ultimo... lo nuevo, lo ultimo... lo nuevo, lo ultimo... lo ... - Marcelo Burlon

marceloburlonenterprise.com

ultimo... lo nuevo, lo ultimo... lo nuevo, lo ultimo... lo ... - Marcelo Burlon

PRESS REVIEW


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • January 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


anda larga

night

clan

serate ben orchestrate

Marcelo burlon, 35 anni,

è nato in patagonia Ma

vive a Milano dal 1990.

«lo dice il buddisMo: ci

si deve trovare al posto

giusto nel MoMento

giusto. ci sono riuscito».

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


si ringrazia circus studios

ha reinventato la notte di Milano, «una città che dovrebbe

volersi più bene». ora Marcelo burlon e i suoi “talents” griffano

feste esportate all’estero: il nuovo Made in italy si Mette in ballo

party! bere

Al mondo dei nottambuli internazionali

piace questo elemento. Marcelo

Burlon, infatti, colleziona “like” dalle

tribù trasversali dello stile e dello

spasso un po’ chic, un po’ choc, un

po’ snob e con calcolati scivoloni nel

trash. Da vero Facebook umano,

Marcelo Burlon – 35 anni, nato in

Patagonia – connette persone diverse,

linka esperienze differenti (è blogger,

modello, pr, stylist, creative director,

dj, fashion editor) e le riversa in un cenacolo

di talenti che sceglie per la sua

“enterprise”(marceloburlonblog.com).

Un nome fra tanti? La celebre Lea T,

prima top model trans poi divenuta

testimonial di Givenchy. Marcelo ha

reinventato le notti a Milano, città che

non ha la vocazione alle giocondità

notturne, dopo gli anni della città da

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

che Marcelo non ha visto perché

non era ancora al mondo. Con il suo

mix di intelligenza, diplomazia, gentilezza

(e un pizzico di furbizia) ha

fondato la serata Pink is Punk, che

non solo accende i suoi fan (ce n’è

una ogni quindici giorni e sempre in

location diverse), in attesa per ore pur

di passare dalla severissima door selection.

L’evento è addirittura diventato

un esempio di Made in Italy formato

export: ci sono Pink is Punk

Nights a Istanbul, Mosca, Barcellona,

Beirut, Buenos Aires, New York, San

Paolo «dove c’è lo stesso tipo di pubblico

che mi aspetta». Dopo dieci anni

di ferrea costanza antelucana, arriva

la consacrazione. Il New York Times

gli ha dedicato uno shortmovie

(titolo: Marcelo Does Milan), gli stilisti

fanno a gara per farsi griffare da

lui la colonna sonora dei défilé - da

di Antonio Mancinelli foto Gianluigi Gargaro

Raf Simons a Dolce & Gabbana, da

Missoni all’amico Riccardo Tisci di

Givenchy - e continuano i duetti alla

consolle con i miti musicali contemporanei.

Di questi, il suo preferito è

l’amico Devendra Banhart: «Ci siamo

fatti l’un l’altro gli stessi tatuaggi», afferma

un pomeriggio alle due, ora in

cui normalmente dorme (e infatti ordiniamo

più caffè di un thermos di

una famiglia allargata in gita). «Vuoi

vederli?». «Certo». Tira su il pullover

nero e sopra i gomiti appare la scritta

“De Repente” (braccio destro) e

“Luz” (braccio sinistro). Chi scrive,

se lo ricorda alla porta dei Magazzini

Generali negli anni 90 e fa un certo

effetto ritrovarlo qui, imprenditore

nella distrazione di massa: ma una

massa superelitaria e trasversale che lo

idolatra senza se e senza ma. È appena

tornato dalla Patagonia, sta


anda larga

per andare in Brasile e ieri sera ha messo la musica

a un party di un celeberrimo brand: «Ok,

sì. Poi ho avuto un party intimo a casa mia, non

mi sembra il caso di parlarne».

Se volessi venire a una tua serata, cosa dovrei

fare? Sono troppo vecchio? Ma no! Noi non

facciamo nessun tipo di discriminazione. Non

devi neanche vestirti come in una rivista di moda:

conta l’attitudine, quella sì. Il modo in cui ti

comporti, ti avvicini, chiedi. Alle mie serate è

apprezzata la buona educazione. E l’ironia.

Che attitudine dovrei avere? Il nome Pink is

Punk nasce dall’intuizione – trovata con un mio

amico skater – di accostare due elementi diversi,

per sottolineare l’eterogeneità del nostro pubblico.

Uno stereotipo della cultura gay – il rosa –

insieme con uno stereotipo underground, il

punk. Quindi troveresti gay, etero, trans che si

divertono in un ambiente che sì, è sicuramente

parecchio modaiolo. Ma non troppo, credimi.

Scusami: era necessario che ci fosse uno dalla

Patagonia per smuovere le notti meneghine?

Il mondo non ha più confini geografici o politici,

soprattutto per i giovani. Sono nato nel ’76,

sono arrivato a Milano nel ’90: mio padre è italiano

e quando aveva 13 anni si è trasferito con

i suoi genitori a Buenos Aires. Mia madre è argentina,

ma i suoi genitori sono libanesi. Appartengo

a una famiglia di immigranti da tutte e

due le parti, quindi anch’io sono un immigrante.

Siamo passati da una vita superprivilegiata

per tornare qui e andare a lavorare

in fabbrica. Ho trovato la mia via

di fuga nei locali, iniziando a guadagnare:

ballavo sui cubi, portavo la

gente giusta nei club. Non ho

talent show in priMa fila, da

sinistra: sylvie May, alberto

brasola barina, nicola ceri,

agnese schultz, francesco

calò, Max panichetti e federico

rossi. dietro: lorena Manelli,

ophelia kuMble, giorgia

tordini, eMManuelle Moutinho,

MassiMo Mezzavilla, giancarlo

“gienchi” grossi, celine

derrien, taMu Mcpherson, zac

Malone, adrianna glaviano.

in piedi: Marcelo burlon, lea t,

silvia bergoMi, ilaria norsa,

sydney gaubelle, paolo

farcic, honey dijon.

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


13 PRODUCTOS

DESEOS

SALVADORES

o... lo 7(y

más)

PARA nuevo, SAN

VALENTIN lo ultimo... lo nuevo, lo ultimo... lo nuevo, lo ultimo... lo

fotos: derechos reservados.

Harper’s Bazaar nº 10 febrero 2012 moda inteligente

Febrero 2012

MADonnA

SeXo, PoDer

Y MUJereS

A TODA EDAD

PIEL DIEZ

Rock&

anticipo

2012

moda

lo nuevo,

lo ultimo

bELLEzA

ORgANIcA

vintAge en

Argentina $15,00

Capital Federal y GBA,

Recargo envío al Interior $0,50

buenos

Uruguay ROU $70,00

aires

sigan la ruta...

Siri Tollerod,

por Val y

Musso.

Burlon

lookeado en

Givenchy.

Diana

Moldovan

para Numero.

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

4 Naima produjo

en Nueva York

su primera

campaña.

en foco

de fantasia

Patricja

Zilinskaite.

Escenas de campaña para Chanel Pre Fall, Ange ou Nueva tienda

de Bellmur

Couture

en

de

Demon de Givenchy y Fan di Fendi fueron sus últimos

La Barra.

la lumière,

revelados. LUCIANA VAL y FRANCO MUSSO, los Numero Korea.

fotógrafos its que hermosean el sistema de la moda

hace una década, no se detienen. Sus pictóricas

imágenes, remix referencial al trabajo de grandes de la

lente como Helmut Newton, Man Ray o Richard

Avedon, formarán parte este 2012 de prestigiosas

publicaciones editoriales, como el Catálogo del Museo

de Arte Decorativo de París y Dior Joaillerie (de

Michele Heuze, Victoire de Castellane, Editorial Rizzoli)

. Desde París, cuentan sobre sus primeras

experiencias: “Al principio fue duro, no hablábamos

francés y tuvimos que rehacer todo nuestro trabajo.

Agentes y magazines mostraban interés, pero

repetían: ‘Volvé a verme en un par de meses’. Hasta

que ganamos el primer premio de fotografía de

moda del Festival de Hyères, que fue cuando

empezaron a llamarnos ellos a nosotros”. Luego,

sus oníricas imágenes, caracterizadas por la

iluminación teatral y cinematográfica y el peculiar

uso del color, plagaron las capitales de la moda.

Aunque repletos de ocupaciones, siguen

cuidando hasta el último detalle de cada cuadro.

Solemos dibujar las tomas antes de realizarlas

–aclara Luciana–. Pensamos las fotos más como

artistas plásticos que como fotógrafos”.

5bolson

de ideas

entre amigos

MARCELO BURLON es el hombre de las

mil facetas. Nativo de El Bolsón, pero milanés

de papeles, este estilista, relacionista público,

DJ, director de video, fotógrafo, editor de

Rodeo Magazine y consultor de moda es la

cara más vista en las capitales del mundo. En

diciembre, vino a Buenos Aires y, además de

pasar sus días con la familia Trosman (Marcelo

es el PR de Jessica a nivel global), organizó en

Casa Cruz la fiesta “Pink is Punk”, conocida

como una de las mejores noches europeas. “El

concepto es ‘fiesta en la casa de tu mejor amigo’:

buena música, gente divertida y mucha moda”,

explica Burlon. En estos días, se encuentra

oficiando de RRPP de los eventos de Prada,

Chanel, Gucci y Givenchy (¿mencionamos

que es el mejor amigo de Riccardo Tisci?) de

las semanas del prêt-à-porter, además de music

designer de los desfiles de Iceberg y Missoni. Al

finalizar, lo esperan el estilismo para GQ Style

de Berlín, Hero de Londres y Hunter Magazine,

sumado el trabajo para su blog (www.marceloburlonblog.com),

sus viajes como DJ las fiestas

de Silvia Prada o las de Silencio Clude b de París

–diseñado por David Lynch– y la grabación

del video de “Mamarracho”, tema que lleva su

voz junto a The Barking Dogs.

59


26 Mode Le Temps l Mercredi 16 mai 2012

COOL KID

MarceloBurlon,

conjugueurdetalents

A 35 ans, il est presque aussi célèbre dans le monde de la mode milanaise que le dôme dans celui du tourisme.

De Versace à Gucci en passant par Prada, les marques de prêt-à-porter s’arrachent son flair avant-gardiste

et son carnet d’adresses. Et son meilleur ami s’appelle Riccardo Tisci. Rencontre. Par Catherine Cochard, de retour de Milan

Il nous a donné rendez-vous

chez Gattullo, sa cafétéria de

prédilection à deux pas de

chez lui. Cinq minutes avant le

rendez-vous, il envoie un SMS

pour excuser son éventuel retard.

Une politesse prompte à flatter

notre versant suisse. Le café a

tout de l’adresse italienne où l’on

boit son petit noir au comptoir

pour quelques centimes d’euro.

Une classe milanaise surannée,

nappes roses sur tables rondes,

chaises à piètements dorés, étalage

coloré de paninis dégoulinants

de rucola et pâtisseries saupoudrées

de sucre glace se

pavanant en vitrine. A peine at-on

le temps de se dire que la

SON ART À LUI C’EST DE SAVOIR

RASSEMBLER LES TALENTS

DE DEMAIN

décoration frôle le kitsch sans jamais

l’atteindre, le voici qui arrive.

Dans un élan d’excuses, il dit avoir

passé la nuit à faire la fête et

n’avoir pas assez dormi. Il est impeccable,

solaire malgré son total

look noir. La fête à laquelle il a

sacrifié quelques heures de sommeil

fait partie intégrante de son

job puisqu’il organisait la veille au

soir dans un palais baroque un

cocktail de présentation pour le

compte d’une griffe de prêt-à-porter,

bellinis et coupes de champagne

à volonté, le tout mis en sons

par un DJ réputé.

Tour à tour photographe, styliste,

directeur artistique, consul-

tant, rédacteur en chef de magazines

pointus (comme Rodeo

Magazine), DJ et organisateur de

soirées (il est l’instigateur des fameuses

fêtes «Pink is Punk» qui

font danser les capitales du monde

entier), Marcelo Burlon résiste aux

tentatives de définitions tant il est

passé maître dans l’art du multitasking.

Son art à lui c’est de savoir

s’entourer des bonnes personnes,

rassembler les talents de demain,

les prescripteurs de tendances,

pour faire court: l’avant-garde. La

plupart du temps, ces personnes

sont aussi ses amis. Ou le deviennent.

«Je représente une nouvelle

ère en matière de communication,

explique-t-il. Si les gens veulent

travailler avec moi, c’est parce que

j’apporte à ce milieu des idées nouvelles,

une fraîcheur qui manque à

leur manière de penser leur marque.»

Si de nombreuses maisons font

appel à lui c’est pour toucher une

clientèle jeune, exigeante et internationale,

des consommateurs

qui sont en demande d’idées innovantes,

loin de la surenchère

putassière prônée par les chaînes

de télévision et les magazines italiens,

dont la majeure partie appartient

à Silvio Berlusconi. «Si

une marque commerciale vient

me voir et me demande de m’occuper

d’organiser leur event, ils

doivent me laisser carte blanche.

C’est moi qui décide de tout: l’endroit,

le DJ, la nourriture. Je me

charge du contenant et surtout du

contenu. Les gens que j’invite me

font confiance. Ils apportent à la

fête leur bonne humeur et leur

aura mais si la musique ou

l’endroit laissaient à désirer, ils ne

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

me feraient plus confiance, ne

voudraient plus me suivre. Ils

auraient l’impression d’avoir été

invités pour donner de la valeur à

quelque chose qui n’en a pas.»

Né en Patagonie de parents

d’origines italienne et libanaise,

Marcelo Burlon fait ses premiers

pas à El Boslon, un petit village de

gauchos argentins tendance hippie.

«A la fin des années 80, mes

parents ont décidé de quitter l’Argentine

touchée depuis plusieurs

années par une grave crise économique.

Nous nous sommes installés

en Italie, au bord de l’Adriatique,

dans la station balnéaire de

Porto Potenza Picena, une région

connue pour ses usines de chaussures.

Nous avons alors complètement

changé de vie, toute la famille

s’est mise à travailler dans les

fabriques alentour.»

Le jeune Marcelo commence

l’école mais n’y reste pas, participant

comme le reste de sa famille à

l’effort collectif en travaillant lui

aussi. Agé d’à peine 15 ans, il commence

à sortir en boîte. «Très vite,

des gens m’ont repéré. Ils aimaient

mon style et ils m’ont demandé de

danser dans leur club.» C’était au

début des années 90, il était alors

fréquent de payer les adolescents

pour qu’ils animent les dancefloors.

«J’étais un «cool kid» et on

me payait pour mettre l’ambiance.

D’abord le dimanche après-midi –

je n’étais pas encore majeur –, puis

également les vendredis et les samedis.

Bientôt, je gagnais plus

d’argent que mes parents, simplement

en m’amusant!»

En 1998, Marcelo Burlon décide

de quitter les bords de mer et

de s’installer dans la cité lom-

barde pour saisir les opportunités

offertes par la grande ville et bâtir

sa carrière. Il commence par faire

du mannequinat, côtoie les clubs

les plus pointus du moment. «Je

suis arrivé sans un sou et sans ami

à Milan, mais très vite j’ai rencontré

des personnes avec qui je partageais

les mêmes centres d’intérêt.

A tour de rôle, on organisait

des soirées chacun dans son appartement.

Des fêtes durant lesquelles,

un mélange très riche de

personnes se côtoyait. C’est ainsi

que j’ai rencontré le directeur de

Magazzini Generali, le night-club

le plus important de l’époque. Il

m’a demandé de m’occuper de la

sélection à l’entrée de son club.» La

boîte de nuit est alors fréquentée

par les personnes les plus importantes

du milieu de la mode, de

Dries Van Noten (lire interview

dans le HS Mode du 5 mai 2010) à

David Lachapelle en passant par

Domenico Dolce, Stefano Gabbana

et Raf Simons. «Je buvais à

l’œil, j’avais des tonnes d’entrées

gratuites à distribuer, j’avais le

pouvoir de décider qui pouvait

rentrer et qui ne pouvait pas. Tout

le monde voulait me connaître et

devenir mon ami, c’était dingue!»

Parmi les nombreuses fréquentations

du club Magazzini Generali,

un certain Riccardo Tisci (lire

interview dans le HS Mode du

14septembre 2011). «A l’époque, il

venait de terminer le Central Saint

Martins College à Londres. Un soir,

il est venu vers moi et m’a dit: «Tu

voudrais t’occuper de mon service

de presse?» J’ai répondu oui alors

que je n’avais jamais fait ce genre

de boulot et que je ne le connaissais

pas. Riccardo est aujourd’hui

mon meilleur ami.» C’est ainsi que

le prince des nuits milanaises est

devenu le roi des relations publiques.

«Au début, je traversais la

ville à vélo avec le portfolio de Riccardo

dans mon sac à dos et je faisais

du forcing auprès des journalistes

pour qu’ils me reçoivent. Je

leur disais: «Regardez ce que fait ce

jeune designer qui s’appelle Riccardo

Tisci, il vient de sortir de

Saint Martins, il est vraiment très

doué…» Vous vous rendez

compte? Les gens qui, à l’époque,

n’ont rien voulu savoir doivent s’en

mordre les doigts depuis qu’il est

chez Givenchy…» Lorsque l’actuel

directeur artistique de la maison

française sort de l’anonymat, Marcelo

Burlon est pris dans ce mouvement

ascendant. «Tout s’est enchaîné.

Domenico Dolce,

Alessandro dell’Acqua, ils m’ont

tous demandé de travailler avec

eux, je m’occupais notamment

d’asseoir des célébrités au premier

rang des défilés.»

Le milieu milanais ne parle alors

plus que de Marcelo Burlon et de

ses contacts. «Comme tous les designers

voulaient mettre la main sur

mon carnet d’adresses, je me suis

dit qu’il fallait que j’ouvre ma propre

société de relations presse.» A

sa manière. «Je crois que c’est ma

nature chaleureuse et spontanée

qui a fait toute la différence, cette

façon très personnelle de gravir les

échelons, sans vraiment le vouloir

ou du moins sans chercher à passer

devant les autres, mais toujours en

valorisant ma vision personnelle,

mon réseau. Ça et le fait qu’en toutes

choses je mets beaucoup de ma

personne, beaucoup de sentiments.

J’ai en quelque sorte remis

Ce hors-série ne peut être vendu séparément Le Temps Mercredi 16 mai 2012

MODE

CORSETERIE

ET HOT COUTURE

L’HOMME EN MODE

AMÉRICAINE

BUONOMO & COMETTI


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

80

style

Prince de la nuit par Emma Paoli

DJ, RP, organisateur de soirées… Marcelo Burlon est

devenu l’homme incontournable de la hype milanaise.

Les grands noms de la mode le savent bien, qui lui

confi ent des événements d’exception.

Marcelo Burlon est le nouveau parrain de la hype milanaise. Son

talent traverse les frontières, allant jusqu’à séduire la prestigieuse

chaîne de luxe Lane Crawford, pour laquelle il réalise actuellement

une campagne de communication en vue de la réouverture d’un

magasin de la marque à Hong Kong.

Pourtant, l’accueil que reçoit Marcelo Burlon à son arrivée dans la

capitale lombarde, à la fi n des années 90, est loin d’être chaleureux.

On lui propose un job de physionomiste, qu’il se voit contraint d’accepter.

De ces débuts, il garde un souvenir teinté d’amertume : “Je

faisais le sale boulot. Et puis, la ville était morte, bourgeoise et

conventionnelle.” Cette première expérience sera néanmoins décisive

dans sa carrière. Avec sa “belle gueule”, son style décalé et son

énergie débordante, Burlon s’entoure progressivement de personnalités

très infl uentes, dont son ami Riccardo Tisci.

“Nous souhaitions revendiquer notre jeunesse face à une ville défi -

nitivement tournée vers son passé”, explique-t-il pour justifi er le lancement,

quelques années plus tard, de son propre concept, baptisé

Pink Is Punk the Party. “L’idée était de rassembler dans une même

soirée des jeunes issus de milieux radicalement différents mais partageant

la même rage de vivre et le même besoin de créer une énergie

nouvelle. Maintenant, nous formons une grande famille, à

laquelle viennent s’ajouter sporadiquement Tilda Swinton, Kirsten

Dunst ou encore Lindsay Lohan.” Désormais hebdomadaires, les

soirées Pink Is Punk sont devenues quasi incontournables.

Peu de temps après la naissance du concept, la maison Armani sollicite

le nouveau prince de la nuit, couronnant son succès : “On m’a

demandé de préparer la liste des invités pour le 26 e anniversaire de

la marque. Ce fut sûrement une de mes plus belles réussites.”

Quelques années plus tard, il monte sa propre société, Marcelo

Burlon Enterprise, avec pour objet d’organiser des événements

d’exception pour de grandes marques. Son ambitieuse créativité lui

ouvre alors les portes des défi lés, l’imposant comme RP des soirées

milanaises : Givenchy, Gucci, Prada… Parmi ses nombreux

coups d’éclat, on retiendra le concert privé de Prince pour le défi lé

printemps-été 2007 de Versace : “J’aime suggérer à mes clients un

groupe ou un DJ à la pointe de la musique : Fischerspooner,

Hercules and Love Affair…”

Mais ce que l’homme aux multiples visages aime par-dessus tout,

c’est assurer lui-même les DJ sets. De l’hôtel Soho House de Berlin

aux catwalks italiens, du hip-hop à l’électro, il s’adapte avec souplesse

à la sensibilité du public. Pour preuve, sa page SoundCloud

regorge de mixtapes aux infl uences diverses.

www.marceloburlonblog.com.

© Marco Falcetta. Vêtements : Givenchy par Riccardo Tisci


werk!

PINK IS PUNK is your Friday night destination in Milan.

“Pink is Punk is like a party at your best friend’s house,

where you feel at home,” says founder Marcelo Burlon,

who hails from El Bolsòn, Patagonia. Burlon is a DJ, stylist,

editor, PR, event-thrower and all the dots in-between. “You

can find the best crowd in town – a mix of street, fashion,

art, and the music scene,” he continues. Beginning life

with Andrea Mazzantini at a small bar in the canal area,

playing hip-hop, rock and indie, the party soon outgrew

its surroundings and moved to the basement of Magazzini

Generali, where it became more electro. Now, after three

years you’ll find Pink is Punk at a larger venue again, a

lapdance club from the 80s called Queen. Burlon’s favourite

memories? “Finding Róisín Murphy in the queue outside,

the night of the Versace party where Prince performed. Raf

Simons holding the Jil Sander aftershow at PiP and Tilda

Swinton showing up. And when Lea T finally decided to

wear a dress and pair of heels!” Lea T is part of Marcelo’s

supportive inner circle, a creative group of art directors,

designers, muses and more – the fabulous, fun and most of

all, REAL. Riccardo Tisci is their man in Paris – Burlon was

the first PR of Ricky, as he calls him, before Givenchy, back

when he was Italy’s romantic, upstart couturier. “The club

is me, with Paolo Farcic and Michele Lamanna at the door;

238 i-D THE EXHIBITIONIST ISSUE

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Stefano from Scarlets, Talker and Giandisco are resident

DJs. Massimo Mezzavilla is my PA and he works with me

on the graphics.” It’s where you go dancing till dawn, laugh

with your mates in the cab on the way home, then carry

on. It’s the club where Raf [Simons] will turn up and ask

for the electro to turn harder. And it’s the club that counts

Kim Ann Foxman as a returning guest; hosting The Virgins,

Fisherspooner, Devendra Banhart, Headman, Munk, Jerry

Bouthier and Horse Meat Disco’s Severino. The party has

travelled to Moscow, Istanbul, Buenos Aires, Paris and

Barcelona. “We represent a scene that the city never really

understood,” elaborates Burlon. “People think that we’re

weirdos that wear strange clothes. I don’t really care, I like

to make people happy and my parties are the chance to be

happy.” That’s punk.

marceloburlonenterprise.com

marceloburlonblog.com

TEXT DEAN MAYO DAVIES

PHOTOGRAPHY LUCA CAMPRI

Styling Ilaria Norsa. Creative Direction Marcelo Burlon.

Marcelo wears Rick Owens. Necklace Nami.

Stefano, Paolo, Michele and Massimo wear Dries Van Noten.

Thanks to Hangar Bicocca, Milan.

“People think that we’re weirdos

that wear strange clothes. I

don’t really care, I like to make

people happy and my parties

are the chance to be happy.”

MARCELO BURLON

PINK IS PUNK TOP 10

BY MARCELO BURLON

1. Colour Wheel, Jan Ken Po

2. Creature, Kim Ann Foxman

3. I Can Change (Tiga Remix), LCD Soundsystem

4. Joanna, Superpitcher

5. Quimey Neuquen (Chancha Via Circuito Remix),

Jose Larralde

6. My House, Hercules & Love Affair

7. I Get a Rush, Bozwell

8. Make You Mine, Incarnation

9. In This Shirt (Hercules & Love Affair Remix), The

Irrepressibles

10. Spirits, Luke Solomon


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


g

62

Melhor representande do estilo gótico-punk-renascentista,

criado e hypado por Riccardo Tisci para a Givenchy, Marcelo

Burlon é um expoente de uma cena underground que não só

influenciou, mas tornou-se inspiração (réplica) de uma geração

de “modernos”, que, por sua vez, influenciaram a reprodução

da estética nas fast fashion. Para definir: é dark na essência,

mas sempre polido e bem cuidado, contraponto atual

à imundice do punk original.

Burlon nasceu em um vilarejo remoto da Patagônia argentina,

mas foi na Itália, em Milão, que fez seu nome como um

dos maiores agitadores culturais e criadores de modos e modas.

Multimídia e multitalentoso, ele começou sua carreira

literalmente “causando”, na cansada cena noturna milanesa

do começo dos anos 2000, com sua festa mensal, a Pink is

Punk – sucesso de público e crítica até hoje (ele ainda atua

como PR e DJ). Foi só o começo. Diretor de arte, de vídeo, de

fotografia, musical, stylist, blogueiro e editor de moda... Os ta-

fevereiro 2012

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Punk à Milanesa

personageM ícone da cena fashion de MiLÃo, o MuLtitaLentoso MarceLo BurLon

passeia peLo BrasiL seu estiLo darK na essÊncia, Mas poLido coMo pedeM estes teMpos

POR dudi machado FOTO marco falcetta

lentos são tão diversos quanto sua lista de clientes, que inclui

Missoni, Iceberg, Nike, Diesel, Chanel e Givenchy, esta última

comandada por seu melhor amigo, Riccardo Tisci, que assina

os looks das fotos que você vê aqui.

Burlon anda de olho no Brasil, que considera um dos países

mais efervescentes do mundo: “Estive aqui pela primeira vez há

sete anos, com um grupo de amigos que incluía Lea T., que, na

época, ainda se chamava Leandro. Passamos 20 dias entre Jericoacoara,

Pipa e outras praias do Nordeste, além do Rio. Me apaixonei

pelo país desde então”. Nessa toada de business&pleasure,

fotografou a nova campanha da Vicunha, fez DJ set nos desfiles

de Pedro Lourenço e acalenta um projeto superousado com a

Orquestra Sinfônica de São Paulo. De volta a Milão, Burlon vai ensinar

aos alunos da superprestigiada Universidade de Bocconi

suas técnicas de marketing. Deve vestir-se de preto.

LOOkS Givenchy POR RiccaRdo Tisci, PRada E Missoni


BELEza asToR hoxha

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

MODA

get

the LooK

fevereiro 2012 rg


Edición Noviembre 2011

Precio del ejemplar Arg $ 30.-

Uy $ 105.- / Ch $ 3000.- / Usa U$S 15.-

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELo

BURLoN

Parece que todo el mundo necesita la visión y opinión de Marcelo. Desde Hong Kong

hasta Los Angeles, no importa dónde estés, seguramente lo nombrás y la gente lo conoce.

Es una persona que parece tener miles adentro de una. El New York Times le dedicó un

video, es consultor de moda, blogger, PR y estilista; es videasta, es el creador de la fiesta

internacional Pink is Punk, es dj, music designer y director creativo, pero por sobre

todo es argentino: es un orgullo patagónico, nacido en El Bolsón, lugar clave que iluminó

esa gran cabeza. Sin exagerar, lo llaman “el Alcalde de Milán” y acaba de dirigir el video

“La Sinfonía de Hong Kong” para la marca de productos de lujo Lane Crawford. Vivo con

mucha alegría hacerle esta entrevista a Marcelo porque es un gran amigo. Un tipo sin

prejuicios, que propaga buena onda y energía positiva y, por sobre todo, doy fe que lo que

hace contiene un grado de seriedad que realmente sorprende.

www.marceloburlonblog.com - www.marceloburlonenterprise.com - www.atomomanagement.it - www.artlistparis.com

TEXTO Jessica trosman

Jessica: ¡Hola, amigo! ¿Cómo estás? Contame un poco de tu

infancia, de tu pueblo, tus raíces, Olga, Aluminé...

Marcelo: Nacer y crecer en El Bolsón determinó muchas cosas de

mi carácter y personalidad. Soy descendiente de libaneses radicados

en la Comarca Andina a principios de los años 30, una familia de

comerciantes. Mi madre, Olga Nasif, fue pionera del turismo en la

zona del norte de la Patagonia. Mi padre, Gianfranco Burlon, nacido

y criado en Italia, era hijo de un sastre, porteño de adopción desde

los 13 años, tornero y comerciante. Mis padres tenían una agencia

de viajes, Pulmari Turismo, la primera en El Bolsón, una tintorería,

Mayama, y un kiosco fundado por don Antonio Nasif, mi abuelo,

el turco. Mi infancia fue algo especial: crecí entre montañas y ríos,

carreras de ski, cursos de natación en la cascada del Mallín Ahogado

y los sábados, obviamente, la feria hippie. Los hippies, que tanto

condicionaron mi crecimiento, mis ganas de ser uno de ellos. Mi

compañera desde primero hasta séptimo grado y amiga de toda la

vida Aluminé Honik (hija del doctor del pueblo que ayudó a mi

madre en mi nacimiento e hija de hippies) no quería saber de nada

con eso. Para mí era un sueño, una revelación absoluta, pero ella era

“la hippie” del pueblo y mis compañeros de escuela le hacían la vida

imposible. Yo obviamente la defendía, pero cada tanto me dejaba

llevar por lo que decían los otros. Con Aluminé, después de tantos

años, seguimos siendo más amigos que nunca. Ella es un punto de

referencia muy importante en mi vida. Estamos intentando constru-

ir juntos un puente entre Europa y El Bolsón, turismo de calidad.

En unos meses les voy a contar más sobre este gran proyecto.

¿Cómo fueron tus primeros pasos en Italia y después en Milán?

Llegué a los 14 años. Mis viejos tenían amigos en el centro de Italia

y nos mudamos directamente ahí, a un pueblito de la costa del mar

Adriático. Habíamos cruzado el charco, fue muy entusiasmante el

cambio, pero fue justo cuanto yo estaba creciendo, entendiendo

mi sexualidad, justo cuando uno pasa de la niñez a la pubertad. Un

momento difícil. Pasamos de tener una vida re privilegiada a tener

que laburar como locos cada integrante de mi familia. Habiendo

estudiado poco y nada, a los 15 empecé a laburar en una fábrica con

mi vieja, despertándome a las 4 de la madrugada para ir a trabajar

en una motito hecha polvo. Nieve, viento, frío… Después de un

par de meses, empecé a ir a bailar los domingos por la tarde a un

club que en los 90 era muy famoso en Italia y quedaba nada más

que a 20 km de donde vivía, el Aqva Disco Village. Cada weekend

hacía dedo para ir a bailar, hasta que un día la RRPP me preguntó

si quería trabajar con ellos. Al poco tiempo me vi trabajando viernes,

sábados y domingos. Así fue como empecé a ganar plata. Mi

padre era un poco severo en esa época y no quería que comenzara a

40 arte

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

trabajar en boliches por todo lo que traía aparejado ese estilo de vida

y por el miedo a las drogas. Por suerte, mi hermano Gianni fue el

que convenció a mi viejo para que me dejara hacer lo que quería,

y así fue. Empecé a ganar buen dinero, dejé la fábrica y me volví

un personaje de todo el centro de Italia. Era la imagen del club

más importante y trendy de los 90. Vestíamos Junior Gaultier y nos

teñíamos el pelo de todos los colores. Caminábamos en plataformas

altas de 25 centímetros. Tomábamos éxtasis y algún que otro ácido.

Viví los años 90 a full, viajando por toda Italia, yendo a trabajar

de club en club, era MC y estudiaba canto. Después de unos años

de no haber realmente construido nada, mi madre me invitó a una

reunión budista. Desde ese momento comencé a practicar la religión

de la Soka Gakkai, dejé las drogas y fue un darme cuenta de

lo poco construido ¡y de lo mucho que me había divertido! Había

llegado el momento de dejar la provincia y partir hacia Milán. Al

principio trabajaba como modelo, era la cara rara del momento,

con el pelo teñido de rubio que a fines de los 90 era tendencia. Los

fines de semana volvía a mi pueblo para seguir facturando en esos

boliches que me habían dado una cierta fama y seguían pagando

buenas liras que ayudaban a poder bancarme. Hasta que un día en

Milán organicé una fiesta en mi casa y fue una revelación total:

había 100 invitados, parecía Studio 54, gente de toda clase, era un

carnaval. Esa noche se me presentó un hombre de unos 35 años, era

el RRPP que organizaba las fiestas más importantes de Milán. La

organización se llamaba Primo Piano Gallery y me contrató para

gerenciar la puerta de una fiesta llamada Jetlag. Era la fiesta más

importante de Milán, era el año 1998 y yo entraba a ser parte de un

momento histórico de la ciudad. Yo era el door selector y, frente a

mí, en la fila te encontrabas con David LaChapelle, Róisín Murphy,

Domenico Dolce, Stefano Gabbana, Dries van Noten, Martin

Margiela (sin que nadie supiera que era él)… Así, atraje el interés de

algunos diseñadores y otros PR’s y me propusieron ser el director de

las relaciones públicas de una marca de sneakers cool llamada Nose,

del hermano de Fornarina. Yo ya había hecho tres campañas como

modelo que empapelaban las vidrieras del mundo y miles de revistas.

Este fue el punto de partida, donde empiezo a ser parte de un sistema

diurno de la moda.

Al poco tiempo, una amiga me presenta a un chico que recién había

llegado a Milán, que venía de Londres, era italiano y se lla-

maba Riccardo Tisci. Rápidamente nos hicimos íntimos amigos,

compartimos muchos momentos emocionantes y miles de experiencias,

llorábamos y reíamos juntos. Riccardo había terminado

el Saint Martins School con el título de diseñador y tenía la

aspiración de ser parte de la historia de la moda. Yo comencé a


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO

BURLON

Consultant, Editor, Stylist, PR,

Party Instigator. Milan, Italy.

PHOTOGRAPHY

GIAMPAOLO

SGURA

FASHION

EDITOR

MIGUEL

ARNAU

Camisa de algodón, chaqueta y shorts-falda, todo

de estampado de leopardo, zapatos de piel negros,

calcetines algodón negros, todo GIVENCHY.

Hair Franco Gobbi @ Close Up Milano

Make up Jessica Nezda @ Close Up Milano

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

What is your favourite word? Boluda. What makes

you feel alive? Nam-Myoho Renge-Kyò. What is

your favourite place? My hometown, El Bolsón,

Patagonia Argentina. Which artist do you most

admire? I love Marina Abramovic. What is the

last book you read? “Cien Años de Soledad” by

Gabriel Garcia Marquez. What talent would you like

to have? The voice to sing a folk love song. What

would your ideal day be like? Good friends, good

weather, good tunes. What is your best childhood

memory? Back in the days, on the mountain with

my brother at the sky camp and Saturdays at the

hippie market. What or who would you like to be in

the next life? John Lennon. Which outfit would you

be happy to wear for the rest of your life? A pair

of heels! What is your greatest fear? Berlusconi

and The Pope. What is your greatest achievement?

When Givenchy called Riccardo (Tisci) to be their

Creative Director after four years of us working

together on his own label. What makes you cry?

China Sorrilla. What makes you laugh? China So-

rrilla. What makes a good friend? A good friend is

one that tells you everything about your best and

worst sides. Have you found true love? Yes, but only

in my best friends. Love is pain; I am Latino and

for me love is drama and jealousy. I’d rather have

lots of lovers than a boyfriend, because it means

less suffering. I don't know if I'll ever find true

love in a man... Don't think so. What does freedom

mean to you? Freedom is a state of mind. It's

something that one should earn. When was the last

time you helped a stranger? Today. What can’t you

live without? Potatos. What is the most beautiful

thing you have ever seen? The big reef in Australia

and my grandparents hometown, Beirut. What is

your favourite scent? Patchouli. Do you believe in

a deity? Not really, I believe in myself and I think,

as a practicing Buddhist, that everything which

surrounds us is the reflection of what we are inside.

We are all Buddha! Can you think of a fiction

character from a film or a book that you identify

with? Chloë Sevigny in Brown Bunny! What is the

greatest thing you have learned? That everything

you want is right there but you have to work hard

to get it. Who would you like to be kissed by? The

French guy covered in tattoos that I saw at the

beach in Sicily last summer. What is your greatest

obsession? My friend Devendra Banhart, his music

and the day that he told me that we will never

be apart. What do you do to make this planet a

better place? Many simple actions like smiling at

an unknown person. What beliefs and ideals guide

you through life? Simple straightforward values inspired

by Buddhist culture: respect, humility and

equality. How would you like to be remembered?

I would you like to be remembered as a guy who

brought people together. A man that didn't have the

possibility to study but managed to change the way

people communicate and relate to each other and

the world around them.


sleek N°31 XX / XY

Although Marcelo Burlon was all over town at the last Berlin fashion

week, he claims he didn’t come here for fashion. in fact, he came to

live out his love for music and dJ at such diverse locations as the Soto

store, King Size Bar and Soho house. »Berlin to me is not the place

to discover new designers, it’s not about fashion at all. i have friends

here, i love the city’s attitude and atmosphere, the street culture. living

here would suit my lifestyle extremely well – but i could never make

a living here, there are no clients.« One of Europe’s most important

communicators in fashion, Burlon has worked with all major high

fashion brands, and doesn’t see a market for them here: »if you can

afford these brands, you don’t go shopping for them in Berlin. in fact,

202

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

MARcElO BuRlON

i’ve found something positive about this: i can still get all the pieces

from my favourite designers when they are long sold out elsewhere.

Which says a lot about the situation.« Burlon is based in Milan but

can be found working all over the world. upcoming projects include

a photo shoot for GQ Mexico (as a photographer, he’s represented by

Artlist Paris), dJing in ibiza and in San Francisco with devendra Banhart,

throwing a party in New York, creating music for runway shows,

curating for the lane crawford stores in Bejing and Shanghai, directing

a video for Fiat 500 by Gucci… here’s hoping he’ll have a reason

to come and work in Berlin some day.

Photo © Nick Ash.


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


— reportaža: Nočno življenje – Milano

tografije: Nicola

rignani, Andrea Sicky

hinolfi in osebni arhivi

irediteljev

— december 2009

»Dekleta naj se oblečejo po modi, fantje pa čim manj!« je bil slogan, s

katerim je eden od promotorjev milanskega nočnega življenja vabil na

zabavo v svojem klubu. Filozofija, ki ob pogledu na zbrano druščino na

najbolj trendovskih zabavah v mestu kar drži. Urejena dekleta v visokih

petah in razgaljeni mladeniči, ki se ne sramujejo v slogu nove romantike

zadimljenih oči, pomešani z drznimi transvestiti, ki s svojimi kričečimi

opravami skrbijo za dobro razpoloženje le nekaj ur oddaljeni od naše

prestolnice. Noč je tista, ki tudi v tem mestu vsakomur dovoli pokazati

svoj pravi obraz in ga morda tako vsaj za hip oddaljiti od vsakdanjih

tegob in osamljenosti.

Marcelo Burlon, skrbi za

petkove zabave z imenom Pink Is

Punk in organizacijo številnih

odprtij in zabav modnih hiš.

Živi in pusti živeti

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

D Magazine Slovene

Besedilo: Emil Rebek


Revolucionarna modna alternativa vse odločneje ruši stereotipe

o milanskem nočnem življenju. O diskotekah, pred katerimi so

parkirani ferrariji in porscheji, ter plesiščih, na katerih kraljujejo

mlade manekenke z Vzhoda, ki jih izza drago zakupljenih in s

steklenicami penine obloženih miz ob robu plesišča spremljajo

njihovi petični spremljevalci v globoko odpetih srajcah in

nemarno razpetih suknjičih. Vse več je v mestu tistih, ki

hrepenijo po dogajanju, ki odpira vrata vplivom iz, kar zadeva

zabavo, precej bolj vizionarske tujine. Sloviti Plastic je s časom

postal prava relikvija tukajšnjega nočnega življenja in dokaz,

da pravi klubi potrebujejo dušo. In to v zadnjem času Milanu s

svojimi skrbno premišljenimi zabavami vlivajo Marcelo Burlon,

Natasha Slater in Sergio Tavelli, ki so vzeli vajeti trendovske

noči v svoje roke. Poskrbeli so za dolge vrste pred vrati klubov,

ki še najbolj spominjajo na tiste iz časov slovitega Studia 54, in

svoje obiskovalce sprijaznili z dejstvom, da si je vstop v klub

treba prislužiti. Skupne točke tukajšnjega nočnega dogajanja?

Sproščena zabava, alkohol, dobra, skrbno izbrana glasba in kanček

transgresije. Tiste, ki začini dolge noči v sicer spokojnem mestu.

Ali kot so novinarki prispevka o milanskem nočnem življenju

naključni intervjuvanci odgovorili na vprašanje o tem, ali se kdaj

v klubu Plastic rodijo ljubezni: »O, vsak večer se rodijo. In proti

jutru umrejo.«

PINK IS PUNK

Milanski večeri z verjetno najbolj mednarodnim ozračjem že

nekaj let nosijo pomenljivo ime Pink Is Punk in tako združujejo

gejevsko rožnato estetiko z neustavljivo ulično subkulturo. Večer

zagotavlja vrhunske glasbene goste in najpogosteje slovite modne

ustvarjalce, ki se pomešani med množico pretežno mladega

občinstva ob najnovejši elektronski glasbi vsak petek zabavajo v

poznanem milanskem večernem pribežališču Magazzini Generali.

Glavno vodilo je biti v trendu. Ali, če je le mogoče, korak pred

njim! V ozadju večera stoji Marcelo Burlon, vizionar italijanskolibanonskih

korenin, ki je v Italijo iz rodne Argentine prišel na

začetku devetdesetih. Je tudi novi urednik trendovskega mesečnika

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

D Magazine Slovene

Rodeo, v modnih krogih pa znan po tem, da v času modnih tednov

skrbi za številna odprtjain velike zabave slovitih modnih hiš. Pred

leti je na zabavo po Versacejevi reviji pripeljal Princea, ki je s

svojim nastopom do ekstaze navdušil redke povabljene, podobno

kot je kakšno leto kasneje Roisin Murphy navdušila pri Gucciju. K

njemu so se zatekli pri Givenchyju, v sklopu nedavnega večernega

nakupovanja pod okriljem revije Vogue je pripravil zabave za

Prado in Jil Sander, svoj znameniti Pink Is Punk pa povezal tudi s

Riccardom Tiscijem in Rafom Simonsom.

A Burlon pove, da so bili začetki povsem naključni. Pred desetimi

leti je s prijatelji priredil zasebno zabavo, ki pa je zaradi izjemno

trendovske druščine navdušila nekatere organizatorje večernih

dogodkov in so ga zato privabili na vrata diskoteke Magazzini

Generali. »V devetdesetih so tja prihajali David LaChapelle,

Domenico Dolce, Dries van Noten, to je bilo obdobje, ko sem

spoznal tedaj nadobudnega oblikovalca Riccarda Tiscija in

mu pomagal pri prvih odnosih z mediji, kmalu zatem me je k

sodelovanju z njihovo modno hišo povabil še Dolce. V tistem

trenutku sem se zavedel, kako visoko vrednost ima moj seznam

povabljencev, in doumel, da sem verjetno v mestu edini, ki

modnim hišam lahko pripelje skrbno izbrano mlajše občinstvo.«

»Nismo tipično italijanski, saj politika in

cerkev običajno narekujeta način vedenja,

ki nam ni vedno blizu.«

Približal se je modi in z Valeriem Innello, poznanim modnim

»piar-ovcem«, začel prirejati zabave I Pretend To Be A DJ. »Za

gramofone smo zvabili različne znane obraze, bodisi iz filmskega,

televizijskega bodisi iz modnega sveta, in občinstvo prepričali,

naj izbere sebi ljubšega. Še danes se na primer spominjam dvoboja

urednika Jeffersona Hacka in oblikovalca Antonia Berardija.«

Sledil je Pink Is Punk, ki ga je najprej v baru Bond prirejal s

svojimi prijatelji, a ker je kmalu prerasel majhni prostor, so se

morali preselili v manjšo dvorano kluba Magazzini Generali, prav

Marcelo Burlon,

na sliki z

oblikovalcema

Riccardom Tiscijem

in Rafom Simonsonom

ODZVANJANO:

→ Looking Glass – Little Dragon

→ Sweet Disposition – The Temper Trap

→ Basic Space (Astronomer Remix) – The XX

tistega, kjer je Burlon začel svojo nočnemu življenju zapisano

kariero. Partnerji pri projektu so se kmalu zatem raje posvetili

produkciji glasbe, on pa je ostal zvest eni najpopularnejših zabav

v mestu. Obiskovalci veljajo za avantgardne. Zatrjuje, da so

izvrsten pokazatelj novih dogajanj v modi in življenjskem slogu.

»Kaj imajo skupnega? Svobodo! Skupaj z gostujočimi didžeji

ustvarjajo ozračje v klubu, in prav zato je tako pomemben pravi

nabor gostov,« pove Burlon, ki velja s svojim timom za precej

neizprosnega. »Kje pa, nismo tako zelo zahtevni! Šele ko smo

na vratih gostili selektorko iz berlinskega Bar25, so obiskovalci

lahko videli, kako zahteven je izbor ob vstopu.« A občinstvo,

ki svoj petkov večer nameni svetu podzemlja z imenom Pink Is

Punk, običajno potrpežljivo stoji v vrsti, saj ve, da vstop v klub

poleg Marcela Burlona kot hišnega didžeja odpira vrata v svet

slovitih imen, kot so Fischerspooner, Kim Ann Foxman, Thieves

Like Us, Scarlets in The Virgins, ki so tam gostovali v zadnjem

obdobju. »Nismo tipično italijanski, saj politika in cerkev običajno

narekujeta način vedenja, ki nam ni vedno blizu. Raje gledamo

čez mejo, pa ne zato, da bi posnemali, ampak zato, da bi našli tiste,

s katerimi razmišljamo sorodno. Ko je na londonski nočni sceni

zavladal Boombox, je Jerry Bouthier enkrat mesečno vrtel plošče

na naših zabavah. Olajšujoče je, ko se najdeš v tem, kar počnejo

drugi, in lahko združiš moči. Na podoben način sodelujemo

s Clubom Tropicana v Barceloni, kjer smo večkrat gostovali,

nedolgo tega smo bili premierno povabljeni tudi v Istanbul.«

Ko ne dela, rad odide tudi na druge zabave, pa naj bo v Plastic,

londonski Dalston Superstore ali pariški Ponystep. Večkrat se

odpravi tudi v Berlin, za katerega pravi, da ga pritegne s svojo

svobodo, ki še ni odvisna od denarja, pred kratkim pa je navdušen

odkril Bejrut, ki ga opiše kot mesto, ki diha zelo mednarodno,

hkrati pa je obdržalo lastno dekadenco. A ne nazadnje prizna, da

mu pravi pobeg od zasužnjenosti z nočnim življenjem uspe le

takrat, ko se odpravi v divjo naravo svoje rodne Patagonije.

december 2009 — 37


- REGIA / ENTREVISTA

Desafortunadamente poco se sabe de quien es Marcelo Burlon en Argentina,.

Lo conocí en Paris, através de Pablo, mi marido y nunca más me

separé de él, esto es lo que él más genera en la gente.

Marcelo es sinonimo de un gran imaginador , iluminador, un gran organizador,

un gran videasta, un gran estilista, un gran relacionista, con una

sensibilidad en el mundo de la música, arte, moda…

Nacido en Patagonia, y muy orgulloso de su querido BOLSON , camina

por Milán , Paris , New York o Berlin y es asombroso lo que causa en

la gente. Para nosotros tener a marcelo como nuestro embajador en el

mundo es un orgullo , su perseverancia, su visión , su talento y su alegria

hacen que uno quiera caer en este pulpo de persona que encandila con

su encanto.

- 58 MARCELO -

- REGIA BURLON MAG -ENTERPRISE

• Press Review • March 2012

MARCELO BURLON

Marcelo photographed by DIEGO FUGA

gracias

jessica trosman+


1. ¿Cómo definirías Burlón Enterprise?

Marcelo Burlon Enterprise soy yo mismo, enterprise

es por la nave espacial de Star Wars.

Mi amigo Macs Iotti, Director creativo, al pensar

en mi y en todo lo que hago se imagino

como si yo fuera una nave espacial gigante

adonde pueden caber muchas cosas distintas,

y esas cosas son mis 1.000 proyectos. De

hacer con su lente musical para desfiles a

event planner o stylist. Al fin y al cabo me

inventé mi mismo trabajo, no existía un

rol como el mío en el sistema de la moda.

El principio fue muy difícil. Tenia otro modo

de comunicar, otro modo de ver las cosas y

eso no le caía muy bien a los mas ancianos

RRPP, no entendían porqué Domenico Dolce

me había dado la responsabilidad del espacio

Corso Venezia (SPA, Restaurante, Boutique),

Porque organizaba las fiestas de Versace y

Chanel. Ahora creó que todas estas marcas

no podrían hacer un evento sin mi ayuda.

Me definieron el Gobernador de Milán y eso

me causa mucha gracia. Ahora viajo mucho

a Berlín, París y NYC para organizar eventos

y pasar música, que es lo que más me gusta.

Este año he comenzado a hacer vídeos como

director, es un mundo completamente nuevo y

muy interesante, uno de mis vídeos participará

al concurso de A Shaded View on Fashion de

Diane Pernet. El otro proyecto muy importante

es mi blog, (www.marceloburlonblog.com),

que es un web-magazine que habla de gente,

creativos, moda, arte, musica. Entrevistas, videos

y fotos comisionada y producidas por mi.

2. Hemos leído en una entrevista reciente,

cuan gratificante fue profesionalmente comprobar

el excelente trabajo que realizaron en

Equipo con Ricardo Tisci, durante 4 años en

su propia firma, el cual se vio coronado con

su nombramiento como director creativo de

Givenchy. ¿Cómo recordas esos años de preparación

de la marca? ¿Cual crees que fue tu

aporte fundamental al universo Tisci? ¿Están

en algún proyecto conjunto en la actualidad?

Primero que todo Riccardo y yo somos mejores

amigos, hay una amistad muy profunda,

de hermandad, de haber condividido juntos

el principio de nuestras carreras, el haber

pasado hambre juntos, los triunfos y derrotas

compartidos, amores terminados, y muchas

cosas que hacen que 2 personas se unan en

una amistad eterna. Cuando conocí a Riccardo

yo comenzaba a trabajar como press office

para una marca comercial de ropa, era una

marca muy popular y yo era uno de los RRPP.

Riccardo me había mostrado sus creaciones y

quedé alucinado. Fue amor a primera vista.

Empezamos a salir juntos los fines de semana,

el venia mucho a mi fiesta de los viernes y así

nos hicimos amigos y comenzamos a trabajar.

Mi aporte fue muy importante porque yo era

el que le presentaba a la prensa y el que hacia

si que a las revistas hablaran de el y le hacían

entrevistas como el nuevo talento italiano

independiente recién llegado de S.Martins

school. Me acuerdo que no teníamos un mango

y yo iba en bicicleta por las redacciones

a golpear las puertas con la mochila llena de

prendas y look books. Era el comienzo de una

nueva y muy importante aventura. Maria Carla

tenia como 20 años y era su musa y estaba

en el look book, y fue la época que ella había

firmado su primer contrato con Chanel, así que

Maria Carla era la modelo mas querida por la

prensa internacional y representaba Tisci. Hoy

día soy dj de todos los parties de Givenchy y

me ocupo de la social pr para sus fiestas.

3. A tu entender, cuales son los personajes

mas influyentes del escenario de la moda

actual. ¿Quiénes por su talento, influencia,

poder y/o mala onda, están cambiando la

cara de la moda?

La moda es un juego, cambia siempre la cara.

El mercado, las ventas son los que condicionan

mas el cambiamiento. Hay todo tipo de

personajes, mas y menos interesantes. Yo

empece a finales del ‘90, mis referentes eran

Helmut Lang, Doutch Magazine, The Face,

Corinne Day, Panos Yiapanis y Jo McKenna.

He tratado siempre de trabajar en lo underground,

en la moda mas indie, es lo que

me gusta, lo que siento mío. Trabajando con

muchas marcas internacionales nunca perdí el

instinto mas sentimental y puro de hacer las

cosas. Hay muchos personajes interesantes,

sobretodo la nueva generación de creativos,

como lo es Riccardo mismo, que en este

momento creo que es el mas influyente diseñador.

Corinne Roitfel, Rick Owens, Jessica

Trosman, Ann Demeulemeester.

4. ¿A que eventos, procesos, mecanismos

dentro de la moda, formal o informal, deberíamos

estar prestando atención, para poder

ser espectadores de profundos cambios?

Ni idea.

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Marcelo wears Givenchy by Riccardo Tisci,

photographed by MATTEO MONTANARI

5. ¿que aromas te despiertan la felicidad

absoluta?

El patchouly y Chanel Sycomore, un perfume

de hombre que me mata cada vez.

6. ¿Tenes al corriente algún proyecto relacionado

con Argentina, moda, música, P.R?

En Argentina tengo un único grande amor

que es Jessica Trosman. Ayudo a Jessica a

promover su marca en Europa, invitando la

prensa a ver su colección cada vez que viene

a París e invito a buyers que compran su colección.

También hago product placement para

Trosman, quiere decir que elijo personajes cool

para que se vistan Trosman. Creo que Jessica

representa latino América en el mundo. Es

considerada una de las diseñadoras mas cool

y entra en la clasifica de los mejores diseñadores

conceptuales, y es muy difícil llegar a

este nivel, ella lo logró!

9. Hedi Slimane o Raf Simons? Lanzetta o

Javier Lúquez?

Raf Simons le quiero mucho, aunque si

mi amor por Hedi es inmenso. Lanzetta o

Lùquez? No conozco ni uno ni el otro. Sè que

Luquez fue uno groso en los 90 y que inició

a Wally Diamante en las RRPP, y Wally me

gusta mucho.

8. En argentina los relacionistas públicos mas

importantes terminan muertos, y se heredan

sus agendas? en tu caso, quien seria tu heredero?

No creo que haya ningún heredero, lo que hice

y lo que estoy haciendo es tan personal que

seria difícil que alguien pudiera heredar todo

lo que me invente. Seguro van a salir nuevos

pr’s, pero con otra onda, con otro background.

9. Si se publicara tu biografía, cual seria el

titulo?

I Am my Own Man.

10. Tu lugar preferido en el mundo ?

El Bolson, la casa de mi amiga Aluminè Honik,

la energía increíble que hay en ese lugar y en

sus manos.

Preguntas por Pablo Morgue

- 59 -

- REGIA MAG -


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


Marcelo Burlon

Tutti sanno chi è Marcelo Burlon a Milano. E non solo, perché pure il New York Times gli ha dedicato un video.

Qualsiasi evento lui firmi, diventa subito cool (lui è l’ideatore il fondatore, con Andrea Mazzantini, della celebre serata

milanese Pink Is Punk); oltre a questo è anche blogger, pr, stylist, creative director, dj, fashion editor. Mi gira

la testa! Marcelo è ovunque, ma mai a caso e ottiene il massimo da tutto quello che fa. Amico da tempi immemori

di PIG, non ci potevamo esimere questa volta da un’intervista come si deve. Lo abbiamo raggiunto nella sua casa

di Milano, dove tra un chiacchiera e l’altra, abbiamo cercato di scoprire la sua storia e il segreto della sua incredibile

ascesa. Persona con un karma invidiabile e una costanza d’acciaio, ci ha affascinato e un po’ anche fatto

invidia, perché no... Personalità in continuo fermento e movimento però, lo sapevamo che prima o poi ci avrebbe

dato anche “La” famigerata notizia. Ed eccoci al dunque...

Intervista di Valentina Barzaghi. Foto di Piotr Niepsuj

Ciao Marcelo! Come va? Forse sono quella,

che tra tutta la redazione di PIG, ti conosce

meno, quindi inizia da dove vuoi.

Se vuoi conoscere me, devi alzare quella

cosa lì.

Io ovviamente alzo, uno strano gadget di

legno a forma di indiano da cui sbuca repentino

un pene gigantesco. Di questo mi

avevano già detto qualcosa...

Ok ok... capito... ma raccontami qualcosa

della tua storia... Tu sei di origine argentina.

Italia: perché e quando? Hai un ricordo

particolare legato a questo momento

della tua vita?

Sono nato nel 1976. Sono arrivato in Italia

nel Marzo del 1990, avevo 14 anni. In Italia

perché mio padre è italiano e quando aveva

13 anni si è trasferito con i suoi genitori a

Buenos Aires, nel dopoguerra. Mia mamma

è argentina, ma i suoi genitori sono libanesi,

trasferiti in Patagonia negli anni ‘30. Io

appartengo ad una famiglia di immigranti

da tutte e due le parti, e a mia volta sono

un immigrante anch’io. Penso che sia una

cosa che si ha nel DNA. Le generazioni prima

iniziano e poi quelle dopo continuano il

viaggio, io qui non mi fermo. Nel mio DNA

c’è continuo movimento e quindi mi muoverò,

infatti dall’Italia andrò via tra pochissimi

anni.

Dove?

Ho pensato a New York, ho bisogno di

un’esperienza forte come quella che mi

potrebbe dare NYC, perché qui mi sto spegnendo

un po’. Comunque continuo a seguire

i miei progetti. Adesso ad esempio ho

preso uno spazio in Via Custodi, che diventerà

una sorta di “casa della cultura”, dove

farò live show, brunch, unplugged. Uno

spazio polifunzionante in cui potersi sfogare.

Ho bisogno di nuovi stimoli e Milano mi sta

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

davvero stancando.

Quali sono stati gli step che ti hanno portato

ad essere il Marcelo Burlon che oggi

intervistiamo?

Diciamo innanzitutto che ho la terza media,

non ho titoli di studio e quindi in qualche

modo dovevo fare qualcosa, emergere da

qualche parte. Ho studiato canto, ma quelle

sai, sono cose che vanno un po’ così... non

ti portano sempre da qualche parte e poi

non era quello che volevo fare. Prima ho lavorato

come operaio: la mia famiglia quando

ha lasciato l’Argentina, è diventata di

operai. Tu mi chiedevi un mio ricordo: la prima

cosa che mi viene in mente sono i miei

genitori che lavoravano un casino. Siamo

passati da una vita super privilegiata, con

un’agenzia di viaggio, un tabaccaio e una

lavanderia in Patagonia, ad essere in Italia e

a svegliarci alle 4 della mattina per andare a

lavorare in fabbrica. Poi ho trovato una via

di fuga nei locali, iniziando a guadagnare

molti più soldi dei miei genitori: ballando sui

cubi, portando la gente nei club. Ho trovato

una mia strada. Abitavo nelle Marche, in un

paesino sul mare bellissimo, che però non

mi portava da nessuna parte, se non che a

iniziare a fare uso di droghe. Ho fatto anche

teatro sperimentale a Rimini; ero sempre

alla ricerca di qualcosa e non avendo avuto

la possibilità di studiare, cercavo altri sfoghi.

A quel tempo facevo anche il modello di

roba commerciale, tra cui una campagna

importante per un marchio chiamato Nose,

il fratello di Fornarina. La mia foto era ovunque.

Avevo 15-16 anni. Erano gli anni della

house, un po’ cyborg, quelli delle Buffalo

sai... Gli anni ‘90. Li ho vissuti proprio in

pieno. L’ecstasy: ho vissuto una bellissima

esperienza anche con le droghe, poi compiuti

i 21 ho capito che non era cosa. Ho

vissuto nelle Marche per otto anni dove ero

diventato la faccia dei club più cool; giravamo

spesso l’Italia per fare dei gemellaggi,

come a Riccione. Smisi di prendere droghe

grazie al buddhismo, perché mia mamma lo

praticava, e questo mi ha aiutato tantissimo

a decidere cosa volevo fare della mia vita:

andar via da lì. Sono arrivato a Milano nel

1998 senza niente: non avevo soldi, conoscenze...

Niente. Sapevo solo che volevo

essere qui: una città in cui sfogarmi e crescere

in qualche modo. Continuavo a fare

il modello e il weekend tornavo nelle Marche

a lavorare nei club dove mi pagavano

molto bene, per pagarmi l’affitto a Milano.

Abitavo in un loft sui Navigli con due amici,

sai quelle robe tipo ventenni: dormivamo

tutti nella stessa stanza. Un Canevale decidemmo

di fare una festa e di invitare gente

che conoscevamo. La festa è diventata una

delle più belle che fecero in città in quegli

anni, perché c’era un insieme di persone e

personaggi che fecero sì che quella casa si

trasformasse in una sorta di club di NY anni

‘70 - tipo Studio 54. A questa festa c’erano

anche i due che organizzavano il venerdì

ai Magazzini Generali: Primo Piano Gallery,

che all’epoca erano il top in città. Quello

che sono oggi io a Milano, loro lo erano

negli anni ‘90. Mi dissero che erano rimasti

colpiti da questo mix di gente e di iniziare

a lavorare per loro, mi diedero la responsabilità

della porta dei Magazzini. All’epoca

era la festa più bella, in fila trovavi Roisin

Murphy, David LaChapelle, David Byrne...

c’erano tutti. Era il posto dove, se arrivavi

in città, andavi. Come puoi capire, essendo

il responsabile della Porta, passavano tutti

sotto le mie mani: decidevo io chi entrava,

chi pagava, chi beveva gratis... avevo una

sorta di potere. Lì ho iniziato a conoscere

2


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

iziarono a conoscermi. anniversario di 25 anni come stilista. Quindi ogni opportunità?


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MarcElo bUrlon

Event Manager, Editor e Dj

Dove hai iniziato a lavorare? Sono Argentino. Della

Patagonia, mi piace precisarlo. A Milano sono dal ’98,

all’inizio modellavo. Ho cominciato a lavorare a Jet Lag,

una serata dei Magazzini Generali che in quel momento

era al top. Era frequentata bene, mi ha dato visibilità

e mi ha permesso di conoscere persone con cui sono

diventato amico, come Riccardo Tisci e Domenico Dolce,

con cui ho anche collaborato.

Perché l’ossessione delle persone? Sono un mezzo,

un ponte che comunica con le persone. È il mio dono unire

la gente.

Qual è uno dei tuoi momenti da ricordare?

Quando ho iniziato a lavorare con Riccardo Tisci

mentre era a Londra. Facevo il suo ufficio stampa. Era

un momento particolare, tutto era istintivo. A 23 anni

le cose sono leggere, non hai il peso di dover compiere

determinate cose. Con Riccardo, che è il mio migliore

amico, [ha le sue iniziali tatuate sui gomiti, ndr] è come

essere una famiglia.

Quali opportunità ti ha dato Milano.. Poter

crescere come individuo e come professionista. Mi ha

dato tanto, ma mi ha anche tolto tanto. È stato difficile

far capire quale fosse il mio ruolo. Nel mondo della

comunicazione ero, per diversi aspetti, fuori dagli schemi

e la vecchia scuola delle pubbliche relazioni non capiva

il mio ruolo a Milano. Non ho frequentato nessun tipo di

scuola, se non quella dell’esperienza.

..quali gli ostacoli? Devi confrontarti con una realtà

parecchio provinciale. Nonostante sia internazionale ha

comunque questo retrogusto di provincialismo. Ci sono

voluti dieci anni per me per emergere veramente, con tutti

i pro e i contro.

Serve una cura? Sicuramente rinfrescare la

testa delle persone che sono in alto e che hanno

sempre comandato. Ma sta cambiando grazie ad

internet, ed ai blog, che hanno fatto sì che le persone

si rapportassero più direttamente col mondo. E poi.. più

yoga per tutti.

Quali sono i tuoi posti preferiti di Milano? Piazza

Sant’Eustorgio e il Parco della Vetra, il tetto del Duomo e

Milano di notte, girata con lo skate.

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

“la sEnTo Mia coME ciTTÀ. ho

faTTo MolTo pEr Milano E

pEnso Di EssErE EssEnzialE

pEr la ciTTÀ, MoDEsTaMEnTE

parlanDo.”

Cosa ti piacerebbe fare per la scena milanese? La

sento mia come città. Ho fatto molto per Milano e penso

di essere essenziale per la città, modestamente parlando.

Posso fare qualcosa continuando con il mio blog e con le

mie feste: voglio mostrare una realtà di Milano che molti

non conoscono.

Milano ce la può fare a essere cool? È cool, bisogna

solo entrarci dentro.

Costruiamo una città-Frankenstein, con quello

che ti piace in ogni luogo del mondo.. Romantica.

Piena di verde. Con dei grandi fiumi, e festival musicali.

Che

rapporto hai con la moda? Amore e odio.

Mi piace molto vestirmi ed acquistare. Sono

solo tre i marchi che compro, quattro quelli che indosso.

Mi diverte.

Un progetto o un sogno..? Espandermi a livello

internazionale. In questi giorni lancio il mio blog a New

York, durante la Settimana della Moda. Portare ancora di

più in giro la serata Pink is Punk. Continuare a suonare

come deejay a Berlino, che è comunque la mia città ideale.

MassiMo MEzzavilla

Art Director

“Ho fatto di tutto. Mentre mi laureavo in architettura di

interni facevo il modello a Roma, dove sono nato, e sono

entrato in contatto con la dimensione dello stile. Mi ha

affascinato. Ho congiunto le capacità progettuali, che

stavo imparando all’università, allo stile. Ho lavorato da

American Apparel e poi, con Sergio Zambon, come house

model da Fendi. Mi sono trasferito a Milano lo scorso

novembre, dove lavoro con Susanna Cucco allo Shelter

Group. Il mio traguardo per ora.”

Quali opportunità ti ha dato Milano..

Da un punto di vista professionale sono stupefatto dalla

qualità dei lavori. La cosa meravigliosa di Milano è

che è costantemente attraversata da flussi. Durante la

Settimana della Moda e il Salone del Mobile arrivano

persone da tutto il mondo e si crea dialogo. Roma è piena

di turisti, non c’è dialogo; li incroci semplicemente per

strada.

RITRATTI

23


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


SOCIÉTÉ DE 032C bar night in honour of

OLAFUR ELIASSON at SANAHUNT, Kiev. DJs:

JACK DONOGHUE (Salem), NIKI PAULS (BHC),

MARCELO BURLON (Milan)

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


FASHION GOES

DANCING

танцующий фэшн-тренд

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Marcelo Burlon, photo by Nicola Carignani

139


Jeremy Bouthier, DJ del Kitsunè e del Ponystep, con Fabee

Jerry Bouthier, диджей в Kitsunè и в Ponystep, Fabee

музыкальные дуэли в клубе Rocket,

где на танц-площадке отплясывали Carine

Roitfeld, Mariacarla Boscono, Margherita

Missoni и Anouck Lepere».

Естественность, с которой Marcelo

рассказывает о том, как он пришёл

к решению о начале этого нового

проекта, совместно с PR Версаче Valerio

Iannella, совершенно обезоруживает.

Тем не менее, это вполне свойственно

завсегдатаям международных модных

показов и глянцевых журналов данного

сектора. По словам Marcelo, речь идёт

о том, чтобы в процессе развлечения,

глубже узнавать «мир андерграунда,

мир артистов, рэпперов и старой школы

самых разнообразных ритмов, начиная

с 80-х годов и до музыки диско».

Когда игра превратилась в самый

популярный эвент недели, Marcelo и его

друг Andrea Mazzantini основали «Pink

is Punk» - в клубе «Bond» (зона Navigli) в

2007 году, а затем в подземной части

помещений Magazzini Generali, куда

стала собираться самая разномастная

публика всех возрастов. Их объединяет

желание танцевать и привязанность к

этому outfit’у по-пятницам, на котором

можно встретить разошедшихся Raf

Simons, Neil Barret, Riccardo Tisci, Bruce

Pask, Luigi Moreno (имидж-консультант

Мадонны) и Panos Yiapanis.

Музыка? «New Disco», «Dark Disco» или

же диско саунд, реинтерпретированный

в «тёмном» ключе с элементами электро

или же неожиданный фьюжен таких

гостей как Kim Ann Foxman (Hercules &

Love Affair), Holy Ghost (DFA, Нью-Йорк)

и Jerry Bouthier (Ponystep, Лондон и

Париж).

Стиль? Абсолютный фэшн,

авангардный, концептуальный и,

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Paolo, door selector @ Pink is Punk

Paolo, контроль на входе в «Pink is Punk»

прежде всего, независимый, так как

персональный подход существует

вне тенденций момента и является

больше проявлением многогранного

внутреннего мира, нежели данью

показному. Таков уж стиль Marcelo

Marcelo Burlon

143


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Deep roots never dry

up, even when the

lymph is coming from

the hard frost.

MARCELO THE MAN FROM EL BOLSÒN

/

TEXT GIULIA DI BUGNO

Photo from the vacations album of Macs Iotti

Andrea Rosso, Denise Zatti, Nicola "Ceri" Specchio

Tommaso Vaiani and Dario Ghezzi.

www.elbolson.gov.ar

He came from the Patagonian frost to

arrive, across the ocean, to the wintery

cold, of northern Italy: it's Marcelo Burlon,

the Argentinian editor in chief of Rodeo

magazine, also a club promoter and

successful event manager. It's been a few

years since Marcelo moved to Milan, but

as he promptly states “my native land, El

Bolsòn, is my real landmark, the constant

horizon of my life, the warm place where

I like to hide, the safe shore for my old

age”. He says that with an overpowering

nostalgia for those uncontaminated places,

for the life style so far from the hectic

rhythm of the European capital where he

arrived with a bag full of expectations.

“I'm not nostalgic: I chose Milan and I'm

happy about it” he retorts. “But when I

went back to Patagonia, after 12 years of

absence, I rediscovered my real essence,

my past and, I guess, my future. Now I

feel the need to spend some time there

every year, maybe with the company of

Milanese friends, as I did few months

ago. It's incredible and at the same time

fantastic, to see people that belong to my

current life coming into contact with my

roots, with that unique way of living and

sharing things and emotions that is so

102

typical of my mother land. My present,

anyway, is here with you, in Italy, in this

incredible and exciting city, where, you

can bet, I'll win all my battles!”.

Battles that Marcelo is actually already

winning. In a very short time, he became

one of the landmarks of Milan's nightlife;

by the way is the organizer of “Pink is

Punk” one of the coolest meeting points

for fashionistas in town.

“Let's not exaggerate” he says, self confidently

but not cheekily “in the end I

only organize parties and participate in

projects, having fun putting together different

kinds of persons”. The leap from

the silence of the native land to the noise

of the Padanian capital is anyway remarkable.

“I actually think I lived two lives,

that came together in that world without

frontiers called communication, my all

time passion”. He then clarifies ”let's

put it this way: also my current occupation

represents a going back to my roots.

My mother has always been working in a

travel agency and, consequently, she has

always been in contact with many people

and had the chance to communicate with

many people. I think I learned a lot from

my mother”. The family, he stresses firmly,

is and remains, despite of the independence

and success gained, his only landmark.

“It could not be different. I arrived

in Italy with my parents in 1990, at the

age of 13 during that delicate moment of

transition from childhood to adolescence.

A shock very hard to face if you don't

have sound values to stick to”.

From Patagonia to Marche to Milan,

passing through Riccione. “ A real existence

journey. I was only fourteen when,

in order to help my family, I decided

to go to work. In a short order I moved

from the immense valleys of Patagonia

to a shoe factory in central

Italy. A very hard leap, that

nevertheless formed me and

helped me to find strength

and determination; the same

qualities that brought me to

Milan afterwards”. Fairly

proud of himself, Marcelo

remembers his first steps:

“when I was a kid I plaid pretending to

be a radio host and recorded my “on-air”

program over cassettes, in a friend's garage

using a mega boombox stolen from

my father.

Then the fashion shows organized in my

courtyard... my imagination was already

going towards public relations and fashion.

The funny thing is that I didn't even

know that organizing parties and making

people meet could become a real job. I


didn't have any example to follow. It was

just pure instinct”. Buddhists would call

it Karma. “ And I'd say that too, since I'm

a Buddhist as well, like the majority of

my family”.

“Vive la difference”, they say. A Buddhist

born in Patagonia, that lives in Milan and

works in fashion; a real concentrate of

differences. “Nothing is just accidental

though. I come from a Lebanese-Italian

family from a place where gauchos mixed

with hippies in the late sixties. I grew up

between two very different ways of thinking,

sometimes opposite, that however

succeeded in cohabiting and formed a

very harmonic, complex and interesting

society”. “So interesting that you'd move

there again?”, we ask. “For the moment,

I'm surely not willing to go back to Patagonia

if not for vacations” Marcelo

answers.

“This, in Milan, is my new beginning”.

Marcelo Burlon said.

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

THE/END.


Fotógrafo y Editor: DAMIANO SAMMARCO

Polo FRED PERRY by Raf Simons (934 526 500) + Pantalón JIL SANDER

Polo FRED PERRY by Raf Simons (934 526 500) + Pantalón JIL SANDER

án ocho

arecen

e a

e horas y

par de

Milán: la

ue llevan

ntrato

aber

valoro

ocer a

er

Bugo is

re – Para

e más me

Carlo”.

Bugo

Marcelo Burlon

MÚSICO. SU ÚLTIMO DISCO,

RELACIONES PUBLICADO PÚBLICAS, ESTE PROMOTOR, AÑO, SE TITULA CONTATTI. 34 AÑOS.

ESTILISTA, AMA “Nací DE en CASA San Martino Y COOL-HUNTER. di Trecate, en Novara 31 AÑOS. – Llevo viviendo en Milán ocho

“Nací en El Bolsón, años y Patagonia, la verdad es Argentina. que ya me siento Vivo aquí milanés desde – Los hace milaneses 9 años me - parecen Los

milaneses por la ajetreados, mañana snobs salen y bien simpáticos peinados – Cuando y por puedo la tarde me se gusta convierten escaparme ena

Roma – Mis horas de trabajo no son fijas, a veces son solo un par de horas y

putas – Suelo trabajar unas 4 ó 5 horas diarias, depende de la época, a veces

otras veces trabajo 20 seguidas – Sí me gusta salir, suelo hacerlo un par de

hasta 9 y 10 horas – Milán es la ciudad más provinciana de Italia, pero basta

noches a la semana – Hay un montón de cosas que me inspiran en Milán: la

con doblar una velocidad, esquina para el metro, que el te intercambio encuentres de en ideas algún creativas, lugarlos

vestidos que llevan

increíblemente las hermoso chicas… - Una Creo de que las gracias mayores a vivir satisfacciones en Milán he conseguido de mi trabajo el contrato

fue cuando mi discográfico mejor amigo con Riccardo Universal Tisci Music. firmó Quizás para no Givenchy lo hubiera logrado de París. de He haber

sido su PR y verlo vivido ahora en otra en ciudad todas – las Lo portadas mejor de resulta Milán es muy que es emocionante.

muy cómodo

También me sentí desplazarse muy orgulloso de un lugar cuando a otro. organicé Lo peor… el ¡es concierto muy cara! de – Algo Prince que valoro

mucho de esta ciudad es la voluntad de crear, de moverse y de conocer a

para Versace y la cena de Navidad de Margiela… - Los amigos son la mejor

personas nuevas, y sobre todo, la concreción – A esta ciudad para ser

cosa que me ha dado Milán – Esta ciudad no se puede comparar con

perfecta solo le falta creer más en sí misma - ¿Un icono de Milán?… Bugo is

ningún otro lugar, the man! quizá – porque Mi tienda estamos favorita es en la Italia Pharmacy y entre Industry el Gobierno en la Via Vetere y la – Para

Iglesia no nos dejan comer vivir recomiendo – Para ser La Osteria perfecta de Milán la Via Thaon necesitaría di Revel un – gobierno El club que más me

más joven, con gusta más es homosexuales el Sottomarino y Giallo mujeres, – Mi galería y menos preferida mafia es - Mi Massimo tiendade

Carlo”.

favorita es la Slam Jam Store, en la Via Pasquale Paoli - Para comer

recomiendo Cristian e Armando, en Corso Colombo – Para salir el Pink is

Punk y el Magazzini Generali, los viernes – Me gusta visitar Gogallery, en la

Via Morimondo”.


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012

Marcelo Burlon

RELACIONES PÚBLICAS, PROMOTOR,

ESTILISTA, AMA DE CASA Y COOL-HUNTER. 31 AÑOS.

“Nací en El Bolsón, Patagonia, Argentina. Vivo aquí desde hace 9 años - Los

milaneses por la mañana salen bien peinados y por la tarde se convierten en

putas – Suelo trabajar unas 4 ó 5 horas diarias, depende de la época, a veces

hasta 9 y 10 horas – Milán es la ciudad más provinciana de Italia, pero basta

con doblar una esquina para que te encuentres en algún lugar

increíblemente hermoso - Una de las mayores satisfacciones de mi trabajo

fue cuando mi mejor amigo Riccardo Tisci firmó para Givenchy de París. He

sido su PR y verlo ahora en todas las portadas resulta muy emocionante.

También me sentí muy orgulloso cuando organicé el concierto de Prince

para Versace y la cena de Navidad de Margiela… - Los amigos son la mejor

cosa que me ha dado Milán – Esta ciudad no se puede comparar con

ningún otro lugar, quizá porque estamos en Italia y entre el Gobierno y la

Iglesia no nos dejan vivir – Para ser perfecta Milán necesitaría un gobierno

más joven, con más homosexuales y mujeres, y menos mafia - Mi tienda

favorita es la Slam Jam Store, en la Via Pasquale Paoli - Para comer

recomiendo Cristian e Armando, en Corso Colombo – Para salir el Pink is

Punk y el Magazzini Generali, los viernes – Me gusta visitar Gogallery, en la

Via Morimondo”.


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


CITY MAGAZINE

MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE • Press Review • March 2012


MARCELO BURLON ENTERPRISE

Via Col Moschin 7,

20136 - Milano

+39 393 1717490

mail of the Director

marcelo@marceloburlonenterprise.com

mail of the Assistant

emanuele@marceloburlonenterprise.com

www.marceloburlonblog.com

www.marceloburlonenterprise.com

More magazines by this user
Similar magazines