Sotto la porta di Brandeburgo Sogni a due ruote Un ... - Mokador

mokador.it

Sotto la porta di Brandeburgo Sogni a due ruote Un ... - Mokador

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Sorsi di autentico gusto

Coffee Magazine

in collaborazione con

Numero 03

Settembre 2011

Sogni a due ruote

Mokador ha contribuito

al rilancio di una formazione

storica del ciclismo nostrano,

la Sc Reda

Sotto la porta

di Brandeburgo

Mokador ha inaugurato

un locale monomarca in una

prestigiosa location a Berlino

Un’estate

di caffè

Tutte le ricette utilizzate

e da utilizzare in questo

periodo dell’anno

Freepress


ABBIAMO

DATO FORMA

AD UN GRANDE

SUCCESSO.

Vi aspettiamo a

al Salone internazionale

dell’ospitalità professionale

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(settore caffè)

dal 21 al 25/10/11

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S.S. del Sempione, 28 20017 Rho (Mi)

INGRESSI

Porta est (fermata metroRho Fiera),

porta ovest e porta sud.

Editoriale

pagina 3

Un’estate di caffè

pagina 4

Una vita da Vip

pagina 20

Gianduia Caffè

pagina 21

Index

13

L’angelo dei piloti

pagina 8

Caffè e sport

pagina 22

Sotto la porta

di Brandeburgo

pagina 10

La tazzina del diavolo

pagina 24

L’uomo in rosso

pagina 13

Sogni a due ruote

pagina 16

Timiama

pagina 18

20

www.mokador.it

Dado Mokador ha conquistato velocemente il mercato grazie alla

sua totale affidabilità. Il consumatore finale ha apprezzato la grande

semplicità d’uso, il design elegante e la gamma completa di gusti

in capsule di caffè e bevande. In più l’alta profittabilità del sistema

ha superato le aspettative del gestore che ancora una volta ha scelto

la qualità Mokador.

AROMA CREMA DECA PIÙ LUNGO ORZO GINSENG GIANDUIA CAMOMILLA THE

LIMONE

THE

DETEINATO

BEVANDA

BIANCA

1


Editoriale

Niko e Matteo Castellari

Coffee Magazine

in collaborazione con Mokador

via Provinciale Granarolo, 139

48018 Faenza (Ravenna).

tel. 0546 22422

Periodico d’informazione

enogastronomica

Anno 1 – numero 3

Redazione

via Provinciale Granarolo, 139

48018 Faenza (Ravenna).

www.mokador.it

ufficiostampa@mokador.it

Direttore responsabile

Ugo Bentivogli

In redazione

Gaia Brunetti, Raffaella Carloni,

Niko Castellari, Matteo Castellari,

Melania Piovaccari

Progetto grafico e impaginazione

matitegiovanotte.forlì

piazzale della Vittoria 1

47121 Forlì

Stampa

Faenza Industrie Grafiche

via Vittime Civili di Guerra, 35

48018 Faenza

Iscrizione Tribunale di Ravenna

in attesa di registrazione, domanda

presentata in data 19 ottobre 2010.

In questo numero di Tazzine abbiamo il piacere di presentare lo sport

quale filo conduttore. Siamo ancora nel pieno della stagione più calda e

dinamica dell’anno, in netta simbiosi con l’anima stessa di Mokador, sempre

in movimento ed alla ricerca di novità ed iniziative. Con le interviste,

i case history e le curiosità che vi presentiamo, confidiamo di fornirvi

spunti ma anche informazione e cultura a 360°, di prodotto e non.

Buona lettura.

“Il dinamismo dello sport

si adatta perfettamente

a quello di un’azienda

come Mokador

3


Un’estate

di caffè

Tutte le ricette utilizzate e da utilizzare in questo periodo

dell’anno per conquistare nuovi clienti e fidelizzare

ancor più quelli abituali

di Gaia Brunetti*

Estate, la voglia di frequentare bar e

locali cresce e la stagione è ottima

per un buon caffè tonificante o per

una bevanda rinfrescante. Una tradizione

ormai ben radicata vuole che

anche in questo periodo dell’anno il

caffè la faccia da padrone, sia come

espresso sia in altre ricette e varianti

Carta del caffè

«Proprio il periodo dell’anno, dopo

un agosto così caldo, spinge ancor

più verso una ricca carta del caffè,

in grado di soddisfare anche i palati

più fini e non solo chi ama il caffè

freddo e niente altro. Per iniziare si

può pensare ad una serie di caffè shakerati

– spiega nel dettaglio Luciano

Tassinari, commerciale Mokador del

canale HORECA e docente del Future

Coffee Lab – con il Bayleis, tanto per

fare un esempio, ma anche con la

panna montata e scaglie di cioccolata.

Oppure anche semplicemente con la

panna».

“Alcuni caffè creati

in questo periodo

assomigliano

a veri e propri dessert”

Sorbetto by Mokador

Uno dei prodotti indubbiamente più

interessanti, utili al gestore per creare

consumazioni di qualità e apprezzati

dal cliente finale è soprattutto la crema

Mokador, un vero e proprio sorbetto.

«Si tratta di uno dei punti di forza

dei consumi estivi – prosegue Luciano

Tassinari – perché può davvero essere

abbinato in molteplici combinazioni, in

grado di soddisfare anche i palati più

esigenti. È un preparato all’aroma di

caffè. Può essere servito con il caffè

espresso, equamente diviso al 50%,

con il caffè nella parte superiore del

bicchiere e il sorbetto in quella inferiore,

unito al latte, intero o scremato

oppure alla panna. Di fatto, nell’abbinamento

con la panna e scaglie di

cioccolato in superficie si crea un vero

e proprio dessert».

Un’altra ricetta che può arricchire la

carta estiva del caffè, è quella che

comprende il sorbetto Mokador, il

Bayleis alla menta frullato in frappina.

Una volta versato viene servito con

panna montata a freddo. La bevanda

assume, invece, l’aspetto di un vero

e proprio dessert se la coppa nella

quale viene servita viene riempita

sul fondo di pezzi di savoiardi freschi

imbevuti di Alchermes, quindi

pressati per creare lo strato inferiore.

Viene poi inserito il sorbetto Mokador,

lasciando lo spazio in superficie per

la panna montata a freddo. Di questa

coppa, che – come detto – assomiglia

ad un vero e proprio dessert – si può

servire anche un’altra variante: invece

dei savoiardi si può utilizzare pan di

Spagna tagliato a dadini e imbevuto

di caffè espresso caldo fatto all’istante,

sommerso di sorbetto al caffè. In superficie

si posiziona latte light frullato

a freddo in frappina. Il tutto guarnito

con scaglie di cioccolato fondente.

tipicamente estive.

Si tratta di un’opportunità di business

per i gestori che possono aumentare

l’offerta, conquistare e fidelizzare i

clienti dai gusti più disparati.

Ad arricchire le possibilità di scelta

fra le tante proposte da inserire nella

“Si può pensare

ad una serie

di caffè shakerati

con il Bayleis, panna

montata e scaglie

di cioccolata”

carta dei caffè estivi, abbiamo raccolto

suggerimenti e novità di sicuro successo

e semplice preparazione.

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“Il Sorbicap è una bevanda

per metà cappuccino

e per metà sorbetto”

I cappuccini d’estate

Sono essenzialmente tre i cappuccini

estivi che non dovrebbero mancare

nella carta ideale del caffè. «Prima

di tutto cito il Sorbicap – conclude

Luciano Tassinari – si tratta di una

bevanda metà cappuccino e metà

sorbetto con latte light frullato in

frappina in superficie e caffè espresso

al’interno. Altrettanto rilevante è

il vero e proprio cappuccino estivo

che si prepara con latte caldo, caffè

espresso nella parte superiore della

coppa e, soprattutto, latte light

frullato in frappina». L’ultima ricetta,

che conclude la ricca offerta dei

cappuccini estivi, si rifà ad un semplice

cappuccino freddo: che viene

preparato con latte light freddo, caffè

espresso fatto all’istante e latte freddo

light frullato in frappina.

L’ultima ricetta

Si tratta di una vera raffinatezza di

sicuro effetto: la base è ghiaccio

tritato messo in frappina, poi un caffè

espresso, leggermente alto con

l’aggiunta alla fine di una bevanda

alcolica chiamata Kahlua.

Dunque ricette per tutti i gusti e

per tutte le tasche, in grado di

soddisfare anche il cliente finale più

esigente che vuole provare qualcosa

di nuovo e di diverso: una situazione

questa certamente impegnativa

ma che potrebbe divenire molto

rapidamente ricca di soddisfazioni.

Uno degli aspetti importanti delle

bevande al caffè servite durante

questo periodo è, indubbiamente, la

loro capacità di fidelizzare il cliente

una volta che l’hanno conquistato.

Divenendo al contempo, una novità

interessante che, servita con l’accuratezza

e l’elevata qualità di un prodotto

Mokador, può davvero creare

importanti opportunità di business

per tutti gli operatori del settore.

* Gaia Brunetti

è responsabile della qualità di Mokador.

“ Il cappuccino estivo

si prepara con latte

caldo, caffè espresso

e latte light frullato

in frappina”

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L’angelo

Vite salvate

dei piloti

Claudio Marcello Costa è nato a Imola

curva delle Acque Minerali, nel 1957,

nel febbraio del ’41 e suo padre

ad appena 16 anni e due lustri prima

Da quasi 40 anni il dottor Claudio Costa salva la vita

agli scatenati centauri del MotoMondiale

Checco è stato, di fatto, l’inventore del

circuito di Imola e famoso organizzatore

di corso motociclistiche: «Il mio

è stato un atto d’amore nei confronti

di laurearsi in medicina. «Il pilota può

inseguire anche la sua tragedia e la

sua morte: i motociclisti vanno nei

più profondi recessi dei loro cuori per

di Ugo Bentivogli

Confessa candidamente di aver

bevuto solo due tazze di caffè in

vita sua: nella stessa notte, ricor-

si assaggi con l’olfatto più che con

il gusto». Non sempre, tra l’altro,

lo sport ha apprezzato la caffeina,

dei piloti di moto – continua Costa –

anche perché moto e piloti hanno

popolato i sogni della mia infanzia e

ho voluto ripagare questi sogni. Tante

vite salvate hanno ripagato qualunque

cosa: strappare l’uomo alla morte

è la cosa più bella che possa esserci.

prendere l’energia necessaria per superare

i propri limiti. In verità tutti vogliono

dare i meriti al dottor Costa di

impedire ai piloti di lasciarsi affliggere

dalla sventura ma io sono soltanto il

sacerdote. Ognuno trova dentro di

tutto questo: la mia filosofia è basata

“Il mio è stato un atto

d’amore nei confronti

dei piloti che hanno

popolato i sogni della

mia infanzia”

dandosi perfettamente la data, il 27

inserita per lungo tempo nell’elenco

In questo modo la Clinica Mobile

sulla storia dell’umanità più che sulla

luglio 1971, assicurando che furono

delle sostanze proibite. «Oggi non

che abbiamo creato è diventato un

medicina, la cura è l’empatia ed a

fondamentali per guidare ininter-

più – prosegue Claudio Costa con

simbolo, il nostro modo per aiutare

volte ce ne dimentichiamo troppo

rottamente da Atene a Imola: «Due

l’inconfondibile cadenza ormai nota

il pilota ad inseguire ancora i suoi

spesso. Le fratture guariscono da sole

caffè per motivi amorosi – racconta

a tutti gli appassionati di moto del

sogni». Il primo soccorso proprio alla

e il corpo funziona alla perfezione».

il dottor Claudio Costa, l’inventore

mondo – anche se pure in passato

della Clinica Mobile e presenza costante

in tutti i gran premi di moto

veniva lasciato un certo margine ai

piloti per i propri caffè, in modo che

La clinica mobile

del globo – per viaggiare senza so-

ognuno potesse soddisfare i propri

sta da Atene a Imola a bordo di una

sensi come credeva, pur nel rispetto

In occasione delle 200 Miglia di Imo-

ha anche Mokador tra gli sponsor

Fiat 124, nel tentativo di fuggire da

delle regole: c’è sempre stata una

la del 1972 il dottor Costa e un grup-

convinti di seguire Costa in questa

un fidanzamento indesiderato.

certa simpatia ai box nei confronti

po di appassionati colleghi, fornirono

notevole iniziativa – oggi giunta

“Il caffè riscopre

l’olfatto, forse

il più antico

dei sensi dell’uomo”

Ma il caffè è nella vita quotidiana

di ognuno di noi, alla riscoperta di

un senso come l’olfatto che è forse

più antico e più profondo del gusto.

Ecco: credo sinceramente che il caffè

della tazzina del caffè. A livello

medico la caffeina è uno stimolante

nervino: tuttavia sono assolutamente

certo che qualunque cosa il

cervello ti dica di fare sia ben fatta».

un supporto medico a bordo pista: la

cosa piacque tanto ai piloti che invitarono

lo staff sanitario a seguirli in

giro per il mondo. Lo stesso Costa nel

’77 pensò ad un mezzo per il primo

soccorso all’interno del circuito e nac-

ennesima evoluzione. «Il mio ricordo

più drammatico è senza dubbio a Jari

Saarinen: io nasco il 20 maggio del

1973, il giorno della sua morte. Un

uomo che avevo conosciuto solo due

mesi prima ma che ha cambiato la

que così la prima Clinica Mobile – che

mia vita. Per sempre».

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Sotto

la porta di

Brandeburgo

Mokador ha aperto un locale monomarca

in una prestigiosa location a Berlino, nel centro nevralgico della città

Mokador può essere

considerata un riferimento

per il Made in Italy”

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di Ugo Bentivogli

Il dinamismo e il successo di Mokador

metri dalla Porta di Brandeburgo. «Sia-

un partner che piace agli stranieri e

sono confermati dalla continua espan-

mo molto soddisfatti dell’immagine

a noi fa piacere essere considerati un

sione dell’azienda romagnola anche

che la nostra azienda sta consolidando

riferimento per il Made in Italy e per

all’estero. Un fiore all’occhiello di Mo-

al di fuori dell’Italia – spiega l’ammini-

la qualità del nostro Paese». La caf-

kador è il mercato tedesco e recente-

stratore delegato di Mokador, Niko Ca-

fetteria ospita meeting, conferenze e

mente i partner di Mokador Vertretung

stellari che assieme al fratello Matteo

un’area wi-fi. Il locale è brandizzato a

Deutschland (www.mokador.de) han-

Castellari, Vice Presidente della stessa,

marchio Mokador: oltre a fungere da

no aperto un coffee-shop, sito in Palaz-

gestisce l’azienda – un’apertura come

showroom e punto vendita per l’offerta

zo Italia, vero simbolo del Made in Italy

in Europa. Il locale si trova su Unter den

Linden, la famosa via turistica e degli

quella in Germania, in una location

così prestigiosa, è indubbiamente un

fiore all’occhiello per un’azienda ita-

dell’azienda faentina, il bar dedica due

vetrine alla linea capsule My Caffè e

My Long Mokador, nonché alle mac-

L’uomo

affari di Berlino, a poche centinaia di

liana. Mokador, dunque si conferma

chine Dado e Fancy.

“Il caffè Durante le

gare è indispensabile

e rappresenta anche

un momento di pausa

mentale”

in rosso

“L’espansione

di Mokador nel mondo

è continua e costante”

Matteo Flamigni è l’ingegnere che cura la moto

di Valentino Rossi dopo averlo seguito in Ducati

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di Ugo Bentivogli

Storie di elettronica

Il suo irriverente pizzetto alla

D’Artagnan campeggia nei paddock

e nel box: sul suo cervello e sulle

conoscenze sono riposte le speranze

di tutta l’Italia appassionata di due

ruote, per vedere nuovamente la

Ducati campione del Mondo. Matteo

Flamigni, faentino classe ’70, è

l’ingegnere della moto di Valentino

Rossi, dopo aver seguito il fenomeno

di Tavullia dalla Yamaha alla casa

di Borgo Panigale. Solo otto volte

nella storia di 500 e MotoGp un

pilota italiano ha vinto in sella ad

una moto italiana e non accade più

dal 1972, ultimo dei sette successi

consecutivi di Giacomo Agostini

con la mitica Mv Augusta, mentre

in precedenza, Libero Liberati si era

imposto su Gilera. «Sto vedendo un

entusiasmo incredibile – racconta

Matteo Flamigni, laurea in ingegneria

elettronica all’Alma Mater

di Bologna – per Rossi alla guida di

una Ducati e questo è uno stimolo

enorme per tutti noi. Certo, potevo

pensare che gli italiani e tutti i

ducatisti del mondo, fossero pazzi

d’amore per questo connubio ma

non immaginavo a questi livelli. La

voglia di vittoria è davvero molto

alta: per ora i risultati sono in linea

con le aspettative, perché Valentino

doveva rimettersi dall’operazione alla

spalla e la moto andava sistemata

secondo le sue esigenze. Ma la spalla

guarirà perfettamente e con la Ducati

siamo già molto avanti. Quindi sono

davvero fiducioso per il futuro».

Ma come si diventa prima telemetristi

poi l’ingegnere più invidiato d’Italia

«Per motivi di famiglia – racconta

ancora Matteo Flamigni, sposato

con Claudia e con due bimbe di 4

e 7 anni, Bianca e Ludovica – sono

vissuto a Bologna fino alla laurea, nel

1996, anche se adesso abito a Modigliana

da dove arriva il mio ceppo

familiare. Un paio di anni prima di

concludere gli studi ho avuto l’opportunità

di entrare nel team di un

amico, Giammaria Liverani, che correva

nel Mondiale Superbike, tra l’altro

come in una sorta di chiusura del

cerchio proprio con una Ducati. Uno

sponsor gli aveva regalato un sistema

di acquisizione dati e così ho iniziato

quasi per gioco. Allora controllavamo

pochissime cose: le sospensioni anteriori,

quelle posteriori, i giri motore,

il gas. Davvero poco o nulla rispetto

ad oggi: con gli anni questi sistemi

si sono decisamente evoluti e con

questi anche le mie competenze e le

responsabilità. Oggi si può controllare

la risposta della moto curva per curva,

non solo in generale».

“C’è grande

aspettativa per una

possibile vittoria di

Valentino Rossi in

sella alla Ducati”

I più grandi

Dopo la prima esperienza Matteo

ma persona – prosegue Flamigni – è

ma andava gestita al meglio con tante

Flamigni ha lavorato via via in team

quasi automatico diventare suo amico.

piccole regolazioni. Alla fine Valentino

più blasonati, con i piloti più forti, da

Lui considera sempre molto il suo

ci ha messo del suo, ma è stata anche

Capirossi a Melandri a Biaggi, Cadalora

team: per Rossi la squadra è tutto. Ci

una grande vittoria di squadra. Come

e poi Barros, ma anche in Ducati, in

sentiamo anche lontano dalle gare ed

una grande vittoria è stato il debutto in

Yamaha con il mito Troy Corser. Passa-

è sempre un piacere». A Rossi, oltre

Yamaha, con il titolo Mondiale su una

to poi a Honda e Yamaha ormai lavora

ai Mondiali vinti, sono legati anche i

moto che non andava a podio da anni.

da sette anni con Rossi, arrivato in

ricordi più felici, in pista s’intende, di

Lì ci ha davvero messo del suo. La de-

Ducati assieme al pilota marchigiano

Matteo Flamigni: «Sicuramente metto

lusione Il Mondiale perso a Valencia

e divenuto responsabile della moto di

al primo posto la vittoria di Laguna

nel 2006 con la caduta all’ultima gara

quest’ultimo: «Valentino è una bellissi-

Seca nel 2008: la moto era buona,

dopo un lunghissimo inseguimento».

Moto e Caffè

Se le corse sono adrenalina pura, sono

o quattro caffè al giorno – conclude

quasi un dramma. Abbiamo convertito

anche caffè: nei box non manca mai

Flamigni – ma durante le gare salgono

alla tazza di caffè anche un australiano

una tazza, tra l’altro anche di quello

sempre a cinque o sei, anche per una

come Jeremy Burgess, il che è tutto

Mokador con le sue capsule: «Di

sorta di pausa mentale. Durante i test

dire».

solito a casa non bevo mai più di tre

invernali lo avevamo finito ed è stato

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Sogni

a due ruote

Mokador ha contribuito al rilancio

di una formazione storica del ciclismo nostrano, la Sc Reda

di Ugo Bentivogli

“Il ciclismo è ancora

una grande passione

come testimoniano i

tanti cicloamatori”

Ha ripreso vigore grazie all’impegno

di un gruppo di ex professionisti,

simpatizzanti e aziende del territorio,

quali ad esempio Mokador.

Un nucleo che crede nei valori che

lo sport porta con sé per i giovani:

così è rinata la storica Sc Reda che

per anni era stata una delle grandi

società nel panorama ciclistico nazionale.

Il tutto anche per la passione del

team manager Roberto Drei e le

capacità del direttore sportivo Fabiano

Fontanelli, faentino classe ’65,

ex pro sino al 2000, a fianco anche

di Marco Pantani, con 37 vittorie su

strada tra le quali ben quattro tappe

del giro d’Italia. Fontanelli e Drei

sono alla guida del gruppo di volontari

che ha rilanciato la Sc Reda. «I

ciclisti non sono più numericamente

quelli di un tempo – spiega lo stesso

Fontanelli – forse non abbiamo

iniziato la stagione con grandi successi,

ma la squadra è interessante:

lo dimostra anche l’importantissima

vittoria di tappa ottenuta al Giro delle

Pesche nettarine».

In ogni caso gli obiettivi che la nuova

Sc Reda si prefigge sono quelli

di avvicinare i giovani al mondo del

ciclismo, prepararli affinchè possano

diventare, eventualmente i professionisti

di domani ma senza mai dimenticare

i valori, anche sociali, che

lo sport porta con sé.

Nella foto: Nicola Bonacci forlivese classe 1989, al terzo anno tra i Dilettanti, ha vinto

la tappa di Faenza del 16° Giro delle Pesche Nettarine dove ha colto la prima vittoria tra gli Under 23.

Foto di: Isolapress by Matteo Marchi

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Timiama

I segreti del locale realizzato ex novo

in pieno centro storico a Lugo, in piazza Baracca

Pranzi e colazioni

Arredamenti Pedrizzi, foto di Olimpia Lalli.

Una splendida spiaggia della

Sardegna ha ispirato i suoi ideatori:

non tanto per illudersi di

essere in vacanza per sempre, ma

proprio per la bellezza del nome

stesso. Timiama Caffè, centro storico

di Lugo, esattamente in piazza

Baracca, di fronte al monumento

dell’eroe che ha ispirato con il suo

cavallino anche Enzo Ferrari e la

sua scuderia. La scelta del nome

Timiama è stata dei due soci,

Stefano Mirri e Simone Baioni che

“La forza di Mokador

è la sua qualità costante nel tempo”

hanno aperto il locale nell’aprile

del 2008, pur venendo da precedenti

esperienze, anche assieme,

nel mondo della ristorazione. «Al

Timiama siamo partiti da zero –

spiega Stefano Mirri che lavora a

tempo pieno nel locale con Baioni

e altri 3 dipendenti – e lo abbiamo

realizzato come piaceva a noi. Il locale

non è particolarmente ampio,

ma c’è molto spazio all’esterno,

sia di fronte su piazza Baracca, sia

sul retro, in un bel cortile interno».

Al Timiama si è puntato molto su colazioni

e ristorazione veloce a pranzo:

«Ci sono molti uffici in zona – conclude

Mirri – e abbiamo scelto di soddisfare

le esigenze della maggioranza

degli avventori a pranzo e colazione:

ad esempio non abbiamo sovrapprezzo

per il servizio al tavolo». Con

i prodotti Mokador. «Avevamo già

Mokador nei nostri precedenti locali

e abbiamo scelto di mantenerlo: i

clienti ne apprezzano soprattutto la

qualità, sempre costante nel tempo

e il servizio che sa sempre offrire,

dai corsi di formazione, che abbiamo

seguito, sino all’assistenza».

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Una vita da Vip

Mokador sostiene da sempre il torneo di tennis

per celebrità e calciatori di Milano Marittima

Nuovo

Prodotto

Caffè Gianduia

Si allarga l’offerta Mokador

per soddisfare ogni genere di esigenza

“Anche grazie

a Mokador viene

esaltata l’energia dei

nostri partecipanti”

Ogni locale che si rispetti, per andare

incontro alle esigenze sempre

più variegate della propria clientela

china Dado, progettata proprio per

sostenere alti consumi.

Il caffè gianduia di Mokador è un

deve essere in grado di proporre

prodotto di altissima qualità: ha la

di Ugo Bentivogli

novità interessanti che sappiano

catturare l’attenzione di nuovi clien-

caratteristica di avere un gusto pieno

e corposo ed un intenso aroma

ti e sappia mantenere viva quella

di gianduia. Con la stessa Dado è

Il Vip Master continua a sprigionare vitalità,

energia ed eleganza!

L’ormai ventennale manifestazione

– questa è stata l’edizione numero

ventuno – continua ad attrarre più di

quindicimila spettatori, provenienti da

ogni parte d’Italia, animati dalla curiosità

di vedere i partecipanti gareggiare

racchetta alla mano, ma anche

dalle bellezze del nostro territorio,

della nostra riviera.

«Grazie anche al contributo di

un’azienda come Mokador – spiega

l’organizzatore ed ideatore del Vip

Master Mario Baldissari – ogni anno

diamo vita ad un torneo che appassiona

il pubblico ed allo stesso tempo

enfatizza la bellezza dei nostri

lidi, l’eleganza di una località quale

Milano Marittima e la nostra cultura.

La stessa location, il Circolo Tennis di

Cervia, immersa nella lussureggiante

e verde pineta, porta il fascino degli

stessi ospiti/partecipanti. Alcuni nomi

che hanno reso lustro alla manifestazione

Alberto di Monaco, Valeria Ma-

rina, Victoria Silversted, Alba Parietti,

Nina Moric, Eros Ramazzotti, Piero

Chiambretti, Paolo Bonolis, e tanti altri.»

Non va dimenticata poi l’anteprima

del Vip Master, il torneo svoltosi lo

scorso giugno, che ha visto quali interpreti

calciatori ed allenatori di serie

A, da Donadoni a Colomba, da Bisoli a

Delio Rossi oltre a personaggi quali “il

Barone” Causio, Bagni e Ferri. E nessuno

ha disdegnato una buona tazzina

di caffè… ovviamente Mokador.

dei clienti abituali. Proprio per

questo il centro ricerche di Mokador

oggi ha deciso di proporre la capsula

di caffè gianduia che può essere

servita in locali, ristoranti e agriturismo,

con il grande vantaggio di

essere un prodotto monodose.

Può essere realizzato con la pratica

e assolutamente funzionale mac-

possibile, naturalmente, offrire la

gamma completa delle capsule

Mokador che comprende anche

il decaffeinato e l’orzo e dunque

ideale per soddisfare le esigenze di

ogni frequentatore.

Al sapore dolce di Gianduia, la

capsula è una delizia per il palato e

l’ideale per ogni stagione.

“È fondamentale poter offrire

ai propri clienti una scelta sempre più vasta”

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La dose ideale

Caffè e sport

La caffeina, anche a basse dosi

aiuta decisamente a migliorare le prestazioni

Esistono più esempi di come il caffè possa essere messo al servizio della salute,

migliorando le prestazioni fisiche di chi fa sport, senza tuttavia varcare la soglia

dell’assunzione eccessiva di caffeina, peraltro ora non più ritenuta sostanza

dopante a basse dosi.

Per chi ama il caffè e pratica sport

esistevano limiti imposti dalle competizioni

sportive ma anche dalle

proprie condizioni di salute se non si

sta gareggiando. Tuttavia non si parla

di limiti veri e propri ma di dosi suggerite.

Un limite ragionevole è fissato

nell’assunzione di 300 milligrammi

di caffeina al giorno: dal momento

che un espresso fornisce mediamente

60 milligrammi di caffeina ed un

tazzina tipo moka 85 milligrammi, i

conti sono presto fatti. Tuttavia, dal

momento che la caffeina è presen-

te in oltre 60 specie vegetali, tra cui

il cioccolato ed il the, occorre considerare

anche il contributo degli altri

alimenti quando si parla di consumo

giornaliero. In base a queste considerazioni

viene generalmente fissato

un limite di tre tazzine di espresso al

giorno – per le donne e gli uomini di

corporatura esile – e di quattro tazzine

per i maschi che vantano una

costituzione fisica più robusta. Anche

se naturalmente il piacere sensoriale

a tutto tondo che offre un buon caffè

non può avere limiti.

Muscoli e caffè

La forza del caffè

La maggior parte degli studi effettuati

confermano gli effetti ergogenici

della caffeina, già a basse dosi.

Ecco alcuni esempi condotti nel

mondo dello sport. In uno studio,

alcuni atleti che avevano assunto

caffeina a dosi elevate (10 mg/kg

di peso corporeo) hanno fatto registrare

una prestazione superiore del

19% rispetto a quella di altri atleti

trattati con placebo o in condizioni

di controllo. La prova consisteva in

un esercizio al tapis roulant protratto

fino all’esaurimento fisico.

Altri studi hanno dimostrato che il

massimo effetto ergogenico della

caffeina è ottenibile attraverso dosaggi

nell’ordine dei 5 mg/kg. A tali

dosi, la concentrazione di caffeina

nelle urine è risultata addirittura inferiore

ai limiti imposti dal Cio.

Quantitativi superiori non sembrano

apportare significativi miglioramenti

della performance atletica. Gli effetti

della caffeina sull’apparato muscolare

sono massimi per esercizi

di media intensità. Viceversa non è

stato dimostrato alcun effetto positivo

sulla potenza o sulla forza massimale.

La caffeina, come detto, era considerata

alla stregua di un prodotto

dopante, tanto che il tetto massimo

nel millilitro di urina era di 12 microgrammi

di caffè. In realtà questo

limite non era facilissimo da superare

perché anche bevendo 4-5 tazzine

non si eccedeva. Oggi il caffè è

stato completamente scagionato e

può giovare allo sport, Michelangelo

Giampietro, Specialista in Medicina

dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione

spiega: «I benefici sulla

prestazione sportiva determinati

dalle bevande nervine come il caffè

sono indubbi. La caffeina migliora

l’attenzione e la capacità di essere

vigili, riduce la sensazione soggettiva

della fatica e, quindi, concorre al

miglioramento dell’efficienza fisica e

mentale. Inoltre, crea un ambiente

ionico intracellulare più favorevole

nel muscolo in contrazione, facilitando

in tal modo la capacità di ciascuna

unità motoria di produrre lavoro. Infine

la caffeina sembra aumentare la

velocità e/o la potenza in condizioni

di corsa simulata. Questi effetti sembrano

manifestarsi sia in gare sia di

breve che media durata.

22

23


La tazzina

del diavolo

Curiosità, storia e amenità

dal mondo del caffè

Poco dopo il suo debutto a Vienna

caffè italiano come è oggi comune-

e l’affermazione come bevanda da

mente inteso: Floriano Francesconi

consumare per il puro piacere di

inaugura in caffè che prende il suo

farlo, il caffè arriva anche in Italia.

nome, il Florian, ancora considerato

I commerci di Venezia con l’Oriente

il caffè per eccellenza. L’attrazione

e con la vicina Austria portano la

principale è indubbiamente Lord

città lagunare a scoprire, per pri-

Byron che lo frequenta insieme a

ma in Italia, il caffè. Nel 1683 apre

Canova, Rousseau e Gaspare Gozzi.

la prima bottega del caffè sotto le

In breve tempo il caffè diviene un

Procuratie di Piazza San Marco ed

prodotto di alto gradimento, spesso

ha un tale successo che nel giro di

segno di amicizia e di amore: nella

qualche anno, nella sola Venezia,

città di Venezia, agli inizi del Sette-

si contano centinaia di esercizi del

cento, corteggiatori ed innamorati

genere. Non si tratta sicuramente

prendono l’ abitudine di inviare alle

di locali eleganti, anzi: per lo più

predilette del cuore vassoi ricolmi

sono luoghi angusti, dall’aria malfa-

di cioccolata e caffè quale devota

mata, dove la vendita e la mescita

espressione di affetto.

del caffè servono più che altro da

A conferma della grande esplosio-

copertura per le attività clandestine

ne del fenomeno, nel 1763 Venezia

che vi si praticano, in modo partico-

conta ben 218 locali, un numero

lare il gioco d’azzardo.

destinato a crescere a dismisura in

24

Ma nel 1720 tutto cambia. Infatti,

proprio a Venezia nasce il primo

ogni parte d’Italia.

Per informazioni

0546 22422 / www.mokador.it


L’amore per il gusto, la passione per il caffè.

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