01 Mafalda

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01 Mafalda

Il camaleonte

Collana di narrativa per la scuola media

Giovanni Vetrano

Estratto distribuito da Biblet

S211

Fantasy

Mafalda e il concorso

gastronomico

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Gruppo Editoriale Esselibri - Simone a cura di Enza D’Esculapio e Marcella Peviani

®


Estratto distribuito da Biblet

In ricordo dei cugini

Maria e Gino


Estratto distribuito da Biblet


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Copyright © 2005 Esselibri S.p.A.

Via F. Russo 33/D

80123 Napoli

Tutti i diritti riservati

È vietata la riproduzione anche parziale

e con qualsiasi mezzo senza l’autorizzazione

scritta dell’editore.

Estratto distribuito da Biblet

Per citazioni e illustrazioni di competenza altrui, riprodotte in questo libro, l’editore è a disposizione

degli aventi diritto. L’editore provvederà, altresì, alle opportune correzioni nel caso di errori

e/o omissioni a seguito della segnalazione degli interessati.

Prima edizione: gennaio 2005

ISBN 88-244-8841-0

S211 - Mafalda e il concorso gastronomico

Ristampe

8 7 6 5 4 3 2 1 2005 2006

Questo volume è stato stampato presso

«Arti Grafiche Italo Cernia»

Via Capri, 67 - Casoria (NA)

2007 2008

○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○


La revisione didattica è delle direttrici di Collana Enza D’Esculapio e Marcella Peviani

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Redazione: Giovanni Ciotola

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Illustrazioni: Marzia Giordano

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Copertina: Gianfranco De Angelis

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Premessa

Estratto distribuito da Biblet

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In un mondo sopraffatto dalla cultura dell’immagine e dalla

lettura “mordi e fuggi” la Collana Il camaleonte nasce quasi

come una sfida; ma la convinzione che la scelta di un testo di

narrativa durante gli anni della scuola media segni un momento

cruciale nel rapporto dell’allievo con il libro, nel contesto di

un’educazione al piacere della lettura, ci ha spinto ad accettare

tale sfida, che speriamo di vincere a cominciare dalla simpatica

storia della strega Mafalda. Basandoci su questi presupposti abbiamo

dato alla Collana un’articolazione variegata, in modo da

offrire ai docenti un ampio ventaglio di possibilità: di qui anche

il titolo.

Il camaleonte vuole offrire a docenti e alunni la possibilità di

un approccio al testo narrativo moderno nei contenuti ma

rigoroso nella didattica, che, a seconda della mediazione dell’insegnante,

può essere applicata sia parzialmente che nella

sua totalità. Tutti i libri della Collana sono particolarmente

adatti a promuovere discussioni e confronti di idee, nonché a

essere di stimolo ai processi di socializzazione e di crescita

psicologica.

I punti di forza di questa Collana?

1) Il titolo: Il camaleonte, di per sé accattivante e intrigante,

sottintende una varietà di proposte che spaziano dal fantasy

al comico, dall’horror all’attualità e altro ancora.

2) La scelta delle opere: si privilegiano testi agili, coinvolgenti,

dal linguaggio giovane, ma sempre curato e funzionale al

genere di appartenenza.

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3) L’apparato didattico: senza sopraffare il testo, il giovane

lettore viene indirizzato a una lettura attenta e critica, attraverso

esercizi di analisi, riflessione e relativi giochi linguistici.

4) La grafica: accattivante, fresca nei tratti, finalizzata a creare,

all’interno di ciascun volume, e dell’intera Collana, un filo

conduttore unico. Attraverso la personificazione del camaleonte

l’alunno interloquirà con il suo accompagnatore, che lo

guiderà anche lungo il percorso didattico.

La novità della Collana: Il camaleonte… in scena.

In questa sezione vengono proposti una serie di copioni teatrali

creati o adattati esclusivamente per essere rappresentati dai

ragazzi, consentendo altresì ai docenti di attuare percorsi

interdisciplinari con le altre educazioni (musicale, tecnica,

motoria ecc.). Corredati di utili informazioni, teoriche, tecniche e

pratiche, i testi fungono da trampolino di lancio per un vero e

proprio Laboratorio teatrale, in cui ciascun ragazzo può trovare

una sua collocazione (attore, scenografo, costumista) e scoprire,

così, anche le proprie inclinazioni.

Il nostro camaleonte vestirà, dunque, panni diversi, trasformandosi

in ogni sezione:

A) FANTASY

B) RIDENS

C) GEO

D) CLASSIC

E) …IN GIALLO

F) …IN ROSA

G) …IN CERCA DI AUTORI

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H) CANTASTORIE

I) HORROR

J) ADVENTURE

K) GHOST

L) REPORTER

M) FANTASCIENTIFICO

N) …E NON FINISCE QUI!

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Le rubriche

I consigli del camaleonte: schede didattiche informative, relative

al genere trattato; costituiscono un valido ausilio per consentire

agli alunni, durante l’esecuzione delle esercitazioni, una

veloce consultazione delle tecniche narrative e/o teatrali.

Nel laboratorio del camaleonte: scheda dal taglio operativo,

che consiste in suggerimenti per l’allestimento scenico dei copioni

teatrali.

Schede di approfondimento: si incentrano sulla tematica trattata,

sull’autore, sul contesto storico, letterario, sociale.

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Estratto distribuito da Biblet


Indice

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Premessa p. 5

Capitolo primo • In casa di Mafalda » 11

Pronti? Via! » 21

I giochi del camaleonte • La trafila: A – B = C » 23

Capitolo secondo • Un ritrovamento interessante » 25

Pronti? Via! » 33

I giochi del camaleonte • Un rebus “goloso”! » 34

Capitolo terzo • Alla ricerca delle barbe » 35

Pronti? Via! » 42

I giochi del camaleonte • Chi apparirà? » 44

Capitolo quarto • Un invito inaspettato » 45

Pronti? Via! » 52

I giochi del camaleonte • C’è posta per te! » 54

Capitolo quinto • Streghe a convegno » 55

Pronti? Via! » 66

I giochi del camaleonte • Le croci “magiche” » 68

Capitolo sesto • Mafalda all’attacco » 69

Pronti? Via! » 74

I giochi del camaleonte • 3 × 3! » 76

Capitolo settimo • E la gelatina dove la troviamo? » 77

Pronti? Via! » 84

I giochi del camaleonte • Completa tu » 86

Capitolo ottavo • Un incontro imprevisto » 87

Pronti? Via! » 94

I giochi del camaleonte • Una lettera “tira” l’altra » 96

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○ ○ ○ ○ ○ ○ Indice


Capitolo nono • Bella come una dea! p. 97

Pronti? Via! » 103

I giochi del camaleonte • L’ultimo ingrediente » 104

Capitolo decimo • Alla conquista del baffo » 105

Pronti? Via! » 114

I giochi del camaleonte • L’inizio del contrario » 116

Capitolo undicesimo • Monocolo in azione » 117

Pronti? Via! » 122

I giochi del camaleonte • Estrazione dal cerchio » 124

Capitolo dodicesimo • Gli ultimi preparativi » 125

Pronti? Via! » 128

I giochi del camaleonte • Somma di iniziali » 130

Capitolo tredicesimo • Il giorno della verità » 131

Pronti? Via! » 141

I giochi del camaleonte • Un “magico” cruciverba! » 142

Capitolo quattordicesimo • Sfida all’ultimo sangue » 145

Pronti? Via! » 155

I giochi del camaleonte • La colonna centrale » 157

Capitolo quindicesimo • Un giusto epilogo » 159

Pronti? Via! » 164

I giochi del camaleonte • L’eliminazione » 172

Linea d’arrivo - Scheda di lettura globale » 173

I suggerimenti del camaleonte - Scheda di riepilogo relativa

alle tecniche narrative » 179

Lettera al camaleonte » 185

Soluzioni dei giochi del camaleonte » 187

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Capitolo primo

In casa di Mafalda

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Quella notte d’inverno, lì, nella Valle delle Ossasecche, il tempo

si era messo veramente di brutto: si stava abbattendo su tutta la

vallata un violentissimo acquazzone, accompagnato da lampi e

tuoni di inaudita violenza. Un fortissimo vento gelido faceva

agitare i rami rinsecchiti degli alberi, che sembravano delle

lunghe braccia minacciose, pronte ad aggredire chiunque avesse

avuto la sventura di passare nei paraggi. Come se tutto questo

non bastasse, era quella una notte di luna piena, e per questo

si aggiungevano gli ululati dei lupi mannari e i versacci striduli

di gufi e civette.

In fondo alla Valle delle Ossasecche i lampi di quel furioso

temporale rischiaravano ogni tanto la notte, già timidamente illuminata

dal pallido chiarore della luna, lasciando intravedere l’inquietante

sagoma della vecchia casa diroccata di Mafalda, un’arzilla

strega che viveva lì da tanto tempo in compagnia di Monocolo,

un gatto nero tutto spelacchiato a cui era molto affezionata.

Monocolo era così chiamato perché aveva il vezzo di portare su

un occhio un fondo di bottiglia colorato che utilizzava come una

lente e che, almeno questo lui affermava, gli conferiva un’aria da

intellettuale. Ogni giorno sceglieva una lente di colore diverso

secondo il suo stato d’animo: ad esempio scura se era molto

depresso, rossa se si sentiva particolarmente nervoso, verde se

invece era abbastanza sereno e tutto gli andava per il verso

giusto. Verde era appunto il colore che aveva scelto per quella

sera, ma, come vedremo, doveva essersi sicuramente sbagliato!

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○ ○ ○ ○ ○ ○ 1.

In casa di Mafalda

Mafalda, sebbene avesse più di

quattrocentocinquanta anni, se

li portava discretamente bene,

con dignità insomma. Di piccola

statura, aveva, come

la maggioranza delle streghe,

un naso adunco e

bitorzoluto, dei grossi occhi

a palla e una bocca

sottile e affossata dalla

totale assenza dei denti

(in passato si era recata a

cavallo della sua scopa da

un vampiro dentista che le aveva messo un’orribile dentiera con

due enormi canini, che incutevano terrore in tutte le sue amiche:

perciò aveva saggiamente deciso di farne a meno).

Era però una strega molto permalosa e andava subito su tutte le

furie se solo qualcuno osava muoverle qualche critica.

L’orgoglio, la vanità e la presunzione erano sicuramente gli altri

grossi difetti di Mafalda, la quale era davvero convinta di essere

tra le più belle e brave streghe di tutta Stregolandia, ma si sentiva

un po’ come un genio incompreso che non sempre riusciva a

dimostrare appieno tutto il suo valore. Quello che vale la pena

di ricordare, invece, è che Mafalda aveva un grosso debole per

il suo gatto, tanto che lo trattava come un figlio e per questo

motivo era spesso pronta a perdonarlo ogni volta che ne combinava

qualcuna delle sue.

Monocolo, che invece aveva un carattere sfrontato e ribelle,

doveva faticare non poco per non urtare la suscettibilità della sua

padrona e, purtroppo per lui, non sempre ci riusciva…

Ora però andiamo a vedere cosa stava accadendo in casa di Mafalda.

Approfittando dell’uragano che si stava abbattendo quella notte,

la nostra strega e il suo gatto erano corsi alla finestra per godersi

tutto lo spettacolo e facevano più o meno questi discorsi:

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1. In casa di Mafalda

«Guarda laggiù, Monocolo! Com’è eccitante! C’è una processione

di anime in pena… Saranno almeno una ventina!»

«E guarda invece dall’altro lato, Mafalda! Devono essere i fantasmi

del castello qui vicino che saranno usciti per prendere una

boccata d’aria! Quello laggiù lo riconosco, è sicuramente

Fantasmino, perché si trascina sempre la sua catena!»

All’improvviso cadde poco distante un fulmine che per un attimo

sembrò illuminare a giorno tutto il vicinato. Mafalda doveva aver

visto qualcosa di molto divertente, perché tutto a un tratto si

mise a ridere a crepapelle e sembrava non smetterla più, tanto

che il suo viso si era fatto violaceo per evidenti problemi respiratori.

Vedendo la padrona in quello stato, Monocolo si era

incuriosito; gli bastò guardare nuovamente fuori della finestra

per rendersi subito conto del motivo di tanto divertimento: il

fulmine che era caduto qualche istante prima doveva aver centrato

in pieno una mummia. Le mummie, si sa, se sono colpite

non provano nessun dolore, dato che come gli zombie sono dei

morti viventi, però quella poverina per lo spavento correva come

una matta avanti e indietro, con le bende quasi tutte carbonizzate.

«È la prima volta che vedo una mummia arrosto! Guarda, Monocolo,

è diventata tutta nera! Chissà quanto dovrà spendere di

stoffa per farsi un vestito nuovo!»

«Fossi in lei ordinerei delle bende d’amianto per stare tranquillo

in caso d’incendio!» aggiunse Monocolo, anch’egli abbastanza

divertito.

Era intanto calata una fitta nebbia ed ormai fuori non si riusciva

a distinguere più nulla.

«Che peccato, Monocolo, lo spettacolo è finito!» esclamò Mafalda

con grande disappunto, aggiungendo subito dopo: «Vorrà dire

che ne approfitterò per mettermi un po’ in ordine…»

Il gatto annuì con sufficienza, quasi come per dire “Fà pure

come credi, tanto il tuo è un caso davvero disperato!”

La sua padrona nel frattempo aveva preso dal cassetto del

comodino un grosso frammento di specchio. Dopo essersi se-

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○ ○ ○ ○ ○ ○


○ ○ ○ ○ ○ ○ 1.

In casa di Mafalda

Estratto distribuito da Biblet

duta sul suo vecchio e sudicio lettone iniziò ad osservarsi

attentamente il viso.

Doveva aver preso improvvisamente coscienza di tutti i suoi

limiti estetici, poiché aveva assunto un’aria insolitamente preoccupata.

Rivolgendosi a Monocolo, che nel frattempo si era

già infilato sotto le coperte, così gli disse: «Forse avrei bisogno

di qualche seduta dall’estetista, micetto mio adorato! Ho paura

che si stia per formare qualche rughetta attorno agli occhi!

Non posso proprio sopportare l’idea di stare invecchiando! In

fondo ho appena 452 anni, che, devi ammetterlo, sono molto

ben portati!»

Un sorriso beffardo illuminò per qualche istante il viso di

Monocolo, il quale doveva avere sicuramente parecchie perplessità

su quell’ultima affermazione della sua padrona e, sfrontato

e incosciente com’era, non poté fare a meno di dirle: «Ho

proprio l’impressione che per avere qualche ruga in meno

avresti fatto meglio a farti imbalsamare qualche secolo fa! Hai

la pelle talmente rattrappita che ci vorrebbe solo uno

schiacciasassi per distenderla!»

Mafalda stava già iniziando ad andare su tutte le furie, ma

Monocolo ormai si stava divertendo così tanto che non riusciva

più a controllarsi, e così, continuando a ridere, aggiunse: «Forse

potresti risolvere tutti i tuoi problemi rivolgendoti a qualche

buon restauratore! Devi però prima essere ben sicura che quello

sia veramente in gamba, visto che sei un raro reperto archeologico

e per questo devi essere trattata con mille attenzioni!»

Monocolo questa volta aveva proprio esagerato…Mafalda,

inferocita com’era, divenne tutta rossa per la rabbia, e il suo viso

si riempì di numerose macchie color verde-marcio, tipiche delle

streghe quando sono proprio furiose. La sua temperatura corporea

doveva essersi innalzata almeno sui 200° Fahrenheit, e dalle

narici e dalle orecchie fuoriusciva un denso vapore azzurrognolo,

accompagnato da un lungo e lacerante fischio, come quello di

un treno a vapore.

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Estratto distribuito da Biblet

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1. In casa di Mafalda

Armata della sua vecchia e adorata scopa, si era messa all’inseguimento

del povero Monocolo, il quale aveva fatto appena in

tempo a saltare giù dal letto e scappare alla disperata ricerca di

un luogo dove mettersi al sicuro.

Era quella una scena che purtroppo negli ultimi tempi avveniva

con una discreta frequenza e che si concludeva puntualmente

con la povera Mafalda che, ormai senza più fiato, doveva fermarsi

nel suo inseguimento, e con Monocolo che, fingendosi pentito,

andava a chiederle perdono.

Stanchi ed assonnati poterono così finalmente andare a godersi

un meritato riposo.

*************

Dopo il violentissimo temporale di quella notte, il mattino spuntò

un sole splendente che con il suo caldo tepore iniziò finalmente

a riscaldare la Terra delle Ossasecche. Benché ormai fosse quasi

mezzogiorno, Mafalda e Monocolo dormivano ancora beatamente,

russando come vecchi tromboni. Improvvisamente alla porta

si sentì qualcuno bussare con insistenza. Monocolo fu il primo

a svegliarsi; fece un lunghissimo sbadiglio, si stropicciò ben bene

il suo unico occhio e imprecando a denti stretti si diresse verso

la finestra, ma i vetri erano così sudici che non poté vedere

distintamente all’esterno. Così si avvicinò alla sua padrona, che

dormiva ancora profondamente, e le urlò nelle orecchie: «Svegliati

Mafalda, c’è qualcuno che sta bussando alla porta! Svegliati!»

Mafalda per lo spavento fece un gran balzo sul letto. Assai

contrariata per quel brusco risveglio, gridò: «Stupido gattaccio,

cosa hai da urlare in questo modo? Non potevi farmi riposare in

pace ancora per un po’?»

Intanto alla porta c’era qualcuno che continuava a bussare nervosamente

e che voleva farsi aprire ad ogni costo.

«Ma insomma! Volete aprire o no questa dannata porta? Avete

forse le orecchie tappate con sterco di pipistrello? O forse vi siete

completamente rincitrulliti?»

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○ ○ ○ ○ ○ ○


○ ○ ○ ○ ○ ○ 1.

In casa di Mafalda

Estratto distribuito da Biblet

Non c’era alcun dubbio: la voce e il modo di esprimersi erano

quelli inconfondibili di Vanitilla, la più antipatica e presuntuosa

fra tutte le streghe.

«Accidenti, Monocolo, è proprio quella sfacciata di Vanitilla che

ha avuto il coraggio di venire fin qui da noi, a casa nostra! Che

Belzebù la fulmini! Chissà che cosa ha in mente!» esclamò Mafalda,

che, presa dalla curiosità, cercò di avvicinarsi pian piano alla

porta per spiare dal buco della serratura, ma finì sfortunatamente

con l’inciampare sul pentolone che teneva al centro dello stanzone,

ruzzolando rumorosamente sul pavimento.

«Apri, Mafalda, apri! So bene che sei dentro e che stai cercando

di nasconderti! Sono Vanitilla, la tua adorata amica! Sono qui

perché devo dirti delle cose davvero interessanti!»

Mafalda allora, sentendosi ormai scoperta, si rassegnò ad aprire

la porta. Sull’uscio apparve così Vanitilla, ancora a cavalcioni

della sua scopa, ultimo modello Jaguar 2.500 turbodiesel,

intercooler, catalitica, con ABS, manico con doppio airbag, aria

condizionata e faro fendinebbia. Era quella una scopa che aveva

comprato di recente sfruttando gli incentivi sulla rottamazione

che il Governo di Stregonia aveva introdotto quell’anno, con

l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti, dando in permuta la

sua vecchia scopa.

In testa aveva un casco avvolgente tipo “Le Mans”, con occhialini

integrati, mentre alle mani portava dei guanti sciccosi tutti

traforati in pelle di rospo. Indossava inoltre un’elegante tuta

viola-metallizzato con polsini in pelliccia di topone di Groenlandia.

Ai piedi, infine, calzava dei lucidi stivali bianchi in

pregiata pelle di mummia.

Mafalda rimase a bocca aperta a guardarla, con un’espressione

mista di invidia e meraviglia.

«Allora, ti decidi o no a farmi entrare?»

Così dicendo Vanitilla scese baldanzosamente dalla sua scopa,

dette uno spintone a Mafalda che barcollò paurosamente, ed

infine senza tanti complimenti si sedette sull’unica sedia sgan-

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1. In casa di Mafalda

gherata che si trovò davanti. Era in compagnia della sua gatta

Desiré, la cui presenza aveva messo inspiegabilmente Monocolo

in uno stato di grande agitazione.

«Che gradita sorpresa! Qual buon vento ti ha spinto fin qui in

casa mia? O, per meglio dire, che accidenti ci fai da queste parti?»

le chiese acidamente Mafalda.

Vanitilla non si curò affatto per quell’accoglienza, anzi al contrario

pareva abbastanza divertita nel vedere la sua rivale tanto

nervosa, e le rispose, dicendole: «Stavo facendo un giro sulla mia

nuova scopa quando mi sono trovata quasi per caso nei tuoi

paraggi ed allora mi sono detta: chissà come sarà felice la mia

cara amica nel rivedermi!»

«Certo, mia cara, certo!» le fece allora Mafalda con tono sfacciatamente

ipocrita. «È da tanto tempo che avevo voglia di fare due

chiacchiere con te! Non ti ho mai voluto invitare fin qui a casa

mia perché anziana come sei, con tutti gli acciacchi che ti ritrovi,

ci saresti potuta rimanere secca!»

«Hai sempre avuto voglia di scherzare, Mafalda cara! Sai bene

che hai almeno duecento anni più di me, anche se non lo hai

mai voluto ammettere… In ogni caso devi arrenderti davanti

all’evidenza: basta guardarti allo specchio per renderti conto che

sei molto più vecchia e brutta di me!»

In effetti Vanitilla appena si tolse il suo casco mostrava un viso

con un trucco davvero impeccabile: delle lunghissime ciglia finte

fatte con le zampe di millepiedi giganti sovrastavano i suoi occhi,

che erano cerchiati di un bel nero di muffa.

Le labbra, grosse e carnose, erano tinte di un bel verde-giallognolo

marcio, e le guance rosse erano ravvivate con della crema di

lombrico. I suoi lunghi capelli neri erano tutti punteggiati da

un’abbondante e finissima forfora biancastra che dava un ulteriore

tocco di charme.

«Cara, dolcissima Mafalduccia mia, non ho alcuna intenzione di

litigare con te, dato che sono qui per mostrarti qualcosa davvero

interessante!»

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○ ○ ○ ○ ○ ○


○ ○ ○ ○ ○ ○ 1.

In casa di Mafalda

Estratto distribuito da Biblet

Così dicendo prese da un taschino interno del suo giubbino un

plico arrotolato, tenuto legato con una grossa coda di lucertola.

Mafalda, presa dalla curiosità, ripose per un momento i suoi

bellicosi propositi di vendetta e sforzandosi di riprendere

l’autocontrollo, le chiese con noncuranza: «E che cosa ci sarebbe

scritto di tanto importante su questa pergamena? Di certo niente

che possa valere la mia attenzione!»

«Leggi allora tu stessa e vedrai!» le rispose Vanitilla, porgendole

il plico tra le mani.

Quella allora l’aprì immediatamente e lesse:

È indetto il Grande Concorso Gastronomico dell’anno presso lo

Stregonia Club Privé, la cui organizzazione è affidata alla presidentessa

Megera. La giuria esaminatrice, presieduta dal celebre

chef De Porkins, premierà la migliore ricetta dell’anno, che dovrà

essere assolutamente inedita ed originale. Al vincitore l’affascinante

mago Woody-Woody assegnerà una coppa d’argento, un

viaggio per due persone tutto compreso nella città dei divertimenti

di Spettroland, nonché la fornitura per un anno di latte di

pipistrello DOC della Mortonia. Le iscrizioni sono aperte a tutti.

N.B.: È tassativamente vietato fare ricorso a magie ed incantesimi

di qualsiasi genere.

«Un mese intero a Spettroland per due persone!… È proprio

quello che ho sempre desiderato!» esclamò Mafalda, che stava già

sognando ad occhi aperti di andare in quella stupenda città dei

divertimenti popolata da spettri, fantasmi, zombie, vampiri, mummie,

maghi, streghe, pipistrelli, ratti, vermi, ragni e serpenti di

ogni genere. Se avesse vinto si sarebbe potuta divertire come

una matta, magari alloggiando nel famoso Horror Hotel, noto

soprattutto per avere come letti delle comodissime casse da

morto di seconda mano, alloggiate in umide ed ammuffite catacombe,

in compagnia di scheletri e vampiri.

«Senza contare la fornitura di latte di pipistrello della Mortonia

per un anno intero! Il migliore che c’è in circolazione!» esclamò

Monocolo leccandosi i baffi.

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1. In casa di Mafalda

Vanitilla li riportò subito alla realtà, ammonendoli: «Non fatevi nessuna

illusione! Sono venuta fin qui perché avevo voglia di preannunciarvi

la mia sicura vittoria, visto che fra tutte le streghe io sono

sicuramente la più bella, la più brava, la più simpatica, la più…»

«La più tonta!» fece allora Monocolo, interrompendola bruscamente.

«Taci, stupido gattaccio, altrimenti ti spacco quel disgustoso vetro

colorato che porti sull’occhio!» ribatté Vanitilla, tutta stizzita.

Monocolo ammutolì, offeso per quelle parole, mentre Desiré, la

gatta di Vanitilla che aveva assistito a tutta la scena, lo guardava

con aria compassionevole.

Mafalda, sempre più arrabbiata, le urlò inferocita: «Non ti permetto

di trattare così il mio gatto, e per giunta qui in casa mia! Credi

di essere la migliore di tutte, ma in realtà non vali nemmeno un

fico secco! Sei solo una stregaccia presuntuosa ed arrogante con

la zucca vuota!»

«Oggi sei un po’ nervosetta!» esclamò Vanitilla con il tono sarcastico

di sempre, aggiungendo però subito dopo: «Certo, se tu

fossi una strega come si deve, non avresti nessuna paura di

sfidarmi!… Se hai affermato di poter essere più brava di me a

questo concorso di cucina, non hai che da dimostrarlo!»

«Ci sarò, ci sarò, non ti preoccupare!» fece allora Mafalda facendosi

prendere dalla foga ma pentendosi però subito dopo per

aver accettato quella sfida. Si era resa conto troppo tardi che la

perfida Vanitilla le aveva astutamente teso proprio un bel tranello!

Continuò dicendo: «Chiunque potrebbe batterti a questo concorso,

perfino io che non so cucinare! Ora alzati, va via dalla mia

casa e non rimetterci più piede!»

«Me ne vado con gran piacere, Mafalda cara. Sarà per me un

grandissimo piacere vederti al concorso! Già immagino le risate

che mi farò quando ti coprirai di ridicolo davanti a tutte nel

presentare la tua ricetta! Ma non ti preoccupare: per lo meno

vincerai il primo premio per il piatto più disgustoso dell’anno!»

E così, sghignazzando sonoramente, si infilò in fretta il casco e

gli occhialini, si mise a cavalcioni della sua super scopa, e dopo

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Estratto distribuito da Biblet


Il camaleonte

Collana di narrativa per la scuola media

Estratto distribuito da Biblet

Streghe, animali parlanti, gnomi, mostri d’ogni genere, luoghi magici

e situazioni al limite dell’inverosimile fanno da sfondo alle divertenti

avventure della strega Mafalda e del suo “amico del cuore”, il gatto

Monocolo. Impegnati nella partecipazione a un concorso gastronomico,

i nostri due personaggi ne vivranno davvero delle belle.

Il romanzo, fantasioso e divertentissimo, mescolando elementi fiabeschi

e favolistici, cattura l’attenzione dei giovanissimi lettori e nel contempo

li induce a riflettere su situazioni e comportamenti propri del genere

umano.

APPARATO DIDATTICO:

PRONTI? VIA! - scheda operativa di fine capitolo, costituita da

esercitazioni finalizzate alla comprensione globale, all’analisi approfondita

e alla scrittura creativa

I GIOCHI DEL CAMALEONTE - enigmistica e altro

LINEA D’ARRIVO - scheda di lettura globale del romanzo

I SUGGERIMENTI DEL CAMALEONTE - scheda di riepilogo relativa alle

tecniche narrative

LETTERA AL CAMALEONTE

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