Giallorosso agosto 2020

ilgiallorosso

Giallorosso agosto 2020

COPIA OMAGGIO

IL PERIODICO DALLA PARTE DEL TIFOSO • FONDATO NEL 1974 DAL LECCE CLUB CENTRO DI COORDINAMENTO • WWW.LECCECLUB.COM • AGOSTO 2020

INIZIA IL NUOVO CORSO DOPO L’AMARA RETROCESSIONE IN SERIE B

PANTALEO CORVINO TORNA E CHIEDE TEMPO CON PROGETTI AMBIZIOSI

RIFONDAZIONE

ALL’INTERNO SERVIZI DI: FRANCESCO BUJA, ELIO DONNO, TONIO DE GIORGI, GIANLUIGI CARPENTIERI, TOTI CARPENTIERI,

ANGELO GIANFREDA, GIORGIA MARTANO, WOJTEK PANKIEWICZ, PIERPAOLO SERGIO, UMBERTO VERRI

PROTAGONISTI

I TIFOSI

VIA MELUSO, MOLTE PARTENZE

LA RETROCESSIONE

ANALISI E COMMENTI

È ORA DI TORNARE

ALLO STADIO

Vogliamo cominciare il

racconto di questo anomalo

campionato parlando

dell'ultimo mese di partite

disputate più che sul terreno di

gioco, su ben altri campi. E lo

facciamo riferendoci alle sfide

che hanno visto protagoniste

Lecce e Genoa, con i liguri che

hanno potuto contare su diversi

fattori favorevoli...

EDITORIALE A PAGINA 5

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2 PERIODICO DEL LECCE CLUB

IL NUOVO CORSO

LECCE RITORNO AL F

OGGI

IERI

SCOSSA CORVINO: “TORNEREMO GRANDI MA NIENTE FRETTA”

Il 10 agosto 2020 sarà

una di quelle date che

entrano nella storia

dell’U.S. Lecce. A San

Lorenzo, in cui di notte

si guarda il cielo alla ricerca di

una meteora per esprimere un

desiderio, chissà quanti ne

avranno i tifosi ed i dirigenti del

club giallorosso col ritorno a

casa di Pantaleo Corvino.

Lunedì si è infatti svolta nel

Palazzo BN di Lecce la conferenza

stampa di presentazione

del nuovo Responsabile dell’area

tecnica della società di

via Costadura. Queste le prime

parole di un Corvino visibilmente

emozionato nel ritrovarsi

davanti tanti giornalisti e

volti a lui familiari con cui ha

condiviso gran parte della sua

precedente esperienza

nell’U.S. Lecce. E il primo

pensiero è stato per chi, dopo

15 anni, non c’è più: “Sono

emozionato e lo dico senza finzioni.

Siete in tanti ad accogliermi,

mi fa piacere, non me

l’aspettavo. Perciò ringrazio la

società e il presidente Saverio

Sticchi Damiani per le parole

che hanno usato per me, ma

voglio ricordare anche chi 15

anni fa era presente e oggi qui

non c’è più”.

UNA SCELTA DI CUORE - “Non

mi piace guardare indietro, preferisco

guardare avanti, anche

se è chiaro che qualche risultato

l’ho raggiunto, ma fa parte del

passato e scelgo di pensare al

presente per agire bene in

chiave futura, facendo tesoro

degli errori commessi. Sono

davvero contento di essere di

nuovo al Lecce. Nella vita ho

sempre fatto scelte di cuore,

dalla Terza Categoria alla

Champions League. Su 45 anni

di carriera almeno 15 li ho trascorsi

nel mio territorio a cui

sono molto legato. Non dimentico

le mie radici, vivo a Vernole.

Ho sempre voluto bene ai

club in cui ho lavorato ed ho

sempre instaurato un legame

sentimentale con tutte le piazze

di PIERPAOLO SERGIO

LA SCELTA

“Sono davvero contento

di essere di nuovo al

Lecce. Nella vita ho

sempre fatto scelte

di cuore, dalla Terza

Categoria alla

Champions League”

L’ALLENATORE

“Ho un giudizio molto

positivo su Liverani.

Con lui ho parlato di

tutti i pregi e i difetti

della squadra di

quest’anno. Presto ci

dovremo confrontare

per individuare

obiettivi comuni”

LA SQUADRA

“Chi resta a Lecce

deve essere orgoglioso

di indossare la nostra

maglia. È vero che non

c’è molto, ma valuterò

quel che comunque c’è

di buono in organico

e da dove ripartire”

CABINA DI REGIA

Sarà Responsabile

dell’Area Tecnica. Per

ora il Lecce non avrà

un Direttore sportivo.

“Rapporto d’amore

con tutti i tifosi

tra alti e bassi ma

sempre con rispetto”

in cui mi sono misurato per più

stagioni. Avevo voglia di mettermi

alla prova per dimostrare

di saper fare bene anche lontano

dalla mia terra. Le varie proprietà

mi hanno sempre dato

stima e fiducia, come sta accadendo

in questo momento. Potevo

non avere stimoli nel

tornare dove ero già stato, ma

quando Saverio mi ha chiamato

ho subito colto l’occasione e gli

ho esternato quelle che sono le

mie idee per il bene del Lecce”.

A CACCIA DI NUOVI TALENTI -

“Il mio modo di intendere il calcio

è avere un rapporto di stretta

collaborazione con l’allenatore,

col quale costruire una squadra

brava ad adeguarsi alle varie situazioni

che si creano in una stagione.

Serve avere una visione

condivisa per raggiungere gli

obiettivi prefissati e perciò preferisco

seguire la squadra in tutti

gli aspetti. Da qui la necessità di

essere responsabile dell’intera

area tecnica. Conosco la strada

per arrivare alla meta e non mi

sembra logico cercarne altre che

non ho mai battuto. Ho la vocazione

per il Settore Giovanile

che mi ha dato tante soddisfazioni

e ritengo che sia quella la

via da seguire anche in questa

nuova avventura. Servono dirigenti

all’altezza e a Lecce ce ne

sono. Oltre la prima squadra c’è

un vivaio da curare. Prendo atto

delle parole del presidente circa

le attuali possibilità di questo

club. Per me sarà una responsabilità

in più, ma dovrò essere

giudicato anche per i risultati

delle giovanili”.

CORVINO E I TIFOSI DEL LECCE

- “Servirebbero non uno, ma

due libri per raccontare i tanti

aneddoti legati al mio rapporto

con i tifosi. Con loro ho sempre

avuto un rapporto d’amore e,

come in tutti i rapporti, ci sono

alti e bassi. Ho ricevuto sostegno

a cui ho risposto portando

il meglio in dote alla squadra e

ho sempre operato in buona

fede. Poi si può pure sbagliare

ed infatti ricordo i confronti

avuti all’epoca con Smith e Cesarino.

Nonostante potessimo

avere visioni differenti, c’è sempre

stato reciproco rispetto e

loro non hanno mancato di dimostrarmi

il loro affetto quando

sono stato male in ospedale. I

miei tifosi sono per primi i miei

concittadini, chi trovo fuori la

porta di casa e a loro sono affezionato

e devo pure dar conto.

Avverto questa responsabilità e

cercherò di dare più di quanto

dato finora perché lo farò per la

mia gente, per la squadra della

mia terra”.

ASPETTANDO LIVERANI - “Con

lui mi sono sentito il giorno

dopo la partita col Parma. Non

appena ho trovato l’accordo

sulle linee programmatiche con

la dirigenza, ho sentito Liverani

per capire cosa c’è in dote in società.

Ho un giudizio molto positivo

sul mister e gliel’ho

esternato. Ma ho il difetto di essere

schietto e ho parlato di tutti

i pregi ed i difetti della squadra

di quest’anno. Quindi, dopo le

vacanze, ci dovremo confrontare

a quattr’occhi per capire

come raggiungere gli obiettivi.

In passato non ho avuto dubbi a

puntare su chi veniva da sette

esoneri consecutivi. Io guardo a

tutta una serie di componenti,

non al risultato”.

PER ORA NESSUN DS - “Un

collaboratore per me? Per un

Responsabile dell’Area Tecnica,

anche se non nell’immediato,

ne servirà sicuramente

uno. Ma per ora voglio fare

tutto in prima persona. Col

tempo costruiremo un reparto

scouting all’altezza della situazione

ed un centro sportivo che

consenta di puntare su un valido

vivaio da cui tirare fuori

nuovi talenti che fino ad oggi

non sono più arrivati”.

IL LECCE DEL FUTURO - “Chi

resta a Lecce deve avere motivazioni

e orgoglio di indossare

la nostra maglia. Ma fare un ragionamento

del genere con

dieci elementi in prestito è

complicato. Ad ogni modo, è

vero che non c’è molto, ma valuterò

quel che comunque c’è

di buono in organico e da dove

ripartire. Poi si dovrà essere in

due a volere andare avanti in

un rapporto. Il mio obiettivo è

non avere fretta e Saverio lo sa.

Non mi piace promettere ciò

che non posso mantenere.

Andai via 15 anni fa alla fine di

un ciclo e spero di lasciare alla

fine un Lecce forte come

quello e lì dove lo lasciai”.


AGOSTO 2020

3

TURO

“UN CAVALLO DI RAZZA”

”Abbiamo riportato a casa un cavallo di razza

che è arrivato a vincere tutti e tre i campionati

di B disputati dal Lecce con lui come ds.

Conosco da sempre Pantaleo e non l’ho mai

visto tanto motivato, una garanzia per costruire

qualcosa di grande per il Lecce”

BENVENUTO - Da sinistra Liguori, Corvino, Sticchi Damiani, Adamo, Dario e Silvia Garofalo

“PANTALEO È QUI PERCHÉ ABBIAMO PROGRAMMI AMBIZIOSI”

Foto MICHEL CAPUTO

Ètoccato al presidente

Saverio Sticchi

Damiani parlare

per primo all

Stampa nella giornata

della presentazione ufficiale

di Pantaleo Corvino quale

nuovo responsabile dell’area

tecnica dell’U.S. Lecce: “Oggi

è una giornata di particolare

emozione perché è successo

tutto in appena sette giorni. Passare

da una retrocessione dolorosa

in un campionato lungo 12

mesi e che ha prosciugato le

energie, fino a cambiare e ripartire

è stato un segnale fortissimo

che la società ha dato per aprire

un nuovo ciclo. Ci voleva uno

shock forte per ripartire più forti

di prima. Questa scossa è il clamoroso

ritorno di Corvino in un

club che al momento milita in

B, ma che ha convinto Pantaleo

con i sui programmi”.

AGOSTO 2020 - Anno XLVI - Periodico iscritto al n° 155

del Reg. della Stampa del Tribunale di Lecce il 2.11.1974

Direttore responsabile: Pierpaolo Sergio.

Direttore editoriale: Mario De Lorenzis.

Coordinamento editoriale: Marcello Tarricone (SEPA)

Hanno collaborato: Francesco Buja, Toti Carpentieri,

Gianluigi Carpentieri, Eugenio Corrado,

Elio Donno, Angelo Gianfreda, Tonio De Giorgi,

Arcangelo De Luca, Giorgia Martano, Stefano Meo,

Wojtek Panckiewicz, Giorgio Riezzo, Umberto Verri.

Fotografie: Ivan Tortorella, Anza e Marco Lezzi,

Archivio Lecce Club

Redazione: “Il Giallorosso” - Via Carlo Massa, 31/33.

Tel. 0832/396493 • E-mail: lecceclubccasd@libero.it

www.lecceclub.com • facebook.com/lecceclubcc/

Editore: ASD Lecce Club Centro di Coordinamento

In collaborazione con SEPA Lecce

Stampa: SE.STA Srl - www.sestaprint.it

Via delle Magnolie, 21, 70026 Modugno (Bari)

www.lecceclub.com

facebook.com/lecceclubcc/

PATTO DI FERRO - Stretta di mano tra Corvino e Sticchi Damiani

facebook.com/sepapress/

Asalutare l’arrivo di Pantaleo

Corvino nell’U.S.

Lecce sono stati anche i

vicepresidenti Corrado Liguori ed

Alessandro Adamo che hanno voluto

dare il loro benvenuto ad un

personaggio carismatico per la società

giallorossa.

“Sono emozionato perché siamo sì

dei dirigenti, ma anche tifosi - ha

esordito Liguori - e oggi c’è in

questa squadra un personaggio che

ha fatto grande la società portando

nel Salento tanti grandi giocatori

come Giacomazzi e Chevanton.

Dopo la retrocessione in B ora bisogna

ripartire, ma sono sereno per

tre motivi: il primo è che presentiamo

oggi un DS importante, un

cavallo di razza; il secondo è il

progetto importante che c’è dietro

questa operazione, il terzo è legato

alla compagine societaria che è sui

generis e difficile da gestire con

Foto MICHEL CAPUTO

tante teste. Perciò momenti simili

compattano e rafforzano tutti noi e

diventano un volano per ricominciare

a programmare”.

“Oggi è una giornata non di presentazione

ma in cui Corvino abbraccia

il Lecce e tutta la città” -

ha sottolineato Alessandro Adamo

che poi ha aggiunto: “Gli obiettivi

a medio e lungo termine che la società

si è posta danno ottimismo

accresciuto dalla figura del nuovo

innesto, che ha un’enorme attaccamento

alla maglia. Il ritorno in

Serie B è stato amaro e difficile da

accettare, ma quanto sta accadendo

oggi serve per ridare coesione

a tutto l’ambiente. Un

pensiero lo voglio comunque dedicare

anche al Ds Mauro Meluso

per i quattro anni passati nella società

con grandi risultati raggiunti”.

(P. S.)

UN NUOVO PROGETTO TEC-

NICO - “Abbiamo deciso in una

riunione tra soci tenuta a Palazzo

BN prima della fine del

campionato di cominciare un

nuovo percorso. Dai tempi della

Serie C, abbiamo sempre inseguito

il risultato sportivo da cogliere

il più in fretta possibile,

senza tener d’occhio la valorizzazione

di giovani che, per una

società come il Lecce, è fondamentale.

Abbiamo vinto due

campionati e sfiorato la salvezza

in A, sfuggita solo all’ultima

giornata. Chi ha svolto

questo ciclo è stato il vero protagonista

e mi riferisco a Mauro

Meluso che ringrazio per esser

stato sempre serio, corretto e

coerente con le linee guida di

questa società. Lui non è stato

un capro espiatorio, poiché tutti

abbiamo avuto delle colpe.

Semmai si tratta di cambiare

progetto tecnico e patrimonializzare

il club. Abbiamo preso il

migliore Direttore Sportivo che

ci sia in Italia. Una figura irraggiungibile

se non avessimo

avuto una componente emotiva

legata al cuore per tornare a giocarsi

tanto in un nuovo progetto

in Serie B. Già in passato Corvino

ci è stato vicino con consigli

su giocatori e dirigenti su cui

investire, tra cui proprio Meluso.

Una scelta per rendere ancora

più solida l’U.S. Lecce

senza passare dai soliti sacrifici

dei soci”.

SOGNARE NON È VIETATO - “Il

budget a disposizione del DS

sarà diverso adesso, senza sperperare

denaro e con un raziocinio

proprio di un club che vuole

consolidarsi e rendere il patrimonio

tecnico più ricco e forte.

Un progetto che avrà bisogno di

tempo, da qui la decisione di un

contratto triennale, tempo minimo

per un simile progetto. Ma

questo non vuol dire ridimensionare

i sogni, semmai dare un

po’ più di equilibrio e nessuno

si tirerà mai dietro davanti la

possibilità di cogliere obiettivi

prestigiosi che si dovessero presentare

lungo il cammino”.

CORVINO, NUMERI DA PAURA -

“La figura di Corvino è sovradimensionata

per una società

qual è il Lecce. I suoi numeri

sono impossibili da sintetizzare,

ma abbiamo riportato a

casa un cavallo di razza che è

arrivato a vincere tutti e tre i

campionati di B disputati dal

Lecce con lui come ds. Il fatto

che li abbia vinti non deve rappresentare

un messaggio sbagliato,

determina solo la

certezza di un impegno per

centrare il risultato sportivo.

Conosco da sempre Pantaleo e

non l’ho mai visto tanto motivato,

una garanzia per costruire

qualcosa di grande per

la famiglia del Lecce che ha

nel rapporto con l’ambiente e

la stampa uno dei propri punti

di forza. Con lui opererà ancora

Gennaro Delvecchio

come responsabile del Settore

Giovanile”.

(Pierpaolo Sergio)

GLI AUSPICI DI LIGUORI E ADAMO. E INTERESSANTI DICHIARAZIONI

“TROPPE TESTE NEL CLUB

SERVIVA UNO COME LUI”

IL BENVENUTO DEI TIFOSI

AL NUOVO PREFETTO

Tempo di arrivi, a Lecce,

non solo nel mondo del calcio.

Nelle scorse settimane

nel capoluogo si è insidediato

il nuovo Prefetto, dottoressa

Maria Rosaria Trio.

A lei il presidente del Lecce

Club Centro di Coordinamento

Mario De Lorenzis

indirizza, anche a nome del

Consiglio Direttivo e dei tifosi

organizzati, il benvenuto

nel Salento e l’augurio

di buon lavoro.

Da sempre il Lecce Club,

nello spirito di un corretto rapporto con le istituzioni,

intrattiene rapporti costruttivi con la Prefettura di

Lecce, assicurando, nelle circostanze che lo rendono necessario,

massima collaborazione. È anche l’occasione

per indirizzare un cordiale saluto e un ringraziamento

per il lavoro svolto alla dottoressa Maria Rosaria Cucinotta,

che ha lasciato Lecce per Catanzaro.


4 PERIODICO DEL LECCE CLUB SI RIPARTE DALLA SERIE B

LASCIAMOCI ALLE SPALLE TORTI, SFORTUNA E SCELTE TATTICHE NON SEMPRE FELICI

RIPARTIRE SENZA RIMPIANTI

di ELIO DONNO

Per la nona volta

nella sua storia, il

Lecce lascia la

Serie A per tornare

tra i cadetti.

Ma questa volta la “caduta”

non lascia strascichi di veleni

o di polemiche per una serie di

concomitanti situazioni: la

squadra era tornata in A

quando pochi lo speravano,

appena un anno dopo aver lasciato

le sabbie mobili della

Lega Pro nelle quali era stata

costretta per ben sei anni.

ALL’ULTIMO RESPIRO - Al contrario

dell’altra neo-promossa

Brescia, che a metà del girone

di ritorno era già fuori dai giochi

salvezza, il Lecce ha dovuto

attendere l’ultima partita

per conoscere il proprio destino

e, se non fosse stato per

il crollo psicologico subìto

contro il Parma dopo pochi

minuti con la sfortunata autorete

di Lucioni e l’autentica

“passeggiata” del Genoa sotto

gli occhi di uno svagato Verona,

oggi staremmo a parlare

di una retrocessione al… fotofinish.

A ciò si aggiunge la

soddisfazione per aver visto il

Lecce combattere da pari a

pari anche con le grandi, se è

vero che, oltre ad andare a vincere

a Milano ed a Napoli, ha

anche costretto al pareggio

Inter e Juventus al “Via del

Mare”.

IMPEGNO RINNOVATO - Infine,

le garanzie date da una

società la quale ha sempre

detto che, al di là del risultato

sportivo, conta il progetto impostato

tre anni fa e nel quale

continua a credere.

FATTORI ESTERNI - Ciò premesso,

c’è l’altra faccia della

medaglia, quella dei rimpianti

su fattori esterni come decisioni

arbitrali discutibili, infortuni

muscolari (troppi già

prima del lockdown), tenuta e

autostima della squadra in alcune

situazioni decisive, organico

apparso carente in alcuni

reparti. Senza indulgere in facili

vittimismi, certe direzioni

arbitrali, anche sull’interpretazione

delle norme da applicare

visionando il Var, il pensiero

corre a due episodi che poi nel

resto del torneo sono stati interpretati

in modo diverso: il

rigore fatto ripetere al Napoli

perché, prima di pararlo, Gabriel

aveva portato di pochi

centimetri il piede oltre la linea

bianca; e il gol annullato all’Olimpico

a Lapadula, entrato

in area contro la Lazio, per raccogliere

il pallone respinto da

Strakosha su rigore battuto da

Babacar.

LA IÈLLA - Può sembrare un discorso

strano al quale non

siamo sensibili, però in due

episodi, quasi analoghi, nelle

ultime partite, è stata decisiva

almeno per determinare il successo

del Genoa nello scontro

diretto: palla che sbatte sul

palo e rimbalza sulla spalla di

Gabriel ed è sconfitta. Col

Parma la prima rete nasce da

un pallone respinto dal palo

che carambola sul piede di Lucioni

e finisce in porta. Due

episodi che avrebbero potuto

cambiare quanto meno la storia

della partita di Genova e del

campionato.

GLI ARBITRI - Arbitri, tanti casi

dubbi, ma prendiamone uno:

la mancata espulsione di Bonazzoli

nella sfida interna contro

la Sampdoria. In dieci

uomini l’undici di Ranieri

avrebbe vinto?

TATTICA E GOL - Piccoli scampoli

di rimpianti, uniti a un neo

che, comunque, ha avuto una

causa in certi episodi indecifrabili

di avventurismo tattico:

tanti i gol subiti su ripartenze

mentre i leccesi erano tutti proiettati

in avanti. Per una neopromossa

essere bella e

arrogante senza guardare in

faccia nessuno è gradevole,

ma deve pur badare al sodo

specie quando dispone di una

difesa di corazzieri forti ma

non veloci. E le 85 reti incassate

(record negativo in tutta

l’Europa) impongono una riflessione

sulle scelte tecniche

e tattiche del futuro, visto che

sarà ancora Fabio Liverani a

guidare il Lecce in Serie B.

Un ritorno, dicevamo, vissuto

in modo sereno da tutto l’ambiente

e testimoniato dalla fede

dei supporters che, esiliati

dagli spalati, hanno fatto sentire

il loro ‘Forza Lecce’ da

fuori lo stadio

IL NUOVO CORSO - Ora si riparte

con cambio di testimone

alla guida dell’area tecnica:

stacca la spina Mauro Meluso

e torna dopo 15 anni Pantaleo

Corvino. Un grazie a Meluso,

programmatore delle squadre

del doppio balzo dalla C alla

A; bentornato a Corvino che

ha legato per nove anni a stupende

storie del Lecce prima

di vivere 15 intensi anni sul

panorama nazionale tra Firenze,

Bologna e Firenze.

UN ORGANICO CON MOLTE NOVITÀ, CENTROCAMPO E ATTACCO DA RIFONDARE

ARRIVA LA RIVOLUZIONE

Serie B, amaramente

Serie B. È durato un

solo un anno il sogno

della Serie A ed è

stato un sogno fantastico,

visto e considerato che,

poter vivere accanto alle squadre

più importanti del massimo

campionato italiano, non è da

tutti ma soltanto di pochi eletti.

E il Lecce ha lottato fino all’ultimo

istante per cercare di conservare

il privilegio della A.

Non ce l’ha fatta. Quel bel

sogno si è infranto alle 20.58,

cioè 13 minuti dopo l’inizio

della partita fra Genoa e Verona.

In quel 13° minuto, infatti, il

Genoa ha segnato il primo dei

tre gol del suo successo con Sanabria

e contemporaneamente,

nella mente dei giocatori del

Lecce, si è spenta la luce della

fiducia e della speranza, cedendo

le armi ad un Parma che,

pur senza cattiveria, ha fatto

cioè che ha voluto, segnando

ben quattro gol che hanno contribuito

a chiudere negativamente

la stagione della squadra

giallorossa.

Una chiusura amara al “Via del

Mare”, proprio come amara era

stata la prima gara interna della

stagione contro il Verona, una

squadra che, fin da quel momento,

è stata una specie di

“giustiziere” implacabile del

Lecce.

DIFESA COLABRODO - Tante le

cause che hanno fatto da sottofondo

alla retrocessione in B. La

principale? La fragilità della difesa,

capace di subire ben 85 reti

che, distribuite nell’arco delle

38 gare del campionato, hanno

fatto ottenere al Lecce il record

negativo di gol incassati (più di

di UMBERTO VERRI

due a partita) da tutte le squadre

partecipanti ai tornei italiani (A,

B e C), ma anche ai campionati

europei. E quando una squadra

che deve salvarsi subisce così

tanti gol, ha la sorte segnata.

Oltretutto, il Lecce di quest’anno

ha fatto registrare anche

altri dati negativi che hanno

contribuito a farlo retrocedere in

B: poche vittorie, appena nove,

otto pareggi e 21 sconfitte. E soprattutto

poche vittorie interne,

appena 4, in confronto alle 10

sconfitte. Stando così le cose, il

Lecce non ha fatto del “Via del

Mare” il suo fortino inespugnabile

e alla fine ha pagato a caro

prezzo i punti “regalati” a tutte

quelle squadre che lottavano per

la salvezza.

Un Lecce disastroso nella partite

interne, vincendo quelle che

avevano poco valore per la salvezza

e perdendo tutti quegli

scontri che avrebbero potuto

agevolare la permanenza nella

massina serie.

PARTENZE - Jacopo Petriccione. Potrebbe lasciare il Lecce

E ADESSO? - Detto della

difesa colabrodo, le altre

mancanze del Lecce si

evidenziano da sole. Centrocampo

e attacco non sono

stati all’altezza della situazione.

Anzi, quasi sempre, i gol subiti

sono stati figli di errori nel reparto-fulcro

della squadra, incapace

di fare da filtro alle iniziative

offensive avversarie. Un

centrocampo che ha prodotto

poco e che ha fornito pochi palloni

anche ai trequartisti e all’unica

punta schierata quasi

sempre da Liverani. Al tecnico

più di qualcuno attribuisce l’errore

fondamentale di aver schierato

un Lecce incapace di

svolgere il tipo di gioco da lui

voluto per mancanza di attori

adeguati. Tanti nei, insomma,

hanno fatto da sfondo a questa

retrocessione che, però, dovrà

essere accettata con serenità e

come punto di partenza per la

composizione della squadra.

CORVINO E TRINCHERA -

Chiuso il campionato, a infiammare

i tifosi è il ritorno di Pantaleo

Corvino come Direttore

Generale del Lecce. Per il ruolo

di Direttore sportivo si è parlato

di Stefano Trinchera, ma gli interessati

hanno smentito. Almeno

per ora, “Leo” accentra

dunque tutti i poteri. L’idea di

richiamare Corvino ha comportato

il benservito a Meluso,

dopo quattro annate di presenza

nella società salentina.

LIVERANI RESTA - L’altro nodo

da sciogliere definitivamente riguarda

la conferma di Liverani

come allenatore del Lecce

anche in serie B. Il tecnico ha

detto che qui si trova bene e che

non ha mai fatto questione di

categoria da allenare. Staremo a

vedere se le sue sono state soltanto

parole di circostanza o intenzioni

serie e concrete di

restare davvero per la quarta stagione

al comando della squadra

giallorossa.

Oltretutto, se lo farà, rispetterà

il contratto che lo vuole allenatore

del Lecce anche per la stagione

2020/’21.

CHE LECCE NASCERÀ? - Non ci

sono dichiarazioni ufficiali, ma

è prevedibile pensare che

quello della prossima stagione

in B sarà un Lecce completamente

“nuovo”, o quasi, rispetto

a quello di quest’anno.

Facendo una radiografia dell’attuale

organico, non è difficile

prevedere che Donati,

Farias, Babacar, Majer, Barak,

Paz, Petriccione, Falco e, secondo

noi, anche Lapadula,

Dell’Orco e Calderoni, andranno

via o per fine prestito o

perché richiesti da squadre di

A. In difesa resterebbero Rispoli,

Rossettini, Vera, Meccariello

e Lucioni, considerato

che Donati dovrebbe passare al

Monza. Centrocampo smantellato

con i ritorni alle proprie

squadre di Barak, Tachtsidis,

Mayer, Saponara e, tra le possibili

vendite, anche Petriccione

e Falco. Da valutare c’è

poi la situazione di Mancosu.

Attacco privo di elementi da far

restare, visto e considerato che

Babacar e Farias andranno via

come forse pure Lapadula. Insomma,

quello della prossima

stagione sarà davvero un Lecce

tutto nuovo. Una sola nostra

raccomandazione a chi avrà il

compito di costruirlo: eviti di

commettere gli errori di quest’anno.

Se saranno fatte scelte

giuste con giocatori di categoria,

la serie B, campionato pur

difficile, potrà essere affrontata

dal Lecce con grande fiducia e

con la speranza di un pronto ritorno

in A.


PERIODICO DEL LECCE CLUB

AGOSTO 2020

5

L’EDITORIALE

Vogliamo cominciare il racconto

di questo anomalo

campionato parlando dell'ultimo

mese di partite disputate

più che sul terreno

di gioco, su ben altri campi. E lo facciamo

riferendoci alle sfide che hanno

visto protagoniste Lecce e Genoa, con i

liguri che hanno potuto contare su diversi

fattori favorevoli che hanno portato

punti pesantissimi in chiave salvezza nei

match contro avversari arrendevoli.

Tutta un'altra musica rispetto alle poche,

vere altre partite nel frattempo affrontate

contro Inter (3-0) e Sassuolo (5-0) invece

poco inclini a fare regali.

Come non ricordare la sfortunata autorete

di Gabriel nella partita del "Ferraris"

che ha sancito un KO forse

determinante nella lotta per non retrocedere,

che i salentini dovevano vincere a

tutti i costi ed in cui avrebbero meritato

l'intera posta in palio? Un punto perso

dai giallorossi e due trovati casualmente

dai Grifoni, per di più nello scontro diretto,

risultati determinanti alla fine del

torneo.

A quella gara si aggiunga il derby vinto

dai rossoblù contro una Sampdoria tut-

IL LECCE CLUB PROTAGONISTA

UNA PASSIONE SENZA CONFINI

t'altro che battagliera che ha lasciato via

libera ai ‘cugini’ consegnando, senza

dannarsi troppo l'anima, un successo

che ha ridato fiato alla classifica genoana.

Per concludere, c'è la farsa finale dell'ultima

giornata, quando il faccia a faccia

contro il Verona degli ex Juric e

Veloso si è rivelato una semplice formalità,

con un netto 3-0 già nel primo

tempo che ha fatto capire che tipo di impegno

ci abbiano messo i veneti.

Il tutto per un totale di 9 punti portati a

casa dalla formazione di Davide Nicola

che fanno da contraltare ai risultati negativi

inanellati nel frattempo dal Lecce.

Il distacco di un solo punto con cui i

giallorossi si sono presentati alla vigilia

della trentottesima giornata del campionato

di Serie A rappresentava dunque

una sorta di miracolo calcistico, ma non

è bastato per chiudere trionfalmente una

stagione caratterizzata dal record negativo

di reti incassate, di infortuni a catena

e scelte tecniche opinabili.

Ad ogni modo, si gira ancora una volta

pagina. Il Lecce è pronto a riaprire un

nuovo ciclo dopo quello culminato con

la doppia promozione dalla C alla A con

la cordata leccese alla guida della società

capeggiata da Saverio Sticchi Damiani.

Il futuro è già cominciato, il

prossimo campionato di B è alle porte.

A fine settembre si tornerà a parlare di

calcio giocato e il Lecce si sta muovendo

per non farsi trovare impreparato visti i

tempi così ristretti. Si vuol ripartire da

Pantaleo Corvino, volto noto alla tifoseria

giallorossa, pronto a mettere al servizio

del Lecce tutta la sua vasta

esperienza manageriale, quella clamorosamente

mancata in questa stagione.

Una figura di alto profilo, a cui il club di

via Costadura vuole affidarsi per portare

avanti il progetto iniziato con l'acquisizione

del pacchetto di maggioranza dell'U.S.

Lecce. E forse siamo vicini a

quell'allargamento della compagine societaria

tante volte sollecitato proprio

dal Lecce Club o, per lo meno, ad una

maggiore esposizione personale da parte

di qualche socio. Un passaggio che, a

nostro giudizio, è indispensabile per assicurare

alla società un futuro al riparo

da brutte sorprese. Proprio per tale ragione,

il Centro Coordinamento dei

Lecce Club sta programmando un incontro

col presidente per prospettare nuove

e grandi iniziative a sostegno della società

e della squadra.

Guardiamo avanti e lo facciamo col solito

attaccamento ai nostri colori. Un

amore che non viene certo meno per una

retrocessione. La crescente passione di

tifosi e sportivi è dimostrata dall’apertura

di molte sedi di Lecce Club sparse

non solo nel Salento, ma in tutta Italia.

Abbiamo così raccontato e festeggiato

l’apertura delle nuove sezioni di Sannicola,

Parma, Oleggio (Novara), Ferrara

e San Vito al Tagliamento (Pordenone)

in cui solo l’epidemia da Covid-19 ha

frenato ma non fermato la voglia di stare

accanto alla squadra giallorossa e di salutarla

prima delle trasferte nelle Regioni

del Nord. Una vicinanza

dimostrata direttamente anche al presidente

Sticchi Damiani, interlocutore

serio e cordiale, al quale sono state intitolate

alcune di quelle sedi.

Convinti che il Lecce saprà farsi onore

anche nel prossimo campionato, ringraziamo

tutti i nostri collaboratori, i giornalisti

e i fotografi, tutti preziosi,

disponibili ed attaccatissimi ai colori del

Lecce. Infine, salutiamo tutti i nostri affezionati

lettori e i tifosi dando loro appuntamento

alle prossime pubblicazioni

de Il GialloRosso.

L’ANALISI/GIOCATORI FUORI CONDIZIONE, TROPPI INFORTUNI, ORGANICO RISICATO

LETALE L’EMERGENZA CONTINUA

Staff medico e atletico. E ancora:

il ruolo dell’allenatore

e del Direttore sportivo. Ciò

che poteva essere e non è

stato. Non è il momento dei

“processi”, ci mancherebbe altro, ma

delle analisi per cercare di capire le

cause che hanno impedito al Lecce di

raggiungere il traguardo della permanenza

nella massima serie, e per porre

le basi per un pronto rilancio.

LE CURE FUORI SEDE - Infortuni a catena,

infiniti allenamenti differenziati e

giocatori che talvolta hanno deciso di

curarsi fuori sede… Una lunga sequela

da Guinness dei primati che, peraltro,

ha caratterizzato con tutte le ripercussioni

del caso in termini di risultati gli

ultimi tre campionati del Lecce, non

solo quello di Serie A che si è appena

concluso.

CONDIZIONI FISICHE - Al di là della

conta, purtroppo quasi all’ordine del

giorno, di “morti e feriti” e premesso

che il tecnico Liverani ha dovuto fare

i salti mortali per allestire di volta in

volta la migliore formazione possibile,

ricorrendo a scelte obbligate e spesso

penalizzanti per la competitività della

squadra, è necessario focalizzare l’attenzione

su un problema che ha sicuramente

condizionato in maniera

decisiva il cammino verso la salvezza

del Lecce. Il fatto che alcuni giocatori

siano arrivati in giallorosso già in non

perfette condizioni fisiche, pone l’attenzione

sulla leggerezza con cui sono

state condotte alcune operazioni di calciomercato,

anche se la lunga sequela

di infortuni ha interessato, in diversi

tempi, anche i giocatori della cosiddetta

“vecchia guardia”, quelli che la

A se l’erano conquistata un anno

prima. E allora, entra in ballo la gestione

degli infortuni, i programmi di

recupero pre e post lockdown.

COSE MAI VISTE PRIMA - Pura e negativa

casualità o colpe specifiche nella

preparazione atletica della squadra?

Una cosa è certa, una tale situazione

infortuni, come quella vissuta negli ultimi

tre anni, non si è mai vista nella

storia del Lecce.

SEPARAZIONE - Mauro Meluso, il primo ad andare via da Lecce dopo la retrocessione

INFERMERIA - Peppino Palaia. Lo staff medico

ha avuto un gran lavoro in questa stagione

SOLO SFORTUNA?

Pura e negativa casualità o

colpe specifiche nella preparazione

atletica della squadra?

Una cosa è certa: una

situazione infortuni, come

quella vissuta negli ultimi

tre anni, non si è mai vista

nella storia del Lecce.

Farias

Imbula

SCELTE TECNICHE CONDIZIONATE -

Liverani: il tecnico alla sua prima

vera esperienza in Serie A ha dato

un’identità alla squadra perseguendo

una precisa idea di gioco. Purtroppo

il parco giocatori a sua disposizione,

nel complesso non adeguato tecnicamente

e numericamente alle difficoltà

della massima serie, ha fatto sì

che l’obiettivo salvezza non venisse

raggiunto. Probabilmente senza le

emergenze dovute agli infortuni ed

alle indisponibilità, accentuatesi nel

periodo post-lockdown, la squadra

avrebbe potuto salvarsi visto che per

buona parte della stagione ha stazionato

in classifica fuori dalla cosiddetta

“zona rossa”.

TROPPI I GOL SUBITI - Rimane il dato

negativo dei gol subiti, che denota

una scarsa predisposizione alla fase

difensiva e che probabilmente, con

un atteggiamento più accorto e meno

spregiudicato, avrebbe probabilmente

evitato alcune sconfitte, in particolare

in decisive sfide salvezza,

contro avversari alla portata del

Lecce.

LE COLPE DEL DS - Meluso:

il direttore sportivo

non ha brrillato nell’allestire

una squadra all’altezza

della massima categoria.

Dopo aver perso tempo prezioso per

definire la trattativa con l’attaccante

turco Burak Yilmaz, peraltro non andata

in porto, ha puntato su un Babacar

non convinto della destinazione

Lecce e che alla resa dei conti ha fortemente

deluso le attese. Il resto del

mercato estivo è stato caratterizzato

da altrettanti flop puntando su calciatori

inadeguati o con problemi fisici

(Benzar, Imbula, Shakhov, Dell’Orco,

Vera, Farias). Situazione solo

parzialmente rimediata nel mercato

di riparazione di gennaio, ma anche

qui segnata dal grosso errore di valutazione

costituito dalla cessione di La

Mantia senza provvedere alla sua sostituzione

con un altro attaccante di

ruolo.

Arcangelo De Luca


6 PERIODICO DEL LECCE CLUB

TOP E FLOP

PROTAGONISTI - Da sinistra Donati, Deiola, Majer, Mancosu, Falco, Lapadula e Barak. Nell’altra pagina Gabriel e, sotto,

Rossettini, Meccariello e Lucioni

DIETRO LA RETROCESSIONE UNA STAGIONE TRA LUCI E OMBRE PER MOLTI GIALLOROSSI

OK MANCOSU, LAPADULA

FALCO E PETRICCIONE

Tra top e flop, rivedibili

e da dimenticare. È

sempre difficile stilare

giudizi sul rendimento

dei giocatori, soprattutto

al termine di una lunga stagione

conclusasi con l’amara retrocessione

in Serie B.

Ma ci proviamo.

DIFESA

Gabriel: uno dei pochi a salvarsi dal

disastro difensivo. Anzi ha spesso ridotto

il passivo o salvato il risultato

con interventi decisivi.

Vigorito: nonostante qualche incertezza

derivante con l’impatto con la

categoria superiore, si è fatto trovare

pronto quando è stato chiamato in

causa.

Lucioni: nonostante qualche errore

anche grave (vedi espulsione contro

la Juve) rimane il difensore di maggior

affidamento. Il mezzo voto in

più gli vale per i tre gol fatti e per essere

il giocatore con più presenze in

tutto il campionato.

Rossettini: ci si aspettava di più in

termini di rendimento da questo giocatore

esperto di serie A. Non ha convinto

del tutto il suo affiatamento con

Lucioni nella prima fase del torneo e

dopo il lockdown non è stato praticamente

disponibile.

Meccariello: il suo contributo è stato

quasi nullo in funzione delle poche

partite disputate, causa infortuni a catena.

Paz: acquistato nel mercato di riparazione

ha dato il suo contributo nel

periodo post lockdown chiamato in

causa da Liverani principalmente per

sostituire l’indisponibile Rossettini e

lasciando comunque intravede un migliore

affiatamento con il partner Lucioni.

GOL MANCATI

Il senegalese

Khouma El Hadji

Babacar, 27 anni.

Non è riuscito a

dare continuità

di rendimento

e gol alla squadra

LA DIFESA PIÙ PERFORATA

di ARCANGELO DE LUCA

Il Lecce ha subito 85 gol ma il portire Gabriel

ha poche colpe. Lucioni il difensore di maggiore

affidabilità; ha segnato anche tre reti. Buona

stagione anche per Donati sia in difesa che

in fase propositiva, ottimo girone di ritorno

GLI ARRIVI DI GENNAIO

Deiola ha dato un buon contributo ma spesso

è stato assente nella fase decisiva per infortunio.

Barak ha preso l’iniziativa in un centrocampo

giù di tono, Saponara si è visto solo a sprazzi

Calderoni: la valutazione tiene conto

del buon rendimento del calciatore

nel girone di andata (con gol decisivi)

e quello insufficiente del girone di ritorno

causa ripetuti infortuni muscolari

che gli hanno impedito di dare un

contributo alla squadra nella fase decisiva

del torneo.

Dell’Orco: anche se proveniente dal

Sassuolo, il ragazzo ha dimostrato di

non avere ancora le qualità per imporsi

pienamente nella massima

serie. Spesso insicuro, quando è stato

chiamato in causa non ha quasi mai

convinto.

Rispoli: tanta corsa e generosità ma

poco altro. Ci si attendeva molto di

più da lui.

Donati: uno degli acquisti azzeccati

di gennaio. Valido sia in fase difensiva

che in fase propositiva. È stato

uno dei punti fermi della squadra in

tutto il girone di ritorno.

Benzar: nelle poche apparizioni di

inizio campionato è apparso totalmente

avulso dal gioco ed è stato

quasi subito accantonato da Liverani.

Disastroso.

Vera: un ragazzo di belle speranze

ma ancora inadeguato ad un torneo

difficile come la serie A. Forse sarebbe

stato meglio mandarlo a farsi

le ossa in serie B. Quando è stato

chiamato in causa non ha lasciato il

segno.

CENTROCAMPO:

Petriccione: una riconferma per un

calciatore che ha dimostrato di poter

fare bene anche nella massima serie.

Majer: è mancato il suo contributo

nei momenti decisivi del campionato

a causa di un’annata funestata da infortuni.

Ha comunque confermato affidabilità

nelle poche occasioni in cui

è stato possibile chiamarlo in causa.

Tachtsidis: pur avendo esperienza

della massima categoria non ha dato

il contributo richiesto, fornendo prestazioni

non all’altezza.

Tabanelli: pur con qualche difficoltà

d’approccio alla massima serie ha comunque

fornito il massimo impegno

e dato grande disponibilità al tecnico.

Ceduto forse un po’ frettolosamente

a gennaio, avrebbe forse potuto fornire

un utile contributo alla squadra

nella complicata fase post lockdown.

Imbula: giocatore arrivato in estate

tra grandi aspettative ha fatto capire

presto di essere in grande ritardo di

condizione atletica ed agonistica. Le

poche apparizioni sono state imbarazzanti

tanto da costringere la società

a sbarazzarsene a gennaio


AGOSTO 2020

7

IL GIALLOROSSO HA QUASI MEZZO SECOLO

LA VOCE DEI TIFOSI

SEMPRE AL FIANCO

DEL NOSTRO LECCE

Shakhov: giocatore che ha faticato a

trovare posto stabile nell’undici titolare,

non è riuscito ad esprimersi al

meglio, pur lasciando intravedere alcune

potenzialità tecniche.

Deiola: un buon rinforzo a gennaio

che ha dato un utile contributo alla

squadra per un paio di mesi scarsi.

Purtroppo quasi sempre assente per

infortunio nell’ultima decisiva fase

del torneo.

Barak: giocatore arrivato in prestito

a gennaio dall’Udinese che ha dato

un buon dinamismo ad un centrocampo

un po’ statico. Causa anche le

varie defezioni del reparto, si è ritagliato

un ruolo importante nella formazione

titolare.

Saponara: acquistato a gennaio con

l’obiettivo di migliorare il tasso qualitativo

della fase offensiva ha solo

fatto vedere a sprazzi delle giocate di

qualità superiore anche a causa di

qualche problema fisico che ne ha

condizionato il rendimento.

Mancosu: il capitano si è spesso caricato

sulle spalle il peso della squadra

dando la scossa nei momenti

decisivi di tante gare. Rimane pregevole

il suo bottino di 14 reti, ottimo

score per un centrocampista alla sua

prima vera esperienza in A.

ATTACCO:

Falco: il fantasista giallorosso ha

spesso fatto ammattire le difese delle

squadre avversarie anche in serie A.

Frenato da infortuni, è stato comunque

in grado di illuminare il gioco

d’attacco con i suoi numeri di alta

classe.

Lapadula: dopo un inizio di campionato

un po’ stentato, il bomber giallorosso

si è distinto per caparbietà,

opportunismo sotto rete e spirito di

abnegazione. Frenato anch’egli da un

LA DELUSIONE

Bababacar, Benzar, Imbula e

Farias hanno tradito le attese

dei tifosi con prestazioni

dicontinue dovute a una forma

fisica non ottimale

LE CESSIONI

Tabanelli e La Mantia ceduti

un po’ frettolosamente. Il loro

contributo sarebbe stato

decisivo nella fase post

lockdown e nel finale

fastidioso infortunio alla caviglia, ha

contributo a tenere viva la speranza

salvezza fino all’ultima giornata grazie

ai suoi gol, terminando la stagione

in doppia cifra.

Babacar: la maggior delusione della

stagione. Dopo anni di esperienza in

serie A nelle file della Fiorentina e del

Sassuolo ci si aspettava molto di più

da questo calciatore che ha dimostrato

di rimanere un’eterna promessa.

Probabilmente non si è mai

ambientato e non è apparso a suo agio

negli schemi di Liverani, ma ha

anche dato l’impressione di non metterci

la giusta convinzione.

Farias: un giocatore che ha fatto intravedere

le sue qualità solo a sprazzi,

perennemente vittima di infortuni

muscolari.

La Mantia: al primo anno in serie A

pur non partendo tra i titolari, stava

fornendo il suo piccolo ma importante

contributo pur essendo stato

chiamato in causa in rare occasioni.

Ceduto troppo frettolosamente a gennaio,

sarebbe potuto essere utile nella

fase cruciale e finale del campionato.

di GIORGIA MARTANO

Cinquant’anni portati con disinvoltura ma soprattutto

rinverditi dalla passione e l’entusiasmo di

sempre. Il GialloRosso, periodico del Lecce Club

Centro di Coordinamento, è la voce dei tifosi organizzati.

E se l’iscrizione al Registro della Stampa del Tribunale di

Lecce porta la data del 2 novembre 1974, va detto che già

negli anni precedenti il giornale era stato diffuso con alcuni

“numeri zero”, conquistando subito la simpatia dei lettori

e degli sportivi per la sua puntualità e il piglio deciso, grazie

anche a “firme” importanti del giornalismo salentino e

pugliese, alcune delle quali ancora oggi presenti sulle colonne

del GialloRosso.

Le ultime due stagioni sportive sono state importanti per

la storica testata perché proprio nella primavera dello

scorso anno, con il Lecce in piena corsa per la promozione,

ha varato una nuova serie, affiancando all’edizione digitale

on line sul sito del Lecce Club e sui canali social, quella

cartacea, che mancava da qualche anno. Una nuova veste

grafica, formato tabloid e una eccezionale tiratura che ha

toccato anche le 15mila copie, distribuite oltre che in città

e in molti comuni della provincia, allo stadio prima di ogni

match interno del Lecce. Finchè si è potuti andare al Via

del Mare. Ma, è da dire, il Covid-19 non ha fermato

l’azione del Lecce Club, sempre presente. Quando per le

misure restrittive non è stato possibile raggiungere i lettori

in edicola e nei bar, il GialloRosso lo ha fatto sul web, con

i suoi interessanti articoli, le interviste esclusive, i commenti

dei giornalisti professionisti e degli autorevoli opinionisti,

le splendide immagini dei bravi fotografi salentini.

La nuova serie porta la firma del Lecce Club Centro di Coordinamento,

presieduto da Mario De Lorenzis, ma anche

della Sepa, società di servizi editoriali di Luca e Salvatore

Martano, un partner che ha consentito la realizzazione di

un prodotto di qualità, apprezzato anche oltre i confini

della Puglia. Un giornale che molti club di tifosi di squadre

di serie A e B ci invidiano: non ne hanno fatto mistero tecnici,

operatori e dirigenti.

È stata una stagione lunga e sofferta, ma nella difficoltà la

redazione ha dato il meglio di sè e della sua professionalità,

competenza e amore per lo sport e il calcio. E allora: viva

il GialloRosso. Con l’auspicio che possa raccontare nuovi

successi del calcio leccese... per un altro mezzo secolo.


8 PERIODICO DEL LECCE CLUB SERIE A 2019-2020

SULL’ASSE LECCE-GENOVA TANTI INTRECCI, MA OGNI STAGIONE HA LUCI E OMBRE

IL FUTURO È GIÀ INIZIATO

Gli ultimi campionati

di

Serie A del

Lecce hanno

visto spesso

un intreccio con le squadre

di Genova.

Nel 2011 i giallorossi si salvarono

a spese della Sampdoria.

Nel 2012 la compagine leccese

salutò la Serie A finendo

dietro al Genoa, quart’ultimo

e con 6 punti di vantaggio sui

giallorossi. Anche allora la

combinazione per la salvezza

del Lecce era la seguente: vittoria

dei salentini contro il

Chievo Verona, sconfitta del

Genoa in casa contro il Palermo

e Lecce salvo per la migliore

differenza reti.

Per la seconda stagione consecutiva

i rossoblù si salvano

all’ultima giornata con grandissimo

sollievo del patron

Enrico Preziosi in rotta con

gran parte della tifoseria genoana

per un progetto sportivo

che negli ultimi anni si è

rivelato miope nonostante un

parco giocatori invidiabile per

numero di operazioni.

Nelle ultime cinque stagioni

sono stati 119 i calciatori gestiti

dal club genoano con risultati

che sono sotto gli occhi

di tutti, mentre il Lecce cercava

di risalire dall’inferno

della Serie C. Ci è riuscito

dopo un cambio di proprietà.

L’avvento della compagine

societaria raccolta intorno a

Saverio Sticchi Damiani ha

di TONIO DE GIORGI

PRESIDENTE

Tifoso giallorosso, sin da

bambino, è alla guida

dell’Us Lecce dal 2017.

Classe 1975, è nato a

Galatina e vive a Lecce,

dove ha studiato al Liceo

Ginnasio Palmieri

e si è laureato in

Giurisprudenza, sempre

con il massimo dei voti.

Avvocato e docente

universitario, Sticchi

Damiani insegna Diritto

Amministrativo, Diritto

dell’Ambiente e della

Cultura all’Università

del Salento.

Intensa la sua vita

professionale tra

insegnamento,

consulenze, attività

di relatore e in campo

pubblicistico

portato al doppio salto di categoria,

dalla Terza Serie e al

massimo campionato di calcio.

Era successo solo nei primissimi

tempi dell’era

Semeraro con il doppio balzo

firmato Gianpiero Ventura.

Anche allora fu retrocessione

dopo una sola stagione in

Serie A. Il tecnico del Lecce

Liverani, dopo il verdetto che

ha respinto in B la compagine

leccese, ha affermato che il

percorso compiuto dalla società

giallorossa è stato troppo

veloce, inaspettato.

Però, tra pregi e difetti, di

ogni ordine e grado, si è ballato

fino all’ultima giornata.

Come all’epoca del patron

Giovanni Semeraro, la società

è pronta a ripartire per tentare

la scalata con un progetto lungimirante.

Rispetto all’ultima retrocessione,

quella del 2012, la ripartenza

sarà ancora firmata

dal presidente Sticchi Damiani

e probabilmente da

René De Picciotto.

Otto anni fa, invece, il Lecce

che tornava in Serie B aveva

come riferimento la presidente

Isabella Liguori e l’Amministratore

Delegato Renato Cipollini.

Al termine di quella

stagione il club fu poi ceduto

alla famiglia Tesoro.

Oggi si riparte con una base

più solida e con la stima che

la compagine societaria stretta

intorno a Saverio Sticchi Damiani

ha saputo guadagnarsi.

E dopo Lecce-Parma il primo

pensiero del presidente giallorosso

è rivolto ai tifosi: “Voglio

ringraziare la nostra

gente, i nostri tifosi, che ci

sono stati sempre vicini ed

anche dopo il lockdown non

hanno smesso di manifestarci

la loro vicinanza pur essendo

costretti a non poter gremire

lo stadio Via del Mare o le tribune

in trasferta. La nostra tifoseria

è stata la settima per

numero di abbonati e la Serie

A penso abbia avuto solo benefici

da una tifoseria come

STICCHI DAMIANI RINGRAZIA E GUARDA AVANTI

quella del Lecce. Il mio ringraziamento

va anche ai dirigenti,

al tecnico, al suo staff e

alla squadra: ho visto i giocatori

molto dispiaciuti e li ho

voluti ringraziare uno ad uno

perché hanno sudato e onorato

la maglia e meritano di

essere ricordati, hanno giocato

ovunque co grandissimo

orgoglio senza che nessuno ci

abbia mai regalato niente;

siamo riusciti a fare quello

che abbiamo fatto, molto o

poco che sia, con il nostro sudore.

Non è stato un anno

perso, perché questa Serie A

ci ha consentito di valorizzare

al massimo il nostro patrimonio

tecnico, di fare un restyling

importante al Via del

Mare e di investire sul Settore

Giovanile come mai avevamo

potuto fare prima. Una Serie

A che non è passata così, ma

ci ha reso ancora più uniti e in

simbiosi con la nostra piazza

e il nostro territorio. Quello

che prometto è che si ripartirà

con un progetto serio e solido”.

Il futuro è adesso.

”Non è stato un anno perso, perché questa Serie A ci ha consentito

di valorizzare al massimo il nostro patrimonio tecnico, di fare

un restyling importante al Via del Mare e di investire sul Settore

Giovanile come mai avevamo potuto fare prima. Ci ha reso ancora

più uniti e in simbiosi con la nostra piazza e il nostro territorio.

Quello che prometto è che si ripartirà con un progetto serio e solido”

CORSI E RICORSI STORICI/LA SFIDA CON IL GENOA E LO ZAMPINO DEL VERONA

QUEL TRIANGOLO MALEDETTO

di GIANLUIGI

CARPENTIERI

Mescolando il

sacro e il profano,

in questo

ultimo scritto

d’annata, come

non partire da quell’affermazione

di Giovan Battista Vico

che, riconoscendo alla storia

uno sviluppo non unilineare,

giungeva a vedere in ogni situazione

un corso ricorrente. In

progressione dapprima, quindi

in stasi e infine in regressione, e

così di seguito.

Il che vuol dire, in maniera stringata

e senza dubbio alcuno, che

la storia si ripete.

Anche nel calcio e nella sua

massima divisione. Prendendo

coscienza dal fatto che, dopo le

ultimissime partite del campionato,

nelle quali il Lecce e il

Genoa sono state protagoniste di

un emozionante testa a testa al

termine del quale con i giallorossi

di Liverani, sconfitti in casa

dal Parma per 4 a 3, e i rossoblu

allenati da Nicola hanno vincenti

sul Verona con un secco 3

a 0, il Lecce è scivolato in Serie

B facendo compagnia al Brescia

e alla Spal.

Ed eccoci ai vichiani ricorsi,

confrontando due date: il 13

maggio 2012 e il 2 agosto 2020,

l’una e l’altra aventi come protagonisti

per molti versi e per

vari modi noi, il Verona e il

Genoa, e per risultato finale in

nostro addio, o meglio arrivederci,

alla Serie A.

Nella metà di maggio di otto

anni fa, giocavamo nella città di

Giulietta per una permanenza

tra le grandi ancora possibile,

con lo sguardo e l’orecchio al risultato

della partita tra i rossoblu

e il Palermo in corso nello

Stadio “Luigi Ferraris” del capoluogo

ligure. La sconfitta dei

rosanero siciliani per 2-0 con le

reti di Gilardino e Sculli, e

l’unica rete italiana del ceco

Vacek in gialloblù segnarono il

nostro destino, mandandoci in B

e oltre, a ben ricordare.

La storia si è ripetuta nel triangolo

Lecce-Genoa-Verona succitato,

mescolando i luoghi e i

ruoli. Ancora una volta la nostra

sconfitta, questa volta casalinga,

e ancora una volta i rossoblu liguri

vincenti, ma per 3-0.

E così, la retrocessione in Serie

B, paventata da alcuni e temuta

da molti, nel momento in cui

l’arbitro Mariani ha chiuso le

ostilità con il suo triplice fischio,

è divenuta una realtà inconfutabile,

da cui i giallorossi dovranno

ripartire, come Vico

insegna, per un futuro migliore

e più consono alla storia e al

ruolo di questa città.


AGOSTO 2020

INTERVENTI

9

L’ANALISI/EZIO CANDIDO: “CHI SBAGLIA, PAGA: LA SERIE A PERSA A CAGLIARI”

“LECCE BELLO MA TROPPO INGENUO”

Ha il Lecce nel suo

cuore. E da uno

come lui, ex portiere

giallorosso ed

ex team manager,

si possono aspettare soltanto attestati

d’amore.

Ecco la fotografia di Ezio Candido,

oggi libero professionista

come avvocato, ma per ben 18

anni al fianco del compianto Giovanni

Semeraro, nobile figura

come patron del Lecce più autorevole

e bello degli ultimi venticinque

anni.

“Quel Lecce era tutt’altra cosa”,

afferma l’avv. Candido. “Vedo

adesso un netto cambio nel modo

di giocare a calcio. Quel Lecce

dell’era Semeraro ha toccato cime

di grande notorietà.

Il Lecce di quest’anno mi è piaciuto,

ma ha finito per pagare lo

scotto, sotto forma di inesperienza,

per essere arrivato in A

troppo in fretta, senza adeguate

protezioni dettate da più anni di

presenza nella massima categoria.

La stessa cosa successe al Lecce

del primo anno dei miei tempi,

con la sola differenza che noi riuscimmo

a salvarci”.

Con 85 gol al passivo, per una

squadra è quanto mai problematico

salvarsi, vero?

“Il Lecce di Cavasin, ad esempio,

adottava marcature a uomo. Oggi

tutto questo non esiste. E poi è

fondamentale l’esperienza che

ciascun elemento si ritrova. Ho

sempre sostenuto che la differenza

fra la Serie B e la Serie A

consiste nel fatto che in B, su cinque

azioni-gol, gli avversari ne

possono sbagliare anche quattro;

in A invece gli attaccanti avversari

possono fare centro cinque

volte su cinque. Questo Lecce

che, ripeto, mi è piaciuto molto,

spesso è stato anche sfortunato,

mentre altre volte ha sbagliato parecchio

sotto rete. Ed in A, se sbagli,

l’avversario non ti perdona”.

Il Lecce poteva evitare la retrocessione?

“Ho sentito molti tifosi aggrapparsi

all’ultima partita fra Genoa

e Verona. Ebbene, io ho guardato

soprattutto la gara di Genova perché

ero convinto che sarebbe finita

così come in effetti è finita.

Sono dispiaciuto per la retrocessione

del Lecce che, sono certo, si

sarebbe potuta evitare con un pizzico

di accortezza e, diciamolo

EZIO CANDIDO, ha compiuto 70 anni

lo scorso 2 marzo. Una vita in giallorosso:

portiere, cresciuto nel settore

giovanile del Lecce, esordì in prima

squadra il 15 settembre del 1968 a Messina.

In due stagione in giallorosso difese

la porta in 51 occasioni. Nell’estate

del 1970 fu ingaggiato dalla Roma come

terzo portiere per una breve parentesi.

Nei primi anni della gestione Semeraro

fu anche Team Manager dell’Us Lecce.

A sinistra, una recente foto di Candido.

In alto a destra, un giovanissimo Ezio

con Marcello Indraccolo, commissario

dell’Us Lecce dal 1966 al 1971.

pure, di fortuna in più.

A me è rimasta in gola la partita

di Cagliari”.

Perché?

“Era una partita da vincere ed il

Lecce l’avrebbe potuto largamente

vincere”, dice ancora Candido.

“Purtroppo ha sbagliato

troppo, fallendo gol fatti e alla

fine ha rimediato soltanto un

punto. Avesse vino, avrebbe

avuto un punto in più del Genoa

che, così, avrebbe guardato dal

basso in alto il Lecce, dipendendo

dai risultati dei giallorossi. Oltre

alla partita di Cagliari, il Lecce

haperduto altri preziosi punti in

almeno tre altre gare decisive per

la salvezza. Se li avesse conquistati,

avrebbero consentito a Falco

e compagni di giocarsi la partita

dell’altra sera con il Parma con

una posizione in classifica diversa

e senza tanti assilli”.

E adesso la Serie B…

“È un campionato difficile”, conclude

Candido, “ma il Lecce è

una società capace di allestire una

buona squadra per tentare l’immediato

ritorno in A. È l’augurio

che fanno al Lecce i tantissimi tifosi

che hanno seguito e continuano

a seguire con affetto i loro

beniamini. Anzi, approfitto per ribadire

che il calcio giocato senza

tifosi, per me non è calcio, ma

una specie di gioco alla PlayStation

dove si muovono perdine e

basta. Mi auguro che il prossimo

campionato possa vedere la partecipazione

dei tifosi sugli spalti.

Altrimenti saranno ancora partite

di PlayStation e non di pallone”.

Umberto Verri

DIARIO GIALLOROSSO/ RIMPIANTI MA ANCHE LA CERTEZZA CHE CI RIALZEREMO

“ORA CONSAPEVOLEZZA E ORGOGLIO”

A TESTA ALTA

“Retrocediamo

a testa alta, con

l’apprezzamento

degli addetti ai lavori

e la stima di tanti

tifosi di tutta Italia.

La società è giovane

ma i programmi

restano ambiziosi”

Il dottor Raffaele D’Ippolito,

leccese di nascita ma ormai

parmigiano di adozione visto

che opera nel mondo della

sanità emiliana da anni, è un

grandissimo tifoso della squadra

giallorossa che segue da

sempre sia in casa che in trasferta.

Anche oggi che il lavoro

lo impegna

costantemente, riesce a ritagliarsi

il tempo per seguire le

gare del suo Lecce soprattutto

nel Nord Italia. Ha

anche creato un gruppo facebook

che ha intitolato “Cuore

salentino, sangue giallorosso”,

che lo identifica appieno,

su cui pubblica

interessanti interventi, come

questo che riproponiamo ai

lettori del nostro GialloRosso.

di RAFFAELE

D’IPPOLITO

Èfinita!? Con la sconfitta

contro il Parma,

ma sarebbe meglio affermare

con la vittoria del

Genoa sul Verona dalla

strana difesa di burro, torniamo

in Serie B. Ora è tempo

di bilanci.

Per ripartire e programmare

i tempi però sono ristrettissimi.

La società per bocca di

Sticchi Damiani subito dopo

la fine della partita dando

prova di solidità, concretezza

e passione, oltre alla consapevolezza

di personali sacrifici

economici, continuerà e cercherà

di migliorare quel bellissimo

progetto che in due

anni (forse troppo presto) ci

ha portato dalla lega pro al

massimo campionato di calcio.

Occorre decidere in fretta

la direzione e la conduzione

tecnica, che non significa necessariamente

cambiarla, ma

anche confermarla a patto

che si faccia tesoro degli errori

commessi.

Liverani in questo campionato

ha saputo far giocare

meglio di molti suoi colleghi

la propria squadra, nonostante

limiti tecnici, non ultimo

le 85 reti subite.

Purtroppo il Lecce, da neopromossa,

si è presentata al

campionato di gala con un vestito

non all’altezza, non

troppo elegante, non griffato,

ma preso al mercato compatibilmente

con le risorse a disposizione.

Si è pensato giustamente di sistemare

prima casa (il Via del

Mare) e poi pensare ai giocatori

e in un mondo di furbi e

lestofanti il buon Meluso, inesperto

ma non stupido, ci è rimasto

dentro con operazioni

di giocatori (Babacar, Benzar,

Shakhov) sulla carta affidabili

ma che non si sono dimostrati

funzionali all’idea di calcio di

Liverani.

Liverani... Forse, a suo dire,

se avrà stimoli rimarrà volentieri

a Lecce. Potrebbe essere

quindi ancora un valore aggiunto

a patto che anche lui

per primo, faccia tesoro dei

suoi errori, sicuramente meno

dei meriti, ma che in serie A

hai pagato inesorabilmente.

Occorre creare un gruppo difensivo

all’altezza di saper

impostare il gioco riducendo

al minimo gli errori individuali

e quelli di quest’anno

fanno parte del percorso di

crescita, di chi rimarrà dei

giocatori e che si porterà in

futuro a beneficio del Lecce.

Questo amaro bilancio deve

tener conto anche che la

squadra e le scelte di mercato

erano funzionali a giocare

una volta la settimana.

Lo stop dovuto al coronavirus

ci ha penalizzato oltre modo

più degli altri con tre partite

a settimana, infortuni e panchina

corta.

Un campionato che non meritava

di essere ripreso. Per le

TV e i diritti? Con gli stadi

vuoti non è calcio, non è questo

sport, perché la presenza

ovunque dei tifosi giallorossi

sicuramente avrebbe dato

maggiore spinta e qualche

punto in più. Non doveva essere

ripreso, per il rispetto di

squadre, uomini, tifosi e società.

Da questa dolorosa e

immeritata retrocessione si riparte

con maggiori consapevolezze

ed orgoglio.

Caro Lecce, crescerai e continuerai

a inseguire quel

sogno. Giorno dopo giorno.

La tua passione ti insegnerà

la dedizione al lavoro, la voglia

di migliorarsi e il sapersi

rialzare davanti alle avversità.

Non immagini neanche

gli sforzi che farà la società

ed i tifosi per accompagnarti

in questo viaggio. Più difficile

è la vittoria più gioia avrai

quando la otterrai.

Resta il rimpianto di non aver

centrato un obiettivo (nonostante

tutto) alla portata.

Retrocediamo a testa alta, con

l’apprezzamento degli addetti

ai lavori e la stima di tanti tifosi

di tutta Italia.

L’U.S. Lecce, società giovane

e, dunque, inesperta, quest’anno

ha fatto apprendistato,

ma resta ambiziosa, con

i conti in ordine e sopratutto

con le idee chiare. Tra paracadute

e plusvalenze si

avranno le risorse per poter

ripartire, anzi no, continuare,

perché questa retrocessione

non è uno stop, ma un momento

di crescita di tutti, società,

tecnici, giocatori e noi

tifosi, che nonostante la cocente

delusione, siamo lì con

nuovo entusiasmo ad incoraggiare

e riprendere quanto

prima, la perduta, ma direi

anche tolta, Serie A.

Ci sono tutti gli ingredienti

per continuare a divertirci,

perché siamo venuti fuori dai

sei anni di Serie C, infiniti,

duri e beffardi, come al solito

perché il Lecce è come il

vento: può rallentare, ma mai

fermare. Il futuro è giallorosso!


10 PERIODICO DEL LECCE CLUB SERIE A 2019-2020

LA JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA, IL LECCE IN B CON BRESCIA E SPAL

NONA SINFONIA BIANCONERA

Un anno solo, ma

che anno! Il

Lecce in Serie A

ha vissuto il campionato

più lungo

della sua storia a causa del

lockdown da coronavirus. La

stagione 2019-2020 si è chiusa

con la retrocessione in Serie B,

assieme a Spal e Brescia, mentre

la Juventus ha posto il suo

nono sigillo consecutivo, laurendosi

campione d’Italia per la

36ª volta, con due giornate

d’anticipo sulla fine del torneo.

In Champions League vanno

Inter, Atalanta e Lazio mentre i

playoff diranno qual è la 20ª

squadra della Serie A.

FUTURO BIANCONERO - È durata

poco la festa per l’allenatore

Maurizio Sarri che ha

pagato l’uscita dalla Champions

con l’esonero lasciando

via libera alla promozione in

prima squadra di Andrea Pirlo.

È stata una stagione che resterà

negli annali del calcio con un

terzo del campionato giocato

senza pubblico. Qualcuno dice

che così non è calcio. E in parte

è vero. Ma non si può dire che

siano mancate le emozioni, sia

in testa che in coda. Lo scudetto

è andato alla Juventus però il

duello con l’Inter ha infiammato

buona parte del torneo,

senza dimenticare il ruolo della

Lazio, che ha rallentato nella

fase post Covid e il bel campionato

dell’Atalanta, protagonista

di un brillante giorne di ritorno.

Strano il campionato del

Lecce, protagonista di una

prima parte tra luci e ombre

con risultati prestigiosi in trasferta

e deludenti performance

casalinghe al Via del Mare,

quando pure aveva dalla sua

parte una delle tifoserie più numerose

e calde d’Italia. Una

squadra capace di fermare l’Inter

a San Siro e la Juventus al

Via del Mare, per poi sprecare

occasioni d’oro per blindare la

permanenza in A. Penalizzata

nel corso della stagione da sviste

arbitrali e latitanza del Var,

ma incapace di battere i pugni

nel momento in cui doveva

pretendere che fossero rispettati

i propri diritti. Ma a tagliare

le gambe alla

formazione giallorossa non c’è

dubbio che siano stati gli 85

gol subiti, i continui infortuni,

alcuni acquisti non all’altezza

della situazione.

SPERANZE GIALLOROSSE - Ma

il Lecce ha anche regalato momenti

di grande emozione e

bel gioco. Non bisogna dimenticare

che solo pochi anni fa il

Salento era relegato nell’inferno

della serie C. Oggi le

condizioni sono differenti: la

società c’è ed è al lavoro per

programmare un futuro che è

già iniziato, con l’arrivo di

Corvino. Se sono rose, fioriranno.

Tra qualche settimana si

riparte. È il calcio, ragazzi.

Giorgia Martano

LA CLASSIFICA FINALE

IMMOBILE CAPOCANNONIERE CON 36 GOL, MANCOSU A QUOTA 14

Classifica finale marcatori

Serie A 2019/2020

36 GOL

CIRO IMMOBILE

14 rig. (Lazio)

31 GOL: Cristiano Ronaldo – 12 rigori

(Juventus);

23 GOL: R. Lukaku – 6 rig. (Inter);

21 GOL: Caputo – 2 rig. (Sassuolo);

18 GOL: João Pedro – 4 rig. (Cagliari);

Muriel – 6 rig., D. Zapata – 1 rig. (Atalanta);

16 GOL: Dzeko (Roma);

15 GOL: Ilicic (Atalanta), Belotti – 7 rig.

(Torino);

14 GOL: Lautaro Martinez – 2 rig. (Inter),

Mancosu – 9 rig. (Lecce), Berardi – 2 rig.

(Sassuolo);

12 GOL: Simeone (Cagliari), Cornelius

(Parma), Petagna – 5 rig. (SPAL);

11 GOL: Dybala – 1 rig. (Juventus), Lapadula

– 2 rig. (Lecce), Rebic (Milan),

Milik (Napoli), Gabbiadini – 1 rig., Quagliarella

– 5 rig. (Sampdoria), Boga (Sassuolo);

10 GOL: Chiesa – 1 rig. (Fiorentina),

Ibrahimovic – 2 rig. (Milan), Kulusevski –

1 rig. (Parma), Lasagna (Udinese);

9 GOL: Gosens, Pasalic (Atalanta), Barrow

– 1 rig., Pandev (Genoa), Caicedo

(Lazio), Calhanoglu – 1 rig., Mertens (Napoli),

Mkhitaryan (Roma);

8 GOL: Malinovskyi (Atalanta), Orsolini

(Bologna), Criscito – 8 rig. (Genoa), Higuain

(Juventus), Correa (Lazio), Insigne

– 5 rig. (Napoli), Okaka (Udinese), Di

Carmine – 1 rig. (Verona);

7 GOL: A. Gomez (Atalanta), Palacio

(Bologna), Al. Donnarumma – 2 rig., Torregrossa

– 2 rig. (Brescia), Pulgar – 7 rig.

(Fiorentina), Milinkovic-Savic (Lazio), Kolarov

– 2 rig. (Roma), Gervinho, Ramirez

– 3 rig. (Sampdoria), De Paul (Udinese),

Pessina (Verona);

6 GOL: Soriano (Bologna), Nainggolan

(Cagliari), Vlahovic – 1 rig. (Fiorentina),

Kouamé (1 Fiorentina, 5 Genoa), Sanabria

(Genoa), Luis Alberto (Lazio), Theo

Hernández, Rafael Leão (Milan), Kucka –

2 rig. (Parma), Zaniolo (Roma), Bonazzoli

(Sampdoria);

5 GOL: Balotelli (Brescia), Milenkovic

(Fiorentina), Pinamonti – 1 rig. (Genoa),

Candreva (Inter), Caprari 1 rig. (2 Parma,

3 Sampdoria), Kalinic, Perotti – 3 rig., Veretout

– 5 rig. (Roma), Djuricic (Sassuolo)

Berenguer, Zaza (Torino), Faraoni (Verona);

4 GOL: Bani, Sansone – 3 rig. (Bologna),

Cutrone (Fiorentina), D’Ambrosio, De

Vrij, Gagliardini, Alexis Sanchez – 1 rig.,

Young (Inter), De Ligt (Juventus), Falco

(Lecce), Kessié – 2 rig., Piatek – 3 rig.

(Milan), Callejon, Lozano, Manolas (Napoli),

Inglese (Parma), Kurtic (2 Parma, 2

SPAL), Kluivert (Roma), Linetty (Sampdoria),

H. Traoré (Sassuolo), Ansaldi (Torino),

Pazzini – 3 rig. (Verona);

3 GOL: Chancellor (Brescia), Castrovilli,

Ger. Pezzella, Ribery (Fiorentina), Brozovic,

Sensi (Inter), Bonucci, Pjanic, Ramsey

(Juventus), Babacar, Calderoni, Lucioni

(Lecce), Bonaventura (Milan), Di Lorenzo,

Fabian Ruiz, F. Llorente (Napoli), Gagliolo

(Parma), Smalling, Under (Roma),

Defrel – 1 rig., Valoti (SPAL), Nestorovski

(Udinese), Lazovic, Miguel Veloso, Stepinski,

Verre – 1 rig. (Verona);

2 GOL: De Roon, Djimsiti, Palomino,

Toloi (Atalanta), Danilo Lar., Poli (Bologna),

Dessena, Spalek, Zmrhal (Brescia),

Castro, Ceppitelli, Nandez (Cagliari),

Cerri (1 SPAL, 1 Cagliari), Duncan (1 Fiorentina,

1 Sassuolo), Cassata, Iago Falque

– 2 rig., Schöne (Genoa), Bastoni,

Biraghi, Borja Valero, Vecino (Inter), Cuadrado,

Danilo (Juventus), Acerbi, Marusic

(Lazio), Barak, Farias, La Mantia,

Saponara (Lecce), Castillejo (Milan),

Allan, Politano, Zielinski (Napoli), Iacoponi

(Parma), Bruno Peres (Roma), Müldür,

Raspadori (Sassuolo), D’Alessandro,

Jankto, Di Francesco (SPAL), Bonifazi (1

SPAL, 1 Torino), Bremer, Verdi (Torino),

Fofana, Sema (Udinese), Borini, Zaccagni

(Verona).

1 GOL: Castagne, Freuler, A. Traoré

(Atalanta), Dzemaili, Musa Juwara,

Krejci, Santander – 1 rig., Skov Olsen,

Svanberg, Tomiyasu (Bologna), Bisoli, Cistana,

Papetti, Romulo, Semprini (Brescia),

Faragò, Gagliano, Oliva, G.

Pereiro, Pisacane, Ragatzu, Rog (Cagliari),

Badelj, Benassi, Caceres, K. Boateng,

Ghezzal (Fiorentina), Agudelo,

Goldaniga, Lerager, Romero, Soumaoro,

Sturaro, C. Zapata (Genoa), Barella, Eriksen,

Godin, S. Esposito – 1 rig. (Inter),

Alex Sandro, Bernardeschi, Chiellini, Demiral,

Douglas Costa, Rabiot (Juventus),

Adekanye, Bastos, Cataldi, Luiz Felipe,

Parolo, S. Radu (Lazio), Deiola, Donati,

Majer, Meccariello, Shakhov, Tabanelli

(Lecce), Bennacer, Calabria, Romagnoli,

Saelemaekers, Suso (Milan), Demme,

Elmas, Hysaj, Maksimovic, Younes (Napoli),

Barillà, Darmian, Grassi, Karamoh

(Parma), Carles Perez, Cristante, Diawara

– 1 rig., Fazio, Lo. Pellegrini, Mancini,

Spinazzola (Roma), Askildsen,

Chabot, Leris, Ramirez, Thorsby (Sampdoria),

Bourabia, Haraslin, Magnani,

Obiang, Toljan (Sassuolo), Dabo, Floccari,

Missiroli, Strefezza (SPAL), Edera,

Izzo, Lukic, N’Koulou, Rincon, Singo (Torino),

Rodrigo Becão, Pussetto, Samir,

Stryger Larsen (Udinese), Amrabat – 1

rig., Dawidowicz, Kumbulla, Salcedo (Verona);

Ragatzu, Rog (Cagliari), Badelj,

Benassi, Caceres, K. Boateng, Ghezzal

(Fiorentina), Agudelo, Goldaniga, Soumaoro,

Sturaro, C. Zapata (Genoa), Barella,

Eriksen, Godin, S. Esposito – 1 rig.

(Inter), Alex Sandro, Chiellini, Demiral,

Douglas Costa, Rabiot (Juventus), Adekanye,

Bastos, Cataldi, Luiz Felipe, Parolo,

S. Radu (Lazio), Barak, Deiola,

Donati, Majer, Saponara, Shakhov, Tabanelli

(Lecce), Bennacer, Calabria, Castillejo,

Romagnoli, Saelemaekers, Suso

(Milan), Allan, Demme, Elmas, Maksimovic,

Politano, Younes (Napoli), Barillà,

Grassi, Karamoh (Parma), Cristante,

Fazio, Lo. Pellegrini, Mancini, Spinazzola

(Roma), Chabot, Ramirez, Thorsby (Sampdoria),

Bourabia, Duncan, Haraslin, Magnani,

Obiang, Raspadori, Toljan

(Sassuolo), Dabo, Floccari, Missiroli,

Strefezza (SPAL), Edera, Izzo, Lukic, N’-

Koulou, Rincon, Verdi (Torino), Rodrigo

Becão, Pussetto, Stryger Larsen (Udinese),

Dawidowicz, Kumbulla, Salcedo

(Verona).


AGOSTO 2020

LA VOCE DEI CLUB 11

LUCA QUARTA, PRESIDENTE DEL LECCE CLUB “SAVERIO STICCHI DAMIANI” FERRARA

SERIE A O SERIE B NOI SIAMO SEMPRE QUI

dimostrazione

di attaccamento

al Lecce e ai suoi colori

sociali si è avuto

L’ennesima

solo poche settimane

fa prima della trasferta che i giallorossi

hanno affrontato a Bologna

quando il presidente Saverio Sticchi

Damiani, il tecnico Fabio Liverani,

capitan Marco Mancosu e altri calciatori

della formazione salentina

hanno incontrato una delegazione di

tifosi della sezione di Ferrara del

Lecce Club.

A raccontarci le emozioni di un pomeriggio

trascorso a stretto contatto

con i propri beniamini è Luca

Quarta, presidente della sede emiliana,

che ricorda: “È stato un momento

importante, reso possibile

dalla grande disponibilità della società

giallorossa e del Centro di Coordinamento

nella persona del

presidente Mario De Lorenzis. Un

incontro piacevole che ha dato modo

di farci conoscere. Eravamo tanti

soci accompagnati da numerosi bambini.

Purtroppo il risultato sul campo

poi non è stato all’altezza delle attese,

ma resta il bel ricordo di quei

momenti”.

I tifosi del Lecce Club Ferrara "Sticchi Damiani” con il presidente e con l’allenatore Liverani. A sinistra il fondatore del Club emiliano Carlo Gervasi

Nel frattempo al Lecce non è riuscito

il miracolo di salvarsi e si è

tornati in B dopo un solo anno.

“Intanto ci vuole un grazie a tutta la

società, al mister ed alla squadra perché

in tre anni siamo passati dalla

Serie C alla Serie A. Ovunque si è

sentito e letto il nome di Lecce. Sintomo

che qualcosa di grande è stato

fatto, lasciando il segno tra le piccole.

In particolare ricordo tante

buone gare, tra cui spicca la vittoriosa

trasferta a Napoli. Inoltre, abbiamo

rivisto al Via del Mare tanti

campioni che mancavano da anni e

poi sono convinto che una società

sana come la nostra ci saprà dare presto

nuove soddisfazioni”.

Chi merita il voto più alto in

questa stagione?

“Secondo me il migliore è stato il

presidente Sticchi Damiani. Come

giocatori posso dire tutti, chi in maniera

maggiore, chi in maniera minore.

Ciascuno ha dato il proprio

contributo. Ci sta che qualcuno abbia

reso meno delle attese in un campionato

condizionato dal lockdown. Se

proprio devo citare qualche nome, allora

voglio ricordare capitan Mancosu

e Lapadula”.

Per come si è chiuso il campionato,

anche l’anno prossimo il

Lecce tornerà a giocare a Ferrara...

“Onestamente non ci cambiava

tanto. Il cuore ci porta ovunque,

covid permettendo. Il fatto di sapere

che anche nel prossimo campionato

ci sarà uno Spal-Lecce rappresenta

una certezza di rivedere i giocatori

nella nostra città e ci fa enormemente

piacere. Ma come si è già visto, seguiremo

i giallorossi ogni volta che

sarà possibile se riapriranno gli stadi.

Come dice il coro da stadio: Serie A,

Serie B, siamo sempre qui. Ed è

quello il coro che ci appartiene”.

Servizi di PIERPAOLO SERGIO

IL PRESIDENTE GIANNI MACCHIA: “NIENTE PROCESSI. TORNEREMO PRESTO IN SERIE A”

CARICA E FIDUCIA ANCHE DA COPERTINO

Tra le più vecchie sezioni

del Lecce Club presenti

sul territorio salentino

c’è quella di Copertino,

ormai attiva da ben 45

anni. Con il presidente Gianni Macchia

(nella foto, che da vent’anni ricopre

quel ruolo), nonché membro

del Consiglio direttivo del Centro di

Coordinamento, abbiamo parlato

della stagione culminata nella retrocessione

dei giallorossi in Cadetteria.

“Ero consapevole che mantenere la

Serie A sarebbe stato complicato.

Forse paghiamo la velocità con cui

questa squadra è tornata in massima

divisione. Ad onor del vero, abbiamo

disputato un bel campionato, alternando

partite in cui si è dimostrato il

valore, ad altre in cui sono stati palesati

tutti i limiti di questo gruppo”.

Chi vi ha convinto di più tra i

giocatori?

“Dico subito Mancosu e Falco.

Anche se mi è piaciuto anche Gabriel.

Da ex portiere del Copertino

guardo con particolare attenzione chi

gioca in quel ruolo e posso affermare

che il brasiliano ha disputato un

buon torneo nonostante i tanti gol incassati.

Magari sono venuti a mancare

i supporti di qualche giocatore

di valore”.

E volendo indicare chi invece ha

deluso?

“Secondo me non ci sono delusioni.

Chi gioca cerca sempre di fare il proprio

dovere e mostrare il proprio valore.

Purtroppo si sono alternati

momenti di grande forma ad altri

meno brillanti. In più, a livello nazionale,

i giochi erano fatti e chi si doveva

salvare alla fine si è salvato...”

Per il futuro c’è preoccupazione

o serenità?

“Per quanto dichiarato dal presidente

Sticchi Damiani, qui c’è

grande tranquillità. Sono sinceramente

fiducioso poiché la società

vuole portare in alto il nome e l’immagine

del Salento. Stare in Serie A

significa molto in tal senso, richiama

tanti tifosi, anche se la pandemia

poi ha bloccato tutto.

Speriamo di tornare al più presto in

massima serie”.

Anche in B il Lecce Club Copertino

sarà sempre vicino ai giallorossi?

“Il Lecce Club è sempre stato pronto

a supportare la squadra giallorossa.

Anche nei momenti più bui, tristi e

difficili siamo stati sempre presenti

e ottimisti”.

Carlo Mugo; sopra, con la squadra Primavera del Lecce

LA SCOMPARSA DI MUGO

Ciao Carlo

appassionato

uomo di calcio

Anche il Centro di Coordinamento vuole ricordare la figura di Carlo

Mugo, scomparso nei giorni scorsi e che per tanti anni ha fatto parte

della grande famiglia del Lecce Club in cui ricoprì dapprima il ruolo di

Segretario, per poi allenare i ragazzi della Scuola Calcio. Da lì spiccò il

volo per diventare tecnico del Settore Giovanile dell’U.S. Lecce, oltre

che dirigente accompagnatore della formazione Primavera giallorossa.

Il Consiglio Direttivo tutto, il presidente Mario De Lorenzis, con gli

amici e collaboratori Antonio Velino e Pino Tornese, unitamente alla redazione

de Il GialloRosso, partecipano al dolore della famiglia Mugo a

cui vanno le più sentite condoglianze per la perdita del caro Carlo.


12 PERIODICO DEL LECCE CLUB

IN PRIMO PIANO

I COLORI DEL CALCIO

EPPURE CI SPERAVAMO

MA SIAMO SEMPRE GIALLOROSSI

L’esultanza dopo il pareggio con la Juventus

di TOTI CARPENTIERI

Ecosì, questo strano Campionato

di Calcio

2019/2020, caratterizzato e

segnato dal Covid-19 è finalmente

finito. Non nella

maniera che speravamo, forse in maniera

un po’ sognatrice guardando la

classifica dei giallorossi, da tempo alquanto

affannosa se non asfittica.

Ritorniamo in Serie B, dopo un anno

nella massima divisione, portandoci

appresso non solo il classico e giustificatissimo

magone, ma anche una sequenza

di riflessioni che attraversano

tutto lo specchio cromatico, dal bianco

lattiginoso e fluido –la sommatoria di

tutti i colori, come ben sappiamo- al

nero catramoso e di pece oltre che notturno.

Un colore, quest’ultimo, coprente

come non mai, e non solo nei

confronti del verde e del blu, e del

viola premonitore, ma anche del luminosissimo

giallo, del caldo arancione

e del fiammeggiante carminio. Cancellando

così, i momenti belli e colorati

– ci sono stati, infatti- di un’avventura

finita troppo presto.

Dicevamo del Covid-19 all’inizio, e

come dimenticare il cappotto con pelliccia

confezionatoci dai bergamaschi

di Gasperini in quell’incontro al Via

del Mare con il pubblico sugli spalti,

per l’ultima volta! Dopo il tempo sospeso

del nulla, si è ripreso a cancelli

serrati. E così è andata avanti sino

alla fine. A quest’ultima partita casalinga

con il Parma. Ancora una volta

una sconfitta, e ben quattro su sei nelle

ultime dodici partite dal pronti-via

senza tifosi.

A ben vedere, una realtà, quest’ultima,

che abbiamo molto patito. Ci è mancato

il loro sostegno, il loro calore e

quell’affetto dimostrato anche domenica

sera, a partita conclusa, dagli aficionados

sostanti all’esterno dello

Stadio. Tant’è.

Quella penetrabilissima difesa (ben

ottantacinque goals al passivo),

avrebbe dovuto metterci in apprensione

da un po’ di tempo, ma l’insperata

e giustissima vittoria casalinga

sulla Lazio rivelazione e il punto conquistato

a Cagliari avevano riacceso i

colori della speranza, illuminando di

rosso il tempo restante. La sconfitta

maldigerita con il Genoa, concorrente

diretto alla permanenza, aveva modificato

la tavolozza umorale spostandola

sul grigio, e poi sul grigio più

scuro. L’illusione della vittoria a

Udine, aveva dato nuovo vigore alle

speranze leccesi, anche se in un’ottica

piuttosto complessa a realizzarsi. E

così è stato. Purtroppo! Onore a Liverani

e ai suoi, alla Società e ai tifosi.

Da domani si ricomincia, con più attenzione

e con più impegno forse, e

con una tavolozza costruita tutta sui

toni caldi.

D’altra parte, non siamo noi i giallorossi?

AllA, prossima!

GLI ABBONATI PENALIZZATI DAL LOCKDOWN, RIMBORSI DUBBI E VOUCHER-CONTENTINO

ALLA FINE PAGHIAMO COMUNQUE NOI

B come beffa per la settima tifoseria più numerosa d’Italia

Più di 350.000 sono

i tifosi abbonati

dei club di Serie

A, che potrebbero

non vedersi restituire

i soldi per le partite che

non hanno visto, perché disputate

a porte chiuse dopo la

ripresa del campionato interrotto

a causa del lockdown.

L’ammontare della somma

equivale a circa un terzo del

totale pagato.

Da un’inchiesta del quotidiano

La Repubblica, pubblicata

l’1 agosto scorso, risulta

che dei 20 club della massima

serie solo uno, il Milan, provvederà

a rimborsare i propri

tifosi con modalità ancora da

chiarire. Tutti gli altri emetteranno

(o hanno già emesso)

un voucher da spendere nella

prossima stagione o in merchandising.

Dunque si configura

un’altra beffa per i tifosi,

dato che per molti, l’acquisto

della maglia a campionato

terminato ha davvero poco

senso. Recupera il denaro

speso solo chi aveva comprato

un singolo biglietto per

una partita che si è poi giocata

a porte chiuse. In questo caso

avviene il rimborso.

Molti si chiedono se ciò sia

legittimo. Diversi club, sui

loro siti ufficiali, cercano di

di WOJTEK PANKIEWICZ

spiegare che il voucher è la

modalità di rimborso prevista

dalla legge (il Dl Cura Italia,

poi trasformato nella legge

27/2020), ma anche tra gli addetti

ai lavori non risulta del

tutto chiaro se le partite di calcio

rientrino o no tra gli eventi

previsti dal Cura Italia. In effetti

non è un dubbio da poco,

perché questa legge, all’articolo

88, consente agli organizzatori

di eventi musicali e

culturali di fornire solo il voucher,

senza dare altre possibilità

di scelta al consumatore.

Nel testo legislativo però non

si parla di eventi sportivi ma

di “spettacoli” e ciò ha dato la

stura a diversi punti di vista.

Infatti c’è chi afferma, come

l’Unione nazionale consumatori,

che i club non possano

appellarsi a questa legge, perché

non contempla gli eventi

sportivi, ma occorre perciò riferirsi

al Codice civile, che,

all’articolo 1463, parla di ‘impossibilità

sopravvenuta’ e

prevede che se il professionista

non può più fornire la prestazione,

non può pretendere

il pagamento e se l’ha già incassato,

lo deve restituire.

C’è, invece, chi, come Altroconsumo,

ritiene che tra gli

spettacoli rientrino anche le

partite di Serie A.

Intanto, l’Antitrust sta indagando

su mezza Serie A per

presunte violazioni dei diritti

dei consumatori. È aperto un

procedimento anche nei confronti

del Lecce, in quanto nei

contratti di abbonamento del

club giallorosso ipotizza Antitrust,

alcune clausole potrebbero

essere vessatorie. Le

indagini sono partite prima

dell’emergenza Covid ma

oggi sembrano quanto mai attuali.

Questo significa che

anche i tifosi del Lecce rischiano

di non vedere nulla,

sia sotto forma di rimborso

che di voucher. Infatti, il contratto

di abbonamento non

prevede questo diritto in caso

di gare a porte chiuse e ora si

attende il verdetto. Ma conosciamo

bene quanto la società

di via Colonnello Costadura

ami i suoi tifosi e siamo più

che certi che troverà una soluzione

per non scontentarli.

D’altra parte è già deciso che

i campionati riprenderanno a

settembre (la Serie B lo farà il

giorno 26) e il Governo sta lavorando

per farli riprendere

con la presenza dei tifosi,

anche se, per motivi cautelari,

proseguendo una linea di

grande prudenza, con capienze

ridotte degli stadi e

con grande attenzione al problema

del flusso e del deflusso

del pubblico.

Non a caso, solo qualche

giorno fa, a campionato terminato,

il presidente del

Lecce Saverio Sticchi Damiani

ha voluto ancora una

volta rivolgere un sentito ringraziamento

ai tifosi giallorossi.

Ecco le sue parole:

“Sembra strano farlo dopo

una retrocessione ma devo

fare dei ringraziamenti. Alla

nostra gente, persone incredibili

che ci sono state sempre

vicino. Loro sono la cosa più

bella di questa Serie A: retrocede

la settima tifoseria più

numerosa e calorosa d'Italia,

credo che la A abbia avuto beneficio

dal nostro passaggio,

dal conoscere tanto calore...”.

E noi tifosi vogliamo continuare

ad essere così.


PERIODICO DEL LECCE CLUB

AGOSTO 2020

13

IL CALCIO FA I CONTI CON I MANCATI INCASSI E LE INCERTEZZE DELLA FASE POST COVID

TORNARE ALLO STADIO SI PUÒ

In questo periodo post-

Covid è importantissimo

ripartire dal

calcio della gente e

mettere nella centralità

del movimento le società e il

loro seguito, sempre nel rispetto

delle norme anticontagio

previste dalle istituzioni e

su cui la Federazione ha cercato

(e cercherà) di monitorare.

di ANGELO GIANFREDA

CON NUOVE REGOLE

DALLA SERIE A AI CAMPIONATI DILETTANTISTICI

PER I TIFOSI MOLTI CAMBIAMENTI IN VISTA

IL MONITO DI BARTOLETTI - Il

28 maggio, data della decisione

della ripresa calcistica

senza pubblico, il noto giornalista

Marino Bartoletti scriveva:

“Valuto la decisione

(del ritorno in campo) come

un coscienzioso atto di fiducia,

di coraggio e di pragmatismo.

È giusto che la vita

ricominci in tutte le sue declinazioni,

con coerenza, prudenza

e nuove motivazioni.

Non è tempo di egoismi. A chi

dice che il calcio non è bello

senza pubblico rispondo che

ha ragione, ma aggiungo che

fra un piatto di spaghetti al

sugo e il digiuno totale, può

essere saggio cominciare ad

assaggiare un piatto di spaghetti

poco conditi. Anche

perché, senza quelli, il ristorante

potrebbe anche non riaprire

più”.

RISCHI E RIMEDI - Poche parole

ma intrise di significato.

Può il calcio rischiare di fermarsi

per lunghi periodi? Sì,

certamente può, come successe

durante le guerre. Ma

allora le squadre erano poco

più che associazioni dilettantistiche,

mentre oggi sono

aziende che muovono numeri

importanti a livello di PIL. E

allora quali sono i rimedi?

Evitare l’afflusso del pubblico

è uno di quelli.

UN NUOVO PROTOCOLLO -

Ma le istituzioni federali sono

consapevoli che questa potrà

essere una soluzione di breve

durata, e si sta lavorando per

trovare alcune soluzioni.

La Lega di Serie A, da poche

settimane, sta studiando un

protocollo per permettere ai

Selfie dei tifosi con il “Papa” giallorosso al Via del Mare

tifosi l’accesso negli stadi:

tale studio, una volta completato,

sarà presentato al presidente

federale Gravina per un

confronto con il Governo.

Anche lo stesso Presidente

della FIGC ha proposto la

presenza di persone negli impianti

sportivi calcistici, nella

misura del 25%, così come il

premier inglese Boris Johnson

ha annunciato la riapertura

degli stadi da ottobre, forse un

po’ troppo incautamente.

AZIONARIATO POPOLARE -

L’importanza dei sostenitori è

vitale anche nei Dilettanti, e

non solo al botteghino. Le società

dilettantistiche mantengono

il proprio status grazie ai

contributi privati di imprenditori

e anche, e spesso soprattutto,

di privati: non sono rare

le società che applicano

l’azionariato popolare, autotassandosi

per mantenere in

vita il calcio nel proprio comune.

IL PIATTO PIANGE - I numeri

del deficit dovuto ai mancati

incassi sono impressionanti:

si stima che le società di massima

serie abbiano perso circa

100 milioni di euro dall’assenza

della biglietteria a causa

delle restrizioni imposte dal

Covid-19. Ai semplici sostenitori

rimangono le dirette di

Sky e Dazn, che acquisirono

lo scorso anno i diritti televisivi

delle prime due serie. Il

ministro Spadafora tentò di

aprire a due partite settimanali

in chiaro, ma la via non fu

percorribile a causa delle

norme previste dalla legge

Melandri.

L’ANNUNCIO DI SPATAFORA -

Intanto lo stesso ministro

dello sport ha annunciato,

pochi giorni fa, la riapertura

degli stadi da settembre: “Se

la curva epidemiologica ce lo

consentirà, a settembre si

potrà tornare a vedere il pubblico

negli stadi”. Questa dichiarazione,

rilasciata ai

microfoni del Giornale Radio

Rai, fa ben sperare i tanti milioni

di tifosi che sono in trepidante

attesa, pur nella

consapevolezza che non si

potrà tornare a vedere uno stadio

gremito di gente com’era

fino a marzo.

D’altronde la pericolosità

della presenza dei tifosi e la

contagiosità del virus sono

state evidenziate nelle gare di

Champions tra Atalanta e Valencia,

la cui comunità scientifica

all’unanimità le ha

definite “una bomba epidemiologica”.

IL FATTORE CAMPO - Dal

punto di vista tecnico, il calcio

post-lockdown ha anche

ridimensionato il cosiddetto

fattore campo, aumentando le

vittorie in trasferta: le squadre

ospiti sono riuscite a strappare

punti in 62 partite, lasciando

l’intera posta alla squadra

ospitante 46 volte. Nel 57%

dei casi la squadra di casa non

è riuscita a vincere. Nel campionato

2019/2020 la percentuale

fu del 46%. Se lo scorso

anno le vittorie esterne si registrarono

nel 28% delle partite,

nel calcio post-Covid la

percentuale si è innalzata al

34%. I numeri non mentono:

quella differenza del 6% è dovuto

al mancato apporto dei

tifosi negli stadi.


SEPA Lecce - Foto SERGIO SCAGLIOLA

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AGOSTO 2020

PROTAGONISTI 15

IN ATTACCO INGAGGIATA DAL SANARICA ASIA MARSANO, STELLA DEL CALCIO A 5 SALENTINO

LECCE WOMEN D’ASSALTO

In attesa del ritorno in campo della

bomber Serena D’Amico, che a

causa dell’infortunio non potrà

giocare fino a metà dicembre, il

Lecce Women ha ingaggiato una

ventenne per mantenere vivo l’attacco

della squadra allenata da Vera Indino,

compagine che sarà nuovamente impegnata

nel campionato di serie C.

Lei è Asia Anna Marsano, di Muro Leccese,

proveniente dal club di calcio a cinque

Sanarica. Ora la ragazza dovrà

ambientarsi nel gioco del pallone a undici,

quindi in primis dovrà prepararsi a reggere

i novanta minuti della partita. La sua

esperienza nell’altra disciplina sportiva si

manifesterà probabilmente nella velocità

di pensiero durante il gioco, qualità maturata

dalla necessità di muoversi negli

spazi ristretti del calcio a cinque. E che

agevolerà l’intesa di Marsano lì davanti

sia con Benny Cucurachi, tradizionale

spalla della D’Amico, sia con la laterale

di sinistra Sharon Cazzato e sia, sull’opposta

fascia, con Chiara Guido. La coach

Indino ha definito Asia Anna «la migliore

giocatrice dei campionati provinciali di

calcio a cinque».

Ma altri ingaggi sono all’orizzonte del

Lecce Women, per puntellare ogni sezione

della squadra. Il club cerca pedine

soprattutto entro i confini nazionali, entro

il ritiro precampionato, che comincerà il

17 agosto, annuncerà due o tre acquisti

pesanti. Ed è in accordo con la canadese

Emily Tirabassi per il ritorno della stessa

centrocampista nel capoluogo salentino,

ma l’ostacolo alla conferma è dovuto alle

restrizioni sui trasferimenti scaturite dal-

Asia Marsano, attaccante

di FRANCESCO BUJA

l’emergenza anti-coronavirus.

Una corsa contro il tempo, come sempre,

poiché il 6 settembre le ragazze calcheranno

il terreno di gioco per il primo atto

della Coppa Italia. Nei giorni scorsi le

giallorosse si sono sottoposte alle visite

sanitarie di rito al centro medico polispecialistico

Icos, a Lecce. Ora dovranno testare

la loro forma fisica sotto la guida del

preparatore atletico Gianluca La Mazza,

che dalla scorsa estate segue le calciatrici

Le ragazze del Lecce Women in campo

della compagine salentina e che ha lavorato

per dieci anni nel settore giovanile

dell’Unione sportiva Lecce, poi a Casarano,

Brindisi, Pisa, Alghero, Matera,

Martina Franca e Taranto. Tre giorni di

prove atletiche. Poi le ragazze di Vera Indino

si alleneranno quotidianamente alla

cittadella dello sport “Attilio Adamo” a

Martignano, in ritiro per la preparazione

del campionato, sul quale, finalmente, si

alzerà il sipario l’11 ottobre.

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