Untitled - Il Portale Regionale della Cultura

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elementi modulari a rilievo, che creano un

motivo romboidale lungo i prospetti pricipali,

il raffinato motivo degli archi, che

individuano le campate in senso longitudinale,

e le modanature sulla sommità dei

piloni sormontate da sfere, contrastano

con la forma regolare delle ampie aperture

rettangolari al pianterreno, chiuse

con infissi in ferro; la presenza della condotta

forzata, visibile nella parte posteriore,

ricorda invece, inequivocabilmente,

che ci si trova di fronte ad una costruzione

nata per la produzione.

La centrale di Gerosa, nel territorio comunale

di Comunanza, invece, utilizza motivi

neorinascimentali e neoclassici, in una

singolare composizione dal carattere

eclettico, che evidenzia sia il volume principale,

di maggiori dimensioni, ospitante

la sala delle turbine, sia il volume dei collegamenti

verticali. Il primo, in particolare,

tradisce la presenza all’interno di elementi

non appartenenti all’ambito residenziale

o monumentale nella successione di

ampie aperture arcuate al pianterreno,

evidenziate sia dal rivestimento a bugnato,

sia dalla minore dimensione delle

aperture al piano superiore.

Gli ex-stabilimenti Montedison, già

Montecatini, sorti lungo la costa nei

comuni di P.S.Elpidio, Porto Recanati e

Falconara in seguito all'insediamento dell’importante

industria nazionale nel territorio

ardiatico, avvenuto in età giolittiana, e

attivi nella produzione di concimi chimici,

costituiscono nel panorama archeologico

industriale delle Marche la testimonianza

di ciò che ha rappresentato, negli anni

dello sviluppo nazionale, la grande industria

nella nostra regione.

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