10.02.2013 Visualizzazioni

Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio

Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio

Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

<strong>Lazio</strong><br />

Tariffa Regime Libero: - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB Roma<br />

Mensile dell’assessorato<br />

all’agricoltura<br />

informa<br />

zione<br />

DUE NUOVE LEGGI PER L’AGRICOLTURA LAZIALE<br />

<strong>Regione</strong><br />

Nel <strong>Lazio</strong>, varata la legge<br />

sull’Altra Economia.<br />

Incentivi e promozione<br />

delle attività di filiera corta.<br />

<strong>Agricoltura</strong><br />

Un fondo di garanzia di<br />

4 milioni e mezzo di euro<br />

a sostegno degli<br />

imprenditori agricoli.<br />

Dicembre / 2008<br />

numero 17<br />

<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong><br />

Ambiente<br />

Nasce Federparchi <strong>Lazio</strong>,<br />

il nuovo coordinamento<br />

dei parchi e delle aree<br />

protette della regione.


36<br />

EDITORIALE<br />

2009, altre sfide da vincere<br />

e Daniela Valentini<br />

NEWS<br />

SOMMARIO<br />

REGIONE<br />

Due nuove leggi per l’agricoltura laziale<br />

e Daniele Camilli<br />

ARSIAL<br />

e a cura di Valentina Conti<br />

CONSUMATORI<br />

Colossella va in città<br />

e Alessandra De Luca<br />

ALIMENTAZIONE<br />

Una corretta alimentazione<br />

e Prof. Pietro A. Migliaccio<br />

TERRITORIO<br />

I cavalli del <strong>Lazio</strong> tra storia e natura<br />

e Alessandra De Luca<br />

EUROPA<br />

Il ritorno dei cetrioli storti<br />

e Matteo Fornara, Rappresentanza<br />

italiana Commissione europea<br />

PESCA<br />

e Giuseppe Motisi<br />

AMBIENTE<br />

e a cura della Redazione<br />

possibile di prodotti. È assurdo<br />

buttar via prodotti<br />

perfettamente commestibili<br />

semplicemente perché non<br />

hanno una forma perfetta”.<br />

Durante le trattative svoltesi lo<br />

scorso anno sulla riforma<br />

20<br />

dell’organizzazione comune del<br />

mercato nel settore dei<br />

prodotti ortofrutticoli la<br />

Commissione si è impegnata a<br />

ridurre la burocrazia inutile<br />

eliminando una serie di norme<br />

di commercializzazione per<br />

determinati frutti e ortaggi. Va<br />

comunque sempre ricordato<br />

che queste norme non<br />

erano mai state<br />

introdotte per ragioni<br />

pomodori. Tuttavia, i singoli<br />

strampalate o per sfrenate Stati possono esentare questi<br />

ambizioni burocratiche, ma su prodotti dall’applicazione delle<br />

richiesta delle diverse categorie norme se sono venduti con<br />

di produttori.<br />

Come detto, le proposte<br />

consentirebbero di mantenere<br />

le norme specifiche di<br />

un’etichettatura appropriata.<br />

In pratica, le mele fuori norma<br />

potranno essere vendute in<br />

negozio purché provviste di<br />

commercializzazione per dieci un’etichetta con la dicitura<br />

prodotti che rappresentano il “prodotto destinato alla<br />

75% del valore degli scambi trasformazione” o un’altra<br />

nell’Unione europea: mele, dello stesso tenore.<br />

agrumi, kiwi, lattughe, pesche La Commissione adotterà ora<br />

e pesche noci, pere, fragole, ufficialmente queste modifiche<br />

peperoni dolci, uve da tavola e che, per motivi pratici,<br />

entreranno in vigore al<br />

1°luglio 2009.<br />

Arsial • Arsial • A<br />

> pagine a cura di Valentina Conti<br />

enogastronomia e semplici curiosi di degustare e<br />

acquistare le eccellenze agricole ed agroalimentari<br />

della regione. Un progetto che rientra nella politica<br />

dell’Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> e<br />

di Arsial, volto ad incentivare la vendita dei prodotti<br />

tipici regionali presso il mercato romano.“Un modo<br />

per promuovere le nostre eccellenze e permettere al<br />

consumatore di mangiar bene conoscendo i prodotti<br />

della terra” ha commentato l’Assessore regionale<br />

all’<strong>Agricoltura</strong>, Daniela Valentini, ricordando come<br />

“iniziative del genere permettano di conciliare le<br />

esigenze del produttore con quelle del consumatore,<br />

in modo da rappresentare anche un’idea regalo<br />

n viaggio nell’enogastronomia del <strong>Lazio</strong>, con originale e di qualità”. All’interno di appositi spazi<br />

particolare attenzione ai prodotti che hanno allestiti per l’occasione, infatti, i prodotti tipici<br />

Uricevuto<br />

i riconoscimenti DOP, IGP e ai 350 regionali sono stati confezionati in maniera originale,<br />

prodotti tradizionali censiti nel <strong>Lazio</strong>, oltre che ai vini tale da poter diventare un’idea regalo particolarissima<br />

DOCG, DOC e IGT. Stiamo parlando de “I Preziosi e di qualità. “Con questa iniziativa – ha evidenziato il<br />

regali del <strong>Lazio</strong>”, l’iniziativa svoltasi presso la<br />

Commissario straordinario Arsial, Massimo Pallottini<br />

Galleria del Centro Commerciale I Granai di Nerva – intendiamo incentivare il rapporto tra la città di<br />

della Capitale che, nei giorni precedenti le festività Roma e le identità rurali della nostra regione, tra i<br />

natalizie, ha dato la possibilità ad appassionati di consumatori romani e i prodotti laziali di qualità”.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

20<br />

VENDEMMIA NEL LAZIO:<br />

MENO UVA MA VINO DI OTTIMA QUALITÀ<br />

M<br />

eno uva, ma vino di miglior qualità. Questo il trend della vendemmia 2008<br />

nel <strong>Lazio</strong>, secondo l’associazione Assoenologi che ha elaborato i dati sulla<br />

raccolta dell’uva nei vigneti dell’intero territorio regionale. Dall’indagine<br />

emerge un calo del 20% della quantità di uva raccolta rispetto all’anno precedente, per una<br />

produzione complessiva inferiore a 1.500.000 ettolitri. Una produzione, però, di qualità.<br />

Anzi, con tendenze all’ottimo, come conferma a Labitalia il Commissario straordinario Arsial,<br />

Massimo Pallottini: “Quest’anno - ha dichiarato - abbiamo una buona qualità, con una<br />

riduzione della quantità, circa il 20% in meno del 20<strong>07</strong>. Quello sulla qualità è un dato<br />

incoraggiante ed è un trend in corso da diversi anni, anche se naturalmente i conti si fanno<br />

alla fine, a prodotto finito. I tecnici e gli enologi comunque - ha aggiunto Pallottini – ci<br />

confermano che questa è un’annata di buona qualità, con punte di ottimo”.<br />

I GRANAI CONQUISTATI DAI PREZIOSI REGALI DEL LAZIO<br />

Europa • Europa •<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

36<br />

AGROALIMENTARE, EXPORT +6,2%<br />

L<br />

’Italia rincorre la vetta e del 2,3% e a trainare la<br />

guadagna posizioni crescita sarebbe stato<br />

nella classifica dei Paesi l’aumento degli<br />

esportatori per il settore acquisti di cereali, cresciuti<br />

agroalimentare. Nel 20<strong>07</strong>, del 60% rispetto all’anno<br />

l’export è aumentato del precedente. Negli ultimi tre<br />

6,2%, guidato dalle bevande, anni, l’incremento delle<br />

per il 19,2%, dai derivati dei vendite ha coinvolto tutti i<br />

cereali, per il 12,7%, e dalla principali Paesi acquirenti<br />

frutta fresca, per l’8,6%. anche se, secondo Inea,<br />

l’andamento del 20<strong>07</strong> ha<br />

Sono questi i dati relativi alla<br />

bilancia commerciale<br />

agroalimentare italiana resi<br />

noti a Inea che ha<br />

recentemente pubblicato<br />

l’Annuario dell’agricoltura<br />

italiana. Secondo il rapporto,<br />

nello scorso anno, le<br />

importazioni sono aumentate<br />

evidenziato alcune eccezioni,<br />

tra cui Spagna, Paesi Bassi e<br />

Stati Uniti, che hanno<br />

rallentato i propri acquisti<br />

dall’Italia. Nello stesso<br />

periodo invece un forte<br />

incremento è stato registrato<br />

dalle esportazioni<br />

agroalimentari verso l’Europa<br />

dell’Est, soprattutto in<br />

Romania, Ungheria e Polonia.<br />

L’aumento è ad ogni modo da<br />

attribuirsi quasi<br />

esclusivamente alla<br />

componente quantità.<br />

La ricerca ha anche messo in<br />

evidenza il divario tra le<br />

regioni del Nord e del Sud<br />

Italia. Oltre il 50% degli<br />

scambi commerciali, infatti, si<br />

concentra in sole quattro<br />

regioni: Piemonte,<br />

Lombardia, Veneto ed Emilia<br />

Romagna che da sole<br />

detengono il 62% delle<br />

importazioni e il 60% delle<br />

esportazioni. (E.A.)<br />

FRANTOI APERTI NEL LAZIO PER LA<br />

PROMOZIONE DELL’ORO VERDE<br />

romuovere l’olio di e perfezionata nella tipologia e animazione di varia natura, ma<br />

eccellenza della regione nella concretezza delle diverse soprattutto sono stati in grado<br />

Psia<br />

presso gli operatori iniziative. “Il nostro impegno di far degustare piatti tipici. Un<br />

di settore che verso i<br />

sul comparto – ha commentato fitto programma di animazione<br />

consumatori, sempre più Fabio Massimo Pallottini, territoriale ha visto, inoltre,<br />

attenti alla qualità dei prodotti Commissario straordinario protagoniste le province di<br />

e, soprattutto, ai principi di dell’Agenzia - si basa su azioni Rieti e Viterbo, quelle che, tra<br />

un’alimentazione consapevole in grado di valorizzare<br />

l’altro, hanno avuto maggiore<br />

ed equilibrata, con particolare l’identità dei territori, che numero di visite, acquisti e<br />

riguardo alla provenienza e conferiscono valore aggiunto al degustazioni nei frantoi,<br />

alla salubrità delle produzioni. prodotto. L’obiettivo<br />

Con queste finalità, ARSIAL – del nostro lavoro è<br />

Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> quello di riuscire a<br />

della <strong>Regione</strong>, in<br />

consolidare un<br />

collaborazione con<br />

percorso di<br />

l’Associazione Nazionale Città commercializzazione e<br />

dell’Olio, ha partecipato alla di garanzia qualitativa<br />

quinta edizione di ‘Frantoi delle produzioni<br />

Aperti del <strong>Lazio</strong>’. Una<br />

oleiche certificate”.<br />

straordinaria opportunità di <strong>10</strong>0 i frantoi che<br />

promozione per l’olio regionale hanno offerto al<br />

delle aziende laziali che hanno pubblico, nelle<br />

preso parte ad un’edizione giornate di apertura,<br />

della manifestazione rinnovata momenti di<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

37<br />

nonostante il tempo<br />

inclemente. Altre attività di<br />

animazione parallele sono state<br />

organizzate dai comuni<br />

olivetati del <strong>Lazio</strong> aderenti<br />

all’iniziativa. Come quelle<br />

realizzate dai Comuni aderenti<br />

all’Associazione Città<br />

dell’Olio, in sinergia con la<br />

manifestazione ‘Pane e Olio in<br />

Frantoio’, la giornata<br />

nazionale dei pani e degli oli<br />

tipici, e con l’iniziativa<br />

Unaprol, ‘Olio d’Autore’.<br />

3 AGRICOLARIO<br />

e Paola Ortensi<br />

44<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

21<br />

5<br />

<strong>10</strong><br />

20<br />

22<br />

25<br />

30<br />

35<br />

40<br />

42<br />

INIZIATIVE<br />

Il presepe vivente di Greccio<br />

“innamora” Madrid<br />

e Erica Antonelli<br />

BUON GUSTO!<br />

Racconto di un Natale come tanti...<br />

trascorso con i vini del <strong>Lazio</strong><br />

e Giulio Somma<br />

ITINERARI<br />

Abbazia di Fossanova, l’architettura<br />

“borgognona” nel <strong>Lazio</strong><br />

e Annamaria Graziano<br />

RECENSIONE<br />

“Pastori. Un’indagine sul territorio laziale”<br />

e Maria Teresa Cinanni<br />

CULTURA<br />

Nasce a Vetralla “Labirinto giovani”<br />

e Daniele Camilli<br />

EVENTI<br />

CALENDARIO<br />

Agricolario • Agric<br />

vergine veniva filata e spesso tinta in<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

44<br />

LL COME... COME...<br />

Agricolario<br />

UN “DIZIONARIETTO” LONTANO<br />

DALLA SCIENZA, MA VOLTO AD<br />

ACCENDERE PIÙ CURIOSITÀ<br />

PER L’AGRICOLTURA E IL SUO MONDO.<br />

> LATTE<br />

Tanto è il suo candore da essere preso<br />

come esempio per indicare il colore<br />

‘bianco’. Un colore morbido e pastoso<br />

che nel cielo segna la ‘via’ più famosa;<br />

quella via lattea che tanti sogniamo di<br />

percorrere, scoprendo di andare da un<br />

mondo all’altro.<br />

Ma il latte rimanda anche alla madre<br />

che allatta al seno il proprio figlio,<br />

un’immagine così affettuosa e carica di<br />

significato di cui il latte è elemento<br />

simbolico. Stessa emozione che si prova<br />

nel sorprendere un vitello allattato dalla<br />

mucca o un agnello dalla pecora e via<br />

dicendo… Tipi do latte che, per il<br />

genere umano, hanno da sempre<br />

costituito una delle maggiori ricchezze<br />

alimentari.<br />

> LANA<br />

> di Paola Ortensi<br />

La fibra tessile naturale, regalata da<br />

sempre agli umani da ovini, caprini e<br />

camelidi (cammelli) all’inizio dei tempi<br />

per coprirsi e scaldarsi e, in seguito,<br />

anche per ornarsi. Esempio quanto mai<br />

interessante della diversità e della<br />

varietà, la lana è pregiata a seconda<br />

delle razze. Va aggiunto che, la pecora o<br />

la capra che non fornisca buona lana<br />

eccelle normalmente in altre<br />

caratteristiche, come per esempio<br />

quantità/qualità del latte o della carne.<br />

La natura insegna: diversità non<br />

significa quasi mai inferiorità<br />

(determinata caso mai da situazioni o<br />

interessi che si creano di volta in volta).<br />

Nel passato, dopo la tosatura degli<br />

animali, nel periodo primaverile la lana<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

56<br />

> LINO<br />

famiglia grazie a piante tintore e poi<br />

raccolta in matasse e gomitoli. Una<br />

volta selezionate le razze più idonee,<br />

oggi, la lana viene accuratamente scelta,<br />

ritirata e lavorata dall’industria. La<br />

selezione avvenuta nel tempo ha<br />

permesso importanti scoperte. Per dirla<br />

con una storiella, se già al tempo dei<br />

Romani (come racconta Orazio),<br />

parlare di questioni di ‘lana caprina’<br />

significava argomentare sul nulla,<br />

perché si riteneva che la capra non<br />

fornisse lana, ma avesse solo del pelo<br />

inutilizzabile. Il tempo e la ricerca ci<br />

hanno invece regalato il cashmere o<br />

kashmir, pregiato tessuto ricavato<br />

proprio da una razza caprina<br />

proveniente dall’Asia. Sono proprio le Se gli animali pensano a scaldarci,<br />

capre di razza ‘hircus’, che vivono negli molte piante pensano a ‘coprirci’ nei<br />

altipiani asiatici, ad averci omaggiato di periodi più caldi. Fra queste, il lino che,<br />

quel pelo chiamato duvet e che ci ha affianco al cotone o alla canapa,<br />

fornito tra le lane più calde e morbide costituiscono la base delle fibre tessili<br />

che si conoscano.<br />

più conosciute.<br />

Il lino è una delle piante più antiche e<br />

affascinanti, coltivata da egizi,<br />

babilonesi ed altri popoli del Medio<br />

Oriente. Ampiamente documentato nei<br />

reperti di tombe e piramidi, per gli egizi<br />

il bianco lino era simbolo di divina<br />

purezza.<br />

La pianta del lino, che raggiunge circa<br />

un metro di altezza, ha piccoli fiorellini<br />

azzurri che fioriscono un giorno solo;<br />

dalla sua corteccia viene ricavata la<br />

fibra che, tra l’altro, viene usata non<br />

solo come lino puro, ma anche<br />

mescolata al cotone, alla viscosa e ad<br />

altri materiali, aumentandone<br />

flessibilità e freschezza o viene<br />

trasformata in spago per la sua<br />

robustezza. ‘Lino’ è anche un nome di<br />

cui si trovano tracce già nella mitologia<br />

greca. Citato come figlio di Apollo o<br />

della musa Urania e di Anfimaro, è per<br />

alcuni considerato l’ideatore della<br />

melodia grazie all’arte che esercitò con<br />

la lira regalatagli dal dio Apollo.<br />

R<br />

Sane Sane e ghiotte, ghiotte,<br />

ecco ecco a voi voi<br />

le nuove nuove<br />

filastrocche!<br />

filastrocche!<br />

itornano anche<br />

quest’anno, di nuovo<br />

vestite, le filastrocche<br />

ideate dall’assessorato<br />

regionale all’agricoltura. Con<br />

una novità: la versione<br />

‘animalesca’. Infatti, alla<br />

ristampa della scorsa edizione,<br />

si aggiungono due nuovi<br />

volumi: uno interamente<br />

dedicato agli animali<br />

(‘Filastrocche in fattoria’) e<br />

l’altro a frutta e verdura<br />

(‘Filastrocche sane e ghiotte’).<br />

Tre libretti colorati e divertenti<br />

per rallegrare i più piccoli e per<br />

insegnare loro la stagionalità<br />

dei prodotti e l’importanza di<br />

inserirli nella propria<br />

alimentazione. Giochi di rime e<br />

parole per indirizzare i<br />

giovanissimi verso<br />

un’alimentazione varia, sana e<br />

di qualità e che si inserisce<br />

nell’ampio progetto di<br />

educazione alimentare ‘Sapere i<br />

Sapori’.<br />

Come lo scorso anno, le<br />

filastrocche sono state<br />

distribuite alle classi della prima<br />

elementare delle scuole di<br />

Roma aderenti a ‘Sapere i<br />

Sapori’, a cavallo tra il periodo<br />

natalizio e i primi giorni del<br />

nuovo anno. (E.A.)<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

45<br />

44<br />

Recensione • Rec<br />

FICHI<br />

Verdi e neri siamo di fuori<br />

Siamo ricchi di sapori<br />

Caldo e sole noi adoriamo<br />

E felici profumiamo<br />

Di dolcezza un’esplosione<br />

Se ci mangi in un boccone<br />

Puoi comprarci in confettura<br />

Noi siamo fichi di natura<br />

Siamo frutti che mangiate<br />

Solamente nell’estate.<br />

CONIGLIO<br />

Ho gli occhietti piccolini Trovo sempre un nascondiglio Ronfo sempre sul giaciglio<br />

Lunghe orecchie e bei dentini Nella tana io bisbiglio Cosa vuoi? Sono un coniglio<br />

Son batuffolo di pelo Il mio pasto è erba e fieno<br />

E saltello sotto il cielo Di carote faccio il pieno<br />

FUNGO<br />

Son coperto dal cappello<br />

Che mi fa anche da ombrello<br />

Se son fino son chiodino<br />

Se son grosso son porcino<br />

Tante son le varietà<br />

Puoi mangiarmi ad ogni età<br />

Sono sempre assai goloso<br />

Qualche volta velenoso<br />

Ma il profumo e la magia<br />

Son del fungo la poesia.<br />

57<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

46<br />

48<br />

52<br />

55<br />

59<br />

62<br />

64<br />

56<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

1


2009,<br />

Altre sfide da vincere<br />

EDITORIALE<br />

Un nuovo anno. Anche questo ricco di sfide e di obiettivi da<br />

raggiungere. Dall’attuazione delle tre nuove normative – quella<br />

sulla legge di contrattazione di filiera, sui farmer’s market –<br />

allo sviluppo dei numerosi progetti di filiera presentati in ambito<br />

del Programma di Sviluppo Rurale.<br />

Allo stesso tempo proseguiremo nelle azioni di<br />

promozione e valorizzazione delle produzioni tipiche<br />

locali, sia attraverso il marchio ‘Colossella’<br />

che ‘<strong>Lazio</strong> Spende Bene’, oltre alle varie occasioni<br />

in cui la nostra agricoltura è chiamata a<br />

presentare le sue eccellenze. A dicembre abbiamo<br />

ad esempio promosso, in collaborazione con Arsial, i vini del<br />

<strong>Lazio</strong> con l’iniziativa ‘Ambasciatori dei Vini’. Una piattaforma distributiva<br />

nata con l’obiettivo di permettere, a mille ristoranti romani,<br />

di commercializzazione i vini della nostra regione e alle<br />

aziende produttrici di trovare nuovi sbocchi di mercato.<br />

Il 2009 sarà anche un anno positivo la pesca che, nel<br />

mese di dicembre, ha visto finalmente l’approvazione del<br />

piano di attuazione del FEP (Fondo Europeo per la<br />

Pesca) 20<strong>07</strong>/2013 che porterà al settore oltre <strong>10</strong> milioni<br />

di euro. Risorse che andranno a favorire l’adeguamento<br />

della flotta da pesca comunitaria, l’acquacoltura, la<br />

pesca nelle acque interne, la trasformazione, lo sviluppo<br />

sostenibile del comparto, l’assistenza tecnica alle imprese;<br />

previste anche misure di interesse comune.<br />

Un 2009 che si preannuncia impegnativo, ma che individua<br />

anche gli strumenti giusti per intervenire in modo significativo e<br />

concreto, con risorse e nuove leggi, nel settore agricolo.<br />

di Daniela Valentini<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

3


news •<br />

NOCCIOLA ROMANA<br />

VERSO LA DOP<br />

Dopo circa quattro anni di l’Unione<br />

Europea ha definitivamente approvato<br />

il riconoscimento della Dop<br />

(Denominazione di Origine Protetta) alla<br />

nocciola romana. “Una grande vittoria per il<br />

settore corilicolo laziale – ha affermato<br />

l’assessore regionale all’agricoltura Daniela<br />

Valentini – soprattutto per la provincia di<br />

Viterbo che, da sola, rappresenta circa il 40%<br />

della produzione nazionale di nocciole”. “Si<br />

tratta, senza dubbio - ha proseguito il<br />

capogruppo PD, Giuseppe Parroncini - di un<br />

importante traguardo raggiunto attraverso il<br />

paziente lavoro di sinergia tra <strong>Regione</strong><br />

<strong>Lazio</strong>, Camera di Commercio associazioni<br />

di categoria ed associazioni di<br />

produttori che, dopo anni di attese ed<br />

incertezze, consentirà a <strong>Regione</strong> e<br />

Provincia di salvaguardare e<br />

valorizzare uno dei prodotti di<br />

punta dell’agricoltura della Tuscia”.<br />

La conclusione dell’iter di<br />

riconoscimento del marchio con la<br />

pubblicazione sulla Gazzetta<br />

Ufficiale rappresenta un input<br />

positivo per il settore, messo<br />

recentemente alla prova dalla forte<br />

concorrenza della Turchia. Il marchio<br />

di tutela permetterà inoltre di migliorare<br />

ulteriormente la qualità del prodotto<br />

attraverso il disciplinare di produzione e lo<br />

renderà riconoscibile, consentendo una scelta<br />

consapevole da parte del consumatore.<br />

NEWS<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

5


6<br />

news •<br />

DA UE OLTRE 17<br />

MILIONI DI EURO<br />

PER L’ITALIA<br />

Sotto il periodo natalizio, la Commissaria<br />

europea all’agricoltura, Mariann Fischer<br />

Boel, ha voluto fare un gradito regalo al<br />

mondo agricolo europeo. Per rilanciare la<br />

promozione dell’agroalimentare di alta qualiTà,<br />

l’Unione Europea ha finanziato con 17,8 milioni di<br />

euro - di cui 4,56 andranno all’Italia - programmi<br />

di promozione soprattutto nel Nord America, in<br />

Russia, Cina, Giappone e Ucraina. Risorse che,<br />

con l’aggiunta dei contributi pubblici,<br />

permetteranno di attivare interventi per un totale<br />

di oltre 35 milioni di euro, di cui sei in Italia. I<br />

programmi selezionati da Bruxelles sono 11 e<br />

provengono da otto paesi comunitari, tra cui<br />

l’Italia che è presente con due programmi e un<br />

terzo in collaborazione con la Francia.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione NEWS<br />

OLIO EXTRAVERGINE<br />

D’OLIVA: DELEGAZIONE USA<br />

STUDIA TRACCIABILITA’<br />

UNAPROL<br />

L’oro verde made in Italy,<br />

quello che è in grado di<br />

raccontare la propria storia<br />

dalla pianta alla bottiglia, è<br />

sempre più oggetto di studio e di<br />

osservazione da parte dei<br />

consumatori più esigenti. Tra<br />

questi il Sottosegretario<br />

all’<strong>Agricoltura</strong> del Governo degli<br />

Usa che, con una folta<br />

delegazione di funzionari<br />

statunitensi, ha visitato alcune<br />

aziende olivicole aderenti ad<br />

Unaprol. In particolare durante<br />

l’incontro presso il frantoio San<br />

Clemente di Eugenio Lozzi a S.<br />

Gregorio di Tivoli il<br />

Sottosegretario di Stato ha<br />

espresso un piacevole<br />

apprezzamento per al qualità e la<br />

sicurezza dell’origine garantita<br />

attraverso il programma di<br />

rintracciabilità promossa da<br />

Unaprol, e sollecitato<br />

un’iniziativa rivolta ai buyer Usa,<br />

per garantire al consumatore<br />

nord americano l’autentico<br />

prodotto made in Italy di qualità.


news • NEWS<br />

VINO: NEL MERCATO RUSSO SEMPRE PIU’ MADE IN LAZIO<br />

è l’unico<br />

settore in controtendenza<br />

“L’agricoltura<br />

che fa registrare una<br />

crescita percentuale del valore<br />

aggiunto in termini tendenziali del<br />

4,5 per cento, dopo che lo scorso<br />

trimestre l’aumento era stato del<br />

3,5 per cento’’. È quanto emerge<br />

dalle elaborazioni della Coldiretti<br />

sui conti economici trimestrali<br />

elaborati dall’Istat per il terzo<br />

trimestre 2008, con una<br />

diminuzione complessiva del<br />

Prodotto Interno Lordo (Pil) dello<br />

0,9 su base annua. Tuttavia,<br />

secondo il presidente della Cia,<br />

Cresce l’immagine e il consumo del vino italiano<br />

in Russia. Primeggiano le “bollicine” che nelle<br />

vendite hanno superato lo champagne, ma<br />

anche altre tipologie di vino stanno riscuotendo un<br />

notevole successo. E sono molti i produttori laziali che<br />

hanno trovato nel mercato russo un felice punto di<br />

riferimento, come Paolo Di Mauro, figura<br />

rappresentativa del Vigneto <strong>Lazio</strong>, presente a Mosca,<br />

all’Interdrink, la Fiera sulle bevande alcoliche, che ogni<br />

anno si tiene nella capitale russa, per portare alle<br />

autorità il saluto dei nostri produttori.<br />

Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla delegazione<br />

italiana guidata dal direttore generale della Promex<br />

(Azienda partecipata da Fiera di Roma), dall’Agenzia<br />

Sviluppo <strong>Lazio</strong> e da Unioncamere <strong>Lazio</strong>, che da oltre dieci<br />

anni tesse i rapporti commerciali tra le aziende laziali e<br />

la realtà russa.<br />

AGRICOLTURA, CRESCITA PERCENTUALE DEL +4,5%<br />

Giuseppe Politi, nonostante il dato<br />

tendenziale positivo del +4,5% sia<br />

positivo, “il calo del 3% del valore<br />

aggiunto in agricoltura, che si è<br />

verificato nel terzo trimestre del<br />

2008 rispetto al trimestre<br />

precedente, conferma le forti<br />

difficoltà del settore agricolo”.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

7


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

8<br />

news •<br />

NEWS<br />

REGIONE LAZIO, MARCHIO QUALITÀ<br />

La <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> sosterrà “Qualità lavoro”,<br />

il nuovo marchio etico-sociale per le<br />

aziende agricole biologiche. Presentato<br />

congiuntamente da Aiab (Associazione italiana<br />

per l’agricoltura biologica), Uila (Unione italiana<br />

lavoratori agroalimentari) e dalle Commissioni<br />

regionali <strong>Agricoltura</strong> e Lavoro, al marchio<br />

possono aderire le aziende agricole biologiche<br />

che si impegnino a garantire al consumatore sia<br />

la qualità del lavoro che a rispettare un apposito<br />

disciplinare che impone il rispetto del<br />

contratto nazionale dei lavoratori agricoli. “È<br />

stata una discussione utile su un tema di<br />

grande attualità - ha detto il presidente della<br />

A BIOLOGICO VIRTUOSO<br />

commissione <strong>Agricoltura</strong>, Mario Perilli –<br />

perché l’agricoltura biologica è un pezzo<br />

rilevante dell’agricoltura laziale. Assieme<br />

al presidente della Commissione Lavoro,<br />

Giuseppe Mariani – continua Perilli -<br />

informeremo il presidente Marrazzo e<br />

l’assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, per<br />

quanto riguarda la tutela e le garanzie per i<br />

lavoratori. Coinvolgeremo anche l’assessore<br />

all’agricoltura, Daniela Valentini, per costruire<br />

un apposito accordo con l’Aiab e l’Uila, al fine<br />

di dare questa ulteriore connotazione positiva<br />

alla nostra agricoltura.”


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

<strong>10</strong><br />

egione<br />

> di Daniele Camilli<br />

Dal Consiglio regionale<br />

due nuove nuove leggi per l’agricoltura l’agricoltura laziale laziale<br />

VALENTINI: “CON QUESTI PROVVEDIMENTI PORTIAMO A CONCLUSIONE IL NOSTRO IMPIANTO DI RIFORMA E SVILUPPO<br />

DELL’AGRICOLTURA LAZIALE”. PRESTO IN DISCUSSIONE ANCHE L’EMENDAMENTO PER L’ISTITUZIONE DEI PARCHI AGRICOLI.<br />

Gli obiettivi della Legge<br />

di contrattazione di filiera<br />

Promuovere la costituzione di<br />

organizzazioni di produttori per la<br />

commercializzazione dei prodotti.<br />

Promuovere accordi regionali di filiera,<br />

finalizzati all’integrazione dei soggetti<br />

economici coinvolti nella filiera ed alla<br />

valorizzazione dei prodotti agricoli ed<br />

agroalimentari.<br />

Coinvolgere tutti gli attori dei processi<br />

di produzione, trasformazione,<br />

commercializzazione e distribuzione,<br />

nonché i lavoratori e i consumatori.<br />

Favorire la formazione di filiere corte,<br />

incentivando la costituzione dei gruppi<br />

di offerta e di acquisto e la<br />

commercializzazione diretta.<br />

Mettere in moto l’economia locale,<br />

tutelare gli anelli deboli della filiera e<br />

sostenere la creazione di parchi<br />

agricoli. Sono questi gli obiettivi di tre nuove<br />

leggi sull’agricoltura. Tre leggi per mettere a<br />

sistema il settore agricolo del <strong>Lazio</strong>:<br />

Contrattazione di filiera, Farmer’s Market e<br />

Parchi Agricoli. Le prime due sono già state<br />

approvate dal Consiglio regionale. Con la<br />

prima, che prevede un finanziamento di<br />

600mila euro solo per il 2009, verranno<br />

promossi accordi regionali sui meccanismi di<br />

formazione dei prezzi in modo da stabilizzarli.<br />

“Una legge che farà del <strong>Lazio</strong> la regione delle<br />

eccellenze – ha dichiarato Daniela Valentini,<br />

assessore all’agricoltura della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> –<br />

con la contrattazione vogliamo intervenire in<br />

modo strutturale su tutto il sistema che porta i<br />

prodotti agricoli dalle campagne sulle tavole dei<br />

consumatori, tutelando gli anelli deboli della<br />

filiera: il produttore e il consumatore”.<br />

Con la normativa sui Farmer’s Market la


• Region<br />

<strong>Regione</strong> punta invece sulla<br />

filiera corta, favorendo<br />

freschezza, stagionalità e<br />

tipicità delle produzioni laziali,<br />

nonché una fidelizzazione tra<br />

cliente e produttore agricolo,<br />

entrambi avvantaggiati dalla<br />

vendita diretta. “una<br />

normativa – ha sottolineato la<br />

Valentini – che mette in moto<br />

un nuovo sistema di<br />

distribuzione con province e<br />

comuni chiamati a gestirne gli<br />

equilibri sul mercato in favore<br />

degli agricoltori”.<br />

Soddisfazione anche dal<br />

presidente della Commissione<br />

<strong>Agricoltura</strong>, Mario Perilli. “Un<br />

percorso condiviso all’interno<br />

della Commissione - ha detto<br />

Perilli - basti pensare che la<br />

proposta iniziale per la legge<br />

LE LEGGI ISTITUITE IN AGRICOLTURA<br />

DAL 2006 AD OGGI:<br />

• Legge sui distretti rurali ed agroalimentari di qualità<br />

• Norme in materia di agriturismo e turismo rurale<br />

• Legge in materia di organismi geneticamente modificati (Ogm)<br />

• Legge sulla pesca<br />

• Legge di contrattazione di filiera<br />

• Legge sui farmer’s market<br />

sui farmer’s market è stata<br />

avanzata dal consigliere<br />

d’opposizione Di<br />

Paoloantonio. Si tratta di un<br />

sistema che stiamo mettendo<br />

insieme e che potenzia la<br />

multifunzionalità della nostra<br />

agricoltura”.<br />

“L’introduzione dei Farmer’s<br />

market – ha aggiunto il<br />

consigliere regionale, Giuseppe<br />

Parroncini – rappresenta un<br />

encomiabile esempio di<br />

accorciamento della filiera che<br />

consentirà di imprimere<br />

vitalità al sistema, di incidere<br />

positivamente sulla<br />

formazione del prezzo e di<br />

garantire qualità dell’offerta ai<br />

consumatori”.<br />

Con la nuova legge verranno<br />

pertanto concessi contributi ai<br />

comuni e agli imprenditori<br />

agricoli, sia singoli che<br />

associati, per realizzare i<br />

mercati agricoli; mercati che<br />

dovranno vendere prodotti<br />

locali. Nei capoluoghi di<br />

provincia verrà inoltre<br />

sostenuta la realizzazione di<br />

mercati agricoli che vendono<br />

prodotti biologici, così come<br />

verranno concessi contributi ai<br />

comuni che utilizzano i<br />

prodotti ortofrutticoli dei<br />

mercati agricoli per le mense<br />

scolastiche.<br />

Per quanto riguarda i parchi<br />

agricoli sono state stanziate<br />

risorse pari a 500mila euro.<br />

Gli obiettivi che si intendono<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

11


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

12<br />

egione<br />

GLI OBIETTIVI DELLA LEGGE SUI FARMER’S MARKET<br />

Concessi contributi ai comuni e agli imprenditori<br />

agricoli, sia singoli che associati, per realizzare i<br />

mercati agricoli.<br />

I mercati agricoli devono vendere prodotti locali.<br />

Nei capoluoghi di provincia viene sostenuta anche la<br />

realizzazione di mercati agricoli che vendono prodotti<br />

biologici.<br />

Vengono concessi contributi anche ai comuni che<br />

utilizzano i prodotti ortofrutticoli dei mercati agricoli per<br />

le mense scolastiche.<br />

Verrà realizzato un apposito Logo per i mercati agricoli.<br />

raggiungere puntano a<br />

preservare e rafforzare le<br />

attività agricole, mediante la<br />

commercializzazione dei<br />

prodotti e la formazione di<br />

giovani; promuovere e<br />

sviluppare l’agricoltura<br />

biologica e biodinamica;<br />

valorizzare il patrimonio<br />

naturalistico e paesaggistico;<br />

diffondere i valori culturali dei<br />

sistemi rurali; riutilizzare<br />

l’architettura rurale;<br />

recuperare i beni di interesse<br />

archeologico e monumentale; e<br />

creare un sistema di fruizione<br />

rivolto a bambini, anziani e<br />

disabili mediante itinerari<br />

ciclo-pedonali o ippici e servizi<br />

ricettivi.<br />

Promuovendo le attività<br />

agricole in aree rurali non<br />

comprese tra quelle protette<br />

recuperiamo così beni di<br />

interesse archeologico,<br />

monumentale e paesaggistico e<br />

offriamo servizi nuovi alle<br />

città come gli agrinido, i day<br />

hospital per i malati di<br />

alzheimer, percorsi dei sapori e<br />

punti vendita del biologico e<br />

tipico. La scelta è quella di<br />

valorizzare queste aree,<br />

rendendole anche più fruibili<br />

al pubblico.


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

14<br />

egione<br />

NEL LAZIO VARATA<br />

LA LEGGE SULL’ ALTRA ECONOMIA<br />

L’Altra Economia è realtà<br />

nel <strong>Lazio</strong>. Da oggi gode<br />

di un riconoscimento<br />

legislativo. Per la prima volta<br />

in Italia ambiti come<br />

l’agricoltura biologica, la<br />

produzione di beni ecocompatibili,<br />

il commercio<br />

equo e solidale, il consumo<br />

critico, la finanza etica, il<br />

risparmio energetico e le<br />

energie rinnovabili, il riuso e<br />

riciclo dei materiali, i sistemi<br />

di scambio non monetario, il<br />

software libero, il turismo<br />

responsabile, sono<br />

riconosciuti e sostenuti<br />

normativamente, e nel loro<br />

insieme, da una<br />

Amministrazione pubblica. La<br />

Giunta regionale del <strong>Lazio</strong>,<br />

infatti, ha approvatato la<br />

delibera di Giunta, presentata<br />

dall’assessore al Bilancio,<br />

programmazione economicofinanziaria<br />

e partecipazione<br />

> di Marco Incagnola<br />

della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> Luigi<br />

Nieri, che prevede la<br />

valorizzazione di attività<br />

dell’Altra Economia, per<br />

mezzo di incentivi economici,<br />

la creazione di veri e propri<br />

centri dell’Altra Economia, la<br />

promozione di scambi di<br />

esperienze, di servizi e di beni,<br />

rispettando i criteri delle<br />

“filiere corte”, ossia le attività<br />

basate sul rapporto diretto tra<br />

produttore e consumatore. In


• Region<br />

particolare l’Altra Economia<br />

riguarda, dal lato dell’offerta,<br />

le imprese e le micro-imprese<br />

che inseriscono questi<br />

elementi quali requisiti<br />

qualificanti la loro<br />

operatività, regolarmente<br />

registrate con il loro numero<br />

di addetti e con regolari<br />

bilanci. Dal lato della<br />

domanda, invece, le varie<br />

forme di organizzazione del<br />

consumo critico, finalizzate<br />

all’acquisto collettivo di beni<br />

e servizi ‘altro-economici’ o<br />

all’informazione e alla tutela<br />

dei consumatori. Un caso<br />

noto è quello dei Gas, i<br />

gruppi di acquisto solidale.<br />

«Oggi più che mai è<br />

indispensabile ripensare a<br />

un’economia che valorizzi le<br />

relazioni prima che il profitto<br />

e che riconosca un’equa<br />

ripartizione delle risorse nel<br />

rispetto dell’ambiente<br />

naturale e nell’arricchimento<br />

di quello sociale – ha<br />

dichiarato l’assessore al<br />

Bilancio, programmazione<br />

economico-finanziaria e<br />

partecipazione della <strong>Regione</strong><br />

<strong>Lazio</strong> Luigi Nieri». Solo a<br />

Roma sono 40 le associazioni<br />

e le cooperative che fanno<br />

parte del Tavolo dell’ Altra<br />

Economia. Una realtà che nel<br />

<strong>Lazio</strong>, ad oggi, supera le 2000<br />

unità tra imprese e realtà<br />

associative e cooperative.<br />

Secondo Andrea Ferrante,<br />

presidente nazionale Aiab,<br />

«con questa Legge regionale si<br />

riconosce che c’è un altro<br />

modo di fare economia che ha<br />

una sua valenza in termini<br />

economici - Un settore che,<br />

oltretutto, fornisce<br />

un’occupazione più stabile,<br />

perché più legata al<br />

territorio». In questo modo la<br />

<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> concede dignità<br />

istituzionale a questi temi<br />

stabilendo, con norma,<br />

principi e ambiti di<br />

applicazione. Tutte la attività<br />

normate dalla questa proposta<br />

diverranno attività prioritarie<br />

nei bandi ordinari di<br />

finanziamenti ed agevolazioni<br />

che la <strong>Regione</strong>, in base a fondi<br />

europei e governativi,<br />

normalmente emana.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

15


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

16<br />

egione<br />

> di Dario Borlandelli<br />

SICUREZZA: LA REGIONE FINANZIA<br />

IL VIGILE DI QUARTIERE<br />

OLTRE UN MILIONE<br />

DI EURO PER I<br />

VIGILI DEL LAZIO<br />

Sono stati finanziati dall’Assessorato<br />

agli Affari Istituzionali, Enti Locali e<br />

Sicurezza della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, i<br />

progetti presentati dai Comuni con territorio<br />

articolato in circoscrizioni, per rendere<br />

operativi i vigili di prossimità.<br />

I Comuni che hanno presentato un progetto e<br />

che hanno ottenuto il finanziamento sono sei:<br />

Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Albano e<br />

Guidonia Montecelio.<br />

Il contributo erogato della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> sarà di<br />

1.300.000, di cui 1 milione in favore del Comune<br />

di Roma, che potrà<br />

dispiegare nella Capitale<br />

ben <strong>10</strong>0 unità operative.<br />

Nella città di Roma i vigili<br />

di prossimità, secondo le<br />

indicazioni del progetto<br />

comunale, saranno<br />

operativi in 12 Municipi,<br />

con particolare riguardo<br />

per le aree periferiche come<br />

Lunghezza, Settecamini,<br />

Tor Tre Teste e Settebagni.<br />

Ma anche Morena,<br />

Spinaceto, Castel di Leva,<br />

Ostia Antica, Casalotti,<br />

Ottavia, Labaro e<br />

Massimina.<br />

“Con il vigile di prossimità<br />

– ha dichiarato l’Assessore<br />

regionale alla Sicurezza,<br />

Daniele Fichera – mettiamo<br />

le Amministrazioni<br />

Comunali in condizione di<br />

garantire un importante<br />

presidio fondato sulla specifica conoscenza del<br />

territorio e sulla riconoscibilità degli operatori.<br />

I vigili avranno il compito di intervenire su 3 aree:<br />

livello della qualità urbana, mobilità e sicurezza,<br />

allarme sociale e convivenza civile. Gi interventi<br />

saranno orientati al contrasto di quei fenomeni di<br />

criminalità maggiormente avvertiti dai cittadini<br />

come gli atti di teppismo e di vandalismo, il racket<br />

dell’abusivismo commerciale e dell’accattonaggio<br />

La loro azione, inoltre, incrementerà la qualità del<br />

controllo sul territorio e migliorerà la vivibilità<br />

attraverso l’ascolto delle problematiche dei<br />

cittadini e degli operatori commerciali.<br />

Contrasto dell’illegalità dunque, ma anche<br />

prevenzione, con la vigilanza degli istituti<br />

scolastici, degli spazi<br />

pubblici come parchi o<br />

aree vedi, e tutela della<br />

pacifica convivenza civile<br />

con segnalazioni di<br />

particolari situazioni di<br />

disagio sociale.<br />

“I progetti – ha spiegato<br />

l’Assessore Fichera -<br />

prevedono anche il<br />

finanziamento di specifiche<br />

attività formative per tutto<br />

il personale coinvolto nello<br />

svolgimento del servizio.<br />

Negli altri 5 Comuni<br />

vincitori del bando, la<br />

<strong>Regione</strong> finanzierà, con<br />

300.000, l’attivazione di 30<br />

vigili di prossimità: 8 unità<br />

nel Comune di Frosinone, 8<br />

nel Comune di Latina, 8 nel<br />

Comune di Rieti, 3 ad<br />

Albano e 3 a Guidonia<br />

Montecelio.


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

18<br />

egione<br />

> di Daniele Camilli<br />

UN FONDO DI GARANZIA<br />

PER GLI AGRICOLTORI LAZIALI<br />

Oltre quattro milioni di euro per permettere agli imprenditori agricoli di<br />

affrontare mutui e prestiti in modo sereno e garantito.<br />

Un Fondo di Garanzia<br />

di 4 milioni e mezzo di<br />

euro per dare agli<br />

agricoltori la certezza di<br />

realizzare tutti gli investimenti<br />

previsti dai progetti presentati<br />

con il Programma di Sviluppo<br />

Rurale. È questo l’accordo<br />

raggiunto con le banche dalla<br />

<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> per permettere<br />

alle aziende agricole di<br />

affrontare mutui e altre forme<br />

di prestito in modo sereno e<br />

garantito.<br />

“Con l’accordo si punta non<br />

solo a dare dei finanziamenti,<br />

ma anche ad aiutare gli<br />

agricoltori a portare avanti e a<br />

rendere solidi i loro progetti di<br />

sviluppo e, in un periodo di<br />

crisi economica, creare un<br />

volano occupazionale basato<br />

sulla sicurezza dei posti di<br />

lavoro.<br />

Grazie all’accordo gli<br />

agricoltori che vedranno i loro<br />

progetti approvati nell’ambito<br />

del PSR potranno dunque<br />

beneficiare del cofinanziamento<br />

previsto (40-45%) e chiedere<br />

alle banche un mutuo o un<br />

prestito garantiti per coprire il<br />

resto dell’investimento.<br />

Le domande presentate finora<br />

per il PSR sono state oltre 5<br />

mila. Di cui più di 600 per la


• Region<br />

LE DOMANDE PRESENTATE DAGLI AGRICOLTORI PER IL NUOVO PSR<br />

ASSE I – INVESTIMENTI E PROGETTAZIONE INTEGRATA DI FILIERA: Totale – 2.690<br />

Queste domande riguardano gli investimenti nelle aziende agricole, l’insediamento di giovani agricoltori, i prepensionamenti, gli<br />

investimenti agroindustriali, la multifunzionalità, la qualità, la formazione e l’assistenza tecnica così suddivise per province:<br />

• Frosinone – 882<br />

• Latina – 526<br />

• Rieti – 243<br />

• Roma – 379<br />

• Viterbo – 660<br />

ASSE II – AGROAMBIENTE<br />

Per gli interventi agroambientali (comportamenti virtuosi degli agricoltori, qualità dei terreni) sono state presentate 3.138 domande, di<br />

cui oltre 1.400 nel biologico<br />

• Frosinone – 157<br />

• Latina – 226<br />

• Rieti – 921<br />

• Roma – 544<br />

• Viterbo – 1.290<br />

nascita di nuove imprese guidate da giovani,<br />

1.400 per il biologico e 166 per la Progettazione<br />

Integrata di Filiera (PIF), ossia tutti quegli<br />

interventi capaci di coinvolgere gli operatori dei<br />

comparti agricoli, agroalimentare e dei servizi<br />

attraverso una strategia di sviluppo comune.<br />

Duemilaseicentonovanta domande riguardano gli<br />

investimenti nelle aziende agricole,<br />

l’insediamento di giovani agricoltori, i<br />

prepensionamenti, gli investimenti<br />

agroindustriali, la multifunzionalità, la qualità, la<br />

formazione e l’assistenza tecnica, mentre 3.138 si<br />

concentrano sulle misure agroambientali e 150<br />

sugli agriturismo.<br />

Le province che hanno presentato il maggior<br />

numero di richieste di finanziamento sono quelle<br />

di Viterbo (1.950) e Rieti (1.164). Seguono<br />

Frosinone (<strong>10</strong>39), Roma (923) e Latina (752).<br />

Una realtà che interviene su un settore agricolo<br />

con una superficie di 730 mila ettari (l’80% di<br />

quella regionale) e oltre <strong>10</strong>0 mila aziende che<br />

solo nel 2008 sono cresciute di 1200 unità, molte<br />

delle quali gestite da giovani e donne sotto i 35<br />

anni. Un’agricoltura che contribuisce per il 12%<br />

al PIL regionale e per la quale il Programma di<br />

Sviluppo Rurale (PSR) ha avviato un<br />

investimento che si aggira attorno al miliardo e<br />

mezzo di euro in sette anni. In questi anni sono<br />

infine aumentate anche le società agricole di<br />

capitali e di persone. Le prime sono passate da<br />

624 a 649. Le seconde da 1.694 a 1.729. Sono<br />

invece diminuite le ditte individuali (da 55.269 a<br />

50.945). Ciò significa che si assiste a una<br />

riorganizzazione del sistema delle aziende e del<br />

modo di fare impresa che diventa sempre più<br />

moderno e competitivo.<br />

La <strong>Regione</strong> sta infine lavorando ad una nuova<br />

Legge sul Credito agrario per dare alle aziende<br />

agricole la possibilità di far fronte sia alle spese<br />

di lavorazione sia alle esigenze del mercato. A tal<br />

proposito saranno previsti interventi di garanzia<br />

da parte di Unionfidi e dei Confidi.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

19


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

20<br />

rsial • A<br />

> pagine a cura di Valentina Conti<br />

VENDEMMIA NEL LAZIO:<br />

MENO UVA MA VINO DI OTTIMA QUALITÀ<br />

Meno uva, ma vino di miglior qualità. Questo il trend della vendemmia 2008<br />

nel <strong>Lazio</strong>, secondo l’associazione Assoenologi che ha elaborato i dati sulla<br />

raccolta dell’uva nei vigneti dell’intero territorio regionale. Dall’indagine<br />

emerge un calo del 20% della quantità di uva raccolta rispetto all’anno precedente, per una<br />

produzione complessiva inferiore a 1.500.000 ettolitri. Una produzione, però, di qualità.<br />

Anzi, con tendenze all’ottimo, come conferma a Labitalia il Commissario straordinario Arsial,<br />

Massimo Pallottini: “Quest’anno - ha dichiarato - abbiamo una buona qualità, con una<br />

riduzione della quantità, circa il 20% in meno del 20<strong>07</strong>. Quello sulla qualità è un dato<br />

incoraggiante ed è un trend in corso da diversi anni, anche se naturalmente i conti si fanno<br />

alla fine, a prodotto finito. I tecnici e gli enologi comunque - ha aggiunto Pallottini – ci<br />

confermano che questa è un’annata di buona qualità, con punte di ottimo”.<br />

I GRANAI CONQUISTATI DAI PREZIOSI REGALI DEL LAZIO<br />

Un viaggio nell’enogastronomia del <strong>Lazio</strong>, con<br />

particolare attenzione ai prodotti che hanno<br />

ricevuto i riconoscimenti DOP, IGP e ai 350<br />

prodotti tradizionali censiti nel <strong>Lazio</strong>, oltre che ai vini<br />

DOCG, DOC e IGT. Stiamo parlando de “I Preziosi<br />

regali del <strong>Lazio</strong>”, l’iniziativa svoltasi presso la<br />

Galleria del Centro Commerciale I Granai di Nerva<br />

della Capitale che, nei giorni precedenti le festività<br />

natalizie, ha dato la possibilità ad appassionati di<br />

enogastronomia e semplici curiosi di degustare e<br />

acquistare le eccellenze agricole ed agroalimentari<br />

della regione. Un progetto che rientra nella politica<br />

dell’Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> e<br />

di Arsial, volto ad incentivare la vendita dei prodotti<br />

tipici regionali presso il mercato romano.“Un modo<br />

per promuovere le nostre eccellenze e permettere al<br />

consumatore di mangiar bene conoscendo i prodotti<br />

della terra” ha commentato l’Assessore regionale<br />

all’<strong>Agricoltura</strong>, Daniela Valentini, ricordando come<br />

“iniziative del genere permettano di conciliare le<br />

esigenze del produttore con quelle del consumatore,<br />

in modo da rappresentare anche un’idea regalo<br />

originale e di qualità”. All’interno di appositi spazi<br />

allestiti per l’occasione, infatti, i prodotti tipici<br />

regionali sono stati confezionati in maniera originale,<br />

tale da poter diventare un’idea regalo particolarissima<br />

e di qualità. “Con questa iniziativa – ha evidenziato il<br />

Commissario straordinario Arsial, Massimo Pallottini<br />

– intendiamo incentivare il rapporto tra la città di<br />

Roma e le identità rurali della nostra regione, tra i<br />

consumatori romani e i prodotti laziali di qualità”.


sial • A<br />

FRANTOI APERTI NEL LAZIO PER LA<br />

FRANTOI APERTI NEL LAZIO PER LA<br />

PROMOZIONE DELL’ORO VERDE<br />

Promuovere l’olio di<br />

eccellenza della regione<br />

sia presso gli operatori<br />

di settore che verso i<br />

consumatori, sempre più<br />

attenti alla qualità dei prodotti<br />

e, soprattutto, ai principi di<br />

un’alimentazione consapevole<br />

ed equilibrata, con particolare<br />

riguardo alla provenienza e<br />

alla salubrità delle produzioni.<br />

Con queste finalità, ARSIAL –<br />

Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong><br />

della <strong>Regione</strong>, in<br />

collaborazione con<br />

l’Associazione Nazionale Città<br />

dell’Olio, ha partecipato alla<br />

quinta edizione di ‘Frantoi<br />

Aperti del <strong>Lazio</strong>’. Una<br />

straordinaria opportunità di<br />

promozione per l’olio regionale<br />

delle aziende laziali che hanno<br />

preso parte ad un’edizione<br />

della manifestazione rinnovata<br />

e perfezionata nella tipologia e<br />

nella concretezza delle diverse<br />

iniziative. “Il nostro impegno<br />

sul comparto – ha commentato<br />

Fabio Massimo Pallottini,<br />

Commissario straordinario<br />

dell’Agenzia - si basa su azioni<br />

in grado di valorizzare<br />

l’identità dei territori, che<br />

conferiscono valore aggiunto al<br />

prodotto. L’obiettivo<br />

del nostro lavoro è<br />

quello di riuscire a<br />

consolidare un<br />

percorso di<br />

commercializzazione e<br />

di garanzia qualitativa<br />

delle produzioni<br />

oleiche certificate”.<br />

<strong>10</strong>0 i frantoi che<br />

hanno offerto al<br />

pubblico, nelle<br />

giornate di apertura,<br />

momenti di<br />

animazione di varia natura, ma<br />

soprattutto sono stati in grado<br />

di far degustare piatti tipici. Un<br />

fitto programma di animazione<br />

territoriale ha visto, inoltre,<br />

protagoniste le province di<br />

Rieti e Viterbo, quelle che, tra<br />

l’altro, hanno avuto maggiore<br />

numero di visite, acquisti e<br />

degustazioni nei frantoi,<br />

nonostante il tempo<br />

inclemente. Altre attività di<br />

animazione parallele sono state<br />

organizzate dai comuni<br />

olivetati del <strong>Lazio</strong> aderenti<br />

all’iniziativa. Come quelle<br />

realizzate dai Comuni aderenti<br />

all’Associazione Città<br />

dell’Olio, in sinergia con la<br />

manifestazione ‘Pane e Olio in<br />

Frantoio’, la giornata<br />

nazionale dei pani e degli oli<br />

tipici, e con l’iniziativa<br />

Unaprol, ‘Olio d’Autore’.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

21


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

22<br />

onsum<br />

> di Alessandra De Luca<br />

Èiniziata la<br />

commercializzazione di<br />

Colossella. Da lunedì 15<br />

dicembre nei primi 58<br />

supermercati di Roma e<br />

provincia è possibile acquistare<br />

la mozzarella di latte di bufala<br />

del <strong>Lazio</strong> con il marchio di<br />

Colossella<br />

va in città<br />

qualità Colossella. A<br />

lanciare per primi la<br />

commercializzazione<br />

delle mozzarelle made in <strong>Lazio</strong><br />

sono i punti vendita Pim e Sir<br />

della catena Gros e i Sidis e Ser<br />

Franco del Gruppo Mercurio.<br />

La vendita riguarda, per questo<br />

primo periodo, la sola<br />

mozzarella di latte di bufala, ma<br />

è prevista per i prossimi mesi la<br />

distribuzione di altri trasformati<br />

derivati, anche da latte bovino.<br />

A partire dal mese di marzo<br />

saranno in vendita i formaggi<br />

trasformati da latte ovino e<br />

caprino, tutti col marchio<br />

Colossella.<br />

Un risultato davvero esaltante<br />

per la <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>,<br />

raggiunto in tempi molto<br />

rapidi (in soli 8 mesi) grazie al<br />

grande lavoro di concertazione<br />

allevatori, produttori,<br />

distributori commerciali e<br />

istituzioni locali e regionali.<br />

DAL 15 DICEMBRE IN PIÙ DI 50 SUPERMERCATI DI ROMA E DELLA<br />

PROVINCIA SONO IN VENDITA LE MOZZARELLE DI LATTE DI BUFALA<br />

DEL LAZIO CERTIFICATE COLOSSELLA. PRESTO IN VENDITA<br />

ANCHE GLI ALTRI PRODOTTI TRASFORMATI.<br />

Un’iniziativa che è riuscita a<br />

trasformare una grave crisi di<br />

mercato del comparto in una<br />

opportunità di crescita. A<br />

sottolineare la soddisfazione per<br />

il felice epilogo della vicenda è il<br />

presidente del <strong>Lazio</strong>, Piero<br />

Marrazzo, che nel giorno del<br />

lancio delle vendite delle<br />

mozzarelle Colossella ha<br />

dichiarato come “questo<br />

marchio di qualità contribuisce<br />

a riabilitare l’immagine del<br />

<strong>Lazio</strong> come terra di cultura,<br />

tradizione ed eccellenza. Tutto


tori • Co<br />

questo grazie alla nostra grande capacità di fare<br />

squadra nei momenti difficili”.<br />

Il percorso del marchio Colossella è nato<br />

nell’aprile scorso in seguito all’esplosione del<br />

caso di presenza di diossina nella mozzarella di<br />

bufala prodotta nel casentino, uno scandalo<br />

che fece crollare immediatamente le vendite<br />

delle mozzarelle prodotte nel <strong>Lazio</strong>,<br />

paralizzando in pochi giorni tutte le attività<br />

produttive legate al settore.<br />

Il marchio di qualità, benché realizzato in stretto<br />

giro di pochi mesi, ha previsto una fase molto<br />

articolata e complessa per la realizzazione di un<br />

Consorzio di produttori e di un disciplinare per il<br />

rilascio della certificazione di qualità.<br />

Il Consorzio oggi racchiude oltre <strong>10</strong>0 allevatori e<br />

15 caseifici, coinvolge 37 comuni delle province di<br />

Roma, Latina e Frosinone, e garantisce una<br />

produzione di 400 quintali di latte al giorno, pari<br />

a <strong>10</strong>0 quintali di mozzarelle di bufala.<br />

Il disciplinare per il rilascio della certificazione si<br />

basa su tre aspetti fondamentali: il controllo di<br />

origine della filiera (allevamenti, caseifici e<br />

aziende agricole devono operare nell’ambito<br />

territoriale), la qualità del latte (corretti indici di<br />

grasso, proteine e attitudine casearia), e la<br />

garanzia di eticità riferita in particolar modo al<br />

benessere degli animali.<br />

Non nasconde la sua soddisfazione anche<br />

l’assessore all’agricoltura Daniela Valentini per<br />

aver saputo dare “risposte concrete sia agli<br />

allevatori del <strong>Lazio</strong>, vittime innocenti di una<br />

crisi proveniente da altri territori, sia ai<br />

consumatori, sempre più esigenti di qualità e<br />

sicurezza alimentare”.<br />

“Il nostro obiettivo è fare in modo che l’intera<br />

filiera del latte, dalla produzione alla<br />

trasformazione fino alla commercializzazione, si<br />

concentri tutta nel territorio del <strong>Lazio</strong>” ha<br />

annunciato il presidente del Consorzio Colossella,<br />

Salvatore Rinna. Un obiettivo molto ambizioso,<br />

visto che oggi il 90% del latte munto dalle circa<br />

20mila bufale ciociare e pontine è venduto e<br />

trasformato nel territorio di Caserta, mentre<br />

soltanto il <strong>10</strong>% dell’intera produzione di<br />

mozzarella di bufala si realizza nei caseifici di<br />

Frosinone e Latina.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

23


Il Prof.<br />

PIETRO A. MIGLIACCIO<br />

si è laureato a<br />

Roma in medicina<br />

e chirurgia.<br />

È Libero Docente<br />

in Scienzadell’Alimentazione<br />

e specialista<br />

in Gastroenterologia;<br />

è anche esperto in Auxologia.<br />

Per oltre 25 anni è stato ricercatore<br />

dell’Istituto Nazionale della Nutrizione,<br />

con il quale continua a collaborare per le<br />

attività di Educazione Alimentare e di ricerca.<br />

Svolge, attività didattica presso<br />

l’Università La Sapienza di Roma ed è<br />

spesso invitato da altre Università per<br />

conferenze e seminari. È autore di numerose<br />

pubblicazioni scientifiche in ambito<br />

biochimico e nutrizionale e collabora attivamente<br />

con la stampa e con numerose<br />

testate radiotelevisive per la divulgazione<br />

di temi riguardanti gli alimenti, la<br />

nutrizione e la salute. È spesso relatore<br />

in congressi e convegni scientifici e continua<br />

a pubblicare su prestigiose riviste<br />

italiane e straniere.<br />

1) Immancabile ingrediente dei cenoni<br />

natalizi è la frutta secca, solitamente<br />

citata per l’eccesso di calorie ed i<br />

conseguenti problemi per la linea.<br />

Ma quali sono, invece, le virtù di noci,<br />

mandorle, nocciole e fichi secchi?<br />

Quanto questi alimenti possono<br />

contribuire a variare la dieta di adulti<br />

e piccini senza appesantirla?<br />

Nel parlare di frutta secca ci si riferisce<br />

normalmente a tutte le varietà; in realtà si<br />

distingue quella a guscio (noci, nocciole,<br />

Una corretta alimentazione?<br />

Chiediamolo all’esperto<br />

LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIÙ RICORRENTI DEI NOSTRI<br />

LETTORI A CURA DEL PROF. PIETRO A. MIGLIACCIO, CON<br />

LA COLLABORAZIONE DELLE DOTT.SSE IN DIETISTICA<br />

SILVANA NASCIMBEN E SARA QUADRINI.<br />

mandorle, pinoli, arachidi, pistacchi) e<br />

quella polposa disidratata (fichi, prugne,<br />

albicocche, uva passa, datteri). Tutta la<br />

frutta secca è ricca di fibra, importante per<br />

la regolarizzazione della funzionalità<br />

intestinale, e povera di acqua. In particolare<br />

presenta un elevato contenuto in grassi che<br />

trovandosi sottoforma di acidi grassi insaturi<br />

e polinsaturi contribuiscono ad abbassare i<br />

livelli di colesterolo nel sangue ed a ridurre<br />

il rischio di malattie cardiovascolari. Sono<br />

inoltre frutti privi di colesterolo. In un<br />

regime di dieta vegetariano possono essere<br />

alimenti importanti per coprire il fabbisogno<br />

di proteine che, pur non essendo nobili<br />

come quelle della carne e del pesce, sono<br />

pari a 12-13 g ogni <strong>10</strong>0 g. Sono frutti ricchi<br />

di vitamine del gruppo B ed E (di cui sono<br />

note le proprietà antiossidanti) che però si<br />

denaturano con i processi di tostatura e per<br />

questo è preferibile consumarli non tostati.<br />

Rilevante è inoltre la presenza di sali<br />

minerali come potassio, rame, fosforo, ferro<br />

e calcio.<br />

La frutta secca però non può essere<br />

consumata da tutti: per esempio chi soffre<br />

di problemi renali, chi segue regimi dietetici<br />

ipocalorici ed i diabetici devono evitarla, o<br />

consumarla in modesta quantità, per l’alto<br />

contenuto di zuccheri. E’ molto saporita e<br />

gustosa ma può risultare di difficile<br />

digestione e pertanto non è sempre<br />

consigliata a chi soffre di disturbi gastrointestinali<br />

(es. colite cronica) e ai bambini<br />

prima dei 2-3 anni. Ricordiamo per curiosità<br />

che una noce fornisce 35 kcal, <strong>10</strong> noci<br />

corrispondono a <strong>10</strong>0 g di pasta scondita,<br />

quindi è bene sgranocchiare con parsimonia<br />

la frutta secca soprattutto dopo i pasti per il<br />

surplus di calorie che forniscono.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

25


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

26<br />

2) Quanto il freddo di questo periodo<br />

può danneggiare realmente la nostra<br />

pelle e i capelli? Come possiamo<br />

proteggerli?<br />

Il benessere dei capelli e della pelle è<br />

spesso influenzata da molteplici fattori quali<br />

sicuramente il clima, il vento e lo smog. È<br />

perciò necessario fornire con l’alimentazione<br />

tutti i principi nutritivi necessari al<br />

mantenimento della loro salute. Sarà<br />

necessario fare il pieno di vitamine e sali<br />

minerali mangiando molta frutta e verdura<br />

così da aumentare gli antiossidanti utili a<br />

contrastare la formazione dei radicali liberi<br />

che sono i responsabili della degenerazione<br />

cellulare e quindi dell’invecchiamento della<br />

pelle e della secchezza del capello. Non<br />

devono mai mancare nei pasti principali le<br />

proteine introdotte con carne, pesce, uova,<br />

formaggi e legumi e i carboidrati che<br />

rappresentano “l’energia pulita” e pertanto<br />

meno inquinante per le esigenze energetiche<br />

delle cellule umane. È necessario inoltre<br />

limitare l’uso dei grassi preferendo come<br />

condimento l’olio extravergine di oliva.


3) Nei mesi di invernali, molti hanno<br />

ripreso la sana abitudine di praticare<br />

attività sportiva durante l’anno. Chi<br />

pratica una costante attività motoria e<br />

vuole perdere i grassi in eccesso deve<br />

ridurre i carboidrati o mantenere<br />

sempre la proporzione 60-20-20?<br />

Tutte le persone che praticano sport a livello<br />

amatoriale ed agonistico, chi più chi meno,<br />

hanno delle convinzioni e/o delle ritualità<br />

alimentari. Già nell’antichità erano presenti<br />

vere e proprie leggende sul contributo che<br />

l’alimentazione avrebbe potuto dare per una<br />

maggiore efficienza fisica nelle competizioni<br />

sportive. Gli atleti delle prime olimpiadi si<br />

sottoponevano a diete prevalentemente, ma<br />

non esclusivamente, vegetariane utilizzando<br />

cereali, fichi secchi, miele, frutta cotta,<br />

formaggio. Ippocrate di Cos (V – IV sec. a. C.)<br />

dedicò studi particolari alle carni distribuendo<br />

consigli che oggi ci appaiono quantomeno<br />

singolari: per i saltatori era ritenuto opportuno<br />

il consumo di carne di capra, per chi<br />

praticava la corsa carne di toro, per i lottatori<br />

ed i gladiatori carne di<br />

maiale; il vino era proibito.<br />

Galeno (II sec. d.C.)<br />

consigliava di bere poco e<br />

mangiare poca carne in<br />

allenamento, Senofonte<br />

invece di non abbondare in<br />

pane e farinacei perché<br />

appesantivano, Filostrato<br />

era invece per l’uso dei<br />

dolci prima delle gare. E<br />

troviamo poi una serie di<br />

schemi dietetici per gli<br />

atleti alcuni dei quali<br />

veramente strani. Con<br />

queste premesse non ci<br />

dobbiamo meravigliare se<br />

nei decenni passati,<br />

importata dagli Stati Uniti,<br />

c’era per gli atleti la moda<br />

della carne e verdura.<br />

Oggi sappiamo invece che<br />

l’alimentazione dell’atleta,<br />

anche dei professionisti ad<br />

altissimo livello, poco si<br />

discosta da quelli che sono<br />

i canoni della corretta alimentazione<br />

consigliata per tutta la popolazione. Una<br />

dieta equilibrata deve contenere, nel giusto<br />

rapporto, i nutrienti energetici ossia i<br />

carboidrati, le proteine e i grassi. 1 g di<br />

carboidrati fornisce 3,75 kcal, 1g di proteine<br />

4 kcal e 1 g di grassi 9 kcal. Anche le<br />

bevande alcoliche apportano energia nella<br />

quantità di 7 kcal per g di alcool. Vitamine,<br />

sali minerali ed acqua non apportano<br />

energia ma sono indispensabili<br />

all’organismo. L’equilibrio tra i vari nutrienti<br />

energetici deve essere tale che il 55-60%<br />

del totale delle calorie giornaliere provenga<br />

dai glucidi, il 12-15% dalle proteine e meno<br />

del 30% dai lipidi. Una dieta equilibrata, se<br />

variata nei suoi componenti, apporta anche<br />

la giusta quantità di tutti gli altri nutrienti<br />

(vitamine e sali minerali) ed è pertanto<br />

consigliabile a chi pratica attività sportiva.<br />

Ricordiamo tuttavia che il pranzo o la cena<br />

devono essere consumati almeno tre ore<br />

prima dell’evento sportivo, in quanto sia la<br />

digestione che lo sforzo muscolare<br />

richiedono un notevole afflusso di sangue<br />

all’apparato digerente. È dunque importante<br />

rispettare la legge delle tre ore per evitare<br />

una scarsa irrorazione della muscolatura e<br />

quindi una sua minore efficienza oltre ad<br />

una lenta e difficile digestione.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

27


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

28<br />

erritorio<br />

NEL LAZIO OLTRE 52 MILIONI DI<br />

EURO DI DANNI ALL’AGRICOLTURA<br />

Ammontano a 52 milioni di euro attualmente<br />

i danni all’agricoltura causati dal maltempo<br />

delle ultime settimane nel <strong>Lazio</strong>. È questa la<br />

stima emersa da un primo tavolo tecnico<br />

convocato in regione dall’assessore all’<strong>Agricoltura</strong><br />

Daniela Valentini in seguito all’alluvione che ha<br />

colpito il <strong>Lazio</strong> nel mese di dicembre. ‘’Cifra<br />

approssimativa - ha precisato la Valentini - anche<br />

perché non disponiamo ancora dei dati relativi ai<br />

settori della zootecnia, della pesca e, non ultima<br />

della mancata raccolta delle olive’’. Da una prima<br />

ricognizione, sembra la provincia di Roma quella<br />

S i<br />

è conclusa lo scorso 14 dicembre la<br />

deroga per la caccia dello storno,<br />

inserito per la prima volta nell’elenco<br />

delle specie cacciabili con apposita<br />

autorizzazione concessa dalla <strong>Regione</strong> per la<br />

stagione venatoria in corso.<br />

A partire da questa data in tutto il territorio del<br />

<strong>Lazio</strong> è scattato il divieto di sparare a questo<br />

volatile, la cui massiccia presenza nei grandi<br />

centri urbani e negli uliveti scatena da tempo<br />

polemiche tra mondo venatorio ed associazioni<br />

ambientaliste. Motivo del contendere l’opportunità<br />

di contenere il proliferare degli storni, ritenuti<br />

dannosi per l’agricoltura, in particolare per il<br />

settore dell’olivicoltura, attraverso la caccia.<br />

La stagione venatoria del <strong>Lazio</strong>, relativa alle altre<br />

specie, andrà comunque regolarmente avanti e si<br />

concluderà il prossimo 31 gennaio.<br />

più colpita, almeno per quanto riguarda i danni ai<br />

terreni (oltre 5 mila ettari), seguita da quella di<br />

Viterbo, con 3.300 ettari di terreni da semina<br />

sommersi, da Frosinone con 2.500 ettari e Latina<br />

con oltre 1.500 ettari. Meno problematica la<br />

situazione nella provincia di Rieti, dove i danni<br />

maggiori sembrano essere al momento quelli<br />

relativi al mais da granella. Dei 52 milioni totali, 6<br />

sono destinati al ripristino dei 2mila chilometri di<br />

strade rurali danneggiate e 46 milioni ai terreni da<br />

semina e da coltura allagati. “Entro i prossimi tre<br />

mesi – annuncia l’assessore regionale<br />

all’agricoltura - avvieremo un tavolo tecnico per<br />

realizzare una completa mappatura e intervenire<br />

preventivamente in quelle zone dove i danni<br />

presentano particolari punti di criticità’’. Criticità<br />

che, con una corretta gestione e manutenzione del<br />

territorio, potrebbero essere risolte, evitando in tal<br />

modo nuove situazioni di emergenza a vantaggio<br />

della cittadinanza e delle imprese del territorio.<br />

È TERMINATA IL 14 DICEMBRE LA DEROGA PER LA CACCIA ALLO STORNO


• Territo<br />

Il progetto<br />

Istituito a Latina lo sportello “Filiera Corta<br />

Pontina”, promosso dalla Amministrazione<br />

Provinciale e dall’associazione Panacea, un<br />

importante strumento per la valorizzazione dei<br />

prodotti del territorio.<br />

Alla base della filiera corta c’è l’esigenza di creare<br />

nuove forme d’acquisto, di incontro e<br />

cooperazione, basate sul rapporto diretto fra chi<br />

produce e chi consuma. Rapporto che permette di<br />

ottenere una qualità superiore, a un prezzo finale<br />

trasparente e più economico per chi acquista.<br />

Lo scopo della Provincia e dell’Associazione<br />

Panacea è diffondere su tutto il territorio una<br />

sana cultura verso un nuovo metodo di<br />

commercio: quello fatto attraverso i Gruppi<br />

d’acquisto Solidali (Gas). I gruppi sono costituiti<br />

da persone che si coordinano per acquistare<br />

prodotti di provenienza locale bypassando le<br />

(Maggiori informazioni al sito www.filieracorta.info)<br />

“Filiera Corta Pontina”<br />

casse della grande distribuzione, riducendo così il<br />

prezzo al dettaglio. Si attiva così la filiera corta.<br />

Le motivazioni che spingono a creare i gruppi<br />

d’acquisto sono duplici e riguardano da un lato<br />

l’etica e dall’altra il risvolto economico. La scelta<br />

dettata da motivi etici prevede una preferenza<br />

d’acquisto verso quei produttori che sposano il<br />

principio del rispetto della natura e dell’uomo.<br />

Acquistando direttamente dal produttore si<br />

risparmia sui prezzi delle merci. Si acquistano,<br />

così, “prodotti a km 0”, incentivando anche il<br />

commercio di prodotti locali e non importati.<br />

Con la filiera corta e attraverso i gruppi di<br />

acquisto solidali, il cittadino può avvicinarsi al<br />

prodotto di qualità senza essere condizionato<br />

dall’eccessiva spesa. Sempre secondo uno studio<br />

della Coldiretti acquistando prodotti locali o di<br />

stagione nelle 50.000 aziende agricole italiane si<br />

possono risparmiare oltre <strong>10</strong>0 euro al mese. Ma<br />

un altro importante vantaggio prodotto dal<br />

commercio solidale è il maggior rispetto e tutela<br />

per l’ambiente circostante. Comprando<br />

direttamente dal produttore si evita<br />

l’inquinamento perché viene limitato l’utilizzo di<br />

mezzi di trasporto su gomma e anche meno<br />

imballaggi. Riscoperta dei prodotti del territorio,<br />

zero impatto ambientale, tutela delle nostre<br />

tasche? Si può fare.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

29


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

30<br />

erritorio<br />

> di Alessandra De Luca<br />

I CAVALLI DEL LAZIO<br />

tra storia e natura<br />

C’È TUTTA LA STORIA DELL’UMANITÀ E DELLA NATURA NELLA BELLEZZA<br />

DELLE RAZZE EQUINE DEL LAZIO.<br />

Il <strong>Lazio</strong> è la più antica terra<br />

di cavalli italiana. I cavalli<br />

hanno attraversato questi<br />

territori portando cultura,<br />

tradizioni e lavoro e<br />

instaurando un legame antico<br />

e profondo con l’uomo. Un<br />

legame che ha una storia lunga<br />

5000 anni.<br />

Fondamentali nel lavoro<br />

agricolo, hanno apportato per<br />

secoli un contributo<br />

importantissimo allo sviluppo<br />

dell’agricoltura. La loro fatica<br />

e la loro forza hanno garantito<br />

la crescita delle civiltà che<br />

hanno caratterizzato la<br />

regione. Non è un caso che<br />

uno dei bassorilievi più belli<br />

dell’arte etrusca siano proprio<br />

i Cavalli Alati che decoravano<br />

il frontone dell’antico tempio<br />

dell’Ara della Regina a<br />

Tarquinia e che oggi sono<br />

considerati il simbolo della<br />

città.<br />

Ogni cavallo è il prodotto<br />

della terra in cui nasce. Ogni<br />

razza di cavalli è il frutto di<br />

una selezione che nel corso dei<br />

secoli l’uomo (l’allevatore) ha<br />

operato per poter disporre di<br />

uno strumento adatto alle sue<br />

esigenze (spostarsi, trainare<br />

pesi, combattere, correre più<br />

veloce).<br />

Ogni cavallo è quindi il frutto<br />

della storia. E il <strong>Lazio</strong><br />

racchiude in sé tutta la storia<br />

italiana, fin dalle sue origini e<br />

per tutto il suo corso: le civiltà<br />

preistoriche (Villanoviani,<br />

Volsci, Sabini, ecc.), la grande<br />

civiltà degli Etruschi, i fasti<br />

della<br />

Romanità repubblicana e<br />

imperiale, le invasioni<br />

barbariche, via via fino a oggi.<br />

Ed è una regione articolata su<br />

un territorio vastissimo che<br />

presenta straordinarie<br />

differenze fra provincia e<br />

provincia.<br />

La Maremma Viterbese e le<br />

Paludi Pontine, gli aspri monti<br />

del Frusinate, le alte montagne<br />

del Reatino, le ampie e


• Territo<br />

È DI VITERBO LA CAMPIONESSA<br />

EUROPEA DI MONTA DA LAVORO<br />

La tradizione del cavallo maremmano è viva anche<br />

dal punto di vista sportivo.<br />

Ben cinque medaglie d’oro sono state conquistate da<br />

Veronica Sensi, giovanissima atleta viterbese, ai<br />

recenti Campionati europei di Monta da Lavoro che si<br />

sono svolti lo scorso novembre ad Arborea, in<br />

Sardegna.<br />

La campionessa, oltre a dominare per cinque volte le<br />

prove individuali nella categoria juniores di<br />

“sbrancamento”, “addestramento” e “attitudine”, ha<br />

trascinato i compagni azzurrini nella competizione a<br />

squadre, imponendosi su avversari agguerriti<br />

portoghesi, inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli,<br />

anche di sesso maschile (gli sport equestri non<br />

prevedono categorie femminili). Tutto ciò le è valso<br />

un ulteriore primo posto nella classifica generale<br />

individuale. Riconoscimenti prestigiosi per la Tuscia e<br />

per tutto il territorio del <strong>Lazio</strong>.<br />

ondulate distese della<br />

campagna romana: differenze<br />

che da sempre hanno<br />

determinato specifici usi del<br />

territorio, della terra. E che<br />

quindi hanno “prodotto”<br />

cavalli con caratteristiche<br />

proprie.<br />

Ancora oggi il cavallo è ben<br />

presente in ognuna delle<br />

province. Il suo allevamento<br />

costituisce una parte<br />

importante dell’economia<br />

agricola ed è - soprattutto in<br />

ampie aree “marginali” - un<br />

fattore determinante per la<br />

tutela e la conservazione<br />

dell’ambiente.<br />

Le razze equine che derivano<br />

direttamente dalla storia locale<br />

e dalla sua evoluzione nei<br />

secoli sono cinque:<br />

Il Cavallo Maremmano<br />

La Maremma Viterbese, già<br />

culla della civiltà Etrusca,<br />

divenne poi territorio di<br />

immense paludi che per secoli<br />

formarono un tutt’uno<br />

ambientale con le Paludi<br />

Pontine che arrivavano fino al<br />

Circeo. Un’area di smisurati<br />

latifondi in cui l’unica<br />

possibilità di utilizzo fu per<br />

secoli l’allevamento brado del<br />

bestiame e dei cavalli. È stata<br />

(e in parte lo è ancora) la terra<br />

dei butteri, è la terra del<br />

Cavallo Maremmano. Nel<br />

<strong>Lazio</strong> sono presenti 1.142<br />

esemplari e 434 allevatori.<br />

Il Cavallo Tolfetano<br />

Al confine fra la grande<br />

provincia di Roma e la grande<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

31


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

32<br />

erritorio<br />

provincia di Viterbo, quasi a picco sulle<br />

morbide colline della campagna romana, si<br />

staglia il complesso dei Monti della Tolfa, che<br />

hanno visto la presenza dei primi cavalli del<br />

<strong>Lazio</strong>. A pochi chilometri dalla metropoli<br />

Roma, la zona di Tolfa è ancora oggi un’area<br />

naturalistica pressoché intatta: è il regno del<br />

Cavallo Tolfetano. Nel <strong>Lazio</strong> sono presenti<br />

1486 esemplari e 2<strong>07</strong> allevatori.<br />

Il Cavallo Lipizzano<br />

È una delle razze più antiche e più nobili mai<br />

selezionate nel corso della storia: il cavallo<br />

dell’Impero Austroungarico, della Scuola<br />

Spagnola di Vienna. Nelle sue vene scorre il<br />

sangue di due stalloni italiani del tardo<br />

Rinascimento. E la storia ha voluto che oggi il<br />

Lipizzano sia allevato e tutelato con rigore<br />

scientifico presso l’Istituto Sperimentale di<br />

Zootecnia di Monterotondo Romano.<br />

LA MAREMMA LAZIALE IERI E OGGI<br />

La Maremma Laziale è stata, per motivi storici e geografici, una<br />

terra che ha permesso l’allevamento brado di bovini (originari<br />

dell’Europa centrale) e l’adeguamento in questo particolare<br />

ambiente di cavalli dalle spiccate caratteristiche di rusticità.<br />

Le caratteristiche morfologiche dei cavalli Maremmani sono<br />

riconducibili a due ceppi originari: il Berbero dell’Africa<br />

settentrionale e il cavallo di origine germanica, arrivati in Italia<br />

con le invasioni Barbariche.<br />

Successivamente le interazioni fra territori, le disponibilità<br />

alimentari, gli apporti di sangue da altre razze equine, hanno<br />

suddiviso i due ceppi originari in altre razzette.<br />

Oggi il cavallo Maremmano è caratterizzato da una struttura<br />

imponente e da una testa robusta e un profilo montonino (o<br />

definito anche Romano).<br />

L’ampia disponibilità di spazi e le buone produzioni foraggiere<br />

hanno permesso lo sviluppo in questi territori dell’allevamento<br />

brado di cavalli e di bovini.<br />

Successivamente la bonifica Pontina ha trasformato i terreni<br />

boschivi e paludosi in terreni agricoli di buona qualità adatti a<br />

culture agricole specializzate, (ortaggi).<br />

Il cambiamento ambientale ha costretto la migrazione di questi<br />

allevamenti Bradi (soprattutto cavalli) in altre zone, in<br />

particolare nella Maremma Toscana. Insieme ai cavalli, si<br />

trasferiscono in Toscana anche le persone, le tradizioni e la<br />

cultura del basso <strong>Lazio</strong> (è per questo che i cognomi tipici di<br />

Cisterna, sono ora presenti in provincia di Grosseto).


• Territo<br />

Il Cavallo Agricolo di Tiro<br />

Pesante Rapido<br />

Le montagne del Reatino<br />

nascono dalle alture della<br />

Sabina e diventano poi gli<br />

imponenti complessi montuosi<br />

che dividono il <strong>Lazio</strong><br />

dall’Umbria e dall’Abruzzo.<br />

Grandi e meravigliose praterie<br />

d’alta quota, boschi che danno<br />

frescura, acqua abbondante,<br />

allevatori con antica e<br />

profonda cultura: per questo<br />

la provincia di Rieti è la più<br />

importante d’Italia per<br />

l’allevamento del Cavallo<br />

Agricolo Italiano di Tiro<br />

Pesante Rapido (TPR). Il Libro<br />

Genealogico 2005 ha contato<br />

in Italia 6.418 capi di cui<br />

1.741 allevati nel <strong>Lazio</strong>.<br />

Il Cavallo di Esperia<br />

Gran parte della attuale<br />

provincia di Frosinone è<br />

costituita da complessi<br />

montuosi calcarei (i monti<br />

Lepini, Ausoni e Aurunci):<br />

montagne aride, di grande e<br />

selvaggia bellezza, poco<br />

abitate. Si affacciano verso est<br />

sull’ampia vallata<br />

longitudinale che li separa<br />

dall’Appennino vero e proprio,<br />

e verso ovest sull’Agro Pontino<br />

e sulla piana di Fondi e di<br />

Latina, sulla costa di Gaeta e<br />

di Formia. Sono i monti del<br />

Cavallo di Esperia.<br />

IL TERRITORIO OGGI<br />

La Maremma Laziale inizia da Montalto, Tuscania, Tarquinia, Monti della Tolfa per<br />

proseguire sulla campagna romana costiera.<br />

Scendendo poco più a sud possono trovarsi importanti realtà zootecniche di bovini da<br />

latte, in particolare a Torre in Pietra – Maccarese (sempre territorio di Maremma Laziale).<br />

Dopo Roma le città di Aprilia, Pomezia, Latina, Sabaudia e Pontinia sono il risultato delle<br />

bonifiche, ed i territori che da palude si sono trasformati in aree agricole in qualche caso<br />

hanno visto l’insediamento di aree industriali.<br />

Con l’obiettivo di mantenere e valorizzare le caratteristiche storico-culturali legate al<br />

cavallo, la <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, insieme alle Università Agrarie, sono impegnate in progetti di<br />

recupero di antichi sentieri, da trasformare in ippovie, per permettere a tutti gli<br />

appassionati ed amanti delle tradizioni di poter usufruire di spazi. A questi si<br />

aggiungono i progetti per il coinvolgimento degli agriturismi (valorizzati grazie alla<br />

recente Legge regionale) che possono essere base di partenza o punti di sosta per<br />

percorsi guidati a cavallo.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

33


Europa •<br />

Il ritorno dei<br />

cetrioli storti<br />

LA COMMISSIONE EUROPEA<br />

AUTORIZZA LA VENDITA DI<br />

FRUTTA E ORTAGGI<br />

“FUORI NORMA”, CIOÈ ANCHE<br />

QUANDO NON HANNO<br />

UNA FORMA PERFETTA<br />

Matteo Fornara<br />

Rappresentanza italiana Commissione europea<br />

Le norme europee sulle dimensioni e la<br />

forma degli ortofrutticoli, che scatenano<br />

tanti commenti ironici sull’utilità dell’UE,<br />

appartengono ormai al passato. Gli Stati membri<br />

dell’Unione europea hanno votato le proposte<br />

della Commissione europea che abrogano le<br />

norme specifiche di commercializzazione di<br />

ventisei tipi di frutta e ortaggi: albicocche,<br />

carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli,<br />

cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie,<br />

zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio,<br />

nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri,<br />

meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste,<br />

spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria<br />

witloof.<br />

Per dieci tipi di frutta e verdura, invece, fra cui<br />

mele, fragole e pomodori, le norme di<br />

commercializzazione restano in vigore. Ma<br />

anche per questi dieci prodotti ortofrutticoli gli<br />

Stati membri potranno per la prima volta<br />

autorizzare i negozi a vendere prodotti fuori<br />

norma purché siano etichettati in modo da<br />

distinguerli dai prodotti delle categorie extra, I e<br />

II. In altre parole, la nuova normativa conferisce<br />

alle autorità nazionali la facoltà di autorizzare la<br />

vendita di tutti i prodotti ortofrutticoli,<br />

indipendentemente dalla loro forma e<br />

dimensione.<br />

L’iniziativa della Commissione europea di<br />

eliminare queste norme fa parte degli sforzi di<br />

razionalizzazione e semplificazione della<br />

normativa e di snellimento delle formalità<br />

burocratiche inutili. “È iniziata una nuova era<br />

per i cetrioli storti e le carote nodose” ha<br />

dichiarato Mariann Fischer Boel, Commissaria<br />

all’agricoltura e allo sviluppo rurale. “È<br />

un’iniziativa esemplare per eliminare<br />

adempimenti burocratici inutili. Non abbiamo<br />

certo bisogno di legiferare su questo tipo di<br />

questioni a livello europeo: è molto meglio<br />

lasciare quest’incombenza agli operatori del<br />

mercato. E nella congiuntura attuale,<br />

caratterizzata da prezzi elevati dei prodotti<br />

alimentari e da difficoltà economiche<br />

generalizzate, è opportuno permettere ai<br />

consumatori di scegliere fra la più vasta gamma<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

35


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

36<br />

uropa • E<br />

possibile di prodotti. È assurdo<br />

buttar via prodotti<br />

perfettamente commestibili<br />

semplicemente perché non<br />

hanno una forma perfetta”.<br />

Durante le trattative svoltesi lo<br />

scorso anno sulla riforma<br />

dell’organizzazione comune del<br />

mercato nel settore dei<br />

prodotti ortofrutticoli la<br />

Commissione si è impegnata a<br />

ridurre la burocrazia inutile<br />

eliminando una serie di norme<br />

di commercializzazione per<br />

determinati frutti e ortaggi. Va<br />

comunque sempre ricordato<br />

che queste norme non<br />

erano mai state<br />

introdotte per ragioni<br />

strampalate o per sfrenate<br />

ambizioni burocratiche, ma su<br />

richiesta delle diverse categorie<br />

di produttori.<br />

Come detto, le proposte<br />

consentirebbero di mantenere<br />

le norme specifiche di<br />

commercializzazione per dieci<br />

prodotti che rappresentano il<br />

75% del valore degli scambi<br />

nell’Unione europea: mele,<br />

agrumi, kiwi, lattughe, pesche<br />

e pesche noci, pere, fragole,<br />

peperoni dolci, uve da tavola e<br />

pomodori. Tuttavia, i singoli<br />

Stati possono esentare questi<br />

prodotti dall’applicazione delle<br />

norme se sono venduti con<br />

un’etichettatura appropriata.<br />

In pratica, le mele fuori norma<br />

potranno essere vendute in<br />

negozio purché provviste di<br />

un’etichetta con la dicitura<br />

“prodotto destinato alla<br />

trasformazione” o un’altra<br />

dello stesso tenore.<br />

La Commissione adotterà ora<br />

ufficialmente queste modifiche<br />

che, per motivi pratici,<br />

entreranno in vigore al<br />

1°luglio 2009.


uropa •<br />

AGROALIMENTARE, EXPORT +6,2%<br />

L’Italia rincorre la vetta e<br />

guadagna posizioni<br />

nella classifica dei Paesi<br />

esportatori per il settore<br />

agroalimentare. Nel 20<strong>07</strong>,<br />

l’export è aumentato del<br />

6,2%, guidato dalle bevande,<br />

per il 19,2%, dai derivati dei<br />

cereali, per il 12,7%, e dalla<br />

frutta fresca, per l’8,6%.<br />

Sono questi i dati relativi alla<br />

bilancia commerciale<br />

agroalimentare italiana resi<br />

noti a Inea che ha<br />

recentemente pubblicato<br />

l’Annuario dell’agricoltura<br />

italiana. Secondo il rapporto,<br />

nello scorso anno, le<br />

importazioni sono aumentate<br />

del 2,3% e a trainare la<br />

crescita sarebbe stato<br />

l’aumento degli<br />

acquisti di cereali, cresciuti<br />

del 60% rispetto all’anno<br />

precedente. Negli ultimi tre<br />

anni, l’incremento delle<br />

vendite ha coinvolto tutti i<br />

principali Paesi acquirenti<br />

anche se, secondo Inea,<br />

l’andamento del 20<strong>07</strong> ha<br />

evidenziato alcune eccezioni,<br />

tra cui Spagna, Paesi Bassi e<br />

Stati Uniti, che hanno<br />

rallentato i propri acquisti<br />

dall’Italia. Nello stesso<br />

periodo invece un forte<br />

incremento è stato registrato<br />

dalle esportazioni<br />

agroalimentari verso l’Europa<br />

dell’Est, soprattutto in<br />

Romania, Ungheria e Polonia.<br />

L’aumento è ad ogni modo da<br />

attribuirsi quasi<br />

esclusivamente alla<br />

componente quantità.<br />

La ricerca ha anche messo in<br />

evidenza il divario tra le<br />

regioni del Nord e del Sud<br />

Italia. Oltre il 50% degli<br />

scambi commerciali, infatti, si<br />

concentra in sole quattro<br />

regioni: Piemonte,<br />

Lombardia, Veneto ed Emilia<br />

Romagna che da sole<br />

detengono il 62% delle<br />

importazioni e il 60% delle<br />

esportazioni. (E.A.)<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

37


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

38<br />

uropa •<br />

> di Benedetta Ferrari<br />

Studenti<br />

eurodeputati<br />

paura professorè”!! Inizia così il<br />

viaggio di Giuseppina, studentessa del<br />

“C’ho<br />

frusinate che insieme ad altri suoi<br />

compagni è volata alla scoperta del Parlamento<br />

europeo, sede Bruxelles.<br />

“È la prima volta che prendo l’aereo, o meglio l’ho<br />

preso da piccola e non me lo ricordo più” , paura più<br />

che giustificata, a cui fanno eco altre due novizie del<br />

volo. “State calme che non succede niente”<br />

raccomanda la prof. cercando di tenere unito il<br />

gruppo, o meglio i gruppi, uno composto dall’ Itcg<br />

“Amari” di Ciampino e l’altro dal Liceo Scientifico “<br />

Severi” di Frosinone.<br />

I ragazzi, sono i vincitori del progetto “Laboratorio<br />

Europa” - ideato dal centro Europe Direct <strong>Lazio</strong> di<br />

Viterbo e rivolto agli studenti delle scuole superiori<br />

per promuove azioni di formazione sui temi<br />

principali dell’Unione Europea -, che li ha visti<br />

eurodeputati in sessione plenaria per un giorno, e<br />

questo viaggio è il premio per la “loro” proposta di<br />

legge risultata la più votata.<br />

È bello vederli ancora così ingenui , anche il bullo del<br />

gruppo ha un cuore e si preoccupa per il suo<br />

compagno Ludovico, alias “Stici” che è molto<br />

raffreddato e che deve prendere l’aspirina ad orario.<br />

“Il gruppo che ha vinto questo viaggio, - ci dice la<br />

prof – non è quello dei migliori della classe, come<br />

ci si poteva aspettare, questo per loro è un gran<br />

riscatto, hanno lasciato in classe i secchioni”.<br />

Finalmente vengono accolti nel palazzo di vetro<br />

europeo, è una giornata importante, le misure di<br />

sicurezza sono pressanti, sta per arrivare il Dalai<br />

Lama.<br />

per un giorno<br />

IL VIAGGIO-PREMIO DEGLI<br />

ALUNNI DELL’ISTITUTO AMARI<br />

DI CIAMPINO E DEL LICEO<br />

SEVERI DI FROSINONE. A riceverli l’on.le Alessandro Battilocchio , il più<br />

giovane europarlamentare sugli scranni Ue, tra l’altro<br />

anche lui del <strong>Lazio</strong>, precisamente di Tolfa, dove è<br />

anche sindaco.<br />

Un viso simpatico e un carattere gioviale “Andiamo<br />

ragazzi che vi faccio fare un giro “dietro le quinte”<br />

del Parlamento”. Dopo le registrazioni di rito, inizia il<br />

giro o meglio la maratona. L’onorevole si muove<br />

velocemente per mostrare il più possibile:sale di<br />

commissioni, corridoi, mostre, punti di incontro e di<br />

ristoro, l’aula plenaria non si può visitare perché nel<br />

frattempo è arrivato il Dalai Lama.<br />

Battilocchio invita i ragazzi ad ascoltarlo in diretta<br />

dalla tv dei suoi uffici, che vengono presi d’assalto dai<br />

giovani . “Ragazzi potete anche usare i telefoni se vi<br />

servono, io devo andare in aula, fate come se foste a<br />

casa vostra”, annuncia l’europarlamentare, e giù un<br />

fiume di telefonate “Nonno ti telefono dal<br />

Parlamento di Bruxelles”, e ancora, “ Io chiamo il<br />

mio fidanzato”. I ragazzi sono completamente a loro<br />

agio addirittura si collegano a facebook.<br />

Inizia il discorso di sua santità, che rivolgendosi<br />

all’aula in seduta solenne ha insistito sul diritto delle<br />

persone a essere felici e sulla necessità di promuovere<br />

i valori umani e la pace interiore, più che il benessere<br />

materiale. Si è poi detto impegnato nella promozione<br />

dell´armonia tra le religioni, poiché tutte portano un<br />

messaggio d´amore. Dopo aver sottolineato il ruolo<br />

delle donne, più sensibili alle esigenze degli altri, ha<br />

precisato che il Tibet non chiede l´indipendenza bensì<br />

l´autonomia dalla Cina.<br />

Dopo pochi minuti l’onorevole ritorna, è il momento<br />

dei saluti con la promessa di rivedersi ; i ragazzi sono<br />

entusiasti e Giuseppina(un vortice che ti travolge),<br />

annuncia: “Da grande farò l’europarlamentare”.


liberamente tratto da “La nascita di Venere” di Botticelli<br />

VALENTINI:<br />

CRESCE ANCHE<br />

IL BIOLOGICO<br />

professionalità<br />

&creatività<br />

www.maprostielisanti.it |roma


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

40<br />

esca • P<br />

> di Giuseppe Motisi<br />

FAO: LA CATTIVA GESTIONE DELLA<br />

PESCA GENERA OGNI ANNO PERDITE<br />

PER 50 MILIARDI DI DOLLARI<br />

Lo stato economico della<br />

pesca mondiale è in<br />

declino, con perdite annue<br />

pari a 50 miliardi di dollari. E<br />

questa non è che una stima<br />

prudente, poiché esclude le<br />

perdite economiche derivanti<br />

dalla pesca sportiva e,<br />

soprattutto, dalle attività illegali<br />

di pesca.<br />

Sono numeri e dati preoccupanti<br />

che la Fao ha recentemente<br />

divulgato in occasione della<br />

presentazione del rapporto della<br />

Banca Mondiale sul settore ittico<br />

denominato “The Sunken<br />

Billions: the economic<br />

justification for fisheries<br />

reform”. Nello studio realizzato<br />

dagli esperti Fao e della Banca<br />

Mondiale emerge che le perdite<br />

economiche del comparto<br />

marino della pesca sono causate,<br />

essenzialmente, da cattiva<br />

gestione, inefficienze e<br />

sfruttamento eccessivo delle<br />

risorse ittiche. “Una pesca<br />

sostenibile richiede volontà<br />

politica affinché gli incentivi a<br />

sfruttare in eccesso le risorse<br />

marine vengano sostituiti con<br />

incentivi per una gestione<br />

responsabile – ha affermato<br />

Kieran Kelleher, coordinatore del<br />

settore pesca della Banca<br />

Mondiale -. E questo rapporto<br />

fornisce agli organi decisionali<br />

ampie argomentazioni<br />

economiche affinché si avvii la<br />

necessaria riforma del settore”.<br />

In base allo studio della Fao e<br />

della Banca Mondiale il grosso<br />

delle perdite economiche è<br />

dovuto a due fattori: sempre<br />

meno pesci da catturare (con<br />

conseguenti maggiori costi per<br />

individuare nuovi stock ittici) e<br />

costi operativi troppo onerosi,<br />

che non generano quindi<br />

benefici (a causa di flotte<br />

pescherecce con un’eccessiva<br />

capacità di cattura). “Vi è una<br />

capacità di flotta peschereccia<br />

eccedente a livello globale – ha<br />

spiegato Kieran Kelleher -. E<br />

flotte in esubero che competono<br />

per limitate risorse ittiche si<br />

risolvono in produttività<br />

stagnante ed inefficienza<br />

economica”.<br />

Esiste tuttavia, sempre secondo<br />

lo studio in questione, la<br />

possibilità di recuperare in<br />

futuro i miliardi persi per<br />

un’errata gestione del comparto,<br />

attraverso due azioni congiunte.<br />

“Primo, è necessario ridurre lo<br />

sforzo di pesca, che farebbe così<br />

aumentare la produttività, il<br />

rendimento e la prestazione<br />

economica – aggiunge Kieran<br />

Kelleher -. Secondo, è<br />

indispensabile ricostituire gli<br />

stock ittici, fattore che<br />

porterebbe ad una maggiore resa<br />

sostenibile ed a minori costi”.


esca • Pe<br />

TONNO ROSSO:<br />

DRASTICI TAGLI DELL’ICCAT PER LE QUOTE 2009 E 20<strong>10</strong><br />

Drastico taglio delle quote di cattura di tonno rosso per le flotte dei pescherecci del<br />

Mediterraneo per il 2009 e il 20<strong>10</strong>. Lo ha deciso l’Iccat, l’ente internazionale che definisce i<br />

totali ammissibili di catture di tonni (in gergo tecnico denominati Tac) per ogni Paese<br />

membro, che per il biennio 2009 – 20<strong>10</strong> ha scelto di concedere alle flottiglie dell’Unione europea un<br />

pescato complessivo di 12.406 tonnellate nel 2009 e di 11.237 tonnellate nel 20<strong>10</strong>, oltre alla<br />

riduzione della stagione di pesca al tonno a 60 giorni l’anno (dal 16 aprile al 14 giugno) per le navi<br />

che utilizzano il sistema delle reti a circuizione.<br />

La risoluzione è stata adottata con il parere contrario dei rappresentanti della Libia e dell’Italia, che<br />

hanno giudicato ingiustificato il taglio delle quote. L’opposizione dei due Paesi deriva dal fatto che il<br />

provvedimento dell’Iccat sarebbe basato su un semplice principio di precauzionalità, non avallato da<br />

solide basi scientifiche. Negativo è stato anche il successivo giudizio espresso dalle organizzazioni<br />

italiane del settore ittico, per le quali il taglio dei totali ammissibili di catture, oltre che surrettizio,<br />

avrà pesanti conseguenze sul piano occupazionale.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

41


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

42<br />

mbiente<br />

La <strong>Regione</strong> istituisce il parco dei Monti Ausoni<br />

Un territorio di oltre 12mila ettari, ricco di beni<br />

paesaggistici ambientali, monumentali e storici. Si<br />

presenta così il parco dei monti Ausoni e lago di Fondi,<br />

istituito con legge dall’Aula del Consiglio regionale. Incastonato fra<br />

le province di Frosinone e Latina, il parco si estende tra i Comuni di<br />

Amaseno, Monte San Biagio, Castro dei Volsci, Pastena, Roccasecca<br />

dei Volsci, Sonnino, Terracina, Vallecorsa, Lenola e Fondi.<br />

Ma non solo. Fra i territori protetti ricadono anche i monumenti<br />

naturali di Campo Soriano e Acquaviva, Cima del Monte, Quercia del<br />

Monaco, tempio di Giove Anxur, la Sughereta e sorgente San Vito.<br />

Soddisfatto per l’istituzione della nuova area protetta il presidente<br />

Piero Marrazzo secondo il quale “il Consiglio regionale ha fatto una<br />

scelta molto importante in grado di conservare un ambiente<br />

ricchissimo di fauna, vegetazione e interessante dal punto di vista<br />

morfologico e paesistico”. Ma c’è di più. Per l’assessore all’ambiente<br />

Filiberto Zaratti, il parco dei monti Ausoni si presenta come “una<br />

straordinaria opportunità per le comunità locali che d’ora in poi<br />

avranno nuove occasioni per crescere e investire sull’ambiente e<br />

sullo sviluppo sostenibile, mettendo in moto un’economia sostenuta<br />

con fondi regionali, nazionali e comunitari”.<br />

I Monti Ausoni rappresentano la dorsale appenninica più vicina alla<br />

costa di tutto l’Appennino laziale e con i monti Lepini e i monti<br />

Aurunci si configurano - secondo quanto previsto dallo schema di<br />

piano regionale dei parchi e delle riserve elaborato nel 1993 - come<br />

aree protette di interesse regionale. Contrario all’istituzione del<br />

parco Alfredo Pallone (Fi-Pdl) che, durante il dibattito in aula, ha<br />

evidenziato come “tutta una serie di leggi non siano state<br />

ottemperate”. “Nella <strong>Regione</strong> - ha aggiunto poi Pallone - non è mai<br />

stato approvato un piano generale dei parchi del <strong>Lazio</strong>. E le<br />

concertazioni non vengono fatte con le associazioni”.<br />

Sostegno invece dal capogruppo dell’Udc Aldo Forte: “L’istituzione<br />

dell’area protetta dei monti Ausoni - ha spiegato Forte - è una<br />

risposta di tutela per il territorio non contro ma a favore degli enti<br />

locali. I parchi non possono essere visti come un peso, ma devono<br />

anzi essere una risorsa”. Euforiche, infine, le associazioni<br />

ambientaliste: “I parchi - ha fatto sapere Legambiente <strong>Lazio</strong> - sono<br />

una grande occasione per il nostro territorio, uno strumento per<br />

difenderlo e valorizzarlo, ma nel contesto del sud del <strong>Lazio</strong> anche<br />

per contrastare l’illegalità”.<br />

NASCE FEDERPARCHI LAZIO<br />

ÈNata Federparchi <strong>Lazio</strong>, il nuovo coordinamento<br />

dei parchi e delle aree protette della regione.<br />

Riunitasi lo scorso 17 dicembre, l’Assemblea<br />

Costitutiva dell’associazione, ha nominato all’unanimità<br />

il suo coordinatore, Amedeo Fadda, vice presidente di<br />

RomaNaura. Da sempre nel mondo della natura e con<br />

alle spalle un percorso di studi in agricoltura, Fadda ha<br />

illustrato all’Assemblea le priorità delle sue prossime<br />

azioni. Un percorso per l’approvazione in tempi certi di<br />

una immediata pianificazione, conservazione e<br />

salvaguardia della biodiversità, manutenzione e fruizione<br />

dei parchi, sviluppo economico e sociale dei territori e<br />

della ruralità. “Obiettivi da raggiungere – sottolinea<br />

Fadda – attraverso un confronto continuo con<br />

l’amministrazione regionale”. E in chiusura della sua<br />

relazione, cita una frase di Vittorio Foa: “Pensare agli<br />

altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente”.<br />

Un appello a farlo attraverso la tutela dell’ambiente e del<br />

suo habitat.


Agricolar<br />

> di Paola Ortensi<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

44<br />

L COME...<br />

Agricolario<br />

UN “DIZIONARIETTO” LONTANO<br />

DALLA SCIENZA, MA VOLTO AD<br />

ACCENDERE PIÙ CURIOSITÀ<br />

PER L’AGRICOLTURA E IL SUO MONDO.<br />

> LATTE<br />

Tanto è il suo candore da essere preso<br />

come esempio per indicare il colore<br />

‘bianco’. Un colore morbido e pastoso<br />

che nel cielo segna la ‘via’ più famosa;<br />

quella via lattea che tanti sogniamo di<br />

percorrere, scoprendo di andare da un<br />

mondo all’altro.<br />

Ma il latte rimanda anche alla madre<br />

che allatta al seno il proprio figlio,<br />

un’immagine così affettuosa e carica di<br />

significato di cui il latte è elemento<br />

simbolico. Stessa emozione che si prova<br />

nel sorprendere un vitello allattato dalla<br />

mucca o un agnello dalla pecora e via<br />

dicendo… Tipi do latte che, per il<br />

genere umano, hanno da sempre<br />

costituito una delle maggiori ricchezze<br />

alimentari.<br />

> LANA<br />

La fibra tessile naturale, regalata da<br />

sempre agli umani da ovini, caprini e<br />

camelidi (cammelli) all’inizio dei tempi<br />

per coprirsi e scaldarsi e, in seguito,<br />

anche per ornarsi. Esempio quanto mai<br />

interessante della diversità e della<br />

varietà, la lana è pregiata a seconda<br />

delle razze. Va aggiunto che, la pecora o<br />

la capra che non fornisca buona lana<br />

eccelle normalmente in altre<br />

caratteristiche, come per esempio<br />

quantità/qualità del latte o della carne.<br />

La natura insegna: diversità non<br />

significa quasi mai inferiorità<br />

(determinata caso mai da situazioni o<br />

interessi che si creano di volta in volta).<br />

Nel passato, dopo la tosatura degli<br />

animali, nel periodo primaverile la lana


io • Agric<br />

> LINO<br />

vergine veniva filata e spesso tinta in<br />

famiglia grazie a piante tintore e poi<br />

raccolta in matasse e gomitoli. Una<br />

volta selezionate le razze più idonee,<br />

oggi, la lana viene accuratamente scelta,<br />

ritirata e lavorata dall’industria. La<br />

selezione avvenuta nel tempo ha<br />

permesso importanti scoperte. Per dirla<br />

con una storiella, se già al tempo dei<br />

Romani (come racconta Orazio),<br />

parlare di questioni di ‘lana caprina’<br />

significava argomentare sul nulla,<br />

perché si riteneva che la capra non<br />

fornisse lana, ma avesse solo del pelo<br />

inutilizzabile. Il tempo e la ricerca ci<br />

hanno invece regalato il cashmere o<br />

kashmir, pregiato tessuto ricavato<br />

proprio da una razza caprina<br />

proveniente dall’Asia. Sono proprio le<br />

capre di razza ‘hircus’, che vivono negli<br />

altipiani asiatici, ad averci omaggiato di<br />

quel pelo chiamato duvet e che ci ha<br />

fornito tra le lane più calde e morbide<br />

che si conoscano.<br />

Se gli animali pensano a scaldarci,<br />

molte piante pensano a ‘coprirci’ nei<br />

periodi più caldi. Fra queste, il lino che,<br />

affianco al cotone o alla canapa,<br />

costituiscono la base delle fibre tessili<br />

più conosciute.<br />

Il lino è una delle piante più antiche e<br />

affascinanti, coltivata da egizi,<br />

babilonesi ed altri popoli del Medio<br />

Oriente. Ampiamente documentato nei<br />

reperti di tombe e piramidi, per gli egizi<br />

il bianco lino era simbolo di divina<br />

purezza.<br />

La pianta del lino, che raggiunge circa<br />

un metro di altezza, ha piccoli fiorellini<br />

azzurri che fioriscono un giorno solo;<br />

dalla sua corteccia viene ricavata la<br />

fibra che, tra l’altro, viene usata non<br />

solo come lino puro, ma anche<br />

mescolata al cotone, alla viscosa e ad<br />

altri materiali, aumentandone<br />

flessibilità e freschezza o viene<br />

trasformata in spago per la sua<br />

robustezza. ‘Lino’ è anche un nome di<br />

cui si trovano tracce già nella mitologia<br />

greca. Citato come figlio di Apollo o<br />

della musa Urania e di Anfimaro, è per<br />

alcuni considerato l’ideatore della<br />

melodia grazie all’arte che esercitò con<br />

la lira regalatagli dal dio Apollo.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

45


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

niziative<br />

> di Erica Antonelli<br />

46<br />

Il presepe vivente di Greccio<br />

“innamora” Madrid<br />

Una prima assoluta. Il presepe vivente di Greccio, in<br />

trasferta a Madrid, ha fatto innamorare la capitale<br />

spagnola. È da qui infatti che, l’11 dicembre, ha<br />

preso il via la tre giorni dell’evento ‘Il <strong>Lazio</strong> crocevia dei<br />

Cammini d’Europa’, voluta dall’assessorato regionale al<br />

Turismo e organizzata con la collaborazione dell’Istituto<br />

Italiano di Cultura di Madrid, attraverso l’agenzia<br />

regionale di promozione turistica di Roma e del <strong>Lazio</strong>,<br />

insieme all’Opera Romana Pellegrinaggi e alla Provincia<br />

di Rieti. Obiettivo: presentare l’offerta turistica religiosa<br />

della Capitale e della sua regione.<br />

“Con questa manifestazione - spiega l’assessore al<br />

Turismo della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, Claudio Mancini -<br />

portiamo a Madrid una delle tradizioni più antiche del<br />

<strong>Lazio</strong>, attraverso la quale vogliamo promuovere l’intera<br />

Valle del Reatino, con i suoi percorsi naturalistici,<br />

storico-artistici e spirituali, che trovano nel Presepe di<br />

Greccio un evento di grande richiamo”.<br />

Nonostante il freddo pungente, sono stati circa un migliaio<br />

di madrileni che hanno seguito, affascinati, il racconto di<br />

vita e miracoli di San Francesco - creatore, nel lontano<br />

Natale del 1223, del Presepe Vivente a Grecci - da parte di<br />

un centinaio di attori e figuranti italiani. Sullo sfondo, oltre<br />

le scenografie di Luca Filaci trasportate appositamente da<br />

Greccio, l’imponente sagoma dell’ Almudena, la Cattedrale<br />

di Madrid consacrata nel 1993 da Giovanni Paolo II.<br />

L’evento ha significato un vero e proprio debutto per il<br />

Presepe di Greccio in quanto, a causa dei danni<br />

provocati da un incendio un anno fa, le scenografie sono<br />

state completamente rinnovate e la sceneggiatura<br />

rielaborata sotto la sapiente regia di Maura Beltrame,<br />

esperta di francescanesimo, che per mesi ha lavorato con<br />

gli attori e i figuranti di Greccio.<br />

“Puntare sugli Itinerari della Fede - spiega Mancini -<br />

significa valorizzare l’intero territorio del <strong>Lazio</strong>, invitando<br />

alla scoperta di tutte le sue attrattive. È in questa ottica che<br />

abbiamo voluto creare questa occasione d’incontro tra<br />

domanda e offerta. Un appuntamento mirato e inserito in<br />

una precisa strategia di promozione”.


<strong>Lazio</strong> / informazione uon<br />

48<br />

Gus<br />

> di Giulio Somma<br />

Racconto di un Natale come tanti...<br />

trascorso con i VINI DEL LAZIO<br />

Freddo. Di quelli che<br />

davvero si fanno e si<br />

sono fatti sentire.<br />

Eppure, bardati da capo a<br />

piedi, si è stati tutti volentieri<br />

in strada con i propri cari e<br />

gli amici di sempre, lieti e un<br />

po’ meravigliati che<br />

comunque tutto è avvenuto<br />

come l’anno prima e quello<br />

prima ancora: le vie brulicanti<br />

di gente indaffarata a<br />

districarsi tra i regali più in e<br />

le offerte migliori, le luci a<br />

tema accese e scintillanti, le<br />

musiche di certi suonatori<br />

girovaghi, le inconfondibili<br />

decorazioni, gli addobbi che<br />

non lasciano scampo a<br />

esitazioni… Anche quest’anno<br />

il Natale si è avvertito,<br />

seppur tra qualche<br />

preoccupazione per<br />

una crisi<br />

economica<br />

vibrante e<br />

generalizzata,<br />

fuori e dentro le<br />

case dove l’Albero,<br />

con la a maiuscola, è<br />

sempre al suo posto e in<br />

bella mostra, allegro e<br />

colorato, vicino al più<br />

allegorico Presepe, composto<br />

con studiata cura e dedizione.<br />

Ma nel Paese del cibo e del<br />

vino, quale storicamente è<br />

l’Italia, l’attenzione non può<br />

non essere rivolta alla<br />

buona tavola che nel<br />

periodo natalizio è<br />

ancor più luogo<br />

dell’intimo<br />

piacere, degli<br />

affetti così come<br />

del gusto. Facile<br />

immaginare,<br />

quindi, come,<br />

anche quest’anno si<br />

sia provveduto per tempo<br />

e con un certo interesse<br />

all’acquisto delle migliori<br />

materie prime, degli<br />

ingredienti irrinunciabili e di<br />

quelli “per il tocco in più”,<br />

così da essere pronti e quasi<br />

impazienti di cimentarci, tra<br />

pentole e fornelli, nei<br />

cosiddetti menu delle Feste.<br />

Ma quanto detto, però, può<br />

valere per l’intero Stivale e<br />

allora va subito compiuto un<br />

distinguo, che colloca la<br />

nostra regione al pari di un<br />

osservatorio privilegiato in<br />

fatto di dinamiche psicosocio-culturali<br />

e, ça va sans<br />

dir, enogastronomiche. Il<br />

<strong>Lazio</strong>, infatti, da millenni<br />

importante crocevia di rotte<br />

migratorie, commerciali e<br />

turistiche, può contare sulla<br />

presenza di Roma quale<br />

centro metropolitano ad<br />

altissima densità di relazioni


to! • Buo<br />

umane. Questo ha portato,<br />

com’era inevitabile, da una<br />

parte a preservare il più<br />

possibile le proprie origini e<br />

tradizioni, dall’altra a<br />

regolare una<br />

compenetrazione/assimilazion<br />

e tra-e-con usi e consuetudini<br />

afferenti ad un modello ormai<br />

solo vagamente extraneum,<br />

esterno (ciò è avvenuto in<br />

tutti i campi della<br />

Conoscenza, figuriamoci nei<br />

saperi e nelle pratiche di<br />

cucina). Ne deriva, allora, che<br />

il secolare, consolidato codice<br />

enogastronomico regionale,<br />

con le sue ricette tipiche e i<br />

suoi piatti forti, si è trovato a<br />

comprendere, nonché a<br />

plasmare riadattando su<br />

lungo corso, preparazioni e<br />

pietanze caratteristiche di<br />

tradizioni culinarie anche non<br />

propriamente contigue o<br />

prossime, quali la piemontese<br />

o la calabrese, la veneta o la<br />

pugliese e, non di meno,<br />

appartenenti al più articolato,<br />

omnicomprensivo corpus<br />

della cucina nazionale.<br />

Illustriamo dunque quali sono<br />

stati i piatti rientrati nei<br />

“nostri” menu di Natale,<br />

intesi anche come proposta<br />

aperta ad ospitare<br />

preparazioni del periodo<br />

natalizio proprie delle“altrui<br />

cucine”, e quali sono stati i<br />

migliori abbinamenti con il<br />

vino. Com’è ad uso, si parte<br />

con la sera del 24 dicembre,<br />

cena di Vigilia del Santo<br />

Natale, è da sempre legata a<br />

prelibatezze di mare e qualche<br />

piccolo, goloso sfizio. In<br />

particolare, l’apertura è stata<br />

riservata a un piatto freddo a<br />

base di pesce, sbollentato<br />

rapidamente e condito in<br />

bianco, l’insalata di mare, che<br />

ha visto insieme gamberi,<br />

moscardini, seppie, e cozze<br />

aggiunti di olio extravergine<br />

di oliva, prezzemolo, sale e<br />

poco, pochissimo aceto di<br />

vino bianco o limone.<br />

Accanto, per completare,<br />

abbiamo scelto di servire<br />

tonno e anguilla (o capitone)<br />

sottolio, lasciati in pezzi<br />

grandi ricavati da tranci. Il<br />

tutto accompagnato con il<br />

Frascati DOC Spumante di<br />

Cantine San Marco, da uve<br />

Malvasia di Candia e del<br />

<strong>Lazio</strong>, Trebbiano Toscano e<br />

Bonvino oppure con lo<br />

Spumante Brut di Cincinnato,<br />

da vitigno Bellone. Con la<br />

giusta acidità hanno saputo<br />

ben riequilibrare il palato da<br />

una certa tendenza dolce<br />

conferita da molluschi e<br />

crostacei e compensare le<br />

sensazioni di untuosità e<br />

grassezza che distinguono<br />

l’assaggio. Il primo, è<br />

rappresentato dalle linguine<br />

alle vongole veraci, piatto<br />

questo più di importazione<br />

che di tradizione, com’è<br />

evidente. Da gustare<br />

insieme ad un vino<br />

bianco giovane e<br />

delicato, di medio<br />

corpo e con adeguata<br />

freschezza. Pensiamo<br />

ad esempio all’ Est!<br />

Est!! Est!!! di<br />

Montefiascone DOC<br />

“Poggio del Cardinale”<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

49


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

50<br />

uon Gus<br />

20<strong>07</strong> da uve Trebbiano<br />

Toscano, Malvasia Bianca e<br />

Trebbiano Giallo di Antica<br />

Cantina Leonardi o con il<br />

Cori DOC Bianco<br />

“Capolemole” 20<strong>07</strong> di Marco<br />

Carpineti, Bellone in purezza.<br />

Il secondo, portata di sicura<br />

sostanza e soddisfazione,<br />

prevede ancora pesce di vario<br />

genere, come salmone e pesce<br />

spada tagliati in robusti<br />

tranci, filetti di orata e<br />

spigola, ma anche crostacei<br />

quali gamberoni, mazzancolle<br />

e scampi: preparati al forno<br />

tramite stufatura o<br />

arrostimento, hanno a<br />

disposizione i propri liquidi e<br />

grassi per cuocere in modo<br />

semplice e naturale. A<br />

contorno, si è scelto di servire<br />

un misto fritto in pastella di<br />

verdure di territorio<br />

(zucchine, fiori di zucca,<br />

broccoli e carciofi<br />

romaneschi) e baccalà. Bene,<br />

questa volta occorre un<br />

bianco di buona struttura,<br />

con profumi floreali e fruttati<br />

attraenti, un finale giocato su<br />

una persistenza sapido-fresca<br />

e che impreziosisca con<br />

delicatezza i cibi che<br />

accompagna. Abbiamo allora<br />

scelto il <strong>Lazio</strong> IGT “Antinoo”<br />

2006, Chardonnay e Viognier,<br />

di Casale del Giglio oppure lo<br />

Chardonnay “Calanchi di<br />

Vaiano” 20<strong>07</strong>, <strong>Lazio</strong> IGT<br />

dell’azienda Paolo e Noemia<br />

d’Amico. Al momento dei<br />

dolci, la scelta è andata al<br />

più classico e nostrano<br />

pangiallo, preparato<br />

impastando miele con uva<br />

passa, frutta secca (nocciole,<br />

mandorle, noci, pinoli, etc.) e<br />

scorze candite di arancia,<br />

cedro, qualche uovo e poca<br />

polvere di cacao. Un dolce,<br />

quindi, robusto e variegato<br />

che ha richiesto un vino da<br />

dessert importante e di<br />

spessore, com’è il <strong>Lazio</strong> IGT<br />

“Muffo” 2006 di Sergio<br />

Mottura, da sole uve<br />

Grechetto o il<br />

Moscato<br />

di


to! • Buo<br />

Terracina DOC Passito<br />

“Capitolium” 2006. di<br />

cantina Sant’ Andrea.<br />

Il Pranzo di Natale, il giorno<br />

dopo, è il pranzo di Festa per<br />

antonomasia, in cui rientrano<br />

di diritto varie preparazioni,<br />

succulente e sostanziose,<br />

soprattutto a base di carne di<br />

diversa natura e tipologia.<br />

Antipasto d’eccellenza, della<br />

serie povero (si fa per dire)<br />

ma buono, è rimasta la<br />

stracciatella in brodo di<br />

cappone, occasione per<br />

apprezzare un buon piatto di<br />

brodo caldo, profumato e<br />

saporito, come ormai poche<br />

volte si ha modo di gustare<br />

nella frenetica alimentazione<br />

quotidiana. Il vino, quindi,<br />

passa il testimone e lo<br />

ritroviamo direttamente con il<br />

primo che è stata la<br />

nazionalissima lasagna o<br />

pasta al forno. Abbiamo<br />

scelto di accostare a questi<br />

piatti un rosso di buona<br />

densità, con sentori di<br />

piccoli frutti di bosco e<br />

leggera speziatura, come<br />

ad esempio il <strong>Lazio</strong> IGT<br />

“Costa Magna” 20<strong>07</strong>,<br />

Merlot in purezza<br />

dell’azienda Casale<br />

Mattia oppure il <strong>Lazio</strong><br />

IGT “Il Borgo” 2006 di<br />

Casa Divina<br />

Provvidenza, Merlot in<br />

maggior parte con saldo<br />

di Cabernet Sauvignon.<br />

Come secondo, dopo un<br />

assaggio del cappone<br />

bollito impiegato per<br />

ricavare il brodo<br />

dell’antipasto, si è puntato su<br />

un misto di carni arrosto,<br />

composto scegliendo tra i<br />

tagli più teneri e grassi di<br />

agnello, coniglio, pollo,<br />

tacchino, manzo, maiale, etc.<br />

Un vino di corpo, dal gusto<br />

pieno e persistente, sapido e<br />

dall’ottima spinta acida è ciò<br />

che ha fatto al nostro caso,<br />

come ad esempio il <strong>Lazio</strong> IGT<br />

“Il Vassallo” 2006, uvaggio<br />

bordolese con prevalenza<br />

Merlot dell’azienda Colle<br />

Picchioni o il Cesanese del<br />

Piglio DOCG “Romanico”<br />

2006 di Coletti Conti. Per<br />

contorno, tipico e semplice,<br />

molti hanno optato per la<br />

cicoria ripassata in padella<br />

con aglio e peperoncino. A<br />

fine pasto, ci siamo concessi<br />

pure i dolci che fanno parte<br />

dell’italica tradizione<br />

natalizia: pandoro, panettone<br />

e torrone classico alle<br />

mandorle proviamoli accanto<br />

al <strong>Lazio</strong> IGT “Stillato” 20<strong>07</strong><br />

di Principe Pallavicini, a base<br />

di Malvasia Puntinata <strong>10</strong>0%<br />

o con il <strong>Lazio</strong> IGT Passito<br />

“Odos” 2006 da uve<br />

Malvasia del <strong>Lazio</strong> e<br />

Sauvignon Blanc dell’azienda<br />

Poggio Le Volpi. A questo<br />

punto, dopo il ricco pranzo,<br />

altro non abbiam fatto che<br />

tirar fuori la tombola e, un<br />

po’ provati ma lieti, giocare<br />

fino a tarda sera con le<br />

persone più care, che in<br />

questo giorno così particolare<br />

ci hanno fanno compagnia.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

51


•<br />

> di Annamaria Graziano<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione tinerari<br />

52<br />

L’architettura “borgognona” nel <strong>Lazio</strong><br />

Luogo mistico, essenziale,<br />

rigoroso. L’abbazia di<br />

Fossanova, nel comune di<br />

Priverno in provincia di Latina,<br />

è secondo alcuni studiosi il<br />

primo esempio di architettura<br />

gotico-cistercense in Italia.<br />

Iniziata nel 1187, fu inaugurata<br />

nel 1208 da papa Innocenzo III,<br />

e divenne presto molto<br />

importante. Nel 1274 vi morì<br />

San Tommaso d’Aquino.<br />

Il complesso abbaziale nasce<br />

dalla rigorosa applicazione dei<br />

modelli e della Regola che<br />

hanno ispirato la vita dei monaci<br />

cistercensi, lontani dallo stile ben<br />

più ricco e fastoso dei<br />

cluniacensi. Il gotico di<br />

Fossanova è semplice, puro.<br />

Questa architettura è chiamata<br />

anche ‘borgognona’ perché<br />

proprio in Borgogna sorsero i<br />

primi monasteri cistercensi.<br />

L’estrema semplicità delle<br />

strutture è il segno della ricerca


Itinerar<br />

della spiritualità e trova nello<br />

slancio verso l’alto l’elemento<br />

distintivo. Alla costruzione di<br />

Fossanova sicuramente<br />

contribuirono maestranze<br />

francesi: le abbazie cistercensi<br />

furono edificate in tutta Europa<br />

da monaci- architetti formati<br />

nelle case madri di Borgogna,<br />

addestrati per riprodurre il<br />

modello originario adattandolo<br />

alle condizioni e alle<br />

caratteristiche del luogo. Quello<br />

di Fossanova è uno dei risultati<br />

migliori dell’intelligente<br />

elasticità intellettuale dei<br />

cistercensi perché il complesso è<br />

in stile gotico ma coerente con<br />

la lunga tradizione<br />

romaneggiante del <strong>Lazio</strong>.<br />

Il corpo centrale del monastero<br />

comprende diversi edifici. La<br />

chiesa, a tre navate, è di una<br />

semplicità assoluta. Lo spazio è<br />

illuminato dal rosone della<br />

facciata e dalle finestre laterali e<br />

dell’abside. La luce diventa uno<br />

strumento essenziale per<br />

avvicinare con armonia l’anima<br />

a Dio. A nord del complesso<br />

troviamo la sacrestia e la sala<br />

COME RAGGIUNGERE L’ABBAZIA<br />

In auto:<br />

A1 - autostrada Roma-Napoli, uscita di Frosinone;<br />

si prosegue per la statale 156 dei Monti Lepini,<br />

direzione Latina, fino al km 29.300. Si esce al bivio<br />

per Priverno e si seguono le indicazioni per l’abbazia.<br />

Statale Appia fino al km. 85 (Migliara 53). Si gira<br />

per la Marittima II, direzione abbazia di<br />

Fossanova-Priverno.<br />

In treno:<br />

Partono ogni ora dalle stazioni di Roma e Napoli.<br />

La fermata è Priverno-Fossanova. All’arrivo è<br />

garantito un servizio navetta di collegamento<br />

con il centro e il monastero.<br />

capitolare; a est il refettorio che,<br />

dopo la chiesa, è l’ambiente più<br />

vasto: sul lato destro, da una<br />

scaletta ricavata nel muro, si<br />

accede alla tribuna dove,<br />

all’inizio dei pasti, venivano lette<br />

la Bibbia e la Regola Cistercense.<br />

Meraviglioso è il chiostro, in cui<br />

si ritrovano le forme semplici<br />

della chiesa. Ideale per la<br />

meditazione, presenta tre lati in<br />

stile romanico e uno, a sud, in<br />

stile gotico.<br />

I CISTERCENSI, ‘MISSIONARI’ DEL GOTICO<br />

Icistercensi hanno avuto un’importanza straordinaria per la storia dell’arte. Per la prima volta, infatti, un ordine religioso<br />

stabilì delle regole per definire il rapporto tra fede e arte, tra religione e architettura. La riforma di Bernardo di Chiaravalle, il<br />

voto, l’isolamento, la ricerca della spiritualità trovarono nei monasteri la loro realizzazione materiale. Simboli di rinnovamento<br />

religioso le chiese e le abbazie dovevano essere prive di decorazioni: il lusso dei luoghi di culto era considerato un furto nei<br />

confronti dei poveri. Per questo, i monaci cistercensi sono stati definiti i ‘missionari’ del gotico.<br />

Quanto alle tecniche di costruzione, gli architetti delle abbazie cistercensi seguivano sempre lo stesso procedimento. Prima le<br />

fondamenta complessive del monastero, poi gli edifici necessari a un primo insediamento. Il resto veniva ultimato nel corso degli<br />

anni. All’interno delle mura di cinta ogni monastero doveva essere autosufficiente, organizzato in modo da trovarvi tutto il<br />

necessario per vivere, dall’orto al mulino, dall’acqua alle botteghe in cui praticare mestieri diversi. In Italia, Fossanova e l’abbazia<br />

di Casamari (in provincia di Frosinone) sono gli unici due esempi di architettura gotico-cistercense.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

53


FIAS<br />

Federazione Italiana Attività Subacquee<br />

presenta


ecensio<br />

“Pastori.<br />

> di Maria Teresa Cinanni<br />

Un’indagine sul territorio laziale”.<br />

Le immagini di un mondo ricco di fascino e tradizioni<br />

Un libro di immagini, storia, ricordi,<br />

ribellioni. È questo “Pastori.<br />

Un’indagine sul territorio laziale”,<br />

il volume fotografico realizzato dall’Arsial<br />

e finanziato dall’assessorato all’<strong>Agricoltura</strong><br />

della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> per dare spazio e volto<br />

a un mondo spesso dimenticato: quello dei<br />

pastori. E soprattutto ai nuovi pastori,<br />

quelli di oggi, figli e nipoti di quei volti<br />

sbiaditi dai sacrifici e dalla fatica che negli<br />

anni Cinquanta beneficiarono della<br />

riforma agraria che portò ad una più equa<br />

ridistribuzione delle terre e, di<br />

conseguenza, a un nuovo sistema sociale e<br />

lavorativo. Un volume realizzato da sei<br />

giovani fotografi sotto la supervisione di<br />

Marco Delogu che lo scorso anno ha dato<br />

il via a questo studio con un racconto<br />

fotografico sui contadini dell’agro romano<br />

degli anni Cinquanta.<br />

Un lavoro, quello odierno, per dare voce e<br />

risalto a chi solitamente rimane ai margini<br />

delle scene e che, invece, ha un patrimonio<br />

di storia, cultura e tradizione notevole. Un<br />

patrimonio che passa attraverso una storia<br />

di scontri e riappropriazioni, di morti<br />

purtroppo e di voglia di rivalsa, di<br />

percezione delle condizioni di povertà e di<br />

sacrifici per uscirne. Una storia trasposta<br />

in opera letteraria, pittorica, filmica. E<br />

adesso anche fotografica. Per fermare quel<br />

mondo nella sua realtà, nella sua essenza.<br />

E per far comprendere che, sebbene in<br />

ombra, è un mondo tutt’altro che<br />

scomparso, un mondo che continua a<br />

vivere e a tramandare usi e abitudini solo<br />

apparentemente distanti.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

55


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

56<br />

ecensio<br />

Sane e ghiotte,<br />

ecco a voi<br />

le nuove<br />

filastrocche!<br />

Ritornano anche<br />

quest’anno, di nuovo<br />

vestite, le filastrocche<br />

ideate dall’assessorato<br />

regionale all’agricoltura. Con<br />

una novità: la versione<br />

‘animalesca’. Infatti, alla<br />

ristampa della scorsa edizione,<br />

si aggiungono due nuovi<br />

volumi: uno interamente<br />

dedicato agli animali<br />

(‘Filastrocche in fattoria’) e<br />

l’altro a frutta e verdura<br />

(‘Filastrocche sane e ghiotte’).<br />

Tre libretti colorati e divertenti<br />

per rallegrare i più piccoli e per<br />

insegnare loro la stagionalità<br />

dei prodotti e l’importanza di<br />

inserirli nella propria<br />

alimentazione. Giochi di rime e<br />

parole per indirizzare i<br />

giovanissimi verso<br />

un’alimentazione varia, sana e<br />

di qualità e che si inserisce<br />

nell’ampio progetto di<br />

educazione alimentare ‘Sapere i<br />

Sapori’.<br />

Come lo scorso anno, le<br />

filastrocche sono state<br />

distribuite alle classi della prima<br />

elementare delle scuole di<br />

Roma aderenti a ‘Sapere i<br />

Sapori’, a cavallo tra il periodo<br />

natalizio e i primi giorni del<br />

nuovo anno. (E.A.)


ne • Rec<br />

FICHI<br />

Verdi e neri siamo di fuori<br />

Siamo ricchi di sapori<br />

Caldo e sole noi adoriamo<br />

E felici profumiamo<br />

Di dolcezza un’esplosione<br />

Se ci mangi in un boccone<br />

Puoi comprarci in confettura<br />

Noi siamo fichi di natura<br />

Siamo frutti che mangiate<br />

Solamente nell’estate.<br />

CONIGLIO<br />

Ho gli occhietti piccolini<br />

Lunghe orecchie e bei dentini<br />

Son batuffolo di pelo<br />

E saltello sotto il cielo<br />

Trovo sempre un nascondiglio<br />

Nella tana io bisbiglio<br />

Il mio pasto è erba e fieno<br />

Di carote faccio il pieno<br />

Ronfo sempre sul giaciglio<br />

Cosa vuoi? Sono un coniglio<br />

FUNGO<br />

Son coperto dal cappello<br />

Che mi fa anche da ombrello<br />

Se son fino son chiodino<br />

Se son grosso son porcino<br />

Tante son le varietà<br />

Puoi mangiarmi ad ogni età<br />

Sono sempre assai goloso<br />

Qualche volta velenoso<br />

Ma il profumo e la magia<br />

Son del fungo la poesia.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

57


Cultura •<br />

> di Daniele Camilli<br />

NASCE A VETRALLA IL LABIRINTO GIOVANI,<br />

SPAZIO DEDICATO ALLA SCOPERTA DEI NUOVI TALENTI DELLE ARTI VISUALI<br />

Marco Santi, nel loro movimento<br />

Marco Santi, in concreto artificial<br />

Uno spazio dedicato alla scoperta dei<br />

nuovi talenti delle arti visuali. Nasce a<br />

Vetralla il Labirinto giovani. A crearlo la<br />

Cooperativa il Ventilabro che, durante la Sagra<br />

dell’Olio del ponte dell’Immacolata, si è già<br />

distinta per una mostra dedicata al fotografo<br />

Marco Santi: “ma quando la trova non ricorda<br />

di averla cercata”. Un evento, svoltosi a Palazzo<br />

Zelli e anch’esso parte del Labirinto, che ha<br />

riscosso un notevole successo con oltre 200<br />

partecipanti in soli due giorni di apertura.<br />

Il Labirinto punta a realizzare una serie di<br />

mostre dedicate alle arti visuali del XXI secolo<br />

in Italia. Uno spazio realmente aperto al<br />

confronto col pubblico di nuove voci spesso<br />

ignorate ma alte e profonde che attendono<br />

(troppo sovente invano) di mostrarsi.<br />

In programmazione ci sono già giovani<br />

provenienti da tutta Italia che in questi anni<br />

hanno già fatto parlare di sé attraverso la loro<br />

produzione artistica: da Omar Mossali (“Una<br />

memoria di ferro”. Sculture, pitture e istallazioni,<br />

Lombardia) ad Alessandro Ridolfi (“Invenzioni<br />

di archeologia futura”. Sculture, pitture e<br />

istallazioni, <strong>Lazio</strong>), da Franca D’Angelo<br />

(“Distor(vi)sioni”. Sculture, pitture e istallazioni,<br />

Sardegna) a Simone Giovagnorio<br />

(“Cromosomie”. Foto-pitture e video, <strong>Lazio</strong>) fino<br />

a Francesca Amat (“Segnalazioni lontane”.<br />

Sculture, pitture e istallazioni, Sardegna).<br />

La scelta di Vetralla come luogo d’elezione del<br />

Labirinto Giovani deriva dai suoi percorsi<br />

naturalistici, archeologici, paesaggistici e<br />

gastronomici che rappresentano un’offerta<br />

culturale di straordinario valore, perfettamente<br />

integrabile con quella artistica. Al termine di ogni<br />

mostra verrà infine chiesto ad ogni artista di<br />

donare alla città una sua opera. In questo modo,<br />

nel corso del tempo, si costituirà a Vetralla una<br />

Collezione Permanente di natura unica: vera e<br />

propria testimonianza del contemporaneo.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

59


<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

60<br />

ultura •<br />

> di Maria Teresa Cinanni<br />

I capolavori della<br />

pittura fiamminga<br />

in mostra al museo del Corso<br />

CINQUANTACINQUE DIPINTI<br />

RIPERCORRONO LE MOLTEPLICI<br />

VICENDE DELL’OLANDA DEL<br />

XVII SECOLO ATTRAVERSO<br />

UN PERCORSO CHE VA DA<br />

REMBRANDT A VERMEER,<br />

PASSANDO PER<br />

ANTON VAN DYCK E RUBENS.<br />

La società del XVII secolo nelle sue più<br />

poliedriche sfaccettature e nei mutamenti<br />

di un’epoca che ha assistito alla diffusione<br />

della dottrina calvinista, all’affermarsi del<br />

protestantesimo e quindi a un forte cambiamento<br />

storico, culturale, politico e religioso.<br />

Cambiamento visibile nella vita quotidiana, così<br />

come nella letteratura e dell’arte. Questo il filo<br />

conduttore de “La pittura fiamminga da<br />

Rembrandt a Veermer. Valori civili nella pittura<br />

fiamminga e olandese del Seicento”, la mostra in<br />

corso al Museo del Corso, dove rimarrà fino al<br />

INFO<br />

“Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella<br />

pittura fiamminga e olandese del Seicento”<br />

c/o Museo del Corso, Fondazione Roma, via del<br />

Corso 320. Fino al 15 febbraio 2009. Orario:<br />

dalle <strong>10</strong> alle 20, lunedì chiuso. Biglietto: intero<br />

9 euro; ridotto e gruppi 7 euro; ridotto scuole<br />

4 euro. Informazioni: 06.6786209.<br />

15 febbraio. Una mostra che ripercorre,<br />

attraverso 55 dipinti provenienti da tutto il<br />

mondo, il secolo d’oro dell’arte fiamminga dove,<br />

a differenza dei toni trionfalistici delle opere<br />

italiane, spagnole e francesi coeve, le scene e gli<br />

oggetti di uso quotidiano acquistarono dignità<br />

artistica.<br />

Chiamati a soddisfare il senso estetico dei<br />

borghesi, loro nuovi clienti, gli olandesi decisero<br />

di raffigurare minuziosamente la società del XVII<br />

secolo. Società nella quale la classe borghese,<br />

protagonista di un nuovo sviluppo commerciale e<br />

mercantile, elesse l’arte a status symbol. Questa<br />

divenne allora un simbolo di potere e ricchezza


Cultura<br />

da ostentare nella cerchia delle<br />

proprie conoscenze e nelle case,<br />

come si evince dalla presenza<br />

stessa di un quadro all’interno<br />

di un altro. Per ragioni<br />

commerciali di compravendita<br />

mutarono anche le dimensioni<br />

delle tele, più ridotte per<br />

favorirne la circolazione.<br />

Oltre ai ritratti – inizialmente a<br />

grandezza naturale, con gli<br />

austeri non-colori del bianco e<br />

nero e le pose studiate al pari<br />

dei nobili europei – la pittura<br />

olandese superò ogni<br />

provincialismo aprendosi alla<br />

raffigurazione di temi storici<br />

senza alcuna precisione<br />

accademica antiquaria, di<br />

nature morte e paesaggi.<br />

Quest’ultimi divennero via via<br />

sempre più popolari quando,<br />

pur continuando a mantenere<br />

palazzi in città, la borghesia<br />

cominciò ad acquistare<br />

residenze in campagna,<br />

raffigurate con nuovo spirito<br />

“meditativo”.<br />

I quadri in esposizione<br />

appartengono ai più grandi<br />

artisti dell’epoca, da<br />

Rembrandt a Anton van Dyck,<br />

da Vermeer a Rubens. In<br />

particolare, sono da segnalare<br />

Tommaso di Carignano<br />

Principe di Savoia e Ritratto di<br />

gentildonna genovese di<br />

Antoon van Dyck, ritrattista<br />

che, dopo un lungo soggiorno<br />

in Italia divenne il primo<br />

pittore di corte di Carlo I in<br />

Inghilterra; il Paesaggio con<br />

l’impiccato di Rubens; la<br />

Ragazza col filo di perle di Jan<br />

Vermeer; La Madre e La<br />

pesatrice d’oro, mirabili tele di<br />

Pieter de Hooch, artista spesso<br />

paragonato a Vermeer per i<br />

soggetti di genere tratti dalla<br />

vita di tutti i giorni; il Ragazzo<br />

che canta con flauto del<br />

prolifico Frans Hals, autore di<br />

alcuni tra i più noti ritratti del<br />

periodo barocco; Il<br />

cambiavalute e il ritratto di<br />

Hendrickje Stoffels di<br />

Rembrandt.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

61


eventi •<br />

EVENTI<br />

ROMA<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

62<br />

Appuntamenti culturali a Roma.<br />

Da Rembrandt a Vermeer a Via del Corso<br />

Al Museo del Corso di Roma arriva la mostra “Da Rembrandt a Vermeer.<br />

Valori civili della pittura fiamminga e olandese del ‘600”. Dall’11<br />

Novembre 2008 fino al 15 Febbraio 2009 i capolavori del Secolo d’Oro<br />

dell’arte fiamminga e olandese per la prima volta a Roma e in Italia. Tra i 55<br />

capolavori presentati ci sono “Il cambiavalute” e il ritratto di “Hendrickje<br />

Stoffels”di Rembrandt; “Paesaggio con l’impiccato” di Rubens;la “Ragazza col<br />

filo di perle” di Jan Vermeer; “Tommaso di Carignano Principe di Savoia” e<br />

“Ritratto di gentildonna genovese” di Anton van Dyck. Inoltre potrete ammirare<br />

le tele di Aert de Gelder, Frans Hals, Gerard ter Borch, Pieter de Hooch,<br />

Cornelis Bega, Gerard Dou, Gabriel Metsu, Salomon Jacobsz van Ruisdael e<br />

Jan Stehen. Una Mostra per scoprire la storia dell’Olanda nel suo periodo d’oro,<br />

un omaggio a Rembrandt e a tutti gli altri pittori fiamminghi del ‘600.<br />

Mostra al Museo del Corso - Via del Corso, 320 - Roma<br />

Dall’11 Novembre 2008 al 15 Febbraio 2009 - Info tel: 06.67862098<br />

Mostra fotografica di<br />

Henri Cartier Bresson<br />

La Shenker Culture Club celebra il centenario della nascita del<br />

leggendario fotografo Henri Cartier-Bresson con l’esposizione di<br />

suoi famosi scatti, e con un’anteprima editoriale a Roma.<br />

L’evento itinerante dello Shenker Culture Club inizierà nella sede di<br />

Piazza di Spagna. Le fotografie esposte, realizzate tra il 1932 ed il<br />

1965, sono immagini molto famose del grande fotografo che, per aver<br />

immortalato i personaggi e gli avvenimenti decisivi del ‘900, ha meritato<br />

l’appellativo “the eye of the century”. Definito anche “grande<br />

opportunista”, Henri Cartier-Bresson era sempre presente al momento<br />

giusto, ed in grado di cogliere gli eventi storici così come accadevano:<br />

ha introdotto per primo il concetto di fotogiornalismo, fondando con i<br />

suoi amici Robert Capa, David “Chim” Seymour, George Rodger e<br />

William Vandivert, la Magnum Photos, divenuta la più importante<br />

agenzia fotografica del mondo.Insieme all’esposizione, viene presentata<br />

in anteprima la versione italiana della biografia Henri Cartier-Bresson,<br />

“Biografia di uno sguardo”. Autore del libro è Pierre Assouline, con il<br />

quale Cartier-Bresson strinse un rapporto di confidenza per anni.<br />

Dal 12 dicembre 2008 al 28 marzo 2009<br />

Shenker Culture Club - Piazza di Spagna 66, Roma<br />

Praga. Da una primavera<br />

all’altra 1968 - 1969<br />

Alla vigilia del semestre di presidenza dell’Unione<br />

Europea da parte della Repubblica Ceca, per<br />

ricordare e documentare il 40° anniversario della<br />

promettente stagione della Primavera di Praga e della sua<br />

tragica conclusione con l’invasione armata nell’agosto<br />

1968 e con l’inizio della cosiddetta “normalizzazione” nei<br />

primi mesi del 1969, la mostra racconta i cambiamenti<br />

politici e sociali intervenuti nel giro di un anno, da una<br />

primavera all’altra, anche in un’ottica italiana. L’esposizione<br />

è completata dalla proiezione di un film documentario di<br />

circa 45 minuti basato su materiali filmati - provenienti<br />

dagli archivi della Rai, della Èeská televize e della Cineteca<br />

Nazionale ceca - e interviste inedite: ad esempio a Pietro<br />

Ingrao, Rossana Rossanda, Enzo Bettiza e altri. Il percorso<br />

espositivo è inoltre arricchito da opere d’arte provenienti<br />

dalla Galleria Nazionale di Praga.<br />

16 dicembre 2008 - 1 marzo 2009<br />

Palazzo delle Esposizioni - Via Nazionale, 194


eventi EVENTI<br />

LAZIO<br />

... e nel <strong>Lazio</strong>.<br />

Al via il festival della zampogna<br />

nel sud pontino<br />

L a<br />

Festeggiamenti tra olio<br />

e bruschette nel cuore<br />

della Sabina<br />

zampogna, intramontabile strumento che solitamente preannuncia le festività natalizie,<br />

torna a dare bella mostra di sé anche dopo la Befana, il 16 – 17 e 18 gennaio, con il<br />

Festival di Musica e Cultura Tradizionale, uno degli appuntamenti più attesi nel panorama<br />

della musica popolare e world. Il tutto in un contesto vario e itinerante che da Maranola, arriva<br />

fino a Formia, Itri, Monte San Biagio e Lenola, ovvero una vasta area del sud pontino.<br />

L’appuntamento, giunto alla XVI edizione, coinvolge un numero sempre maggiore di studiosi,<br />

musicisti, liutai e pubblico, oltre che ospiti illustri, come la Famiglia Boniface, storica<br />

famiglia di musicisti tradizionali valdostani. A ciò si aggiungono il focus sulle zampogne del<br />

versante appenninico e il Premio Speciale “la Zampogna 2009” ad Antonio Piccinino, storica<br />

voce dei Cantori di Carpino.<br />

Una vera e propria no-stop di tre giorni che vedrà avvicendarsi numerosi musicisti, giovani e<br />

anziani, italiani e stranieri, che animeranno i concerti, i seminari e gli incontri.<br />

Il Festival rappresenterà anche un’occasione per avere un contatto diretto con alcuni costruttori<br />

di strumenti musicali tradizionali italiani. Si svolgerà in contemporanea, infatti, una mostramercato<br />

di liuteria tradizionale, durante la quale sarà possibile acquistare strumenti musicali,<br />

oggettistica tradizionale, attrezzi di uso contadino e pastorale.<br />

Pane artigianale abbrustolito sulla brace e condito con<br />

olio d’oliva doc. Ovvero la bruschetta. E’ interamente<br />

dedicato all’intramontabile e succulente spuntino la<br />

sagra che si terrà domenica 11 gennaio a Casaprota, in<br />

provincia di Rieti, territorio che si trova al centro dell’area di<br />

produzione dell’olio DOP Sabina. La sagra rappresenta<br />

l’evento clou della “Mostra Mercato del Prodotto Tipico”,<br />

giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Molti gli stand<br />

appositamente allestiti per l’occasione con piccole produzioni<br />

di eccellenza gastronomica della Sabina, sapientemente<br />

ricercate dalla locale pro loco che “intende contrapporsi alla<br />

tendenza alla standardizzazione del gusto con una proposta<br />

di antichi sapori dei prodotti genuini della tradizione”, come<br />

affermano gli organizzatori. L’offerta va dall’olio extravergine di<br />

Casaprota, al pane della tradizione del forno Filippi di<br />

Casaprota; dal vino DOC Colli Sabini della ViCoSa di<br />

Magliano, alla mozzarella di bufala della Piana Reatina; dai<br />

salumi del reatino, ai fagioli, al farro, al tartufo, alle marmellate<br />

e mele di Amatrice; dalle patate del Leonessano al miele, alle<br />

castagne del Cicolano alla cicerchia del Turano.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione<br />

63


64<br />

I prossimi appuntamenti con l’agricoltura del <strong>Lazio</strong><br />

Sono numerosi gli appuntamenti promossi e sostenuti dall’Assessorato<br />

all’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> da segnare in agenda per le aziende agricole<br />

intenzionate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti. Vediamo insieme le<br />

manifestazioni più importanti previste per i primi mesi del 2009, in Italia e all’estero.<br />

BIOFACH<br />

19-22 febbraio - Norimberga<br />

Compie 20 anni la fiera del biologico<br />

più attesa. Dalla prima edizione nel<br />

lontano 1990 in Ludwigshafen, il<br />

BioFach di Norimberga è cresciuto di<br />

anno in anno. Basti pensare che gli<br />

espositori aderenti alla fiera sono<br />

passati dai 240 della prima edizione<br />

a circa 2900. Un incremento che<br />

indica, in tutta Europa, una sempre<br />

maggiore attenzione verso il settore<br />

biologico; un comparto in crescita e<br />

che testimonia la scelta dei<br />

consumatori di orientarsi verso<br />

prodotti sicuri e di qualità.<br />

MIA - MOSTRA INTERNAZIONALE<br />

DELL’ALIMENTAZIONE<br />

14-17 febbraio - Rimini<br />

È alla sua 39° edizione il MIA di<br />

Rimini. Fiera leader per<br />

l’alimentazione fuori casa, la fiera è<br />

anche un momento di verifica per un<br />

mercato che in Italia muove un giro<br />

d’affari di oltre 65 miliardi di euro. Si<br />

prevede addirittura che, entro il 2015,<br />

la ristorazione moderna crescerà del<br />

45%, quella collettiva del 30%, quella<br />

tradizionale del 25% (fonte indagine<br />

Nomisma). Un settore in crescita<br />

dunque, che trova nel MIA una forte<br />

promozione. Tra i tanti eventi previsti<br />

dalla manifestazione, dimostrazioni e<br />

degustazioni dedicate alla<br />

ristorazione di qualità, con la<br />

presenza di chef di fama<br />

internazionale; e poi il premio<br />

Bocuse d’Or, presieduto da Gualtiero<br />

Marchesi, gli chef della Boscolo<br />

Etoile Accademy, i pizzaioli della NIP,<br />

la Federazione Italiana Cuochi.<br />

<strong>Lazio</strong> / informazione CALENDARIO<br />

<strong>Lazio</strong> informa<br />

zione<br />

Novembre 2008 numero 17<br />

DIRETTORE RESPONSABILE<br />

> Michele Misuraca<br />

CONDIRETTORE<br />

> Maria Grazia Ardito<br />

CAPO REDATTORE<br />

> Beatrice Curci<br />

REDAZIONE<br />

> Enrico Barbieri, Luca Benigni,<br />

Maria Teresa Cinanni, Sandro Cristaldi,<br />

Simone Fattori, Annamaria Graziano,<br />

Tiziano Marelli, Gianluca Mealli,<br />

Giuseppe Motisi, Maria Carla Ottaiano,<br />

Antonello Salerno, Massimo Sbardella,<br />

Francesca Trincia, Francesco Unali,<br />

Alfonso Vannaroni, Nicola Zamperini.<br />

COLLABORATORI:<br />

> Erica Antonelli, Dario Borlandelli,<br />

Daniele Camilli, Valentina Conti,<br />

Alessandra De Luca, Benedetta Ferrari,<br />

Matteo Fornara, Marco Incagnola,<br />

Pietro A. Migliaccio, Francesco Moriconi,<br />

Paola Ortensi, Paola Rosatini, Giulio Somma.<br />

SEGRETERIA DI REDAZIONE<br />

> Erica Antonelli<br />

Tel. 06 51684214<br />

eantonelli@regione.lazio.it<br />

PROGETTO GRAFICO<br />

> Le Tipo Snc<br />

www.letipo.com<br />

IMPAGINAZIONE GRAFICA<br />

> Maprosti & Lisanti srl<br />

via Carlo Alberto, 53<br />

00185 Roma<br />

www.maprostielisanti.it<br />

FOTOLITO E STAMPA<br />

> Fratelli Spada S.p.a.<br />

Via Lucrezia Romana 60 - 00043<br />

Ciampino - Roma - tel. 067911141<br />

<strong>Stampa</strong>to in Italia - Printed in Italy<br />

COORDINAMENTO TECNICO<br />

> Luciano Lisanti<br />

CONCESSIONARIA PUBBLICITÀ<br />

> Comunica Srl<br />

comunica@com-unica.info<br />

Tel. 06 52279581<br />

Fax 06 52279588<br />

TIRATURA E DIFFUSIONE<br />

> <strong>10</strong>0.000 copie<br />

REG. TRIBUNALE DI ROMA<br />

> <strong>10</strong>6/99<br />

IMMAGINI<br />

> COPERTINA: Maprosti & Lisanti<br />

INTERNO: Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong><br />

della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, Consorzio Age,<br />

Alberto Guerrieri, Maprosti & Lisanti.

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!