Primo Piano di aprile 2007 - Circolo di Correggio

pdcorreggio.it

Primo Piano di aprile 2007 - Circolo di Correggio

3 aprile 2007

Mensile correggese di informazione e confronto di idee

Edito dal Circolo Culturale Primo Piano

DITTA FP

COSTRUZIONE

E RIPARAZIONE

CILINDRI OLEODINAMICI

Via Fossa Ronchi, 13/A - BUDRIO DI

CORREGGIO

Tel. 0522/697112 - Fax 0522/697186

E-mail: info@fpoleodinamica.it

Sito Internet: www.fpoleodinamica.it

Congressi DS: un grande Ulivo

nel nuovo Partito Democratico

Le barriere contro i disabili

non sono ancora superate

Nelle farmacie di Correggio

calano i prezzi dei medicinali

La moda dell’aperitivo al bar

per incontrare tanti giovani

I poveri sono tra noi

e non ce ne accorgiamo

Un centinaio di famiglie non arriva a fine mese e chiede aiuto a Caritas

e Servizi Sociali. Uno stipendio solo non è più sufficiente per vivere.


2

Congressi DS: sì al Partito Democratico

se diventa presto un grande Ulivo

Nei sei congressi di Correggio la proposta a favore del Partito Democratico ottiene

l’85% dei consensi. Una scelta che vince con la ragione ma non ancora con il cuore.

I congressi dei D.S. e della Margherita,

che si concluderanno a fine

aprile con gli appuntamenti nazionali,

stanno dando il via al processo

di costruzione del nuovo Partito

Democratico.

Una scelta destinata a modificare

in profondità gli scenari politici nazionali

e a rinnovare la natura e

l’organizzazione della sinistra in

Italia. Anche a Correggio la consapevolezza

di questa svolta storica,

su cui ci stiamo incamminando,

solo ora si sta affermando tra i tanti

iscritti ed elettori dei D.S., della

Margherita e più complessivamente

del Centrosinistra.

Il prossimo anno, quasi sicuramente,

si dovrebbe fare un altro passo

in avanti verso il nuovo partito,

probabilmente attraverso una ulteriore

discussione congressuale unitaria

finalizzata alla vera e propria

costruzione dal basso del Partito

Democratico.

E’ chiaro pertanto che la nascita

del nuovo partito non sarà frutto

di un percorso breve, né il prodotto

di un semplice accordo tra i vertici

politici nazionali. Perché questo

nuovo partito nasca con il piede

giusto è bene che sia fatto proprio

da tantissimi cittadini. E’ bene che

sia il frutto di tante e approfondite

riflessioni personali. Di un confronto

tra persone che, pur riconoscendosi

nella sinistra e nel centrosinistra,

esprimono ognuno culture e sensibilità

politico-culturali diverse, con

la disponibilità ad unirsi per rinnovare

la politica e per scommettere

sul futuro del riformismo democratico

in Italia e, magari, domani anche

in Europa. Ed è necessario che

questa innovazione sia in grado di

raccogliere un consenso ed una

partecipazione frutto non solo della

ragione, come si sta manifestando

nei primi congressi dei D.S., ma

anche di una passione politica ed

ideale che la nascita di un nuovo

grande partito deve riuscire a suscitare.

Nei sei congressi delle sezioni dei

Democratici di Sinistra di Correggio

circa 200 partecipanti si sono

espressi a favore della “mozione

Fassino” per il nuovo Partito Demo-

Piero Fassino

Fabio Mussi

cratico con quasi l’85% dei consensi.

Le altre due mozioni, Mussi e

Angius-Zani, che si esprimevano la

prima contro e la seconda per un

rallentamento del processo costituente,

hanno ottenuto rispettivamente

circa il 10 e il 5% dei voti.

Sono dati che grosso modo vengono

confermati anche a livello provinciale,

mentre la media nazionale esprime

un consenso alla mozione Fassino

inferiore di circa 10 punti

percentuali.

Una adesione così elevata alla proposta

del segretario nazionale dei

D.S. inizialmente non era assolutamente

scontata e rappresenta un

incoraggiante segnale verso una

prospettiva politica unitaria che, se

è ancora tutta da costruire, ha il

vantaggio di partire con il sostegno

della stragrande maggioranza degli

iscritti ai D.S.

Molti tra gli interventi a favore del

Partito Democratico hanno avuto

alcune sottolineature comuni che

qui di seguito riportiamo.

- La necessità di segnare una maggiore

unità all’interno del centrosinistra

e che l’incontro, nel nuovo

partito, di D.S. e Margherita sia

solo un primo passo in questa direzione;

- la sollecitazione a pensare al Partito

Democratico come ad un “Ulivo

più grande” che raccolga non solo

i due partiti ma anche altri soggetti

politici (socialisti, ambientalisti, laici

democratici…) e nuove culture politiche:

da quella delle donne, dei

movimenti per il rinnovamento democratico

della politica, dell’associazionismo

per i diritti e la solidarietà…;

- la richiesta di un rinnovamento

a Correggio apre la nuova

gelateria CHIARALUNA!

vi aspettiamo in piazzale

San Rocco 17 a Correggio


dei partiti della sinistra e del centrosinistra,

a partire dai suoi dirigenti

ai vari livelli, puntando anche a

raccogliere forze nuove e ulteriori

adesioni;

- l’appello perché non avvenga una

scissione a sinistra, perché anche

le minoranze congressuali dei D.S.

rimangano ancora dentro questo

processo di costruzione del Partito

Democratico, pur con le loro idee

critiche, con i dubbi e le perplessità

che esprimono;

- la considerazione che il nuovo

Partito Democratico potrà parlare

e raccogliere consensi soprattutto

tra i giovani che, non essendo prigionieri

di un passato fatto di contrapposizioni

tra il centro democristiano

e la sinistra comunista,

guardano al futuro con gli occhi di

chi sta conoscendo una nuova storia

dell’umanità; una fase storica che

dopo la caduta dei vecchi muri,

conosce l’esplosione di nuovi fenomeni

globali e una diversa conflittualità

politica tra chi vuole alzare

steccati tra il nord e il sud del mondo

e chi invece, come la sinistra ed il

centrosinistra, punta a un nuovo

equilibrio, pacifico e democratico,

sul pianeta;

- la consapevolezza che i momenti

politici più alti della recente storia

d’Italia (Resistenza e Liberazione,

la sconfitta del terrorismo negli anni

’80, la svolta dell’Ulivo negli anni

’90) hanno visto un’ampia e forte

unità e collaborazione tra il cattolicesimo

democratico e la sinistra;

- la convinzione che se la sinistra

ed il centrosinistra non saranno in

grado di cambiare questo Paese, di

governare bene e di segnare risultati

importanti per il bene dei cittadini,

il rischio di una crisi che consegni

l’Italia ad una destra populista e

quindi antidemocratica potrebbe

essere un domani una brutta realtà'.

Accanto a queste considerazioni a

favore del progetto politico del Partito

Democratico, non sono mancati

dubbi o sottolineature critiche. C’è

la consapevolezza diffusa dell’esistenza

di alcuni nodi da sciogliere

che non vanno nascosti, bensì affrontati

per trovare un’intesa in

grado di soddisfare le diverse opinioni.

Tra queste la questione del riconoscimento

della laicità dello Stato

italiano è, con accenti diversi, il

tema maggiormente richiamato. Un

terreno di confronto tra i punti più

importanti per la nascita del Partito

Democratico.

Una ulteriore criticità è il tema dei

valori, degli ideali, delle identità

politico-culturali del nuovo partito.

Un partito democratico che dovrà

essere in grado di raccogliere le

tante sensibilità di chi aderirà, comprese

quelle più care alla sinistra:

la giustizia sociale e i diritti umani,

la pace e la solidarietà, il rispetto

delle diversità e la parità tra uomo

e donna, tra orientamenti sessuali

diversi…

Già solo da questo elenco ci si può

rendere conto come la discussione

sul nuovo Partito Democratico, sul

“come” farlo e non più solo sul “se”

farlo, stia imboccando una strada

importante che ci può portare ad

un grande rinnovamento della politica,

ad un rilancio tanto mai necessario,

oserei dire indispensabile,

della sinistra e non solo, che potrà

ridarci quella speranza e quella

fiducia nel futuro che in tanti vogliamo

ancora avere.

Guido Pelliciardi

dal 21 aprile al 1° maggio

Festa dell’Unità

per la libertà e il lavoro

ristorante Ciao Mare e Tradizione Emiliana

incontri politici, spettacoli e ballo liscio

3


4

Ci sono eventi che ti riconciliano con

la politica, ti fanno pensare che ancora

sia possibile credere nei suoi

mezzi e nelle sue potenzialità. Non

è raro per un giovane impegnato politicamente

avere momenti di sconforto,

vedere che i partiti – sì anche

il nostro – non rispecchiano l’ideale

di politica in cui crede. Si partecipa

a riunioni e congressi in cui si è in

pochi e l’età media è deprimente,

si scopre che il tesseramento viene

usato come una clava per ottenere

più poltrone tra i posti che contano,

che, sì, si è tutti compagni, ma guai

a mettere in dubbio o tentare di dialogare

su determinate questioni. Si

scopre che siamo troppo giovani per

poter dire qualcosa, come quando

ai pranzi di famiglia, da bimbetti, ci

veniva detto “zitto tu che sei piccolo

e non puoi capire”. Il guaio è che oggi

capiamo fin troppo bene.

Poi a un tratto, dopo aver deciso che

mollare è una sconfitta troppo grande

per chi vuole cambiare il mondo

(siamo giovani…), ti ritrovi al congresso

nazionale della Sinistra Giovanile.

Tre giorni a Roma, 2-3-4 Marzo

2007. 600 ragazzi/e. 600. La

sala piena a pochi passi da Piazza

Venezia, le bandiere sulla parete

esterna del palazzo, ragazzi/e in ogni

angolo, e tutti discutono di politica,

di liberalizzazioni, di Dico, di pensioni(!!!),

di politica estera. Sembra incredibile.

A casa i nostri coetanei,

se scoprono che ti impegni in un

partito, quando ti va bene ti guardano

come un alieno, quando va ma-

Siamo stati a Roma al congresso

nazionale della Sinistra Giovanile

Enrica Cattini, Roberto Di Feo, Davide Folloni e Elisa Guerra sono i quattro correggesi

che hanno partecipato all’appuntamento romano. Ecco le loro impressioni.

le provano a farti sentire sporco, colpevole

di dedicare il tuo tempo a

qualcosa di inutile o, peggio, immorale.

Ma tutto questo è a tanti chilometri

di distanza dalla sala gremita che

applaude i discorsi di Fassino,

D’Alema, Bersani, Veltroni, Damiano

e soprattutto di Vergassola (siamo

giovani…). Si discute qui dentro. An-

che in modo un po’ troppo animato

in certi momenti, ma va bene così,

del resto il futuro che ci attende è

di quelli che fanno scaldare gli animi:

il PD. Che fare? Sciogliere la nostra

giovanile di partito e fare gli avanguardisti,

o puntare a partecipare

da co-fondatori? Dire che no, noi non

ci stiamo, o provare a diventare i principali

interlocutori del partito?

Questo il principale nodo da sciogliere,

ma, e qui sta la riconciliazione,

subordinato – diciamolo due volte,

subordinato – alla necessità, espressa

in tanti documenti e emendamenti,

di una politica innanzitutto diversa,

nuova e rinnovata. Merito e talento,

dialogo, ascolto, laicità, etica, contaminazione,

passione, sincerità,

riformismo, sono solo alcune tra le

tante parole chiave che si ergono,

imperative, dagli scritti e dagli interventi

di tanti compagni e compagne.

Così, tra votazioni, interventi e grandi

feste serali (siamo giovani…), si arriva

a domenica, ultimo giorno, con

la votazione del nostro nuovo segretario.

Fausto Raciti, 22 anni, originario

della Sicilia, barba incolta e

dialettica da vendere. 89% di prefe-

renze. E’ giovane, molto giovane, inesperto

forse ma di grande talento.

E’ questo quello che ci serve, è questo

quello che serve anche al nostro

partito.

D’Alema il primo giorno diceva:

“Dovete trovare il coraggio di bussare

più forte alla porta di una nazione

vecchia, anche al nostro partito. I nomi

degli eletti alle politiche erano a

discrezione dei partiti, ma troppo pochi

i giovani”.

Cuperlo il secondo giorno aggiungeva:

“State attenti, perché quando vi dicono

che voi giovani vi dovete far sentire di

più, è proprio il momento in cui meno

hanno paura che lo facciate”.

Noi la domenica abbiamo scelto Fausto.

Non fateci bussare troppo alla

porta.

Concludiamo con una citazione sempre

di Cuperlo: “Abbiate il coraggio

di cavalcare la storia - ha affermato

il diessino - e di guardare al di là della

siepe. Non fatevi descrivere, descrivete.

Non fatevi cooptare, cooptate.

Non fatevi scegliere, scegliete.

All'inizio avrete forse meno potere,

ma sarete più autonomi”.

Infine ha salutato la platea con una

citazione dal Cyrano de Bérgerac

“pur non la quercia essendo, o il

gran tiglio fronzuto salir anche non

alto, ma salir senza aiuto”.

Sinistra Giovanile Correggio

L’efficienza di un gruppo

al servizio del cliente


La resistenza afgana

al Salone delle Feste

I D.S. hanno dedicato la festa dell’8 marzo alle donne afgane impegnate

nella lotta per la democrazia. Il drammatico racconto di Mariam Rawi.

"Dobbiamo trovare tutti i modi possibili

per ridare la speranza ad un

paese che non ne ha più per il proprio

futuro. Le donne afgane stanno

rischiando la propria vita in nome

della difesa dei diritti delle donne e

del popolo afgano intero. In questo

senso credo si possano definire

'donne della resistenza' in maniera

appropriata". E' con tali parole,

cariche di emozione, che Adele

Bartoli, dà il benvenuto alle persone

che partecipano alla Festa della

donna organizzata lo scorso 8 marzo,

al Salone delle Feste.

Tra gli ospiti della serata erano

anche due delegate del Cisda,

l'associazione italiana che sostiene

vari progetti di sviluppo in Afganistan

e, in particolare, è in contatto

con Rawa. "Ogni anno - afferma

Cinzia Cardarelli del Cisda - alcuni

di noi vanno in Afganistan, in occasione

della Festa della donna. Il

viaggio è a nostre spese ed ha lo

scopo duplice di assicurare il nostro

sostegno a Rawa, per il lavoro che

compie in Afganistan ed in Pakistan,

e di verificare come evolve la situazione

all'interno del paese". Il Cisda

è nato come onlus nel 2004 ma è

dal 1999 che opera a stretto contatto

con le donne afgane per

l'organizzazione di attività di formazione,

la costruzione di scuole, il

sostegno ai profughi.

La voce di una testimone diretta

Valli e Guidetti

ABBIGLIAMENTO

DONNA

dalla tg. 46 alla 60

NUOVI ARRIVI

Corso Mazzini, 44/C

CORREGGIO

di ciò che sta accadendo in Afganistan

è stato il modo migliore per

affrontare l'argomento di un conflitto

che va avanti da anni e si sovrappone

ad una situazione già

drammatica, che rischia di essere

dimenticata. Mariam Rawi è una

delle donne di Rawa. E' giunta in

Italia alla fine di febbraio e si è

fermata nel nostro paese per qualche

settimana, fatto che le ha permesso

di partecipare alla cena

dell'8 marzo. "Siamo in guerra da

trent'anni - dice - e l'occupazione

americana non ha cambiato di molto

le cose. La popolazione soffre di

questa situazione e donne e bambini

sono quelli che pagano il prezzo più

alto. Violenze, stupri, uccisioni sono

all'ordine del giorno anche a causa

dei conflitti tra le molte etnie presenti

sul territorio".

Il passaggio al governo dell'Alleanza

del nord, sostenuta dagli Stati Uniti,

non ha portato grandi vantaggi al

paese: "Si parla tanto della violenza

dei Talebani - continua Rawi - e non

si fa cenno a quella perpetrata

dall'Alleanza del nord, che non è

molto diversa dal governo integralista

che avevamo prima".

Rawa lavora stando vicino alla gente,

in una condizione di clandestinità,

osteggiata sia dal governo di

Karzai, sia dagli Stati Uniti. Si occupa

del sostegno ai profughi, di

fornire medicinali ed assistenza ai

bisognosi, di organizzare scuole e

diffondere l'istruzione tra la popolazione.

"Ciò che facciamo noi è

solo una piccola parte di tutto quello

di cui avrebbe bisogno l'Afganistan

- conclude Rawi -. Le forze democratiche

sono presenti anche qui:

basterebbe che ricevessero il giusto

appoggio, anche dalle forze militari

straniere, che dovrebbero prendere

la distanze dagli americani in maniera

netta".

Luisa Cigarini

La storia di Meena

fondatrice di Rawa

Meena Keshwar

Kamal (1956-

1987) è nata a

Kabul. Impegnata,

come molti altri

studenti afgani, in

attività sociali e nei

crescenti movimenti

di massa,

lascia l'univeristà

per dedicarsi, come

attivista, all’organizzazione

e

all’educazione femminile.

Perseguendo la sua causa, pone le basi per

la fondazione di RAWA, un’organizzazione che

intende dar voce alle donne dell'Afganistan

private dei propri diritti e costrette al silenzio.

Nel 1979 Meena comincia una campagna

contro le forze russe e il loro regime fantoccio

e organizza numerose marce e incontri nelle

scuole e nell'Università di Kabul per mobilitare

l'opinione pubblica. A lei si deve anche il

lancio di una rivista bilingue, “Payam-e-Zan”

(Il messaggio delle donne), con cui RAWA

denuncia costantemente la natura criminale

dei gruppi fondamentalisti. Meena organizza

poi le scuole Watan per i bambini rifugiati,

un ospedale e centri di artigianato per donne

rifugiatesi in Pakistan. Alla fine del 1981, su

invito del Governo francese, rappresenta il

movimento afgano di resistenza al Congresso

del Partito Socialista Francese. Viene uccisa

il 4 febbraio 1987, da agenti del KHAD (il

braccio afgano del KGB) a Quetta, in Pakistan.

Oggi l’impegno di Meena è stato raccolto da

altre donne che, in condizione di semiclandestinità

e sotto falso nome, lottano per la

nascita di un regime democratico. Le oltre

2.000 aderenti di Rawa, oltre a denunciare

le violenze e le discriminazioni contro le

donne, organizzano scuole segrete per ragazze,

ambulatori medici clandestini con personale

sanitario femminile, scuole professionali

e laboratori di sartoria per donne vedove.

Per ulteriori informazioni, si possono visitare

i siti internet www.rawa.org e www.cisda,it.

5


6

Nel 2005 (ultimi dati ISTAT a riguardo),

in Italia le famiglie in condizione

di povertà relativa erano 2.585.000,

pari all’11,1% delle famiglie residenti.

Si tratta complessivamente di

7.577.000 individui, il 13,1%

dell’intera popolazione.

La stima dell’incidenza della povertà

relativa viene calcolata sulla base

di una soglia convenzionale (linea

di povertà) che individua il valore di

spesa per consumi al di sotto del

quale una famiglia viene definita povera

in termini relativi. La spesa media

mensile per persona rappresenta

la soglia di povertà per una

famiglia di due componenti e corrispondeva,

nel 2005, a 936,58 euro

al mese. Le famiglie composte da

due persone che hanno una spesa

media mensile pari o inferiore a tale

valore vengono quindi classificate

come povere.

Correggio, naturalmente, non è

escluso da questa statistica. Anzi.

Come ci spiega Luciana Brevini, re-

I poveri sono tra noi

e non ce ne accorgiamo

Le persone che vivono in condizioni economiche difficili stanno aumentando

anche a Correggio. Un solo stipendio non basta più a mantenere una famiglia.

sponsabile del Centro di Ascolto della

Caritas del 3° Vicariato (parrocchie

di Correggio, San Martino in Rio

e Rio Saliceto), “Le famiglie in difficoltà

economica che vivono al di sotto

della soglia di povertà sono in aumento.”

“Inoltre – aggiunge – a distanza di

due anni dai dati dell’Istat, e considerando

che Correggio è più cara di

molte città del Sud Italia, dobbiamo

ritenere una famiglia in difficoltà eco-

di Bonini Lorenzo & C.

nomiche quando in due guadagnano

1200-1300 euro al mese.”

Come dimostra la tabella che riassume

le persone in difficoltà sul nostro

territorio, le famiglie che sono

assistite sono molto numerose:

151, per un totale di 404 persone.

Numeri non indifferenti, per realtà

che spesso sono invisibili agli occhi

della maggior parte dei cittadini. La

povertà rimane regolarmente impercettibile

e silenziosa ma sembra avvolgere

sempre più persone. E se

normalmente attanaglia le famiglie

di recente immigrazione (che siano

italiane o straniere non fa molta differenza),

sempre più spesso coglie

anche i residenti da più lungo tempo

a Correggio.

Tra chi ha bisogno ci sono

persone che non hanno il

coraggio di chiedere aiuto.

“Ci sono pochissimi single – normalmente

clandestini – tra le persone

assistite, mentre numerose sono le

famiglie monoreddito con figli a carico.

Le famiglie italiane in particolare

sono spesso caratterizzate da situazioni

difficili, con storie di separazioni

e figli da mantenere”.

“Il problema – ci spiega Luciana –

è quando sia tra le famiglie italiane

che tra quelle straniere la donna non

lavora. Questa è la vera emergenza:

VIVAIO

LA GAVELLOTTA

di

BEDOGNI

ROMANO

e STEFANO

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di CORREGGIO - Tel. 0522/641027


NUMERI E PAESI DI PROVENIENZA DELLE FAMIGLIE

ASSISTITE DALLA CARITAS DI CORREGGIO - RIO SALICETO

- S. MARTINO IN RIO A FEBBRAIO 2007

famiglie

64

2

3

1

13

1

1

3

1

2

9

1

1

3

26

14

4

1

1

151

nazione di

provenienza

Italia

Belgio

Albania

Kossovo

Romania

Polonia

Estonia

Ucraina

Moldavia

Turchia

Brasile

Cile

India

Pakistan

Marocco

Tunisia

Ghana

Senegal

Togo

il lavoro femminile è poco e precario

e pertanto l’assenza di uno stipendio

va a influire in modo evidente sulle

finanze della famiglia.”

Le casistiche sono praticamente infinite,

ogni famiglia, ogni individuo

aiutato dalla Caritas attraverso il

Centro di Ascolto e, parallelamente,

dal Centro Distribuzione, ha una sua

storia, le sue necessità, i suoi problemi.

Ci sono famiglie extracomunitarie

con numerosi bambini piccoli

(e di conseguenza numerose spese

da sostenere), in cui la madre sta

a casa ad accudire i figli e lavora so-

totale

persone

165

6

8

3

28

3

4

3

2

7

22

6

3

10

63

48

19

3

1

404

di cui

minori

63

3

3

1

9

1

1

0

0

4

6

4

2

5

20

24

11

2

0

159

La Caritas a Correggio

DOVE

Centro d’Ascolto “Madre Teresa”

corso Mazzini, 44 - Correggio

Centro Distribuzione “San Rocco”

via Circondaria, 24/A - Correggio

Contatti

e-mail: caritas@sanquirino.net

0522-643143

0522-642210

lo il marito, famiglie separate, anziani

soli senza più nessun parente che

li possa aiutare e tante altre ancora.

“Uno dei primi problemi che come

Caritas dobbiamo affrontare – continua

Luciana – è il fatto che spesso

la vergogna o la paura non permettono

a queste persone di chiedere

aiuto fino a farle arrivare allo stremo

delle forze. Arrivano da noi quando

non hanno più nessuna soluzione a

cui affidarsi oppure perché consigliate

da amici.” “Nei casi più difficili e

complessi lavoriamo in sinergia con

i Servizi sociali. Può capitare che si-

ano loro ad inviare qualcuno presso

di noi o, viceversa, che siamo noi ad

indirizzare qualcuno ai servizi. ”

Ma quali sono le necessità più impellenti

che bisogna soddisfare?

“Anche in questo caso dipende molto

dalle situazioni, certo è che spesso

sono le spese non previste quelle che

mettono in grossa difficoltà chi si rivolge

a noi. Una visita specialistica,

una malattia, le bollette troppo alte.

In questi casi, spesso in team con i

Servizi sociali, ci accolliamo noi gli

oneri: paghiamo luce, gas e le visite o

le spese urgenti. In casi estremi interveniamo

per non permettere che venga

chiuso loro il riscaldamento o che

il figlio resti senza visita.” Altra cosa

molto importante è il lavoro: “Li aiutiamo

indirizzandoli ai centri per

l’impiego, alle agenzie interinali oppure

indicandogli i cantieri in cui presentarsi.

Il vestiario non è un problema,

mentre per quanto riguarda cibo diamo

ciò che possiamo, ma sarebbe

bene mettere a disposizione di più.”

“Considerando l’aumento che abbiamo

registrato in questi anni delle famiglie

in difficoltà – conclude Luciana

– e il fatto che spesso devono essere

sostenute per vari anni (quando non

per la loro intera esistenza, come nel

caso di coppie anziane), devo dire

che c’è bisogno di più conoscenza

della situazione. Siamo in alto mare

per quanto riguarda la sensibilizzazione

dei nostri cittadini. Si fa fatica ad

aprirsi verso l’esterno e spesso rimaniamo

chiusi tra le mura delle parrocchie

in cui più siamo attivi. C’è bisogno

di volontariato, di persone che si

impegnino a far emergere i bisogni e

che facciano un servizio di accompagnamento

a queste famiglie in difficoltà.”

“La porca miseria”, come la chiama

Armando Ceste in un interessante

libro a lei dedicato, deve uscire allo

scoperto, da quel cono d’ombra dove

più o meno volontariamente

l’abbiamo relegata, ed essere combattuta.

Questo è un dovere che tocca

tutti quanti noi, che riguarda ogni

individuo.

Davide Folloni

7


8

L’allungamento della vita, l’aumento

delle malattie croniche che spesso

portano con sé la perdita dell’autonomia

sono da molto tempo oggetto

di riflessione da parte di tutti gli Enti/isituzioni

che a vario titolo si occupano

di Salute e programmazione sociale

e sanitaria.

La non autosufficienza riguarda prevalentemente

la popolazione anziana,

ma sta aumentando anche il numero

di non autosufficienti giovani

– adulti (maggiore possibilità di sopravvivenza

di neonati con problematiche

sanitarie gravi alla nascita, giovani

con esiti di traumi da incidenti

stradali, incidenti sul lavoro, eccetera).

L’esperienza di questi anni ha prodotto

alcuni capisaldi su cui oggi si fondano

le politiche socio-sanitarie della

Regione e le azioni concrete delle Ausl

e dei Comuni.

Come cambia l’assistenza

per anziani e non autosufficienti

I bisogni crescono e gli enti pubblici aumentano le risposte: prevenzione, educazione

sanitaria, socialità, aiuto alle famiglie, collaborazione con il volontariato.

di TAMAGNINI GIANNI

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Possiamo riassumere tali assi portanti

in questo modo: promozione di

sani stili di vita, domiciliarità, informazione

e welfare di comunità.

SANI STILI DI VITA

Le ASL e gli Enti locali hanno promosso

negli ultimi anni molteplici iniziative

sia di prevenzione basata

sulla diagnosi precoce

(es. screening dei tumori

femminili, del colon-retto),

sia di sostegno a progetti

di promozione della salute

attraverso l’adozione

di corretti di corretti stili

di vita.

L’adozione di sani stili di

vita è il presupposto per

una efficace prevenzione

perché si possono davvero

prevenire le patologie

che determinano la non autosufficienza

se le persone, fin da giovani,

adottano comportamenti corretti e

responsabili verso la propria salute.

Le campagne informative sui danni

del fumo, dell’abuso di alcool,

dell’obesità, la costruzione e l’implementazione

di percorsi pedonali e ciclabili

che favoriscono il movimento,

sono solo alcune tra le tante azioni

messe in campo.

La responsabilità di ciascuno verso

la propria salute è però il presupposto

fondamentale per poter vivere di

più e meglio.

Tra i comportamenti “virtuosi”, oltre

alla corretta alimentazione e al movimento,

ce n’è un altro, non meno

importante e benefico: la socialità,

cioè la possibilità di incontrare persone,

coltivare interessi, stare in

compagnia mantenendo una rete di

relazioni umane che fanno bene al

cuore, al cervello e anche al corpo.

Stare con gli altri fa bene a tutti, ma

soprattutto agli anziani, perché aiuta

a tenere lontano l’isolamento e la

depressione che a sua volta può aprire

le porte alle patologie.

DOMICILIARITÀ

A livello regionale e locale sono alti

gli investimenti sia di risorse umane

che economiche per assistere a domicilio

le persone non autosufficienti,

nella consapevolezza che la casa,

se le condizioni cliniche e famigliari

lo consentono, rappresenta il luogo

di cura più idoneo in quanto permette

alla persona di stare nel proprio

ambiente, tra le persone care.

Nel nostro Distretto possiamo contare

su una presenza di servizi residenziali

(Case protette/RSA) per gli

anziani superiore alla media regionale.

E negli ultimi anni sono aumentati

in modo significativo gli investimenti

sui servizi a sostegno della “domiciliarità”.

Per affrontare la condizione di non

autosufficienza è stata predisposta

nel nostro Distretto una rete di sup-


porto per la famiglia e per la persona

che coinvolge diversi attori: il Consorzio

per i servizi socio-sanitari e sociali,

i medici di base, i servizi sanitari,

l’Ospedale, ecc. nella definizione del

progetto di supporto.

Un progetto che prevede una pluralità

di servivi/attività:

● assistenza domiciliare: assistenza

medica, infermieristica, sociale

che garantisce l’intervento dei diversi

professionisti a domicilio in relazione

ai bisogni dell’anziano,

l’eventuale addestramento dei famigliari

o dell’assistente famigliare (badante),

la preparazione e consegna

del pranzo, il telesoccorso.

● servizi a sostengo della domiciliarità:

l’assegno di cura, che è un riconoscimento

economico che viene erogato

alle famiglie che si impegnano

a “prendersi cura” a domicilio

dell’anziano non autosufficiente; i

ricoveri di sollievo, cioè ricoveri temporanei

presso strutture per anziani

che permettono alle persone che si

prendono cura del malato di sollevarsi

dalla “fatica” per un po’ di tempo;

il centro diurno, dove l’anziano rimane

per tutta o parte della giornata per

poi fare ritorno nella propria abitazione

durante le ore serali e notturne.

● servizi residenziali per anziani

(CASA Protetta/RSA).

Per accedere alla rete dei servizi

pubblici residenziali viene formulata

una graduatoria distrettuale basata

sulla gravità funzionale (fisica) e cognitiva

dell’anziano e sulla rete familiare

su cui lo stesso può contare.

L’obiettivo prioritario del progetto è

la tutela dell’anziano, vale a dire che

si predispongono e realizzano quelle

azioni e interventi che procurano

all’anziano le migliori condizioni di

vita possibili. Tutelare l’anziano significa

privilegiare il suo benessere

e coinvolgere la famiglia nel progetto

di cura.

Da questo punto di vista, emerge un

dato interessante e significativo: anche

nei casi più gravi, se vi è una presa

in carico e un supporto adeguato

da parte dei Servizi, la famiglia rie-

sce a far fronte alla situazione e a

tenere l’anziano a domicilio.

Questo significa che il ruolo della

famiglia è centrale e che sempre più

dovrà essere coinvolta.

INFORMAZIONE

Altro tassello della strategia verso

la non autosufficienza in particolare,

ma dei servizi sociali in generale, è

la questione dell’informazione. Strumenti

e campagne informative sono

stati diffusi e promossi nel nostro

Distretto, ma anche per quanto riguarda

l’informazione essa va fornita

soprattutto nel momento in cui il bisogno

si presenta. E qui i servizi, dai

medici di base a tutta la rete degli

sportelli sociali e sanitari, devono essere

in grado di indicare alle persone

il percorso “giusto”, che parte dal

momento della valutazione dei bisogni,

alla erogazione del servizio più

appropriato. Questo anche per incrementare

l’accessibilità dei servizi,

perché le persone utilizzino appieno

una rete che è ricca e non sempre

conosciuta.

WELFARE DI COMUNITÀ

E’ il quarto pilastro della strategia:

uno stato sociale che conta non più

solo sul Pubblico, (servizi erogati

dall’Ausl e dal Comune) ma anche

su altri soggetti come la cooperazione

sociale, il volontariato e i singoli.

L’intento è quello di personalizzare

sempre di più l’offerta e di utilizzare

tutte le risorse del territorio e della

società, oltre che della famiglia.

Si tratta di un passaggio importante

su cui la Regione e i distretti contano

per poter realizzare un’assistenza

di qualità, frutto dell’investimento

pubblico ma anche delle risorse della

solidarietà che vanno incentivate

e stimolate sempre di più.

Cecilia Anceschi

Vacanze di sostegno

al mare e in montagna

con il Centro XXV Aprile

Il coordinamento provinciale dei centri

sociali propone per l'estate 2007

soggiorni e gite rivolti “a chi ha qualche

problema in più”. Tante le mete

tra cui scegliere: Rimini, Misano

Adriatico, Isola d'Elba, Igea Marina,

Castellaneta Marina, Cesenatico,

Ischia, Belluria, Mandatoriccio per gli

amanti del mare; San Zeno di Montagna,

Molina di Fiemme, Molveno o

Spera per chi predilige la montagna.

Inoltre, gite di più giorni a Ferrara,

Mantova, Firenze e Parigi. I pullman

sono attrezzati con pedana di elevazione

per salita, posto per carrozzella,

posti protetti con cintura di ritenuta

e divaricatore, autista specializzato

nel trasposto disabili. Durante

la permanenza verrà garantita la presenza

costante di assistenti volontari

e periodica di medico ed assistente

professionale.

Per informazioni e iscrizioni è possibile

rivolgersi all'ufficio soggiorni

del Coordinamento Provinciale a

Reggio Emilia (via della Previdenza

Sociale 7/A, tel. 0522.271299)

oppure alle sedi dei Centri Sociali

affiliati nella provincia; a Correggio,

al Circolo XXV Aprile (tutti i giorni

dalle 15.00 alle 17.00 o telefonare

allo 0522.692722).

Progetto “Fuori Orario”

un servizio di supporto a chi assiste

in casa anziani non autosufficienti

Fuori Orario è un progetto finanziato

dalla comunità europea che ha lo scopo di fornire

consigli e formazione alle assistenti familiari

(anche straniere) che che si prendono cura domiciliarmente

di un anziano. Nel distretto di

Correggio, il progetto è affidato a Consorzio

Quarantacinque e alla Cooperativa Sociale Sofia.

Il servizio è completamente gratuito. Per informazioni,

telefonare allo 0522.641639 da lunedì a venerdì dalle 9.00

alle 11.30.

9


10

L’ultima volta che abbiamo affrontato

questo tema è stato alla fine del

2005.

Ora che l’amministrazione comunale

è giunta ormai a metà del suo mandato,

proviamo a fare un nuovo bilancio.

Quali suggerimenti l’amministrazione

ha accolto, quali interventi

ha operato, e cosa potrebbe

ancora fare.

Per l’articolo precedente avevo chiesto

a Claudia Guidetti, presidente

dell’ANFFAS (Associazione Nazionale

Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali)

di Correggio, e Francesco,

uno nostro concittadino che “cammina

seduto”, di accompagnarmi in

un’ipotetica passeggiata per i portici

e i diversi luoghi di svago, ma non

solo, che offre la nostra cittadina.

I gradini, le preclusioni… e le amare

scoperte, furono, purtroppo, tante.

Ma le segnalazioni comparse su

Primo Piano, fecero sì che l’amministrazione

si facesse carico di

tali problemi, e che intervenisse più

o meno tempestivamente sugli stessi.

Oggi, sempre grazie a Francesco

e Claudia, abbiamo ripercorso nuovamente

le strade di Correggio. La

nostra attenzione durante questa

passeggiata si è rivolta in modo

particolare ai nuovi quartieri, ovvero

Porta Reggio e il quartiere costruito

all’ex Borelli, piuttosto che su luoghi

Le barriere contro i disabili

non sono ancora superate

Tanti gradini sparsi, rotonde che invadono i marciapiedi, siepi che sporgono,

parcheggi per disabili in salita (!)... C’è bisogno di un serio piano di interventi.

di più remota costruzione. Per questa

scelta, mi sono lasciata suggerire

da un lato dall’articolo di Marcello

Bulgarelli (assessore ai lavori

pubblici) del dicembre 2005, nel

quale sosteneva il duplice risvolto

che presenta la questione: da una

parte, il recupero degli errori commessi

in passato e, dall’altra, la

necessità di evitare di aggiungere

errori ad errori. L’assessore affermava,

infatti, nella medesima occasione

che “Superare le barriere architettoniche

esistenti è però solo

una parte del problema e diventa

un lavoro quasi inutile se non si

cessa di creare nuove barriere, se

non si passa ad una progettazione

più attenta alle necessità di tutti e

non soltanto alla maggioranza delle

persone normodotate”. Dall’altro

lato, sono stati proprio i commenti

e le critiche di Claudia e Francesco,

a convincermi in questa direzione.

“Non si può dire che manchino parcheggi

per disabili o salitine in corrispondenza

delle strisce pedonali -

hanno spiegato entrambi - ma è

come queste attenzioni sono state

realizzate che non possono essere

accettati”. Le pendenze troppo elevate

o i parcheggi creati in discesa

e in salita, credendo così di agevolare

i disabili, ne impediscono

l’utilizzo effettivo. E, badate, per

utilizzo non intendo qualcuno che

spinga la carrozzina di un disabile

o lo aiuti a salire un gradino. “Non

si fa la differenza tra chi gira in

carrozzina accompagnato e chi può

farlo autonomamente, perché le difficoltà

sono le medesime”, sostiene

Claudia. “Nella mentalità comune

c’è l’idea che un disabile debba essere

sempre accompagnato - ribadisce

Francesco - si stupiscono quando

mi vedono arrivare solo… ‘Ma non

ti ha accompagnato nessuno?’

chiedono”.

Il diversamente abile deve

potersi muovere anche da

solo, senza essere

accompagnato.

Non prendiamoci in giro. Non sono

una mezza dozzina di strisce gialle

per terra che possono risolvere il

problema. Non è di un contentino

che hanno/abbiamo bisogno! Ci sono

misure, criteri, studi eseguiti a

livello europeo. Basterebbe consultarli,

imparare da quei Paesi nei quali

l’educazione alla diversità e all’integrazione

sono più avanzate e metabolizzate

nei pensieri e nei comportamenti

dei cittadini. Pecchiamo

di poca umiltà? Di pigrizia? Non credo.

“Nei prossimi mesi, dovremo definire

un puntuale programma di lavori

- affermava Bulgarelli sempre

nella stessa sede - ed una soluzione

tecnico-amministrativa che discute-



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emo pubblicamente e che vedrà le

associazioni dei disabili coinvolte fin

dall’inizio”. Francesco, cosa ne dici?

“Io ci sono”. Claudia? “Certo! Mettiamoci

intorno ad un tavolo e cominciamo

a discutere”. Chi potrebbe far

parte di questa consulta? “Come

presidente e rappresentante

dell’ANFFAS potrei chiamare alcuni

disabili con deficit diversi in modo

da considerare il problema da diversi

punti di vista, mettendo così in luce

esigenze differenti. Potrebbero partecipare

anche alcuni assessori, alcuni

tecnici… Cerchiamo di mettere

in comune le esigenze degli uni e le

difficoltà degli altri nella realizzazione

effettiva dell’edificio, della strada...

Proviamo a definire criteri precisi ai

quali chi vuole costruire a Correggio

possa fare riferimento, così da non

incorrere in errori irrisolvibili perché

troppo costosi!”.

In un intervento scritto diversi anni

fa per un convegno tenutosi a Correggio

dal titolo Vivere meglio in

centro, Claudia ricordava che “La

medicina, con il suo bagaglio tera-

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il segno

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CORREGGIO (RE)

peutico, può agire sulla malattia; la

riabilitazione, con esercizio terapeutico

e l’addestramento all’uso degli

ausili può combattere la disabilità;

la società, con l’abolizione delle barriere

psicologiche ed architettoniche,

può ridurre l’handicap”.

Il gradino, la rotonda, la siepe che

sporge, il parcheggio in salita, in sé

Una progettazione che,

partendo dall’esperienza e

dagli errori passati,

costruisca il suo futuro sulle

attenzioni del presente.

non costituiscono un problema, ma

possono diventarlo nel momento in

cui impediscono alla persona di

godere della propria libertà e autonomia.

Ed è in questo preciso passaggio,

che un semplice gradino si

trasforma in questione politica, di

quella Politica che crediamo occupata

a trattare solo temi “alti”.

In questa sede, non ho segnalato

volutamente le diverse barriere architettoniche

che mi sono state fatte

notare, e questo per due motivi. In

primo luogo perché nella passeggiata

fatta ho avuto come accompagnatori

solo Francesco e, virtualmente,

Claudia, che seppur in modo diverso,

si trovano ad affrontare per lo più

le medesime difficoltà, ovvero quelle

di chi si trova a girare in carrozzina.

Mancano osservazioni, disagi e suggerimenti

di altro tipo, come ad

esempio, quelli che potrebbero venire

da una persona ipovedente o

sordomuta. L’elenco risulta quindi

parziale al momento, e necessita di

altri punti di vista per soddisfare

completamente la sua intrinseca

complessità. In secondo luogo, perché

ritengo, e sottolineo, che non è

di un lavoro fatto a pezzi e bocconi

che necessita Correggio, ma di un

intervento sistematico che coinvolga

i rappresentanti delle diverse associazioni,

gli amministratori incaricati

e alcuni tecnici. Una progettazione

che, partendo dall’esperienza e dagli

errori passati, costruisca il suo futuro

sulle attenzioni del presente. Una

vera e propria educazione alla diversità,

che non discrimini le caratteristiche

di ognuno come difetti, ma

che le accolga e ne metta in risalto

la ricchezza.

Il motto delle scorse elezioni,

“Nessuno deve sentirsi solo”, così

decantato nei recenti congressi, non

deve rimanere uno slogan privo di

principio di realtà, ma deve trovare

il suo adempimento nell’agire quotidiano

di ognuno di noi. Nessuno

escluso!

Adele Bartoli, segretario comunale

dei D.S., proprio l’altra sera affermava:

“Sappiamo che il nostro non

è il migliore dei mondi possibili, ma

possiamo farlo diventare migliore!”.

Cogliamo allora il tema dell’anno,

le pari opportunità, come occasione

per sviluppare e affinare le nostre

sensibilità, affinché un giorno possano

diventare non un di più del

nostro pensare e agire, ma parte

integrante dello stesso.

Ci aggiorniamo tra sei mesi.

Elisa Guerra

11


12

Milletrecento infortuni sul lavoro

nel 2006 nel distretto di Correggio

La prevenzione e il controllo del rispetto delle normative è affidato ad un

apposito servizio dell’azienda sanitaria. Il settore più a rischio è l’edilizia.

Un tema purtroppo sempre di attualità

è quello della sicurezza sul lavoro,

riportato in questi ultimi tempi

all’attenzione dell’opinione pubblica

grazie agli accorati appelli e messaggi

del Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano che in più di

un’occasione, di fronte a gravi incidenti

che hanno coinvolto lavoratori

di diversi settori e zone d’Italia, ha

denunciato “l’abnorme frequenza e

gravità degli incidenti, anche mortali,

sul lavoro”, augurandosi “che si elevi

il livello di attenzione, anche sui mezzi

di informazione, per questi fatti e

problemi”.

Se il lavoro è un diritto e se la Repubblica

deve promuovere le condizioni

che rendono effettivo questo

diritto, come recita l’art. 4 della Costituzione,

non è possibile agli inizi

del terzo millennio che nelle fabbriche,

nei cantieri edili, nelle campagne,

e nei diversi luoghi di lavoro, i lavoratori

si trovino ancora troppo spesso

ad operare in condizioni che mettono

a rischio la propria integrità fisica

e morale. L’obbligo del datore di lavoro

di adottare nell’esercizio

dell’impresa le misure che, secondo

le caratteristiche del lavoro e dell’evoluzione

tecnologica, sono necessarie

per la tutela della salute dei propri

dipendenti, trova il proprio fondamento

in una serie di leggi che dagli anni

Cinquanta in avanti, anche grazie

alle lotte sindacali e ad apposite

direttive della Comunità Europea,

hanno cercato di tutelare sempre

di più i lavoratori e che da ultimo

sono state raccolte nel decreto legislativo

626 del 1994. L’ente deputato

a controllare l’applicazione

nei luoghi di lavoro delle misure di

sicurezza previste dalla legge, è un

particolare reparto del Dipartimento

di Sanità Pubblica dell’A.U.S.L., denominato

S.P.S.A.L. - Servizio Prevenzione

e Sicurezza Ambienti di

Lavoro, meglio conosciuto con la

superata denominazione di Servizio

di Medicina del Lavoro. Il Servizio

si occupa di vigilare sulla sicurezza

del lavoro agendo in tre diverse aree

di intervento: quella legata agli infortuni

sul lavoro, quella legata

all’igiene sul lavoro e quella legata

agli aspetti sanitari e alle malattie

professionali. “Il nostro compito è

quello di vigilare in numerosi settori

lavorativi sull’applicazione della normativa

dettata in materia di sicurezza”,

spiega Roberto Veroni, ispettore

del S.P.S.A.L. del distretto Reggio

Nord tra cui rientra il territorio

di Correggio. “L’attività di controllo

si esplica soprattutto in una serie di

sopralluoghi ed accessi nei luoghi di

lavoro che svolgiamo per rilevare le

effettive condizioni di sicurezza e per

controllare se le imprese applicano

gli accorgimenti tecnici e procedurali

necessari per garantire la sicurezza

dei lavoratori. Nel caso in cui rileviamo

il mancato rispetto delle normative,

abbiamo l’obbligo di segnalarlo alla

magistratura. Ogni anno formuliamo

dei piani di intervento individuando

i diversi settori e le diverse lavorazioni

in cui concentrare la nostra attività

di vigilanza; essi sono, in particolare,

il settore dell’agricoltura, dell’edilizia,

della metalmeccanica, della lavorazione

del legno. Nell’anno 2006 abbiamo

controllato più di 457 aziende

nel distretto Reggio Nord che comprende

il distretto di Correggio e quello

di Guastalla. Abbiamo svolto 768 ispe-

zioni, di cui 55 nei cantieri TAV esistenti

sul territorio reggiano e 161 nei cantieri

edili”.

L’edilizia è infatti da sempre uno

dei principali settori nel quale il Servizio

deve svolgere la propria attività

di controllo, essendo un settore fortemente

interessato da fenomeni

di caporalato, lavoro nero, manodopera

clandestina, sfruttamento e

lavoro mal retribuito che nella maggior

parte dei casi sono accompagnati

inesorabilmente proprio dal

mancato rispetto della normativa

antinfortunistica da parte dei datori

di lavoro e dunque da seri rischi per

la incolumità dei lavoratori. Nei cantieri

edili si sta, inoltre, sempre più

accentuando la presenza di ditte

artigiane o di piccoli lavoratori autonomi

dietro i quali si celano veri e

propri lavoratori subordinati: in questi

casi, afferma Roberto Veroni, diventa

molto difficile per il Servizio

contestare la mancata osservanza

degli obblighi di sicurezza ai datori

Calendario uscite. * Prima metà del mese: numeri di febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno,

luglio. * A fine mese: numeri di settembre ottobre, novembre, dicembre.


di lavoro, che diventano tanti piccoli

imprenditori, privi di dipendenti, legati

da contratti di appalto e subappalto

e che in questo modo risparmiano

sul costo del lavoro e della sicurezza.

Periodicamente, più o meno quattro

volte in un anno, proprio al fine di

tenere monitorati e reprimere questi

fenomeni, il Servizio esegue nei cantieri

sopralluoghi congiunti con Inps,

Inail e Direzione Provinciale del Lavoro

definiti “Osservatori provinciali

sul lavoro nero e sulla sicurezza in

edilizia”. In edilizia i maggiori rischi

di infortunio per gli addetti sono legati

alla caduta dall’alto, ad esempio

da ponteggi o parapetti, dall’uso di

macchine ed attrezzature di sollevamento

o dagli impianti elettrici esistenti

sui cantieri. In agricoltura, invece,

secondo Roberto Veroni, sono

frequente fonte di infortunio, a volte

anche mortale, il ribaltamento del

trattore con conseguente schiacciamento

dell’operatore o l’utilizzo di

macchine agricole che hanno parti

meccaniche rotanti; l’uso di macchinari

ed attrezzature senza adeguate

protezioni o la movimentazione dei

carichi sono invece tra le cause di

infortunio più diffuse nelle aziende

metalmeccaniche. “Nei sei Comuni

del distretto di Correggio, nell’anno

2006 si sono registrati circa 1.300

infortuni sul lavoro comprendendo

tutti i settori e tutti i tipi di infortunio,

da quelli più gravi che comportano

l’amputazione di un arto a quelli meno

gravi. Nello stesso anno a Correggio

vi è stato un solo incidente mortale

in agricoltura mentre 7 sono stati

quelli avvenuti sul territorio provin-

ciale. Ogni qualvolta si verifichi un

incidente grave, il Servizio apre

un’inchiesta per ricostruire la dinamica

dell’infortunio trasmettendo

poi la pratica alla magistratura. A Correggio

concentriamo la nostra attività

nelle aziende metalmeccaniche, della

plastica e nei cantieri edili; per fortuna

a Correggio gli imprenditori si

sono dimostrati abbastanza attenti

ai problemi della sicurezza dei propri

dipendenti”.

L’attività di vigilanza non è la sola

di cui si occupa il Servizio. La sicurezza

nei luoghi di lavoro coinvolge

infatti molti altri ambiti, ad esempio

quello di prevenzione dai rischi. “Ci

occupiamo di controllare i piani di

rimozione dell’amianto dai luoghi di

lavoro, i piani di prevenzione contro

le sostanze cancerogene o contro i

rischi derivanti nell’attività lavorativa

dall’uso di sostanza chimiche. Forniamo,

inoltre, costantemente pareri alle

aziende sull’applicazione della normativa

antinfortunistica e, insieme

con altri enti, tra cui l’Arpa, il Servizio

di Igiene Pubblica ed il Servizio Veterinario

dell’A.U.S.L., siamo parte

della Commissione che, ciascuno per

il proprio settore di competenza, valuta

e ratifica i progetti di nuovi insediamenti

produttivi. Abbiamo, inoltre,

partecipato a tavoli di concertazione

provinciali dove con altri enti ed associazioni,

quali i sindacati, l’Inps,

l’Inail e la Direzione Provinciale del

Lavoro, abbiamo predisposto strategie

e condiviso linee guida in materia

di regolarità, sicurezza e tutela del

lavoro nei settori dell’agricoltura, della

metalmeccanica, della formazione e

della scuola”, conclude Roberto Veroni.

Il Servizio si occupa anche di promuovere

campagne di sensibilizzazione

e di informazione su sicurezza

e salubrità dei luoghi di lavoro. E’

questo uno degli ambiti di attività

tra i più importanti ed impegnativi:

la sicurezza sul lavoro, infatti, oltre

che essere attuata con leggi che la

prevedano e che la impongano, per

essere effettiva deve anche e soprattutto

essere insegnata e fatta crescere

nelle scuole e nella società,

in modo che sia percepita sempre

di più come un valore e come un impegno

che coinvolge tutti i soggetti

che operano nel mondo del lavoro.

Rita Carrozza 13


14

4 luglio 2006. Con il decreto legge

223 viene approvato il cosiddetto

“pacchetto Bersani”, convertito poi in

legge, con alcune modificazioni, nel

mese successivo. Una serie di misure

tese a liberalizzare alcuni mercati e

prestazioni prima considerati “protetti”:

farmacie, banche, assicurazioni,

studi notarili, servizio taxi... Ad essere

toccati dalle misure sono settori importanti,

professionisti a cui spesso

il cittadino non può fare a meno di rivolgersi,

per i quali è quindi verosimilmente

più vantaggioso accordarsi tra

loro sui prezzi piuttosto che praticare

una concorrenza reale.

Con la liberalizzazione dei prezzi al pubblico,

i farmaci non soggetti a prescrizione

medica a carico del cittadino

(SOP e OTC) possono subire sconti superiori

al 20%, soglia massima prevista

dalla vecchia normativa e possono

essere venduti all’interno di esercizi

commerciali (piccoli, medi o ampi in

rapporto con la popolazione residente)

alternativi alla farmacia. Resta tuttavia

l’obbligo della presenza di un farmacista

iscritto all’ordine, a tutela del consumatore.

Dopo averne sentito parlare su tutti

i giornali nazionali, cerchiamo di capire

se e quali effetti il provvedimento stia

avendo in ambito locale.

Stando ai dati presentati da Federconsumatori,

l’entrata in vigore della legge

avrebbe permesso ai cittadini un ri-

Nelle farmacie di Correggio

calano i prezzi dei medicinali

I nuovi punti vendita dei farmaci da banco e la possibilità di applicare

sconti superiori al 20%, ha fatto calare i prezzi di diversi medicinali.

sparmio immediato. Il monitoraggio

condotto nel carpigiano da ottobre a

novembre 2006 su 18 farmaci di largo

consumo interessati dalla liberalizzazione

indicherebbe che l’applicazione

di uno sconto medio per confezione

del 24% nel “corner della salute” aperto

all’interno di Ipercoop Belgioioso

avrebbe indotto la comparsa di sconti

tra il 4 e il 23% nelle farmacie della città.

“L’effetto trascinamento causato dalla

concorrenza ha avuto esiti positivi anche

a Correggio – ha commentato Romano

Costa, rappresentante di Federconsumatori

– dove finalmente sono

comparsi i cartelli di sconto.” “Si tratta

di un buon inizio – continua Costa - ma

bisogna andare oltre. Ad esempio, Adusbef

e Federconsumatori hanno calcolato

che un maggior utilizzo dei farmaci

equivalenti e la creazione di confezioni

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più piccole o monodose porterebbe famiglie

e sistema sanitario nazionale ad

un risparmio complessivo annuo di

700-800 milioni di euro. Questo perché

si eviterebbe lo spreco di scatole che

vengono utilizzate solo a metà”.

E a chi polemizza sostenendo che vi

sia stata connivenza tra governo, associazioni

consumatori e Coop, le prime

ad aprire i punti vendita alternativi?

“A noi non interessa chi sia a vendere

il farmaco, ma che vi sia un risparmio

per il cittadino insieme ad un servizio

di qualità. Comunque non dimentichiamo

che le Coop hanno condotto un’importante

campagna di raccolta firme

a favore della liberalizzazione, dunque

non meraviglia che si siano subito organizzate”

ribatte Costa. “Insomma,

si tratta di provvedimenti di cui si parlava

da tempo...”.

Che le farmacie dovessero presagire

un cambiamento lo conferma anche

Lella Chierici, farmacista della Comunale.

Per questo da anni si impegna

ad accrescere i servizi offerti e non ha

esitato, pur tra qualche critica, a potenziare

il settore più commerciale della

propria attività: “La nostra è un’attività

d’impresa che richiede grossi investimenti

e grosso impegno, quindi

non può sopravvivere se non ha il coraggio

di cambiare. E comunque sono

convinta che la competenza di un farmacista

abbia una sua utilità anche

nell’acquisto di creme, cosmetici, prodotti

per l’igiene...”.

PAROLE CHIAVE

◗ farmaci in fascia A: sono impiegati

per patologie gravi, croniche e acute;

sono a carico del Servizio Sanitario

Nazionale (SSN)

◗ (fascia B: da tempo abolita)

◗ farmaci in fascia C: utilizzati per

patologie di lieve o minore entità,

quindi non considerati “salvavita”;

sono a carico del cittadino e comprendono:

◗ farmaci soggetti a prescrizione

medica

◗ farmaci senza obblico di pre-


Decentrata verso Carpi, la Comunale

non ha, secondo la Chierici, subito contraccolpi

significativi dall’apertura del

corner di Belgioioso.

Le motivazioni sono in alcuni casi le

stesse ipotizzate da Carla Lasagni,

la cui attività è, al contrario, in pieno

centro storico: il rapporto di fiducia con

la clientela costruito in anni di lavoro,

l’impegno nell’ascolto, la possibilità

di eseguire in farmacia una serie di

esami evitando lunghe code, la collaborazione

con l’Azienda sanitaria nella

fornitura di servizi importanti quali il

Farmacup. E comunque, ricordano entrambe,

SOP e OTC costituiscono solo

l’8% circa del loro fatturato. Il danno

subìto non starebbe, dunque, nella

possibilità di perdere qualche vendita,

ma nella perdita d’immagine causata

da una lacunosa gestione del dialogo

da parte del governo e dell’informazione

da parte dei media.

“Certo - concorda Carla Lasagni – la

farmacia è un’impresa e necessita di

continui investimenti di capitali che devono,

ovviamente, portare ad una rendita

economica. Ciò non toglie che si

tratti anche di un servizio. Quello che

come categoria contestiamo è che si

tratti di un’impresa molto protetta. Lo

dico perché anche tutta la polemica

sui prezzi dei farmaci è stata costruita

su questa falsa supposizione, creando

un’immagine sbagliata. Bisognerebbe

forse ricordare che la storia che ha portato

ai privilegi che ora ci vengono contestati

parte da degli intendimenti positivi,

primo tra tutti quello di garantire

la stessa accessibilità ai farmaci a chi

vive in città e nel paesino isolato dove

nessun imprenditore, senza garanzie,

vorrebbe aprire. Per questo era nata

scrizione medica a loro volta suddivisi

in:

- prodotti da banco (OTC) concepiti

per essere utilizzati senza l’intervento

del medico; possono essere oggetto

di pubblicità

- prodotti di automedicazione su consiglio

(SOP) per i quali utilizzo e controindicazioni

devono essere illustrati

dal farmacista; non possono essere

pubblicizzati

◗ farmaci generici (oggi detti più correttamente

“equivalenti”): sono medicinali

non più protetti da brevetto.

la pianta organica che rappresenta sì

una tutela per il farmacista, ma anche

per il consumatore. Inoltre nessuno ha

parlato delle responsabilità che pesano

sulle spalle del farmacista titolare o

spiegato che fino a pochi anni fa a noi

non era permesso decidere il prezzo

di vendita, concordato invece tra stato

e case produttrici”.

Ma secondo Lella Chierici anche le associazioni

di categoria hanno commes-

so qualche errore di comunicazione,

inasprendo subito i toni e mancando

di pubblicizzare, negli anni passati, ruoli

e competenze delle farmacie.

E’ proprio sui ruoli che le farmacie locali

intendono puntare per accrescere

la propria competitività: “Noi svolgiamo

un ruolo diverso da quello dei corner,

svolgiamo un’attività più calata sul territorio,

come testimonia, tra l’altro, la

volontà di accrescere la collaborazione

con l’Azienda sanitaria”.

E gli sconti? La risposta è che ci sono,

che c’erano anche prima anche se, in

effetti, si poteva fare qualcosa in più.

Qualità e quantità del principio attivo

che contengono equivalgono a quelli

del medicinale di riferimento; può

invece essere diverso l’eccipiente

(parte del farmaco che non ha potere

curativo). Sono sottoposti agli stessi

controlli e procedure previsti per

tutte le specialità in commercio.

◗ pianta organica: criterio in base

al quale il numero delle farmacie

viene stabilito, in accordo con l’ente

pubblico, rispetto alle dimensioni del

territorio e della popolazione.

Il loro ammontare dipende fondamentalmente

dal prezzo a cui ogni farmacista

riesce di volta in volta ad acquistare,

ma - mi viene sottolineato - per

attività come le loro il 30% non potrà

essere generalizzato (”abbiamo un

16% di spese fisse...”). Ipotizzano però

altre vie percorribili per garantire prezzi

inferiori ai cittadini, come per esempio

consorziarsi per produrre direttamente

alcuni farmaci a prezzo concorrenziale

(strategia già sperimentata col latte

in polvere).

Qualcosa dunque si sta muovendo,

ed è importante che la guardia non

venga abbassata.

“Noi, manterremo un monitoraggio dei

prezzi ed anzi lo estenderemo” rassicura

Romano Costa, convinto che la

liberalizzazione degli orari e il superamento

della pianta organica porterà

ulteriore risparmio e libertà di scelta

ai consumatori.

Paola Bonacini

nuova mostra interna

Via Cuneo, 6 - Correggio (RE) - Tel.

0522.692900 - Fax 0522.692904

15


16

La burocrazia e la corruzione

ci rendono la vita impossibile

Per Asghar, rappresentante della comunità pakistana e funzionario della CGIL, la legge

Bossi-Fini sull’immigrazione va presto cambiata perché assurda e persecutoria.

Mahmood Asghar ha 31 anni ed è in

Italia da più di 10 anni. E' arrivato

presso alcuni parenti a Campagnola

nel 1996 e nel 2002 si è trasferito

con la propria famiglia, la moglie e due

figlie, a Correggio.

Mahmood conosce molto bene i problemi

degli immigrati del nostro distretto

grazie al suo lavoro di funzionario

dell'ufficio immigrazione della Camera

del Lavoro di Correggio.

Quali sono i problemi che accomunano

gli immigrati di ogni nazionalità?

"Ce n'è uno sopra a tutti: la burocrazia.

Le modalità per l'ottenimento e il rinnovo

del permesso di soggiorno sono un

impegno gravoso per tutti gli immigrati.

Prima c'erano le file davanti alla questura,

oggi c'è la modulistica da presentare

alla posta; prima c'erano sportelli pubblici

che ci aiutavano a preparare

l'esatta documentazione, adesso siamo

più soli. Da questo adempimento burocratico

dipende continuamente la nostra

permanenza in Italia e quella dei

nostri famigliari e quindi la tranquillità

della nostra vita. E' più che mai necessario

un servizio pubblico che accompagni

gli immigrati in questo passaggio

delicato e costante".

Come ha influito sulla vita degli immigrati

la legge Bossi-Fini e cosa sta

cambiando con il governo Prodi?

"La legge Bossi-Fini è stata pensata per

renderci la vita impossibile e, nei fatti,

c'è riuscita. Legando indissolubilmente

il permesso di soggiorno alla presenza

di un contratto di lavoro e di un alloggio

idoneo ha ribaltato l'ordine delle priorità.

Non è un problema da poco perchè

nessuno ti affitta un appartamento se

non hai un lavoro. Il nuovo governo non

ha ancora messo mano in

modo organico alla legge Bossi-

Fini. Alcuni segnali, però, ci

sono stati, soprattutto per

quanto riguarda i ricongiungimenti

familiari. Da metà febbraio,

per esempio, sono state

molto semplificate le operazioni

di ricongiungimento".

La Bossi-Fini ha un effetto

ancora più deleterio sulle ragazze...

"Il meccanismo di rinnovo del permesso

di soggiorno è una spada di Damocle

sulle ragazze che compiono i 18 anni.

Da quel momento, infatti, o studiano o

vanno a lavorare, pena la scadenza del

permesso di soggiorno e il rimpatrio. Il

proseguimento degli studi è spesso un

problema economico serio per le nostre

famiglie e trovare un lavoro ad una

18enne immigrata non è affatto semplice:

le aziende ricercano preferibilmente

maschi tra i 20 e i 30 anni. Le ragazze,

costrette a trovarsi un lavoro, accettano

anche posti sottopagati, al punto che si

può ormai parlare di sfruttamento di

questo tipo di manodopera".

Parliamo delle donne. A parte le badanti

dell'Europa dell'Est, le donne sono

il lato oscuro dell'immigrazione,

quello che non si vede quasi mai. Sta

cambiando qualcosa, soprattutto tra

gli immigrati musulmani?

"L'aumento del numero di famiglie immigrate

sta portando ad un miglioramento

complessivo della condizione

femminile. Occorre però distinguere: le

ragazze giovani sono quelle più portate

alla socialità perchè hanno amici coetanei

e si sono inserite tramite la scuola;

le donne adulte sono più orientate

alla cura della famiglia e, in particolare,

dei bambini Anche perchè è molto più

difficile per una donna straniera adulta

trovare un lavoro. Per loro si stanno

aprendo spazi di socializzazione, anche

grazie alla nuova moschea e ad iniziative

di incontro che si stanno faticosamente

facendo sul territorio".

Quali passi in avanti si devono fare

sulla strada di una più approfondita

conoscenza reciproca?

"Io vedo due limiti nelle attuali politiche

di integrazione. Da una parte si parla

poco di culture e punti di vista differenti,

preferendo un rapporto più facile, fatto

di feste e di cene etniche che di certo

aiutano, ma da sole non sono sufficienti

a conoscersi. Dall'altra vedo il rischio

di una nuova ghettizzazione degli

immigrati indotta da scelte urbanistiche;

occorre evitare che interi quartieri

siamo abitati solo da immigrati che invece

si devono distribuire in tutte le zone

della città; il rapporto tra vicini, infatti,

è fondamentale per una corretta conoscenza

reciproca".

L'estensione agli immigrati del diritto

di voto potrebbe contribuire ad una

maggiore integrazione?

"Il diritto di voto a mio avviso costituisce

il cuore dell'integrazione, il perno

dell'uguaglianza dei migranti nella società.

Infatti l'immigrato è inserito in

una condizione di permanente ricontrattazione

del proprio status giuridico

di cittadinanza, in quanto esposto costantemente

al rischio non solo di non

ottenere i requisiti per un avanzamento

ma anche di perderei requisiti i ottenuti

e dunque di arretrare la propria condizione.

L'immigrato deve salire una scala

a gradini dove nel punto più alto c'è

la cittadinanza, ma spesso i gradini si

rompono e torna al punto più basso. Ed

è proprio su questo che gli immigrati tra

loro, sono tutti uguali e così separati dagli

italiani. Per dare agli immigrati concretamente

la possibilità di esercitare

il diritto di voto, il valore della democrazia,

occorre modificare nel profondo

questo status giuridico anomalo".

Marcello Bulgarelli


Tutti al bar per l’aperitivo

per staccare da studio e lavoro

Anche a Correggio ci si incontra prima di cena nei locali del centro. Ma

diversamente dalle grandi città non ci sono posti esclusivi o solo popolari.

Il rito dell’aperitivo di moda anche a Correggio?

Sì, esatto, ma in maniera diversa.

Andiamo con ordine. Con aperitivo si intende

l'usanza, di voga tra le generazioni

più giovani, di ritrovarsi prima della

cena per consumare stuzzicchini e

cocktail solitamente analcolici o a contenuto

alcolico non troppo elevato. Si

tratta di un’usanza presente in molte

città d'Italia, ma è spesso associata alla

città di Milano (tanto la versione metropolitana,

quanto quella marittima).

Dunque un’usanza correggese mutuata

dalla tradizione meneghina? Sì, ma con

qualche particolare differenza. In primo

luogo, è necessario rilevare difformità di

contenuti. In alcune (grandi) città i locali

in cui viene consumato il “rito” dell’aperitivo

si distinguono per gli stili, le usanze,

quasi sorgerebbe spontaneo affermare

“i costumi”, dei frequentatori. Sostanzialmente

l’elenco comprende

locali maggiormente alla moda, frequentati

principalmente da gruppi omogenei

di persone, accomunati dai medesimi

interessi o conoscenze, ed i locali

di transito, nei quali i frequentatori mutano

in continuazione.

A Correggio? Né l’una, né l’altra soluzione.

Mi perdoneranno i gestori dei locali

correggesi (i bar, sostanzialmente) in cui

si organizzano gli aperitivi, ma la locuzione

“alla moda” non si addice ai loro

esercizi. Storici, tipici, conosciuti, sì, ma

non glamour. Grazie al cielo, verrebbe

da aggiungere. Negli aperitivi corregge-

officina autorizzata

si, è vero, si incontrano sempre le stesse

persone, le stesse compagnie di ragazze

o ragazzi, ma di tutte le formazioni,

interessi ed origini (nei limiti di un

piccolo paese, si intende. La nostra non

è certo una città cosmopolita). In particolare

nel tardo pomeriggio del sabato,

quando l’aperitivo nella versione

“buffet”, ovvero consumo di bevande

accompagnato dall’offerta di stuzzichini

di vario sapore, si incontrano gli studenti

universitari, così come i lavoratori delle

imprese del comprensorio industriale

cittadino, o i giovani professionisti che

trascorrano qualche ora al di fuori

dell’ufficio, etc… la generazione dei 20-

30enni correggesi, insomma. Tutta a

prescindere dal loro status od inclinazione.

Per questa ragione l’aperitivo correggese

si trasforma anche in un momento

di incontro interessante, forse

unico, in quanto apolitico (ma paradossalmente

idoneo allo scambio di idee

ed opinioni di varia natura, quindi anche

politiche... Sinistra Giovanile se ci sei,

batti un colpo. Qui c’è nuovo terreno di

conquista) e fortemente socializzante.

Un buon modo per incontrarsi in una

Correggio storicamente priva di discoteche

o locali di grande attrazione e richiamo.

Non crediate a coloro che accusano

i frequentatori degli aperitivi di

utilizzare il pretesto dell’incontro tardo

pomeridiano per eccedere con bevande

alcoliche o surrogare la sana abitudine

della cena famigliare con stuzzichini poco

nutrienti. Per i frequentatori dell’aperitivo

il tempo dei plasmon è trascorso

da vari lustri. Inoltre, se non erro, nessun

locale concittadino, a differenza di

altri presenti in grandi città, offre la soluzione

happy-hour, durante la quale il

prezzo di listino degli alcolici viene dimezzato

(”..vivere, vivere, costa la

metà…”, ricordate?) e, conseguentemente,

si registrano frequenti eccessi

etilici. Insomma, negli aperitivi correggesi

non si iniziano nuovi adepti a riti

baccanali, ma, essenzialmente, si socializza

con la complicità, a volte, di un

buon bicchiere.

Tutto uno splendore insomma? Non

esageriamo. L’aperitivo (ape, per gli affezionati),

come riferito, anche a Correggio

si è trasformato in un rito. Il termine

stesso, “rito”, richiama inconsciamente

cerimonie sacramentali, ma

ripetitive; atteggiamenti conformati a

consuetudini prescritte; norme e regole

sentite come inderogabili od inevitabili.

Sostanzialmente un passivo ripetersi

d’atteggiamenti, incontri, discussioni,

bevute in compagnia, scherzi e battutacce,

ma null’altro. Nulla oltre la superficialità.

Non vorrei sembrarvi troppo critico. Il

problema, infatti, non risiede negli atteggiamenti

degli assidui frequentatori degli

aperitivi, ma nella generale ignavia

dei nostri tempi!

Ad ogni modo, l’abitudine è quantomeno

interessante se la si inquadra

nell’ottica di una pausa concessa nella

frenesia collettiva, determinata dai

molteplici impegni quotidiani di ognuno

di noi.

Infine, i luoghi in cui, a Correggio, si svolgono

i migliori aperitivi (per costi ridotti,

numero di frequentatori e ricchezza del

buffet) non intendo svelarveli. Sarebbe

comunque un’opinione soggettiva, condizionata

da gusti strettamente personali.

E poi non vorrei proprio figurare

quale principe dei gozzovigliosi.

Luca Dittamo

17


Iniziative

culturali

18

Leggera, pagina di satira

a cura della Sinistra Giovanile

In attesa di spostare

la striscia sulla S

CRONACA DI UN CONGRESSO DI SEZIONE

Sezione Zanichelli, Espansione Sud. Tempo di congressi

e di decisioni difficili questo. Che fare? Puntare verso il

nuovo, incognito approdo o recuperare le armi da tempo

nascoste in luoghi estremamente segreti?

I tempi sono decisamente difficili.

Le mozioni estremiste stanno lacerando il partito.

Le ferite aperte devono essere assolutamente

ricucite e ognuno fa del proprio meglio. Con

mezzi di fortuna si sono approntate le necessarie

cure e ci si avvia alla discussione che porterà

al voto finale. Basteranno i cerotti a tenere unito

il partito?

Gli animi giovani, anzi no, vista l’età media che rasenta

l’anno della caduta del muro di Berlino (89) - neanche

a farlo apposta - i giovani d’animo si surriscaldano.

Niente paura, il partito ha pensato a tutto. I sistemi di

sicurezza sono stati approntati. Dopo una breve verifica

del funzionamento dell’attrezzatura all’avanguardia si

può procedere alla presentazione delle emozioni.

Incredibile ma vero! Dopo la presentazione

della mozione Fassino da parte di Pelliciardi

l’ottimismo sembra tornato tra i presenti in

sala.

I più giovani accennano anche un gesto di

esultanza inconfondibile.

Fino a poche ore prima

non si credeva possibile,

ma sembra che...

Alla fine il PD si farà.

E sarà una grande festa...

Gargantua&Pantagruel


Storie e passioni giovanili

in cinque racconti curiosi

Un viaggio nella società spagnola, tra i forti sentimenti di

una generazione che vive intensamente il proprio tempo.

C’è nell’esistenza di ognuno un

momento di passaggio, delicatissimo

e al tempo stesso

determinante, in cui si

verificano le esperienze

affettive più importanti,

quelle che non si potranno

mai dimenticare,

quelle che, pur nella

sofferenza, portano alla

soglia della vita adulta.

Quel momento è l’adolescenza,

colta da Almudena

Grandes in

queste cinque storie che

hanno come protagoniste

cinque originalissime

voci. C’è chi, per esempio,

si sfoga in un rabbioso

dialogo con Dio per

reagire alla perdita del

fratello; chi riscopre la

sartoria per toreri di famiglia

per riempire il

vuoto lasciato da un

nonno compagno di corride;

o anche chi cerca

di arrivare ad affrontare

il sesso - questo sconosciuto

- offrendo un panino

a una prostituta; o ancora chi

si concentra sulla cucina provando

e riprovando a dar vita a un piatto

morbido e gustoso per rompere

l’angoscia suscitata da un padre

gravemente malato; e c’è chi, già

adulto, deve far fronte alla delusione

INCIPIT

Senti, Dio, questa è la tua ultima

possibilità, non scherzo, e te lo dico

adesso, quando stanno ancora suonando

l’inno, prima della trafila delle

foto e tutto il resto... Dopo, quando

comincia la partita, non vale. Intendo

dire che, a quel punto, le cose non si

possono più cambiare, per cui, qualsiasi

decisione tu voglia prendere,

prendila adesso, insomma, ci siamo

spiegati, no?... In teoria, tu dovresti

sapere tutto, almeno così dice quella

di veder crollare il mito dell’adolescenza,

quel cugino che era il più

puro, il più appassionato di tutti,

quello che apriva sempre la fila e

che ora invece è una persona completamente

diversa. E’ il mondo

preso di petto, visto senza maschere

dagli occhi dei ragazzi, quello

che Almudena Grandes consegna

noia mortale del pelato che mi rompe

le palle tutti i giovedì mattina a

scuola, perché, come saprai, quello

che è successo a Ramón, mamma

adesso mi fa fare l’ora di religione,

che è proprio come dice il Rana,

‘fanculo ai genitori progressisti, a tutte

le loro chiacchiere di quando scappavano

davanti alla polizia e facevano

assemblee per ogni cavolata, alle

foto di quando avevano la barba e i

capelli lunghi...

al lettore. Storie di dolore, di coraggio,

ma anche di purezza, costruite

a partire dalle passioni

giovanili, che sono sempre

le più intense, le più

fortemente vissute.

«Oggi forse non c’è nessun

altro scrittore che

sappia raccontare la società

spagnola come Almudena

Grandes, non

almeno con la stessa

passione e partecipazione,

con lo stesso acuto

sguardo indagatore, con

la medesima curiosità per

gli esseri umani, per la

loro storia e i loro sentimenti.»

Isabella Bossi Fedrigotti

Almudena Grandes è nata

a Madrid nel 1960. Il romanzo

erotico con cui ha

esordito, Le età di Lulù

(1989), è stato un best

seller internazionale, e ha

avuto un grande successo anche

in Italia, dove è stato pubblicato da

Guanda. Sempre da Guanda sono

usciti Ti chiamerò Venerdì, Malena

un nome da tango, Modelli di donna,

Atlante di geografia umana, Gli anni

difficili e Troppo amore.

LIBRERIA

L’autrice

CORSO CAVOUR, 13/A

Novità

in libreria

offerta da

MOBY DICK

19


20

Giovani scrittori a Palazzo Principi

il grande jazz all’Asioli

In aprile, al teatro comunale, gli ultimi spettacoli di prosa della stagione.

A Palazzo Principi incontri sulla storia dell’archeologia reggiana.

A

PALAZZO

PRINCIPI

MOSTRE

fino al 9 aprile

galleria esposizioni

STRUMENTI DI OTTICA dalle collezioni

storiche del Liceo Corso

LEGGERE, PER PIACERE

biblioteca “Einaudi” - ore 21.00

martedì 3 aprile

incontro con lo scrittore CRISTIANO

CAVINA

lunedì 16 aprile - ore 21.00

incontro con lo scrittore SHULIM VO-

GELMANN

in collaborazione con gruppo di lettura

Punto Sud centro culturale Radice

INCONTRI e CONFERENZE

giovedì 19 aprile - ore 21.00

sala conferenze

LA VERITA’ DELLA RESISTENZA

riflessione sul Revisionismo

con Massimo Storchi e Giacomo Notari

giovedì 3 maggio - ore 21.00

biblioteca “Einaudi

SPAZI NARRANTI - IL CONFRONTO

TRA GENERAZIONI

con i sociologi Marco Deriu e Giacomo

Mambriani

DIALOGHI D’ARCHEOLOGIA

lunedì 23 aprile

STORIA DELL’ARCHEOLOGIA REGGIANA

Don Gaetano Chierici

James Tirabassi (Civici Musei di Reggio

Emilia)

giovedì 3 maggio

STORIA DELL’ARCHEOLOGIA REGGIANA

dal recupero dell’antico a Don Gaetano

Chierici

Roberto Macellari (Civici Musei di Reggio

Emilia)

sala conferenze - ore 21.00

Date e orari possono subire variazioni

IN

TEATRO

PROSA

domenica 1 aprile

Ert Fondazione

LA BALLATA DEL CARCERE DI REA-

DING

di Oscar Wilde, regia Elio De Capitani

con Umberto Orsini, Giovanna Marini

mercoledì 11 aprile

Ert Fondazione, Festival delle Colline

Torinesi, Teatro di Roma, Théâtre du

Rond Point Parigi, THT Théâtre National

de Toulouse Midy-Pyrènès, Maison de

la Culture d'Amiens, Le Merlan Scéne

Nazionale de Marseille, Le Fanal Scène

National de Saint Nazaire, Théâtre de

la Place Liegi

QUESTO BUIO FEROCE

ideazione e regia Pippo Delbono, con

Dolly Albertin, Gianluca Ballerè, Bobò,

Margherita Clemente, Pippo Delbono,

Lucia Della Ferrera, Gustavo Giocosa,

Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson

Lariccia, Pepe Robledo

martedì 17 e mercoledì 18 aprile

Teatro Stabile di Catania

LA CONCESSIONE DEL TELEFONO

di Andrea Camilleri e Giuseppe Di Pasquale,

regia Giuseppe Di Pasquale

con Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci,

Pippo Pattavina

aperto anche a mezzogiorno

sabato 28 e domenica 29 aprile

Irma Spettacoli

AMLETO

regia Giorgio Gallione, con Lella Costa

RASSEGNA PER FAMIGLIE

sabato 14 - 21 - 28 aprile

ore 15.30-18.30

domenica 15 - 22 - 29 e mercoledì 25

aprile

ore 10.00-12.30 e 15.30-18.30

teatro Asioli e museo civico (galleria

esposizioni)

WUNDER-KAMMER

installazioni interattive per la prima

infanzia. Età consigliata: dai 2 anni

CORREGGIO JAZZ

sabato 14 aprile

BAPTISTE TROTIGNON SOLO

e

ARCHIE SHEEP & JEAN-JACQUES

AVENEL DUO

Produzione originale

giovedì 3 maggio

STEFANO BOLLANI & MASSIMO ALTO-

MARE QUINTETTO

teatro Asioli, ore 21.00

CINE+

martedì 3 e giovedì 5 aprile

GRIDO

regia: Pippo Delbono

martedì e giovedì 12 aprile

NUOVOMONDO

regia: Emanuele Crialese

ore 21.15


Scienza: un bene per tutti

o merce soggetta al mercato?

Proseguono a Correggio gli incontri di divulgazione e riflessione

sui temi della scienza e della ricerca applicata.

Dopo il Darwin Day dedicato al futuro

dell’uomo, giovedì 29 marzo il prof.

Marcello Cini ha parlato, a Correggio,

del tema del suo ultimo libro “Il

supermarket di Prometeo” nell’ambito

di un nuovo filone di iniziative

promosse dalla Biblioteca di Correggio

insieme ad Al Simposio ed altre

associazioni.

Oggi la scienza e la tecnica sembrano

offrire ogni giorno di più incredibili

nuove possibilità per alleviare o risolvere

le varie difficoltà della vita di

ognuno di noi ma soprattutto anche

dei miliardi di persone che siamo

soliti definire “il Sud del mondo”.

Si potrebbe pensare che certi beni

o certe scoperte siano patrimonio

del genere umano, invece l’attuale

normativa internazionale e l’attuale

modo di effettuare le ricerche, anche

con finanziamenti pubblici, produrre

spesso il risultato di brevetti da

sfruttare commercialmente, o l’effetto

retroattivo di fare evolvere soltanto

le soluzioni che sono economicamente

profittevoli per qualcuno. Le varie

multinazionali godono di privilegi e

favori e gli enti nazionali e sovranazionali

cui spetterebbe il ruolo di

Festa del 25 aprile

Alcune anticipazioni

DOMENICA 22 APRILE

62° ANNIVERSARIO

DELLA BATTAGLIA DI FOSDONDO

ore 9.15 ritrovo in piazzale Carducci

ore 9.30 chiesa di Fosdondo, celebrazione

della Santa Messa

ore 10.15 ritrovo presso il Circolo Il

Quartiere; sfilata con deposizione dei

fiori sui Cippi dei Caduti accompagnata

dalla Banda Luigi Asioli

ore 11.00 discorso dell’Assessore

Paolo Pozzi

ore 15/17 da corso Mazzini al Parco

della Memoria: biciclettata sui Cippi

con letture e deposizione dei fiori.

Al Parco, stand del gnocco fritto

governo di queste risorse spesso

non ne hanno gli strumenti, oltre che

la volontà politica.

Di questi e tanti altri aspetti, tali da

farne una summa mirabilis dello

stato attuale della riflessione in fatto

di scienza, parla il libro di Marcello

Cini “Il supermarket di Prometeo”.

Il saggio di Cini offre una estesa

rilettura di importanti controversie

scientifiche, filosofiche e politiche.

La scienza, ci ricorda l’autore, è tutto

fuorché un robusto edificio di consenso

immutabile, ma è, continuo

MARTEDI’ 24 APRILE

ore 10.00 partenza da piazzale Carducci

per la deposizione dei fiori sui

Cippi

MERCOLEDI’ 25 APRILE

62° ANNIVERSARIO

DELLA LIBERAZIONE

ore 9.00 basilica di S. Quirino, celebrazione

della Santa Messa

ore 10.00 corteo con deposizione dei

fiori ai Monumenti dei Caduti del centro

storico accompagnato dalla Banda

ore 10.30 corso Mazzini, discorso del

Sindaco Marzio Iotti e dell’onorevole

Maino Marchi

ore 15.00 partenza dal Parco della

Memoria per la XIII° Camminata della

Liberazione e per la Solidarietà

confronto critico tra diversi metodi,

visioni e anche idee di se stessa.

Lo stesso ovviamente per le scienze

della politica. Tutti i corni delle questioni

sono esposti con precisione,

ma l’autore non nasconde le sue

preferenze per alcune delle teorie,

spesso presentando un suo punto

di vista originale, capace di spostare

in avanti le contrapposizioni più laceranti.

Nel sintetizzare mirabilmente le riflessioni

contemporanee, Cini riporta

idee e passi di Manuel Castells,

l’autore dell’opera fondamentale

sulla società dell’informazione e delle

reti, ma anche a Immanuel Wallerstein,

Ulrich Beck e Zygmund Baumann.

Numerose le citazioni di

Jeremy Rifkin, di Joseph Stiglitz, di

George Soros e Amartya Sen, sul

fronte dell’economia e della globalizzazione.

Anche per questo è un libro

utile che ripropone in un nuovo contesto

la letteratura più importante

degli ultimi anni e a chi non l’avesse

frequentata offre una preziosa mappa

concettuale.

Tino Pantaleoni

ore 16.30 festa al Parco della Memoria

con concerto musicale e stand

del gnocco fritto

In occasione della celebrazioni, Amministrazione

Comunale ed ANPI pubblicheranno

la ricerca realizzata dalla

V° scientifico del Liceo Corso di Correggio

Una Resistenza tante storie. Giovedì

19 aprile alle ore 21.00 alla sala

conferenze di Palazzo Principi, si terrà

invece un incontro dal titolo “La verità

della Resistenza”, con Massimo Storchi

(Istoreco) e Giacomo Notari (Segretario

Anpi Provinciale).

Per ricevere informazioni sulle iniziative

ancora in corso di definizione,

telefonare alla Segreteria del sindaco

(0522.630725).

21


22

Il piacere della bicicletta è

quello stesso della libertà, forse

meglio di una liberazione, siamo soli

senza nemmeno il contatto della

terra, che le nostre ruote sfiorano

appena, quasi in balìa del vento,

contro il quale lottiamo come un

uccello. Non è il viaggio o la sua

economia nel compierlo che ci soddisfa,

ma la facoltà appunto

d’interromperlo e di mutarlo, quella

poesia istintiva di una improvvisazione

spensierata, mentre una forza

orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci

così liberi.

Alfredo Oriani (1902)

da “La bicicletta”

E’ trascorso più di un secolo da

quando sono state scritte queste

righe, ma sono ancora attualissime.

Il ciclismo non solo è uno sport

ma uno stile di vita, i grandi giornalisti

che hanno raccontato le gesta

dei campioni del pedale non hanno

fatto della cronaca, ma raccontato

di sofferenze, gioie e fantasie. Appena

un bambino comincia a cam-

Due ruote per sognare

con il Velo Club Strucchi

Dopo 50 anni di attività la società ciclistica correggese prosegue l’impegno verso

i giovani all’insegna della sportività. Ottimi risultati in campo agonistico.

Anna Trevisi con Celestino Salami, presidente della

Federazione Ciclistica Regionale

minare sogna già una bicicletta,

forse perchè è nello spirito

dell’uomo vedere in questo mezzo

uno strumento di libertà e spensieratezza.

Il Velo Club P. Strucchi da oltre

cinquanta anni dà la possibilità ai

giovani di avvicinarsi a questo sport

con uno spirito che

non è solo quello

dell’agonismo.

Cerca di formare

degli atleti che sappiano

affrontare le

difficoltà con lealtà

e impegno.

Negli ultimi anni ha

ottenuto ottimi risultati

in campo

agonistico vincendo

ben cinque titoli italiani

e aggiudicandosi

tante altre gare

in tutte le categorie.

ATTIVITÀ SVOLTA

E RISULTATI OT-

TENUTI DAL 2004

2004 - squadre

tesserate: giovanissimi

28 ragazzi,

allievi 4 ragazzi, juniores 12 ragazzi

Risultati e titoli ottenuti: 4 vittorie

in gare nazionali con gli atleti Alessandro

Cantone e Luca Dodi nella

categoria juniores.

Medaglia di bronzo ai campionati

italiani su strada nella categoria

juniores con Luca Dodi.

Partecipazione al meeting nazionale

per società di giovanissimi.

2005 - squadre tesserate: giovanissimi

26 ragazzi, esordienti 11

ragazzi, juniores 6 ragazzi

Risultati e titoli ottenuti: 4 medaglie

d’oro con l’atleta Alessandro Cantone

ai campionati italiani su pista

juniores (inseguimento, inseguimento

a squadre, velocità olimpica,

chilometro da fermo).

2 convocazioni in nazionale con

Alessandro Cantone.

4 vittorie in gare nazionali con

l’atleta Alessandro Cantone categoria

juniores.

Partecipazione al meeting nazionale

per società di giovanissimi.

2006 - squadre tesserate: giovanissimi

19 ragazzi, esordienti donne

5 ragazze, juniores 6 ragazzi.

Medaglia d’oro ai campionati italiani

esordienti donne su strada con

l’atleta Anna Trevisi.

2007 - squadre tesserate: giovanissimi

18 ragazzi, juniores 7 ragazzi.

Giovanissimi: Gianluca Esposito,

Sergio De Osti, Bruno Magliocca,

Simone Russo, Virginia Bigi, Luca

Cavazzoni, Federico Garuti, Linda

Beltrami, Ilaria Bigi, Andrea Caccavale,

Graziano Gasparini, Vincenzo

Giacco, Davide Russo, Raffaele Tondelli.

Juniores: Manuel Bruschetto, Andrea

Casoni, Fabio Chieca, Michele

Guarnieri, Silvio Mondini, Michael

Verschoore, Matteo Zagni.

La nostra porta è aperta a tutti i

ragazzi e ragazze che intendono

provare a cimentarsi in questa disciplina

sportiva.

Per il Velo Club P. Strucchi

Il Presidente: Guglielmo Bertani


Il nuoto a Correggio

una passione senza età

Oltre a gestire le due piscine comunali, l’Uninuoto schiera una

cinquantina di atleti di età compresa tra i 4 e i 40 anni e oltre.

Lo scorso 25 febbraio saranno stati

tanti i correggesi che hanno notato un

inusuale caos intorno alla piscina comunale.

Il motivo di tanto affollamento

è stato lo svolgersi di una manifestazione

di nuoto dedicata agli atleti più

piccoli: il 1° Trofeo Interprovinciale CSI

che interessava le province di Reggio

Emilia e Parma. Durante questa manifestazione

si sono impegnati fra le corsie,

ma soprattutto divertiti, bambini di

età compresa fra i 4 e i 9 anni.

E’ proprio in queste occasioni che risulta

visibile anche ai non frequentatori

delle piscine la realtà del nuoto agonistico

a Correggio. La società sportiva

Uninuoto, che opera nelle piscine di

Correggio e Novellara, è da più di 20

anni una delle società più importanti in

provincia e in regione ed è arrivata negli

ultimi tempi a portare alcuni dei propri

atleti a livelli nazionali e internazionali.

Una parte corposa dell’attività di

questa società si svolge nella piscina

comunale di Correggio, dove ogni giorno

atleti di tutte le età si allenano per

migliorare se stessi ma soprattutto per

condividere con i propri compagni la

passione per uno sport che significa

sacrificio e impegno costante.

A Correggio, l’attività agonistica della

società Uninuoto interessa circa 50 atleti

suddivisi in vari gruppi in base

all’età. Il gruppo “Leve” rappresenta il

primo passo verso un’attività agonistica

vera e propria: in esso sono presenti

bambini nati negli anni 2000, 2001 e

2002 provenienti dalla attività dei corsi

e che hanno dimostrato una certa predisposizione

per l’ambiente acquatico.

Questi piccoli atleti apprendono i gesti

delle nuotate attraverso varie attività

ludiche ma soprattutto imparano a

sentirsi parte di un gruppo e a legare

con i compagni e l’allenatore Davide

Folloni. Il culmine della loro attività

sarà rappresentato da una manifestazione

denominata “Festa delle Leve"

che si svolgerà a maggio nella piscina

di Parma ed organizzata proprio da Uninuoto

in collaborazione con il gestore

Coopernuoto. E’ doveroso ricordare, a

questo proposito, Valentina Cacciani,

allenatrice molto apprezzata che per

vari anni ha allenato proprio questo

gruppo e che ci ha prematuramente lasciato,

a causa di un malore improvviso,

una decina di giorni fa.

Proseguendo nell’attività, incontriamo

il gruppo degli esordienti

C in cui bambini di 7,

8 e 9 anni si allenano

tre volte a settimana e

cominciano ad affrontare

un certo numero di

gare nel corso della

stagione. Con molta

soddisfazione dei tecnici

Elisa Ferretti e Patrick

Galloni, questi bimbi

stanno ottenendo risultati

di rilievo distinguendosi

sia in provincia che

a livello regionale. Il

gruppo degli esordienti

B, allenato da Roberto Sironi, impegna

i bambini nati negli anni ‘97 e ‘98 che

si allenano 4 volte alla settimana e che

cominciano ad effettuare per la prima

volta le gare federali che rappresentano

le gare più importanti a livello regionale.

Anche questo gruppo sta crescendo

sia a livello tecnico sia come

gruppo, perchè dobbiamo ricordare che

l'obiettivo di questa società non è solo

di crescere atleti ma soprattutto di crescere

persone attraverso i veri valori

dello sport come la lealtà, l'impegno e

il rispetto del prossimo. I ragazzi nati

negli anni ‘95-’96 appartengono al

gruppo degli esordienti A, allenato da

Elisa Ferretti. Con un impegno di 5 sedute

alla settimana, che rappresentano

un grandissimo sacrificio per questi

ragazzi, dimostrano sempre una grande

passione e un grande spirito di

gruppo, tradotti poi in costanti miglioramenti

cronometrici e tecnici. Dopo il

gruppo degli esordienti A è possibile

scegliere se proseguire nel gruppo degli

"Under 20" oppure negli Assoluti

che si allenano a Novellara. A Correg-

gio, il gruppo "Under 20", allenato da

Roberto Sironi, è composto da ragazzi

amanti questo sport e che, ancora prima

che compagni di squadra, sono

amici. Sono impegnati soprattutto nelle

gare del circuito CSI, dove ottengono

risultati molto soddisfacenti. Dopo i 20

anni si entra nel gruppo Master, allena-

to da Emanuele Costa, un gruppo di atleti

dai 20 ai 40 e più anni che amano

stare insieme per fare sport e continuare

a mettersi alla prova con gare in

tutto il territorio nazionale. L'Uninuoto

si distingue anche per l’attività agonistica

dei diversamente abili, una categoria

molto delicata ma che rappresenta

per questi ragazzi e per i loro tecnici,

a Correggio Elenio Boni, un aspetto

molto importante della loro vita, un modo

per abbattere le differenze e per

stare insieme ad altri giovani.

Tutta questa attività rappresenta un

enorme impegno per le tante persone

che ruotano intorno a questo mondo, a

partire dai dirigenti (il direttore sportivo

Gianluca Gualdi e il direttore tecnico

Vincenzo Savelli), dai tecnici e dai genitori

degli atleti, senza scordare la stretta

collaborazione con l’attività corsistica.

E’ proprio grazie ai corsi di nuoto

per ragazzi e adulti, oltre alle tante altre

attività della società Uninuoto, che

l’attività agonistica può continuare ad

esistere e a dare enormi soddisfazioni

alla comunità correggese.

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24

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il 27 marzo 2007

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