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Assembly & Mechatronics Solutions

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Soluzioni di

& meccatronica

Maggio-Giugno 2017

120


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velocità ed efficienza energetica. Sviluppate per il confezionamento,

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SOMMARIO

ISSN 1973-7254

120

Maggio-Giugno 2017

CRONACA

CRONACA

AIDAM NEWS

I benefici del monitoraggio

integrato di processo

The Benefits of the Integrated

Process Monitoring

di Sebastiano Mainarda

pag.12

Programmare i cobot è ancora

più semplice

Programming Cobots Is Now

Even Simpler

di Cesare Pizzorno

pag.24

Nuova generazione, stessa passione

New Generation, Same Passion

di Fabrizio Dalle Nogare

pag.60

Quando agilità fa rima con precisione

When Agility Rhymes with Accuracy

di Leonardo Albino

pag.16

AIDAM NEWS

APPLICAZIONI

L’Assemblea di un’associazione

in piena salute

The Assembly of a Healthy Association

di Giorgia Stella pag. 52

Orgoglioso di quanto fatto insieme

Proud of What We Have Done Together

di Fabrizio Dalle Nogare pag. 56

Il robot che agevola il controllo

The Robot that Makes

Control Easier

di Giorgia Stella

pag.66

Alta precisione nelle applicazioni

di medio carico

High Precision in Medium-load Applications

di Sebastiano Mainarda

pag.18

Il robot che pensa alla salute

The Robot that Cares About Health

di Giorgia Stella

pag.22

Il trucco c’è: è la piattaforma

di automazione

Here’s the Trick: the Automation Platform

di Fabrizio Dalle Nogare

pag.70

MAY-JUNE 2017 3


SOMMARIO

LINEA DIRETTA

PROFILO

SOLUZIONI

Trasformare in opportunità

ogni nuovo progetto

Turning Every New Project into

an Opportunity

di Fabrizio Dalle Nogare

pag.76

L’automazione è nei dettagli

Automation Is in the Details

di Cesare Pizzorno

pag.94

Topologia di rete più semplice e sicura

Safer and Simpler Network Topology

di Leonardo Albino

pag.106

FABBRICA DIGITALE

INCONTRI

TECNICA

La meccatronica che parla italiano

Mechatronics Speaks Italian

di Fabrizio Dalle Nogare pag. 82

I Lighthouse Plant, ovvero

le fabbriche del futuro

Lighthouse Plants, the Factories

of the Future

di Sebastiano Mainarda

pag.88

A ciascuno la sua Industria 4.0

To Each His Own Industry 4.0

di Cesare Pizzorno

pag.98

MERCATI ESTERI

La Spagna ha rialzato la testa

Spain Has Stood Up

di Stefano Scuratti

pag.102

Come massimizzare

di un sistema di imaging

How to Maximise the Performance

o fan Imaging System

di Daniel Adams

pag.110

Dalla tecnologia robotica un supporto

agli operatori

From Robotic Technology a Valid Help

for Workers

di Rosaria Mastandrea

pag.114

ATTUALITÀ

pag.28

RIBALTA pag.40

4 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


IN COPERTINA

Per ulteriori informazioni:

Camozzi SpA

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Tel.: 030 37921

E-mail: info@camozzi.com

Sito: www.camozzi.com

120

Maggio-Giugno 2017

Approccio Multitecnologico: pneumatica, proporzionale, elettrica

Fondata nel 1964 Camozzi Spa, oggi capofila del Gruppo Camozzi, è

cresciuta nel corso degli anni fino a diventare una delle principali realtà

internazionali operanti nel settore della componentistica pneumatica

per l’automazione industriale. Uno degli obiettivi di Camozzi è quello di

fornire soluzioni in grado di creare valore aggiunto per le applicazioni

di ogni singolo cliente. Proprio per poter offrire soluzioni customizzate in

cui trovino spazio le tecnologie più performanti, Camozzi ha creato la

divisione C_Electrics che si occupa di sviluppare l’attuazione elettrica

proponendo soluzioni che includono i cilindri elettromeccanici Serie 6E,

gli assi Serie 5E, i motori Brushless Serie MTS, i motori Stepper Serie MTB

e componenti accessori, combinati in portali configurabili in modo da

garantire la massima flessibilità per l’utente. A completare l’offerta,

gli azionamenti con la novità di punta rappresentata dalla Serie

DRCS, appositamente studiata per i motori Stepper. La possibilità di

combinare l’affidabilità di valvole e attuatori pneumatici, la precisione

nel controllo garantita da regolatori e valvole proporzionali e la velocità

e precisione nel posizionamento di cilindri e assi elettromeccanici,

ottimizzando i singoli movimenti e le prestazioni richieste nell’ambito

di un’applicazione industriale, rappresentano il vantaggio competitivo

che Camozzi è in grado di proporre ai propri clienti.

Multi-technological Approach: pneumatics, proportional, electrics

Founded in 1964, Camozzi Spa, today parent company of the

Camozzi Group, has grown over the years up to becoming one of

the main international companies operating in the field of pneumatic

components for industrial automation. One of Camozzi’s goals is to

provide solutions capable of creating added value for the applications

of each individual customer. In order to do so, Camozzi has created the

C_Electrics division, which is dedicated to developing electrical drive

solutions that include the Series 6E electromechanical cylinders, the

Series 5E axes, the Series MTS Brushless motors, the Series MTB Stepper

Motors and accessory components, combined in configurable portals

in order to ensure maximum flexibility for the user. To complete the offer,

we find the Series DRCS drives, latest novelty that has been especially

studied for the Stepper motors. The possibility to combine the reliability

of valves and pneumatic actuators, the precision in control guaranteed

by regulators and proportional valves and the speed and precision

in positioning of electromechanical cylinders and axes, optimizing

single movements and the performance requested in the context of

an industrial application, represent the competitive advantage that

Camozzi is able to provide to its customers.

Soluzioni di Assemblaggio & meccatronica

Anno Diciannovesimo

Numero 120 Maggio-Giugno 2017

Pubblicazione iscritta al numero 684 del registro

di cancelleria del Tribunale di Milano, in data

19 ottobre 1998.

Direttore responsabile: Fernanda Vicenzi.

PubliTec S.r.l. è iscritta al Registro degli Operatori

di Comunicazione al numero 2181 (28 settembre 2001).

Questa rivista le è stata inviata tramite

abbonamento. Le comunichiamo, ai sensi del Dlgs

196/ 2003, articolo 13, che i suoi dati sono custoditi

con la massima cura e trattati al fine di inviare

questarivistaoaltrerivistedanoiediteoperl’inoltro

di proposte di abbonamento.

Titolare del trattamento è PubliTec S.r.l. – Via

Passo Pordoi 10 – 20139 Milano. Ai sensi dell’art. 7

della stessa Legge, lei potrà rivolgersi al titolare

del trattameto, al numero 02 53578.1 chiedendo

dell’ufficio abbonamenti, per la consultazione

dei dati, per la cessazione dell’invio o per

l’aggiornamento dei dati.

Il responsabile del trattamento dei dati raccolti

in banche dati ad uso redazionale è il direttore

responsabile a cui ci si può rivolgere per i diritti

previsti dal D. Lgs. 196/03.

La riproduzione totale o parziale degli articoli

e delle illustrazioni pubblicati su questa rivista è

permessa previa autorizzazione, PubliTec non

assume responsabilità per le opinioni espresse dagli

Autori negliarticoli e per i contenuti dei messaggi

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© PubliTec

via Passo Pordoi 10

20139 Milano

tel. 02/53578.1 - fax 02/56814579

www.publiteconline.it

assemblaggio@publitec.it

Direzione Editoriale

Fabrizio Garnero - tel. 02/53578309

f.garnero@publitec.it

Redazione

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f.dallenogare@publitec.it

Produzione, impaginazione

e pubblicità

Lorenza Petrozzi - tel. 02/53578201

l.petrozzi@publitec.it

Ufficio Abbonamenti

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Il costo dell’ abbonamento annuale

è di Euro 50,00 per l’Italia

è di Euro 100,00 per l’estero

Prezzo copia è Euro 2,60.

Arretrati Euro 5,20

Segreteria vendite

Giusi Quartino - tel. 02/53578205

g.quartino@publitec.it

Agenti di vendita

Riccardo Arlati, Marino Barozzi,

Patrizia Bulian, Marco Fumagalli,

Marina Gallotti, Gianpietro Scanagatti

Comitato Tecnico

Fabio Greco

Sergio Paganelli

Franco Perico

Massimo Vacchini

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6 MAGGIO-GIUGNO 2017


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CONTENUTI

ABB Robotics..................................................29, 38, 88

ABL Automazione .................................................. 9, 76

Advanced Technologies .........................................35

Aerotech Inc.........................................................18, 55

AIdAM ............................................................42, 52, 102

Alfamatic ....................................................................51

A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie.......... 36

ATC Italia ....................................................................81

Aventics........................................................................ 28

B&R Automazione Industriale .................................... 38

Balluff Automation .............................................19,106

Bosch Rexroth .............................................................. 5

burster Italia........................................................ 21, 27

Camozzi.............................................................. 1ª cop.

Cluster Fabbrica Intelligente (CFI) ............................ 88

Comau ......................................................................... 36

Cosberg...........................................................37, 60, 88

DELO ............................................................................. 34

Delta Visione................................................................ 66

Edmund Optics ................................................101, 110

E.O.I. Tecne ...........................................................48, 87

Fanuc Italia...........................................................41, 98

Festo.......................................................................40, 45

Galileo Business Consulting...................................... 102

GAV Sistemi .................................................................. 94

Gefran .......................................................................... 46

Gimatic........................................................................59

Hannover Express....................................................119

Hiwin ......................................................................11, 30

IDM Automation.......................................................... 70

8 MAGGIO-GIUGNO 2017

& meccatronica 120


CONTENUTI

igus........................................................................... 7, 40

Image s......................................................... 3ª cop., 43

Industrija .....................................................................50

International Federation of Robotics (IFR) ............... 38

ISCRA Dielectrics ....................................... 4ª cop., 28

Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ............................ 114

Kabelschlepp Italia ............................................15, 48

Kistler Italia...........................................................12, 69

K.L.A.IN.robotics..............................................1, 66, 93

Lamanna F.lli ..............................................................75

LaserApp & CUTWELD 2018...................................109

Metal Work................................................................... 50

Mitsubishi Electric Europe BV .................. 2ª cop., 70

Nordson Italia ......................................................33, 46

Omron Electronics....................................................... 30

Pneumax ...............................................................31, 44

Schunk Intec ................................................................ 34

SICK............................................................................... 44

Sinta .......................................................................16, 47

SMC Italia ...................................................................39

SPS IPC Drives Italia ..................................................... 32

Tiesse Robot .........................................................22, 49

Tiny Green PC............................................................ 114

TMP Engineering ..................................................43, 82

Universal Robots ......................................................... 24

Vuototecnica................................................................ 2

wenglor sensoric italiana............................................ 32

Zimmer Group ............................................................65

10 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


CRONACA

I benefici del monitoraggio

integrato di processo

Un’applicazione

industriale

dei moduli

elettromeccanici

di piantaggio NC

di Kistler.

An industrial

application of Kistler

electromechanical NC

joining systems.

L’integrazione del monitoraggio di processo è diventato un fattore sempre più

importante nella produzione industriale e, in particolare, nell’ambito delle applicazioni

di assemblaggio. I sistemi elettromeccanici NC realizzati da Kistler superano in flessibilità,

performance ed economia di esercizio i sistemi convenzionali, dando una spinta

decisiva all’aumento dell’efficienza di produzione.

processi. L’integrazione del monitoraggio di processo è

diventato un fattore sempre più importante nella produzione

industriale. In particolare, l’ambito delle applicazioni

di assemblaggio e inserimento per interferenza è quello in

cui i sistemi elettromeccanici NC realizzati da Kistler supedi

Sebastiano Mainarda

Il Gruppo Kistler è uno dei principali produttori al mondo

di sensori e sistemi per la misurazione di pressione, forza,

coppia e accelerazione. I sistemi Kistler sono utilizzati per

misurare e analizzare segnali con altissima precisione e,

dunque, per aumentare notevolmente l’efficienza dei

12 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


ano in flessibilità, performance ed economia di esercizio

i sistemi convenzionali: hanno, infatti, un ruolo significativo

nel taglio dei costi energetici, l’incremento di utilizzo del

sistema e la spinta complessiva dell’efficienza produttiva.

Per le aziende che basano sull’automazione la propria

produzione, ridurre i costi energetici è fondamentale per

competere nel mercato globale. Per questa ragione, un

numero crescente di aziende operanti nel settore automobilistico

opta per i sistemi di giunzione NC realizzati da

Kistler per abbassare il costo della produzione in serie. Tra

i vantaggi che i sistemi elettromeccanici Kistler offrono rispetto

ai processi pneumatici o idraulici ci sono maggiore

efficienza e un altissimo livello di ripetibilità.

Ottimizzare per incrementare

l’efficienza economica

Proponendo una gamma completa di sistemi all’avanguardia

per forze fino a 300 kN - da singoli moduli compatti

standardizzati fino a prodotti con design personalizzati su

misura per le specifiche esigenze del cliente - Kistler stabilisce

nuovi standard sul mercato globale. Indipendentemente

dal fatto che siano utilizzati per il montaggio della

trasmissione e del motore o per il montaggio del sistema

di supporto ruota, i sistemi di piantaggio NC realizzati da

Kistler consentono un controllo estremamente preciso di

tutti i movimenti di traslazione eseguiti durante il montaggio

e l’ispezione del prodotto. Ciò consente di aumentare

notevolmente il range di utilizzo del sistema, nonché un

funzionamento economico e ammortizzabile nel lungo

periodo.

In sintesi, i vantaggi della proposta Kistler vanno dal miglioramento

della qualità grazie al controllo di processo

integrato alla tracciabilità dei risultati di processo; da una

maggiore efficienza energetica, che si traduce in un risparmio

fino al 80%, fino alla riduzione dei costi operativi e

alla presenza globale.

n

n NEWS ARTICLE

The Benefits of the

Integrated Process

Monitoring

The integration of process monitoring has become

a factor of increasing importance in industrial

production, especially when it comes to assembly

applications. The electromechanical NC joining

systems made by Kistler tower head and shoulder

above conventional systems in terms of flexibility,

performances and cost-saving, boosting indeed

production efficiency.

The Kistler Group is one of the world’s leading

manufacturers of sensors and systems for

measuring pressure, force, torque and acceleration.

Kistler systems are used to analyze measuring signals

with high-precision and therefore substantially

increase process efficiency and operational success.

The integration of process monitoring has become

a factor of increasing importance in industrial

production. It is especially the field of press-fit and

joining applications where the electromechanical

NC joining systems made by Kistler tower head and

shoulder above conventional systems: They play a

significant role in the cutting of energy costs, the

Il modulo di

piantaggio

NCFH di Kistler

con motore

albero cavo è

caratterizzato dal

design compatto.

Kistler NC Joining

System module

NCFH with hollow

shaft motor and

compact design.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 13


CRONACA

I moduli

elettromeccanici

di piantaggio

sono pensati per

essere applicati

in ambito

automotive,

e non solo.

Electromechanical

NC joining systems

are supposed

to be used not

only in the

automotive field.

increase of system utilization and the overall boost in

production efficiency.

For industries dependant on automated production,

reducing energy costs is paramount to their ability

to compete in the global marketplace. It is for

this reason that a widening number of companies

operating in the automotive and automotive

supplier industry opt for the NC joining systems

made by Kistler to lower the cost of their series

production. A few of the key advantages that Kistler

electromechanical systems offer over pneumatic or

hydraulic processes include a dramatically higher

level of efficiency, press-fit forces that can be set

with perfect accuracy, and an exceptionally high

level of repeatability.

Relying on optimization to

improve economic efficiency

Offering a comprehensive range of cutting-edge

joining systems for the force range of up to 300

kN - from compact standardized single modules to

custom designs tailored to the customer’s specific

requirements - Kistler is setting new standards on

the global market. Regardless of whether they

are used for transmission and engine assembly or

for the assembly of wheel carrier, wheel set and

chassis: the NC joining systems made by Kistler

allow for high-precision control of all traversing

movements performed during assembly and

product inspection. Better still, the options to

switch between the different measuring ranges

of the NC joining systems and to easily switch

between measuring programs make it possible

to use the same machine for manufacturing a

wide variety of different components. The systems

thereby provide for a sustained increase in system

utilization and economical operation over the

long-term.

To summarize, among the advantages ensured

by the Kistler offer are: enhanced quality thanks

to integrated process control; traceable process

result; higher energy efficiency, translating to

savings of up to 80 %; lower operating costs and

global presence. n

14 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


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CRONACA

Quando agilità fa

rima con precisione

Innovarenelsegnodellamassimaefficienzaedel

minimo ingombro. È questo l’obiettivo del gruppo

Epson, rappresentato in Italia nel settore Industrial

Robot da Sinta, che ha lanciato sul mercato il nuovo

manipolatore N2. Il robot, caratterizzato da estrema

compattezza e destrezza, grazie al particolare

orientamento del secondo asse, contrario a quello

tradizionale, riesce a raggiungere

un notevole campo d’azione.

di Leonardo Albino

Il manipolatore

N2 di Epson,

capostipite della

nuova serie N.

The Epson N2

six-axis robot is the

forefather of the

new N-series.

Il mantra del nostro

tempo si chiama innovazione.

Ma che

cosa è veramente? Da sempre l’innovazione

si profila, da un lato, come un’opportunità

capace di creare nuovi sbocchi commerciali,

ampliare i mercati di riferimento e

raggiungere maggiori margini di profitto; dall’altro,

come un impegno, un investimento e una sfida

quotidiana.

Epson ne è consapevole e testimone, tanto è vero

che cerca continuamente di lanciare sul mercato

europeo alcune importanti novità di prodotto

nell’ambito della robotica di piccola taglia: novità

che rappresentano un ampliamento e un consolidamento

della gamma con l’obiettivo di migliorare

le prestazioni. In Italia, nel settore Industrial Robot il

gruppo Epson è rappresentato da Sinta, società dinamica

con sede a Milano che da 30 anni opera nel

campo dell’automazione come distributore unico e

società di assistenza e supporto tecnico e commerciale

per conto di Epson.

Il secondo asse è progettato in modo

da aumentare l’efficienza di processo

Il manipolatore N2 di Epson è il capostipite della

nuova serie N, studiata con una particolare cinematica

del secondo asse che permette al manipolatore

stesso di avere una compattezza unica per i robot

a 6 assi.

L’estrema destrezza del manipolatore è dovuta al

particolare orientamento del secondo asse, contrario

a quello tradizionale: il centro di rotazione si

sposta quindi verso il basso permettendo così al secondo

braccio di chiudersi sul primo.

Per fare lo stesso con un manipolatore tradizionale, il

braccio deve estendersi completamente e invertire

l’orientamento, richiedendo più tempo e, soprattutto,

più spazio.

Il secondo asse del manipolatore “salta” dunque da

un lato all’altro, raggiungendo un campo d’azione

che, normalmente, solo un manipolatore con un

braccio significativamente più lungo può raggiungere.

Da qui l’aumento notevole di efficienza dei

processi produttivi.

16 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


n NEWS ARTICLE

When Agility Rhymes

with Accuracy

Innovating in the name of higher efficiency

and lower size. This is the purpose of the Epson

Group, represented in Italy, in the Industrial

Robots field, by Sinta, which launched the

new N2 six-axis robot. Featured by extreme

compactness and agility, due to the particular

orientation of the second axis, contrary to the

traditional one, the robot manages to achieve

a larger work area.

The mantra of our time is called innovation. But

what is it really? Innovation has always meant, on

the one hand, an opportunity that can bring new

market solution, expand the reference markets and

achieve higher profit margins; on the other hand, a

commitment, an investment and a daily challenge.

Epson is aware and witness of all this.

As a matter of fact, the company continually seeks to

launch on the European market some important new

products in the field of small robotics: innovations that

are indeed an upgrade and consolidation of the range

in order to improve performance. The Epson Group

is represented in Italy, in the Industrial Robots field, by

Sinta, a dynamic company based in Milan with a 30-

year experience in automation as the sole distributor

or service and technical and sales support for Epson

in Italy.

The second axis is designed so to

increase process efficiency

Epson N2 six-axis robot is the forefather of the brand

new N-series, designed with a particular kinematics of

the second axis. This allows the robot to have a unique

compactness in its sector.

The extreme agility of the robot is due to the particular

orientation of its second axis, contrary to the traditional

one: the centre of rotation moves downward, thus

allowing the second arm to close on the first one. To

do the same with a conventional manipulator, the arm

should extend completely and reverse the orientation,

thus requiring more time and, above all, a larger space.

The second axis of the manipulator then “jumps” from

side to side, reaching a work area that, normally, only a

manipulator with a significantly longer arm can reach.

Hence the considerable increase in production process

efficiency.

Improved accuracy and precision

thanks to the QMEMS sensor

As with all new Epson robots, also the N-series relies on

the QMEMS sensor, a technology that dramatically

reduces the amount of vibration due to movement,

allowing greater accuracy and precision and,

consequently, optimized performance.

The load capacity is 2.5 kg, with a radius of 450 mm, +/-

0.02 mm repeatability. The robot can be mounted on

the ceiling or rather on the floor; it has a weight of 19 kg

and IP40 protection standard.

The controller is the RC700-A

unit, extremely compact

and featured by

high performance; it is based on

the SPEL+ Multitasking program

ming language and the EPSON

RC+ development environment

with integrated 3D simulator

that allows for the offline

program writing and the feasibility

study of the application without

the need to connect to a

real robot.

n

Grazie

all’innovativa

cinematica, il

secondo asse

del manipolatore

“salta” da un

lato all’altro,

raggiungendo un

campo d’azione

che solo un

manipolatore

con un braccio

significativamente

più lungo può

raggiungere.

Thanks to its

innovative

kinematics, the

second axis of

the manipulator

“jumps” from side

to side, reaching

a work area that,

normally, only a

manipulator with

a significantly

longer arm can

reach.

Maggiore accuratezza e precisione

grazie al sensore QMEMS

Come tutti i nuovi robot Epson, anche la serie N si

avvale del sensore QMEMS, una tecnologia che riduce

drasticamente le quantità di vibrazioni dovute

al movimento, consentendo una maggiore accuratezza

e precisione e, di conseguenza, prestazioni

ottimizzate.

La capacità di carico è di 2,5 kg, il raggio di 450 mm,

la ripetibilità di +/-0,02 mm, il montaggio a soffitto

o a pavimento, il peso è uguale a 19 kg, il grado di

protezione IP40.

Il controller della serie è l’unità RC700-A, estrema-

mente compatta e

performante; utilizza

il linguaggio di

programmazione

SPEL+

Multitasking

e l’ambiente

di sviluppo

EPSON RC+ con simulatore 3D integrato che consente

la scrittura offline del programma e lo studio di

fattibilità dell’applicazione senza la necessità di collegarsi

a un robot reale.

n

PubliTec

MAY-JUNE 2017 17


CRONACA

Alta precisione

nelle applicazioni

di Leonardo Albino

di medio carico

I nuovi esapodi sviluppati da Aerotech

garantiscono sei gradi di libertà

nel posizionamento, corse lineari

fino a 60 mm, corse angolari

fino a 30° e capacità di carico

fino a 45 kg. Il software HexSim

di Aerotech, inoltre, offre agli utenti

la possibilità di visualizzare e simulare

facilmente lo spazio

di lavoro disponibile.

L’ultimo modello

della famiglia

HexGen di

Aerotech,

l’HEX300-230HL.

The HEX300-230HL,

the newest born

of Aerotech’s

HexGen family.

Gli esapodi HexGen di Aerotech rappresentano

un progresso significativo nelle prestazioni di posizionamento

a sei gradi di libertà. L’ultimo modello

della famiglia HexGen, l’HEX300-230HL, é pensato per applicazioni

ultra-precise di medio carico quali, ad esempio,

il collaudo di sensori e la manipolazione di campioni nei

sincrotroni. Gli esapodi HexGen di Aerotech garantiscono

oggi una precisione di posizionamento sotto i 5 μm.

Un design strutturale superiore

L’HEX300-230HL è mosso da sei attuatori realizzati con

cuscinetti precaricati, viti a sfere e componenti di azionamento

per alte precisioni. A differenza degli esapodi

azionati da servomotori DC brush, l’HEX300-230HL utilizza

servomotori brushless slotless Aerotech, massimizzando

prestazioni e affidabilità nel tempo. L’accoppiamento diretto

dei servomotori alle chiocciole delle viti si traduce in

una maggiore rigidità e accuratezza di posizionamento,

nonché in un migliore minimo step incrementale (20 nm

lungo XYZ e 0,02 μrad lungo x y z), rispetto a soluzioni concorrenti

che utilizzano cinghie, sistemi a ingranaggi o giunti.

Gli snodi sferici alle estremità delle aste sono appositamente

studiati per offrire bassissimo attrito e un’elevata rigidità,

migliorando le prestazioni complessive dell’esapode. Il design

strutturale superiore dell’HEX300-230HL offre all’utente

un’elevata capacità di carico fino a 45 kg.

Design flessibile e predisposizione

per gli ambienti Vacuum

La piattaforma e la base dell’HEX300-230HL possono essere

facilmente modificate secondo caratteristiche e sistemi di

fissaggio specifici per il singolo utente. La piattaforma ha

18 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


un’apertura di diametro 100 mm, la base ha un’apertura

di diametro 60 mm per consentire un accesso al pezzo anche

dal basso. I fori di montaggio della base si adattano

direttamente alle tavole ottiche con misure sia metriche

che imperiali.

Gli esapodi Aerotech possono essere predisposti per l’uso

in ambienti Vacuum per applicazioni impegnative, come

la manipolazione di campioni nei sincrotroni, l’orientamento

di ottiche, la produzione e ispezione di semiconduttori o

il collaudo di sensori per satelliti.

L’HEX300-230HL è azionato dal premiato sistema di motion

control A3200. Basato su anni di esperienza con applicazioni

cinematiche difficili, il controllore A3200 di Aerotech

permette di eseguire facilmente la programmazione e il

controllo dell’esapode in qualsiasi sistema di coordinate

definito dall’utente.

Infine, il software HexSim di Aerotech offre agli utenti la

possibilità di visualizzare e simulare facilmente lo spazio di

lavoro disponibile.

La stretta integrazione fra l’HexSim e il motion controller

A3200 offre la visualizzazione in tempo reale del movimento

in qualsiasi sistema di coordinate definito dall’utente.

Un’interfaccia grafica intuitiva permette la selezione del

sistema di coordinate attivo per la facile programmazione

del punto di rotazione virtuale e del moto.

n

n NEWS ARTICLE

High Precision

in Medium-load

Applications

The new hexapods developed by Aerotech

ensure six-degree-of-freedom positioning with

linear travels to 60 mm, angular travels to 30°,

and payloads up to 45 kg. Also, Aerotech’s

HexSim software gives users the ability to

easily visualize and simulate the available

workspace.

Aerotech’s HexGen hexapods represent a

significant advance in six-degree-of-freedom

positioning performance. The newest member of

the HexGen family, the HEX300-230HL, is targeted at

medium-load, ultra-precision applications ranging from

sensor testing to synchrotron sample manipulation.

Aerotech’s HexGen hexapods are the only hexapods

on the market today that provide guaranteed

positioning accuracy specifications below 5 μm.

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garantiscono l‘automazione sicura.

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CRONACA

Asse rotativo a comando diretto

L’asse rotativo ad alta velocità a comando diretto

ASR1300 di Aerotech raggiunge accelerazioni fino a

8000 rad/s 2 e velocità superiori a 1500 giri/min in soli

90° di corsa, risultando perfetto per le applicazioni

di tube-handling e i processi di produzione ad

altissima produttività. La velocità massima di 3000

giri/min dell’ASR1300 e la sua eccezionale capacità

di accelerazione derivano da un’ottimizzazione

completa a livello di sistema del rapporto coppiainerzia.

Estremamente agile, l’ASR1300 consente

un miglioramento della produttività e, in ultima

analisi, minori costi di

produzione dei pezzi.

L’ASR1300 è l’asse più

piccolo e dinamico

della famiglia di assi

rotativi ASR di Aerotech.

Con un peso minore

di 2,8 kg, l’ASR1300 è

quasi il 50% più leggero

dell’ASR1200 ed è dotato

di una pinza di serraggio

tipo D integrata.

Direct-drive rotary stage

Aerotech’s ASR1300 high-speed, direct-drive rotary

stage achieves accelerations

of up to 8000 rad/s 2 and reaches speeds greater

than 1500 rpm in only 90° of travel, making it perfect

for the most demanding tube-handling applications

and high-throughput manufacturing processes.

The ASR1300’s maximum speed of 3000 rpm and its

outstanding acceleration capability

result from a full system-level optimization of the

torque-to-inertia ratio. Supremely agile, the ASR1300

facilitates higher throughput levels on supporting

motion equipment and ultimately

lower part manufacturing costs

and increased production

capacity.

The ASR1300 is the smallest

and most dynamic member of

Aerotech’s ASR-series rotary stage

family. Weighing a mere 2.8 kg,

the ASR1300 is nearly 50% lighter

than the ASR1200. Besides, it

features an integral Type-D collet

chuck.

Superior structural design

The HEX300-230HL is actuated with six highaccuracy

struts built with precision preloaded

bearings, ball screws, and drive components.

Unlike competitive hexapods driven by DC

brush servomotors, the HEX300-230HL is driven

by Aerotech’s AC brushless, slotless servomotors

that maximize its performance and longevity.

Directly coupling the AC brushless servomotors to

the ball screw results in increased drive stiffness,

higher positioning accuracy, and better minimum

incremental motion (20 nm in XYZ and 0.2 μrad

for x y z), compared to competitive designs using

belts, gearheads, or compliant couplings.

Specially-engineered strut pivot-joints provide low

friction and high stiffness, enhancing the hexapod’s

overall performance. The HEX300-230HL’s superior

structural design offers the user a generous load

capacity of up to 45 kg.

Design flexibility and preparation

for Vacuum environments

The HEX300-230HL’s platform and base can be

easily modified with user-specific features or

mounting patterns. It features a 100 mm diameter

clear aperture in the platform, while a 60 mm

diameter clear aperture in the base allows

workpiece access from the bottom. The base

mounting holes adapt directly to English and metric

optical tables.

Aerotech hexapods can be vacuum-prepared

for demanding applications such as synchrotron

sample or optics manipulation, semiconductor

manufacturing and inspection, or satellite sensor

testing.

Driving the HEX300-230HL is Aerotech’s awardwinning

A3200 motion control software. Built

on years of experience with difficult kinematics

applications, the A3200 controller allows easy

programming and control of the hexapod in any

user-defined coordinate system.

Finally, Aerotech’s HexSim software gives users

the ability to easily visualize and simulate the

available workspace.

Tight integration between HexSim and the A3200

motion controller provides real-time motion

visualization in any user-defined coordinate system.

An intuitive graphical interface permits selection

of the active coordinate system for easy virtual

pivot-point programming and motion.

n

20 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


26 cm

CORETEC Japan è partner di burster Italia per l’Europa

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attrezzato per demo e prove sono il nostro fiore all’occhiello.

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CRONACA

Il robot che pensa

di Giorgia Stella

alla salute

È progettato

specificamente per operare

nelle linee di preparazione dei

farmaci il robot Kawasaki MC004,

che Tiesse Robot lancia sul mercato

europeo. Estremamente compatto,

dalle superfici lisce con bassa

rugosità e privo di elementi

sporgenti e spigolosi,

il nuovo robot è collegato

al controllore supercompatto

F60, dotato di tutti i bus

di comunicazione utilizzati

nel settore industriale.

Il nuovo robot antropomorfo tipo MC004

nella versione plated lanciato sul mercato

europeo da Tiesse Robot.

The new MC004 six-axis robot in plated

version launched by Tiesse Robot on the

European market.

Grazie alla storica partnership con Kawasaki

Robotics, Tiesse Robot lancia sul mercato

europeo i nuovi robot per l’utilizzo nel settore

farmaceutico-medicale, tipo MC004 nella versione

plated. Si tratta di robot pensati per essere utilizzati

in ambienti dove è richiesta la resistenza al VHP-perossido

di idrogeno per la decontaminazione dalla

superficie del braccio robotizzato.

lI nuovo robot è estremamente compatto, ha un

raggio di lavoro di circa 500 mm e la caratteristica di

avere delle superfici estremamente lisce con bassa

rugosità. Non sono presenti elementi sporgenti o spigolosi,

nei quali possano annidarsi batteri, che renderebbero

più complessa la rimozione degli stessi. Il

robot annovera, inoltre, tutta una serie di accorgimenti,

quali il passaggio cavi per il comando pinze

sia pneumatiche che elettriche interni al braccio

del robot e i connettori coassiali alla base del robot

stesso. Questo consente di ottimizzare il montaggio

all’interno delle linee di preparazione dei farmaci.

MC004 va ad affiancarsi al fratello “maggiore”

MS005, totalmente in acciaio inox e a 7 assi, l’unico

robot al mondo di questo tipo nella configurazione

snake, che può essere impiegato in aree di lavoro

particolarmente pericolose.

Con i due modelli menzionati, quindi, la proposta

tecnologica di Kawasaki per i settori medicale e farmaceutico

può dirsi completa.

Il robot è equipaggiato con il

controllore supercompatto

Entrando ulteriormente nello specifico, il modello

MC004 sarà collegato al nuovo controllore supercompatto

F60, che equipaggerà a breve la gamma

dei robot Kawasaki da 3 a 10 kg di portata e che

ambisce a diventare il nuovo punto di riferimento

tecnologico sul mercato. F60 ha la prerogativa di

essere dimensionalmente più piccolo di tutti gli altri

analoghi controllori oggi disponibili, con un peso di

soli 12 kg e misure di 300 x 320 x 130 mm di altezza. Il

controllore, che può supportare due assi esterni aggiuntivi

da 1,2 kW cadauno, è dotato di tutti i bus di

comunicazione utilizzati nel settore industriale e di

22 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


unità di I/O interne ed esterne che potranno essere

montate in cabinet di controllo della linea esterna

tramite comunicazione seriale. Mediante le due

porte Usb disponibili, il robot potrà essere dotato di

un modulo bluetooth che attiverà il collegamento

a smartphone e tablet per la verifica funzionale del

controllore del robot stesso. Pur se così contenuto

nelle dimensioni, il controllore potrà essere corredato

dell’opzione Cubic S per il monitoraggio in sicu-

rezza delle aree di lavoro e consentirà

di realizzare un risparmio di oltre il 10%

di consumo rispetto agli attuali controllori

E70/E71.

OltrealleporteserialieUsb,lapresenza

di porte Ethernet e, come opzione, di schede

PCI express, completano il corredo tecnologico

di questa macchina dalle performance

eccezionalmente precise e affidabili. n

n NEWS ARTICLE

The Robot that Cares About Health

Kawasaki MC004, the robot recently launched

by Tiesse Robot on the European market, is

designed specifically to operate in drugs

preparation lines. Extremely compact, with

smooth surfaces featured by low roughness and

without any protruding or sharp element, the new

robot is connected to the new ultra-compact F60

controller, equipped with all the communication

buses employed in the industrial sector.

Relying on the long-lasting partnership with Kawasaki

Robotics, Tiesse Robot launched on the European

market the new robots designed for the pharmaceutical

and healthcare fields, the MC004 model in plated

version. This robot is conceived to be used in environments

that require the resistance to the VHP-hydrogen

peroxide to decontaminate the robot arm surface.

The new, extremely compact robot model has

about 500 mm working radius and is featured by

extremely smooth surfaces with low roughness. It

does not have any protruding or sharp element:

here, bacteria could nestle indeed, making their

removal even more difficult. Among the robot

additional features are the passage of cables for

managing pneumatic or electric grippers inside

the robot arm as well as the coaxial connectors

placed at the base of the robot itself. This makes

it possible to optimize the robot mounting within

the drugs preparation lines.

The MC004 is complementary to its “elder”

brother, which is the MS005 model, fully made

of stainless steel and equipped with 7 axes,

making it the only robot in this range in the snake

configuration. It can be used in particularly

dangerous work areas. The two models above

mentioned, then, make Kawasaki technological

offer for the pharmaceutical and

healthcare sectors really complete.

The robot is equipped with the

ultra-compact controller

More in detail, the MC004 robot will be

connected to the new ultra-compact

F60 controller. The latter will soon feature

all the Kawasaki robots with payload ranging

from 3 to 10 kg and aims to become the new

technological market benchmark. The F60 is

dimensionally smaller than all the other similar

controllers available today, with a weight of

only 12 kg and measures of 300 x 320 x 130 mm

in height. The controller, which can support

two additional external axes with 1.2 kW each,

is equipped with all the communication buses

currently employed in the industrial sectors, as

well as with internal and external I/O units to be

mounted in control cabinets on the outer line

via serial communications. By means of the two

available USB ports, the robot may be equipped

with a bluetooth module that will activate the

connection to smartphones and tablets for the

operational check of the robot controller itself.

Although so reduced in size, the controller may

be provided with the Cubic S option for safe

monitoring of work areas. It will also make it

possible to save more than 10% of consumption

compared to the current E70/E71controllers.

In addition to the serial and USB ports, the

presence of Ethernet ports and, as an option,

PCI Express cards, make the technological

equipment of this machine featured

by exceptionally accurate and reliable

performances really complete.

n

Il fratello

“maggiore”

del neo arrivato

MC004 è il

modello MS005,

totalmente in

acciaio inox

ea7assi.

The “elder”

brother of the

newly arrived

MC004 is the

MS005 model,

fully made of

stainless steel

and equipped

with 7 axes.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 23


CRONACA

Programmare i cobot

è ancora più semplice

Universal Robots, azienda di riferimento nel settore della robotica collaborativa

che ha chiuso in forte crescita il 2016, semplifica ulteriormente l’accesso

all’automazione. Il costruttore danese ha, infatti, presentato Universal Robots

Academy, una piattaforma online gratuita per imparare a programmare,

facilmente e intuitivamente, i robot collaborativi UR.

di Cesare Pizzorno

Imparare a programmare e utilizzare un robot collaborativo

Universal Robots non ha più costi e non

richiede più, se non su esplicita richiesta, la presenza

di un tecnico dell’azienda presso la propria sede.

Universal Robots Academy è una piattaforma online

gratuita che consente di programmare ancora

più facilmente i robot UR. All’interno dell’Academy,

a cui si accede tramite semplice registrazione, si

24 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


trovano una serie di moduli pratici, costruiti come

vere e proprie sessioni di e-learning, dedicati a diversi

aspetti dell’uso dei robot UR. Attraverso schede,

documenti e condivisione di informazioni, ogni

operatore registrato può accedere e, prescindendo

dal luogo e dall’orario, avviare una sessione di formazione.

è un passo importante in questa direzione”.

I moduli di formazione online sono multilingue e riguardano,

per ora, l’utilizzo di base dei robot UR,

come la programmazione e l’uso degli end-effec-

“Testare” un cobot in maniera virtuale

Sono diversi i vantaggi per chi utilizza UR Academy:

non occorre più attendere un tecnico e concordare

una o più sessioni di formazione in certi orari e,

soprattutto, il servizio è gratuito. UR Academy è uno

strumento molto utile anche per “testare” un robot

UR in maniera virtuale e, così facendo, effettuare

una personale valutazione delle reali potenzialità

delle macchine, nonché della facilità di programmazione,

avviamento, utilizzo e messa in opera.

“Questo è un investimento a lungo termine per noi.

Vogliamo aumentare l’alfabetizzazione relativa al

mondo della robotica e sostenere le ragioni per investire

nei cobot, che non si limitano all’ottimizzazione

della produzione”, ha detto Esben Østergaard,

CTO e fondatore di Universal Robots. “Facilitare la

creazione di conoscenza e l’accesso ai nostri robot

n NEWS ARTICLE

Programming

Cobots is Now Even

Simpler

Universal Robots, a reference company in

the field of collaborative robotics featured by

quite a strong growth in 2016, further simplifies

the access to automation. In fact, the Danish

manufacturer launched Universal Robots

Academy, a free online training to help

people programming, easily and intuitively,

UR collaborative robots.

Learning how to set up and program a UR

collaborative robot no longer depends on real

life access to a robot or a training class.

Now everybody with a desire to learn the concepts

of cobots can log in to the Universal Robots

Academy and get the introduction necessary to

master basic programming skills.

By simply signing in, it is possible to access the

online Academy, which hosts some practical

modules, organized just like actual e-learning

sessions dedicated to several aspects dealing with

the use of UR robots. Data sheet, documents and

information allow every single registered operator

to access and start a training session, anytime or

anywhere.

Virtually “testing” a cobot

Several advantages result from the use of the UR

Academy: it is no longer necessary to wait for

a technician to schedule one or more training

sessions and, above all, the service is provided

for free. UR Academy is a very useful tool also to

“test” a UR robot virtually. It is then possible to carry

out a personal evaluation of the actual machine

potential as well as the ease of programming, set

up and use.

“This is a long-term investment for us. We want to

raise the robot literacy and the reason for speeding

up the entry of cobots is not only to optimize

production here and now,” said Esben Østergaard,

CTO and founder of Universal Robots. “Facilitating

knowledge creation and access to our robots is an

important step in that direction”.

The online training modules are available in English,

Un robot

collaborativo

Universal Robots

impegnato

al fianco di

un’operatrice

in un’operazione

di assemblaggio.

AUR

collaborative

robot joins

afemale

worker during

an assembly

operation.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 25


CRONACA

Crescita in doppia cifra

Universal Robots (nella foto, il quartier generale di Odense) continua

la propria rapida espansione in tutto il mondo, segnando un tasso

di crescita del 62% dal 2015 al 2016. L’azienda danese ha raggiunto

un fatturato di circa di 90 milioni di euro con un utile, al lordo delle

imposte, di oltre 12 milioni.

Jürgen von Hollen, Presidente di Universal Robots, ritiene

soddisfacente il dato relativo all’utile netto e si aspetta un’ulteriore

crescita del fatturato - dal 50% in su - nel 2017.“Nell’ultimo anno

abbiamo più che triplicato gli investimenti rispetto al 2015, in

particolare nella R&S, fattore che ci permette di mantenere la nostra

posizione di leadership e di offrire la piattaforma tecnologica di

riferimento per la robotica collaborativa. Un ulteriore importante

investimento - continua il Presidente di Universal Robots - è quello che

ha riguardato il personale, che è cresciuto di oltre il 50% nel 2016”.

Universal Robots continua a guadagnare quote nei mercati in via di

sviluppo, raddoppiando la propria presenza globale con sedi locali

in 11 paesi, tra cui l’Italia, rispetto alle 5 del 2015.

Double-digit growth

Universal Robots (pictured, the company’s HQ in Odense) keeps on

expanding rapidly all over the world, recording a 62% growth rate in

2016 compared to 2015. The 2016 revenue of the Danish company

was about 90 million euro, delivering a profit of more than 12 million

euro before tax.

President of Universal Robots, Jürgen von Hollen, considers net

income to be satisfactory and expects revenue growth of 50% or

greater in 2017.“Compared to 2015, we have more than tripled

our investments in 2016, especially in R&D, enabling us to maintain

our product leadership position, and allowing us to offer the cobot

technology platform of choice. Equally important has been our

continued investment of more than 50% into the Universal Robots staff

resource base in 2016”, added the President of Universal Robots. The

company continues to gain market share in developing markets,

doubling its global presence with local offices in 11 countries, Italy

included, up from 5 offices in 2015.

tor, il collegamento di I/O, la creazione di programmi di

base che si applicano in aggiunta alle caratteristiche di

sicurezza di un’applicazione robotizzata.

Le prime esperienze di successo

Tra le prime aziende a utilizzare la Universal Robots Academy

è stata Whirlpool, che si avvale dei moduli online

per tutta la formazione di base negli stabilimenti americani

in Ohio. “Non dobbiamo più aspettare i tecnici o

inviare in trasferta i nostri operatori per essere formati”,

ha detto Tim Hossler, Controls Engineer di Whirlpool.

“Possiamo, inoltre, scegliere quali moduli mettere a disposizione

del personale in funzione delle loro competenze

e del livello di interazione richiesta con il robot di

ciascuno di loro”.

Un apprezzamento, quello di Hossler, che si estende

anche ad altri ambiti. “Mi piace molto l’approccio interattivo,

che rende l’apprendimento molto pratico e

immediatamente adattabile a quello che stiamo realizzando

nel nostro stabilimento. La gratuità dei moduli,

inoltre, aumenta l’accessibilità al mondo della robotica

collaborativa di UR”.

n

Volete esprimere la vostra opinione su questo tema?

Scrivete a: filodiretto@publitec.it

Spanish, German, French and Chinese, consists

of six e-learning modules that make up the basic

programming training for UR robots.

This includes configuring end-effectors, connecting

I/Os, creating basic programs in addition applying

safety features to an application.

The first successful experiences

One of the early adopters of the Universal Robots

Academy is the Whirlpool Corporation where

the online training modules now provide the

basic foundation for all UR robot training at the

company’s plant in Ohio, USA. “Now we don’t

have to wait and send them out for basic training

elsewhere”, said Tim Hossler, Controls Engineer at

Whirlpool. “We can even pick and choose which

modules we offer different personnel depending

on skill sets and their level of interaction with the

robots”.

Mr Hossler also appreciates some other features.

“I really like the interactive approach, it makes

learning very hands-on and transferable to what

we would actually be doing here at our plant.

Besides, the modules are free of charge, definitely

increasing the accessibility of the UR robots”. n

26 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Da 10 anni burster Italia è

rappresentante per l’Europa delle

Servopresse Elettriche CORETEC.

Visti i buoni risultati ottenuti,

ora lo è anche per gli Avvitatori che

CORETEC produce da più di 30 anni.

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all’affidabilità insuperabile,

è molto interessante l’azionamento,

in quanto è lo stesso usato per le

servopresse.

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ATTUALITÀ

30 anni di attività

ISCRA dielectrics festeggia

quest’anno i suoi 30 anni di

attività. Sono stati 30 anni di scelte

coraggiose, traguardi mirati,

di intenso lavoro e passione, di

arricchimento professionale e di

continua ricerca di soluzioni per

soddisfare al meglio le esigenze della

clientela. Sono stati anni di grandi

soddisfazioni e successi.

ISCRA dielectrics nasce dall’idea

di Rino De Luca nel 1987 di offrire al

mondo produttivo del Nord-Est un

partner competente e affidabile

nell’articolato mondo del materiale

dielettrico a elevata tecnologia, in

particolare per il settore elettricoelettronico,

in quegli anni in piena

espansione. Da qui la trentennale

collaborazione con Elantas Europe,

azienda di primaria importanza nella

produzione di resine epossidiche e

poliuretaniche.

Il desiderio di proporre soluzioni

complete ha spinto ISCRA nell’arco

degli anni a completare la sua

gamma prodotti stringendo

collaborazioni con aziende

importanti a livello internazionale,

quali Fisnar Europe, azienda di spicco

nella produzione di attrezzature e

robot per il dosaggio di fluidi mono

o bicomponenti. Nel 1996 ISCRA

diviene distributore esclusivo Fisnar

per l’Italia e per l’area balcanica.

L’ampio ventaglio di prodotti

offerti, certificati e di elevata

qualità tecnica e tecnologica,

un team di persone esperte e

competenti, un laboratorio a

disposizione per lo sviluppo e lo

studio di soluzioni specifiche, un

centro lavoro per il taglio nastri

adesivi su misura e fustellatura in

rotolo, un ampio magazzino per

soddisfare tempestivamente ed

efficientemente le richieste fornendo

anche piccoli quantitativi sono gli

ingredienti che hanno permesso

aISCRAdielectricsdidivenireun

partner fondamentale per tutti i suoi

clienti.

30 years in the business

ISCRA dielectrics celebrates this year

the first 30 years in the business. Brave

choices, focused targets, hard work

and passion, professional enrichment

and never-ending search for solutions

to meet at best the customers’

requirements have featured these

successful 30 years.

ISCRA dielectrics was founded by

Rino De Luca in 1987, with the aim to

provide the manufacturing world of

North-Western Italy with a skilled and

reliable partner in the challenging

sector of hi-tech dielectric material,

in particular for the fast-growing

electric and electronic fields. Here

comes the 30-year collaboration with

Elantas Europe, a leading company

in the production of epoxy and

polyurethane resins.

The wish to provide complete

solutions pushed ISCRA to have

a wider and wider range of

products during the years, signing

agreements with some very

important international companies,

such as Fisnar Europe, a leading

manufacturer of robots and

equipments for mono- or bicomponent

fluid dispensing. In 1996,

ISCRA became Fisnar exclusive

distributor for Italy and the Balkan

area.

The broad range of products offered

and certified, the high technical

and technological quality, a skilled

and expert staff, a laboratory for

developing and studying dedicated

solutions, a workshop for tailor-made

adhesive tapes cutting and roll

die cutting, a wide warehouse to

meet promptly and efficiently the

requirements providing also small

batches are the features that made

ISCRA dielectrics become a key

partner for all of its customers.

Partnership consolidata

nell’imballaggio

Una partnership storica e di successo

è quella tra Aventics, punto di

riferimento mondiale del business

pneumatico, e Fromm Packaging

Automation, gruppo svizzero con

sede produttiva in Italia, a Caprino

Veronese, specializzato nella

progettazione e realizzazione di

macchine su misura per la reggiatura

e filmatura di qualsiasi tipo di

prodotto e applicabili a ogni settore

industriale dove venga richiesto un

imballaggio.

A successful partnership

in packaging

Aventics, a reference global

company in pneumatics, and Fromm

Packaging, a Swiss group with a

production unit in Italy, in Caprino

Veronese, specialized in designing

and manufacturing tailored

strapping machines and pallet

stretch wrapping machines for any

kind of product and employable for

nearly any packaging requirement

established a long-lasting and

successful partner.

28 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


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ATTUALITÀ

Premio di eccellenza

Il gruppo Hiwin ha ottenuto l’oro e

l’argento al Taiwan Excellence con

il sistema DIAMOND prodotto dalla

divisione Hiwin Mikrosystem e con

il Wafer Robot della divisione Hiwin

Technologies. Taiwan Excellence è un

concorso organizzato dal ministero

degli Affari Economici di Taiwan che

premia, secondo i quattro criteri di

ricerca e sviluppo, design, qualità e

marketing, le eccellenze produttive.

DIAMOND è una nuova generazione

di sistemi di posizionamento con

precisione al nanometro che si

inserisce perfettamente nell’industria

di semiconduttori e FPD. È realizzata

grazie a tecnologie come cuscinetti

precaricati ad aria e attrito ridotto,

che rendono possibile l’elevata

precisione e incrementano

l’affidabilità dei componenti.

Il Wafer Robot è invece il primo e

unico robot che si serve di tutti le

componenti chiave ideati e messi

a punto dalla stessa Hiwin.

È adatto per operare in ambienti

puliti e per soluzioni di “pick and

place”. Inoltre, garantisce un alto

servizio qualitativo per semiconduttori

e industrie fotoelettriche, LED, LCD e

dei pannelli solari.

Excellence Award

Hiwin Group won Taiwan Excellence

Golden & Silver Award with DIAMOND

under Hiwinmikro and Wafer Robot

under HIWIN Technologies. Taiwan

Excellence is organized by the Ministry

of Economic Affairs and the four

main criteria to select the winner are

research & development, design,

quality and marketing.

DIAMOND is the new generation

positioning stage with nano

accuracy, applicable in

semiconductor and FPD industries. It is

realized by technologies like vacuum

preloaded air bearing and friction

elimination, which enable nano

accuracy and increases equipment

reliability. Hiwin Wafer Robot is the

first and only robot in the world using

all the key components and motor

driven elements which are made and

designed by Hiwin itself. It is suitable

for clean room environment and

accurate pick and place operation.

It also offers high quality service for

semiconductor, photoelectric, LED,

LCD and solar panel industries.

L’incontro tra automazione

e intelligenza artificiale

Alla prossima SPS Italia, Omron

mostrerà come cambieranno i

giochi per i produttori di beni. Ovvero

come le tecnologie di rilevamento e

controllo, tipiche dell’automazione,

possono, grazie al contributo

dell’intelligenza artificiale, abilitare

l’innovazione della produzione

secondo i paradigmi di Industry 4.0.

Nello spazio dedicato alle tecnologie

4.0, sarà possibile vedere come la

collezione e la visualizzazione dei dati

di produzione possa concretamente

portare benefici in termini gestionali.

Le soluzioni integrate, intelligenti e

interattive consentono ai produttori

tramite l’innovazione delle loro

macchine di migliorare l’efficienza, la

flessibilità, la qualità e il rendimento. I

principali produttori del mondo fanno

affidamento sulle avanzate soluzioni

Omron nel campo della robotica,

dei veicoli intelligenti autonomi (AIV)

e dei sistemi di visione, controllo,

sicurezza e ispezione. L’integrazione

verticale e orizzontale, la gestione

intelligente dei dati di produzione e

la collaborazione uomo-macchina

rendono più facile l’ottimizzazione

della produzione.

Automation meets

artificial intelligence

At the next edition of SPS Italia,

Omron will show all the new

achievements regarding the

manufacturing world. In other

words, how detection and control

technologies, typical of the newest

automation, may enable production

innovation, according to the Industry

4.0 specifications and thanks to the

contribution of artificial intelligence.

In the area dedicated to 4.0

technologies, Omron will show how

collecting and visualising production

data may bring actual benefits in

production management.

Integrated, intelligent and interactive

solutions allow manufacturers to

improve the efficiency, flexibility,

quality and throughput of their

machines through innovation. The

major global manufacturers rely

on Omron advanced solutions in

the field of robotics, autonomous

intelligent vehicles (AIV) as well

as in vision, control safety and

inspection systems. Vertical and

horizontal integration, intelligent data

management and human-machine

collaboration make production

optimization quite easier.

30 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Pneumax eccellenza italiana

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ATTUALITÀ

La settima edizione

di SPS IPC Drives Italia

Si svolgerà a Parma dal 23 al 25

maggio 2017 la settima edizione

di SPS IPC Drives Italia. Con una

previsione di crescita finale del

+15% la fiera, riconosciuta come il

riferimento in Italia per l’automazione

industriale, si svilupperà su 4 padiglioni

espositivi.

Nel padiglione 4 ci sarà spazio per

la seconda edizione del progetto

Know how 4.0: 28 demo funzionanti

di applicazioni in ottica 4.0 delle

aziende più all’avanguardia nel

panorama dell’automazione

industriale. I padiglioni 3, 5 e 6

metteranno in mostra moltissime

soluzioni, e non solo prodotti, offerti

dai principali fornitori di componenti

e sistemi per l’automazione.

Quest’anno SPS Italia amplia

ulteriormente l’offerta con l’aggiunta

di nuove categorie merceologiche

legate alle tecnologie disruptive:

meccatronica, industrial IoT, big

gata, cyber security, applicazioni

robotiche, software di progettazione

e simulazione.

Nell’area esterna prenderà forma

un progetto legato al settore

agricolo, caratterizzato da un

elevato contenuto di automazione

e da nuove soluzioni in grado di

ottimizzare processi, performance,

analisi dati. L’area FARM 4.0 vedrà

l’esposizione delle più moderne e

tecnologiche macchine agricole

e nel corso di una tavola rotonda

di approfondimento, nel palinsesto

convegnistico il 24 maggio, verrà

presentato l’Osseratorio realizzato in

collaborazione con PoliMi e Assofluid

sul settore macchine/ m vimento terra

in Italia.

The seventh edition

of SPS IPC Drives Italia

The seventh edition of SPS IPC Drives

Italia will be held in Parma from 23 rd

to 25 th May, 2017. With +15% growth

forecasts, the exhibition, which is

the Italian benchmark for industrial

automation, counts on 4 halls.

Hall 4 will be dedicated to the

second edition of the Know-how

4.0 project: 28 working demos of

4.0 applications installed by major

companies in industrial automation.

Halls 3, 5 and 6 will put on display

several solutions, not only products,

provided by major suppliers of

automation components and

systems. This year, SPS Italia is

featured by a broader offer, with

some more product categories

related to disruptive technologies:

mechatronics, industrial IoT, big gata,

cyber security, robotized application,

design and simulation software.

The space outside the halls will be

addressed to a project related to

the farm sector, with a high degree

of automation and new solutions

capable to optimize processes,

performances, data analysis.

The FARM 4.0 area will exhibit

hi-tech agricultural machines.

Besides, during a round table

on May 24th, the so-called

“Osservatorio” on earthmoving

equipment in Italy, carried out

in collaboration with PoliMi and

Assofluid, will be presented.

Gamma completa

di soluzioni in mostra

wenglor sensoric, azienda di riferimento

nel settore della sensoristica

evoluta, sarà presente con un’ampia

gamma di novità dal 23 al 25 maggio

prossimi a Parma alla fiera annuale

che riunisce fornitori e produttori del

mondo dell’automazione industriale.

Nel quartiere fieristico di Parma, l’importante

area espositiva di wenglor

costituirà uno dei principali punti di riferimento

non solo per tutti i costruttori di

macchine, impianti e linee di automazione,

ma anche per i numerosi

end-user che, come al solito, affollano

la fiera in cerca di soluzioni innovative

ed efficaci.

“Quest’anno la presenza a SPS IPC

Drives Italia di wenglor sensoric è ancor

più significativa, poiché coincide

con il ventennale della filiale italiana”,

afferma Elio Bolsi, general manager di

wenglor sensoric italiana.

A full range of solutions

on display

wenglor sensoric, a major company

in the field of advanced sensors, will

showcase a broad range of products

at the annual exhibition, scheduled

from 23 rd to 25 th May in Parma, which

gathers together suppliers and manufacturers

in the industrial automation

field. In Parma, wenglor booth

is expected to be a benchmark not

only for manufacturers of machines,

plants and automation lines, but also

for several end users who, as usual,

are supposed to visit the exhibition in

search of innovative and effective

solutions.

“This year, wenglor sensoric presence

at SPS IPC Drives Italia is even more

significant, as we celebrate the

twentieth year since the foundation

of the Italian branch”, says Elio Bolsi,

general manager of wenglor sensoric

italiana.

32 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Nuove soluzioni di dosatura

con i sistemi Nordson EFD

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a bassa viscosità: precisione,

totale assenza di overspray

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Nessuna sbavatura,

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depositi uniformi e controllati

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ATTUALITÀ

Va alla pinza collaborativa

l’Hermes Award 2017

L’Hermes Award 2017 è stato

assegnato all’azienda tedesca

SCHUNK, allo stesso tempo azienda

a conduzione familiare e global

player. Il premio, che è uno dei

più prestigiosi riconoscimenti

internazionali per la tecnologia più

innovativa, è stato consegnato

allo specialista in sistemi di presa

il 23 aprile, nella cornice della

cerimonia di inaugurazione della

Hannover Messe. SCHUNK ha

ricevuto il premio per la pinza JL1:

un modulo di presa intelligente e

sicuro per la collaborazione uomorobot

che interagisce e comunica

direttamente con l’operatore.

I sensori incorporati nella pinza

rilevano l’avvicinarsi della persona

e attivano automaticamente

una soluzione protettiva. I sensori,

inoltre, consentono al modulo di

afferrare, manipolare e assemblare

con grande flessibilità oggetti con

ogni tipo di geometria attraverso

una presa parallela o attraverso

una presa centrica. Le dita della

pinza dispongono di ganasce di

regolazione della forza di presa

e di sensori tattili capacitivi che

supportano operazioni di presa

adattive. Due sistemi di telecamere

assicurano il monitoraggio continuo

dell’ambiente circostante in 3D

aiutando la rilevazione delle parti

da afferrare.

Collaborative grippers

win 2017 Hermes Award

This year’s Hermes Award winner is

German company SCHUNK, both

an owner-operated German family

business and a global player. The

Hermes Award is one of the world’s

most prestigious industrial technology

awards, and SCHUNK a global leader

in innovative gripping systems. The

award was presented during the

Hannover Messe Opening Ceremony

on 23 April.

SCHUNK’s JL1 co-act gripper is an

intelligent modular gripping system

for human-robot collaboration that

is capable of directly interacting

and communicating with its human

operator. The JL1’s integrated sensor

systems effectively envelop the

module in its own safety “bubble”

by continually tracking the proximity

of humans and triggering evasive

action to avoid any direct humanmachine

contact. They also enable

the module to grip, handle and

assemble objects of all geometries.

The module’s jaws are able to

measure gripping force and have

tactile sensors, so their operation is

highly adaptive and responsive. The

sensor constellation also includes two

cameras that enable the gripper to

see its surroundings in 3D and help it

to detect workpieces.

Un altro anno

di grande crescita

L’azienda tedesca DELO ha

diffuso gli ultimi risultati finanziari.

Le vendite sono salite a 95

milioni di euro al 31 marzo 2017,

termine dell’anno fiscale, in

crescita del 18% rispetto all’ultimo

risultato. Ancora una volta, i

driver di crescita a doppia cifra

dell’azienda sono le industrie

automotive, elettronica e

dell’aviazione.

Le vendite fuori dalla Germania

hanno conosciuto un aumento

significativo, con la Cina, in crescita

del 67%, che ha rimpiazzato

la Germania come mercato

principale. DELO - specializzata

nella produzione di adesivi e

sistemi di incollaggio industriale -

ha generato il 73% delle vendite

complessive fuori dalla Germania.

“Per molti anni, quello cinese è

stato il nostro secondo mercato

più importante ed era soltanto

una questione di tempo perché

si concretizzasse il sorpasso sulla

Germania”, ha detto l’ing. Wolf-

Dietrich Herold, managing partner

di DELO.

Another year

with strong growth

The German company DELO

released its latest financial results.

Sales climbed to €95 million, thus

marking the end of the fiscal year

on March 31, 2017. That’s an 18

percent gain over the last fiscal

year. Once again, the company’s

growth drivers with clear doubledigit

numbers turned out to be the

automotive industry, electronics

and aviation.

Revenues from overseas rose in

particular, with China rocketing

up by 67 percent and replacing

Germany as the company’s

most important market. DELO - a

leading manufacturer of industrial

adhesives and equipment systems

- generated 73 percent of its total

sales outside Germany.

“For many years, China was our

second largest market and it

was only a question of time until

it caught up with and surpassed

Germany,” says Dr.-Ing. Wolf-

Dietrich Herold, managing partner

of DELO.

34 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


ATTUALITÀ

L’innovazione per

l’Industria 4.0

Industria 4.0, smart factory e quarta

rivoluzione industriale: tre diversi

termini per esprimere un solo

concetto, ovvero la completa

integrazione dei processi di

produzione industriale attraverso

l’utilizzo di strumenti e dispositivi

in grado di rendere le fabbriche

intelligenti, trasformando gli

ecosistemi da chiusi in piattaforme

più aperte, complesse e distribuite,

per garantire nuovi servizi come

la diagnostica degli impianti,

la manutenzione predittiva e

l’ottimizzazione dei consumi, anche

da remoto.

Questi gli importanti argomenti

trattati, lo scorso marzo, nel

corso dell’evento organizzato

dall’associazione che riunisce le

piccole e medie industrie, dal titolo:

“A.P.I.: innovazione per l’Industria 4.0”

presso il Samsung District a Milano.

Il dibattito ha visto la partecipazione

di Luca Del Gobbo, assessore

all’Università, Ricerca e Open

Innovation di Regione Lombardia,

Antonio Bosio, product & solutions

director Samsung Electronics Italia,

Giovanni Anselmi, delegato A.P.I. al

tema Industria 4.0 e Paolo Galassi,

presidente A.P.I.

Innovation for Industry 4.0

Industry 4.0, smart factory and fourth

industrial revolution: three different

words to describe a single concept,

that is to say the full integration of

industrial production processes

through the use of tools and devices

capable to make the factories

smart. This is made possible by

turning production environments

from closed systems into open,

complex and shared platforms, in

order to ensure new services such

as plant diagnostics, predictive

maintenance and consumption

optimization.

These were some of the relevant

issues discussed, last March,

during the event organized by the

association that gathers small and

medium enterprises (A.P.I.), titled

“A.P.I.: innovation for Industry 4.0”

held at Samsung District in Milan.

The conference saw the

participation of Luca Del Gobbo,

councillor for University, Research

and Open Innovation, Regione

Lombardia, Antonio Bosio, product

& solutions director Samsung

Electronics Italia, Giovanni Anselmi,

A.P.I. representative for Industry 4.0

and Paolo Galassi, president of A.P.I.

Project & People

Management School

È giunta alla quinta edizione la

“Project & People Management

School” di Comau, di cui sono

aperte le iscrizioni per i corsi del 2017.

La summer school si terrà nelle sedi

della Comau Academy di Torino (12

giugno - 23 giugno), Detroit (24 luglio

- 4 agosto) e Shanghai (21 agosto

- 1 settembre). Possono presentare

domanda di ammissione gli studenti

universitari che frequentano gli

ultimi 2 anni dei corsi di laurea in

Ingegneria, in Economia e nelle

discipline umanistiche. La P&PM

School è un percorso di studi

intensivo, di 10 giorni che, nelle 10

precedenti sessioni finora svolte,

ha coinvolto oltre 250 studenti

provenienti dalle migliori Università

di tutto il mondo. Un’attività di alta

formazione che Comau realizza

grazie al supporto di un network

di partner internazionali, come il

Politecnico di Torino, l’Università

Cattolica di Milano, la Tongji

University di Shanghai, la Finsaa

e la SAA – School of Management

di Torino.

Project & People

Management School

Comau’s “Project & People

Management School” reaches

its fifth edition. The enrolment for

the 2017 courses are open. The

summer school will be held at

Comau Academy headquarters

in Turin (June 12 - 23), Detroit (July

24 - August 4) and Shanghai (August

21 - September 1). The enrolment

form can be submitted by university

students attending the last 2 years of

the degree courses in Engineering,

Economy or humanistic studies. The

P&PM School is an intensive 10-day

study course, which involved in the

former 10 sessions more than 250

students from the best Universities

all over the world.

A top-notch training organized

by Comau in collaboration with a

network of international partners,

such as Politecnico di Torino,

Università Cattolica di Milano, Tongji

University in Shanghai, Finsaa and

SAA - School of Management

in Turin.

36 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Conoscenza Globale.

Le Persone alla base dell’Innovazione.

Crediamo in Talento e Know-How che, uniti al lavoro di squadra,

ci spingono sempre oltre, verso nuove applicazioni e tecnologie.

Sviluppiamo nuove tecniche all’avanguardia nei sistemi di

assemblaggio automatico, proponendo soluzioni personalizzate a

settori e mercati di tutto il Mondo.

Cosberg è una realtà di riferimento nella meccatronica, nella robotica

e nell’automazione dei processi di montaggio, il cui reale patrimonio è

il Valore Intellettuale generato dalle Persone, che fa da propulsore

alla continua azione innovatrice sia dei prodotti che dei processi.

cosberg.com


ATTUALITÀ

Acquisizione nel settore

dell’automazione

ABB ha annunciato l’acquisizione

di B&R, tra i principali fornitori

indipendenti di soluzioni openarchitecture

di prodotto e di software

per l’automazione di macchina e di

fabbrica. Fondata nel 1979 da Erwin

Bernecker e Josef Rainer, con quartier

generale nella città di Eggelsberg,

in Austria, B&R impiega più di 3.000

persone, 1.000 delle quali sono

ingegneri applicativi e di R&S.

L’acquisizione consente ad ABB

di consolidare la sua posizione nel

campo dell’automazione industriale

e di cogliere ancora maggiori

opportunità di crescita nell’ambito

della Quarta Rivoluzione Industriale.

Inoltre, ABB intende espandere la

sua offerta digitale combinando

il suo portfolio di soluzioni digitali,

ABB Ability, con le consolidate

piattaforme software, la base

di clienti e le sue piattaforme di

automazione personalizzate.

Acquisition in the

automation field

ABB has announced the

acquisition of B&R, a very important

independent provider focused

on product- and software-based,

open-architecture solutions for

machine and factory automation

worldwide. B&R, founded in 1979 by

Erwin Bernecker and Josef Rainer,

is headquartered in Eggelsberg,

Austria, and employs more than 3,000

people, including about 1,000 R&D

and application engineers.

Through this acquisition, ABB

expands its leading position in

industrial automation and will be

uniquely positioned to seize growth

opportunities resulting from the Fourth

Industrial Revolution. In addition, ABB

takes a major step in expanding

its digital offering by combining its

industry-leading portfolio of digital

solutions, ABB Ability, with B&R’s strong

application and software platforms,

its large installed base, customer

access and tailored automation

solutions.

USA: cresce l’automazione

nell’automotive

L’industria automotive americana

ha visto l’installazione di circa

17.500 robot industriali nel 2016.

Negli ultimi sette anni, i robot in

uso sono cresciuti a circa 52.000

unità (2010-2016). Questo si evince

dai risultati preliminari pubblicati

dallo Statisctical Department

dell’International Federation of

Robotics (IFR). Nello stesso periodo,

il numero dei posti di lavoro

nell’industria automotive statunitense

è cresciuto di 260.600 unità, secondo

l’US Bureau of Labor Statistics.

“Alla base di questa crescita

c’è la tendenza attuale

all’automatizzazione della

produzione per rafforzare la

competitività dell’industria

americana a livello globale,

mantenere i siti manifatturieri nel

paese, e in alcuni casi riportare in

casa siti produttivi che erano stati

precedentemente delocalizzati

altrove”, ha detto Joe Gemma,

Presidente dell’IFR, al World Robotics

IFR CEO Roundtable di Chicago.

US: automation increases

in the automotive industry

The US automotive industry

has installed a new record of

approximately 17,500 industrial

robots in 2016.

In the last seven years, the

operational stock increased by

about 52,000 units (2010-2016).

These are preliminary results

published by the Statistical

Department of the International

Federation of Robotics (IFR). During

the same period, the number of

jobs in the US automotive sector

rose by 260,600, according to the

US Bureau of Labor Statistics.

“The main driving force of this

growth is the ongoing trend to

automate production in order to

strengthen the competitiveness

of American industry globally,

to keep manufacturing at

home, and in some cases bring

back manufacturing that had

previously been outsourced to

other countries,” said Joe Gemma,

President of the International

Federation of Robotics at the World

Robotics IFR CEO Roundtable in

Chicago.

38 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


L’ottimizzazione nasce

da un progetto preciso.

Il nostro.

J Concept è la nuova filosofia progettuale introdotta da SMC Corporation per l’ottimizzazione

meccanica. Una nuova generazione di cilindri con caratteristiche peculiari: dimensioni

compatte e pesi contenuti. Nuovi prodotti con prestazioni ottimali che non sostituiscono

le serie esistenti, ma le affiancano per offrire ancora maggiori possibilità di scelta e qualità

in un’ampia gamma di applicazioni. Per ulteriori informazioni: www.smcitalia.it

SMC Italia Vi aspetta • Padiglione 06, Stand G012

Fiera di Parma, 23-25 Maggio 2017

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RIBALTA

Più veloce l’assemblaggio

delle catene portacavi

Lo specialista tedesco in motion plastics igus lancia sul mercato

E4.1L, la catena portacavi semplice da riempire. Grazie al

nuovo tipo di separatori, che igus ha presentato ai visitatori in

occasione della fiera di Hannover 2017, diventa ancora più

semplice suddividere internamente la catena portacavi in modo

personalizzato e secondo le necessità.

Facile da aprire da tutti i lati e altrettanto da riempire, in base

alle esigenze: assemblare con l’E4.1L significa massima flessibilità.

Ciò è possibile grazie ai principi di costruzione unici della catena

portacavi. “La facile accessibilità a tutto lo spazio interno da

entrambi i lati, l’innovativo sistema di separazione interna con

nuovi separatori e uno dei più rapidi meccanismi di apertura:

queste sono le caratteristiche che rendono E4.1L la catena

portacavi più veloce da riempire”, ha detto Michael Blaß, Vice

Presidente catene portacavi presso igus. “Con questa catena

portacavi i clienti possono risparmiare fino all’80% del tempo di

assemblaggio”.

A faster cable carrier assembly

The German specialist in motion plastics igus launches the E4.1L, the

cable carrier that is easy to fill. Thanks to a new type of separators,

introduced at Hannover Fair 2017, it is even easier to divide internally

the cable carrier according to the customer’s specific requirements.

Easy to open on all the sides and also to fill, according to anyone’s

needs: assembling with the E4.1L implies the highest flexibility. All

this is made possible by the cable carrier unique design. “Easiness

to access the internal space from both sides, the innovative

internal separation system with new separators and a very quick

opening devices: these are some of the main features that make

the E4.1L the fastest cable carrier to be filled”, said Michael Blaß,

Vicepresident cable carriers at igus. “This cable carrier allows

customers to save up to 80% assembly time”.

Grande innovazione nella pneumatica

La pneumatica è una tecnologia intrinsecamente userfriendly.

E diventerà ancora più diretta, versatile e flessibile

grazie al nuovo Motion Terminal VTEM di Festo, presentato

all’ultima Hannover Messe, che porta la pneumatica

nell’Industria 4.0 con app in grado di rimpiazzare circa

50 singoli componenti. Tutto ciò è possibile grazie agli

ultimi sviluppi nell’ambito della tecnologia piezo e del

software. Il nuovo metodo di integrazione delle funzioni

- insieme alle app - è in grado di semplificare l’intera

catena del valore, dal momento è sufficiente una sola

parte hardware. Dietro al design classico dei prodotti

Festo, infatti, ci sono innovazioni tecniche basate sulle

tecnologie IT di ultimissima generazione. La tecnologia

piezo, i sensori di corsa e pressione integrati e il controllo

via motion app aprono prospettive completamente

nuove per i costruttori di macchine e impianti. La

fusione di meccanica, elettronica e software del Motion

Terminal di Festo trasforma un prodotto pneumatico in

un reale componente di Industria 4.0, permettendo una

produzione davvero flessibile.

Breakthrough innovation in pneumatics

Pneumatics is intrinsically a user-friendly technology. And it is set

to become even more straightforward, versatile and flexible

as the brand new Festo Motion Terminal VTEM, introduced

at the last Hannover Messe, is catapulting pneumatics into

the era of Industry 4.0, with apps that can replace over 50

individual components. All this is made possible by the latest

developments in piezo technology and software. The new

method of function integration - combined with software apps

- will simplify the entire value chain, since only one piece of

hardware will be required. Beneath the somewhat unassuming

exterior and classic Festo product design lies technical

refinement based on state-of-the-art information technology.

Piezo technology, integrated stroke and pressure sensors

together with control via motion apps will open up entirely new

perspectives for machinery and plant manufacturers. The fusion

of mechanics, electronics and software featured in the Festo

Motion Terminal will transform a pneumatic product into a true

Industry 4.0 component, and enable flexible production.

40 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Lavoriamo

insieme!

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lavori che espongono il lavoratore a processi di ripetibilità

e manovre molto pesanti.

Non vogliamo solo salvaguardare il lavoro umano ma

anche liberarli per concentrarsi su lavori più gratificanti

che comprenda l’abilità manuale.

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Italiana di

Automazione

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Sistemi di visione per ispezione e controllo

A partire da maggio 2017, Image S è rivenditore esclusivo sul

mercato italiano della serie di prodotti AIIS di Advantech per

applicazioni di visione industriale nell’ambito dell’automazione.

Dotati di processori SoC (System-on-Chip) Intel ® Core i/Celeron ®

di sesta generazione con ampia espandibilità degli I/O, i sistemi

della serie AIIS di Advantech migliorano le attività produttive

offrendo prestazioni per applicazioni di machine vision molto

spinte, capacità di calcolo allo stato dell’arte e flessibilità

nell’espansione della soluzione. La serie AIIS supporta inoltre

interfacce per telecamere PoE/USB 3.0 con controller dedicato

Vision systems for inspection and control

Since May 2017, Image S has been exclusive distributor for

the Italian market of Advantech Series AIIS products for

industrial vision applications in the field of automation.

Equipped with sixth generation Intel ® Core i/Celeron ®

SoC (System-on-Chip) processors with wide I/O expansion

possibilities, Advantech’s Series AIIS systems improve

manufacturing activities, ensuring very advanced

performances for machine vision application, state-ofthe-art

data processing capacity and expansion flexibility.

Series AIIS products also support interfaces for PoE/USB 3.0

cameras with dedicated controller to increase bandwidth

per aumentare la larghezza di banda per l’acquisizione delle

immagini ed evitare perdite di frame.

Disponibili con due diverse architetture (“ruggedized” per i modelli

AIIS-5410P e AIIS-1200P/U e “high-performance” per i modelli AIIS-

3400P/U e AIIS-3410P/U), i computer per sistemi di visione AIIS sono

idonei per le più svariate esigenze di automazione.

for image

acquisition in

order to avoid

frame losses.

Available with

two different

architectures

(“ruggedized” for AIIS-5410P and AIIS-1200P/U models and

“high-performance” for AIIS-3400P/U and AIIS-3410P/U

models), AIIS vision system computers are suitable for

several automation requirements.


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Design and construct machines and robotic systems to automate the assembly and testing process.

We offer innovative technical solutions with a perfect interaction between mechanics, electronics and robotics.

TMP ENGINEERING SRL - Via Selvotta 15 - 03043 Cassino (FR) Italy - Phone: +39 0776 1930137 Fax: +39 0776 1930407 - info@tmpengineering.it - www.tmpengeering.it


RIBALTA

Ampliamento della gamma

di elettrovalvole

Optyma32-S rappresenta

l’ampliamento della gamma

Optyma di Pneumax verso le taglie

inferiori da 12,5 mm e si caratterizza

sempre per l’assemblaggio su base

modulare che integra al suo interno

la gestione completa dei segnali

elettrici di comando.

La portata nominale è stata

massimizzata fino a 550 Nl/min grazie

all’uso di una nuova sottobase

dotata di connessioni rapide Ø8mm che completa la gamma di

connessioni pneumatiche Ø4mm e Ø6mm già disponibili.

Gli elettropiloti a basso consumo energetico sono collocati

entrambi sullo stesso lato dell’elettrovalvola, che mantiene così

il medesimo ingombro sia nelle versioni monostabili che in quelle

bistabili.

L’assemblaggio rapido dell’elettrovalvola sulla sottobase

avviene mediante un’unica vite, con il vantaggio di poter

sostituire le valvole senza disconnettere i collegamenti

pneumatici. Tutte le connessioni di alimentazione, utilizzo e

scarico dei gruppi di elettrovalvole sono poste sullo stesso lato,

a tutto vantaggio della semplicità e pulizia di installazione.

A broader range

of solenoid valves

Optyma32-S represents the

expansion of Pneumax Optyma

range towards sizes lower than

12.5 mm. It is also featured by the

modular assembly that integrates the

complete management of electric

control signals.

Theratedcapacityreachesupto

550 Nl/min, thanks to the use of a

new base equipped with Ø8mm

rapid connections, which completes

the range of Ø4mm and Ø6mm pneumatic connections

already available.

The low-consumption solenoid pilot valves are located

on the same side of the solenoid valve. This can keep the

same amount of space required in either monostable or

bistable versions. The solenoid valve is quickly assembled

to its base by means of a single screw, allowing users to

replace the valves without disconnecting pneumatic

connections. All the feeding, use and discharge

connections for the solenoid valve groups are placed on

the same side as well. This implies a simpler and cleaner

installation.

Controllo qualità distribuito

TriSpector1000 di SICK è il primo sensore di visione in 3D che si

configura in modo semplice e permette di effettuare ispezioni

direttamente a bordo della camera, senza necessità di

utilizzare linguaggi di programmazione. Il sensore acquisisce

immagini tridimensionali degli oggetti in movimento sfruttando

il principio di triangolazione laser per la cattura dei profili, con

i quali genera poi un’immagine 3D. L’elaborazione di questa

immagine avviene direttamente a bordo camera, dove

l’oggetto può essere localizzato

e ispezionato utilizzando opportuni

algoritmi. Disponibile in tre modelli

con campi inquadrati di diverse

dimensioni da scegliere in base

all’oggetto da ispezionare,

è il sensore ideale per la guida

di robot e per applicazioni di

controllo qualità in tutte le fasi

di produzione dei beni di consumo

e imballaggio. La custodia in

metallo con grado di protezione

IP67 e la finestra in plastica

opzionale ne consentono l’utilizzo

anche in condizioni gravose,

tipiche dell’industria alimentare.

Distributed quality control

SICK’s TriSpector1000 is the first 3D vision sensor that

is simple to install and allows for inspections on board

the camera, without using any programming language.

The sensor is able to acquire 3D images of moving

objects by means of the 3D laser triangulation system

to capture a series of profiles, then creating a 3D image.

The image processing is carried out on the camera itself,

where the object can be located and inspected by

using dedicated algorithms. Available in three models

with field sizes according

to the object to be

inspected, it is the ideal

sensor for robot guidance

and quality control

applications along all the

production and packaging

stages of consumption

goods manufacturing.

The units are supplied

in rugged IP67 casings

and shatter resistant plastic

windows to withstand

harsh or food processing

environments.

44 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Pneumatica

Digitalizzata

Desiderate massima flessibilità?

Cercate soluzioni intelligenti e intuitive?

Digitalizziamo i sistemi di automazione pneumatica

Siamo i primi al mondo nella digitalizzazione pneumatica: Festo Motion Terminal VTEM

Festo Motion Terminal VTEM apre nuove dimensioni nel mondo dellautomazione

pneumatica industriale, si tratta delle prime valvole controllate da app.

Grazie a questa innovazione si combinano i vantaggi di avere una tecnologia elettrica e

pneumatica nella stessa piattaforma condensando funzioni che attualmente richiederebbero

più di 50 singoli componenti tradizionali separati.

Per maggiori informazioni consultate la pagina dedicata sul nostro sito:

www.festo.com/motionterminal

Venite a visitarci!

Pad. 3 Stand B037 C037 D037


RIBALTA

Sistema di marcatura

a spruzzo

L’esclusivo sistema di

marcatura a spruzzo EFD,

società di proprietà Nordson

Corporation, produce forme

circolari nitide e strisce da

5 a 30 mm di larghezza

senza sovrapposizione

degli spruzzi o otturazioni.

Progettato per affidabilità

e bassa manutenzione, il

sistema MicroMark riduce

drasticamente i fermi

macchina su linee di produzione automatizzate o semi-automatizzate.

Tra le applicazioni per le quali MicroMark ha prestazioni eccellenti vi è

la marcatura per la codifica colore di componenti simili, per indicare lo

stato “pass/fail” o per mostrare se uno specifico procedimento è stato

eseguito. MicroMark utilizza una valvola a spruzzo di precisione con

tecnologia basso volume bassa pressione (LVLP) per eseguire forme

circolari e strisce uniformi senza “nebbia” o sovraspruzzi. L’elevata

efficienza di trasferimento e la velocità di arresto dell’erogazione

migliorano l’aspetto delle parti lavorate e mantengono l’area di lavoro

pulita. Un breve sbuffo d’aria dopo ogni deposito mantiene l’ago

libero da otturazioni e riduce la necessità di manutenzione. MicroMark

include un sistema di controllo con microprocessore per semplificare la

programmazione e le operazioni di dosaggio; tale sistema, se si vuole,

può essere facilmente interfacciato con un PLC. L’inchiostro o la vernice

vengono alimentati da un serbatoio di fluido provvisto di un regolatore

d’aria in grado di mantenere costante la pressione e prevenire

fluttuazioni di pressione nel fluido.

Spray marking valve system

The unique spray marking valve system from EFD, a Nordson

Corporation company, produces round patterns and stripes

from 5 to 30 mm wide without overspray. Designed to be

reliable with low maintenance, the MicroMark system reduces

significantly downtimes on automated or semi-automated lines.

The MicroMark system is ideal for color coding, indicating

pass/fail, or showing production or test status. MicroMark uses

a precision spray valve with low volume low precision (LVLP)

technology to carry out round shapes or uniform stripes without

any mist or overspray.

The high transfer efficiency and dispensing stop speed improve

the look of processed parts and keep the work area clean. A

short air blow after every deposit keeps the needle free from

clogging, thus reducing maintenance requirements.

MicroMark includes a control system equipped with

microprocessor to make programming and dispensing easier;

this system can be easily interfaced with a PLC. Ink or paint are

fed by means of a fluid tank equipped with an air regulator

capable to keep pressure steady and prevent pressure

fluctuations within the fluid.

Controllori di potenza omologati

Da sempre Gefran, azienda di riferimento nella

progettazione e produzione di dispositivi per il controllo

di processi industriali, è in prima linea nell’ambito della

sicurezza delle macchine e degli operatori.

Oggi, infatti, i controllori di potenza Gefran della serie

GFW (100A, 200A, 250A) e GTF (200A e 250A) sono

omologati SCCR 100KA (Short Circuit Current Rating)

600V in base alla norma UL 508.

Si tratta di un’importante attestazione del livello

di sicurezza che i dispositivi Gefran garantiscono

all’utilizzatore. Questa omologazione semplifica anche

notevolmente le attività di certificazione UL (secondo

le norme UL508A) dei quadri elettrici che utilizzano

i controllori di potenza Gefran con destinazione

Nord America.

Il superamento del test certificato UL attesta la

robustezza e la buona progettazione dei controllori di

potenza Gefran che, anche in caso di cortocircuiti di

elevata entità (100.000A) salvaguardano persone e

impianti da pericoli e rischi.

Certified power controllers

Gefran, a leading designer and manufacturer of control

devices for industrial processes, has always played a

primary role in the field of machine and operator safety.

Now, in fact, Gefran GFW (100A, 200A, 250A) and GTF

(200A and 250A) power controllers have the SCCR

100KA (Short Circuit Current Rating) 600V certification

according to the UL 508 standard. It is quite an

important proof of the safety level that Gefran devices

ensure. This certification also makes much simpler the UL

certification activities (according to UL508A standards)

in electric panels using Gefran power controllers in

North America.

The certified UL standard proves the sturdiness and

reliable design of Gefran power controllers that, even

in the case of relevant short circuits (100.000A), protect

people and plants from any danger and risk.

46 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


RIBALTA

Catena portacavi per condizioni ambientali difficili

Con la serie TKK, Kabelschlepp presenta una nuova catena catena sono realizzate interamente in materiale plastico. Oltre

portacavi per spazi applicativi ridotti e condizioni ambientali difficili, a questo tipo di esecuzione completamente in poliammide, dal

come ad esempio nelle applicazioni di sollevamento aereo. La peso ottimizzato, Kabelschlepp produce anche una vasta gamma

TKK39 è autopulente, molto stabile e nel contempo leggera e di catene portacavi in forma ibrida con traversini in alluminio e

compatta. Convince la sua particolare resistenza a torsione e la catene in acciaio.

capacità di supportare lunghe corse autoportanti sino a 5 m.

Il design compatto della TKK39 è caratterizzato fra l’altro

dall’altezza di montaggio di soli 142 mm rispetto alle soluzioni

comparabili, che consente di ridurre l’altezza di montaggio del

65%. La catena portacavi può essere installata sia in autoportanza

che con disposizione scorrevole; supporta velocità di 3 m/s e

accelerazioni di 9 m/s2. I raccordi terminali in acciaio molto corti

consentono un montaggio facile e veloce e vengono avvitati

direttamente alla console o al piano di supporto. Le maglie di

Cable carrier for challenging environments

Kabelschlepp presents the TKK series, a new cable carrier

for small installation spaces in harsh operation conditions,

as required for example with lifting device. TKK39 is selfcleaning,

extremely solid, while remaining light and

compact. It delivers particularly high torsional rigidity and

supports long unsupported travel of up to 5 m.

The space-saving design of the TKK39 impresses with,

among other things, its installation height of only 142 mm.

In comparison to alternative solutions, Kabelschlepp was

able to reduce the installation height by 65 %. The energy

chain can be used when both self-supported and gliding.

It supports speeds of up to 3 m/s and accelerations of 9

m/s2. Short steel connecting elements allow for and easy

installation - they are directly bolted onto the console or

support. The chain links are made entirely of plastic, whereby

Kabelschlepp also offers hybrid chains with aluminum stays

and steel chains as an alternative to this particular weightoptimized

version.

Dosatore volumetrico

di precisione

Il nuovo dosatore volumetrico di precisione

eco-SPRAY, prodotto da ViscoTec e distribuito

in Italia da E.O.I. Tecne, è indicato per le

più svariate applicazioni nel campo della

dosatura a spruzzo di fluidi industriali.

La rivoluzionaria combinazione del principio

del pistone senza fine e camera per spruzzo

a bassa pressione garantisce una dosatura

perfetta di fluidi di viscosità sia bassa che

elevata, con un’ottima definizione dei

bordi. La dosatura è volumetrica con

controllo elettronico della velocità e volume

dell’erogazione. La quantità erogata non

risente della temperatura o viscosità del

fluido. La spruzzatura di precisione può

essere continua oppure a punti.

I campi d’applicazione comprendono la dosatura, il rivestimento,

la micronebulizzazione, la lubrificazione, la marcatura e tanti altri.

Quantità costante controllata e uniforme, erogazione regolabile:

questi sono solo alcuni dei vantaggi offerti da questo nuovo

sviluppo di casa ViscoTec.

Precision volumetric dispenser

The new eco-SPRAY precision

volumetric dispenser, manufactured

by ViscoTec and distributed in Italy

by E.O.I. Tecne, is suited for several

application in the field of industrial

fluids spray dispensing.

The advanced combination of endlesspiston

principle and low pressure

spray chamber ensures the perfect

dispensing of low or high viscosity

fluids, with an extremely good edge

accuracy.

Dispensing is volumetric with

electronic control of speed and

dispensing volume. The dispensed

quantity is not affected by the fluid

temperature or viscosity. Precision spray can be continuous

or spot. The application fields include dispensing, coating,

micro nebulising, lubrication, marking and more. Uniform

and controlled quantity, adjustable dispensing: these

are only some of the advantages ensured by such a new

development from Visco Tec.

48 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


SERIE TH

Sbraccio da 180 a 1200 mm

VELOCITÀ E PRECISIONE

CON INTELLIGENZA.

SERIE THL

Sbraccio da 300 a 1000 mm

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RIBALTA

Un nuovo approccio alle isole

di elettrovalvole pneumatiche

Il sistema elettro-pneumatico EB80 di Metal Work nasce dai

suggerimenti di 30.000 utilizzatori. Chiamarlo “isola di valvole”

sarebbe riduttivo; infatti, in un unico assieme, possono essere

inserite elettrovalvole di tutti i tipi, alimentazioni pneumatiche

ed elettriche disposte a piacere all’interno del sistema, moduli

di gestione dei segnali di ingresso oppure di uscita, sia digitali

che analogici, e tanto altro ancora. Il sistema EB80 è protetto

da numerosi brevetti e modelli di utilità che valorizzano le

scelte progettuali più

innovative. Uno degli aspetti

più originali è la grande

riduzione dei codici: c’è

un’unica taglia di valvole,

di larghezza 14 mm ma in

grado di portare 800 Nl/min.

La stessa isola può essere

alimentata a 12 o a 24

VDC, anzi per la precisione

da 10,8 a 31.2 VDC. Le

stesse valvole e basi

funzionano con connessione

multipolare oppure con

bus di campo. Nella stessa isola possono essere presenti, e

sostituiti liberamente in ogni momento, raccordi per tubi ø 4, 6,

8, 5/32”, 5/16”, 1/4” e prossimamente anche 10 mm. Un’isola

EB80 con connettore elettrico multipolare può gestire sino a

38 elettropiloti. Un sistema EB80 con alimentazione con bus di

campo può gestire sino a 128 elettropiloti, 128 ingressi digitali,

128 uscite digitali, 16 ingressi analogici, 16 uscite analogiche.

EB80 è dotato di un sistema di diagnostica decentrata,

su tutte versioni, che individua problemi di cortocircuito,

assenza di segnale, overvoltage e undervoltage, indicando

con LED quale è l’elettrovalvola che manifesta il difetto e

contemporaneamente inviando un segnale al PLC.

A new approach to the islands

of pneumatic solenoid valves

Metal Work’s EB80 electropneumatic system is the result

of suggestions made by over 30,000 users. It is somewhat

reductive to call it simply “valve island”; in fact, in a single

assembly you can install all types of solenoid valves,

pneumatic and electrical power supplies, which are

arranged in the system as desired, input or output signal

management modules, either digital or analogue, and much

more besides. The EB80 system is protected by numerous

patents and utility models

that add value to the

most innovative design

choices. One of the most

original aspects is the

considerable reduction

in the number of item

codes: there’s one size

only, 14 mm in width but

with a flow rate of 800 Nl/

min. The same island can

be powered 12 or 24VDC,

or rather to be precise

10.8 to 31.2VDC. The

same valves and bases work with multi-pin plug or fieldbus.

The same island can accommodate pipe fittings in ø 4, 6, 8,

5/32”, 5/16”, 1/4” and soon in ø 10 mm, which can be freely

replaced at any time.

An EB80 island with multi-pin electrical connector can handle

up to 38 solenoid pilots. A fieldbus-powered EB80 system can

handle up to 128 solenoid pilots, 128 digital inputs, 128 digital

outputs, 16 analogue inputs and 16 analogue outputs.

All EB80 versions come with a decentralized diagnosis system

that identifies short-circuit problems, the absence of signal,

overvoltage and undervoltage, with a LED light that indicates

the faulty solenoid valve and sends a signal to the PLC at the

same time.


Molto più che una pressa

Gli attuatori elettrici della serie SA combinano

la precisione di uno strumento di misura

con la forza di una pressa idraulica.

Per milioni di pressature, una uguale all’altra.

• 5 modelli con forza da 10 a 100kN

I cilindri della Serie SA sono strumenti

ideali quando si voglia eseguire e controllare

con precisione il processo di pressatura.

Sono disponibili come attuatore singolo

o come pressa completa e certificata.

Vite con tecnologia a rulli satelliti.

Precisione ed affidabilità anche

nelle condizioni più gravose.

• controllo costante

della velocita della forza

e della posizione

• arresto preciso a valore

di forza o di corsa

raggiunto

• utilizzabili in trazione

ed in spinta

Modello SA25

Modello SA100

Alcuni esempi applicativi:

La qualità è garantita dai sistemi

di controllo Alfamatic.

ASSEMBLARE PRESSARE CLINCIARE RADDRIZZARE CALIBRARE CLASSIFICARE VALORI VALORI

DI ROTTURA DI FLESSIONE

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E-mail: info.sa@alfamatic.com, www.alfamatic.com


NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

L’Assemblea

di Giorgia Stella

di un’associazione

in piena salute

Aveva un valore particolare l’Assemblea Generale 2017 di AIdAM, che si è

svolta lo scorso 16 marzo presso il Museo Storico dell’Alfa Romeo di Arese.

Sono state, infatti, rinnovate le cariche elettive all’interno dell’associazione

e il Consiglio Direttivo ha nominato il nuovo presidente. Sarà Michele Viscardi,

di Cosberg, a succedere ad Alessandro Torsoli, giunto al termine del suo

secondo mandato.

I rappresentanti

di 47 aziende

associate hanno

partecipato

all’Assemblea.

The representatives

of 47 member

companies

took part

in the Assembly

52 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Il Museo Storico dell’Alfa Romeo di Arese può essere

considerato quasi un luogo di culto per gli appassionati

di automobili. Di certo, è una testimonianza

viva della storia di un marchio che ha avuto un

ruolo molto importante nello sviluppo dell’industria

italiana.

Proprio questo luogo è stato scelto da AIdAM per

celebrare, lo scorso 16 marzo, l’Assemblea straordinaria

e ordinaria dell’Associazione Italiana di

Automazione Meccatronica. L’evento ha vissuto,

nella mattinata e nel primo pomeriggio, una parte

pubblica, a cui è seguita la parte ordinaria privata

e riservata agli associati. Nel corso di quest’ultima

fase si è proceduto, tra l’altro, all’approvazione del

bilancio consuntivo e preventivo e all’elezione del

nuovo Consiglio Direttivo, preludio alla nomina del

nuovo Presidente.Oltre ai molti rappresentanti delle

47 aziende associate presenti all’evento, hanno

partecipato ai lavori anche alcuni ospiti d’eccezione,

legati ad AIdAM per via delle tante iniziative di

internazionalizzazione intraprese negli ultimi anni.

Tra questi il Console Generale di Romania a Milano

Adrian Georgescu, accompagnato dal Console

Affari Economici e Commerciali, Simona Marascu,

il rappresentante della Camera di Commercio e

dell’Industria Italo Ceca Erik Mentel e il professor Petar

Petrovic dell’Università di Belgrado.

n AIDAM NEWS

The Assembly of a Healthy Association

This year’s AIdAM General Assembly, held on March 16 th at Museo Storico Alfa Romeo in Arese,

was quite important. In fact, its schedule included the renewal of the association’s offices, and

the newly elected Executive Board appointed the new president of AIdAM. Michele Viscardi,

Cosberg, will succeed Alessandro Torsoli, who reached the end of his second term.

Museo Storico Alfa Romeo in Arese is almost

a sacred place for automotive enthusiasts.

Certainly, it is a living testimony of the history of a

brand that has had a very important role in the

development of Italian industry.

Such a place was chosen by AIdAM to celebrate,

on March 16 th , the extraordinary and ordinary

assembly of the Italian Association of Mechatronic

Automation. The event schedule dealt with a public

part, in the morning and early afternoon, followed

by the private ordinary part and reserved to

member companies.

This last part was also dedicated to the approval of

the budget and the election of the new Executive

Board, a prelude to the appointment of the new

President.

In addition to the several representatives of the

47 member companies who attended the event,

also some important guests, with a close relation

to AIdAM because of the several international

initiatives undertaken, participated in the assembly.

Among these are the Consul General of Romania

in Milan, Adrian Georgescu, accompanied by the

Consul for Economic Affairs and Trade, Simona

Marascu; the representative of the Chamber of

Commerce of the Italian and Czech Industry, Erik

Un momento della

presentazione

dell’indagine sulla

soddisfazione

degli Associati,

affidata alla società

specializzata “Freni”

di Firenze.

Aframeofthe

presentation of

the survey on

member companies

satisfaction,

conducted by

the Florence-based

specialized company

“Freni”.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 53


NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

La presentazione dell’indagine sulla

soddisfazione degli Associati

La prima parte della mattina è stata riservata alla

presentazione dell’indagine sulla soddisfazione degli

Associati, affidata alla società specializzata “Freni” di

Firenze e volta a conoscere le esigenze degli Associati

e la validità degli strumenti con i quali AIdAM informa

e dialoga con le imprese aderenti. Le risposte fornite

da un numero consistente di soci ed ex soci intervistati

hanno evidenziato un generale apprezzamento per

l’attività svolta da AIdAM, con una quota dell’82% di

soddisfazione relativamente al rapporto tra servizi offerti

e costo della quota associativa. Apprezzamento

è stato espresso anche per le iniziative di internazionalizzazione

intraprese, per l’attività di formazione e per

gli strumenti di comunicazione, mentre si è registrata

un’attesa molto intensa per un contatto più stretto e

puntuale, in vista di possibili cooperazioni, tra gli imprenditori

del settore.

La relazione del Presidente uscente

Dopo un interessante tour guidato tra le sale del Museo

dell’Alfa Romeo, dove sono esposti prototipi, modelli storici

e auto da corsa dagli anni ’10 fino ai nostri giorni, la

sessione pomeridiana è stata aperta dalla parte straor-

Lorenzo Ardizio,

curatore della

mostra storica Alfa

Romeo, illustra il

percorso della visita

al museo di Arese.

Lorenzo Ardizio,

curator of the Alfa

Romeo exhibition,

illustrating the

tour of the Arese

museum.

Mentel, and Prof. Petar Petrovic from the University

of Belgrade.

The presentation of the survey on

member companies satisfaction

The first part of the morning was devoted to the

presentation of the survey on member companies

satisfaction, conducted by the Florence-based

specialized company “Freni”. The survey aimed to find

the associates’ needs as well as the validity of the media

employed by AIdAM to inform and communicate.

The answers provided by a large number of members

and former members interviewed showed a general

appreciation for the work done by AIdAM, with an 82%

share of satisfaction about the cost/benefit ratio.

Appreciation was also expressed for internationalization

initiatives, as well as training and communication tools.

The survey also showed the need for closer contact and

communication among the entrepreneurs, in view of a

possible closer cooperation.

The report of the outgoing President

After an interesting guided tour through the halls of

Museo Alfa Romeo, which exhibits prototypes, historical

models and racing cars from the ‘10s to the present day,

the afternoon was opened by the extraordinary session

of the Assembly, which has led to the amendment of

two articles of the association’s charter.

Then, the outgoing President Alessandro Torsoli, who

reached the end of his second and last term, presented

his usual report, aiming not only to summarize the

initiatives undertaken during the last year, but also to

take stock of what has been done over his two terms

as president of AIdAM. Torsoli hands to his successor a

healthy Association, with many ideas and projects to be

developed.

The renewal of the association’s offices

The associates then elected the Executive Board, made

of 11 members: Michele Viscardi (Cosberg), Fabio

Greco (KLAI.N.robotics), Franco Perico (Automac),

Michele Merola (TMP Engineering), Jury De Col (Fre Tor),

Davide Barbato (Robotunits), Gaetano Noè (Lamanna

Fratelli), Milena Longoni (Image S), Andrea Bechini

(Festo), Nicola Lo Russo (Vision), and Claudio Ongaro

(Adat). The newly elected AIdAM Executive Board

then appointed the new president, Michele Viscardi

(Cosberg), who will hold office for three years.

The Arbitrators for the next three years will be Fausto

Villa (Camozzi), Stefano Casazza (Misumi Europe) and

Walter Severgnini (SMC). The new revisor is Luigi Rosa

(R4 Automation). n

54 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Due immagini dei

modelli di auto

storiche ospitati

nelle sale del

Museo Storico

dell’Alfa Romeo

di Arese.

Two images of

the historical car

models on display

in the halls of

Museo Strorico

Alfa Romeo

in Arese.

dinaria dell’Assemblea, che ha portato alla modifica di

due articoli dello statuto associativo. Successivamente,

il Presidente uscente Alessandro Torsoli, giunto alla fine

del suo secondo e ultimo mandato, ha presentato la sua

consueta relazione sull’attività associativa. L’intervento

non ha soltanto riepilogato le iniziative intraprese durante

l’ultimo anno, ma è servito anche per tirare le somme

di quanto fatto nel corso dei due mandati da presidente

di Torsoli, che consegna al successore un’Associazione in

piena salute e con idee e progetti ancora da sviluppare.

Si rinnovano le cariche associative

Le aziende associate hanno quindi proceduto all’elezione

del Consiglio Direttivo, composto da 11

membri: Michele Viscardi (Cosberg), Fabio Greco

(K.L.AI.N.robotics), Franco Perico (Automac), Michele

Merola (TMP Engineering), Jury De Col (Fre

Tor), Davide Barbato (Robotunits), Gaetano Noè

(Lamanna F.lli), Milena Longoni (Image S), Andrea

Bechini (Festo), Nicola Lo Russo (Vision) e Claudio

Ongaro (Adat). Proprio il Consiglio Direttivo di AIdAM

ha nominato il nuovo presidente: si tratta di Michele

Viscardi, di Cosberg, che rimarrà in carica per

tre anni. Il collegio dei probiviri per il prossimo triennio

è composto da Fausto Villa (Camozzi), Stefano

Casazza (Misumi Europe) e Walter Severgnini (SMC).

Revisore contabile è stato nominato Luigi Rosa (R4

Automazioni).

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disponibile anche con encoder assoluto

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disponibile anche con encoder lineare

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metriche che imperiali

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degli assi di precisione sia con motore lineare che

con vite a ricircolo di sfere sono ora disponibili

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Science of Motion

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NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Orgoglioso di quanto

fatto insieme

Essere ai vertici di un’associazione è fonte di responsabilità ma è anche

Milena Longoni,

tesoriera di

AIdAM, consegna

ad Alessandro

Torsoli una

targa a nome

dell’associazione.

un grande onore. Lo sa bene Alessandro Torsoli, che ha appena terminato

il suo secondo e ultimo mandato da presidente di AIdAM. Con lui abbiamo

parlato delle tante iniziative promosse negli ultimi 6 anni, della situazione

del comparto e delle sue (grandi) potenzialità.

di Fabrizio Dalle Nogare

Milena Longoni,

treasurer of AIdAM,

hands a plaque

on behalf of the

association to

Alessandro Torsoli.

Presidente Torsoli, prima ancora di stilare un bilancio

del suo periodo da presidente di AIdAM, ci

dice come sta oggi, secondo lei, l’industria italiana?

E qual è la strada che può condurre alla ripresa?

L’Italia fatica ancora a imboccare con decisione la

via della ripresa, soprattutto perché alle spalle ha

una crisi che ne ha minato terribilmente il tessuto

produttivo. Basti pensare che, stando a un rapporto

dell’Unctad, la Conferenza dell’Onu su commercio

e sviluppo, la crisi ha prodotto una contrazione di

quasi un quarto (-22%) della produzione industriale

italiana nel periodo 2007-2016, con una perdita di

56 MAGGIO-GIUGNO 2017 120


circa 10 punti di PIL. Una batosta che non ha eguali

rispetto a quanto avvenuto nelle altre economie europee

con le quali il nostro paese compete.

Noi, come aziende del settore meccatronico, abbiamo

molto da dire sul tema della produttività: il

lancio del programma Industria 4.0 viene incontro

proprio a questa esigenza e finalmente, dopo troppi

anni di attesa, si parla del manifatturiero come comparto

centrale per l’economia del Paese.

La strada da percorrere - complessa, sì, ma l’unica

che possa fornire risposte concrete, anche in termini

di rilancio occupazionale - per aumentare la produttività

riguarda una maggiore efficienza di sistema,

che può essere raggiunta solo investendo in nuovi

processi e nuove tecnologie, nell’organizzazione del

lavoro e nella formazione.

n AIDAM NEWS

Proud of What We Have

Done Together

Leading an association is a source of responsibility but also

a great honor. Alessandro Torsoli, who just finished his second

and last term as president of AIdAM, is aware of this all.

With him, we talked about the several initiatives promoted

over the past six years, the trends of the sector and its

(great) potential.

Quale bilancio può stilare del suo doppio mandato

da presidente di AIdAM?

In un periodo complicato, come detto, abbiamo

sostanzialmente mantenuto il numero di aziende

iscritte (erano 68 alla fine del 2010 e 64 alla fine del

2016). Siamo riusciti a far avvicinare nuovi colleghi al

nostro mondo e di questo non possiamo che essere

soddisfatti. Siamo passati da un bilancio associativo

di circa 130.000 euro nel 2010 a circa 260.000 euro

nel 2016: e qui devo dire un enorme grazie agli associati

per lo sforzo fatto nel seguirci su questa strada

di maggiore impegno economico.

Abbiamo cambiato denominazione da AIdA ad

AIdAM per seguire i rapidi mutamenti tecnologici del

nostro comparto e incrementato la nostra struttura

operativa a supporto dell’attività svolta dal nostro

Direttore Massimo Vacchini. E poi ci sono le tante

iniziative promosse all’estero…

A questo proposito, quali sono quelle di cui può andare

più fiero?

Nell’ultimo triennio abbiamo organizzato oltre 20

missioni all’estero, con incontri, poi spesso sfociati in

accordi di collaborazione, in Albania, Serbia, Tunisia,

Marocco, Portogallo, Iran, Turchia, Oman, India,

Messico, Francia, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia,

Gran Bretagna e Bulgaria.

Abbiamo aperto due uffici di rappresentanza all’estero,

uno in Serbia e l’altro in Repubblica Ceca, e su

questa strada vogliamo proseguire per supportare

sempre più le nostre aziende, soprattutto quelle più

piccole, nel loro percorso di internazionalizzazione.

Anche le molte collettive che abbiamo organizzato

alle principali fiere di settore hanno sempre avuto

l’obiettivo di rafforzare la vocazione delle nostre

aziende associate a cercare nuovi sbocchi commerciali

e presentare le proprie capacità produttive

President Torsoli, before we take stock of your time as

president of AIdAM, could you please tell what is, in your

opinion, the situation of the Italian industry? And what is

the road that may lead to recovery?

Italy is still struggling to firmly take the road to recovery,

mostly because of the huge crisis that has definitely

undermined the manufacturing sector. According to a

report released by UNCTAD, the UN Conference on Trade

and Development, the crisis has produced a contraction

of almost a quarter (22%) of the Italian industrial

production in the period ranging from 2007 to 2016, with a

loss of about 10% of GDP. Quite a huge shock compared

to what happened in other European economies with

which our country competes.

As companies working in mechatronics, we have a lot

to say on productivity: the launch of the Industry 4.0 Plan

meets precisely this need and finally, after too many years

of waiting, we refer to the manufacturing sector as a key

one for the country’s economy.

The road ahead - which is not easy, but is the only one

that can provide concrete answers, also in terms of new

Un momento

dell’Assemblea

Generale

di AIdAM.

Aframeofthe

last AIdAM

General

Assembly.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 57


NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Alessandro Torsoli

manterrà il ruolo

di Past President

all’interno

dell’associazione.

Alessandro Torsoli

will keep the role

of Past President

within the

association.

We opened two representative offices abroad, one

in Serbia and one in the Czech Republic, and on this

path we aim to keep on supporting more and more

our companies, especially the smaller ones, in their

internationalization path. We have also arranged

several collective stands at major exhibitions, always

with the aim of supporting our member companies

looking for new business opportunities or introducing

their production capacity and products.

We have established partnerships with major universities

and research centres and, speaking of education, we

have created our AIdAM Academy brand.

jobs - to increase productivity deals with greater system

efficiency. The latter can only be achieved by investing in

new processes and technologies, work organization and

training.

Could you try to take stock of your double term as

president of AIdAM?

In such a difficult time, as we said, we basically kept the

number of member companies (there were 68 at the

end of 2010 and 64 at the end of 2016). We managed to

bring new colleagues to our world and we are definitely

satisfied with this. The association budget increased from

around €130,000 in 2010 to about €260,000 in 2016 and for

this I have to thank the member companies for their effort

in following us on this major financial commitment.

We changed our name from AIdA to AIdAM in order to

follow the rapid technological changes in our industry. We

have also increased our operating structure to support the

activities carried out by our Director Massimo Vacchini.

And then there are the several initiatives promoted

abroad...

In this regard, which of these initiatives

are you most proud of?

In the last three years we have organized more than

20 missions abroad. I am talking about meetings, often

resulted in collaboration agreements, in Albania, Serbia,

Tunisia, Morocco, Portugal, Iran, Turkey, Oman, India,

Mexico, France, Czech Republic, Romania, Slovenia,

Great Britain and Bulgaria.

What are, however, the initiatives or projects on which

AIdAM has put a lot of efforts that might have had a

better end?

We have been in contact several times with EFAC to try

to arrange, as we had intended to do, the International

Conference in Italy in 2017, and we were on the verge

of closing the agreement. Unfortunately, we realized

that the whole organization would have fallen squarely

on our shoulders, with little support from other nations

and, albeit reluctantly, we had to give up.

This is, however, an important issue for AIdAM. If I can

make a suggestion to the next Executive Board, I report

the possibility to arrange independently an International

Conference aimed at emphasizing the importance of

our association in the field of Factory Automation.

A concern I have deals with collaborative aggregations:

I believe that this issue will be of primary importance for

the next President and the next Executive Board.

Much has been done, much remains to be done,

I guess...

In 1999, when AIdA was born, people used

to misunderstand our name, referring to us as

manufacturers of gates automation. Today, our

representatives take part in government tables to

discuss about Industry 4.0, and this is a success to be

shared with all members and be really proud of.

Leading an association is a source of responsibility but

also a great honor.

We must be proud of what we have built in nearly 20

years, of who we are as a country, as companies, as

people.To my colleagues I say: do not be ashamed of

being small in the presence of giants you will encounter

in the world, be open and aware of our strength,

especially when we work together.

Courage. Honesty. Expertise. Pride. Passion. These

are the words to be always associated to our work

as members of AIdAM: this is the baton that we have

received, carried in the last 6 years and now pass to the

next Executive Board.

n

58 MAGGIO-GIUGNO 2017 120


e i propri prodotti. Abbiamo collaborato con università

e centri di ricerca di grande prestigio e, a proposito

di formazione, abbiamo creato il nostro marchio

AIdAM Academy.

Quali sono, invece, le iniziative o i progetti sui quali

avete lavorato che avrebbero potuto avere una sorte

migliore?

Siamo stati in contatto a più riprese con EFAC per

cercare di organizzare, come chiedevamo da tempo,

la Conferenza Internazionale in Italia nel 2017 ed

eravamo a un passo dalla chiusura dell’accordo.

Purtroppo ci siamo accorti che l’intera organizzazione

sarebbe ricaduta interamente sulle nostre spalle,

con scarso supporto delle altre nazioni e, seppur a

malincuore, abbiamo dovuto rinunciare.

Questo è, comunque, un tema importante per AIdAM:

se posso dare un suggerimento al prossimo Direttivo,

segnalo la possibilità di organizzare in autonomia un

Convegno Internazionale di interesse per il comparto

cercando, anche in questo caso, di rimarcare la

nostra centralità associativa nel mondo della Factory

Automation.

Se un cruccio mi rimane, riguarda le aggregazioni

collaborative: credo che questo argomento sarà

uno di quelli più importanti sul tavolo di lavoro del

futuro presidente e del prossimo Direttivo.

Molto è stato fatto, tanto c’è ancora da fare, mi sembra

di capire…

Nel 1999, quando è nata AIdA, venivamo confusi

con i produttori di automatismi per i cancelli.

Oggi i nostri rappresentanti siedono ai tavoli governativi

per parlare di Industria 4.0, e questo è un successo

da condividere con tutti gli associati e di cui

dobbiamo essere orgogliosi. Essere ai vertici di un’associazione

è fonte di responsabilità ma è anche un

grande onore. Bisogna essere orgogliosi di quello

che abbiamo costruito in quasi 20 anni di attività, di

chi siamo come Paese, come aziende, come persone.

Ai miei colleghi dico: non vergognatevi di essere

piccoli al cospetto dei colossi che incontrerete nel

mondo, siate aperti e consapevoli della forza che

abbiamo, soprattutto quando riusciamo a lavorare

insieme. Coraggio. Onestà. Competenza. Orgoglio.

Passione. Sono queste le parole che vorrei venissero

sempre associate al nostro operato come membri di

AIdAM: questo è il testimone che abbiamo ricevuto,

che abbiamo portato negli ultimi 6 anni e che oggi

consegniamo al prossimo Direttivo.

n

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cablaggio elettrico sulle parti in movimento o

sul braccio del robot, e oltre a mantenere la

connessione meccanica anche in assenza di

alimentazione elettrica, evita l’utilizzo di ingombranti

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minimo le manutenzioni di cavi e connettori.

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degli utensili tramite il sistema di trasmissione

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NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Michele Viscardi,

amministratore

di Cosberg e neo

presidente di AIdAM.

Michele Viscardi,

Managing Director

at Cosberg and newly

appointed president

of AIdAM.

Nuova generazione,

stessa passione

di Fabrizio Dalle Nogare

Classe 1980, modi gentili e idee chiare. Michele Viscardi, amministratore di Cosberg,

è il nuovo presidente di AIdAM, l’Associazione Italiana di Automazione Meccatronica

che Cosberg, insieme ad altri lungimiranti imprenditori, ha contribuito a fondare quasi

20 anni fa. Tra continuità con quanto di buono fatto finora e un’inevitabile spinta al

cambiamento,Viscardi ci racconta la sua visione per stimolare la crescita non solo

dell’associazione, ma anche del comparto italiano dell’automazione di processo.

www.aidam.it

www.cosberg.com

Presidente Viscardi, come ha accolto la notizia

dell’elezione?

Essere presidente di AIdAM per me è un grande

onore. Credo che, con il passare degli anni, il comparto

di automazione, robotica e meccatronica sia sempre

più importante per il manifatturiero italiano, perché garantisce

valore aggiunto. Forse noi stessi, che facciamo

parte di questo settore, non ci rendiamo conto fino in

fondo della sua centralità e, di riflesso, del valore di far

parte di un’associazione in grado di difendere le nostre

istanze anche ai più alti livelli. Spero di fare la mia parte

per lo sviluppo di tutto il comparto.

In qualità di componente del Consiglio Direttivo, lei ha

partecipato attivamente, negli anni, alla definizione delle

strategie e delle iniziative dell’associazione. Nel corso del

suo mandato si muoverà più in continuità con quanto fatto

finora o pensa che sia necessaria una rottura?

Non mi piace, in generale, parlare di rotture. Sono più per

una continuità che presuppone, però, un cambiamento.

Non possiamo dimenticare che quanto è stato fatto finora

è molto positivo, però occorre inserire nuove attività che

rendano l’associazione ancora più riconosciuta e ambita,

oltre a partecipare a tavoli di confronto importanti per far

sentire la voce di chi opera ogni giorno in questo settore.

60 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Inoltre, vorrei rilanciare il progetto delle aggregazioni tra

aziende, che considero un’esigenza stringente se vogliamo

mantenere la nostra competitività a livello globale. E

cercherò nei prossimi anni di promuovere una connessione

ancora più stretta con il Cluster Fabbrica Intelligente,

che ha avuto un ruolo primario nella definizione del Piano

Nazionale Industria 4.0. Credo che AIdAM debba essere

un elemento chiave all’interno del Cluster.

Pensa che si possa fare qualcosa in più sotto l’aspetto

della comunicazione, per diffondere in modo ancor più

capillare la portata delle iniziative promosse e dei risultati

raggiunti dall’associazione?

Sicuramente sì. Uno dei punti che porterò avanti riguarda

una diffusione più capillare delle informazioni,

sfruttando i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione.

È importantissimo comunicare quello che facciamo,

non solo agli associati e ai potenziali associati, ma

anche all’esterno. L’ultima assemblea, celebrata il 16

marzo scorso, per esempio, è stata straordinariamente

n AIDAM NEWS

New Generation,

Same Passion

Born in 1980, gentle ways and clear mind.

Michele Viscardi, Managing Director at

Cosberg, is the new president of AIdAM,

the Italian Mechatronics Automation

Association founded almost 20 years ago by

Cosberg along with other forward-looking

entrepreneurs. Between continuity with the

good things done so far and an inevitable

push for change, Mr Viscardi shows us his

vision to stimulate growth not only of the

association but also of the Italian process

automation industry.

President Viscardi, how did you receive the news of

the election?

Being president of AIdAM is a big honor for me. I

believe that, over the years, the automation, robotics and

mechatronics industry has become increasingly important

for Italian manufacturing, as it provides added value.

Being part of this industry, we perhaps do not fully realize

its centrality and, in reflection, the value of being part of

an association that can defend our instances even at the

highest levels. I hope I will do my part for the development

of the entire industry.

As a member of the Board of Directors, you have actively

participated in defining the strategies and initiatives of the

association over the years. During your mandate, will you

act in continuity with what has been done so far or do you

think a radical change is needed?

I generally do not like talking about radical changes.

I prefer a continuity that, however, implies a change.

We cannot forget that what has been done so far is very

positive; however, new activities are needed to make the

association more recognizable and prestigious, as well as

to participate in important discussion boards to make the

voice of everyone working in this area heard.

In addition, I would like to relaunch the project of

aggregation between companies, which I consider

to be a strict requirement if we want to maintain our

competitiveness globally. And, in the next few years, I

will try to promote an even closer connection with the

Smart Factory Cluster, which has played a leading role

in defining the Industry 4.0 National Plan. I think AIdAM

should be a key player within the Cluster.

Do you think that something more can be done in the

aspect of communication in order to further broaden the

scope of the initiatives promoted and the results achieved

by the association?

Definitely. One of the action points I will pursue is the

widespread dissemination of information, by exploiting

the means that technology makes available to us. It is

very important to communicate what we do, not only

to associates and potential associates, but also to the

outside. For example, the last assembly, celebrated

Fare ricerca,

sviluppare

innovazione ed

essere competitivi

sul mercato: sono

questi gli obiettivi

di un’azienda

come Cosberg.

Todoresearch,

develop

innovation and

be competitive

on the market:

these are among

the major targets

of a company like

Cosberg.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 61


NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

positiva in termini di partecipazione: possiamo, però,

fare sempre di più per coinvolgere i nostri associati. Anche

la rivista (Soluzioni di Assemblaggio & Meccatronica)

è uno strumento importante su cui puntare sempre

di più e il sondaggio presentato durante l’ultima Assemblea

lo conferma.

Negli ultimi anni AIdAM ha investito molto e fatto sforzi

importanti per favorire un percorso di internazionalizzazione.

Pensa che si debba continuare su questa strada?

Specialmente per quanto riguarda i costruttori di macchine

di assemblaggio, ma non solo, gli sforzi volti

all’internazionalizzazione sono molto importanti. Però

devono essere accompagnati da piani di innovazione

promossi dalle singole aziende: altrimenti, solo guardando

ai mercati, sarà difficile vendere. In altre parole,

indipendentemente da dove le macchine vengono

esportate, è fondamentale avere prodotti che portino

innovazione. Poi le vendite arrivano di conseguenza.

Internazionalizzazione sì, insomma, ma senza trascurare

ricerca e innovazione…

Il mercato ci premia perché riusciamo a trasferire al

cliente la nostra competitività e la nostra innovazione. E

questo ci impone di innovare e metterci in discussione

costantemente.

Finora, a livello associativo, è stato fatto davvero un

grosso lavoro, e voglio dire con chiarezza che una presenza

così forte dell’associazione in alcuni tavoli importanti

anche all’estero è un grande traguardo.

Più nello specifico, credo che sia più efficace concentrarci

su missioni geograficamente più vicine, che possono

portare risultati concreti agli associati. Poi vedremo

come poterci spingere anche più lontano. Credo,

infatti, che le iniziative debbano essere pensate a beneficio

di tutti gli associati.

Sarebbe interessante affiancare alle missioni finalizzare

alla vendita anche iniziative di scouting tecnologico:

visitare incubatori o aree dove si sviluppa la tecnologia

on March 16, was exceptionally positive in terms of

participation: however, we can do more and more to

involve our associates. Also the magazine (Soluzioni di

Assemblaggio & Meccatronica) is a very important tool,

as proven by the survey presented at the last Assembly.

In recent years, AIdAM has invested a lot and made

important efforts to foster an internationalization path.

Do you think that you should continue on this road?

Especially for assembly machinery manufacturers, but

not only them, the efforts for internationalization are

very important. However, they have to be supported by

innovation plans promoted by individual companies:

otherwise, just looking at markets, selling would be

difficult. In other words, regardless of where the machines

are exported, it is crucial to have products that bring

innovation. Sales come in accordingly.

Internationalization, in short, but without neglecting

research and innovation ...

The market rewards us because we are able to transfer

our competitiveness and innovation to our customers. This

pushes us to innovate and be always ready to change.

Until now, at an association level, a lot of work has been

done, and I would like to say that such a strong presence

of the association in some important tables abroad is a

great achievement. More specifically, I think it is more

effective to focus on geographically closer missions, which

might bring concrete results to our associates. Then, we

will see how further we can go. I believe that our initiatives

should be conceived for the benefit of all the associates.

It would be interesting to support sales missions with

technology scouting initiatives: visiting incubators or areas

where technology is developed and innovation is being

made. Seeing, dealing with these realities means that

entrepreneurs can open their horizons, perhaps change

their mind and understand where the true value of a

business is. Because our added value lies in creating ideas.

In your opinion, what an association like AIdAM

should be today?

A trade association is an institution that allows an industry

to grow. It is a kind of incubator, where its entrepreneurs

should share best cases and worst cases, without

considering others as mere competitors. Growth resulting

from sharing concerns the whole industry, not a single

company, so meeting and discussion are essential.

Compared to other associations, ours is quite small, but we

are second to none. Since its foundation, AIdAM has been

at the forefront with innovative ideas and a clear vision. I

want to give continuity to all this.

Both as a company, Cosberg, and as a family, you have

always proven to strongly believe in being part of an

association. What has pushed you, and continues to push

you, to invest more and more time and resources in these

activities?

We are firmly convinced that the growth of an industry

benefits anyone who is part of it. And something similar

can be said about the relationship between business

and territory: the search for profits should not be the only

goal for a company. You need to invest in people, in

training. Open your company to students, for example.

You should not be afraid to spend time on activities that

62 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Un momento

dell’Assemblea

di AIdAM che

ha decretato

l’elezione di

Michele Viscardi

alla presidenza

per i prossimi tre

anni.

A frame of

AIdAM Assembly

that brought to

the election of

Michele Viscardi

as president for

the next three

years.

e si fa innovazione. Vedere, confrontarsi con queste realtà

fa sì che l’imprenditore possa aprire i suoi orizzonti,

magari cambiare mentalità e capire dove sta il vero

valore di un’azienda. Perché il nostro valore aggiunto

sta nella creazione delle idee.

Cosa deve essere oggi, secondo lei, un’associazione

come AIdAM?

Un’associazione di categoria è un organismo che

permette di far crescere un comparto. È una sorta di

incubatore, in cui gli imprenditori che ne fanno parte

dovrebbero condividere best cases e worst cases, senza

considerare gli altri come dei meri concorrenti. La

crescita che deriva dalla condivisione riguarda l’intero

comparto, non una singola azienda, perciò la discussione

e il confronto sono fondamentali. Rispetto ad altre

associazioni, la nostra è una realtà di dimensioni modeste,

ma non siamo secondi a nessuno. Anzi, fin dalla sua

nascita AIdAM è stata all’avanguardia, con idee innovative

e una precisa visione. Io voglio dare continuità a

tutto questo.

Sia come azienda, Cosberg, che come famiglia, avete

sempre dimostrato di credere molto nell’associazionismo.

Cosa vi ha spinto, e continua a spingervi, a investire

sempre più tempo e risorse in queste attività?

Siamo fermamente convinti del fatto che la crescita di

un comparto porti benefici a chiunque ne faccia parte.

E un discorso simile si può fare a proposito del rapporto

tra azienda e territorio: la ricerca degli utili non deve

essere l’unico obiettivo per un’azienda. Occorre investire

nelle persone, nella formazione. Aprire l’azienda

agli studenti, per esempio. Non bisogna aver paura di

dedicare tempo anche ad altre attività che non siano

quelle strettamente produttive, e una di queste è l’associazionismo.

Mio padre e altri importanti imprenditori

che hanno avuto ruoli primari in AIdAM in questi anni

devono anche insegnare, tramandare e condividere le

loro visioni. Guardare solo ai propri interessi non è una

strategia vincente nel lungo periodo.

In Cosberg sta avvenendo un vero e proprio passaggio

generazionale, un momento che, come dimostrano

le statistiche, è tra i più delicati nella vita di un’azienda.

Cosa si può fare per facilitare questo evento? E voi

come lo state affrontando?

Il passaggio generazionale è un momento epocale

nella vita di un’azienda, ma può essere un momento

molto importante anche per un’associazione.

In Cosberg, fin dall’inizio è stato impostato un metodo

oggettivo: la conoscenza non appartiene soltanto

a una persona ma è condivisa. La chiamiamo “conoscenza

globale” e si basa sulla gestione condivisa

dell’innovazione in tutti i processi dell’azienda. Questo

ha consentito, ad esempio, a mio padre di poter avere

altre cariche, e quindi essere meno presente in azienda,

affidando ad altri la gestione quotidiana. Oltre a

progettare e costruire le macchine, bisogna pensare a

rendere davvero efficienti i processi, anche per agevolare

il passaggio generazionale. Tutto ciò vale per l’intero

settore dell’automazione, che attraversa oggi un

momento di straordinario cambiamento.

A proposito di cambiamenti, crede che il settore sia sufficientemente

preparato per affrontare l’evoluzione di

Industria 4.0?

La consapevolezza a livello tecnologico, secondo me,

c’è: ancora prima che se ne parlasse, molte delle no-

PubliTec

MAY-JUNE 2017 63


NEWS

Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Il quartier generale

di Cosberg a Terno

d’Isola (BG).

stre aziende sviluppavano soluzioni che rispondono

ai criteri di Industria 4.0, che tuttavia non è soltanto

un’evoluzione tecnologica. Presuppone anche un’evoluzione

nel modo di gestire l’azienda. Rappresenta

l’interconnessione, l’automazione, la tracciabilità dei

processi: perché tutto questo non può essere portato

all’interno dell’azienda? Stanno anche cambiando le

professionalità richieste: servono informatici, programmatori

di software, manutentori specializzati.

Il livello delle competenze, insomma, si è alzato. In

questo contesto, le scuole si devono adeguare, formare

le persone. Le istituzioni educative hanno la loro

parte di responsabilità, ma anche gli imprenditori devono

impegnarsi, andare nelle scuole, trasmettere il

loro sapere.

Le aziende devono fare la loro parte per far crescere

anche le competenze, le professionalità di chi vive nel

territorio. Torno su quanto detto prima: bisogna che

gli industriali siano disposti a investire tempo e risorse

nello sviluppo del territorio e del capitale umano. Solo

così è possibile aumentare la competitività nell’intero

comparto. Così come accade in altri settori, l’Italia dovrebbe

essere - ancora di più - riconosciuta nel mondo

anche per il comparto che offre soluzioni per i processi

di assemblaggio. Le condizioni, a livello di competenze,

tecnologie, strutture, ci sono sicuramente. L’unico

modo per ottenere uno sviluppo concreto è fare davvero

rete tra imprenditori.

n

Cosberg

headquarters

in Terno d’Isola (BG).

are not strictly productive, and one of them is being

part of an association. My father and other important

entrepreneurs, who have had major roles in AIdAM

over the years, should also teach, communicate and

share their visions. Looking at your own interests is not a

winning strategy in the long run.

In Cosberg, a truly generational transition is taking

place; this particular time, as statistics show, is

one of the most delicate in a company’s life. What

can you do to make this easier? And how are you

dealing with it?

The generational transition is an epoch-making

moment in a company’s life, but it can also be a very

important moment for an association.

In Cosberg, things have been set objectively from the

start: knowledge does not belong to just one person,

but it is shared. We call it “global knowledge” and it is

based on a shared management of innovation in all

the company’s processes.

This has allowed, for instance, my father to hold

other positions, and therefore be less present in the

company, entrusting others with daily management.

In addition to designing and manufacturing machines,

you have to think about making processes really

efficient, even for making generational transition

easier. All this applies to the entire automation industry,

which is now undergoing a moment of extraordinary

change.

Speaking of change, do you think the industry is sufficiently

prepared to address the evolution of Industry 4.0?

In my opinion, there is technological awareness: even

before there was a talk of it, many of our companies

developed solutions that meet Industry 4.0 criteria;

however, this not just a technological evolution. It

also assumes an evolution in business management.

It represents interconnection, automation, and

process traceability: why can’t this be done within a

company? The professions required are also changing:

companies need computer scientists, software

programmers, specialized maintenance technicians.

The skill level, in short, has risen. In this context, schools

need to adapt, train people.

Educational institutions have their share of

responsibility, but entrepreneurs must be committed,

visit schools, and share their knowledge. Companies

have to do their part to improve the skills and

professionalism of those who live in the territory.

Back to what I said before: entrepreneurs must be

willing to invest time and resources in the development

of local territory and human capital. It is the only way

to increase competitiveness of the whole sector.

As in other fields, Italy should also be even more

acknowledge worldwide for the sector that provides

solutions for assembly processes. The conditions, in

terms of skills, technologies, structures, are definitely

right. The only way to get a real development is a real

networking between entrepreneurs.

n

64 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


THE GRIPPER RANGE OF

THE FUTURE.

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APPLICAZIONI

Il robot che

di Giorgia Stella

agevola il controllo

Delta Visione è un’azienda di Bairo, in provincia di Torino, attiva da 30 anni

nella progettazione e costruzione di sistemi di visione e macchine di selezione

per minuteria. Il costruttore piemontese ha di recente realizzato proprio una

macchina di selezione basata completamente sulla manipolazione del pezzo

tramite un robot a 6 assi della serie Denso VS, fornito da K.L.A.IN.robotics.

www.deltavisione.com

www.klainrobotics.com

Un particolare

del sistema

di visione

montato

all’interno della

macchina.

A detail of the

vision system

mounted inside

the machine.

66 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Quando nacque Delta Visione - era il

1987 - la visione artificiale era ancora

agli albori in Italia. Inizialmente l’azienda

con sede a Grugliasco si occupava di distribuzione

e integrazione di sistemi di visione.

Nel tempo, le competenze sviluppate hanno consentito

di iniziare a costruire macchine speciali e

quindi, a metà degli anni 2000, anche macchine di

selezione standard per minuteria.

“Insieme al mio attuale socio, Ezio Perono, abbiamo

rilevato la gestione di Delta Visione nel 1997:

quest’anno, oltre al trentesimo anniversario dell’azienda,

celebriamo anche i 20 anni di nostra gestione”,

ci racconta uno dei titolari, Paolo Battuello.

“L’organico di Delta Visione è composto da circa 20

persone. Abbiamo un ufficio tecnico che si occupa

di progettazione meccanica e sviluppo software,

mentre la costruzione della componentistica meccanica

è affidata a partner esterni. L’assemblaggio,

invece, è seguito internamente: abbiamo da poco

ampliato il nostro spazio produttivo a Bairo, aggiungendo

1.000 m 2 dedicati proprio alla costruzione e

all’assemblaggio di nuove macchine”.

Presenti in diversi mercati

Le principali applicazioni dei sistemi Delta Visione riguardano

il settore automotive, ma ci sono, nel portfolio

dell’azienda, anche macchine destinate ad

altri comparti, come l’alimentare e il farmaceutico.

“Più della metà del fatturato proviene ancora dall’Italia”,

continua Battuello. “Anche se i nostri impianti

si trovano in diversi paesi europei, come Polonia,

Spagna, Repubblica Ceca o Francia, e siamo presenti

sia in Nord America che in Sud America. Nel

prossimo futuro abbiamo l’obiettivo di consolidare

la nostra competenza nella realizzazione di macchine

di visione, sia standard che personalizzabili, in Italia

come nel resto d’Europa e del mondo. In fondo,

Paolo Battuello,

uno dei due

titolari di Delta

Visione.

Paolo Battuello,

one of the two

owners of Delta

Visione.

n CASE STORIES

TheRobotthat

Makes Control Easier

Delta Visione is a company in Bairo, province of Turin,

which has been active for 30 years in the design

and manufacturing of vision systems and sorting

machines for small parts. The manufacturer from

Piedmont has recently created a sorting machine

based entirely on the handling of the workpiece

by a Denso VS series 6-axis robot provided

by K.L.A.IN.robotics.

When Delta Visione was founded - in 1987 - artificial

vision was still in its early days in Italy. Initially, the

company based in Grugliasco dealt with the distribution

and integration of vision systems. Over time, the skills

developed allowed them to start manufacturing special

machines and therefore, in the mid 2000’s, also standard

sorting machines for small parts.

“Along with my current partner, Ezio Perono, we took

over the management of Delta Visione in 1997: this year,

besides the company’s thirtieth anniversary, we celebrate

20 years of our management”, says one of the owners,

Paolo Battuello.

“Delta Visione’s staff consists of about 20 people. We have

a technical department dealing with mechanical design

and software development, while the manufacturing of

mechanical components is entrusted to external partners.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 67


APPLICAZIONI

ormai abbiamo un’esperienza trentennale nel settore

che vogliamo valorizzare”.

Le macchine realizzate da Delta Visione possono avvalersi

di sistemi robotizzati, utilizzati inizialmente per operazioni

di asservimento e carico.

Nei sistemi più avanzati, i robot antropomorfi sono utilizzati

sia per manipolare i pezzi e sottoporli al controllo

delle telecamere installate sulle macchine, sia per manipolare

le stesse telecamere e procedere all’ispezione

del pezzo senza che questo debba muoversi.

Un robot a 6 assi per la manipolazione dei pezzi

Un’applicazione sviluppata di recente da Delta Visione

è la macchina di selezione DV-Eye Flex Sorting Machine,

basata completamente sulla manipolazione del

pezzo tramite un robot a 6 assi della serie Denso VS fornito

da K.L.A.IN.robotics.

Paolo Battuello spiega il funzionamento della macchina.

“I particolari sono posizionati davanti a una o più

telecamere e, tramite un software di analisi da noi

sviluppato, avviene il controllo e la selezione tra pezzi

conformi e di scarto. La struttura portante, realizzata

in acciaio elettrosaldato lavorato e verniciato, è dotata

di pannellature e ripari apribili in alluminio e alucobond”.

Più nello specifico del compito svolto dal robot,

Il robot a 6 assi

della serie Denso

VS installato sulla

macchina di

selezione

DV-Eye Flex

Sorting Machine

di Delta Visione.

The Denso VS

series 6-axis robot

installed on the

Delta Visione

DV-Eye Flex

Sorting Machine.

The assembly is internally followed: we have recently

expanded our production space in Bairo, adding 1,000

square meters for the manufacturing and assembly of

new machines”.

Active in different markets

The main applications of Delta Visione systems concern

the automotive industry, but the company’s portfolio

includes also machines for other compartments such as

food and pharmaceuticals.

“More than half of our revenue comes from Italy”, Mr

Battuello continues. “However, our systems are located

in several European countries, such as Poland, Spain, the

Czech Republic or France, and we are active in both

North America and South America. In the near future,

we aim to consolidate our expertise in the production of

standard and custom vision machines, in Italy as well as in

the rest of Europe and the world. After all, we now have a

thirty-year experience in the industry we aim to enhance”.

The machines developed by Delta Visione can make use

of robotic systems, initially used for enslaving and loading

operations. In more advanced systems, anthropomorphic

robots are used both to handle the workpieces and

have them checked by the cameras installed on the

machines, and to handle the same cameras and check

the workpiece without moving it.

A 6-axis robot for handling the workpieces

An application recently developed by Delta Visione

is the DV-Eye Flex Sorting Machine, based entirely on

the handling of workpieces by a Denso VS series 6-axis

robot provided by K.L.A.IN.robotics.

Paolo Battuello explains how the machine works.

“The parts are placed in front of one or more cameras

and, via our analysis software, the machine controls

and sorts defective parts from good parts. The loadbearing

structure, made of welded and painted steel,

is equipped with aluminum and alucobond panels and

hinged covers”.

More specifically in the robot task, “the workpiece

handling is entrusted to a 6-axis robot, which allows

you to place the part to be checked in the different

stations and to handle the unloading with its relative

rejects”, adds Mr Battuello. The operator interface is

made up of an industrial PC with 15” LCD touch screen,

through which it is possible to interact with the system.

The management software, developed in an easy-toread

graphical environment, allows the operator to

supervise the sorting machine and interact with all the

system components.

A user/password authentication regulates access to

the system, and it is possible to store all the control

statistics divided by job order.

n

68 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


La macchina di selezione DV-Eye Flex Sorting Machine

progettata e realizzata da Delta Visione.

The DV-Eye Flex Sorting Machine designed and

manufactured by Delta Visione.

“la manipolazione del pezzo è affidata a un robot a 6

assi, che consente di posizionare il particolare da controllare

nelle differenti stazioni e di gestire lo scarico con

relativo scarto”, aggiunge Battuello. L’interfaccia operatore

è costituita da un PC industriale con LCD touch

screen da 15”, tramite il quale è possibile interagire con

il sistema.

Il software di gestione, sviluppato in ambiente grafico di

facile consultazione, consente all’operatore di supervisionare

la macchina di selezione e interagire con tutte

le componenti del sistema.

L’accesso al sistema è regolamentato da una procedura

di autenticazione con utente e password ed è

possibile archiviare tutti i dati statistici di controllo suddivisi

per commessa di lavoro.

n

Volete esprimere la vostra opinione su questo tema?

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APPLICAZIONI

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Il trucco c’è:

è la piattaforma

di automazione

Specializzata nella realizzazione di

macchine e impianti per il settore

cosmetico, IDM Automation è una

giovane e dinamica realtà con

sede a Vigevano. La partnership

con Mitsubishi Electric, che ha

fornito la piattaforma completa

di automazione, ha consentito

all’azienda di realizzare un impianto

automatizzato “chiavi in mano” per il

riempimento e la chiusura dei flaconi

che, nella sua versione demo, sarà in

mostra nell’area Know-how 4.0 alla

prossima SPS IPC Drives di Parma.

di Fabrizio Dalle Nogare

L’impianto automatizzato per il riempimento e la chiusura dei flaconi sviluppato

da IDM Automation grazie alla partnership con Mitsubishi Electric.

The automated system for bottles filling and closing developed by IDM Automation

thanks to a partnership with Mitsubishi Electric.

Cosa c’è dietro i flaconi di mascara, eyeliner o

lipgloss esposti nelle profumerie o nei negozi

di cosmetica? Come vedremo nel seguito di

questa storia, ci sono ricerca, applicazione, innovazione

e fiducia. Nonché una collaborazione tra

partner tecnologici volta ad automatizzare il ciclo

di produzione di oggetti che fanno parte a tutti gli

effetti della vita quotidiana di moltissime persone.

A Vigevano, in provincia di Pavia, ha sede IDM

70 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Automation, giovane e innovativa realtà specializzata

nella produzione di macchine e impianti per il settore

cosmetico.

“L’azienda è operativa dal 2010, quando quello che

era allora un ufficio tecnico si è evoluto, aggiungendo

alla progettazione anche la costruzione delle macchine”,

racconta il CEO Ivan Riboni, “prima conto terzi

e, da un paio d’anni, con il marchio IDM Automation.

Oggi la produzione si divide tra soluzioni standard e impianti

speciali, questi ultimi con un’incidenza superiore

al 50%. È soprattutto progettando macchine speciali,

infatti, che possiamo fare ricerca e sviluppare innovazione”.

Quello della cosmesi è un settore sì di nicchia, ma in

crescita.E stanno cambiando rapidamente le esigenze

dei clienti. “Adesso ci viene richiesto non solo di riempireiflaconi-prosegueRiboni-madiprendereincarico

l’intero ciclo, incluse le operazioni di etichettatura, confezionamento,

chiusura della scatola ecc. La capacità

di costruire impianti “chiavi in mano” sta diventando

sempre più importante, perché i clienti finali preferiscono

rivolgersi a un interlocutore unico”.

Uno dei due robot

Scara RH-6FH di

Mitsubishi Electric

montati nell’impianto

per operazioni di pick

& place nella parte

di riempimento dei

flaconi.

One of the two

Mitsubishi Electric

RH-6FH SCARA

robots mounted in

the system for pick

& place operations

in the bottles filling

stage.

Un solo partner per la gestione dell’automazione

Allo stesso modo, è importante per il costruttore di macchine

poter contare su un unico partner per la gestione

dell’automazione.

Proprio da qui nasce il rapporto, ormai consolidato,

con Mitsubishi Electric, partner tecnologico “in grado

di fornire non solo i robot, ma anche i motori brushless,

i PLC e tutto ciò che compone l’automazione della linea,

compresa l’elettromeccanica”, conferma Riboni.

n CASE STORIES

Here’s the Trick: the

Automation Platform

Specialized in the manufacturing of machinery and

plants for the cosmetics sector, IDM Automation is a

young and dynamic company with headquarters

in Vigevano. The partnership with Mitsubishi Electric,

which supplied the complete automation platform,

has enabled the company to create a “turnkey”

automated system for filling and closing bottles.

The system, in its demo version, will be on display at

the Know-how 4.0 area at the next SPS IPC Drives in

Parma.

W

hat’s

behind the bottles of mascara, eyeliner

and lip gloss showcased at perfumeries and

cosmetic stores? As we will see later in this story,

there are research, application, innovation and

trust. As well as collaboration between technology

partners aimed at automating the production cycle

of objects belonging to the daily lives of many

people.

Vigevano, in the province of Pavia, is the home of

IDMAutomation,ayoungandinnovativecompany

specialized in the production of machinery and

equipment for the cosmetics sector. “The company

has been operating since 2010, when what

was then a technical department has evolved,

combining design with machine manufacturing”,

said CEO Ivan Riboni. “Initially for third parties

and then, for a couple of years now, under the

IDM Automation brand. Today, the production is

PubliTec

MAY-JUNE 2017 71


APPLICAZIONI

“Abbiamo stabilito una collaborazione che parte

dall’aspetto tecnico, fin dallo studio di soluzioni dedicate

nella fase di progettazione della macchina, si

estende al service e comprende anche azioni di marketing

e comunicazione”.

“La necessità di cambiare formato e lavorare su lotti

ridotti impone ai costruttori di macchine la ricerca

della massima flessibilità, senza però intaccare precisione

e produttività”, aggiunge Marco Filippis, Product

Manager Robot della divisione Factory Automation di

Mitsubishi Electric.

“Oltre a una gamma di prodotti - dai robot al motion

control, fino alla supervisione del ciclo - che soddisfano

i vari aspetti dell’automazione, Mitsubishi Electric è un

partner realmente globale, in grado di fornire supporto

e assistenza tecnica non solo in Italia, ma ovunque siano

installate le macchine”.

Da sinistra, il

CEO di IDM

Automation Ivan

Riboni insieme

a Marco Filippis,

Product Manager

Robot della

divisione Factory

Automation di

Mitsubishi Electric.

From the left, the

IDM Automation

CEO Ivan Riboni

with Marco

Filippis, Product

Manager Robot

of the Factory

Automation

division at

Mitsubishi Electric.

divided between standard solutions and special

systems, the latter with an incidence of above 50%.

It is above all by designing special machines that

we can do research and develop innovation”.

Cosmetics is a niche but growing sector. And

customers’ needs are rapidly changing. “Now we

are required not only to fill the bottles - continues

Mr Riboni - but to take charge of the whole cycle,

including labeling, packaging, box closing, etc.

The ability to manufacture “turnkey” systems is

becoming increasingly important because end

users prefer to turn to a single producer”.

One single partner for

automation management

Similarly, for the machine manufacturer it is

important to rely on a single partner for automation

management. This is the reason for the wellestablished

relation with Mitsubishi Electric, a

technological partner “able to provide not only

the robots, but also the brushless motors, PLCs and

everything that makes up the line automation,

including electromechanics” confirms Mr Riboni.

“We have established a partnership that origins in

the technical part, from the study of dedicated

solutions in the machine design stage, and extends

to service and also includes marketing and

Non solo robot: la piattaforma

è realmente completa

La prova tangibile di questa collaborazione è la macchina

riempimento flaconi automatica MF-301 sviluppata

da IDM Automation per un importante cliente

nell’industria cosmetica che, nella versione completa

di etichettatrice e confezionatrice, è stata protagonista

alla fiera di settore Cosmoprof a Bologna mentre,

in una versione demo, sarà esposta nell’area Knowhow

4.0 alla prossima SPS IPC Drives di Parma.

La MF-301, equipaggiata con due robot Scara (RH-

6FH) di Mitsubishi Electric che provvedono all’asservimento

nella parte di riempimento dei flaconi per

operazioni di pick & place, è progettata per il riempimento

e la chiusura dei flaconi in plastica ed è completa

di controlli presenza e scarico di flaconi non

validi.

Grazie all’aggiunta di caricatori automatici, la linea

prevede anche l’automatizzazione del carico dei flaconi

e dei pennelli, solitamente di tipo manuale nelle

applicazioni classiche.

L’utilizzo nella linea della piattaforma di automazione

iQ-Platform con concetto multi CPU di Mitsubishi

Electric consente la gestione di logica, motion, robot

e sistema di visualizzazione in maniera completamente

integrata, garantendo la piena tracciabilità del

prodotto finale.

“Siamo di fronte a un esempio perfetto di impianto

chiavi in mano”, spiega Riboni. “Si parte dai singoli

oggetti smontati: flacone, wiper, pennello, prodotto

con cui riempire il flacone, e si arriva alla scatola

pronta per la spedizione. L’introduzione dei robot

Scara Mitsubishi Electric, che soddisfano in pieno i nostri

requisiti in termini di performance, velocità e precisione,

ci ha permesso di semplificare notevolmente

le operazioni di manipolazione”.

72 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Come funziona l’impianto

Il ciclo di lavoro dell’impianto sviluppato da IDM

Automation è presto spiegato. Il primo robot preleva

il flacone con una ventosa e lo inserisce in delle griffe

su una delle tavole rotanti poste nel corpo centrale

della macchina. In questa fase, con un sistema di dosaggio,

il flacone viene riempito e passa in una stazione

di pesatura per il controllo.

Se il peso è corretto, viene inserito e avvitato il pennello,

quindi il secondo Scara preleva il flacone e lo

deposita sul nastro che conduce all’etichettatrice,

alla stazione di confezionamento e di inscatolamento.

IDM Automation ha sviluppato tutta la prima parte

dell’impianto, integrando le ultime stazioni nel sistema.

“Questo impianto rappresenta le potenzialità

applicative dell’industria 4.0”, aggiunge Filippis. “La

piattaforma di automazione iQ Platform consente,

infatti, attraverso un modulo MES, di raccogliere e

gestire tutti i dati generati dalla macchina che riguardano

aspetti come produttività o manutenzione predittiva,

e trasferirli in un sistema informativo aziendale,

al cloud o a un database. Tutto ciò grazie alla modularità

della piattaforma di automazione. Il robot,

insomma, non deve essere più considerato come un

mero elemento di manipolazione, né i sistemi motion

solo come i “muscoli” del sistema: sono tutti elementi

fondamentali di una soluzione completa che integra

aspetti di primaria importanza: dalla safety alla logica,

fino alla raccolta dei dati di produzione”.

Il robot Scara di Mitsubishi Electric impegnato

nell’asservimento di una tavola rotante, cuore dell’impianto

di riempimento flaconi.

The Mitsubishi Electric Scara robot engaged in the

enslavement of a rotary table, the heart of the bottles filling

system.

Esperti di innovazione

Non è un caso che siano proprio questi alcuni dei cardini

della “rivoluzione 4.0”. Un concetto che, come

conferma il CEO di IDM Automation, sta facendo

breccia anche in un settore di nicchia come quello

delle macchine per l’industria cosmetica.

“Insieme all’automazione di processo sempre più

spinta, l’esigenza di raccogliere e gestire i dati in ottica

di manutenzione preventiva inizia a essere attuale,

e noi come costruttori di macchine dobbiamo

promuovere soluzioni di questo tipo”.

C’è da credere alle parole di Ivan Riboni, specialmente

quando parla di innovazione: proprio per i risultati

conseguiti in tema di innovazione tecnologica,

infatti, il CEO di IDM Automation è stato premiato,

insieme al suo staff, nel corso dell’edizione 2016 di

Cosmoprof.

Un’ulteriore conferma del fatto che, dietro un flacone

di mascara, eyeliner o lipgloss che sia, c’è davvero

un grande sforzo condiviso.

n

Volete esprimere la vostra opinione su questo tema?

Scrivete a: filodiretto@publitec.it

PubliTec

MAY-JUNE 2017 73


APPLICAZIONI

fully integrated manner, ensuring full

traceability of the final product.

“We are seeing a perfect example

of turnkey system”, explains Mr

Riboni. “We start with the individual

disassembled items: bottle, wiper,

brush, product for filling the bottle, and

we get to the box ready for shipping.

The introduction of Mitsubishi Electric

Scara robots, which fully meet our

requirements in terms of performance,

speed and accuracy, has enabled

us to considerably simplify handling

operations”.

Mitsubishi Electric

ha fornito a IDM

Automation anche

la componentistica

elettromeccanica.

Mitsubishi Electric

has also supplied

IDM Automation the

electromechanical

components.

communication actions”.

“The need to change format and work on small

batches requires machine manufacturers to search

for maximum flexibility, without affecting accuracy

and productivity”, adds Marco Filippis, Product

Manager Robot of the Factory Automation division

at Mitsubishi Electric. “In addition to a range of

products - from robots to motion control, to cycle

supervision - that meet the various automation

sides, Mitsubishi Electric is a truly global partner,

able to provide support and technical assistance

not only in Italy, but wherever the machines are

installed”.

Not only robots: the platform

is actually complete

The tangible proof of this collaboration is the MF-

301 automatic bottles filling machine developed by

IDM Automation for an important customer in the

cosmetics industry. The machine, in its full version

as labeling and packaging machine, was the

protagonist of the Cosmoprof trade fair in Bologna,

while, in a demo version, it will be on display at

Know-how 4.0 at the next SPS IPC Drives in Parma.

The MF-301, equipped with two Mitsubishi

Electric Scara robots (RH-6FH), which ensure the

enslavement in bottles filling for pick & place

operations, is designed for filling and closing

plastic bottles and includes presence control

and unloading of rejected bottles. Thanks to the

addition of autoloaders, the line also provides

for the automatic loading of bottles and brushes,

which is usually manual in the classic applications.

Using the Mitsubishi Electric iQ-Platform with

multi-CPUs concept enables the management

of logics, motion, robots and display system in a

How the system works

The system work cycle, developed

by IDM Automation, is easily explained. The first

robot picks up the bottle with a suction cup and

inserts it into the jaws on one of the rotary tables

placed in the central body of the machine. At

this stage, with a dosing system, the bottle is filled

and moves into a weighing station for control.

If the weight is correct, the brush is inserted and

screwed, and then the second Scara picks up the

bottle and deposits it on the belt that leads to the

labeller, to the packaging and boxing stations.

IDM Automation has developed the first part of the

system, integrating the latest stations in the system.

“This system shows the potential applications of

industry 4.0”, adds Mr Filippis. “The iQ Platform, via

an MES module, makes it possible to collect and

manage all the data generated by the machine

covering factors such as productivity or predictive

maintenance, and send them in a company’s IT

system, to the cloud or a database. All thanks to

the modularity of the automation platform. The

robot, in short, should not be considered as a mere

handling element, nor motion systems only as the

“muscles” of the system: they are all key elements

of a comprehensive solution that integrates aspects

of primary importance: from safety to logics, to the

collection of production data”.

Innovation experts

It is no coincidence that these are just some of the

cornerstones of the “revolution 4.0”. A concept

that, as confirmed by the IDM Automation’s CEO,

is persuading a niche sector such as machinery

for the cosmetics industry. “Together with an

increasing process automation, the need to collect

and manage data for preventive maintenance

is becoming topical, and we, as machine

74 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

progettazione

I robot non devono essere considerati un mero elemento

di manipolazione, ma una parte fondamentale di un

sistema completo di automazione.

The robots should not be considered as a mere handling

element, but a key part of a complete automation system.

manufacturers, have to promote this type of

solutions”.

We must believe the words of Ivan Riboni,

especially when it comes to innovation: sure

enough, due to the results achieved in terms

of technological innovation, the CEO of IDM

Automation won a prize, along with his staff, at the

2016 edition of Cosmoprof.

A further proof of the fact that, behind a bottle of

mascara, eyeliner or lip gloss, there really is a great

shared effort.

n

costruzione

• Impianti di assemblaggio e collaudo

• Banchi con prove di tenuta e portata

• Attività di revisione e revamping

su vecchi impianti

• Asservimento impianti

• Manutenzione post-vendita

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LINEA DIRETTA

Un impianto per

l’assemblaggio

dei box doccia

attualmente in

fase di revamping

nel sito

produttivo di ABL

Automazione.

Trasformare in

opportunità ogni

nuovo progetto

A system for

the assembly of

walk-in showers

currently under

revamping at the

ABL Automazione

production site.

Progettare e realizzare una macchina speciale di assemblaggio e collaudo è una

sfida complicata e affascinante al tempo stesso. Ci vogliono, infatti, passione, lavoro di

squadra, competenza e perseveranza per affrontare il mercato nel modo migliore.

Nella sede di Gussago, alle porte di Brescia, abbiamo incontrato i tre soci fondatori di

ABL Automazione, che da oltre 20 anni lavora con clienti sia italiani che stranieri,

realizzando applicazioni destinate a molti comparti.

di Fabrizio Dalle Nogare

76 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Il mestiere che hanno scelto non è tra i più semplici.

Ogni volta che sono chiamati, insieme ai loro collaboratori,

a progettare una macchina di assemblaggio

occorre ripartire da zero, utilizzando competenza

e creatività e rispettando, al tempo stesso,

i tempi ristretti imposti dal mercato. Quello che non

manca a Giancarlo Bernuzzi, Gilberto Ivano Bernuzzi

e Alessandro Torsoli - rispettivamente presidente,

managing director e amministratore delegato di

ABL Automazione - è la passione per il loro mestiere.

La stessa passione che li porta a trasformare il metaforico

foglio bianco, simbolo dell’inizio di un nuovo

progetto, in un’opportunità di crescita.

Il percorso professionale che i tre soci di ABL Automazione

condividono fin dal 1982 ha avuto una tappa

fondamentale nel 1994, quando venne fondata

l’azienda con sede alle porte di Brescia, tuttora un

nome di primo piano in Italia nella progettazione e

costruzione di impianti di assemblaggio e collaudo.

L’importanza di contare su

un ufficio tecnico afidabile

“Oggi ABL Automazione progetta e realizza macchine

per clienti in tutto il mondo”, esordisce il presidente,

Giancarlo Bernuzzi. “La nostra struttura conta

40 persone e il nostro ufficio tecnico comprende 11

tra ingegneri e progettisti meccanici e 6 ingegneri

elettrici. Queste figure, che formiamo perché conoscano

le specificità del nostro mondo, che è quello

delle macchine di assemblaggio, oggi come non

mai devono essere in grado di lavorare insieme,

confrontarsi continuamente”.

Anche per questa ragione, ABL Automazione non si

avvale di uffici tecnici esterni che, secondo Bernuzzi,

“possono andar bene quando si realizzano prodotti

di serie, ma noi lavoriamo esclusivamente su

macchine speciali: senza un’opportuna formazione

non è possibile, secondo noi, risolvere i problemi che

si presentano sui singoli progetti. Affidiamo a collaudati

partner esterni la costruzione delle parti di cui

si compone l’impianto, ma le fasi di assemblaggio,

cablaggio, sviluppo e applicazione del software,

nonché il collaudo finale dell’impianto, sono tutte

seguite internamente. Pensiamo che questo sia il

modo migliore per assicurare la massima qualità ai

nostri clienti”.

La capacità di adattarsi alle

esigenze di svariati settori

La storia di ABL Automazione parla di tanti progetti

realizzati in molti settori applicativi diversi. Solo per

citare qualche esempio, macchine di assemblaggio

e collaudo dei contatori per gas, su commessa di

uno dei nomi più importanti a livello globale, o linee

n DIRECT LINE

Turning Every New

Project into an

Opportunity

Designing and creating a special

machine for assembling and testing is

at the same time a complicated and

fascinating challenge. It takes passion,

teamwork, skills and perseverance to

face the market in the best possible

way. At their headquarters in Gussago,

near the city of Brescia, we met the three

founding members of ABL Automazione,

which has been working with both

Italian and foreign customers for more

than 20 years, creating applications for

many sectors.

The job they chose is not a simple one. Every time

they are called, together with their collaborators,

to design an assembly machine, it is necessary to start

from scratch, using skills and creativity and, at the

same time, meeting the tight deadlines imposed by

the market. What Giancarlo Bernuzzi, Gilberto Ivano

Bernuzzi and Alessandro Torsoli - president, managing

director and CEO of ABL Automazione, respectively

- do not lack is the passion for their job. The same

passion that leads them to transform the metaphorical

blank sheet, a symbol of the beginning of a new

project, into an opportunity for growth.

Da sinistra, Gilberto

Ivano Bernuzzi,

Giancarlo Bernuzzi

e Alessandro

Torsoli, i tre soci

fondatori di ABL

Automazione.

From the

left, Gilberto

Ivano Bernuzzi,

Giancarlo

Bernuzzi and

Alessandro

Torsoli, the three

founders of ABL

Automazione.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 77


LINEA DIRETTA

Lo stabilimento

produttivo

di ABL

Automazione

a Gussago,

in provincia di

Brescia.

The ABL

Automazione

production plant

in Gussago, in

the province of

Brescia.

The career that the three members of ABL

Automazione have been sharing since 1982 reached

a milestone in 1994, when the company based on

the outskirts of Brescia was founded. A business

that is still a major Italian player in the design and

manufacturing of assembly and testing systems.

The importance of relying on

a trustworthy technical department

“Today ABL Automazione designs and creates

machines for customers worldwide”, begins president

Giancarlo Bernuzzi. “Our business has 40 staff

members and our technical department includes 11

mechanical engineers and designers and 6 electrical

engineers. As never before, these figures, which we

train so that they know the peculiarities of our world,

that of assembly machines, need to be able to work

together, continually exchanging views with others”.

This is why ABL Automazione does not rely on

external technical offices, which, according to

Mr Bernuzzi, “can be good when manufacturing

standard products, but we work exclusively on special

machines: without proper training it is not possible,

di assemblaggio di contatori dell’acqua o ancora,

sfruttando un comparto straordinariamente presente

nel bresciano, la produzione di impianti destinati

al settore della rubinetteria.

Altri esempi li menziona Giancarlo Bernuzzi. “Nell’automotive

abbiamo realizzato linee robotizzate di assemblaggio

e collaudo di pompe acqua, sia meccaniche

che elettriche, o di componenti per la

filtrazione. Abbiamo anche lavorato per il settore

truck, con oltre 30 linee per l’assemblaggio dei bilancieri

per i motori diesel”.

Non mancano, nella storia dell’azienda bresciana,

anche progetti per applicazioni meno usuali. “Grazie

anche a una collaborazione con l’Università di

Firenze, che ha studiato uno speciale tipo di colla

dosata a caldo, abbiamo realizzato impianti per

l’assemblaggio dei box doccia basati su una concezione

innovativa: se, infatti, prima la struttura meccanica

del pannello era costituita solo dai profili,

adesso anche il vetro diventa parte della struttura,

proprio grazie al particolare incollaggio, che deve

resistere all’acqua calda, al vapore, al detersivo. Un

altro settore particolare è quello dell’assemblaggio

e collaudo delle valigie militari. Si tratta di valigie

78 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


in our opinion, to solve problems occurring on

individual projects. We entrust the manufacturing of

the system components to tested external partners,

but the assembly, wiring, software development and

application, as well as the final testing of the systems,

are all followed internally. We think that this is the best

way to ensure the highest quality to our customers”.

The ability to adapt to

the needs of several sectors

The history of ABL Automazione includes many

projects in many different fields of application. For

example, assembly and testing machines for gas

meters, on order of one of the most important players

worldwide, or assembly lines for water meters, or,

using an industry that is extraordinarily widespread in

Brescia, production of systems for the faucet industry.

Giancarlo Bernuzzi cites other examples. “In the

automotive industry, we have created robotic

assembly and testing lines for water pumps,

both mechanical and electrical, or for filtration

components. We have also worked for the truck

industry, with over 30 lines for the assembly of rocker

arms for diesel engines”.

The history of the company from Brescia also includes

projects for more unusual applications.

“Thanks to a partnership with the University of

Florence, which studied a special type of hot glue,

we have developed systems for the assembly of walkin

showers based on an innovative concept: while

the mechanical structure of the panel was made only

of the profiles, now the glass also becomes part of

the structure, thanks to the particular bonding, which

must be resistant to hot water, steam, detergent.

Another particular sector is the assembly and testing

of military bags. These bags must pass a special

leak test, a difficult task in which we specialize. This

test ensures that there is no water penetration from

outside, and that the bags themselves, just because

they are used for military purposes, can withstand

extreme conditions”.

The advantage of being Italian

The ability to adapt to different sectors, which

means designing systems very different from each

other, with various levels of automation, is essential

to understand the needs of different markets. ABL

Automazione works with both Italian and foreign

customers. Russia, Brazil, Turkey, India, and China are

just some of the markets explored over the years.

“Thanks to the incentives recently promoted by

the government, the Italian market is more vibrant

than a few years ago”, adds Alessandro Torsoli.

che devono superare una speciale prova di tenuta,

un’operazione non semplice nella quale ci siamo

specializzati, che serve ad accertarsi che non ci siano

infiltrazioni d’acqua dall’esterno e che le valigie

stesse, proprio perché usate per scopi militari,

riescano a sopportare condizioni estreme”.

Il vantaggio di essere italiani

La capacità di adattarsi a svariati settori, che significa

progettare impianti molto diversi tra loro,

con vari livelli di automazione, è fondamentale

per comprendere le esigenze di mercati diversi.

ABL Automazione lavora con clienti sia italiani che

esteri. Russia, Brasile, Turchia, India, Cina sono solo

alcuni dei mercati esplorati nel corso degli anni.

“Anche grazie alle misure di incentivo promosse di

recente dal governo, il mercato italiano è più vivace

rispetto a qualche anno fa”, aggiunge Alessandro

Torsoli. “Nel contatto con i clienti esteri, il fatto

di essere riconosciuti come costruttori italiani è

certamente un fattore di vantaggio: preparazione,

conoscenza e flessibilità sono caratteristiche che ci

distinguono rispetto ad altre nazioni. La flessibilità,

soprattutto, nel mondo produttivo di oggi può fare

Un dettaglio

di un impianto

di assemblaggio

destinato

al mercato

brasiliano.

A detail of an

assembly system

for the Brazilian

market.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 79


LINEA DIRETTA

L’impiego

di robot

permette ad

ABL Automazione

di realizzare

anche linee

di assemblaggio

con alti livelli

di automazione.

The use of robots

allows ABL

Automazione to

manufacture also

assembly lines

with high levels of

automation.

“In the relationship with foreign customers, being

recognized as Italian manufacturers is certainly an

advantage: competence, knowledge and flexibility

are characteristics that distinguish us as compared to

other nations.

Flexibility, especially, can make a difference in

today’s business world and derives from an openness

of spirit that is typical of being Italian”. Is the wave of

Industry 4.0 changing something in the daily work of

a company like ABL Automazione? “The traceability

of each processing stage, a key factor for us for ten

years now, has now become essential not only in the

automotive industry”, says the managing director

Gilberto Ivano Bernuzzi. “Any machine produced

must be capable to show, for any component, when

it was produced, with what material, what tests were

performed, and so forth. Then, there is the key aspect

of production data management by the companies

using the systems we manufacture. In this context, I

believe, there is still work to do”.

la differenza e deriva da un’apertura mentale tipica

dell’essere italiani”.

L’ondata dell’Industria 4.0 sta cambiando qualcosa

nel lavoro quotidiano di un’azienda come ABL Automazione?

“La tracciabilità di ogni fase della lavorazione,

un aspetto per noi fondamentale da una

decina d’anni, è oggi diventato imprescindibile non

solo nel settore automotive”, ci dice il managing director

Gilberto Ivano Bernuzzi. “Qualsiasi macchina

prodotta deve essere in grado di mostrare, per qualsiasi

componente, quando è stato prodotto, con

che materiale, a quali controlli è stato sottoposto, e

così via. C’è, poi, l’aspetto fondamentale della gestione

dei dati di produzione da parte delle aziende

utilizzatrici degli impianti che noi realizziamo. In questo

ambito, credo, c’è ancora da lavorare”.

Perseveranza, innovazione e flessibiltà

Verso la fine della nostra chiacchierata con i tre protagonisti

di questa avventura imprenditoriale, più

che un bilancio di quanto l’azienda è stata capace

80 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Perseverance, innovation and flexibility

Towards the end of our chat with the three protagonists

in this business venture, rather than an assessment of

what the company has been able to do so far, we ask

what characteristics have allowed ABL Automazione

to gain and maintain a prestigious position in industrial

automation over the years. Giancarlo Bernuzzi voices

a common feeling. “Perseverance, first of all. Since

the very beginning, we have forced ourselves not

to give up on quality under any circumstances: this

is why we follow closely the design of our machines

and we strongly believe in training our engineers and

technicians. Then, flexibility, as we are able to adapt

to very different demands and fields of application.

Finally - says the president of ABL Automazione -

innovation. We always want to look forward, use

new methodologies, refine the development of our

machines, also intervening again and again to make

the necessary changes or to solve problems that arise

during the development process”.

In other words, writing, correcting, deleting and

rewriting that blank sheet from which we started, and

which, every time a new project starts, is at the same

time the most difficult and exciting challenge. n

di fare finora, chiediamo quali sono le caratteristiche

che hanno permesso ad ABL Automazione di

conquistare e mantenere un posto di prestigio nel

mondo dell’automazione industriale nel corso degli

anni. Giancarlo Bernuzzi si fa interprete del sentimento

comune.

“La perseveranza, innanzitutto. Noi ci siamo imposti

fin dall’inizio di non rinunciare per nessuna ragione

alla qualità: per questo seguiamo molto attentamente

la progettazione delle nostre macchine e

crediamo molto nella formazione dei nostri ingegneri

e dei nostri tecnici. Poi, la flessibilità, il fatto di

saperci adattare a richieste e settori applicativi molto

diversi tra loro. Infine - conclude il presidente di

ABL Automazione - l’innovazione. Vogliamo sempre

guardare avanti, usare nuove metodologie, perfezionare

lo sviluppo delle macchine, intervenendo

anche più e più volte per fare i cambiamenti necessari

o per risolvere le problematiche che emergono

durante il processo di sviluppo”.

In altre parole, scrivendo, correggendo, cancellando

e riscrivendo quel foglio bianco da cui siamo

partiti e che, ogni volta che inizia un nuovo progetto,

rappresenta la sfida più difficile e più appassionante

al tempo stesso.

n

La qualità ed il prezzo competitivo? sono una nostra costante ma...

...In un mondo sempre più veloce...

36

12

24

tiene il passo

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FABBRICA DIGITALE

La meccatronica

di Fabrizio Dalle Nogare

Oltre a essere socio fondatore

e responsabile tecnico di TMP Engineering,

specializzata nella progettazione e

costruzione di impianti industriali ad alto

tasso di automazione meccatronica, l’ing.

Michele Merola fa parte del Consiglio

Direttivo di AIdAM, di cui è vicepresidente,

e presiede la piattaforma di cooperazione

italo-serba ISCP. Con lui abbiamo parlato

di Lean manufacturing, digitalizzazione

e delle sfide che attendono i costruttori

di macchine in tempo di Industria 4.0.

Ing. Merola, la riorganizzazione dei processi produttivi

in ottica Lean ha portato, in questi anni, a

un aumento dell’efficienza. Come si è mossa TMP

Engineering in questo senso? E quali misure sono state

adottate?

La nostra azienda ha da sempre accompagnato

l’introduzione delle logiche di Lean manutfacturing

all’interno dei processi manifatturieri dei nostri clienti.

Spesso si tende a considerare la filosofia Lean come

in antitesi rispetto all’automazione. Noi invece siamo

convinti che la Lean offra opportunità di fare automazione

in alcuni contesti e su alcuni processi che, per

dimensioni e volumi produttivi, non giustificherebbero

l’introduzione di un’automazione spinta. Pur non essendo

possibile definire una casistica unica, in linea di

massima, non bisogna dimenticare che gli elementi di

base per valutare quanto siano automatizzabili i processi

industriali sono il tempo ciclo e i volumi produttivi.

Un discorso specifico va fatto per quei processi in cui

la ripetibilità degli standard qualitativi rappresenta un

parametro fondamentale. Le soluzioni di Lean manufacturing

vanno ad aggredire una fascia di processi i

cui investimenti per un’automazione spinta non si giustificherebbero,

magari per lotti estremamente piccoli

82 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


che parla

italiano

e variabili o per esigenze di riconfigurabilità.

Tenendo conto di questi aspetti, abbiamo sviluppato

una linea di soluzioni manuali e semiautomatiche

dove l’operatore è sicuramente al centro della soluzione,

senza però dimenticare che il nostro obiettivo

è quello di fornire ai nostri clienti soluzioni che siano

in grado di aumentare la produttività e la qualità dei

processi.

Uno dei principi fondamentali della Lean production è

l’attenzione all’aspetto dell’ergonomia degli operatori.

Nell’organizzazione della vostra produzione si tratta

effettivamente di un elemento importante?

Di fronte a riorganizzazioni di attività lavorative in ottica

Lean, l’interesse primario è perseguire il calcolo del

ritmo dell’operatore nel pieno rispetto delle “buone”

condizioni di lavoro. Infatti, il ritmo di lavoro dipende

dallo sforzo fisico, richiede accuratezza nei movimenti

e può essere alterato da fattori come la qualità dei

materiali e, ovviamente, dei macchinari.

Per ottenere ottimi risultati non sono necessari solo

processi snelli senza sprechi, ma anche posti di lavoro

configurati ergonomicamente che consentono ai dipendenti

di lavorare in modo efficiente.

n DIGITAL FACTORY

Mechatronics

Speaks Italian

In addition to being the founding partner and technical manager

of TMP Engineering, specializing in the design and manufacturing

of high-tech mechatronic automation systems, Michele Merola is

vicepresident of AIdAM, member of the Board of Directors and is

chairing the ISCP Italian-Serbian Cooperation Platform. We talked

with him about Lean manufacturing, digitization and the challenges

facing machine manufacturers during Industry 4.0.

Mr Merola, the reorganization of production

processes in a Lean perspective has led, in

recent years, to an increase in efficiency. What

has TMP Engineering done in this regard? What measures

have been taken?

Our company has always accompanied the

introduction of Lean manufacturing logics into our

customers’ manufacturing processes. There is a trend to

consider the Lean philosophy as antithesis to automation.

But we are convinced that Lean offers opportunities to

do automation in some contexts and on some processes

that, by size and production volumes, would not justify

the introduction of a heavy automation. It is not possible

to define a single case, but, in principle, it is important

not to forget that the basic elements to assess how much

industrial processes are automated are cycle time and

production volumes.

Special attention should be paid to those processes

in which the repeatability of quality standards is a key

parameter. Lean manufacturing solutions attack a range

of processes whose investments for a heavy automation

would not be justified, perhaps for very small and

variable batches or for reconfigurability needs.

Taking this into account, we have developed a line of

manual and semiautomatic solutions where the operator

is definitely the center of the solution, without forgetting

that our goal is to provide our customers with solutions

capable to increase productivity and process quality.

One of the key principles of Lean production is the

attention to the ergonomics of operators. Is this really

important to manage your production?

In the face of business reorganizations in a Lean

perspective, the primary interest is to calculate the

operator’s pace in full compliance with “good” working

conditions. In fact, the work pace depends on physical

effort, requires accuracy in movements and can be

altered by factors such as the quality of materials and, of

course, machinery. To achieve good results, there is no

PubliTec

MAY-JUNE 2017 83


FABBRICA DIGITALE

L’ing. Michele

Merola, socio

fondatore e

responsabile

tecnico di TMP

Engineering.

Mr Michele

Merola, founder

and technical

manager of TMP

Engineering.

need only for streamlined, wasteless processes, but also

for ergonomically configured workplaces that enable

employees to work efficiently.

Ergonomics increases value creation and reduces waste.

Motivated employees ensure greater productivity and

better quality.

How does TMP Engineering feel about Industry 4.0? Do

you think of it as an opportunity for Italian manufacturing

or a bubble that will deflate?

Robotics, mechatronics and vision systems have their

own independent interest in what the industrial policies

have made available in the past. Of course, industrial

policy instruments are clearly a way to speed up

technological renewal processes, which otherwise would

take much longer, and our country cannot afford it.

The main risk when adopting such solutions is to create

speculative bubbles that could ultimately deflate.

However, I am convinced that, in this case, the process

will be radical and of evolutionary nature, surely the time

of application will be longer than the marketing “system”

wants us to believe.

As a machinery and system manufacturer, TMP

Engineering is both promoter and user of Industry 4.0.

What is the company’s position in this dual role? And how

does all this affect machine design?

Our company uses and makes available Industry 4.0

solutions and systems on our machines, in order to ensure

our customers an ever-evolving production headed

towards smart manufacturing. For a manufacturer of

custom automated systems,

producing systems in a 4.0

perspective means essentially

no longer redesigning a system

from scratch but thinking of

modular, reconfigurable and

adaptable systems. In this way

we achieve customization

through standardization. They

might look like two opposite

forces, but it is actually

the balance between the

two of them that brings

efficiency and thinking in a 4.0

perspective.

Today, machine

manufacturers are between

a rock and a hard place: on

one hand, customers push for

Industry 4.0 solutions - often

without even figuring out

exactly what they mean

L’ergonomia incrementa la creazione di valore aggiunto

e riduce gli sprechi. I dipendenti motivati assicurano

una maggiore produttività e una migliore qualità.

Che idea ha TMP Engineering di Industria 4.0? La ritenete

un’opportunità da cogliere per il manifatturiero italiano o

una bolla di sapone destinata a sgonfiarsi?

La robotica, la meccatronica e i sistemi di visione sono

elementi che hanno un loro interesse indipendente rispetto

a quello che le politiche industriali hanno messo

a disposizione nel passato. Certo è che gli strumenti di

politica industriale sono chiaramente un modo per accelerare

dei processi di rinnovamento tecnologico, che

altrimenti avverrebbero con tempi molto più lunghi e che

il nostro paese non può permettersi.

Il rischio principale quando si adottano soluzioni di questo

tipo è quello di creare delle bolle speculative che potrebbero

poi alla fine rivelarsi di sapone. Sono però convinto

che, in questo caso, il processo sarà radicale e di

natura evolutiva, sicuramente i tempi applicativi saranno

più lunghi di quello che il “sistema” marketing vuole farci

credere.

Come costruttore di macchine e impianti, TMP Engineering

è sia promotore che utilizzatore di Industria 4.0. Come

si pone l’azienda in questo doppio ruolo? E tutto ciò come

influisce sulla progettazione delle macchine stesse?

La nostra azienda utilizza e rende disponibili sulle nostre

macchine soluzioni e sistemi di Industria 4.0 per consentire

ai nostri clienti una produzione sempre più evoluta andando

verso la smart manufacturing. Per un costruttore di

impianti automatizzati custom, realizzare impianti in ottica

4.0 significa essenzialmente non riprogettare più ogni volta

un impianto da zero ma pensare a impianti modulari,

riconfigurabili e adattabili. In questo modo otteniamo la

nostra customizzazione attraverso la standardizzazione.

Potrebbero sembrare due forze opposte, ma in realtà è

l’equilibrio tra le due che porta l’efficienza e il ragionare

in ottica 4.0.

Oggi i costruttori di macchinari si trovano tra incudine e

martello: se, da un lato, i clienti spingono per soluzioni di

“Industria 4.0” - spesso senza neanche definire cosa intendano

esattamente -, dall’altro i fornitori di componentistica

per automazione hanno appena iniziato a proporre

soluzioni in chiave 4.0, spesso con costi ancora troppo

alti. Deve essere chiaro che non può esistere una macchina

4.0 se la componentistica che si utilizza non subisce

anch’essa un’evoluzione, offrendo maggiori funzioni e

connessioni con i sistemi esterni.

Un altro aspetto da considerare è il processo formativo

del personale che dovrà non solo utilizzare ma,

soprattutto, progettare e integrare queste nuove soluzioni.

Abbiamo già assistito negli ultimi dieci anni

a una profonda radicalizzazione del software sul-

84 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


le nostre macchine, fino a diventarne il vero cuore.

Questo implica anche un’evoluzione dei profili professionali

di cui bisogna disporre per poter realizzare questa tipologia

di macchine.

Cosa può fare un costruttore di impianti per agevolare

l’utilizzatore a mettere in pratica i concetti di manutenzione

preventiva?

Con Industria 4.0 sarà ancora centrale la figura dell’operatore

che però, con la sua conoscenza, potrà concentrarsi

di più su attività a valore aggiunto, essendo meglio

supportato dalle tecnologie digitali su due funzioni di

base: innanzitutto, la conversione dei dati registrati in informazioni

sullo stato di salute dei macchinari con tecniche

e sistemi di intelligence distribuiti nell’intero sistema

di gestione e di manutenzione della fabbrica, a partire

dalla sensorizzazione dei macchinari stessi; quindi, la veicolazione

del dato al momento giusto nel posto giusto,

evitando che l’operatore di manutenzione debba “cercare”

le informazioni, bensì che sia il “contesto” in cui sta

operando a fornirgliele.

Le tecnologie dell’Industria 4.0 favoriranno questa trasformazione:

giocando con gli slogan, possiamo dire

che si passerà da TPM (Total Productive Maintenance) a

Smart TPM. Naturalmente, così facendo si irrobustiranno

i tradizionali pilastri del TPM, liberando le potenzialità di

manutenzione predittiva e di gestione del dato anche in

ottica di life cycle management dell’impianto. Noi, per

esempio, stiamo lavorando su un “pacchetto” software

di manutenzione evoluta da proporre sulle nostre macchine

per il monitoraggio delle condizioni operative di

tutti i componenti critici delle macchine.

Quanto i clienti sono, oggi, interessati all’aspetto della

fabbrica digitalizzata? Avete riscontrato una maggiore

attenzione dall’entrata in vigore degli incentivi governativi?

Abbiamo notato un rinato interesse, non sappiamo quanto

legato a Industria 4.0 e quanto, invece, a un lento ma

comunque generale senso di ripresa dell’economia e

della manifattura italiana. I prossimi mesi saranno sicuramente

fondamentali per capire la bontà della manovra

messa in campo governo.

Va rilevato, almeno per noi e per i nostri clienti, che esiste

uno scollamento tra ciò che è richiesto dal pacchetto

normativo per considerare il bene “4.0” e quello che rappresenta

per noi costruttori l’Industria 4.0. Molte delle soluzioni

tecniche indicate nel pacchetto noi le realizziamo

già da diversi anni. Penso al settore automotive e a fattori

come la teleassistenza, l’utilizzo di PLC e l’interconnessione

delle macchine sulle reti intranet e internet. Credo che

questo sia un difetto di gioventù del pacchetto normativo

che andrà poi corretto nei successivi anni, sempre

dopo aver capito come il governo intenderà procede-

- on the other hand, automation

component suppliers have just

begun to offer 4.0 solutions, often at

too high costs. It must be clear that

there cannot be a 4.0 machine if

the components you are using do

not evolve as well, providing more

functions and connections with

external systems. Another issue to

consider is the staff training process,

which should not only use, but first

and foremost design and integrate

these new solutions. Over the last

decade, we have already witnessed

a profound software radicalization

on our machines, to the point of

becoming the true heart of the

machine. This also implies the evolution

of the professional profiles required to

create this type of machines.

What can a system manufacturer do

to help the user implement preventive

maintenance concepts?

With Industry 4.0 the operator will still be important, but,

using their expertise, they will be able to focus more on

value-added activities, as they are better supported by

digital technologies on two basic functions: first of all, the

conversion of data into information on the machinery

state of health with intelligence techniques and systems

distributed throughout the entire factory management

and maintenance system, starting from the sensorization

of machinery. Then, providing data at the right time

in the right place, avoiding that the maintenance

operator has to “find” information; on the contrary, it is

the “context” in which they are working to provide them.

Industry 4.0 technologies will support this transformation:

playing with slogans, we can say that you will move

from TPM (Total Productive Maintenance) to Smart TPM.

Of course, by doing so, the traditional TPM pillars will be

strengthened, releasing the predictive maintenance

and data management potential also in the perspective

of the system lifecycle management. For example, we

are working on an advanced maintenance software

“package” to be offered on our machines for monitoring

the operating conditions of all critical machine

components.

Today, how much are customers interested in the

digitized factory? Have you seen a greater attention

since the government incentives entered into force?

We have noticed a renewed interest; we do not know

how much this is linked to Industry 4.0 and how much,

Michele Merola

al lavoro su

un impianto in

costruzione presso

lo stabilimento

TMP Engineering

di Cassino.

Michele Merola

working on a

system under

construction at the

TMP Engineering

plant in Cassino.

PubliTec MAY-JUNE 2017 85


FABBRICA DIGITALE

Banco

di allestimento

parzializzatore

centrale in fase

di realizzazione.

Central shutter

preparation

bench under

construction.

on the other hand, it is a slow but

general sense of recovery in the

Italian economy and manufacturing.

The coming months will surely be

crucial to understand the quality of

the government measures. It should

be noted, at least for us and our

customers, that there is a fracture

between what is required by the

regulatory package to consider the

good “4.0” and what Industry 4.0

represents for manufacturers. We

have been implementing many

of the technical solutions in the

package for several years now. I’m

thinking of the automotive industry

and factors such as teleservice, PLC

use, and machine interconnection

on intranet and internet networks.

I think this is a youthful flaw in the

regulatory package that will be

corrected in the coming years, after

understanding how the government will proceed on

these issues. In my opinion, thinking of having only one

year and then not refinancing, even remodelling, the

incentive measures would generate a solitary action with

little impact on the industrial fabric, which needs more

time to assimilate certain concepts and investments.

What are the most important steps that TMP Engineering

might take in the near future?

As cliché as it may sound, we want to continue growing,

and we will do it in a healthy way. Our project is to grow

every year by 15%, which means a doubling of turnover

every 5 years. This is definitely ambitious, but we believe

we can do it. The manufacturing world will increasingly

need automation and we think that the lower cost of

robots will help their use in tertiary areas where today

they are virtually non-existent.

We are also working by small steps on several

internationalization projects with the support of AIdAM.

We started the project Serbia three years ago, and

last year I was appointed president of the Italian

Serbian Cooperation Platform (ISCP), a platform for

cooperation between Italian and Serbian institutions and

corporations. Last year we started the Czech Republic

project, where we have a contact person who is starting

to do marketing activities and is already delivering some

results. Finally, we are looking at Iran with interest and

this year we will begin to take a few steps in this direction

as well. In short, we are sure of operating in an industry,

mechatronics, where Italy is one the world’s major

players.

n

re su questi temi. A mio avviso pensare di avere un solo

anno e poi non rifinanziare, anche rimodulando, gli strumenti

incentivanti significherebbe aver generato un’azione

solitaria di poco impatto per il tessuto industriale, che

richiede tempi più lunghi per assimilare determinati concetti

e investimenti.

Quali sono i passi più importanti che potrà fare

TMP Engineering nel prossimo futuro?

Sarà banale dirlo, ma vogliamo continuare a crescere, e

volgiamo farlo in modo sano. Il nostro progetto è quello di

crescere ogni anno del 15%, questo significa ogni 5 anni

un raddoppio del fatturato. Un obiettivo sicuramente

ambizioso, ma siamo convinti di potercela fare.

Il mondo manifatturiero avrà sempre più bisogno di automazione

e pensiamo che la diminuzione del costo

dei robot ne favorirà il loro utilizzo anche in ambiti terziari

dove oggi sono praticamente assenti. Stiamo anche lavorando

a piccoli passi su diversi progetti di internazionalizzazione

con il supporto di AIdAM. Abbiamo avviato tre

anni fa il progetto Serbia, e dallo scorso anno sono presidente

della ISCP (Italian Serbian Cooperation Platform),

una piattaforma di cooperazione tra aziende e istituzioni

italiane e serbe. Abbiamo avviato lo scorso anno il progetto

Repubblica Ceca, dove abbiamo una figura di riferimento

che sta iniziando a fare un lavoro di marketing

e portando già qualche risultato.

Stiamo, infine, guardando all’Iran con interesse e

quest’anno inizieremo a muovere qualche passo anche

in questa direzione.Siamo convinti, insomma, di operare

in un settore, quello della meccatronica, dove l’Italia è

tra i leader al mondo.

n

86 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


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FABBRICA DIGITALE

I Lighthouse Plant, ovvero

“La Fabbrica Intelligente nel Piano Nazionale Industria 4.0” è il titolo del

convegno che il Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente

ha organizzato lo scorso 21 febbraio al Politecnico di Milano. Un momento

di aggregazione tra i protagonisti del manifatturiero italiano in cui si è parlato,

tra l’altro, dei Lighthouse Plant, impianti produttivi dotati di tecnologie

abilitanti della smart manufacturing, interconnessi, intelligenti e in grado

di “dialogare” tra loro.

di Sebastiano Mainarda

Prosegue il percorso di crescita del Cluster Fabbrica

Intelligente (CFI), l’organismo che riunisce

imprese, università, centri di ricerca, associazioni

ed enti territoriali con l’obiettivo di promuovere la

crescita del settore manifatturiero in Italia attraverso

l’innovazione digitale.

Lo scorso 21 febbraio si è svolto al Politecnico di Milano

il primo workshop organizzato proprio dal CFI

per mettere a confronto domanda e offerta di tec-

nologia avanzata per l’Industria 4.0. Il workshop, che

ha visto la partecipazione di oltre 350 persone, prevedeva

una sessione plenaria iniziale, seguita dalla

riunione di diversi gruppi tematici tecnico-scientifici,

a cui hanno preso parte 50 speaker provenienti sia

del mondo produttivo che da quello accademico.

Come sottolineato da Gianluigi Viscardi, presidente

del CFI, “si è trattato del primo workshop del CFI inteso

non solo a far conoscere il Piano Industria 4.0,

88 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


le fabbriche del futuro

n DIGITAL FACTORY

Lighthouse Plants, the Factories of the Future

“The Smart Factory in the Industry 4.0 National Plan”

is the title of the workshop organized by the Smart

Factory Italian Technology Cluster on February 21 st

at Politecnico di Milano. This event allowed the

protagonists of the Italian manufacturing industry

to get together and discuss, among other things,

about the Lighthouse Plants, production facilities

equipped with enabling technologies for the

smart manufacturing, which are interconnected,

intelligent and capable to communicate

with each other.

The Smart Factory Cluster (CFI) keeps on growing.

This institution brings together companies,

universities, research centres, associations and local

authorities with the aim of promoting the growth

of the manufacturing sector in Italy through digital

innovation.

Last February 21 st , Politecnico di Milano hosted the

first workshop organized by the CFI to talk about

L’intervento di

Gianluigi Viscardi,

Presidente del

CFI, al workshop

dello scorso

febbraio.

Gianluigi Viscardi

President of the

CFI, during his

speech at the

workshop held

last February.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 89


FABBRICA DIGITALE

ma anche a favorire il contatto diretto con alcuni

dei più importanti protagonisti dell’Industria 4.0. L’evento

ha rappresentato un altro importante passo

nella creazione della community nazionale del manifatturiero

attuata da CFI che, con le proprie forze,

riesce ad aggregare i più importanti stakeholder del

settore”.

Dagli incentivi ai progetti

Del Piano Industria 4.0 ha parlato Stefano Firpo, direttore

generale per la politica industriale, la competitività

e le piccole e medie imprese del MISE.

“Il Piano prevede incentivi fiscali senza precedenti

per le imprese che investono in ricerca e innovazione:

il governo ha fatto un investimento potenziale

di 20 miliardi di euro. Ora però mancano i progetti

e crediamo molto nel ruolo di stimolo del CFI, che

consideriamo un importante aggregatore nazionale

nel settore”.

Il Piano permetterà di rendere le macchine interconnesse,

sia a livello orizzontale che a livello verticale,

Il workshop

organizzato

dal CFI aveva

l’obiettivo

di mettere

a confronto

domanda

e offerta di

tecnologia

avanzata per

l’Industria 4.0.

The workshop

organized by the

CFI was focused

on demand

and offer of

advanced

technology for

the Industry 4.0.

demand and offer of advanced technology for the

Industry 4.0. The workshop, which was attended by

over 350 people, provided at first a plenary session,

followed by several scientific-technical thematic

groups, which saw the presence of 50 speakers

from both the production and the academic world.

As pointed out by Gianluigi Viscardi, President of

CFI, “it was the first CFI workshop, intended not

only to raise awareness of the Industry Plan 4.0,

but also to encourage direct contact with some

of the major protagonists of Industry 4.0. The event

marked another important step in the creation of

a national manufacturing community promoted

by the CFI, which, relying on its own efforts, is

supposed to aggregate the most important

stakeholders in the sector”.

From incentives to projects

Stefano Firpo, general director for industrial

policy, competitiveness and SMEs at the Ministry

of Economic Development (MISE), talked about

the Industry 4.0 National Plan. “The Plan provides

unprecedented tax incentives for companies

investing in research and innovation: the

government made a potential investment of 20

billion euro. Now, we are waiting for the projects

and we strongly believe in the role of the CFI, which

we consider an important national aggregator in

this sector”.

The Plan will make the machines interconnected,

both horizontally and vertically, within the factories

as well as towards external suppliers and/or

customers, through the use of the most advanced

technologies available, such as collaborative

robots, sensors or cloud-based management

systems, which are expected to generate not only

technological upgrading but also to change the

way business models are planned.

The role of the Lighthouse Plants

Also due to the current tax incentives, the CFI

aims to go beyond the state of the art. Some ad

hoc projects are being carried out to create the

so-called Lighthouse Plant. These are production

facilities to be designed and built from scratch, or

rather existing plants deeply revisited according

to the Industry 4.0 way, equipped with enabling

technologies for the smart manufacturing, which

are interconnected, intelligent and capable to

communicate with each other. These production

sites will be developed through investments

supported by the 250% hyper-depreciation ensured

by the Industry 4.0 National Plan, and will be

subject to technological change.

“The Lighthouse Plants - said Tullio Tolio, President

of the CFI Scientific Committee - are conceived

as evolving plants that, downstream of the

first phase of installation, will be subject to an

industrial research and innovation project involving

technology providers, system integrators, research

90 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


all’interno delle fabbriche così come verso le unità

esterne di fornitori e/o clienti, attraverso l’impiego

delle più avanzate tecnologie oggi già disponibili,

quali per esempio robot collaborativi, sistemi di sensoristica

o sistemi di gestione su piattaforme cloud,

che genereranno non soltanto l’aggiornamento

tecnologico auspicato, ma anche un cambiamento

nel modo di fare impresa e nei modelli di business.

Il ruolo dei Lighthouse Plant

Anche grazie alle attuali misure d’incentivo, il CFI

ambisce, tuttavia, ad andare oltre lo stato dell’arte.

Si stanno creando, infatti, dei progetti ad hoc per

la creazione dei Lighthouse Plant, impianti produttivi

da progettare e realizzare ex-novo, o impianti

esistenti profondamente rivisitati in ottica Industria

4.0, dotati di tecnologie abilitanti della smart manufacturing,

interconnessi, intelligenti e in grado di

“dialogare” tra loro.

Tali impianti potranno essere sviluppati attraverso

investimenti supportati dall’iperammortamento del

250%, previsto dal Piano Nazionale Industria 4.0, e

saranno oggetto di evoluzione tecnologica.

“I Lighthouse Plant - ha spiegato Tullio Tolio, Presidente

del Comitato Tecnico Scientifico del CFI - sono

pensati come impianti in evoluzione che, a valle di

una prima fase di installazione, saranno oggetto di

un progetto di ricerca industriale e innovazione che

coinvolgerà fornitori di tecnologie, system integrator,

enti di ricerca e università e punterà alla realizzazione

di ulteriori innovazioni da testare proprio

nell’impianto lighthouse”.

I Lighthouse Plant puntano a realizzare progetti di

riferimento per una o più delle 7 linee di intervento

individuate dal CFI per indirizzare la trasformazione

centres and universities and will focus on further

innovations to be tested right at the lighthouse

plant”.

The Lighthouse Plants aim to carry out reference

projects for one or more of the 7 intervention

strategies identified by the CFI to direct the

transformation of the Italian manufacturing in

compliance with the targets of Europe 2020. In

detail, these intervention strategies are: production

systems for tailor-made manufacturing; strategies,

methods and tools for industrial sustainability;

systems aimed at enhancing people in the

factories; high-efficiency production systems;

innovative production processes; evolutionary

and adaptive production systems; strategies and

management for next-generation production

systems.

Two practical examples of digital factory

At the plenary session, there was also room

for two practical examples dealing with the

implementation of the digital factory concepts.

Two representations of what the Lighthouse Plants

could mean within the Italian manufacturing

industry.

Fabio Golinelli, ABB, talked about the

reorganization of the company’s production

plant in Dalmine, near Bergamo, based on the

principles of lean manufacturing and digitalization.

The ambition was to create a real Industry 4.0

Tullio Tolio,

Presidente del

Comitato Tecnico

Scientifico del

CFI, ha illustrato le

caratteristiche dei

Lighthouse Plant.

Tullio Tolio, President

of the CFI Scientific

Committee,

described the

features of the

Lighthouse Plants.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 91


FABBRICA DIGITALE

del manifatturiero italiano in linea con gli obiettivi

di Europa 2020. Nel dettaglio, le linee di intervento

sono: sistemi produttivi per la produzione personalizzata;

strategie, metodi e strumenti per la sostenibilità

industriale; sistemi per la valorizzazione delle

persone nelle fabbriche; sistemi di produzione ad

alta efficienza; processi produttivi innovativi; sistemi

di produzione evolutivi e adattativi; strategie e management

per i sistemi produttivi di prossima generazione.

Due esempi concreti di fabbrica digitale

Nel corso della sessione plenaria c’è stato spazio

anche per il racconto di due esempi pratici di implementazione

dei concetti di fabbrica digitale.

Due rappresentazioni di cosa potrebbero essere i

Lighthouse Plant nel manifatturiero italiano.

Fabio Golinelli di ABB ha parlato della riorganizzazione

del sito produttivo aziendale di Dalmine, in provincia

di Bergamo, basata sui principi della lean manufacturing

e della digitalizzazione. L’ambizione era

quella di creare un dimostratore reale di Industria

4.0 in Italia. La strada scelta prevede di ripensare

le linee produttive per aumentarne la capacità produttiva,

rendendole altamente flessibili. “Le applicazioni

4.0 ci aiuteranno a gestire questa complessità

- ha detto Golinelli - partendo dall’utilizzo dei robot

collaborativi e passando dai sistemi per consentire

la manutenzione preventiva fino al monitoraggio

dei consumi di gas, all’utilizzo delle app per monitorare

le possibili situazioni di pericolo e alla creazione

di una supply chain dinamica e collaborativa con

tutta la filiera. Prevediamo di trasformare la fabbrica

entro il 2020 con un investimento di circa 9 milioni di

euro”.

Un’altra azienda di primo piano nell’automazione

di processo, la bergamasca Cosberg, ha affiancato

un cliente in un percorso di innovazione tecnologica

che ha visto la conversione della produzione

aziendale dal settore tessile a quello meccatronico.

“Tutto ciò ha comportato un cambio di visione - ha

spiegato Michele Viscardi di Cosberg - per cui la

fabbrica è concepita nello stesso modo in cui sono

pensate le singole macchine: con un elevato livello

di automazione e con il monitoraggio continuo

delle prestazioni. Un passo fondamentale in questo

senso è stato il revamping delle macchine esistenti

sostituendo i vari componenti (dagli attuatori elettrici

alla robotica e così via) con prodotti più sostenibili

e 4.0-ready”.

n

Michele Viscardi

di Cosberg.

Michele Viscardi,

Cosberg.

demonstrator in Italy. The company then chose to

redesign production lines in order to increase their

throughput, thus making them highly flexible. “4.0

applications will help us manage such complexity

- said Mr Golinelli - starting from the use of

collaborative robots, systems to allow for preventive

maintenance, gas consumption monitoring, the use

of Apps to monitor possible dangerous situations

and the creation of a dynamic and collaborative

supply chain. We plan to transform the factory by

2020 with an investment of about 9 million euro”.

Another primary company engaged in process

automation is the Bergamo-based Cosberg, which

helped a customer in a process of technological

innovation based on the conversion of the

company’s production from the textile sector

to the mechatronic sector.

“This resulted in a change of vision - explained

Michele Viscardi, Cosberg - so that the factory

is designed similarly to a machine: with a high

level of automation and continuous performance

monitoring. A key step in this sense was the

revamping of existing machines by replacing

the various components (from electric actuators

to robots, and so on) with more sustainable and

4.0-ready products”.

n

92 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


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PROFILO

L’automazione

è nei dettagli

Particolare

di un posaggio

di una saldatrice

a scarica

capacitiva.

Detail of

aplacement

of a capacitive

discharge

welder.

Siamo andati a conoscere più da vicino Gav Sistemi, un’azienda di Frosinone che

da 27 anni progetta e realizza macchine e sistemi di automazione per l’industria,

destinati al settore automotive e non solo. Con un occhio all’Italia e uno ai mercati

esteri emergenti, l’azienda guidata da Claudio Garzisi e Fabrizio Vona ha inoltre

brevettato di recente una cassettiera automatica con lo scopo di supportare

l’operatore nelle fasi di assemblaggio manuale.

di Cesare Pizzorno

Quando specializzazione non è sinonimo di

limitazione. Operare principalmente nel

settore automotive, insomma, non deve

precludere la possibilità di esplorare anche altri

ambiti: questo racconta la storia di Gav Sistemi,

azienda di Frosinone fondata nel 1990 e specializzata

nella progettazione e costruzione di

macchine e sistemi di automazione per l’industria.

Oltre all’automotive, infatti, che rimane il settore di riferimento,

l’azienda ha accumulato negli anni esperienze

nel medicale, nell’alimentare o in ambito chimico.

“La nostra è una piccola realtà”, racconta Claudio

Garzisi, uno dei due soci titolari dell’azienda laziale.

“Abbiamo una ventina di dipendenti ma riusciamo

comunque a garantire alti standard qualitativi, in

termini sia di risultato finale che di assistenza. Siamo

in grado di offrire soluzioni a esigenze di movimentazione,

collaudo o produzione, passando dai banchi

per collaudi alle macchine automatiche per la produzione

e l’assemblaggio, fino a prodotti brevettati

94 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


da noi, come una cassettiera automatica che abbiamo

lanciato di recente”.

Gav Sistemi lavora sia con clienti italiani che all’estero:

dalla Macedonia alla Romania, fino a Brasile,

Messico e USA.

“Ma abbiamo consegnato macchine anche in Cina:

siamo abituati a lavorare in contesti internazionali e

siamo elastici nell’adattarci a normative anche molto

diverse tra loro. E in futuro vorremmo esplorare

nuovi mercati”, aggiunge Garzisi.

Specialisti nelle macchine di

assemblaggio degli airbag

In particolare, nel corso degli anni Gav Sistemi ha

realizzato diverse macchine per l’assemblaggio

degli airbag nel settore automotive. Un’esperienza

notevole in una nicchia di mercato molto interessante

e sfidante. “Conosciamo molto da vicino

il mondo degli airbag e collaboriamo con il cliente

fin dalla prima fase della progettazione, in un lavoro

di co-design”, spiega Fabrizio Vona, l’altro socio

di Gav Sistemi. “La realizzazione di un airbag passa

attraverso molte fasi. Noi siamo in grado di realizzare

macchine di assemblaggio, controllo e collaudo,

sia con sistemi di visione che con altri tipi di pokayoke,

macchine per test elettrici o macchine per il

packaging finale dell’airbag stesso. La difficoltà di

lavorare in questo ambito è data dal fatto che gli

oggetti trattati non sono rigidi: questo rende difficile

assicurare la ripetibilità”.

Tra i sistemi realizzati dall’azienda laziale nel settore

degli airbag ci sono anche le cosiddette folder

machines, che servono per la piegatura del cuscino

secondo le specifiche di volta in volta affidate

dal cliente. Anche in questo caso, tra gli elementi

di maggiore difficoltà c’è il fatto che l’oggetto da

manipolare non è rigido. “Dal cliente riceviamo un

progetto - prosegue Vona - dove sono indicate le

dimensioni di ciascuna piega. Spetta a noi, quindi,

progettare e realizzare l’ingegneria della movimentazione

per rispettare soprattutto le specifiche

dimensionali del cuscino una volta che è stato piegato

e inserito all’interno della sua conchiglia, o

housing”.

In quanto elementi di safety, inoltre, gli airbag devono

essere prodotti con un processo tracciabile in

ogni suo passaggio. Questo richiede una competenza

specifica in ambito software.

Una cassettiera brevettata per

la Lean manufacturing

Gav Sistemi ha recentemente brevettato e lanciato

sul mercato un prodotto innovativo che strizza l’occhio

ai principi della Lean manufacturing. Si tratta

n PROFILE

Automation Is in

the Details

We got to know more about Gav Sistemi,

a Frosinone-based company that for

27 years has been designing and

manufacturing automation machines

and systems addressed to the automotive

industry and beyond. Looking at both

the Italian market and the foreign ones,

the company led by Claudio Garzisi and

Fabrizio Vona has also recently patented

an automatic drawer aiming to support

the operator in manual assembly activities.

When specialization does not mean limitation.

Working mainly in the automotive industry, in

short, should not preclude the possibility of exploring

other fields. This is part of the story of Gav Sistemi,

a Frosinone-based company founded in 1990 that

designs and manufactures automation machines

and systems. In addition to automotive, which

Da sinistra, Claudio Garzisi e Fabrizio Vona, titolari di Gav Sistemi.

From the left, Claudio Garzisi and Fabrizio Vona, Gav Sistemi owners.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 95


PROFILO

di una cassettiera automatica (Alveolus) dotata di

sistema di movimento sequenziale programmabile

dei cassetti, che permette di supportare l’operatore

impegnato nelle fasi di assemblaggio fornendogli la

componentistica necessaria per completare le fasi

di assiematura nel rispetto dell’ergonomia del posto

di lavoro, esattamente nel momento in cui occorre,

secondo una specifica sequenza preimpostata e

con una facile programmazione.

“La cassettiera che abbiamo progettato può essere

utilizzata nei reparti di assemblaggio di diversi settori:

dall’automotive al comparto degli elettrodomestici

allo stampaggio plastico e, in generale, tutto il settore

manufatturiero”, spiega Claudio Garzisi. “È un prodotto

pensato sia per gli integratori che per i costruttori

ed è disponibile in 5 modelli, che differiscono in

funzione del numero di cassetti, dello spazio disponibile

e della dimensione dei particolari. Abbiamo voluto

rendere il prodotto altamente personalizzabile e

semplificarne l’utilizzo: il software a bordo permette,

Particolare di una

folder machine.

Detail of a folder

machine.

remains their key sector, the company has gained

experience over the years in the healthcare, food

or chemical fields. “Our company is quite small”,

says Claudio Garzisi, one of the two partners

of the Lazio-based company. “We have about

twenty employees but still manage to ensure high

quality standards, in terms of both end result

and assistance. We are able to offer solutions

for handling, testing or production, ranging from

testing benches to automatic machines for

production and assembly, up to patented products

such as an automatic drawer that we have

recently launched”.

Gav Sistemi works with both Italian and foreign

customers: from Macedonia to Romania, up

to Brazil, Mexico and the USA. “We delivered

machines even to China: we know how to work in

an international context and we are able adapt

also to very different regulations. In the future, we

would like to explore new markets”, adds Mr Garzisi.

Una panoramica del reparto produttivo Gav Sistemi a Frosinone.

An overview of Gav Sistemi production department in Frosinone.

Specialists in air-bag assembly machines

In particular, over the years, Gav Sistemi has

manufactured several machines for the assembly

of air-bags in the automotive sector. This is quite

a considerable experience in a very interesting

and challenging market niche. “We know the airbags

field very well and we usually work with the

customer from the early design stage: it is actually

a co-design”,

explains Fabrizio Vona, the other partner of

Gav Sistemi. “Manufacturing an air-bag implies

several stages. We can build assembly and testing

machines, both with vision systems and other types

of poka-yoke, as well as electrical testing machines

or rather machines for the final packaging of the

96 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


infatti, di cambiare la produzione semplicemente

premendo un tasto”. Il software della cassettiera sviluppata

da Gav Sistemi consente di gestire anche

il magazzino, per cui quando la macchina si rende

conto che stanno finendo i componenti in un determinato

cassetto manda un’informazione sia all’operatore

di produzione che, in remoto, al magazziniere

e/o al caporeparto anche se localizzati in altri luoghi.

“Per soddisfare questa esigenza, la nostra cassettiera

è predisposta nell’ottica 4.0 potendo trasferire

in remoto informazioni quali l’andamento della

produzione (numero di componenti assemblati o di

kit realizzati; tempo ciclo), quantità di componenti

presenti in ciascun cassetto nonché inviare allarmi

in caso di raggiungimento di quantitativi sottoscorta

per ogni singolo cassetto. Inoltre, è possibile gestire

la manutenzione predittiva: la cassettiera informa la

manutenzione aziendale o il nostro service quando

è necessario effettuare specifici controlli manutentivi”,

aggiunge Garzisi.

n

Avvitatore

automatico a 4

teste di avvitatura

realizzato da Gav

Sistemi.

Automatic

screwdriver with

4 screwing heads

manufactured by

Gav Sistemi.

air-bag itself. Working in this field is not easy, as the

objects are not rigid: this makes it difficult to ensure

repeatability”.

Among the other systems manufactured by the

company in the air-bag industry are also the socalled

folder machines, used for folding the pillow

according to the requirements assigned by the

customer. Even in this case, one of the challenging

elements is the fact that the object to be handled

is not rigid. “The customer gives us a project -

continues Mr Vona – with the size of each bend. It

is up to us, then, designing and implementing the

handling engineering in order to meet especially

the dimensional requirements of the pillow once it

has been folded and put inside its shell, or housing”.

As they are actual safety elements, the air-bags

must be produced with a fully traceable process.

This requires specialized expertise in software.

A patented drawer for

Lean manufacturing

Gav Sistemi has recently patented and launched

an innovative product, which is very close to the

principles of Lean manufacturing. It is an automatic

drawer (Alveolus) equipped with a programmable

sequential system for the drawer movement.

This is thought to support the operator engaged

in assembly operations in compliance with the

ergonomics of the workplace, exactly when it is

required, according to a specific preset sequence

and with easy programming.

“The drawer that we designed can be used in the

assembly departments of several sectors: from

automotive to household appliances, up to plastic

moulding and, in general, the whole manufacturing

sector”, explains Claudio Garzisi.

“This product was designed for both integrators and

manufacturers and is available in 5 models, which

differ depending on the number of drawers, the

available space and the size of the components.

We wanted to make the product highly

customizable and easier to use: sure enough, the

onboard software allows to change the production

simply by pressing a button”.

The drawers software developed by Gav Sistemi

also allows users to manage the warehouse, so,

when the machine realizes that the components

are running out in a given tray, it sends information

to both the operator and, remotely, the warehouse

manager and/or supervisor, even if they are

somewhere else.

“To meet this need, our drawer is 4.0-ready, as it

is able to remotely transfer information such as

production development (number of assembled

components or manufactured kits; cycle time),

the amount of components in each tray. It can

also send alarms when a single tray is running out

of components. Besides, it is possible to manage

predictive maintenance: the drawer informs the

company maintenance or our service when it’s

time to schedule specific maintenance checks”,

adds Mr Garzisi.

n

PubliTec

MAY-JUNE 2017 97


INCONTRI

A ciascuno la sua

Industria 4.0

di Cesare Pizzorno

Fanuc, tra i principali player globali impegnati nella promozione della

fabbrica digitale, ha organizzato un Aperitivo 4.0 a margine della fiera

MecSpe, lo scorso marzo, per discutere di come anche le aziende meno

strutturate possono rendere più efficiente il loro processo produttivo.

Moderata da Filippo Astone, direttore della testata

Industriaitaliana.it e conduttore su Radio 24

del programma Fabbrica 2.4, il General Manager

di Fanuc Italia Marco Ghirardello e il Sales Leader

Marco Pecchenini hanno partecipato alla discussione

che ha animato l’Aperitivo 4.0, dando qualche

preziosa informazione in più sulla proposta Fanuc in

tema di Industria 4.0. Una proposta che, seguendo il

modus operandi della multinazionale giapponese, è

pensata per venire incontro ai bisogni concreti degli

utilizzatori.

“Noi crediamo che l’Industria 4.0 non riguardi solo

realtà di grandi dimensioni”, afferma Pecchenini.

“Per questo Fanuc ha voluto mettere a disposizione

pacchetti software, sensori e diagnostica interna

accessibili anche alle aziende meno strutturate, che

98 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Da sinistra,

il moderatore Filippo

Astone,

il General Manager

di Fanuc Italia

Marco Ghirardello

eilSalesLeader

Marco Pecchenini.

From the left, the

moderator Filippo

Astone, the general

manager of Fanuc

Italia Marco

Ghirardello and the

Sales Leader Marco

Pecchenini.

possono così implementare anche gradualmente le

funzionalità della fabbrica digitalizzata”.

Investimenti nelle infrastrutture

Tra gli aspetti più caldi dell’Industria 4.0 c’è la possibilità

di usufruire di sistemi per la manutenzione predittiva,

con l’obiettivo di azzerare i fermi macchina.

È questo uno dei principali elementi della gamma di

soluzioni Fanuc dedicate ai diversi aspetti della Smart

Factory: dalla raccolta dei dati statistici di produzione

a quelli funzionali, appunto, alla manutenzione

predittiva.

“Anche in un tessuto industriale come quello italiano,

caratterizzato soprattutto da aziende piccole

n EVENTS

To Each His Own

Industry 4.0

Fanuc, a leading global player involved

in promoting digital factory, organized an

“Aperitivo 4.0” at the end of the first day of

MecSpe, last March, to talk about how even

the less structured companies can increase

the efficiency of their production process.

Moderated by Filippo Astone, director of the

website Industriaitaliana.it and presenter of the

programme “Factory 2.4” on Radio 24, the general

manager of Fanuc Italia Marco Ghirardello and

the Sales Leader Marco Pecchenini took part in the

discussion that animated the “Aperitivo 4.0”, giving

some valuable clue on the Fanuc offer dealing with

Industry 4.0. In accordance with the philosophy of

the Japanese multinational, the offer aims to meet

the users’ practical needs.

“We believe that Industry 4.0 does not concern only

large-sized companies”, said Pecchenini. “For this

reason, Fanuc has released software packages,

sensors and internal diagnostics devices accessible

even to the less structured companies. These can

therefore gradually implement the features of the

digitalized factory”.

Investing in infrastructure

Among the hottest issues of Industry 4.0 is the ability

to take advantage of predictive maintenance

PubliTec

MAY-JUNE 2017 99


INCONTRI

Il robot delta a Fuorisalone 2017

Un robot giapponese impegnato nella dama

cinese: il robot delta Fanuc M-1iA (nella foto) è

uscito dalla fabbrica per giocare un ruolo da

protagonista nello spazio creativo del Design

Hostel, l’ostello temporaneo allestito in occasione

della Milan Design Week in Bovisa lo scorso aprile.

Nello spazio “Fabbrica” di questa factory

verticale, infatti, Fanuc e TesLab hanno installato

un’applicazione che ha visto il robot delta M-1iA

impegnato a giocare a dama cinese, il popolare

gioco da tavolo tedesco con sfere e tavoliere, in

una serie di partite in modalità “solitario”.

The delta robot

at Fuorisalone 2017

A Japanese robot engaged in Chinese checkers:

Fanuc M-1iA delta robot (pictured) left the factory

to play a leading role in the creative space of

Design Hostel, the temporary hostel set up at the

Milan Design Week in Bovisa last April.

The application installed by Fanuc and TesLab in

the “Factory” space of this vertical factory saw the

M-1iA delta robot playing Chinese checkers, the

popular German game table with balls and the

board, in a series of games in “solitaire” mode.

e medie, ci sono realtà che già si sono mosse o si

stanno muovendo verso la digitalizzazione”, aggiunge

Marco Ghirardello. “Alla base occorre, comunque,

avere una produzione organizzata, con

logiche di tipo lean, perché l’Industria 4.0 è soltanto

l’ultima parte di un processo più complesso. Per

introdurre sistemi 4.0 servono quindi investimenti

nelle infrastrutture. Il Piano Nazionale varato dal

Governo è sicuramente un contributo importante,

ma che, da solo, non può essere sufficiente”.

Tre pacchetti per qualsiasi esigenza

Più nello specifico, Fanuc propone tre pacchetti Industry

4.0 con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di tutti i clienti,

dalle piccole officine fino ai grandi gruppi industriali. Si

tratta di pacchetti costituiti da prodotti e soluzioni Fanuc

già disponibili, però assemblati specificamente per venire

incontro a diverse esigenze.

Il Livello 1 è un pacchetto “pronto all’uso”, che il cliente

acquista e installa senza apportare personalizzazioni rilevanti,

e che permette di interconnettere i diversi elementi

del sistema con l’obiettivo di raccogliere i dati relativi allo

stato delle macchine, l’efficienza, le prestazioni attraverso

l’impiego di interfacce HMI intelligenti. Una solida base di

systems, aiming at zero downtime. This is one of

the main elements of the Fanuc software package

which helps managing different aspects of the Smart

Factory: from the collection of statistical production

data to those dealing with predictive maintenance.

“Even in an industrial fabric as the Italian

one, featured mainly by SMEs, some of them

have already moved, or are moving, toward

digitalization”, added Marco Ghirardello. “The

necessary prerequisite, however, implies having

an organized and lean production, as Industry 4.0

is only the last part of a more complex process.

Investing in infrastructure is then necessary to

introduce 4.0-systems. The National Plan launched

by the government is certainly an important

contribution, but that alone may not be enough”.

Three levels for any requirement

More into detail, Fanuc offers three “Industry 4.0”

packages in order to meet the needs of all customers,

from small workshops to large industrial groups. These

packages rely on Fanuc products and solutions already

available, however specifically assembled to meet

several needs.

Level 1 is a “ready to use” package, which the customer

purchases and installs without making significant

customizations. It allows users to interconnect the

100 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


partenza, insomma, per tutte quelle aziende, anche piccole,

che intendono aggiornare il proprio modo di lavorare.

Il Livello 2 realizza una vera Industrial Internet of Things.

Pensato per tutte quelle aziende che intendono collegarsi

a un ERP o sviluppare un sistema di supervisione dedicato,

il pacchetto amplia la possibilità di accesso al sistema e

la totale personalizzazione mettendo a disposizione tutte le

modalità di accesso ai dati attraverso protocolli standardizzati,

e richiede una competenza medio-alta da parte

degli operatori in termini di connessione dei vari elementi. Il

Livello 3 costituisce l’evoluzione intelligente per un controllo

totale, e si rivolge ad aziende già strutturate dal punto di

vista della digitalizzazione degli impianti, con personale già

esperto. Comprende diversi pacchetti software Fanuc che

consentono di collegare in rete dispositivi - anche di terze

parti - per rilevare i dati (di produzione, diagnostici, statistici

ecc.) utili a finalità

di monitoraggio, tracciabilità

e gestione

dell’energia. Il sistema

installato è aperto, e

consente al cliente la

massima personalizzazione.

n

I partecipanti

all’Aperitivo 4.0

organizzato da

Fanuc lo scorso

marzo

LE Nuove LENTI

RINFORZATE

TECHSPEC ®

SERIE Cr

Compatte e rinforzate contro

scosse e vibrazioni

various elements of the

system with the aim to

collect data related to

machines conditions,

efficiency and

performance by using

intelligent HMIs.

A solid starting point, in short, for all those companies, even

small ones, who intend to upgrade their processes.

Level 2 makes a true Industrial Internet of Things possible.

Designed for all those companies wishing to connect to

an ERP or rather develop a dedicated managing system,

the package expands the possibilities to access the

system, in addition to total customization, by providing

all means of access to data through standard protocols.

This level requires medium to high operators’ expertise for

connecting the various elements.

Level 3 is the intelligent evolution for total control. It is

aimed at companies already structured in terms of factory

digitalization, with experienced staff. It includes several

Fanuc software solutions enabling users to connect

devices - including the ones supplied by third parties -

useful to collect data (about production, diagnostics,

statistics, etc.). These data can be used for

monitoring, traceability or energy management

purposes. The installed system is open and allows

for high customization.

n

PubliTec

The audience of

the “Aperitivo 4.0”

organized by Fanuc

last march.

• Stabilità rinforzata per mantenere

il puntamento ottico in

seguito a scosse e vibrazioni

• Elementi individulamente

incollati per ridurre lo

spostamento di pixel

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MERCATI ESTERI

La Spagna ha

rialzato la testa

a cura di Stefano Scuratti, Galileo Business Consulting e Consulente Area Internazionalizzazione di AIdAM

Colpita duramente dalla crisi del 2008, la Spagna è oggi tra le economie più

dinamiche in Europa, nonché il secondo produttore europeo - l’ottavo al mondo -

nel settore automotive. Un mercato importante, insomma, per i produttori

italiani: basti pensare che, secondo i dati Sace, la Spagna investirà

nel 2019 circa 4,5 miliardi di euro in meccanica strumentale italiana.

Nei precedenti articoli abbiamo

trattato importanti nazioni

dell’Est Europa: Repubblica

Ceca, Romania, Slovacchia

e Slovenia. Diversi fattori comuni ci

permettono di definire il Centro-Est

Europa come una regione che sta

vivendo un importante momento

di crescita industriale in cui non

mancano opportunità di business

per le aziende italiane. In questo

articolo, come già visto analizzando

l’economia inglese, vogliamo

sostenere un concetto importante:

valorizzare le opportunità per le

aziende italiane sulla base dei volumi

d’affari sviluppati nel comparto

della meccanica strumentale negli

ultimi tre anni e analizzando le proiezioni

per il prossimo triennio.

In questo senso, l’economia spagnola

sembra essere un primo importante

esempio. Se, infatti, la Repubblica

Ceca assorbe circa 1,3 miliardi di

euro di meccanica strumentale italiana,

con crescite simili ai mercati

asiatici, la Spagna passerà dai 3,8

miliardi di euro di meccanica strumentale

acquisita dall’Italia nel

2016 a circa 4,5 miliardi di euro nel 2019, secondo i dati

Sace. La Spagna, pertanto, vedrà una crescita delle importazioni

di meccanica strumentale italiana nel prossimo

triennio di circa il 5,5% annuo fino a raggiungere i 700 milioni

di euro di meccanica strumentale italiana installata nelle

proprie linee produttive. Proprio su questo valore devono

concentrarsi le aziende italiane: una crescita, e quindi un

nuovo mercato, di 700 milioni di import equivale a oltre il

50% del valore totale delle importazioni ceche.

Dollar vs Percentage Growth

In parole più semplici, dobbiamo cominciare a pensare

che il valore aggiunto di una nazione per le aziende esportatrici

non sia rappresentato dalle percentuali di crescita

dell’economia, quanto dal volume d’affari generato dalle

aziende italiane in uno specifico settore, abbinato alle

previsioni di crescita in percentuale in una data nazione.

L’interesse sarà quindi comprendere il valore in euro che

un dato paese è in grado di offrire alle aziende italiane

nei prossimi tre anni. Tale concetto (“Dollar vs Percentage

Growth”) guiderà le future analisi anche nel definire i “nuovi

mercati”. I futuri articoli evidenzieranno come i nuovi mercati

sotto questa chiave di lettura siano, di fatto, in Europa.

Un dato estremamente interessante nell’analizzare il valore

monetario e la crescita in percentuale della meccanica

strumentale italiana nei vari paesi europei è che spesso

proprio le nazioni con i maggiori volumi in termini di fatturato

sviluppano anche i più alti tassi di crescita nell’acquisto

di meccanica strumentale italiana.

102 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Non è pertanto corretto pensare che là dove la meccanica

strumentale italiana registra i volumi più bassi le

opportunità di crescita siano superiori. I numeri dimostrano

esattamente il contrario: laddove la meccanica

strumentale è già presente e le aziende italiane hanno

potuto dimostrare le loro capacità sia da un punto di

vista tecnologico che imprenditoriale ci sono maggiori

opportunità di crescita. Nei prossimi numeri prenderemo,

quindi, in considerazione economie quali Francia, Germania

e Stati Uniti per validare la nostra opinione.

America. La maggior parte della forza lavoro spagnola

è distribuita nei servizi (76%), nell’industria (14%), nelle costruzioni

(6%) e nell’agricoltura (4%).

L’Istituto Nazionale di Statistica segnala che nel corso

del 2015 il tasso di crescita più basso è stato segnalato

nell’agricoltura (0,5%) e nei servizi (2,9%), mentre il dato

più significativo viene proprio dall’industria, cresciuta del

3,6%, e dal settore delle costruzioni (+5,8%).

Un’economia dinamica nel dopo crisi

La Spagna è una monarchia costituzionale con una popolazione

di circa 46,4 milioni di abitanti, un PIL pro capite

di 22.279 euro e un PIL complessivo che supera di

poco il miliardo di euro. Con un tasso di inflazione molto

basso e un debito rispetto al PIL di circa il 100%, questa

economia presenta numeri simili a quella italiana. Durante

la crisi finanziaria, il tasso disoccupazione ha di fatto

superato i livelli italiani; tuttavia oggi la Spagna cresce

intorno al 3%, attestandosi tra le economie più dinamiche

del dopo crisi e registrando un tasso disoccupazione

dell’11% circa.

È bene ricordare che la penisola iberica, al di là dei numeri

del proprio PIL che ne fanno la quattordicesima

potenza mondiale, rappresenta da sempre un ponte

verso il Nord Africa e soprattutto un partner preferenziale

per lo sviluppo di rapporti commerciali in Centro e Sud

n FOREIGN MARKETS

Spain Has Stood Up

Damaged significantly by the 2008 crisis, Spain

is today one of the most dynamic economies in

Europe, as well as the second largest European

manufacturer - the eight in the world - in the

automotive sector. Quite an important market for

Italian producers as, according to Sace agency,

Spain is expected to invest about 4.5 billion euro

into Italian mechanical goods.

In previous articles we have covered major nations

of Eastern Europe, such as the Czech Republic,

Romania, Slovakia and Slovenia. Several were the

common factors that let us define the Central-Eastern

Europe as a region that is experiencing quite a

relevant industrial growth with business opportunities

for Italian companies. In this article, as already seen

analyzing the UK economy, we want to claim an

important concept: to highlight the opportunities for

Italian companies on the basis of business volumes

developed in the sector of mechanical goods in the

last three years and analyze the projections for the

next three years.

The Spanish economy then seems to be an important

example. We have seen, in fact, that the Czech

Republic accounts for approximately 1.3 billion euro

of Italian mechanical goods with growth rates similar

to the Asian markets. Spain will increase from 3.8 billion

euro of mechanical goods purchased from Italy in

2016 to around 4.5 billion euro in 2019, according to

Sace agency. Spain will therefore increase its imports

of Italian mechanical engineering in the next three

years by about 5.5% per year and will reach about

700 million euro of Italian mechanical goods to their

production lines. companies should then focus right on

these figures: a growth, and thus a new market, of 700

million euro amounts to over 50% of the Czech imports

total value.

Dollar vs Percentage Growth

In simpler words, we should start thinking that the

added value of a nation for exporting companies

is not represented by the economy growth rates

Un particolare

dell’Alhambra

di Granada, nel

sud della Spagna.

A detail of the

Alhambra in

Granada, in the

South of Spain.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 103


MERCATI ESTERI

Il secondo produttore in Europa

nel settore automotive

Per quanto riguarda le importazioni, i settori più importanti

per la Spagna sono l’energia (circa 20%), i prodotti chimici

(16%), il settore automobilistico (13%) e i beni di consumo

(12%). La Germania è il primo partner commerciale

della Spagna, con una quota del 13%. Seguono la Francia

(10,8%), la Cina (8,6%) e l’Italia (6,3%). L’Italia è quindi

tra i principali partner commerciali del paese iberico, soprattutto

nella vendita di prodotti chimici, componenti e

accessori per l’industria automobilistica e prodotti siderurgici.

I principali investimenti italiani nel paese interessano

la fabbricazione di materiale e macchinari elettrici (37%),

il commercio all’ingrosso (15%) e le costruzioni edili (7%).

Il settore automotive è spesso utilizzato quale chiave di lettura

del grado di automazione di una nazione. La Spagna

è il secondo produttore in Europa e l’ottavo al mondo.

Vanta il primato europeo nell’ambito dei veicoli industriali

con la presenza di 9 multinazionali e 17 impianti di produzione.

Circa l’83% dei veicoli prodotti in Spagna vengono

venduti all’estero, in un centinaio nazioni e - dato ancora

più interessante - la Spagna è sede di circa 1000 aziende

di piccole e medie dimensioni che costituiscono il settore

dei fornitori per l’industria automotive.

Questo settore rappresenta circa il 10% del PIL e il 20% delle

esportazioni nazionali, dando lavoro a 300.000 persone.

Nel 2014 la produzione industriale spagnola nel settore è

cresciuta dell’11%, raggiungendo i 2,4 milioni di autovetture

prodotte, poi salite a 2,6 milioni nel 2015. Per il 2017 si

pensa che la produzione industriale possa raggiungere i 3

rather than by the business volume generated by the

Italian companies in a specific sector, combined with

the growth forecasts in percent in the given nation.

It is interesting to understand the euro value that a

given country is able to provide to Italian companies

over the next three years. This concept (“Dollar vs

Percentage Growth”) will guide future analysis even

in identifying the “new markets”. The next articles will

highlight how new markets, in this view, are in fact in

Europe.

When analyzing the monetary value and growth as

a percentage of the Italian mechanics in the various

European countries, it is extremely interesting to notice

that nations with the largest volume of turnover often

develop the highest growth rates in the purchase of

Italian mechanics.

It is therefore not correct to think that high growth

opportunities are associated to low export volumes of

Italian mechanical goods.

The figures show exactly the opposite: wherever the

Italian mechanical goods are already in the country

and Italian companies have been able to show their

skills both from a technological and commercial point

of view, then there are interesting opportunities for

future growth. To validate our opinion we will therefore

consider economies such as France, Germany and the

United States in the next issues.

A dynamic economy after the crisis

Spain is a constitutional monarchy with a population

of about 46.4 million inhabitants, a per capita GDP of

about €22,279 and a gross domestic product of just

over one billion euro. With a very low inflation rate and

a debt to GDP ratio of about 100%, this economy has

similar figures compared to Italy. During the financial

crisis, the unemployment rate exceeded the levels

of Italy and yet today Spain is growing by around

3%. It is indeed one of the most dynamic post-crisis

economies, with an unemployment rate of about 11%.

It is good to remind that the Iberian peninsula,

regardless of its GDP that makes it the 14th world

economy, has always been a bridge to North

Africa and especially a preferred partner for the

development of business relations in Central and South

America.

Most of the Spanish work force is in services (76%),

industry (14%), construction (6%) and agriculture (4%).

According to the National Statistics Institute, in 2015

the lower growth rate was in agriculture (0.5%) and

services (2.9%), while the most significant data come

precisely from the industry, grown by 3.6% and the

construction sector, grown by 5.8%. Industry is one of

the main growth driver of the Spanish economy, the

target sector for the Italian mechanical goods.

The second European manufacturer

in the automotive sector

As regards to imports, the most important sectors for

Spain are energy, which accounts for approximately

20%, chemicals (16%), automotive (13%) and

consumer goods (12%). Spain’s top trading partners

are Germany (13%), France (10.8%), China (8.6%)

and Italy (6.3%). Italy ranks therefore among the

main trading partners in the country especially as for

chemical products, components and accessories

for the automotive industry and steel products. The

main Italian investments in the country deal with

the manufacturing of electrical machinery for 37%,

wholesale for 15% and constructions for 7%.

The automotive sector is often used as a key to

understanding a nation’s degree of automation. Spain

is the second largest manufacturer in Europe and the

104 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

milioni di veicoli prodotti, grazie a 9 multinazionali che attualmente

stanno investendo circa 10 miliardi nel paese.

Le piccole e medie aziende subfornitrici rappresentano,

invece, un turnover di circa 30 miliardi destinato per il 60%

all’esportazione.

Un network importante per la R&S

È alto il livello tecnologico delle aziende produttrici spagnole,

con un tasso di circa 89 robot ogni 10.000 dipendenti.

La R&S in Spagna è supportata da un network

importante di cluster nel settore automotive e dalla presenza

di 34 parchi tecnologici. Tra le associazioni di settore

più importanti si ricordano ANFAC per i produttori di autoveicoli

e SERNAUTO per le subforniture al comparto.

Il sistema fiscale spagnolo prevede un’imposta sul reddito

eighth in the world. It boasts the primacy in Europe

in industrial vehicles, with the presence of about 9

multinationals and 17 manufacturing plants in the

country. An interesting data is that about 83% of the

vehicles produced in Spain are sold abroad in about

100 nations and, even more interesting, Spain has

about 1,000 small and medium-sized companies that

make up the supply industry for the automotive sector.

This sector accounts for about 10% of the GDP and

20% of national exports, employing 300,000 people.

In 2014, the Spanish industrial production in this sector

grew by 11% to 2.4 million cars produced, which have

grown further to 2.6 million in 2015. For 2017, industrial

production is expected to reach 3 million vehicles

produced thanks to 9 multinational companies

currently investing about 10 billion in the country. Small

and medium-sized suppliers represent a turnover of

about 30 billion, 60% of which addressed abroad.

An important network for R&D

The technology level for Spanish manufacturers

is quite high, with about 89 robots per 10,000

employees. The R&D in Spain is supported by an

important network of clusters in the automotive sector

and a by 34 technological parks. Among the major

associations are ANFAC, for vehicle manufacturers,

and SERNAUTO for the subcontracting sector.

The Spanish tax system is based on an income tax

starting from 19% for levels under €12,500 up to 45%

for levels higher than €60,000. The general tax rate

applied to the tax base is 25% and the companies

smaller than 10 million euro may apply a 15% rate up

to €300,000. The VAT is 21% and is reduced to 10 and 4

on certain goods and services. Labour costs provide

average salaries of €22,000 for workers, 21,000 for

employees and 51,000 for managers.

n

che parte dal 19% per le fasce sotto i 12.500 euro fino ad

arrivare al 45% per le fasce superiori ai 60.000 euro. L’aliquota

d’imposta generale che si applica alla base imponibile

è del 25% e le aziende con dimensioni inferiori ai 10

milioni di euro possono applicare un’aliquota del 15% fino

a 300.000 euro. L’IVA è pari al 21% e si riduce al 10 e al 4 su

determinati beni e servizi. Il costo della manodopera prevede

stipendi medi di 22.000 euro per un operaio, 21.000

per un impiegato e 51.000 per i dirigenti.

n

Sitografia / Webliography

http://guidetobusiness.es/en/capitulo-1/

http://www.investinspain.org/invest/en/-invest-in-spain/

spain-profile/spain-in-numbers/index.html

http://www.sernauto.es/en/sernauto/objetives

(associazione subforniture / subcontracting association)

http://www.investinspain.org/invest/en/sectors/automotive/overview/index.html

(automotive)

#TheFabLinkage

L’Ambasciatore Stefano Sannino ha inaugurato a marzo a Madrid,

presso la sede di Medialab-Prado, la prima edizione dell’incontro

#TheFabLinkage, un programma di interscambio tra makers italiani e

spagnoli promosso dall’Ambasciata d’Italia nell’ambito del progetto

#ITmakES e con la collaborazione di numerosi laboratori di fabbricazione

digitale: IAAC (Institute for Advanced Architecture of Catalonia) / Fab City

Research Laboratory / Noumena, CREFAB (Red Española de Creacion y

Fabricación Digital), WASP Madrid (Azienda leader nella stampa in 3D),

Fab Lab León, Fablab IED Istituto Europeo di Design Madrid, FabLab Sevilla,

WeMake, FabLab Cagliari, Mediterranean FabLab, Roma Makers, Maker

Faire Rome - The Eu Edition: 4.0. Queste piattaforme, oltre a testimoniare un

importante fermento in diversi settori, potrebbero essere un esempio da

replicare per il comparto Meccatronica e Automazione di Fabbrica nei

prossimi anni (fonte: Ambasciata d’Italia a Madrid).

#TheFabLinkage

The Ambassador Stefano Sannino opened in March in Madrid, at the

headquarters of the Medialab-Prado #TheFabLinkage, the first edition of

the meeting, an exchange program between Italian and Spanish makers

promoted by the Italian Embassy in the project #ITmakES and with the

collaboration of a number of digital fabrication labs: IAAC (Institute for

Advanced Architecture of Catalonia) / Fab City Research laboratory /

Noumena, CREFAB (Red Española de Creacion y Fabricación digital),

WASP Madrid (leading company in 3D printing), Fab Lab León, Fablab

IED Istituto Europeo di Design Madrid, Sevilla FabLab, WeMake, FabLab

Cagliari, Mediterranean FabLab, Rome Makers, Maker Faire Rome - the

Eu Edition: 4.0. These platforms, in addition to witness a major turmoil in

several sectors, could be an example to be replicated for the division

Mechatronics and Factory Automation in the coming years (source: Italian

Embassy in Madrid).

PubliTec

MAY-JUNE 2017 105


SOLUZIONI

Topologia di rete più

semplice e sicura

di Leonardo Albino

Con oltre 50 anni di esperienza

nel campo dei sensori Balluff, che

sarà presente a SPS IPC Drives

Italia, è un’azienda di riferimento a

livello mondiale e dispone di una

propria gamma di connectivity

per tutti i settori dell’automazione.

Qualità, affidabilità e sicurezza

sono assicurate, che si tratti di

sensori per il riconoscimento

degli oggetti, della più moderna

tecnologia di misurazione della

corsa, dell’innovativa tecnologia

RFID o delle nuove soluzioni per la

comunicazione industriale.

L’IO-Link è la prima tecnologia IO standardizzata

al mondo (IEC 61131-9) per comunicare dal

controllo al livello più basso dell’automazione.

Quest’interfaccia universale è un collegamento punto

a punto indipendente dal bus di campo, che funziona

con un cavo industriale non schermato (l’IO-

Link trasmette tutti i segnali dei sensori al controllo).

Si tratta di una tecnologia molto facile da installare:

una linea non schermata, per l’inserimento di sensori

e attuatori. Il cavo può raggiungere la lunghezza di

20 m. Il collegamento è standardizzato con connettori

M5, M8 o M12.

I moduli IO-Link di Balluff consentono a qualsiasi con-

trollo di disporre di una ricezione adatta all’Industria

4.0: da Profibus e Profinet, passando per CC-Link e

Devicenet, fino ad arrivare a Ethernet/IP e EtherCAT.

Si riduce il numero degli apparecchi

I sensori/attuatori IO-Link o gli hub sensori IO-Link vengono

collegati mediante un master IO-Link con collegamento

bus di campo qualsiasi. Questo master

dispone di diverse porte IO-Link, che gli consentono

di riunire dati di diversi dispositivi e di ridurre il numero

di apparecchi. Alcuni hub IO-Link sono in grado di ricevere

e trasmettere segnali di commutazione fino a

un massimo di 16 sensori digitali ciascuno. Vi è inoltre

106 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


la possibilità di rilanciare ancora su un’altra ciabatta

dello stesso tipo, arrivando così a un totale di 30 input/output

configurabili per ogni port del Master.

Se questi hub sono collegati a un master 8x port IO-

Link, vengono trasmessi dati fino a un massimo di 240

sensori.

Ogni porta del master IO-Link può essere, a scelta,

azionata in modalità commutazione (modalità SIO

per elaborazione di segnali binari) o in modalità di

comunicazione IO, elaborando così le informazioni di

tutti i sensori.

sistemi di produzione. Questi componenti sono facilmente

integrabili nei sistemi di controllo.

Il concetto di sicurezza promosso da Balluff comprende

un numero sempre crescente di prodotti e

componenti che riducono al minimo il pericolo per le

persone e i sistemi di produzione. Questi componenti

Affidabilità e sicurezza

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offre un numero crescente di prodotti e componenti

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Network Topology

With over 50 years of sensor experience

Balluff, an exhibitor of SPS IPC Drives Italia, is a

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line of connectivity products for every area

of factory automation. Quality, reliability and

safety are ensured, whether object detecting

sensors, state-of-the-art position measurement

technology, innovative RFID technology or

new solutions for industrial communication.

IO-Link is the first worldwide standardized IO

technology (IEC 61131-9) for communicating from

the controller to the lowest level of automation.

The interface can be used universally and is a

fieldbus-independent point-to-point connection

that operates using an unshielded industrial

cable (IO-Link transmits all sensor signals to the

controller). Such a technology is quite easy to

install: one unshielded three-core cable is enough

for integrating sensors and actuators. This cable

can be up to 20 m long. The connection has been

standardized with M5, M8 and M12 plugs.

Balluff IO-Link blocks make any controller ready

for Industry 4.0: from Profibus and Profinet to CC-

Link and Devicenet all the way to Ethernet/IP and

EtherCAT.

A lower number of devices

An IO-Link master is used with any fieldbus

connection to connect IO-Link sensors/actuators

or IO-Link sensor hubs.

This master has multiple

IO-Link ports so that it can bundle data from various

devices and reduce the number of devices. Some

IO-Link hubs are able to receive and transmit

switching signals up to 16 digital sensors each.

There is also the option of raising to another strip of

the same type, thus arriving at a total of 30 input/

output configurable for each port of the Master.

If these hubs are connected to a port 8x IO-Link

master, data is transmitted up to a maximum of 240

sensors.

Each port on the IO-Link master can optionally

be operated in switching mode (SIO mode for

processing binary signals) or in IO communication

mode, thus processing information from all of the

sensors.

Reliability and safety

Balluff quality guarantees ultra-reliable solutions.

Thus the Balluff safety concept also consists of

Il concetto

di sicurezza

promosso da

Balluff comprende

un numero

sempre crescente

di prodotti e

componenti facili

da integrare nel

sistema di controllo.

Balluff safety

concept includes a

constantly growing

number of products

and components

that are easy to

integrate into a

control system.

PubliTec

MAY-JUNE 2017 107


SOLUZIONI

I vantaggi della soluzione IO-Link

• IO-Link fornisce un’unica soluzione per

l’automazione e sicurezza fino a PLe/SIL3

• Risparmio economico grazie a connettori

M12 universali

• Riduzione del numero di indirizzi IP nella

configurazione

• I dispositivi di sicurezza ausiliari possono essere

connessi direttamente usando un cablaggio

standard

• Bassi costi di manutenzione in caso di

assistenza; diagnosi e sostituzione componenti

in maniera completa e semplice

Benefits of the IO-Link-based solution

L’IO-Link è la prima

tecnologia IO

standardizzata

per comunicare

dal controllo al

livello più basso

dell’automazione.

IO-Link is the first

standardized IO

technology for

communicating from

the controller to the

lowest level

of automation.

products and solutions that fulfil their tasks over

the course of years with the same reliability and

precision.

Balluff safety concept includes a constantly

growing number of products and components

that minimize danger for people and production

systems. These components are easy to integrate

into a control system (barriers, interlocks, button

and safety Hub 8-port).

To increase the efficiency of safety concepts and

integrate them into the control system, Balluff also

developed the Safety Hub, the first integrated

safety solution that uses IO-Link.

In the new BNI IOF I/O module, IO-Link provides

both details of sensors/actuators and secure

information, which means that users can get

the best of both worlds using a single system.

The solution arranges integration of the safety

technology to the sensor level in the simplest way

possible.

Here, the I/O module only has to be linked to

the existing system via the IO-Link master and

almost any safety device can be connected. The

parameters are configured centrally using the

controller to which the IO-Link master previously

transmitted all safety-relevant information. n

• IO-Link provides a single solution for

automation and safety technology

up to PLe/SIL3

• Cost savings thanks to uniform M12

single-ended cordsets

• Reduction in IP address space

• Safe auxiliary equipment can be connected

directly using standardized wiring concept

• Low maintenance costs when service is

needed; diagnosis is thorough

and component replacement simple

sono facili da integrare nel sistema di controllo (barriere,

interblocchi, pulsante e Hub di sicurezza a 8 port).

Per aumentare l’efficienza dei concetti di sicurezza e

integrarli nel sistema di controllo, Balluff ha sviluppato

il Safety Hub, la prima soluzione di sicurezza che utilizza

IO-Link. Nel nuovo modulo I/O BNI IOF con interfaccia

IO-Link vengono forniti sia i dettagli di sensori/attuatori

che le informazioni sicure. Ciò significa che, con

un unico sistema, è possibile monitorare lo stato dei

sensori, degli attuatori e dei componenti di sicurezza.

A tale scopo, il modulo I/O deve essere collegato solamente

tramite il master IO-Link dell’impianto esistente

ed è già possibile connettere praticamente ogni dispositivo

di sicurezza. La parametrizzazione avviene

tramite il controllo, a cui il master IO-Link ha già precedentemente

trasmesso tutte le informazioni rilevanti

per la sicurezza.

n

108 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


Piacenza, Italy

16 - 18 Maggio

&taglio termico, saldatura e trattamenti

Il Salone delle Applicazoni Industriali del Laser, Taglio Termico e Saldatura

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In collaborazione con:

Con il patrocinio di:

“Official Technical Gas Supplier”

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PIACENZA EXPO

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TECNICA

Come massimizzare

le prestazioni di un

sistema di imaging

di Daniel Adams

Allestire un sistema di imaging non è un compito facile:

sono molti i fattori da considerare e un’ampia gamma

di componenti fra cui scegliere. L’obiettivo finale, tuttavia,

rimane quello di massimizzare le prestazioni del sistema e,

allo stesso tempo, ridurre i costi. Edmund Optics ha stilato un

breve elenco di suggerimenti per creare sistemi di imaging

sofisticati, economici e applicabili a varie applicazioni.

Le ottiche sono ovunque, e rappresentano una parte

fondamentale della tecnologia, della ricerca e

dell’industria. Questo è particolarmente evidente in

settori come la visione industriale, dove l’efficienza dei

sistemi si basa sulla qualità delle immagini che devono

essere elaborate. Edmund Optics (EO) produce e

fornisce componenti ottici di precisione, componenti di

imaging e sottoinsiemi.

Edmund Optics fu fondata 75 anni fa, nel 1942, con il

nome di Edmund Scientific, quando Norman Edmund

iniziò a recuperare le ottiche e a distribuirle ad altri appassionati.

Da allora l’impresa è cresciuta moltissimo,

fino a diventare il fornitore globale di ottica di precisione

che è oggi. EO è specializzata anche in sistemi

di imaging e propone un’ampia gamma di lenti conosciute

col nome di TECHSPEC ® progettate e prodotte

in-house. La gamma TECHSPEC comprende una linea

completa di lenti a lunghezza focale fissa e una serie di

prodotti telecentrici che coprono un’ampia varietà di

dimensioni, distanze di lavoro e campi visivi dei sensori.

Con più di 150 ingegneri in tutto il mondo, EO possiede

anche tutte le competenze tecniche necessarie

per progettare e realizzare assemblaggi personalizzati.

Dalla scansione dei codici a barre fino all’assemblaggio

robotizzato, EO ha aiutato clienti in tutto il mondo a

trovare la soluzione giusta per le loro esigenze.

Allestire un sistema di imaging non è un compito facile:

ci sono molti fattori da considerare, e un’ampia gamma

di componenti fra cui scegliere. L’obiettivo finale,

tuttavia, rimane sempre lo stesso, cioè quello di massimizzare

le prestazioni del sistema e, allo stesso tempo,

ridurre i costi. Gli specialisti EO hanno stilato questo

breve elenco di suggerimenti per creare sistemi di

imaging che siano sofisticati, economici e applicabili a

varie applicazioni.

110 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


#1 - Assicurarsi di avere abbastanza spazio

Il rapporto fra la distanza di lavoro e il campo visivo è un fattore

molto importante di cui tenere conto. Vedendo come

la tecnologia fotografica moderna stia diventando sempre

più compatta, è facile essere tentati dal realizzare un sistema

di imaging nel minor spazio possibile. Questa, però, non

sempre è una buona idea perché potrebbe implicare problemi

in termini di costi e prestazioni. Come regola generale,

è bene ricordarsi che la distanza di lavoro dovrebbe essere

fra le due e le quattro volte più grande del campo visivo.

La Figura 1 mostra un esempio di un sistema di imaging che

segue questa regola, e di uno che la infrange. In entrambi

i casi, le lenti proiettano un campo visivo di 100 mm su dei

sensori con le stesse dimensioni. A causa della differenza

nella distanza di lavoro, tuttavia, la luce entra nella lente 1a

con degli angoli molto più ampi. C’è anche una maggiore

variazione nella lunghezza del percorso sul campo visivo,

il che significa che la lunghezza della linea blu al centro

di 1a è molto più corta rispetto a quella rossa e a quella

viola ai lati della figura. Questi problemi non solo causano

un calo delle prestazioni, ma anche un aumento dei co-

n TECHNIQUE

How to Maximise

the Performance

of an Imaging System

Setting up an imaging system is not a straightforward

task, as there are many factors to consider and a

wide range of components to choose from. The end

goal is always to maximize system’s performance

and minimize cost. Edmund Optics have come up

with some tips for creating sophisticated and cost

effective imaging systems that are applicable for

most applications.

Optics are everywhere and are a crucial part of

modern technology, research and industry. This is

particularly apparent in fields like machine vision, where

the system is only as good as the image it has to work

with. Edmund Optics (EO) manufactures and supplies

precision optical components, imaging components and

subassemblies.

Edmund Optics began as Edmund Scientific 75 years ago

in 1942 when Norman Edmund started to salvage surplus

optics and distribute them to other optical enthusiasts.

The enterprise has grown since then into the global

precision optics company it is known as today. EO is also

Figura 1. Due tipi di lenti, 1a (sopra) e 1b (sotto) con lo stesso campo visivo

e diverse distanze di lavoro. Nel caso 1a la distanza è di 50 mm, mentre nel

caso 1b è di 300 mm.

Figure 1: Two Lens Designs, 1a (top) and 1b (bottom), with the same field of

view and different working distances. In 1a the distance is 50 mm, in 1b it’s

300 mm.

a specialist in imaging and offers a wide range of off-theshelf

imaging lenses that are designed and manufactured

in house, known as the TECHSPEC ® imaging lenses. This

TECHSPEC range includes a full selection of fixed focal

length and telecentric product lines covering a variety

of sensor sizes, working distances, and fields of view. With

over 150 engineers on staff worldwide, EO also has the

technical capabilities required to specify and design

custom assemblies. From barcode scanning to robotic

assembly, EO has helped customers all over the world find

the right solution.

Setting up an imaging system is not a straightforward task,

as there are many factors to consider and a wide range

of components to choose from. The end goal is always

the same, however - to maximize system’s performance

and minimize cost. EO’s imaging specialists have come up

PubliTec MAY-JUNE 2017 111


TECNICA

sti, per via della complessità aggiuntiva del design ottico.

Per motivi simili, è una buona idea anche mantenere il rapporto

fra la lunghezza focale e la diagonale del sensore

a due/quattro, in modo da ottenere le migliori prestazioni

possibili. La distanza di lavoro e il campo visivo non sono

gli unici fattori a determinare quanto spazio sia necessario

per il sistema di imaging. Tra i fattori da considerare ci sono

anche una corretta illuminazione e le dimensioni delle lenti.

Èdunqueimportante,neilimitidelpossibile,pensaresempree

perprimacosaallenecessitàdispaziodelsistemadiimaging.

Di solito è molto più facile costruire le parti meccaniche ed

elettroniche attorno ai componenti di visione piuttosto che

il contrario.

Figura 2. Illustrazione dei parametri fondamentali di un sistema

di imaging.

#2 - Non dimenticarsi dell’illuminazione

Pur essendo spesso trascurata, l’illuminazione è una parte

essenziale di qualsiasi sistema di imaging. Per fare in modo

che qualunque lente o sensore funzioni in maniera efficiente,

serve una corretta illuminazione per produrre un forte

contrasto. La quantità di luce e la geometria del setup

sono entrambi elementi importanti, e l’opzione migliore

dipenderà dalle caratteristiche dell’oggetto in esame.

Il tipo di materiale, la finitura superficiale e gli elementi di interesse

possono cambiare completamente il tipo di illuminazione

necessaria. È quindi fondamentale comprendere

appieno l’oggetto e l’intera gamma di dettagli che il sistema

di imaging dovrà rilevare. Anche la lunghezza d’onda

(colore) dell’illuminazione può avere un forte impatto sul

Figure 2: Illustration of fundamental imaging system parameters.

with the following tips for creating sophisticated and cost

effective imaging systems that are applicable for most

applications.

#1 - Make sure you have enough room

The working distance to field of view ratio is a very

important factor to consider. With modern consumer

camera technology becoming more and more compact

it is tempting to try and squeeze an imaging system into as

small a space as possible.

This is usually not a good idea and will most likely lead to

issues with both performance and cost. As a general rule,

the working distance should be between two and four

times larger than the field of view. Examples of imaging

systems that both break and follow this rule are shown

in Figure 1. In both cases, the lenses are imaging a 100

mm field of view onto the same sensor size. However,

because of the difference in working distance, the light

is entering the lens in 1a at much larger angles. There

is also a larger variation in path length across the field,

meaning that the length of the blue line in the center of

1a is much shorter than the red and magenta lines at the

figure’s edge. Not only do these issues cause a drop in

performance, but there is also an increase in cost due to

the additional complexity of the optical design. For similar

reasons it is also a good idea to have a focal length to

sensor diagonal ratio between two to four to maximise

performance. The working distance and field of view are

not the only factors that determine how much space you

need for your imaging system, as proper illumination and

the size of the lens itself are also things to consider. This is

why it is important to think about the space requirements

for the imaging system first wherever possible. It is usually

much easier to build mechanics and electronics around

the vision components rather than the other way around.

#2 - Don’t forget illumination

While it is often neglected, illumination is an essential

part of any imaging system. For any lens and sensor to

work effectively proper lighting is required to produce

strong contrast. The amount of light and the geometry

of the setup are both important and the best option

will depend on the characteristics of the object under

112 MAGGIO-GIUGNO 2017 & meccatronica 120


isultato finale, ed è un altro aspetto importante di cui tenere

conto. Dopo aver investito in lenti e sensori ad alte

prestazioni, un altro modo per migliorare ulteriormente il sistema

può essere quello passare dalla banda larga a una

fonte monocromatica. Inoltre, un’applicazione può essere

particolarmente indicata per una specifica lunghezza

d’onda, e passare da lunghezze d’onda più lunghe a lunghezze

d’onda più corte (ad esempio, passando dal rosso

al blu) potrebbe produrre benefici.

#3 - Capire i parametri fondamentali

La vasta gamma di lenti e sensori disponibili sul mercato

può spesso confondere. Un buon metodo per iniziare a

progettare un sistema è quello di restringere i parametri

specifici richiesti dall’applicazione. Una volta decisi alcuni

parametri fondamentali, il processo di selezione sarà molto

più semplice. La Figura 2 mostra un’illustrazione di questi

fondamentali parametri.

Definire il campo visivo e la distanza di lavoro dovrebbe

consentire di giungere a una selezione gestibile di lenti e

fotocamere fra cui scegliere. A questo punto è anche importante

comprendere la relazione fra questi parametri,

e accettare il fatto che esistono delle limitazioni fisiche a

quello che è possibile.

Ad esempio, è impossibile ottenere sia un’alta risoluzione

che una grande profondità di campo. Le leggi della

fisica, molto semplicemente, non permettono che questi

due fattori coesistano. In situazioni del genere, bisogna

trovare dei compromessi, oppure si riveleranno necessarie

soluzioni più elaborate, come i sistemi multipli.

È anche importante ricordare che non esistono soluzioni

universali; questo è vero oggi più che mai. La continua

riduzione delle dimensioni dei pixel nei sensori aumenta

sempre più le richieste di risoluzione delle ottiche di imaging.

Dunque, minimizzare le aberrazioni è diventato sempre

più difficile su una vasta gamma di distanze di lavoro e

campi visivi. Per questa ragione i produttori di lenti offrono

una gamma così ampia di prodotti per applicazioni simili.

Ricordarsi di questi tre suggerimenti è importante per assemblare

un sistema di imaging efficace ed economico,

ottimizzando al tempo stesso le prestazioni.

n

(Daniel Adams è Product Marketing Manager di Edmund

Optics Europe)

Edmund Optics

produce e fornisce

componenti ottici

di precisione,

componenti

di imaging

e sottoinsiemi.

Edmund Optics

manufactures and

supplies precision

optical components,

imaging components

and subassemblies.

inspection. The type of material, surface finish, and

features of interest can completely change the type of

illumination required, making it extremely important to fully

understand the object and the full range of details that

the imaging system will need to handle. The wavelength

(color) of the illumination can also have a large impact

on performance and is another important aspect to

consider. After investing in a high performance lens and

sensor, switching from a broadband to a monochromatic

source can give significant further improvements. It is also

often the case that an application will be particularly

suited to a specific wavelength and switching from long

wavelengths to shorter wavelengths (such as from red to

blue) could have real benefits.

#3 - Understand the fundamental parameters

The wide array of lenses and sensors offered can often be

overwhelming. A good way to start designing a system is

to narrow down the specific parameters required for the

application. Once a few fundamental parameters have

been decided the selection process will become much

easier. Figure 2 shows an illustration of these fundamental

parameters. With just the field of view and working

distance defined it should be possible to come up with a

manageable selection of lenses and cameras to choose

from. At this stage it is also important to understand the

relationship between these parameters and appreciate

that there are physical limitations to what is possible.

For example, it is impossible to have both a high resolution

and a large depth of field. The laws of physics simply

won’t allow both of these things to coexist. In situations

like this, compromises will be necessary or more elaborate

solutions, like multiple systems, will be needed.

It is also important to remember that there is no universal

solution; this is truer now than ever before. With reductions

in sensor pixel size constantly increasing the resolution

requirements of imaging optics, minimizing aberrations

becomes increasingly harder over a wide range of

working distances and fields of view. This is why lens

manufacturers offer such a wide range of products for

similar applications. Keeping these 3 considerations in

mind will help you assemble a cost-effective imaging

system while optimizing your performance.

n

(Daniel Adams is Product Marketing Manager, Edmund

Optics Europe)

PubliTec MAY-JUNE 2017 113


TECNICA

Dalla tecnologia

robotica un supporto

agli operatori

Il progetto Robo-Mate, finanziato dall’Unione Europea, ha portato alla

realizzazione di un esoscheletro “full body” con lo scopo di supportare gli

addetti nel loro lavoro di carico/scarico nella movimentazione di materiale

pesante in ambito industriale. Il tronco dell’esoscheletro robotizzato - modulare,

leggero e indossabile, con un’interfaccia intelligente e user-friendly - è stato

sviluppato in Italia, nel dipartimento di Advanced Robotics dell’IIT di Genova.

di Rosaria Mastandrea

www.iit.it

www.tinygreenpc.it

Globalmente, gli incidenti sul lavoro costano alle

aziende europee circa il 4% del loro PNL. In tuttaEuropasicalcolachepiùdel25%deilavoratori

abbiano sperimentato problemi dorso-lombari

dovuti ad attività legate alla movimentazione manuale

di carichi pesanti.

Le soluzioni di robotica sono spesso utilizzate nei processi

di produzione per supportare le operazioni di movimentazione

manuale. Tuttavia, queste ultime sono programmate

per l’adempimento di funzioni specifiche e

non adatte per lo svolgimento di operazioni che richiedono

la conoscenza, i sensi e l’esperienza di un operatore

umano.

Sulla base di questo trade-off esistente tra flessibilità

nella produzione e sicurezza degli operatori industriali,

è stato sviluppato il progetto Robo-Mate, finanziato

dall’Unione Europea (nell’ambito del programma FP7),

in cui hanno collaborato dodici partner provenienti da

sette paesi europei.

Scopo principale è stato lo sviluppo di un esoscheletro

L’esoscheletro “full body” è stato sviluppato con l’obiettivo

di supportare gli addetti nella movimentazione di carichi pesanti.

The “full body” exoskeleton’s main purpose was helping

industrial workers managing heavy workload.

114 MAGGIO-GIUGNO 2017

& meccatronica 120


“full body” per l’utilizzo negli ambiti industriali con l’obiettivo

di supportare gli addetti al carico-scarico nella

movimentazione di carichi pesanti (disassemblamento,

logistica, linee di produzione, ecc.). Riducendo il rischio

di problemi muscolari, questo sistema favorisce la flessibilità,

e in ultima analisi, aumenta il rendimento e la

qualità dei processi produttivi, proteggendo la salute

dei lavoratori.

Interfaccia intelligente e user-friendly

Robo-Mate è un esoscheletro robotizzato modulare,

leggero e indossabile con un’interfaccia intelligente e

user-friendly. Consta di tre moduli (per renderlo adattabile

a diversi settori industriali e per molteplici compiti):

braccia, tronco e interfaccia di controllo (HMI).

Ciascun modulo può essere usato indipendentemente,

o insieme agli altri, a seconda dell’attività dell’operatore.

Il tronco è stato sviluppato nel dipartimento di Advanced

Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia di

Genova (IIT), con l’obiettivo di ridurre il carico muscolare

sulla schiena del lavoratore applicando una coppia

assistiva al livello dell’anca.

Per la progettazione e lo sviluppo dell’intero sistema, è

n TECHNIQUE

From Robotic

Technology a Valid

Help for Workers

The Robo-Mate project, relying on European

Union Funds, brought to the manufacturing

of a “full body” exoskeleton aimed at helping

industrial workers managing heavy workload.

The robotized exoskeleton trunk - modular,

lightweight and wearable with intelligent and

user-friendly interface - was developed at the

Department of Advanced Robotics of the IIT

based in Genoa.

I partner di Robo-Mate

Il progetto include dodici partner, dall’ambito industriale a quello

accademico, provenenti da sette Paesi Europei diversi. Il consorzio

include i principali esperti nel settore, creando una formula unica che

permette di affrontare le sfide coinvolte nella progettazione e sviluppo

di esoscheletri per applicazioni industriali: accelopment AG, CH;

Centro Ricerche Fiat S.c.p.A., IT; Compa S.A., RO;

Fraunhofer-Gesellschaft zur Förderung der Angewandten Forschung

e.V., DE; Güdel AG, CH; Indra SAS, FR; Istituto Italiano di Tecnologia,

IIT; MRK-Systeme GmbH, DE; Ropardo SRL, RO; The Netherlands

Organization for Applied Scientific Research, NL; University of Limerick,

IE; Zurich University of Applied Science, CH (Coordinator).

Robo-Mate Partners

The project includes 12 partners from the industrial to academic field,

coming from 7 different European countries. The consortium includes

leading experts in the field, creating a unique formula that allows to

take on the challenges involved in the design and development of

exoskeletons for industrial applications: accelopment AG, CH; Centro

Ricerche Fiat S.c.p.A., IT; Compa S.A., RO; Fraunhofer-Gesellschaft zur

Förderung der Angewandten Forschung e.V., DE; Güdel AG, CH; Indra

SAS, FR; Istituto Italiano di Tecnologia, IT; MRK-Systeme GmbH, DE;

Ropardo SRL, RO; The Netherlands Organization for Applied Scientific

Research, NL; University of Limerick, IE; Zurich University of Applied

Science, CH (Coordinator).

Il Robo-Mate consta di tre

moduli: braccia, tronco

e interfaccia di controllo

(HMI).

The Robo-Mate consists

of three modules:

arms, trunk and control

interface (HMI).

Globally, work accidents cost European businesses

about 4% of their GNP. Across Europe it is

estimated that more than 25% of workers have

experienced low back problems related to manual

management of heavy workloads.

PubliTec MAY-JUNE 2017 115


TECNICA

Riducendo

il rischio di problemi

muscolari,

il sistema favorisce

la flessibilità

e aumenta

il rendimento e la

qualità dei processi

produttivi.

stato effettuato uno studio dei requisiti dell’industria assieme

a un’attenta analisi della struttura meccatronica

ed ergonomica del sistema.

Hanno partecipato un team leader (formato dai rappresentati

dei dodici partner del progetto) nonché un

disegnatore meccanico, due ricercatori per lo sviluppo

dell’unità di attuazione, sensori e sistema elettronico, e

un dottorando per lo studio biomeccanico del sistema

e lo sviluppo del sistema di controllo.

Il sistema si adatta a un’ampia

gamma di applicazioni

Pensato per le esigenze dell’industria meccanica,

Robo-Mate coinvolge un’ampia gamma di applicazioni

nelle quali sia richiesto lo svolgimento di

operazioni fisicamente impegnative ai lavoratori in

fabbrica.

Gli strumenti e i sensori possono essere facilmente

personalizzati per soddisfare le applicazioni, rendendo

Robo-Mate adatto sia per l’industria automobilistica

che per i settori della costruzione, logistica e di

disassemblamento. In questo caso, Robo-mate non

solo facilita le frequenti operazioni di movimentazione,

ma rende anche l’interazione con la linea automatizzata

molto più facile e flessibile.

“La sfida più grossa”, ha sottolineato Jesús Ortiz, leader

del Team di Progettazione di Robo-Mate in IIT,

“è stata sviluppare un sistema che fosse comodo da

indossare e che trasmettesse in modo effettivo la

coppia assistiva all’operatore. Abbiamo realizzato

diversi prototipi per testare e studiare l’interazione

tra l’uomo e il sistema, che deve lasciare libertà di

movimento all’operatore. Per questa ragione il sistema

deve essere sufficientemente veloce e inglobare

un numero di giunti passivi che permettano certi

movimenti. Il sistema deve essere leggero e trasmettere

il peso in modo uniforme sul corpo dell’opera-

Reducing the

risk of muscle

problems, the

system promotes

flexibility and

increases the

yield and

the quality of

production

processes.

Robotic solutions are frequently used in manufacturing

processes to support manual handling operations.

However, they are programmed to do specific tasks

only and not suitable for specific operations requiring

the cognition, senses and experience of a human

worker.

Based on this existing trade-off between flexibility on

the production and safety of the industrial operators,

has been developed the Robo-Mate project with

a European Union Funds (under the FP7 program)

in which 12 partners from seven European countries

collaborated.

The main purpose was the development of an

exoskeleton to help industrial workers managing

heavy workload (manufactures, logistics, production

lines, etc.). Reducing the risk of muscle problems, this

system promotes flexibility and, ultimately, increases

the yield and the quality of production processes while

protecting workers’ health.

Intelligent and user-friendly interface

Robo-Mate is a modular, lightweight and wearable

robotic exoskeleton with intelligent and user-friendly

interface that consists of three modules (to make

it adjustable to different industries and to different

tasks) plus a trunk and control interface (HMI).

Each module can be used independently, or

together with other modules, depending on the

activity of the operator. The trunk was developed

in the Department of Advanced Robotics of the

Italian Institute of Technology (IIT) based in Genoa

with the objective of reducing the muscle force of

the worker’s back by applying an assistive torque

at the hip.

To design and develop this project, a study of the

industry requirements, a mechatronic structure

design and ergonomic analysis have been carried

out by the leading team within the 12 partners of

the project, together with: a mechanical designer,

two researchers for the development of the

implementation unit (with sensors to measure the

loading and electronic system) and a graduate

student for biomechanical system and control

development.

116 MAGGIO-GIUGNO 2017

& meccatronica 120


Lo schema a

blocchi che

illustra

il funzionamento

del sistema

IntensePC2 i7

di TinyGreenPC.

The block

diagram showing

the way the

Intense PC2 i7

system from

TinyGreenPC

works.

The system is suitable for a

broad range of applications

Designed for mechanical engineering requirements,

Robo-Mate involves a wide range of applications

where a physically demanding work has to be carried

out by the workers in the factory.

Tools and sensors can be easily customized to

suit applications, making Robo-Mate suitable for

the automotive industry but also in the areas of

construction, logistics and disassembly. In this case

Robo-mate will not only facilitate the frequent

handling operation, but will also make the interaction

with the automated line easier and much more

flexible.

“The biggest challenge”, highlighted Jesús Ortiz,

member of the Development Team of Robo-Mate in

IIT, “was to develop a system that was comfortable

to wear and that transmits effectively assistive torque

operator. We made several prototypes to test and

study the interaction between humans and the

system, which should allow freedom of movement

to the operator. For this reason the system must be

sufficiently fast and incorporate a number of passive

joints that allow certain movements. The system

needed to be light and transmit the weight evenly on

the operator’s body, to reduce the number of pressure

points. Besides all this, the application must be carried

out in complete safety, the system must not endanger

the operator”.

A compact and powerful PC

Regarding the operations of control and monitoring,

IIT has chosen for his prototypes the Intense PC2 by

Tiny Green PC. This computer has already been used

by other departments of the IIT, such as the team that

developed the robot quadruped HyQ. Under the

new Robo-Mate project, Intense PC2 was chosen in

particular for its compactness and power.

PubliTec

MAY-JUNE2017 117


TECNICA

Ciascun modulo

del Robo-Mate

puòessereusato

indipendentemente,

o insieme agli altri

moduli,

aseconda

dell’attività

dell’operatore.

Each module of the

Robo-Mate can be

used independently,

or together with other

modules, depending

on the activity of the

operator.

tore, per ridurre il numero dei punti di pressione. Oltre

a tutto ciò, l’applicazione deve essere svolta in totale

sicurezza: il sistema non deve mettere a rischio l’operatore”.

Scelto un PC compatto e potente

Per quanto riguarda le operazioni di controllo e visione,

IIT ha scelto per i suoi prototipi l’IntensePC2 i7 di Tiny-

GreenPC.QuestoPCègiàstatoutilizzatodaaltrigruppi

all’interno dello stesso dipartimento dell’Istituto, in particolare

dal team che ha sviluppato il robot quadrupede

HyQ.

Nell’ambito del nuovo progetto Robo-Mate, Intense-

PC2 è stato scelto in particolare per la sua compattezza

e potenza. Con un processore dual core Haswell Intel

(i7-4600U, 64 bit, 2.1GHz @15W), IntensePC2 i7 fornisce

ottime prestazioni in un formato estremamente compatto

(19 x 16 x 4 cm) con un peso di circa 1 kg. Ulteriori

fattori chiave sono stati la sua robustezza e la dissipazione

passiva, ottima in ambienti industriali. Essendo senza

parti in movimento (grazie alla tecnologia fanless) questo

PC risulta estremamente silenzioso e rugged.

Quattro elementi che, nel complesso, l’hanno reso la

scelta ideale per il progetto Robo-Mate. Sulla scelta

del PC, lo staff IIT che ha progettato il sistema ha sottolineato:

“Nei primi prototipi, quando il software dell’esoscheletro

non era ancora ottimizzato, volevamo una

soluzione potente e robusta che permettesse al sistema

di funzionare senza problemi. Il software, sviluppato

su computer tradizionali x86, ha funzionato “out of the

box” su IntensePC2, così la transizione dal computer

esterno al computer on-board è stata completamente

trasparente, senza problemi di transizione o di conversione

di codice.”Il progetto Robo-Mate è nelle ultime

fasi. L’IIT sta attualmente testando il sistema in ambienti

industriali, e i risultati preliminari mostrano un vantaggio

notevole del lavoro degli operatori.

n

(Rosaria Mastandrea è Sales Executive di Tiny Green PC)

With a dual core Intel Haswell processor (i7-4600U, 64 bit,

2.1GHz @15W), Intense PC2 i7 provides performance in

a very compact form factor (19 x 16 x 4 cm), weighing

around 1 kg only.

Another big factor was its sturdiness and passive cooling.

Coming with no moving parts (fanless technology)

makes this PC extremely rugged and silent. Four key

features that made it an optimal choice for the robotic

Robo-Mate project.On the choice of the PC, the IIT

team that designed the system pointed out: “In the

first prototypes, when the exoskeleton software was

still not optimized, we wanted a powerful and robust

solution that would allow the system to run smoothly.

The software, developed on traditional x86 computer,

worked “out of the box” on the Intense PC2, so the

transition from the external computer to the on-board

computer was completely transparent, without any

transitional problems or code conversion”.The Robo-

Mate project is in the final stages. The Italian Institute of

Technology is currently testing the system in industrial

environments, and the preliminary results show a

significant advantage on operators’ work. n

(Rosaria Mastandrea is Sales Executive at Tiny Green PC)

118 MAGGIO-GIUGNO 2017

& meccatronica 120


HANNOVER EXPRESS

Mercoledì 20 settembre

da Milano Malpensa

Il pacchetto Hannover Express prevede tutto quanto necessario per arrivare

in fiera rapidamente e senza pensieri. La partenza è prevista alle ore 7.20

da Milano Malpensa e, all’arrivo ad Hannover, pullman privati conducono

direttamente in Fiera: l’ingresso ai padiglioni

è immediato grazie alla tessera precedentemente fornita. Alle ore 18 circa nuovo

trasferimento all’aeroporto ed imbarco sul volo per Milano Malpensa.

L’arrivo è previsto alle ore 22.15 circa.

Il pacchetto Hannover Express è apprezzato da molti anni

dai visitatori e dagli espositori per invitare in fiera clienti e rivenditori.

Quota di partecipazione per persona: 660,00 Euro + IVA

Per informazioni e prenotazioni:

Hannover Express - Tel. 02 53578213

E-mail: hannoverexpress@publitec.it - Prenotazioni on line: http://www.hannoverexpress.it


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