussioni sull’importanza

dell’acqua pubblica?

Come sopravvivere al lungo inverno senza la comodità di una

seduta confortevole e ad altissimo tasso di tecnologia? Chi

non riesce a trovare pace per questo motivo potrebbe provare

l’ultima frontiera del lusso hi tech creata in casa Designatics.

La Sonic Chair è, infatti, una poltrona superaccessoriata per

l’ascolto stereofonico di altissima qualità. Adatta per lavorare al

computer grazie all’interazione diretta con tutti i sistemi Mac,

ma anche per i momenti di svago e relax, la Sonic Chair si

contraddistingue per la ricercatezza del design a uovo.

In più, questa straordinaria sintesi tra tecnologia e estetica,

permette di vivere un’esperienza audio e video senza paragoni.

Dotata di un amplificatore a quattro canali che separano e

regolano i canali stereo e il subwoofer, riesce a bilanciare il suono

in modo da creare un’isola acustica che elimina il rimbombo

dei bassi e le interferenze di qualsiasi natura. Posti al centro del

sound system, si ha la percezione di “entrare” nella musica o

nel film con la sensazione del sorrounded. L’effetto che circonda

l’ascoltatore deriva dalla concentrazione e dal contenimento

del suono all’interno della “cabina” che, evitando la dispersione

delle onde, permette di non disturbare chi si trovi nella stessa

sala in cui è posta la Sonic Chair.

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aurum 79

sonic Chair

MonzaClub


Toys for Boys

tron light cycle

La moto deL futuro è qui

Per chi, invece, ha vissuto l’esperienza cinematografica di Tron-

Legacy con gli occhi entusiasti di un bambino (anche se un po’

cresciutello) non potrà non restare ammirato dalla spettacolare

moto- prototipo ideata e realizzata dalla Parker Brothers.

Impressionante e al tempo stesso affascinante vedere come i

miti del grande schermo, soprattutto quelli a due ruote, possano

diventare realtà e percorrere le strade della nostra quotidianità.

Quando il futuristico diventa qualcosa di tangibile, di vero,

lascia sempre un po’ perplessi. E’ questo il caso della Tron

light cycle, una vera e propria moto dalle forme curiose e

avveniristiche che sembra giungere direttamente dal futuro.

Anche per chi, come me, non impazzisce per il genere fantasy,

questi prototipi di scienza e tecnologia diventano oggetto di

interesse e ammirazione.

Totalmente eco, con un motore a 96 volt e batterie al litio,

questa evoluzione delle due ruote è in grado di percorrere oltre

100 miglia con una ricarica di 15-35 minuti.

Il prezzo, indicativo, è fissato a 55.000 dollari. Certamente non

un giocattolo qualsiasi.

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MonzaClub


La nuova frontiera degLi action sport

Se negli anni Settanta spopolava lo skateboard, nei Novanta i

roller, gli anni Duemila le BMX, oggi è il turno del powerbocking.

Abbandonate qualsiasi immagine di sport da country club,

lasciate stare maratone e mazze da golf e abbracciate la nuova

mania che sta contaminando il mondo intero.

Dalla Germania, paese di origine dell’ideatore Alexander Bock

(da cui deriva il nome), agli Stati Uniti, l’allenamento più cool è

sui trampoli. La corsa e il salto non saranno mai più come prima

dal momento in cui inizierete a fissare le supermolle ai vostri

piedi. già, perchè si può arrivare a saltare fino a due metri e fare

passi lunghi ben tre metri, grazie alle molle che sfruttano il peso

di chi li indossa. E contrariamente a quanto si possa pensare, il

powerbocking, piace più agli adulti che ai giovanissimi proprio

perché non servono requisiti fisici particolari o allenamenti prejump,

rendendolo, di fatto, uno sport adatto a tutti.

La dreamcar che fa impazzire i big boys

C’era una volta, in una piccola cittadina nel Norfolk, una bella

tradizione nel creare automobili di prestigio, sintesi perfetta tra

manifattura d’eccellenza e design accattivante. Potrebbe iniziare

così la storia della Trident Sports Cars Ltd, un’azienda britannica

specializzata nel creare dei veri e propri gioielli dell’automotiv.

Che l’Inghilterra sia foriera di grandissime aziende specializzate

in macchine tailor-made è indiscutibile. Altrettanto indiscutibile

è la ricercatezza di una delle ultime nate in Uk: è il caso della

Trident Iceni, una sport car biposto, la cui bellezza estetica è pari

alla sua sicurezza in strada.

Con un motore Turbo diesel V8, questo modello è in grado di

raggiungere le 190 miglia orarie e percorrere oltre 2000 miglia

Sembrerà strano, ma questo nuovo sport contaminerà presto

anche gli Emirati Arabi, facendo la sua prima comparsa proprio

durante la fiera dei Big Boy Toys con l’esibizione dei più grandi

“jumpers” mondiali e con la presentazione delle molle di

ultimissima generazione.

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MonzaClub

powerbocking

trident iceni

con un solo pieno. Magia?

No. Anni di ricerca e

sviluppo hanno permesso

di creare una vettura

straordinaria che, secondo

quanto dichiarato dagli

organizzatori del Big

Boy Toys, è in grado di

soddisfare tutte le esigenze di un uomo che guarda al futuro.

Innovativa in tutto, non poteva infatti tralasciare uno degli

aspetti più importanti per un guidatore moderno: il rispetto

ambientale, garantito dal motore Euro 6 che sarà obbligatorio

a partire dal 2014.


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MonzaClub


la

bouillabaisse

food fighter

Due chef e un ingrediente. E la sfida è servita...

Una nuova rubrica che ogni mese vi presenterà un luogo speciale di Monza

e Brianza e che metterà alla prova il talento delle eccellenze dietro i fornelli.

Perchè la cucina non è soltanto una questione di sopravvivenza...

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MonzaClub


La Bouillabaisse (cosa bolle in pentola...)

chef

a confronto

I

Vincenzo Butticè,

executive chef e anima de Il Moro, ha iniziato

a muovere i primi passi sotto la guida del maestro

Salvatore Schifano, da cui ha ereditato la passione per la

tradizione e l'innovazione gastronomica.

Il Santissimo Natale è caratterizzato

da una forte valenza emotiva, dove

la purezza e l’innocenza dell’infanzia

dettano i ritmi della Sacra ricorrenza.

Nuovamente al territorio mi ispiro

intendo in questo caso “ .. il territorio

esiste solo in funzione del mito

dell’infanzia, se ci inventiamo il mondo

delle tradizioni… Solo per rendere concreti e oggettivi gli anni magici…)

Barbery (2008 p.57)

Se Pablo Picasso lo regalava e Marilyn Monroe lo consumava a tutte le ore,

noi lo consigliamo a Natale e rigorosamente a Km 0 ovvero il Calvisano,

prodotto in un piccolo comune della provincia di Brescia.

L’anima del piatto:

La semplicità della patata, e noi intendiamo quella di Oreno, unita alla

nobiltà e ai simboli del caviale, inteso quello lombardo, per la ricorrenza

più sentita e più vissuta da tutti, il Santo Natale, la festività dove gli adulti

per un giorno ricordano la gioia dell’essere eternamente puri e incantati.

RISTORANTE IL MORO

Via Parravicini G. Francesco, 44 - 20900 Monza (MB)

Tel/Fax: +39 039/327899

info@ilmororistorante.it - www.ilmororistorante.it

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MonzaClub

10 grammi di caviale

con spuma di patata

di Oreno e fonduta

di Gorgonzola DOP

ricetta per 4 persone

Ingredienti

40 g = Caviale lombardo

200 g = Patata di Oreno

4 cucchiai = Panna fresca

20 g = Burro

50 g = Gorgonzola DOP

50 g = Latte intero padano

Procedimento

= Bollire le patate con la buccia

e pelarle ancora calde

= Passarle con lo schiaccia patate

per due volte

= Ammorbidire il burro a pomata

e metterlo nel minipimer, aggiungere

la panna e la patata passata e frullare,

aggiustare di sale lasciandolo

un po’ insipido.

= Preparare la fonduta di gorgonzola

a bagno maria con il latte e lo zola

tagliato a piccoli pezzi, non facendo

mai superare i 40° al composto.

= Preparare 4 tazzine da caffè e versarvi

½ cm di di fonduta di zola.

= Con una siringa da pasticceria

adagiarvi sopra la spuma di patata

di Oreno.

= Guarnire con il caviale e servire come

se servissimo un caffè, sostituendo

il cucchiaino d’acciaio con uno

di madre perla.


Risotto allo

champagne e scampi

1 = Scalogno

qb = Olio

qb = Burro

1 = Bottiglia di Champagne

qb = Pepe

= Prezzemolo

350 gr = Riso carnaroli

12 = scampi

qb = Brandy

Procedimento

= Pulire gli scampi, togliere la testa ed

eliminare il filo nero. Togliere la polpa

con un taglio lungo la corazza, poi

metterla da parte. Con le carcasse preparare

il brodo per cuocere il risotto.

= Per il brodo, unire le teste in un

tegame, aggiungere un paio di cucchiai

d’olio, aggiungere il brandy e fare

fiammeggiare. Dopodiché unire un

pochino di champagne e far sfumare.

A seguire aggiungere un bicchiere di

acqua calda e lasciare cuocere a fuoco

basso, coperto.

= Prendere un altro tegame per il risotto.

Mettere 50 grammi di burro e lasciare

fondere, facendo appassire lo scalogno.

= Unire il riso, farlo tostare bene con lo

scalogno e aggiungere poco alla volta

lo Champagne. Continuare la cottura

aggiungendo poco alla volta il brodo

fatto con i crostacei.

= Nel frattempo fare soffriggere con un

pochino d’olio e uno spicchio d’aglio

la polpa degli scampi precedentemente

rimossa e farla saltare un pochino.

Peparla e tenerla al caldo.

= Aggiungere la polpa degli scampi al

risotto, una volta cotto, mantecare con

una noce di burro e servire con una

spolverata di pepe bianco.

Questa volta Monza Club si è cimentato con la cucina. Ma solo per la voglia

di partecipare ad un gioco divertente. E proponendo una ricetta molto

raffinata che, però, si può facilmente trovare anche navigando in internet.

Un gioco, ma fino ad un certo punto. Il risotto allo Champagne è infatti uno

dei piatti più raffinati che esistano. Semplice, ma al tempo stesso unico per

sapore e colore.

Impossibile non riconoscerne il gusto e il profumo inebriante delle bollicine.

Questa volta, accompagnate, da un altro cibo altrettanto raffinato come gli

scampi.

Perché accanto a piatti importanti della tradizione, il risotto - piatto tipico

dell’inverno, ma frutto di una cura costante nella sua preparazione - non

può che imporsi per delicatezza e corposità. Doti che lo champagne esalta

con il suo fascino perenne.

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MonzaClub


La Bouillabaisse

Cucinare?

è una forma d’arte

Tre anni fa ha creato un foodblog

quotidianamente visitato da

migliaia di visitatori. Un successo

che l’ha spinta a trasformare

lo spazio virtuale in una cucina

piccola, ma attrezzata per dare

vita a una serie di corsi

di benedetta Trabattoni

CHIARA CATTANEO

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MonzaClub

Occhi curiosi e veloci. Mani istintive che si muovono

sapienti tra gli ingredienti. Profumo di torta e biscotti

nell’aria…sembra già Natale. Colori e sapori accoglienti

nella casa di Chiara Cattaneo, trentenne foodblogger seregnese

che mi accoglie nel suo regno con curiosi orecchini a forma di

pasticcino. Dai dettagli capisci già che cucinare è la sua vita.

Una passione nata curiosamente dall’arte, da quando bambina

trascorreva i pomeriggi interi sdraiata sui fogli a dipingere; una

vena creativa incredibile che l’ha condotta all’Accademia di

Brera prima e ai fornelli dopo: “Ora decoro, dipingo, cucino...

basta creare e non importa se con colori acrilici o alimentari, se

con cartapesta o pasta di zucchero; la mia vita è solo questo, una

perenne ricerca di tutto ciò che è arte, passando dalle pentole

ai fogli agli spartiti!». Ogni giorno silenziosamente moltissime

persone entrano nella sua deliziosa cucina lilla varcando la

porta immaginaria del web, da cui Chiara dispensa ricette e

pillole di vita; la pagina online www.chiharubatolecrostate.com

è cliccatissima tanto da convincerla a realizzare un suo grande

sogno: “Voglio abbattere questo muro, lo schermo che divide me

dalle persone; da gennaio, infatti, questo spazio virtuale diverrà

una vera e propria cucina, piccina piccina ma attrezzatissima.

Nulla di esoso: si verrà con il proprio grembiulino, maniche

arrotolate e via ad impastare tra sbuffi di farina”. Perché tra i

tegami servono le stesse qualità richieste dalla quotidianità:

impegno, costanza e molta pazienza. “Quando sono di cattivo

umore il pane non mi lievita” ammette con un sorriso. Non


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MonzaClub MonzaClub


Xxxx

tutto e non subito. Dedizione nei piccoli gesti perché “preparare

un buon piatto è una forma di amore, significa che doni qualcosa

a un altro: il tuo tempo, la tua cura”. Con il suo entusiasmo

ha contagiato tutti: parenti, amici e moltissimi utenti del

web; Chiara prepara piatti gustosissimi, li fotografa con la

sua inseparabile Reflex e li pubblica. Nonostante il successo e

la gente che la riconosce perfino nei supermercati di Londra,

è rimasta la ragazza semplice di sempre che adora la zucca al

vapore e concedersi lo sfizio di fare spesso shopping. Di teglie,

pentole antiaderenti e mattarelli, ça va sans dire.

Chiara, come è nata la grande passione per la cucina?

Io sono una figlia degli anni Ottanta, cresciuta anche con

merendine preconfezionate e pasta frolla surgelata e la mia

passione è nata relativamente tardi quando, durante gli anni

universitari, amavo rendermi utile in casa cucinando per i miei

genitori che lavoravano. Sfogliavo ricettari e passavo ore a

provare e riprovare nuovi piatti. All’inizio non tutto mi veniva

come volevo, ma con tanta pazienza e impegno sono migliorata

sempre di più. Oggi la mia cheesecake è richiestissima dagli

amici quando mi invitano a cena…

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MonzaClub

Come ti è venuta l’idea del blog?

Su consiglio di un’amica che nel 2009, quando era un po’ la

moda dei tempi, mi suggerì di aprire un blog; sono passati ormai

tre anni da quel momento e ancora oggi mi stupisco di quanta

gente mi segua. Spesso si pensa che internet sia un mezzo di

comunicazione freddo e impersonale, ma io posso raccontare

un’esperienza diversa perché ho creato una sorta di seconda

famiglia con i vari foodblogger e le persone che consultano la

mia pagina: il giorno del mio matrimonio mi aiutava a vestirmi

una cara amica conosciuta proprio sul blog. A volte la vita sa

sorprenderti e ricevo tante mail di persone che, non solo leggono

le mie ricette, ma anche le mie riflessioni personali: questo mi

tocca davvero il cuore.

Cosa significa per te cucinare?

È ciò che riesco a fare meglio e mi fa sentire a mio agio, in più la

trovo una dimostrazione di affetto verso chi mi sta accanto: mio

marito, la mia famiglia, gli amici. Amo preparare biscotti e dolci,

confezionarli e regalarli. Forse questa crisi ci sta permettendo di

riscoprire tutti quei gesti che si erano dimenticati.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

A breve apparirà sul blog una sezione baby food dove pubblicherò

ricette per lo svezzamento revisionate da una pediatra; è

importante abituare i bambini alla varietà, ai sapori genuini.

Al di là dell’etica culinaria, i cibi preconfezionati fanno male

alla salute e pararsi dietro alla mancanza di tempo è solo una

scusa: basta organizzarsi e dedicare la domenica pomeriggio alla

preparazione dei piatti per la settimana.

E poi a gennaio un’altra novità?

Sì, partirà una serie di corsi di cucina, nati soprattutto dalla

voglia di conoscere personalmente la gente che mi segue online

e trasmettere loro tutta la mia passione; sarà una versione reale,


Mince pies

(tradizionali dolcetti inglesi tipici del periodo natalizio)

Ingredienti (20 pezzi)

Per la pasta brisè

270g di farina 00

3 cucchiai di zucchero

150g di burro freddo a pezzettini

2-3 cucchiai di acqua fredda

Per il ripieno

1 mela sbucciata e tagliata a pezzettini

100g di uvetta sultanina

50g di scorza di arancia candita

1 cucchiaino di scorza di limone

50g di frutta secca a piacere (noci, nocciole…)

100g di zucchero di canna

2 cucchiai di rum

30g di burro fuso

1 cucchiaino di cannella

½ cucchiaino di noce moscata

Per la finitura

1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte

Preparazione

Preparare la pasta brisè facendo

la fontana con la farina e lo zucchero,

unire un pizzico di sale. Nel centro

mettervi il burro a pezzetti ed impastare

velocemente unendo quanto basta di acqua

per ottenere un impasto omogeneo. Farne una palla,

avvolgerla in pellicola per alimenti e far riposare in frigorifero

per 30 minuti.

Preparare il ripieno: in un pentolino unire tutti gli ingredienti

e cuocere a fuoco dolce per una decina di minuti, pian piano

la mela cuocendo andrà a legarsi con lo zucchero, il burro

e la frutta secca e si otterrà una farcia morbida.

Lasciare raffreddare.

Stendere la pasta brisè in una sfoglia spessa 2-3 mm, con un taglia

biscotti ricavare dei tondi che andremo a posizionare negli stampi

da tartelletta (o da muffins) e riempiamo con un cucchiaio

di farcia. Ritagliamo delle stelline di pasta che andremo a

posizionare su ogni tartina.

Spennellare la superficie dei dolci con un tuorlo d’uovo sbattuto

con un cucchiaio di latte ed inforniamo nel forno già caldo a 180°

fino a doratura (circa 20 minuti).

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MonzaClub

concreta del mio blog, cucineremo insieme in un ambiente

retrò, partendo proprio dall’abc e assecondando le richieste dei

frequentanti. Il mio sogno è quello di aprire una vera e propria

scuola di cucina e credo che il valore aggiunto possa proprio

essere la genuinità.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Spero tanto di mantenere sempre lo stesso entusiasmo che ho ora,

è la mia molla; in cucina voglio trasmettere come sono e a volte

mi incanto a pensare quanto sia bello rifare gesti antichi come

il mondo: vedere il pane lievitare sotto la tela e riconoscervi un

respiro non ha prezzo.


Oggetto del desiderio

Un Natale

davvero... app!

Impossibile sottrarsi alle mille e più applicazioni

dedicate alla festa più bella dell’anno. E noi

abbiamo deciso di fornirmi una carrellata

delle più divertenti e curiose

Albero di Natale

Oltre duecento tipi di decorazioni per

divertirsi a decorare il proprio, unico

ed esclusivo abete natalizio. Senza

tagliare alberi veri e senza occupare

troppo casa. La versione “micro” del

vero albero che però ha il vantaggio

di poterci seguire ovunque. La app

fornisce non solo quattro diversi tipi

di albero, ma anche scenari e decori.

Ovviamente con possibilità di salvare

ed inviare agli amici.

Un albero di Natale che per una volta non ingombrerà casa e in più potrà essere guardato ogni

volta lo si desidera può essere un’idea. Ma anche divertirsi a suonare alcune delle più note

melodie delle feste con un’autentica cornamusa. Questo è molto altro nelle app dedicate alle

feste natalizie. Non sapendo quale scegliere abbiamo deciso di regalare una carrellata delle più

divertenti e simpatiche. Di tempo per sbizzarrirsi, tra un pranzo e l’altro, ce n’è

Cornamusa

Chi non ha mai sognato di suonare,

almeno per una sola volta, una

cornamusa. Ora è possibile con una

app totalmente gratuita che permette

di emulare il suono degli zampognari.

Alcune melodie tra le più famose, ma

soprattutto l’apporto del “musicista”.

Infatti, per farla funzionare, è

necessario soffiare davvero dentro

al microfono del proprio Iphone per

riempire d’aria la sacca e dare il via

al concerto.

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MonzaClub

Unicef Pigotta

Questa è una app gratuita e soprattutto

ufficiale. Infatti è quella delle Pigotte

che Unicef ogni anni vende sulle

piazze d’Italia raccogliendo così fondi

per salvare la vita delle migliaia di

bambini che vivono nei Paesi in via

di sviluppo. Con questa app sarà

possibile realizzare la propria Pigotta

personale, scegliendo abbigliamento,

caratteristiche, acconciatura, insomma

tutto il possibile. Una volta realizzata, è

possibile condividerla sui social network

e soprattutto, grazie ad una mappa,

scoprire dove si trova il punto più vicino

per comprare davvero una Pigotta.

Consigliata…


Ipad…

e per magia

diventa un

macbook!

Il canto di Natale

(di Charles Dickens)

Chi non ha mai letto questo

meraviglioso libro alzi la mano. La

storia di Scrooge, uomo terribile, avido

e senza cuore e dei fantasmi che la

notte di Natale decidono di visitarlo

per fargli scoprire ciò che ha perso e

soprattutto ciò che perderà. E ciò che

invece potrebbe essere la sua vita…

Immancabile. Dalla biblioteca e ora

non solo…

Elf Santa’s Helper

Il piccolo aiutante di Babbo Natale è

qui! Con una grafica molto suggestiva

parte l’avventura di Elf e i suoi amici.

Sono bloccati al Polo nord e compito

dei giocatori è di utilizzare la magia per

raggiungere Santa Claus e permettergli

così di esaudire tutti i desideri dei

bambini del mondo. Interattivo e

divertente.

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MonzaClub

Come trasformare il

vostro Ipad in uno

strumento velocissimo

anche per la scrittura?

Semplice, aggiungendo una tastiera.

Naturalmente, che sia però bluetooth.

Come idea regalo abbiamo scelto qualcosa

di utile senza strafare. Una semplice

tastiera wireless in grado di interagire

con il vostro Ipad.

Per i non amanti del touchscreen, ma al

tempo stesso Ipadmaniaci, ecco la soluzione

più adatta. La cosa bella è che ne esistono

di ogni tipo, con tanto di custodia, e di

ogni prezzo. Dai 40 euro in su, ognuno

può trovare la tastiera con custodia che

meglio risponda alle proprie esigenze.

In questo modo anche chi ha bisogno di

uno strumento veloce, pratico, che utilizza

molte delle applicazioni per la stesura

di testi, è servito.

Un bel regalo in grado di tirare fuori dagli

impicci anche chi ogni Natale si trova

a non sapere che pesci prendere.

E per chi sopporta poco le feste…

KEEp Calm and Carry On

I famosissimi manifesti creati

dal ministero dell’Informazione

britannico durante la Seconda

Guerra Mondiale possono servire

anche a Natale. Sbizzarritevi a

creare il vostro motto, con le parole

che più vi ispirano una serafica

calma, scegliete colori e logo per un

poster in grado di far superare anche

l’arrivo dei parenti…


CLUB MÉDITERRANÉE

ELEGANZA RAFFINATA

Una vacanza indimenticabile. Da vivere sulle sponde

di Sinai Bay o in un suggestivo e incantato chalet di

Pragelato Vialattea o ancora tra Maldive, Messico,

Marocco, Francia e naturalmente Italia. I luoghi più belli, le

atmosfere più raffinate per una clientela abituata al meglio.

Club Med, la scommessa è aperta. Con la sicurezza di vincere.

Perché saper rispondere a tutte le richieste, anche le più

esigenti, garantendo qualità superlativa e offerte “tailor made”

è la mission di questo gruppo. Il primo villaggio data 1950, ma

dal 2004 è il marchio leader nelle vacanze di pregio.

Oggi sono oltre 80 i resort

e i villaggi che portano

il marchio prestigioso

disseminati in 40 Paesi dei

5 continenti. Insomma,

un giro intorno al mondo

tra ciò che di meglio sa

offrire. Perché Club Med,

in tutti questi anni non si

è imbattuto per caso nei

luoghi dove insediarsi,

ma li ha scelti, scoperti e

valorizzati affinché tutto

fosse perfetto. Dal relax alla

scoperta attiva e culturale.

Cibo per il corpo e cibo

per l’anima. Non a caso,

SHOP IN SHOP

UN SERVIZIO VINCENTE

Entrare in un agenzia viaggi con le idee sempre chiare non è cosa che accade spesso. Immaginate

allora di poter contare su un aiuto preparato e in grado di capire i vostri desideri.

E di esaudirli con l’offerta più adatta alle vostre esigenze. La scelta di un operatore con un

brand solido e di un agenzia professionale capaci di rispondere alle richieste più esigenti

garantendo qualità è fondamentale per costruire una vacanza perfetta, anzi “tailor made”.

Da qualche mese Club Med e Scam Viaggi, agenzia storica di Monza, in via Pavoni, si

sono associati per creare all‘interno di quest'ultima un nuovo spazio Club Med dove uno

staff gentile, preparato e competente, sarà a vostra disposizione per consigliarvi e proporvi

la migliore soluzione per le Vostre vacanze da sogno.

Per informazioni e prenotazione:

SCAM VIAGGI - Via Pavoni 1 - Monza - Tel 039 83 90 31

Luoghi unici al mondo, l’incanto di resort dove design, cucina stellata

e raffinati servizi riescono a conquistare anche i clienti più esigenti.

Il soggiorno perfetto tagliato su misura che da oggi si può prenotare

anche nello spazio Club Med di Monza

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MonzaClub

i resort sono quasi tutti nelle vicinanze di percorsi storici o

siti archeologici. A ciò si sono aggiunti nel corso del tempo

servizi sempre più raffinati e inclusivi che oggi vantano 4

e 5 Tridenti. Senza contare la possibilità di trascorrere le

vacanze nelle ville che Club Med mette a disposizione dei

propri clienti ad Albion, a Mauritius, e Belek in Turchia.

Lusso e discrezione, raffinatezza, bellezza ed estremo confort.

Dotate di piscina e giardino privati, maggiordomo dedicato,

chef a domicilio, servizio di conciergerie, free golf illimitato

e prossimi ai resort, le ville rappresentano la linea top di

Mauritius. Così come gli appartamente - chalet, sia con

modalità affitto sia vendita, sempre con maggiordomo,

concierge, attrezzature hi - tech e servizio wi - fi gratuito.

Scelte precise di un gruppo che si muove sempre solo con il

meglio. Come dimostra anche la scelta di stipulare importanti

partnership con architetti e designer internazionali e chef

stellati così come aree cura e benessere con famose maison de

beauté come Carita, L’Occitane en Provence, Mandara Spa,

Nuxe, Payot, Cinq Mondes, Decléor, Biotherm e Comfort

Zone. Il servizio è reso altresì più esclusivo grazie alla presenza

di G.O. selezionati e altamente qualificati. E per permettere ai

suoi ospiti di personalizzare ulteriormente la propria vacanza,

Club Med ha, di recente, introdotto la formula “Stopover”,

che offre la possibilità di prenotare tappe senza limiti di notti

nelle città più affascinanti al mondo come Dubai, Istanbul,

New York, Miami, Fort Lauderdale, in abbinamento ai resort

più prestigiosi. L’upscale del brand Club Med è testimoniato


però anche dai suoi progetti per il presente e il futuro. Infatti a

primavera 2013 in primavera 2013 saranno inaugurati i Resort

4 Tridenti di Guilin in Cina e quello di Belek in Turchia.

Insomma, solo il meglio. Perché anche la perfezione è in stile

Club Med.

PR AGELATO VIALATTEA

IL PARADISO DELLE ALPI

La destinazione più esclusiva dell’inverno 2013 del Tridente. Pragelato

Vialattea, nel cuore delle Alpi, è la meta ideale dell’inverno. Ma non

solo. A soli 90 chilometri da Torino, questo luogo incantato, aperto

sia nella stagione invernale che in quella estiva, ha ospitato nel 2006

i Giochi olimpici invernali, trasformandosi in una delle destinazioni

neve più ambite. Oggi, con il resort Neve a 4 Tridenti, Pragelato Vialattea

si conferma come il top dell’eleganza e delle vacanze di alta

gamma. In posizione strategica, il resort offre alla sua clientela la

possibilità di godere del comprensorio sciistico della Vialattea (una

funivia che collega il resort alle piste) nonché direttamente al Sestriere,

a San Sicario e a Sauze D’Oulx. In linea con le caratteristiche dei resort

Club Med, anche Pragelato Vialattea è stato realizzato su progetto di

un architetto di fama internazionale, l’italofrancese Rémy Camoin che

ha regalato a questo luogo degli esterni magici, interni altrettanto suggestivi,

attingendo al grande patrimonio culturale della regione Piemonte

e contemporaneamente al made in Italy raffinato ed elegante.

Che si rispecchia anche nella cucina, caratterizzata da piatti locali ed

internazionali con ben tre ristoranti in grado di proporre prelibatezze

per ogni esigenza. Pragelato Vialattea rappresenta il luogo ideale

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PREMIUM

ALL – INCLUSIVE

PERFETTO COME TE

La vacanza da sogno, ma sempre su misura. Una formula

vincente quella Premium All – Inclusive che Club

Med offre alla propria clientela che non significa, banalmente,

tutto compreso, ma la possibilità di scegliere e

personalizzare da cima a fondo il proprio soggiorno,

con un’ampia gamma di servizi, di strutture e senza

spendere nulla in più rispetto al budget definito

alla partenza. Libertà di godere del proprio

tempo libero senza restrizioni, in piena

sicurezza e con la qualità garantita

dal marchio.

sia per famiglie che per coppie, single o

gruppi di amici grazie alle varie tipologie

di alloggio, con tanto di chalet collegati al

cuore del resort. Naturalmente le formule

vacanze garantiranno anche una varietà

di servizi sempre di altissima qualità. Con

Premium All Inclusive by Club Med, ad

esempio, è possibile partecipare a corsi

di sci alpino, snowboard, nordic walking

e passeggiate a piedi o con le ciaspole.

E per chi non ama lo sci sono disponibili

parapendio, corse con i cavalli o slitte

trainate dai cani, senza dimenticare ovviamente

il benessere garantito dalla maison Payot oppure la punta di

diamante del resort, la Teen Spa, dedicata ai più piccoli. Un mondo di

bellezza, massaggi e cura di sé che i genitori stessi possono condividere

con i loro figli. Ovviamente garantiti tutti i servizi Club Med per i

bambini con Petit Club Med, Mini Club Med e Junior's Club Med. Pragelato

Vialattea è il secondo resort Club Med sulla neve dopo Cervinia

e il quinto del Paese insieme a Otranto, Kamarina e Napitia.


Sport | Golf

Il Golf

e Il busIness

Tra le varie attività che si stanno sviluppando nel mondo del golf

c’è anche il rilancio dei percorsi golfistici e le relative strutture,

che possono essere delle perfette location non solo per matrimoni,

ma anche per meeting aziendali e momenti di relax nell’ambito

di situazioni di lavoro

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Sport | Golf

Scoprire i nostri campi da golf e le strutture golfistiche: questo

è stato il motivo per cui è nato “Golf to Business”, un nuovo

challenge che ha visto il suo esordio quest’anno al Golf Club

Villa d’Este il 25 ottobre.

Un torneo che avrebbe dovuto svilupparsi su tre prove includendo

oltre a Villa d’Este, anche il Golf Brianza e Carimate. Purtroppo

il poco tempo a disposizione e la situazione meteorologica del

mese appena trascorso, hanno spinto gli organizzatori monzesi

(che gestiscono l’incoming turistico sul nostro territorio con

“Golf in Brianza” – www.golfinbrianza.com), a concentrare la

manifestazione in una prova unica.

I golf club brianzoli offrono location uniche che possono essere

utilizzate dalle aziende per l’organizzazione di meeting, incontri,

team building ed incentive facendo leva sull’esclusività tipica

degli ambienti golfistici. Catturare l’attenzione dei top client,

gratificare i propri manager o rafforzare i rapporti all’interno del

proprio gruppo di lavoro, sono attività che trovano nell’ambiente

golfistico la loro naturale espressione: alternare l’attività

lavorativa a momenti di svago sul campo offrendo anche ai neofiti

la possibilità di provare l’ebbrezza di calcare il green, rappresenta

un alto valore aggiunto per le attività aziendali che vogliono

lasciare il segno. Tutto questo supportato dagli elevati standard

organizzativi e di location offerti dai golf club della Brianza e

non solo.

Le Club House dei circoli del nostro territorio sono tutte

perfettamente in grado di ospitare cene e colazioni di lavoro, grazie

a locali adatti e a servizi di eccellenza. Durante la bella stagione è

inoltre possibile sfruttare i bellissimi dehors e le suggestive terrazze

che si affacciano direttamente sui campi da golf.

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Tutto questo tenendo presente che moltissime persone si stanno

avvicinando a questa attività e che all’estero è uno degli sport più

praticati, con numeri ben al di sopra di quanto noi italiani siamo

abituati: molti manager sono soliti “staccare la spina” dedicandosi

al golf così come molti altri ne apprezzano lo stimolo che questa

disciplina impone nel mantenere alta la concentrazione.

Nonostante sul nostro territorio siano già moltissimi i golfisti

praticanti (con circa 30.000 giocatori nella sola Lombardia),

negli altri paesi d’Europa e d’America la percentuale dei golfisti è

altissima, molto superiore a quella del nostro paese.

A questo punto è facile notare come il golf rappresenti un’ottima


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occasione per creare momenti di svago per alcuni partner con

i quali si vuole intraprendere un’attività, o continuare un buon

rapporto di amichevole (e profittevole) collaborazione.

“Golf to Business” è nato proprio con questo intento, dando la

possibilità ai giocatori di iscriversi con un nome aziendale o di

un team: la formula di gioco 4 palle, che si disputa in coppia,

è stata molto apprezzata da tutti ed infatti sono stati ben oltre

100 i giocatori provenienti da diversi circoli della Lombardia che

sono scesi in campo: la coppia di vincitori era formata da Stefano

Mazzoli ed Edoardo Marelli mentre secondi sono arrivati Roberto

Musitelli e Andrea Verri; al terzo posto Daniele Lucchina e Renzo

Trivini Bellini.

Le prime due coppie hanno vinto un bellissimo soggiorno presso

il circolo di Is Arenas mentre la terza coppia ha vinto un weekend

per 4 persone con trattamenti di bellezza presso la struttura

C-Hotel&Spa.

Visto il grande successo è già stata “rilanciata” la sfida per il 2013.

Il nostro territorio della Brianza offre tantissime possibilità di

sviluppo, sia turistico che chiaramente industriale… e il binomio

golf e business è sinonimo di vittoria sicura.


Motori | Auto

ARRIVA

LA NUOVA

GOLF

Sono in poche le case automobilistiche

che possono vantare un’estetica

quasi immutata per così tante

generazioni come la Volkswagen Golf,

il cui design è rimasto per decenni

fedele a se stesso.

Ogni volta però ci sono modifiche

importanti e per questo modello

anche la diminuzione di peso e

i relativi consumi di carburante

ne sono un esempio

di Riccardo Tagliabue

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Motori | Auto

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Quest’anno a Berlino c’è stata l’anteprima mondiale

della nuova Golf che è stata poi presentata al

grande pubblico alla fiera di Parigi, e fin da subito

ha avuto inizio la prevendita di questa vettura bestseller

venduta in più di 29 milioni di esemplari. Le prime

Golf hanno fatto la loro comparsa nei Concessionari

già a partire da novembre e in Volkswagen dicono che

la settima generazione della Golf è la migliore di tutti i

tempi e non ci sono motivi per non credergli…

La riduzione di peso raggiunge i 100 kg, aumentando così

l’efficienza della vettura. In funzione della motorizzazione

è stato possibile ridurre i consumi rispetto al modello

precedente fino a un massimo del 23%. La futura Golf

BlueMotion, le cui prevendite inizieranno nell’anno in

corso, consumerà, secondo il nuovo ciclo di guida europeo

(NEDC), solamente 3,2 l/100 km (a fronte di emissioni di

CO2 di 85 g/km).

Come sempre attenti alla sicurezza, anche per questa

nuova Golf i nuovi sistemi sono all’avanguardia, come la

frenata anti collisione multipla: un sistema proattivo di

protezione occupanti e la regolazione automatica della

distanza ACC con Front Assist e funzione di frenata di

emergenza City.

I designer della Volkswagen hanno puntato su un’estrema

libertà creativa che ha permesso di seguire numerosi

approcci per trovare un rinnovato design, senza

tralasciare la classicità di questo modello. Rispetto alla

golf precedente, la nuova versione sfoggia superfici

completamente rimodulate. Mentre sulla “sesta”

Golf il cofano motore era rialzato in corrispondenza

dei parafanghi, e quasi li incorniciava, ora avviene il

contrario. Lateralmente le linee caratteristiche nascono

dal punto più basso del parafango, prima di dirigersi

verticalmente verso il passaruota. Verso l’alto i parafanghi

sono delimitati da una linea che sembra incisa da

una lama e che confluisce nei montanti interiori. Nel

complesso tutte queste linee creano un cofano motore

con forma a V, sotto il quale trovano posto i fari, che


nella nuova configurazione sono più larghi rispetto alla

sottile fascia della calandra del radiatore. Particolarmente

caratterizzanti sono le luci diurne a LED dei fari allo

xeno. Un altro elemento chiave del design è la curvatura

nelle zone esterne del paraurti: un cambiamento della

forma che si nota soprattutto nella vista dall’alto.

Con questa “edizione” della Golf ha inizio anche una

nuova generazione di motori benzina e motori Diesel,

per i quali le tematiche relative all’acustica sono state

prese in considerazione fin dalle prime fasi di sviluppo,

cercando di contenere al massimo le emissioni di rumore.

Anche nelle dimensioni ci sono delle importanti

novità: con i suoi 4.255 mm di lunghezza la nuova Golf

è cresciuta di 56 mm rispetto al modello precedente.

Anche il passo è aumentato di 59 mm raggiungendo ora i

2.637 mm mentre le ruote anteriori sono state spostate in

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MonzaClub

avanti di 43 mm. L’adozione di queste nuove dimensioni

conferisce alla vettura proporzioni più sportive, una

migliore struttura ad assorbimento programmato di

energia e una configurazione degli interni ottimizzata.

Parallelamente la carrozzeria è stata abbassata di 28 mm

(1.452 mm): lo spazio libero per la testa resta tuttavia

sempre eccellente.

Le motorizzazioni degne di nota sono due: l’1.4 TSI 140

CV e l’1.6 TDI 110 CV.

Tutte le unità hanno iniezione diretta del carburante e

sovralimentazione e sono dotate di serie dei sistemi start/

stop (riduzione dei consumi del 4% circa) e di recupero

dell’energia (riduzione delle emissioni di CO2 del 3%

circa). Grazie alla sinergia delle diverse misure adottate

è stato possibile ridurre le emissioni di CO2 fino ad un

massimo del 23%. Il TSI 140 CV è il primo motore della

Golf proposto anche con un sistema di gestione attiva

dei cilindri (ACT) e, grazie a questa nuova tecnologia

e alla generale riduzione del peso che caratterizza la

nuova Volkswagen, vanta consumi nel ciclo combinato

di appena 4,7 l/100 km (a fronte di emissioni di CO2 di

109 g/km) pur mantenendo la massima agilità. Anche

il TDI 110 CV montato sulla nuova Golf BlueMotion

è un punto di riferimento sul fronte dei consumi con

i suoi 3,2 l/100 km (pari a 85 g/km di CO2) secondo

il nuovo ciclo di guida europeo (NEDC). A seconda

della motorizzazione la nuova Golf monta cambi a 5 o

6 rapporti. La maggior parte dei motori TSI e TDI può

inoltre essere abbinata al cambio automatico DSG.


Motori | Moto

Uno dei mezzi più agili per districarsi

nel traffico e per arrivare comodamente

in Ufficio: lo scooter. il BUrgman 650

della sUzUki è agile e veloce e rappresenta

il top di gamma della casa giapponese

nella categoria

SCOOTERONI

CHE PASSIONE

di Riccardo Tagliabue

Qualche anno fa gli scooter sono “apparsi” sul mercato

dedicati soprattutto ai più giovani. Il boom è stato

incredibile ed è stato il vero “rinnovamento” nel

settore delle due ruote.

Tutti pensavano fosse una moda del momento e che ben

presto i giovani avrebbero abbandonato gli scooter per

ritornare ai ciclomotori classici o alle moto da cross o

enduro, ma così non è stato e tutte le case hanno investito

in questo settore.

Non c’è stata casa che non abbia prodotto diversi modelli di

scooter di differenti cilindrate e aziende di accessori che non

abbiano creato caschi, giacche, bauletti, parabrezza e altro

dedicato proprio a questa “moda” e agli utenti scooteristi.

Purtroppo la crisi ha toccato tutti e anche gli scooter

ne hanno risentito, ma contemporaneamente chi aveva

investito (giustamente) su scooter di grossa cilindrata, ha

aperto le porte non solo a chi si affacciava al mondo delle

ruote a motore verso i 14/16 anni, ma anche a tutti coloro

che volevano abbandonare le 4 ruote, per raggiungere

l’università o il posto di lavoro, senza perdere ore e ore nel

traffico e, soprattutto, parcheggiando agevolmente nelle

“impossibili” vie del centro cittadino. Così tutte le case

giapponesi hanno spinto moltissimo nella produzione di

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scooter di grossa cilindrata, arrivando a realizzare delle

vere e proprie moto: sia dal punto di vista tecnologico che

prestazionale.

Oggi per molti motociclisti “doc” lo scooter non è ancora

considerato una moto vera e propria, ma resta il fatto che

sono state proprio le vendite di questi mezzi a sostenere

moltissime aziende motociclistiche negli ultimi anni.

Tra i leader del mercato motociclistico Suzuki ha da alcuni

anni a catalogo il Burgman, disponibile in diverse cilindrate

e che trova nel modello 650 ad iniezione il più potente e

performante, con consumi di carburante ridotti rispetto ai

modelli precedenti.

Al salone del Motociclo di quest’anno sarà presentato il

nuovo modello, che dopo 10 anni dalla sua uscita, è ancora

in grado di stupire con diverse novità, a partire dalle diverse

mappature disponibili, che permettono al conducente di

adattare le prestazioni alla propria guida e alle condizioni

dell’asfalto. Diverse mappature che prima di tutto danno

maggior sicurezza, ma che possono anche dare emozioni

diverse a seconda delle capacità del conducente.

A differenza dei modelli precedenti le linee sono più

arrotondate e più sinuose e garantiscono un’estetica

moderna e piacevole. Anche per questo è stata modificata


la parte ciclistica che ha subìto alcune novità

a partire dal telaio ridisegnato, sempre in

tubi d’acciaio, ma con misure differenti

nella parte posteriore per dare una linea

migliore e per conferire maggior sicurezza

nella guida.

Il comfort è garantito da una sella su

due livelli, dove il passeggero trova

anche uno schienale regolabile,

mentre all’avantreno si trova il

parabrezza anch’esso regolabile, ma

elettronicamente.

Sotto la sella si trova un vano molto

ampio che permette, oltre al fatto di portare

comodamente diversi oggetti, anche di alloggiare

due caschi.

Il forcellone è in lega leggera e l’impianto frenante ha

sempre l’abs, anche se modificato e alleggerito.

I ciclomotori restano sempre la vera alternativa al traffico

e in parte anche all’inquinamento e le moto o gli scooter

sono sicuramente tra i mezzi che possono garantire a

tutti di muoversi agevolmente, tenendo sempre presente

che in strada i veicoli sono tanti e che molto spesso

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gli automobilisti non considerano che ci sono anche i

motociclisti e che spesso coloro che utilizzano le moto

non possono eseguire qualunque tipo di manovra, senza

considerare gli altri… Quindi prudenza sempre e utilizzare le

protezioni migliori: dal casco, ai giubbotti e caschi e magari

anche un paraschiena!


Sport

a cura di

Il Monza Marathon Team presente con un nutrito gruppo di runners

all’appuntamento della Grande Mela: il reportage di una corsa “diversa”

Come da programma, dopo le rassicurazioni del primo cittadino

Bloomberg e certi che la macchina organizzativa e l’orgoglio

americano avrebbero avuto il sopravvento (pensando

soprattutto all’edizione 2001, dopo la tragedia dell’11 settembre),

partiamo per la Grande Mela.

Come ormai tradizione, siamo in tanti del Monza Marathon Team;

per noi la 26.2 newyorkese è praticamente la maratona “sociale”

(ndr, siamo infatti “nati” durante l’edizione 2009). Ognuno ha il

proprio obiettivo personale nella maratona più attesa, preparata

minuziosamente da mesi, per qualcuno sognata da anni: c’è più

della semplice sfida sportiva con se stessi. Le rassicurazioni ricevute

da casa in poche ore – purtroppo – svaniscono.

Già nel tragitto dall’aeroporto di Newark a Manhattan, passando

per il New Jersey, noto una situazione lungo le strade più che

critica. Non è solo il traffico, sempre caotico da queste parti;

moltissimi alberi sono sradicati, centinaia di persone sono in coda,

con taniche e sacchetti di plastica in attesa di qualche litro di

benzina e del ghiaccio. Manca l’energia elettrica. Tutto è in tilt! I

semafori sono spenti, la polizia costringe le autovetture ad avere

almeno tre persone a bordo per poter accedere a Manhattan, i

tunnel sono stracolmi di bus in fila indiana.

Il clima è strano, irreale…

La sera osservando la tv le mie perplessità si palesano ancora di

più: c’è una vera e propria campagna mediatica “anti-maratona”.

Gli sfollati sono tantissimi, Sandy ha lasciato un segno tangibile

nella parte bassa di Manhattan, a Staten Island e soprattutto nel

New Jersey e tutto stride con il clima festoso della maratona più

partecipata del mondo. Anche il venerdì mattina nella lower

Manhattan, dove – non sembra vero – anche il tempio dei

podisti di mezzo mondo “Paragon Sport” è forzatamente chiuso al

pubblico, le code chilometriche per un sacchetto di ghiaccio sono

ben visibili, i semafori sono ancora spenti ed il solito rumore di una

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?

New York 2012

«La NoN maratoNa»

città “che non dorme mai” è assente. Poi la telefonata dall’Italia.

È venerdì pomeriggio: “Sandy cancella la maratona!”. Subito un

sms cumulativo ai “miei” runners. I più pensano ad uno scherzo,

il sito della maratona riporta ancora “THE MARATHON WILL

TAKE PLACE ON SUNDAY AS SCHEDULED”, “RACE TO

RECOVER”. Tutto sembra come da programma, poi, in pochi

istanti, NYTIMES e CNN ci confermano la voce dall’Italia.

Delusione, sgomento, incredulità e rabbia si trasformano d’un

tratto in un pensiero positivo: “diamo una mano alla città”.

All’unanimità decidiamo di “metterci a disposizione” di New York,

proprio così, il “tempo simbolico” di una maratona per cercare di

“aiutare” gli sfollati in difficoltà. Nella giornata di sabato, dopo

la corsa nella riaperta Central Park con la nostra mascotte Yoko-

Veronica per Art4Sport, riusciamo a definire operativamente come

“collaborare”, attraverso un contatto con un gruppo di volontari

di Staten Island.

È domenica mattina; dopo una mezza maratona in gruppo, all’alba,

tra Central Park e il fiume Hudson (per qualcuno addirittura

40k), il minivan - originariamente destinato quale transfer per

la partenza della maratona - diventa il mezzo per raggiungere il

NY Container Terminal di Staten Island, a pochi chilometri dal

Verrazzano Bridge. Siamo una quindicina, tutti armati di buona

volontà. Raccogliamo, suddividiamo e stiviamo senza sosta, in

alcuni container, generi di prima necessità - da destinare agli

sfollati del New Jersey - messi a disposizione dai cittadini di Staten

Island. Arrivano in tanti a donare, alcuni addirittura con camion

stracolmi di merce di ogni genere… Noi facciamo la nostra

(piccolissima) parte.

Nel primo pomeriggio di domenica rientriamo a New York, dopo

aver vissuto un week-end particolare e “corso” una maratona

sicuramente diversa, che non dimenticheremo mai, per tutte le

contrapposte sensazioni che ci ha lasciato.


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agenda

gennaio 2013

6 gennaio

21K: Maratonina di annone (lC)

21K: Mezza del brembo (bg)

12 gennaio

Cross: 27° Campionato brianzolo

di Corsa campestre, Cantù

Trail: Winter eco Trail, Val Ferret-

Courmayeur (ao)

27 gennaio

42K: Miami Marathon

3 febbraio

21K: Maratonina di Città di lecco

21K: Mezza maratona delle due

Perle

Per maggiori informazioni:

www.monzamarathonteam.it


Sport

La campionessa di scherma ha incontrato gli studenti

del Collegio Villoresi cui ha svelato i segreti del suo successo.

Con un appuntamento già fissato in agenda:

le Olimpiadi di Brasile 2016

ARIANNA ERRIGO

HO uN cONtO

IN sOspEsO

RIO AspEttAmI

di benedetta Trabattoni

La grinta è quella di sempre. Perché è servita per resistere

agli “assalti” di mille studenti armati di curiosità e domande

oltre che di penna e carta per gli autografi di rito. Arianna

Errigo si è confermata campionessa a cinque cerchi anche tra i

banchi di scuola reggendo il confronto con i numerosi allievi

del Collegio Villoresi. Del resto, ha subito sottolineato agli

studenti don Romano Crippa, rettore della scuola, “Arianna è

una di voi: prima di tutto perché è una monzese e poi perché

attraverso l’impegno è riuscita a raggiungere la meta che si era

prefissata proprio come è chiamato a fare ciascuno”. L'incontro è

stato l'occasione per conoscere Arianna a 360 gradi lontano dai

riflettori e senza il filtro della tv. Una ragazza semplice, acqua e

sapone. Nonostante le medaglie. Nonostante il meritato successo.

Il fioretto è il prolungamento della sua mano che muove abile e

sicura sulle pedane di tutto il mondo: “Tirare - ammette - è ciò

che so fare meglio nella mia vita, mi viene così naturale.

Da quando ho preso in mano il fioretto la prima volta è come

se non avessi mai fatto altro nella mia esistenza”. Ventiquattro

anni e grinta da vendere. Una crescita atletica e personale

non sempre facile, caratterizzata anche da sconfitte e momenti

in cui ha pensato che forse non ce l’avrebbe fatta. “L’obiettivo

era sempre lì davanti a me, l’amore per la scherma e la voglia

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di vincere mi hanno dato la forza di sopportare le rinunce e i

tanti sacrifici. La vita di un atleta non è tutta rose e fiori: per

raggiungere certi traguardi sono fondamentali impegno, fatica

e costanza”. Bisogna saper rinunciare a tanto. Fino agli anni

delle superiori, tutto era conciliabile: la scuola, gli allenamenti,

le gare. Poi a 17 anni la scherma è diventata a tutti gli effetti

un lavoro ed è stato inevitabile fare delle scelte: “È solo in quel

momento che capisci di essere entrata in un’altra vita”.

“Fondamentale è stato il supporto della mia famiglia che mi ha

confortato in ogni passo della carriera – spiega Arianna – Sono

stati i genitori a indirizzarmi sulla strada della scherma all’età di

sei anni perché era uno sport che amavano”.

E da quel momento ha inanellato una vittoria dietro l’altra: i

campionati del mondo cadetti a Plovdiv nel 2004, gli europei

giovanili due anni dopo a Poznan; nel 2009 si è meritata l'oro nella

gara a squadre agli europei di Plovdiv, poi un altro oro nella gara

a squadre di fioretto e il bronzo nella gara di fioretto individuale

ai mondiali di Antalia. Compagne di squadra dell'oro mondiale

sono state Elisa Di Francisca, Margherita Granbassi e Valentina

Vezzali. Il 28 luglio 2012 ha ottenuto la medaglia d'argento nel

torneo individuale di fioretto femminile ai Giochi della XXX

Olimpiade di Londra, battendo, in semifinale, la connazionale, e


più volte campionessa olimpica, Valentina Vezzali, perdendo poi

la finale per un solo punto contro Elisa Di Francisca.

“Una sconfitta che mi brucia ancora, perché lì su quella pedana

si è infranto un sogno e nonostante sia salita sul podio, non

sono riuscita a godermi il momento; la rabbia verso me stessa era

forte. La mia mano mi ha tradito quando non avrebbe dovuto;

sicuramente ha giocato molto a mio sfavore la tensione perché

gli assalti tra italiani sono i più difficili sia perché ci conosciamo

tatticamente sia mentalmente”. Nel torneo a squadre di fioretto,

invece è riuscita a vincere l'oro, tirando in finale contro la

nazionale russa. Una Olimpiade che comunque le ha cambiato

la vita: “Non sono cambiata io, ma ciò che mi gira attorno.

Questa esperienza straordinaria mi ha dato tanto, ma rimango

con i piedi per terra, dedicandomi al mio sport senza distrazioni

e con un grande sogno in mente: vincere a Rio de Janeiro.

Avevo promesso a me stessa che se avessi ottenuto il gradino

più alto del podio nell’individuale, mi sarei dedicata a tirare con

la sciabola perché sono stravagante e credo sia l’arma che mi si

addicea di più perché permette un assalto veloce, dinamico…

ma ora come ora ho un conto in sospeso con il fioretto”.

Per la sciabola c'è tempo. L'assalto all'oro di Rio 2016 è già

lanciato.

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Arte e Cultura

IAN

DAVENPORT

di luca Tommasi

Ian Davenport è un artista inglese formatosi nella seconda

metà degli anni ottanta al celeberrimo Goldsmiths College di

Londra, in quegli anni autentica fucina di artisti di una nuova

generazione affermatasi con l’appellativo Young British Art, i

cui leader principali furono Damien Hirst e Tracey Emin.

È proprio nel contesto delle prima edizione della mostra Freeze,

ideata da Damien Hirst per proporre al mondo se stesso e i

suoi migliori colleghi di college,, che avviene il battesimo

espositivo di Davenport. I suoi primi passi artistici gli valgono

la nomination al Turner Prize del 1991, poi vinto da Anish

Kapoor. Davenport concepisce una pittura astratta che si genera

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MonzaClub

dal far colare su delle superfici preparate (siano esse tele, carte o

allumini) differenti strati di pittura acrilica in maniera che le aree

pittoriche che si determinano debbano la loro configurazione

finale tanto alla gravità quanto alla consistenza del materiale

pittorico. Il risultato artistico, quindi, è contemporaneamente

definito da un elemento di forte imprevedibilità, dato dalla

gravità e dallo scivolamento della pittura sulla superficie, ma

anche da una predeterminata scelta del tipo di materiale e della

sua densità.

Così facendo, Davenport va oltre le esperienze tipicamente

analitiche che lo hanno preceduto, dando certamente importanza


all’analisi dei materiali dell’agire pittorico, ma introducendo

l’elemento dell’incontrollata casualità che può alterare la fredda e

rigorosa esecuzione artistica tipica dei minimalisti. Le sue prime

opere sono caratterizzate da un vibrante monocromatismo, come

quelle acquisite agli inizi dagli anni Novanta dalla Tate Modern

di Londra ed inserite nella collezione permanente.

Con il tempo le sue opere si vestono di accesi cromatismi, resi

ancora più brillanti dall’utilizzo di superfici in alluminio al

posto delle tele, con un uso del colore che diventa funzionale

ad un’accentuata esaltazione di questa peculiare dicotomia.

Nei Puddle painting (letteralmente dipinti pozzanghera),

questa conflitto raggiunge il suo climax. Se infatti l’artista

presuppone addirittura l’utilizzo di una siringa per iniettare

il colore sulla superficie (e quindi un approccio meno diretto

perché lo strumento si sostituisce al pennello) la fine dell’opera

ci mostra un’indistinta chiazza di colore di matrice quasi lirica

che contraddice l’iniziale approccio metodico e scrupoloso.

Davenport è la cristallina rappresentazione di un’arte astratta

che trova in se stessa continue modalità di rigenerazione e di

rinnovamento. A Roma fino al 30 novembre si è celebrata la

sua prima personale dal titolo Reflex affidata alla cura di Luca

Massimo Barbero.

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MonzaClub


la cassazione

si è espressa

su un delicato

caso coniugale

Avv. Paolo Broggi

Avvocato civilista

del Foro di Milano

consulente legale

Lei non vuoLe figLi ?

iL tradimento deL marito

non e’ Legittimato

La relazione extraconiugale del marito

non può essere ritenuta una reazione

proporzionata al comportamento della

moglie che dichiara di non volere

figli da lui. Tale atteggiamento infatti

non costituisce violazione dei doveri

matrimoniali e non è valutabile ai fini

dell’addebito della separazione. D’altra

parte, neppure la violazione del dovere di

fedeltà comporta addebito automatico,

in quanto è necessario che essa sia in

rapporto causale con la crisi della coppia e

l’intollerabilità della convivenza.

Con la sentenza nr. 16089 del 21 settembre

2012, la I° Sezione della Cassazione

Civile, affronta il tema della valenza dei

doveri inerenti il matrimonio e la loro

violazione. Il giudice che deve pronunciarsi

su quale sia il coniuge a cui addebitare la

separazione deve compiere una valutazione

dei rispettivi comportamenti contrari ai

doveri matrimoniali, che hanno condotto

all’intollerabilità della prosecuzione della

convivenza. Ciò su cui si deve indagare è

quindi se quella tale condotta, da sola o

in relazione con altre condotte dell’altro

coniuge, abbia avuto causa determinante

alla rottura dell’unità familiare. La prima

sezione civile ha respinto il ricorso di una

signora di Bolzano, contro la decisione

della Corte d’appello di Bolzano

di cancellare l’addebito della

separazione al marito che

aveva iniziato una relazione

extraconiugale con la segretaria,

il marito aveva infatti appellato

la sentenza sostenendo che

la sua condotta sarebbe stata

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“legittimata” dal rifiuto ingiustificato della

moglie di avere dei figli da lui.

Secondo la Corte di Cassazione la posizione

assunta dalla moglie riguardo al non

avere figli, non può legittimare l’infedeltà

coniugale del marito. Inoltre la Corte

di Appello non avrebbe tenuto conto

della circostanza che sia il tradimento del

marito, sia l’affermazione della moglie, si

collocavano in un contesto di crisi della

coppia già in atto da diverso tempo.

Per questo motivo anche il Tribunale di

primo grado ha errato nel pronunciare

l’addebito della separazione nei confronti

del marito. Infatti, secondo l’orientamento

costante e dominante della giurisprudenza

di legittimità, la violazione del dovere

di fedeltà va posto in relazione con

un’accertata intollerabilità della convivenza

in cui il tradimento sia stato il fattore

scatenante o la causa principale.

Da ciò deriva che la violazione dell’obbligo

di fedeltà coniugale non è causa di addebito

se non ha avuto incidenza causale nel

determinare la crisi. La Cassazione ha

infatti respinto il ricorso della donna ed ha

osservato che : “l’inosservanza dell’obbligo di

fedeltà, da solo, non può giustificare addebito

qualora una tale condotta sia successiva

al verificarsi di una accertata situazione di

intollerabilità della convivenza, sì da costituire

non la causa di detta intolleranza ma una

sua conseguenza”. Del resto, fanno notare

ancora, la dichiarazione della moglie “non

dimostra tanto consolidata volontà di non

avere figli” ma è il segnale di “una situazione

di crisi” e fa emergere la preoccupazione di

lei per la fine del rapporto.


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