Musica

penzogiorgio

Periodico dell’A.S.A.C. Veneto

31033 Castelfranco Veneto

via Vittorio Veneto, 10

Musica

insieme

GIUGNO 2014

n. 105


Musica

insieme

giugno 2014

n. 105

SOMMARIO

Editoriale

di Lorenzo Fattambrini

"Il canto è l’espressione musicale più

spontanea e naturale

e il coro è la forma più immediata

del fare musica insieme.

In un coro ogni persona

è sempre concentrata sulla relazione

della propria voce con le altre.

L’ascolto dell’altro

è quindi alla base del canto corale

e in generale del fare musica insieme.

Imparare a cantare insieme

significa imparare ad ascoltarsi l’un l’altro..."

Claudio Abbado

Periodico dell’A.S.A.C. Veneto

Iscritto al Tribunale di Venezia

il 13/8/1985 al n. 833 R.S.

Sede: Via Vittorio Veneto, 10

31033 Castelfranco Veneto (TV)

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Direttore Responsabile

Dino Bridda

Direttore Editoriale

Lorenzo Fattambrini

Redazione

Luca Fiorio

Piervito Malusà

Alberto Opalio

Michele Pan

Claudio Sartorato

Segreteria di Redazione

Candy Cauilan

Collaborazioni

Commissione Artistica

Segreteria Regionale

Consulte Provinciali

dell’A.S.A.C. Veneto

Progetto grafico e realizzazione

CS point sas

associazione per lo sviluppo delle attività corali

Presidente Alessandro Raschi

Editoriale 3

Relazione morale del presidente 5

Verbale Assemblea generale ASAC 13

8° Festival della Coralità Veneta 14

Corso Residenziale per direttori 18

Go... Gospel!! 20

V° Meeting Bassano 22

Gli allievi Coro Tre Pini 24

Dal 48° Concorso Corale Nazionale 25

Study Tour 26

La dignità del canto di fede 28

“Vergine Madre” di M. Santoiemma 30

Un Gloria per le “Figlie del Coro” 34

50° Coro Sante Zanon 53

Dolomiti in Coro 2013 54

Rassegna musica sacra a Lentiai 55

30° Coro Polifonico San Biagio 56

Disegno di legge n. 1365 60

Le schede dei cori 66

Apriamo questo numero 105 di Musica Insieme con

una opportuna citazione del M° Claudio Abbado,

scomparso il 20 gennaio scorso. E' inevitabile

non andare con la mente a quanto suggeriva

Robert Schumann nelle sue "Regole di vita

musicale":

L'affermazione del Maestro Abbado, sognatore e

visionario che seppe riconoscere della Musica il

potere terapeutico e sociale ravvisando in essa

un linguaggio universale in grado di curare e

salvare l'essere umano dalla degradazione, va ben

oltre all'indicazione tendenzialmente tecnica del

romantico tedesco, dichiarando senza mezzi termini

che "il Coro, come l’Orchestra, è l’espressione più valida

di ciò che sta alla base della società: la conoscenza

e il rispetto del prossimo, attraverso l’ascolto

reciproco e la generosità nel mettere le proprie

risorse migliori a servizio degli altri…"

Mettere le risorse migliori a servizio degli altri

per creare una società più giusta, basata sul

rispetto e sull'ascolto reciproco.

«L’educazione al canto, a cantare in coro, non è solo

un esercizio dell’udito esteriore e della voce; è anche

un’educazione dell’udito interiore, l’udito del cuore,

un esercizio e un’educazione alla vita e alla pace.

Cantare insieme, in coro, e tutti i cori insieme, esige

attenzione all’altro, attenzione al compositore,

attenzione al maestro, attenzione a questa totalità che

chiamiamo musica e cultura, e, in tal modo, cantare

in coro è un’educazione alla vita, un’educazione

alla pace, un camminare insieme...» ribadiva Papa

Ratzinger.

L'Associazionismo in generale ha questo scopo.

Il volontariato ne è espressione esemplare. Ma

è l'Associazionismo artistico, e quello corale in

particolare, che ha potenzialità maggiori potendo

contare sulla forza di un linguaggio, quello delle

emozioni, che accomuna tutto il genere umano.

Far parte di un Coro è certamente una occasione

unica di crescita culturale e spirituale, offrendo

possibilità di socializzazione e gratificazione

artistica. Esso diventa voce del mondo che valica

frontiere, riassumendo echi e suoni, idee e

sentimenti di ciò che chiamiamo "Umanità". Un coro

che canta ha una missione e una responsabilità.

Un coro EDUCA. PROVOCA. STIMOLA. AFFASCINA.

E permette così di avvicinarsi alla "bellezza"

dell'universo che ci circonda.

Non dimentichiamolo mai.

Forse non a caso si apre con il canto di un coro il film

italiano "La grande bellezza" del regista Sorrentino,

fresco vincitore dell'Oscar.

Si tratta dell'ottimo Torino Vocalensemble, giovane

coro amatoriale fondato da Carlo Pavese, che nel

film esegue il brano "I Lie" di David Lang.

Un coro amatoriale. Nel senso più nobile del

termine: un coro che "ama" ciò che canta.

Un'amatorialità che si riscatta e non cede il passo

alla superficialità e all'approssimazione, facendo

un buon servizio alla causa artistica, facendo

passare il messaggio che è possibile fare le cose

bene e con cura.

Insomma, cantare in una Associazione Corale

prevede un senso di responsabilità verso tutto ciò

che è umano.

Con queste premesse do il via alla mia avventura in

qualità di Direttore Artistico di “Musica Insieme”,

nella speranza di poter incuriosire il lettore,

invitandolo a sfogliare in modo attivo e partecipativo

le pagine on line della Rivista Associativa,

provocandolo ad intervenire con proprie visioni

di vita corale, sollecitandolo a farsi il più possibile

promotore di occasioni generatrici di Cultura e di

Bellezza.

Editoriale

3


Assemblea generale

dell’ ASAC – Veneto 2014

di Alessandro Raschi

Adria 16 marzo 2014

Si è svolta ad Adria l'Assemblea Ordinaria Generale

dell'ASAC, lo scorso 16 marzo 2014. Momento

consuntivo e programmatico importante per la

vita dell'Associazione, ha registrato una presenza

di delegati dei vari Cori Veneti significativa se pur

di sotto delle auspicabili previsioni. Pubblichiamo

l'integrale relazione del Presidente, Alessandro

Raschi e il Verbale dell'Assemblea redatto da Mara

Bellettato

Stimatissimi Signore e Signori Delegati corali,

Direttori e Presidenti di coro, Signori Maestri

Commissari e Consulenti Artistici, Consiglieri

Regionali, Membri del Collegio dei Sindaci, autorità

ed amici intervenuti, porgo a tutti voi il più cordiale

saluto e benvenuto all’Assemblea Generale annuale

dell’Associazione che riunisce, coordina e sostiene

la coralità veneta: l’ASAC Veneto. E’ questo il

momento più alto e importante del nostro sodalizio

e luogo di analisi e sintesi delle attività realizzate e

in progetto, occasione di confronto e condivisione

dei valori e degli obiettivi che ci accomunano.

Siamo quest’oggi ad Adria ospiti della Consulta

ASAC di Rovigo, proseguendo nella determinazione

di rendere questo incontro itinerante, avvicinandolo

alle nostre realtà provinciali e rendendole di volta

in volta partecipi a questo privilegiato momento.

Ringrazio sentitamente quanti si sono adoperati

per l’organizzazione di questa giornata e in

particolare i nostri Consiglieri Osvaldo Fedini e

Cristiano Roccato. Un plauso e un ringraziamento a

quanti dei cori rodigini, alcuni impegnati anche nel

servizio d’ordine, sono qui oggi in rappresentanza

del proprio coro anche indossandone la divisa

sociale, importante segno di appartenenza e

testimonianza del proprio orgoglio ed impegno in

una delle nostre formazioni corali, ciascuna con

le proprie identità e peculiarità, riunite tutte nella

grande famiglia dell’ASAC. Ringrazio per la sua

presenza il Presidente FENIARCO Sante Fornasier,

particolarmente significativa nel 30° anniversario

dalla fondazione della Federazione Nazionale

Italiana delle Associazioni Regionali Corali.

Ringrazio il Sindaco di Adria, Massimo Barbujani e

il Consigliere Regionale Mauro Mainardi. La vostra

presenza è un segno di attenzione e omaggio da parte

dei nostri amministratori che apprezziamo e a cui

vogliamo dare un significato non solo di presenza

e saluto, ma soprattutto di stima e apprezzamento

per le migliaia di persone che quotidianamente

sono impegnate nei nostri cori, per la forza e la

costanza con cui proseguono un’opera di diffusione

della cultura musicale e corale e dei valori di cui

la coralità è portatrice. Sono valori di solidarietà,

impegno sociale, aggregazione, serietà e cultura

che nella nostra società sono sempre più difficili da

trovare, tanto più se riuniti in uno stesso organismo

associativo. A voi amministratori pubblici, in

particolare agli amministratori della Regione Veneto

rivolgo ancora una volta, temo non per l’ultima, un

appello a considerare sempre con attenzione nella

programmazione dei propri progetti in ambito

culturale, sociale e didattico, la realtà corale,

supportandola e valutandone le peculiarità, le

capacità e le competenze. Nel nostro paese, e intendo

considerare ogni livello amministrativo comunale,

provinciale, regionale e nazionale, ognuno con le

sue specifiche responsabilità, troppo spesso ci si

accorge, quando lo si fa, delle importanti istanze che

provengono direttamente dal territorio e dal mondo

volontaristico e culturale rispondendo solo con

provvedimenti parziali e disorganici. Sempre però

se ne godono più o meno consapevolmente i frutti,

dati dal sacrificio, impegno e abnegazione di tanti nei

settori più diversi. Vi ricordo che la coralità veneta

ha dato e continua a dare tantissimo con risultati

che potrete constatare anche quest’oggi con noi. La

coralità ha un bilancio sociale che non credo abbia

eguali nel mondo culturale e musicale veneto, ma

è considerato dalla nostra Regione Veneto in modo

assolutamente inadeguato, i dati di bilancio che

vedrete lo dimostrano ampiamente e dimostrano

ancor di più come tutto il peso delle attività gravi

direttamente sul mondo corale. Diecimila coristi

impegnati tutto l’anno

per decine di migliaia

di ore nella pratica

corale, nella concertistica,

nelle iniziative sociali

e culturali sul territorio,

almeno 3000 concerti

realizzati nelle grandi

città come nei più piccoli

paesi, oltre 500.000

persone tra il pubblico,

capillare alfabetizzazione

musicale per giovani,

adulti e anziani, tutela e

Relazione morale del presidente

5


Assemblea generale ASAC 2014

promozione del patrimonio musicale di tradizione

popolare e colta, sacro e profano: questi sono i

nostri numeri e le nostre credenziali. Confutati

da un’organizzazione seria, responsabile e

democraticamente condivisa rappresentata

dall’associazione di riferimento che è l’ASAC. Cosa

dobbiamo fare di più per riuscire a penetrare il

muro di gomma che in questi anni mi sono sempre

trovato davanti? Non bastano gli attestati di stima

e ammirazione, servono interventi concreti e una

progettualità a lungo termine che ci coinvolga con

il giusto peso in una programmazione di sostegno

a tutte le ricchezze culturali e musicali che la

nostra terra può vantare. Possiamo moltiplicare

cento, mille volte ogni investimento su di noi e non

parliamo certo di cifre paragonabili a quelle dei

grandi enti lirici e sinfonici ma nemmeno di cifre

che assumono un carattere irrisorio se paragonate

al volume e al valore delle iniziative attribuendovi

un realistico valore economico oggi praticamente

auto sostenuto. Conosciamo la situazione di crisi

e la viviamo sulla nostra pelle ogni giorno e come

imprenditore so benissimo di cosa parlo ma

non si può mortificare in tal modo la possibilità

di fare cultura e musica arricchendo in modo

significativo e prezioso la nostra società, senza di

cui l’impoverimento oltre che materiale è anche

spirituale e morale.

Sono al mio ottavo anno di Presidenza dell’ASAC

e ancora un ultimo anno mi impegna alla guida di

questa grande associazione, con rinnovato impegno

e spirito di servizio, confidando di concludere

questa importante esperienza nel migliore dei

modi possibili. A voi l’onere di dare un giudizio sul

lavoro svolto in questi anni e su quanto ancora si

farà nel prossimo. In passato, molte volte, nelle mie

relazioni in Assemblea ma anche negli editoriali

sulla rivista, ho toccato gli argomenti più diversi

riguardanti la nostra Associazione e la coralità

nel suo complesso. In alcuni casi con obiettivi di

proposta, in altri di stimolo e crescita, altre volte

per sottolineare il lavoro fatto e la progettualità

che sta alla base di esso. Forse apparentemente

con finalità riepilogative ma in realtà di proposta

e stimolo, recentemente ho voluto realizzare una

pubblicazione in fase di stampa, scaricabile sul

nostro sito e inviatavi con il bando di iscrizione. E’

una pubblicazione che nel 35° anniversario dalla

fondazione dell’ASAC raccoglie e sintetizza quella

che è la nostra struttura organizzativa, le iniziative

suddivise fra concertistica, didattica ed editoria,

evidenziando anche i numeri delle attività descritte.

Considerando quindi che la maggior parte di voi

conosca ormai il mio pragmatismo, non penso di

perdermi in inutili chiacchere nell’affrontare

argomenti meno “pratici”. Non possono certo

essere confusi da nessuno come la consueta cortina

fumogena a cui nel nostro paese siamo così spesso

abituati a nascondere con le parole l’assenza di

fatti. I fatti ci sono eccome, ma vorrei analizzare

brevemente con voi anche le finalità di scopo ed

artistiche che stanno alla base del nostro operare.

Al fine di una valutazione corretta non sono

necessari solo i dati economici ne è sufficiente

analizzare la qualità della proposta dal punto

di vista della sua realizzazione e da quello del

progetto. E’ importante anche valutare quale

impatto si è riusciti ad ottenere e quanto l’attività

incide nel nostro caso, sul mondo corale e al di

fuori di esso. Le difficoltà sono sempre molte

intendiamoci. L’aspetto economico frena moltissimo

le nostre possibilità ma non mi ha mai impedito di

continuare ad elaborare e verificare le possibilità

di sviluppo, sempre tenendo ben presente quanto

sia fondamentale che ogni nuova idea e ogni attività

oramai consolidata siano inserite in un disegno

generale organico e con delle finalità precise. In

caso contrario si rischia di disperdere risorse

economiche ed umane, entrambe molto limitate.

Qualcuno di voi ricorderà quante volte ho chiesto a

tutti i nostri soci di condividere con l’ASAC e quindi

con il mondo corale nel suo complesso, le proprie

migliori risorse umane nell’interesse di tutti, ma

anche proprio. Questo rimane un freno importante

quanto quello economico alla realizzazione dei

progetti e uno scoglio che andrà nuovamente e

duramente affrontato il prossimo anno, quando

la fine del mandato del Consiglio direttivo e

Commissione artistica coinciderà con il termine

del mio terzo e ultimo incarico alla presidenza,

imponendo la ricerca di nuove professionalità,

adeguate ad affrontare una mole di attività e una

struttura che, senza false ed inutili modestie, non

è alla portata di tutti e che non richiedono una

sola presenza rappresentativa ma attiva, dinamica,

propositiva e priva di interessi personalistici. Devo

qui interrompere per un attimo il ragionamento

per rivolgermi ancora una volta con gratitudine a

quanti collaborano fattivamente alla realizzazione

dell’enorme massa di lavoro che comporta la nostra

complessa macchina organizzativa, permettendone

il funzionamento e consentendo di portare a

compimento le numerosissime iniziative poste in

essere. Siano essi membri del Consiglio Direttivo,

della Commissione Artistica, del Collegio dei

Sindaci, dei Consulenti Artistici, del Comitato di

Redazione, Direttori e Presidenti di coro, Coristi e

intere formazioni corali, a tutti desidero esprimere

la nostra gratitudine per l’impegno e la disponibilità

donata alla coralità intera.

Avevo detto nella scorsa relazione come l’esigenza

di portare a compimento gli obiettivi che avevo

identificato fin dall’inizio e i progetti approntati

è stato uno dei motivi che mi hanno convito a

proseguire il lavoro per questo ultimo triennio.

Ora credo che il quadro sia ben delineato anche se

alcune iniziative hanno ancora bisogno di assestarsi

per decollare a livelli adeguati. Altri nuovi progetti

stanno prendendo il via e si concretizzeranno nel

2014 e nel 2015. Quali sono quindi le linee guida

sulle quali fin dall’inizio è stato impostato il lavoro

e la programmazione con i Consigli direttivi e le

Commissioni artistiche susseguitesi in questi anni?

La didattica prima di tutto. Ho sempre ritenuto

importante e necessaria la crescita artistica della

coralità, anche per i gruppi che tra le proprie finalità

non pongono grande cura all’aspetto artistico/

musicale insistendo con maggiore attenzione agli

aspetti sociali e di gruppo. Sono aspetti molto

importanti questi, che distinguono il mondo

corale amatoriale che è il nostro, da tante altre

realtà culturali musicali e non. Tuttavia lo stare

insieme con gioia e amicizia non è antitetico, anzi,

all’impegno per il raggiungimento di un risultato

artistico; apprezzabile prima di tutto per noi stessi,

che troviamo gratificazione e orgoglio nel farlo, ma

anche per il nostro pubblico, che dobbiamo aiutare

a crescere con noi nell’amare la musica: bella

musica e ben eseguita. Quindi importantissimo a

livello regionale realizzare iniziative che puntino

soprattutto sulla formazione dei direttori, primo

motore di ogni coro per quanto riguarda l’aspetto

artistico. Un buon direttore fa un buon coro, assioma

che ho avuto modo di verificare innumerevoli volte

nella mia trentennale esperienza corale, come

corista, presidente di coro, dirigente e poi Presidente

ASAC. Con quali modalità operare è un altro aspetto

importante e l’esperienza verificata in tanti anni di

iniziative nella nostra regione, anche nelle iniziative

che ho avuto modo di esaminare e confrontare

proposte da altre realtà in Italia e nel mondo.

L’impostazione data è quella di realizzare a livello

regionale corsi di formazione e specializzazione

dedicati ai direttori, riuscendo spesso a coinvolgere

anche musicisti da fuori regione che pur giovandosi

di nostre iniziative contribuiscono anch’essi

portando visioni e esperienze diverse con cui

è sempre bene confrontarsi e aprirsi. Iniziative

specialistiche di carattere didattico come queste

non possono che puntare ad un bacino più ampio

di interessati per tendere al raggiungimento di

numeri che ne consentano la realizzazione e ne

garantiscano un alto livello qualitativo.

Ecco il perché di un

corso residenziale estivo

per direttori sempre più

completo e articolato e

dell’Accademia “Piergiorgio

Righele” per direttori di

coro di cui si concluderà

in giugno il primo anno

proseguendo da settembre

con il secondo anno e l’avvio

di un nuovo primo anno

a cui tra poco apriremo le

iscrizioni. Da considerare

che l’Accademia è aperta

anche alla partecipazione

alle singole Masterclass e

Corsi Accademici per chi fosse

interessato ad approfondire

particolari repertori o

argomenti. Come dicevo

prima fatti concreti, non

parole e mi piace credere che i

risultati di tanti anni di lavoro

siano palesi nel progresso

della nostra coralità, sempre

più in evidenza nel panorama

corale italiano. Un’altra

importante proposta per i

nostri direttori, temo ancora

sottovalutata dai più, è lo

Study Tour al concorso

di Vittorio Veneto. E’

l’opportunità giusta per

ascoltare cori e repertori

nuovi, analizzare le partiture,

la prassi esecutiva, la vocalità,

l’espressività e tanti altri

aspetti che un coro deve

considerare nel proprio percorso

artistico. Accompagnati da un

nostro tutor e confrontandosi

con i propri colleghi si può vivere

un’interessante esperienza di

approfondimento e avvicinarsi

al mondo dei concorsi corali.

Partecipando allo Study tour sarà

possibile anche ai direttori meno

esperti nelle competizioni corali,

apprenderne i meccanismi

e valutare con attenzione

il programma con cui

presentarsi e le modalità

di preparazione a questa

importante occasione.

Relazione morale del presidente

6

7


Assemblea generale ASAC 2014

All’internodelle nostre proposte per la formazione

vi è un altro reparto dedicato non solo ai direttori

ma ai gruppi nel suo complesso o anche ai singoli

coristi. Molte di queste proposte sono realizzate

di anno in anno con docenti e modalità diverse

dalle nostre Consulte provinciali che integrano

così in modo determinante il quadro complessivo.

A livello regionale le iniziative proposte affrontano

settori della coralità ove l’impostazione di questo

tipo è ritenuta adatta al raggiungimento degli scopi

prefissi. Tra questi settori quello della coralità

giovanile e dei cori di voci bianche è certamente uno

dei più importanti e delicati e al quale rivolgiamo

particolare attenzione.

Già avviato da diversi anni

e reduce da un’edizione

particolarmente partecipata,

il Meeting per voci bianche

e cori giovanili di Bassano

del Grappa è giunto alla 5°

edizione. Tre docenti di alto

livello, oltre 220 iscritti e

tre giorni di musica insieme

con centinaia di presenze

ai concerti di apertura e

chiusura del corso: questi i

numeri del Meeting. Molto

altro dovremmo e potremmo

fare, soprattutto con il

mondo della scuola con cui è

sempre difficile rapportarsi

soprattutto in mancanza

assoluta di finanziamenti in

tal senso. I ripetuti tentativi

di accedere ai finanziamenti

previsti dal bando della Regione Veneto per la

promozione della Musica giovanile, sono sempre

stati respinti poiché la musica corale non è

considerata pertinente ne in essa son stati rilevati

elementi di sperimentazione che a quanto pare sono

ritenuti essenziali. La coralità dovrebbe entrare a

pieno diritto nel mondo della scuola, come lo è in

tutti i paesi più evoluti e dove tra i cori scolastici è

possibile trovare delle eccellenze assolute. Alcune

importanti realtà corali scolastiche di rilievo sono

certamente più l’eccezione che la regola e tendere

a moltiplicarle in modo esponenziale dovrà essere

uno dei nostri futuri obiettivi. Quasi miracolosa

è la diffusione corale in Italia, particolarmente

rilevante nelle regioni del nord/est, se

consideriamo l’assenza pressoché assoluta del coro

nell’insegnamento scolastico a ogni livello. E’ una

presenza che evidentemente viene dal desiderio

della gente di esprimersi con il canto e di stare

insieme per farlo. La formazione dei giovani coristi

è demandata quasi unicamente alle associazioni

volontaristiche e dobbiamo renderci consapevoli

quindi dell’importante ruolo di cui volenti o

nolenti siamo investiti. E’ nostra responsabilità

e onere; dobbiamo perdere ogni illusione che,

almeno in tempi relativamente brevi, le istituzioni

si occupino di noi se noi stessi non lo facciamo.

Di qui ribadisco ancora una volta l’importanza di

essere Associazione corale e di operare a stretto

contatto con il territorio sia direttamente sia

attraverso le nostre Consulte provinciali, ancora

più capillarmente vicine a tutti i cori. Solo insieme

possiamo creare le condizioni necessarie allo

sviluppo delle nostre finalità artistiche e sociali.

Abbiate pazienza nell’ascoltare queste mie parole

come cerco di averne io quando ancora mi sento

chiedere a cosa serva essere iscritto all’ASAC.

Inoltre le Associazioni regionali insieme possono

operare attraverso una forte Federazione italiana

per realizzare iniziative di rilievo nazionale e

internazionale e per portare le nostre istanze in sede

istituzionale con tutto il peso necessario. Proprio

tramite la Federazione nazionale anche le regioni

più deboli e meno strutturate possono vedere

veicolate nuove proposte sul proprio territorio,

all’interno di un disegno organico di sviluppo e

cooperazione.

Un altro settore della coralità

al quale desideriamo porre

attenzione è quello della

coralità spirituale, gospel,

pop e jazz, di cui abbiamo

assistito uno sviluppo

notevole e a cui crediamo

sia importante offrire degli

strumenti che tengano

conto delle peculiarità di

questi repertori. Quindi

aggiungiamo un’ulteriore

proposta al panorama

delle nostre iniziative con

un work-shop dedicato

a gruppi corali, veneti e

non, che si terrà ad Abano

Terme a fine giugno 2014 e

denominata Go..Gospel!!.

L’iniziativa è aperta ai gruppi che vorranno

partecipare al completo ma anche ai singoli direttori

e coristi. I gruppi partecipanti potranno esibirsi

con il proprio repertorio sia durante il concerto di

apertura ad Abano Terme che nelle serate seguenti

nei centri limitrofi. Durante il concerto finale sarà

eseguito il repertorio approntato durante il workshop.

Tre docenti di alto livello e molto conosciuti

nell’ambiente saranno alla guida dell’iniziativa

affrontando tutte le tematiche relative al repertorio

in oggetto con particolare cura anche dell’aspetto

vocale a cui si dedicherà uno dei tre insegnanti,

selezionato per la propria specializzazione

sull’argomento. Il M° Andrea D’Alpaos sarà uno dei

tre docenti e nostro coordinatore interno. I due

docenti provenienti dall’esterno e famosi specialisti

del genere saranno il Maestro americano Nehemia

Brown e il londinese M° Daniel Thomas.

Altre due iniziative didattico-formative aperte a

tutti sono il corso di Lonigo sul Metodo Rohmert

e psicofonia, iniziativa già giunta alla 10° edizione,

e la nuova proposta del Laboratorio di Canto

Gregoriano a Vittorio Veneto. Quest’ultima

proposta, localizzata a Vittorio Veneto è “rivolta

a quanti sino interessati al canto gregoriano

a qualsiasi titolo, per interesse musicale, per

approfondimento culturale per adesione di fede”

come da bando. Nonostante l’ampia platea alla

quale è destinata, ad oggi non ha avuto una risposta

sufficiente ad avviarsi.

Sono stati prorogati i termini di iscrizione e confido

che soprattutto i residenti nelle località contigue

al vittoriese considerino questa interessantissima

opportunità. Ho fiducia che attraverso l’opera di

diffusione della proposta, in particolare con la

collaborazione delle consulte territorialmente più

vicine di Treviso e Belluno, si riesca un numero

adeguato ad avviare il

Laboratorio (purtroppo,

nonostante gli auspici, non

è stato possibile attivare il

Laboratorio, dato il numero

assai esiguo di richieste,

ndr). Abbiamo visto quindi

quanto la proposta sia

ampia e variegata rivolta

sia ai direttori, ai cori,

ai giovani distribuita

sul territorio e pensata

per dare risposte sia

specialistiche che di base a

vari livelli, integrate a livello

regionale e sovra regionale

che locale. Un aspetto che

non ho evidenziato fino ad

ora è come a queste attività

spesso siano presenti cori

laboratorio, selezionati

tra i più qualificati e

preparati, per mettere a

disposizione degli iscritti

e docenti gli strumenti di

apprendimento migliori

possibili. Da osservare

come anche questi cori ne ricavino per loro stessi un

importante momento di crescita e confronto, utile

a migliorarsi e progredire, anche quando si sono

raggiunti livelli artistici molto elevati. A tutti loro

esprimo la profonda gratitudine per la splendida

disponibilità e pazienza nel sottoporsi al “supplizio”

degli studenti che ogni volta dimostrano. Infine, a

costo di essere ripetitivo, invito i presidenti di

coro a supportare anche economicamente i propri

direttori o vice o allievi direttori nel partecipare

a questi corsi. E’ un investimento sul futuro del

proprio coro. Allo stesso modo invito i Direttori

a partecipare personalmente e ove possibile con

i propri cori alle iniziative di formazione. Una

coralità dinamica, attenta, curiosa e aperta

alle novità ma legata ad una forte tradizione:

questi alcuni degli ingredienti necessari per

proseguire nel percorso di sviluppo e diffusione

che insieme abbiamo intrapreso 35 anni fa.

La parte concertistica è

un altro aspetto molto

importante della nostra

programmazione

annuale.

Una pregiudiziale

importante alla base

delle scelte operative è

sempre stata che ogni

coro, di ogni tipo di

organico, repertorio e

livello artistico deve

poter trovare spazio

e gratificazione nella

partecipazione agli

eventi che l’ASAC

promuove e organizza,

spesso in collaborazione

con i cori stessi, sul territorio veneto. Siano esse

le rassegne provinciali che ogni consulta organizza

annualmente, anche a carattere natalizio o sacro,

o Venezia in coro, o Veneto Canta o il Festival

della Coralità Veneta. Questa impostazione se da

una lato offre ampio spazio partecipativo nel pieno

rispetto delle prerogative di tutti i soci, dall’altro

deve sempre tendere al rispetto di quelle che

sono le nostre finalità statutarie che prevedono di

“favorire per fini sociali iniziative e momenti

di incontro attraverso l’animazione corale” ma

anche lo “sviluppo delle attività corali”. In questo

senso se Venezia in coro offre una impagabile

opportunità di canto e incontro nella nostra

splendida città lagunare e Veneto Canta vuole

aprire tutto il territorio del Veneto e i nostri cori

alla coralità italiana e internazionale, il Festival

della Coralità Veneta si pone come momento

di crescita e confronto ai massimi livelli della

nostra coralità. Quest’anno, a fine ottobre come

consuetudine, si terrà l’8° Festival della Coralità

Veneta proprio a Venezia, città quindi che si troverà

al centro di diverse iniziative dell’ASAC quest’anno.

Avrete notato alcune piccole ma sostanziali

modifiche al bando di partecipazione.Viene

istituita una nuova categoria, quella per

Composizioni, elaborazioni o arrangiamenti vocal popjazz,

gospel e spirituals,

un ulteriore segno di

sensibilità verso questi

generi già evidenziato

precedentemente e

risposta concreta al

cospicuo numero di cori

con questi repertori

iscritti nella precedente

edizione. Il Festival

prevede la possibilità

che possa svolgersi

in due giorni, sabato

e domenica 25 e 26

ottobre, o nell’unica

giornata di domenica

26, in base al numero

degli iscritti. Anche

Relazione morale del presidente

8

9


Assemblea generale ASAC 2014

questa è una risposta concreta alle indicazioni

giunte dalla scorsa edizione di Treviso, molto

partecipata, affinché la giuria assista al completo alle

esibizioni di tutti i gruppi. Inoltre questa modifica

consentirà che il luogo delle audizioni sia lo stesso

per tutti i cori evitando problemi di differenze di

acustica e spazi. A tale scopo è stata prenotata la

magnifica sala della Scuola Grande di San Giovanni

Evangelista a Venezia, garanzia di ottima acustica e

ambiente prestigioso. Tra i premi viene reinserito

il primo premio per ciascuna sezione per meglio

sottolineare il valore dell’eccellenza raggiunta e il

premio del pubblico fra i partecipanti al concerto

di Gala. I cori che giungono in eccellenza al nostro

Festival hanno ottenuto un punteggio almeno di

9 decimi e sono quindi cori che partecipando a

concorsi nazionali possono certamente puntare al

podio, credo sia questo il giusto livello a cui porre

l’asticella data la qualità espressa dalla coralità

veneta nel panorama nazionale. Nell’occasione

verrà attribuito il PREMIO ASAC PER LA MUSICA

CORALE 2014, un riconoscimento del mondo

corale veneto che l’ASAC

attribuisce a una figura

di spicco del panorama

musicale regionale, per

la prestigiosa attività

e il contribuito al mondo

della coralità italiana e

internazionale.

Il Premio è stato assegnato al

M° Pierangelo Valtinoni

ed è stato inserito tra i

premi speciali del festival

quello per la migliore

esecuzione di una sua

composizione.

Mi auguro che anche a questa ottava edizione ci sia

una partecipazione numerosa e qualificata come

alle edizioni precedenti, ricordando che per chi non

si sentisse ancora in grado di sottoporsi al giudizio

della qualificata Giuria del Festival, sarà possibile

partecipare alla categoria non competitiva, che

prevede l’esibizione dei cori in concerti, in base agli

iscritti, distribuiti su tutto il territorio veneto, ove

vi sarà il giudizio di una Commissione d’ascolto ad

esclusiva utilità e indirizzo del Direttore e del Coro

partecipante. Mi ripeto ancora, abbiate pazienza:

anche solo partecipare al Festival, come a qualsiasi

concorso, se il percorso di preparazione è stato

serio e diligente, porta ad una crescita del coro,

indipendentemente dai risultati di classifica; aiuta a

scoprire nuovi orizzonti e porsi obiettivi importanti,

ci insegna a confrontarsi con gli altri, senza rivalità

o supponenza, ma con rispetto e ammirazione per

quanti riescono a esprimersi meglio di noi. Per

questo proponiamo un Festival così strutturato,

severo ma obiettivo, vera cartina di tornasole della

Coralità veneta. I cori giunti in eccellenza al Festival

hanno sempre ottenute vittorie o piazzamenti di

prestigio ai concorsi Nazionali e Internazionali che

hanno frequentato, portando alta la nostra bandiera

corale e rendendoci orgogliosi del lavoro che tutti

insieme stiamo facendo. L’edizione dello scorso

anno di Venezia in Coro ha visto l’esordio della

nuova proposta del Festival Corale Internazionale,

Veneto Canta, abbinato alla storica manifestazione

veneziana.

Al Festival Veneto Canta, hanno partecipato due

cori inglesi e quattro cori italiani, equamente divisi

tra il programma a quattro e quello a due giorni. In

totale quindi hanno partecipato al Festival 73 cori.

Una partecipazione straordinaria e potrete vederne

gli effetti positivi anche nel bilancio consuntivo.

Devo tuttavia sottolineare la difficoltà che troviamo

ad ottenere una risposta di adesioni adeguata alla

qualità della proposta per Veneto Canta. Quest’anno

in particolare abbiamo ad oggi pochissime richieste

al programma lungo, mentre molto numerose

si prefigurano le richieste per quello più breve,

più legato a Venezia in coro. Ho l’impressione

che il nostro messaggio non sempre giunga a

destinazione, nonostante sia in nostro possesso

l’indirizzario pressoché completo delle mail dei

cori italiani, che ci siamo costruiti autonomamente

negli anni, come un nutrito indirizzario europeo

e mondiale. Feniarco quest’anno ha concesso alla

nostra iniziativa una pagina sulla rivista Choraliter,

anche se quest’ultima è purtroppo giunta ai cori a

iscrizioni praticamente già chiuse. Non siamo ancora

presenti tra le manifestazioni europee promosse da

ECA sul sito e sulla sua rivista, per il quale avevamo

anche qui chiesto l’intercessione della nostra

Federazione Nazionale. Faccio presente che tra le

proposte elencate sul sito e sulla rivista ECA sono

presenti numerose iniziative proposte da entità

con finalità esclusivamente lucrative e al di fuori

dal circuito corale associativo. Questo amareggia

ancor di più ma, preso atto della situazione, si

evidenzia la necessità di percorrere strade diverse

per ottenere il risultato prefisso. Sono stati avviati

contatti per entrare nei canali di informazione che

possano promuovere all’estero le nostre iniziative a

carattere turistico-corale.

A proposito delle attività svolte a supporto della

Federazione Nazionale, FENIARCO, il 14 e 15 giugno

ospiteremo in Veneto la prossima Assemblea

delle Commissioni Artistiche. Per i delegati che

giungeranno da tutta Italia stiamo predisponendo

una adeguata accoglienza e offriremo loro un

saggio della nostra coralità con un concerto la sera

di sabato 14 giugno a celebrazione del compleanno

dei 30 anni della Federazione Nazionale.

Auguri FENIARCO!

A ulteriore suggello del nostro impegno in favore

della Federazione, molto probabilmente ospiteremo

per un concerto il Coro Giovanile Italiano a Venezia

in occasione del nostro Festival. Un’altra occasione

importante per festeggiare il trentennale all’interno

della nostra manifestazione più importante e in un

luogo di elevato prestigio.

Riepilogando quindi avete potuto vedere

quante siano le iniziative avviate nel settore

concertistico a cui possiamo aggiungere a buon

titolo i 5 concerti delle Masterclass dell’Accademia

“Piergiorgio Righele”, il concerto conclusivo del

corso residenziale di Mel con i cori laboratorio

oltre ai concerti di Go..Gospel!!. In più le numerose

rassegne, concerti e progetti a più cori proposti

dalle consulte provinciali, importante opportunità

per tutti di partecipare alla vita associativa, di

incontrarsi e farsi conoscere dagli altri cori e da un

nuovo pubblico. Da alcuni mesi sono stati avviati

contatti con un gruppo di cori veronesi dediti al

“canto spontaneo” e all’esecuzione di canti della

tradizione orale. E’ quindi in fase di costituzione una

apposita commissione congiunta che possa valutare

e proporre iniziative dedicate a questo settore.

Un nuovo grande progetto sta prendendo il via ed

è in fase di elaborazione oramai da alcuni mesi.

Si tratta di una iniziativa che avviandosi nel 2014

con un concorso di composizione ed elaborazione

di musica corale, avrà realizzazione nel 2015 per

il centenario dall’inizio della Grande Guerra 1915-

18. Il Veneto è certamente una delle regioni che

maggiormente è stata segnata dalle tragedie del

primo conflitto mondiale e in collaborazione con

il Comune di Verona, nella splendida Arena, sarà

il 24 maggio il giorno deputato a questo evento.

Saranno approntati tre repertori, studiati da una

apposita commissione artistica di cui fa parte il

nostro Alessandro Kirchner, repertori che saranno

eseguiti nell’Arena di Verona durante il concerto

del 24 maggio 2015 da tre formazioni corali,

una mista, una maschile e una giovanile-voci

bianche composte ciascuna da alcune centinaia di

coristi. A tale scopo ho coinvolto le Associazioni

regionali delle Regioni confinanti e come il Veneto

fortemente interessate un secolo fa dall’evento

bellico. Ciascuna di queste regioni ospiterà analoghi

eventi sul proprio territorio offrendo ai cori o coristi

partecipanti l’opportunità di ripetere alcune volte

l’entusiasmante esperienza corale che offre questo

progetto. Vorrei ringraziare a questo proposito

il Presidente del Coro San Giorgio di Verona,

Roberto Bertolazzi, per averci dato l’input di questa

opportunità e per il lavoro che sta svolgendo per

portarla a compimento e il dott. Rosario Russo,

Presidente della Commissione Cultura del Comune

di Verona, per il concreto sostegno all’iniziativa

e il tempo ad essa dedicato. Una persona che ci fa

ancora confidare sulla possibilità di trovare politici

attenti e sensibili alle nostre istanze, capaci di

valutarne la portata e le finalità. Ringrazio anche

il Sindaco di Verona Flavio Tosi per la sensibilità e

apprezzamento dimostrati nei nostri confronti nei

due incontri intercorsi in questi ultimi mesi, l’ultimo

solo una settimana fa. Non appena saremo in grado

di proporvi concretamente la partecipazione a

questa iniziativa ve ne invieremo informativa e

sono certo che vorrete aderire numerosi a questo

importante progetto. Per informare e aggiornare

sulle iniziative, sugli avvenimenti più importanti,

dare spazio alle notizie e attività dei nostri cori e

musicisti, approfondire argomenti di carattere

musicale e tecnico, gli strumenti a disposizione sono

il nostro sito e la nostra rivista “Musica insieme”.

Il sito oramai da alcuni anni, rinunciando al

nostro precedente spazio internet autonomo,

è stato inserito nella ampia struttura della rete

nazionale creata con Feniarco attraverso un

progetto APS. In questo modo contribuiamo al

mantenimento della struttura comune e abbiamo

creato un interconnessione in tempo reale con

tutte le altre realtà nazionale e regionali italiane.

Ringrazio ancora una volta Giorgio Penzo, il nostro

webmaster per il costante impegno di

aggiornamento e cura del sito. Ogni coro all’interno

del sito ha la possibilità di avere una propria pagina

web aggiornabile autonomamente, possibilità di

cui molti hanno approfittato, anche linkandola agli

eventuali propri siti.

Relazione morale del presidente

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Assemblea generale ASAC 2014

La nostra rivista “Musica insieme”, dopo un lungo

periodo di sede vacante, ha ora un nuovo direttore

artistico nel Maestro Lorenzo Fattambrini, che

ringrazio per aver accettato l’incarico e per

il lavoro che con il Comitato di Redazione ha

iniziato a predisporre. Come saprete la rivista è

ora consultabile e scaricabile on-line, scelta che

se da un lato si rendeva obbligata per ridurre le

spese assorbite da stampa e spedizione, oramai

insostenibili, dall’altra offre nuove opportunità di

spazio, colore e interrelazione che sono sicuro che

i nostri redattori sapranno sfruttare. A tutti voi,

direttori coristi o semplici appassionati, il ruolo di

pungolo e proposta con lettere, richieste, articoli

e informazioni sulle iniziative affinché il comitato

di redazione senta di avere di fronte una platea di

lettori vivace e interessata. Comprendo la difficoltà

per quanti, magari di una certa età, non hanno

dimestichezza con il mezzo informatico, ma il

drammatico crollo del sostegno pubblico unito alla

crescita esponenziale dei costi, in particolare quelli

di distribuzione, ci hanno indotti a tale scelta. E’ una

scelta che offre altresì spazi teoricamente illimitati

e la possibilità di utilizzare il colore per foto e

grafica, precedentemente limitati alla copertina. La

rete ci viene poi in soccorso offrendoci la possibilità

di stampare anche poche decine o centinaia di copie

della rivista a prezzi decisamente accessibili. Questo

potrebbe consentire, qualora ce ne fosse la richiesta,

di rendere disponibili alcune copie cartacee.

La comunicazione oggi avviene quasi esclusivamente

attraverso il mezzo informatico e per questo

diventa essenziale poter inviare e raggiungere i

Soci con le comunicazioni in modo diretto e il più

esteso possibile. Con la scheda di iscrizione a tutti

i cori già da alcuni anni viene richiesto l’invio di

un modulo con la mailing-list di tutti i componenti

del coro, aggiornabile di anno in anno e utilissima

a diffondere capillarmente ogni informazione. E’

molto importante che la nostra comunicazione

sia ampiamente diffusa nell’interesse dei singoli

e dei gruppi e per un funzionamento il più

trasparente, democratico e partecipativo possibile.

L’informazione è libertà di scelta. Anche di deviare

le comunicazioni nella cartella spam se si vuole.

Da ultimo voglio anticipare un importante accordo

che l’ASAC sta concludendo con un grande Istituto

Bancario veneto che se da una parte ci consentirà

di avviare un nuovo sistema informatizzato per

le operazioni di pagamento (per quote annuali,

partecipazioni corsi, altro…) dall’altra potrà

offrire a tutti i cori la possibilità di aprire un CC

con accesso anche in rete con costi assolutamente

concorrenziali. Molto importante il sostegno

economico che ci attendiamo dalla domanda che

abbiamo rivolto a questa banca, quantificato spero

prudenzialmente, nel bilancio preventivo e che ci

auguriamo possa avere seguito anche nei prossimi

anni.

Credo di avervi tediato a sufficienza e mi auguro

di essere stato abbastanza chiaro nell’esporre la

nostra linea progettuale e le motivazioni che ne

sono alla base, legandola alle iniziative in essere

e in divenire. Fra un anno, come ho già anticipato,

dovremo provvedere a un rinnovo degli organi

istituzionali della nostra Associazione e questo

porterà un conseguente importante e diretto

riscontro nelle attività e nella progettualità nel

mondo corale veneto. Di qui il mio rinnovato

appello ad un impegno in favore della nostra realtà

corale e ad avviare fin da ora la ricerca delle figure

più qualificate e appassionate disponibili a rivestire

gli incarichi necessari a vario livello per la nostra

struttura. Abbiamo alla nostra base valori e ideali

importanti, ma senza persone appassionate e

capaci è sempre più difficile superare le difficoltà

e il disinteresse che la società dell’immagine e del

rapido consumo ci impongono.

Vi ringrazio ancora nella fiducia che mi è stata data

nel condurre per tanti anni l’ASAC, esperienza che se

da una parte mi ha impegnato moltissimo dall’altra

mi ha dato modo di avere esperienze umane rare

e preziose e di crescere come uomo. Auguro a tutti

i nostri cori e musicisti un anno di proficuo lavoro

e di soddisfazioni artistiche e umane, come solo

lo stare in coro può dare; ringrazio ancora quanti

hanno consentito, consentono e consentiranno

con il proprio impegno la realizzazione dello

straordinario mosaico di iniziative posto in

essere nella nostra regione sia tramite la nostra

Associazione che dai singoli gruppi corali. Insieme

abbiamo fatto cose bellissime e tante altre potremo

continuare a farne. Basta crederci e partecipare con

amicizia e passione, la musica farà il resto.

Grazie.

Il Presidente ASAC Veneto

Alessandro Raschi

Verbale assemblea generale

dell’ ASAC – Veneto 2014

Il 16 marzo 2014 alle ore 10 presso il teatro Politeama, Corso Vittorio Emanuele II n° 211, ad Adria (Ro)

si è tenuta in seconda convocazione l’assemblea generale ordinaria dell’ASAC Veneto, con il seguente o.d.g.:

1) Nomina del Presidente, del Segretario dell’Assemblea e degli scrutatori

2) Relazione morale del Presidente dell’ASAC

3) Relazione finanziaria: consuntivo 2013. Preventivo 2014 e relazione del collegio dei Sindaci

4) Interventi dei delegati

5) Votazione di approvazione della relazione morale e finanziaria

6) Varie ed eventuali

Dopo i saluti iniziali del Segretario dell’Associazione, Caludio Sartorato, si procede all’analisi del’ordine del giorno.

1) Nomina del Presidente, del Segretario dell’Assemblea e degli scrutatori

Con voto unanime dei presenti vengono nominate rispettivamente Presidente e Segretario

dell’Assemblea le prof. Silvia Azzolin e Mara Bellettato. Fa fede delle presenze il foglio di registrazione

compilato dai partecipanti. La Presidente Azzolin invita il Sindaco di Adria Massimo Barbujani,

il Consigliere Regionale Mauro Mainardi e il Presidente di FENIARCO Fornasier a rivolgere un

saluto alla platea. Inoltre la Presidente della Provincia Tiziana Virgili interviene portando i saluti

dell’Amministrazione Provinciale, dicendosi felice che l’Asac abbia scelto per la sua assemblea Adria.

2) Relazione morale del Presidente dell’ASAC

Il Presidente Regionale dell’ASAC Alessandro Raschi espone la sua dettagliata relazione morale.

3) Consuntivo 2013, preventivo 2014, relazione collegio dei sindaci Il Segretario dell’ASAC

Claudio Sartorato, illustra la sua relazione finanziaria che precedentemente era stata

distribuita in copia ai partecipanti. Il dott. Zennaro presenta la relazione del collegio

dei sindaci. La documentazione relativa ai punti 2 e 3 sarà allegata al presente verbale.

Alle ore 11 il Venezze Consort, diretto dal M° Giorgio Mazzuccato, propone un intermezzo corale

molto apprezzato dal numeroso pubblico presente in sala.

I lavori dell’Assemblea riprendono alle ore 11,30.

4) Interventi dei delegati

Il primo intervento è di Daniela Coralaita che dà voce ad una accorata lettera

del maestro De Marzi (vedi articolo nelle pagine seguenti, ndr), che si dimostra

amareggiato per la mancata attivazione del corso di canto gregoriano, vedendo

in ciò una ulteriore sconfitta della fede, della poesia e della buona musica. Il

Maestro invita i parroci a istituire piccoli spazi durante almeno una messa

domenicale per il canto gregoriano a difesa della fede e della nostra tradizione

musicale. Interviene poi il presidente della Corale Zumellese di Mel (BL),

Massimo Corriani, puntando il dito contro i mezzi di comunicazione (canali televisivi e radio), in quanto non rendono

la giusta visibilità al canto corale se non, quando lo fanno, in quota millesimale piegando la scelta dei repertori

presentati alle esigenze di audience. Lamenta inoltre la poca considerazione per il canto corale nella società attuale.

La risposta al secondo intervento è affidata al presidente Sante Fornasier, che esprime la sua condivisione con

quanto esposto dal direttore del coro di Mel. Appare chiaro a tutti, afferma il presidente FENIARCO, come in Italia

ci sia poca considerazione per la cultura e ancor meno per la musica. L’educazione musicale è tristemente assente

nella scuola italiana e anche testate giornalistiche prestigiose come “la Repubblica” hanno della coralità concetti

vecchi e stereotipati. Anche il presidente ASAC conferma che i contatti avuti con la Rai di Venezia non hanno

portato ad alcun risultato. Infine il presidente Raschi risponde brevemente ad alcune puntualizzazioni espresse dal

dott. Zennaro, riguardanti la partecipazione del collegio dei sindaci alle riunione di Consiglio.

5) L’assemblea è invitata a votare sui punti 2 e 3

La relazione morale e quella finanziaria vengono approvate all’unanimità con distinte votazioni.

6) Varie ed eventuali.

IL presidente prima di salutare i delegati e di ringraziarli per la partecipazione qualificata invita i presenti a

partecipare al seminario pomeridiano tenuto dalla prof. Righini sulla “Comunicazione verbale e non verbale del

direttore di coro” L’assemblea chiude i propri lavori alle ore 12,35.

Il segretario verbalizzatore

Mara Bellettato

Verbale dell’assemblea

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L’ottava

In partenza il Festival della Coralità Veneta 2014

Sono già trascorsi due anni dall'ultima edizione del Festival (2012) ed è giunto il momento di cominciare a

scaldare i motori per partecipare ad un appuntamento che sottolinea in modo inequivocabile la vivacità del

mondo corale Veneto. TUTTI I CORI VENETI POSSONO PARTECIPARE. Invitiamo il mondo corale regionale a

considerare seriamente il Festival come una concreta opportunità di crescita stilistica ed umana, un pretesto

per migliorare il proprio assetto qualitativo, un'occasione per approfondire lo studio di brani "conosciuti" o

per affrontarne di nuovi. Anche la possibilità di ricevere una valutazione tecnica e dei consigli per la propria

crescita artistica da parte della Commissione Valutatrice, può essere motivo di sprono per la partecipazione

al Festival. Nelle scorse edizioni si sono sempre più evidenziate una grande varietà e qualità da parte dei cori

partecipanti, con programmi decisamente differenziati nello stile e nel genere peraltro spesso ben caratterizzati

nella stesura dei propri progetti artistici. Anche l'organizzazione stessa del Festival ha affinato nel tempo

il proprio assetto, attuando migliorie e novità che ad oggi rendono la manifestazione un evento di altissimo

livello culturale. In particolare viene introdotta la categoria "Canto ed elaborazioni di carattere pop-jazz, gospel,

spiritual" in modo da poter offrire uno spazio specifico alle numerose formazioni corali del territorio che si

dedicano a questi generi. La presenza all'appuntamento, come cantore di un Coro in esibizione o come semplice

ascoltatore, è vivamente consigliata a tutti i Soci dell'ASAC: anche questo può essere un modo per promuovere

e valorizzare il grande lavoro che la coralità veneta svolge da anni sul fronte culturale e sociale.

Il Bando

L’A.S.A.C. Veneto e la Regione del Veneto promuovono

ed organizzano l’8° Festival della Coralità Veneta

con il patrocinio del Comune e della Provincia di

Venezia. La manifestazione sarà suddivisa in due

categorie e si svolgerà a Venezia e in importanti

città del Veneto nel mese di ottobre 2014. Il Festival

si svolge a cadenza biennale.

Scopi del Festival

Favorire la crescita e l’affermazione dei cori

veneti; stimolare e valorizzare nuove esperienze

e repertori nell’ambito dell’esecuzione corale,

della composizione, dell’arrangiamento e

dell’elaborazione. I cori potranno aderire alla

categoria 1 o 2 e potranno iscriversi presentando

un progetto relativo a una delle seguenti sezioni:

• SEZIONE A: Composizioni d’autore sacre e/o

profane

• SEZIONE B: Composizioni, elaborazioni o

arrangiamenti su temi di ispirazione popolare

• SEZIONE C: Composizioni per cori di voci bianche

e cori scolastici

• SEZIONE D: Composizioni, elaborazioni o

arrangiamenti vocal pop-jazz, gospel e spirituals

Il Festival prevede un concorso per i progetti a cui

concorrono entrambe le categorie e un concorso

con valutazione dell’esecuzione a cui concorre

la categoria 2 I cori ammessi alla categoria 1 si

esibiranno in un concerto presentando il proprio

progetto (sabato 4, 11 e 18 ottobre 2014);

i cori ammessi alla categoria 2 parteciperanno

alle audizioni con il proprio progetto (in base al

numero di iscritti le audizioni si terranno a Venezia

sabato 25 e domenica 26 ottobre 2014 o solamente

domenica 26 ottobre), saranno valutati dalla

giuria e suddivisi in fasce di merito. I cori della

categoria 2 selezionati nella fascia di eccellenza

dalla giuria parteciperanno al concerto finale ove

sarà attribuito il “Gran Premio dell’8° Festival

della Coralità Veneta”. Durante il concerto finale

saranno consegnati i premi relativi ai progetti, a cui

concorreranno unitamente le due categorie.

Regolamento

Art.1 – Requisiti per l’ammissione

Al Festival possono partecipare tutti i complessi

corali o gruppi vocali amatoriali veneti con organico

misto, maschile, femminile, di voci bianche. I coristi

dei cori di voci bianche dovranno essere nati non

prima del 31/12/1999. Il requisito dell’amatorialità

non è richiesto per il direttore e per eventuali

strumentisti. Per i cori soci ASAC l’iscrizione è

gratuita Ai cori non iscritti ASAC è richiesta una

quota d’iscrizione pari a € 150,00 da versare a ASAC

Veneto tramite bollettino postale sul CCP 12067302

o con bonifico bancario sul conto UNICREDIT

BANCA – agenzia Mestre Torre Belfredo IBAN: IT25P

02008 02020 000100050555. In caso di mancata

accettazione dell’iscrizione dalla Commissione

Artistica del Festival la quota sarà restituita. La

8° Festival della Coralità Veneta

15


8° Festival della Coralità Veneta

Commissione artistica nominata per il Festival (vedi

art. 4), ammetterà, a suo insindacabile giudizio, i

cori che inoltreranno domanda di partecipazione

entro il 15 giugno 2014, valutando una recente

registrazione, presentata su supporto CD-audio,

e la validità dei progetti presentati (vedi art. 3).

Sarà data preferenza al repertorio che presenterà

maggiori elementi di interesse compositivo,

di originalità, di novità o di valorizzazione della

cultura e della tradizione musicale del Veneto.

La Commissione si riserva la facoltà di chiedere

modifiche o integrazioni dei repertori proposti.

Art. 2 – Categorie

I cori potranno richiedere l’iscrizione alle categorie

1 o 2. I cori che richiederanno di partecipare alla

categoria 1 parteciperanno a uno dei concerti

previsti nei giorni 4, 11 e 18 ottobre 2014 e dovranno

presentare un progetto relativo ai brani come da

art 3. Ai concerti sarà presente una commissione

d’ascolto composta da alcuni membri della

commissione artistica dell’ASAC, i quali avranno cura

di relazionare brevemente in merito all’esecuzione

di ciascun coro. Le schede con le relazioni verranno

inviate al direttore del coro. Essendo la categoria

1 non competitiva, le valutazioni sono espresse ad

esclusivo uso e interesse del Coro e del Direttore. I

cori che richiederanno di partecipare alla categoria

2 dovranno presentare un progetto relativo ai brani

come da art 3 e parteciperanno alle audizioni a

Venezia (in base al numero di iscritti le audizioni

si terranno domenica sabato 25 e domenica 26

ottobre 2014 o solamente domenica 26 ottobre) per

l’attribuzione della fascia, di eventuali premi speciali

e del Gran Premio dell’8° Festival della Coralità

Veneta. I cori selezionati in fascia di eccellenza

parteciperanno al concerto finale, eseguendo uno

o più brani, per l’assegnazione del Gran Premio

dell’8° Festival della Coralità Veneta. Durante il

concerto finale saranno rese note le fasce assegnate,

i punteggi e consegnati eventuali premi speciali e il

Gran Premio dell’8° Festival della Coralità Veneta.

Entrambe le categorie parteciperanno unitamente

alla valutazione dei progetti presentati e le

premiazioni avranno luogo domenica 26 ottobre

2014 durante il concerto finale.

Art. 3 – Formazione del repertorio

Il tempo a disposizione di ciascun coro è di 15

minuti circa, pause comprese per i cori della

categoria 2, di 20 minuti circa, pause comprese, per

i cori della categoria 1. I tempi previsti dovranno

essere rigorosamente rispettati. Il repertorio

presentato, allo scopo di stimolare e valorizzare

nuove esperienze nel campo della composizione

e dell’esecuzione corale sacra e profana e

promuovere repertori nuovi e tradizionali, colti e

d’ispirazione popolare, dovrà essere presentato in

forma di “Progetto” con una precisa denominazione

(titolo) e accompagnato dalla documentazione

che ne descriva le motivazioni e le connessioni tra

e con le partiture presentate. I progetti dovranno

essere presentati in forma grafica chiara e

leggibile, sia in copia stampata che informatica (file

Word, ecc...) Il programma può prevedere anche

l’accompagnamento strumentale, purché questo

non sia preponderante rispetto a quello corale; la

Commissione Artistica di cui al seguente art. 4 ne

valuterà l’ammissibilità. Il programma e il progetto

potranno essere realizzati in collaborazione con

autori o musicisti non appartenenti al complesso che

lo presenta indicando il nominativo dell’estensore.

Il progetto, unitamente al curriculum e alla foto del

coro e del direttore, saranno stampati nel catalogo

del Festival.

Art. 4 – Commissione artistica

L’ammissibilità dei cori sarà espressa da una

Commissione artistica che avrà la facoltà di

accettare, respingere o chiedere modifiche

o integrazioni ai progetti proposti. Sarà data

preferenza ai progetti che presenteranno maggiori

elementi di interesse compositivo, di originalità,

di novità o di valorizzazione della cultura e della

tradizione musicale del Veneto. La commissione

artistica sarà composta da tre membri nominati

dall’ASAC, che non potranno far parte della Giuria,

di cui al seguente art. 5. La commissione, valutati gli

elaborati presentati sia dalla categoria 1 che dalla 2,

assegnerà i premi ai progetti ritenuti meritevoli in

ciascuna sezione.

Art. 5 – Giuria

La Giuria sarà composta da cinque esperti, di chiara

fama nel campo della direzione, della composizione

e della critica musicale, tre dei quali scelti al di

fuori della Regione Veneto, che non si trovino in

condizioni di incompatibilità con le funzioni loro

assegnate. Tra i cinque membri sarà nominato il

Presidente della Giuria. La Giuria sarà presente alle

Selezioni e al Concerto finale di premiazione. Al

termine della prima fase, valutate le esecuzioni di

tutti i cori ammessi, la Giuria, a suo insindacabile

giudizio, assegnerà la fascia di appartenenza ai

cori che avranno raggiunto i punteggi previsti tra:

Eccellenza (da 90 centesimi) Distinzione (da 80 a

89,99 centesimi) Merito (da 70 a 79,99 centesimi)

Tutti i cori della categoria 2 posizionati nella fascia

di eccellenza di tutte le sezioni acquisiranno il diritto

a concorrere e saranno chiamati a esibirsi durante

il Concerto finale di premiazione per l’assegnazione

del “Gran Premio dell’8° Festival della Coralità

Veneta”.

Art. 6 – Riconoscimenti e premi

Durante il concerto finale di premiazione ad ogni

coro sarà consegnato un Attestato di partecipazione

e ai cori della categoria 2 che avranno raggiunto i

punteggi necessari sarà assegnata la fascia di merito

conseguita e comunicati i punteggi raggiunti. Sarà

inoltre assegnato il “Premio del pubblico dell’8°

Festival della Coralità Veneta” con la raccolta e

conteggio delle schede di votazione distribuite

tra il pubblico presente al concerto finale. Al

Coro vincitore del “Gran Premio” del Festival sarà

assegnato il Trofeo ed un premio in denaro di

1.000,00 euro. Inoltre il coro parteciperà di diritto

al Concorso Nazionale di Vittorio Veneto nell’anno

successivo, con un contributo spese di euro 500,00,

se iscritto ASAC. I cori che raggiungeranno la fascia

di eccellenza con il maggior punteggio per ogni

sezione riceveranno il Premio (diploma) di primo

classificato della relativa sezione. I cori classificatisi

in fascia di eccellenza parteciperanno di diritto al

Concorso Nazionale di Vittorio Veneto nell’anno

successivo, con un contributo spese di euro 500,00

riservato ai cori iscritti ASAC. L’ammissione ai

concorsi è subordinata al rispetto dei regolamenti

degli stessi e l’erogazione del contributo avverrà

dopo la partecipazione ai concorsi in oggetto.

Durante il concerto finale di premiazione saranno

consegnati diploma ai progetti eventualmente

segnalati e premio di euro 500,00 al progetto

vincitore. In caso di ex-aequo, i premi saranno

equamente suddivisi. La mancata partecipazione

al Concerto finale da parte di un coro in fascia di

eccellenza comporterà l’esclusione dello stesso

coro dalla classifica. I cori classificati in fascia

d’eccellenza saranno indicati prioritariamente per

la partecipazione a concerti di prestigio a livello

regionale, nazionale e internazionale. Potranno

essere assegnati inoltre i seguenti Premi (diploma)

speciali:

• per la miglior interpretazione di un brano

nella Sezione A; per la miglior interpretazione

di un brano nella Sezione B; per la miglior

interpretazione di un brano nella Sezione C;

per la miglior interpretazione di un brano

nella Sezione D; per la migliore esecuzione di

un programma storico comprendente brani

dal XVI, XVII-XXVIII-XXIX-XX, XXI secolo)

• per la scelta della composizione d’autore

ritenuta più interessante;

• per l’esecuzione di un brano composto o

armonizzato dal M° Pierangelo Valtinoni;

• per la scelta dell’arrangiamento corale

ritenuto più interessante;

• premio speciale per il direttore che

ha dimostrato particolari doti tecnicointerpretative

Tutti i cori della seconda categoria, anche

se non finalisti, possono essere selezionati

all’assegnazione di uno dei Premi speciali.

Art. 7 – Spese di viaggio

Ai cori partecipanti al Festival saranno parzialmente

rimborsate le spese di viaggio, previo invio della

relativa documentazione, nella misura del 20%

delle spese documentate (fino a un max di € 600).

Ai cori partecipanti ai concerti della categoria 1 e

al concerto finale di premiazione (categoria 2) sarà

offerta la cena o un rinfresco.

Art. 8 – Presentazione delle domande

Le domande di partecipazione, conformemente a

quanto previsto all’Art. 3, unitamente al progetto

ed alle relative partiture in tre copie ordinatamente

rilegate, dovranno esser inviate alla Segreteria

dell’A.S.A.C. (Via Vittorio Veneto 10 – 31033

Castelfranco Veneto ), entro e non oltre il 15 giugno

2014. È ammesso l’invio di tutta la documentazione

richiesta via e-mail, entro i termini indicati, nei

formati di uso più comune e suddivisa in file

ordinati e facilmente riconoscibili. La sola domanda

di partecipazione dovrà comunque pervenire

in originale e firmata nei termini indicati. Nella

domanda dovranno essere allegati:

• modulo di iscrizione, correttamente compilato

(scaricabile dal sito dell’Associazione)

• breve curriculum e foto del coro e del direttore

• elaborati di Progetto su supporto cartaceo ed

informatico

• programma con titolo e autore di ogni brano

presentato completo con l’indicazione del tempo di

esecuzione in minuti primi

• CD-audio contenente registrazioni recenti del coro.

Entro il 31 luglio 2014, l’ A.S.A.C. comunicherà ai

cori l’esito delle ammissioni al Festival, le date e

le località in cui si terrà la manifestazione. I cori

selezionati nella categoria 2 dovranno inviare

entro il 15 settembre 2014, 5 copie delle partiture

presentate al festival o file in pdf delle partiture in

oggetto (se non già inviato).

Art. 9 – Diritti di registrazione e trasmissione

L’ASAC si riserva ogni diritto di registrazione e di

trasmissione audiovisiva delle esecuzioni, senza che

ai complessi partecipanti spetti alcun compenso.

I brani eseguiti durante le Selezioni e durante il

Concerto Finale di Premiazione potranno essere

interamente registrati in audio con la conseguente

possibilità per l’ASAC di produrre e distribuire

una compilation su compact-disc composta dalle

migliori esecuzioni dei cori partecipanti al Festival,

a prescindere dalla loro ammissione o meno

al Concerto di Premiazione finale. La scelta dei

suddetti brani sarà fatta insindacabilmente dalla

Commissione artistica dell’ASAC.

8° Festival della Coralità Veneta

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L’opportunita’ della formazione

Il corso residenziale per direttori e allievi direttori di coro

L’A.S.A.C. ogni anno nel mese di agosto organizza un

corso residenziale per Direttori e Allievi Direttori di

Coro volto alla formazione ed aggiornamento sulle

materie indispensabili e fondamentali per migliorare

la preparazione individuale indirizzata alla direzione

di un coro. La formazione riguarda vocalità,

tecnica di direzione, gestualità, intonazione e suono

corale, gestione della prova, repertorio, analisi della

partitura ed esecuzione. Nel 2014 saranno istituiti

due corsi:

•Corso A, propedeutico: 18-19-20-24 agosto

Massimo 30 iscritti. Dedicato a coloro che desiderano

avviarsi alla direzione non avendo mai diretto

un coro o, pur avendo una certa esperienza di

direzione e una certa conoscenza della musica, volessero

rafforzare l’apprendimento delle basi della

direzione corale ed apprendere elementi di vocalità.

• Corso B, avanzato: 21-22-23-24 agosto

Massimo 15 iscritti. Per i Direttori di consolidata

esperienza interessati ad affrontare ed analizzare

nuovi repertori, vocalità e metodologie di gestione

delle prove ed esecutive.

La selezione dei due gruppi, ove necessaria, si baserà

sui curriculum inviati. Le lezioni e le esercitazioni si

svolgeranno sia in forma individuale che collettiva ed

i corsisti avranno la possibilità di avvicendarsi anche

nella direzione del coro-laboratorio con esecuzione

di alcuni brani le cui partiture saranno fornite ad

ogni corsista con la comunicazione di accettazione.

I corsi si articoleranno, di massima, in n°. 32 ore di

lavoro cadauno, e saranno condotti dal M° Pasquale

Veleno e dal vocalista M° Sandro Naglia, affiancati

dal Maestro Manolo Da Rold per lo studio della

tecnica di base della gestualità nella direzione.

Rispetto alle ultime edizioni dei corsi, già profondamente

modificate rispetto al tradizione corso con

l’introduzione dei due livelli, sono state inserite ulteriori

migliorie.

Le ore di corso sono aumentate in modo considerevole

e viene diversificata e ampliata la gamma di

lezioni che parallelamente ed individualmente, in

gruppo e con i singoli sono tenute dai diversi docenti.

Ai due corsi sarà dedicato uno spazio per l’approfondimento

del repertorio e incontro con importanti

compositori domenica 24 mattina con una

conferenza e dibattito. La giornata di domenica 24

agosto è comune per i due corsi (facoltativa per il

corso A) ed è riservata nel pomeriggio alla concertazione

finale dei brani con i cori laboratorio per il

concerto pubblico che si terrà alle 21,00 in un prestigioso

luogo del bellunese.

I corsisti selezionati dai docenti saranno impegnati

nella direzione dei cori durante il concerto. Entrambi

i corsi si avvarranno quindi della collaborazione di

diversi cori laboratorio di ottimo livello artistico e di

organico femminile, maschile e misto, con repertorio

sacro, profano e popolare.

Sicuramente la presenza di questi cori rappresenta

un grosso sforzo organizzativo ed economico per

l’ASAC ma garantisce un salto di qualità notevole nel

lavoro dei corsi.

Sede del corso sarà il Palazzo delle Contesse, in piazza

Papa Luciani a Mel (BL) e il vitto e alloggio sarà

assicurato presso un vicino albergo che si trova sempre

in piazza Papa Luciani a Mel.

È possibile la partecipazione ai corsi per gli uditori

(non iscritti ai corsi) sia residenti che non, ed è possibile

prenotare l’alloggio per eventuali accompagnatori

non partecipanti ai corsi.

A Mel (BL)

18/24 Agosto 2014

I numeri del CORSO RESIDENZIALE

(in base ai dati 2013):

7 giorni di lezione

1 corso base

1 corso avanzato

32 ore di lezione ogni corso

3 docenti, 1 coordinatore,

1 segretario 1 compositore-relatore

40 direttori di coro iscritti

8 uditori iscritti

3 cori laboratorio

90 Coristi

1 conferenza-dibattito

70 Persone pubblico alla conferenza

300 Persone pubblico al concerto finale

Corso Residenziale 2014

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GO... GOSPEL !!!

I° Workshop gospel, spiritual e vocal pop-jazz

In questi ultimi anni si è verificata una eccezionale e spontanea proliferazione di cori che si dedicano al

repertorio vocal pop-jazz, gospel e spiritual. Ne sono testimonianza sia le iscrizioni di cori che giungono

all’ASAC, sia le numerose manifestazioni che li vedono protagonisti. Anche le partecipazioni di cori con questo

repertorio al 7° Festival della Coralità Veneta, caratterizzate da un elevato livello artistico valutato dalla Giuria,

sono un ulteriore importante segnale che ci ha spinti a individuare nel bando dell’edizione del Festival 2014

una sezione dedicata a questo specifico repertorio. Si è ritenuto opportuno inserire quindi tra le numerose

attività dell’ASAC un’iniziativa dedicata a questo settore, coinvolgendo alcuni tra i musicisti più qualificati.

L’ASAC, associazione che coordina l’attività di 320 cori di tutto il Veneto, ricca della sua trentacinquennale

esperienza, ritiene importante fornire ai gruppi che lo desiderano, compresi i cori non iscritti a cui viene

ampliata la presente proposta, un prezioso supporto formativo e associativo in favore di un’attività concertistica

più articolata, secondo il livello e le aspirazioni di ciascun coro, anche in un contesto più ampio e gratificante.

In questa ottica l’ASAC, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Abano Terme organizza “Go Gospel!

I° Workshop gospel, spiritual e vocal pop-jazz” che si terrà dal pomeriggio di giovedì 26 giugno a domenica

29 giugno ad Abano Terme.

Il workshop è dedicato a cori, gruppi vocali, direttori e singoli coristi. Il meeting sarà articolato in lezioni

parallele con tre docenti che seguiranno programmi e repertori diversi che saranno eseguiti dai partecipanti

(cori completi, gruppi di coristi o singoli coristi o direttori di coro) durante il concerto conclusivo del meeting. I

cori completi iscritti al laboratorio potranno esibirsi durante le serate di venerdì e sabato in concerti organizzati

appositamente ad Abano e nei centri limitrofi. Il laboratorio sarà condotto dai maestri NEHEMIAH H.

BROWN, DANIEL THOMAS e ANDREA D’ALPAOS.

Gli interessati dovranno dare la loro adesione

entro il 25 maggio 2014 e presentarsi entro le ore

15.00 di giovedì 26 giugno 2014 in modo da consentire

la sistemazione in camera prima dell’inizio del corso.

Il corso sarà avviato con un minimo di 90 partecipanti.

In caso di annullamento le quote versate saranno

restituite.

L’albergo principale che ospiterà i corsisti residenti,

di grande prestigio e dotato di tutti confort, è il

quattro stelle Ariston Molino Buja, in pieno centro

di Abano Terme. In caso di un numero di richieste

superiore alla disponibilità saranno disponibili spazi

in analoghi Hotels limitrofi.

È possibile la partecipazione di gruppi corali,

ma anche di singoli direttori, insegnanti o coristi

eventualmente con accompagnatori non partecipanti

ai laboratori, viste le attrattive della località e dei

dintorni e le dotazioni dell’albergo.

Inoltre è possibile la partecipazione di singoli o

gruppi con la formula non residenti.

La quota di partecipazione, da versare all’adesione

comprende vitto (cena del giovedì, colazione, pranzo

e cena di venerdì e sabato, colazione e pranzo della

domenica), alloggio, supporti didattici e competenze

artistiche. Eventualmente è possibile integrare

con alcune iscrizioni prima dell’inizio dello stage

compatibilmente con le disponibilità di spazi.

I direttori, oltre che assistere alle lezioni dei vari

gruppi, potranno usufruire della consulenza dei

docenti in merito a orientamenti didattici e scelte

repertoriali. Sarà inoltre possibile ospitare eventuali

accompagnatori, alle condizioni di seguito indicate,

senza la partecipazione ai laboratori corali.

Go... Gospel!!!

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Bassano fucina

della futura musica corale

di Elisa Artuso

5° Meeting Bassano

È calato il sipario sulla V° edizione del Meeting per

Cori di Voci Bianche e Cori Giovanili, organizzato

dall’ASAC (associazione che coordina l’attività di

340 realtà corali di tutto il Veneto) in collaborazione

con il Coro Giovani Voci Bassano e con il patrocinio

del comune di Bassano del Grappa. L’evento si è

svolto sotto la direzione artistica della professoressa

Cinzia Zanon che ha coinvolto nella manifestazione

docenti di elevato spessore professionale e di grande

carisma: Stefania Piccardi, Carlo Pavese e Lorenzo

Fattambrini infatti hanno reso unico questo momento

di formazione per i 230 bambini e ragazzi coinvolti.

Tanta energia, tante emozioni e un grande desidero

di condividere la passione per la musica corale hanno

caratterizzato la tre giorni bassanese, che si è svolta

da venerdì 7 a domenica 9 febbraio 2014, presso

l’Istituto Scalabrini, nel cuore della città.

“Musiche bellissime, maestri bravi e professionali e il

piacere di stare insieme”: così rispondono alcuni allievi

della sezione cori giovanili a cui abbiamo chiesto cosa

porteranno a casa dopo il meeting. L’attività è stata

molto intensa: i 15 cori partecipanti, provenienti da

tutta Italia, sono stati suddivisi in tre sezioni a seconda

dell’età; le voci bianche in un gruppo dai 6 agli 10 anni

e in uno dai 11 ai 15 anni, mentre i ragazzi nati dal

1997 in poi hanno costituito un coro giovanile.

Sabato sera alcune delle formazioni corali partecipanti

si sono esibite con brani del proprio repertorio,

mentre nel pomeriggio di domenica, sempre presso la

chiesa dell’Istituto Scalabrini, si è svolto il concerto

conclusivo in cui le tre sezioni hanno presentato il

lavoro svolto nei laboratori. Il gruppo dei bambini

ha eseguito una meravigliosa fiaba musicale, I

Musicanti di Brema, adattata da Anna Galliano, sotto

la direzione della docente Stefania Piccardi, con

l’accompagnamento al pianoforte di Cristina Capano

e con la voce narrante di Elisa Maroso. In poche ore

di prove i bambini sono stati letteralmente stregati

dalla fiaba. “Porterò con me la gioia e la freschezza

di questi giovani interpreti – ha affermato la M°

Stefania Piccardi – solo apparentemente piccoli ma

già grandi e forti nell’animo! Hanno saputo affrontare

un laboratorio di tre giorni molto intenso e hanno

dimostrato la loro voglia di cantare e di stare assieme.

La musica è comunicazione e il coinvolgimento nella

storia dei musicanti di Brema mi ha permesso di

creare con i bimbi una grande empatia: voce, corpo,

mente e cuore lavorano insieme e i bambini l’hanno

dimostrato con la loro grande espressività e voglia di

mettersi in gioco”.

Successivamente il pubblico ha potuto apprezzare

la passione trasmessa dal docente Carlo Pavese ai

cantori dagli 11 ai 15 anni. L’emozione della platea

e dei ragazzi era palpabile: durante l’esibizione dei

cinque brani, ritmo e movimento sono stati abbinati

a performance corali inedite. Il M° Carlo Pavese,

accompagnato al pianoforte dal M° Massimo Zulpo e

alle percussioni da Enrico Cenci, si detto emozionato

per l’entusiasmo che ha visto nei giovani allievi e per

la positività con cui hanno affrontato la costruzione di

brani per nulla semplici, imparandoli tutti a memoria

Echi dalla quinta edizione

del meeting per cori di voci

bianche e giovanili

in così poco tempo. “Già dal primo incontro mi sono

reso conto che il gruppo era molto motivato, ha colto

stimoli e superato difficoltà, sostenendo ben sette

ore di laboratorio in un solo giorno e riservando

incredibili energie per la serata”.

Infine, il gruppo dei cori giovanili ha chiuso la

manifestazione, interpretando un Medley da “Les

Miserables”, tratto dall’omonimo musical nonché film di

recente produzione. Il maestro Lorenzo Fattambrini

ha guidato gli allievi in un lavoro impegnativo e

intenso. “Il livello di questo gruppo, seppur composito,

si avvicina a quello professionistico – ha affermato il

Maestro – e la loro voglia di impegnarsi nel costruire

un pezzo complesso come questo Medley è stata

palpabile fin dalle prime prove. Porterò con me la loro

energia: mi hanno letteralmente ricaricato le pile!”. Al

concerto conclusivo era presente il Presidente di Asac,

Alessandro Raschi, piacevolmente meravigliato

per la massiccia presenza di cori e per l’entusiasmo

contagioso che si respirava al Meeting.

“Questo evento ha dimostrato ancora una volta che la

musica corale per i giovani è una grande opportunità

di crescita personale e rappresenta un’occasione

formativa gratificante, densa di incontri positivi e

di momenti come questo che si trasformano in un

bagaglio ricco per gli adulti del futuro. Un motivo

in più per guardare al domani con ottimismo, nella

speranza che cresca anche da parte delle istituzione

scolastiche l’attenzione per la musica corale”.

Infine Cinzia Zanon, che ha curato la direzione

artistica dell’evento, ha sottolineato quanto la

responsabilità e l’impegno nell’organizzare una

manifestazione come il Meeting sia pienamente

appagata dalla partecipazione viva e crescente,

dall’energia, dall’impegno e dai risultati tangibili della

V edizione. Il pubblico e i ragazzi sono stati congedati

con l’augurio di un prossimo Meeting 2015 ancora più

ricco e gratificante.

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Tre Pini di Padova:

si riparte con un coro del liceo

Echi dal concerto di gala del

48° Concorso Corale Nazionale

di Matteo Morgan (già corista dei Tre Pini)

di Massimo Zulpo

Coro Tre Pini (PD)

La nostra coralità veneta sta invecchiando? La

risposta non è affermativa per il Coro Tre Pini

di Padova. Gianni Malatesta ci stupisce ancora

una volta non solo come valente armonizzatore e

compositore ma come attrattore di “nuove leve” che

vanno a dar vita ad una nuova formazione corale:

Il Coro degli allievi del Coro Tre Pini di Padova (vedi

foto) è sorto nell’aprile del 2013.

All’invidiabile età di 88 anni, Malatesta ha

intrapreso una nuova esperienza musicale grazie

all’entusiasmo di due allievi del liceo scientifico

Nievo…ebbene la storia si ripete. Infatti egli afferma:

Nel '57 dirigevo il coro del Cai di Padova da nove

anni. Tuttavia nello stesso anno un gruppo di

studenti universitari mi chiese di creare una nuova

formazione. Nacque così il Coro Tre Pini.

Con questi ragazzi ho fatto lo stesso». «Circa un

anno fa mi ha contattato la mamma di un ragazzo

che studia al Conservatorio Pollini, chiedendo se

poteva entrare nel coro», racconta Gianni, «Alle

prove si è presentato con un compagno di classe. La

volta dopo hanno portato altri due amici.

Vedendo che si erano appassionati, ho proposto di

fondare un gruppo di giovani. Ed eccoci qua». Metà

degli allievi cantori, frequenta la stessa classe, la

quinta C dello scientifico Nievo. Tra loro Francesco

Valandro e Tommaso Piron, i primi ad avvicinare

il maestro, dopo aver creato il coro scolastico

"Fatidici Vati" in seconda superiore, intonando in

classe alcuni canti alpini tra la meraviglia generale.

Il ricambio generazionale

dei cori veneti

Gli altri otto frequentano altri licei, istituti superiori

o corsi universitari. I nuovi allievi apprendono le

parti velocemente, con passione e trasmettono

nuova vitalità che ha fatto ringiovanire anche il

maestro. Il gruppo degli allievi prova ogni martedì e

venerdì prima del “gruppo storico” e col quale si è

già esibito in alcuni concerti.

Un avvenimento così piacevole, pone anche la

riflessione a chi è ai vertici dell’associazione dei

cori veneti, di poter valorizzare o far istituire dove

mancanti i cori nelle scuole di ogni ordine e grado al

fine di favorire nelle nostre formazioni un naturale

ricambio generazionale.

Il Teatro da Ponte è gremito. Con un ritardo accademico

probabilmente eccessivo comincia lo spettacolo.

La parte introduttiva è decisamente troppo lunga

e cerimoniosa e solo dopo quasi un'ora dall'inizio

programmato della serata si riescono ad ascoltare le

prime note.

Il Coro Giovanile "Artemusica" di Valperga (TO)

colpisce subito nel brano a cappella 'La bella al ballo'

per una vocalità matura che richiama in parte il colore

delle voci bianche dei cori di matrice tedesca.

I tre brani successivi, ottimamente accompagnati al

pianoforte, sono dei classici ma per precisione nel

fraseggio, nella pronuncia e per la chiarezza delle

idee segnano da subito la differenza. Nulla sembra

essere lasciato al caso, i brani di Britten, da "Ceremony

of Carols", ormai un 'must' per i cori di voci bianche,

hanno comunque un qualcosa di originale e di

mai sentito.

E' poi la volta del Coro Montecimon di Miane (TV).

Cambiano le sonorità e il nuovo ambiente virato al

grave è cosa gradita.

Il coro canta in modo molto curato. I tenori primi, in

particolare nei primi 2 brani, sono spinti dalle partiture

proposte a cantare su una tessitura molto, forse

troppo alta e la voce di testa perde in parte di fusione

con le restanti 3 voci. Tuttavia l'esecuzione risulta

assai piacevole ed il pubblico apprezza salutando

l'ultimo brano, la filastrocca Anda Petanda, con un

applauso fragoroso.

È la volta del Coro Kolbe di Mestre (VE).

Il coro è composto di una ventina di bambini. Colpisce

fin da subito il suono di questo coro. È un suono

molto più chiaro rispetto a quello del coro giovanile

precedente, ma la quantità di armonici che queste

giovani voci sanno mettere in evidenza fornisce al

coro un suono luminoso e potente.

Sembra impossibile che senza fatica, senza spinta,

voci così giovani possano produrre una tale massa

sonora.

Esecuzioni precise e dettagliate.

Data la qualità dei Cori che competono al Gran Premio

"Efrem Casagrande" ci si chiede, tra amici del

pubblico, come farà la Giuria a decidere il vincitore:

scelta né facile né scontata.

Durante la pausa in cui la Giuria si ritira a deliberare,

il Coro Artemusica intrattiene il pubblico dando nuovamente

saggio del proprio virtuosismo eseguendo 2

brani del romanticismo tedesco.

Encomiabile il tentativo (ben riuscito) di eseguire

questo repertorio poco frequentato ed ostico alla coralità

italiana. Se per un pianista di Conservatorio è

normale suonare opere di Schumann, Brahms, Mendelssohn,

per quasi nessun coro in Italia è normale

affrontare autori di questo tipo. Segno che il progetto

Artemusica è più che un Coro: una vera scuola di musica,

quasi un piccolo Conservatorio del canto corale.

Ottima esibizione infine del Coro Voci Bianche Fran

Venturini di Domio - S. Dorligo d. Valle (TS).

Per certi versi dà sollievo ascoltare bambini che finalmente

cantano canzoni da bambini. Non si tratta

certo di un repertorio che permetta la conquista di

un concorso come quello della Città della Vittoria, ma

la qualità e lo spirito - non solo la simpatia - con cui

questi brani vengono cantati offre forse il momento

più frizzante di tutta la serata musicale.

Nell'ambito del Concerto di Gala, e dell'intero Concorso

Nazionale, si sente forte la mancanza di qualche

coro misto in più. L'espressione più completa

della coralità sembra essere del tutto assente in questa

edizione del Concorso Nazionale e la sensazione

che manchi qualcosa rimane forte.

Infine, spettacolo nello spettacolo: la fluida e sempre

fascinosa ars rhetorica di Bepi De Marzi.

Le sue parole sono sempre poesia e musica. Anche

quando racconta di una serata tra amici e vino rosso

passata con l'amico Efrem Casagrande…

48° Concorso Corale Nazionale

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Study Tour, secondo capitolo

In diretta dal concorso nazionale di Vittorio Veneto 2014

Riportiamo ora alcune considerazioni di due partecipanti allo Study Tour.

“Ho trovato molto interessante l’opportunità, sfruttata il più possibile, di restare in sala per assistere alle prove

prima dell’esibizione. In questa occasione è stato possibile cogliere la cura, l'impegno, l'affetto e la dolcezza con

cui ogni direttore si rapporta con i propri cantori (penso ai gruppi di voci bianche in particolare). Ho colto il

tentativo di ogni direttore di motivare e sostenere la convinzione dei coristi, trasmettendo fiducia, spendendo al

meglio le proprie competenze gestuali, correggendo le ultime incertezze, giocando e accarezzando i più piccoli.“

(Gino Victor Ruoso).

“Questa esperienza è stata molto arricchente e utile in quanto ci ha permesso di seguire il concorso in modo

attivo, con le partiture alla mano. Grazie alla guida di un maestro esperto, abbiamo potuto notare degli aspetti

meno lampanti riguardo alla vocalità, all’interpretazione della varia letteratura proposta, con una chiave di

lettura diversa dalla nostra. E’ stato anche piacevole incontrare altri direttori con cui confrontarci e scambiare

opinioni, pareri ed esperienze. In merito a questo, mi è dispiaciuto molto che fossimo così in pochi, tenuto conto

di quanti cori ci sono anche nella nostra zona. Purtroppo erano pochi anche i cori iscritti al concorso.“

(Beatrice Fioretti)

In qualità di tutor ringrazio i partecipanti a questo secondo study tour per aver partecipato con entusiasmo

e competenze a questi due giorni intensi ma costruttivi. Speriamo che queste iniziative possano continuare

e abbiano sempre più seguito, nonostante i tempi non siano dei migliori. Ascoltare e confrontarsi con altre

realtà corali è sicuramente un’importante tappa per la nostra crescita corale.

Study Tour

di PierLuigi Comparin

Per il secondo anno l’A.S.A.C ha organizzato uno

study tour al 48° Concorso Nazionale di Vittorio

Veneto, un’importante iniziativa di studio e

formazione che permette a direttori e coristi di

seguire questo importante evento corale in maniera

attiva e non da semplice spettatore.

La partecipazione a questa iniziativa prevedeva

l’ascolto delle audizioni dei cori iscritti al concorso

seguiti da momenti di dibattito con il maestro

PierLuigi Comparin, docente-tutor incaricato

dall’A.S.A.C. per accompagnare i partecipanti in un

percorso di analisi e confronto.

I partecipanti a questo secondo study tour sono

stati: Alessandro Camillo (Corale S. Maria Assunta,

Pieve di Soligo), Miriam Comito (Assisi), Beatrice

Fioretti (Coro Diverse Voci, Treviso), Stefano

Granzotto e Gino Victor Ruoso (Coro Cadore, Pieve

di Cadore).

Un doveroso ringraziamento va senz’altro agli

organizzatori del Concorso e in particolare al M°

Stefano Da Ros per la collaborazione e la cortese

disponibilità.

Tutti i partecipanti sono concordi nell’affermare

che lo Study Tour si è rivelato un’opportunità

di formazione utile fornire conoscenze tecniche

importanti, seguendo attivamente i cori che

provengono da esperienze diverse e che propongono

organici e programmi davvero molteplici. E’ stato un

momento estremamente utile anche per prendere

le misure rispetto al proprio lavoro e comprendere

quanto, uscendo dal personale ambiente canoro,

vi sia di interessante e di stimolante nei percorsi

altrui.

Abbiamo particolarmente apprezzato il Coro

giovanile “Artemusica”, ensemble dalle voci

curatissime, espressive, ottimamente fuse e ben

diretto da Debora Bria, direttore con personalità

magnetica e scattante che si è distinto in tutti

i progetti presentati con particolare aderenza

stilistica.

Ottimo anche il “Kolbe Children’s Choir” diretto da

Alessandro Toffolo. Coro dal buon impasto vocale,

ricco di freschezza, bel timbro vocale e dal fraseggio

sempre interessante e fluido.

Molto bene anche il coro Montecimon diretto

da Paolo Vian, gruppo dalle buone voci, calde e

morbide, che si sono messe particolarmente in luce

nei brani di Roberto Padoin, grazie alla musicalità e

al buon gusto del maestro.

48° Vittorio Veneto:

LE CLASSIFICHE

La giuria esaminatrice del 48° Concorso Nazionale

Corale di Vittorio Veneto, composta da Bepi De

Marzi (Presidente), Roberto Gabbiani, Fabrizio

Barchi, Paola Versetti e Cinzia Zanon, ha deliberato

la seguente classifica:

Cat. A – Progetto-programma:

musiche originali d’autore

1° premio: non assegnato

2° Coro “Artemusica” di Valperga (TO)

3° premio: non assegnato

Cat. B – Progetto-programma:

Canto polifonico di ispirazione popolare

1° Coro “Montecimon” di Miane (TV)

2° premio: non assegnato

3° “Corale Barbisano” di Barbisano (TV)

Cat. C – Progetto-programma riservato

a cori giovanili

1° Coro Giovanile “Artemusica” di Valperga (TO)

2° “Giovani Cantori” dell’Accademia Vocale

di Genova

3° ex aequo “Kolbe Children’s Choir” di Mestre e

Gruppo Vocale “Vogliam Cantare” di Trento

Cat. D – Progetto-programma:

riservato ai cori di voci bianche

1° Kolbe Children’s Choir di Mestre (VE)

2° Coro di voci bianche “Artemusica”

di Valperga (TO)

3° Coro di voci bianche “Fran Venturini”

di Domio – S. Dorligo della Valle (TS)

GRAN PREMIO "EFREM CASAGRANDE"

al Coro "Artemusica" di Valperga (TO)

Ecco i cori vincitori degli altri premi speciali:

Premio Coro A.N.A. e della Sezione A.N.A. di Vittorio

Veneto, in memoria del maestro Efrem Casagrande è

andato al direttore di coro Alessandro Toffolo del Coro

“Kolbe Children’s Choir” di Mestre (VE).

Il Premio per il Miglior Coro Scolastico è stato

assegnato al Coro del Liceo Scientifico “Galileo Galilei”

di Trieste, diretto da Daniele Pilato.

Il vincitore del Premio per il Miglior Programma è

andato al Coro “Giovani Cantori” dell’Accademia Vocale

di Genova diretto da Roberta Paraninfo.

Il Premio speciale Aspettando il Giro, istituito in

occasione dell’arrivo a Vittorio Veneto della 17^ Tappa

del 97° Giro d’Italia il prossimo 28 maggio 2014, è stato

assegnato al Coro “Montecimon” di Miane (TV), diretto

da Paolo Vian.

Infine, la commissione giudicatrice ha ritenuto di

assegnare un premio speciale in memoria del maestro

Orlando Dipiazza, scomparso nel 2013, al Coro

“Artemusica” di Valperga (TO) per la migliore esecuzione

del brano “Magnificat” di Dipiazza. Il Premio A.S.A.C. al

miglior coro veneto iscritto alla stessa Associazione è

stato assegnato al “Kolbe Children’s Choir” di Mestre

(VE), diretto da Alessandro Toffolo. Provenienti da

varie province della Regione, i cori veneti concorrenti

in diverse categorie erano sei: il Coro Scolastico "Voci

Gioiose" (dir. Barbara Zugno Brunetti) dell'Istituto

Comprensivo Arsiero in provincia di Vicenza, il Coro

"Nova Cantica" di Belluno (dir. Luciano Borin), il "Kolbe

Children's Choir" di Venezia-Mestre (dir. Alessandro

Toffolo), il coro "Progetto Musica" di Valdagno (VI)

diretto da Claudio Ferro, il Coro "Montecimon" di Miane

(dir. Paolo Vian) e la Corale "Barbisano" (dir. Rinaldo

Padoin) dell'omonima città trevigiana. Ancora una

volta la coralità veneta è stata presente al concorso di

Vittorio Veneto in modo significativo, a testimonianza

di una realtà culturale e associativa di tutto rilievo.

Study Tour

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Il Gregoriano e il canto di fede

L’ASAC, Associazione di

riferimento della coralità veneta,

in collaborazione con l’Istituto

Musicale Corelli di Vittorio

Veneto, ha proposto per il 2014

un LABORATORIO DI CANTO

GREGORIANO rivolto a quanti

fossero interessati al canto

liturgico monodico cristiano a

qualsiasi titolo, per interesse

musicale, per approfondimento

culturale, per adesione di fede. Il

corso, tenuto dall'esperto Maestro

Sandro Bergamo, avrebbe

condotto i partecipanti alla

scoperta delle forme più semplici

del canto dell'Ufficio fino alle

forme più complesse della Messa,

attraverso conoscenze teoriche

(con particolare attenzione allo

studio della notazione neumatica

in campo aperto) e con la pratica

di un repertorio scelto. Il numero

minimo di corsisti per attivare il

Laboratorio era stato fissato in

almeno 12 iscritti; non essendo

stato raggiunto il numero

sufficiente di partecipanti il corso

purtroppo non ha avuto luogo.

Le ragioni per questa mancata

realizzazione del progetto

possono essere molteplici;

sarebbe anche interessante

ricevere un feedback al riguardo

da chi tra i soci dell'ASAC abbia

qualche elemento utile per

permetterci di capire un così

scarso interesse. Pubblichiamo a

tal proposito una lettera accorata

di Bepi De Marzi, letta da Daniela

Corolaita in occasione della

Assemblea Ordinaria Asac del 16

marzo scorso. Nella lettera si trae

spunto dalla mancata attivazione

del corso, vista con preoccupata

amarezza dall'autore, per poi

tentare di rispondere ancora una

volta e con forza alla domanda

"Ma a cosa serve il Gregoriano se

non si usa più in chiesa?": tutto

è nelle mani di maestri e cantori

che fortemente ancora abbiano

ben chiara la responsabilità

del proprio ruolo. Un ulteriore

contributo alla difesa "della

poesia, della fede e della buona

musica" per il quale ringraziamo

il maestro De Marzi.

Il Gregoriano e la dignita’

del canto di fede

di Bepi De Marzi

Affido alla voce coraggiosa di Daniela Corolaita, cantante, corista e organizzatrice di eventi musicali, un

particolare pensiero che, per chi mi conosce, ribadisce ciò che sto dicendo da tanti anni, soprattutto nell'ambito

della nostra Associazione.

Il fatto che non sia stato possibile realizzare il

Laboratorio di Canto Gregoriano mi ha molto

amareggiato, oserei dire che addirittura mi ha

addolorato. E l'ho detto subito al generoso e amico

nostro Presidente Raschi.

Questa è una ulteriore sconfitta della poesia, della

fede e della buona musica.

Riflessioni sopra

un’occasione perduta

I nuovi compositori, anche i puntigliosi della

dissonanza, avrebbero trovato nel Canto che la nostra

Chiesa Cattolica ha dimenticato, infinite possibilità

ispirative: una strada sicura per la cantabilità che

dovrebbe rianimare la nostra coralità giunta a un

punto critico. I nostri gruppi corali, e lo auspico da

tempo, devono, dico DEVONO, e non "dovrebbero",

devono provocare all'interno delle parrocchie

venete una riflessione profonda. E il Gregoriano,

proposto anche in minimissime espressioni, come

qualche parte fissa della messa, anche un Gloria tra i

più facili, un Agnus Dei, un'Antifona nell'attesa, deve

essere il veicolo prezioso per il ritorno alla poesia

della fede e al decoro dopo tanto sfacelo.

Basterebbe "distaccare" un gruppetto ogni

domenica che si possa inserire nelle messe

parrocchiali, anche una messa soltanto, ma che

divenga un appuntamento fisso, immancabile.

Perciò desiderato come una tradizione.

E aggiungere un passaggio polivocale durante la

Comunione. Tutti fatti possibili, da sostenere con

coraggio, con decisione, oltre le resistenze dei nostri

poveri parroci sempre più stanchi e demotivati.

Tutti sappiamo che nell'esame di Diploma di

Organo in Conservatorio, dopo dieci anni di

studio faticosissimo, che comprende le grandi

composizioni, l'armonia e il contrappunto, la

composizione di Mottetti sacri, l'improvvisazione

e altro, c'è anche da cantare, accompagnando, un

difficile passo del Gregoriano

Tante volte mi sono sentito chiedere dai diplomandi:

"Ma a cosa serve il Gregoriano se non si usa più in

chiesa?". Rispondevo, e ancora rispondo quando

mi chiamano: "Andate a imporvi in parrocchia,

andate a suonare, a far cantare la dignità della fede

e soprattutto a difendere la storia".

Ecco, amici maestri e cantori: tutto è nelle nostre

mani.

Cominciate subito: occupate le cantorie, fate suonare

gli organi, fate cantare la gente con l'esempio. Le

nostre chiese saranno, ma tutte, anche dove ci

sono parroci insensibili o paurosi, i nostri luoghi

di espressione corale per essere ancora luoghi di

fede, poi di speranza e, se occorre, anche luoghi

privilegiati per i nostri concerti.

Grazie per l'attenzione.

Grazie amica Corolaita per aver dato voce alla mia

speranza, alla mia malinconia. Potrei anche dire, alla

mia disperazione per come la Chiesa ha distrutto la

buona musica.

28

29


Maurizio

Santoiemma

Note d’autore

I nostri compositori

Nato nel 1955, si è laureato in ingegneria a

Padova con una tesi sulla musica elettronica. Negli

anni ’80 ha collaborato col Centro di Sonologia

Computazionale dell’Università di Padova nella

messa a punto di programmi per la produzione

di musica elettronica. Fra gli anni ’80 e ’90 ha

lavorato con varie società private nello studio,

progettazione e realizzazione di componenti

elettronici e programmi per la produzione e

riproduzione del suono digitale. Come ingegnere

ha realizzato per la ditta Audiologic di Padova un

programma di sintesi vocale per ausilio ai non

vedenti e ipovedenti. Parallelamente all’attività di

ingegnere ha studiato chitarra classica, pianoforte,

armonia jazz, canto corale e composizione, ha

partecipato a seminari e corsi e ha sostenuto alcuni

esami al conservatorio. Attualmente è insegnante

di elettronica all’Istituto Tecnico Antonio Meucci

di Cittadella, dove ha recentemente fondato un

piccolo coro scolastico. Canta nel coro Misani di

Camisano Vicentino diretto da Raffaele Furin.

Nel tempo libero si dedica alla composizione

e dipinge quadri. La sua produzione musicale

comprende lavori strumentali solistici o per

piccoli ensemble, composizioni vocali, musiche e

canzoni per spettacoli teatrali, arrangiamenti ed

orchestrazioni. Ha collaborato con alcuni cori con

armonizzazioni ed elaborazioni di canti popolari e

brani originali. Ha ricevuto segnalazioni e premi in

diversi concorsi di composizione di musica corale.

Nel 2009 ha vinto il premio unico di composizione

di una scena mimica al Concorso Internazionale di

Composizione “Suoni di Fiaba” di Vittorio Veneto.

Nel 2013 ha vinto il secondo premio al Concorso

Nazionale di Composizione EdizioniCorali.it nella

categoria coro misto.

“Vergine Madre”, per coro SATB a cappella

dal canto XXXIII del Paradiso di Dante.

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che’l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

...

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre

sua disianza vuol volar sanz’ali.

...

In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza

Ho scritto questo motetto nel 2010 per il primo

Concoso di Composizione della Corale Monteverdi

di Cles diretta da Caterina Centofante, dove è stato

selezionato ed eseguito come finalista.

Nel musicare le terzine di Dante ho inserito, quasi

per gioco, dei riferimenti numerici e simbolici alla

Commedia.

Il motetto comincia con un alleluia introduttivo delle

voci femminili, composto su una serie di nove note

che simboleggiano le nove sfere celesti, formata dalle

note della scala di si maggiore a cui si aggiungono

il mi diesis e il si diesis. La sovrapposizione delle

due voci femminili produce una varietà di intervalli

armonici e un senso di staticità che rappresenta la

beatitudine eterna. L’interpretazione dovrà essere

molto uniforme, senza accenti e senza differenze fra

le due voci. La ripetizione della serie è disturbata

dalla preghiera di San Bernardo (tenore) che

porta la sua richiesta a nome del mortale Dante,

interrompendo la quiete celeste. Le altre voci,

inizialmente disomogenee, si fondono a poco a

poco in un’armonia più definita, che vuole suggerire

l’accoglimento della preghiera. Questa prima parte

va eseguita con molta libertà ritmica, dando rilievo

soprattutto al testo parlato, pronunciando e legando

le frasi magari ispirandosi al canto gregoriano, senza

però perdere mai il sincronismo fra le parti.

A battuta 7 si ripete la serie iniziale, con l’aggiunta

di un pedale delle voci maschili che rappresenta

l’avvicinarsi dell’uomo al Divino. Ad esso si sostituisce

il pedale dei soprani sulla nota si diesis che,

trasformandosi enarmonicamente in do, simboleggia

l’Empireo. Le successive frasi dei contralti e dei

tenori (fino a battuta 13) vanno eseguite con tempo

abbastanza costante e curando la dinamica in modo

che le parti vocalizzate rimangano sempre sullo

sfondo rispetto al testo.

Il pezzo comprende 33 battute (come i canti del

Paradiso) di lunghezza sempre variabile in funzione

dei versi. Non ho ritenuto necessario indicare il

numero di battiti all’inizio di ogni misura per non

appesantire la scrittura. Questo non dovrebbe creare

problemi nell’esecuzione, che andrà fatta battendo la

minima, con l’accento forte all’inizio di ogni battuta

e rispettando per gli accenti secondari la metrica del

testo dantesco.

Le ultime tre note del soprano nella prima battuta,

che salgono per toni interi al si diesis, sono il nucleo

che genera la conclusione di tutte le frasi. A battuta 6

(tenore) diventano:

Il tritono risultante è evidenziato dall’armonia, che

pure procede per accordi che salgono di tono intero.

Ho voluto in questo modo assegnare al tritono

ascendente la rappresentazione simbolica della

Trinità. Tutte le frasi si concludono in questo modo o

con una sua variazione.

L’episodio che inizia a battuta 14 col verso “Donna,

se’ tanto grande e tanto vali”, deve essere interpretato

con slancio e partecipazione, senza però eccedere nel

lirismo e mantenendo bene il tempo (i tenori, che

hanno effetto di eco, evitino di imitare le campane).

L’armonia si ripropone a mo’ di progressione

modulante per toni interi discendenti mentre i

bassi eseguono le sette note diatoniche della serie

iniziale (dal contralto, più il sol diesis). La tensione

andrà stemperandosi nel verso finale “sua disianza

vuol volar sanz’ali”. Anche questo finale procede per

toni interi, ma per descrivere il concetto espresso da

Dante la melodia e l’armonia procedono per moto

contrario e diventano discendenti (battuta 20).

Le parole “in te misericordia, in te pietate, in te

magnificenza” concludono la citazione del testo

dantesco con un crescendo omoritmico.

Alla fine riappare la serie iniziale di nove note,

accompagnata dalle voci maschili per sottolineare

l’avvenuto contatto fra il Divino e l’umano. La falsa

relazione mi diesis - mi naturale fra contralto e

tenore a battuta 31 vuole comunque sottolineare

l’impossibilità dell’uomo di avvicinare e comprendere

totalmente il Divino.

Il brano non contiene particolari difficoltà né di

estensione né di polifonia, mentre è più difficile

dal punto di vista dell’intonazione, visto l’utilizzo

dell’intera gamma cromatica e le frequenti

modulazioni interne. Ogni voce dovrà essere sicura

della parte, in particolare il basso nell’episodio da

battuta 14 a battuta 20. Per la corretta intonazione

della serie della prima battuta ritengo utile che

i soprani e i contralti lo studino bene assieme,

prestando attenzione sia agli intervalli melodici che

a quelli armonici fra le due voci.

Questa ed altre partiture sono scaricabili dal sito

www.mauriziosantoiemma.it

Carte da musica

30

31


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Durata 4' 30" ca.

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Soprano

Alto

Tenore

Basso

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Vergine Madre

per coro SATB a cappella - dal canto XXXIII del Paradiso di Dante

ADAGIO, con massima libertà ritmica (≅)

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(espressivo)


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Maurizio Santoiemma - 2010

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(allargando un poco)

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più che cre - a - tu - ra,

ter - mi-ne fis - so d'et -ter - no con -si - glio,

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(ritenuto un poco)

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- sti sì, che 'l suo fat -to-re

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Ad uso esclusivamente didattico per gli associati ASAC

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Don - na, Don - na, tan - to gran - de e tan - to va - li, qual vuol

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(diminuendo)

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che qual vuol gra - zia e a te

non ri - - -

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Ad uso esclusivamente didattico per gli associati ASAC

Ad uso esclusivamente didattico per gli associati ASAC

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Michele Peguri

Sabato 16 novembre 2013 presso il Duomo di Mestre, il coro Femminile

Harmònia ha eseguito il Gloria RV589 di Antonio Vivaldi per soli, coro

e orchestra. La novità della proposta sta nell’aver proposto l’opera in

versione femminile. Dal 2010 il Coro Femminile Harmònia ha intrapreso un lavoro di ricerca sulla coralità femminile che si svolgeva

a Venezia negli ospedali maggiori (Pietà, Incurabili, Derelitti, Mendicanti) trascrivendo ed eseguendo partiture anche inedite di vari

compositori come Galuppi, Jommelli, Porpora, Vivaldi. Il progetto prende il nome dal titolo che Nicola Porpora si attribuisce nei suoi

autografi: Nicola Porpora, Maestro delle Figlie del Coro. Il coro Femminile Harmònia, per la realizzazione del progetto Alle figlie del

coro, si avvale di più collaborazioni specialistiche: Michele Peguri, compositore e direttore d’orchestra, docente di direzione di coro

presso il Conservatorio di Rovigo; dell’Orchestra Barocca GB Tiepolo; dell’Orchestra Barocca I Musicali Affetti; di voci soliste come la

soprano Roberta Canzian, Paola Crema e la mezzosoprano Elena Traversi e Maria Zalloni. Tornando alla proposta del Gloria RV 589

in versione femminile offriamo di seguito la ricerca che ci ha portato a scegliere la via intrapresa proprio partendo dal manoscritto

fondo Giordano 32, ff. 90-129, Biblioteca Nazionale, Torino. Un assaggio: https://www.youtube.com/watch?v=TUtMcBDLkg0

Un Gloria per le “Figlie del Coro”

La coralità femminile negli ospedali veneziani tra Porpora e Vivaldi

Premessa

di Michele Peguri

Ci sono poche testimonianze nella storia della musica di una diffusa attività musicale corale, tantomeno

sacra, destinata o fatta da donne. In un ambiente nobile e con un impegno professionale troviamo le Dame di

Ferrara, giovani virtuose che verso la fine del’500 animavano la corte Estense (il noto Concerto delle donne):

per le Dame scrissero illustri musicisti come Monteverdi e Gesualdo da Venosa. Per altre esperienze, almeno

fino a ora conosciute, dobbiamo aspettare il periodo degli Ospedali Maggiori di Venezia: Pietà, Mendicanti,

Derelitti e Incurabili. 1 In queste Istituzioni, che si presentano come orfanotrofi femminili, fin dalla seconda

metà del ’500 sono già noti i cori di ragazze e le loro orchestre. Sono soprattutto i cori, le voci, che destano la

maggior curiosità. Questi gruppi divengono ben presto attrazione per molti e importanti musicisti dell’epoca:

Hasse, Porpora, Jommelli, Galuppi, Vivaldi, Haydn, Cimarosa. 2

Per caratteristiche d’organico e per affinità geografica, da alcuni anni il laboratorio Harmònia ha iniziato un

lavoro di studio e approfondimento sulla musica veneziana dedicata alla coralità femminile. Con

l’acquisizione di una cospicua quantità di autografi e manoscritti sparsi in Italia e soprattutto all’estero

(Vienna, Londra, Dresda, Boston etc.), l’ensemble femminile Harmònia esegue regolarmente opere inedite e

raramente ascoltate dei compositori che scrissero per gli ospedali. La presenza di Vivaldi alla Pietà e la

composizione in Venezia di alcune sue opere sacre (Credo, Gloria, Magnificat etc.) ha destato un’evidente

curiosità riguardo l’annoso interrogativo dell’organico corale utilizzato effettivamente in quegli spazi. Infatti

le partiture a noi giunte prevedono un organico corale a voci miste sebbene le voci maschili fossero escluse a

priori nell’attività musicale di quegli istituti. Nonostante siano stati compiuti molti studi per comprendere i

motivi di tale anomalia, ancora oggi è possibile avanzare solo delle ipotesi.

1. La ricerca parte prima: i dati di partenza

1.2 La relazione coro-orchestra d’archi nella scrittura dell’epoca

Per tracciare un percorso verso l’esecuzione del Gloria per coro femminile, la ricerca ha chiesto alcuni

approfondimenti riguardo il rapporto che s’instaura abitualmente tra gli organici coinvolti: il coro e

l’orchestra.

Rammentiamo che il contrappunto storico si esprime compiutamente a quattro voci-parti diverse e

complementari: 3

Cantus /Soprano = acuta femminile

Altus /Contralto =grave femminile

Tenor /Tenore = acuta maschile

Bassus /Basso = grave maschile

Esse rispondono ad una logica fisiologica e di sistema.

Le voci distano tra loro grossomodo un intervallo quarta/quinta; la rispettiva corrispondenza tra le voci acute

(Soprano e Tenore) e le gravi (Contralto e Basso) è indicativamente di un’ottava.

Soprano

Contralto



Tenore

Basso

Le voci rappresentano quattro ruoli il cui rispetto della funzione è dato dall’indipendenza del movimento: ciò

è disciplinato dalla tecnica contrappuntistica. Bach scrisse “L’arte della Fuga” in partitura per queste quattro

voci-parti. Ogni voce ha una tessitura, uno spazio d’azione che le garantisce l’autonomia di movimento.

Quando il movimento di una linea si sovrappone a un'altra avviene un incrocio di parti.

L’incrocio tra le linee è possibile sin tanto che non vada a compromettere l’identificazione delle linee

nell’ordito polifonico e soprattutto non generi errori nella sintassi contrappuntistica e armonica.

Esempio: J.S. Bach, Contrappunto I da “L’arte della Fuga”

1.1 Vivaldi e il Gloria

La prima testimonianza dell’impegno di Vivaldi come maestro di coro, carica che ricoprirà fino al 1719, la

troviamo nel 1714 con un’opera nuova per il coro della Pietà: l’imponente Moyses Deus Pharaonis. Seguirà,

nel 1716, Juditha triumphans devicta Holophernis barbarie. Ciononostante, come ci ricorda Michael Talbot

(uno dei più importanti studiosi di Vivaldi), egli non fu mai incaricato ufficialmente, alla Pietà, nel ruolo di

direttore di coro; fu solo supplente negli interregni, tra Francesco Gasparini e Carlo Pietragrua (1713-1719) e

tra i mandati di Giovanni Porta e Gennaro d’Alessandro (tra il 1737 e il 1739).

Nella metà della prima decade del 1700 Vivaldi compone due Gloria, l’RV588 e RV589. Quali siano le

destinazioni non ne siamo certi. Sempre secondo Talbot, il Gloria RV589 potrebbe essere il perfezionamento

del precedente, oppure l’occasione di una celebrazione per la vittoria di Venezia sui Turchi. Comunque sia il

Gloria RV589 rappresenta un momento di maggiore maturità rispetto al RV588.

Sono stati composti per la Pietà? Anche questo non è dato a sapere.

Francesco Caffi, storico del XIX secolo, ci racconta che una Messa per coro e strumenti di Vivaldi fu

eseguita per un certo periodo alla Pietà ad ogni grande festa. Il Gloria RV588, che prove bibliografiche

legano al Credo RV591, può essere stato parte di questa famosa Messa. Il Gloria RV589, oggi meglio

conosciuto, può essere stato una sostituzione del precedente RV588.

1 Per approfondimenti Gillio Pier Giuseppe L’attività musicale negli ospedali di Venezia nel Settecento Firenze Leo S. Olschky, 2006 (Quaderni Vivaldiani 12)

2 Nel ’600 documentazioni non musicali testimoniano un’attività di coralità femminile sostenuta dalla famiglia Contarini a Piazzola sul Brenta (Pd) probabilmente analoga

a ciò che succedeva già da tempo a Venezia.

3 Non è questa la sede per esaminare la natura originaria delle voci (Cantus, Altus, Tenor, Bassus), che prescindeva dalla reale

corrispondenza delle tessiture vocali modernamente conosciute.

1

36 37

2


Quando le voci sono accompagnate dall’orchestra d’archi si creano delle naturali corrispondenze di tessitura

tra voci e strumenti.

Voci

Soprano

Alto

Tenore

Bassi

Strumenti

Violino I

Violino II

Viola

Cello e b.c.

Nel seguente esempio, tratto dal Crucifixus del Credo di Vivaldi, è chiaro che gli strumenti raddoppiano

(ovvero suonano le stesse note) le singole linee vocali secondo l’esempio testé descritto. Da notare che la

linea su cui si basa il tutto (quella del basso strumentale) è presente anche dove manca la linea

corrispondente corale.

La relazione voce-strumento è ancora più decisa nei Corali di J.S.Bach. Spesso in queste partiture le linee

strumentali non sono scritte in quanto ricavabili leggendo quelle vocali.

Come si può notare ci sono incroci, mis. 9-11-13 che, data la loro brevità non nuocciono al percorso

contrappuntistico.

3

38 39

4


Esempio A. Vivaldi “Dixit Dominus

Le corrispondenze voce-strumento sono fisiologiche e quindi non rigide, ma indicative per riconoscere

funzioni e famiglie strumentali d’appartenenza. Come esempio: la linea più grave è il sostegno armonicomusicale,

quella più acuta è quella che più spesso possiede un’esposizione melodica.

Tali relazioni, però, possono essere superate o disattese. Nei raddoppi di linea Vivaldi, a differenza

dell’esempio sopra citato, accomuna molto spesso la voce degli Alti con i Violini II (o con i Violini I) ad

un’ottava superiore, cioè utilizza una linea strumentale, teoricamente interna, a mo’ di controcanto superiore,

creando un incrocio tra le parti strumentali:

Coro

Soprani

Alti

Tenori

Bassi

Orchestra

Violini II (ottava superiore degli Alti)

Violini I

Viola

Celli Bassi (B.C)

La percezione totale delle linee dalla più acuta alla grave sarà

Violini II

Violini I-Soprani

Alti

Viole-Tenori

Celli-Bassi (Voci)

Contrabbasso

linea b (ottava acuta)

linea a

linea b

linea c

linea d

linea d (ottava grave)

È una scelta timbrica tipica nella coralità con accompagnamento strumentale nella scrittura di Vivaldi, che

con questo procedimento tende a evidenziare una linea vocale interna moltiplicandola verso l’acuto.

Sottolineiamo ancora questo procedimento (l’incrocio) quale elemento cruciale nella tecnica compositiva:

l’incrocio rappresenta un punto nodale nel momento in cui s’interviene in una scelta d’organico con tessiture

differenti da quelle previste nell’originale.

5

40 41

6


1.3 Le ipotesi esecutive del Gloria per coro femminile

L’autografo di Torino (coll. fondo Giordano 32, cc. 90-129) offre una scrittura corale per voci miste.

Considerato il contesto, può Vivaldi aver scritto il Gloria per voci miste sottintendendo o perlomeno dando

per scontata la fattibilità di un esecuzione per coro femminile? Questo è l’interrogativo che riguarda ogni

studioso che si avvicina all’opera di Vivaldi e alla sua probabile destinazione originaria, ovvero gli ospedali

femminili. 4

Grazie agli studi filologici e a una sempre più attenta prassi rispettosa delle modalità esecutive originarie,

numerosi e diversi sono gli approcci per poter dare una risposta comunque persuasiva sui procedimenti

esecutivi di quel tempo.

La documentazione e i risultati disponibili al pubblico sono numerosi.

a) Voci femminili gravi.

Una possibilità è stata proposta tramite una lettura dove le sezioni dei tenori e bassi sono sostituite da voci

femminili particolarmente gravi. Si veda ad es.:

http://www.youtube.com/watch?v=153WVp8QJQ0&feature=youtu.be,

b) Spostamento di una voce d’ottava

In altre esperienze viene compiuto uno spostamento d’ottava acuta di una voce (bassi) la cui parte viene ora

eseguita da una seconda linea di contralti, la ex parte dei tenori viene quindi eseguita da contralti III in

quanto la tessitura originaria è (quasi sempre) eseguibile dal registro di Alto. Con questa soluzione sono

presenti una linea di Soprani, una di Alti (quelle originali) e altre due di Alti “gravi” che sostituiscono Bassi

e Tenori.

Originale Trasposizione Percezione delle linee vocali

Soprani S1 Soprani

Alti A1 Alti

A2

Ex Bassi (ottava acuta)

Tenori A3 Ex Tenori (note reali)

Bassi

Come si vede dallo schema le due linee superiori rimangono al loro livello, quella degli ex Tenori pure, ma

quella degli ex Bassi, essendo trasportata d’ottava, si viene a trovare sopra quella dei tenori. La linea

precedentemente data ai tenori funge quindi da Basso (esclusivamente per l’organico vocale). Con questa

possibilità, ossia ponendo una voce originariamente inferiore sopra a un'altra precedentemente superiore, si

compie un incrocio. Questo è un passaggio importante perché, come già accennato, quando da una posizione

originale (vedi colonna sinistra esempio precedente) si fa uno scambio tra le parti, viene a mutare

l’impalcatura polifonica.

Ciò non rappresenta un problema se in tale mutamento la scrittura mantiene una sostanziale correttezza

grammaticale oltre ad una plausibilità esecutiva.

3. La “non esecuzione” delle parti maschili. In questo caso la partitura scritta conservava i requisiti

compositivi ma l’esecuzione musicale, pur concretizzandone la realizzazione, non ne era la sua

stretta rappresentazione.

4. L’uso di “chiavette” ovvero lo spostamento di tutta la tessitura. Questa modalità, abituale nel

rinascimento, se applicata con strumenti pone serie questioni di cambi di tonalità.

2) La ricerca parte seconda: un Gloria secondo Porpora?

2.1 La coralità femminile degli ospedali

Lo studio del repertorio composto espressamente per la coralità femminile degli ospedali, ha fornito

un’ampia prospettiva della musica ideata per le “Figlie del coro”.

In esso, precisiamo, l’organico è concepito specificamente per 4 voci femminili; a priori questo potrebbe

rappresentare un analogia del quartetto a quattro voci maschili utilizzato nella storia musicale in modo molto

più frequente. 5

Ma altre sono le peculiarità dell’organico a voci femminili. Per propria natura non è possibile fare

adattamenti tramite trasporto (verso l’acuto evidentemente) della tradizionale organizzazione vocale in

quattro registri: Soprano, Alto, Tenore e Basso; il quartetto femminile richiede una nuova ed esclusiva

modalità compositiva connaturata alle sue particolarità. Per la maggior parte degli autori (Galuppi, Hasse e

anche Jommelli) la scrittura si muove all’interno di un contesto di trasparenza e sostanziale accordalità

armonica.

Nell’esempio tratto dal Miserere di Hasse, si possono individuare almeno due costanti che riguardano la

tecnica compositiva per coro femminile e orchestra:

1) La voce grave (A2) è raddoppiata dai bassi in modo analogo dell’organico a voci miste, dove la voce dei

bassi si relaziona appunto con la sezione dei bassi orchestrali. Ovviamente la distanza rispetto al basso più

vicino (violoncello) per la voce femminile è almeno di un’ottava.

2) Tutte le linee vocali si muovono a prescindere dal possibile incrocio 6 con le altre voci: possiamo notare

-l’unisono nell’ultima misura tra Alti II e Soprani I (voci estreme)

-i soprani II che dalla prima misura sono la linea esposta più acuta

-la voce di Alto I (ultima misura) funge da voce grave del coro.

c) Elaborazioni ex novo

Sono pubblicate rielaborazioni del Gloria di Vivaldi per coro femminile, spesso a tre voci.

Questa scelta assume il carattere di arrangiamento, dove non si perseguono obiettivi filologici, ma semplici

adattamenti pratici per l’esecuzione con organico femminile. Si vedano ad es.:

http://www.youtube.com/watch?v=C_A7LnxnxTQ,

http://www.youtube.com/watch?v=bW1j-pCUkxU.

Oltre alle possibilità descritte nei punti precedenti, documentazioni e scritti indicano altre ipotesi esecutive:

1. La presenza di voci maschili (uomini nascosti)

2. La sostituzione delle voci di tenori e bassi con strumenti (in quell’epoca erano numerosissimi negli

ospedali)

4 Lo stesso Talbot, nell’edizione critica del Gloria, fa presente che l’organico fissato della partitura può non aver rappresentato per

forza l’unico organico utilizzato in quel tempo; questo secondo le condizioni, i luoghi e le circostanze che di volta in volta si

presentavano.

5 Molta musica rinascimentale, se eseguita con criteri filologici, si trasporta verso il grave (una quarta/quinta) facendo sì che

l’estensione fissata teoricamente su pentagramma per CATB (circa da sol 1 a mi/fa 4), sia eseguibile da quattro voci maschili con

contraltista nella parte acuta. In questo caso l’uso delle cosiddette chiavette in armatura fornisce indicazioni preziose. Il quartetto

maschile in sostanza è in grado di eseguire una partitura il cui range scritto sarebbe per voci miste.

6 Dalla lettura di decine di brani risulta che l’incrocio delle parti nella scrittura femminile è un procedimento aproblematico. Questa

peculiarità amplia prospettive e soluzioni tecniche precluse al contrappunto storico.

7

42 43

8


Delimitando qui l’attenzione solo alle estensioni delle voci e degli strumenti, osserviamo che il coro si trova

in una tessitura medio-acuta, mancando la parte medio-grave: le voci maschili.

Le corrispondenze d’estensione (non di ruolo) voci-orchestra sono quindi:

Coro (SSAA)=Violini primi e secondi, non escludendo la viola:

2) Rende decorativa e brillante la sezione dei Violini primi e secondi

I violini instaurano cioè un rapporto fatto d’infinite combinazioni con le voci:

Qualche esempio

1) Raddoppio

Porpora “Credidi Propter” mis. 1

Voci

Strumenti

Sop I

Tessitura Sop II Violini I Tessitura media e acuta

media e acuta Alti I Violini II (Viola)

Alti II

Tessitura

media e grave Viole Celli e B.C. Tessitura media e grave

Tali presupposti hanno rappresentato una nuova cornice sintattica nella quale in modo più o meno analogo

hanno composto (quasi) tutti i musicisti degli ospedali.

2.2 Porpora: la scuola napoletana, il coro femminile e l’orchestra.

In un autore almeno, a fronte dell’organico sopra descritto, spinta creativa e obiettivi più ambiziosi hanno

portato l’elaborazione compositiva a indirizzarsi verso l’estetica e le aspettative dell’ascoltatore cosmopolita

di quel tempo: luminosità, sorpresa, meraviglia, virtuosismo, tutti elementi mutuati dall’esperienza teatrale

che dal meraviglioso traeva la sua inesauribile vitalità. Elementi già abituali nelle arie solistiche, nel

virtuosismo del violino settecentesco, nell’orchestra che in questo tempo, grazie anche a Vivaldi, sviluppa

ulteriormente le proprie potenzialità in direzione di quegli affetti che sono la sostanza propria dell’estetica

barocca.

Non è un caso che il compositore più prolifico negli ospedali di quel tempo sia Nicola Porpora (1686-1768)

operista tra i più titolati tanto da contendere a G.F.Haendel il primato di miglior musicista quando più tardi si

trasferisce a Londra.

Egli lavora come titolare in tre periodi e in diverse sedi veneziane, componendo moltissimo per coro (e soli)

a voci femminili e orchestra.

Porpora scrive soprattutto decine di salmi, ciò che ci lascia è un patrimonio consistente e variegato. La mole

di lavori (oltre a studi monografici e specialistici) consente di tracciarne un profilo completo e di ottenere

uno spettro ampio della sua scrittura. Abile conoscitore della voce (maestro di Farinelli) coniuga il suo

incarico di compositore con quello d’insegnante grazie a lavori che siano artisticamente alti e didatticamente

efficaci. Caposcuola della tradizione napoletana possiede tecnica compositiva sopraffina: facilità

d’ispirazione melodica e virtuosismo contrappuntistico; elementi che imprimono all’opera di Porpora per

coro femminile una dimensione singolare tanto da ravvisare in essa quasi una riformulazione tecnicocompositiva.

2) Controcanto “decorato”

Porpora “Domine Probasti me” mis.1

Alcune caratteristiche.

Come in altri napoletani la scrittura orchestrale è spesso semplificata in tre linee principali

Violini I

Violini II

Viola+Celli (ottava grave)+B.C.(due ottave più gravi).

A questo punto l’insieme coro femminile - orchestra “napoletana” presenta alcune situazioni complementari

e speculari:

- quella corale che contiene le frequenze medio acute (indicativamente da Fa2 a Sol4)

- quella orchestrale che:

1) Enfatizza la zona grave con viole celli e bassi con un unico percorso.

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3) Accompagnamento virtuosistico

Porpora “Domine Probasti me”

Relazione coro misto-orchestra

Relazione coro femminile-orchestra

Voci Strumenti Voci Strumenti

Soprano

Violino I

Soprani I

Soprani II

Alto Violino II

Alti I

Violini I/II

Tenore Viola

Alti II

Viola+Cello +Bassi

Bassi

Cello e b.c.

Ora poniamo nuovamente a confronto i due insiemi corali: misto e femminile

CORO A 4 VOCI MISTE

CORO A 4 VOCI FEMMINILI

Soprano acuta femminile Soprano I acuta femminile

Soprano II acuta “

Alto grave femminile Alto I grave femminile

Alto II grave “

Tenore acuta maschile

Basso

grave maschile

Semplificando possiamo dire inoltre che:

- sia i Violini primi, sia i Violini secondi possono essere di raddoppio delle voci acute (Soprani I e II) più gli

Alti I (i Violini possiedono un’estensione acuta maggiore delle voci, tale possibilità è spesso utilizzata per

procedimenti musicali “sopra” il coro, vedi sempre esempio precedente),

- gli Alti II intonano quasi sempre la linea del Basso, ma in tessiture anche medio acute (a due e anche tre

ottave dal contrabbasso).

Nella parte destra ci sono quattro voci, ma non quattro tessiture complementari (mancando il timbro

maschile)

Sfuma cioè la netta differenziazione tra le voci e quindi viene meno la percezione di riconoscimento

“gerarchico”. Motivazione questa a avvalorare il nuovo trattamento che i musicisti degli ospedali e, con

maggior incisività, Porpora, riservano al coro femminile.

Qualche conseguenza

La linea più acuta (Soprani I) condivide quasi perennemente con Soprani II (quindi incrociandosi) il livello

più esposto del percorso musicale, quello melodico.

Soprani I

Soprani II

Alti I

Violini I/II

Alti II

Viola+Cello+Bassi

Dopo le relazioni coro orchestra qualche precisazione sul coro femminile di Porpora.

Affianchiamo schematicamente la disposizione delle formazioni mista e femminile e le relazioni di tessitura

con strumenti ad arco.

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Porpora “Domine Probasti me”

Porpora “Domine probasti me”

Da fine misura 37 la nota persistente (mi) viene intonata in continuo scambio da Soprani I e da Soprani II.

Le conseguenze sono almeno due:

1) La nota melodicamente più importante non si associa ad una linea-voce preponderante

2) La stessa essendo intonata da voci diverse (in spazi veramente brevi) assume un timbro continuamente

mutevole.

Gli Alti I e II, la parte inferiore del gruppo, distribuiscono il loro percorso in almeno 2 modi: raddoppio del

basso armonico (vedi esempio sopra) e/o raddoppiandosi vicendevolmente (vedi tutti i “la “dell’Alto I sono

intonati dall’Alto II).

Oppure ancora integrandosi con le altre voci anche su frequenze medio acute.

Come si vede l’utilizzo aproblematico dell’incrocio delle parti consente (ultimo quarto di mis. 124) di far

intonare il Do 4 agli Alti II in unisono con i Soprani II, gli Alti I rappresentano il basso (virtuale) del coro,

ma non viene compromessa la percezione del basso armonico che è garantita dai celli e basso continuo. (Il

medesimo Do degli alti II e Soprani II eseguito a un’ottava inferiore). 7

Rimangono, come nel coro misto, tutte le varietà di raggruppamenti; solo come esempio la suddivisione in

semicori. Nell’esempio tra estremi (SI AII) e medi (SII e AI).

7 Per i motivi sopra esposti un incrocio analogo tra tenori e bassi (voci inferiori del coro misto) nel repertorio

barocco rappresenterebbe una singolarità se non una deroga difficilmente comprensibile.

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N. Porpora “Credidi propter”

Verificata la correttezza del percorso armonico nei brani accordali, nonché l’effetto sonoro, si è proceduto a

utilizzare i medesimi criteri per i brani con scrittura imitativa (vedi esempio successivo). In questi si è

riscontrata notevole coincidenza con i procedimenti contrappuntistici già visti più volte in Porpora. E anche

in questa fase s’è verificato che il risultato non producesse errori di condotta (quinte a ottave).

2.3 Sintesi di un prodotto tra Porpora e Vivaldi

La conoscenza e la frequentazione di autori degli ospedali e soprattutto di Porpora sono stati un forte

incentivo per realizzare una ricerca e un’idea esecutiva del Gloria di Vivaldi.

L’ipotesi, che oggi affianca le altre, è il risultato di una lavoro che il coro Harmònia ha svolto “attorno” al

Gloria: si è cercato cioè di cogliere il sound di quel cosmo musicale all’interno del quale il Gloria,

probabilmente, è stato composto.

Mediando tra la partitura originale e la nuova destinazione ci si è dati dei criteri di affinità.

Il mantenimento di due sezioni acute (Soprani ed ex tenori) e di due gravi (Contralti ed ex Bassi); questo per

mantenere l’originale complementarietà e tensione tra i registri vocali.

Quindi si è voluto garantire una tessitura “naturale” a tutte le sezioni, come si osserva nel seguente esempio.

15

Anche durante questa elaborazione alla ricerca di efficacia sonora si è assommata la necessità che il nuovo

risultato contrappuntistico fosse sostanzialmente corretto. E anche in questo passaggio, le linee musicali, pur

trovandosi in posizioni diverse e variamente combinate, hanno dimostrato la possibilità di reversione,

50 51

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tecnicamente scritte in contrappunto doppio. A tutto ciò si sono aggiunti piccoli aggiustamenti e raddoppi

utili al perfezionamento dell’elaborazione. Si è infine verificato il rapporto generale con il gruppo

strumentale.

Anche il confronto con musicisti del settore che hanno ascoltato il risultato è stata una preziosa opportunità

per avanzare nel lavoro con maggiori elementi di comparazione.

L’esperienza e la ricerca hanno via via assunto l’aspetto di riscoperta stilistica; l’opera non ha subìto la

fisionomia di adattamento o di arrangiamento, ma si è inserita in una dimensione fonica precisa e specifica.

La coralità femminile a contatto con il Gloria ha conseguito una valorizzazione già ravvisata nell’opera di

Porpora, e questo con un lessico e stile di un autore profondamente diverso.

Con questa realizzazione le prospettive indicate dal Talbot (vedi nota 3) trovano corrispondenza concreta.

L’approccio all’esecuzione della musica del passato oggi richiede una sempre più ampia prospettiva

d’indagine rispondente a un (possibile) avvicinamento del concetto di performance di quei tempi. La

partitura, a fronte di un approfondimento filologico, dimostra la sua genuina vitalità se la sua lettura

restituisce, oltre al suo codice notazionale, quelle informazioni non scritte alle quali i musicisti dell’epoca

evidentemente aderivano in modo scontato.

16 Novembre 2013

Chiesa di San Lorenzo Mestre (Ve)

-A. Vivaldi Gloria per soli, coro femminile e orchestra

Coro Femminile Harmònia di Marghera Venezia

Orchestra barocca Tiepolo e I Musicali Affetti

Soprano: Paola Crema, Mezzosoprano Maria Zalloni

Maestro del coro: Nicola Ardolino

Direttore: Michele Peguri

http://nuke.laboratorioharmonia.it/Home/tabid/466/Default.aspx

17

I primi cinquant’anni del coro

Filarmonico Trevigiano “Sante Zanon”

1964/2014

E’ il lontano 1964,

anno in cui un gruppo

di amici, guidati dal

M° Corrado Girardi,

e uniti dall'amore e

dall'entusiasmo per

la musica e il canto,

decisero di iniziare

l'attività corale. L'anno

successivo intitolarono

il sodalizio all'illustre musicista Sante Zanon, nato

a Fonte, in provincia di Treviso, compositore, già

allievo di Malipiero, Maestro del Coro del Teatro "La

Fenice" di Venezia, scomparso proprio nel 1965.

Con il M° Corrado Girardi, che ne curò la direzione

fino al 1984, i primi timidi passi diventarono spediti

e il coro si affermò raccogliendo un successo di

pubblico e di critica crescenti, in concerti e rassegne

di musica polifonica ed operistica di livello nazionale.

Dopo un rinnovamento, sia in parte dei componenti

che nel repertorio, si aprì una seconda stagione con

l'arrivo del giovane M° Stefano Mazzoleni, sotto la

cui direzione il coro avviò proficue collaborazioni

con orchestre e gruppi strumentali. Iniziarono le

esecuzioni di opere complete, con accompagnamento

strumentale e l'intervento di solisti: dal Gloria e

Credo di Vivaldi alla Messa da Requiem di G. Faurè,

registrata per la settimana Santa del 1991 da Rai3,

dal Cristo sul Monte degli Ulivi di Beethoven, al San

Francesco di Sante Zanon, solo per citarne alcune. I

concerti si moltiplicarono, si avviò il gemellaggio con

Orlèans e si giunse alle prime registrazioni - Opere

corali e strumentali di Sante Zanon con l'orchestra di

Zagabria , Frammenti di favole : Canti Natalizi per coro

e orchestra. Nel frattempo iniziava all'interno del coro

una scuola di perfezionamento corale, guidata da solisti

e professionisti del Coro " La Fenice" e si rinnovavano

appuntamenti periodici nei momenti forti dell'anno

liturgico. Dopo l'addio, per motivi professionali, del M°

Mazzoleni, si susseguirono altri validi maestri che con

le loro personalità e professionalità seppero tener vivo

l'amore per il canto. Giungiamo infine ad una nuova

stagione: siamo nel 2006, sotto la direzione del M°

Michele Lo Russo, si avviano una serie di progetti in cui

accanto al coro si sono succeduti solisti ed orchestre

di fama nazionale ed internazionale e giovani talenti

della musica: a Treviso, al Teatro Comunale , in Piazza

dei Signori, al Teatro Eden , alla Chiesa di S. Francesco

, alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, alla Fondazione

Benetton, a Palazzo Bomben; all’Auditorium Mario

del Monaco di Villorba; a Villa Lattes di Istrana;

alla Basilica di Motta di Livenza; ad Orlèans, con il

rinnovato gemellaggio dopo vent'anni dal primo; alla

Basilica Superiore di Assisi, alla Cattedrale di Vieste

(FG); l’accompagnamento della Messa Solenne a

San Giovanni Rotondo nel 2008, in occasione dei 40

anni dalla morte di Padre Pio; a Vienna, con i Wiener

Kammersymphonie presso la sala “Gläserne Saal” al

Musikverein. Ad ottobre 2011 inizia la collaborazione

con un maestro - donna, il soprano di origine coreana

Hyeon-Jeong Koo, già laureata alla facoltà di musica

dell’Università “Hanyang” di Seoul e diplomata in

canto lirico presso il conservatorio “ B. Marcello”

di Venezia. E nel 2014 quindi il coro festeggia il 50°

Anniversario dalla sua fondazione, ed è cresciuto

anche numericamente, raggiungendo ora 60 iscritti.

L’impegnativo progetto che stiamo organizzando si

articola in:

- Un concerto di opere sacre di Sante Zanon, con

un’orchestra polifonica (Gruppo d’Archi Veneto) di

48 elementi nella Chiesa di San Nicolò a Treviso, il 24

maggio 2014.

- Un concerto, sempre con orchestra, a Riese Pio X, il

18 maggio 2014 in quanto proprio nel 2014 ricorrono

i 100 anni della morte di Papa Pio X (Papa Sarto), in

onore del quale Sante Zanon scrisse la Missa IV (1935)

nel centenario della nascita.

- Una mostra con documentazione, foto ecc. che

hanno fatto la storia del coro e che rimarrà aperta alla

cittadinanza dall’11 al 31 maggio 2014 al Chiostro

Piccolo del Museo di Santa Caterina a Treviso.

- Un libro che raccolga documentazione, anche

inedita, nonché gli eventi più importanti del coro, con

testimonianze raccolte anche dai coristi stessi.

Nei due concerti di Polifonia Sacra di Sante Zanon,

avremo ospite il Coro Stella Alpina di Treviso, diretto

dal M.° Diego Basso, che eseguirà dei brani di canti

popolari di Sante Zanon. E inoltre i Maestri e i pianisti

che sono stati più rappresentativi e più hanno inciso

nel percorso formativo del coro, si alterneranno

nell’accompagnamento e nella direzione dei concerti.

52 53

Anniversari


Dolomiti in Coro 2013

di Andrea Colaiacomo (corrispondente de “I Musici” dell’Istituto Comprensivo di Agordo)

Si è svolto anche lo scorso

autunno 2013 l'ormai consueto

appuntamento con la manifestazione

Dolomiti in Coro, organizzato dalla

consulta Bellunese dell'ASAC.

L'evento si è articolato in cinque

concerti, in diverse località, ed

ha visto complessivamente la

partecipazione di quindici cori. Uno

degli scopi principali della rassegna

è creare occasione d'incontro tra i

vari cori del territorio, mettendo in

relazione anche vari tipi di organici,

che spaziano dai cori di voci bianche

a quelli interamente femminili, fino

ai cori a voci miste. Nel corso di

questi eventi un motivo di interesse

è costituito anche dal confronto

fra repertori di tipo diverso, che dà

sempre spunti per crescere a livello

artistico.

ad allietare la serata c'erano il Coro

San Giorgio, il Coro Val Biois, il Coro

femminile Vocincanto e la Corale

Zumellese.

Il valore formativo di questa iniziativa

è stato ulteriormente rafforzato

dai suggerimenti forniti dalla

Commissione Artistica, presente

nelle serate.

La nutrita affluenza ai concerti

e l'entusiasmo dimostrato dal

pubblico, avvalorano la bontà di

un'iniziativa che si auspica possa

regolarmente riproporsi negli anni a

venire.

Dolomiti in Coro 2013

I vari gruppi corali, poi, muovendosi

all'interno della provincia, hanno

avuto la possibilità di presentarsi

a un nuovo pubblico, offrendo

l'opportunità di apprezzarne anche

la vocalità, frutto del proprio lavoro

e del proprio impegno.

Il pubblico si è dimostrato ancora

una volta entusiasta dei concerti,

perché hanno messo in luce sia i vari

punti in comune, sia interessanti

differenze fra un coro e l'altro.

Gli appuntamenti infatti sono stati

decisamente variegati: a Santo

Stefano di Cadore erano presenti

il Coro Comelico, il coro “Numeri

Atque Voces” e il Coro Polifonico

“Zardini”; a Lamon si sono esibiti

il Coro Polifonico di Trichiana, la

Corale San Marco e il Coro Cadore;

nella chiesa arcidiaconale di Agordo

hanno cantato i Musici dell'Istituto

Comprensivo di Agordo e il Coro

Volinvoce di Tai di Cadore; a Pieve

di Cadore si sono presentati il

Coro Cortina, il Coro Bianche Cime

C.O.S.M. e il Coro Minimo Bellunese.

Nell'ultimo appuntamento, a Quero,

XV rassegna

di Musica Sacra a Lentiai

di Gabriella Genova

Domenica 20 ottobre 2013, nella bellissima Chiesa

Arcipretale di Lentiai, si è tenuto il concerto per la

Rassegna di Musica Sacra.

All'ormai tradizionale appuntamento della Consulta

Provinciale di Belluno, giunto alla sua XV edizione,

hanno partecipato tre cori cadorini: la Corale San

Marco di Venas di Cadore, diretta da Silvia Dall'Asta,

con un programma che ha spaziato dalla Missa Lauda

Sion di Palestrina al Virgo Mitis di Maurizio Santoiemma;

la Schola Cantorum di Lorenzago, diretta da

Francesco Piazza, che ha presentato grandi classici

come O salutaris Hostia di Perosi e Bogoroditse Devo

di Rachmaninoff; il Coro Volinvoce di Tai di Cadore,

diretto da Gabriella Genova, con una serie di brani

dedicati alla Madonna tra cui due composizioni del

grande Maestro Orlando Dipiazza che ci ha lasciati lo

scorso mese di agosto.

Il pubblico, seppur non molto numeroso a causa della

serata piovosa, si è dimostrato molto attento e coinvolto

e gli stessi cori hanno avuto una bella opportunità

di ascoltarsi con reciproco interesse.

Sicuramente gradita e molta apprezzata la presenza

dei Maestri Gian Martino Durighello e Giovanni Piol

che hanno giudicato le esibizioni dei tre cori, valutato

il lavoro svolto e incoraggiato i direttori con preziosissimi

consigli. Momento questo di grande utilità,

occasione di confronto costruttivo e un’ulteriore forma

di attenzione che l’Asac rivolge ai maestri di coro,

insieme ai numerosi corsi e attività volte a soddisfare

il bisogno di imparare, di crescere e di aggiornarsi che

ogni direttore sente, nel rispetto dei propri coristi e

della Musica.

Musica Sacra

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1984-2014: il trentennale

del Coro Polifonico San Biagio

Il Coro Polifonico S. Biagio, nasce nel 1984 per

volontà dell’allora arciprete don Giovanni Guerra

principalmente con finalità liturgiche. Nel corso

degli anni e particolarmente dal 2006, sotto la guida

del maestro Francesco Grigolo, si è posto come

realtà di eccellenza nel panorama corale Veneto

e Nazionale raggiungendo importanti risultati

quali il I°Premio al Concorso Nazionale Corale

“E. Martignon” di S. Maria di Sala (Ve) e la” fascia

di distinzione” categoria polifonia sacra nel VI°

Festival della coralità Veneta nel 2010 e la”Fascia

Argento”,sezione polifonia sacra/programma

storico/, al XXX° Concorso Nazionale Corale “F.

Gaffurio” di Quartiano (Lo) nel 2012.

Dal 2013, in collaborazione con l’HYPERLINK

"http://ass.ne/"ass.ne “Panta Rhei” di Vicenza e

grazie ad una convenzione con l’Amministrazione

Comunale ha avviato una Scuola di Musica presso la

sede del coro a Montorso allo scopo di promuovere

e incentivare la cultura musicale nel proprio

territorio. Nel 2014, per festeggiare degnamente

i trenta anni di attività raggiunti, ed intendendo

condividere questo particolare traguardo con la

comunità di Montorso e con tutti coloro che sempre

ci hanno sostenuto, il coro (attraverso un comitato

appositamente costituito), sta lavorando alla

realizzazione di un programma di manifestazioni

ed attività da svolgersi durante tutto il 2014 che

prevede, accanto ad appuntamenti ormai consolidati

come il “Concerto diS.Biagio” (01/02/2014) ed

il “Concerto in villa” (11/10/2014), numerose

altre proposte come il concerto “Meditativo”

(21/03/2014) con l’esecuzione della “Via Crucis”

di F. Liszt, il “Gloria” di John Rutter (10/05/2014)

con la partecipazione de “I Cantori di Trissino” e

del gruppo di ottoni “Vicenza Brass”, un “Incontro

con il Maestro Fabrizio Barchi” (28/06/2014) in

cui il coro avrà modo di sviluppare ulteriormente le

proprie capacità avvalendosi della collaborazione

di uno dei migliori direttori italiani ed europei.

Nel periodo 01-30/07/2014 vorremmo proporre

agli interessati, con modalità e data da stabilirsi, dei

“Concerti in Azienda”, allo scopo di creare una sorta

di “Ponte” fra cultura del lavoro e cultura musicale e

di gettare le basi per una nuova forma di interazione

fra realtà diverse ma complementari.

A fine Settembre il coro sarà a Sassari per partecipare

ad uno dei festival canori più importanti d’Italia e

d’Europa grazie al gentile invito degli organizzatori.

In occasione della prima Domenica di Avvento,

proporremo una messa rigorosamente filologica

nei contenuti con miniconcerto a chiusura. Nel

“Concerto Revival”, previsto per il 13/12/2014,

cercheremo di coinvolgere, facendoli tornare

protagonisti, i coristi/e che nel corso degli anni

hanno contribuito a far diventare il coro la bella

realtà di oggi e presenteremo, a chiusura delle

manifestazioni per il trentennale il primo CD “live”

del nostro Coro, tratto da alcune delle migliori

esecuzioni durante i nostri concerti.

Anniversari

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Curriculum Coro Polifonico San Biagio

Il Coro polifonico S. BIAGIO di Montorso Vic.no (VI) è nato nel 1984. Dal 2006 il coro è diretto M° Francesco

Grigolo, attualmente spazia dalla polifonia classica alla polifonia moderna sia sacra che profana includendo

brani di polifonia antica, canto gregoriano e canto popolare, proponendo con cura programmi a tema. Si

dedica ai vari stili e periodi musicali potendo contare su diverse formazioni (schola gregoriana, ensemble

madrigalistico, sezione giovanile) ma prediligendo, di norma, l’esibizione con la formazione corale al

completo. Si avvale inoltre di validi giovani strumentisti presentando repertori vocali-strumentali che

spaziano dal rinascimento al contemporaneo.

Svolge un'intensa attività concertistica, nel 2010 ha ottenuto il I° premio al Concorso nazionale corale

"E. Martignon" a Caltana di Santa Maria di Sala (VE) e nello stesso anno la "fascia di distinzione" categoria

polifonia sacra nel 6° festival della coralità veneta; nel 2012 la "fascia d'argento" sezione polifonia sacra

programma storico al XXX Concorso nazionale corale "F. Gaffurio" Quartiano (LO).

Ha inciso per l’importante casa editrice Carrara di Bergamo brani di Mario Lanaro del suo metodo “Esperienze

Corali”. Ogni anno a Montorso il coro organizza due importanti appuntamenti corali: il “Concerto in villa” e il

“Concerto di San Biagio”, occasione per valorizzare la musica vocale sia sacra che profana ospitando cori di

chiara fama nazionale ed internazionale.

HYPERLINK "http://www.coropolifonicosanbiagio.it" www.coropolifonicosanbiagio.it

Il Direttore: Francesco Grigolo

Nato nel 1981 si è

diplomato brillantemente

in Organo e Composizione

Organistica sotto la

guida del prof. Roberto

Antonello e con il

massimo dei voti in Canto

sotto la guida della prof.

ssa Elisabetta Andreani

presso il Conservatorio

Arrigo Pedrollo di Vicenza,

successivamente si è

perfezionato in Organo

nella classe del prof. Pier

Damiano Peretti presso

l'Universitat fur Musik

un Darstellende Kunst

(università della musica)

di Vienna. Ha frequentato

corsi di perfezionamento

con docenti di fama internazionale sia per quanto

riguarda la musica organistica (J-Raas, M.C. Alain, J.

Essl, R. Antonello, P. Peretti, C. Mantoux) e per quanto

riguarda la direzione corale (J. Busto, S. Kuret, M.

Lanaro, L. Donati, P. Comparin, P. Crabb).

Vincitore nel 2010 della borsa di studio “Premio

Associazione musicale fr. Terenzio Zardini” svolge un'

intensa attività concertistica sia come direttore delle

sue formazioni corali, che come solista all'organo,

ospite di prestigiosi festival o come accompagnatore

di importanti complessi corali e strumentali.

Fin dagli inizi dei suoi studi musicali ha conciliato lo

studio dell'organo con il canto e la direzione corale,

attualmente è direttore del coro maschile “Gruppo

corale di Bolzano Vicentino” e del coro misto “Coro

Polifonico San Biagio” di Montorso Vicentino (VI) con

il quale ha effettuato numerose produzioni musicali

e ottenuto lusinghieri risultati a concorsi nazionali:

- il 1° premio assoluto categoria programma riservato

a cori maschili, 3° premio ex aequo categoria

programma canto popolare, PREMIO al miglior

coro veneto iscritto all’A.S.A.C. Veneto e PREMIO al

Direttore di coro dalle particolari doti interpretative

al 47° Concorso Nazionale Corale Trofei “Città di

Vittorio Veneto”. (Gruppo Corale Bolzano Vicentino

2013);

- Fascia di distinzione categoria musica popolare nel

7° festival della coralità veneta a Treviso. (Gruppo

Corale Bolzano Vicentino 2012);

- Fascia d'argento “sezione polifonia sacra programma

storico” al XXX Concorso nazionale corale "F. Gaffurio"

Quartiano LO. (Coro Polifonico San Biagio 2012);

- Fascia di distinzione categoria polifonia sacra nel

6° festival della coralità veneta a Vicenza. (Coro

Polifonico San Biagio 2010);

- 1° premio al Concorso nazionale corale “E. Martignon”

a Caltana di Santa Maria di Sala VE (Coro Polifonico

San Biagio 2010).

Dal 2012 è componente del sestetto vocale maschile

“Esa Consort”. Ha inciso per la casa editrice Carrara

di Bergamo musiche di Terenzio Zardini.

È consulente artistico dell’ASAC Veneto (Associazione

per lo sviluppo delle attività corali). Dal 2001 è

organista del Duomo di Ognissanti di Arzignano (VI).

È docente alla Scuola “Dame inglesi” di Vicenza e alla

Scuola di musica “San Biagio” di Montorso Vicentino

(VI) della quale è anche direttore.

E' fondatore e direttore artistico del Festival

Organistico “Città di Arzignano”, manifestazione ove

si esibiscono in più serate i migliori organisti italiani

e stranieri.

www.francescogrigolo.com

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Carte da Musica

Disegno di legge n.1365:

eppur qualcosa si muove!

Prospettive per l’espressione musicale ed artistica nel sistema dell’Istruzione Italiana.

Per iniziativa della Senatrice Elena Ferrara è stato depositato il DdL “Disposizioni in materia di valorizzazione

dell’espressione musicale e artistica nel sistema dell’istruzione“ (atto Senato 1365). Hanno sottoscritto il DdL

Senatrici e Senatori di tutte le forze politiche. Come scritto nella presentazione del DdL, «Il presente disegno di

legge vuole anche essere un tributo all’impegno che il grande Maestro Claudio Abbado ha inteso lasciarci quale

irrinunciabile eredità culturale. Per tale ragione il disegno di legge trae ispirazione dall’insegnamento valido per

tutto il campo artistico, quello che deriva dal saper interrogare il passato e il presente attraverso lo sviluppo dei

linguaggi artistici per poter guardare tanto al futuro della musica, quanto alla musica del futuro senza perdere

di vista il suo rapporto con la società e l’impegno civile». Il DdL 1365 costituisce senza dubbio un’importante

iniziativa legislativa atta a:

• garantire a ogni livello d’età occasioni formative nel campo delle arti performative

• favorire l’implementazione e il potenziamento dell’educazione musicale e artistica nelle sue varie forme in

ogni ordine e grado di scuola con modifiche degli ordinamenti didattici, prevedendo anche interventi per la

formazione dei docenti,

• sostenere proficui raccordi tra scuola e associazioni del territorio negli ambiti musicale, coreutico e teatrale

• prevedere detrazioni fiscali per la frequenza a corsi di formazione in campo artistico

• coordinare le politiche di offerta culturale a livello territoriale

• promuovere interventi a favore dell’edilizia scolastica di qualità per le arti performative.

E’ possibile sostenere l’iter del DdL sottoscrivendolo e inviando commenti e proposte al sito:

http://faremusicatutti.altervista.org/disegno-di-legge-atto-senato-1365-disposizioni-materia-divalorizzazione-dellespressione-musicale-e-artistica-nel-sistema-dellistruzione/

Riportiamo per conoscenza il testo del Disegno di Legge n.1365

Comunicato alla Presidenza il 5 marzo 2014

Disposizioni in materia di valorizzazione dell’espressione musicale e artistica nel sistema dell’istruzione

Onorevoli senatori. - "Da tempo la comunità

scientifica afferma che la capacità creativa sia la

caratteristica fondamentale della specie Homo

sapiens: essa non è prerogativa di pochi ma di

tutti; non appartiene solo ad artisti o scienziati, ma

esiste in ogni individuo e si manifesta in vari ambiti,

nelle relazioni famigliari e sociali, nel lavoro e nella

comunità, purché venga stimolata adeguatamente da

condizioni favorevoli" [cit. Ri-creazione. Una scuola

di qualità per e per ciascuno - di Luigi Berlinguer]. Nel

corso del XX secolo, illustri musicisti e pedagogisti

hanno dimostrato l’importanza di considerare lo

sviluppo umano a partire da due particolari forme

di pensiero: quello scientifico e quello narrativo.

Minore attenzione è stata invece riservata, sinora,

a un modo di espressione intellettuale altrettanto

importante: quello artistico. Una modalità di

rappresentazione del mondo capace di connettere,

in modo spesso originale e sorprendente (e solo

in apparenza illogico), dati scientifici con aspetti

discorsivi. È da questo vasto campo di coltivazione

dello “stupore” immaginifico, avente valore, forza

e natura estetica, che hanno spesso attinto le

grandi scoperte che hanno cambiato il corso della

storia dell’umanità. Non tenerne conto oggi, in un

momento di crisi sociale, dei modelli di sviluppo,

di sostenibilità ambientale, e in generale di forte

decadenza culturale, sarebbe un atto politico

ingiustificabile, soprattutto in un Paese come l’Italia

che ha dato un contributo di primissimo piano allo

sviluppo del pensiero artistico e alla creazione di un

patrimonio di opere e di stili performativi. È quindi

importante che da subito il Parlamento si impegni

nella valorizzazione dell’espressione artistica -

musica, danza, teatro, architettura, arti visive e

plastiche, cinema ecc. - quale motore strategico

dello sviluppo non solo della società italiana, ma

dell’intera umanità. Anche al fine di contrastare la

decadenza culturale, il presente disegno di legge si

pone l’obiettivo di fissare alcune norme essenziali

atte a garantire a ogni livello d’età occasioni

formative nel campo delle arti performative basate

sull’acquisizione di una piena consapevolezza degli

aspetti pratici, teorico-analitici e storico-culturali

in senso lato, del fenomeno artistico osservato nelle

sue molteplici forme espressive e nelle possibili

intersecazioni tra linguaggi.

In particolare, si ravvisa la necessità di definire con

legge ordinaria alcuni principi volti a garantire a

ogni cittadina e cittadino le necessarie opportunità

formative nel campo dell’espressione artistica, asse

portante dello sviluppo del senso civico improntato

secondo una cultura in grado di coniugare

produttivamente pensiero artistico, umanistico e

tecnologico-scientifico.

Si tratta peraltro di una competenza-chiave

raccomandata dal Parlamento Europeo [18.12.2006

- 2006/962/CE] ed esplicitata esattamente nei

termini di una: "Consapevolezza dell’importanza

dell’espressione creativa di idee, esperienze

ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di

comunicazione, compresi la musica, le arti dello

spettacolo, la letteratura e le arti visive".

Il presente disegno di legge vuole anche essere un

tributo all’impegno che il grande Maestro Claudio

Abbado ha inteso lasciarci quale irrinunciabile

eredità culturale. Per tale ragione il disegno di

legge trae ispirazione dall’insegnamento valido per

tutto il campo artistico, quello che deriva dal saper

interrogare il passato e il presente attraverso lo

sviluppo dei linguaggi artistici per poter guardare

tanto al futuro della musica, quanto alla musica del

futuro senza perdere di vista il suo rapporto con la

società e l’impegno civile.

Il Maestro Abbado, come sappiamo, si è riconosciuto

nei principi etici base del Sistema delle orchestre

infantili e giovanili promosso in Venezuela dal

Maestro José Antonio Abreu (nel solco di una

tradizione sudamericana già testimoniata dal lavoro

del Maestro Jorge Peña Hen, assassinato dal regime

militare dopo il colpo di stato in Cile, nel 1973).

Mirando ad organizzarne sistematicamente la

diffusione anche in Italia, il Maestro ha contribuito

in maniera decisiva a diffondere nel mondo i principi

ispiratori di quel modello educativo, la cui enorme

portata socio- culturale muove dalla consapevolezza

della valenza formativa ed educativa della pratica

collettiva della musica, ovvero dal fatto che l’arte

rende migliori le società.

Sappiamo peraltro come in Italia esista una vasta e

lunga tradizione grazie alla quale si è prodotta una

articolata offerta formativa nel campo delle arti

performative sul territorio. In particolare nel campo

dell'educazione musicale indicazioni innovative si

sono avute nei programmi della scuola media del

1979, negli ordinamenti della scuola elementare del

1985 e negli orientamenti per la scuola dell'infanzia

del 1991, oltre alla messa in ordinamento delle

scuole medie a indirizzo musicale (SMIM) nel

1999. Tali innovazioni hanno attivato nelle scuole

buone prassi in relazione al fare musica, come è

emerso anche dalla ricerca promossa dal Comitato

nazionale per l'apprendimento pratico della musica

nel 2008. Oggi, le nuove Indicazioni nazionali per

il curricolo della scuola d'infanzia e del primo ciclo

di istruzione, nonché provvedimenti quali il DM

8/2011, costituiscono riconoscimento tangibile

dell'importante valenza educativa delle esperienze

perfomative. Non va dimenticato poi l’apporto delle

Scuole popolari e civiche di musica, delle Bande,

dei Cori, delle Scuole di danza, dei Laboratori

teatrali e di quanto promosso dal terzo settore,

dall’associazionismo e dal mondo del volontariato.

Un capillare patrimonio sociale e artistico prezioso,

che la legge vuole non solo formalmente riconoscere

ma anche impegnarsi a sostenere concretamente.

Il disegno di legge intende definire i princìpi atti a

garantire a ogni cittadina e cittadino le essenziali

opportunità formative nel campo dell’espressione

artistica. A tal fine alcune definizioni sono utili

per intendere il senso profondo dell’iniziativa

parlamentare: con espressione artistica vengono

intese tutte le forme possibili del fare artistico ovvero

del processo creativo connesso alla sfera estetica.

Questo sia in termini di patrimonio culturale (colto

o popolare, in qualche modo storicizzato), sia come

opportunità espressiva ovvero processo/prodotto

creativo originale, che deve essere reso accessibile a

tutti. Con arti performative (o arti dello spettacolo)

si intendono invece tutte le forme di espressione

artistica (linguaggi) che si esplicano mediante azioni

sceniche dal vivo di qualunque genere, compresi i

principali linguaggi codificati della Musica, della

Danza, e del Teatro, nonché tutte le forme ibride e

sperimentali di espressione artistica anche di tipo

multimediale. Con formazione artistica infine si

intende qualsiasi tipo di percorso formativo mirato

all’acquisizione integrata di competenze pratiche,

teorico-analitiche e storico-culturali in campo

artistico.

L’articolo 1 stabilisce le finalità del disegno di legge

prevedendo, nell’ambito delle finalità di formazione

artistica e culturale della persona, nonché di

promozione e sviluppo della cultura, disposizioni

atte a garantire a ogni persona l’accesso alla

formazione artistica nelle sue varie declinazioni

amatoriali e professionali, a implementare la

formazione artistica nel curriculum delle scuole

di ogni ordine e grado, a realizzare un sistema

formativo della professionalità dei docenti e degli

operatori del settore improntato a criteri di qualità.

L’articolo 2 disciplina la formazione artistica nelle

scuole di ogni ordine e grado stabilendo che la

stessa, consistente nell’acquisizione contestuale di

conoscenze e nell’esercizio di pratiche connesse

alle espressioni artistiche musicali, coreutiche e

teatrali, sia garantita nelle scuole da docenti in

possesso di specifiche abilitazioni definite con

decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università

e della ricerca. L’articolo 2 prevede inoltre che:

a) la formazione artistica sia assicurata in nidi

e scuole d’infanzia, nelle attività educative

quotidiane secondo un approccio globale allo

sviluppo armonico della corporeità nelle sue varie

dimensioni espressive, nei curricula scolastici

per almeno 100 ore annuali nella scuola primaria

e nella scuola secondaria di primo grado e per

almeno 50 ore annuali nella scuola secondaria di

secondo grado in relazione ai vari indirizzi e alle

forme di flessibilità curricolare adottabili; b) i Licei

musicali e coreutici siano trasformati in Licei delle

arti performative, articolati in sezioni a indirizzo

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“musicale”, “coreutico”, “teatrale” e, per tutti,

in indirizzi interpretativi, compositivi, tecnicotecnologici

e storico-scientifici;

c) gli Istituti Comprensivi, nell’ambito

dell’autonomia scolastica, possano costituirsi in

Poli formativi artistici;

d) le istituzioni scolastiche, per garantire l’offerta

formativa, possano attivare accordi e collaborazioni

di rete anche con soggetti terzi, accreditati dal

Ministro dell’istruzione, dell’università e della

ricerca, dalle regioni o dalle province autonome

di Trento e Bolzano; e) le Istituzioni dell’Alta

Formazione Artistica Musicale (AFAM), in raccordo

con le istituzioni scolastiche e gli enti locali,

predispongano piani integrati per la formazione

musicale e coreutica di base funzionali anche alla

creazione di formazioni di musica d’insieme e di

sistemi di orchestre.

L’articolo 3 disciplina la formazione artistica

nei settori della educazione non formalizzata

prevedendo, tra l’altro, che entro 180 giorni dalla

data di entrata in vigore della legge, le regioni

e le province autonome di Trento e di Bolzano

adottino i necessari provvedimenti normativi

per il potenziamento e il coordinamento, a livello

territoriale di competenza, dell’offerta formativa

extrascolastica e integrata negli ambiti musicale,

coreutico e teatrale. L’articolo prevede inoltre

che, al fine di garantire un’adeguata, qualificata

e omogenea offerta formativa, le regioni e le

province autonome di Trento e di Bolzano, entro

180 giorni dalla data di entrata in vigore della

legge, definiscano i requisiti minimi di qualità che

le scuole di musica e i centri di formazione artistica

devono possedere ai fini del loro accreditamento

nei sistemi regionali e delle province autonome.

L’articolo 4 disciplina la formazione artisticoculturale

continua e ricorrente prevedendo

che, nell’ambito del riparto dello stanziamento

del Fondo unico per lo spettacolo, il Ministro

dell’istruzione, dell’università e della ricerca

attribuisca una parte della quota riservata al

settore delle attività musicali e artistiche sulla

base dei seguenti criteri:

a) l’offerta di cartelloni di stagioni specifiche per

le scuole e le iniziative volte alla formazione del

giovane pubblico;

b) lo svolgimento di interventi mirati alla

prevenzione del disagio sociale e psicologico,

nonché della devianza giovanile, mediante la

promozione di mirate attività in contesti a rischio o

comunque volti al generale recupero del benessere

psicofisico e sociale; c) l’accesso a prezzo ridotto

a rappresentazioni musicali, teatrali e coreutiche

per le scuole, i gruppi o le famiglie con minori;

d) l’accesso a prezzo ridotto a rappresentazioni

musicali, teatrali e coreutiche per insegnanti e

operatori del settore;

e) la promozione e la realizzazione di attività a

carattere laboratoriale destinata alle scuole, ai

docenti e al giovane pubblico.

L’articolo 5 prevede l’introduzione delle “cArt”,

tessere destinate ai docenti delle scuole di ogni

ordine e grado, per l’accesso gratuito ai musei e per

l’acceso ridotto, di almeno il 30%, ai cartelloni di

Teatri ed Enti Lirici che ricevano contributi pubblici,

statali o da parte di Enti Locali. Le cArt hanno

valore triennale rinnovabile automaticamente per

educatrici e educatori di nidi e scuole dell’infanzia,

per docenti in ruolo e, su domanda, per docenti in

servizio a tempo determinato all’atto della richiesta.

L’articolo 6 prevede detrazioni delle spese sostenute

per i figli minorenni per l’iscrizione e la frequenza

di corsi per la formazione artistica amatoriale

musicale, teatrale e coreutica effettuati presso

strutture accreditate e riconosciute dalla Pubblica

Amministrazione.

L’articolo 7 prevede interventi architettonici di

qualità a sostegno della formazione artistica, nel

quadro degli interventi pluriennali previsti a favore

dell’edilizia scolastica, per la riqualificazione,

con vincolo di destinazione d’uso, di ambienti

scolastici sulla base di specifici progetti presentati

dagli enti locali; la costruzione di nuove strutture,

o la riqualificazione di strutture esistenti, atte

ad accogliere i Licei delle arti performative;

l’individuazione di adeguate strutture, o la

costruzione di nuove, destinate alla creazione

di Centri polivalenti per le arti performative;

l’individuazione di adeguate strutture, o la

costruzione di nuove, da destinarsi alla realizzazione

dei Politecnici delle arti.

L’articolo 8 prevede la copertura finanziaria.

Art. 1

Finalità e definizioni

1. La presente legge, nell'ambito delle finalità di

formazione artistica e culturale della persona,

nonché di promozione e sviluppo della cultura,

prevede disposizioni atte a garantire a ogni

persona l’accesso alla formazione artistica nelle

sue varie declinazioni amatoriali e professionali, a

implementare la formazione artistica nel curriculum

delle scuole di ogni ordine e grado, a realizzare un

sistema formativo della professionalità dei docenti

e degli operatori del settore improntato a criteri di

qualità.

2. Ai fini della presente legge si intende per:

a) "formazione artistica": qualsiasi tipo di percorso

formativo finalizzato all’acquisizione integrata di

competenze pratiche, teorico-analitiche e storicoculturali

in campo artistico;

b) "arti performative": ogni forma di espressione

artistica che si esplica mediante azioni sceniche

dal vivo di qualunque genere ricomprendendo i

linguaggi codificati della Musica, della Danza e del

Teatro, nonché tutte le forme ibride di espressione

artistica anche di tipo multimediale;

c) "Poli Formativi Artistici": gli Istituti Comprensivi

nei quali l’insegnamento delle arti performative

costituisce tratto caratterizzante del curriculum.

Art. 2

Formazione artistica nelle scuole di ogni ordine e grado

1. La formazione artistica consistente

nell’acquisizione contestuale di conoscenze e

nell’esercizio di pratiche connesse alle espressioni

artistiche musicali, coreutiche e teatrali è garantita

nelle scuole di ogni ordine e grado da docenti in

possesso di specifiche abilitazioni definite con il

decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università

e della ricerca di cui al comma 7.

2. Nel rispetto dell’autonomia scolastica, la

formazione artistica di cui al comma 1 è assicurata:

a) in nidi e scuole d’infanzia, nelle attività educative

quotidiane secondo un approccio globale allo

sviluppo armonico della corporeità nelle sue varie

dimensioni espressive;

b) nei curricola scolastici per almeno 100 ore

annuali nella scuola primaria e nella scuola

secondaria di primo grado;

c) per almeno 50 ore annuali nella scuola secondaria

di secondo grado, in relazione ai vari indirizzi e alle

forme di flessibilità curricolare adottabili.

3. I Licei musicali e coreutici di cui all’articolo 7

del DPR 15 marzo 2010, n. 89, sono trasformati in

Licei delle arti performative, articolati in sezioni a

indirizzo “musicale”, “coreutico”, “teatrale” e, per

tutti, in indirizzi interpretativi, compositivi, tecnicotecnologici

e storico-scientifici.

4. Nell’ambito dell’autonomia scolastica gli Istituti

Comprensivi possono costituirsi in Poli formativi

artistici. Per la realizzazione dei primi 500 Poli

Formativi Artistici è autorizzata la spesa, per

ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 di 50 milioni

di euro a valere sulle risorse di cui all’articolo 8.

5. Per garantire l’offerta formativa di cui al presente

articolo, le istituzioni scolastiche possono attivare

accordi e collaborazioni di rete anche con soggetti

terzi, accreditati dal Ministro dell’istruzione,

dell’università e della ricerca, dalle regioni o dalle

province autonome di Trento e Bolzano. A tal fine,

a decorrere dall’anno 2015 è autorizzata la spesa

di 5 milioni di euro a valere sulle risorse di cui

all’articolo 8.

6. Le Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica

Musicale (AFAM), in raccordo con le istituzioni

scolastiche e gli enti locali predispongono piani

integrati per la formazione musicale e coreutica di

base di cui all’articolo 2, comma 8, lettera d, della

legge 21 dicembre 1999, n. 508, funzionali anche

alla creazione di formazioni di musica d’insieme e

di sistemi di orchestre. 7. Con decreto del Ministro

dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di

concerto con il Ministro per i beni e le attività

culturali, sentiti il Comitato nazionale della Pubblica

Istruzione (CNPI), il Consiglio Nazionale per l’Alta

Formazione Artistica Musicale e Coreutica (CNAM)

e il Comitato nazionale per l’apprendimento

pratico della musica, da adottare entro 180 giorni

dall’entrata in vigore della presente legge:

a) sono definite le modalità di attuazione del comma

1 del presente articolo mediante la modifica degli

ordinamenti didattici del primo ciclo d’istruzione

di cui al DPR 20 marzo 2009, n. 89, del secondo

ciclo d’istruzione di cui al DPR 15 marzo 2010, n.

89, nonché delle indicazioni nazionali di cui al DM

16 novembre 2012, n. 254, con attenzione alla

realizzazione di curricula verticali che prevedano

raccordi a livello interdisciplinare e interartistico;

b) sono definite le modalità di attuazione del comma

3 del presente articolo garantendo l’attivazione di

non meno di un liceo ogni 5.000 studenti tramite la

pianificazione a livello territoriale in accordo con gli

enti locali di competenza;

c) è potenziata l’offerta formativa dei corsi ad

indirizzo musicale di cui al DM n. 201 del 1999, con

l’estensione a tutte le specialità strumentali e vocali,

nonché il riordino delle relative classi di concorso;

d) sono individuati gli specifici profili professionali

e relativi percorsi formativi basati sull’integrazione

di competenze pratico-teoriche, disciplinari e

interdisciplinari, metodologico- didattiche, del

personale docente chiamato a svolgere le attività

curricolari di cui al comma 1.

Art. 3

Formazione artistica nei settori della educazione

non formalizzata

1. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore

della presente legge le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano adottano i necessari

provvedimenti normativi per il potenziamento e il

coordinamento, a livello territoriale di competenza,

dell’offerta formativa extrascolastica e integrata

negli ambiti musicale, coreutico e teatrale.

2. Al fine di garantire un’adeguata, qualificata e

omogenea offerta formativa, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano, entro 180 giorni

dalla data di entrata in vigore della presente legge,

definiscono i requisiti minimi di qualità che le scuole

di musica e i centri di formazione artistica devono

possedere ai fini del loro accreditamento nei sistemi

regionali e delle province autonome. In particolare,

le scuole di musica e i centri di formazione artistica

devono:

a) disporre di locali idonei e a norma di legge e,

in particolare, di aule per la didattica collettiva e

individuale, nonché di adeguati spazi atti a ospitare

saggi e manifestazioni pubbliche;

b) disporre di un corpo docente la cui formazione

ed esperienza siano attestate da adeguati titoli nei

settori artistico-didattici di riferimento e la cui

contrattualizzazione avvenga mediante la stipula di

contratti di lavoro ai sensi dalla normativa vigente,

nel rispetto della libertà di insegnamento e della

continuità didattica;

c) espletare la pianificazione e la realizzazione

dell’offerta formativa e dell’organizzazione

didattica attraverso appositi organismi di gestione

collegiale in grado di garantire, oltre alla specifica

formazione artistica, il costante dialogo tra i diversi

62 63


linguaggi espressivi e la ricerca artistica;

d) proporre attività laboratoriali che consentano

lo sviluppo e la ricerca di metodologie innovative e

sperimentali;

e) documentare l’attività didattica favorendone la

programmazione collegiale e la sua verifica;

f) essere legalmente costituite da almeno 3

anni e possedere uno statuto o un regolamento

che stabiliscono l’organizzazione didattica e

amministrativa interna.

3. A seguito dell’emanazione di appositi bandi, gli

enti locali sostengono progetti relativi ad attività

artistiche performative attraverso:

a) specifici finanziamenti;

b) la cessione temporanea a titolo non oneroso di

spazi e attrezzature per prove e rappresentazioni.

Per l’accesso agli interventi di sostegno, i progetti

devono prevedere accordi di rete tra più soggetti

quali: Enti lirici, Fondazioni, Teatri, Istituzioni

Afam, Università, Licei delle arti performative,

Poli formativi artistici, Scuole Medie con corsi a

Indirizzo Musicale (SMIM), nonché associazioni

musicali, bandistiche, corali, coreutiche, teatrali e

altri soggetti del terzo settore e del volontariato.

4. Ai maggiori oneri di cui al presente articolo, pari

a 15 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, si

provvede a valere sulle risorse di cui all’articolo 8.

Art. 4

Formazione artistico-culturale continua e ricorrente

1. Nell’ambito del riparto dello stanziamento del

Fondo unico per lo spettacolo, il Ministro attribuisce

una parte della quota riservata al settore delle

attività musicali e artistiche sulla base dei seguenti

criteri:

a) l’offerta di cartelloni di stagioni specifiche per

le scuole e le iniziative volte alla formazione del

giovane pubblico;

b) lo svolgimento di interventi mirati alla

prevenzione del disagio sociale e psicologico,

nonché della devianza giovanile, mediante la

promozione di mirate attività in contesti a rischio o

comunque volti al generale recupero del benessere

psicofisico e sociale;

c) l’accesso a prezzo ridotto a rappresentazioni

musicali, teatrali e coreutiche per le scuole, i gruppi

o le famiglie con minori;

d) l’accesso a prezzo ridotto a rappresentazioni

musicali, teatrali e coreutiche per insegnanti e

operatori del settore;

e) la promozione e la realizzazione di attività a

carattere laboratoriale destinata alle scuole, ai

docenti e al giovane pubblico.

2. Gli enti locali e le istituzioni AFAM promuovono

tavoli di confronto, scambio di informazioni,

coordinamento e creazione di reti dell’offerta e della

produzione correlata, con particolare attenzione

all’ottimizzazione delle risorse e alla valorizzazione

del fare artistico amatoriale, in raccordo con il

settore professionale e con il patrimonio culturale

territoriale.

Art. 5

Introduzione delle “cArt”

1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della

ricerca, di concerto con il Ministro per i beni e le

attività culturali, entro 180 giorni dalla data di

entrata in vigore della presente legge, provvede

alla erogazione di apposite tessere denominate

“cArt” - Cultura e/è Arte, destinate ai docenti delle

scuole di ogni ordine e grado, per l’accesso gratuito

ai musei e per l’acceso ridotto, di almeno il 30%,

ai cartelloni di Teatri ed Enti Lirici che ricevano

contributi pubblici, statali o da parte di enti

locali. Le cArt hanno valore triennale rinnovabile

automaticamente per educatrici ed educatori di

nidi e scuole dell’infanzia, per docenti in ruolo

e, su domanda, per docenti in servizio a tempo

determinato all’atto della richiesta. Con decreto

del Ministro dell’istruzione, dell’università e della

ricerca da adottare di concerto con il Ministro per i

beni e le attività culturali, entro 30 giorni dall’entrata

in vigore della presente legge, sono stabilite le

modalità di attuazione del presente articolo.

Art. 6

Detrazioni delle spese sostenute per l’iscrizione e

la frequenza di corsi per la formazione artistica

amatoriale musicale, teatrale e coreutica

1. Ai fini del sostegno dell’offerta del terzo settore

nell’ambito della formazione artistica, all’articolo

15, comma 1, del Testo Unico delle imposte sui

redditi, di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, relativo alle

detrazioni per oneri sostenuti dai contribuenti,

dopo la lettera i-septies) è aggiunta la seguente:

“i-octies: a decorrere dal 1 gennaio 2014 le spese,

per un importo non superiore a 500 euro, sostenute

per l’iscrizione e la frequenza di corsi per la

formazione artistica amatoriale musicale, teatrale

e coreutica di minori di 18 anni, purché effettuati

presso strutture accreditate e riconosciute dalla

Pubblica Amministrazione.”

2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 5

milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, si

provvede a valere sulle risorse di cui all’articolo 8.

Art. 7

Interventi architettonici di qualità a sostegno della

formazione artistica

1. Nel quadro degli interventi pluriennali a favore

dell’edilizia scolastica al fine di strutturare

spazi tecnicamente ed esteticamente idonei allo

svolgimento di attività artistiche performative,

sono previste misure destinate a:

a) la riqualificazione, con vincolo di destinazione

d’uso, di ambienti scolastici sulla base di specifici

progetti presentati dagli enti locali;

b) la costruzione di nuove strutture, o la

riqualificazione di strutture esistenti, atte ad

accogliere i Licei delle arti performative di cui

all’articolo 2, comma 3;

c) l’individuazione di adeguate strutture, o la

costruzione di nuove, destinate alla creazione

di Centri polivalenti per le arti performative da

destinare alle attività di cui alla presente legge;

d) l’individuazione di adeguate strutture, o la

costruzione di nuove, da destinarsi alla realizzazione

dei Politecnici delle arti di cui all’articolo 2, comma

8, lettera i) della legge 21 dicembre 1999, n. 508.

Art. 8

Copertura finanziaria

1. Gli interventi a favore della formazione artistica

della presente legge sono finanziati, con lo

stanziamento di 75 milioni di euro per ciascun degli

anni 2015, 2016 e 2017 e di 25 milioni di euro a

decorrere dall’anno 2018, a valere sui fondi relativi

alle “scelte non espresse da parte dei contribuenti”

quanto alla quota di diretta gestione statale

dell’8xmille, di cui alla legge 20 maggio 1985, n. 222,

il cui articolo 47, terzo capoverso, secondo periodo,

è così modificato: “In caso di scelte non espresse da

parte dei contribuenti, la destinazione della quota

risultante è destinata alla tutela dei beni culturali, al

sostegno delle attività artistiche e alla formazione

artistica.”.

2. A decorrere dal 1 gennaio 2015, sono abrogate le

seguenti disposizioni:

a) al decreto del Presidente della Repubblica n. 917

del 1986: 1) articolo 10, comma 1, lettere a) e h);

2) articolo 15, comma 1, lettera b-bis); 3) articolo

17, comma 1, lettere e), h), i) e n); 4) articolo 69,

comma 2;

b) articolo 3, comma 7 del decreto legge 31 maggio

1994, n. 330, convertito con modificazioni dalla

legge 27 luglio 1994, n. 473;

c) articolo 90, comma 23, della legge 27 dicembre

2002, n. 289;

d) articolo 1, comma 496, della legge 23 dicembre

2005, n. 266.

Una delegazione del Forum Nazionale per l’educazione musicale composta dal coordinatore Checco Galtieri,

da Giovanni Piazza (ideatore dell’iniziativa) e da Annalisa Spadolini funzionario della Direzione Generale

per il personale del MIUR ha incontrato giovedì 10 ottobre alle ore 15,00 il Ministro dell’Istruzione Maria

Chiara Carrozza.

E’ stato presentato il Forum e ne sono stati illustrati gli scopi, sottolineandone la forza numerica (si parla di

una utenza di circa 150.000 unità) e la forza qualitativa insita nella sua composizione: un luogo di incontro

tra il Terzo Settore e docenti di Conservatorio, Università e Scuola Pubblica; un tavolo di discussione tra Cori

e Scuole di musica, Associazioni disciplinari e metodologiche con l’apporto di Centri studi, l’approssimarsi

delle Bande musicali e quant’altro.

In considerazione del ruolo di supplenza alle Istituzioni Statali che singoli insegnanti ed il mondo

dell’Associazionismo in generale hanno svolto in questi trent’anni e della necessità che questo ruolo sia

superato attraverso una collaborazione più ampia con l’Istituzione Pubblica, è stata ribadita l’importanza

dell’Educazione Musicale in tutti i livelli scolastici a cominciare dalla Scuola Primaria, in stretta connessione

con la crescita di un futuro cittadino più consapevole, attento e creativo.

Sono state presentate poi le tre richieste dell’appello sostenute dalle oltre undicimila firme e da un drappello

di illustri patrocinatori:

1- l’inserimento organico nel primo ciclo d’istruzione di un insegnante specializzato in didattica della

musica in ogni scuola come promotore e coordinatore delle attività musicali;

2- l’inserimento organico nella Scuola secondaria di II grado di docenti di materie musicali al fine di garantire

un’adeguata presenza della musica, della sua cultura e della sua storia nella formazione degli studenti;

3- il sostegno alle attività formative musicali, e in generale artistiche, anche attraverso deduzioni fiscali

come già avviene per le attività sportive; (su questo punto il Ministro ha segnalato le difficoltà frapposte

dalla Ragioneria dello Stato).

La delegazione ha poi illustrato le possibilità e le opportunità che il Protocollo d’intesa (al quale il Ministro

è sembrato fare particolare attenzione) stipulato in primavera fra il Forum e il MIUR DGPER può produrre.

Infine è stato sottolineato il lavoro congiunto di tutto il Forum chiedendo che almeno un rappresentante del

Forum stesso sia inserito nei vari gruppi di lavoro e tavoli che prendono al Ministero le decisioni concrete e

pratiche. Il Ministro ha seguito con crescente interesse la presentazione e mostrato la massima disponibilità,

in particolare in merito all’ultima richiesta, ringraziando il Forum e tutti noi per quanto abbiamo fatto e

facciamo per la Musica in Italia.

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Le schede dei cori

Le schede dei cori

Coro polifonico A.B. MICHELANGELI

di Conegliano – TV

Coro LADIESis

di Marano Vicentino - VI

Tipo corale: misto

Repertorio: polifonico

Direttore: Svetlana Saroka

Indirizzo coro: Via Frate Armellini, 13

31015 Conegliano (TV)

Responsabile organizzativo: Claudio Sonego

Cell: 335.6384928

Email: coromichelangeli@altervista.org

Tipo corale: femminile

Repertorio: polifonico e popolare

Direttore: Massimo Zulpo

Indirizzo coro: Via Stazione, 67

36035 Marano Vicentino (VI)

Responsabile organizzativo: Valeria Gasparin

Cell: 328.6645307

Email: valeria.gasparin@libero.it

CORO DI CODISSAGO

di Castellavazzo - BL

KOLBE CHILDREN’S CHOIR

di Venezia Mestre - VE

Tipo corale: femminile

Repertorio: popolare

Direttore: Igor Somavilla

Indirizzo coro: Via 2 Giugno, 7

32010 Castellavazzo (BL)

Responsabile organizzativo: Doriana De Vettor

Cell: 348.8291794

Email: info@corodicodissago.it

Tipo corale: voci bianche

Repertorio: polifonico popolare

Direttore: Alessandro Toffolo

Indirizzo coro: Via Aleardi, 156

30172 Venezia Mestre (VE)

Responsabile organizzativo: Alessandro Toffolo

Cell: 347.8948711

e-mail: kcc.coro@gmail.com

Le schede dei cori

VOICEINSOUL FILARMONICA CITTADELLESE

di Cittadella - PD

Tipo corale: mista

Repertorio: gospel, pop, blues

Direttore: Antonia Pia

Indirizzo coro: Via N. D’Alvise, 1

35013 Cittadella (PD)

Responsabile organizzativo: Anna Pasinato

Tel: 049.9401291 Cell: 338.6817020

Email: info@filarmonicacittadellese.it

GRUPPO CORALE BOLZANO VICENTINO

di Bolzano Vicentino - VI

Tipo corale: maschile

Repertorio: polifonico, popolare

Direttore: Francesco Grigolo

Indirizzo coro: Piazza Roma, 8

36050 Bolzano Vicentino (VI)

Responsabile organizzativo: Pietro Campagnolo

Tel: 0444.350544

Email: info@corobolzanovicentino.it

Le schede dei cori

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Associazione sviluppo Attività Corali del veneto

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