Groppello, l'autoctono della Valtènesi - Centro Vitivinicolo Provinciale

centrovitivinicoloprovinciale.it

Groppello, l'autoctono della Valtènesi - Centro Vitivinicolo Provinciale

Groppello, l’autoctono

InQUadraMento genetIco

Quaderni della Ricerca

n. 124 - novembre 2010

della Valtènesi

IndagInI terrItorIalI e

caratterIstIche varIetalI

www.regione.lombardia.com

rIsposte a dIversI MetodI

dI vInIfIcazIone


Groppello, l’autoctono della Valtènesi Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Sperimentazione condotta nell’ambito del progetto di ricerca n. 1230 “Groppello: valorizzare il vitigno

autoctono attraverso lo studio della variabilità di origine genetica ed ambientale e delle attitudini enologiche

- GAVE” (d.g.r. 2 aprile 2008 n. VIII/6924 - Piano per la ricerca e lo sviluppo 2008).

Testi a cura di:

Marco Tonni, Anna Piotti, Eduardo Rizzi

Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia

Foto a cura di:

Anna Piotti, Marco Tonni

Hanno realizzato le attività sperimentali:

Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia

Referente: Dott. Agr. Marco Tonni

e-mail: tonni@centrovitivinicoloprovinciale.it

Per Informazioni:

Regione Lombardia - Direzione Generale Agricoltura

U.O. Interventi per la competitività e l’innovazione tecnologica delle aziende

Struttura Ricerca e innovazione tecnologica

Via Pola 12/14 - 20124 Milano

Tel: +39.02.6765.2537 fax +39.02.6765.2757

e-mail: agri_ricerca@regione.lombardia.it

Referente: Rossana Tonesi - tel. +39.02.6765.3737

e-mail: Rossana_Tonesi@regione.lombardia.it

© Copyright Regione Lombardia


Groppello

L’ autoctono della Valtènesi

Inquadramento genetico: varietà, genotipi, cloni

Risposte agli ambienti: indagini territoriali e caratteristiche varietali

Risposte a diversi metodi di vinificazione

1

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Groppell

Lavoro realizzato e finanziato dal Consorzio di Tutela del Garda Classico e dal Centro Vitivinicolo Provinciale

di Brescia. Cofinanziato dal Fondo per la Ricerca della Regione Lombardia per gli anni 2008-2009.

Si ringraziano per la fattiva collaborazione tutte le Aziende citate nel testo e i componenti del Comitato

tecnico appositamente creato: Paolo Turina, Enol. Giuseppe Piotti, Enol. Mattia Vezzola, Sante Bonomo,

Dott. Pierluigi Villa.

Si ringraziano Regione Lombardia, ERSAF Lombardia, Ente Vini Bresciani, Istituto Mediterraneo di

Certificazione per i dati forniti.

Si ringraziano l’Enol. Giuseppe Piotti e il Dott. Agr. Pierluigi Villa per i loro contributi ai testi introduttivi

dei capitoli 1 e 2.

Si ringrazia Oenoitalia per il sostegno alla sperimentazione.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Regione Lombardia

Da sempre la Direzione Generale Agricoltura supporta e incentiva la

realizzazione di attività di ricerca sperimentale e applicata, al fine di

permettere la crescita qualitativa e tecnica dei diversi settori agricoli.

Il Progetto “Groppello: valorizzare il vitigno Autoctono attraverso lo

studio della Variabilità di origine genetica ed ambientale e delle attitudini

Enologiche - GAVE”, nato dalla collaborazione tra Consorzio Garda

Classico e Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia, è stato ideato

per rispondere all’esigenza del mondo produttivo di conoscere in modo

compiuto le caratteristiche e le potenzialità di quei vitigni autoctoni,

chiamati Groppello, che rappresentano la storia, la tradizione e l’anima

della zona viticola del Garda Classico, sulla sponda bresciana dell’omonimo lago.

Al fine di fare chiarezza sulla variabilità fenotipica, sulla risposta ambientale e sul comportamento

enologico del vitigno, il progetto si è posto i seguenti obiettivi:

• indagare la variabilità del Groppello in funzione del biotipo e delle caratteristiche dell’ambiente

di coltivazione;

• definire le influenze di diversi sistemi di vinificazione sulle qualità del vino;

• divulgare le informazioni acquisite per garantire la crescita tecnica delle Aziende e l’incremento

qualitativo dei loro prodotti.

I risultati della sperimentazione, illustrati in questo Quaderno della Ricerca, forniscono ai viticoltori

gardesani utili strumenti per decidere consapevolmente percorsi tecnici e approcci strategici.

2

Giulio De Capitani

Assessore all’Agricoltura

Regione Lombardia

Consorzio di Tutela del Garda Classico

3

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

“La rivincita del Groppello”: così titolava un articolo del Prof. Ottorino Milesi

sul Giornale di Brescia del 21 luglio 1991, all’indomani della pubblicazione -

sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 22 ottobre 1990 - del disciplinare che includeva

il Groppello tra le denominazioni di origine controllata.

La pubblicazione rendeva giustizia alla verità storicamente documentata da

un agronomo intenditore come Agostino Gallo che nel 1564 lodava l’impianto

delle “Cropelle nere morbide” o dal Prof. Richini che nel 1926 stimava la

produzione delle “Cropelle” pari a tre quarti della intera produzione viticola

della Valtènesi: VALTÈNESI e GROPPELLO rappresentavano già un binomio

secolare inscindibile che il Consorzio Garda Classico sta oggi rilanciando con

il disciplinare del Valtènesi DOC in corso di approvazione.

Restava tuttavia sospesa una necessità ineludibile: fare chiarezza tra le diverse tipologie e denominazioni del

vitigno Groppello quale premessa per raggiungere risultati qualitativi in grado di esaltarne le caratteristiche

e le inconfondibili connotazioni organolettiche, per poi mettere mano ai vigneti e all’aggiornamento delle

tecniche enologiche, in presenza di interpretazioni disomogenee che ancora fanno discutere apprezzati

viticoltori ed appassionati di questo vino prediletto.

Serviva dunque avviarne la ricerca che qui ho l’onore e il piacere di presentare, iniziata dal mio predecessore

Paolo Turina, fortemente voluta da tutti i consiglieri del Consorzio, condotta con la collaborazione

indispensabile e appassionata dei tecnici del Centro Vitivinicolo Provinciale della Provincia di Brescia,

con il contributo economico della Regione Lombardia, con la collaborazione attiva delle aziende associate

e della commissione tecnica del Consorzio: un grande lavoro di squadra di cui oggi possiamo andare fieri

e del quale ringrazio anche a nome di tutti i produttori.

Il Centro Vitivinicolo Provinciale ha concertato con il Consorzio e con le realtà produttive le esigenze

di indagine e procedendo con rigore tecnico ha delineato le strategie operative. Sono state coinvolte le

aziende nel territorio e le riunioni e gli incontri di degustazione sono stati aperti sempre a chiunque volesse

parteciparvi, così da creare un ampio gruppo di lavoro e coscienza partecipativa.

Il lavoro di ricerca ha portato a delineare le caratteristiche e le differenze tra “i Groppello”, sia dal punto di

vista viticolo che enologico. Il quadro emerso è che il Groppello nelle sue diverse tipologie fornisce risposte

diversificate secondo le annate, i terreni, il microclima, i metodi di vinificazione, i cloni e i presunti cloni

finora selezionati.

Perciò i viticoltori devono porre molta attenzione alle scelte agronomiche ed enologiche ed agli andamenti

stagionali, ma hanno anche l’importante opportunità di far risaltare l’abilità dell’uomo nell’impiegare e

dirigere con saggezza gli strumenti naturali a disposizione.

Grazie ai risultati dello studio, i viticoltori possono ora consapevolmente decidere strategie migliori per

conseguire i risultati enologici desiderati, considerando i comportamenti dei vitigni e dei diversi cloni nelle

svariate microaree del territorio e le diverse possibili strategie di vinificazione.

I dati raccolti sul Groppello sono moltissimi e – ad esempio per quanto riguarda il comportamento dei

vitigni nelle diverse micro aree – ancora in corso di interpretazione. Inoltre altri cloni, tecniche agronomiche

ed enologiche ancora attendono di essere esplorate e potrebbero dare ulteriori interessanti risultati.

Come Ottorino Milesi concludo con il motto dei viticoltori di Puegnago -“se insisti e resisti raggiungi

e conquisti”- auspicando che la ricerca prosegua ininterrottamente per anni per trasmettere a nipoti e

pronipoti risultati utili e storicamente tangibili a tutela delle tradizioni vitivinicole della Valtènesi e della

splendida Riviera del Garda.

Sante Bonomo

Presidente del Consorzio di Tutela del Garda Classico


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia

Il Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia,

da sempre sostenuto dall’ Assessorato Agricoltura

della Provincia di Brescia, CCIAA

di Brescia e Istituzioni Agrarie Raggruppate,

svolge dal lontano 1974 (e dal 1985 con l’attuale

denominazione) un ruolo fondamentale di

congiunzione tra il mondo Produttivo e quello

Tecnico e Scientifico.

Attraverso innumerevoli collaborazioni di lunga

data rivitalizzate da continue e nuove sinergie

con Enti locali, Regionali e Nazionali, il Centro promuove attività di ricerca, sperimentazione

e assistenza tecnica a beneficio del settore vitivinicolo e di altri settori dell’agricoltura.

Un Centro che voglia eccellere per qualità e possa aspirare ad essere stimato dal mondo produttivo,

deve essere in grado di tracciare le direttrici per una evoluzione tecnica e operativa per la

grande maggioranza delle Aziende, ma anche di stimolare la proficua discussione e lo sviluppo di

un dibattito continuo riguardo a tematiche tecniche, ambientali, economiche.

Il Progetto GAVE è conosciuto da tutti sul territorio con il più orecchiabile nome di “Progetto

Groppello” e la trasformazione del suo nome ad immedesimarsi nella Varietà è sintomatica testimonianza

delle aspettative del mondo produttivo riguardo agli esiti del Progetto. Esso nacque e

crebbe dal Territorio, attraverso un processo di fusione tra le esigenze dei Produttori e le proposte

dei Tecnici, per svilupparsi in un lavoro che ebbe ben chiari fin da subito obbiettivi, costi e tempi

di realizzazione e conclusione.

Questo lavoro ambisce a fornire elementi concreti e sufficientemente completi riguardo ai vitigni

autoctoni della sponda bresciana del Lago di Garda, da sempre coltivati e custoditi nel fulcro della

zona chiamata Valtènesi, che rispondono ai nomi di Groppello Gentile e Groppello di Mocasina.

Per la prima volta si analizzano approfonditamente gli adattamenti territoriali, le interazioni ambientali

e le potenzialità enologiche dei Groppello, oltre che tracciare un esaustivo riassunto delle

ampie conoscenze genetiche già in essere e puntualizzare alcuni aspetti dell’inquadramento pedologico

realizzato anni fa.

Lo strumento di una conoscenza che diversamente o privatamente le Aziende non potrebbero mai

conseguire, viene in questo modo messo a disposizione di chi vorrà fruirne per migliorare la propria

preparazione e operare le proprie scelte produttive in modo oculato e ragionato.

Questo lavoro non vuole essere un punto di arrivo, ma di partenza, da portare ad esempio di come,

seppur con mezzi misurati, ma con buon coordinamento e molto impegno, si possano ottenere risultati

apprezzabili e divulgabili, a beneficio di tutto il settore, in modo da garantirne una crescita

qualitativa ed organica.

Gian Francesco Tomasoni Mauro Tognoli

Assessore all’Agricoltura Provincia di Brescia

Presidente del Centro Vitivinicolo

Vicepresidente del Centro Vitivinicolo

4

SOMMARIO

1 Varietà, genotipi, cloni

5

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Capitolo 1................................................................................................................................10

1. Varietà, genotipi, cloni..........................................................................................................13

1.1. Oggetto ed obbiettivi dello studio.........................................................................26

1.2. Le analisi statistiche.............................................................................................26

1.3. Materiali e metodi................................................................................................28

1.4. Risultati e commenti............................................................................................33

1.5. Considerazioni...................................................................................................52

2 Risposte agli ambienti:

indagini territoriali e caratteristiche varietali

Capitolo 2............................................................................................................................... 54

2. Risposte agli ambienti: indagini territoriali e caratteristiche varietali............................... 56

2.1. Oggetto ed obbiettivi dello studio...................................................................... 56

2.2. Le sostanze polifenoliche....................................................................................56

2.3. Materiali e metodi...............................................................................................62

2.4. Risultati e commenti...........................................................................................66

2.5. Considerazioni...................................................................................................102

3 Risposte a diversi metodi di vinificazione

Capitolo 3............................................................................................................................. 104

3. Risposte a diversi metodi di vinificazione....................................................................... 105

3.1. Oggetto ed obbiettivi dello studio.................................................................... 105

3.2. Materiali e metodi............................................................................................ 105

3.3. Risultati e commenti........................................................................................ 112

3.4. Considerazioni................................................................................................. 131

4 Considerazioni finali........................................................................................ 132

Appendice............................................................................................................................ 133

Bibliografia.......................................................................................................................... 139

Allegati: Carta dei suoli ERSAF

Metodi per la visualizzazione del colore


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Piano dell’opera

Riassumiamo di seguito il piano generale della presente pubblicazione

1. Inquadramento genetico:

varietà, genotipi, cloni

1.1 Oggetto ed obbiettivi

dello studio

1.2 Le analisi statistiche

1.3 Materiali e metodi

1.4 Risultati e commenti

1.5 Considerazioni

Groppello

L’ autoctono della

Valtènesi

Introduzione generale

2. Risposte agli ambienti:

indagini territoriali e

caratteristiche varietali

2.1 Oggetto ed obbiettivi

dello studio

2.2 Le sostanze polifenoliche

2.3 Materiali e metodi

2.4 Risultati e commenti

2.5 Considerazioni

4. Conclusioni

6

3. Risposte a diversi

metodi di vinificazione

3.1 Oggetto ed obbiettivi

dello studio

3.2 Materiali e metodi

3.3 Risultati e commenti

3.4 Considerazioni

Introduzione

7

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Questo lavoro è nato da una proficua intesa tra il Consorzio di Tutela del Garda Classico e il Centro

Vitivinicolo Provinciale di Brescia durante le stagioni 2006 e 2007 e si è ampliato e concluso con le

vendemmie 2008-2009 grazie alle possibilità offerte dal Piano della Ricerca della Regione Lombardia.

Partendo dall’analisi delle esigenze del settore e delle conoscenze esistenti, si è definito un programma

comune che aveva come obbiettivi conoscere meglio i Groppello (Groppello Gentile e Groppello di

Mocasina) coltivati nella zona bresciana del Lago di Garda e in particolare in Valtènesi e fornire alle

Aziende quelle informazioni che permettessero loro di scegliere strategie viticole ed enologiche a partire

da elementi conoscitivi consolidati sulla base di risultati della ricerca.

Conoscere per decidere consapevolmente: questa frase riassume l’obbiettivo principale e lo spirito che ha

animato la commissione tecnica di indirizzo generale ed il gruppo di lavoro che ha condotto le ricerche

(Tab. 1). Non si trattava di individuare il miglior metodo di vinificazione o il miglior Groppello, il più adatto

territorio o il clone più qualitativo, bensì di fornire alle Aziende gli strumenti conoscitivi per decidere dove

e come operare per ottenere i risultati enologici più consoni alle aspettative del proprio mercato.

Infatti, nel territorio bresciano del Lago di Garda a partire dai Groppello si ottengono vini rosati, rossi

di pronta beva e rossi da medio invecchiamento, a seconda che il vitigno venga vinificato in uvaggio o in

purezza, raccolto presto o tardi. Sarebbe pertanto una forzatura proporre una ricetta per ogni vino, oltre che

un limite conoscitivo per le Aziende accettare senza spirito critico un tale responso.

la commissione tecnica di indirizzo generale il gruppo di lavoro

sante Bonomo presidente consorzio Garda classico Marco tonni

paolo turina

produttore, responsabile tecnico del consorzio e

presidente di commissione

anna piotti

Marco tonni consulente cVp, agronomo eduardo rizzi

pierluigi Villa consulente cVp, agronomo altri collaboratori saltuari

Giuseppe piotti consulente privato, enologo

Mattia Vezzola produttore, enologo

Riteniamo che questo lavoro rappresenti un punto fermo nella conoscenza dei vitigni Groppello, perché

riassume i punti chiave di quanto già realizzato ed analizza approfonditamente le caratteristiche del vitigno,

le sue risposte ai siti di coltivazione ed ai diversi metodi di vinificazione. Potrà anche essere base per

ulteriori indagini, in particolare se si volessero cogliere aspetti più dettagliati del rapporto vitigno-ambiente

o del comportamento dei Groppello in uvaggio.

Considerazioni preliminari

Sotto il nome Groppello sono registrate al catalogo nazionale delle varietà due diverse varietà: il Groppello

Gentile ed il Groppello di Mocasina.

La sinonimia, la coincidenza del territorio di coltivazione ed il fatto che storicamente non si siano mai

distinte le due varietà in vinificazione, utilizzando indifferentemente l’una o l’altra per ottenere i vini non

differenziati, fa sì che in Valtènesi si parli di “Groppello” come se fosse una sola varietà. A prescindere

dalle precisazioni riportate nello specifico capitolo sull’inquadramento genetico, possiamo per ora e per

semplicità parlare di “Groppello” come una varietà autoctona, le cui caratteristiche viticole ed enologiche

verranno successivamente approfondite in queste pagine, diffusa localmente sulla sponda bresciana del

Lago di Garda per una superficie complessiva di oltre 400 ettari (fonte dati: SIARL Regione Lombardia).

Si deve considerare che, a fronte di questa estensione non particolarmente importante, il Groppello è

comunque il vino più rappresentativo del Garda Classico, la varietà entra come componente principale

anche nelle tipologie Garda Classico Chiaretto, Rosso, Rosso Superiore, ed è coltivata da praticamente tutte

le Aziende vitivinicole della sponda occidentale del Garda. Proprio per questa fondamentale importanza

vitivinicola, le sue caratteristiche genetiche sono state studiate dal Centro Vitivinicolo Provinciale di

Brescia negli ultimi 20 anni, in collaborazione con vari Enti ed Istituti di Ricerca. Le sue caratteristiche

agronomiche e le migliori tecniche di coltivazione sono state messe a punto e divulgate, in particolare

nell’ultimo decennio, sempre a cura del Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia nell’ambito dei progetti

di assistenza tecnica in viticoltura, rivolti alle Aziende Bresciane.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tuttavia, manca uno studio territoriale per la valutazione comportamento del Groppello nelle varie zone

dell’areale, così come manca la conoscenza approfondita delle caratteristiche dei cloni presenti sul mercato

e dei presunti cloni che potrebbero essere a breve omologati.

A livello enologico, un importante aspetto da considerare è che il Groppello è una varietà molto particolare

per la sua dotazione polifenolica non certo ricca e per l’impatto che questa caratteristica ha sul vino che

viene prodotto, che risulta sempre gradevole, ma spesso carente in struttura o complessità e con limitata

attitudine all’invecchiamento. Ciò ha indotto i viticoltori del Garda a ricercare sovente schemi di vinificazione

innovativi o alternativi ai tradizionali e comunque a personalizzare le vinificazioni secondo le proprie

abitudini o convinzioni, ma senza il supporto di dati della ricerca specifici per le varietà Groppello.

Obbiettivi

Possiamo quindi riassumere gli obbiettivi principali di questo lavoro come segue.

1. Conoscere il comportamento del “Groppello” (o, meglio, dei “Groppello”) a livello territoriale

2. Indagare meglio le differenze viticole ed enologiche tra le due varietà in parte omonime (Groppello

Gentile e Groppello di Mocasina)

3. Valutare l’influenza di diversi metodi di vinificazione sulle caratteristiche dei vini da Groppello.

4. Verificare le differenze viticole ed enologiche tra alcuni cloni omologati e altri in collezione ed

omologabili, coltivati nello stesso ambiente, per accertarne il loro valore vitienologico.

Il metodo di lavoro

Il coinvolgimento delle Aziende è stato ritenuto uno dei passaggi fondamentali per garantire l’ottenimento

dei risultati e la loro divulgazione sul territorio.

Per questo si sono contattate e coinvolte numerose Aziende, condividendo con loro la scelta dei vigneti, e

le degustazioni dei vini sono sempre state realizzate in doppio, sia con una commissione tecnica che con

incontri aperti ai produttori durante i quali veniva relazionato il progredire del lavoro.

28%

1%

2%

Produzioni per tipologia di vino della D.O.C. Garda

7% 4%

Bianco

29% Chiaretto

Groppello

Groppello Riserva

Novello

Rosso

29%

Rosso Superiore

8

Prodotto

TIPO VINO Sup Destinata Q.tà Kg. Prod Q.tà Lt. Prod

Bianco 255211 154071 104768

Chiaretto 1326414 1086957 739131

Groppello 1438913 1098462 746952

Groppello Riserva 76716 60630 41228

Novello 31634,03 25663 17451

Rosso 1275866 1026523 698032

Rosso Superiore 391652,5 265854 180780

Totale complessivo 4796407 3718160 2528342

Superficie

iscritta

Kg Uva

prodotta

L vino

prodotto

GROPPELLO 1.438.913 1.098.462 746.952

GROPPELLO

RISERVA

76.716 60.630 41.228

Totale complessivo 1.515.629 1.159.092 788.180

La diffusione del Groppello

GROPPELLO DI

MOCASINA

9

GROPPELLO

GENTILE

Comune Ettari N° Ceppi Ettari N° Ceppi Ettari totale

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

N° Ceppi

totali

Puegnago sul Garda 7,8325 28505 91,6793 298270 99,5118 326775

Polpenazze del Garda 7,0064 29553 54,6951 185769 61,7015 215322

Manerba del Garda 3,0146 11964 35,2613 124745 38,2759 136709

Desenzano del Garda 2,8634 11593 34,0241 121329 36,8875 132922

Calvagese della Riviera 18,3282 60840 12,365 47825 30,6932 108665

Lonato del Garda 2,4466 8163 23,9177 93186 26,3643 101349

Muscoline 12,3315 40530 13,0896 40126 25,4211 80656

Moniga del Garda 0,316 790 17,0691 63493 17,3851 64283

Bedizzole 1,2395 4169 13,9741 56180 15,2136 60349

Padenghe sul Garda 1,29 2877 14,8969 47219 16,1869 50096

San Felice del Benaco 0,933 3073 13,3382 45912 14,2712 48985

Gavardo 3,104 9924 9,0598 27927 12,1638 37851

Roè Volciano 1,5184 2334 11,0442 32684 12,5626 35018

Salò 0,23 560 4,4344 12707 4,6644 13267

Pozzolengo 0,5344 2135 2,8106 8865 3,345 11000

Soiano del Lago 0,255 1020 2,9518 9955 3,2068 10975

Villanuova sul Clisi 0,22 419 2,73 6157 2,95 6576

Botticino 0,364 420 1,892 5963 2,256 6383

Sirmione 0 1,7514 5975 1,7514 5975

Castenedolo 0 1,3852 2860 1,3852 2860

Prevalle 0,67 2183 0,08 667 0,75 2850

Rezzato 0 0,4 1330 0,4 1330

Brescia 0,0237 95 0,4372 1145 0,4609 1240

Nuvolera 0 0,3835 937 0,3835 937

Serle 0 0,51 850 0,51 850

Castegnato 0 0,19 790 0,19 790

Barghe 0 0,247 659 0,247 659

Collebeato 0 0,353 543 0,353 543

Gargnano 0,309 515 0 0,309 515

Vobarno 0 0,18 450 0,18 450

Ome 0 0,2078 432 0,2078 432

Remedello 0 0,19 271 0,19 271

Caino 0 0,2 133 0,2 133

Breno 0,045 83 0 0,045 83

Totale complessivo 64,8752 221745 365,7483 1245354 430,6235 1467099

fonte: SIARL Regione Lombardia


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CAPITOLO 1

Varietà, genotipi, cloni

1.1. Oggetto ed obbiettivi dello studio....................................................................... 26

1.2. Le analisi statistiche............................................................................................ 26

1.3. Materiali e metodi............................................................................................... 28

1.3.1. Agrometeorologia....................................................................................... 28

1.3.2. Il vigneto scelto............................................................................................28

1.3.2.1 Analisi del suolo.................................................................................... 29

1.3.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi............................ 29

1.3.3.1 Rilievi agronomici................................................................................. 29

1.3.3.2 Analisi delle uve..................................................................................... 29

1.3.3.3 Analisi statistiche................................................................................... 29

1.3.4. Vendemmia e Vinificazioni.......................................................................... 29

1.3.4.1 Analisi sulle Uve.................................................................................... 29

1.3.4.2 Analisi sui vini....................................................................................... 30

1.3.4.3 Analisi statistiche................................................................................... 30

1.3.5. Degustazioni................................................................................................. 30

1.3.5.1 Analisi statistiche................................................................................... 30

1.4. Risultati e commenti........................................................................................... 33

1.4.1. Agrometeorologia......................................................................................... 33

1.4.2. Il vigneto scelto............................................................................................ 33

1.4.2.1 Analisi dei suoli...................................................................................... 33

1.4.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi............................. 34

1.4.3.1 Rilievi agronomici.................................................................................. 34

1.4.3.2 Analisi sulle Uve.................................................................................... 35

1.4.4. Vendemmia e vinificazioni..............,............................................................ 39

1.4.4.1 Analisi sulle Uve.................................................................................... 39

1.4.4.2 Analisi sui vini....................................................................................... 40

1.4.4.3 Le sostanze polifenoliche nei vini.......................................................... 42

1.4.5. Degustazioni................................................................................................. 46

1.4.5.1 Interazioni.............................................................................................. 51

1.5. Considerazioni.................................................................................................... 52

10

1

Varietà, genotipi, cloni

11

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Pretendere di far risalire storicamente il Groppello, oggi coltivato in Valtènesi ed altrove in Riviera

del Garda, a nobili origini etrusche, romane o barbariche d’alto medioevo, significa giocare

d’intuizione peraltro senza testimonianze certe o validi raffronti oggettivi.

Gli ampelografi italiani si sono spesso cimentati nel tentativo di dare qualche razionale correlazione

fra le varie denominazioni di Groppello e la corrispondente realtà viticola.

Gli accostamenti che ne sono scaturiti nel contesto di vitigni disparati, depongono a favore ancor

più dell’etimologia di natura morfologica della dizione Groppello. Con questo nome infatti sono

state indicate di volta in volta, e in tempi e zone diverse, viti assai dissimili con frutti addirittura

bianchi aventi peraltro sempre in comune il grappolo compatto a forma cilindroconica, con ali

poco o punto pronunciate ed acini serrati.

Il Molon, 1906, elenca 4 sinonimi di un Groppello bianco rispondenti ai nomi di Gropel, Gropel

Cremones, Pignola bianca veronese e Gropela bianca e ben nove tipi di Groppello nero coi nomi di

Groppello, Grapello, Gallazzone, Gropel, Gropel fi, Gropel Cremones, Grupela Veronese, Groppel

e Grupello nero, rifacendosi ad una vasta bibliografia che parte da Agostino Gallo (1499/1570) e

prosegue col Soderini (1600) con l’Acerbi (1825) col Mendola (1868) con l’Incisa (1869), con il

Di Rovasenda (1877) col Goethe H. (1878), col bollettino del Ministero dell’Agricoltura del 1883

(XVI) e poi ancora col Goethe (1887) e il Di Rovaseda (1887) col Tamaro (1893) col Tamaro e

Cuzzoni (1898) e col Tamaro e Vermorel (1902).

Italo Cosmo e Fabio Sardi nello studio ampelografico avviato per conto del MAF nel 1954,

accennano anche ad una pignola nera di Valtellina che ha in comune con i “Groppelli” compattezza

del grappolo.

Il tutto a conferma che la denominazione Groppello e le sue plurime variazioni dialettali

geografiche, sostanzialmente si rifanno ai caratteri morfologici del grappolo e quindi di volta in

volta attribuite nel tempo (a partire dal XIII secolo e dal XVI in forma storicamente dimostrata)

a vitigni diversi.

Un caso di palese omonimia ortografica, non suffragata da corrispondenza ampelografica, è

certamente quello del Groppello di S. Stefano a cui Cosmo e Sardi hanno dedicato una cospicua

monografia. Già Pier Giovanni Garoglio aveva descritto questo vitigno dopo averne individuata

la presenza in Provincia di Massa mentre i due autori dianzi citati ricordano un Groppello della

Val di Non a loro avviso lo stesso che sotto il nome Groppello di S. Stefano si ritrova in provincia

di Brescia. E più oltre nel loro testo: “dai caratteri ampelografici che il Marzotto riporta (opera

citata), il Groppellone non sarebbe altro che una modificazione ambientale del Groppello della

Val di Non, nel bresciano divenuto ad un certo momento Groppello di S. Stefano. E poiché dai

nostri rilievi in sito il Groppellone sarebbe risultato una modificazione del Groppello Gentile,

non si esclude che si sia creata una certa confusione per cui certi viticoltori chiamano Groppello

Gentile quello che altri chiamano Groppello di S. Stefano e viceversa”.

La cosa più strana peraltro è che nella stessa monografia furono dettagliatamente descritte tanto

le caratteristiche del Groppello di Santo Stefano che del Groppello Gentile mettendo ben in

evidenza le pur macroscopiche differenziazioni morfologiche esistenti e ancor più le caratteristiche

organolettiche assai dissimili dei rispettivi vini derivati.

Da premesse e giudizi, basati su supposizioni, si giunge peraltro a conclusioni del tutto

contraddittorie e non certo chiarificatrici rispetto alle classiche conoscenze del Groppello

tradizionale della Riviera del Garda.

Ma per scendere ai dettagli della storia locale, è giocoforza rifarsi ad Agostino Gallo che nel

dialogo fra Vincenzo Maggi e Giovan Battista Avogadro fa proporre al primo la secca domanda:

“Quali viti sono migliori tra noi per fare delle uve assai?”

Esemplare e chiarissima la risposta dell’Avogadro. “Lodo primamente, che si piantino le uve

Cropelle Nere Morbide per renderne più delle gentili, le quali stanno bene accompagnate con

tutte le altre uve nere e bianche. Vero è che le Cropelle gentili sono più delicate da mangiare e

fanno miglior vino delle morbide, benché sia poco, ma patiscono i mali tempi e la fersa. Poi sono

mediocremente buone le vernacce nere perocché non fallano a produrre frutto assai. Ma il proprio

loro è da compagnarle con le Trebbiane bianche o con le Croppelle dette che altramente non

farebbero vino saporito, né potente, e sarebbe anche carico di colore”.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Anche il Bacci scrive che nella plaga di Franciacorta fino alle rive del lago d’Idro era celebre il

Groppello ottenuto dalle uve omonime simili alle pignole, che dava un vino gradevole e potente,

esportato dentro otri in Germania.

Una testimonianza importante è riferita dal Marzotto (1925) che riporta integralmente le notizie

direttamente fornitegli dal professor Richini che afferma: «In Valtenesi si dinstinguono due qualità

di Groppello nero: uno è chiamato Groppello Gentile (detto in dialetto anche fino) e l’altro è

chiamato Groppellone. Differenziano questi due Groppelli soprattutto nel grappolo; quello Gentile

ha il grappolo piuttosto spargolo; il Groppellone ha grappolo, invece, serrato, un po’ più grosso

sempre però conico. Nel Groppello Gentile il picciolo è più lungo mentre le foglie sono poco o

punto lobate; a differenza del Groppellone le cui foglie sono sempre lobate (3-5 lobi). Il Groppello

detto Moliner non è altro che un Groppello Gentile. Si chiama Moliner precisamente per il colore

più chiaro dei suoi tralci. Il Groppello Mocasina è un’altra subvarietà che ha somiglianze col

Groppellone, i suoi acini sono però un po’più duri e dà un vino meno garbato, grosso». Fa seguito

una dettaglia descrizione del Groppellone.

Il Marzotto inviò una copia del volume citato al Richini e questi di suo pugno aggiunse al Groppello

di Mocasina il carattere acini “più piccoli” rispetto a quelli del Groppellone.

Come si può osservare molteplici sono state le descrizioni riguardanti i “Groppelli” la più fedele

delle quali è ancora quella del Richini che si avvicina molto alla spiegazione del problema.

Le descrizioni da noi effettuate su un vasto numero di presunti cloni delle suddette varietà ha

portato alla individuazione e alla caratterizzazione di questi vitigni così come è stata proposta

in questo studio. Secondo i nostri rilievi il Groppellone non è altro che un biotipo del Groppello

Gentile che si differenzia da questo sostanzialmente per la dimensione del grappolo. Il Groppello

di Mocasina, che si differenzia dal precedente soprattutto per la tomentosità dell’apice e della

pagina inferiore della foglia, non a caso è detto Moliner (mugnaio, quindi infarinato, imbiancato)

e dalla forma del grappolo praticamente sempre con un’ala, ha come sinonimo il Groppello

S. Stefano risultato assolutamente identico.

Testo introduttivo a cura di Pierluigi Villa

12

Un inquadramento finalmente chiaro

13

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Dal precedente testo si rileva come le sinonimie nate dalla tradizione e le discrepanze di valutazione in

merito ai nomi dei Groppello ed alle loro corrispondenze di biotipo o di varietà riportate da vari autori

storici non chiarissero definitivamente l’inquadramento genetico.

Da una indagine del 1994 (P. Villa e G. Tedesco) dove si è effettuata la comparazione isoelettroforetica

delle proteine degli apici radicali, si sono potute individuare oggettive differenze tra Groppello di

Mocasina (e “di Santo Stefano”) da un lato e Groppello Gentile dall’altro, a loro volta apparentemente

differenti dai “Groppellone”. Per contro l’analisi isoelettroforetica dell’attività isoenzimatica della

fosfatasi acida degli apici radicali non differenziava tra loro i vari Groppello. La medesima analisi

dell’attività di esterasi differenziava i “Groppellone” con il grappolo alato ed i Groppello Gentile e di

Mocasina dal resto della popolazione dei “Groppellone” valutati. Tuttavia tale studio partiva da materiale

raccolto con una corrispondenza varietale incerta e quindi non permetteva valutazioni chiare

e definitive.

Anche il libro di Calò et. al. (2001) che fa riferimento al Registro Nazionale, riporta ancora la sinonimia

tra Groppello gentile e Groppello della Val di Non.

Maggiore chiarezza si riscontra finalmente grazie ad un lavoro di Scienza e Valenti (1999) dove il

Groppello Gentile raccoglie tra i sinonimi le voci Groppello comune, fino e Groppellone, ed è distinto

dal Groppello di Mocasina con i relativi sinonimi Groppello molinèr e di S. Stefano.

Il Groppello Gentile si caratterizza per l’apice del germoglio semiaperto, pressoché glabro o al più

leggermente vellutato e di colore giallo bronzato, il seno peziolare ad U poco aperto e a volte chiuso,

foglia glabra sia nella pagina superiore che inferiore, spesso trilobata, superficie del lembo ondulata o

leggermente bollosa. Grappolo compatto o molto compatto, conico-cilindrico senza ali. Acino sferoidale,

colore blu violetto, buccia sottile, sapore neutro, PMG 242 g. Il tipo Groppellone è da attribuirsi

a varianti ambientali.

Il Groppello di Mocasina, detto molinèr (mugnaio) per l’apice tormentoso, leggermente lanuginoso,

semiaperto, verde biancastro, ha foglia spesso quinquelobata, seno a U spesso delimitato dalle nervature,

pagina superiore glabra con lembo poco bolloso e pagina inferiore vellutata. Grappolo di media

grandezza, cilindrico o cilindrico-conico, talvolta alato, molto compatto. Acino sferico, blu nero, pruinoso,

sapore neutro. PMG 190 g.

Questo inquadramento è stato definitivamente ed inequivocabilmente confermato dal lavoro di Costantini

et. al. (2001), che ha cercato di chiarire cosa siano, da una parte, il Groppello di S. Stefano, ritenuto

da alcuni autori coincidente con il Groppello della Val di Non e da altri con quello di Mocasina,

e dall’altra, il Groppello gentile e il Groppellone. L’analisi molecolare del DNA permette di ottenere

un profilo genetico unico del materiale in esame, che può essere utilizzato per l’identificazione specifica.

Lo stesso risultato non può essere assicurato dai tradizionali approcci descrittivi delle cultivar basati

su ampelografia e ampelometria che, fondandosi sull’osservazione di caratteri fenotipici, possono

essere influenzati da fattori ambientali, di sviluppo e dalla soggettività dell’analisi. Tra le tecniche che

utilizzano marcatori del DNA per la caratterizzazione varietale e la definizione di relazioni genetiche

tra i vitigni, la più informativa si basa sui marcatori molecolari microsatelliti amplificati via PCR.

Gli autori giungono alle seguenti conclusioni:

• Tutti i campioni provenienti dalla Val di Non (Revò), presentano lo stesso profilo caratteristico

di marcatori molecolari, che li distingue dalle altre accessioni analizzate. Essi possono quindi

essere considerati individui appartenenti alla stessa varietà. Questo materiale può essere chiamato

Groppello di Revò.

• Il Groppello gentile e il Groppellone costituiscono un’unica varietà. L’identità dei loro profili

dimostra l’origine del materiale dallo stesso seme. Le due tipologie potrebbero dipendere da

influenze delle diverse aree di coltivazione o essere imputate all’esistenza di diversi cloni. Non

vi è stretta parentela con il Groppello di Revò.

• Il Groppello di Mocasina coincide con il Groppello di S. Stefano, anche se al registro nazionale

delle varietà questi sono iscritti separatamente, ed è detto molinèr per la tomentosità dell’apice,

a differenza di come sopra riportato dal Marzotto per affermazione di Richini. Il Groppello di

Mocasina è geneticamente diverso dai precedenti, anche se mostra analogie genetiche maggiori

verso il Groppello gentile che verso il Groppello di Revò.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

14

Scheda ampelografica del Groppello Gentile

15

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Fonte: Villa et al, 1997

(Codici dei caratteri descrittivi secondo OIV)

Con Groppello Gentile si fa riferimento anche ai sinonimi Groppello fine per la tipologia a bacca piccola e

Groppellone per quella a grappolo grande.

GERMOGLIO, 10-30 cm

001 – Forma dell’estremità, semiaperta (5)

002 – Distribuzione della pigmentazione antocianica sull’apice, assente (1)

003 – Intensità della pigmentazione antocianica dell’estremità, nulla o molto leggera (1)

004 – Densità dei peli striscianti (lunghi) sull’apice, nulla o molto leggera (1)

005 – Densità dei peli diritti (corti) sull’apice, nulla o leggerissima (1)

- Colore dell’apice (escluso gli antociani), giallo dorato (3)

- Asse del germoglio, eretto (1)

Foglioline apicali (le prime tre a partire dall’apice)

- Aspetto del lembo, spiegato (1)

- Densità dei peli striscianti (lunghi), nulla o leggerissima (1)

- Densità dei peli diritti (corti), assenti (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo dorato (3)

Foglioline basali (quelle in accrescimento sotto le prime tre)

- Aspetto del lembo, leggermente a doccia (2)

- Densità dei peli striscianti (lunghi), nulla o leggerissima (1)

- Densità dei peli diritti (corti), assenti (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo dorato (3)

GERMOGLIO, alla fioritura

006 – Portamento (su tralcio non palificato), semiricadente (7)

007 – Colore della faccia dorsale degli internodi, verde (1)

008 – Colore della faccia ventrale degli internodi, verde (1)

009 – Colore della faccia dorsale dei nodi, verde (1)

010 – Colore della faccia ventrale dei nodi, verde (1)

011 – Densità dei peli diritti (corti) sui nodi, nulla o leggerissima (1)

012 – Densità dei peli diritti (corti) sugli internodi, nulla o leggerissima (1)

013 – Densità dei peli striscianti (lunghi) sui nodi, nulla o leggerissima (1)

014 – Densità dei peli striscianti (lunghi) sugli internodi, nulla o leggerissima (1)

015 – Pigmentazione antocianica delle gemme, leggera (3)

CIRRI

016 – Distribuzione sul tralcio, discontinua (1)

017 – Lunghezza, medio lunghi (5/7)

- Tipo, quadrifido (4)

FOGLIA GIOVANE (prime sei figlie dell’apice, alla fioritura)

051 – Colore della pagina superiore, verde (1)

052 – Intensità della colorazione antocianica delle 6 foglie distali, nulla o leggerissima (1)

053 – Densità dei peli striscianti tra le nervature della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

054 – Densità dei peli diritti (corti) tra le nervature della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

055 – Densità dei peli striscianti sulle nervature principali della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

056 – Densità dei peli diritti sulle nervature principali della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

APICE (Figure 1)

- Forma dell’estremità, semiaperta (5)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Intensità della pigmentazione antocianica all’estremità, nulla o molto leggera (1)

- Densità dei peli striscianti (lunghi) sull’apice, nulla o molto leggera (1)

- Densità dei peli diritti (corti) sull’apice, nulla o leggerissima (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

- Asse del germoglio, eretto (1)


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Figura 1.

Apice di Groppello Gentile

16

Figura 2.

Foglia di Groppello Gentile

Foglioline apicali (le prime tre a partire dall’apice)

- Aspetto del lembo, a doccia semiaperto (5)

- Densità dei peli striscianti (lunghi), nulla o leggerissima (1)

- Densità dei peli diritti (corti), nulla o leggerissima (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

Foglioline basali (quelle in accrescimento sotto le prime tre)

- Aspetto del lembo, spiegate (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

FOGLIA ADULTA (Figure 2)

065 – Taglia, media (5)

066 – Lunghezza, corta (3)

067 – Forma del lembo, cordiforme rettangolare (2/3)

068 – Numero dei lobi, tre-cinque (2/3)

069 – Colore della pagina superiore del lembo verde scuro (7)

070 – Pigmentazione antocianica delle nervature principali della

pagina superiore del lembo, nulla o leggerissima (1)

071 – Pigmentazione antocianica delle nervature principali della

pagina inferiore del lembo, nulla o leggerissima (1)

072 – Depressione sulla pagina superiore del lembo

(tra le nervature secondarie e terziarie), assente (1)

073 – Ondulazione del lembo tra le nervatura principali o secondarie, generalizzata (3)

074 – Profilo del lembo (taglio trasversale), a gronda (2)

075 – Bollosità della pagina superiore del lembo

(tra le nervature d’ultimo ordine), leggera (3)

076 – Forma dei denti, un lato concavo ed uno convesso (4)

077 – Lunghezza dei denti, corti (3)

078 – Lunghezza dei denti in rapporto alla larghezza della loro base, corti (3)

079 – Forma del seno peziolare, da poco aperto a chiuso (4/5)

080 – Forma della base del seno peziolare, sagomata a U (1)

081 – Particolarità del seno peziolare, fondo spesso limitato da nervatura nel punto peziolare (2)

082 – Forma dei seni laterali superiori, aperto (1)

083 – Forma della base dei seni laterali superiori, sagomati a U (1)

084 – Densità dei peli striscianti tra le nervature della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

085 – Densità dei peli diritti tra le nervature della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

086 – Densità dei peli striscianti sulle le nervature della pagina inferiore, leggera (3)

087 – Densità dei peli diritti sulle le nervature della pagina inferiore, media (5/4)

088 – Pelosità strisciante sulle nervature principali della pagina superiore, assente (1)

17

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

089 – Pelosità diritta sulle nervature principali della pagina superiore, assente (1)

- Densità dei peli striscianti sulla pagina superiore, nulla (1)

- Densità dei peli diritti sulla pagina superiore, nulla (1)

090 – Densità dei peli striscianti sul picciolo, nulla o leggerissima (1)

091 – Densità dei peli diritti sul picciolo, nulla o leggerissima (1)

092 – Lunghezza del picciolo, corto-medio (4)

093 – Lunghezza del picciolo in rapporto alla nervatura media, uguale (5)

- Grossezza del picciolo, medio-grosso (2)

- Sezione trasversale del picciolo con canale, evidente (1)

TRALCIO ERBACEO

- Sezione trasversale, circolare (1)

- Contorno, leggermente rugoso (2)

- Tomentosità, liscio (1)

- Distribuzione del tomento, assente (1)

- Colore, verde con striature (1)

- Diffusione del colore, solo su internodi (1)

SARMENTO (tralcio legnoso dopo la caduta delle foglie)

101 – Sezione trasversale, circolare (1)

102 – Superficie, striata (3)

103 – Colore generale, bruno rossiccio (4)

- Distribuzione del colore, uniforme (1)

- Superficie, non pruinosa (3)

104 – lenticelle, assenti (1)

- Corteccia, aderente (1)

- Lunghezza, media (2)

- Consistenza, mediamente robusto-elastico (4)

- Aspetto, abbastanza ramificato (2)

- Nodi, globosi evidenti (1)

105 – Densità dei peli diritti sui nodi, nulla o leggerissima (1)

106 – Densità dei peli diritti sugli internodi, nulla o leggerissima (1)

- Diffusione della tomentosità, parzialmente diffusa (2)

- Colore del tomento, tendenzialmente bianco (1)

- Gemme, coniche (2)

- Gemme, mediamente evidenti (2)

- Cercine peziolare, ben evidenti (2)

- Cercine peziolare, sporgente (1)

TRONCO

- Aspetto, mediamente robusto (3)

INFIORESCENZA

151 – Sesso del fiore, ermafrodita (3)

152 – Livello d’inserzione della prima infiorescenza, terzo o quarto internodo (2)

153 – Numero di infiorescenze per tralcio, 1.48 (2)

154 – Lunghezza dell’ infiorescenza prossimale, 12-14 cm (3)

- Forma del bottone fiorale, cilindro piriforme (3/2)

- Dimensione del bottone fiorale, piccolo (1)

- Fertilità del fiore, autofertile (1)

GRAPPOLO (Figure 3 e 4)

201 – Numero medio di grappoli per tralcio, 1.48 (2)

202 – Taglia lunghezza + larghezza, 22.1 cm (3)

203 – Lunghezza, 14.9 cm (3)

- Forma del grappolo, cilindrico (2)

- Forma del grappolo, non alato (1)

204 – Compattezza del grappolo, da compatto a molto compatto (7/9)

205 – Numero degli acini, 66.5 (1/3)

206 – Lunghezza del peduncolo, 4.9 cm (3)

207 – Lignificazione del peduncolo, media (1)


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Figura 3.

Grappolo di Groppello Gentile

18

Figura 4.

Grappolo di Groppello Gentile un

tempo identificato erroneamente

come Groppellone

ACINO (Figure 5)

220 – Grossezza, 16.3-16.4 mm (5)

221 – Lunghezza, 16.3 mm medio (3)

222 – Uniformità della grossezza, uniforme (3)

223 – Forma dell’acino, circolare (3)

224 – Sezione trasversale, circolare (3)

225 – Colore dell’epidermide, rosso-scura, violetta (5)

226 – Uniformità del colore dell’epidermide, uniforme (2)

227 – Pruina, medio forte (5)

228 – Spessore della buccia, molto sottile (1/3)

229 – Ombelico, apparente molto piccolo (2)

230 – Colorazione della polpa, non colorata (1)

231 – Intensità della colorazione della polpa, non colorata o leggermente (1)

232 – Succulenza della polpa, succosa (2)

233 – Rendimento in succo, elevato (70-75 %) (7)

234 – Consistenza della polpa, molle (1)

235 – Grado di consistenza della polpa, leggero (1)

236 – Particolarità del sapore, nessuna (1)

237 – Classificazione del sapore, neutro (1)

238 – Lunghezza del pedicello, corto 6.4 mm (3)

239 – Separazione del pedicello, difficile (2)

- Colore del pedicello, verde (1)

- Cercine, evidente (1)

- Colore del cercine, verde (1)

- Lunghezza del pennello, medio (2)

- Colore del pennello, poco colorato (1/2)

240 – Grado di separazione del pedicello, difficile (3)

241 – Presenza dei semi, presenti (3)

- Numero medio dei vinaccioli per acino, 2 (3)

242 – Lunghezza dei semi, medi (5)

243 – Peso medio di 100 semi da acini della parte centrale di 10 grappoli, medio (5)

244 – Scanalatura (striature) sulla faccia dorsale dei semi, assenti (1)

FENOLOGIA

301 – Epoca di germogliamento, precoce (3)

302 – Epoca di fioritura, media (5)

303 – Epoca di invasatura, media (5)

304 – Epoca di maturazione fisiologica, media (5)

305 – Inizio dell’agostamento, medio (5)

306 – Colore autunnale delle foglie, giallo (1)

351 – Vigore del tralcio, elevato (7)

19

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

352 – Crescita dei germogli pronti, forte (6/7)

353 – Lunghezza degli internodi, media (5)

354 – Diametro medio degli internodi, medio (5)

502 – Peso medio del grappolo, basso 178.4 g (3)

503 – Peso medio dell’acino, basso 2.68 g (5)

504 – Produzione media di uva per ettaro, media 1200 kg (5)

505 – Tenore in zuccheri nel mosto, medio 18.6 % (5)

506 – Acidità totale del mosto, media 6.3 g/L in acido tartarico (5)

RESISTENZE

- Alle avversità climatiche, buona (3)

- Agli agenti parassitari, buona (3)

DIFFERENZE PRODUTTIVE TRA I BIOTIPI GROPPELLO GENTILE e GROPPELLONE

Come già accennato, la differenza sostanziale tra i due biotipi riguarda la grandezza del grappolo. Si può

infatti notare in Tabella 1 che il biotipo Groppellone è caratterizzato da una produzione in chilogrammi per

ceppo nettamente superiore, quasi il doppio rispetto al Gentile, nonostante il numero di grappoli per ceppo

sia simile. Ciò è dovuto al fatto che i grappoli del Groppellone pesano circa centottantacinque grammi in

più rispetto a quelli del Gentile.

Figura 5.

Acini di Groppello Gentile

Tabella 1. Differenze produttive tra i biotipi

Groppello Gentile e Groppello Gentile cosidetto

Groppellone”

Caratteri

Groppello

Gentile

Groppello Gentile

Groppellone”

Numero gemme/ceppo 14.08 17

Fertilità gemme 1.48 1.12

Numero grappoli/ceppo 20.83 19

Produzione (kg/ceppo) 3.71 6.9

Peso grappoli (g) 178.4 363

Zuccheri (%) 18.6 17.6

pH 3.5 3.41

Acidità titolabile (g/l) 6.3 6.4

Acido malico (g/l) 2.62 3.25

Acido tartarico (g/l) 2.49 2.98

La chemiotassonomia, riferita al contenuto in antociani, si è rivelata molto importante per comprendere la

somiglianza tra il Groppello Gentile e il Groppellone. Infatti, come mostrano le Figure 9 e 10, il contenuto

in Antociani è pressoché identico.

La Peonina è il pigmento dominante e precede la Malvidina (colorazione malva); seguono poi, a

concentrazioni molto più basse, la Cianidina, la Petunidina e la Delfinidina. Gli esteri acetici e p-cumarici

sono presenti in modeste quantità.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Figura 6.

Cromatogramma di Groppello Gentile

20

Figura 7.

Cromatogramma di “Groppellone”

Legenda. 1 = delfinina; 2 = cianidina; 3 = petunia; 4 = peonina; 5 = malvidina; 6-10 = 1-5 aciliate, nel

corrispondente ordine di eluizione; 11-15 = 1-5 p-cumarate, nel corrispondente ordine di eluizione.

Scheda ampelografica del Groppello di Mocasina

Fonte: Villa et al, 1997

(Codici dei caratteri descrittivi secondo OIV)

Il Groppello di Mocasina si differenzia dai precedenti soprattutto per la tomentosità dell’apice e della pagina

inferiore della foglia; proprio per questo motivo, è detto anche Moliner (da mugnaio, quindi infarinato,

imbiancato).

Il Groppello di Santo Stefano è un sinonimo, infatti è risultato identico al Mocasina anche nei riscontri

biochimici e molecolari.

GERMOGLIO, 10-30 cm

001 – Forma dell’estremità, semiaperta (5)

002 – Distribuzione della pigmentazione antocianica sull’apice, assente (1)

003 – Intensità della pigmentazione antocianica dell’estremità, nulla o molto leggera (1)

004 – Densità dei peli striscianti (lunghi) sull’apice, forte (7)

005 – Densità dei peli diritti (corti) sull’apice, nulla o leggerissima (1)

- Colore dell’apice (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

- Asse del germoglio, eretto (1)

Foglioline apicali (le prime tre a partire dall’apice)

- Aspetto del lembo, a doccia semiaperto (5)

- Densità dei peli striscianti (lunghi), forte (7)

- Densità dei peli diritti (corti), assenti (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

Foglioline basali (quelle in accrescimento sotto le prime tre)

- Aspetto del lembo, leggermente a doccia (2)

- Densità dei peli striscianti (lunghi), forte (7)

- Densità dei peli diritti (corti), assente (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

21

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

GERMOGLIO, alla fioritura

006 – Portamento (su tralcio non palificato), semiricadente (7)

007 – Colore della faccia dorsale degli internodi, verde (1)

008 – Colore della faccia ventrale degli internodi, verde (1)

009 – Colore della faccia dorsale dei nodi, verde striato di rosso (2)

010 – Colore della faccia ventrale dei nodi, verde (1)

011 – Densità dei peli diritti (corti) sui nodi, nulla o leggerissima (1)

012 – Densità dei peli diritti (corti) sugli internodi, nulla o leggerissima (1)

013 – Densità dei peli striscianti (lunghi) sui nodi, nulla o leggerissima (1)

014 – Densità dei peli striscianti (lunghi) sugli internodi, nulla o leggerissima (1)

015 – Pigmentazione antocianica delle gemme, assente (1)

CIRRI

016 – Distribuzione sul tralcio, discontinua (1)

017 – Lunghezza, media (5)

- Tipo, bifido (2)

FOGLIA GIOVANE (prime sei figlie dell’apice, alla fioritura)

051 – Colore della pagina superiore, verde (1)

052 – Intensità della colorazione antocianica delle 6 foglie distali, nulla o leggerissima (1)

053 – Densità dei peli striscianti tra le nervature della pagina inferiore, leggera (3)

054 – Densità dei peli diritti (corti) tra le nervature della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

055 – Densità dei peli striscianti sulle nervature principali della pagina inferiore, leggera (2/3)

056 – Densità dei peli diritti sulle nervature principali della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

APICE (Figura 7)

- Forma dell’estremità, semiaperta (5)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Intensità della pigmentazione antocianica all’estremità, nulla o molto leggera (1)

- Densità dei peli striscianti (lunghi) sull’apice, forte (7)

- Densità dei peli diritti (corti) sull’apice, nulla o leggerissima (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

- Asse del germoglio, eretto (1)

Foglioline apicali (le prime tre a partire dall’apice)

- Aspetto del lembo, a doccia semiaperto (5)

- Densità dei peli striscianti (lunghi), nulla o leggerissima (7)

- Densità dei peli diritti (corti), nulla o leggerissima (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)

- Colore (escluso gli antociani), giallo bronzato (4)

Foglioline basali (quelle in accrescimento sotto le prime tre)

- Aspetto del lembo, spiegato (1)

- Distribuzione della pigmentazione antocianica, assente (1)


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Figura 8.

Apice di Groppello di Mocasina

22

Figura 9.

Foglia di Groppello di Mocasina

FOGLIA ADULTA (Figura 9)

065 – Taglia media (5)

066 – Lunghezza, corta (3)

067 – Forma del lembo, pentagonale (3)

068 – Numero dei lobi, cinque (3)

069 – Colore della pagina superiore del lembo, verde scuro (7)

070 – Pigmentazione antocianica delle nervature principali della

pagina superiore del lembo, nulla o leggerissima (1)

071 – Pigmentazione antocianica delle nervature principali della

pagina inferiore del lembo, nulla o leggerissima (1)

072 – Depressione sulla pagina superiore del lembo (tra le

nervature secondarie e terziarie), presente (9)

073 – Ondulazione del lembo tra le nervatura principali o secondarie, generalizzata (3)

074 – Profilo del lembo (taglio trasversale), a gronda (2)

075 – Bollosità della pagina superiore del lembo

(tra le nervature d’ultimo ordine), leggerissima (1)

076 – Forma dei denti, un lato concavo ed uno convesso (4)

077 – Lunghezza dei denti, medi (5)

078 – Lunghezza dei denti in rapporto alla larghezza della loro base, medi (5)

079 – Forma del seno peziolare, aperto (3)

080 – Forma della base del seno peziolare, sagomata a U (1)

081 – Particolarità del seno peziolare, fondo spesso limitato da nervatura nel punto peziolare (2)

082 – Forma dei seni laterali superiori, da chiusi a leggermente sovrapposti (2/3)

083 – Forma della base dei seni laterali superiori, sagomati a U (1)

084 – Densità dei peli striscianti tra le nervature della pagina inferiore, leggera (3)

085 – Densità dei peli diritti tra le nervature della pagina inferiore, nulla o leggerissima (1)

086 – Densità dei peli striscianti sulle le nervature della pagina inferiore, leggera (3)

087 – Densità dei peli diritti sulle le nervature della pagina inferiore, media (5)

088 – Pelosità strisciante sulle nervature principali della pagina superiore, assente (1)

089 – Pelosità diritta sulle nervature principali della pagina superiore, assente (1)

- Densità dei peli striscianti sulla pagina superiore, nulla (1)

- Densità dei peli diritti sulla pagina superiore, nulla (1)

090 – Densità dei peli striscianti sul picciolo, nulla o leggerissima (1)

091 – Densità dei peli diritti sul picciolo, nulla o leggerissima (1)

092 – Lunghezza del picciolo, corto (3)

093 – Lunghezza del picciolo in rapporto alla nervatura media, più corto (3)

- Grossezza del picciolo, medio-grosso (2)

- Sezione trasversale del picciolo con canale, evidente (1)

23

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

TRALCIO ERBACEO

- Sezione trasversale, circolare (1)

- Contorno, costoluto (3)

- Tomentosità, presente (2)

- Distribuzione del tomento, diffusa (2)

- Colore, verde con striature (1)

- Diffusione del colore, parzialmente diffuso (2)

SARMENTO (tralcio legnoso dopo la caduta delle foglie)

101 – Sezione trasversale, circolare (1)

102 – Superficie, striata (3)

103 – Colore generale, giallo marrone (2)

- Distribuzione del colore, uniforme (1)

- Superficie, non pruinosa (3)

104 – lenticelle, assenti (1)

- Corteccia, aderente (1)

- Lunghezza, media (2)

- Consistenza, mediamente robusto-elastico (2)

- Aspetto, abbastanza ramificato (2)

- Nodi, globosi evidenti (1)

105 – Densità dei peli diritti sui nodi, nulla o leggerissima (1)

106 – Densità dei peli diritti sugli internodi, nulla o leggerissima (1)

- Diffusione della tomentosità, parzialmente diffusa (2)

- Colore del tomento, tendenzialmente bianco (1)

- Gemme, coniche (2)

- Gemme, mediamente evidenti (2)

- Cercine peziolare, ben evidenti (2)

- Cercine peziolare, sporgente (1)

TRONCO

- Aspetto, mediamente robusto (3)

INFIORESCENZA

151 – Sesso del fiore, ermafrodita (3)

152 – Livello d’inserzione della prima infiorescenza, terzo o quarto internodo (2)

153 – Numero di infiorescenze per tralcio, 1.5 (2)

154 – Lunghezza dell’ infiorescenza prossimale, 16-18 cm (5)

- Forma del bottone fiorale, cilindro piriforme (3/2)

- Dimensione del bottone fiorale, medio-grande (2/3)

- Fertilità del fiore, autofertile (1)

GRAPPOLO (Figura 10)

201 – Numero medio di grappoli per tralcio, 1.56 (2)

202 – Taglia lunghezza + larghezza, 24.9 cm (5)

203 – Lunghezza, 16.1 cm (5)

- Forma del grappolo, cilindrico (2)

- Forma del grappolo, non alato (2)

204 – Compattezza del grappolo, (7/9)

205 – Numero degli acini, 99.8 (1/3)

206 – Lunghezza del peduncolo, 3.2 cm (3)

207 – Lignificazione del peduncolo, medio-leggera (3)


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

ACINO (Figure 11)

220 – Grossezza, 16.3-16.4 mm (5)

221 – Lunghezza, 16.3 mm medio (3)

222 – Uniformità della grossezza, uniforme (3)

223 – Forma dell’acino, circolare (3)

224 – Sezione trasversale, circolare (3)

225 – Colore dell’epidermide, rosso-blu (5/6)

226 – Uniformità del colore dell’epidermide, uniforme (2)

227 – Pruina, medio forte (5)

228 – Spessore della buccia, mediamente sottile (3/5)

229 – Ombelico, apparente molto piccolo (2)

230 – Colorazione della polpa, non colorata (1)

231 – Intensità della colorazione della polpa, non colorata o leggermente (1)

232 – Succulenza della polpa, succosa (2)

233 – Rendimento in succo, elevato (70-75 %) (7)

234 – Consistenza della polpa, molle (1)

235 – Grado di consistenza della polpa, leggero (1)

236 – Particolarità del sapore, nessuna (1)

237 – Classificazione del sapore, neutro (1)

238 – Lunghezza del pedicello, corto 6.4 mm (3)

239 – Separazione del pedicello, difficile (1)

- Colore del pedicello, verde (1)

- Cercine, evidente (1)

- Colore del cercine, verde (1)

- Lunghezza del pennello, corto (3)

- Colore del pennello, poco colorato (1/2)

240 – Grado di separazione del pedicello, difficile (3)

241 – Presenza dei semi, presenti (3)

- Numero medio dei vinaccioli per acino, 3-4 (4)

242 – Lunghezza dei semi, medi (5)

243 – Peso medio di 100 semi da acini della parte centrale di 10 grappoli, medio (5)

244 – Scanalatura (striature) sulla faccia dorsale dei semi, assenti (1)

FENOLOGIA

301 – Epoca di germogliamento, precoce (3)

302 – Epoca di fioritura, media (5)

303 – Epoca di invasatura, media (5)

304 – Epoca di maturazione fisiologica, media (5)

305 – Inizio dell’agostamento, medio (5)

306 – Colore autunnale delle foglie, giallo (1)

351 – Vigore del tralcio, medio-buono (5)

352 – Crescita dei germogli pronti, media (5)

353 – Lunghezza degli internodi, media (5)

354 – Diametro medio degli internodi, medio (5)

502 – Peso medio del grappolo, basso 189.8 g (3)

503 – Peso medio dell’acino, basso 1.90 g (3)

504 – Produzione media di uva per ettaro, media 1200 kg (5)

505 – Tenore in zuccheri nel mosto, medio 18.3 % (5)

506 – Acidità totale del mosto, media 6.5 g/L in acido tartarico (5)

RESISTENZE

- Alle avversità climatiche, buona (3)

- Agli agenti parassitari, buona (3)

CARATTERISTICHE PRODUTTIVE (Tabella 2)

24

Figura 10.

Grappolo di Groppello di Mocasina

Tabella 2. Caratteristiche produttive del Groppello di

Mocasina

Caratteri Groppello di Mocasina

Numero gemme/ceppo 17.32

Fertilità gemme 1.56

Numero grappoli/ceppo 27.66

Produzione (kg/ceppo) 5.25

Peso grappoli (g) 189.8

Zuccheri (%) 18.3

pH 3.27

Acidità titolabile (g/l) 6.5

Acido malico (g/l) 3.23

Acido tartarico (g/l) 3.20

25

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

L’analisi antocianica (Figura 12) ha mostrato una similitudine dei contenuti in Antociani tra le varietà,

rimarcando l’incidenza delle diverse dimensioni della bacca, e quindi il differente rapporto buccia/polpa,

sul risultato enologico.

Figura 12. Cromatogramma del Groppello di Mocasina

Figura 11.

Acini di Groppello di Mocasina

Legenda. 1 = delfinina; 2 = cianidina; 3 = petunia;

4 = peonina; 5 = malvidina; 6-10 = 1-5 aciliate,

nel corrispondente ordine di eluizione;

11-15 = 1-5 p-cumarate, nel corrispondente ordine

di eluizione


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1.1 OGGETTO ED OBBIETTIVI DELLO STUDIO

L’obbiettivo del lavoro era confrontare tra loro 5 genotipi, di cui 2 cloni omologati e 3 in

omologazione (c.d. “presunti cloni”) di Groppello Gentile e Groppello di Mocasina coltivati sullo

stesso terreno.

Si sono realizzati rilievi durante le stagioni 2007-2009 per acquisire i principali parametri

vegetoproduttivi, si sono monitorate le maturazioni e si è raccolta l’uva da 4 parcelle per ogni

genotipo, in modo da disporre di circa 40 chili di uva per realizzare per ciascuna unità vitata una

microvinificazione.

Inoltre si sono condotte le analisi delle componenti polifenoliche su uve e vini.

I vini così ottenuti sono stati degustati in più sedute.

Al termine sono state effettuate le analisi statistiche per l’individuazione delle differenze

significative, delle interazioni, del peso dei diversi fattori sulla variabilità complessiva.

1.2 LE ANALISI STATISTICHE

Questo paragrafo vuole fornire alcune informazioni sul significato e sull’utilità delle analisi

statistiche condotte durante il lavoro, per agevolare il lettore nella comprensione di quanto verrà

esposto in seguito. Ci vorrete perdonare se di seguito useremo più volte le “virgolette”, ma

desideriamo porre l’accento su alcuni termini utilizzati.

L’esito di un lavoro di ricerca deve essere sempre analizzato in modo rigoroso prima di essere

commentato, al fine di evitare pericolose e fuorvianti interpretazioni basate su impressioni o

pregiudizi personali. L’analisi statistica serve proprio a questo: evidenziare differenze, similitudini

o tendenze suffragate dalla scienza statistica e che quindi, esclusivamente sulla base di numeri

e calcoli, abbiano un “senso” logico, posseggano una “intensità” del loro messaggio che non

sia casuale ma sia dovuta ad un effetto preciso, quantificabile e sufficientemente intenso da

determinare un risultato. Tutto ciò si traduce con il termine statistico “significativo”, che quindi

è un termine con una preciso contenuto semantico e non una “semplice” affermazione legata ad

una sensazione personale.

Dire che vi è una differenza significativa tra due o più gruppi osservati con probabilità del 5%

o dell’1% significa affermare che la probabilità che essi siano uguali tra loro è solo del 5% o

dell’1%.

Facciamo un esempio. Per “tesi” si intendono prove diverse, ad esempio diversi livelli di

concimazione che possono incidere sul peso del grappolo.

Peso medio del grappolo Significatività 5% Peso medio del grappolo Significatività 5%

Vigneto Borgo Vigneto Collina

Tesi 1 150 a Tesi 1 150 a

Tesi 2 200 a Tesi 2 200 ab

Tesi 3 230 a Tesi 3 230 b

Tesi 4 270 a Tesi 4 270 c

Significatività > 5% non signif. Significatività


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

al modello fattoriale lo rende ideale per esaminare le relazioni tra le variabili e spiegare le tendenze

di variazione di una variabile al variare dei fattori predittivi.

Qualsiasi metodo di estrazione si utilizzi, le due domande a cui si dovrebbe cercare di rispondere

sono “Quanti componenti (fattori) sono necessari per ben rappresentare le variabili?” e “Cosa

questi componenti rappresentano?” Utilizzando il metodo dell’asse principale, si scoprono i

fattori che descrivono che descrivono le relazioni tra le variabili.

Quindi, in altre parole, l’analisi statistica fattoriale permette di capire quanto è il “peso” di ciascun

componente (o fattore, che di fatto risulta un “descrittore” di ciò che accade) sulla variabilità

rilevata, ossia ci dice quanto un componente da solo spiega la variabilità di una caratteristica. Così,

dopo averli individuati, si possono scegliere i componenti più importanti, quelli che definiscono

meglio e più sinteticamente le caratteristiche dei vini.

Lo scopo in questo caso non è necessariamente descrivere in maniera precisa, ma magari poco

chiara, il comportamento della variabile che ci interessa (es. la gradevolezza del vino), bensì

ottenere una informazione sintetica e chiara sulle tendenze evolutive della variabile stessa,

“accontentandoci” di un discreto livello di precisione.

Concentrando l’attenzione sui componenti che, raggruppati, riescono a descrivere la quota

maggiore della variabilità di una caratteristica (es. quali descrittori organolettici sono legati

alla gradevolezza complessiva del vino), si può quindi verificare, oltre a che quota di quella

caratteristica venga così descritta, anche come essa sia legata ai descrittori, ossia come essa cambi

al loro variare: si definisce così il livello di correlazione (legame di un fattore al variare degli

altri) e di regressione (direzione della variabilità, cioè se al crescere di uno crescano gli altri, o

viceversa).

1.3 Materiali e Metodi

1.3.1. Agrometeorologia

La capannina di riferimento per il vigneto in questione è digitale a rilevamento continuo, di

proprietà dell’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Brescia, posizionata in:

Lonato del Garda, Coordinate Gauss-Boaga Lat. 5031635 Long. 1619777 quota s.l.m.150

Rileva la temperatura oraria, umidità relativa, pioggia e bagnatura fogliare. I dati sono disponibili

online all’indirizzo http://meteo.provincia.brescia.it.

1.3.2. Il vigneto scelto

Si è deciso di scegliere un vigneto a Desenzano del Garda, ma situato in zona collinare a ridosso

del comune di Lonato, dove erano coltivati i seguenti cloni:

Comune Genotipo

Codice

micro

Mocasina Gentile

28

Distanza

sulla fila

Distanza

tra le file

Piante/ha

Desenzano ICA32 ICA32 GM x 0,90 2,56 4340,00

Desenzano ICA33 ICA33 GG x 0,90 2,62 4240,00

Desenzano ICA34 ICA34 GM x 0,90 2,56 4340,00

Desenzano R3 R3 GG x 0,90 2,62 4240,00

Desenzano VCR11 VCR11 GG x 0,90 2,62 4240,00

Tab. 4

Il vigneto era di impianto 2005. Le densità di impianto sostanzialmente uguali. La forma di

allevamento era Guyot. I cloni R3 e VCR11 sono di proprietà dei Vivai Cooperativi di Rauscedo.

1.3.2.1 Analisi del suolo

Le analisi del suolo sono state condotte presso un laboratorio certificato.

29

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1.3.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi

Il vigneto è stato normalmente gestito dall’Azienda secondo consuetudine.

Il carico produttivo è stato regolato con un diradamento ad inizio invaiatura, con l’obbiettivo di

lasciare carichi abbastanza uniformi tra i genotipi.

1.3.3.1 Rilievi agronomici

Essendo il vigneto in prova molto giovane, i dati seguenti si sono rilevati in modo completo

solo durante la stagione 2009, mentre nel 2008 si sono potuti rilevare solo alcuni dati

vegetoproduttivi:

• Conta gemme totali

• Conta gemme cieche

• Conta gemme latenti se germogliate e con grappoli

• Grappoli totali per pianta e per ha

• Rilievo della presenza di patologie sulle piante

Inoltre, i dati vegeto-produttivi rilevati alla vendemmia sono stati:

• Numero di grappoli per pianta

• Fertilità potenziale e reale

• Produttività per pianta e per ettaro

• Peso medio grappolo (PMG)

• Peso medio acino (PMA)

1.3.3.2 Analisi delle uve

Durante la fase di maturazione si sono raccolti campioni di almeno 100 acini da tutte le piante

delle parcelle di ogni vigneto e sui mosti si sono effettuate le analisi per la determinazione di:

• Acidità totale

• Zuccheri

• pH

1.3.3.3 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS secondo il metodo ANOVA

seguito da test di Duncan. I dati delle curve di maturazione sono stati elaborati utilizzando la

procedura GLM (modello lineare generalizzato) multivariato a misure ripetute, utilizzando il

pacchetto SPSS.

1.3.4. Vendemmia e Vinificazioni

La vendemmia è stata eseguita ogni anno in date diverse per ogni clone, allo scopo di raccogliere

le uve ad uno stadio di maturazione abbastanza uniforme. Ci si è posti come obbiettivo il

raggiungimento di una gradazione zuccherina di 19-20 ° Babo (216-229 g/l Zuccheri). Nel 2007

le vendemmie sono state fatte tra il 13/09 e il 19/09, nel 2008 tra il 18/09 e il 14/10, nel 2009 tra

il 24/09 e il 06/10.

Si sono raccolti circa 40 Kg di uva immediatamente portati presso la cantina sperimentale del

Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia e messi in cella frigo per una notte al fine di uniformare le

temperature di vinificazione in partenza. Il protocollo di microvinificazione è riportato in fig. 13. Si

sottolinea che, al fine di garantire la massima uniformità tra i vini e la migliore corrispondenza con

le caratteristiche iniziali delle uve, si è deciso di non far avvenire la fermentazione malolattica.

1.3.4.1 Analisi sulle Uve

Oltre alle già citate analisi sulle uve per le curve di maturazione, alla raccolta si sono realizzate le

analisi per la determinazione degli antociani e dei polifenoli totali secondo il metodo Di Stefano.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1.3.4.2 Analisi sui vini

Per ogni vino così ottenuto si sono effettuate le seguenti analisi chimico-fisiche, attraverso l’utilizzo

dello strumento Wine Scan della ditta Foss che effettua analisi all’infrarosso con trasformata di

Fourier (FTIR):

• Alcool

• Zuccheri residui

• Ac. totale

• pH

• Acidità volatile

• Estratto secco

• Acido Tartarico

• Acido Malico

• Acido Lattico

• Analisi dei polifenoli

• Inoltre sì è controllato il tenore di Anidride solforosa libera a totale, con analisi classica.

1.3.4.3 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS, secondo il metodo ANOVA

seguito da test di Duncan.

1.3.5. Degustazioni

Su tutti i vini si sono condotte degustazioni tecniche al fine di valutare la variabilità dovuta

alla zona di produzione e alle tecniche di vinificazione, utilizzando una scheda descrittiva di

degustazione appositamente predisposta (Fig. 14 a).

Le degustazioni sono state realizzate da un panel esperto così formato:

• un gruppo di almeno 9 degustatori esperti, convocati presso la sede del Centro Vitivinicolo

Provinciale di Brescia, che hanno realizzato le degustazioni in una idonea sala. La

composizione del panel variava tra le diverse sedute poiché la partecipazione era aperta a

un ampio numero di tecnici ed esperti del settore, tuttavia si è ritenuto comunque affidabile

il risultato delle degustazioni poiché vi era una sufficiente omogeneità esperienza e di

valutazione tra i giudici partecipanti. Per garantire la qualità aumentare la robustezza delle

analisi statistiche di significatività, ciò nondimeno si è deciso di utilizzare per l’elaborazione

statistica dei risultati delle degustazioni solo quei giudici, tra i partecipanti al panel esperto,

che garantissero costanza e affidabilità nel metro di giudizio.

1.3.5.1 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS.

I dati dei singoli descrittori sono poi stati confrontati al fine di individuare le differenze significative

utilizzando, a seconda dei casi, ANOVA a una via o multivariata e applicando successivamente il

test di Duncan.

30

Fig. 13: Protocollo di microvinificazione

Metabisolfito di potassio

Da 5 a 10 g/hl

Lieviti

20 g/hl

Nutienti per lieviti

20 g/hl

Metabisolfito di potassio

8 g/hl

Metabisolfito di potassio

2 g/hl

Analisi SO2

Metabisolfito di potassio

MICROVINIFICAZIONE in ROSSO

RACCOLTA UVA

PIGIADIRASPATURA

SVINATURA

a contatto con l’aria

TRAVASI Dopo 3 giorni

Dopo 15 giorni

Ogni 30 giorni

TRAVASO

IMBOTTIGLIAMENTO

31

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1 Rimontaggi/giorno

1 Follatura/giorno

Macerazione > 5


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Fig. 14 a: Scheda del Panel esperto

CENTRO VITIVINICOLO P ROVINCIALE DI B RESCIA

SCHEDA DI TIPICIZZAZIONE GROPPELLO

NOME DEGUSTATORE..…………………………………………………………………….. DATA.......................................

CODIFICA VINO......................................………………………. TIPO PROVA ………………………………………….…

COLORE

TONALITÀ MARRONE ----- VIOLA I------------------------------------------------------------I +

INTENSITÀ I------------------------------------------------------------I +

DESCRITTORI AROMATICI

INTENSITÀ OLFATTIVA I------------------------------------------------------------I +

FRUTTA e FIORI

(ciliegia, mora, lampone, ribes, uva, rosa, ecc)

SPEZIATO

(cannella, noce moscata, pepe, liquirizia, ecc.)

TOSTATO

(nocciola, tabacco, caffè, ecc.)

VEGETALE VERDE

(castagna, erba, raspo, ecc.)

VEGETALE COTTO

(fagiolino, spinaci, verze, ecc.)

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

(salvia, timo, alloro, eucalipto)

CHIMICO

(animale, muffa, sulfureo, terra bagnata, ecc)

I------------------------------------------------------------I +

I------------------------------------------------------------I +

I------------------------------------------------------------I +

I------------------------------------------------------------I +

I------------------------------------------------------------I +

I------------------------------------------------------------I +

I------------------------------------------------------------I +

ALTRO: ____________________________ I------------------------------------------------------------I +

GUSTO

ACIDITA’ I------------------------------------------------------------I +

ALCOOLICITA’ I------------------------------------------------------------I +

SAPIDITA’ I------------------------------------------------------------I +

MORBIDEZZA I------------------------------------------------------------I +

AMARO I------------------------------------------------------------I +

INTENSITÀ TANNICA I------------------------------------------------------------I +

QUALITÀ TANNICA I------------------------------------------------------------I +

STRUTTURA I------------------------------------------------------------I +

PERSISTENZA I------------------------------------------------------------I +

EQUILIBRIO I------------------------------------------------------------I +

GRADEVOLEZZA complessiva

I------------------------------------------------------------I +

NOTE

______________________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________________

32

1.4

Risultati e commenti

1.4.1. Agrometeorologia

I dati vengono riportati nel grafico 1

Graf. 1

precipitazioni (mm) - sommatoria decadale

160

140

120

100

80

60

40

20

0

Lonato - Precipitazioni, temperature medie - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

Un’analisi più approfondita dell’andamento climatico territoriale viene riportata nel Cap.2.

1.4.2. Il vigneto scelto

1.4.2.1 Analisi dei suoli

I dati analitici dei suoli sono riassunti in Tab. 6

Tab. 6: Risultati delle analisi del suolo

Terra fine (g/Kg)

Sabbia (g/Kg)

Limo (g/Kg)

Argilla (g/Kg)

pH in acqua

Calcare totale (g/Kg)

Calcare attivo (g/Kg)

(g/Kg)

Scheletro

codice

ICA32 GM 484 516 180 637 183 7,92 43,2 1,8 7 13 0,48 17 15 63 145 390 23,7 7,4

ICA33 GG 536 463 210 596 194 7,86 104 1,8 7 13 0,52 15,6 41 124 143 56 18,5 3,7

ICA34 GM 484 516 180 637 183 7,92 43,2 1,8 7 13 0,48 17 15 63 145 390 23,7 7,4

R3 GG 536 463 210 596 194 7,86 10,4 1,8 7 13 0,52 15,6 41 124 143 56 18,5 3,7

VCR11 GG 536 463 210 596 194 7,86 10,4 1,8 7 13 0,52 15,6 41 124 143 56 18,5 3,7

Carbonio organico (g/Kg)

33

Sostanza organica (g/Kg)

Azoto totale (g/Kg)

C/N

P2O5 assim. (mg/Kg)

K2O scamb. (mg/Kg)

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Terreno tendenzialmente pesante a prevalenza decisamente limosa, con abbondante dotazione di

scheletro grossolano di origine morenica. Contenuto basso in sostanza organica, tendenzialmente

povero in Fosforo. L’inquadramento nelle classi pedologiche secondo quanto riportato in ERSAF

(1997 - 2006) è riportato nel praragrafo 2.4.2.

MgO scamb. (mg/Kg)

30

25

20

15

10

5

0

temperatura media giornaliera (°C) - media decadale

Na2O scamb. (mg/Kg)

C.S.C. meq/100 g

2007 Prec.

Tot

2008 Prec.

Tot

2009 Prec.

Tot

2007 T Med

2008 T Med

2009 T Med

Mg/K meq/meq


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1.4.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi

1.4.3.1 Rilievi agronomici

Si riportano nelle Tab. 7 e 8 i dati relativi ai rilievi agronomici effettuati ed ai risultati delle analisi

statistiche condotte.

Seppur non si possa effettuare una analisi statistica completa a causa della mancanza di ripetizioni

su diverse annate, si possono tuttavia evidenziare alcuni aspetti peculiari dei diversi cloni o presunti

cloni, per come si sono comportati nel vigneto oggetto di studio.

ICA32 – Groppello di Mocasina (non omologato): produce più grappoli di tutti, con PMA

tendenzialmente basso e PMG decisamente più basso degli altri. Pertanto la produzione ettaro

risulta più bassa.

ICA33 – Groppello Gentile (non omologato): non risalta per nessuna caratteristica particolare,

solo il PMA è tendenzialmente alto.

ICA34 – GM (non omologato): Mostra il quantitativo più basso di gemme cieche, un elevato

numero di grappoli e la fertilità reale più alta (1.46 grappoli/gemma), PMG medio-basso ed il più

basso PMA. La produzione ad ettaro risulta la più alta.

(VCR) R3 – GG: è caratterizzato dal maggior numero di gemme cieche e dalla fertilità decisamente

più bassa degli altri genotipi in confronto (0,48 gr/ge), ma il PMA ed il PMG estremamente alti

fanno sì che la produzione si attesti a livelli intermedi.

VCR11 – GG: non risalta per nessuna particolare caratteristica vegetoproduttiva, sebbene sia

caratterizzato da bassa fertilità e da un PMG tendenzialmente alto.

Tab. 7 Caratteristiche del vigneto e caratteri produttivi

Vendemmia

Codice micro

M

G

Dist. sulla fila

Dist. tra le file

Piante / ha

Produzione

uva / pianta

2007 VCR 11 x 0,90 2,62 4240 2,38

2007 R 3 x 0,90 2,62 4240 2,72

2007 ICA 32 x 0,90 2,56 4340 1,61

2007 ICA 33 x 0,90 2,62 4240 2,35

2007 ICA 34 x 0,90 2,56 4340 1,35

2008 VCR 11 x 0,90 2,62 4240 171,78 1,92

2008 R 3 x 0,90 2,62 4240 283,10 2,07

2008 ICA 32 x 0,90 2,56 4340 3015,73 199,84 15,09 2,21 130,88

2008 ICA 33 x 0,90 2,62 4240 152,31 2,21

2008 ICA 34 x 0,90 2,56 4340 3779,00 172,08 23,40 2,02 164,01

2009 VCR 11 x 0,90 2,62 4240 2417,75 337,36 7,17 2,74 102,51

2009 R 3 x 0,90 2,62 4240 2336,36 430,38 5,43 2,87 99,06

2009 ICA 32 x 0,90 2,56 4340 1872,44 142,66 13,13 1,99 81,26

2009 ICA 33 x 0,90 2,62 4240 2387,64 315,35 7,57 2,90 101,24

2009 ICA 34 x 0,90 2,56 4340 2644,42 220,37 12,00 1,92 114,77

Tab. 8 Caratteri vegetativi cloni Anno 2009

Codice

micro

M G Gemme

tot.

Gemme

Cieche

Gemme

Cieche %

PMG

Grapp.

tot.

34

N° grap / pianta

Medie per pianta

Gemme

Latenti

PMA

G.L. con

Grapp.

Grap.su

G.Lat.

Pruduzione / ha

Fertilità

reale

Fertilità

potenziale

VCR 11 x 7,70 0,95 12,34 5,15 2,15 0,43 0,45 0,67 0,76

R 3 x 8,48 1,50 17,69 4,05 2,00 0,38 0,38 0,48 0,58

ICA 32 x 8,78 0,53 6,04 10,33 2,25 1,15 1,45 1,18 1,25

ICA 33 x 7,43 0,20 2,69 7,53 2,68 1,00 1,10 1,01 1,04

ICA 34 x 7,70 0,05 0,65 11,25 2,40 1,15 1,50 1,46 1,47

35

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1.4.3.2 Analisi sulle Uve

I dati delle curve di maturazione e di vendemmia sono riportati nelle Tab. 9 e 10 e nei Graf. da 2

a 10

Ogni anno dal 2006 si sono eseguite le curve di maturazione e raccolti i dati produttivi. I dati del

2006 non vengono riportati perché, a causa della giovane età del vigneto, non si sono ritenuti

significativi. L’elaborazione dei dati Dal 2007 al 2009 mostra chiaramente il comportamento

differenziato dei genotipi di GM rispetto a quelli di GG.

Nei Graf. 11 e 12 mostriamo le curve di maturazione di tre anni dopo aver calcolato la media

triennale raggruppando i dati per “epoca” di campionamento I dati delle curve di maturazione

sono stati elaborati utilizzando la procedura GLM (modello lineare generalizzato) multivariato

a misure ripetute. Di fatto ciò permette di slittare le curve temporalmente in modo da poterle

affiancare lungo punti che rappresentano la sequenza temporale delle raccolte, a prescindere dalla

data reale di campionamento. Quindi la prima raccolta rappresenta il primo campionamento di

ciascun anno, indipendentemente dal fato che sia stato eseguito a fine luglio o a metà agosto.

ICA33 e VCR11, entrambi GG, hanno comportamenti del tutto simili per le dinamiche di

maturazione. Raggiungono sempre gradazioni maggiori degli altri genotipi e mostrano acidità più

alte e pH più bassi, risultando così più interessanti in prospettiva enologica.

ICA34 e ICA32, entrambi GM, si mostrano appaiati per l’andamento dell’acidità, decisamente più

bassa dei GG, ma ICA34 manifesta migliore attitudine all’accumulo zuccherino e al mantenimento

di un pH leggermente più basso.

R3, GG, mostra comportamento intermedio e comunque non migliore dei due GM.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Curve maturazione 2007

22

21

20

19

18

17

16

15

14

13

12

Graf. 3

4

3,9

3,8

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3

Curve maturazione °Babo '07

9

8

7

6

5

4

3

2

14-08-2007

16-08-2007

18-08-2007

20-08-2007

22-08-2007

24-08-2007

26-08-2007

28-08-2007

30-08-2007

1-09-2007

3-09-2007

5-09-2007

36

VCR 11 GG

R 3 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

Curve maturazione Ac. Totale '07

Curve maturazione pH '07

14-08-2007

16-08-2007

18-08-2007

20-08-2007

22-08-2007

24-08-2007

26-08-2007

28-08-2007

30-08-2007

1-09-2007

3-09-2007

5-09-2007

14-08-2007

16-08-2007

18-08-2007

20-08-2007

22-08-2007

24-08-2007

26-08-2007

28-08-2007

30-08-2007

1-09-2007

3-09-2007

5-09-2007

VCR 11 GG

R 3 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

Graf. 2

VCR 11 GG

R 3 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

Graf. 4

Tab. 9

Mosti

2008

Curve maturazione 2008

22,00

20,00

18,00

16,00

14,00

12,00

26-08-2008

Graf. 6

°Babo Ac. Tit pH

VCR 11 20,4 5,79 3,35

R 3 17,6 6,67 3,37

ICA 32 18,7 3,71 3,63

ICA 33 18,5 7,26 3,41

ICA 34 18,1 3,98 3,60

3,70

3,60

3,50

3,40

3,30

3,20

3,10

3,00

26-08-2008

2-09-2008

2-09-2008

Curve maturazione °Babo '08

9-09-2008

13,00

12,00

11,00

10,00

9,00

8,00

7,00

6,00

5,00

4,00

3,00

26-08-2008

16-09-2008

2-09-2008

23-09-2008

37

30-09-2008

VCR 11 GG

R 3 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

Curve maturazione Ac. Totale '08

9-09-2008

16-09-2008

Curve maturazione pH '08

9-09-2008

16-09-2008

23-09-2008

30-09-2008

23-09-2008

30-09-2008

VCR 11 GG

R 3 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

Graf. 5

VCR 11 GG

R 3 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

Graf. 7


Groppello, l’autoctono della Valtènesi Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 10

Mosti

2009

Curve maturazione 2009

19,0

18,0

17,0

16,0

15,0

14,0

13,0

12,0

18-08-2009

Graf. 9

°Babo Ac. Tit pH

VCR 11 18,6 5,34 3,48

R 3 16,2 5,31 3,56

ICA 32 16,0 3,84 3,74

ICA 33 18,0 5,49 3,52

ICA 34 16,4 3,67 3,76

4,00

3,90

3,80

3,70

3,60

3,50

3,40

3,30

3,20

3,10

3,00

18-08-2009

25-08-2009

25-08-2009

12,00

11,00

10,00

9,00

8,00

7,00

6,00

5,00

4,00

3,00

2,00

Curve maturazione °Babo '09

18-08-2009

1-09-2009

25-08-2009

8-09-2009

15-09-2009

38

22-09-2009

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

Curve maturazione Ac. Totale '09

1-09-2009

Curve maturazione pH '09

1-09-2009

8-09-2009

15-09-2009

8-09-2009

22-09-2009

15-09-2009

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

22-09-2009

Graf. 8

Graf. 10

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

Estimated Marginal Means

19,0

18,0

17,0

16,0

15,0

14,0

13,0

1

Estimated Marginal Means of babo

2

3

Epoca di raccolte campionamento

Estimated Marginal Means

10,0

8,0

6,0

4,0

1

4

2

5

1.4.4. Vendemmia e vinificazioni

Per una commento più dettagliato del significato delle componenti polifenoliche descritte di

seguito si rimanda al Cap. 2.

1.4.4.1 Analisi sulle Uve

Alla raccolta gli Antociani sul peso fresco delle uve ed i Polifenoli totali in mg/g di Catechina

sono elevati per VCR11 e ICA34 (non sono stati determinati i dati per R3 e ICA32).

39

3

genotipi

ica33 GG

Vcr11 GG

ica34 GM

ica32 GM

r3 GG

Estimated Marginal Means of acidità

Epoca di raccolte campionamento

4

5

Graf. 11 e 12

Medie triennali

delle curve di

maturazione allineate

temporalmente

per sequenza di

campionamento

genotipi

ica33 GG

Vcr11 GG

r3 GG

ica34 GM

ica32 GM


totali ml/l

hina

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 13

mg/l catechina

2500 1800

2000

1400

1200

1500

1000

800

1000

600

0

Polifenoli totali Folin

mg/l catechina

(calcolato)

1.4.4.2 Analisi sui vini

Seppur per poco, non vi sono differenze significative per l’alcol svolto, comunque R3 mostra

chiaramente una minore attitudine all’accumulo e VCR11 viceversa mostra maggiore potenzialità.

L’acidità di ICA34 è significativamente più bassa e quella di VCR11 significativamente più alta,

dato questo interessante perché normalmente garantisce equilibrio al vino, in combinazione con

il tenore alcolico alto. Il pH conferma i dati acidici.

I Graf. da 13 a 16 sono i dati dell’analisi dei vini del 2007

I Graf. da 17 a 20 sono i dati dell’analisi dei vini del 2008

I Graf. da 21 a 24 sono i dati dell’analisi dei vini del 2009

14

13,5

13

12,5

12

11,5

11

10,5

1600

10

500

400

200

CLONI

Antociani Flavonoidi mg/gr totali p.f. ml/l

uva Polifenoli totali tutali Folin

catechina

mg/gr mg/l catechina

p.f.

(calcolato)

uva

Analis i vini cloni '07

Titolo alcolom etrico tot.

VCR 11

R3

CLONI

ICA 32

ICA 33

ICA 34

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

R 3 GG

VCR 11 GG

Antociani Flavonoidi mg/gr totali p.f. ml/l uva Polifenoli totali tutali Folin

catechina mg/gr mg/l catechina p.f.

(calcolato) uva

2008 2008 2009 2008 2009

40

g/l ac. tartarico

8

7

6

5

4

3

2

1

0

Analis i vini cloni '07

Ac. Totale

ICA 32 GM

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 33 GG

ICA 34 GM

ICA 34 GM

R 3 GG

VCR 11 GG

VCR 11 GG

VCR 11

R3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

4

3,8

3,6

3,4

3,2

3

14,5

14

13,5

13

12,5

12

11,5

11

10,5

10

4

3,8

3,6

3,4

3,2

3

14

13,5

13

12,5

12

11,5

11

10,5

10

Analis i vini cloni '07

pH

Analis i vini cloni '08

Titolo alcolom etrico tot.

Analis i vini cloni '08

pH

Analis i vini cloni '09

Titolo alcolom etrico tot.

VCR 11

R3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

41

g/l

g/l ac. tartarico

g/l

g/l ac. tartarico

32

31

30

29

28

27

26

25

8

7

6

5

4

3

2

1

0

32

31

30

29

28

27

26

25

8

7

6

5

4

3

2

1

0

Analis i vini cloni '07

Es tratto Secco

Analis i vini cloni '08

Ac. Totale

Analis i vini cloni '08

Es tratto Secco

Analis i vini cloni '09

Ac. Totale

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

VCR 11

R3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

VCR 11

R 3

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

ICA 32

ICA 33

ICA 34


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

4

3,8

3,6

3,4

3,2

3

Tab. 11

Analis i vini cloni '09

pH

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

42

27

26

25

24

23

22

Analis i vini cloni '09

Es tratto Secco

Alcol svolto Acidità totale pH

ICA 34 GM a 12,3 a 5,4 b 3,59

ICA 32 GM a 11,9 ab 5,6 ab 3,46

R 3 GG a 11,1 bc 6,5 ab 3,43

ICA 33 GG a 12,4 bc 6,6 b 3,61

VCR 11 GG a 13,0 c 6,8 a 3,36

1.4.4.3 Le sostanze polifenoliche nei vini

Salvo diverse indicazioni, i commenti si riferiscono ai dati medi degli anni 2008 e 2009.

Antociani

Gli Antociani totali espressi come mg/l di Malvidina sono significativamente bassi per ICA34 e

alti per VRC11, gli altri cloni si piazzano in posizione intermedia.

Altre componenti con differenze non significative

Nessuna delle seguenti analisi ha mostrato differenze significative, tuttavia si deve ricordare che

l’analisi su soli 2 anni è poco robusta e con un maggior numero di anni si potrebbero fornire

maggiori elementi a supporto delle affermazioni.

L’analisi delle componenti polifenoliche evidenzia un tenore basso in Flavonoidi totali espressi

come mg/l di Catechina per ICA32 e ICA34, intermedio per ICA33 e R3, alto per VCR11. Il

2009 è stata annata molto calda a fine agosto e probabilmente la difficoltà metabolica nella sintesi

dei Polifenoli ha determinato dati più bassi rispetto al 2008. VCR11 ha contenuto più alto ma non

significativamente diverso in polifenoli totali (mg/l Catechina).

VCR11 si differenzia nettamente dagli altri per il maggior contenuto in Antociani liberi ed in

Polifenoli totali (mg/l ac. Gallico), mentre ICA33 è caratterizzato da un tenore in Flavonoidi non

antocianici (in mg/l di Catechina) molto maggiore degli altri genotipi.

Per le Catechine e Proantocianidine reattive alla Vanillina, in mg/l di Catechina, i valori maggiori

sono per ICA33 e VCR11, intermedi per R3 e bassi per ICA32 e ICA34. Anche qui è interessante

notare che, nonostante i minori contenuti in Polifenoli totali il 2009, annata di forte calore e

conseguente stress a fine Agosto, ha determinato un tenore maggiore di questo parametro, che

rappresenta il livello di sensazione astringente ed amara dovuta alle componenti polifenoliche

immature.

Le Proantocianidine in mg/l di Catechina vedono i tenori più alti per VCR11 e minori per gli

ICA, medio-alti per R3.

g/l

VCR 11

R 3

ICA 32

ICA 33

ICA 34

43

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Densità ottica 420 nm, 520 nm, 620 nm

La densità ottica a 420 nm differenzia significativamente i maggiori valori di VCR11 e quelli più

bassi di ICA32 ed ICA34.

A 520 nm sono significativamente più basso ICA32 e più alto VCR11.

A 620 nm spicca solo il valore alto di VCR11.

Intensità ottica

L’intensità ottica di VCR11 è statisticamente superiore agli altri. ICA34 ha il valore

significativamente più basso ed è raggruppato con ICA32, quest’ultimo tuttavia non è diverso da

R3 e ICA33, che hanno valori intermedi.

Tonalità

VCR11 possiede una tonalità più vivace, mentre la tonalità di ICA33 può considerarsi più vicina

a quella dei GM, piuttosto che tipica di un GG. Tuttavia questa analisi non mostra significatività.

Graf. 25

mg/l catechina

2500

2000

1500

1000

500

0

Flavonoidi totali ml/l

catechina

Polifenoli totali Folin

mg/l catechina

(calcolato)

CLONI

Flavonoidi totali ml/l

catechina

2008 2009

Polifenoli totali Folin

mg/l catechina

(calcolato)

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

R 3 GG

VCR 11 GG


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 26

mg/l malvidina

250

200

150

100

50

0

Graf. 27

mg/ cianidina o catechina

3000

2500

2000

1500

1000

500

0

Antociani mg/l

malvidina

catechine e

proantocianidine

reattive alla vanillina

mg/l catechina

CLONI

Antociani liberi mg/l Antociani mg/l

malvidina

2008 2009

proantocianidine mg/l

cianidina

CLONI

catechine e

proantocianidine

reattive alla vanillina

mg/l catechina

2008 2009

44

Antociani liberi mg/l

proantocianidine mg/l

cianidina

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

R 3 GG

VCR 11 GG

ICA 32 GM

ICA 33 GG

ICA 34 GM

R 3 GG

VCR 11 GG

Graf. 28

5

4,5

4

3,5

3

2,5

2

1,5

1

0,5

0

Graf. 29

Tonalità (viola


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 12

Antociani mg/l

malvidina

OD 420 OD 520 OD 620 intensità

ICA 34 GM a 106 a 0,98 a 0,94 a 0,18 a 2,11

ICA 32 GM ab 132 a 1,03 ab 1,21 a 0,20 ab 2,45

R 3 GG b 150 ab 1,21 b 1,50 a 0,25 b 2,97

ICA 33 GG b 141 ab 1,31 b 1,39 a 0,26 b 2,96

VCR 11 GG c 199 b 1,63 c 2,16 b 0,39 c 4,20

1.4.5. Degustazioni

Si riportano nei Graff. da 30 a 37 e nelle Tabb. 13 e 14 i risultati delle degustazioni del panel esperto.

Da segnalare la notevole corrispondenza di risultati tra i risultati analitici e quelli delle degustazioni,

ad indicare che il panel esperto ha ben interpretato le caratteristiche dei vini. Proprio per questo,

si deve attribuire la massima importanza ai risultati delle degustazioni prima che ai risultati

analitici.

Variabilità tra gli anni: Non si notano differenze significative tra gli anni per i vari descrittori.

Variabilità tra i cloni: La tonalità evidenzia ben 4 gruppi tra i cloni, con VCR11 più vivace

e ICA34 meno vivace, l’intensità distingue 3 gruppi, laddove nell’ordine VCR11 seguito da

ICA33 sono i più intensi. Anche per intensità olfattiva e frutta e fiori VCR11 seguito da ICA33

si differenziano significativamente. R3 si distingue per minore speziato rispetto a VCR11 e per

minore tostato rispetto a ICA33. Vegetale verde e balsamico non distinguono gruppi e anche

chimico e vegetale cotto sono poco discriminanti. L’acidità più elevata si riscontra in VCR11

seguito da R3 e da ICA33. L’alcolicità è alta e significativamente superiore per VCR11 e ICA33.

La sapidità distingue solo VCR11 in alto, mentre R3 si dimostra il meno amaro. Struttura,

persistenza, equilibrio e gradevolezza complessiva di ICA33 e VCR11 sono sempre superiori.

Descrizione per clone, con commenti sull’annata

VCR11: Tonalità sempre vivace, intensità colorante elevata. Intensità olfattiva elevata,

caratterizzata dai descrittori frutta e fiori e speziato. Acidità, alcolicità e sapidità sostenute,

amaro medio-basso, morbidezza medio alta. Struttura, qualità ed intensità tanniche, persistenza,

equilibrio e gradevolezza alti.

R3: tonalità intermedia o leggermente verso il violaceo, probabilmente anche a causa dell’acidità

sostenuta, intensità colorante media o bassa. Caratteristiche olfattive nella media. Tranne che nel

2009, R3 evidenzia sensazione acida alta ed alcolica bassa, poca sapidità ed amaro basso. Scarsa

morbidezza, intensità tannica media ma qualità tannica, equilibrio e gradevolezza medio-basse.

ICA32 ed ICA34: mostrano tonalità meno vivaci dei GG, in due anni su tre è più vivace ed

intenso ICA32. Normalmente i descrittori olfattivi procedono vicini per i due genotipi, che si

caratterizzano per una componente fruttata e floreale medio bassa ed sentori speziati e balsamici

medio alti (nel 2009 questi due descrittori risaltano meno, ma si può ragionevolmente ipotizzare

che la giovane età dei vini (degustazione fatta a gennaio 2010 su vini della vendemmia 2009)

possa aver influito sulla percezione di alcune classi di sentori. Per quasi tutti i descrittori gustativi

i due GM mostrano valori bassi o medio bassi, tranne che per il descrittore morbidezza dove

risaltano. ICA32 è pressoché sempre meglio di ICA34 ed in particolare nel 2008 spicca per la

buona prestazione complessiva.

ICA33: Intensità medio buona, anche se nel 2008, annata piovosa, ha denunciato scarsità di

colore. Tonalità discretamente vivace. Nel 2007 e 2008 non ha prestazioni olfattive interessanti,

mentre nel 2009 si segnala per l’ottima intensità ed una complessità interessante. La descrizione

gustativa lo premia nel 2007, annata estremamente calda, dove si dimostra il genotipo con

maggiore alcolicità, morbidezza, struttura, persistenza, equilibrio e gradevolezza complessiva.

Nel 2008 queste caratteristiche non sono per nulla confermate ed ICA33 si allinea ai valori più

bassi del gruppo. Nel 2009 torna ad essere il migliore dell’annata, assieme a VCR11. Struttura,

persistenza, equilibrio e gradevolezza alti.

46

Graf. 30

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

Graf. 31

EQUILIBRIO

GRADEVOLEZZA

PERSISTENZA

CHIMICO

VEGETALE COTTO

STRUTTURA

GRADEVOLEZZA

Deg. 11-12-08 Micro cloni '07 vista olfatto

VEGETALE VERDE

TONALITA' (arancio


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 32

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

Graf. 33

PERSISTENZA

VEGETALE COTTO

GRADEVOLEZZA

EQUILIBRIO

STRUTTURA

Deg. 18-11-09 Micro cloni '08 vista e olfatto

GRADEVOLEZZA

CHIMICO

QUALITA' TANNICA

VEGETALE VERDE

TONALITA' (marrone


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 36

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

Graf. 37

PERSISTENZA

VEGETALE COTTO

GRADEVOLEZZA

EQUILIBRIO

STRUTTURA

Media degustazioni Micro cloni'07-'08-'09 vista-olfatto

GRADEVOLEZZA

CHIMICO

QUALITA' TANNICA

VEGETALE VERDE

TONALITA' (marrone


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1.5 Considerazioni

Le microvinificazioni si utilizzano perché permettono di confrontare su uno standard di

vinificazione numerose tesi per le quali si vogliano evidenziare differenze generatesi durante le fasi

di coltivazione della vite. Si eliminano così le influenze di vinificazione e ci si può concentrare sulle

cause viticole delle differenze tra i vini. Nel caso di materiali geneticamente diversi, ovviamente è

necessario coltivarli nelle stesse condizioni per poterli confrontare.

L’analisi delle caratteristiche dei genotipi disponibili per un vitigno, siano essi cloni omologati,

oppure individui non ancora sottoposti al processo di omologazione, è un passo di fondamentale

importanza per la conoscenza delle potenzialità di una realtà viticola.

Quanto esposto in questo capitolo delinea le caratteristiche genetiche ed ampelografiche

fondamentali delle varietà Groppello Gentile e Groppello di Mocasina e descrive il comportamento

dei cloni e presunti cloni dei GG e GM coltivati in un vigneto a Desenzano del Garda.

Sebbene il vigneto in questione fosse molto giovane e quindi le caratteristiche descritte possano

potenzialmente variare progressivamente nel tempo con l’età delle piante, si ritiene che le

informazioni desunte da questo lavoro possano essere sufficienti per esprimere le seguenti

sintetiche considerazioni:

a. Tra i cloni omologati, VCR11 si dimostra più completo ed equilibrato sia dal punto di vista

viticolo che enologico rispetto a R3, che per le sue caratteristiche potrebbe essere indicato per

la produzione di Garda Classico Chiaretto. Tuttavia, quest’ultimo aspetto merita sicuramente

una ulteriore indagine

b. Tra i non omologati, ICA33, GG, si dimostra genotipo estremamente valido, che meriterebbe

maggiore diffusione e che dovrebbe essere oggetto di ulteriori indagini mirate a valutarne

l’elasticità qualitativa in più ambienti ed annate.

c. I due genotipi GM mostrano limiti enologici da comprendere meglio. Da osservazioni di

campo e considerazioni legate all’esperienza nella pratica viticola, ancorché non misurate

con riferimenti precisi, si ritiene che GM possa essere varietà che necessita di qualche anno

di coltivazione per palesarsi in modo più completo ed uniforme e quindi esprimere al meglio

le proprie potenzialità. Se così fosse, l’analisi condotta sul giovane vigneto della CIVIELLE

potrebbe essere insufficiente per formulare un giudizio definitivo. In ogni caso, tra i due,

ICA32 ha dato prova di possedere caratteristiche più interessanti.

d. Di certo si può affermare che, per fornire strumenti validi e competitivi allo sviluppo viticolo

ed enologico di Groppello Gentile e Groppello di Mocasina sul dinamico mercato del vino, si

devono aumentare le attuali disponibilità clonali.

e. Complessivamente, tre anni di degustazioni dimostrano che il clone VCR11 è molto costante

nella qualità complessiva, sia olfattiva che gustativa. ICA33 si segnala per interessanti

caratteristiche e spicca in ben due annate su tre testate, tuttavia rimane da chiarire se nell’annata

2008 si è comportato in modo mediocre a causa della giovane età o se si tratta di un genotipo

con scarsa elasticità. Tra i due GM, ICA32 si comporta meglio.

52 53


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CAPITOLO 2

Risposte agli ambienti:

indagini territoriali e caratteristiche varietali

2.1. Oggetto ed obbiettivi dello studio....................................................................... 56

2.2. Le sostanze polifenoliche.................................................................................... 56

2.2.1. Polifenoli totali............................................................................................. 57

2.2.2. Flavonoidi totali........................................................................................... 58

2.2.2.1 Tannini.................................................................................................... 58

2.2.2.2 Antociani................................................................................................ 60

2.2.3. Acidi Idrossicinnamici................................................................................. 61

2.2.4. Caratteristiche cromatiche............................................................................ 61

2.2.4.1 Intensità del colore................................................................................. 61

2.2.4.2 Tonalità del colore.................................................................................. 61

2.3. Materiali e metodi.............................................................................................. 62

2.3.1. Agrometeorologia......................................................................................... 62

2.3.2. Vigneti.......................................................................................................... 62

2.3.2.1 Inquadramento territoriale attraverso il “Progetto carta pedologica”

e “La Zonazione del Garda Bresciano”.................................................. 62

2.3.2.2 Scelta degli impianti vitati......................................................................... 63

2.3.2.3 Analisi dei suoli...................................................................................... 63

2.3.2.4 Analisi statistiche................................................................................... 63

2.3.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi............................. 64

2.3.3.1 Rilievi agronomici...................................................................................... 64

2.3.3.2 Analisi delle uve..................................................................................... 64

2.3.3.3 Analisi statistiche................................................................................... 64

2.3.4. Vendemmia e vinificazioni........................................................................... 64

2.3.4.1 Analisi sulle Uve.................................................................................... 64

2.3.4.2 Le sostanze polifenoliche nelle uve....................................................... 64

2.3.4.3 Analisi sui vini....................................................................................... 64

2.3.4.4 Le sostanze polifenoliche nei vini.......................................................... 65

2.3.4.5 Analisi statistiche................................................................................... 65

2.3.5. Degustazioni................................................................................................. 65

2.3.5.1 Analisi statistiche................................................................................... 66

2.4. Risultati e commenti........................................................................................... 66

2.4.1. Agrometeorologia......................................................................................... 66

2.4.2. I Vigneti campione....................................................................................... 70

2.4.2.1 Inquadramento territoriale attraverso il “Progetto carta pedologica”

e “La Zonazione del Garda Bresciano”.................................................. 70

2.4.2.2 Analisi dei suoli...................................................................................... 72

2.4.2.3Analisi statistiche.................................................................................... 73

2.4.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi............................. 74

2.4.3.1 Rilievi agronomici.................................................................................. 74

2.4.3.2 Analisi delle Uve.................................................................................... 79

54

55

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.4.4. Vendemmia e vinificazioni........................................................................... 84

2.4.4.1 Le sostanze polifenoliche delle uve alla raccolta................................... 84

2.4.4.2 Le analisi dei vini................................................................................... 86

2.4.4.3 Le sostanze polifenoliche nei vini.......................................................... 92

2.4.5. Degustazioni................................................................................................. 94

2.4.5.1 Interazioni.............................................................................................. 98

2.4.5.2 Correlazioni............................................................................................ 98

2.4.6. Analisi dei componenti principali................................................................ 99

2.5. Considerazioni.................................................................................................. 102


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2

2.1

2.2

Risposte agli ambienti:

indagini territoriali e caratteristiche varietali

La conoscenza del territorio viticolo e delle risposte del vitigno all’ambiente è un argomento di risaputa

importanza nell’ambito della programmazione viticola, sia a livello aziendale che di Enti, Associazioni o

Cantine sociali. Disporre di informazioni al riguardo permette di indirizzare scelte agronomiche, enologiche,

commerciali (Scienza et al., 1984; Bogoni, Panont, 1992; Villa et al., 1997; Falcetti et al., 1998).

Oggetto ed obbiettivi dello studio

L’obbiettivo del lavoro era ottenere informazioni riguardo al comportamento del Groppello in vari ambienti

e confrontare tra loro le caratteristiche dei Groppello Gentile e Mocasina coltivati e vinificati in modo

simile.

Per conoscere il territorio e la risposta del vitigno all’ambiente di coltivazione, si è deciso di scegliere

alcuni vigneti sparsi in diversi Comuni della zona viticola. Per ogni ambito amministrativo sono stati scelti

2 vigneti, uno con Groppello Gentile e l’altro con Groppello di Mocasina. Si sono raccolti i dati relativi ai

suoli, sia facendo riferimento ad un precedente lavoro di zonazione, che inquadrava con buona precisione

il territorio secondo criteri pedologici oltre che viticoli e vocazionali, sia acquisendo più recenti analisi

chimiche dei suoli, specifiche di ciascun vigneto. I dati climatici sono stati raccolti grazie alla presenza di

quattro capannine meteorologiche digitali a rilevamento continuo, di proprietà della Provincia di Brescia,

site nei comuni di Lonato del Garda, Calvagese della Riviera, Puegnago del Garda e Sirmione.

I vigneti, scelti in modo che fossero il più possibile omogenei per età, sesto di impianto, forma di allevamento,

sono stati uniformati per il carico di gemme e di uva e per le operazioni di gestione agronomica, come descritto

più avanti. Si sono realizzati rilievi durante la stagione per acquisire i principali parametri vegetoproduttivi,

si sono monitorate le maturazioni e si è raccolta l’uva da 4 parcelle distribuite in ogni vigneto, in modo da

disporre di circa 40 Kg di uva al fine di realizzare per ciascuna unità vitata una microvinificazione.

I vini così ottenuti sono stati degustati in più sedute e da diversi panel.

Al termine sono state effettuate le analisi statistiche per l’individuazione delle differenze significative, delle

interazioni, del peso dei diversi fattori sulla variabilità complessiva, delle correlazioni e regressioni. Infine

è stata proposta l’analisi delle componenti principali, una interpretazione statistica che abbiamo ritenuto

particolarmente utile a valutare sinteticamente ed efficacemente i dati ottenuti.

Le sostanze polifenoliche

(a cura di: Enol. Giuseppe Piotti)

In questo paragrafo approfondiamo la conoscenza delle sostanze polifenoliche del Groppello, poiché la loro

comprensione è propedeutica alla giusta interpretazione dei dati ottenuti durante lo studio territoriale con

le microvinificazioni e, proprio grazie alle microvinificazioni, si possono capire meglio le caratteristiche

di fondo delle varietà, che verranno ulteriormente declinate su un piano operativo nel prossimo capitolo

quando affronteremo il tema delle diverse strategie di vinificazione.

56

fig. 13: Classificazione polifenoliche del vino (da Lanati et al., 2002, modificato)

57

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

La buona conoscenza della dotazione fenolica dell’uva da vinificare è fondamentale per programmare una

razionale gestione della vinificazione.

I composti fenolici e tra questi gli Antociani e i Tannini, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare la

componente cromatica, la struttura, le caratteristiche organolettiche, nonché la longevità dei vini rossi.

Il patrimonio fenolico di una varietà di uva dipende dai suoi caratteri genetici, ma è in parte modificato dalla

interazione vitigno-ambiente, dalle pratiche agronomiche, dalla fertilità del suolo, dall’andamento climatico,

dalle condizioni di sanità della vite, ecc. E’ opportuno sottolineare che tutte le pratiche agronomiche volte

a spingere il vigore vegetativo della pianta rallentano i processi di maturazione, dirottando i prodotti

della fotosintesi verso la sintesi proteica, piuttosto che verso quella di accumulo delle sostanze coloranti

e dei polifenoli nobili, contribuendo alla diminuzione della struttura e del corpo del vino e alla crescita

dell’astringenza.

La dotazione polifenolica del vino sarà poi determinata dalle pratiche di cantina.

L’intensità dei rimontaggi, la loro periodicità, la durata della macerazione, la temperatura sono parametri

che vanno modulati in funzione della composizione della materia prima che si va a lavorare. Solamente

conoscendo a fondo gli elementi chimici presenti nell’uva e le trasformazioni che avvengono durante il

processo produttivo sarà possibile sfruttare al meglio il suo potenziale, estraendo nel modo più conveniente

i componenti desiderabili.

2.2.1. Polifenoli totali

Le sostanze polifenoliche sono caratterizzate dall’avere almeno un gruppo funzionale ossidrilico (-OH)

legato ad un anello benzoico. Questo anello aromatico presenta un massimo di assorbimento a 280 nm.

L’indice dei Polifenoli totali dell’uva, determinato misurando la densità ottica a questa lunghezza d’onda,

rappresenta l’entità di tutte le sostanze polifenoliche (Flavonoidi e non Flavonoidi) presenti nel prodotto e

si esprime in mg/kg di acido Gallico equivalente, o in mg/Kg di Catechina equivalente.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab 15: Contenuto medio in Polifenoli estraibili totali mg/kg p.f. Catechina (Mattivi et al., 2003):

58

Dato medio

Pinot Nero 3242

Sangiovese 2333

Merlot 2326

Rebo 2297

Marzemino 2217

Groppello 2188

Cabernet sauvignon 2091

Nebbiolo 2056

Syrah 1742

Barbera 1741

Schiava 1533

2.2.2. Flavonoidi totali

I Flavonoidi totali sono l’insieme dei Flavanoli ( catechine, epicatechine e polimeri ad esse correlati, questi

ultimi detti tannini condensati), Flavonoli (pigmenti gialli), Procianidoli dimeri e degli Antociani e si

esprimono in mg/kg di Catechina.

Tab. 16: Contenuto medio di alcune uve in Flavonoidi totali mg/kg p.f. Catechina (da articoli scentifici

riportati in bibliografia):

Dato minimo Dato massimo Dato medio

Uva di Troia 2500 2900 2700

Cesanese di Affile 2000 2900 2450

Media uve in letteratura 800 3600 2200

Groppello 733 1624 1100

2.2.2.1 Tannini

I Flavonoidi non antocianici sono costituiti dai Flavanoli, Flavonoli e Procianidoli dimeri e si esprimono in

mg/l di Catechina.

I Tannini dell’uva (Flavonoidi non antocianici) sono composti risultanti dalla polimerizzazione di molecole

fenoliche elementari di 3-flavonoli (catechine) e di 3,4-flavandioli (leucoantocianidine) e la loro entità si

esprime in mg/l di Cianidina.

L’indice di Proantocianidine è la stima della presenza dei Tannini a maggior grado di polimerizzazione.

L’indice di Vanillina è la stima della presenza dei Tannini a più basso peso molecolare (poco polimerizzati).

I Flavani reattivi alla Vanillina sono quei polimeri delle Catechine e delle Leucoantocianidine reattivi con

la Vanillina, più astringenti ed amari. Il gusto amaro quindi dipende dalla cessione di Flavani a basso

peso molecolare da parte dei vinaccioli. Questo carattere, così diffuso da essere stato considerato una

caratteristica varietale, si manifesta soprattutto quando le uve non hanno raggiunto lo stato di maturità

fenolica identificabile con la fine della sintesi degli antociani e con la lignificazione dei vinaccioli.

Tab. 17: Contenuto medio in Flavonoidi non antocianici mg/l catechina (Mattivi et al., 2003):

Dato medio

Pinot nero 1235

Groppello 915

Sangiovese 700

59

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 18: Contenuto medio in Proantocianidine mg/kg p.f. in cianidina nell’uva (Mattivi et al., 2003):

Dato medio

Pinot nero 3044

Teroldego 2979

Nebbiolo 2800

Cabernet Sauvignon 2533

Sangiovese 2526

Merlot 2502

Rebo 2413

Groppello 2293

Marzemino 2230

Barbera 1896

Schiava 1737

Tab. 19: Indice di Vanillina. Contenuto medio in (+) Catechina mg/kg p.f. (Mattivi et al., 2003):

Dato medio

Pinot Nero 3381

Primitivo 2385

Nero d’Avola 1988

Lagrein 1937

Teroldego 1723

Merlot 1722

Nebbiolo 1722

Montepulciano 1696

Sangiovese 1609

Groppello 1554

Cabernet sauvignon 1552

Rebo 1500

Schiava 1372

Marzemino 1257

Barbera 865


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.2.2.2 Antociani

Gli Antociani sono pigmenti contenuti nella buccia dell’uva, che conferiscono il colore rosso al vino. Nel

frutto della Vitis Vinifera europea gli antociani sono rappresentati da cinque antocianidine: Malvidina

,Peonidina, Petunidina, Cianidina e Delfinidina, che, glicosilate in posizione 3 da una molecola di Glucosio,

danno origine alle corrispondenti antocianine, o più comunemente Antociani (Malvina, Peonina, Petunina,

Cianina e Delfinina).

Gli Antociani in forma libera (quelli non ancora coinvolti nelle reazioni di combinazione con i tannini

e quindi più facilmente degradabili) costituiscono pigmenti meno stabili nel tempo, rispetto a quelli in

forma combinata. Il rapporto quantitativo tra queste cinque molecole è un carattere genetico cioè è una

caratteristica specifica e peculiare di ogni varietà, paragonabile alla sua impronta digitale. Ogni antocianina

possiede una caratteristica tonalità cromatica e un diverso grado di stabilità chimica.

La Delfinina conferisce una colorazione rosso-vivo ed è relativamente disponibile all’ossidazione. La

Cianina conferisce una colorazione rosso-aranciata ed è facilmente ossidabile. La Petunina apporta un

colore rosso-porpora ed è altrettanto facilmente ossidabile. La Peonina conferisce una tinta aranciata,

ma è meno facilmente ossidabile. La Malvina apporta un colore rosso-porpora ed è piuttosto resistente

all’ossidazione, quindi più stabile nel tempo, tanto che dopo sette mesi dalla vinificazione essa costituisce

normalmente l’85% delle antocianine.

Tab. 20: Contenuto medio in antociani totali estraibili nelle uve mg/kg p.f. Malvidina (Mattivi et al., 2003):

Dato medio

Rebo 1183

Marzemino 1157

Merlot 949

Barbera 887

Cabernet sauvignon 871

Groppello 621

Sangiovese 569

Pinot nero 473

Schiava 406

Tab. 21: Ripartizione media delle antocianidine nell’uva Groppello (* e ** consultare la bibliografia)

Delfinidina

%

Cianina

%

Petunina

%

60

Peonina

%

Malvina

%

Antocianine

Acilate

%

Groppello* 5 32 4 37 13 9

Groppello** 4 9 5 40 22 20

Questi dati sulla dotazione antocianica della varietà Groppello Gentile risultano abbastanza prossimi a

quelli della Schiava, del Grignolino, del Gaglioppo e del Nebbiolo. Essendo preponderanti i pigmenti rossoaranciato

rispetto a quelli rosso-porpora, essendo prevalenti le molecole facilmente ossidabili rispetto a

quelle stabili ed essendo modesta la presenza di antocianidine acilate, si comprendono le dinamiche che

determinano la caratteristica cromatica di questa varietà. Infatti i vini prodotti da uve fresche di Groppello

Gentile sono dotati, appena svinati, di un colore rosso rubino di media intensità, ma durante i primi mesi

di maturazione e affinamento esso perde una discreta quota di intensità e abbastanza precocemente vira

dal rosso rubino al rosso granato, per l’aumento della componente aranciata. Questo comportamento si

manifesta anche più accentuato per il Groppello di Mocasina.

61

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.2.3. Acidi Idrossicinnamici

Questi composti, in particolare l’acido Trans-Caffeil-Tartarico, sono importanti anche perchè rappresentano

i substrati delle polifenol-ossidasi dell’uva e sono corresponsabili dei processi di imbrunimento dei mosti.

Sul piano sensoriale non presentano né odore né sapore particolari, ma per azione di alcuni lieviti appartenenti

al genere Brettanomyces possono dare origine a fenoli volatili particolarmente sgradevoli.

2.2.4. Caratteristiche cromatiche

2.2.4.1 Intensità del colore

Consiste nella somma delle densità ottiche lette a 420 nm (giallo), a 520 nm (rosso) e a 620 nm ( blu ).

Tab. 22: Intensità di colore (da articoli scentifici riportati in bibliografia):

Dato minimo Dato massimo Dato medio

Nero di Troia 12,5 16,7 14.60

Aglianico 4,71 15,17 9,40

Sangiovese 2,11 5,60 3,73

Pinot nero 1,94 3,90 2,79

2.2.4.2 Tonalità del colore

Nei vini giovani gli Antociani e i Tannini prendono parte simultaneamente alla costituzione del colore. Nel

corso della conservazione e dell’invecchiamento gli Antociani si riducono drasticamente, mentre i Tannini

subiscono una trasformazione del colore che assume la tipica tinta rosso mattone.

La misura della tonalità consiste nel rapporto esistente tra le densità ottiche a 420 nm e 520 nm. Questo

parametro indica la ricchezza di colore giallo di un vino in rapporto al suo contenuto in rosso porpora,

pertanto fornisce una informazione sul grado di evoluzione del tipo di colore del prodotto.

Questo rapporto è piccolo (inferiore a 0,7 circa) per un vino giovane di colore rosso vivo con tonalità

violacea, ed elevato (fino ad 1,7) per un vino vecchio color mattone, nel quale la componente gialla è

dominante su quella rossa.

La tonalità del colore è definita ancora meglio con l’indice OD (420-520)/420. Questo rapporto è in relazione

con la presenza di note blu, dovute soprattutto alle forme di combinazione Antociani-Acetaldeide-Flavani.

Più è elevato il valore negativo dell’indice, più è presente la tonalità blu.

Tab. 23: Tonalità di colore (da articoli scentifici riportati in bibliografia):

Dato medio

Aglianico 0,49

Nero di Troia 0,50

Sangiovese 0,97

Pinot nero 1,13


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.3

Materiali e Metodi

2.3.1. Agrometeorologia

Si disponeva di 4 capannine agrometeorologiche digitali a rilevamento continuo, di proprietà dell’Assessorato

all’Agricoltura della Provincia di Brescia, piazzate nelle seguenti località:

a. Calvagese della Riviera, località Torre di Mocasina, Coordinate Gauss-Boaga Lat. 5043322 Long.

1612357 quota s.l.m. 210.

b. Lonato del Garda, Coordinate Gauss-Boaga Lat. 5031635 Long. 1619777 quota s.l.m.150

c. Puegnago del Garda, Coordinate Gauss-Boaga Lat. 5048354 Long. 1619456, quota s.l.m. 142

d. Sirmione, Coordinate Gauss-Boaga Lat. 5034807 Long. 1626584 quota s.l.m. 59

Ogni capannina rileva la Temperatura oraria, umidità relativa, pioggia e bagnatura fogliare; la capannina di

Puegnago dispone anche di sensore di radiazione globale.

I dati sono disponibili online all’indirizzo http://meteo.provincia.brescia.it.

2.3.2. Vigneti

2.3.2.1 Inquadramento territoriale attraverso il “Progetto carta pedologica”

e “La Zonazione del Garda Bresciano”

Si è attinto alle informazioni desunte dal già citato lavoro di Villa et al. (1997) e dalla Carta Pedologica

dei suoli Lombardi (ERSAF, 1997), a cui si rimanda per ogni ulteriore approfondimento. Riportiamo i

gruppi pedologici proposti, che sono stati utilizzati come linea guida per l’individuazione di alcuni vigneti

dell’indagine.

Tabella 24: Gruppi pedologici individuati dal lavoro di zonazione del Garda Bresciano (Villa et al., 1997).

Gruppo

Nome del profilo

rappresentativo

1 Sottocimitero

2 Perlino

3 Valcade

4 Costalunga

5 Monte Mondero

6 Desenzano

7 Valle

Caratteristiche principali

Valli e piane alluvionali intermoreniche ribassate rispetto alle piane fluvioglaciali. Da acque

superficiali che hanno ridepositato materiali recenti. Idromorfia nelle parti basse del profilo

ed entro il primo metro. Substrato sabbio-limoso con poco scheletro. Tessitura franca o francosabbiosa

o franco grossolana sabbioso-limosa. Calcare non troppo elevato. CSC media e suoli

idromorfi freddi, poco ospitali in profondità

Piane idromoreniche ondulate maldrenate, da sedimenti fini limo-argillosi addensati, senza

scheletro. Tipico dei versanti degradanti verso il lago, a Est di Moniga. Carbonati elevati.

Drenaggio lento e idromorfia abbastanza superficiale (40-60 cm), suoli molto freddi. CSC ed

elementi nutritivi medio alti.

Cordoni medio morenici a pendenza medio alta, con depositi grossolani immersi in matrice

fine. Unità tipica dell’anfiteatro morenico (collina alta e pendente). Intervento antropico con la

creazione di gradoni con suoli troncati (raramente ricoperti) per la coltivazione di vite ed olivo.

Forte presenza di scheletro e suolo sabbioso. Ritenzione idrica medio bassa, elevata presenza

di Calcare, Sostanza organica medio-bassa, CSC bassa, suoli caldi.

Terrazzi subpianeggianti rilevati, materiali medio fini quasi privi di pietrosità superficiale,

dovuti a depositi di contatto glaciale originati da fasi successive di stasi e ritiro del ghiacciaio.

Prevalenti suoli sabbiosi, franco-argillosi in profondità, scheletro da scarso a comune, Calcare

scarso in superficie, abbondante in profondità. Buon drenaggio e CSC medio alta con buona

disponibilità di elementi nutritivi.

Piane, valli e scaricatori pluvioglaciali intermorenici ondulati, ben drenati, costituiti da depositi

grossolani. Suolo abbastanza sottile franco argilloso, substrato sabbio-ghiaioso. CSC medio

alta e buona sostanza organica, drenaggio elevato per il substrato permeabile, suoli caldi.

Tipico della D.O. Lugana. Piane retromoreniche ondulate e mal drenate, costituite da sedimenti

fini addensati. Costante presenza di fossi di scolo. Terreni franco limosi limosi o franco-limoargillosi

a scheletro assente ed elevato tenore in carbonati (60-70%), superficiali perché limitati

in profondità dal substrato idromorfo a dominante limosa. Drenaggio difficile, con erosione

delle baulature che può portare a compromettere la funzionalità della rete drenante.

Area di San Martino della Battaglia. Simile a Valcade, anche se con rilievo inferiore e cresta

più appiattita con versanti meno pendenti. Tessitura franca o franco sabbiosa, scheletro dal 10

al 30%, suolo e substrato ricchi in calcare e con CSC medio-bassa.

62

63

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.3.2.2 Scelta degli impianti vitati

La Commissione Tecnica di indirizzo ha stabilito in quali Comuni estendere l’indagine, sulla base di

valutazioni tecniche e di esigenze conoscitive.

In Valtènesi si sono scelti vigneti nei Comuni di Manerba del Garda, Moniga del Garda, Polpenazze del

Garda, Puegnago del Garda, San Felice del Benaco, nell’ entroterra si sono scelti Calvagese della Riviera,

Muscoline e Bedizzole e in Lugana il Comune di Desenzano.

Inoltre in un vigneto di Desenzano si sono confrontati 5 cloni e presunti cloni, le cui caratteristiche e risultati

sono già stati descritti dettagliatamente nel capitolo 1, ma che qui verranno sommariamente ripresi per poter

delineare una comparazione completa, anche se quest’ultimo vigneto era di impianto più recente.

Gli appezzamenti sono stati scelti in modo che fossero abbastanza uniformi per quanto riguarda l’età

(10-15 anni), il sesto di impianto, la forma di allevamento (Guyot), la produttività (regolata anche attraverso

opportuni diradamenti in inizio invaiatura) e la gestione agronomica (terreno inerbito, interventi di gestione

della chioma simili tra loro). Si sono scelti vigneti sia di Groppello di Mocasina che di Groppello Gentile.

In tutti i vigneti il carico in potatura era di circa 12 gemme per pianta.

Tab: 25

Comune Produttore Codice micro M G

Distanza

sulla fila

Distanza

tra le file

Piante/ha

Bedizzole Averoldi BED CAN GG x 1,40 2,80 2551

Calvagese Redaelli CAL BEL GM x 0,95 2,58 4080

Desenzano Franzoni DES DEM GM x 0,91 2,64 4162

Manerba Taver MAN CRO GG x 1,00 2,50 4000

Manerba Turina MAN SES GM x 1,00 2,76 3623

Moniga Turina MON BAL GG x 1,00 2,56 3906

Moniga Turina MON BAL GM x 1,00 2,56 3906

Moniga Costaripa MON COS GG x 1,09 2,62 3502

Muscoline La Guarda MUS GUA GM x 1,00 2,57 3891

Muscoline Pietta MUS PIA GG x 0,90 2,40 4629

Polpenazze Pasini Prod POL PIC GG x 0,99 2,52 4009

Polpenazze Pasini Prod POL PIC GM x 0,99 2,52 4009

Puegnago La Basia PUE BAS GG x 0,97 2,66 3876

Puegnago La Basia PUE BAS GM x 0,97 2,66 3876

Puegnago Comincioli PUE PED GG x 1,00 2,80 3571

S. Felice Le Chiusure SFE POR GG x 1,00 2,50 4000

In questi appezzamenti si sono selezionate 4 parcelle da 10 piante ciascuna su cui si sono fatti rilievi dei

caratteri vegeto-produttivi e sanitari e si sono rilevate le curve di maturazione, oltre che le analisi del

terreno.

2.3.2.3 Analisi dei suoli

Si sono reperite o eseguite le analisi dei suoli al fine di determinarne le principali caratteristiche e dotazioni.

Come minimo si sono rilevati i seguenti parametri:

• Granulometria: scheletro, sabbia, limo, argilla.

• Parametri chimici: pH, calcare attivo e tot, carbonio organico, sostanza organica, N, P, K, Mg, Na e

capacità di scambio cationico.

2.3.2.1 Analisi statistiche

I dati sono stati sottoposti all’analisi statistica Cluster Gerarchica. Lo scopo dell’analisi dei cluster, o analisi

dei gruppi, è quello di classificare casi sui quali sono state misurate differenti variabili in un numero inferiore

e relativamente contenuto di classi, dette appunto cluster o gruppi. Le tecniche della cluster analysis


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

consentono quindi di individuare dei raggruppamenti statisticamente significativi. Il metodo gerarchico è

un procedimento che genera un insieme di partizioni ordinate gerarchicamente, nelle quali ogni cluster ad

un qualunque livello fa parte di un cluster più ampio ad un livello successivo, il quale a sua volta appartiene

ad un cluster ancora più ampio ad un livello ulteriore.

2.3.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi

I vigneti sono stati normalmente gestiti dalle Aziende secondo un criterio il più possibile uniforme (potature,

difesa, interventi a verde, gestione del suolo) e come da consuetudine aziendale (concimazioni). Solo un

vigneto era irriguo (Az. Franzoni, Desenzano, irrigazione a goccia).

Il carico produttivo è stato regolato con un diradamento ad inizio invaiatura, con l’obbiettivo di ridurre il

numero di grappoli a massimo 10 per pianta.

2.3.3.1 Rilievi agronomici

In tutti i vigneti per ogni anno di prova si sono rilevati i dati già elencati nel par. 1.3.3.1.

2.3.3.2 Analisi delle uve

Analisi dell’andamento della maturazione, realizzate come descritto nel par. 1.3.3.2.

2.3.3.3 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS secondo il metodo ANOVA seguito da test

di Duncan. I dati delle curve di maturazione sono stati elaborati con il metodo di stima delle medie marginali

per serie continue; ciò permette di slittare le curve temporalmente in modo da poterle affiancare lungo punti

che rappresentano la sequenza temporale delle raccolte, a prescindere dalla date reale di campionamento.

Quindi la prima raccolta rappresenta il primo campionamento di ciascun anno, indipendentemente dal fatto

che sia stato eseguito a fine luglio o a metà agosto.

2.3.4. Vendemmia e vinificazioni

La vendemmia è stata eseguita ogni anno in date diverse per ogni vigneto, allo scopo di raccogliere le uve

ad uno stadio di maturazione abbastanza uniforme. Ci si è posti come obbiettivo il raggiungimento di una

gradazione zuccherina di 19-20 ° Babo (216-229 g/l Zuccheri). Nel 2006 le vendemmie sono state fatte tra

il 13/09 e il 09/10, nel 2007 tra il 03/09 e il 25/09, nel 2008 tra il 16/09 e il 14/10, nel 2009 tra il 08/09 e il

06/10.

Modalità di lavoro ed analisi realizzate sono già state descritte nel Par. 1.3.4.

Inoltre si sono fatte analisi su alcune componenti polifenoliche e si è controllato il contenuto di Anidride

solforosa libera e totale, con analisi classica.

2.3.4.1 Analisi sulle Uve

Oltre alle già citate analisi sulle uve per le curve di maturazione, alla raccolta si sono realizzate le analisi

per la determinazione degli Antociani e dei Polifenoli totali secondo il metodo Mattivi.

2.3.4.2 Le sostanze polifenoliche nelle uve

Sulle uve e sui vini sono state condotte dal 2006 al 2009 una serie di analisi per delineare un quadro

abbastanza ampio delle caratteristiche polifenoliche dei Groppello.

Sulle uve si sono realizzate le seguenti analisi:

• Antociani e Polifenoli totali nelle vendemmie ’08-‘09

• Analisi spettrofotometriche su cinque campioni raccolti nella vendemmia ‘06: Antociani totali

sulle bucce, Flavonoidi totali sulle bucce, Flavonoidi totali sui semi, Proantocianidine sulle buccie,

Proantocianidine sui semi.

• Analisi HPLC su cinque campioni raccolti nella vendemmia ‘06: acidi idrossicinnamici legati

all’acido Tartarico, Flavonoli, Antociani monomeri e Catechine.

2.3.4.1 Analisi sui vini

Per ogni vino così ottenuto si sono effettuate le analisi chimico-fisiche, attraverso l’utilizzo dello strumento

Wine Scan della ditta Foss che effettua analisi all’infrarosso con trasformata di Fourier (FTIR), come

descritto nel Cap. 1.

64

65

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.3.4.2 Le sostanze polifenoliche nei vini

Sui vini si sono realizzate le seguenti analisi: Flavonoidi totali, Antociani liberi e totali, Flavonoidi non

antocianici, Polifenoli totali, Catechine e Proantocianidine reattive alla Vanillina, Proantocianidine, intensità

e tonalità colorante secondo i metodi descritti da Di Stefano.

Oltre alle analisi previste e classiche per la descrizione quantitativa delle componenti, abbiamo pensato di

utilizzare un metodo per la visualizzazione del colore, riportando in fotografie l’aspetto dei vini da Groppello,

anche per mostrare la corrispondenza tra analisi chimiche, aspetto visivo e risultati delle degustazioni.

2.3.4.3 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS secondo il metodo ANOVA seguito da test

di Duncan.

2.3.5. Degustazioni

Su tutti i vini si sono condotte degustazioni tecniche al fine di valutare la variabilità dovuta alla zona di

produzione ed alla varietà, utilizzando schede descrittive di degustazione appositamente predisposte.

Le degustazioni sono state realizzate da due distinti panel, che utilizzavano due diverse schede. Le

degustazioni dei vini ottenuti sono state ripetute più volte ed in questo modo si è anche potuta valutare

l’evoluzione dei caratteri del vino nel tempo.

• Panel esperto: come già descritto nel par. 1.2.5.

• Panel aziendale (Fig. 14 b): queste degustazioni sono state realizzate durante incontri tecnici

pubblici, istituzionali o promozionali, ai quali hanno partecipato per lo più i Produttori locali delle

Aziende sede dei vigneti sperimentali. Allo scopo è stata elaborata una scheda di degustazione dalla

struttura più semplice e di compilazione più intuitiva, caratterizzata da descrittori identificati da una

terminologia di uso comune. Si è deciso di modificare la scheda UIE, riconoscibile e già utilizzata, in

modo da renderla adatta ad una successiva rielaborazione statistica. Queste degustazioni non possono

essere considerate condotte da un panel omogeneo, tuttavia attraverso adeguata standardizzazione

dei dati si è comunque voluto analizzare i giudizi espressi, in quanto si sono ritenuti di notevole

interesse poiché espressione del mondo produttivo e omologabili a una impostazione consuetudinaria

della degustazione del vino. Infatti, un Panel di questo tipo può essere considerato comunque

rappresentativo di una realtà simile a quella di un pubblico di consumatori e di produttori.

Da notare che nella nostra scheda a valori bassi ti tonalità corrisponde il marrone, mentre a valori alti

corrispondono le tonalità vivaci e violacee. Abbiamo operato questa scelta a nostro parere “intuitiva” anche

se tra i descrittori ottici i valori alti del rapporto D.O. 420/520 indicano tonalità più spente.

Fig. 14 b: Scheda del Panel aziendale

Fornire un giudizio sulla INTENSITA’ della percezione, NON sulla QUALITA’

Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia

SCHEDA PER L’ANALISI SENSORIALE DEI VINI ROSSI

Nome Giudice_________________________________________________________________________________________________________________________

Data

__________________

Campione Designazione del Vino

n ° _______ ___________________________________________

VISTA MARRONEVIOLA 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

INTENSITà 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

OLFATTO INTENSITà 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

COMPLESSITà 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

FINEZZA 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

GUSTO MORBID.-ROTONDITà 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

ACIDITà 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

SAPIDITà 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

INTENSITà TANNICA 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

QUALITà TANNICA 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

ALCOOL 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

PERSISTENZA 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100

GRADEVOLEZZA 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.4

2.3.5.1 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS secondo quanto descritto nel par. 1.2.5.1.

Inoltre si sono valutate correlazioni per comprendere eventuali influenze del terreno e/o del genotipo sui

caratteri organolettici.

Infine, i dati sono stati sottoposti a regressione lineare multipla su variabili complesse estratte attraverso

l’analisi fattoriale con il metodo di rotazione Varimax, per individuare quali fossero i fattori più significativi

per la descrizione dei vini (analogamente a quanto riportato in Villa et. al., 1997 e in Scalabrelli et. al.,

2010).

Risultati e Commenti

2.4.1. Agrometeorologia

L’andamento meteorologico del triennio 2007-2009 è commentato sulla base dei dati raccolti dalla stazione

di rilevamento situata a Puegnago, appartenente alla rete di monitoraggio della Provincia di Brescia.

Abbiamo ritenuto sufficiente considerare un solo punto d’osservazione, non sono state quindi analizzate le

variazioni meteorologiche legate al territorio descritto nell’indagine.

Per inquadrare il clima della zona interessata dall’indagine ricorriamo all’uso dell’indice climatico di

Huglin. Questo indice è largamente utilizzato negli studi di viticoltura, si dispone quindi di un ampio

numero di dati per un confronto con altre zone viticole.

L’indice di Huglin è un indice eliometrico calcolato, per il periodo che va da aprile a settembre, secondo la

seguente formula:

IH= ∑(Tmg-10)+(Txg-10)/2*(K),

dove: Tmg è la temperatura media mensile, Txg è la temperatuta massima mensile, K è un coefficiente che

varia in funzione della latitudine ed è pari a 1,047 per la zona del Garda.

Riportiamo, nella tabella seguente, un confronto tra gli indici di Huglin rilevati per stazione di Puegnago,

negli anni 2007-2009 e gli indici medi del periodo 1959-1988 calcolati per alcune aree viticole mondiali

tratte da Falcetti et al., 1998.

Tab. 30

Zona viticola Località Latitudine Nord Indice di Huglin

Champagne (F) Reims 49° 2’ 1.550

Valle della Loira (F) Angers 47° 5’ 1.650

Borgogna (F) Dijon 47° 4’ 1.710

Alsazia (F) Colmar 48° 1’ 1.730

Trentino (I) S. Michele a/A 46° 1’ 2.003

Bordeaux (F) Bordeaux 44° 9’ 2.100

Napa Vgalley (USA) Napa 38° 2’ 2.126

Languedoc (F) Montpellier 43° 4’ 2.250

Valpolicella (I) Verona 45° 3’ 2.250

Garda anno 2007 Puegnago d/G 45° 3’ 2.272

Garda anno 2008 Puegnago d/G 45° 3’ 2.119

Garda anno 2009 Puegnago d/G 45° 3’ 2.398

L’indice di Huglin del Garda Bresciano è simile ha quello della vicina Valpolicella, gli anni in esame

mostrano valori crescenti nella sequenza 2008, 2007, 2009.

Un esame più approfondito delle campagne vitivinicole 2007-2009, è condotto considerando alcuni indici

che possono evidenziare con chiarezza maggiore l’effetto delle condizioni meteorologiche annuali sulle

diverse fasi di sviluppo della coltura.

66

67

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Sono stati presi in esame:

• l’indice termico orario (Nhh), la traspirazione massima, la traspirazione reale, la temperatura

massima giornaliera, le precipitazioni.

L’indice termico è stato calcolato sulla scorta delle indicazione fornite da recenti studi (Failla e Mariani,

2009) considerando le ore normali di caldo (Nhh Normal heat hours). Il contributo allo sviluppo della

coltura da parte del calore, misurato come temperatura oraria media, è stimato da una funzione che individua

i cardinali massimi e minimi per la vite (temperature al di sopra e al di sotto delle quali non si ha sviluppo)

rispettivamente in 7°C e 36°C, e la temperatura ottimale in 26°C.

• Gli indici di traspirazione sono stati calcolati utilizzando la versione “puntuale” di un sistema

modellistico di bilancio idrico sviluppato da ARPA SIM denominato CRITeRIA (Zinoni, Marletto et

al., 1998). Il sistema utilizza dati pedologici, meteorologici e agronomici per determinare il contenuto

di umidità del terreno, considerando tutti gli apporti idrici e le perdite derivanti dai processi che hanno

luogo nel profilo di suolo. Il modello contiene un modulo numerico di infiltrazione, l’algoritmo è

basato sulla risoluzione dell’equazione di Richards e utilizza le equazioni empiriche di Darcy, la

curva di ritenzione di Van Genuchten (1980) e la curva di conducibilità idraulica di Mualem (1976).

Per il calcolo della traspirazione della coltura viene utilizzato un algoritmo basato sulla trattazione

di Driessen (1986).

Per una dettagliata descrizione di CRITeRIA rimandiamo al manuale tecnico disponibile sul sito

http://www.arpa.emr.it/dettaglio_documento.asp?id=708&idlivello=64. E’ stato considerato

un unico profilo pedologico, corrispondente al suolo dove è ubicata la stazione meteorologica di

Puegnago, così come descritto dal Progetto carta pedologica della Regione Lombardia nel Volume

“I suoli dell’Area Morenica gardesana Settore Bresciano” e nella tabella che segue si trovano i

parametri descrittivi del suolo.

Tab. 31

oriz.

lim. sup.

(cm)

lim. inf.

(cm)

sabbia

%

limo

%

argilla

%

pH

H 2 O

CaCO 3

%

S.O.

%

CSC

(meq/100g)

Ap1 0 20 55,7 26,7 17,6 8,1 22 2,92 17,1

Ap2 20 50 57,1 25,5 17,4 8,2 27 1,72 14,7

Bt1 50 70 46,5 29,4 24,1 8,3 11 1,08 17,5

Bt2 70 105 42,1 30,0 27,9 8,3 10 1,29 17,0

Bc 105 130 67,9 23,2 8,9 8,5 45 0,57 5,9

Ck 130 150 75,8 20,2 4,1 8,5 57 0,60 3,3

Si assume che l’entità della riduzione della traspirazione massima sia rappresentativa dello stato idrico della

pianta e che differenze elevate tra traspirazione massima e reale protratte per lunghi periodi corrispondano

a condizioni di elevato stress idrico.

Nel grafico 38 è riportata la media decadale dei valori giornalieri delle ore normali di caldo degli anni in

esame.

Nel 2007 le temperature utili in marzo e aprile sono state insolitamente elevate. In marzo si sono osservati

valori massimi di 6 Nhh; dopo un picco negativo a fine mese, l’indice è cresciuto repentinamente

raggiungendo alla fine del mese successivo i 18 Nhh, dato simile a quelli rilevati nel periodo estivo. Il

valore giornaliero di Nhh è andato crescendo, mantenendosi sopra i 20 Nhh fino alla fine di agosto con

una flessione di notevole entità, nella seconda e terza decade di luglio, per le temperature eccessivamente

elevate. In settembre si è registrato un forte calo delle Nhh nella terza decade, seguito da un periodo con

andamento termico favorevole nella prima decade di ottobre.

I valori registrati nel marzo e nell’aprile 2008 sono stati particolarmente bassi, inferiori ai 7 Nhh fino

alla terza decade di aprile. L’accumulo termico giornaliero è cresciuto gradualmente raggiungendo i 21

Nhh ad inizio luglio, solo nella seconda decade di settembre l’indice è bruscamente calato, mantenendosi

comunque sopra i 10 Nhh sino a fine ottobre.

Nel 2009, dopo un mese di marzo nella norma, nelle due decadi iniziali del mese di aprile si sono raggiunti

valori prossimi a 11 Nhh. E’ seguito un periodo freddo, durato sino alla seconda decade di maggio; poi

i valori dell’indice sono rimasti pressoché invariati, attorno ai 20 Nhh, fino a tutta la seconda decade di

ottobre.

Nel grafico 39 sono riportate le precipitazioni decadali e le medie decadali delle differenze giornaliere fra

traspirazione massima e traspirazione reale degli anni in esame.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Nel 2007 le precipitazioni sono state sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico della coltura fino alla

prima decade di luglio. Nella terza decade il deficit di traspirazione si è innalzato rapidamente, è stato

parzialmente attenuato dalle piogge verificatesi intorno nella seconda decade del mese di agosto ma solo a

fine ottobre si è definitivamente annullato. Le osservazioni in campo confermavano un leggero stress idrico

ad inizio luglio, annullato dalle successive piogge. Stress da medi a intensi si sono registrati verso fine

luglio e, in seguito, dalla metà di agosto fino alle piogge della seconda decade.

Nel 2008 il deficit di traspirazione non ha mai raggiunto livelli elevati, infatti le precipitazioni sono state

frequenti ed elevate dall’inizio dell’anno sino agli inizi di agosto. Dopo un periodo di totale assenza sono

riprese con eventi di particolare intensità nella seconda decade di settembre. Le osservazioni in campo

hanno confermato queste valutazioni, evidenziando leggeri stress localizzati e solo qualche problema in più

su vigneti molto giovani a inizio settembre.

Nel 2009 le precipitazioni di fine aprile e inizio luglio hanno assicurato una riserva idrica sufficiente fino

alla prima decade di agosto. Infatti, tra la prima e la seconda decade di questo mese si è osservato un

repentino incremento del deficit di traspirazione che si è mantenuto su valori elevati fino alle piogge di metà

settembre. In campagna si sono parallelamente notati da moderati a forti segnali di stress idrico a partire

dalla metà di agosto, anche in corrispondenza delle temperature elevate.

Graf. 38

Graf. 39

gradi giorno -

media decadale

precipitazioni (mm) - sommatoria decadale

160

140

120

100

22

20

18

16

14

12

10

80

60

40

20

0

8

6

4

2

0

Indice termico Nhh - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

Precipitazioni e Deficit traspirativo - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

mese - decade

mese - decade

68

2,5

2

1,5

1

0,5

0

deficit traspirativo giornaliero (mm)

- media decadale

2007

2008

2009

p 2007

p 2008

p 2009

d t 2007

d t 2008

d t 2009

69

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Nel grafico 40 sono riportate la media decadale delle temperature massime degli anni in esame.

Nel 2007 nelle ultime decadi di luglio la temperatura massima giornaliera è stata particolarmente elevata,

il valore medio decadale è superiore a 34° C. Un dato analogo è stato raggiunto nel 2008 solo nella terza

decade di giugno; nel 2009 il periodo più caldo è stato agosto, dall’ultima decade di luglio all’ultima di

agosto la media decadale della temperatura massima è oscillata tra i 33 e i 34 °C.

A conferma degli andamenti meteorologici annuali descritti, riportiamo nei grafici 41 - 42 - 43 le temperature

medie e le precipitazioni decadali relative a tutte le stazioni del Garda bresciano, Puegnago inclusa.

Per l’esiguo numero di punti di rilievo, non è possibile, come detto, fare un’analisi dettagliata circa le

variazioni meteorologiche legate al territorio, tuttavia si possono cogliere alcune differenze macroscopiche

che meritano di essere sottolineate. La stazione di Sirmione ha, rispetto a Lonato e Puegnago, temperature

più basse, inoltre le differenze tra gli anni appaiono di minore entità. La stazione di Calvagese ha un

comportamento intermedio. Le precipitazioni appaiono di minore entità nelle stazioni di Sirmione e Lonato,

rispetto a quanto osservato a Calvagese e Puegnago.

Graf. 40

Graf. 41

T max ° C - media decadale

precipitazioni (mm) - sommatoria decadale

36

34

32

30

28

26

24

22

20

160

140

120

100

80

60

40

20

0

Temperature massime - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

90

mese - decade

Sirmione - Precipitazioni, temperature medie - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

mese - decade

30

25

20

15

10

5

0

temperatura media giornaliera (°C) - media decadale

2007

2008

2009

2007 Prec.

Tot

2008 Prec.

Tot

2009 Prec.

Tot

2007 T Med

2008 T Med

2009 T Med


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 42

Graf. 43

precipitazioni (mm) - sommatoria decadale

Tprecipitazioni (mm) - sommatoria decadale

160

140

120

100

80

60

40

20

0

160

140

120

100

80

60

40

20

0

2.4.2. Vigneti campione

Calvagese - Precipitazioni, temperature medie - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

mese - decade

Puegnago - Precipitazioni, temperature medie - anni 2007-2009

1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 3

3 4 5 6 7 8 9 10

mese - decade

2.4.2.1 Inquadramento territoriale attraverso il “Progetto carta pedologica”

e “La Zonazione del Garda Bresciano”

Sulla base delle informazioni desunte dal lavoro di Zonazione del Garda Bresciano, si è potuta attribuire la

maggioranza dei vigneti scelti ai gruppi pedologici a suo tempo individuati.

Nella tabella seguente vengono confrontati in modo riassuntivo i dati della zonazione con quelli del “progetto

carta pedologica” (ERSAF, 1997 - 2006). (Tab. 32 e allegati).

70

30

25

20

15

10

5

0

30

25

20

15

10

5

0

temperatura media giornaliera (°C) - media decadale

temperatura media giornaliera (°C) - media decadale

2007 Prec.

Tot

2008 Prec.

Tot

2009 Prec.

Tot

2007 T Med

2008 T Med

2009 T Med

2007 Prec.

Tot

2008 Prec.

Tot

2009 Prec.

Tot

2007 T Med

2008 T Med

2009 T Med

71

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 32: Unità di paesaggio e pedotipi dei vigneti oggetti dello studio, sulla base del lavoro di zonazione

e dell’inquadramento pedologico di ERSAF. Confrontare le nuove corrispondenze pedologiche negli

allegati.

Nominativo

azienda

AVEROLDI

REDAELLI DE

ZINIS

FRANZONI

CIVIELLE

TAVER

TURINA F.LLI

TURINA F.LLI

COSTARIPA

LA GUARDA

PIETTA

PASINI

PRODUTTORI

LA BASIA

COMINCIOLI

LE CHIUSURE

SPIA D’ITALIA

Vigneto Comune

BED CAN

GG

CAL BEL

GG

DES DEM

GM

DES FEN

GG GM

MAN

CRO GG

MAN SES

GM

MON BAL

GG GM

MON COS

GG

MUS GUA

GM

MUS PIA

GG

POL PIC

GG GM

PUE BAS

GG GM

PUE PED

GG

SFE POR

GG

VEDASI

CAP. 3

MESO

Coordinate Gauss

Boaga

zonazione Garda

Classificazione secondo ERSAF

Unità di Paesaggio

U.C.

BEDIZZOLE 1611020 5041770 no MI 3 PAZ 1

CALVAGESE

DELLA

RIVIERA

1612915 5044445 no MI 2 MGP 1

DESENZANO 1626109 5033238

MONIGA DEL

GARDA

MANERBA

DEL GARDA

MANERBA

DEL GARDA

MONIGA DEL

GARDA

MONIGA DEL

GARDA

MR 5

MR 6

MR 7 DES 1

1617898 5036323 MR 1 MR 1 VAO 1

1619834 5044746 MR 5

MR 6

MR 8

MR 7 DES 1

1618730 5042354 MR 1 MR 2 MZB 1

STS 1

1618684 5042338 MR 1 MR 2

1619877 5043285

MR 3

MR 2

MR 1

MUSCOLINE 1615194 5044889 no MR 4

MZB 1

STS 1

TSI1

PDA1

TIR1

PED 1

GHS 1

MUSCOLINE 1615129 5045280 no MI 1 ROC 1

PUEGNAGO

DEL GARDA

PUEGNAGO

DEL GARDA

PUEGNAGO

DEL GARDA

SAN FELICE

DEL BENACO

1619094 5045969 MR 1 MR 2 MZB 1

STS 1

1616573 5046494 no MR 1 VAO 1

1618292 5046772 no MR 2 STS 1

1621609 5050068 no MR 1

LONATO 1617939 5032523 MR 1 MR 1

TSI1

PDA1

TIR1

TSI 1

PDA1

TIR1

Tipo U.C.

Semplice/

consociazione

Semplice/

consociazione

Semplice/

consociazione

Composta/

gruppo

indifferenziato

Semplice/

consociazione

Composta/

complessa

Composta/

complessa

Semplice/

consociazione

Composta/

complessa

Semplice/

consociazione

Composta/

complessa

Semplice/

consociazione

Composta/

complessa

Composta/

gruppo

indifferenziato

Composta/

gruppo

indifferenziato

descrizione paesaggio

Valli, scaricatori e piane, a morfologia subpianeggiante o

concava, in cui prevalgono depositi fluvioglaciali, localmente

sepolti da coperture eoliche o colluviali

Superfici di raccordo con le piane fluvioglaciali limitrofe,

con pendenze da basse a moderate, costituite da sedimenti

di origine colluviale; comprendono le scarpate erosive con

pendenze anche molto elevate in prossimità dei principali

solchi vallivi

Piane retromoreniche ondulate e mal drenate, costituite da

sedimenti fini addensati derivanti da depositi morenici di

fondo. Costante presenza di fossi drenanti per favorire lo scolo

delle acque.

Cordoni morenici principali e secondari, compresi quelli

addossati ai versanti muontosi generalmente a morfologia

netta con pendenze da basse a molto elevate costituiti da

depositi grossolani poco classati immersi in matrice fine

(sabbie e limi)

Piane retromoreniche ondulate e mal drenate, costituite da

sedimenti fini addensati derivanti da depositi morenici di fondo.

Costante presenza di fossi drenanti per favorire lo scolo delle

acque.

Superfici di raccordo con rilievi morenici e piane fluvioglaciali

o fluviolacustri, con pendenze da basse a moderate, costituite

da depositi colluviali di piede versante eo da materiali che sno

tipici di ambienti deposizionali con cui fanno da transizione

Superfici di raccordo con rilievi morenici e piane fluvioglaciali

o fluviolacustri, con pendenze da basse a moderate, costituite

da depositi colluviali di piede versante eo da materiali che sno

tipici di ambienti deposizionali con cui fanno da transizione

Cordoni morenici principali e secondari, compresi quelli

addossati ai versanti muontosi generalmente a morfologia

netta con pendenze da basse a molto elevate costituiti da

depositi grossolani poco classati immersi in matrice fine

(sabbie e limi)

Piane e valli a morfologia subpianeggiante o lievemente

ondulata, in cui prevalgono depositi fluvioglaciali

generalmente ben classati, grossolani e permeabili, correlabili

ai depositi dell’”alta pianura ghiaiosa”.

Cordoni morenici principali e secondari, a morfologia

collinosa, con versanti che generalmente hanno pendenze da

basse ad elevate.

Superfici di raccordo con rilievi morenici e piane fluvioglaciali

o fluviolacustri, con pendenze da basse a moderate, costituite

da depositi colluviali di piede versante eo da materiali che sno

tipici di ambienti deposizionali con cui fanno da transizione

Cordoni morenici principali e secondari, compresi quelli

addossati ai versanti muontosi generalmente a morfologia

netta con pendenze da basse a molto elevate costituiti da

depositi grossolani poco classati immersi in matrice fine

(sabbie e limi)

Superfici di raccordo con rilievi morenici e piane fluvioglaciali

o fluviolacustri, con pendenze da basse a moderate, costituite

da depositi colluviali di piede versante eo da materiali che sno

tipici di ambienti deposizionali con cui fanno da transizione

Cordoni morenici principali e secondari, compresi quelli

addossati ai versanti muontosi generalmente a morfologia

netta con pendenze da basse a molto elevate costituiti da

depositi grossolani poco classati immersi in matrice fine

(sabbie e limi)

Cordoni morenici principali e secondari, compresi quelli

addossati ai versanti muontosi generalmente a morfologia

netta con pendenze da basse a molto elevate costituiti da

depositi grossolani poco classati immersi in matrice fine

(sabbie e limi)


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.4.2.2 Analisi dei suoli

I dati analitici principali sono riportati in Tab. 33

Tab. 33: Risultati delle analisi del suolo

codice

Scheletro (g/Kg)

Terra fine (g/Kg)

Sabbia (g/Kg)

Limo (g/Kg)

Argilla (g/Kg)

pH in acqua

Calcare totale (g/Kg)

72

Calcare attivo (g/Kg)

BED CAN GG 27 973 550 240 210 7,8 40 4 14 23 1,5 9,1 84 226 214 17 9 3,1

CAL BEL GM 199 801 551 207 245 6,9 10 0 10,64 18,34 1,26 8,47 63 157 340 13 12,5 6 5,1

DES DEM GM 9 991 131 320 549 8,4 150 103 13,72 23,66 1,38 9,95 28 167 788 11 16,1 10,4 11

MAN CRO GG 46 954 288 342 370 7,9 190 109 15,43 26,6 1,76 8,78 40 320 497 9 13 10,8 3,6

MAN SES GM 44 956 301 391 308 8,2 470 84 12,94 22,32 1,43 9,03 8 149 415 13 11,9 6,5 6,5

MON BAL GG 69 931 438 269 294 7,7 270 55 15,77 27,19 2,08 7,57 18 179 332 17 18,3 13,4 4,3

MON BAL GM 69 931 438 269 294 7,7 270 55 15,77 27,19 2,08 7,57 18 179 332 17 18,3 13,4 4,3

MON COS GG 109 891 536 216 248 8,2 200 41 13,42 23,13 1,5 8,96 57 135 390 15 11,4 10,7 6,8

MUS GUA GM 231 769 568 185 247 8,1 320 35 12,67 21,84 1,26 10,08 11 181 323 8 10,6 9,3 4,2

MUS PIA GG 43 957 610 360 30 6,84 16,2 27,9 1,7 9,47 9 61 160 18 10,45 8,46

POL PIC GG 344 656 635 132 232 8,3 550 48 15,84 27,3 1,64 9,68 24 218 406 25 13,9 6,5 4,4

POL PIC GM 344 656 635 132 232 8,3 550 48 15,84 27,3 1,64 9,68 24 218 406 25 13,9 6,5 4,4

PUE BAS GG 41 959 222 484 295 8,7 640 94 6,83 11,77 0,82 8,34 163 222 522 19 11,1 4,1 5,5

PUE BAS GM 41 959 222 484 295 8,7 640 94 6,83 11,77 0,82 8,34 163 222 522 19 11,1 4,1 5,5

PUE PED GG 32 968 750 139 111 8,1 150 8 24 41 2,7 8,7 113 170 250 130 13 6,9 4,8

SFE POR GG 231 769 527 215 259 8,4 450 68 11,63 20,05 1,33 8,73 28 229 340 21 13,2 8,3 3,5

Tab. 34: Commento alle analisi del suolo

Si riportano in sintesi i principali caratteri distintivi dei vari suoli

Comune Produttore Note alle analisi del suolo

S. Felice Le Chiusure Sub alcalino

Polpenazze Pasini Produttori Sabbioso

Moniga Turina Povero in Fosforo

Moniga Costaripa Nulla da segnalare

Manerba Taver Il più ricco di potassio scambiabile

Manerba Turina Povero in Fosforo

Puegnago Comincioli Il più ricco in sabbia, con calcare attivo basso

Puegnago La Basia Tendenzialmente limoso, molto povero in sostanza organica, il più ricco in calcare totale e con il pH più elevato

Muscoline La Guarda Povero in Fosforo

Muscoline Pietta Sabbioso limoso, con il pH più elevato

Sirmione Franzoni Argillo-limoso, ricco in Magnesio e con rapporto Mg/K sbilanciato.

Calvagese Redaelli Il meno calcareo

Bedizzole Averoldi Franco, con calcare attivo basso

Desenzano ICA32-ICA 34 Limo-Argilloso, povero in Sostanza Organica

Desenzano ICA33-R3-VCR11 Limo-Argilloso, povero in Sostanza Organica

Carbonio organico (g/Kg)

Sostanza organica (g/Kg)

Azoto totale (g/Kg)

C/N

P2O5 assim. (mg/Kg)

K2O scamb. (mg/Kg)

MgO scamb. (mg/Kg)

Na2O scamb. (mg/Kg)

C.S.C. meq/100 g

Ca/Mg meq/meq

Mg/K meq/meq

2.4.2.3 Analisi statistiche

Fig. 15

73

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

* * * * * * H I E R A R C H I C A L C L U S T E R A N A L Y S I S * * * * * *

Dendrogram using Average Linkage (Between Groups)

Rescaled Distance Cluster Combine

C A S E 0 5 10 15 20 25

Label Num +---------+---------+---------+---------+---------+

MR 4 - MUS GUA GM 6

MR 1 - SFE POR GG 7

MR 2 - POL PIC GG GM 8

MR 1 - MON COS GG 3

MR 1 - MON BAL GG GM 13

MI 3 - BED CAN GG 1

MI 2 - CAL BEL GG 10

MR 2 - PUE PED GG 2

MI 1 - MUS PIA GG 9

MR 1 - PUE BAS GG GM 5

MR 2 - MAN SES GM 12

MR 7 - DES DEM GM 4

MR 7 - MAN CRO GG 11

MR 1 - DES FEN GM 14

MR 1 - DES FEN GG 15

L’analisi Cluster eseguita sulla base delle analisi pedologiche classiche (quelle che non prevedono indagini

in profondità ma solo sullo strato più facilmente esplorabile dalle radici) raggruppa i terreni secondo una

logica difficilmente comprensibile. Infatti, i terreni più vicini sono spesso di zone eterogenee per altimetria

e localizzazione geografica. Talvolta ricadono nello stesso gruppo (cluster) vigneti da entrambi i lati della

dorsale collinare (fronte lago ed entroterra, oppure situati a quote diverse, o con esposizioni diverse).

Soprattutto, è di difficile interpretazione la famigliarità tra i terreni MUS-GUA, SFE-POR, POL-PIC,

situati in zone molto diverse tra loro, ma anche MAN-SES e PUE-BAS sono lontani e apparentemente

diversi. Viceversa, BED-CAN e CAL-BEL sono già più facili ed intuitivamente accomunabili, così come i

due terreni adiacenti di DES (GG e GM). Per poter approfondire le conoscenze sui terreni sarebbe quindi

necessaria una ulteriore specifica indagine.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.4.3. Operazioni di campo, rilievi agronomici, dati produttivi

2.4.3.1 Rilievi agronomici

Si riportano nelle Tab. 35 - 36 - 37 i dati relativi ai rilievi agronomici effettuati ed ai risultati delle analisi

statistiche condotte.

Tab. 35: CARATTERI VEGETO PRODUTTIVI dei Vigneti per le MICROVINIFICAZIONI ‘07

Codice micro M G

Medie per pianta

Gemme

tot.

Gemme

Cieche

Gemme

Cieche

%

Grapp.

tot.

74

Gemme

Latenti

G.L. con

Grapp.

Grap.su

G.Lat.

Fertilità

reale

Fertilità

potenziale

BED CAN GG x

CAL BEL GM x 7,53 0,68 9,03 9,50 1,55 0,55 0,70 1,26 1,39

DES DEM GM x 9,98 0,98 9,82 6,25 1,33 1,20 1,60 0,63 0,69

MAN CRO GG x 10,98 1,48 13,48 9,72 1,40 0,62 0,72 0,89 1,02

MAN SES GM x 8,53 1,45 17,00 6,43 1,78 0,78 0,93 0,75 0,91

MON BAL GG x 9,69 1,15 11,87 7,49 1,62 0,64 0,72 0,77 0,88

MON BAL GM x 8,55 1,18 13,80 9,65 2,03 0,95 1,25 1,13 1,31

MON COS GG x 9,13 0,88 9,64 10,88 2,08 1,10 1,53 1,19 1,32

MUS GUA GM x 8,20 1,08 13,17 11,40 1,78 0,78 1,40 1,39 1,60

MUS PIA GG x 9,33 1,65 17,68 6,70 1,05 0,20 1,60 0,72 0,87

POL PIC GG x 10,40 2,55 24,52 8,93 2,05 1,08 1,55 0,86 1,14

POL PIC GM x 9,65 2,65 27,46 11,03 1,83 1,18 1,50 1,14 1,58

PUE BAS GG x 9,60 1,05 10,94 8,63 2,25 0,73 0,78 0,90 1,01

PUE BAS GM x 10,43 0,75 7,19 13,78 2,45 1,63 2,10 1,32 1,42

PUE PED GG x

SFE POR GG x 12,76 2,00 15,67 10,21 1,15 0,31 0,31 0,80 0,95

Tab. 36: CARATTERI VEGETO PRODUTTIVI dei Vigneti per le MICROVINIFICAZIONI ‘08

Codice micro M G

Medie per pianta

Gemme

tot.

Gemme

Cieche

Gemme

Cieche

%

Grapp.

tot.

Gemme

Latenti

G.L. con

Grapp.

Grap.su

G.Lat.

Fertilità

reale

Fertilità

potenziale

BED CAN GG x 11,18 2,05 18,34 13,25 1,38 0,53 0,55 1,19 1,45

CAL BEL GM x 7,73 0,55 7,12 11,90 2,20 0,90 1,25 1,54 1,66

DES DEM GM x 9,15 0,50 5,46 16,08 2,88 2,28 3,48 1,76 1,86

MAN CRO GG x 10,48 1,18 11,22 13,73 2,33 1,05 1,25 1,31 1,48

MAN SES GM x 8,68 0,65 7,49 13,35 1,50 0,58 0,85 1,54 1,66

MON BAL GG x 9,20 0,63 6,79 9,50 1,83 0,63 0,68 1,03 1,11

MON BAL GM x 8,63 1,50 17,39 10,20 2,40 1,10 1,25 1,18 1,43

MON COS GG x 8,98 0,83 9,19 12,75 2,40 0,90 1,13 1,42 1,56

MUS GUA GM x 7,18 1,58 21,95 8,10 1,70 0,90 1,23 1,13 1,45

MUS PIA GG x 8,83 1,55 17,56 5,78 1,83 0,45 0,50 0,65 0,79

POL PIC GG x 10,30 4,25 41,26 9,85 1,18 0,73 0,93 0,96 1,63

POL PIC GM x 9,35 2,97 31,76 11,05 1,43 0,93 0,78 1,18 1,73

PUE BAS GG x 8,75 1,00 11,43 9,75 2,05 0,78 0,88 1,11 1,26

PUE BAS GM x 9,45 0,80 8,47 14,48 2,48 76,00 2,98 1,53 1,67

PUE PED GG x 10,43 0,85 8,15 10,95 1,53 0,33 0,45 1,05 1,14

SFE POR GG x 10,13 3,53 34,81 9,23 1,13 0,15 0,15 0,91 1,40

Tab. 37: CARATTERI VEGETO PRODUTTIVI dei Vigneti per le MICROVINIFICAZIONI ‘09

Codice micro M G

Medie per pianta

Gemme

tot.

Gemme

Cieche

Gemme

Cieche

%

Grapp.

tot.

75

Gemme

Latenti

G.L. con

Grapp.

Grap.su

G.Lat.

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Fertilità

reale

Fertilità

potenziale

BED CAN GG x 10,60 1,67 15,75 9,60 1,75 0,45 0,50 0,91 1,08

CAL BEL GM x 6,93 0,65 9,38 8,30 0,65 0,25 0,38 1,20 1,32

DES DEM GM x 8,18 0,58 7,09 14,03 2,43 1,40 1,83 1,72 1,85

MAN CRO GG x 10,40 2,15 20,67 6,77 2,60 0,37 0,45 0,65 0,82

MAN SES GM x 8,30 0,95 11,45 10,48 2,40 0,85 1,00 1,26 1,43

MON BAL GG x 8,02 0,92 11,47 5,60 1,55 0,37 0,45 0,70 0,79

MON BAL GM x 8,50 0,82 9,65 8,22 3,32 0,80 1,65 0,97 1,07

MON COS GG x 8,07 0,52 6,44 11,75 3,82 1,05 1,30 1,46 1,56

MUS GUA GM x 6,95 0,93 13,38 8,60 1,80 0,63 0,73 1,24 1,43

MUS PIA GG x 8,45 1,25 14,79 1,63 2,18 0,33 0,33 0,19 0,23

POL PIC GG x 8,05 2,05 25,47 7,17 2,15 0,75 0,90 0,89 1,20

POL PIC GM x 7,62 2,85 37,40 7,10 3,90 1,45 1,62 0,93 1,49

PUE BAS GG x 9,33 1,43 15,33 6,75 3,43 0,53 0,53 0,72 0,85

PUE BAS GM x 9,23 1,00 10,83 12,73 2,95 1,80 2,33 1,38 1,55

PUE PED GG x 9,98 1,35 13,53 7,03 2,35 0,40 0,45 0,70 0,81

SFE POR GG x 8,90 1,25 14,04 6,30 1,45 0,17 0,17 0,71 0,82

Tab. 38: CARATTERI PRODUTTIVI

Codice micro

Dati produttivi ‘07 Dati produttivi ‘08 Dati produttivi ‘09

P uva

/pianta

PMG PMA

Prod.

/ha

Piante

/ha

PMG PMA

Prod.

/ha

P uva

/pianta

PMG PMA

g. g. g. q. g. g. q. g. g. g. q.

BED CAN GG 3216,18 357,35 2,50 82,04 2551 238,97 2,14 68,72 3235,67 327,20 3,14 82,54

CAL BEL GM 3359,92 298,66 2,60 137,08 4080 259,20 2,45 108,78 2444,68 318,14 2,77 99,74

DES DEM GM 3334,10 347,30 2,27 138,77 4162 229,25 1,96 109,73 3394,73 298,74 2,09 141,29

MAN CRO GG 3207,36 340,17 128,29 4000 253,78 2,05 102,29 2299,62 264,56 2,55 91,98

MAN SES GM 3046,46 332,81 110,37 3623 230,54 2,40 82,33 2470,62 297,39 2,56 89,51

MON BAL GG 2907,71 318,25 2,80 113,58 3906 190,60 2,28 72,38 2356,78 294,60 3,08 92,06

MON BAL GM 2018,98 119,66 1,64 78,86 3906 201,73 1,94 73,54 2548,18 268,60 2,27 99,53

MON COS GG 3502 312,50 2,50 118,21 4059,67 392,87 2,61 142,17

MUS GUA GM 3318,54 341,16 2,12 129,12 3891 2589,14 289,98 2,34 100,74

MUS PIA GG 2419,50 322,60 112,00 4629 155,65 2,54 47,91 1928,44 357,86 3,09 89,27

POL PIC GG 3589,17 358,92 2,20 143,89 4009 326,79 2,44 115,89 3639,56 359,96 3,32 145,91

POL PIC GM 2739,00 269,41 2,71 109,81 4009 205,13 2,31 74,93 3198,09 335,04 2,34 128,21

PUE BAS GG 2859,79 320,29 2,54 110,85 3876 298,87 2,69 102,33 3602,78 531,56 3,11 139,64

PUE BAS GM 3028,82 277,64 1,81 117,40 3876 213,43 1,99 88,63 3136,64 289,94 2,53 121,58

PUE PED GG 3616,82 437,19 2,90 129,16 3571 334,39 2,70 128,95 2172,10 294,98 3,36 77,57

SFE POR GG 2942,13 317,49 117,69 4000 247,96 2,29 83,60 2345,38 301,88 2,69 93,82

Prod.

/ha


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 39: CARATTERI VEGETO PRODUTTIVI medi dei Vigneti 2007-2008-2009

Codice micro M G Gemme/pianta

Gemme Cieche

/pianta

76

Fertilità reale Fertilità potenziale

BED CAN GG x 10,89 f 1,86 bc 1,05 bcde 1,26 bcd

CAL BEL GM x 7,40 a 0,63 a 1,33 cde 1,46 bcd

DES DEM GM x 9,10 bcde 0,69 a 1,37 de 1,47 bcd

MAN CRO GG x 10,62 ef 1,60 abc 0,95 abcde 1,11 abcd

MAN SES GM x 8,50 ab 1,02 ab 1,19 bcde 1,33 bcd

MON BAL GG x 8,97 abcd 0,90 ab 0,83 abc 0,92 ab

MON BAL GM x 8,56 abc 1,17 ab 1,09 bcde 1,27 bcd

MON COS GG x 8,73 abc 0,74 a 1,36 cde 1,48 bcd

MUS GUA GM x 7,44 a 1,20 ab 1,25 bcde 1,49 bcd

MUS PIA GG x 8,87 abc 1,48 abc 0,52 a 0,63 a

POL PIC GG x 9,58 bcdef 2,95 d 0,90 abcde 1,32 bcd

POL PIC GM x 8,87 abc 2,82 d 1,09 bcde 1,60 d

PUE BAS GG x 9,23 bcde 1,16 ab 0,91 abcde 1,04 abcd

PUE BAS GM x 9,70 bcdef 0,85 a 1,41 e 1,55 cd

PUE PED GG x 10,20 cdef 1,10 ab 0,88 abcd 0,98 abc

SFE POR GG x 10,60 def 2,26 cd 0,81 ab 1,06 abcd

Tab. 40: CARATTERI PRODUTTIVI medi dei Vigneti 2007-2008-2009

Codice micro M G P uva /pianta N° grap /pianta PMG PMA

Kg. g. g.

BED CAN GG x 3,04 bc 10,05 cde 308 ab 2,6 abcd

CAL BEL GM x 2,82 abc 9,74 bcde 292 ab 2,61 abcd

DES DEM GM x 3,24 bc 11,15 e 292 ab 2,11 ab

MAN CRO GG x 2,68 ab 9,40 bcde 286 ab 2,30 abc

MAN SES GM x 2,60 ab 9,11 bcd 287 ab 2,48 abcd

MON BAL GG x 2,37 ab 8,95 bcd 268 ab 2,72 bcd

MON BAL GM x 1,90 a 9,71 bcde 197 a 1,95 a

MUS PIA GG x 1,79 a 6,51 a 279 ab 2,82 cd

POL PIC GG x 3,37 bc 9,64 bcde 349 b 2,65 bcd

POL PIC GM x 2,60 ab 9,61 bcde 270 ab 2,45 abcd

PUE BAS GG x 3,03 bc 8,17 b 384 b 2,78 bcd

PUE BAS GM x 2,82 abc 10,81 de 260 ab 2,11 ab

PUE PED GG x 3,13 bc 8,81 bc 356 b 2,99 d

SFE POR GG x 2,46 ab 8,49 bc 289 ab 2,49 abcd

77

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Si possono riportare le seguenti osservazioni:

Commento ai dati complessivi medi per anno: l’anno non influenza il numero di gemme cieche. Influenza

il numero di grappoli totali conteggiati prima del diradamento, la fertilità reale e quella potenziale (più

grappoli e fertilità nel 2008, annata seguita all’estate 2007 molto calda e soleggiata, che aveva indotto

le piante a differenziare un maggior numero di grappoli per l’anno successivo). Il PMG varia molto con

l’annata, infatti il dato medio di tutti i Groppello considerati è andato da un minimo di 242 g nel 2008 ad un

massimo di 331 nel 2009, così come con lo stesso andamento varia il PMA, da 2,3 g nel 2008 a 2,82 g nel

2009. Nel 2008 si deve ricordare la primavera particolarmente piovosa, che ha determinato gravi problemi

in allegagione. È più difficile spiegare il basso PMA del 2008, dato che in teoria un’ annata piovosa e non

calda dovrebbe determinare dimensioni degli acini maggiori. In realtà, tuttavia, da una conta (non riportata)

del numero di vinaccioli, si è evidenziato che nel 2008 i vinaccioli erano meno numerosi rispetto al 2009,

probabilmente a causa delle condizioni climatiche avverse, e questa potrebbe essere una delle cause per

cui l’acino è rimasto più piccolo. Nel 2007 invece il PMA era basso per l’annata particolarmente calda e

siccitosa.

Tab. 41

Gemme tot. Grapp. Tot. P. Grapp. ha PMG PMA Fertilità reale Fertilità potenziale

2007 9.79 b 9.12 a 35254 ab 312 b 2.40 a 0.98 a 1.15 a

2008 9.43 ab 11.00 b 42218 b 241 a 2.31 a 1.22 b 1.46 b

2009 8.65 a 7.87 ab 30107 ab 331 b 2.82 b 0.97 a 1.14 a

Commento ai dati distinti per varietà: Raggruppando i dati per varietà, si ottiene il dato medio per GG e

GM. Fertilità reale e potenziale sono significativamente maggiori per GM, che è caratterizzato dal PMG e

PMA decisamente inferiori.

In aggiunta alle indagini di routine, si è voluto eseguire un controllo sul numero di vinaccioli per acino

in tre vigneti con presenza di GM e GG. Da tale rilievo si è avuta conferma di quanto già accennato in

bibliografia, ossia del diverso numero di vinaccioli tra GM e GG, come riportato nel grafico 44. Questo

risultato, seppur evidentemente differenziale, tuttavia non spiega il diverso PMA, dato che risultano più

numerosi i vinaccioli di GM rispetto a quelli di GG.

Tab. 42

Codice micro Gemme tot. Grapp.tot. PMG PMA

Fertilità

reale

Fertilità

potenziale

Media GG 9.43 b 8.52 a 318 b 2,73 b 0.95 a 1.13 a

Media GM 8.70 a 10.73 b 262 a 2,24 a 1.23 b 1.45 b

Commento ai dati per zona: L’analisi statistica finalizzata a individuare eventuali differenze di

comportamento vegetoproduttivo in base alle classi pedologiche, ha evidenziato poche differenze,

probabilmente anche a causa delle diverse numerosità dei terreni per classe, elemento che riduce la capacità

discriminante dell’analisi. Tuttavia, si può segnalare per la classe MI1 una produttività minore, dovuta alla

bassa fertilità, accompagnata da una altrettanto bassa capacità di accumulo zuccherino (contenuto alcolico

dei vini), mentre la MI3 mostra maggiore capacità di accumulo e contemporaneamente più attitudine al

mantenimento di acidità alte.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 43

Classi

pedologiche

Gemme tot. Grapp.tot. Pruduzione/pianta

MI1 b 8.87 a 4.70 a 1.79

MI2 a 7.40 b 9.90 b 2.82

MI3 c 10.93 b 10.62 b 3.05

MR1 bc 9.99 b 9.24 b 2.79

MR2 b 9.15 b 9.37 ab 2.68

MR7 b 9.10 b 12.12 b 3.24

Le gemme cieche % sono più alte a Polpenazze e a San Felice, su terreni peraltro diversi, e molto inferiori

nel vigneto di PUE-PED. Osservando il dato dei grappoli totali, di FR e FP e di GC% si possono evidenziare

più gruppi significativamente diversi (questo dato è ottenuto prima del diradamento scegliendo 10 piante

a caso nella parcella; è diverso dal numero di grappoli per pianta, dato quest’ultimo ottenuto alla raccolta

scegliendo le piante più rappresentative delle parcelle). Osservando solamente la disposizione geografica

e, come già fatto, il tipo di terreno il dato non trova spiegazione; probabilmente si dovrebbe integrare con

osservazioni relative alla diffusione di Escoriosi, vigoria, possibilità d’ irrigazione, in modo da comprendere

più a fondo le possibili cause delle differenze. Il PMG varia molto tra le zone, ma è scarsa la significatività

del dato, tuttavia è interessante notare ad esempio che nei vigneti dove il PMG è più basso si trovino spesso

grappoli in numero superiore.

Graf. 44

Numero di acini

160

140

120

100

80

60

40

20

0

Numero di vinaccioli in Groppello di Mocasina e Gentile

Media GG = 1,59 Vinaccioli/acino

Media GM = 3,13 Vinaccioli/acino

1 2 3 4 5 6

Numero di v inaccioli per acino

78

Moc 1

Moc 2

Moc 3

Moc 4

Moc 5

Gen 1

Gen 2

Gen 3

Gen 4

Gen 5

2.4.3.2 Analisi delle Uve

I dati delle curve di maturazione sono riportati nei Graff. 45 a 56.

Graf. 45

Graf. 46

Graf. 47

20

19

18

17

16

15

14

13

12

11

10

31-07-2008

15

13

11

9

7

5

3

31-07-2008

3,8

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3

2,9

2,8

31-07-2008

2-08-2008

2-08-2008

2-08-2008

4-08-2008

4-08-2008

4-08-2008

6-08-2008

6-08-2008

6-08-2008

8-08-2008

8-08-2008

8-08-2008

10-08-2008

10-08-2008

10-08-2008

12-08-2008

12-08-2008

12-08-2008

14-08-2008

16-08-2008

Curve maturazione °Babo '07

18-08-2008

20-08-2008

22-08-2008

79

24-08-2008

Curve maturazione Ac. Totale '07

14-08-2008

14-08-2008

16-08-2008

16-08-2008

18-08-2008

20-08-2008

22-08-2008

24-08-2008

26-08-2008

26-08-2008

Curve maturazione pH '07

18-08-2008

20-08-2008

22-08-2008

24-08-2008

26-08-2008

28-08-2008

28-08-2008

28-08-2008

30-08-2008

30-08-2008

30-08-2008

1-09-2008

1-09-2008

1-09-2008

3-09-2008

3-09-2008

3-09-2008

5-09-2008

5-09-2008

5-09-2008

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE MAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE MAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE MAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 48

Graf. 49

Graf. 50

20

19

18

17

16

15

14

13

12

11

10

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3

2,9

2,8

2,7

21

19

17

15

13

11

9

7

5

3

Curve maturazione °Babo '08

26-08-2008

27-08-2008

28-08-2008

29-08-2008

30-08-2008

31-08-2008

1-09-2008

2-09-2008

3-09-2008

4-09-2008

5-09-2008

6-09-2008

7-09-2008

8-09-2008

9-09-2008

10-09-2008

11-09-2008

12-09-2008

13-09-2008

14-09-2008

15-09-2008

16-09-2008

17-09-2008

18-09-2008

19-09-2008

20-09-2008

21-09-2008

22-09-2008

23-09-2008

24-09-2008

25-09-2008

26-09-2008

27-09-2008

28-09-2008

29-09-2008

30-09-2008

Curve maturazione pH '08

26-08-2008

27-08-2008

28-08-2008

29-08-2008

30-08-2008

31-08-2008

1-09-2008

2-09-2008

3-09-2008

4-09-2008

5-09-2008

6-09-2008

7-09-2008

8-09-2008

9-09-2008

10-09-2008

11-09-2008

12-09-2008

13-09-2008

14-09-2008

15-09-2008

16-09-2008

17-09-2008

18-09-2008

19-09-2008

20-09-2008

21-09-2008

22-09-2008

23-09-2008

24-09-2008

25-09-2008

26-09-2008

27-09-2008

28-09-2008

29-09-2008

30-09-2008

Curve maturazione Ac. Totale '08

26-08-2008

27-08-2008

28-08-2008

29-08-2008

30-08-2008

31-08-2008

1-09-2008

2-09-2008

3-09-2008

4-09-2008

5-09-2008

6-09-2008

7-09-2008

8-09-2008

9-09-2008

10-09-2008

11-09-2008

12-09-2008

13-09-2008

14-09-2008

15-09-2008

16-09-2008

17-09-2008

18-09-2008

19-09-2008

20-09-2008

21-09-2008

22-09-2008

23-09-2008

24-09-2008

25-09-2008

26-09-2008

27-09-2008

28-09-2008

29-09-2008

30-09-2008

80

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

Graf. 51

Graf. 52

Graf. 53

20,0

19,0

18,0

17,0

16,0

15,0

14,0

13,0

12,0

11,0

10,0

10-08-2009

18,00

16,00

14,00

12,00

10,00

8,00

6,00

4,00

2,00

10-08-2009

4,00

3,80

3,60

3,40

3,20

3,00

2,80

12-08-2009

12-08-2009

14-08-2009

14-08-2009

16-08-2009

16-08-2009

18-08-2009

18-08-2009

20-08-2009

20-08-2009

22-08-2009

22-08-2009

24-08-2009

24-08-2009

26-08-2009

26-08-2009

Curve maturazione °Babo '09

28-08-2009

30-08-2009

1-09-2009

81

3-09-2009

5-09-2009

Curve maturazione Ac. tot. '09

28-08-2009

30-08-2009

1-09-2009

3-09-2009

5-09-2009

Curve maturazione pH '09

7-09-2009

7-09-2009

9-09-2009

9-09-2009

11-09-2009

11-09-2009

13-09-2009

13-09-2009

15-09-2009

15-09-2009

17-09-2009

17-09-2009

10-08-2009

12-08-2009

14-08-2009

16-08-2009

18-08-2009

20-08-2009

22-08-2009

24-08-2009

26-08-2009

28-08-2009

30-08-2009

1-09-2009

3-09-2009

5-09-2009

7-09-2009

9-09-2009

11-09-2009

13-09-2009

15-09-2009

17-09-2009

19-09-2009

21-09-2009

23-09-2009

25-09-2009

27-09-2009

29-09-2009

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MON COS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 54

Graf. 55

Graf. 56

°Babo

Ac. Totale

pH

19

18

17

16

15

14

13

12

15

13

11

9

7

5

3

31-7

31-7

4

3,8

3,6

3,4

3,2

3

2,8

4,00

3,80

3,60

3,40

3,20

3,00

2,80

7-8

7-8

14-8

14-8

21-8

21-8

Medie Maturazione Biotipi °Babo

28-8

4-9

82

11-9

Medie Maturazione Biotipi Ac.Totale

28-8

4-9

11-9

Medie Curve Maturazione maturazione Biotipi pH '09

18-9

18-9

31-7

10-08-2009

12-08-2009

14-08-2009 7-8

16-08-2009

18-08-2009

20-08-2009 14-8

22-08-2009

24-08-2009

26-08-2009 21-8

28-08-2009

30-08-2009

1-09-2009 28-8

3-09-2009

5-09-2009

7-09-2009

4-9

9-09-2009

11-09-2009

13-09-2009

11-9

15-09-2009

17-09-2009

18-9

19-09-2009

21-09-2009

23-09-2009

25-9

25-09-2009

27-09-2009

29-09-2009

25-9

25-9

°BABO GM '06

°BABO GG '06

°BABO GM '07

°BABO GG '07

°BABO GM '08

°BABO GG '08

°BABO GM '09

°BABO GG '09

AC.TIT GM '06

AC.TIT GG '06

AC.TIT GM '07

AC.TIT GG '07

AC.TIT GM '08

AC.TIT GG '08

AC.TIT GM '09

AC.TIT GG '09

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

pH GM '06

MON BAL GG

pH GG '06

MON BAL GM

pH GM '07

MON COS GG

pH GG '07

MUS GUA GM

pH GM '08

MUS PIA GG

pH GG '08

POL PIC GG

pH GM '09

POL PIC GM

pH GG '09

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

Estimated Marginal Means

Estimated Marginal Means

16,0

14,0

12,0

10,0

8,0

6,0

4,0

2,0

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3,0

2,9

83

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Commento ai dati complessivi medi per anno (graf 60 e 61): a parità di produzione e di gradazione, nel

2009 l’acidità totale è stata di quasi 1 punto più bassa, probabilmente a causa delle alte temperature di fine

agosto, in fase di piena maturazione.

Commento ai dati distinti per varietà (graf 57, 58 e 59): L’analisi comparata delle curve di maturazione

allineate per rilievo come descritto nel par. 1.3.3.2 mostra una maggiore capacità del GG di mantenere

l’acidità ed il pH. Non vi sono differenze significative nella capacità di accumulo degli zuccheri.

1

1

Estimated Marginal Means of acidità

2

2

3

4

n° campionamento

3

4

n° campionamento

5

5

6

6

eco

Groppello gentile

Groppello mocasina

Graf. 58: pH Estimated Marginal Means of ph

Graf. 60: babo

Estimated Marginal Means

18,0

17,0

16,0

15,0

14,0

13,0

12,0

11,0

1

2

3

4

n° campionamento

5

6

eco

Groppello gentile

Groppello mocasina

Graf. 59: babo Estimated Marginal Means of babo

Graf. 61: acidità

eco

Groppello gentile

Groppello mocasina

Commento ai dati per zona e per vigneto:

l’acidità varia in modo poco significativo tra le

classi pedologiche e andando nel dettaglio dei

singoli vigneti si nota che il vigneto di Bedizzole

(classe MI3) mostra i maggiori tenori acidici ed

alta capacità di accumulo zuccherino. Per il pH si

possono creare ben 5 gruppi omogenei di vigneti,

anche se, come vedremo più avanti, pesa molto la

differenza tra Groppello di Mocasina e Gentile.

Estimated Marginal Means

Estimated Marginal Means

20,0

18,0

16,0

14,0

12,0

10,0

14,0

12,0

10,0

8,0

6,0

4,0

1

1

2

Estimated Marginal Means of babo

3

4

n° campionamento

2

3

4

n° campionamento

5

Estimated Marginal Means of acidità

6

5

6

Anno

2007

2008

2009

Anno

2007

2008

2009


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.4.4. Vendemmia e vinificazioni

2.4.4.1 Le sostanze polifenoliche delle uve alla raccolta

Su alcuni campioni di uva si sono effettuate le analisi delle componenti polifenoliche presso un laboratorio

certificato, i cui risultati sono riportati in tab. 44, mentre nelle annate 2008 e 2009 si sono analizzati

Antociani e Ponifenoli su tutte le tesi.

Tab. 44

ANALISI GROPPELLO VENDEMMIA 2006

MAN SES

Gropp

MOCASINA

MON BAL

Gropp

MOCASINA

84

MON BAL

Gropp

GENTILE

POL PIC

Gropp

GENTILE

MAN CRO

Gropp

GENTILE

Analisi spettrofotometriche (mg/kg uva)

** antociani totali bucce 518,0 449,0 623,0 594,0 601,0

flavonoidi totali bucce 1832,0 1654,0 1983,0 1885,0 1731,0

flavonoidi totali semi 1623,0 1491,0 1756,0 1683,0 1407,0

** proantocianidine bucce 2442,0 2344,0 2549,0 2604,0 2537,0

proantocianidine semi 3315,0 2926,0 3498,0 3269,0 3204,0

Analisi HPLC

HCTA (mg/kg uva)

cis caffeiltartarico 1,2 0,9 0,6 0,8 0,5

** trans caffeiltartarico 48,4 39,6 25,6 32,5 20,2

cis p-cumariltartarico 1,6 1,4 1,3 1,2 0,9

** trans p-cumariltartarico 7,8 6,5 5,9 5,5 3,1

Cis feruliltartarico 0,3 n.d. 0,3 n.d. 0,3

Trans feruliltartarico

HCTA espressi in %

0,7 0,7 0,5 0,6 0,4

CAF (%) 82,8 82,6 76,8 81,9 81,2

CUM (%) 15,6 16,0 20,9 16,5 16,0

FER (%)

Flavonoli (mg/kg uva)

1,6 1,4 2,3 1,5 2,8

Miricetina 3,6 3,5 3,0 5,3 5,0

quercetina glucuronide 6,8 9,1 11,0 13,7 7,8

** quercetina glucoside 18,8 20,8 26,9 46,1 33,7

Kaempferolo glucuronide 0,7 1,4 1,8 2,4 1,6

** Kaempferolo glucoside

Flavonoli espressi in %

3,1 5,5 10,7 17,5 11,8

MIR (%) 10,9 8,6 5,6 6,2 8,4

QUERC (%) 77,6 74,2 71,0 70,4 69,3

KAEMPF (%)

Antociani Mon.(%)

11,5 17,2 23,4 23,4 22,3

** delfinidina 3-gl 7,1 6,2 4,8 4,3 4,8

** cianidina 3-gl 27,2 24,1 15,1 12,3 13,3

petunidina 3-gl 5,6 4,5 4,8 4,8 5,0

peonidina 3-gl 35,5 37,9 37,3 39,8 37,9

** malvidina 3-gl 13,8 15,0 23,0 26,2 26,2

esteri acetati 3,0 3,9 6,2 4,2 4,5

esteri cumarati

Catechine

7,9 8,3 8,8 8,5 8,3

catechina (mg/kg) 26,3 27,6 32,5 26,1 27,3

epicatechina (mg/kg) 18,6 20,0 19,6 16,5 15,3

** Nelle righe indicate, vi è differenza significativa al 5% tra la media dei dati per GG e quella per GM.

Graf. 62

mg/l catechina

1600

1400

1200

1000

800

600

400

200

0

Antociani mg/gr p.f. uva Polifenoli totali Folin

mg/gr catechina

(calcolato) p.f. uva

Tab. 45: Dati medi 2008/2009

Dati per vigneto

Antociani mg

/gr p.f. uva

MICROVINIFICAZIONE

Antociani mg/gr p.f. uva Polifenoli totali Folin

mg/gr catechina

(calcolato) p.f. uva

2008 2009

Polifenoli totali Folin mg

/gr catechina (calcolato)

BED CAN GG 420 912

CAL BEL GM 408 1004

DES DEM GM 509 1025

MAN CRO GG 404 938

MAN SES GM 459 1047

MON BAL GG 367 943

MON BAL GM 271 694

MUS PIA GG 439 834

POL PIC GG 402 845

POL PIC GM 398 876

PUE BAS GG 433 1000

PUE BAS GM 518 922

PUE PED GG 375 782

SFE POR GG 499 978

Polifenoli totali

I dati da noi riscontrati tramite le analisi con il

metodo Mattivi sono riportati in Tab. 46

85

Tab. 46

Media di polifenoli

folin mg/Kg p.f. gallico

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

anno

VARIETà 2008 2009

BED CAN GG

CAL BEL GG

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MONCOS GG

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

MUS GUA GM

Totale

complessivo

GG 989 726 864

GM 985 793 889

Totale complessivo 988 752 873


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Flavonoidi

Dati per varietà: Tra questi, i flavonoli (pigmenti gialli) Quercetina glucoside e Kaempferolo glucoside

sono decisamente più alti in GG, ma non in modo significativo, anche se per Kaempferolo siamo molto

vicini alla significatività (0,051, Tab. 44).

I dati da noi riscontrati tramite le analisi con il metodo Mattivi e riportati in Tab. 47 risultano inferiori a

quelli della Tab. 16.

Tab. 47 Media di flavonoidi mg/Kg p.f catechina anno

VAR 2008 2009 Totale complessivo

GG 1120 688 914

GM 1104 752 928

Totale complessivo 1114 713 919

Antociani monomeri

Dati per varietà (Tab. 44): nelle bucce gli antociani totali e le proantocianidine sono significativamente

più alti nei GG. La Cianidina e la Delfinidina sono presenti in quantitativi molto più alti tra i GM rispetto ai

GG, mentre viceversa la Malvidina è contenuta in quantità quasi doppie tra i GG; i dati sono significativi.

I dati da noi riscontrati tramite le analisi con il metodo Mattivi sono riportati in Tab. 48.

Tab. 48 Media di mg/Kg p.f. antociani anno

VAR 2008 2009 Totale complessivo

GG 556 394 478

GM 546 426 486

Totale complessivo 552 406 481

Acidi Idrossicinnamici

Si nota che nei due GM l’ac. trans-Caffeiltartarico (della classe degli ac. idrossicinnamici, ac. fenolici

non flavonoidi, HCTA) è contenuti a livelli significativamente più alti che nei GG. Ciò spiega la maggiore

tendenza dei GM all’incupimento del colore dei vini. (Tab. 44)

2.4.4.2 Le analisi dei vini

Si riportano nella Tab. 49 i dati dell’andamento delle microvinificazioni e nei Graf. da 63 a 74 le analisi

sui vini.

Tab. 49 DURATA MACERAZIONE in gg Temp media di fermentazione Data di raccolta

2007 2008 2009 2007 2008 2009 2007 2008 2009

BED CAN GG 8 8 8 21,92 20,28 23,25 19-Sep 30-Sep 23-Sep

CAL BEL GM 8 9 7 21,71 19,86 23,21 19-Sep 7-Oct 18-Sep

DES DEM GM 13 12 9 20,45 20,37 23,38 3-Sep 16-Sep 8-Sep

MAN CRO GG 10 7 8 20,39 20 23,36 13-Sep 22-Sep 18-Sep

MAN SES GM 12 10 11 20,65 19,25 22,38 13-Sep 22-Sep 18-Sep

MON BAL GG 5 6 5 23,87 21,75 24 19-Sep 18-Sep 18-Sep

MON BAL GM 7 7 5 22,08 20,8 24 13-Sep 16-Sep 18-Sep

MON COS GG 9 8 20,37 23,21 30-Sep 18-Sep

MUS GUA GM 11 6 21,25 22,7 14-Sep 23-Sep

MUS PIA GG 6 9 7 21,7 19,71 21,92 25-Sep 13-Oct 5-Oct

POL PIC GG 6 10 7 22 19,75 21,08 18-Sep 7-Oct 30-Sep

POL PIC GM 6 8 6 22,6 19,83 20,4 19-Sep 7-Oct 30-Sep

PUE BAS GG 8 9 8 21,29 20 21,14 19-Sep 7-Oct 5-Oct

PUE BAS GM 9 9 10 21,19 19,87 21,06 19-Sep 30-Sep 5-Oct

PUE MAS GM

PUE PED GG 7 8 7 20,25 20,33 21,83 19-Sep 13-Oct 5-Oct

SFE POR GG 12 9 8 20,77 19,28 23,29 13-Sep 22-Sep 18-Sep

86

Graf. 63

14

12

10

8

6

4

2

0

Graf. 64

14,10

14,00

14,00

13,40

8

7

6

5

4

3

2

1

0

Analisi vino microvinificazioni '07

13,40

13,40

13,40

13,40

13,3

13,20

12,60

12,60

12,40

12,30

Graf. 65

7,40

7,30

Tit. alcol

7,30

7,1

7,00

Analisi vino microvinificazioni '07

4

3,9

3,8

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3

6,70

6,30

6,20

6,20

6,10

Graf. 66

3,98

ac. tot.

3,85

12,20

3,78

3,76

5,40

5,30

5,20

5,10

87

4,50

POL PIC GM

BED CAN GG

PUE PED GG

MUS PIA GG

PUE BAS GG

CAL BEL GM

POL PIC GG

PUE BAS GM

MON BAL GG

MAN SES GM

MAN CRO GG

SFE POR GG

DES DEM GM

MUS GUA GM

MON BAL GM

Analisi vino microvinificazioni '07

35

30

25

20

15

10

5

0

3,74

3,70

MAN SES GM

MUS GUA GM

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MAN CRO GG

PUE BAS GM

PUE BAS GG

MUS PIA GG

PUE PED GG

POL PIC GM

POL PIC GG

34,40

3,68

3,66

pH

3,64

3,59

31,5

30,80

30,50

3,58

3,57

3,49

3,46

3,40

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

MON BAL GM

MAN CRO GG

POL PIC GG

PUE BAS GM

CAL BEL GM

PUE BAS GG

MUS GUA GM

DES DEM GM

MAN SES GM

POL PIC GM

MUS PIA GG

SFE POR GG

MON BAL GG

BED CAN GG

PUE PED GG

Analisi vino microvinificazioni '07

30,30

30,20

30,10

30,00

29,80

29,00

estr. sec.

28,60

28,20

28,10

27,70

27,60

MAN SES GM

MUS PIA GG

CAL BEL GM

PUE BAS GG

POL PIC GG

MUS GUA GM

POL PIC GM

MON BAL GM

BED CAN GG

MAN CRO GG

MON BAL GG

PUE BAS GM

DES DEM GM

SFE POR GG

PUE PED GG


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 67

14

12

10

8

6

4

2

0

Graf. 68

14,00

13,80

13,80

8

7

6

5

4

3

2

1

0

Analisi vino microvinificazioni '08

13,5

13,30

13,30

13,00

12,90

Graf. 69

7,50

7,30

12,70

12,70

12,60

12,60

12,60

11,70

11,20

Tit. alcool

7,00

Analisi vino microvinificazioni '08

6,90

6,90

6,70

6,70

6,50

6,50

6,40

6,20

6,1

4

3,9

3,8

3,7

3,6

3,5

3,4

3,3

3,2

3,1

3

Graf. 70

ac. tot.

3,85

3,80

3,77

5,80

5,80

5,80

88

PUE BAS GG

MUS PIA GG

POL PIC GG

BED CAN GG

PUE PED GG

MON BAL GG

SFE POR GG

CAL BEL GM

MAN CRO GG

POL PIC GM

MAN SES GM

MON COS GG

DES DEM GM

MON BAL GM

PUE BAS GM

MUS GUA GM

Analisi vino microvinificazioni '08

3,67

3,66

3,64

3,64

35

30

25

20

15

10

5

0

MAN SES GM

BED CAN GG

DES DEM GM

MON COS GG

MON BAL GG

POL PIC GG

SFE POR GG

MAN CRO GG

CAL BEL GM

PUE PED GG

MUS PIA GG

POL PIC GM

PUE BAS GM

PUE BAS GG

MON BAL GM

MUS GUA GM

3,62

3,60

pH

3,52

3,51

3,47

3,47

3,46

32,90

32,50

32,20

32,20

31,10

30,70

3,41

POL PIC GM

PUE BAS GM

MAN SES GM

MAN CRO GG

CAL BEL GM

DES DEM GM

MON BAL GM

PUE BAS GG

PUE PED GG

POL PIC GG

MUS PIA GG

MON BAL GG

SFE POR GG

MON COS GG

BED CAN GG

MUS GUA GM

Analisi vino microvinificazioni '08

30,50

30,10

29,50

29,50

29,30

27,90

27,10

27,10

26,9

estr. sec.

POL PIC GG

MAN SES GM

PUE PED GG

POL PIC GM

MUS PIA GG

CAL BEL GM

BED CAN GG

PUE BAS GG

MAN CRO GG

MON BAL GG

PUE BAS GM

MON BAL GM

DES DEM GM

SFE POR GG

MON COS GG

MUS GUA GM

Graf. 71

14,00

12,00

10,00

8,00

6,00

4,00

2,00

0,00

Graf. 72

13,90

13,80

8,00

7,00

6,00

5,00

4,00

3,00

2,00

1,00

0,00

Analisi vini microvinificazioni '09

13,10

13,10

13,00

13,00

12,90

12,70

12,60

12,60

Graf. 73

Tit. alcol.

6,70

6,40

6,30

12,30

Analisi vino microvinificazioni '09

6,00

6,00

5,90

5,80

5,60

4,00

3,90

3,80

3,70

3,60

3,50

3,40

3,30

3,20

3,10

3,00

Graf. 74

12,10

12,00

12,00

11,80

11,70

5,50

5,50

5,40

5,30

5,20

5,20

5,10

4,80

Ac. tot.

3,84

3,81

3,79

3,72

89

MON BAL GG

POL PIC GG

BED CAN GG

MAN CRO GG

PUE PED GG

SFE POR GG

POL PIC GM

CAL BEL GM

PUE BAS GG

MUS GUA GM

MON COS GG

MAN SES GM

MUS PIA GG

MON BAL GM

DES DEM GM

PUE BAS GM

Analisi vini microvinificazioni '09

3,72

3,72

35,00

30,00

25,00

20,00

15,00

10,00

5,00

0,00

DES DEM GM

MAN SES GM

BED CAN GG

MON BAL GG

CAL BEL GM

MUS GUA GM

SFE POR GG

MAN CRO GG

POL PIC GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

MON COS GG

PUE BAS GG

MUS PIA GG

POL PIC GM

MON BAL GM

3,69

3,61

3,58

3,53

3,50

3,48

pH

30,40

29,50

28,70

28,00

27,40

27,30

3,44

3,41

3,40

3,36

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

PUE BAS GM

MUS GUA GM

POL PIC GM

CAL BEL GM

MON BAL GM

MUS PIA GG

PUE BAS GG

MAN SES GM

PUE PED GG

MAN CRO GG

POL PIC GG

SFE POR GG

BED CAN GG

MON COS GG

MON BAL GG

DES DEM GM

Analisi vino microvinificazioni '09

26,80

26,60

26,50

26,30

25,90

25,80

25,60

25,10

24,90

Estr. sec.

21,60

MUS GUA GM

MON BAL GG

CAL BEL GM

POL PIC GM

BED CAN GG

PUE PED GG

MAN SES GM

MUS PIA GG

PUE BAS GM

POL PIC GG

MON BAL GM

PUE BAS GG

MAN CRO GG

DES DEM GM

SFE POR GG

MON COS GG


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

• Dati per anno (Tab. 50): Solo per il 2009 si evidenziano acidità ed estratto secco significativamente più

bassi.

Tab. 50: Dati medi per anno Tab. 51: Dati medi per varietà

Dati per

anno

Acidità tot.

Estratto

secco

Dati per

varietà

90

Acidità

2007 b 6,6 b 29,8 GM a 5,81

2008 b 6,6 b 30,0 GG b 6,68

2009 a 5,7 a 26,8

• Dati per varietà (Tab. 51): GG manifesta capacità significativamente maggiore di mantenere l’acidità a

parità di gradazione.

• Dati per zona e per vigneto (Tab. 52 e 53): MI1 è zona con contenuto alcolico più basso, che si differenzia

significativamente da MI3 e MR7, e quest’ultima ha i tenori più alti in assoluto. L’acidità totale distingue

solo MR7 (bassa) da MI3 (alta). Il pH invece distingue MI3 (basso) da MI2 (alto). A livello di vigneti, l’alcol

distingue 4 gruppi. L’acidità differenzia tra loro pochi vigneti, mentre il pH crea ben 5 gruppi.

Tab. 52 Tab. 53

mg/l catechina

Dati per

zona

Alcol tot. Acidità tot. pH

Dati per

vigneto

Alcol tot. Acidità pH

MI 1 a 12,4 ab 6,7 ab 3,62 PUE BAS GG a 12,1 bc 6,7 cde 3,70

MR 2 ab 12,6 ab 6,3 ab 3,64 POL PIC GM a 12,2 abc 6,2 e 3,81

MR 1 ab 12,7 ab 6,4 ab 3,63 MON BAL GM a 12,2 a 5,3 de 3,75

MI 2 abc 13,2 ab 6,3 b 3,75 MUS PIA GG ab 12,4 abc 6,7 bcd 3,62

MI 3 bc 13,4 b 6,9 a 3,47 PUE PED GG ab 12,5 bc 6,8 abc 3,57

MR 7 c 13,9 a 5,5 ab 3,52 PUE BAS GM abc 12,7 abc 5,7 e 3,83

2500

2000

1500

1000

500

0

Flavonoidi totali ml/l

catechina

Polifenoli totali Folin mg/l

catechina (calcolato)

MICROVINIFICAZIONE

POL PIC GG abc 12,7 c 7,0 ab 3,53

CAL BEL GM bcd 13,2 abc 6,3 de 3,75

MON BAL GG bcd 13,2 abc 6,7 a 3,45

SFE POR GG bcd 13,3 abc 6,0 ab 3,50

BED CAN GG cd 13,4 c 6,9 ab 3,47

DES DEM GM d 13,9 ab 5,5 ab 3,52

Flavonoidi totali ml/l

catechina

2008 2009

Polifenoli totali Folin mg/l

catechina (calcolato)

BED CAN GG

CAL BEL GG

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MONCOS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

Graf. 76

mg/l malvidina

300

250

200

150

100

50

0

Graf. 77

mg/l cianidina o catechina

2500

2000

1500

1000

500

0

MICROVINIFICAZIONE

Antociani mg/l malvidina Antociani liberi mg/l Antociani mg/l malvidina Antociani liberi mg/l

catechine e

proantocianidine reattive

alla vanillina mg/l

catechina

2008 2009

proantocianidine mg/l

cianidina

MICROVINIFICAZIONE

catechine e

proantocianidine reattive

alla vanillina mg/l

catechina

2008 2009

91

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

proantocianidine mg/l

cianidina

BED CAN GG

CAL BEL GG

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MONCOS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

BED CAN GG

CAL BEL GG

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MONCOS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 78 MICROVINIFICAZIONE

Densità ottica 420 nm

5

4,5

4

3,5

3

2,5

2

1,5

1

0,5

0

intensità tonalità intensità tonalità

2008 2009

2.4.4.3 Le sostanze polifenoliche nei vini

Si riportano nei Graff. da 75 a 78 e nelle Tab. 54 e 55 i risultati delle analisi sulle sostanze polifenoliche

dei vini.

Trovate le immagini del metodo per la visualizzazione del colore nelle fotografie riportate nell’apposito

allegato.

Di seguito si trova il commento dei risultati analitici e delle analisi statistiche.

Polifenoli totali (Graf. 75 e Tab. 54)

Dati per anno: Differenza significativa a favore del 2008. Gli elementi possibili cause potrebbero essere

l’andamento climatico generale, comunque difficile da associare inequivocabilmente al dato (una buona

disponibilità idrica come durante la stagione 2008 permette un efficiente metabolismo polifenolico), l’altro

il PMA, che era significativamente più basso e quindi vi era un rapporto tra buccia e polpa più alto. In

generale, tutte le sostanze polifenoliche nel 2008 sono risultate più elevate probabilmente grazie al più

costante rifornimento idrico e all’assenza di stress.

Antociani (Graf. 76 e Tab 54 e 55)

Dati per anno: si possono confrontare le due annate 2008 e 2009. Verificando i dati in tab. 54 l’analisi

statistica conferma un dato significativamente più alto per il 2008. Il dato non è correlabile in modo

inequivocabile all’andamento climatico, tuttavia si può ricordare che il mese di agosto 2009 è stato molto

caldo.

Dati per varietà: Verificando i dati in tab. 55 l’analisi statistica conferma un dato significativamente più

alto per i GG.

Dati per vigneto: sono un elemento di forte distinzione tra vigneti (verificare in tab. 56 dove si riportano i

gruppi differenziati significativamente dall’analisi statistica).

Catechine e proantocianidine reattive alla Vanillina (Graf. 77)

Dati per anno: Differenza significativa a favore del 2009. Ricordiamo che sono considerate indice di minore

maturità. L’eccessivo caldo agostano potrebbe aver condizionato negativamente la maturità fenolica.

Proantocianidine (Graf. 77)

Dati per anno: Differenza significativa a favore del 2008. Ricordiamo che rappresentano i Tannini a

maggior grado di polimerizzazione, quindi in teoria caratteristici di uve meglio mature.

92

BED CAN GG

CAL BEL GG

DES DEM GM

MAN CRO GG

MAN SES GM

MON BAL GG

MON BAL GM

MONCOS GG

MUS GUA GM

MUS PIA GG

POL PIC GG

POL PIC GM

PUE BAS GG

PUE BAS GM

PUE PED GG

SFE POR GG

93

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Dati per anno: Differenza significativa a favore del 2008, che sta ad indicare una maggiore componente

gialla (ma va ricordato che le analisi sono state eseguite ad un anno in più di affinamento rispetto a quelli

del 2009).

Dati per varietà: Significativamente maggiore per GG.

Densità ottica a 520 nm

Dati per varietà: Significativamente maggiore per GG.

Dati per vigneto: sono un elemento di forte distinzione tra vigneti (verificare in tab. 55 dove di riportano i

gruppi differenziati significativamente dall’analisi statistica).

Densità ottica a 620 nm

Dati per varietà: Significativamente maggiore per GG.

Dati per vigneto: sono un elemento di forte distinzione tra vigneti (verificare in tab. 55 dove di riportano i

gruppi differenziati significativamente dall’analisi statistica).

Intensità ottica (Graf. 76)

Dati per varietà: Significativamente maggiore per GG.

Dati per vigneto: sono un elemento di forte distinzione tra vigneti (verificare in tab. 55 dove di riportano i

gruppi differenziati significativamente dall’analisi statistica).

Tonalità (Graf. 76)

Dati per anno: Significativamente più alta nel 2008, a conferma del dato di OD420: i vini del 2008 hanno

tonalità più evoluta in quanto sono stati analizzati ad un anno in più di affinamento.

Dati per varietà: Significativamente maggiore per GM, a conferma della tonalità meno vivace.

Dati per vigneto: sono un elemento di forte distinzione tra vigneti (verificare in tab. 56 dove di riportano i

gruppi differenziati significativamente dall’analisi statistica).

Tab. 54 Tab. 55

Dati

per

anno

Polifenoli

totali

(mg/l

catechina)

Antociani

liberi

(mg/l)

Catechine e

proantocianidine

reattive alla

Vanillina (mg/l

catechina)

Proantocianidine

(mg/l cianidina)

Dati

per

varietà

Antociani

liberi

(mg/l)

DO

420

DO

520

DO

620

Intensità

ottica

2008 b 1595 b 45,8 a 438 b 1875 GM a 37 1442 a 1,05 a 0,22 a 2,46 a 1,15 b

2009 a 1387 a 43,6 b 658 a 1378 GG b 49 1517 b 1,60 b 0,31 b 3,29 b 0,88 a

Tab. 56 Antociani liberi

mg/l

OD 520 OD 620 intensità tonalità

BED CAN GG cde 54.0 ef 1.79 cde 0.35 de 3.58 a 0.79

CAL BEL GM bcde 48.7 bc 1.15 bcd 0.25 bcd 2.75 cde 1.18

DES DEM GM a 25.2 ab 1.00 abc 0.20 bc 2.47 de 1.26

MAN CRO GG e 63.1 ef 1.82 e 0.42 de 3.75 abc 0.84

MAN SES GM abc 38.0 bcde 1.48 bcde 0.32 cde 3.36 abcde 1.04

MON BAL GG abcd 41.8 bcde 1.40 ab 0.19 bcd 2.74 abc 0.81

MON BAL GM a 23.9 a 0.58 a 0.10 a 1.44 e 1.36

MUS PIA GG cde 54.0 ef 1.80 cde 0.35 de 3.60 ab 0.80

POL PIC GG bcd 43.9 cdef 1.63 bcde 0.33 cde 3.37 abc 0.85

POL PIC GM bcde 53.0 bcd 1.20 bcde 0.29 bcd 2.89 bcde 1.16

PUE BAS GG ab 34.6 bcde 1.32 bcd 0.26 bcd 2.84 abcd 0.96

PUE BAS GM bcde 45.2 ab 1.07 0.24 bc 2.46 abcde 1.04

PUE PED GG cde 55.3 def 1.70 bcde 0.30 cde 3.35 abc 0.81

SFE POR GG bcde 45.4 bcde 1.45 bcde 0.28 bcd 3.03 abcd 0.89

Tonalità


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.4.5. Degustazioni

Si riportano nei Graff. 82, 83, 84 e 85 i risultati delle degustazioni del panel esperto e nel Graff. 81 e nelle

i risultati delle degustazioni del panel aziendale.

Come per il capitolo 1, anche per questo capitolo è da segnalare la notevole corrispondenza di risultati

tra i risultati analitici e quelli delle degustazioni, ad indicare che il panel esperto ha ben interpretato le

caratteristiche dei vini. Proprio per questo, si deve attribuire la massima importanza ai risultati delle

degustazioni prima che ai risultati analitici.

Dati per anno: Sostanzialmente non si evidenziano differenze tra gli anni. Questo significa che, anche

cambiando l’annata, non si riescono a trovare differenze significative nell’espressione dei vini tra gli anni.

Graf. 79

Graf. 80

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

GRADEVOLEZZA

EQUILIBRIO

PERSISTENZA

GRADEVOLEZZA

CHIMICO

VEGETALE COTTO

Degustazione panel esperto - media anni 2007- 09 vista e olfatto

VEGETALE VERDE

TONALITA' (arancio


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 83

Graf. 84

PERSISTENZA

GRADEVOLEZZA

EQUILIBRIO

STRUTTURA

QUALITA' TANNICA

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

GRADEVOLEZZA

CHIMICO

VEGETALE COTTO

Deg. 02-02-09 Micro '08 gusto

ACIDITA'

7

6

5

4

3

2

1

VEGETALE VERDE

Deg. 11-01-10 Micro '09 vista olfatto

TONALITA' (arancio


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 57

Codice

Tonalità di colore

Intensità di colore

Intensità olfattiva

Frutta e fiori

Speziato

Tostato

Vegetale verde

Vegetale cotto

98

Balsamico & erbe aromatiche

BED CAN GG g g ef cd bc a b a ab a fg cde d ab ab ef bc c ef

CAL BEL GM bc b ab bc abc ab ab ab ab ab bcde bcde bc bcd ab bcde bc bc bcde

DES DEM GM c b bcd c abc ab ab ab ab abc abc e cd cd cd def bc bc cdef

MON BAL GG d bc def d ab ab ab a ab abc efg bcd cd bcd a bc bc abc bcde

MON BAL GM a a abc a a ab a c a bcd a a a bcd abc a a a a

MUS PIA GG ef def de cd bc ab b abc ab ab fg abc cd abc a bcdef bc abc bcde

POL PIC GG de efg ef cd bc ab b abc ab bcd def bcde bc bcd abc cdef bc c def

POL PIC GM ab b a a bc b ab c ab cd ab bcd ab bcd bcd bcd b abc bc

PUE BAS GG de de def cd c ab c ab b abc g ab cd a abcd bcd bc ab b

PUE BAS GM bc bc abc ab c ab ab bc ab ab abcd cde bc bcd d bcdef bc abc bcd

PUE PED GG f cd f bc a a ab c ab d fg ab bc ab abc b bc abc bcd

SFE POR GG ef fg cde cd c ab ab a ab a cde de cd d abc f c d f

Tab. 58

unità di paesaggio

carta regionale

Tonalità colorante

Intensità colorante

Intensità olfattiva

Frutta e fiori

Tostato

MI 1 d c bc bc a abc ab c a abc ab ab

MI 2 a a a b a ab ab b ab bc b ab

MI 3 e d c bc a a a c ab c a b

MR 1 cd bc b bc a ab ab bc ab abc ab ab

MR 2 b ab b b a bc bc b ab a ab a

MR 4 a ab a a b a c a ab bc c a

MR 7 bc bc bc c a ab ab b b bc b ab

Vegetale cotto

Chimico

2.4.5.1 Interazioni

Ricordiamo che l’interazione tra vitigno ed annata per i descrittori indica una forte dipendenza del carattere

dall’anno. Verificando l’interazione tra anno e vigneto per tutti i vigneti riuniti, si nota che quasi tutti i

descrittori organolettici mostrano significatività. Solo vegetale verde, balsamico, alcolicità e sapidità non

variano significativamente negli anni tra i vari vigneti. Ciò dimostra che in ogni vigneto vi possono essere

risultati disuguali dei vini per ogni anno.

Distinguendo GG da GM, si osservano i seguenti comportamenti. GM subisce l’influenza significativa

dell’anno esattamente come GG per i descrittori visivi, per frutta e fiori e per morbidezza, struttura,

persistenza, equilibrio e gradevolezza, ricordandoci così l’estrema variabilità dei vitigni come detto sopra.

Le differenze di comportamento tra i due vitigni risiedono nella variabilità dei descrittori tostato e amaro,

che interagiscono significativamente con l’anno solo per GM, e vegetale cotto, chimico e acidità, significativi

(quindi più variabili) solo per GG.

2.4.5.2 Correlazioni

Segnalando solo le correlazioni statisticamente significative, troviamo correlazione negativa tra il numero

di grappoli ed il PMA, positiva tra la produzione per pianta ed il PMG, tra il PMG ed il PMA.

A livello analitico sui vini, è particolare la correlazione fortemente positiva tra acidità e estratto secco.

I dati delle degustazioni mostrano correlazioni fortemente positive tra intensità e tonalità di colore (quindi

a intensità più elevate le tonalità sono spesso più cupe).

Acidità

Chimico

Alcolicità

Acidità

Alcolicità

Sapidità

Sapidità

Morbidezza

Morbidezza

Gradevolezza

Amaro

Struttura

Persistenza

Equilibrio

Gradevolezza

99

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

L’alcolicità percepita è legata in modo forte e positivo con la struttura e abbastanza forte con intensità, equilibrio

e gradevolezza. La sapidità è legata in modo significativo e positivo, con l’acidità e con la persistenza.

L’amaro è un elemento a sé stante, la cui tendenza è indipendente dagli altri descrittori gustativi. Struttura

e persistenza sono legate in modo positivo con alcolicità e sapidità. L’equilibrio è legato positivamente a

struttura, persistenza, morbidezza e in misura minore all’alcolicità. La gradevolezza complessiva ha andamento

positivo con equilibrio, struttura e persistenza, oltre che con frutta e fiori, alcolicità e sapidità, meno

evidente con la morbidezza, negativo con il vegetale cotto.

Il pH dei vini è legato negativamente, in modo significativo con la tonalità, come atteso, ma anche con

frutta e fiori, sapidità e gradevolezza complessiva, ad indicare l’importanza di questo parametro nel determinismo

delle sensazioni organolettiche.

Tab. 59: Correlazioni, coefficienti di Pearson

TONALITACOLORE

INTENSITACOLORE

INTENSITAOLFATTIVA

FRUTTAEFIORI

VEGETALECOTTO

ALCOLICITA

SAPIDITA

TONALITACOLORE 0,55 -0,42

INTENSITACOLORE 0,55

MORBIDEZZA

INTENSITAOLFATTIVA

FRUTTAEFIORI 0,38 -0,32

VEGETALECOTTO -0,30

ALCOLICITA 0,46 0,39 0,38 0,42

SAPIDITA 0,37 0,41 0,41 -0,21

MORBIDEZZA 0,53 0,36

STRUTTURA 0,46 0,37 0,54 0,61

PERSISTENZA 0,39 0,41 0,52 0,62

EQUILIBRIO 0,38 0,53 0,54 0,52 0,69

GRADEVOLEZZA 0,38 -0,30 0,42 0,41 0,36 0,61 0,62 0,69 -0,23

P uva /pianta 0,74

PMG 0,74 0,58

N° grap /pianta -0,56

PMA 0,58 -0,56

ac. tot. 0,66

pH -0,42 -0,32 -0,21 -0,23

estr. sec. 0,66

2.4.6. Analisi dei componenti principali

Attraverso il metodo dei fattori dell’asse principale, come descritto nel par. 1.2, si possono creare variabili

complesse “fattori”o “componenti” che semplificano il profilo organolettico descrittivo, mirando in primo

luogo a spiegare le correlazioni esistenti dei descrittori originariamente utilizzati. Successivamente è stata

eseguita un’analisi di regressione multipla per il carattere gradevolezza in funzione dei descrittori complessi

determinati. Il software SPSS individua 6 “fattori” che riescono a descrivere oltre il 60,8% della variabilità

osservata nelle degustazioni dei vini e che quindi possono essere considerati i più importanti.

Nella tabella 60 sono riportati i coefficienti di correlazione tra i fattori e i descrittori ed evidenziati solo le

correlazioni con coefficiente maggiore di 0,3; in verde sono indicate le correlazioni positive, in rosso quelle

negative.

STRUTTURA

PERSISTENZA

EQUILIBRIO

GRADEVOLEZZA

P uva /pianta

PMG

N° grap /pianta

PMA

ac. tot.

pH

estr. sec.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab 60

Graf. 86

100%

90%

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

+ morbidezza, equilibrio

- acidità.

+ balsamico, vegetale verde

+ tostato, speziato

+ Frutta e fiori

- vegetale cotto, chimico

+ Tonalità ed intensità colore,

intensità olfattiva

struttura, persistenza, alcolicità,

equilibrio e sapidità

Component

100

Altro

6

5

4

3

2

1

101

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Il componente numero 1 è il più importante, descrive il 21,1% della variabilità osservata e risulta fortemente

correlato, rappresentandoli, ai descrittori: struttura, persistenza, equilibrio, alcolicità, e sapidità. Come si

nota, sono tutti descrittori aspecifici delle qualità gustative.

Il componente 2 spiega l’11,4% della variabilità ed in esso ricoprono un ruolo importante tonalità ed

intensità del colore e intensità olfattiva.

Il componente 3 spiega l’8,5% della variabilità ed in esso pesano maggiormente i descrittori olfattivi. Tra

questi, frutta e fiori in modo positivo mentre vegetale cotto e chimico in senso negativo.

I componenti 4, 5 e 6 spiegano ciascuno tra il 6,8 ed il 5,9% della variabilità. Nel 4 sono positivi morbidezza

ed equilibrio, in contrapposizione con acidità. Nel 5 sono importanti speziato e tostato. Infine nel 6 sono

raggruppati balsamico e vegetale verde.

Riteniamo che l’esito di questa analisi sia particolarmente interessante, perché con essa vengono raggruppati

quei descrittori che anche in modo “intuitivo” sono assimilabili tra loro in degustazione.

Inoltre, attraverso una successiva analisi di regressione lineare, si riesce a capire quali siano i descrittori più

importanti per “riassumere” il concetto di gradevolezza complessiva di un vino.

Nella tabella 61 vengono riportati i coefficienti dell’analisi di regressione multipla per il carattere

gradevolezza in funzione dei fattori determinati

Tab 61

Regressione lineare multipla per il carattere gradevolezza

in funzione dei descrittori complessi (fattori o componenti)

Coefficienti Significatività

Fattore 1 0,607942858 0,00

Fattore 2 0,18664556 0,00

Fattore 3 0,312156567 0,00

Fattore 4 0,238761902 0,00

Fattore 5 -0,032887726 0,26

Fattore 6 -0,023281544 0,41

Per il primo fattore si evidenzia un coefficiente di regressione elevato, indice di un elevato grado di

dipendenza della gradevolezza dei descrittori aspecifici della qualità gustativa.

L’indice di correlazione per il terzo componente è il secondo in ordine di grandezza, a significare che

i descrittori olfattivi intesi in senso qualitativo (frutta e fiori, assenza di chimico e vegetale cotto) sono

maggiormente legati alla gradevolezza del vino rispetto a quelli visivi e all’intensità olfattiva intesa in senso

quantitativo, per i quali è stata riscontrata una maggiore variabilità.

Il quarto componente, che riassume i descrittori positivi della qualità gustativa, ossia morbidezza, equilibrio

e assenza di eccessiva acidità, è pure correlato in maniera significativa alla gradevolezza complessiva del

vino, ma appare secondario rispetto al componente che descrive i descrittori principali dell’olfatto.

Il quinto e il sesto fattore non sono significativamente correlati con la gradevolezza, indicando che, in

questa sperimentazione, i descrittori speziato-tostato e vegetale verde- balsamico sono stati percepiti come

elementi neutri a determinare il gradimento dei vini Groppello, pur esprimendo una parte rilevante della

variabilità nella degustazione dei vini.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

2.5 Considerazioni

Groppello Gentile e Groppello di Mocasina sono due varietà poco elastiche. Con questo termine intendiamo

dire che esse mostrano scarsa adattabilità al mutare delle condizioni climatiche e pedologiche e ciò spiega,

almeno in parte, il fatto che siano rimaste relegate al territorio bresciano. Da un altro punto di vista,

possiamo anche dire che i Groppello modificano fortemente le loro risposte al variare delle condizioni

esterne, il che determina comportamenti poco regolari negli anni o in ambienti diversi.

Prima di analizzare i risultati sulle uve e sui vini, abbiamo condotto un inquadramento climatico del

territorio di indagine, al fine di delinearne le caratteristiche macro per paragonarlo ad altri territori

viticoli più conosciuti, ed in seguito siamo scesi in dettaglio maggiore per facilitare la lettura degli eventi

climatici delle annate in studio. Inoltre, abbiamo cercato di evidenziare eventuali analogie pedologiche

tra i siti attraverso l’analisi delle caratteristiche chimico-fisiche dei terreni dove lo studio si è realizzato.

In particolare, si è colta l’occasione per confrontare in modo definitivo i precedenti e gli attuali studi

pedologici del territorio, per delinearne un quadro completo. Anche da tale analisi si evidenzia la difficoltà

dovuta alle variegate situazioni pedoclimatiche della sponda bresciana del Garda. L’analisi Cluster (par.

2.4.2.3) mostra talvolta aggregazioni per similitudine chimico fisica tra terreni provenienti da microzone

climatiche ed orografiche anche diverse.

Dal punto di vista viticolo, il PMG è un parametro che varia molto negli anni e tra le zone, confermando

quanto sopra detto relativamente alla scarsa elasticità dei Groppello. Anche il PMA varia negli anni ed

entrambi, insieme al numero di grappoli, determinano forti variazioni sulla resa potenziale. Da segnalare

che i dati di PMG e PMA decisamente inferiori per il GM confermano studi precedenti. A fronte di questo,

GM è varietà con maggiore fertilità, oltre che maggiore suscettibilità alla Botrite soprattutto nei primi anni

di vita (dati non riportati).

L’analisi per zona dei dati produttivi non ci fornisce indicazioni chiare, perché probabilmente si dovrebbe

integrare con osservazioni relative alla diffusione di Escoriosi, vigoria, possibilità di irrigazione, in modo

da comprendere più a fondo le possibili cause delle differenze.

GG riesce a mantenere meglio l’acidità rispetto a GM, ma per entrambi la capacità di accumulo zuccherino

non è elevata. Questo fatto non necessariamente deve condurre a considerazioni negative. In tempi in cui

la gradazione alcolica dei vini viene vista come un problema, disporre di una varietà che non accumula

troppo zucchero può essere un vantaggio, a patto di saperne esaltare altre caratteristiche positive. Anche

per quanto riguarda i dati analitici delle uve, i vigneti di origine non sono differenziabili tra loro in modo

chiaro.

Le uve di GG hanno contenuti maggiori di sostanze coloranti e maggiore propensione a colori più intensi

e vivaci dei vini. Le due varietà si differenziano nettamente per le componenti polifenoliche delle bucce,

che influenzano poi le caratteristiche visive dei vini. In generale, vi sono più antociani e proantocianidine

in GG, con più Quercitina e Kaempferolo glucosidi, più trans-Caffeiltartatico e trans-Cumariltartatico

in GM i cui vini così risulteranno alla vista più cupi e per quanto riguarda l’olfatto saranno più a rischio

di produzione di composti odorosi sgradevoli (par. 2.2.3). Tra gli antociani monomeri, in percentuale

la Delfinidina è più presente in GM (essa è più ossidabile e quindi incupisce precocemente) mentre la

Malvidina è più abbondante in GG e questo spiega la maggiore vivacità del colore di GG (la Malvidina è la

meno reattiva tra gli antociani). Ulteriori dettagli di questi fenomeni si trovano nel par. 2.2.2.2. ed i risultati

sono nel par. 2.4.4.1.

Relativamente ai risultati delle degustazioni, il fatto che non si riscontrino differenze significative tra gli

anni va considerato attentamente. I degustatori non erano chiamati a confrontare gli anni tra loro, bensì

solamente a descrivere i vini della stessa annata tra loro. Ciò permette una buona discriminazione dei

campioni dello stesso anno, ma determina un livellamento dei giudizi tra le diverse serie di campioni.

In altre parole, non è corretto confrontare annate diverse tra loro a posteriori, si dovrebbero prevedere

degustazioni verticali in anni successivi a quelli dello studio, al fine di verificare l’evoluzione dei vini nel

tempo ed eventualmente confrontarli tra loro con degustazioni appositamente predisposte.

GG e GM si differenziano, seppur di poco, per le loro caratteristiche olfattive e gustative, come descritto nel

par. 2.4.5. GG è varietà che sembra più gradita in generale, caratterizzata da maggiore intensità colorante

e tonalità più vivaci, e con più sentori di frutta e fiori, ma anche di vegetale verde (che non è di per sé

positivo), mentre al gusto garantisce più acidità, sapidità e persistenza. GM, per contro, si contraddistingue

per sentori più intensi di tostato, sensazione alcolica e morbidezza, ma anche per una più intensa sensazione

amara.

L’insieme di queste osservazioni non deve condurre a conclusioni affrettate: ogni varietà potrà avere un

utilizzo più appropriato in funzione del tipo di vino desiderato. Ovviamente, per i limiti di tempo imposti

dalla realizzazione del Progetto, non si sono potute fare considerazioni sulla potenzialità evolutiva dei

vini, argomento che quindi necessita di future indagini. Tuttavia, possiamo immaginare una attitudine

migliore di GG per la produzione di Chiaretto e Groppello di pronta beva, mentre su vini da medio o lungo

102

103

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

affinamento, un contributo importante in termini di complessità olfattiva potrebbe essere fornito dalla

presenza nel taglio di una certa percentuale di GM.

Notevole, ma estremamente complessa e variegata, è l’influenza delle UPR e dei loro sottoinsiemi.

Probabilmente i dati meriterebbero di essere integrati da una analisi microclimatica per comprendere

meglio alcuni aspetti che non possono essere sufficientemente spiegati considerando solo il terreno.

L’interazione tra anno e vigneto mostra stabilità solo per il descrittore olfattivo balsamico, e al gusto per

sapidità ed alcolicità. GM differisce da GG solo per il fatto che mostra più variabilità in base all’anno per

i descrittori tostato ed amaro, mentre GG interagisce maggiormente con l’anno per i descrittori vegetale

cotto, chimico e acidità. Come detto nel paragrafo 2.4.5.1., ciò dimostra che in ogni vigneto vi possono

essere risultati disuguali dei vini per ogni anno. Dal punto di vista operativo questa è una notizia che rende

l’approccio alla coltivazione ed alla vinificazione abbastanza complesso. Infatti, se ogni anno abbiamo

comportamenti diversi significa che il risultato enologico può essere difforme, se non si intraprendono

scelte opportune in fase di coltivazione e vinificazione al fine di evitare di essere completamente in balia

dell’annata.

Le interazioni con le annate confermano la notevole variabilità di entrambi i vitigni, mentre le correlazioni

tra i componenti organolettici aiutano ad interpretare meglio le dinamiche della degustazione, come

descritto nel par. 2.4.5.2.

Non ci siamo tuttavia fermati alla descrizione del comportamento dei vitigni negli anni e negli

ambienti, ma, utilizzando la grande massa di dati raccolti, abbiamo voluto cercare un ulteriore livello di

informazione. Approfondendo i risultati delle degustazioni, attraverso il metodo statistico dell’analisi dei

fattori, che riteniamo estremamente interessante, siamo riusciti ad individuare descrittori riassuntivi delle

caratteristiche dei vini, riunendoli in gruppi, chiamati “componenti”, che riescono a spiegare sinteticamente

le caratteristiche organolettiche e a correlarle con il descrittore “gradevolezza”. In questo modo abbiamo

individuato quali fossero i componenti correlati alla gradevolezza del Groppello: questo è uno strumento

fondamentale per poter prendere decisioni riguardo alle caratteristiche essenziali su cui porre l’attenzione nel

momento in cui si voglia programmare una strategia produttiva a partire dalle caratteristiche organolettiche

desiderate.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CAPITOLO 3 3 Risposte a diversi metodi di vinificazione

Risposte a diversi metodi di vinificazione

3. Risposte a diversi metodi di vinificazione....................................................................... 105

3.1. Oggetto ed obbiettivi dello studio..................................................................... 105

3.2. Materiali e metodi............................................................................................. 105

3.2.1. Agrometeorologia....................................................................................... 105

3.2.2. Vigneto........................................................................................................ 105

3.2.3. Operazioni di campo e vendemmia............................................................ 105

3.2.3.1 Analisi delle uve................................................................................... 105

3.2.3.2 Vendemmia........................................................................................... 105

3.2.4. Vinificazioni................................................................................................ 106

3.2.4.1 Andamento delle vinificazioni ed analisi sui vini................................. 106

3.2.4.2 Le sostanze polifenoliche nei vini........................................................ 106

3.2.4.3 Analisi statistiche.................................................................................. 106

3.2.5. Degustazioni............................................................................................... 106

3.2.5.1 Analisi statistiche.................................................................................. 106

3.3. Risultati e commenti.......................................................................................... 112

3.3.1. Agrometeorologia....................................................................................... 112

3.3.2. Vigneto........................................................................................................ 112

3.3.3. Operazioni di campo e vendemmia............................................................ 112

3.3.3.1 Analisi delle uve................................................................................... 112

3.3.4. Vinificazioni................................................................................................ 112

3.3.4.1 Andamento delle vinificazioni e analisi sui vini................................... 112

3.3.4.2 Le sostanze polifenoliche nei vini........................................................ 114

3.3.5. Degustazioni............................................................................................... 118

3.3.5.1 Interazioni............................................................................................ 128

3.3.5.2 Correlazioni.......................................................................................... 128

3.3.5.3 Evoluzione dei vini nel tempo............................................................. 128

3.3.6 Analisi dei fattori principali........................................................................ 129

3.4. Considerazioni................................................................................................... 131

4. Considerazioni finali........................................................................................................ 132

104

3.1

3.2

105

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Conoscere un vitigno significa anche sapere come risponde a diversi criteri di vinificazione. Parallelamente

alle indagini esposte nei capitoli 1 e 2, si è deciso quindi di indagare la risposta enologica dei Groppello, per

fornire alle Aziende gli elementi informativi utili a decidere quali potessero essere i metodi di vinificazione

più adatti per i diversi obbiettivi enologici.

Oggetto ed obbiettivi dello studio

L’obbiettivo del lavoro era ottenere informazioni riguardo alle risposte enologiche del Groppello in funzione

dell’applicazione di diverse strategie di vinificazione in varie annate.

Si è deciso quindi di effettuare per i tre anni di prova una serie di mesovinificazioni di circa 200 Kg di uva

provenienti da un unico vigneto dove fossero presenti in egual misura Groppello Gentile e Groppello di

Mocasina. Il vigneto oggetto dello studio ed i diversi protocolli per le mesovinificazioni sono descritti più

avanti.

I vini così ottenuti sono stati degustati in più sedute e da diversi panel.

Al termine sono state effettuate le analisi statistiche per l’individuazione delle differenze significative, delle

interazioni, del peso dei diversi fattori sulla variabilità complessiva, delle correlazioni. Infine è stata proposta

l’analisi delle componenti principali, una interpretazione statistica che abbiamo ritenuto particolarmente

utile a valutare sinteticamente ed efficacemente i dati ottenuti.

Materiali e metodi

3.2.1. Agrometereologia

Si è utilizzata la capannina agrometeorologica di Lonato del Garda descritta nel Cap. 1.

3.2.2. Vigneto

Il vigneto, di proprietà dell’Azienda Agricola La Torretta Spia d’Italia, anno d’impianto 1985 e sesto

d’impianto 1,50 x 2,80 m. Presso un laboratorio certificato sono state eseguite le analisi del suolo.

Il vigneto riunisce in modo randomizzato numerosi gruppi di piante frutto di una preselezione clonale

condotta nel territorio durante la seconda metà degli anni ottanta. Si ritrova la presenza uniforme di

Groppello Gentile e di Groppello di Mocasina.

La forma di allevamento è a cortina alta con tralcio rinnovato (Guyot ad altezza m. 1,50, con vegetazione

assurgente per circa 80 cm e poi a ricadere dalla sommità); non è tipica del territorio, ma la sua gestione,

il sito favorevole e l’età delle piante hanno garantito comunque ottimi risultati qualitativi, che si possono

ritenere coerenti con le caratteristiche delle uve territoriali.

3.2.3. Operazioni di campo e vendemmia

Il vigneto è stato gestito in modo ordinario dalla proprietà.

3.2.3.1 Analisi delle uve

Analisi dell’andamento della maturazione, realizzate come descritto nel par. 1.3.3.2.

3.2.3.2 Vendemmia

La vendemmia è stata eseguita ogni anno in date diverse, allo scopo di raccogliere le uve ad uno stadio di

maturazione adeguato all’ottenimento di vini di qualità. Ci si è posti come obbiettivo il raggiungimento di

una gradazione zuccherina di 19-20 ° Babo (216-229 g/l Zuccheri). Nel 2007 la vendemmia è stata fatta il

19/09/07, nel 2008 il 30/09/08, nel 2009 il 30/09/09.

Si sono raccolti circa 200 Kg di uva in cassette da 18 Kg, immediatamente portate presso la cantina

sperimentale del Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia e messe in cella frigo per una notte al fine di

uniformare le temperature di vinificazione in partenza.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

3.2.4. Vinificazioni

Un elenco delle vinificazioni effettuate con relativo codice di riferimento è riportato in tab. 62, mentre i

protocolli di microvinificazione sono riportati in dettaglio nelle fig. da 16 a 22.

Le temperature dei vini sono state regolate attraverso l’utilizzo di attrezzature gentilmente concesse da

Oenoitalia.

3.2.4.1 Andamento delle vinificazioni ed analisi sui vini

L’andamento delle vinificazioni è stato costantemente monitorato, rilevando la progressione del °Babo e

la temperatura di fermentazione. Per ogni vino così ottenuto si sono effettuate le analisi chimico-fisiche,

attraverso l’utilizzo dello strumento Wine scan della ditta Foss che effettua analisi all’infrarosso con

trasformata di Fourier (FTIR), come descritto nel Cap. 1.

Tab. 62: Diversi metodi di vinificazione testati dal 2007 al 2009

Vinificazione Codice

Mesovinificazione Test TEST

Mesovinificazione con macerazione lunga LONG

Mesovinificazione con macerazione prefermentativa a freddo PREF

Mesovinificazione con macerazione prefermentativa a caldo PREC

Mesovinificazione con macerazione postfermentativa a caldo POSTC

Mesovinificazione con uva sovramatura (15 giorni in più delle altre) SOVR

Mesovinificazione con uva passita (15 giorni di appassimento in pianta tramite taglio del tralcio) PASS

3.2.4.2 Le sostanze polifenoliche nei vini

Sui vini si sono realizzate le seguenti analisi: flavonoidi totali, antociani liberi e totali, flavonoidi non

antocianici, polifenoli totali, catechine e proantocianidine reattive alla vanillina, proantocianidine, intensità

e tonalità colorante con metodo Di Stefano.

Come descritto nel Cap. 2, abbiamo pensato di utilizzare un metodo per la visualizzazione del colore,

riportando in fotografie l’aspetto dei vini da Groppello, anche per mostrare la corrispondenza tra analisi

chimiche, aspetto visivo e risultati delle degustazioni.

3.2.4.3 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS secondo il metodo ANOVA seguito da test

di Duncan.

3.2.5. Degustazioni

Su tutti i vini si sono condotte degustazioni tecniche al fine di valutare la variabilità dovuta alle tecniche

di vinificazione ed all’annata, utilizzando schede descrittive di degustazione appositamente predisposte

(Fig. 14 a - 14 b). Le degustazioni sono state condotte con i due panel “esperto” ed “aziendale”, come già

descritto nei Cap. 1 e 2.

3.2.5.1 Analisi statistiche

Le analisi statistiche sono state realizzate con il pacchetto SPSS secondo quanto descritto nel par. 1.2.5.1

e 2.3.5.1

106

Fig. 16: Protocolli di vinificazione applicati: TeST, SOVR, PASS

Metabisolfito di potassio

10 g/hl

Lieviti

Saccharomyces cerevisiae

20 g/hl

Nutienti per lieviti

10 g/hl

Bateri Malolattici

1 g/hl

Metabisolfito di potassio

8 g/hl

MESOVINIFICAZIONE TEST

RACCOLTA UVA

PIGIADIRASPATURA

SVINATURA

a contatto con l’aria

(resa 60-65% circa)

TRAVASO

dopo 10 gg.

TRAVASO

IMBOTTIGLIAMENTO

107

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

FOLLATURE

e RIMONTAGGI

Fino a 15° Babo: 1 F/gg

da 15° a 5° Babo: 2 F/gg

1 RA/gg

da 5° a 3° Babo: 1 F/gg

1 RA/gg

da 3° a 0,5°Babo: 1F/gg


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Fig. 17: Protocolli di vinificazione applicati: LONG

Bateri Malolattici

1 g/hl

Metabisolfito di potassio

8 g/hl

MESOVINIFICAZIONE

MACERAZIONE LUNGA

RACCOLTA UVA

PIGIADIRASPATURA

FERMENTAZIONE

come

TEST

a °Babo 0,5 sigillare la vasca

MACERAZIONE

15gg.

SVINATURA

a contatto con l’aria

(resa 60-65% circa)

TRAVASO

dopo 10 gg.

TRAVASO

a termine FML

IMBOTTIGLIAMENTO

108

Fig. 18: Protocolli di vinificazione applicati: PReF

Bateri Malolattici

1 g/hl

Metabisolfito di potassio

8 g/hl

MESOVINIFICAZIONE con MACERAZIONE

PREFERMENTATIVA A FREDDO

RACCOLTA UVA

PIGIADIRASPATURA

MACERAZIONE

6° C

4gg.

FERMENTAZIONE

come

TEST

SVINATURA

a contatto con l’aria

(resa 60-65% circa)

TRAVASO

dopo 10 gg.

TRAVASO

a termine FML

IMBOTTIGLIAMENTO

109

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

1 F/gg


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Fig. 19: Protocolli di vinificazione applicati: PReC

Bateri Malolattici

1 g/hl

Metabisolfito di potassio

8 g/hl

MESOVINIFICAZIONE con MACERAZIONE

PREFERMENTATIVA A CALDO

RACCOLTA UVA

PIGIADIRASPATURA

MACERAZIONE

40° C per 24 h

FERMENTAZIONE

come

TEST

SVINATURA

a contatto con l’aria

(resa 60-65% circa)

TRAVASO

dopo 10 gg.

TRAVASO

a termine FML

IMBOTTIGLIAMENTO

110

Fig. 20: Protocolli di vinificazione applicati: POSTC

Bateri Malolattici

1 g/hl

Metabisolfito di potassio

8 g/hl

MESOVINIFICAZIONE con MACERAZIONE

POSTFERMENTATIVA A CALDO

RACCOLTA UVA

PIGIADIRASPATURA

FERMENTAZIONE

come

TEST

MACERAZIONE

40° C per 12 h

SVINATURA

a contatto con l’aria

(resa 60-65% circa)

TRAVASO

dopo 10 gg.

TRAVASO

a termine FML

IMBOTTIGLIAMENTO

111

Groppello, l’autoctono della Valtènesi


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

3.3 Risultati e commenti

3.3.1. Agrometeorologia

Si faccia riferimento ai dati della capannina agrometeorologica di Lonato del Garda riportati nel Cap. 1.

3.3.2. Vigneto

Le analisi del suolo sono riportate in tab. 63

Tab. 63

Sabbia (g/Kg)

Limo (g/Kg)

Argilla (g/Kg)

pH in acqua

Calcare totale (g/Kg)

Calcare attivo (g/Kg)

Carbonio organico (g/Kg)

LONATO 790 100 110 8,2 450 50 4 0,4 10,9 16 90 110 41 9 10,2 3,9

Il terreno in oggetto è sciolto, molto profondo e moderatamente fertile, quindi particolarmente adatto alla

coltivazione della vite.

3.3.3. Operazioni di campo e vendemmia

3.3.3.1 Analisi delle uve

I dati delle uve alla raccolta sono riportati nelle Tabb. 64 e 65

Tab. 64 Tab. 65

ANALISI MOSTI Meso ‘08 ANALISI MOSTI Meso ‘09

DATA codice °Babo Ac. Tit pH DATA codice °Babo Ac. Tit pH

01/10/2008 Test 19,0 5,26 3,55 01/10/2009 Test 18,5 4,92 3,71

01/10/2008 Long 19,0 4,58 3,57 01/10/2009 Long 18,7 4,84 3,63

01/10/2008 PreF 18,4 4,41 3,59 01/10/2009 PreF 18,6 5,49 3,61

07/10/2008 PreC 19,6 4,21 3,66 01/10/2009 PreC 18,9 4,72 3,65

03/10/2008 PostC 19,4 4,85 3,66 06/10/2009 PostC 18,4 5,65 3,61

15/10/2008 Sovr 20,2 4,68 3,59 20/10/2009 Sovr 18,4 4,26 3,83

15/10/2008 Pass 21,7 4,87 3,60 20/10/2009 Pass 19,0 4,32 3,85

3.3.4. Vinificazioni

3.3.4.1 Andamento delle vinificazioni e analisi sui vini

Si riportano nelle Tabb. 66, 67 e 68 i dati dell’analisi del vino e nel Graf. 87 a titolo d’esempio l’andamento

delle fermentazioni nell’anno 2009.

ANALISI VINI meso ‘07 ANALISI VINI meso ‘08 ANALISI VINI meso ‘09

Tab. 66

alcol. tot.

ac. tot.

pH

estr. sec.

Tab. 67

alcol. tot.

112

Azoto totale (g/Kg)

ac. tot.

C/N

pH

P2O5 assim. (mg/Kg)

estr. sec.

K2O scamb. (mg/Kg)

MgO scamb. (mg/Kg)

Tab. 68

Test 13,4 6,8 3,64 30,3 Test 13,4 4,4 3,70 26,7 Test 13,0 4,9 3,79 30,2

Long 13,1 6,8 3,64 29,9 Long 13,3 4,6 3,67 25,5 Long 13,1 5,1 3,61 29,2

PreF 13,1 6,6 3,59 30,5 PreF 13,3 4,5 3,61 26,3 PreF 12,8 5,0 3,67 29,6

PreC 13,4 6,4 3,63 31,5 PreC 13,9 4,3 3,66 28,4 PreC 13,7 4,9 3,68 31,3

PostC 13,5 7,2 3,72 32,9 PostC 13,6 4,6 3,67 28,1 PostC 12,6 4,9 3,79 29,7

Sovr 13,5 7,4 3,50 30,7 Sovr 14,4 4,8 3,69 28,6 Sovr 13,1 4,9 3,63 29,9

Pass 14,2 7,4 3,63 33,1 Pass 15,5 4,8 3,75 34,5 Pass 13,7 5,2 3,61 31,2

Na2O scamb. (mg/Kg)

alcol. tot.

C.S.C. meq/100 g

ac. tot.

Ca/Mg meq/meq

pH

Mg/K meq/meq

estr. sec.

Graf. 87

°Babo

45

40

35

30

25

20

15

10

5

0

-5

Graf. 88

8

7

6

5

4

3

2

1

0

Curve Fermentazioni Meso

1 4 7 10 13 16 19 22 25 28 31

ac. tot. g/l pH ac. tart.

g/l

Giorni di fermentazione

MESOVINIFICAZIONI

ac. tot. g/l pH ac. tart.

g/l

ac. tot. g/l pH ac. tart.

g/l

2007 2008 2009

Dati per vinificazione: Dal punto di vista analitico, non si

riscontrano differenze significative tra i diversi metodi valutando

la media di tre anni i dati. Si deve tuttavia tenere presente che

l’ampia variabilità annuale diminuisce la capacità discriminante

del test statistico.

I dati significativamente più alti sono l’alcol totale e l’estratto

secco, che vedono differenziarsi rispettivamente le tesi SOVR e

PASS per l’alcol e la PRE-C e PASS per l’estratto secco.

113

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

40

35

30

25

20

15

10

5

0

Test °Babo

Test Temp°C

Long °Babo

Long Temp°C

PreF °Babo

PreF Temp°C

PreC °Babo

PreC Temp°C

PostC °Babo

PostC Temp°C

Sovr °Babo

Sovr Temp°C

Pass °Babo

Pass Temp°C

MESOVINIFICAZIONI

estr.

sec. g/l

estr.

sec. g/l

estr.

sec. g/l

2007 2008 2009

Tab. 69 Alcol tot. Estratto secco

Test a 13,2 a 28,4

Long a 13,3 a 28,6

PreF a 13,1 a 28,8

PreC a 13,7 ab 30,53

PostC a 13,2 a 29,37

Sovr ab 13,7 a 29,6

Pass b 14,5 b 33,13


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

3.3.4.2 Le sostanze polifenoliche nei vini

I dati confermano chiaramente i risultati che si sono illustrati a proposito delle microvinificazioni nel Cap.2,

quando il 2008 si è evidenziato anno con vini più ricchi in polifenoli, antociani e proantocianidine. Come

detto nel Cap. 2, probabilmente il 2008 ha permesso alle piante di accumulare più sostanze polifenoliche

grazie al minore stress idrico rispetto alle altre annate.

Dati per vinificazione: Dal punto di vista analitico, non si riscontrano differenze significative tra i diversi

metodi valutando per le diverse componenti polifenoliche la media di tre anni. Dal confronto di queste tre

annate si deduce che solamente la tesi PRE-C mostra un contenuto in Antociani leggermente superiore

alla media. Questa tecnica consentirebbe una estrazione intensa e precoce degli antociani, rapidamente

combinati con i tannini in composti colorati stabili.

Graf. 89

mg/l catechina

Graf. 90

mg/l catechina

2500

2000

1500

1000

500

350

300

250

200

150

100

50

0

0

MESOVINIFICAZIONI media 07-09

Flavonoidi totali ml/l catechina polifenoli totali Folin mg/l catechina (calcolato)

MESOVINIFICAZIONI media 07-09

mg/l catechina

antociani mg/l malvidina 0 antociani liberi mg/l

antociani mg/l malvidina antociani liberi mg/l

114

350

300

250

200

150

100

50

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

MESOVINIFICAZIONI media 07-09

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

Graf. 91

test

lunga

mg/l catechina

Graf. 92

mg/l catechina

3000

2500

2000

1500

1000

7

6

5

4

3

2

1

0

500

0

catechine e proantocianidine reattive alla vanillina

mg/l catechina

MESOVINIFICAZIONI media 07-09

MESOVINIFICAZIONI media 07-09

preF

prec Tab. 70

postc

2007

sovr

2008

pass

2009

Antociani mg/l

Malvidina

a 177

b 323

c 262

Polifenoli tot. mg/l Ac.

Gallico

a 2077

b 2440

a 2067

Proantocianidine mg/l

Cianidina

b 2300

c 2849

a 2046

Polifenoli totali

Dati per anno: Risultano maggiori nel 2008.

115

proantocianidine mg/l cianidina

intensità tonalità x2

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Antociani totali e liberi, proantocianidine, intensità e tonalità coloranti

Dati per anno: Anche l’intensità colorante è superiore per i vini del 2008. Tuttavia, considerando la quantità

di antociani liberi bassa nel 2007, per quell’anno si può presumere una maggiore stabilità del colore rispetto

al 2008 e soprattutto rispetto al 2009, perché quest’ultima annata è quella con la percentuale più elevata di

antociani liberi sui totali. Anche se i dati analitici non confermano la tonalità più vivace del 2007, attraverso

le degustazioni invece si verifica che la tonalità del 2007 è più vivace di quella del 2008. Per il 2008 risulta

significativamente più elevato anche il contenuto in proantocianidine.

Catechine e proantocianidine reattive alla Vanillina

Dati per anno: sono minori nel 2007, come era lecito attendersi per il fatto che la stagione molto anticipata

e calda ha permesso migliori maturazioni delle uve.

Graf. 93

mg/l catechina

8

7

6

5

4

3

2

1

0

3000

2500

2000

1500

1000

500

0

Graf. 94

Flavonoidi totali ml/l

catechina

polifenoli totali Folin

mg/l catechina

(calcolato)

MESOVINIFICAZIONI

Flavonoidi totali ml/l

catechina

116

polifenoli totali Folin

mg/l catechina

(calcolato)

Flavonoidi totali ml/l

cat echina

2007 2008 2009

MESOVINIFICAZIONI

polifenoli totali Folin

mg/l catechina

(calcolato)

intensità tonalità intensità tonalità intensità tonalità

2007 2008 2009

test

lunga

preF

prec

post c

sovr

pass

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

Graf. 95

400

350

300

250

200

150

100

50

0

Graf. 96

3500

3000

2500

2000

1500

1000

500

0

400

350

300

250

200

150

100

50

MESOVINIFICAZIONI

MESOVINIFICAZIONI

117

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

antociani mg/l 0 antociani liberi antociani mg/l antociani liberi antociani mg/l antociani liberi

malvidina antociani mg/l mg/l antociani malvidina liberi antociani mg/l mg/l antociani malvidina liberi antociani mg/l mg/l antociani liberi

2007

malvidina

mg/l

2008

malvidina

mg/l

2009

malvidina

mg/l

2007 2008 2009

catechine e

proantocianidine

reattive alla

vanillina mg/l

catechina

proantocianidine

mg/l cianidina

catechine e

proantocianidine

reattive alla

vanillina mg/l

catechina

MESOVINIFICAZIONI

proantocianidine

mg/l cianidina

catechine e

proantocianidine

reattive alla

vanillina mg/l

catechina

2007 2008 2009

proantocianidine

mg/l cianidina

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass

test

lunga

preF

prec

postc

sovr

pass


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 97

Tonalità (viola


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 72

Intensità colorante

Tonalità colorante

frutta e fiori

speziato

tostato

vegetale verde

2007 - 2009 Test a a bc ab ab b ab ab ab ab ab abcd ab bcd a

2007 - 2009 Long a ab c ab ab a a a ab a a ab ab ab a

2007 - 2009 PreF a abc ab a a ab b ab a ab ab a ab a a

2007 - 2009 PreC b c a a b ab b c abc ab ab cd b abc a

2007 - 2009 postC b bc bc a ab ab b abc a ab ab abc a abcd a

2007 - 2009 Sovr b abc abc a ab b ab ab bc ab ab bcd b d b

2007 -2009 Pass b abc bc b b ab ab bc c b b d c cd b

• Scomponendo il dato per singole annate, si scopre che nel 2007 (annata particolarmente calda e

anticipata) SOVR ha mostrato gradevolezza complessiva inferiore, dato che ha inciso sul risultato triennale,

poiché nel 2008 e nel 2009 la sua gradevolezza era più alta. Si può ipotizzare che SOVR sia la migliore

strategia per annate fredde o non troppo anticipate, come appunto il 2008 ed il 2009. POST-C si comporta

bene sia nel 2007 che nel 2008, indicando questa strategia come interessante per l’approccio sia ad annate

calde (come il 2007) che tardive (come il 2008). Inoltre, insieme a SOVR questa tesi mostra i massimi

livelli di intensità colorante nel 2008. PRE-C sia nel 2007 che nel 2008 mostra scarso equilibrio gustativo

e tendenza ad esaltare le note olfattive di chimico e vegetale cotto a scapito di frutta e fiori, che come

abbiamo già visto su Groppello non sono collegabili a sensazioni positive. Nel 2008 anche PRE-F e LONG

mostrano scarso equilibrio, avvalorando così l’ipotesi che possano essere vinificazioni adatte solo ad annate

di uva perfettamente matura. Nel 2009 si comporta molto bene il TEST (ottime performance gustative),

così come PRE-C (la tesi con maggiore intensità colorante), PASS e SOVR (caratterizzate da intensità

colorante, struttura e persistenza elevate), seguiti da LONG (frutta e fiori, equilibrio gustativo).

120

vegetale cotto

chimico

alcolicità

sapidità

morbidezza

struttura

persistenza

equilibrio

gradevolezza

7

CHIMICO

6

CHIMICO 5

4

3

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE 2

1

0

PERSISTENZA

VEGETALE COTTO

Tab. 73: Degustazione Panel esperto 2007

Cod. vino

Graf. 100

Graf. 101

Intensità di colore

VEGETALE COTTO

VEGETALE COTTO

Speziato

VEGETALE VERDE

VEGETALE VERDE

Tostato

Deg. 05-11-08 Meso '07 vista olfatto

Alcolicità

Deg. 05-11-08 Meso '07 vista olfatto

TONALITA' (arancio


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 74: Degustazione Panel esperto 2008

Cod. vino

Graf. 102

Graf. 103

Tonalità di colore

Intensità di colore

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

PERSISTENZA

Vegetale cotto

VEGETALE COTTO

Frutta e fiori

GRADEVOLEZZA

CHIMICO

GRADEVOLEZZA

EQUILIBRIO

STRUTTURA

QUALITA' TANNICA

Test a a a bc a ab ab a ab a

Long a ab a bc ab bc a ab a ab

Pre C ab abc b a b ab b ab b a

Pass ab abc ab bc a a b c ab b

Sovr ab c a ab a abc ab bc b b

Pre F ab bc ab c a abc ab ab ab b

Post C b c a abc a c ab ab b ab

Chimico

Deg. 20-05-09 Meso '08 vista olfatto

VEGETALE VERDE

Acidità

122

TONALITA' (arancio


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

• Degustazioni del Panel aziendale: Queste degustazioni riescono a individuare un maggior numero di

gruppi per quasi tutti i descrittori, forse grazie all’approccio più semplice e schematico, che affatica meno

il degustatore. Pur perdendo in qualità descrittiva, questi dati possono essere interessanti dal punto di vista

applicativo, poiché permettono di avere un’idea della valutazione dei vini più diretta e più vicina a quella

del consumatore. È comunque interessante notare che i dati, quando riferiti a descrittori confrontabili tra

loro, confermano di fatto le degustazioni precedenti del panel esperto. Si distinguono ben 5 gruppi per

l’intensità colorante e 3 gruppi di tonalità, 2 per l’intensità olfattiva, 3 per la complessità e la finezza

olfattiva. Per la gradevolezza si possono distinguere 4 gruppi, e se si accorpano i descrittori contraddistinti

da caratteri che sono sempre “positivi” per il gusto all’aumentare del voto (persistenza, equilibrio, struttura)

si evidenzia chiaramente la migliore prestazione di PASS. Per agevolare l’interpretazione di questo

descrittore, si consideri che ad esempio acidità e morbidezza sono state escluse perché si tratta di descrittori

che non necessariamente risultano gradevoli a livelli alti o bassi (un vino troppo morbido non è equilibrato,

così come non lo è un vino esageratamente poco acido o troppo acido).

Graf. 106

BALSAMICO E ERBE AROMATICHE

VEGETALE COTTO

Graf. 107

CHIMICO

GRADEVOLEZZA

GUSTO

MORBIDEZZA/ROTONDITA'

VEGETALE VERDE

MESOVINIFICAZIONI media 07-09 PANEL AZIENDE

FINEZZA

Deg. 16-04-08 Meso '07

124

COMPLESSITA'

TONALITA' (arancio


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 110 la media di tutte le vinificazioni nei tre anni

GradeVoleZZa

Gusto

MorBideZZa/rotondita'

MESOVINIFICAZIONI media PANEL AZIENDALE

tonalita' colore

75

Graf. 111: PRE-F è tecnica che mostra forti differenze tra gli anni e quindi pessima adattabilità.

GradeVoleZZa

Gusto

MorBideZZa/rotondita'

70

65

60

55

50

45

40

FineZZa

MESOVINIFICAZIONI PreF PANEL AZIENDALE

tonalita' colore

75

70

65

60

55

50

45

40

FineZZa

126

intensita' colore

intensita'

coMplessita'

intensita' colore

intensita'

coMplessita'

2007

2008

2009

2007

2008

2009

127

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 112: PRE-C è tecnica che tende a creare vini sbilanciati verso il colore e meno interessanti per altri

aspetti. Stranamente 2007 e 2009 sono molto simili anche a partire da uve molto diverse.

GradeVoleZZa

Gusto

MorBideZZa/rotondita'

MESOVINIFICAZIONI PreC PANEL AZIENDALE

tonalita' colore

75

Graf. 113: SOVR tende a “aprire” il cerchio descrittivo, anche se il 2009 ne trae beneficio limitato.

GradeVoleZZa

Gusto

MorBideZZa/rotondita'

70

65

60

55

50

45

40

FineZZa

MESOVINIFICAZIONI PreC Sovr PANEL AZIENDALE

tonalita' colore

75 75

70 70

65 65

60 60

55 55

50 50

45 45

40 40

FineZZa

intensita' colore

intensita'

coMplessita'

intensita' colore

intensita'

coMplessita'

2007

2008

2009

2007 serie1

2008 serie2

2009

serie3


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Graf. 114: Molto interessante notare che PASS nel 2009 supera in finezza le altre annate. Evidentemente

l’uva di annate difficili trae beneficio a appassire. Rimane importante però sottolineare che la morbidezza

e il gusto del 2009 sono comunque inferiori (quindi è necessario comunque puntare ad avere uve mature

prima di un eventuale appassimento, che altrimenti rischierebbe di determinare durezza al gusto).

GradeVoleZZa

Gusto

MorBideZZa/rotondita'

MESOVINIFICAZIONI Pass PANEL AZIENDALE

tonalita' colore

75

70

65

60

55

50

45

40

FineZZa

3.3.5.1 Interazioni

Verificando l’interazione tra anno e vinificazione, si nota che parecchi descrittori organolettici mostrano

significatività; ciò dimostra che i vini variano le proprie risposte ai metodi di vinificazione a seconda

dell’annata, a conferma della variabilità delle risposta enologica dei Groppello all’andamento stagionale.

In pratica, possiamo dire che c’è un’invarianza della risposta organolettica per l’interazione anno*vinificazione

solo per i descrittori intensità olfattiva, tostato, balsamico, acidità, sapidità, persistenza e, al limite della

significatività, morbidezza. Tuttavia, di questi, solo tostato riesce a discriminare PRE-F da Pre-C e PASS

sulla media dei tre anni (le altre tesi sono tutte indifferenziate), sapidità distingue solo LONG da PASS, e

persistenza, sulla media dei tre anni, permette di creare 3 gruppi distinguendo POST-C da PASS. Questi

ultimi descrittori pertanto sono costanti ed anche utili a distinguere tra loro i vini delle vinificazioni nel

corso degli anni.

3.3.5.2 Correlazioni

Segnalando solo le poche correlazioni statisticamente significative e che abbiano un coefficiente di Pearson

oltre i ±0,5 (dati non riportati) troviamo correlazioni che confermano i legami positivi tra i descrittori generici

del gusto: l’equilibrio è legato positivamente a morbidezza e gradevolezza, la struttura alla persistenza.

Tra le numerose correlazioni che legano i componenti polifenolici ed i relativi riscontri organolettici o

analitici, ricordiamo ad esempio gli antociani totali e liberi che sono legati negativamente al descrittore

tonalità: nelle schede di degustazione valori bassi di tonalità corrispondono alla tonalità marrone, e quindi il

significato in questo caso è che all’aumentare della presenza di antociani totali e liberi diminuisce in modo

evidente la vivacità del colore, mentre l’intensità è legata positivamente ai contenuti in flavonoidi, antociani,

polifenoli, proantocianidine e ai dati di D.O.

3.3.5.3 evoluzione dei vini nel tempo

Sui vini del 2008 si è deciso di valutare l’evoluzione nel tempo delle sensazioni organolettiche, confrontando

tra loro i vini degustati in momenti successivi della loro evoluzione.

L’interazione di vinificazione*data è significativa solo per la componente olfattiva tostato e per il descrittore

gradevolezza complessiva. La cosa è curiosa ed interessante, poiché il tostato è normalmente un descrittore

poco importante nel Groppello ma il tempo gioca a suo favore, mentre la gradevolezza è interessante da

considerare qualora si vogliano valutare vini diversi in funzione della loro potenzialità evolutiva.

128

intensita' colore

intensita'

coMplessita'

2007

2008

2009

129

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

L’insieme dei profili descrittivi di tutte le meso del 2008 degustate in due momenti diversi evidenzia che

nel tempo si hanno le seguenti variazioni significative: la tonalità vira verso il marrone, il tostato aumenta,

la sensazione alcolica aumenta, così come aumenta l’amaro, tuttavia accompagnato da un aumento molto

vicino alla significatività della morbidezza, pertanto equilibrio e gradevolezza non subiscono variazioni

importanti sulla media dei vini.

E’ riportato solo il grafico della PreF , per le altre vinificazioni verrà solo spiegata l’evoluzione.

Per la LONG nel tempo aumenta l’equilibrio, dimostrando così di essere vinificazione per vini da

affinamento, per la PRE-F diminuisce la gradevolezza, a dimostrazione che si tratta di una vinificazione non

adatta a produrre vini longevi, per il TEST migliorano molto tutti i parametri gustativi e significativamente

il tostato, la PRE-C e la POST-C non cambiamo di molto, anche se la prima sembra dare risultati migliori

nel tempo, per la SOVR aumenta significativamente il tostato e in misura minore l’equilibrio.

Graff. 115

persistenza

struttura

morbidezza

amaro

sapidità

MESOVINIFICAZIONI 2008 Evoluzione PreF

gradevolezza

equilibrio

alcolicità

acidità

intensità

7

6

5

4

3

2

1

0

chimico

tonalità

intensità olfattiva

frutta e fiori

speziato

tostato

vegetale verde

vegetale cotto

balsamico e erbe aromatiche

3.3.6. Analisi dei fattori principali

Attraverso il metodo dei fattori dell’asse principale, come più estesamente descritto nel Cap.1 e nel Cap.

2, e una successiva analisi di regressione lineare multipla, abbiamo voluto raggruppare ed individuare i

descrittori organolettici che riassumano meglio il carattere “gradevolezza complessiva”. I valori calcolati

per le nuove variabili “fattori” sono stati poi sottoposti ad analisi multivariata e al test di Duncan per

definire meglio e comprendere il rapporto tra le diverse tesi di vinificazione.

Il software SPSS individua 5 componenti o fattori che riescono a descrivere oltre il 53,6% della variabilità

osservata nelle degustazioni dei vini e quindi possono essere considerati i più importanti.

In tab. 76 si riporta la matrice ruotata dei fattori che riporta per ogni coppia descrittore-fattore i il rispettivo

coefficiente di correlazione. Sono evidenziate solo le correlazioni con coefficiente maggiore di 0,3; in

giallo sono indicate le correlazioni positive, in arancio quelle negative.

02/09

01/10


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Tab. 76: mesovinificazioni degustazione descrittiva 07-09. Metodo di estrazione dei fattori: fattorizzazione

dell’asse principale Metodo di rotazione: Varimax con normalizzazione secondo Kaiser.

130

Fattori

Matrice ruotata dei fattori 1 2 3 4 5

TONALITA COLORE 0,046098693 0,058276765 0,151869628 -0,133315703 0,466656952

INTENSITA COLORE 0,174186762 -0,047871775 -0,036491307 0,223247146 0,673859953

INTENSITàOLFATTIVA 0,282724054 0,285085585 0,155126973 0,004021376 0,163013543

FRUTTAEFIORI 0,084892834 0,163892984 0,495156385 -0,140629756 0,025230695

SPEZIATO 0,114426178 0,052700541 0,296473948 0,445949812 0,013897885

TOSTATO 0,144534042 0,090455162 -0,008462232 0,480792859 0,002708595

VEGETALEVERDE 0,047112209 0,04520915 -0,27558977 -0,15212765 0,060273752

VEGETALECOTTO -0,084104115 -0,05788833 -0,56137121 -0,030198656 -0,069426334

BALSAMICOEERBEAROMATICHE 0,123390756 0,095248971 0,239165715 -0,016051432 0,109365327

CHIMICO -0,00801493 -0,054732928 -0,515398672 -0,093844738 -0,056021781

ACIDITà 0,333263465 -0,083493814 0,046027849 -0,307079522 -0,041728347

ALCOLICITà 0,606743463 -0,103744817 0,142392495 0,17806033 0,124706633

SAPIDITà 0,571473863 0,284614033 0,054071571 0,078181448 -0,08987686

MORBIDEZZA 0,206089781 0,644426368 -0,017768154 0,307909049 -0,038481546

AMARO 0,012971032 -0,617627237 -0,238285387 0,091200735 0,011338151

STRUTTURA 0,735551275 0,253449111 0,028733783 0,143799884 0,16375308

PERSISTENZA 0,720491085 0,16719758 0,021846772 0,046476096 0,184070794

EQUILIBRIO 0,341953222 0,592300183 0,092315353 0,362578499 0,125741415

Percentuale di variabilità spiegata 21,04 9,78 8,58 7,59 6,68

Metodo di estrazione dei fattori: fattorizzazione dell’asse principale Metodo di rotazione:

Varimax con normalizzazione secondo Kaiser.

In tab. 77 vengono riportati i coefficienti di correlazione della regressione lineare multipla per il descrittore

gradevolezza in funzione dei fattori calcolati. Tutti i fattori sono correlati positivamente con la gradevolezza.

In tab. 78 viene riportato il risultato del test di Duncan.

Tab. 77: Regressione lineare multipla per

il carattere gradevolezza in funzione dei

descrittori complessi. Tab. 78: Test di Duncan

Regressione lineare cod vino fattore 1 fattore 2 fattore 3 fattore 4 fattore 5

Pre F a n.s. b a a

Coefficienti standardizzati Significatività Long a c a a

Fattore 1 0,443 0,00 Post C a ab ab b

Fattore 2 0,417 0,00 Test ab b ab a

Fattore 3 0,208 0,00 Pre C bc a ab b

Fattore 4 0,168 0,00 Sovr bc b ab b

Fattore 5 0,132 0,00 Pass c b b b

Il fattore numero 1 è il più importante e descrive il 21% della variabilità totale. In esso gli elementi che

hanno maggiore peso sono, nell’ordine, struttura, persistenza, alcolicità e sapidità, tutti descrittori delle

qualità gustative. Esso è ben correlato con la gradevolezza (coeff. 0,443), e riesce a distinguere 3 gruppi

omogenei di tesi (tabella test di Duncan).

3.4.

131

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

Il fattore 2 spiega il 9,8% della variabilità ed in esso ricoprono un ruolo importante morbidezza ed

equilibrio in positivo, mentre l’amaro è legato negativamente. Il fattore è altamente correlato con il fattore

gradevolezza, ma non permette tuttavia di differenziare significativamente gruppi omogenei.

Il fattore 3 spiega l’8,6% e riguarda i descrittori olfattivi, descrive frutta e fiori, e con correlazione negativa

chimico e vegetale cotto. la correlazione con il fattore gradevolezza è minore rispetto a quanto osservato

per i fattori precedenti. Si individuano con esso 3 gruppi di vini, in cui i valore più alto è raggiunto da

LONG.

Il componente 4 spiega il 7,6% della variabilità e qui i valori della matrice sono tutti inferiori a 0,5. I più alti

in positivo sono tostato, speziato e in misura minore equilibrio e morbidezza, mentre l’acidità è in negativo.

È interessante notare che il componente 4, pur avendo il limite appena evidenziato, è l’unico che differenzia

significativamente gli anni tra loro, nell’ordine dal massimo valore del 2008, seguito dal 2007 e poi dal

2009 (dati non riportati), mentre distingue poco le tesi.

Il componente 5 spiega il 6,7% e descrive intensità e tonalità colorante, individuando due gruppi ben

distinti.

Considerazioni

Realizzare mesovinificazioni è un metodo impegnativo ma importante per acquisire informazioni vicine

alla realtà della pratica enologica. La sintesi dei dati climatici permette di avere un’idea dell’andamento

stagionale, mentre le analisi del suolo ci aiutano a capire meglio le caratteristiche del vigneto. Ci troviamo

in una zona vocata e tendenzialmente asciutta, su terreno ben drenato e non troppo fertile. Siamo partiti da

una massa di uva uniforme e rappresentativa dei Groppello, per capire come le tecniche di vinificazione

possano influenzare il risultato enologico. Si consideri tuttavia che i risultati qui esposti non possono e non

devono essere reputati come una verità assoluta e incontrovertibile, perché sono comunque frutto di sole

tre annate di vinificazione e figli di una variabilità sperimentale che è ineluttabile e che può influire sul

risultato finale.

Valutando i risultati ottenuti, possiamo riportare le seguenti osservazioni:

Il 2008 è stato l’anno con maggiori contenuti in polifenoli totali ed intensità colorante, mentre dal 2009, che

ha più antociani liberi, ci si attendono vini con minore stabilità del colore. I vini del 2007 mostrano minore

reattività alla Vanillina, a dimostrazione che l’annata calda ha permesso maggiore maturazione delle uve.

Il panel esperto ha espresso i seguenti risultati:

• PASS: Un leggero appassimento (ricordiamo che la tesi era frutto di due settimane di permanenza

in pianta dopo il taglio del tralcio, pertanto più che di “appassimento” sarebbe più corretto parlare di

“asciugatura” delle uve) può portare a importanti passi avanti nella complessità olfattiva del vino, nella

pienezza gustativa, nella persistenza e nella gradevolezza, il tutto anche grazie all’incremento di tenore

alcolico, che si percepisce in degustazione. Non va dimenticato però che, se indubbiamente dai risultati

ottenuti l’asciugatura dell’uva può essere utile in alcune annate (meno calde), in altre, come il 2007, la

tesi si è comportata bene ma ha lasciato alcuni dubbi e gradevolezza non massima. Inoltre la calibrazione

dell’utilizzo di una tecnica è fondamentale in funzione del risultato atteso: questa tecnica esalta le note

speziate e la struttura, quindi sarà adatta a vini dove si ricercano questi aspetti.

• SOVR: Mediamente alla degustazione mostra ottima intensità colorante e sensazione alcolica, così come

mostra struttura elevata ed il massimo equilibrio gustativo, a dimostrazione che uve ben mature producono

sempre vini interessanti. Esattamente come PASS è la tesi che mostra maggiore gradevolezza complessiva

• LONG: Alla degustazione mostra buona componente olfattiva di frutta e fiori, meno intenso il vegetale

verde (a differenza di quanto ci si potrebbe attendere da macerazione lunga) e basso vegetale cotto, ma

necessita di uve ben mature per dare i risultati migliori. Nel tempo questo metodo aumenta la sensazione di

equilibrio, facendoci intuire la sua attitudine nella produzione di vini da affinamento.

• PRE-C: è la tesi con maggiore contenuto antocianico medio sui tre anni, a dimostrazione della buona

capacità estrattiva di questo metodo e ciò alla vista determina la più alta intensità colorante media sui tre

anni, tuttavia risulta anche la tesi con colore meno vivace e ciò deve farci riflettere qualora si desideri un

vino dai colori sempre vivaci. Inoltre purtroppo questa tecnica tende ad esaltare il vegetale cotto, sentore

associato a scarsa gradevolezza dei vini. Mostra struttura elevata, ma in due anni su tre è poco equilibrata.


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

4

• POST-C: anche questa tesi alla vista mostra buona intensità colorante ma con sentori sostenuti di vegetale

cotto e scarsa struttura. Avendo mostrato buoni risultati sia nel 2007 che nel 2008, questa tesi merita

sicuramente attenzione ed ulteriori approfondimenti.

• PRE-F: Tende a mostrare sentori di vegetale cotto, bassa struttura ed equilibrio, probabilmente a causa

della limitata estrazione macerativi. L’affinamento (test sull’annata 2008) fa diminuire la gradevolezza di

questi vini.

• TEST: Mediamente mostra tonalità non particolarmente vivace ed alto livello di vegetale verde, per il

resto è “giustamente” spesso in media rispetto alle altre vinificazioni, anche se mostra buon riscontro in

affinamento.

Il panel Aziendale ha complessivamente gradito nella media degli anni SOVR, PASS e POST-C, confermando

di fatto i risultati del panel esperto, sebbene con l’utilizzo di una scheda diversa.

Complessivamente, valutando le interazioni con le annate, anche qui come nel Cap. 2 confermiamo che vi

è una forte variabilità annuale dovuta all’influenza climatica sulle varietà e quindi si dovrà costantemente

prestare attenzione allo stato di maturazione delle uve ed alle loro caratteristiche chimiche, organolettiche

e sanitarie, prima di decidere il metodo di vinificazione, che non potrà essere sempre uguale a sé stesso

se si desidera esaltare al meglio il Groppello. Solamente i descrittori tostato, sapidità e persistenza sono

abbastanza stabili negli anni e con sufficiente capacità discriminante da aiutarci a trovare risposte nella

ricerca di differenze tra i metodi.

L’evoluzione dei vini nel tempo mostra che in un arco temporale limitato non vi è variazione di gradevolezza

ed equilibrio, mentre ovviamente si registrano diverse variazioni visive, olfattive e gustative, che abbiamo

citato poco sopra nel commento delle singole metodiche.

Considerazioni finali

Il lavoro sviluppato in questi quattro anni, iniziato con molte difficoltà nella vendemmia 2006 e

progressivamente ampliato fino ad assumere le dimensioni esposte in questa pubblicazione, spazia in

numerosi aspetti del comportamento viticolo ed enologico dei Groppello, ne indaga approfonditamente le

caratteristiche, illustra in modo sufficientemente chiaro ed esaustivo le dinamiche ambientali e varietali.

Molto può essere ancora fatto e non si deve compiere l’errore di estendere i risultati e le considerazioni qui

esposte all’uso di pratiche pressoché sconosciute per il territorio e le varietà, solo perché qui forniscono

buoni risultati. L’applicazione aziendale di strategie innovative deve necessariamente comportare una serie

di riflessioni preliminari estremamente approfondite, di studi e ricerche pluriennali, per valutare modalità

operative, vantaggi, svantaggi, difficoltà, soluzioni e ripercussioni sulla qualità ottenuta, sul riscontro

organolettico nel breve e nel lungo periodo e sulle risposte commerciali.

Ciò nondimeno, possiamo affermare senza tema di smentita che questo lavoro rappresenta un caposaldo mai

raggiunto finora nella conoscenza del comportamento viticolo ed enologico dei Groppello ed una traccia da

considerare attentamente prima di ulteriori sviluppi della ricerca e della pratica operativa. Abbiamo cercato

inoltre di lavorare sempre secondo un buon approccio scientifico e statistico per la raccolta, l’elaborazione

e la valutazione oggettiva dei dati.

Proprio per queste ragioni, l’esito di questo studio potrà essere utilmente considerato come base di partenza

per ulteriori approfondimenti finalizzati a indagare dettagli che qui non si è potuto considerare appieno.

Ad esempio, la valutazione delle risposte ai diversi microclimi ed ai vari livelli di disponibilità idrica e

drenaggio può meritare altre indagini, che riguardino anche aspetti sanitari come la Botrite ed il Marciume

acido, che sono avversità particolarmente pericolose per i Groppello; anche le attitudini enologiche di

Mocasina e Gentile vinificati separatamente secondo i metodi più appropriati per ciascuna varietà e per

progressivi stadi di maturazione potrebbe riservare interessanti risvolti applicativi. Senza dimenticare che

sarebbe utile raccogliere altre informazioni in merito alla capacità evolutiva dei vini da Groppello e dei loro

eventuali tagli.

132

133

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

La carta dei suoli presentata è un’elaborazione della “Carta dei Suoli in scala 1:50000 della pianura e collina

lombarda” dell’ERSAF, realizzata a cura dei tecnici pedologi dell’ente, questa elaborazione ha comportato

l’accorpamento delle unità cartografiche della carta che condividono lo stesso paesaggio sulla base

dell’assomiglianza dei caratteri funzionali dei suoli, al fine di ridurre la grande complessità presente.

UDP unità di paesaggio

N°UC numero progressivo dell’UC nella carta e nel nostro DB correlato(es: UC n° 304)

SIGLA UC sigla dell’UC costituita dalla o dalle sigle dei suoli presenti (es: BON1/CFC1)

TIPO tipo di UC (es: complesso); le celle del campo TPO hanno tutte un commento che descrive il

significato delle sigle CN, CO, GI

DESCRIZIONE UC ACCORPATA descrizione estesa degli aspetti ambientali e pedologici dell’UC (es:

L’unità è formata da 4 delineazioni; la superficie complessiva è di

5222 ettari. Il pedopaesaggio è quello dell’alta pianura ghiaiosa,

dove questi suoli sono presenti sulle…….etc)

CENTRO VITIVINICOLO: RIFERIMENTO TAB. 32

UDP N°UC SIGLA

UC

PB1 1 LRO1

MP1

Appendice

2 BEG1

3 ELL1

4 ROC1

DESCRIZIONE UC ACCORPATA N°UC

L’unità è formata da 4 delineazioni; la superficie complessiva è di 1860 ettari.

Tale unità ccupa i versanti a pendenza elevata, poco rocciosi, poste a quota di circa 120 m, a

pendenza molto elevata e pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da materiale

colluviato e di alterazione del substrato roccioso (rocce sedimentaree marnose o calcaree). Uso

del suolo prevalente: bosco ceduo, pascolo.

I suoli LRO1 sono sottili, limitati da roccia o detrito scheletrico, a tessitura moderatamente

fine, scheletro comune, drenaggio moderatamente rapido e permeabilità moderata; AWC bassa

nel primo metro; sono suoli subalcalini, molto scarsamente calcarei, con tasso di saturazione

in basi alto.

L’unità è formata da 7 delineazioni; la superficie complessiva è di 353 ettari.

Occupa i cordoni morenici e le zone rilevate ricoperte da materiale di origine glaciale, a

pendenza da bassa a moderatamente elevata, poste a quote di circa 170 m.s.l. e presenta

pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da depositi glaciali caotici, diamicton

(limi ghiaiosi, ghiaie sabbiose). Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati, bosco ceduo.

I suoli BEG1 sono molto sottili limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura media,

estremamente calcarei, alcalini, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC molto bassa

e tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 3 delineazioni; la superficie complessiva è di 165 ettari.

Interessa i cordoni morenici e le zone rilevate ricoperte da materiale di origine glaciale, a

pendenza moderata, poste a quote di circa 180 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale comune.

Il substrato è costituito da depositi glaciali caotici, diamicton (limi ghiaiosi, ghiaie sabbiose).

Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli ELL1 sono profondi su orizzonti fortemente calcarei, a tessitura moderatamente fine e

scheletro comune, subalcalini, da non calcarei a moderatamente calcarei, a drenaggio buono e

permeabilità bassa; AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 83 ettari.

Tale unità interessa i dossi e cordoni morenici antichi, con superficia morfologia ondulata, a

pendenza da debole a moderata, poste a circa 200 m di quota. Substrati costituiti da depositi

morenici massivi ad alterazione spinta, non calcarei, con coperture loessiche (ghiaie limose).

Pietrosità superficiale comune; uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli SLE1 sono molto profondi, a tessitura da media a moderatamente grossolana in superficie

( 50 cm), media in profondità, scheletro frequente; pH acido, permeabilità moderata e drenaggio

buono; AWC moderata e tasso di saturazione in basi basso.

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 382 ettari.

Occupa i dossi morenici antichi, generalmente spianati e isolati da fenomeni erosivi, a pendenza

da moderata a moderatamente elevata, poste a quote di circa 180 m.s.l. e presenta pietrosità

superficiale moderata. Il substrato è costituito da diamicton glaciale molto alterato (ghiaie e

sabbie ghiaiose). Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli TER1 sono poco profondi limitati da orizzonti fortemente induriti (pan), a tessitura

media, scheletro scarso, subalcalini, a drenaggio buono e permeabilità da moderatamente bassa

a bassa; AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 7 delineazioni; la superficie complessiva è di 1319 ettari.

Interessa i cordoni morenici e zone rilevate ricoperte da materiale di origine glaciale, a

pendenza bassa o moderata, poste a quote di circa 180 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale

scarsa o nulla. Il substrato è costituito da depositi glaciali caotici, diamicton (limi ghiaiosi,

ghiaie sabbiose). Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli ROC1 sono molto profondi, a tessitura moderatamente fine e scheletro scarso fino a 75 cm,

frequente al di sotto, alcalini, non calcarei, a drenaggio buono e permeabilità moderatamente

bassa o moderata; AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

CARTA DEI SUOLI 1:50.000 PIANURA E COLLINA

LOMBARDA - ERSAF

SIGLA

UC

220 LRO1 CN

292 BEG1 CN

293 ELL1 CN

211 SLE1 CN

291 TER1 CN

294 ROC1 CN

TIPO CLASSIFICAZIONE

S.T. 2010

loamy, mixed,

superactive, mesic,

Lithic Eutrudepts

fine loamy, carbonatic,

mesic, Rendollic

Eutrudepts

fine, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Paleudalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Fragiudalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Fragiudalfs


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CENTRO VITIVINICOLO: RIFERIMENTO TAB. 32

UDP N°UC SIGLA

UC

MP2 4 ROC1

MW1

6

7

MZB1/

STS1

TSI1 e

PDA1

DESCRIZIONE UC ACCORPATA N°UC

L’unità è formata da 5 delineazioni; la superficie complessiva è di 271 ettari.

Occupa le superfici pianeggianti o debolmente ondulate di origine fluvioglaciale, a pendenza

bassa, poste a quote di circa 230 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale scarsa o nulla. Il

substrato è costituito da depositi di contatto glaciale non calcarei (ghiaie limose). Uso del suolo

prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli PAZ1 sono molto profondi, a tessitura media, scheletro da assente a comune, alcalini,

non calcarei, a drenaggio mediocre e permeabilità bassa; AWC alta e tasso di saturazione in

basi alto.

L’unità è formata da 13 delineazioni; la superficie complessiva è di 991 ettari.

Occupa i dossi morenici parzialmente spianati, versanti ondulati dei cordoni meglio definiti,

poste a quota di circa 120 m, a pendenza bassa o moderata e pietrosità superficiale moderata. Il

substrato è costituito da diamicton glaciale calcareo e depositi fluvioglaciali (ghiaie e sabbie, in

alcuni casi in lenti). Uso del suolo prevalente: colture foraggiere, vigneto.

I suoli VAL1 sono poco profondi o moderatamente profondi, limitati da orizzonti fortemente

calcarei, a tessitura media, scheletro frequente, drenaggio buono e permeabilità moderata;

AWC moderata; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 7 delineazioni; la superficie complessiva è di 1146 ettari.

Interessa i dossi morenici parzialmente spianati, i versanti ondulati dei cordoni meglio definiti,

poste a quota di circa 140 m, a pendenza bassa o moderata e pietrosità superficiale moderata. Il

substrato è costituito da diamicton glaciale calcareo e depositi fluvioglaciali (ghiaie e sabbie, in

alcuni casi in lenti). Uso del suolo prevalente: colture foraggiere.

I suoli STS1 sono poco o moderatamente profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei

e con scheletro molto abbondante, a tessitura moderatamente grossolana, scheletro comune,

drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC bassa; sono suoli alcalini, molto calcarei, con

tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 34 delineazioni; la superficie complessiva è di 6569 ettari.

Tale unità occupa i dossi morenici parzialmente spianati, i versanti ondulati dei cordoni meglio

definiti, poste a quota di circa 120 m, a pendenza bassa o moderata e pietrosità superficiale

moderata. Il substrato è costituito da diamicton glaciale calcareo e depositi fluvioglaciali

(ghiaie e sabbie, in alcuni casi in lenti) . Uso del suolo prevalente: colture foraggiere.

I suoli MZB1 sono molto profondi, a tessitura moderatamente grossolana, scheletro frequente,

drenaggio buono e permeabilità moderatamente elevata; AWC bassa; sono suoli alcalini, molto

calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

I suoli STS1 sono da poco a moderatamente profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei

e ghiaiosi, a tessitura moderatamente grossolana, scheletro comune, drenaggio buono e

permeabilità moderata; AWC bassa; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione

in basi alto.

L’unità è formata da 28 delineazioni; la superficie complessiva è di 6853 ettari.

Interessa i dossi e cordoni morenici recenti, posti a quota di circa 150 m, debolmente erodibili,

a pendenza moderatamente elevata e pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da

diamicton glaciale calcareo, in alcuni casi sovraconsolidato (sabbie con ghiaia e limo) . Uso del

suolo prevalente: bosco ceduo, pascolo.

I suoli TSI1 sono sottili o poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura

moderatamente grossolana, scheletro frequente, drenaggio buono e permeabilità moderata;

AWC alta; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto. I suoli

TSI1 si rinvengono nelle zone a pendenza più blanda, dove è meno intensa l’azione erosiva

e di scivolamento gravitazionale; i suoli TIR1 sono comuni nelle fasce boschive, mentre i

PDA1 in genere si rinvengono su pendii più ripidi o sulle creste. I suoli PDA1 sono da sottili a

poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei e ghiaiosi, a tessitura moderatamente

grossolana, scheletro comune, drenaggio buono più raramente moderatamente rapido, alcalini,

molto calcarei, tasso di saturazione in basi alto e AWC da bassa a moderata; i suoli TIR1 sono

sottili o poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura moderatamente

grossolana, scheletro frequente, drenaggio buono, permeabilità moderatamente elevata; sono

alcalini, molto calcarei, e con tasso di saturazione in basi alto, con AWC molto bassa.

134

CARTA DEI SUOLI 1:50.000 PIANURA E COLLINA

LOMBARDA - ERSAF

SIGLA

UC

295 PAZ1 CN

222 VAL1 CN

223 STS1 CN

224

221

MZB1/

STS1

TSI1 e

PDA1 e

TIR1

TIPO CLASSIFICAZIONE

S.T. 2010

CO

GI

fine silty, mixed,

active, mesic, Typic

Paleudalfs

coarse loamy,

carbonatic, mesic,

Typic Eutrudept

fine loamy, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

coarse loamy,

carbonatic, mesic,

Typic Udorthents

fine loamy, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

fine loamy, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

coarse loamy,

carbonatic, mesic,

Typic Udorthents

coarse loamy,

carbonatic, mesic,

Calcic Hapludolls

CENTRO VITIVINICOLO: RIFERIMENTO TAB. 32

UDP N°UC SIGLA

UC

MW2

6

MZB1/

STS1

8 ALB1

9 DES1

10 GHS1

11 LAV1

12 RER1

DESCRIZIONE UC ACCORPATA N°UC

L’unità è formata da 6 delineazioni; la superficie complessiva è di 200 ettari.

Occupa i terrazzi e piane di contatto glaciale, debolmente ondulati, compresi tra i dossi morenici

e piane a quote inferiori, poste a quota di circa 120 m, a pendenza da debole a bassa e pietrosità

superficiale moderata. Il substrato è costituito da depositi di contatto glaciale calcarei (ghiaie e

sabbie limose) . Uso del suolo prevalente: vigneto, seminativo. I suoli MZB1 sono sottili o poco

profondi, limitati da orizzonti ghiaiosi spesso fortemente calcarei, a tessitura moderatamente

grossolana, talvolta grossolana in profondità, scheletro comune, con drenaggio da buono a

moderatamente rapido e permeabilità moderatamente elevata; AWC da bassa a moderata; sono

suoli da subalcalini ad alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 6 delineazioni; la superficie complessiva è di 458 ettari.

Occupa le valli intramoreniche, poste a quota di circa 110 m, a pendenza debole e pietrosità

superficiale comune. Il substrato è costituito da depositi fluviali o fluvioglaciali ricoperti da

materiale eluvio colluviale rimaneggiato dal corso d’acqua (sabbie limose e limi sabbiosi).

Falda a circa 120 cm . Uso del suolo prevalente: seminativo avvicendati, prati.

I suoli ALB1 sono poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei, massivi e a tessitura

fine, la tessitura è moderatamente fine, lo scheletro scarso, drenaggio lento e permeabilità

bassa; AWC moderata; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 4 delineazioni; la superficie complessiva è di 4962 ettari.

Occupa le piane retromoreniche a sedimenti fini, poste a quota di circa 100 m, a pendenza debole

e pietrosità superficiale scarsa o nulla. Il substrato è costituito da depositi fini di decantazione,

depositi lacustri, depositi di fondo glaciali (argille e limi) mal drenati. Uso del suolo prevalente:

vigneto, seminativo.

I suoli DES1 sono da poco profondi a sottili limitati da orizzonti fortemente calcarei e con

evidenze di idromorfia, a tessitura media, scheletro assente, drenaggio mediocre e permeabilità

moderatamente bassa; AWC moderata; sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di

saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 8 delineazioni; la superficie complessiva è di 216 ettari.

Occupa i terrazzi e piane di contatto glaciale, debolmente ondulati, compresi tra i dossi morenici

e piane a quote inferiori, poste a quota di circa 100 m, a pendenza da debole a bassa e pietrosità

superficiale comune. Il substrato è costituito da depositi di contatto glaciale, fluvioglaciali e

gravitativi, calcarei (ghiaie e sabbie limose) . Uso del suolo prevalente: seminativo, vigneto.

I suoli TSI2 sono molto profondi, a tessitura media, scheletro comune, drenaggio buono e

permeabilità moderata; AWC molto alta; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di

saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 17 delineazioni; la superficie complessiva è di 2348 ettari.

Occupa i solchi vallivi e piane intramoreniche, poste a quota di circa 120 m, a pendenza

nulla o debole e pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da depositi fluviali o

fluvioglaciali ricoperti da materiale eluvio colluviale rimaneggiato dal corso d’acqua (sabbie

limose e limi sabbiosi) . Uso del suolo prevalente: colture foraggiere.

I suoli PED1 sono poco profondi o sottili, limitati da orizzonti ghiaiosi spesso fortemente

calcarei, a tessitura moderatamente grossolana, scheletro frequente, drenaggio buono e

permeabilità moderata; AWC bassa; sono suoli subalcalini, non calcarei, (alcalini e molto

calcarei nel substrato), tasso di saturazione in basi alto.

I suoli GHS1 sono molto profondi su orizzonti fortemente calcarei e ghiaiosi, a tessitura media,

scheletro scarso, drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC molto alta; sono suoli non

calcarei (alcalini e molto calcarei nel substrato), con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 6 delineazioni; la superficie complessiva è di 1000 ettari.

Occupa i solchi vallivi e piane intramoreniche, poste a quota di circa 120 m, a pendenza

debole e pietrosità superficiale elevata. Il substrato è costituito da depositi fluvioglaciali e

fluviali grossolani calcarei, spesso in lenti (ghiaie e sabbie). Uso del suolo prevalente: colture

foraggiere.

I suoli LAV1 sono poco profondi o sottili, limitati da orizzonti a scheletro molto abbondante

e fortemente calcarei, a tessitura moderatamente grossolana o media, scheletro abbondante,

drenaggio moderatamente rapido e permeabilità moderatamente elevata; AWC molto bassa;

sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 3 delineazioni; la superficie complessiva è di 474 ettari.

Occupa le piane retromoreniche a sedimenti fini, poste a quota di circa 90 m, a pendenza debole

e pietrosità superficiale moderata. Il substrato è costituito da depositi fini di decantazione,

depositi lacustri, depositi di fondo glaciali (limi e limi sabbiosi) mal drenati. Uso del suolo

prevalente: colture foraggiere.

I suoli RER1 sono profondi, limitati da orizzonti idromorfi, fortemente calcarei e idromorfi,

a tessitura fine, scheletro scarso, drenaggio lento e permeabilità molto bassa; AWC moderata;

sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

135

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CARTA DEI SUOLI 1:50.000 PIANURA E COLLINA

LOMBARDA - ERSAF

SIGLA

UC

225 MZB1 CN

228 ALB1 CN

230 DES1 CN

226 TSI2 CN

227 GHS1 CN

229 LAV1 CN

231 RER1 CN

TIPO CLASSIFICAZIONE

S.T. 2010

coarse loamy,

carbonatic, mesic,

Typic Udorthents

fine, carbonatic, mesic,

Typic Endoaquepts

fine silty, carbonatic,

mesic, Aquic

Eutrudepts

fine loamy, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Hapludalfs

sandy skeletal,

carbonatic, mesic,

Typic Eutrudepts

fine, mixed, active,

mesic, Aquic

Hapluderts


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CENTRO VITIVINICOLO: RIFERIMENTO TAB. 32

UDP N°UC SIGLA

UC

MW3

13 CCH1

14 MSE1

TA1 15 FLO1

LC1 16 BTU1

DESCRIZIONE UC ACCORPATA N°UC

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 86 ettari.

Occupa le piane intramoreniche a depositi fini, poste a quota di circa 130 m, a pendenza debole

e pietrosità superficiale scarsa o nulla. Il substrato è costituito da depositi di decantazione o

lacustri, calcarei (argille, spesso con limo e sabbia, alternate a torba) con problemi di ristagno

idrico. Uso del suolo prevalente: seminativo avvicendati, prati.

I suoli CCH1 sono poco o moderatamente profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei e

idromorfi, a tessitura moderatamente fine, scheletro scarso, drenaggio mediocre e permeabilità

bassa; AWC moderata; sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi

alto.

L’unità è formata da 5 delineazioni; la superficie complessiva è di 310 ettari.

Occupa principalmente le conche di decantazione, zone a ristagno idrico superficiale, poste

a quota di circa 100 m, a pendenza debole e pietrosità superficiale moderata. Il substrato è

costituito da depositi fini di decantazione spesso intercalati a materiale organico (limi sabbiosi

alternati a torbe) spesso in falda (120 cm)o con problemi di ristagno idrico. Uso del suolo

prevalente: seminativi ed erbai.

I suoli VEN1 sono moderatamente profondi, su orizzonti idromorfi, spesso torbosi e in falda, a

tessitura media, scheletro scarso, drenaggio mediocre e permeabilità moderata; AWC alta; sono

suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 88 ettari.

Occupa le conche di decantazione, le zone a ristagno idrico superficiale, poste a quota di circa

100 m, a pendenza debole e pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da depositi

di decantazione, depositi lacustri (limi e limi sabbiosi), spesso con falda oscillante a circa 150

cm di profondità o con problemi di ristagno idrico. Uso del suolo prevalente: colture foraggiere,

prato.

I suoli MSE1 sono sottili o poco profondi, limitati da fortemente calcarei e ghiaiosi, a tessitura

media, scheletro comune, drenaggio lento e permeabilità bassa; AWC bassa; sono suoli alcalini

e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 208 ettari.

Occupa le superfici modali di origine fluviale o fluvioglaciale, dei pianalti, a pendenza bassa

o moderata, poste a quote di circa 160 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale scarsa o nulla.

Il substrato è costituito da depositi fluviali o fluvioglaciali alterati, non calcarei o debolmente

calcarei (ghiaie argilloso sabbiose). Uso del suolo seminativi avvicendati.

I suoli FLO1 sono molto profondi, a tessitura moderatamente fine, scheletro scarso in superficie

(100 cm circa), frequente in profondità, neutri, raramente subalcalini, scarsamente calcarei, a

drenaggio da lento a mediocre e permeabilità bassa; AWC molto alta e tasso di saturazione in

basi alto.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 133 ettari. Il pedopaesaggio

è quello dell?alta pianura ghiaiosa, dove questi suoli sono presenti sulle superfici pianeggianti

modali del LfP con quota media di 224 m. slm e pendenza media del 0,5%. Il substrato è

costituito da materiale ghiaioso arenaceo alterato non calcareo. L’utilizzazione prevalente

del suolo è il seminativo (grano). I suoli BON1 sono profondi su substrati a scheletro molto

abbondante, con scheletro frequente, tessitura da media a moderatamente fine, reazione

subacida o neutra in superficie e subacida in profondità, saturazione bassa in superficie e da

bassa ad alta con la profondità, scarsamente calcarei a grande profondità, AWC da moderata ad

alta, con drenaggio buono e permeabilità moderata. I suoli CFC1 sono moderatamente profondi

limitati da orizzonti fortemente scheletrici, a tessitura da moderatamente grossolana a media,

scheletro abbondante, neutri o subalcalini, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC

bassa, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 4 delineazioni; la superficie complessiva è di 1541 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate, a pendenza nulla o debole, poste

a quote di circa 100 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale moderata. Il substrato è costituito da

alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e ghiaie con sabbia). Uso del suolo prevalente: seminativi

avvicendati.

I suoli CVR1 sono poco profondi limitati da orizzonti a scheletro abbondante o fortemente

calcarei, a tessitura moderatamente fine e scheletro comune o frequente, da subalcalini ad

alcalini, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC moderata; tasso di saturazione in

basi alto.

I suoli APO1 sono moderatamente profondi limitati da scheletro e orizzonti fortemente calcarei,

a tessitura media e scheletro frequente in superficie (70 cm circa), tessitura grossolana con

scheletro abbondante o molto abbondante in profondità; da neutri ad alcalini, da non calcarei a

scarsamente calcarei in superficie (70 cm) fortemente calcarei al di sotto, a drenaggio buono e

permeabilità moderata; AWC moderata; tasso di saturazione in basi alto.

136

CARTA DEI SUOLI 1:50.000 PIANURA E COLLINA

LOMBARDA - ERSAF

SIGLA

UC

232 CCH1 CN

233 VEN1 CN

234 MSE1 CN

297 FLO1 CN

304

309

BON1/

CFC1

CVR1/

APO1

TIPO CLASSIFICAZIONE

S.T. 2010

CO

CO

fine, mixed, active,

mesic, Typic

Eutrudepts

loamy, mixed,

superactive, calcareous,

mesic, Thapto-histic

Endoaquolls

coarse loamy,

carbonatic, mesic,

Typic Fluvaquents

fine, mixed,

semiactive, mesic,

Rhodic Paleudalfs

fine loamy, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

loamy skeletal, mixed,

superactive, mesic,

Inceptic Hapludalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Inceptic

Hapludalfs

fine loamy over sandy

or sandy skeletal,

mixed, superactive,

mesic, Inceptic

Hapludalfs

CENTRO VITIVINICOLO: RIFERIMENTO TAB. 32

UDP N°UC SIGLA

UC

LC1

16 BTU1

17

BTU1/

MAC1

18 MAP1

19 MUR1

DESCRIZIONE UC ACCORPATA N°UC

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 92 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate dell’alta pianura ghiaiosa, a

pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 140 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale

moderata. Il substrato è costituito da alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e ghiaie con sabbia).

Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli LEO1 sono profondi o moderatamente profondi limitati da orizzonti a tessitura

fortemente contrastante, a tessitura moderatamente fine, scheletro da assente a comune, da

neutri ad alcalini, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC alta; tasso di saturazione

in basi alto.

L’unità è formata da 3 delineazioni; la superficie complessiva è di 1482 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, piane o poco ondulate; alvei di antichi corsi d’acqua sul LFdP,

a pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 130 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale

comune. Il substrato è costituito da alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e sabbie ghiaiose). Uso

del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli APO1 sono moderatamente profondi limitati da scheletro e orizzonti fortemente calcarei,

a tessitura media e scheletro frequente in superficie (70 cm circa), tessitura grossolana con

scheletro abbondante o molto abbondante in profondità; da neutri ad alcalini, da non calcarei a

scarsamente calcarei in superficie (70 cm) fortemente calcarei al di sotto, a drenaggio buono e

permeabilità moderata; AWC moderata, tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 375 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate, a pendenza nulla o debole, poste

a quote di circa 130 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito

da alluvioni grossolane calcaree (ghiaie con sabbia). Uso del suolo prevalente: seminativi

avvicendati.

I suoli BTU1 sono da moderatamente profondi a profondi su orizzonti scheletrici e fortemente

calcarei, a tessitura moderatamente fine in superficie, grossolana in profondità, scheletro

frequente in superficie (90-120 cm), abbondante in profondità, da subacidi a subalcalini in

superficie (40 cm), da neutri ad alcalini in profondità, non calcarei in superficie (100 cm circa),

fortemente calcarei in profondità, a drenaggio buono e permeabilità moderatamente; AWC alta;

tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 119 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate dell’alta pianura ghiaiosa, a

pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 150 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale

moderata. Il substrato è costituito da alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e ghiaie con sabbia).

Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli LEO2 sono molto profondi, a tessitura media, scheletro scarso, da neutri ad alcalini, a

drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 3841 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate dell’alta pianura ghiaiosa, a

pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 130 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale

moderata. Il substrato è costituito da alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e ghiaie con sabbia).

Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli LEO1 sono profondi o moderatamente profondi limitati da orizzonti a tessitura

fortemente contrastante, a tessitura moderatamente fine, scheletro da assente a comune, da

neutri ad alcalini, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC alta; tasso di saturazione

in basi alto.

I suoli MAC1 sono profondi limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura moderatamente

fine, scheletro comune o scarso in superficie, abbondante in profondità; pH alcalino, da calcarei

a estremamente calcarei; drenaggio buono e permeabilità moderatamente bassa; AWC alta;

tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 238 ettari.

Queste aree fanno parte della superficie modale livello fondamentale della pianura nell?ambito

del sottosistema dell?alta pianura ghiaiosa caratterizzate da superfici pianeggianti con quota

media di 247 m. slm e pendenza media del 0,4%. Il substrato è costituito da ghiaie limose con

sabbia, non calcareo. L’uso del suolo prevalente è a seminativo.

I suoli MAP1 sono mlto profondi su substrato ciottoloso arenaceo, con scheletro comune in

superficie ed abbondante in profondità, tessitura media, reazione subacida, saturazione media

in superficie e da media ad alta in profondità, AWC moderata, drenaggio da buono a rapido e

permeabilità moderata.

L’unità è formata da 5 delineazioni; la superficie complessiva è di 2131 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate, a pendenza nulla o debole, poste

a quote di circa 120 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da

alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e ghiaie con sabbia). Uso del suolo prevalente: seminativi

avvicendati.

I suoli MUR1 sono sottili limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura grossolana,

scheletro da comune a frequente in superficie (40 cm) abbondante in profondità, subalcalini

e scarsamente calcarei in superficie (40 cm), estremamente alcalini e fortemente calcarei al di

sotto, a drenaggio moderatamente rapido e permeabilità moderatamente elevata; AWC bassa;

tasso di saturazione in basi alto.

137

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CARTA DEI SUOLI 1:50.000 PIANURA E COLLINA

LOMBARDA - ERSAF

SIGLA

UC

310 LEO1 CN

315 APO1 CN

318 BTU1 CN

322 LEO2 CN

311

LEO1/

MAC1

TIPO CLASSIFICAZIONE

S.T. 2010

CO

301 MAP1 CN

314 MUR1 CN

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Hapludalfs

fine loamy over sandy

or sandy skeletal,

mixed, superactive,

mesic, Inceptic

Hapludalfs

fine loamy over sandy

or sandy skeletal,

mixed, active, mesic,

Typic Hapludalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Hapludalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Hapludalfs

fine, mixed, active,

mesic, Typic

Hapludalfs

loamy skeletal, mixed,

superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

sandy skeletal,

carbonatic, mesic,

Typic Udarents


Groppello, l’autoctono della Valtènesi

CENTRO VITIVINICOLO: RIFERIMENTO TAB. 32

UDP N°UC SIGLA

UC

LC3

VN1

VN2

20 APO2

21 TAR3

22 DER1

23 ORE1

23 ORE1

24 ROL1

DESCRIZIONE UC ACCORPATA N°UC

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 465 ettari. Interessa le

superfici alluvionali, stabili, piane o poco ondulate, a pendenza nulla o debole, poste a quote

di circa 90 m.s.l. e presenta pietrosità superficiale moderata. Il substrato è costituito da

alluvioni grossolane calcaree (ghiaie e ghiaie con sabbia). Uso del suolo prevalente: seminativi

avvicendati. I suoli APO2 sono moderatamente profondi limitati da orizzonti molto scheletrici

e fortemente calcarei, a tessitura media con comune o frequente, neutri o subalcalini, a

drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC bassa, tasso di saturazione in basi medio. I

suoli LEO3 sono profondi su orizzonti molto scheletrici e a tessitura contrastante, a tessitura

media con scheletro scarso o comune in superficie, moderatamente fine con scheletro da assente

a comune in profondità; neutri o subalcalini, a drenaggio da buono a mediocre e permeabilità

moderatamente bassa; AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 423 ettari.

Occupa le superfici alluvionali, del LFdP, a pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 150

m.s.l. e presenta pietrosità superficiale comune. Il substrato è costituito da alluvioni grossolane

calcaree (ghiaie e sabbie ghiaiose). Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati.

I suoli TAR3 sono sottili limitati da orizzonti a scheletro molto abbondante, a tessitura

grossolana e scheletro abbondante fino a 45 cm, molto abbondante al di sotto, da subalcalini ad

alcalini, da scarsamente calcarei a calcarei, a drenaggio moderatamente rapido e permeabilità

moderatamente elevata; AWC molto bassa, con tasso di saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 392 ettari.

ll pedopaesaggio di riferimento è quello delle valli alluvionali, dove si ritrovano sulle superfici

terrazzate costituite da alluvioni antiche e medie, stabili, con quota media di 233 m. slm e

pendenza media del 1,7%. Sono stati riconosciuti sulle alluvioni antiche del fiume Brembo,

ricchi in scheletro carbonatico, su substrato costituito da ghiaie e ciottoli in matrice limosa,

calcareo e di origine fluviale. L?utilizzazione prevalente del suolo è il seminativo avvicendato,

con dominanza del frumento, con presenza anche di prati avvicendati e lembi di boschi cedui

di robinia.

I suoli DER1 sono molto profondi su substrato ciottoloso calcareo con scheletro da comune a

frequente in superficie e da comune ad abbondante in profondità, tessitura media in superficie e

da media a moderatamente fine in profondità, reazione da neutra a subalcalina in superficie e da

subalcalina ad alcalina in profondità, saturazione molto alta, CSC media, AWC alta, drenaggio

buono e permeabilità moderata.

L’unità è formata da 1 delineazioni; la superficie complessiva è di 121 ettari.

Il pedopaesaggio è quello delle valli alluvionali, corrispondenti ai piani di divagazione dei corsi

d?acqua attivi o fossili del reticolato idrografico olocenico su terrazzi fluviali stabili delimitati

da scarpate erosive evidenti, a morfologia pianeggiante o ondulata, con suoli sviluppatisi su

substrati limoso-sabbiosi con ghiaia, calcarei. Quota media di 198 m. slm e pendenza media del

0,4%. L?uso del suolo prevalente è costituito da seminativi.

I suoli VTT2 sono molto profondi, a tessitura media in superficie e moderatamente fine in

profondità, scheletro assente o scarso. Sono suoli scarsamente calcarei, saturi, CSC media

in superficie ed alta in profondità, AWC molto alta, con drenaggio buono e permeabilità

moderata.

L’unità è formata da 2 delineazioni; la superficie complessiva è di 114 ettari.

Occupa le superfici che delimitano i solchi vallivi generalmente modellate dall’intervento

antropico, a pendenza nulla o debole, poste a quote di circa 90 m.s.l. e presenta pietrosità

superficiale moderata. Il substrato è costituito da depositi alluvionali grossolani calcarei (ghiaie

con sabbia). Uso del suolo prevalente: seminativi avvicendati e boschi cedui.

I suoli ORE1 sono sottili o poco profondi limitati dal substrato ghiaioso sabbioso fortemente

calcareo, a tessitura media, scheletro abbondante, da subalcalini ad alcalini, da scarsamente

calcarei a calcarei, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC bassa e tasso di

saturazione in basi alto.

L’unità è formata da 6 delineazioni; la superficie complessiva è di 412 ettari.

Occupa le valli legate a scaricatori glaciali, poste a quota di circa 120 m, a pendenza debole e

pietrosità superficiale moderata. Il substrato è costituito da depositi fluvioglaciali e fluviali,

calcarei, in lenti (limi sabbiosi e sabbie limose). Uso del suolo prevalente: colture foraggiere.

I suoli ROL1 sono sottili, limitati da orizzonti con accumulo di carbonati e in falda, a tessitura

media, scheletro scarso, drenaggio mediocre e permeabilità moderatamente bassa; AWC bassa;

sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

A cura della Dott.ssa Vanna Maria Sale ERSAF

138

CARTA DEI SUOLI 1:50.000 PIANURA E COLLINA

LOMBARDA - ERSAF

335

SIGLA

UC

APO2/

LEO3

TIPO CLASSIFICAZIONE

S.T. 2010

CO

336 TAR3 CN

342 DER1 CN

344 VTT2 CN

347 ORE1 CN

235 ROL1 CN

fine loamy over sandy

or sandy skeletal,

mixed, superactive,

mesic, Inceptic

Hapludalfs

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Hapludalfs

sandy skeletal,

carbonatic, mesic,

Typic Eutrudepts

fine loamy, mixed,

active, mesic, Typic

Hapludalfs

loamy skeletal, mixed,

superactive, mesic,

Fluventic Eutrudepts

loamy skeletal, mixed,

superactive, mesic,

Typic Eutrudepts

fine loamy, carbonatic,

mesic, Fluvaquentic

Eutrudepts

Bibliografia

139

Groppello, l’autoctono della Valtènesi

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L’Enologo.

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idrico. Atti Seminario AIAM ’98, Firenze 2 aprile 1998: 67-74

Abbreviazioni

• GM: Groppello di Mocasina

• GG: Groppello Gentile

• PMG: Peso medio grappolo

• PMA: Peso medio acino

• FR: Fertilità reale, ottenuta dal rapporto tra gemme totali lasciate in potatura e grappoli totali

contati sulla pianta

• FP: fertilità potenziale, ottenuta dal rapporto tra gemme germogliate (gemme totali – gemme cieche)

e grappoli totali contati sulla pianta

• AC. TIT. e AC. TOT.: Acidità Titolabile e Acidità Totale

• UPR: Unità di paesaggio della carta regionale

140


LEGENDA DELLA CARTA DEI SUOLI

AMBITO SOTTOAMBITO N° DESCRIZIONE DEI SUOLI CLASSIFICAZIONE S.T. 2010

Unità dei Versanti ripidi (pendenza ≥25%), a

rilievi prealpini prevalente esposizione sud

Unità

dell'apparato

glaciale

gardesano

Apparati würmiani costituiti da sedimenti

glaciali, fluvioglaciali e glaciolacustri,

poco alterati.

1

2

3

4

5

6

7

8

9

LEGENDA DELLA CARTA DEI SUOLI

PAESAGGIO UNITÀ CARTOGRAFICHE

Apparati pre‐würmiani costituiti da

sedimenti glaciali, fluvioglaciali e

glaciolacustri, da molto a mediamente

alterati

Suoli sottili, limitati da roccia o detrito scheletrico, a tessitura moderatamente fine, scheletro

comune, drenaggio moderatamente rapido e permeabilità moderata; AWC bassa nel primo metro;

sono suoli subalcalini, molto scarsamente calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto sottili limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura media, estremamente calcarei,

alcalini, a drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC molto bassa e tasso di saturazione in basi

alto.

Suoli profondi su orizzonti fortemente calcarei, a tessitura moderatamente fine e scheletro comune,

subalcalini, da non calcarei a moderatamente calcarei, a drenaggio buono e permeabilità bassa; AWC

alta e tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto profondi, a tessitura moderatamente fine e scheletro scarso fino a 75 cm, frequente al di

sotto, alcalini, non calcarei, a drenaggio buono e permeabilità moderatamente bassa o moderata;

AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto profondi, a tessitura media, scheletro da assente a comune, alcalini, non calcarei, a

drenaggio mediocre e permeabilità bassa; AWC alta e tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto profondi, a tessitura moderatamente grossolana, scheletro frequente, drenaggio buono e

permeabilità moderatamente elevata; AWC bassa; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di

saturazione in basi alto.

e

Suoli da poco a moderatamente profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei e ghiaiosi, a

tessitura moderatamente grossolana, scheletro comune, drenaggio buono e permeabilità moderata;

AWC bassa; sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli sottili o poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura moderatamente

grossolana, scheletro frequente, drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC alta; sono suoli

alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

e

Suoli da sottili a poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei e ghiaiosi, a tessitura

moderatamente grossolana, scheletro comune, drenaggio buono più raramente moderatamente

rapido, alcalini, molto calcarei, tasso di saturazione in basi alto e AWC da bassa a moderata

Suoli poco profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei, massivi e a tessitura fine, la tessitura è

moderatamente fine, lo scheletro scarso, drenaggio lento e permeabilità bassa; AWC moderata;

sono suoli alcalini, molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

Suolio da poco profondi a sottili limitati da orizzonti fortemente calcarei e con evidenze di

idromorfia, a tessitura media, scheletro assente, drenaggio mediocre e permeabilità moderatamente

bassa; AWC moderata; sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

loamy, mixed, superactive, mesic,

Lithic Eutrudepts

fine loamy, carbonatic, mesic,

Rendollic Eutrudepts

fine, mixed, superactive, mesic, Typic

Hapludalfs

fine loamy, mixed, active, mesic, Typic

Paleudalfs

fine silty, mixed, active, mesic, Typic

Paleudalfs

coarse loamy, carbonatic, mesic, Typic

Eutrudepts

fine loamy, mixed, superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

fine loamy, mixed, superactive, mesic,

Typic Hapludalfs

coarse loamy, carbonatic, mesic, Typic

Udorthents

fine, carbonatic, mesic, Typic

Endoaquepts

fine silty, carbonatic, mesic, Aquic

Eutrudepts

SISTEMA SOTTOSISTEMA N° DESCRIZIONE DEI SUOLI CLASSIFICAZIONE S.T. 2010

Unità

dell'apparato

glaciale

gardesano

Unità dei

terrazzi

fluvioglaciali

Unità del

livello

fondamentale

della pianura

PAESAGGIO UNITÀ CARTOGRAFICHE

Apparati würmiani costituiti da sedimenti

glaciali, fluvioglaciali e glaciolacustri,

poco alterati.

Lembi residui di piane fluvioglaciali pre‐

würmiane costituenti superfici terrazzate

sulla pianura, formati da sedimenti

grossolani molto alterati, ricoperti da

coltri eoliche e/o colluviali.

Settore apicale della piana proglaciale

würmiana, formata dalla coalescenza dei

conoidi alluvionali, a morfologia

subpianeggiante o leggermente

convessa, costituiti da sedimenti

fluvioglaciali grossolani non alterati.

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15

16

Suoli molto profondi su orizzonti fortemente calcarei e ghiaiosi, a tessitura media, scheletro scarso,

drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC molto alta; sono suoli non calcarei (alcalini e molto

calcarei nel substrato), con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli poco profondi o sottili, limitati da orizzonti a scheletro molto abbondante e fortemente

calcarei, a tessitura moderatamente grossolana o media, scheletro abbondante, drenaggio

moderatamente rapido e permeabilità moderatamente elevata; AWC molto bassa; sono suoli alcalini

e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli profondi, limitati da orizzonti idromorfi, fortemente calcarei e idromorfi, a tessitura fine,

scheletro scarso, drenaggio lento e permeabilità molto bassa; AWC moderata; sono suoli alcalini e

molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli poco o moderatamente profondi, limitati da orizzonti fortemente calcarei e idromorfi, a

tessitura moderatamente fine, scheletro scarso, drenaggio mediocre e permeabilità bassa; AWC

moderata; sono suoli alcalini e molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli sottili o poco profondi, limitati da fortemente calcarei e ghiaiosi, a tessitura media, scheletro

comune, drenaggio lento e permeabilità bassa; AWC bassa; sono suoli alcalini e molto calcarei, con

tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto profondi, a tessitura moderatamente fine, scheletro scarso in superficie (100 cm circa),

frequente in profondità, neutri, raramente subalcalini, scarsamente calcarei, a drenaggio da lento a

mediocre e permeabilità bassa; AWC molto alta e tasso di saturazione in basi alto.

Suoli da moderatamente profondi a profondi su orizzonti scheletrici e fortemente calcarei, a tessitura

moderatamente fine in superficie, grossolana in profondità, scheletro frequente in superficie (90‐120

cm), abbondante in profondità, da subacidi a subalcalini in superficie (40 cm), da neutri ad alcalini in

profondità, non calcarei in superficie (100 cm circa), fortemente calcarei in profondità, a drenaggio

buono e permeabilità moderatamente; AWC alta; tasso di saturazione in basi alto.

fine loamy, mixed, active, mesic, Typic

Hapludalfs

sandy skeletal, carbonatic, mesic,

Typic Eutrudepts

fine, mixed, active, mesic, Aquic

Hapluderts

fine, mixed, active, mesic, Typic

Eutrudepts

coarse loamy, carbonatic, mesic, Typic

Fluvaquents

fine, mixed, semiactive, mesic, Rhodic

Paleudalfs

fine loamy over sandy or sandy

skeletal, mixed, active, mesic, Typic

Hapludalfs

AMBITO SOTTOAMBITO N° DESCRIZIONE DEI SUOLI CLASSIFICAZIONE S.T. 2010

Unità del

livello

fondamentale

della pianura

Unità dei

sistemi fluviali

recenti

PAESAGGIO UNITÀ CARTOGRAFICHE

Settore apicale della piana proglaciale

würmiana, formata dalla coalescenza dei

conoidi alluvionali, a morfologia

subpianeggiante o leggermente

convessa, costituiti da sedimenti

fluvioglaciali grossolani non alterati.

terrazzi fluviali in rilievo sulle piane

attuali, da cui sono delimitati tramite

scarpate d’erosione

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Suoli moderatamente profondi su orizzonti scheletrici e fortemente calcarei, a tessitura

moderatamente fine in superficie, grossolana in profondità, scheletro frequente in superficie,

abbondante in profondità, da subacidi a subalcalini, non calcarei in superficie, fortemente calcarei in

profondità, a drenaggio buono e permeabilità moderatamente; AWC alta; tasso di saturazione in basi

alto.

e

Suoli profondi su orizzonti fortemente calcarei, a tessitura moderatamente fine, scheletro comune o

scarso in superficie, abbondante in profondità; pH alcalino, da calcarei a estremamente calcarei;

drenaggio buono e permeabilità moderatamente bassa; AWC alta; tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto profondi su substrato ciottoloso arenaceo, con scheletro comune in superficie ed

abbondante in profondità, tessitura media, reazione subacida, saturazione media in superficie e da

media ad alta in profondità, AWC moderata, drenaggio da buono a rapido e permeabilità moderata.

Suoli sottili limitati da orizzonti fortemente calcarei, a tessitura grossolana, scheletro da comune a

frequente in superficie (40 cm) abbondante in profondità, subalcalini e scarsamente calcarei in

superficie (40 cm), estremamente alcalini e fortemente calcarei al di sotto, a drenaggio

moderatamente rapido e permeabilità moderatamente elevata; AWC bassa; tasso di saturazione in

basi alto.

Suoli moderatamente profondi limitati da orizzonti molto scheletrici e fortemente calcarei, a

tessitura media con comune o frequente, neutri o subalcalini, a drenaggio buono e permeabilità

moderata; AWC bassa, tasso di saturazione in basi medio.

Suoli sottili limitati da orizzonti a scheletro molto abbondante, a tessitura grossolana e scheletro

abbondante fino a 45 cm, molto abbondante al di sotto, da subalcalini ad alcalini, da scarsamente

calcarei a calcarei, a drenaggio moderatamente rapido e permeabilità moderatamente elevata; AWC

molto bassa, con tasso di saturazione in basi alto.

Suoli molto profondi su substrato ciottoloso calcareo con scheletro da comune a frequente in

superficie e da comune ad abbondante in profondità, tessitura media in superficie e da media a

moderatamente fine in profondità, reazione da neutra a subalcalina in superficie e da subalcalina ad

alcalina in profondità, saturazione molto alta, CSC media, AWC alta, drenaggio buono e permeabilità

moderata.

Suoli sottili o poco profondi limitati dal substrato ghiaioso sabbioso fortemente calcareo, a tessitura

media, scheletro abbondante, da subalcalini ad alcalini, da scarsamente calcarei a calcarei, a

drenaggio buono e permeabilità moderata; AWC bassa e tasso di saturazione in basi alto.

Suoli sottili, limitati da orizzonti con accumulo di carbonati e in falda, a tessitura media, scheletro

scarso, drenaggio mediocre e permeabilità moderatamente bassa; AWC bassa; sono suoli alcalini e

molto calcarei, con tasso di saturazione in basi alto.

fine loamy over sandy or sandy

skeletal, mixed, active, mesic, Typic

Hapludalfs

fine, mixed, active, mesic, Typic

Hapludalfs

loamy skeletal, mixed, superactive,

mesic, Typic Hapludalfs

sandy skeletal, carbonatic, mesic,

Typic Udarents

fine loamy over sandy or sandy

skeletal, mixed, superactive, mesic,

Inceptic Hapludalfs

sandy skeletal, carbonatic, mesic,

Typic Eutrudepts

fine loamy, mixed, active, mesic, Typic

Hapludalfs

loamy skeletal, mixed, superactive,

mesic, Typic Eutrudepts

fine loamy, carbonatic, mesic,

Fluvaquentic Eutrudepts


1,6

1,4

1,2

1,2

1

0,8

0,6

0,4

0,2

0

1

0,8

Metodo per la visualizzazione del colore

In questa rappresentazione grafica vengono riportate le foto dei vini delle vendemmie 08/09 con relativo grafico della tonalità ed intensità

0,6

1,2 2,2 3,2 4,2

1,6

1,4

1,2

1

0,8

0,6

1,2 2,2 3,2 4,2

1,6

1,4

1,2

1

0,8

0,6

1,2 2,2 3,2 4,2

Foto dei vini della vendemmia ‘08

in ordine di intensità

1,8 2,3 2,8 3,3 3,8 4,3 4,8

BED CA N GG '08

BED CA N GG '09

MAN SES GM '08

MAN SES GM '09

POL PIC GG '08

POL PIC GG '09

VCR 11 GG '0

VCR 11 GG '0

1,6

1,4

1,2

1

0,8

0,6

1,2 2,2 3,2 4,2

1,6

1,4

1,2

1

0,8

0,6

1,2 2,2 3,2 4,2

1,6

1,4

1,2

1

0,8

0,6

1,2 2,2 3,2 4,2

1,2

1

0,8

0,6

0,4

0,2

0

CAL BEL GM '08

CAL BEL GM '09

MON BAL GG '08

MON BAL GG '09

POL PIC GM '08

POL PIC GM '09

1,8 2,3 2,8 3,3 3,8 4,3 4,8

Tonalità (viola

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