Con il PD per Macciantelli - Partito Democratico

pdsanlazzaro.it

Con il PD per Macciantelli - Partito Democratico

Committenti responsabili: Mauro Roda ; Gianni Grazia - Contiene I.P.

partitodemocratico.it

Giornale della comunità sanlazzarese | anno XXXII | numero 3 | maggio-giugno duemilanove

Nuova serie: bimestrale a distribuzione

gratuita. Autorizzazione Tribunale di

Bologna n°. 7961 del 28/04/2009.

Tariffa associazioni senza fini di lucro:

“Poste Italiane spa-Sped. in abb. postale -

D.l. 353/2003 (conv in l.27/02/2004 n°. 46)

Art.1 comma2 DCB - Fil. di Bologna”

Con il PD

per Macciantelli

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Più forti noi, più forte tu.

Speciale elezioni

articoli

e interviste

alle pagine 2 e 3

e da pagina 10 alla 22

6 e 7 giugno:

si vota

per Sindaco

Provincia

Parlamento

europeo

venerdì 5 giugno

ore 21 Parco 2 agosto

Tutti insieme

con Macciantelli

per la chiusura della

campagna elettorale


In copertina:

Il segretario del Pd

Dario Franceschini

con Marco Macciantelli

in piazza Bracci

il 2 maggio scorso

(foto ZUCCHINI)

Un voto al Pd

speranza di futuro

L’appello del segretario Pd Corrado Fusai

2

l’editoriale

Il Partito Democratico di San Lazzaro, verificando tra i cittadini giudizi positivi sull’operato dell’Amministrazione

comunale, già nel luglio del 2008 chiese a Marco Macciantelli la disponibilità a ricandidarsi

a sindaco. Lo facemmo assumendoci una responsabilità precisa: quella di indicare ai nostri alleati e alla

Città la strada da percorrere, nel segno della continuità di governo e della qualità della proposta politica.

I risultati ora si possono vedere.

Macciantelli è oggi sostenuto da un ampio schieramento del centrosinistra. Dal programma di mandato

che è stato sottoscritto emerge chiara la cultura di governo delle forze della coalizione. Siamo lontani - e

non solo a San Lazzaro - dalle incomprensioni e dalla riottosità che hanno caratterizzato il quadro nazionale

sino a pochi mesi fa, e che hanno consentito il ritorno di Berlusconi alla guida del Paese.

La stessa dirigenza nazionale del Pd si presenta oggi più unita e responsabile. Il partito è più netto nel

proprio ruolo di opposizione al centrodestra. Sono chiare le proposte concrete che avanziamo al Paese per

affrontare la crisi economica, per conseguire gli obiettivi di giustizia e di coesione sociale, per difendere il

valore della democrazia costituzionale e del rispetto delle istituzioni.

Sento spesso dire che la democrazia non è in pericolo. Il punto è: quale democrazia?

La politica, i partiti, sono stati spesso e per molti una fonte di delusione: troppe le inconcludenze, troppe

le divisioni. Il Partito Democratico è nato proprio per dare una risposta a queste insoddisfazioni, per dare

una speranza di futuro ai valori nati dalla Resistenza, per fondere gli ideali propri del socialismo riformista,

del cattolicesimo democratico, della cultura ambientalista, in una visione politica capace di rappresentare

le trasformazioni del nuovo millennio, e nel contempo ben ancorata alla difesa della democrazia voluta

dai padri costituenti.

La risposta del centrodestra si chiama invece “Popolo delle Libertà”. Nella parola stessa, nelle dichiarazioni

di Berlusconi, nella sua rincorsa patologica alla popolarità personale, c’è il progetto: il premier e il popolo,

in un filo diretto privo di controlli e di mediazioni, un sistema senza parlamento (una perdita di tempo -

dice lui- basterebbe il voto dei capigruppo).

Insomma, se la democrazia non è in pericolo, bisogna essere preoccupati del modello che si vede all’orizzonte:

un’Italia alla Putin (non a caso grande amico del Cavaliere).

Il centrodestra aspetta il responso delle elezioni del 6 e 7 giugno: ogni voto perso dal Pd e dal centrosinistra

andrà a vantaggio di Berlusconi, del Popolo delle Libertà, e del loro progetto plebiscitario.

Siamo convinti, comunque, che gli elettori sapranno valutare il quadro generale e considereranno le proposte

che il centrodestra avanza anche alla luce delle azioni concrete del governo Berlusconi: come nelle

occasioni precedenti, dal 2008 ha continuato a smantellare lo stato sociale, e con i tagli agli enti locali, ad

esempio, ha colpito il sistema dei servizi educativi e sociosanitari che, almeno nelle nostre realtà, il centrosinistra

ha saputo costruire e garantire nel tempo.

A San Lazzaro scende in campo una “nuova” Lista Civica. Bisogna intendersi, però. Quale civismo può

invocare una Lista il cui candidato sindaco fino a ieri era il responsabile locale di un partito, e il comitato

da cui nasce vede tra gli esponenti di spicco consiglieri comunali ed ex assessori?

Più “tartufismo” politico, si direbbe, che civismo.

Noi portiamo massimo rispetto e attenzione per quella cittadinanza attiva propria della nostra realtà, e

ne abbiamo fatto un tratto caratteristico della proposta politica del Pd, valorizzando la nostra lista con

espressioni del volontariato e dell’associazionismo sanlazzaresi.

In ogni caso, la nuova Lista Civica, chiaramente promossa contro il centrosinistra, finisce per esaurirsi in

un “localismo” del tutto scollegato da ciò che si muove oltre i confini del nostro Comune.

Per rispondere in modo concreto ai bisogni dei cittadini bisogna anche saper guardare oltre il proprio

naso. San Lazzaro, come tutte le realtà locali, fa parte di un contesto più ampio, metropolitano e regionale,

di un sistema globale che va dall’Italia, all’Europa e oltre.

La forza e la coesione di una comunità si possono affermare solo se si è capaci di cogliere le opportunità

di questo sistema, e di collocare le proprie radici e la propria identità in una vasta rete di relazioni che promuova

uno sviluppo sociale basato sulla partecipazione, sull’equità, sulla solidarietà e sulla valorizzazione

di tutte le risorse, pubbliche e private. Non stiamo parlando dei massimi sistemi, al contrario: sono le coordinate

essenziali per chi oggi si candida a governare e, tanto di più, a governare un Comune importante.

Noi del Pd, con tutto il centrosinistra, crediamo di avere le carte in regola, presentandoci agli elettori con

una coalizione aperta, unita e plurale. Proprio come l’idea che abbiamo di San Lazzaro.


l’editoriale

Tante buone cose…

a noi tutti

Lettera aperta del sindaco Marco Macciantelli

Care cittadine, cari cittadini,

cinque anni di lavoro alle spalle sono un fatto concreto che vale più di tante considerazioni astratte.

Qualcosa che è lì a testimoniare un impegno con cui chiunque può confrontarsi. Anche chi nutre dubbi o

perplessità. Grazie a tante buone cose portate a termine.

Proviamo a ricordarle.

Pressione fiscale sotto la media. Contenimento delle spese. Particolare sobrietà in quelle di rappresentanza.

Investimenti inediti nel settore delle manutenzioni. Apertura del Centro per l’Impiego, del Centro

“Annalena Tonelli”, del Centro “Nelda Zanichelli”, di Villa Serena, di Habilandia, dell’Informahandicap,

dell’Urban Center.

E ancora. Avvio della Mediateca. Ampliamento delle scuole Fantini e Mattei. Nuovo nido alla Cicogna.

Nuovo polo scolastico. Soddisfacimento al 100% delle domande di nidi e materne. Approvazione del Piano

strutturale comunale.

Non solo. 75 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica che hanno consentito il trasloco dei residenti di

una delle due stecche delle Case Andreatta, il cui abbattimento sta per avere inizio in questi giorni, grazie

ad un progetto giudicato primo in provincia nel bando dei 3000 alloggi.

Non solo. 50 alloggi per condomini solidali per anziani. Apertura della stazione del SFM, integrata al bus

e, in prospettiva, al Civis. 11 chilometri di piste ciclabili. 600 nuovi parcheggi. 30 nuove pensiline. Servizio

bus portato in via Caselle e fino a Colunga. Progetto di riqualificazione per le case di via F.lli Canova.

Non solo. Interventi di sistemazione dei marciapiedi (c’è ancora molto da fare, ma qualcosa è stato fatto).

Messa in sicurezza delle strade con nuovi dossi, rallentatori, segnalatori di velocità. Arredo a verde per

quattro rotatorie. Rifacimento di piazzetta della Repubblica. Nuovi parchi pubblici a Villa Cicogna e in via

Salvo D’Acquisto. Nuova passerella al Farneto. Riqualificazione della Ponticella. Nuova rampa in muratura

e ripulitura del complesso comunale da scritte e graffiti.

E poi. Tasformazione dell’Ipab in Azienda servizi alla persona. Apertura dello Sportello sociale. Messa a

norma dell’impiantistica sportiva. Ristrutturazione della piscina. Interventi sul Palasavena, sullo Stadio

comunale, sulla palestra Rodriguez, sul Palayuri. Raddoppio della raccolta differenziata. Estensione della

copertura Adsl. Avvio del Centro servizi alla Cicogna artigianale. 10 nuovi negozi al dettaglio. Primi nella

graduatoria provinciale per le risorse messe a disposizione dalla legge regionale 41 per il commercio.

Non c’è stata settimana senza un’assemblea promossa per incontrare e ascoltare i cittadini. Con le frazioni,

ogni anno, momenti di verifica che hanno costituito la traccia per la successiva azione amministrativa.

Tante buone cose a cui intendiamo aggiungerne altre nel futuro. Con un programma contro la crisi, con

proposte per l’innalzamento della qualità della città pubblica, dal sistema della mobilità al controllo sui

lavori pubblici, con una particolare attenzione ai giovani.

Vogliamo: portare la raccolta differenziata ad oltre il 50%, dare vita ad un vero Piano generale del traffico

urbano, intervenire sul sottopasso di via Poggi, rivelatosi inadeguato, realizzare un nuovo ponte a nord

tra San Lazzaro e Bologna, promuovere più trasporto pubblico al servizio delle frazioni, reimpostare il

Global service, favorire il risparmio energetico, puntare su un nuovo teatro dotato di programmazione

cinematografica.

Insomma, vogliamo investire ancora di più in partecipazione, tutela del verde, riqualificazione, edilizia

sociale, cultura, ambiente, scuola, sport.

Desidero ringraziare il Partito Democratico che, sulla base di un giudizio positivo sui risultati raggiunti,

con voto unanime dell’assemblea cittadina, mi ha chiesto di ricandidarmi già a metà luglio 2008, quando

ancora non erano state formalizzate altre candidature, né a San Lazzaro, né altrove.

Ringrazio le altre forze politiche del centrosinistra per la fiducia accordatami. Ringrazio le persone che

continuano a far pervenire le loro adesioni alla mia candidatura.

Insieme vogliamo dar vita ad un nuovo centrosinistra dei cittadini. Società e politica, centro e sinistra,

cattolici e laici, insieme, per il buon governo.

Si dice che non conta solo la mèta, ma anche, se non soprattutto, il modo come la si raggiunge. Il nostro

deve essere ancor più improntato all’ascolto, al confronto, alla crescita delle istanze dello spirito civico e

della cittadinanza attiva.

Il buon lavoro sopporta anche le critiche, anzi se ne nutre in vista di ulteriori traguardi.

Ogni voto al centrosinistra è un ulteriore incoraggiamento a fare meglio.

Tante buone cose a noi tutti, nel cammino di un Comune sempre insieme alla sua comunità.

Il vostro sindaco

3


Sara Musiani

4

gente della città

Cremonini: la mia S. Lazzaro

ha “le ali sotto i piedi”

Un ritratto

personale, a

tratti inedito, di

Cesare Cremonini,

nato e cresciuto

nella nostra città.

“Sicuramente qui

si sta molto meglio

che a Bologna. Il

fatto è che quando

esiste una vera

volontà politica,

possono essere

fatte e realizzate

molte cose per la

cittadinanza”.

Chi non ha mai ascoltato

alla radio una sua

canzone, o visto su

Mtv un suo video? Alzi la mano

chi non ha mai pensato a lui

girando in scooter o in moto su

per le vie dei colli bolognesi…

Per quelli della mia generazione,

e non solo, Cesare Cremonini

è un vero idolo: perché

riesce a far vivere in musica le

atmosfere calde e scanzonate

dei nostri pomeriggi d’estate.

Ma anche le gioie e i problemi

della vita quotidiana, di chi è

ed stato un ragazzo normale,

proprio come lui. Dalla esplosiva

“50 Special” a “Qualcosa

di grande”, dall’autobiografica

“PadreMadre” a “Un giorno

migliore”. Passando per brani

come “Latin lover”, “Marmellata#25”,

“Se ci sarai”, “Figlio

di un re”, fino alla recente

“Dicono di me”. Una menzione

speciale, invece, la merita la

romantica “Maggese”.

È vero che “Maggese” è dedicata

alla frazione di Colunga?

«Certamente! Per chi non

lo sapesse, il maggese è un

campo lasciato per qualche

tempo a riposo, senza essere

seminato, perché poi possa

ridare più frutti. Per me è

l’immagine perfetta di cosa è

la campagna, dei suoi ritmi e

dei suoi riti. Il “mio” maggese

parte da Colunga e arriva fino

alla città di San Lazzaro dove

ho vissuto fino a qualche anno

fa. È qui che sono nato e dove

ritorno spesso, perché qui c’è

la mia famiglia, la mia camera

- che è rimasta ancora identica

a quando me ne sono

andato. Ci sono i miei cani, a

cui sono affezionatissimo. Poi

mi sono dovuto trasferire a

Bologna».

Quanto c’entra Bologna con

quello che fai?

«Bologna c’entra tutto e sempre.

Nel mio modo di esprimermi,

nella mia inflessione,

nel linguaggio e nei modi di

dire che uso nelle mie canzoni.

E perché no, anche nella

mia adorata “pancetta”, di cui

vado molto fiero! Tipica di chi

adora la buona cucina bolognese

fatta di tortellini…».

Tu hai solo 28 anni, ma ne hai

già dieci di folgorante carriera.

Quale è stata la cosa più

bella che ti è successa fino

ad oggi?

«In assoluto gli spettacoli live

(dal vivo, nda): nei concerti

il contatto diretto con il pubblico

aumenta l’adrenalina, ti

da la carica giusta. Esibirsi,

ad esempio, al PalaDozza di

Bologna quando è tutto esaurito

è una sensazione bellissima,

unica. Quando canto e

suono in pubblico sto bene

perché non sento il bisogno

di essere qualcun altro di

diverso. Sono semplicemente

me stesso. Il mio mito sono

i Queen del grande Freddie

Mercury: musicalmente mi

ispiro a loro».

Cesare, infatti, ha una lunga

frequentazione con i palcoscenici:

da bambino la musica

classica, al pianoforte; poi la

Cesare Cremonini

musica pop, con gli amici dei

“Lunapop” e ora da solista.

In questi giorni è uscito in

tutte le librerie il tuo nuovo

libro “Le ali sotto i piedi”: di

cosa parla esattamente?

«Il libro parte da Colunga e

si sviluppa lungo tutta la via

Emilia, è metaforicamente il

futuro della città che si espande.

Racconta soprattutto gli

anni della mia infanzia: un

omaggio al percorso fortunato

di un ragazzo comune, come

tutti quanti, che riesce ad arrivare

al successo, a realizzare

il suo sogno, ma senza dover

passare attraverso le “forche

caudine” degli odierni format

televisivi di massa. È un libro,

diciamo, che parla di un’altra

generazione, cresciuta negli

anni ’80 e ’90, che per molti

aspetti si percepisce assai

diversa dai giovani di oggi.

È come se fosse passato un

secolo: noi siamo nati senza

internet, siamo a cavallo fra

due generazioni epocali».

Torniamo a San Lazzaro. Tu

ci hai vissuto, che ricordi ne

conservi?

«Mio padre è medico, e noi

vivevamo a Idice, vicino alla

farmacia. Tutti lo conoscevano.

Ricordo quando una volta

passò il Papa Giovanni Paolo II

lungo la via Emilia con la sua

automobile, e io ero lì a guardare:

fu molto emozionante.

Ma le immagini più belle sono

i tramonti che vedevo dalla


gente della città

mia casa, dalla finestra di

camera mia: non dimenticherò

mai quel sole e quel cielo

infuocati! E poi le domeniche

a prendere il gelato nelle

“baracchine”, allo stadio Kennedy

a guardare le partite del

San Lazzaro Calcio. Mi ricordo

con affetto - e anche un po’ di

nostalgia - le angurie mangiate

nel cortile, o i pensieri e le

riflessioni che facevo stando

seduto sulle balle di fieno: è

così che ho scritto “Maggese”!».

Parli spesso dell’aspetto

“bucolico” di San Lazzaro, che

in effetti è ancora considerata

come il “polmone verde” di

Bologna. Quale importanza

dai tu, quindi, al verde?

«Una grande, grandissima

importanza. Ad esempio, sono

contento di come è oggi Colunga

perché il sindaco Macciantelli

- con il quale ho un buonissimo

rapporto - ha saputo

rispettare i vincoli urbanistici

dei terreni agricoli, senza rincorrere

la frenetica cementificazione

di questi tempi.

Certo, mi rendo conto che la

campagna come la ricordo io

è destinata a cambiare nel

tempo; ma è importante che

la sua fisionomia non si discosti

troppo da quella del nostro

passato e ne conservi le carat-

teristiche».

Secondo te, dunque, come si

vive a San Lazzaro?

«Sicuramente si sta molto

meglio che a Bologna. Il

fatto è che quando esiste una

vera volontà politica, possono

essere fatte e realizzate

molte cose per la cittadinanza.

Faccio un solo esempio, gli

eventi estivi: è possibile che

una città universitaria, un polo

culturale internazionale come

Bologna, organizzi così pochi

eventi estivi, fruibili da tutti

i cittadini che ne pagano le

tasse? La cultura e l’arte sono

il collante che tiene unito un

paese, sono e devono essere

servizi messi a disposizione

dei cittadini».

Un suggerimento per il sindaco

di San Lazzaro?

«Di continuare, come già è

stato fatto, ad incentivare i

luoghi di aggregazione di pensiero,

di respiro europeo, dove

possano svilupparsi idee vere

e sane. Ad esempio, biblioteche

e librerie costruite senza

l’aiuto economico di aziende

private, sempre interessate ai

propri interessi, ma che siano

una risorsa per tutti i cittadini,

dove poter pensare liberi da

vincoli».

Insomma, una San Lazzaro che

abbia “le ali sotto i piedi”…

Dal 4 maggio è in funzione la nuova linea Atc 121

che estende il servizio della linea 124 (soppressa)

che era limitato alla zona artigianale della Cicogna.

Il capolinea è alla stazione ferroviaria. Il percorso:

vie Caselle, Emilia, Rimembranze, Emilia, Moro,

Tecnica, Castiglia, Zucchi, Colunga, Croce dell’Idice,

Montanara, Croce dell’Idice, Colombara, Mirandola

di Sopra. Il servizio è affidato alla società Saca di

Bologna che gestisce varie linee di trasporto pubblico.

Funziona con orario pieno (prima corsa alle

6,15 ultima alle 19,20) dal lunedì al venerdì e con

orario ridotto il sabato. Per le frazioni Borgatella,

Colunga e Mirandola vige la tariffa extraurbana.

Consultare il sito www.comune.sanlazzaro.bo.it.

e a Colunga arriva anche il bus

5

MaggeSe

Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio,

e io non ti ho detto niente: le cose giuste

non hanno un gran bisogno di parole...

Ottobre, oggi è arrivato ottobre col suo cappotto nero

e piove sulle finestre dove milioni di persone sole

vanno avanti e indietro, in cerca del presente

cercando una risposta a questo cielo a specchio di novembre...

Dicembre, erano mesi che non usciva il sole

è sempre così difficile, dicevi, l’amore...

cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di più.

sei presente...

Cos’avrò se la notte mi dà nostalgia?

Se non ho fantasia,

non posso scegliere!

Ogni volta ogni maggese che ritorna

a dar vita a un seme

sarà vita nuova anche per me!

Ricordi: li puoi tenere in testa

o nascondere in un portafogli,

ma c’è chi se li dimentica nei sogni...

Sveglia! Gennaio arriva in fretta

la neve è quel che resta di Febbraio.

Di un’astuta ricorrenza,

un bacio è solo un bacio,

e Marzo è una promessa,

ma per qualcuno la prima rosa di Maggio

è una scoperta...

Estate, erano mesi che non usciva il sole,

è sempre così difficile, dicevi, l’amore...

Cambieranno nome ma tu, mese dopo mese di più.

sei presente...

Cos’avrò se la notte mi dà nostalgia?

Se non ho fantasia,

non posso scegliere!

Ogni volta ogni maggese che ritorna

a dar vita a un seme

sarà vita nuova anche per me!

sarà vita nuova anche per me!

vita nuova anche per me!


Case Andreatta, ruspe pronte

presto giù la “prima stecca”

a cura della redazione

Il 25 maggio alle

17,30 festa al Tonelli

per inaugurare

l’avvio dei lavori.

Comincia così la

riqualificazione

della zona,

che cambierà

radicalmente, con

la realizzazione

di quattro edifici a

torre eguali fra loro.

Le ruspe ed altri mezzi

meccanici stanno scaldando

i motori, la decisione

è presa, e la prima stecca

delle “case Andreatta”, quella di

via Galletta 68, sarà finalmente

demolita. Già in questi giorni si

sta provvedendo alla recinzione

del cantiere e poi alla messa

in sicurezza della zona dove si

comincerà l’opera di recupero

e di abbattimento. In pratica -

viene illustrato dai responsabili

dell’associazione temporanea di

imprese, capeggiate dalla Coop

Costruzioni - occorreranno circa

due mesi e poi si passerà

alla costruzione dei nuovi edifici

previsti. L’invito è ora per tutti -

dicono con una certa emozione,

il sindaco, Marco Macciantelli,

l’assessore all’urbanistica, Leonardo

Schippa, l’assessore alla

casa, Marco Pondrelli, e ancora

insieme tutti i componenti della

Giunta a conclusione della relativa

riunione - per il 25 maggio

al Centro sociale Tonelli di via

Galletta, dove si farà festa alle

ore 17:30, per inaugurare l’avvio

dei lavori.

Comincerà in tal modo “fattivamente

e materialmente”

quella “riqualificazione” della

zona più volte indicata nei documenti

ufficiali. Cambierà radicalmente

l’aspetto dell’area, con

la realizzazione di quattro edifici

a torre eguali fra loro, nuovi

e moderni, in luogo delle due

stecche attuali, stabili denominati

appunto “case Andreatta”.

I nuovi edifici, di elevata qualità

architettonica e prestazionale,

saranno ispirati ai principi del

risparmio energetico e della

sostenibilità ambientale. L’operazione,

in “project financing”,

prevede la sinergia fra pubblico

e privato e avrà una dimensione

economica complessiva di oltre

25 milioni di euro. Il Comune

investe 1.500.000 euro, oltre ad

un’area edificabile resa disponibile

per l’operazione.

Le famiglie che occupavano

lo stabile da demolire, più

volte ristrutturato ma sempre

poco accogliente e in varie parti

degradato, sono state tutte in

vario modo sistemate in altri

alloggi pubblici di San Lazzaro,

in buona parte nuovi. Sull’area

del vecchio numero civico 68,

tra un anno e mezzo - secondo

quanto indicano i tecnici -

sorgeranno due edifici a torre,

pari però in altezza ad altri che

già sorgono in via Galletta, che

potranno ospitare 135 famiglie.

I relativi alloggi saranno in particolare

disponibili per gli abitanti

del 56 di via Galletta, sul

cui sedime sorgeranno poi altre

due “torri”, e via via, secondo

le necessità delle graduatorie

Erp e altrimenti di edilizia con-

6

venzionata e quindi di libero

mercato.

“In un periodo nel quale la

scarsità di risorse pubbliche

e le difficoltà finanziarie del

nostro Paese - ebbe già in passato

a sottolineare l’assessore

Schippa - avrebbero fatto temere

per l’esito di questa operazione,

la chiarezza politica degli

obiettivi, la capacità di mettere

la città che cambia

Una panoramica delle case Andreatta e sullo sfondo la stecca del civico 68 che sarà demolita per prima

in campo procedure innovative

di partenariato pubblico-privato

bene incardinate all’interno

della pianificazione urbanistica

e subordinate alla massimizzazione

dell’interesse pubblico,

e soprattutto il coinvolgimento

diretto dei cittadini attraverso

processi reali di partecipazione,

hanno garantito i successi fin

qui raggiunti”.

Il progetto della città di domani

La maggioranza (Pd, Sd, Prc e Uniti per San Lazzaro-Ps)

ha approvato con voto unanime il nuovo Piano Strutturale

Comunale (Psc). Si apre ora la fase attuativa che comporterà

l’individuazione di bisogni ed aspirazioni e che porterà la nuova

amministrazione ad individuare le priorità.

L’idea di comunità che ha ispirato il progetto della San Lazzaro

del futuro punta su alcuni aspetti tra loro strutturalmente

connessi: mobilità pubblica, sostenibilità ambientale e sociale,

riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, adeguamento

e miglioramento delle dotazioni di servizi, considerando tra

questi anche l’edilizia sociale.

Una comunità che valorizza il lavoro e i mestieri attraverso

il sostegno all’imprenditoria locale ed artigiana, che garantisce

pari opportunità declinando politiche per i servizi e per

il sostegno all’infanzia, che si fa carico responsabilmente del

patto generazionale salvaguardando l’ambiente e le risorse non

rinnovabili e governa in modo equilibrato i processi di trasformazione

territoriale.

Il dato più rilevante, che è fatto proprio nell’assetto e nell’impostazione

del Piano, è la necessità da una parte di garantire

la sostenibilità delle trasformazioni territoriali e dall’altra di

riallineare sviluppo urbano, dotazioni di servizi, assetto infrastrutturale

e realizzazione della città pubblica.


la città che cambia

E il cantiere va…

in costruzione il polo scolastico

Gianni Grillini

La posa della prima

pietra il 28 marzo

scorso. Immediato

l’avvio dei lavori

della nuova scuola

che sorgerà sul

parco Europa e sarà

pronto per l’anno

scolastico 2010/11.

Problema. Un Comune

deve costruire una nuova

scuola. La scelta è:

ubicata all’interno di un’area

verde o inserita in un contesto

urbanistico a ridosso, o magari

circondata da strade trafficate?

E ancora: in un’area

di proprietà comunale oppure

trovare sul mercato un nuovo

terreno? Infine, collocata nel

capoluogo, ma dove? A sud, a

nord, est, ovest?

Svolgimento. Dovendo ovviamente

risparmiare, la scelta

appare obbligata. E tra scegliere

di ubicarla in un’area

verde, anche sacrificando una

porzione di parco pubblico, o

altrove, è chiaro che la prima

opzione è la migliore, cosa

che non potrà che giovare,

non solo sul piano ambientale,

agli alunni e ai piccoli

che la frequenteranno. Infine,

anche per un riequilibrio dei

flussi scolastici sul territorio,

la scelta non potrà che essere

in zona nord-ovest del capoluogo,

e quindi, all’interno del

parco Europa.

È ciò che ha fatto la nostra

Amministrazione e il 28 marzo

scorso, proprio là, nel parco

Europa intitolato ad Altiero

Spinelli, alla presenza di sindaco,

assessori comunali e

provinciale, dei componenti il

CCR (Consiglio comunale dei

Ragazzi) e delle mamme del

gruppo di auto aiuto “Mamma

come te” e madrina d’eccezione

Cristina D’Avena, si è

Il cantiere della nuova scuola

svolta la cerimonia della posa

della prima pietra del nuovo

polo scolastico che sorgerà,

appunto, sul lato nord-ovest di

quel parco. Di lì a pochi giorni

è sorto il cantiere: recinzione,

baracche, gru hanno occupato

circa un quarto dell’area e nel

giro di un anno e mezzo, salvo

imprevisti, l’opera dovrebbe

essere consegnata e potrebbe

entrare in funzione con l’anno

scolastico 2010/11.

L’intervento, nato dall’esigenza

di dotare di un’adeguata

struttura scolastica di

base il territorio, garantirà in

futuro il servizio a tanti nostri

ragazzi in relazione ad una

curva demografica prevista in

espansione nella fascia di età

relativa alle scuole materne

ed elementari. Si tratta di un

cospicuo investimento per

il Comune: oltre 5 milioni di

euro.

Il nuovo intervento è

inserito in un quadro

di realizzazioni che nel

mandato che va a chiudersi

ha visto l’ampliamento,

realizzato a tempo

di record (100 giorni) delle

scuole “Fantini” a Mura

San Carlo, il nuovo nido

alla Cicogna e il varo,

in collaborazione con la

Provincia di Bologna, del

progetto di ampliamento

dell’Istituto “Mattei”.E

come è naturale che sia,

c’è grande soddisfazione

tra chi ha amministrato il

Comune.

“Il nostro Comune -

7

sono parole di Macciantelli

- ha sempre espresso e continua

ad esprimere una particolare

sensibilità nel settore

educativo. In questo mandato

è stato garantito il sostanziale

azzeramento delle liste d’attesa,

un traguardo che sembrava

impensabile. Da sottolineare

inoltre il fatto che il nuovo

polo scolastico sarà collocato

nel parco Europa, in un contesto

molto compatibile alle

attività educative, e, a seguito

degli incontri e degli approfondimenti

favoriti dal dialogo

tra cittadini e amministrazione,

si gioverà di un ulteriore

accesso da via Speranza”.

Queste le caratteristiche del

progetto. Il complesso ospiterà

quattro sezioni di scuola

materna e dieci classi (2

sezioni) di scuola elementare,

per un totale, nello scenario

La posa della prima pietra

massimo futuro, di 120 bambini

di scuola prima infanzia

e 250 alunni di scuola elementare.

La disposizione degli edifici

scolastici è progettata per

garantire la massima permeabilità-integrazione

con gli

spazi esterni, antisismica, e

costruita con concetti di architettura

bioclimatica e tecniche

di bioedilizia con particolare

attenzione al risparmio

energetico: pannelli solari,

impianti fotovoltaici e pannelli

radianti a pavimento.

La struttura sarà anche

dotata di una palestra con

accesso indipendente che consentirà

di accogliere, in orari

extra-scolastici, anche attività

di ginnastica a corpo libero

per i cittadini del quartiere.

Ci resta solo da aspettare la

consegna dell’opera …


Il Pd per le Frazioni:

le proposte per Idice e Ponticella

a cura della redazione

Qualità e

sostenibilità dello

sviluppo territoriale

nei contributi

programmatici dei

Circoli. Gli ampi

mutamenti di

questi ultimi anni

hanno generato un

numero maggiore

di domande e di

bisogni, sempre più

nuovi e diversificati.

Una comunità che ha

cura del proprio territorio

è una comunità

sana, virtuosa e solidale. Chi

si propone per amministrare la

cosa pubblica deve saper raccogliere

le esigenze espresse

dalla comunità, predisponendo

sia soluzioni d’insieme, che

coinvolgono l’intera Città di San

Lazzaro, ma anche dedicando

una particolare attenzione alle

realtà che esprimono un’identità

più specifica.

È il caso delle nostre Frazioni,

che sorgono su un territorio di

grande pregio: fra la campagna

e la collina, tra il fiume e la città,

e che negli ultimi anni hanno

conosciuto ampi mutamenti (di

fasce sociali, di generazioni, di

tipologie familiari) che hanno

generato un numero maggiore

di domande e di bisogni, sempre

più nuovi e diversificati.

Per il Pd di San Lazzaro valorizzare

le Frazioni è un punto centrale

dei prossimi cinque anni

di governo.

Come recita il nostro programma,

le Frazioni sono «parte

costitutiva della comunità sanlazzarese»,

e ben sappiamo

che le nostre Frazioni vogliono

essere e sentirsi tali.

I circoli territoriali del Pd sono

la testimonianza concreta

Parco dei Gessi: i calanchi sopra Castel de’ Britti

del nostro radicamento nella

comunità, e in particolare quelli

di Idice e di Ponticella si sono

fatti interpreti dell’impegno del

nostro partito verso le Frazioni,

individuando, in un rapporto

diretto con la cittadinanza, le

principali problematiche e le

8

relative proposte di realizzazioni

ed interventi che fanno parte

integrante del nostro programma

di mandato.

idice

L’impegno politico e amministrativo

deve poggiare su tre

il 6-7 giugno vota

tipi di azioni:

1. manutenzione e consolidamento

di un arredo urbano

fonte di decoro e sicurezza;

2. potenziamento delle infrastrutture

determinato dal

recente sviluppo abitativo delle

frazioni;

Meno gossip e più impegno contro la crisi

Proviamo a ragionare. Berlusconi, un anno fa, ha vinto le elezioni. Al congresso del Pdl è stato

glorificato. A nostro avviso senza ragione. A Praga è stato immortalato dalle telecamere di tutto

il mondo , da tipico uomo-di-stato, mentre cincischiava al cellulare, con goffa gestualità, davanti

ad un’incredula Angela Merkel. Il gossip sta prevalendo sugli interessi del Paese, tra veline e

divorzi mediatici. Il senso delle istituzioni e l’etica pubblica non se la stanno passando proprio

benissimo.

Il 6 e 7 giugno si svolgono le europee e le amministrative. Bisogna porsi dal punto di vista di una

persona normale, preoccupata da una recessione economica che si sta sempre più trasformando

in crisi sociale. Un cittadino che crede nella Costituzione, nella giustizia sociale, nella dignità

della persona. Quel cittadino riconosce tanti limiti al centrosinistra, ma sa che c’è una sfida

in campo. Se si dà forza all’opposizione, si può cercare di arginare lo strapotere dei Tremonti,

dei La Russa, dei Maroni, dei Brunetta, dei Sacconi, delle Gelmini. Perché facciano meno ronde

e più ammortizzatori sociali, meno equiparazioni tra partigiani e repubblichini e più politiche

per i cassaintegrati, i precari, le famiglie, i ceti in questo momento più colpiti. O assumano

orientamenti verso gli immigrati meno passibili di osservazioni da parte dell’Onu e dell’Europa

sulla violazione del diritto d’asilo.

L’8 giugno Silvio Berlusconi, assistito da Capezzone e Bonaiuti, prenderà il pallottoliere e conterà i

voti. Quelli per il centrosinistra e il Pd saranno voti di un Paese intenzionato ad arginarne lo strapotere.

Dal punto di vista di un cittadino-elettore di centrosinistra indebolire l’alternativa a Berlusconi

non ha senso. Proprio perché il centrodestra è al governo nazionale, c’è bisogno di potenziare sul

territorio il peso e il radicamento del centrosinistra. Ogni voto disperso, che sia dato all’astensione,

alla destra o a quelle liste “civiche” che vogliono dividere il centrosinistra, nonostante le migliori

intenzioni purtroppo non fa differenza, è un voto che, oggettivamente, favorisce Berlusconi.

Meglio saperlo: per votare bene, vota Partito Democratico, nell’esclusivo interesse del Paese e

della comunità.

La voce del Savena


il 6-7 giugno vota

3. più razionale accessibilità

pedonale ai servizi e alle principali

vie di comunicazione.

Tali azioni devono essere guidate

in modo efficace, secondo

un ordine di priorità preciso,

coerente e condiviso. Che

l’attuale amministrazione ha

già avviato, ad esempio con la

nuova linea di trasporto pubblico

121 che dal 4 maggio collega

le frazioni di Borgatella,

Colunga, Mirandola e Idice con

il capoluogo e la altrettanto

nuova stazione ferroviaria.

Nel mandato 2009-2014 il Pd e

il suo Circolo di Idice si impegnano,

nel rispetto del programma

di coalizione, a promuovere

una serie di interventi

necessari per valorizzare

e riqualificare tutte le nostre

frazioni:

• pensilina ciclo-pedonale

sul ponte dell’Idice sulla via

Emilia;

• più servizi di cura ed illuminazione

(con fonti alternative

a basso consumo) delle aree

verdi

ai bordi di strade, marciapiedi

e rotonde;

• marciapiedi (vie Conti, Fondè,

Idice) e un migliore sistema dei

parcheggi (via Emilia);

• accessi pedonali più razionali

(via Betti) e di attraversamento

più sicuri (vie Idice, Emilia) alle

maggiori vie di comunicazione;

• nuova e più ampia area per

i cassonetti dell’immondizia a

Idice ( via Emilia ) ;

• passante nord della complanare

(l’inizio del cantiere Anas

sarebbe previsto per il 2011);

• completamento della rete di

piste ciclabili;

• piccoli centri sociali a Colunga

e Castel de’ Britti, con la possibile

apertura di ambulatori

medici di prossimità;

• parco fluviale lungo l’Idice

e una serie di piccoli giardini

La buca di Gaibola

pubblici/parchi giochi

per bambini

Betti, Frank, Fondè);

• ristrutturazione

del Centro civico

giovanile di Idice e

della vecchia scuola

sulla via Emilia,

ipotizzando un suo

utilizzo anche come

luogo di aggregazione

per i nuovi insediamenti.

Per favorire e realizzare

al meglio

tali iniziative, il

Circolo di Idice

propone di avviare

un Laboratorio

di Progettazione

Urbana Partecipata

per le sue frazioni come già

avvenuto, con ottimi risultati,

alla Ponticella: un rapporto

costruttivo, sincero e orientato

unicamente al bene comune,

fra l’amministrazione, la politica

e i cittadini è lo strumento

essenziale per avviare questo

percorso di sviluppo della qualità

territoriale.

PonTICELLA

Il Circolo del Pd di Ponticella

ha individuato le principali problematiche

e le potenzialità

della Frazione, sulla base di

studi condotti coinvolgendo la

popolazione.

• Riqualificazione, sosta, mobilità.

Problemi fondamentali

sono quelli della sosta e di una

mobilità più sicura. È importante

completare il progetto di

riqualificazione, considerando

che il Comune ha già inserito

nel piano triennale opere per

un valore di 792.000 euro, e che

per il primo nucleo residenziale

si sta già intervenendo.

• Parchi. Con riferimento

all’area antistante la Scuola

Don Milani, è necessario com-

La Via Emilia nel centro di Idice

9

pletare il risanamento per da

corso al progetto, già elaborato

dal Comune, di bonifica

dell’area e di costruzione del

campo di calcetto. Si richiama

l’attenzione sulla manutenzione

del Giardino dell’Infanzia,

per renderlo meglio praticabile.

Particolarmente importante,

anche come valorizzazione

dell’identità della Frazione (in

quanto antico parco della “Villa

Ringhiera”, era già esistente

nelle carte storiche della

località) è la sistemazione del

Parco Aldo Moro e la sua collocazione

nel Parco Fluviale del

Lungosavena.

• Rapporti con il Comune di

Bologna. L’attraversamento

della Rotonda Mezzini è assai

pericoloso: anche in vista del

Civis, serve un sicuro attraversamento

pedonale. Area retrostante

la Scuola Don Milani: vi

è al confine un’area pianeggiante

posta nel Comune di

Bologna, inutilizzata e scarsamente

collegata al resto del

parco Lungosavena; Ponticella

non ha aree pianeggianti libere,

e si ritiene tale area indispensabile

per aumentare lo

spazio disponibile

per la scuola,

realizzando aree

attrezzate, per

l’infanzia, i giovani,

e gli anziani (orti).

• Energia e

Ambiente. Oltre

alle iniziative sul

risparmio energetico,

vogliamo promuovere:

- un esame di fattibilità

per la creazione

del “Lido

Savena”, con ipo-

tesi sperimentale di produzione

idroelettrica (sistemazione

delle sponde con fruizione

ambientalistica e paesaggistica);

- la messa in sicurezza dell’ex

Cava di selenite “Prete Santo”,

con esame di fattibilità per

l’ipotesi di sfruttamento geotermico,

in una collaborazione

tra la pubblica amministrazione

e il “Comitato cittadino per la

valorizzazione e la salvaguardia

della frazione Ponticella”.

• Scuola Elemantare Don

Milani. Sono necessari interventi

tempestivi di manutenzione

ordinaria degli edifici

scolastici. È inoltre opportuna

un’analisi per un miglioramento

funzionale con relativo

risparmio energetico.

• Formazione giovanile.

Riteniamo necessario potenziare

gli aspetti educativi dei

Centri Giovanili con progetti di

largo respiro, differenziati per

adolescenti e giovani.

Nuovo sito

on line

del Pd di

San Lazzaro

Clicca su

www.pdsanlazzaro.it

entra nel nostro sito

Oltre alle informazioni

sull’attività politica

potrai anche vedere i

vecchi numeri

del nostro giornale


diamo i numeri:

cinque anni

di governo in cifre

0 i bambini in lista di attesa per i nidi e le scuole

materne

100 i giorni per l’ampliamento delle scuole elementari

Fantini

il Comune di San Lazzaro, in provincia, relativamente

al bando regionale per i 3000 alloggi

il Comune di San Lazzaro, insieme ai Comuni

dell’Associazione intercomunale Valle dell’Idice,

nella graduatoria provinciale per gli interventi

di riqualificazione dei centri commerciali

naturali (legge 41 sul commercio)

5 la percentuale degli immigrati residenti

6 gli assessori. Un Comune di 30.000 abitanti

può averne fino a 10

20 i consiglieri comunali. Un Comune di 30.000

abitanti può averne fino a 30

10 i nuovi negozi al dettaglio in più aperti

rispetto al 2004

7 i centri sociali a disposizione della comunità

gestiti dal volontariato: “Annalena Tonelli”

a Mura San Carlo, Villa Serena in via Jussi,

Arci San Lazzaro in via Bellaria, Ca’ Bassa

a Idice, Casa Bastelli sulla via Emilia, Ca’ de

Mandorli verso Castel de’ Britti, “La Terrazza”

alla Ponticella

7 le assemblee all’anno nelle frazioni

3000 i cittadini che dal 2004 hanno partecipato

agli incontri nelle frazioni

13 i milioni di euro investiti nelle manutenzioni:

10 per canone e 3 per manutenzione straordinaria

25 per il momento le fermate dei treni nella

nuova stazione del Servizio Ferroviario

Metropolitano

4 i manifesti d’autore per il 25 aprile: Pirro

Cuniberti nel 2006, Concetto Pozzati nel 2007,

Luigi Ontani nel 2008, Vittorio Mascalchi nel

2009

3,2 i km di percorso del primo stralcio funzionale

del Civis

27 le nuove pensiline installate alle fermate

dell’autobus

500 gli alloggi di edilizia sociale - nei prossimi

quindici anni - previsti nel Piano Strutturale

Comunale

100 circa gli alloggi ERP realizzati negli ultimi

anni

24 i nuovi alloggi per anziani in via Martiri delle

Foibe

11 i km di piste ciclabili nel territorio di San

Lazzaro

>>> segue a pag. 11

“Caro Marco

ti sosteniamo e ti

Pubblichiamo stralci di alcune delle let

per motivare la loro adesione all’app

LoRIAno MACChIAvELLI (scrittore): “La tua precedente nomina ha

portato nel nostro Comune una ventata di novità rispetto al passato

delle quali si sentiva urgente bisogno, soprattutto nei rapporti con i

cittadini. Certo alcuni problemi sono rimasti insoluti, ma non per tua

disattenzione alle cose della comunità. Ti assicuro che farò quanto

nelle mie possibilità perchè la tua candidatura sia coronata dal successo

che merita”.

vInCEnZo BRAnà (giornalista): “Se io e te ci confrontassimo sul banale terreno

dei confini descritti dai partiti ci scopriremmo in recinti diversi e probabilmente

su molte questioni ci troveremmo su fronti opposti. Ma la poltrona del sindaco

non è il luogo dell’ideologia, in quel posto servono altre qualità e altre strategie.

Quelle qualità, quelle strategie, te le riconosco tutte: hai amministrato con estrema

serietà, dedicando impegno ad ogni questione, iniettando nella comunità il

modello del dialogo, del confronto, del dibattito. Te lo riconosco con estrema serenità,

credo ti sia dovuto. Conosco gli attori, le questioni, le lunghe storie pregresse.

Conosco i comitati e le loro motivazioni, ne rispetto le istanze e ne seguo le azioni.

Ma non posso non vedere le soluzioni che si avvicendano su un terreno dove un

tempo c’erano solo problemi, non posso ignorare la repentinità degli interventi, la

presenza costante, e anche il “polso” talvolta. Lo sguardo “metropolitano” è poi

senza dubbio il contesto in cui ti sei guadagnato la mia promozione a pieni voti.

Per questo voterò per te”.

GIovAnnI CRISToFoLInI (docente universitario): “San Lazzaro, come tutto il

nostro Paese, ha bisogno di amministratori onesti che, piuttosto che fare della

demagogia campata sulle paure dei cittadini, affrontino la difficile situazione

economica che attraversiamo sostenendo i più deboli e valorizzando le risorse

che abbiamo: associazionismo e volontariato, immigrati, ambiente sono risorse

umane e naturali del nostro territorio su cui fare affidamento. Per questo ho fiducia

nel sindaco Macciantelli”.

MARIA DE SABATA (legale rappresentante Compagnia di Sant’Orsola): “È encomiabile

l’impegno che lei ha espresso in tutti questi anni e ne fa testimonianza

l’efficienza di questa città, malgrado la crisi che investe ogni settore civile. Le

siamo grate per la sua totale disponibilità e la preghiamo di continuare l’impresa”.

GIuSEPPE DI PASQuALE (direttore Unità operativa di Cardiologia Ospedale

Maggiore): “Mi fa molto piacere sapere che potrà esser ancora il nostro sindaco

di San Lazzaro per un altro mandato amministrativo”.

GIuSEPPInA GuALTIERI (presidente Aeroporto Bologna): “Ritengo importante

sostenere la candidatura di Marco Macciantelli a sindaco di San Lazzaro sia per

la competenza, l’impegno e i risultati già dimostrati in questi anni nel suo ruolo di

primo cittadino, sia per il programma e la coalizione con la quale si candida per

il rinnovo del mandato amministrativo. Un programma attento ai bisogni di una

comunità esigente e nel contempo capace di indicare la strada da percorrere per

il futuro del nostro territorio”.

GIuLIo LIMonGELLI (lavoratore autonomo): “Durante il suo attuale mandato

amministrativo ho avuto il piacere di conoscerla direttamente in un incontro da

me richiesto per esporre problematiche emerse con il progetto di edilizia convenzionata:

io e mia moglie Elena siamo rimasti positivamente colpiti dalla sua

disponibilità ed efficienza, ed anche del suo staff, all’ascolto diretto dei cittadini”.

GuIDo LonGoBARDI (avvocato): “Credo nella tua riconferma a primo cittadino,

non solo per le capacità che hai dimostrato, ma anche per la sapienza e il tratto

che sempre ti ha contraddistinto”.

10

il 6-7 giugno vota


il 6-7 giugno vota

siamo con te

scriviamo così…”

tere inviate da cittadini di San Lazzaro

ello di voto per Macciantelli sindaco.

EnZo LuCISAno (titolare di Chirurgia generale Facoltà di Medicina e Chirurgia

Università di Bologna): “Da tempo giudico positivamente il suo operato e le sue

proposte per il bene della società civile”.

STEFAno MARTELLI (docente universitario): “Credo davvero che tu sia la persona

giusta al posto giusto, in ragione di un mix (infrequente) di doti, dalla capacità

di analisi propria della tua prima vocazione universitaria a un interesse vivo per

la gente e i problemi di questo territorio”.

SIMonETTA MILAnI (professoressa in pensione): “Marco Macciantelli ha amministrato

San Lazzaro in modo da mantenere un buon livello nei servizi e rendere

piacevole viverci. Si è sempre posto con semplicità, da persona normale, senza

prosopopea. Disposto ad ascoltare, solerte nel dare personalmente risposte

cui altri dovrà poi dare seguito. Attento al sociale e disponibile a presenziare e

sostenere manifestazioni del volontariato. Per questo lo voterò nuovamente alle

prossime elezioni amministrative”.

FABRIZIo PEDRETTI (presidente Coop sociale Agriverde). “Sostengo la coalizione

di centrosinistra e il rinnovo del mandato a Marco Macciantelli, perché l’esperienza

degli ultimi cinque anni e i contenuti del nuovo programma sono all’altezza

dei bisogni e delle richieste della nostra comunità, con un’adeguata azione in

particolare sui temi ambientali e su quelli dell’inclusione sociale e lavorativa delle

persone svantaggiate”.

SERGIo SASDELLI (partigiano - già comandante della Polizia Municipale):

“Questo appuntamento elettorale ha una valenza nazionale. È un voto per la difesa

della Costituzione e dei valori nati dalla Resistenza, per una politica che aiuti la

parte più debole della società, contro questa destra e la sua politica che favorisce

i più forti. In Marco Macciantelli, che per la Resistenza non ha mai mancato un

appuntamento, ho apprezzato l’impegno e la sua continua presenza per fare di

San Lazzaro una città dove è piacevole vivere. Marco è una garanzia. Per questo

lo voterò”.

FIoREnZo TuRRInI (tecnico di tecnologie informatiche): “Esprimo innanzitutto

il mio ringraziamento per il mandato da lei fin qui svolto al servizio della nostra

comunità. Pur non conoscendola personalmente, devo dire che ho sempre trovato

la sua figura istituzionale vicina, attenta e puntuale; quando mi è capitato

di interpellarla ho sempre ricevuto risposte esaurienti e in brevissimi tempi.

Ricordo ancora una domenica mattina in cui le ho mandato una mail a proposito

di un problema con la piscina, ed ho ricevuto una sua risposta dopo nemmeno un

paio d’ore. Quando racconto questo episodio ad amici leggo il loro stupore”.

“Insieme a Marco, per San Lazzaro”

Ad un primo elenco di 137 cittadini, diffuso con lo scorso numero di San

Lazzaro in Piazza, si sono aggiunte ulteriori adesioni:

Aldo Bacchiocchi (avvocato); Sergio Brighetti (attore); Fabio Carrà (assicuratore);

Miranda Casu (pensionata); Vanes Dall’Olio (cassiintegrato);

Patrizia Delrio (impiegata); Luciano Didero (libero professionista); Angela

Grillini (cittadina); Giuseppe Liotta (docente universitario e giornalista);

Giustino Enrico Lorenzi (teologo e specialista in Sociologia sanitaria);

Serenella Poli (pensionata); Luigi Rossi (stella d’oro CONI al merito

sportivo e dirigente responsabile Basket Save my Life pallacanestro San

Lazzaro); Lina Venturi (volontaria de “La Compagnia degli Animali”); Agata

Zambotti (segreteria Lega Spi-Cgil di San Lazzaro)

Se vuoi sostenere e contribuire alla campagna elettorale di

Marco Macciantelli invia il tuo contributo al conto corrente bancario:

IBAN IT57 C063 8537 0700 7400 940965K

(Carisbo, via Jussi 1, filiale di San Lazzaro di Savena).

11

42,3 la percentuale di raccolta differenziata.

Nel 2004 era del 24%

29 i milioni di euro circa di risorse per investimenti

bloccate nel bilancio comunale in

relazione ai vincoli posti dalla Finanziaria per il

rispetto del patto di stabilità

300.000 gli euro che il Comune risparmia ogni

anno, dal 2007, per il Global Service

50.000 gli euro che il Comune risparmia nella

gestione della piscina

200.000 gli euro circa di risparmio di risorse

nella struttura apicale del Comune

500 milioni euro l’imponibile Irpef della comunità

di San Lazzaro, 120 milioni euro il prelievo

annuale a favore dello Stato, 40 milioni di euro

circa il bilancio comunale

600 i parcheggi nuovi e riqualificati: via Salvo

D’Acquisto, via Caselle, via Jussi alta, via Ronco

Maruni, stadio Kennedy, piscina comunale

765 i posti di scuola dell’infanzia pubblici e privati

convenzionati

21 le bacheche a disposizione dei Gruppi consiliari

per informare i cittadini

26 i numeri del periodico comunale “San

Lazzaro Città”

3 le edizioni del Premio Città di San Lazzaro

conferito a Francesco Guccini (2006), Marco

Calamai (2007), Loriano Macchiavelli (2008)

2 i centri giovanili: la sala prove a Idice ed il PIG

– Punto Informativo Giovani a Ponticella

85.445 i visitatori del Museo della preistoria

“Luigi Donini” dal 2005 al 2008

42.000 i documenti posseduti dalla Mediateca

270 all’anno i giorni di apertura della

Mediateca

50.000 gli euro di incentivi per impianti gpl nel

2007 per un totale di 126 impianti

60.000 gli euro di incentivi per impianti gpl nel

2008 per un totale di 138 impianti

286 le corse, da agosto 2007 a luglio 2008, del

car sharing per un totale di 11.700 km

1800 le taniche distribuite per la raccolta degli

olii alimentari e 3 raccogliolio stradali installati

2 i mezzi elettrici al cimitero

0 diritti di segreteria: i cittadini che installano

o revisionano un impianto tecnologico che

utilizza energia rinnovabile sono esonerati dal

pagamento dei diritti di segreteria

33 i nuovi veicoli, alimentati a gas metano, gpl

e diesel di ultima generazione, acquistati per

il rinnovo del parco automezzi del Comune. In

precedenza erano 47

1840 i pasti prodotti al giorno dal Centro cottura

del Comune, 333.598 quelli prodotti all’anno


Werther Romani

docente universitario e presidente Istituto storico provinciale

della Resistenza e della storia contemporanea

Credo di interpretare il pensiero e i sentimenti di molti sanlazzaresi

se al sindaco Macciantelli, in occasione della sua

candidatura per un secondo mandato, mi viene subito da dirgli:

“Grazie, Marco!”. So per dura e personale esperienza (ho fatto

l’assessore per vent’anni) quanto sia faticoso e, spesso, poco

gratificante amministrare un Comune, per di più così complicato

e impegnativo come il nostro. Qualunque cosa tu faccia, qualunque

decisione tu prenda, c’è subito il “comitato” che ti “spara”

contro (per fortuna da noi sono ancora solo spari metaforici).

Spiegare con pazienza le ragioni dell’interesse collettivo rispetto

alle ragioni - anche giuste - del singolo, non è mai facile. Penso

si debba dare atto al Sindaco Macciantelli di avere sempre

cercato di farlo, anche nelle situazioni più difficili. Ma ancora

di più ho ammirato il suo coraggio e la sua onestà intellettuale

nel riconoscere che (qualche volta) anche gli avversari possono

avere ragione! Al voto per Macciantelli io collego - con razionale

convinzione - il voto per il Pd. Lo voto perché è il partito che più

di ogni altro può (e deve) arginare la deriva politica e morale a

cui ci sta portando il “ciarpame” del berlusconismo.

giorgio Boschi

consigliere Fondazioni Gottardi e Santa Chiara

Con convinzione sostengo la rielezione di Marco Macciantelli

anzitutto perché ha saputo costruire con la gente un rapporto

costruttivo e di fiducia, interagendo direttamente coi cittadini.

Attraverso questo dialogo ha dimostrato grande attenzione nel

cercare di risolvere anche “piccoli-grandi” problemi, evidenziati

soprattutto in occasione del “tour” nelle frazioni, incontri pubblici

ai quali tutta l’Amministrazione era presente, dalla giunta

comunale ai dirigenti e funzionari di settore. Il cittadino si è

sentito coinvolto e partecipe delle scelte che l’Amministrazione

comunale doveva compiere nell’interesse generale, apprezzando

il fatto che, comunque, una risposta alla specifica richiesta

veniva fornita. Inoltre, non bisogna dimenticare che l’intenso

e continuo servizio che il sindaco Macciantelli ha profuso nel

suo primo mandato (vedi, ad esempio, la sua presenza a tutti

i momenti della vita istituzionale e comunitaria e a particolari

eventi che hanno toccato la vita di singoli cittadini), partiva da

una complessa e delicata “eredità”, a cui ha dovuto far fronte

con una “squadra” non sempre al massimo della forma. Questi i

motivi per cui voterò Macciantelli e voterò Pd.

Ottimismo, per favore

Saranno elezioni decisive per la democrazia. Non saranno con il batticuore a San Lazzaro perché la giunta di Macciantelli ha lavorato

assai bene, ma sarà tutto il contesto ad essere giudicato dagli elettori che vivono questo tempo con ragionevoli apprensioni.

Non c’è dubbio, infatti, che molti degli schemi tradizionali sono stati sottoposti a tempeste inedite. Per questo si deve far strada

nell’elettorato del Partito Democratico una forte carica di ottimismo, abbandonando quel “cupio dissolvi” che si è materializzato

in alcuni momenti in una ingiustificata autoflagellazione. Si dovranno ricuperare gli antichi orgogli. Questo appuntamento dovrà

essere soprattutto “uno sforzo di pensiero” (D’Alema dixit). E sempre D’Alema ha spiegato che “è mancata sin dall’inizio una forte

identità e ciò ha provocato un irrigidimento delle vecchie identità d’origine”. A San Lazzaro non sarà difficile un significativo ricupero

perché i connotati storici non sono andati perduti: si è salvato il pluralismo delle voci, non è stata snaturata l’identità originale e gli

arricchimenti registrati negli ultimi decenni. E se è consentito, mi piace fare un riferimento ai colori simbolo della città: il verde che

è quello della speranza, ma è anche il patrimonio che non è stato cancellato dal cemento, il rosso che è l’orgogliosa connotazione

di una storia politica di tutela delle tradizioni democratiche, il bianco sul quale è stata scritta la vicenda politica di tanti decenni di

pulizia civica e morale. Si voti dunque con la consapevolezza che si possono ancora scrivere molte pagine della storia di questa città

per un impegno democratico di grande solidità.

Candido Bonvicini

12

Paolo Pombeni

politologo e docente universitario

il 6-7 giugno vota

Perchè noi voteremo Pd

Da sinistra: Del Bono, Caronna, Franceschini,

Macciantelli, De Maria, Fusai in Piazza Bracci

Votare Macciantelli sindaco e votare Pd. Sono due cose che

farò con piacere e con convinzione. A San Lazzaro c’è stata

una buona amministrazione e, quel che conta altrettanto, c’è

un buon programma per il prossimo mandato. Non ci attendono

anni facili, perché siamo una società in transizione alle

prese con grandi cambiamenti storici.

Ecco perché abbiamo bisogno di “governo”, il che significa un

ottimo sindaco, ma anche la forte presenza politica di un partito

che lo sostenga e che faccia da cerniera coi cittadini.

L’avventura del Pd è da tanti punti di vista appena cominciata.

Qui è cominciata bene e tocca a noi tutti lavorare perché la

nostra realtà possa dare quel contributo di buon governo e di

battaglia di idee di cui l’Italia ha bisogno.


il 6-7 giugno vota

Raffaella Pezzi

giornalista

Voterò Pd e per Marco Macciantelli sindaco, persona aperta

e sorridente, con una dote che ogni bravo amministratore

dovrebbe avere: la disponibilità e la passione disinteressata per

ciò che fa a nome di tutti. Quanto al Pd, mi sono iscritta al Pci

nel 1974 e ho percorso con convinzione il cammino dell’impegno

collettivo che ci ha portato al nuovo partito della sinistra

italiana. Oggi più che mai sento questo voto come una scelta

morale, di civiltà, di valori. Nelle battaglie di questi ultimi mesi

avverto una linea più netta e parole in sintonia con chi vuole

vivere in un Paese più democratico e meno razzista, più solidale

e meno egoista, più ricco di opportunità e di cultura e meno

avido di denaro e di potere. Ho ancora speranza…

giancarlo Cacciari e Milena Montanari

pensionati

Esprimiamo la nostra dichiarazione di voto a favore di Marco

Macciantelli. Vogliamo, innanzitutto, manifestare il nostro

apprezzamento per la sua condotta e il lavoro svolto nel

mandato appena concluso e, in secondo luogo, ci riconosciamo

nella sua appartenenza all’area politica del Partito

Democratico a cui daremo il nostro voto.

Mauro Curati

giornalista

Voto PD perchè sono stanco di turarmi il naso in questa Italia

puzzolente…

Più forti noi,

più forte tu.

partitodemocratico.it

youdem.tv

COMMITTENTE RESPONSABILE ON. ALBERTO LOSACCO

13

angelo Michelucci

ecologo ambientalista già presidente del WWF Emilia-Romagna

e membro del Comitato esecutivo del Parco dei Gessi

In questo difficile momento della politica italiana, assistiamo

a un preoccupante fenomeno di de-moralizzazione comportamentale.

È importante fare “squadra” e cercare di riportare

il paese a livelli di buon senso. La politica seria e impegnata

deve riprendere in mano le redini della discussione e ricominciare

a ricostruire quello che i ripetuti governi di centro

destra hanno pesantemente modificato in senso negativo.

Partendo quindi dalle realtà locali, credo sia importante esprimere

governi credibili, che abbiano la capacità di far partecipare

i cittadini affinché costruiscano insieme un futuro ricco

di lavoro e capace di sviluppare progetti di pace e di serenità.

Per questi motivi credo che a San Lazzaro votare per il Partito

Democratico e per il suo candidato, Marco Macciantelli, sia un

segnale di importanza vitale.

giampiero Monfardini

Operatore di volontariato internazionale

Mi sono iscritto al PD perchè lo considero l’erede dei valori

storici della tradizione socialista e cattolico-liberale, che

porta nella politica un ricco patrimonio di socialità e laicità,

oggi più che mai necessarie. È il partito che può meglio tutelare

la parte povera della popolazione, sia quella all’interno del

nostro paese che quella che vi tenta di entrare, alla ricerca

di condizione più umane di vita. Più in generale è la forza

politica che più efficacemente può opporsi al lento e progressivo

degrado di un paese dove si stanno perdendo i principi

fondanti della convivenza civile e dove ogni giorno assistiamo

al prevalere di interessi particolari e di principi disgregativi.

A San Lazzaro Marco Macciantelli ha dimostrato di saper bene

interpretare il ruolo difficile del Sindaco di una città esigente e

qualificata. È un grande lavoratore, sempre presente e disponibile

all’ascolto anche nei momenti critici, che sa affrontare

positivamente i problemi con un tenace orientamento alla

loro soluzione. Dispone di ottime capacità di analisi dei problemi

e la cultura necessaria per conciliare posizioni spesso

divergenti. È un abile tessitore che sa far uso sapiente di due

strumenti nobili come la parola ed il pensiero: se c’è una soluzione

praticabile Macciantelli è il più adatto a trovarla.

Maria Rosa Frontini e agata Zambotti

Spi-Cgil San Lazzaro

Dichiariamo il nostro voto al Pd e a Marco Macciantelli, in quanto

nel precedente mandato è stata data priorità all’ampliamento

e alla qualità dei servizi per giovani, anziani, diversamenti abili,

vecchi e nuovi soggetti deboli emersi con la crisi mondiale,

anche in presenza di minori risorse pubbliche disponibili, Con

l’auspicio che questo impegno continui in futuro.

Paola Fedriga

giornalista

Voto Pd perché non possiamo

lasciare l’opposizione a

Veronica…

Luigi Stignani

pensionato

Voto Pd perché ritengo che sia

un partito riformista e culturalmente

pluralista, che chiede

il voto per un progetto politico

e non contro qualcuno.


Paola Demaria

presidente di Esperienze insieme, associazione affiliata alla

Primo Levi

Marco Macciantelli, un sindaco attento ai bisogni degli anziani

e delle persone più deboli, disponibile verso progetti culturali

e sociali, merita di essere rieletto in questa città, anche per

la sensibilità dimostrata, sua e dei suoi collaboratori. Città

che si colloca fra le più vivibili della nostra regione. I valori

fondamentali della vita nel rispetto degli uni e degli altri, deve

trovare e troverà in lui degno sostenitore di coesione sociale.

Serve anche un forte partito per opporsi alla demagogia

mostrata da questa destra. Questo forte partito non può che

essere il Pd.

Daniela Camboni

giornalista

San Lazzaro è una città verde, ricca di servizi per bambini, iniziative

culturali, movimenti sportivi, piste ciclabili, attenzione

per gli anziani. Una città dove si vive bene. Ma io chiedo ancora

di più: salvaguardia del verde esistente, corsi di educazione

ambientale e cinofila per i cittadini ( ci sono troppi proprietari

di cani che ne avrebbero proprio bisogno!), spazi di aggregazione

per gli adolescenti. So che questo lo posso chiedere al

Pd e alla sua sensibilità. In questi cinque anni buone cose

sono state fatte, molte potrebbero arrivare.

Lelio Benetti

vicepresidente Società ciclistica San Lazzaro e cittadino

Caro Marco, quando ti candidasti la prima volta ti dissi che ti

avrei votato anche se non ti conoscevo perché presentato dal

mio partito, però quando ti incontrai al circolo Arci ti dissi: il

prossimo voto dovrai meritartelo. A mio parere te lo sei meritato,

la nostra città può essere portata ad esempio e questo

sicuramente è merito dei suoi cittadini ma anche dei suoi

amministratori. Forza Marco, forza sinistra, forza Pd!

Sotto il “vestito civico” niente

I livorosi/rancorosi del Psc non stavano più nella pelle dalla voglia di gettarsi nella mischia elettorale

attraverso la lista sorta dall’associazione “Noi, cittadini”, realtà eterogenea che cerca di tessere il

filo dei piccoli egoismi localistici. Non mancano persone in buona fede, ma prevalentemente siamo

di fronte al solito partitino dei professionisti del no.

Il civismo, ovviamente, è un’altra cosa, specie quando rappresenta i valori di un bene comune,

solidale e altruistico. Ma qui, piuttosto, c’entra la volontà di riciclare i “soliti noti” del ceto politico,

cotto e stracotto, pronto a tirare la volata alla destra. La loro ideologia “volenterosa” ammantata

dalla retorica comitatista, è quella del flagello, da abbattere sulla schiena di una società operosa

che, invece, vorrebbe unire sviluppo sostenibile e qualità della comunità, intrapresa economica e

coesione sociale. Ma la cosa che più sorprende sono i politici di lungo corso. Basta guardare al

loro candidato sindaco - frutto di un’imboscata dell’ultimo istante che ha scandalizzato i civici della

“Città che vorremmo” come Vannelli, Storani e Bronchi - sino all’altro giorno responsabile di zona

di partito, sottoscrittore del programma del centrosinistra nel 2004, candidato pure alle elezioni

politiche nell’aprile del 2008 per la correntina di minoranza, ovviamente trombato.

Se c’è una cosa che la politica deve alla società è la trasparenza. Se c’è una cosa che la società non

sopporta più della politica è la speculazione (compresa quella elettorale), il continuo movimento

attraverso la porta girevole dei politicanti, quelli veri, anche se mascherati da “civici”. Gli inganni, il

trasformismo di chi cerca di continuare a fare il surf a danno della fiducia degli altri. Noi, i cittadini

veri, da gente così, abbiamo già avuto, a gente così, abbiamo già dato. Il 6 e il 7 giugno votiamo

bene, votiamo Partito Democratico.

La voce del Savena

14

Renzo Berti

presidente Arci San Lazzaro

Ritengo che la presenza, la serietà, l’impegno e la competenza

che come sindaco Marco Macciantelli ha dimostrato

siano un riconoscimento innegabile e che la scelta della sua

ricandidatura sia la giusta conseguenza. Penso anche che il

Pd rappresenti al meglio la qualità dell’azione amministrativa

di questi anni.

andrea Stuppini

funzionario pubblico

Romano grazioli

fisico teorico in pensione

il 6-7 giugno vota

Sono venuto ad abitare a San Lazzaro da pochi anni e mi trovo

molto bene. Ho trovato un comune ben organizzato, servizi

efficienti ed una comunità solidale. Credo che dobbiamo

valorizzare e sviluppare i parchi cittadini ed il verde pubblico.

Per questo voterò per il Partito Democratico e per il sindaco

Macciantelli.

Sono sufficientemente soddisfatto da ciò che è stato fatto a

San Lazzaro in questi ultimi anni da riconfermare pienamente

il sindaco Macciantelli qualsiasi fosse la parte politica che lo

sostenesse.

Alla domanda perché voto Pd non ho una risposta precisa;

posso dire che la mia fede politica nasce dai banchi di scuola

tra i ragazzi del Pci e della Fgci. Da allora è trascorso più

di mezzo secolo e ho vissuto il grande cambiamento della

società cercando di accettare le diversità e modificando le mie

certezze di un tempo.

Adesso vorrei poter dire: voto Pd perché ne condivido le idee

(ma quali ?!) e l’operato (!!). Posso invece solo affermare: voto

Pd per nostalgia e perchè non trovo nessuna altra parte politica

nella quale possa pienamente riconoscermi.

MErCoLEDì 3 GIUGno

ore 17,30

Centro Malpensa

Via Jussi 33

PrESEnTE E FUTUro

DEI SErvIzI SoCIo-SanITarI

con

Marco Macciantelli

roberta Ballotta

Manlio Balestrini

Maria Cristina Baldacci

GIovEDì 28 MaGGIo

ore 20,30

Via Viganò (chiosco gelati)

con

Marco Macciantelli

e candidati Pd


il 6-7 giugno vota

Comune: i 20 candidati del Pd

1. ROBERtA BALLOttA

62 anni, pensionata, già responsabile

della Biblioteca N.Ginzburg del quartiere

Savena. Consigliere comunale uscente a

San Lazzaro e capogruppo Ds prima e Pd

poi. Sono Consigliera di Amministrazione

di Coop Adriatica e co-fondatrice del

Progetto Ausilio per la consegna a domicilio

della spesa a persone anziane o

disabili, sole e in difficoltà. Sono coniugata,

ho due figli e un nipote di 5 anni.

La lista delle candidate e dei candidati

del Partito Democratico per

l’elezione del prossimo Consiglio

comunale di San Lazzaro, a

sostegno, forte e convinto,

del candidato sindaco Marco

Macciantelli, approvata all’unanimità

dall’Assemblea comunale,

è composta da 10 donne e da 10

uomini, una scelta politica esplicita,

rafforzata dalla disposizione

in lista dei nominativi: in ordine

alfabetico, alternando un uomo e

una donna

Ciò vuole rappresentare concretamente

- secondo quanto

dichiarato dal segretario comunale

Corrado Fusai - la volontà di

conseguire due obiettivi:

- favorire, anche in questo modo,

l’effettiva eleggibilità e promozione

delle candidature femminili;

- rendere evidente che la politica,

2. ALESSAnDRO BAttILAnA

(detto “Sandro”)

Anni 62, sposato con due figli, pensionato.

Attualmente sono segretario della Camera

del Lavoro Spi-Cgil di San Lazzaro. Ho svolto

la mia attività all’Università come bibliotecario

presso il Dipartimento di Scienze

statistiche, sono stato Consigliere di amministrazione

dell’Ateneo bolognese dal 1990

al 1995 e segretario generale del Sindacato

Nazionale Università sino al 2000.

4. MIChELE CAVALLARO

Ingegnere, 46 anni, sposato

con Francesca, dal 1996 vivo a

San Lazzaro nella zona Nord.

Da un anno sono socio fondatore

di una azienda elettronica.

Cattolico animatore del

corso prematrimoniale, canto

nel coro parrocchiale e credo

nell’impegno sociale e nella

comunità. Sono Consigliere

uscente, vice capogruppo del

Pd, presidente commissione

cultura e scuola.

In lista dieci donne e dieci uomini

in una realtà come la nostra, offre

alla società civile, che è con noi

e ben rappresentata nella lista,

l’opportunità di potersi esprimere

anche sul piano della contendibilità

del mandato che gli

elettori vorranno conferire al

futuro gruppo consiliare del Pd

in Consiglio comunale. Stesse

opportunità a tutti perché a decidere

sia davvero la democrazia

del voto. Applicata la regola del

limite dei due mandati, sono stati

ricandidati quattro dei cinque

consiglieri comunali uscenti del

Pd al primo mandato che hanno

confermato la propria disponibilità.

Le altre 16 candidature sono

altrettante nuove proposte, per

la cui individuazione sono stati

seguiti i seguenti criteri:

a) valorizzazione del forte rapporto

del Pd con la comunità di

San Lazzaro, attraverso il riconoscimento

dell’impegno politico,

dell’articolazione territoriale, con

particolare riferimento alle frazioni

e alle sensibilità civili che vi

si riconoscono; in tal senso, oltre

al segretario comunale, sono

candidati alcuni dei segretari dei

circoli;

b) promozione di persone di età

compresa tra i 20 e i 40 anni,

quale espressione di rinnovamento

generazionale e politico;

la metà dei candidati corrisponde

a questo dato anagrafico, e l’età

media non raggiunge i 44 anni;

c) sottolineatura del rapporto

tra il Pd e le diverse espressioni

dell’impegno civile, dell’associazionismo

e delle rappresentanze

sociali ed economiche; oltre a

candidature che evidenziano una

vicinanza con importanti orga-

15

3. MARInA BARDI

47 anni, residente dal 70 al 90 a Idice,

vivo dal 2004 con i miei due figli alla

Mirandola. Agronomo, responsabile tecnico

e amministratore di una coop. agricola

che produce sementi e piante. Da sempre

volontaria nelle feste dell’Unità, sono nel

comitato del circolo Pd di Idice e ho svolto

la funzione di coordinatore nel forum

Impresa e Lavoro.

5. ELEOnORA BERGOnZOnI

Mi chiamo Eleonora e ho

quasi 24 anni. Lavoro in una

azienda nel settore informatico

come apprendista impiegata

marketing, ma mi occupo

anche della parte amministrativa

e parte del commerciale.

Ho lavorato come

volontaria presso la festa

dell´Unità di San Lazzaro e di

Bologna dal 2003; questa è la

mia prima vera esperienza in

politica.

nizzazioni sindacali, con le realtà

produttive, con la comunità degli

stranieri ben accolti e inseriti nel

nostro tessuto sociale e civile,

sono presenti in lista tre indipendenti,

non iscritti al Pd, ma

che condividono il programma di

mandato e guardano con interesse

al ruolo che il nostro partito

svolge nella comunità e nell’amministrazione

comunale.

Insomma, una lista in cui si fondono

in modo equilibrato tre fattori:

la continuità dell’impegno

amministrativo, l’innovazione e la

freschezza portata da tanti giovani;

la presenza del progetto politico

del Pd nella realtà sanlazzarese,

insieme alla comunità stessa,

ricca di spirito civico positivo e

costruttivo e delle pluralistiche

forme dell’associazionismo e del

volontariato.


6. RAyMOn DASSI

Ho 37 anni, sposato con Sonia e padre di

3 bambini. Nato e cresciuto a Baloum in

Camerun, lì ho studiato Filosofia. Laureato in

Scienze della comunicazione a Bologna e ora

sono dipendente regionale. Dai genitori ho

imparato a prestare attenzione al prossimo

e dagli studi ho acquisito competenze

polifunzionali. Il mio impegno politico

raccoglie il frutto di queste esperienze, che

mi spingono a non essere mai indifferente.

7. VEROnICA BRIZZI

36 anni. Sono una giornalista

specializzata in tematiche ambientali.

Seguendo le mie passioni, mi dedico da

sempre anche al sociale e al volontariato:

da quattro anni a San Lazzaro ho aperto

e fatto crescere una scuola di italiano

gratuita per stranieri. Insieme, vorrei

continuare a impegnarmi per la nostra

città, per renderla sempre più vivibile e

sostenibile.

9. ISABELLA COntI

Ho 26 anni e sono Consigliere

comunale uscente. Nel

2007 mi sono laureata in

Giurisprudenza, abilitata

al Patrocinio, mi occupo

prevalentemente di diritto

penale e societario: questa

attività mi sta insegnando

a trovare soluzioni efficaci

ai problemi delle persone.

Gli aspetti che ritengo

predominanti nella mia

attività politica riguardano

l’impegno sociale, assistenza e

volontariato, pari opportunità.

Votare per le Europee è facile

(per eleggere gli europarlamentari della

Circoscrizione)

Nella scheda di colore MARRONE trova il simbolo del

Pd e segnalo con una croce:

CARonnA

PRoDI

Se vuoi esprimere

una o più preferenze

(massimo tre)

ti invitiamo a scrivere

come nell’esempio.

16

il 6-7 giugno vota

8. FRAnCESCO FALCIAtORE

25 anni, laureando in Relazioni

Internazionali. Sono Coordinatore dei

giovani Democratici di San Lazzaro e

responsabile dei giovani Democratici della

Valle dell’Idice. Vivo a San Lazzaro dalla

nascita. Gioco a Calcio nei “Miti Ellenici”,

colleziono libri. Ho una nipotina bellissima

che si chiama Caterina e adoro correre al

Parco dei Cedri con i miei amici. Sono uno

dei “nipoti” di Padre Marella.

QUAnDO SI VOtA

sabato 6 giugno

dalle ore 15 alle 22

domenica 7 giugno

dalle ore 7 alle 22

10. CORRADO FUSAI

Ho 49 anni, sono dipendente

della Confederazione Italiana

Agricoltori regionale, dove

mi occupo di legislazione

del lavoro e previdenziale.

Segretario dei Ds di San

Lazzaro dal 2001, consigliere

comunale dal 2004, ho

promosso con convinzione

la nascita del Pd, di cui sono

segretario cittadino, e la larga

alleanza di centrosinistra che

sostiene Macciantelli.

COSA SERVE PER VOtARE

• un documento

di riconoscimento valido

(se scaduto rivolgersi

all’Uff. Anagrafe del Comune)

• la tessera elettorale

(chi non l’avesse ricevuta

o l’avesse smarrita, potrà

richiederne un duplicato

recandosi con un documento

d’identità valido all’Uff.

Elettorale del Comune in via

Emilia 98, tel. 051.6228155)


il 6-7 giugno vota

11. BARBARA GALZIGnA

Nata a Bologna nel 1971, mi sono

laureata in Giurisprudenza e sono

giornalista dal 1993. Ho lavorato per il

telegiornale di è tv/Rete 7, l’agenzia di

stampa Dire e il quotidiano City. Dal 2003

sono nell’Agenzia informazione e ufficio

stampa della Regione Emilia-Romagna.

Vivo con Claudio e con nostro figlio

Leonardo di sei anni.

PER COSA SI VOtA

per eleggere Sindaco,

Consiglio Comunale,

presidente della Provincia e

Consiglio Provinciale,

Europarlamentari della

Circoscrizione

COMUnALI E PROVInCIALI: SE

NESSUN CANDIDATO (Sindaco

per il Comune e Presidente per

la Provincia) SUPERA IL 50% DEI

VOTI AL PRIMO TURNO, SI VA AL

BALLOTTAGGIO (domenica 21

giugno) TRA I DUE CHE HANNO

OTTENUTO IL MAGGIOR NUMERO

DI CONSENSI. VINCE CHI OTTERRÀ

LA QUOTA MAGGIORE DI VOTI.

12. GIACOMO LAnDI

Ho 34 anni abito al Farneto progettista

e socio in uno studio di progettazione

di impianti elettrici ed amministratore

di una società proprietaria di un bar.

Responsabile dell’organizzazione del Pd

di San Lazzaro e Coordinatore di Zona del

Pd Valle dell’Idice. La mia passione per la

politica non si esaurirà il 7 giugno perché

il futuro é nostro. L’impegno: costruirlo

bene!

14. DARIO

MAStROGIACOMO

Sono nato nel 1971 a

Ceccano (FR) e vivo da

anni a Bologna e poi a San

Lazzaro. Sono sposato e

lavoro all´Osservatorio

meteorologico del Monte

Cimone per l´Aeronautica

Militare. Da sempre, oltre

alla mia professione, coltivo

l´interesse per la politica e

lo studio, l´associazionismo,

con incarichi provinciali e

nazionali.

17

13. CInZIA MIGAnI

47 anni, sposata da 27, ho un figlio di

22 anni. Vivo a San Lazzaro dal 1988.

Mi occupo di progettazione sociale e

formazione nell’ambito della salute mentale.

Dal ’98 coordino o faccio parte dello staff di

progetti nell’ambito della salute mentale,

del diritto allo studio e dello sviluppo di

reti sociali. Collaboro con l’Istituzione

G.F.Minguzzi della Provincia. Segretaria del

Circolo sud del Pd di San Lazzaro.

15. DAnIELA RAVAGLI

Imprenditrice. Diplomata

in ragioneria, sono entrata

nell’azienda Casa del

Pneumatico fondata da mio

padre nel 1969. Oggi rivesto

la carica di responsabile

commerciale, marketing e

comunicazione delle aziende

del gruppo e sono presidente

del Cda della Nuova Casa del

Pneumatico srl.

Votare per il Comune è semplice

(per eleggere Sindaco e Consiglio Comunale)

Nella scheda di colore AZZURRO trova il simbolo del Pd

e segnalo con una croce:

così il tuo voto è valido per il Pd e anche per il candidato

sindaco Marco Macciantelli.

Se vuoi esprimere

una preferenza (una sola)

per una candidata

o un candidato

della nostra lista,

scrivi il suo cognome

di fianco al simbolo.

La doppia croce

(sul nome del sindaco

e sul partito)

non annulla il voto.


16. ARChIMEDE ROMAGnOLI

Sono nato a Bertinoro nel 1939. Abito a

Ponticella, ho due figli. Diploma di Scuola

Universitaria di Servizio Sociale. Ho

operato nel sociale: ricercatore Facoltà di

Psicologia, educatore, assistente sociale

di quartiere, responsabile Servizi Sociali

nel Comune di Bologna. Pensionato,

faccio volontariato nel Centro Sociale di

Ponticella. Sono segretario del Circolo Pd

di Ponticella.

17. CAtIA tAROZZI

Nata a Bologna nel 1980, diplomata

all’Istituto E.Mattei e laureata in

Scienze Politiche, indirizzo sociale,

comunicazione e marketing. Mi sono

affacciata alla politica con l’associazione

“gruppo2febbraio” (i “famosi”

girotondi), ho aderito alla Margherita e

ora al Pd. Nel passato ho partecipato,

organizzando e coordinando l’Estate

Ragazzi nella Parrocchia di San Lazzaro.

19. MARIA LEtIZIA

ZAnARDI

Ho 61 anni e sono pensionata.

Vivo a San Lazzaro dalla

nascita. Ho due figli di 27 e

18 anni. Amo la lettura, il

cinema, il teatro e la musica.

Mi interesso, con passione,

di politica da quando avevo

15 anni. Sono la segretaria

del Circolo Centro del Pd di

San Lazzaro. Ho accettato

di candidarmi perché

ritengo ampiamente positiva

l’esperienza della precedente

Amministrazione comunale.

Votare per la Provincia è ancora più semplice

(per eleggere Presidente della Provincia e Consiglio Provinciale)

18

18. tItO SARACInO

65 anni, giornalista in pensione. Solo dopo

aver concluso la mia attività professionale

all’Agenzia di stampa Ansa è con “spirito

di servizio” che sono entrato in politica

diventando a San Lazzaro coordinatore della

Margherita e concorrendo poi alla formazione

del Pd. Direttore editoriale della rivista “San

Lazzaro in Piazza”, segretario del Circolo

Farneto-Pulce-Mura San Carlo e componente

della direzione del Pd di Bologna.

20. MIChELE tEStOnI

Ho 32 anni e insegno

Relazioni internazionali nella

facoltà di Lingue e Letterature

Straniere dell’Università di

Bologna. Sono il segretario

del Circolo Pd di Idice,

dove abito da sempre, e

il coordinatore del Centro

Studi “Merito ed Equità” del

Pd dell’Emilia-Romagna. I

miei principali obiettivi per

il mandato 2009-2014: le

frazioni, la cultura e il tempo

libero, la viabilità.

Nella scheda di colore GIALLO trova il simbolo del Pd e segnalo con una croce:

così il tuo voto è valido per il Pd, per il presidente della Provincia Beatrice Draghetti e anche per

il candidato consigliere stampato sulla scheda.

REnATo BALLoTTA SIMonETTA SALIERA

Di fianco al simbolo del Pd troverai un nome già stampato:

“REnAtO BALLOttA” (se voti a San Lazzaro, Collegio 32, nelle sezioni elettorali da 1 a 23 e 31);

“SIMOnEttA SALIERA” (se voti a San Lazzaro, Collegio 33, nelle sezioni elettorali dal 24 al 30).

Con la croce sul simbolo del Pd voti anche per il candidato al Consiglio Provinciale.

Anche in questo caso, la doppia croce (sul nome del presidente e sul partito) non annulla il voto.

il 6-7 giugno vota


il 6-7 giugno vota

Europee: i candidati del Pd

Salvatore Caronna: il vantaggio di

essere europei

Quali sono le motivazioni

principali alla base della

tua candidatura?

«Per mantenere i propri

livelli di eccellenza, a maggior

ragione durante questo

difficoltoso periodo di crisi

globale, il sistema dell’Emilia-Romagna

ha bisogno

sempre più di pensare ed

agire con la mente, lo sguardo

e il corpo rivolti all’Europa.

Siamo una grande regione

europea e gran parte dei

nostri rapporti e relazioni

sono intessuti, e sempre più

dovranno esserlo in futuro,

con altri territori ed aree

geografiche dell’Unione. Per

questo penso che la vocazione

europea dell’Emilia-

Romagna, pur essendo solida

e di lunga data, necessiti

oggi di una ulteriore iniezione

in termini di pensiero,

elaborazione e impegno

quotidiano. Ho perciò deciso

di mettere a disposizione il bagaglio di competenze che ho

maturato nella mia esperienza politica, per contribuire ad

accrescere la dimensione europea della nostra regione, e permetterle

in questo modo di essere più preparata ad affrontare

le difficili sfide del presente e del futuro».

Quali sono stati in passato i momenti più significativi per cui

essere in Europa è stato un vantaggio?

«Essere europei per noi italiani è sempre stato e sarà un

grande vantaggio in un mondo che richiede di pensare e agire

nell’ottica di grandi sistemi territoriali. Volendo citare un

solo passaggio su tutti, e ricordando in questo modo anche il

grandissimo contributo offerto dal centrosinistra al servizio

dell’intero Paese, mi limito a ricordare l’ingresso nell’Euro.

Senza quell’importantissimo passaggio, che in molti da destra

all’epoca criticarono aspramente, l’economia italiana, e con

essa anche quella emiliano-romagnola, non avrebbe retto alle

sfide della globalizzazione e si sarebbe trovata oggi del tutto

impreparata di fronte alla crisi economica».

E quali saranno le ragioni fondamentali nel nostro futuro per

cui è importante essere in Europa e in un’Europa più forte?

«Solo attraverso una reale unione politica, oltre quella economica

e monetaria, l’Europa potrà nei prossimi anni avere un

ruolo in un mondo che sta precipitosamente cambiando. USA,

Cina, India, Brasile, solo per citare i primi, sono i grandi paesi

che detteranno le strategie economiche, sociali, politiche nel

mondo nel prossimo futuro. Solo se ci sarà una Europa con

istituzioni forti, con una politica estera comune, con una unica

voce sulle grandi questioni, noi potremo contribuire al governo

di questa nuova epoca.

Ecco perché l’Europa deve essere sempre più forte anche dal

punto di vista politico».

19

Vittorio Prodi: “Cambiare direzione

per uscire dalla crisi”

Dal 2004 al Parlamento

Europeo, Vittorio Prodi

si è guadagnato il titolo di

“Stakanov” per il lavoro

svolto. È stato vicepresidente

della Commissione

sul cambiamento climatico,

titolare della Commissione

per l’ambiente, la sanità e

la sicurezza alimentare e

membro della Commissione

industria, ricerca ed energia.

on. Prodi, quali sono state

le battaglie e le iniziative

che ha condotto? E quali i

risultati?

«Le decisioni prese al

Parlamento europeo producono

effetti e incidono sulla

qualità della vita dei cittadini.

Dalle Commissioni di

cui ho fatto parte passano

gli indirizzi politici e tecnici

per le Agenzie e le Autorità

(Agenzia di Copenaghen

per l’ambiente, Agenzia per

la sicurezza alimentare di Parma, Agenzia di Stoccolma per il

controllo delle malattie, solo per citarne alcune) e le registrazioni

e le autorizzazioni per i composti chimici. Abbiamo esaminato

le prestazioni sanitarie transfrontaliere, le linee sulla

prevenzione e il controllo dell’inquinamento degli impianti,

dell’inquinamento atmosferico, delle emissioni delle automobili.

Mi sono interessato di ricerca e organizzazione industriale,

dei problemi legati alle politiche energetiche e all’impiego

dell’idrogeno. Nella Commissione sul cambiamento climatico

ho avanzato proposte per la disciplina delle emissioni dei gas

a effetto serra per la Conferenza che si terrà a Copenaghen a

dicembre e in vista del dopo Kyoto che scade nel 2012».

Come possiamo affrontare tempi di crisi e incertezze come

questo?

«Per uscire dalla crisi, per ridare slancio alle aziende e per

creare occupazione, soprattutto per i giovani, occorre cambiare

direzione perché la nostra civiltà agisce come se avessimo

a disposizione risorse naturali illimitate. Bisogna rendersi

conto che non è più una questione di opzioni: è indispensabile

passare dallo sfruttamento delle energie fossili a quello delle

energie rinnovabili. E bisogna rendersi conto che abbiamo a

disposizione lo strumento per realizzare questo cambiamento.

Questo strumento si chiama Unione Europea».

MErCoLEDì 27 MaGGIo

ore 17,30

Centro Sociale Ca’ Bassa

L’IMPEGno DEL PD

PEr LE FrazIonI

con

Marco in calendario

Macciantelli

e assessori uscenti e candidati Pd


Ballotta: “I miei progetti

per questa città che amo”

Renato Ballotta, 61 anni, consigliere

provinciale, è candidato

al Collegio 32 (San Lazzaro).

Allora ti ricandidi in Provincia,

un ente che molti vorrebbero

abolire. Come hai vissuto questi

anni?

«Dopo 11 anni da assessore a

San Lazzaro, occupandomi di

urbanistica, opere pubbliche e

delle attività produttive, ho sofferto

abbastanza una discussione

spesso astratta sul loro ruolo

e del rapporto inevitabilmente meno diretto con i cittadini,

anche se l’impegno per risolvere i problemi, del territorio dove

sono stato eletto non è mai venuto meno.

Nei cinque anni trascorsi ho potuto acquisire una conoscenza

molto ampia della realtà provinciale e credo di poter dare un

contributo utile ad attuare le innovazioni necessarie a garantirne

uno sviluppo equilibrato e sostenibile; anche per questo

ho accettato».

Credi che il prossimo mandato amministrativo sia quello

dell’istituzione della città metropolitana?

«Tutto spingerebbe a dire di sì, tuttavia il fatto che questa

possibilità sia stata introdotta per legge nel 1990 (titolo V della

Costituzione) e da una legge regionale e che manchino ancora

i decreti attuativi, evidenzia tutte le difficoltà. Soltanto se

sarà vissuto come un elemento di identità e coesione più forte

dell’intera comunità, questo progetto sarà attuato. Tuttavia, in

questi anni si sono introdotti importanti elementi di razionalizzazione:

abolite tre comunità montane su quattro; trasformate

le associazioni di comuni in unioni con delega di compiti gestionali

precisi; agenzia d’ambito della gestione idrica. L’assemblea

metropolitana dei sindaci ha svolto poi un ruolo importante per

garantire una visione unitaria del governo del territorio».

Che giudizio dai del lavoro svolto dalla Provincia in questo

mandato e quali sono gli obiettivi futuri che ti stanno più a

cuore?

«Positivo, molto positivo. Importante è stato il lavoro di governo

del territorio: piano per la sicurezza stradale che ha ridotto

molto la mortalità; investiti 200 milioni di euro per nuove strade;

il piano per 350 aule per le scuole superiori di prossima

attuazione; è stata promossa una cultura di pace e di solidarietà

sociale anche con la costituzione del Consiglio provinciale degli

stranieri. Il prossimo mandato sarà caratterizzato dall’attuazione

dei piani operativi comunali e dalla realizzazione delle

infrastrutture necessarie per vere aree urbane più belle e accoglienti.

Ciò comporterà anche la piena realizzazione del sistema

metropolitano ferroviario, del passante nord, il completamento

della complanare e la soluzione del nodo di Rastignano».

Se sarai eletto non ci sarà da annoiarsi quindi. Pensi di riuscirci?

«Il Collegio 32 non è facile. Per essere eletto devo contare su

chi è già convinto di votare Pd e da chi medita di votare per altri

partiti o d’astenersi. Credo di meritarmi la fiducia di tutti per

la competenza e la passione dimostrata e perché sono l’unico

della sinistra riformista residente a San Lazzaro, città dove

sono nato e che amo.

20

Saliera: “Porto in Provincia

la mia esperienza di sindaco”

Simonetta Saliera, sindaco di

Pianoro, è candidata al collegio

33 (San Lazzaro-Pianoro).

il 6-7 giugno vota

Provincia: i candidati del Pd

Draghetti proposta per il secondo

mandato alla Presidenza

Beatrice Draghetti, Pd, presidente

uscente, è candidata

dal centrosinistra alla

Presidenza della Provincia di

Bologna, sostenuta da Partito

Democratico, Italia dei Valori,

Verdi per la Pace, Sinistra per

la Provincia, Pdci-Prc.

Nata nel 1950, laureata in filosofia,

per anni ha ricoperto

responsabilità nel volontariato

educativo e formativo. Ha insegnato

in diverse scuole medie

a Bologna e provincia ed è stata docente presso l’Istituto di

osservazione minorile “Siciliani” in via del Pratello a Bologna.

Ha iniziato l’attività politica, in concomitanza con la “partenza

del pullman” di Romano Prodi ed è stata coordinatrice provinciale

dei “Comitati per l’Italia che vogliamo” promossi da Prodi

stesso. Nel 1996 l’ingresso in Provincia, come assessore Nel

2004 eletta Presidente.

Quali sono le ragioni del tuo

impegno e della tua candidatura

in Provincia?

«L’esperienza di sindaco è stata

bellissima: equilibrio, sensibilità

e professionalità amministrativa

maturati con un costante rapporto

con le persone. Ho accettato

con entusiasmo di mettere

a disposizione del Consiglio

provinciale, se eletta, questo

personale patrimonio politico insieme all’acquisita abitudine

a non chiudere gli occhi di fronte ai problemi, affrontandoli

sempre e ricercandone possibili soluzioni condivise».

Puoi indicare i punti programmatici più rilevanti e per la cui

realizzazione, se eletta, ti impegnerai?

«Perseguire ostinatamente la soluzione del nodo di Rastignano;

attivare il servizio ferroviario metropolitano collegandolo ai

bus del servizio urbano (più trasporto pubblico, meno inquinamento);

rafforzare le strutture socio-sanitarie e scolastiche

sulla direttrice Toscana-Futa; riqualificare le aree fluviali del

Savena e dello Zena con piste pedo-ciclabili e aree di sosta

attrezzate;semplificare i processi amministrativi eliminando

duplicazioni e sovrapposizioni di compiti e apparati a vantaggio

di cittadini e imprese; iniziare una seria discussione per un

progetto riformatore di un governo metropolitano individuando

con chiarezza funzioni e prerogative degli Enti; impegnare tutte

le energie e le risorse per contribuire al superamento della crisi

economica».


il 6-7 giugno vota

Vannelli boccia “Noi cittadini”

“Quella lista non ci rappresenta”

Giancarlo Perciaccante

Alle sue origini il quotidiano “Repubblica” proponeva

una rubrica dal titolo “Diverso parere”.

Pubblichiamo un’intervista ad Arnaldo Vannelli

che ripropone quello spirito, nel segno di un’apertura

di “San Lazzaro in Piazza” alle diverse opinioni

presenti nel nostro contesto locale, in modo

del tutto libero, al fine di arricchire il dibattito

nell’esclusivo interesse della comunità.

L’esponente civico, artefice de “La città che vorremmo”,

ripercorre il percorso dei Comitati, critica

alcune scelte fatte nel passato, ribadisce le

sue proposte, formula critiche a Berlusconi, riconosce

alcuni limiti nell’azione dei partiti del centrosinistra

ed esprime un netto no ai finti “civici”

di Bertuzzi & Co.

Quando una figura rappresentativa decide di uscire

di scena in genere si cerca di “rendergli l’onore

delle armi”. non è questo il caso, perché sappiamo

che Arnaldo Vannelli, pur con funzioni di

diverse, continuerà a sviluppare le sue battaglie,

su questioni che non sempre abbiamo condiviso o

condividiamo, ma espresse con una passione civile

che rappresenta un contributo con cui è giusto

confrontarsi.

Dagli Organi collegiali della

scuola al Consiglio comunale

nell’arco degli ultimi trent’anni

lei ha vissuto una lunga

stagione di impegno sociale,

civile e politico. Che bilancio

trae?

«Ricordare gli organi collegiali

mi riporta a uno dei momenti

più positivi della nostra vita

politica perché in quel grande

movimento si formarono

anche tanti cittadini che

andarono a ingrossare successivamente

le file delle forze

politiche, di entrambe le parti.

A San Lazzaro, dove ero presidente

del 2° circolo didattico,

dovemmo contemporaneamente

affrontare il problema

del superamento delle pluriclassi

e in parallelo la lotta per

la conquista del tempo pieno.

A tal proposito credo doveroso

ricordare fra i grandi tra-

scinatori il maestro Raparelli,

seguito poi a livello locale dal

maestro Zacchiroli (attuale

sindaco di Castel S. Pietro)

Abbiamo sempre agito bene?

Non so. Comunque l’impegno

fu sempre grande e disinteressato».

Durante l’ultimo mandato con

“La città che vorremmo” lei ha

portato in Consiglio una testimonianza

civica. Che impressione

le rimane dell’esperienza

fatta?

«Mi ero reso conto che la partecipazione

era gradita solo

quando poteva essere controllata

o condizionata dai partiti

mentre disturbava quando

assumeva una certa autonomia

e forza propositiva fuori

o al di sopra della volontà o

dei disegni dei governanti del

momento (nel nostro caso

quasi sempre di sinistra).

21

Da lì la burocratizzazione dei

Quartieri a Bologna, la scomparsa

dei consigli frazionali a

San Lazzaro ecc. Il comando

doveva tornare nelle mani dei

partiti, da qui il mio distacco e il

passaggio a un forte impegno,

in particolare con il Comitato

ambiente San Lazzaro sud con

il quale abbiamo portato avanti

tante battaglie: pronto soccorso

al Bellaria; Villa Cicogna;

Civis; Parco Tabanelli; sottopasso

della ferrovia; opposizione

al modo come si sono

trasferiti i terreni alla coop;

opposizione al Pru 1 e 2 ecc.

Tutte, sempre o quasi, decisioni

assunte dalla nostra amministrazione

comunale.

Trasformati in Lista civica (qui

ricordo i miei colleghi di viaggio

Storani, Macchiavelli, Adamo,

Gaiani, Bronchi, Carriani,

Magagnali, Enzo Stignani e

sua moglie e tanti altri) siamo

entrati in Consiglio comunale

con l’orgoglio di essere la

prima forza non partitica a

sedere su quei banchi.

Purtroppo ancora una volta

abbiamo dovuto constatare che

l’amministrazione non aveva

nessuna intenzione di ascoltarci,

vedi il silenzio ottuso

opposto ai temi sopra indicati,

fino a proporci un Psc che fa a

cazzotti con la difesa dell’ambiente

e la qualità.della vita».

Secondo lei il progetto civico di

cui lei insieme ad altri vi siete

fatti interpreti a San Lazzaro

può proseguire e come? Alle

prossime elezioni amministrative

si presenterà una

lista che si proclama “civica”

ma senza il coinvolgimento né

suo né di altri protagonisti

della “Città che vorremmo”.

Come mai?

«Mi si chiede se ha senso

una Lista civica e che futuro

può avere? Se rappresenta (in

modo concreto) quella parte di

cittadini che intendono partecipare

in modo attivo alla gestione

della cosa pubblica senza i

condizionamenti e la pressione

di qualsiasi partito, penso che

possa avere un futuro.

Nel caso sia o possa dare l’impressione

di essere il Cavallo

di Troia di alcuni partiti che

l’utilizzano per rientrare dalla

finestra dopo essere stati

espulsi dalla porta, penso finiscano

per perdere la ragione

di essere.

Di qui nasce la nostra decisione

di dissociarci dalla lista

civica proposta come “Noi cittadini”

in quanto presenta un

candidato sindaco, Bertuzzi,

che per le ragioni prima dette

non ci rappresenta. (Si ricorda

che lo stesso, già esponente

del Psi, era componente della

squadra di sostegno al lavoro

del sindaco nominata da

Macciantelli al momento del

suo insediamento e mai smentita

in seguito».

Ci tolga una curiosità: cosa

pensa della situazione del

Paese, di Berlusconi, del suo

Governo, di una certa crisi

delle istituzioni democratiche,

di un certo scadimento

dell’etica pubblica?

«Credo che l’attuale sia il

momento di maggior crisi per

il quadro politico nazionale.

Tutti, anche nell’opposizione,

sembrano navigare a vista

senza proposte che possano

contrastare le idee di bengodi

e di evasione dalle regole

che Berlusconi va spargendo a

piene mani.

Non ci si rende conto che propone

cose antiche. Forse è

ora di cominciare a verificare

se certi modelli di sviluppo

sono ancora proponibili dopo

che abbiamo avuto l’esempio

che dalla caduta del muro di

Berlino il capitalismo, lasciato

libero, entrato nel vortice

della globalizzazione si è quasi

mangiato da solo.

Forse è qui che bisogna trovare

la risposta ai tanti Berlusconi

del mondo; forza ragazzi studiate!»


Sarà di nuovo Festa alla Cicogna

dal 19 giugno al 13 luglio

a cura della redazione

È prossimo

l’appuntamento con

i venticinque giorni

di festa del Pd di

San Lazzaro nella

zona artigianale

della Cicogna. Come

sempre: politica,

buona cucina,

spettacoli, musica e

divertimento.

Una serata per

l’abruzzo.

Certi luoghi, dove negli

anni si effettuano

importantissimi appuntamenti,

con il tempo diventano

miti e punti di riferimento per

le persone. Se ad esempio parlo

del Circo Massimo, a molti di

voi vengono in mente le grandi

manifestazioni del sindacato e

se vi racconto di Piazza San

Giovanni, la vostra memoria

corre alle partecipate chiusure

di campagna elettorale.

Sono sicuro che al nome

“la Cicogna” voi tutti penserete

alla festa de l’Unità. Anche

quest’anno non sarete lasciate

soli… appuntamento presso

la zona artigianale in via Aldo

Moro dove, a partire da venerdì

19 giugno e fino a lunedì 13

luglio, sarà ospitata la festa

intercomunale.

La macchina organizzativa

è già al lavoro; non so come

descriverla a parole ma una

immagine in cui racchiuderla

c’è: Charlot in Tempi Moderni

al lavoro in catena di montaggio.

Come sempre ai visitatori

sarà garantita l’opportunità di

passare una piacevole e lussuriosa

serata godendo del piacere

della buona tavola tra ristoranti

per ogni gusto e voglia

(tradizionale, pesce, osteria

abruzzese, pizzeria, crescenti-

ne) per passare al divertimento

garantito dalle migliori orchestre,

da spettacoli e animazioni,

provando la fortuna con

la tombola e la pesca, facendo

shopping tra bancarelle e

libreria.

Vi chiederete se ci siamo

dimenticati della politica? No!

Non mancheranno gli incontri

in cui vi sarà l’opportunità

di approfondire e discutere dei

temi di politica locale e nazionale

con importanti ospiti. Ma

di politica ne potrete chiacchierare

anche con gli amministratori

e i responsabili del partito

quando vi verranno a servire a

tavola un buon piatto di tortellini

o un fritto misto.

Perché, se occorre ancora

ricordarlo, la festa dell’Unità è

uno stupendo esempio del lavoro

di centinaia di persone dove

non esistono i volontari di serie

A o di serie B pertanto, non vi

dovrete meravigliare, se vedrete

il sindaco o il nostro segretario

sgridati senza riguardo

da qualche esperto volontario

perché hanno portato l’ordine

22

al tavolo sbagliato.

La festa dell’Unità però

è anche “Serata della

Solidarietà”. Come da molti

anni i volontari dedicano l’utile

di una serata in beneficenza;

quest’anno sarà devoluto

al popolo abruzzese. Questa

decisione, come anticipato nel

numero precedente del nostro

giornale, nasce oltre che per

aiutare la ricostruzione delle

zone colpite dal terremoto

il 6-7 giugno vota

anche dal rapporto di amicizia

instaurato con gli amici volontari

che gestiscano l’Osteria

Abruzzese che provengono

proprio da quelle terre.

Ora non ci resta che invitarvi

dal prossimo 19 giugno a partecipare

a questo grande appuntamento

di popolo sperando

che sia l’occasione anche per

festeggiare insieme i successi…

Alt! la superstizione mi

impedisce di scrivere oltre…

Trasformismo e capriole dell’ultimo istante

A San Lazzaro, alle ormai imminenti elezioni amministrative, l’elettore di centrodestra non potrà

votare Lega. Poco male, si dirà. E ciò perché Giampiero Bagni ha pensato bene di “garantirsi” di

più infilandosi nella lista del Popolo della Libertà.

Ma come: e l’identità padana? Le ampolle, i celti, le crociate, le felsinarie? Il folclore può attendere.

E bravo Bagni, postulatore delle cause perse, purché condite di giustizialismo e di demagogia.

Solo che c’è un piccolo particolare: la Lega è tagliata fuori. E dire che era presente a San Lazzaro

dall’anno di grazia 1995, in Consiglio dal 1999, ininterrottamente per dieci anni. Niente di grave,

naturalmente. Anche se volano gli stracci. Diciamo: un impoverimento ulteriore del pluralismo

politico sul fronte del centrodestra, dopo l’imposizione Raisi-Raisi per la Provincia e per il Comune

di San Lazzaro.

Anche per questa ragione risalta ancor di più la qualità della proposta del centrosinistra, sulla

base di un programma e di una coerenza politica che hanno unito, intorno al Partito democratico,

forze che hanno mostrato capacità di governo e volontà di mescolarsi alle istanze della società

civile con una significativa presenza di donne, soprattutto nel Pd, e di giovani.

Una proposta a nostro avviso interessante sia per elettori che apprezzano o praticano nella loro

esperienza di vita lo spirito civico con disinteresse, altruismo, amore per la comunità, sia per quegli

elettori più moderati che mal digeriscono i pasticci o i menu a piatto unico propinati attraverso gli

accordi di un vertice lontano dalla gente e dalle sue reali esigenze.

A maggior ragione, il 6 e il 7 giugno, votiamo bene, diamo forza alle buone ragioni del Partito

Democratico.

La voce del Savena


tra passato e futuro

Ordinamo et volemo…

La vita nel lebbrosario

Pier Luigi Perazzini

risale al 1537,

precisamente il

21 febbraio, la

proclamazione

del regolamento

voluto dal nuovo

rettore Girolamo

alamandini, che

disciplinava la

vita dei lebbrosi

all’interno

dell’ospedale

di San Lazzaro.

Nel primo Cinquecento

la vita dei lebbrosi

dell’ospedale di San

Lazzaro doveva aver preso proprio

un pessimo andazzo se il

rettore Girolamo Alamandini si

trovò nella necessità di emanare

norme precise e dettagliate

per disciplinare la vita dei ricoverati.

I “Capitoli dell’Ospedale

di San Lazzaro” vennero proclamati

il 21 febbraio 1537 e,

giunti fino a noi, ci permettono

di conoscere aspetti della vita

che si svolgeva nell’ospedale e

ci danno un’idea precisa della

filosofia che stava alla base di

questa antica istituzione.

I 18 capitoli (articoli) toccano e

regolano la vita al suo interno.

Un’introduzione argomenta i

motivi che hanno portato alla

loro redazione. Il documento,

pubblicato integralmente

in appendice a un mio studio

sull’ospedale di San Lazzaro

del 1999, ripropone qui solo

alcune di quelle norme, o

meglio, certi loro aspetti, la cui

pratica, credo, sarebbe positiva

anche ai giorni nostri.

Dopo il titolo “Pro pauperibus

sancti lazari bon” (In favore

dei poveri di San Lazzaro di

Bologna) l’Alamandini precisa

che quando persone di diversa

provenienza devono vivere

insieme serve tranquillità

e pace, e che per conservare

queste virtù nel tempo sono

necessarie regole assolutamente

da rispettare:

«Considerando più volte nella

mente mia che quelle persone

che sono de diverse natione

et che hano a viver et habitar

insieme et sotto al guberno

et obidientia del suo superiore

gli bisogna una tranquilla et

lieta pacj (…) me sono deliberato

che gli puoverj del nostro

hospitalo habbino a consequire

et stare in questa lieta et beata

pace che senza ella nisun beno

è acetto a Dio et acciò che abbino

a perseverare in essa pace

et concordia et in timor de Dio

ho composte queste constitutioni

(…)».

Il primo capitolo ricorda che

l’ospedale presta assistenza

solamente ai veri malati di lebbra,

e che ognuno dovrà corrispondere

una retta secondo le

proprie possibilità:

«(…) volemo che qualumque

persona così maschio come

femmina che voglia per infirmitate

intrar nel nostro hospitale

de santo Lazzaro (perché

el vulgo et idiote persone giudicorno

una infirmità per un’altra).

Perho volemo che ditte

persone inferme siano veduto

et giudicate da uno perito e

dotto fisico se quella infirmità è

lebbra incurabile (…) sel serrà

di quello allhora nuj el receveremo

nel nostro hospitalo

come dice el proverbio “se voj

viver mieco porta tieco” secondo

la sua facultate doverà la

dota all’hospitalo (…)».

Il quarto capitolo prescrive di

pregare per i benefattori:

«(…) volemmo et ordinammo

che gli nostrj puoverj tanto

maschio quanto femmina sia

ubligato appregar iddio per gli

bene fattori del nostro hospita-

23

le vivj et mortj in dire ognigiorno

devotamente cinque pater

noster et altretantj ave maria

per ciascuna hora canonica che

sono intuttj trenta cinque pater

nostrj et altretante ave maria

ogni giorno (…)».

Al quinto si ricorda che i malati

sono solo fruitori dell’ospedale

e delle sue risorse, mezzi che

non devono essere sprecati o

usati a fini personali:

«Così come le sancte legge ve

concedeno che voj siatj usufrutuarj

delli bene della ghiesia

et hospitale de san lazzaro:

voj dovetj alli vostri comodj et

necessitate usarlj et non voler

esser dispensatorj: ancj disippaturj

de ditti benj in distribuirli

a chi piace avoj. Perho

Noi volemmo et ordinamo che

nisuno povero tanto maschio

quanto femmina non ardisca

dare bever ne manzare ad alcuna

persona senza licentia del

fattor et non fare dell’hospitale

una hosteria come se fatto per

el tempo passato (…)».

E che l’ospedale è un luogo di

cura, e non di divertimento (capitolo

8):

«Ordinemmo et comandamo

che nisuno dj nostrj poverj non

ardisa di giorno o di notte congreggare

persone et fare trebbo,

ne ballar, ne giurare, ne

fare cosa che non sia licita nel

l’hospitale (eccetto la notte de

natale gli sia licito astar al foco

con quelle persone honeste

che li andaranno). Ne anchora

nisuno di lorj poverj ardisca

di giorno o di notte andar a

festa dove si balla. ne a trebbo:

ne affar mattinate ne andar

in mascara, ma volemmo che

doppo che habbino cenatj che

stiano al foco per fino a doe

over tre hore (…)».

Il capitolo 10 ammonisce dal

parlare e sparlare contro

l’ospedale:

«Perché ambedue le legge

affirmano che la infamia è equi-

parata alla morte et el sapiente

Salamone nellj proverbij dice

che lè meglio el nome buono

che non è le molte richezze

perho noj ordinammo se alcuni

di nostrj poverj che presumma

de far ò de dir cosa che sia

infamia o danno all’hospitale

et agli altrj poverj buonj como

latrotinio: lenotinio: inganj: tradimentj

fradullenti: iuramento

falso: et molte altre simil cose

infamatorie (…)».

Al capitolo 12 si vieta espressamente

ingiurie e liti tra ricoverati:

«Ancora per tenere gli nostrj

poverj in lieta pace et in amor

fraterno. Noi commandamo

che nisuno di nostrj poverj

tanto maschio como femmina

ne ardisca ne presumma in

modo alcuno dire luno all’altro

parole ingiuriose: ne infamatorie:

como sarebbe adir:

ladro: beccho: tristo: ribaldo:

io porca puttana: refiana etc

sotto pena de perdere la soa

provisione de duj giornj ciascun

di lor deliquentj. (…) darsi delle

pugna, perda la provisione de

una settimana. (…) percutterà

l’altro de bastone, o da altro

instrumento senza effusione di

sangue allhora el delinquento

perda la provisione de duj

mesj. Ma quando gli fusse effusione

de sangue o rottura de

osso et periculo de morte: cum

bastone o arma o cum qualunque

altro instrumento allhora

volemmo che sia privato

dell’hospitale».

Naturalmente non è ammessa

l’ignoranza delle norme, come

recita l’ultimo capitolo:

«Et acciò che nisuno dellj nostrj

poverj habbiano a reccorrere

alle tenebre dalla ignorantia

per escusarsj di non sappere.

Noj ordinamo et volemmo che

queste ordinatione et costitutione

sian lette et declarate

ad essi poverj per el capellano

(…)».


24

i libri

Non solo briscole e crescentine

ma anche tanta cultura

Cesare Bianchi

Dinamismo e

creatività, le attività

dei Centri sociali

ricreativi della

città. Gli autori e i

loro libri presentati

in questi ultimi

mesi: Bettazzi,

Macchiavelli,

Grandi, Simoncini.

Ai Centri sociali culturali

ricreativi spesso

si aggiunge il termine

“anziani”, sicuramente limitativo,

quanto meno improprio poiché

la proposta di questi sodalizi

presenta uno spettro assai vasto

che spazia dal sociale, al ludico,

al bricolage, al turismo, finanche

allo sport e alla cultura con

un dinamismo e una creatività

da fare invidia.

Intensa è la proposta culturale

con molteplici interessi,

dalla diaristica, non come mera

nostalgia da “come eravamo”,

bensì come testimonianza storica

e sociologica. Interesse

anche per il turismo culturale,

per la musica, dalla moderna al

melodramma alla sinfonica, per

le arti figurative, vissute anche

come formazione artistica e

infatti si annoverano vari corsi di

pittura. Molto interesse riscuote

anche la narrativa, soprattutto

quella moderna. Tutti e tre i centri

sono dotati di una dignitosa

biblioteca.

Intensa è anche l’attività divulgativa

del libro. Infatti da febbraio

ad aprile sono state presentate

quattro importanti opere, con

interessi diversi, di autori affermati

e tutti, in qualche modo

legati a San Lazzaro.

Si è iniziato al Centro “F. Malpensa”,

il 6 febbraio, con “Via

Crudes” di Loriano Macchiavelli,

Perdisa editore. Non è un noir;

piuttosto un delicato intreccio

di avventure, leggende, “dicerie”,

un romanzo impossibile in

13 stazioni a cui fa soste un

pellegrino viandante guidato dai

misteri e dalle profezie, che va

per la strada della conoscenza

alla ricerca di una meta non

meglio identificata. Con l’autore

a presentare il libro, il prof. Carlo

Flamigni dell’Università di Bologna,

scrittore di forte tempra e il

prof. Luigi Maria Rossi, scrittore

storico e docente di Vulcanologia

alla stessa Università.

Alla Terrazza di Ponticella,

il 4 aprile è stata la volta di

“Ripartire da Prodi; andare oltre

la sconfitta”, conversazione di

Alfiero Grandi con il giornalista

Giuseppe Ciliberto, Editrice

Ediesse-Roma. Grandi, bolognese,

ex segretario confederale

della Cgil, più volte sottosegretario

alle Finanze e all’Economia,

considera che rimuovere

dalla memoria il governo Prodi

è un errore. Sulla rimozione non

si può costruire nulla di buono.

Quell’esperienza ha avuto luci e

ombre, molte più luci, che vanno

tutte valutate senza timore. Un

discorso di verità con l’auspicio

che altri contribuiscano ad una

riflessione critica e autocritica.

Con l’autore: Guido Fanti, ex sindaco

di Bologna, Marco Macciantelli,

Elisa Sangiorgi.

Tre giorni dopo è stato presentato

un libro originale, bellissimo:

“Vacanza erotica con rapina”

di Adriano Simoncini, raccolta

di racconti ironici e divertenti,

ma non per questo meno

attenti alle domande esistenziali

che angosciano l’uomo del 2000.

Trenta racconti - alcuni di poche

pagine, altri più estesi - nei quali

il nostro dà voce all’immaginario

erotico-sentimentale di un

single alla ricerca di se stesso,

alle sue donne (avute o solo

desiderate) e a incubi notturni

che l’alba fatica a dileguare.

Adriano Simoncini ex preside,

storico della montagna bolognese,

attualmente dirige il “Centro

storico documentale la loggia

della Fornace” di Rastignano.

Infine il 23 aprile in Sala di

Città, promosso dai Centri “Malpensa”,

“Tonelli”, “La Terrazza”

(patrocinio del Comune di

San Lazzaro) la presentazione

dell’opera di Mons. Luigi Bettazzi,

vescovo emerito di Ivrea: “In

dialogo con i lontani. Memorie e

riflessioni di un Vescovo un po’

laico”. Con l’Autore sono intervenuti

Marco Macciantelli e il

prof. Stefano Martelli, sociologo

dell’Università di Bologna.

Dopo i sempre più frequenti

episodi di integralismo religioso,

la querelle sui rapporti tra le

confessioni religiose e la laicità

è, a dispetto di ogni considerazione

sulla secolarizzazione e

la postmodernità, uno dei temi

più affrontati dalla pubblicistica

e dall’editoria occidentale,

in America come in Europa. Si

discute del valore in sé della

religiosità, dei suoi positivi contributi

per la società civile, sia

in riferimento alla politica sia

alla bioetica e ai cosiddetti valori

morali del cittadino. D’altro

canto non si dimenticano le difficoltà

intrinseche al rapporto

delle religioni con le società, con

gli Stati, con la coscienza individuale

del cittadino. È di indubbio

interesse e curiosità che ne

parli in Italia, in piena querelle

fra “teodem”, “neocon” e “atei

devoti”, monsignor Bettazzi, il

più giovane vescovo italiano presente

al Concilio Vaticano II e

protagonista della maggioranza

conciliare “progressista”, coordinata

dal cardinal Lercaro e da

don Dossetti. Autore della famosa

“Lettera a Berlinguer”, con

la quale auspicava a metà degli

anni Settanta un rinnovato e fertile

dialogo fra cattolici e laici

... Questo nell’Italia dei nostri

giorni, in cui la vecchia “questione

cattolica”, che si riteneva

risolta da un pezzo, riemerge

con tutte le sue contraddizioni e

ambiguità.


i libri

Quei lettori attenti e curiosi

dell’Isola che non c’era

Paola Fedriga

La scommessa della

libreria di via della

repubblica. “Chi

entra nel nostro

negozio spesso

si ferma per fare

due chiacchiere

e apprezza un

consiglio. Per alcuni

siamo diventati un

luogo di ritrovo”.

Ma come sono questi

san lazzaresi? Una

libreria può rappresentare

un osservatorio

non consueto, ma sicuramente

interessante, per provare

a indagare sui gusti e sugli

interessi dei tanti cittadini che,

negli ultimi anni, hanno scelto

di mettere su casa a San

Lazzaro. L’occasione ci viene

offerta da una chiacchierata

con il signor Enzo Neri e sua

moglie Maria Novella Crescenzio,

che tre anni fa hanno deciso

di aprire ”L’isola che non

c’era “ in via della Repubblica,

colmando un vuoto che durava

da troppo tempo.

“Ci siamo sempre chiesti

perché San Lazzaro tra tanti

sportelli bancari e tanti negozi

di intimo non potesse avere

anche una libreria - spiega

scherzando un po’ il signor

Neri - in fondo le premesse

c’erano tutte. Una popolazione

in crescita, costituita in gran

parte da giovani coppie con

bambini, un livello sociale ed

economico medio alto, un’alta

scolarizzazione. Per questo

abbiamo deciso di buttarci in

questa scommessa.“

Una scommessa che oggi

si può dire vinta, nonostante

entrambi provenissero da

tutt’altra attività e nonostante

la crisi che - spiegano - più che

ridurre gli acquisti ha semmai

contribuito a renderli più attenti

e ponderati.

“I sanlazzaresi - spiega il

signor Neri - si sono rivelati

lettori attenti, curiosi, che

non seguono passivamente le

mode. Insomma preferiscono

un Grossman, un Oz o una

Nemirovsky all’ultimo bestseller

alla Grisham. E tra le case

editrici le più apprezzate sono

quelle più raffinate e di nicchia

come Adelphi, Guanda o Neri

Pozza”.

Non solo. “Chi entra nel

nostro negozio - aggiunge la

signora Maria Novella - spesso

si ferma per fare due chiacchiere

e apprezza un consiglio. Per

alcuni siamo diventati un luogo

di ritrovo. A volte anche di confessione.

C’è chi entra, parla

con noi, curiosa una mezz’ora

tra gli scaffali e poi se ne va. È

giusto che sia così. È il servizio

in più che fornisce una libreria,

altrimenti sarebbe come entrare

in un supermercato”.

Naturalmente fin dall’inizio

Enzo e Maria Novella hanno

puntato molto sui libri per

bambini, che ancora oggi resta

uno dei loro settori di punta.

Non solo perché la letteratura

per l’infanzia è tradizionalmente

un settore che tira, ma

anche perché le famiglie con

bambini a San Lazzaro sono

veramente tante e la sosta in

libreria è spesso una piacevole

consuetudine. “San Lazzaro è

una città con tanti anziani, ma

anche tanti bambini. Si vedono

- chiosa il signor Neri - anche

famiglie con tre o quattro figli e

mamme che non lavorano”.

Sorprende scoprire che un

altro settore forte dell’“Isola

che non c’era” è quello delle

medicine alternative, dello

yoga, della meditazione orientale,

della psicologia, delle arti

marziali. La spiegazione è presto

data: a San Lazzaro vive

una grossa comunità buddista

e operano anche diversi medici

omeopati. A questo setto-

25

Letture e incontri con l’autore

Fedeli al loro progetto di una libreria che sia vissuta anche

come un luogo di incontro Enzo e Maria Novella organizzano

anche letture e incontri con l’autore. Si va dai racconti ad

alta voce di “Ascolta una fiaba”, un appuntamento mensile

per i più piccoli, alle tante presentazioni con scrittori locali.

È qui ad esempio che il sanlazzarese Loriano Macchiavelli,

il famoso autore di Sarti Antonio e, a quattro mani con

Francesco Guccini, di opere a metà tra il giallo e la rievocazione

storica, ha presentato la sua ultima fatica “Delitti

di gente qualunque”. Ed è qui che hanno fatto sosta per

presentare i loro volumi altri autori locali come Anna Marani,

Silvana Sandri e Gian Marco Basta.

Da napoleone a San Lazzaro

Forse non tutti sanno che Enzo Neri è, in qualche modo

figlio d’arte. Suo padre infatti - il signor Ezio - è il mitico

“Napoleone” dell’omonima pizzeria di via Genova a Bologna.

E in questo locale, punto di riferimento per più di una generazione

di nottambuli bolognesi, lo stesso Enzo ha lavorato

per anni. La scelta di dedicarsi ai libri è arrivata solo al termine

di questa avventura, quando padre e figlio, dopo quasi

40 anni di onorato servizio, hanno deciso di cedere l’attività.

“Il nostro locale - spiega Enzo - è stato per anni un pezzo di

vita bolognese, aprivamo solo di notte dalle 19 fino alle 4 del

mattino. Da noi passavano gli studenti americani che studiavano

medicina a Bologna, attori, cantanti e naturalmente

tantissimi bolognesi che amavano tirar tardi. Erano anni di

grande fermento e vivacità”.

La galleria dei nomi famosi è lunga. I loro autografi e dediche

fanno bella mostra di sé in un libro delle firme che per la

famiglia Neri rappresenta un “capitale immenso di ricordi,

aneddoti, attestazioni di stima”. Tra i tantissimi: Lucio Dalla,

Gianni Morandi e Vasco Rossi. Anche loro animavano ogni

anno il famoso pranzo della Befana che il signor Ezio ha continuato

a organizzare per i più poveri fino all’ultimo. “Dopo la

bomba alla stazione è cominciato a cambiare tutto - ricorda

ora il figlio - anche se la pizzeria ha continuato ancora a

restare un importante punto di incontro. “Segno del clima

mutato anche gli orari di Napoleone, che si è trovato a dover

anticipare progressivamente l’orario di chiusura e che negli

ultimi anni ha dovuto fare la scelta molto più convenzionale

di aprire anche a mezzogiorno.

re è dedicata un’intera parete

della libreria e le curiosità sono

veramente tante: compresi libri

sugli angeli e tanta manualistica

sul vivere bene.

Ben rifornito anche il settore

dei libri su Bologna. Il legame

con il capoluogo è evidentemente

forte sia per chi è nato

a San Lazzaro sia per chi ha

scelto di viverci in età adulta,

se è vero che i libri di storia

bolognese, di curiosità e

aneddoti, magari anche in dialetto,

sono richiestissimi. Un

esempio tra i tanti: le deliziose

guide del professor Eugenio

Riccomini - da “Aprilocchio” a

il “Perditempo” - che all’Isola

non mancano mai.


Colunga, dal Nido “Farlotti”

ai centri per ragazzi disabili

Giorgio Boschi

Il processo di

beatificazione di

assunta viscardi; fu

lei che nel 1944 creò

nella frazione di San

Lazzaro una struttura

per accogliere

bambini orfani o

poveri. oggi ospita

i Centri agricoloartigianale

e socioeducativo.

un po’ di storia

Assunta Viscardi, un nome che

a molti non ricorda nulla. Io

l’ho scoperta il 9 marzo scorso,

quando è iniziato il suo processo

di beatificazione da parte del

Card. Carlo Caffarra.

Ma cosa ha fatto di bene, mi

sono chiesto? Assunta chi era?

Era un’insegnante - terziaria

domenicana - che, attraverso le

scuole d’infanzia e le iniziative

da lei promosse, ha accolto,

durante i difficili anni quaranta,

quei bimbi che erano in grave

stato di necessità, orfani o perché

vivevano in miseria e privi

di istruzione. Ecco perché parliamo

di lei!

Nel 1944 creò a Colunga, fra-

Le icone realizzate nel centro

zione di San Lazzaro di Savena,

il primo “Nido di Farlotti”, un

luogo di accoglienza per i bambini

più piccoli che con il suo

generoso servizio dimostrò di

amare più di se stessa. Il suo

impegno per l’educazione dei

bambini e l’attenzione per i più

poveri continuò con la creazione

della “Casa vivente” rivolta

ai bimbi abbandonati e la costituzione

della “Porticina”, cioè

un luogo, presso la Basilica di

San Domenico in Bologna, dove

aiutare con viveri e vestiario i

più miseri. Anche il “Nido”sorto

nel 1950, in via della Battaglia

a Bologna, ora trasformato

in scuola elementare e media

gestita dall’Opera San Domenico,

è stato ispirato all’azione

educatrice di Assunta.

Tante sono le testimonianze

che si potrebbero raccontare,

ma per un approfondimento

della conoscenza della figura di

Assunta Viscardi, rimandiamo,

per ovvie ragioni di spazio, alle

motivazioni che hanno indotto

la Chiesa bolognese ad iniziare

il processo per proclamarla

Santa.

I Centri agricolo-artigianale e

socio-educativo

Ritorniamo a Colunga, in via

Montanara n. 6, e proprio

nell’edificio che aveva ospitato

l’asilo nido. Dopo un periodo di

26

Ragazzi ed educatori al lavoro

chiusura di alcuni anni, l’immobile

è stato ristrutturato e dal

1983 è stato aperto un Centro

agricolo-artigianale e dal 1999

anche un Centro socio-educativo

gestiti dalla Cooperativa

sociale “Casa Santa Chiara”,

che accoglie ragazzi disabili.

È una delle tante realtà fondate

da Aldina Balboni dove la

“diversa abilità” è una realtà

bella!

Nel 2000, poi, l’immobile di proprietà

dell’Opera San Domenico

è stato donato alla Fondazione

Santa Chiara (realtà che fa

parte anch’essa della Comunità

di Casa Santa Chiara).

Il centro artigianale

È nato per dare una risposta

a giovani con handicap psichico

che abbiano bisogno di

esprimere le loro potenzialità

nella realizzazione di qualcosa

di concreto, trascorrendo le

giornate in modo operoso. Lo

stile di vita che sta alla base

dell’esperienza del Centro,

come di tutti gli altri gruppi di

Casa Santa Chiara, si ispira a

quello di una famiglia.

Questo Centro è famoso per la

produzione di bellissime icone,

diversificate in tre filoni: icone

classiche, di piccolo formato e

per Cresime, Comunioni. Matrimoni,

ecc… Ovviamente tutte in

vendita.

L’obiettivo principale del Centro

non è certo la produzione fine a

il volontariato

se stessa, ma quello di fornire

sostegni alla crescita affettiva,

emotiva e cognitiva dei ragazzi,

attualmente 13, seguiti da sette

bravissimi educatori.

Invito tutti a fare una visita a

questo accogliente Centro dove

si può ammirare la cura con cui

ragazzi ed educatori trasformano

un pezzo di legno stagionato

in pregevoli opere artigianali.

Il centro agricolo e socio-educativo

Anche questo Centro come

quello artigianale è diurno, cioè

i ragazzi alla sera ritornano a

casa oppure presso i Gruppi

famiglia ove vivono con i loro

educatori.

È condotto da dieci bravissimi

educatori che seguono 11

ragazzi e adulti che esplicano

la loro funzione riabilitativa e

sociale soprattutto attraverso

il lavoro agricolo, quale la coltivazione

dell’orto, il laboratorio

del vino acquistato da fattorie

dei Colli bolognesi, nonché in

attività di laboratorio di pittura,

del riciclo della carta, come si

faceva una volta, realizzando

biglietti “grezzi”e fogli per lettera

colorati. Le gratificazioni

attraverso le attività manuali

e le relazioni personali che si

instaurano nella comunità così

evidenziano come al centro di

tutto non vi sia la produzione,

ma la persona con la sua

dignità.


spi-cgil

Cresce il fondo del Comune

per le famiglie colpite dalla crisi

Magda Babini

Cgil San Lazzaro

accordo tra sindacati

e amministrazione per

sostenere le famiglie dei

lavoratori dipendenti che

hanno minori entrate

perché disoccupati

o coinvolti dai vari

ammortizzatori sociali.

Come fare per ottenere

la riduzione delle rette

scolastiche.

Nell’accordo per il bilancio 2009

tra l’Amministrazione comunale

di San Lazzaro e Cgil, Cisl, Uil

Confederali di Categoria e Pensionati, il

Fondo sociale istituito l’anno prima è

stato incrementato a 125.000 euro. Fin dal

dicembre scorso guardavamo con preoccupazione

l’arrivo della crisi economica,

finanziaria e produttiva che non risparmiava

il nostro territorio, ma non avevamo

deciso a quale priorità destinare le risorse

del fondo.

L’avanzare della crisi si traduce in

licenziamenti con possibilità di reimpiego

quasi nulle o riduzione di reddito attraverso

il ricorso alla cassa integrazione,

alle sospensioni nelle aziende artigiane,

ai contratti di solidarietà.

Come organizzazioni sindacali ci siamo

posti l’obiettivo prioritario di evitare licenziamenti,

di mantenere il legame con

il lavoro ripartendo il minor lavoro che

c’è, sollecitare lo stanziamento da parte

del governo di maggiori risorse per gli

ammortizzatori sociali, ordinari o in deroga,

cioè estendere le tutele a tutti.

All’Amministrazione comunale abbiamo

proposto, trovando piena disponibilità, di

utilizzare il fondo per sostenere le famiglie

dei lavoratori dipendenti che hanno

minori entrate a causa della crisi, attraverso

la riduzione delle rette scolastiche.

Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti

e assimilati - per esempio con contratti a

progetto, interinali ecc -, colpiti dalla crisi

(disoccupati o coinvolti dai vari ammortizzatori

sociali) che abbiano figli minori,

che frequentano dal nido fino alla scuola

secondaria di 1° grado, potranno chiedere

la riduzione della retta pagata. Con la

collaborazione dei CAF sindacali si potrà

far calcolare una nuova ISEE (Indicatore di

Situazione Economica Equivalente) provvisoria,

ricavata dal nuovo reddito presunto,

facendo la richiesta all’URP; la nuova

tariffa sarà proporzionata al nuovo livello

di reddito. L’accordo si applica da aprile a

dicembre 2009. Ci auguriamo tutti che la

crisi non duri nel tempo, anche se per ora

non c’è il benché minimo segnale di ripresa,

nel caso le risorse del fondo risultino

insufficienti ne verranno individuate delle

ulteriori.

La scelta di individuare i bambini come

la fascia più debole è dettata dalla volontà

di non pregiudicare il processo di crescita,

dalla preoccupazione che i piccoli non

abbiano a pagare le minori disponibilità

economiche dei genitori colpiti dalla crisi.

La continuità pedagogica è importante

per i piccoli, ma è anche un’opportunità

in particolare per le madri, che eventualmente

potranno utilizzare il tempo di non

lavoro per la formazione, per aumentare

le proprie competenze, pensando

alla ripresa. È, insomma, un modo per

fare sistema territoriale dove l’Ente locale

sostiene chi era già più colpito dalle diseguaglianze

sociali e poi dalla crisi.

Il nostro Paese resta al 6° posto tra i più

diseguali tra quelli Ocse, il lavoro è meno

retribuito rispetto al resto dell’Europa.

Dati di Bankitalia ci dicono che il 10% delle

famiglie possiede quasi il 45% dell’intera

ricchezza netta di quelle italiane. E a

far parte delle famiglie più ricche sono,

da più di 15 anni, quelle di imprenditori

e lavoratori autonomi, che tuttavia non

rappresentano il maggior gettito irpef.

Bisogna quindi dare maggior valore al

lavoro, aumentando le retribuzioni ed è

per questo che la Cgil non ha firmato l’accordo

del 22 gennaio per la riforma degli

assetti contrattuali che invece prevede

una riduzione del grado di copertura dei

contratti nazionali.

Più di 3,6 milioni di lavoratori e pensionati

hanno votato con la Cgil e bocciato

l’accordo. Per dare maggior dignità

al lavoro, privato e pubblico, la Cgil ha

intrapreso dall’autunno scorso una serie

27

di iniziative, ultima delle quali la grande

manifestazione a Roma del 4 aprile.

Piaccia o meno al governo, continueremo

a proporre misure anticrisi per una maggiore

tutela e dignità del lavoro e dei più

poveri e continueremo la mobilitazione.

San Lazzaro In Piazza

Editore e pubblicità:

PD Coordinamento di Bologna

via Rivani, 35

40138 Bologna - tel. 051/4198111

Stampa: F.D. via San Felice, 18/a - Bo

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Coordinatore di redazione:

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hanno collaborato:

Magda Babini, Cesare Bianchi, Giorgio Boschi,

Giorgio di Primio, Paola Fedriga, Sara Musiani,

Pier Luigi Perazzini, Piero Scaramagli.

Foto: Fabbri e Venturi

Redazione:

presso Sede PD, Via Emilia, 2

(ponte Savena) San Lazzaro

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Chiuso in tipografia

il 18 maggio 2009

Tiratura: 14.500 copie

(Questo giornale viene distribuito gratuitamente e si

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e non. Nessuno viene retribuito per l’attività

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Per mancanza di spazio la rubrica delle lettere sarà

pubblicata nel prossimo numero del giornale


28

spi-cgil


i centri sociale

Anche al Centro Tonelli si vota

i soci scelgono i nuovi dirigenti

Piero Scaramagli

presidente del Centro sociale

Giugno, mese di

elezioni. non solo

amministrative ed

Europee. al Centro

“annalena Tonelli”,

nei giorni 5, 6, 7

e 8 giugno, i soci

votano per nominare

il nuovo Comitato

direttivo.

Tre anni e mezzo e più

da quel 1° ottobre 2005,

giorno dell’inaugurazione

del Centro, dato in gestione

dall’Amministrazione comunale

ad un’associazione di semplici

cittadini abitanti e/o operanti

nel territorio della Mura San

Carlo, volontari, e volenterosi,

costituitisi in maniera del tutto

spontanea. Questi, sin dalla

primavera del 2004 avevano

iniziato ad operare provvisoriamente

nella struttura fino

alle prime elezioni di un Comitato

di gestione da parte dei

soci che nel frattempo erano

notevolmente cresciuti (molte

centinaia di persone).

Come previsto dal regolamento,

gli organismi dirigenti

restano in carica tre anni,

quindi, nel prossimo giugno

si terranno nuove elezioni.

L’assemblea di aprile ha nominato

il comitato elettorale di

cui fanno parte l’attuale presidente,

un socio membro del

comitato di gestione e due non

facenti parte dello stesso, più

un rappresentante dell’Amministrazione

comunale. La

stessa assemblea ha deciso

che per l’elezione del nuovo

Comitato di gestione si utilizzi

la modalità di voto “indiretta”,

cioè creando liste elettorali

distinte per i tre organismi a

cui possono iscriversi tutti i

soci, con la sola limitazione che

l’iscrizione ad una lista preclude

la possibilità di partecipare

alle restanti due.

Il comitato elettorale, già riunito,

ha provveduto ad allestire

le liste elettorali che rimarranno

esposte fino al prossimo

2 giugno; ha già impostato le

bozze delle schede elettorali da

stamparsi alla chiusura delle

iscrizioni e ha formalizzato il

regolamento delle votazioni e

delle operazioni di scrutinio.

Si voterà dunque nei giorni 5,

6, 7 e 8 giugno e sarà possibile

esprimere al massimo due

preferenze. Come sempre l’invito

è a partecipare, innanzitutto

iscrivendosi nelle liste (c’è

bisogno di rinnovamento).

A fine mandato – nota il

presidente uscente, Piero

Scaramagli - vorrei ringraziare

pubblicamente tutti coloro

che in questi cinque anni

hanno lavorato dentro e fuori

dal Centro, donando tempo,

lavoro, capacità e inventiva

per un obiettivo condiviso: il

“bene comune”. Sono decine e

decine quanti hanno attraversato

la struttura in tutto questo

tempo. Tutti vanno ringraziati e

in particolare il “nocciolo duro”

di volontari che sin dall’inizio

continua tenacemente ad operare.

Non solo. Anche chi ci

ha sostenuto specialmente nei

momenti più difficili, dall’Amministrazione

comunale all’AN-

CESCAO, alle altre associazioni

di volontariato, ai giornali

nazionali e locali.

Non importa ricordare ciò

che è stato fatto. Mi preme

solo sottolineare cha abbiamo

sempre operato per mettere

in pratica gli obiettivi contenuti

nell’art. 3 dello statuto, cercando

di rivolgerci veramente

a tutti, indipendentemente

dall’età, dal ceto, dall’etnia, dal

credo politico e religioso. Non

sempre chi ci vive attorno è

stato attratto dalle nostre iniziative,

ma piano piano il Centro

29

si sta innestando nel tessuto

sociale della Mura San Carlo

e questo non può che fare piacere.

C’è ancora molto da fare:

dalla pista di auto elettriche, al

campo da beach volley, dalla

fondazione di una piccola polisportiva

all’ampliamento degli

spazi per meglio poter svolgere

tutte le nostre attività.

Il comitato di gestione

uscente per ovvie necessità

operative ha già predisposto

il programma estivo (giugnosettembre)

che verrà reso noto

a giorni e ha già posto le basi

del programma 2009-2010

Centro F. Malpensa

via C. Jussi, 33

tel. 051.463033

che dovrà comunque essere

ratificato/modificato dal nuovo

comitato.

Un ringraziamento finale

– conclude Scaramagli - a

questo giornale su cui scriviamo,

che gratuitamente ci ha

“aperto le porte”. Ci auguriamo

che anche altri giornali locali

possano essere egualmente

disponibili, considerando la

totale volontarietà della nostra

Associazione che non ha fini di

lucro, per poter fare conoscere

le nostre iniziative in maniera

ancor più capillare in San

Lazzaro e non solo.

6/7 giugno: festa del socio.

“Brutti ma buoni”: i pranzi in collaborazione con Coop

Adriatica per le persone segnalate dai Servizi Sociali del

Comune continuano, a cadenza quindicinale, anche nei

mesi estivi.

E poi, tutta l’estate con musica, mostre di pittura, tornei di

briscola e burraco e le nostre favolose crescentine.

15 agosto: Ferragosto insieme, organizzato in collaborazione

con i Centri Sociali di San Lazzaro.

Centro Sociale “La terrazza”

via del Colle, 1 – Ponticella

tel. 051.479974

domenica 24 maggio: torneo di burraco.

sabato 20 giugno: cena sulla terrazza con musica.

sabato 18 luglio: cena d’estate e tanto divertimento sul

terrazzo.

sabato 15 agosto: cena di ferragosto per chi resta in città.

Corsi: danze popolari, ginnastica dolce, computer. Burraco

per tutti. Biblioteca aperta, ore 16/17 (lunedì).

Prove del nostro coro. Ritrovo del gruppo insieme con gli

anziani (martedì).

Corsi: tango argentino, teatro. Burraco per tutti. Il 1° mercoledì

di ogni mese Cineforum (mercoledì).

Corsi: pittura su stoffa, ginnastica dolce, tecnica di movimento

espressivo, piccola rivoluzione ecologica. Tombola.

Biblioteca aperta, ore 16/17 (giovedì).

Corsi: balli di tutti i tipi. Burraco per tutti. Gare di biliardo.

Biblioteca aperta, ore 16/17(venerdì).

Venerdì e sabato: pizza. Domenica: crescentine.


30

partecipo e decido


in agenda

Succede a San Lazzaro:

appuntamenti in città

■ PIAnTo/RISo A

Cà DE MAnDoRLI.

Dal 15 maggio, tutte le sere,

eccetto il lunedì, il circolo di

San Lazzaro (via Idice, 24) propone

un ricco cartellone di

spettacoli, musica, cabaret e

divertimento per tutti. Sabato

30 maggio si alza il sipario

su “Pianto/riso. Comici da coltivare”,

quinta edizione della

rassegna di cabaret - curata da

Stefano Cavedoni - che porta

sul palco il meglio della comicità

televisiva italiana: Bruce

Chetta, il postino barese dello

Zelig Circus (30 maggio), Rocco

Barbaro (6 giugno), Ferrari &

Fuina da Zelig Off (13 giungo),

Domenico Lannutti (20 giugno),

Rita Pelusio “Morchia”,

la Winks infiltrata di Colorado

Cafè (27 giugno), Rocco Borsalino

il fuoriclasse dell’ “Ipnosi-

Cabaret” (4 luglio). Il programma

completo della stagione

estiva è disponibile sul sito:

www.cademandorli.com.

■ PRovA Lo SPoRT.

Dal 30 maggio al 7 giugno terza

edizione di “Prova lo sport”,

la manifestazione promossa

dall’Istituzione Prometeo

che propone iniziative gratuite

rivolte a tutti quanti vorranno

provare una disciplina

sportiva. Info: Servizi sportivi:

051-6228039 - sport@comune.

sanlazzaro.bo.it.

■ BIMBo Tu.

Domenica 31 maggio piazza

Bracci ospiterà, dalle ore 14

alle 19, animazioni e spettacoli

per bambini con raccolta fondi

a favore di Bimbo Tu, l’Associazione

per i bambini colpiti da

malattie del sistema nervoso

centrale.

■ In BICICLETTA nEI PARChI.

Martedì 2 giugno, alle ore 9,

a San Lazzaro è tempo di “In

bicicletta nei parchi”, iniziativa

promossa dall’Istituzione Prometeo

in collaborazione con

IL SOLE In CIttÀ. Per i più piccoli l’estate a San Lazzaro è all’insegna

dello sport, della natura, della creatività e dell’avventura. Per

l’estate 2009 l’Amministrazione comunale di San Lazzaro propone

un ricco calendario di proposte e la possibilità di frequentare i centri

estivi comunali anche ai ragazzi di seconda media:

IO…tU…nOI...E DODÒ. Percorso di giochi, laboratori artistici e

attività sportive per bambini da 3 e 6 anni che abbiano frequentato

almeno il primo anno della scuola dell’infanzia e gestito dalla

cooperativa Pianeta Aloucs. Le domande vanno presentate entro

il 5 giugno;

nAtURaMICA. Centro estivo comunale per bambini dai 6 ai 13

anni gestito dalle associazioni sportive P. Poggi e Zinella-CSI in

collaborazione con il Parco dei Gessi. Domande da presentare entro

il 30 maggio;

AGOStO InSIEME. Per bambini da 2 e 6 anni gestito dal consorzio

cooperativo Karabak Sei. Domande da presentare dall’1 al 30

giugno;

ZInELLA InSIEME 2009. Percorso ludico-ricreativo per bambini da

4 a 14 anni. Le domande vanno presentate entro l’8 giugno;

Un’EStAtE “FULL tIME”. Tennis, nuoto e volley per bambini da 5 a

13 anni a cura della Polisportiva Paolo Poggi AICS. Iscrizioni entro

il 29 maggio;

DAy CAMP 2009 BSL. Sport e gioco per bambini nati tra il 2000

ed il 2005 a cura dell’A.S.D. Basket Sace my Life. Info: www.

basketsavemylife.com;

SCUOLA DI EQUItAZIOnE. A cura del GESE (Gruppo Emiliano Sport

Equestri) dai 6 ai 18 anni. Info: 051.6252004;

SEttIMAnE VERDI InSIEME A CAVALLO. Attività equestri per

bambini da 4 a 7 anni a cura dell’Associazione Sportiva Aiasport.

Iscrizioni entro il 30 maggio;

31

il Comune di Bologna, la Uisp

Provinciale e le associazioni

sportive Bitone e Sport 2000.

Una biciclettata non competitiva,

aperta a tutti, per conoscere

meglio i parchi e le piste ciclabili

del territorio. In occasione

della biciclettata sarà inaugurata

la pista ciclabile del Parco

di Villa Cicogna.

■ MuSE 09.

È la rassegna culturale estiva

promossa dall’Assessorato alla

Qualità Culturale del Comune

che, dal 5 giugno a settembre,

propone gratuitamente

musica classica, pop e jazz,

danza, incontri con gli scrittori,

spettacoli d’animazione per i

più piccoli in diversi luoghi di

San Lazzaro. Tra le anticipazioni

segnaliamo gli incontri con

gli scrittori Massimo Carlotto

(11 giugno), Pino Cacucci (17

giugno), Wu Ming (22 giugno),

Mauro Pagani (2 luglio); la

comicità di Paolo Cevoli, ovve-

Le attività dei centri estivi

ro Palmiro Cangini assessore

alla varie ed eventuali di

Roncofritto (18 giugno), la

musica classica con il concerto

“Novecento italiano” dell’associazione

Carmina et Cantica (10

luglio) e con l’Emilia Romagna

Festival (21 luglio). Per i più

piccoli la Mediateca propone

“Biblionotte ma che notte!”

(19 giugno), “Hansel! Gretel”

(9 luglio), “La cassaltrapanca”

(16 luglio), “Favolando per il

mondo” con Matteo Belli (6

agosto), “La città dello zecchino”

(11 settembre).

Inoltre, dall’11 giugno nella

Corte del Palazzo Comunale

torna il consueto appuntamento

con la Corte del Cinema. Il

programma dell’intera stagione

estiva sarà a breve disponibile

su www.comune.sanlazzaro.bo.it

e su www.mediatecadisanlazzaro.it.

CAMPO EStIVO nEL VERDE. Sport, relax e animazione per ragazzi

da 6 a 14 anni a cura di Stadio Kennedy GP Sport e FC Calcio

Bredamenarinibus. Info: 051.7172558;

GInnAStICA nEL PARCO. Attività motoria nel verde a cura della

Polisportiva Sport 2000 da 0 a 99 anni. Info: 051.467068;

UnA GIORnAtA nEL PARCO D’EStAtE. Visite guidate, laboratori e

giochi da 4 a 18 anni a cura del Parco dei Gessi. Info: 051.6254821;

SEttIMAnE VERDI A SAn GIULIAnO. Per bambini da 6 a 11 anni.

Info: info@poderesangiuliano.it.

La guida ai servizi “Il sole in città: attività estive per bambini e

ragazzi a San Lazzaro” è disponibile presso l’URP di Piazza Bracci

(tel. 051.6228174; fax 051.6228283) e sul sito del Comune (www.

comune.sanlazzaro.bo.it).

Per informazioni contattare l’Istituzione Sophia (tel.

051.6228164/6228165; e-mail: scuola@comune.sanlazzaro.bo.it).

Le iniziative nelle parrocchie

Nelle diverse parrocchie di San Lazzaro è tempo di “estate ragazzi”.

Dall’8 al 19 giugno, la parrocchia di San Lazzaro assieme a

quella di San Francesco riunirà 230 ragazzi, seguiti da una settantina

di animatori. Dall’8 al 26 giugno sarà invece il periodo di

“festa” per la parrocchia di San Lorenzo del Farneto, che, presso

la chiesa di San Carlo, ne ospiterà una novantina, seguiti da una

ventina di animatori. Castel de’ Britti e Idice insieme copriranno il

periodo dall’8 giugno al 7 luglio con 120 ragazzi (anche da Ozzano

e da Monterenzio) e una ventina di animatori. Due settimane infine,

dall’8 al 20 giugno, saranno sempre di festa a Ponticella dove per

una cinquantina di ragazzi e dieci animatori sarà appunto tempo di

“estate”.

m.c.

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