Libro Primo Dei reati militari, in generale Titolo I Della ... - La Tribuna

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Art. 3Libro PrimoDei reati militari, in generale56vedimento, che li colloca fuori del servizio allearmi;2) relativamente agli altri militari, dal momentostabilito per la loro presentazione finoal momento in cui, inviati in congedo, si presentanoall’Autorità competente del comune diresidenza da essi prescelto; o se sottufficiali dicarriera, fino al momento della notificazione delprovvedimento, che li colloca fuori del servizioalle armi.L’assenza del militare dal servizio alle armiper licenza, ancorché illimitata, per infermità,per detenzione preventiva ( 1 ), o per altro analogomotivo, non esclude l’applicazione della leggepenale militare.Agli effetti delle disposizioni di questo titolo,per notificazione del provvedimento s’intende lacomunicazione personale di questo all’interessato,ovvero, quando la comunicazione personalenon sia ancora avvenuta, la pubblicazionedel provvedimento nel bollettino ufficiale, o neicorrispondenti mezzi di notificazione delle varieforze armate dello Stato.( 1 ) Per la sostituzione di “carcerazione preventiva”e “detenzione preventiva” con “custodia cautelare” siveda l’art. 11 della L. n. 398 del 28 luglio 1984, recantele nuove norme in tema di diminuzione dei termini dicarcerazione cautelare.SOMMARIO: a) Categorie di ufficiali;b) Congedo formale;c) Oggettiva determinazione;d) Profili costituzionali;e) Rapporti con la giurisdizione militare.a) Categorie di ufficiali.u Ai fini della soggezione alla legge penalemilitare non può essere considerato «militare inservizio» l’ufficiale in congedo inserito, cometale, nella categoria degli ufficiali della riserva,soggetti ad obbligo di servizio soltanto in tempodi guerra (artt. 3, comma 3, e 62 della L. 10aprile 1954, n. 113). (Nella specie trattavasi diufficiale di marina posto in congedo e quindirichiamato in servizio per assumere le funzionidi direttore del museo storico navale di Venezia,istituito con R.D. 8 febbraio 1923, n. 1065 eriordinato con D.P.R. 14 ottobre 1958, n. 1143).* Cass. pen., sez. I, 12 gennaio 1996, n. 6019(c.c. 23 novembre 1995), P.G. Trib. mil. Padovain proc. Gottardi. [RV203270]u Un ufficiale, comandante in servizio di uncorpo militare (nella specie Ispettore generaledel Corpo militare della Croce Rossa italiana)deve considerarsi militare in servizio alle armi,come tale assoggettato alla giurisdizione penalemilitare. * Cass. pen., sez. I, 3 luglio 1995, Morichetti,in Rass. giust. milit., nn. 3-4/1995, pag.143.b) Congedo formale.u Costituisce inescusabile errore sulla leggepenale, e più precisamente sul principio sancitodall’art. 3 n. 2 c.p.m.p. — alla cui streguaai militari di truppa la legge penale militare siapplica sino al momento in cui, inviati in congedosi presentano alla competente autorità delcomune di residenza — il convincimento che ladata stabilita per il congedamento dal serviziocoincida con quella di cessazione degli obblighidel servizio. (Fattispecie in cui il militare,imputato di reato di assenza dal servizio, avevaeccepito di aver ritenuto che i suoi obblighi diservizio cessassero con la data calcolata per ilcongedamento, senza necessità del formaleprovvedimento di invio in congedo). * Cortemil. app., 9 marzo 1983, Troiano, in Rass. giust.milit. 1983, 302.c) Oggettiva determinazione.u Il militare, nei confronti del quale sia statoemesso un provvedimento di riforma, è soggettoalla legge penale militare fino a che il provvedimentonon sia eseguito (con l’invio in congedoassoluto) da parte del comandante di corpo. *Trib. supr. mil., 15 aprile 1977, n. 110, Tagliamonti,in Rass. giust. milit. 1977, 429.d) Profili costituzionali.u Non è fondata la questione di legittimitàcostituzionale degli articoli 3, primo comma, n.2), 148, 151 e 263 del codice penale militaredi pace, nonché dell’articolo 147 del D.P.R. 14febbraio 1964, n. 237 (Leva e reclutamento obbligatorionell’Esercito, nella Marina e nell’Aeronautica)sollevata in riferimento agli articoli 3e 103, terzo comma, della Costituzione. * Cortecost., 26 marzo 1998, n. 73.e) Rapporti con la giurisdizione militare.u È logico e coerente con ogni principio diragionevolezza che il momento in cui, in concreto,si realizza la pretesa dello Stato alla prestazioneobbligatoria del servizio militare da parte


57 Titolo I - Della legge penale militareArt. 4del cittadino e correlativamente il dovere diquesti a prestarlo, coincida, come dispone l’art.3, comma 1, n. 2 c.p.m.p., con il momento in cui,ai fini della sottoposizione alla giurisdizione militare,si determina l’assunzione dello status dimilitare in servizio. * Cass. pen., Sezioni Unite,21 maggio 1983, n. 7523, Andreis.Art. 4. Appartenenti alla Milizia volontariaper la sicurezza nazionale. – (Omissis). ( 1 ).( 1 ) Questo articolo deve considerarsi abrogato poichéla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale èstata sciolta con il R.D.L. 6 dicembre 1943, n. 16, convertitonella L. 5 maggio 1949, n. 178.Art. 5. Militari considerati in servizio allearmi. – Agli effetti della legge penale militare,sono considerati in servizio alle armi:1) gli ufficiali collocati in aspettativa, o sospesidall’impiego, o che comunque, a’ terminidelle leggi che ne regolano lo stato, sono nellaposizione di servizio permanente, ancorché nonprestino servizio effettivo alle armi;2) i sottufficiali di carriera collocati in aspettativa;3) i militari in stato di allontanamento illecito,diserzione o mancanza alla chiamata, o comunquearbitrariamente assenti dal servizio;4) i militari in congedo, che scontano unapena militare detentiva, originaria o sostituita apene comuni;5) i militari in congedo, che si trovano instato di detenzione preventiva ( 1 ) in carcere militare,per un reato soggetto alla giurisdizionemilitare;6) ogni altro militare in congedo, consideratoin servizio alle armi a norma di legge o deiregolamenti militari.( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 3.Status del chiamato alle armi.u Ai fini della soggezione alla legge penalemilitare, non può essere considerato «militare inservizio alle armi» il soggetto arruolato, ma privodi servizio in quanto sottoposto a giudiziodi rivedibilità; di conseguenza la giurisdizionespetta al giudice ordinario. (Fattispecie relativaad incriminazione per il reato di simulazione diinfermità). * Cass. pen., sez. I, 22 febbraio 2007,n. 7353 (c.c. 20 dicembre 2006), P.M. in proc.Tartarotti. [RV236238]u Lo status di militare acquisito in forza dell’arruolamentosi perde solo nel caso di presentazionedi domanda di ammissione al serviziosostitutivo civile e di accoglimento dell’istanza.Il ripristino di quello status è inoltre possibilequando si realizzano le condizioni previste dagliartt. 6 e 9, L. 15 dicembre 1972, n. 772 (normeper il riconoscimento della obiezione di coscienza).Ne deriva che nelle more della chiamata allearmi continua l’appartenenza alle forze armate el’assoggettamento alla giurisdizione dei tribunalimilitari. * Cass. pen., sez. I, 6 ottobre 1989, n.13211 (ud. 12 luglio 1988), La Rosa.Art. 6. Militari richiamati in servizio allearmi. – Ai militari in congedo richiamati in servizioalle armi la legge penale militare si applicadal momento stabilito per la presentazione allearmi fino al loro rinvio in congedo; osservate lenorme dei regolamenti militari e, relativamenteal congedo, le disposizioni dell’articolo 3.Art. 7. ( 1 ) Militari in congedo non consideratiin servizio alle armi. – Fuori dei casi incui sono considerati in servizio alle armi ai sensidei precedenti articoli 5 e 6, ai militari in congedoillimitato la legge penale militare si applica:1) quando commettono alcuno dei reati controla fedeltà o la difesa militare, previsti negliarticoli 77 (alto tradimento); 78 (istigazioneall’alto tradimento, cospirazione e banda armata);84 (intelligenza con lo straniero e offertadi servizi); 85 (soppressione, distruzione, falsificazioneo sottrazione di atti, documenti o coseconcernenti la forza, la preparazione o la difesamilitare dello Stato); 86 (rivelazione di segretimilitari a scopo di spionaggio); 87 (accordoper commettere rivelazioni di segreti militari ascopo di spionaggio); 88 (procacciamento dinotizie segrete, a scopo di spionaggio); 89 bis(esecuzione indebita di disegni, ed introduzioneclandestina in luoghi di interesse militare a scopodi spionaggio); 99 (corrispondenza con Statoestero diretta a commettere fatti di tradimento edi spionaggio militare); e nell’art. 98 (istigazioneed offerta), quando l’istigazione o l’offerta siriferisce ad alcuni dei reati previsti negli articoli84, 85, 86, 87, 88 e 89 bis.Al militare in congedo che commette unodei reati sopra elencati, sono applicabili anchele disposizioni degli articoli 96, 101 e 102 diquesto codice;


Art. 8Libro PrimoDei reati militari, in generale582) quando commettono i reati previsti negliarticoli 157, 158 e 159 (procurata infermitàal fine di sottrarsi agli obblighi del serviziomilitare, e simulazione d’infermità); nell’art. 212(istigazione a commettere reati militari) e nell’art.238 (reati commessi a causa del servizioprestato); nei limiti ed alle condizioni previsterispettivamente negli articoli 160, 214 e 238 diquesto codice;3) per il reato di omessa presentazione allachiamata di controllo, ai sensi degli articoli 4 e7 della legge 27 marzo 1930, n. 460, modificatadalla legge 3 giugno 1935, n. 1018, e dalla legge7 dicembre 1951, n. 1565, degli articoli 205 e207 R.D. 24 febbraio 1938, n. 329, e 103 R.D. 28luglio 1932, n. 1365.( 1 ) Questo articolo è stato così sostituito dall’art.1 della L. 23 marzo 1956, n. 167, recante modificheal c.p.m.p.Ufficiali in posizione ausiliaria.u Agli ufficiali in congedo, sia pure collocatiin ausiliaria, è applicabile il codice penale militaresolo quando ciò sia espressamente previstodalla legge. (Nell’affermare il principio di cui inmassima la Corte ha ricordato che la Corte costituzionale,con la sentenza n. 429 del 1992 hadichiarato la illegittimità costituzionale dell’art.263 c.p.m.p. nella parte in cui assoggetta allagiurisdizione militare «le persone alle quali è applicabilela legge penale militare», anziché i solimilitari in servizio alle armi o considerati talidalla legge al momento del commesso reato eha ritenuto che non possa rispondere del reatodi collusione un ufficiale della guardia di finanzacollocata in ausiliaria che ricopra l’ufficio diispettore del Secit). * Cass. pen., sez. VI, 23 febbraio1998, n. 2326 (ud. 17 dicembre 1997), CapitanucciC. [RV209962]u Ai fini dell’applicazione del codice penalemilitare di pace l’ufficiale collocato in ausiliariaè a tutti gli effetti un ufficiale in congedo e adesso le norme penali militari sono applicabilinei limiti stabiliti dall’art. 7 del c.p.m.p. ove nonricorrano le condizioni eccezionali previste daiprecedenti artt. 5 e 6. (Nell’affermare il principiodi cui in massima la Corte ha ritenuto che lostato di congedo degli ufficiali in ausiliaria fosseconfermato anche dal contenuto della L. 10aprile 1954 n. 113 ed ha escluso che l’ufficialedella guardia di finanza collocato in ausiliariache svolga funzioni di ispettore del Secit possarispondere del reato di collusione). * Cass. pen.,sez. VI, 23 febbraio 1998, n. 2326 (ud. 17 dicembre1997), Capitanucci C. [RV209963]Art. 8. ( 1 ) Cessazione dell’appartenenzaalle forze armate dello Stato. – Agli effetti dellalegge penale militare, cessano di appartenerealle forze armate dello Stato:1) gli ufficiali, dal giorno successivo alla notificazionedel provvedimento che stabilisce lacessazione definitiva degli obblighi di serviziomilitare;2) gli altri militari, dal momento della consegnaa essi del foglio di congedo assoluto.( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 556 del20 dicembre 1989, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo articolo nella parte in cui prevedeche, agli effetti della legge penale militare, i sottufficialied i militari di truppa cessano di appartenere alle Forzearmate dello Stato dal momento della consegna delfoglio di congedo assoluto, anziché dal momento delloro effettivo congedamento.Art. 9. Ufficiali di complemento di primanomina. – Agli effetti della legge penale militare,sono considerati militari in congedo gli ufficialidi complemento, dal momento della notificazionedel provvedimento di nomina finoal momento stabilito per iniziare il servizio diprima nomina.Art. 10. Assimilati ai militari. Iscritti aicorpi civili militarmente ordinati. – La leggepenale militare si applica agli assimilati ai militarie agli iscritti ai corpi civili militarmenteordinati:1) nei casi preveduti dalle rispettive leggispeciali;2) per i reati commessi mentre si trovano instato di detenzione preventiva ( 1 ).( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 3.Art. 11. Piloti e capitani di navi mercantilio aeromobili civili. Persone imbarcate. – Lalegge penale militare si applica:1) ai piloti e ai capitani di navi mercantili oaeromobili civili, per i reati che, rispetto a essi,sono preveduti da questo codice;2) a ogni persona imbarcata sopra nave oaeromobile militare, dal momento della notificazionedella sua destinazione a bordo fino all’atto


59 Titolo I - Della legge penale militareArt. 12di sbarco regolare, ovvero, nel caso di perditadella nave o dell’aeromobile, fino allo scioglimentodell’equipaggio.Agli effetti della legge penale militare, sononavi militari e aeromobili militari le navi e gli aeromobilida guerra, le altre navi o aeromobili regolarmentetrasformati in navi o aeromobili daguerra, e ogni altra nave e ogni altro aeromobileadibiti al servizio delle forze armate dello Statoalla dipendenza di un comandante militare.Art. 12. Determinazione del grado degliassimilati e delle persone imbarcate. – Aglieffetti della legge penale militare, gli assimilatiai militari e ogni altra persona imbarcata sopranavi o aeromobili militari sono considerati comeaventi il grado, al quale, rispettivamente, corrispondel’assimilazione ovvero il rango in cui furonocollocati nell’ordine d’imbarco.Art. 13. Militari in congedo, assimilati aimilitari e iscritti ai corpi civili militarmenteordinati, considerati come estranei alle forzearmate dello Stato. – Fuori dei casi prevedutidagli articoli precedenti, i militari in congedo,i militari in congedo assoluto, gli assimilati aimilitari e gli iscritti ai corpi civili militarmenteordinati sono considerati, agli effetti della leggepenale militare, come persone estranee alle forzearmate dello Stato.Art. 14. Estranei alle forze armate delloStato. – Sono soggette alla legge penale militarele persone estranee alle forze armate dello Stato,che concorrono a commettere un reato militare.Oltre i casi espressamente enunciati nellalegge, alle persone estranee alle forze armatedello Stato, che commettono alcuno dei fattipreveduti dagli articoli 94, 136, 140, 141, 142,145, 182 e 184, si applicano le pene stabilite peri militari, sostituite le pene comuni alle militarisecondo le disposizioni dell’art. 65. Tuttavia, ilgiudice può diminuire la pena.Attività sediziosa di estranei alle Forze Armate.u Non sono fondate le questioni di legittimitàcostituzionale dell’art. 14 del codice penalemilitare di pace sollevata in riferimento all’art.3 della Costituzione, e dell’art. 182 dello stessocodice (attività sediziosa), sollevata in riferimentoall’art. 21, primo comma, della Costituzione. *Corte cost., 20 gennaio 1982, n. 30.Art. 15. Reati commessi durante il servizioe scoperti o giudicati dopo la cessazione diesso. – La legge penale militare si applica per ireati militari commessi durante il servizio militare,ancorché siano scoperti o giudicati quando ilcolpevole si trovi in congedo o abbia cessato diappartenere alle forze armate dello Stato.Art. 16. Nullità dell’arruolamento; incapacità;prestazione di fatto del servizio allearmi. – La legge penale militare si applica allepersone appartenenti alle forze armate delloStato, ancorché, posteriormente al reato commesso,sia dichiarata la nullità dell’arruolamentoo la loro incapacità di appartenere alle forzestesse; e, in generale, a chiunque presta di fattoservizio alle armi.SOMMARIO: a) Efficacia dell’arruolamentoinvalido;b) Presenza in servizio.a) Efficacia dell’arruolamento invalido.u È manifestamente infondata l’eccezione dilegittimità costituzionale sollevata in ordine allanorma che stabilisce l’applicazione della leggepenale militare agli appartenenti alle Forze armate— ancorché posteriormente al reato commessosia dichiarata la nullità dell’arruolamento o laloro incapacità di appartenere alle Forze armatestesse — nei limiti in cui la norma, in armoniacon la disciplina dell’atto amministrativo, comportala efficacia dell’atto di arruolamento fino alsuo annullamento o ad altro atto estintivo dellostatus militare. * Trib. supr. mil., 16 marzo 1976,n. 70, Conte, in Rass. giust. milit. 1976, 301.b) Presenza in servizio.u L’effettiva presenza in servizio costituisceineliminabile presupposto per l’assoggettabilitàdel c.d. «militare di fatto» alla norma penalemilitare; nei confronti del c.d. «militare di fatto»imputato di diserzione si impone declaratoria diassoluzione con la più ampia formula, poiché ilverificarsi dell’elemento materiale del reato impediscela concretizzazione del presupposto perl’applicazione della norma penale. * Corte mil.app., sez. dist. Verona, 22 aprile 1993, Avolio, inRass. giust. milit. n. 3/1993, 202.


Art. 17Libro PrimoDei reati militari, in generale60Art. 17. Reati commessi in territorioestero di occupazione, di soggiorno o di transito.– La legge penale militare si applica allepersone che vi sono soggette, anche per i reaticommessi in territorio estero di occupazione,soggiorno o transito delle forze armate delloStato, osservate le convenzioni e gli usi internazionali.Militari in missione all’estero.u La richiesta di procedimento del Ministroper i reati commessi all’estero da persone soggettealla legge penale militare non è necessaria allorchéesse siano inserite in reparti delle Forze Armatein territorio estero di occupazione, soggiornoe transito, ma solo quando i reati militari sianocommessi da militari all’estero in servizio isolato oper motivi privati. (Fattispecie di violata consegnada parte di militare facente parte del contingenteItalform in Croazia, comandato di servizio di sentinella).* Cass. pen., sez. I, 10 febbraio 2000, n. 79(c.c. 10 gennaio 2000), Rubino. [RV215236]Art. 18. Reati commessi in territorioestero. – Fuori dei casi preveduti dall’articoloprecedente, per i reati commessi in territorioestero, le persone soggette alla legge penale militaresono punite secondo la legge medesima,a richiesta del ministro competente a’ terminidell’articolo 260.SOMMARIO: a) Nave militare attraccata all’estero;b) Richiesta di procedimento;c) Dittatura Argentina.a) Nave militare attraccata all’estero.u La diserzione commessa da bordo di unanave militare durante la sosta in acque territorialidi uno Stato estero si considera commessa nelterritorio dello Stato, tale essendo considerata lanave militare. Non essendo il reato commesso interritorio estero, la punibilità del disertore nonè subordinata alla richiesta di procedimento delMinistro della difesa. * Trib. supr. mil., 6 giugno1952, in Giust. pen., 1953, II, col. 154, mass. n. 2.b) Richiesta di procedimento.u La procedibilità per i reati commessi in territorioestero da militare comandato in missioneisolata è subordinata alla richiesta di procedimentodi cui all’art. 260 (del c.p.m.p.). * Trib.supr. mil., 13 ottobre 1947, in Giust. pen., 1949,III, col. 490.c) Dittatura Argentina.u In applicazione delle norme del codicepenale sul rapporto di causalità, del concorso dicause e del concorso di persone nel reato, l’imputatoè responsabile dell’omicidio - avvenutonella repubblica argentina durante la dittaturamilitare - di ogni persona sequestrata e detenutanella prigione segreta, durante il periodo in cuilo stesso prestò servizio in quel luogo, in quantocon la sua collaborazione, in posizione di indubbiorilievo, nella gestione della struttura carcerariacriminale ove erano ristrette le vittime, haofferto un contributo materiale alla causazionedegli omicidi, essendo la privazione della libertàdei sequestrati istituzionalmente preordinataanche alla prospettiva della loro soppressione,della quale costituiva necessaria premessa econdizione. * Cass. pen., sez. I, 26 febbraio 2009,n. 11811, in Cass. pen., 2010, n. 1436, sulla qualecfr. Maculan E., Crimini di massa e modellidi attribuzione della responsabilità: riflessioni amargine della sentenza sul caso « Astiz», in Cass.Pen., 2010, 1441 .Art. 19. Materie regolate da altre leggipenali militari. – Le disposizioni di questo codicesi applicano anche alle materie regolate dallalegge penale militare di guerra e da altre leggipenali militari, in quanto non sia da esse stabilitoaltrimenti.Art. 20. Applicazione della legge penalemilitare di guerra nello stato di pace. – La leggedetermina i casi, nei quali la legge penale militaredi guerra si applica nello stato di pace.Concetto di «operazioni militari».u Il termine «operazione» contenuto nelD.L.Lgt. 12 aprile 1945 n. 194, riferito alle azionidi guerra non punibili, e che considera tali«gli atti di sabotaggio, le requisizione ed ognialtra operazione compiuta dai patrioti per la necessitàdi lotta contro i tedeschi ed i fascisti .. .», applicato ad un contesto che storicamenteè di lotta armata, comprende qualsiasi atto, anchecruento, volto a combattere il nemico. Una


61 Titolo II - Delle pene militariArt. 21interpretazione riduttiva del termine operazionecome limitato a quelle «di contorno», non èinfatti corretta dal punto di vista letterale perchéin contrasto con l’espressione «ogni altra»che immediatamente lo precede, collide con lastruttura sistematica della norma che, collocandonell’ambito delle «azioni di guerra» gli attimenzionati, non consente di prescindere dallecaratteristiche delle azioni nel cui novero gli attimedesimi sono inseriti; e, inoltre, stride con lavolontà del legislatore, desunta dalla situazionestorica nella quale la norma fu emanata, indirizzataad attribuire riconoscimento di liceità adogni azione diretta alla liberazione del territorionazionale e alla fine del regime fascista. (Fattispecierelativa all’attentato di Via Rasella). *Cass. pen., sez. I, 18 marzo 1999, n. 1560 (c.c. 23febbraio 1999), Bentivegna. [RV213881]Art. 21. Delitti comuni commessi da militari.– (Omissis) ( 1 ).( 1 ) Questo articolo è stato abrogato dall’art. 5della L. 23 marzo 1956, n. 167, recante modifiche alc.p.m.p.Titolo IIDelle pene militariCapo IDelle specie di pene militari,in generaleArt. 22. Pene militari principali: specie. –Le pene militari principali sono:1) la morte ( 1 );2) la reclusione militare.La legge penale militare determina i casi, neiquali, per i reati militari, si applicano le penecomuni dell’ergastolo e della reclusione.( 1 ) L’art. 1 del D.L.vo Lgt. 10 agosto 1944, n. 224,ha disposto:«Per i delitti preveduti nel codice penale è soppressala pena di morte.«Quando nelle disposizioni del detto codice è comminatala pena di morte, in luogo di questa si applicala pena dell’ergastolo».L’art. 1, comma 1, del D.L.vo 22 gennaio 1948, n.21, ha esteso le disposizioni appena trascritte ai delitti“previsti dalle leggi speciali, diverse da quelle militaridi guerra” dalle quali la pena capitale è comunquescomparsa grazie alla L. 13 ottobre 1994, n. 589, riprodottaalla voce “Restrizioni della libertà personalenell’ambiente militare”.Art. 23. Denominazione e classificazionedella reclusione militare. – Sotto la denominazionedi pene detentive o restrittive della libertàpersonale è compresa, oltre le pene indicate nelprimo comma dell’articolo 18 ( 1 ) del codice penale,anche la reclusione militare.( 1 ) Si riporta il testo dell’art. 18, primo comma,c.p., con la precisazione che la pena dell’arresto, previstanel comma citato, è comunque inapplicabile ai reatimilitari stante la loro configurazione come delitti:«Sotto la denominazione di “pene detentive” o “restrittivedella libertà personale” la legge comprende:l’ergastolo, la reclusione e l’arresto».Art. 24. Pene militari accessorie: specie.– Le pene militari accessorie sono:1) la degradazione;2) la rimozione;3) la sospensione dall’impiego;4) la sospensione dal grado;5) la pubblicazione della sentenza di condanna.Sospensione condizionale delle pene accessoriemilitari.u La Corte costituzionale ordina la restituzionedegli atti al Consiglio di Stato, Sez. IV, affinchérivaluti la rilevanza della questione alla lucedella sopravvenuta L. 7 febbraio 1990 n. 19 (Modifichein tema di circostanze. Sospensione condizionaledella pena e destituzione dei pubblicidipendenti). * Corte cost., ord. 16 marzo 1990, n.1307, in Rass. giust. milit. 1990, 50.Capo IIDelle pene militari principali,in particolareArt. 25. Pena di morte. – (Omissis) ( 1 ).( 1 ) Questo articolo deve ritenersi abrogato: si vedala nota ( 1 ) all’art. 22.Art. 26. Reclusione militare. – La penadella reclusione militare si estende da un mesea ventiquattro anni, ed è scontata in uno deglistabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo dellavoro, secondo le norme stabilite dalla legge odai regolamenti militari approvati con decretodel Presidente della Repubblica ( 1 ).Se la durata della reclusione militare non superasei mesi, essa può essere scontata in unasezione speciale del carcere giudiziario militare.


Art. 27Libro PrimoDei reati militari, in generale62Gli ufficiali, che per effetto della condannanon hanno perduto il grado, scontano la penadella reclusione militare in uno stabilimento diversoda quello destinato agli altri militari.( 1 ) Si vedano i testi normativi riprodotti alla voce“Restrizioni della libertà personale nell’ambiente militare”.SOMMARIO: a) Limite minimo della reclusionemilitare;b) Effetti dei procedimenti alternativi;c) Sanzioni sostitutive.a) Limite minimo della reclusione militare.u Non contrasta con il principio di uguaglianzala previsione per la reclusione militaredi un limite minimo di un mese, mentre quelloper la reclusione comune è di quindici giorni. *Corte cost., 3 giugno 1987, n. 220, in Rass. giust.milit. 1987, 343.b) Effetti dei procedimenti alternativi.u Connotati sostanziali della reclusione edella reclusione militare sono, rispettivamente,la misura minima non inferiore a quindici giornie ad un mese; neppure per effetto delle riduzioniconseguenti a procedimenti speciali è possibileapplicare le sanzioni in misura inferiore, poichési applicherebbero pene prive di quei caratterigiuridici che come tali le individuano. * Cass.pen., sez. I, c.c. 20 maggio 1992, n. 2285, Leone,in Rass. giust. milit. 1992, 243.c) Sanzioni sostitutive.u In tema di sanzioni sostitutive di penedetentive brevi, nella situazione creata dall’intervenutadeclaratoria di parziale illegittimitàcostituzionale dell’art. 53 della L. 24 novembre1981 n. 689, nella parte in cui non prevedeval’applicabilità delle dette sanzioni relativamentea pene inflitte per reati militari (Corte cost. 29giugno 1995 n. 284), mentre può porsi un problemadi compatibilità della semidetenzione odella libertà controllata con particolare statusdel militare (sì da rendere tali sanzioni di fattoinapplicabili, in attesa dell’auspicato interventodel legislatore), analogo problema non si ponecon riguardo alla pena pecuniaria sostitutiva, laquale, pertanto, può già ora essere applicata anchenel caso di reati militari, in attuazione dellasummenzionata decisione del giudice delle leggi.* Cass. pen., sez. I, 14 giugno 1996, n. 2992(c.c. 30 aprile 1996), P.G. militare in proc. DeCaro. [RV204932]Art. 27. ( 1 ) Sostituzione della reclusionemilitare alla reclusione. – Alla pena della reclusione,inflitta o da infliggersi ai militari perreati militari, è sostituita la pena della reclusionemilitare per eguale durata, quando la condannanon importa la degradazione.Nel caso preveduto dal comma precedente,per la determinazione delle pene accessorie edegli altri effetti penali della condanna, si ha riguardoalla pena della reclusione militare.( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 358 del30 luglio 1993, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo articolo nella parte in cui consente chela conversione della pena della reclusione comune inquella della reclusione militare possa avvenire in relazionealla sanzione penale comminata per il reato previstodall’art. 8, secondo comma, della L. 15 dicembre1972, n. 772 in materia di obiezione di coscienza.Conservazione della qualità di appartenentealle Forze Armate.u La pena della reclusione, inflitta in misurache non dia luogo a degradazione, per il reatodi rifiuto del servizio militare, di cui all’art. 8, L.n. 772 del 1972, deve essere sostituita, ai sensidell’art. 27 c.p.m.p., con la pena della reclusionemilitare per uguale durata, nell’ipotesi normalein cui il soggetto conservi, al momento del giudizio,la qualità di appartenente alle forze armateposseduta al momento della commissione delreato. * Cass. pen., sez. I, 31 ottobre 1990 (c.c. 8ottobre 1990, n. 3219), Di Bonito.Capo IIIDelle pene militari accessorie,in particolareArt. 28. Degradazione. – La degradazionesi applica a tutti i militari, è perpetua e priva ilcondannato:1) della qualità di militare e, salvo che la leggedisponga altrimenti, della capacità di prestarequalunque servizio, incarico od opera per leforze armate dello Stato;2) delle decorazioni, delle pensioni e del dirittoalle medesime per il servizio anteriormenteprestato ( 1 ).


63 Titolo II - Delle pene militariArt. 29La legge determina i casi, nei quali la condannaalla pena di morte ( 2 ) importa la degradazione.La condanna all’ergastolo, la condanna allareclusione per un tempo non inferiore a cinqueanni e la dichiarazione di abitualità o di professionalitànel delitto, ovvero di tendenza a delinquere,pronunciate contro militari in servizioalle armi o in congedo, per reati militari, importanola degradazione.Nel caso di condanna alla pena di morte ( 2 )con degradazione e in quelli indicati nel commaprecedente, restano fermi le pene accessorie egli altri effetti penali derivanti dalla condanna anorma della legge penale comune.( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 78 del3 luglio 1967, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo articolo limitatamente alla parte del primocomma, n. 2), in base alla quale la degradazione privail condannato «delle pensioni e del diritto alle medesimeper il servizio anteriormente prestato». Si vedainoltre, l’art. 4, della L. 13 giugno 1935, n. 1116, sullariabilitazione militare e il relativo regolamento perl’esecuzione, approvato con R.D.L. 3 settembre 1936, n.1847, nonché il D.L.vo Lgt. 21 marzo 1946, n. 254, sullacompetenza per la riabilitazione in caso di sentenzepronunciate dai tribunali militari italiani all’estero.( 2 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 22.Permanenza della qualità militare.u La condanna per reato comune che importila interdizione perpetua dai pubblici uffici èimproduttiva di effetti militari fino a quando,con la pena accessoria della degradazione (art.28 cod. pen. mil. pace), non sia stato adottato ilprovvedimento di espulsione dalle forze armatea norma dell’art. 6 d.p.r. 14 febbraio 1964, n. 237(non modificato dalla L. 24 dicembre 1986, n.958). Pertanto, l’imputato, nei cui confronti nonsia stata adottata la predetta procedura, conservagli obblighi derivanti dalla sua qualità dimilitare ed è tenuto a rispondere alla chiamataalle armi in cui sia compreso e per la quale siastato regolarmente precettato. (Nella specie laSuprema Corte ha anche affermato che le stesseconsiderazioni valgono per la eccepita mancatasostituzione della pena della reclusione militare,inflitta per il reato di mancanza alla chiamata,con la pena della reclusione ordinaria peruguale durata, poiché l’imputato, al momentodella decisione impugnata, non aveva perduta laqualità di militare). * Cass. pen., sez. I, 28 marzo1987 (c.c. 26 febbraio 1987, n. 566), Ascenzi.Art. 29. Rimozione. – La rimozione si applicaa tutti i militari rivestiti di un grado o appartenentia una classe superiore all’ultima; èperpetua, priva il militare condannato del gradoe lo fa discendere alla condizione di semplicesoldato o di militare di ultima classe.La condanna alla reclusione militare, salvoche la legge disponga altrimenti, importa la rimozione:1) per gli ufficiali e sottufficiali, quando è inflittaper durata superiore a tre anni;2) per gli altri militari, quando è inflitta perdurata superiore a un anno ( 1 ).( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 258 del1 giugno 1993, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo articolo nella parte in cui prevede che«per gli altri militari» la rimozione consegue alla condannaalla reclusione militare per una durata diversada quella stabilita «per gli ufficiali e sottufficiali».Rapporti con le sanzioni disciplinari.u Lo schema innovativo introdotto dalla L. 7febbraio 1990, n. 19, non è applicabile al casodella «rimozione dal grado», sancita, per il personalemilitare, dall’art. 29 c.p.m.p. In particolare,in caso di irrogazione della rimozione dalgrado, quale pena accessoria militare, non puòfarsi luogo all’applicazione dell’art. 9 della leggecitata. * Cons. Stato, sez. III, 30 novembre1993, n. 1262, in Il diritto penale militare, Milano,1995, 143.u La rimozione dal grado, prevista dalla leggepenale militare e disciplinata dagli artt. 24, 29 e33 c.p.m.p., costituisce pena militare accessoriaed è irrogata dalla sentenza penale come contenutodi questa e risponde, perciò, a caratteristichegiurisdizionali che ne qualificano la natura.Essa, inoltre, come sanzione disciplinare di Stato,è contemplata nell’art. 70 L. 10 aprile 1954, n.113 (Stato degli ufficiali dell’Esercito, della Marinae dell’Aeronautica) (Omissis), in cui è previstala rimozione dal grado per violazione delgiuramento o per altri motivi disciplinari, previogiudizio di un consiglio (per i sottufficiali di unacommissione) di disciplina. * Cons. Statosez. III,30 novembre 1993, n. 1262, in Il diritto penalemilitare, Milano, 1995, 143.


Art. 30Libro PrimoDei reati militari, in generale64u L’art. 9 L. 7 febbraio 1990, n. 19, non ha inalcun modo inciso sulla disciplina delle pene accessoriee della pena accessoria militare della rimozionedal grado. * Corte cost., 25 marzo 1994,n. 137, Piccolomini, in Il diritto penale militare,Milano, 1995, 144.u Anche nei confronti dei militari rimossi dalgrado e dal servizio a seguito di condanna penaleè applicabile la L. 7 febbraio 1990, n. 19, sullariammissione in servizio dei pubblici dipendenticessati per destituzione senza procedimento disciplinare.* Cons. Statosez. IV, 7 settembre 1994,n. 691, Di Lorenzo ed altri, in Il diritto penalemilitare, Milano, 1995, 144.u In sede di procedimento disciplinare neiconfronti di dipendenti pubblici, la valutazionesulla gravità dei fatti commessi dal dipendente,in relazione all’applicazione di una sanzionedisciplinare, costituisce una tipica espressionedella discrezionalità amministrativa, non sindacabilein quanto tale dal giudice amministrativo,salvo che in ipotesi di eccesso di potere, nellesue varie forme sintomatiche, quali la manifestaillogicità, la manifesta irragionevolezza, l’evidentesproporzionalità e il travisamento. Va pertantodichiarato illegittimo, sussistendo il viziodi eccesso di potere per violazione del principiodi proporzionalità, il provvedimento con cui siè disposta la perdita del grado di ufficiale perrimozione a seguito di un decreto penale di condannaa pena pecuniaria per tentato furto, nonrisultando altri reati o mancanze disciplinari. Ilreato così commesso, pur giustificando una sanzionedisciplinare, non è tale ictu oculi da giustificarela misura massima dell’estinzione delrapporto di lavoro. Cons. Stato, sez. IV, 16 ottobre2009, n. 6353, UTET.Art. 30. Sospensione dall’impiego. – Lasospensione dall’impiego, si applica agli ufficiali,e consiste nella privazione temporanea dell’impiego.Fuori dei casi preveduti dall’articolo precedente,la condanna alla reclusione militareimporta la sospensione dall’impiego durantel’espiazione della pena.Art. 31. Sospensione dal grado. – La sospensionedal grado si applica ai sottufficiali eai graduati di truppa, e consiste nella privazionetemporanea del grado militare.Fuori dei casi preveduti dall’articolo 29, lacondanna alla reclusione militare importa la sospensionedal grado durante l’espiazione dellapena.Art. 32. Pubblicazione della sentenza dicondanna. – La sentenza di condanna alla penadi morte ( 1 ) o alla pena dell’ergastolo è pubblicataper estratto mediante affissione nel comunedove è stata pronunciata, in quello doveil reato fu commesso e in quello dove ha sedeil corpo o è ascritta la nave, a cui il condannatoapparteneva.Il giudice, se ricorrono particolari motivi,può disporre altrimenti, o anche che la sentenzanon sia pubblicata.( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 22.Art. 33. Pene militari accessorie conseguentialla condanna per delitti prevedutidalla legge penale comune. – La condanna pronunciatacontro militari in servizio alle armi o incongedo, per alcuno dei delitti preveduti dallalegge penale comune, oltre le pene accessoriecomuni, importa:1. la degradazione, se trattasi di condannaalla pena di morte ( 1 ) o alla pena dell’ergastolo,ovvero di condanna alla reclusione che, a normadella legge penale comune, importa la interdizioneperpetua dai pubblici uffici;2. la rimozione, se, fuori dei casi indicati nelnumero 1, trattasi di delitto non colposo controla personalità dello Stato, o di alcuno dei delittipreveduti dagli articoli 476 a 493, 624, 628, 629,630, 640, 643, 644 e 646 del codice penale, o dibancarotta fraudolenta ( 2 ); ovvero se il condannato,dopo scontata la pena, deve essere sottopostoa una misura di sicurezza detentiva diversadal ricovero in una casa di cura o di custodiaper infermità psichica, o alla libertà vigilata;3. la rimozione, ovvero la sospensione dall’impiegoo dal grado, secondo le norme stabiliterispettivamente, dagli articoli 29, 30 e 31, inogni altro caso di condanna alla reclusione, dasostituirsi con la reclusione militare a’ terminidegli articoli 63 e 64.La dichiarazione di abitualità o di professionalitànel delitto, ovvero di tendenza a delinquere,pronunciata in qualunque tempo contro militariin servizio alle armi o in congedo, per reatipreveduti dalla legge penale comune, importala degradazione.


Art. 38Libro PrimoDei reati militari, in generale66I reati preveduti da questo codice, e quelliper i quali qualsiasi altra legge penale militarecommina una delle pene indicate nell’articolo22, sono delitti.SOMMARIO: a) Abuso d’ufficio e militari;b) Nozione di reato militare;c) Rapporti con i delitti contro l’attività giudiziaria;d) Rifiuto del servizio di leva.a) Abuso d’ufficio e militari.u È manifestamente inammissibile, in quantoil giudice a quo richiede una pronuncia additivain materia riservata alla discrezionalità del legislatore,la questione di legittimità costituzionaledell’art. 37 c. p. mil. pace, nella parte in cui nonqualifica, come reato militare, la fattispecie diabuso d’ufficio di cui all’art. 323 c.p., se commessada appartenente alle forze armate conabuso di poteri o violazione dei doveri inerentiallo stato di militare, in riferimento agli art. 3e 111 cost. * Corte cost., ord. 2 luglio 2009, n.203.b) Nozione di reato militare.u In relazione all’art. 103, comma 3, II periodo,della Costituzione è manifestamente infondatala questione di legittimità costituzionaledell’art. 37, comma 1, del c.p.m.p., in quanto illegislatore non ha configurato a proprio arbitrioi reati ivi definiti e sottoposti alla specialegiurisdizione, considerando piuttosto la lorooffensività ai valori esclusivamente o prevalentementepertinenti alle Forze armate. Se alcunenorme non si uniformano poi al detto criterio,l’incostituzionalità va fatta valere a loro carico,non già in riferimento alla nozione generale delreato militare. * Corte cost., 11 giugno 1980, n.81, in Giur. Cost. 1980, I, 711 ss.c) Rapporti con i delitti contro l’attivitàgiudiziaria.u In tempo di pace la giurisdizione «normale»è quella ordinaria, mentre quella militareha carattere eccezionale ed è subordinata a unduplice limite, uno di natura oggettiva, rappresentatodal fatto che ne formano oggetto esclusivamentei reati militari, e cioè gli illeciti penalisanzionati con pena militare, e l’altro di ordinesoggettivo, costituito dall’appartenenza alle Forzearmate degli autori dei reati i quali pertantodevono trovarsi in effettivo servizio attuale allearmi. Ne consegue che rientra nella giurisdizioneesclusiva del giudice ordinario la cognizionedi un’omessa denuncia di reato commessa daun ufficiale delle Forze armate, dal momentoche essa concreta una fattispecie delittuosa configuratae sanzionata da norma incriminatriceappartenente alla legge penale comune (art. 361c.p.). * Cass. pen., sez. I, 22 agosto 1994, n. 2631(c.c. 31 maggio 1994), Garro.d) Rifiuto del servizio di leva.u Il fatto del rifiuto di prestare il serviziomilitare previsto dall’art. 8, comma secondo, L.15 dicembre 1972 n. 772 non coincide neppurein parte, con il fatto di rifiutare il servizio sostitutivocivile previsto dal primo comma dellasuddetta norma stante la mancanza di identitàtra le due previsioni legali e le condotte chene integrano gli estremi. Il fatto del rifiuto diprestazione del servizio militare di leva nonè pertanto preveduto, sia pure parzialmente,come reato dalla legge penale comune agli effettidell’art. 37 cod. pen. mil. pace. Ne consegueche il reato relativo, previsto dall’art. 8, secondocomma, legge n. 772 del 1972 deve esserequalificato come reato esclusivamente militaree, come tale, suscettibile di attenuazione di penaa norma dell’art. 48 cod. pen. mil. pace. * Cass.pen., sez. I, 9 maggio 1987, n. 5759 (ud. 27 novembre1986), Calzetta.Art. 38. Trasgressione disciplinare. – Leviolazioni dei doveri del servizio e della disciplinamilitare, non costituenti reato, sono prevedutedalla legge ovvero dai regolamenti militariapprovati con decreto del Presidente della Repubblicae sono punite con le sanzioni in essistabilite ( 1 ).( 1 ) Si vedano i testi normativi riprodotti alla voce“Disciplina militare”.Art. 39. ( 1 ) Ignoranza dei doveri militari.– Il militare non può invocare a propria scusal’ignoranza dei doveri inerenti al suo statomilitare.( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 61 del24 febbraio 1995, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo articolo nella parte in cui non escludedall’inescusabilità dell’ignoranza dei doveri inerentiallo stato militare l’ignoranza inevitabile.


Art. 41Libro PrimoDei reati militari, in generale68art. 40 c.p.m.p., che fosse da riguardare comemanifestamente criminoso, con conseguenteobbligo di non darvi esecuzione, l’ordine dieffettuazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine,di cui era ictu oculi riconoscibile la contrarietàai più elementari principi di umanità, attesi, inparticolare, il cinico criterio di selezione dellevittime designate e la sproporzione del loronumero (dieci a uno) a fronte del numero deimilitari tedeschi rimasti vittime dell’attentato aseguito del quale, a titolo di rappresaglia, erastato deciso l’eccidio anzidetto. * Cass. pen., sez.I, 1 dicembre 1998, n. 12595 (ud. 16 novembre1998), Hass ed altro. [RV211771]Art. 41. Uso legittimo delle armi. – Non èpunibile il militare, che, a fine di adempiere unsuo dovere di servizio, fa uso, ovvero ordina difar uso delle armi o di altro mezzo di coazionefisica, quando vi è costretto dalla necessità direspingere una violenza o di vincere una resistenzaLa legge determina gli altri casi, nei qualiil militare è autorizzato a usare le armi o altromezzo di coazione fisica.SOMMARIO: a) Irrilevanza della resistenzapassiva;b) Rapporto tra l’azione e la reazione.a) Irrilevanza della resistenza passiva.u Ricorre la causa di non punibilità prevedutadall’art. 41 c.p.m.p. quando l’uso delle armi odi altro mezzo di coazione fisica sia determinatodalla resistenza illegittima, ossia dall’opposizioneattiva al conseguimento di una finalitàattinente al servizio militare, ed il mezzo di coazionerisulti adeguato all’intensità della resistenzaed attuato con il fine specifico di vincere laresistenza medesima. * Trib. supr. mil., 23 marzo1948, n. 3, Albanese, in Mass. T.S.M. 1942-1951,voce Adempimento di un dovere, n. 3.b) Rapporto tra l’azione e la reazione.u Il superiore può usare la forza verso l’inferiorenell’adempimento del suo dovere e puòpervenire sino all’uso legittimo delle armi, soloquando tale uso sia giustificato dalla necessità esempre che sia proporzionato all’azione postain essere dall’inferiore. * Trib. supr. mil., 15 maggio1942, n. 4, Bellon, in Mass. T.S.M. 1942-1951,voce Adempimento di un dovere, n. 4.u Il militare può usare, nei limiti strettamenteed assolutamente necessari e con la massimaprudenza, la forza contro il superiore che forzila consegna. * Trib. supr. mil., 28 novembre1950, n. 4, Ferrante, in Mass. T.S.M. 1942-1951,voce Adempimento di un dovere, n. 4 .Art. 42. Difesa legittima. – Per i reati militari,in luogo dell’articolo 52 del codice penale,si applicano le disposizioni dei commi seguenti.Non è punibile chi ha commesso un fattocostituente reato militare, per esservi stato costrettodalla necessità di respingere da sé o daaltri una violenza attuale e ingiusta, sempre chela difesa sia proporzionata all’offesa.Non è punibile il militare, che ha commessoalcuno dei fatti preveduti dai capi terzo e quartodel titolo terzo, libro secondo, per esservi statocostretto dalla necessità:1) di difendere i propri beni contro gli autoridi rapina, estorsione, o sequestro di personaa scopo di rapina o estorsione ovvero dal saccheggio;2) di respingere gli autori di scalata, rotturao incendio alla casa o ad altro edificio di abitazioneo alle loro appartenenze, se ciò avviene dinotte: ovvero se la casa o l’edificio di abitazioneo le loro appartenenze, sono in luogo isolato, evi è fondato timore per la sicurezza personaledi chi vi si trovi.Se il fatto è commesso nell’atto di respingeregli autori di scalata, rottura o incendio allacasa o ad altro edificio di abitazione, o alle loroappartenenze, e non ricorrono le condizioniprevedute dal n. 2) del comma precedente, [allapena di morte ( 1 ) con degradazione è sostituitala reclusione non inferiore a dieci anni]; alla penadell’ergastolo è sostituita la reclusione da seia venti anni; e le altre pene sono diminuite daun terzo alla metà.( 1 ) L’art. 1 del D.L.vo Lgt. 10 agosto 1944, n. 224,ha disposto:«Per i delitti preveduti nel codice penale è soppressala pena di morte».«Quando nelle disposizioni del detto codice è comminatala pena di morte, in luogo di questa si applicala pena dell’ergastolo».L’art. 1, comma 1, del D.L.vo 22 gennaio 1948, n.21, ha esteso le disposizioni appena trascritte ai delitti“previsti dalle leggi speciali, diverse da quelle milita-


69 Titolo III - Del reato militareArt. 42ri di guerra” dalle quali la pena capitale è comunquescomparsa grazie alla L. 13 ottobre 1994, n. 589, riprodottaalla voce “Restrizioni della libertà personalenell’ambiente militare”.SOMMARIO: a) Aggressione; a-1) Attualità;a-2) Cessazione; a-3) Fuga; a-4) Reciprocheoffese;b) Profili costituzionali;c) Rapporti della legittima difesa; c-1) Con il“nonnismo”; c-2) Con la sfida a duello.a) Aggressione.a-1) Attualità.u L’attualità della violenza, richiesta dall’art.42 c.p.m.p. per la sussistenza della legittimadifesa nei reati militari, implica non già unaviolenza verificatasi ma il pericolo dell’offesaall’incolumità o alla vita, sicché il concetto diattualità non differisce da quello proprio dellacausa di giustificazione di diritto comune (art.52 c.p.). Pertanto, in questi limiti, non è fondatala questione di costituzionalità dell’art. 42c.p.m.p. sollevata con riferimento agli artt. 2 e3 Cost. * Corte cost., 3 giugno 1987, n. 225, inRass. giust. milit. 1987, 356.u Ai fini della configurabilità dell’esimentedella legittima difesa prevista dalla legge penalemilitare, è necessario che il soggetto abbia postoin essere un fatto costituente reato militareperché costrettovi dalla necessità di respingereda sè o da altri una violenza in atto (o sul puntodi attuarsi). Bene, pertanto, è esclusa l’esimentein discorso se l’aggredito abbia reagito una voltacessata l’attualità della violenza. * Trib. supr.mil., 2 aprile 1976, n. 106, P.M. in proc. Piria, inRass. giust. milit. 1976, 412.u L’esimente della legittima difesa, nella previsionedel codice penale militare, richiede lanecessità di respingere da sè o da altri una violenzaattuale e ingiusta. A realizzare il requisitodell’attualità non basta l’astratta possibilità chela violenza si verifichi, occorrendo invece chel’aggressione sia già iniziata o appaia imminente,cioè sul punto di attuarsi. * Trib. supr. mil.,24 aprile 1979, n. 297, Del Fabro, in Rass. giust.milit. 1979, 330.a-2) Cessazione.u Per ritenersi sussistente la legittima difesain tema di reati militari occorrono tre requisitiessenziali: 1) l’attualità di un’offesa rappresentatada una violenza ingiusta; 2) la necessità delladifesa; 3) la proporzione tra la difesa e l’offesa.Ne deriva che quando l’altrui offesa si è giàesaurita, manca la giustificazione della reazione.* Cass. pen., sez. I, 29 ottobre 1986, De Glorei,in Rass. giust. milit. 1987, 241.a-3) Fuga.u La legittima difesa spetta anche quandol’offesa ingiusta sia evitabile con la possibilefuga, poiché il commodus discessus non solonon è richiesto dalla legge penale — che per ladifesa legittima non pretende, come per lo statodi necessità, che il pericolo non sia altrimentievitabile e cioè con altri mezzi — ma è contrarioalle regole dell’etica militare ricevute dall’ordinamentopositivo. * Corte mil. app., 28 ottobre1982, Briosi, in Rass. giust. milit. 1983, 130.a-4) Reciproche offese.u Per mancanza del requisito della «necessitàdi difendere», non è configurabile la legittima difesaa favore di chi abbia deliberatamente volutouna colluttazione altrimenti evitabile. * Cass.pen., sez. I, 31 ottobre 1983, n. 626, Visardi.u La legittima difesa prevista dall’art. 42c.p.m.p. non è applicabile a favore di chi abbiadeliberatamente voluto una colluttazione altrimentievitabile, poichè in tal caso i contendentisi pongono, con coscienza e volontà, inuna situazione di reciproca offesa e di difesacon rispettive reazioni, posto che essi, in dipendenzadell’accettazione del pericolo di offesa, sicomportano non difformemente dall’ipotesi diofferta e di accettazione d’una sfida a duello. *Cass. pen., sez. I, 23 gennaio 1984, n. 626 (ud.31 ottobre 1983), Visardi.b) Profili costituzionali.u Non è fondata, nei sensi di cui in motivazione,la questione di legittimità costituzionaledell’art. 42 c.p.m.p. (difesa legittima) sollevatadal Tribunale militare di Padova, con le ordinanze27 febbraio e 18 marzo 1986 (n. 512 e531/86 Reg. ord.), in riferimento agli artt. 2 e 3Cost. * Corte cost., 11 giugno 1987, n. 225 (ud.3 giugno 1987).c) Rapporti della legittima difesa.c-1) Con il “nonnismo”.u È inammissibile la questione di legittimitàcostituzionale dell’art. 42 del codice penale mi-


Art. 43Libro PrimoDei reati militari, in generale70litare di pace, in relazione all’art. 52 del codicepenale, con riferimento agli artt. 2, 3 e 52, ultimocomma, della Costituzione, sollevata dal Tribunalemilitare territoriale di Padova con ordinanza14 novembre 1989; non è fondata la questione dilegittimità costituzionale degli artt. 228, commasecondo e 198, codice penale militare di pace,con riferimento agli artt. 2, 3, 52, ultimo commae 27, primo comma, della Costituzione, sollevatacon la stessa ordinanza dal Tribunale militareterritoriale di Padova. * Corte cost., 31 maggio1990, n. 278 (ud. 23 maggio 1990).c-2) Con la sfida a duello.u La legittima difesa prevista dall’articolo 42del codice penale militare di pace non è applicabilea favore di chi abbia deliberatamente volutouna colluttazione altrimenti evitabile, poiché intal caso i contendenti si pongono, con coscienzae volontà, in una situazione di reciproca offesa edi difesa con rispettive reazioni, posto che essi,in dipendenza dell’accettazione del pericolo dioffesa, si comportano non difformemente dall’ipotesidi offerta e di accettazione d’una sfida aduello. * Cass. pen., 31 ottobre 1983, Visardi.Art. 43. Nozione della violenza. – Agli effettidella legge penale militare, sotto la denominazionedi violenza si comprendono l’omicidio,ancorché tentato o preterintenzionale, le lesionipersonali, le percosse, i maltrattamenti, e qualsiasitentativo di offendere con armi.SOMMARIO: a) Atteggiamento minaccioso;b) Sputi contro la persona;c) Tentativo dell’aggressione armata.a) Atteggiamento minaccioso.u Perché possa configurarsi la scriminantedella legittima difesa ai sensi dell’art. 42 c.p.m.p.,deve ricorrere la necessità di respingere unaviolenza attuale ed ingiusta, la cui nozione,agli effetti della legge penale militare, è esclusivamentequella fornita dall’art. 43 dello stessocodice che vi include, tra l’altro, i reati di lesionipersonali, percosse, maltrattamenti e qualsiasitentativo di offendere con le armi. Poiché in taledefinizione di violenza non sono compresi i reatidi minaccia o di tentativo di lesioni personalio di percosse, deve eslcudersi che, agli effettidella legge penale militare, ricorra l’ipotesi dellalegittima difesa ogni qualvolta un soggetto abbiareagito ad un atteggiamento minaccioso dell’aggressore,anche se diretto alla commissione deireati di lesioni personali o percosse, che sianocomunque rimasti alla fase di tentativo. * Cass.pen., sez. I, 13 settembre 1994, n. 9803 (ud. 30giugno 1994), Settembrini.b) Sputi contro la persona.u L’investimento materiale delle persone,se non oltrepassa la soglia del dolore fisico eproduce solo disgusto e umiliazione, è da considerareatto lesivo dell’onore e del decoro e nonintegra gli estremi della violenza, non essendotale investimento materiale da ricomprendere trai maltrattamenti. Considerando che la dottrina ela giurisprudenza hanno compreso nella denominazionedi percosse tutti gli atti di manomissionedella persona capaci di cagionare dolorefisico — e quindi atti che, non consistendo propriamentein un percuotere (quali il trascinareper terra, lo scuotere violentemente e simili) sicomprende come l’art. 43 c.p.m.p., elencando trale ipotesi di violenza i maltrattamenti, rispondaad una esigenza di completezza e di precisione,e non si riferisca, con la ipotesi di maltrattamenti,ad atti lesivi dell’onore e del decoro. Losputare addosso ad una persona, in quanto l’attosia mantenuto nei limiti di un’ingiuria reale, noncostituisce manifestazione di violenza bensì dioffesa al decoro. * Trib. supr. mil., 3 dicembre1965, Rossi, in Giust. pen., 1966, II, col. 384.c) Tentativo dell’aggressione armata.u Perché sussista «violenza», nell’ipotesi deltentativo di offendere con armi, non è sufficientela mera minaccia dell’offesa a mano armata, maoccorre almeno il tentativo dell’offendere, cioèil compimento di un atto idoneo e non equivocodiretto a ledere la persona fisica altrui. Infatti lalegge penale militare fa riferimento a «qualsiasitentativo» non per configurare un istituto diversodal tentativo contemplato dalla legge penalecomune, ma solo per precisare che la nozionedi violenza, in relazione al tentativo di offenderecon armi, si determina a prescindere dalla maggioreo minore prossimità dell’atto compiutoall’evento al quale è diretto. * Trib. supr. mil.,7 maggio 1946, n. 3, Zanichelli, in Mass. T.S.M.1942-51, voce Violenza.Art. 44. Casi particolari di necessitàmilitare. – Non è punibile il militare, che hacommesso un fatto costituente reato, per es-


71 Titolo III - Del reato militareArt. 45servi stato costretto dalla necessità di impedirel’ammutinamento, la rivolta, il saccheggio,la devastazione, o comunque fatti tali da comprometterela sicurezza del posto, della nave odell’aeromobile.SOMMARIO: a) Attualità del pericolo;b) Doverosa esposizione al pericolo;c) Mancata resistenza all’aggressore;d) Rapporti del superiore con gli inferiori.a) Attualità del pericolo.u Il calcio sferrato dal superiore all’inferiore,che abbia in precedenza determinato unasituazione di grave pericolo per l’incolumità deimilitari del Reparto, non può essere ritenutoscriminato dalla sussistenza dello stato di necessitàqualora non sia più ravvisabile l’attualitàdel pericolo. * Trib. mil. Torino, 27 giugno 1991,Sarti, in Rass. giust. milit. 1992, 65.b) Doverosa esposizione al pericolo.u La disposizione relativa alla non punibilitàper lo stato di necessità non si applica a chiha un particolare dovere giuridico di esporsi alpericolo, dovere che non viene meno anche sericorra la necessità di salvare altri invece chesè stesso. La ragione dell’inapplicabilità dell’esimenteè costituita dall’esigenza, preminentealla stessa altrui salvezza, dell’adempimento deldovere di esporsi al pericolo. * Trib. supr. mil., 4marzo 1952, n. 93, Mecca, in Giust. pen., 1952,II, col. 930, n. 93.c) Mancata resistenza all’aggressore.u Il militare comandato in servizio di vigilanzaarmata, che non oppone resistenza all’aggressionedi malviventi e compie, per intimazionedei medesimi, un fatto contrario agli obblighiimpostigli dalla consegna, non può invocare apropria scusa lo stato di necessità, avendo egli ildovere giuridico di esporsi al pericolo e di fronteggiarlocon l’impiego delle armi. * Trib. supr.mil., 18 ottobre 1949, n. 9, Patrì, in Mass. T.S.M.1942-1951, voce Violata consegna da parte dimilitare di guardia o di servizio, n.9.d) Rapporti del superiore con gli inferiori.u Essendo tassativi i casi di necessità militarestabiliti dalla legge in cui ogni mezzo adeguatodi intervento è legittimato (art. 44 c.p.m.p.) o imposto(art. 138 c.p.m.p.), non esiste un generalediritto di coercizione materiale del superiore. Ilsuperiore che ritenga giustificato il proprio comportamentodall’esistenza di un diritto di coercizionemateriale nei confronti dell’inferiore versain errore che, trattandosi di errore sulla leggepenale, non può essere invocato a scusa ed èquindi irrilevante ai fini del giudizio di responsabilità.* Trib. supr. mil., 16 luglio 1976, n. 276,Magris e altro, in Rass. giust. milit. 1977, 51.Art. 45. Eccesso colposo. – Quando, nelcommettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli40, 41, 42, escluso l’ultimo comma, e 44,si eccedono colposamente i limiti stabiliti dallalegge o dall’ordine del superiore o di altra autorità,ovvero imposti dalla necessità, si applicanole disposizioni concernenti i reati colposi,se il fatto è preveduto dalla legge come reatocolposo.SOMMARIO: a) Inesistenza della scriminante;b) Punibilità a titolo colposo.a) Inesistenza della scriminante.u L’eccesso colposo, nelle cause di giustificazione,non può riconoscersi, qualora venganoaccertati insussistenti requisiti essenziali (e,quindi, l’applicabilità) di queste. * Cass. pen.,29 ottobre 1986, De Giorgi, in Il diritto penalemilitare, Milano, 1993, 215.b) Punibilità a titolo colposo.u L’eccesso colposo in legittima difesa, ravvisatoin ordine al reato militare di lesione personale(artt. 223-224 c.p.m.p.), è un reato militare,a cui si applicano le disposizioni concernenti ilreato comune di lesioni personali colpose (art.590 c.p.), per la cui punibilità è quindi necessariala proposizione della querela da parte delmilitare offeso. * Corte mil. app., sez. dist. Verona,7 febbraio 1986, Bongiorgi, in Rass. giust.milit. 1985, 123.Art. 46. Pena per il delitto tentato. – Ilcolpevole di delitto tentato è punito:1) con la reclusione da ventiquattro a trentaanni, se dalla legge è stabilita per il delitto lapena di morte ( 1 ) con degradazione;2) con la reclusione militare non inferiore aquindici anni, se la pena stabilita è la morte ( 1 )mediante fucilazione nel petto;


Art. 47Libro PrimoDei reati militari, in generale723) con la reclusione non inferiore a dodicianni, se la pena stabilita è l’ergastolo;4) negli altri casi, con la pena stabilita per ildelitto, diminuita da un terzo a due terzi.( 1 ) Si veda ( 1 ) all’art. 42.Capo IICircostanze del reato militareArt. 47. Circostanze aggravanti comuni.– Oltre le circostanze aggravanti comuni prevedutedal codice penale, aggravano il reato militare,quando non ne sono elementi costitutivio circostanze aggravanti speciali, le circostanzeseguenti:1) l’avere agito per timore di un pericolo alquale il colpevole aveva un particolare doveregiuridico di esporsi;2) l’essere il militare colpevole rivestito diun grado o investito di un comando;3) l’avere commesso il fatto con le armi didotazione militare, o durante un servizio militare,ovvero a bordo di una nave militare o di unaeromobile militare;4) l’avere commesso il fatto alla presenzadi tre o più militari, o comunque in circostanzedi luogo, per le quali possa verificarsi pubblicoscandalo;5) l’avere il militare commesso il fatto in territorioestero, mentre vi si trovava per causa diservizio, o mentre vestiva, ancorché indebitamente,l’uniforme militare.SOMMARIO: a) Applicazione delle circostanzenon militari;b) Militare colpevole rivestito di un gradoo investito di un comando; b-1) Autonomiadalle aggravanti specifiche; b-3) Esercizio concretodel comando;c) Carattere personale della consegna.a) Applicazione delle circostanze non militari.u I futili motivi, giusta la nozione datanedalla giurisprudenza di legittimità, non sonoravvisabili allorquando un’azione lesiva avvengain un contesto di reciproca litigiosità. Se, infatti,il movente in questione dovesse identificarsi, sicet simpliciter, con la banalità e la superficialitàdell’agire, difficilmente potrebbe immaginarsiun fatto di caserma del genere di quello di causa,non circostanziato ai sensi dell’art. 61, n. 1),c.p. * Gup Trib. mil. Torino, 10 marzo 1995, Milo,in Rass. giust. milit. 1994, 351.b) Militare colpevole rivestito di un grado oinvestito di un comando.b-1) Autonomia dalle aggravanti specifiche.u L’aggravante costituita dall’essere militareaddetto ad un servizio armato (art. 120, comma2, c.p.m.p.) e quella relativa al grado rivestitodal colpevole sono fra loro compatibili, stantela completa differenza di contenuto. * Trib. supr.mil., 10 aprile 1979, n. 274, Trinetta, in Rass.giust. milit. 1979, 298.b-3) Esercizio concreto del comando.u Nella ipotesi di delitto di collusione l’aggravanteè configurabile non quando sussistala mera possibilità di esercitare il comando,ma quando il militare sia investito di esso ocomunque lo eserciti in concreto. * Cass. pen.,sez. VI, 22 settembre 1982 (c.c. 13 maggio 1982,n. 1050), Di Censo.c) Carattere personale della consegna.u Integra il reato militare di violata consegnala condotta di inottemperanza all’ordine diservizio, senza che sia necessario il verificarsidi un evento di danno come conseguenza dellaviolazione presunta. (Fattispecie in cui un maresciallodell’Arma dei carabinieri aveva abbandonatoil posto di servizio facendosi sostituire daun appuntato; la Corte ha ritenuto che - poichéla consegna è personale ed individuale e richiede,a seconda dei compiti, anche il grado - nonpotesse parlarsi di sostituzione inoffensiva). *Cass. pen. sez. , I, 5 febbraio 2009, n. 5030 (ud.17 dicembre 2008), Cadice. [RV243371]Art. 48. Circostanze attenuanti comuni.– Oltre le circostanze attenuanti comuni prevedutedal codice penale, e salva la disposizionedell’articolo seguente ( 1 ), attenuano il reato militare,quando non ne sono elementi costitutivio circostanze attenuanti speciali, le circostanzeseguenti:1) l’avere commesso il fatto per eccesso dizelo nell’adempimento dei doveri militari;2) l’essere il fatto commesso da militare, chenon abbia ancora compiuto trenta giorni di servizioalle armi, quando trattasi di reato esclusivamentemilitare;3) l’aver commesso il fatto per i modi nonconvenienti usati da altro militare ( 2 ).


73 Titolo III - Del reato militareArt. 48Per i reati militari, la pena può essere diminuita,quando il colpevole sia militare di ottimacondotta o di provato valore.( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 213 del18 luglio 1984, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale,limitatamente all’inciso «e salva la disposizionedell’articolo seguente».( 2 ) Questo numero è stato così sostituito dall’art.10, della L. 26 novembre 1985, n. 689, recante modificheal codice penale militare di pace.SOMMARIO: a) Fatto commesso da militare,che non abbia ancora compiuto trentagiorni di servizio alle armi; a-1) Inesperienzamilitare; a-2) Rifiuto di vestire l’uniforme;b) Modi non convenienti usati da altro militare;b-1) Criteri valutativi; b-2) Incompatibilitàcon la provocazione;c) Pressione psicologica sull’inferiore;d) Ultimo comma: ottima condotta militareo provato valore; d-1) Atto eroico; d-2) Criterivalutativi; d-3) Fatti anteriori al reato attuale;d-4) Fonti del convincimento giudiziale; d-5)Nozione; d-6) Obblighi motivazionali del giudice;d-7) Rapporti con la sospensione condizionale;d-8) Reato continuato.a) Fatto commesso da militare, che non abbiaancora compiuto trenta giorni di servizioalle armi.a-1) Inesperienza militare.u La mancata prestazione di trenta giornidi servizio militare non rientra tra gli elementiessenziali e costitutivi del reato di cui all’art. 8,comma 2, L. 772/1972; la circostanza attenuantedi cui all’art. 48, comma 1, n. 2 c.p.m.p. è pertantocompatibile con il reato medesimo. * Cass.pen., sez. I, 13 giugno 1991, Avanzato, in Rass.giust. milit., 1991, 267.a-2) Rifiuto di vestire l’uniforme.u È applicabile l’attenuante prevista dall’art.48 n. 2 cod. pen. mil. pace al militare che, chiamatoin servizio di leva e invitato a presentarsial comando del corpo di destinazione, rifiutidi assumere servizio e di indossare l’uniforme,in quanto tale attenuante richiede, per la suaapplicazione non discrezionale, che si tratti dimilitare che non abbia ancora compiuto trentagiorni di servizio alle armi, e tali condizioni (statodi militare del chiamato alla leva e servizioalle armi) ricorrono nel caso della chiamata dileva. * Cass. pen., sez. I, 9 maggio 1987, n. 5840(ud. 13 febbraio 1987), Sganzerla.b) Modi non convenienti usati da altro militare.b-1) Criteri valutativi.u Modi non convenienti sono quelli che,senza raggiungere gli estremi dell’ingiustizia, sirivelano, caso per caso, non conformi a quellamisura di opportunità che la situazione concretadi volta in volta richiede. * Trib. supr. mil., 3aprile 1979, n. 237, De Riso, in Rass. giust. milit.1979, 298.b-2) Incompatibilità con la provocazione.u Sussiste l’attenuante di cui all’art. 48, comma1, n. 3 c.p.m.p. (l’avere commesso il fattoper i modi non convenienti usati da altro militare)e non quella della provocazione (art. 198c.p.m.p.) allorché la reazione del subordinatosia stata dovuta non ad un fatto ingiusto delsuperiore (e cioè ad un fatto contra ius o controle regole morali della convivenza civile) ma siastata cagionata con modi che, senza raggiungeregli estremi dell’ingiustizia, si rivelano semplicementenon conformi a quei criteri di opportunitàche devono regolare anche l’estrinsecarsidel rapporto superiore-inferiore nel consorziomilitare. * Corte mil. app., 1 luglio 1988, Stano,in Rass. giust. milit. 1988, 619.c) Pressione psicologica sull’inferiore.u Non vi è corrispondenza biunivoca fra ilconcetto di «determinazione» dell’inferiore acommettere un reato, posto a base dell’attenuanteprevista dall’art. 59 n. 1 c.p.m.p., e quello di«ordine» del superiore, cui si richiama l’art. 40,commi III e IV, dello stesso codice, di tal che, seda una parte è astrattamente ammissibile la configurabilitàdi detta attenuante anche a favoredi soggetto ritenuto colpevole per aver eseguitoun ordine manifestamente criminoso, dall’altrolato la presenza dell’ordine non implica quelladella «determinazione», richiedendo quest’ultimache il superiore, concretamente abusando dellapropria posizione gerarchicamente sovraordinata,ponga in essere una coazione o pressionepsicologica sull’inferiore, sì da vincere in luiogni remora alla commissione del reato. (Nellaspecie, in applicazione di tale principio, la S.C.ha ritenuto che correttamente fosse stata esclusal’attenuante summenzionata a favore di ufficiali


Art. 48Libro PrimoDei reati militari, in generale74accusati di concorso nell’eccidio delle fosse ardeatine,avvenuto in Roma nel marzo del 1944, iquali, pur avendo operato in obbedienza ad ordiniricevuti, non erano stati soggetti a pressionio condizionamenti psicologici di sorta finalizzatiad ottenere detta obbedienza, da loro prestata,invece, in spirito di concorde collaborazione).* Cass. pen., sez. I, 1 dicembre 1998, n. 12595(ud. 16 novembre 1998), Priebke ed altro, in Riv.pen. 1999, 277. [RV211772]d) Ultimo comma: ottima condotta militareo provato valore.d-1) Atto eroico.u La circostanza attenuante cagionata daprovato valore del militare è riconoscibile nelcaso in cui sia provato un atto di ardimento inuna specifica impresa connessa con le finalitàdelle Forze armate, che l’imputato avrebbepotuto omettere senza incorrere in sanzioni. *Cass. pen., sez. I, 20 dicembre 1990, Castellani,in Rass. giust. milit., 1991, 271.d-2) Criteri valutativi.u L’attenuante dell’art. 48 c.p.m.p., se trovail suo fondamento in una ridotta capacità adelinquere del reo da valutarsi con riferimentoalla condotta anteriore al reato, non risulta — afini della sua concessione o diniego — avulsadalla concreta vicenda processuale. Invero, lacondotta anteriore, caratterizzata da ossequioalle esigenze della disciplina e del servizio, èun presupposto di quell’attenuante, la cui concessione,rientrando nel potere discrezionaledel giudice, si correla, tuttavia, alle modalitàe qualità dell’azione criminosa. (Nella specie,sulla base dell’enunciato principio, si è precisatoche il potere discrezionale del giudice inrelazione all’attenuante in discorso appare “normativamenteorientato”, nel senso che l’eserciziodello stesso è legato alle particolarità dellacondotta delittuosa; diversamente — si è detto— la condotta antecedente al reato non sarebbe“sintomatica d’una attenuazione della capacitàa delinquere del reo, risolvendosi in un’entitàastratta e priva di significato” e in tal modo siè giudicato legittimo il diniego dell’attenuantecon riferimento allo svolgimento del rapportoprocessuale). * Cass. pen., sez. I, 20 aprile 1984,n. 3643 (ud. 21 febbraio 1984), Mattia.u In tema di reati militari, ai fini dell’applicazionedella circostanza attenuante dell’ottimacondotta militare, è necessario non soltanto cheil militare abbia rispettato le norme di disciplina,non abbia dato luogo a notazioni negativeo si sia adeguato alle esigenze di servizio, mache abbia dimostrato il massimo impegno, inassoluto, tenendo una condotta che si discosti,superandola notevolmente, da quella normale. *Cass. pen. sez. I, 6 ottobre 1989, n. 13213 (ud. 12luglio 1989), Di Terlizzi.u Ai fini dell’applicazione dell’attenuantedell’«ottima condotta» o del «provato valore» exart. 48 ultimo comma c.p.m.p., nulla vieta ditener conto anche dei fatti che formino oggettodel processo, ben potendo il giudice convincersiche non sussistano i due lodevoli requisiti sel’attività del militare, quale emerga dagli atti,sia assolutamente incompatibile con i principimorali che debbono informare costantementela condotta del militare. * Cass. pen., sez. VI,23 febbraio 1991, n. 2488 (ud. 9 ottobre 1990),Perrella.u Perché ad un militare di leva possa esserericonosciuta l’attenuante dell’ottima condotta,non è necessario che la condotta sia specchiata,eccezionale o assolutamente esemplare, essendosufficiente che integri gli estremi della pienadedizione alle regole della vita militare, comenel caso in cui un rapporto informativo parli dibuon senso della disciplina e buona volontà, edi mancanza di punizioni o di richiami. * Cortemil. app., sez. dist. Verona, 14 ottobre 1988, DePalma, in Rass. giust. milit. 1988, 618.d-3) Fatti anteriori al reato attuale.u È inapplicabile l’attenuante dell’ottimacondotta al militare, chiamato a rispondere ditriplice diserzione continuata, che anteriormentealla violazione più grave, sia già incorso neglialtri due episodi di assenza dal servizio. * Cortemil. app., 24 settembre 1981, Echinope, in Rass.giust. milit. 1982, 110.d-4) Fonti del convincimento giudiziale.u Ai fini della concessione dell’attenuanterelativa all’ottima condotta deve essere presain considerazione anche la condotta successivaal reato, oltre a quella precedente comprese levicende giudiziarie, e occorre tener conto delladocumentazione attinente a tutte le valutazioniottenute dal militare nella sua carriera, in mododa avere un quadro completo della sua condottamilitare e poter con ciò decidere non tanto seegli abbia tenuto formalmente un’ottima con-


75 Titolo III - Del reato militareArt. 49dotta militare ma essenzialmente se egli sia (enon basta che lo sia stato un tempo) «militaredi ottima condotta». * Corte mil. app., sez. dist.Napoli, 26 giugno 1987, Longobucco, in Rass.giust. milit. 1988, 146.d-5) Nozione.u L’ottima condotta militare richiesta per laconfigurazione dell’attenuante di cui all’art. 48del cod. pen. militare di pace non può identificarsinel semplice puntuale adempimento deidoveri inerenti alla condizione di militare durantel’effettivo espletamento del relativo servizio,giacché un tale comportamento non supera illimite della pura e semplice buona condotta.(Nella specie è stato ritenuto legittimo il diniegodell’attenuante in parola, ad un soggetto che,dopo essersi rifiutato per motivi ideologici, diottemperare all’obbligo di presentarsi alle armi,costretto a prestare tale servizio, aveva commessoun reato militare). * Cass. pen., Sezioni Unite,19 settembre 1983, n. 7523 (ud. 21 maggio1983), Andreis.d-6) Obblighi motivazionali del giudice.u L’attenuante relativa all’ottima condotta delmilitare è di facoltativa applicazione e pertanto algiudice incombe soltanto l’obbligo di dimostrare,nella motivazione della sentenza, che della facoltà(di concedere o negare l’attenuante in parola)attribuitagli dalla legge, egli non abbia fatto unuso irragionevole o capriccioso. La sentenza è daritenersi immune da errori di diritto quando (nelcaso di specie) il giudice abbia indicato qualeragione principale del diniego una condannaper allontanamento illecito precedentementesubita dal giudicabile e abbia fatto riferimentoalla medesimezza dell’indole dei reati commessidall’imputato, per dedurne il suo mancato adeguamentoalle esigenze della disciplina militare.* Trib. supr. mil., 10 aprile 1979, n. 273, Cabitza,in Rass. giust. milit. 1979, 297.d-7) Rapporti con la sospensione condizionale.u Non sussiste contraddizione tra la concessionedell’attenuante dell’ottima condotta delmilitare ed il diniego della sospensione condizionaledella pena nella medesima sentenza, dalmomento che la valutazione relativa alla condottamilitare è limitata rispetto all’altra valutazione,da effettuare in base a tutti gli elementi indicatidall’art. 133 c.p. * Trib. supr. mil., 2 marzo 1979,n. 181, Marro, in Rass. giust. milit. 1979, 335.d-8) Reato continuato.u Ai fini dell’applicabilità dell’attenuanteconcernente l’ottima condotta militare si deveprendere in considerazione il comportamentomilitare a prescindere dal reato commesso, e ciòanche in ipotesi di reato militare continuato, ovela commissione del primo reato non impediscel’applicazione dell’attenuante ai reati commessisuccessivamente, perché ci si deve riferire alperiodo antecedente a tutta l’attuazione deldisegno criminoso. * Corte mil. app., sez. dist.Verona, 29 maggio 1987, Maggi, in Rass. giust.milit., 1987, 435.Art. 49. ( 1 ) Provocazione. – Per reati militari,l’avere reagito in stato d’ira, determinatoda un fatto ingiusto altrui costituisce circostanzadi attenuazione soltanto nei casi espressamentestabiliti dalla legge.( 1 ) La Corte costituzionale, con sentenza n. 213 del18 luglio 1984, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo articolo.Art. 50. Aumento di pena nel caso di unasola circostanza aggravante. – Quando ricorreuna circostanza aggravante, e l’aumento di penanon è determinato dalla legge, è aumentata finoa un terzo la pena che dovrebbe essere inflittaper il reato commesso.Nondimeno, la pena detentiva temporaneada applicare per effetto dell’aumento non puòsuperare gli anni trenta.Art. 51. Diminuzione di pena nel caso diuna sola circostanza attenuante. – Quando ricorreuna circostanza attenuante, e la diminuzionedi pena non è determinata dalla legge, siosservano le norme seguenti:1) alla pena di morte ( 1 ) con degradazione èsostituita la reclusione da ventiquattro a trentaanni;2) alla pena di morte ( 1 ) mediante fucilazionenel petto è sostituita la reclusione militare daventiquattro a trenta anni;3) alla pena dell’ergastolo è sostituita la reclusioneda venti a ventiquattro anni;4) le altre pene sono diminuite in misuranon eccedente un terzo.( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 42.Art. 52. Limiti degli aumenti e delle diminuzionidi pena nel caso di concorso di piùcircostanze aggravanti o attenuanti. – Se con-


Art. 53Libro PrimoDei reati militari, in generale76corrono più circostanze aggravanti o attenuanti,per determinare i limiti degli aumenti o dellediminuzioni di pena, si applicano le disposizionidel codice penale.La pena della reclusione militare da applicareper effetto degli aumenti non può comunqueeccedere gli anni trenta.La pena da applicare per effetto delle diminuzioninon può essere inferiore:1) a quindici anni di reclusione, se per il delittola legge stabilisce la pena di morte ( 1 ) condegradazione;2) a quindici anni di reclusione militare, seper il delitto la legge stabilisce la pena di morte( 1 ) mediante fucilazione nel petto.( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 42.Capo IIIDel concorso dei reatiArt. 53. Pena di morte. – (Omissis) ( 1 ).( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 42.Art. 54. Concorso di reati che importanol’ergastolo. – (Omissis) ( 1 ).( 1 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 42.Art. 55. Concorso di reati che importanola reclusione e di reati che importano la reclusionemilitare. – Quando concorrono più reatialcuni dei quali importano la reclusione e altrila reclusione militare, si applica una pena unica,osservate le norme seguenti:1) se la condanna alla reclusione importa ladegradazione, si applica la reclusione, con unaumento pari alla durata complessiva della reclusionemilitare, che si dovrebbe infliggere peri reati concorrenti;2) se la condanna alla reclusione non importala degradazione, si applica la reclusione militare,con un aumento pari alla durata complessivadella reclusione, che si dovrebbe infliggereper i reati concorrenti.(Applicazione in tema di concorso tra reati militarie reati comuni). * Cass. pen., Sezioni Unite,5 luglio 1984, n. 6300 (ud. 26 maggio 1984),Falato.Art. 56. Limiti dell’aumento di pena. –Nel caso di concorso di reati, la pena da applicarea norma dell’articolo precedente e dell’articolo73 del codice penale non può esseresuperiore al quintuplo della più grave fra le peneconcorrenti, né, comunque, eccedere trentaanni per la reclusione o la reclusione militare.Titolo IVDel reoCapo IDella recidivaArt. 57. Recidiva facoltativa fra reati comunie reati esclusivamente militari. – (Omissis)( 1 ).( 1 ) Questo articolo deve considerarsi implicitamenteabrogato dopo le modifiche introdotte nell’art. 99 delc.p. dall’art. 9 del D.L. 11 aprile 1974, n. 99, conv.,nella L. 7 giugno 1974, n. 220, recante provvedimentiurgenti sulla giustizia penale.Capo IIDel concorso di personenel reatoArt. 58. Circostanze aggravanti. – Nel casodi concorso di più persone nel reato militare,la pena da infliggere per il reato commesso èaumentata, oltre che nei casi in cui ricorronole circostanze degli articoli 111 e 112 o quelledel secondo comma dell’articolo 113 del codicepenale, anche per il superiore, che è concorsonel reato con un inferiore.La condanna a pena detentiva, fuori dei casiin cui ne deriva la degradazione, importa, peril militare che è concorso con l’inferiore, la rimozione.Continuazione tra reati comuni e militari.u La continuazione, quale istituto di caratteregenerale, è applicabile in ogni caso in cuipiù reati siano stati commessi in esecuzione delmedesimo disegno criminoso, anche quando sitratti di reati appartenenti a diverse categorie epuniti con pene eterogenee o di specie diversa.Colpevolezza dell’inferiore.u Nel caso di concorso di persone nel reatol’aggravamento di pena per il superiore che èconcorso nel reato con un inferiore presupponel’accertamento della colpevolezza dell’inferioree non trova applicazione il principio stabilitodal codice penale secondo cui le aggravanti del-


77 Titolo V - Dell’applicazione e della esecuzione della penaArt. 59l’art. 112 c.p. si applicano anche se taluno deipartecipi al fatto non è imputabile o non è punibile.* Corte mil. app., 20 luglio 1982, n. , Mauro,in Rass. giust. milit. 1982, 663.Art. 59. Circostanze attenuanti. – La penada infliggere per il reato militare può esserediminuita:1) per l’inferiore, che è stato determinato dalsuperiore a commettere il reato;2) per il militare, che nella preparazione onella esecuzione del reato ha prestato opera diminima importanza; eccettuati i casi indicati nell’articoloprecedente.SOMMARIO: a) Inferiore determinato dalsuperiore a commettere il reato (n. 1);b) Partecipazione di minima importanza.a) Inferiore determinato dal superiore acommettere il reato (n. 1).u L’attenuante ex art. 59, n. 1, c.p.m.p. puòessere denegata, qualora la sua configurabilitàsia collegata all’espletamento di uno specificoservizio militare e lo scopo dell’azione delittuosasia stato quello di conseguire maggiori privilegie non quello di ottenere un miglioramentodel servizio. (Fattispecie relativa a sabotaggiodi opere militari compiuta da militari non inservizio e su sollecitazione di un superiore). *Cass. pen., 14 ottobre 1985, Davini ed altri, in Ildiritto penale militare, Milano, 1993, 60.b) Partecipazione di minima importanza.u La circostanza ex art. 59, n. 2, c.p.m.p. (deltutto corrispondente a quella prevista dall’art.114, comma 1, c.p.), non è correlata alla minoreefficienza causale dell’attività di un correo rispettoa un altro, ma richiede l’accertamentodi un apporto causale di lievissima entità, deltutto trascurabile e marginale rispetto all’evento.* Cass. pen., 21 febbraio 1984, Dogliotti, in Ildiritto penale militare, Milano, 1993, 60.Titolo VDell’applicazionee della esecuzione della penaArt. 60. Detenzione ordinata in via disciplinare.Equiparazione alla custodia cautelare.– (Omissis) ( 1 ).( 1 ) Questo articolo deve considerarsi implicitamenteabrogato in quanto contrastante con l’art. 13, comma2, della Costituzione.Art. 61. Vigilanza sulla esecuzione dellapena militare detentiva. Ordinamento deglistabilimenti militari di pena. – L’esecuzionedella pena militare detentiva è vigilata dalgiudice.I regolamenti militari approvati con decretodel Presidente della Repubblica stabilisconol’ordinamento degli stabilimenti militari di pena( 1 ), e provvedono relativamente ai modi diesecuzione della pena militare detentiva e allavigilanza relativa.( 1 ) Si vedano i testi normativi riprodotti alla voce“Restrizioni della libertà personale nell’ambiente militare”.Applicazione del regolamento di disciplinaal detenuto militare.u Il militare detenuto in espiazione di penamilitare rimane assoggettato alle norme didisciplina militare, da ritenere prevalenti sullenorme generali che regolano l’esecuzione dipena in istituti penitenziari. * Cass. pen., sez. I,13 dicembre 1991, Busanza, in Rass. giust. milit.1992, 159.Art. 62. Infermità psichica sopravvenutaal condannato. – Nel caso preveduto dall’articolo148 del codice penale, il ricovero del condannatoin un manicomio comune, anziché in unmanicomio giudiziario ( 1 ), può essere dispostoanche se la pena inflitta sia la reclusione militareper durata inferiore a tre anni.( 1 ) Per la sostituzione dell’espressione “manicomiogiudiziario” con “ospedale psichiatrico giudiziario” siveda l’art. 62 della L. 26 luglio 1975, n. 354.Art. 63. Esecuzione delle pene comuniinflitte ai militari in servizio permanente. –Nella esecuzione delle pene inflitte ai militari inservizio permanente alle armi, per reati prevedutidalla legge penale comune, compresi quelliindicati nell’articolo 264 di questo codice ( 1 ) siosservano le norme seguenti:1) la pena di morte ( 2 ) è eseguita mediantefucilazione nella schiena, previa degradazione;2) la pena dell’ergastolo e quella della reclusione,se la condanna importa la interdizioneperpetua dai pubblici uffici, sono eseguite nei


Art. 64Libro PrimoDei reati militari, in generale78modi comuni, con degradazione del condannatosecondo le norme stabilite dalla legge e dai regolamentimilitari;3) alla pena della reclusione, se la condannanon importa la interdizione perpetua dai pubbliciuffici, è sostituita la reclusione militare pereguale durata, ancorché la reclusione sia inferiorea un mese;4) alla pena della multa, non eseguita perinsolvibilità del condannato, è sostituita la reclusionemilitare per non oltre tre anni, computandosiun giorno di reclusione militare perogni cinquemila lire, o frazione di cinquemilalire, di multa ( 3 );5) alla pena dell’arresto è sostituita la reclusionemilitare, computandosi un giorno di reclusionemilitare per due di arresto;6) alla pena dell’ammenda, non eseguita perinsolvibilità del condannato, è sostituita la reclusionemilitare per non oltre un anno, computandosiun giorno di reclusione militare perogni cinquemila lire, o frazione di cento lire, diammenda ( 3 ).( 1 ) L’art. 264 è stato sostituito dall’art. 8 della L. 23marzo 1956, n. 167, di modifica al c.p.m.p.( 2 ) Si veda la nota ( 1 ) all’art. 42.( 3 ) Questo numero deve considerarsi abrogato inbase agli artt. 102 e 103 della L. 24 novembre 1981,n. 689, recante modifica al sistema penale, che si riportano:«102. (Conversione di pene pecuniarie). Le penedella multa e dell’ammenda non eseguite per insolvibilitàdel condannato si convertono nella libertà controllataper un periodo massimo, rispettivamente, diun anno e di sei mesi.«Nel caso in cui la pena pecuniaria da convertirenon sia superiore ad € 516, la stessa può essere convertita,a richiesta del condannato, in lavoro sostitutivo(*).«Il ragguaglio ha luogo calcolando € 12, o frazionedi € 12, di pena pecuniaria per un giorno di libertàcontrollata e € 25, o frazione di € 25, per un giorno dilavoro sostitutivo (**).«Il condannato può sempre far cessare la pena sostitutivapagando la multa o l’ammenda, dedotta lasomma corrispondente alla durata della libertà controllatascontata o del lavoro sostitutivo prestato».(*) La Corte costituzionale, con sentenza n. 206 del21 giugno 1996, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo comma, nella parte in cui non consenteche il lavoro sostitutivo, a richiesta del condannato, siaconcesso anche nel caso in cui la pena pecuniaria daconvertire sia superiore ad un milione (ora € 516).(**) La Corte costituzionale, con sentenza n. 440del 23 dicembre 1994, ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledi questo comma, nella parte in cui stabilisceche, agli effetti della conversione delle pene pecuniarienon eseguite per insolvibilità del condannato, ilragguaglio ha luogo calcolando venticinquemila lire(ora € 12), o frazione di venticinquemila lire (ora €12), anziché settantacinquemila lire (ora € 38), o frazionedi settantacinquemila lire (ora € 38), di penapecuniaria per un giorno di libertà controllata.«103. (Limite degli aumenti in caso di conversionedelle pene pecuniarie). Quando le pene pecuniariedebbono essere convertite per insolvibilità del condannatola durata complessiva della libertà controllatanon può superare un anno e sei mesi, se la pena convertitaè quella della multa, e nove mesi, se la penaconvertita è quella dell’ammenda.«La durata complessiva del lavoro sostitutivo nonpuò superare in ogni caso i sessanta giorni».Competenza dell’ordinario Tribunale disorveglianza.u Non è fondata, nei sensi di cui in motivazione,la questione di legittimità costituzionaledel combinato disposto degli artt. 63 c.p.m.p. e4 della L. 7 maggio 1981, n. 180, sollevata in riferimentoall’art. 103, comma 3, Cost., sulla basedell’erronea attribuzione a Tribunale militare disorveglianza della competenza a decidere sulladomanda di affidamento del detenuto in carceremilitare in esecuzione di pena inflitta dall’autoritàgiudiziaria ordinaria. * Corte cost., 31 marzo1995, n. 104 (ud. 22 marzo 1995), Tonello.Art. 64. Esecuzione delle pene comuniinflitte ai militari in servizio temporaneo. –Nella esecuzione delle pene inflitte ai militari inservizio temporaneo alle armi, per reati prevedutidalla legge penale comune, si osservano lenorme seguenti:1) se trattasi dei reati indicati nell’articolo264 ( 1 ) si applicano le disposizioni dell’articoloprecedente;2) se trattasi di un altro reato, si applicanole disposizioni dei nn. 1 e 2 dell’articolo precedente,se la condanna importa la interdizioneperpetua dai pubblici uffici;3) in ogni altro caso, la pena si sconta allacessazione del servizio alle armi per ferma dileva o per richiamo dal congedo.( 1 ) L’art. 264 è stato sostituito dall’art. 8 della L. 23marzo 1956, n. 167 (di modifica al c.p.m.p.); la nuovastesura di questa norma non comprende più i cosiddettireati militarizzati.

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