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5 months ago

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Singolare incontro quello tra il presidente della commissione Mobilità del Comune, Enrico Stefano, e una pattuglia di combattivi comitati di quartiere, dal Pigneto-Prenestino a San Giovanni, Villa Fiorelli, Albalonga e Casalbertone. Cuore della riunione l'annunciato taglio dell'autobus 81. In concomitanza con l'apertura della fermata San Giovanni della metro C, il percorso dell'81 sarà mozzato: il capolinea che oggi arriva in piazza Malatesta si fermerà a San Giovanni. Per gli utenti, numerosissimi, di quella linea, un disastro, niente affatto risarcito dalla nuova stazione della metro, che verrà inaugurata l'ultima settimana di aprile. Il presidente ha ascoltato con cortesia i comitati ma, sull'81, non ha preso impegni. Così ha spiegato la sua posizione: il Comune sta lavorando al rinnovo della flotta e al rilancio del trasporto pubblico, le corse della Metro C avranno una frequenza di 9 minuti. I chilometri “risparmiati” con il taglio dell'81 saranno reinvestiti sullo 058 (che collega Ponte Mammolo e Tor Vergata), e nella nuova linea 77 (tra San Giovanni e Piramide, ma non lo fa già il tram 3 quel percorso?). In più, verrà rinforzato il 412, che collega Ponte Lungo alla Prenestina, che oggi offre un servizio più che carente, con attese di oltre 50 minuti, dunque spesso gestita con una sola vettura. I comitati hanno insistito: il percorso dell'81 ricalca solo all'ingrosso quello della metro C, e lascerebbe senza servizi larghe fette di popolazione. Inoltre, soprattutto nelle ore di punta, l'81 lenisce in parte il servizio dei tram che corrono sulla Prenestina, congestionati all'inverosimile. Niente da fare: il presidente della commissione – che è una carica certamente utile e di raccordo tra consiglio e cittadini, ma non è l'assessore ai trasporti – ha nicchiato anche davanti alla proposta dei comitati, quella di posporre i mutamenti del servizio, vincolandoli a una verifica di almeno sei mesi. “Sono un talebano del trasporto pubblico, ma la coperta è corta – ha detto – e dopo sei mesi di nuovo regime l'81 non lo potrò più ridurre”. Intanto però, man mano che si diffondono le notizie sui mutamenti del trasporto pubblico, gli abitanti dei quartieri cominciano a mobilitarsi. Lunedì prossimo alle 19 è indetta un'assemblea sul trasporto pubblico presso la Biblioteca Mameli in via del Pigneto. A cui, oltre al presidente Stefano sono invitati amministratori comunali, municipali e dirigenti dell'Atac. Ma soprattutto i cittadini, i dannati del trasporto pubblico. Più possibilista invece, Stefano, su altre proposte dei comitati che di fronte alla trasformazione di via Taranto a via La Spezia in strade a senso unico (via La Spezia verso il centro, via Taranto in uscita) temono l'effetto “autostrada urbana”. O alla chiusura delle rampe Prenestine della Tangenziale, o alla preferenziale su via La Spezia. Contrario invece all'esclusione dalla Tangenziale delle auto più inquinanti con l'apposizione di varchi e telecamere, proposta dal Comitato San Giovanni. Stiamo lavorando alla congestion charge, dice, per bloccare tutte le auto, non solo quelle inquinanti. Cioè? Un biglietto di accesso al centro storico, già annunciato un anno fa e poi inabissato nel silenzio, a tariffe differenti a seconda del tipo di auto, un'altra tassa occulta sulla povertà.