giornalino giugno 2017

sbcsangiorgio

La Direttrice

Cinzia FRASCELLA

Ritrovarvi in questo quarto numero

del nostro periodico per parlare

della questione immigrati, scoppiata

qui a San Giorgio, non è

solo un piacere per me, ma un dovere. Il nostro giornale

ha sempre mantenuto fede all'importanza dei

valori e dei sani principi; impegno sociale, solidarietà,

comprensione ma anche identità, sicurezza, senso

del dovere. Sì, cari lettori, la questione immigrati,

semmai non lo avessimo capito, è tutto questo contemporaneamente

e lo SPRAR lo strumento utile a

garantirlo. Come si può osteggiare un progetto così

importante e serio che garantisce solidarietà, comprensione,

identità, sicurezza allo stesso tempo senza

trovare il coraggio di ammettere che tale avversione

sia solo figlia di una volontà politica?

La nostra associazione "SAN GIORGIO BENE CO-

MUNE" ed oggi Nuove Idee, hanno da subito scelto

di condividere e sostenere la scelta dell'amministrazione

sullo SPRAR e senza alcuna esitazione invita i

cittadini a diffidare di chi chiede una firma contro

l'arrivo degli immigrati, contro la loro accoglienza,

gestione ed integrazione. Fa paura, amici, il protagonismo

politico di qualcuno e fa tremare invece la

ricchezza di bugie con cui si sono prese posizioni a

riguardo da parte del "fronte del no", perché tutto

questo è riuscito a destabilizzare un intero paese.

SIATE SERENI CHE NULLA ACCADRA'!

DAL SENSO DI APPERTENENZA AL SENSO DI IDENTITÀ

“Preside? … un altro progetto?”

“Sì, ma questo è più importante di altri!!! Possiamo dare un’altra opportunità ai nostri ragazzi

di riscoprire ciò che è loro e non lo sanno”.

In una scuola il tempo non è mai abbastanza; si susseguono tante opportunità in forma di

concorsi, progetti, iniziative d’ogni tipo. Aderire a tutte non è possibile.

La proposta di SBC, però, è stata diversa: non tanto sul piano del significato (proposte di

concorsi grafici ne arrivano numerose) quanto sul piano del senso che racchiudeva. È stata

un’opportunità che è andata oltre la possibilità di arricchire l’offerta didattica, dell’insegnamento

delle discipline scolastiche; ha offerto alla scuola la possibilità di svolgere a pieno il

suo mandato: usare l’insegnamento per formare la persona.

Già dal titolo (“S. Giorgio questo sconosciuto”) la proposta dell’associazione SBC ha incontrato

l’interesse della scuola, perché muoveva da un bisogno – la scoperta del territorio –

che per gli alunni poteva rappresentare un’opportunità non solo didattica, ma anche educativa.

Approfondire il tema di S. Giorgio in vista dei festeggiamenti patronali ha consentito

loro, infatti, di ampliare le conoscenze relative al contesto territoriale di appartenenza, ma

non solo. Conoscere quel che ti circonda, che ti è vicino ogni giorno è stato importante per

gli alunni per scoprire ciò che è importante, a cui dare valore. Con un benefico doppio effetto:

uno sociale e uno individuale. Se un alunno conosce la storia, le tradizioni, i monumenti,

il folklore …. del suo paese, ne riconosce la sua ricchezza, dà importanza a ciò che lo circonda,

lo rispetta. E così il senso civico cresce e al contempo cresce la persona che non è

più un singolo, ma sente di appartenere alla collettività con cui condivide quei “valori‟. E in

tal modo aumenta e si rafforza il suo senso di identità. L’alunno che cresce grazie anche a

queste opportunità educativo – didattiche può sviluppare la propria identità. Ecco perché

abbiamo aderito all’iniziativa. L’abbiamo condivisa come un antidoto all’indifferenza, all’inerzia.

Abbiamo condiviso la convinzione che, seppure con un impegno aggiuntivo (per i docenti

e gli alunni), l’idea e lo spirito dell’iniziativa rappresentavano un’opportunità concreta

di FARE, per scongiurare il rischio (sempre incombente) di limitarsi a rilevare e lamentare

ciò che manca. Un grazie sincero a chi ha voluto condividere con noi questa propositività e

l’auspicio che l’occasione si trasformi in prassi consolidata. Per i ragazzi. Per i futuri cittadini

di questo territorio

Dott.ssa Gabriella FALCONE

Preside Istituto Comprensivo G. Pascoli


01 Giugno 2017

LO SPRAR COME

INTEGRAZIONE

Credo che il problema si possa esprimere

in due parole e sia, fondamentalmente,

legato alle nostre paure; non

abbiamo imparato ad affrontare i nostri

preconcetti e così facendo li abbiamo

fatti assurgere al ruolo di METRO DI

GIUDIZIO. Un concetto si forma a seguito

di riflessione e di riflessione sulla riflessione, sulla conoscenza

e non sul sentito dire, si forma nel luogo destinato

all’elaborazione del pensiero.

Non conosco alieni, le persone di cui parlo sono esseri umani,

hanno occhi, naso, bocca, braccia, gambe, insomma hanno

tutto quel che serve perché io le riconosca come simili,

non la pensiamo allo stesso modo? E’ una riconferma della

loro umanità, siamo in sei miliardi a pensarla in un modo diverso.

Questo è quel che penso come essere umano, come amministratrice

della cosa pubblica ho da compiere altre riflessioni,

come amministratrice della cosa pubblica devo rappresentare

attraverso la mia figura i cittadini a cui la cosa pubblica

appartiene, come amministratrice devo parlare, informare,

ascoltare ebbene, non sento d’esser venuta meno al mio

compito.

Ciò che l’Amministrazione Comunale ha fatto, attraverso una

delibera di giunta è stato dichiarare il proprio interesse al

problema null’altro.

E’ adesso inizierà il lavoro di informazione, adesso ci preoccuperemo

di parlare con la popolazione, con i cittadini e solo

dopo saranno, eventualmente, avviate le pratiche dell’accoglienza,

non capisco i toni, i gazebo per la raccolta delle firme,

che cosa firmiamo se non conosciamo i termini del problema?

Come diceva uno slogan pubblicitario dei miei tempi: MEDI-

TATE GENTE, MEDITATE.

Io spero vivamente che ognuno di noi possa meditare, dopo

essersi però informato realmente, e non dia giudizi solo per il

sentito dire.

Dott.ssa Mina Farilla

Assessore Pubblico Spettacolo,

Servizi Sociali e Famiglia

La disinformazione nuoce

gravemente la società.

Siamo ormai nell'era della comunicazione

e sono tante le forme ed i mezzi a nostra

disposizione per apprendere appunto comunicati

ed informarci su svariati argomenti.

Le vicende che si sono susseguite negli

ultimi tempi nel nostro paese ci fanno capire

quanto la parola informazione sia di

estrema importanza, basti pensare a quante volte leggiamo ed

apprendiamo attraverso giornali, riviste, social rimedi e cure

inutili, inesattezze o addirittura gravi informazioni che seminano

nei nostri pensieri ed emozioni panico e allarmismo e detto

ciò ritorno a descrivere appunto tutta la disinformazione che

c'è stata e sicuramente c'è ancora nel nostro paese solo perché

alcuni individui "isolati" che fanno parte della minoranza in

consiglio comunale non hanno capito il ruolo del consigliere

comunale o meglio non vogliono svolgere il compito di consigliere

comunale, che deve essere quello di dare giuste informazioni

riguardo il lavoro amministrativo del comune e non

quello di seminare panico e disinformazione tra i cittadini o

ancora più grave fare in modo che si creino schieramenti tra

chi vuole gli immigrati e chi non li vuole.

Noi come amministrazione comunale abbiamo preso un impegno

con i nostri cittadini che è quello di lavorare per il bene del

nostro paese è questo sarà sempre il nostro obiettivo e invitiamo

i nostri cittadini ad informarsi sempre bene attraverso fonti

che possano dare le giuste informazioni e non da chi si inventa

una raccolta firme, con delle procedure errate, per richiedere

un referendum solo per creare demagogia politica, tra l'altro

il referendum si richiede su un provvedimento già deliberato e

non su una manifestazione di interesse come quella che c'è

stata per il progetto SPRAR con la delibera di giunta. L'informazione

è un diritto di tutti e chi informa ha il dovere di farlo

nel modo migliore possibile.

Marta SIBILLA

Consigliere Comunale

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01 Giugno 2017

“2 Giugno 1946 Celebrazione Ricordi e Memorie”

Un nuovo evento organizzato dalla Commissione Pari Opportunità per ricorrenza della festa della

Repubblica.

Il 1° giugno 2017 ore 19:00, presso l’Auditorium San Maria Del Popolo in San Giorgio Ionico, si terrà la

premiazione del concorso letterario rivolto agli alunni della scuola prima e secondaria che prevede l’elaborazione

di un testo sull’intervista ad un/una conoscente che abbia espresso il suo voto elettivo nel

referendum del 1946.

Gli elaborati saranno corretti da un’apposita commissione nominata, formata da sette docenti, i quali

provvederanno a selezionare e definire i migliori che verranno poi premiati nella serata del primo giugno

alla presenza del nostro sindaco Cosimo Fabbiano.

Questo evento è stato realizzato per far conoscere, alle nuove generazioni, una pagina della nostra storia

molto spesso trascurata. Attraverso il concorso letterario, gli alunni hanno avuto la possibilità di elaborare

dei testi intervistando personalmente gli anziani che hanno una buona conoscenza degli eventi

di quel periodo storico.

Vengono quindi messe a confronto generazioni diverse perché vi sia continuità di conoscenza della storia

vera attraverso la testimonianza e le emozioni nei racconti di persone semplici e comuni. Grande

infatti la gioia nel raccontarsi a distanza di decenni: gli anziani diventano i protagonisti.

Nella serata la commissione ha voluto ricordare, anche, un evento storico che il primo giugno del 1946

ha prodotto un grande cambiamento: per la prima volta, infatti, in Italia si ha la partecipazione femminile

all’esercizio del diritto elettorale.

Emozione e gioia scorrono nei racconti delle donne intervistate, grande soddisfazione ed orgoglio nel

ricordo di quel giorno: le donne divengono elettrici finalmente libere di decidere, non saranno più semplici

esecutrici di ordini, ma al pari degli uomini, collaboreranno nelle decisioni facendo sentire la loro

voce su tutti quei problemi che riguardano la vita ed il futuro del nostro paese.

Daniela SIMONETTI

Componente Commissione

Consiliare Pari Opportunità


ESPERIENZE DI VITA OSPITA:

E SE ARRIVASSERO I MARZIANI?

Di DINO MICCOLI

Corrispondente “ Il Quotidiano DI Puglia e Basilicata”

“Alla fine sono atterrati. Quelli che abbiamo sempre chiamato

extra-terrestri, alieni, sono arrivati sul nostro pianeta! Il mondo

è sconvolto e nello stesso modo si ritrova il nostro paese. Cosa

accadrà?”. Non credo che potremmo mai ritrovarci a scrivere

un incipit del genere, ma la tentazione di ipotizzare che un giorno

possa davvero accadere questo, è esplosa in realtà in questi

brevi considerazioni che ringrazio SBC volere lanciare nel

dialogo avviato. Cosa diavolo c’entrano i marziani, gli extraterrestri,

gli alieni, in una conversazione intorno al problema (ma

sarà poi un problema?) dei richiedenti asilo? A mio modesto

parere c’è un nesso che chiaramente chiama in causa un pizzico

di fantasia, ironia, ma anche tanta consapevolezza che stiamo

parlando della storia dell’uomo e che in questa, domani,

chissà, potrebbe trovarsi anche la fantastica incognita con cui

abbiamo esordito. Pensiamo, infatti, alla possibilità che altre

vite, ergo altri abitanti o essere viventi, possano esistere su

pianeti scoperti anche di recente. Ma prima di essa, pensiamo

anche all’apertura che la rigorosa scienza ecclesiastica ha fatto

su un Dio creatore che – pur riposando il settimo giorno – non

avrà lesinato energie proprie per crearne almeno in duplice

copia, di pianeti con annessi abitanti! Ebbene: proviamo ad

immaginare cosa potrebbe accadere di fronte ad una situazione

del genere.

I cambiamenti destabilizzano, ma lo sforzo che la storia, vissuta

negli abiti della cronaca (questo è, oggi, ciò che noi viviamo,

pagine di cronaca già salite agli onori della Storia), ci chiede è

quello di leggere le situazioni con occhi attenti e mente lucida,

certo, ma anche con cuore “umano”.

Ed è per questo, che la questione-profughi non può dividerci in

maniera becera. Se non si hanno le fondamenta della conoscenza

e la passione per l’umanità, diventa difficile risolvere

l’apparente conflitto: profughi si, profughi no!

Conoscere i fatti, dopo avere ripercorso a ritroso la storia

dell’Uomo sin dalle origini. Immaginiamo sin da ora gli sberleffi

che i lettori certi del “no” all’accoglienza possano fare leggendo

queste righe! Perché chi esprime il proprio no, cincischiando

dietro alle sigle e ai problemi, agli spauracchi della disonestà,

dietro al sospetto che alle spalle di ogni accoglienza possa

esserci uno sgambetto nasconde l’obiettivo giusto.

Io credo che “vincere facile” e prendersela con quelli che

Frantz Fanon, già nel 1961, definiva “I dannati della Terra”, sia

troppo comodo! La colonizzazione, alimentata dai nazionalismi,

non è invenzione come nell’incipit di questo testo. Per esprimersi

sull’accoglienza bisogna averla testimoniata: come i tanti

uomini delle nostre forze armate, i medici, i soccorritori, le organizzazioni

di aiuto umanitario, i volontari silenziosi, anche

quelli “della domenica” che invece di passare le proprie giornate

nei Resort e nelle Spa hanno preferito rimboccarsi le maniche.

Perché un tempo noi eravamo dall’altra parte. Non mi soffermo

sulla multiculturalità come forma di ricchezza e di bellezza.

Sarebbe noioso per chi non riesce ad ascoltare, vittima di

se stesso e dei propri egoismi. Piuttosto trovo giusto denunciare,

ma con i crismi della discussione e della apertura alla comprensione,

la situazione di tanti italiani che non trovano asilo in

Patria: i nostri giovani che espatriano e che non riescono a

trovare un futuro …a casa, i meno fortunati che si sono ritrovati

senza lavoro, quelli che sbarcano il lunario. E in questo la politica

ha pari colpe e possibilità di rifarsi. Sono questi i punti da

“attenzionare”(come si usa dire tra le “intelligence” nostrane)

perché comunità fiduciose e sicure di se potranno fronteggiare

la minaccia mondiale del terrorismo. E l’aiuto in questo ci verrà

proprio da coloro che si vorrebbe lasciare fuori la porta. Certo

tutto è migliorabile. Ma le Prefetture, lo Stato, il Governo, dobbiamo

pensare che non vogliano farlo? E in questo subentra la

certezza delle Istituzioni. Chi le conosce e le rispetta, le ama.

Può anche criticarle per migliorarle, ma non vanno intaccate.

Le vittime del nostro tempo (è facile pensare a Falcone e Borsellino

e a tanti altri) hanno lottato all’interno. Stare fuori e urlare

contro tutto e tutti non serve. Ma a proposito: come è finita la

notizia di apertura? Beh, i Governi del Mondo si sono consultati

e tutti, neri, bianchi, gialli, hanno deciso di avvicinare prima e

magari accogliere quelli che un tempo erano gli alieni, gli extraterrestri,

i marziani…Si sono chiesti: abbiamo tanto parlato di

loro, vediamo come sono, cosa portano, cosa possono insegnarci.

L’Umanità ha lasciato il posto all’Universalità.


ESPERIENZE DI VITA OSPITA:

I MIGRANTI

Migranti, una questione aperta che sta dividendo parecchio

alcune forze politiche e la stessa comunità sangiorgese.

Pomo della discordia il progetto di adesione allo Sprar

(sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)

dell’attuale Amministrazione Comunale.

Un progetto assolutamente rispettabile, che già altri Comuni

hanno adottato. Purtroppo l’ente civico ha commesso

un errore di fondo: non confrontarsi da subito con la

comunità (adesso è tardi).

L’adesione allo Sprar è stata approvata solo in giunta senza

discuterne in consiglio comunale. Da qui è nata la protesta

di alcuni cittadini e consiglieri di opposizione che hanno

organizzato, attraverso 30 comitati, una petizione

(superate 1600 firme) per far annullare in auto tutela la

delibera pro Sprar migranti e consentire ai sangiorgesi di

esprimere la loro volontà attraverso un referendum.

L’altro aspetto molto discutibile è quello concernente la

mancanza di strutture idonee e sicure. E qui nascono i

dubbi e le perplessità che hanno fatto scattare la diaspora

sui migranti tra i cosiddetti pro e contro.

Un argomento così importante, cioè l’adesione al progetto

Il consiglio comunale, con il confronto tra tutte le forze

politiche, alla presenza dei cittadini, avrebbe avuto un altro

effetto, un’altra ricaduta. Così come l’aver organizzato

assemblee pubbliche, tavole rotonde, prima e non dopo,

come sta avvenendo in questi giorni.

E sì perché San Giorgio non è nuovo a questo tipo di problema.

Già nel 2011 scoppiò addirittura una rivolta delle famiglie

di un condominio sito in via Moscatelli dove il Comune,

attraverso un proprietario, voleva far alloggiare un numero

considerevole di giovani migranti. Tutti uomini. Ebbene,

le famiglie inviperite impedirono, attraverso un continuo

presidio effettuato davanti all’ingresso del palazzo, lo scarico

delle suppellettili che servivano agli ospiti migranti.

Indesiderati non per razzismo, ma perché in quel condominio,

in pieno paese, non c’erano le condizioni minime di

sicurezza. Che non ha nulla a che vedere con altre cose,

ovvero gli episodi delinquenziali o di natura comportamentale,

sessuale, personale che in ogni paese, grande o

picciolo che sia, si verificano al mondo d’oggi. E che qualcuno

ha tirato in ballo con una

spavalderia da primo della classe, offendendo tutti i sangiorgesi.

Le famiglie esigono innanzitutto sicurezza e tranquillità

nelle proprie case. E allora, come adesso, il Comune non

intraprese assolutamente un rapporto di confronto e dialogo

con i sangiorgesi, informandoli di tutto, e sottoponendosi

anche ai consigli e alle critiche. Ed anche stavolta è

successa la stessa cosa. A prescindere dalla bontà dei progetti

Sprar, che nessuno vuole mettere in discussione giacché

sono stati applicati con efficacia in molti paesi della

Puglia e d’Italia, aiutare e soccorrere chi soffre, chi è stato

veramente perseguitato nel suo Paese, dilaniato dalle

guerre e dalle lotte intestine, resta sicuramente un atto di

grande carità.

Che sia un dovere, sul piano umano e coscienzioso, salvare

il migrante dall’annegamento, siamo concordi, ma quando

dietro a queste operazioni si nascondono altri fini e finalità,

purtroppo solo economiche (di notevole entità e

sfruttamento), solo allo scopo di fare business nei confronti

di questi poveretti, o addirittura vicini alla mafia (in altre

regioni), allora bisogna fermarsi. L’integrazione dei migranti

non spetta solo agli altri. L’esempio, l’aiuto senza

finalità di lucro, quindi gratuitamente, dovremmo darlo

tutti noi in prima persona. Da cristiani. E non possono

sottrarsi amministratori, politici e famiglie ricche dall’aiutare

i nostri simili.

Il migrante può essere un’opportunità di crescita e integrazione,

ma a San Giorgio probabilmente si è registrata una

falsa partenza. Un vulnus. Che al momento non è facile da

colmare ed eliminare.

Le distanze tra l’Amministrazione e i comitati pro referendum

appaiono sempre più elevate.

Di Angelo OCCHINEGRO

Corrispondente “ La Gazzetta del Mezzogiorno”


TEMA DEL 5° SAGGIO DI FINE ANNO

ACCADEMICO 2016/2017 DELLA

SCUOLA DI DANZA L’ETOILE FORUM

PER DANZATORI E’ DEDICATO ALLA

FAMIGLIA IL TITOLO E’ 24 DICEM-

BRE

La data del saggio è il 24 giugno

2017 con inizio spettacolo ore

20.30 presso il Teatro all’aperto

Prof. Romeo Leo di San Giorgio

Ionico.

La famiglia è il primo nucleo della società, è la base della

nazione, il santuario degli affetti, senza famiglia non esisterebbero

né la società, né la nazione, né lo stato. Sia i

giovani sia gli anziani senza una base familiare sono come

relitti in balia della tempesta. La famiglia è, per i giovani

e i ragazzi, il faro della salvezza e il rifugio dei naviganti.

Ogni uomo, infatti, è come un navigante che affronta

pericoli e difficoltà: molti di questi si risolvono in seno alla

famiglia. Là si condividono gioia e amarezze.

Un omaggio da parte mia a tutte quelle famiglie che in

questi 5 anni di attività sul territorio sangiorgese ci hanno

affidato i propri figli e catapultarli nel fantastico mondo

della nobile arte della Danza.

Il tema e il titolo del saggio di fine anno è maturato dalla

peculiarità riconosciutaci, non solo dagli iscritti, ma anche

da chi ci conosce per sentito dire o per chi in qualche modo

ha avuto a che fare con noi come una grande famiglia,

dove al primo posto, come recita una nota pubblicità, ho

sempre messo al primo posto le persone oltre le cose.

Ovviamente, non posso svelare in che modo sarà articolata

la serata, pertanto, approfitto dell’occasione concessami,

per estendere, a tutta la cittadinanza, l’invito gratuito a

partecipare allo spettacolo di fine Anno Accademico, non

nascondo che in me, in questo periodo, è cresciuta anche

una forte emozione per aver raggiunto con l’aiuto di tutti il

nostro primo lustro.

Un caro saluto e un abbraccio a tutti i lettori.

Il Direttore ÉTOILE

Cosimo MOSCAGGIURA (detto MIMMO)

01 Giugno 2017

RISO PATATE E COZZE

Cominciate col lavare e spazzolare bene le cozze, facendo uso di acqua in abbondanza, con un coltellino affilato

apritele, eliminando metà del guscio e recuperando in una scodella il liquido delle cozze, avendo cura di

filtrarlo con un colino. Immergete il riso in acqua tiepida. Tagliate in una ciotola capiente le patate a fette (è

consigliabile immergere le patate in acqua a temperatura ambiente dopo averle pelate ed affettate, perché

non si anneriscano e poi colandole aggiungere gli altri ingredienti nella ciotola) aggiungete la cipolla a fette

sottili (eventualmente utilizzando una mandorlina), pepe, prezzemolo e aglio tritati, olio, formaggio grattugiato

(se preferite un mix di parmigiano e pecorino romano che rende la ricetta più gustosa) e preparate in una ciotola

dei pomodorini privi di buccia e semi (consigliabili i datterini) tagliati a dadini . Disponete nella teglia, unta

con olio, prima uno strato di patate condite ed aggiungete dei pomodorini regolando di sale e pepe e distribuendo

un poco di prezzemolo tritato ed una spolverata di formaggio . Distribuite le cozze a raggiera infine cospargete le cozze

con il riso crudo,avendo cura di strizzare le manciate di riso immerso nell’acqua e di adagiarlo a riempimento dei gusci dei

mitili. Versate nella teglia il liquido delle cozze che darà più sapore e profumo e realizzate un secondo strato di patate, aggiungete

altri pomodori e le cozze, nuovamente il riso, fino ad esaurire gli ingredienti (2/3 strati sono sufficienti). Sull’ultimo strato di

riso sistemare le patate condire con il prezzemolo, i pomodorini, qualche cucchiaio di olio ed infine cospargete col formaggio

grattugiato e col pangrattato. Aggiungete acqua fin sotto lo strato di formaggio e pangrattato. Infornate a 200 °C, proseguendo

la cottura per circa un'ora e posizionando la teglia in basso nel forno. Al termine lasciate riposare 10 minuti prima di servire in

tavola.


01 Giugno 2017

Intervista a Gianni Wers Eligiano – a cura d Barbara Notarangelo

Il nostro paese si sta aprendo pian piano ad altre realtà, non solo locali ma che si estendono

oltre i confini della Puglia.

E’ con noi stasera un artista a 360 gradi, ex ballerino di Tale e Quale Show, appartenente al

gruppo dei Treeboodancers e cultore, appassionato di graffiti Gianni Wers.

Da quanti anni fai questo lavoro?

"Avevo dodici anni quando ho iniziato ballare, il mio approccio alla danza è avvenuto in maniera

naturale, ho visto dei ragazzi nel mio quartiere farlo e mi sono prima incuriosito e poi

appassionato. Dunque ballo da 20 anni di cui 10 in tv".

Come sei stato contattato dalla scuola Étoile forum per danzatori di San Giorgio Jonico?

Da ragazzino venivo a Taranto a fare stage di danza e lì ho incontrato Emanuela Dellisanti

(maestra di videodance della scuola che ha ballato in molti video clip famosi. Ndr ) che mi

ha presentato al direttore dell' Étoile Mimmo Moscaggiura.. L'intesa è stata immediata.

Ormai sono tre anni che fai stage qui a San Giorgio presso l'Étoile, come ti trovi con i cittadini sangiorgesi e con i loro

figli?

Essendo tre anni di mia presenza sul territorio potrei ricevere la cittadinanza "Ad honorem" e poi sono stato accolto benissimo da

voi sangiorgesi. Che dire ... cucinate anche divinamente!

San Giorgio si sta aprendo sempre più, verso nuove realtà e le associazioni collaborano sempre più tra loro dando vita

ad un miglioramento del paese. A proposito di questo, so che sei un cultore e appassionato di graffiti che cosa rappresentano

per te? Credi che essi possano contribuire ad abbellire il paese e a sensibilizzare i cittadini magari riproducendo

temi attuali?

I graffiti sono una forma d'arte di notevole impatto non solo visivo ma anche comunicativo.

Mi sono affacciato al mondo dei graffiti nello stesso momento in cui mi sono avvicinato alla danza e credo che essi si possano

usare come come sviluppatore di creatività e come mezzo di comunicazione, per trasmettere messaggi di utilità sociale.

Cosa pensi del riciclo creativo?

È una cosa molto importante riciclare soprattutto per sviluppare le capacità creative dei ragazzi che devono coltivare passioni e

portarle avanti.

La tua esperienza a Sanremo?

Bellissima esperienza sotto tanti punti di vista soprattutto perché ho avuto modo di conoscere tante persone nuove, raffrontandomi

con loro.

Programmi per il futuro?

Oltre gli stage nelle diverse scuole di danza, in giro per l'Italia, dall' 8 marzo sono in tv nel programma Made in Sud.

Un saluto al presidente e ai membri di SBC?

Un in bocca al lupo a VOI spero che tutto ciò che vogliate si realizzi e sopratutto bravi per ciò che fate...Se vorrete, in futuro, potremo

collaborare insieme, attraverso associazioni romane e napoletane. Anche io ho proposto diversi progetto al Comune di Roma,

attendo esito.

Un saluto ai sangiorgesi?

Ci vediamo presto grazie del calore con cui mi accogliete.


01 Gugno 2017

NASCE LA CONSULTA GIOVANILE COMUNALE. UNA NUOVA PRIMAVERA SANGIORGESE?

Al Consiglio Comunale si affianca un organo denominato “Consulta Giovanile”, la cui funzione è quella di

farsi portavoce presso le istituzioni amministrative, delle problematiche dei giovani, ma anche delle loro

opinioni o proposte. Questo è stato possibile grazie all’Amministrazione Comunale, in particolare, grazie

all’Assessore allo Sport Cultura e Politiche Giovanili, Luciano Cinieri il quale portando l’idea in Consiglio

Comunale ha ricevuto la piena adesione. La Consulta Giovanile è un organo comunale “apartitico”, cioè

senza nessun simbolo politico, in cui militano giovani dai 18 ai 35 anni ed operano per stessi fini e per il

bene COMUNE affinchè possano dimostrare le loro qualità e mettere in atto il loro diritto al sapere.

La Consulta è composta da un Presidente (Angelo Sessa) da un Segretario (Francesco Cervellera) e da

altri membri che hanno ricevuto le deleghe come: Angelo Restano delegato allo Sport / Cultura e Spettacolo,

Federica Anatilopan delegata ad addetto stampa, Fabio Petrelli delegato Ambiente / Ecologia, Daniele

Melpignano delegato Affari Finanziari, Viviana Raguso delegata Rapporti Istituzioni e Associazioni in

modo da rendere l’organizzazione interna più efficiente possibile. In un momento in cui la realtà giovanile

è in continuo mutamento e le problematiche che la riguardano sono molteplici, la Consulta ha come obiettivo principale,

oltre quello di comprendere le varie funzioni della macchina amministrativa ha anche lo scopo di essere il motore dei giovani,

la loro palestra di vita il quale possano allenarsi e impegnarsi proponendo iniziative e facendo gioco di squadra.

La Consulta sarà l’ennesima novità per la nostra cittadina, proponendo giovani volenterosi e costrutori del domani, per il

futuro del nostro paese, di esso innamorati e promotori di nuove idee brillanti per far crescere San Giorgio

Angelo SESSA

Presidente Consulta Giovanile

L’OROSCOPO DI APRILE

TORO

Secondo l’oroscopo di Paolo Fox : Buone intuizioni e idee nuove

potrebbero portare alla realizzazione di nuovi progetti. Si tratta però

di scelte che devono essere ponderate accuratamente. Infatti

Paolo Fox continua a ribadire che per i nati del segno diventa fondamentale

riuscire a conservare una certa stabilità nella propria

situazione economica. Soprattutto in questa prima parte dell’anno.

Infatti dopo l’estate potrebbe verificarsi una condizione di crisi tale

che potrebbe indurre a rivalutare alcuni aspetti della propria vita professionale.

Ridimensionare le spese, anche alla luce di esigenze nuove, diventa quindi importate.

( rubrica curata da Giusy ALABRESE )

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