Notiziario - Provincia di Cristo Re dei Frati Minori dell'Emilia Romagna

fratiminorier.it

Notiziario - Provincia di Cristo Re dei Frati Minori dell'Emilia Romagna

Natale del Signore 2012

Sommario

Dürer A., 1498

Quale ricchezza di bontà!

Quale immenso mistero mi avvolge!

Sono stato fatto partecipe dell’immagine di Dio

e non ho saputo custodirla: ora Dio si rende partecipe

della mia carne, sia per salvare l’immagine che mi aveva data,

sia per rendere immortale la mia carne.

Dio entra in comunione con l’uomo:

con chi un tempo condivise il bene, ora condivide il male;

quest’ultima comunione è ancora più degna di Dio e,

per chi ha intelligenza, ancora più sublime.

San Gregorio Nazianzeno

P.G. 36, 636

Buon Natale!

Frati Minori Nord Italia 2

I- Incontro Ministri 2

Assemblea Plenaria 6

I- Nuova Provincia... 6

I- Camminando... 10

Vita della Provincia 22

I- Riunione Definitorio 22

II- Indizione Visita 23

Abbiamo vissuto 26

I Nostri Defunti 27

I- Ricordando... 27

Fraternitas nr. 193

Notiziario

Provincia di “CRISTO RE”

Frati Minori dell’Emilia-Romagna

(In copertina: “Santa Chiara”, Vittore Crivelli, 1491-

93, Collezione privata, Tempera e ora su tavola)

Anno XLI - n.s.

N. 189 - dicembre 2012

Sped. in Abbonamento postale

art. 2 comma 20/c legge 662/96

Filiale di Bologna - Stampato in proprio

Reg. Trib. Bologna n. 6799 del 10.04.98

Periodicità mensile

Dir. resp.: Fr. Giovanni Mascarucci

Redattore: Fr. Marco Zanotti

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 1


Frati Minori Nord Italia

I

Verbale

dell’incontro dei

Ministri Provinciali

del Nord Italia

Bologna S. Antonio

23 novembre 2012

Presiede l’incontro fr.

Francesco Bravi; presenti fr. Mario

Vaccari, fr. Bruno Bartolini,

fr. Antonio Scabio, fr. Gabriele

Trivellin e fr. Francesco Patton.

È presente anche Enrico Delama

di Diathesis.

Si inizia alle 9.35 con la

preghiera della colletta delle lodi

di questa mattina e la presentazione

dell’OdG:

1. Incontro con fr. Francesco

Marchesi, Segretario per

le Missioni e l’Evangelizzazione

del Nord Italia;

2. Assemblea dei Definitòri

del 2013: tempo, luogo e modalità;

3. Proposte per il nome

della Nuova Provincia (portare

pareri dei propri Definitòri);

4. Aggiornamento Commissari

di Terra Santa;

5. Preparazione materiale

per i Capitoli provinciali: Relazione

del Collegio, Ordo Capituli,

Commissione…;

6. Ipotesi di personale

per Vittorio Veneto e Torino (portare

pareri dei propri Definitòri);

7. Varie ed eventuali.

1. Incontro con fr. Francesco

Marchesi, Segretario per le

Missioni e l’Evangelizzazione

del Nord Italia

Fr. Francesco Bravi dà il

benvenuto a fr. Francesco Marchesi

e lo ringrazia per il servizio

svolto finora per coordinare

il Segretariato Missioni ed Evangelizzazione

(SME).

Fr. Francesco Marchesi

presenta la situazione attuale del

Segretariato e dei Settori. L’incarico

richiederebbe la presenza

ai vari settori almeno una volta

all’anno. Per quel che riguarda

il settore parroci, i Parroci del

Nord si troveranno il 15 gennaio

per continuare il lavoro sulle parrocchie

con un’attenzione particolare

ai migrantes per confrontarsi

poi con il settore ad gentes e

arrivare a un progetto condiviso

di pastorale dei migranti, come

richiesto dall’Assemblea dei Definitòri

di Pergine. Le parrocchie

hanno un contatto coi migrantes

maggiore di quello degli Animatori

per le missioni; anche il settore

carità avrebbe qualcosa da

dire al progetto sui migranti, perché

avvicina soprattutto la fascia

debole e in difficoltà degli immigrati.

Per quel che riguarda il

settore missioni al popolo, si è

chiesto di attivarsi perché risponda

al progetto sulla fraternità ad

hoc richiesta già da un paio d’anni

e per fare il bilancio sulle missioni

al popolo a livello di Nord

Italia.

Nel dialogo successivo

si prendono in considerazione:

- La linea da seguire quando ci

sono richieste di missioni al popolo:

per il Collegio dei Ministri

(CM) è bene che siano passate al

coordinamento attraverso fr. Federico

Righetti, non solo nei termini

di una condivisione verbale

di quel che si fa, ma nei termini

di assumerne l’organizzazione,

accompagnando la progettazione,

la realizzazione e il post missione.

In prospettiva ci sono tre

missioni giovani in preparazione:

Desio, Pavia e una organizzata

dall’Umbria su richiesta del

Cardinale per gli universitari di

Bologna.

- Il percorso da seguire per

2 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


aiutare il settore missio ad gentes

a elaborare il progetto di fraternità

interprovinciale e di animazione

missionaria per il Nord Italia,

secondo il mandato dell’Assemblea

dei Definitòri. Si rileva

positivamente che gli Animatori

si sono incontrati e hanno parlato

soprattutto del progetto di animazione,

hanno anche programmato

gli incontri che vanno valorizzati

per arrivare a elaborare il

progetto di animazione. Su questo

aspetto è bene accompagnarli

ed aiutarli.

- La pastorale santuaristica: fr.

Francesco Marchesi non ha ancora

potuto incontrare i responsabili,

si concorda però sull’importanza

di far procedere la riflessione

su come valorizzare la

devozione popolare in chiave di

evangelizzazione.

Al termine di questo primo

punto si congeda fr. Francesco

Marchesi ringraziandolo per

il servizio che sta svolgendo.

2. Assemblea dei Definitòri del

2013: tempo, luogo e modalità

Viene discussa e valutata

l’ipotesi di tenere l’Assemblea

dei Definitòri 2013 dopo i Capitoli

e farla coincidere con i Congressi

Capitolari. Ci si confronta

sulle varie prassi attualmente

in atto e si concorda che bisogna

comunque trovare il modo di interagire

almeno come Ministri

a partire dalla disponibilità dei

frati a muoversi sul territorio del

Nord, di modo da poterne tener

conto nei Congressi capitolari,

identificando le fraternità su cui

puntare per inserire frati di varie

Province e sapendo su quali frati

possiamo contare, avendo dato la

loro disponibilità già da settembre

2013.

Si arriva quindi a concordare

la seguente scaletta:

- CM post capitolare l’8 luglio

2013 per fare il punto della situazione;

- tra l’8 luglio e il 5 agosto prima

parte dei Congressi capitolari

e colloqui coi frati;

- Assemblea dei Definitòri

contenente la seconda parte dei

Congressi capitolari 5-10 agosto;

- presentazione delle Tavole

di Famiglia dopo l’Assunta;

- spostamenti entro l’8 settembre.

Verrà chiesto un parere

su questa linea ai Definitòri,

quindi nel prossimo CM si elaborerà

la scaletta definitiva.

Ipotesi di luogo per l’Assemblea:

Pergine Villa Moretta

(TN) oppure Armeno (NO).

Si chiede ai Ministri del

luogo di verificare la disponibilità

delle Case di accoglienza per

quelle date, nel prossimo incontro

del CM verranno prese le decisioni

conseguenti.

3. Proposte per il nome della

Nuova Provincia

Quali modalità per scegliere

il nome Sono emerse le

seguenti proposte:

- fare un sondaggio/consultazione

dopo i Capitoli (dopo la decisione

definitiva dei Capitoli);

- inserire tre nomi sui quali

esprimersi, lasciando la possibilità

di suggerire un nome ulteriore;

- è comunque importante che

il nome proposto sia tale da potersi

identificare affettivamente.

Si conclude la mattinata

alle 12.20 con la preghiera

dell’Angelus per recarsi a benedire

i locali rinnovati dello Studio

teologico, della Biblioteca e

dell’Archivio provinciale.

Alle 14.35 si riprende

con l’Ave Maria e l’invocazione

alla Regina dell’Ordine dei Minori

di pregare per noi.

4. Aggiornamento Commissari

di Terra Santa;

Fr. Francesco Bravi aggiorna

sul percorso di unione dei

Commissariati di TS, e presenta

l’email inviata da fr. Giorgio Vigna:

si continuerà a lavorare per

arrivare a un Commissariato unico

di TS, con un Commissario e

due Vice commissari sul territorio,

tenendo conto non solo dei

centri attuali, ma anche di altre

realtà coinvolte (Associazione

amici di Terra Santa, Ponti di pace,

agenzia viaggi, ecc.), dell’importanza

di mantenere i rapporti

con le Diocesi e di avere chiarezza

negli aspetti amministrativi.

Sarà importante animare

le zone tenendo presente una

zona centrale, una orientale e una

occidentale. Ci si chiede anche,

senza però trovare ancora risposta,

quale limite temporale sia da

prefiggersi per avviare questa realtà

unica.

5. Preparazione materiale per

i Capitoli provinciali: Relazione

del Collegio, Ordo Capituli,

Commissione

Fr. Francesco Bravi comunica

che si è già trovato con

Diathesis per elaborare lo schema

della relazione da consegnare

al CM entro dicembre. Riprenderà

le tematiche indicate dalla proposizione

di Pergine:

- Resoconto

- Prospettive

- Proposte.

Fr. Francesco Patton riferisce

sull’Ordo Capituli: sono

stati raccolti i materiali, a dicembre

ci sarà una prima rielabora-

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 3


zione.

Sugli SSPP di cooperazione

dal 2013 al 2016 occorre

dare un parere e presentare le

osservazioni dei Definitòri entro

la fine di dicembre. Occorre che

questi SSPP di cooperazione abbiano

una qualche forma di approvazione

Capitolare.

Per quel che riguarda

la bozza degli SSPP per la nuova

Provincia (cap VII) occorre

capire come inserirla nell’IL, se

sottoforma di articoli in fase ancora

di elaborazione oppure se

nella forma di norme procedurali

per poter proseguire nel lavoro di

stesura.

- Il SFS si ritroverà nel corso

di quest’ anno per elaborare la

Relazione.

- Il SME va sollecitato a preparare

la relazione per il Capitolo.

- Gli Economi devono preparare

la loro relazione.

- Tutte le relazioni devono essere

pronte entro la fine di aprile

2013.

La Commissione Instrumentum

Laboris (IL) si troverà a

Verona S. Bernardino il 4 dicembre

e lavorerà su IL e interazione

tra i Capitoli.

Il 5 dicembre ad Arco si

ritroverà anche la Commissione

per progettare la fraternità unica

di Accoglienza vocazionale stabile

(FAV) e Postulato, secondo

il mandato dell’Assemblea Definitòri

di Pergine.

Il Definitore generale

fr. Vincenzo Brocanelli ha chiesto

le date dei Capitoli per poter

essere presente e portare un saluto

e ricordare gli orientamenti

dell’Ordine.

6. Ipotesi di personale per Vittorio

Veneto e Torino (portare

pareri dei propri Definitòri)

Fr. Francesco Bravi chiede

se c’è stata riflessione su questo

nei Definitòri provinciali.

In alcuni se ne è parlato,

in altri non ancora. Sono stati

identificati alcuni frati che sarebbero

disponibili o adatti a questo

tipo di fraternità e il cui inserimento

è prevedibile dal Congresso

capitolare 2013.

7. Varie ed eventuali.

È uscito l’articolo scritto

da fr. Francesco Bravi assieme a

Diathesis sulla rivista “Vita Consacrata”

6/2012.

Fr. Francesco Bravi consegna

anche una breve pubblicazione

che presenta la situazione

attuale del cammino della Provincia

in materia di mappatura,

chiusure, ecc. Contiene anche

le domande per le fraternità, per

procedere in materia di mappatura.

Per quel che riguarda le

nomine rimaste in sospeso:

- Si concorda di nominare fr.

Alessandro Caspoli come coordinatore

del settore Carità. Placet

omnibus.

- Si concorda di nominare fr.

Roberto Simonelli, della Provincia

di Genova, Economo della

fraternità interprovinciale di Verona-S.

Bernardino. Placet omni-

Il Ministro provinciale, Fr. Bruno Bartolini, presenta i nuovi locali della Biblioteca e dell’Archivio provinciale ai

Ministri del Nord Italia nella tarda mattinata di venerdì 23 novembre. Al termine un momento di preghiera con la

benedizione dei locali.

4 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


us.

Per quel che riguarda le

prossime riunioni del CM si indicano

le date e i luoghi da confermare:

- il 14 dicembre a Torino

- il 18 gennaio a MI-S. Antonio

- il 15 febbraio a GE-Visitazione

- il 26 marzo a Baccanello

- il 19 aprile a Venezia ISE

- il 24 maggio ad Arco-TN

Tra le comunicazioni si

sottolinea:

- la buona partecipazione alla

giornata di preghiera del Veneto;

- la partecipazione alla CISM

che è stata molto positiva;

- la ripresa a Torino del progetto

Diderot con le scuole superiori;

- il procedere della fase di progettazione

della fraternità nuova

da collocare in ambiente di marginalità;

- l’incontro del Ministro delegato

con il coetus della Casa

di Postulato di Arco (TN), con il

Guardiano e il Maestro;

- l’importanza di segnalare

sulla NewsLetter, oltre alle varie

fraternità, anche altre realtà, ad

es. esperienze di evangelizzazione

e altro.

Si termina alle 16.20 con

l’Agimus tibi gratias…

Il verbalista

Fr. Francesco Patton

L’ Antonianum e GPIC della Curia generale hanno organizzato un corso per

la formazione degli animatori GPIC e un momento di formazione permanente

per tutti i frati. Si svolgerà dal 9 al 19 aprile 2013, e sarà offerto nelle tre lingue

ufficiali dell’Ordine (spagnolo, inglese e italiano). Le sessioni mattutine sono

riservate per gli animatori GPIC mentre le sessioni pomeridiane sono aperte

a tutti i frati e ad altre persone, laici e religiosi, che sono interessati al corso.

Il titolo del corso è: Credenti e la questione dello sviluppo sostenibile. “Lo

sviluppo sostenibile” solleva interrogativi circa il nostro modello economico

attuale e le sfide ambientali crescenti che abbiamo di fronte. Per ulteriori

informazioni sul corso, si prega di contattare l’Ufficio di GPIC qui presso la

Curia pax@ofm.org, Tel. +39 06.68491218. Il costo del corso è di 125 € per

la prima parte e 125 € per la seconda parte, mentre 200 € per il corso intero.

Iscrizioni: Presso la Segreteria della Pontificia Università Antonianum, Via

Merulana, 124, Tel. +39 06.70373502, Fax +39 06.70373604, www.antonianum.eu,

segreteria@antonianum.eu

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 5


Assemblea Plenaria

della Provincia

Bologna S. Antonio-Antoniano, 12 dicembre 2012

I

In cammino verso

la nuova Provincia

Premessa

Sono davvero numerose

le sfide che la vita consacrata

si trova ad affrontare all’inizio di

questo terzo millennio; tra tutte

si presenta come ormai indifferibile

quella costituita dalla riorganizzazione

delle tradizionali forme

di presenza.

La situazione degli Istituti

di vita consacrata in Italia sta

inesorabilmente ripercorrendo la

stessa parabola discendente che

già gli altri paesi d’Europa hanno

vissuto con maggiore o minore

rapidità: al progressivo invecchiamento

della porzione maggioritaria

dei componenti i vari

Istituti si accompagna la diminuzione,

in alcuni casi praticamente

la scomparsa, di nuovi candidati.

Non ci si può accontentare

di spiegare questo fenomeno

come un semplice cambiamento

delle forme nelle quali la fede

viene vissuta e si esprime, come

se ci si trovasse di fronte a nuove

modalità che verrebbero a sostituire

quelle tradizionali sino

ad ora praticate. Si è piuttosto di

fronte ad un mutamento radicale

di percezione della vita in generale,

del suo significato fondamentale,

del senso dell’esperienza

umana e dell’essere al mondo;

è ovvio che questo cambiamento,

più evidente nelle nuove generazioni,

faccia sentire i suoi effetti

anche sull’esperienza religiosa

intesa come elemento ineliminabile

di ogni esistenza autenticamente

umana.

Quello che è in gioco è

il senso stesso della vita consacrata,

la sua possibilità di essere

condivisa, annunciata e quindi di

avere un futuro.

Motivazioni

Nell’Ordine dei Frati

Minori in tutto il mondo occidentale

(Europa e Nord America)

si stanno studiando e sperimentando

ormai da decenni modalità

adeguate per razionalizzare le

presenze, all’interno delle diverse

entità oppure attraverso legami

più stretti tra entità diverse.

È importante non perdere

di vista la motivazione esplicita

che sempre ritorna nelle discussioni

e nei documenti intorno

a questi temi: si tratta di operare

scelte che aiutino a custodire la

presenza dinamica del carisma,

non la sopravvivenza delle strutture;

occorre fare in modo che le

Fraternità, esito delle scelte, siano

in grado di esprimere la vitalità

dello Spirito che le abita, non la

stanca ripetizione di forme ormai

incomprensibili ai più.

L’obiettivo verso il quale

tendere è la nascita di una nuova

Provincia che ponga le condizioni

per rivitalizzare e per riqualificare

il francescanesimo sul territorio

del Nord Italia in un tempo

di crisi e di diminuzione.

Questa riflessione, ovviamente,

non ha coinvolto solo

la Provincia di Cristo Re, ma tutte

sei le Province radicate sul territorio

del Nord Italia. È stata oggetto

di lavoro nelle Assemblee

dei Definitòri di questi anni; ha

visto il coinvolgimento di tutta

una serie di commissioni e gruppi

di lavoro che si sono concentrati

su aspetti specifici, ha visto

la partecipazione dei Guardiani,

specie nelle due ultime settimane

di formazione permanente a loro

dedicate.

L’attenzione e l’impegno

in materia di ridimensionamento

non nascono oggi, ma risalgono

già agli anni ’80.

La decisione di dar vita

ad una nuova Provincia OFM

6 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


del Nord Italia è invece relativamente

recente: ha preso le mosse

all’inizio di questo millennio

e quindi sono in gran parte nuove

anche le riflessioni e le azioni che

al riguardo si stanno elaborando

e mettendo in campo da alcuni

anni.

Ciò che caratterizza il

percorso in atto e lo differenzia

da quello dei decenni passati è

che si ridimensiona e si progetta

per dare vita a una realtà nuova e

che si lavora insieme ad altre Province

anziché da soli.

La novità nel ridimensionamento

tocca l’istituzione

(non più solo collaborazione più

o meno stretta, ma nuova realtà

istituzionale “Provincia del Nord

Italia”); i contenuti (alcuni saranno

quelli vissuti fin qui, ma ve ne

saranno di nuovi, inediti); l’identità

(ricerca di una nuova identità

di famiglia e non più solo emilianoromagnola,

raccogliere e consolidare

i frammenti per una nuova

appartenenza: Nord Italia).

Nuova è la modalità di

operare il ridimensionamento e i

progetti rispetto ai decenni scorsi:

allora interventi pensati e realizzati

dalla Provincia in totale

autonomia, oggi il ridimensionamento

è un “lavoro a sei” cioè un

percorso di progettazione condivisa

(orientamenti di fondo, progettualità,

criteri, metodologie,

strumenti per il percorso).

Oggi le sei Province non

lavorano più progettando ciascuna

per conto proprio, ma dentro

un unico percorso condiviso per

il Nord Italia, che vede al lavoro

molti soggetti: Collegio dei Ministri

(che si ritrova ogni mese),

Definitòri provinciali, Coordinamenti,

diversi gruppi e commissioni

costituite ad hoc su temi

specifici.

In questo percorso è stato

adottato un metodo di lavoro

improntato alla condivisione,

un tipo di lavoro cioè importante

e necessario, sicuramente non

facile, perché richiede a tutte

le parti in gioco la capacità e lo

sforzo di ascoltare le ragioni degli

altri (anche quelle che possono

dispiacere), di porre domande

talvolta spinose (o di sentirsele

fare), di ripensare e riformulare

le proprie prospettive, di sostenere

confronti faticosi senza accontentarsi

di mezze risposte, di

aspettare i tempi degli altri (magari

sollecitandoli un po’) e, infine,

di tollerare le critiche che in

una iniziativa come questa sono

da mettere in conto, sia quelle di

chi dice che “si va troppo piano”,

sia quelle di chi invece lamenta

che “si va troppo in fretta”, sia

quelle di chi preferirebbe “esser

lasciato morire in pace” che non

si rende conto che così condanna

a morte anche chi desidera avere

ancora un futuro.

Prospettive

Quali le prospettive nel

guardare la presenza dei Frati

Minori nel Nord Italia

Guardare alla presenza

francescana in questo nuovo territorio

solo sulla base del numero

di Conventi che ci saranno è una

prospettiva troppo povera, per ricavare

un’idea profonda e dinamica

della presenza carismatica,

Il Ministro provinciale Fr. Bruno Bartolini durante l’Assemblea Plenaria.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 7


significativa, e dell’impegno di

evangelizzazione in un dato contesto.

È nel cammino intrapreso

che si incontrano l’esigenza di

dare qualità alla vita e alla vocazione

e quella di dare qualità alla

missione, non più sul piccolo territorio

regionale, ma sul territorio

ben più ampio del Nord Italia,

insieme a tutti gli altri Frati che

vivono ed evangelizzano questo

territorio, con i quali si è chiamati

ad attualizzare, oggi, la vocazione

ricevuta, nella fedeltà allo

Spirito del Signore.

Per questi motivi è importante

collocare il discorso

sulla Mappatura delle Fraternità

della nuova Provincia, che ha in

sé ancora una certa fluidità, dentro

una prospettiva più ampia e

più ricca nella quale è importante

mettere in luce: alcuni ambiti

principali di valore/significato

attorno ai quali si vuole chiedere

alle Fraternità, che entreranno

a far parte della nuova Provincia,

di qualificarsi, di impegnarsi in

un lavoro di approfondimento;

alcuni aspetti di realismo, di vincolo

dai quali il lavoro di mappatura

non può prescindere troppo.

Ambiti di valore/significati:

* piano dell’essere: aderire

sempre più e sempre più responsabilmente

alla vocazione specifica,

dare un’anima al cammino

in corso: elaborare il Progetto di

Vita Fraterna, come strumento di

attualizzazione della propria vocazione

in Fraternità; in questo

senso vanno i sussidi messi a disposizione

di tutti i Frati per incontri

di Formazione e per i Ritiri

di Fraternità incentrati sul discorso

della montagna;

* piano dell’agire: al piano

dell’essere, cioè del carisma,

prioritario, è strettamente legato

l’agire. Alle Fraternità della nuova

Provincia sarà chiesto di impegnarsi

in termini progettuali e

di maggior investimento attorno

a tre ambiti:

- evangelizzazione (animazione

missionaria ad gentespastorale

dei migranti, pastorale

santuaristica, pastorale giovanile),

- formazione (ridurre

la frammentazione nel processo

di discernimento costituendo

un’unica Fraternità che contenga

l’Accoglienza stabile e il Postulato,

favorire una maggiore connessione

tra la FI e la vita ordinaria

delle Fraternità tramite l’individuazione

di alcune Fraternità

che accompagnino giovani in discernimento

e candidati nel loro

cammino vocazionale);

- economia (trasparenza,

rendiconto contabile comune,

studio preliminare sugli immobili,

proposta di Fondo comune).

Elementi di realismo e di vincolo

La variabile età:

* nel periodo 2003-2011

c’è stata una decrescita numerica

di Frati (Novizi, Professi temporanei,

Professi solenni) in tutto

il Nord Italia del 27,2 %. I Frati

erano 1029 nel 2003, erano 750

nel 2011. In alcune Province,

compresa l’Emilia Romagna, la

decrescita ha raggiunto il 32%

(Trentino, Emilia-Romagna, Liguria),

in Piemonte il 29%, in Veneto

e Lombardia è arrivata rispettivamente

al 25% e al 24%;

* nello stesso periodo,

per quanto riguarda i Novizi che

rimangono (ossia calcolando la

differenza tra ingressi ed egressi

dei Novizi), si riscontra una media

triennale che si differenzia

per Province: 1 Novizio ogni tre

anni in provenienza dal Trentino

e Piemonte, 2 Novizi ogni tre

anni in provenienza dall’Emilia-

Romagna, 4 Novizi ogni tre anni

in provenienza dalla Lombardia,

6 Novizi ogni tre anni in provenienza

dal Veneto;

* la situazione al dicembre

2011 vede in Lombardia una

presenza nutrita di fasce di età

medio-basse e, all’opposto, fasce

alte, si trovano nel Trentino, nel

Piemonte e nella Liguria; tra queste

due polarizzazioni, la Provincia

Veneta (Veneto e Friuli) tende

ad assomigliare a Trentino, Piemonte

e Liguria mentre l’Emilia-

Romagna presenta una struttura

per età di Frati più simile a quella

della Lombardia;

* nel 2011, i Frati tra i 36

e 70 anni erano 361 e quelli tra 71

e 80 anni erano 136. Si tratta di

fasce di età nelle quali è possibile

trovare risorse ed energie per interpretare

i Progetti di Vita Fraterna

e di testimonianza, anche

se – al presente – la fascia 71-80

anni va considerata come quella

che vede ancora molti Frati attivi

e collaborativi;

* tra 5 anni (senza calcolare

malattie, egressi e defunti)

la fascia 36-70 decrescerà a 284

Frati e tra 10 anni arriverà a 237;

la fascia di età 71-80 anni, nei

prossimi 5 anni potrà aumentare

fino a 153 Frati per poi decrescere

nel decennio fino a 117 Frati.

Esposizioni economiche

Alcune Province hanno

in opera ristrutturazioni complete

o parziali di opere e strutture

che vincolano alcune scelte inerenti

la mappatura delle Fraternità.

8 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


Provincia di Cristo Re

Attualmente fanno

parte della Provincia 91 Frati.

* 9 operano fuori dai confini

della Provincia; 3 sono

nella Formazione iniziale; 1

in altro Istituto ad experimentum.

* 77 sono i Frati presenti

sul territorio provinciale: 4

(+ 2) sono in Infermeria;

* 73 Frati effettivi:

- 11, vanno dagli 85 ai

92 anni

- 19, dai 71 agli 84

- 14, dai 61 ai 70

- 9, dai 51 ai 60

- 13, dai 41 ai 50

- 7, dai 31 ai 40.

Facendo una semplice

proiezione di 5 o di 10 anni

si intuisce quale sia la consistenza

numerica della Provincia

tenendo conto anche del

trend annuale di morti (5,14)

e di ingressi (2 ogni tre anni).

Mappatura (dalle Province alla

Provincia)

Confronto tra le sei Province

nel costruire l’ossatura della

nuova Provincia. Ogni Provincia ha

scelto, anche su suggerimento della

Commissione definitoriale per la

Politica delle Case tenendo conto

della consistenza numerica, un numero

congruo di presenze che fossero

sostenibili per la Provincia del

Nord Italia:

Emilia Romagna da 13 a 7

Conventi (91 Frati)

Liguria da 11 a 5 Conventi

(59 Frati)

Lombardia da 14 a 9 Conventi

(143 Frati)

Piemonte da 9 a 4 Conventi

(58 Frati)

Trentino da 7 a 4 Conventi

(68 Frati)

Veneto-Friuli da 31 a 16

Conventi (292 Frati).

Il cammino in atto è un

cammino pasquale, un esodo, che

comporta necessariamente un elemento

di morte vissuta con fede e

un elemento di risurrezione che è

dono di Dio.

È vero che Dio “può far

sorgere figli di Abramo anche da

queste pietre” (Mt 3,9), ma non l’ha

mai fatto, mentre ha guidato un popolo

nel deserto attraverso un lungo

itinerario di purificazione e ha saputo

riportare lo stesso popolo anche

da un lungo esilio.

Il cammino intrapreso è

perciò, molto prima e molto più

che un percorso di ristrutturazione

o di ricomposizione delle presenze,

un cammino di fede, un cammino

di rinnovamento; il cammino delle

Fraternità che ricercano una via

concreta e possibile per incrementare

e rivitalizzare la presenza francescana

nel Nord d’Italia, alleggerita

di strutture e di costi. È una grande

occasione offerta per riscoprire e

condividere la comune vocazione.

Fr. Bruno Bartolini

Ministro provinciale

Un momnto dell’Assemblea plenaria che ha visto la partecipazione di oltre 55 Frati.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 9


II

CAMMINANDO

CON VOI

SALUTI ALL’ASSEMBLEA

Un saluto cordiale e fraterno,

gioioso di essere tra voi

per un servizio delicato, di alta

responsabilità, ma anche arricchente

per la mia esperienza e per

una fraternità più ampia che offre

comunione e conoscenza di doni

fino ad oggi non del tutto condivisi.

È la grazia di essere fratelli

e della quale rendiamo grazie

al Signore datore di ogni bene.

Molti fratelli già li conosco per

gli incontri avuti con loro in ragione

dei diversi servizi ed uffici

che ho ricoperto nel corso degli

anni: alcuni mi sono stati compagni

di studio a Roma, con altri

ho condiviso gioie e fatiche nella

formazione iniziale e con altri

quale Ministro provinciale. Fratelli

e compagni di viaggio aperti,

intelligenti, sereni ed operosi che

rivedo con molta gioia.

INTRODUZIONE

Quando un Visitatore

accetta ed assume questo servizio

in obbedienza al mandato del

Ministro Generale si preoccupa

innanzitutto di conoscere la Provincia

che visiterà. Gli strumenti

che ho utilizzato per questa iniziale

conoscenza della vostra

Provincia sono gli Atti del Capitolo

provinciale 2006 e 2009, documenti

preziosi che mostrano

il volto della Provincia nelle sue

molteplici realtà, problematiche

e sogni.

Dunque ho spigolato tra

le molteplici voci raccolte negli

ACTA, ed ora li ripropongo a voi

per avviare una riflessione che

conduca allo stupore delle cose

meravigliose che il Signore

ha compiuto in voi e per voi. Un

modo, credo, efficace per aprirci

alla speranza, in questo tempo

che ci chiede di metterci insieme

ad altri fratelli per crescere nella

possibilità di migliorare la qualità

della nostra vita, testimonianza

ed evangelizzazione. Aprirci

alla speranza quando alcuni segni

(segni dei tempi) sembrano

smentire un futuro glorioso,

come e forse più del passato. Fr.

Fiorenzo nella Relazione al Capitolo

del 2006 scriveva: “È tempo

nel quale siamo chiamati a

scrivere una pagina di storia che

sarà giudicata ‘gloriosa’, se ci lasceremo

guidare dalla speranza

che è possibile un futuro vivace e

significativo, non forse tanto per

il numero dei frati, ma nell’essere

autentici frati minori”. Fr. Giuseppe,

Ministro provinciale, nella

sua Relazione, con la concretezza

tipica di chi conosce la sua

terra e la sua Provincia, indicava

una delle vie apparentemente di

morte ma che aprono alla vita,

quando diceva: “Tutte le nostre

attività hanno bisogno di essere

ripensate con libertà e rispetto;

non possono comunque togliere

alla Fraternità provinciale la libertà

di costruire nel presente il

proprio futuro”.

Dal 2006 ad oggi avete

avuto percorso un lungo cammino,

laborioso e costruttivo. Tutto

è iniziato da una domanda: “Signore,

che cosa vuoi che io faccia

(Capitolo 2006). Dal discernimento

nelle Fraternità fino al

Capitolo 2006 avete cercato la risposta,

poi sintetizzata nel Documento

Capitolare 2006. La Scheda

di lavoro per la Fraternità richiedeva

come atteggiamento di

fondo l’ascolto di persone/realtà

da individuare, per riparare la sua

casa a partire dal cambiare vita.

Determinante l’appello: ma noi

lo vogliamo E questo in vista di

“nuovi progetti più adeguati” per

irradiare il Vangelo attorno a noi.

E così siete arrivati al

Capitolo con un Instrumentum

laboris dai contenuti ricchissimi

(vedi le molteplici voci del mondo

alle quali avete posto la vostra

attenzione!) e proposto un metodo

che introducesse i frati al

dialogo. Le sei sfide hanno individuato

proposte interessanti ed

innovative che, approfondite e

discusse in sede capitolare, sono

approdate al Documento finale

apprezzato dal Ministro Generale

nella sua Lettera in quanto “fa

riferimento ai tratti caratteristici

di san Francesco”. È bello che il

Ministro Generale riconosca nei

suoi frati i tratti caratteristici di

san Francesco. Siete sulla buona

strada: onore a voi frati dell’Emilia-Romagna.

Sarebbe interessante

passare all’esame sintetico

dell’Instrumentum laboris per

coglierne tutte le ricchezze. Metto

in appendice le brevi riflessioni

che ho fatto, leggendolo attentamente.

Perciò passo a riflettere

su quanto è stato detto nei Capitoli

2006 e 2009.

Quello che ho recepito

da una lettura attenta, l’ho raccolto

per temi ed ora ve li presento

con tutti i limiti che una simile

indagine comporta, ma comunque

sempre utile ad introdurmi,

sia pur con molta prudenza, nel

tessuto della vita della Provincia

e dei suoi frati, miei fratelli.

SINTESI TEMATICA

Dai Documenti letti

emergono molti temi attraverso

i quali si entra nella vostra vita e

10 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


storia. L’ampio ventaglio che mi

si è presentato dinnanzi meritava

attenzione in ogni sua parte.

Per facilitarne la presentazione

ho raccolto il materiale attorno a

quattro realtà emergenti: vita di

fede, vita fraterna in comunione,

attività, interprovincialità. Percorro

questi temi mettendomi

in ascolto di quanto avete detto

o scritto e certamente vi riconoscerete

come voci e come volti,

anche se non citerò coloro che

parlano. Per me è stato il primo

modo di mettermi in ascolto per

conoscervi più da vicino.

1 VITA DI FEDE

Per un fratello che si appresta

a compiere il servizio di

Visitatore è bello e consolante

imbattersi in un frate che dice

con sincera convinzione che la

dimensione fondamentale di tutto

il nostro vivere è la vita di fede.

Siamo chiamati ad avere la massima

cura della nostra vita di fede;

proprio perché siamo consapevoli

che essa cresce in noi nel

cammino della vita.

Essendo la dimensione

fondamentale, deve mantenere

tutta la sua freschezza, per cui dite:

necessitiamo di un forte ripensamento

della nostra stessa vita

di fede, e, guardando al futuro,

al prossimo triennio che avevate

davanti, proponete una saggia

decisione: A partire dall’ascolto

della Parola di Dio è opportuno

trovare spazi di condivisione della

propria esperienza di fede in

Dio realizzata nell’incontro personale

con Gesù Cristo. Si rende

sempre più necessario narrare le

motivazioni di fede sottostanti

ad ogni nostro comportamento

per sostenerci a vicenda e scoprire

l’esperienza di fede in un Dio

amore nel fratello che ci sta accanto.

Le Sorelle Povere vi hanno

dato una mano in questo orientamento,

quando vi hanno detto:

Non si può vivere con gioia e con

tutta la propria fede a prescindere

da un rapporto vitale con la Parola,

e poiché siamo fraternità non

è possibile non condividere. Voi

avete posto al centro vitalizzante

della vostra vita la Parola condivisa

in fraternità e le Sorelle Povere,

quasi scoprendo la nuova

gioia fiorita in voi, vi chiedevano

di condividere con loro tanta

grazia.

La ricerca capitolare si

sarebbe conclusa e si guarda oltre,

soprattutto alle nuove fraternità

che saranno formate. A queste

lo Spirito dice: Esorto, fin da

ora, le nuove Fraternità, a fare

uno sforzo comune per andare

oltre con spirito di fede e di accoglienza

reciproca; andare oltre

con spirito di fede ed essere

seriamente impegnate per creare

un clima di fede e di preghiera

che possono fare di questa nostre

fraternità autentiche scuole

di comunione. Il sogno dei frati

capitolari è grande: fare di ogni

fraternità, attraverso la fede e la

preghiera, autentiche scuole di

comunione. Il documento Vita

fraterna in comunità n. 35, del 2

febbraio 1994, della Congregazione

per gli Istituti di vita consacrata

e le società di vita apostolica,

dice che “la comunità diventa

una Schola Amoris, per giovani e

adulti. Una scuola ove si impara

ad amare Dio, ad amare i fratelli

e le sorelle con cui si vive, ad

L’introduzione dell’Assemblea plenaria a cura di Fr. Maurizio Piazza, incaricato per la Formazione Permanente, al

centro il Visitatore provinciale, Fr. Tarcisio Colombotti e il Ministro provinciale, Fr. Bruno Bartolini.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 11


amare l’umanità bisognosa della

misericordia di Dio e della solidarietà

fraterna”. Siamo nella più

autentica tradizione del Concilio.

A 50 anni dalla sua celebrazione

continuiamo a sognare e bramare

quanto i Padri Conciliari ci hanno

consegnato.

Esperienze di vita in comunione

autentica si sono concretizzate

in luoghi precisi della

Provincia ed in fratelli che lì hanno

testimoniato con coerenza la

bellezza della vita francescana.

Piange il cuore doverli lasciare,

ma prima che questo avvenga,

volete fare una memoria sincera

e riconoscente e dite: dovremo

restituire alcuni luoghi che hanno

visto la fede, l’amore, l’abbandono,

la testimonianza di tanti

nostri fratelli… quasi a dire che

anche voi, là dove il Signore vi

chiamerà, vi sentite impegnati a

scrivere pagine gloriose di storia

francescana.

Dalla coscienza che la

fede è la dimensione fondamentale

di tutto il nostro vivere, passate

a considerare la vita apostolica

o la missione, e dite: dobbiamo

riflettere e scegliere con molto

realismo, il realismo della fede.

Quel realismo che ci permette

di essere tanto liberi da giungere

a creare nuove attività apostoliche

e missionarie che rispondano

meglio alle esigenze della nostra

vocazione di Frati minori.

Poi fate un’amara constatazione

ormai comune ad ogni

territorio della nostra Nazione:

per il calo generale della fede si

è assottigliato (meno presenze e

pochissima gioventù) il servizio

liturgico…, ma quando si tratta

di accogliere giovani universitari

in strutture che avete approntato

per loro, la proposta della fede

è chiara: sono stati scelti coloro

che sono motivati circa la scelta

universitaria, hanno un buon rendimento

scolastico precedente,

dimostrano una buona disposizione

alla vita di relazione e sono

aperti al confronto e al dialogo

sulla proposta di fede cristiana.

Guardare voi frati bolognesi

alla luce di queste riflessioni

sulla fede, e sono proprio vostre,

ve le siete dette voi, vuol dire

che camminate nell’alveo più puro

della Vita Consacrata e francescana.

Il Dizionario Francescano,

introducendo la discussione

sulla fede di Francesco, scrive:

“Il Capitolo Generale di Madrid

nel 1973, affermò esattamente:

‘Al centro della vita francescana

si trova l’esperienza di fede in

Dio nell’incontro personale con

Cristo’. L’importanza di questa

affermazione non consiste nel dire

che Francesco fu un uomo di

fede, ma nel proclamare che la

fede è il fondamento nel quale

si basa, l’origine da dove sgorga

e la forza che dinamizza tutta la

vita sua e dei suoi seguaci” (col

574). E voi avete detto: la dimensione

fondamentale di tutto il nostro

vivere è la vita di fede.

* Vocazione

La vocazione si fonda

tutta e solo sulla fede. Lo abbiamo

sentito affermare dal documento

del Capitolo di Madrid:

“Al centro della vita francescana

si trova l’esperienza di fede in

Dio nell’incontro personale con

Cristo’. Nel defluire del tempo

con l’incalzare di nuovi modi di

pensare, di vivere, di giudicare,

la vocazione è messa a dura prova

per questo dite: necessitiamo

di un forte ripensamento delle

nostre motivazioni vocazionali:

evidente la voglia di vivere la vocazione

sempre meglio radicata

nella Parola perché si esprima in

una forma di vita luminosa e contagiosa.

La ripetitività e la stanchezza

non sembrano trovare

posto nel vostro stile di vita. Voi

volete essere frati gioiosi. Ma come

esserlo di fronte a tanti abbandoni

Un problema molto sofferto

che vi porta a dire: dobbiamo

interrogarci e per ritrovare la genuinità

e la gioia della vocazione.

La via per ritrovare la gioia della

propria vocazione la individuate

nella formazione e dite: Un altro

aspetto positivo è l’impegno formativo

tendente a migliorare lo

spirito di minorità e fraternità per

vivere con gioia ed entusiasmo la

nostra vocazione francescana.

L’Instrumnetum laboris

consegnato al Capitolo del 2006,

portava una sottolineatura finale

colta in san Francesco: la gioia.

“L’uomo moderno cerca ansiosamente

la gioia, ma non riesce a

trovarla; non è forse perché percorre

strade che non portano ad

essa” E concludete: “Tutto questo

non è forse un invito a considerare

l’importanza che la gioia

deve avere nella nostra evangelizzazione”

Vivere con gioia la propria

vocazione dipende anche da

attività che siano più rispondenti

ad essa. Per questo volete creare

nuove attività apostoliche e missionarie

che rispondano meglio

alle esigenze della nostra vocazione

di Frati minori: un sogno

che - secondo l’augurio del beato

Giovanni Paolo II e riportato come

ultima parola dell’Instrumentum-,

diventa quasi un impegno

che tutti affascina e che guiderà

poi il Capitolo del 2006: “L’impegno

di essere sempre nel mondo

di oggi, autentici testimoni

della speranza che non delude”.

12 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


* Conversione

La via che vi permetterà

di realizzare quanto espresso

sopra, ne siete coscienti, è la tensione

per conformarvi a Cristo

attraverso una continua conversione.

Lo dite come un proclama:

Noi Frati siamo dei battezzati che

cercano di convertirsi nello spirito

di S. Francesco… vogliamo

amare il Signore… tendiamo a

conformarci al Signore.

Nel vivere insieme c’è

un momento che individuate

quale passaggio di conversione:

il Capitolo locale e la fedele osservanza

degli Statuti Generali:

nelle singole fraternità la conversione

consisterà nel trattare in

Capitolo locale quanto richiesto

dagli SS.GG.: con questo piccolo

strumento di vita, individuate

anche la correzione fraterna nella

quale vi vedete un po’ deboli:

quello che si nota nei rapporti fraterni

è che forse non mettiamo in

pratica la correzione fraterna come

espressione della carità, ed il

perdono fraterno: si auspica la

possibilità di concedere il perdono

e di accogliere il perdono.

2 VITA FRATERNA

La riflessione sulla vita

fraterna è quella che occupa

maggior spazio e ci offre una visione

concreta della realtà della

Provincia, dove luci ed ombre si

intrecciano in un vissuto operoso

e vivace in tensione verso nuovi

orizzonti che ormai sono alle

porte e che chiedono audacia e

speranza, virtù proprie degli uomini

di fede.

Vita fraterna in comunione:

La prima affermazione

che vorrei segnalare è questa: ho

visto diversi livelli di comunione

fraterna. Sembra un’affermazione

scontata ma non lo è perché

con queste parole dite che

non siete fraternità in fotocopia,

ma ciascuna si esprime a secondo

delle persone e dei carismi di

cui le persone sono portatrici ed

anche rispetto alle varie attività.

Poi esprimete il vostro vissuto

con molto realismo e concretezza

perché affermate che la vita

delle Fraternità è per lo più sobria

ma dignitosa, la comunione fra-

Il recente Capitolo generale ha dato mandato al Definitorio generale di

«approfondire il tema dell’identità francescana e della partecipazione alla

missione evangelizzatrice dei Frati sacerdoti e laici». Il Definitorio generale

con il volumetto “La nostra identità francescana” propone una riflessione

su chi siamo e chi siamo chiamati ad essere. In questo particolare momento

storico riflettere sulla nostra identità carismatica ci aiuterà a trasformare

la crisi in occasione per individuare l’essenziale che abbiamo promesso di

vivere e incarnarlo nella vita di ogni giorno. Con questo semplice sussidio il

Definitorio generale intende offrire a tutte le Province e le Entità dell’Ordine

uno strumento pratico per approfondire questo tema vitale. Nella prima

scheda si propone una traccia concreta di riflessione da usare nel processo

di preparazione del Capitolo provinciale e di costruzione del Progetto di vita

e missione della Provincia, oppure nella formazione permanente o anche

come traccia per le giornate di ritiro e gli esercizi spirituali. Con la seconda

scheda si propone una celebrazione coinvolgente e significativa della nostra

identità carismatica da usare nelle singole Fraternità o nelle assemblee della

Provincia o Entità.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 13


terna è sostanzialmente buona.

Un giudizio sereno che vi spinge

a dire: io credo di poter giudicare

evidente l’impegno di tutti per

costruire una vita fraterna degna

di questo nome, oppure: Tutti si

sono impegnati nella costruzione

di un buon clima fraterno e nella

fedeltà al PVF, nell’educazione

dei ragazzi che ci sono stati affidati,

nell’opera generosa della

pastorale a noi richiesta. Una

vita fraterna, insomma, che offre

le sue consolazioni: La nostra vita

semplice e impegnata ci offre

molte soddisfazioni all’interno

del contesto in cui viviamo, dobbiamo

ringraziare il Signore per

tutto quello che ogni giorno ci offre

e che trova l’apprezzamento

del popolo di Dio: La gente ci apprezza

perché vede che ci vogliamo

bene, ci aiutiamo a vicenda,

ci interscambiamo negli impegni

e quello che si fa lo facciamo insieme.

Una vita bella della quale

si vorrebbe far partecipe anche

il Ministro: Sarebbe bello che

il Provinciale venisse qualche

giorno a condividere la vita con

noi…

Strumenti per costruire

la Fraternità

Per costruire fraternità

luminose secondo il nostro carisma

avete individuato alcuni

strumenti. Tra questi segnalate il

tempo di fraternità: È stata confermata

la prassi lodevole di dedicare

il lunedì alla fraternità.

Un secondo strumento è

stato il Capitolo locale celebrato

con costante fedeltà: Ho trovato

Fraternità serene, concordi pur

nella diversità dei caratteri, che

si ritrovano regolarmente per la

preghiera comune negli orari stabiliti,

fedeli alla celebrazione del

Capitolo locale, vissuto anche

quale luogo di conversione: nelle

singole fraternità la conversione

consisterà nel trattare in Capitolo

locale quanto richiesto dagli

SS.GG.

Un notevole balzo in

avanti nella costruzione delle

Fraternità è stato il PVF, il quale

ha permesso ai frati di parlarsi dei

problemi concreti a livello personale

e comunitario, di conoscersi

meglio, di superare alcuni pregiudizi,

infine una migliore vita

di preghiera comunitaria e collaborazione

a livello pastorale.

Fraternità impegnate

che si guardano con sincerità e

non nascondono le proprie zone

d’ombra: La comunione di vita

in fraternità è certamente il punto

nel quale, ancora una volta, ci

troviamo più carenti: un po’ per

l’età… molto per mancanza di

impegno. Abbiamo preparato il

PVF, ma, nonostante il nostro impegno,

fino ad ora non lo abbiamo

rispettato molto, soprattutto

per quanto interessa i vari incontri

di Fo.Pe.

La Formazione Permanente

è un altro strumento col

quale costruite la Fraternità, e

lo segnalate con verità e umiltà.

Di essa dichiarate la vostra partecipazione:

Abbiamo diligentemente

frequentato gli incontri

provinciali di Fo.Pe sia per età e

sia nei ‘tre giorni’, e riconoscete

positivi gli incontri di zona (sul

mondo della comunicazione): ci

hanno fatto intravedere le grandi

possibilità che questi mezzi potrebbero

offrire all’evangelizzazione,

specialmente dei giovani;

esperienze che vi fanno gustare

la verità del salmo 133,1: “Ecco,

com’è bello e com’è dolce che i

fratelli vivano insieme!”. Infatti

il Ministro afferma che da due

anni nel corso della formazione

permanente, l’interesse e la gioia

di stare insieme, si percepisce.

Poi guardate in avanti, al

prossimo triennio (2009-2013) e

progettate di sviluppare e consolidare

alcune Priorità indicate nel

2006 come l’Animazione vocazionale

e la Pastorale Giovanile,

la ricerca di nuove vie di missione

inter gentes… La qualità della

vita dei Frati e nelle Fraternità

mettendoci in atteggiamento di

formazione permanente.

Questo è il volto che

emerge dalla vostra narrazione,

il volto della vostra Provincia e

sulla quale avete un progetto/un

sogno grande quando dite: Una

Provincia è una rete di Fraternità.

I nostri sforzi per creare un clima

di fede e di preghiera possono fare

di questa nostre fraternità autentiche

scuole di comunione.

Perché ogni Fraternità

diventi scuola di comunione, vi

mettete in ricerca per una più evidente

armonia tra i diversi momenti

della vita fraterna: Si accusa

la fatica di essere una Fraternità

di soli tre frati. La Fraternità

è ancora alla ricerca di poter meglio

armonizzare la dimensione

contemplativa con il lavoro domestico

e le attività rivolte verso

l’esterno, vi impegnate per arrivare

ad una vita fraterna che sia

un godimento: Ci siamo sforzati

tutti insieme per godere una realtà

di vita fraterna che si potesse

dire tale, per chiarire subito eventuali

conflitti: Serenità e dialogo

caratterizzano le nostre relazioni

fraterne ma non sono agamiche

(o agapiche): i rari casi di conflitto

vengono rapidamente chiariti,

per superare i nostri limiti:

Nello sforzo e nell’impegno di

ciascuno di noi nel cercare di vivere

sempre una migliore vita di

fraternità, è evidente l’impegno

di superare i propri limiti e an-

14 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


dare generosamente incontro al

fratello… Spesso l’aspetto che

è stato in parte trascurato è risultato

essere quello delle preghiera

comunitaria anche se con la buona

volontà di tutti si è raggiunto

un discreto equilibrio.

In una parola sentite il

bisogno di imparare a stare insieme.

Questo raccontarsi è importante,

ma il nostro stare insieme

in questi giorni è stato poco proficuo

e la via per crescere nello

stare insieme da fratelli la individuate

nel dialogo: la nostra vita

fraterna necessita di un maggior

dialogo e di incontri che rivelano

la vita e le esigenze del fratello.

Di fronte ad una simile

descrizione tratta peraltro dalle

vostre narrazioni verrebbe da

esclamare: O beata visione di pace!

Sì non temo di cantare questo

cantico perché è doveroso lodare

il Signore per le cose belle e grandi

che opera in noi e con noi. È nel

nostro DNA esplodere nel canto:

Laudato sii, o mi Signore!

Un canto che permane,

nonostante le grandi sofferenze

di Francesco sia per la sua salute

fisica, sia per i dolori della Passione

impressi nel suo corpo e

forse, più ancora per le vicende

dei suoi frati. Ma queste esperienze

non spengono la gioia e la

speranza perché Francesco le assume

e le offre al Padre delle misericordie.

E allora: qual è la vostra

passione, la vostra sofferenza

Sono i vostri limiti che conoscete,

denunciate, assumete nella

decisa volontà di volerli superare

al di là delle diverse e possibili

resistenze.

Partiamo dallo scoramento

in ragione della salute: per

il calo generale della fede si è assottigliato

(meno presenze e pochissima

gioventù) il servizio liturgico…

e anche un tantino scalcinati

per età e salute ed ancora

più sentito quello che viene dal

Il XIV Corso di formazione per gli Assistenti OFS-GiFra-Araldini d’Italia si

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Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 15


trasferimento (o chiusure): Col

passar del tempo ci ha condizionato

senz’altro il senso di precarietà

e il saperci in trasloco… e il

clima della nostra fraternità è rimasto

certamente appesantito da

quell’evento reale e incombente…

ci ha fatto soffrire la notizia

della chiusura del nostro convento…

con la tentazione dello scoraggiamento.

Una simile situazione

può indurre alla rassegnazione.

Ed ecco la parola incoraggiante

e luminosa del Ministro: Il momento

storico… rende reale il

rischio di lasciarci imprigionare

dallo scoramento, dalla sfiducia,

dalla delusione… ma così

facendo non si accorgono questi

frati che il viandante, il Risorto,

potrebbe passare oltre e non fermarsi

per “istruirli”, per “spezzare

il pane” con loro. Su un terreno

simile non può attecchire la

“speranza”. C’è troppa rassegnazione,

abbiamo perso la capacità

di sognare, non siamo capaci

di coniugare utopia e realismo,

sogni e tradizione storica… siamo

diventati amorfi spettatori di

ciò che ci accade intorno. E per

scuotere gli animi rassegnati, ecco

la parola forte: la fraternità è

già morta dove ci sono dei rassegnati.

Infatti un uomo di fede non

è mai un rassegnato!

Un altro limite che denunciate

è l’individualismo: Permane

ancora qualche forma di individualismo

che frena un poco

il cammino della fraternità, ciò si

è espresso soprattutto in una certa

fatica agli appuntamenti del

PVF, e nel prendere impegni senza

tener conto del progetto stesso

e, rispetto alla vita spirituale

comunitaria, riconoscete che è

un po’ scarsa e inadeguata… si

tende all’individualismo… Ad

esso spesso si unisce l’incomunicabilità

ed il personalismo: altre

fraternità, fanno fatica ad individuare

un proprio equilibrio,

per le caratteristiche personali e

le situazioni esistenziali; in qualcuna,

andando oltre l’apparenza,

l’incomunicabilità ed il personalismo

esasperato (individualismo)

minano alle fondamenta la

stessa fraternità…

C’è poi la critica o la polemica

distruttiva che spegne la

speranza. Limiti e difetti messi a

nudo per invitarci reciprocamente

a riscoprire l’appartenenza alla

Fraternità provinciale dei Frati

Minori dell’Emilia Romagna,

per uscire dalle appartenenze. Da

qui nasce la raccomandazione di

sforzarsi maggiormente a dialogare,

senza mai stancarsi, per favorire

la condivisione e per mettere

a servizio di tutti i carismi di

ciascuno ed a pensare alla cura

delle relazioni… perché i frati

siano in grado di esprimere i loro

sentimenti e non abbiano paura

di parlare.

Da questa visione di luci

ed ombre sono emersi sogni e

incoerenze e con molta umiltà vi

dite: L’autoconsapevolezza della

qualità della vita fraterna non

corrisponde sempre con le realtà

delle fraternità locali. E dando

uno sguardo retrospettivo e ciò

che vi siete proposti di vivere e

fare mossi dall’entusiasmo di un

Capitolo Provinciale, vi ridimensionate

per camminare un po’

di più con i piedi per terra e dite:

Scorrendo le Proposizioni del

Capitolo provinciale 2006… serve

a farci comprendere che i buoni

propositi oltrepassano le effettive

capacità di realizzazione sia

da parte del Governo sia da parte

di ciascuna Fraternità che da ciascun

Frate. Dite questo non per

mortificare entusiasmo e vitalità

futura ma per progettare con gli

occhi sulla realtà presente affinché

davvero il progetto favorisca

il crescere nella qualità della vita

fraterna e provinciale.

Avete narrato tanto della

Vita Fraterna e ciò significa che

vi sta veramente a cuore perché,

come avete detto, Ci siamo sforzati

tutti insieme per godere una

realtà di vita fraterna che si potesse

dire tale. Ma la vostra narrazione

si è ampliata ad altri ambiti

della vita. Tra questi c’è la povertà,

l’evangelizzazione ed i vari

ambiti delle attività.

Circa la vita povera avete

espresso una coscienza innamorata

ed illuminata, partendo

da un dato fondamentale: la rinuncia

radicale ad avanzare diritti

perché vivere sine proprio significa

rinunciare ad accaparrare

diritti sulle persone e sugli uffici

che ci vengono affidati e riconoscere

che la logica della povertà

comporta l’esigenza profetica di

condividere in qualche forma la

vita dei poveri a partire dal guadagnarsi

il pane accogliendo la

grazia del lavoro: Un aspetto essenziale

della nostra povertà sarà

quello di lavorare di onesto lavoro

per non perdere lo “spirito di

orazione e devozione” per sostenerci

e per restituire al Padre tutti

i doni che ci ha elargito.

Molto bello ed impegnativo

il dirvi che la povertà rende

fratelli come il profitto rende

egoisti, una unisce l’altro divide,

perché porta l’attenzione sulla

vita fraterna la quale si sviluppa

nelle relazioni interpersonali che

vedete quale ricchezza superiore

ai beni materiali. Infatti sottolineate

il fatto che si sta sviluppando

sempre più il concetto di

16 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


“beni relazionali” che non sono

materiali, ma morali e sociali,

volti a elevare la qualità della vita

e attuare la giustizia distributiva,

superando la convenienza

puramente individualista. E voi

narrate di aver superato la dinamica

individualista dell’economia

quando dite che l’acquisto…

è stato interamente pagato

dall’Opera Pia il Pane di S. Antonio…

Le attività della nostra

Provincia che hanno collaborato

al costo dell’intervento sono un

esempio di fattiva solidarietà e di

generosa condivisione… Lo Studentato

ha versato regolarmente

i contributi all’Economato provinciale.

Tuttavia non negate che

la povertà è un bene assente e che

lo stile della nostra vita non è povero,

nel senso che vedete ancora

la distanza dall’ideale di Francesco

e volete preparare il terreno

per uno stile più condiviso nella

gestione dei beni anche tra i frati.

Circa l’Evangelizzazione,

ambito che vi ha notevolmente

impegnato in questi ultimi anni,

riconoscete che è una dimensione

specifica del nostro carisma

e dite: Corriamo il rischio di

dimenticare che la dimensione

evangelizzatrice fa parte del nostro

carisma e che tutta la nostra

vita, sia personale che fraterna,

deve essere evangelizzatrice, una

evangelizzazione che si esprime

in uno stile propriamente francescano:

Riteniamo di primaria

importanza ricuperare lo stile di

annuncio francescano caratterizzato

fondamentalmente da una

vita semplice e da uno ‘stile itinerante’

nell’affrontare la vita di

tutti i giorni conformandola al

paradosso del Vangelo. Questo

stile unisce annuncio e testimonianza:

noi siamo chiamati a vivere

il vangelo come Fraternità,

ma anche ad annunciare il vangelo

secondo la grazia della vita

fraterna. Il nuovo \ è di rendere

testimonianza, come fratelli, per

far conoscere il bene, ogni bene,

il sommo bene, il Signore Dio vivo

e vero. Inoltre la passione per

l’uomo vi porta ad essere attenti

al presente per evitare il rischio

forte di essere più cultori del passato

che non efficaci operatori

culturali capaci di essere dei lettori

attenti della realtà e fautori

autentici di cultura. Molto positivi

a questo proposito sono stati

gli incontri di zona (sul mondo

della comunicazione): ci hanno

Nei giorni 5 e 6 maggio 2012, presso il convento dell’Osservanza di Bologna,

si è celebrata la trentunesima edizione delle “Giornate dell’Osservanza” dal

tema: “Il Concilio fonte per la nuova evangelizzazione”. Un avvenimento di

grazia per l’Osservanza per la fedeltà nella continuità di questi appuntamenti

significativi per la città di Bologna e per la notorietà che hanno acquistato

in campo nazionale. I più noti studiosi dei nostri temi si sono susseguiti, con

interesse e passione, onarando la pubblicazione degli Atti, a partire dla Card.

G. Ravasi, da Mons. R. Fisichella, dell’On. L. Violante e dall’On. B. Tabacci,

per proseguire con il rettore dell’Università di Bologna, prof. Ivano Dionigi, i

professori Franco Cardini, Emilio Pasquini eMauro Pesce. La pubblicazione

degli Atti della XXXI edizione delle Giornate è patrocinata, come da tradizione,

dalla Fondazione del Monte.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 17


fatto intravedere le grandi possibilità

che questi mezzi potrebbero

offrire all’evangelizzazione, specialmente

dei giovani.

3 ATTIVITÀ

Per quanto riguarda le attività

avete riflettuto molto mossi

da una sincera volontà di discernere

con spirito di libertà ed aperti

al futuro: Tutte le nostre attività

hanno bisogno di essere ripensate

con libertà e rispetto: non possono

comunque togliere alla Fraternità

provinciale la libertà di costruire

nel presente il proprio futuro. Siete

coscienti che questo cammino

porterà a chiusure o passare ai laici

alcune Opere e forse crearne di

nuove, oltre al discorso della sostenibilità

delle stesse: è tempo

di liberarsi da certe attività, di lasciarle

ai laici, privilegiandone altre

o crearne di nuove in modo che

la fraternità provinciale le possa

sostenere. Lo stesso Ministro a riflettere

sulla sostenibilità: Il Ministro

sostiene che, di fatto, non ce la

facciamo a portare avanti tutte le

attività, non possiamo vivere per

i luoghi, perché prima di tutto siamo

religiosi.

Dunque vedete necessario

prendere in considerazione il

ridimensionamento delle Opere:

Le nostre opere sono sane e, ritengo

anche efficaci, ciò non toglie

che si renda necessario per esse

una riorganizzazione e, forse, anche

la necessità di cederle: il numero

di esse è davvero grande e

l’impegno nel seguirle è notevolissimo,

e date anche una indicazione

possibile, come quella di

pensare di smettere quelle attività

che non hanno impegnato direttamente

un frate.

Ma in questa ricerca vi

sta a cuore principalmente il volto

evangelico dell’Opera: Le case di

riposo, per esempio, sono nate per

dare un aiuto alle famiglie che non

si possono permettere di pagare

rette più esose, si creano inoltre

posti di lavoro. Certamente si può

riflettere sulle attività complessivamente

se alcune sono da abbandonare

o come si possono finalizzare

più direttamente al Vangelo,

ed arrivare a decisioni secondo il

realismo della fede e le esigenze

della vocazione francescana:

Chiedo a questa Assemblea di riflettere

e scegliere con molto realismo,

il realismo della fede. Quel

realismo che ci permette di essere

tanto liberi da giungere a creare

nuove attività apostoliche e

missionarie che rispondano meglio

alle esigenze della nostra vocazione

di Frati minori. Una parola

precisa circa il discernimento,

viene detta anche a proposito

dell’Antoniano: si tratta di capire

quali e quante attività può l’Antoniano

portare avanti… bisogna

prendere in considerazione anche

la chiusura di altre attività.

Un’altra attività che mi

pare molto significativa, ben gestita

e curata è lo Studentato ‘Duns

Scoto’, residenza per giovani studenti

universitari. Attraverso lo

Studentato universitario “Duns

Scoto” si vogliono raggiungere

le finalità proprie dell’Ente promuovendo

la formazione umana,

culturale e spirituale di ogni

studente. Esso fa parte della rete

dei Collegi Universitari Cattolici

(in Italia 483!). Per garantire

il perseguimento delle finalità, è

molto oculata anche la scelta degli

studenti. Infatti dite che sono

stati scelti coloro che sono motivati

circa la scelta universitaria,

hanno un buon rendimento scolastico

precedente, dimostrano una

buona disposizione alla vita di relazione

e sono aperti al confronto

e al dialogo sulla proposta di fede

cristiana.

In questa ricerca è bello

rilevare quanto il Vangelo e la vocazione

di Frati Minori siano basi

fondanti e guide alla soluzione

del ridimensionamento che, comunque

vedete necessario. Non

siete costretti tanto dagli eventi

(pochi frati, insostenibilità economica,

ecc.), ci sono anche questi,

ma soprattutto la voglia di essere

segno eloquente di una vocazione

evangelica vissuta anche nella

determinazione e nello stile delle

opere.

Mi pare molto positivo

anche rilevare lo spirito di condivisione

che le Opere hanno fatto

crescere tra di voi: Le Case di riposo

sono state chiamate a fornire

un aiuto economico importante ad

altre attività della Provincia, una

scelta che trova riscontro anche a

livello di Ordine, perché nell’Ordine

ci sono attività che servono

ad alimentare l’economia delle

Provincie. Dobbiamo essere coscienti

della funzione economica

di queste attività.

Altra nota positiva, e mi

pare che esprima la genuina sensibilità

del Frate Minore, è l’attenzione

ai poveri: Il Poliambulatorio

S. Antonio eroga prestazioni

sanitarie gratuitamente a persone

in difficoltà (che purtroppo sono

sempre più numerose). Gli obiettivi

per il futuro devono essere realizzati

considerando l’individuo

come centro della nostra attività

umanizzando l’assistenza e ponendoci

al servizio delle persone

in difficoltà.

Chiarite inoltre che

l’Opera Padre Marella non fa parte

ufficialmente delle attività della

Provincia.

18 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


4 INTERPROVINCIALITÀ

Un’ultima parola la colgo

dai vostri documenti a proposito

dell’interprovincialità. Al di

di una critica sull’operato del Governo,

peraltro abbastanza diffusa

anche in altre Province, e che si

esprime con queste parole: Il programma

è sempre stato dettato e

deciso dal Governo della provincia.

I Capitoli provinciali non sono

stati coinvolti in questo processo,

guardate all’interprovincialità

come un fatto ormai connaturale:

L’interprovincialità assunta ormai

come categoria connaturale, non

solo per la sopravvivenza, ma come

condizione di vita migliore, più

dignitosa, dove tutto è orientato ad

una qualità migliore della vita: si

ritiene che la qualità della vita sia

il criterio discriminante per giudicare

il cammino di interprovincialità.

Già P. Fiorenzo vi diceva

che anche rispetto agli impegni,

l’interprovincialità vorrebbe garantire

un futuro visibile: Davanti

a tante presenze e impegni vissuti

da ogni frate con dedizione e generosità,

occorre interrogarsi sulle

priorità da qualificare per garantire

un futuro visibile, innovativo e

fecondo.

Un cammino da percorrere

con fiducia nel Signore. E qui

mi unisco al Ministro fr. Bruno per

ripetere a tutti, quanto diceva al n.

38 della sua Relazione al Capitolo

del 2009: Desidero spronarvi a

guardare al futuro con fiducia consci

che non siamo noi i protagonisti

unici o principali, sebbene il

Signore ci chiami a seguirlo dove

Egli vorrà e ad essere operai della

prima ora nella Sua vigna…

CONCLUSIONE

Come avete potuto notare,

mi sono riferito semplicemente

È stato pubblicato

l’Annuario

2012-2013

dello Studio

Teologico

S. Antonio

affiliato alla

FTER.

a quanto voi vi siete detti in questi

ultimi sei anni ed attraverso quello

che voi vi siete detti, ho cercato

di conoscervi. Ho percorso con voi

un cammino di sei anni ed ho detto

ad alta voce quello che voi già

conoscete. Richiamarlo alla memoria

non è inutile, anzi è necessario

per costruire e progettare su

una realtà che esiste con le sue luci

e le sue ombre e per la quale vi

siete impegnati con passione per

testimoniare il vostro essere Frati

Minori qui in questa terra, così da

muovere la vostra gente ad una fede

sempre più coerente e gioiosa,

proprio perché attratti dalla vostra

fedeltà alla forma di vita evangelica.

Nel mio discorrere ho rilevato

i molteplici aspetti positivi

che fanno ben sperare e che confluiranno

come un dono della Spirito

e della Fraternità, nell’Entità nuova

che sta per nascere. Un aspetto

del volto della nuova Entità sarà

dato dalle vostre peculiarità, e saranno

una ricchezza per tutti, come

lo sono state per me man mano che

ne venivo a conoscenza.

Sono certo che ciò che ho

letto nei vostri Documenti, lo troverò

nel vostro vissuto e lo vedrò e

toccherò con mano, esultando con

voi per l’autenticità del vostro essere

Frati Minori. Troverò anche

le ombre inevitabili dentro un comune

cammino della vita, ma sono

certo che anche queste ombre,

come in una statua illuminata da

un solo fascio di luce, fanno balzare

più corposa l’opera d’arte. E

noi, non siamo forse, per la nostra

Professione Religiosa, pietre vive

scolpite dallo Spirito con la croce e

il martirio per la città dei santi

Pertanto, fratelli, coraggio,

abbiamo un futuro da costruire,

ma quando le basi sono solide

come le vostre, non possono che

far ben sperare. Grazie.

Fr. Tarcisio Colombotti,

Vis. Gen.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 19


APPENDICE

INSTRUMENTUM

LABORIS

Premessa

L’Instrumentum laboris ha

affidato al Capitolo contenuti ricchissimi

(vedi le molteplici voci del

mondo alle quali avete posto la vostra

attenzione!) e proposto un metodo

che introducesse i frati al dialogo.

Le sei sfide hanno individuato

proposte interessanti ed innovative

che, approfondite e discusse in sede

capitolare sono approdate al Documento

finale. Lo rileggo e ripropongo

in una sintesi.

Il testo

Nell’Introduzione, presentando

il tema del carisma, individuate

un pericolo e cioè che si adatta

il carisma a noi stessi. Per evitare

questo rischio fate subito riferimento

all’esperienza di san Francesco

e concludete che “Si può affermare

che il carisma francescano si manifesta

soprattutto mediante l’evangelizzazione”.

E subito proponete

le due modalità di evangelizzare:

la vita e la testimonianza della parola.

Così vi siete orientati al Capitolo

2006 guidati dalla domanda:

“Signore, cosa vuoi che io faccia”

Lo stesso Capitolo lo avete celebrato

quale momento dello Spirito

per “ascoltare la risposta di Gesù,

disposti a cambiare vita, vivendo

l’esperienza del Poverello, ma anche

tenendo presenti le necessità del

nostro tempo” del quale, con discernimento

attento e illuminato avete

individuato le sei sfide che lo stesso

Instrumentum offriva alle riflessioni

capitolari.

I LA SFIDA DELL’IN-

SICUREZZA: “essa ci stimola

a rivedere il nostro stile di vita per

renderlo sempre più conforme alle

esigenze della nostra vocazione e

della nostra missione”. È bello cogliere

questa volontà di conformarsi

a quanto promesso davanti alla

Chiesa e al mondo e poi trovare domande

così appassionate come: “I

tuoi fratelli sono la ricchezza che ti

permette di ‘prendere il largo’ certo

del loro affetto e della loro stima”

In un cammino che a breve condurrà

ad una nuova Provincia, cogliere

questa coscienza fraterna dice che

i frati bolognesi hanno superato il

provincialismo e si sentono Ordine,

presupposto necessario in vista della

nuova Entità. La sofferenza verso

qualcosa che finisce e che è ben più

di una struttura, è confortata dalla

certezza di avere, comunque fratelli

che mi amano e mi stimano. Lo avete

scritto, ma so che il convertirsi a

questa certezza esige un cammino,

ma per una fedeltà ancora più grande.

II LA SFIDA DEL LA-

TO OSCURO E DEI DIALO-

GHI ‘IMPOSSIBILI’. La fedeltà

alla propria vocazione vi riporta

direttamente al ‘modello unico’ del

frate minore: san Francesco. E dite:

“Francesco parla anche con chi

sembra impossibile; parla con il lato

oscuro dell’uomo, la paura. Alla

luce di Cristo le situazioni disperate

del nostro mondo che non sembrano

raggiungere una via d’uscita, possono

ritrovare un orizzonte di speranza.

Noi frati per primi siamo inviati

a tenere accesa questa speranza; non

ripiegati sulla difesa dell’esistente

ma lasciandoci condurre dalla presenza

di Dio laddove maggiormente

urge la nostra testimonianza”. Poi,

riguardo alla vita fraterna vi interrogate:

“Come la vita fraterna può essere

alternativa al clima sociale di

continua diffidenza reciproca, di

chiusura nel privato… ecc Quali

spazi di accoglienza” E coscienti

che il complesso mondo culturale di

oggi vi può essere di aiuto, lo interpellate

perché incrementi la vostra

capacità di ascolto e di dialogo.

III LA SFIDA DELLA

COMPLESSITÀ. A commento

della predica di Francesco agli uccelli,

presso Bevagna, scrivete: “Nel

mondo contemporaneo subiamo

un eccesso di informazioni e troppi

richiami… Francesco fu capace

di lasciarsi arricchire da tante voci

senza perdere l’unica importante.”

Mettendovi in ascolto delle voci

attorno a voi concludete dicendo:

“L’informazione globale ci illude

di conoscere tutto, ma non ci concede

la speranza di poter cambiare

qualcosa”. Il superamento di questa

delusa constatazione, la trovate

nella Parola che dice: “Non conformatevi

alla mentalità di questo secolo,

ma trasformatevi rinnovando la

vostra mente, per poter discernere

la volontà di Dio, ciò che è buono,

a lui gradito e perfetto”. E vi interrogate

poi sulla vostra disponibilità

ad ascoltare i fratelli che, in alcuni

ambiti sono più preparati. Per questo

vi chiedete: “Ci lasciamo aiutare

sufficientemente dai laici e anche

dai non credenti a comprendere profondamente

i meccanismi dei massmedia,

dell’economia e del mondo

per orientare tutto al Regno di Dio”

Il Definitorio Generale si mette

in questa linea nella Lettera per S.

Francesco 2012.

IV LA SFIDA DELLA

SEPARAZIONE. Dalla Notte

Santa di Greccio cogliete il miracolo

della vera comunione o condivisione.

Ma guardandovi attorno vedete

che “sempre più spesso persone che

hanno coltivato la fede… cercano

un’altra comunità di appartenenza

che accompagni l’avventura del

20 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


credere, la loro fatica”. Sollecitati

da questa situazione vorreste testimoniare

la veridicità della vostra comunione

con gli uomini, allargando

la vostra tenda, per usare un’espressione

di Erri De Luca. La Chiesa vi

propone questo annuncio: “Raggiunti

dall’amore di Dio ‘mentre noi

eravamo ancora peccatori’ (Rm 5,8)

siamo condotti ad aprirci alla solidarietà

con tutti gli uomini, al desiderio

di condividere con loro l’amore

misericordioso di Gesù che ci fa vivere”.

Il Capitolo del 2003 sognava

“una fraternità o una équipe dedita

alla predicazione itinerante per incontrare

chi vive ai margini della

comunità civile ed ecclesiale”, persone

che spesso non hanno voce! La

vostra riflessione in Fraternità vi ha

fatto comprendere che il vero silenzio

è vedere l’altro come un dono,

chiunque sia, e vi siete chiesti: “Come

faccio per ‘vedere l’altro come

un dono’, chiunque sia” E ancora

vi siete chiesto “cosa mettere in atto

per esprimere un’autentica collaborazione

nella comunione”. Quanta

passione per l’uomo da raggiungere

e riconciliare, in queste sollecitazione

dell’Instrumentum laboris!

V LA SFIDA DELLO

SFRUTTAMENTO DEL CRE-

ATO. Introducete la riflessione sulla

salvaguardia del creato constatando

che “Francesco ricevette molte

consolazioni dalle creature di Dio”;

“che egli compose le Laudi del Signore

per le sue creature, allo scopo

di incitare il cuore degli ascoltatori

alla lode di Dio”. Ma da uno sguardo

sul mondo attuale cogliete un fatto

sconcertante e cioè che “la nostra civiltà

industriale è in un vicolo cieco

per il sempre più pronunciato sfruttamento

delle risorse naturali con la

sola regola del profitto”. Nel Capitolo

del 2003 avete scritto “Ogni frate

faccia propri i problemi che più agitano

la società d’oggi, adoperandosi

per la difesa della vita, la giustizia, la

pace, la salvaguardia del creato, impegnandosi

perché la propria Fraternità

diventi sempre più eco-sostenibile”.

E per cambiare vita vi siete posti

interrogativi che vanno alla radice

stessa del problema, evidenziando

un vivo desiderio di essere frati tanto

innamorati e rispettosi della natura

quanto lo fu san Francesco.

VI LA SFIDA DEL-

L’AMBIGUITÀ DEL DESIDE-

RIO. Nell’icona di Francesco cogliete

quanto segue e dite: “Francesco

può essere definito ‘uomo del

desiderio’… Toccato dalla grazia,

comprese che soltanto seguendo

Cristo, il Signore, avrebbe potuto

realizzare il suo profondo desiderio

di felicità e di gloria.” Fissando lo

sguardo sull’uomo del nostro tempo,

poi, denunciate un rischio: quello

di cadere nell’illusione di poter

realizzare facilmente ogni nostro

bisogno e desiderio”. E mettete in

guardia dal rischio dell’immaturità

che ne deriva e nella quale si ritrovano

soprattutto i giovani: “nei giovani

(anche nei più fedeli) conduce spesso

(l’immaturità) ad una impossibilità

di dedicarsi ‘per sempre’ ad una

sola via”.

Concentrando l’ascolto/

ricerca sulla vocazione, rileggete

il documento dell’Ordine sugli

ORIENTAMENTI PER LA CU-

RA PASTORALE DELLE VO-

CAZIONI (CPV) dove si legge:

“Ogni vocazione nasce dall’aver

sperimentato l’amore gratuito del

Signore… Da questa esperienza di

gratuità scaturisce non il desiderio

di condividere ciò che si è trovato

ma anche il desiderio di parlare con

passione del Signore”. E, continua il

Documento: “Solo chi vive (la vocazione)

‘con gioia e gratuità’ può

diventare per gli altri stimolo perché

anche loro possano incontrare Cristo

e seguirlo”.

Da questa consapevolezza

vi ponete una serie di interrogativi

sui quali il Capitolo ricercherà risposte

adeguate alla sfida dell’ambiguità

del desiderio.

LA CONCLUSIONE

Il Documento è consegnato

al Capitolo con una sottolineatura

finale colta in san Francesco: la

gioia. “L’uomo moderno cerca ansiosamente

la gioia, ma non riesce

a trovarla; non è forse perché percorre

strade che non portano ad essa”

E concludete: “Tutto questo

non è forse un invito a considerare

l’importanza che la gioia deve avere

nella nostra evangelizzazione”

Avendo accolto l’augurio del beato

Giovanni Paolo II riportato come

ultima parola dell’Instrumentum,

diventa quasi un impegno che tutti

affascina e che guiderà poi il Capitolo

del 2006: “L’impegno di essere

sempre nel mondo di oggi, autentici

testimoni della speranza che non

delude”.

INTERMEZZO

Gli Acta Provinciae non

riportano sintesi delle ricerche nei

Gruppi di studio, ma solo proposte

di correzione delle Proposizioni

enunciate in assemblea, per cui non

ho potuto conoscere l’iter delle riflessioni

che, dall’Instrumentum è

approdato alla formulazione delle

Proposizioni. È un tratto del cammino

di ricerca che non è passato agli

Atti per cui non posso dire nulla al

proposito. Prendo atto dell’insieme

del Documento Capitolare del

2006.

Comunque circa il lavoro

preparatorio del Capitolo 2006

si può solo dire che è stato non solo

intelligente e fruttuoso ma anche

immane.

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 21


Vita della Provincia

I

Definitorio

Osservanza (BO)

10 dicembre 2012

* Il Definitorio si dà appuntamento

all’Osservanza di

Bologna per la mattinata di lunedì

10 dicembre prima dell’Assemblea

dei Guardiani che avrà

inizio con il pranzo dello stesso

giorno.

* I lavori del Definitorio

iniziano alle ore 09.10 nella sala

del Centro Missionario. I Definitori

sono tutti presenti. Il Ministro

provinciale chiede l’approvazione

dei Verbali del Tempo

Forte tenutosi a Poggibonsi dal

12 al 16 novembre. Il Definitorio

approva all’unanimità.

* Il Ministro provinciale

relaziona brevemente sulla salute

dei Frati. In Infermeria la situazione

è stazionaria salvo Fr. Samuele

Stragliati che ha un notevole

declino nelle funzioni vitali.

Fr. Giuseppe Barigazzi è stato ricoverato

per alcuni giorni presso

l’Ospedale di Rimini per problemi

circolatori.

* Il Ministro provinciale

informa il Definitorio che il Collegio

dei Ministri si è svolto a Bologna

S. Antonio il 23 novembre

e in quell’occasione sono stati

benedetti i nuovi locali della Biblioteca

e Archivio provinciali.

* Il Ministro provinciale

chiede all’Economo provinciale

di relazionare sull’incontro degli

Economi provinciali del Nord

Italia tenutosi a Peschiera il 27

novembre. La Commissione degli

Economi provinciali sta lavorando

sul censimento degli immobili

e sull’individuazione di

un orientamento comune per la

gestione degli stessi.

* Il Ministro provinciale

chiede a Fr. Francesco Marchesi

e Fr. Marco Zanotti della Commissione

Instrumentum Laboris

di aggiornare il Definitorio circa

i lavori svolti nel pomeriggio

del 4 dicembre a Verona San Bernardino.

La commissione sta lavorando

sulla prima parte dell’IL

che riguarda il cammino verso la

nuova Provincia e contiene le decisioni

comuni per poter procedere

verso la nuova Entità.

* Il Ministro provinciale

informa il Definitorio che la Provincia

ha portato a conclusione le

riflessioni sul Moratorio e che a

fine dicembre il testo sarà inviato

in Curia generale, come richiesto.

Il lavoro è frutto della Formazione

Permanente del 2011.

* Il Ministro provinciale

presenta al Definitorio le bozze

degli Statuti di Cooperazione tra

le sei Province dal ’13 al ’16 e degli

Statuti Particolari della nuova

Provincia del Nord Italia affinchè

il Definitorio esprima un suo

parere. Il Definitorio approva gli

Statuti di Cooperazione e chiede

alcune delucidazioni riguardo

agli Statuti Particolari.

* Il Ministro provinciale

informa che Fr. Donato Sartini

è rientrato in Italia e concluderà

l’anno extra claustra con la fine

dell’anno solare.

* Il Ministro provinciale

chiede a Fr. Marco Zanotti di relazionare

su alcune questioni di

Legale Rappresentanza e di Economia:

la revisione della cessione

del Diritto di superficie al Comune

di Rimini, la bozza dell’affitto

del Convento di Cortemaggiore

al Comune e la recessione

del contratto di affitto con il Sig.

Vincenzo Nunzi.

* Il Ministro provinciale

riferisce al Definitorio l’incontro

con il Vescovo di Cesena, Mons.

Douglas Rigattieri, riguardo al

passaggio di consegne della Parrocchia

di Santa Maria delle Gra-

22 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


zie all’Osservanza. Domenica

23 dicembre il Vescovo celebrerà

l’Eucarestia per il saluto e ringranziamento

ai Frati e al Parroco

per il servizio svolto.

* Il Ministro provinciale

informa il Definitorio che Fr. Andrea

N. Grossi ha esaurito il compito

di individuare un testo biblico

per ogni giorno della Quaresima

in preparazione al Capitolo.

Il Ministro provinciale lo ringrazia.

* I lavori del Definitorio

terminano alle ore 12.40. Il Ministro

provinciale ringrazia ogni

membro del Definitorio per il lavoro

svolto, augura Buone Feste

e ricorda il prossimo appuntamento

presso il Convento di Carpi

l’8 gennaio 2013.

* Il Ministro provinciale,

insieme al Definitorio, ringrazia

la Fraternità dell’Osservanza per

la calorosa accoglienza e disponibilità

mostrata anche nell’organizzazione

dell’Assemblea dei

Guardiani.

Appuntamenti

di Formazione

Permante

“Tre Giorni” di

Milano

Marittima

4-9 febbraio 2013

Fede ed

Evangelizzazione

II

Indizione della

Visita Canonica

A tutti i Frati

della Provincia di

Cristo Re

Loro Sedi

Carissimi fratelli in Cristo

e san Francesco,

Il Signore vi dia pace.

Ho già avuto qualche occasione

di incontrare alcuni di

voi o in Definitorio o per feste

onomastiche a Bologna e da ultimo

l’incontro a Bologna del 12

dicembre dove, leggendo gli Atti

del Capitoli del 2006 e 2009, vi

ho comunicato come vi conosco.

Ora vengo a voi per incontrarvi

personalmente ed in

Fraternità così da entrare in una

conoscenza diretta del vostro essere

e del vostro operare, godere

con voi della grazia della vita

evangelica e della Fraternità, ringraziare

per i frutti della vostra

missione, attingere alle vostre

ricchezze spirituali ed apostoliche

e, se è il caso, aiutarvi a vivificare

la grazia delle origini e la

passione evangelizzatrice.

In questo pellegrinare

nelle vostre dimore avrò anche

un’attenzione alla progettualità

per il futuro che dovremo concretizzare

in Capitolo, un tempo

di vera grazia per discernere e decidere

come camminare nel prossimo

triennio. In questo siamo al

passo dell’Ordine che nel documento

“Ripartire dal Vangelo”,

linee guida di animazione per il

sessennio 2010-2015, per gli anni

2014-2015, orienta le Fraternità

provinciali e locali a riflettere

e decidere sul tema: RIFONDIA-

MO LE NOSTRE PRESENZE.

E spiega: “Rivedere e rinnovare

le nostre persone, Fraternità, attività

e strutture, e sviluppare la

collaborazione e il ridimensionamento.”

È un cammino da vivere

in spirito di discernimento e di

gioia, aperti alle novità sorprendenti

dello Spirito.

Nei Capitoli locali con

le Fraternità vorrei riflettere con

voi su questo ultimo capitolo del

documento perché davvero “È

giunto il momento di:

* ricominciare, di ripartire

dall’entusiasmo degli inizi,

dalla radice del nostro carisma

che è il Vangelo, dalla persona di

Gesù che un giorno ci ha chiamato

e sedotto.

* “rifondare” la nostra

umanità nei suoi aspetti più positivi

e nelle relazioni interpersonali;

“rifondare” la nostra fede

perché sia sempre più un incontro

personale con il Cristo e un’esperienza

dell’amore del Padre; “rifondare”

e rinnovare la nostra

professione di vita evangelica e

francescana.

* riqualificare le nostre

Fraternità, che hanno bisogno di

una cura particolare (cf. Spc 27)

e di «un accompagnamento e una

cura materna non solo nella formazione

iniziale, ma per tutta la

vita» (Spc 32).

* ridisegnare le nostre

attività e presenze, consapevoli

che la persona di ogni Frate Minore

viene prima di qualsiasi attività

e prima dei luoghi, e che si

deve sempre privilegiare l’essere

al fare, la vita all’attività.”

Prendendo visione del

vostro cammino di questi ultimi

anni mi sono reso conto che avete

già fatto molto in questa direzione

e sarà importante per me conoscere

le fatiche e le gioie del vo-

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 23


stro vissuto.

Nell’ascolto attento e

nella condivisione, vorrei realizzare

con voi un accompagnamento

e una cura materna, memore di

quanto ci consegna il Padre san

Francesco nella Regola bollata

cap. VI: “E ovunque sono e si

incontreranno i frati, si mostrino

familiari tra loro reciprocamente.

E ciascuno manifesti con fiducia

all’altro le sue necessità, poiché

se la madre nutre e ama il suo

figlio carnale, quanto più premurosamente

uno deve amare e nutrire

il suo fratello spirituale”

La Visita canonica è

un’occasione privilegiata per vivere

nella reciprocità la fiducia

nel fratello mandato dal Ministro

generale per “confortare, ammonire

e, se fosse necessario, umilmente

e caritatevolmente correggere

i frati”, e tutto questo, “con

tanta benignità e familiarità sicchè

ciascun frate possa parlare e

fare con il Visitatore come i padroni

con i loro servi” (cf. Statuti

per la Visita, art 3,1.2).

Pertanto con questa lettera

INDICO UFFICIALMENTE

LA VISITA CANONICA

secondo lo spirito delle

nostre leggi.

Allego alla presente l’Itinerario

della Visita programmata

con buona disponibilità di tempo

per ogni luogo, così da poter fare

una buona esperienza della vita

delle singole Fraternità. Invito

i Frati, nel limite del possibile,

ad essere presenti in tutti i giorni

della Visita così da garantire la

celebrazione delle varie attività

del tempo della Visita stessa.

Nell’Itinerario sono previste

anche la visita agli Ecc.mi

Vescovi, ai Monasteri delle Sorelle

Povere e, nelle Parrocchie,

l’incontro con il Consiglio Pastorale,

a giudizio del Parroco.

Per l’incontro con le realtà francescane

presenti sul territorio

lascio alla discrezione dei Frati

Guardiani.

Nella Visita sarò accompagnato

in qualità di Segretario,

da Fr. Francesco Metelli: a lui va

fin d’ora il mio più vivo ringraziamento.

Il tempo che ci separa

dell’inizio della Visita è segnato

fortemente dal Mistero dell’Incarnazione

tanto caro al Serafico

Padre. Auguro a tutti i Frati di viverlo

con la stessa intensità di fede

e di visione di san Francesco e

cioè “ricolmi di pietà, cosparsi di

lacrime, traboccanti di gioia” così

da predicare al popolo e parlare

della nascita del re povero… con

tenerezza d’amore” (LegM X,7

– FF 1186), tenerezza che, sono

certo, dal Mistero si dilaterà alle

relazioni fraterne.

L’Immacolata Vergine

Maria, Patrona e Regina dell’Ordine

ed il Padre san Francesco accompagnino

il nostro cammino

con la loro benedizione.

Fr. Tarcisio Colombotti

Visitatore Generale

Varese 13 dicembre 2012,

nella memoria di Santa Lucia

ITINERARIO DELLA

VISITA CANONICA 2013

* 14 - 17 gennaio Piacenza

(Santuario, Vescovo, OFS),

Fiorenzuola;

*18 - 22 gennaio Parma

(Parrocchia, OFS, Mensa P. Lino,

Vescovo);

* 23 - 25 gennaio Reggio

Emilia (Parrocchia, OFS, Vescovo);

* 26 - 31 gennaio Carpi

(Parrocchia, OFS, Vescovo, Clarisse),

Fanano (Clarisse);

* 14 - 16 febbraio Villa

Verucchio (OFS);

* 17 - 20 febbraio Rimini

Le Grazie (OFS, Vescovo,

Clarisse);

* 21 - 24 febbraio Milano

Marittima (Parrocchia, Vescovo);

* 25 - 27 febbraio San

Piero in Bagno (OFS, Vescovo);

* 28 febbraio - 3 marzo

Montepaolo (Fraternità di Accoglienza

Vocazionale, Santuario,

OFS Forlì, Vescovo, Clarisse);

* 4 - 7 marzo Osservanza

di Bologna (Centro Missionario,

Centro di AnimazioneVocazionale,

Clarisse Ferrara);

* 8 – 13 marzo S. Antonio

di Bologna (Curia, Parrocchia,

Infermeria, Studio Teologico,

OFS, Vescovo, Clarisse);

*14 - 16 marzo Visita alle

Attività commerciali e caritative

(Antoniano, Agenzia Viaggi

Frate Sole, Ambulatorio Analisi

S. Antonio, Opera Pia Pane di S.

Antonio, Studentato Duns Scoto,

Case di Riposo S. Francesco,

Ferroni e S. Leonardo).

Nota. Il Visitatore generale

concorderà direttamente

con gli interessati la data dell’incontro

con i Frati che lavorano

fuori Provincia.

24 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


SVOLGIMENTO

DELLA VISITA

* Accoglienza con una

breve liturgia introduttiva durante

la quale il frate Guardiano

presenta la Fraternità: persone e

attività.

* Ascolto personale dei

frati.

* In ora competente, riflessione

comunitaria sul documento

Ripartire dal Vangelo, pp.

33-39.

* Eucaristia della Fraternità

* La Visita si concluderà

con la celebrazione del Capitolo

locale.

* NB. – Si provveda a

fissare l’appuntamento con il

Vescovo diocesano (se possibile);

se è parrocchia e a discrezione

del Parroco, l’incontro con il

Consiglio Pastorale; tempo per la

visita fraterna al Monastero, se è

presente sul territorio.

* A discrezione del frate

Guardiano, l’incontro con le realtà

francescane: OFS, Istituti religiosi,

ecc.

Calendario del Definitorio

8 gennaio 2013, Carpi;

4 febbraio 2013, Milano Marittima;

5 marzo 2013, Bologna – Curia Provinciale;

9 aprile 2013, Reggio Emilia;

7 maggio 2013, Bologna – Curia Provinciale;

4 giugno 2013, Bologna – Curia Provinciale;

PREPARAZIONE

PER LA REVISIONE

* Registro dei Verbali

dei Capitoli Conventuali.

* Registro SS. Messe

(accettazione e celebrazione).

* Cronaca conventuale.

* Inventari beni della casa,

chiesa e altre opere.

* Vari registri di amministrazione.

* Per le case di Formazione:

registro dei verbali del Coetus

educatorum.

* Registro dei verbali

delle Visite Canoniche.

Nazzareno Fr. Burgazzi

Mauro Fr. Galesini

Berardo Fr. Rossi

Tommaso Fr. Toschi

Ivano Fr. Rossi

Onomastici

Gennaio

3 gennaio

15 gennaio

16 gennaio

28 gennaio

31 gennaio

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 25


Abbiamo vissuto

Novembre 2012

* Nel primo pomeriggio

di martedì 20 novembre il Ministro

provinciale presiede l’Eucarestia

alla Certosa in suffragio dei

Frati morti nell’anno.

* Mercoledì 21 il Ministro

provinciale incontra le Clarisse

del Monastero di Rimini per

uno scambio sul cammino della

Provincia verso l’unica Entità e il

ruolo delle Sorelle Povere di Santa

Chiara.

* Venerdì 23 il Collegio

dei Ministri si incontra a Bologna

S. Antonio per la consueta

riunione mensile; nell’occasione

il Ministro provinciale benedice

i nuovi locali della Biblioteca e

dell’Archivio provinciali.

* Domenica 25 il Ministro

provinciale presiede l’Eucarestia

a Stella Maris e benedice i

locali rinnovati dell’Oratorio e del

Convento.

l’Economo provinciale partecipa

alla Commissione degli Economi

provinciali del Nord Italia.

* Alle ore 16.00 di venerdì

30 il Ministro provinciale

incontra il Vescovo di Cesena,

Mons. Douglas Rigattieri.

Dicembre 2012

* Nel primo pomeriggio

di martedì 4 dicembre si riunisce

la Commssione dell’Instrumentum

Laboris a Verona San Bernardino.

Vi partecipano, fra gli altri,

Fr. Francesco Marchesi e Fr. Marco

Zanotti.

* Nella mattina

di domenica 9 il

Ministro provinciale

partecipa all’Eucarestia

nell’occasione

della Professione

temporanea di Sr. Silvia

Rafael della Trinità

del Monastero di

Carpi.

riggio dello stesso giorno inizia

l’Assemblea dei Guardiani che

si protrarrà per tutto il giorno seguente.

* Nella mattinata di mercolseì

12, nei locali dell’Antoniano,

si svolge l’Assemblea plenaria

dei Frati della Provincia incentrata

sul tema: “In cammino verso

la nuova Provincia del Nord Italia.

Partecipano oltre 55 Frati.

* Alle ore 17.00 di domenica

16 dicembre il Ministro provinciale

celebra l’Eucarestia in

Infermeria provinciale per le Festività

Natalizie.

* Alle ore 09.30 di martedì

27 il Ministro provinciale partecipa

al Capitolo locale a Montepaolo.

* Nella stessa mattinata

* Nella mattina

di lunedì 10 all’Osservanza

si riunisce il

Definitorio.

* Nel pome-

Sr. Silvia Rafael della Trinità del Monastero di Carpi

nel giorno della sua prima professione temporanea.

26 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


I Nostri Fratelli Defunti

RICORDANDO...

Fr. Severino Cataneo

Il 1° novembre, festa di

tutti i Santi, abbiamo ricordato il

primo anniversario della morte di

Padre Severino Cataneo.

Ricordare la sua figura

nel primo anniversario della sua

scomparsa, è per molti motivo di

rimpianto e di commozione. A

Cesena, e tra i suoi frati la sua vicenda

umana è sempre viva e attuale.

Con Fr. Severino è partita

da questa terra non solo una

persona cara e un vero francescano,

ma una forma di vita, uno stile

di annuncio della Parola, una

presenza autorevole di “francescanesimo

vivo”. C’era qualcosa

in lui che lo rendevano simpatico

ai piccoli, soprattutto a quelli che

avevano solo gli occhi per piangere

e non contavano per la società.

Con lui tutti si trovavano a loro

agio: quelli che avevano la sua

stessa età e quelli che erano più

anziani o meno anziani di lui.

La delicatezza dell’animo

di Fr. Severino è dipinta soprattutto

nel suo amore verso il

Presepio, che riempiva e rallegrava

la sua vita.

Come amico, l’ho avvicinato

nel suo laboratorio e gli ho

chiesto: “chi ti spinge a restare

ore e ore, di giorno e di notte in

questo laboratorio per costruire

presepi”. Si è confidato con me

dicendomi:

“Ogni anno cerco di adeguare

il presepio ai tempi che mutano

e alle esigenze della gente

per renderlo sempre più attraente

e farlo entrare nelle famiglie

e aiutarle a riflettere. In passato,

quando si aspettava il Natale, il

presepio si costruiva come si fa

con le favole quando in mano si ha

poco, ma nel cuore si hanno grandi

sogni: carta da pacchi, paglia,

colla, muschio che diventavano

montagne, deserti e tante pecore;

al centro la grotta col Bambino,

Maria e Giuseppe. Oggi, i bambini,

distratti, ci domandano di dare

un senso a tanto splendore. E’ mio

dovere farli riflettere per diventare

grandi !

Ecco perché amo passare

ore e ore, di giorno e di notte in

questo laboratorio. C’è chifafatica

a comprendermi, ma mi capirà

col tempo ... forse quando non ci

sarò più!”.

Chi entra nella chiesa

dell’Osservanza, con lo sguardo

si porta spontaneamente a lato

dell’altare, dove per anni ha spiccato

l’avviso: “Visitate il Presepio

di Padre Severino!”. Molti

accorrevano coi loro bambini, lo

visitavano e rimanevano pienamente

soddisfatti.

Ora, il presepio di Fr. Severino

si trova esposto nella Rocca

di Cesena ed è meta di molti

visitatori turisti: è un piccolo capolavoro

di ingegneria elettronica,

frutto di un lavoro minuzioso

e paziente.

A Cesena, soprattutto

nella parrocchia dell’Osservanza,

molte famiglie posseggono un

presepio costruito e regalato come

segno di amicizia da P. Severino,

che ora custodiscono come

una reliquia.

Fr. Severino era affabile

e paterno. Bastava sollevare quel

velo di riservatezza che contraddistingueva

la natura della sua

terra, per gustare la dolcezza della

sua amicizia. Amava ascoltare

tutti quelli che si rivolgevano a

lui per qualsiasi evenienza: dubbi

di fede, scelte di vita, momenti di

depressione; talvolta semplicemente

per scambiare una parola

utile a confortare un cuore bisognoso

di aprirsi. Egli non rifiutava

nessuno; per qualcuno fissava

il giorno e l’ora del colloquio.

È stato confessore di vescovi,

monsignori, parroci e di

tanti sacerdoti e religiosi che lo

stimavano e lo amavano: egli era

felice di ascoltarli e paziente e benigno

con tutti. Si può dire che si

immedesimava in ogni fratello fino

a renderlo centro di ogni sua

attenzione.

Chi ha goduto della ca-

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 27


ezza del suo sguardo e della sua

parola sono stati soprattutto gli

anziani e gli ammalati che furono

oggetto del suo apostolato in

parrocchia per 53 anni. Ha saputo

familiarizzare con loro fino ad

amarli come fratelli. Se avesse

potuto, egli si sarebbe caricato

volentieri delle loro infermità per

renderli sereni.

Si tenga presente che P.

Severino fu un religioso di preghiera

intensa: si alzava di solito

alle quattro del mattino, anche di

inverno, e scendeva in chiesa per

“fare compagnia a Gesù, presente

nel Tabernacolo”.

Più volte mi ha confidato:

“Le ore che passo in chiesa,

il mattino sono per me le ore più

preziose della giornata. Vorrei

che non finissero mai !”

Ricordo con commozione

gli ultimi mesi della sua vita,

quando - ormai debilitato fisicamente

- continuava a scendere

in chiesa, sempre puntuale per

ascoltare i suoi penitenti. Si notava

la fatica che faceva nel scendere

e salire le scale (erano 44 gradini

ogni volta!), ma in lui tutto

era sostenuto dalla fede che costituiva

il gioiello più prezioso della

sua vita. Possedeva una sensibilità

non comune che lo rendeva

sollecito e premuroso verso tutti.

L’hanno contraddistinto la delicatezza,

signorilità e semplicità

d’animo che hanno fatto di lui un

degno figlio di s. Francesco, ma

soprattutto un grande amico di

Gesù.

Durante gli ultimi giorni

di vita, ricoverato all’ ospedale,

ormai vicino a “sorella morte”,

l’ho avvicinato ed egli puntando

Questo numero del Notiziario

è stato chiuso in Segreteria provinciale il

16 dicembre 2012

il dito verso l’alto, sorridendo mi

disse: “Il mio Amico mi aspetta!”

Così è terminata la vicenda

umana di un vero frate, autentico

figlio di s. Francesco e grande

amico di Gesù.

La chiesa di S. Agostino

(la più grande di Cesena) nel

giorno del suo funerale non è stata

sufficiente a contenere i fedeli

accorsi per dare l’ultimo saluto ad

un frate malaticcio fisicamente,

ma grande nello spirito: un vero

pilastro della chiesa cesenate. Il

suo ricordo resterà

vivo per anni nella

città di Cesena e col

suo ricordo resterà

vivo anche l’ideale

francescano.

Ora P. Severino

è accanto al

Signore! I suoi amici

lo ricordano sempre

e sanno di potere

usufruire del suo

aiuto ancora, più di

prima.

C’è chi sostiene

che egli in vita

possedeva doni

carismatici. Molti

sono pronti a testimoniare

l’eroicità

delle sue virtù. Alcuni

affermano di

avere ottenuto dal

Signore dei favori

per sua intercessione.

Questo non desta

meraviglia perché

l’esperienza dice

che Dio si serve

dei suoi “amici” per

distribuire i suoi doni

sulla terra !

P. Severino

è stato senz’ altro

un’ anima innamorata

di Dio e dei fratelli

che· si è speso per tutti senza

risparmiarsi; è stato un pastore

di anime, un pescatore di uomini:

egli viveva una certezza incrollabile,

in lui splendeva una fonte luminosa

che riscaldava il cuore insieme

al genio della bontà e della

accoglienza.

Per questo, egli manca

a me e a tutti quelli che l’hanno

stimato e amato come un dono di

Dio.

Fr. Pietro Rossi

28 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


FRATERNITAS

ita Vol. XLV. Nr. 193 - OFM Roma - Email: fraternitas@ofm.org - 1. 12. 2012

Et Verbum caro factum est

Natale ci ricorda anche la necessità di essere portatori della Buona Novella, ai vicini e ai lontani (cf. Ef 2,17), a

quelli che sentiamo vicini e a quelli che pensiamo lontani. Chi si è incontrato con Cristo non può fare a meno che convertirsi

in annunciatore della Verità, come fece la Samaritana (cf. Gv 4,28-29). Chi ha scoperto Cristo, come il tesoro

della sua vita, non può non comunicare agli altri questa scoperta, come la donna che ritrova la dramma perduta (cf. Lc

15,8ss). Come i pastori, che hanno incontrato il Cristo, non possono fare altro se non comunicare questa buona notizia

(cf. Lc 2,16ss). E questo con gioia, come i pastori (cf. Lc 2,20); senza pausa, come i discepoli di Emmaus (cf. Lc 24,33),

con coraggio, come i primi discepoli (cf. At 5,22ss), e con creatività, come hanno fatto i nostri grandi missionari lungo

gli oltre 800 anni della nostra storia. La gioia che produce questa scoperta (cf. Mt 13,44), la parola che arde in un cuore

innamorato del Signore (cf. Lc 24,32), l’esperienza di chi si sente graziato dallo sguardo d’amore del Signore (cf. Mc

10,21), pongono i suoi piedi in movimento per “uscire” e andare incontro all’altro, attraversando ogni tipo di barriera

culturale, sociale e religiosa. L’ardore missionario è il miglior test per sapere se abbiamo veramente incontrato Cristo.

(Dalla lettera del Ministro generale per il Natale 2012)

Intervista al novantenne Fr. Thaddée Matura

Nato il 24 ottobre 1922 a Zalesie Wielkie, in Polonia, Fr. Taddée per ragioni familiari ha raggiunto, alla vigilia della

seconda guerra mondiale, suo padre in Canada. Frequentando un collegio gestito da Frati Minori, in Fr. Thaddéè è sorto

il desiderio di diventare Francescano. Così il 7 aprile 1940 è entrato in Noviziato nella Prov. S. Giuseppe, nel 1941

ha emesso la professione temporanea e nel 1944 quella solenne, il 27 giugno 1948 è stato ordinato sacerdote.

1. Qual è stato il suo itinerario francescano Quest’anno compio 72 anni come francescano. Questi anni posso

dividerli in tre tappe. La mia vita francescana in Canada (1940-1964) può essere riassunta come tempo di formazione,

di studi universitari (Roma-Gerusalemme) e di insegnamento. È stato un tempo di approfondimento intellettuale e

teologico, di domande, di tentativi di migliorare. Poi il mio esodo verso la Francia (1964 ). In un primo momento c’è

stato l’esperienza di Taizé, dove con altri frati ho vissuto otto anni. Successivamente mi sono inserito nella “nuova

fraternità” di Grambois. Questa tappa è stata la più creativa e feconda della mia vita. Le due esperienze mi hanno finalmente

permesso di creare e di vivere concretamente qualcosa di nuovo, più vicino all’ideale francescano primitivo.

Durante questi anni ho potuto approfondire teoricamente la mia conoscenza di Francesco, soprattutto dei suoi Scritti,

così come la storia dell’Ordine. Durante questi anni, inoltre, ho iniziato a viaggiare, a scrivere e, quindi, ad avere

multi contatti con la Famiglia Francescana dei cinque continenti. Dopo la chiusura di Grambois (1994) si è aperto un

periodo di maturazione e di riflessione, cercando di pubblicare il risultato dei miei studi sul messaggio scritto di Francesco,

messaggio sul quale ho lavorato, a partire dalla mia formazione di esegeta, ma anche riferendomi a situazioni

concrete della vita dell’Ordine.

2. Qual è stato l’essenziale nella sua vita e nella sua ricerca La frase di san Francesco «Nient’altro dobbiamo desiderare,

nient’altro volere, nient’altro ci piaccia e diletti, se non ... il solo vero Dio» (Rnb 23,9), mi ha incessantemente

guidato ed aiutato nella mia lunga vita francescana. Credo che Dio, il desiderio di Dio, sia stato il vero centro della mia

vita francescana, il suo motore. Così pure la significativa “espressione”: «osservare il santo Vangelo di Gesù Cristo»,

penso sia stata il cuore della mia vocazione. Pertanto, ho provato grande gioia nel vedere nel corso degli anni che molti

altri, nella Famiglia Francescana e altrove, avevano gli stessi “centri” e cercavano di viverli con gioia e coraggio.

3. Come vede il presente e il futuro nostro Ordine L’attuale situazione dell’Ordine è conosciuta e possiamo descriverla

oggettivamente. Quanto al futuro, non sono un profeta! Tuttavia, lo vedo immerso in una crisi salutare. Negli

ultimi cinquant’anni siamo quasi dimezzati. Tale diminuzione sembra inesorabile e tocca la nostra presenza ovunque,

forse, con l’eccezione dell’Africa e dell’Asia. Tutto ciò ci obbliga alla chiusura delle case, all’abbandono delle istituzioni,

alla fusione delle Province. Quanti saremo fra 20-30 anni Eppure credo «nella forza del Vangelo». Mentre

invecchiamo, diminuiamo e tendiamo a sparire, abbiamo ritrovato e approfondito come quasi mai nella nostra storia,

le nostre origini e la nostra vera identità di Frati Minori, contemplativi in missione, sottomessi a tutti. La crisi attuale ci

obbliga, ed è una grazia, a incarnare ed esprimere questi valori in questo mondo e in questa Chiesa, in un modo nuovo,

ancora sconosciuto, però umile e modesto. Anche se saremo appena alcune centinaia, niente ci impedidi irradiare la

pace e la gioia del Vangelo. E questo riguarda tutta la Famiglia Francescana: i tre rami dei Frati Minori, le Clarisse, le

Religiose francescane, il numeroso OFS, uomini e donne, presenti ovunque per testimoniare insieme la fede nel Dio

vivente, l’Altissimo Onnipotente e Bon Signore!

FJT Movimento Giovanile Francescano in Olanda

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 29


Franciscaans Jongerentreffen (FJT) – Il Movimento Giovanile Francescano è stato organizzato dai frati dei Paesi

Bassi fin dal 2000 a Megan (che è situata lungo il fiume Maas). Questo festival della fede, quest’anno si è tenuto da

5 al 7 ottobre per la tredicesima volta. Erano presenti 44 giovani provenienti da diverse parti dei Paesi Bassi. Il tema

attorno al quale i giovani hanno pregato, riflettuto, condiviso e celebrato è stato LE (E) F! Leef che significa vivere e

LEF che significa coraggio. E ‘stato davvero stimolante ciò che ognuno ha potuto condividere. Il coraggio nella vita e

anche il significato e lo scopo della vita. Attraverso vari laboratori, dalle storie bibliche alla cucina, i giovani sono stati

condotti a scoprire se stessi. I momenti di preghiera sono stati appositamente preparati per aiutare i giovani e sviluppare

il tema. E’ stato realmente un vero e proprio momento di incontro con Dio. Questi tre giorni sono stati sicuramente

per i giovani giorni di esperienza della spiritualità francescana e dello stile di vita dei frati. I giovani sono rientrati nelle

loro case conservando e portando con loro questi giorni gioiosi!

Il Servizio Fedeltà e Perseveranza

A seguito del mandato capitolare 2009 n° 48, secondo il quale “il Definitorio generale studi le cause e le motivazioni

degli abbandoni, dando degli orientamenti sul come si può intervenire”, il Servizio Fedeltà e Perseveranza,

costituito dai membri dei due uffici della Curia, Procura Generale e Segretariato Generale Formazione e Studi, si è

riunito il giorno 26 settembre 2012 presso la Curia Generalizia, con i membri esperti dell’Istituto di Spiritualità Francescana

(ISF) dell’Antonianum. Il Servizio Fedeltà e Perseveranza, insieme agli Esperti dell’ISF, dopo aver ascoltato

le prime conclusioni del Sociologo P. Giovanni Dal Piaz, si propone di continuare il cammino incontrando il Definitorio

Generale martedì 18 dicembre 2012. Nell’incontro verranno presentati i risultati emersi dallo studio delle statistiche

dell’Ordine e delle relazioni annuali della Procura, dal 2005 al 2011 e verranno chieste al Definitorio Generale

ulteriori indicazioni su come continuare a leggere i dati degli abbandoni provenienti dai Presidenti delle Conferenze.

Il DefGen stabilirà in quell’incontro il percorso dei preseminari che il gruppo dei docenti dell’ISF sente il bisogno

di compiere sul tema degli abbandoni, della fedeltà e della perseveranza, per poi fissare il programma del Seminario

di lavoro, riservato al DefGen con il gruppo degli esperti dell’ISF e della commissione, già previsto per sabato 18

maggio 2013 e si delineerà il programma della Giornata di studio aperta a un vasto pubblico, prevista per martedì 29

ottobre 2013.

Roma - Incontro Case dipendenti dal Ministro Generale

Sabato 10 novembre 2012, nell’Auditorium Antonianum di Via Merulana a Roma, si è celebrato un incontro

fraterno e formativo delle “Case dipendenti dal Ministro Generale”. Hanno partecipato circa 130 Frati provenienti

dal Collegio Internazionale S. Antonio, la Fraternità Francescana Internazionale Beato P. Gabriele M.

Allegra OFM, il Collegio S. Isidoro, la Comunità dei Frati Penitenzieri di S. Giovanni in Laterano, il Convento

di S. Francesco a Palestrina e la Curia Generalizia S. Maria Mediatrice. L’incontro ha voluto essere una celebrazione

particolare in occasione della conclusione dell’VIII Centenario della consacrazione di S. Chiara.

Madre Presidente delle Sorelle Clarisse dell’Umbra, sr. Angela Emmanuela Scandella ha tenuto una relazione

dal titolo: “Che cosa dice oggi santa Chiara ai Frati Minori”. Sr. Angela ha immaginato che alcune parole di S.

Chiara d’Assisi potrebbe idealmente dire ai Frati riguardo alla vera vocazione, alla profonda e semplice povertà,

all’onestà di vita, alla verità della contemplazione, alla preghiera incentrata sulla Parola di Dio, alla celebrazione

sincera della liturgia e i sacramenti… in una dinamica di ascolto interiore del cuore dal Cristo vivo e risorto, per

conformare quotidianamente la nostra risposta in un’obbedienza di fede espressa nella vita di carità fraterna, testimoniare

per la nuova evangelizzazione da dire alla Chiesa e al mondo, frutto della qualità vocazionale sia dei

Frati sia delle Sorelle Povere. Dopo la ricca e densa riflessione si è celebrata la S. Messa nella Basilica di S. Antonio,

presieduta dal Ministro Generale insieme ai Guardiani e da tutti i confratelli rappresentanti delle diverse

Case dipendenti. Nell’omelia, il Ministro Generale a partire della Parola di Dio proclamata, ha posto l’accento

sulla vita fraterna come spazio in cui vivere e annunziare il Vangelo che abbiamo professato, come terreno dove

fare esperienza vera e profonda del Cristo, per aiutare la Chiesa e l’Ordine.

Brasile – Progetto “Gente Viva”

Il Progetto “Gente Viva” è un servizio del SEFRAS (Servizio Francescano di Solidarietà), che opera nelle

Comunità Osvaldo Cruz e Villa San Giuseppe a Petrópolis ed è sostenuto dall’Istituto Teologico Francescano.

Il coordinatore del progetto è Fr. Sandro Roberto da Costa, attuale direttore dell’ITF. Gli studenti dell’ITF, attraverso

il progetto, hanno la possibilità di realizzare il loro impegno nel volontariato, nelle attività pastorali e

di realizzare attività specifiche, complementari al corso di Teologia. Al momento è direttamente impegnato nel

progetto, come assistente amministrativo e educatore, lo studente Weliton Bortolon. Il Progetto offre laboratori

di danza, judo, danza popolare brasiliana, ginnastica olimpica, jazz, boxe, tennis da tavolo, ginnastica, e attività

di sensibilizzazione sui più vari argomenti legati alla difesa della vita. Vi è anche un laboratorio di lettura, con

una biblioteca per bambini e una “Biblioteca DVD” (possono essere presi in prestito). Dal 22 al 26 ottobre 2012 il

30 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna


progetto ha promosso la “Settimana della Pace”. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di riflettere, attraverso

film, conferenze e dibattiti sul tema: «A favore della Pace, contro la mercificazione della vita!». Per ulteriori informazioni

sul progetto “Gente Viva”, sulle forme di collaborazione e partnership visitate: www.sefras.org.br.

Nuovo vescovo francescano

Città del Vaticano, 19 novembre 2012. Benedetto XVI ha nominato Fr. Nil Yuriy Lushchak, della Custodia

Bizantina di tutti i Santi dell’Ordine Serafico in Ucraina, dipendente dalla Provincia dell’Assunzione della

BVM in Polonia, Vescovo ausiliare dell’Eparchia di Mukacheko di rito bizantino in Ucraina. Fr. Nil Yuriy è nato

nel 1973 a Uzhorod (Ucraina), è stato ordinato sacerdote nel 1996. Si è laureato in Filosofia presso la Pontificia

Università Gregoriana (Roma). Ha emesso la Professione temporanea nell’Ordine dei Frati Minori nel 2010 e

fino ad ora è stato professore di Filosofia nel Seminario Maggiore di Uzhorod.

Polonia, Poznań – Premio conferito a Fr. Eleuterio Stanislao Klimczak

Il nostro confratello, Fr. Eleuterio Stanislao Klimczak, della Provincia di S. Francesco d’Assisi in Polonia, da

quarantadue anni missionario nella Repubblica Democratica del Congo, quest’anno è tra i premiati come illustre

cittadino della Grande Polonia: è stato decorato con l’onorifica “Statua di Ippolito”, ottenendo insieme il titolo di

“Leader del lavoro organico”. Con questa decisione, la regione della Grande Polonia esprime il massimo apprezzamento

per l’attività pastorale, missionaria, caritatevole e culturale svolta nella diffusione dell’idea del lavoro

organico. Fr. Eleuterio, che nell’anno corrente celebra sessanta anni di vita religiosa e cinquanta dall’ordinazione

sacerdotale, dal 1971 è missionario nella struttura dipendente dalla provincia belga di S. Giuseppe. Durante la

sua permanenza in Africa, nell’esercizio del ministero sacerdotale, ha battezzato migliaia di Congolesi, ha benedetto

moltissimi matrimoni, ha ascoltato - nel sacramento della riconciliazione - innumerevoli cristiani. Inoltre,

ha favorito la costruzione di chiese, di cappelle, di scuole, e anche di un centro catechetico e di due ambulatori.

Per molti anni ha ricoperto l’incarico di direttore del Centro Diocesano per la catechesi ed è stato preside della

Commissione Diocesana per la liturgia. Mons. Kalala Kaseba Jean-Anatolle, vescovo della diocesi di Kamina,

ha definito Fr. Eleuterio “assiduo nel servizio pastorale, vicino sempre ai giovani e ai bisognosi, e perciò viene

chiamato ‘Wa Balanda’, cioè ‘colui che si interessa dei poveri’”.

Segnalibro francescano

* St. Bonaventure’s Commentary on Luke’s Gospel. Thirty Days of Reflection and Prayer (Commento

di San Bonaventura al Vangelo di Luca. Trenta giorni di riflessione e preghiera), Robert J. Karris, O.F.M., Franciscan

Institute Pubblications, N. Y., 2012, p. 100. Dal suo lavoro sulla traduzione e annotazione di San Bonaventura

in tre volumi al Commento al Vangelo di Luca, il noto studioso Robert Karris ha sviluppato questo libro

di riflessioni distribuito in trenta giorni. Il testo si sviluppa presentando i brani del Vangelo di Luca, seguiti da un

commento di Bonaventura su uno o due versetti del Vangelo. La riflessione di Karris fa seguito a quella di Bonaventura

e termina con una preghiera. Oggi gli studiosi riconoscono nel Vangelo lucano molti temi “Francescani”.

I membri della Famiglia Francescana potranno attingere al carisma attraverso la lente del Vangelo di Luca.

Forse i predicatori troveranno che le interpretazioni vecchie sono sempre nuove e rifulgono perché Bonaventura

ha identificato il meglio dalla tradizione sfidando il nostro normale modo di leggere e interpretare i passaggi familiari

attraverso gli anni di uso liturgico. Visita: www.franciscanpublications.com.

* Visita: http://www.libreriafrancescana.it

Grandi/piccole notizie

* Gerusalemme in 3D, una nuova risorsa: app 3D consente all’utente di percorrere virtualmente le vie di

Gerusalemme sulle orme di Gesù e alla scoperta dei luoghi santi del Giudaismo, del Cristianesimo e dell’Islam,

come se si fosse realmente sul posto. Il sito Jerusalem.com e la nuova app - entrambi in lingua inglese - si rivolgono

soprattutto a coloro che per ragioni politiche, economiche o d’altro genere non sono in grado di recarsi

personalmente in Terra Santa. I creatori del percorso virtuale lo presentano come l’unica mappa accurata della

città vecchia di Gerusalemme totalmente interattiva e in grado di offrire informazioni su chiese, sinagoghe e moschee.

Il sito propone anche video in formato HD (come una visita guidata alla Via Dolorosa), articoli e foto ad

alta risoluzione con possibilità di zoomare. I tour utilizzano la tecnologia tipica dei giochi elettronici in 3D fruibile

anche su iPad (e presto Android). Il progetto si rivolge al pubblico più ampio possibile, ma potenzialmente

potrebbero trarne vantaggio soprattutto i più giovani, anche a fini didattici. Fonte: http://www.terrasanta.net

* Santa Messa di ringraziamento per la Beatificazione di Fr. Gabriele Maria Allegra - domenica 11 novembre

2012, presso la Basilica di S. Antonio in Roma, il Ministro generale ha presieduto la celebrazione della

Santa Messa di ringraziamento al Signore per la Beatificazione di Fr. Gabriele M. Allegra, - avenuta lo scorso

Frati Minori dell’Emilia-Romagna Notiziario - 31


29 settembre 2012 a Acireale, Catania (Italia). La Fraternità Francescana Internazionale di Roma, dipendente

dal Ministro generale, dal 2003, porta il suo nome, insieme con il Collegio Internazionale di Sant’Antonio e alla

Pontificia Università Antonianum. L’Eucaristia, presieduta dal Ministro generale, Fr. José R. Carballo, e concelebrata

dai membri del Definitorio generale e da un folto gruppo di frati delle Case in Roma, ha visto la presenza

di Fr. Giuseppe (Pino) Noto, Ministro provinciale della Provincia del Santo Nome di Gesù di Sicilia, alla quale

apparteneva il P. Allegra. La liturgia e i canti sono stati animati dal coro dei frati studenti. Al termine della Santa

Messa il Ministro generale ha consegnato, come regalo, al Guardiano, Fr. Eulalio Gomez e al Rettore, Fr. Siniša

Balajić, un ostensorio in legno d’oliva di Assisi, perché nell’adorazione eucaristica delle domeniche della fraternità

preghino il Signore per il bene della Chiesa e dell’Ordine nel compito della “nuova evangelizzazione”.

* VII stage di archivistica per operatori negli archivi delle famiglie francescane, organizzato dalla Scuola

Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum, si è tenuto nei giorni 19-22

novembre 2012, presso la sede della Scuola. Sono state previste visite di lavoro guidate a luoghi d’interesse archivistico

e di conservazione artistica della città di Roma.

* Nomina: La Congregazione per l’Educazione Cattolica ha nominato Fr. Miguel Ángel Escribano Arráez

ofm, come Direttore dell’Istituto Teologico di Murcia OFM,Centro Aggregato alla Facoltà Teologica della Pontificia

Università Antonianum di Roma. L’ITM è il Centro di Studi Teologici dell’ ordine Francescano in Spagna

e Portogallo. In questo si assegnano il Baccalaureato in Teologia e il Secondo Ciclo con la Licenza in Teologia

Fondamentale, insieme con un Master sulla famiglia. Visita: www.franciscanosofm.es

* Raduno a Roma dei Visitatori Generali: dal 12 al 16 novembre 2012 si è svolto, presso la Curia generale,

l’annuale incontro tra il Ministro ed il Definitorio generale con i Visitatori generali dell’Ordine. Erano presenti

35 Visitatori che hanno partecipato ai cinque giorni di incontro.

* Il Convegno in onore della Prof.ssa Angela Ales Bello (la prof.ssa Angela Ales Bello insegna alla Pontificia

Università Antonianum da molti anni), promosso dalla Pontificia Universitas Lateranensis il 15 novembre

2012, ben si concilia con le celebrazioni per i 70 anni dalla morte di Edith Stein (1942-2012). L’attività intellettuale

svolta in tutti questi anni dalla Prof.ssa Angela Ales Bello ha permesso di “ricollocare” a pieno titolo la figura

di Edith Stein all’interno del panorama culturale del Novecento. Questo si è potuto realizzare grazie al meticoloso

lavoro di traduzione delle opere della Pensatrice tedesca e alle numerose pubblicazioni che hanno fatto

sì che spontaneamente si venisse a costituire una “comunità di ricerca”: oggi identificata come “scuola romana”,

presieduta dalla Prof.ssa Angela Ales Bello. Vedi: http://fraternitasofm.blogspot.it/

Nuovi Ministri Provinciali

Fr. Alex Ilunga Mikombre è stato eletto Ministro Provinciale della Provincia di S. Benedetto in R.D. del

Congo.

Fr. Carmelo Giannone è stato eletto Ministro Provinciale della Provincia di S. Francesco in Africa, Madagascar

e Mauritius.

Fr. Francisco Carvalho Neto è stato eletto Ministro Provinciale della provincia della Santa Croce in Brasile.

Nuovo Visitatore generale

Fr. Carlos Alberto Breis, della Provincia di Sant’Antonio di Padova in Brasile, è stato eletto Visitatore generale

per Custodia di S. Benedetto di Amazonia in Brasile.

Agenda del Ministro generale

01-05 dicembre: Continuazione delle visite alle Provincie di S. Francesco di Porto Alegre, alla Provincia

della Santa Croce di Belo Horizonte, e alla Custodia del Sacro Cuore (Brasile).

06 dicembre: Incontro Natalizio con la Fraternità Beato P. Gabriele Maria Allegra (Roma).

08 dicembre: Festa dell’Immacolata Concezione, Patrona dell’Ordine dei Frati Minori, in Curia (Roma).

10-14 dicembre: Incontro con i Ministri Provinciali di USA e suoi Definitori (USA).

16 dicembre: Celebrazione di clausura del VI Centenario della Fondazione del Convento Francescano della

Rabida (Huelva – Spagna).

17-24 dicembre: Tempo forte del Definitorio Generale (Roma).

17-22 dicembre: Visita alle Congregazioni Vaticane e alle Case dipendenti dal Ministro generale (Roma).

24 dicembre: Celebrazione del Natale in Curia Generalizia (Roma).

25 dicembre: Celebrazione eucaristica del Natale a Greccio.

FRATERNITAS - OFM - Roma

Redattore : Robert Bahcic

Internet: http://www.ofm.org/fraternitas. Email: rbahcic@ofm.org

32 - Notiziario Frati Minori dell’Emilia-Romagna

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