Il rischio chimico - Dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie ...

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Il rischio chimico - Dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie ...

Questa presentazione è stata realizzata da:

Luca Crippa (parte 1)

Roberta Rigolio (parte 2)

Alessandra Gilardini (parte 3)

Elisabetta Donzelli (parte 4)

Materiale ad uso interno per i frequentatori dei laboratori del

Dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche

Con la collaborazione di:

Virginia Rodriguez

Norberto Oggioni

Aggiornata al 2 aprile 2009


Sommario

Parte 1

-Panorama normativo - Minimi accenni

-Valutazione del rischio chimico

-Esempio di scheda di individuazione e valutazione di rischio

Parte 2

-Agenti chimici – classificazione, identificazione, classi di rischio, consigli di prudenza

-Schede di sicurezza

Parte 3

-principali agenti pericolosi in uso nei nostri laboratori

-consigli di prudenza nella loro manipolazione (cosa si dovrebbe e non si dovrebbe fare)

Parte 4

-gestione emergenza chimica (incendio, spandimenti)

-gestione dei rifiuti

2


Il panorama normativo

Definizione e valutazione del

rischio chimico

Parte 1

3


D.L.vo 81 2008 sicurezza negli ambienti di lavoro

-DvR

-SPP

-Figure coinvolte:

-datore lavoro

-dirigenti e preposti

-RSPP

-Medico Competente

-RLS

-Lavoratori

Per gli agenti cancerogeni (o mutageni,…..) si applica quindi l’art. 55, comma 2 lett. b), che prevede

l’arresto da sei mesi ad un anno e sei mesi (e quindi un processo, dato che non è prevista

l’alternativa dell’ammenda).

Parte 1

4


Qualsiasi valutazione approfondita del rischio chimico non può prescindere dall’attuazione

preliminare e prioritaria dei principi e delle misure generali di tutela dei Lavoratori.

2.3. Struttura del Titolo IX

Il nuovo Titolo IX “Sostanze pericolose” è così articolato:

• Capo I – Protezione da agenti chimici (ex Titolo VII-bis): artt. da 221 a 232;

• Capo II – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni (ex Titolo VII): artt. da 233 a 245;

• Capo III – Protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto (ex Titolo VI-bis): artt. da 246 a

265.

NB. A meno che non sia indicato diversamente, il capo I si applica anche agli agenti

cancerogeni; non si applica al rischio amianto.

Parte 1

5


Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi (art. 224)

L’art. 224, co. 2, introduce il concetto di

"rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute" in sostituzione del “rischio moderato”

previsto dall’art. 72-quinquies del D.Lgs. 626/1994.

-Se basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, non si applica quanto previsto dai successivi

articoli 225 (Misure specifiche di protezione e di prevenzione), 226 (Disposizioni in caso di incidenti o

di emergenze), 229 (Sorveglianza sanitaria) e 230 (Cartelle Sanitarie e di rischio).

-Viceversa, ossia nel caso in cui il rischio non sia basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, il

datore di lavoro dovrà attuare quanto previsto dagli articoli 225 e 226 e nominare un Medico

Competente che dovrà sottoporre i Lavoratori a sorveglianza sanitaria (art. 229) e istituire e

aggiornare le cartelle sanitarie e di rischio (art. 230).

Qualora la valutazione porti a classificare il rischio alto per la sicurezza ma irrilevante per la salute si

devono attuare le disposizioni previste dagli artt. 225 e 226, ma senza che ciò comporti l’attivazione

della sorveglianza sanitaria e l’istituzione delle cartelle sanitarie e di rischio. Nel caso invece di rischio

basso per la sicurezza ma rilevante per la salute, vale l’opposto (ovvero vanno applicati solamente gli

artt. 225, 229 e 230).

Parte 1

6


Sorveglianza sanitaria (art. 229)

In merito alla sorveglianza sanitaria, si segnala che essa deve essere attivata per i lavoratori esposti

ad agenti chimici pericolosi per la salute rispondenti ai criteri per la classificazione non solo, come

già previsto dal D.Lgs. 626/94, come:

molto tossici,

tossici,

nocivi,

sensibilizzanti,

irritanti,

tossici per il ciclo produttivo,

ma anche

corrosivi,

cancerogeni di categoria 3

e mutageni di categoria 3.

Parte 1

7


3. RISCHIO BASSO PER LA SICUREZZA E IRRILEVANTE PER

LA SALUTE

Adeguamenti normativi (art. 232)

I commi 2 e 3 prevedono l’emanazione di appositi decreti ministeriali per determinare quale sia il

rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei Lavoratori “in relazione al tipo, alle

quantità ed alla esposizione di agenti chimici, anche tenuto conto dei valori limite indicativi fissati

dalla Unione europea e dei parametri di sicurezza”.

Per quanto riguarda il “rischio basso per la sicurezza”, vi è senza dubbio necessità di

approfondimenti dal momento che l’art. 2 non reca la definizione di “sicurezza”. In prima battuta si

ritiene corretto associare tale termine alla salvaguardia dell’integrità fisica del lavoratore da effetti

acuti e immediati, quali un infortunio, o le conseguenze di una breve esposizione.

Per quanto attiene la salute, sempre in attesa di ulteriori riflessioni, si ritiene opportuno associare il

concetto di “irrilevante per la salute” a condizioni di lavoro nelle quali l’esposizione agli agenti

chimici pericolosi è ampiamente al di sotto dei valori limite di esposizione individuati dalla

normativa.

Parte 1

8


4. VALUTAZIONE DEL RISCHIO

4.1. Documento di valutazione del rischio

La valutazione del rischio chimico deve essere effettuata preliminarmente.

Il documento di VdR deve contenere le seguenti informazioni (art. 223):

1. analisi del processo lavorativo e classificazione delle mansioni;

2. identificazione degli agenti chimici pericolosi;

3. proprietà pericolose degli agenti chimici identificati;

4. le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore o dal fornitore

tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52

e 16 luglio 1998, n. 285 e s.m.i.; oppure, in alternativa, le informazioni ricavate dalla letteratura

scientifica;

5. il livello, il tipo e la durata dell’esposizione;

6. le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la

quantità degli stessi;

7. i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici;

8. gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;

9. le eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese;

10. l’indicazione, per ogni sostanza (o famiglia di sostanze), della quantità e della modalità e frequenza

di esposizione che consentono, anche attraverso l’utilizzo di modelli e/o algoritmi, di definire il livello

di rischio “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute”, come individuato dall’art. 224, co. 2 .

Parte 1

9


Valutazione attraverso l’uso dei valori limite occupazionali

-concentrazione limite nel’ambiente

-indicatori biologici

Le misurazioni devono essere effettuate secondo le norme.

In pratica si può decidere che l’esposizione del lavoratore è al di sotto dei valori limite se:

• su un’unica misurazione (un turno di lavoro) il valore di esposizione risulta sicuramente inferiore

ad 1/10 del valore limite;

• su rilevazioni effettuate in tre diversi turni di lavoro e nella medesima postazione di lavoro, il

valore di esposizione risulta sicuramente inferiore ad ¼ del valore limite.

Applicando l’appendice C della UNI-EN 689/97 si può quindi stabilire se l’esposizione è inferiore al

valore-limite; ma nulla si può dire rispetto al “rischio irrilevante”. Viceversa è ragionevole e

praticabile indicare che, quantomeno, tali valori fissino la soglia al di sopra della quale si deve

classificare il rischio “non moderato-non irrilevante” per inalazione di un agente chimico.

Parte 1

10


EINECS

(1)

ALLEGATO XXXVIII

Valori limite di esposizione professionale

CAS (2) NOME DELL’AGENTE

CHIMICO

mg/m3

(6)

VALORE LIMITE

8 ore (4) Breve

Termine (5)

ppm

(7)

200-467-2 60-29 Dietiletere 308 100 616 200

NOTAZIONE(3)

200-662-2 67-64-1 Acetone 1210 500 - - -

200-663-8 67-66-3 Cloroformio 10 2 - - Pelle

200-756-3 71-55-6 Tricloroetano, 1,1,1- 555 100 1110 200 -

200-834-7 75-04-7 Etilammina 9,4 5 - - -

200-863-5 75-34-3 Dicloroetano, 1,1- 412 100 - - Pelle

200-870-3 75-44-5 Fosgene 0,08 0,02 0,4 0,1 -

200-871-9 75-45-6 Clorodifluorometano 3600 1000 - - -

201-159-0 78-93-3 Butanone 600 200 900 300 -

201-176-3 79-09-4 Acido propionico 31 10 62 20 -

202-422-2 95-47-6 o-Xilene 221 50 442 100 Pelle

(1) EINECS: - - Inventario -- europeo delle sostanze chimiche - esistenti a carattere commerciale.

(2) CAS: Chemical Abstract Service Registry Number (Numero del registro del Chemical Abstract Service).

(3) Notazione cutanea attribuita ai LEP che identifica la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la Pelle.

(4) Misurato o calcolato in relazione ad un periodo di riferimento di otto ore, come media ponderata.

(5) Un valore limite al di sopra del quale l’esposizione non deve avvenire e si riferisce ad un periodo di 15 minuti, salvo indicazione contraria.

(6) mg/m3 : milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa.

(7) ppm: parti per milione nell’aria (ml/m3).

Parte 1

mg/m3

(6)

ppm

(7)

11


ALLEGATO XXXIX

Valori limite biologici obbligatori e procedure di sorveglianza sanitaria

Piombo e suoi composti ionici.

1. Il monitoraggio biologico comprende la misurazione del livello di piombo nel sangue (PbB) con l’ausilio della

spettroscopia ad assorbimento atomico o di un metodo che dia risultati equivalenti. Il valore limite biologico è il

seguente: 60 mg Pb/100 ml di sangue. Per le lavoratrici in età fertile il riscontro di valori di piombemia superiori a

40 microgrammi di piombo per 100 millilitri di sangue comporta, comunque, allontanamento dall’esposizione.

2. La sorveglianza sanitaria si effettua quando:

l’esposizione a una concentrazione di piombo nell’aria, espressa come media ponderata nel tempo calcolata

su 40 ore alla settimana, è superiore a 0,075; mg/m3 nei singoli lavoratori è riscontrato un contenuto di piombo

nel sangue superiore a 40mg Pb/100 ml di sangue.

Parte 1

12


METODOLOGIA SEMPLIFICATA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’ESPOSIZIONE AD AGENTI

CHIMICI PERICOLOSI (RISCHIO PER LA SALUTE)

Per una prima valutazione qualitativa le linee guida propongono un modello che si basa

principalmente sulle seguenti variabili:

a) Pericolosità intrinseca della sostanza;

b) La sua tendenza a disperdersi nell’ambiente;

c) La quantità di sostanza utilizzata in ogni operazione.

Parte 1

13


a) Pericolosità intrinseca della sostanza

A B C D E

R36 R20 R23 R26 Mutageno

R36/38 R20/21 R23/24 R26/27 categoria 3, R40

R38 R20/21/22 R23/24/25 R26/27/28

R20/22 R23/25 R26/28

R65 R21 R24 R27 R42

R67 R21/22 R24/25 R27/28 R42/43

Tutte le sostanze R22 R25 R28 R45

cui non vengono

assegnate le frasi

R

corrispondenti ai

gruppi B ed E

Parte 1

R34 Cancerogeno R46

categoria 3, R40

R35 R48/23 R49

R48/23/24

R48/23/24/25

R48/23/25

R48/24

R48/24/25

R48/25

R36/37 R60 Mutageno

R36/37/38 R61 R62 categoria 3, R68

R63

14


) Tendenza della sostanza a disperdersi nell’ambiente

Tabella A.2.3 – Tendenza dei solidi a produrre polvere (1)

Bassa Media Alta

Sostanze sotto forma di Solidi granulari o cristallini. Polveri fini e a bassa densità.

granulato Quando si utilizzano, si riscontra Quando si utilizzano, si osserva

(pellet) che non hanno tendenza produzione di polvere, che si che producono nugoli di polvere,

a deposita rapidamente e si che permangono nell’aria per

rompersi. Non si riscontra osserva sulle superfici adiacenti. diversi minuti.

produzione di polvere durante il Esempio: polvere di detersivo. Esempi: cemento, nerofumo,

loro uso. gesso ecc.

Esempi: granulato di PVC,

scaglie

di ardesia, pepite ecc.

(1) In caso di dubbio, scegliere la categoria superiore.

Parte 1

15


c) Quantità utilizzata in ogni operazione

La quantità di sostanza impiegata viene classificata in piccola, media o grande secondo quanto

indicato nella tabella A.2.4.

Tabella A.2.4 – Quantità di sostanza utilizzata (in ordine di grandezza)

Quantità di sostanza Quantità utilizzata per ogni operazione

Piccola ---Grammi o millilitri

Media ---- Chilogrammi o litri

Grande ---- Tonnellate o metri cubi

Con queste tre informazioni, la tabella A.2.5 indica il livello di rischio prevedibile in funzione della

categoria di pericolosità, della tendenza a disperdersi nell’ambiente e della quantità di sostanza

utilizzata. Sono stati considerati quattro livelli, a ognuno dei quali corrisponde una strategia

preventiva che viene descritta di seguito e che, comunque, deve comprendere l’applicazione dei

principi generali di prevenzione.

Parte 1

16


Parte 1

17


Modo d’utilizzo e controlli operativi e/o di tipo impiantistico richiesti in base

alle risultanze della valutazione qualitativa del rischio

Livello di rischio 1

In genere, in queste situazioni il rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori può considerarsi lieve (ossia,

secondo il D.Lgs. 81/08 “irrilevante per la salute”). Inoltre, se l’applicazione dei principi generali di

prevenzione è sufficiente per ridurre tale rischio, non è necessario applicare le disposizioni degli articoli 225,

226, 229 e 230 del D.Lgs. 81/08. Di conseguenza, queste situazioni non richiedono in generale che sia

verificata l’efficacia delle misure preventive effettuando misurazioni ambientali. In genere, simili situazioni

possono essere poste sotto controllo mediante un sistema di ventilazione generale.

Livello di rischio 2

Nelle situazioni di questo tipo, è necessario ricorrere a misure preventive specifiche per il controllo del

rischio. Il tipo di impianto specifico più utilizzato è quello di aspirazione localizzata, per la cui costruzione e

progettazione ci si deve avvalere di fornitori specializzati.

Parte 1

18


Modo d’utilizzo e controlli operativi e/o di tipo impiantistico richiesti in base

alle risultanze della valutazione qualitativa del rischio

Livello di rischio 3

Nelle situazioni di questo tipo bisogna ricorrere al confinamento o a sistemi chiusi, grazie ai quali non vi è

modo che la sostanza chimica si disperda nell’atmosfera durante le operazioni ordinarie. Ogni volta che è

possibile, il processo deve essere mantenuto a una pressione inferiore a quella atmosferica, al fine di

ostacolare la fuoriuscita delle sostanze. Nei livelli di rischio 2 e 3, dopo l’attuazione delle misure di controllo,

si deve procedere a una valutazione quantitativa dettagliata dell’esposizione. Il risultato della valutazione

quantitativa rileverà la possibile necessità di misure di controllo aggiuntive e di un programma di misurazione

periodica dell’esposizione. In ogni caso, i parametri connessi con un funzionamento corretto delle

installazioni saranno controllati periodicamente, al fine di garantirne l’efficacia nel tempo.

Livello di rischio 4

Le situazioni di questo tipo sono quelle in cui si utilizzano sostanze estremamente tossiche o si impiegano in

grandi quantità sostanze di tossicità moderata e queste possono essere facilmente rilasciate nell’atmosfera.

Se si impiegano agenti cancerogeni e/o mutageni si dovranno inoltre rispettare le disposizioni dettate dal

Capo II del Titolo IX del D.Lgs. 81/08. In questi casi è indispensabile adottare misure appositamente studiate

per il processo in questione. Questo livello di rischio richiede sia la valutazione quantitativa dell’esposizione

sia l’ottimizzazione della frequenza della verifica periodica dell’efficacia dei sistemi di controllo.

Parte 1

19


Indice Esposizione giornaliera Esposizione annuale Frequenza

1 < 5 minuti/giorno < 5 giorni/anno Annualmente

2 5 -60 minuti/giorno 5 -25 giorni/anno Mensilmente

3 60 -240 minuti/giorno 25 -100 giorni/anno Settimanalmente

4 > 240 minuti/giorno > 100 giorni/anno Giornalmente

Quindi il livello di rischio verrebbe così modificato:

Tempi di

esposizione

Livello di rischio come dalle linee guida Direttiva

agenti chimici 98/24/CE

2 3 4

1 2 3 4

2 4 6 8

3 6 9 12

4 8 12 16

Se nella tabella la determinazione del livello di rischio risulta 3, allora il Rischio per la salute è

IRRILEVANTE e corrispondente al Livello di rischio 1 delle Linee

98/24/CE.

Guida Direttiva agenti chimici

Parte 1

20


Parte 1

21


Categoria di

sostanza

mutagena

Categoria 1 Sostanze di cui si conoscono gli effetti muta-geni

sull’uomo. Esistono prove sufficienti per

stabilire un nesso causale tra l’esposizione

dell’uomo ad una sostanza e alterazioni

genetiche ereditarie

Categoria 2 Sostanze che dovrebbero considerarsi muta-gene

per l’uomo. Esistono prove sufficienti per

ritenere verosimile che l’esposizione dell’uomo

alla sostanza possa provocare lo sviluppo di

alterazioni genetiche ereditarie, in genere sulla

base di: - adeguati studi su animali, - altre

informazioni rilevanti.

Categoria 3 Sostanze da considerare con sospetto per i loro

possibili effetti mutageni. Esistono prove fornite

da studi specifici sugli effet-ti mutageni, che

tuttavia non sono suffi-cienti per classificare la

sostanza nella categoria 2

Parte 1

Definizione Lettera e specifica frase di rischio

T; R46: Può provocare alterazioni genetiche

ereditarie.

T; R46: Può provocare alterazioni genetiche

ereditarie.

Xn; R68: Possibilità di effetti irreversibili.

22


Classificazione CEE (direttiva 93/21/CEE) – Sostanze Cancerogene

Categoria 1 sostanze note per gli effetti cancerogeni sull’uomo. Esistono prove sufficienti

per stabilire un nesso casuale tra l’esposizione dell’uomo ad una sostanza e lo

sviluppo di tumori.

Categoria 2 sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per l’uomo. Esistono

elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione dell’uomo ad una

sostanza possa provocare lo sviluppo di tumori, in generale sulla base di:

adeguati studi a lungo termine effettuati su animali

altre informazioni specifiche.

Categoria 3 sostanze da considerarsi con sospetto per i possibili effetti cancerogeni

sull’uomo per le quali tuttavia le informazioni disponibili sono sufficienti per

procedere ad una valutazione soddisfacente. Esistono alcune prove ottenute da

adeguati studi sugli animali che non bastano tuttavia per classificare la

sostanza nella categoria 2.

Per le sostanze classificate come cancerogene in categoria 1 e 2 si usa il simbolo T e la frase R45 che indica "può

provocare il cancro".

Tuttavia per sostanze che presentino un rischio cancerogeno soltanto per inalazione, ad esempio sotto forma di

polveri, vapori o fumi, (altre vie di esposizione, quali ingestione o contatto con la pelle, non presentano alcun

rischio cancerogeno) vanno utilizzati il simbolo T e la frase R49 "Può provocare il cancro per inalazione".

Per le sostanze classificate nella categoria 3 si usa il simbolo Xn e la frase R40 che indica "Possibilità di effetti

irreversibili".

Parte 1

23


Parte 1

24


Parte 1

25


Parte 1

26


Parte 1

27


COME IDENTIFICARLO: immagini e codici

Parte 2


I SIMBOLI e FRASI DI RISCHIO ( R )

Parte 2

29


CORROSIVO

Parte 2

C

questi prodotti chimici causano la distruzione di tessuti

viventi e/o materiali inerti.

Es: IDROSSIDO DI SODIO

TEMED

ACIDO TRICLORO ACETICO

30


ESPLOSIVO E COMBURENTE

Parte 2

E

O

che possono esplodere per effetto della fiamma o

che sono sensibili agli urti e agli attriti più del

dinitrobenzene

a contatto con altre sostanze, soprattutto se

infiammabili, provocano una forte reazione

esotermica

Es:AMMONIO PERSOLFATO

31


FACILMENTE INFIAMMABILI

Es: SDS

METANOLO

F

Parte 2

Sostanze o preparazioni:

- che possono surriscaldarsi e successivamente infiammarsi al

contatto con l'aria ad una temperatura normale senza impiego

di energia

-solidi che possono infiammarsi facilmente per un breve azione

di una fonte di fiamma e che continuano ad ardere

-- liquidi che possiedono un punto di combustione inferiore ai

21 °C

- gas infiammabili al contatto con l'aria a pressione ambiente

-- gas che a contatto con l'acqua o l'aria umida creano gas

facilmente infiammabili in quantità pericolosa.

32


ESTREMAMENTE INFIAMMABILI

Es: OSSIDO DI PROPILENE

Parte 2

F +

che allo stato liquido hanno il punto di

infiammabilità tra i 21°C e 55°C;

Le sostanze ed i preparati liquidi sono

estremamente infiammabili quando hanno il

punto di infiammabilità estremamente basso ed

un punto di ebollizione basso. Le sostanze ed i

preparati gassosi sono estremamente

infiammabili quando a temperatura e pressione

ambiente sono infiammabili a contatto con l'aria.

33


PERICOLOSO PER L’AMBIENTE

N

Parte 2

il contatto dell'ambiente con queste sostanze o

preparazioni può provocare danni all'ecosistema a corto

o a lungo periodo.

Es: ACIDO TRICLOROACETICO

SODIO AZIDE

SODIUM CITRATE TRIBASIC dH2O

SODIUM CACODYLATE TRIHYDRATE

TRITON X100

34


TOSSICO

Parte 2

T

sostanze o preparazioni che, per inalazione,

ingestione o penetrazione nella pelle, possono

implicare rischi gravi, acuti o cronici, e anche la

morte.

ES: METANOLO

SODIUM CITRATE TRIBASIC DIHYDRATE

SODIUM CACODYLATE TRIHYDRATE

35


ESTREMAMENTE TOSSICO

Parte 2

T+

sostanze o preparazioni che, per

inalazione, ingestione o assorbimento

attraverso la pelle, provocano rischi

estrememente gravi, acuti o cronici, e

facilmente la morte

ES: INDOMETACINA

PROPANOLO

SODIO AZIDE

36


IRRITANTE

Parte 2

Xi

sostanze che possono avere effetto irritante

per pelle, occhi ed apparato respiratorio.

Es: SODIO PIROFOSFATO

PONCEAU S

37


NOCIVO

Parte 2

Xn

Nocivo per inalazione, ingestione o contatto con

la pelle. Possibilità di effetti irreversibili da

esposizioni occasionali, ripetute o prolungate.

Es: ENTELLAN

SDS

TRITON X100 XILENE

38


Quando ad un preparato o ad una sostanza sono assegnati più simboli l’obbligo di

indicarne uno in particolare rende facoltativo l’indicazione di altri:

“E” (esplosivo) rende facoltativi i simboli “F+” (estremamente infiammabile), “F”

(facilmente infiammabile) e “O” (comburente);

“T+” (molto tossico) o “T” (tossico) rende facoltativi i simboli “Xn” (nocivo), “Xi” (irritante)

e “C” (corrosivo);

“C” rende facoltativi i simboli “Xn” e “Xi”;

“Xn” rende facoltativo il simbolo “Xi”

E (eplosivo) F+, F, O (infiammabile,comburente)

T+/T (tossico/molto tossico) Xn,Xi, C (nocivo,irritante,corrisivo)

C (corrosivo) Xn,Xi (nocivo,irritante,)

Xn (nocivo) Xi (irritante)

Parte 2

39


Frasi di rischio (R) cioè la tipologia di rischio

e

consigli di prudenza (S) ossia modalità per

operare in sicurezza

Per alcune sostanze le frasi R sono codificate

Per altri prodotti ogni produttore valuta il rischio

Considerare sempre la R “peggiore”

Parte 2

40


FRASI DI RISCHIO

R 10 : Infiammabile

R 11 : Molto infiammabile.

R 12 : Estremamente infiammabile.

R 13 : Gas liquefatto estremamente infiammabile.

R 14 : Reagisce violentemente a contatto con

l'acqua.

R 15 : A contatto con l'acqua sviluppa gas molto

infiammabili.

R 16 : Può esplodere componendosi con

sostanze comburenti.

R 17 : Infiammabile spontaneamente in presenza

di aria.

R 18 : Con l'uso, formazione possibile di miscela

vapore / aria infiammabile / esplosivi.

R 19 : Può formare perossidi esplosivi.

R 20 : Nocivo per inalazione.

R 21 : Nocivo a contatto con la pelle.

R 22 : Nocivo in caso di ingestione.

R 23 : Tossico per inalazione.

R 24 : Tossico a contatto con la pelle.

Parte 2

R 25 : Tossico in caso d'ingestione.

R 26 : Molto tossico per inalazione.

R 27 : Molto tossico a contatto con la pelle.

R 28 : Molto tossico in caso d'ingestione.

R 29 : A contatto con l'acqua sviluppa gas tossici.

R 30 : Può diventare molto infiammabile in

esercizio.

R 31 : A contatto con un acido sviluppa gas

tossico.

R 32 : A contatto con un acido sviluppa gas molto

tossico.

R 33 : Pericolo di effetti cumulati.

R 34 : Provoca ustioni.

R 35 : Provoca gravi ustioni.

R 36 : Irritante per gli occhi.

R 37 : Irritante per le vie respiratorie.

R 38 : Irritante per la pelle.

R 39 : Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.

41


R 40 : Possibilità di effetti cancerogeni -

Prove insufficienti.

R 41 : Rischio di lesioni oculari gravi.

R 42 : Può causare sensibilizzazione per inalazione.

R 43 : Può causare sensibilizzazione a contatto con la

pelle.

R 44 : Rischio d'esplosione se riscaldato in ambiente

chiuso.

R 45 : Può provocare il cancro.

R 46 : Può provocare alterazioni

genetiche ereditarie.

R 47 : Può procurare malformazioni

congenite.

R 48 : Rischio di effetti gravi per la salute in caso di

esposizione prolungata.

R 49 : Può provocare il cancro per

inalazione.

R 50 : Altamente tossico per gli organismi acquatici.

R 51 : Tossico per gli organismi acquatici.

R 52 : Nocivo per gli organismi acquatici.

R 53 : Può provocare a lungo termine effetti negativi per

l'ambiente acquatico.

Parte 2

R 54 : Tossico per la flora.

R 55 : Tossico per la fauna.

R 56 : Tossico per gli organismi del terreno.

R 57 : Tossico per le api.

R 58 : Può provocare a lungo termine effetti negativi per

l'ambiente.

R 59 : Pericoloso per lo strato di ozono.

R 60 : Può ridurre la fertilità.

R 61 : Può danneggiare i bambini non

ancora nati.

R 62 : Possibile rischio di ridotta fertilità.

R 63 : Possibile rischio di danni ai

bambini non ancora nati.

R 64 : Possibile rischio per i bambini

allattati al seno.

R 65 : Nocivo: può causare danni ai polmoni in caso di

inalazione.

R 66 : L'esposizione ai vapori può provocare secchezza e

screpolature alla pelle.

R 67 : L'inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e

vertigini.

R 68 : Possibilità di effetti irreversibili.

42


Consigli di prudenza

S 1 Conservare sotto chiave.

S 2 Conservare fuori della portata dei bambini.

S 3 Conservare in luogo fresco.

S 4 Conservare lontano da locali di abitazione.

S 5 Conservare sotto ... (liquido appropriato da

indicarsi da parte del fabbricante).

S 6 Conservare sotto ... (gas inerte da indicarsi da

parte del fabbricante).

S 7 Tenere il recipiente ben chiuso.

S 8 Conservare al riparo dall’umidità.

S 9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.

S 12 Non chiudere ermeticamente il recipiente.

S 13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da

bevande.

S 14 Conservare lontano da ... (sostanze

incompatibili da precisare da parte del

fabbricante).

S 15 Conservare lontano dal calore.

Parte 2

S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non

fumare.

S 17 Tenere lontano da sostanze combustibili.

S 18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela.

S 20 Non mangiare né bere durante l’utilizzazione.

S 21 Non fumare durante l’utilizzazione.

S 22 Non respirare le polveri.

S 23 Non respirare i gas/fumi /vapori/aerosoli

(termine/i appropriato/i da precisare da parte

del fabbricante).

S 24 Evitare il contatto con la pelle.

S 25 Evitare il contatto con gli occhi.

S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare

immediatamente e abbondantemente con

acqua e consultare un medico.

S 27 Togliersi di dosso immediatamente gli

indumenti contaminati.

43


S 28 In caso di contatto con la pelle, lavarsi

immediatamente e abbondantemente con ...(prodotti

idonei da indicarsi da parte del fabbricante).

S 29 Non gettare i residui nelle fognature.

S 30 Non versare acqua sul prodotto.

S 33 Evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche.

S 35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se

non con le dovute precauzioni.

S 36 Usare indumenti protettivi adatti.

S 37 Usare guanti adatti.

S 38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un

apparecchio respiratorio adatto.

S 39 Proteggersi gli occhi/la faccia.

S 40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati

da questo prodotto, usare ...

(materiale da precisare da parte del fabbricante).

S 41 In caso di incendio e/o esplosione non

respirare i fumi.

Parte 2

S 42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare

un apparecchio respiratorio adatto

(termine/i appropriato/i da precisare da parte del

fabbricante).

S 43 In caso di incendio usare ... (mezzi estinguenti

idonei da indicarsi da parte del

fabbricante. Se l’acqua aumenta il rischio, precisare

«Non usare acqua»).

S 45 In caso di incidente o malessere consultare

immediatamente il medico (se possibile,

mostrargli l’etichetta).

S 46 In caso d’ingestione consultare

immediatamente il medico e mostrargli il contenitore

o l’etichetta.

S 47 Conservare a temperatura non superiore a ...

°C (da precisare da parte del

fabbricante).

44


S 48 Mantenere umido con ... (mezzo appropriato

da precisare da parte del fabbricante).

S 49 Conservare soltanto nel recipiente originale.

S 50 Non mescolare con ... (da specificare da parte

del fabbricante).

S 51 Usare soltanto in luogo ben ventilato.

S 52 Non utilizzare su grandi superfici in locali

abitati.

S 53 Evitare l’esposizione – procurarsi speciali

istruzioni prima dell’uso.

S 56 Smaltire questo materiale e i relativi

contenitori in un punto di raccolta dei rifiuti

pericolosi o speciali autorizzati.

S 57 Usare contenitori adeguati per evitare

l’inquinamento ambientale.

S 59 Chiedere informazioni al fabbricante/fornitore

e le loro combinazioni:

Trattino(-): sia sia (combinazione)

per il ricupero/riciclaggio.

S 60 Questo materiale e il suo contenitore devono

essere smaltiti come rifiuti pericolosi.

S 61 Non disperdere nell’ambiente. Riferirsi alle

istruzioni speciali/schede informative in

materia di sicurezza.

S 62 In caso di ingestione non provocare il vomito:

consultare immediatamente il medico e

mostrargli il contenitore o l’etichetta.

S 63 In caso di incidente per inalazione, allontanare

l’infortunato dalla zona contaminata e

mantenerlo a riposo.

S 64 In caso di ingestione, sciacquare la bocca con

acqua (soltanto se l’infortunato è

cosciente)

Slash (/): combinazione di rischio/prudenza (addizione)

Parte 2

45


DOVE TROVIAMO LE INFORMAZIONI?

Parte 2

Material Safety Data Sheet

•Obbligo di fornitura e accessibilità

•16 punti

Identificativo numerico che individua in maniera

univoca un composto chimico.

Il Chemical Abstract Service, una divisione della

American Chemical Society, assegna questi

identificativi ad ogni sostanza chimica descritta in

letteratura

46


Parte 2

47


Esempio: scheda di sicurezza dell’acrilammide

1

Parte 2

48


3

2

Parte 2

49


4

7

Parte 2

50


8

9

Parte 2

51


10

Parte 2

52


11

Parte 2

53


15

Parte 2

54


Scheda di sicurezza del prodotto

L’aspetto può variare in base al

produttore o comunque nel corso del

tempo, ma i contenuti sono sempre

organizzati secondo lo schema a 16

punti.

Nelle schede più recenti le frasi di

rischio con i relativi numeri sono già

indicati chiaramente nel punto 3.

Parte 2

55


……IN PRATICA

confezione/armadio reagenti

Schede di sicurezza poste

• in cartaceo in fondo al corridoio

• in formato elettronico su DNTB1/PRODOTTI CHIMICI

Parte 2

In caso di problemi:

CONSULTARE LE SCHEDE DI SICUREZZA

(schedario in fondo al corridoio)

CHE DEVONO ESSERE AGGIORNATE

56


(Dispositivi di Protezione Individuale)

•Camice: tessuto, tnt, monouso, anti acido, grembiule criogenico

•Guanti: CAT.1-2 e 3 (monouso in lattice, con polvere, PVC, anticalore, anti acidi, criogenici). Pinza

• Maschera: chirurgica, con filtro antiparticolato (polveri, gas tossici…)

• Occhiali: a protezione laterale, maschera facciale rigida, schermo protettivo

+

Parte 3

+

+

=


DPC (Dispositivi di Protezione Collettiva)

Cappe

• Chimiche: filtro a carbone attivo.

Classi: a filtrazione assoluta, molecolare ed assoluta-molecolare, a flusso laminare

• Biologiche: filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air) è in grado di rimuovere il particolato,

microorganismi inclusi, dall’aria

Classi:

I: agenti di basso e medio rischio biologico, tutela operatore ed ambiente

II: agenti di medio rischio, tutela il prodotto, l’operatore e l’ambiente grazie a 2 filtri

III: chiusura a tenuta gas e guanti d’ingresso dell’operatore nella zona di lavoro

….e loro corretto utilizzo!!!!!

Pulizia di banconi e superfici di lavoro

Corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi

Segnaletica dei pericoli

Parte 3

III

II

I

58


I FARMACI CHEMIOTERAPICI

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Cisplatino R 45-25-41

Paclitaxel R 20/21/22-48/20/21/22-37/38

41-42/43-62-68

Bortezomib R 28-38-41-48-62-63

Oxaliplatino R 36/37/38-42/43-40

Parte 3

59


Preparazione in sicurezza:

• Cappa di classe II dotata di filtri HEPA e di filtro a carbone.

• Accesso ai locali deve essere rigorosamente limitato agli addetti ai lavori.

• Guanti adatti e cambiati ogni 30 minuti

• Camici monouso aperti sul retro e con polsini ad elastico (tnt)

• Maschere monouso (FFP2S), con filtro adatto all’utilizzo di quel tipo di reagente

• Occhiali con protezione laterale e capelli raccolti.

Il bancone/cappa utilizzati devono essere accuratamente puliti dopo l’uso

• Eliminare I DPI come rifiuti contaminati

• Segnalazione della presenza di reagenti pericolosi

..a che punto siamo noi ?

• Bilance sotto cappa? Poste in luoghi a limitato accesso?

• Camici? Parte Occhiali 3

protettivi? 60


FISSAZIONE DI CELLULE & CAMPIONI BIOLOGICI

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Formalina R 23/24/25-40-43

Paraformaldeide (polvere) R 20/22-37/38-40-41-43

Glutaraldeide

(soluzione acquosa 50%)

R 23/25-34-42/43-50

Metanolo R 11-23/24/25-39/23/24/25

Azoto liquido No frasi di rischio

Parte 3

61


In acuto:

Rischio Glutaraldeide

Inalazione: irritazione naso-gola-polmoni. Ad elevato

pH la soluzione di gluta è più irritante della gluta pura.

Occhi: irritazione; in soluzioni al di sopra del 5% danni

permanenti

Pelle: irritante, dermatiti anche a basse concentrazioni

Ingestione: dolori addominali, vomito, coma, danni a

fegato e reni

Preparazione in sicurezza:

•Pesata/Diluizione: sotto cappa da laboratorio

In cronico:

•Guanti adatti, occhiali protettivi, maschera con filtri adatti, capelli raccolti, camice.

Inalazione: gravi irritazioni ai polmoni ed asma

Pelle: gravi irritazioni, dermatiti, eczemi ed altre allergie

aspecifiche della pelle

Carcinogenicità (1991) N.I.O.S.H. degli USA la dichiara

“..sostanza da trattare come carcinogena per l’uomo”.

•Possibilmente limitare il numero di persone estranee in laboratorio durante la preparazione dei composti;

sistematica ed accurata pulizia di attrezzature ed ambienti soggetti a possibile contaminazione..

•Segnalazione della presenza di reagenti pericolosi

Parte 3

62


Preparazione in sicurezza:

• Operare in luoghi ben ventilati

Azoto Liquido

Ustionante

Asfissiante

• Schermo facciale, guanti lunghi coibentati e grembiuli. Pinza

• Non riempire all’eccesso I recipienti per l’azoto liquido. Non chiuderli ermeticamente per

permettere ai vapori di fuoriuscire.

• In caso di rovesciamento togliere immediatamente abiti e protezioni

• Segnalazione presenza agenti pericolosi

..a che punto siamo noi ?

• Grembiuli? Visiere? Guanti?

Parte 3

63


COLTURE CELLULARI

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Indometacina +

R 28

Trypan Blu R 45

ESTRATTI PROTEICI

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Sodio ortovanadato R20/21/22

PMSF R 25-34

sodio pirofosfato R 36/37/38

Parte 3

64


Preparazione in sicurezza:

• Pesata/Diluizione: sotto cappa da laboratorio o in locali con adeguata ventilazione

• DPI (Dispositivi Protezione Individuale): guanti adatti, occhiali protettivi, maschera con filtri

adatti, capelli raccolti, camice in non-tessuto e monouso.

• DPC (Misure di Protezione Collettiva): possibilmente limitare il numero di persone estranee

presenti nel laboratorio di preparazione dei composti; sistematica ed accurata pulizia di

attrezzature ed ambienti soggetti a possibile contaminazione.

• Segnalazione della presenza di reagenti pericolosi

..a che punto siamo noi ?

• Bilance sotto cappa? Poste in luoghi a limitato accesso?

• Camici? Maschere? Occhiali?

Parte 3

65


ELETTROFORESI

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Acrilamide R 45-46-20/21-25-36/38-43

48/23/24/25-62

AP R 8-22-36/37/38-42/43

Temed R 11-20/22-34

Sodio dodecil solfato

(SDS)

R 22-36/38

b-mercaptoetanolo R 20/22-24-34-51/53

Parte 3

66


Preparazione in sicurezza:

• Uso di guanti, maschera facciale, occhiali di sicurezza quando si manipolano le polveri, soluzioni

o si versa il gel..

• Lavorare sotto cappa sia quando si opera con polveri sia con soluzioni

• In caso di contatto cutaneo con acrilamide, lavare abbondantemente con acqua e sapone la

parte e chiedere intervento medico.

• Accertarsi che lo strumento per l’elettroforesi sia ben collegato a terra, il cavo non danneggiato,

e che non ci siano fuoriuscite di soluzioni tampone sull’unità, sui cavi e sul bancone al momento

dell’attacco/distacco dei cavi alla presa della corrente.

..a che punto siamo noi ?

• Bilance sotto cappa? Poste in luoghi a limitato accesso?

• Camici? Maschere? Occhiali?

Parte 3

67


TRASFERIMENTO & WESTERN BLOT

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Trizma base R 36/37/38

metanolo R 11-23/24/25-39/23/24/25

Parte 3

68


IMMUNCITOCHIMICA&IMMUNOISTOCHIMICA

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Xilene R 10-20/21-38

Triton R 22-41

Acqua ossigenata 30% R 5-8-20/22-35-41

Anticorpi: Sodio Azide?? R 28-32-50/53

Diamminobenzidina (DAB) R 20/21/22- R 45

Parte 3

69


Preparazione in sicurezza:

• Diluizione/sviluppo reazione: sotto cappa da laboratorio o in locali con adeguata ventilazione

• DPI (Dispositivi Protezione Individuale): guanti adatti, occhiali protettivi, maschera con filtri

adatti, capelli raccolti, camice in non-tessuto e monouso.

• DPC (Misure di Protezione Collettiva): possibilmente limitare il numero di persone estranee

presenti nel laboratorio di utilizzo; sistematica ed accurata pulizia di attrezzature ed ambienti

soggetti a possibile contaminazione

..a che punto siamo noi?

• La DAB viene maneggiata in luoghi a facile accesso o a uso di studio?

• Camici? Maschere? Occhiali? Guanti adatti?

Parte 3

70


MICROSCOPIA ELETTRONICA

COMPOSTO ETICHETTA FRASI DI RISCHIO

Sodio Cacodilato triidrato R 23/25-50/53

Tetrossido di Osmio +

R 26/27/28-34

Ossido di Propilene R 45-46-12-20/21/22-36/37/38

Resine epossidiche R 5-22-36/37/38-42/43

Acetato di uranile +

R 26/28-33-51/53

Citrato di piombo R 20/22-33-61-62

Parte 3

71


Preparazione in sicurezza:

• Diluizione/inclusione&colorazione: sotto cappa da laboratorio

• Guanti adatti, occhiali protettivi, capelli raccolti, camice.

• Possibilmente limitare il numero di persone estranee presenti nel laboratorio di utilizzo;

sistematica ed accurata pulizia di attrezzature ed ambienti soggetti a possibile contaminazione

• Segnalazione presenza agenti pericolosi

..a che punto siamo noi ?

• Sostanze poste/utilizzate in luoghi a facile accesso o a uso di studio?

• Camici? Maschere? Occhiali?

Parte 3

72


• Dove ho gettato il puntale contaminato?

• Dove ho gettato la carta sporca della sostanza tossica-infiammabile?

• Sono certo/a che la sostanza una volta disciolta/diluita non è più

pericolosa?

•Ho sciacquato la vetreria che conteneva il mio composto tossico prima

di metterla a lavare?

• Mi sono grattato/a il naso col guanto…era pulito?

• Mi sono lavato/a le mani dopo aver tolto i guanti?

• ……e prima di metterli??

Parte 3

73


Parte 3

Grazie a tutti !!

74


…in caso di sversamenti

accidentali?

Parte 4

… per evitare incendi?

Boh!?!

… per eliminare una

sostanza?


1. Identificazione preparato/produttore

2. Composizione/informazioni sui componenti

3. Identificazione dei pericoli

4. Misure primo soccorso

5. Misure antincendio

6. Misure per fuoriuscita accidentale

7. Manipolazione e stoccaggio

8. Controllo esposizione/protezione individuale

9. Proprietà fisiche/chimiche

10. Stabilità e reattività

11. Informazioni tossicologiche

12. Informazioni ecologiche

13. Considerazioni sullo smaltimento

14. Informazioni sul trasporto

15. Informazioni sulla regolamentazione

16. Altre informazioni

Parte 4

76


Vengono indicate le prescrizioni per la lotta contro gli incendi causati dal prodotto

chimico e che si sviluppano nelle vicinanze della sostanza o del preparato con la

precisazione:

- dei mezzi di estinzione APPROPRIATI;

- dei mezzi di estinzione da NON USARE per ragioni di sicurezza;

- dei rischi fisici di esposizione eventualmente derivanti dalla sostanza o dal preparato

stesso, dai prodotti di combustione, dai gas prodotti;

- dell'equipaggiamento speciale di protezione per gli addetti all’estinzione degli incendi.

N.B.: queste prescrizioni riguardano TUTTE le sostanze, non solo quelle infiammabili!

Parte 4

77


… infatti il rischio di incendio/esplosione interessa non solo le singole sostanze infiammabili, ma

anche le miscele di sostanze di per sé non infiammabili:

SOSTANZA INCOMPATIBILITA' EFFETTO

Comburenti Infiammabili e combustibili Incendio, esplosione

Acetilene Rame, argento, cloro Incendio, esplosione

Ossigeno Oli e grassi, idrogeno, tutti gli

infiammabili

Acqua ossigenata Rame, cromo, ferro, infiammabili e

combustibili

Incendio, esplosione

Cianuri Acidi Acido cianidrico

Decomposizione, incendio-esplosione

Acidi forti Basi concentrate Decomposizione, isotermia

Acido nitrico Rame, ottone, metalli pesanti Composti nitrosi tossici

Ipocloriti Acidi Cloro o composti tossici

Solfuri Acidi Acido solfidrico

Parte 4

78


5. MISURE ANTINCENDIO

sostanze

Sostanza NON tossica (Glicina)

Idonei mezzi estinguenti

Usare spruzzi d'acqua, schiuma alcol resistente, prodotti chimici asciutti o anidride carbonica.

Speciali mezzi protettivi per il personale antincendio.

Indossare in caso di incendio, se necessario, dispositivi di protezione delle vie respiratorie con

apporto d'aria indipendente.

Sostanza tossica e R45 (Acrilammide)

Mezzi di estinzione

Adatto: Anidride carbonica, polvere chimica secca o schiuma appropriata.

Rischi speciali

Rischio/i specifico/i: Emette fumi tossici in caso di incendio.

Rischi di esplosione: I contenitori esposti al fuoco possono esplodere.

Speciale equipaggiamento protettivo per i pompieri

Indossare un respiratore autonomo e indumenti protettivi per evitare il contatto con la cute e

gli occhi.

Parte 4

79


5. MISURE ANTINCENDIO

Sostanza NON tossica (etanolo)

E per

Sostanza tossica e R45 (ossido di propilene)

Mezzi di estinzione idonei

Per piccoli incendi incipienti utilizzare mezzi estinguenti quali schiuma, polvere secca o

anidride carbonica. Per incendi più vasti ricorrere all'acqua, mantenendo una distanza

maggiore possibile. Utilizzare grandi quantità d'acqua in forma nebulizzata o spray; i getti

potrebbero essere inefficaci. Raffreddare tutti i contenitori colpiti con abbondanti quantità

d'acqua.

Equipaggiamento speciale di protezione per gli addetti all'estinzione degli incendi

Indossare in caso di incendio, se necessario, dispositivi di protezione delle vie respiratorie

con apporto d'aria indipendente.

Ulteriori informazioni

Spruzzi d'acqua possono essere usati per raffreddare contenitori chiusi.

Parte 4

sostanze

80


I mezzi di estinzione da usare

in caso di incendio vanno

scelti con cura in base alla

natura del combustibile.

Parte 2

81


A seconda della sostanza o del preparato in questione, possono essere fornite informazioni in merito:

•alle precauzioni individuali: rimozione delle fonti di agnizione, predisposizione di un’adeguata

ventilazione o di una protezione respiratoria, lotta contro le polveri, prevenzione del contatto con la

pelle e con gli occhi;

•alle precauzioni ambientali: tenere il prodotto/materiale chimico lontano da scarichi, dalle acque di

superficie e sotterranee e dal suolo, eventuale necessità di dare l’allarme al vicinato;

•ai metodi di pulizia: uso di materiale assorbente (ad es. sabbia, farina fossile, legante acido, legante

universale, segatura, ecc.), riduzione di gas/fumi sviluppatisi mediante acqua, diluizione.

Possono essere riportate anche indicazioni del tipo: ”non usare mai con……, neutralizzare con…”.

N.B.: esistono sostanze assorbenti (vermiculite, assorbenti universali,…) e kit specifici per

intervenire in sicurezza in caso di sversamenti di sostanze tossiche e/o infiammabili.

L’etanolo della spruzzetta e la carta del rotolone non sempre sono sufficienti!

Parte 4

82


6. Provvedimenti in caso di dispersione accidentale

Polvere non tossica (glicina)

Precauzioni per le persone

Evitare la formazione di polvere.

Precauzioni ambientali

Non lasciar penetrare il prodotto negli scarichi.

Metodi di bonifica

Spazzare e spalare. Conservare in contenitori adatti e chiusi per lo smaltimento.

Polvere tossica, R45 (acrilammide)

Precauzioni individuali

Usare i dispositivi di protezione individuali. Evitare la formazione di polvere. Non inalare polvere.

Prevedere una ventilazione adeguata. Evacuare il personale in aree di sicurezza.

Precauzioni ambientali

Evitare sversamenti o perdite supplementari, se questo può essere fatto senza pericolo. Non

lasciar penetrare il prodotto negli scarichi.

Metodi di pulizia

Ritirare e provvedere allo smaltimento senza creare polvere. Conservare in contenitori adatti e

chiusi per lo smaltimento.

Parte 4

83


6. Provvedimenti in caso di dispersione accidentale

Liquido non tossico (Tween 20)

Precauzioni per le persone

Evitare di respirare vapori/nebbia/gas.

Precauzioni ambientali

Non lasciar penetrare il prodotto negli scarichi.

Metodi di bonifica

Conservare in contenitori adatti e chiusi per lo smaltimento.

Liquido tossico (metanolo)

Precauzioni individuali

Usare una protezione respiratoria. Evitare di respirare vapori/nebbia/gas. Prevedere una ventilazione

adeguata. Eliminare tutte le sorgenti di combustione. Evacuare il personale in aree di sicurezza. Attenti

ai vapori addensati che possono formare delle concentrazioni esplosive. I vapori si possono addensare

in zone poco elevate.

Precauzioni ambientali

Evitare sversamenti o perdite supplementari, se questo può essere fatto senza pericolo. Non lasciar

penetrare il prodotto negli scarichi.

Metodi di pulizia

Contenere e raccogliere quanto sversato accidentalmente con materiale assorbente non combustibile

(come ad esempio sabbia, terra, farina fossile, vermiculite) e porlo in un contenitore per l'eliminazione

secondo le direttive locali o nazionali (riferirsi alla sezione 13).

Parte 4

84


Nel caso di rischio durante lo smaltimento della sostanza o del preparato, vengono

descritti i residui e l’informazione relativa alla loro manipolazione sotto l’aspetto della

sicurezza ed i metodi di smaltimento idonei compresi quelli per i contenitori contaminati

(incenerimento, riciclaggio, messa in discarica, etc.)

N.B.: è necessario rispettare suddivisione dei rifiuti in base ai codici stabiliti, che

tengono conto sia delle specifiche procedure di smaltimento sia dell’eventuale

Parte 4

incompatibilità tra le sostanze.

85


13. Osservazioni sullo smaltimento

Polvere non tossica (glicina)

e

Liquido non tossico (Tween20)

Prodotto

Rispettare tutti i regolamenti europei, statali e locali in materia di protezione dell'ambiente.

Contenitori contaminati

Smaltire come prodotto inutilizzato.

Parte 4

86


13. Osservazioni sullo smaltimento

Polvere tossica, R45 (acrilammide)

Prodotto

Rispettare tutti i regolamenti europei, statali e locali in materia di protezione dell'ambiente. Per lo

smaltimento del presente prodotto, rivolgersi a una società specializzata nello smaltimento dei rifiuti.

Solubilizzare o miscelare il prodotto con un solvente combustibile, quindi bruciare in un inceneritore

per prodotti chimici dotato di sistema di postcombustione e di abbattitore.

Contenitori contaminati

Smaltire come prodotto inutilizzato.

Liquido tossico (metanolo)

Prodotto

Bruciare in un inceneritore per prodotti chimici dotato di sistema di postcombustione e di abbattitore.

Esercitare tuttavia estrema cautela all'atto dell'accensione, poiché il presente prodotto è

estremamente infiammabile. Rispettare tutti i regolamenti europei, statali e locali in materia di

protezione dell'ambiente. Per lo smaltimento del presente prodotto, rivolgersi a una società

specializzata nello smaltimento dei rifiuti.

Contenitori contaminati

Smaltire come prodotto inutilizzato.

Parte 4

87


Il modo migliore per tutelarsi è conoscere le sostanze con cui sto lavorando

e attenersi alle procedure di sicurezza, mai improvvisare!

Parte 4

88

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