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COPIA DI CORTESIA - La Voce

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club Italia magazine Poste Italiane S.p.a. Spedizione in abbonamento postale -70% DCB Milano<br />

Anno II - numero 12 - Agosto 2009<br />

Anno II - numero 12 - Agosto 2009<br />

L’onda<br />

verde<br />

di Bossi<br />

<strong>COPIA</strong><br />

<strong>DI</strong> <strong>CORTESIA</strong>


Facile attaccare la lega, diFFicile Fare meglio di Bossi<br />

Scandalo questa estate per la proposta della Lega di introdurre l’esame di<br />

dialetto per gli insegnanti. Critiche, proteste, il solito refrain già visto altre<br />

volte all’indirizzo del Carroccio.<br />

Nessuno che abbia proposto di introdurre una verifica sulla conoscenza del<br />

latino da parte degli insegnanti. Forse che l’italiano non è una lingua derivata dal<br />

latino? Forse che, alla pari dei dialetti locali, non esprima il radicamento con le<br />

proprie origini e tradizioni?<br />

Facile barricarsi dietro le critiche senza rilanciare proposte alternative. L’assenza<br />

di controproposte attesta inequivocabilmente l’incapacità di offrire, o almeno di<br />

cercare, soluzioni, dimostra sul campo che tra tanti difensori a parole le proprie<br />

radici, la propria identità, l’unica forza politica che concretamente si adoperi in<br />

tal senso è la Lega.<br />

Il successo, crescente negli anni, del movimento di Umberto Bossi, non è altro<br />

che questo: il riconoscimento, da parte degli elettori, della vicinanza del partito<br />

ai problemi della gente, della validità delle soluzioni proposte se non, addirittura,<br />

del totale disinteresse delle altre forze politiche verso certe tematiche.<br />

Pensiamo a veri e propri riti fondativi dell’identità leghista come i raduni annuali<br />

di Pontida e Ponte di Legno.<br />

Quale altra forza politica, nella seconda Repubblica, organizza momenti di<br />

incontro con l’elettorato paragonabili a questi? Qualcosa di simile era un tempo la<br />

festa dell’Unità. Un tempo però, ché oggi non si capisce più se la festa dell’Unità<br />

sia ancora la festa dell’Unità e non piuttosto dell’Unione o del Pd e, soprattutto,<br />

se non si tratti della festa dei Ds in contrapposizione ai Dl, o di una corrente dei<br />

Ds contro un’altra, o infine di un’iniziativa pro-Franceschini piuttosto che pro-<br />

Bersani.<br />

Prendiamo infine il caso del leghista Matteo Salvini, consigliere comunale a Milano,<br />

parlamentare europeo e, fino a poco fa, parlamentare nazionale della Lega. Al<br />

di là della questione formale dell’incompatibilità per legge del cumulo delle 3<br />

cariche (problema peraltro risolto dal diretto interessato), il dato sostanziale è<br />

chiaro: l’elezione dell’esponente leghista, in 3 diverse elezioni e in 3 anni diversi,<br />

attesta la fiducia che questi ha saputo riscuotere tra gli elettori.<br />

Ed è difficile pensare, con tutta la diffidenza possibile, che gli elettori si siano<br />

fatti gabbare per 3 volte di fila e che la scelta di Salvini non risponda invece alla<br />

validità delle soluzioni che la Lega ha saputo proporre in virtù del legame che<br />

coltiva con il territorio.<br />

club italia magazine agosto3


6<br />

64 70<br />

4 agosto club italia magazine<br />

40<br />

6 <strong>La</strong> storia della Lega Nord<br />

16 Pontida 2009:<br />

la carica dei 100mila<br />

22 I simboli di Pontida<br />

28 Umberto Bossi:<br />

una vita per la Lega<br />

36 Umberto, il Po e il castello<br />

di Ponte di Legno<br />

44<br />

16<br />

28<br />

40 Matteo Salvini:<br />

anima verde e spirito polemico<br />

44 Monica Rizzi:<br />

una bresciana D.O.C. in Regione<br />

48 Monica Rizzi:<br />

la passione per il territorio<br />

prima di tutto<br />

52 Le nuove sfide di Molgora<br />

80<br />

52


86<br />

54 L’avanzata del Carroccio<br />

oltre il Po<br />

64 Indipendenza, federalismo tra<br />

separatismo e indipendentismo<br />

69 Il cuore nel pallone<br />

70 Ponte di Legno:<br />

tra storia e turismo<br />

74 Riflessioni sulla comunicazione<br />

della Lega<br />

80 Media padani: il mondo<br />

dell’informazione leghista<br />

82 Telepadania: il locale<br />

per raccontare il reale<br />

85 “Rimbalza il clandestino”<br />

86 “Barbarossa”, un film sulla lotta<br />

per l’autonomia dei popoli<br />

88 Miss Padania<br />

90 Miss Padania:<br />

l’anima della bellezza<br />

94 Miss Padania:<br />

le sedi delle selezioni<br />

110 Miss Padania:<br />

le vincitrici delle selezioni<br />

88<br />

Anno II, numero 12, Agosto 2009<br />

Editore - Press Video Edizioni Srl<br />

Reg. Tribunale di Milano n. 173 del 11 - 03 - 2008<br />

Direttore Responsabile<br />

Carlo Sala<br />

Coordinatore Editoriale<br />

Marco Marsili<br />

Redazione<br />

Anna Rita Chietera, Domenico D’Alessandro,<br />

Federica Giordani, Pamela Martinoli,<br />

Giampaolo Mannu, Alessandro Uggeri<br />

(stampa@pressvideo.it)<br />

Responsabile Dipartimento Grafico<br />

Daniele Colzani (d.colzani@pressvideo.it)<br />

Grafica e impaginazione<br />

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Responsabile Pubblicità e Marketing<br />

Milka Kulina (m.kulina@pressvideo.it)<br />

Concessionaria pubblicità<br />

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Responsabile Trattamento Dati Personali (D.Lgs<br />

196/2003)<br />

Paola Cattaneo (p.cattaneo@pressvideo.it)<br />

L’editore garantisce la massima riservatezza<br />

dei dati forniti e la possibilità di richiedere<br />

gratuitamente la rettifica o cancellazione ai sensi<br />

dell’art. 7 del D. Lgs 196/2003 scrivendo a:<br />

Press Video Edizioni – Via Rosellini, 5 – 20124 Milano<br />

al Responsabile del Trattamento Dati Personali.<br />

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Tel. 02 89690647 - Fax. 02 89690962<br />

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Fotolito e Stampa<br />

<strong>La</strong> Serigrafica Arti Grafiche srl - Buccinasco (MI)<br />

Hanno collaborato a questo numero<br />

Prof. Claudio Bonvecchio, Prof. Gianpiero Gamaleri,<br />

Carol Chiodi, Alessio De Bernardi<br />

Fotografi<br />

Rosa Celorio, Marco Marsili, Sandro Colli Vignarelli<br />

Uffici Stampa e Agenzie Fotografiche<br />

Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali,<br />

Regione Lombardia<br />

Provincia di Milano<br />

Comune di Milano<br />

Ufficio Stampa Lega Nord<br />

Ufficio Stampa Miss Padania<br />

Ufficio Stampa Martinelli Film<br />

ISSN 2035-0694<br />

club club italia italia magazine agosto5


di Domenico D’Alessandro<br />

<strong>La</strong> storia<br />

della Lega Nord<br />

Dalle prima battaglie sul federalismo al governo del paese.<br />

Un percorso complesso che ruota attorno alla figura carismatica del suo<br />

leader Umberto Bossi<br />

<strong>La</strong> Lega Nord nasce grazie ad Umberto<br />

Bossi, fondatore ma soprattutto anima del<br />

partito. Ma anche un altro personaggio<br />

ebbe un ruolo fondamentale in questa<br />

lunga storia politica: Bruno Salvadori, leader<br />

dell’Union Valdotaine, che fece nascere in<br />

Bossi una vera vocazione politica. Un incontro<br />

davvero speciale che rimase forte sino al 1980,<br />

quando Salvadori morì tragicamente in un<br />

incidente stradale.<br />

Bossi a quel punto decise di proseguire<br />

autonomamente sulla strada politica,<br />

rispettando l’impegno morale preso con<br />

l’amico. Un impegno difficile da salvaguardare<br />

che però rappresentò una grande sfida per<br />

Umberto, che decise di fondare un nuovo<br />

6 aprile club italia magazine<br />

partito, la “Lega autonomista<br />

lombarda”, che si ispirava nel<br />

simbolo e nel nome alla storica<br />

“Lega lombarda”.<br />

Il simbolo, per l’appunto, raffigura<br />

l’Alberto da Giussano che sguaina la<br />

spada verso il cielo e impugna lo scudo.<br />

Sin da subito il principale obiettivo<br />

di questo partito fu la realizzazione<br />

di un progetto di Confederazione,<br />

anche se poi questo sogno viene<br />

parzialmente tralasciato, preferendo<br />

ricorrere ad una via più sicura<br />

come il federalismo, inteso come<br />

“dottrina politica favorevole<br />

alla federazione di più stati e


ispirata a un’ideale di pacifica convivenza tra<br />

i popoli”. Nei primi anni Ottanta il progetto<br />

leghista vede pian piano la luce e assume una<br />

dimensione sempre più ragguardevole in tutta<br />

la Lombardia, con delle sedi ormai sparse in<br />

tutti i capoluoghi di provincia.<br />

I prI pr mI passI della lega<br />

Nel 1982 Bossi diffonde il primo programma<br />

politico, stilato attraverso dodici punti: lo scopo<br />

principale è sempre quello di ottenere una<br />

federazione che superi l’egemonia di Roma e<br />

dello Stato centralizzato. Il programma politico<br />

chiede che “venga data precedenza ai Lombardi<br />

nell’assegnazione di lavoro, abitazioni,<br />

assistenza, contributi finanziari” che “ogni tassazione<br />

sia eguale per tutte le regioni e non si<br />

verifichino ancora truffe come quella del ‘Condono’<br />

e dei ‘Ticket’ sui medicinali che al Sud<br />

costano la metà che in Lombardia”, che “i frut- frut<br />

ti del lavoro e le tasse dei Lombardi siano controllati<br />

e gestiti dai lombardi attraverso l’organizzazione<br />

di un sistema finanziario simile a<br />

quello in via di attuazione nel Trentino e nel<br />

Sud Tirolo”; “la giustizia in Lombardia combatta<br />

con efficacia e con adeguati strumenti<br />

delinquenza, mafie e racket” ed altro ancora.<br />

Bossi si rende conto che le mire indipendentiste<br />

della Lombardia sono argomentazione<br />

poco efficace per<br />

raggiungere i suoi<br />

obiettivi: ben più<br />

utile potrebbe rivelarsi<br />

una nuova<br />

questione, ossia<br />

quella del<br />

divario tra Nord<br />

e Sud che secondo<br />

lui originerebbe<br />

una disparità<br />

nella distribuzione<br />

dei fondi statali<br />

a netto vantaggio<br />

del Meridione<br />

d’Italia.<br />

Nel 1985 Bossi si<br />

presenta per la<br />

prima volta alle<br />

elezioni ammini-<br />

strative: complessivamente ottiene poche migliaia<br />

di voti e appena tre seggi (uno alla provincia<br />

di Varese, uno al comune di Varese e<br />

uno in quello di Gallarate). Al comune di Varese<br />

il seggio verrà occupato da Giuseppe Leoni,<br />

uno dei fondatori della “Lega autonomista<br />

lombarda”, che terrà il suo primo discorso<br />

solo in dialetto lombardo. Durante il suo intervento,<br />

più di metà dei consiglieri lascerà l’aula<br />

in segno di protesta.


8 agosto club italia magazine<br />

L’anno successivo la Lega verrà inquisita per la prima volta per “vilipendio alla<br />

Bandiera”: nel mirino dei giudici c’è un articolo, apparso su una rivista e firmato<br />

da Umberto Bossi, in cui il leader parla di “tricolore massonico”.<br />

Nelle successive elezioni politiche, nel 1987, giunge la prima grande sorpresa<br />

della sua storia: la Lega al Senato ottiene 137.276 voti e un seggio, alla Camera<br />

ne prende 186.255, con un altro seggio. Nelle elezioni europee del 18 giugno<br />

1989 i leghisti Francesco Enrico Speroni e Luigi Moretti sono eletti europarlamentari.<br />

Il 22 novembre 1989 viene sottoscritto, davanti ad un notaio di Bergamo,<br />

l’atto costitutivo e il testo dello Statuto della Lega Nord (il nuovo nome<br />

del partito) che sancisce definitivamente l’alleanza politica dei vari movimenti<br />

autonomisti settentrionali.<br />

Tra il 7 e il 9 dicembre dello stesso anno circa 500 persone partecipano al<br />

I° Congresso della Lega Nord in Lombardia. Nell’aprile del 1990 a Pontida si<br />

svolge la prima grande manifestazione di piazza del popolo leghista: lo scopo<br />

è quello di mostrare la forza del partito alla vigilia dell’appuntamento elettorale<br />

con le amministrative (e visto il successo l’evento si ripeterà ogni anno).<br />

Dalle urne il responso è sorprendente: la Lega è il secondo partito in Lombardia,<br />

e a livello nazionale incassa più del 4% delle preferenze.<br />

Dopo il voto gli eletti giurano, di nuovo a Pontida, fedeltà al partito: è il 6<br />

maggio del 1990, ottomila persone assistono alla “cerimonia”. <strong>La</strong> formula recita:<br />

“Io che ho voluto candidarmi nelle liste della Lega Lombarda - Lega Nord<br />

per diventare alfiere attivo nella lotta per l’autonomia del popolo Lombardo,<br />

Veneto, Piemontese, Ligure, Emiliano, Romagnolo e Toscano, unisco il mio<br />

giuramento a quello degli avi: giuro fedeltà alla causa dell’autonomia e della<br />

libertà dei nostri popoli che oggi, come da<br />

mille anni, s’incarnano nella Lega Lombarda<br />

e nei suoi organi dirigenti democraticamente<br />

eletti”.<br />

Il prI pr mo congresso<br />

e Il governo del paese<br />

Nel I° Congresso Federale della Lega Nord,<br />

che si svolge nel febbraio 1991 a Segrate,<br />

in provincia di Milano, viene approvato<br />

ufficialmente il progetto di Bossi che prevede<br />

l’unione dei vari movimenti autonomisti<br />

dell’Italia settentrionale: Lega Lombarda,<br />

Liga Veneta, Piemont Autonomista,<br />

Union Ligure, Lega Emiliano-Romagnola,<br />

Alleanza Toscana, Lega Toscana e Movimento<br />

per la Toscana, i partiti del Friuli,<br />

di Trieste e del Trentino, a cui si aggiungeranno<br />

in seguito i partiti dell’Alto Adige,<br />

della Valle d’Aosta, dell’Umbria e delle<br />

Marche.<br />

Le elezioni politiche del 1992 regalano alla<br />

Lega una performance storica: più di due<br />

milioni e settecento mila persone hanno<br />

votato per il Carroccio al Senato, equiva-


lente all’8,2%, mentre alla Camera i voti sono quasi tre milioni e quattrocento<br />

mila, ossia l’8,7%. Vengono eletti quindi 25 senatori e 55 deputati: tra i primi<br />

c’è Giuseppe Leoni, tra i secondi ci sono lo stesso Bossi, poi Mario Borghezio,<br />

Roberto Calderoli, Roberto Castelli, Roberto Maroni e Irene Pivetti. Ancora<br />

una volta gli eletti si ritrovano a Pontida per il giuramento.<br />

Nelle amministrative del 1993 per la prima volta la Lega conquista delle Province<br />

(sono Pavia, Mantova e Gorizia). Dopo un coinvolgimento in Tangentopoli,<br />

per le elezioni politiche del 1994 la Lega si accorda con il Polo delle Libertà<br />

vincendo così le elezioni. Alla Lega vanno la presidenza della Camera<br />

dei Deputati, con Irene Pivetti, e cinque ministeri importanti: agli Interni viene<br />

eletto Roberto Maroni, all’Industria Vito Gnutti, alle Politiche Comunitarie Domenico<br />

Comino, alle Riforme Costituzionali Francesco Enrico Speroni, e infine<br />

al Bilancio Giancarlo Pagliarini.<br />

Nel dicembre dello stesso anno il segretario Bossi toglie la fiducia al governo<br />

Berlusconi, che dunque non ha più i numeri per governare e scioglie il suo<br />

esecutivo. Il leader del Carroccio compie questo gesto perché convinto che<br />

il Presidente del Consiglio non abbia rispettato i patti su cui si erano basati<br />

per firmare l’accordo elettorale (prevedevano la “fine dello Stato centralista<br />

e assistenziale, riforma istituzionale in senso federale; privatizzazioni; regolamentazione<br />

del libero mercato tramite normative anti-trust; adesione convinta<br />

all’Unione Europea”).<br />

Qualche settimana più tardi il partito concede addirittura la propria fiducia,<br />

con un appoggio esterno, al governo tecnico presieduto da <strong>La</strong>mberto Dini.<br />

Il parlamento p del nord<br />

e la secessIone<br />

All’inizio del giugno 1995, a Bagnolo San<br />

Vito, vicino Mantova, si riunisce per la prima<br />

volta il Parlamento del Nord (che diventerà,<br />

l’anno successivo, il Parlamento della Padania<br />

e si doterà di un proprio regolamento).<br />

Siedono qui i membri della Lega Nord eletti<br />

nelle varie istituzioni, suddivisi in dodici diverse<br />

commissioni, con lo scopo di garantire i<br />

diritti e la libertà delle popolazioni del Nord.<br />

Dai lavori di questo Parlamento sortiranno gli<br />

schemi operativi per ottenere l’agognata autonomia<br />

del Nord. Nel corso di una riunione<br />

a Pontida Bossi parla di “secessione”: per<br />

questa parola verrà anche indagato, in quanto<br />

gli verrà contestato il reato di “attentato<br />

contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello<br />

Stato, in violazione all’art. 241 del Codice<br />

Penale”.<br />

Inoltre alcuni importanti esponenti del Carroccio<br />

(tra cui l’ex Ministro Vito Gnutti e l’ex<br />

Presidente della Camera dei Deputati Irene<br />

Pivetti) abbandonano il partito dopo la cosiddetta<br />

“svolta secessionista”.<br />

club italia magazine agosto 9


Un’altra tornata elettorale storica è rappresentata<br />

dalle politiche del 1996: per la prima volta<br />

la Lega supera quota 10% sia alla Camera<br />

che al Senato, e quindi sono ben 87 i parlamentari<br />

“verdi”.<br />

Nello stesso anno viene costituito il “Governo<br />

sole”, che si contrappone al governo romano<br />

centrale e viene presieduto da Pagliarini,<br />

e inoltre la Lega non partecipa alle cerimonie<br />

per il 50° anniversario della Repubblica Italiana:<br />

la provocazione raggiunge il culmine con<br />

l’annuale raduno di Pontida fissato proprio nel<br />

giorno della ricorrenza italiana, il 2 giugno.<br />

10 agostoclub italia magazine<br />

la l padan p Ia I<br />

A metà settembre “nasce” ufficialmente<br />

la Padania con la “Festa<br />

dell’autodeterminazione dei<br />

popoli padani”.<br />

Viene raccolta, alla sorgente del<br />

Po, dell’acqua in un’ampolla<br />

e tre giorni dopo la stessa acqua<br />

viene versata alla foce del<br />

fiume, vicino a Venezia: il tutto<br />

per simboleggiare l’unità e la<br />

purezza del popolo padano.<br />

Durante i tre giorni della manifestazione<br />

decine di migliaia di<br />

persone applaudono Bossi e gli<br />

altri esponenti leghisti.<br />

Nel terzo giorno Bossi, in un<br />

comizio a Venezia, incita la folla<br />

e dice: “Poiché è giunta l’ora<br />

di avviare la grande impresa di<br />

far nascere questo nuovo Paese<br />

che noi battezziamo oggi con<br />

il nome di Padania, in nome e<br />

con l’autorità che ci deriva dal Diritto Naturale<br />

di Autodeterminazione e della nostra libera<br />

coscienza, chiamando per voce delle nostre<br />

libere Istituzioni l’insegnamento di amore<br />

per la libertà e di coraggio dei Padri Padani<br />

a testimone dell’onestà delle nostre intenzioni,<br />

noi, popoli della Padania, solennemente proclamiamo:<br />

la Padania è una repubblica federale<br />

indipendente e sovrana.<br />

A sostegno di ciò noi ci offriamo gli uni agli altri,<br />

a scambievole pegno, le nostre vite, le nostre<br />

fortune e il nostro sacro onore”.<br />

Viene dunque scritta una Costituzione transi-<br />

“la Lega è come un bambino, e’ il frutto dell’amore.<br />

del lavoro generoso di migliaia di uomini e di donne, che si vogliono bene.<br />

Che vogliono bene alla citta’ dove vivono, alla nazione cui si sentono di appartenere.<br />

Il bambino è cresciuto, ha imparato a camminare con le sue gambe.<br />

e realizzi le sue ambizioni”.<br />

Umberto Bossi<br />

da “Vento dal Nord”


toria padana e una Carta dei diritti dei cittadini<br />

padani. Pochi giorni dopo, davanti alla sede<br />

di Via Bellerio a Milano, si verificano degli<br />

scontri tra militanti leghisti e poliziotti. Le forze<br />

dell’ordine erano intervenute su ordine del<br />

Procuratore della Repubblica di Verona Guido<br />

Papalia che stava indagando su Corinto Marchini,<br />

esponente della Lega, accusato di attentato<br />

all’unità dello Stato. Alla fine della lotta si<br />

registrano diversi feriti in entrambe le fazioni:<br />

tra questi c’è anche Roberto Maroni.<br />

la l corsa della lega<br />

Nei primi giorni del 1997 nasce il quotidiano<br />

“<strong>La</strong> Padania”: il direttore è Gianluca Marchi,<br />

ma il direttore politico resta Umberto Bossi.<br />

Circa un anno e mezzo dopo inizieranno le<br />

trasmissione di TelePadania.<br />

Nel maggio del ’97 viene organizzato, nelle<br />

regioni “padane”, un referendum in cui si<br />

chiede alla popolazione se è favorevole alla<br />

secessione. Votano 4 milioni 833 mila 863 persone,<br />

e ovviamente il 97% dei voti è favorevole<br />

all’idea leghista. In ottobre si svolgono le<br />

prime elezioni del Parlamento Padano: votano<br />

poco più di sei milioni di persone.<br />

I partiti che i votanti trovano sulle schede<br />

sono: Comunisti Padani, Democratici Europei<br />

<strong>La</strong>voro Padano, Unione Padana Agricoltura<br />

Ambiente Caccia Pesca, Cattolici Padani, Leoni<br />

Padani, Padania Liberale e Libertaria, Liberaldemocratici<br />

Forza Padania, Destra Padana.<br />

Nel gennaio 1998, Umberto Bossi viene condannato<br />

dal Tribunale di Bergamo a un anno<br />

e un mese di carcere con la sospensione della<br />

pena per il reato di istigazione a delinquere: il<br />

riferimento è ad alcune frasi ritenute offensive<br />

pronunciate dal Segretario durante due comizi<br />

tenuti in provincia di Bergamo tre anni<br />

prima.<br />

Dieci giorni dopo viene organizzato per le<br />

strade di Bergamo un corteo “contro l’oppressione<br />

italiana e i suoi strumenti: magistrati, poliziotti<br />

e terroristi”: partecipano ventimila persone.<br />

Nel corso degli anni la Lega resta sempre in<br />

prima fila riguardo ad alcune scottanti vicende<br />

che coinvolgono la politica italiana e non<br />

solo: le quote latte, l’immigrazione clandestina,<br />

la guerra in Kosovo, l’Europa unita anche<br />

dal punto di vista monetario (per cui nel 2000<br />

viene proclamato un “Devolution day” a Venezia:<br />

accorrono 60 mila persone), le adozioni<br />

da parte di omosessuali, l’ingresso della Turchia<br />

in Europa, il referendum per abolire la<br />

quota proporzionale nel sistema elettorale italiano,<br />

gli attentati delle Br (che, nel maggio<br />

1999, uccidono il consulente del Ministero del<br />

<strong>La</strong>voro Massimo D’Antona).<br />

Nel giugno 1999 un vero e proprio tonfo elettorale<br />

nelle Europee: la Lega raccoglie solo<br />

il 4,5% dei voti, e manda a Strasburgo solo<br />

quattro eletti. Nelle amministrative, invece, i<br />

risultati restano molto soddisfacenti. Dopo le<br />

elezioni, Bossi annuncia che nel corso del raduno<br />

di Pontida rassegnerà le dimissioni: ma,<br />

con una votazione organizzata proprio durante<br />

il raduno, il popolo leghista le respinge con<br />

la quasi totalità dei voti, e il Senatùr resta segretario.<br />

Il 5 dicembre 1999 circa centomila elettori della<br />

Lega Nord manifestano a Roma per una<br />

marcia pacifica. Umberto Bossi dichiara che<br />

il corteo è “contro la politica governativa e romana<br />

e contro la finta opposizione del Polo”.<br />

Gli esponenti delle Camicie Verdi che tengo-<br />

club italia magazine agosto 11


no i discorsi - applauditissimi - sono Mario<br />

Borghezio, Stefano Stefani, Giancarlo Pagliarini,<br />

Roberto Castelli, Francesco Speroni e, ovviamente,<br />

Umberto Bossi.<br />

Nei giorni successivi alla manifestazione si intravedono<br />

spiragli per una futura alleanza tra<br />

il Polo delle Libertà e la Lega Nord: la proposta<br />

viene lanciata da Berlusconi, Bossi la<br />

raccoglie. L’accordo viene siglato nel gennaio<br />

2000, e vale anche per le amministrative<br />

di quell’anno, in cui il Polo - formato da Forza<br />

Italia, An, Lega, CCD e CDU - vince in buona<br />

parte del Nord Italia (e la Lega guadagna<br />

più del 27% delle preferenze nella provincia<br />

di Bergamo). D’Alema, fino ad allora Premier,<br />

rassegna il mandato e il Capo dello Stato assegna<br />

l’incarico di formare un nuovo esecutivo<br />

a Giuliano Amato.<br />

Nel maggio 2001, in occasione delle elezioni<br />

politiche, si verifica il più grave calo di voti<br />

della Lega Nord: il Polo delle Libertà vince le<br />

elezioni, ma il Carroccio ottiene solo il 3,9%<br />

dei voti. Ma grazie alla legge elettorale presente<br />

in questa occasione, su 67 candidati leghisti<br />

tra Camera e Senato ne vengono eletti<br />

47. Bossi, nei commenti del post-voto, elenca<br />

le quattro motivazioni che spiegano, secon-<br />

12 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

do lui, la debacle: “l’accordo con<br />

il Polo; l’assenza totale del Carroccio<br />

dalle televisioni nell’ultima<br />

settimana; lo scontento della<br />

base leghista che ha voluto dare<br />

un preciso messaggio ai vertici<br />

del Movimento; la mancata presenza<br />

dei simboli dei singoli partiti<br />

all’interno di quello della coalizione”.<br />

Nell’esecutivo guidato da Silvio<br />

Berlusconi sono comunque<br />

tre i ministri della Lega: Umberto<br />

Bossi (alle Riforme istituzionali<br />

e Devoluzione), Roberto Maroni<br />

(al Ministero del <strong>La</strong>voro, della<br />

Salute e delle Politiche Sociali)<br />

e Roberto Castelli (alla Giustizia).<br />

In agosto il Consiglio dei<br />

Ministri approva il ddl sulla devolution,<br />

fortemente voluto dalla<br />

Lega, mentre qualche giorno<br />

dopo viene votato anche quello<br />

sull’immigrazione, proposto congiuntamente<br />

da Umberto Bossi e Gianfranco Fini.<br />

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 negli<br />

Usa, divampano le polemiche in tutto il mondo<br />

sul ruolo degli islamici in Occidente. <strong>La</strong><br />

Lega, in Italia, è tra i partiti che maggiormente<br />

fanno sentire la loro voce, soprattutto riguardo<br />

alla Moschea di Viale Jenner, a Milano.<br />

la crIsI del leader<br />

e la rInascIta delle elezIonI 2009<br />

Nel 2004, mentre in Parlamento a piccoli passi<br />

avanza la riforma della Devolution, il segretario<br />

Bossi viene ricoverato a Varese per un ictus<br />

cerebrale.<br />

Tutto il popolo leghista si stringe attorno alla<br />

sua guida. Le sue condizioni migliorano nel<br />

giro di alcune settimane, tanto che riesce a<br />

candidarsi come capolista in tutte le circoscrizioni<br />

in occasione delle elezioni europee di<br />

giugno.<br />

Oltre a lui, vengono eletti al parlamento di<br />

Strasburgo anche Speroni, Borghezio e Salvini.<br />

Nel luglio 2004, dopo le dimissioni da<br />

ministro del Senatùr per andare all’Europarlamento,<br />

il nuovo ministro delle Riforme è Roberto<br />

Calderoli. Già un paio di mesi dopo la


Camera approva la Devolution. Il testo votato<br />

recita: “Spetta alle Regioni la potestà legislativa<br />

esclusiva nelle seguenti materie: assistenza<br />

e organizzazione sanitaria; organizzazione<br />

scolastica, gestione degli istituti scolastici e di<br />

formazione, salva l’autonomia delle istituzioni<br />

scolastiche; polizia amministrativa regionale<br />

e locale; ogni altra materia non espressamente<br />

riservata alla legislazione dello Stato”.<br />

Il testo diventa legge il 16 novembre 2005:<br />

vengono previsti la Camera delle Regioni,<br />

l’autonomia regionale in materia di assistenza<br />

e organizzazione sanitaria, organizzazione<br />

scolastica, gestione degli istituti scolastici e<br />

di formazione professionale, definizione della<br />

parte dei programmi scolastici e formativi di<br />

interesse specifico della Regione, polizia am-<br />

ministrativa.<br />

Il Presidente della Repubblica, secondo la<br />

nuova legge, viene votato dal Parlamento, dai<br />

governatori delle Regioni e da due delegati<br />

per ogni Regione. Infine viene eliminato il bicameralismo<br />

perfetto.<br />

In occasione delle politiche del 2006, che a livello<br />

nazionale vedono il sostanziale pareggio<br />

tra Unione e Casa delle Libertà, la Lega elegge<br />

36 parlamentari (dodici al Senato e 24 alla<br />

Camera). Subito dopo le elezioni è prevista la<br />

scelta del nuovo Presidente della Repubblica:<br />

la Lega sceglie di candidare Umberto Bossi,<br />

ma la proposta perde valore quasi subito. Viene<br />

invece eletto Giorgio Napolitano.<br />

In seguito gli italiani sono chiamati alle urne<br />

per un referendum sul federalismo: il 61,7%<br />

dei voti rifiuta le modifiche alla Costituzione,<br />

si ritorna alla situazione precedente.<br />

Il commento del segretario è: “Fa un po’ tristezza<br />

vedere questo Nord... anche se a maggioranza<br />

la parte avanzata del Paese ha votato<br />

sì, mentre ha votato no la parte che crede<br />

nell’assistenzialismo. Il Nord ha mandato un<br />

segnale a Roma”.<br />

Nel 2008, in occasione delle politiche, la Lega<br />

si presenta alleata col Popolo delle Libertà di<br />

Berlusconi e il Movimento per l’autonomia di<br />

Raffaele Lombardo. Il partito presenta le proprie<br />

liste e il proprio simbolo solo in alcune<br />

regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto<br />

Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-<br />

Romagna, Liguria, Toscana, Marche e Umbria.<br />

I risultati sono soddisfacenti: 8,3% alla Camera<br />

e 8,1% al Senato. Ma il vero boom viene raggiunto<br />

nelle ultime elezioni tenutesi in Italia,<br />

le Europee del 2009.<br />

Approfittando del calo dei due partiti maggiori,<br />

Pdl e Partito Democratico, il risultato del<br />

Carroccio torna sopra il 10%. Per la prima volta<br />

viene eletto un europarlamentare dalla circoscrizione<br />

Centro: si tratta di Claudio Morganti.<br />

In Veneto risultato da record, superiore<br />

al 28%: questo storico dato spinge i leghisti a<br />

chiedere alla coalizione di candidare di un leghista<br />

alle Regionali venete del 2010.<br />

<strong>La</strong> partita è aperta<br />

club italia magazine agosto13


Dichiarazione di Indipendenza e sovranità’ della Padania<br />

Noi, popoli della Padania convenuti sul grande fiume Po dall’Emilia, dal Friuli, dalla Liguria,<br />

dalla Lombardia, dalle Marche, dal Piemonte, dalla Romagna, dal Sudtirol-Alto Adige,<br />

dalla Toscana, dal Trentino, dall’Umbria, dalla Valle d’Aosta, dal Veneto e dalla Venezia Giulia,<br />

riuniti oggi, 15 settembre 1996, in Assemblea Costituente affermiamo e dichiariamo:<br />

Quando nel corso degli eventi umani diventa necessario per i Popoli sciogliere i vincoli<br />

che li legano ad altri, costituirsi in Nazione indipendente e sovrana ed assumere<br />

tra le nazioni della Terra il ruolo assegnato loro dal Diritto Naturale di Autodeterminazione,<br />

il rispetto che si deve all’opinione della Società Internazionale e dell’Umanità intera<br />

richiede che essi dichiarino le ragioni che li hanno costretti alla separazione.<br />

Da tempo immemorabile abitiamo, dissodiamo, lavoriamo, proteggiamo ed amiamo queste terre,<br />

tramandateci dai nostri avi, attraversate e dissetate dalle acque dei nostri grandi fiumi;<br />

Qui abbiamo inventato un modo originale di vivere, di sviluppare le arti e di lavorare;<br />

Noi apparteniamo ad un’area storica, la Padania, che sotto il profilo socioeconomico<br />

è fortemente integrata al suo interno pur nella riconosciuta e rispettata diversità<br />

dei Popoli che la compongono;<br />

Queste terre sono unite da legami tanto profondi quanto quelli delle stagioni che le governano,<br />

degli elementi che le plasmano, delle Genti che le abitano;<br />

Noi quindi formiamo una comunità naturale, culturale e socioeconomica fondata<br />

su un condiviso patrimonio di valori, di cultura, di storia e su omogenee<br />

condizioni sociali, morali ed economiche;<br />

<strong>La</strong> Padania è il nostro orgoglio, la nostra grande risorsa e la nostra unica possibilità di esprimerci<br />

iberamente nella pienezza delle nostre nature individuali e del nostro sentire collettivo;<br />

<strong>La</strong> storia dello Stato italiano è diventata, al contrario, storia di oppressione coloniale,<br />

di sfruttamento economico e di violenza morale;<br />

Lo Stato italiano ha sistematicamente occupato nel tempo, attraverso<br />

il suo apparato burocratico, il sistema economico e sociale della Padania;<br />

Lo Stato italiano ha sistematicamente annullato ogni forma di autonomia e di autogoverno<br />

dei nostri Comuni, delle nostre Province e delle nostre Regioni;<br />

Lo Stato italiano ha compromesso la serenità delle generazioni future della Padania,<br />

dilapidando enormi risorse in politiche truffaldine, assistenzialiste, clientelari e criminali<br />

che hanno portato la Padania e l’Italia in una situazione fallimentare ormai irreversibile;<br />

Lo Stato italiano ha costretto con l’inganno i Popoli della Padania a soggiacere<br />

al sistematico sfruttamento delle risorse economico finanziarie prodotte dal lavoro quotidiano<br />

per sperperarle nei mille rivoli dell’assistenzialismo clientelare e mafioso del Mezzogiorno;<br />

Lo Stato italiano ha deliberatamente tentato di sopprimere le lingue e le identità dei Popoli<br />

della Padania attraverso la colonizzazione del sistema pubblico di istruzione;<br />

Lo Stato italiano ha imposto ai Popoli della Padania l’applicazione delle sue leggi inique<br />

attraverso una magistratura selezionata con criteri razzisti;<br />

14 agosto club italia magazine<br />

Lo Stato italiano ha cercato di dominare i Popoli della Padania affidando<br />

compiti e funzioni di ordine pubblico e di sicurezza a prefetti e forze di polizia<br />

garanti del più odioso centralismo coloniale;


Venezia 15 settembre 1996<br />

Lo Stato italiano ha espropriato i popoli della Padania del loro potere costituente<br />

e si mostra sordo al grido di protesta che si alza sempre più alto;<br />

Per queste ragioni<br />

Noi siamo intimamente convinti che ogni ulteriore permanenza della Padania all’interno<br />

dei confini dello Stato italiano significherebbe lasciar spegnere lentamente ogni speranza<br />

di rinascita e annientare l’identità dei Popoli che la compongono;<br />

Noi siamo consapevoli che la Padania libera ed indipendente diventerà il riferimento politico<br />

ed istituzionale per la costruzione dell’Europa delle Regioni e dei Popoli;<br />

Noi siamo convinti che la Padania libera ed indipendente saprà garantire un contributo decisivo<br />

alla cooperazione, alla tolleranza ed alla pace tra i Popoli della Terra;<br />

Noi oggi rappresentiamo, qui riuniti, l’ultima speranza che il regime coloniale romano<br />

che opprime la Padania possa presto finire;<br />

NOI, POPOLI DELLA PADANIA<br />

Poiché il coraggio e la fede di chi ci ha preceduto nella lotta per la libertà dei Popoli<br />

sono nostro retaggio e debbono indurci a farci irrevocabilmente carico del nostro destino;<br />

Poiché vogliamo che i nostri atti siano guidati dal rispetto che dobbiamo a noi stessi,<br />

ai nostri avi ed ai nostri figli;<br />

Poiché riconosciamo l’inalienabile potere sovrano di ogni Popolo a decidere liberamente<br />

con chi stare, come e da chi essere governato;<br />

Poiché affermiamo il nostro diritto e la nostra volontà di assumere i pieni poteri di uno Stato,<br />

prelevare tutte le imposte, votare tutte le leggi, firmare tutti i trattati;<br />

Poiché la Padania sarà tutti coloro, uomini e donne, che la abitano,<br />

difendono e la riconoscono, e poiché costoro siamo noi;<br />

Poiché è infine giunta l’ora di avviare la grande impresa di far nascere questo nuovo Paese<br />

che noi battezziamo oggi con il nome Padania;<br />

In nome e con l’autorità che ci deriva dal Diritto Naturale di Autodeterminazione<br />

e dalla nostra libera coscienza<br />

Chiamando per voce delle nostre libere Istituzioni l’insegnamento<br />

di amore per la libertà e di coraggio dei Padri Padani<br />

a testimone dell’onestà delle nostre intenzioni<br />

NOI, POPOLI DELLA PADANIA<br />

SOLENNEMENTE PROCLAMIAMO:<br />

LA PADANIA È UNA REPUBBLICA FEDERALE IN<strong>DI</strong>PENDENTE E SOVRANA<br />

A sostegno di ciò noi ci offriamo gli uni agli altri, a scambievole pegno, le nostre vite,<br />

le nostre fortune e il nostro sacro onore<br />

club italia magazine agosto15


16 agosto club italia magazine<br />

di Anna Rita Chietera<br />

Pontida 2009:<br />

la carica dei 100mila<br />

L’annuale raduno della Lega tra passato e futuro . Bossi: “Determinanti e<br />

fondamentali al Governo”, Salvini “Il raduno più affollato di sempre”<br />

Migliaia di partecipanti al raduno annuale della Lega a Pontida: una festa per tutti<br />

<strong>La</strong><br />

L<br />

Lega Nord si è riunita a Pontida per l’an l’an-<br />

Lnuale nuale raduno di partito il 14 giugno 2009<br />

Lper Lper Lfamoso<br />

l’edizione numero 25 dell’evento più<br />

della Padania. <strong>La</strong> località bergamasca,<br />

Pontida fra storia e Passione<br />

<strong>La</strong> scelta di questa località simbolica mira a<br />

consolidare un aspetto di continuità, tra la te-<br />

il 7 aprile del 1167, fu teatro del famoso giuranacia indipendentista degli antichi comuni<br />

mento. All’epoca, i comuni lombardi si allea- lombardi e gli obiettivi del partito. A Pontida,<br />

rono contro il Sacro Romano Impero di Fede- quel lontano 7 aprile, la Lega Lombarda costirico<br />

Barbarossa.<br />

tuì un’alleanza tra i comuni di Milano, Lodi,<br />

Secondo la tradizione, fu l’Abbazia benedetti- Ferrara, Piacenza e Parma.<br />

na dedicata a San Giorgio Maggiore, a fare da Solo otto mesi dopo, si unì a questa iniziativa<br />

teatro allo storico avvenimento. Il popolo le- anche la Liga Veneta. A questo punto, l’alleanghista<br />

da sempre si ispira, ai fasti dell’antica za contava già ben 30 comuni. Lo scopo della<br />

Lega Lombarda e per questa ragione un vasto Lega era quello di ostacolare le mire espansio-<br />

prato nei pressi dell’Abbazia ospita, dal 1990, nistiche di Federico I di Hohenstufen, meglio<br />

i raduni del partito del “Carroccio”, guidato da noto come “Il Barbarossa”. <strong>La</strong> Dieta di Ron-<br />

Umberto Bossi.<br />

caglia decretò l’acquisizione, da parte dell’im-


Statua equestre raffigurante Federico I Hohenstaufen<br />

detto il Barbarossa<br />

peratore, dell’area padana, dal 1158 al 1166.<br />

L’organizzazione dei comuni trovò l’appoggio<br />

del papa reggente, Alessandro III. Il Pontefice<br />

e l’alleanza delle città padane avevano un<br />

obiettivo comune: contrastare l’avanzata del<br />

Barbarossa in territorio italiano. In questo particolare<br />

contesto storico fu edificata una fortezza<br />

antimperiale ai confini del marchesato<br />

del Monferrato, unito da una salda alleanza a<br />

Federico I.<br />

Il “Carroccio” sfila per le vie di Legnano<br />

<strong>La</strong> nuova città piemontese fu chiamata Alessandria,<br />

in onore del Papa.<br />

Con la Battaglia di Legnano, nel 1176, le truppe<br />

dell’alleanza ebbero la meglio sul Barbarossa:<br />

fu questo il primo dei successi che<br />

piegò l’imperatore, fino alla concessione del<br />

Trattato di Costanza. Si raggiunse un compromesso<br />

accettabile da entrambe le parti: le città<br />

lombarde poterono godere del pieno controllo<br />

sul territorio, in cambio della fedeltà all’imperatore.<br />

Amos Cassioli - Battaglia di Legnano (1860-1870) - Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti<br />

club italia magazine agosto 17


Un radUno Per festeggiare<br />

e riflettere<br />

É trascorso più di un millennio, ma il popolo<br />

leghista conserva la stessa determinazione di<br />

allora. Quei valori e quell’orgoglio hanno resistito<br />

allo scorrere inesorabile del tempo. Il raduno<br />

di Pontida, quest’anno, ha acquisito un<br />

significato particolare. Il partito ha saputo raccogliere<br />

sempre maggiori consensi, riuscendo<br />

ad affermarsi con successo nella maggioranza<br />

al governo. Il popolo della Lega Nord è giunto<br />

numeroso al raduno di Pontida.<br />

“Siamo in centomila” ha affermato orgoglioso<br />

il ministro Maroni. In questi anni lo scenario<br />

politico italiano è mutato radicalmente.<br />

<strong>La</strong> Lega ha cavalcato l’onda di questi cambiamenti,<br />

imponendosi come uno dei partiti di<br />

riferimento del nostro paese. <strong>La</strong> sua influenza<br />

ed i suoi risultati sono riusciti a scavalcare<br />

miti e roccaforti, convertendo agli ideali del<br />

Carroccio anche una grossa fetta di ex militanti<br />

di sinistra delusi come testimoniano i successi<br />

registrati in Emilia, tradizionale baluardo<br />

“rosso”.<br />

Il Ministro degli Interni, On. Roberto Maroni<br />

18 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

Le ragioni di questa inarrestabile avanzata<br />

sono riscontrabili anche nel calo di credibilità<br />

accusato dagli altri partiti perché uno dei<br />

punti di forza della Lega è stato il coraggio di<br />

restare sempre fedele a se stessa. Un impianto<br />

solido che ha saputo creare un’immagine<br />

affidabile. A Pontida, quest’anno, si è discusso<br />

proprio dei successi del partito fondato dal<br />

“Senatùr”.<br />

Il raduno è stato occasione di festa ma anche<br />

di discussione riguardo gli obiettivi futuri<br />

del Carroccio. Durante la mattinata si sono<br />

susseguiti sul palco gli interventi dei dirigenti<br />

del partito.<br />

All’ordine del giorno, il dibattito sulle “ronde”,<br />

le questioni poste dall’alleanza di Governo, i<br />

ballottaggi ed il referendum del 21 giugno.<br />

Tra gli interventi più significativi, quello di Roberto<br />

Maroni. Il Ministro dell’Interno ha fatto<br />

il punto sulla soluzione delle “ronde” iniziativa<br />

proposta nel nuovo ddl sicurezza e di<br />

cui la Lega si è fatta promotrice. <strong>La</strong> questione<br />

dell’immigrazione ed i preoccupanti fatti di<br />

cronaca occorsi nel nostro Paese, hanno portato<br />

alla luce delle falle nel sistema.


L’Italia si è scoper<br />

ta vulnerabile, in<br />

trappolata nelle ma<br />

glie di una giustizia<br />

lenta e farragino<br />

sa, incapace di as<br />

sicurare la cer<br />

tezza della pena<br />

per i crimina<br />

li. <strong>La</strong> Lega Nord<br />

ha preso, come<br />

di consueto, la<br />

situazione “di<br />

petto”, con<br />

una proposta<br />

che ha sollevato<br />

molte<br />

polemiche. Istitu<br />

ire un “corpo” di cittadini volon<br />

tari per sorvegliare e rendere più sicure le stra<br />

de delle nostre città.<br />

L’iniziativa apre, come ovvio, una serie di questioni<br />

di grande rilevanza. Quali le garanzie<br />

che questi volontari non si rivelino semplicemente<br />

degli xenofobi assetati di violenza, una<br />

sorta di moderni “cacciatori di taglie”?<br />

<strong>La</strong> Lega non sembra intimorita da queste<br />

ipotesi poiché uno degli elementi<br />

che sembrano mancare alla politica<br />

italiana è proprio la capacità di risolvere<br />

i problemi alla radice.<br />

Quanto a questo, il partito della Padania,<br />

ha dimostrato una grande determinazione<br />

nel proporre soluzioni, anche<br />

complesse come le “ronde”.<br />

<strong>La</strong> posizione di Maroni, a proposito di<br />

questo argomento è netta. “Le ronde?<br />

Va bene, chiamiamole così. Non abbiamo<br />

paura di chiamare le cose con<br />

il loro nome”. Guadagnare consensi<br />

senza usare mezze misure fa parte di<br />

quello spirito che accomuna gli ottantamila<br />

di Pontida. “Ci hanno accusato<br />

di voler ritornare alle camice nere,<br />

ma vogliamo solo la sicurezza dei no-<br />

stri cittadini” ha proseguito Maroni.<br />

Il Ministro dell’Interno è determinato<br />

nella sua battaglia contro l’immigrazione<br />

clandestina e la criminalità. Il popolo<br />

della Lega si riconosce pienamente nei suoi<br />

leader e riprova ne sono stati gli interminabili<br />

applausi entusiasti della folla riunitasi sotto il<br />

sole verde della Padania.<br />

la legge elettorale? non si tocca<br />

Gli scandali di governo non turbano il saldo<br />

impianto degli alleati del Carroccio. Le rotative<br />

macinano titoli, che svelano gli scenari piccanti<br />

della vita privata del Premier, inducendo<br />

Berlusconi a sospettare un complotto eversivo<br />

nei suoi confronti. Sul palco di Pontida è salito<br />

anche Roberto Calderoli, rassicurando chi<br />

sentiva vacillare la propria poltrona, quanto<br />

alla solidità degli alleati.<br />

“Bossi è il migliore alleato del governo, il mi-<br />

gliore alleato tra gli alleati” ha dichiarato il<br />

Ministro della Semplificazione. Un’affermazione<br />

mirata anche a mettere a tacere quanti,<br />

nel Pdl, hanno riconosciuto il potere trainante<br />

della Lega sul Governo. Bossi ed i suoi hanno<br />

saputo sfruttare l’attuale legge elettorale a<br />

proprio favore.<br />

Il piccolo partito delle comunità padane, grazie<br />

al sistema delle alleanze, è riuscito a con-<br />

Il Ministro per la Semplificazione Normativa, On.<br />

Roberto Calderoli<br />

club italia magazine agosto19


quistare la sua quota nei governi di destra che<br />

si sono susseguiti negli ultimi anni. I consensi,<br />

nell’arco di questo tempo, sono cresciuti<br />

esponenzialmente. <strong>La</strong> Lega ha avuto modo<br />

di combattere in prima linea, potando avanti<br />

le proprie battaglie e i risultati acquisiti sono<br />

straordinari, fino all’obiettivo finale: il conseguimento<br />

del federalismo.<br />

Calderoli, di rivedere la legge elettorale, non<br />

ne vuole neppure sentir parlare. Comprensibile,<br />

alla luce dei risultati ottenuti. <strong>La</strong> Lega tutta,<br />

a proposito del referendum del 21 giugno, si è<br />

pronunciata all’unanimità, invitando all’astensione.<br />

Il Ministro della Semplificazione ha indicato<br />

le linee guida del popolo leghista alle<br />

urne: “Se passasse sarebbe la fine della democrazia,<br />

perché la legge elettorale che uscirebbe<br />

dal referendum sarebbe davvero la fine della<br />

democrazia”. Poi, Calderoli ha proseguito:<br />

“Noi andiamo a votare per i ballottaggi mentre<br />

ai nostri elettori chiediamo di non votare per<br />

il referendum non ritirando la scheda e non<br />

iscrivendosi quindi nella lista dei votanti. <strong>La</strong>ddove<br />

invece non ci sono i ballottaggi è evidente<br />

che invitiamo a non andare al seggio”.<br />

l’arrivo di Umberto bossi<br />

Dopo mezzogiorno l’alternarsi dei leader sul<br />

palco, lascia finalmente la scena al momento<br />

più atteso del raduno: l’arrivo di Umberto.<br />

L’immagine è quella del solito uomo tena-<br />

20 agosto club italia magazine<br />

ce che non si lascia imbrigliare neppure dalle<br />

difficoltà di salute. Il suo modo di comunicare<br />

diretto pretende solo di arrivare al cuore dei<br />

problemi e dei sostenitori e ci riesce. Nelle<br />

sue parole la sorpresa più grande è quella di<br />

scoprire che la Lega, al governo, intende curare<br />

anche gli interessi del Sud. Sono trascorsi,<br />

ormai, i tempi del celebre slogan “Roma<br />

ladrona”. Bossi ha dichiarato: “Noi non abbiamo<br />

fatto la Lega per vincere qualche elezione,<br />

l’abbiamo fatta per la nostra libertà. Il federalismo<br />

è l’unica possibilità per risolvere i<br />

problemi del Paese, del Nord come del Sud”.<br />

Poi ha aggiunto: “Per governare siamo deter- deter<br />

minanti e fondamentali, con noi la democrazia<br />

non corre rischi” anche perché “I nostri<br />

ministri sono stati bravi abbiamo preso tanti<br />

voti e possiamo contare su una classe dirigen-<br />

te preparata e determinata.” Più di tutti Bos Bos-<br />

si ha saputo spiegare al meglio le ragioni di<br />

questo successo: “<strong>La</strong> Lega non è scomponibile,<br />

non si divide, per questo non ha paura di<br />

fare gli accordi”.<br />

Infine, sul palco, per la prima volta, ha preso<br />

la parola Renzo Bossi. Qualcuno lo ha definito<br />

il “delfino del Leader”, ma<br />

suo padre non ha potuto fare<br />

a meno di rettificare: “Trota,<br />

direi”. Precisazione apprezzata:<br />

un pesce d’acqua dolce<br />

si addice meglio all’ecosistema<br />

padano. In realtà l’intervento<br />

di Renzo non è stato di<br />

natura politica. Il suo ruolo,<br />

nell’economia del raduno leghista,<br />

è stato quello di presentare<br />

la nazionale di calcio<br />

padana, di cui è stato nominato<br />

responsabile.<br />

Il bilancio della giornata è<br />

stato certamente positivo e<br />

non poteva essere altrimenti,<br />

in questo periodo di grazia<br />

per la Lega Nord.<br />

Il folklore, le birre e gli striscioni verdi hanno<br />

rappresentato la cornice goliardica e più divertente<br />

dell’evento. Il dato importante, però,<br />

è tutto politico. <strong>La</strong> sicurezza dei leader, ostentata<br />

nel corso dei comizi, ha trovato riscontro<br />

nei risultati della successiva tornata elettorale.


22 agosto club italia magazine<br />

di Claudio Bonvecchio (professore di Filosofia delle Scienze Sociali presso l’Università degli Studi di Varese)<br />

I simboli di Pontida<br />

“L’han giurato li ho visti in Pontida / convenuti dal<br />

monte e dal piano / L’han giurato e si strinser la mano/<br />

cittadini di venti città./<br />

O spettacol di gioia! / I Lombardi / son concordi,<br />

serrati a una Lega.”<br />

Giuseppe Diotti (1779 - 1846) - Il Giuramento di Pontida<br />

Le parole de “Il Giuramento di Pontida” di<br />

Giovanni Berchet sono note a tutti. Tuttti<br />

le conoscono perché le hanno imparate<br />

sui banchi di scuola, facilitati dalla semplicità<br />

del verso e dalla grandiosità - quasi da film<br />

- dalle immagini evocate.<br />

È stato, quindi, facile e quasi scontato utilizzarle<br />

per dare volto ed espressione ad un movimento<br />

politico. Solo che questo movimento<br />

politico non è uno dei tanti che - come meteore<br />

- è nato, è vissuto brevemente per poi<br />

confluire in altre formazioni o scomparire definitivamente.<br />

Questo movimento - che sembra dare anima<br />

e corpo politico alle parole del Berchet -<br />

non solo è diventato un grande partito popolare,<br />

ma ha cambiato l’Italia. Infatti, indipen-<br />

dentemente dalle opinioni politiche di ciascuno,<br />

è indubitabile che il messaggio della Lega<br />

Nord ha travolto vecchi schemi politici, retoriche<br />

consunte ed ideologie d’antiquariato per<br />

portare alla ribalta temi e problemi che nes-<br />

suno voleva, sapeva o aveva il coraggio di af<br />

frontare.<br />

Detto questo - ed una quasi ovvietà - spontanea<br />

sorge la domanda su come si possa collegare<br />

la poesia del Berchet con il sorgere e<br />

lo svilupparsi di un partito politico come la<br />

Lega.<br />

<strong>La</strong> risposta è, insieme, semplice e difficile.<br />

Quando un popolo vive in uno stato di radicale<br />

disagio, quando questo disagio non trova<br />

adeguata espressione nelle consuete forme<br />

sociali e politiche, quando un popolo si sen-


te minacciato nella sua identità storica - dopo<br />

un profondo smarrimento interiore - reagisce.<br />

<strong>La</strong> sua reazione - solitamente lenta ma dirom-<br />

pente - si realizza grazie ad una forza che trae<br />

dalle sue stesse radici: da quell’inconscio col-<br />

lettivo che, come quello, di ciascun individuo,<br />

è presente e radicato nell’animo umano.<br />

Come esiste una eredità genetica, così esiste<br />

una eredità psichica (spirituale, se si preferi-<br />

sce) che è inconscia, che non percepiamo, ma<br />

che si attiva allorché ce n’è bisogno: come av-<br />

viene per il sistema immunitario che reagisce<br />

ed agisce quando è necessario.<br />

Questo inconscio collettivo - come ben ci ha<br />

detto Jung - è il deposito di tutti quei model-<br />

li primordiali che formano lo stampo su cui<br />

si struttura una personalità di un individuo o<br />

quella, collettiva: quella di un popolo. Que-<br />

sti modelli non parlano tramite dottrine filoso-<br />

fiche, elucubrazioni sociologiche o retoriche<br />

politiche. Parlano per immagini e simboli: im-<br />

magini e simboli che noi non percepiamo con<br />

la ragione, ma “sentiamo” con l’intuito.<br />

E li sentiamo con maggior forza quando mag-<br />

giore è il bisogno di sentirli: come ciascuno di<br />

noi può sperimentare quando si trova in uno<br />

stato di necessità personale, affettiva ad esem-<br />

pio. Nel caso del popolo lombardo - in senso<br />

sia stretto che lato - uno dei modelli più forti<br />

e radicati nell’inconscio è proprio quello dello<br />

stringersi in lega.<br />

Per questo le parole del Berchet colpiscono<br />

nel segno.<br />

Il leader del Carroccio, Sen. Umberto Bossi<br />

Infatti, sin dall’epoca pre-romana, la forma sociale<br />

o tribale (se si preferisce) in cui si riunivano<br />

gli uomini padani (ma non solo, ovviamente)<br />

liberi, forti e coraggiosi era proprio<br />

quella di una sorta di Lega: unita da vincoli di<br />

comunanza territoriale, di identiche radici, di<br />

medesimo sentire, di reciproco aiuto e di profonda<br />

spiritualità.<br />

Allo stesso modo - e a distanza di secoli -<br />

quando la pressione imperiale metteva in discussione<br />

l’identità stessa dei lombardi, spontanea<br />

è sorta l’antica Lega Lombarda.<br />

È sorta dai recessi dell’inconscio collettivo e<br />

per questa è stata così forte da sfidare e vincere<br />

il potere imperiale. <strong>La</strong> sua non è stata<br />

una vittoria motivata dalla conquista, ma motivata<br />

dalla difesa di quelle che erano le proprie<br />

specificità: le stesse che<br />

formavano il collante politico<br />

e comunitario degli antichi<br />

galli, celti, insubri e così<br />

via.<br />

I sui simboli, potentissimi,<br />

sono stati il carroccio,<br />

la campana, il giuramento,<br />

una fede comune (ad un<br />

tempo religiosamente popolare<br />

e laicamente spirituale)<br />

ed il guerriero armato<br />

che - senza essere nobile<br />

- osava alzare la spada contro<br />

l’imperatore: con ciò af<br />

Il Ministro degli Interni,<br />

On. Roberto Maroni<br />

club italia magazine agosto 23


fermando, contro tutti, di essere l’imperatore<br />

di se stesso.<br />

Va da sé che questi simboli sono ancestrali e<br />

presenti, indipendentemente dalle contingenze<br />

storiche, nella sfera più profonda dello spirito<br />

del popolo: nel suo inconscio, appunto.<br />

E per questo, quando - in epoca presente e<br />

certo per differenti motivazioni - il popolo<br />

lombardo si è sentito vessato, non rappresentato,<br />

colpito nella sua stessa identità, spontanei<br />

si sono presentati questi simboli e ovvio il<br />

richiamo a Pontida: in cui essi si erano catalizzati.<br />

In cui avevano preso corpo.<br />

Conviene passarli, brevemente, in rassegna. Il<br />

carroccio, ossia il carro - in tutte le tradizioni<br />

simboliche - è il simbolo del sole, ossia della<br />

luce come simbolo di una totalità, di un centro,<br />

che deve guidare e motivare gli uomini<br />

nella loro vita terrena.<br />

Significa che un popolo per poter esistere<br />

deve avere un centro che gli dia significato,<br />

forza ed unione Altrimenti deperisce e scompare:<br />

come sta avvenendo per l’Occidente. <strong>La</strong><br />

campana è simbolo della armonia universale<br />

che dissolve ogni negatività.<br />

Rappresenta quella pace e prosperità - sotto<br />

l’egida della comunità - che un popolo può<br />

raggiungere: quando è saldo nella sua identità.<br />

24 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

Il giuramento è uno dei più antichi simboli<br />

presente nell’inconscio dei popoli di ogni etnia,<br />

cultura, area geografica.<br />

Simboleggia una alleanza che salda una comunità<br />

facendone il veicolo (il carro) di una<br />

armonia (la campana) che tutto deve pervadere<br />

e per il cui raggiungimento - e contro ogni<br />

opposizione - si può (e si deve) fare qualsiasi<br />

sacrificio.<br />

Il guerriero - la sintesi di tutti questi - è il simbolo<br />

della dedizione e del sacrificio per la difesa<br />

della propria famiglia, della propria comunità<br />

e delle proprie tradizioni. Ma questa<br />

significa, anche, una presa di coscienza interiore<br />

di ciò che si è.<br />

Per questo motivo, il guerriero, intrepido e<br />

coraggioso, è il simbolo dell’uomo realizzato<br />

perché - senza rinunciare alla propria individualità<br />

- è unito alla comunità, si identifica<br />

con la natura del luogo dove è nato, vive<br />

la sua famiglia, sente in sé le convinzioni religiose<br />

del suo habitat ed è pronto a ribaltare il<br />

mondo: per affermarle e difenderle.<br />

Ma anche Pontida è un simbolo.<br />

Simboleggia - in forma riassuntiva - la volontà<br />

ancestrale di un popolo che, come nel medioevo,<br />

vuole la sua libertà interiore ed esteriore.<br />

Non contro qualcuno ma solo per mantenere<br />

se stesso.<br />

Questa volontà dimostra, simbolicamente,<br />

che si può tutto se è gioco<br />

la propria identità e se essa è<br />

sostenuta da una comune volontà<br />

e da un comune sentire identitario.<br />

Non meraviglia, di conseguenza,<br />

che il colore scelto dalla Lega sia<br />

stato il verde: colore che esprime<br />

la vita e il rinnovamento, la forza<br />

vitale dei laghi e delle acque<br />

(l’elemento materno e femminile),<br />

la speranza nel futuro, la disponibilità<br />

al sacrificio. ma anche la potenza<br />

di penetrazione.<br />

Come il raggio verde che nulla<br />

può fermare. Si può, quindi,<br />

concludere che la Lega Nord ha<br />

espresso - con i simboli che ha<br />

spontaneamente adottato - la forza<br />

dell’inconscio collettivo.


Inconscio che, in un momento di grande dif- dif<br />

ficoltà, ha fatto riemergere quelle forme simboliche<br />

che sole possono ridare fiducia, forza<br />

ed identità.<br />

Come nei sogni, l’inconscio ha riattivato ciò<br />

che da sempre era ed è presente nell’animo e<br />

nella psiche dell’uomo ma che le contingenze<br />

storiche avevano fatto dimenticare: proprio<br />

come spesso accade per i sogni.<br />

<strong>La</strong> necessità di mantenere questi simboli e di<br />

renderli fattori - per ciò che esprimono - di<br />

crescita individuale e collettiva è fondamentale.<br />

Ciò non contrasta con la ragione, ma la completa,<br />

riaffermando che l’uomo - anche quello<br />

moderno - è fatto di carne, di sangue, di pomerio,<br />

di convinzioni comuni e di una comune<br />

identità.<br />

Vengono in mente le parole poetiche con cui<br />

il Manzoni esprimeva quello che era il suo<br />

concetto di patria: “Una d’arme, di lingua,<br />

d’altar, di memorie, di sangue e di cor”.<br />

Credo che possano integrarsi perfettamente<br />

con quelle iniziali del Berchet.<br />

club italia magazine agosto 25


Pontida: le immagini della festa


Umberto Bossi nasce a Cassano Magnago,<br />

nella provincia di Varese, il 19 settembre<br />

1941. Ottiene la maturità scientifica<br />

e in seguito si iscrive alla Facoltà di Medicina<br />

dell’Università di Pavia, che però tralascia<br />

ben presto per tentare la strada della politi-<br />

28 agosto club italia magazine<br />

di Domenico D’Alessandro<br />

Umberto Bossi:<br />

una vita per la Lega<br />

<strong>La</strong> storia del leader del Carroccio: .ai primi passi come politico<br />

per l’autonomia lombarda fino al successo delle elezioni politiche.<br />

<strong>La</strong> storia di un leader politico amato dai suoi elettori<br />

ca. Mai, prima di allora, il giovane Umberto<br />

avrebbe pensato che nel giro di pochi anni si<br />

sarebbe ritrovato nel bel mezzo della vita politica<br />

italiana, semmai sognava di ritrovarsi sul<br />

palco del teatro Ariston di Sanremo, nelle vesti<br />

di cantante.


Infatti, sin dal 1961, Umberto Bossi si dedica<br />

solo alla musica. Il suo nome d’arte era “Do-<br />

nato” e aveva inciso addirittura un paio di sin-<br />

goli, "Ebbro (boogie woogie)" e "Sconforto<br />

(rock-slow)", per le edizioni Caruso. I testi li<br />

scriveva lui in persona mentre per le musiche<br />

si faceva accompagnare dall’orchestra Maz-<br />

zucchelli. Riuscì persino a partecipare al Festi-<br />

Umberto Bossi in versione “Donato” nel 1961<br />

val di Castrocaro, ma fu proprio la bocciatura<br />

durante le selezioni che lo spinse ad abban-<br />

donare questa strada. Scelse perciò di dedi-<br />

carsi interamente alla politica: determinante,<br />

in questo senso, fu l’incontro con Bruno Sal-<br />

vadori, l’allora leader dell'Union Valdôtaine, il<br />

movimento autonomista valdostano. <strong>La</strong> parte-<br />

cipazione attiva a questo partito fa nascere in<br />

Umberto Bossi un’idea autonomista che, so-<br />

stanzialmente, non abbandonerà mai più.<br />

I prImI passI del “senatùr”<br />

Siamo nel pieno degli anni Settanta: Salva-<br />

dori morirà pochi anni dopo in un incidente<br />

stradale, Bossi invece prosegue la sua carrie-<br />

ra politica fondando l’Unione Nord Occiden-<br />

tale Lombarda per l'Autonomia. Il nuovo parti-<br />

to vede la luce nel 1980. Due anni dopo nasce<br />

la Lega autonomista lombarda, di cui presto<br />

Bossi diventerà segretario nazionale. Insieme<br />

a lui in questa avventura ci sono Roberto Maroni<br />

e Giuseppe Leoni. Si tratta di una grande<br />

avventura per un piccolo gruppo di uomini<br />

che vuole rappresentare le istanze dei lombardi,<br />

anche se nel 1983 la presenza del nuovo<br />

partito alle elezioni politiche non porta nessun<br />

risultato ragguardevole.<br />

Personalmente, infatti, Bossi ottiene, nella circoscrizione<br />

Varese-Como-Sondrio, appena<br />

157 preferenze. <strong>La</strong> prima “sconfitta” concreta<br />

rappresenta, però, un solido punto di partenza<br />

per i “leghisti”: meno di un anno dopo,<br />

il 12 aprile 1984, Bossi fonda la Lega Lombarda<br />

che nelle elezioni amministrative nel 1985<br />

eleggerà i suoi primi rappresentanti nei comuni<br />

di Varese e Gallarate e nella provincia di<br />

Varese.<br />

Da quel momento il fenomeno della Lega<br />

Lombarda rappresenta una realtà solida, e tra<br />

tutti i partiti che sostengono le varie identità<br />

regionali nel nord Italia, costituisce l’esempio<br />

più vincente. <strong>La</strong> proposta di Bossi di unire<br />

tutti i partiti autonomisti porta alla nascita<br />

dell’Alleanza del Nord, che nel giro di poche<br />

settimane diventerà Lega Nord. A formare il<br />

nuovo gruppo politico, quindi, ci sono, oltre<br />

alla Lega Lombarda, anche la Liga Veneta,<br />

l’Arnassita Piemonteisa, il Partito del Popolo<br />

Trentino-tirolese, l’Union Ligure, la Lega Padana<br />

Emilia e l’Alleanza Toscana.<br />

Durante uno dei “Giuramenti di Pontida”, Umberto<br />

Bossi sarà eletto segretario federale. Nel<br />

1987 la Lega si presenta, a livello nazionale,<br />

alle elezioni politiche. Umberto Bossi, a sorpresa,<br />

viene eletto al Senato della Repubblica.<br />

Da questo momento, per tutti diventerà il “Senatùr”,<br />

sebbene questa rappresenterà la sua<br />

prima e ultima elezione a Palazzo Madama.<br />

Alle elezioni europee del 1989 arriva la vera<br />

sorpresa: la Lega ottiene un seggio per Strasburgo<br />

per il suo leader.<br />

Agli inizi degli anni Novanta la scena politica<br />

italiana viene sconvolta da Tangentopoli. E’<br />

proprio la Lega Nord con il suo leader a sostenere<br />

vivacemente il pool di magistrati che indaga<br />

sui dilaganti fenomeni di corruzione che<br />

avvolgono la politica italiana.<br />

club italia magazine agosto 29


Nel 1993 proprio Bossi viene coinvolto in una<br />

vicenda di finanziamenti illeciti - per un valore<br />

di circa duecento milioni di lire - ricevuti dai<br />

dirigenti Montedison. Il 5 gennaio 1994, durante<br />

un’udienza del processo Enimont, Bossi<br />

ammette le sue colpe e racconta tutti i dettagli<br />

del finanziamento illecito. <strong>La</strong> Cassazione<br />

lo condanna in via definitiva a otto mesi per<br />

violazione della legge sul finanziamento pubblico<br />

ai partiti.<br />

nasce la padanIa<br />

Sempre nel 1994 nasce un altro partito, Forza<br />

Italia, il suo leader è l’imprenditore milanese<br />

Silvio Berlusconi. Insieme a Bossi e ad Alleanza<br />

Nazionale viene creato nel settentrione italiano<br />

il Polo delle Libertà, e la coalizione riceve<br />

la maggioranza dei voti.<br />

Nel governo Berlusconi sono ben cinque i ministri<br />

leghisti: Roberto Maroni, Giancarlo Pagliarini,<br />

Francesco Speroni, Emilio Gnutti e<br />

Domenico Comino. Bossi invece decide di rimanere<br />

ad occuparsi del movimento. Qualche<br />

giorno prima del Natale 1994, però, il “ribaltone”<br />

di Bossi, con la votazione della mozione<br />

di sfiducia, fa cadere il<br />

governo.<br />

Da questo momento il<br />

Senatùr preferisce con-<br />

30 agosto club italia magazine<br />

centrarsi sulle varie dimensioni regionali, per<br />

raggiungere il suo più grande obiettivo: la secessione<br />

della Padania. Forte dell’ottimo successo<br />

nelle ultime elezioni in cui la Lega Nord<br />

arriva, da sola, al 10,8% a livello nazionale e<br />

ai record nelle singole regioni (30% in Veneto,<br />

25% in Lombardia, 20% in Piemonte), il partito<br />

di Umberto Bossi ora rappresenta una realtà<br />

nazionale, una realtà temibile per tutti gli<br />

avversari politici e una fetta di elettorato appetibile.<br />

Il leader, per celebrare i grandi risultati ottenuti,<br />

organizza per il 15 settembre 1996 una<br />

grande manifestazione sulle rive del Po a cui<br />

partecipano migliaia di persone. Grazie ad<br />

una staffetta durata tre giorni, prima raccoglie<br />

in un’ampolla dell’acqua alla sorgente del fiume<br />

sul Monviso, in Piemonte, e poi la trasporta<br />

fino a Venezia dove la versa nella <strong>La</strong>guna,<br />

in Riva degli Schiavoni: il tutto per rappresentare<br />

la purezza, l’unità e la libertà del Nord.<br />

In seguito fa ammainare il tricolore italiano e<br />

fa issare quello col Sole delle Alpi, verde in<br />

campo bianco, il simbolo della Lega. Con un<br />

caloroso e storico discorso Umberto Bossi, a<br />

Venezia, proclama l'indipendenza<br />

della Repubblica<br />

Federale della Padania<br />

(e da allora, ogni anno,


viene organizzato un raduno<br />

proprio a Venezia<br />

che simboleggia e rinnova<br />

l’unione del popolo<br />

leghista).<br />

Le sue parole passanoimmediatamente<br />

alla storia, si avverte<br />

che nessuno meglio di<br />

lui riesce ad interpretare<br />

i pensieri del popolo<br />

padano. Nel discorso<br />

urla e incita la folla:<br />

“Noi - dice Bossi ai microfoni<br />

- formiamo una<br />

comunità naturale, culturale<br />

e socioeconomica<br />

fondata su un condiviso patrimonio di valori,<br />

di cultura, di storia e su omogenee condizio-<br />

ni sociali, morali ed economiche; la Padania<br />

è il nostro orgoglio, la nostra grande risorsa e<br />

la nostra unica possibilità di esprimerci libera-<br />

mente nella pienezza delle nostre nature indi-<br />

viduali e del nostro sentire collettivo; la storia<br />

dello Stato italiano - continua Bossi - è diven-<br />

tata, al contrario, storia di oppressione colo-<br />

niale, di sfruttamento economico e di violenza<br />

morale; lo Stato italiano ha sistematicamente<br />

occupato nel tempo, attraverso il suo appara-<br />

to burocratico, il sistema economico e sociale<br />

della Padania”.<br />

E, in conclusione, la dichiarazione tanto attesa:<br />

“Poiché il coraggio e la fede di chi ci ha<br />

preceduto nella lotta per la libertà dei popoli<br />

sono nostro retaggio e debbono indurci a far<br />

ci irrevocabilmente carico del nostro destino;<br />

poiché vogliamo che i nostri atti siano guida-<br />

ti dal rispetto che dobbiamo a noi stessi, ai no-<br />

stri avi ed ai nostri figli; poiché riconosciamo<br />

l'inalienabile potere sovrano di ogni popolo a<br />

decidere liberamente con chi stare, come e da<br />

chi essere governato; poiché affermiamo il no-<br />

stro diritto e la nostra volontà di assumere i<br />

pieni poteri di uno stato, prelevare tutte le imposte,<br />

votare tutte le leggi, firmare tutti i trat<br />

tati; poiché la Padania sarà tutti coloro, uo-<br />

mini e donne, che la abitano, difendono e la<br />

riconoscono, e poiché costoro siamo noi; poi-<br />

ché è infine giunta l'ora di avviare la gran-<br />

de impresa di far nascere questo nuovo paese<br />

che noi battezziamo oggi con il nome Padania;<br />

in nome e con l'autorità che ci deriva dal<br />

diritto naturale di autodeterminazione e dalla<br />

nostra libera coscienza chiamando per voce<br />

delle nostre libere istituzioni l'insegnamento di<br />

amore per la libertà e di coraggio dei padri padani<br />

a testimone dell'onestà delle nostre intenzioni<br />

noi, popoli della Padania solennemente<br />

proclamiamo: la Padania è una repubblica federale<br />

indipendente e sovrana”.<br />

club italia magazine agosto 31


la lega al governo<br />

<strong>La</strong> Lega Nord, a questo punto, non rappresenta<br />

più un particolare fenomeno a livello regionale.<br />

Ora è una certezza nazionale che non<br />

ha nulla da invidiare agli altri partiti presenti<br />

sulla scena politica nazionale. Bossi prosegue<br />

con il suo progetto: affermare l’indipendenza<br />

e sovranità della Padania. A Bagnolo San<br />

Vito, vicino Mantova, qualche settimana dopo<br />

la grande manifestazione di Venezia, il leader<br />

del Carroccio provocatoriamente crea il Parlamento<br />

del Nord, che in seguito verrà battezzato<br />

“Parlamento della Padania”.<br />

Nei mesi successivi si dedicherà alla creazione<br />

di veri e propri organi di informazione del<br />

partito: nasceranno quindi, nel giro di poco<br />

tempo, il quotidiano “<strong>La</strong> Padania” - di cui ricopre<br />

la carica di direttore politico -, RadioPadania<br />

e TelePadania.<br />

Nel frattempo la Lega si situa comunque nel<br />

centrodestra pur non avendo ristabilito l’accordo<br />

con Berlusconi e il suo partito.<br />

32 agosto club italia magazine<br />

Tra il 1996 e il 2001, dunque, Bossi viene rieletto<br />

alla Camera e si siede tra i banchi dell’opposizione<br />

del governo in carica di centro sinistra.<br />

In occasione delle regionali del 2000 la<br />

svolta: viene ristabilita l’alleanza con Berlusconi,<br />

che porta la destra italiana alla vittoria delle<br />

elezioni.<br />

Per le politiche del 2001 sono numerosi i comizi<br />

con il nuovo alleato: la vittoria alle urne<br />

della Casa delle Libertà, consegna a Bossi le<br />

chiavi del Ministero per le Riforme Istituzionali<br />

e la Devoluzione.<br />

L’accordo con il Cavaliere, infatti, prevedeva<br />

l’approvazione<br />

di una serie di riforme,<br />

tra le quali<br />

quella della giustizia, del lavoro, della scuola<br />

e, soprattutto, l’approvazione della tanto agognata<br />

riforma costituzionale che deve trasformare<br />

il Paese in uno Stato Federale.<br />

Dopo quasi cinque anni di governo verrà approvata<br />

la riforma costituzionale, che verrà<br />

però bocciata da un referendum popolare nel<br />

2006.<br />

la malattIa e la rInascIta<br />

Nelle elezioni del 2004 valevoli per il rinnovo<br />

del Parlamento europeo, il leader della Lega<br />

viene nuovamente eletto. A causa della norma<br />

che dichiara incompatibili le contemporanee<br />

cariche di parlamentare europeo e parlamentare<br />

nazionale o componente del Governo, il<br />

18 luglio del 2004 Bossi rassegna le sue dimissioni<br />

dalla carica di Ministro e da quella di<br />

deputato per poter occupare il seggio di Bruxelles.<br />

Alcuni mesi dopo, l’11 marzo 2004, Umberto<br />

Bossi viene colpito da un ictus cerebrale. Viene<br />

ricoverato in gravissime condizioni. L’intero<br />

popolo leghista si ferma terrorizzato: tutti<br />

temono di perdere la loro guida, il loro leader.<br />

Tutti i quotidiani italiani del giorno dopo riservano<br />

numerose pagine alla malattia del leader<br />

del Carroccio, nonostante in quello stesso<br />

giorno ci siano stati i terribili attentati di Al<br />

Qaeda a Madrid. Resta in ospedale per diverse<br />

settimane, le sue condizioni però migliorano<br />

giorno dopo giorno grazia alla sua tempra<br />

forte.


Inizia per Umberto Bossi la sfida più difficile:<br />

una lunghissima riabilitazione in un ospedale<br />

svizzero. Ovviamente la sua esperienza politi-<br />

ca si interrompe. Il ritorno sulla scena politi-<br />

ca avviene 306 giorni dopo quell’11 marzo. È<br />

l’11 gennaio 2005.<br />

Come location Bossi sceglie la Svizzera, per<br />

l’esattezza Lugano. Si ritrova a presiedere una<br />

manifestazione da lui stessa voluta: migliaia di<br />

persone accorrono presso l'ultima dimora del<br />

federalista lombardo Carlo Cattaneo.<br />

Alla manifestazione prendono parte numero-<br />

si esponenti politici del centrodestra e tutti i<br />

grandi nomi della Lega: tra gli altri, il ministro<br />

dell'Economia Giulio Tremonti, il ministro Ro-<br />

berto Calderoli, il Ministro della Giustizia Ro-<br />

berto Castelli e il Ministro del <strong>La</strong>voro e politiche<br />

sociali Roberto Maroni.<br />

Nelle elezioni politiche del 2006, Umberto<br />

Bossi si ripresenta come capolista del Carroc-<br />

cio alla Camera: viene eletto, e anche questa<br />

volta sceglie il Parlamento europeo.<br />

Umberto Bossi (al centro) nel 2005 al rientro dopo la<br />

malattia, parla a un incontro del Movimento Giovani<br />

Padani con lui Giancarlo Giorgetti e Rosi Mauro<br />

le provocazIonI<br />

del “senatùr”<br />

Negli ultimi anni Bossi<br />

ha spesso fatto parlare<br />

di sé per alcune<br />

dichiarazioni-shock.<br />

Vivaci polemiche maturaronosoprattutto<br />

quando, durante<br />

il periodo della protesta<br />

fiscale da lui<br />

stesso ideata per far<br />

cadere il governo Prodi nell’agosto 2007, il Senatùr<br />

dichiarò: “C'è sempre una prima volta<br />

per prendere in mano i fucili”.<br />

<strong>La</strong> Lega, con Bossi in prima fila, ha spesso alzato<br />

la voce anche durante la querelle sul rapporto<br />

tra la nuova Alitalia e Malpensa: nel momento<br />

in cui la compagnia di bandiera italiana<br />

ha scelto, come hub principale, l’aeroporto romano<br />

di Fiumicino, Bossi, al pari di numerosi<br />

esponenti del Carroccio, ha rilasciato dichiarazioni<br />

durissime. Ma le dichiarazioni “al limite”<br />

di Bossi gli sono costate anche una condanna<br />

per vilipendio alla bandiera italiana.<br />

club italia magazine agosto33


In più di un’occasione, infatti,<br />

ha espresso il proprio giudizio<br />

negativo verso il Tricolore.<br />

Per queste dichiarazioni Bossi<br />

è stato condannato nel<br />

2001 ad un anno e quattro<br />

mesi di reclusione, con la sospensione<br />

condizionale della<br />

pena (la condanna gli è stata<br />

confermata anche dalla Prima<br />

sezione penale della Cassazione).<br />

Nel 2002 mentre era Ministro,<br />

la Camera non ha concesso<br />

l'autorizzazione a procedere<br />

nei suoi confronti ma poi la<br />

Consulta ha annullato la delibera<br />

di insindacabilità parlamentare e lo ha<br />

quindi condannato, secondo la legge, al pagamento<br />

di una multa di 3000 euro.<br />

Il partIto e la leadershIp<br />

Non vi è dubbio che la figura si Umberto<br />

Bossi ha rappresentato, e continua a farlo, un<br />

cardine essenziale dell’identità politica della<br />

Lega. <strong>La</strong> sua figura è inscindibile da quella del<br />

34 agosto club italia magazine<br />

partito e spesso il suo carisma è stato risolutivo<br />

per molte situazioni di stallo e difficoltà<br />

del suo gruppo.<br />

Negli ultimi anni, nonostante le condizioni di<br />

salute delicate Bossi ha saputo tornare sulla<br />

breccia dell’attualità politica mostrandosi<br />

sempre più combattivo e convinto dei principi<br />

cardine dai quali ha fatto emergere il suo<br />

partito.


di Carlo Sala<br />

Umberto, o, il Po<br />

e il castello<br />

di Ponte di Legno<br />

Il varo del movimento, il rilancio, il buen ritiro dopo il malore. Bruno<br />

Caparini racconta 20 anni di iniziative del Senatur messe a punto nel<br />

suo maniero<br />

Dalle celebrazioni sul Po al buen ritiro dopo il malore dell’11 marzo, Ponte di legno ha sempre<br />

offerto a Umberto Bossi la possibilità di riposarsi e meditare. Al sicuro, nel castello di<br />

uno dei fondatori del movimento, Bruno Caparini (padre del parlamentare padano Davide),<br />

il leader del Carroccio ha potuto trovare forza per sé e per il movimento tutto, come ci racconta<br />

in quest’intervista il padrone di casa.<br />

Lei è stato tra i fondatori della Lega, come andò?<br />

Praticamente era la prima tessera, intestata Nasiùn lùmbard Còm-Vàres. Eravamo nel 1984 se ricordo<br />

bene. Eravamo io, Paini di Sondrio, ed eravamo in collegamento diretto con Bossi. Il nostro<br />

gruppo era ancora precedente quello di Brescia.<br />

36 agosto club italia magazine


Cosa vi ha ispirato?<br />

Il profondo amore per quelle che noi identifichiamo<br />

come le nostre origini. Noi non siamo<br />

per le differenze razziali, qualifichiamo meridionali<br />

anche persone a Nord di Ponte di Legno,<br />

in base ai comportamenti.<br />

Noi qui, in Val Camonica, Val Seriana, fino<br />

a parte dell’Alto Adige Sud-Tirolo e del Veronese<br />

parliamo una nostra lingua, addirittura<br />

Mussolini intorno al 1920 fece un dizionario<br />

per tradurla in italiano, e mi ricordo che da<br />

piccolo quando facevo il birichino mia madre<br />

mi rimproverava nella nostra lingua.<br />

<strong>La</strong> nostra iniziativa è nata da questo motivo,<br />

che possiamo definire etnico, e in contrapposizione<br />

con le cose nefaste prodotte sotto<br />

l’ombrello romano.<br />

Ponte di Legno è uno dei luoghi “mitici” della<br />

Lega, che ci dice in proposito?<br />

Nel 1990, 19 anni fa, abbiamo fatto qui la prima<br />

Festa della Nev. Arrivò Umberto Bossi con<br />

la moglie Manuela, che noi amiamo moltissi-<br />

mo e riteniamo un dono del Padre Eterno per<br />

Umberto e per il nostro movimento perché è<br />

intelligentissima e svolge una grande azione<br />

stabilizzatrice, e col piccolo Renzo.<br />

Bossi era ospite nel suo castello...<br />

Mi ricordo un mattina, nella Sala dell’Aquila,<br />

la sala nobile del castello, lui stava mangiando<br />

un panino e mi disse: “Spostami in un ambiente<br />

più piccolo”, ma io non lo feci perché<br />

l’ho sempre ritenuto un uomo carismatico, con<br />

una grandissima capacità di capire e prevedere<br />

la politica, e ci tenevo che restasse protetto.<br />

Per questo l’abbiamo praticamente blindato,<br />

al riparo da occhi con cui magari all’epoca<br />

non era il caso che avesse contatti.<br />

Poi però le cose sono cambiate in meglio...<br />

Nel ‘94, alla fatidica festa della Lega di Ferragosto,<br />

tutta Ponte di Legno era invasa da migliaia<br />

di persone. Una cosa incredibile.. Anche<br />

alla stazione dei Carabinieri del paese se lo ricordano<br />

ancora.<br />

c l u b italia magazine a g o s t o 37


Bruno Caparini (appoggiato al piano) in compagnia<br />

di Umberto Bossi<br />

Bossi è ormai un ospite fisso del suo castello,<br />

ci racconta qualche anedotto?<br />

E’ stato qui, mangiando un panino davanti al<br />

caminetto, che è stata studiata la cerimonia del<br />

Po. Non voglio millantare credito, ma sono<br />

stato tra gli ispiratori: parlando con Umberto<br />

qui siamo riusciti a creare qualcosa di importante<br />

per il nostro movimento.<br />

Aria buona, cibo buono, quiete, l’ideale per<br />

elaborare strategie.<br />

Una volta c’erano 50-60 persone, giornalisti<br />

e tv, che premevano qui fuori per entrare.<br />

Un’altra volta volevano venire su per protestare<br />

contro di noi, era gente di destra anche di<br />

Trento, ma hanno trovato pane per i loro denti:<br />

sulla neve abbiamo scritto con le torce “W<br />

Bossi” e tutte le tv hanno ripreso lo spot. Certo,<br />

questo è il posto giusto per incontri riservati,<br />

meditazione, anche se a volte la riservatezza<br />

è un po’ scemata.<br />

Una volta siamo andati a mangiare con un nostro<br />

candidato dalle parti di Bolzano, abbiamo<br />

parflato delle divise degli Schuetzen e i giornali<br />

hanno scritto che volevamo armarci come<br />

loro. Evidentemente c’erano delle intercettazioni.<br />

D’altro lato, quando Umberto era solo<br />

per via dello stronzate di Di Pietro, noi e solo<br />

noi gli siamo rimasti intorno.<br />

E dopo il suo malore dell’11 marzo, alla fine<br />

dell’anno gli abbiamo inviato l’elicottero e lui<br />

è salito per una notte. Penso che gli abbiamo<br />

portato fortuna, che le sue cellule si siano rivitalizzate<br />

tra questi graniti, mentre la sua testa è<br />

sempre rimasta perfettamente lucida.<br />

38 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

Insomma, possimo dire che è da qui<br />

che è partita la marcia padana...<br />

Dall’84 a oggi il movimento ha avuto<br />

uno sviluppo bellissimo, improntato<br />

a fattori etnografici. Nessun disprezzo<br />

verso il Sud, non voglio sparare contro<br />

le persone eccezionali che vengono<br />

da lì e siamo stati i primi a riconoscere<br />

l’entità sudista speculare alla nostra, ma<br />

abbiamo scongiurato il pericolo che le<br />

nostre tradizioni, la nostra etnia venissero<br />

fagocitate.<br />

In questa valle, lunga oltre 100 chilometri,<br />

vinciamo anche col doppio dei voti del<br />

Pdl (e dove andiamo male siamo 5 punti sotto<br />

il Pdl), perché la gente qui crede nel messaggio<br />

di Bossi e alle grandi opportunità che ci<br />

ha dato con la sua presenza, la quale è, inutile<br />

dirlo, alla base dei successi della Lega.<br />

Poi c’è Pontida, altro appuntamento altrettanto<br />

significativo per la Lega...<br />

Pontida è il massimo emblema dell’evoluzione<br />

della Lega, per noi è il nostro Vaticano. Nel<br />

1990, alla mia prima volta insieme a Bossi con<br />

mio figlio Davide è stata un’emozione incredibile.<br />

Arrivavano da Est Brescia e Bergamo, da<br />

Ovest Lecco, si sono incrociati, si sono uniti e<br />

hanno iniziato a gridare “Li-Ber-tà, li-ber-tà”.<br />

Non potrò mai dimenticarlo.


di Federica Giordani<br />

Matteo Salvini:<br />

anima verde e<br />

spirito polemico<br />

Intervista al neo europarlamentare che con i suoi proclami infuoca il popolo<br />

padano. Passione, entusiasmo e amore per il territorio.<br />

Salvini è pronto a portare in Europa temi e problemi della sua Lombardia<br />

Matteo Salvini, una carriera politica iniziata<br />

tra i banchi di scuola.<br />

Verissimo, la mia carriera politica è iniziata al<br />

liceo classico Manzoni a Milano insieme agli<br />

altri studenti leghisti, e da allora ho iniziato a<br />

frequentare la sezione, allora, negli anni ’90,<br />

l’unica sede in città era quella di via Vespri Siciliani,<br />

è qui che ho conosciuto tanti altri ragazzi<br />

della Lega di licei milanesi, come il Parini,<br />

il Carducci.<br />

40 agosto club italia magazine<br />

Poi all’università la mia passione politica si è<br />

sviluppata. Insomma il tutto è partito per una<br />

grande curiosità negli anni in cui si ha più spirito<br />

di iniziativa e passione pronta ad affrontare<br />

tutte le opportunità della vita...<br />

Come mai proprio la Lega?<br />

Per curiosità. In realtà nessuno della mia famiglia<br />

ha mai fatto politica attiva e tanto meno<br />

hanno mai votato Lega, erano liberali, alcuni


votavano anche a sinistra, quindi per me non<br />

si può parlare di una passione “ereditaria”. Ma<br />

girando per la città da ragazzino e vendendo i<br />

manifesti “Io sono lombardo e voto lombardo”<br />

mi sono incuriosito, in più avevo già una passione<br />

per le questioni legate al territorio, quindi<br />

è stato un incontro decisamente fortunato…<br />

Un ricordo degli esordi politici?<br />

Ho dei ricordi molto belli del mio primo periodo<br />

politico al liceo. Il Manzoni era una delle<br />

scuole più “rosse” negli anni 90 , molti collettivi,<br />

gruppi. Ricordo che alle elezioni del consiglio<br />

di istituto ci furono ottanta giovani coraggiosi<br />

che decisero di votare Lega, nonostante<br />

le difficoltà: non era facile fare il leghista al<br />

Manzoni negli anni ’90, anzi, c’erano continue<br />

discussione con i professori, con il preside.<br />

Stare lì è stata certamente un’ottima palestra<br />

politica. Ricordo molto bene le pedalata in bicicletta<br />

per seguire gli eventi del partito. Ricordo<br />

molto bene anche i primi discorsi in<br />

pubblico, i primi piccoli comizi. Già allora i<br />

temi di discussione erano legati al federalismo,<br />

all’autonomia, all’idea che la Lombardia<br />

doveva tenersi in casa più soldi di quelli che<br />

spendeva.<br />

Tutte le nostre idee, i nostri progetti confluivano<br />

nel giornalino della scuola, si chiamava<br />

“Scuola autonomista”e ricordo che in copertina<br />

c’era Carlo Cattaneo. Si parlava di autonomia,<br />

federalismo, dei finanziamenti alle scuole<br />

lombarde, della storia della Lombardia, del<br />

territorio, della cultura. Adesso rispetto ad<br />

allora abbiamo certamente fatto molti passi<br />

avanti. Si è tornati a parlare della cultura del<br />

proprio territorio, anche a scuola gli insegnanti<br />

tendono sempre di più a insegnare anche la<br />

storia locale.<br />

E poi non sottovalutiamo il potere della cultura<br />

e dello svago. Pensiamo a quanto gruppi<br />

musicali sono nati e cresciuti sfruttando l’identità<br />

del territorio, mi viene in mente Van De<br />

Sfroos.<br />

<strong>La</strong> Lega però non è la tua unica passione<br />

No, certo, anche se un’altra mia grande passione<br />

è intrecciata a quella per la Lega: la conduzione<br />

radiofonica. Io sono un giornalista<br />

professionista e da dodici anni, tutte le mattine<br />

lavoro a Radio Padania. E’ fondamentale<br />

questa esperienza, lavoro con il microfono<br />

aperto: ascoltare la gente, i suggerimenti è<br />

importante. Sia quando va bene che quando<br />

club italia magazine agosto 41


va male, la radio è un aiuto indispensabile. Io<br />

amo la radio, non tornerei mai alla carta stampata,<br />

anche se mi piace molto anche quella.<br />

Arriviamo alla polemica sulle tue dimissioni<br />

da Roma a seguito dei “cori” contro i napoletani.<br />

Le mie dimissioni da parlamentare a Roma non<br />

hanno avuto niente a che vedere con la questione<br />

dei “cori”. Mi sono dimesso per semplici<br />

questioni burocratiche e legali, perché si riuniva<br />

il lunedì l’Europarlamento a Strasburgo<br />

e entro la settimana precedente dovevo dimettermi<br />

dal Parlamento nazionale perché le due<br />

cariche sono incompatibili.<br />

Erano dimissioni già depositate, non c’è nessun<br />

collegamento. Ho scelto di andare in Europa<br />

perché ho chiesto voti ai miei elettori per<br />

obiettivi precisi come dire di no alla Turchia in<br />

Europa, per difendere Malpensa e le sue rotte.<br />

Mi hanno votato e io adesso devo fare il<br />

mio dovere.<br />

Che cosa farà la Lega a Strasburgo?<br />

Avvicinare l’Europa ai cittadini sarà lo scopo<br />

principale della rappresentanza Leghista all’interno<br />

del Parlamento Europeo e non siamo<br />

soli, perché esiste già una vasta rappresentanza<br />

di culture territoriali.<br />

Entreremo a far parte di un gruppo in cui ci<br />

42 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

sono i bretoni, i fiamminghi, i catalani, i baschi<br />

gruppi che si rifanno alle autonomie e<br />

alle autorità locali. Siamo assolutamente a nostro<br />

agio. In Europa valorizzeremo le ricchezze<br />

produttive della Lombardia. Primo giorno<br />

di lavoro europeo 14 settembre, sono pronto.<br />

Torniamo alle polemiche. Una fra tutte quella<br />

dei posti riservati ai milanesi sui messi pubblici.<br />

Com’è nata?<br />

Il tutto nasceva dalla proposta concreta e ancora<br />

valida di riservare i posti alle donne, straniere<br />

o italiane che siano, un vagone, il “vagone<br />

rosa”, come quello che già esiste a Tokio,<br />

per evitare qualsiasi tipo di problema o molestia.<br />

Poi scattò una considerazione amara che rifarei<br />

ancora: non vorrei che, di questo passo fra<br />

vent’anni, debbano essere i milanesi a chiedere<br />

permesso sui mezzi pubblici e riservare<br />

loro dei posti, è evidente che non è una proposta<br />

attuabile, ma un modo per mettere in<br />

evidenza un problema. Arrestare i flussi immigratori<br />

è una necessità.<br />

Matteo Salvini ha un ruolo predefinito<br />

nel partito? è “quello delle polemiche”?<br />

Le polemiche non vado a cercarle, ma è vero<br />

che non sono uno da mezze misure. E’ altrettanto<br />

vero che facciamo tante cose politicamente<br />

parlando che non suscitano tutto<br />

questo clamore, passano sotto silenzio, ma si<br />

fanno, si lavora.<br />

Poi a volte è necessario anche lavorare su proclami<br />

forti, Milano è spesso una città addormentata,<br />

in altre realtà come Bargamo, Cuneo,<br />

Verona è più facile smuovere gli animi, mentre<br />

qui la situazione è diversa, la comunità è<br />

enorme, la città lo è , e quindi a Milano è necessario,<br />

a volte, alzare un po’ la voce, parlare<br />

anche attraverso i media.<br />

Quali sono i suoi progetti ora?<br />

Progetto ora è lavorare per cinque anni in Europa,<br />

lavorare per portare a casa risultati concreti,<br />

dato che siamo abituati a realizzare ciò<br />

che promettiamo in campagna elettorale. Su<br />

tutto il no all’ingresso della Turchia in Europa,<br />

la tutela del lavoro e dei prodotti lombardi<br />

e Malpensa.


Perché la Turchia non deve entrare in Europa?<br />

Perché la Turchia non è europea: sono ottanta<br />

milioni di musulmani che scombinerebbero<br />

qualsiasi equilibrio culturale , sociale e religioso.<br />

<strong>La</strong> Turchia diventerebbe lo stato più popoloso,<br />

più giovane ma anche più economicamente<br />

arretrato e questo significherebbe uno<br />

spostamento dei fondi europei per l’agricoltura,<br />

per esempio, che verrebbero sottratti ad altre<br />

realtà, come la stessa Lombardia.<br />

E’ un ingresso non difficile, ma impossibile,<br />

almeno ad oggi, potremo riparlarne tra molti<br />

anni, almeno trenta. L’Europa ora ha aperto un<br />

dialogo con questo paese per l’adeguamento<br />

di alcuni standard economici e sociali per<br />

l’ingresso, ma la nostra contrarietà è assoluta,<br />

nell’arco dei prossimi cinque anni saremo chiamati<br />

ad esprimerci e ci saremo con il nostro no.<br />

Cosa farà la Lega per Malpensa in Europa?<br />

Vogliamo lavorare anche perché venga finalmente<br />

valorizzata Malpensa che deve tornare<br />

ad essere una porta per l’Europa. <strong>La</strong> Milano<br />

dell’Expo non può permettersi una falla<br />

del genere, non possiamo far arrivare i nostri<br />

ospiti in carrozza o in dirigibile.<br />

Che cosa ne pensa dello stato dei lavori per<br />

l’Expo?<br />

Questo appena trascorso per l’Expo è stato un<br />

“anno napoletano” più che milanese, si è perso<br />

tempo, litigando sulla sede, sul presidente,<br />

sugli stipendi. Ora pare che il tutto si sia riat-<br />

tivato e che si sia pronti a partire, ma si è già<br />

perso tempo. Expo è una grandissima opportunità,<br />

non solo per Milano, ma anche.<br />

Ci si potrebbe muovere, e certamente lo si<br />

farà, anche sul fronte culturale per la riscoperta<br />

di alcuni elementi del patrimonio archeologico<br />

e culturale della città. Io spero che l’Expo<br />

lasci a Milano, oltre che le infrastrutture fondamentali,<br />

la consapevolezza della produttività<br />

lombarda, perché la Lombardia è la prima<br />

regione agricola d’Italia e qualcuno spesso<br />

lo dimentica. Sarebbe bello che Expo lasciasse<br />

dietro di sé anche un bel po’ di verde e cascine<br />

recuperate.<br />

Quale è la prossima grande sfida della Lega?<br />

Senza subbio le elezioni Regionali, perché il<br />

federalismo è lì che si porta a casa. <strong>La</strong> Lega<br />

punta a diventare il primo partito al Nord. Per<br />

il federalismo stiamo lavorando, il parlamento<br />

ha già votato affinchè l’Italia diventi uno stato<br />

federale, ora però tocca ai ministri scrivere<br />

i numeri: quanto rimarrà nelle tasche dei cittadini<br />

di tutte le tasse pagate? E’ un momento<br />

delicato.<br />

Le ultime elezioni hanno sancito un netto<br />

trionfo della Lega. Quali scenari si aprono<br />

sulla leadership ora?<br />

Gli scenari di leadership nel partito sono chiare:<br />

Umberto Bossi per i prossimi cinquant’anni.<br />

Non ci sono dubbi. Come per il Milan: c’è<br />

un solo capitano nel cuore, Franco Baresi.<br />

c l u b italia magazine a g o s t o 43


di Federica Giordani<br />

Monica<br />

Rizzi:<br />

una<br />

bresciana<br />

D.O.C.<br />

in Regione<br />

Giovane e determinata ha portato con sé la voglia di lottare per<br />

il miglioramento del territorio padano. Valorizzazione del territorio,<br />

attenzione ai giovani e alle loro problematiche e soluzioni contro<br />

il fenomeno del randagismo: la politica della consigliera del Carroccio<br />

tra impegno e passione<br />

ho paura di difendere<br />

i lombardi”. Questa è la frase<br />

non<br />

“Io<br />

che campeggia in prima<br />

pagina sul sito internet di Monica Rizzi,<br />

consigliera regionale della Lega Nord<br />

eletta nella circoscrizione di Brescia.<br />

Tanta passione e molta tenacia hanno<br />

da sempre contraddistinto il suo lavoro<br />

politico nato e cresciuto sul territorio,<br />

nella sua amata Brescia.<br />

<strong>La</strong> poLitica come passione<br />

Monica Rizzi nasce a Brescia il 15 dicembre<br />

1969 e vive a Darfo Boario Ter-<br />

44 agosto club italia magazine


me. Per i suoi studi la Rizzi sceglie la strada<br />

della psicologia dedicando una particolare attenzione<br />

ai bambini e alle loro condizioni. In<br />

Svizzera si laurea, infatti, in psicologia infantile<br />

con specializzazione sull'abuso dei minori<br />

e lavora in questo campo per circa dieci anni<br />

mettendo a frutto le proprie doti umane e le<br />

proprie competenze. L’esperienza politica con<br />

la Lega Nord inizia nel 1986 e diventa un impegno<br />

attivo e partecipato dal 1990.<br />

Solo un anno dopo essere scesa in campo viene<br />

eletta nel 1991 consigliere di minoranza nel<br />

comune di Darfo Boario Terme, dove risiede,<br />

per la Lega Lombarda e nello stesso Comune<br />

ricopre poi la carica di consigliere Assessore<br />

ai Servizi Sociali, Pubblica Istruzione ed Edilizia<br />

Privata dal 2002. Monica Rizzi riesce anche<br />

ad ottenere importanti incarichi all’interno<br />

del partito.<br />

Negli anni, grazie alla sua competenza, ottiene,<br />

infatti, la carica interna di Segretario di Sezione,<br />

Segretario di Circoscrizione e dal Novembre<br />

1999 è stata per sei anni Segretario<br />

Provinciale della Provincia di Valle Camonica<br />

nonché Membro della Segreteria Nazionale<br />

della Lega Lombarda e della Commissione<br />

Disciplinare oltre che per 8 mesi Commissario<br />

della Provincia di Brescia.<br />

<strong>La</strong> sua carriera politica, però, non si limita<br />

solo al territorio Lombardo. Monica Rizzi, infatti,<br />

collabora al Senato nel gruppo della Lega<br />

Nord-Padania e nel Ministero della Giustizia<br />

per quanto riguarda i temi dell'infanzia. Oltre<br />

all’attività politica la Rizzi collabora con varie<br />

associazioni di volontariato, onlus, istituzioni<br />

di ogni livello come specialista dell'assistenza<br />

all'infanzia.<br />

Dopo essersi candidata alle elezioni europee<br />

del 2004 ed alle regionali del 2005, è stata eletta<br />

consigliere regionale per la Lega Nord nella<br />

circoscrizione di Brescia ottenendo un grande<br />

risultato elettorale, risultando la più votata<br />

fra tutti i consiglieri Lombardi della Lega Nord.<br />

Dall'ottobre del 2006 è anche vicepresidente<br />

dell'Associazione Regionale Sociologi.<br />

<strong>La</strong> poLitica<br />

e Le iniziative suL L territorio<br />

Sono davvero innumerevoli le tematiche che<br />

la consigliera bresciana ha affrontato durante<br />

la sua carriera politica. Certamente molti di<br />

questi sono legati profondamente al suo territorio<br />

e alla suo forte senso di appartenenza<br />

alla cultura padana.<br />

Il rinnovamento e la valorizzazione del territorio<br />

sono stati al centro dell’intervento in Regione<br />

della Rizzi nel caso, per esempio,<br />

dello stanziamento di un finanziamento<br />

di 721.500 euro per la realizzazione<br />

di un nuovo percorso ciclopedonale<br />

nel territorio dei Comuni<br />

dell’Alta Valle Camonica nell’ambito<br />

del programma di sviluppo turistico<br />

“Adamello”.<br />

“Il progetto - ha spiegato la consigliere<br />

regionale della Lega Nord -<br />

prevede la realizzazione di una pista<br />

ciclopedonale per la complessiva<br />

lunghezza di 15 km lungo il corso<br />

del fiume Oglio. Un itinerario che<br />

rappresenta un ulteriore e prezioso<br />

recupero dell’antica via Valeriana.”<br />

Sempre riguardo la valorizzazione<br />

del territorio non va dimenticato<br />

l’impegno della Rizzi nell’avanzamento<br />

di una legge regionale,<br />

approvata nel novembre del 2008,<br />

sulla “Promozione e valorizzazio-<br />

club italia magazine agosto 45


Monica Rizzi in compagnia del Presidente della Provincia di Bresca Daniele Molgora, al raduno di Pontida<br />

ne del patrimonio storico della Prima Guerra<br />

Mondiale in Lombardia”. <strong>La</strong> Rizzi confermò il<br />

suo entusiasmo a riguardo: “Tengo particolar- particolar<br />

mente a questo provvedimento e ho predisposto<br />

il primo progetto di legge presentato su questo<br />

tema, anche perché coinvolge in maniera molto<br />

significativa la Val Camonica e tutta la par<br />

te settentrionale della Provincia di Brescia”.<br />

L’attenzione al territorio e al benessere dei cittadini<br />

è stato al centro dell’azione della Rizzi<br />

anche nel caso di cronaca recente circa il presunto<br />

inquinamento delle acque di San Felice<br />

del Benaco, comune della provincia di Brescia.<br />

Iscritta alla Lega Nord di Bossi dal 1987<br />

Consigliere Regionale Lombardo dal 2005<br />

(3°Comm.ne Sanità e Sociale<br />

e 4°Comm.ne Attività Produttive)<br />

46 agosto club italia magazine<br />

Monica Rizzi<br />

ha le idee chiare:<br />

sta con Bossi<br />

vota e<br />

fa votare<br />

LEGA NORD<br />

Qui alcuni batteri avevano intaccato l’acquedotto<br />

provocando una serie di malori negli<br />

abitanti. Quasi tremila le persone coinvolte.<br />

Monica Rizzi si era fatta mediatrice tra il Comune<br />

e la Regione rilanciando l’attenzione su<br />

un problema molto più vasto: “Gli impianti di<br />

tutta la provincia - ha detto la Rizzi - hanno<br />

si e no tutti almeno cinquant’anni, speriamo<br />

che il federalismo fiscale ci permetta anche di<br />

intervenire con un’adeguata manutenzione”.<br />

iL mondo de deLL’infanzia<br />

e <strong>La</strong> L sua tute <strong>La</strong> L<br />

Certamente legata alla sua grande attenzione<br />

al mondo dell’infanzia e della sua salvaguardia<br />

Monica Rizzi è stata la relatrice<br />

di un provvedimento importante in Regione<br />

Lombardia: l’Istituzione del Garante<br />

per l’Infanzia e l’Adolescenza nel marzo di<br />

quest’anno.<br />

<strong>La</strong> Rizzi in questa occasione ha commentato<br />

:“Sono convinta che le istituzioni debbano<br />

impegnarsi con tutti i mezzi a disposizione<br />

per favorire ogni azione di contrasto<br />

e prevenzione al triste fenomeno degli abusi<br />

sui minori”.


Il Garante per l’infanzia, istituzione già pre-<br />

sente in altre regioni italiane, non si occu-<br />

pa esclusivamente delle situazioni di disagio,<br />

ma svolge un compito di rilievo sul fronte<br />

della prevenzione e della promozione dei<br />

diritti dei minori. L’operato del Garante non<br />

si sovrappone a quello di altri enti ma è pre-<br />

posto ad ascoltare, accogliere le istanze ma-<br />

nifestate dai soggetti interessati (minori, famiglie<br />

o istituzioni).<br />

“<strong>La</strong> figura del Garante” - ha aggiunto la<br />

Rizzi - costituisce una opportunità concre-<br />

ta per l’aumento della qualità dei servizi ai<br />

minori in Regione Lombardia. Una risposta<br />

al crescente disagio minorile e alle nuove<br />

povertà”. . <strong>La</strong> Rizzi, infatti ha constatato a<br />

riguardo “l’assenza di effettività nell’eser- nell’eser<br />

cizio dei diritti riconosciuti in capo ai minori.<br />

Una mancanza che è fra le cause di<br />

fenomeni quali l’esclusione sociale e la di-<br />

scriminazione, l’evasione dell’obbligo scolastico,<br />

lo sfruttamento del lavoro minorile, la prostituzione<br />

e l’abbandono dei minori”.<br />

A propositi di giovani e soprattutto di minori,<br />

la consigliera della Lega è intervenuta fermamente<br />

anche riguardo la possibilità che i<br />

ragazzi, a partire dai 16 anni di età, possano<br />

imbracciare il fucile per cacciare: “Armi ai ra-<br />

gazzi? - si è domandata la Rizzi - mammoni<br />

come sono, altro che maturi, sarebbe un grosso<br />

rischio, in Italia i cacciatori sono criminalizzati,<br />

è vero, ma non è questo un buon modo<br />

per migliorare la situazione”.<br />

<strong>La</strong> battagLia contro iL L randagismo<br />

Altro argomento che la consigliera bresciana<br />

del carroccio ha seguito con grande attenzione<br />

è quello della lotta al randagismo. Fu<br />

proprio la Rizzi, nella primavera scorsa a farsi<br />

promotrice delle istanze della LAV (Lega Anti<br />

Vivisezione) in Regione circa questo fenomeno<br />

dilagante.<br />

Uno degli elementi di novità, dopo l’approvazione<br />

della modifica alla Legge Regionale,<br />

è stata l’istituzione dell’anagrafe canina regionale:<br />

“Questa è fra le novità definite dal regolamento<br />

- ha dichiarato la Rizzi - e prevede<br />

l’identificazione, per mezzo di un microchip,<br />

di tutti i cani presenti sul territorio regionale.<br />

Auspico che parte delle risorse messe a dispo-<br />

sizione possano essere utilizzate per la formazione,<br />

penso soprattutto in ambito scolastico, e<br />

per la diffusione di una cultura di rispetto per<br />

gli animali”. Un’educazione che passa anche<br />

attraverso un altro provvedimento molto importante<br />

il divieto di esporre animali di affezione<br />

nelle vetrine dei negozi e l’impossibilità<br />

per i minorenni di acquistare animali senza la<br />

presenza di un adulto.<br />

Con un unico emendamento approvato all’unanimità,<br />

proposto sempre dalla LAV e presentato<br />

in Aula dalla Consigliera Rizzi. In Lombardia<br />

il divieto è attivo. Altra intervento che ha<br />

modificato radicalmente la gestione del “randagismo”<br />

in Lombardia è la definitiva esclusione<br />

di imprenditori privati come possibili soggetti<br />

gestori di canili: molte di queste strutture<br />

gestite appunto da alcuni privati senza scrupoli,<br />

sono state in passato oggetto di attenzione<br />

dell’autorità giudiziaria per le discutibili<br />

modalità con cui svolgevano il servizio di ricovero<br />

degli animali, con anche forti indisponibilità<br />

nel promuovere le adozioni dei cani.<br />

Un importante risultato che ha visto la Rizzi<br />

farsi promotrice di un’istanza molto sentita nel<br />

paese: la lotta al fenomeno del randagismo<br />

come conseguenza di una mancata educazione<br />

all’amore e all’impegno verso gli animali<br />

soprattutto tra i bambini.<br />

club italia magazine agosto 47


di Federica Giordani<br />

Monica Rizzi:<br />

la passione<br />

per il territorio<br />

prima di tutto<br />

Il consigliere regionale della Lega<br />

Nord ci spiega progetti e obiettivi<br />

della sua carriera politica: tutela<br />

dei minori, sostegno all’agricoltura<br />

e norme sulla tutela degli animali:<br />

ecco i punti cardine dell’esponente<br />

del Carroccio in Regione<br />

Come è nata la sua passione politica?<br />

Una sera ero fuori con due amici “camuni”<br />

come me in macchina e abbiamo visto alcuni<br />

piccoli manifesti nei quali si pubblicizzava un<br />

comizio politico tra Seriate e Bargamo di un<br />

signore che si chiamava Umberto Bossi. Siamo<br />

entrati ed eravamo in tutto in 15, un piccolo<br />

gruppo. Ma dopo averlo sentito parlare<br />

ho avuto una vera rivelazione.<br />

Forse è stato qualcosa che mi ha colpito più<br />

a livello emotivo che razionale: sentir parlare<br />

del mio territorio, della sue difesa e valorizzazione,<br />

di sentimenti di appartenenza, mi ha<br />

aperto una visuale che non avevo, mi sono riconosciuta<br />

nei temi e nelle ideologie.<br />

Non mi ero mai occupata di politica, i miei<br />

interessi erano legati ad altre tematiche: allo<br />

studio della psicologia, dell’infanzia, delle sue<br />

problematiche.<br />

E’ successo che sono tornata a casa con il numero<br />

di telefono dei Bossi e qualche giorno<br />

dopo ci siamo sentiti e da lì è partita la mia<br />

carriera politica.<br />

Quali sono stati i primi obiettivi raggiunti?<br />

Per prima cosa ho creato la sezione di Darfo,<br />

dove risiedo, che non esisteva, è diventata nel<br />

giro di due anni la sezione che tesserava più<br />

48 agosto club italia magazine<br />

di tutte le altre della provincia di Brescia, un<br />

grande successo. Nel 1991 sono stata eletta in<br />

Comune nell’opposizione e nel frattempo ero<br />

segretario della mia sezione.<br />

Sono poi diventata segretario di circoscrizione<br />

della bassa Val Camonica che era la mia area,<br />

poi per 6 anni, dal 1999, segretario provinciale<br />

sempre in Val Camonica, e segretario della<br />

provincia di Brescia e da lì è iniziato tutto.<br />

Ora il mio impegno pieno è in Regione come<br />

consigliera della Lega.<br />

Da qualche mese Regione Lombardia ha<br />

dato il via all’istituzione del Garante per l’Infanzia<br />

e l’adolescenza, un obiettivo a cui lei<br />

era molto legata<br />

Grazie alle mie esperienze pregresse e alla<br />

mia formazione, ho iniziato a ragionare sul<br />

fatto che in Regione Lombardia, all’interno di<br />

un paese che è comunque in ritardo di anni<br />

sulla legislazione in materia di tutela dei mi-


nori, già tre regioni, Marche, Friuli e Veneto,<br />

avevano creato un’istituzione che si occupasse<br />

di queste tematiche e noi ci siamo aggiunti<br />

necessariamente.<br />

<strong>La</strong> realtà è che i minori in Lombardia vivono<br />

in un limbo, la società attorno a loro cambia<br />

e di modifica con ritmi vertiginosi e i ragazzi<br />

sono spesso in balia di tutti questi eventi<br />

e, al di là dei genitori o degli assistenti sociali<br />

che spesso incappano in errori e mancanze,<br />

anche in buona fede, la verità è che ci sono<br />

dei grossi problemi come la dispersione scolastica,<br />

la difficoltà ad integrarsi nella società<br />

scolastica dei bambini stranieri e, a questo<br />

proposito, vorrei sottolineare il mio appoggio<br />

all’idea delle “classi ponte”che servirebbero<br />

a permettere un miglior inserimento di questi<br />

ragazzi nelle classi.<br />

Per non parlare della violenza e degli abusi<br />

sui minori. Insomma c’è una situazione che<br />

non mi piace e davanti alla quale era necessario<br />

intervenire con l’istituzione del Garante.<br />

Quando inizierà a lavorare questa istituzione<br />

e quali saranno i suoi obiettivi?<br />

Stiamo lavorando al regolamento, alle basi di<br />

lavoro, ma mi auguro che le prima attività partano<br />

entro la fine di questa legislatura, nella<br />

primavera del 2010.<br />

L’obiettivo del Garante sarà di collegare fra<br />

loro tutti gli attori che ruotano attorno alla fi-<br />

gura del bambino<br />

e del suo<br />

mondo: dagli<br />

assistenti sociali<br />

ai magistrati,<br />

fino alla<br />

scuole. Il suo<br />

compito sarà Il vessillo della Val Camonica<br />

di svolgere segnalazioni, coordinare e vigilare<br />

sull’applicazione delle convenzioni internazionali<br />

sui diritti per i minori che spesso anche<br />

in Italia sono disattese.<br />

Anche sul tema della caccia lei si è spesa politicamente<br />

Spesso il ruolo del cacciatore è criminalizzato<br />

in Italia mentre in Europa il suo ruolo è molto<br />

diverso, spesso è all’avanguardia in molte<br />

situazioni.<br />

Nel caso dell’epidemia di aviaria in Italia si era<br />

proposto di bloccare la caccia, in Europa invece<br />

i cacciatori erano una sentinella sul territorio<br />

per la segnalazione dei casi. <strong>La</strong> caccia è<br />

qualcosa di legato alla tradizione, alla cultura<br />

lombarda e non solo. Scardinare un sistema di<br />

questo tipo non è corretto.<br />

Limitare la caccia, inoltre, significa far aumentare<br />

esponenzialmente il bracconaggio.<br />

Regolamentare nella maniera giusta e<br />

usare la caccia anche come strumento utile<br />

in casi particolari come quello delle epidemie<br />

o l’aumento di specie pericolose<br />

per l’agricoltura, è necessario.<br />

A proposito delle nuove elezioni regionali<br />

del 2010: come si sta preparando?<br />

Io continuo a lavorare sul territorio,<br />

sempre, a prescindere dalla carica. Io<br />

sono a disposizione del partito, come<br />

sempre, che valuterà l’opportunità di<br />

una seconda candidatura alla regione.<br />

Sarebbe felice di rimanere in Regione?<br />

Io dico sempre, anche a chi mi prospetta<br />

la possibilità di lavorare a Roma, che<br />

a me Roma non interessa.<br />

Secondo il mio parere non c’è posto<br />

migliore della Regione per fare<br />

la politica per il territorio, per cui<br />

a me piacerebbe molto rimanere.<br />

club italia magazine agosto49


Quale il tema su cui puntare per una eventuale<br />

prossime legislatura in Regione?<br />

Sicuramente un punto fondamentale dovrà essere<br />

il sostegno all’agricoltura, che è un settore<br />

primario che serve da base per far funzionare<br />

anche il settore secondario e terziario.<br />

Primo punto sarebbe quello di far ritirare la<br />

legge sui nitrati, presente a livello Europeo<br />

che penalizza in modo fortissimo l’agricoltura<br />

lombarda mettendola in ginocchio.<br />

Serve una direttiva che tenga conto delle particolarità<br />

del territorio, così come ha chiesto<br />

anche il ministro delle Politiche Agricole Luca<br />

Zaia, cosa che non ha fatto la comunità europea.<br />

Altri punti sono quelli legati al prezzo del latte,<br />

che ora come ora è troppo basso e il problema<br />

della tracciabilità dei prodotti.<br />

E’ fondamentale che il consumatore sappia<br />

che cosa acquista: non come ora che importano<br />

latte, carne e tante altri prodotti dall’estero<br />

spacciandoli per italiani.<br />

Noi abbiamo un agricoltura di altissimo livello<br />

qualitativo, abbiamo prodotti che nessuno<br />

riesce a copiarci per bontà e modalità di lavorazione,<br />

dobbiamo tutelarci. Sull’agricoltura il<br />

lavoro da fare è ancora grande.<br />

Quali sono i prossimi progetti sui cui intende<br />

lavorare?<br />

Il primo è fare il bando regionale per bloccare<br />

50 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali,<br />

On. Luca Zaia<br />

le risorse per i canili e mettere a norma quelli<br />

che abbiamo sul territorio: secondo me la<br />

consulta è in ritardo su questo<br />

Noi abbiamo fatto la legge sul randagismo nel<br />

2006, anche se a livello nazionale era già presente<br />

dal 1999.<br />

Ci siamo ritrovati dei fondi importanti per lavorare<br />

su questo tema ed in particolare, una<br />

parte dei fondi, deve essere usata per la ristrutturazione<br />

dei canili, per la loro messa a<br />

norma. Mi auguro che entro fine anno ci sia il<br />

bando, è importante.


<strong>La</strong> realtà del canile di Orzinuovi<br />

L’associazione S.O.S RANDAGI (Bs), fondata nell’Ottobre<br />

2000 si avvale della collaborazione di volontari,<br />

persone che con il loro impegno danno vita ad una<br />

struttura che ha come obiettivo primario l’affido coscienzioso<br />

dei cani abbandonati.<br />

L’attività svolta dai volontari dell’Associazione è completamente<br />

gratuita e la stessa non ha scopi di lucro.<br />

Dal 2004 il Canile di Orzinuovi è divenuto il canile rifugio<br />

dell’Asl di Brescia che attualmente è l’ente preposto<br />

all’accalappio sul territorio bresciano.<br />

I cani accalappiati trascorrono 10 giorni al canile sanitario<br />

di Brescia dopo la cattura e vengono vaccinati, sverminati<br />

e microcippati, dopodichè vengono trasferiti nel<br />

maggior numero da noi.<br />

Diversamente i cani accalappiati in comuni convenzionati<br />

con altre strutture verranno trasferiti nelle suddette<br />

strutture.<br />

Il ruolo della nostra Associazione sul territorio è dunque<br />

importante e il servizio dato alla popolazione e dimostrato<br />

anche dalla massima disponibilità sia di orario<br />

che di giorni d’apertura.<br />

L’Associazione si impegna sempre di più a fare campagne<br />

di sensibilizzazione ed informazione nei confronti<br />

della popolazione, attraverso annunci ed articoli su<br />

quotidiani e con punti propagandistici (banchetti) presenti sul territorio della provincia<br />

di Brescia<br />

Dove siamo<br />

Associazione Sos Randagi<br />

Via Convento Aguzzano, 57<br />

- 25034 Orzinuovi (BS)<br />

Numeri telefonici di riferimento<br />

335 1027273<br />

338 4361409<br />

335 1022138<br />

Email: info@canilediorzinuovi.it<br />

club italia magazine agosto 51


52 agosto club italia magazine<br />

di Domenico D’Alessandro<br />

Le nuove sfide<br />

di Molgora<br />

Intervista al presidente della provincia di Brescia sui temi politici<br />

più attuali emersi dalle ultime elezioni. “Alcuni enti sono inutili,<br />

prima li togliamo e meglio è”<br />

Daniele Molgora è uno dei maggiori<br />

esponenti della Lega Nord in Lombardia.<br />

<strong>La</strong>urea in Economia e Commercio,<br />

è commercialista e revisore dei conti, nonché<br />

presidente della Provincia di Brescia.<br />

Molgora ci parla del ruolo e dell’importanza<br />

sempre maggiore acquisita dal Carroccio a livello<br />

nazionale e regionale, soprattutto nella<br />

sua Lombardia.<br />

Lei è stato eletto quest’anno presidente della<br />

provincia di Brescia: continuerà la battaglia<br />

della Lega per la provincia autonoma della<br />

Val Camonica?<br />

Il problema è complicato perché oggi le province<br />

sono nell’occhio del ciclone, c’è anche<br />

chi ne chiede la soppressione. Io prima<br />

cercherei di costituire un territorio completamente<br />

autonomo attraverso il federalismo, poi<br />

si potrebbe pensare all’organismo della provincia.<br />

Fare oggi un ente con gli stessi soldi,<br />

poteri e competenze dell’attuale provincia di<br />

Brescia è un obiettivo di scarsa importanza dal<br />

punto di vista identitario e che porterebbe pochi<br />

risultati concreti.<br />

Dobbiamo prima applicare in maniera compiuta<br />

il federalismo e poi discuteremo tutto il<br />

resto. Abbiamo già problemi ad ottenere l’autonomia,<br />

questo è il nostro problema principale.<br />

Lei è anche Sottosegretario all’Economia. <strong>La</strong><br />

Svizzera, che ha sentito molto la crisi economica,<br />

ha un pacchetto di proposte e sgravi<br />

per le imprese che sono in difficoltà. Ciò costituisce<br />

un problema per le imprese che si<br />

trovano al di qua del confine italiano e che<br />

potrebbero decidere di trasferirsi in Svizzera?<br />

Sì, questo è un problema grosso: riguarda anche<br />

tutte le attività che sono al di qua del confine<br />

con le province autonome o le regioni a<br />

statuto speciale.<br />

Tutte queste realtà vicine ad altre che hanno<br />

un andamento e una struttura privilegiata, sia<br />

per dal punto di vista dei servizi sia dal punto<br />

di vista fiscale, instaurano una concorrenza<br />

sleale o comunque difficile da sostenere da<br />

parte delle nostre imprese.<br />

Avevamo fatto degli interventi che riguardavano<br />

i comuni confinanti con gli stati esteri e<br />

con le regioni a statuto speciale, e dobbiamo<br />

proseguire su questa strada: siamo riusciti ad<br />

ottenere fondi e dobbiamo utilizzarli in modo<br />

tale che i nostri comuni possano dare dei ser-


vizi perlomeno uguali a quelli che ci sono<br />

dall’altra parte.<br />

Il problema maggiore è l’aspetto fiscale perché<br />

a livello statale, finché dovremo dipendere<br />

da Roma, questa situazione ce la porteremo<br />

dietro. Quando riusciremo ad applicare il<br />

federalismo anche questo problema potrebbe<br />

essere risolto più facilmente.<br />

Il modello che proponete, dunque, resta<br />

quello della Confederazione elvetica, con i<br />

cantoni e con le loro autonomie?<br />

È fondamentale che ci sia autonomia territoriale:<br />

ognuno punterebbe sulle norme, sulle leggi,<br />

sulle organizzazioni che più ritiene adatte<br />

al territorio. È lì che scattano tutte le differenze<br />

e ognuno può organizzarsi come vuole.<br />

<strong>La</strong> Lega ormai governa metà delle province<br />

della Lombardia, l’anno prossimo si voterà<br />

per le Regionali. Farete valere questo radicamento<br />

a livello amministrativo locale?<br />

Direi proprio di sì. Avere i voti e poi non andare<br />

a governare in una regione importante<br />

come la Lombardia sarebbe una situazione<br />

molto difficile da digerire. Teniamo poi presente<br />

che, nell’ottica del federalismo, dopo<br />

aver fatto una norma c’è chi deve applicarla. Il<br />

fatto che oggi noi abbiamo così tanti enti locali<br />

fa sì che diventi necessaria l’applicazione del<br />

federalismo proprio da parte nostra, perché<br />

se lo lasciamo fare agli altri sarebbe applicato<br />

in maniera talmente distorta da non farlo funzionare<br />

correttamente. Noi vogliamo essere<br />

protagonisti, vorremmo essere noi a portare le<br />

risorse sul nostro territorio, e far vedere che il<br />

federalismo ottenuto a Roma non è un punto<br />

d’arrivo ma un punto di partenza, perché possiamo<br />

cercare di avere ancora maggiori competenze<br />

e maggiore autonomia fiscale.<br />

Durante lo scorso governo si è parlato tanto<br />

di “enti inutili”. Si citano spesso le Comunità<br />

Montane, di cui il territorio di Brescia è pieno.<br />

Vanno valorizzate o soppresse?<br />

Sono sorte molte discussioni a riguardo. Io ritengo<br />

che molte funzioni svolte attualmente<br />

dalle Comunità Montane potrebbero essere<br />

svolte o dai Comuni o dalle Province. Questi<br />

enti non sono reattivi, sono diventati una<br />

camera in cui buttare tutti quelli che hanno<br />

perso le elezioni. Spesso sono anche il nido<br />

di clientele pazzesche che sono al di là delle<br />

volontà popolari.<br />

Quindi, a mio avviso, prima le togliamo e meglio<br />

è, e per di più prima diamo le loro risorse<br />

e le loro competenze ai Comuni e meglio è. I<br />

Comuni non devono essere costretti ad avere<br />

una rappresentanza territoriale a cui associarsi,<br />

ma devono essere liberi di poter condividere<br />

tra di loro i servizi che vogliono con i Comuni<br />

che vogliono.<br />

club italia magazine agosto 53


54 agosto club italia magazine<br />

di Marco Marsili (Professore di giornalismo dell’Università degli Studi dell’Insubria -Varese<br />

Esperto di comunicazione politica e multimediale)<br />

L’avanzata del<br />

Carroccio oltre il Po<br />

Il partito di Bossi afferma<br />

la leadership al Nord, sfondando<br />

in Emilia Romagna. <strong>La</strong> Lega è<br />

indispensabile per il centrodestra<br />

Le elezioni amministrative di giugno, che<br />

hanno chiamato al voto circa 35 milioni<br />

di elettori per il rinnovo di 62 province e<br />

4281 comuni, di cui 30 capoluoghi di provincia,<br />

hanno definitivamente consacrato la Lega<br />

come il “partito del Nord”. Ma non solo.<br />

Il partito del premier sembrava trainato da un<br />

Berlusconi apparentemente inarrestabile. Invece,<br />

i risultati delle amministrative in Lombardia,<br />

Veneto ed Emilia Romagna - tanto per<br />

citare i casi più clamorosi - uniti ai dati delle<br />

europee, dimostrano che al Nord il partito del<br />

premier viene scavalcato dalla Lega, che punta<br />

a rafforzarsi sul territorio in vista delle regionali<br />

dell’anno prossimo.<br />

A Milano - città da sempre “ostica” per il Carroccio<br />

- la Lega guadagna il consenso del 15%<br />

degli elettori, grazie al lavoro del segretario<br />

provinciale Massimiliano Orsatti, e del cittadino<br />

Matteo Salvini, fresco di elezione al Parlamento<br />

europeo con 70 mila preferenze (secondo<br />

solo a Bossi), e contribuisce in maniera<br />

determinante all’elezione di Guido Podestà<br />

(solo 4.600 voti di differenza rispetto all’inquilino<br />

uscente di Palazzo Isimbardi).<br />

Stesso discorso per la neonata provincia di<br />

Monza e Brianza, dove il candidato del Pdl,<br />

il vicesindaco del capoluogo Dario Allevi, è<br />

stato eletto grazie al contributo determinante<br />

della Lega, cresciuta al 21% (contro il 33% del<br />

Pdl). Nei capoluoghi dove la Lega ha schierato<br />

un proprio candidato legato al territorio,<br />

l’affermazione del centrodestra al primo turno<br />

è risultato più netto ed evidente.<br />

A Bergamo il parlamentare del Carroccio Ettore<br />

Pirovano ha strappato la provincia al cen-<br />

trosinistra con il 59% dei consensi, trainato da<br />

una Lega al 35% (con il Pdl fermo al 22%).<br />

A Brescia, il sottosegretario all’Economia Daniele<br />

Molgora ha conquistato la provincia, in<br />

precedenza amministrata dal centrosinistra,<br />

con il 55% dei voti, sostenuto da Pdl e Lega<br />

appaiati al 27%.<br />

Il candidato della Lega trionfa anche a Sondrio,<br />

dove Massimo Sertori si è aggiudicato<br />

la vittoria con il 61% delle preferenze, con il<br />

Carroccio che ha raccolto il 33% dei consensi,<br />

contro il 28% del Pdl. A conferma del risultato<br />

delle elezioni europee, la Lega insidia il Pdl<br />

proprio al Nord, dove ottiene risultati straordinari<br />

in città come Milano (15%) e Monza.<br />

A Lecco il candidato del Carroccio Daniele<br />

Nava ha superato di poco il 54%, spinto da<br />

una Lega che, con il 25% dei voti, ha preso<br />

solo due consiglieri in meno del Pdl, fermo<br />

al 28%.<br />

A Cremona il candidato del centrodestra, Massimiliano<br />

Salini, ha evitato il ballottaggio con<br />

un risicato 51%, nonostante il 22% dei suffragi<br />

a favore della Lega ed il 28% dei voti per il Pdl<br />

28%, mentre a Lodi Pietro Foroni ha ottenuto


il 54% dei consensi, grazie al 20% della Lega,<br />

che si somma al 27% del Pdl. Entrambe le province<br />

sono passate comunque all’amministrazione<br />

di centrodestra con il contributo determinante<br />

del Carroccio.<br />

<strong>La</strong> Lega è stata determinante anche nelle altre<br />

regioni del Nord, dove il centrodestra ha avuto<br />

la meglio grazie all’apporto determinante<br />

del movimento fondato da Umberto Bossi.<br />

In realtà amministrate dal centrosinistra, come<br />

Venezia, dove Massimo Cacciari è stato sindaco<br />

per due mandati, la Lega ha conquistato il<br />

21% dei voti, fermandosi a soli due punti dal<br />

sorpasso ai danni degli alleati del Pdl, la cui<br />

candidata, Francesca Zaccariotto, non ce l’ha<br />

fatta al primo turno per un soffio.<br />

<strong>La</strong> “Thatcher padana” si è comunque imposta<br />

al secondo turno sul candidato del centrosinistra.<br />

A Belluno la Lega è pari con il 20% dei<br />

consensi con il Pdl, mentre a Padova, con il<br />

25%, è seconda a soli due punti dagli alleati.<br />

A Rovigo il movimento guidato da Umberto<br />

Bossi si attesta al 19%, e a Verona surclassa<br />

addirittura il Pdl: 33,6% contro il 25,4% dei<br />

consensi, contribuendo in maniere determinante<br />

all’affermazione di Giovanni Mozzi.<br />

In Piemonte il Carroccio ha ottenuto “solo”<br />

l’11% dei suffragi a Torino, dove al ballottaggio,<br />

si è imposto il candidato di centrosinistra,<br />

mentre ha registrato percentuali doppie in altre<br />

province (il 20% a Novara, il 22,4% a Cuneo,<br />

il 13% ad Alessandria, il 17,7% a Verbano-Cusio-Ossola,<br />

e il 17% a Biella).<br />

<strong>La</strong> Lega conferma l’avanzata a sud del Po, ottenendo<br />

risultati a due cifre in una regione<br />

storicamente di sinistra come l’Emilia Romagna.<br />

Il Carroccio ottiene il 17% a Piacenza, il 15%<br />

a Reggio Emilia, il 14% a Modena e a Parma,<br />

l’11% a Forlì e Cesena, il 10% a Ferrara, il 9%<br />

a Rimini, e l’8,50% a Bologna.<br />

<strong>La</strong> Lega avanza anche in Toscana, unica regione<br />

a mantenere la propria inclinazione al<br />

voto di sinistra: 6,6% a Prato, 5% a Siena, 5,6%<br />

ad Arezzo, 5,4% a Pistoia, 4% a Pisa, 3,3%<br />

a Firenze, 3,2% a Livorno, 2,6% a Grosseto.<br />

Buona affermazione anche nelle Marche, sebbene<br />

con risultati non omogenei (4% a Macerata,<br />

2,3% ad Ascoli, e 2,5% a Fermo).<br />

Straordinario il risultato ottenuto dal movi-<br />

mento di Bossi a Pesaro e Urbino, dove ha<br />

ottenuto il 9% dei suffragi, contro il 4% di Perugia,<br />

ed il 2,4% di Terni. Umbria e Toscana<br />

sono le uniche due regioni del centro-nord,<br />

che, insieme alla Liguria (la Lega ha ottenuto<br />

l’11% a Savona) non hanno voltato le spalle<br />

al centrosinistra.<br />

Il risultato della tornata elettorale di giugno è<br />

stato di 34 province a 28 per il centrodestra (il<br />

centrosinistra partiva da 50-12).<br />

Al primo turno il centrodestra ha prevalso con<br />

26 province a 14, alle quali si sono aggiunti<br />

altri 14 successi al ballottaggio. In tutte le province<br />

dove il centrodestra ha ottenuto un’affermazione,<br />

il contributo della Lega si è rivelato<br />

determinante, dimostrando l’insufficienza<br />

del Pdl, non solo al Nord, ma anche in altre<br />

regioni oltre il Po.<br />

Le argomentazioni vincenti della Lega Nord<br />

Con le elezioni del 6 e 7 giugno il Carroccio<br />

ha messo una seria ipoteca sul governo di<br />

una regione del Nord, che difficilmente potrà<br />

essere negata dagli alleati. Le elezioni dell’anno<br />

prossimo, dovrebbero vedere finalmente<br />

la candidatura di un esponente della Lega alla<br />

guida di Lombardia, Veneto o Piemonte.<br />

club italia magazine agosto 55


<strong>La</strong> Lega Nord alle elezioni: i numeri della crescita<br />

56 agosto club italia magazine


club italia magazine agosto 57


Risultati Elezioni Regionali Lombardia 1990 - 2005<br />

58 agosto club italia magazine


club italia magazine agosto 59


Risluati Elezioni Europee 1989 - 2004<br />

60 agosto club italia magazine


club italia magazine agosto 61


62 agosto club italia magazine


64 agosto club italia magazine<br />

di Pamela Martinoli<br />

Indipendenza,<br />

federalismo tra<br />

separatismo e<br />

secessionismo<br />

Viaggio tra i movimenti separatisti ed indipendentisti d’Europa<br />

L’indipendentismo<br />

L<br />

è un fenomeno politico<br />

Lcaratterizzato dalla rivendicazione del l’in l’in-<br />

Ldipendenza dipendenza di un territorio dalla sovrani<br />

tà di uno Stato. Spesso, con questo significato,<br />

si usa anche il termine “separatismo” o “secessionismo”,<br />

che ha caratterizzato la politica della<br />

Lega Nord per l’indipendenza della Padania<br />

a metà degli anni ’90.<br />

Un fenomeno analogo, da tenere distinto, in<br />

quanto meno radicale negli scopi, e in genere<br />

fondato su considerazioni di diversa natura,<br />

è l’autonomismo, che si prefigge come scopo<br />

l’ottenimento di maggiori poteri nell’amministrazione<br />

di una località che rimane comunque<br />

sottoposta alla sovranità dello Stato.<br />

I movimenti indipendentisti spesso si basano<br />

sulla rivendicazione del diritto di autodeterminazione<br />

dei popoli, così com’è riconosciuto<br />

nel diritto internazionale, e fondano la le-<br />

L -<br />

gittimità di simili rivendicazioni sulla storicità<br />

di una passata indipendenza del territorio<br />

medesimo e sulla tipicità culturale del popolo<br />

che lo abita.<br />

In sostanza essi rivendicano una diversa nazionalità<br />

dello Stato sovrano sul territorio rispetto<br />

al popolo che lo abita<br />

Il Carroccio, pur non mancando nella sua<br />

ideologia tratti indipendentisti, soprattutto<br />

alle origini, è ora appartenente al fenomeno<br />

dell’autonomismo in quanto sostenitrice ormai<br />

da tempo del federalismo e non più della secessione.<br />

<strong>La</strong> politica della Lega, infatti, si è concentrata<br />

sul trasferimento di parte significativa delle<br />

competenze legislative ed amministrative dallo<br />

Stato centrale alle Regioni (devolution) secondo<br />

un modello federalista simile a quello<br />

dei land tedeschi.


I movimenti che si battono per il diritto all’autodeterminazione<br />

dei popoli sono di diversa<br />

ispirazione ideologica. In Europa gran parte<br />

di questi si rifanno al cattolicesimo (Irlanda<br />

del Nord, Scozia, Galles e Sud Tirolo/Südtirol),<br />

o sono di ispirazione laico-progressista<br />

(Sardegna, Sicilia, Veneto), con frange estreme<br />

socialiste e marxiste (Irlanda del Nord, Paesi<br />

Baschi, Catalogna, Corsica e Sardegna) e<br />

nazionaliste (Fiandre, Bretagna Borgogna).<br />

Il Italia i principali movimenti ispirati da tesi<br />

indipendentiste sono l’Union für Südtirol e<br />

Süd-Tiroler Freiheit in Alto Adige/Südtirol, il<br />

Movimento Indipendentista Ligure, a Manca<br />

pro s’Indipendentzia, Sardigna<br />

Natzione, iRS Indipendèntzia<br />

Repùbrica de Sardigna e il Partito<br />

Sardo d’Azione, il Movimento<br />

per l’Indipendenza della Sicilia<br />

e Frunti Nazziunali Sicilianu,<br />

l’Union Valdôtaine, il Partito Nazionale<br />

Veneto, e il movimento<br />

d’opinione Domà Nunch, di stampo econazionalista,<br />

nell’area insubrica, oltre al Front Furlan<br />

in Friuli.<br />

Nell’accezione intesa dalla Lega Nord di Umberto<br />

Bossi, la Padania è un’entità politico-amministrativa<br />

astratta comprendente tutte le otto<br />

regioni dell’Italia settentrionale (anche se suddivise<br />

in modo diverso in 10 stati federati):<br />

Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia,<br />

Trentino, Südtirol, Veneto, Friuli Venezia Giulia,<br />

Emilia e Romagna più tre regioni centrali<br />

(Toscana, Umbria e Marche per la quale questo<br />

movimento politico chiese inizialmente<br />

una condizione di maggiore autonomia, nella<br />

forma di unione federativa della macro-regione<br />

Padania con le restanti parti dello Stato<br />

Italiano).<br />

L’Indipendenza della Padania venne annunciata<br />

a Venezia il 15 settembre 1996 da Umberto<br />

Bossi. L’annuncio aveva un significato<br />

esclusivamente propagandistico e non ebbe<br />

conseguenze pratiche: non venne<br />

mai costituito nessuno Stato indipendente<br />

denominato Padania,<br />

semplicemente la Lega Nord organizzò<br />

una serie di articolazioni<br />

delle organizzazioni di partito con<br />

l’obiettivo di configurare una sor-<br />

ta di “governo ombra” contrapposto<br />

a quello ufficiale con sede a<br />

Roma.<br />

Il Parlamento del Nord, ex Parlamento<br />

della Padania e Parlamento<br />

di Mantova, è un organismo creato<br />

dalla Lega Nord con rappresentanza<br />

pressoché interna al proprio<br />

ambito politico, attraverso la consultazione<br />

degli iscritti e dei simpatizzanti del movimento<br />

ogni cinque anni. <strong>La</strong> prima sede ufficiale delle<br />

riunioni plenarie del neonato Parlamento padano<br />

ebbe luogo a Villa Riva Berni a Bagnolo<br />

San Vito, nel mantovano. <strong>La</strong> sede delle riunioni<br />

è attualmente situata a Vicenza, nella villa<br />

Bonin Maistrello, in via dell’Oreficeria 21.<br />

Durante le consultazioni quinquennali ai gazebo<br />

vengono eletti i rappresentanti dei partiti<br />

e il Primo ministro della Padania. I primi ministri,<br />

in ordine cronologico, dal 1996 sono:<br />

Giancarlo Pagliarini (1996-97), Roberto Maroni<br />

(1997-98), Manuela Dal <strong>La</strong>go (1998-99), Mario<br />

Borghezio (dal 1999). Il 10 febbraio 2007,<br />

su richiesta del Segretario federale della Lega<br />

Nord Bossi, il Parlamento della Padania ha riaperto<br />

ufficialmente i battenti con sede a Vicenza,<br />

nella villa Bonin Maistrello. Attualmente il<br />

presidente del Parlamento del Nord è Roberto<br />

Maroni.<br />

Nell’esecutivo presieduto da Pagliarini,<br />

Fabrizio Comencini era<br />

ministro degli Esteri, Giovanni Fabris<br />

della Giustizia, Alberto Brambilla<br />

del Bilancio e Giovanni Robusti<br />

(leader dei Cobas del latte)<br />

dell’Agricoltura. Del governo pre-<br />

sieduto da Maroni, il cui vice era Vito Gnut<br />

ti, c’era pure un ministro dell’immigrazione,<br />

nella persona di Farouk Ramadan, che lascerà<br />

poi la Lega per fondare Libertà Emiliana.<br />

L’esecutivo guidato da Manuela Dal <strong>La</strong>go probabilmente<br />

rappresenta l’apice dell’indipendentismo<br />

padano e comprendeva Giancarlo<br />

Pagliarini come vice presidente e ministro<br />

dell’Economia, Giovanni Fabris alla Giustizia,<br />

Alessandra Guerra agli Esteri, Flavio Rodeghiero<br />

alla Cultura e istruzione, Giovanni<br />

Robusti all’Agricoltura, Roberto Castelli ai Trasporti,<br />

Francesco Formenti all’Ambiente, Sonia<br />

Viale agli Affari sociali e famiglia, Alfredo Pol-<br />

club italia magazine agosto 65


lini (presidente della Guardia nazionale<br />

padana) alla Protezione civile,<br />

Francesco Tirelli (presidente<br />

dell’attuale Ente sportivo riconosciuto<br />

CONI Sport Padania) allo<br />

Sport e Roberto Faustinelli (presidente<br />

di Eridiana Records) allo<br />

Spettacolo.<br />

<strong>La</strong> linea secessionista è andata successivamente<br />

scemando, ed è stata infine accantonata<br />

col congresso di Varese e la nuova alleanza<br />

di Bossi con Silvio Berlusconi, che<br />

ha sancito l’ingresso della Lega<br />

nella Casa delle Libertà, anche se<br />

il Parlamento del Nord, dopo aver<br />

cambiato nome in Assemblea padana,<br />

sotto la presidenza di Francesco<br />

Speroni, ha continuato comunque<br />

a riunirsi.<br />

Il Parlamento Padano è diviso al suo interno<br />

in forze politiche concorrenti, che adottano,<br />

pur facendo riferimento sempre<br />

e comunque al pensiero politico<br />

della Lega Nord, denominazioni<br />

ispirate in modo variamente creativo<br />

a ideologie politiche che comunque,<br />

nell’accezione comune,<br />

nulla condividono con il pensiero<br />

leghista.<br />

Queste componenti sono: Comunisti padani,<br />

Socialisti padani - <strong>La</strong>voro e società padana, Leoni<br />

padani, Lombardia Nazione, Cattolici Padani,<br />

Liberal-democratici - Forza<br />

Padania e Destra padana - Alleanza<br />

europea.<br />

Il 26 ottobre 1997, la Lega Nord<br />

organizzò le cosiddette “prime<br />

elezioni del Parlamento Padano”<br />

(successivamente Parlamento del<br />

Nord). Circa 4 milioni di Italiani<br />

del Nord (6 milioni secondo il Partito) si recarono<br />

ai seggi e scelsero tra diversi partiti padani:<br />

Matteo Salvini era candidato<br />

per i Comunisti Padani (5 seggi<br />

su 210); Roberto Maroni, Marco<br />

Formentini, Giovanni Meo Zilio<br />

(ex-Socialista e partigiano durante<br />

la Resistenza), Franco Colleoni<br />

e Mariella Mazzetto lanciarono<br />

il socialdemocratico Democratici<br />

66 agosto club italia magazine<br />

Europei-<strong>La</strong>voro Padano (52 seggi); un gruppo<br />

di leghisti veneti formò il venetista Leoni<br />

Padani (14 seggi); Giuseppe Leoni e Roberto<br />

Ronchi fondarono il cristiano-democratico<br />

Cattolici Padani (20 seggi); Giancarlo Pagliarini,<br />

Vito Gnutti, Roberto Cota, Massimo Zanello<br />

e Corrado della Torre (allora capogruppo<br />

leghista in Regione Lombardia), guidarono il<br />

liberal-conservatore Liberaldemocratici-Forza<br />

Padania, che propugnava<br />

un’alleanza con il partito<br />

di Silvio Berlusconi richiamato<br />

nel nome (50 seggi);<br />

Marco Pottino lanciò Padania<br />

liberale e libertaria<br />

(12 seggi); Erminio Boso<br />

guidava il conservatoreagrario<br />

Unione padana<br />

agricoltura, ambiente, caccia, pesca (5 seggi);<br />

Enzo Flego e Walter Gherardini formarono la<br />

nazional-conservatrice Destra padana (27 seggi);<br />

Benedetto Della Vedova, un politico radicale<br />

(attualmente deputato del Pdl), fu eletto a<br />

capo di una lista libertaria antiproibizionista e<br />

liberista, mentre il parlamentare verde Nando<br />

Dalla Chiesa si candidò senza successo a Milano<br />

per la lista antisecessionista Cittadini del<br />

Nord per un’Italia democratica.<br />

Batasuna<br />

Diversa la storia degli altri<br />

partiti indipendentisti<br />

europei. Batasuna è attivo<br />

nelle regioni spagnole<br />

di Navarra e dei Paesi<br />

Baschi e nel dipartimento<br />

francese dei Pirenei atlantici<br />

(territori noti come<br />

Euskal Herria). Si denomina indipendentista,<br />

socialista, femminista e ambientalista.<br />

Tra i suoi obiettivi prioritari c’è la creazione di<br />

uno stato socialista che porti prima all’autodeterminazione<br />

e poi all’indipendenza dei paesi<br />

baschi dallo Stato spagnolo e da quello francese.<br />

Dalla magistratura spagnola è considerato<br />

il braccio politico dell’organizzazione armata<br />

Eta. Ha goduto, fin quando non è stato<br />

dichiarato illegale, di circa il 10% dei voti nelle<br />

aree basche spagnole. Nel corso degli anni ha<br />

cambiato più volte il suo nome (Herri Batasu


na, Euskal Herritarrok, Batasuna), per aggirare<br />

i divieti posti dallo Stato spagnolo.<br />

Nelle elezioni regionali del 2005 Batasuna ha<br />

invitato i propri elettori a votare per il Partido<br />

Comunista de las Tierras Vascas (EHAK, la sua<br />

sigla in lingua basca o euskera vuol dire Euskal<br />

Herrialdeetako Alderdi Komunista), che<br />

molti considerano un mero prestanome dello<br />

stesso Batasuna. Il suo status politico è sempre<br />

stato molto controverso.<br />

Il parlamento spagnolo aveva iniziato nell’agosto<br />

2002, sia pure in assenza di un totale<br />

consenso, un processo per giungere alla dichiarazione<br />

di illegalità del Batasuna. Contestualmente,<br />

in un procedimento parallelo, il<br />

giudice Baltasar Garzón ne aveva disposto la<br />

sospensione dopo che l’attività di intelligence<br />

aveva accertato gli stretti rapporti intercorrenti<br />

fra il partito stesso e l’Eta.<br />

Infine, il Tribunal Constitucional - in virtù degli<br />

accertati legami<br />

con almeno una parte<br />

dell’Eta - ha dichiarato<br />

Batasuna illegale<br />

il 18 marzo 2003. In<br />

Francia, invece, Bata-<br />

suna è ancora un partito legale, e in tale Pae<br />

se, l’Eta avrebbe spostato la sua sede.<br />

Gli Stati Uniti considerano Batasuna a tutti gli<br />

effetti una organizzazione terroristica dal maggio<br />

dello stesso 2003 e a questa risoluzione<br />

sono giunti anche un mese dopo i paesi della<br />

Ue. In Spagna a tutti i membri del parlamento<br />

non appartenenti a partiti politici indipendentisti<br />

sono richieste particolari misure cautelative<br />

in ogni spostamento per il timore che possano<br />

essere oggetto di attentati.<br />

I membri di Batasuna, o comunque gli aderenti<br />

a movimenti o partiti politici nazionalisti<br />

baschi, sogliono definirsi col termine abertzale.<br />

sinn Féin<br />

Lo Sinn Féin (letteralmente noi stessi in lingua<br />

irlandese, ma spesso reso in inglese come<br />

“ourselves alone” o “noi altri soli” in italiano) è<br />

il movimento indipendentista irlandese fondato<br />

nel 1905 da Arthur Griffith. Nell’Irlanda del<br />

Nord è dal 2005 il più forte partito fra i cittadini<br />

cattolici e per questo viene sovente indi-<br />

cato, in modo errato, come<br />

il partito cattolico nord-irlandese.<br />

Nella Repubblica di Irlanda<br />

è, dal 1997, presente in<br />

Parlamento, votato soprattutto<br />

nelle regioni di confine<br />

con l’ Irlanda del Nord.<br />

Il Sinn Féin inizia la sua attività politica occupandosi<br />

principalmente di propaganda, promuovendo<br />

la causa dell’indipendenza irlandese<br />

e la nascita di due monarchie: una in<br />

Inghilterra e una in Irlanda. Anche se non uf- uf<br />

ficialmente, nel 1916 partecipa all’insurrezione<br />

di Pasqua sposando la causa repubblicana.<br />

Nel 1918 ottiene 73 dei 105 seggi da assegnare<br />

alla rappresentanza irlandese a Londra, e si<br />

riunisce in un parlamento autonomo. Alla presidenza<br />

del governo provvisorio viene eletto<br />

Eamon De Valera. Il movimento si smembrò<br />

in seguito alla firma del “patto di Londra”, che<br />

comportava grosse limitazioni territoriali e di<br />

sovranità per la neonata repubblica, in quanto<br />

l’Ulster rimaneva sotto la completa giurisdizione<br />

britannica, mentre la sovranità formale<br />

del resto dell’isola restava nelle mani della corona<br />

inglese.<br />

De Valera si staccò quindi dal Sinn Féin, dando<br />

inizio alla tragica guerra civile irlandese, in<br />

cui morì lo stesso Michael Collins, che allora<br />

presiedeva il Sinn Féin. Nelle elezioni del 1922<br />

il Sinn Féin ottenne la maggioranza, che perse<br />

però, a causa della crisi economica, nel 1934.<br />

Dalle ceneri<br />

del Sinn<br />

Féin sono<br />

nati i partiti<br />

Fianna Fàil<br />

di De Valera e il Fine Gael di Michael Collins.<br />

Nella Repubblica d’Irlanda lo SF ha visto, dal<br />

1989, lentamente crescere i propri consensi.<br />

Nel 1997, lo Sinn Féin è riuscito, dal 1957, ad<br />

eleggere per la prima volta un deputato, grazie<br />

al 2,6% dei consensi. I voti per il partito<br />

sono più che raddoppiati nelle elezioni del<br />

2002, quando i socialisti nazionalisti hanno ottenuto<br />

il 6,5% dei consensi ed hanno eletto 5<br />

deputati.<br />

Alle politiche del 2007, i seggi sono scesi a 4,<br />

pur avendo avuto un incremento in termini di<br />

club italia magazine agosto 67


consensi, 6,9% (+0,4%). Il Sinn Féin odierno<br />

è invece un partito indipendentista molto attivo<br />

soprattutto nell’Irlanda del Nord, dove proclama<br />

la necessità dell’unità irlandese. Organo<br />

politico dell’Ira, nel 1998 partecipa alla stesura<br />

degli “Accordi di Stormont”. Nel suo programma<br />

politico sono presenti spunti e argomentazioni<br />

di stampo socialista.<br />

Attuale leader del movimento è Gerry Adams.<br />

Altro personaggio chiave del partito è Martin<br />

McGuinness che attualmente ricopre la carica<br />

di vicepremier nel governo di coalizione nordirlandese.<br />

Non ufficialmente, ma secondo molte fonti,i<br />

due sarebbero stati membri del consiglio direttivo<br />

della Pira, braccio armato del partito<br />

durante gli anni della guerra.<br />

Alle elezioni del 2007 per il Parlamento dell’Irlanda<br />

del Nord, il Sinn Féin ha conquistato il<br />

26,2% dei consensi ed ha eletto 28 deputati,<br />

incrementando i propri consensi: 10% (1982);<br />

15,5% (1996); 17,7%(1998); 23,5% (2003).<br />

scottish national n Party<br />

Il Partito nazionale scozzese (In inglese Scottish<br />

National Party; in gaelico scozzese Pàrtaidh<br />

Nàiseanta na h-Alba) rivendica l’indipendenza<br />

della Scozia dal<br />

Regno Unito di Gran Bretagna<br />

e Irlanda del Nord che<br />

contribuì a costituire nel<br />

1707.<br />

Il Partito nazionale scozzese<br />

si formò nel 1934 dalla<br />

fusione del National Party of Scotland e dello<br />

Scottish Party. Nel 1945 ottenne uno scanno al<br />

parlamento del Regno Unito, ma lo perse solo<br />

tre mesi dopo alle elezioni generali. Riuscì a<br />

riconquistare un seggio solo nel 1967, quando<br />

a sorpresa Winnie Ewing riuscì a battere, nelle<br />

elezioni suppletive, il candidato laburista.<br />

Il maggior successo elettorale dello Scottish<br />

National Party fu nel 1974, quando prese un<br />

quarto dei voti scozzesi. È attualmente alla<br />

guida di un governo di minoranza in seguito<br />

alle elezioni del 2007 in cui ha ottenuto 47<br />

seggi su 129 nel Parlamento scozzese.<br />

<strong>La</strong> politica economica si<br />

basa sui valori della socialdemocrazia<br />

europea<br />

68 agosto club italia magazine<br />

(disarmamento nucleare, tassazione progressiva,<br />

redistribuzione del reddito, sradicamento<br />

della povertà, sussidi agli studi superiori). Si<br />

impegna inoltre per una Scozia indipendente<br />

all’interno dell’Unione europea, ed è favorevole<br />

all’adozione dell’euro, mentre è contrario<br />

all’adesione alla Nato.<br />

È nel programma la realizzazione di un referendum<br />

sull’indipendenza entro il 2010. Il Partito<br />

nazionale scozzese attualmente è riconosciuto<br />

come forza politica di centrosinistra, ma<br />

non lo è stato in passato.<br />

Dall’epoca della fondazione del partito ci furono<br />

tensioni ideologiche tra le due ali del partito,<br />

quella proveniente dal National Party of<br />

Scotland, di centrosinistra, e quella dello Scottish<br />

Party, di posizioni conservatrici.<br />

Tuttavia le<br />

questioni<br />

ideologiche,<br />

sono state in<br />

seguito, superate,<br />

ed il<br />

partito si è<br />

assestato su<br />

una linea socialdemocratica,<br />

in concorrenza<br />

con<br />

il <strong>La</strong>bour<br />

Party, negli<br />

anni Sessanta,quando<br />

ci furono Sean Connery con il tradizionale kilt<br />

tensioni con alcuni membri che conquistarono<br />

il loro seggio in circoscrizioni conservatrici.<br />

Ulteriori tensioni si ebbero nel 1979, stavolta<br />

da un gruppo proveniente da sinistra che voleva<br />

spostare il partito, da socialdemocratico<br />

a socialista.<br />

Attualmente ci sono due fazioni, i “gradualisti”<br />

e i “fondamentalisti”, sul metodo per raggiungere<br />

l’indipendenza della Scozia.<br />

Ricordiamo che lo Scottish National Party, annovera<br />

tra i suoi principali fondatori e finanziatori<br />

l’attore Sean Connery, indimenticato interprete<br />

dell’Agente 007 James Bond.


di Giampaolo Mannu<br />

Il cuore nel pallone<br />

Renzo Bossi: “quando la libertà dei popoli passa attraverso il calcio”<br />

Il figlio del Senatùr alla guida della nazionale padana per i<br />

campionati del mondo delle nazioni non riconosciute. Passa<br />

anche attraverso il calcio la lunga marcia della Lega verso il<br />

federalismo.<br />

E a tenere alta la bandiera del Carroccio questa volta è il figlio del<br />

senatùr, Renzo Bossi, che dal 22 al 27 giugno, in occasione dei<br />

Campionati del mondo delle nazioni non riconosciute, ha portato<br />

la sua nazionale Padana per i campi della Lombardia.<br />

"Dopo i campionati dell'anno scorso in <strong>La</strong>pponia, dai quali siamo<br />

tornati vincitori abbiamo organizzato le finali di quest'anno in<br />

Padania - spiega soddisfatto Renzo Bossi - Abbiamo giocato a<br />

Novara, Varese, Brescia e Verona, e con la squadra siamo andati<br />

anche a Pontida per invitare tutto il popolo padano a sostenere<br />

questa iniziativa".<br />

Un modo, insomma, per riunire le<br />

diverse anime di quei popoli che pur<br />

non essendo ufficialmente riconosciuti<br />

come stati, lottano quotidianamente<br />

per affermare la propria identità.<br />

"Il messaggio che lancia il mondiale<br />

- continua Renzo - rispecchia un po'<br />

quel manifesto della Lega che abbiamo<br />

usato in campagna elettorale: quando<br />

il popolo padano cammina piega la<br />

storia.Tutti i popoli che incontriamo<br />

grazie al calcio portano avanti questo<br />

nostro stesso discorso, combattere<br />

per la libertà della propria terra, per<br />

l'indipendenza del proprio popolo".<br />

Viva Worldcup 2009<br />

Finale<br />

1° e 2°<br />

posto:<br />

Finale<br />

3° e 4°<br />

posto:<br />

(dopo i calci<br />

di rigore)<br />

Padania - Kurdistan 2-0<br />

<strong>La</strong>pponia - Provenza 5-3<br />

club italia magazine agosto 69


Ponte di Legno:<br />

tra storia e turismo<br />

All’estremità della Val Camonica, in provincia<br />

di Brescia, sorge il paese più grande,<br />

per estensione, della stessa Valle: è<br />

Ponte di Legno, importante località sciistica<br />

che conta circa 1800 abitanti. Ponte di Legno<br />

è, sempre per estensione, il paese più grande,<br />

dopo Bagolino, della provincia di Brescia, rag-<br />

70 agosto club italia magazine<br />

di Domenico D’Alessandro<br />

Fiore all’occhiello del turismo lombardo. Tradizione, cultura, sport<br />

e tanto divertimento nel cuore delle montagne padane<br />

giungendo i 100 km2. Per la sua posizione geografica<br />

rappresenta il confine tra la Lombardia<br />

e il Trentino Alto Adige tramite il Passo del<br />

Tonale, e il confine tra le province di Brescia<br />

e Sondrio tramite il Passo di Gavia. A Ponte di<br />

Legno il torrente Narcanello, scendendo dal<br />

ghiacciaio del Pisgana, ed il torrente Frigidolfo,<br />

che invece scende da<br />

Val Malza e dal <strong>La</strong>go Nero,<br />

si incontrano e danno vita<br />

all’Oglio, uno dei principali<br />

affluenti del Po.<br />

Anticamente il territorio era<br />

occupato da una palude,<br />

dunque il fondovalle - in<br />

cui il paese è completamente<br />

immerso - è stato più<br />

volte bonificato per agevolare<br />

sia la costruzione degli<br />

edifici sia le coltivazioni e la<br />

pastorizia.<br />

la storia<br />

Il nome del paese deriva dal<br />

ponte di Dalegno, un antico<br />

comune facente parte del<br />

territorio chiamato Dalaunia<br />

e comprendente quelli che<br />

oggi sono i paesi di Ponte<br />

di Legno e Temù. Le prime<br />

notizie storiche sulla località<br />

le troviamo un documento<br />

nel 774: un diploma, datato<br />

16 luglio con cui Carlo Magno<br />

affida al monastero di<br />

San Martino di Tours la Val<br />

Camonica.


Con molta probabilità però questo territorio<br />

era abitato anche anteriormente a questa data:<br />

secondo alcuni reperti sarebbe stato prescelto<br />

persino dai Celti e riprova ne sarebbe il fatto<br />

che la lingua celtica presenterebbe diversi<br />

punti di contatto col dialetto di Ponte di Legno.<br />

Stando ad alcune fonti, dopo i Celti sarebbe<br />

arrivata la civiltà di Halstatt, che conosceva i<br />

metalli e le armi e proveniva dalla piana di<br />

Strasburgo; in seguito sarebbero arrivati anche<br />

i Romani che vollero favorire i commerci tramite<br />

i passi di Gavia e di Tonale e sopprimere<br />

rapidamente le varie ribellioni dei popoli valtellinesi.<br />

ponte di legno oggi<br />

Se i dati sulla storia più remota del paese sono<br />

scarsi, c’è invece certezza su quanto accaduto<br />

nel secolo scorso. Ponte di Legno è stata<br />

scenario sanguinoso di entrambe le Guerre<br />

Mondiali, e data la sua posizione geografica


particolare che lo rendeva un avamposto tra<br />

Italia e Austria, questo territorio ha avuto un<br />

ruolo di grande importanza strategica nella<br />

primo dei due conflitti mondiali.<br />

Infatti Ponte di Legno il 27 settembre 1917<br />

venne pesantemente bombardata dai cannoni<br />

austriaci e rasa in breve tempo al suolo. <strong>La</strong><br />

piazza principale del Paese, da allora, vuole<br />

proprio ricordare questo drammatico avvenimento<br />

che segnò profondamente la storia<br />

del territorio. Al termine della Grande Guerra<br />

partì immediatamente la ricostruzione, che si<br />

concluse meno di cinque anni più tardi: alla<br />

cerimonia che sanciva la conclusione dei lavori<br />

partecipò anche Vittorio Emanuele III a<br />

dimostrazione della grande<br />

importanza che la città<br />

aveva assunto durante il<br />

conflitto.<br />

turismo e non solo<br />

Il paese, nella stagione<br />

estiva, si riempie di turisti<br />

che accorrono da tutta Italia<br />

e anche dall’estero: gli<br />

alberghi e i ristoranti fanno<br />

segnare puntualmente<br />

il tutto esaurito.<br />

Ponte di Legno rappresenta<br />

inoltre, una splendida<br />

meta per tutti gli appassionati<br />

di montagna grazie<br />

alle centinaia di chilometri<br />

72 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

di piste, dotate anche di<br />

impianti per la neve artificiale,<br />

e alle decine di moderni<br />

impianti di risalita.<br />

Solo nel 2006 è stata inaugurata<br />

una nuova e tecnologica<br />

cabinovia che collega<br />

in meno di un quarto<br />

d’ora Ponte di Legno con<br />

la sua frazione del Passo<br />

del Tonale.<br />

Da non dimenticare poi<br />

che proprio qui si trova la<br />

pista da sci più lunga d’Europa,<br />

che raggiunge i 1700<br />

metri di dislivello collegando<br />

il ghiacciaio Presna alla<br />

località Sozzine. Ma a Ponte di Legno sono<br />

moltissime le attività sportive da praticare oltre<br />

allo sci: per esempio il calcio, il ciclismo e il<br />

golf con strutture ed impianti all’avanguardia<br />

e pronti a soddisfare le esigenze dei turisti più<br />

esigenti.<br />

Il sindaco di Ponte di Legno in carica è Mario<br />

Giuseppe Bezzi, espressione della lista civica<br />

“Dalignesi a Favore”, giunto al suo secondo<br />

mandato con grande successo e soddisfazione.<br />

Nelle ultime elezioni, svoltesi nell’aprile<br />

2008, ha ricevuto quasi l’80% dei voti: un vero<br />

plebiscito, riconoscimento tributato dagli elettori<br />

a chi ha saputo fare di questa località un<br />

vero fiore all’occhiello della Padania.


74 agosto club italia magazine<br />

di Gianpiero Gamaleri (Professore Ordinario di Sociologia dei processi culturali<br />

e comunicativi Università degli Studi Roma Tre)<br />

Riflessioni<br />

sulla comunicazione<br />

della Lega<br />

Credo che sia impossibile riflettere sull’immagine<br />

che un partito dà di sé senza fare<br />

riferimento anche alla sua linea politica.<br />

I partiti, come le persone, nella loro rappresentazione<br />

esterna non possono muoversi secondo<br />

criteri astratti, ma valorizzando la propria<br />

fisionomia, le proprie qualità e i propri<br />

difetti.<br />

Analizzando quindi il rapporto tra la linea politica<br />

ed l’immagine, si viene a rilevare che la<br />

comunicazione della Lega presenta tratti di<br />

marcata originalità rispetto a quella di tutti gli<br />

altri partiti. Manifesta anzi una controtendenza<br />

unica nel panorama politico italiano.<br />

L’estraneità deL<strong>La</strong> L<strong>La</strong> LL Lega<br />

ai rituaLi teLevisivi nazionaLi<br />

Questa originalità e questa controtendenza<br />

sono riferite innanzi tutto a un dato ormai<br />

consolidato: quanto più la Lega risulta estranea<br />

ai grandi circuiti della comunicazione di<br />

massa - a cominciare dalla televisione nazionale<br />

- tanto più il consenso degli elettori<br />

cresce.<br />

Questa tendenza non è più un’eccezione<br />

riguardante questa o quella consultazione,<br />

ma un dato ripetuto, costante, ricorrente,<br />

che aiuta a cogliere la “cifra” politica<br />

di questa formazione. <strong>La</strong> parziale<br />

estraneità della Lega ai rituali televisivi si<br />

configura così in una duplice chiave.<br />

Da una parte essa subisce una certa emarginazione<br />

dai circuiti dei media dovuta<br />

all’applicazione di regolamenti e all’attuazione<br />

di prassi non favorevoli sostenute<br />

sia dagli avversari, sia dagli stessi alleati,<br />

come nel caso della posizione “ingom-<br />

brante” del Partito delle Libertà che tende a<br />

schiacciarne la presenza proprio nelle regioni,<br />

come la Lombardia, in cui la Lega raccoglie<br />

notevoli consensi. Come scriveva Davide Caparini,<br />

segretario di presidenza della Commissione<br />

parlamentare di indirizzo e vigilanza dei<br />

servizi radiotelevisivi il 30 marzo 2009, “tra<br />

maggio e dicembre 2008 il Tg Regionale Rai<br />

della Lombardia ha violato il pluralismo politico<br />

discriminando la Lega Nord”. A dimostrarlo<br />

- aggiungeva - sono i dati dell’Osservatorio<br />

di Pavia, secondo i quali “ai rappresentanti<br />

del governo della Regione, cioè a Forza Italia e<br />

An è andato il 67,76 per cento del tempo complessivo,<br />

contro il 18,13 per cento del Pd e soltanto<br />

il 7,26 per cento della Lega Nord.”<br />

Dall’altra parte sembra essere la Lega stessa a<br />

volersi distinguere attraverso una certa emarginazione<br />

dal circuito dei media, manifestando<br />

una misura di estraneità come controprova<br />

del suo radicamento territoriale e di un contat-<br />

Gianpiero Gamaleri


to più diretto con gli elettori, che si dimostrano<br />

ormai indifferenti o infastiditi dal “teatrino<br />

della politica” che si svolge sui grandi organi<br />

d’informazione. Questa rarefazione di presenza<br />

viene quindi ampiamente riequilibrata in<br />

termini di consenso politico dalla fitta trama<br />

di relazioni umane che il partito tesse sul territorio<br />

con una rete che si allarga gradualmente<br />

senza metodologie sofisticate, ma con quella<br />

tecnica del passaparola che vincola i cittadini<br />

a un rapporto non episodico ma più fedele<br />

e duraturo.<br />

L’efficacia deL L passaparo <strong>La</strong> L<br />

neL<strong>La</strong> L<strong>La</strong> LL comunicazione po poLitica<br />

Questo atteggiamento della Lega, coevo alla<br />

sua origine, è stato anticipatore degli orientamenti<br />

più recenti dei professionisti stessi del<br />

messaggio pubblicitario. Essi hanno capito<br />

che le grandi campagne giornalistiche, televisive<br />

e sui nuovi media digitali non danno più<br />

risultati proporzionati ai costi. Il rimedio, allora,<br />

è tornare al passato.<br />

Come ha scritto Paolo Mastrolilli su “<strong>La</strong> Stampa”<br />

in una interessante corrispondenza da<br />

New York, non solo le aziende, ma anche i<br />

partiti politici degli Stati Uniti hanno riscoperto<br />

l’efficacia del passaparola. Alcune compagnie<br />

“assumono migliaia di volontari e li mandano<br />

in giro a parlare dei prodotti con gli amici.<br />

In cambio, nella maggior parte dei casi, non<br />

offrono soldi, ma campioni gratuiti della mer<br />

ce prima che arrivi sul mercato. I volontari diventano<br />

“agenti segreti delle multinazionali”,<br />

e mentre sorseggiano un cocktail ad una<br />

festa accennano distrattamente al fantastico<br />

pantalone appena comprato, al nuovo programma<br />

di computer, al libro da non perde-<br />

re, e magari anche alle salsicce sal di pollo, sa sa-<br />

porite come quelle quel di maiale ma più sane. Gli<br />

amici ignari ascoltano, prendono nota mentale<br />

del consiglio, e alla prima occasione com-<br />

prano. I risultati ri di vendita sono strepitosi e<br />

i costi minimi, per<br />

ché spesso i volontari<br />

non ritirano neppure<br />

i premi promessi:<br />

si accontentano di essere<br />

«trendsetters», e<br />

la vera scarica adrenalinica<br />

gliela dà il<br />

gusto di conoscere i<br />

prodotti in anticipo e<br />

stabilire le tendenze.<br />

Poi magari scrivono<br />

anche rapporti, rap per<br />

raccontare le reazioni<br />

del pubblico”.<br />

Tutto ciò vale a maggior<br />

ragione in politica,<br />

dove il consenso<br />

del cittadino non<br />

si conquista con una<br />

battuta riuscita, ma spostando l ‘asse delle sue<br />

convinzioni.<br />

E ciò avviene soltanto attraverso un rapporto<br />

dialogico e partecipativo. Sempre con riferimento<br />

agli Stati Uniti, Karl Rove, principale<br />

consigliere di Bush, si vantava di avere il telefono<br />

e l’indirizzo di tutti gli elettori repubblicani,<br />

ma per portarli alle urne puntava sugli<br />

amici volontari almeno quanto sugli spot televisivi.<br />

E la campagna presidenziale di Obama, con<br />

il successo che ne è conseguito, è stato un<br />

mix esemplare di passaparola personale e di<br />

passaparola digitale attraverso la fitta trama di<br />

mail individualizzate indirizzate ai singoli elettori.<br />

Tutto ciò è oggetto di studi e ricerche in corso<br />

anche in Italia, ad esempio presso la mia cat-<br />

club italia magazine agosto 75


tedra di sociologia dei processi culturali e comunicativi,<br />

puntando l’attenzione proprio sul<br />

livello di relazione personale conseguibile anche<br />

attraverso la rete.<br />

In questo, l’esperienza della Lega costituisce<br />

un terreno di studio estremamente pertinente<br />

e interessante. Ci si deve infatti interrogare<br />

su quali siano i canali del suo allargamento da<br />

Nord verso il Centro, in regioni come l’Emilia<br />

e Romagna, le Marche, la Toscana, ecc.<br />

Questa progressione per contiguità territoriale<br />

è la migliore riprova del “consenso gomito<br />

a gomito” che caratterizza il partito, attraverso<br />

forme di proselitismo politico che, coinvolgendo<br />

sempre più soggetti in un progetto di<br />

federalismo politico allargato, stempera anche<br />

le minacce secessionistiche che erano tipiche<br />

di una formazione più circoscritta.<br />

Resta da vedere se la “lezione di Obama” può<br />

portare anche da noi a forme di passaparola<br />

digitale che non venga ascritto surrettiziamente<br />

a tecniche di comunicazioni di massa illusoriamente<br />

“personalizzate”, ma a modelli di<br />

relazione che consentano un sufficiente grado<br />

di partecipazione critica ed attiva.<br />

iL progetto federaLista<br />

e <strong>La</strong> tenacia deLL’azione poLitica<br />

Abbiamo già detto come la forza della Lega<br />

poggi, a nostro avviso, sull’elementarità dei<br />

valori fondamentali che stanno alla base della<br />

sua proposta politica. Questa essenzialità<br />

di impostazione ha avuto ed ha come conseguenza<br />

un linea riformista forte di una notevo-<br />

76 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

le chiarezza di impostazione.<br />

Essa si riassume nel progetto federalista, che<br />

non si ferma al rafforzamento dei poteri territoriali,<br />

ma ridisegna l’intero assetto degli equilibri<br />

costituzionali.<br />

Non si può trascurare il fatto che la riforma costituzionale<br />

che ha caratterizzato i due Governi<br />

Berlusconi della penultima legislatura e che<br />

ha riguardato anche la redistribuzione di poteri<br />

centrali con l’istituzione del Senato delle regioni<br />

è nata su iniziativa e sulla spinta determinante<br />

della Lega.<br />

A ciò si collega la constatazione della costanza<br />

espressa dal partito nel perseguimento del<br />

progetto, manifestatasi all’indomani dell’abrogazione<br />

della riforma a seguito del referendum<br />

costituzionale e la ripresa del progetto<br />

stesso nell’attuale legislatura, con l’approvazione<br />

di un federalismo fiscale che sembra ormai<br />

raccogliere, seppure<br />

con vari distinguo, il<br />

consenso di gran parte<br />

dei partiti, anche di opposizione.<br />

Anche questo percorso<br />

ha a che fare con il modello<br />

di comunicazione<br />

politica della Lega.<br />

Un programma politico<br />

che nasce a tavolino<br />

e che si esprima occasionalmente<br />

con interventi<br />

a “Porta a porta” non<br />

ha la forza di permanere,<br />

svilupparsi e vincere<br />

sull’arco di due legislature di maggioranza<br />

intervallate da un’altra di minoranza. Soltanto<br />

un radicamento forte, come quello di un robusto<br />

sostegno popolare, può alimentare la tenacia<br />

di un tale disegno politico.<br />

Di conseguenza, occorre ragionare sul modello<br />

di comunicazione politica della Lega non<br />

già in termini di propaganda di un’ideologia<br />

precostituita, ma in termini di formazione della<br />

linea riformista attraverso una trama molto<br />

fitta di comunicazioni e di consultazioni con<br />

una base attiva che fa da sostegno al progetto<br />

politico in tutte le sue fasi, anche e soprattutto<br />

nei passaggi più difficili, com’è certamente<br />

stata la cancellazione di anni di lavoro politico


dovuta all’esito del referendum.<br />

Occorre anche aggiungere che, al di là della<br />

riforma istituzionale del federalismo fiscale,<br />

le ipotesi di assetto costituzionale di cui oggi<br />

le diverse formazioni politiche sono disposte<br />

a discutere - come ad esempio il superamento<br />

del bicameralismo perfetto - sono molto vicine<br />

proprio alla riforma allora approvata.<br />

<strong>La</strong> conciLiazione degLi opposti<br />

Abbiamo precedentemente usato per la parola<br />

“ideologia”, ma siamo coscienti dell’improprietà<br />

di questo termine nel caso della Lega.<br />

Essa infatti si manifesta, fin dalla sua fondazione,<br />

come un movimento composito che riassume<br />

al suo interno posizioni diversificate che<br />

nella tradizionale geografia politica coprono<br />

tutto l’arco che va da destra a sinistra e dalle<br />

posizione “cattoliche” a quelle laiche.<br />

Il tutto unificato intorno al valore, come abbiamo<br />

detto, del radicamento territoriale e popolare.<br />

<strong>La</strong> Lega Nord vuole unire, partendo dalle regioni<br />

settentrionali, tutti quei cittadini i quali<br />

domandano l’autonomia e il federalismo. Più<br />

recentemente, poi, si interroga sui rapporti da<br />

intrattenere con forme di autonomia territoriale,<br />

come quella siciliana, che riemergono da<br />

una tradizione a lungo sopita.<br />

Per tutte queste ragioni, la Lega tende ad essere<br />

un partito pragmatico e non ideologico, al<br />

cui interno si possono individuare fin dall’origine<br />

diverse sensibilità, che tuttavia non frantumano<br />

l’insieme in quanto non si esprimono<br />

in correnti organizzate.<br />

I politologi hanno individuato, a grandi linee,<br />

le seguenti posizioni, spesso retaggio della<br />

formazione pregressa dei dirigenti e degli<br />

iscritti.<br />

sociaLdemocratici e sinistra popuLista.<br />

Questo gruppo è molto forte in Lombardia<br />

e rappresenta l’originale gruppo fondatore,<br />

che concepiva la Lega Nord come una forza<br />

politica di centro-sinistra (e, per certi aspetti,<br />

socialdemocratica). Quest’area è più attenta<br />

alla giustizia sociale e alla difesa di salari e<br />

pensioni, ed è anche sostenitrice della piccola<br />

e media impresa.<br />

LiberaL-centristi.<br />

L-centristi.<br />

L È talvolta difficile distinguere<br />

questo gruppo dal primo; risulta co-<br />

munque formato da quanti propugnano una<br />

linea politica maggiormente centrista. È particolarmente<br />

forte in Veneto.<br />

Libertari e LiberaLi. Rappresentano l’area<br />

più liberale e riformista del Partito, inclusi alcuni<br />

libertari intransigenti.<br />

cristiano-democratici. Rappresentano<br />

gli iscritti più vicini al cristianesimo democratico,<br />

alla dottrina sociale della Chiesa<br />

e all’economia sociale di mercato: per tali ragioni,<br />

possono essere considerati un ponte<br />

tra l’area più a sinistra e l’area liberale.<br />

conservatori. È l’area di centro-destra<br />

del partito. Il gruppo è più forte in Veneto e<br />

Piemonte che in Lombardia e i suoi membri<br />

sono generalmente forti sostenitori dell’alleanza<br />

con il Popolo della Libertà, nonché delle<br />

posizioni della Chiesa cattolica nelle tematiche<br />

etico-sociali. Inoltre sono istintivamente<br />

filo-americani: alcuni di loro hanno sostenuto<br />

la guerra d’Iraq del 2003.<br />

naziona n Listi. È l’area più a destra del par-<br />

tito. Essi hanno una posizione molto marcata<br />

riguardo le questioni dell’immigrazione. A<br />

differenza della maggioranza del partito essi<br />

si distinguono talora per qualche venatura di<br />

antiamericanismo.<br />

indipendentisti. Ponendosi in una posizione<br />

trasversale, propongono fondamentalmente<br />

l’indipendenza della Padania.<br />

Naturalmente queste “componenti” trovano<br />

in Umberto Bossi una sintesi e una composizione<br />

di tale efficacia da renderle poco distinguibili<br />

all’esterno.<br />

In termini di comunicazione politica la loro<br />

presenza viene però avvertita attraverso posizioni<br />

talora molto radicali che via via vengono<br />

portate all’attenzione della pubblica opinione.<br />

Tutto questo, in termini di comunicazione, è<br />

molto importante perché spiega di volta in<br />

volta l’emergere di una posizione più o meno<br />

marcata e la successiva “mediazione” di essa<br />

nell’ambito della politica generale del partito.<br />

In altre parole, non si tratta di una “marcia indietro”,<br />

e neppure di una resa agli argomenti<br />

del maggiore alleato, ma la maturazione di<br />

una posizione più equilibrata nell’ambito delle<br />

diverse sensibilità del partito stesso.<br />

club italia magazine agosto 77


<strong>La</strong> ma<strong>La</strong>ttia di bossi<br />

e <strong>La</strong> comunicazione ieratica<br />

<strong>La</strong> malattia del capo della Lega ha avuto un<br />

riflesso molto importante sulla comunicazione<br />

di tutto il partito.<br />

In un periodo di personalizzazione della politica,<br />

il venir meno, anche temporaneo, della<br />

presenza del leader può avere conseguenze<br />

molto gravi, fino a compromettere la sopravvivenza<br />

della formazione. Ciò a maggior ragione<br />

per un partito che tanto a lungo si era<br />

identificato con il suo capo, a tal punto che<br />

per una legislatura Bossi fu l’unico a rappresentarla<br />

nel Senato della Repubblica, tanto da<br />

meritare ‘appellativo dialettale “el senatùr”.<br />

Questo rischio, però, nel caso della Lega è<br />

stato efficacemente superato.<br />

In termini di comunicazione bisogna rilevare<br />

che il pericolo di un collasso, di un’implosione<br />

del partito non avvenne durante la lunga<br />

parentesi costituita dall’assenza del capo.<br />

Bisogna subito dire che anche nei momenti<br />

più difficili della sua malattia, quella che<br />

78 a g o s t o c l u b italia magazine<br />

è venuta meno è stata la “voce” del capo,<br />

non la sua guida, saggiamente mediata da<br />

chi gli era più vicino: la moglie innanzi tutto<br />

e alcuni suoi stretti collaboratori da lui stesso<br />

scelti.<br />

Una situazione del genere era stata ben<br />

rappresentata nel film di Akiro Kurosawa<br />

“L’ombra del guerriero”, in cui veniva presentata<br />

una situazione, d’ambientazione medievale,<br />

in cui il venir meno del capo, lungi<br />

dall’indebolire, aveva irrobustito il suo popolo<br />

assediato dal nemico, almeno per un<br />

certo tempo.<br />

Tornando alla Lega, in quello stesso periodo<br />

il partito dimostra di saper far maturare una<br />

classe dirigente forte e coesa, capace di sopperire<br />

alla presenza e all’immagine del leader<br />

e nel contempo mantenendo intatta il suo carisma.<br />

Umberto Bossi viene sempre avvertito presente<br />

come primo anello della catena decisionale,<br />

specie per le scelte strategiche più<br />

impegnative, accrescendo in questo modo il<br />

suo ruolo e preparando il suo ritorno.<br />

<strong>La</strong>sciamo ai politologi di studiare la genesi di<br />

questa classe dirigente. Da punto di vista del<br />

processi di comunicazione non può sfuggire<br />

il rapporto tra radicamento popolare del<br />

partito ed emersione di personalità rappresentative.<br />

I partiti d’opinione e i partiti di plastica devono<br />

mutuare la loro classe dirigente da ambiti<br />

estranei alla politica, come le università, le<br />

aziende, i giornali, ecc.<br />

I partiti che invece alimentano i vivai e sono<br />

comunque collegati alla gente comune mutuano<br />

i leader dal base, per selezione naturale.<br />

Ciò ci induce a riflettere sul “doppio percorso”<br />

della comunicazione della Lega.<br />

<strong>La</strong> sua proposta politica nasce perché stimolata<br />

da un vertice dotato di forte carisma, ma<br />

permane e si irrobustisce per un consenso<br />

molto convinto di una popolazione, capace<br />

di creare nuovi aderenti dotati di convinzioni<br />

profonde che creano nei soggetti una vera<br />

e propria “weltanschauung”, cioè una visione<br />

sociale dotata di una persuasione profonda<br />

della necessità di una crescita civile.<br />

Affiorano così nuovi leader con storie, profili<br />

e sensibilità - diverse corrispondenti del resto


alle diverse “anime” sopra ricordate del partito<br />

- che arricchiscono anche il registro comunicativo<br />

della Lega. E’ in questa fase che<br />

si assiste a una rivalutazione del mezzo televisivo,<br />

ad esempio con diverse presenze di<br />

Roberto Castelli a Porta a porta o con le performance<br />

di Calderoli tra rozzezza di espressione<br />

e finezza intellettuale e istituzionale.<br />

Il rientro di Bossi dà un ulteriore spinta alla<br />

presenza politica della Lega, culminata nel risultato<br />

elettorale alle Europee.<br />

Bisognerebbe condurre uno studio particolare<br />

su quella che oggi si potrebbe chiamare<br />

la “comunicazione oracolare” del leader della<br />

Lega. I postumi della malattia hanno essenzializzato<br />

i suoi interventi.<br />

Ma lungi dal depauperarli, li hanno resi più<br />

incisivi, creando una combinazione tra autorevolezza<br />

ed equilibrio.<br />

<strong>La</strong> Lega, come e più degli altri partiti, ha una<br />

manifestazione di posizioni che potremmo<br />

chiamare “stop and go”: si enuncia un obiettivo<br />

di grande impatto per poi operare una<br />

ragionevole mediazione sui passaggi che lo<br />

possono avvicinare.<br />

L’attuale registro comunicativo di Bossi consente<br />

di mantenere la coerenza rispetto agli<br />

obiettivi politici del partito e insieme di recuperare<br />

sul piano delle relazioni umane i collanti<br />

che rendono salda un’alleanza, com’è<br />

nel caso della conclamata “amicizia” con Silvio<br />

Berlusconi, in nome della quale sono<br />

state composte tante difficoltà, senza che la<br />

cosa venisse avvertita come una mediazione<br />

di convenienza.<br />

In questo senso si avverte anche una capacità<br />

di moderazione progressiva che, al di là di<br />

certi toni, investe l’intero partito sull’esempio<br />

del suo leader e lo rende più vicino alla nostra<br />

tradizione cristiana, anche in momenti di<br />

più aspro contrasto.<br />

un pensiero finaLe<br />

<strong>La</strong> lettura di queste note potrebbe far pensare<br />

a un’interpretazione benevola da parte<br />

dell’estensore di questo articolo.<br />

Debbo subito precisare che qualsiasi compiacenza<br />

sarebbe dannosa sia all’ambizione, da<br />

parte di chi scrive, di analizzare i fatti con suf<br />

ficiente distacco scientifico, sia all’importanza<br />

dell’oggetto stesso del discorso - la comuni<br />

dell’oggetto stesso del discorso - la comunicazione<br />

della Lega - che non si avvantaggerebbe<br />

di un discorso che non fosse basato su<br />

riflessioni autorevoli e dati oggettivi.<br />

Resta però la necessità, quando si affronta un<br />

tema così complesso e delicato e che mobilita<br />

profonde passioni umane e sensi di appartenenza<br />

e, nel contempo, registra profonde<br />

forme di dissenso, di cogliere “le ragioni<br />

dell’interlocutore” e soprattutto di rispondere<br />

alla domanda: come mai la Lega sta raccogliendo<br />

un così largo consenso popolare<br />

proprio nel momento in cui le critiche si fanno<br />

più aspre?<br />

<strong>La</strong> risposta è una sola: vi deve essere una<br />

corrispondenza ideale e pragmatica tra la sua<br />

base e l’azione del partito e vi deve essere<br />

anche una rete di comunicazione in gran<br />

parte alternativa rispetto agli strumenti e ai<br />

modelli tradizionali che alimentano il dialogo<br />

vertice-base nelle tradizionali formazioni<br />

politiche.<br />

Le riflessioni suesposte hanno l’unica ambizione<br />

di esplorare senza pregiudizi forme e<br />

canali di comunicazioni e di relazioni umane<br />

che spieghino un fenomeno politico che merita<br />

la nostra attenzione.<br />

club italia magazine agosto 79


80 agosto club italia magazine<br />

di Anna Rita Chietera<br />

Media Padani:<br />

il mondo dell’informazione leghista<br />

Il Carroccio ed i mezzi di comunicazione. Una rete completa<br />

ed articolata per diffondere le idee e le notizie inerenti al partito<br />

Da piccolo partito padano a grande realtà politica nazionale. <strong>La</strong> Lega ha consolidato la propria<br />

posizione attraverso il carisma dei leader, le sue idee e la concretezza. Fondamentale<br />

nella diffusione dei suoi principi è stato un uso sapiente e sinergico dei mezzi di comunicazione.<br />

Il sito internet della Lega Nord costituisce un organo di raccordo della rete mediatica<br />

creata dal partito.<br />

Questa finestra sull'universo leghista informa i lettori<br />

a proposito dell'impegno politico, delle idee e delle<br />

iniziative, con indicazioni e contatti, volti ad orientare<br />

i visitatori. Cittadini interessati a conoscere meglio la<br />

Lega o curiosi disorientati dal linguaggio politico, accedendo<br />

al sito www.leganord.org, potranno trovare<br />

delucidazioni riguardo al federalismo, alla questione<br />

della sicurezza, della scuola e dell'ambiente. Un'altra<br />

ampia sezione è dedicata alle imprese, al lavoro, alla<br />

famiglia ed allo sport.<br />

Il mondo della<br />

Lega illustrato con chiarezza in tutte le sue declinazioni,<br />

insomma. Il sito internet rappresenta anche un importante<br />

punto di riferimento per il popolo padano. Facilmente<br />

accessibile all'utente, campeggiano sulla “home page”<br />

notizie ed informazioni a proposito delle prossime iniziative<br />

del popolo del Carroccio. Attraverso il sito si può accedere<br />

anche agli altri strumenti di cui si avvale la comunicazione<br />

del partito.<br />

Telepadania, il quotidiano <strong>La</strong> Padania e Radio Padania Libera, sono tutti comodamente fruibili attraverso<br />

link legati la mondo del Carroccio.<br />

Telepadania è la tv della Lega.<br />

Quando è nata, nel 1997, si è proposta<br />

come associazione Etere Padano. L'obiettivo<br />

di questo progetto era di costituire<br />

una nuova realtà televisiva indipendente. A<br />

capo dell'associazione, all'epoca, c'era Marco Formentini. Il suo progetto era quello di contra-<br />

stare il monopolio dell'informazione, diviso tra Rai e Mediaset. Nel 1998, il proprietario di Telecampione,<br />

Raimondo <strong>La</strong>gostena Bassi, propose all'associazione Etere Padano di diffonderne<br />

i contenuti.<br />

Il progetto prese il via definitivamente<br />

nell'ottobre del 1998. <strong>La</strong> nuova iniziativa<br />

si impose subito all'attenzione dei<br />

media.


Anche il canale televisivo si occupa principalmente<br />

di informazione politica. I programmi<br />

proposti riguardano panoramiche sugli interventi<br />

più significativi dei leghisti in Parlamento,<br />

focus sulle iniziative di maggior rilievo,<br />

manifestazioni ed anche aspetti più ludici,<br />

come il concorso di bellezza Miss Padania.<br />

<strong>La</strong> tv della Lega Nord è accessibile attraver-<br />

so il satellite. Per<br />

gli utenti interessati<br />

a sintonizzarsi<br />

su Telepadania,<br />

il sito ha<br />

disposto anche<br />

una pagina con<br />

tutte le informazioni<br />

necessarie.<br />

L'organo d'informazione<br />

per eccellenza<br />

dei leghisti è il quotidiano <strong>La</strong> Padania,<br />

diretto e fondato dal leader del Carroccio<br />

Umberto Bossi.<br />

Il quotidiano di via Bellerio è nato nel 1996,<br />

anche se l'uscita effettiva e regolare nelle edicole<br />

è partita l'8 gennaio del 1997. <strong>La</strong> casa<br />

editrice che pubblica il giornale della Lega<br />

si chiama Editoriale Nord. <strong>La</strong> Padania è anche<br />

un sito internet, attraverso il quale i lettori<br />

possono restare aggiornati costantemente sulle<br />

notizie più importanti della giornata. In seguito<br />

alla fondazione del quotidiano, la Lega<br />

ha avviato un progetto radiofonico, Radio Padania<br />

Libera.<br />

A Milano, sulla frequenza 103. 500 gli ascoltatori<br />

possono ascoltare musica, ma anche programmi<br />

di attualità politica. Gli utenti, inoltre,<br />

hanno la anche la possibilità di intervenire<br />

nel corso di alcune trasmissioni radiofo-<br />

niche. Il rapporto diretto e partecipativo con<br />

niche. Il rapporto diretto e partecipativo con<br />

il pubblico è uno degli aspetti più interessanti<br />

dell'informazione leghista. Proprio per questo,<br />

un partito così attento alle dinamiche della<br />

comunicazione, non poteva certo trascurare<br />

la risorsa dei social<br />

forum.<br />

<strong>La</strong> Lega è su Flickr,<br />

Twitter, Myspace<br />

e, Facebook, rendendosiaccessibile,<br />

anche al mondo<br />

dei più giovani<br />

e di tutti i fruitori<br />

assidui del<br />

web. L'aspetto comunicativo,<br />

oltre<br />

a fornire ottimi risultati sul piano della divulgazione<br />

delle idee e dei progetti, ha anche registrato<br />

numeri molto significativi. Certamente,<br />

l'aspetto della comunicazione ha costituito<br />

uno dei punti di forza di questo partito che,<br />

nel corso degli anni, ha saputo guadagnare<br />

sostegno e consensi.<br />

club italia magazine agosto 81


di Federica Giordani<br />

Telepadania:<br />

il locale per raccontare<br />

il reale<br />

Un progetto nato da una passione e<br />

da un’esigenza, trovare uno spazio<br />

per raccontare la Padania e il suo<br />

partito<br />

Il 12 ottobre 1998, alle otto di sera, nelle<br />

case di molti italiani apparve per la prima<br />

volta sui teleschermi il simbolo di Telepadania.<br />

Nasceva così l’emittente locale legata<br />

al partito della Lega Nord. Obiettivo principale<br />

del progetto, fortemente voluto e sostenuto<br />

dallo stesso Umberto Bossi, quello di contrastare<br />

Rai e Mediaset nella formulazione di<br />

contenuti ed informazione politica.<br />

Ora Telepadania la potete trovare sulla frequenza<br />

11.199 MHz, sul satellite Eutelsat Hotbird<br />

6 Symbol Rate 27500, e su Sky al canale<br />

833. Dal maggio nel 2006 alla guida dell’emittente<br />

c’è Roberto Fiorentini, 45 anni cremasco.<br />

Lo abbiamo incontrato per capire meglio che<br />

cosa è Telepadania e quali saranno i suoi sviluppi<br />

futuri.<br />

Che cosa c’è alla base del progetto di Telepadania?<br />

<strong>La</strong> filosofia di fondo di Telepadania è quella<br />

di dare un’informazione di carattere politico<br />

su molti livelli sull’attività della Lega Nord nel<br />

paese. Un’informazione a tutto campo su ciò<br />

che questo movimento politico fa attivamente.<br />

Per noi l’informazione politica viene prima<br />

di tutto perché siamo in un contesto mediatico<br />

nel quale esistono già i gruppi editoriali spesso<br />

continui ai grandi partiti, mentre è sempre<br />

stato difficile trovare lo spazio giusto per realtà<br />

politiche importanti come la Lega.<br />

82 agosto club italia magazine<br />

Il direttore dell’emittente Roberto Fiorentini<br />

Vogliamo mostrare che cosa fa il partito al di<br />

là delle strumentalizzazioni che spesso vengono<br />

create attorno ad esso e che rischiano, a<br />

volte, di distrarre l’attenzione dall’azione politica<br />

vera.<br />

Qual è il punto di forza dell’emittente?<br />

Il nostro punto di forza è quello certamente<br />

quello di far vedere ed ascoltare quello che<br />

succede nelle aule parlamentari. Ci si dimentica<br />

forse che l’80% dell’azione politica si svolge<br />

proprio lì e spesso nelle grandi televisioni,<br />

al di là di alcuni sporadici casi, non c’è posto<br />

per la presa diretta, per ascoltare interamente<br />

le attività politiche in aula. Il lavoro sulle


agenzie di stampa e le brevi dichiarazioni non<br />

rendono l’idea dell’azione politica.<br />

Quello che dici in aula è ciò che conta, che rimane<br />

nei verbali, ciò su cui ci si basa per realizzare<br />

le leggi del nostro paese. Seguiamo in<br />

particolare il Ministero delle Riforme con Umberto<br />

Bossi almeno una volta alla settimana<br />

per fare il punto politico della situazione.<br />

Quali gli altri temi che Telepadania affronta<br />

ogni giorno?<br />

Senza dubbio quello dell’identità, delle tradizioni<br />

e del servizio ai cittadini. Abbiamo programmi<br />

dedicati al dialetto, per esempio.<br />

Questo inverno abbiamo realizzato una trasmissione<br />

sulle compagnie di teatro dialettali,<br />

una rassegna attraverso la quale abbiamo<br />

ascoltato le voci egli attori, degli organizzatori<br />

sull’importanza della conservazione e valorizzazione<br />

delle proprie tradizioni, della cultura<br />

territoriale.<br />

Abbiamo anche girato alcune puntate all’interno<br />

della casa del Manzoni a Milano con attori<br />

che recitavano le poesie di Porta e Grossi. Un<br />

modo per non dimenticare l’importanza della<br />

poesia milanese nel panorama letterario italia-<br />

Roberto Fiorentini (a destra) ed Andrea Rognoni nella trasmissione Fiori di carta<br />

no e non solo. Ci sono poi molte trasmissioni<br />

che si occupano del territorio.<br />

A breve partirà un format intitolato “Blu Padania”:<br />

ventitré puntate nelle quali ci occuperemo<br />

dei mari che circondano la Padania.<br />

Racconteremo ventitré località che non sono<br />

quelle del turismo di massa, ma grazie alle<br />

quali si potrà meglio conosce il territorio.<br />

Ci saranno ospiti che racconteranno le tradizioni,<br />

le storie che rendono il locale unico e irripetibile.<br />

Un altro aspetto molto importante è<br />

quello dell’identificazione territoriale attraverso<br />

i prodotti tipici: il cibo da sempre è motivo<br />

aggregante e di grande passione. Telepadania<br />

racconta anche il mondo agroalimentare del<br />

territorio, ne andiamo molto fieri.<br />

L’attenzione alle tradizioni e al territorio con<br />

la sua storia e le sua iniziative è una costante<br />

italiana o, a tuo avviso, ha avuto un incremento<br />

negli ultimi anni?<br />

L’attenzione alle tradizioni, alla propria storia,<br />

alla cultura c’è sempre stata, anche se si è assistito<br />

ad un oscuramento di questo aspetto fino<br />

a qualche tempo fa, ma sotto le ceneri tutto rimaneva<br />

in grande fermento.<br />

club italia magazine agosto 83


Marco De Luca conduttore del TG sport<br />

L’Italia è il paese dei Comuni non del grande<br />

Stato e quindi questo tipo di discorso rimane<br />

fondamentale, appena si esce dalla metropoli<br />

questo sentimento è vivissimo.<br />

L’impostazione ideologica secondo la quale il<br />

locale è meno importante del “nazionale”, anche<br />

a livello intellettuale, non è affatto sostenibile.<br />

Anzi, vivere e tradizioni rappresenta in<br />

molti casi un aspetto aggregante, fondamentale<br />

proprio per il diffondersi della cultura stessa.<br />

Come è iniziata la carriera del direttore di<br />

Telepadania?<br />

Io ho iniziato a 17 anni, ero alle scuole superiori,<br />

lavoravo nei giornali locali, poi nel<br />

1990 sono approdato ad una televisione interprovinciale<br />

che lavorava sulla valle Padana<br />

e sono rimasto lì fino al 2000, poi ho lavorato<br />

all’agenzia Agr, come corrispondente sempre<br />

dal territorio padano per il Giorno, per Libero,<br />

e per l’Adnkronos.<br />

All’inizio del 2006 sono arrivato alla Padania<br />

dopo essermi occupato per anni del fenomeno<br />

del terrorismo islamico nelle nostre province<br />

e mi chiamarono proprio per questo.<br />

E nel maggio del 2006 sono stato nominato direttore<br />

di Telepadania. E ora la mia avventura<br />

continua qui.<br />

Quali i tuoi obiettivi e priorità per l’emittente?<br />

<strong>La</strong> mie priorità qui è far parlare i protagonisti<br />

della politica, creando più spazio più alla presa<br />

diretta che al commento, agli editoriali.<br />

Io non amo i “comizi” in video dei direttori,<br />

anzi meno appaio meglio è (sorride sorride ndr). ndr<br />

Ho voluto puntare molto sull’aspetto identitario.<br />

Una trasmissione importante per noi, per<br />

esempio, è “Da nord a nord” nella quale intervistiamo<br />

un protagonista del territorio padano<br />

84 agosto club italia magazine<br />

nei campi più disparati. Poi le innovazioni tecnologiche<br />

sono state importanti. Il nostro sito<br />

web è attivo da due anni e da tre mesi andiamo<br />

in streaming. Forniamo contenuti web sia<br />

per le pagine del sito ufficiale della Lega Nord<br />

sia per il canale ufficiale di You Tube.<br />

Abbiamo molte collaborazione attive con altre<br />

televisioni che vengono a cercare materiale.<br />

Siamo radicati sul territorio e questo fa di noi<br />

una fonte attendibile e ben strutturata.<br />

Come si lavora a Telapadania?<br />

L’ambiente è sereno e poi la redazione di Telepadania<br />

è giovane, l’età media è molto bassa,<br />

io che ho 45 anni sono il più vecchio (ride<br />

ndr). ndr Abbiamo molti ragazzi che lavorano qui,<br />

nella sede di Milano, Torino, Venezia nonché<br />

a Roma per seguire i lavori parlamentari.<br />

Nuovi progetti per il prossimo anni televisivo?<br />

Progetti nuovi ce ne sono molti. Uno fra tutti<br />

a partire da settembre sarà il digitale terrestre<br />

per il quale siamo pronti a livello di contenuti,<br />

perché la produzione della nostra redazione<br />

è ingente.<br />

Sicuramente un obiettivo importante sarà quello<br />

di preparare un format che potrà essere utile<br />

per seguire le elezioni Regionali nella primavera<br />

del 2010. Inoltre stiamo pensando ad<br />

un progetto per raccontare le eccellenze delle<br />

aziende del nord, vorremmo raccontare chi e<br />

come ha fatto grande questa parte d’Italia.<br />

Come sono i telespettatori di Telepadania?<br />

I nostri telespettatori sono tanti e affezionati.<br />

Ogni sera tocchiamo le 600mila unità. Fino<br />

a qualche tempo fa avevamo uno “zoccolo<br />

duro” di ascolto che ora si è allargato molto<br />

grazie ai nostri programmi che per la prima<br />

volta arrivano anche al di là del confine<br />

padano. Abbiamo un ottimo riscontro dal nostro<br />

pubblico.<br />

Ci telefonano, mandano e mail, ma anche lettere<br />

“vecchio stampo” per darci suggerimenti,<br />

o per segnalarci eventi e problematiche. Sono<br />

capitate occasioni in cui le nostre trasmissioni<br />

iniziavano con qualche minuto di ritardo per<br />

problemi puramente tecnici e subito i centralini<br />

venivano presi d’assalto per capire che cosa<br />

succedeva. C’è molto affetto attorno alla nostra<br />

emittente, né sono orgoglioso.


di Pamela Martinoli<br />

“Rimbalza<br />

il clandestino”<br />

<strong>La</strong> strategia in rete del Carroccio passa anche per i videogiochi<br />

è<br />

uno dei giochi di rete sui quali la Lega Nord punta per<br />

coinvolgere gli elettori più giovani. Il giocatore “leghista”<br />

deve difendere l’Italia, evitando agli extracomunitari di<br />

sbarcare sulle coste del nostro Paese.<br />

L’obiettivo del gioco è di mantenere il controllo dei clandestini<br />

che arrivano in Italia.<br />

Durante i vari livelli, delle imbarcazioni toccano a sorpresa il<br />

suolo italiano, e il compito del giocatore è rimandarle indietro.<br />

Allo scadere del tempo, il leghista che avrà respinto tutti i<br />

tentativi di “invasione” potrà proseguire passando al livello<br />

successivo, dove l’intensità dei tentativi di sbarco è più imponente e difficile da arginare.<br />

“Abbiamo deciso di puntare molto sull’interattività e sulla Rete - dichiara l’ideatore del gioco Fa Fa-<br />

bio Betti - cercando di coinvolgere, scherzosamente, i giovani, e di sensibilizzarli su quello che,<br />

in reatà, è un fenomeno reale che affligge le nostre coste”.<br />

“Converti il comunista” ha invece lo scopo di convertire il “triste e logoro comunista in un felice<br />

leghista”, come promette ottimisticamente il gioco. Per far diventare un comunista un elettore<br />

del Carroccio, bisogna stargli il più addosso possibile con il Sole delle Alpi, il simbolo racchiuso<br />

nel contrassegno della Lega Nord, stando attenti ai pomodori che Veltroni e Franceschini tirano<br />

ai “compagni” pentiti.<br />

I due giochi di rete - realizzati dalla Beta Studios - sono scaricabili dalla pagina di Facebook della<br />

Lega Nord Padania - Umberto Bossi, fondata dal figlio del leader leghista, Renzo Bossi.<br />

Due screenshot relativi ai giochi “Rimbalza il clandestino” (a sinistra) e “Converti il comunista”<br />

club italia magazine agosto 85


86 agosto club italia magazine<br />

di Pamela Martinoli<br />

“Barbarossa”,<br />

un film sulla lotta per<br />

l’autonomia dei popoli<br />

Renzo Martinelli narra le gesta epiche<br />

del condottiero Alberto da Giussano<br />

Il triplo dei 300 dei <strong>La</strong>cedemoni che, guidati<br />

da Leonida, si sacrificarono nel 480 a.c. alle<br />

Termopili per difendere Sparta dall’invasione<br />

del re persiano Serse<br />

L’impresa della Compagnia della morte, 900<br />

giovani guidati da Alberto da Giussano, pronti<br />

a immolarsi per difendere il Carroccio, simbolo<br />

dell’unione tra i comuni lombardi contro<br />

l’imperatore Federico I di Svevia, detto “Barbarossa”,<br />

è raccontata dal regista Renzo Martinelli<br />

(foto soto) in un kolossal storico da 30<br />

milioni di dollari, coprodotto da Rai Fiction e<br />

Rai Cinema.<br />

Cast internazionale per la pellicola che narra<br />

le gesta epiche di questi valorosi difensori<br />

dell’autonomia lombarda: Rutger Hauer (l’imperatore<br />

germanico), Raz Degan (Alberto da<br />

Giussano), Kasia Smutniak (Eleonora), Cecile<br />

Cassel (Beatrice di Borgogna), Angela Molina<br />

(Ildegard Von Bilden) e Murray Abraham (nel<br />

film l’infido siniscalco Barozzi).<br />

Un epic-movie realizzato in duplice versione<br />

(una per il grande<br />

schermo e un’altra<br />

per la tv), e fortemente<br />

sostenuto<br />

dalla Lega.<br />

Il film di Martinelli<br />

(la sceneggiatura<br />

è stata scritta con<br />

Giorgio Schottler<br />

e Anna Samueli)<br />

è ambientato<br />

nella Milano del<br />

1158, ricostruita<br />

nei dettagli<br />

in sei mesi<br />

dalla scenografa<br />

Rossella<br />

Guarna per<br />

un costo di<br />

2 milioni di<br />

euro.<br />

I bellissimi costumi<br />

(almeno<br />

un migliaio)<br />

sono stati disegnati<br />

con cura maniacale da Massimo Cantini<br />

Parrini, mentre le musiche sono di Aldo De<br />

Scalzi, fratello di Vittorio, fondatore dei New<br />

Trolls. Per realizzare l’opera sul “Braveheart”<br />

lombardo, Martinelli (che ha esordito alla regia<br />

nel 1993 con “Sarahsarà”, e diretto film<br />

come “Porzûs”, “Vajont”, “Piazza delle cinque<br />

lune” e “Carnera”) ha guidato una troupe di<br />

130 persone, utilizzando 2.500 cavalli arabi e<br />

frisoni e ventimila comparse.<br />

Il cast durante in una pausa durante le riprese


Rutger Hauer interpreta Federico Barbarossa<br />

IL FILM<br />

<strong>La</strong> pellicola narra l’epopea di Alberto da Giussano,<br />

che, alla guida della Lega lombarda costituita<br />

con il giuramento di Pontida del 7 aprile<br />

1167, sconfisse le truppe germaniche il 22<br />

maggio 1176 nella battaglia di Legnano, frustrando<br />

così il sogno di Federico Hohenstaufen<br />

di conquistare le terre del Centro e del<br />

Sud, facendo rivivere l’Impero che fu di Carlo<br />

Magno.<br />

Le gesta dei lùmbard del XII secolo si sovrappongono<br />

a quelle del movimento fondato da<br />

Umberto Bossi, che, non a caso, ha dichiarato:<br />

“Il nuovo Alberto da Giussano sono io”.<br />

Oggi, le “truppe” della Lega Nord combattono<br />

contro “lo Stato dell’Italia centralista”, per guadagnare<br />

quella libertà “che oggi, se necessario,<br />

si conquista anche con la forza”. Perché “è<br />

meglio morire che vivere come schiavi”.<br />

Il leader della Lega ha spiegato che “il Barbarossa<br />

di oggi non è una persona ma uno Stato”,<br />

e che “il valore attuale di una storia come<br />

quella che racconta la fiction su Barbarossa, è<br />

quello della libertà”.<br />

Il film sull’epica vittoria dei comuni lombardi<br />

coalizzati contro l’Impero è attualmente il<br />

fase di postproduzione a Cinecittà. Francesco<br />

Pannofino (il doppiatore di George Clooney,<br />

Denzel Washington, Daniel Day-Lewis e Clive<br />

Owen) darà la voce a Federico Barbarossa,<br />

mentre Adriano Giannini (Heath Ledger, Hugh<br />

Jackman, Joseph Fiennes) doppierà l’israeliano<br />

Raz Degan che interpreta Alberto da Giussano.<br />

Oltre 1000 gli effetti speciali che i maghi<br />

del digitale introdurranno nella pellicola montata<br />

da Osvaldo Bargero, in uscita nelle sale<br />

cinematografiche il 9 ottobre.<br />

Ora restiamo in attesa di vedere se qualcuno<br />

- probabilmente lo stesso Martinelli (che<br />

sta già lavorando al prossimo film sul mistero<br />

del Dc 9 dell’Itavia diretto da Bologna a Palermo,<br />

precipitato misteriosamente la sera del 27<br />

giugno 1980) - raccoglierà l’invito di Bossi di<br />

“portare in tivù anche la storia di San Carlo<br />

Borromeo, e quella del Medeghino, il grande<br />

condottiero milanese del sedicesimo secolo,<br />

fratello di Papa Pio IV”.<br />

Murray Abraham (sopra) è il siniscalco Barozzi, mentre<br />

Raz Degan (sotto) incarnerà l’epica figura di Alberto<br />

da Giussano<br />

club italia magazine agosto 87


88 agosto club italia magazine<br />

di Alessio De Bernardi<br />

Miss Padania


Anche quest’anno l’appuntamento con l’elezione di miss Padania<br />

ha coinciso con l’arrivo della bella stagione, che nell’immaginario<br />

collettivo è vista come una soave fanciulla dispensatrice di armonia.<br />

Dal 1998 nell’Italia Settentrionale si svolge<br />

questa manifestazione patrocinata dalla<br />

Lega Nord e che si affianca ormai, per risonanza<br />

mediatica e importanza comunicativa,<br />

alle grandi selezioni di Miss Italia a Salsomaggiore<br />

e di Miss muretto ad Alassio.<br />

Vincitrice dell’edizione 2009 è stata <strong>La</strong>ura Dora<br />

Mazzei ventiduenne di Seto San Giovanni che<br />

si è aggiudicata anche la fascia di Miss Quotidiano<br />

<strong>La</strong> Padania.<br />

<strong>La</strong> giovane studentessa in Economia, alterna<br />

lo studio all’impegno nell’agenzia di viaggi dei<br />

genitori.<br />

Ma i suoi interessi spaziano in diversi ambiti<br />

ed evidenziano la sua sensibilità e la sua<br />

struttura umana e morale. Ama molto gli animali<br />

e soprattutto i cavalli, infatti è un’ottima<br />

amazzone e pratica l’equitazione a livello agonistico.<br />

Il viso pulito e l’immagine rassicurante di <strong>La</strong>ura<br />

Dora ci riportano ai concorsi di bellezza degli<br />

anni cinquanta e sessanta, quando si puntava<br />

su caratteristiche reali e autentiche, senza<br />

le false correzioni estetiche di oggi.<br />

E’ importante un ritorno ai valori fondamentali<br />

della vita e se consideriamo la bellezza<br />

un valore e non solo una fortuna passeggera,<br />

ben vengano i concorsi di bellezza che fanno<br />

emergere nuove personalità e nuovi talenti.<br />

<strong>La</strong> presenza di Umberto Bossi, che presiede<br />

sempre la giuria, è sinonimo di serietà e correttezza,<br />

due caratteristiche essenziali in un<br />

concorso di bellezza, dove sarebbe troppo facile<br />

puntare sulla raccomandazione o sull’intrallazzo.<br />

Auguriamo a <strong>La</strong>ura Dora un luminoso futuro,<br />

sicuri che saprà percorrere il sentiero della<br />

vita con serietà e consapevolezza.<br />

Da sinistra: Giorgia Moriondo (Miss Sole delle Alpi), <strong>La</strong>ura Dora Mazzei (Miss Padania 2009)<br />

e Jessica Gaia (Miss Camicia Verde)<br />

club italia magazine agosto 89


Miss Padania: l’anima della bellezza di Anna Rita Chietera<br />

<strong>La</strong> parola alle prime due classificate dell’edizione 2009<br />

Bellissime e con una valigia piena di sogni. Ce le immaginiamo così le giovani donne che<br />

scelgono di partecipare ad un concorso di bellezza. D’altra parte, il fascino delle “miss”,<br />

costituisce parte integrante della storia italiana post bellica.<br />

I nostri nonni ed i nostri padri sognavano le curve mozzafiato di Sofia Loren e Gina Lollobrigida.<br />

Oggi, nonostante i canoni estetici siano molto cambiati, i concorsi di bellezza continuano a<br />

solleticare l’immaginazione e a costituire un trampolino di lancio per molte ragazze. Non solo<br />

Miss Italia. Manifestazioni di questo tipo, nel corso degli anni, sono andate moltiplicandosi, dando<br />

vita ad un coacervo di fasce, scettri e corone.<br />

Una novità degli ultimi anni è il concorso ideato dalla Lega Nord, Miss Padania.<br />

Il concetto è semplice: eleggere una reginetta che incarni l’ideale femminile dell’Italia settentrionale.<br />

Che sia un’algida bionda o una procace mora, poco importa.<br />

<strong>La</strong> bellezza della miss sarà giudicata in base alle sue gambe chilometriche, al portamento leggiadro,<br />

alla sua simpatia, ma soprattutto alla capacità di interpretare le caratteristiche salienti della<br />

sua terra d’origine.<br />

Parola di Miss Padania<br />

Per arrivare a cogliere il vero cuore della manifestazione<br />

è senz'altro più opportuno dare<br />

la parola a chi ha partecipato in prima persona<br />

all'emozionante gara di bellezza. Nessuno<br />

meglio della vincitrice in carica può testimoniare<br />

il valore della fascia che indossa.<br />

<strong>La</strong>ura Dora Mazzei è una ragazza con i piedi<br />

per terra. Con la freschezza dei suoi 22 anni<br />

ha affrontato la partecipazione al concorso<br />

come un “gioco”.<br />

Una scelta importante per il suo futuro l'ha<br />

già fatta qualche anno fa, quando ha deciso di<br />

iscriversi all'università dove studia economia e<br />

gestione d'impresa.<br />

<strong>La</strong>ura è una ragazza vitale e sicura e ha ben<br />

chiari i suoi obiettivi<br />

Perché una studentessa di economia sceglie<br />

di partecipare ad un concorso di bellezza?<br />

Per crearsi un'opportunità in più, nessuna strada<br />

deve essere lasciata intentata.<br />

Hai scelto un corso di laurea impegnativo,<br />

quali sono i tuoi obiettivi futuri?<br />

<strong>La</strong> mia famiglia gestisce un'attività e nel mio<br />

futuro ho sempre considerato concreta la possibilità<br />

di lavorare con i miei, per me sarebbe<br />

una grande opportunità.<br />

Quindi, per te è importante diventare una<br />

donna realizzata nella sua carriera...<br />

Al giorno d'oggi la donna porta i pantaloni.<br />

90 agosto club italia magazine<br />

Però è ovvio,<br />

è difficile conciliare<br />

questa<br />

aspirazione<br />

con l'impegno<br />

della famiglie<br />

e delle<br />

faccende<br />

domestiche.<br />

Il rischio è<br />

di non avere<br />

tempo a sufficienza<br />

per se<br />

stessi. è difficile,<br />

ma credo<br />

che sia una<br />

condizione<br />

comune alla<br />

maggior parte<br />

delle donne.<br />

<strong>La</strong>ura Dora Mazzei<br />

A proposito di famiglia: Miss Padania vuole<br />

una sua famiglia o per ora di gode il successo?<br />

Chiaramente non si tratta di una decisione da<br />

prendere a cuor leggero, perché non ci si può<br />

sposare con il primo che capita. Il mio ideale<br />

è quello di una famiglia solida, di quelle in<br />

cui le coppie sono unite da un legame inossidabile.<br />

D'altronde sono cresciuta con l'esempio dei<br />

mie nonni, che hanno trascorso una vita intera<br />

insieme.


Adesso mio nonno non c'è più, ma il loro è stato<br />

un rapporto solido e duraturo, come quello<br />

dei miei genitori. Sono questi i miei modelli.<br />

Perciò è ovvio che io pensi al matrimonio, ma<br />

comunque “vado con i piedi di piombo”.<br />

Tra le ragazze che partecipano ai concorsi c’è<br />

rivalità, oppure solo una sana competizione?<br />

Direi una sana competizione. Poi, è ovvio, siamo<br />

donne e, volendo essere obiettivi, credo<br />

che tra noi ci sia sempre una forma di rivalità.<br />

Non è che ci si prenda per capelli, anche perché<br />

siamo persone abbastanza mature. Però<br />

la competizione è inevitabile in un concorso<br />

di questo tipo.<br />

Esistono legami di amicizia tra le aspiranti<br />

Miss?<br />

Sì, in realtà con la seconda classificata al concorso,<br />

capita che ci si veda. Ed anche con un<br />

altro paio di ragazze. Quello che mi ha sorpreso<br />

è che queste amicizie si siano consolidate<br />

dopo il concorso.<br />

Parola di Miss TelePadania<br />

Benedetta Pastore Falghera, invece, è stata<br />

eletta “Miss Telepadania” 2009. Questa splendida<br />

ragazza ha già acquisito una certa notorietà<br />

perché subito dopo il concorso è stata<br />

scelta come inviata per il programma di Rai 2<br />

“Grazie dei Fiori”.<br />

Benedetta è spigliata, parla con tutti senza problemi<br />

ed è un autentico vulcano. Non solo. è<br />

anche una ragazza piena di sorprese. Se la sua<br />

esperienza di Miss non avesse dato risultati altrettanto<br />

folgoranti – ci ha confidato – avrebbe<br />

voluto diventare criminologa. Andiamo a<br />

conoscerla.<br />

Benedetta, quali sono i pro ed i contro della<br />

notorietà?<br />

Sto vivendo un momento meraviglioso e guardo<br />

con molta curiosità al mondo dello spettacolo.<br />

Quello che vedo mi affascina, ma cerco<br />

di tenere sempre bene gli occhi aperti.<br />

Soprattutto, non mi butto a capofitto in qualsiasi<br />

proposta mi venga fatta. Credo sia giusto<br />

scegliere con attenzione, soprattutto perché<br />

alcune situazioni mi infastidiscono.<br />

Prima non c'era stato modo di parlarsi, pro<br />

babilmente. Successivamente, invece abbiamo<br />

approfondito i nostri rapporti e ci siamo trovate<br />

bene insieme.<br />

In che modo senti di incarnare gli ideali del<br />

“popolo padano”?<br />

Lo scopo del concorso è quello di individuare,<br />

non solo una bella ragazza, ma anche una<br />

persona dotata di una certa personalità. <strong>La</strong> mia<br />

impressione è che si cerchi un tipo di bellezza<br />

semplice, la classica ragazza della porta accanto.<br />

Da questo punto di vista è un po' riduttivo<br />

definire questa manifestazione un semplice<br />

concorso di bellezza.<br />

Nel corso della rassegna si cerca anche di fare<br />

emergere altre qualità. Per esempio, il colloquio<br />

di selezione è fortemente improntato sul<br />

dialogo. Questo mi ha fatto pensare di essere<br />

stata scelta anche perché sono una persona<br />

aperta, socievole e disinvolta.<br />

Credo che abbiano valutato il mio carattere,<br />

oltre all'aspetto fisico.<br />

Per esempio?<br />

Concederei dif- dif<br />

ficilmente un’intervista<br />

ad un<br />

giornale specializzato<br />

in gossip<br />

e cronaca rosa.<br />

Non capisco che<br />

interesse abbia<br />

la gente a curare<br />

gli affari degli<br />

altri. Non ho<br />

mai acquistato<br />

riviste patinate.<br />

Davvero, sono<br />

cose che non mi<br />

interessano. Benedetta Pastore Falghera<br />

Eppure la maggior parte della gente non disdegna<br />

il gossip...<br />

è davvero una cosa che non riesco a capire.<br />

Ci sono tante cose importanti di cui occuparsi,<br />

non solo nella propria vita privata, ma anche<br />

per quanto riguarda la cronaca e l’attuali-<br />

club italia magazine agosto91


tà. Non ci si può perdere in questi argomenti<br />

inutili...<br />

Il lavoro, in effetti, ti impegna abbastanza. Sei<br />

anche co-conduttrice della trasmissione che<br />

segue le selezioni di Miss Padania 2010...<br />

Sì, è un’esperienza bellissima e poi, non posso<br />

fare a meno di rivedermi nelle aspiranti miss.<br />

Provo per loro un forte sentimento di tenerezza.<br />

Le ragazze mi chiedono consigli ed io cerco di<br />

dare ad ognuna il giusto suggerimento. Quello<br />

che però cerco di far capire a tutte è che sia<br />

sbagliato prendersi troppo sul serio. Il concorso<br />

di bellezza è un gioco e come tale deve essere<br />

affrontato.<br />

Solo così si può trarre davvero il massimo da<br />

questa esperienza. Se la competizione dovesse<br />

prendere il sopravvento, non penso che le<br />

Tante fasce per premiare la bellezza<br />

92 agosto club italia magazine<br />

ragazze conserverebbero un bel ricordo della<br />

manifestazione. L’ansia e la tensione la farebbero<br />

da padrone ed è un atteggiamento che<br />

reputo sbagliato.<br />

Dietro l’aspetto attraente di queste ragazze, ci<br />

sono solidi ideali ed i sogni e le aspirazioni<br />

comuni a tutte le giovani donne. Queste ragazze<br />

non lasciano nulla alla regola generale<br />

che vorrebbe le Miss “belle, ma un po’ stupidine”.<br />

Al contrario, l’impressione è che queste<br />

ragazze siamo piene di spirito e padrone<br />

di se stesse.<br />

Una dimostrazione del fatto che è soprattutto<br />

la personalità a rendere una donna interessante.<br />

In questo, non c’è dubbio, gli organizzatori<br />

di Miss Padania hanno centrato in pieno<br />

l’obiettivo.<br />

Il concorso patrocinato dalla Lega Nord, riconosce in Umberto Bossi il vero promotore della<br />

manifestazione. Nel 2009 la “kermesse” è giunta alla sua undicesima edizione. In realtà, però,<br />

l’esordio non ufficiale dell’evento risale al 1997.<br />

A vincere l’ambita fascia, quell’anno, fu la 27 enne Paola Cantamessa. Oltre al titolo di Miss Padania,<br />

sono molte la fasce che gli organizzatori hanno istituito negli anni.<br />

Tra le bellezze del Nord Italia vengono elette ogni anno anche “Miss Sole delle Alpi” e “Miss Camicia<br />

Verde”. Altra ambitissima fascia è quella de “<strong>La</strong> Mia Miss”, ossia la reginetta scelta dai lettori<br />

del quotidiano “<strong>La</strong> Padania”. Ma non è finita qui.<br />

Abbiamo ancora, “Miss Informazione Libera” per colei che<br />

incarna attraverso la propria curiosità intellettuale, l’ideale di<br />

un’informazione lontana da condizionamenti e pressioni.<br />

Il giudice designato per eleggere la reginetta di questa categoria<br />

è il direttore del Tg 4, Emilio Fede.<br />

Un altro premio legato al mondo dell’informazione è quelli<br />

di Miss Telepadania.<br />

<strong>La</strong> vincitrice di questo titolo deve avere come requisito una<br />

spiccata telegenia, ma anche un volto che possa risultare familiare<br />

e rassicurante per i telespettatori della nota emittente<br />

locale.<br />

Oltre al mondo dei media, il concorso guarda con interesse<br />

anche al benessere psicofisico.<br />

Per questa ragione la manifestazione premia anche “Miss<br />

Sport Padania”.<br />

Tra le altre fasce, ricordiamo anche quella di “Miss Radio Padania”,<br />

“Miss Quotidiano <strong>La</strong> Padania”, “Miss Pascal”, riconoscimento<br />

attribuito alla bellezza dell’anima,” Miss Innovazione”,<br />

“Miss Linea Sprint” e “Miss Odeon”.<br />

Emilio Fede e Iva Zanicchi


Miss Padania: le sedi delle Selezioni<br />

ALBENGA (SV)<br />

Nel cuore della Riviera di Ponente troviamo<br />

Albenga, piccola cittadina rivierasca con circa<br />

23.588 abitanti.<br />

Il nucleo antico della città di Albenga occupa<br />

la parte estrema della piana formata dal fiume<br />

Centa. Albenga è uno scrigno da aprire e scoprire<br />

in tutte le sue bellezze; è una città d’arte<br />

destinata ad avere un ruolo da protagonista<br />

sul palcoscenico della cultura mondiale.<br />

Si nascondono tesori ovunque, dal passato<br />

emergono le antiche torri, le mura medievali,<br />

i monumenti, il Battistero, la Cattedrale, i<br />

palazzi nobiliari e diversi<br />

edifici religiosi.<br />

Anche il freddo cuore<br />

sotterraneo custodisce<br />

reperti archeologici<br />

unici al<br />

mondo.<br />

I fondali del mare di<br />

Albenga conservano<br />

ricordi importanti<br />

per ricostruire i traffici<br />

commerciali di un<br />

tempo.<br />

Dall’Isola Gallinara,<br />

che interrompe lo<br />

sguardo di chi ricerca<br />

l’orizzonte, fa capolino<br />

una torre del cinquecento<br />

eretta sui<br />

resti di un antico monastero<br />

benedettino.<br />

94 dicembre club italia magazine<br />

di Carol Chiodi<br />

Tutte queste ricchezze sono l’onore e l’onere<br />

dei tempi moderni, dove è necessario conservare<br />

al meglio e valorizzare quanto ricevuto<br />

in eredità da un generoso passato.<br />

Durante l’anno Alberga offre due manifestazioni<br />

tematiche ormai radicate nella tradizione:<br />

“Fior d’Albenga”, dove sono previste iniziative<br />

floreali che coinvolgono tutto il centro<br />

storico e “C.I.P. & V.I.P. - Verdure in Piazza<br />

e Cuochi in Piazza” due eventi che han-<br />

no come tema principale la promozione dei<br />

quattro prodotti tipici di Albenga (carciofo<br />

spinoso, asparago violetto, zucchina trombetta<br />

e pomodoro cuore di bue).<br />

Il centro storico diventa ogni anno una vetrina<br />

espositiva, dove si possono apprezzare i<br />

prodotti ortofrutticoli tipici della terra ligure<br />

come ad esempio il carciofo violetto.<br />

Come da tradizione i prodotti locali vengono<br />

esaltati e cucinati dai migliori chef nei ristoranti<br />

e piazze della città.


ANDORA (SV)<br />

Andora è l’ultima cittadina nell’estremo ponente<br />

della provincia di Savona e si trova sulla<br />

costa tra Capo Mele e Capo Cervo.<br />

Da un’economia basata principalmente<br />

sull’agricoltura sviluppata nel suo ampio entroterra,<br />

la città ha assunto una sua identità turistica<br />

negli ultimi 30 anni, creando una nuova<br />

economia. Di grande interesse storico il nucleo<br />

medievale di frazione Castello, che comprende<br />

il castello-fortezza fatto costruire dai<br />

Marchesi di Clavesana nel XII secolo e la chiesa<br />

dei Santi Giacomo e Filippo in stile tardo<br />

romanico-gotico.<br />

l sito è uno dei più importanti, suggestivi e<br />

meglio conservati complessi monumentali di<br />

tutta la Liguria.<br />

E’ dotata di un porto turistico all’avanguardia,<br />

situato a levante, all’ingresso della città, e di<br />

numerose strutture sportive. <strong>La</strong> nuova frontiera<br />

del turismo per Andora, tra mare e collina,<br />

promuove soprattutto l’ambiente.<br />

Essa si sviluppa tra l’ “Oasi del Merula”, una<br />

zona protetta e ricca di fauna alla foce del torrente<br />

Merula, che divide in due il paese, ed il<br />

“Santuario dei cetacei”. Andora, e più in generale<br />

la Riviera ligure, sono territori da “esplorare”<br />

ben oltre i soliti, collaudati itinerari turistici.<br />

Andora è infatti molto di più delle sue stupende<br />

spiagge di sabbia dorata dolcemente degradanti<br />

verso un mare limpido e pulito, del<br />

suo golfo incantevole tra Capo Mele e Capo<br />

Mimosa, del suo bellissimo porto turistico. E’<br />

tradizione, storia, ma anche evasione, cibo,<br />

sport, natura in un atmosfera ricca di forti profumo<br />

e sapori.<br />

Nel cuore della Riviera, diventa meta ideale per<br />

una vacanza balneare in estate o per una vacanza<br />

sportiva e contemporaneamente rilassante<br />

nell’altra stagione: ciclismo, diving, vela, wind<br />

surf, trekking, passeggiate nell’entroterra.<br />

Qui si possono gustare i piatti tipici della tradizione<br />

ligure dove olio, olive, basilico, erbe<br />

aromatiche, carciofi, pomodori e vini locali si<br />

trasformano in menù profumati e saporiti da<br />

gustare dopo una giornata all’aria aperta.<br />

club italia magazine agosto 95


APPIANO GENTILE (CO)<br />

Appiano Gentile è un antico borgo che sorge<br />

a cavallo tra la Provincia di Como e quella<br />

di Varese, ai margini del Parco della Pineta<br />

e Tradate.<br />

Il borgo fece parte della regione del Seprio, di<br />

cui rappresentò la pieve più orientale.<br />

Alla fine del XIII secolo fu conquistato dai Visconti,<br />

entrando così a far parte del Ducato di<br />

Milano fino all'epoca napoleonica, e successivamente<br />

dopo essere stato annesso al Regno<br />

d'Italia, fu accorpato alla Provincia di Como.<br />

Sul territorio comunale sono stati rinvenuti alcuni<br />

reperti di epoca golasecchiana, ora esposti<br />

al Museo Civico di Como, mentre sono<br />

attualmente presenti diverse opere di particolare<br />

interesse storico-artistico come la Chiesa<br />

di Santo Stefano con opere del Nuvolose e di<br />

Isidoro Bianchi, la Chiesa della Fontana con<br />

affreschi seicenteschi, la Chiesa di San Bartolomeo<br />

al Bosco in stile romanico e il Santuario<br />

della Madonna del Montecarmelo.<br />

Appiano Gentile è altresì rinomata per il Parco<br />

Pineta, una foresta di pianura radicata nel<br />

territorio, viva e ricca di naturalità, di attività<br />

forestali agricole e sociali.<br />

E' questo il principale contenuto ambientale e<br />

l'orizzonte di attività del Parco che agisce nella<br />

tutela e gestione di un patrimonio naturale,<br />

eredità e risorsa allo stesso tempo.<br />

96 agosto club italia magazine<br />

Molte specie animali e vegetali hanno qui la<br />

loro residenza.<br />

I boschi del parco sono un’importante traccia<br />

verde dell’antica selva padana e costituiscono<br />

una penisola naturale, un cuore silvestre<br />

che si incunea nel tessuto più urbanizzato<br />

della pianura.<br />

Un punto sorgente fondamentale della rete<br />

ecologica lombarda in cui l'attività di amministratori,<br />

dipendenti e volontari, giornalmente<br />

cerca di tessere un complesso arazzo umano<br />

e naturale che conservi e migliori il territorio.<br />

Per gli amanti dello sport Appiano Gentile offre<br />

la possibilità di trascorrere indimenticabili<br />

ore giocando a golf, immersi nel verde del<br />

Parco Pineta, lontani da strade, rumori e dallo<br />

stress quotidiano.<br />

Il paese comasco è celebre in Italia perché<br />

sede del centro di allenamento della squadra<br />

di calcio F.C. Internazionale (Inter) "Angelo<br />

Moratti", detto anche "Pinetina", che si trova<br />

sul confine tra Appiano e Veniano.


ARENZANO (GE)<br />

Arenzano, situata sulla costa<br />

della Riviera ligure di ponente,<br />

con il suo mare blu è il primo<br />

benvenuto a chi si affaccia sulla<br />

Liguria provenendo dal Passo<br />

del Turchino.<br />

Per la sua posizione è facilmente<br />

raggiungibile in poco tempo<br />

dai principali centri del Nord -<br />

Ovest e dista solo 24 km da Genova.<br />

Secondo le fonti storiche le origini<br />

di Arenzano sono legate ad<br />

uno stanziamento romano dei<br />

primi secoli dopo Cristo, in epoca<br />

tardo imperiale. Intorno al medio evo il piccolo<br />

borgo era diviso in due parti: Arenzano<br />

“sottana”, fra il mare e la collina, e Arenzano<br />

“soprana”, rappresentata dalla zona di Terra-<br />

Alba (terra bianca) da cui la località prendeva<br />

il nome a causa della presenza di giacimenti di<br />

tufo affioranti a poca profondità.<br />

Dal punto di vista turistico Arenzano offre ai<br />

suoi visitatori diversi itinerari da esplorare a<br />

piedi o in bicicletta, come la passeggiata dotata<br />

di pista ciclabile che collega la cittadina con<br />

il comune di Cogoleto, mentre nell’entroterra<br />

gli appassionati possono godere di vari percorsi<br />

di trekking.<br />

Per chi ama invece le immersioni, ad un miglio<br />

e mezzo dal porto di Arenzano si trova il<br />

relitto della superpetroliera Haven, affondata<br />

nel 1991 ed oggetto di numerose escursioni<br />

subacquee.<br />

Nel 2008 nel comune ligure è stata inaugurata<br />

la prima palestra subaquea, ad oggi l’unica<br />

in Italia, a 15 metri di profondità e per un’area<br />

complessiva di 1.200 metri, utile per chiunque<br />

volesse esercitarsi.<br />

Ogni anno nel suggestivo borgo vengono organizzate<br />

feste ed eventi che attirano visitatori<br />

e turisti da ogni parte del mondo;<br />

la più rinomata è sicuramente la Marcia<br />

Internazionale Mare&Monti, che richiama<br />

marciatori di ogni nazionalità, e proprio<br />

in questa occasione vengono proposte<br />

parate, incontri culturali e feste in<br />

piazza mentre durante le feste patronali<br />

dei santi Nazario e Celso le strade vengono<br />

invase da bancarelle di tutti i generi;<br />

le tradizionali sfilate processuali si<br />

snodano per le vie del paese e la sera<br />

i fuochi artificiali illuminano la cittadina<br />

a giorno.<br />

club italia magazine agosto 97


BESOZZO (VA)<br />

Besozzo è situato tra le colline che si estendono<br />

tra il lago di Varese e il lago Maggiore.<br />

Il suo nucleo antico, situato nella parte alta<br />

del borgo, presenta notevoli punti di interesse<br />

storico e artistico.<br />

In particolare le diverse case patrizie dei secoli<br />

XVI-XIX che si scorgono lungo le vie centrali<br />

di Besozzo superiore conservano interessanti<br />

elementi architettonici: portali, cortili, colonnati,<br />

decorazioni, scaloni, giardini.<br />

Davanti al nucleo denominato<br />

Castello, che si contraddistingue<br />

per l’elegante torre d’ingresso<br />

tardo rinascimentale,<br />

sorge Palazzo Adiamoli, caratterizzato<br />

dall’elegante cortile<br />

con decorazioni e balconcini<br />

settecenteschi.<br />

Tra i due edifici, nel parco,<br />

sussiste l’antica torre medievele<br />

del primitivo castello,<br />

in muratura a vista, che<br />

domina la sottostante vallata.<br />

Sulla collina di fronte al castello<br />

sorge il nucleo religioso di<br />

Besozzo, formato dalla seicentesca<br />

chiesa dei SS.Alessandro<br />

e Tiburzio, un notevole documento<br />

storico e artistico.<br />

98 agosto club italia magazine<br />

Il restauro attuale ha evidenziato e reso più<br />

leggibili le sue caratteristiche seicentesche<br />

che, con gli adiacenti edifici canonicali e il sovrastante<br />

oratorio di S.Nicone, al quale si accede<br />

per una salita affiancata dalle edicole<br />

della Via Crucis, creano un indissolubile nucleo<br />

religioso.<br />

<strong>La</strong> chiesa prepositurale, dalle eleganti forme<br />

del barocco lombardo, presenta un’unica navata<br />

con cappelle laterali poco profonde e un<br />

vasto presbiterio.<br />

Notevoli gli elementi artistici; da quello della<br />

Madonna del Rosario con esuberanti decorazioni<br />

a stucco, al marmoreo altare maggiore,<br />

opera settecentesca della bottega dei Buzzi<br />

di Viggiù.<br />

Nell’oratorio di S.Nicone, si venera il corpo<br />

del Beato, conservato in una pregevole urna<br />

sull’altare maggiore.<br />

Due cappelle laterali ornano la navata e le pareti<br />

presentano decorazioni prospettiche settecentesche<br />

dei Baroffio. Nella contrada di<br />

S.Antonio, tra gli angoli più suggestivi di Besozzo<br />

superiore si conserva l’antica chiesa di<br />

S.Antonio, attualmente in condizioni precarie<br />

e quindi chiusa al pubblico.<br />

L’abitato di Besozzo inferiore, più moderno e<br />

centro della vita commerciale, è sorto attorno<br />

agli antichi mulini, folle e segherie sul Bardello,<br />

il torrente che attraversa Besozzo.


CARAVAGGIO (BG)<br />

Caravaggio, piccolo centro della provincia di<br />

Bergamo, conta circa 11.928 abitanti; nel Medioevo<br />

fu centro fortificato nella lotta contro<br />

Milano, come possesso veneziano.<br />

Dopo il 1448, sotto Francesco Sforza, passò<br />

nel dominio milanese. Fu saccheggiata nel<br />

1524 dalle truppe di Giovanni dalle Bande<br />

Nere e nel 1629 dalle truppe imperiali. Nel<br />

1532 fu eretta in marchesato da Francesco II<br />

per il figlio illegittimo di Ludovico il Moro,<br />

Giampaolo.<br />

Caravaggio non ha visitatori occasionali; le<br />

visite turistiche, se così possiamo chiamarle,<br />

sono per la quasi totalità visite di pellegrini<br />

che al Santuario portano il loro tributo devozionale.<br />

Caravaggio è sempre stata identificata<br />

agli occhi del ‘forestiero’ come la città del<br />

Santuario; o, in aggiunta, come la città natale<br />

di Michelangelo Merisi, il quale peraltro non<br />

ha lasciato in questa stessa sua città segni della<br />

sua opera.<br />

Ma è anche vero che Caravaggio ha qualche<br />

cosa di più da offrire allo sguardo del pellegrino,<br />

del visitatore.<br />

Basta muoversi un poco verso la città e già sul<br />

viale si potrà incontrare un complesso monastico<br />

ricco di storia e bellezza.<br />

Tra i vari monumenti, il più noto è il Santuario<br />

Mariano, eretto nel sec. XV e ampliato nel<br />

1575 su progetto di B. Tibaldi in una mole<br />

grandiosa, che fu compiuta nel sec. XVIII.<br />

Sono inoltre notevoli la chiesa di S. Fermo e<br />

Rustico (1429), che possiede una bella cappella<br />

rinascimentale, affrescata da B. Campi<br />

(1522-1591), e la chiesa di S. Bernardino, af- af<br />

frescata da F. Prata (1531), con portico del Rinascimento.<br />

Caravaggio fu patria, fra l’altro, di Polidoro,<br />

allievo di Raffaello e di Michelangelo Merisi<br />

detto il Caravaggio e di numerosi architetti e<br />

scultori.<br />

A Caravaggio è inoltre possibile gustare gli ottimi<br />

oiatti tipici della tradizione bergamasca,<br />

semplici e genuini come il riso bollito nel latte,<br />

le uova sode con cicorino e il salame nostrano.<br />

Tra i dolci più caratteristici non si può dimenticare<br />

il biciulàt de la nóna, un buccellato<br />

(ciambella dolce) realizzato con farina, uova<br />

fresche, burro, zucchero e scorza di limone.<br />

club italia magazine agosto 99


CORTEMILIA (CN)<br />

Cortemilia, situata nella provincia di Cuneo,<br />

è una città con una storia millenaria. Anticamente<br />

nominata Cohors Aemilia, questa zona<br />

è sempre stata un punto di forte interesse, ed<br />

è oggi una delle mete più visitate delle <strong>La</strong>nghe.<br />

Il suo antico centro storico, ricco di abitazioni<br />

e di porticati medievali, è diviso in due borghi<br />

dal passaggio del fiume Bormida. Il borgo<br />

di San Pantaleo, sulla sponda destra, e il borgo<br />

di San Michele, su quella sinistra, sono uniti<br />

da una passerella in ferro, localmente denominata<br />

la pontina.<br />

L’antico centro storico contiene alcuni elementi<br />

importanti: colonne e capitelli di tipologia<br />

romanica nella prima parte dei portici di via<br />

Dante Alighieri, seguiti da archi ogivali; l’edificio<br />

della Pretura, del XIV secolo, restaurato<br />

dopo l’alluvione del 1994, che ospita la Biblioteca<br />

Civica e il centro direzionale dell’Ecomuseo<br />

dei Terrazzamenti e della Vite.<br />

Cortemilia è sicuramente famosa per il suo<br />

prodotto tipico: la nocciola, a cui è dedicata<br />

una manifestazione l’ultima settimana di agosto.<br />

Dei quasi settemila ettari coltivati a nocciola<br />

in provincia di Cuneo, più di un terzo si trova<br />

100 agosto club italia magazine<br />

nelle <strong>La</strong>nghe, con punte record nel cortemiliese,<br />

per una produzione complessiva di quasi<br />

80 mila quintali l’anno.<br />

<strong>La</strong> varietà presente sul territorio è la Tonda<br />

Gentile delle <strong>La</strong>nghe, apprezzata per la delicatezza<br />

del suo sapore.<br />

In effetti già nel secolo scorso i pasticceri<br />

torinesi avevano scoperto i pregi<br />

organolettici della nocciola e l’avevano<br />

inserita come ingrediente essenziale in<br />

quel particolare tipo di cioccolato noto<br />

con il nome di gianduia.<br />

Da allora è stato un crescendo di consensi<br />

e la richiesta di materia prima ha<br />

spinto gli agricoltori, negli anni Trenta,<br />

a piantare i primi alberi da noci di una<br />

certa estensione. Dalla nocciola l’industria<br />

dolciaria ricava cioccolato, gelati e<br />

dolci.<br />

In pasticceria si sfornano le famose torte<br />

di nocciole, dolci sublimi che chiudono<br />

ogni pranzo nelle <strong>La</strong>nghe e nel<br />

Roero, abbinati ad una coppa di Asti<br />

o di Moscato d’Asti. Senza dimenticare<br />

che la nocciola è il prodotto base di<br />

dolci simbolo del Piemonte come il torrone<br />

ed il gianduiotto.


FUBINE (AL)<br />

Fubine è un piccolo paese del Basso Monferrato,<br />

situato in provincia di Alessandria a 17<br />

Km dal capoluogo piemontese. <strong>La</strong> sua popolazione<br />

attuale è di circa 1700 abitanti e aveva<br />

raggiunto il massimo (quasi 4000 abitanti),<br />

all’inizio del Novecento.<br />

Il comune fino al secondo dopoguerra era articolato<br />

solo attorno al centro storico arroccato<br />

sulle prime colline del Monferrato, che si af<br />

facciano sulla pianura del Tanaro e solo in seguito<br />

si è allargato a valle.<br />

L’abitato principale è tuttavia disposto intorno<br />

ad un’altura al culmine della quale è collocata<br />

la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta,<br />

affiancata dall’alto campanile simbolo della<br />

cittadina.<br />

Passeggiando fra i vicoli che costituiscono il<br />

cuore del centro storico fubinese ci si trova<br />

nella piazza della Chiesa dietro al monumento<br />

ai Caduti sia della prima che della seconda<br />

guerra mondiale, dove sorge il Palazzo comunale<br />

ed a lato la Casa Pane, dimora settecentesca.<br />

Proseguendo lungo la via collinare intitolata<br />

a Michele Pavaranza, si giunge al Palazzo Bricherasio<br />

un castello con parco appartenuto ai<br />

conti Cacherano di Bricherasio, antichi signori<br />

del luogo.<br />

Il maniero, che è stato in tempi successivi ristrutturato,<br />

è ora adibito a casa di riposo per<br />

anziani.<br />

Di particolare rilievo storico-artistico è anche<br />

il monumento sepolcrale di Emanuele Cacherano<br />

di Bricherasio, realizzato dallo scultore<br />

Leonardo Bistolfi e situato nella Cappella Bricherasio,<br />

in località Cappuccini.<br />

Durante il periodo estivo Fubine è sicuramente<br />

considerata meta d’interesse ma anche in<br />

altre stagioni dell’anno non mancano le occasioni<br />

per partecipare a fiere e sagre enogastronomiche,<br />

come quella famosa degli asparagi<br />

nella metà di maggio.<br />

Fubine vanta un gruppo musicale particolare,<br />

I Sunador dal Ravi la cui particolarità è quel quel-<br />

la di suonare zucche svuotate al loro interno<br />

(ravi, nella lingua locale) per accompagnare<br />

canzoni in dialetto.<br />

club italia magazine agosto 101


LEZZENO (CO)<br />

Lezzeno è un piccolo borgo che si trova sulla<br />

riva del <strong>La</strong>rio, sulla strada che da Como si snoda<br />

verso Bellagio.<br />

Nonostante il centro urbano conti solo 2.071<br />

abitanti, Lezzeno si sviluppa lungo la costa<br />

per 7 km rendendolo così il paese più esteso<br />

del lago di Como.<br />

102 agosto club italia magazine<br />

Dopo la frazione villa, nell’ultimo tratto di<br />

strada prima di Bellagio, si possono vedere<br />

i Sassi Grosgalli, suggestive scogliere con pareti<br />

a strapiombo sul lago e fenditure create<br />

dall’erosione delle acque.<br />

Di notevole interesse è anche la visita, da ef- ef<br />

fettuarsi in barca, alla Grotta dei Bulberi o<br />

Grotta Azzurra, famosa per gli effetti di colore<br />

che vi suscita la luce solare.<br />

Lezzeno è anche un importante centro artigianale<br />

per la produzione di filo, ferro e reti metalliche,<br />

nonché sede di cantieri nautici tra i<br />

quali troviamo i cantieri Mostes considerati tra<br />

i migliori del panorama cantieristico del lago<br />

di Como.<br />

Da un frammento di lastra tombale, con iscrizione<br />

del I-II sec. d.C., murata nel campanile<br />

della parrocchiale, sappiamo che la zona era<br />

già abitata in epoca romana. Con le sue numerose<br />

frazioni, dislocate sulle rive del lago e<br />

sulle pendici dei monti, Lezzeno è nota anche<br />

come centro residenziale. Passeggiando per i vicoli di Lezzeno si arriva<br />

alla chiesa di Chiesa dei SS.<br />

Quirico e Giulitta, edificata nel<br />

XVI secolo ed in seguito rimaneggiata.<br />

<strong>La</strong> parrocchia possiede<br />

un grande affresco del pittore<br />

G. Quaglio mentre l’oratorio<br />

della Madonna del Ceppo, nota<br />

anche come la Visitazione, è di<br />

origine quattrocentesca.<br />

Tra le varie curiosità si dice che<br />

Palazzo Silva, situato in frazione<br />

Morbia, sarebbe, secondo alcuni<br />

studiosi, la casa natale dell’architetto<br />

Silva (1560-1641), erroneamente<br />

considerato ticinese<br />

di Morbio. Da alcuni anni Lezzeno<br />

ospita l’ultima tappa del<br />

Wake Board Tour, che coinvolge<br />

di atleti di livello nazionale<br />

e internazionale, pronti a sfidarsi<br />

in acrobazie spettacolari nelle<br />

acque antistanti al paese.


MARCALLO CON CASONE (MI)<br />

Marcallo con Casone è un piccolo paese della<br />

campagna milanese che si trova a 30 km dal<br />

capoluogo lombardo e conta circa 5.756 abitanti<br />

(marcallesi o casonesi).<br />

Tra le testimonianze storiche su Marcallo troviamo<br />

un diploma di Enrico III risalente al 1054<br />

e il “Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis”<br />

di Goffredo da Bussero del 1280 dove è citata<br />

la chiesa di Marcallo. Il territorio comunale è<br />

ricco di bellezze architettoniche come la Villa<br />

Ghiotti, ora Palazzo Comunale, e il suo parco,<br />

in cui si trovano strutture sportive ed un’area<br />

attrezzata per il gioco dei bambini.<br />

Nel Parco Ghiotti vi è inoltre un’ampia area<br />

di ritrovo in cui vengono organizzate numerose<br />

iniziative culturali e ricreative. Numerose<br />

sono le ville private come Villa Maggioni,<br />

Villa Duchi Valentini, Villa Mazzetti, Villa Magnaghi<br />

e Villa Visconti - Maineri, che sono testimonianza<br />

della bellezza del paese e della<br />

campagna circostante che ha portato numerosi<br />

nobili a costruire le residenze di vacanza<br />

proprio a Marcallo.<br />

<strong>La</strong> chiesa, edificata nella prima metà dell’Otto<br />

<strong>La</strong> chiesa, edificata nella prima metà dell’Ottocento,<br />

è indubbiamente sorta su un precedente<br />

luogo di culto, probabilmente la vecchia<br />

parrocchia del paese, che al suo interno presenta<br />

un interessantissimo organo della bottega<br />

dei fratelli Prestinari.<br />

Il centro storico di Marcallo è ricco di suggestivi<br />

scorci di antiche case, che si aprono su vasti<br />

cortili dove vivevano più famiglie legate da<br />

vincoli di parentela, dove le notizie liete e tristi,<br />

le nascite e le morti, erano trasmesse dal<br />

balcone delle stanze del primo piano al piano<br />

terra. Lì si trovavano le vaste cucine e le stalle,<br />

che si intravedono ancora attraverso i tipici<br />

portoni in legno, luogo di passaggio, un tempo,<br />

di carri e uomini che andavano e tornavano<br />

dal lavoro nella vigna.<br />

Durante l’anno il parco del Palazzo Comunale<br />

ospita numerose manifestazioni come il Festival<br />

dell’Insubria presso il Parco Ghiotti e la<br />

Fiera di San Marco.


PRATURLONE <strong>DI</strong> FIUME VENETO (PN)<br />

Il Comune di Fiume Veneto,<br />

situato in provincia di Pordenone,<br />

è caratterizzato da un<br />

territorio pianeggiante, ricco<br />

d’acqua di risorgiva e attraversato<br />

dai fiumi Fiume e Sile.<br />

Le sue origini sono antichissime,<br />

come testimoniano i numerosi<br />

reperti archeologici risalenti<br />

al Neolitico e all’età del<br />

Bronzo.<br />

<strong>La</strong> presenza più documentata<br />

rimane quella romana, grazie<br />

alle ricerche e ai ritrovamenti<br />

di vasi, anfore, mattoni, ceramiche<br />

e statue decorative<br />

ritrovati su tutto il territorio comunale.<br />

Numerose furono le popolazioni<br />

che nel corso della storia<br />

dominarono questo territorio, come testimoniano<br />

i termini usati nella lingua locale, un misto<br />

di friulano e veneto, con termini di chiara<br />

origine latina e greca, slava ed ostrogota, longobarda<br />

ed ungarica.<br />

Agli inizi dell’800, durante il periodo napoleonico,<br />

Fiume prese l’attuale configurazione territoriale,<br />

a seguito della riforma dei Municipi<br />

voluta da Napoleone.<br />

104 agosto club italia magazine<br />

Nel 1866, al termine della Seconda Guerra<br />

d’Indipendenza, anche Fiume entra a far parte<br />

del Regno d’Italia.<br />

Nel 1911, con decreto regio del Re Vittorio<br />

Emanuele III, a Fiume venne aggiunto l’attributo<br />

Veneto, per non creare confusione con<br />

la più nota Fiume d’Istria. Particolare importanza<br />

storico - culturale rivestono le chiese<br />

di Santa Maria della Tavella, di San Girolamo<br />

in località Marzinis e la Pieve di Pescincanna,<br />

l’antica chiesa di Praturlone<br />

adiacente la chiesa<br />

parrocchiale.<br />

Il territorio comunale of- of<br />

fre inoltre sentieri e percorsi<br />

interessanti dal<br />

punto di vista naturalistico<br />

e facilmente percorribili<br />

a piedi ed in bicicletta,<br />

grazie alla presenza<br />

del fiume e di aree dalla<br />

natura incontaminata.<br />

Ogni anno ad agosto si<br />

celebra la tradizionale<br />

festa dell’Assunta e in<br />

questa occasione si possono<br />

degustare le trippe<br />

e i menù tipici delle sagre<br />

friulane.


SAN MAURO TORINESE (TO)<br />

San Mauro, piccolo comune del Piemonte, si<br />

trova a pochi chilometri dal capoluogo ed è situato<br />

ai piedi delle pendici settentrionali della<br />

collina torinese, dominata dalla Basilica di<br />

Superga. In un primo documento scritto il comune<br />

di San Mauro riporta il nome di Pulchra<br />

Rada letteralmente “bella spiaggia”, probabilmente<br />

una denominazione che traeva origine<br />

dalle bellezze del luogo che anticamente era<br />

il letto del Po.<br />

Proprio grazie alla presenza del fiume, che alimenta<br />

la centrale elettrica nei pressi di Chivasso<br />

e le testimonianze storico-artistiche di<br />

pregio quali l’abbazia millenaria, il castello di<br />

Sambuy e la Torre di Moncanino, si è riusciti<br />

a mantenere questa località interessante ed<br />

attraente nel tempo. Oltre che per le bellezze<br />

paesaggistiche la città di San Mauro Torinese è<br />

nota a tutti come il “paese delle fragole”.<br />

<strong>La</strong> tradizione fa risalire la prima piantagione di<br />

fragole a S. Mauro al 1706, anno dell’assedio<br />

di Torino da parte dei Francesi. In quell’anno<br />

la cavalleria del Duca Vittorio Amedeo II conseguì<br />

un’importante vittoria, ma il grande esito<br />

comportò la distruzione delle campagne e<br />

di tutti i raccolti.<br />

L’Abate benedettino, che in quegli anni governava<br />

la comunità di San Mauro, ebbe un’idea<br />

geniale: chiese ai Duca di Casa Savoia, quale<br />

risarcimento per i danni di guerra, di poter<br />

estirpare dagli umidi e freschi boschi che cir-<br />

condavano le sontuose residenze di Racconigi<br />

e di Stupinigi un certo numero di piantine di<br />

fragole per trapiantarle nelle terre di S. Mauro.<br />

Ebbe inizio così la produzione di questo delizioso<br />

frutto primaverile che ben presto divenne<br />

celebre per la sua bontà ed in seguito simbolo<br />

di S. Mauro.<br />

Oggi la Festa delle Fragole, che si tiene l’ultima<br />

domenica di maggio, seguendo una tradizione<br />

di sagre che si tramanda dal 1933, è<br />

una bella occasione per gustare il famoso frutto,<br />

ma anche per assistere a manifestazioni di<br />

ogni genere: esposizioni floreali ed agricole,<br />

sfilate di costumi tradizionali, performance artistiche.<br />

Una festa dai colori accesi e dai sapori<br />

vivaci ... come quelli delle fragole.<br />

Colori e sapori, tradizione e folklore ritornano<br />

anche la terza domenica di settembre quando<br />

si celebra la Festa Patronale dei Corpi Santi.<br />

Questo nome sta ad identificare le reliquie dei<br />

Santi martiri che nel 1662 furono traslate dalle<br />

catacombe di Roma nella Chiesa di S. Maria di<br />

Pulcherada, su richiesta dell’abate Aghemio.<br />

club italia magazine agosto 105


SANTO STEFANO BELBO (AL)<br />

S. Stefano Belbo misura poco più di 23 Km<br />

quadrati e si sviluppa ai margini delle <strong>La</strong>nghe,<br />

in un’area in gran parte collinosa costituita da<br />

marne calcaree ed arenarie, eccezion fatta per<br />

la piana alluvionale formata dal torrente Belbo.<br />

Sulla collina si erige un castello di epoca medievale<br />

e un convento benedettino edificato<br />

probabilmente sui resti di un più antico tempio<br />

dedicato a Giove. Santo Stefano Belbo<br />

è un mondo che conduce immancabilmente<br />

al suo passato storico, che si perde agli inizi<br />

dell’anno 1000, così come nella storia più recente,<br />

quella raccontata anche da Cesare Pavese,<br />

illustre scrittore del novecento che nacque<br />

a Santo Stefano Belbo nel 1908 e che<br />

dedicò molti dei suoi scritti autobiografici al<br />

paese di origine.<br />

Il comune di S. Stefano Belbo ha trasformato<br />

la casa natale di Cesare Pavese in un museo<br />

dedicato alle opere e alla gioventù dello<br />

scrittore Qui tutto ricorda il grande poeta ed i<br />

suoi romanzi: dalle vie del centro alla casa natale,<br />

dai nomi delle località (il Salto, la Mora, il<br />

Nido, i Robini), alla casa di Nuto.<br />

In questa zona è anche bello passeggiare, e<br />

106 agosto club italia magazine<br />

trovandosi in un luogo prettamente collinare,<br />

i percorsi sono di media difficoltà; percorrendo<br />

il crinale delle colline si possono osservare<br />

suggestivi panorami sulla Valle Belbo e, nelle<br />

giornate senza foschia, si può vedere l’ampia<br />

cerchia delle Alpi. Il comune di Santo Stefano<br />

Belbo fa parte del “Distretto del Benessere”<br />

nato per valorizzare e promuovere le risorse<br />

turistiche che fanno riferimento all’idea<br />

di benessere.<br />

Dall’enogastronomia alla cura del corpo, dalla<br />

vita all’aria aperta alle attività ludiche e sportive,<br />

dal paesaggio al patrimonio storico culturale<br />

ed artistico. I diversi aspetti dello star<br />

bene, in un territorio a misura d’uomo.<br />

Dal 26 giugno al 28 agosto il CE.PA.M, associazione<br />

culturale con sede nella casa natale dello<br />

scrittore Cesare Pavese, indice ed organizza<br />

la 8a edizione del Premio Letterario dedicato<br />

al vino: il vino nella letteratura, nell’arte,nella<br />

musica e nel cinema.<br />

L’iniziativa si affianca a quella ormai consolidata<br />

del “Premio Cesare Pavese: letterario, di<br />

pittura e di scultura” e, si avvale del Patrocinio<br />

di Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune<br />

di Santo Stefano Belbo e della collaborazione<br />

della Cantina Sociale “VALLEBELBO”<br />

di Santo Stefano Belbo.


TORRE BOLDONE (BG)<br />

Torre Boldone è un comune della provincia di<br />

Bergamo collocato all’imbocco della Valle Seriana,<br />

con una popolazione di circa 7.750 abitanti<br />

(Torreboldonesi).<br />

<strong>La</strong> nascita del piccolo borgo ha origini antichissime,<br />

si pensa infatti che i primi insediamenti<br />

sul territorio potrebbero risalire al neolitico<br />

e proprio a questo periodo appartengono<br />

le tracce di palafitte trovate nei paesi vicini.<br />

Le prime notizie riconducibili a questo paese<br />

sono piuttosto scarse, e si riferiscono principalmente<br />

al periodo delle lotte tra guelfi e<br />

ghibellini, che nel 1407 sfociarono nell’incendio<br />

del centro abitato da parte delle truppe di<br />

Facino Cane.<br />

Torre Boldone offre numerosi itinerari storico-artistici<br />

tra i quali è possibile visitare le numerose<br />

ville storiche: Villa Pesenti, che ancora<br />

dispone di un grande giardino, Villa Regazzoni-Camozzi-Maffeis,<br />

caratterizzata dalla sezione<br />

composta da due corpi ortogonali tra loro,<br />

e Villa Reich.<br />

Di particolare interesse anche la visita agli<br />

edifici religiosi presenti sul territorio come la<br />

chiesa di San Martino progettata da Gian Battista<br />

Canina.<br />

L’edificio costruito a partire dal 1739 e benedetto<br />

solennemente il 14 novembre 1745, è<br />

caratterizzato da decorazioni interne in stile<br />

“barocchetto lombardo”, che richiama la tecnica<br />

barocca ma con una sorta di leggerezza<br />

e moderazione più consoni alla cultura lombarda.<br />

<strong>La</strong> chiesa è ricca di affreschi e tele, di cui molte<br />

provengono dall’antica chiesa parrocchiale.<br />

Il campanile, staccato dall’edificio della chiesa,<br />

fu costruito entro il 1802 e in anni successivi<br />

vennero posizionati l’orologio e il concerto<br />

di campane.<br />

Il Comune di Torre Boldone organizza durante<br />

tutto l’anno iniziative e manifestazioni turistiche<br />

proponendo spettacoli musicali, feste e<br />

sagre come ad esempio la sagra della castagna<br />

che si tiene nel mese di ottobre.<br />

club italia magazine agosto 107


TRESCORE CREMASCO (CR)<br />

Trescore Cremasco è piccolo comune immerso<br />

nella pianura padana in provincia di Cremona<br />

e la sua popolazione è stimata intorno<br />

ai 2.888 abitanti.<br />

Un’antica tradizione, risalente probabilmente<br />

al tardo Medioevo, collegava l’origine del territorio<br />

cremasco alla formazione del lago Gerundo<br />

dal quale sarebbe emersa l’Insula Fulcheria,<br />

centro di continui insediamenti.<br />

Fin dai tempi più antichi, tutta la zona fu percorsa<br />

dalle acque incontrollate dei fiumi, mentre<br />

il lago Gerundo, ricordato dalla tradizione,<br />

fu in realtà un insieme di aree paludose e di<br />

acquitrini interrotte da luoghi più elevati quali,<br />

appunto, l’Insula Fulcheria.<br />

<strong>La</strong> modificazione del corso dei fiumi e le opere<br />

di bonifica determinarono la scomparsa di<br />

questa area paludosa, che lasciò banchi di<br />

ghiaia (la «Gera d’Adda») e i Mosi.<br />

Dal punto di vista storico nel corso degli anni i<br />

ritrovamenti archeologici provenienti dal cremasco<br />

fanno pensare ad insediamenti risalenti<br />

a tempi remoti, in un’area in cui si alternavano<br />

boschi misti a paludi.<br />

Da quanto ci perviene le opere di bonifica,<br />

che modificarono l’assetto del territorio, iniziarono<br />

già al tempo dei Galli, continuarono in<br />

108 agosto club italia magazine<br />

epoca romana e si intensificarono a partire dal<br />

IX secolo per opera dei monaci benedettini.<br />

Fino al XVIII secolo le vie del paese erano costituite<br />

da «foppe», cioè fossati ampi e poco<br />

profondi, che durante le piogge erano invasi<br />

dall’acqua, a causa della posizione del luogo<br />

situato vicino al Moso.<br />

Il nome di Trescore comparve per la prima volta<br />

nel diploma censuario di Enrico VI (1192)<br />

in cui si nominava la regione Vafra, citando i<br />

villaggi di Cremosanum, Casaletum, Trescore,<br />

Bordenacium, Quintanus.<br />

Successivamente, a seguito di alcune ricerche<br />

storiche, si spiegò l’etimologia del nome Trescore,<br />

facendolo risalire a “tres curiae” o “ tres<br />

curtes”, cioè tre corti o cascinali, intorno ai<br />

quali si sarebbe poi sviluppato un villaggio rurale.


ZIBELLO (PR)<br />

Il comune di Zibello è situato nella bassa pianura<br />

padana ad una distanza di circa 35 km da<br />

Parma, da cui amministrativamente dipende, a<br />

27 km da Cremona e a 30 da Piacenza. <strong>La</strong> sua<br />

vera e propria storia ha però inizio nel Medioevo,<br />

per tutta la durata del quale rimase legato<br />

a Cremona.<br />

Sul territorio, totalmente pianeggiante, vive<br />

una popolazione di poco più di 2.000 abitanti e<br />

come tutti i paesi posti lungo il grande<br />

fiume è caratterizzato da un fìtto reticolo<br />

di canali e strade che ha assunto<br />

l’aspetto attuale attraverso un processo<br />

di lunghissima, ma imprecisabile durata.<br />

Su di esso hanno profondamente inciso sia la<br />

colonizzazione romana sia l’opera degli agenti<br />

naturali, primo fra tutti il Po, lungo i cui paleoalvei<br />

corrono numerose strade e canali.<br />

I paesaggi più gradevoli, ricchi di fascino e<br />

coinvolgenti per chi vi si avventura, sono<br />

quelli del Grande Fiume, dei suoi argini, delle<br />

sue anse e lanche, dove flora e fauna tipiche<br />

ancora sopravvivono pressoché indisturbate.<br />

Tra i luoghi d’interesse vi è sicuramente la<br />

chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Gervasio<br />

e Protasio mentre nel Palazzo Pallavicino si<br />

trova l’omonimo teatro e il chiostro, ex convento<br />

dei domenicani.<br />

Sicuramente, oltre i monumenti locali, il piccolo<br />

borgo deve la sua notorietà al tipico insaccato<br />

denominato Culatello di Zibello, che è<br />

uno dei prodotti D.O.P. più famosi dell’Emilia-<br />

Romagna. Questo prodotto, caratterizzato da<br />

una preparazione naturale, lenta e accurata,<br />

ha reso la cittadina famosa in tutto il mondo .<br />

Proprio per questo ogni anno Zibello, che si<br />

fregia dei titoli di “Città Slow”, “Città dei Sapo-<br />

ri” e “Città d’Arte”, celebra il suo prodotto tipico<br />

d’eccellenza, il Culatello, con cinque straordinarie<br />

giornate di festa.<br />

Gastronomia, musica, cultura, folclore ed ef- ef<br />

fetti speciali sono al centro della manifestazione.<br />

Molte le iniziative collaterali come il mercatino<br />

dei prodotti alimentari tipici e di nicchia,<br />

esposizioni di pittura, manifestazioni folkloristiche,<br />

mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato<br />

artistico, raduno di macchine storiche.<br />

A novembre si tiene la manifestazione<br />

del November Porc sui prodotti enogastronomici,<br />

con particolare attenzione agli insaccati<br />

di maiale. Al celebre prodotto è inoltre dedicato<br />

un museo sulle principali tradizioni contadine.<br />

club italia magazine agosto 109


Miss Padania: le vincitrici delle Selezioni<br />

Andora (SV)<br />

Emily Caddeo<br />

110 agosto club italia magazine<br />

Torre Boldone (BG)<br />

Elena Elena Morali<br />

Besozzo (VA) (VA)<br />

Elena Anna Maria Ravizza


San Mauro Torinese (TO)<br />

Amanda De Mar<br />

S. Stefano Belbo (AL)<br />

Cristina Franzoso<br />

Fubine (AL)<br />

Chantal Di Capello Capello<br />

club italia magazine agosto 111


Miss Padania: le vincitrici delle Selezioni<br />

Trescore Cremasco (CR)<br />

Arianna Manenti<br />

112 agosto club italia magazine<br />

Caravaggio (BG)<br />

Giulia Di <strong>La</strong>ndro<br />

Cortemilia (CN)<br />

Flavia Caruso


Appiano Gentile (CO)<br />

Elisa Corio<br />

Praturlone di<br />

Fiume Veneto (PN)<br />

Alessia Facca<br />

Zibello (PR)<br />

Eleonora Rossi<br />

club italia magazine agosto 113


Miss Padania: le vincitrici delle Selezioni<br />

Lezzeno (CO)<br />

Ginevra Leggeri<br />

114 agosto club italia magazine<br />

Borgo Val di Taro (PR)<br />

Angela Veroni<br />

Bagni di Lucca (LU)<br />

Sara Bertoni<br />

Castagnole delle <strong>La</strong>nze (AT)<br />

Eva Bellino

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