Stampa CopertinaDEF–LI-10-07 - Agricoltura - Regione Lazio
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<strong>Lazio</strong><br />
Tariffa Regime Libero: - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB Roma<br />
Mensile dell’assessorato<br />
all’agricoltura<br />
informa<br />
zione<br />
DUE NUOVE LEGGI PER L’AGRICOLTURA LAZIALE<br />
<strong>Regione</strong><br />
Nel <strong>Lazio</strong>, varata la legge<br />
sull’Altra Economia.<br />
Incentivi e promozione<br />
delle attività di filiera corta.<br />
<strong>Agricoltura</strong><br />
Un fondo di garanzia di<br />
4 milioni e mezzo di euro<br />
a sostegno degli<br />
imprenditori agricoli.<br />
Dicembre / 2008<br />
numero 17<br />
<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong><br />
Ambiente<br />
Nasce Federparchi <strong>Lazio</strong>,<br />
il nuovo coordinamento<br />
dei parchi e delle aree<br />
protette della regione.
36<br />
EDITORIALE<br />
2009, altre sfide da vincere<br />
e Daniela Valentini<br />
NEWS<br />
SOMMARIO<br />
REGIONE<br />
Due nuove leggi per l’agricoltura laziale<br />
e Daniele Camilli<br />
ARSIAL<br />
e a cura di Valentina Conti<br />
CONSUMATORI<br />
Colossella va in città<br />
e Alessandra De Luca<br />
ALIMENTAZIONE<br />
Una corretta alimentazione<br />
e Prof. Pietro A. Migliaccio<br />
TERRITORIO<br />
I cavalli del <strong>Lazio</strong> tra storia e natura<br />
e Alessandra De Luca<br />
EUROPA<br />
Il ritorno dei cetrioli storti<br />
e Matteo Fornara, Rappresentanza<br />
italiana Commissione europea<br />
PESCA<br />
e Giuseppe Motisi<br />
AMBIENTE<br />
e a cura della Redazione<br />
possibile di prodotti. È assurdo<br />
buttar via prodotti<br />
perfettamente commestibili<br />
semplicemente perché non<br />
hanno una forma perfetta”.<br />
Durante le trattative svoltesi lo<br />
scorso anno sulla riforma<br />
20<br />
dell’organizzazione comune del<br />
mercato nel settore dei<br />
prodotti ortofrutticoli la<br />
Commissione si è impegnata a<br />
ridurre la burocrazia inutile<br />
eliminando una serie di norme<br />
di commercializzazione per<br />
determinati frutti e ortaggi. Va<br />
comunque sempre ricordato<br />
che queste norme non<br />
erano mai state<br />
introdotte per ragioni<br />
pomodori. Tuttavia, i singoli<br />
strampalate o per sfrenate Stati possono esentare questi<br />
ambizioni burocratiche, ma su prodotti dall’applicazione delle<br />
richiesta delle diverse categorie norme se sono venduti con<br />
di produttori.<br />
Come detto, le proposte<br />
consentirebbero di mantenere<br />
le norme specifiche di<br />
un’etichettatura appropriata.<br />
In pratica, le mele fuori norma<br />
potranno essere vendute in<br />
negozio purché provviste di<br />
commercializzazione per dieci un’etichetta con la dicitura<br />
prodotti che rappresentano il “prodotto destinato alla<br />
75% del valore degli scambi trasformazione” o un’altra<br />
nell’Unione europea: mele, dello stesso tenore.<br />
agrumi, kiwi, lattughe, pesche La Commissione adotterà ora<br />
e pesche noci, pere, fragole, ufficialmente queste modifiche<br />
peperoni dolci, uve da tavola e che, per motivi pratici,<br />
entreranno in vigore al<br />
1°luglio 2009.<br />
Arsial • Arsial • A<br />
> pagine a cura di Valentina Conti<br />
enogastronomia e semplici curiosi di degustare e<br />
acquistare le eccellenze agricole ed agroalimentari<br />
della regione. Un progetto che rientra nella politica<br />
dell’Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> e<br />
di Arsial, volto ad incentivare la vendita dei prodotti<br />
tipici regionali presso il mercato romano.“Un modo<br />
per promuovere le nostre eccellenze e permettere al<br />
consumatore di mangiar bene conoscendo i prodotti<br />
della terra” ha commentato l’Assessore regionale<br />
all’<strong>Agricoltura</strong>, Daniela Valentini, ricordando come<br />
“iniziative del genere permettano di conciliare le<br />
esigenze del produttore con quelle del consumatore,<br />
in modo da rappresentare anche un’idea regalo<br />
n viaggio nell’enogastronomia del <strong>Lazio</strong>, con originale e di qualità”. All’interno di appositi spazi<br />
particolare attenzione ai prodotti che hanno allestiti per l’occasione, infatti, i prodotti tipici<br />
Uricevuto<br />
i riconoscimenti DOP, IGP e ai 350 regionali sono stati confezionati in maniera originale,<br />
prodotti tradizionali censiti nel <strong>Lazio</strong>, oltre che ai vini tale da poter diventare un’idea regalo particolarissima<br />
DOCG, DOC e IGT. Stiamo parlando de “I Preziosi e di qualità. “Con questa iniziativa – ha evidenziato il<br />
regali del <strong>Lazio</strong>”, l’iniziativa svoltasi presso la<br />
Commissario straordinario Arsial, Massimo Pallottini<br />
Galleria del Centro Commerciale I Granai di Nerva – intendiamo incentivare il rapporto tra la città di<br />
della Capitale che, nei giorni precedenti le festività Roma e le identità rurali della nostra regione, tra i<br />
natalizie, ha dato la possibilità ad appassionati di consumatori romani e i prodotti laziali di qualità”.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
20<br />
VENDEMMIA NEL LAZIO:<br />
MENO UVA MA VINO DI OTTIMA QUALITÀ<br />
M<br />
eno uva, ma vino di miglior qualità. Questo il trend della vendemmia 2008<br />
nel <strong>Lazio</strong>, secondo l’associazione Assoenologi che ha elaborato i dati sulla<br />
raccolta dell’uva nei vigneti dell’intero territorio regionale. Dall’indagine<br />
emerge un calo del 20% della quantità di uva raccolta rispetto all’anno precedente, per una<br />
produzione complessiva inferiore a 1.500.000 ettolitri. Una produzione, però, di qualità.<br />
Anzi, con tendenze all’ottimo, come conferma a Labitalia il Commissario straordinario Arsial,<br />
Massimo Pallottini: “Quest’anno - ha dichiarato - abbiamo una buona qualità, con una<br />
riduzione della quantità, circa il 20% in meno del 20<strong>07</strong>. Quello sulla qualità è un dato<br />
incoraggiante ed è un trend in corso da diversi anni, anche se naturalmente i conti si fanno<br />
alla fine, a prodotto finito. I tecnici e gli enologi comunque - ha aggiunto Pallottini – ci<br />
confermano che questa è un’annata di buona qualità, con punte di ottimo”.<br />
I GRANAI CONQUISTATI DAI PREZIOSI REGALI DEL LAZIO<br />
Europa • Europa •<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
36<br />
AGROALIMENTARE, EXPORT +6,2%<br />
L<br />
’Italia rincorre la vetta e del 2,3% e a trainare la<br />
guadagna posizioni crescita sarebbe stato<br />
nella classifica dei Paesi l’aumento degli<br />
esportatori per il settore acquisti di cereali, cresciuti<br />
agroalimentare. Nel 20<strong>07</strong>, del 60% rispetto all’anno<br />
l’export è aumentato del precedente. Negli ultimi tre<br />
6,2%, guidato dalle bevande, anni, l’incremento delle<br />
per il 19,2%, dai derivati dei vendite ha coinvolto tutti i<br />
cereali, per il 12,7%, e dalla principali Paesi acquirenti<br />
frutta fresca, per l’8,6%. anche se, secondo Inea,<br />
l’andamento del 20<strong>07</strong> ha<br />
Sono questi i dati relativi alla<br />
bilancia commerciale<br />
agroalimentare italiana resi<br />
noti a Inea che ha<br />
recentemente pubblicato<br />
l’Annuario dell’agricoltura<br />
italiana. Secondo il rapporto,<br />
nello scorso anno, le<br />
importazioni sono aumentate<br />
evidenziato alcune eccezioni,<br />
tra cui Spagna, Paesi Bassi e<br />
Stati Uniti, che hanno<br />
rallentato i propri acquisti<br />
dall’Italia. Nello stesso<br />
periodo invece un forte<br />
incremento è stato registrato<br />
dalle esportazioni<br />
agroalimentari verso l’Europa<br />
dell’Est, soprattutto in<br />
Romania, Ungheria e Polonia.<br />
L’aumento è ad ogni modo da<br />
attribuirsi quasi<br />
esclusivamente alla<br />
componente quantità.<br />
La ricerca ha anche messo in<br />
evidenza il divario tra le<br />
regioni del Nord e del Sud<br />
Italia. Oltre il 50% degli<br />
scambi commerciali, infatti, si<br />
concentra in sole quattro<br />
regioni: Piemonte,<br />
Lombardia, Veneto ed Emilia<br />
Romagna che da sole<br />
detengono il 62% delle<br />
importazioni e il 60% delle<br />
esportazioni. (E.A.)<br />
FRANTOI APERTI NEL LAZIO PER LA<br />
PROMOZIONE DELL’ORO VERDE<br />
romuovere l’olio di e perfezionata nella tipologia e animazione di varia natura, ma<br />
eccellenza della regione nella concretezza delle diverse soprattutto sono stati in grado<br />
Psia<br />
presso gli operatori iniziative. “Il nostro impegno di far degustare piatti tipici. Un<br />
di settore che verso i<br />
sul comparto – ha commentato fitto programma di animazione<br />
consumatori, sempre più Fabio Massimo Pallottini, territoriale ha visto, inoltre,<br />
attenti alla qualità dei prodotti Commissario straordinario protagoniste le province di<br />
e, soprattutto, ai principi di dell’Agenzia - si basa su azioni Rieti e Viterbo, quelle che, tra<br />
un’alimentazione consapevole in grado di valorizzare<br />
l’altro, hanno avuto maggiore<br />
ed equilibrata, con particolare l’identità dei territori, che numero di visite, acquisti e<br />
riguardo alla provenienza e conferiscono valore aggiunto al degustazioni nei frantoi,<br />
alla salubrità delle produzioni. prodotto. L’obiettivo<br />
Con queste finalità, ARSIAL – del nostro lavoro è<br />
Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> quello di riuscire a<br />
della <strong>Regione</strong>, in<br />
consolidare un<br />
collaborazione con<br />
percorso di<br />
l’Associazione Nazionale Città commercializzazione e<br />
dell’Olio, ha partecipato alla di garanzia qualitativa<br />
quinta edizione di ‘Frantoi delle produzioni<br />
Aperti del <strong>Lazio</strong>’. Una<br />
oleiche certificate”.<br />
straordinaria opportunità di <strong>10</strong>0 i frantoi che<br />
promozione per l’olio regionale hanno offerto al<br />
delle aziende laziali che hanno pubblico, nelle<br />
preso parte ad un’edizione giornate di apertura,<br />
della manifestazione rinnovata momenti di<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
37<br />
nonostante il tempo<br />
inclemente. Altre attività di<br />
animazione parallele sono state<br />
organizzate dai comuni<br />
olivetati del <strong>Lazio</strong> aderenti<br />
all’iniziativa. Come quelle<br />
realizzate dai Comuni aderenti<br />
all’Associazione Città<br />
dell’Olio, in sinergia con la<br />
manifestazione ‘Pane e Olio in<br />
Frantoio’, la giornata<br />
nazionale dei pani e degli oli<br />
tipici, e con l’iniziativa<br />
Unaprol, ‘Olio d’Autore’.<br />
3 AGRICOLARIO<br />
e Paola Ortensi<br />
44<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
21<br />
5<br />
<strong>10</strong><br />
20<br />
22<br />
25<br />
30<br />
35<br />
40<br />
42<br />
INIZIATIVE<br />
Il presepe vivente di Greccio<br />
“innamora” Madrid<br />
e Erica Antonelli<br />
BUON GUSTO!<br />
Racconto di un Natale come tanti...<br />
trascorso con i vini del <strong>Lazio</strong><br />
e Giulio Somma<br />
ITINERARI<br />
Abbazia di Fossanova, l’architettura<br />
“borgognona” nel <strong>Lazio</strong><br />
e Annamaria Graziano<br />
RECENSIONE<br />
“Pastori. Un’indagine sul territorio laziale”<br />
e Maria Teresa Cinanni<br />
CULTURA<br />
Nasce a Vetralla “Labirinto giovani”<br />
e Daniele Camilli<br />
EVENTI<br />
CALENDARIO<br />
Agricolario • Agric<br />
vergine veniva filata e spesso tinta in<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
44<br />
LL COME... COME...<br />
Agricolario<br />
UN “DIZIONARIETTO” LONTANO<br />
DALLA SCIENZA, MA VOLTO AD<br />
ACCENDERE PIÙ CURIOSITÀ<br />
PER L’AGRICOLTURA E IL SUO MONDO.<br />
> LATTE<br />
Tanto è il suo candore da essere preso<br />
come esempio per indicare il colore<br />
‘bianco’. Un colore morbido e pastoso<br />
che nel cielo segna la ‘via’ più famosa;<br />
quella via lattea che tanti sogniamo di<br />
percorrere, scoprendo di andare da un<br />
mondo all’altro.<br />
Ma il latte rimanda anche alla madre<br />
che allatta al seno il proprio figlio,<br />
un’immagine così affettuosa e carica di<br />
significato di cui il latte è elemento<br />
simbolico. Stessa emozione che si prova<br />
nel sorprendere un vitello allattato dalla<br />
mucca o un agnello dalla pecora e via<br />
dicendo… Tipi do latte che, per il<br />
genere umano, hanno da sempre<br />
costituito una delle maggiori ricchezze<br />
alimentari.<br />
> LANA<br />
> di Paola Ortensi<br />
La fibra tessile naturale, regalata da<br />
sempre agli umani da ovini, caprini e<br />
camelidi (cammelli) all’inizio dei tempi<br />
per coprirsi e scaldarsi e, in seguito,<br />
anche per ornarsi. Esempio quanto mai<br />
interessante della diversità e della<br />
varietà, la lana è pregiata a seconda<br />
delle razze. Va aggiunto che, la pecora o<br />
la capra che non fornisca buona lana<br />
eccelle normalmente in altre<br />
caratteristiche, come per esempio<br />
quantità/qualità del latte o della carne.<br />
La natura insegna: diversità non<br />
significa quasi mai inferiorità<br />
(determinata caso mai da situazioni o<br />
interessi che si creano di volta in volta).<br />
Nel passato, dopo la tosatura degli<br />
animali, nel periodo primaverile la lana<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
56<br />
> LINO<br />
famiglia grazie a piante tintore e poi<br />
raccolta in matasse e gomitoli. Una<br />
volta selezionate le razze più idonee,<br />
oggi, la lana viene accuratamente scelta,<br />
ritirata e lavorata dall’industria. La<br />
selezione avvenuta nel tempo ha<br />
permesso importanti scoperte. Per dirla<br />
con una storiella, se già al tempo dei<br />
Romani (come racconta Orazio),<br />
parlare di questioni di ‘lana caprina’<br />
significava argomentare sul nulla,<br />
perché si riteneva che la capra non<br />
fornisse lana, ma avesse solo del pelo<br />
inutilizzabile. Il tempo e la ricerca ci<br />
hanno invece regalato il cashmere o<br />
kashmir, pregiato tessuto ricavato<br />
proprio da una razza caprina<br />
proveniente dall’Asia. Sono proprio le Se gli animali pensano a scaldarci,<br />
capre di razza ‘hircus’, che vivono negli molte piante pensano a ‘coprirci’ nei<br />
altipiani asiatici, ad averci omaggiato di periodi più caldi. Fra queste, il lino che,<br />
quel pelo chiamato duvet e che ci ha affianco al cotone o alla canapa,<br />
fornito tra le lane più calde e morbide costituiscono la base delle fibre tessili<br />
che si conoscano.<br />
più conosciute.<br />
Il lino è una delle piante più antiche e<br />
affascinanti, coltivata da egizi,<br />
babilonesi ed altri popoli del Medio<br />
Oriente. Ampiamente documentato nei<br />
reperti di tombe e piramidi, per gli egizi<br />
il bianco lino era simbolo di divina<br />
purezza.<br />
La pianta del lino, che raggiunge circa<br />
un metro di altezza, ha piccoli fiorellini<br />
azzurri che fioriscono un giorno solo;<br />
dalla sua corteccia viene ricavata la<br />
fibra che, tra l’altro, viene usata non<br />
solo come lino puro, ma anche<br />
mescolata al cotone, alla viscosa e ad<br />
altri materiali, aumentandone<br />
flessibilità e freschezza o viene<br />
trasformata in spago per la sua<br />
robustezza. ‘Lino’ è anche un nome di<br />
cui si trovano tracce già nella mitologia<br />
greca. Citato come figlio di Apollo o<br />
della musa Urania e di Anfimaro, è per<br />
alcuni considerato l’ideatore della<br />
melodia grazie all’arte che esercitò con<br />
la lira regalatagli dal dio Apollo.<br />
R<br />
Sane Sane e ghiotte, ghiotte,<br />
ecco ecco a voi voi<br />
le nuove nuove<br />
filastrocche!<br />
filastrocche!<br />
itornano anche<br />
quest’anno, di nuovo<br />
vestite, le filastrocche<br />
ideate dall’assessorato<br />
regionale all’agricoltura. Con<br />
una novità: la versione<br />
‘animalesca’. Infatti, alla<br />
ristampa della scorsa edizione,<br />
si aggiungono due nuovi<br />
volumi: uno interamente<br />
dedicato agli animali<br />
(‘Filastrocche in fattoria’) e<br />
l’altro a frutta e verdura<br />
(‘Filastrocche sane e ghiotte’).<br />
Tre libretti colorati e divertenti<br />
per rallegrare i più piccoli e per<br />
insegnare loro la stagionalità<br />
dei prodotti e l’importanza di<br />
inserirli nella propria<br />
alimentazione. Giochi di rime e<br />
parole per indirizzare i<br />
giovanissimi verso<br />
un’alimentazione varia, sana e<br />
di qualità e che si inserisce<br />
nell’ampio progetto di<br />
educazione alimentare ‘Sapere i<br />
Sapori’.<br />
Come lo scorso anno, le<br />
filastrocche sono state<br />
distribuite alle classi della prima<br />
elementare delle scuole di<br />
Roma aderenti a ‘Sapere i<br />
Sapori’, a cavallo tra il periodo<br />
natalizio e i primi giorni del<br />
nuovo anno. (E.A.)<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
45<br />
44<br />
Recensione • Rec<br />
FICHI<br />
Verdi e neri siamo di fuori<br />
Siamo ricchi di sapori<br />
Caldo e sole noi adoriamo<br />
E felici profumiamo<br />
Di dolcezza un’esplosione<br />
Se ci mangi in un boccone<br />
Puoi comprarci in confettura<br />
Noi siamo fichi di natura<br />
Siamo frutti che mangiate<br />
Solamente nell’estate.<br />
CONIGLIO<br />
Ho gli occhietti piccolini Trovo sempre un nascondiglio Ronfo sempre sul giaciglio<br />
Lunghe orecchie e bei dentini Nella tana io bisbiglio Cosa vuoi? Sono un coniglio<br />
Son batuffolo di pelo Il mio pasto è erba e fieno<br />
E saltello sotto il cielo Di carote faccio il pieno<br />
FUNGO<br />
Son coperto dal cappello<br />
Che mi fa anche da ombrello<br />
Se son fino son chiodino<br />
Se son grosso son porcino<br />
Tante son le varietà<br />
Puoi mangiarmi ad ogni età<br />
Sono sempre assai goloso<br />
Qualche volta velenoso<br />
Ma il profumo e la magia<br />
Son del fungo la poesia.<br />
57<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
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<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
1
2009,<br />
Altre sfide da vincere<br />
EDITORIALE<br />
Un nuovo anno. Anche questo ricco di sfide e di obiettivi da<br />
raggiungere. Dall’attuazione delle tre nuove normative – quella<br />
sulla legge di contrattazione di filiera, sui farmer’s market –<br />
allo sviluppo dei numerosi progetti di filiera presentati in ambito<br />
del Programma di Sviluppo Rurale.<br />
Allo stesso tempo proseguiremo nelle azioni di<br />
promozione e valorizzazione delle produzioni tipiche<br />
locali, sia attraverso il marchio ‘Colossella’<br />
che ‘<strong>Lazio</strong> Spende Bene’, oltre alle varie occasioni<br />
in cui la nostra agricoltura è chiamata a<br />
presentare le sue eccellenze. A dicembre abbiamo<br />
ad esempio promosso, in collaborazione con Arsial, i vini del<br />
<strong>Lazio</strong> con l’iniziativa ‘Ambasciatori dei Vini’. Una piattaforma distributiva<br />
nata con l’obiettivo di permettere, a mille ristoranti romani,<br />
di commercializzazione i vini della nostra regione e alle<br />
aziende produttrici di trovare nuovi sbocchi di mercato.<br />
Il 2009 sarà anche un anno positivo la pesca che, nel<br />
mese di dicembre, ha visto finalmente l’approvazione del<br />
piano di attuazione del FEP (Fondo Europeo per la<br />
Pesca) 20<strong>07</strong>/2013 che porterà al settore oltre <strong>10</strong> milioni<br />
di euro. Risorse che andranno a favorire l’adeguamento<br />
della flotta da pesca comunitaria, l’acquacoltura, la<br />
pesca nelle acque interne, la trasformazione, lo sviluppo<br />
sostenibile del comparto, l’assistenza tecnica alle imprese;<br />
previste anche misure di interesse comune.<br />
Un 2009 che si preannuncia impegnativo, ma che individua<br />
anche gli strumenti giusti per intervenire in modo significativo e<br />
concreto, con risorse e nuove leggi, nel settore agricolo.<br />
di Daniela Valentini<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
3
news •<br />
NOCCIOLA ROMANA<br />
VERSO LA DOP<br />
Dopo circa quattro anni di l’Unione<br />
Europea ha definitivamente approvato<br />
il riconoscimento della Dop<br />
(Denominazione di Origine Protetta) alla<br />
nocciola romana. “Una grande vittoria per il<br />
settore corilicolo laziale – ha affermato<br />
l’assessore regionale all’agricoltura Daniela<br />
Valentini – soprattutto per la provincia di<br />
Viterbo che, da sola, rappresenta circa il 40%<br />
della produzione nazionale di nocciole”. “Si<br />
tratta, senza dubbio - ha proseguito il<br />
capogruppo PD, Giuseppe Parroncini - di un<br />
importante traguardo raggiunto attraverso il<br />
paziente lavoro di sinergia tra <strong>Regione</strong><br />
<strong>Lazio</strong>, Camera di Commercio associazioni<br />
di categoria ed associazioni di<br />
produttori che, dopo anni di attese ed<br />
incertezze, consentirà a <strong>Regione</strong> e<br />
Provincia di salvaguardare e<br />
valorizzare uno dei prodotti di<br />
punta dell’agricoltura della Tuscia”.<br />
La conclusione dell’iter di<br />
riconoscimento del marchio con la<br />
pubblicazione sulla Gazzetta<br />
Ufficiale rappresenta un input<br />
positivo per il settore, messo<br />
recentemente alla prova dalla forte<br />
concorrenza della Turchia. Il marchio<br />
di tutela permetterà inoltre di migliorare<br />
ulteriormente la qualità del prodotto<br />
attraverso il disciplinare di produzione e lo<br />
renderà riconoscibile, consentendo una scelta<br />
consapevole da parte del consumatore.<br />
NEWS<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
5
6<br />
news •<br />
DA UE OLTRE 17<br />
MILIONI DI EURO<br />
PER L’ITALIA<br />
Sotto il periodo natalizio, la Commissaria<br />
europea all’agricoltura, Mariann Fischer<br />
Boel, ha voluto fare un gradito regalo al<br />
mondo agricolo europeo. Per rilanciare la<br />
promozione dell’agroalimentare di alta qualiTà,<br />
l’Unione Europea ha finanziato con 17,8 milioni di<br />
euro - di cui 4,56 andranno all’Italia - programmi<br />
di promozione soprattutto nel Nord America, in<br />
Russia, Cina, Giappone e Ucraina. Risorse che,<br />
con l’aggiunta dei contributi pubblici,<br />
permetteranno di attivare interventi per un totale<br />
di oltre 35 milioni di euro, di cui sei in Italia. I<br />
programmi selezionati da Bruxelles sono 11 e<br />
provengono da otto paesi comunitari, tra cui<br />
l’Italia che è presente con due programmi e un<br />
terzo in collaborazione con la Francia.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione NEWS<br />
OLIO EXTRAVERGINE<br />
D’OLIVA: DELEGAZIONE USA<br />
STUDIA TRACCIABILITA’<br />
UNAPROL<br />
L’oro verde made in Italy,<br />
quello che è in grado di<br />
raccontare la propria storia<br />
dalla pianta alla bottiglia, è<br />
sempre più oggetto di studio e di<br />
osservazione da parte dei<br />
consumatori più esigenti. Tra<br />
questi il Sottosegretario<br />
all’<strong>Agricoltura</strong> del Governo degli<br />
Usa che, con una folta<br />
delegazione di funzionari<br />
statunitensi, ha visitato alcune<br />
aziende olivicole aderenti ad<br />
Unaprol. In particolare durante<br />
l’incontro presso il frantoio San<br />
Clemente di Eugenio Lozzi a S.<br />
Gregorio di Tivoli il<br />
Sottosegretario di Stato ha<br />
espresso un piacevole<br />
apprezzamento per al qualità e la<br />
sicurezza dell’origine garantita<br />
attraverso il programma di<br />
rintracciabilità promossa da<br />
Unaprol, e sollecitato<br />
un’iniziativa rivolta ai buyer Usa,<br />
per garantire al consumatore<br />
nord americano l’autentico<br />
prodotto made in Italy di qualità.
news • NEWS<br />
VINO: NEL MERCATO RUSSO SEMPRE PIU’ MADE IN LAZIO<br />
è l’unico<br />
settore in controtendenza<br />
“L’agricoltura<br />
che fa registrare una<br />
crescita percentuale del valore<br />
aggiunto in termini tendenziali del<br />
4,5 per cento, dopo che lo scorso<br />
trimestre l’aumento era stato del<br />
3,5 per cento’’. È quanto emerge<br />
dalle elaborazioni della Coldiretti<br />
sui conti economici trimestrali<br />
elaborati dall’Istat per il terzo<br />
trimestre 2008, con una<br />
diminuzione complessiva del<br />
Prodotto Interno Lordo (Pil) dello<br />
0,9 su base annua. Tuttavia,<br />
secondo il presidente della Cia,<br />
Cresce l’immagine e il consumo del vino italiano<br />
in Russia. Primeggiano le “bollicine” che nelle<br />
vendite hanno superato lo champagne, ma<br />
anche altre tipologie di vino stanno riscuotendo un<br />
notevole successo. E sono molti i produttori laziali che<br />
hanno trovato nel mercato russo un felice punto di<br />
riferimento, come Paolo Di Mauro, figura<br />
rappresentativa del Vigneto <strong>Lazio</strong>, presente a Mosca,<br />
all’Interdrink, la Fiera sulle bevande alcoliche, che ogni<br />
anno si tiene nella capitale russa, per portare alle<br />
autorità il saluto dei nostri produttori.<br />
Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla delegazione<br />
italiana guidata dal direttore generale della Promex<br />
(Azienda partecipata da Fiera di Roma), dall’Agenzia<br />
Sviluppo <strong>Lazio</strong> e da Unioncamere <strong>Lazio</strong>, che da oltre dieci<br />
anni tesse i rapporti commerciali tra le aziende laziali e<br />
la realtà russa.<br />
AGRICOLTURA, CRESCITA PERCENTUALE DEL +4,5%<br />
Giuseppe Politi, nonostante il dato<br />
tendenziale positivo del +4,5% sia<br />
positivo, “il calo del 3% del valore<br />
aggiunto in agricoltura, che si è<br />
verificato nel terzo trimestre del<br />
2008 rispetto al trimestre<br />
precedente, conferma le forti<br />
difficoltà del settore agricolo”.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
7
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
8<br />
news •<br />
NEWS<br />
REGIONE LAZIO, MARCHIO QUALITÀ<br />
La <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> sosterrà “Qualità lavoro”,<br />
il nuovo marchio etico-sociale per le<br />
aziende agricole biologiche. Presentato<br />
congiuntamente da Aiab (Associazione italiana<br />
per l’agricoltura biologica), Uila (Unione italiana<br />
lavoratori agroalimentari) e dalle Commissioni<br />
regionali <strong>Agricoltura</strong> e Lavoro, al marchio<br />
possono aderire le aziende agricole biologiche<br />
che si impegnino a garantire al consumatore sia<br />
la qualità del lavoro che a rispettare un apposito<br />
disciplinare che impone il rispetto del<br />
contratto nazionale dei lavoratori agricoli. “È<br />
stata una discussione utile su un tema di<br />
grande attualità - ha detto il presidente della<br />
A BIOLOGICO VIRTUOSO<br />
commissione <strong>Agricoltura</strong>, Mario Perilli –<br />
perché l’agricoltura biologica è un pezzo<br />
rilevante dell’agricoltura laziale. Assieme<br />
al presidente della Commissione Lavoro,<br />
Giuseppe Mariani – continua Perilli -<br />
informeremo il presidente Marrazzo e<br />
l’assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, per<br />
quanto riguarda la tutela e le garanzie per i<br />
lavoratori. Coinvolgeremo anche l’assessore<br />
all’agricoltura, Daniela Valentini, per costruire<br />
un apposito accordo con l’Aiab e l’Uila, al fine<br />
di dare questa ulteriore connotazione positiva<br />
alla nostra agricoltura.”
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
<strong>10</strong><br />
egione<br />
> di Daniele Camilli<br />
Dal Consiglio regionale<br />
due nuove nuove leggi per l’agricoltura l’agricoltura laziale laziale<br />
VALENTINI: “CON QUESTI PROVVEDIMENTI PORTIAMO A CONCLUSIONE IL NOSTRO IMPIANTO DI RIFORMA E SVILUPPO<br />
DELL’AGRICOLTURA LAZIALE”. PRESTO IN DISCUSSIONE ANCHE L’EMENDAMENTO PER L’ISTITUZIONE DEI PARCHI AGRICOLI.<br />
Gli obiettivi della Legge<br />
di contrattazione di filiera<br />
Promuovere la costituzione di<br />
organizzazioni di produttori per la<br />
commercializzazione dei prodotti.<br />
Promuovere accordi regionali di filiera,<br />
finalizzati all’integrazione dei soggetti<br />
economici coinvolti nella filiera ed alla<br />
valorizzazione dei prodotti agricoli ed<br />
agroalimentari.<br />
Coinvolgere tutti gli attori dei processi<br />
di produzione, trasformazione,<br />
commercializzazione e distribuzione,<br />
nonché i lavoratori e i consumatori.<br />
Favorire la formazione di filiere corte,<br />
incentivando la costituzione dei gruppi<br />
di offerta e di acquisto e la<br />
commercializzazione diretta.<br />
Mettere in moto l’economia locale,<br />
tutelare gli anelli deboli della filiera e<br />
sostenere la creazione di parchi<br />
agricoli. Sono questi gli obiettivi di tre nuove<br />
leggi sull’agricoltura. Tre leggi per mettere a<br />
sistema il settore agricolo del <strong>Lazio</strong>:<br />
Contrattazione di filiera, Farmer’s Market e<br />
Parchi Agricoli. Le prime due sono già state<br />
approvate dal Consiglio regionale. Con la<br />
prima, che prevede un finanziamento di<br />
600mila euro solo per il 2009, verranno<br />
promossi accordi regionali sui meccanismi di<br />
formazione dei prezzi in modo da stabilizzarli.<br />
“Una legge che farà del <strong>Lazio</strong> la regione delle<br />
eccellenze – ha dichiarato Daniela Valentini,<br />
assessore all’agricoltura della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> –<br />
con la contrattazione vogliamo intervenire in<br />
modo strutturale su tutto il sistema che porta i<br />
prodotti agricoli dalle campagne sulle tavole dei<br />
consumatori, tutelando gli anelli deboli della<br />
filiera: il produttore e il consumatore”.<br />
Con la normativa sui Farmer’s Market la
• Region<br />
<strong>Regione</strong> punta invece sulla<br />
filiera corta, favorendo<br />
freschezza, stagionalità e<br />
tipicità delle produzioni laziali,<br />
nonché una fidelizzazione tra<br />
cliente e produttore agricolo,<br />
entrambi avvantaggiati dalla<br />
vendita diretta. “una<br />
normativa – ha sottolineato la<br />
Valentini – che mette in moto<br />
un nuovo sistema di<br />
distribuzione con province e<br />
comuni chiamati a gestirne gli<br />
equilibri sul mercato in favore<br />
degli agricoltori”.<br />
Soddisfazione anche dal<br />
presidente della Commissione<br />
<strong>Agricoltura</strong>, Mario Perilli. “Un<br />
percorso condiviso all’interno<br />
della Commissione - ha detto<br />
Perilli - basti pensare che la<br />
proposta iniziale per la legge<br />
LE LEGGI ISTITUITE IN AGRICOLTURA<br />
DAL 2006 AD OGGI:<br />
• Legge sui distretti rurali ed agroalimentari di qualità<br />
• Norme in materia di agriturismo e turismo rurale<br />
• Legge in materia di organismi geneticamente modificati (Ogm)<br />
• Legge sulla pesca<br />
• Legge di contrattazione di filiera<br />
• Legge sui farmer’s market<br />
sui farmer’s market è stata<br />
avanzata dal consigliere<br />
d’opposizione Di<br />
Paoloantonio. Si tratta di un<br />
sistema che stiamo mettendo<br />
insieme e che potenzia la<br />
multifunzionalità della nostra<br />
agricoltura”.<br />
“L’introduzione dei Farmer’s<br />
market – ha aggiunto il<br />
consigliere regionale, Giuseppe<br />
Parroncini – rappresenta un<br />
encomiabile esempio di<br />
accorciamento della filiera che<br />
consentirà di imprimere<br />
vitalità al sistema, di incidere<br />
positivamente sulla<br />
formazione del prezzo e di<br />
garantire qualità dell’offerta ai<br />
consumatori”.<br />
Con la nuova legge verranno<br />
pertanto concessi contributi ai<br />
comuni e agli imprenditori<br />
agricoli, sia singoli che<br />
associati, per realizzare i<br />
mercati agricoli; mercati che<br />
dovranno vendere prodotti<br />
locali. Nei capoluoghi di<br />
provincia verrà inoltre<br />
sostenuta la realizzazione di<br />
mercati agricoli che vendono<br />
prodotti biologici, così come<br />
verranno concessi contributi ai<br />
comuni che utilizzano i<br />
prodotti ortofrutticoli dei<br />
mercati agricoli per le mense<br />
scolastiche.<br />
Per quanto riguarda i parchi<br />
agricoli sono state stanziate<br />
risorse pari a 500mila euro.<br />
Gli obiettivi che si intendono<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
11
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
12<br />
egione<br />
GLI OBIETTIVI DELLA LEGGE SUI FARMER’S MARKET<br />
Concessi contributi ai comuni e agli imprenditori<br />
agricoli, sia singoli che associati, per realizzare i<br />
mercati agricoli.<br />
I mercati agricoli devono vendere prodotti locali.<br />
Nei capoluoghi di provincia viene sostenuta anche la<br />
realizzazione di mercati agricoli che vendono prodotti<br />
biologici.<br />
Vengono concessi contributi anche ai comuni che<br />
utilizzano i prodotti ortofrutticoli dei mercati agricoli per<br />
le mense scolastiche.<br />
Verrà realizzato un apposito Logo per i mercati agricoli.<br />
raggiungere puntano a<br />
preservare e rafforzare le<br />
attività agricole, mediante la<br />
commercializzazione dei<br />
prodotti e la formazione di<br />
giovani; promuovere e<br />
sviluppare l’agricoltura<br />
biologica e biodinamica;<br />
valorizzare il patrimonio<br />
naturalistico e paesaggistico;<br />
diffondere i valori culturali dei<br />
sistemi rurali; riutilizzare<br />
l’architettura rurale;<br />
recuperare i beni di interesse<br />
archeologico e monumentale; e<br />
creare un sistema di fruizione<br />
rivolto a bambini, anziani e<br />
disabili mediante itinerari<br />
ciclo-pedonali o ippici e servizi<br />
ricettivi.<br />
Promuovendo le attività<br />
agricole in aree rurali non<br />
comprese tra quelle protette<br />
recuperiamo così beni di<br />
interesse archeologico,<br />
monumentale e paesaggistico e<br />
offriamo servizi nuovi alle<br />
città come gli agrinido, i day<br />
hospital per i malati di<br />
alzheimer, percorsi dei sapori e<br />
punti vendita del biologico e<br />
tipico. La scelta è quella di<br />
valorizzare queste aree,<br />
rendendole anche più fruibili<br />
al pubblico.
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
14<br />
egione<br />
NEL LAZIO VARATA<br />
LA LEGGE SULL’ ALTRA ECONOMIA<br />
L’Altra Economia è realtà<br />
nel <strong>Lazio</strong>. Da oggi gode<br />
di un riconoscimento<br />
legislativo. Per la prima volta<br />
in Italia ambiti come<br />
l’agricoltura biologica, la<br />
produzione di beni ecocompatibili,<br />
il commercio<br />
equo e solidale, il consumo<br />
critico, la finanza etica, il<br />
risparmio energetico e le<br />
energie rinnovabili, il riuso e<br />
riciclo dei materiali, i sistemi<br />
di scambio non monetario, il<br />
software libero, il turismo<br />
responsabile, sono<br />
riconosciuti e sostenuti<br />
normativamente, e nel loro<br />
insieme, da una<br />
Amministrazione pubblica. La<br />
Giunta regionale del <strong>Lazio</strong>,<br />
infatti, ha approvatato la<br />
delibera di Giunta, presentata<br />
dall’assessore al Bilancio,<br />
programmazione economicofinanziaria<br />
e partecipazione<br />
> di Marco Incagnola<br />
della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> Luigi<br />
Nieri, che prevede la<br />
valorizzazione di attività<br />
dell’Altra Economia, per<br />
mezzo di incentivi economici,<br />
la creazione di veri e propri<br />
centri dell’Altra Economia, la<br />
promozione di scambi di<br />
esperienze, di servizi e di beni,<br />
rispettando i criteri delle<br />
“filiere corte”, ossia le attività<br />
basate sul rapporto diretto tra<br />
produttore e consumatore. In
• Region<br />
particolare l’Altra Economia<br />
riguarda, dal lato dell’offerta,<br />
le imprese e le micro-imprese<br />
che inseriscono questi<br />
elementi quali requisiti<br />
qualificanti la loro<br />
operatività, regolarmente<br />
registrate con il loro numero<br />
di addetti e con regolari<br />
bilanci. Dal lato della<br />
domanda, invece, le varie<br />
forme di organizzazione del<br />
consumo critico, finalizzate<br />
all’acquisto collettivo di beni<br />
e servizi ‘altro-economici’ o<br />
all’informazione e alla tutela<br />
dei consumatori. Un caso<br />
noto è quello dei Gas, i<br />
gruppi di acquisto solidale.<br />
«Oggi più che mai è<br />
indispensabile ripensare a<br />
un’economia che valorizzi le<br />
relazioni prima che il profitto<br />
e che riconosca un’equa<br />
ripartizione delle risorse nel<br />
rispetto dell’ambiente<br />
naturale e nell’arricchimento<br />
di quello sociale – ha<br />
dichiarato l’assessore al<br />
Bilancio, programmazione<br />
economico-finanziaria e<br />
partecipazione della <strong>Regione</strong><br />
<strong>Lazio</strong> Luigi Nieri». Solo a<br />
Roma sono 40 le associazioni<br />
e le cooperative che fanno<br />
parte del Tavolo dell’ Altra<br />
Economia. Una realtà che nel<br />
<strong>Lazio</strong>, ad oggi, supera le 2000<br />
unità tra imprese e realtà<br />
associative e cooperative.<br />
Secondo Andrea Ferrante,<br />
presidente nazionale Aiab,<br />
«con questa Legge regionale si<br />
riconosce che c’è un altro<br />
modo di fare economia che ha<br />
una sua valenza in termini<br />
economici - Un settore che,<br />
oltretutto, fornisce<br />
un’occupazione più stabile,<br />
perché più legata al<br />
territorio». In questo modo la<br />
<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> concede dignità<br />
istituzionale a questi temi<br />
stabilendo, con norma,<br />
principi e ambiti di<br />
applicazione. Tutte la attività<br />
normate dalla questa proposta<br />
diverranno attività prioritarie<br />
nei bandi ordinari di<br />
finanziamenti ed agevolazioni<br />
che la <strong>Regione</strong>, in base a fondi<br />
europei e governativi,<br />
normalmente emana.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
15
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
16<br />
egione<br />
> di Dario Borlandelli<br />
SICUREZZA: LA REGIONE FINANZIA<br />
IL VIGILE DI QUARTIERE<br />
OLTRE UN MILIONE<br />
DI EURO PER I<br />
VIGILI DEL LAZIO<br />
Sono stati finanziati dall’Assessorato<br />
agli Affari Istituzionali, Enti Locali e<br />
Sicurezza della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, i<br />
progetti presentati dai Comuni con territorio<br />
articolato in circoscrizioni, per rendere<br />
operativi i vigili di prossimità.<br />
I Comuni che hanno presentato un progetto e<br />
che hanno ottenuto il finanziamento sono sei:<br />
Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Albano e<br />
Guidonia Montecelio.<br />
Il contributo erogato della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> sarà di<br />
1.300.000, di cui 1 milione in favore del Comune<br />
di Roma, che potrà<br />
dispiegare nella Capitale<br />
ben <strong>10</strong>0 unità operative.<br />
Nella città di Roma i vigili<br />
di prossimità, secondo le<br />
indicazioni del progetto<br />
comunale, saranno<br />
operativi in 12 Municipi,<br />
con particolare riguardo<br />
per le aree periferiche come<br />
Lunghezza, Settecamini,<br />
Tor Tre Teste e Settebagni.<br />
Ma anche Morena,<br />
Spinaceto, Castel di Leva,<br />
Ostia Antica, Casalotti,<br />
Ottavia, Labaro e<br />
Massimina.<br />
“Con il vigile di prossimità<br />
– ha dichiarato l’Assessore<br />
regionale alla Sicurezza,<br />
Daniele Fichera – mettiamo<br />
le Amministrazioni<br />
Comunali in condizione di<br />
garantire un importante<br />
presidio fondato sulla specifica conoscenza del<br />
territorio e sulla riconoscibilità degli operatori.<br />
I vigili avranno il compito di intervenire su 3 aree:<br />
livello della qualità urbana, mobilità e sicurezza,<br />
allarme sociale e convivenza civile. Gi interventi<br />
saranno orientati al contrasto di quei fenomeni di<br />
criminalità maggiormente avvertiti dai cittadini<br />
come gli atti di teppismo e di vandalismo, il racket<br />
dell’abusivismo commerciale e dell’accattonaggio<br />
La loro azione, inoltre, incrementerà la qualità del<br />
controllo sul territorio e migliorerà la vivibilità<br />
attraverso l’ascolto delle problematiche dei<br />
cittadini e degli operatori commerciali.<br />
Contrasto dell’illegalità dunque, ma anche<br />
prevenzione, con la vigilanza degli istituti<br />
scolastici, degli spazi<br />
pubblici come parchi o<br />
aree vedi, e tutela della<br />
pacifica convivenza civile<br />
con segnalazioni di<br />
particolari situazioni di<br />
disagio sociale.<br />
“I progetti – ha spiegato<br />
l’Assessore Fichera -<br />
prevedono anche il<br />
finanziamento di specifiche<br />
attività formative per tutto<br />
il personale coinvolto nello<br />
svolgimento del servizio.<br />
Negli altri 5 Comuni<br />
vincitori del bando, la<br />
<strong>Regione</strong> finanzierà, con<br />
300.000, l’attivazione di 30<br />
vigili di prossimità: 8 unità<br />
nel Comune di Frosinone, 8<br />
nel Comune di Latina, 8 nel<br />
Comune di Rieti, 3 ad<br />
Albano e 3 a Guidonia<br />
Montecelio.
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
18<br />
egione<br />
> di Daniele Camilli<br />
UN FONDO DI GARANZIA<br />
PER GLI AGRICOLTORI LAZIALI<br />
Oltre quattro milioni di euro per permettere agli imprenditori agricoli di<br />
affrontare mutui e prestiti in modo sereno e garantito.<br />
Un Fondo di Garanzia<br />
di 4 milioni e mezzo di<br />
euro per dare agli<br />
agricoltori la certezza di<br />
realizzare tutti gli investimenti<br />
previsti dai progetti presentati<br />
con il Programma di Sviluppo<br />
Rurale. È questo l’accordo<br />
raggiunto con le banche dalla<br />
<strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> per permettere<br />
alle aziende agricole di<br />
affrontare mutui e altre forme<br />
di prestito in modo sereno e<br />
garantito.<br />
“Con l’accordo si punta non<br />
solo a dare dei finanziamenti,<br />
ma anche ad aiutare gli<br />
agricoltori a portare avanti e a<br />
rendere solidi i loro progetti di<br />
sviluppo e, in un periodo di<br />
crisi economica, creare un<br />
volano occupazionale basato<br />
sulla sicurezza dei posti di<br />
lavoro.<br />
Grazie all’accordo gli<br />
agricoltori che vedranno i loro<br />
progetti approvati nell’ambito<br />
del PSR potranno dunque<br />
beneficiare del cofinanziamento<br />
previsto (40-45%) e chiedere<br />
alle banche un mutuo o un<br />
prestito garantiti per coprire il<br />
resto dell’investimento.<br />
Le domande presentate finora<br />
per il PSR sono state oltre 5<br />
mila. Di cui più di 600 per la
• Region<br />
LE DOMANDE PRESENTATE DAGLI AGRICOLTORI PER IL NUOVO PSR<br />
ASSE I – INVESTIMENTI E PROGETTAZIONE INTEGRATA DI FILIERA: Totale – 2.690<br />
Queste domande riguardano gli investimenti nelle aziende agricole, l’insediamento di giovani agricoltori, i prepensionamenti, gli<br />
investimenti agroindustriali, la multifunzionalità, la qualità, la formazione e l’assistenza tecnica così suddivise per province:<br />
• Frosinone – 882<br />
• Latina – 526<br />
• Rieti – 243<br />
• Roma – 379<br />
• Viterbo – 660<br />
ASSE II – AGROAMBIENTE<br />
Per gli interventi agroambientali (comportamenti virtuosi degli agricoltori, qualità dei terreni) sono state presentate 3.138 domande, di<br />
cui oltre 1.400 nel biologico<br />
• Frosinone – 157<br />
• Latina – 226<br />
• Rieti – 921<br />
• Roma – 544<br />
• Viterbo – 1.290<br />
nascita di nuove imprese guidate da giovani,<br />
1.400 per il biologico e 166 per la Progettazione<br />
Integrata di Filiera (PIF), ossia tutti quegli<br />
interventi capaci di coinvolgere gli operatori dei<br />
comparti agricoli, agroalimentare e dei servizi<br />
attraverso una strategia di sviluppo comune.<br />
Duemilaseicentonovanta domande riguardano gli<br />
investimenti nelle aziende agricole,<br />
l’insediamento di giovani agricoltori, i<br />
prepensionamenti, gli investimenti<br />
agroindustriali, la multifunzionalità, la qualità, la<br />
formazione e l’assistenza tecnica, mentre 3.138 si<br />
concentrano sulle misure agroambientali e 150<br />
sugli agriturismo.<br />
Le province che hanno presentato il maggior<br />
numero di richieste di finanziamento sono quelle<br />
di Viterbo (1.950) e Rieti (1.164). Seguono<br />
Frosinone (<strong>10</strong>39), Roma (923) e Latina (752).<br />
Una realtà che interviene su un settore agricolo<br />
con una superficie di 730 mila ettari (l’80% di<br />
quella regionale) e oltre <strong>10</strong>0 mila aziende che<br />
solo nel 2008 sono cresciute di 1200 unità, molte<br />
delle quali gestite da giovani e donne sotto i 35<br />
anni. Un’agricoltura che contribuisce per il 12%<br />
al PIL regionale e per la quale il Programma di<br />
Sviluppo Rurale (PSR) ha avviato un<br />
investimento che si aggira attorno al miliardo e<br />
mezzo di euro in sette anni. In questi anni sono<br />
infine aumentate anche le società agricole di<br />
capitali e di persone. Le prime sono passate da<br />
624 a 649. Le seconde da 1.694 a 1.729. Sono<br />
invece diminuite le ditte individuali (da 55.269 a<br />
50.945). Ciò significa che si assiste a una<br />
riorganizzazione del sistema delle aziende e del<br />
modo di fare impresa che diventa sempre più<br />
moderno e competitivo.<br />
La <strong>Regione</strong> sta infine lavorando ad una nuova<br />
Legge sul Credito agrario per dare alle aziende<br />
agricole la possibilità di far fronte sia alle spese<br />
di lavorazione sia alle esigenze del mercato. A tal<br />
proposito saranno previsti interventi di garanzia<br />
da parte di Unionfidi e dei Confidi.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
19
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
20<br />
rsial • A<br />
> pagine a cura di Valentina Conti<br />
VENDEMMIA NEL LAZIO:<br />
MENO UVA MA VINO DI OTTIMA QUALITÀ<br />
Meno uva, ma vino di miglior qualità. Questo il trend della vendemmia 2008<br />
nel <strong>Lazio</strong>, secondo l’associazione Assoenologi che ha elaborato i dati sulla<br />
raccolta dell’uva nei vigneti dell’intero territorio regionale. Dall’indagine<br />
emerge un calo del 20% della quantità di uva raccolta rispetto all’anno precedente, per una<br />
produzione complessiva inferiore a 1.500.000 ettolitri. Una produzione, però, di qualità.<br />
Anzi, con tendenze all’ottimo, come conferma a Labitalia il Commissario straordinario Arsial,<br />
Massimo Pallottini: “Quest’anno - ha dichiarato - abbiamo una buona qualità, con una<br />
riduzione della quantità, circa il 20% in meno del 20<strong>07</strong>. Quello sulla qualità è un dato<br />
incoraggiante ed è un trend in corso da diversi anni, anche se naturalmente i conti si fanno<br />
alla fine, a prodotto finito. I tecnici e gli enologi comunque - ha aggiunto Pallottini – ci<br />
confermano che questa è un’annata di buona qualità, con punte di ottimo”.<br />
I GRANAI CONQUISTATI DAI PREZIOSI REGALI DEL LAZIO<br />
Un viaggio nell’enogastronomia del <strong>Lazio</strong>, con<br />
particolare attenzione ai prodotti che hanno<br />
ricevuto i riconoscimenti DOP, IGP e ai 350<br />
prodotti tradizionali censiti nel <strong>Lazio</strong>, oltre che ai vini<br />
DOCG, DOC e IGT. Stiamo parlando de “I Preziosi<br />
regali del <strong>Lazio</strong>”, l’iniziativa svoltasi presso la<br />
Galleria del Centro Commerciale I Granai di Nerva<br />
della Capitale che, nei giorni precedenti le festività<br />
natalizie, ha dato la possibilità ad appassionati di<br />
enogastronomia e semplici curiosi di degustare e<br />
acquistare le eccellenze agricole ed agroalimentari<br />
della regione. Un progetto che rientra nella politica<br />
dell’Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> e<br />
di Arsial, volto ad incentivare la vendita dei prodotti<br />
tipici regionali presso il mercato romano.“Un modo<br />
per promuovere le nostre eccellenze e permettere al<br />
consumatore di mangiar bene conoscendo i prodotti<br />
della terra” ha commentato l’Assessore regionale<br />
all’<strong>Agricoltura</strong>, Daniela Valentini, ricordando come<br />
“iniziative del genere permettano di conciliare le<br />
esigenze del produttore con quelle del consumatore,<br />
in modo da rappresentare anche un’idea regalo<br />
originale e di qualità”. All’interno di appositi spazi<br />
allestiti per l’occasione, infatti, i prodotti tipici<br />
regionali sono stati confezionati in maniera originale,<br />
tale da poter diventare un’idea regalo particolarissima<br />
e di qualità. “Con questa iniziativa – ha evidenziato il<br />
Commissario straordinario Arsial, Massimo Pallottini<br />
– intendiamo incentivare il rapporto tra la città di<br />
Roma e le identità rurali della nostra regione, tra i<br />
consumatori romani e i prodotti laziali di qualità”.
sial • A<br />
FRANTOI APERTI NEL LAZIO PER LA<br />
FRANTOI APERTI NEL LAZIO PER LA<br />
PROMOZIONE DELL’ORO VERDE<br />
Promuovere l’olio di<br />
eccellenza della regione<br />
sia presso gli operatori<br />
di settore che verso i<br />
consumatori, sempre più<br />
attenti alla qualità dei prodotti<br />
e, soprattutto, ai principi di<br />
un’alimentazione consapevole<br />
ed equilibrata, con particolare<br />
riguardo alla provenienza e<br />
alla salubrità delle produzioni.<br />
Con queste finalità, ARSIAL –<br />
Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong><br />
della <strong>Regione</strong>, in<br />
collaborazione con<br />
l’Associazione Nazionale Città<br />
dell’Olio, ha partecipato alla<br />
quinta edizione di ‘Frantoi<br />
Aperti del <strong>Lazio</strong>’. Una<br />
straordinaria opportunità di<br />
promozione per l’olio regionale<br />
delle aziende laziali che hanno<br />
preso parte ad un’edizione<br />
della manifestazione rinnovata<br />
e perfezionata nella tipologia e<br />
nella concretezza delle diverse<br />
iniziative. “Il nostro impegno<br />
sul comparto – ha commentato<br />
Fabio Massimo Pallottini,<br />
Commissario straordinario<br />
dell’Agenzia - si basa su azioni<br />
in grado di valorizzare<br />
l’identità dei territori, che<br />
conferiscono valore aggiunto al<br />
prodotto. L’obiettivo<br />
del nostro lavoro è<br />
quello di riuscire a<br />
consolidare un<br />
percorso di<br />
commercializzazione e<br />
di garanzia qualitativa<br />
delle produzioni<br />
oleiche certificate”.<br />
<strong>10</strong>0 i frantoi che<br />
hanno offerto al<br />
pubblico, nelle<br />
giornate di apertura,<br />
momenti di<br />
animazione di varia natura, ma<br />
soprattutto sono stati in grado<br />
di far degustare piatti tipici. Un<br />
fitto programma di animazione<br />
territoriale ha visto, inoltre,<br />
protagoniste le province di<br />
Rieti e Viterbo, quelle che, tra<br />
l’altro, hanno avuto maggiore<br />
numero di visite, acquisti e<br />
degustazioni nei frantoi,<br />
nonostante il tempo<br />
inclemente. Altre attività di<br />
animazione parallele sono state<br />
organizzate dai comuni<br />
olivetati del <strong>Lazio</strong> aderenti<br />
all’iniziativa. Come quelle<br />
realizzate dai Comuni aderenti<br />
all’Associazione Città<br />
dell’Olio, in sinergia con la<br />
manifestazione ‘Pane e Olio in<br />
Frantoio’, la giornata<br />
nazionale dei pani e degli oli<br />
tipici, e con l’iniziativa<br />
Unaprol, ‘Olio d’Autore’.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
21
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
22<br />
onsum<br />
> di Alessandra De Luca<br />
Èiniziata la<br />
commercializzazione di<br />
Colossella. Da lunedì 15<br />
dicembre nei primi 58<br />
supermercati di Roma e<br />
provincia è possibile acquistare<br />
la mozzarella di latte di bufala<br />
del <strong>Lazio</strong> con il marchio di<br />
Colossella<br />
va in città<br />
qualità Colossella. A<br />
lanciare per primi la<br />
commercializzazione<br />
delle mozzarelle made in <strong>Lazio</strong><br />
sono i punti vendita Pim e Sir<br />
della catena Gros e i Sidis e Ser<br />
Franco del Gruppo Mercurio.<br />
La vendita riguarda, per questo<br />
primo periodo, la sola<br />
mozzarella di latte di bufala, ma<br />
è prevista per i prossimi mesi la<br />
distribuzione di altri trasformati<br />
derivati, anche da latte bovino.<br />
A partire dal mese di marzo<br />
saranno in vendita i formaggi<br />
trasformati da latte ovino e<br />
caprino, tutti col marchio<br />
Colossella.<br />
Un risultato davvero esaltante<br />
per la <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>,<br />
raggiunto in tempi molto<br />
rapidi (in soli 8 mesi) grazie al<br />
grande lavoro di concertazione<br />
allevatori, produttori,<br />
distributori commerciali e<br />
istituzioni locali e regionali.<br />
DAL 15 DICEMBRE IN PIÙ DI 50 SUPERMERCATI DI ROMA E DELLA<br />
PROVINCIA SONO IN VENDITA LE MOZZARELLE DI LATTE DI BUFALA<br />
DEL LAZIO CERTIFICATE COLOSSELLA. PRESTO IN VENDITA<br />
ANCHE GLI ALTRI PRODOTTI TRASFORMATI.<br />
Un’iniziativa che è riuscita a<br />
trasformare una grave crisi di<br />
mercato del comparto in una<br />
opportunità di crescita. A<br />
sottolineare la soddisfazione per<br />
il felice epilogo della vicenda è il<br />
presidente del <strong>Lazio</strong>, Piero<br />
Marrazzo, che nel giorno del<br />
lancio delle vendite delle<br />
mozzarelle Colossella ha<br />
dichiarato come “questo<br />
marchio di qualità contribuisce<br />
a riabilitare l’immagine del<br />
<strong>Lazio</strong> come terra di cultura,<br />
tradizione ed eccellenza. Tutto
tori • Co<br />
questo grazie alla nostra grande capacità di fare<br />
squadra nei momenti difficili”.<br />
Il percorso del marchio Colossella è nato<br />
nell’aprile scorso in seguito all’esplosione del<br />
caso di presenza di diossina nella mozzarella di<br />
bufala prodotta nel casentino, uno scandalo<br />
che fece crollare immediatamente le vendite<br />
delle mozzarelle prodotte nel <strong>Lazio</strong>,<br />
paralizzando in pochi giorni tutte le attività<br />
produttive legate al settore.<br />
Il marchio di qualità, benché realizzato in stretto<br />
giro di pochi mesi, ha previsto una fase molto<br />
articolata e complessa per la realizzazione di un<br />
Consorzio di produttori e di un disciplinare per il<br />
rilascio della certificazione di qualità.<br />
Il Consorzio oggi racchiude oltre <strong>10</strong>0 allevatori e<br />
15 caseifici, coinvolge 37 comuni delle province di<br />
Roma, Latina e Frosinone, e garantisce una<br />
produzione di 400 quintali di latte al giorno, pari<br />
a <strong>10</strong>0 quintali di mozzarelle di bufala.<br />
Il disciplinare per il rilascio della certificazione si<br />
basa su tre aspetti fondamentali: il controllo di<br />
origine della filiera (allevamenti, caseifici e<br />
aziende agricole devono operare nell’ambito<br />
territoriale), la qualità del latte (corretti indici di<br />
grasso, proteine e attitudine casearia), e la<br />
garanzia di eticità riferita in particolar modo al<br />
benessere degli animali.<br />
Non nasconde la sua soddisfazione anche<br />
l’assessore all’agricoltura Daniela Valentini per<br />
aver saputo dare “risposte concrete sia agli<br />
allevatori del <strong>Lazio</strong>, vittime innocenti di una<br />
crisi proveniente da altri territori, sia ai<br />
consumatori, sempre più esigenti di qualità e<br />
sicurezza alimentare”.<br />
“Il nostro obiettivo è fare in modo che l’intera<br />
filiera del latte, dalla produzione alla<br />
trasformazione fino alla commercializzazione, si<br />
concentri tutta nel territorio del <strong>Lazio</strong>” ha<br />
annunciato il presidente del Consorzio Colossella,<br />
Salvatore Rinna. Un obiettivo molto ambizioso,<br />
visto che oggi il 90% del latte munto dalle circa<br />
20mila bufale ciociare e pontine è venduto e<br />
trasformato nel territorio di Caserta, mentre<br />
soltanto il <strong>10</strong>% dell’intera produzione di<br />
mozzarella di bufala si realizza nei caseifici di<br />
Frosinone e Latina.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
23
Il Prof.<br />
PIETRO A. MIGLIACCIO<br />
si è laureato a<br />
Roma in medicina<br />
e chirurgia.<br />
È Libero Docente<br />
in Scienzadell’Alimentazione<br />
e specialista<br />
in Gastroenterologia;<br />
è anche esperto in Auxologia.<br />
Per oltre 25 anni è stato ricercatore<br />
dell’Istituto Nazionale della Nutrizione,<br />
con il quale continua a collaborare per le<br />
attività di Educazione Alimentare e di ricerca.<br />
Svolge, attività didattica presso<br />
l’Università La Sapienza di Roma ed è<br />
spesso invitato da altre Università per<br />
conferenze e seminari. È autore di numerose<br />
pubblicazioni scientifiche in ambito<br />
biochimico e nutrizionale e collabora attivamente<br />
con la stampa e con numerose<br />
testate radiotelevisive per la divulgazione<br />
di temi riguardanti gli alimenti, la<br />
nutrizione e la salute. È spesso relatore<br />
in congressi e convegni scientifici e continua<br />
a pubblicare su prestigiose riviste<br />
italiane e straniere.<br />
1) Immancabile ingrediente dei cenoni<br />
natalizi è la frutta secca, solitamente<br />
citata per l’eccesso di calorie ed i<br />
conseguenti problemi per la linea.<br />
Ma quali sono, invece, le virtù di noci,<br />
mandorle, nocciole e fichi secchi?<br />
Quanto questi alimenti possono<br />
contribuire a variare la dieta di adulti<br />
e piccini senza appesantirla?<br />
Nel parlare di frutta secca ci si riferisce<br />
normalmente a tutte le varietà; in realtà si<br />
distingue quella a guscio (noci, nocciole,<br />
Una corretta alimentazione?<br />
Chiediamolo all’esperto<br />
LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIÙ RICORRENTI DEI NOSTRI<br />
LETTORI A CURA DEL PROF. PIETRO A. MIGLIACCIO, CON<br />
LA COLLABORAZIONE DELLE DOTT.SSE IN DIETISTICA<br />
SILVANA NASCIMBEN E SARA QUADRINI.<br />
mandorle, pinoli, arachidi, pistacchi) e<br />
quella polposa disidratata (fichi, prugne,<br />
albicocche, uva passa, datteri). Tutta la<br />
frutta secca è ricca di fibra, importante per<br />
la regolarizzazione della funzionalità<br />
intestinale, e povera di acqua. In particolare<br />
presenta un elevato contenuto in grassi che<br />
trovandosi sottoforma di acidi grassi insaturi<br />
e polinsaturi contribuiscono ad abbassare i<br />
livelli di colesterolo nel sangue ed a ridurre<br />
il rischio di malattie cardiovascolari. Sono<br />
inoltre frutti privi di colesterolo. In un<br />
regime di dieta vegetariano possono essere<br />
alimenti importanti per coprire il fabbisogno<br />
di proteine che, pur non essendo nobili<br />
come quelle della carne e del pesce, sono<br />
pari a 12-13 g ogni <strong>10</strong>0 g. Sono frutti ricchi<br />
di vitamine del gruppo B ed E (di cui sono<br />
note le proprietà antiossidanti) che però si<br />
denaturano con i processi di tostatura e per<br />
questo è preferibile consumarli non tostati.<br />
Rilevante è inoltre la presenza di sali<br />
minerali come potassio, rame, fosforo, ferro<br />
e calcio.<br />
La frutta secca però non può essere<br />
consumata da tutti: per esempio chi soffre<br />
di problemi renali, chi segue regimi dietetici<br />
ipocalorici ed i diabetici devono evitarla, o<br />
consumarla in modesta quantità, per l’alto<br />
contenuto di zuccheri. E’ molto saporita e<br />
gustosa ma può risultare di difficile<br />
digestione e pertanto non è sempre<br />
consigliata a chi soffre di disturbi gastrointestinali<br />
(es. colite cronica) e ai bambini<br />
prima dei 2-3 anni. Ricordiamo per curiosità<br />
che una noce fornisce 35 kcal, <strong>10</strong> noci<br />
corrispondono a <strong>10</strong>0 g di pasta scondita,<br />
quindi è bene sgranocchiare con parsimonia<br />
la frutta secca soprattutto dopo i pasti per il<br />
surplus di calorie che forniscono.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
25
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
26<br />
2) Quanto il freddo di questo periodo<br />
può danneggiare realmente la nostra<br />
pelle e i capelli? Come possiamo<br />
proteggerli?<br />
Il benessere dei capelli e della pelle è<br />
spesso influenzata da molteplici fattori quali<br />
sicuramente il clima, il vento e lo smog. È<br />
perciò necessario fornire con l’alimentazione<br />
tutti i principi nutritivi necessari al<br />
mantenimento della loro salute. Sarà<br />
necessario fare il pieno di vitamine e sali<br />
minerali mangiando molta frutta e verdura<br />
così da aumentare gli antiossidanti utili a<br />
contrastare la formazione dei radicali liberi<br />
che sono i responsabili della degenerazione<br />
cellulare e quindi dell’invecchiamento della<br />
pelle e della secchezza del capello. Non<br />
devono mai mancare nei pasti principali le<br />
proteine introdotte con carne, pesce, uova,<br />
formaggi e legumi e i carboidrati che<br />
rappresentano “l’energia pulita” e pertanto<br />
meno inquinante per le esigenze energetiche<br />
delle cellule umane. È necessario inoltre<br />
limitare l’uso dei grassi preferendo come<br />
condimento l’olio extravergine di oliva.
3) Nei mesi di invernali, molti hanno<br />
ripreso la sana abitudine di praticare<br />
attività sportiva durante l’anno. Chi<br />
pratica una costante attività motoria e<br />
vuole perdere i grassi in eccesso deve<br />
ridurre i carboidrati o mantenere<br />
sempre la proporzione 60-20-20?<br />
Tutte le persone che praticano sport a livello<br />
amatoriale ed agonistico, chi più chi meno,<br />
hanno delle convinzioni e/o delle ritualità<br />
alimentari. Già nell’antichità erano presenti<br />
vere e proprie leggende sul contributo che<br />
l’alimentazione avrebbe potuto dare per una<br />
maggiore efficienza fisica nelle competizioni<br />
sportive. Gli atleti delle prime olimpiadi si<br />
sottoponevano a diete prevalentemente, ma<br />
non esclusivamente, vegetariane utilizzando<br />
cereali, fichi secchi, miele, frutta cotta,<br />
formaggio. Ippocrate di Cos (V – IV sec. a. C.)<br />
dedicò studi particolari alle carni distribuendo<br />
consigli che oggi ci appaiono quantomeno<br />
singolari: per i saltatori era ritenuto opportuno<br />
il consumo di carne di capra, per chi<br />
praticava la corsa carne di toro, per i lottatori<br />
ed i gladiatori carne di<br />
maiale; il vino era proibito.<br />
Galeno (II sec. d.C.)<br />
consigliava di bere poco e<br />
mangiare poca carne in<br />
allenamento, Senofonte<br />
invece di non abbondare in<br />
pane e farinacei perché<br />
appesantivano, Filostrato<br />
era invece per l’uso dei<br />
dolci prima delle gare. E<br />
troviamo poi una serie di<br />
schemi dietetici per gli<br />
atleti alcuni dei quali<br />
veramente strani. Con<br />
queste premesse non ci<br />
dobbiamo meravigliare se<br />
nei decenni passati,<br />
importata dagli Stati Uniti,<br />
c’era per gli atleti la moda<br />
della carne e verdura.<br />
Oggi sappiamo invece che<br />
l’alimentazione dell’atleta,<br />
anche dei professionisti ad<br />
altissimo livello, poco si<br />
discosta da quelli che sono<br />
i canoni della corretta alimentazione<br />
consigliata per tutta la popolazione. Una<br />
dieta equilibrata deve contenere, nel giusto<br />
rapporto, i nutrienti energetici ossia i<br />
carboidrati, le proteine e i grassi. 1 g di<br />
carboidrati fornisce 3,75 kcal, 1g di proteine<br />
4 kcal e 1 g di grassi 9 kcal. Anche le<br />
bevande alcoliche apportano energia nella<br />
quantità di 7 kcal per g di alcool. Vitamine,<br />
sali minerali ed acqua non apportano<br />
energia ma sono indispensabili<br />
all’organismo. L’equilibrio tra i vari nutrienti<br />
energetici deve essere tale che il 55-60%<br />
del totale delle calorie giornaliere provenga<br />
dai glucidi, il 12-15% dalle proteine e meno<br />
del 30% dai lipidi. Una dieta equilibrata, se<br />
variata nei suoi componenti, apporta anche<br />
la giusta quantità di tutti gli altri nutrienti<br />
(vitamine e sali minerali) ed è pertanto<br />
consigliabile a chi pratica attività sportiva.<br />
Ricordiamo tuttavia che il pranzo o la cena<br />
devono essere consumati almeno tre ore<br />
prima dell’evento sportivo, in quanto sia la<br />
digestione che lo sforzo muscolare<br />
richiedono un notevole afflusso di sangue<br />
all’apparato digerente. È dunque importante<br />
rispettare la legge delle tre ore per evitare<br />
una scarsa irrorazione della muscolatura e<br />
quindi una sua minore efficienza oltre ad<br />
una lenta e difficile digestione.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
27
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
28<br />
erritorio<br />
NEL LAZIO OLTRE 52 MILIONI DI<br />
EURO DI DANNI ALL’AGRICOLTURA<br />
Ammontano a 52 milioni di euro attualmente<br />
i danni all’agricoltura causati dal maltempo<br />
delle ultime settimane nel <strong>Lazio</strong>. È questa la<br />
stima emersa da un primo tavolo tecnico<br />
convocato in regione dall’assessore all’<strong>Agricoltura</strong><br />
Daniela Valentini in seguito all’alluvione che ha<br />
colpito il <strong>Lazio</strong> nel mese di dicembre. ‘’Cifra<br />
approssimativa - ha precisato la Valentini - anche<br />
perché non disponiamo ancora dei dati relativi ai<br />
settori della zootecnia, della pesca e, non ultima<br />
della mancata raccolta delle olive’’. Da una prima<br />
ricognizione, sembra la provincia di Roma quella<br />
S i<br />
è conclusa lo scorso 14 dicembre la<br />
deroga per la caccia dello storno,<br />
inserito per la prima volta nell’elenco<br />
delle specie cacciabili con apposita<br />
autorizzazione concessa dalla <strong>Regione</strong> per la<br />
stagione venatoria in corso.<br />
A partire da questa data in tutto il territorio del<br />
<strong>Lazio</strong> è scattato il divieto di sparare a questo<br />
volatile, la cui massiccia presenza nei grandi<br />
centri urbani e negli uliveti scatena da tempo<br />
polemiche tra mondo venatorio ed associazioni<br />
ambientaliste. Motivo del contendere l’opportunità<br />
di contenere il proliferare degli storni, ritenuti<br />
dannosi per l’agricoltura, in particolare per il<br />
settore dell’olivicoltura, attraverso la caccia.<br />
La stagione venatoria del <strong>Lazio</strong>, relativa alle altre<br />
specie, andrà comunque regolarmente avanti e si<br />
concluderà il prossimo 31 gennaio.<br />
più colpita, almeno per quanto riguarda i danni ai<br />
terreni (oltre 5 mila ettari), seguita da quella di<br />
Viterbo, con 3.300 ettari di terreni da semina<br />
sommersi, da Frosinone con 2.500 ettari e Latina<br />
con oltre 1.500 ettari. Meno problematica la<br />
situazione nella provincia di Rieti, dove i danni<br />
maggiori sembrano essere al momento quelli<br />
relativi al mais da granella. Dei 52 milioni totali, 6<br />
sono destinati al ripristino dei 2mila chilometri di<br />
strade rurali danneggiate e 46 milioni ai terreni da<br />
semina e da coltura allagati. “Entro i prossimi tre<br />
mesi – annuncia l’assessore regionale<br />
all’agricoltura - avvieremo un tavolo tecnico per<br />
realizzare una completa mappatura e intervenire<br />
preventivamente in quelle zone dove i danni<br />
presentano particolari punti di criticità’’. Criticità<br />
che, con una corretta gestione e manutenzione del<br />
territorio, potrebbero essere risolte, evitando in tal<br />
modo nuove situazioni di emergenza a vantaggio<br />
della cittadinanza e delle imprese del territorio.<br />
È TERMINATA IL 14 DICEMBRE LA DEROGA PER LA CACCIA ALLO STORNO
• Territo<br />
Il progetto<br />
Istituito a Latina lo sportello “Filiera Corta<br />
Pontina”, promosso dalla Amministrazione<br />
Provinciale e dall’associazione Panacea, un<br />
importante strumento per la valorizzazione dei<br />
prodotti del territorio.<br />
Alla base della filiera corta c’è l’esigenza di creare<br />
nuove forme d’acquisto, di incontro e<br />
cooperazione, basate sul rapporto diretto fra chi<br />
produce e chi consuma. Rapporto che permette di<br />
ottenere una qualità superiore, a un prezzo finale<br />
trasparente e più economico per chi acquista.<br />
Lo scopo della Provincia e dell’Associazione<br />
Panacea è diffondere su tutto il territorio una<br />
sana cultura verso un nuovo metodo di<br />
commercio: quello fatto attraverso i Gruppi<br />
d’acquisto Solidali (Gas). I gruppi sono costituiti<br />
da persone che si coordinano per acquistare<br />
prodotti di provenienza locale bypassando le<br />
(Maggiori informazioni al sito www.filieracorta.info)<br />
“Filiera Corta Pontina”<br />
casse della grande distribuzione, riducendo così il<br />
prezzo al dettaglio. Si attiva così la filiera corta.<br />
Le motivazioni che spingono a creare i gruppi<br />
d’acquisto sono duplici e riguardano da un lato<br />
l’etica e dall’altra il risvolto economico. La scelta<br />
dettata da motivi etici prevede una preferenza<br />
d’acquisto verso quei produttori che sposano il<br />
principio del rispetto della natura e dell’uomo.<br />
Acquistando direttamente dal produttore si<br />
risparmia sui prezzi delle merci. Si acquistano,<br />
così, “prodotti a km 0”, incentivando anche il<br />
commercio di prodotti locali e non importati.<br />
Con la filiera corta e attraverso i gruppi di<br />
acquisto solidali, il cittadino può avvicinarsi al<br />
prodotto di qualità senza essere condizionato<br />
dall’eccessiva spesa. Sempre secondo uno studio<br />
della Coldiretti acquistando prodotti locali o di<br />
stagione nelle 50.000 aziende agricole italiane si<br />
possono risparmiare oltre <strong>10</strong>0 euro al mese. Ma<br />
un altro importante vantaggio prodotto dal<br />
commercio solidale è il maggior rispetto e tutela<br />
per l’ambiente circostante. Comprando<br />
direttamente dal produttore si evita<br />
l’inquinamento perché viene limitato l’utilizzo di<br />
mezzi di trasporto su gomma e anche meno<br />
imballaggi. Riscoperta dei prodotti del territorio,<br />
zero impatto ambientale, tutela delle nostre<br />
tasche? Si può fare.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
29
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
30<br />
erritorio<br />
> di Alessandra De Luca<br />
I CAVALLI DEL LAZIO<br />
tra storia e natura<br />
C’È TUTTA LA STORIA DELL’UMANITÀ E DELLA NATURA NELLA BELLEZZA<br />
DELLE RAZZE EQUINE DEL LAZIO.<br />
Il <strong>Lazio</strong> è la più antica terra<br />
di cavalli italiana. I cavalli<br />
hanno attraversato questi<br />
territori portando cultura,<br />
tradizioni e lavoro e<br />
instaurando un legame antico<br />
e profondo con l’uomo. Un<br />
legame che ha una storia lunga<br />
5000 anni.<br />
Fondamentali nel lavoro<br />
agricolo, hanno apportato per<br />
secoli un contributo<br />
importantissimo allo sviluppo<br />
dell’agricoltura. La loro fatica<br />
e la loro forza hanno garantito<br />
la crescita delle civiltà che<br />
hanno caratterizzato la<br />
regione. Non è un caso che<br />
uno dei bassorilievi più belli<br />
dell’arte etrusca siano proprio<br />
i Cavalli Alati che decoravano<br />
il frontone dell’antico tempio<br />
dell’Ara della Regina a<br />
Tarquinia e che oggi sono<br />
considerati il simbolo della<br />
città.<br />
Ogni cavallo è il prodotto<br />
della terra in cui nasce. Ogni<br />
razza di cavalli è il frutto di<br />
una selezione che nel corso dei<br />
secoli l’uomo (l’allevatore) ha<br />
operato per poter disporre di<br />
uno strumento adatto alle sue<br />
esigenze (spostarsi, trainare<br />
pesi, combattere, correre più<br />
veloce).<br />
Ogni cavallo è quindi il frutto<br />
della storia. E il <strong>Lazio</strong><br />
racchiude in sé tutta la storia<br />
italiana, fin dalle sue origini e<br />
per tutto il suo corso: le civiltà<br />
preistoriche (Villanoviani,<br />
Volsci, Sabini, ecc.), la grande<br />
civiltà degli Etruschi, i fasti<br />
della<br />
Romanità repubblicana e<br />
imperiale, le invasioni<br />
barbariche, via via fino a oggi.<br />
Ed è una regione articolata su<br />
un territorio vastissimo che<br />
presenta straordinarie<br />
differenze fra provincia e<br />
provincia.<br />
La Maremma Viterbese e le<br />
Paludi Pontine, gli aspri monti<br />
del Frusinate, le alte montagne<br />
del Reatino, le ampie e
• Territo<br />
È DI VITERBO LA CAMPIONESSA<br />
EUROPEA DI MONTA DA LAVORO<br />
La tradizione del cavallo maremmano è viva anche<br />
dal punto di vista sportivo.<br />
Ben cinque medaglie d’oro sono state conquistate da<br />
Veronica Sensi, giovanissima atleta viterbese, ai<br />
recenti Campionati europei di Monta da Lavoro che si<br />
sono svolti lo scorso novembre ad Arborea, in<br />
Sardegna.<br />
La campionessa, oltre a dominare per cinque volte le<br />
prove individuali nella categoria juniores di<br />
“sbrancamento”, “addestramento” e “attitudine”, ha<br />
trascinato i compagni azzurrini nella competizione a<br />
squadre, imponendosi su avversari agguerriti<br />
portoghesi, inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli,<br />
anche di sesso maschile (gli sport equestri non<br />
prevedono categorie femminili). Tutto ciò le è valso<br />
un ulteriore primo posto nella classifica generale<br />
individuale. Riconoscimenti prestigiosi per la Tuscia e<br />
per tutto il territorio del <strong>Lazio</strong>.<br />
ondulate distese della<br />
campagna romana: differenze<br />
che da sempre hanno<br />
determinato specifici usi del<br />
territorio, della terra. E che<br />
quindi hanno “prodotto”<br />
cavalli con caratteristiche<br />
proprie.<br />
Ancora oggi il cavallo è ben<br />
presente in ognuna delle<br />
province. Il suo allevamento<br />
costituisce una parte<br />
importante dell’economia<br />
agricola ed è - soprattutto in<br />
ampie aree “marginali” - un<br />
fattore determinante per la<br />
tutela e la conservazione<br />
dell’ambiente.<br />
Le razze equine che derivano<br />
direttamente dalla storia locale<br />
e dalla sua evoluzione nei<br />
secoli sono cinque:<br />
Il Cavallo Maremmano<br />
La Maremma Viterbese, già<br />
culla della civiltà Etrusca,<br />
divenne poi territorio di<br />
immense paludi che per secoli<br />
formarono un tutt’uno<br />
ambientale con le Paludi<br />
Pontine che arrivavano fino al<br />
Circeo. Un’area di smisurati<br />
latifondi in cui l’unica<br />
possibilità di utilizzo fu per<br />
secoli l’allevamento brado del<br />
bestiame e dei cavalli. È stata<br />
(e in parte lo è ancora) la terra<br />
dei butteri, è la terra del<br />
Cavallo Maremmano. Nel<br />
<strong>Lazio</strong> sono presenti 1.142<br />
esemplari e 434 allevatori.<br />
Il Cavallo Tolfetano<br />
Al confine fra la grande<br />
provincia di Roma e la grande<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
31
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
32<br />
erritorio<br />
provincia di Viterbo, quasi a picco sulle<br />
morbide colline della campagna romana, si<br />
staglia il complesso dei Monti della Tolfa, che<br />
hanno visto la presenza dei primi cavalli del<br />
<strong>Lazio</strong>. A pochi chilometri dalla metropoli<br />
Roma, la zona di Tolfa è ancora oggi un’area<br />
naturalistica pressoché intatta: è il regno del<br />
Cavallo Tolfetano. Nel <strong>Lazio</strong> sono presenti<br />
1486 esemplari e 2<strong>07</strong> allevatori.<br />
Il Cavallo Lipizzano<br />
È una delle razze più antiche e più nobili mai<br />
selezionate nel corso della storia: il cavallo<br />
dell’Impero Austroungarico, della Scuola<br />
Spagnola di Vienna. Nelle sue vene scorre il<br />
sangue di due stalloni italiani del tardo<br />
Rinascimento. E la storia ha voluto che oggi il<br />
Lipizzano sia allevato e tutelato con rigore<br />
scientifico presso l’Istituto Sperimentale di<br />
Zootecnia di Monterotondo Romano.<br />
LA MAREMMA LAZIALE IERI E OGGI<br />
La Maremma Laziale è stata, per motivi storici e geografici, una<br />
terra che ha permesso l’allevamento brado di bovini (originari<br />
dell’Europa centrale) e l’adeguamento in questo particolare<br />
ambiente di cavalli dalle spiccate caratteristiche di rusticità.<br />
Le caratteristiche morfologiche dei cavalli Maremmani sono<br />
riconducibili a due ceppi originari: il Berbero dell’Africa<br />
settentrionale e il cavallo di origine germanica, arrivati in Italia<br />
con le invasioni Barbariche.<br />
Successivamente le interazioni fra territori, le disponibilità<br />
alimentari, gli apporti di sangue da altre razze equine, hanno<br />
suddiviso i due ceppi originari in altre razzette.<br />
Oggi il cavallo Maremmano è caratterizzato da una struttura<br />
imponente e da una testa robusta e un profilo montonino (o<br />
definito anche Romano).<br />
L’ampia disponibilità di spazi e le buone produzioni foraggiere<br />
hanno permesso lo sviluppo in questi territori dell’allevamento<br />
brado di cavalli e di bovini.<br />
Successivamente la bonifica Pontina ha trasformato i terreni<br />
boschivi e paludosi in terreni agricoli di buona qualità adatti a<br />
culture agricole specializzate, (ortaggi).<br />
Il cambiamento ambientale ha costretto la migrazione di questi<br />
allevamenti Bradi (soprattutto cavalli) in altre zone, in<br />
particolare nella Maremma Toscana. Insieme ai cavalli, si<br />
trasferiscono in Toscana anche le persone, le tradizioni e la<br />
cultura del basso <strong>Lazio</strong> (è per questo che i cognomi tipici di<br />
Cisterna, sono ora presenti in provincia di Grosseto).
• Territo<br />
Il Cavallo Agricolo di Tiro<br />
Pesante Rapido<br />
Le montagne del Reatino<br />
nascono dalle alture della<br />
Sabina e diventano poi gli<br />
imponenti complessi montuosi<br />
che dividono il <strong>Lazio</strong><br />
dall’Umbria e dall’Abruzzo.<br />
Grandi e meravigliose praterie<br />
d’alta quota, boschi che danno<br />
frescura, acqua abbondante,<br />
allevatori con antica e<br />
profonda cultura: per questo<br />
la provincia di Rieti è la più<br />
importante d’Italia per<br />
l’allevamento del Cavallo<br />
Agricolo Italiano di Tiro<br />
Pesante Rapido (TPR). Il Libro<br />
Genealogico 2005 ha contato<br />
in Italia 6.418 capi di cui<br />
1.741 allevati nel <strong>Lazio</strong>.<br />
Il Cavallo di Esperia<br />
Gran parte della attuale<br />
provincia di Frosinone è<br />
costituita da complessi<br />
montuosi calcarei (i monti<br />
Lepini, Ausoni e Aurunci):<br />
montagne aride, di grande e<br />
selvaggia bellezza, poco<br />
abitate. Si affacciano verso est<br />
sull’ampia vallata<br />
longitudinale che li separa<br />
dall’Appennino vero e proprio,<br />
e verso ovest sull’Agro Pontino<br />
e sulla piana di Fondi e di<br />
Latina, sulla costa di Gaeta e<br />
di Formia. Sono i monti del<br />
Cavallo di Esperia.<br />
IL TERRITORIO OGGI<br />
La Maremma Laziale inizia da Montalto, Tuscania, Tarquinia, Monti della Tolfa per<br />
proseguire sulla campagna romana costiera.<br />
Scendendo poco più a sud possono trovarsi importanti realtà zootecniche di bovini da<br />
latte, in particolare a Torre in Pietra – Maccarese (sempre territorio di Maremma Laziale).<br />
Dopo Roma le città di Aprilia, Pomezia, Latina, Sabaudia e Pontinia sono il risultato delle<br />
bonifiche, ed i territori che da palude si sono trasformati in aree agricole in qualche caso<br />
hanno visto l’insediamento di aree industriali.<br />
Con l’obiettivo di mantenere e valorizzare le caratteristiche storico-culturali legate al<br />
cavallo, la <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, insieme alle Università Agrarie, sono impegnate in progetti di<br />
recupero di antichi sentieri, da trasformare in ippovie, per permettere a tutti gli<br />
appassionati ed amanti delle tradizioni di poter usufruire di spazi. A questi si<br />
aggiungono i progetti per il coinvolgimento degli agriturismi (valorizzati grazie alla<br />
recente Legge regionale) che possono essere base di partenza o punti di sosta per<br />
percorsi guidati a cavallo.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
33
Europa •<br />
Il ritorno dei<br />
cetrioli storti<br />
LA COMMISSIONE EUROPEA<br />
AUTORIZZA LA VENDITA DI<br />
FRUTTA E ORTAGGI<br />
“FUORI NORMA”, CIOÈ ANCHE<br />
QUANDO NON HANNO<br />
UNA FORMA PERFETTA<br />
Matteo Fornara<br />
Rappresentanza italiana Commissione europea<br />
Le norme europee sulle dimensioni e la<br />
forma degli ortofrutticoli, che scatenano<br />
tanti commenti ironici sull’utilità dell’UE,<br />
appartengono ormai al passato. Gli Stati membri<br />
dell’Unione europea hanno votato le proposte<br />
della Commissione europea che abrogano le<br />
norme specifiche di commercializzazione di<br />
ventisei tipi di frutta e ortaggi: albicocche,<br />
carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli,<br />
cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie,<br />
zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio,<br />
nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri,<br />
meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste,<br />
spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria<br />
witloof.<br />
Per dieci tipi di frutta e verdura, invece, fra cui<br />
mele, fragole e pomodori, le norme di<br />
commercializzazione restano in vigore. Ma<br />
anche per questi dieci prodotti ortofrutticoli gli<br />
Stati membri potranno per la prima volta<br />
autorizzare i negozi a vendere prodotti fuori<br />
norma purché siano etichettati in modo da<br />
distinguerli dai prodotti delle categorie extra, I e<br />
II. In altre parole, la nuova normativa conferisce<br />
alle autorità nazionali la facoltà di autorizzare la<br />
vendita di tutti i prodotti ortofrutticoli,<br />
indipendentemente dalla loro forma e<br />
dimensione.<br />
L’iniziativa della Commissione europea di<br />
eliminare queste norme fa parte degli sforzi di<br />
razionalizzazione e semplificazione della<br />
normativa e di snellimento delle formalità<br />
burocratiche inutili. “È iniziata una nuova era<br />
per i cetrioli storti e le carote nodose” ha<br />
dichiarato Mariann Fischer Boel, Commissaria<br />
all’agricoltura e allo sviluppo rurale. “È<br />
un’iniziativa esemplare per eliminare<br />
adempimenti burocratici inutili. Non abbiamo<br />
certo bisogno di legiferare su questo tipo di<br />
questioni a livello europeo: è molto meglio<br />
lasciare quest’incombenza agli operatori del<br />
mercato. E nella congiuntura attuale,<br />
caratterizzata da prezzi elevati dei prodotti<br />
alimentari e da difficoltà economiche<br />
generalizzate, è opportuno permettere ai<br />
consumatori di scegliere fra la più vasta gamma<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
35
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
36<br />
uropa • E<br />
possibile di prodotti. È assurdo<br />
buttar via prodotti<br />
perfettamente commestibili<br />
semplicemente perché non<br />
hanno una forma perfetta”.<br />
Durante le trattative svoltesi lo<br />
scorso anno sulla riforma<br />
dell’organizzazione comune del<br />
mercato nel settore dei<br />
prodotti ortofrutticoli la<br />
Commissione si è impegnata a<br />
ridurre la burocrazia inutile<br />
eliminando una serie di norme<br />
di commercializzazione per<br />
determinati frutti e ortaggi. Va<br />
comunque sempre ricordato<br />
che queste norme non<br />
erano mai state<br />
introdotte per ragioni<br />
strampalate o per sfrenate<br />
ambizioni burocratiche, ma su<br />
richiesta delle diverse categorie<br />
di produttori.<br />
Come detto, le proposte<br />
consentirebbero di mantenere<br />
le norme specifiche di<br />
commercializzazione per dieci<br />
prodotti che rappresentano il<br />
75% del valore degli scambi<br />
nell’Unione europea: mele,<br />
agrumi, kiwi, lattughe, pesche<br />
e pesche noci, pere, fragole,<br />
peperoni dolci, uve da tavola e<br />
pomodori. Tuttavia, i singoli<br />
Stati possono esentare questi<br />
prodotti dall’applicazione delle<br />
norme se sono venduti con<br />
un’etichettatura appropriata.<br />
In pratica, le mele fuori norma<br />
potranno essere vendute in<br />
negozio purché provviste di<br />
un’etichetta con la dicitura<br />
“prodotto destinato alla<br />
trasformazione” o un’altra<br />
dello stesso tenore.<br />
La Commissione adotterà ora<br />
ufficialmente queste modifiche<br />
che, per motivi pratici,<br />
entreranno in vigore al<br />
1°luglio 2009.
uropa •<br />
AGROALIMENTARE, EXPORT +6,2%<br />
L’Italia rincorre la vetta e<br />
guadagna posizioni<br />
nella classifica dei Paesi<br />
esportatori per il settore<br />
agroalimentare. Nel 20<strong>07</strong>,<br />
l’export è aumentato del<br />
6,2%, guidato dalle bevande,<br />
per il 19,2%, dai derivati dei<br />
cereali, per il 12,7%, e dalla<br />
frutta fresca, per l’8,6%.<br />
Sono questi i dati relativi alla<br />
bilancia commerciale<br />
agroalimentare italiana resi<br />
noti a Inea che ha<br />
recentemente pubblicato<br />
l’Annuario dell’agricoltura<br />
italiana. Secondo il rapporto,<br />
nello scorso anno, le<br />
importazioni sono aumentate<br />
del 2,3% e a trainare la<br />
crescita sarebbe stato<br />
l’aumento degli<br />
acquisti di cereali, cresciuti<br />
del 60% rispetto all’anno<br />
precedente. Negli ultimi tre<br />
anni, l’incremento delle<br />
vendite ha coinvolto tutti i<br />
principali Paesi acquirenti<br />
anche se, secondo Inea,<br />
l’andamento del 20<strong>07</strong> ha<br />
evidenziato alcune eccezioni,<br />
tra cui Spagna, Paesi Bassi e<br />
Stati Uniti, che hanno<br />
rallentato i propri acquisti<br />
dall’Italia. Nello stesso<br />
periodo invece un forte<br />
incremento è stato registrato<br />
dalle esportazioni<br />
agroalimentari verso l’Europa<br />
dell’Est, soprattutto in<br />
Romania, Ungheria e Polonia.<br />
L’aumento è ad ogni modo da<br />
attribuirsi quasi<br />
esclusivamente alla<br />
componente quantità.<br />
La ricerca ha anche messo in<br />
evidenza il divario tra le<br />
regioni del Nord e del Sud<br />
Italia. Oltre il 50% degli<br />
scambi commerciali, infatti, si<br />
concentra in sole quattro<br />
regioni: Piemonte,<br />
Lombardia, Veneto ed Emilia<br />
Romagna che da sole<br />
detengono il 62% delle<br />
importazioni e il 60% delle<br />
esportazioni. (E.A.)<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
37
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
38<br />
uropa •<br />
> di Benedetta Ferrari<br />
Studenti<br />
eurodeputati<br />
paura professorè”!! Inizia così il<br />
viaggio di Giuseppina, studentessa del<br />
“C’ho<br />
frusinate che insieme ad altri suoi<br />
compagni è volata alla scoperta del Parlamento<br />
europeo, sede Bruxelles.<br />
“È la prima volta che prendo l’aereo, o meglio l’ho<br />
preso da piccola e non me lo ricordo più” , paura più<br />
che giustificata, a cui fanno eco altre due novizie del<br />
volo. “State calme che non succede niente”<br />
raccomanda la prof. cercando di tenere unito il<br />
gruppo, o meglio i gruppi, uno composto dall’ Itcg<br />
“Amari” di Ciampino e l’altro dal Liceo Scientifico “<br />
Severi” di Frosinone.<br />
I ragazzi, sono i vincitori del progetto “Laboratorio<br />
Europa” - ideato dal centro Europe Direct <strong>Lazio</strong> di<br />
Viterbo e rivolto agli studenti delle scuole superiori<br />
per promuove azioni di formazione sui temi<br />
principali dell’Unione Europea -, che li ha visti<br />
eurodeputati in sessione plenaria per un giorno, e<br />
questo viaggio è il premio per la “loro” proposta di<br />
legge risultata la più votata.<br />
È bello vederli ancora così ingenui , anche il bullo del<br />
gruppo ha un cuore e si preoccupa per il suo<br />
compagno Ludovico, alias “Stici” che è molto<br />
raffreddato e che deve prendere l’aspirina ad orario.<br />
“Il gruppo che ha vinto questo viaggio, - ci dice la<br />
prof – non è quello dei migliori della classe, come<br />
ci si poteva aspettare, questo per loro è un gran<br />
riscatto, hanno lasciato in classe i secchioni”.<br />
Finalmente vengono accolti nel palazzo di vetro<br />
europeo, è una giornata importante, le misure di<br />
sicurezza sono pressanti, sta per arrivare il Dalai<br />
Lama.<br />
per un giorno<br />
IL VIAGGIO-PREMIO DEGLI<br />
ALUNNI DELL’ISTITUTO AMARI<br />
DI CIAMPINO E DEL LICEO<br />
SEVERI DI FROSINONE. A riceverli l’on.le Alessandro Battilocchio , il più<br />
giovane europarlamentare sugli scranni Ue, tra l’altro<br />
anche lui del <strong>Lazio</strong>, precisamente di Tolfa, dove è<br />
anche sindaco.<br />
Un viso simpatico e un carattere gioviale “Andiamo<br />
ragazzi che vi faccio fare un giro “dietro le quinte”<br />
del Parlamento”. Dopo le registrazioni di rito, inizia il<br />
giro o meglio la maratona. L’onorevole si muove<br />
velocemente per mostrare il più possibile:sale di<br />
commissioni, corridoi, mostre, punti di incontro e di<br />
ristoro, l’aula plenaria non si può visitare perché nel<br />
frattempo è arrivato il Dalai Lama.<br />
Battilocchio invita i ragazzi ad ascoltarlo in diretta<br />
dalla tv dei suoi uffici, che vengono presi d’assalto dai<br />
giovani . “Ragazzi potete anche usare i telefoni se vi<br />
servono, io devo andare in aula, fate come se foste a<br />
casa vostra”, annuncia l’europarlamentare, e giù un<br />
fiume di telefonate “Nonno ti telefono dal<br />
Parlamento di Bruxelles”, e ancora, “ Io chiamo il<br />
mio fidanzato”. I ragazzi sono completamente a loro<br />
agio addirittura si collegano a facebook.<br />
Inizia il discorso di sua santità, che rivolgendosi<br />
all’aula in seduta solenne ha insistito sul diritto delle<br />
persone a essere felici e sulla necessità di promuovere<br />
i valori umani e la pace interiore, più che il benessere<br />
materiale. Si è poi detto impegnato nella promozione<br />
dell´armonia tra le religioni, poiché tutte portano un<br />
messaggio d´amore. Dopo aver sottolineato il ruolo<br />
delle donne, più sensibili alle esigenze degli altri, ha<br />
precisato che il Tibet non chiede l´indipendenza bensì<br />
l´autonomia dalla Cina.<br />
Dopo pochi minuti l’onorevole ritorna, è il momento<br />
dei saluti con la promessa di rivedersi ; i ragazzi sono<br />
entusiasti e Giuseppina(un vortice che ti travolge),<br />
annuncia: “Da grande farò l’europarlamentare”.
liberamente tratto da “La nascita di Venere” di Botticelli<br />
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<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
40<br />
esca • P<br />
> di Giuseppe Motisi<br />
FAO: LA CATTIVA GESTIONE DELLA<br />
PESCA GENERA OGNI ANNO PERDITE<br />
PER 50 MILIARDI DI DOLLARI<br />
Lo stato economico della<br />
pesca mondiale è in<br />
declino, con perdite annue<br />
pari a 50 miliardi di dollari. E<br />
questa non è che una stima<br />
prudente, poiché esclude le<br />
perdite economiche derivanti<br />
dalla pesca sportiva e,<br />
soprattutto, dalle attività illegali<br />
di pesca.<br />
Sono numeri e dati preoccupanti<br />
che la Fao ha recentemente<br />
divulgato in occasione della<br />
presentazione del rapporto della<br />
Banca Mondiale sul settore ittico<br />
denominato “The Sunken<br />
Billions: the economic<br />
justification for fisheries<br />
reform”. Nello studio realizzato<br />
dagli esperti Fao e della Banca<br />
Mondiale emerge che le perdite<br />
economiche del comparto<br />
marino della pesca sono causate,<br />
essenzialmente, da cattiva<br />
gestione, inefficienze e<br />
sfruttamento eccessivo delle<br />
risorse ittiche. “Una pesca<br />
sostenibile richiede volontà<br />
politica affinché gli incentivi a<br />
sfruttare in eccesso le risorse<br />
marine vengano sostituiti con<br />
incentivi per una gestione<br />
responsabile – ha affermato<br />
Kieran Kelleher, coordinatore del<br />
settore pesca della Banca<br />
Mondiale -. E questo rapporto<br />
fornisce agli organi decisionali<br />
ampie argomentazioni<br />
economiche affinché si avvii la<br />
necessaria riforma del settore”.<br />
In base allo studio della Fao e<br />
della Banca Mondiale il grosso<br />
delle perdite economiche è<br />
dovuto a due fattori: sempre<br />
meno pesci da catturare (con<br />
conseguenti maggiori costi per<br />
individuare nuovi stock ittici) e<br />
costi operativi troppo onerosi,<br />
che non generano quindi<br />
benefici (a causa di flotte<br />
pescherecce con un’eccessiva<br />
capacità di cattura). “Vi è una<br />
capacità di flotta peschereccia<br />
eccedente a livello globale – ha<br />
spiegato Kieran Kelleher -. E<br />
flotte in esubero che competono<br />
per limitate risorse ittiche si<br />
risolvono in produttività<br />
stagnante ed inefficienza<br />
economica”.<br />
Esiste tuttavia, sempre secondo<br />
lo studio in questione, la<br />
possibilità di recuperare in<br />
futuro i miliardi persi per<br />
un’errata gestione del comparto,<br />
attraverso due azioni congiunte.<br />
“Primo, è necessario ridurre lo<br />
sforzo di pesca, che farebbe così<br />
aumentare la produttività, il<br />
rendimento e la prestazione<br />
economica – aggiunge Kieran<br />
Kelleher -. Secondo, è<br />
indispensabile ricostituire gli<br />
stock ittici, fattore che<br />
porterebbe ad una maggiore resa<br />
sostenibile ed a minori costi”.
esca • Pe<br />
TONNO ROSSO:<br />
DRASTICI TAGLI DELL’ICCAT PER LE QUOTE 2009 E 20<strong>10</strong><br />
Drastico taglio delle quote di cattura di tonno rosso per le flotte dei pescherecci del<br />
Mediterraneo per il 2009 e il 20<strong>10</strong>. Lo ha deciso l’Iccat, l’ente internazionale che definisce i<br />
totali ammissibili di catture di tonni (in gergo tecnico denominati Tac) per ogni Paese<br />
membro, che per il biennio 2009 – 20<strong>10</strong> ha scelto di concedere alle flottiglie dell’Unione europea un<br />
pescato complessivo di 12.406 tonnellate nel 2009 e di 11.237 tonnellate nel 20<strong>10</strong>, oltre alla<br />
riduzione della stagione di pesca al tonno a 60 giorni l’anno (dal 16 aprile al 14 giugno) per le navi<br />
che utilizzano il sistema delle reti a circuizione.<br />
La risoluzione è stata adottata con il parere contrario dei rappresentanti della Libia e dell’Italia, che<br />
hanno giudicato ingiustificato il taglio delle quote. L’opposizione dei due Paesi deriva dal fatto che il<br />
provvedimento dell’Iccat sarebbe basato su un semplice principio di precauzionalità, non avallato da<br />
solide basi scientifiche. Negativo è stato anche il successivo giudizio espresso dalle organizzazioni<br />
italiane del settore ittico, per le quali il taglio dei totali ammissibili di catture, oltre che surrettizio,<br />
avrà pesanti conseguenze sul piano occupazionale.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
41
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
42<br />
mbiente<br />
La <strong>Regione</strong> istituisce il parco dei Monti Ausoni<br />
Un territorio di oltre 12mila ettari, ricco di beni<br />
paesaggistici ambientali, monumentali e storici. Si<br />
presenta così il parco dei monti Ausoni e lago di Fondi,<br />
istituito con legge dall’Aula del Consiglio regionale. Incastonato fra<br />
le province di Frosinone e Latina, il parco si estende tra i Comuni di<br />
Amaseno, Monte San Biagio, Castro dei Volsci, Pastena, Roccasecca<br />
dei Volsci, Sonnino, Terracina, Vallecorsa, Lenola e Fondi.<br />
Ma non solo. Fra i territori protetti ricadono anche i monumenti<br />
naturali di Campo Soriano e Acquaviva, Cima del Monte, Quercia del<br />
Monaco, tempio di Giove Anxur, la Sughereta e sorgente San Vito.<br />
Soddisfatto per l’istituzione della nuova area protetta il presidente<br />
Piero Marrazzo secondo il quale “il Consiglio regionale ha fatto una<br />
scelta molto importante in grado di conservare un ambiente<br />
ricchissimo di fauna, vegetazione e interessante dal punto di vista<br />
morfologico e paesistico”. Ma c’è di più. Per l’assessore all’ambiente<br />
Filiberto Zaratti, il parco dei monti Ausoni si presenta come “una<br />
straordinaria opportunità per le comunità locali che d’ora in poi<br />
avranno nuove occasioni per crescere e investire sull’ambiente e<br />
sullo sviluppo sostenibile, mettendo in moto un’economia sostenuta<br />
con fondi regionali, nazionali e comunitari”.<br />
I Monti Ausoni rappresentano la dorsale appenninica più vicina alla<br />
costa di tutto l’Appennino laziale e con i monti Lepini e i monti<br />
Aurunci si configurano - secondo quanto previsto dallo schema di<br />
piano regionale dei parchi e delle riserve elaborato nel 1993 - come<br />
aree protette di interesse regionale. Contrario all’istituzione del<br />
parco Alfredo Pallone (Fi-Pdl) che, durante il dibattito in aula, ha<br />
evidenziato come “tutta una serie di leggi non siano state<br />
ottemperate”. “Nella <strong>Regione</strong> - ha aggiunto poi Pallone - non è mai<br />
stato approvato un piano generale dei parchi del <strong>Lazio</strong>. E le<br />
concertazioni non vengono fatte con le associazioni”.<br />
Sostegno invece dal capogruppo dell’Udc Aldo Forte: “L’istituzione<br />
dell’area protetta dei monti Ausoni - ha spiegato Forte - è una<br />
risposta di tutela per il territorio non contro ma a favore degli enti<br />
locali. I parchi non possono essere visti come un peso, ma devono<br />
anzi essere una risorsa”. Euforiche, infine, le associazioni<br />
ambientaliste: “I parchi - ha fatto sapere Legambiente <strong>Lazio</strong> - sono<br />
una grande occasione per il nostro territorio, uno strumento per<br />
difenderlo e valorizzarlo, ma nel contesto del sud del <strong>Lazio</strong> anche<br />
per contrastare l’illegalità”.<br />
NASCE FEDERPARCHI LAZIO<br />
ÈNata Federparchi <strong>Lazio</strong>, il nuovo coordinamento<br />
dei parchi e delle aree protette della regione.<br />
Riunitasi lo scorso 17 dicembre, l’Assemblea<br />
Costitutiva dell’associazione, ha nominato all’unanimità<br />
il suo coordinatore, Amedeo Fadda, vice presidente di<br />
RomaNaura. Da sempre nel mondo della natura e con<br />
alle spalle un percorso di studi in agricoltura, Fadda ha<br />
illustrato all’Assemblea le priorità delle sue prossime<br />
azioni. Un percorso per l’approvazione in tempi certi di<br />
una immediata pianificazione, conservazione e<br />
salvaguardia della biodiversità, manutenzione e fruizione<br />
dei parchi, sviluppo economico e sociale dei territori e<br />
della ruralità. “Obiettivi da raggiungere – sottolinea<br />
Fadda – attraverso un confronto continuo con<br />
l’amministrazione regionale”. E in chiusura della sua<br />
relazione, cita una frase di Vittorio Foa: “Pensare agli<br />
altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente”.<br />
Un appello a farlo attraverso la tutela dell’ambiente e del<br />
suo habitat.
Agricolar<br />
> di Paola Ortensi<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
44<br />
L COME...<br />
Agricolario<br />
UN “DIZIONARIETTO” LONTANO<br />
DALLA SCIENZA, MA VOLTO AD<br />
ACCENDERE PIÙ CURIOSITÀ<br />
PER L’AGRICOLTURA E IL SUO MONDO.<br />
> LATTE<br />
Tanto è il suo candore da essere preso<br />
come esempio per indicare il colore<br />
‘bianco’. Un colore morbido e pastoso<br />
che nel cielo segna la ‘via’ più famosa;<br />
quella via lattea che tanti sogniamo di<br />
percorrere, scoprendo di andare da un<br />
mondo all’altro.<br />
Ma il latte rimanda anche alla madre<br />
che allatta al seno il proprio figlio,<br />
un’immagine così affettuosa e carica di<br />
significato di cui il latte è elemento<br />
simbolico. Stessa emozione che si prova<br />
nel sorprendere un vitello allattato dalla<br />
mucca o un agnello dalla pecora e via<br />
dicendo… Tipi do latte che, per il<br />
genere umano, hanno da sempre<br />
costituito una delle maggiori ricchezze<br />
alimentari.<br />
> LANA<br />
La fibra tessile naturale, regalata da<br />
sempre agli umani da ovini, caprini e<br />
camelidi (cammelli) all’inizio dei tempi<br />
per coprirsi e scaldarsi e, in seguito,<br />
anche per ornarsi. Esempio quanto mai<br />
interessante della diversità e della<br />
varietà, la lana è pregiata a seconda<br />
delle razze. Va aggiunto che, la pecora o<br />
la capra che non fornisca buona lana<br />
eccelle normalmente in altre<br />
caratteristiche, come per esempio<br />
quantità/qualità del latte o della carne.<br />
La natura insegna: diversità non<br />
significa quasi mai inferiorità<br />
(determinata caso mai da situazioni o<br />
interessi che si creano di volta in volta).<br />
Nel passato, dopo la tosatura degli<br />
animali, nel periodo primaverile la lana
io • Agric<br />
> LINO<br />
vergine veniva filata e spesso tinta in<br />
famiglia grazie a piante tintore e poi<br />
raccolta in matasse e gomitoli. Una<br />
volta selezionate le razze più idonee,<br />
oggi, la lana viene accuratamente scelta,<br />
ritirata e lavorata dall’industria. La<br />
selezione avvenuta nel tempo ha<br />
permesso importanti scoperte. Per dirla<br />
con una storiella, se già al tempo dei<br />
Romani (come racconta Orazio),<br />
parlare di questioni di ‘lana caprina’<br />
significava argomentare sul nulla,<br />
perché si riteneva che la capra non<br />
fornisse lana, ma avesse solo del pelo<br />
inutilizzabile. Il tempo e la ricerca ci<br />
hanno invece regalato il cashmere o<br />
kashmir, pregiato tessuto ricavato<br />
proprio da una razza caprina<br />
proveniente dall’Asia. Sono proprio le<br />
capre di razza ‘hircus’, che vivono negli<br />
altipiani asiatici, ad averci omaggiato di<br />
quel pelo chiamato duvet e che ci ha<br />
fornito tra le lane più calde e morbide<br />
che si conoscano.<br />
Se gli animali pensano a scaldarci,<br />
molte piante pensano a ‘coprirci’ nei<br />
periodi più caldi. Fra queste, il lino che,<br />
affianco al cotone o alla canapa,<br />
costituiscono la base delle fibre tessili<br />
più conosciute.<br />
Il lino è una delle piante più antiche e<br />
affascinanti, coltivata da egizi,<br />
babilonesi ed altri popoli del Medio<br />
Oriente. Ampiamente documentato nei<br />
reperti di tombe e piramidi, per gli egizi<br />
il bianco lino era simbolo di divina<br />
purezza.<br />
La pianta del lino, che raggiunge circa<br />
un metro di altezza, ha piccoli fiorellini<br />
azzurri che fioriscono un giorno solo;<br />
dalla sua corteccia viene ricavata la<br />
fibra che, tra l’altro, viene usata non<br />
solo come lino puro, ma anche<br />
mescolata al cotone, alla viscosa e ad<br />
altri materiali, aumentandone<br />
flessibilità e freschezza o viene<br />
trasformata in spago per la sua<br />
robustezza. ‘Lino’ è anche un nome di<br />
cui si trovano tracce già nella mitologia<br />
greca. Citato come figlio di Apollo o<br />
della musa Urania e di Anfimaro, è per<br />
alcuni considerato l’ideatore della<br />
melodia grazie all’arte che esercitò con<br />
la lira regalatagli dal dio Apollo.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
45
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
niziative<br />
> di Erica Antonelli<br />
46<br />
Il presepe vivente di Greccio<br />
“innamora” Madrid<br />
Una prima assoluta. Il presepe vivente di Greccio, in<br />
trasferta a Madrid, ha fatto innamorare la capitale<br />
spagnola. È da qui infatti che, l’11 dicembre, ha<br />
preso il via la tre giorni dell’evento ‘Il <strong>Lazio</strong> crocevia dei<br />
Cammini d’Europa’, voluta dall’assessorato regionale al<br />
Turismo e organizzata con la collaborazione dell’Istituto<br />
Italiano di Cultura di Madrid, attraverso l’agenzia<br />
regionale di promozione turistica di Roma e del <strong>Lazio</strong>,<br />
insieme all’Opera Romana Pellegrinaggi e alla Provincia<br />
di Rieti. Obiettivo: presentare l’offerta turistica religiosa<br />
della Capitale e della sua regione.<br />
“Con questa manifestazione - spiega l’assessore al<br />
Turismo della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, Claudio Mancini -<br />
portiamo a Madrid una delle tradizioni più antiche del<br />
<strong>Lazio</strong>, attraverso la quale vogliamo promuovere l’intera<br />
Valle del Reatino, con i suoi percorsi naturalistici,<br />
storico-artistici e spirituali, che trovano nel Presepe di<br />
Greccio un evento di grande richiamo”.<br />
Nonostante il freddo pungente, sono stati circa un migliaio<br />
di madrileni che hanno seguito, affascinati, il racconto di<br />
vita e miracoli di San Francesco - creatore, nel lontano<br />
Natale del 1223, del Presepe Vivente a Grecci - da parte di<br />
un centinaio di attori e figuranti italiani. Sullo sfondo, oltre<br />
le scenografie di Luca Filaci trasportate appositamente da<br />
Greccio, l’imponente sagoma dell’ Almudena, la Cattedrale<br />
di Madrid consacrata nel 1993 da Giovanni Paolo II.<br />
L’evento ha significato un vero e proprio debutto per il<br />
Presepe di Greccio in quanto, a causa dei danni<br />
provocati da un incendio un anno fa, le scenografie sono<br />
state completamente rinnovate e la sceneggiatura<br />
rielaborata sotto la sapiente regia di Maura Beltrame,<br />
esperta di francescanesimo, che per mesi ha lavorato con<br />
gli attori e i figuranti di Greccio.<br />
“Puntare sugli Itinerari della Fede - spiega Mancini -<br />
significa valorizzare l’intero territorio del <strong>Lazio</strong>, invitando<br />
alla scoperta di tutte le sue attrattive. È in questa ottica che<br />
abbiamo voluto creare questa occasione d’incontro tra<br />
domanda e offerta. Un appuntamento mirato e inserito in<br />
una precisa strategia di promozione”.
<strong>Lazio</strong> / informazione uon<br />
48<br />
Gus<br />
> di Giulio Somma<br />
Racconto di un Natale come tanti...<br />
trascorso con i VINI DEL LAZIO<br />
Freddo. Di quelli che<br />
davvero si fanno e si<br />
sono fatti sentire.<br />
Eppure, bardati da capo a<br />
piedi, si è stati tutti volentieri<br />
in strada con i propri cari e<br />
gli amici di sempre, lieti e un<br />
po’ meravigliati che<br />
comunque tutto è avvenuto<br />
come l’anno prima e quello<br />
prima ancora: le vie brulicanti<br />
di gente indaffarata a<br />
districarsi tra i regali più in e<br />
le offerte migliori, le luci a<br />
tema accese e scintillanti, le<br />
musiche di certi suonatori<br />
girovaghi, le inconfondibili<br />
decorazioni, gli addobbi che<br />
non lasciano scampo a<br />
esitazioni… Anche quest’anno<br />
il Natale si è avvertito,<br />
seppur tra qualche<br />
preoccupazione per<br />
una crisi<br />
economica<br />
vibrante e<br />
generalizzata,<br />
fuori e dentro le<br />
case dove l’Albero,<br />
con la a maiuscola, è<br />
sempre al suo posto e in<br />
bella mostra, allegro e<br />
colorato, vicino al più<br />
allegorico Presepe, composto<br />
con studiata cura e dedizione.<br />
Ma nel Paese del cibo e del<br />
vino, quale storicamente è<br />
l’Italia, l’attenzione non può<br />
non essere rivolta alla<br />
buona tavola che nel<br />
periodo natalizio è<br />
ancor più luogo<br />
dell’intimo<br />
piacere, degli<br />
affetti così come<br />
del gusto. Facile<br />
immaginare,<br />
quindi, come,<br />
anche quest’anno si<br />
sia provveduto per tempo<br />
e con un certo interesse<br />
all’acquisto delle migliori<br />
materie prime, degli<br />
ingredienti irrinunciabili e di<br />
quelli “per il tocco in più”,<br />
così da essere pronti e quasi<br />
impazienti di cimentarci, tra<br />
pentole e fornelli, nei<br />
cosiddetti menu delle Feste.<br />
Ma quanto detto, però, può<br />
valere per l’intero Stivale e<br />
allora va subito compiuto un<br />
distinguo, che colloca la<br />
nostra regione al pari di un<br />
osservatorio privilegiato in<br />
fatto di dinamiche psicosocio-culturali<br />
e, ça va sans<br />
dir, enogastronomiche. Il<br />
<strong>Lazio</strong>, infatti, da millenni<br />
importante crocevia di rotte<br />
migratorie, commerciali e<br />
turistiche, può contare sulla<br />
presenza di Roma quale<br />
centro metropolitano ad<br />
altissima densità di relazioni
to! • Buo<br />
umane. Questo ha portato,<br />
com’era inevitabile, da una<br />
parte a preservare il più<br />
possibile le proprie origini e<br />
tradizioni, dall’altra a<br />
regolare una<br />
compenetrazione/assimilazion<br />
e tra-e-con usi e consuetudini<br />
afferenti ad un modello ormai<br />
solo vagamente extraneum,<br />
esterno (ciò è avvenuto in<br />
tutti i campi della<br />
Conoscenza, figuriamoci nei<br />
saperi e nelle pratiche di<br />
cucina). Ne deriva, allora, che<br />
il secolare, consolidato codice<br />
enogastronomico regionale,<br />
con le sue ricette tipiche e i<br />
suoi piatti forti, si è trovato a<br />
comprendere, nonché a<br />
plasmare riadattando su<br />
lungo corso, preparazioni e<br />
pietanze caratteristiche di<br />
tradizioni culinarie anche non<br />
propriamente contigue o<br />
prossime, quali la piemontese<br />
o la calabrese, la veneta o la<br />
pugliese e, non di meno,<br />
appartenenti al più articolato,<br />
omnicomprensivo corpus<br />
della cucina nazionale.<br />
Illustriamo dunque quali sono<br />
stati i piatti rientrati nei<br />
“nostri” menu di Natale,<br />
intesi anche come proposta<br />
aperta ad ospitare<br />
preparazioni del periodo<br />
natalizio proprie delle“altrui<br />
cucine”, e quali sono stati i<br />
migliori abbinamenti con il<br />
vino. Com’è ad uso, si parte<br />
con la sera del 24 dicembre,<br />
cena di Vigilia del Santo<br />
Natale, è da sempre legata a<br />
prelibatezze di mare e qualche<br />
piccolo, goloso sfizio. In<br />
particolare, l’apertura è stata<br />
riservata a un piatto freddo a<br />
base di pesce, sbollentato<br />
rapidamente e condito in<br />
bianco, l’insalata di mare, che<br />
ha visto insieme gamberi,<br />
moscardini, seppie, e cozze<br />
aggiunti di olio extravergine<br />
di oliva, prezzemolo, sale e<br />
poco, pochissimo aceto di<br />
vino bianco o limone.<br />
Accanto, per completare,<br />
abbiamo scelto di servire<br />
tonno e anguilla (o capitone)<br />
sottolio, lasciati in pezzi<br />
grandi ricavati da tranci. Il<br />
tutto accompagnato con il<br />
Frascati DOC Spumante di<br />
Cantine San Marco, da uve<br />
Malvasia di Candia e del<br />
<strong>Lazio</strong>, Trebbiano Toscano e<br />
Bonvino oppure con lo<br />
Spumante Brut di Cincinnato,<br />
da vitigno Bellone. Con la<br />
giusta acidità hanno saputo<br />
ben riequilibrare il palato da<br />
una certa tendenza dolce<br />
conferita da molluschi e<br />
crostacei e compensare le<br />
sensazioni di untuosità e<br />
grassezza che distinguono<br />
l’assaggio. Il primo, è<br />
rappresentato dalle linguine<br />
alle vongole veraci, piatto<br />
questo più di importazione<br />
che di tradizione, com’è<br />
evidente. Da gustare<br />
insieme ad un vino<br />
bianco giovane e<br />
delicato, di medio<br />
corpo e con adeguata<br />
freschezza. Pensiamo<br />
ad esempio all’ Est!<br />
Est!! Est!!! di<br />
Montefiascone DOC<br />
“Poggio del Cardinale”<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
49
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
50<br />
uon Gus<br />
20<strong>07</strong> da uve Trebbiano<br />
Toscano, Malvasia Bianca e<br />
Trebbiano Giallo di Antica<br />
Cantina Leonardi o con il<br />
Cori DOC Bianco<br />
“Capolemole” 20<strong>07</strong> di Marco<br />
Carpineti, Bellone in purezza.<br />
Il secondo, portata di sicura<br />
sostanza e soddisfazione,<br />
prevede ancora pesce di vario<br />
genere, come salmone e pesce<br />
spada tagliati in robusti<br />
tranci, filetti di orata e<br />
spigola, ma anche crostacei<br />
quali gamberoni, mazzancolle<br />
e scampi: preparati al forno<br />
tramite stufatura o<br />
arrostimento, hanno a<br />
disposizione i propri liquidi e<br />
grassi per cuocere in modo<br />
semplice e naturale. A<br />
contorno, si è scelto di servire<br />
un misto fritto in pastella di<br />
verdure di territorio<br />
(zucchine, fiori di zucca,<br />
broccoli e carciofi<br />
romaneschi) e baccalà. Bene,<br />
questa volta occorre un<br />
bianco di buona struttura,<br />
con profumi floreali e fruttati<br />
attraenti, un finale giocato su<br />
una persistenza sapido-fresca<br />
e che impreziosisca con<br />
delicatezza i cibi che<br />
accompagna. Abbiamo allora<br />
scelto il <strong>Lazio</strong> IGT “Antinoo”<br />
2006, Chardonnay e Viognier,<br />
di Casale del Giglio oppure lo<br />
Chardonnay “Calanchi di<br />
Vaiano” 20<strong>07</strong>, <strong>Lazio</strong> IGT<br />
dell’azienda Paolo e Noemia<br />
d’Amico. Al momento dei<br />
dolci, la scelta è andata al<br />
più classico e nostrano<br />
pangiallo, preparato<br />
impastando miele con uva<br />
passa, frutta secca (nocciole,<br />
mandorle, noci, pinoli, etc.) e<br />
scorze candite di arancia,<br />
cedro, qualche uovo e poca<br />
polvere di cacao. Un dolce,<br />
quindi, robusto e variegato<br />
che ha richiesto un vino da<br />
dessert importante e di<br />
spessore, com’è il <strong>Lazio</strong> IGT<br />
“Muffo” 2006 di Sergio<br />
Mottura, da sole uve<br />
Grechetto o il<br />
Moscato<br />
di
to! • Buo<br />
Terracina DOC Passito<br />
“Capitolium” 2006. di<br />
cantina Sant’ Andrea.<br />
Il Pranzo di Natale, il giorno<br />
dopo, è il pranzo di Festa per<br />
antonomasia, in cui rientrano<br />
di diritto varie preparazioni,<br />
succulente e sostanziose,<br />
soprattutto a base di carne di<br />
diversa natura e tipologia.<br />
Antipasto d’eccellenza, della<br />
serie povero (si fa per dire)<br />
ma buono, è rimasta la<br />
stracciatella in brodo di<br />
cappone, occasione per<br />
apprezzare un buon piatto di<br />
brodo caldo, profumato e<br />
saporito, come ormai poche<br />
volte si ha modo di gustare<br />
nella frenetica alimentazione<br />
quotidiana. Il vino, quindi,<br />
passa il testimone e lo<br />
ritroviamo direttamente con il<br />
primo che è stata la<br />
nazionalissima lasagna o<br />
pasta al forno. Abbiamo<br />
scelto di accostare a questi<br />
piatti un rosso di buona<br />
densità, con sentori di<br />
piccoli frutti di bosco e<br />
leggera speziatura, come<br />
ad esempio il <strong>Lazio</strong> IGT<br />
“Costa Magna” 20<strong>07</strong>,<br />
Merlot in purezza<br />
dell’azienda Casale<br />
Mattia oppure il <strong>Lazio</strong><br />
IGT “Il Borgo” 2006 di<br />
Casa Divina<br />
Provvidenza, Merlot in<br />
maggior parte con saldo<br />
di Cabernet Sauvignon.<br />
Come secondo, dopo un<br />
assaggio del cappone<br />
bollito impiegato per<br />
ricavare il brodo<br />
dell’antipasto, si è puntato su<br />
un misto di carni arrosto,<br />
composto scegliendo tra i<br />
tagli più teneri e grassi di<br />
agnello, coniglio, pollo,<br />
tacchino, manzo, maiale, etc.<br />
Un vino di corpo, dal gusto<br />
pieno e persistente, sapido e<br />
dall’ottima spinta acida è ciò<br />
che ha fatto al nostro caso,<br />
come ad esempio il <strong>Lazio</strong> IGT<br />
“Il Vassallo” 2006, uvaggio<br />
bordolese con prevalenza<br />
Merlot dell’azienda Colle<br />
Picchioni o il Cesanese del<br />
Piglio DOCG “Romanico”<br />
2006 di Coletti Conti. Per<br />
contorno, tipico e semplice,<br />
molti hanno optato per la<br />
cicoria ripassata in padella<br />
con aglio e peperoncino. A<br />
fine pasto, ci siamo concessi<br />
pure i dolci che fanno parte<br />
dell’italica tradizione<br />
natalizia: pandoro, panettone<br />
e torrone classico alle<br />
mandorle proviamoli accanto<br />
al <strong>Lazio</strong> IGT “Stillato” 20<strong>07</strong><br />
di Principe Pallavicini, a base<br />
di Malvasia Puntinata <strong>10</strong>0%<br />
o con il <strong>Lazio</strong> IGT Passito<br />
“Odos” 2006 da uve<br />
Malvasia del <strong>Lazio</strong> e<br />
Sauvignon Blanc dell’azienda<br />
Poggio Le Volpi. A questo<br />
punto, dopo il ricco pranzo,<br />
altro non abbiam fatto che<br />
tirar fuori la tombola e, un<br />
po’ provati ma lieti, giocare<br />
fino a tarda sera con le<br />
persone più care, che in<br />
questo giorno così particolare<br />
ci hanno fanno compagnia.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
51
•<br />
> di Annamaria Graziano<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione tinerari<br />
52<br />
L’architettura “borgognona” nel <strong>Lazio</strong><br />
Luogo mistico, essenziale,<br />
rigoroso. L’abbazia di<br />
Fossanova, nel comune di<br />
Priverno in provincia di Latina,<br />
è secondo alcuni studiosi il<br />
primo esempio di architettura<br />
gotico-cistercense in Italia.<br />
Iniziata nel 1187, fu inaugurata<br />
nel 1208 da papa Innocenzo III,<br />
e divenne presto molto<br />
importante. Nel 1274 vi morì<br />
San Tommaso d’Aquino.<br />
Il complesso abbaziale nasce<br />
dalla rigorosa applicazione dei<br />
modelli e della Regola che<br />
hanno ispirato la vita dei monaci<br />
cistercensi, lontani dallo stile ben<br />
più ricco e fastoso dei<br />
cluniacensi. Il gotico di<br />
Fossanova è semplice, puro.<br />
Questa architettura è chiamata<br />
anche ‘borgognona’ perché<br />
proprio in Borgogna sorsero i<br />
primi monasteri cistercensi.<br />
L’estrema semplicità delle<br />
strutture è il segno della ricerca
Itinerar<br />
della spiritualità e trova nello<br />
slancio verso l’alto l’elemento<br />
distintivo. Alla costruzione di<br />
Fossanova sicuramente<br />
contribuirono maestranze<br />
francesi: le abbazie cistercensi<br />
furono edificate in tutta Europa<br />
da monaci- architetti formati<br />
nelle case madri di Borgogna,<br />
addestrati per riprodurre il<br />
modello originario adattandolo<br />
alle condizioni e alle<br />
caratteristiche del luogo. Quello<br />
di Fossanova è uno dei risultati<br />
migliori dell’intelligente<br />
elasticità intellettuale dei<br />
cistercensi perché il complesso è<br />
in stile gotico ma coerente con<br />
la lunga tradizione<br />
romaneggiante del <strong>Lazio</strong>.<br />
Il corpo centrale del monastero<br />
comprende diversi edifici. La<br />
chiesa, a tre navate, è di una<br />
semplicità assoluta. Lo spazio è<br />
illuminato dal rosone della<br />
facciata e dalle finestre laterali e<br />
dell’abside. La luce diventa uno<br />
strumento essenziale per<br />
avvicinare con armonia l’anima<br />
a Dio. A nord del complesso<br />
troviamo la sacrestia e la sala<br />
COME RAGGIUNGERE L’ABBAZIA<br />
In auto:<br />
A1 - autostrada Roma-Napoli, uscita di Frosinone;<br />
si prosegue per la statale 156 dei Monti Lepini,<br />
direzione Latina, fino al km 29.300. Si esce al bivio<br />
per Priverno e si seguono le indicazioni per l’abbazia.<br />
Statale Appia fino al km. 85 (Migliara 53). Si gira<br />
per la Marittima II, direzione abbazia di<br />
Fossanova-Priverno.<br />
In treno:<br />
Partono ogni ora dalle stazioni di Roma e Napoli.<br />
La fermata è Priverno-Fossanova. All’arrivo è<br />
garantito un servizio navetta di collegamento<br />
con il centro e il monastero.<br />
capitolare; a est il refettorio che,<br />
dopo la chiesa, è l’ambiente più<br />
vasto: sul lato destro, da una<br />
scaletta ricavata nel muro, si<br />
accede alla tribuna dove,<br />
all’inizio dei pasti, venivano lette<br />
la Bibbia e la Regola Cistercense.<br />
Meraviglioso è il chiostro, in cui<br />
si ritrovano le forme semplici<br />
della chiesa. Ideale per la<br />
meditazione, presenta tre lati in<br />
stile romanico e uno, a sud, in<br />
stile gotico.<br />
I CISTERCENSI, ‘MISSIONARI’ DEL GOTICO<br />
Icistercensi hanno avuto un’importanza straordinaria per la storia dell’arte. Per la prima volta, infatti, un ordine religioso<br />
stabilì delle regole per definire il rapporto tra fede e arte, tra religione e architettura. La riforma di Bernardo di Chiaravalle, il<br />
voto, l’isolamento, la ricerca della spiritualità trovarono nei monasteri la loro realizzazione materiale. Simboli di rinnovamento<br />
religioso le chiese e le abbazie dovevano essere prive di decorazioni: il lusso dei luoghi di culto era considerato un furto nei<br />
confronti dei poveri. Per questo, i monaci cistercensi sono stati definiti i ‘missionari’ del gotico.<br />
Quanto alle tecniche di costruzione, gli architetti delle abbazie cistercensi seguivano sempre lo stesso procedimento. Prima le<br />
fondamenta complessive del monastero, poi gli edifici necessari a un primo insediamento. Il resto veniva ultimato nel corso degli<br />
anni. All’interno delle mura di cinta ogni monastero doveva essere autosufficiente, organizzato in modo da trovarvi tutto il<br />
necessario per vivere, dall’orto al mulino, dall’acqua alle botteghe in cui praticare mestieri diversi. In Italia, Fossanova e l’abbazia<br />
di Casamari (in provincia di Frosinone) sono gli unici due esempi di architettura gotico-cistercense.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
53
FIAS<br />
Federazione Italiana Attività Subacquee<br />
presenta
ecensio<br />
“Pastori.<br />
> di Maria Teresa Cinanni<br />
Un’indagine sul territorio laziale”.<br />
Le immagini di un mondo ricco di fascino e tradizioni<br />
Un libro di immagini, storia, ricordi,<br />
ribellioni. È questo “Pastori.<br />
Un’indagine sul territorio laziale”,<br />
il volume fotografico realizzato dall’Arsial<br />
e finanziato dall’assessorato all’<strong>Agricoltura</strong><br />
della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> per dare spazio e volto<br />
a un mondo spesso dimenticato: quello dei<br />
pastori. E soprattutto ai nuovi pastori,<br />
quelli di oggi, figli e nipoti di quei volti<br />
sbiaditi dai sacrifici e dalla fatica che negli<br />
anni Cinquanta beneficiarono della<br />
riforma agraria che portò ad una più equa<br />
ridistribuzione delle terre e, di<br />
conseguenza, a un nuovo sistema sociale e<br />
lavorativo. Un volume realizzato da sei<br />
giovani fotografi sotto la supervisione di<br />
Marco Delogu che lo scorso anno ha dato<br />
il via a questo studio con un racconto<br />
fotografico sui contadini dell’agro romano<br />
degli anni Cinquanta.<br />
Un lavoro, quello odierno, per dare voce e<br />
risalto a chi solitamente rimane ai margini<br />
delle scene e che, invece, ha un patrimonio<br />
di storia, cultura e tradizione notevole. Un<br />
patrimonio che passa attraverso una storia<br />
di scontri e riappropriazioni, di morti<br />
purtroppo e di voglia di rivalsa, di<br />
percezione delle condizioni di povertà e di<br />
sacrifici per uscirne. Una storia trasposta<br />
in opera letteraria, pittorica, filmica. E<br />
adesso anche fotografica. Per fermare quel<br />
mondo nella sua realtà, nella sua essenza.<br />
E per far comprendere che, sebbene in<br />
ombra, è un mondo tutt’altro che<br />
scomparso, un mondo che continua a<br />
vivere e a tramandare usi e abitudini solo<br />
apparentemente distanti.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
55
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
56<br />
ecensio<br />
Sane e ghiotte,<br />
ecco a voi<br />
le nuove<br />
filastrocche!<br />
Ritornano anche<br />
quest’anno, di nuovo<br />
vestite, le filastrocche<br />
ideate dall’assessorato<br />
regionale all’agricoltura. Con<br />
una novità: la versione<br />
‘animalesca’. Infatti, alla<br />
ristampa della scorsa edizione,<br />
si aggiungono due nuovi<br />
volumi: uno interamente<br />
dedicato agli animali<br />
(‘Filastrocche in fattoria’) e<br />
l’altro a frutta e verdura<br />
(‘Filastrocche sane e ghiotte’).<br />
Tre libretti colorati e divertenti<br />
per rallegrare i più piccoli e per<br />
insegnare loro la stagionalità<br />
dei prodotti e l’importanza di<br />
inserirli nella propria<br />
alimentazione. Giochi di rime e<br />
parole per indirizzare i<br />
giovanissimi verso<br />
un’alimentazione varia, sana e<br />
di qualità e che si inserisce<br />
nell’ampio progetto di<br />
educazione alimentare ‘Sapere i<br />
Sapori’.<br />
Come lo scorso anno, le<br />
filastrocche sono state<br />
distribuite alle classi della prima<br />
elementare delle scuole di<br />
Roma aderenti a ‘Sapere i<br />
Sapori’, a cavallo tra il periodo<br />
natalizio e i primi giorni del<br />
nuovo anno. (E.A.)
ne • Rec<br />
FICHI<br />
Verdi e neri siamo di fuori<br />
Siamo ricchi di sapori<br />
Caldo e sole noi adoriamo<br />
E felici profumiamo<br />
Di dolcezza un’esplosione<br />
Se ci mangi in un boccone<br />
Puoi comprarci in confettura<br />
Noi siamo fichi di natura<br />
Siamo frutti che mangiate<br />
Solamente nell’estate.<br />
CONIGLIO<br />
Ho gli occhietti piccolini<br />
Lunghe orecchie e bei dentini<br />
Son batuffolo di pelo<br />
E saltello sotto il cielo<br />
Trovo sempre un nascondiglio<br />
Nella tana io bisbiglio<br />
Il mio pasto è erba e fieno<br />
Di carote faccio il pieno<br />
Ronfo sempre sul giaciglio<br />
Cosa vuoi? Sono un coniglio<br />
FUNGO<br />
Son coperto dal cappello<br />
Che mi fa anche da ombrello<br />
Se son fino son chiodino<br />
Se son grosso son porcino<br />
Tante son le varietà<br />
Puoi mangiarmi ad ogni età<br />
Sono sempre assai goloso<br />
Qualche volta velenoso<br />
Ma il profumo e la magia<br />
Son del fungo la poesia.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
57
Cultura •<br />
> di Daniele Camilli<br />
NASCE A VETRALLA IL LABIRINTO GIOVANI,<br />
SPAZIO DEDICATO ALLA SCOPERTA DEI NUOVI TALENTI DELLE ARTI VISUALI<br />
Marco Santi, nel loro movimento<br />
Marco Santi, in concreto artificial<br />
Uno spazio dedicato alla scoperta dei<br />
nuovi talenti delle arti visuali. Nasce a<br />
Vetralla il Labirinto giovani. A crearlo la<br />
Cooperativa il Ventilabro che, durante la Sagra<br />
dell’Olio del ponte dell’Immacolata, si è già<br />
distinta per una mostra dedicata al fotografo<br />
Marco Santi: “ma quando la trova non ricorda<br />
di averla cercata”. Un evento, svoltosi a Palazzo<br />
Zelli e anch’esso parte del Labirinto, che ha<br />
riscosso un notevole successo con oltre 200<br />
partecipanti in soli due giorni di apertura.<br />
Il Labirinto punta a realizzare una serie di<br />
mostre dedicate alle arti visuali del XXI secolo<br />
in Italia. Uno spazio realmente aperto al<br />
confronto col pubblico di nuove voci spesso<br />
ignorate ma alte e profonde che attendono<br />
(troppo sovente invano) di mostrarsi.<br />
In programmazione ci sono già giovani<br />
provenienti da tutta Italia che in questi anni<br />
hanno già fatto parlare di sé attraverso la loro<br />
produzione artistica: da Omar Mossali (“Una<br />
memoria di ferro”. Sculture, pitture e istallazioni,<br />
Lombardia) ad Alessandro Ridolfi (“Invenzioni<br />
di archeologia futura”. Sculture, pitture e<br />
istallazioni, <strong>Lazio</strong>), da Franca D’Angelo<br />
(“Distor(vi)sioni”. Sculture, pitture e istallazioni,<br />
Sardegna) a Simone Giovagnorio<br />
(“Cromosomie”. Foto-pitture e video, <strong>Lazio</strong>) fino<br />
a Francesca Amat (“Segnalazioni lontane”.<br />
Sculture, pitture e istallazioni, Sardegna).<br />
La scelta di Vetralla come luogo d’elezione del<br />
Labirinto Giovani deriva dai suoi percorsi<br />
naturalistici, archeologici, paesaggistici e<br />
gastronomici che rappresentano un’offerta<br />
culturale di straordinario valore, perfettamente<br />
integrabile con quella artistica. Al termine di ogni<br />
mostra verrà infine chiesto ad ogni artista di<br />
donare alla città una sua opera. In questo modo,<br />
nel corso del tempo, si costituirà a Vetralla una<br />
Collezione Permanente di natura unica: vera e<br />
propria testimonianza del contemporaneo.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
59
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
60<br />
ultura •<br />
> di Maria Teresa Cinanni<br />
I capolavori della<br />
pittura fiamminga<br />
in mostra al museo del Corso<br />
CINQUANTACINQUE DIPINTI<br />
RIPERCORRONO LE MOLTEPLICI<br />
VICENDE DELL’OLANDA DEL<br />
XVII SECOLO ATTRAVERSO<br />
UN PERCORSO CHE VA DA<br />
REMBRANDT A VERMEER,<br />
PASSANDO PER<br />
ANTON VAN DYCK E RUBENS.<br />
La società del XVII secolo nelle sue più<br />
poliedriche sfaccettature e nei mutamenti<br />
di un’epoca che ha assistito alla diffusione<br />
della dottrina calvinista, all’affermarsi del<br />
protestantesimo e quindi a un forte cambiamento<br />
storico, culturale, politico e religioso.<br />
Cambiamento visibile nella vita quotidiana, così<br />
come nella letteratura e dell’arte. Questo il filo<br />
conduttore de “La pittura fiamminga da<br />
Rembrandt a Veermer. Valori civili nella pittura<br />
fiamminga e olandese del Seicento”, la mostra in<br />
corso al Museo del Corso, dove rimarrà fino al<br />
INFO<br />
“Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella<br />
pittura fiamminga e olandese del Seicento”<br />
c/o Museo del Corso, Fondazione Roma, via del<br />
Corso 320. Fino al 15 febbraio 2009. Orario:<br />
dalle <strong>10</strong> alle 20, lunedì chiuso. Biglietto: intero<br />
9 euro; ridotto e gruppi 7 euro; ridotto scuole<br />
4 euro. Informazioni: 06.6786209.<br />
15 febbraio. Una mostra che ripercorre,<br />
attraverso 55 dipinti provenienti da tutto il<br />
mondo, il secolo d’oro dell’arte fiamminga dove,<br />
a differenza dei toni trionfalistici delle opere<br />
italiane, spagnole e francesi coeve, le scene e gli<br />
oggetti di uso quotidiano acquistarono dignità<br />
artistica.<br />
Chiamati a soddisfare il senso estetico dei<br />
borghesi, loro nuovi clienti, gli olandesi decisero<br />
di raffigurare minuziosamente la società del XVII<br />
secolo. Società nella quale la classe borghese,<br />
protagonista di un nuovo sviluppo commerciale e<br />
mercantile, elesse l’arte a status symbol. Questa<br />
divenne allora un simbolo di potere e ricchezza
Cultura<br />
da ostentare nella cerchia delle<br />
proprie conoscenze e nelle case,<br />
come si evince dalla presenza<br />
stessa di un quadro all’interno<br />
di un altro. Per ragioni<br />
commerciali di compravendita<br />
mutarono anche le dimensioni<br />
delle tele, più ridotte per<br />
favorirne la circolazione.<br />
Oltre ai ritratti – inizialmente a<br />
grandezza naturale, con gli<br />
austeri non-colori del bianco e<br />
nero e le pose studiate al pari<br />
dei nobili europei – la pittura<br />
olandese superò ogni<br />
provincialismo aprendosi alla<br />
raffigurazione di temi storici<br />
senza alcuna precisione<br />
accademica antiquaria, di<br />
nature morte e paesaggi.<br />
Quest’ultimi divennero via via<br />
sempre più popolari quando,<br />
pur continuando a mantenere<br />
palazzi in città, la borghesia<br />
cominciò ad acquistare<br />
residenze in campagna,<br />
raffigurate con nuovo spirito<br />
“meditativo”.<br />
I quadri in esposizione<br />
appartengono ai più grandi<br />
artisti dell’epoca, da<br />
Rembrandt a Anton van Dyck,<br />
da Vermeer a Rubens. In<br />
particolare, sono da segnalare<br />
Tommaso di Carignano<br />
Principe di Savoia e Ritratto di<br />
gentildonna genovese di<br />
Antoon van Dyck, ritrattista<br />
che, dopo un lungo soggiorno<br />
in Italia divenne il primo<br />
pittore di corte di Carlo I in<br />
Inghilterra; il Paesaggio con<br />
l’impiccato di Rubens; la<br />
Ragazza col filo di perle di Jan<br />
Vermeer; La Madre e La<br />
pesatrice d’oro, mirabili tele di<br />
Pieter de Hooch, artista spesso<br />
paragonato a Vermeer per i<br />
soggetti di genere tratti dalla<br />
vita di tutti i giorni; il Ragazzo<br />
che canta con flauto del<br />
prolifico Frans Hals, autore di<br />
alcuni tra i più noti ritratti del<br />
periodo barocco; Il<br />
cambiavalute e il ritratto di<br />
Hendrickje Stoffels di<br />
Rembrandt.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
61
eventi •<br />
EVENTI<br />
ROMA<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
62<br />
Appuntamenti culturali a Roma.<br />
Da Rembrandt a Vermeer a Via del Corso<br />
Al Museo del Corso di Roma arriva la mostra “Da Rembrandt a Vermeer.<br />
Valori civili della pittura fiamminga e olandese del ‘600”. Dall’11<br />
Novembre 2008 fino al 15 Febbraio 2009 i capolavori del Secolo d’Oro<br />
dell’arte fiamminga e olandese per la prima volta a Roma e in Italia. Tra i 55<br />
capolavori presentati ci sono “Il cambiavalute” e il ritratto di “Hendrickje<br />
Stoffels”di Rembrandt; “Paesaggio con l’impiccato” di Rubens;la “Ragazza col<br />
filo di perle” di Jan Vermeer; “Tommaso di Carignano Principe di Savoia” e<br />
“Ritratto di gentildonna genovese” di Anton van Dyck. Inoltre potrete ammirare<br />
le tele di Aert de Gelder, Frans Hals, Gerard ter Borch, Pieter de Hooch,<br />
Cornelis Bega, Gerard Dou, Gabriel Metsu, Salomon Jacobsz van Ruisdael e<br />
Jan Stehen. Una Mostra per scoprire la storia dell’Olanda nel suo periodo d’oro,<br />
un omaggio a Rembrandt e a tutti gli altri pittori fiamminghi del ‘600.<br />
Mostra al Museo del Corso - Via del Corso, 320 - Roma<br />
Dall’11 Novembre 2008 al 15 Febbraio 2009 - Info tel: 06.67862098<br />
Mostra fotografica di<br />
Henri Cartier Bresson<br />
La Shenker Culture Club celebra il centenario della nascita del<br />
leggendario fotografo Henri Cartier-Bresson con l’esposizione di<br />
suoi famosi scatti, e con un’anteprima editoriale a Roma.<br />
L’evento itinerante dello Shenker Culture Club inizierà nella sede di<br />
Piazza di Spagna. Le fotografie esposte, realizzate tra il 1932 ed il<br />
1965, sono immagini molto famose del grande fotografo che, per aver<br />
immortalato i personaggi e gli avvenimenti decisivi del ‘900, ha meritato<br />
l’appellativo “the eye of the century”. Definito anche “grande<br />
opportunista”, Henri Cartier-Bresson era sempre presente al momento<br />
giusto, ed in grado di cogliere gli eventi storici così come accadevano:<br />
ha introdotto per primo il concetto di fotogiornalismo, fondando con i<br />
suoi amici Robert Capa, David “Chim” Seymour, George Rodger e<br />
William Vandivert, la Magnum Photos, divenuta la più importante<br />
agenzia fotografica del mondo.Insieme all’esposizione, viene presentata<br />
in anteprima la versione italiana della biografia Henri Cartier-Bresson,<br />
“Biografia di uno sguardo”. Autore del libro è Pierre Assouline, con il<br />
quale Cartier-Bresson strinse un rapporto di confidenza per anni.<br />
Dal 12 dicembre 2008 al 28 marzo 2009<br />
Shenker Culture Club - Piazza di Spagna 66, Roma<br />
Praga. Da una primavera<br />
all’altra 1968 - 1969<br />
Alla vigilia del semestre di presidenza dell’Unione<br />
Europea da parte della Repubblica Ceca, per<br />
ricordare e documentare il 40° anniversario della<br />
promettente stagione della Primavera di Praga e della sua<br />
tragica conclusione con l’invasione armata nell’agosto<br />
1968 e con l’inizio della cosiddetta “normalizzazione” nei<br />
primi mesi del 1969, la mostra racconta i cambiamenti<br />
politici e sociali intervenuti nel giro di un anno, da una<br />
primavera all’altra, anche in un’ottica italiana. L’esposizione<br />
è completata dalla proiezione di un film documentario di<br />
circa 45 minuti basato su materiali filmati - provenienti<br />
dagli archivi della Rai, della Èeská televize e della Cineteca<br />
Nazionale ceca - e interviste inedite: ad esempio a Pietro<br />
Ingrao, Rossana Rossanda, Enzo Bettiza e altri. Il percorso<br />
espositivo è inoltre arricchito da opere d’arte provenienti<br />
dalla Galleria Nazionale di Praga.<br />
16 dicembre 2008 - 1 marzo 2009<br />
Palazzo delle Esposizioni - Via Nazionale, 194
eventi EVENTI<br />
LAZIO<br />
... e nel <strong>Lazio</strong>.<br />
Al via il festival della zampogna<br />
nel sud pontino<br />
L a<br />
Festeggiamenti tra olio<br />
e bruschette nel cuore<br />
della Sabina<br />
zampogna, intramontabile strumento che solitamente preannuncia le festività natalizie,<br />
torna a dare bella mostra di sé anche dopo la Befana, il 16 – 17 e 18 gennaio, con il<br />
Festival di Musica e Cultura Tradizionale, uno degli appuntamenti più attesi nel panorama<br />
della musica popolare e world. Il tutto in un contesto vario e itinerante che da Maranola, arriva<br />
fino a Formia, Itri, Monte San Biagio e Lenola, ovvero una vasta area del sud pontino.<br />
L’appuntamento, giunto alla XVI edizione, coinvolge un numero sempre maggiore di studiosi,<br />
musicisti, liutai e pubblico, oltre che ospiti illustri, come la Famiglia Boniface, storica<br />
famiglia di musicisti tradizionali valdostani. A ciò si aggiungono il focus sulle zampogne del<br />
versante appenninico e il Premio Speciale “la Zampogna 2009” ad Antonio Piccinino, storica<br />
voce dei Cantori di Carpino.<br />
Una vera e propria no-stop di tre giorni che vedrà avvicendarsi numerosi musicisti, giovani e<br />
anziani, italiani e stranieri, che animeranno i concerti, i seminari e gli incontri.<br />
Il Festival rappresenterà anche un’occasione per avere un contatto diretto con alcuni costruttori<br />
di strumenti musicali tradizionali italiani. Si svolgerà in contemporanea, infatti, una mostramercato<br />
di liuteria tradizionale, durante la quale sarà possibile acquistare strumenti musicali,<br />
oggettistica tradizionale, attrezzi di uso contadino e pastorale.<br />
Pane artigianale abbrustolito sulla brace e condito con<br />
olio d’oliva doc. Ovvero la bruschetta. E’ interamente<br />
dedicato all’intramontabile e succulente spuntino la<br />
sagra che si terrà domenica 11 gennaio a Casaprota, in<br />
provincia di Rieti, territorio che si trova al centro dell’area di<br />
produzione dell’olio DOP Sabina. La sagra rappresenta<br />
l’evento clou della “Mostra Mercato del Prodotto Tipico”,<br />
giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Molti gli stand<br />
appositamente allestiti per l’occasione con piccole produzioni<br />
di eccellenza gastronomica della Sabina, sapientemente<br />
ricercate dalla locale pro loco che “intende contrapporsi alla<br />
tendenza alla standardizzazione del gusto con una proposta<br />
di antichi sapori dei prodotti genuini della tradizione”, come<br />
affermano gli organizzatori. L’offerta va dall’olio extravergine di<br />
Casaprota, al pane della tradizione del forno Filippi di<br />
Casaprota; dal vino DOC Colli Sabini della ViCoSa di<br />
Magliano, alla mozzarella di bufala della Piana Reatina; dai<br />
salumi del reatino, ai fagioli, al farro, al tartufo, alle marmellate<br />
e mele di Amatrice; dalle patate del Leonessano al miele, alle<br />
castagne del Cicolano alla cicerchia del Turano.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione<br />
63
64<br />
I prossimi appuntamenti con l’agricoltura del <strong>Lazio</strong><br />
Sono numerosi gli appuntamenti promossi e sostenuti dall’Assessorato<br />
all’<strong>Agricoltura</strong> della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong> da segnare in agenda per le aziende agricole<br />
intenzionate a far conoscere e apprezzare i loro prodotti. Vediamo insieme le<br />
manifestazioni più importanti previste per i primi mesi del 2009, in Italia e all’estero.<br />
BIOFACH<br />
19-22 febbraio - Norimberga<br />
Compie 20 anni la fiera del biologico<br />
più attesa. Dalla prima edizione nel<br />
lontano 1990 in Ludwigshafen, il<br />
BioFach di Norimberga è cresciuto di<br />
anno in anno. Basti pensare che gli<br />
espositori aderenti alla fiera sono<br />
passati dai 240 della prima edizione<br />
a circa 2900. Un incremento che<br />
indica, in tutta Europa, una sempre<br />
maggiore attenzione verso il settore<br />
biologico; un comparto in crescita e<br />
che testimonia la scelta dei<br />
consumatori di orientarsi verso<br />
prodotti sicuri e di qualità.<br />
MIA - MOSTRA INTERNAZIONALE<br />
DELL’ALIMENTAZIONE<br />
14-17 febbraio - Rimini<br />
È alla sua 39° edizione il MIA di<br />
Rimini. Fiera leader per<br />
l’alimentazione fuori casa, la fiera è<br />
anche un momento di verifica per un<br />
mercato che in Italia muove un giro<br />
d’affari di oltre 65 miliardi di euro. Si<br />
prevede addirittura che, entro il 2015,<br />
la ristorazione moderna crescerà del<br />
45%, quella collettiva del 30%, quella<br />
tradizionale del 25% (fonte indagine<br />
Nomisma). Un settore in crescita<br />
dunque, che trova nel MIA una forte<br />
promozione. Tra i tanti eventi previsti<br />
dalla manifestazione, dimostrazioni e<br />
degustazioni dedicate alla<br />
ristorazione di qualità, con la<br />
presenza di chef di fama<br />
internazionale; e poi il premio<br />
Bocuse d’Or, presieduto da Gualtiero<br />
Marchesi, gli chef della Boscolo<br />
Etoile Accademy, i pizzaioli della NIP,<br />
la Federazione Italiana Cuochi.<br />
<strong>Lazio</strong> / informazione CALENDARIO<br />
<strong>Lazio</strong> informa<br />
zione<br />
Novembre 2008 numero 17<br />
DIRETTORE RESPONSABILE<br />
> Michele Misuraca<br />
CONDIRETTORE<br />
> Maria Grazia Ardito<br />
CAPO REDATTORE<br />
> Beatrice Curci<br />
REDAZIONE<br />
> Enrico Barbieri, Luca Benigni,<br />
Maria Teresa Cinanni, Sandro Cristaldi,<br />
Simone Fattori, Annamaria Graziano,<br />
Tiziano Marelli, Gianluca Mealli,<br />
Giuseppe Motisi, Maria Carla Ottaiano,<br />
Antonello Salerno, Massimo Sbardella,<br />
Francesca Trincia, Francesco Unali,<br />
Alfonso Vannaroni, Nicola Zamperini.<br />
COLLABORATORI:<br />
> Erica Antonelli, Dario Borlandelli,<br />
Daniele Camilli, Valentina Conti,<br />
Alessandra De Luca, Benedetta Ferrari,<br />
Matteo Fornara, Marco Incagnola,<br />
Pietro A. Migliaccio, Francesco Moriconi,<br />
Paola Ortensi, Paola Rosatini, Giulio Somma.<br />
SEGRETERIA DI REDAZIONE<br />
> Erica Antonelli<br />
Tel. 06 51684214<br />
eantonelli@regione.lazio.it<br />
PROGETTO GRAFICO<br />
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IMMAGINI<br />
> COPERTINA: Maprosti & Lisanti<br />
INTERNO: Assessorato all’<strong>Agricoltura</strong><br />
della <strong>Regione</strong> <strong>Lazio</strong>, Consorzio Age,<br />
Alberto Guerrieri, Maprosti & Lisanti.