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L'edizione 2008/1 (PDF) - BfU

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La rivista upi per i partner della prevenzione<br />

area sicurezza<br />

MANAGeMeNt<br />

DeLLA VeLoCItà<br />

<strong>2008</strong>/1<br />

Sistemi di assistenza<br />

alla guida e controlli radar<br />

mobili<br />

SICUReZZA NeL<br />

CoMUNe<br />

Gachnang (TG) si allena<br />

per Euro 08<br />

SGUARDo NeLLA<br />

Rete DI PARtNeR<br />

DeLL’UPI<br />

Incontro con un esperto<br />

della sicurezza di un centro<br />

di distribuzione Coop


Sommario<br />

abaco<br />

Quanto costano gli incidenti del tempo libero? 3<br />

dossier MANAGeMeNt DeLLA VeLoCItà<br />

Il sistema di assistenza ISA<br />

apre nuove prospettive 4<br />

Limiti di velocità:<br />

l’opinione di Brigitte Buhmann, Direttrice dell’upi 7<br />

Lotta agli eccessi di velocità:<br />

il canton Vaud si organizza 8<br />

partner<br />

Gachnang, comune turgoviese sportivo 10<br />

«La cultura della sicurezza deve crescere»,<br />

dice l’esperto della sicurezza Beat Bachmann 14<br />

la nostra campagna<br />

Allacciati alla vita 16<br />

colophon<br />

Editore: upi – Ufficio prevenzione infortuni,<br />

Hodlerstrasse 5a, CH-3011 Berna , info@upi.ch, www.upi.ch , telefono + 41 31 390 22 22<br />

Cambiamenti d’indirizzo: abo@upi.ch<br />

Redazione: Magali Dubois (upi), Ursula Marti (wortreich gmbh), Natalie Rüfenacht (upi)<br />

Indirizzo di redazione: Ursula Marti, wortreich gmbh, casella postale 7922, 3001 Berna,<br />

areasicurezza@upi.ch, telefono +41 31 305 55 66<br />

Traduzione: Francesca Zanolli, Riva San Vitale<br />

Foto: Pagina 1/2/4/5/7/10/11/12/13/14: Iris Andermatt; Pagina 8: Jean-Bernard Sieber,<br />

ARC; Pagina 9: Marco Zanoni; Pagina 13: Christoph Ramseyer; Pagina 15/16: upi<br />

Layout: Partner & Partner, Winterthur Stampa: UD Print AG, Lucerna<br />

Tiratura: Italiano: 1100, francese: 3300, tedesco 9100 esemplari. Rivista trimestrale.<br />

© Riproduzione degli articoli solamente con l’autorizzazione della redazione<br />

e con indicazione completa della fonte<br />

2 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

editoriale<br />

Il team redazionale di «area sicurezza»<br />

(da sin.): Natalie Rüfenacht,<br />

Magali Dubois, Ursula Marti.<br />

Care lettrici, cari lettori,<br />

eccoci finalmente alla meta: dopo intensi<br />

preparativi, siamo lieti di presentarvi<br />

infine la nuova rivista upi «Area<br />

sicurezza». Ci auguriamo che vi sia di<br />

sostegno e motivazione nelle vostre attività<br />

di prevenzione nel comune, in<br />

azienda, sulle strade e sui campi sportivi!<br />

È nostra intenzione offrirvi un supporto<br />

trattando, in ogni numero della<br />

rivista, un tema attuale inerente alla<br />

sicurezza, fornendovi fatti, argomenti e<br />

suggerimenti utili nella pratica. In questo<br />

numero di «area sicurezza» ci occupiamo<br />

del management della velocità<br />

sulle strade.<br />

Stimolati e motivati sarete – così ci<br />

auguriamo! – dalle «vicende» dei nostri<br />

partner, che trovate nella seconda parte<br />

della rivista. Al centro di queste cronache<br />

vi sono i moltiplicatori upi e i partner<br />

della prevenzione – ossia: voi! Le<br />

vostre attività a favore della sicurezza<br />

nel tempo libero dispongono di una<br />

piattaforma che ne aumenta la visibilità<br />

per gli altri, all’insegna delle best practices.<br />

Come vedete, care lettrici, cari lettori,<br />

senza di voi la nuova rivista upi non<br />

avrebbe ragione di essere. In qualità di<br />

redattrici, dipendiamo dallo scambio e<br />

dalla collaborazione con voi. Ne siamo<br />

liete, giacché i contatti sono preziosi e<br />

arricchenti! Non esitate, dunque, a comunicarci<br />

le vostre opinioni e idee per<br />

i contributi della rivista all’indirizzo<br />

areasicurezza@upi.ch.<br />

Vi auguriamo un’istruttiva e avvincente<br />

lettura!<br />

La redazione


Quanto costano gli incidenti<br />

del tempo libero?<br />

nuovo studio upi ogni anno in Svizzera un milione di persone si infortuna<br />

nella circolazione stradale, nello sport, in casa e nel tempo libero. Per la prima volta<br />

l’upi ha dato mandato di calcolare i relativi costi a carico dell’economia nazionale.<br />

Conclusione: costi materiali per 13,1 miliardi di franchi – cui occorre sommare i costi<br />

immateriali …<br />

Partendo dalla statistica upi 2003<br />

relativa agli infortuni non professionali<br />

in Svizzera e dai dati sui costi correlati<br />

forniti dalla statistica Suva,<br />

l’agenzia Ecoplan ha calcolato su mandato<br />

dell’upi i costi cagionati<br />

all’economia nazionale<br />

dagli infortuni non professionali.<br />

Questi costi comprendono<br />

una componente<br />

materiale – soprattutto i<br />

trattamenti medici e la perdita<br />

di produzione causata<br />

dalle assenze dal luogo di lavoro – che<br />

si aggira sui 13,1 miliardi di franchi. La<br />

metà circa è da ricondurre ad incidenti<br />

della circolazione, un buon terzo ad in­<br />

zoom<br />

Quando si tratta di sicurezza nella<br />

circolazione stradale, l’upi osserva<br />

sempre delle differenze tra le singole<br />

regioni linguistiche. Per citare<br />

solamente un esempio: nella Svizzera<br />

tedesca, la quota di conducenti che<br />

allaccia le cinture di sicurezza sfiora<br />

oramai l’85 per cento; in Svizzera<br />

romanda, solamente il 70 per cento<br />

dei conducenti si allaccia, mentre<br />

fortuni in casa e nel tempo libero, e un<br />

sesto ad infortuni durante la pratica di<br />

un’attività sportiva.<br />

Sono stati altresì calcolati i costi immateriali<br />

– il dolore subito e la soffe­<br />

renza causata dagli infortuni gravi. I<br />

costi sono stati calcolati secondo un<br />

metodo uniforme, già applicato in<br />

altri ambiti della salute, e corrispon­<br />

Le regioni linguistiche sotto la lente<br />

in ticino la quota scende ulteriormente<br />

al 66 per cento. «Abbiamo<br />

inoltre avuto modo di constatare che<br />

il ticino fa segnare una percentuale<br />

nettamente superiore di vittime<br />

e feriti gravi ogni 100 000 abitanti<br />

rispetto alle altre due regioni linguistiche»,<br />

fa notare Yvonne Achermann,<br />

collaboratrice scientifica della sezione<br />

upi Ricerca. L’upi è intenzionato ad<br />

dono a un multiplo dei costi materiali.<br />

Complessivamente, i costi a carico<br />

dell’economia nazionale sono di 54,4<br />

miliardi di franchi.<br />

Queste nuove cifre complessive rendono<br />

infine possibile il confronto<br />

dei costi connessi agli<br />

infortuni con i costi conseguenti<br />

ad altri rischi sanitari,<br />

come l’abuso d’alcol, tabacco<br />

eccetera. E mostrano<br />

chiaramente che occorrono<br />

maggiori sforzi a livello della<br />

prevenzione. I risultati ottenuti consentono<br />

di valutare ancora più accuratamente<br />

e pianificare in modo più mirato<br />

le misure preventive. um<br />

abaco<br />

andare a fondo di questo feno meno.<br />

In uno studio scientifico realizzato<br />

su larga scala si analizzeranno le<br />

differenze, si elencheranno gli influssi<br />

e i nessi e si cercheranno possibili<br />

spiegazioni. Lo studio sulle differenze<br />

regionali verrà ultimato verosimilmente<br />

nella primavera dell’anno<br />

prossimo. nr<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 3


dossier MANAGeMeNt DeLLA VeLoCItà<br />

Il sistema di assistenza ISA apre<br />

nuove prospettive<br />

tecnica dei veicoli Il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti etSC<br />

punta sul sistema elettronico di assistenza alla guida ISA per gestire il problema della<br />

velocità quale causa d’incidente. Come vede l’upi il potenziale antinfortunistico di simili<br />

sistemi? Una valutazione di Stefan Siegrist, capo ricerca e membro della Direzione.<br />

Una delle principali cause d’incidente è da ricondurre ad una velocità inadeguata.<br />

La velocità è uno dei problemi più acuti<br />

nella circolazione stradale. La velocità<br />

inadeguata o eccessiva è in causa in un<br />

terzo degli incidenti con feriti gravi o<br />

morti. Per dirla in cifre: nel 2007,<br />

134 persone hanno perso la vita sulle<br />

strade svizzere a causa di incidenti<br />

dovuti alla velocità, 1223 hanno subito<br />

lesioni gravi. Ma l’aspetto ancora più<br />

4 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

drammatico è che gran parte delle<br />

vittime sono giovani adulti tra i 18 e i 24<br />

anni.<br />

I metodi classici – controlli radar e di<br />

polizia – sembrano non essere sufficienti<br />

per indurre tutti i conducenti a rispettare<br />

i limiti di velocità. I controlli<br />

di polizia richiedono il coinvolgimento<br />

di parecchio personale, e gli impianti<br />

radar sono in grado di sorvegliare solamente<br />

parte della rete stradale.<br />

La Svizzera non è l’unica nazione a<br />

dover far fronte a questa problematica.<br />

Anche gli altri paesi europei sono alla<br />

costante ricerca di soluzioni in grado di<br />

ridurre il numero delle vittime della velocità<br />

nella circolazione stradale. Ora,<br />

pare che l’ETSC (European Transport


Safety Council) ne abbia trovata una:<br />

l’ISA.<br />

ISA sta per «Intelligent Speed Adaptation»,<br />

un sistema elettronico che indica<br />

automaticamente al conducente la<br />

velocità massima in vigore. Integrato nel<br />

veicolo, tramite GPS il sistema di assistenza<br />

determina il luogo in cui si sta<br />

circolando e confronta la velocità del<br />

veicolo con la velocità massima in vigore<br />

su quella tratta. Il sistema può reagire in<br />

vari modi alle informazioni ottenute: la<br />

variante «advisory ISA» (ISA consultivo)<br />

informa regolarmente il conducente<br />

sulla velocità limite. La variante di<br />

sostegno («supportive ISA») genera un<br />

avviso allorché il veicolo oltrepassa il limite<br />

massimo consentito. E la variante<br />

attiva («intervening ISA») adegua automaticamente<br />

la velocità di circolazione.<br />

Attualmente il sistema di assistenza<br />

è in grado di rilevare unicamente i limiti<br />

di velocità generali. In futuro, tuttavia,<br />

con ISA sarà altresì possibile adattare la<br />

velocità di marcia alle condizioni della<br />

strada e atmosferiche.<br />

All’ETSC si è convinti che ISA consentirà<br />

di aumentare la sicurezza nella<br />

circolazione stradale: secondo le stime,<br />

il sistema «advisory ISA» permetterà di<br />

ridurre del 18 per cento il numero di incidenti<br />

gravi in Inghilterra, «intervening<br />

ISA» addirittura del 37 per cento.<br />

Se tutti i veicoli venissero equipaggiati<br />

con il sistema ISA, si può leggere nel<br />

documento di posizione dell’ETSC, il<br />

numero dei morti sulle strade europee<br />

potrebbe essere dimezzato. Per tale motivo<br />

l’ETSC incoraggia la commercializzazione<br />

del sistema di assistenza alla<br />

guida ISA, attualmente ancora nella fase<br />

di collaudo.<br />

Natalie Rüfenacht<br />

«osserviamo con viva<br />

curiosità le esperienze di<br />

altri paesi»<br />

Per Stefan Siegrist, membro della Direzione upi, le infrazioni ai limiti di velocità<br />

possono essere gestite con un sistema integrato di management della velocità.<br />

area sicurezza: Signor Siegrist, l’ETSC<br />

parla di dimezzare il numero dei morti<br />

sulle strade europee. ISA è effettivamente<br />

la soluzione al problema della velocità<br />

quale causa d’incidente?<br />

Stefan Siegrist: L’introduzione del sistema<br />

di assistenza alla guida ISA avrebbe<br />

certamente forti ripercussioni sul livello<br />

di sicurezza nella circolazione stradale.<br />

Effetti che attendiamo con piacere, anche<br />

se rispetto all’ETSC l’upi ha qualche<br />

riserva quanto al potenziale preventivo<br />

di ISA.<br />

Perché queste riserve?<br />

Siamo a conoscenza di studi internazionali<br />

sul tema che non sono giunti a risultati<br />

altrettanto ottimistici. Ma, come<br />

detto, ISA ha un approccio molto promettente.<br />

Lo ritengo un mezzo elegante<br />

per sostenere i conducenti nella guida.<br />

È difficile immaginare che un semplice<br />

«sussidio» possa avere un simile influsso<br />

sulla sicurezza stradale …<br />

Il sistema può avere un influsso positivo<br />

soprattutto sui conducenti che oltrepassano<br />

puntualmente i limiti di velocità.<br />

Credevo che il problema risiedesse,<br />

invece, nei conducenti che hanno<br />

l’abitudine di pigiare troppo sull’acceleratore<br />

…<br />

Fortunatamente, i cosiddetti pirati della<br />

strada rappresentano una percentuale<br />

minima. La maggior parte degli eccessi<br />

di velocità è commessa da conducenti<br />

che di regola si attengono ai limiti. Il sistema<br />

ISA avrebbe ben poco influsso sul<br />

comportamento dei pirati della strada.<br />

Come mai? Il sistema dovrebbe essere in<br />

grado di intervenire sullo stile di<br />

guida …<br />

Sì, la versione completa di ISA è in grado<br />

di diminuire la velocità del veicolo. Ma<br />

premendo sull’acceleratore il conducente<br />

può sbloccare in qualunque momento<br />

la velocità. Dunque, il sistema può essere<br />

disinserito. Chi vuole circolare a velocità<br />

elevata, può farlo anche a dispetto di<br />

ISA.<br />

E allora perché non bloccare semplicemente<br />

l’accesso al sistema di controllo<br />

ai conducenti recidivi? Non sarebbe un<br />

buon provvedimento disciplinare?<br />

Per questo target una simile misura<br />

sarebbe psicologicamente controproducente.<br />

Molto probabilmente, un conducente<br />

cui verrebbe imposta una limi­<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 5


dossier MANAGeMeNt DeLLA VeLoCItà<br />

agenda<br />

tazione della velocità sfrutterebbe<br />

appieno i limiti massimi per puro dispetto.<br />

Per lo meno, non circolerebbe a velocità<br />

maggiori del dovuto …<br />

… il che influirebbe solamente su parte<br />

della problematica della velocità. Quando<br />

la prevenzione degli infortuni parla<br />

di velocità quale causa d’incidente, non<br />

intende solamente il superamento dei<br />

limiti massimi consentiti, ma anche di<br />

velocità non adeguate alle condizioni di<br />

traffico e atmosferiche. Un conducente<br />

che, in condizioni di pioggia o neve, circola<br />

alla velocità massima consentita<br />

dalla legge soltanto per un senso di frustrazione<br />

rappresenta un rischio per la<br />

sicurezza.<br />

Le sue parole disincantano. Per lo<br />

meno, si ha l’impressione che da ISA<br />

non ci si debba attendere una soluzione<br />

alla problematica della velocità.<br />

La soluzione semplice e perfetta non esiste.<br />

Solamente la combinazione sistematica<br />

di svariate misure, ossia una gestione<br />

mirata e globale della velocità,<br />

può migliorare la situazione in modo<br />

Forum upi sul tema della velocità<br />

La decima edizione del Forum upi<br />

attende i suoi ospiti con una particolarità:<br />

organizzato in collaborazione con<br />

il Consiglio europeo per la sicurezza<br />

dei trasporti etSC, per la prima volta<br />

l’evento avrà una connotazione inter-<br />

nazionale. Consacrato a un problema<br />

della sicurezza stradale di portata<br />

mondiale – gli eccessi di velocità –<br />

6 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

percettibile e duraturo. Il sistema di assistenza<br />

alla guida ISA è un interessante<br />

componente di questo insieme.<br />

E quali sono gli altri componenti di<br />

una gestione ideale della velocità?<br />

Adeguando l’infrastruttura, ad esempio<br />

attraverso restringimenti delle corsie, è<br />

possibile indurre la gente a fermarsi, a<br />

guidare con maggior prudenza e moderatezza.<br />

Anche la combinazione di informazione<br />

e repressione, ovvero campagne<br />

combinate a controlli di polizia, si<br />

è rivelata efficace. Ci si può attendere<br />

qualche prezioso contributo anche<br />

dall’evoluzione tecnica. Già oggi sarebbe<br />

possibile installare una segnaletica stradale<br />

in grado di adeguare di volta in volta<br />

l’informazione alle condizioni del<br />

momento.<br />

Il che ci riporta al tema della tecnica:<br />

quando verrà introdotto in Svizzera il<br />

sistema elettronico di assistenza alla<br />

guida ISA?<br />

Alcuni veicoli sono già equipaggiati.<br />

Non vi sono tuttavia programmi concernenti<br />

le possibili modalità di diffusione<br />

di questo sistema. Attualmente<br />

affronterà questo flagello sotto dif-<br />

ferenti angolazioni, illustrando aspetti<br />

generali, tecnici e psicologici. Il forum<br />

si terrà allo Stade de Suisse di Berna<br />

il 25 settembre <strong>2008</strong>, a partire dalle<br />

ore 15.00. Programma e formulario<br />

d’iscrizione disponibili da fine<br />

giugno. www.upi.ch. md<br />

diamo la priorità al programma «via sicura»,<br />

che combina molteplici misure di<br />

promozione della sicurezza. La sua accettazione<br />

a livello politico significherebbe<br />

già un enorme passo avanti per la<br />

sicurezza nella circolazione stradale in<br />

Svizzera. È chiaro, però, che osserviamo<br />

con viva curiosità le esperienze con ISA<br />

maturate da altri paesi.<br />

Intervista: Natalie Rüfenacht<br />

distinzione<br />

Le autostrade<br />

più sicure<br />

La Svizzera davanti a<br />

Danimarca e Paesi Bassi.<br />

Il Consiglio europeo per la<br />

sicurezza dei trasporti ha eletto<br />

la Svizzera paese con le autostrade<br />

più sicure. In nessun altro Stato<br />

europeo il numero delle persone<br />

uccise sulle autostrade è così<br />

con tenuto come in Svizzera (sensi-<br />

bilmente al di sotto di due persone<br />

ogni miliardo di chilometri per-<br />

corsi). Inoltre, la Svizzera è il paese<br />

che sull’arco di cinque anni è stato<br />

in grado di ridurre maggiormente<br />

il numero dei morti sulle autostrade<br />

(31 nel 2006, 71 soltanto<br />

cinque anni prima). Questo enor-<br />

me passo avanti nella sicu rezza<br />

è da ricondurre in primo luogo al<br />

numero maggiore di con trolli della<br />

velocità e dell’alcole mia realizzati<br />

dai corpi di polizia. um


«Non abbassare, ma far rispettare<br />

maggiormente i limiti di velocità»<br />

l’opinione di Brigitte Buhmann, Direttrice dell’upi<br />

«Il problema non consiste in limiti di velocità troppo elevati, ma nel fatto che<br />

i conducenti non vi si attengono!»<br />

a velocità è un fattore centrale della<br />

L sicurezza nella circolazione stradale.<br />

Più la velocità è elevata, maggiore è il numero<br />

degli incidenti e più gravi sono le<br />

conseguenze. Il mancato adeguamento<br />

della velocità è la causa primaria di infortuni<br />

gravi sulle strade.<br />

Ciò nonostante, l’upi è dell’opinione<br />

che i limiti generali di 120 chilometri<br />

orari sulle autostrade, 80 km/h fuori dalle<br />

località e 50 km/h all’interno delle località<br />

abbiano dato prova di efficacia, e che<br />

oggi come oggi non vi sia motivo di ridurli.<br />

L’attuale struttura architettonica della<br />

rete viaria favorisce ampiamente i regimi<br />

di velocità in vigore dagli anni ottanta, e<br />

con i suoi limiti la Svizzera si colloca pres-<br />

sappoco allo stesso livello degli altri paesi<br />

europei. Inoltre, le prescrizioni riguardanti<br />

le velocità massime consentite godono<br />

di un ampio consenso fra la popolazione<br />

e il mondo politico – una premessa<br />

fondamentale affinché ci si attenga ai<br />

limiti prescritti.<br />

Dal profilo della prevenzione degli infortuni,<br />

auspichiamo più riduzioni puntuali<br />

dei limiti (a 70 o 60 km/h) su tratte<br />

particolarmente pericolose fuori dalle<br />

località, e l’introduzione agevolata di<br />

zone 30 nei quartieri molto frequentati<br />

da utenti della circolazione più deboli.<br />

Secondo l’upi, occorre invece agire rapidamente<br />

a livello di rispetto dei limiti<br />

di velocità in vigore. In particolare, i gio-<br />

vani conducenti uomini e i motociclisti<br />

tendono a premere eccessivamente sull’acceleratore,<br />

mettendo in pericolo se stessi e<br />

gli altri utenti della circolazione. Perciò, a<br />

tutti i livelli delle attività di promozione<br />

della sicurezza stradale occorre profondere<br />

maggiori sforzi per avere ragione di<br />

questa problematica.<br />

La contromisura più efficace è quella<br />

di intensificare i controlli di polizia, parallelamente<br />

a campagne d’informazione<br />

e a una comunicazione mediatica attiva.<br />

Anche i sistemi di avviso automatico al<br />

conducente del limite di velocità in vigore<br />

sulla tratta percorsa si sono rivelati validi.<br />

Per essere efficaci le misure devono includere<br />

una migliore formazione dei conducenti,<br />

l’applicazione coerente del sistema<br />

di revoca della licenza di condurre, corsi<br />

per conducenti recidivi e scambi epistolari<br />

diretti delle autorità con le persone<br />

che dimostrano stili di guida problematici.<br />

Infine, anche le innovazioni tecniche –<br />

come il programma elettronico di stabilità<br />

ESP – e il risanamento delle tratte che<br />

non soddisfano le attuali norme di sicurezza<br />

sono utili ad evitare incidenti causati<br />

dal mancato rispetto dei limiti di<br />

velocità massimi.<br />

L’upi ritiene che occorra attingere maggiormente<br />

a questo potenziale di misure<br />

di sicurezza, affinché le velocità indicate<br />

siano rispettate. •<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 7


dossier MANAGeMeNt DeLLA VeLoCItà<br />

Lotta agli eccessi di velocità:<br />

il canton Vaud si organizza<br />

controlli radar All’inizio del XXI secolo, nel canton Vaud un terzo degli incidenti<br />

mortali era dovuto ad eccessi di velocità. Grazie al concetto «Moderazione del traffico»<br />

le strade sono divenute più sicure. Ma gli sforzi devono proseguire.<br />

Strade vodesi meglio sorvegliate grazie<br />

ai radar mobili.<br />

In questo mercoledì mattina, accompagniamo<br />

una pattuglia sulle strade nei<br />

dintorni di Losanna. Un radar mobile<br />

è montato all’entrata di Echallens. In<br />

un’ora gli agenti intercettano una decina<br />

di automobilisti. Il più impulsivo di loro<br />

viaggiava ad oltre 70 km orari. Un’imprudenza<br />

che non rimarrà impunita.<br />

I due agenti in servizio eseguono il loro<br />

dovere.<br />

Come ovunque in Svizzera, la velocità<br />

è uno dei problemi centrali sulle<br />

8 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

strade vodesi. A ragione: è, infatti, in<br />

causa nel 36 per cento degli incidenti<br />

della circolazione. Ma dal lancio, nel<br />

2004, dell’operazione «Moderazione del<br />

traffico» il cantone può vantarsi di risultati<br />

sorprendenti, in particolare a livello<br />

della mortalità. Da 56 vittime della<br />

strada nel 2004, le cifre sono passate a<br />

44 nel 2005, 36 nel 2006 e 35 l’anno<br />

scorso.<br />

Un cambiamento di<br />

comportamento benvenuto<br />

Sulle strade emergono nuovi atteggiamenti:<br />

«Prima, gli eccessi di velocità dovevano<br />

essere davvero elevati perché la<br />

comunità li condannasse. Oggi i pareri<br />

sono più moderati e le limitazioni meglio<br />

accettate», commenta Jean­Christophe<br />

Sauterel, portavoce della Polizia cantonale<br />

vodese. Occorre precisare che la<br />

polizia si è premurata di comunicare<br />

chiaramente le sue intenzioni: non si<br />

trattava di nascondersi per cogliere in castagna<br />

i conducenti imprudenti e batter<br />

cassa. Al contrario: si trattava di difendere<br />

una politica chiara e trasparente di<br />

lotta agli eccessi di velocità e incoraggiare<br />

i conducenti a levare il piede dall’acceleratore.<br />

Vi sono stati cambiamenti addirittura<br />

in seno alla polizia. Grazie alla spiccata<br />

volontà di lottare contro l’inciviltà al volante,<br />

il comandante della polizia cantonale<br />

vodese Eric Lehmann ha saputo<br />

mobilitare i suoi agenti in difesa del principio:<br />

quando in gioco ci sono delle vite,<br />

le forze dell’ordine devono far applicare<br />

la legge. I risultati positivi hanno somministrato<br />

un’abbondante dose di fiducia<br />

nell’intero corpo di polizia.<br />

Al fulcro: la velocità<br />

Statistiche alla mano, la velocità si è imposta<br />

naturalmente come asse prioritario<br />

del concetto «Moderazione del<br />

traffico». Rimanevano da definire le<br />

contromisure più appropriate. «I controlli<br />

di polizia sono importanti per il lavoro<br />

di sensibilizzazione. Ma sono molto<br />

onerosi in termini di tempo, materiale e<br />

personale», spiega Jean­Christophe Sauterel.<br />

Difficile, di conseguenza, intensificarli.<br />

Tanto più che la carta dei punti pericolosi<br />

allestita dall’ingegnere cantonale<br />

mostrava, a fine 2004, un centinaio di<br />

luoghi di controllo prioritari, tratte potenzialmente<br />

pericolose a causa del tipo<br />

di strada, del numero di veicoli in transito<br />

ogni giorno o del numero di incidenti<br />

registrati. E nel pentolone rientrava<br />

anche l’autostrada A1 tra Losanna<br />

e Ginevra, quotidianamente intasata.<br />

La sorveglianza del traffico tramite<br />

radar fissi a raggio laser si è infine imposta<br />

come la soluzione più pragmatica e<br />

meno costosa, che ha inoltre permesso<br />

di liberare radar mobili da destinare ad<br />

un controllo più intenso delle strade<br />

cantonali. Oggi lungo i 42 chilometri che<br />

separano Losanna e Ginevra sono installati<br />

17 radar fissi, tre sulla circonvallazione<br />

di Losanna a Yverdon­les­Bains,<br />

Montreux e Bursins, e altri due sul cro


cevia autostradale di Villars­Ste­Croix,<br />

teatro nel 2001 di 107 incidenti, nel 2007<br />

sono stati solamente due!<br />

Una tecnologia all’avanguardia<br />

Dopo il pattugliamento facciamo rotta<br />

verso il centro d’intervento regionale<br />

della Blécherette. In poco tempo il capo<br />

dell’Ufficio radar e la sua squadra hanno<br />

vissuto una vera e propria rivoluzione<br />

tecnologica: «Lavoriamo con un apparecchio<br />

sviluppato in collaborazione con<br />

una start­up del Politecnico di Losanna<br />

e due fornitori svizzeri che ci ha considerevolmente<br />

semplificato l’elaborazione<br />

dei dati. In caso di eccesso di velocità,<br />

il radar automatico scatta due<br />

fotografie, una di faccia, l’altra da dietro,<br />

immediatamente trasmesse al nostro<br />

centro tramite una rete digitale. Qui decifriamo<br />

la targa d’immatricolazione,<br />

cerchiamo il proprietario del veicolo<br />

nelle nostre banche dati e gli spediamo<br />

la contravvenzione. L’immagine frontale<br />

ci permette di identificarlo formalmente.<br />

È utile in caso di dubbio sull’identità del<br />

conducente al momento dell’infrazione.»<br />

Per l’efficacia dimostrata, il sistema adottato<br />

dai vodesi suscita parecchio interesse<br />

sia negli altri cantoni, sia al di là<br />

delle frontiere: l’anno scorso, la polizia<br />

francese ha effettuato una visitina alla<br />

Blécherette.<br />

Moderazione del traffico:<br />

anche nei comuni!<br />

All’immagine di una tendenza generale,<br />

anche nel canton Vaud il numero d’incidenti<br />

sui passaggi pedonali resta relativamente<br />

elevato. Motivo più che sufficiente<br />

per migliorare la prevenzione<br />

anche all’interno delle località. Lo<br />

scorso autunno, perciò, la polizia cantonale<br />

ha realizzato un’azione di sensibilizzazione<br />

dei comuni, presentando<br />

L’opinione dello specialista<br />

tre domande sul tema della velocità<br />

a Christian Ary Huber, capo della<br />

sezione upi tecnica del traffico.<br />

Area sicurezza: Si rimprovera ai radar<br />

fissi non di creare l’effetto sorpresa e,<br />

quindi, di non incitare alla vigilanza<br />

costante. Che cosa ne pensa?<br />

Christian Ary Huber: È certamente il<br />

caso per i conducenti che conoscono i<br />

luoghi. Ciò nonostante l’obiettivo è raggiunto,<br />

poiché riducono la velocità.<br />

I radar, come i controlli, fungono da<br />

promemoria. Il loro scopo è quello di<br />

sensibilizzare gli utenti del traffico alle<br />

norme della circolazione, non di comminare<br />

un massimo di multe.<br />

Si parla spesso del famoso «effetto<br />

fisarmonica»: i conducenti accelerano<br />

e frenano tra i radar. Un comportamento<br />

pericoloso?<br />

L’upi parte dal principio che i radar fissi<br />

si addicono laddove nessun’altra soluzione<br />

tecnica è possibile. Secondo alcune<br />

ricerche delle polizie cantonali, si<br />

constata in ogni caso una diminuzione<br />

della velocità 200 metri prima fino a<br />

200 metri dopo l’impianto radar. Si osserva<br />

talvolta una guida scostante, con<br />

forti accelerazioni e frenate brusche, ma<br />

si tratta di casi isolati. In generale, se vi<br />

loro il concetto «Moderazione del traffico»<br />

e le diverse forme di attuazione a<br />

livello locale: realizzazione di zone 30,<br />

controlli radar regolari con apparecchi<br />

fissi o mobili eccetera. La polizia è rimasta<br />

sorpresa dall’enorme entusiasmo dimostrato<br />

dai comuni. Sono in molti a<br />

voler adottare delle misure; ciò non toglie<br />

che occorrerà effettuare un’analisi<br />

preliminare caso per caso, alfine di determinare<br />

le necessità reali.<br />

E col tempo si diffonderà la convinzione<br />

che il rispetto dei limiti di velocità<br />

va di pari passo con una migliore qualità<br />

di vita. Chissà se gli altri cantoni<br />

svizzeri affronteranno il problema con<br />

la stessa coerenza…<br />

Magali Dubois<br />

sono differenze di velocità, esse sono<br />

minime. Un modo per verificare il problema<br />

è quello di effettuare due rilevamenti<br />

lungo una tratta di strada e di<br />

calcolare la media delle due velocità, invece<br />

di una sola. Ciò fornisce indicazioni<br />

sulla velocità media e non penalizza i<br />

conducenti che, ad esempio, superano il<br />

limite prescritto durante una manovra<br />

di sorpasso.<br />

Questo tipo di controllo di intere tratte<br />

verrà introdotto anche in Svizzera?<br />

Non a breve, ma l’USTRA ha espresso<br />

interesse e dovrebbe prossimamente<br />

procedere ai primi test, in collaborazione<br />

con l’upi. md<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 9


partner CoMUNe<br />

Gachnang, comune<br />

turgoviese sportivo<br />

svizzera in movimento – in forma per l’euro Alla soglia dell’euro 08,<br />

200 comuni svizzeri partecipano al progetto di promozione del movimento, che coinvolge<br />

anche i delegati upi alla sicurezza. Il comune turgoviese di Gachnang si è preparato<br />

con grande impegno. «area sicurezza» ha dato un’occhiatina alla gara di prova.<br />

«Tutti hanno indossato il casco?» Reto<br />

April, docente a Gachnang, si guarda intorno<br />

con sguardo indagatore prima di<br />

lanciare sul percorso i suoi allievi di<br />

quarta. I bambini sono equipaggiati con<br />

biciclette, pattini in linea e monopattini,<br />

impazienti di realizzare la corsa di prova<br />

durante l’ora di educazione fisica. Con<br />

esuberante energia si lanciano sul percorso<br />

di due chilometri, attraverso un<br />

quartiere residenziale e una zona agri­<br />

10 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

cola, mettendocela tutta per correre in<br />

prima linea.<br />

Anche parte del comitato organizzativo<br />

diretto da Andrea Waltenspül, responsabile<br />

della sezione Cultura e sport<br />

del comune di Gachnang, si è riunito in<br />

occasione della gara di prova pomeridiana.<br />

L’anno scorso, dopo la sua elezione<br />

in consiglio comunale, la signora<br />

Waltenspül non ha perso tempo e si è<br />

adoperata senza indugio affinché il<br />

Gli allievi di quarta delle scuole elementari di Gachnang durante la gara di prova.<br />

comune inoltrasse la sua candidatura<br />

per partecipare al progetto «Svizzera in<br />

movimento ­ in forma per l’Euro». Non<br />

a caso: in questo comune di 3300 abitanti<br />

lo sport gioca un ruolo importante.<br />

La società di ginnastica, in particolare,<br />

con le sue differenti squadre<br />

riscuote parecchio successo fra la popolazione.<br />

«L’anno scorso la Festa federale<br />

di ginnastica è stata organizzata nella<br />

vicina Frauenfeld. Ancora oggi possiamo<br />

percepire l’entusiasmo che la<br />

manifestazione ha suscitato un po’<br />

ovunque!» afferma Andrea Waltenspül,<br />

attiva lei stessa nel CO della Festa, e che<br />

ha potuto trasferire nell’organizzazione<br />

del progetto «Svizzera in movimento»<br />

quanto appreso dall’esperienza della<br />

manifestazione federale. Il suo obiettivo:<br />

convincere gli abitanti di Gachnang<br />

a calcare i percorsi del movimento,<br />

attivandosi a piedi o in bici e, come lo<br />

dice bene il nome, a fare qualcosa per<br />

migliorare la propria condizione fisica<br />

alla soglia dell’Euro 08.<br />

Delegato upi alla sicurezza:<br />

«Soltanto con il casco!»<br />

La sicurezza dell’intero progetto è nelle<br />

mani del delegato upi alla sicurezza Silvano<br />

Tedesco che, sin dalle prime battute,<br />

si è premurato di mettere in chiaro<br />

un punto: casco obbligatorio per ciclisti,<br />

pattinatori e monopattinatori! Ma,<br />

niente paura: chi non possiede un casco


Silvano Tedesco, delegato upi alla sicurezza, e Andrea Waltenspül, consigliera comunale di Gachnang, fanno in modo che<br />

gli scolari così come tutti gli altri partecipanti possano confidare in un percorso sicuro.<br />

non dovrà temere per la propria partecipazione<br />

alla gara, poiché ne riceverà<br />

uno in prestito. Per Silvano Tedesco è<br />

fondamentale poter offrire questo servizio<br />

– anche per avvicinare la popolazione<br />

al porto del casco. Dopo aver chiesto<br />

invano il sostegno di rivendite di<br />

articoli sportivi, Tedesco si è rivolto a<br />

Stefan Meile, capodelegato upi per la<br />

Svizzera orientale. D’intesa con il responsabile<br />

della sezione upi Sport è stato<br />

l’upi ha fornito 70<br />

caschi in prestito per il<br />

giorno dell’azione.<br />

così possibile ottenere dalla Suva 70 caschi<br />

per ciclisti, che durante la giornata<br />

d’azione saranno a disposizione gratuitamente<br />

della popolazione di Gachnang.<br />

Insieme ai caschi sono fornite anche le<br />

protezioni interne monouso – infatti,<br />

chi ha voglia di indossare un casco in<br />

cui ha sudato un’altra persona?! «È fantastico<br />

il modo in cui l’upi si è adoperato<br />

per procurarci i caschi!» si stupisce Silvano<br />

Tedesco.<br />

In occasione della gara di prova il comitato<br />

organizzativo discute la posizione<br />

delle transenne, delle demarcazioni<br />

e dei pattugliatori. Durante la gara<br />

che si svolgerà nell’ambito della settimana<br />

d’azione organizzata a livello nazionale,<br />

tra le 10.00 e le 18.00 il percorso<br />

sarà battuto da centinaia di bambini e<br />

adulti. È chiaro che il tragitto dovrà essere<br />

perfettamente assicurato. Nel concetto<br />

di sicurezza studiato dal comune<br />

è chiaramente definita la posizione<br />

esatta di pannelli informativi, blocchi<br />

e pattugliatori. È importante effettuare<br />

una pianificazione minuziosa. «Abbiamo<br />

scelto consapevolmente strade<br />

poco trafficate», afferma il delegato upi<br />

alla sicurezza, «ma ciò nonostante il<br />

percorso attraversa alcune strade comunali<br />

e maestre su cui circolano generalmente<br />

dei veicoli.»<br />

Il progetto<br />

Alla soglia dell’euro 08, oltre<br />

duecento comuni di tutte le regioni<br />

del Paese si sfideranno nel quadro<br />

dell’azione di promozione dello<br />

sport e del movimento «Svizzera in<br />

movimento - in forma per l’euro»<br />

lanciata dall’Ufficio federale dello<br />

sport UFSPo. Attraverso questa<br />

festa del movimento aperta a tutta<br />

la popolazione, i comuni non soltanto<br />

aderiscono insieme allo spirito<br />

del grande evento calcistico, ma<br />

stimolano i loro abitanti a praticare<br />

dello sport. A coppie, i comuni si<br />

sfidano in una gara che mette in<br />

palio un premio definito di comune<br />

accordo. Vince il comune che<br />

raccoglie il maggior numero di ore<br />

di movimento sul percorso appositamente<br />

stabilito. Fra i partecipanti<br />

verranno inoltre sorteggiati dei<br />

biglietti per l’euro.<br />

www.svizzerainmovimento.ch<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 11


partner CoMUNe<br />

L’upi, partner della sicurezza<br />

L’upi è impegnato nella promo zione<br />

del movimento, consapevole che le<br />

persone inattive sono maggiormente<br />

soggette ad infortuni rispetto alle<br />

persone sportive, e che le conseguenze<br />

di questi infortuni sono<br />

generalmente più gravi. Partecipa<br />

dunque al progetto «Svizzera in<br />

movimento – in forma per l’euro»<br />

in qualità di partner della sicurezza.<br />

Affinché i percorsi di gara siano<br />

allestiti nel modo più sicuro, le<br />

specialiste e gli specialisti upi delle<br />

sezioni Sport, tecnica del traffico<br />

e Delegati alla sicurezza hanno<br />

unito le forze e hanno elaborato<br />

una lista di controllo della sicurezza.<br />

In questo modo i comuni dispongono<br />

di uno strumento estremamente<br />

utile per organizzare l’evento in<br />

tutta sicurezza.<br />

12 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

Altro punto importante del dispositivo<br />

di sicurezza: il servizio sanitario.<br />

«Proprio oggi il medico del villaggio ha<br />

accettato di assumere il servizio delle<br />

urgenze», informa Andrea Waltenspül i<br />

membri del comitato organizzativo. Il<br />

servizio sanitario dovrà essere organizzato<br />

nella sala multiuso adiacente alla<br />

partenza. Due sanitari mobili equipaggiati<br />

con uno zaino sosteranno lungo il<br />

percorso e potranno così intervenire<br />

rapidamente se interpellati via radio. Il<br />

delegato upi alla sicurezza ha inoltre<br />

convinto il municipio a dotarsi di un defibrillatore<br />

e a formare adeguatamente<br />

gli impiegati comunali.<br />

Alla domanda se tutti i punti della<br />

lista di controllo upi inerente alla sicurezza<br />

siano soddisfatti, Silvano Tedesco<br />

Un evento in grande stile reso possibile da un comitato organizzativo forte, saldamente ancorato nel comune.<br />

sorride compiaciuto: «Abbiamo consultato<br />

la lista di controllo dopo aver organizzato<br />

il piano di sicurezza, spuntando<br />

con soddisfazione tutte le caselle.»<br />

Gachnang contro<br />

Zihlschlacht-Sitterdorf<br />

Terminata l’ora di ginnastica, i bambini<br />

si separano dai loro attrezzi sportivi e<br />

sfilano il casco. L’insegnante li riaccompagna<br />

nel vicino edificio scolastico.<br />

Bilancio della gara di prova: un allievo<br />

è caduto, fortunatamente senza conseguenze.<br />

Dopo questa prova, i bambini<br />

non vedono l’ora di gareggiare durante<br />

la settimana svizzera del movimento,<br />

quando in tutto il Paese oltre duecento<br />

comuni organizzeranno una competizione<br />

su percorsi del movimento.


A coppie, i comuni si affronteranno<br />

in gara. Il comune sfidante di Gachnang<br />

sarà Zihlschlacht­Sitterdorf, località<br />

«completamente dall’altra parte della<br />

Turgovia», dice ridendo la consigliera<br />

chi accumula il maggior<br />

numero di ore di movimento<br />

si aggiudica l’aperitivo<br />

di capodanno.<br />

comunale. Durante la competizione i<br />

due comuni conteranno le ore trascorse<br />

sul circuito. Naturalmente, in palio c’è<br />

un bel premio: il comune che accumulerà<br />

il maggior numero di ore di movimento<br />

si vedrà offrire dall’altro le bevande<br />

per l’aperitivo di Capodanno.<br />

eureka<br />

Chi fa da sé…<br />

I genitori del comune solettese di Kyburg-<br />

Buchegg possono mandare tranquillamente<br />

i figli a scuola nella vicina Küttigkofen.<br />

Ma non è sempre stato così: il percorso<br />

tra casa e scuola segue, infatti, una strada<br />

cantonale dal traffico fitto e – come hanno<br />

dovuto constatare anche le autorità – pericolosamente<br />

veloce. Nessun marciapiede a<br />

garantire la sicurezza dei pedoni su questa<br />

tratta – e nessuna intenzione di allestimento<br />

in vista. Un progetto eccessivamente<br />

costoso, secondo le autorità cantonali<br />

preposte. Al piccolo comune di 320<br />

abitanti non è rimasta altra scelta che fare<br />

da sé, con il modesto budget a disposizione<br />

– creando un sentiero pedonale lungo la<br />

Dopo che i bambini hanno evacuato<br />

il circuito, i membri del comitato organizzatore<br />

rimuovono i blocchi. Anche<br />

gli adulti attendono con trepidazione<br />

l’evento sportivo. La consigliera comunale<br />

è particolarmente attenta a non<br />

coinvolgere unicamente i bambini.<br />

«Desideriamo invitare a questo grande<br />

evento sportivo l’intera popolazione,<br />

grandi e piccini. E desideriamo che ritornino<br />

l’anno prossimo, in occasione<br />

dell’evento sportivo «Dä schnällscht<br />

Gachnanger» (l’abitante di Gachnang<br />

più veloce, n.d.t.) che organizziamo<br />

ogni primavera.» Che quest’anno in<br />

programma vi sia un evento più importante<br />

del solito, ha le sue buone ragioni:<br />

il comune politico di Gachnang festeggia<br />

i suoi primi dieci anni di esistenza.<br />

strada cantonale. Senza battere ciglio,<br />

i proprietari confinanti con la strada hanno<br />

messo a disposizione tacitamente e gratuitamente<br />

le porzioni di terreno necessarie<br />

alla sicurezza dei bambini. I lavori sono stati<br />

realizzati da militi della Protezione civile.<br />

Grazie a cotanta solidarietà e iniziativa, con<br />

un investimento di 2350 franchi soltanto,<br />

il comune di Kyburg-Buchegg è riuscito<br />

a trovare una soluzione semplice e rapida<br />

per la sicurezza dei propri bambini. Un impegno<br />

ricompensato l’anno scorso anche<br />

dalla giuria del Premio sicurezza upi.<br />

La rubrica «eureka» illustra idee straordinariamente<br />

semplici e/o originali che<br />

hanno permesso di risolvere un problema<br />

Il giovane comune è, infatti, nato nel<br />

1998 dalla fusione di cinque villaggi.<br />

A proposito: poco prima della chiusura<br />

della redazione, ci è stato comunicato<br />

che nella giornata d’azione gli abitanti<br />

di Gachnang hanno consegnato<br />

tutti e i mille pettorali messi a disposizione,<br />

raggiungendo lo stesso numero di<br />

partecipanti del comune di Zihlschlacht­<br />

Sitterdorf. Anche le misure di sicurezza<br />

hanno dato prova di efficacia: le postazioni<br />

sanitarie hanno dovuto curare soltanto<br />

qualche escoriazione e puntura<br />

d’insetto. Congratulazioni ad entrambi<br />

i comuni per il successo della manifestazione!<br />

Ursula Marti<br />

Percorso casa-scuola sicuro grazie al<br />

nuovo sentiero pedonale.<br />

di sicurezza nella circolazione stradale,<br />

nello sport o in casa. Conoscete un simile<br />

caso? Non esitate ad illustrarcelo!<br />

areasicurezza@upi.ch. nr<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 13


partner AZIeNDe<br />

«La cultura della sicurezza<br />

deve crescere»<br />

profilo Beat Bachmann, responsabile della sicurezza presso Coop Regione Svizzera<br />

centrale – Zurigo, ama il contatto con la gente ed ha la capacità innata di veicolare alle<br />

collaboratrici e ai collaboratori comportamenti sicuri nel tempo libero. «area sicurezza»<br />

ha incontrato l’esperto presso il luogo di lavoro a Zurigo.<br />

Beat Bachmann, responsabile della sicurezza ed SSS-L presso il centro di distribuzione Coop<br />

Regione Svizzera centrale - Zurigo e convinto sostenitore della prevenzione degli infortuni.<br />

Inutile cercare di dissuadere Beat Bachmann<br />

dall’importanza degli equipaggiamenti<br />

di protezione – tanto meno da<br />

quando, quest’inverno, ha subito personalmente<br />

un incidente sulla neve. «Ho<br />

sbattuto la testa su un lastrone di ghiaccio,<br />

percependo esattamente la capacità<br />

di assorbimento e di attutimento delle<br />

energie esplicata dal casco. E così mi<br />

sono “soltanto” slogato una spalla, evitando<br />

fortunatamente una commozione<br />

cerebrale», racconta. Per Bachmann,<br />

nulla di più naturale che indossare il casco<br />

sempre, anche in bicicletta, un altro<br />

dei suoi grandi passatempi.<br />

14 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

L’enorme potenziale della<br />

sicurezza nel tempo libero<br />

Beat Bachmann è a capo del pool Sicurezza<br />

presso Coop Regione Svizzera centrale<br />

­ Zurigo, una delle cinque regioni<br />

di vendita di Coop. Il servizio di sicurezza<br />

è chiamato in causa principalmente<br />

in occasione di furti nei punti<br />

vendita o di reati commessi dal personale,<br />

e deve effettuare una volta all’anno<br />

un inventario completo di tutti i prodotti<br />

in oltre 180 filiali. Per la prevenzione<br />

degli infortuni non resta molto<br />

tempo, e le poche ore a disposizione<br />

sono dedicate soprattutto alla sicurezza<br />

sul lavoro, giacché in quest’ambito vi<br />

sono norme legali da rispettare. Ciò<br />

nonostante, Bachmann si impegna con<br />

tutte le forze anche per la sicurezza nel<br />

tempo libero, convinto della necessità e<br />

dell’enorme potenziale di questo compito.<br />

«Le cifre mostrano chiaramente<br />

che il problema risiede in primo luogo<br />

negli infortuni non professionali», sottolinea<br />

l’esperto. «L’anno scorso fra gli<br />

effettivi vi sono stati 206 infortuni<br />

professionali contro 474 infortuni non<br />

professionali.»<br />

Le statistiche interne sugli infortuni<br />

hanno fatto reagire anche la direzione<br />

di vendita regionale, che ha immediatamente<br />

dato mandato di sensibilizzare<br />

maggiormente il personale affinché assuma<br />

comportamenti più sicuri nel<br />

tempo libero. È stato così insediato un<br />

gruppo di progetto con rappresentanti<br />

dei servizi del personale, marketing,<br />

assicurativo e, naturalmente, Beat<br />

Bachmann. L’SSS­L offre al gruppo importanti<br />

suggerimenti – grazie alla pluriennale<br />

esperienza in qualità di esperto<br />

della sicurezza presso differenti aziende<br />

e alle nozioni acquisite frequentando i<br />

corsi dell’upi. Anche i numerosi pieghevoli<br />

upi si rivelano preziosi ausili di<br />

lavoro, al pari delle liste di controllo e<br />

del materiale di vario genere. Bachmann<br />

trova particolarmente pratica la newsletter<br />

elettronica: «Mi offre sempre<br />

l’informazione breve giusta al momento<br />

giusto!»<br />

Impressionante crash-test<br />

con il casco bici<br />

Il «kick­off», la prima azione di sensibilizzazione<br />

del gruppo di progetto si è articolata<br />

in una presentazione di un’ora


sul tema «Tempo libero sicuro, vacanze<br />

sicure» realizzata dall’upi per i 750 collaboratori<br />

e collaboratrici delle centrali<br />

di smistamento di Zurigo e Kriens, amministrazione<br />

inclusa. L’evento ha avuto<br />

un’eco estremamente positiva e ha lasciato<br />

un’impronta profonda nel personale.<br />

«Molti collaboratori sono stati<br />

estremamente colpiti dal crash­test con<br />

il casco da bicicletta», rammenta Bachmann,<br />

«palese dimostrazione della<br />

sconcertante fragilità di una testa non<br />

protetta!»<br />

Il gruppo di progetto ha poi elaborato<br />

due opuscoli: uno per le attività<br />

estive escursionismo, sport acquatici,<br />

biking e calcio, il secondo per la stagione<br />

invernale, con suggerimenti riguardanti<br />

gli sport sulla neve e una guida sicura.<br />

Gli opuscoli sono stati distribuiti ai<br />

6500 collaboratori e collaboratrici delle<br />

filiali Coop della regione Svizzera centrale<br />

­ Zurigo. I responsabili dei punti<br />

vendita sono stati invitati a consegnare<br />

gli opuscoli personalmente, con qualche<br />

SSS-L, gli specialisti della sicurezza<br />

«SSS-L» sta per «specialista per la<br />

sicurezza e la protezione della salute<br />

sul lavoro». Si tratta di medici del<br />

lavoro, igienisti del lavoro, ingegneri<br />

di sicurezza ed esperti nell’ambito<br />

della sicurezza del lavoro. Il loro<br />

compito consiste nell’offrire alla<br />

direzione consulenze in ambito di<br />

prevenzione degli infortuni e un<br />

sostegno nell’applicazione delle<br />

misure atte a ridurre in modo<br />

sostenibile il numero degli infortuni<br />

professionali (IP) e non professionali<br />

(INP) fra i collaboratori. L’upi assiste<br />

gli specialisti SSS-L con consulenze<br />

all’interno dell’azienda, un ventaglio<br />

di corsi ed esposizioni tematiche per<br />

i collaboratori. Maggiori informazioni:<br />

www.upi.ch (Sicurezza nelle imprese).<br />

parola di motivazione, per esempio durante<br />

il breve incontro che riunisce tutto<br />

il personale di vendita poco prima<br />

dell’apertura della filiale.<br />

Beat Bachmann è consapevole del<br />

fatto che l’efficacia di questo tipo di informazione<br />

dipende in larga misura<br />

dall’impegno dimostrato dal singolo,<br />

dalla singola gerente. A lui non resta<br />

altro che interpellare assiduamente i<br />

responsabili mostrando loro l’importanza<br />

fondamentale di temi come la sicurezza<br />

nel tempo libero e la promozione<br />

della salute – al pari delle sfide<br />

quotidiane e della pressione del fatturato.<br />

Infatti, ogni giorno di assenza costa<br />

all’azienda tra i 600 e gli 800 franchi.<br />

A prescindere dal fatto che all’impresa<br />

preme preservare le collaboratrici e i<br />

collaboratori da malattie e infortuni.<br />

Coop ha fatto la scelta giusta<br />

Questa vicinanza alla gente sta molto a<br />

cuore a Beat Bachmann. «Mi piace il<br />

contatto diretto con le persone, in particolare<br />

convincere i più critici dell’utilità<br />

di un progetto e indurli ad agire.» Bachmann<br />

sa che ci vuole parecchio tatto e savoir­faire,<br />

che occorre trovare il giusto<br />

equilibrio tra pressione, motivazione e<br />

pazienza. Sa anche che in materia di<br />

sicurezza nel tempo libero c’è ancora parecchio<br />

da fare, e che ci vorrà del tempo.<br />

«La cultura della sicurezza deve crescere»,<br />

suol dire. Ma l’SSS­L è convinto<br />

che Coop sia sulla buona strada, e si rallegra<br />

già della prossima azione di sensibilizzazione:<br />

un calendario con dodici<br />

disegni su altrettanti temi inerenti alla sicurezza<br />

che orneranno nel 2009 tutti i<br />

locali del personale delle filiali Coop<br />

della Svizzera, illustrando con umorismo<br />

alcuni aspetti della sicurezza. Un’idea che<br />

Bachmann ha colto al volo – come poteva<br />

essere altrimenti? – durante un<br />

corso di formazione dell’upi.<br />

Ursula Marti<br />

tempo libero<br />

River Rafting:<br />

tutto dipende<br />

dall’operatore<br />

Il rafting di gruppo consente di vivere<br />

la natura selvaggia divertendosi e<br />

provando emozioni indescrivibili.<br />

Ma anche la sicurezza vuole la sua<br />

parte. Perciò, aderite soltanto a gite<br />

di operatori competenti che hanno<br />

ottenuto la certificazione «Safety<br />

in Adventures». Mai organizzare<br />

escursioni fai-da-te!<br />

Gli operatori di attività all’aperto<br />

e nella natura selvaggia certificati<br />

«Safety in Adventures» lavorano<br />

secondo un concetto di sicurezza<br />

completo e sono sottoposti ad<br />

annuali controlli che verificano la<br />

formazione e l’idoneità delle guide,<br />

lo stato e l’utilizzo del materiale,<br />

la procedura adottata in caso<br />

di urgenza, la pianificazione degli<br />

itinerari e l’informazione degli<br />

ospiti. wamo/um<br />

trovate un elenco di<br />

operatori certificati alla pagina<br />

www.safetyinadventures.ch<br />

area sicurezza 3 / <strong>2008</strong> 15


la nostra campagna<br />

Allacciati alla vita: un messaggio<br />

di prevenzione efficace<br />

Lanciata nel 2005 sotto l’egida dell’upi<br />

e finanziata dal Fondo di sicurezza<br />

stradale FSS, la campagna sta dando i<br />

suoi frutti. Stando alle regolari rilevazioni<br />

statistiche, sono sempre più numerose<br />

le persone ad allacciare le cinture<br />

di sicurezza. L’incoraggiante risultato è<br />

il frutto di un messaggio semplice, facilmente<br />

combinabile con spunti di riflessione<br />

concreti, come dimostra la sottostante<br />

inserzione. Ha una formulazione<br />

aperta che ne consente un utilizzo poliedrico<br />

e innovativo – ad esempio sulle<br />

barriere dei parcheggi o sulle pistole dei<br />

distributori di benzina. Sono stati per­<br />

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16 area sicurezza 3 / <strong>2008</strong><br />

fino prodotti preservativi dai colori della<br />

campagna, poi distribuiti nei luoghi frequentati<br />

dai giovani. L’esortazione preventiva<br />

«allacciati alla vita» è stata letta<br />

sotto una luce completamente diversa,<br />

riscuotendo proprio per questo enorme<br />

simpatia.<br />

Anche i partner dell’upi preposti alla<br />

prevenzione danno un prezioso contributo<br />

al successo della campagna. Agenti<br />

di polizia, delegati alla sicurezza nei<br />

comuni e specialisti della salute e della<br />

sicurezza sul lavoro collaborano con<br />

azioni specifiche realizzate sul terreno.<br />

nw/um<br />

L’upi e le sue organizzazioni partner esortano ad allacciare le cinture di sicurezza.<br />

Senza cintura dietro,<br />

puoi uccidere chi è davanti.<br />

Per maggiori informazioni: www.cintura.ch

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