SPECIALE X CONGRESSO NAZIONALE OSDI

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SPECIALE X CONGRESSO NAZIONALE OSDI

ANNO V GIUGNO 2012 N. 2

IN QUESTO NUMERO

SPECIALE X CONGRESSO

NAZIONALE OSDI


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Roberta SOC 1 Medicina Generale Azienda Ospedaliero-Universitaria 33100 Udine


IN QUESTO NUMERO

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rio

SPECIALE X CONGRESSO

NAZIONALE OSDI

IN...FORMAZIONE

Periodico trimestrale

dell’Associazione OSDI

Operatori Sanitari

di Diabetologia Italiani

Via Guelfa, 9 - 40138 Bologna

www.osdi.it

Autorizzazione del tribunale

di Lecce n. 1014 - marzo 2009

DIRETTORE RESPONSABILE

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VICE-DIRETTORE

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COMITATO SCIENTIFICO

Roberta Chiandetti

Maria Teresa Branca

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COMITATO DI REDAZIONE

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Lia Cucco

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Giuseppe Frigau

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Alberto Pambianco

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Annamaria Tesei

Claudio Vitiello

PROGETTAZIONE GRAFICA,

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Carra Editrice

73042 Casarano (Le)

Tel. 0833.502319

SPECIALE X CONGRESSO

NAZIONALE OSDI

Lettera del presidente

di Roberta Chiandetti

4

dal Congresso

Nazionale

9 p.

L’autocontrollo strutturato nel diabete tipo 2

15

non in terapia insulinica

Le diagnosi infermieristiche come strumento efficace

nella valutazione dei fattori di rischio per ospedalizzazione

in pazienti diabetici non all’esordio.

La rilevazione della soddisfazione dell’utente finalizzata

alla promozione di interventi di miglioramento della qualità:

indagine condotta presso i quattro centri diabetologici

della A.S.S. n° 1 triestina

Diabete gestazionale e accettazione della diagnosi:

ruolo del nursing

18

20

22

23

Progetto di nursing nella nefropatia diabetica

Ambulatorio di diabetologia a prevalente

25

funzione infermieristica


4N. 2 Giugno 2012OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

lettera

del presidente

Cari colleghi,

di Roberta Chiandetti

è con grande piacere e onore che in questo editoriale mi trovo a commentare il Congresso

Nazionale appena concluso, le cose fatte in questo recente biennio e le cose che nel prossimo

abbiamo già pensato di fare.

Questo Congresso è stato un Congresso che ha dato tanta soddisfazione. Sarà che sono un po’

di parte, ma la partecipazione ai lavori, i temi trattati, la discussione e la condivisione fra tutti

i partecipanti hanno fatto di questo evento un grosso momento di incontro.

E’ stata l’occasione per trattare temi importanti per noi infermieri e per riflettere su aspetti di

grande attualità come quello delle competenze e delle competenze avanzate. Il dibattito è

sicuramente utile e necessario ma si impone anche la necessaria lettura del momento storico nel

quale ci troviamo a lavorare: la crisi economica e politica che sta riguardando tanti Paesi nel

mondo compresa l’Italia non può non avere ricadute anche sullo scenario nel quale ci troviamo.

Parole come “tagli”, “allocazione” e “riallocazione” delle risorse, “ottimizzazione”,

“flessibilità”,…..sono idiomi con i quali stiamo da tempo facendo i conti. Stiamo facendo i conti

con degli infermieri che non ci sono più o se ne stanno andando perché assegnati ad altri reparti

o ad altri spazi di assistenza ma stiamo anche facendo i conti con una malattia impietosa, crudele

nel suo silenzio, che come una vera paventata epidemia, si moltiplica fra amici e conoscenti

allargando e moltiplicando i bisogni, le richieste, le paure…..

E’ una guerra annunciata quella che siamo chiamati a combattere e per vincerla è necessario

essere preparati. La condivisione di saperi e competenze è probabilmente il primo passaggio

necessario per fare della nostra Associazione un gruppo di professionisti forte, credibile , di

spessore di fronte alla Comunità Scientifica e alle Istituzioni. E’ necessario essere numerosi per

fare sentire la nostra voce e per riuscire a farci ascoltare. E’ necessario però anche crederci,

credere in chi siamo e in quello che, tutti insieme, possiamo fare. Per questo bisogna fare parte

dell’associazione OSDI. Far parte di un’associazione di categoria come OSDI è l’unico mezzo fino

ad ora disponibile per gli infermieri che pensano di poter fare qualche cosa per migliorare

l’assistenza al paziente con diabete.

E’ per questo che spero che continuerete ad iscrivervi a OSDI.

La strada in questo Congresso si è delineata. La volontà di proseguire lungo la via che le

Raccomandazioni Assistenziali hanno tracciato è forte. Certamente da soli non potremo farcela:

abbiamo bisogno del sostegno delle Aziende, (perché fare cultura costa) e abbiamo bisogno che

i consulenti camminino al nostro fianco, sorreggendoci e indicandoci il cammino…..


Cercheremo anche di far sentire la nostra voce per fare di tutti gli infermieri che lo vorranno

degli specialisti nella cura e nell’assistenza al paziente con diabete .

Anche questo è un impegno difficile da assumersi ma necessario e richiesto . La speranza

naturalmente è quella di poter onorare l’impegno e sicuramente ce le metteremo tutta! A questo

proposito un piccolo passo, ma molto importante, lo stiamo già facendo: è di questi giorni la

pubblicazione del bando per il corso di alta Formazione per infermieri per la cura e l’assistenza

al paziente presso l’Università di Padova. E’ un grosso traguardo al quale speriamo rispondiate

numerosi.

Mi resta poco altro da dire. Un grosso ringraziamento ve a Maria Teresa e a tutti i membri uscenti

del CDN:

ciascuno di loro, pur nelle diversità, ha contribuito ad un pezzettino di crescita del gruppo .Un

grosso in bocca al lupo ai Nuovi membri del Direttivo e a tutto il CDN in generale: ci aspetta un

biennio di sfide…. facciamoci trovare pronti!!!!

Lo sappiamo che ciascuno di noi, se lasciato solo, può fare molto poco …..per questo dobbiamo

stare insieme!L’OSDI siamo Noi e per questo OSDI va sostenuta. Mai come in questo momento

il messaggio che dobbiamo dare , anche alle Aziende che fino ad ora hanno reso possibile il

nostro aggiornamento, è di unione e di compattezza. Solo così probabilmente riusciremo a

traghettarci oltre la sponda di questo difficile momento.

Mantenere l’iscrizione a OSDI costa più o meno come tre caffè al mese!!!Sospendere l’iscrizione

si traduce in un sostegno che viene a mancare all’Associazione, un sostegno non solo economico

ma anche nel “fare gruppo”.Dobbiamo crederci! E dobbiamo farlo tutti insieme……Tutti insieme

dobbiamo chiedere di lavorare sempre meglio, per i nostri pazienti.

In questo numero In…formazione OSDI ha voluto dare spazio ad alcuni lavori tratti dal Congresso

di Acaya, alle Comunicazione Orali che ancora una volta rappresentano la Nostra voce,il Nostro

impegno,il Nostro volerci mettere a confronto.

Buona lettura e buona estate a tutti.

N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

Giugno 2012

Ad Anna, che purtroppo ci ha improvvisamente

ed inaspettatamente lasciati,

un pensiero ed un abbraccio.

Ciao Anna

5


X Congresso Nazionale

OSDI

LECCE

Double tree by Hilton Acaya Golf Resort

14-15-16 Giugno 2012

Formazione e ricerca

infermieristica

a supporto della “cura” del diabete


N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

dal Congresso

Nazionale

Cari soci e cari colleghi,

se dovessi esprimermi riguardo i risultati della X edizione del congresso nazionale Osdi

2012 potrei certamente indicare come parole-chiave dell’evento: partecipazione, adesione

e condivisione.

Il congresso, che ha visto la presenza di circa 400 iscritti, ha assolutamente centrato

l’obiettivo che, il Consiglio Nazionale Osdi e il Comitato Scientifico, si erano proposti

e cioè creare un evento in grado di fornire risposte concrete agli infermieri interessati

a lavorare con una metodologia scientifica e razionale.

Ampio merito ai relatori intervenuti, i quali hanno saputo trasferire contenuti culturali

e scientifici di grande qualità.

Un’occasione rilevante di confronto e di trasferimento di competenze è stata la sessione

relativa alle comunicazioni orali e poster che, anche quest’anno, ha visto la partecipazione

di numerosi colleghi. I lavori presentati sono stati molto apprezzati poiché hanno messo

in evidenza alcune esperienze lavorative di notevole interesse per gli infermieri di

diabetologia. Nelle pagine seguenti potete leggere alcuni abstract dei lavori presentati

al congresso.

Nelle tre giornate congressuali abbiamo potuto concretizzare il lavoro di due anni di

impegno e la soddisfazione più grande è stata non aver deluso le aspettative dei soci

partecipanti. Apprezzamento ampiamente dimostrato dalla vigorosa partecipazione

ai lavori congressuali e dalle positive manifestazioni verbali.

Il successo raggiunto da questa manifestazione è tale da generare una carica di stimolante

entusiasmo, che ci permette di continuare a lavorare con lo scopo di mantenere sempre

alto il livello culturale che Osdi ha conquistato nel tempo.

Maria Teresa Branca

12


N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

14

dal Congresso

Nazionale

Poster Congresso Nazionale Osdi 2012

Titolo Autori Provenienza

Il diabete mellito: conoscerlo E. Bellini, R. De Marco, U.O.S. diabetologia ed endocrinologia

per saperlo gestire al meglio E. Gasparotto, A. Tono A.O. Sant’Anna Como - Presidio Ospedaliero

Primo premio per i poster

Il ruolo dell’infermiere nella gestione L. Guidozzi, L. Burrini, Ag. Corti, Centro regionale di riferimento per il diabete

del bambino con chetoacidosi diabetica all’esordio L. Lenzi, S. Toni in età evolutiva. AO Universitaria Meyer, Firenze

Disfunzione erettile in un campione R. Fiorentino, C. Capellupo A.U. “Mater Domini” Università

di soggetti con diabete tipo 2

degli Studi “Magna Graecia” Catanzaro

Le barriere alla terapia insulinica R. Fiorentino, C. Capellupo A.U. “Mater Domini” Università

nel soggetto con diabete tipo “

degli Studi “Magna Graecia” Catanzaro

Empowerment del paziente diabetico M. Ganassi Ospedale S. Maria Nuova

ospedalizzato attraverso la consulenza

Reggio Emilia

infermieristica

La gestione infermieristica può ridurre T. Risolo, P. Saccò, M. Mori, UOS Ambulatori diabetologici

i rischi e migliorare gli esiti clinici del C. Percudani, MC. Cimicchi Ausl Parma

paziente diabetico in terapia insulinica

Diabete come paradigma del Chronic Care T. Risolo, P. Saccò, M. Mori, UOS ambulatori diabetologici

Model: Il ruolo dell’infermiere nel nostro team di cura C. Percudani, MC. Cimicchi Ausl Parma

La cartella informatizzata tra tecnologia M. Saoncelli, A. Manfroi, MG. Torelli Direttivo OSDI Veneto

e software: quali opportunità per l’infermier

F. Favaretto

Attività dell’infermiere nell’ambulatorio A. Agostino, G. Nosiglia, S. Nuvola, AOU Pisana UO Malattie metaboliche e

dedicato al diabete gestazionale E. Lacaria, D. Fasano, A. Civitelli, diabetologia UO ostetricia e ginecologia

A. Bertolotto

Team buiding ed educazione sanitaria del L. Cruciani, F. Colletti, A. Di Flaviani, Centri diabetologici Regione Lazio

paziente: un’esperienza editoriale

S. Di Pietro, L. Ippoliti, L. Lancia,

M. Ragazzo, C. Saponara

Terapia educazionale nel paziente diabetico Marina Pinna Endocrinologia ospedali Galliera

Comunicazioni Orali Congresso Nazionale Osdi 2012

Titolo Autori Provenienza Relatore

Le diagnosi infermieristiche come strumento Colancecco P., Cesarone L., Servizio di diabetologia Cucco Lia

efficace nella valutazione dei fattori di rischio per Legnini A., Cucco L. Pescara

ospedalizzazione in pazienti diabetici non all’esordio

Primo premio per le

comunicazioni orali

Diabete gestazionale e accettazione della diagnosi: L.L. Cavuto, A. Quirino, A. Lo Conte, Diabetologia policlinico Cavuto Livia Lina

Ruolo del nursing F. Fraticelli, M. D’Angelo, Asl Chieti - Università

A. Nicolucci, E. Vita Colonna “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara

La rilevazione della soddisfazione dell’utente N. Daris, R. Candido, A. Petrucco, Centri diabetologici Daris Nevia

finalizzata alla promozione di interventi di E. Manca, E. Caroli, R. Alberti, E. Presti, distrettuali A.S.S. n. 1

miglioramento della qualità: indagine condotta K. Tercelj, E. Tommasi, Triestina

presso i quattro centri della A.S.S. N. 1 Triestina G. Jagodnik, S. Perini, E. Del Forno

Ambulatorio di diabetologia a prevalente R. De Marco, E. Bellini, Struttura semplice De Marco Rosalia

funzione infermieristica M. Cattaneo, E. Gasparotto dipartimentale di

M.G. Magni, E. Olivo, S. Pastori diabetologia dell’ospedale

S. Pastori, B. Rovelli, A. Tono di Mariano Comense (Co)

N. Turano, R. Ghidelli, L. Sciangula Azienda ospedaliera

Sant’Anna di Como

Progetto di nursing nella nefropatia diabetica M. Guarnieri, M. Martongelli, Dipartimento nefro-urologico Guarniero Maurizio

G. Calia, A. Di Maggio Asl Taranto


dal Congresso

Nazionale

L’AUTOCONTROLLO STRUTTURATO

NEL DIABETE TIPO 2

NON IN TERAPIA INSULINICA

La sessione sull’automonitoraggio, proposta

nell’ambito del congresso nazionale OSDI svoltosi

a Lecce lo scorso giugno 2012, ha provato

a dare risposta al seguente quesito: “è utile

l’autocontrollo glicemico nel paziente tipo 2

non in trattamento insulinico?”. I tre relatori

che si sono avvicendati: il Prof. Francesco Giorgino,

il Sig. Giuseppe Frigau ed il Dr. Alberto

Marangoni hanno evidenziato, alla luce degli

ultimi studi clinici e delle recenti linee guida,

che un’opportuna strutturazione dell’automonitoraggio,

affiancata ad un adeguato programma

di educazione terapeutica, è estremamente

utile ai fini del buon compenso metabolico.

Nel corso dei lavori è stato messo in evidenza

quanto è emerso dalle linee guida IDF (Interna-

N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

15


dal Congresso

Nazionale

Nella relazione introduttiva, il Prof. Francesco

Giorgino ha illustrato in maniera chiara la

metodologia utilizzata nello Studio Prisma. Si

tratta del più grosso studio clinico in ambito

diabetologico progettato e realizzato in Italia,

che ha coinvolto 39 centri diabetologici nel

territorio nazionale e oltre 1000 pazienti per

un periodo di 12 mesi. Dai primi dati raccolti

si evince che la strutturazione dello studio ha

portato ad una riduzione dello 0.45% della

HbA1C e dello 0.6% del BMI. Si ritiene altresì

che, vista l’enorme mole di dati raccolti, questo

studio clinico in futuro farà parlare ancora di

se’. L’arma vincente dello Studio è stata

l’associazione tra l’automonitoraggio ed il percorso

educativo strutturato: ciò che si è rivelato

determinante non è stato il numero delle rilevazioni

glicemiche ma bensì l’analisi e la conseguente

discussione dei dati raccolti tra il

team ed il paziente.

N. 2 Giugno 2012

16

tional Diabetes Federation) sull’autocontrollo

nel paziente con Diabete Tipo 2 non in trattamento

insulinico. In questa popolazione di

pazienti, l’autocontrollo, per poter essere efficace,

deve necessariamente passare da una

adeguata responsabilizzazione del paziente e

da un adeguato e personalizzato intervento

educativo. A più riprese è stato sottolineato

che la focalizzazione del problema si deve

spostare “dalla malattia al paziente che ha la

malattia”.

Oltre alle linee guida IDF sono stati trattati i

risultati di diversi progetti di ricerca, fra i

quali lo Stept Study e lo Studio Prisma,

l’obiettivo finale di questi studi era quello di

evidenziare l’efficacia dell’autocontrollo glicemico

nel paziente con diabete non in trattamento

insulinico.

Nella seconda relazione si è focalizzata

l’attenzione sulla valenza educativa del diario

glicemico. Questo strumento, ben strutturato

ed utilizzato in maniera appropriata, risulta

essere “un archivio di soluzioni (giuste o sbagliate),

uno strumento per ragionare ed

imparare”.

Il Diario glicemico deve essere inteso nelle sue

molteplici forme e caratteristiche. A tal proposito

si è parlato anche dei vantaggi offerti dalla

informatizzazione dello scarico dei dati glicemici.

Con l’utilizzo del diario glicemico su

supporto informatico scaricato dallo specifico

glucometro, infatti, i dati sono trasferiti automaticamente,

senza errori di trascrizione e

omissioni e questo è un notevole vantaggio.

Inoltre, la visualizzazione grafica dei dati rilevati,

permette una percezione più efficace

dell’andamento delle glicemie.


Ciò non vuol dire che il diario cartaceo debba

essere abbandonato, al contrario, continua ad

essere uno strumento insostituibile e di enorme

valenza educativa.

Il Dr. Alberto Marangoni ha illustrato la realtà

economico sanitaria italiana e come il costante

taglio alla spesa sanitaria penalizza certe

“realtà” e condiziona in maniera pesante molte

scelte diagnostico-terapeutiche. Per questi motivi

si ritiene che il tema dell’autocontrollo

debba essere riconsiderato sotto una diversa

ottica. Se nel diabete tipo 1 l’autocontrollo

gioca un ruolo importantissimo e scientificamente

riconosciuto nel perseguimento dei

target glicemici e nella prevenzione delle ipoe

iperglicemie, nel tipo 2 si dispone di dati di

minor impatto. Le cause principalmente sono

dovute a tre fattori:

1. non adeguata istruzione del paziente

2. non adeguata valutazione da parte del team

diabetologico del dato glicemico misurato

3. insufficiente meccanismo di verifica periodica

dell’adeguatezza dell’autocontrollo

Il relatore ha posto l’attenzione sulla prima

fase di istruzione all’automonitoraggio, la

quale spesso non segue il momento principe

del processo educativo e cioè la trasformazione

dei dati glicemici in informazioni necessarie

ad intraprendere un’azione correttiva sulle

alterazioni glicemiche.

Conclude sostenendo che l’autocontrollo

“strutturato”, essendo un processo che richiede

tempo e risorse non irrilevanti, non potrà essere

utilizzato indistintamente su tutti i nostri

pazienti.

Sarebbe perciò auspicabile che il team selezionasse,

in base alla volontà e alle capacità, i

pazienti da avviare al lungo percorso che li

condurrà all’autogestione della malattia.

dal Congresso

Nazionale

Una maggiore attenzione all’automonitoraggio

inteso come strumento educativo e di autogestione

consentirebbe anche una riduzione della

spesa per la patologia diabetica che oggi, in

Italia, si aggira intorno agli 8 miliardi di euro,

pari al 5,61 per cento della spesa sanitaria. Una

gestione controllata del diabete evita o ritarda

le complicanze gravi della malattia, che costringono

il paziente ad una ospedalizzazione più

lunga e più frequente.

In conclusione si può affermare che

l’autocontrollo nel paziente con diabete Tipo

2 non insulino-trattato può essere considerato

una risorsa di notevole importanza.

Tuttavia per intensificare i benefici,

l’autocontrollo deve essere gestito come un

vero strumento terapeutico di educazione alla

corretta autogestione.

Giuseppe Frigau

U.O. Diabetologia

Distretto Quartu-Parteolla

ASL Cagliari

N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

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N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

dal Congresso

Nazionale

LE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE

COME STRUMENTO EFFICACE

NELLA VALUTAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO

PER OSPEDALIZZAZIONE IN PAZIENTI DIABETICI

NON ALL’ESORDIO.

Autori: Colancecco P, Cesarone L, Legnini A, Cucco L. Servizio di Diabetologia Pescara

Mail di riferimento: lia.cucco@fastwebnet.it

I ricoveri per diabete rappresentano un enorme

costo per la sanità e per la qualità di vita delle

persone che sono affette da tale patologia. Le

diagnosi infermieristiche (D.I.) possono, meglio

dei DRG, definire quali siano i problemi dei

pazienti e i rischi di ospedalizzazione

modificabili.

Scopo dello studio è stato di individuare

attraverso le D.I. (Diagnosi Infermieristiche) i

maggiori fattori di rischio di ospedalizzazione,

18


valutando la correlazione con l’emoglobina

glicata, la scolarità, la comorbilità, nonché testare

l’efficacia della diagnosi D.I. Rischio di instabilità

glicemica, in una popolazione di pazienti con

Diabete Mellito di Tipo 2 (DM2) non all’esordio.

Per questo abbiamo analizzato le D.I. di 50

pazienti con DM2 non all’esordio, ricoverati nelle

UU.OO di Medicina e Geriatria dell’OC di Pescara,

formulate secondo Nanda 2009-11 e abbiamo

somministrato i questionari validati Gised e CIRS

per valutare conoscenze e comorbilità. Per

l’analisi statistica è stato usato il test-t- di Student

(IC=95% , p


N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

20

dal Congresso

Nazionale

“LA RILEVAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DELL’UTENTE

FINALIZZATA ALLA PROMOZIONE DI INTERVENTI

DI MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ: INDAGINE

CONDOTTA PRESSO I QUATTRO CENTRI DIABETOLOGICI

DELLA A.S.S. N° 1 TRIESTINA”

Autori: N.Daris, R.Candido, A.Petrucco, E.Manca, E.Caroli, R.Alberti, E.Presti, K.Tercelj,

E.Tommasi, G.Jagodnik, S.Perini, E.Del Forno.

Istituto: Centri Diabetologici Distrettuali, A.S.S. n° 1 Triestina

E.mail: neviadaris@aol.it

INTRODUZIONE: il diabete è una malattia che

con le sue complicanze rappresenta uno dei

principali problemi sanitari in tutto il mondo:

un efficace controllo della malattia diabetica non

può avvenire senza il coinvolgimento attivo

dell’assistito, il cui giudizio sulla qualità percepita

delle cure ricevute rappresenta un indispensabile

parametro per la programmazione dei servizi

assistenziali. L’obiettivo del nostro studio è stato

quello di ricercare gli elementi di soddisfazione

e/o insoddisfazione sul servizio, individuare

eventuali criticità e proposte di miglioramento

da parte degli assistiti.

METODO: studio osservazionale di prevalenza

(condotto dal 10 marzo al 10 maggio 2011) su

un campione di convenienza della popolazione

diabetica afferente, nel periodo analizzato, ai 4

Centri Diabetologici dell’Azienda per i Servizi

Sanitari n° 1 Triestina. Sono stati distribuiti ed

analizzati 281 questionari semistrutturati. Attraverso

l’URP si è invece ricercata la presenza di

eventuali elogi/reclami.

RISULTATI: Il 95% degli intervistati ha espresso

buona od ottima soddisfazione sul servizio ed

il 99% consiglierebbe il Centro Diabetologico

anche a parenti o conoscenti. I cittadini hanno

apprezzato molto in particolare la cortesia e la

disponibilità, l’umanità e l’ascolto, la serietà ed

anche la competenza dei vari professionisti.

Sono risultati critici i tempi di attesa “fuori

porta”, l’adeguatezza delle sale d’attesa, la dotazione

organica di personale e l’accessibilità

logistica di una sede distrettuale.

CONCLUSIONI: La valutazione del grado di soddisfazione

dell’utente sull’assistenza di cui ha

usufruito rappresenta un elemento che il Servizio

Sanitario deve poter utilizzare, insieme ai sistemi

oggettivi del grado di efficienza ed efficacia dei

servizi, per acquisire evidenza delle opinioni dei

cittadini in relazione ai servizi offerti, alla loro

fruibilità ed agli aspetti relazionali con gli operatori

sanitari, al fine di garantire un maggior

coinvolgimento delle persone alla cura ed una

maggiore qualità del servizio.


N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

dal Congresso

Nazionale

DIABETE GESTAZIONALE E ACCETTAZIONE

DELLA DIAGNOSI: RUOLO DEL NURSING

Autori: LL Cavuto, A. Quirino, A. Lo Conte, F. Fraticelli, M. D’Angelo, A. Nicolucci*, E. Vitacolonna

Diabetologia Policlinico ASL Chieti- Università “G. d’Annunzio” Chieti- Pescara

*Consorzio Mario Negri SUD- S. Maria Imbaro (Chieti).

Il Diabete Gestazionale (DG) è definito come

“anomalia del metabolismo dei CHO che insorga

per la prima volta in gravidanza”. Scopo dello

studio è verificare l’impatto della diagnosi e del

trattamento in donne con DG.

Sono state studiate 195 donne affette da DG. A

tutte le pazienti è stato somministrato un test

per lo studio dell’adattamento alla patologia

diabetica al momento della diagnosi (t0’), dopo

otto settimane e, ove richiesto, all’inizio della

terapia con insulina. Sin dalla formulazione e

comunicazione della diagnosi tutte le donne

entravano a far parte di un percorso di educazione

terapeutica strutturata nell’ambito del team multidisciplinare.

I punteggi dei test sono stati correlati

al BMI pre gravidico e in corso di gravidanza, alla

presenza o meno di familiarità per diabete mellito,

all’incremento ponderale in corso di gravidanza,

al n. di rilevazioni glicemiche complessive.

punteggio alla seconda somministrazione indicativi

di un miglioramento dell’adattamento alla

patologia nonostante la necessità di terapia nutrizionale

e di automonitoraggio domiciliare (almeno

4 glicemie/dì).

La diagnosi di DG è un momento molto importante

per la donna e per il nucleo familiare. La comunicazione

della diagnosi corrisponde alla prescrizione

di una terapia nutrizionale ed

all’automonitoraggio domiciliare, tutti fattori che

determinano un cambiamento radicale e potenzialmente

drammatico nella vita della gestante.

Il nostro studio mostra un buon adattamento alla

patologia sin dalla diagnosi ed addirittura un

miglioramento dei punteggi dopo otto settimane

verosimilmente in relazione alle capacità personali

delle pazienti ma anche all’approccio educativo

all’interno del team di cura in cui l’infermiere ha

un ruolo molto importante.

Il test di adattamento al diabete ha mostrato

punteggi buoni sin dalla diagnosi di DG indicativi

di una buona accettazione ed adattamento alla

patologia. Si è avuto un aumento significativo del

Cavuto Livia Lina, Diabetologia Policlinico

Asl Chieti,

Via Strada dell’Acquedotto, 94 - 66100 Chieti

liviacavuto@libero.it - Cell.3298117419

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PROGETTO DI NURSING NELLA NEFROPATIA DIABETICA.

Autori: Guarnieri M., Martongelli M., Calia G., Di Maggio A.

Istituto: Dipartimento Nefro-Urologico, ASL Taranto.

AUTORE DI RIFERIMENTO: MAURIZIO GUARNIERI

DIPARTIMENTO NEFRO-UROLOGICO

ASL TARANTO - VIALE VIRGILIO 31, TARANTO

E-MAIL: mauriziogua@libero.it

Parola Chiave: Nefropatia Diabetica

Testo: Il diabete è attualmente una delle cause

più frequenti di insufficienza renale e di necessità

del trattamento dialitico. La nefropatia

diabetica inizia molto prima della comparsa di

uremia terminale ed una sua diagnosi e presa

in carico con un adeguato programma assistenziale

può rallentarne la velocità di progressione

e prevenirne le complicanze.

Nell’ambito del nostro ambulatorio è stato implementato

un progetto di nursing dedicato ai

pazienti affetti da nefropatia diabetica, che

prevede protocolli differenziati a seconda dello

stadio della malattia.

I pazienti sono stati suddivisi in quattro tipologie:

1) pazienti con malattia renale lievemoderata

(nefropatia diabetica stadi I-III), pazienti

pre-uremici o uremici (stadi IV-V); 3)

pazienti in dialisi; 4) pazienti sottoposti a trapianto

di rene o di rene e pancreas.

Il protocollo di nursing nei pazienti del tipo 1

prevede, in particolare, controlli periodici e

raccomandazioni riguardanti: esami urine con

rapporto albuminuria/creatininuria, pressione

arteriosa, peso corporeo, dieta, esercizio fisico,

igiene personale.

Nei pazienti di tipo 2 e 3 particolare attenzione

viene posta anche alla comparsa di problemi

clinici come edemi, dispnea, anemia, oliguria,

ipertensione, alterazioni elettrolitiche, infezioni,

dal Congresso

Nazionale

nonché alle necessità terapeutiche in rapporto

alla alterata funzionalità renale (sostituzione di

antidiabetici orali, variazioni di dosaggio

dell’insulina) ed alle problematiche della preparazione

alla dialisi e/o al trapianto. Nei pazienti

in dialisi una speciale attenzione è rivolta alla

patologia vascolare delle estremità, poiché alla

consueta angiopatia del diabete si aggiungono

anche la sofferenza vascolare e la neuropatia

dovute all’uremia.

Nei pazienti di tipo 4, l’attenzione verso il

paziente è giustificata dall’effetto diabetogeno

di alcuni farmaci immunosoppressori (steroidi,

tacrolimus, ecc.) e dalla suscettibilità alle infezioni

tipica degli immunodepressi.

In conclusione, il nostro protocollo di nursing

nei diabetici con malattia renale consente di

gestire al meglio sia le complicanze renali del

diabete che la complessità delle comorbidità

diabetiche esacerbate dall’uremia.

N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

23


RAZIONALE

Gli ambulatori di Diabetologia sono ormai sovraccarichi

di attività e ben difficilmente riescono

a dare prestazioni nei tempi previsti dalle Linee

guida. Nella Struttura Dipartimentale di Diabetologia

ed Endocrinologia di Mariano Comense,

a causa della grande continua richiesta di prestazioni,

per pazienti che per circa il 50% arrivano

da fuori la Provincia di Como, l’intervallo che

intercorre tra una visita e la successiva, purtroppo,

indipendentemente dalla terapia in atto o

dal compenso metabolico, si aggira intorno a

10-12 mesi, intervallo molto lungo soprattutto

per i pazienti in terapia insulinica intensiva o

per i pazienti scompensati.

Non avendo la possibilità di aumentare il numero

degli ambulatori a causa delle scarse risorse

umane, soprattutto mediche, e non potendo

ridurre i tempi di ogni visita perché già molto

ridotti, 13 minuti a paziente, si è cercato di

individuare, a parità di risorse, eventuali soluzioni

alternative che potessero portare ad un accorciamento

degli intervalli tra una visita e l’altra

mantenendo alta la qualità della prestazione.

Queste sono le premesse dalle quali nasce la

nuova attività ambulatoriale.

dal Congresso

Nazionale

AMBULATORIO DI DIABETOLOGIA

A PREVALENTE FUNZIONE INFERMIERISTICA

Struttura Semplice Dipartimentale di Diabetologia ed Endocrinologia

Ospedale di Mariano Comense (CO) - Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como

Autori: Infermiera Coordinatrice Dott.ssa Rosalia De Marco

Consigliere Regionale OSDI Lombardia

Elisa Bellini, MariaRosa Cattaneo, Eleonora Gasparotto, Maria Grazia Magni, Emanuela Olivo,

Silvana Pastori, Barbara Rovelli, Adele Tono, Nathascia Turano, Rosangela Ghidelli

OBIETTIVI

L’obiettivo generale di questa nuova attività

ambulatoriale è quello di aumentare le prestazioni

per permettere dei controlli più frequenti

mantenendo il compenso metabolico a buoni

livelli, almeno quanto quello dei pazienti che

continueranno ad essere seguiti in modo tradizionale,

senza aumentare in modo significativo

il carico di lavoro di Medici e Infermieri.

Nel nuovo ambulatorio il paziente si presenta

alla visita con gli stessi esami previsti per

l’ambulatorio tradizionale, ma ha un incontro

soltanto con l’Infermiere che valuta tutti i vari

parametri, glicemia, HbA1c, microalbuminuria,

urine, colesterolo, trigliceridi, PA, BMI, diario

dell’autocontrollo.

L’infermiere fa quindi un breve colloquio con il

paziente mirato a fornire supporto educazionale,

a mettere in evidenza eventuali problemi riportati

e quindi supportare il paziente nelle sue criticità.

Il paziente viene motivato a divenire protagonista

nella cura e creare le condizioni migliori perché

aderisca a questo ruolo fino alla condivisione

del patto terapeutico. In questo contesto,

l’infermiere da spazio all’ascolto, supporta

l’utente facendolo riflettere anche sui più piccoli

N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

25


N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

26

dal Congresso

Nazionale

miglioramenti, senza dare false rassicurazioni.

In assenza di un peggioramento dei parametri

valutati ed in assenza di problemi riferiti dal

paziente, l’Infermiere propone al Medico la

conferma della terapia e programma il successivo

controllo del paziente a distanza di quattro

mesi. Finita la seduta ambulatoriale l’Infermiere

presenta tutti i risultati raccolti al Medico che

effettua una rapida valutazione e se tutto risponde

ai criteri previsti conferma la terapia in

atto e appone la propria firma al referto della

visita sotto quella dell’infermiere che ha eseguito

la valutazione.

La valutazione del Medico è prevista ad intervalli

di un’ora; ciò significa che i pazienti che avranno

effettuato il colloquio con l’infermiere saranno

pregati di attendere la valutazione del Medico.

Ove l’Infermiere riscontra dei risultati non conformi

a quelli previsti inserisce il paziente in

un ambulatorio tradizionale, appositamente

previsto, da effettuare entro 15 giorni (se situazioni

gravi o ritenute urgenti viene effettuata

immediatamente una visita medica).

Pazienti inseriti nel nuovo percorso ambulatoriale:

uomini e donne, senza limiti di età, con

diagnosi di diabete mellito di tipo 2 in trattamento

dietetico o con ipoglicemizzanti

orali o con agonisti del recettore del GLP-1,

con HbA1c 7,5% (per valori compresi tra 7.0 e

7.5 va intensificato il supporto educazionale)

• Colesterolo LDL > 130 mg/dl in almeno due

accessi consecutivi

• PA > 160/90 riscontrata negli ultimi 2 accessi

• aumento del peso corporeo >10 Kg rispetto

al basale

• comparsa di microalbuminuria patologica,

>30, in due controlli consecutivi in pazienti

precedentemente senza tale problema

• problematiche riportate dal paziente o evidenziate

dall’Infermiere che richiedono una

valutazione medica

Criteri di fuoriuscita dall’ambulatorio:

• inizio terapia insulinica

• problematiche riportate dal paziente o evidenziate

dall’Infermiere che valutate assieme

al Medico richiedano l’uscita da questo tipo

di ambulatorio

Inizio attività:

questo ambulatorio ha avuto inizio il 06

settembre 2010.

L’attività ambulatoriale viene effettuata

tutti i giorni della settimana lavorativa,

da lunedì a venerdì, in due fasce orarie.

Tutte le mattine dalle ore 08.00 alle ore

09.00, 4 pazienti, uno ogni 15 minuti.

Lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 13.00

alle 15.00, 8 pazienti, uno ogni 15 minuti.

Martedì e giovedì dalle ore 11.30 alle 13.30,

8 pazienti, uno ogni 15 minuti.


L’ambulatorio dedicato ai pazienti che necessitano

di un controllo medico più approfondito

è stato iniziato il 09 settembre e si svolge tutti

i giovedì pomeriggio ad esclusione del 1° e del

3° giovedì del mese, dalle ore 14.00 alle ore

17.00, 12 pazienti, uno ogni 15 minuti, senza

RISULTATI

dal Congresso

Nazionale

supporto infermieristico (se non esterno per

eventuale terapia educazionale).

I pazienti inseriti nell’ambulatorio dovranno

presentarsi alla visita con almeno 3 giorni di

diario alimentare con glicemie pre e post prandiali

ad ogni pasto.

Indicatore Ingresso Oggi

n. pazienti 207 202

Solo dieta 35 37

Terapia farmacologica (non insulina) 172 165

HbA1c media 6,5 + 0,48 6,5 + 0,64

Colesterolo LDL < 100 mg/dl 63,05% 72,04%

PA < 130/80 mmHg 45,71% 53,17%

BMI < 25 22,38% 21,46%

BMI > 25 e < 30 42,38% 42,44%

BMI > 30 35,24% 36,10%

N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

Fig.1

Modifiche della terapia

27


N. 2 Giugno 2012 OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

dal Congresso

Nazionale

Fig. 2

Emoglobina glicata

Fig.3

Percentuale di pazienti a target per Colesterolo LDL, PA e BMI

CONCLUSIONI

Dai risultati ottenuti possiamo certamente

concludere che l’ambulatorio a prevalente

funzione infermieristica si è dimostrato

molto efficace nel mantenere i pazienti

con un’ottima emoglobina glicata senza

nessun aumento dei pazienti in terapia

farmacologica.

Quasi tutti i pazienti sono ancora seguiti

in questo ambulatorio; dei 5 non più seguiti

3 sono stati passati a terapia insulinica e

28


2 non sono più seguiti dal nostro centro.

Risultano nettamente migliorati i risultati

relativi al Colesterolo LDL e alla pressione

arteriosa.

Oltre a essere efficace questa attività si è

anche dimostrata efficiente perché ha permesso,

liberando posti nell’ambulatorio

tradizionale, di ridurre i tempi che intercorrono

tra una visita e l’altra per i pazienti

in terapia insulinica o scarsamente compensati.

In queste altre categorie attualmente

l’emoglobina glicata media è del

7,3%.

dal Congresso

Nazionale

Si segnala che dal settembre 2010 al febbraio

2012 l’ambulatorio medico dedicato,

da effettuare entro 15 giorni dalla valutazione

infermieristica, è stato attivato soltanto

per 40 Visite Diabetologiche.

Nell’assistenza infermieristica l’obiettivo

non è creare qualcosa di nuovo ma riconoscere

che il paziente è l’attore di un processo

di riadattamento in seguito alla malattia.

La disponibilità ad ascoltare e comunicare

è l’elemento centrale del processo di relazione

e quindi di counselling.

OPERATORI SANITARI DI DIABETOLOGIA ITALIANI

BIBLIOGRAFIA

Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito 2009-2010, Associazione Medici Diabetologi

- Società Italiana di Diabetologia - Edizioni Infomedica

Standards of Medical Care in Diabetes – 2010, AMERICAN DIABETES ASSOCIATION - DIABETES

CARE, VOLUME 33, SUPPLEMENT 1, JANUARY 2010

27


Al momento della stampa della rivista altri eventi sono in fase di definizione.

Rivolgersi al Presidente della Sezione Regionale per eventuali ulteriori informazioni

9 giugno 2012 - Rovereto (Tn) - La cartella informatizzata, tra tecnologia e software. Quali opportunità

per l’infermiere. Sponsor Lifescan

22 giugno 2012 - Loc. Artimino - Carmignano (Prato) - Autocontrollo glicemico: strumento essenziale

per la gestione del diabete. Sponsor Sanofi

23 giugno 2012 - Pescara - Evento Multisponsor OSDI Abruzzo. Plurisponsor

29 giugno 2012 - Bacoli (Na) - Trattamento assistenziale nel terzo millennio: nuove terapie e nuove

tecniche. Multisponsor

29 giugno 2012 - Cisanello (Pi) - Autocontrollo glicemico: strumento essenziale per la gestione del

diabete. Sponsor Sanofi

22 settembre 2012 - Udine - Educazione infermieristica in diabetologia: modalità, strumenti, evoluzione.

Plurisponsor

28 settembre 2012 - Torre del Greco (Na) - Quale profilo, per quale paziente. Sponsor Roche Diagnostics

6 ottobre 2012 - Torino - Congresso OSDI Piemonte: I diritti dei pazienti diabetici: il ruolo dell’infermiere.

Plurisponsor

13 ottobre 2012 - Milano - X Congresso regionale OSDI Lombardia. L’assistenza infermieristica in

diabetologia: l’infermiere dedicato e le competenze professionali al servizio del team. Plurisponsor

N. 2 Giugno 2012

19 ottobre 2012 - Amelia (Tr) - Automonitoraggio glicemico: strumento chiave per l’autogestione delle

persone con diabete di tipo 2 insulino trattato. Sponsor Sanofi

20 ottobre 2012 - Assisi (Pg) - VI CONGRESSO REGIONALE OSDI UMBRIA: Il diabete, dal concepimento

all’assistenza domiciliare dell’anziano. Plurisponsor

27 ottobre 2012 - Bologna - Hotel Europa - La somministrazione dell’insulina e l’autocontrollo.

Plurisponsor

33


Presidente

Roberta Chiandetti

r.chiandetti@osdi.it

Past President

Maria Teresa Branca

mtbranca@alice.it

Vice Presidente

Giovanni Lo Grasso

giovanni.lograsso@hotmail.com

Segretario

Giuseppe Frigau

giufri@tiscali.it

Consiglieri

Gemma Annicelli

Lia Cucco

Raffaella Fiorentino

Elisa Levis

Alberto Pambianco

Clara Rebora

Anna Hai Satta

Anna Maria Tesei

Claudio Vitiello

gemma.annicelli@libero.it

lia.cucco@fastwebnet.it

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annasattahai@libero.it

amtesei@asl9.marche.it

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Tesoriere

Michele Galantino

tesoreria@osdi.it

N. 2 Giugno 2012

Abruzzo

Calabria

Campania

E. Romagna

Friuli V.G.

Lazio

Liguria

Lombardia

Marche

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Sicilia

Toscana

Trentino A.A.

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Gemma Annicelli

Loredana Niero

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Vincenzo Rapino

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Giovanni Di Mauro

Cristiano Beltrami

Bruna Carli

Alberto Pambianco

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ivamanf@inwind.it

OSDI, raccogliendo la richiesta di tutti i soci di supporto e di AIUTO CONCRETO, ha offerto il proprio contributo

economico con una donazione a favore dei TERREMOTATI DELL'EMILIA ROMAGNA aderendo all'INIZIATIVA di Diabete

Italia che, insieme alla Fe.D.E.R. (Federazione Diabete Emilia Romagna Pro Terremoto) è a sostegno dei terremotati

attraverso una raccolta fondi da destinare ad iniziative mirate.

Se interessati i dati per le donazioni sono:

Federazione Diabete Emilia Romagna Pro Terremoto

Coordinate bancarie per l’operatività italiana

IBAN IT 98 X 05080 23400 CC0400628639

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