Vecchio - 2011 - Il paesaggio nell'era della globalizzazione

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Vecchio - 2011 - Il paesaggio nell'era della globalizzazione

estetica del paesaggio, risalente agli anni Settanta. Qui, indagando sul

rapporto spazio-tempo, si perveniva al concetto di metaspazialità, intesa

come costituirsi dello spazio in rappresentazione estensiva e simultanea

del tempo, che permetteva di individuare tre diverse immagini del

tempo, il tempo dell’individuo, il tempo della storia e il tempo della

natura, per giungere alla conclusione che identificava il vero tempo del

paesaggio nel tempo della natura. Quest’ultima idea, comunque, che la

composizione paesaggistica si esaurisca nella natura è stata ampiamente

superata e la distanza tra natura e storia è, in seguito, svanita. Il tempo di

natura di Assunto, però, che ipotizza tre diverse forme spaziali che si

concretizzano nel tempo dell’identità immobile, che è quello del regno

minerale, nella novità dell’identico che si incarna nel movimento

assoluto dell’elemento acquatico, fiume, lago o oceano che sia, e nella

temporalità circolare, che è specifica del regno vegetale, con il suo

continuo ritorno dei cicli delle stagioni, si può invece ritrovare nelle tre

componenti metaforiche in cui è divisa la natura e che vengono poste a

fondamento dell’opera di Simon Schama, Paesaggio e Memoria, e cioè

legno, acqua e roccia. La posizione di Schama è, in un certo senso,

ribaltata rispetto a quella di Assunto. Schama sostiene, infatti, la tesi che

i paesaggi sono considerati cultura prima che natura, nel senso che, se la

vita sul pianeta segue il suo corso indipendentemente dall’azione

dell’uomo, è vero anche che è difficile immaginare un solo sistema

naturale che non sia stato sostanzialmente modificato dalla cultura

umana, a cominciare dall’antichità, attraverso un processo che ci

consegna una natura irreversibilmente modificata. Egli, però, nonostante

le riconosciute difficoltà ambientali, a differenza di Assunto, che vede in

un certo sfruttamento della natura il rifiuto del paesaggio in quanto

identificabile con essa, non considera calamitoso per la Terra il rapporto

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