PARROCCHIA dei SS. FAUSTINO e GIOVITA - MODENA

parrocchiasanfaustino.it

PARROCCHIA dei SS. FAUSTINO e GIOVITA - MODENA

“Adorazione dei Pastori” Martin Schongauer, 1472 circa

PARROCCHIA dei SS. FAUSTINO e GIOVITA - MODENA

N. 123

www.parrocchiasanfaustino.it

e-mail: segreteria@parrocchiasanfaustino.it

DICEMBRE 2007 via Giardini, 231 - Tel. 059 35.02.66 - Fax 059 29.22.625 stampa: Tipo-Lito Paltrinieri

I Sacerdoti e i Diaconi della Parrocchia augurano a tutti un sereno Natale in Cristo

ed un Anno 2008 ricco della benedizione del Signore


attenzione alla fragilità dell’uomo d’oggi, pro-

L’ mossa dalla Chiesa nel convegno di Verona,

nel Convegno diocesano dell’1-2 giugno 2007 e

fatta propria in quest’anno pastorale dalla nostra

parrocchia, ci viene sollecitata dalla meditazione

del mistero dell’incarnazione di Gesù. Il suo “farsi

uomo” nella debolezza e povertà di un bambino ci

provoca e stupisce. Se poi rappresentiamo questo

avvenimento attraverso il segno del presepe,

abbiamo l’occasione per comprendere cosa significa

quella condizione di debolezza che riguarda

ogni uomo, in particolare quello più sofferente e più

povero. Il presepe, al di là del suo valore artistico e

tecnico, ci permette di vedere da vicino, sulla base

della narrazione dei Vangeli dell’infanzia, le condizioni

di vita in cui è venuto al mondo Gesù. San

Francesco di Assisi ebbe l’intuizione di poter ripresentare

dal vivo la nascita di Cristo, costruendo un

presepe vero, dove si potesse contemplare questo

mistero di Gesù: “Vorrei vedere con gli occhi del

corpo i disagi in cui si è trovato Gesù per la mancanza

delle cose necessarie a un neonato, come fu

adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno

tra il bue e l’asinello”. Nella notte di Natale, a Greccio,

vicino a Rieti, riuscì veramente a sperimentare

“in visione”, la presenza di Gesù, accompagnata

dalla partecipazione reale di contadini, pastori, animali

del luogo, quali il bue, l’asino, le pecore. Il

Santo pensava che poi, in futuro, col presepe,

come era accaduto a lui, i fedeli di ogni tempo

sarebbero stati in grado di contemplare l’umiltà, la

radicale povertà, ma anche la bellezza del bambino

P R E S E P I

La fragilità nel segno del Presepe

Gesù, la sua presenza nella quotidianità della vita.

Facendo risaltare l’umanità di Gesù nel suo aspetto

più debole e fragile, il presepe dà l’occasione

anche a noi, oggi, di sentirci umili e di accorgerci

delle persone più bisognose di cura e di affetto.

Constatare questa condizione di fragilità, di sofferenza,

da un lato può farci paura e procurare un

certo disagio; dall’altro la nascita di Gesù è posta in

un’atmosfera di bontà, di tenerezza, di semplicità

che induce all’amore e alla commozione. Ma c’è di

più: in Gesù bambino riconosciamo Colui che,

abbassandosi fino a condividere la nostra umanità,

ha innalzato ogni uomo ridonandogli una dignità e

condizione di vita nuova, “divina” facendoci simili a

Lui: “ …spogliò se stesso, assumendo la condizione

di servo e divenendo simile agli uomini; apparso

in forma umana umiliò se stesso…(San Paolo ai

Filippesi 2, 7-8). Per questa sua umiliazione Gesù è

stato esaltato, perché attraverso il dono di amore

della sua vita, ha redento e portato la salvezza a

tutta l’umanità. Infatti il Natale del figlio di Dio non è

fine a se stesso, ma (come indicano le stupende

icone presepiali dell’Oriente, dove la grotta è posta

nel sepolcro) è proiettato alla Pasqua. Per l’incarnazione

e redenzione di Cristo la fragilità dell’uomo

riceve un senso, un significato sublime, una speranza

di vita già ora sulla terra e oltre nell’eternità.

Per questo, ammirando il presepe nelle sue varie

ed infinite espressioni, divenendone anche appassionati

costruttori e divulgatori, siamo pieni di gioia

e speranza.

diacono Remo Feverati


Nei locali del sottochiesa di San Faustino

dall’8 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008

Terza Mostra

dei Presepi Artistici

Per il terzo anno consecutivo presentiamo

una selezione di presepi artistici provenienti

da diverse regioni d’Italia, opere di alcuni

fra i migliori maestri presepisti italiani e

spagnoli. Le scene illustrano vari episodi

evangelici: dall’Annunciazione a Maria, alle

nozze di Cana, da Gesù con Pilato all’annunzio

ai pastori; in questa edizione abbiamo

voluto evidenziare soprattutto l’evento

principale, la Nascita di Gesù, con la presentazione

di ben 11 scene. S. Francesco la

rappresentò con tanta gioia e umiltà già nel

13°secolo. Noi desideriamo continuare questa

tradizione e ricordare che il Natale è

questo: “la Natività di Gesù”. Il profeta Isaia

diceva: “Ecco la vergine concepirà e partorirà

un figlio, che chiamerà Emmanuele…

(Is.7,14) e ancora: “Il bue conosce il proprietario

e l’asino la greppia del padrone…

(Is.1,3). Tutto era preannunciato e si è compiuto.

Giuseppe Buffagni

P R E S E P I

Costruisci anche tu il tuo presepe!

Lo scopo di questa mostra è quello di far ammirare,

attraverso le opere di alcuni artisti, la bellezza e la

varietà dei presepi del Natale di Gesù. Non solo:

vogliamo suscitare in ogni visitatore il desiderio di partecipare

direttamente all’evento, costruendo il proprio

presepe in famiglia o altrove, secondo la propria ispirazione.

Inoltre incoraggiamo quei giovani e adulti

disponibili a collaborare con noi, anche col nostro

aiuto, ad allestire un presepe o una scena del Natale,

da collocare nella mostra del prossimo anno. Gli interessati

sono invitati a lasciarci nome, cognome, indirizzo

e numero di telefono.

Grazie

Il gruppo dei presepisti dei SS. Faustino e Giovita


A T T I V I T À I N S I E M E

Dio amore disarmato

Padre, forse l’uomo non ha fiducia in Te, ma Tu

certamente ce l’hai nell’uomo: gli hai consegnato tuo

Figlio, come un bambino qualsiasi, che senza amore non

vive.

Figlio dell’uomo, però Dio; fragile, piccolo, che

comincia a fare i primi passi, appoggiandosi a una mano

forte per non cadere; che cresce e impara dalle cose

sofferte ad accettare anche la durezza e i rifiuti della gente;

che piange per la morte dell’amico e prova angoscia

davanti alla propria.

Mio Dio, noi difficilmente ti perdoniamo per averci

creati vulnerabili, non onnipotenti. La nostra tentazione è

vivere l’incompiutezza nell’insoddisfazione o nella

disperazione. Rifuggiamo la fragilità quotidiana della vita,

mentre Tu l’hai ritenuta degna di Dio.

Alla nostra idea di grandezza non fa comodo un Dio

bambino, che si è spogliato della veste gloriosa della

potenza e della divinità per rivestirsi di debolezza e di

umanità. Nel nostro mondo, in cui vince chi si gonfia di sé

per prevalere, a che serve un Dio disarmato, ferito,

crocifisso? Che salvatore è?

Pare assurdo: non ci ha tolto i problemi e i guai; non ha

eliminato le malattie né la morte. Sono le nostre accuse,

perché vorremmo che Tu, Dio potente, sistemassi le

vicende come diciamo noi; ma hai un altro punto di vista.

Detesti il male, però ci lasci liberi. Ci affidi la

responsabilità del mondo e dei fratelli, ma non fermi la

mano di Caino. Tu sai che non sarebbe amore costringere

Caino ad amare.

Non obblighi il Caino che è in me ad assomigliarti;

cerchi soltanto di contagiarmi di amore e di misericordia;

li riversi a torrenti, affinché ne siamo penetrati e guariti;

allora la nostra ferita di infelicità può diventare spazio

traboccante di gratitudine.

Padre, Tu continui a credere in noi: siamo tua immagine

e somiglianza, capaci di amare creativamente! Hai fede

nell’uomo, anche quando noi non l’abbiamo in Te e negli

altri.

Proverò a guardare la realtà dal tuo orizzonte, a pesare i

miei atti sulla bilancia dell’eternità per vincere il male con

il bene, per oltrepassare la paura della morte.

Così anche la fragilità acquisterà valore, perché in essa

risalta perfettamente la potenza dell’amore.

Questa è la tua forza inarrestabile, Dio amore disarmato.

M. Lucia del Dio vivente

Carmelo S. Anna, Carpineto Romano

Doposcuola

L’iniziativa, entrata nel quinto anno di attività, è rivolta a studenti

che frequentano la Scuola media inferiore (o secondaria

di primo grado) ed abitanti prevalentemente sul territorio parrocchiale.

Un gruppo di volontari, in accordo con la Scuola

statale “Luisa Guidotti”, segue i ragazzi in un percorso di recupero

didattico – relazionale.

Si cercano nuovi volontari, specialmente per l’insegnamento

della lingua inglese.

Azione Cattolica

Dal mese di novembre sono ripresi gli incontri del gruppo

adulti di azione Cattolica, con cadenza settimanale,

ogni mercoledì dalle ore 15,30 alle ore 16,30 alternando

adorazione eucaristica e catechesi sulle letture della

domenica seguente. Gli incontri hanno come relatori i

sacerdoti della parrocchia. Tutti sono invitati ad intervenire,

non solo coloro che fanno parte dell’Azione Cattolica,

perché la comprensione della Parola di Dio ci fa

gustare pienamente la Santa Messa del giorno del

Signore.

Cena per i 40 anni

Noi “ragazzi” del 1967 abbiamo festeggiato in parrocchia il

nostro quarantesimo compleanno la sera del 26 ottobre 2007.

E’ stato bello ritrovarsi e scoprire che stiamo ancora bene

insieme, che ancora tante cose ci legano, ma soprattutto l’amicizia

nata in parrocchia nei primi anni della nostra vita. Grazie,

Signore, per averci concesso questa grande gioia!

“Anche se sono passati tanti anni, ci siamo riconosciuti tutti...”


A T T I V I T À I N S I E M E

Battesimi 16 settembre e 18 novembre

La squadra under 13 femminile

La squadra under 15 maschile

Cresima 21 ottobre

1, 2, 3… Forza Invicta… Olè!

Sono in pieno svolgimento le attività della pallavolo

in parrocchia, dai più piccoli del centro

di avviamento alla pallavolo, ai più grandicelli

delle squadre under 15 maschile(foto) e di under

13 femminile(foto) che partecipano ai rispettivi

campionati di categoria organizzati dal CSI. Le

ragazze più grandi si cimentano nel campionato

under 17 della UISP, mentre le squadre maggiori

si stanno ben comportando nella terza divisione

femminile e nella difficile avventura della serie D

regionale maschile. Inoltre da quest’anno abbiamo

iniziato in collaborazione con la scuola primaria

San Faustino, all’interno della nuova palestra,

un corso di attività motoria generale rivolto a

bambine e bambini della prima e seconda elementare

della scuola, che sta riscuotendo un

incoraggiante successo. Infine nel pomeriggio di

sabato 24 novembre abbiamo ricevuto in palestra,

assieme ad una rappresentanza delle nostre

giovani atlete impegnate in una partita, una delegazione

di amministratori locali guidata dal sindaco

di Modena Giorgio Pighi e dal presidente della

circoscrizione Franco Fondriest, ai quali abbiamo

illustrato le attività della nostra società come proposta

educativa nell’ambito non solo della parrocchia

ma anche di tutto il quartiere. Nell’assemblea

della società del 10 dicembre si è provveduto al

rinnovo del consiglio direttivo.

Buone Feste a tutti!

Claudio Andreoli


R I F L E S S I O N I I N P A R R

Testimoni di Gesù Risorto,

speranza del mondo

Seguendo il solco tracciato dal 4° Convegno Ecclesiale

Nazionale tenutosi a Verona nell’ottobre 2006, la nostra

Diocesi si è messa in cammino verso il Convegno Diocesano,

celebrato nel giugno 2007. In tale occasione, che ha visto la

presenza di numerosi delegati da ogni parte della diocesi, si è

riflettuto sull’attuale situazione al fine di individuare le proposte

pastorali più idonee per essere sempre più “testimoni di

speranza” nel territorio modenese. La nostra Comunità

parrocchiale ha riflettuto, nei mesi di febbraio e marzo 2007, sui

cinque ambiti proposti a Verona: Affettività, Lavoro e Festa,

Fragilità, Trasmissione della Tradizione Cristiana, Cittadinanza.

Sono state pertanto istituite cinque commissioni, aperte a tutti

coloro che intendessero contribuire ad una approfondita

comprensione degli ambiti indicati, con riferimento alla specifica

situazione che si vive nel territorio della Parrocchia dei SS

Faustino e Giovita. Dai lavori di queste commissioni è nata la

sintesi che viene qui presentata e che chiede ora di ricevere una

pronta attuazione. L’intenzione è di offrire a tutti la ricchezza

scaturita dall’impegno e dalla riflessione di molti, come contributo

alla crescita di tutta la comunità.

Le riflessioni delle cinque

commissioni parrocchiali

Una pastorale organica,

coordinata che vive di relazioni

Emerge da più parti l’esigenza di una pastorale organica che si

prenda cura delle relazioni interpersonali a tutti i livelli, senza

distinzioni di ruoli, gruppi o età. Ci si è resi conto di essere

eccessivamente divisi per “compartimenti”, e che spesso questi

“compartimenti” non comunicano fra di loro. Non forse per

mancanza di volontà, ma in quanto manca un coordinamento ad

ampio respiro che per mezzo di idonei strumenti consenta una

maggiore circolazione di idee, informazioni ed iniziative.

Una parrocchia aperta al contesto diocesano

Si è anche sottolineata una certa chiusura verso ciò che già si fa e si

organizza all’esterno della parrocchia, in particolare a livello

diocesano. Vige una certa ritrosia a fare sinergia con gli uffici

centrali della Diocesi. Una forte tradizione di autosufficienza ci fa

dimenticare gli impegni più grandi e complessi. Come parte di una

Diocesi è nostro dovere muoverci in sinergia con essa, pur

chiedendo alla Diocesi stessa una maggiore attenzione alle

esigenze delle parrocchie. Qui è comunque importante sottolineare

che se la parrocchia si vive come autosufficiente, come una realtà

che basta a se stessa, corre il rischio di impoverirsi. L’apertura

all’esterno, pur con le difficoltà ed i rischi che può comportare, è

sempre e comunque fonte di ricchezza ed evita, per chi è in grado

di realizzarla, di irrigidirsi su propri schemi e proprie routine.

Soltanto una parrocchia “aperta” può favorire relazioni di

appartenenza ad una Chiesa che si percepisca universale.

Una parrocchia "famiglia di famiglie"

Si sente l’esigenza inoltre di creare momenti di incontro attraverso

i quali avvicinare le persone con attività che facciano nascere,

mantenere e consolidare legami positivi. Le occasioni di incontro

permetterebbero un maggior scambio ed integrazione tra i diversi

gruppi parrocchiali, facendoci maturare come comunità. Questo

potrebbe inoltre suscitare un maggior senso di appartenenza alla

parrocchia e quindi, in definitiva, alla Chiesa di Cristo. In tal

modo, inoltre, si modificherebbe un sentore da più parti denunciato

e cioè il fatto che la nostra parrocchia sia percepita come una

comunità “chiusa”, refrattaria quasi a nuovi ingressi. Occorre

un’azione mirata a modificare il significato che per molti la

parrocchia riveste e cioè quello di essere percepita come una sorta

di erogatrice di servizi (amministrazione dei battesimi, della

comunione, della cresima, del matrimonio, dei funerali…). In tal

modo le persone si avvicinano soltanto quando hanno una esigenza

da soddisfare e poi si allontanano di nuovo senza intessere

relazioni vere. Diverso sarebbe se l’immagine radicata nelle

persone fosse quella di una parrocchia “famiglia di famiglie”, al

cui interno “si sta bene”, dove si vivono relazioni vere, accoglienti,

faccia a faccia, ove ci si aiuta reciprocamente, ci si fa carico gli uni

degli altri in modo disinteressato, proprio come avviene in

famiglia.

Una parrocchia aperta al mondo,

attenta alla storia

Si è fatto giustamente rilevare la difficoltà della parrocchia ad

intercettare le tante diversità ormai presenti sul nostro territorio. Etnie

diverse, religioni diverse, culture diverse si sono insediate stabilmente

nel nostro territorio, ma non “vivono” la parrocchia. Chi frequenta è per

certi versi una porzione di popolazione già scremata da ogni elemento

di diversità sostanziale. Mentre un tempo la parrocchia era uno spaccato

reale del territorio, ora è solo in parte, e forse minimamente,

rappresentativa. Occorre pensare a nuove modalità di dialogo e di

incontro per non rischiare di porsi al di fuori della storia. La stessa

visione antropologica scaturita al Convegno di Verona, dell’uomo che

si confronta con gli altri, ci deve spingere su questa strada. Dobbiamo

porre attenzione a non prendere troppa distanza da questi temi che

invece stanno entrando nelle discussioni di tutti i giorni nelle case dei

cattolici e dei cittadini in generale.

Una parrocchia in ascolto

Nella concretezza dell’oggi, spesso l’incontro con queste diversità

avviene tramite la Caritas parrocchiale, in quanto si tratta il più

delle volte di persone che vivono in stato di povertà (materiale,

culturale, lavorativa, affettiva…). E’ in funzione infatti il Centro di

Ascolto con accoglienza ed aiuto a queste persone in cerca di

lavoro, di abitazione, di regolarità, di sistemazione di bambini.

Hanno bisogno di inserimento nel contesto sociale e culturale. Per

alcuni, cattolici ed ortodossi, si tratta anche di ritrovare le proprie

radici cristiane. Ci si attiva fornendo consigli, disbrigo di pratiche

burocratiche, distribuendo generi alimentari, abbigliamento,

mobili.

Una parrocchia integrata nel "Pubblico"

Emerge quindi la necessità di una maggiore integrazione ed

utilizzazione delle conoscenze del “Pubblico” perché esse

diventino anche patrimonio della parrocchia. Anche il Pubblico ha

bisogno di questa apertura e di questo confronto perché solo con

l’aiuto e la collaborazione delle diverse realtà sociali (tra cui le

parrocchie) si potrà costruire una città a dimensione d’uomo,

vivibile ed integrata; una società che è sempre più eterogenea e

complessa.

L'attenzione alle fragilità

Allarghiamo ora il nostro sguardo sulle altre situazioni di fragilità che si

incontrano nel territorio parrocchiale. Anziani, disabili e ammalati che

vivono la solitudine, che hanno bisogno di essere ascoltati e seguiti con

amore nelle loro richieste di aiuto materiale e spirituale. Ragazzi con

difficoltà scolastiche, sia stranieri che italiani, che rischiano di rimanere

emarginati per problemi legati alla lingua ed alle difficoltà nello studio,

per i quali è stato attivato un “Doposcuola” gestito da insegnanti

volontari della parrocchia. Disagi economici dovuti al costo degli affitti,

all’impossibilità per le donne con figli piccoli di trovare

un’occupazione, all’aumento del costo della vita per gli anziani.

Ragazzi in difficoltà lasciati soli in casa per esigenze di lavoro, con la

sola compagnia della televisione. Famiglie in crisi, con conseguente

separazione e divorzio, chiuse alla fede, ma anche bisognose di

riprendere i contatti.

Essere testimoni di Cristo

e della tradizione cristiana

Di fronte ad una tale situazione ci si è interrogati sul senso della

testimonianza cristiana. I laici che frequentano la parrocchia troppo


O C C H I A

spesso nella vita quotidiana non vivono concretamente i valori che

professano in Chiesa. Emerge sempre più un senso di

deresponsabilizzazione nei confronti della città, dell’ambiente (creato)

nel quale si vive e questo porta a non partecipare alla “vita pubblica”

intesa come servizio agli altri, cioè come forma di carità non solo per i

singoli ma per la collettività. E' importante quindi riflettere sulla

situazione relativa alla trasmissione della tradizione cristiana e sul

patrimonio di valori che essa comprende e di cui si fa portatrice. Si è

rilevato anche nel nostro territorio un forte decadimento dei valori

cristiani, che sono poi anche quelli morali e civili della nostra società,

decadimento che si nota nella diffusa indifferenza a tutti i livelli, anche

nelle persone vicine alla parrocchia. Esiste un problema di

allontanamento delle persone da Cristo, dalla Chiesa e dal suo

annuncio. Molti cristiani hanno una scarsa conoscenza della Sacra

Scrittura e dei contenuti della fede. Questa non incide sullo stile di vita

ed in ciò sta la principale debolezza nel momento del confronto con le

altre religioni e con la società civile, con il rischio di indebolimento

della propria identità cristiana.

La catechesi ai fanciulli ed ai ragazzi

In questo ambito ha particolarmente importanza l'azione di

catechesi dei fanciulli e di animazione giovanile. Le giovani

generazioni odierne sono da curare in modo particolare in quanto

saranno i cristiani ed i testimoni di Cristo di domani. La catechesi

dei fanciulli è particolarmente importante in quanto questa va ad

impattare sul senso di appartenenza alla Chiesa che i ragazzi poi

svilupperanno e sul tipo di relazione con Cristo e con gli altri che

essi vivranno. I tassi di abbandono al post cresima sono molto

elevati e le cause, molteplici, solo minimamente controllabili dalla

parrocchia. Aiuterebbe forse una catechesi che punti meno alle

nozioni e più allo sviluppo di relazioni, con Cristo innanzitutto e

quindi anche con le persone. Occorre far sperimentare ai fanciulli

il senso di appartenenza ad una comunità viva e vitale, far loro

comprendere che tutti facciamo parte della grande famiglia di

Cristo, per invogliarli a continuare il rapporto con il Signore e con

la Chiesa. In questa azione riveste particolare importanza il

coinvolgimento delle famiglie nel cammino di fede dei fanciulli e

degli adolescenti.

La relazione tra le generazioni

I giovani spesso non si sentono capiti e accolti nel momento in cui

propongono strade nuove, non tradizionali per servizi ed

animazioni in parrocchia. Essi chiedono maggiore attenzione e più

spazi di aggregazione. Gli adulti, da parte loro, fanno forza sulla

tradizione, sull'esperienza, e non sempre hanno riscontrato nei

giovani quell'impegno responsabile e soprattutto quella costanza

che è fondamentale quando si prendono impegni rivolti alla

comunità. Occorre un maggiore sforzo da entrambe le parti per

venirsi incontro. Da parte degli adulti, che rivestono un chiaro

ruolo educativo in senso lato verso le nuove generazioni, questo

sforzo deve essere poi particolarmente intenso.

La responsabilità del laico

e la condivisione della responsabilità

Quest'ultimo passaggio ci consente di volgere lo sguardo sul

settore del laicato adulto. Si è rilevata la necessità di laici che siano

più disponibili ad assumere la responsabilità di impegnarsi per una

crescita della comunità, abbandonando un atteggiamento a volte

troppo passivo e collaborando maggiormente negli ambiti che

vengono proposti, fornendo quindi la disponibilità per compiti e

ministeri. Uno strumento di straordinaria importanza è in questo

senso il Consiglio Pastorale Parrocchiale, organo ufficialmente

deputato a condividere con il Parroco la responsabilità della

conduzione della parrocchia. Esso è il luogo privilegiato per

trattare tutte le questioni che riguardano la vita della parrocchia e

dei suoi membri (l’evangelizzazione, la liturgia, i poveri, le

fragilità, le opere di carità, le iniziative, la destinazione delle

risorse…). Occorre perdere il timore di esporsi, di proporre, di

enunciare nuove strategie, nuove visioni anche non tradizionali di

pensare la pastorale in senso lato. In tal senso si auspica che le

relazioni tra laici e sacerdoti si evolvano sempre più verso un

maggior senso di collegialità e trasparenza. E' soltanto dal

confronto, dall'ascolto delle ragioni reciproche, dalla possibilità di

dissentire, dalla non prevenzione nei confronti di idee diverse e

pareri contrari che possono consolidarsi relazioni improntate a

mutua stima e rispetto.

Il lavoro ed il senso della festa

Il mondo del laicato adulto è inoltre interessato da un altro

tema particolarmente importante, quello del lavoro. Occorre

riprendere una sana alternanza tra tempo dedicato al lavoro e

tempo dedicato alla festa, oggi non più distinti in modo chiaro.

A ciò ha contribuito l'aumento considerevole di lavoratori con

orario flessibile scandito sui sette giorni della settimana e la

perdita del legame storico tra festività e tradizione religiosa (il

Natale è talora vissuto come una “festa laica” di buoni

sentimenti, la Pasqua come festa di primavera…). Il lavoro

inoltre si è fatto più precario (i cosiddetti contratti atipici) con

la conseguente difficoltà a progettare la propria vita famigliare

sul medio lungo termine. Al contempo si rileva una tendenza a

divenire schiavi sia del lavoro che del guadagno, sacrificando

ad entrambi il nostro tempo. Anche la precarietà può condurre

a situazioni di vero e proprio ricatto: di fronte al rischio di

perdere il lavoro si è indotti a sacrificarvi più tempo. La prima

comunità a pagare una simile situazione è certamente la

famiglia. Le relazioni famigliari hanno infatti bisogno di

tempo. Senza di esse difficilmente si potranno trasmettere i

valori fondamentali alle nuove generazioni. Occorre quindi un

maggior impegno a far sì che le scelte professionali non

badino esclusivamente alla carriera ed al riscontro economico.

Conclusione: Per essere testimoni di speranza

Per concludere, una breve riflessione scaturita dai gruppi di lavoro

su cosa significhi essere “testimoni di speranza”. Il testimone è una

persona che mostra visibilmente quello in cui crede attraverso la

propria vita quotidiana. Se non si “vedesse” non potrebbe essere un

testimone. Sarebbe al più un uomo di fede, ma questo non farebbe

di lui un testimone. Il cristiano è colui che racconta quello che è e

che vive; è colui che si pone in ascolto della Parola di Dio e la mette

in pratica nell’unico comandamento dell’amore a Dio ed al

prossimo. Questa da sempre è la migliore testimonianza che

possiamo dare del Vangelo. Due elementi qualificano poi nel

concreto la testimonianza del cristiano: l’attenzione ai poveri e

l’unità della Chiesa. Per essere veri testimoni di speranza occorre

avere gli occhi puntati sui poveri, sugli ultimi, sugli emarginati, su

chi soffre nel corpo e nello spirito. Gesù per primo è stato “un

povero” ed ha indicato nel “povero” la via privilegiata della

manifestazione di Dio. I cristiani devono essere riconosciuti per

essere quelli più vicini ai poveri, quelli che vedono le ingiustizie e

che intervengono per cambiare le situazioni. Per testimoniare la

speranza, la parrocchia deve poi essere visibilmente una comunità.

In essa si devono concretamente sperimentare relazioni vere, calde,

affettuose, faccia a faccia, occorre condividere reciprocamente

gioie, dolori, bisogni. E ciò non soltanto perché tutti apparteniamo

alla famiglia umana e quindi per un generico senso di filantropia,

ma perché tutti facciamo parte della famiglia di Cristo e

condividiamo la stessa fede in lui. In una famiglia nessuno è

indifferente a ciò che succede all’altro. Così deve essere nella nostra

parrocchia. Emerge la necessità, da parte di tutti e a tutti i livelli, che

si ritorni a riflettere su cosa significhi essere una comunità cristiana

e su cosa possa risvegliare il senso profondo di appartenenza ad

essa. Occorre favorire momenti profondi di spiritualità al pari di

momenti di condivisione di vita. Occorre più desiderio di mettersi

in gioco, di lasciarsi “impastare”, coinvolgere, puntando

maggiormente su ciò che ci unisce, rispetto a ciò che ci divide.

Occorre combattere fortemente contro tutto ciò che spezza i legami,

le relazioni, contro tutto ciò che divide invece di unire. L’unità è

ciò a cui tendiamo in Cristo alla fine dei tempi. L’unità deve quindi

essere anche ciò a cui tendiamo oggi, pur con la limitatezza dei

nostri mezzi e delle nostre energie. Riconoscere le nostre fragilità

assumendo uno stile di vita essenziale è il primo passo per poter

condividere le difficoltà e le sofferenze degli altri, stando vicino a

chi soffre.


I L P U N T O S U I L A V O R I

anno che si sta per chiudere è stato particolarmente

L’ intenso anche per quanto riguarda l’attività della Commissione

Affari Economici: desideriamo ripercorrerne con

voi i momenti più significativi. Quando, nella primavera del

2007, Don Mauro comunicò all’Arcivescovo che la salute gli

impediva di proseguire il mandato ed appariva imminente la

nomina di un nuovo Parroco, furono tante, tantissime le persone

che ci invitarono a trovare un’abitazione per Don

Mauro all’interno della Parrocchia, come tangibile segno di

gratitudine per quasi quarant’anni di ministero incessantemente

svolto a servizio della Comunità di San Faustino. In

un primo momento, si pensò di ricavare un miniappartamento

all’interno dei locali posti in Via Giardini e facenti parte

dell’ex Convento delle Suore Francescane: furono realizzati

progetti tecnici ed avviate le necessarie pratiche amministrative.

A giugno l’Arcivescovo nominò il nuovo Parroco nella

persona di Don Alberto, il quale, reso edotto della situazione,

manifestò subito il desiderio, molto apprezzato, che Don

Mauro potesse rimanere ancora più “vicino” alla Parrocchia.

L’attenzione è allora caduta su un vano abitativo di circa 65

mq., (ex appartamento del campanaro) da tempo disabitato

ed in pessime condizioni, posto sotto la Canonica e con

ingresso da dietro alla palestra (per intenderci, lo spazio

che, durante la sagra, viene occupato dalla pista per mini

go-kart). L’appartamento, di proprietà della Parrocchia, non

era da tempo utilizzato come residenza ma serviva per svolgere

gli incontri di catechismo, fino al maggio scorso. Questa

soluzione, tra l’altro, avrebbe consentito di rispondere ad

un’esigenza da tempo avvertita, ossia quella di realizzare un

ascensore anche a servizio della Canonica (accessibile pure

da detto ingresso), senza rubare spazio al piazzale. Sono

subito iniziati i lavori di ristrutturazione, che non hanno avuto

Notizie dalla Commissione Affari Economici

Il rifacimento dell’appartamento sotto la Canonica

In alto a sinistra l’ascensore e il terrazzo; in alto a destra

la struttura del nuovo tetto; sotto, il garage e l’ingresso

all’appartamento; a destra, il complesso dopo l’intervento

sosta nemmeno durante il mese di agosto e che hanno consentito

a Don Mauro di trasferirsi nel nuovo alloggio già da

metà settembre, in coincidenza con l’ingresso di Don Alberto.

Qualche imprevisto c’è stato (per esempio, si è dovuto

rifare il tetto, per eliminare recenti infiltrazioni e sostituire il

materiale utilizzato, ormai non più a norma) ma, tutto sommato,

si è riusciti a non discostarsi troppo dai preventivi. Si è

approfittato dell’occasione per dare una “rinfrescata” alla

Canonica, anche realizzandovi una lavanderia. Questi, in

sintesi, i “numeri” dell’intervento: ristrutturazione appartamento

e garage, 75.000 euro; ingresso piano terra, cancello,

porta, vano scale, impianto ascensore, ponteggio, intonaco

e tinteggiatura esterna, 70.000 euro; ristrutturazione locali

secondo piano, lavanderia, infissi, impermeabilizzazione e

rifacimento pavimentazione terrazzo, rifacimento copertura

e impermeabilizzazione tetto, 60.000 euro; lavori e tinteggiatura

interna locali e infissi Canonica/terrazzo, 16.000 euro;

acquisto cucina, 9.000 euro; per complessivi 230.000 euro

circa (IVA compresa). Di tale importo, circa 12/13.000 euro

sono stati offerti – in denaro e beni – dalla generosità di privati

e imprese nonché degli stessi Don Alberto e Don

Mauro, che hanno integralmente “girato” alla Parrocchia le

offerte personali ricevute nella circostanza. Un ulteriore contributo

(circa 3.500 euro) è arrivato tramite le buste distribuite

nel Bollettino della Sagra. Un caloroso grazie a coloro che

hanno già contribuito, con offerte di ogni tipo. Mancano

all’appello ancora oltre 200.000 euro… (e le Imprese possono

ottenere la deducibilità per le offerte fatte per questo

scopo). Un grazie anticipato a quanti contribuiranno in futuro,

sia per la Canonica che per i vari lavori delle strutture

parrocchiali.

La Commissione Affari Economici


I L P U N T O S U I L A V O R I

Il giorno 11 novembre 2007 sono stati benedetti i

locali della scuola ristrutturati durante l’estate; dopo la

preghiera, presieduta da Don Alberto, coadiuvato da

don Mauro, tanti Parrocchiani hanno avuto la possibilità

di visitare i locali della scuola e dell’ex convento.

E’ stata anche l’occasione per “fare il punto” della

situazione. Per quanto riguarda l’ex convento (ex abitazione

delle Suore francescane): è stato acquistato

dalla Parrocchia alcuni anni fa, accendendo un mutuo

bancario; è costituito da una porzione dei piani terra,

primo e secondo, con ingressi da Viale della Pace e

da Via Giardini; ne fanno parte anche la palestra e la

cappella, ove da tempo si svolgono ritiri di ragazzi,

giovani e adulti della Parrocchia; confina (anche) con

la Scuola ed in particolare, al primo piano, con la Sala

Polivalente realizzata di recente, alla quale ha accesso

diretto; i locali, tutti bisognosi di ristrutturazione,

vengono attualmente utilizzati, almeno in parte, come

aule di catechismo; l’obiettivo è quello di ristrutturare

almeno una porzione dell’immobile e di adibirla ad

oratorio per ragazzi e giovani, venendo incontro così

alle richieste da tempo avanzate da numerose famiglie.

Per quanto riguarda la Scuola parrocchiale (dell’infanzia

e primaria): è parrocchiale, non tanto perché esercitata

in “muri” di proprietà della Parrocchia di San

Faustino, ma perché destinata anzitutto a coloro che,

appartenenti alla Parrocchia, decidono di scegliere la

scuola paritaria (rimane comunque fermo il principio

Scuola e Oratorio

“familiare”, secondo cui chi ha fratelli o sorelle che già

frequentano ha anch’egli diritto di frequentare; solo per

i posti che dovessero eventualmente rimanere liberi si

accolgono le domande di chi non ha alcun “collegamento”

con la comunità parrocchiale); è ritenuta a San

Faustino, da oltre quarant’anni, una delle espressioni

dell’anima educativa della comunità parrocchiale, consentendo

di seguire i bimbi tutti i giorni della settimana

(e non solo per poche ore) e di avvicinare anche le

relative famiglie; pur strettamente collegata alla Comunità

di San Faustino, ha una gestione economica

distinta; attualmente, tra primaria e infanzia, è frequentata

da 231 bimbi; ogni anno molte domande non vengono

accolte in quanto eccedenti i posti disponibili;

quattro insegnanti, di cui tre nel luglio 2007, hanno

rinunciato alla chiamata nella scuola statale preferendo

rimanere nella scuola paritaria; l’estate scorsa sono

stati eseguiti significativi interventi di adeguamento

delle strutture alle nuove normative: sono state realizzate

scale di sicurezza, è stata ricavata una sala polivalente

(ad uso anche della Parrocchia), sono stati

potenziati i laboratori di informatica e le aule (musica,

atelier di disegno, laboratori, ecc.); il costo di tali interventi

è stato di circa 150.000 euro, coperto per oltre

l’80% dalle offerte dei genitori dei bimbi frequentanti (il

residuo verrà raccolto con altre iniziative); i programmi

più immediati prevedono di sostituire le finestre con

infissi a norma e di realizzare la cosiddetta sezione

“primavera”, destinata ai bimbi da 2 a 3 anni.

Don Alberto e don Mauro nel momento della benedizione; a sinistra, alcuni genitori e insegnanti; sotto, il rinfresco nel cortile della scuola

Nuova illuminazione

sotto la tettoia

Poiché negli ultimi mesi sono aumentati

episodi spiacevoli nella zona non sufficientemente

illuminata adiacente alla cappella

feriale, si è provveduto ad aumentare l’impianto

luci per rendere più sicuro il passaggio

di tutti. Questo permette anche di

valorizzare un luogo dove poter sostare

dopo le celebrazioni serali.


P E L L E G R I N A G G I

Assisi III media e I superiore, 2-4 novembre 2007

“ “



Dopo il pellegrinaggio, abbiamo chiesto ai ragazzi di esprimere le loro opinioni.

Oltre a visitare posti meravigliosi è stata un’esperienza

bellissima, sia spirituale, sia per la compagnia. Durante

il pellegrinaggio, nonostante qualche incomprensione, siamo

riusciti ad integrarci e a trascorrere tre giorni stupendi. Dopo

questi ricordi, aspettiamo tutti alla prossima gita.

Ornella

Assisi? Beh… tre giorni intensi, divertenti, da ripetere! Ma

questo sarebbe troppo banale da dire… Penso, piuttosto,

che quei tre giorni di pellegrinaggio siano serviti ad ognuno

di noi per iniziare a vivere sulle orme di S. Francesco, per

renderci conto che qualche volta, ascoltare quello che il

Signore ci dice e, perché no, dirgli qualche “Sì” non è poi

così male!

Credo che quello che in ciascuno di noi dovrebbe essere

rimasto di quei giorni insieme sia il desiderio e la volontà di

adoperarsi per compiere il progetto che, da là in alto, Lui

pianifica su di noi… questo potrebbe essere possibile

riflettendo anche sulla vita di San Francesco e Santa Chiara

(come abbiamo fatto noi) e provando a vivere sulle orme di

quei Santi che hanno saputo dire un grande “Sì” nella loro

vita.

Comunque sono stati davvero tre giorni indimenticabili che ci

hanno anche permesso di conoscerci meglio. Grazie.

Elisabetta

Assisi: è stato un viaggio sicuramente indimenticabile sui

passi di San Francesco. Ringrazio don Alberto, gli

educatori ma soprattutto Fra’ Massimo che ci ha guidati per

Assisi e dintorni facendoci capire quanto S. Francesco amasse

questi luoghi.

Venerdì 2 novembre abbiamo visitato il santuario della Verna

dove siamo rimasti colpiti dai profondi crepacci che

Francesco amava scalare per ritirarsi in preghiera senza

essere disturbato; sempre a La Verna abbiamo visto il luogo

dove Francesco ha ricevuto le stigmate. Al sabato, dopo un

tragico risveglio alle 6,45, ci aspettava la città di Assisi,

l’Eremo delle Carceri e San Damiano, sotto la guida di Fra’

Massimo. Alla sera, dopo la cena, abbiamo mangiato un

gelato a Perugia. Infine, alla domenica, dopo aver visitato il

Santuario di Rivotorto, abbiamo partecipato alla S.Messa

solenne nella grande Basilica di Santa Maria degli Angeli,

dove è conservata la Porziuncola, il luogo dove San

Francesco ha fondato l’Ordine dei Frati Minori.

Michele

Igiorni 2, 3 e 4 novembre sono andata insieme al gruppo

della mia parrocchia ad Assisi. Io c’ero già stata un’altra

volta coi miei genitori: è una città piccolina e molto carina.

Noi siamo andati lì per capire la vita di San Francesco. Le

cose che mi sono piaciute di più sono: la Chiesa di San

Damiano perché all’interno c’è il crocifisso e anche degli

affreschi dipinti da vari pittori: Giotto e Cimabue.

Però ho anche visto la basilica superiore e quella inferiore

dove gli affreschi sono dipinti da Giotto, allievo di Cimabue.

Gli affreschi rappresentano la vita di San Francesco. Ma la

chiesina che mi è piaciuta di più è San Damiano perché

intanto sono andata a visitarla anche dentro ed è bellissima e

poi dentro ci sono tanti gradini che arrivano fino in cima.

All’interno c’è il crocifisso che è magnifico. La vorrei rifare

questa esperienza. Mi è davvero piaciuta, spero tanto di

ritornarci presto perché in quei giorni abbiamo visto tutto

quello che io desideravo. Ci ritornerò molto presto e poi io

sono molto interessata all’arte e ho già raccontato alla mia

insegnante tutte le esperienze che ho fatto. Mi sono fatta anche

delle nuove amicizie.

Elena


Sopra, il cammino lungo il colonnato;

a destra, l’atto di affidamento a Maria

P E L L E G R I N A G G I

Sul Cammino a metà luglio 2008

La Parrocchia organizza un pellegrinaggio a Santiago de Compostela

da venerdì 11 Luglio a domenica 20 Luglio 2008, secondo il

seguente programma di massima: venerdì 11: viaggio aereo ed arrivo

al punto di partenza sul Cammino di Santiago; da sabato 12 a giovedì

17 giornate di cammino a piedi (circa 20 Km al giorno) sull’antica via

del Cammino francese (alloggio negli ostelli dei pellegrini); venerdì 18

arrivo a Santiago con visita alla città e partecipazione alle celebrazioni

solenni del Santuario; sabato 19 escursione a Finis Terrae; domenica

20 rientro a Modena. E’ prevista una spesa indicativa di 500

Euro a partecipante. Chi fosse interessato è pregato di iscriversi

presso l’ufficio parrocchiale unitamente alla caparra di 50 Euro pro

capite, non oltre il 27 gennaio p.v. Per ulteriori informazioni e chiarimenti

rivolgersi ai seguenti numeri: Frassineti Simone 059340988;

Sarti Sandro e Simona 059828313; Bagni Giuseppe e Paola

059341654. E’ inoltre allo studio la possibilità di un pellegrinaggio

in pullman che toccherà la località di Lourdes per giungere poi

venerdì 18 a Santiago, dove si unirà al gruppo dei pellegrini e proseguirà

assieme a loro anche sabato 19. Il programma esatto è in

fase di definizione ma il periodo di svolgimento indicativamente

andrà da sabato 12 o domenica 13 fino a domenica 20 Luglio.

Santuario di San Luca 7 ottobre 2007

Tutti a Santiago de Compostela!

Alcuni tratti del cammino

e, sopra, la meta del nostro

viaggio, il Santuario a Santiago

de Compostela


APPUNTAMENTI DEL PERIODO DI PREPARAZIONE

E CELEBRAZIONE DEL NATALE

SABATO 15 DICEMBRE

Alle ore 15.30 Confessioni per ragazzi dalla

3° media alla 4° superiore

LUNEDÌ 17 DICEMBRE

Alle ore 18.30 Celebrazione in preparazione

al Natale con i ragazzi del catechismo (dalla

2° elementare alla 2° media) e i loro genitori.

MARTEDÌ 18 DICEMBRE

Alle ore 17 Confessioni per i ragazzi di 4°

elementare.

Alle ore 18 Confessioni per i ragazzi di 5°

elementare

MERCOLEDÌ 19 DICEMBRE

Alle ore 17 Confessioni per i ragazzi di 1°

media.

Alle ore 18 Confessioni per i ragazzi di 2°

media.

GIOVEDÌ 20 DICEMBRE

Alle ore 20.30 Celebrazione eucaristica per i

giovani.

SABATO 22 DICEMBRE

Dalle ore 16 alle ore 19 Confessioni per

giovani e adulti.

DOMENICA 23 DICEMBRE

Al termine della Messa delle ore 10

benedizione delle statuette di Gesù bambino;

alle ore 15 pomeriggio di canti e festa per

tutti organizzato dal Circolo ACLI Domus

MARTEDÌ 24 DICEMBRE

Dalle ore 9.30 alle ore 12 e dalle ore 16

alle ore 19 Confessioni per giovani e adulti.

Alle ore 23.15 Ufficio delle letture e alle ore

24 Messa di mezzanotte di Natale.

MERCOLEDÌ 25 DICEMBRE

SS. Messe alle ore 8.30; 10.00; 11.30 e

19.00.

Alle ore 17 Concerto di Natale proposto dai

bambini e dai giovani della Parrocchia.

GIOVEDÌ 26 DICEMBRE

Santo Stefano protomartire.

Festa non di precetto, ma con orario festivo

delle SS. Messe: 8.30; 10.00; 11.30; 19.00.

DOMENICA 30 DICEMBRE

Festa della Santa Famiglia.

Orario festivo.

LUNEDÌ 31 DICEMBRE

Festa di san Silvestro I, papa, compatrono

della nostra Arcidiocesi di Modena-Nonantola.

Alle ore 18 S. Rosario; alle ore 18.30 canto

del Te Deum, come ringraziamento per l’anno

che si conclude.

Alle ore 19.00 Celebrazione eucaristica e

alle ore 21.30 Veglia diocesana di preghiera

per la pace.

MARTEDÌ 1 GENNAIO 2008

Solennità di Maria SS.ma, Madre di Dio.

Festa di precetto, le S.Messe saranno con

orario festivo.

DOMENICA 6 GENNAIO 2008

Solennità dell’Epifania.

Festa di precetto, le S.Messe saranno con

orario festivo.

DOMENICA 13 GENNAIO 2008

Festa del Battesimo del Signore.

Alle ore 11.30 Celebrazione del Battesimo

dei bambini.

ORARIO DELLA PREGHIERA

COMUNITARIA IN CHIESA

FERIALE

ore 7.45 e 8.45 Lodi mattutine

ore 9.00 Celebrazione eucaristica

ore 18.30 Santo Rosario

ore 19.00 Celebrazione eucaristica

FESTIVO

ore 8.15 Lodi mattutine

ore 8.30, 10, 11,30 Celebrazioni eucaristiche

ore 18.00 Santo Rosario, esposizione

Ss.mo Sacramento

ore 18.30 Vespri cantati

ore 19.00 Celebrazione eucaristica

Similar magazines