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L'emigrazione di ritorno - Consiglio Regionale della Basilicata

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L’emigrazione<br />

<strong>di</strong> <strong>ritorno</strong><br />

Sono sempre più numerosi i lucani emigrati all’estero<br />

che decidono <strong>di</strong> ritornare nella propria terra d’origine. Negli<br />

ultimi cinque anni ne sono rientrati circa 2600.<br />

Una grossa fetta è tornata a ripopolare i Comuni del<br />

materano: Ferran<strong>di</strong>na, Montescaglioso, Roton<strong>della</strong>, ecc.. In<br />

provincia <strong>di</strong> Potenza, invece, i Comuni che vantano il maggior<br />

numero <strong>di</strong> emigrati rientrati sono Melfi, Venosa, Moliterno,<br />

San Fele, ecc.. Tra questi, putroppo, molti vivono una<br />

Nino Marchionna,<br />

straniero due volte<br />

Emblematica <strong>della</strong> con<strong>di</strong>zione dell’emigrato è la storia <strong>di</strong><br />

Nino Marchionna, nato a Viggiano negli anni cinquanta ed emigrato<br />

in Germania nel 1973 con una valigia <strong>di</strong> cartone ed una<br />

qualifica <strong>di</strong> <strong>di</strong>segnatore tecnico.<br />

Dopo lo straniamento socio-culturale patito per anni in<br />

Germania, Nino nel 2000 spinto non solo dalla separazione<br />

con la moglie <strong>di</strong> origine tedesca, ma soprattutto da una proposta<br />

<strong>di</strong> lavoro ricevuta da un’azienda lucana <strong>di</strong> macchine utensili<br />

è ritornato in <strong>Basilicata</strong>. Il rientro in Italia, però, non ha significato<br />

per lui il recupero <strong>della</strong> sua Heimat, ma solo il ripetersi<br />

<strong>della</strong> con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong> “straniero” anche se questa volta nella<br />

sua terra <strong>di</strong> origine. Tra il 2001 e il 2003 Nino ha lavorato nell’azienda<br />

da cui aveva ricevuto l’offerta lavorativa senza però<br />

una regolare assunzione che gli è stata sempre promessa, ma<br />

che non ha mai ottenuto. All’inizio del 2004 ha deciso <strong>di</strong> abbandonare<br />

il lavoro non potendo più sopportare la con<strong>di</strong>zione<br />

<strong>di</strong> sfruttamento (privo <strong>di</strong> assicurazione e <strong>di</strong> contributi pensionistici,<br />

alla quale era sottoposto). Nino si ritrova adesso in una<br />

con<strong>di</strong>zione <strong>di</strong>fficile, essendo senza occupazione e “troppo vecchio”<br />

per il mercato del lavoro, pur vivendo a Viggiano all’ombra<br />

dei pozzi petroliferi che, per lui, rappresentano un ottimo<br />

sbocco lavorativo non sfruttato abbastanza dalle autorità politiche<br />

a favore <strong>della</strong> popolazione locale.<br />

Alla luce <strong>della</strong> sua amara esperienza in Italia, Nino ringrazia<br />

il suo istinto per non aver riaccettato la citta<strong>di</strong>nanza italiana, in<br />

questo modo non si sentirà per la terza volta “straniero” se deciderà<br />

<strong>di</strong> tornare in Germania. (A.D.S.)


situazione <strong>di</strong> <strong>di</strong>sagio. Ma tanti sono anche i <strong>di</strong>plomati e i laureati<br />

che hanno portato know-how, iniziative, esperienze.<br />

Diverse sono le ragioni che hanno accelerato il fenomeno<br />

del rientro. Tanti poi i pensionati provenienti dai paesi<br />

<strong>della</strong> Unione europea che desiderano trascorrere la vecchiaia<br />

circondati dall’affetto dei parenti, e numerosi i giovani<br />

che arrivano dai paesi dell’America latina spinti dall’incalzante<br />

crisi economica. Le nuove generazioni rappresentano,<br />

per Gerardo Mariani presidente <strong>di</strong> <strong>Basilicata</strong> Turismo, il<br />

consorzio <strong>di</strong> operatori turistici impegnato da anni nella promozione<br />

e commercializzazione dell’offerta turistica lucana,<br />

una grande “risorsa” per lo sviluppo turistico, economico,<br />

sociale e culturale <strong>della</strong> <strong>Basilicata</strong>, nonché un’opportunità<br />

per ripopolare i comuni più interni afflitti dal fenomeno<br />

dello spopolamento.<br />

Angelo Callà,<br />

coraggioso tipografo<br />

Non sempre le <strong>di</strong>fficoltà economiche sono l’unico motivo<br />

che spingono i giovani a tornare nella terra <strong>di</strong> origine dei<br />

loro nonni. Un esempio è la storia <strong>di</strong> Angelo Callà che ha deciso<br />

<strong>di</strong> lasciare l’Argentina e <strong>di</strong> venire in <strong>Basilicata</strong> alla ricerca<br />

delle sue ra<strong>di</strong>ci.<br />

Primo <strong>di</strong> cinque figli Angelo è “uno spirito libero”, animato<br />

dal desiderio <strong>di</strong> costruirsi da solo il proprio futuro. Circa quattro<br />

anni fa, arriva ad Episcopia, paese d’origine del padre. Qui<br />

trascorre solo il tempo necessario per il rinnovo <strong>della</strong> carta<br />

d’identità e poi, con in tasca la qualifica <strong>di</strong> tecnico in arte grafica<br />

conseguita presso la Fondazione Gutenberg a Buenos Ai-<br />

M NDO<br />

BASILICATA<br />

Per favorire il reinserimento dei giovani, secondo Mariani,<br />

bisogna intervenire con progetti che siano in grado <strong>di</strong><br />

creare occupazione e produrre, nello stesso tempo, benefici<br />

all’economia lucana. Per rafforzare la presenza degli emigrati<br />

sul territorio, su proposta del consorzio, è nata un’associazione<br />

riservata agli emigrati lucani rientrati in patria.<br />

Scopo <strong>della</strong> neonata associazione, composta da un comitato<br />

<strong>di</strong>rettivo, è <strong>di</strong> tutelare e informare gli “oriun<strong>di</strong>” per facilitarne<br />

l’inserimento nella società. In pochi, infatti, conoscono<br />

le agevolazioni previste dalla normativa regionale (legge<br />

n. 19 e 16 del 2002). E se la Regione, nei limiti delle proprie<br />

risorse, sta valutando la possibilità <strong>di</strong> erogare un contributo<br />

a favore dei rientrati, per Gerardo Mariani bisogna andare<br />

oltre offrendo loro una casa, un lavoro, il riconoscimento<br />

del titolo <strong>di</strong> stu<strong>di</strong>o. ANNA DE STEFANO<br />

res, parte per Potenza. Nel 2001 trova lavoro presso una tipografia<br />

e l’esperienza si rivela positiva in quanto il proprietario<br />

lo aiuta ad inserirsi nel mondo del lavoro.<br />

Trascorsi due anni, il giovane desideroso <strong>di</strong> realizzare qualcosa<br />

che sia solo suo, senza dover <strong>di</strong>pendere da altri, supportato<br />

dalla fidanzata e aiutato anche dal suo carattere volitivo,<br />

decide <strong>di</strong> aprire una tipografia. L’impresa è ardua perché non<br />

può usufruire delle agevolazioni previste dalla normativa regionale<br />

e, tra non poche <strong>di</strong>fficoltà, nello scorso mese <strong>di</strong> <strong>di</strong>cembre<br />

Angelo finalmente è riuscito ad inaugurare la sua tipografia. Al<br />

momento il locale manca <strong>di</strong> un’insegna, <strong>di</strong> porte, ma i macchinari<br />

lavorano incessantemente.<br />

Angelo ringrazia la <strong>Basilicata</strong> e i suoi abitanti perché mai<br />

nessuno lo ha fatto sentire come uno straniero ed è orgoglioso<br />

<strong>di</strong> essere riuscito a crearsi da solo la propria attività che è<br />

pronto a con<strong>di</strong>videre con altri. (A.D.S.)<br />

TONY VECE<br />

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