Allegati al rapporto 2012 - Regione Campania

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Allegati al rapporto 2012 - Regione Campania

Area Generale CoordinamentoSviluppo Settore PrimarioSERVIZIO DI VALUTAZIONE IN ITINERE, INTERMEDIA EDEX POST DEL PSR CAMPANIA 2007-2013AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012ALLEGATO I - ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMarzo 2013


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAINDICEASSE 1 – MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE ...................... 1Misura 111 – Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione ................................................ 1APPENDICE – I RISULTATI DELLE INDAGINE DIRETTE PRESSO I BENEFICIARI (TIPOLOGIA 1 – FORMAZIONE) ............................. 14MISURA 112 – Insediamento di giovani agricoltori .............................................................................................. 24MISURA 113 – Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori agricoli ......................................................... 31Misura 114 – Utilizzo dei servizi di consulenza ................................................................................................. 34Misura 115 - Avviamento dei servizi di assistenza alla gestione di sostituzione e di consulenza aziendale” ............. 39Misura 121 - Ammodernamento delle aziende agricole ..................................................................................... 40Misura 122 – Accrescimento del valore economico delle foreste ......................................................................... 51Misura 123 – Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali .................................................. 54Misura 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo,alimentare e forestale ................................................................................................................................... 59Misura 125 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture connesse allo sviluppo e adeguamentodell’agricoltura e della silvicoltura ................................................................................................................... 66Misura 126 - Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione diadeguate misure di prevenzione ..................................................................................................................... 69Misura 131 – Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme rigorose basate sulla legislazione comunitaria ... 71Misura 132 - Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare ....................................... 73Misura 133 - Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozione riguardoai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità ................................................................................................. 76ASSE 2 - MIGLIORAMENTO DELL’AMBIENTE E DELLO SPAZIO RURALE ....................................................... 82Misura 211 – Indennità a favore degli agricoltori nelle zone montane ................................................................ 82Misura 212 - Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diversedalle zone montane ....................................................................................................................................... 82Misura 214 – Pagamenti agroambientali .......................................................................................................... 91Misura 215. Miglioramento del benessere animale.......................................................................................... 104APPENDICE ................................................................................................................................................ 117Misura 216 “Investimenti non produttivi” ...................................................................................................... 163Misura 221 – Imboschimento di terreni agricoli .............................................................................................. 170Appendice alla Misura 221 - Indagine per la valutazione degli impianti da arboricoltura da legno realizzatinell’ambito della Misura H del PSR 2000-2006 e del Reg. 2080/92 nella Regione Campania ............................ 177Misura 223 – Imboschimento di terreni non agricoli ....................................................................................... 195Misura 225 – Pagamenti silvo-ambientali ....................................................................................................... 198Misura 226 – Ricostituzione del potenziale forestale ed interventi preventivi ..................................................... 203Misura 227 – Investimenti forestali non produttivi .......................................................................................... 247ASSE 3 - MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA E DIVERSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ ........... 250Misura 311 - Diversificazione verso attività non agricole ................................................................................. 250Misura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimprese ................................................................ 260Misura 313 – Incentivazione delle attività turistiche ........................................................................................ 268Misura 321 - “Servizi essenziali alle persone che vivono nei territori rurali” ....................................................... 275Misura 322 - Sviluppo e rinnovamento dei villaggi .......................................................................................... 283Misura 323 – Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale ............................................................... 284Misura 331 - Formazione ed informazione degli operatori economici ................................................................ 293pag. i


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAASSE 1 – MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALEMisura 111 – Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazioneNella Regione Campania la misura 111 del PSR si articola in due tipologie:‣ Tipologia 1 – Formazione‣ Tipologia 2 – InformazioneLe attività di formazione vengono attuate tramite il finanziamento di corsi che possono includere ancheseminari, incontri informativi e workshop. Le iniziative di formazione sono rivolte agli operatori dei settoriagricolo, forestale e agroalimentare ed agli operatori della Pubblica Amministrazione che esercitano neisettori precedentemente menzionati. I beneficiari degli interventi formativi sono la Regione Campania e gliEnti accreditati presso la stessa Regione.Le iniziative di informazione, attuate mediante l’impiego di mezzi di comunicazione, vengono effettuate sullabase di un piano di informazione approvato dalla Giunta Regionale. Le attività di informazione sono rivolteagli operatori agricoli, forestali, delle aziende agroalimentari e agli attori territoriali operanti all’interno difiliere produttive. Il beneficiario delle attività di informazione è la Regione Campania la quale può utilizzareallo scopo anche le proprie strutture specializzate.Di seguito viene riportato il quadro logico della misura contenente gli indicatori d’impatto, di risultato e dioutput; questi sono stati correlati ai valori obiettivo e a quelli realizzati al 31/12/2011.Obiettivo generaleAccrescere la competitività del settore agricolo e forestalesostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l’innovazioneObiettivi prioritario e specificoObiettivo prioritarioMiglioramento della capacità imprenditoriale eprofessionale degli addetti al settore agricolo e forestale esostegno del ricambio generazionaleObiettivo specificoMigliorare il soddisfacimento del bisogno formativo edinformativo regionaleObiettivi operativi(A) Potenziare le competenze aziendali degli addetti ailavori al fine di sostenere il ciclo vitale delle aziende emigliorarne il posizionamento competitivoIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valoreaggiunto in PPS (Meuro)Posti di lavoro creati – Crescita netta di posti dilavoro in equivalenti tempo pieno (ETP)Produttività del lavoro – Aumento del valore aggiuntolordo per equivalente a tempo pieno (Euro/ ETP)Indicatori di risultatoNumero di partecipanti che hanno terminato consuccesso una formazione/informazione agricola,forestale e alimentare(Tipologia 1 – Formazione )Numero di partecipanti ai corsi di formazione chehanno terminato con successo una formazioneagricola, forestale e alimentare (Tipologia 1 –Formazione)Numero di utenti raggiunti da interventi diinformazione (Tipologia 2 – Informazione)Incidenza dei conduttori d’azienda agricolapartecipanti con successo ad azioni di formazione e diinformazione, sul totale regionale dei conduttorid’azienda agricola (%)(Tipologia 1 – Formazione )Incidenza degli addetti del settore forestalepartecipanti con successo ad azioni di formazione e diinformazione, sul totale regionale degli addettiforestali (%)(Tipologia 1 – Formazione )Indicatori di outputNumero di partecipanti ai corsi di formazione(Tipologia 1 – Formazione )Numero di giorni di formazione impartita(Tipologia 1 – Formazione )(1) Numero di partecipanti alla formazioneprofessionale su implementazione delle relazioni difiliera (Tipologia 1 – Formazione )Valoreobiettivo0,94%3,7%0,98%ValoreobiettivoValorerealizzatoValorerealizzatoEfficaciaEfficacia5.808 953 16,41%Valoreobiettivo95333.5000,41%(2,8%)ValorerealizzatoEfficacia7.260 1.611 22,19%127.781 37.604 29,43%63(3,91%)pag. 1


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPartecipanti alle attività di formazione - Tipologia 1 Numero %Partecipanti – di cui: 1.611 100,00%Giovani 760 47,18%Uomini 1.226 76,10%Uomini Giovani 596 37,00%Donne 385 23,90%Donne Giovani 164 10,18%Settore Agricolo 1.367 84,85%Settore Agroalimentare 213 13,22%Settore Forestale 31 1,92%Formati che hanno frequentato esclusivamente corsi realizzati da STAPA (Regione Campania) 1.171 72,69%Formati che hanno frequentato esclusivamente corsi realizzati da Altri Enti 392 24,33%Formati che hanno frequentato corsi realizzati sia da STAPA (Regione Campania) che da Altri Enti 48 2,98%Target 2007-13 - Partecipanti ai corsi di formazione 7.260Partecipanti ai corsi di formazione - Valore obiettivo raggiunto rispetto al Target 2007-13 al 31/12/2011 22,19%Target 2007-13 - Giorni di formazione ricevuti 127.781Giornate di formazione impartite - al 31/12/2011 37.604Giorni di formazione ricevuti - Valore obiettivo raggiunto rispetto al Target 2007-13 al 31/12/2011 29,43%Fonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.2011La maggior parte dei partecipanti provengono dal settore agricolo (84,9%), quasi la metà (47,2%) ha un’etàinferiore ai 40 anni e il 23,9% è rappresentato da donne. In merito al titolo di studio, il 9,7% possiede unalaurea e il 40,3% un diploma di scuola superiore. Per quanto attiene la qualifica professionale il 70% deipartecipanti ai corsi di formazione è costituito da imprenditori, il 9% sono salariati avventizi, quasi l’ottopercento coadiuvanti, poco più del quattro percento sono tecnici che operano nel settore o agricolo oforestale o agroalimentare, quasi il tre percento sono i salariati fissi, poco meno dell’uno percento glioperatori delle imprese agroalimentari e oltre il cinque percento appartiene ad altre categorie.Con riferimento ai corsi, il 72,7% dei partecipanti ha frequentato esclusivamente attività promosse daSTAPA, il 24,3% da altri Enti di formazione e poco meno del tre percento sia corsi realizzati da STAPA che daaltri Enti.Al perseguimento dell’obiettivo operativo in oggetto concorrono anche i partecipanti agli interventi formativiriconducibili alla “implementazione delle relazioni di filiera”; questi sono 63 e corrispondono quasi al 4% deltotale dei partecipanti.Per un approfondimento inerente le ricadute delle capacità acquisite durante i corsi sulle attività aziendali,vengono di seguito proposte le dichiarazioni del campione rappresentativo dei partecipanti con successo alleiniziative inerenti la tipologia di attività formativa riconducibile all’“Implementazione delle relazioni di filiera”.La rilevazione è avvenuta attraverso specifiche indagini effettuate sui partecipanti con successo ai corsirealizzati nell’ambito della tipologia 1 – Formazione 1 .Dall’elaborazione delle indagini emerge che il 30% degli intervistati che hanno frequentato un’attivitàformativa inerente l’”Implementazione delle relazioni di filiera dei settori agricoli, alimentare e forestale”dichiara ricadute delle capacità acquisite durante i corsi in diversi ambiti delle molteplici attività aziendali.1 Negli anni 2011 e 2012 sono state svolte due specifiche indagini dirette nei confronti dei partecipanti con successo ai corsi realizzatirispettivamente negli anni 2009 e 2010 e nell’anno 2011 nell’ambito della tipologia 1 – Formazione; le ricadute effettive della formazionesulle attività aziendali sono state rilevate quindi a distanza di almeno un anno dalla conclusione dei corsi. Per quanto attiene gliapprofondimenti metodologici inerenti l’indagine si rimanda alla apposita sezione dedicata in allegato.pag. 3


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURANello specifico, due terzi di questi dichiarano di adottare sistemi di agricoltura biologica o integrata, un terzoha migliorato l’igiene negli allevamenti e il benessere degli animali nonché la gestione economica delleattività attraverso l’adozione di tecniche di marketing per la promozione dei prodotti aziendali; sempre unterzo ha migliorato la sicurezza sui luoghi di lavoro.Obiettivo operativo – B. SVILUPPARE CONOSCENZE E COMPETENZE PER MIGLIORARE LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE, DEITERRITORI, DEL SETTOREI partecipanti agli interventi di formazione realizzati per lo sviluppo delle competenze gestionali eimprenditoriali inerenti la “gestione strategica e il marketing” e le “tecnologie per l’informazione e lacomunicazione” sono rispettivamente 145 e 280; questi corrispondono nel primo caso al nove e nel secondoad oltre il diciassette percento dei partecipanti totali.Per un’analisi più approfondita dell’obiettivo operativo in esame vengono di seguito riportate le ricadute,sulle attività aziendali, dichiarate dal un campione rappresentativo di formati con successo che hannofrequentato corsi con tematiche afferenti la “gestione strategica e il marketing” e le “tecnologie perl’informazione e la comunicazione”; l’elaborazione dei dati relativi all’indagine diretta viene restituita,separatamente per le tematiche in esame, nelle due rappresentazioni grafiche seguenti.Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Dall’analisi dei dati rilevati con l’indagine diretta emerge che il 50% di coloro che hanno frequentato corsisulla gestione e il marketing dichiarano ricadute positive in azienda delle capacità acquisite. Di questi l’80%migliora la gestione economica delle attività fondamentalmente attraverso il perfezionamento della gestionecontabile (50%), l’adozione di tecniche di marketing per i prodotti aziendali (25%) e ricorrendo al commercioelettronico (25%). Il 60% ha migliorato la sicurezza nei luoghi di lavoro; il 40% modifica le tecniche diproduzione ai fini della mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici attraverso l’uso razionaledei concimi azotati (50%) e l’adozione di modifiche nell’uso del suolo (50%); la stessa percentuale utilizzasistemi di irrigazione efficienti ai fini del risparmio idrico, si adegua ai criteri della condizionalità (50% CGO –Ambiente e 50% BCAA – protezione e gestione delle risorse idriche), modifica l’indirizzo produttivodell’azienda, adotta metodi di produzione rispettosi dell’ambiente (50% agricoltura biologica e 50%agricoltura integrata per produzioni ortofrutticole). Il 20% dichiara di aver pianificato e redatto un piano disviluppo aziendale, di aver introdotto nuove tecniche di produzione nella propria azienda, di aver adottatosistemi di qualità delle produzioni e di aver intrapreso attività nuove o complementari a quella agricola. Inquesto caso si ha una perfetta corrispondenza tra il tema principale trattato (la gestione strategica e ilmarketing) e le ricadute aziendali; infatti, come visto poco sopra, l’80% degli intervistati dichiara di avermigliorato la gestione economica delle attività aziendali. Pertanto questa tipologia di corsi sembra abbiarisposto a pieno a quelle che potevano essere le potenziali aspettative iniziali dei partecipanti.pag. 4


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIl 75% degli intervistati partecipanti ai corsi afferenti le “tecnologie per l’informazione e la comunicazione”dichiara ricadute delle capacità acquisite durante i corsi frequentati. In questo caso le ricadute maggioririguardano la sicurezza sul luogo di lavoro (72%). Seguono: l’adozione di sistemi di produzione rispettosidell’ambiente (56%), in particolare il metodo di produzione biologico (50%) la tecnica di agricolturaintegrata per produzioni ortofrutticole (40%) e cerealicole (10%); il miglioramento della gestione economicadelle attività (44%) attraverso il miglioramento della gestione contabile (25%), il marketing dei prodottiaziendali (75%) e il commercio elettronico (12,5%). Quasi il 39% dei partecipanti si adegua ai requisiti dellacondizionalità (CGO e BCAA) e adotta sistemi di qualità delle produzioni. Oltre il 33% adotta metodi digestione informatizzata delle attività aziendali; questo è un punto importante che da un lato dimostra laricaduta specifica della tipologia di attività frequentata (tecnologie per l’informazione e la comunicazione) edallo stesso tempo rivela che per quanto il corso possa essere specifico, tratta sempre anche “altre tematiche”comunque inerenti la risoluzione delle diverse problematiche attinenti la corretta conduzione dell’aziendaagricola.Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Ancora oltre il 33% dichiara di adottare sistemi di qualità delle produzioni, quasi il 28% dei partecipantiintervistati ha pianificato e redatto un piano di sviluppo aziendale, ha introdotto innovazioni tecnologiche eadotta metodi o pratiche per il risparmio energetico. Il 22% modifica le tecniche di produzione ai fini dellamitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici, l’11% migliora l’igiene negli allevamenti e ilbenessere degli animali, quasi il 6% adotta metodi di produzione di energia da fonti rinnovabili, modifical’indirizzo produttivo dell’azienda e intraprende attività complementari a quella agricola.Obiettivo operativo – C. SENSIBILIZZARE ALL’INTRODUZIONE DI INNOVAZIONI IN CAMPO AGRICOLO, FORESTALE EAGROALIMENTARE PER LA RIDUZIONE DEI GAS SERRA E ADATTARSI AI CAMBIAMENTI CLIMATICITra le attività formative realizzate non ci sono corsi specifici riconducibili o esclusivamente mirati ai temiinerenti la “riduzione dei gas serra” e l’”adattamento ai cambiamenti climatici”. Comunque, è verosimile chenell’ambito di molti dei corsi realizzati questi argomenti siano stati trattati anche se non come “tematicaprincipale”. Considerando infatti le elaborazioni delle indagini effettuate sul campione rappresentativo didestinatari (formati con successo) della tipologia 1 – Formazione, risulta che quasi il 14% del campionedichiara di aver modificato le tecniche di produzione ai fini della mitigazione degli effetti negativi deicambiamenti climatici e poco più del 17% di aver adottato metodi e/o pratiche per il risparmio idrico.pag. 5


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURARicaduta delle capacità acquisite durante il corso/i sull'introduzione inazienda di innovazioni tecnologicheNumero% rispetto altotale delcampione% rispettoalla ricadutaspecificaAver modificato le tecniche di produzione ai fini della mitigazione degli effettinegativi dei cambiamenti climatici – di cui:17 13,82% 100,00%‣ Uso razionale dei concimi azotati 12 9,76% 70,59%‣ Modifiche nell’uso del suolo 2 1,63% 11,76%‣ Imboschimento 0 0,00% 0,00%‣ Gestione e alimentazione degli allevamenti 2 1,63% 11,76%‣ Altro 1 0,81% 5,88%Aver adottato metodi/pratiche per il risparmio idrico – di cui: 21 17,07% 100,00%‣ Sistemi d’irrigazione efficienti 16 13,01% 76,19%‣ Colture meno esigenti 6 4,88% 28,57%‣ Altro 0 0,00% 0,00%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Nello specifico le ricadute maggiori dichiarate riguardano l’utilizzazione razionale dei concimi azotati (71%degli intervistati che dichiarano azioni a favore della mitigazione dei cambiarti climatici) e di sistemi diirrigazione efficienti (76% di coloro che hanno dichiarato l’adozione metodi e/o pratiche per il risparmioidrico).Obiettivo operativo – D. SENSIBILIZZARE E DIFFONDERE CONOSCENZE CONNESSE ALLE ENERGIE RINNOVABILIAnche per quanto attiene le energie rinnovabili, non sono stati implementati corsi specifici. Considerandoperò le ricadute delle capacità acquisite durante i corsi sulle attività aziendali, rilevate con le indagini, risultache ve ne sono state alcune riconducibili all’obiettivo in oggetto.Ricaduta delle capacità acquisite durante il corso/i sull'introduzione in azienda diinnovazioni tecnologicheNumero% rispetto altotale delcampione% rispetto allaricadutaspecificaAver adottato metodi/pratiche per il risparmio energetico 19 15,45% 100,00%Aver adottato metodi di produzione di energia da fonti rinnovabili 6 4,88% 100,00%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”In particolare il 15,5% del campione dichiara di avere adottato metodi e/o pratiche per il risparmioenergetico e quasi il 5% afferma di produrre energia da fonti rinnovabili.Obiettivo operativo – E. SENSIBILIZZARE ALL’INTRODUZIONE DI INNOVAZIONI DI PRODOTTO E DI PROCESSO IN CAMPOAGRICOLO E FORESTALE PER INNALZARE IL LIVELLO QUALITATIVO DEI PRODOTTI FINALIL’obiettivo operativo “Sensibilizzare all’introduzione di innovazioni di prodotto e di processo in campo agricoloe forestale per innalzare il livello qualitativo dei prodotti finali” è stato correlato ai partecipanti alle iniziativedi formazione realizzate nell’ambito della tipologia 1 – Formazione che hanno trattato i temi inerentil’innovazione tecnica e tecnologica, la gestione della qualità inerente sia i processi produttivi che i prodotti(es. ISO 9000, disciplinari di qualità, ecc.), la formazione e l’aggiornamento al settore tabacchicolo. Ilnumero di partecipanti ai corsi implementati su queste tematica sono rispettivamente pari a 208 (12,9% deipartecipanti totali), 15 (0,9% del totale) e 30 (1,9% rispetto al totale). I trenta formati del settoretabacchicolo corrispondono al 15% del valore obiettivo fissato in sede di programmazione.pag. 6


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALe ricadute, sulle attività aziendali, dichiarate dal un campione rappresentativo di formati con successo chehanno frequentato corsi inerenti i tre temi che riguardano l’obiettivo in oggetto, vengono restituite nelgrafico e nel testo a seguire.Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Il 36,4%, degli intervistati partecipanti ai corsi afferenti “l’innovazione tecnica e tecnologica” dichiararicadute delle capacità acquisite durante i corsi frequentati. Di questi il 75% migliora la sicurezza sui luoghidi lavoro; il 50% ha introdotto innovazioni tecnologiche inerenti nuove tecniche di produzione nella propriaazienda e ha modificato le tecniche di produzione ai fini della mitigazione degli effetti negativi deicambiamenti climatici attraverso l’uso razionale dei concimi azotati. Il 25% ha adottato metodi e o praticheper il risparmio energetico, si è adeguato ai criteri di gestione obbligatori (CGO) inerenti la salvaguardiadell’ambiente, ha adottato sistemi di agricoltura integrata per produzioni ortofrutticole e ha migliorato l’igienedegli allevamenti e il benessere degli animali.La percentuale di coloro che dichiarano ricadute non è in questo caso molto elevata (36,4%); va peròrilevato che la metà di questi partecipanti dichiara ricadute attinenti la tematica specifica trattata, il chedimostra l’attinenza del corso a quanto previsto in sede di progettazione.Il 40% dei partecipanti ai corsi inerenti la gestione della qualità di processo e di prodotto ha, in seguito alcorso frequentato, adottato sistemi di qualità delle produzioni.Solo un quinto dei formati afferenti al settore tabacchicolo dichiara di aver modificato l’indirizzo produttivodell’azienda e di aver migliorato la sicurezza sul lavoro. L’incidenza è bassa però chi ha partecipato al corso eha mutato l’ordinamento delle produzioni della propria azienda ha perseguito in pieno l’obiettivo del corso.Obiettivo operativo – F. ACCRESCERE LA SENSIBILITÀ E LE COMPETENZE SULLE TEMATICHE DI TUTELA DELL’AMBIENTE EDEGLI SPAZI NATURALI E SULLA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ (GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE IDRICHE,RIDUZIONE NELL’USO DI INQUINANTI, TECNICHE DI PRODUZIONE INTEGRATA E BIOLOGICA, BIODIVERSITÀ, SALVAGUARDIA DELPAESAGGIO)I partecipanti alle attività formative riconducibili alla “sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare” sono602 e corrispondono al 37,4% degli allievi totali mentre quelli collegati al tema “emergenza brucellosi” sono186 e rappresentano l’11,6% del totale.L’elaborazione delle indagini rivela che oltre l’82% dei formati con successo su temi ambientali e di sicurezzaalimentare hanno confermato ricadute nelle proprie aziende delle competenze acquisite durante le attività diformazione. Come riportato nel grafico seguente, le ricadute maggiori hanno riguardato la sicurezza suiluoghi di lavoro (81% dei partecipanti che dichiarano ricadute delle nozioni acquisite).pag. 7


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Quasi il 60% di coloro che hanno dichiarato l’apporto in azienda delle conoscenze apprese durante i corsi hamigliorato la gestione economica attraverso il rinnovamento della gestione contabile (41%), il marketing deiprodotti aziendali (50%) e il commercio elettronico (9%) degli stessi. Ancora circa il 60% garantisce i propriprodotti aderendo a sistemi di qualità. Il 43% si adegua ai criteri della condizionalità e lo fa nel 75% dei casiaderendo ai criteri di gestione obbligatori afferenti l’ambiente, la sanità pubblica, la salute delle piante e ilbenessere degli animali e per il 25% aderendo alle buone condizioni agronomiche e ambientali inerenti lasostanza organica e la struttura del suolo, la protezione e la gestione delle risorse idriche. Quasi il 38%dichiara di aver redatto piani per lo sviluppo della propria azienda; la stessa percentuale produce con metodirispettosi dell’ambiente, nello specifico con il metodo biologico (14%) o attraverso tecniche di agricolturaintegrata per produzioni ortofrutticole (64%) e produzioni cerealicole (22%). Il 35% adotta metodi opratiche per il risparmio energetico e per evitare sprechi della risorsa idrica; sempre il 35% utilizza sistemi diirrigazione efficienti o colture poco esigenti. Il 32% introduce innovazioni tecnologiche nel proprio processoproduttivo, e migliora l’igiene nei propri allevamenti. Il 27% adotta metodi di gestione informatizzata delleattività aziendali; il 24% dichiara di aver modificato le tecniche di produzione ai fini della mitigazione deglieffetti negativi dei cambiamenti climatici e lo fa attraverso l’uso razionale dei concimi azotati, le modifichenell’uso del suolo, la corretta gestione e alimentazione degli allevamenti. Più del 13% adotta metodi diproduzione di energia da fonti rinnovabili, quasi l’11% modifica l’indirizzo produttivo dell’azienda e l’8%intraprende attività nuove o complementari a quella agricola riconducibili fondamentalmente all’apertura diagriturismi o di attività ricreative.Considerando quanto descritto e le incidenze delle diverse ricadute dichiarate soprattutto in meritoall’adeguamento ai criteri della condizionalità, all’adozione dei sistemi di qualità dei prodotti, almiglioramento dell’igiene negli allevamenti e del benessere animale in generale, alle modifiche nelle tecnichedi produzione per mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici nonchè all’adozione di pratiche per ilrisparmio idrico ed energetico, si può concludere che i corsi implementati sui temi ambientali e sullasicurezza alimentare hanno determinato sicuramente delle variazioni nella gestione e nei metodi diproduzione adottati nelle aziende in cui esercitano la propria attività i partecipanti agli stessi corsiperseguendo quindi l’obiettivo di accrescere sia la sensibilità che le competenze sulle tematiche di tutelaambientale.Il 46% dei partecipanti ai corsi inerenti “l’emergenza brucellosi” hanno dichiarato ricadute delle capacitàacquisite; naturalmente tutte riconducibili al migliorato dell’igiene negli allevamenti e al benessere deglianimali. Inoltre il 17% di questi dichiara di aver migliorato la sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche in questocaso le ricadute dichiarate hanno riguardato la tematica specifica trattata durante i corsi e quindi sembranoallineate all’obiettivo iniziale del corso stesso.pag. 8


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo – G. COADIUVARE IL PROCESSO DI ADEGUAMENTO DELLE AZIENDE ALLE NUOVE REGOLE IN MATERIA DIAMBIENTE, BENESSERE DEGLI ANIMALI E SANITÀ PUBBLICA AL FINE DI GARANTIRE IL RISPETTO DEI CRITERI DI GESTIONEOBBLIGATORI (CGO) E DELLE BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE E AMBIENTALI (BCAA)Al 31/12/2011 non sono stati realizzati corsi specifici inerenti l’adeguamento ai requisiti della condizionalitàma sicuramente nelle attività implementate il tema è stato trattato. Questo emerge chiaramente quando siconsiderano le ricadute dichiarate dal campione rappresentativo di partecipanti formati con successointerpellati con indagine diretta. Infatti oltre il 21% degli intervistati ha dichiarato di essersi adeguato allanormativa sulla condizionalità.Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Di questi il 64,3% si è adeguato ai criteri di gestione obbligatori inerenti l’ambiente (46,4%), la sanitàpubblica e la salute delle piante e degli animali (10,7%), il benessere animale (7,1%). Mentre il 32,1%aderisce alle “buone condizioni agronomiche e ambientali” riconducibili al mantenimento della sostanzaorganica (14,3%) e della struttura del suolo (7,1%), nonché alla tutela della risorsa idrica attraverso unaoculata gestione della stessa (10,7%).I partecipanti sembrano quindi particolarmente attenti al tema in oggetto; questo probabilmente è dovuto alfatto che le norme comunitarie in materia sono vincolanti anche per poter accedere al regime degli altri aiuticomunitari all’agricoltura, ad esempio al pagamento unico aziendale, svincolato dall'obbligo di produzione(disaccoppiato) ma soggetto al rispetto delle norme di condizionalità.Obiettivo operativo – H. COADIUVARE IL PROCESSO DI ADEGUAMENTO DELLE IMPRESE FORESTALI E DEI PROPRIETARI ODETENTORI DI FORESTE E ZONE BOSCHIVE AL RISPETTO DEI CRITERI DI GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE E DI NORME DIBUONE PRATICHE FORESTALI E SILVOCOLTURALI DEFINITI AI SENSI DELLA NORMATIVA VIGENTE NAZIONALE E REGIONALEDalle informazioni contenute nel sistema informativo Regionale di Misura, aggiornato al 31/12/2011, nonrisultano corsi specifici inerenti “l’adeguamento delle imprese forestali e dei proprietari o detentori di forestee zone boschive al rispetto dei criteri di gestione forestale sostenibile e di norme di buone pratiche forestali esilvocolturali definiti ai sensi della normativa vigente nazionale e regionale”.Tra i partecipanti ai corsi di formazione, come ricordato precedentemente, l’1,9% (31 unità) appartiene alsettore forestale. Di questi il 51,6% sono donne e solo il 3,2% hanno meno di 40 anni di età. Per quantopag. 9


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAattiene il titolo di studio, il 19,4% possiede un diploma di scuola superiore e il 6,5% un titolo accademico. Inmerito alla qualifica professionale, quasi il 42% sono tecnici operanti nel settore forestale, il 29% salariatifissi e il 19 salariati avventizi.Dalle indagini attinenti le ricadute rilevate tra gli intervistati del settore forestale emerge che il 20% dichiaradi aver migliorato la gestione economica delle attività attraverso il marketing dei prodotti aziendali.Obiettivo operativo – I. RIQUALIFICARE I PROFILI PROFESSIONALI PER FAVORIRE LA DIVERSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀECONOMICHE NELLE AREE RURALI, ANCHE ALLO SCOPO DI CREARE COMPETENZE PER L’ESPLETAMENTO DI SERVIZI AMBIENTALIIl numero di partecipanti alla formazione e aggiornamento ad alto contenuto specialistico per tecnici operantinel settore agricolo, alimentare e forestale è pari ad 82; questi corrispondono al 5,1% dei partecipanti totali.Nel particolare il 16% sono donne, oltre il 18% ha meno di 40 anni ed è quindi giovane; quasi il 38% ha unalaurea e il 18,3% un diploma di scuola superiore.Obiettivo operativo – L. FAVORIRE L’ACCESSO DEGLI IMPRENDITORI ALLE OPPORTUNITÀ OFFERTE DALLE POLITICHE PER ILSETTORE AGROALIMENTARE E FORESTALE E DI ACCRESCERE IL LIVELLO DI CONOSCENZA NEI CONSUMATORI RIGUARDO ALLEQUALITÀ CHE CARATTERIZZANO LE PRODUZIONI DI PREGIO REGIONALI (CAMPAGNE PROMOZIONALI, PUBBLICITARIE, ECC.)Come riportato anche nella Relazione Annuale di Esecuzione l’indicatore “Volume investimento attività diinformazione” è pari a zero.Nell’ambito della tipologia 2 – Informazione sono state comunque realizzate delle iniziative; probabilmentegli interventi non hanno ricevuto il saldo entro il 31/12/2011. Comunque, come riportato anche nel RapportoAnnuale sullo stato di avanzamento delle Attività di Valutazione (RAV 2011) consegnato a giugno 2012, laRegione ha fornito al Valutatore un Data Base con registrate le informazioni inerenti le iniziative realizzatenell’ambito della tipologia 2 – Informazione. L’elaborazione dei dati è restituita nella tabella successiva dovevengono riportate le iniziative concluse entro l’anno 2011 ripartite per azione, tematica e tipo di prodottorealizzato.AzioneAzioni per diffondere laconoscenza sulle norme nazionali ecomunitarie in materia di tuteladell’ambiente, del benessere deglianimali e della sicurezzaalimentareTema dell'attivitàinformativaConvegniDiffusioneinformazionicon passaggiin Radio e TVProdotti realizzatiPubblicazioniSeminariTotaleattivitàrealizzateCancro Batterico Kiwi 2 2Cinipide Galligeno 2 2I prodotti fitosanitari 1 1I reflui agronomici 1 1 2Monitorag. cimici nocciolo 1 2 3Parassiti d'Italia 1 1Piano monitoraggio reflui 1 1Totale complessivo 1 10 1 12Azioni informative e divulgativeper stimolare il consumo diprodotti regionali anche infunzione della valorizzazione delleproduzioni di pregio e di qualitàAgrimed 1 1 2Il Nocciolo in Campania 1 1Mostra Tartufo Bianco 1 1Totale complessivo 2 1 1 4pag. 10


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAzioneTema dell'attivitàinformativaConvegniDiffusioneinformazionicon passaggiin Radio e TVProdotti realizzatiPubblicazioniSeminariTotaleattivitàrealizzateAzioni di sensibilizzazione sutematiche di carattere ambientalecon riferimento alla gestionirisorse idricheConsulenza Irrigazione 1 1Totale complessivo 1 1Azioni di sensibilizzazione sullatutela degli spazi naturali conparticolare riferimento allasalvaguardia della biodiversitàPiano forestale generale 1 1Totale complessivo 1 1Totale complessivo azioni di informazione realizzate 3 1 12 2 18Fonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.2011La maggior parte degli interventi di informazione (66,7%) sono stati realizzati nell’ambito dell’azione inerentela diffusione delle conoscenze sulle norme nazionali e comunitarie in materia di tutela dell’ambiente, delbenessere degli animali e della sicurezza alimentare; i prodotti realizzati si riferiscono per il 55,6% apubblicazioni. Le realizzazioni nell’ambito di questa azione si completano con un seminario e un convegno.Il 22,2% delle iniziative sono state implementate nell’ambito delle azioni informative e divulgative inerenti ladiffusione delle conoscenze sulle produzioni di pregio e di qualità; sono stati realizzati 2 convegni, unapubblicazione ed un seminario.Il panorama delle iniziative realizzate si completa con altri due interventi. Il primo, inerente lasensibilizzazione su tematiche di carattere ambientale con riferimento alla gestioni delle risorse idriche, si èconcretizzato con la diffusione di informazioni attinenti la corretta gestione della risorsa idrica ai finidell’irrigazione attraverso “passaggi” radiofonici e televisivi. In questo caso, oltre ai passaggi in radio e TV, èstato realizzato anche un DVD, contenente lo stesso messaggio, diffuso e proiettato dalla Regione Campanianell’ambito di iniziative e di eventi di divulgazione inerenti il settore agricolo.Il secondo riconducibile ad azioni di sensibilizzazione sulla tutela degli spazi naturali con particolareriferimento alla salvaguardia della biodiversità, si è concretizzato con una pubblicazione in merito al “Pianoforestale generale”.Obiettivo prioritario – MIGLIORAMENTO DELLA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE E PROFESSIONALE DEGLI ADDETTI AL SETTOREAGRICOLO E FORESTALE E SOSTEGNO DEL RICAMBIO GENERAZIONALEI partecipanti che al 31/12/2011 hanno concluso con successo un percorso di formazione realizzatoattraverso i corsi implementati con la tipologia 1 – Formazione, sono 953 e corrispondono al 65,7% deipartecipanti totali ai corsi. Il valore obiettivo raggiunto alla stessa data è pari al 16,4% rispetto a quantostabilito in sede di programmazione (target 2007-2013).Per quanto attiene i partecipanti con successo, la maggior parte proviene dal settore agricolo (81,2%), il75,3% è rappresentato da uomini e quasi il 48% da giovani (età inferiore a 40 anni). In merito alla qualificaprofessionale, poco meno del 70% dei formati con successo sono imprenditori, l’8,5% sono coadiuvanti,l’8,2% salariati avventizi, il 3,8% tecnici operatori o del settore agricolo o agroalimentare o forestale, circa il3% sono salariati fissi, lo 0,5% operatori delle imprese agroalimentari e oltre il 6% hanno altre qualifiche.Per quanto attiene il titolo di studio, il 39% possiede un diploma di scuola superiore e l’8,5% una laurea.pag. 11


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPartecipanti con successo alle attività di formazione (Tipologia 1) Numero %Formati con successo – di cui: 953 100,00%Giovani 456 47,85%Uomini 718 75,34%Uomini Giovani 354 37,15%Donne 235 24,66%Donne Giovani 102 10,70%Settore Agricolo 774 81,22%Settore Agroalimentare 158 16,58%Settore Forestale 21 2,20%Formati che hanno frequentato esclusivamente corsi realizzati da STAPA (Regione Campania) 664 69,67%Formati che hanno frequentato esclusivamente corsi realizzati da Altri Enti 273 28,65%Formati che hanno frequentato corsi realizzati sia da STAPA (Regione Campania) che da Altri Enti 16 1,68%Incidenza formati/partecipanti (%) 65,72%Target 2007-13 (partecipanti che hanno completato con successo un corso di formazione relativamenteai settori agricolo, agroalimentare e forestale) - NumeroValore obiettivo raggiunto rispetto al Target 2007-13 al 31/12/2011 (%) 16,41%Fonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.20115.808Inoltre tra i formati con successo, il 69,7% ha frequentato esclusivamente corsi realizzati dal STAPA, il28,7% solo corsi realizzati da altri Enti di Formazione e l’1,7% sia corsi realizzati da STAPA che da altri Enti.Obiettivo specifico – MIGLIORARE IL SODDISFACIMENTO DEL BISOGNO FORMATIVO ED INFORMATIVO REGIONALECome riportato precedentemente i formati con successo al 31/12/2011 sono 953. L’incidenza dei degliimprenditori agricoli partecipanti con successo ad azioni di formazione sul totale regionale dei conduttorid’azienda agricola è pari allo 0,41% (ISTAT 2010).Se consideriamo invece l’incidenza dei formati con successo afferenti al settore agricolo sul totale regionaledelle imprese agricole attive registrate alla CCIAA della Campania nell’anno 2011, si può affermare che il PSRcon la Misura 111 tipologia 1. – Formazione ha raggiunto l’1,3% delle aziende agricole regionali.Come già accennato nella RAV 2011, considerando il risultato raggiunto, al 31/12/2011, in termini di tasso diesecuzione rispetto al target 2007-2013 (pari al 16,4%), e la bassa l’incidenza dei formati con successorispetto al totale delle aziende agricole regionali, sembra che la misura non riesca a rispondere a pieno, intermini quantitativi, al fabbisogno di formazione evidenziato nel PSR.La situazione migliora leggermente se consideriamo l’incidenza degli operatori forestali partecipanti consuccesso alle attività di formazione promosse nell’ambito della tipologia 1 sulle imprese attive iscritte allaCCIAA della Regione Campania – Settore Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali; in questo caso il valore saleal 2,8%.Per quanto attiene il numero di utenti raggiunti dagli interventi di informazione realizzati nell’ambito dellatipologia 2 della Misura 111, nel data base fornito dalla Regione, è presente anche una stima dei potenzialiutenti raggiunti e/o coinvolti negli eventi implementati.pag. 12


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAzioneAzioni per diffondere laconoscenza sulle normenazionali e comunitarie inmateria di tuteladell’ambiente, del benesseredegli animali e della sicurezzaalimentareTema dell'attivitàinformativaConvegniProdotti realizzatiDiffusioneinformazioni conpassaggiin Radio eTVPubblicazioniSeminariTotaleattivitàrealizzateNumero di utenticoinvolti/raggiunti(nell'/dall'attivitàinformativa)Cancro Batterico Kiwi 2 2 2.000Cinipide Galligeno 2 2 2.000I prodotti fitosanitari 1 1 5.000I reflui agronomici 1 1 2 1.200Monitorag. cimicinocciolo1 2 3 6.300Parassiti d'Italia 1 1 1.000Piano monitoraggioreflui1 1 1.000Totale complessivo 1 10 1 12 18.500Azioni informative edivulgative per stimolare ilconsumo di prodotti regionalianche in funzione dellavalorizzazione delle produzionidi pregio e di qualitàAgrimed 1 1 2 2.000Il Nocciolo in Campania 1 1 1.000Mostra Tartufo Bianco 1 1 1.000Totale complessivo 2 1 1 4 4.000Azioni di sensibilizzazione sutematiche di carattereambientale con riferimentoalla gestioni risorse idricheAzioni di sensibilizzazione sullatutela degli spazi naturali conparticolare riferimento allasalvaguardia della biodiversitàConsulenza Irrigazione 1 1 10.000Totale complessivo 1 1 10.000Piano forestale generale 1 1 1.000Totale complessivo 1 1 1.000Totale complessivo azioni di informazione realizzate 3 1 12 2 18 33.500Fonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.2011Come risulta dalle elaborazioni restituite nella tabella precedente, i potenziali utenti raggiunti sono 33.500.pag. 13


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAPPENDICE – I risultati delle indagine dirette presso i beneficiari (tipologia 1 – Formazione)Per approfondire gli aspetti inerenti la valutazione delle attività di formazione realizzate attraverso la Misura111 (tipologia 1 – Formazione), come accennato anche nelle pagine precedenti, negli anni 2011 e 2012 sonostate svolte 2 indagini 2 telefoniche rivolte a un campione rappresentativo di beneficiari che ha concluso consuccesso il percorso formativo frequentato.Attraverso le indagini sono state rilevate una serie d’informazioni che hanno riguardato: gli argomentiaffrontati durante il corso, il potenziale fabbisogno formativo, il giudizio dei partecipanti in merito ad alcuniaspetti del corso frequentato e un eventuale parere su come il sistema formativo possa essere migliorato. Lapartecipazione ad altre Misure del PSR e a corsi diversi rispetto a quello/i oggetto della presente rilevazione.Le ricadute delle capacità acquisite durante le iniziative formative frequentate sulle diverse attività svolte inazienda; il piano di comunicazione ossia la modalità attraverso la quale l’intervistato è venuto a conoscenzadella possibilità di partecipare alle iniziative di formazione attivate attraverso la Misura 111 del PSR e inconclusione i motivi che hanno determinato la partecipazione al corso.Gli argomenti affrontati dal campione rappresentativo di partecipanti ai corsi attivati nell’ambito dellatipologia 1 – Formazione, vengono restituiti nella tabella successiva. In generale gli argomenti oggetto deidiversi corsi rispettano quanto stabilito dal campo di applicazione della misura e i più trattati hannoriguardato tematiche inerenti la gestione per la qualità di processo e di prodotto (63,4% degli intervistatitotali); seguono le tematiche riconducibili all’uso sostenibile delle risorse naturali inerenti le pratiche agricolerispettose dell'ambiente, il corretto uso dei fertilizzanti e dei prodotti per la protezione delle piante, lagestione della risorsa idrica, l’uso delle energie rinnovabili e la protezione del suolo (62,6%).Argomenti affrontati durante il corso STAPA Altro Ente TotaleMiglioramento della sicurezza sul lavoro 70,67% 31,25% 55,28%Gestione strategica e Marketing 73,33% 27,08% 55,28%Innovazione tecnica e tecnologica 66,67% 29,17% 52,03%TIC (Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni) 52,00% 33,33% 44,72%Gestione per la qualità di processo e di prodotto (ISO 9000, disciplinari di qualità,...) 76,00% 43,75% 63,41%Formazione e aggiornamento al settore tabacchicolo 18,67% 16,67% 17,89%Uso sostenibile delle risorse naturali (pratiche agricole rispettose dell'ambiente,corretto uso dei fertilizzanti e dei prodotti per la protezione delle piante, sistemi 86,67% 25,00% 62,60%irrigui, energie rinnovabili, protezione del suolo)Rispetto delle norme cogenti in materia ambientale (CGO; BCAA) 77,33% 27,08% 57,72%Sicurezza alimentare (ISO 14000, EMAS, FSC, HACCP, …) 73,33% 31,25% 56,91%Implementazione delle relazioni di filiera nei settori agricolo, forestale e alimentare(sviluppo delle capacità manageriali e di approcci gestionali e commerciali innovativicon particolare riferimento allo sviluppo della cooperazione per la valorizzazione del60,00% 27,08% 47,15%prodotto e dell'associazionismo tra i produttori)Corrette pratiche aziendali per la prevenzione ed il controllo delle infezioni brucellari(brucellosi)28,00% 14,58% 22,76%Altro 5,33% 0,00% 3,25%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Il 57,7% degli intervistati ha affrontato argomenti inerenti il rispetto delle norme, in ambito comunitario enazionale, in materia ambientale inerenti i CGO e le BCAA; il 56,9% dichiara argomenti riconducibili allasicurezza alimentare (ISO 14000, EMAS, FSC, HACCP, …); oltre il 55% del campione totale ha affrontatotemi riconducibili alla sicurezza sul lavoro, alla gestione strategica dell’impresa e al marketing dei prodottiaziendali.Analizzando gli argomenti affrontati per tipologia di Ente formatore emerge che nel caso dei corsiimplementati dagli STAPA i temi più affrontati sono stati quelli afferenti l’uso sostenibile delle risorse naturali(86,7%) e il rispetto delle norme cogenti inerenti i CGO e le BCAA (77,3%) ed in generale si conferma il2 Per quanto riguarda gli aspetti metodologici inerenti le indagini effettuate si rimanda alla apposita sezione presente in allegato.pag. 14


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAtrend rilevato per i partecipanti totali. Per quanto attiene i corsi realizzati dagli altri Enti di formazione, vieneconfermato come nel caso del totale degli intervistati che la tematica maggiormente affrontata ha riguardatola gestione per la qualità di processo e di prodotto (43,8%); emerge poi una differenza particolare cheriguarda le “nuove” tecnologie per l’informazione e la comunicazione (33,3%) che si attestano in questo casoal secondo posto.Dalle incidenze totali rilevate per tipologia di Ente di formazione sembra che ogni singolo corso degli STAPAabbia trattato, in generale, più tematiche rispetto a quelle trattate dai singoli corsi realizzati dagli altri Enti oche i corsi realizzati dagli altri Enti siano stati più specifici di quelli realizzati dagli STAPA.Dall’analisi della tabella successiva emerge che oltre il 71% degli intervistati manifesta un fabbisogno futurodi formazione; in particolare il 16,2% vorrebbe approfondire il tema della gestione strategica dell’azienda edel marketing dei prodotti, il 14,6% vorrebbe colmare le proprie carenze in merito all’uso sostenibile dellerisorse naturali e alla gestione di qualità sia dei processi di produzione che dei prodotti aziendali. Il 12,2%richiede un aggiornamento in merito alle innovazioni tecniche e tecnologiche.Argomenti che i formati pensano di approfondire in futuro STAPA Altro Ente TotaleNon rispndono alla domanda 12,00% 54,17% 28,46%Rispndono alla domanda - di cui: 88,00% 45,83% 71,54%Miglioramento della sicurezza sul lavoro 9,33% 10,42% 9,76%Gestione strategica e Marketing 20,00% 10,42% 16,26%Innovazione tecnica e tecnologica 17,33% 4,17% 12,20%TIC (Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni) 4,00% 10,42% 6,50%Gestione per la qualità di processo e di prodotto (ISO 9000, disciplinari di qualità,...) 20,00% 6,25% 14,63%Formazione e aggiornamento al settore tabacchicolo 1,33% 2,08% 1,63%Argomenti che i formati pensano di approfondire in futuro STAPA Altro Ente TotaleUso sostenibile delle risorse naturali (pratiche agricole rispettose dell'ambiente, correttouso dei fertilizzanti e dei prodotti per la protezione delle piante, sistemi irrigui, energie 22,67% 2,08% 14,63%rinnovabili, protezione del suolo)Rispetto delle norme cogenti in materia ambientale (CGO; BCAA) 6,67% 4,17% 5,69%Sicurezza alimentare (ISO 14000, EMAS, FSC, HACCP, …) 14,67% 6,25% 11,38%Implementazione delle relazioni di filiera nei settori agricolo, forestale e alimentare(sviluppo delle capacità manageriali e di approcci gestionali e commerciali innovativi conparticolare riferimento allo sviluppo della cooperazione per la valorizzazione del prodotto8,00% 12,50% 9,76%e dell'associazionismo tra i produttori)Corrette pratiche aziendali per la prevenzione ed il controllo delle infezioni brucellari(brucellosi)2,67% 8,33% 4,88%Altro 10,67% 8,33% 9,76%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Nei confronti dei partecipanti ai corsi STAPA è stato rilevato un fabbisogno formativo inerente l’ usosostenibile delle risorse naturali (22,7%), la gestione per la qualità di processo e di prodotto (20,0%), lagestione strategica e il marketing (20,0%), e le innovazioni tecniche e tecnologiche (17,3%). I partecipantiai corsi degli altri Enti rivelano un ulteriore fabbisogno formativo inerente “l’implementazione delle relazionidi filiera” (12,5%) con l’obiettivo di sviluppare le proprie capacità manageriali con approcci gestionali ecommerciali innovativi al fine di sviluppare sia la cooperazione per la valorizzazione del prodotto chel’associazionismo tra i produttori. Inoltre il 10,4% si dimostra disposto ad approfondire materie riconducibilialle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (TIC), alla gestione strategica e al marketing e almiglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro.Ritiene che le iniziative previste dal PSR possono soddisfare queste esigenze? STAPA Altro Ente TotaleSI 81,33% 37,50% 64,23%NO 2,67% 0,00% 1,63%NON SO 4,00% 8,33% 5,69%Totale complessivo 88,00% 45,83% 71,54%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”pag. 15


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURADurante la rilevazione è stato accertato anche l’eventuale miglioramento delle condizioni di lavoro da partedei formati con successo a seguito della partecipazione alle attività formative. In merito, oltre il 59% degliintervistati ha dichiarato che la propria condizione di lavoro è migliorata.La sua condizione di lavoro è migliorata a seguito del corso di formazione dalei frequentato?STAPA Altro Ente TotaleSI 66,67% 47,92% 59,35%NO 33,33% 52,08% 40,65%Se SI è migliorata per (% calcolata solo su coloro che dichiarano migliorata lacondizione di lavoro):1) Una maggiore remunerazione/incremento del Valore aggiunto aziendale 44,00% 0,00% 30,14%- Se SI l’incremento è stato pari a:‣ meno del 2% 8,00% 0,00% 5,48%‣ tra 2% e 5% 22,00% 0,00% 15,07%‣ tra 6%e 10% 8,00% 0,00% 5,48%‣ più del 10% 6,00% 0,00% 4,11%2) Una forma contrattuale più sicura 18,00% 4,35% 13,70%3) Una minore esposizione a rischi e condizioni ambientali avverse 70,00% 17,39% 53,42%4) Una mansione più interessante 56,00% 56,52% 56,16%5) Altro 10,00% 34,78% 17,81%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Di questi il 56,2% dichiara che grazie al corso esercita una mansione più interessante; il 53,4% migliora lapropria condizione di lavoro a seguito di una minore esposizione a rischi e a condizioni ambientali avverse.Tra coloro che hanno migliorato la propria condizione lavorativa riconducibili ai corsi effettuati dagli STAPA, il44,0% dichiara anche un incremento del valore aggiunto aziendale con una punta massima del 22% in cuitale incremento va dal 2 a 5% dello stesso valore; è interessante notare che il 6% conferma incrementisuperiori al 10%.Per quanto attiene la partecipazione ad altre attività didattiche, poco meno del 22% degli intervistati dichiaradi aver frequentato altri corsi (oltre a quelli oggetto della presente rilevazione) di cui oltre il 90% finanziaticon risorse pubbliche.Partecipanti ad altri corsi… STAPA Altro Ente TotaleNumero di partecipanti ad altri corsi 15 12 27% di partecipanti ad altri corsi 20,00% 25,00% 21,95%Numero di corsi totali 18 17 35Numero di corsi finanziati con risorse pubbliche 15 17 32% corsi finanziati con risorse pubbliche 83,33% 100,00% 91,43%Numero di corsi privati 3 0 3% corsi privati 16,67% 0,00% 8,57%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Tra se sezioni più interessanti delle rilevazioni campionarie effettuate c’è quella inerente le ricadute dellecapacità acquisite con il percorso formativo sulle attività aziendali.Ricadute, dichiarate dagli intervistati, delle capacità acquisite durante il/i corso/i sulleseguenti attività aziendaliSTAPA Altro Ente TotaleFormati totali intervistati 100,00% 100,00% 100,00%Formati che dichiarano di NON aver avuto ricadute delle capacità acquisite durante ilcorso22,67% 62,50% 38,21%Formati che dichiarano ricadute delle capacità acquisite durante il corso 77,33% 37,50% 61,79%1) Sull’aver intrapreso nuove o complementari attività - di cui: 5,33% 2,08% 4,07%- Agriturismo/attività ricreative 4,00% 0,00% 2,44%- Fattoria didattica/fattoria sociale 1,33% 0,00% 0,81%- Maneggio e centro di equitazione 0,00% 0,00% 0,00%- Altro 0,00% 2,08% 0,81%2) Sull’aver adottato sistemi di qualità delle produzioni 36,00% 10,42% 26,02%3) Sull’aver migliorato l’igiene degli allevamenti e il benessere degli animali 20,00% 14,58% 17,89%pag. 19


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURARicadute, dichiarate dagli intervistati, delle capacità acquisite durante il/i corso/i sulleseguenti attività aziendaliSTAPA Altro Ente Totale4) Sull’aver migliorato la gestione economica delle attività - di cui: 42,67% 6,25% 28,46%- Miglioramento della gestione contabile 14,67% 4,17% 10,57%- Marketing prodotti aziendali 24,00% 2,08% 15,45%- Commercio elettronico 5,33% 0,00% 3,25%- Altro 0,00% 0,00% 0,00%5) Sull’aver adottato sistemi di agricoltura biologica, o integrata, o altrimetodi/pratiche rispettose dell’ambiente - di cui:34,67% 6,25% 23,58%- Agricoltura Biologica 10,67% 2,08% 7,32%- Agricoltura integrata per produzioni ortofrutticole 18,67% 2,08% 12,20%- Agricoltura integrata per produzioni cerealicole 5,33% 2,08% 4,07%- Minima lavorazione o semina su sodo 0,00% 0,00% 0,00%- Cover crop 0,00% 0,00% 0,00%- 6Altro 0,00% 0,00% 0,00%6) Sull’aver modificato l’indirizzo produttivo dell’azienda 6,67% 6,25% 6,50%7) Sull’aver incrementato la sicurezza sui luoghi di lavoro 61,33% 12,50% 42,28%8) Sull’aver adottato metodi/pratiche per l’adeguamento ai requisiti dellacondizionalità rispetto a:33,33% 2,08% 21,14%- CGO - Ambiente 16,00% 2,08% 10,57%- CGO - Sanità pubblica, salute degli animali e delle piante 4,00% 0,00% 2,44%- CGO - Benessere degli animali 2,67% 0,00% 1,63%- BCAA - Erosione del suolo 0,00% 0,00% 0,00%- BCAA - Sostanza organica del suolo 5,33% 0,00% 3,25%- BCAA - Struttura del suolo 2,67% 0,00% 1,63%- BCAA - Livello minimo di mantenimento dei terreni e degli habitat 0,00% 0,00% 0,00%- BCAA - Protezione e gestione delle risorse idriche 4,00% 0,00% 2,44%- Altro 1,33% 0,00% 0,81%9) Sull’aver adottato metodi/pratiche per il risparmio idrico - di cui: 28,00% 0,00% 17,07%- Sistemi d’irrigazione efficienti 21,33% 0,00% 13,01%- Colture meno esigenti 8,00% 0,00% 4,88%- Altro 0,00% 0,00% 0,00%10) Sull’aver modificato le tecniche di produzione (ai fini della mitigazionedegli effetti negativi dei cambiamenti climatici) - di cui:22,67% 0,00% 13,82%- Uso razionale dei concimi azotati 16,00% 0,00% 9,76%- Modifiche nell’uso del suolo 2,67% 0,00% 1,63%- Imboschimento 0,00% 0,00% 0,00%- Gestione e alimentazione degli allevamenti 2,67% 0,00% 1,63%- 5Altro 1,33% 0,00% 0,81%11) Aver adottato metodi/pratiche per il risparmio energetico 25,33% 0,00% 15,45%12) Aver adottato metodi di produzione di energia da fonti rinnovabili 8,00% 0,00% 4,88%13) Aver introdotto innovazioni tecnologiche - di cui: 25,33% 2,08% 16,26%- Nuove tecniche di produzione 13,33% 2,08% 8,94%- Nuovi prodotti 12,00% 0,00% 7,32%- Altro 0,00% 0,00% 0,00%14) Aver introdotto metodi di gestione informatizzata delle attività aziendali 21,33% 0,00% 13,01%15) Aver pianificato e redatto Piani di sviluppo aziendale 22,67% 6,25% 16,26%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Quasi il 62% degli intervistati ha dichiarato ricadute delle capacità acquisite sulle proprie attività aziendali. Laricaduta principale riguarda il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro (42,3% degli intervistatitotali). Il 28,5% migliora la gestione economica delle attività; di questi il 54,3% lo fa adottando tecniche dimarketing per la promozione dei prodotti aziendali, il 37,1% ha migliorato la gestione contabile della propriaazienda e l’11,4% ha adottato strategie di commercio elettronico. Il 23,8% adotta metodi o pratiche diproduzione rispettosi dell’ambiente; in particolare il 51,7% utilizza la tecnica dell’agricoltura integrata perproduzioni ortofrutticole e il 17,2% per produzioni cerealicole mentre 31,0% produce secono quanto dettatodal metodo dell’agricoltura biologica. Come riportato precedentemente (vedi Obiettivo operativo – G.) il21,1% si adegua ai requisiti della condizionalità aderendo alle norme previste dai CGO e dalle BCAA; quasi il18% ha migliorato l’igiene nei propri allevamenti e il benessere degli animali; il 17,1% adotta metodi opratiche per il risparmio idrico (vedi Obiettivo operativo – C.). Il 16,3% introduce nella propria aziendainnovazioni tecnologiche che si concretizzano nel 55% dei casi in nuove tecniche di produzione e nel 45% innuovo prodotti. Oltre il 16% dei formati con successo intervistati dichiara di aver pianificato e redatto unpiano per lo sviluppo della propria azienda; il 15,5% adotta metodi e/o pratiche per il risparmio energetico; il13,8% modifica le tecniche di produzione ai fini della mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenticlimatici (vedi Obiettivo operativo – C.). Il 13% introduce metodi di gestione informatizzata delle attivitàpag. 20


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAaziendali; il 6,5% modifica l’indirizzo produttivo della propria azienda; quasi il 5% adotta metodi diproduzione di energia da fonti rinnovabili e poco più del 4% dichiara di aver intrapreso attività nuove ocomplementari a quella agricola che si concretizzano nel 60% dei casi in implementazione di attivitàagrituristiche o ricreative, nel 20% in fattorie didattiche o sociali e nel rimanente 20% nell’aver realizzato unpunto vendita aziendale.Per quanto attiene la disaggregazione per tipologia di Ente va rilevato che per i corsi implementati da STAPAle ricadute maggiori riguardano l’incremento della sicurezza sui luoghi di lavoro (61,3% dei formati totali), ilmiglioramento della gestione economica delle attività (42,7%), soprattutto attraverso il marketing deiprodotti aziendali e il miglioramento della gestione contabile dell’azienda, e l’adozione di metodi o pratiche diproduzione rispettose dell’ambiente (34,7%). Per quanto riguarda invece i corsi realizzati dagli altri Enti diformazione, le ricadute maggiori sono state registrate in merito al miglioramento dell’igiene negli allevamentie al benessere degli animali (14,5%), nonché anche in questo caso nell’aver migliorato la sicurezza neiluoghi di lavoro (12,5%) e nell’aver introdotto sistemi di qualità delle produzioni (10,4%).Per quanto riguarda il piano di comunicazione o meglio come il formato con successo intervistato sia venutoa conoscenza della possibilità di partecipare alle iniziative di formazione attivate attraverso la Misura 111 delPSR, va rilevato che il 32,5% lo ha appreso attraverso la comunicazione istituzionale ossia per mezzo deglistrumenti di comunicazione o delle iniziative implementate direttamente dalla Regione Campania. Mentrequasi il 61% ne è venuto a conoscenza attraverso altri mezzi di comunicazione.Come è venuto a conoscenza della possibilità di partecipare alle iniziative di formazioneattivate attraverso la Misura 111 del PSR?STAPA Altro Ente TotaleComunicazione istituzionale 41,33% 18,75% 32,52%Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC) 9,33% 6,25% 8,13%Sito Internet Regione Campania 25,33% 8,33% 18,70%Sportelli informativi regionali (URP, sportelli territoriali ecc.) 8,00% 2,08% 5,69%Convegni, seminari, conferenza stampa, incontri informativi inerenti la presentazione delPSR e dei bandi organizzati dalla Regione Campania0,00% 0,00% 0,00%Manuali divulgativi, depliant, opuscoli, brochure illustrative delle misure attuate e deibandi14,67% 12,50% 13,82%Supporti multimediali (CD-Rom prodotto dalla Regione Campania) 0,00% 0,00% 0,00%Newsletter 1,33% 0,00% 0,81%Numero verde 0,00% 0,00% 0,00%Pubblicità radiofonica 0,00% 0,00% 0,00%Pubblicità a mezzo stampa 1,33% 2,08% 1,63%Pubblicità televisiva 0,00% 0,00% 0,00%Televideo regionale sulla terza rete RAI 0,00% 0,00% 0,00%Altra comunicazione 50,67% 77,08% 60,98%Organizzazioni professionali 12,00% 39,58% 22,76%Passaparola con altri agricoltori 30,67% 14,58% 24,39%Operatori del settore (fornitori di mezzi tecnici) 6,67% 12,50% 8,94%Studi professionali/liberi professionisti 6,67% 18,75% 11,38%Media locali (articoli di giornale, servizi televisivi e radiofonici) 0,00% 0,00% 0,00%Non Ricorda 8,00% 4,17% 6,50%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Gli strumenti più efficaci nell’ambito della comunicazione istituzionale risultano il sito internet RegioneCampania (18,7%), i vari manuali divulgativi, depliant, opuscoli, brochure illustrative delle misure attuate edei bandi (13,8%) realizzati dalla Regione e il Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC).In merito all’altra comunicazione, fondamentale sembra essere stato il passaparola con altri agricoltori(24,4%) e rilevante l’apporto informativo delle Organizzazione Professionali (22,8%); l’11,4% dei formatiintervistati dichiara di esserne venuto a conoscenza attraverso gli studi professionali o i liberi professionistiche frequenta.Per quanto attiene chi ha frequentato i corsi STAPA, è venuto a conoscenza della possibilità di partecipare alcorso fondamentalmente attraverso l’interazione con gli altri agricoltori (30,7%) o tramite il sito Internetpag. 21


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURARegione Campania (25,3%). La possibilità di partecipare ai corsi realizzati da altri Enti è stata divulgataprincipalmente dalle Organizzazioni professionali (39,6%) e dagli studi professionali o dai liberi professionisti(18,6%).Comunque quasi il 48% degli intervistati dichiara di conoscere gli strumenti di comunicazione istituzionaleattuati dalla Regione sul PSR e di questi il 91,5% li ritiene adatti allo scopo (il 78% li ritiene efficaci e il13,6% molto efficaci).Conosce gli strumenti di comunicazione istituzionale attuati dalla Regione sul PSR? STAPA Altro Ente TotaleNO 37,33% 75,00% 52,03%SI 62,67% 25,00% 47,97%… e come li giudica? (% sul totale che dichiara di conoscerli)Molto efficaci 14,89% 8,33% 13,56%Efficaci 74,47% 91,67% 77,97%Poco efficaci 10,64% 0,00% 8,47%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”In merito al Fondo Comunitario (FEASR) responsabile dei finanziamenti dell’Unione Europea al PSR, solo il47% dei formati con successo dichiara di conoscerlo.Sa cosa è il FEASR? STAPA Altro Ente TotaleSI 60,00% 27,08% 47,15%NO 40,00% 72,92% 52,85%Totale complessivo 100,00% 100,00% 100,00%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Meno del 16% di coloro che hanno dichiarato di sapere cos’è il FEASR è a conoscenza dell’ammontare delfinanziamento dell’Unione Europea al PSR.Sa a quanto ammonta il finanziamento dell’Unione Europea al PSR? STAPA Altro Ente TotaleCirca 25% 6,67% 0,00% 5,17%Circa 50% 13,33% 23,08% 15,52%Circa 75% 8,89% 7,69% 8,62%Non so 71,11% 69,23% 70,69%Totale complessivo 100,00% 100,00% 100,00%Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”Tale incidenza diminuisce ulteriormente al 7,3% se si considerano le risposte totali del campione intervistato.Infine, per quanto attiene le motivazioni della partecipazione alla formazione, queste sono state indagatechiedendo all’intervistato di esprimersi con un voto da 1 a 10 per ognuno dei motivi, riportati nella seguentetabella, che l’hanno spinto a sostenere il corso; per quanto attiene il voto, 1 esprime il massimo disaccordocon l’affermazione proposta mentre 10 il massimo accordo. L’elaborazione ha previsto quindi la restituzionedel dato con un voto medio per ogni motivo (affermazione) proposto.Motivazioni che hanno spinto i partecipanti a sostenere il corso (Voto medio per ogniopinione)STAPA Altro Ente TotaleHo fatto il corso perché penso che comunque la formazione faccia sempre bene 9,19 9,41 9,28Ho fatto il corso perché me lo hanno proposto e mi sembrava interessante 8,29 8,90 8,53Ho fatto il corso a supporto di variazioni e miglioramenti progettati per la mia azienda 6,95 7,90 7,32Ho fatto il corso perché dovevo (o devo) risolvere un problema che arriva dall’esterno,come ad esempio il rispetto di nuove norme6,39 6,30 6,35Ho fatto il corso perché era obbligatorio o necessario per l’attività mia e dell’azienda 5,89 6,21 6,02Ho fatto il corso per usufruire di altri benefici 5,52 6,39 5,86Ho fatto il corso perché tutti ne fanno uno 2,27 3,51 2,76Fonte: Agriconsulting SpA – Indagini dirette presso il campione di formati con successo Misura 111 – Tipologia 1 – “Formazione”pag. 22


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIl motivo principale che ha spinto i partecipanti a sostenere il corso è la consapevolezza che la formazionedetermina “sempre” effetti positivi nella risoluzione delle diverse problematiche collegate alla gestione delleattività aziendali (voto medio 9,28). Questo motivo probabilmente è connesso anche all’interesse chel’offerta formativa proposta ha suscitato verso i potenziali partecipanti (voto medio 8,53). Tra i motiviprincipali che hanno determinato l’adesione alla formazione, vanno annoverati anche l’esigenza di affrontarevariazioni/miglioramenti nella propria azienda (voto medio 7,32) e la risoluzione di problemi praticideterminati da esigenze esterne (voto medio 6,35).pag. 23


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMISURA 112 – Insediamento di giovani agricoltoriAttraverso la Misura 112 viene erogato un premio ai giovani agricoltori che si insediano per la prima volta inagricoltura come capi d’azienda realizzando un piano di sviluppo dell’azienda agricola in cui si stabiliscono. Ilpremio prevede un importo base di € 5.000 che può essere incrementato, qualora il beneficiario abbiaottenuto l’approvazione della domanda di investimento ai sensi della Misura 121, in modo differenziato aseconda della macroarea in cui ricade l’azienda agricola. Si può così arrivare ad un importo (premio unico) di€ 25.000, per le aziende ubicate nelle macroaree A1, A2 e B, e di € 30.000 nelle macroaree A3, C, D1 e D2.Nel caso in cui il beneficiario richieda l’erogazione del premio aggiuntivo sotto forma di abbuono di interessio di combinazione di premio unico ed abbuono di interessi, l’importo complessivo può arrivare a € 65.000nelle macroaree A1, A2 e B e a € 70.000 nelle macroaree A3, C, D1 e D2.Obiettivo generale Indicatori d’impatto Valore obiettivoAccrescere la competitività del settore agricolo e Crescita economica – Crescita netta del valoreforestale sostenendo la ristrutturazione, lo aggiunto in PPS 1,05%sviluppo e l’innovazionePosti di lavoro creati – Crescita netta di posti dilavoro in equivalenti tempo pieno (ETP) 1,1%.Produttività del lavoro – Aumento del valoreaggiunto lordo per equivalente tempo pieno(Euro/ ETP) 1,05%(*)Obiettivi prioritario e specifico Indicatori di risultato Valore obiettivoObiettivo prioritarioMiglioramento della capacità imprenditoriale eprofessionale degli addetti al settore agricolo eforestale e sostegno del ricambio generazionaleObiettivo specificoFavorire il ricambio generazionale degliimprenditori agricoli e creare così le premesse peril rilancio della produttività dell’azienda agricolaattraverso l’introduzione di nuove tecnologie e/oper evitare lo spopolamento delle aree ruraliCreare delle opportunità economiche per ilmantenimento della popolazione giovanile neiterritori rurali, nelle aree caratterizzate da processidi desertificazione socialeValorerealizzatoValorerealizzatoEfficaciaEfficaciaNumero di aziende condotte da giovani agricoltoribeneficiari 889Accrescimento del valore aggiunto lordo nelleaziende finanziate (000 Euro) 3.711 284 8%Riduzione dell’età media degli imprenditori agricolinegli insediamenti sovvenzionati 32,6Incremento o mantenimento dell'occupazionenelle aziende finanziate (ETP) 30,2Integrazione degli aspetti ambientali e dibenessere degli animali negli investimenti (%aziende che introducono miglioramenti) 100%Numero di giovani agricoltori beneficiari 690 889 129%Numero di giovani agricoltori beneficiari donne 45% 41% 92%Numero di giovani agricoltori beneficiari suddivisiper tipo di settore agricolo: 889 (100%)filiera cerealicola 299 (34%)filiera florovivaistica 20 (2%)filiera foraggera 39 (4%)filiera frutticola 189 (21%)filiera olivicola 86 (10%)filiera ortiva 64 (7%)filiera tabacchicola 9 (1%)filiera vitivinicola 85 (10%)filiera zootecnia 75 (8%)altro 23 (3%)Numero di giovani agricoltori beneficiari suddivisiper macroaree (A1, A2, A3, B, C, D1, D2) 889 (100%)macroarea A1 17 (2%)macroarea A2 59 (7%)macroarea A3 11 (1%)macroarea B 37 (4%)macroarea C 365 (41%)macroarea D1 83 (9%)macroarea D2 317 (36%)Volume totale d’investimenti (000 Euro) 23.478 24,545 0%Numero di giovani agricoltori beneficiari chesostituiscono un agricoltore beneficiario dellamisura prepensionamento 5% 19% 380%Numero di giovani insediati beneficiari del clustermisure 112 e 121 866Volume complessivo d’investimenti previsti daipiani aziendali – cluster di Misure 112 e 121 (‘000Euro) 148,085pag. 24


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAValorerealizzatoNumero di giovani agricoltori beneficiari per fascedi età 889 (100%)fino a 19 34 (4%)20-24 246 (28%)25-29 189 (21%)30-34 190 (21%)35-39 230 (26%)Numero di giovani agricoltori beneficiari per titolodi studio 889 (100%)Nessun titolo di studio 63 (7%)Altro titolo di studio 306 (35%)Titolo di livello universitario o di Scuola MediaSuperiore 431 (50%)Diploma di Perito Agrario o Agrotecnico 50 (6%)Laurea in Scienze Agrarie o Forestali o laurea inMedicina Veterinaria 16 (2%)N. di beneficiari che partecipa con profitto ad uncorso di formazione in agricoltura 158 (18%)Obiettivo generale Indicatori d’impatto Valore obiettivoFavorire l’insediamento di professionalità nuovecon approcci imprenditoriali innovativi, nelle areecon migliori performance economico socialiEfficaciaObiettivi operativo - CREARE DELLE OPPORTUNITÀ ECONOMICHE PER IL MANTENIMENTO DELLA POPOLAZIONE GIOVANILE NEITERRITORI RURALI, NELLE AREE CARATTERIZZATE DA PROCESSI DI DESERTIFICAZIONE SOCIALELe domande finanziate sono complessivamente 889 di cui 23 esclusivamente per il premio di € 5.000 e lerimanenti 866 riguardano domande collegate al cluster di misure 112 e 121. Tali domande presentano unimporto medio del premio ammesso a finanziamento pari a 27.609 euro. Complessivamente il volumed’investimento è pari a 24.545.000 euro. L’avanzamento degli indicatori di prodotto “Numero di giovaniagricoltori beneficiari” e “Volume totale d’investimenti (000 euro)” raggiunge rispettivamente il 129% ed il105%.La distribuzione degli insediamenti per filiera di riferimento evidenzia che la maggior parte delle aziende incui si insediano i giovani appartengono alle filiere cerealicola (34%) e frutticola (21%). Buona rilevanzaanche per gli insediamenti avvenuti in aziende olivicole (10%) e Vitivinicole (10%).Rispetto alle macroaree individuate nel PSR Gli insediamenti sono avvenuti prevalentemente in area D - areerurali caratterizzate da problemi complessivi di sviluppo e in area C- Aree con specializzazione agricola edagroalimentare e processi di riqualificazione dell’offerta. Confrontando tale risultato con la distribuzione delleaziende agricole della Regione Campania si evidenzia che le differenze esistenti sono attribuibili alla specificapriorità che il PSR riconosce agli insediamenti realizzati nelle aree C e D. Il dato conferma la capacità dellamisura non solo di avvicinare i giovani all’agricoltura ma anche di convincerli ad investire in territori marginalicaratterizzati quindi dalla presenza di problemi socio economici e strutturali.pag. 25


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAGli insediamenti avvenuti attraverso la partecipazione al cluster di misure 112-121 sono 866 e rappresentanoil 97% del totale degli insediamenti. Gli interventi previsti dal piano di sviluppo prevedono un volumed’investimento pari a circa 148milioni di euro per un valoremedio per azienda di 171.000euro. Il 50% degli investimentiriguarda l’acquisto di macchineed attrezzature ed il 40% lacostruzioneel’ammodernamento deifabbricati agricoli. Discretarilevanza rivestono gli interventidi miglioramento fondiario(4,1%), gli interventi per ilrisparmio enegetico compresol’utilizzo di energia da fontirinnovabili (3,3%) e gliinterventi per il risparmio idrico(1,9%); marginali appaiono gliinvestimenti connessi allaproduzione lattiero casearia bovina (0,1%).Le risultanze delle indagini condotte nell’anno 2011 su un campione di 72 aziende, rappresentative delleaziende che hanno presentato domanda di pagamento del premio d’insediamento (Misura 112) entro il31.12.2010, rilevano che l’acquisizione della titolarità aziendale avviene nel 61% dei casi attraverso lacessione di attività esistente con la sostituzione totale del cedente, prevalentemente attraverso la stipula dicontratti di affitto. Nell’82% dei casi l’insediato ha rapporti di parentela con il giovane beneficiario. Nelrestante 39% dei casi rilevati l’avvio dell’attività agricola prevede la costituzione di una nuova formasocietaria.Buona risulta inoltre la sinergia con la Misura 113: il 19% dei giovani insediati rileva l’azienda da unbeneficiario della misura prepensionamento. Tale risultato supera abbondantemente il valore obiettivo fissatoche stimava un’integrazione tra le due misure pari al 5%.Gli insediamenti effettuati da imprenditrici donne rappresentano il 41% degli insediamenti totali, valoreleggermente inferiore al valore obiettivo (45%) ma superiore all’incidenza dei conduttori donne sul totale deiconduttori regionali rilevata dal Censimento Agricolturra del 2010 (38%).Il 68% dei beneficiari proviene da settori differenti dall’agricoltura a testimonianza della buona attrattività delsettore agricolo. Tra le motivazioni che hanno determinato la decisione di insediarsi in azienda risultanopredominanti il proseguimento dell’attività familiare ed il conseguente mantenimento della manodoperaaziendale (33%) e la mancanza di alternative occupazionali (32%).L’opportunità offerta dal PSR risulta quindi determinante nella decisione di insediarsi: l’85% dei beneficiaridichiara che il la possibilità di accedere ai finanziamenti ha avuto “molta” e “abbastanza” influenza sulladecisione di insediarsi e il 56% afferma che in assenza di contributo o con un contributo ridotto non sisarebbero insediato. Tale incidenza raggiunge il 73% negli insediamenti avvenuti in macroarea D,confermando ancora come in tali aree il PSR risulta fondamentale per il mantenimento dell’attività agricola edel tessuto sociale.pag. 26


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALe finalità degli interventi realizzati mirano principalmente all’aumento della capacità produttiva (57%), almiglioramento della sicurezza suiluoghi di lavoro (15%), alcontenimento dei costi di produzione(14%) ed alla protezionedell’ambiente (7%).Il 76% dei beneficiari partecipa adaltre Misure del PSR e in particolare:Misura 211 - Indennità a favore degliagricoltori delle zone montane (42%),Misura 214 - Pagamentiagroambientali (39%), Misura 212 -Indennità a favore degli agricoltoridelle zone caratterizzate da svantagginaturali, diverse dalle zone montane(13%) e Misura 114 - Utilizzo deiservizi di consulenza (8%).Le prospettive di sviluppo delleaziende condotte dai giovani insediati risultano positive; il 56% degli intervistati dichiara di essereintenzionato ad incrementare le attuali dimensioni, il 19% prevede di orientarsi verso la trasformazioneaziendale delle produzioni e/o la vendita diretta e l’11% intende orientare la produzione aziendale versoproduzioni di qualità certificata.Per quanto attiene la redazione del Piani diSviluppo il 79% dei beneficiari la ritienemolto o abbastanza utile per la valutazionedelle problematiche aziendali mentre lavalutazione complessiva delle esigenze disviluppo aziendale è stata indirizzataprevalentemente dai tecnici (organizzazioniprofessionali, organizzazioni di produttori,liberi professionisti).Complessivamente il 68% dei beneficiaricampione rileva problemi nell’adesione allamisura: le difficoltà più diffuse hannoriguardato gli elevati tempi di attesa per la concessione del sostegno o per l’erogazione del contributo (49%)e la difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie da anticipare per la realizzazione degli interventi(10%).Favorire l’insediamento di professionalità nuove con approcci imprenditoriali innovativi, nelle aree conmigliori performance economico socialiIl 18% dei beneficiari possiede un attestato di frequenza, con profitto, a corsi di formazione in agricoltura edi questi l’8% ha partecipato a corsi organizzati dalla Regione nell'ambito della Misura 4.16 del POR 2000-2006 o della Misura 111 del PSR 2007-2013. Le azioni formative promosse dal PSR a cui partecipano igiovani insediati hanno riguardato prevalentemente la sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare (42%),le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (33%) e la gestione strategica e marketing (11%).Rispetto al livello di qualificazione dei beneficiari si rileva che l’8% dei beneficiari possiede un diploma diperito agrario o agrotecnico o una laurea in scienze agrarie o forestali percentuale decisamente superiore aquella rilevata dal Censimento Agricoltura 2010 (1,7%).pag. 27


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAnegativo: i nuovi insediamenti finanziati dalla misura rappresentano una quota consistente di tutte le nuoveiscrizioni registrate (8%).Il contributo della misura al rinnovamento generazionale della classe imprenditoriale agricola risultadeterminante: analizzando i dati dell’indagine diretta si rileva che l’età media dei giovani neo insediati è di29,2 anni. I cedenti interessati da sostituzione totale nella conduzione hanno un’età media di 61,8 annideterminando quindi una riduzione dell’età del conduttore pari a 32,6 anni.Per quanto riguarda l’introduzione di innovazioni di prodotto e di processo, i punteggi di priorità assegnati infase istruttoria rilevano che:• il 93% delle aziende riceve punteggio in quanto il piano aziendale prevede acquisti, opere e/o attivitàper l'introduzione nel processo produttivo di nuove tecnologie (macchine innovative e/o soluzioni perl'aumento dell'efficienza degli operatori e la riduzione del tempo di lavoro per prodotto);• il 32% delle aziende riceve punteggio in quanto Il piano aziendale prevede acquisti, opere e/o attivitàfinalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti (anche trasformati), ovvero la riconversione varietale oproduttiva, ovvero la certificazione di qualità delle produzioni.Dall’indagine diretta risulta che le aziende agricole beneficiarie del cluster di misure 112-121 che a seguitodegli investimenti realizzati hanno introdotto nuovi prodotti e/o nuove tecniche sono pari al 93%dell’universo di riferimento. L’innovazione ha riguardato prevalentemente la meccanizzazione delle operazionicolturali con particolare riferimento alla fase di raccolta.Una specifica domanda del questionarioproposto ai beneficiari ha riguardato glieffetti delle innovazioni introdotte: aibeneficiari è stato chiesto di valutare, conun voto da 1 a 5, le conseguenzedell’innovazione introdotta su diversiaspetti dell’attività aziendale. L’analisi deidati riportata nel grafico, rileva che, ivantaggi maggiori sono ottenuti rispettoalla riduzione dei costi, allarazionalizzazione dell’uso dei mezziproduttivi, all’aumento del valore aggiuntodella produzione ed al miglioramentoqualitativo delle produzioni aziendali con votazioni mediamente superiori a 3.L’analisi dei punteggi di priorità assegnati alle domande ammesse a finanziamento consente di verificare inche misura i piani aziendali integrano gli aspetti ambientali e di benessere degli animali agli investimentirealizzati. L’introduzione di tali aspetti ha riguardato il 100% delle aziende ammesse a finanziamento e nellospecifico:• il 17% delle piani prevede acquisti, opere e/o attività finalizzate a migliorare le condizioni di igiene e/odi benessere degli animali oltre le condizioni minime previste dai Criteri di Gestione Obbligatori;• il 22% prevede la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica/termica attraverso l'utilizzodi fonti rinnovabili (solare, eolica, idroelettrica o geotermica) o da sottoprodotti agricoli;• il 31% prevede interventi di carattere agronomico, miglioramenti fondiari ovvero acquisto diattrezzature che consentono di ridurre ovvero contenere i fabbisogni idrici aziendali;• l’85% prevede interventi o l’acquisto di attrezzature che consentono di ridurre le emissioni gassosedannose in atmosfera ovvero di migliorare la gestione dei rifiuti/sottoprodotti aziendali.Infine si rileva che 31 aziende (3%) realizzano investimenti riferiti alle operazioni Health Check, tali interventisono per la maggior parte (90%) destinati al risparmio idrico.L’indicatore di risultato “Aumento del valore aggiunto lordo nelle aziende beneficiarie” è relativo a n. 149aziende agricole e a 4.097.500 euro di investimenti che incidono rispettivamente per il 22% e per il 17%sulle realizzazioni previste. L’universo di riferimento è costituito dalle aziende che hanno concluso glipag. 29


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAinterventi al 31/12/2010; la ricostruzione del conto economico ha come anno di riferimento pre intervento il2008 e come anno di riferimento post intervento il 2011. Per tali aziende, che hanno beneficiato della Misura121 all’interno del cluster di misure 112-121, si considera l’incremento di valore aggiunto attribuibile alpremio di insediamento (il premio incide mediamente per il 28% sul totale degli investimenti realizzati)escludendo la quota parte relativa all’investimento finanziato dalla Misura 121. Va premesso che si trattadelle aziende che hanno concluso per prime gli interventi; queste aziende presentano inoltre sia unadimensione finanziaria dell’investimento più contenuta rispetto al totale delle aziende attualmente finanziatesia una dimensione fisica e finanziaria piuttosto modesta (SAU media aziendale 7,8 ha, PLV media aziendale17.897 euro).L’indice di efficienza della spesa sostenuta per il premio di primo insediamento è piuttosto contenuta (14,4euro d’investimento per euro di incremento di valore aggiunto lordo realizzato) se paragonato con laprevisione fatta in ex ante (6,3 euro d’investimento per euro di incremento di valore aggiunto lordorealizzato) determinando un efficacia rispetto all’indicatore di risultato “accrescimento di valore aggiuntolordo” pari all’8%.Cluster 112-121 (parte premio) Aziende agricole n.(A) Volumed'investimento €(B) AccrescimentoVAL €di cui cluster 112-1214.097.500 284.161149medio cluster 27.500 1.907Valore target 690 23.478.000 3.711.000Efficacia (valore realizzato/ valore target) 22% 17% 8%Efficienza(A)/(B)14,46,3Tale risultato è presumibilmente attribuibile alle modeste dimensioni fisiche ed economiche di tali aziende edal fatto che è stato rilevato quale anno contabile post investimento l’anno 2011 cioè nell’anno contabilesuccessivo alla conclusione degli interventi; trattandosi di nuove aziende queste si trovano probabilmente inuna fase di startup e necessitano di un lasso di tempo superiore per poter manifestare appieno gli effettidegli investimenti realizzati. Va comunque rilevato che trattandosi di aziende di ridotte dimensionieconomiche i valori percentuali di incremento di Valore Aggiunto raggiungono buoni livelli (+29%).Cluster 112-121 UM ValoriSAU media aziendale Ha 7,8PLV media aziendale € 23.087VAL ante medio aziendale € 17.897VAL post medio aziendale € 24.672€ 6.775Accrescimento VAL% 29%Per quanto attiene gli effetti degli interventi sui livelli occupazionali, l’indagine campionaria rileva che nelleaziende beneficiarie si registra un incremento di 0,2 UL/azienda che complessivamente genera, rispettoall’universo indagato, la creazione di 30,2 unità di lavoro.La determinazione degli effetti netti degli interventi (impatti) potrà essere realizzata confrontando i risultatiottenuti dai beneficiari del programma con quelli di non beneficiari (analisi contro fattuale). Le aziende delgruppo di controllo (gruppo controfattuale) saranno individuate tra le aziende rilevate dalla RICA.Attualmente l’ultimo dato reso disponibile dalla rete contabile è riferito al 2010 mentre l’anno di riferimentopost intervento delle aziende campione è il 2011. Non appena disponibile l’anno 2011 sarà possibilerealizzare l’analisi contro fattuale e quantificare l’indicatore di impatto crescita economica.pag. 30


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMISURA 113 – Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori agricoliLa Misura 113 è finalizzata a stimolare i processi di mobilità dei terreni agricoli e i processi diavvicendamento della titolarità nella conduzione delle aziende agricole, al fine di favorire il ricambiogenerazionale con lo scopo ultimo di rafforzare la competitività delle aziende agricole.I beneficiari della Misura 113 sono gli imprenditori e i lavoratori agricoli che hanno raggiunto almeno i 55anni di età e che si impegnano ad abbandonare definitivamente l’attività agricola. A tal fine la Misuraprevede un sostegno che per gli imprenditori si risolve in un premio base di 8.000 € all’anno e di un premioaggiuntivo anch’esso annuale di 500 € da erogare per ogni UL aziendale fino ad un importo massimo di18.000 € annui; in ogni caso l’importo complessivo del premio non può superare i 180.000 €. Per i lavoratoriil premio è stato fissato in un importo pari a 4.000 € all’anno per un totale complessivo massimo di 40.000 €.In entrambi i casi l’indennità è corrisposta fino al raggiungimento dell’età necessaria alla maturazione deldiritto alla pensione di vecchiaia.Obiettivo generaleAccrescere la competitività del settoreagricolo e forestale sostenendo laristrutturazione, lo sviluppo el’innovazioneObiettivi prioritario e specificoObiettivo prioritarioIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta delvalore aggiunto in PPS 0,47%Posti di lavoro creati – Crescita netta diposti di lavoro in equivalenti tempo pieno(ETP) 0,40%.Produttività del lavoro – Aumento delvalore aggiunto lordo per equivalentetempo pieno (Euro/ ETP) 0,43%Valoreobiettivo Valore realizzato efficaciaIndicatori di risultatoValoreobiettivo Valore realizzato efficaciaNumero di aziende rilevate da giovaniagricoltori di età inferiore ai 40 anni 187Miglioramento della capacitàimprenditoriale e professionale degliaddetti al settore agricolo e forestale esostegno del ricambio generazionale di cui beneficiari della Misura 112 169Obiettivo specificoAccrescimento del valore aggiunto lordonelle aziende dei rilevatari (000 Euro) 2.200 949 43%Favorire il ricambio generazionale degliimprenditori agricoli con conseguenterafforzamento della competitivitàaziendaleObiettivi operativiMantenimento della popolazionegiovanile nei territori ruraliRiorganizzazione dell’azienda agricolasotto il profilo del miglioramentocomplessivoAmpliamento e accorpamento delleaziende agricoleIncremento o mantenimentodell'occupazione nelle aziende dei rilevatari(ETP) 184,7Riduzione dell’età media degli imprenditoriagricoli nelle cessioni sovvenzionate 28,1Riduzione dell’età media degli imprenditoriagricoli nelle cessioni sovvenzionate in casodi sinergia con la Misura 112 28,7ValoreIndicatori di outputobiettivo Valore realizzato efficaciaNumero di imprenditori agricoltoriprepensionati 111 195 176%di cui donne 30% 36 % 121%Numero di imprenditori agricoltoriprepensionati nelle macroaree C, D1, D2 164Numero di lavoratori agricoli prepensionati 46 8 17%Numero di imprenditori agricoliprepensionati sostituiti da giovaniagricoltori beneficiari della Misura 112 169Numero di ettari resi disponibili 1.500 1.521 101%Numero di beneficiari afferenti al settoretabacco 12% 11% 92%Numero di ettari resi disponibili dalleaziende afferenti al settore tabacco 170Numero di rilevatari che partecipano adaltre misure 178di cui Misura 121 169Incremento della superficie aziendale nelleaziende dei rilevatari (Ha) 7,9pag. 31


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi operativo - MANTENIMENTO DELLA POPOLAZIONE GIOVANILE NEI TERRITORI RURALIComplessivamente al 31/12/2011 hanno usufruito della Misura 113 prepensionamento 195 imprenditoriagricoli e 8 lavoratori che rappresentanorispettivamente il 176% ed il 17% dei valoriobiettivo stimati. L’incidenza delleimprenditrici donne prepensionate (36%) èsuperiore al valore obiettivo e leggermenteinferiore alla media regionale (38%) 3 . Moltobuona risulta la sinergia sviluppata con laMisura 112 – Insediamento di giovaniagricoltori: 169 aziende cedute daiprepensionati, pari al’87% del totale,vengono rilevato da giovani beneficiari dellaMisura 112.Le aziende cedute dai beneficiari dellaMisura 113 si concentrano prevalentementenelle macroaree C e D dove sono localizzatel’84% delle aziende cedute. Tale risultato,attribuibile allo specifico criterio di priorità che premia le aziende che ricadono in una delle macroareeomogenee regionali classificate prioritarie per la misura C - D1 - D2, unitamente alla buona sinergia con laMisura 112, conferma la capacità di questi interventi di mantenere e richiamare giovani nei territori ruraliObiettivi operativo - RIORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA AGRICOLA SOTTO IL PROFILO DEL MIGLIORAMENTO COMPLESSIVOLe aziende agricole cedute hanno reso disponibili 1.521 ettari pari al 101% del valore obiettivo; mediamenteogni azienda ha ceduto 7,8 ettari.L’indagine campionaria condotta su 35rilevatari rappresentativi dell’universo deibeneficiari del prepensionamento ammessia contributo al 31/12/2010 rileva che: il29% delle aziende cedute sono ad indirizzozootecnico, il 14% appartengono alla filieracerealicola, l’11% alla filiera orticola, il 31%è interessata invece da colture permanenti(olivicolo, frutticolo e vitivinicolo). Leaziende cedute appartenenti alla filieratabacchicola rappresentano l’11% deltotale, valore in linea con il livello obiettivostimato in ex ante (12%). Tali aziende rendono disponibili circa 170 ettari.La partecipazione ad altre misure del PSR da parte dei rilevatari risulta piuttosto diffusa: il 91% hapartecipato o pensa di partecipare ad altre misure che sono soprattutto la Misura 121 – ammodernamentodelle aziende agricole (87%), grazie anche alla elevata percentuale di rilevatari che partecipa al cluster dimisure 112-121, la Misura 111 – formazione professionale (57%), la Misura 114 – consulenza aziendale(37%) e la Misura 132 - Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare (26%).Obiettivi operativo - AMPLIAMENTO E ACCORPAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLELa cessione delle aziende avviene nella maggior parte dei casi (87%) verso beneficiari della Misura 112, sitratta di rilevatari che iniziano l’attività agricola ex novo e quindi non risultano particolarmente rilevantifenomeni di ampliamento e accorpamento di attività esistenti.3 ISTAT – Censimento Generale Agricoltura 2010pag. 32


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAI dati raccolti attraverso l’indaginecampionaria rilevano che, in seguitoall’acquisizione, l’organizzazione aziendale èmigliorata per l’89% degli intervistati. Comeevidenziato nel grafico l’acquisizione dellesuperfici aziendali ha consentitoprevalentemente: la conservazione dei livellioccupazionali (84%), Il rafforzamento dellacompetitività attraverso l’innalzamentoqualitativo delle produzioni (61%),l’incremento del margine lordo aziendale(52%) e la diversificazione delle attivitàaziendali (32%). Scarsa rilevanza vieneassegnata alla riconversione produttivariferita alle filiere soggette a crisi di mercatoovvero oggetto di trasformazioni indotte dalla riforma della PAC (10%) ed allo sviluppo di attività extragricole(10%).Obiettivo specifico - FAVORIRE IL RICAMBIO GENERAZIONALE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI CON CONSEGUENTERAFFORZAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ AZIENDALEDeterminante risulta il contributo della misura al ricambio generazionale: complessivamente i rilevatari conmeno di 40 anni sono 187 pari al 96% dei rilevatari totali. L’età media dei cedenti è pari a 57,2 anni; lariduzione dell’età media risulta complessivamente pari a 28,1 anni (28,7 anni se si considerano gli agricoltoriprepensionati sostituiti da giovani beneficiari della Misura 112). Tale risultato è riconducibile alle specifichepriorità previste per i beneficiari della Misura 112 e per i rilevatari con meno di 40 anni.Per quanto riguarda gli effetti della misura sui livelli occupazionali, le indagini condotte su un campione dibeneficiari del cluster 112-121 hanno rilevato che mediamente le aziende in cui si insediano i beneficiarioccupano 1,09 UL. Si stima quindi che la Misura 113 contribuisce al mantenimento/creazione di circa 185 UL.Le analisi valutative condotte per verificare gli effetti della misura sulle performance economiche aziendali,evidenziano che il 52% dei rilevatari dichiara che l’acquisizione dell’azienda ha avuto effetti positivisull’incremento del margine lordo aziendale. L’indicatore di risultato “Accrescimento di valore aggiunto lordonelle aziende dei rilevatari” è stato quantificato sulla base dei risultati ottenuti dalle aziende beneficiarie delcluster di misure 112-121 rilevati attraverso indagine diretta. La ricostruzione del conto economico di taliaziende segnala un incremento medio aziendale di valore aggiunto lordo pari a 4.868 euro azienda. La stimadell’indicatore raggiunge complessivamente il valore di 949.000 euro con un indice di efficacia rispetto alvalore obiettivo stimato del 43%. Come già evidenziato nella trattazione del cluster 112-121, il risultato sicolloca al di sotto delle previsioni effettuate presumibilmente a causa delle modeste dimensioni fisiche edeconomiche delle aziende (SAU media 7,8 ha, PLV media 23.087 euro) ed al fatto che è stato rilevato qualeanno contabile post investimento l’anno 2011 cioè l’anno contabile successivo alla conclusione degliinterventi; trattandosi di nuove aziende queste si trovano probabilmente in una fase di start up enecessitano di un lasso di tempo superiore per poter manifestare appieno gli effetti degli investimentirealizzati.Infine, una specifica sezione del questionario rivolto ai rilevatari campione è destinato alla verifica delleprospettive di sviluppo aziendale. L’analisi dei dati rileva che la maggior parte dei rilevatari (63%)modificherà sia le attuali dimensioni aziendali che l’attuale ordinamento produttivo attraverso: l’incrementodelle dimensioni fisiche ed economiche dell’azienda (31%), l’orientamento della produzione verso sistemi diqualità (14%), la trasformazione aziendale delle produzioni e la vendita diretta (9%), la modifica dell’attualeordinamento produttivo (9%).pag. 33


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURADi seguito è proposto il quadro logico della Misura contenente gli indicatori d’impatto, di risultato e di output;questi sono stati correlati ai valori obiettivo e a quelli realizzati al 31/12/2011.Obiettivo generaleAccrescere la competitività del settore agricolo e forestalesostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l’innovazioneObiettivi prioritario e specificoMiglioramento della capacità imprenditoriale eprofessionale degli addetti al settore agricolo e forestale esostegno del ricambio generazionaleInnalzare la competitività delle aziende agricole attraversoil sostegno ad azioni tese allo sviluppodell’imprenditorialità e dell’innovazioneObiettivi operativi(A) Fornire assistenza agli imprenditori agricoli e aidetentori privati di aree forestali(B) Fornire assistenza agli imprenditori agricoli e aidetentori privati di aree forestali al fine di favorire:(PACCHETTO BASE: CGO - BCAA - SL - BF)‣ il rispetto delle norme sulla sicurezza e la salute deglioperatori (SL);‣ il rispetto delle norme inerenti la tutela e la salvaguardiadell’ambiente, la sanità pubblica, la salute delle piante edegli animali, il benessere degli animali e la gestioneforestale sostenibile (GCO e BF);‣ il rispetto della manutenzione, conservazione evalorizzazione dei suoli e dei terreni, a garanzia dellebuone condizioni agronomiche ed ambientali (BCAA).(C) Fornire assistenza agli imprenditori agricoli sullagestione complessiva d’impresa (RG) comprese lestrategie per l’adattamento ai cambiamenti climatici e lariduzione dell’emissione dei gas serra (PACCHETTOCOMPLETO: CGO - BCAA - SL - BF - RG)Indicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valoreaggiunto in PPSPosti di lavoro creati – Crescita netta di postidi lavoro in equivalenti tempo pieno (ETP)Produttività del lavoro – Aumento del valoreaggiunto lordo per equivalente tempo pieno(Euro/ ETP)Indicatori di risultatoAumento del valore aggiunto lordo nelleaziende beneficiarie (000 Euro)Incidenza dei conduttori d’azienda agricolapartecipanti alla misura di consulenzaaziendale beneficiari della Misura 112 o delCluster di Misura 112-121 sul totale regionaledei beneficiari della Misura 112 o del Clusterdi Misura 112-121 (%)Incidenza dei conduttori d’azienda agricolabeneficiari sul totale regionale dei conduttorid’azienda agricola (%)Indicatori di outputNumero di beneficiari totali - di cui:Valoreobiettivo1,40%1,50%1,45%ValoreobiettivoValorerealizzatoValorerealizzato3.141 n.d.ValoreobiettivoNumero di agricoltori beneficiari 6.800Numero di proprietari di foreste supportati 140Numero di beneficiari afferenti al settoretabaccoNumero di giovani beneficiari (età < 40 anni)Numero di beneficiari donneNumero di beneficiari che hanno presentatoistanza di primo insediamento a norma dellaMisura 112 o del Cluster di Misura 112-121del PSR 2007-2013, o della Misura 4.15 delPOR 2000-2006Numero di beneficiari suddivisi per ubicazionedell’azienda nelle macroaree: A3; C; D1 e D2;altre macroareeMacroarea A3Macroarea CMacroaree D1 e D2Altre macroareeFonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.2011Numero di beneficiari con azienda ubicata inZone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricolaNumero di agricoltori beneficiari che ricevonopiù di 15.000 €/anno in pagamenti direttiNumero di beneficiari che aderisconosolamente al pacchetto baseNumero di agricoltori beneficiari che ricevonouna consulenza in merito al miglioramento esviluppo globale dell’impresa (RG) e sullestrategie per l’adattamento ai cambiamenticlimatici e la riduzione dell’emissione dei gasserra (Pacchetto completo)2722.04011,14%0,61%Valorerealizzato816(100,00%)813(99,63%)3(0,37%)66(8,09%)332(40,69%)308(37,75%)176(21,57%)816(100,00%)12(1,47%)176(21,57%)371(45,47%)257(31,50%)133(16,30%)55(6,74%)199(24,39%)617(75,61%)EfficaciaEfficaciaEfficacia11,96%2,14%24,26%30,25%pag. 35


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo – A. FORNIRE ASSISTENZA AGLI IMPRENDITORI AGRICOLI E AI DETENTORI PRIVATI DI AREE FORESTALII beneficiari totali delle attività di consulenza 4 , finanziate attraverso la Misura 114 del PSR Campania, al31/12/2011 sono 816; di questi 813, oltre il 99%, sono imprenditori agricoli singoli e/o associati e i rimanenti3 5 sono detentori privati di aree forestali e boschive. L’indice di efficacia raggiunto corrisponde al 12% perl’indicatore di output “Numero di agricoltori beneficiari” ed è di poco superiore al 2% per l’indicatore“Numero di proprietari di foreste supportati”. Il ritardo rispetto ai valori obiettivo stabiliti in sede diprogrammazione è imputabile al lungo periodo occorso per la selezione degli Organismi di Consulenza e perl’implementazione delle procedure necessarie ai fini dell’erogazione degli aiuti previsti dalla Misura.Quasi il 41% dei beneficiari sono giovani, e il 38% è rappresentato da donne. Circa il 97% sono imprenditorimentre circa il 3% sono riconducibili a forme societarie. Per quanto attiene il livello di istruzione, il 5,6%possiede un titolo accademico e il 22,7% un diploma di scuola superiore.I beneficiari della Misura 114 che hanno presentato anche istanza di primo insediamento a norma dellaMisura 112 o del Cluster di Misura 112-121 del PSR 2007-2013, o della Misura 4.15 (“Primo insediamento deigiovani agricoltori”) del POR 2000-2006, sono 176 e rappresentano il 21,6% del totale. Gli agricoltoribeneficiari che ricevono più di 15.000 €/anno in pagamenti diretti sono il 6,7%; mentre quelli che ricevonopremi PAC sono pari al 71,0%. Sempre in merito ai beneficiari va inoltre rilevato che il 34,7% partecipa adattività formative e che il 6,7% aderisce a sistemi di qualità regolamentati da normativa comunitaria(biologico, DOC, DOP, ecc.) e/o a sistemi di gestione ambientale (EMAS, ISO 14001).In merito alle aziende che ricevono consulenza, il 45,5% sono ubicate nelle macroaree D1 e D2 checorrispondono rispettivamente alle “aree a forte valenza paesaggistico-naturalistica, con potenzialità disviluppo integrato” e alle “aree caratterizzate da ritardo di sviluppo”; il 21,6% ricade nella macroarea C, cioèin “aree con specializzazione agricola ed agroalimentare e processi di riqualificazione dell'offerta”; l’1,5%nella macroarea A3 caratterizzata da una forte valenza paesaggistico-naturalistica con forte pressioneantropica.Il 16,3% delle aziende beneficiarie sono invece ubicate in zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola.Per quanto attiene la riconversione produttiva delle aziende tabacchicole, finalizzata ad un loro efficaceriposizionamento competitivo sul mercato, gli imprenditori agricoli assistiti (indicatore di outputsupplementare Regionale – beneficiari afferenti al settore tabacco) sono 66 e corrispondono al 24,3% delvalore obiettivo. Di questi l’83,3% aderiscono al pacchetto completo di consulenza e quindi manifestano lavolontà oltre che di adeguarsi alle norme inerenti il rispetto di quanto previsto dai Criteri di GestioneObbligatori, dalle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali e dalla normativa attinente la sicurezza sullavoro, anche di sviluppare la propria azienda magari diversificando gli ordinamenti produttivi.Obiettivo operativo – B. FORNIRE ASSISTENZA AGLI IMPRENDITORI AGRICOLI E AI DETENTORI PRIVATI DI AREE FORESTALIAL FINE DI FAVORIRE: IL RISPETTO DELLE NORME SULLA SICUREZZA E LA SALUTE DEGLI OPERATORI (SL); IL RISPETTO DELLENORME INERENTI LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA, LA SALUTE DELLE PIANTE E DEGLIANIMALI, IL BENESSERE DEGLI ANIMALI E LA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE (GCO E BF); IL RISPETTO DELLAMANUTENZIONE, CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEI SUOLI E DEI TERRENI, A GARANZIA DELLE BUONE CONDIZIONIAGRONOMICHE ED AMBIENTALI (BCAA).Il numero di beneficiari che aderiscono esclusivamente al pacchetto base è pari a 199 e corrisponde al24,4% del totale. In questo ambito le consulenze erogate riguardano fondamentalmente il rispetto dei Criteridi Gestione Obbligatori, delle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali e dei requisiti in materia disicurezza sul lavoro prescritti dalla normativa comunitaria.4 In questa fase di attuazione della Misura, il numero di servizi di consulenza erogati corrisponde al numero di aziende agricolebeneficiarie.5 Il numero di beneficiari della Misura 114 detentori di aree forestali è stato rilevato dai dati riportati nella Relazione Annuale diEsecuzione dell’anno 2011 (del giugno 2012) in quanto il dato non risulta reperibile nel Data Base fornito dalla Regione Campania.pag. 36


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURABeneficiari Numero %Numero di beneficiari che aderiscono esclusivamente al Pacchetto base 199 100,00%Giovani 67 33,67%Donne 87 43,72%Beneficiari/Aziende afferenti al settore tabacco 11 5,53%Giovane agricoltore che ha presentato istanza di primo insediamento a norma della misura 112 o delCluster di Misura 112-121 del PSR 2007-2013, o della Misura 4.15 del POR 2000-200636 18,09%Ubicazione dell'azienda nelle Macroaree A3, C, D1 e D2, Altre Macroaree – di cui: 199 100,00%Ubicazione dell'azienda nella Macroarea A3 0 0,00%Ubicazione dell'azienda nella Macroarea C 41 20,60%Ubicazione dell'azienda nelle Macroaree D1 e D2 63 31,66%Ubicazione dell'azienda nelle altre Macroaree 95 47,74%Ubicazione in Zone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricola 37 18,59%Imprenditori agricoli che ricevono più di 15.000 euro/anno in pagamenti diretti 8 4,02%Fonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.2011Il 43,7% dei beneficiari esclusivi del pacchetto base sono donne, e il 33,7% sono giovani. I beneficiariafferenti al settore tabacco sono il 5,5% del totale. Gli imprenditori agricoli che ricevono più di 15.000euro/anno in pagamenti diretti sono il 4,0% e i giovani agricoltori che hanno presentato istanza di primoinsediamento a norma della Misura 112 o del Cluster di Misura 112-121 del PSR 2007-2013, o della Misura4.15 del POR 2000-2006 sono il 18,1%. Per quanto riguarda l’ubicazione delle aziende, il 31,7% ricadono inaree a forte valenza paesaggistico-naturalistica, con potenzialità di sviluppo integrato e in aree caratterizzateda ritardo di sviluppo mentre il 20,6% in aree con specializzazione agricola ed agroalimentare nelle quali èpossibile effettuare dei processi di riqualificazione dell'offerta. Infine viene rilevato che il 18,6% delle aziendetrova ubicazione in Zone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricola.Obiettivo operativo – C. FORNIRE ASSISTENZA AGLI IMPRENDITORI AGRICOLI SULLA GESTIONE COMPLESSIVA D’IMPRESA(RG) COMPRESE LE STRATEGIE PER L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E LA RIDUZIONE DELL’EMISSIONE DEI GASSERRA.Ben più numerosi rispetto ai precedenti sono i beneficiari che ricevono una consulenza, oltre che sugliargomenti strettamente connessi al pacchetto base, anche in merito al miglioramento e allo sviluppo globaledell’impresa (pacchetto completo). Questi sono 617 e corrispondono al 75,6% dei beneficiari totali; l’indice diefficacia raggiunto dall’indicatore di output supplementare Regionale (istanze “pacchetto completo”)raggiunge il 30,3% del valore stabilito in sede di programmazione.Le consulenze erogate in questo ambito sono molto ampie e di notevole importanza ai fini dello sviluppodelle competenze professionali in agricoltura e possono riguardare il corretto utilizzo dei fattori dellaproduzione, il marketing e quindi l’assistenza finalizzata ad una migliore collocazione del prodotto sulmercato, l’introduzione in azienda di tecniche innovative di produzione, di sistemi di qualità definiti daregolamenti comunitari e da disposizioni nazionali, il risparmio energetico e la produzione in azienda dienergia da fonti rinnovabili, la diversificazione aziendale attraverso la produzione di beni e servizi nonagricoli.Beneficiari Numero %Numero di beneficiari che aderiscono esclusivamente al Pacchetto completo 617 100,00%Giovani 265 42,95%Donne 221 35,82%Beneficiari/Aziende afferenti al settore tabacco 55 8,91%Giovane agricoltore che ha presentato istanza di primo insediamento a norma della misura 112 o delCluster di Misura 112-121 del PSR 2007-2013, o della Misura 4.15 del POR 2000-2006140 22,69%Ubicazione dell'azienda nelle Macroaree A3, C, D1 e D2, Altre Macroaree – di cui: 617 100,00%Ubicazione dell'azienda nella Macroarea A3 12 1,94%Ubicazione dell'azienda nella Macroarea C 135 21,88%Ubicazione dell'azienda nelle Macroaree D1 e D2 308 49,92%Ubicazione dell'azienda nelle altre Macroaree 162 26,26%Ubicazione in Zone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricola 96 15,56%Imprenditori agricoli che ricevono più di 15.000 euro/anno in pagamenti diretti 47 7,62%Fonte: Regione Campania DB Monitoraggio aggiornato al 31.12.2011pag. 37


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAConsiderando l’incidenza dei beneficiari in merito a ciascuna topologia di consulenza (base e completa)emerge che nell’ambito del pacchetto completo risulta maggiore l’incidenza dei giovani (43,0% vs 33,7%),dei neoinsediati attraverso la Misura 112 o il “Cluster 112 – 121” o la Misura 4.15 afferente al POR dellapassata programmazione (22,7% vs 18,1%), delle aziende che ricadono nelle aree caratterizzate da ritardodi sviluppo e in quelle a forte valenza paesaggistico-naturalistica, con potenzialità di sviluppo integrato(49,9% vs 31,7%) e degli imprenditori agricoli che ricevono più di 15.000 euro/anno in pagamenti diretti(7,6% vs 4,0%). Come rilevato precedentemente anche gli imprenditori agricoli afferenti al settore tabaccohanno un’incidenza maggiore nell’ambito del pacchetto completo rispetto alla consulenza di base (8,9% vs5,5).Nel pacchetto base è invece maggiore l’incidenza delle donne (43,7% vs 35,8%) e delle aziende ubicatenelle Zone Vulnerabili ai Nitrati di origine agricola (18,6% vs 15,6%); in queste ultime devono probabilmenteessere risolti in via prioritaria problemi di carattere strettamente ambientale.Per quanto attiene il titolo di studio, il 24,1% di coloro che richiedono solo la consulenza base ne possiedeuno di livello superiore (6,5% laurea e 17,6% diploma di scuola superiore); nel caso della consulenzaavanzata il 29,7 % ha un titolo e nello specifico il 5,4% è laureato mentre il 24,3% possiede un diploma discuola superiore.Obiettivi prioritario e specifico – MIGLIORAMENTO DELLA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE E PROFESSIONALE DEGLI ADDETTIAL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE E SOSTEGNO DEL RICAMBIO GENERAZIONALE – INNALZARE LA COMPETITIVITÀ DELLEAZIENDE AGRICOLE ATTRAVERSO IL SOSTEGNO AD AZIONI TESE ALLO SVILUPPO DELL’IMPRENDITORIALITÀ E DELL’INNOVAZIONEAlla data odierna non è stato possibile effettuare la quantificazione dell’indicatore di risultato “Aumento delvalore aggiunto lordo nelle aziende beneficiarie” collegato all’obiettivo prioritario “Miglioramento dellacapacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno del ricambiogenerazionale” in quanto il numero 6 delle aziende rilevate con indagine diretta nell’ambito della Misura 112,per le quali è stato rilevato anche il dato contabile, che hanno beneficiato anche delle attività di consulenzarealizzate nell’ambito della Misura 114, è bassissimo e non consente pertanto una quantificazionerappresentativa dell’indicatore stesso. Per il futuro si auspica che le adesioni alla Misura 114 possanoaumentare e facilitare così anche la rilevazione dei dati necessari alla quantificazione dell’indicatore inoggetto.L’incidenza degli imprenditori agricoli beneficiari della consulenza e insediati a valere sulla Misura 112 o sulCluster di Misura 112 – 121 sul totale regionale dei beneficiari della Misura 112 o del Cluster di Misura 112 –121 è pari all’11,1%; questi per 91,9% aderiscono alla consulenza di tipo avanzato cioè al pacchettocompleto. Tale percentuale (11,1%) non risulta essere elevata; pertanto è auspicabile, come riportato ancheprecedentemente, che in futuro i neoinsediati con la Misura 112 o con il Cluster 112 – 121 aderiscano innumero maggiore alle attività di consulenza promosse dalla Misura 114.L’obiettivo specifico “Innalzare la competitività delle aziende agricole attraverso il sostegno ad azioni teseallo sviluppo dell’imprenditorialità e dell’innovazione” è stato correlato all’indicatore che determina l’incidenzadei conduttori d’azienda agricola beneficiari della Misura 114 “Consulenza” sul totale regionale dei conduttorid’azienda agricola; tale incidenza è pari allo 0,61% (ISTAT 2010).Considerando infine il numero di aziende agricole beneficiarie della consulenza si può inoltre affermare che ilPSR attraverso l’attivazione della Misura 114 ha raggiunto l’1,2% delle imprese agricole attive registrate allaCCIAA della Regione Campania nell’anno 2011.Analizzando l’intensità dei valori obiettivo raggiunti (12% di imprenditori agricoli; 2% dei detentori di areeforestali; 24% dei beneficiari afferenti al settore tabacco; 30% delle istanze previste nel pacchettocompleto), i problemi inerenti l’implementazione della Misura 114 nelle sue fasi iniziali (selezione degliOrganismi di consulenza e procedure per la concessione dell’aiuto) e l’incidenza dei beneficiari dellaconsulenza sui conduttori agricoli regionali (0,61%) e sulle imprese attive nel settore agricolo della Regione6 Le aziende beneficiarie della Misura 114 – Consulenza che risultano beneficiarie anche della Misura 112, inerente l’insediamento deigiovani agricoltori, sono 99 e costituiscono l’11,1% dell’universo dei beneficiari della Misura 112 che è stato rilevato con indaginediretta; all’interno del campione rilevato una sola azienda risulta essere beneficiaria della Misura 114.pag. 38


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACampania (1,2%) emerge che l’attuazione della Misura, ad oggi, appare in ritardo rispetto a quanto stabilitoin sede di programmazione ma è anche vero che i problemi iniziali sembrano superati e quindi è prevedibileper il futuro un incremento del numero delle istanze afferenti la Misura 114.Misura 115 - Avviamento dei servizi di assistenza alla gestione di sostituzione e di consulenzaaziendale”La Misura 115 è volta a rendere più efficienti le aziende agricole e forestali campane, anche in un’ottica diintegrazione del reddito aziendale e di promozione della multifunzionalità delle aziende agricole, attraverso lapromozione ed il sostegno di servizi reali, a carattere interaziendale in grado di fornire agli agricoltori unsupporto a carattere orizzontale.La Misura riguarda esclusivamente aiuti temporanei e decrescenti nell’arco di un periodo massimo di 5 anni adecorrere dal momento dell’avviamento di detti servizi ed a copertura parziale dei costi ammissibili ed èarticolata in tre differenti tipologie di intervento:Tipologia a) Avviamento di servizi interaziendali di sostituzione nelle aziende agricole. Promozione esostegno di servizi interaziendali di sostituzione, finalizzati a migliorare la qualità della vita e a garantirel’efficienza delle attività in aziende a conduzione diretta del coltivatore, nei periodi di assenza delconduttore o di uno o più componenti della famiglia che lo coadiuvano nell’attività aziendale e cheabbiano regolare posizione previdenziale e assistenziale.Tipologia b) Avviamento di servizi interaziendali di assistenza alle aziende agricole (gestione contabileeconomica).L’intervento è finalizzato alla promozione e al sostegno di servizi interaziendali di assistenza,informazione e consulenza alla gestione, in grado di indirizzare e supportare l’impegno degli imprenditorinell’adozione di piani aziendali e riconversioni produttive.Tipologia c) Avviamento di organismi, che ottenuto il riconoscimento regionale da non oltre 6 mesi,potranno erogare il servizio di consulenza alle aziende agricole e ai detentori di aree forestali e/o boschiveai sensi della Misura 114 del PSR 2007/2013.Obiettivo generale• Accrescere la competitività del settoreagricolo e forestale sostenendo laristrutturazione, lo sviluppo e l’innovazioneObiettivi prioritario e specificoObiettivo prioritario• Miglioramento della capacitàimprenditoriale e professionale degliaddetti al settore agricolo e forestale esostegno al ricambio generazionaleObiettivo specifico• Avviamento e sviluppo di servizi diconsulenza a favore delle imprese agricolee forestaliObiettivi operativi• promuovere e sostenere l’avviamento di:servizi interaziendali di sostituzione• promuovere e sostenere l’avviamentoservizi di assistenza alla gestione delleaziende agricole• promuovere e sostenere l’avviamentoservizi di consulenza aziendale e forestale,per assicurare alle aziende il servizio diconsulenza finalizzato al rispetto dellenorme obbligatorieIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta delvalore aggiunto in PPSPosti di lavoro creati – Crescita netta diposti di lavoro in equivalenti tempo pieno(ETP)Variazione del valore aggiunto lordo perunità di lavoroIndicatori d’impattoNumero di servizi di consulenzaaziendale, di sostituzione o di assistenzaalla gestione avviatiAumento nel valore aggiunto agricololordo per aziende agricole/forestalisostenute( ‘000 EUR)Indicatori di prodottiNumero di nuovi servizi interaziendali disostituzione avviatiNumero di nuovi servizi di assistenza allagestione delle aziende agricole avviatiNumero di nuovi servizi di consulenzasostenutiValoreobiettivo0,77%0,7%0,68%ValoreobiettivoValorerealizzatoValorerealizzatoEfficaciaEfficacia100 20 20%1.338ValoreobiettivoValorerealizzatoEfficacia10 0 0%20 13 65%70 7 10%pag. 39


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAl 31/12/2011 sono state ammesse a finanziamento 13 domande per un volume d’investimento di 2.981.802euro. Le domande finanziate prevedono l’avviamento di 20 servizi di consulenza aziendale, di sostituzione odi assistenza alla gestione pari al 20% del valore obiettivo stimato per l’intero periodo di programmazione.Dei 20 servizi attivati, 13 prevedono l’avviamento di servizi di assistenza alla gestione delle aziende agricole(65% del valore obiettivo stimato) e 7 prevedono il sostegno all’avviamento servizi di consulenza aziendale eforestale (10% del valore obiettivo stimato).la ripartizione della spesa ammessa per tipologia di intervento rileva che la magiior parte dei costi sonorelativi alle spese per il ersonale (51%della spesa ammessa) seguono i costiper l’acquisto di attrezzature compresiiprogrammi e collegamenti perl'informatizzazione (18%), i costi per leconsulenze tecniche e professionali(10%) e i costi per l’affitto della sede(7%).Come evidenziato nella RelazioneAnnuale di Esecuzione, lo scarsosuccesso della Misura è da ricercare neldifficile momento economico in cuiopera il settore agricolo che non facilital’aggregazione delle aziende agricole inAssociazioni e/o Consorzi e dalladifficoltà di assumere impegni per lacontinuità del programma di attività nei 5 anni successivi al finanziamento in cui le attività sono a completocarico delle Associazioni.La mancata presentazione di domande relative all’avviamento dei servizi di sostituzione è da collegare alladifficoltà del titolare dell’azienda ad accettare l’idea di allontanarsi dalla azienda per lunghi periodi e nonpresidiare i processi produttivi in cui ha impegnato tutte le risorse finanziare e professionali indispensabili alsostegno familiare.Misura 121 - Ammodernamento delle aziende agricoleLa misura 121 risponde ai fabbisogni di: introdurre elementi di innovazione nelle aziende agricole perfavorire una maggiore dinamicità delle filiere, di adeguamento strutturale finalizzato all’innovazionetecnologica delle filiere competitive ed alla riconversione dei settori in crisi, di miglioramento degli standardqualitativi delle produzioni agroalimentari.La misura prevede l’erogazione di contributi in conto capitale differenziati per macroaree (A3, C, D1 e D2/A1, A2 e B) e per età del proponente (giovane/non giovane). Per le operazioni riconducibili a tipologie diinvestimento legate a priorità HC, ai sensi dell’art. 16bis del Regolamento CE 1698/05, l’intensità di aiutodella misura è maggiorata di 10 punti percentuali.Al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza degli interventi la misura può essere attivata all’interno deiProgetti Integrati di Filiera (PIF) che rappresentano uno strumento operativo di attuazione in grado didefinire un modello di gestione congiunta e di cooperazione che consenta di migliorare la competitivitàcomplessiva delle filiere agricole regionali. La misura inoltre è strettamente collegata alla misura diinsediamento dei giovani agricoltori attraverso il cluster di Misure 112-121.pag. 40


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo generale Indicatori d’impatto Valore obiettivoAccrescere la competitività delsettore agricolo e forestalesostenendo la ristrutturazione, losviluppo e l’innovazioneCrescita economica – Crescita netta delvalore aggiunto in PPSPosti di lavoro creati – Crescita netta diposti di lavoro in equivalenti tempo pieno(ETP)Produttività del lavoro – Aumento del valoreaggiunto lordo per equivalente tempo pieno(Euro/ ETP)+21,87% (*)+21,30% (*)+21,12% (*)Obiettivi prioritario e specifico Indicatori di risultato Valore obiettivoObiettivo prioritarioPromozione dell’ammodernamentoe dell’innovazione nelle imprese edell’integrazione delle filiereObiettivo specificoMigliorare la competitività delleaziende agricoleAumento del valore aggiunto lordo nelleaziende beneficiarie (000 Euro)Numero di aziende che hanno introdottonuovi prodotti e/o nuove tecnicheIncremento o mantenimentodell'occupazione nelle aziende finanziate-Posti di lavoro mantenuti/creatiEnergia prodotta negli impiantisovvenzionati - Quantità di energia ProdottaTEPValorerealizzatoValorerealizzatoEfficacia74.774 4.541 6%3.698 1.600 43%"+0,15UL/azienda"Obiettivi operativo Indicatori di output Valore obiettivoValorerealizzatoImprese agricole beneficiarie delleagevolazioni5.714 2.275 40%Volume totale d’investimenti (000 Euro) 473.029 417.163 88%Numero di aziende agricole beneficiarie eMigliorare la competitività dei volume totale degli investimenti realizzati0sistemi agricoli in un contesto di nell’ambito dei PIFfilieraNumero di aziende agricole beneficiarienell’ambito del cluster di misure 112-121866 (38%)Volume totale degli investimenti realizzatinell’ambito del cluster di misure 112-121149.061 (36%)(000 Euro)Migliorare il rendimentoeconomico delle imprese agricolesoprattutto attraversol’introduzione di nuove tecnologiee di innovazioni di prodotto e diprocesso (strutture quali cantineaziendali, mulini, essiccatoiaziendali, ecc.);Numero di aziende agricole beneficiarie evolume totale degli investimenti cheprevedono la realizzazione di nuovi prodotti(anche trasformati ) la riconversionevarietale, ovvero la certificazione di qualitàdelle produzioni aziendali744 (33%)Favorire l’introduzione di processidi adeguamento delle produzioniper cogliere le opportunitàeconomiche offerte dal mercatoper le produzioni tipiche amarchio;Favorire la diversificazione intra edextra-aziendale delle attività,anche attraverso la promozionedello sviluppo di settori nonalimentari (colture bio –energetiche, SRF, ecc.)Favorire la riconversioneproduttiva nel settore tabacchicoloNumero di aziende agricole beneficiarieiscritte ad albi di produzione DOCG o DOC oDOP O IGP ovvero iscritte all’ERAB (elencoregionale delle aziende biologiche)Numero di aziende agricole beneficiarie chediversificano le attività (intra ed extraaziendali)Valore investimenti progetti di riconversionesettore tabacco sul totale investimenti (%)Progetti presentati con l'obiettivo diriconversione del settore tabacco (%)Progetti presentati con l'obiettivo diristrutturare imprese impiegante nel settoretabacco (%)Valore investimenti progetti diristrutturazione settore tabacco sul totaleinvestimenti (%)683 (30%)13 (0,6%)8% 0% 0%3% 0% 0%2% 1,2% 60%3% 0,6% 20%pag. 41


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi operativo Indicatori di output Valore obiettivoFavorire il raggiungimento di piùelevati standard qualitativi dalpunto di vista ambientale, dellasicurezza sul lavoro, dell’igiene e ilbenessere degli animale, ancheattraverso la riduzione delleemissioni gassose provenientidalle attività di allevamento, edella salute delle pianteIncentivare lo sviluppo di forme dicommercializzazione chedeterminano il canale cortoFavorire l’introduzione ditecnologie e processi tesi alrisparmio della risorsa idrica edenergeticaMitigare gli effetti delcambiamento climaticoAccompagnare la ristrutturazionedel settore lattiero-casearioNumero di aziende agricole beneficiarie cheprevedono l’implementazione di attività,opere e/o acquisti finalizzati almiglioramento delle condizioni di igiene e/odi benessere degli animali allevati oltre irequisiti minimi previsti dalle CGONumero di aziende agricole beneficiarie cheintegrano gli aspetti ambientali e dibenessere degli animali negli investimentiNumero di aziende agricole beneficiarie cheprevedono l’implementazione di attività,opere e/o acquisti finalizzati almiglioramento del lavoro dell’impresaovvero sulla sicurezza del lavoro deglioperatori agricoliNumero di aziende agricole beneficiarie evolume totale degli investimenti tesi aridurre la lunghezza della filiera produttivaImprese agricole beneficiarie delleagevolazioni che adottano tecnologie per ilrisparmio idrico (HC)Volume totale degli investimenti perl’adozione di tecnologie per il risparmioidrico (000 euro) (HC)Imprese agricole beneficiarie delleagevolazioni che migliorano l’efficienzaenergetica (HC)Volume totale degli investimenti per ilmiglioramento dell’efficienza energetica(000 euro) (HC)Imprese agricole beneficiarie delleagevolazioni che adottano meccanismi diprevenzione contro gli effetti negativi dieventi estremi connessi al clima (HC)Volume totale degli investimenti perl’adozione meccanismi di prevenzione controgli effetti negativi di eventi estremi connessial clima (000 euro) (HC)Imprese zootecniche beneficiarie delleagevolazioni (HC)Volume totale degli investimenti (000 euro)(HC)Valorerealizzato427 (19%)2.161 (95%)2.200 (97%)454 (20%)39 77 197%3.265 2.307 71%40 8 20%3.428 756 22%60 6 10%1.469 540 37%98 9 9%8.162 685 8%Obiettivi operativo - MIGLIORARE LA COMPETITIVITÀ DEI SISTEMI AGRICOLI IN UN CONTESTO DI FILIERALe domande di aiuto ammesse a finanziamento entro il 2011 sono 2.344, riguardano 2.275 aziende (40% delvalore obiettivo) e prevedono la realizzazione di un volume totale di investimenti di circa 417 milioni di euro(88% del valore obiettivo) con un investimento medio per beneficiario di 183 mila euro/azienda. Il diversogrado di efficacia raggiunto dai due indicatori evidenzia una spiccata propensione all’investimento rispetto aquanto stimato in ex ante (83.000 euro). Le aziende beneficiarie rappresentano il 3,3% delle imprese attiveregistrate alla sezione A 01 -Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali – della CCIAA nell’anno2011.Oltre il 50% delle aziende beneficiarie fanno parte della filiera cerealicola e della filiera frutticola con buonaincidenza anche delle aziende vitivinicole (12%) e zootecniche (11%). Gli investimenti medi finanziariamentepiù rilevanti riguardano le aziende orticole (421.238 euro/domanda) e florovivaistiche (337.725euro/domanda); gli investimenti più contenuti riguardano le aziende della filiera tabacco (95.349euro/domanda).pag. 42


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFilieraVolume d'investimentoDomandemisura 121n % 000€ %Importo medio peraziendacerealicola 746 32% 95.957.432 23% 128.629florovivaistica 54 2% 18.210.160 4% 337.225foraggera 94 4% 11.479.322 3% 122.120frutticola 462 20% 57.704.666 14% 124.902olivicola 222 9% 25.535.812 6% 115.026orticola 205 9% 86.353.725 21% 421.238vitivinicola 277 12% 49.059.436 12% 177.110zootecnica 257 11% 70.287.617 17% 273.493tabacchicola 27 1% 2.574.429 1% 95.349Totale 2.344 100% 417.162.599 100% 177.970La ripartizione del volume d’investimento per tipologia di intervento evidenzia che le voci di spesa piùrilevanti riguardano l’acquisto di macchine e attrezzature (46,8%) e la costruzione di fabbricati agricoli(37,9%); gli interventidedicati al risparmio idricoraccolgono il 4,6% delvolume d’investimentomentre quelli per ilrisparmio energeticocompresa la realizzazionedi impianti per laproduzione di energia dafonti rinnovabili incidonoper il 4,2%. Scarsal’incidenzadegliinvestimenti dedicati allaproduzione lattierocasearia bovina (0,2%). Idati primari rilevati pressoun campione di aziendebeneficiarie rilevano che il15% ha effettuato altri investimenti oltre quelli finanziati per un importo medio aziendale di 19.500 euro; gliulteriori investimenti realizzati nelle aziende cluster presentano sia un’incidenza degli stessi maggiore (21%)sia importi medi più alti (37.450 euro). Il ricorso al credito bancario per la copertura dei costi di pertinenzadell’imprenditore interessa il 34% delle aziende beneficiarie e non si rilevano particolari problematiche perl’accesso al credito. Poco diffusa appare l’adesione al Piano assicurativo agricolo (D.M. 26078) che riguardasolamente il 7% dei beneficiari. Il 45% dei beneficiari non aderisce perché non lo ritiene necessario o perchéreputa poco frequenti gli eventi avversi, il 35% non conosce la possibilità di aderire e il 20% reputa troppoelevato il costo di adesione.Solamente il 19% dei beneficiari lamenta problemi per l’ottenimento del contributo; le maggioriproblematiche riguardano gli elevati tempi di attesa, e le difficoltà incontrate nel reperimento delle risorsefinanziarie da anticipare per l’ottenimento del contributo. Per quanto riguarda le procedure di accesso allamisura il 92% dei beneficiari ritiene molto o abbastanza utile la redazione del piano di sviluppo per lavalutazione delle problematiche aziendali anche se nel 68% dei casi la valutazione complessiva delleesigenze di sviluppo aziendale è demandata a tecnici esterni (organizzazioni professionali, organizzazioni diproduttori, liberi professionisti).pag. 43


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAGli imprenditori agricoli beneficiari hanno un’età media pari a 40,1 anni 7 grazie alla discreta rilevanza chehanno le domande presentate da giovani insediati ed allo specifico punteggio di priorità che premia gliagricoltori più giovani. Le donne rappresentano il 41% dei beneficiari rispetto ad una media regionale del38% 8 . Discreto appare il livello di qualificazione dei beneficiari con l’11% dei conduttori che possiede undiploma da perito agrario o agrotecnico o un diploma di laurea ad indirizzo agrario rispetto all’1,7% che è lamedia regionale rilevata da ISTAT nel Censimento Agricoltura 2010.Come evidenziato dal grafico, ladistribuzione delle aziende beneficiarieper macroarea PSR confrontata con ladistribuzione regionale delle aziendeagricole (censimento agricoltura 2010)rileva che le aziende beneficiarie siconcentrano maggiormente nellamacroarea D- aree rurali caratterizzateda problemi complessivi di sviluppomentre, rispetto alla distribuzioneregionale, risultano meno incidenti leaziende beneficiarie situate nellamacroarea A - Aree urbanizzate.Il 37% delle domande ammesse a finanziamento ed il 30% del volume complessivo degli investimentivengono attuati all’interno del cluster di misura 112-121.Analizzando le finalità degli interventi riportate sul piano di sviluppo delle aziende oggetto di indagine sirileva che gliinvestimenti sonoindirizzatiprevalentemente almiglioramento dellaproduttività aziendale siaattraverso l’aumentodella capacità produttiva(34%) sia attraverso ilcontenimento dei costi diproduzione (38%).Rilevante appare ancheil miglioramento dellasicurezza sui luoghi dilavoro che interessamaggiormente (29%) gliinterventi realizzatiall’interno del cluster112-121 rispetto agli interventi singoli (15%); la protezione dell’ambiente è la finalità prevalente per l’8%delle aziende campione e non si rilevano particolari differenze tra le due modalità di attivazione.Attualmente non risultano finanziate aziende beneficiarie della Misura 121 all’interno dei PIF. Con DecretoDirigenziale n. 59 del 18 giugno 2012 la Regione Campania ha verificato la “persistenza dei requisiti diammissibilità” e ha dato avvio alle “attività istruttorie delle domande di aiuto prodotte a valere sulle misuredell'asse 1 del PSR Campania 2007/2013”. Complessivamente i 12 PIF, ritenuti ammissibili, prevedonoinvestimenti sulla misura 121 per un contributo pubblico di 22.567.159 euro. Per ulteriori approfondimenti inmerito allo stato di avanzamento dei PIF e agli investimenti previsti si rimanda alla lettura dell’appositoparagrafo.7 Il valore è stato calcolato sul totale delle Persone fisiche, aziende individuali o familiari8 ISTAT – Censimento Generale Agricoltura 2010pag. 44


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAInfine per quanto riguarda le prospettive di sviluppo aziendale, come evidenziato dal grafico, si rileva che ibeneficiari cluster appaionopiù dinamici e attenti alleevoluzioni del mercato. conuna maggior propensioneall’incrementodelledimensione e della produzioneaziendale (29%), alla modificadell’attuale ordinamentoproduttivo e un maggiorinteresse verso le produzionidi qualità.Obiettivi operativo - MIGLIORARE IL RENDIMENTO ECONOMICO DELLE IMPRESE AGRICOLE SOPRATTUTTO ATTRAVERSOL’INTRODUZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE E DI INNOVAZIONI DI PRODOTTO E DI PROCESSO (STRUTTURE QUALI CANTINEAZIENDALI, MULINI, ESSICCATOI AZIENDALI, ECC.)Sono 743 (pari al 31% del totale delle aziende finanziate) le aziende ammesse a finanziamento cheottengono punteggio sul criterio di priorità premiante gli interventi per la realizzazione di nuovi prodotti(anche trasformati) la riconversione varietale ovvero la certificazione di qualità delle produzioni aziendali..L’11% del volume d’investimento (pari a circa 47 milioni di euro) è dedicato all’acquisto di attrezzature edimpianti per la lavorazione delle produzioni aziendali e la loro preparazione per il mercato e alla realizzazionedi locali per la lavorazione e/o confezionamento delle produzioni aziendali.Le risultanze delle indagini dirette evidenziano che l’innovazione di prodotto interessa il 17% dei beneficiariintervistati: nel 13% dei casi si tratta di variazione delle produzioni aziendali attraverso l’introduzione dicolture orticole e/o frutticole o produzioni zootecniche, mentre il restante 4% ha introdotto la trasformazioneaziendale delle produzioni agricole.Obiettivi operativo - FAVORIRE L’INTRODUZIONE DI PROCESSI DI ADEGUAMENTO DELLE PRODUZIONI PER MIGLIORARNE GLISTANDARD QUALITATIVI - FAVORIRE L’INTRODUZIONE DI PROCESSI DI ADEGUAMENTO DELLE PRODUZIONI PER COGLIERE LEOPPORTUNITÀ ECONOMICHE OFFERTE DAL MERCATO PER LE PRODUZIONI TIPICHE A MARCHIOLa partecipazione a sistemi di qualità certificata (DOCG, DOC, DOP, IGP, Biologico) appare piuttosto diffusatra le aziende beneficiarie con il 30% delle aziende che in fase istruttoria riceve punteggio sul criterio relativoalla iscrizione ad albi di produzioni DOCG, DOC, DOP o IGP ovvero iscritta all'ERAB (Elenco Regionale delleAziende Biologiche).Gli effetti degli interventi sulla qualità delle produzioni aziendali sono stati indagati attraverso una specificadomanda contenuta nel questionario sottoposto alle aziende campione; il 17% delle aziende intervistatedichiara che gli investimenti sovvenzionati hanno contribuito al miglioramento della qualità delle produzioniaziendali soprattutto facilitando il rispetto degli standard necessari per l’iscrizione ai diversi sistemi di qualitàcomunitari e aumentando mediamente di 7 punti percentuali l’incidenza della produzione di qualità sul totaledella PLV aziendale che passa, nelle aziende interessate, dal 56% al 63%.Ai beneficiari campione è stato chiesto di esprimere un giudizio, con un voto da 1 a 5, sugli effetti che ilmiglioramento qualitativo ha apportato all’attività aziendale: il giudizio espresso presenta una votazionemedia superiore a 4 rispetto all’aver adeguato la produzione alle richieste del mercato, all’accrescimento delvalore della produzione commercializzata ed alla riduzione dell’impatto ambientale delle coltivazioni e degliallevamenti interessati.pag. 45


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi operativo - FAVORIRE LA DIVERSIFICAZIONE INTRA ED EXTRA-AZIENDALE DELLE ATTIVITÀ, ANCHE ATTRAVERSO LAPROMOZIONE DELLO SVILUPPO DI SETTORI NON ALIMENTARI (COLTURE BIO – ENERGETICHE, SRF, ECC.)L’analisi dei dati forniti dal sistema di monitoraggio ha consentito di verificare che solamente 13 aziendebeneficiarie della misura 121 sono state ammesse al finanziamento degli interventi di diversificazionepromossi dalla misura 311 - Diversificazione in attività non agricole – per un volume d’investimento di quasi3,5 milioni di euro. Inoltre l’analisi dei piani di sviluppo delle aziende campione ha evidenziato che nessunaazienda prevede tra le finalità del piano la diversificazione delle attività aziendali.Obiettivi operativo - FAVORIRE LA RICONVERSIONE PRODUTTIVA NEL SETTORE TABACCHICOLOLe aziende beneficiarie della misura inserite nella filiera tabacchicola sono 27 pari all’1,2% del totale. Gliinterventi promossi prevedono la realizzazione di investimenti per un volume complessivo di circa 2,5 milionidi euro pari allo 0,6% del totale. Ogni azienda prevede interventi per un valore medio di 95.349 euro. Talivalori risultano piuttosto distanti dai valori target definiti che prevedono il 5% dei progetti finanziati dallamisura e 11% del valore degli investimenti dedicati alla ristrutturazione e riconversione delle aziende delsettore tabacchicolo.Gli interventi ammessi a finanziamento riguardano soprattutto l’acquisto di macchine e attrezzature (68%),la costruzione di fabbricati agricoli (12%) e interventi per l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili (7%).Obiettivi operativo - FAVORIRE IL RAGGIUNGIMENTO DI PIÙ ELEVATI STANDARD QUALITATIVI DAL PUNTO DI VISTAAMBIENTALE, DELLA SICUREZZA SUL LAVORO, DELL’IGIENE E IL BENESSERE DEGLI ANIMALE, ANCHE ATTRAVERSO LA RIDUZIONEDELLE EMISSIONI GASSOSE PROVENIENTI DALLE ATTIVITÀ DI ALLEVAMENTO, E DELLA SALUTE DELLE PIANTEL’analisi dei punteggi di priorità assegnati in fase istruttoria alle domande finanziate evidenzia che:• il 19% delle domande finanziate prevede l'implementazione di attività, opere e/o acquisti finalizzati almiglioramento delle condizioni di igiene e/o di benessere degli animali allevati oltre i requisiti minimiprevisti dai Criteri di Gestione Obbligatori;• nel 97% delle domande finanziate il programma d'investimenti prevede l'implementazione di attività,opere e/o acquisti finalizzati al miglioramento dell'organizzazione del lavoro dell'impresa (riduzione dellasottoccupazione aziendale, incremento occupazionale, ecc..), ovvero sulla sicurezza dell'ambiente dilavoro degli operatori agricoli;• nel 20% delle domande finanziate il progetto prevede la realizzazione di impianti tecnologici diproduzione di energia termica e/o elettrica attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili di (solare, eolica,idroelettrica o geotermica..) ovvero di sottoprodotti agricoli;• l’ 81% delle domande finanziate prevede interventi in macchine o attrezzature che consentono diridurre le emissioni in atmosfera ovvero consentono di migliorare la gestione dei rifiuti aziendali;• il 34% delle domande finanziate prevede interventi di carattere agronomico (miglioramenti fondiari) oattrezzature che consentono di contenere o di ridurre i fabbisogni idrici, o aderiscono al Piano Regionaledi Consulenza all'irrigazione o ad altri servizi di consulenza irrigui.Le indagini realizzate su un campione di beneficiari della misura 121 hanno investigato i diversi effetti degliinvestimenti sulle attività aziendali. L’analisi delle risposte fornite verifica che nell’11% delle aziende gliinvestimenti hanno determinato la riduzione dei consumi idrici aziendali mentre la superficie media aziendaleinteressata da interventi di riconversione irrigua è pari a 2,4 ettari. Gli interventi riguardano latrasformazione di sistemi irrigui a bassa efficienza quali quelli ad infiltrazione laterale e ad aspersione versosistemi ad elevata efficienza come la microirrigazione.In linea con quanto emerso dall’analisi dei punteggi di priorità, il 94% delle aziende campione dichiara che aseguito degli investimenti si è avuto un miglioramento delle condizioni di sicurezza del lavoro dovutosoprattutto all’acquisto di nuove macchine ed attrezzature caratterizzate da elevati standard di sicurezza.Altri miglioramenti ambientali dichiarati dai beneficiari intervistati attengono la riduzione delle emissioni digas ad effetto serra dovuta prevalentemente all’acquisto di macchinari a ridotta emissione di CO 2 (83%), allapag. 46


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAriduzione degli impatti negativi delle attività agricole sul suolo (32%), al miglioramento della gestione deirifiuti/scarti della produzione (6%), alla riduzione della produzione di rifiuti aziendali (4%), alla realizzazione,adeguamento e razionalizzazione di strutture ed impianti per lo stoccaggio e il trattamento dei refluiprovenienti dall’attività aziendale (2%).Obiettivi operativo - INCENTIVARE LO SVILUPPO DI FORME DI COMMERCIALIZZAZIONE CHE DETERMINANO IL CANALE CORTOIl 20% delle aziende finanziate realizza interventi tesi a ridurre la lunghezza della filiera produttiva (impiantidi prima lavorazione delle produzioni aziendali, impianti di trasformazione, punti vendita aziendali).L’analisi delle risposte fornite al questionario sottoposto alle aziende oggetto di indagine rileva che per l’11%il programma di interventi attuato ha avuto ricadute positive sulla commercializzazione in azienda delleproduzioni con un incremento del 26% della incidenza della vendita diretta sulla PLV aziendale.Obiettivi operativo - FAVORIRE L’INTRODUZIONE DI TECNOLOGIE E PROCESSI TESI AL RISPARMIO DELLA RISORSA IDRICA EDENERGETICA - MITIGARE GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO - ACCOMPAGNARE LA RISTRUTTURAZIONE DEL SETTORELATTIERO-CASEARIOIn coerenza con quanto previsto dal PSN, la Regione Campania persegue tutte le “nuove sfide” che lariforma della PAC ha posto come prioritarie all’interno delle politiche di sviluppo rurale. Nell’ambito dell’Asse Ivi sono due obiettivi prioritari che possono contribuire a realizzare tutte le nuove sfide in modo rilevante:• l’ammodernamento e l’innovazione nelle imprese e nelle filiere;• il miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti agricoli.Per ciò che riguarda l’ammodernamento e l’innovazione nelle imprese e nelle filiere, viene rafforzato:• l’impegno ad accompagnare i processi di ristrutturazione della filiera lattiero-casearia, attraverso ilsostegno alla valorizzazione del latte fresco di alta qualità e, sopratutto, alla riduzione dei costi diproduzione, prevalentemente attraverso l’introduzione dell’innovazione tecnologica (misure 121 e 123);• il sostegno ad investimenti tesi al risparmio idrico, in relazione alla necessità di garantire una piùefficiente gestione della risorsa idrica (misure 121, 123 e 124);• il sostegno ad investimenti tesi al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di CO2 (misure 121e 123).Gli interventi HC destinati al miglioramento dell’efficienza energetica hanno interessato 8 aziende per unvolume d’investimento di 756.000 euro; rispetto ai valori obiettivo l’efficacia si attesta rispettivamente al20% ed al 22%. Gli interventi finanziati riguardano: investimenti per soluzioni tecnologiche che aumentanol’efficienza energetica attraverso l‘utilizzo di materiali da costruzione che riducono la perdita di calore/freddoe l’introduzione o adeguamento di centrali termiche aziendali (per il riscaldamento delle serre, degli impiantiper l’essiccazione dei prodotti) ad alto rendimento energetico che garantiscono a parità di energia termicaprodotta un minor consumo di combustibile.Gli interventi HC destinati al miglioramento dell'efficienza energetica hanno ampiamente superato i livelliobiettivo previsti per quanto riguarda il numero di imprese beneficiarie (197%) e si attestano al 71% perquanto riguarda il volume d’investimento; la spesa media per intervento infatti è abbastanza contenuta (circa30.000 euro/intervento) come confermato dai risultati delle indagini dirette che rilevano una superficie mediainteressata da interventi di conversione irrigua abbastanza contenuta pari a 2,4 ettari/azienda.Gli interventi HC destinati alla realizzazione di meccanismi di prevenzione contro gli effetti negativi di eventiestremi connessi al clima (reti antigrandine) hanno riguardato 6 aziende, pari al 10% del valore obiettivostimato, per un volume d’investimento di circa 1.5 milioni di euro (37% del valore obiettivo stimato).pag. 47


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa ristrutturazione del settore lattiero-caseario, con esclusivo riferimento al comparto bovino, vieneperseguita principalmente attraverso una maggiore attenzione verso le produzioni di alta qualità ed ilsostegno di investimenti finalizzati alla riduzione dei costi unitari di produzione. Con riferimento al31/12/2011 la iniziative HC destinate alla ristrutturazione del settore lattiero caseario hanno interessato 9aziende (9% del valore obiettivo) per un volume di investimenti 685.000 euro (8% del valore obiettivo).InterventiHealth Check - Miglioramento dell'efficienzaenergeticaHealth Check - Gestione delle risorse idricheHealth Check - Meccanismi di prevenzione contro glieffetti negativi di eventi estremi connessi al clima -Reti AntigrandineHealth Check - Misure di accompagnamento dellaristrutturazione del settore lattiero-casearioVariabiliValorerealizzatoValoreobiettivoEfficacian. domande 8 40 20%volume d'investimento(000 euro)756 3.428 22%n. domande 77 39 197%volume d'investimento(000 euro)2.307 3.265 71%n. domande 6 60 10%volume d'investimento(000 euro)540 1.469 37%n. domande 9 98 9%volume d'investimento(000 euro)685 8.162 8%Obiettivo specifico - MIGLIORARE LA COMPETITIVITÀ DELLE AZIENDE AGRICOLELa definizione del numero di aziende beneficiarie della Misura 121 e del cluster di misure 112-121 cherealizzano investimenti volti all’introduzione di nuovi prodotti e nuove tecniche, è stata realizzata attraversol’informazione, ricavata dal sistema di monitoraggio regionale, relativa all’attribuzione del punteggio dipriorità connesso con l’introduzione di innovazioni. Per il calcolo dell’indicatore sono state considerate leaziende che hanno fatto richiesta di saldo al 31.12.2011 e che in sede di istruttoria hanno ricevuto punteggiorelativamente ai criteri inerenti l’innovazione/diversificazione di prodotto e l’innovazione di processo.Complessivamente le aziende che hanno ricevuto il punteggio sui suddetti criteri sono 1.600 (96% delleaziende complessive) di cui 892 beneficiari della misura 121 e 708 beneficiari del cluster di misure 112-121.Confrontando il valore dell’indicatore con il valore target previsto si rileva un avanzamento pari al 43%.Per la verifica dell’introduzione delle innovazioni attraverso gli interventi finanziati dalla misura è statautilizzata una specifica sezione del questionario sottoposto ad un campione di beneficiari della misura 121 siain modalità singola sia in modalità cluster. Le informazioni rilevate sono relative ad un campione di 53beneficiari, rappresentativi di un universo di 522 beneficiari che hanno presentato domanda di pagamentoentro il 31.12.2010.Misura 121- Introduzione d’innovazioni nelle aziende sovvenzionate %Aziende che hanno introdotto innovazionidi cui:89%Aziende che hanno introdotto nuovi prodottiattraverso:17%- la trasformazione aziendale delle produzioni agricole 4%- la variazione delle colture/allevamenti praticati 13%Aziende che hanno introdotto nuove tecnicheattraverso:72%- la meccanizzazione delle operazioni colturali 58%- altro 13%Dall’indagine risulta che le aziende agricole beneficiarie che a seguito degli investimenti realizzati hannointrodotto nuovi prodotti e/o nuove tecniche sono pari al 89% dell’universo di riferimento, con un incidenzamaggiore per le aziende che realizzano gli interventi in modalità cluster (93% vs 87%) evidenziando lamaggior propensione all’innovazione dimostrata dai giovani agricoltori neo insediati.pag. 48


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAL’introduzione di nuove tecniche ha interessato il 72% delle aziende campione con effetti soprattutto sullameccanizzazione delle operazioni colturali (58%). La realizzazione di nuove produzioni interessa il 17% deibeneficiari intervistati: nel 13% dei casi si tratta di variazione delle produzioni aziendali attraversol’introduzione di coltureorticole e/o frutticole oproduzioni zootecniche,mentre il restante 4% haintrodotto la trasformazioneaziendale delle produzioniagricole.Una specifica domanda delquestionario proposto aibeneficiari ha riguardato glieffetti delle innovazioniintrodotte: ai beneficiari èstato chiesto di valutare,con un voto da 1 a 5, leconseguenzedell’innovazione introdottasu diversi aspettidell’attività aziendale.L’analisi dei dati riportata nel grafico, rileva che, i vantaggi maggiori sono ottenuti rispetto alla riduzione deicosti, alla razionalizzazione dell’uso dei mezzi produttivi, al miglioramento qualitativo delle produzioniaziendali ed all’aumento del valore aggiunto della produzione.L’indicatore di risultato “Aumento del valore aggiunto lordo nelle aziende beneficiarie” è relativo a n. 522aziende agricole e a 36.583.542 euro di investimenti che incidono rispettivamente per il 9% e per l’8% sullerealizzazioni previste. L’universo di riferimento è costituito dalle aziende che hanno concluso gli interventi al31/12/2010; la ricostruzione del conto economico ha come anno di riferimento pre intervento il 2008 e comeanno di riferimento post intervento il 2011. Nelle 522 aziende agricole sono comprese n. 53 aziende agricoleche hanno beneficiato della Misura 121 all’interno del cluster di misure 112-121. Va premesso che si trattadelle aziende che hanno concluso per prime gli interventi e presentano una dimensione finanziariadell’investimento più contenuta rispetto al totale delle aziende finanziate; gli interventi sono prevalentementededicati all’acquisto di macchinari.L’efficienza degli investimenti realizzati con la misura 121 (8,1 euro d’investimento per euro di incremento divalore aggiunto lordo realizzato) è inferiore alle previsioni effettuate in ex ante (6,3 euro d’investimento pereuro di incremento di valore aggiunto lordo). Come evidenziato nella tabella successiva si tratta di aziende diridotte dimensioni fisiche (Superficie Agricola Utilizzata – SAU media 17,6 ettari) ed economiche (ProduzioneLorda Vendibile – PLV media 40.728 euro), ne deriva che in termini relativi l’accrescimento di valore aggiuntoaziendale raggiunge buoni livelli (+27%).Misura 121+ cluster 112-121 Aziende agricole n.(A) Volumed'investimento €(B) AccrescimentoVAL €Valore realizzato36.583.542 4.335.376522Valore medio aziendale 70.083 8.305di cui cluster 112-12110.459.549 1.009.529149medio cluster 70.198 6.775di cui 12126.123.993 3.325.847373medio aziende 121 70.038 8.916Valore target 5.714 473.029.000 74.774.000Efficacia (valore realizzato/ valore target) 9% 8% 6%Efficienza(A)/(B)8,110,47,96,3pag. 49


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAGli investimenti realizzati dalle aziende beneficiarie della Misura 121 all’interno del cluster presentano indicidi efficienza della spesa più contenuti (14,4 euro d’investimento per euro di incremento di valore aggiuntolordo realizzato) anche se gli incrementi percentuali risultano superiori a quelli registrati per le sole aziende121 (29% vs 25%). Tale risultato è presumibilmente attribuibile alle modeste dimensioni fisiche edeconomiche di tali aziende (SAU media 7,8 ha, PLV media 23.087 euro) ed al fatto che è stato rilevato qualeanno contabile post investimento l’anno 2011 cioè nell’anno contabile successivo alla conclusione degliinterventi; trattandosi di nuove aziende queste si trovano probabilmente in una fase di startup e necessitanodi un lasso di tempo superiore per poter manifestare appieno gli effetti degli investimenti realizzati.Misura 121UMTotale(n. 522)di cui aziendecluster(n. 53)di cui aziende121(n.469)SAU media aziendale Ha 14,8 7,8 17,6PLV media aziendale € 35.688 23.087 40.728VAL ante medio aziendale € 21.496 17.897 22.935VAL post medio aziendale € 29.801 24.672 31.852Accrescimento VAL€ 8.305 6.775 8.916% 27% 29% 25%La determinazione degli effetti netti degli interventi (impatti) potrà essere realizzata confrontando i risultatiottenuti dai beneficiari del programma con quelli di non beneficiari (analisi contro fattuale). Le aziende delgruppo di controllo (gruppo controfattuale) saranno individuate tra le aziende rilevate dalla RICA.Attualmente l’ultimo dato reso disponibile dalla rete contabile è riferito al 2010 mentre l’anno di riferimentopost intervento delle aziende campione è il 2011. Non appena disponibile l’anno 2011 sarà possibilerealizzare l’analisi contro fattuale e quantificare l’indicatore di impatto crescita economica. Va comunquerilevato che l’analisi dei dati RICA evidenziano, nel biennio 2008-2010, un decremento del Valore Aggiuntodelle aziende agricole campane del -12%.L’analisi degli effetti della misura sui livelli occupazionali rileva nelle aziende oggetto di indagine unincremento medio pari a 0,15 UL/azienda che complessivamente genera la creazione di 76,1 UL.L’incremento medio aziendale risulta superiore per le aziende cluster (+0,2 UL/azienda). Come riportatonella tabella sottostante l’incremento riguarda per i 2/3 la manodopera familiare.Come per gli impatti sulla crescita economica anche per la quantificazione della crescita netta di posti dilavoro sarà necessario effettuare l’analisi contro fattuale non appena saranno disponibili i dati RICA riferitiall’anno 2011. Si rileva comunque che nel biennio 2008-2010 la rete contabile registra una contrazione delleUL medie aziendali pari a -0,17 UL/azienda, contrazione quasi esclusivamente a carico della manodoperaextrafamiliare.Misura 121 Totale (n. 522)di cui aziendecluster(n. 53)di cui aziende 121(n.469)UL Ante (valore medio aziendale) 1,28 0,89 1,33UL Post (valore medio aziendale) 1,43 1,09 1,47incremento UL (valore medio aziendale) 0,15 0,20 0,14incremento UL 76,1 10,7 65,3ULF ante (valore medio aziendale) 1,07 0,88 1,09ULF post (valore medio aziendale) 1,17 0,88 1,20Incremento ULF (valore medio aziendale) 0,10 0,00 0,11incremento ULF 52,4 0,0 52,4pag. 50


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 122 – Accrescimento del valore economico delle foresteL’attivazione della Misura 122 nasce dal bisogno di migliorare la redditività ed il valore delle foresteattraverso idonei interventi strutturali e infrastrutturali a carattere produttivo in grado di qualificare laproduzione legnosa regionale in un’ottica di gestione ecosostenibile. Le foreste regionali svolgono un ruoloimportante nelle attività economiche delle aree rurali ed è, pertanto, necessario migliorare e accresceresignificativamente il loro valore economico attraverso l’incremento della diversificazione e della riconversioneproduttiva, la stabilizzazione delle economie rurali tradizionali e l’espansione di nuove opportunità di mercatomantenendo, al contempo, la gestione sostenibile e il ruolo multifunzionale delle risorse boschive.La Misura è articolata nelle seguenti tipologie di intervento da realizzarsi all’interno di boschi o foreste diproprietà di privati o loro associazioni, ovvero comuni o loro associazioni attraverso un aiuto che varia dal50% al 60% del costo totale, in relazione all’ubicazione dei boschi e/o foreste. E’ applicata su tutto ilterritorio regionale e, in via prioritaria, nelle macroaree che presentano maggiori superfici forestali eboschive e le aree protette e svantaggiate (aree D1 e D2).Tipologia A Interventi straordinari di riconversione produttive.Sottotipologia A1 Conversione dei boschi cedui in composti o ad alto fusto.Sottotipologia A2 Sostituzione di specie alloctone e/o conifere con latifoglie autoctone.Sottotipologia A3 Miglioramento dell’accessibilità ai complessi boscati.Tipologia B Investimenti materiali mobili: acquisto di nuove macchine e attrezzature, compresi iprogrammi informatici, e di piccoli impianti utili alla gestione sostenibile del bosco e necessarie allosviluppo delle utilizzazioni boschive per il taglio, la raccolta, lo stoccaggio ed il deposito delleproduzioni legnose.Tipologia C Investimenti materiali fissi: costruzione, acquisizione o miglioramento/adeguamento dibeni immobili destinati allo stoccaggio e conservazione delle produzioni legnose, ad esclusione deiterreni.La misura è stata attivata per la prima volta nel 2008 con il DRD n. 32 del 5 agosto, ma con esitidecisamente negativi dovuti essenzialmente alla mancanza di strumenti di gestione da parte dei potenzialibeneficiari (Piani di Assestamento Forestali per i comuni e Piani di gestione per i privati), prerogativeindispensabili per poter accedere ai agli aiuti. Molti, infatti, risultano essere ancora i comuni campani che nonpossiedono un Piano di Assestamento Forestale, così come quasi nessun proprietario privato di superficiforestali è in possesso di un Piano di gestione.Allo scopo di attenuare tali criticità e consentire una maggiore adesione alla misura, i nuovi bandi, aperti nelcorso del 2011 prima con DRD n. 3 del 18 gennaio e più tardi con la DRD 35 del 5 agosto 2011, vengonomodificati. In particolare, con i nuovi strumenti attuativi i richiedenti devono disporre di un piano di gestionedel bosco o della foresta, conforme alla normativa regionale vigente, che però viene cofinanziato dallamisura nell’ ambito delle spese generali. Per i proprietari privati di superfici private, inoltre, i Piani di gestionerisultano necessari solo per proprietà boschive superiori a 50 ettari, mentre per i Comuni la possibilità difinanziare i Piani di Assestamento Forestali è prevista mediante la presentazione di istanze congiunte con laMisura 227 del PSR Campania 2007-2013.A seguito di tali modifiche le performance sono migliorate e nel corso del 2011 vengono presentatecomplessivamente 26 domande di aiuto, con una spesa complessiva prevista pari a 5.642.121 Euro e uncontributo pubblico di poco più di 3 Mln. Pur essendo aumentato il numero delle istanze presentate rispettoal triennio 2007-2010, permangono, tuttavia, talune criticità dovute principalmente alle difficolta finanziarie,sia dei privati che dei comuni, nel reperire i fondi a proprio carico. Per la tipologia b) “investimenti materialimobili”, inoltre, con la quale è possibile l’acquisto di macchine e attrezzature utili al taglio, raccolta,allestimento, stoccaggio del legname e prima lavorazione in foresta, il ridotto numero di domande è dovutoal fatto che le ditte boschive, in genere non risultano proprietarie di superfici boschive e/o forestali, requisitoindispensabile per poter aderire alla Misura 122.Ad oggi le domande finanziate risultano comunque solo 4, di cui una sola saldata entro il 2011. Il volumetotale degli investimenti ammonta a 382.704 Euro per un livello di esecuzione pari al 4% rispetto alladotazione complessiva mentre le tipologie di intervento consistono principalmente nell’acquisto di nuovepag. 51


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAmacchine ed attrezzature per la prima lavorazioni del legname (solo un intervento prevede sia la conversionedei boschi cedui in alto fusto che la sostituzione di specie alloctone con quelle autoctone), ricadono per lopiù nella provincia di Avellino, nelle Macroaree D1 e D2.La misura, quindi, continua a manifestare performance negative a causa di una scarsa adesione da parte deipotenziali soggetti beneficiari, dovuta, oltre che alla presenza assai limitata nel territorio dei Piani di GestioneForestale o di quelli poliennali di taglio, anche ad una debolezza strutturale del settore forestale campano(frazionamento delle proprietà boschive, scarsità di strutture associative). Proprio in virtù di questasituazione si sottolinea lo sforzo di non procedere ad una rimodulazione finanziaria, destinando le risorse adaltre misure con maggiore tiraggio, bensì di tentare di attenuare alcune criticità in modo tale da consentireuna ripresa della misura.Gli interventi contemplati nella misura, infatti, concorrono a dare un impulso vivificatore al settore forestaleregionale. I boschi regionali risultano spesso sottoutilizzati o addirittura abbandonati. Tale condizione èdovuta sicuramente a diversi fattori di natura strutturale, ma anche da un’insufficienza della viabilitàforestale, al ricorso a moduli colturali semplificati, dall’obsolescenza dei mezzi meccanici a disposizione, dauna inefficiente organizzazione del sistema di vendita di lotti boschivi. Una corretta manutenzione delpatrimonio boschivo, invece, accompagnata da razionali sistemi di taglio e di raccolta della legna, rispettosidelle norme di conservazione e manutenzione del patrimonio forestale, permetterebbe significativeopportunità di reddito con effetti positivi su tutta la filiera foresta-legno, oltre a contribuire alla salvaguardiadell’ambiente.Per ciò che concerne la valutazione del contributo degli interventi finanziati al conseguimento degli obiettividichiarati, dato lo stato di avanzamento della misura, non può che essere del tutto parziale. Un giudiziovalutativo più consono a riguardo potrà essere espresso non appena gli interventi finanziati saranno conclusie gli effetti degli stessi manifesti.Le attività di valutazione intraprese in questa fase si sono concentrate sulle 4 istanze finanziate. Come sievince nel quadro logico sottostante, attraverso le informazioni rese disponibili dal sistema di monitoraggio siè tentato di quantificare alcuni degli indicatori predisposti per la valutazione degli obiettivi. Per il calcolodell’indicatore R2 Aumento del valore aggiunto lordo nelle imprese beneficiarie, poiché nessuna delleoperazioni considerate ha concluso l’investimento nel 2010, bisognerà attendere i tempi necessari perché glieffetti degli investimenti possano manifestarsi.Obiettivo generale• Accrescere la competitivitàdel settore agricolo e forestalesostenendo la ristrutturazione,lo sviluppo e l’innovazioneObiettivi prioritario e specificoObiettivo prioritario• Promozionedell’ammodernamento edell’innovazione nelle impresee dell’integrazione delle filiereObiettivo specifico• accrescere il valoreeconomico delle forestemediante la diversificazione edella riconversione produttivae mantenendo, al contempo,la gestione sostenibile e ilruolo multifunzionale dellerisorse boschive• rafforzare il ruolo delleforeste promuovendo lebiomasse legnose come fonteenergetica rinnovabileIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valore aggiuntoin PPSProduttività del lavoro – Variazione del valore aggiuntolordo per equivalente tempo pieno (Euro/ ETP)Posti di lavoro creati anche con effetto di mitigazionedell’esodo dal settore primarioIndicatori di risultatoNumero di aziende che hanno introdotto nuovi prodottie/o nuove tecnicheValore Valore alobiettivo 31.12.20110,42% n.d0,43% n.d0,3% n.dValore Valore alobiettivo 31.12.201126 n.dAumento del valore aggiunto lordo nelle aziende 2.440 n.dbeneficiarie (000Euro)Aumento del valore della materia prima n.d n.dNumero di aziende che hanno introdotto la certificazione n.d 0forestale secondo i sistemi FCS e PEFC.Volume totale d’investimenti per la certificazione n.d 0forestale secondo i sistemi FCS e PEFC.Superfici forestali interessate dalla certificazione n.d 0forestale secondo i sistemi FCS e PEFC.Numero di aziende beneficiarie che producono biomasse n.d 0a scopo energeticoIncremento quantità della produzione forestale utilizzata n.dn.da scopi energeticiValore della produzione forestale a scopi energetici nelle n.dn.daziende beneficiarieEfficaciaEfficaciapag. 52


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi operativi• incrementare le produzionilegnose• rafforzare le filiereproduttive forestali medianteil sostegno alla lavorazione edalla commercializzazione deiprodotti esistenti e lo sviluppodi nuovi prodotti, processi etecnologie• migliorare i complessiboscati esistenti e le forme digoverno anche a favore dellefustaie e dei cedui compostiladdove le condizionipedoclimatiche lo consentono;• migliorare le condizioni diutilizzo e la gestioneeconomica dei boschiIndicatori di prodottoNumero di interventi finalizzati all’aumento dellaproduzione di assortimenti legnosiVolume degli investimenti finalizzati all’aumento dellaproduzione di assortimenti legnosiSuperfici forestali interessate da interventi finalizzatiall’aumento della produzione di assortimenti legnosi econnessiNumero di imprese beneficiarie che partecipano aiprogetti di filieraNumero di aziende beneficiarie che hanno realizzatointerventi relativi a :• conversioni di boschi cedui in quelli composti oin boschi ad alto fusto• sostituzione di specie alloctone e/o coniferecon latifoglie autoctone• realizzazioni e adeguamento della viabilitàforestaleVolume totale degli investimenti per la realizzazione diinvestimenti relativi a• conversioni di boschi cedui in quelli composti oin boschi ad alto fusto• sostituzione di specie alloctone e/o coniferecon latifoglie autoctone• realizzazioni e adeguamento della viabilitàforestaleSuperfici forestali interessate da interventi relativi a:• conversioni di boschi cedui in quelli composti oin boschi ad alto fusto• sostituzione di specie alloctone e/o coniferecon latifoglie autoctone• realizzazioni e adeguamento della viabilitàforestaleNumero di aziende forestali che hanno ricevuto unsostegno agli investimenti relativi ainterventi straordinari di riconversioneproduttivaacquisto di nuove macchine, attrezzaturemiglioramento beni immobili per lo stoccaggioe conservazione delle produzioni legnoseNumero di aziende forestali che hanno ricevuto unsostegno agli investimenti ubicate prevalentemente nelleMacroaree:A1,A2,BA3,CD1,D2Volume totale d’investimenti relativi a:interventi straordinari di riconversioneproduttivaacquisto di nuove macchine, attrezzaturemiglioramento beni immobili per lo stoccaggioe conservazione delle produzioni legnoseVolume totale d’investimenti (000 Euro) nelle Macroaree:A1,A2,BA3,CD1,D2Valore Valore alobiettivo 31.12.2011n.d 4n.d 382.704n.dn.dn.d 0n.dn.dn.d1132.857n.d40 4131n.d 40138.862.869 382.70432.857349.847n.d 382.704032.856349.847n.dEfficaciaSuperficie forestale interessata dagli interventi nelle n.dMacroaree:A1,A2,BA3,CD1,D2Dotazione finanziariaInput finanziariValore Valore al Efficaciaobiettivo 31.12.2011Costo totale (€) 8.861.896 382.704 4%10%4%pag. 53


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 123 – Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestaliLa Misura, articolata in due azioni riguardanti il “settore agroalimentare e florovivaistico” (sottomisura 1) equello “forestale” (sottomisura 2), persegue la finalità di migliorare la competitività delle imprese ditrasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e forestali, con particolare riguardo alle produzionilocali ad elevata tipicità, attraverso l’ammodernamento e l’incremento dell’efficienza delle struttureproduttive, l’introduzione di nuove tecnologie e la creazione di nuovi sbocchi di mercato.Essa promuove il miglioramento dell’efficienza energetica e l’uso di energia da fonti rinnovabili, l’introduzionedi tecniche di produzione a basso consumo d’acqua, la realizzazione di impianti per il trattamento delle acquedi scarico; in risposta alle nuove sfide Health Check, inoltre, sono state introdotte le priorità relativeall’adattamento ai cambiamenti climatici (e alla mitigazione dei effetti relativi), alla gestione delle risorseidriche e alla ristrutturazione del settore lattiero-caseario.Nella tabella seguente si riportano gli obiettivi della Misura, gli indicatori associati e la loro quantificazioneeffettuata sulla base delle informazioni ricavate:a) dai punteggi assegnati in sede di istruttoria ai criteri di selezione dei progetti;b) dai formulari di domanda progettuale.La quantificazione degli indicatori di impatto e di alcuni indicatori di risultato (segnalati con un asterisco nellacolonna “valore realizzato”) presuppone la raccolta di dati quali-quantitativi di natura primaria. L’indaginesarà effettuata il prossimo anno e riguarderà le 9 imprese beneficiarie che al 31 dicembre 2011 hanno fattorichiesta di saldo( 9 ). Esse rappresentano il 29% del totale delle imprese ammesse a finanziamento, a cuicorrisponde il 25% degli investimenti sovvenzionati.Obiettivo generale• Miglioramento della competitivitàdi settori agricolo e forestaleObiettivo prioritario• Promozione dell’ammodernamentoe dell’innovazione nelle impresee dell’integrazione delle filiereObiettivi specifici• Incrementare lo sviluppooccupazionale• Favorire lo sviluppo economicodelle imprese agroalimentari e delleimprese florovivaistiche• Valorizzare le produzioni di qualitàriconosciute ed i prodottidell’agricoltura biologica e integrataIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valoreaggiunto in PPSProduttività del lavoro – Aumento del valoreaggiunto lordo per equivalente tempo pieno (Euro/ETP)Posti di lavoro creati anche con effetto dimitigazione dell’esodo dal settore primarioIndicatore di risultatoNumero di imprese che hanno introdotto nuoviprodotti e/o nuove tecnicheIndicatori di risultatoIncremento o mantenimento dell’occupazione nelleaziende finanziate (ETP)Aumento del valore aggiunto lordo nelle impresebeneficiarie (000 Euro) di cui nei settoriNumero di imprese beneficiarie che trasformano ecommercializzano prodotti agricoli soggetti amarchi/norme di qualitàVolume totale degli investimenti realizzati daimprese che trasformano e commercializzanoprodotti agricoli soggetti a marchi/norme di qualitàIncremento quantità materia prima di qualitàacquistata e lavorata dagli impianti ditrasformazioneIncidenza della materia prima di qualità acquistatae lavorata dagli impianti di trasformazione sultotale (in volume e in valore)Incidenza del fatturato delle imprese beneficiarerelativo alle produzioni di qualità rispetto al totaleValoreObiettivoValorerealizzato7,53% (*)7,46% (*)7,2% (*)ValoreObiettivoValore al31/12/2011EfficaciaEfficacia120 9 7,5%ValoreObiettivoValore al31/12/2011(*)25.394(+16%) (*)1735.433.832(*)(*)(*)Efficacia( 9 ) L’indagine relativa all’unica impresa che ha fatto richiesta di saldo entro il 31/12/2010, verrà effettuata il prossimo anno insieme allealtre otto imprese che hanno chiuso gli investimenti entro il 31/12/2011.pag. 54


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi specifici• Favorire l’ammodernamento, larazionalizzazione ed ilpotenziamento degli impianti diconservazione, lavorazione,trasformazione, valorizzazione ecommercializzazione dei prodottiagricoli• Migliorare la qualità delleproduzioni e promuoverne lastandardizzazione quali-quantitativa• Migliorare la tutela ambientale, lasicurezza alimentare, la sicurezzasul lavoro, l’igiene e il benessereanimale• Creare nuove filiere produttive,con particolare attenzione a quellebioenergeticheOPERAZIONI HEALTH CHECK• Migliorare la gestione delle risorseidriche (HC)• Sostenere gli investimenticonnessi alla produzione lattierocaseariabovina (HC)• Adattamento ai cambiamenticlimatici e alla mitigazione deglieffetti relativi (HC)Indicatori di risultatoNumero di imprese beneficiarie e volume totaledegli investimenti relativi all’ammodernamento, ilpotenziamento e alla razionalizzazione degliimpianti di trasformazioneNumero di imprese beneficiarie che effettuanoinvestimenti per il miglioramento della qualità delleproduzioniNumero di imprese beneficiarie per interventirelativi a:miglioramento della tutela ambientale;sicurezza sul lavoro;sicurezza alimentare;igiene e benessere animaleNumero di imprese beneficiarie e volume totaledegli investimenti relativi a recupero di energia dafonti energetiche rinnovabili (solare, eolica,geotermica, idraulica, biomasse)Numero di imprese beneficiarie e volume diinvestimenti per l’acquisto ed installazione digeneratori termici, alimentati da biomasse diorigine vegetaleValoreObiettivoN. 133160.644.000EURValore al31/12/2011N. 3168.132.737EUR13776 ( 10 )0N. 162.967.507EURN. 1200.000EUREfficacia23,3%41,4%Numero di imprese beneficiarie che realizzanoimpianti per minor consumo d’acqua, il riciclo 6 1 16,6%dell’acqua, l’utilizzo delle acque meteoricheVolume totale degli investimenti (EUR) relativi allarealizzazione di impianti per minor consumod’acqua, il riciclo dell’acqua, l’utilizzo delle acquemeteoriche4.897.000 392.300 8%Numero di imprese beneficiarie 10 2 20%Volume totale degli investimenti (EUR) 10.883.000 3.032.661 27,8%Numero di imprese beneficiarie che realizzanointerventi volti al miglioramento delle efficienzeenergeticheVolume totale degli investimenti realizzati volti almiglioramento delle efficienze energetiche (EUR)7 3 42,8%5.986.000 453.944 7,5%(*) L’indicatore sarà quantificato sulla base delle informazioni reperite a seguito dell’indagine diretta condotta presso i beneficiariObiettivo specifico – FAVORIRE L’AMMODERNAMENTO, LA RAZIONALIZZAZIONE ED IL POTENZIAMENTO DEGLI IMPIANTI DICONSERVAZIONE, LAVORAZIONE, TRASFORMAZIONE, VALORIZZAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGRICOLIAl 31 dicembre 2011 risultano ammesse a finanziamento 31 domande di aiuto (23,3% del valore obiettivo),per un volume di investimenti di 68,132 milioni di euro (41,4% del valore obiettivo). L’investimento medio èstato di 2,197 milioni, con i valori più consistenti fatti registrare dalle imprese del comparto ortofrutticolo(2,7 milioni di euro a cui fa riferimento il 64% del totale dei contributi concessi).In relazione ai valori obiettivo, l’avanzamento della misura evidenzia una maggiore propensioneall’investimento delle imprese beneficiarie rispetto a quanto stimato nella valutazione ex ante sulla base delleinformazioni della precedente programmazione. Se negli anni successivi i valori medi riportati dovesseroesser confermati, il target di investimento (160 milioni di euro) sarà raggiunto sovvenzionando circa 75imprese (55-60% del valore obiettivo).( 10 ) Interventi a cui, in sede di istruttoria, e’ stato attribuito il punteggio relativo alla classificazione “alta rilevanza”.pag. 55


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASettoriDomandeInvestimentoContributo(N.)Euro Media (Euro) Euro %Lattiero – Caseario 8 13.884.413 1.735.552 7.267.673 21%Olivicolo 2 4.163.706 2.081.853 2.081.853 6%Ortofrutta 16 44.028.764 2.751.798 21.929.606 64%Vino 5 6.055.854 1.211.171 3.027.927 9%Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggioNelle aree D1 (Aree a forte valenza paesaggistico naturalistica, con potenzialità di sviluppo integrato) e D2(Aree caratterizzate da forte ritardo di sviluppo) sono state finanziate 5 iniziative progettuali (16% del totale)per un investimento complessivo pari al 12% del totale degli investimenti sovvenzionati. Il dato di incidenzarisulta essere in linea con quello relativo alla presenza nelle suddette aree delle Unità Locali del compartoagroalimentare regionale (15,3%). I settori interessati sono due: il lattiero caseario (3 imprese) el’ortofrutticolo (2 imprese). L’investimento medio (1,681 meuro) è più contenuto rispetto a quello fattoregistrare dalle imprese localizzate nelle altre zone (2,297 meuro). La discrepanza è attribuibile alla ridottadimensione economica degli interventi del comparto lattiero-caseario (investimento medio pari a 1,2 milionidi euro contro 2,017 nelle altre zone).SettoriNumero Imprese Investimento (000 euro) Investimento medio (000 euro)D1+D2 (a) Totale (b) (a)/(b) D1+D2 (a) Totale (b) (a)/(b) D1+D2 Altre zone TotaleLattiero Caseario 3 8 37,5% 3.798,17 13.884,41 27,4% 1.266,06 2.017,25 1.735,55Olio 2 0,0% - 4.163,71 0,0% - 2.081,85 2.081,85Ortofrutta 2 16 12,5% 4.609,29 44.028,76 10,5% 2.304,65 2.815,68 2.751,80Vino 5 0,0% - 6.055,85 0,0% - 1.211,17 1.211,17Totale 5 31 16,1% 8.407,46 68.132,74 12,3% 1.681,49 2.297,13 2.197,83Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggioObiettivo specifico - MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLE PRODUZIONI E PROMUOVERNE LA STANDARDIZZAZIONE QUALI-QUANTITATIVASulla base delle informazioni reperite dai formulari di domanda progettuale, sono 13 (due in area D) leimprese beneficiarie con investimenti finalizzati, in via diretta o indiretta, al miglioramento o allastandardizzazione qualitativa delle produzioni. Al raggiungimento dell’obiettivo i beneficiari hanno destinatocirca la metà delle risorse finanziarie per gli investimenti (46,8% del totale).Obiettivo specifico - CREARE NUOVE FILIERE PRODUTTIVE, CON PARTICOLARE ATTENZIONE A QUELLE BIOENERGETICHEL’obiettivo specifico è riferito principalmente alla sottomisura 2, che riguarda gli interventi nel settoreforestale. Il contributo degli investimenti della sottomisura 1 (agroalimentare) alla creazione e allo sviluppodelle filiere bioenergetiche è relativo a un intervento connesso all’utilizzo delle biomasse di origine vegetaleper la produzione di energia da fonti rinnovabili (installazione di una caldaia a biomasse).Obiettivo specifico - MIGLIORARE LA TUTELA AMBIENTALE, LA SICUREZZA ALIMENTARE, LA SICUREZZA SUL LAVORO, L’IGIENEE IL BENESSERE ANIMALEAll’obiettivo specifico sono stati associati due indicatori: il primo si occupa degli aspetti della sicurezzaalimentare, della sicurezza sul lavoro, dell’igiene e benessere degli animali e della tutela ambientale,quest’ultima dal punto di vista dell’adozione dei sistemi di certificazione ambientale del processo produttivo(ISO 14000, Emas, ecc.) e del miglioramento dell’utilizzo delle risorse energetiche; il secondo indicatore fariferimento alla tutela dell’ambiente sotto l’aspetto della produzione e dell’utilizzo di energia da fontirinnovabili.pag. 56


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATipologia di interventoNumero impreseAdozione certificazione ISO 14000 (*) 4Interventi finalizzati a migliorare l’utilizzo delle risorse energetiche (*) 3Interventi sulla sicurezza alimentare (**)(di cui classificati ad “alta rilevanza”)Interventi sulla sicurezza del lavoro (*) 7Interventi in materia di igiene e benessere degli animali (*) 0Fonte: elaborazioni sulla base delle tipologie di spesa dei progetti, contenute nei formulari di domanda (*) e sull’articolazione deipunteggi assegnati ai diversi criteri di priorità (**)29(6)Sono 4 le imprese che hanno adottato un sistema di gestione ambientale ISO14000. I comparti interessatisono il lattiero-caseario (2), il vitivinicolo (1) e quello ortofrutticolo (1). Gli interventi di miglioramentodell’utilizzo delle risorse energetiche hanno interessato 3 imprese: si tratta di acquisti di carrelli elettrici o diopere edili finalizzate al risparmio dell’energia termica.Le imprese che effettuano investimenti con una rilevanza diretta o indiretta sulla sicurezza del lavoro sono 7,il 42% del settore lattiero-caseario.Maggiormente diffusi sono stati gli interventi in materia di sicurezza alimentare che hanno riguardato il 93%delle imprese beneficiarie, il 20% di questi classificati in sede di istruttoria ad “alta rilevanza”.Gli investimenti inerenti le fonti di energia rinnovabile, in particolar modo il fotovoltaico (15), sono statiimportanti per le imprese beneficiarie per le finalità connesse al conseguimento di efficienze di costo e, nelcontempo, all’incremento della redditività di impresa. Essi hanno riguardato poco più del 48% del totale delleimprese; 3 di questi interventi sono relativi ad operazioni Health Check. L’investimento complessivo è stato di2,767 milioni di euro (4% del totale).Se si tiene conto anche dell’intervento relativo all’utilizzo di biomasse (descritto nell’obiettivo precedente), leimprese che hanno effettuato investimenti connessi all’energia e all’ambiente sono 16, per un ammontare dispesa complessivo di 2,967 milioni di euro.Tipologia di interventoNumeroimpreseVolumeinvestimenti(euro)Imprese con investimenti relativi a fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico) 12 2.313.553Imprese con investimenti Health Check relativi al miglioramento delle efficienze energetiche(100% fotovoltaico)3 453.944Imprese con investimenti connessi all’utilizzo di biomasse di origine vegetale 1 200.000Totale 16 2.967.507Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggioObiettivi specifici CONNESSI ALLE OPERAZIONI HEALTH CHECKGli investimenti che perseguono gli obiettivi Health Check sono complessivamente 6, fanno riferimento a 3imprese (9,7% del totale) e ammontano a 3,878 milioni di euro (5,7% del totale). In dettaglio:a) gli interventi connessi all’obiettivo HC per la ristrutturazione del comparto lattiero-caseario sono 2(25% del totale delle imprese beneficiarie del comparto), per un investimento medio di circa 1,5milioni di euro, leggermente inferiore a quello fatto registrare dalle altre imprese del comparto (1,8meuro). Uno dei due interventi è localizzato in area D2 (Aree caratterizzate da forte ritardo disviluppo). Dai primi dati di avanzamento della Misura emerge un buon livello di efficacia rispetto aivalori obiettivo, in particolar modo per l’ammontare degli investimenti, anche se si rileva una marcataconcentrazione delle risorse finanziarie (il 76% del totale degli investimenti riguarda un’unica iniziativaprogettuale);pag. 57


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAb) sono 3 le imprese beneficiarie che realizzano interventi volti al miglioramento delle efficienzeenergetiche nel contesto degli obiettivi HC, per un volume di investimenti pari a 454 mila euro. Gliinvestimenti sono stati indirizzati alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Ad un consistente grado diefficacia (+42,8%) relativo al valori obiettivo associato al numero di imprese sovvenzionate, noncorrisponde un adeguato livello di efficacia del volume di investimenti (7,5%) che, allo stato attuale,evidenzia un valore obiettivo sovradimensionato;c) il miglioramento della gestione delle risorse idriche ha interessato 1 impresa che ha effettuato degliinvestimenti connessi all’impianto di depurazione. Anche in questo caso il livello di avanzamento dellamisura evidenzia dei valori obiettivo sovradimensionati rispetto a quanto realizzato fino al 2011.Obiettivi Health CheckMigliorare la gestione dellerisorse idriche (HC)IndicatoriImprese che realizzanointerventi per minorconsumo d’acqua, il riciclo,utilizzo acque meteoricheImprese che realizzanoinvestimenti per laristrutturazione delcomparto lattiero-casearioNumero di imprese cherealizzano interventi per ilmiglioramento delleefficienze energeticheNumero impreseValoreNumeroEfficaciaobiettivoVolume investimenti‘000 ValoreEfficaciaeuro obiettivo1 6 16,6% 392,3 4.897 8%Sostenere gli investimenticonnessi alla produzionelattiero-casearia bovina(HC)2 10 20% 3,032,6 10.883 27,8%Adattamento aicambiamenti climatici e allamitigazione degli effetti3 7 42,8% 453,9 5.986 7,5%relativi (HC)Totale imprese con interventi Health Check 3 9,7% (% sul totale) 3.878,8 5,7% (% sul totale)Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggioObiettivo specifico - VALORIZZARE LE PRODUZIONI DI QUALITÀ RICONOSCIUTE ED I PRODOTTI DELL’AGRICOLTURABIOLOGICA E INTEGRATALe imprese beneficiarie che trasformano e commercializzano prodotti agricoli soggetti a marchi/norme diqualità sono 17, il 55% del totale delle imprese finanziate entro il 2011. Gli investimenti ammontano a35,434 milioni di euro, pari al 52% del totale.Imprese con produzioni certificateNumero impreseVolume investimenti(euro)Produzione certificata/totale 50% 10 16.714.526Totale imprese con produzione certificata 17 35.433.832Incidenza sul totale 55% 52%Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggioObiettivo prioritario – PROMOZIONE DELL’AMMODERNAMENTO E DELL’INNOVAZIONE NELLE IMPRESE E DELL’INTEGRAZIONEDELLE FILIERELe imprese beneficiarie finanziate dal PSR che hanno introdotto innovazioni( 11 ) sono 30 (97% del totale), dicui 13 (42% del totale) di tipologia mista (di prodotto e di processo).La popolazione di riferimento per il calcolo dell’indicatore di risultato è un sottoinsieme del totale delleimprese finanziarie, in particolare quelle che hanno concluso gli investimenti entro il 31.12.2011. Tutte leimprese (n. 9) hanno introdotto innovazioni di processo; 3 di queste (33%) hanno effettuato anche delleinnovazioni di prodotto.( 11 ) Il dato è stato rilevato sulla base dei punteggi assegnati in sede istruttoria al criterio di selezione “grado di innovazione per soluzionitecnico-organizzative” (con rilevanza medio-alta) e dalle informazioni reperite nei formulari di domanda progettualepag. 58


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAL’indice di efficacia della Misura è pari al 7,5% del valore obiettivo (120) e risulta essere in linea alle stimedella valutazione ex ante, basate sui risultati della precedente programmazione.Tipologia di innovazioneNumero impreseInvestimenti in innovazioni% sul totaleInnovazioni di prodotto(*) 3 33%Innovazioni di processo(di cui classificate con “rilevanza alta”)9(2)100%(22%)Totale imprese che introducono innovazioni 9 100%Fonte: elaborazione su dati del sistema di monitoraggio(*)Le innovazioni di prodotto risultano associate a quelle di processoMisura 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settoriagricolo, alimentare e forestaleLa misura 124 è stata attivata per promuovere la cooperazione tra imprenditori agricoli e forestali, l’industriadi trasformazione, gli enti di ricerca ed altri operatori economici, in associazione tra di loro. Tali interventisono finalizzati a sostenere l’attività di ricerca pre-competitiva, di introduzione di innovazione, di sviluppo dinuovi prodotti e di presenza su nuovi mercati, soprattutto per i prodotti legnosi e le produzioni tipicheterritoriali, per orientare la riconversione delle aree tabacchicole e promuovere l’efficienza e la competitivitàdi filiere alternative a quella del tabacco.Obiettivo generale Indicatori d’impatto ValoreobiettivoValore realizzato• Miglioramento della competitività dei Crescita economica – Crescita netta 0.92% n.dsettori agricolo e forestaledel valore aggiunto in PPSProduttività del lavoro – Aumento 1,13% n.ddel valore aggiunto lordo perequivalente tempo pieno (Euro/ETP)Posti di lavoro creati anche con 1,1% n.deffetto dimitigazione dell’esodo dal settoreprimarioObiettivi prioritario e specifico Indicatori di risultato ValoreobiettivoValore realizzatoObiettivo prioritario• Promozione dell’ammodernamento edell’innovazione nelle imprese edell’integrazione delle filiereObiettivo specifico• aumentare la competitività attraversol’introduzione di nuove tecnologie edinnovazioni di prodotto e di processoNumero di imprese che hannointrodotto nuovi prodotti e nuovetecniche.Aumento del valore aggiunto lordonelle aziende beneficiarie (000Euro)EfficaciaEfficacia1.200 82 7%9.026 n.dObiettivi operativi Indicatori di prodotto ValoreobiettivoValore realizzato• promuovere l’internazionalizzazione Numero di iniziative sovvenzionate n.dn.ddelle imprese e delle produzioni finalizzate all’esportazioneVolume totale degli investimenti n.dn.dfinalizzati all’esportazione• migliorare le performance ambientali, Numero di iniziative sovvenzionate n.d 3di sicurezza sul lavoro, igiene e tese a favorire l’introduzione dibenessere animale nelle micro, piccole innovazioni per il miglioramentoe medie imprese;delleperformance ambientalisicurezza sul lavoroigiene e benessereanimaleEfficaciapag. 59


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA• aumentare la dinamicità delle filierecaratterizzate da una bassainnovazioneVolume totale degli investimentiper favorire l’introduzione diinnovazioni per il miglioramentonelle micro, piccole e medieimprese delleperformance ambientalisicurezza sul lavoroigiene e benessereanimaleNumero di iniziative dicooperazione sostenute, di cui:prodotti legnosiproduzioni tipichecerealileguminoseVolume totale degli investimenti, dicui per:prodotti legnosiproduzioni tipichecerealileguminosen.dInvestimenti complessivi per877.884,00 euro, di cui:- performanceambientali694.955,50 euro- sicurezza sul lavoro182.929,00 euro120 12di cui :1 prodotti legnosi8 produzioni tipiche2 cereali1 leguminosen.d 3.989.931,50 eurodi cui:cereali 510.082,00leguminose 371.769,00prodotti legnosi 345.097,00prod. tipiche 2.762.983,510%• realizzare in modo diffuso iniziativepilota/collaudo relative all’introduzionedi alternative produttive al tabacco• favorire l’applicazione di tecnologieche utilizzano prodotti agricoli e residuidelle produzioni agroindustriali per laproduzione di bioplastiche edimballaggi, ed in generale quelleinnovazioni di processo e di prodottoche possano arrecare benefici ancheall’ambiente• sperimentare nuovi prodotti, processie tecnologie finalizzate al risparmioidrico (HC)• valorizzare le produzioni lattiero–casearie bovine (HC)Numero di soggetti coinvolti nelleiniziative di cooperazionesovvenzionate, di cui:- imprese agricole- imprese di trasformazione ecommercializzazione- enti di ricercaNumero di iniziative sovvenzionatefinalizzate all’innovazione nellemodalità di commercializzazione,anche attraverso la creazione di retio circuiti breviVolume totale degli investimentifinalizzati all’innovazione nellemodalità di commercializzazione,anche attraverso la creazione di retio circuiti breviNumero di iniziative sostenute perfavorire la riconversione delleaziende tabacchicoleVolume totale degli investimentiper favorire la riconversione delleaziende tabacchicoleNumero di iniziative sovvenzionatevolte e a favorire :l’utilizzo di fontienergetiche rinnovabiliil riutilizzo di scarti delleproduzioni agroindustrialiVolume totale degli investimentivolti a favorire :l’utilizzo di fontienergetiche rinnovabiliil riutilizzo di scarti delleproduzioni agroindustrialiNumero di iniziative dicooperazione sostenute permigliorare la gestione delle risorseidriche (HC)Volume totale degli investimentiper migliorare la gestione dellerisorse idriche (HC)Numero di iniziative dicooperazione sostenute connessaal settore lattiero-casearioVolume totale degli investimenticonnessi al settore lattiero-casearion.d. 38 di cui :18 imprese di produzioneprimaria;8 imprese di trasformazione;12 enti di ricerca..n.d.n.d.n.dn.d5% 2n.d. 750.000,00n.d. 4 n.dn.d. 1.475.689,30 n.d6 2 33%n.d. 2.076.529,00 n.d.10 5 50%n.d. 4.032.802,94 n.d.pag. 60


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo - VALORIZZARE LE PRODUZIONI LATTIERO–CASEARIE BOVINE (HC)In seguito alla pubblicazione del Bando relativo all’Ambito Operativo 3.2.2. "Innovazioni connesse almiglioramento della competitività del settore lattiero-caseario bovino" del 14 giugno 2010, sono stateammesse a finanziamento 5 iniziative (solo il 50% rispetto al valore target) che riguardano nello specifico 3attività di sperimentazione per l’innovazione di prodotto, e 2 attività relative all’innovazione sia di processoche di prodotto.Complessivamente sono coinvolti nella sperimentazione, secondo quanto rilevato dal SIAN e da fontisecondarie, 41 soggetti appartenenti ai diversi segmenti della filiera. Le iniziative, sulla base delle proceduredi accesso, devono comprendere le imprese primarie (in questo caso il 54% dei soggetti presenti all’internodei progetti), le imprese di trasformazione (il 22%) e i Centri di ricerca (nel 24% dei casi).Complessivamente sono stati attivati, in questo settore, investimenti pubblici con risorse FEASR pari a4.032.802,94 Euro a fronte di 4.999.146,75 Euro di investimento immateriale complessivo.Obiettivo operativo - SPERIMENTARE NUOVI PRODOTTI, PROCESSI E TECNOLOGIE FINALIZZATE AL RISPARMIO IDRICOPer quanto riguarda il risparmio idrico al 31 dicembre 2011 risultano ammesse a finanziamento e sono infase di realizzazione 2 iniziative progettuali relative al Bando Health check (il 33% rispetto all’indicatoretarget di fine periodo). Un primo progetto è finalizzato alla determinazione razionale ed elettronica delfabbisogno di risorse idriche (e rappresenta, quindi, un’innovazione di processo), concepita come un servizioalle imprese e ai gestori delle risorse. Nel progetto sono coinvolti 1 organismo di ricerca, 3 imprese spin offdell’Università produttori di tecnologia, 1 Associazione di Categoria, 2 Aziende agricole e 3 Consorzi diBonifica.Il secondo progetto ammesso in graduatoria e in fase di realizzazione riguarda l’utilizzo dei reflui zootecnici.Al progetto partecipa un centro di ricerca. Non è stato possibile rilevare, attualmente il numero di aziendeagricole partecipanti. In ogni caso sono previsti degli approfondimenti sui progetti relativi alla Misura, darealizzare all’inizio del 2013. Complessivamente nell’ambito della sperimentazione di nuovi prodotti, processie tecnologie finalizzate al risparmio idrico sono stati ammessi a finanziamento 1.702.144,65 di Euro di risorsepubbliche su investimenti complessivi per 2.076.529,00 Euro.pag. 61


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo - FAVORIRE L’APPLICAZIONE DI TECNOLOGIE CHE UTILIZZANO PRODOTTI AGRICOLI E RESIDUI DELLEPRODUZIONI AGROINDUSTRIALI PER LA PRODUZIONE DI BIOPLASTICHE ED IMBALLAGGI, ED IN GENERALE QUELLE INNOVAZIONIDI PROCESSO E DI PRODOTTO CHE POSSANO ARRECARE BENEFICI ANCHE ALL’AMBIENTEComplessivamente, nell’ambito dell’obiettivo sono stati attivate 4 iniziative di sperimentazione, con uninvestimento pubblico complessivo pari a 1.475.689,30 euro. Un progetto riguarda nello specifico lebioplastiche e gli altri l’utilizzo di residui e scarti produttivi. Le operazioni finanziate riguardano il BandoOrdinario “B” del 14 giugno 2010.Il primo progetto afferisce alle Bioplastiche da residui per la produzione di biofilm per la pacciamatura,attraverso il recupero di residui della vinificazione. Per il momento l’operazione è in corso, in una fasesuccessiva alla conclusione delle attività potrebbero essere condotte delle rilevazioni per analizzare indettaglio i risultati, rispetto all’esigenza di valutare quanto l’attuazione della stessa abbia inciso sulraggiungimento dell’obiettivo. Il progetto prevede una quota pubblica di sostegno pari a 351.969,55 euro.Dei tre ulteriori progetti approvati e relativi agli indicatori “utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e alriutilizzo di scarti delle produzioni agroindustriali”, il primo riguarda la progettazione e realizzazione di uninnovativo prototipo cogeneratore di energia elettrica e termica a biomassa, con un investimento pubblico di374.250,00 euro. Il secondo riguarda Valorizzazione di reflui oleari per la per la produzione di bioenergia,con un investimento pubblico di 375.000,00 euro. Il terzo attiene Gestione innovativa degli scarti dicoltivazione e lavorazione nella filiera delle erbe aromatiche, con una dotazione di risorse FEASR pari a374.469,75 euro.Obiettivo operativo - REALIZZARE IN MODO DIFFUSO INIZIATIVE PILOTA/COLLAUDO RELATIVE ALL’INTRODUZIONE DIALTERNATIVE PRODUTTIVE AL TABACCOE’ presente un progetto relativo all’innovazione di processo e di prodotto nella filiera del tabacco, approvatonell’ambito del primo bando ordinario “A” del giugno 2009. All’iniziativa partecipano 3 centri di ricerca, 2imprese agricole e 1 azienda di trasformazione. L’importo della quota pubblica investita è pari a 375.000Euro con un ammontare di investimento complessivo pari a 500.000 Euro. Il progetto è in corso direalizzazione. Si tratta di un’iniziativa volta a introdurre meccanizzazioni nel processo di raccolta einnovazione delle tecniche colturali e quindi impatta solo in parte sull’obiettivo operativo che si riferisce allaconversione del settore.Un secondo progetto, invece, è strettamente connesso alle attività di riconversione, destinando l’attività diproduzione tabacchicola alla coltivazione di piante officinali. L’intervento fa riferimento ad una dotazione dirisorse pari a 375.000,00 euro di quota pubblica. Anche in questo caso l’iniziativa è in corso e occorreràattendere la conclusione delle attività per valutarne gli effetti e i risultati.Obiettivo operativo - AUMENTARE LA DINAMICITÀ DELLE FILIERE CARATTERIZZATE DA UNA BASSA INNOVAZIONECon i due Bandi ordinari avalere sulla Misura 124 sonostati ammessi a finanziamento12 progetti finalizzatiall’aumento della dinamicitàdelle filiere caratterizzate dauna bassa innovazione.L’efficacia complessiva èancora molto bassa erappresenta solo il 10% deltarget di riferimento.pag. 62


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAI progetti riguardano, come indicato nella figura, 8 iniziative relative alle produzioni tipiche (il 64% deltotale). Si tratta, in prevalenza, di produzioni ortofrutticole.Due operazioni riguardano la produzione di cereali e due, rispettivamente, la produzione di leguminose e diprodotti legnosi. Si tratta, sostanzialmente di innovazioni nei processi produttivi (nell’80% dei casi).Rispetto all’esigenza di quantificare l’indicatore relativo al “numero di soggetti coinvolti nelle iniziative dicooperazione sovvenzionate” è sta formulata una stima sui progetti approvati, sulla base dei dati rilevati dafonti secondarie. Complessivamente i progetti relativi alle filiere caratterizzate da bassa innovazioneriguardano almeno 38 operatori. Di questi almeno 18 sono imprese di produzione primaria, 12 centri diricerca e 8 imprese di trasformazione.In termini di investimenti nell’ambito delle filiere caratterizzate da una bassa innovazioni sono in corso direalizzazione interventi per un valore complessivo di 3.989.931,50 euro di risorse pubbliche la cui quotaconsistente riguarda, in proporzione al numero delle domande, le produzioni tipiche.Filiere bassa innovazione Spesa Pubblica %cereali 510.082,00 13%leguminose 371.769,00 9%prodotti legnosi 345.097,00 9%produzioni tipiche 2.762.983,5 69%Importo totale 3.989.931,5Tali dati, oltre alle indicazioni di dettaglio per valorizzare l’indicatore, saranno verificati nel corso di una seriedi incontri con i soggetti capofila.Obiettivo operativo - MIGLIORARE LE PERFORMANCE AMBIENTALI, DI SICUREZZA SUL LAVORO, IGIENE E BENESSERE ANIMALENELLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESECon il bando del 2009 è stato ammesso a finanziamento un progetto relativo all’implementazione di unacentralina di avviso rapido di avvenuto incidente attraverso il GPS, all’interno dei trattori. Si tratta di unsistema per individuare ribaltamenti e collisioni in tempo reale e contribuisce a raggiungere l’obiettivo dato.Il progetto prevede un sostegno pubblico pari a 182.929,00 euro. Nell’ambito specifico sono presenti altri 2progetti relativi alla riduzione di C02 nell’ortofrutta (con un investimento di 319.974,50 euro), alcompostaggio nell’ambito delle produzioni biologiche (con un investimento di 374.981,00 euro).Complessivamente l’indicatore relativo al volume totale degli investimenti per favorire l’introduzione diinnovazioni per il miglioramento nelle micro, piccole e medie imprese è pari a 877.884,50 euro, di cui (il 79%per interventi sulle performance ambientali (694.955,50 euro) e il 21% per il progetto relativo alla sicurezzasul lavoro (182.929,00 euro).Sulla base delle informazioni disponibili non si hanno elementi per analizzare quanto dei progetti relativi alsettore Lattiero Caseario rientranti nel bando HC siano relativi ad iniziative impattanti sull’igiene e benessereanimale. Nel corso della prima metà del 2013 saranno condotti degli approfondimenti in merito, con analisidocumentali sui fascicoli di progetto e interviste presso i capofila.Obiettivo operativo - PROMUOVERE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE E DAd oggi i progetti sono in fase di realizzazione, per tale motivo non ci sono gli elementi per poter verificareeventuali impatti sulle performance relative all’internazionalizzazione delle imprese coinvolte. Si rinvia taleapprofondimento in una fase di valutazione successiva alla conclusione delle iniziative, volta a verificare irisultati e gli impatti.pag. 63


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo specifico- AUMENTARE LA COMPETITIVITÀ ATTRAVERSO L’INTRODUZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE ED INNOVAZIONIDI PRODOTTO E DI PROCESSOLa misura 124 è stata attivata per promuovere la cooperazione tra imprenditori agricoli e forestali, l’industriadi trasformazione, gli enti di ricerca ed altri operatori economici, in associazione tra di loro. Tali interventisono finalizzati a sostenere l’attività di ricerca pre-competitiva, di introduzione di innovazione, di sviluppo dinuovi prodotti e di presenza su nuovi mercati, soprattutto per i prodotti legnosi e le produzioni tipicheterritoriali, per orientare la riconversione delle aree tabacchicole e promuovere l’efficienza e la competitivitàdi filiere alternative a quella del tabacco.Complessivamente, in seguito alla pubblicazione di 2 bandi ordinari (2009 e 2010) e del bando Health Checkdel 2010 (Nel 2011 è stato pubblicato un ulteriore Bando Health Check ma, in seguito all’approvazione dellegraduatorie provvisorie non è stata ad oggi decretata l’ammissibilità) attualmente risultano ammesse afinanziamento 31 iniziative progettuali.Prevale il settore Lattiero Caseario (17% delle iniziativa) anche in virtù della destinazione di riservespecifiche nell’ambito del bando Health Check dedicato alla filiera. Seguono il vitivinicolo (10%), l’energeticobiomasse(10%) e poi gli interventi relativi all’ortofrutta (7%) e al risparmio idrico (7%).Rispetto al quadro delineato e a quanto indicato per gli obiettivi operativi in cui sono state illustrate lemodalità di intervento dei progetti non è possibile, ad oggi, quantificare eventuali incrementi del valoreaggiunto aziendale.Trattandosi di progetti di natura pre-competitiva, tali impatti sul valore aggiunto potrebbero essere anchenulli. La sperimentazione oggetto della misura, in effetti, saggia esclusivamente le opportunità di sviluppoproduttivo o di processo, arrivando alla sperimentazione e alla fattibilità. Tale fattibilità può esserecompromessa da valutazioni di mancata opportunità economica nella realizzazione su larga scala dei prodottirealizzati o dei processi sperimentati. Per questo si rimanda tale valutazione ad una fase successiva, inseguito alla chiusura dei progetti.Le iniziative ammesse sono orientate all’innovazione tecnologica, come indicato nelle procedure di selezionepreviste per la misura.pag. 64


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAGli interventi riguardano, prevalentemente, le innovazioni di processo (53%). Nel 37% dei casi le operazionisovvenzionate dallamisura 124 hannocome oggetto losviluppo congiunto diinnovazioni diprodotto e diprocesso. A questefanno seguito leinnovazioni diprodotto tout court(10%), con ilmiglioramento dellecaratteristiche deiprodotti o lo sviluppodi produzione dinuova concezioneper i mercati. Sitratta di sole 3iniziative.Un aspetto rilevante relativo all’innovazione tecnologica è legato alle modalità di trasferimento della stessainnovazione. Nel corso degli approfondimenti che saranno realizzati presso i capofila che hanno completatole iniziative sarà rilevato quante e quali delle operazioni finanziate nell’ambito della misura 124 del PSRabbiamo contribuito alla nascita di nuovi brevetti o nuovi servizi immessi sul mercato.Obiettivo prioritario - PROMOZIONE DELL’AMMODERNAMENTO E DELL’INNOVAZIONE NELLE IMPRESE E DELL’INTEGRAZIONEDELLE FILIEREAnche il contributo che la misura 124 fornisce all’obiettivo prioritario è da ponderare e valutaresuccessivamente in una fase di verifica ex post delle progettualità concluse, dei risultati e degli impatti.Analizzando più in dettaglio le caratteristiche dei progetti, al fine di fornire degli elementi di analisi utili aquantificare l’obiettivo di ”Promozione dell’ammodernamento e dell’innovazione nelle imprese edell’integrazione delle filiere” è stato possibile individuare, da una lettura delle proposte, il livello diintegrazione degli interventi rispetto ai segmenti delle filiere interessate. Le 31 iniziative ammesseriguardano, considerati i vincoli procedurali e le modalità di adesione ai progetti, l’integrazione completadelle filiere interessate, con il coinvolgimento dei segmenti a monte e a valle delle stesse.Attualmente, non è possibile quantificare in dettaglio gli indicatori di prodotto “Numero di imprese che hannointrodotto nuovi prodotti e nuove tecniche”, benché dalle prime stime formulate le imprese attualmentecoinvolte nelle sperimentazioni risultino essere 82 (il 7% rispetto all’obiettivo di fine periodo). Trattandosi diattività in itinere, soggette, altresì a modifiche in corso e ad evoluzioni legate all’oggetto dellesperimentazioni si rimanda ad una fase successiva, di approfondimento sui risultati e sulle dinamiche difiliera, l’analisi del numero di imprese effettivamente partecipanti ad ogni segmento delle filiere interessate.A questa stregua è prevista ex post una rilevazione diretta presso i capofila, successivamente alla chiusuradelle iniziative progettuali.Obiettivo generale - MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI AGRICOLO E FORESTALESi rimanda ad una fase ex post, in seguito alla conclusione degli interventi, la valutazione relativa alcontributo degli interventi stessi alla raggiungimento dell’obiettivo generale.pag. 65


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 125 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture connesse allo sviluppo e adeguamentodell’agricoltura e della silvicolturaLa misura intende favorire la competitività delle aziende agro-forestali e migliorare le condizioni socioeconomiche del contesto territoriale attraverso l’ottimizzazione dell’uso della risorsa idrica il potenziamentodella rete di trasporto e l’approvvigionamento energetico. Per quanto concerne lo stato di attuazione, gliindicatori di prodotto si riferiscono alle operazioni sovvenzionate e i pagamenti ad anticipazioni e stati diavanzamento, non vi sono pertanto progetti realizzati e conseguenti effetti sulle aziende servite dalleinfrastrutture.Valore alObiettivo generale Indicatori d’impatto Valori targetEfficacia31.12.2011• Miglioramento dellacompetitività dei settoriagricolo e forestaleCrescita economica (000 Euro) 11,92Posti di lavoro creati anche con effetto di mitigazionedell’esodo dal settore primario12,2Produttività del lavoro (euro/ETP) 12,35Obiettivi prioritario e specifico Indicatori di risultato Valori targetObiettivo prioritario• Potenziamento delledotazioni infrastrutturali fisicheObiettivi specifici• favorire la competitività delleaziende agro-forestali,migliorare le condizioni socioeconomiche del contestoterritoriale, nonché per ridurregli impatti ambientali• Aumentare la diversificazioneproduttiva e migliorare laqualità delle produzioniNumero di aziende/imprese servite da nuoveinfrastrutture fisiche e/o telematicheAccrescimento del valore aggiunto lordo nelle aziendeservite (‘000 Euro)Numero di aziende che hanno diversificato/migliorato laproduzione a seguito degli interventi relativi alla risorsaidricaSuperfici servite dai nuovi impianti di distribuzioneirriguand24.325Obiettivi operativi Indicatori di prodotto Valori targetSottomisura 1• razionalizzare la gestionedella risorsa idrica a livellocomprensoriale• ridurre gli sprechi ed iprocessi di degrado• recuperare la risorsa acquasenza distoglierla da altri usi eutilizzare acque reflueSottomisura 2migliorare e potenziare leopere infrastrutturali a serviziodi aziende agricole e forestaliSottomisura 3potenziamento della rete didistribuzione ed elettrificazionea servizio delle aziende agricolee forestaliDotazione finanziariaNumero infrastrutture sovvenzionate 16Numero di interventi sovvenzionati finalizzati allariduzione degli sprechiNumero di operazioni sovvenzionate per la realizzazionedi reti per la distribuzione di acque reflue depurateValore al31.12.2011Valore al31.12.2011EfficaciaEfficaciaNumero infrastrutture sovvenzionate 207 231 112%Numero di interventi realizzati per il miglioramento dellaviabilità rurale, di cuiadeguamento e ripristino di strade giàesistentirealizzazione ex novo di strade dicollegamento tra aziende agro-forestaliNumero di operazioni sovvenzionate per la realizzazionedi sistemi innovativi di trasporto e viabilità (monorotaieinteraziendali)Numero di interventi sovvenzionati relativi alcompletamento e/o realizzazione di acquedotti rurali aservizio di aziende agricoleNumero infrastrutture sovvenzionate, di cui:nuovi elettrodotti ruralipotenziamento degli elettrodotti rurali esistenti e/omanutenzione straordinariaInput finanziariSpesa pubblica Euro 242.729.317 3.616.668 14,9%2818618331045pag. 66


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa Misura prevede un articolato sistema di obiettivi per il cui conseguimento è articolata in tre distintesottomisure:• Sottomisura 1- Gestione delle risorse idriche ad uso prevalentemente irriguo; a beneficio di Consorzi dibonifica e di quelli Irrigui che intendono ammodernare gli impianti esistenti per evitare perdite e favorireun servizio migliore (acqua in pressione all’utenza), ed ex novo in quei territori nei quali l’ordinamentoproduttivo è già irriguo ma le singole aziende attingono direttamente alle falde con conseguenze negativesull’ambiente (abbassamento della falda, fenomeni di salinità) e di ingenti perdite in termini di efficienza.• Sottomisura 2 - Acquedotti rurali e viabilità rurale e di servizio forestale; vengono finanziate opere dimiglioramento e potenziamento di infrastrutture acquedottistiche e viarie, tra cui la realizzazione dimonorotaie in ambiti territoriali dove le forti pendenze rappresentano un fattore decisamente limitativo.Beneficiari dell’azione sono i Comuni, le Comunità montane per gli interventi territorialmente ricadenti indue o più comuni, nonché gli Enti Parco esclusivamente per le iniziative in ambito P.I.R.A.P. Gli interventiinfrastrutturali previsti vengono distinti in quattro tipologie:a) sistemazione, adeguamento e ripristino di strade rurali già esistenti;b) realizzazione ex novo di strade rurali;c) realizzazione di sistemi innovativi di trasporto di prodotti agricoli/forestali e mezzi tecnici;d) realizzazione e/o ristrutturazione di acquedotti in aree rurali.• Sottomisura 3 - Approvvigionamento energetico; a beneficio di Comuni, Enti parco per le iniziative inambito P.I.R.A.P, Comunità montane e Province per il potenziamento della rete di distribuzione edelettrificazione a servizio delle aziende agricole e forestali (rifacimento di parti di impianti esistenti onuove costruzioni) nel rispetto della sostenibilità ambientale.Per ciò che concerne lo stato di attuazione della misura, al 31.12.2011 si registra un avanzamento finanziariopari a 36,10 Meuro, ovvero 14,9% della spesa pubblica complessiva destinata alla Misura, dovutounicamente all’attivazione della Sottomisura 2.La Sottomisura 2 Acquedotti rurali e viabilità rurale e di servizio forestale viene attivata nel giugno 2009 conDecreto Regionale Dirigenziale n. 40 per tutte le tipologie di intervento previste. Al 31.12.2011 risultanoistruite con esito positivo 412 domande di aiuto per un importo complessivo pari a 109.672.871,45 Euro efinanziate poco più della metà (231 progetti) per un volume totale degli investimenti pari a 63.212.464,generando un notevole overbooking per le tipologie a), b) e d).Così come si evince dalla tabella sottostante, i progetti realizzati in tale ambito si concentrano per lo più nelleprovince di Benevento, Salerno e Avellino e solo in parte (circa il 10%) in quella di Caserta. Per ciò checoncerne la tipologia di progetti finanziati, la sistemazione di strade rurali già esistenti è quella piùrappresentativa (circa l’80% del totale delle opere) e da sola assorbe più dell’80% delle risorse impegnate avalere dell’intera misura: le strade di collegamento tra aziende agricole di nuova realizzazione sono solo 3 etutte realizzate nella provincia di Benevento. La ristrutturazione di acquedotti vede 45 progetti finanziati perun importo totale di poco meno di 10 Mln.Sottomisura 2) Tipologia dei progetti finanziati per provinciaProvinciaa) sistemazione,adeguamento e ripristino distrade rurali già esistentib) realizzazione ex novo distrade ruralid) realizzazione e/oristrutturazione diacquedotti in aree ruraliTotaleN. Spesa N. Spesa N. Spesa N. SpesaAvellino 52 14.648.624 0 0 12 2.696.915 64 17.345.539Benevento 59 17.179.661 3 1.295.032 16 3.346.254 78 21.820.947Caserta 19 5.141.113 0 0 5 931.126 24 6.072.239Salerno 53 15.398.303 0 0 12 2.575.436 65 17.973.739TOTALE 183 52.367.702 3 1.295.032 45 9.549.730 231 63.212.464pag. 67


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPer la tipologia c), poiché le risorse finanziarie rese disponibili con il citato bando, pari a circa 10 Meuro, nonerano state utilizzate, nel 2011 con Decreto Regionale Dirigenziale n. 34 del 5 agosto è stato emanato unnuovo bando esclusivamente per i sistemi innovativi di trasporto. Entro il 2011 su 60 istanze presentate nerisultavano ammesse a finanziamento 10 per un imponibile complessivo di circa 4 Mln.Al 31.12.2011 i pagamenti risultano pari a Meuro 18,39, circa il 28% di quanto finanziato, realizzatiessenzialmente per anticipazioni e stati di avanzamento dei lavori per le tipologie a), b) e d). Non vi sono,pertanto, progetti conclusi per cui sia già stata fatta richiesta di saldo. Le iniziative riguardati la realizzazionedelle monorotaie, di fatto, vanno avanti con maggior rilento: ad oggi solo il progetto di Bagnoli Irpino (AV)ha previsto un'anticipazione.Da un punto di vista squisitamente valutativo, se l’avanzamento finanziario della Sottomisura 2) può essereconsiderata una buona performance, lo stesso non può dirsi in relazione alla tipologia degli interventi attuati:la realizzazione o sistemazione di strade rurali è certo un elemento di miglioramento delle attività agricole eforestali e, quindi, della popolazione residente in quelle aree in cui la carenza infrastrutturale è un fattorelimitate. La progettazione, tuttavia, non può concentrarsi su quest’unica prerogativa ma necessita di ulterioriinterventi, per altro già contemplati nella misura ma che trovano ancora qualche difficoltà nella realizzazione.Per quanto riguarda la Sottomisura 1 Gestione delle risorse idriche ad uso prevalentemente irriguo, nel mesedi dicembre 2011 sono state effettuate alcune modifiche ai criteri di selezione riguardanti soprattutto il pesoattribuito agli aspetti territoriali rispetto a quelli progettuali: ai criteri di selezioni legati alla territorializzazioneera stata data un’importanza considerevole ma si erano rilevati piuttosto generici e trasversali, quindi pocoefficaci ai fini della selezione, e si è data, pertanto, maggiore rilevanza alla bontà progettuale. Il primo bandoviene quindi emanato con Decreto n. 22 del 2 aprile e scadenza dei termini di presentazione delle domandeal 31 agosto, poi prorogata al 28.09.2012: delle 14 istante pervenute, 13 sono state ritenute ricevibili edattualmente in istruttoria per un importo complessivo che supera le risorse messe a bando.In questo caso l’emanazione del bando in tempi più recenti si è dimostrata una scelta vantaggiosa in quantoha permesso a molti dei beneficiari potenziali di poter prendere parte al programma, possibilità che nonsarebbe stata sfruttata negli anni precedenti in quanto gli stessi risultavano occupati in altri investimentiprovenienti da forme altre di finanziamento.Per la Sottomisura 3 Approvvigionamento energetico, il bando di attuazione è stato adottato con DecretoRegionale Dirigenziale n. 34 del 5 agosto 2011, con scadenza dei termini per la presentazione delle istanzeinizialmente fissata al 31 ottobre 2011, poi prorogata al 31 gennaio 2012 per esigenze di chiarimento con ilgestore della rete sulla documentazione tecnica richiesta. Allo stato attuale risultano pervenute 121 domandetuttora in fase d’istruttoria.Dato lo stato di avanzamento della misura, per le attività di valutazione previste, ovvero la realizzazione dicasi studio ad hoc da effettuarsi in relazione alla tipologia d’intervento e alle zone di intervento e finalizzati acomprendere in quale misura il rafforzamento del sistema infrastrutturale ha contribuito a fronteggiare leproblematiche delle aree rurali e a migliorare le condizioni socio-economiche delle popolazioni ivi residente,sarà necessario attendere che gli interventi siano ultimati in maniera tale da poterne considerare gli effetti inmaniera più puntuale e congrua.pag. 68


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 126 - Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali eintroduzione di adeguate misure di prevenzioneLa Misura 126 finanzia azioni mirate al ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico danneggiatoe al ripristino delle infrastrutture danneggiate.La Misura si articola in due sottomisure:• sottoMisura A- “Ripristino di strutture aziendali e del potenziale produttivo agricolo e zootecnicodanneggiati da calamità naturali”. La sottoMisura ha come beneficiari gli imprenditori singoli o associatiricadenti nelle aree territoriali riconosciute danneggiate da calamità naturali o eventi straordinari,prevede tre differenti tipologie di intervento (A1 Ripristino di strutture aziendali danneggiate da eventicalamitosi; A2 - Ripristino di impianti produttivi e sistemazione dei terreni danneggiati;A3 - Ripristinodelle scorte) ed un’intensità di aiuto pari al 60% del costo dell’investimento ammissibile;• sottoMisura B – “Interventi di ripristino funzionale delle infrastrutture rurali danneggiate da calamitànaturali riconosciute”. La sottoMisura è rivolta a Consorzi di bonifica, Comunità Montane, Comuniinferiori ai 5.000 abitanti le cui aree territoriali sono risultate riconosciute danneggiate da calamitànaturali. Prevede il riconoscimento del 100% delle spese ritenute ammissibili e si articola in duetipologie di intervento (B1 - Ripristino e sistemazione di strade pubbliche interpoderali; B2 - Riparazionedi reti acquedottistiche e/o opere o impianti di bonifica di piccola entità).Obiettivo generaleIndicatori d’impattoValoreobiettivoValorerealizzatoEfficacia• Accrescere lacompetitività del settoreagricolo e forestalesostenendolaristrutturazione, losviluppo e l’innovazioneCrescita economica (Incremento VA in pps) 0,23%Creazione di posti di lavoro con effetto di mitigazione0,2%dell’esodo dal settore primarioProduttività del lavoro (VA/ULA) 0,24%Obiettivi prioritario especificoIndicatori di risultatoValoreobiettivoValorerealizzatoEfficacia• favorire la ripresaeconomica e produttivadelle imprese agricoleAccrescimento del valore aggiunto lordo nelleaziende finanziate (euro)470.000Obiettivi operativiIndicatori di realizzazioneValoreobiettivoValorerealizzatoEfficaciaVolume totale di investimenti:di cui relativi alla sottoMisura A - Ripristinodi strutture aziendali e del potenzialeproduttivo agricolo e zootecnicodanneggiati da calamità naturalin.d.• ripristino del potenzialeproduttivo agricolo ezootecnico danneggiatoNumero di interventi realizzati per il ripristino distrutture aziendali e del potenziale produttivoagricolo e zootecnico danneggiati da calamitànaturali, di cui:A1 Ripristino di strutture aziendalidanneggiate da eventi calamitosiA2 Ripristino di impianti produttivi esistemazione dei terreni danneggiati;A3 Ripristino delle scorte (capi decedutie/o dispersi, macchine ed attrezzi distrutti)n.d.Numero di aziende beneficiarie danneggiate dacalamità naturalin.d.Superficie agricola danneggiata sovvenzionata (ha) 19pag. 69


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi operativiIndicatori di realizzazioneValoreobiettivoValorerealizzatoEfficacia• ripristino delleinfrastrutture ruralidanneggiateVolume totale di investimenti:di cui relativi alla sottoMisura B -Interventi di ripristino funzionale delleinfrastrutture rurali danneggiate dacalamità naturali riconosciuten.dNumero di interventi realizzati per il ripristino distrutture aziendali e del potenziale produttivoagricolo e zootecnico danneggiati da calamitànaturali, di cui:B1 - Ripristino e sistemazione di stradepubbliche interpoderaliB2 - Riparazione di reti acquedottistichee/o opere o impianti di bonifica di piccolaentitàn.d.Numero di beneficiari della sottoMisura B suddivisiper tipologia:Consorzi di bonificaComunità MontaneComunin.d.Dotazione finanziariaInput finanziariSpesa pubblica Euro 4.696.000Nel corso del 2011 è stato aperto per la prima volta il bando esclusivamente per la sottoMisura A e per lasottoMisura B tipologia B2. Sono state presentate complessivamente 54 istanze di cui 32 a valere sullasottoMisura A e 22 sulla sottoMisura B2.Al 31/12/2011 le domande presentate risultano in istruttoria presso i Settori Tecnici Provinciali Agricoltura.pag. 70


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 131 – Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme rigorose basate sullalegislazione comunitariaLa Misura mira a favorire l’adeguamento degli imprenditori agricoli alle nuove norme introdotte dallalegislazione comunitaria, in particolare la Direttiva 91/676/CE e la Direttiva 2000/60 e dalla normativanazionale e regionale di recepimento. In particolare, l’introduzione della regolamentazione di attuazione delledirettive 91/676/CE e 96/61/CE impone alle aziende agricole e zootecniche l’adozione di tecniche edadempimenti finalizzati ad una maggiore tutela ambientale. La Misura prevede tre tipologie di intervento,• Tipologia a) Sostegno alla copertura dei sovraccosti relativi all’applicazione delle norme di cui allaDirettiva 91/676/CE, (“Direttiva nitrati”) e del DM 7 aprile 2006 “Criteri e norme tecniche per la disciplinaregionale per l’utilizzazione agronomica degli effluenti.• Tipologia b) Sostegno alla copertura dei sovraccosti conseguenti all’utilizzazione agronomica delle acquedi vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari di cui al DM 6 luglio 2005.• Tipologia c) Sostegno alla copertura dei maggiori costi derivanti dall’applicazione del sistema diidentificazione elettronica e registrazione individuale degli ovini e dei caprini di cui al Regolamento (CE) n.21/2004 e al Regolamento (CE) 1560/2007, rispetto all’identificazione tradizionale effettuata con marchiauricolari.Obiettivo generale• Accrescere la competitività del settoreagricolo e forestale sostenendo laristrutturazione, lo sviluppo el’innovazioneObiettivi prioritario e specificoObiettivo prioritario• Promozione dell’ammodernamento edell’innovazione nelle imprese edell’integrazione delle filiereObiettivo specifico• Contribuire alla tutela ambientale, allasalvaguardia delle acque e della sanitàpubblicaObiettivi operativiRidurre le esternalità negative dell’attivitàagricola sull’ambienteRazionalizzare l’utilizzazione degli effluentidi allevamento provenientiesclusivamente dalle aziende zootecnicheubicate nelle zone vulnerabili ai nitrati diorigine agricola così come individuatedalla DGR 700/2003Salvaguardare la qualità delle acquesuperficiali e di falda nonché dei terreniagricoli attraverso l’utilizzazioneagronomica delle sostanze fertilizzanti,ammendanti contenute nelle acque divegetazione e delle sanse umide,provenienti esclusivamente da frantoioleari ubicati nel territorio regionaleIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valore aggiunto inPPSPosti di lavoro creati – Crescita netta di posti di lavoro inequivalenti tempo pieno (ETP)Produttività del lavoro – Aumento del valore aggiunto lordoper equivalente tempo pieno (Euro/ ETP)Indicatori di risultatoAccrescimento del valore aggiunto lordo nelle aziendefinanziate (‘000 Euro)Numero di aziende che si adeguano alle norme previstedalla disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica deglieffluenti di allevamento e delle acque reflue (DGR120/2007)Numero di aziende che si adeguano alla disciplina tecnicaper l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione edelle sanse umide (DGR 398/2006)Numero di aziende che si adeguano al sistema diidentificazione elettronica e registrazione individuale degliovini e dei caprini di cui al Reg. (CE) n. 21/2004 e al Reg.(CE) 1560/2007Indicatori di outputNumero di aziende beneficiarie che ricevono aiuti perconformarsi alle norme rigorose basate sulla legislazionecomunitariaNumero di aziende beneficiarie che ricevono aiuti perl’adeguamento alle norme previste dalla disciplina regionaledell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento edelle acque reflue (DGR 120/2007)Numero di aziende beneficiarie che ricevono aiuti perl’adeguamento alla disciplina tecnica per l’utilizzazioneagronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide(DGR 398/2006)Numero di aziende beneficiarie che ricevono aiuti perl’introduzione del sistema di identificazione elettronica eregistrazione individuale degli ovini e dei caprini di cui alReg. (CE) n. 21/2004 e al Reg. (CE) 1560/2007Valoreobiettivo1,01%0,90%0,93%Valoreobiettivo12.282ndValorerealizzatoValorerealizzatond 8ndValoreobiettivoValorerealizzatoEfficaciaEfficaciaEfficacia1.593 8 0,5%ndnd 8ndpag. 71


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAl 31/12/2011 sono state finanziate 8 domande pari allo 0,5% del valore obiettivo stimato per l’interoperiodo di programmazione. Le domande sono tutte relative alla tipologia B - Sostegno alla copertura deimaggiori costi per l'utilizzazione agronomicadelle acque di vegetazione o delle sanse umidedei frantoi oleari e tutte ubicate nella provinciadi Salerno.del totale dei potenziali beneficiari.La maggior parte del volume di spesa (57%) èdedicato ai costi di movimentazione delleacque di vegetazione per frantoi continui, il27% alla redazione delle relazione tecnicaaziendale, il 14% alla realizzazione di profilipedologici ed il 2% alla esecuzione di analisichimico-fisiche del terreno.Secondo i dati censiti nel sistema telematicoSian, tenuto da Agea in Campania operano 394frantoi: la Misura ha quindi interessato il 2%Come già rimarcato nella Relazione Annuale di Esecuzione, le mancata adesione alla tipologia a) della Misura131 è imputabile soprattutto al fatto che la tipologia a) è destinata esclusivamente alle aziende zootecnicheche effettuano lo spandimento degli effluenti zootecnici in terreni ricadenti in “Zone vulnerabili ai nitrati diorigine agricola della Campania”. Ciò determina l’esclusione dall’intervento di un notevole numero di aziendezootecniche della Campania, soprattutto quelle ricadenti nei territori delle province di Benevento, Avellino edi Salerno, essendo le zone vulnerabili localizzate soprattutto nella provincia di Napoli e Caserta.Per quanto attiene la mancata adesione alla tipologia c) questa è imputabile soprattutto alla esiguità delcontributo e alla possibilità di accedere al premio soltanto per l’imbolatura dei nuovi nati e non per l’interamandria.A seguito dello scarso successo registrato dalla Misura, la Regione ha approvato il “Piano di divulgazionedella Misura 131” che prevede una serie di incontri informativi rivolti agli allevatori e coinvolge i tecnicidell’Assessorato all’Agricoltura, l’Associazione Regionale degli Allevatori Campani (ARAC), il Cremopar (Centroregionale per il Monitoraggio delle Parassitosi da Reddito) e i medici veterinari. Attraverso questi incontrisono stati forniti ai destinatari della Misura tutte le informazioni ed i chiarimenti necessari al corretto inoltrodella domanda di partecipazione e della documentazione richiesta dal bando di attuazione.pag. 72


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 132 - Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentareLa Regione Campania attraverso l’attuazione della misura 132, vuole favorire la partecipazione degliagricoltori (imprenditori agricoli singoli o associati) ai sistemi di qualità alimentare riconosciuti in ambitocomunitario (DOP e IGP, DOCG e DOC, STG e metodo di produzione biologico).Il sostegno prevede un importo massimo di 3.000 € annui per singola azienda; l’aiuto varia in funzione deicosti fissi sostenuti per l’adesione e la partecipazione al sistema di qualità e può essere erogato per untempo massimo di cinque anni.Obiettivo generale• Accrescere la competitività del settoreagricolo e forestale sostenendo laristrutturazione, lo sviluppo e l’innovazioneObiettivi prioritario e specificiObiettivo prioritario• Consolidamento e sviluppo della qualitàdella produzione agricola e alimentareObiettivo specifico• Sviluppare una strategia di differenziazionedelle produzioni al fine di incrementare ilvalore aggiunto delle produzioniObiettivo specifico• Migliorare il potere contrattuale del settoreagricolo nella fase di commercializzazione edi collocamento delle produzioniObiettivi operativi• Favorire la riconoscibilità delle produzioniagricole ed agroalimentari attraverso lapartecipazione a sistemi di qualità alimentarecomunitari o riconosciuti a livello nazionale• Migliorare il rapporto fra i vari attori dellafiliera agroalimentare ed i consumatori,aumentando la trasparenza attraverso unapiù ampia informazione sui metodi diproduzione, sulla provenienza dei prodotti,sui controlli previsti per la certificazione dellaqualitàIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valore aggiuntoin PPSPosti di lavoro creati – Crescita netta di posti di lavoroin equivalenti tempo pieno (ETP)Produttività del lavoro – Aumento del valore aggiuntolordo per equivalente tempo pieno (Euro/ ETP)Indicatori di risultatoValore della produzione agricola soggetta amarchi/norme di qualità riconosciuti (000 Euro)Valore della produzione certificata da agricolturabiologicaValore della produzione DOP/IGPValore della produzione STGValore della produzione DOCG/DOCAccrescimento del valore aggiunto lordo nelle aziendeagricole beneficiarie (Euro)Numero di aziende agricole beneficiarie che partecipanoa Progetti Integrati di Filiera (PIF)Valoreobiettivo+0,33%+0,3%+0,29%ValoreobiettivoValorerealizzatoValorerealizzato3.944 373ndndndEfficaciaEfficacia9,5%Indicatori di outputValore Valoreobiettivo realizzatoEfficaciaNumero di aziende agricole beneficiarie (Beneficiari) 216 15 7%Nuove adesioni (n.) 13 ndNumero di aziende agricole beneficiarie che aderisconoal sistema di qualità da agricoltura biologica14Numero di aziende agricole beneficiarie che aderisconoa sistemi di qualità DOP/IGP1Numero di aziende agricole beneficiarie che aderisconoal sistema di qualità STG0Numero di aziende agricole beneficiarie che aderisconoa sistemi di qualità DOCG/DOC0Numero di aziende agricole beneficiarie ripartite per:età del beneficiario;sesso del beneficiario;partecipazione ad associazioni e/o consorzi diproduttori;partecipazione a contratti di filiera;localizzazione dell’impresa in aree sensibili dal puntodi vista ambientale e/o protette (aree parconazionale o regionale, aree natura 2000)adesione a sistemi di gestione ambientale (ISO14001, EMAS);partecipazione alla Misura 121;prima adesione al sistema.prodotti di qualità interessati da fenomenicontingenti di crisiNumero di aziende agricole beneficiarie che aderisconoad associazioni/organizzazioni di produttori/consorzi ditutela beneficiari della Misura 13314pag. 73


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo Operativo - MIGLIORARE IL RAPPORTO FRA I VARI ATTORI DELLA FILIERA AGROALIMENTARE ED I CONSUMATORI,AUMENTANDO LA TRASPARENZA ATTRAVERSO UNA PIÙ AMPIA INFORMAZIONE SUI METODI DI PRODUZIONE, SULLA PROVENIENZADEI PRODOTTI, SUI CONTROLLI PREVISTI PER LA CERTIFICAZIONE DELLA QUALITÀAl 31.12.2011 su 15 domande approvate a valere sulla misura 132, 14 hanno utilizzato il contributo dellamisura per accedere al sistema di certificazione biologico.D’altra parte nella misura 133 i progetti approvati sono due: uno relativo all’agricoltura biologica e unorelativo alla Mozzarella di Bufala Campana DOP. Al momento, nonostante la bassa adesione alle due misure,il livello di adesione incrociata ai sistemi di valorizzazione delle produzioni di qualità (in questo caso laproduzione biologica) è alto (il 93% delle iniziative).Obiettivo Operativo - FAVORIRE LA RICONOSCIBILITÀ DELLE PRODUZIONI AGRICOLE ED AGROALIMENTARI ATTRAVERSO LAPARTECIPAZIONE A SISTEMI DI QUALITÀ ALIMENTARE COMUNITARI O RICONOSCIUTI A LIVELLO NAZIONALEPer la misura 132, risultano, al 31.12.2011, 15 domande finanziate.Il numero di adesioni è limitato in assoluto, seguendo il trend medio nazionale della misura, con un’efficaciadel 6,9% rispetto all’obiettivo di fine periodo (216 adesioni) e la partecipazione a sistemi diversi dal biologicoè realmente basso (una sola domanda), benché la regione Campania abbia una tradizione produttiva dove lecertificazioni DOP-IGP o DOC sono consolidate.(preceduta da EmiliaRomagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) con un fatturato di 245,5 milioni diEuro. Il fatturato delle produzioni DOP e IGP regionali ha fatto registrare nell’ultimo anno considerato daISMEA, un incremento del 8,4% rispetto all’anno precedente, con una performance in crescita incontrotendenza rispetto a quanto fatto registrare dalle 5 regioni che la precedono. Tale percentuale dicrescita – nel gruppo di regioni con i fatturati maggiori - è inferiore solamente a quello relativo alla RegioneFriuli Venezia Giulia.La distribuzione geografica degli interventi premia la provincia di Salerno da cui provengono 13 domande su15 (86%). Altre due domande si riferiscono, rispettivamente, alla provincia di Napoli e a quella di Benevento.Fermo restando il numero esiguo di domande rispetto al target, la densità delle stesse potrebbe esserelegata alla presenza di qualche professionista (o organizzazione) che è riuscito a sensibilizzare maggiormentei propri clienti.Tali domande riguardano nella totalità l’adesione al sistema di certificazione biologico. Solo una delledomande comprende l’adesione ad un sistema di qualità IGP e riguarda il Limone di Sorrento.Dall’analisi della documentazione disponibile e dalla lettura dei formulari non risulta compilata la sezioneC3.P1.M80 “Altre informazioni sul progetto”, per cui non si riesce a recuperare le informazioni relative allapartecipazione a contratti di filiera (che non dovrebbero contenere operazioni finanziate nell’ambito dellamisura), localizzazione dell’impresa in aree sensibili dal punto di vista ambientale e/o protette (aree parconazionale o regionale, aree natura 2000), adesione a sistemi di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS);partecipazione alla Misura 121, ad eccezione di un solo caso, prima adesione al sistema, né ai prodotti diqualità interessati da fenomeni contingenti di crisi.La bassa adesione non è attribuibile ai ridotti livelli di conoscenza rispetto alle opportunità della misura.Difatti, nel corso di un’indagine condotta su altre misure dell’Asse 1 è stato chiesto ai beneficiari di indicarese si conoscesse la possibilità di aderire alla misura 132. Il 67% degli intervistati ha fornito una rispostapositiva, dichiarando, altresì, nel 56% dei casi che in futuro potrebbe essere interessato all’attivazione dellastessa. La mancata partecipazione, quindi, sembrerebbe essere connessa più ai meccanismi attuativi eall’esiguità del premio, rispetto a difficoltà legate a carenze informative.pag. 74


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAD’altro canto il numero delle adesioni ai sistemi di qualità, sulla base dei dati ISTAT, in Campania sonocresciute nell’ultimo anno,REGIONIProduttori DOP-IGP-SGTindipendentemente dalle adesioni allamisura stessa. Il dato tiene conto delleVariazioniComp. %sole aziende di produzione ma evidenziaCampaniaNord20102.27038.09620112.54336.1883,245,7assolute273-1.908%12,0-5,0un incremento di 273 unità tra il 2010 e2011 (12% in più) a fronte di unasituazione pressoché invariata riguardola media nazionale (leggera flessionedelle iscrizioni del -0,4%).Centro 18.391 19.080 24,1 689 3,7 Un’ulteriore riflessione va fattaMezzogiornoITALIA23.04979.53623.91979.18730,2100,0870-3493,8-0,4considerando, invece, la flessione diregistrazioni nell’ambito delle aziende ditrasformazione iscritte ai sistemi diREGIONITrasformatori DOP-IGP-SGTqualità. Complessivamente inVariazioni Campania, rispetto al dato nazionale il2010 2011Comp. %numero dei trasformatori aderenti aiassolute %sistemi di qualità è diminuito di 24CampaniaNordCentroMezzogiorno4043.0941.6981.7823803.0801.9071.8475,645,127,927,0-24-1420965-5,9-0,512,33,6unità tra il 2010 e il 2011, con unaflessione del 5,9%. C’è da evidenziare,tra l’altro, che la misura 132 noninterviene sui trasformatori, potendoincentivare solamente le imprese delsettore primario.ITALIA 6.574 6.834 100,0 260 4,0Obiettivo operativo - MIGLIORARE IL POTERE CONTRATTUALE DEL SETTORE AGRICOLO NELLA FASE DICOMMERCIALIZZAZIONE E DI COLLOCAMENTO DELLE PRODUZIONINon si dispone di indicazioni di dettaglio circa l’adesione ai progetti integrati di Filiera, né sull’attuazione deglistessi PIF. L’obiettivo non può essere valorizzato attualmente. Si proverà a formulare delle considerazioni expostuna volta attivati i progetti integrati che, comunque, seguono un iter complesso e con evidenti ritardi diavvio.Obiettivo specifico - SVILUPPARE UNA STRATEGIA DI DIFFERENZIAZIONE DELLE PRODUZIONI AL FINE DI INCREMENTARE ILVALORE AGGIUNTO DELLE PRODUZIONII soggetti che aderiscono operano, nella quasi totalità, nell’ambito del sistema di certificazione biologico. Lastima del valore dellaproduzione relativa a talesistema è pari a circa354.550,925 euro.Si tratta, prevalentemente diproduzioni biologiche di olio,ortofrutta e altre produzionialimentari.Il valore della produzionedella sola domanda relativaall’adesione alla IGP delLimone di Sorrento puòessere stimata intorno ai18.000,00 euro.pag. 75


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo prioritario - CONSOLIDAMENTO E SVILUPPO DELLA QUALITÀ DELLA PRODUZIONE AGRICOLA E ALIMENTAREComplessivamente, per quanto attiene le domande ammesse sulla Misura 132, sulla base dei dati di fatturatodichiarati in domanda dai beneficiari, può essere stimato un val373.211,50 Euro. Si tratta di un valore distante (9,5%) daltarget di riferimento relativo alla Misura 132 pari a 3.944.000 Euro.Obiettivo generale - ACCRESCERE LA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE SOSTENENDO LARISTRUTTURAZIONE, LO SVILUPPO E L’INNOVAZIONELa ridotta adesione alla misura non permette di formulare delle stime che dimostrino l’incidenza della stessasul valore aggiunto del sistema produttivo agroalimentare regionale, né sulla produttività del lavoro o sullapossibilità di avviare nuovi posti di lavoro.La bassa adesione alla misura mette in evidenza l’esiguità dei costi di certificazione che per le produzioniDOP, IGP non costituiscono, di per sé un incentivo sostenibile rispetto alla procedura da seguire e all’oneredi dover ricorrere a un supporto esterno.Misura 133 - Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozioneriguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualitàLa misura 133 mira a sensibilizzare il consumatore sulle caratteristiche dei prodotti tutelati dai sistemi diqualità e opera permettendo il riconoscimento da parte del consumatore del valore qualitativo delleproduzioni. La misura si articola in Azioni di informazione e divulgazione - finalizzate a rafforzare il rapportotra produzione e consumo tramite una maggiore conoscenza e sensibilizzare ed educare sui contenuti deiregimi comunitari dei prodotti di qualità - mettendone in rilievo le caratteristiche e i vantaggi specifici eAzioni di promozione a carattere pubblicitario - finalizzate alla valorizzazione dei prodotti di qualità - perindurre gli operatori economici e/o i consumatori all’acquisto attento e responsabile di un determinatoprodotto.Obiettivo generale• Accrescere la competitività delsettore agricolo e forestalesostenendo la ristrutturazione,lo sviluppo e l’innovazioneObiettivi prioritario e specificoObiettivo prioritario• Consolidamento e sviluppodella qualità della produzioneagricolaObiettivo specifico• informare sulle caratteristichedei prodotti che ricadono in unsistema di qualità• fornire elementi conoscitivi, ditipo tecnico e scientifico,relativamente ai prodotti cherientrano nei sistemi di qualità,Obiettivi operativiIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita nettadel valore aggiunto in PPSPosti di lavoro creati – Crescita nettadi posti di lavoro in equivalenti tempopieno (ETP)Produttività del lavoro – Aumento delvalore aggiunto lordo per equivalentetempo pieno (Euro/ ETP)Indicatori di risultatoValore della produzione agricolasoggetta a marchi/norme di qualitàriconosciuti (‘000 Euro)Valoreobiettivo0,3%0,4%0,28%Valoreobiettivo5.800ValorerealizzatoValorerealizzato336.158(382.048 congli interventicompresi neiPIF)Valore della produzione certificata da45.736agricoltura biologica290.422(335.301considerandoValore della produzione DOP/IGPgli interventicompresiall’interno deiPIF)Valore della produzione STGValore della produzione DOC/DOCG 1.011Descrizione sintetica dei risultati eanalisi delle attività d’informazionerealizzate e dei consumatori/operatorieconomici raggiunti (casi studio)Valore ValoreIndicatori di outputobiettivo realizzatoEfficaciaEfficaciaIl valore obiettivo dell’indicatoreè evidentemente sottostimato,considerando che il valore dellaproduzione della sola Mozzarelladi Bufala Campana DOP è 289milioni di euroEfficaciapag. 76


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA• informare sui metodi eprocessi di produzione, ilbenessere degli animali e ilrispetto dell’ambiente connessialla partecipazione agli schemidi qualità• sviluppare sistemi territoriali divalorizzazione delle produzioniagro-alimentari, attraverso lapartecipazione ad azioniintegrate di marketingterritoriale definite a livelloregionale• informare sul sistema dicontrollo dei prodotti anche atutela dei consumatori e deiproduttori• favorire il raccordo con ladistribuzione attraversointerventi finalizzati a migliorarel’identificazione dei prodotti ogeneri alimentari ufficialmentericonosciuti• favorire l’integrazione delleattività di valorizzazionepromosse da associazioni deiproduttori nell’ambito diprogrammi settoriali e/ointersettoriali adottati da EntiPubbliciNumero di azioni sovvenzionate 20Numero di azioni sovvenzionatepromosse da consorzi di tutelaNumero di azioni sovvenzionatenell’ambito degli interventi diinformazione e divulgazione (Azionea)Numero di azioni sovvenzionatenell’ambito degli interventi dipromozione a carattere pubblicitario(Azione b)Numero di azioni sovvenzionatecoinvoltenellosviluppo/partecipazione a sistemiterritoriali di valorizzazione delleproduzioni agroalimentariNumero di interventi finalizzati afavorire un diretto rapporto fraproduttore e consumatore finaleNumero di iniziative di raccordo conla produzioneNumero di iniziative promossenell’ambito dei progetti integrati difiliera63(11 daapprovarenell’ambitoPIF)2(5 relativi aiprogetti PIF)321 (con 30attivitàpreviste)11 (nonancoraammesse invia definitiva)15%(70% considerando leoperazioni nell’ambito dei PIF)33%(117% considerando leoperazioni nell’ambito dei PIF)Obiettivo Operativo - FAVORIRE L’INTEGRAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI VALORIZZAZIONE PROMOSSE DA ASSOCIAZIONI DEIPRODUTTORI NELL’AMBITO DI PROGRAMMI SETTORIALI E/O INTERSETTORIALI ADOTTATI DA ENTI PUBBLICIIn fase di definizione dei progetti integrati di filiera sono stati, altresì, definiti degli interventi relativi allamisura 133. Si tratta di operazioni non ancora avviate che seguono l’iter di approvazione complessivo deiPIF. Pur non essendo attivate al 31.12.2011, le considerazioni su tali progetti sono rilevanti al fine dellavalutazione complessivadella misura, rispetto alleprogettualità approvatecon bando ordinario. Sitratta, nello specifico, di11 iniziative progettualisu cui esiste unfabbisogno di spesapubblica a valere sullamisura, pari a2.655.263,77 euro. Taliprogetti riguardano, inprima istanza la filieraortofrutta, soggetta amarchi di qualità (45%),biologicoprevalentemente, maanche DOP con il Pomodoro San Marzano e IGP con la mela Annurca campana. Si tratta di 5 iniziativepresenti nella specifica graduatoria della misura 133 PIF.pag. 77


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASeguono, in termini di numerosità, 3 operazioni previste per la filiera vitivinicola (27%), 2 per la filiera carnie 1 per l’olio. Il fabbisogno di risorse pubbliche considerato, è dimensionato sulla base della numerosità deiprogetti. Per le iniziative relative all’ortofrutta sono previste 1.630.000,00 di euro circa di fabbisogno, segueil settore vitivinicolo, con un fabbisogno di 571.000 euro.I progetti sono stati presentati da 5Consorzi di tutela, 3 Associazioni,1ATS, 1 Cooperativa e 1 Cantinasociale.Attualmente non si dispone diulteriori elementi di dettaglioinformativo, considerato che iprogetti sono in graduatoria, inattesa che le procedure previsteper l’attuazione degli interventiall’interno della ProgettazioneIntegrata di Filiera sianocompletate.Obiettivo Operativo - FAVORIRE IL RACCORDO CON LA DISTRIBUZIONE ATTRAVERSO INTERVENTI FINALIZZATI A MIGLIORAREL’IDENTIFICAZIONE DEI PRODOTTI O GENERI ALIMENTARI UFFICIALMENTE RICONOSCIUTITali iniziative progettuali sono avviate in un periodo di crisi economica, in cui si registra una flessione deiconsumi e in cui sia la domanda al consumo che l’offerta al primo stadio di produzione agricola attraversanouna congiuntura negativa, è necessario individuare soluzioni commerciali ad hoc. Una delle modalitàattraverso cui intervenire, nell’ambito della produzione agroalimentare, è relativa alla strutturazione di legamiforti con i sistemi di distribuzione. La questione specifica riguarda i progetti attivati nell’ambito della misura133 e quelli in corso di attivazione. La misura contribuisce, con i suoi strumenti, all’esigenza di connettere ilsettore produttivo con i canali di commercializzazione. L’analisi degli effetti relativi può essere eseguita expost, una volta conclusi gli interventi, verificando in dettaglio le attività realizzate per rispondere a questaesigenza.Attualmente si dispone, di informazioni relative alle sole due operazioni ammesse a finanziamento al31.12.2011, sulla base della graduatoria regionale a valere sull’Azione 1 Sostegno alle associazioni diproduttori per attività di informazione e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità.La prima riguarda la Mozzarella di Bufala Campana DOP e la seconda la valorizzazione delle produzionibiologiche.Un terzo progetto risulta ammesso dalla graduatoria provvisoria della Provincia di Napoli, sulla basedell’avvalimento istruttorio all’amministrazione provinciale.Rispetto all’obiettivo operativo in questione, il progetto relativo alla promozione delle produzioni biologicheprevede 30 attività di raccordo con la distribuzione. Una volta concluso l’intervento sarà possibile valutare leattività realizzate e gli effetti specifici di quelle indirizzate al raccordo con gli operatori della distribuzione.Non sono previste, da una lettura della documentazione progettuale, indicazioni in merito alle attività diraccordo con la distribuzione nell’ambito del progetto di valorizzazione della Mozzarella di Bufala CampanaDOP che sembra più orientato alla promozione e pubblicizzazione tout court del prodotto.Né sono presenti, altresì, indicazioni in merito per il progetto Azioni promozionali sviluppo marchio erafforzamento competitività operatori aderenti al Consorzio del Provolone del Monaco DOP.Non si dispone, attualmente, di elementi di dettaglio circa le iniziative progettuali comprese all’interno dellaprogettazione di filiera.pag. 78


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo - INFORMARE SUL SISTEMA DI CONTROLLO DEI PRODOTTI ANCHE A TUTELA DEI CONSUMATORI E DEIPRODUTTORIRispetto alle informazioni disponibili al momento solo i due progetti approvati direttamentedall’Amministrazione Regionale presentano specificità relative al raccordo diretto con i consumatori. Suglialtri progetti non è stato possibile reperire informazioni relative.Il progetto relativo alla Mozzarella di Bufala Campana DOP è finalizzato a promuovere il prodotto nell'ambitodei degli opinion leader e dei consumatori, in Italia ed in altri Paesi comunitari. Tale progetto è inoltre direttoad affermare l’autorevolezza del Consorzio quale organismo di garanzia del prodotto Mozzarella di BufalaCampana, nonché a dare forza ed incisività al Marchio DOP rilasciato dal Consorzio di Tutela alle aziende chene fanno richiesta e che, soggette a serrati controlli, dimostrano di rispettare il disciplinare di produzione. Sipone, infine, l'obiettivo di informare i consumatori sulla qualità, tipicità e sicurezza del prodotto certificato dalConsorzio, anche attraverso attività che consentano un contatto diretto con le aziende di produzione e con irispettivi territori.Il progetto relativo alla promozione delle produzioni biologiche si pone, come obbiettivo principale, quello didiffondere presso il consumatore ,italiano ed europeo la cultura del "biologico", inteso come sistemaproduttivo rispettoso dell'ambiente, capace di ottenere produzioni e derrate agricole di qualità e senzal'utilizzo e la presenza di sostanze chimiche nocive. Inoltre si prefigge anche l'obiettivo di diffondere lacultura di una alimentazione sana fatta di prodotti certificati, come quelli biologici, di cui si conosce il metododi produzione, l'origine, il produttore.Obiettivo operativo - SVILUPPARE SISTEMI TERRITORIALI DI VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI AGRO-ALIMENTARI,ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE AD AZIONI INTEGRATE DI MARKETING TERRITORIALE DEFINITE A LIVELLO REGIONALENon si dispone, attualmente, di informazioni relative alla partecipazione ad azioni integrate di marketingterritoriale definite a livello regionale, relative alle produzioni interessate alla misura 133.Tali iniziative potrebbero riguardare la Progettazione Integrata di Filiera, in particolare una ricaduta intermini di marketing territoriale potrebbe riguardare i progetti sulla “mela Annurca”, sulla filiera della “Pianadel Sele”, sul progetto relativo alla DOP “Colline Salernitane”, sulla valorizzazione del vino “Aglianico delTaburno”. Non sono disponibili fonti informative di dettaglio sui progetti integrati. Si rimandano leconsiderazioni specifiche in merito all’obiettivo ad una fase avanzata, in seguito all’approvazione definitivadegli interventi stessi.Obiettivo operativo - INFORMARE SUI METODI E PROCESSI DI PRODUZIONE, IL BENESSERE DEGLI ANIMALI E IL RISPETTODELL’AMBIENTE CONNESSI ALLA PARTECIPAZIONE AGLI SCHEMI DI QUALITÀAl 31.12.2011 sono 3 le azioni sovvenzionate relative alla misura 133. Come già evidenziato, si tratta di unprogetto relativo alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, un progetto relativo alle produzioni biologiche euno relativo al Provolone del Monaco DOP. Oltre a questi interventi è prevista l’approvazione di altre 11iniziative comprese nella Progettazione Integrata di Filiera (relative alle DOP Pomodoro San Marzano e OlioColline Salernitane, alle IGP Mela Annurca Campana e al Vitellone Bianco dell’Appennino, alla DOC Aglianicodel Taburno e ad interventi per la promozione delle produzioni biologiche), alla data considerata non ancoraammesse.pag. 79


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAttività d’informazione e promozione dei prodotti cherientrano nei sistemi di qualitàSistemi di qualità ammessi al 31.12.2011Fatturato all’origine (2010)(migliaia di euro)Variazione 2010/2009‣ Mozzarella di Bufala Campana DOP 289.701,68 11%‣ Provolone dal Monaco DOP 720 ndTotale ammesso 290.421,68 ndSistemi di qualità previsti all’interno dei PIF‣ Pomodoro San Marzano DOP 5.663,41 82%‣ Olio Colline Salernitane DOP 118,17 23%‣ Mela Annurca Campana IGP 2.694,96 49%‣ Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP 37.123,19 -2%Totale previsto nei PIF 45.599,73 ndTotale complessivo 335.301,41 ndFonte: elaborazione su dati ISMEA (2009, 2010)Considerate le sole domande ammesse, si registra un’efficacia attuativa pari al 15%. Se si considerasseroanche le 11 operazioni previste nei PIF l’efficacia arriverebbe al 70%. Su questo elemento incide il complessosistema attuativo dei PIF e la tempistica dilatata nell’attuazione degli stessi. I Consorzi di tutela coinvoltisono 2 e rappresentano un’efficacia del 33% rispetto al target di riferimento. Se si considerassero anche iprogetti relativi ai PIF si arriverebbe ad un’efficacia del 117% (5 operazioni presentate da consorzi di tutela).Le 3 operazioni finanziate riguardano interventi di informazione e divulgazione nell’ambito dell’Azione A. Nonci sono ulteriori elementi per analizzare il contenuto degli interventi previsti nell’ambito dei PIF.Obiettivo specifico - FORNIRE ELEMENTI CONOSCITIVI, DI TIPO TECNICO E SCIENTIFICO, RELATIVAMENTE AI PRODOTTI CHERIENTRANO NEI SISTEMI DI QUALITÀI progetti sono in corso di realizzazione e quindi al momento non si dispone dei risultati relativi agli stessi.Per l’analisi dell’obiettivo specifico si procederà in una fase avanzata del Programma, in seguito allaconclusione degli interventi.Obiettivo specifico - INFORMARE SULLE CARATTERISTICHE DEI PRODOTTI CHE RICADONO IN UN SISTEMA DI QUALITÀ(preceduta da Emilia Romagna, Lombardia, Friuli VeneziaGiulia, Trentino Alto Adige e Veneto). Il fatturato delle produzioni DOP e IGP regionali ha fatto registrarenell’ultimo anno considerato da ISMEA, un incremento del 8,4% rispetto all’anno precedente, con unaperformance in crescita in controtendenza rispetto a quanto fatto registrare dalle 5 regioni che la precedono.Tale percentuale di crescita – nel gruppo di regioni con i fatturati maggiori - è inferiore solamente a quellorelativo alla Regione Friuli Venezia Giulia. La tabella illustra il livello di fatturati all’origine delle produzioniDOP interessate alla misura 133. La prima parte riguarda le 2 produzioni DOP ammesse a finanziamento, conun fatturato all’origine complessivo di 290.421.680,00. Nella seconda parte sono considerate le produzioniDOP e IGP relative ai progetti mis.133 presenti all’interno dei PIF.Il prodotto di punta delle produzioni di qualità regionali – altresì beneficiaria degli interventi di promozionedella Misura 133- è la Mozzarella di Bufala Campana DOP. I valori rilevati da ISMEA nel 2010 confermano laproduzione più alta di sempre per tale prodotto, con un fatturato di 289.701.680,00 euro, registrando unsostanziale incremento dell’11% tra il 2009 e il 2010. Nel 2011 tale prodotto rappresenta da sola oltre il 6%dell’export di formaggi DOP d’Italia.Rispetto alla mozzarella di Bufala Campana DOP, il Provolone del Monaco rappresenta un prodotto di nicchia,con un fatturato di circa 720.000 euro e una produzione complessiva di circa 40 tonnellate annue.Il dato relativo al valore del fatturato all’origine delle produzioni DOP-IGP non ancora ammesse perchéricadenti nella progettazione integrata complessivamente è pari a 45.599.730,00 euro. Tali produzioni, fattaeccezione per il Vitellone Bianco che registra una contrazione del fatturato all’origine del -2%, registranodegli incrementi sostanziali dei fatturati all’origine dal 2009 al 2010 (+49% per la mela Annurca, +23% perpag. 80


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAla DOP olearia Colline Salernitane e +82% per il Pomodoro San Marzano). Nel complesso il valore delleproduzioni DOP-IGP soggette alla misura raggiungerebbe un valore di 335.301.410,00 euro.Per quanto attiene alla quantificazione del valore delle produzioni biologiche interessate all’attuazione dellamisura, non disponendo dei stime ufficiali sui fatturati del settore in Campania è stato consideratorendimento medio di 2.370,00 euro/ha in euro della superficie biologica (Banca dati RICA), riportando il datoalla superficie biologica complessiva in Campania, pari a 19.298 ha nel 2009 (SINAB). La stima del fatturatocomplessivo delle produzioni biologiche regionali è pari a circa 45.736.000,00 euro.La DOC Aglianico del Taburno ha registrato nel 2009, sulla base dei dati FederDOC, una produzione di 5.058hl con un fatturato alla produzione di circa 1.011.000 euro.Obiettivo prioritario - CONSOLIDAMENTO E SVILUPPO DELLA QUALITÀ DELLA PRODUZIONE AGRICOLAL’indicatore relativo all’obiettivo prioritario è dato dal valore della produzione agricola soggetta amarchi/norme di qualità riconosciuti. Tale valore è pari 336.157.680,00 euro considerando solamente leproduzioni già ammesse a finanziamento e raggiunge quota 382.048.410,00 se si considerassero anche leproduzioni relative agli interventi PIF. E’ evidente come il valore sia nettamente superiore al target diriferimento e con un’incidenza della Mozzarella di Bufala pari all’86% del valore complessivo valorizzato.Per una più puntuale valorizzazione dell’indicatore stesso, nonché per poter stimare effettivamente gli effettidelle attività di promozione e comunicazione attivate con la misura, occorrerà, ex post, considerare in seriestorica di almeno 3 annualità successive al 2010 considerato la variazione del valore della produzionesoggetta a marchio.Obiettivo generale - ACCRESCERE LA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE SOSTENENDO LARISTRUTTURAZIONE, LO SVILUPPO E L’INNOVAZIONEAttualmente i progetti in corso di attuazione sono 3, con un livello di efficacia rispetto all’obiettivo del 15%.Non è possibile, a questa stregua formulare delle stime che dimostrino l’incidenza del valore delle produzioniinteressate sul valore aggiunto del sistema produttivo agroalimentare regionale, né sulla produttività dellavoro o sulla possibilità di avviare nuovi posti di lavoro.La complessità attuativa e i tempi dilatati nella definizione della progettazione integrata incidononegativamente sulla possibilità di valorizzare i risultati relativi alle attività promozionali e informative.Sarà necessario formulare delle considerazioni in merito nel corso di una fase successiva, in cui i progetti incorso di realizzazione, nonché quelli per cui ancora non c’è stata la finale approvazione siano già conclusi.pag. 81


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAASSE 2 - MIGLIORAMENTO DELL’AMBIENTE E DELLO SPAZIO RURALEMisura 211 – Indennità a favore degli agricoltori nelle zone montaneMisura 212 - Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali,diverse dalle zone montane1. La logica di intervento delle MisureCome illustrato nei seguenti quadri, l’obiettivo operativo delle Misure è di sostenere economicamente leimprese agricole che operano nelle aree montane e non montane svantaggiate. In tali zone (individuate inapplicazione della Direttiva 75/268/CEE), le attività di allevamento e coltivazione - nell'ambito di sistemi diproduzione a bassa intensità di capitali e di mezzi tecnici e nel rispetto dei requisiti della Condizionalità -determinano benefici di tipo ambientale e paesaggistico per l’intera collettività, assimilabili a veri e propribeni pubblici. Questi benefici, all’opposto, si riducono o scompaiono del tutto nelle situazioni in cui si hacessazione o marginalizzazione delle attività e delle terre agricole.In tale ottica, le Misure 211 e 212 prevedono l’erogazione di un’indennità per unità di superficie agricola conla quale compensare, almeno in parte, lo svantaggio economico a carico di titolari di aziende agricole cheoperano nelle aree montane e in aree collinari svantaggiate, rispetto agli altri operatori regionali, cercando intal modo di ostacolare i fenomeni di abbandono/riduzione delle attività agricole ed assicurare la continuitàdell’uso agricolo del territorio.L’effetto diretto ed auspicato derivante dal sostegno è quindi il mantenimento di attività agricole sostenibilidal punto di vista ambientale. Ciò è coerente con gli obiettivi specifici dell’Asse 2, soprattutto in tema di“conservazione della biodiversità” e “tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto pregio naturale” e di“tutela del territorio”. Quest'ultimo comprendente le finalità di tutela del suolo e di salvaguardia delpaesaggio, contribuendo quindi all’obiettivo generale del Programma di “Valorizzare l’ambiente e lo spazionaturale sostenendo la gestione del territorio”.I seguenti quadri riassumono la logica di intervento delle due Misure esplicitando la gerarchia degli obiettivi(tra loro in rapporto di potenziale causalità) e per ciascuno il valore previsto ed il valore effettivamenteraggiunto dai correlati indicatori comuni di Risultato e di Prodotto.Misura 211 – Indennità a favore degli agricoltori nelle zone montaneObiettivo generale• Valorizzare l’ambiente e lo spazio naturalesostenendo la gestione del territorio• Tutela del territorioObiettivi prioritari• Conservazione della biodiversità e tutela ediffusione di sistemi agro-forestali ad altovalore naturalisticoObiettivi operativi• Compensare il deficit di reddito a caricodegli agricoltori che esercitano la propriaattività nelle aree montane caratterizzate dasvantaggi naturaliIndicatori di impattoValoriobiettivo(1)Valorieffettivi(dicembre2011)Efficacia%(effettivi/obiettivo)Ripristino della biodiversità (Farmland BirdIndex)+2 % n.d (2)Conservazione di habitat agricoli e forestali dialto pregio naturale35.400 n.d (2)Riduzione dell’erosione idrica superficiale nellearee a maggior rischio (ton/ha/anno,%)n.dIndicatori di risultatoSuperficie soggetta a una gestione efficace delterritorio, che ha contribuito con successo aevitare la marginalizzazione e l’abbandono delleterre (ettari) 141.600 91.933 (3) 65 %Superficie soggetta a una gestione efficace delterritorio, che ha contribuito con successo alladifesa del suolo (ettari)Superficie soggetta a una gestione efficace delterritorio, che ha contribuito con successo allabiodiversità e alla salvaguardia di habitat agricoli141.600 91.933 (3) 65 %e forestali di alto pregio naturale (ettari)Indicatori di prodottoNumero di aziende beneficiarie in zone montanee altre zone svantaggiate (n.) 16.560 11.830 (4) 71 %Superficie agricola sotto impegno in zonemontane (ettari)141.600160.344(4)113 %pag. 82


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 212 – Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dallezone montaneValori Efficacia %Obiettivo generaleIndicatori di impattoValori obiettivo effettivi (effettivo/obiettivo)(1) (dicembre2011)Ripristino della biodiversità (Farmland Bird• Valorizzare l’ambiente e Index)+ 2 % n.d (2)lo spazio naturaleConservazione di habitat agricoli e forestali disostenendo la gestione del alto pregio naturale (ettari)43.200 n.d (2)territorioRiduzione dell’erosione idrica superficiale nellearee a maggior rischio (ton/ha/anno,%)n.dObiettivi prioritariIndicatori di risultatoSuperficie soggetta a una gestione efficace delterritorio, che ha contribuito con successo a• Tutela del territorioevitare la marginalizzazione e l’abbandono delleterre (ettari) 31.200 12.626 (3) 40%Superficie soggetta a una gestione efficace delterritorio, che ha contribuito con successo alladifesa del suolo (ettari)• Conservazione dellabiodiversità e tutela ediffusione di sistemi agroforestaliad alto valorenaturalisticoObiettivi operativi• Compensare il deficit direddito a carico degliagricoltori che esercitanola propria attività nellearee svantaggiateSuperficie soggetta a una gestione efficace delterritorio, che ha contribuito con successo allabiodiversità e alla salvaguardia di habitatagricoli e forestali di alto pregio naturale (ettari)31.200 12.626 (3)Indicatori di prodottoNumero di aziende beneficiarie in zonesvantaggiate(n.) 2.880 3.140 (4)Superficie agricola sotto impegno77%31.200 24.040 (4)(ettari)(1): valori-obiettivo riportati nella scheda-Misura del PSR dgr 283 e RAE 2011(2): cfr. Capitolo 4 del presente Rapporto.(3) I valori si riferiscono alle superfici fisiche interessate esclusivamente dal sostegno delle Misure 211 e 212, cioè escludendo dal totaledella superficie sovvenzionata (160.344 ettari per la Misura 211 e 24.040 ettari per la Misura 212) le superfici (68.411 ettari per laMisura 211 e 7.414 ettari per la Misura 212) nelle quali alle indennità compensative si aggiunge il sostegno per impegni agroambientalinell’ambito della Misura 214.(4): Valori cumulati relativi agli anni 2008, 2009, 2010 e 2011, al netto dei doppi conteggi tra gli anni.40%109%La pertinenza degli obiettivi che le Misure si propongono di perseguire, in relazione ai fabbisogni presentinelle aree svantaggiate (già definiti nel PSR e nella sua Valutazione ex-ante) viene oggi confermata dai datirelativi al Censimento generale dell’Agricoltura 2010. In particolare, il confronto temporale e ladifferenziazione territoriale dei dati censuari 2000-2010, consente di mettere in luce l’evoluzione di alcuniaspetti strutturali del sistema agricolo verificatasi negli ultimi dieci anni nelle aree svantaggiate 12 , in relazionealle analoghe dinamiche delle aree non svantaggiate (Tabella 1).Le regione Campania presenta una superficie agricola utilizzata (SAU) di circa 550.00 ettari (dati censuari2010) di cui un ampio territorio, pari a circa 390.000 ettari, ricade nelle aree svantaggiate (ASV). Le aziendeagricole totali censite nel 2010 nelle aree non svantaggiate (ANS) rappresentano circa la metà (-50%) diquelle censite nel 2000 mentre, nelle aree svantaggiate tale riduzione risulta inferiore (-36%) 13 . Unadiminuzione, seppur di minore intensità, si verifica anche per la Superficie Agricola Totale (-7% nelle ANS e -16% nelle ASV) e per la SAU (-5% per le ANS e -7% per le ASV).Il diverso andamento dei due indicatori si associa pertanto ad un aumento della dimensione fisica mediaaziendale, che passa, in termini di SAT, da 2 a 3,7 ettari per le aziende in ANS e da 4,7 a 6,2 ettari per leaziende in ASV; e da 1,7 a 3,3 ettari per le aziende ANS e da 3 a 4,4 ettari ASV come SAU.Ciò viene ancor meglio evidenziato dalla distribuzione delle aziende per classi di SAU dalla quale si rileva laconsistente riduzione nelle classi di minore dimensione (sotto i 10 ettari) e all’opposto l’incremento nel12 Si considerano i Comuni previsti dal Reg. CE 1257/99 Art. 18, 19 e 20.13Va osservato che la rilevante riduzione tra le due rilevazioni censuarie può essere almeno in parte determinata dai diversi criteri con iquali sono state incluse le unità nel campo di osservazione UE. Inoltre si ricorda che nel 2010 non sono state censite le aziendeesclusivamente forestali.pag. 83


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAnumero di aziende sopra i 20 ettari. Considerando i valori dei suddetti indicatori per le due zone, siosservano le medesime tendenze, seppur con intensità (variazioni nel decennio) maggiori nelle ANS rispettoalle ASV.La riduzione della SAU nelle aree svantaggiate è principalmente a carico dei seminativi (che continuanotuttavia a rappresentare l’utilizzo prevalente) e delle colture legnose agrarie, con una variazionerispettivamente dell’-11 e del -10%). Nelle zone non svantaggiate la diminuzione è soprattutto determinatadalle colture legnose agrarie (-11%) mentre i seminativi mantengono una superficie quasi costante (-1%).Per entrambe le aree si assiste ad un incremento delle superfici a prati permanenti e pascoli con unamaggiore incidenza nelle ANS.Il numero di aziende con allevamento e in particolare con bovini subiscono, una riduzione nel decennio diintensità simile nelle due aree mentre si diversificano nei valori dei capi bovini (-23% nelle ANS e -11 nelleASV). Ciò determina incrementi nel numero medio di capi bovini per azienda molto diversificato per le duezonazioni (29% nelle zone svantaggiate e 87% in quelle non svantaggiate). Si conferma anche il caratterepiù estensivo degli allevamenti presenti nelle aree svantaggiate, se espresso in termini di superficie a prato epascolo potenzialmente disponibile per UBA o per capo (bovini).La quota di aziende con allevamento e in particolare con bovini sul totale delle aziende agricola continua adessere superiore nelle aree svantaggiate rispetto alle ANS e tale incidenza diminuisce nel decennio, passandodal 22% al 13% per gli allevamenti totali e mantenendosi invece costante per i soli allevamenti bovini (9%).Considerando invece l’insieme delle ASV si verifica una tendenza simile ma meno evidente, con unariduzione dall’8,4% al 6,8% delle aziende con allevamenti sul totale delle aziende e variando dal 2,9% al3,5% per le sole aziende con allevamenti bovini.In conclusione, a fronte di una complessiva riduzione del numero di aziende agricole (-42% il valoreregionale) essa appare più intensa nelle aree non svantaggiate - generalmente più a ridosso dei centri edelle aree urbane e caratterizzate da sistemi di produzioni agricole più intensivi - rispetto a quanto avvienenelle zone svantaggiate, nelle quali prevalgono sistemi agricoli di tipo estensivo. Tali processi siaccompagnano, in entrambe le aree, al fenomeno della “concentrazione” delle superfici e dei capi allevati inun numero inferiore di aziende, con aumento della loro dimensione fisica media (ettari e capi per azienda)rispetto alla situazione del 2000, particolarmente evidente nelle aree non svantaggiate.Inoltre, nonostante le percentuali di riduzione negli anni del numero delle aziende zootecniche e di quellebovine tra le aree svantaggiate e quelle ANS siano simili, si evidenzia un minore calo di capi bovini nelle ASVrispetto alle aree di contesto non svantaggiate. Ciò riafferma l’importanza che continuano ad avere nellearee svantaggiate le aziende di indirizzo zootecnico, rispetto agli altri orientamenti, meno praticabili a causadelle limitazioni di natura ambientale.L’analisi dei dati censuari conferma pertanto la pertinenza (rispetto alle dinamiche e problematiche presentinel contesto delle aree svantaggiate) delle azioni di sostegno svolte dalle Misure 211 e 212 attraversol’erogazione delle indennità compensative annuali per unità di superficie.pag. 84


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab.1 – Aziende e superfici agricole nelle aree svantaggiate, non svantaggiate e totali della regione Campania – confronto tra Censimenti generali dell’agricoltura2000 e 2010Indicatori/indiciRegione CAMPANIA totale Aree svantaggiate Aree NON svantaggiate2010 2000 diff % 2010 2000 diff % 2010 2000 diff %Az. Agricole totali (anche senza superfici) n. 136.872 234.335 -42% 88.167 137.653 -36% 48.705 96.682 -50%Supercie agricola totale (SAT) Ha 722.687 837.810 -14% 541.944 642.824 -16% 180.743 194.986 -7%Superficie agricola utilizzata (SAU) Ha 549.532 585.997 -6% 389.400 418.277 -7% 160.132 167.720 -5%SAT media per azienda Ha 5,3 3,6 48% 6,2 4,7 32% 3,7 2,0 84%SAU media per azienda Ha 4 2,5 61% 4,4 3 46% 3,3 1,7 90%Aziende per classi di SAUSAU per utilizzazione (Ha):SAU per utilizzazione (% della SAU):< 2 Ha n. 82.495 172.925 -52% 52.433 95.930 -45% 30.062 76.995 -61%2 - 9,9 Ha n. 43.751 52.737 -17% 28.245 35.225 -20% 15.506 17.512 -11%10 - 19,9 Ha n. 6.455 5.780 12% 4.383 4.283 2% 2.072 1.497 38%20 - 49,9 Ha n. 2.979 2.200 35% 2.194 1.686 30% 785 514 53%50 Ha e oltre n. 905 618 46% 709 478 48% 196 140 40%Seminativi Ha 268.101 291.252 -8% 179.153 201.028 -11% 88.948 90.224 -1%Colture legnose agrarie Ha 157.486 176.493 -11% 96.172 107.386 -10% 61.314 69.107 -11%Prati permanenti e pascoli Ha 120.434 113.333 6% 111.451 106.265 5% 8.983 7.068 27%Seminativi % 49% 50% 46% 48% 56% 54%Colture legnose agrarie % 29% 30% 25% 26% 38% 41%Prati permanenti e pascoli % 22% 19% 29% 25% 5,6% 4,2%Aziende con allevamento n. 14.705 38.095 -61% 11.396 29.995 -62% 3.309 8.100 -59%Aziende con allevamento/Aziende totali % 11% 16% 13% 22% 6,8% 8,4%Aziende con allevamenti bovini n. 9.333 15.350 -39% 7.633 12.536 -39% 1.700 2.814 -40%Aziende con bovini/Aziende totali % 7% 7% 9% 9% 3,5% 2,9%Capi bovini n. 182.630 212.267 -14% 146.103 164.545 -11% 36.527 47.722 -23%Capi bovini /Azienda n. 19,57 13,83 36% 19,14 13,13 29% 11,04 5,89 87%Fonte: elaborazione dei dati ricavati dal Datawarehouse nel sito web di ISTAT, relativo al Censimento 2010. Per i valori del 2000 sono stati considerati i valori storici in esso riportati.pag. 85


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA2. L’efficacia delle Misure in relazione agli obiettiviCome illustrato nel quadro sinottico iniziale si evidenzia per la Misura 211 il superamento dell’obiettivo direalizzazione se espresso attraverso l’Indicatore di prodotto “superficie agricola sovvenzionata” (valoreeffettivo pari a circa il 113% del previsto); mentre per la Misura 212 tale obiettivo non è statocompletamente raggiunto (valore effettivo pari a circa il 77% del previsto).Viceversa, il numero di aziende agricole beneficiarie risulta sensibilmente inferiore (71%) al valore obiettivonella Misura 211; mentre risulta sorpassato per la Misura 212. Ciò corrisponde ad una dimensione mediadelle aziende beneficiarie (rispettivamente pari a 13,5 ettari per la Misura 211 e a 7,6 ettari per la Misura212) differente da quanto previsto in fase di programmazione (8,5 ettari per la Misura 211 e 10,8 ettari perla Misura 212).La declinazione degli Indicatori di prodotto - derivante dall’elaborazione delle informazioni presenti nellabanca dati ottenuta secondo la modalità della “scarico differito” dal portale del Sistema Informativo AgricoloNazionale (SIAN-AGEA) - e la loro comparazione con gli analoghi indicatori di contesto, ricavabili dalCensimento generale dell’Agricoltura 2010 consente ulteriori valutazioni in merito al potenziale impatto delleMisure.Prendendo a riferimento l'annualità 2011 (seguente Tabella 2) la superficie finanziata totale (Misura 211 e212), circa 134.000 ettari, corrisponde al 34% della SAU nelle aree svantaggiate potenzialmente finanziabili,cioè relativa alle aziende in possesso dei requisiti di accesso alle Misure. Essa corrisponde pertanto alla SAUdelle aree svantaggiate nella quale grazie al sostegno risultano interrotti o comunque ostacolati i fenomeni diriduzione dell’uso agricolo del suolo.Va segnalato che pur essendo l'adesione alle Misure annuale l'impegno al mantenimento dell'attività agricolasi protrae, in ogni caso (anche in assenza di ripresentazione o accoglimento della domanda) per ilquinquennio successivo al primo pagamento.Esaminando la distribuzione della superficie finanziata con le Misure per tipo di coltura emerge l’importanzaassunta dai prati permanenti e dai pascoli, in relazione a dati di contesto nei quali l’incidenza della superficieoggetto di indennizzo è pari a circa il 45%. Si osserva che tale uso agricolo del suolo – se condotto nei limitidi carico zootecnico previsti dalla Misura – può rientrare nella categoria delle aree agricole seminaturali, adelevato valore naturalistico (definizione di “HNV farmland/farming”).Considerando invece il numero delle aziende beneficiarie delle due Misure, si ottiene un’incidenza sul totaledi quelle potenzialmente beneficiarie pari al 12% e ciò indica una tendenza del sostegno ad orientarsi versole classi aziendali di maggiore dimensione, elemento questo rilevabile anche da una superficie finanziatamedia per azienda (12 ettari) superiore a quella media “finanziabile” (4,4 ettari). In tale quadro emergetuttavia la relativamente maggiore capacità di intervento nelle aziende zootecniche.Tab. 2 - Numero di aziende e superfici agricole sovvenzionate (2011) in relazione ai dati di contesto (aziendeagricole presenti nei comuni svantaggiati regionali)Attuazione della Misura 211 e 212 (2011) (1) Contesto regionale di intervento (2)Indice %(a)/(b)Indicatori U.M. Valori (a) Indicatori U.M. Valori (b)Aziende beneficiarie n. 10.751Aziende potenzialmentebeneficiabili (2)n. 88.167 12%Superficie sovvenzionata totaleSuperficie sovvenzionabileHa 133.822di cui:totale, di cui:Ha 389.400 34%- prati permanenti e pascoli Ha 50.103 - prati permanenti e pascoli Ha 111.451 45%Superficie sovvenzionataSuperficie finanziabileHa 12tot/aziendatot/aziendaHa 4,4Aziende beneficiarie zootecniche n. 3.684Aziende totali zootecnichepotenzialmente beneficiabilin. 11.396 32%(*) Fonti: (1) Sistema di monitoraggio regionale; (2) Censimento generale dell'Agricoltura 2010I dati ricavabili dalle BD della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) – rese disponibili per gli anni2008 e 2009 dall’Osservatorio regionale di INEA - possono offrire l’opportunità di analizzare sia le differenzeesistenti, nelle caratteristiche strutturali e nei risultati economici, tra aziende operanti, rispettivamente, inpag. 86


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAaree svantaggiate montane e nelle altre aree regionali non svantaggiate, sia l'importanza che assumel’indennità erogata rispetto ai risultati economici delle aziende beneficiarie. La prima analisi è utile pervalutare la pertinenza delle Misure (cioè dei suoi obiettivi operativi in relazione ad un fabbisogno reale diintervento); mentre la seconda potrebbe fornire elementi per la valutazione della loro efficacia in termini disostegno al reddito degli agricoltori.Tali analisi presentano però dei limiti: esse si basano esclusivamente sui dati dei campioni RICA regionali(solo le annualità 2008 e 2009 ed incomplete di alcuni dati economici) e non utilizzabili, in quanto tali, perdescrivere il loro universo statistico di riferimento (campo di osservazione RICA regionale). Ciò inconseguenza soprattutto dell’asimmetrica distribuzione che le aziende presentano in termini di dimensionefisica ed economica. Come previsto dalle metodologie e nelle elaborazioni prodotte da INEA-RICA,l’operazione di inferenza dei dati campionari richiede, infatti, la loro preliminare “pesatura”, con la qualetener conto della diversa distribuzione presente tra unità campionarie e unità dell’universo.Nell’ambito del processo di Valutazione una tale procedura risulta difficilmente attuabile oltre che nonopportuna da realizzare.Tuttavia, come più avanti illustrato, nel calcolo dei valori medi degli indicatori possono essere utilizzati deicoefficienti di ponderazione relativi alla distribuzione delle aziende dell'universo regionale per classi di UDE,ricavabili dai report tabellari scaricabili dal sito web INEA-RICA.Un ulteriore limite di questo tipo di analisi va ricercato nei probabili effetti di distorsione insiti nel tentativo dimettere a confronto, nell'ambito del campione RICA regionale, i due "sottoinsiemi" delle aziende operanti,rispettivamente, in aree non svantaggiate e in aree svantaggiate montane; ciò in conseguenza della diversanumerosità e distribuzione delle unità campionarie per classi dimensionali che si verifica tra i due gruppi.Quest'insieme di considerazioni deve condurre ad una prima lettura ed interpretazione dei dati di seguitoesposti molto cauta, soprattutto riguardo ai valori medi assoluti degli indicatori.Ciò nonostante si ritiene che i valori degli indici (rapporti tra indicatori) e le comparazioni tra gli stessipossano consentire di rilevare differenze significative nelle caratteristiche strutturali e nei risultati economicidei due gruppi di aziende esaminate, fornendo un contributo alla valutazione della pertinenza e dell’ efficaciadelle Misure 211 e 212. Sarà necessario per il futuro assicurare un perfezionamento delle elaborazionistatistiche dei dati RICA e un adeguamento/ampliamento degli stessi alle esigenze delle analisi, in strettacollaborazione con gli esperti che a livello regionale ne curano la raccolta ed l’elaborazione.Nella seguente Tabella 3 le aziende del campione RICA nel 2008 e 2009 sono ripartite per Orientamentotecnico economico (OTE) generale e per aree territoriali differenziate per condizioni di svantaggio.Si evidenzia che nell’universo RICA il numero delle aziende beneficiarie della Misura 212 è molto limitato perentrambi gli anni (soltanto 4 aziende) rendendo irrealizzabile qualsiasi loro.Passando dalle zone non svantaggiate alle zone svantaggiate montane, aumenta la frequenza delle aziendein un numero limitato di OTE generali, in particolare in quelli con presenza di allevamenti: nell’OTE“specializzato erbivori” si collocano, in entrambi gli anni, il 18% delle aziende totali del campione e il 24%delle aziende in zone svantaggiate montane. All’OTE “specializzate in seminativi” appartiene il 20% nelleaziende totali e circa il 19% di quelle in zone svantaggiate montane. I beneficiari della Misura 211 negli anni,si collocano come numerosità campionaria all’interno di questi stessi orientamenti con il 28% per le aziendespecializzate in seminativi e 23% per le aziende specializzate in erbivori. Infatti, i fattori ambientali edorografici tipici delle zone montane riducono fortemente la possibilità di indirizzi produttivi differenti oltrequello seminativo e zootecnico.pag. 87


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab. 3 – Numero aziende del campione per OTE generale e per zone – Anni 2008 e 2009OTE generalespecializzateseminativispecializzate c.permanentispecializzateortofloricolturaspecializzateerbivorispecializzategranivoriTotali RICAZone NONsvantaggiateZonesvantaggiateZonesvantaggiateMONTANEMisura 211 Misura 212 Misure 211 e 212n. % n. % n. % n. % n. % n. % n. %174 20% 91 19% 83 20% 62 19% 28 28% 1 25% 29 28%308 35% 185 39% 123 30% 97 31% 19 19% - 0% 19 18%105 12% 91 19% 14 3% 1 0% - 0% - 0% - 0%158 18% 64 13% 94 23% 77 24% 23 23% 1 25% 24 23%21 2% 11 2% 10 2% 9 3% 2 2% - 0% 2 2%policoltura 61 7% 27 6% 34 8% 28 9% 4 4% 1 25% 5 5%poliallevamenti 12 1% 1 0% 11 3% 9 3% 5 5% - 0% 5 5%miste 52 6% 8 2% 44 11% 35 11% 19 19% 1 25% 20 19%Totale 891 100% 478 100% 413 100% 318 100% 100 100% 4 100% 104 100%Nelle successive Tabelle 4.A e 4.B sono ripartite le sole aziende del campione RICA appartenenti alle OTE“specializzati erbivori” e “specializzati seminativi” per gli anni 2008 e 2009, in funzione della classe didimensione economica (UDE) e della localizzazione territoriale.Per le aziende specializzate in erbivori si rileva una non uniforme distribuzione del campione tra le due zone:in quelle non svantaggiate il campione viene totalmente a mancare per le classi di UDE più basse (aziendepiccole e medio piccole con un reddito lordo standard fino a 19.200 euro). Ciò ne preclude per il momentol’analisi che potrà essere effettuata solo in seguito ad un approfondimento e aggiornamento dei dati delcampione RICA fino ad oggi utilizzato.Per le successive analisi si è quindi fatto riferimento alle sole aziende del campione RICA appartenenti alleOTE “specializzati seminativi” in cui si evidenzia una frequenza del campione nei due anni maggiore sia perzone non svantaggiate, sia in quelle svantaggiate montane nella classe di UDE 16-40 (aziende medie con unreddito lordo standard compreso tra 19.200 e 48.000 euro), pari rispettivamente al 46% e al 32% delleaziende totali del campione. Anche i beneficiari della Misura 211 nei due anni, con il 43% si collocano comenumerosità campionaria all’interno di questa stessa classe di UDE.Tab. 4A – Numero delle aziende campione “Specializzate in erbivori” per UDE e per zone – Anni 2008 e2009UDEspecializzateerbivoriTotali RICAZone NONsvantaggiateZonesvantaggiateZonesvantaggiateMONTANEMisura 211 Misura 212 Misure 211 e 212n. % n. % n. % n. % n. % n. % n. %2 – 8 11 7% 0 0% 11 12% 11 14% 4 14% - 0% 4 14%8 – 16 24 15% 0 0% 24 26% 22 29% 5 18% - 0% 5 17%16 – 40 29 18% 6 9% 23 24% 22 29% 9 32% - 0% 9 31%40 – 100 46 29% 26 41% 20 21% 13 17% 7 25% - 0% 7 24%Oltre 100 48 30% 32 50% 16 17% 9 12% 3 11% 1 100% 4 14%Totale 158 100% 64 100% 94 100% 77 100% 28 100% 1 100% 29 100%pag. 88


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab. 4B – Numero delle aziende campione “Specializzate in seminativi” per UDE e per zone – Anni 2008 e2009UDEspecializzateseminativiTotali RICAZone NONsvantaggiateZonesvantaggiateZonesvantaggiateMONTANEMisura 211 Misura 212 Misure 211 e 212n. % n. % n. % n. % n. % n. % n. %2 – 8 27 16% 10 11% 17 20% 11 18% 2 7% - 0% 2 7%8 – 16 39 22% 20 22% 19 23% 16 26% 3 11% 1 100% 4 14%16 – 40 70 40% 42 46% 28 34% 20 32% 12 43% - 0% 12 41%40 – 100 29 17% 12 13% 17 20% 13 21% 9 32% - 0% 9 31%Oltre 100 9 5% 7 8% 2 2% 2 3% 2 7% - 0% 2 7%Totale 174 100% 91 100% 83 100% 62 100% 28 100% 1 100% 29 100%Nella Tabella 5 per gli anni 2008 e 2009, sono riportati i valori medi dei principali indicatori inerenti lecaratteristiche strutturali e i risultati economici conseguiti, distinti per classe di dimensione economica (UDE)e per localizzazione territoriale, distinguendo tra aziende in zone non svantaggiate (ANS) e in zonesvantaggiate montane (ASV_M). Per la prima stratificazione (classi di UDE) il valore rappresentato è la mediaaritmetica tra i valori delle singole unità del campione. La media dei due gruppi - ANS e ASV_M - èponderata in funzione della distribuzione per classi di UDE delle aziende costituenti l'universo regionale dellaRICA 14 .In Tabella 6 sono quindi calcolati, per i due gruppi (ANS e ASV_M) e per l’ OTE “specializzati seminativi”, iprincipali indici (dati dal rapporto tra gli indicatori) strutturali ed economici.Riguardo alle caratteristiche strutturali si evidenzia nelle aziende “specializzate in seminativi” nei due anni,una maggiore SAU media delle ASV_M (circa 15 ettari) rispetto alle ANS (circa 7 ettari) a cui corrispondeanche una più elevata disponibilità di SAU per unità di lavoro (indice SAU/ULT). Nelle aree non svantaggiateil valore del carico zootecnico (UBA/SAU) pari 0,02 a fronte del valore nelle ASV_M pari a 5 volte nei dueanni, conferma l’importanza della zootecnia per le aree svantaggiate montane attraverso l’utilizzo dellesuperfici difficilmente meccanizzabili, evidenziandone l’importanza e le potenzialità economiche nelle areemontane, congiuntamente ai valori paesaggistici e soprattutto ambientali.Prendendo in esame il Reddito Netto (RN) - indicatore che esprime il compenso spettante all'imprenditore ealla sua famiglia per l'apposto dei fattori produttivi - per le aziende specializzate in seminativi si verifica neidue anni una netta distinzione dei valori medi dei due gruppi - si verificano infatti riduzioni nella redditivitàdella terra (RN/SAU) passando dalle aree non svantaggiate a quelle ASV_M.Questo stesso andamento può essere notato nella redditività del lavoro (RN/ULT) in cui le aziende“specializzate in seminativi” presentano, nei due anni, valori anche qui maggiori per le ANS rispetto alleaziende in zone svantaggiate montane. In particolare l'indice RN/ULT delle ASV_M è mediamente inferiore dicirca 2.200 euro, mentre l’indice RN/SAU si riduce mediamente di circa 4.400 euro.14 I fattori di ponderazione applicati ai valori medi del campione per strato di UDE sono stati ricavati in base agli elaborati tabellaridisponibili nel sito web di INEA-RICA (Report sulle caratteristiche strutturali delle aziende) relativi alla regione Campania nel suoinsieme, quindi senza nessuna differenziazione tra le zone non svantaggiate e le zone svantaggiate.pag. 89


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab. 5 - Valori medi degli indicatori strutturali ed economici per le aziende del campione RICA - OTE "specializzate seminativi" in aree non svantaggiate e svantaggiate in aree montane della regioneCampania - Anni 2008 e 2009Indicatori Zone NON svantaggiate (ANS) Zone svantaggiate MONTANE (ASV_M)Classi di UDE UDE 2-8 UDE 8-16 UDE 16 – 40UDE 40 –100UDE > 100 Totale UDE 2-8 UDE 8-16 UDE 16 – 40UDE 40 –100UDE > 100TotaleAziende del campione 10 20 42 12 7 91 11 16 20 13 2 62Medie ponderateMedie ponderateULT n. 0,9 1,7 2,7 3,4 26,7 2,1 0,7 1,0 1,0 1,4 1,3 0,9ULF n. 0,8 1,3 1,3 1,0 0,8 1,0 0,7 0,8 0,9 1,0 0,9 0,8SAU Ha 2,1 8,4 7,7 10,2 71,6 6,7 5,6 10,0 25,7 57,8 83,9 14,6UBA n. - 0,0003 0,002 - - 0,1 0,1 0,1 3,6 8,6 14,7 1,4RN Euro 29.872 20.654 38.875 53.839 279.723 35.383 5.222 11.699 20.558 42.627 55.910 12.661Fattori diponderazione48 % 28 % 17 % 5 % 2 % 48 % 28 % 17 % 5 % 2 %Fonte: elaborazione dati BD RICA anni 2008 e 2009pag. 90


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 214 – Pagamenti agroambientali1. La logica di interventoLa Misura finanzia un aiuto diretto ad agricoltori ed altri gestori del territorio per ripagarli dei maggiori oneriderivanti dall’assunzione di impegni volontari aggiuntivi (che “vanno al di là” della Condizionalità e deirequisiti minimi relativi all'impiego di prodotti fitosanitari e fertilizzanti) previsti nell’ambito di un’ ampiatipologia di specifiche Azioni agroambientali di seguito in breve richiamate.a) Agricoltura integratasi incentiva il rispetto delle norme tecniche previste dal Piano Regionale per la difesa fitosanitaria integrata (PRLFI) e dalPiano regionale per la consulenza alla fertilizzazione aziendale (PRCFA) nonché degli impegni derivanti dalla taraturadella macchine irroratrici.b) Agricoltura biologicagli impegni riguardano il rispetto di quanto previsto dalla applicazione del Reg. CEE 2092/91 e smi, relativamente alladifesa fitosanitaria, alla fertilizzazione, all'uso di materiale di riproduzione vegetativa (non OGM); si aggiungono l'obbligodella analisi del suolo e il rispetto del Piano di Concimazione Aziendale.c) Mantenimento della sostanza organicaprevede l'apporto al terreno di ammendanti compostati verdi o misti (ai sensi del Dlgs n.217/06) nonché laincentivazione e/o l'introduzione di pratiche agronomiche che favoriscono l'incremento e/o la conservazione dellasostanza organica, quali le lavorazioni poco profonde o con attrezzi dotati di bassa velocità periferica, l'interramento deiresidui colturali.d) Azioni extra Buone Condizioni Agronomiche e Ambientalisi articola in due specifiche interventi, il primo volto ad incentivare pratiche agronomiche conservative del suolo nellecoltivazioni arboree (inerbimenti e lavorazioni minime) la seconda di sostegno al pascolo estensivo.e) Allevamento di specie animali locali in via di estinzionesi articola nella Azione e1 che prevede aiuti agli allevatori che si impegnano ad allevare e riprodurre capi di razze arischio di estinzione e nella Azione e2, destinata a sostenere Enti e Istituti di sperimentazione e ricerca nelle attività disalvaguardia del patrimonio genetico autoctono.f) Allevamento di specie vegetali autoctone in via di estinzionel'Azione f1 prevede aiuti agli imprenditori che si impegnano alla coltivazione e/o conservazione in sito di ecotipi vegetali arischio di erosione genetica; l'Azione f2 prevede invece aiuti a favore di Enti ed Istituti di sperimentazione e ricerca perattività concernenti la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche vegetali.g) Conservazione di ceppi centenari di viteprevede aiuti agli agricoltori o altri gestori del territorio che si impegnano a coltivare e mantenere ceppi centenari divitigni locali, in un sistema di produzione a ridotti input chimici attraverso l'adesione obbligatoria alle azioni agroambientalia) o b).Gli impegni derivante dalla adesione a tali azioni determinano effetti ambientali che concorrono, seppur condiversa intensità e diffusione territoriale, al raggiungimento agli obiettivi prioritari dell'Asse 2 (derivanti dalPSN). Tale legame di potenziale causalità tra Azioni e obiettivi è indicato nella stessa scheda Misura del PSRe viene qui di seguito rappresentato.Obiettivi prioritari di Asse (PSN--PSR) 214.a 214.b 214.c 214.d 214.e 214.f 214.gII.1- Conservazione della biodiversità e tutela ediffusione dei sistemi agroforestali ad alto valorenaturaleII.2- Tutela qualitativa e quantitativa delle risorseidriche superficali e profondeII.3 Riduzione dei gas serraII.4 Tutela del territorioXX X X X XXX X XX X X X X Xpag. 91


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASi evidenzia la non univocità dei rapporti: tutte le Azioni contribuiscono ad almeno due obiettivi prioritari e ilfenomeno della “multi finalità” si accentua particolarmente nell’Azione 214.b (agricoltura biologica) la quale ècorrelata alla totalità degli obiettivi di Misura e a tre dei quattro obiettivi prioritari di Asse 15 . Ciò è laconseguenza del diverso criterio con cui sono articolati, rispettivamente, gli Obiettivi e le Azioni: i primirispetto al “tema” o componente ambientale che si intende salvaguardare (biodiversità, acqua, suolo ecc…);le seconde in relazione al tipo di pratica agricola o gestionale per la quale si incentiva l’incremento dellasostenibilità ambientale (difesa fitosanitaria, fertilizzazione, lavorazione del terreno, gestione dei pascoliecc…) e che spesso determina effetti su più componenti ambientali. D’altra parte, selezionare per ciascunaAzione un solo obiettivo (ad esempio adottando un criterio della prevalenza) condurrebbe ad unasottovalutazione sia degli effetti ambientali della singola Azione ( quindi della Misura nel suo insieme) siadelle potenziali sinergie derivanti dall’integrazione di più pratiche agronomiche rispetto al singolo tema(obiettivo). Tale semplificazione risulterebbe impropria soprattutto per l’Azione di Agricoltura biologica laquale determina non variazioni di singole pratiche, bensì una modifica complessiva del metodo di produzionee che proprio per questo è considerata “azione prioritaria” a livello comunitario 16 .Sulla base delle considerazioni fin qui svolte, nel seguente Quadro sinottico si propone una rappresentazionedella “logica di intervento” della Misura attraverso la individuazione degli obiettivi di diverso livello a cui essapartecipa e dei possibili Indicatori utilizzabili per la valutazione. Partendo dalla base del quadro e procedendoverso l’alto: la realizzazione delle Azioni agro-ambientali rappresenta l’obiettivo operativo della Misura(verificabile attraverso Indicatori di prodotto) che contribuisce, secondo un potenziale nesso di causalità alraggiungimento degli Obiettivi prioritari di Asse, articolati in funzione del tipo di effetto ambientale atteso (lasalvaguardia della biodiversità, la tutela quali-quantitativa delle acque, la riduzione dei gas serra, la tutela delterritorio (comprendente la tutela del suolo e la tutela del paesaggio agrario) e misurabili con il supporto diIndicatori di Risultato. Attraverso il contributo della Misura agli Obiettivi prioritari la stessa partecipaall’obiettivo generale dell’Asse 2 (“Valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo la gestione delterritorio”) al quale vengono associati, nello schema, gli Indicatori di impatto (comuni ed aggiuntivi).Obiettivo generaleValorizzare l’ambiente e lospazio naturale sostenendola gestione del territorioObiettivi prioritari di AsseConservazione dellabiodiversità e tutela ediffusione di sistemi agroforestaliad alto valorenaturalisticoIndicatori di impatto.Ripristino della biodiversità – (variazionedell’ indice FBI) (*)Conservazione/incremento di aree agricoledi alto pregio naturale (HNV) (ettari) (*)Miglioramento della qualità delle acque:variazione del surplus (bilancio) deimacronutrientiRiduzione dell’erosione idrica superficiale aseguito degli interventi (t/ettaro/anno, %)(**)Riduzione delle emissioni di gas ad effettoserra del settore agricolo a seguito degliinterventiIndicatori di risultatoSuperficie soggetta ad una gestioneefficace del territorio, che ha contribuitocon successo alla biodiversità e allasalvaguardia di habitat agricoli e forestalidi alto pregio naturale. (*)Valore effettivo(dicembre 2011)Valoriobiettivo (1)+2 %Efficacia(effettivo/obiettivo)46.278 41.600 111 %Valore effettivo(dicembre 2011)20%n.dn.dValoriobiettivo (1)Efficacia(effettivo/obiettivo)58.314 55.200 106%15 Va osservato che l’Azione, contrariamente a quanto indicato nella scheda Misura, contribuisce in realtà anche all’obiettivo prioritario di“Riduzione dei gas serra”, in quanto il metodo biologico può determinare sia la salvaguardia/incremento della sostanza organica nelsuolo (quindi “carbon sink”) sia la riduzione delle quantità di fertilizzanti azotati somministrati (quindi la riduzione delle emissioni diprotossido di azoto, gas ad effetto serra).16 Gli Orientamenti Strategici Comunitari per lo sviluppo rurale evidenziano l’esigenza di rafforzare il contributo dell’agricoltura biologicaagli obiettivi di tutela ambientale, rappresentando essa un “approccio globale all’agricoltura sostenibile”. Il Reg. CE 834/2007 evidenziacome il sistema di produzione biologica, lungi dall’essere un semplice modello produttivo, rappresenti “un sistema globale di gestionedell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello dibiodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzioneconfacente alle preferenze di taluni consumatori…” (considerata (1)).pag. 92


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivi prioritari di AsseTutela qualitativa equantitativa delle risorseidriche superficiali eprofondeIndicatori di risultatoSuperficie soggetta ad una gestioneefficace del territorio, che ha contribuitocon successo a migliorare la qualitàdell’acqua (ettari) (*)Valore effettivo(dicembre 2011)Valoriobiettivo (1)Efficacia(effettivo/obiettivo)56.077 61.449 91%Riduzione dei gas serraTutela del territorio (tuteladel suolo)Obiettivi operativi di MisuraSostegno all'adozione ditecniche di agricolturaintegrata (Azione a)Sostegno all'adozione ditecniche di agricolturabiologica (Azione b)Sostegno all’adozione dipratiche agronomicheconservative (Azioni c e d)Sostegno per l’allevamentodi specie o razze animali invia di estinzioneSuperficie soggetta ad una gestioneefficace del territorio, che ha contribuitocon successo ad attenuare i cambiamenticlimatici (ettari) (*)Superficie soggetta ad una gestioneefficace del territorio, che ha contribuitocon successo a migliorare la qualità delsuolo (ettari) (*)Indicatori di prodottoSuperficie oggetto di impegno (ha)56.637 62.490 91%58.763 56.241Valore effettivo(dicembre 2011)44.152Valoriobiettivo (1)104 %Efficacia(effettivo/obiettivo)47.909 92 %Aziende beneficiarie (n.) 7.567 n.dSuperficie oggetto di impegno (ha)11.92513.540 88 %Aziende beneficiarie (n.) 1.390 n.d.Superficie oggetto di impegno (ha) 48.83842.702Aziende beneficiarie (n.) 1.419n.d.(1.359 + 60)Numero di contratti9.876 11.900(*) Indicatori aggiuntivi (1): valori-obiettivo revisionati settembre 2011114 %83 %2. L’efficacia rispetto agli obiettivi operativi della MisuraCome già segnalato, nel quadro logico della Misura 214, gli obiettivi operativi si identificano con la concretaattuazione delle diverse Azioni, espressi in termini di aziende coinvolte e superficie agricole interessate. Intale ottica la valutazione di efficacia si basa sui livelli raggiunti, al dicembre 2011, dagli Indicatori di prodotto(tra i quali la superficie interessata dagli impegni rappresenta quello più significativo rispetto agli effetti ditipo ambientale) per le diverse Azioni e sul rapporto di tali valori con gli obiettivi del Programma. Obiettiviche, d’altra parte, hanno subito, nel corso del processo di attuazione del PSR e a partire dalla versioneinizialmente approvata, rimodulazioni in funzione dei risultati raggiunti 17 . Inoltre va ricordato che la modificaal PSR avviata nell’agosto del 2011 ha modificato le previsioni di adesioni alle singole azioni della Misura 214e di conseguenza la ripartizione della dotazione finanziaria.Nelle Azioni a) (Agricoltura integrata) e b) (Agricoltura biologica) non vi è stato un aumento delle domanderispetto al precedente periodo di programmazione e si assiste, viceversa, ad una tendenza alla riduzione(nella Azione B) anche quale effetto del crescente numero di agricoltori beneficiari della Misura F (PSR2000-2006) che concluso il precedente periodo di impegno non “rinnovano” la domanda nell’ambito dellaMisura 214. Le principali cause di questa tendenza alla “fuoriuscita” dagli impegni agro-ambientali sono alivello regionale individuate nella percezione da parte degli agricoltori di una crescente discrasia tra entità delpremio previsto dal Regolamento, giudicato troppo basso, ed impegni richiesti, giudicati sempre più onerosie complessi da rispettare.L’azione a) interessa la maggioranza delle domande (circa il 70%) e circa il 43% della superficie dellaMisura, differenza che indica l’adesione di aziende di dimensioni relativamente ridotte (la superficie media17 Si ricorda in particolar il processo di revisione dei valori obiettivo degli Indicatori svolto di concerto tra le strutture regionalicompetenti e il gruppo di Valutazione nel corso del 2011, anche alal luce dell’effettivo stato di avanzamento del Programma. Da questopunto di vista i valori”obiettivo” degli Indicatori presenti nel PSR hanno più propriamente espresso delle previsioni, quantitative, deiprodotti e risultati attesi, progressivamente affinate in funzione dell’effettivo andamento attuativo della Misura e delle sue diversecomponenti, in termini di domande presentate, aziende beneficiarie superfici coinvolte.pag. 93


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAper domanda è di circa 5,7 ettari, contro i circa 10 ettari nella media di Misura); si ricorda altresì che apartire dal 2011 nella Azione a) è inclusa una specifica linea di sostegno per il tabacco. Maggiore invece lasuperficie media delle domande nelle Azioni B (agricoltura biologica) e C (mantenimento della sostanzaorganica) rispetto alle quali si verifica tuttavia un modesto livello di adesione. Nel caso di quest’ultima, unfattore che ha probabilmente ostacolato l’adesione è individuato nella scarsa disponibilità a livello regionaledi ammendanti organici certificati, compostati verdi o misti (derivanti da rifiuti) anche in conseguenza dellamancata operatività dei previsti impianti regionali di compostaggio.Nell’Azione f1) i principali fattori limitanti, già segnalati nella Valutazione del 2010, riguardano sia la scarsitàdi materiale di propagazione adeguato sia, soprattutto, le insufficienti relazioni e scambi informativi tra gliagricoltori potenziali beneficiari e i centri di moltiplicazione operanti nella regione; ed infatti, le pochedomande presentate provengono dall’area di Napoli dove invece già sono in atto da tempo iniziative in taledirezione. D’altra parte, l’attuazione a partire dal 2009 dell’azione strutturale F2 (sostegno alle attività diconservazione, caratterizzazione, raccolta e l'utilizzazione delle risorse genetiche vegetali condotte da Enti disperimentazione e ricerca) non ha ancora consentito il superamento di tale criticità: i tre progetti approvati(due per le risorse genetiche vegetali e uno per quelle animali) come indicato nella RAE 2011, “in mancanzadi un quadro normativo definito per la materia della salvaguardia delle risorse genetiche locali”…..“hannopresentato diverse difficoltà di realizzazione”.La modesta partecipazione all’Azione g) viene attribuita alla onerosità dell’obbligo di associare questospecifico impegno (coltivare e mantenere con le loro particolari forme di allevamento i ceppi centenari divitigni locali) con l’adesione anche alle azioni a (agricoltura integrata) o b (agricoltura biologica). Vincolointrodotto nel PSR con la evidente finalità di assicurare coerenza (ed integrazione) tra la specifica finalità disalvaguardare il patrimonio genetico vegetale in oggetto e una gestione sostenibile dei terreni in cui essoviene coltivato.Tab. 1 – Domande e superfici della Misura 214 per Azione (2011)DomandeSuperficiSuperfici/DomandeAzionin. % ettari % EttariA - Agricoltura integrata 7.567 71,0% 44.152 42,9% 5,8B - Agricoltura biologica 1.390 13,0% 11.925 11,6% 8,6C - Mantenimento sostanza organica 60 0,6% 560 0,5% 9,3D - Azioni extra Buone Condizioni AgronomicheAmbientali1.359 12,7% 46.278 44,9% 34,1E - Allevamento di specie animali locali in via diestinzione227 2,1% -F1 - Allevamento di specie vegetali autoctone in viadi estinzione37 0,3% 63 0,1% 1,7G - Conservazione di ceppi centenari di vite 25 0,2% 48 0,0% 1,9Totale Misura 214 10.665 100,0% 103.026 100,0% 9,7Fonte: elaborazioni dei dati da “scarico differito” da SIAN 2011.Si evidenzia, infine, l’elevata partecipazione all’Azione D e in particolare alla sotto-Azione D2 a sostegno delpascolo estensivo, la quale interessa circa 46.000 ettari, il 45% del totale delle superfici oggetto di impegniagro-ambientali nel 2011, con una superficie media per domanda relativamente elevata (34 ettari). L’altonumero di domande ammissibili ricevute già a partire dal primo anno, avrebbe limitato l’ulteriore attuazionedi tale linea di intervento se non fosse intervenuta la citata modifica della ripartizione finanziaria tra Azioninell’ambito della Misura 214.A fronte dei suddetti risultati avuti in termini di partecipazione alla Misura, l’andamento generale del suoprocesso di attuazione, se valutato utilizzando quale indicatore l’entità e l’evoluzione dei pagamenti, continuaa mostrare elementi di criticità, seppur inferiori a quanto rilevato nella Valutazione Intermedia del 2010. Daidati della RAE si evince che la spesa pubblica erogata per la Misura dall’inizio del Programma al dicembre2011 è di 114 Meuro, dei quali 51 Meuro relativi ad impegni iniziali assunti nel precedente periodo diprogrammazione, Il livello di esecuzione finanziaria raggiunge circa il 51% della dotazione complessiva.Considerando esclusivamente l’anno 2011 i pagamenti totali ammontano a circa 24,8 Meuro dei quali solouna piccola quota (1,6 Meuro) relativi al precedente periodo.pag. 94


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA3. L’efficacia della Misura rispetto agli obiettivi specifici dell’Asse 2Alla luce dell’effettivo stato di avanzamento “fisico” della Misura, in termini di aziende e di superfici agricolecoinvolte è quindi possibile sviluppare un’analisi più propriamente valutativa finalizzata a verificarne l’efficaciain relazione ai suoi obiettivi programmatici (specifici di Asse) di natura prevalentemente ambientale. Ciòprincipalmente attraverso la quantificazione e l’analisi degli Indicatori di Risultato e quindi degli Indicatori diImpatto, per la cui trattazione specifica si rimanda al Capitolo 6 del Rapporto.In premessa all’analisi di efficacia in relazione ai singoli obiettivi appare utile fornire l’aggiornamento dialcune elaborazioni già svolte nella Valutazione Intermedia 2010 aventi per oggetto il contributo generaledella Misura 214 al mantenimento e alla promozione di sistemi agricoli sostenibili.Come illustrato nella seguente Tabella 2 le azioni agro-ambientali interessano, nell’anno 2011 circa 102.000ettari, il 13,3% della Superficie Agricola regionale (indice SOI/SA), dei quali il 37% in area montana, il 34%in pianura e il 29% il collina. La diversa estensione territoriale e delle aree agricole nelle tre zone altimetrichedetermina tuttavia un’eterogenea capacità di intervento della Misura, se espresso in termini di rapporto trasuperfici agroambientali e superfici agricole totali (indice SOI/SA)L’area di pianura interessa il 42% della superficie territoriale regionale (ST) e in essa ricade circa il 50% dellaSuperficie Agricola (SA) totale regionale, con un’incidenza di quest’ultima (SA/ST) pari al 68%. In tale area,dove si concentra pertanto la quota principale delle attività e delle produzioni agricole regionali, la capacitàdi intervento della Misura 214 risulta relativamente bassa: la superficie oggetto di impegno (SOI) è di circa35.000 ettari, corrispondenti al 9% della superficie agricola totale. Nell’area di collina – che occupa il 38%della SA regionale – la SOI al 2011 è di circa 30.000 ettari, corrispondente quindi al 10% della SA.La montagna infine, rappresentando il 21% della superficie territoriale regionale, ed incidendo sulla SAcomplessiva solo per il 12% è l’area in cui è presente la maggior parte della superficie coinvolta dalla Misura214 con 38.000 ettari, ma soprattutto l’area con il maggior valore dell’indice SOI/SA pari al 41%. Ciò èsoprattutto l’effetto dell’elevata estensione delle superfici relative alla Azione d) finalizzata al mantenimentoe gestione sostenibile dei pascoli e prati permanenti.Tab.2 – Superficie agro ambientale (2011) per Azione e aree altimetriche (*)IndicatoriAree altimetricheSuperficie oggetto diimpegno (SOI) Pianura collina montagnaTotale Regione214_a 27.434 79% 13.967 47% 2.625 7% 44.027 43%214_b 3.857 11% 4.512 15% 3.551 9% 11.920 12%214_c 261 1% 201 1% 98 0% 560 1%214_d 3.287 9% 10.772 37% 31.845 84% 45.904 45%214_f1 61 0% 2 0% 0 0% 63 0%214_g 5 0% 43 0% 1 0% 48 0%sub Totali 34.905 100% 29.497 100% 38.120 100% 102.523 100%% sul tot regionale 34% 29% 37% 100%Superficie territorialeSuperficie agricola564.378 499.930 285.900 1.350.20842% 37% 21% 100%387.123 290.237 92.911 770.27150% 38% 12% 100%SOI/Superficie agricola 9,0% 10,2% 41,0% 13,3%(*) I valori delle superfici oggetto d'impegno sono difformi da quelli reali e precedentemente esposti perché nella territorializzazione leproblematiche legate alla non perfetta coincidenza delle informazioni alfanumeriche con quelle vettoriali (quadro d'unione dei fogli dimappa catastali) può determinare la perdita di qualche dato. Si segnala inoltre il possibile sottodimensionamento di tale Indice derivantedal un valore al denominatore (la Superficie agricola totale) calcolato sulla base della Carta dell’Uso agricolo del suolo (CUAS) regionalee non corrispondente pertanto alla SAU così come definita dall’ISTAT.pag. 95


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa minore ampiezza complessiva e incidenza sulla SA totale, delle superfici agro-ambientali nelle aree dipianura e collinari, esprime una relativamente minore capacità della Misura di intervenire nelle areecaratterizzate da ordinamenti o sistemi di produzione più intensivi. E’ tuttavia necessario rilevare ilmiglioramento verificatosi rispetto alle analoghe analisi svolte nell’ambito della Valutazione Intermedia 2010,nella quali si stimava un indice SOI/SA in pianura e in collina molto inferiore, rispettivamente del 4,9% e del5,8%.Si illustrano si seguito gli aggiornamenti delle analisi aventi per oggetto il contributo della Misura 214 agliobiettivi specifici dell'Asse 2.Obiettivo specifico: CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ E TUTELA E DIFFUSIONE DEI SISTEMI AGROFORESTALI AD ALTOVALORE NATURALEComplessivamente, la superficie agricola regionale interessata da tali impegni è pari a circa 60.000 ettari(Indicatore comune di Risultato n. 6.a) e ad essa partecipa principalmente la sottomisura 214/d con circa46.000 ettari attraverso il recupero e mantenimento dei pascoli, prati permanenti e prati-pascoli sia in zonemontane che non. A tali forme di uso agricolo del territorio è connessa l'alimentazione e la riproduzione dinumerose specie di fauna selvatica, spesso di interesse conservazionistico, oltre che costituire un serbatoiodi diversità floristica. L’impegno della Azione 214.D più significativo su tali aspetti riguarda il mantenimento ela gestione di tali superfici attraverso la razionalizzazione del pascolamento, in termini di carichi minimi emassimi.Secondariamente vi è il contributo della Azione 214/b (agricoltura biologica) per circa 12.000 ettari, chedetermina un aumento del “mosaico colturale” derivante dagli avvicendamenti e la non utilizzazione difitofarmaci tossici con effetti benefici sulla fauna selvatica. L’uso di prodotti fitosanitari e diserbanti ad alta emedia tossicità è uno dei fattori principali, tra quelli legati all'intensificazione delle pratiche agricole, chehanno contribuito al declino massiccio di varie componenti della biodiversità di ambienti rurali, includendopiante, insetti, uccelli e mammiferi, a causa degli effetti negativi diretti (ecotossicologici, bioaccumulo) eindiretti (riduzione di specie preda) correlati con l'applicazione dei pesticidi.Si osserva che la natura degli impegni previsti nelle suddette Azioni sono coerenti con i criteri usati per ladefinizione e l'individuazione delle cd. "aree agricole ad alto valore naturalistico", secondo le metodologieprevalenti in ambito comunitario.Un’ulteriore verifica dell’efficacia delle azioni agroambientali rispetto all’obiettivo in oggetto prende inconsiderazione la distribuzione delle relative superfici rispetto alla zonizzazione per aree territoriali prioritarie(seguente Tabella 3).Tab.3 – Superfici agroambientali (2011) con effetti favorevoli alla biodiversità per Azioni e aree prioritarie.IndicatoriSuperficie oggetto di impegno (SOI)Totale Regione Aree Protette di cui Natura 2000214_b 11.922 21% 5.814 13% 4.190 11%214_d 45.904 79% 37.923 87% 34.947 89%214_f1 63 0% 2 0% 2 0%214_g 48 0% 2 0% 2 0%sub Totali 57.937 100% 43.741 100% 39.141 100%% sul tot regionale 100% 75% 68%Superficie territoriale 1.356.178 476.953 371.103Superficie agricola 771.947 153.105 105.108SOI/Superficie agricola 7,5% 28,6% 37,2%Nelle Aree Naturali Protette e/o i Siti “Natura 2000” (SIC e ZPS), come illustrato nella seguente Tabella lesuperfici totali oggetto di impegni (SOI) aventi effetti positivi sulla biodiversità, presentano incidenze sullerispettive SA (rapporto SOI/SA) estremamente elevate, pari rispettivamente al 28% e al 37% tutti valoriquindi molto superiori al dato medio regionale (7,5%). Si verifica pertanto una positiva “concentrazione” diinterventi nelle aree tutelate (con particolare riferimento a SIC e ZPS), ove sono segnalati habitat e taxa dipag. 96


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAparticolare importanza, ovvero vi è la presenza delle condizioni ecologiche idonee alla massima utilizzazionedei benefici derivanti dagli impegni agro-ambientali.L’Azione che più contribuisce, in termini quantitativi, all’obiettivo in oggetto è la 214/d la cui superficie diintervento interessa prevalentemente, come già visto, le aree montane, in cui si localizzano la maggioranzadelle aree protette.Una valutazione più diretta degli effetti della Misura 214 sulla biodiversità è stata sviluppata utilizzando i datiornitici raccolti per il calcolo del Farmland bird index (FBI) indice che esprime la variazione quantitativa equalitativa nelle popolazioni di specie di uccelli nidificanti negli ambienti agricoli.Nel rimandare al Capitolo 4 del Rapporto di valutazione e allo specifico Allegato, per l’illustrazione e ilcommento di quanto emerso se ne richiamano di seguito e in sintesi i principali risultati.I risultati indicano che le misure agroambientali nel complesso sembrano aver avuto un impatto positivosulla ricchezza di specie ornitiche in due dei tre anni investigati (2009-2011). L’assenza di risultati significativinel 2009 potrebbe dipendere dal fatto che in questo anno la metodologia adottata non è stata in grado dirilevare alcun effetto oppure potrebbe essere in relazione con il minor numero di punti disponibili per leanalisi nel 2009 rispetto al 2010 e 2011. I risultati, indicano anche che la ricchezza di tutte le specie orniticheè un parametro più sensibile, rispetto alla ricchezza di specie agricole e alla ricchezza di specie a priorità diconservazione, per evidenziare effetti significativi. Di questo occorrerà tener conto nella predisposizione difuture indagini sulla valutazione delle misure agro ambientali.In base alle relazioni per i tre anni studiati (2009-2011), ponendo nel 2009 uguale a 0 l’incrementopotenziale di ricchezza di specie in relazione all’incremento di superficie degli interventi delle misureagroambientali, si può stimare mediamente che a un aumento del 10% della superficie degli interventi afavore della biodiversità corrisponda un aumento stimabile in 0,47 specie ornitiche.Obiettivo specifico: TUTELA QUALITATIVA E QUANTITATIVA DELLE RISORSE IDRICHE SUPERFICIALI E PROFONDEGli impegni agroambientali contribuiscono a tale obiettivo attraverso due principali effetti: la riduzione degliinput agricoli (fertilizzanti, fitofarmaci) apportati alle colture, potenzialmente inquinanti per le acque; lariduzione dei meccanismi di trasporto (dilavamento, percolazione) dalla superficie del campo alle faldeacquifere di tali elementi. Ad entrambi gli effetti concorrono gli impegni delle Azioni a) (agricoltura integrata)b) (agricoltura biologica).La superficie agro ambientale interessata dalle suddette azioni e ricadente nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati diorigine agricola (ZVN) è di circa 5.300 ettari (il 9% della totale) corrispondenti a circa il 5% della superficieagricola complessiva in tale aree prioritarie. Lo stesso indice, calcolato per la regione nel suo insieme è parial 7,3%, evidenziandosi pertanto l’assenza dell’auspicato effetto di “concentrazione” degli interventi nelleZone vulnerabili ai nitrati, cioè nelle zone a maggior fabbisogno di intervento. Ciò può essere messo inrelazione, alla minore convenienza economica da parte degli agricoltori che proprio in tali aree (ove dilocalizza l’agricoltura più intensiva e produttiva) nell’aderire alle azioni agroambientali, accentuata anche adun livello di aiuto inferiore a quello presente nelle altre zone (essendo più elevata la “baseline” di riferimentoper il calcolo dei premi).Tab.5– Superfici agroambientali (2011) con effetti favorevoli alla tutela qualitativa delle risorse idriche, perAzioni e aree prioritarie.IndicatoriSuperficie oggetto di impegno (SOI)Totale RegioneZone vulnerabili ai nitrati di origine agricola214_a 44.067 79% 4.855 93%214_b 11.922 21% 392 7%sub Totali 55.989 100% 5.247 100%% sul tot regionale 100% 9%Superficie territoriale 1.356.178 156.434Superficie agricola 771.947 107.148SOI/Superficie agricola 7,3% 4,9%pag. 97


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPer una più approfondita valutazione degli impatti della Misura in relazione all’obiettivo in oggetto è statasviluppata dal gruppo di Valutazione, nel corso del 2011-2012, una specifica analisi per la stima delleriduzioni dei carichi e dei surplus di azoto a seguito degli impegni assunti dalle aziende che hanno aderitoalla Misura 214 (cfr. Capitolo 4 e Allegato).Sono state considerate, nella valutazione, le azioni agroambientali (e le relative superfici oggetto di impegno)aventi evidenti effetti sulla gestione (riduzione) dei carichi di azoto. In particolare:Le Azioni 214.a (agricoltura integrata) e 214.b (agricoltura biologica) le quali impegnano i beneficiari alrispetto del Piano Regionale di Consulenza alla Fertilizzazione (PRCFA) cioè ad apportare con le concimazioniquantitativi di azoto non superiori alle asportazioni colturali. In tali condizioni, in prima approssimazione, leconcimazioni non possono produrre surplus di azoto.Per le aziende biologica sono state aggiunte alle SOI dell’azione “b” le superfici a foraggere permanentiaziendali che sono impegnate per l’azione 214.d2. Si tratta di circa 2000 ettari che sebbene non vengonopagate per il biologico fanno comunque parte di aziende che rispettano il regime del biologico.Le elaborazioni svolte hanno consentono di stimare l’efficacia della Misura, intendendo, con questo termine,la riduzione percentuale ed assolute (kg/ha) dei carichi e del surplus di azoto, sia sulle superfici oggetto diimpegno rispetto alle superfici corrispondenti ad agricoltura convenzionale (senza PSR), sia in termini globalidella regione, come confronto dell’agricoltura convenzionale con le quantità di N distribuite con l’agricolturaattuale della Regione Campania. La superficie in regime di agricoltura convenzionale è stata calcolata comedifferenza di SAU tra i dati ISTAT e le SOI delle misure 214.a, 214.b e 214.c.Nella successiva Tabella 6 è possibile confrontare i risparmi negli apporti di azoto dovuti alle tre azioniconsiderate, con le quantità di N distribuite nell’agricoltura convenzionale della Regione Campania. Questisono espressi anche come carichi unitari, dividendo le quantità di N risparmiato per le superfici coinvoltedalle azioni. Si osserva che complessivamente grazie alla Misura 214 si è ottenuto un risparmio dell’azotodistribuito di circa 1.737 tonnellate di azoto, pari a circa 27 kg/ha nelle superfici sotto impegno. L’agricolturaintegrata è quella che determina i maggiori benefici sia in termini unitari (28 kg/ha) che assoluti 1396tonnellate.Tab. 6 – Riduzione di Azoto apportato con le azioni agroambientaliMisure/azioniRiduzione degli apportiN risparmiatoN unitario rispetto al convenzionalerisparmiato[kg] % [kg/ha][%]AZIONE 214.a 1.396.363 80,3 28,18 31,74AZIONE 214.b 341.513 19,7 24,62 27,72Totale Misura 214 1.737.875 100,0 27,16 30,59Nella seguente Tabella 7 sono riportati i risultati delle stime inerenti la riduzione del surplus di azotodeterminate dalle azioni agroambientali 214.a, b e c, rispetto all’agricoltura convenzionale.Tab. 7 - Surplus di N delle azioni e dell’agricoltura convenzionale.SUPERFICISURPLUSRiduzione del surplus rispetto alconvenzionaleAzioni[ha] kg kg/ha %AZIONE 214.a (agricoltura integrata) 49.553 0 0 39,1 100AZIONE 214.b (agricoltura biologica) 13.873 0 0 39,1 100Totale Misura 63.426 0 0 39,1 100Convenzionale 613.351 23.979,07 39,1pag. 98


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURADalla tabella si ricava che, complessivamente, nella regione Campania, con le azioni considerate, il surplus èpari a circa 24 Mg di azoto, il surplus passa dai 39 kg/ha dell’agricoltura convenzionale a 0 kg/ha con lemisure, determinando una riduzione di 39 kg/ha, pari al 100%, nelle superfici di intervento.Considerando anche le estensioni in ettari delle superfici agricole interessate dalle azioni agroambientali, sidetermina una riduzione media a livello regionale (“agricoltura attuale”, comprensiva sia delle superficiagroambientali sia le superficie convenzionali) di 3,66 kg/ha, pari al 9,3%.Infine, nella seguente Tabella 8, sono in sintesi riportati i valori complessivi di riduzione per i due Indicatoriconsiderati (apporti e surplus di azoto) nelle superfici di intervento (SOI) e nel territorio regionale.Tab. 8 – Riduzione complessiva degli apporti e del surplus di azotoIndicatoriCarico di NAgricolturaconvenzionaleAgricoltura Riduzione di N nellaattualeSOIKg/ha %Riduzione di azoto sututto il territorioregionaleKg/ha %Obiettivi del PSRRiduzione di surplus di Nsu tutto il territorioregionale[kg/ha] %88,79 85,04 27,16 30,59 3,47 4,22 - -Surplus di N 39,1 35,43 0 100 3,66 9,36 9,7 20Obiettivo specifico: TUTELA DEL TERRITORIO (TUTELA DEL SUOLO DAI FENOMENI DI DEGRADAZIONE)Le azioni agroambientali sono efficaci rispetto all’obiettivo in oggetto in quanto favoriscono l’introduzione o ilmantenimento di pratiche di gestione del suolo che ostacolano i meccanismi di erosione superficiale efavoriscono il mantenimento/incremento del suo contenuto in sostanza organica stabile.In particolare: l’azione “b” (agricoltura biologica) che prevede avvicendamenti e concimazioni organiche;l’Azione “d”, con l’intervento “pratiche agronomiche conservative” quali l’inerbimento artificiale delle colturearboree che determina una maggior copertura dei suoli e con l’intervento “sostegno del pascolo estensivo”che vincola l’agricoltore ad avere un carico minimo e massimo zootecnico prevedendo quindi una miglioregestione del pascolo. Tali azioni interessano complessivamente al 2011 una superficie agricola di circa59.000 ettari pari al della totale regionale.Tuttavia, per una migliore valutazione del loro impatto è apparso utile verificare l’effettiva estensione di talesuperficie nelle aree regionali a maggior rischio di erosione. Ciò sulla base del principio che anche le azioniche presentano un effetto potenziale molto alto sulla riduzione dell’erosione annullano la loro efficacia seapplicate in pianura o in aree con un basso rischio erosivo. Tale elaborazione è stata condotta attraverso ilGIS predisposto dal Valutatore, ed utilizzando la Carta del Rischio di Erosione (CRE) 18 redatta sulla basedell’equazione Revised Universal Soil Loss Equation (RUSLE).La delimitazione di tali aree è stata possibile grazie all’utilizzo della CRE opportunamente elaborata, perl’attribuzione di una classe di rischio di erosione a livello di foglio di mappa catastale (cfr. RapportoMetodologico). Il risultato di tali elaborazioni ha permesso di suddividere il territorio regionali in cinque classidi rischio di erosione (Classe 1 erosione molto bassa da 0 a 2 Mg ha -1 anno -1 ; Classe 2 erosione bassa da 2 a11,2 Mg ha -1 anno -1 ; Classe 3 erosione media da 11,2 a 20 Mg ha -1 anno -1 ; Classe 4 alta da 20 a 50 Mg ha -1anno -1 ; classe 5 erosione molto alta maggiore di 50 Mg ha -1 anno -1 ).Il risultato di tali elaborazioni (Tabella 9 seguente) portano a stimare in circa 20.000 ettari la superficie agroambientale ricadente in territorio classificati a medio, alto o molto alto rischio di erosione. Si ricava inoltre,come auspicabile, che nelle aree a rischio molto alto l’incidenza della SOI sulla SA è maggiore (13%) diquella media regionale (7,6%).18 (Mirco Grimm, Robert J.A. Jones, Ezio Rusco and Luca Montanarella (2003). Soil Erosion Risk in Italy: a revised USLE approach.European Soil Bureau Research Report No.11, EUR 20677 EN, (2002), 28pp. Office for Official Publications of the EuropeanCommunities, Luxembourgpag. 99


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab.9 - Superfici agroambientali (2011) con effetti favorevoli per la difesa del suolo, per Azioni e per areeprioritarie.Aree a rischio di erosione ***Superficie SuperficieTotale SOI/SA214-B 214-C 214-Dterritoriale agricola (SA)SOI (%)1) Molto bassa ( < 2 Mg ha -1 a -1 ) 374.785 230.745 3.202 119 13.686 17.007 7,4%2) Bassa ( > 2 e 11,2 e < 20 Mg ha- 1 a- 1 ) 213.879 131.347 1.759 123 5.911 7.793 5,9%4) Alta ( > 20 e < 50Mg ha -1 a -1 ) 202.019 114.648 1.706 89 6.435 8.229 7,2%5) Molto alta ( > 50 Mg ha -1 a -1 ) 68.192 27.009 580 7 2.930 3.518 13,0%Regione* 1.302.275 771.947 11.922 560 45.904 58.386 7,6%*La superficie interessata dalle aree a rischio d'erosione è inferiore rispetto ai valori di superficie regionali, perché il raster dal quale èderivata la suddivisione per classi non copre le isole minori, le aree costiere ed alcune aree interneUn ulteriore approfondimento rispetto al contenimento del rischio di erosione determinato dalle azioni dellaMisura 214 è stato svolto da gruppo di Valutazione. Nel Capitolo 4 e nell’Allegato si riportano il dettagliodell’analisi, di seguito si riportano i principali risultati.Per tutte le azioni del Misura 214 è stato considerato, oltre agli specifici impegni, l’effetto sull’erosionedeterminato dalla condizionalità, essendo questa obbligatoria per le aziende che hanno aderito. Di seguito siriportano gli impegni presi in esame per la valutazione dell’efficacia della Misura al contenimento del rischiodi erosione.214.a - Agricoltura integrata. Tale azione viene presa in considerazione nell’analisi esclusivamente perl’applicazione degli impegni previsti dalle BCAA, non essendoci prescrizioni mirate alla riduzione dell’erosioneo comunque non incidendo in alcuno dei fattori che compongono la RUSLE.214b - Agricoltura biologica. L’apporto di questa azione è stato valutato in funzione dell’aumento dellasostanza organica nel terreno a seguito dell’utilizzo di concimi organici. Per le superfici a pascolo datol’obbligo alla riduzione del carico di animali ad un massimo di 2 UBA (Reg. CE 1804/99) si è applicato uncoefficiente che tiene conto della maggior copertura del suolo.214c - Mantenimento sostanza organica. Questa azione è finalizzata al mantenimento e/o all’incrementodella sostanza organica, esclusivamente nei terreni che ne presentano una scarsa dotazione. Come per laprecedente l’apporto di questa azione rispetto ad un miglioramento del rischio erosivo è stato valutato infunzione dell’aumento della sostanza organica nel terreno a seguito dell’utilizzo di concimi organici.214d.1 - Pratiche agronomiche conservative (inerbimento con lavorazioni minime del terreno). Tale azionetrova applicazione esclusiva nelle colture legnose agrarie. Ai fini della valutazione del suo impatto sulcontenimento dell’erosione si è applicato un coefficiente che tiene conto di una maggiore copertura dei suoli.214d.2 - Sostegno al pascolo estensivo in aree destinate al pascolo. Questa azione incide direttamente sullamaggior copertura dei suoli in conseguenza del minor pascolamento e calpestio degli animali al pascolo esull’incremento della sostanza organica.Nella Tabella seguente si riporta la riduzione del rischio di erosione nelle superfici oggetto di impegno “con”e “senza” l’applicazione delle azioni, la loro efficacia che tiene conto dell’effetto specifico della singola azionee della sua diffusione sull’intero territorio regionale agricolo.Complessivamente, le azioni prese in considerazione fanno ridurre il rischio di erosione di circa 600.000Mg/anno, corrispondenti al 54% dell’erosione “senza” la presenza della Misura nei quasi 92.000 ettaricoinvolti. I dati dell’erosione specifica, con o senza impegni mostrano valori di abbattimento dell’erosionemolto elevati per le azioni “c” e “d” 78 e 75% rispettivamente, segue l’agricoltura biologica che determinauna riduzione per ettaro di superficie coinvolta del 53% più contenute appaiono le riduzione dell’agricolturaintegrata 41,8%.Considerando anche la diffusione delle singole azioni si osserva che la “d” è quella che presenta l’efficaciamaggiore pari al 40% della riduzione totale della Misura, segue l’agricoltura integrata il 38%e il biologico il21%, molto bassa l’efficacia dell’azione “c”, dovuta alla bassa adesione che ha avuto (530 ettari).pag. 100


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab.10 – Riduzione del rischio di erosione con e senza l’applicazione della Misura 214Misura/ AzioneArea Erosione con la misura Erosione senza misura Riduzione erosioneEfficaciasulla SOI diMisura(ha) (Mg/anno) Mg/ha anno (Mg/anno) Mg/ha anno (Mg/anno) (%) (%)a b c = b/a d e = d/a f = d-bg =f/d*100Azione 214 a 34.600 318.580 9,21 547.406 15,82 228.826 41,80 38,08Azione 214 b 13.869 111.425 8,03 239.717 17,29 128.292 53,50 21,35Azione 214 c 530 878 1,66 3.995 7,54 3.117 78,00 0,52Azione 214 d 42.881 81.990 1,91 322.640 7,52 240.650 74,59 40,05totale misura21491.879 512.872 5,58 1.113.758 12,12 600.886 54,00 100,00hNell’ambito della conservazione del suolo dai fenomeni di degrado è stata svolta una specifica analisi per lastima dell’apporto di sostanza organica grazie alla Misura 214. Si riporta di seguito una sintesi dei principalirisultati ,si rimanda al Capitolo 6 per maggiori approfondimenti.L’analisi è stata svolta considerando le azioni agroambientali 214.a (agricoltura integrata) 214.b (agricolturabiologica) 214.c (conservazione ed incremento della sostanza organica) 214.d1 (inerbimento degli interfilarinelle colture arboree) e 214.d2 (sostegno al pascolo estensivo) i cui effetti in relazione al tema in oggettosono valutati in termini di incremento di sostanza organica del suolo a seguito degli impegni specifici di ognisingola azione.Si ricorda che le azioni 214.a e 214.b prevedono pratiche agricole a minore impatto ambientale, conconseguente maggiore attenzione alla conservazione della fertilità fisica e chimica del suolo e ciò determinaun miglioramento generale nella gestione della sostanza organica nel terreno.Nelle superfici interessate dall’azione 214.c si rispettano pratiche agricole finalizzate all’incremento dellasostanza organica nel terreno, come l’apporto minimo di ammendanti (definiti dal D.Lgs. 217/06) lavorazionidel terreno a bassa velocità e meno profonde, l’interramento dei residui colturali.L’azione 214.d1 prevede l’inerbimento dei filari delle colture arboree, con semina di prati polifiti e lavorazioniminime del terreno, mentre l’azione 214.d2: incentiva la conservazione dei pascoli e la loro gestione di tipoestensivo.L’incremento di SOM che si determina a seguito delle suddette azioni agro-ambientali è stimato confrontandogli apporti nella situazione di loro applicazione con gli apporti nell’agricoltura convenzionale, come illustratonella seguente Tabella.Tab. 11 - SOM nella agricoltura convenzionale e nelle superfici interessate dalla azioni agroambientaliSuperficie (2011) SOM SOMIncremento di SOM rispetto alconvenzionale[ha] [kg/anno] [kg/ha/anno] [kg/anno] [kg/ha/anno] [%]Agricoltura convenzionale 600.663 (*) 536.125.335 892 0 0 0214.a / Agricoltura integrata 49.553 56.225.878 1.134 11.997.089 242 27214.b / Agricoltura Biologica 13.873 17.262.589 1.244 4.879.572 352 39214.c / Conservazione edincremento della sostanzaorganica 557 1.567.421 2.812 1.069.926 1920 215214.d1 / BCAA inerbimento elavorazioni minime 507 648.092 1.277 195.248 385 43214.d2 / BCAA sostegno alpascolo estensivo 12.178 (**) 13.345.172 1.096 2.475.043 203 23Totale Misura 214 76.670 89.049.153 1.205,17 20.616.878 269 30(*): Superficie agricola da AGRI-ISTAT 2010, al netto delle superfici impegnate al 2011 nell’ambito delle azioni 214.a, 214.b, 214.c,214.d1, 214.d2.(**) Per l’azione 214.d2 sono state considerate solo le superfici ricadenti i n pianura e collina.pag. 101


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAGli apporti di SOM nella situazione convenzionale sono dovuti ai residui ipogei e epigei delle colture e allefertilizzazioni organiche. Il primo contributo è stato stimato pari a circa 735 Kg/ha/anno, applicando deicoefficienti colturali derivanti dalla letteratura (Bartolini R., Il ciclo della fertilità, Edagricole, 1986) allesuperfici interessante dalle colture stesse, al netto delle superfici interessate dalle azioni agroambientali.La SOM derivante dagli apporti delle concimazioni organiche è stata stimata considerando la quantità mediadi azoto di origine animale calcolata per l’anno 2010, pari a 360.426 q/anno, che, distribuita sulla SAUregionale, determina un carico unitario di N di origine organico pari a 53,2 kg/ha. Ipotizzando che il tipo direfluo zootecnico utilizzato dalle aziende sia per il 75% liquame (C/N=12 e coefficiente isoumico K 1 19 = 0,05)ed il restante 25% letame (C/N=25 e K 1 =0,3) si ottengono un C/N medio di 15,2 ed un K 1 medio di 0,112.Ciò determina una SOM derivante dalle fertilizzazioni organiche dell’agricoltura convenzionale pari a 157,39kg/ha/anno. Pertanto, sommando a tale valore il precedente relativo agli apporti dei residui (735 Kg) siottiene un valore totale di SOM apportata nell’agricoltura convenzionale pari a 892 Kg/ha/anno.Nella stessa tabella 11 sono riportati i valori di SOM apportata grazie alle azioni agroambientali, valori stimatitenendo conto degli specifici impegni e dell’ordinamento colturale presente nelle superfici agricoleinteressate (per approfondimenti vedere Allegato 2).I dati evidenziano il ruolo centrale svolto dall’agricoltura, anche di tipo convenzionale, nell’apportaresostanza organica al terreno, grazie soprattutto alla componente zootecnica. Tale ruolo viene accentuatoattraverso gli impegni agroambientali. Come è possibile osservare, l’azione 214.c determina un incremento diSOM pari ad oltre 1900 kg/ha (+215%), seguono la 214.d1-BCAA-inerbimento e lavorazioni minime, con unincremento di oltre 385 kg/ha (43%), l’agricoltura integrata con un incremento del 27% e l’azione 214.d2con un incremento di oltre 200 kg/ha (23%).Dalle analisi di dettaglio illustrate in nel Capitolo 4 e nell’Allegato si ricava che pur avendo le concimazioniorganiche un ruolo significativo sull’arricchimento di SOM al terreno, la differenza importante fra azioni delPSR e sistemi agricoli convenzionali è incentrata soprattutto sulle tipologie di colture, con i relativi residui e letecniche colturali che li generano.I dati riportati nella seguente Tabella 12 consentono una valutazione complessiva degli impatti delle azioniagroambientali a livello regionale, attraverso il confronto tra gli apporti aggiuntivi totali di SOM da essedeterminate con quelli stimati sia per l’agricoltura convenzionale sia per l’agricoltura “attuale” della regione,intendendo con tale termine l’insieme della agricoltura convenzionale e di quella agro ambientale.Tab.12 Apporti di SOM dovuti alle azioni, all’agricoltura attuale e a quella convenzionale.AZIONISUPERFICI[Ha]SOM[kg/anno]SOM[kg/ha]214.a – 214.b – 214.c – 214.d1 – 214.d2 76.670 89.049.1531.205(media ponderata)35,02AGRICOLTURA ATTUALE (*) 677.333 625.174.488 923 3,4AGRICOLTURA CONVENZIONALE (**) 600.663 536.125.335 892 -(*) Fonte AGRIISTAT (**) Fonte AGRIISTAT-AZIONI CONSIDERATEIncremento SOMrispetto alconvenzionale [%]Questi risultati mostrano l’importanza delle misure nell’incremento della SOM che sebbene non rilevante intermini percentuali sull’intero territorio regionale (pari ad un incremento del 3,41 % con l’agricoltura attualevs agricoltura convenzionale, mostra notevoli potenzialità (il 35,02% di incremento per le SOI,).Gli effetti positivi sul piano dell’impatto ambientale legato all’incremento di SOM delle azioni sono:a) Ottimizzazione del ciclo dei nutrienti, che risultano più disponibili per le piante e, quindi, hanno menoprobabilità di lisciviazione nei corpi idrici.b) Minore propensione al deflusso superficiale delle acque di pioggia e, quindi, minore rischio erosivo peril suolo.19 Il valore della resa in humus, viene quantificato da un coefficiente, detto coefficiente isoumico, (K1), e viene applicato alla sostanzasecca (s.s.) contenuta nella sostanza organica di partenza .pag. 102


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAc) Riduzione dei volumi di piena e dei tempi di corrivazione delle acque di ruscellamento, con ricadutepositive in termini di difesa dal dissesto idrogeologico e dalle inondazioni.d) Maggiore fertilità del suolo, che quindi richiederà una minore quantità di fertilizzanti di sintesi, che,favorendo lo sviluppo di microorganismi che sottraggono carbonio al suolo, riducono progressivamentela fertilità e liberano carbonio in atmosfera.e) Sequestro di notevoli quantità di CO 2 nel sistema suolo.Questi aspetti sono tutti fra loro integrati e tale interrelazione non solo è intraspecifica, ma, come si osservadall’elenco degli impatti positivi, coinvolge le altre componenti ambientali: la qualità delle acque, la difesa delsuolo ed il sequestro di biossido di carbonio che altrimenti finirebbe in atmosfera come gas clima-alterante.L’integrazione e le sinergie positive sono più importanti dei singoli risultati, perché, ad esempio, l’incrementodi SOM non ha un ruolo diretto elevato in termini quantitativi sulla riduzione dell’erosione del suolo (almenorispetto al fattore di copertura), ma la sua importanza è comunque rilevante grazie all’attivazione deinumerosi meccanismi di feedback positivi.Questi effetti positivi in termini di apporti devono ovviamente essere interpretati anche alla luce dei fenomeniche all’opposto determinano una perdita di sostanza organica del suolo, soprattutto quando coltivato inregime convenzionale e connesso alle lavorazioni o allo stesso uso dei nutrienti di sintesi, il quale favoriscelo sviluppo dei microorganismi sottrattori del carbonio del suolo, a scapito di quelli che lo fissano.Si conferma la necessità della massima integrazione possibile fra sistemi zootecnici e agricoli, a maggiorragione se si considera che i reflui zootecnici, slegati dal territorio coltivato, costituiscono un fattore di rischioper la qualità delle acque. È quindi necessaria una politica non solo agricola, ma anche territoriale eambientale, per raggiungere il giusto incontro fra “domanda” e “offerta” di sostanza organica.Nell’ambito delle specifiche politiche agroambientali, occorre rafforzare le pratiche colturali ottimali finalizzateall’incremento della SOM del suolo, che, per le citate sinergie, comportano contemporanei vantaggisignificativi per la qualità delle acque e la difesa del suolo. Le strategie devono essere fortemente integrate,prevedendo:- l’Incentivo della fertilizzazione organica, a scapito di quella chimica.- Riduzione/azzeramento di tutti i biocidi.- Incentivo delle lavorazioni ottimali: evitare la distruzione della struttura del suolo; effettuare arature incorrispondenza del giusto tasso di umidità del terreno, alla giusta velocità, con il minimo disturbosuperficiale e, contemporaneamente, aerando il terreno alla maggiore profondità possibile.- Controllo delle erbe infestanti senza danneggiare il suolo, considerando anche il fatto che la gestione diqueste piante può essere preferibile alla semplice distruzione, in termini di incremento della fertilità e dicarbon sink.- Sviluppo di colture di copertura, evitando il più possibile i suoli nudi.Obiettivo specifico: RIDUZIONE DEI GAS AD EFFETTO SERRAIl contributo della Misura 214 all’attenuazione (mitigazione) dei cambiamenti climatici – tenendo conto dellatipologia di impegni in essa previsti - può essere valutato in termini di:- riduzione dell’emissione di gas ad effetto serra, in particolare di protossido di azoto, in conseguenza dellariduzione delle concimazioni azotate;- sequestro del carbonio organico nel terreno e nella biomassa legnosa (“carbon sink”) in conseguenzadelle azioni agroambientali volte al mantenimento o incremento nel suo contenuto di sostanza organicastabile e al mantenimento formazioni arboree/arbustive.Si evidenza la connessione tra tali effetti e quelli precedentemente esaminati in relazione agli altri obiettivispecifici dell’Asse inerenti, rispettivamente, alla tutela della qualità dell’acqua (a seguito della riduzione difertilizzanti azotati) e alla tutela del suolo (a seguito del mantenimento ed incremento di sostanza organica).pag. 103


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALe Azioni agroambientali che contribuisco all’obiettivo in oggetto risultano quindi sostanzialmente le stesse ein particolare quelle riportate nella seguente Tabella 13.Tab.13– Matrice tra azioni ed effetti favorevoli alla mitigazione dei cambiamenti climaticiRiduzione/eliminazionedelle emissioni di GHG Conservazione/aumentoTotale riduzioniAzioni(protossido di azoto) da dello stoccaggio didi GHGfertilizzanti di sintesi carbonio nel suolochimicaContributo delleazioniCO 2eq Mg anno -1 %214.a / Agricoltura integrata 2.430 25.514 27.944 59,6214.b / Agricoltura Biologica 594 10.377 10.971 23,4214.c / Conservazione ed incremento dellasostanza organica-2.275 2.275 4,9214.d1 / BCAA inerbimento e lavorazioniminime 415 415 0,9214.d2 / BCAA sostegno al pascolo estensivo 5.264 5.264 11,2Totale Misura 214 3.024 43.845 46.869 100,0Un primo criterio di valutazione si basa sulla determinazione delle superfici agricole nelle quali si sonoverificati i suddetti effetti, cioè interessati dalle suddette Azioni Il valore conseguito al dicembre 2011 ècomplessivamente di circa 56.600 ettari (Indicatore comune di Risultato n.6.d). Nel capitolo 6 del Rapportodi valutazione e nei relativi allegati sono stimati gli altri Indicatori associati agli impatti in oggetto, inerentialla diminuzione dell’emissione di protossido di azoto (N2O) dai suoli agricoli quale effetto e l’incremento omantenimento del “carbon sink” nei terreni a seguito degli impegni agroambientali delle suddette Azioni.Nel capitolo 4 del Rapporto di valutazione e nei relativi allegati sono stimati gli altri Indicatori associati agliimpatti in oggetto, inerenti alla diminuzione dell’emissione di protossido di azoto (N 2 O) dai suoli agricoliquale effetto sulla qualità delle acque (riduzione dei carichi di azoto) e l’incremento o mantenimento del“carbon sink” nei terreni e nelle biomasse a seguito degli impegni agroambientali delle suddette azioni .Complessivamente la Misura riduce le emissione di CO 2eq di oltre 46.000 Mg anno -1 , il contributo maggiorederiva dai sink dei suoli grazie all’incremento del contenuto di sostanza organica, segue la riduzione diemissione del protossido di azoto grazie alla riduzione delle fertilizzazioni minerali. Leggendo il dato rispettoal contributo di ciascuna azione si osserva che la “a”, agricoltura integrata , contribuisce con il 59% seguitadall’agricoltura biologica con il 23% e dal sostegno al pascolo estensivo con circa l’11%..Misura 215. Miglioramento del benessere animale1. La logica di interventoNell’ambito della politica di sviluppo rurale, la Misura 215 ha l’obiettivo specifico di incentivare l’adozione disistemi di allevamento che permettano di migliorare il benessere degli animali rispetto agli standard previstidal regime di Condizionalità (Reg. CE n. 73/2009), comprendenti l’applicazione della normativa comunitariadi riferimento, rappresentata principalmente dalle Direttive 91/629/CEE (vitelli) e 91/630/CEE (suini) e dallaDirettiva 98/58/CE, a carattere orizzontale.Gli obiettivi specifici dell'Asse 2 ai quali la Misura 215 potenzialmente partecipa sono, come indicato nel PSR,i seguenti:- la conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valorenaturalistico;- la tutela del territorio;- la tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde.pag. 104


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAVa tuttavia rilevato il non diretto legame di "causalità" esistente tra la specifica finalità della Misura e taliobiettivi specifici di Asse, di natura ambientale. Tale legame è individuabile soprattutto nella potenzialecorrelazione esistente tra l’introduzione o il mantenimento di pratiche e modalità di gestione favorevoli albenessere degli animali allevati e l’aumento (o il mantenimento) di sistemi di allevamento a carattereestensivo, più sostenibili in termini ambientali. La Misura contribuisce altresì alla finalità generale di favorireuna maggiore accettabilità sociale dell´agricoltura, corrispondendo alle esigenze etiche, salutistiche edambientali della collettività.Attraverso la Misura 215 si attiva un sostegno (in Euro/UBA/anno) volto a compensare i maggiori onerieconomici (aumento dei costi di gestione e/o riduzioni delle rese) derivanti dall’assunzione di impegni per idiversi tipi di allevamento, che vanno oltre il livello minimo stabilito dalla vigente legislazione nazionale ecomunitaria e/o oltre le ordinarie pratiche zootecniche adottate a livello regionale. Tra le condizioni minimeper l’accesso ai benefici vi è una consistenza di almeno 10 UBA, l’impegno a proseguire l’attività per almenocinque anni, il rispetto della condizionalità e degli ulteriori requisiti minimi aggiuntivi.La Misura si applica su tutto il territorio regionale e si articola in tre Azioni, differenziate in funzione del tipodi impegno e delle specie animali interessate, come riassunto nella seguente Tabella 1.Tab. 1 - Schema riepilogativo delle azioni della Misura 215AZIONI SUBAZIONI INTERVENTI01 - LINEA VACCA-VITELLOI - ALLEVAMENTI DA CARNE - BOVINI02 - BABY-BEEF03 - VITELLONE TARDIVOII - ALLEVAMENTI DA CARNE - BUFALINI01 - BABY-BEEFIII – ALLEVAMENTI DA LATTE - BOVINI01 - STABULAZIONE LIBERAIV - ALLEVAMENTI DA LATTE - BUFALINI01 - STABULAZIONE LIBERA01 - A CICLO APERTO DA RIPRODUZIONEV - ALLEVAMENTI DI SUINI02 - A CICLO APERTO DA INGRASSO03 - A CICLO CHIUSO215-A - AUMENTO DEGLI SPAZIDISPONIBILI215-B - PROLUNGAMENTO DELPERIODO DI ALLATTAMENTONATURALE DOPO LA FASECOLOSTRALE NEGLI ALLEVAMENTIBUFALINI215-C - MIGLIORAMENTO DELLECONDIZIONI DI ALLEVAMENTODELLE SPECIE BOVINE E BUFALINEPER CONTENERE LA DIFFUSIONEDI PATOLOGIEVI - ALLEVAMENTI INTENSIVI DI GALLINEOVAIOLEVII - ALLEVAMENTI DI POLLI DA CARNEI - ALLEVAMENTI BUFALINI DA LATTEI - ALLEVAMENTI DA CARNE - BOVINIII - ALLEVAMENTI DA CARNE - BUFALINIIII – ALLEVAMENTI DA LATTE - BOVINIIV - ALLEVAMENTI DA LATTE - BUFALINI01 - ALLEVAMENTI DI CUI ALL'ART. 3,COMMA 1, LETT. B) DEL D.LGS. N.267/2003 E S.M.I.02 - ALLEVAMENTI DI CUI ALL'ART. 3,COMMA 1, LETT. A) DEL D.LGS. N.267/2003 E S.M.I03 - GALLINE OVAIOLE ALLEVATE ATERRA01 - A TERRAI - STABULAZIONE LIBERA01 - LINEA VACCA-VITELLO02 - BABY-BEEF03 - VITELLONE TARDIVO01 - BABY-BEEF01 - STABULAZIONE LIBERA01 - STABULAZIONE LIBERA2. Scenario di riferimento regionaleAllevamento BovinoIn Campania, sulla base dell’Anagrafe zootecnica nazionale, la consistenza del patrimonio zootecnico bovinoal 31 gennaio 2012 si stima pari a 183.220 capi distribuiti in 11.545 allevamenti (Tabella 2). La provincia diSalerno risulta la prima sia per numero di capi (56.886) sia per allevamenti attivi (3.872 aziende); laprovincia di Benevento si colloca al secondo posto con 46.193 capi allevati distribuiti in 2.705 allevamenti,seguono la provincia di Caserta con 42.684 capi e 1.818 aziende, la provincia di Avellino con 29.502 capiallevati in 1879 aziende ed infine la provincia di Napoli con 7.955 capi allevati in 1.271 aziende.pag. 105


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAL'Allevamento specializzato di bovini da carne rappresenta un indirizzo produttivo relativamente importantenelle aree più marginali della regione e in particolare nella provincia di Benevento, dove è allevata la quotaprincipale dei capi, principalmente di razza Marchigiana (a marchio IGP). Seguono nell’ordine le province diCaserta con 2.976 capi, Avellino con 1.423, Salerno con 172 e Napoli con 78 capi.Allevamento BufalinoLa popolazione bufalina (274.440 capi nella regione nel 2012) presenta una distribuzione geograficanotevolmente diversa a quella dei bovini, concentrandosi nelle province di Caserta con 180.414 capi e 969aziende interessate e nella provincia di Salerno con 88.244 e 499 aziende. Con numeri decisamente inferiori,seguono le provincie di Napoli con 21 aziende e 3.575 capi allevati, Benevento con 18 aziende e 1.657 capied infine Avellino con 10 aziende e 550 capi (Tabella 2).Tab. 2 - Consistenza del patrimonio zootecnico (bovino, bufalino, suinicolo e avicolo) per provincia.Indicatori Regione Campania Avellino Benevento Caserta Napoli SalernoNumero capi bovini 183.220 29.502 46.193 42.684 7.955 56.886Numero allevamenti bovini 11.545 1.879 2.705 1.818 1.271 3.872Numero capi bovini da carne 16.116 1.423 11.467 2.976 78 172Numero capi bufalini 274.440 550 1.657 180.414 3.575 88.244Numero allevamenti bufalini 1.517 10 18 969 21 499Numero capi suini 85.772 5.882 35.920 3.062 10.893 30.015Numero allevamenti di suini 21.212 4.379 4.611 904 4.196 7.131Numero allevamenti avicoli 135 16 33 17 30 39Fonte: Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica (BDN) al 31 gennaio 20123. L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi operativiLo stato di attuazione della Misura a seguito dei tre Bandi emanati (2008, 2009 e 2010) mostra un parzialeraggiungimento degli obiettivi operativi. Le aziende beneficiarie sono 467, a fronte delle 3.500 previstementre le UBA sotto impegno raggiungono le 94.860, valore circa doppio delle 41.500 UBA inizialmenteprogrammate. Ciò corrisponde ad una dimensione media delle aziende beneficiarie (circa 203 UBA) superiorea quanto previsto in fase di programmazione (circa 12 UBA). Fino all’annualità 2010 le risorse finanziarieprogrammate per la Misura hanno permesso il finanziamento di tutte le domande ammissibili, nonverificandosi quindi la necessità di applicare i criteri di selezione previsti dai Bandi. Negli anni successivi lamancata disponibilità dei fondi, non ha consentito l’adesione di nuove aziende alla Misura.Le elaborazioni proposte nelle successive Tabelle 3 e 4, forniscono indicazioni sulle Azioni verso le qualipreferenzialmente si è orientata la domanda di sostegno dei beneficiari e la loro distribuzione per indirizzoproduttivo.In relazione al numero di domande, le Azioni che hanno avuto una maggiore partecipazione sono state la “C”(miglioramento delle condizioni di allevamento delle specie bovine e bufaline per contenere la diffusione dipatologie) con 199 domande e la combinazione delle azioni “B (prolungamento del periodo di allattamentonaturale dopo la fase colostrale nei bufalini) e C” con 191 domande. L’azione “A” (aumento degli spazidisponibili) la cui adesione era aperta a tutte le specie animali previste dal bando, ha avuto una scarsaadesione, sia singolarmente (26 domande) sia in combinazione con l’azione “C” (35 domande).La scarsa adesione all’azione “A” può essere spiegata con la maggiore onerosità degli impegni rispetto allealtre due Azioni: presuppone la presenza in azienda di superfici per l’ampliamento degli spazi per l’animaleoltre che la realizzazione di investimenti. Inoltre è indirizzata esclusivamente agli allevamenti a stabulazionelibera.pag. 106


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab. 3 - Riepilogo del numero di domande di adesione alla Misura per tipologia di AzioneAZIONI e loro combinazioniNUMERO DOMANDEA 26B 10C 199A+B 0A+C 35B+C 191A+B+C 6TOTALE 467Fonte: elaborazioni dati estratti dal Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) a febbraio 2012Dall’analisi della tipologia di allevamento (Tabella 4) si evidenzia il modesto numero di aziende aderenti concon allevamenti suinicoli e avicoli, rappresentando complessivamente circa l’1,3% delle aziende totali; talerisultato viene in parte motivato dall’accesso alla Misura di questi allevamenti soltanto tramite l’azione “A”.Tab. 4 - Numero aziende e UBA inerenti la Misura 215 per indirizzo produttivo e tipologia di AzioneIndirizzo produttivo Azioni N. aziende UBAA 22 1.083Bovini da CARNEC 94 1.640A+C 8 349Bovini da LATTEBufalini da CARNEA 2 140C 187 16.614A+C 19 1.814A 1 346C 3 90A 4 64B 24 4.963C 62 21.794Bufalini da LATTEA+C 3 522A+B 1 361B+C 178 41.809A+B+C 4 602Suini A 5 2.626Polli da CARNE A 1 240Fonte: elaborazioni dei dati estratti dal SIAN a febbraio 2012Prendendo in considerazione gli allevamenti bovini e bufalini - verso i quali si è diretta la maggioranza delledomande - dalla seguente Tabella 5 si evidenzia come le aziende finanziate nel periodo, corrispondonorispettivamente al 2,9% e 18,3% delle aziende potenzialmente finanziabili a livello regionale. Tali quoteconfermano il successo della Misura per i bufalini (rispetto ai bovini), soprattutto nelle province di Benevento(circa 106%) e Avellino (50%). Gli allevamenti bovini hanno avuto un’incidenza maggiore ad Avellino (circa10%) mentre risulta nulla nella provincia di Napoli.pag. 107


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab. 5 - Allevamenti bovini e bufalini (da latte e da carne) beneficiari (al 2011) e totali regionali e relativoindice di adesione, per provincia.Allevamenti BOVINIAVELLINO BENEVENTO CASERTA NAPOLI SALERNO Regione CampaniaBDN -gennaio 2012 1.879 2.705 1.818 1.271 3.872 11.545Beneficiari Misura 215 185 19 42 - 86 332Indice di adesione 9,8% 0,7% 2,3% - 2,2% 2,9%Allevamenti BUFALINIBDN -gennaio 2012 10 18 969 21 499 1.517Beneficiari Misura 215 5 19 196 2 55 277Indice di adesione 50,0% 105,6% 20,2% 9,5% 11,0% 18,3%Fonti: elaborazioni dati estratti dal SIAN (2011) e Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica (BDN)Le principali problematiche affrontate nel primo periodo di attuazione - riguardanti l’iniziale scarsaconoscenza da parte dei potenziali beneficiari delle opportunità offerte dalla Misura 215, per la prima voltaprogrammata nei PSR e la complessa procedura di liquidazione dei premi (commisurati non alla superficiebensì ai capi di bestiame e alla partecipazione per gli stessi capi a più Azioni della Misura) - sono state inparte superate con iniziative di informazione e divulgazione e attraverso la semplificazione delle procedure.Focalizzando l’analisi sul successo della Misura tra le aziende zootecniche presenti sul territorio regionale, sievidenzia come questo abbia interessato soprattutto gli allevamenti di dimensione maggiore e tra questi leaziende bufaline da latte, favorite anche dalla possibilità di accesso a tutte le tipologie di intervento dellaMisura.3. La valutazione della Misura da parte di “testimoni privilegiati”Nell’ambito della Valutazione in itinere, in accordo e con la collaborazione delle strutture della Regione sonostati realizzati, in una stessa giornata, due momenti di confronto tra “esperti“ o “testimoni privilegiati”chiamati ad esporre il proprio punto di vista sul grado di partecipazione degli allevatori alla Misura, sui fattoriche possono averlo condizionato, sull’efficacia degli impegni assunti, su eventuali proposte di miglioramentodella misura.Gli incontri si sono svolti presso gli Uffici della Regione Campania, assessorato Agricoltura, Centro Direzionaledi Napoli in data 5 Luglio 2012 e sono stati gestito dal Valutatore con la modalità del “focus group”. Al primoincontro (mattina) hanno partecipato tecnici/funzionari dei cinque STAPA, il Responsabile di Misura e ilResponsabile di Asse 2. Al secondo incontro (pomeriggio) hanno partecipato esperti sul tema del benessereanimale, indicati dalle quattro Organizzazioni agricole, nonché liberi professionisti agronomi-zootecnici,allevatori beneficiari, un ricercatore/accademico.Ai partecipanti è stato chiesto di esprimere il proprio punto di vista su alcuni temi di interesse comune a lorosottoposti dal Moderatore. I principali elementi emersi nei due incontri sono di seguito sintetizzati.1. Il grado di partecipazione degli allevatori, in base ad una lettura collettiva dei dati relativi al numero didomande ammesse e alla loro distribuzione per specie allevata, azioni e provincie. Gli elementi di naturaprogrammatica, tecnica, organizzativa, procedurale, che possono aver favorito/sfavorito l’adesione allaMisura.Il confronto su questo tema tra gli esperti è stato preceduto da una presentazione, da parte del gruppo diValutazione, dei dati relativi ai livelli di partecipazione alla Misura per Azione, per Provincia e specie allevataprecedentemente illustrati:- la maggiore adesione degli allevamenti bufalini da latte, seguiti dai bovini da latte e in minor misura daibovini da carne, a differenza delle altre tipologie di allevamento (bufalini da carne, suini e avicoli) dove lapartecipazione è risultata estremamente bassa;- la prevalente adesione all’azione C a fronte di una scarsa partecipazione all’azione A;- l’eterogenea distribuzione dei beneficiari a livello provinciale.pag. 108


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa differenziazione nei livelli di adesione alla Misura per indirizzo produttivo è stata attribuita, dagli esperti,all’impostazione della Misura stessa: i bufalini da latte possono, infatti, aderire a tutte le azioni, i bovinisoltanto alle azioni A e C, i suini e gli avicoli solo all’azione A. Un secondo fattore che si ritiene abbia favoritogli allevamenti bufalini rispetto alle altre tipologie di animali è stato l’ammontare del premio più elevato equindi più incentivante.La distribuzione provinciale delle adesioni alla Misura in base alla tipologia di allevamento ha, secondo iesperti, rispecchiato le diverse vocazioni territoriali della regione. La maggiore o minore adesione deipotenziali beneficiari nelle diverse province è stata altresì influenzata dall’azione di orientamento dei tecnicidelle Associazioni presenti sul territorio e dei liberi professionisti. Questi infatti hanno avuto un ruolo centralenel veicolare le aziende verso la conoscenza e l’adesione alla Misura 215, la quale ha rappresentato unanovità per il PSR campano, soprattutto nei primi 2 anni di attivazione (2008-2009); il livello di partecipazioneè infatti aumentato nel tempo fino a raggiungere il suo massimo con l’ultimo bando per nuovi impegniemanato nel 2010. La divulgazione e l’attuazione della Misura è stata maggiore in zone dove i tecniciavevano un buon rapporto con il territorio, viceversa nelle altre zone la Misura è stata sottovalutatarallentando e scoraggiando di fatto la partecipazione alla Misura.Un altro elemento che ha influito sulla scarsa partecipazione in alcune province è stata la prevalentepresenza di piccoli allevatori per i quali l'adesione alla Misura avrebbero comportato, spesso per la primavolta, il rispetto di obblighi amministrativi (es.l’iscrizione alla Camera di Commercio) e del regime dicondizionalità per 5 anni (con i conseguenti controlli).Tra le diverse azioni, la C è stata in assoluto la più attivata soprattutto nelle medie e grandi aziende cheerano già consapevoli del piano di profilassi volontaria a cui potevano aderire senza variazioni strutturali ospese aggiuntive, adeguando e perfezionando agevolmente alcuni aspetti procedurali rispetto al livellominimo stabilito dalla vigente legislazione nazionale.L’azione B (prolungamento del periodo di allattamento naturale negli allevamenti bufalini) dopo un’iniziale“studio” da parte degli allevatori circa gli impegni legati alla sua attivazione, ha avuto un notevole successo,dovuto soprattutto alla facilità procedurale di adempimento degli obblighi, percepiti come nonparticolarmente onerosi dal punto di vista dei costi aggiuntivi.Tra le cause specifiche della scarsa partecipazione all’Azione A sono segnalate le difficoltà di poter rispettaregli impegni relativi all’aumento degli spazi,i cui costi (di investimento) non sono stati spesso giudicatiadeguati al premio. Nel caso dei grandi allevamenti intensivi la conversione ad allevamento di tipo estensivopuò determinare inoltre dei problemi di natura ambientale circa l’impatto sul territorio, oltre a difficoltàlegate al superamento dei vincoli urbanistici. Per gli allevatori il problema maggiore è stato il valore troppobasso del premio, rispetto alle spese necessarie per la conversione delle superfici. Tale azione è stata infattiapplicata, seppur in forma ridotta, nei piccoli allevamenti dove l’ampliamento degli spazi poteva essere piùfacilmente realizzato attraverso investimenti ridotti.2. L’efficacia degli impegni assunti dagli allevatori nell’ambito della Misura in relazione all’obiettivo dimigliorare il benessere degli animali allevati; eventuali altri effetti indiretti sulle modalità di gestione e suirisultati produttivi ed economici degli allevamenti.I fattori o vincoli, di natura programmatica, tecnica, organizzativa, procedurale che possono aver ostacolatol’adesione alla Misura. e/o la sua efficacia.Come già segnalato, il processo di attuazione della Misura ha incontrato difficoltà soprattutto nel primo anno(Bando 2008) a causa della novità della stessa. Le principali difficoltà hanno riguardato la certificazione sulleattestazioni della profilassi volontaria, data anche una iniziale carenza di coordinamento tra le strutturesanitarie presenti sul territorio e quella centrale.Viceversa non ci sono state difficoltà circa l’interpretazione della Misura dal punto di vista amministrativopoiché erano stati organizzati, precedentemente all'uscita del Bando, incontri tra i diversi tecnici e funzionariregionali che hanno permesso di allineare ed uniformare l’attivazione della Misura su tutto il territorioregionale.pag. 109


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAI criteri di priorità presenti nel bando della Misura non sono mai stati utilizzati, poiché fino all’annualità 2010le risorse economiche hanno permesso il finanziamento di tutte le domande ammissibili. Negli anni successivila mancata disponibilità dei fondi, non ha consentito l’adesione di nuove aziende alla Misura.Le rinunce censite dall’attivazione della Misura ad oggi si sono avute soprattutto a seguito di verificheamministrative, che non hanno quindi interessato gli impegni attuati dal programma.La Misura 215 secondo i partecipanti agli incontri, nonostante i suoi limiti, ha determinato negli anni unasempre maggiore attenzione dell’allevatore circa l’importanza del Benessere dell’Animale come mezzo dimiglioramento quantitativo e qualitativo della produzione. Questo è avvenuto soprattutto per le piccoleaziende che nonostante la loro numerosità sul territorio campano, prima della Misura si trovavano in ritardorispetto alle grandi e medie aziende nell’adeguamento degli allevamenti. Grande importanza ha avuto lostimolo ricevuto dai tecnici delle diverse Associazioni agricole e dai tecnici privati a cui le piccole aziende inpassato non si rivolgevano. Il successo di questa Misura può essere anche valutata dalla disponibilità delleaziende a fare piccoli investimenti al fine di acquisire i requisiti di partenza per poter aderire al Programma esuccessivamente utilizzare i premi per continuare a migliorare i diversi aspetti del Benessere degli Animali.La Misura ha inoltre generato una serie di riflessioni sulle tematiche del Benessere Animale anche tra gliallevatori che non hanno aderito, ma che potranno essere per tali ragioni coinvolti nella prossima fase diprogrammazione.Tra le diverse azioni che compongono la Misura, quella che si ritiene abbia determinato i maggiori effetti dimiglioramento del Benessere degli Animali è stata l’azione C: gli allevatori beneficiari si sono dimostratiinteressati ad usufruire di un’assistenza tecnica specifica per il contenimento delle patologie degli animali,che si è poi ampliata intervenendo sul miglioramento complessivo delle condizioni di benessere degli animali.3. Proposte, suggerimenti per il miglioramento della Misura in vista del prossimo periodo di programmazione.Le proposte di miglioramento della Misura a 4 anni dalla sua attivazione hanno riguardato soprattutto larichiesta di una maggiore diversificazione della tipologia degli impegni, in particolare sulla gestionedell’allevamento in funzione della specie animale.Per favorire una maggiore adesione all’azione A, visti gli alti costi per gli investimenti strutturali, oltre ad unaumento del valore del premio, è stata suggerita l’integrazione della Misura 215 con altre Misure del PSRcome ad es. la Misura 121 (ammodernamento delle aziende agricole) che permettano un reintegro dellespese di investimento necessarie per l’aumento degli spazi disponibili. Inoltre questa azione dovrebbe esserespecifica per l’incentivazione dei piccoli e medi allevamenti verso una trasformazione che abbia alla base ilBenessere Animale, visto che ad oggi non sembra applicabile per i grandi allevamenti di tipo intensivo.È stato poi segnalato come sul territorio campano siano ancora presenti numerosi allevamenti a stabulazionefissa, dove l’animale è legato alla catena. Il requisito della stabulazione libera è stato infatti introdotto nelBando per l’accesso ai benefici dell’Azione A (ma non per le altre Azioni) la quale tuttavia, come giàsegnalato, ha registrato una modesta partecipazione. Sarebbe quindi auspicabile per il futuro migliorarel’efficacia della Misura nel favorire la conversione degli allevamenti dalla stabulazione fissa a semi libera olibera.In riferimento all’azione B, è proposto l’ampliamento dell’intervento anche alla gestione della fase successivaallo svezzamento del bufalino ed in generale agli interventi specifici sull’alimentazione di tutti gli animaliadulti allevati a fini produttivi.Per i bovini ed i bufalini da latte è proposta l’aggiunta di un impegno basato sulla determinazione dellaqualità del latte prodotto come indice del Benessere Animale dell’azienda.Si ritiene indispensabile l’attivazione di corsi di formazione che siano orientati verso tutti gli operatoripresenti negli allevamenti garantendo così la diffusione di un aspetto aziendale quale il Benessere Animaleancora scarsamente considerato soprattutto dal personale specializzato che quotidianamente interagisce congli animali.pag. 110


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAInfine è stata sottolineata la necessità di consentire l’adesione alla Misura anche agli allevamenti ovi-caprini.4. La valutazione del miglioramento del benessere animale nelle aziende beneficiarie attraverso indaginidirette ( i “casi di studio”)Un ulteriore profilo di analisi ha avuto per oggetto la valutazione del livello di benessere presente negliallevamenti delle aziende beneficiarie nella situazione “post” l’esecuzione degli impegni previsti dalla Misura eil suo confronto con la situazione precedente l’assunzione degli impegni (ricostruita “a posteriori” attraversol’intervista o l'esame della documentazione tecnica) oppure, in alcuni casi, con quanto verificabile inallevamenti di aziende ordinarie non beneficiarie (confronto “fattuale -controfattuale”).Sulla base della distribuzione per specie, per provincia e per Azione delle aziende beneficiarie (anno 2011)sono state individuati, di concerto con il Responsabile di Misura e con la collaborazione attiva degli STAPA-CEPICA, i seguenti “casi di studio”, rappresentativi delle tipologie prevalenti:4.1 Metodi e strumenti informativi utilizzati nell’indagineL’approccio alla valutazione del benessere è stato di natura multifattoriale, dal momento che non esiste unmetodo scientifico secondo il quale poter misurare o valutare il benessere animale.Tra i vari metodi di valutazione i più efficaci sono ritenuti quelli che prevedono la registrazione di parametridiretti e indiretti e l’ispezione diretta di un campione rappresentativo di animali per poter verificarel’eventuale presenza di patologie, lesioni o problemi comportamentali quale la metodologia di indagine ANI35 L – Animal Needs Index (Bartussek, 2000).L’utilizzo di questo strumento permette la stima del benessere applicato principalmente ai bovini, agli avicolie ai suini, ed è in grado, da un lato, di indirizzare gli allevatori verso gli interventi di miglioramento dellecondizioni di vita dei propri animali, e dall’altro, di essere utilizzato come strumento scientifico di controllo.Questo avviene attraverso l’analisi di alcuni aspetti dell’allevamento a partire dal giudizio fornito attraversoun punteggio basato su cinque punti critici aziendali di rilevante importanza: possibilità di movimento;contatti sociali; pavimentazione; microclima; rapporto uomo-animale.L’individuazione delle categorie maggiormente deficitarie tramite il rapporto “punteggio ottenuto/punteggiomassimo”, inoltre, permette di mirare gli interventi di miglioramento delle condizioni di vita degli animaliproprio dove queste risultano più critiche, generando limitazioni anche sulle produzioni animali in genere econsente di individuare i miglioramenti apportati con la Misura 215 e/o confrontare i risultati con lecondizioni di benessere precedenti all’adesione alla Misura.Le valutazioni dello stato di benessere animale presente nelle aziende indagate si sono basate anche sui 12criteri individuati nel progetto Welfare Quality 20 riuniti nei 4 principi di benessere riportati nello schemaseguente:PRINCIPIOAlimentazione correttaStabulazione adeguataBuona saluteComportamento appropriatoCRITERIO1. Soddisfacimento delle esigenze nutrizionali2. Soddisfacimento delle esigenze Idriche3. Comfort durante il riposo4. Comfort termico5. Facilità di movimento6. Assenza di lesioni7. Assenza di patologie8. Assenza di dolore indotto dalle pratiche manageriali9. Espressione del comportamento10. Espressione di altri comportamenti11. Rapporto uomo-animale12. Assenza di paura20 Welfare Quality ® è un progetto di ricerca europeo focalizzato all’integrazione del benessere degli animali nella filiera di qualità deglialimenti.pag. 111


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASi precisa, inoltre, che per la predisposizione dei modelli di valutazione ci si è attenuti anche ai contenutiriportati nel Piano Nazionale di Benessere animale, emanato dal Ministero della Salute, al documento sulBenessere Animale emanato dal Ministero delle Politiche agricole Alimentari e Forestali, ai regolamenti enorme vigenti e al bando relativo della misura 215 della Regione Campania.In termini operativi, gli strumenti con i quali sono state acquisite, presso le aziende le informazioni e lavalutazione sui diversi aspetti da cui dipende il benessere degli animali, sono i seguenti:- Una scheda generale sull’allevamento nel suo insieme;- Una scheda di valutazione del benessere animale riferita all’azione ‘A’;- Una scheda di valutazione riferita all’azione ‘B’;- Una scheda di valutazione riferita all’azione ‘C’;Nell’Appendice 2 sono riportate le suddette schede compilate nelle aziende beneficiarie e non (controfattuali)costituenti il campione.Ad ogni singola scheda di valutazione corrisponde un sistema dettagliato di assegnazione di punteggi,distinto per categoria di monitoraggio, adeguato alle esigenze dettate dalla misura e distinto per azione. Inparticolare si segnalano i seguenti elementi caratterizzanti i modelli di valutazione.Azione A (Aumento degli spazi disponibili)il modello si basa, tra l’altro, sui seguenti aspetti dell’allevamento: possibilità di movimento; contatti sociali;pavimentazione; microclima; rapporto uomo-animale.Considerato che l’azione “A” finanzia l’aumento dello spazio disponibile degli animali in allevamento, è statoassegnato a tale parametro della griglia di valutazione generale un peso maggiore, pertanto, mediantel'indice “punteggio ottenuto/punteggio massimo”, si è in grado di valutare l’efficacia dell’azione “A” nel pianogenerale di miglioramento di benessere animale.In poche parole, l’assegnazione di un punteggio maggiore al miglioramento delle condizioni di vita deglianimali mediante l’aumento degli spazi disponibili, ha consentito di individuare i miglioramenti apportati conla Misura e/o confrontare i risultati con le condizioni di benessere precedenti all’adesione dell’allevamentoalla Misura, mettendo in evidenza l’efficacia stessa dell’azione.Tale operazione è stata completata attraverso le informazioni raccolte con il questionario compilato (checklist) con gli allevatori e visionando la documentazione aziendale durante i sopralluoghi negli allevamenti, alfine di risalire alle condizioni di benessere animale nella fase antecedente l’adesione alla Misura econfrontando i risultati ottenuti tra le valutazioni ex ante ed ex post di benessere nell’allevamento.E’ stato considerato inoltre, il rapporto tra il punteggio realizzato da ogni elemento critico aziendale ed ilmassimo punteggio ottenibile nello stesso ambito, così da indicizzare l’influenza dei vari aspetti sul risultatofinale del questionario.Per quanto attiene la valutazione nell’allevamento bufalino, il metodo utilizzato è stato quello messo a puntoper i bovini da carne o per quelli a duplice attitudine, ai quali, secondo diversi ricercatori specialisti inquesto settore, la bufala è più assimilabile sia per l’aspetto morfologico, sia per l’attività metabolica.Azione B (Prolungamento del periodo di allattamento naturale dopo la fase colostrale negli allevamentibufalini)Per la messa a punto di un sistema di monitoraggio dell’efficacia dell’azione sul benessere animale nellaspecie bufalina si è principalmente fatto riferimento a quello utilizzato per i bovini da latte, apportandoopportune modifiche in relazione alle peculiari esigenze della bufala.Il prolungamento delle cure parentali oltre la fase colostrale del vitello mediante allattamento naturale adalmeno 14 giorni, comporta possibili variazioni del benessere sia per il vitello che per la bufala.pag. 112


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATale considerazione ha indotto la predisposizione di due schemi di valutazione distinte, allo scopo di valutaregli effetti dell’azione sullo stato di benessere di entrambe le categorie coinvolte.Si è anche consapevoli che la valutazione del benessere nelle due categorie, non può essere effettuata senzatener conto che alcuni comportamenti, le interazioni sociali, gli aspetti fisiologici riproduttivi e quelliproduttivi della bufala e del vitello possano subire più o meno radicali modificazioni con l’applicazionedell’azione B della Misura 215.Al fine di definire, quindi, un quadro d’insieme più ampio e procedere in modo oggettivo alla valutazione, si èritenuto opportuno valutare l’efficacia della Misura utilizzando anche le schede proposte per l’azione ‘A’. Lavalutazione effettuata con i diversi modelli inoltre, risulta utile per valutare l’efficacia della Misura negliallevamenti che hanno aderito a più azioni.Azione C (Miglioramento delle condizioni di allevamento delle specie bovine e bufaline per contenere ladiffusione di patologie)Il metodo di raccolta ed elaborazione dei dati per la valutazione dell’efficacia dell’azione C stato impostatotenendo conto della gestione degli allevamenti in modo da prevenire patologie determinate prevalentementedalle pratiche di allevamento e/o dalle condizioni di detenzione degli animali. Tale metodo di analisi valutaindirettamente lo stato del benessere in questa azione considerando gli aspetti sanitari generali, gli aspettisanitari morfo-funzionali, aspetti sanitari dell’apparato riproduttore e sono state valutate anche le misure dibiosicurezza, interne ed esterne agli allevamenti e le misure generiche come richiesto nel bando di adesioneall’azione “C”.4.2 I risultati delle indagini aziendaliDi seguito sono riportati i principali risultati delle indagini (rimandando alla Appendice 2 per le schede divalutazione) realizzate nel periodo settembre-novembre 2012 dai componenti il gruppo di valutazione espertiin materie zootecniche, attraverso sopralluoghi aziendali alla presenza di funzionari degli STAPA-CEPICA.‣ Provincia di AVELLINO - aziende con BOVINI DA LATTE aderenti all'azione CNelle aziende visitate la consistenza media è di circa 50 capi e, per quanto attiene le razze allevate, le piùrappresentate sono frisona, pezzata rossa, limousine e meticci. Il tipo di stabulazione utilizzata è quellafissa alla catena e la mungitura viene effettuata direttamente nella stalla utilizzando la corsia di servizio.Non esiste, quindi, una sala di mungitura e il latte raccolto viene trasferito in refrigeratori nella sala lattemanualmente.Non si sono riscontrate patologie infettive nell’allevamento.La bio-sicurezza interna ed esterna messa in atto grazie alla Misura 215, ha consentito un sostanzialemiglioramento dello stato igienico sanitario dell’allevamento nel suo complesso.Dalle indagini effettuate e dalle informazioni di carattere generale e specifico ricevute dagli allevatoridurante le visite aziendali, anche valutando la documentazione cartacea aziendale e le analisi qualitativedel latte di massa prodotto, è emerso che le aziende che hanno aderito al piano di profilassi volontariodella Misura 215 hanno registrato un miglioramento delle performance riproduttive e produttive deglianimali allevati rispetto alle condizioni esistenti precedentemente alla loro adesione alla misura.Restano, tuttavia, ancora da migliorare le condizioni di benessere animale relativo agli spazi disponibili,infatti, per fare qualche esempio, si riscontra che a causa dei limitati movimenti degli animali, dovuti altipo di stabulazione la crescita degli unghioni è talvolta eccessiva; il necessario pareggio degli unghioniviene effettuato solo nel periodo di asciutta per le vacche in lattazione mentre raramente viene effettuatoai vitelli adulti e alle manze. Altro aspetto da valutare per un eventuale miglioramento, è quello di evitareche gli animali siano a contatto con le proprie feci quando assumono la posizione di decubito.pag. 113


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAGli allevamenti che hanno aderito all’azione “C” hanno messo in pratica misure precauzionali utili aprevenire e/o a ridurre la possibile diffusione di patologie sia tra gli animali eventualmente infetti presentinell’allevamento, sia per eventuali diffusioni di patologie provenienti dall’esterno.Bisogna sottolineare che in dette aziende, la condizione di benessere animale relativa alla azione “C” èsicuramente migliorata rispetto alle condizioni precedenti alla Misura, ma è limitata al tipo dimiglioramento indotto dall’azione.In altri termini, considerando il tipo di stabulazione degli animali, il management aziendale, l’assenza dellasala mungitura ecc. sarebbe stato utile, ai fini di un miglioramento globale dello stato di benessere deglianimali, che le aziende prese in esame avessero aderito anche all’azione “A” e/o avessero realizzatoinvestimenti (eventualmente aderendo alla Misura 121) per adeguare il sistema di mungitura e/o perconsentire la eventuale separazione degli animali da trattare singolarmente.Per i motivi sopra esposti, la valutazione delle condizioni di benessere animale riporta punteggisignificativamente più bassi rispetto alle aziende monitorate di altre province che hanno aderito allestesse azioni, come verificabile dall’esame delle schede di valutazione riportate in Appendice 2.‣ Provincia di BENEVENTO – aziende con BOVINI DA CARNE aderenti alle azioni A e CNella provincia di Benevento sono state visitate: due aziende beneficiarie specializzate nella produzione dibovini da carne di razza Marchigiana e due aziende non beneficiarie ("controfattuali") la prima con lestesse caratteristiche delle beneficiarie e l'altra con bovini di razze miste e meticci.Le due aziende che hanno aderito alla Misura 215 hanno chiesto l’accesso alle azioni A e C, per l’aumentodegli spazi disponibili negli allevamenti e adozione del piano di profilassi volontario per il miglioramentodelle condizioni di allevamento per contenere la diffusione di patologie.Grazie all’adesione alla Misura, questi due allevamenti hanno migliorato senza dubbio la condizione dibenessere degli animali. Tale convinzione è maturata in seguito alla valutazione effettuata ex-post econfrontata con i risultati del colloquio intercorso con gli allevatori in merito alle condizioni degliallevamenti e dello stato di benessere degli animali precedentemente alla partecipazione alla Misura.In sostanza è stato possibile ipotizzare quali fossero le condizioni del benessere e il piano di profilassiapplicato prima dell’intervento della Misura e confrontarlo con i risultati post-intervento. E' possibileaffermare che l’attenzione di questi imprenditori raggiunge i massimi livelli, infatti, come si riscontra daipunteggi assegnati secondo il metodo adottato, essi raggiungono ottimi livelli di benessere per lecondizioni di vita garantite agli animali, per il tipo di stabulazione, per la qualità dei ricoveri e per leinterazioni uomo-animale e animale-animale e per le condizioni igienico-sanitarie degli animali e degliallevamenti. L’equilibrio psico-fisico degli animali assume, per uno dei due allevamenti valutati, punte dieccellenza, dovute, in particolare, alla tipologia del sistema di allevamento.Durante la visita si è potuto osservare che una delle aziende specializzata nella produzione della carne,risulta pienamente rispondente a tutti i requisiti richiesti, sia dall’azione A che dall’azione C, infatti,dispone di strutture di stalla ben dimensionate al numero di capi allevati, idonee alla stabulazione liberacon relativi paddock esterni (sovradimensionati rispetto al numero di capi), di pascolo recintato, adiacentealla struttura aziendale, con prati di ottima qualità dove gli animali trascorrono le ore diurne. Talecondizione di allevamento viene adottata in tutti i mesi dell’anno fin quando, data l’altitudine, lecondizioni atmosferiche lo consentono. I gruppi di animali vengono costantemente controllati sia sottol’aspetto sanitario che alimentare ogni giorno, quando il bestiame rientra ed esce dalla stalla e, durante leore di pascolo, gli animali sono sempre vigilati da un addetto all’allevamento.Entrambi gli allevamenti hanno messo in atto i sistemi di bio-sicurezza interna ed esterna, predisponendoanche adeguati spazi per l’eventuale isolamento dei capi feriti/ammalati rispettando pienamente anchecon misure cautelative aggiuntive il piano di profilassi volontario.La aziende controfattuali visitate, dimostrano strategie di allevamento sicuramente migliorabili, infatti, perla mancanza di un piano di profilassi volontario, gli allevatori si attengono alle norme obbligatorie vigenti.Pur assicurando un accettabile livello di benessere animale, per la disponibilità di ampi spazi aziendali e dipag. 114


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURApascolo, aderendo alle azioni “A” e “C” avrebbero potuto migliorare lo stato delle strutture di stalla eattuare un più attento piano di profilassi.Per tale motivo, il punteggio finale ottenuto con la valutazione sul benessere effettuata nelle aziende“controfattuali” risulta essere inferiore rispetto alle due aziende che hanno aderito alla Misura (vedischede di valutazione).‣ Provincia di CASERTA – aziende con BUFALI DA LATTE aderenti alle azione B e CLe aziende valutate in provincia di Caserta sono 4 di cui 1 "controfattuale" e 3 beneficiarie, aderenti allaazione “B” (prolungamento del periodo di allattamento naturale dopo la fase colostrale negli allevamentibufalini) e alla azione “C” (miglioramento delle condizioni di allevamento delle specie bufaline e bovineper contenere la diffusione di patologie).Le aziende beneficiarie hanno verificato con lo svezzamento a 14 gg una reale variazionenell’accrescimento del vitello ma una lieve resistenza della madre alla mungitura per il prolungatoallattamento del redo. Alcune aziende adottano successivamente l’allattamento in vitellaia con poppatoio,mentre altre continuano l’allattamento con vacche nutrici o bufale a fine carriera solo per gli animalidestinati alla rimonta.Dal punto di vista igienico sanitario, le aziende rispondono ai requisiti previsti dall’azione C ed hannoeffettuato lavori per la creazione di vasche disinfettanti all’ingresso delle aziende e smussato dovenecessario gli angoli che potevano causare lesioni. Sono ottimali i sistemi di bio-sicurezza interni edesterni; i piani di disinfezione e disinfestazione sono regolari con frequenze periodiche anche superiori alpiano di profilassi volontario.L’azienda visitata come "controfattuale", pur rispettando i requisiti richiesti dalle norme vigenti, nonpresenta misure di bio-sicurezza elevate come quelle riscontrabili nelle aziende che hanno aderito allaMisura. Nella struttura si sono potuti rilevare pericoli di lesione per gli animali e gli spazi interniandrebbero migliorati. Tuttavia, si può valutare in positivo l’aspetto riguardante l’allattamento prolungatodei vitelli in quanto l’azienda fa ricorso a vacche nutrici e bufale a fine carriera.‣ Provincia di SALERNO – aziende con BUFALI DA LATTE aderenti alle azione B e CUna delle aziende bufaline beneficiarie ed esaminate, presenta una sala di mungitura avente soluzionitecnologiche avanzate con vista dall’alto per il controllo di tutte le operazioni e garantisce i requisiti diigienicità con periodica sostituzione delle parti in gomma.Entrambe le aziende effettuano i piani di disinfezione e disinfestazione ed è garantito l’utilizzo di calzari eguanti monouso. La vitellaia, inoltre, garantisce un’ottima gestione dei vitelli. Il prolungamentodell’allattamento a 14 giorni e successivamente è assicurato con utilizzo di latte materno o con vacchenutrici e bufale a fine carriera.Può essere necessario migliorare le misure di sicurezza per gli animali, in particolare, bisognerebbeagire con l’azione “A” per adeguare pendenza di pavimentazione e ridurre i pericoli di scivolamento. Inentrambe le aziende viene garantito il ricircolo dell’aria anche mediante utilizzo di ventilatori.‣ Provincia di SALERNO – aziende con BOVINI DA LATTE aderenti all'azione CLe due aziende beneficiarie visitate (allevamenti in stabulazione libera con razze frisona, bruna, pezzatarossa e jersey) garantiscono tutte le misure di corretta prassi igienica.È presente la sala di mungitura ed è garantito l’utilizzo di calzari e guanti monouso, viene praticata ladisinfezione e disinfestazione periodica e viene applicato sistematicamente il piano di profilassi volontarioprevisto dalla Misura.pag. 115


4.3 Conclusioni e proposte di miglioramento.VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURANel complesso, gli allevamenti visitati che hanno aderito alle varie azioni della Misura 215 presentano, almomento dell’indagine, condizioni di benessere degli animali migliori rispetto alla situazione precedente(ricostruita per via indiretta nell’intervista e tramite documentazione tecnica) o, quando il confronto èrisultato possibile, rispetto agli allevamenti di aziende non beneficiarie (confronto “fattuale - controfattuale”).E’ importante far notare che le aziende che hanno avviato il processo di miglioramento del benessereanimale aderendo contemporaneamente ad almeno due azioni tra quelle previste dalla Misura 215, hannoottenuto risultati migliori, come dimostrano i punteggi delle schede di valutazione e i giudizi relativi, rispettoagli allevamenti che hanno scelto invece di aderire ad una sola Azione. In altri termini, l’adesione a piùazioni e quindi l’applicazione di una più ampia gamma di impegni determina effetti sinergici positivi sulbenessere degli animali.Pur tuttavia, indipendentemente dal tipo di azione alla quale le aziende hanno aderito, la partecipazione allaMisura 215 ha rappresentato, di per sé, l’opportunità di avviare, da parte delle aziende, processi dimiglioramento del managment e l’introduzione di buone pratiche a beneficio del benessere animale.In sostanza, se il benessere animale è raggiunto sommando gli effetti generati dal miglioramento del sistemaambientale dell’allevamento, delle sue condizioni igienico-sanitarie, dello stato psico-fisico degli animali, dellasanità animale, dei sistemi e delle tecniche di allevamento - che tra l’altro comportano un miglioramentodelle performance produttive e riproduttive nonché un miglioramento qualitativo della produzione - èevidente che con la Misura 215 si sia “indirettamente” offerta una opportunità di rilancio del settorezootecnico che risponde adeguatamente anche ad una emergente e crescente domanda, da parte deiconsumatori, di modalità di allevamento “friendly” e di prodotti alimentari più sicuri.Dall’indagine condotta si è anche potuto constatare che alcune criticità strutturali e manageriali checontinuano ad essere presenti nelle aziende beneficiarie potrebbero essere meglio superate ampliando letipologie degli interventi e/o azioni della Misura 215 della prossima programmazione.In particolare, si può riassumere che le azioni principali da prevedere per il futuro dovrebbero favorire:1. i controlli di qualità in stalla del latte prodotto, soprattutto riferito alla quantità di cellule somatiche perla valutazione immediata dello stato di salute delle vacche in lattazione, utilizzando dispositivi dirilevamento da applicare alla singola linea della mungitrice o, almeno, lungo la linea di trasferimento dellatte dalla sala mungitrice al refrigeratore nella sala latte; un ulteriore parametro potrebbe essere ilcontrollo delle proteine totali;2. l’adeguamento e/o la creazione delle sale mungiture per una maggiore salvaguardia delle condizioniigienico-sanitarie e del benessere animale;3. l’acquisizione di terreni per ampliare gli spazi esterni da dedicare alla funzione di paddock;4. l’adeguamento delle poste fisse in box per evitare che gli animali possano essere allevati alla catena,per aumentare e adeguare gli spazi interni per vitellaie più idonee e per box per gli animali da trattaresingolarmente.Più in generale si dovrebbe favorire una maggiore integrazione di una vasta gamma di azioni destinate albenessere degli animali, riguardanti sia il management dell’allevamento, sia le sue caratteristiche econdizioni strutturali. Pertanto sarebbe opportuno facilitare la predisposizione ed attuazione di progettiaziendali organici volti al miglioramento del benessere e sui quali far convergere sia forme di sostegnodiretto (tipo l’attuale Misura 215) sia contributi per azioni di investimento (tipo attuale Misura 121).pag. 116


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAppendiceScheda di valutazione generale del benessere animaleN°01Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini da latte Avellino Stabulazione FissaPezzata RossaLimousine14 Vacche5 Manze20 VitelliNumero dianimali39Commenti ed altre informazionio Auto approvvigionamento alimentazioneo Buono stato di conduzione stallao 35 ha totale aziendao 3 ha pascoloo La vendita dei vitelli avviene a 2.50 euro al kg peso vivoo Intervallo inter-parto regolareo Mungitura in stalla al secchioData: 5.11.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 117


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”TOTALECategoriaA B C D EPunt.OttenutoPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1026 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreIVMisure dibiosicurezza*Aspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’apparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%5 10 15 5 10 15 5 10 15ElevateScarseAssenti14 2018 2030 45TOTALE PUNTEGGIO 88 135pag. 118


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°02Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini da latteAvellinoStabulazione FissaLibera per vacche in asciuttaPezzata RossaMeticciLimousineNumero dianimali42 Vacche 53Commenti ed altre informazioniooSvezzamento 15 ggMungitura in stalla al secchioData: 5.11.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaIAspetti sanitarigeneraliSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10Punt.OttenutoTOTALEPunt.Max25 50IIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleNessunMolte PocheaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti14 2018 20Interna Esterna GeneraleIVMisure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1530 45TOTALE PUNTEGGIO 87 135pag. 120


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°03Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini da latte Avellino Stabulazione FissaFrisonaPezzata rossa25 Vacche15 VitelliNumero dianimali40Commenti ed altre informazionio Mungitura in stalla al secchioo In seguito alla Misura 215: utilizzo calzari, idropulitrice, armadietto, cambio tettarelle 2 volte all’anno.o Vendita del latte a 0.45 cent x litroData: 5.11.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaIAspetti sanitarigeneraliSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie deicapi presenti inallevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10Punt.OttenutoTOTALEPunt.Max25 50IIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario,in particolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleNessunMolte PocheaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti16 2016 20Misure dibiosicurezza * 5 10 15 5 10 15 5 10 15Interna Esterna GeneraleIV30 45TOTALE PUNTEGGIO 87 135pag. 122


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°04Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini dacarneBenevento Stabulazione Libera Marchigiana33 Vitelli30 Vacche1 ToroNumero dianimali70Commenti ed altre informazionio Fecondazione naturaleo Box divisi per categoriao Stalla 25 x 13 mo Animali docili e tranquillio Il toro circa di 13 ql, problemi agli unghionio Fieno di avena sulla e trifoglioData: 15.10.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “A”A B C D E FStabulazione libera o di gruppoTOTALEPunt.OttenutoPunt.MaxILocomozioneII PavimentazioneIIILuce e ariaDisponibilità di spazio (m 2 /capo)*Vedi AllegatoPossibilità di alzarsi e sdraiarsidurante le fasi di decubitoEsercizio all’aperto giorni/anno(Paddock m 2 /capo)Pascolo giorni/anno1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10NessunaMediaArea di riposoBuona< 25m 2 /UBA25 m 2/UBAComfort Pulizia Scivolosità25m 2 /UBA< 5Mesi5 - 7Mesi>7MesiCondizioni area di esercizioCondizionirecintiall’apertoRischio lesioni area di ricovero26 401 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 26 30LuminositàScarsaMediaQualità dell’areaBuonaNonAlta MediapresenteCorrenti dell’area nel ricovero(ventilazione)Rumore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5ScarsaMediaElevataMolto Poco NessunoAlto Medio Nullo16 20VInterazioni socialiVIEtogrammaCondizioni del tegumento Pulizia degli animali Aspetti sanitari Timore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Disponibilitàdi spazio totaleMoltoSporchiSporchi Puliti Alto Medio NulloDisponibilità di spazio allamangiatoiaAggressione1 3 5 1 3 5 1 3 5Comportamento generale/possibilità di manifestare ilproprio comportamento< 1m/capo1m/capo>1m/capoElevataMediaNonpresentePosture Assunzione dell’alimento Ruminazione Deambulazione spostamento Stereotipie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5NessunaMinimaBuonaIVManagementInterazione uomoanimaleDisagiataAdeguataOttimaElevateMedieNonpresenti14 2013 1519 25TOTALE PUNTEGGIO 114 150pag. 124


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaIAspetti sanitarigeneraliSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10Punt.OttenutoTOTALEPunt.Max30 50IIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleNessunMolte PocheaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti16 2014 20Misure dibiosicurezza * 5 10 15 5 10 15 5 10 15Interna Esterna GeneraleIV30 45TOTALE PUNTEGGIO 90 135pag. 125


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°05Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini dacarneBenevento Stabulazione Libera Marchigiana30 Vacche30 VitelliNumero dianimali60Commenti ed altre informazionio Monta naturaleo Tettoia 7x18o Box 3x4 o 4x4o Stalla 24x14o Corsia di alimentazione centraleData: 15.10.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaILocomozioneIIPavimentazioneIIILuce e ariaIVManagementInterazioneuomo-animaleVInterazionisocialiVIEtogrammaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “A”A B C D E FDisponibilità di spazio (m 2 /capo)*Vedi AllegatoPossibilità di alzarsi e sdraiarsidurante le fasi di decubitoStabulazione libera o di gruppoEsercizio all’aperto giorni/anno(Paddock m 2 /capo)Pascolo giorni/anno1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10Nessuna Media Buona< 25m 2 /UBA25 m 2/UBAArea di riposoComfort Pulizia Scivolosità25m 2 /UBA< 5Mesi5 - 7Mesi>7MesiCondizioni area di esercizioCondizioni recinti all’apertoRischio lesioni area diricovero1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5LuminositàNonScarsa Media Buona Alta MediapresenteCorrenti dell’area nel ricoveroQualità dell’area(ventilazione)Rumore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Scarsa Media Elevata Molto Poco NessunoCondizioni del tegumento Pulizia degli animali Aspetti sanitari Timore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Disponibilitàdi spazio totaleMoltoSporchiSporchi Puliti Alto Medio NulloDisponibilità di spazio allamangiatoiaAggressione1 3 5 1 3 5 1 3 5Comportamento generale/possibilità di manifestare ilproprio comportamento< 1m/capo1m/capoPosture>1 m/capoElevataMediaNonpresenteAssunzione dell’alimentoRuminazioneDeambulazione spostamentoStereotipie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Nessuna Minima BuonaDisagiataAdeguataOttima Elevate MedieNonpresentiAlto Medio NulloTOTALEPunt.OttenutoPunt.Max40 4030 3020 2020 2015 1525 25TOTALE PUNTEGGIO 150 150pag. 127


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”TOTALECategoriaA B C D EPunt.OttenutoPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1035 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti20 2020 20Interna Esterna GeneraleIVMisure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1545 45TOTALE PUNTEGGIO 135 135pag. 128


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°06Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini da carne(Controfattuale)BeneventoStabulazionesemiliberaNumerodianimaliMeticci 26 Vacche 80Commenti ed altre informazionio BOX 4X4 distinti per categoriaData: 15.10.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaILocomozioneIIPavimentazioneIIILuce e ariaIVManagementInterazioneuomo-animaleVInterazionisocialiVIEtogrammaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “A”A B C D E FDisponibilità di spazio (m 2 /capo)*Vedi AllegatoPossibilità di alzarsi e sdraiarsidurante le fasi di decubitoStabulazione libera o di gruppoEsercizio all’aperto giorni/anno(Paddock m 2 /capo)Pascolo giorni/anno1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10Nessuna Media Buona< 25m 2 /UBA25 m 2/UBAArea di riposoComfort Pulizia Scivolosità25m 2 /UBA< 5Mesi5 - 7Mesi>7MesiCondizioni area di esercizioCondizioni recinti all’apertoRischio lesioni area diricovero1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5LuminositàScarsa Media Buona Alta MediaQualità dell’areaNonpresenteCorrenti dell’area nel ricovero(ventilazione)Rumore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Scarsa Media Elevata Molto Poco NessunoCondizioni del tegumento Pulizia degli animali Aspetti sanitari Timore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Disponibilitàdi spazio totaleMoltoSporchiSporchi Puliti Alto Medio NulloDisponibilità di spazio allamangiatoiaAggressione1 3 5 1 3 5 1 3 5Comportamento generale/possibilità di manifestare ilproprio comportamento< 1m/capo1m/capoPosture>1 m/capoElevataMediaNonpresenteAssunzione dell’alimentoRuminazioneDeambulazione spostamentoStereotipie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Nessuna Minima BuonaDisagiataAdeguataOttima Elevate MedieNonpresentiAlto Medio NulloTOTALEPunt.OttenutoPunt.Max4 406 3012 2010 209 1513 25TOTALE PUNTEGGIO 54 150pag. 130


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EPunt.OttenutoTOTALEPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello stato sanitariodei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizioni diappoggio dei quattro artiBody Condition Score (BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1025 50IIAspettiSanitariMorfo-funzionaliIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitari dell’apparatomammario, in particolare deicapezzoliPresenza di patologie Presenza di lesioni/lesioni coscia Presenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMolte Poche Nessuna Molte PocheAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparato riproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Molti Pochi NessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti16 2016 20Misure dibiosicurezza * 5 10 15 5 10 15 5 10 15Interna Esterna GeneraleIV15 45TOTALE PUNTEGGIO 72 135pag. 131


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleAzienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini da carne(Controfattuale)BeneventoStabulazioneSemiliberaMarchigiana40 Vacche30 VitelliN°07Numerodi animali70Commenti ed altre informazionio Monta NaturaleData: 15.10.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaILocomozioneIIPavimentazioneIIILuce e ariaIVManagementInterazioneuomo-animaleVInterazionisocialiVIEtogrammaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “A”A B C D E FDisponibilità di spazio (m 2 /capo)*Vedi AllegatoPossibilità di alzarsi e sdraiarsidurante le fasi di decubitoStabulazione libera o di gruppoEsercizio all’aperto giorni/anno(Paddock m 2 /capo)Pascolo giorni/anno1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10Nessuna Media Buona< 25m 2 /UBA25 m 2/UBAArea di riposoComfort Pulizia Scivolosità25m 2 /UBA< 5Mesi5 - 7Mesi>7MesiCondizioni area di esercizioCondizioni recinti all’apertoRischio lesioni area diricovero1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5LuminositàNonScarsa Media Buona Alta MediapresenteCorrenti dell’area nel ricoveroQualità dell’area(ventilazione)Rumore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Scarsa Media Elevata Molto Poco NessunoCondizioni del tegumento Pulizia degli animali Aspetti sanitari Timore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Disponibilitàdi spazio totaleMoltoSporchiSporchi Puliti Alto Medio NulloDisponibilità di spazio allamangiatoiaAggressione1 3 5 1 3 5 1 3 5Comportamento generale/possibilità di manifestare ilproprio comportamento< 1m/capo1m/capoPosture>1 m/capoElevataMediaNonpresenteAssunzione dell’alimentoRuminazioneDeambulazione spostamentoStereotipie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Nessuna Minima BuonaDisagiataAdeguataOttima Elevate MedieNonpresentiAlto Medio NulloTOTALEPunt.OttenutoPunt.Max30 4022 3014 2020 2011 1523 25TOTALE PUNTEGGIO 120 150pag. 133


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaIAspetti sanitarigeneraliSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello stato sanitariodei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10TOTALEPunt. Punt.Ottenuto Max40 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti18 2018 20IVInterna Esterna Generalebiosicurezza *Misure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1515 45TOTALE PUNTEGGIO 91 135pag. 134


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°08Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBufali da latte Caserta Libero BufaleLattazione 200Asciutta 100Numerodi animali300Commenti ed altre informazionio Aumento fase di allattamento a 14ggo Vasca all’ingresso dell’aziendao Smussati tutti gli angoli pericolosio Griglia per il percolato del siloso Guanti, calzario Allattatrice per tutte le manze, maschi venduti a 15 ggo Vacche nutricio 10-15 parti per vaccaData: 9.11.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 1 ” Vacche-Bufale TOTALEIAlimentazioneIIAspettiproduttivi elattazioneA B C D E F Punt.Razione alimentareModalità di somministrazioneQualità degli alimentisomministrati1 5 10 1 5 10 1 5 10 30 30Durata lattazione mediain ggQuantità di latte in media perlattazioneQuantità di latte prodotto inmedia al giorno nei primi tremesi dopo lo svezzamentoValutazione della curva dilattazione in funzione deidifferenti giorni di svezzamentodel vitello1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1014 10 q.li 20 q.li 30 q.li< 10Kg/giorno10 Kg/Giorno>10 Kg/giornoPocopresentePresenteMoltopresentePunt.Max26 40IIIIndici diriprodutti-vitàIntervallo partoconcepimento(giornivuoti)Intervallo parto-primaf.a.(giorni)Intervallo interparto (mesi)Tasso di fertilitàTasso diconcepimento allaprima inseminazioneNumero difecondazioni pergravidanza1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10>81 59-80 40-60 90 75 50 >16 15-16 13-14 95%95%2 1- 1/2 1 60 60Data 1 caloreTipo di mungituraCondizioni igienichedell’impianto mungituraIVAspettiriproduttivi1 5 10 1 5 10 1 5 102 CarrellosecchioMungiturameccanica25 30TOTALE PUNTEGGIO 141 160pag. 136


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 2 ” Vitello TOTALEA B C D Punt.Punt.MaxISvezzamentoProlungamento del periodo di allattamentoNaturale (14giorni)Incremento ponderale delvitello svezzatoValutazione degli aspetticomportamentali del vitellonella fase post-svezzamentoIIModalità disvezzamento1 5 10 1 5 10 1 5 1014Modalità di somministrazione Tipologia di alimentazione Quantità Qualità5 10 1 5 10 5 10 1 5 10Pappatoio Naturale Normale Ad Libidum15 3035 40TOTALE PUNTEGGIO 50 70pag. 137


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”TOTALECategoriaA B C D EPunt.OttenutoPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1050 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’apparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti18 2018 20IVInterna Esterna Generalebiosicurezza *Misure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1515 45TOTALE PUNTEGGIO 101 135pag. 138


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°09Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBufali da latte Caserta Libero BufaleLattazione 158Asciutta 101Primipare 501- 6 mesi 306-24 mesi 50Numero dianimali389Commenti ed altre informazioniA seguito dell’adesione alla Misura 215:o Aumento periodo allattamento a 14 ggo Diminuzione della mortalità neonataleo Vasca disinfettante all’ingresso dell’aziendao Controlli periodici pelo e fecio Utilizzo di vacche nutricio Utilizzo del secchio, che facilita l’eliminazione del vizio post allattamento di succhiarsi l’ombelicoData: 8.10.12Valutatore: Varricchio/Cimino


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 1 ” Vacche-Bufale TOTALEIAlimentazioneIIAspettiproduttivi elattazioneA B C D E F Punt.Razione alimentareModalità di somministrazioneQualità degli alimentisomministrati1 5 10 1 5 10 1 5 10 30 30Durata lattazione mediain ggQuantità di latte in media perlattazioneQuantità di latte prodotto inmedia al giorno nei primi tremesi dopo lo svezzamentoValutazione della curva dilattazione in funzione deidifferenti giorni di svezzamentodel vitello1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1014 10 q.li 20 q.li 30 q.li< 10Kg/giorno10 Kg/Giorno>10 Kg/giornoPocopresentePresenteMoltopresentePunt.Max35 40IIIIndici diriproduttivitàIntervallo partoconcepimento(giornivuoti)Intervallo parto-primaf.a.(giorni)Intervallo interparto (mesi)Tasso di fertilitàTasso diconcepimento allaprima inseminazioneNumero difecondazioni pergravidanza1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10>81 59-80 40-60 90 75 50 >16 15-16 13-14 95%95%2 1- 1/2 1 50 60Data 1 caloreTipo di mungituraCondizioni igienichedell’impianto mungituraIVAspettiriproduttivi1 5 10 1 5 10 1 5 102 CarrellosecchioMungiturameccanica30 30TOTALE PUNTEGGIO 145 160pag. 140


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 2 ” Vitello TOTALEA B C D Punt.Punt.MaxISvezzamentoProlungamento del periodo di allattamentoNaturale (14giorni)Incremento ponderale delvitello svezzatoValutazione degli aspetticomportamentali del vitellonella fase post-svezzamento1 5 10 1 5 10 1 5 101430 30IIModalità disvezzamentoModalità di somministrazione Tipologia di alimentazione Quantità Qualità5 10 1 5 10 5 10 1 5 10Pappatoio Naturale Normale Ad Libidum30 40TOTALE PUNTEGGIO 60 70pag. 141


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EPunt.OttenutoTOTALEPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1050 50IIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’aparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti20 2020 20Misure dibiosicurezza * 5 10 15 5 10 15 5 10 15Interna Esterna GeneraleIV45 45TOTALE PUNTEGGIO 135 135pag. 142


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°10Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaNumero dianimaliBufali da latte Caserta Libera Bufali Lattazione 180 450Commenti ed altre informazionio Monta naturaleo Vitelli da 15 a 30 gg sono in vitellaiaData: 9.11.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 143


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 1 ” Vacche-Bufale TOTALEIAlimentazioneIIAspettiproduttivi elattazioneA B C D E F Punt.Razione alimentareModalità di somministrazioneQualità degli alimentisomministrati1 5 10 1 5 10 1 5 10 30 30Durata lattazione mediain ggQuantità di latte in media perlattazioneQuantità di latte prodotto inmedia al giorno nei primi tremesi dopo lo svezzamentoValutazione della curva dilattazione in funzione deidifferenti giorni di svezzamentodel vitello1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1014 10 q.li 20 q.li 30 q.li< 10Kg/giorno10 Kg/giorno>10 Kg/giornoPocopresentePresenteMoltopresentePunt.Max30 40IIIIndici diriprodutti-vitàIntervallo partoconcepimento(giornivuoti)Intervallo parto-primaf.a.(giorni)Intervallo interparto (mesi)Tasso di fertilitàTasso diconcepimento allaprima inseminazioneNumero difecondazioni pergravidanza1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10>81 59-80 40-60 90 75 50 >16 15-16 13-14 95%95%2 1- 1/2 1 50 60IVAspettiriproduttiviData 1 caloreTipo di mungituraCondizioni igienichedell’impianto mungitura1 5 10 1 5 10 1 5 102 CarrellosecchioMungiturameccanica30 30TOTALE PUNTEGGIO 140 160pag. 144


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 2 ” Vitello TOTALEA B C D Punt.Punt.MaxISvezzamentoProlungamento del periodo di allattamentoNaturale (14giorni)Incremento ponderale delvitello svezzatoValutazione degli aspetticomportamentali del vitello nellafase post-svezzamento1 5 10 1 5 10 1 5 101430 30IIModalità disvezzamentoModalità di somministrazione Tipologia di alimentazione Quantità Qualità5 10 1 5 10 5 10 1 5 10Pappatoio Naturale Normale Ad Libidum40 40TOTALE PUNTEGGIO 70 70pag. 145


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D ETOTALEPunt. Punt.Ottenuto MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello stato sanitariodei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizioni diappoggio dei quattro artiBody ConditionScore (BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1050 50IIAspettiSanitariAspetti sanitari dell’apparatomammario, in particolare deicapezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMolte Poche Nessuna Molte Poche Nessuna Molte Poche Nessuna20 20IIIAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendalePresenza di fisio-patologie acarico dell’aparato riproduttoreAspetti sanitaridell’apparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Molti Pochi NessunoAg.infettivi95% Elevate Scarse Assenti20 20Interna Esterna GeneraleIVMisure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1530 45TOTALE PUNTEGGIO 120 135pag. 146


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleAzienda Provincia Sistema Razza CategoriaBufali (Controfattuale) Caserta Stabulazione LiberaBufale daLatte220 in lattazione73 asciutta/rimontaN°11Numero dianimali363Commenti ed altre informazionio Pericolo di lesioni nei ricoveriData: 8.10.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 147


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 1 ” Vacche-Bufale TOTALEIAlimentazioneIIAspettiproduttivi elattazioneA B C D E F Punt.Razione alimentareModalità di somministrazioneQualità degli alimentisomministrati1 5 10 1 5 10 1 5 10 30 30Durata lattazione mediain ggQuantità di latte in media perlattazioneQuantità di latte prodotto inmedia al giorno nei primi tremesi dopo lo svezzamentoValutazione della curva dilattazione in funzione deidifferenti giorni di svezzamentodel vitello1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 101410 q.li 20 q.li 30 q.li< 10Kg/giorno10 Kg/giorno>10 Kg/giornoPocopresentePresenteMoltopresentePunt.Max20 40IIIIndici diriprodutti-vitàIntervallo partoconcepimento(giornivuoti)Intervallo parto-primaf.a. (giorni)Intervallo interparto (mesi)Tasso di fertilitàTasso diconcepimento allaprima inseminazioneNumero difecondazioni pergravidanza1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10>81 59-80 40-60 90 75 50 >16 15-16 13-14 95%95%2 1- 1/2 1 35 60IVAspettiriproduttiviData 1 caloreTipo di mungituraCondizioni igienichedell’impianto mungitura1 5 10 1 5 10 1 5 102 CarrellosecchioMungiturameccanica25 30TOTALE PUNTEGGIO 110 160pag. 148


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 2 ” Vitello TOTALEA B C D Punt.Punt.MaxISvezzamentoProlungamento del periodo di allattamentoNaturale (14giorni)Incremento ponderale delvitello svezzatoValutazione degli aspetticomportamentali del vitellonella fase post-svezzamento1 5 10 1 5 10 1 5 101430 30IIModalità disvezzamentoModalità di somministrazione Tipologia di alimentazione Quantità Qualità5 10 1 5 10 5 10 1 5 10Pappatoio Naturale Normale Ad Libidum40 40TOTALE PUNTEGGIO 70 70pag. 149


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D ETOTALEPunt. Punt.Ottenuto MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello stato sanitariodei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizioni diappoggio dei quattro artiBody ConditionScore (BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1045 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitari dell’apparatomammario, in particolare deicapezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMolte Poche Nessuna Molte Poche Nessuna Molte Poche NessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendalePresenza di fisio-patologie acarico dell’apparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Molti Pochi NessunoAg.infettivi95% Elevate Scarse Assenti18 2018 20Interna Esterna GeneraleIVMisure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1515 45TOTALE PUNTEGGIO 96 135pag. 150


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleAzienda Provincia Sistema Razza CategoriaBufali da latte Salerno Stabulazione Libera Bufali612 Vacche98 Vitelli fino a 6 mesi154 vitelli da 6 a 24 mesi2 altre vaccheN°12Numero dianimali866Commenti ed altre informazionio Presenza di vitellaiao Superficie aziendale di 24 hao Sostituzione semestrale delle tettarelle dell’impianto di mungiturao Piano di disinfezione e disinfestazioneo Fornisce latte al caseificio che destina la propria produzione alla COOP ITALIAo No OGMo Difficoltà a mungere dopo il prolungamento dello svezzamento a 15ggData: 16.11.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 151


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 1 ” Vacche-Bufale TOTALEIAlimentazioneIIAspettiproduttivi elattazioneA B C D E F Punt.Razione alimentareModalità di somministrazioneQualità degli alimentisomministrati1 5 10 1 5 10 1 5 10 30 30Durata lattazione mediain ggQuantità di latte in media perlattazioneQuantità di latte prodotto inmedia al giorno nei primi tremesi dopo lo svezzamentoValutazione della curva dilattazione in funzione deidifferenti giorni di svezzamentodel vitello1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1014 10 q.li 20 q.li 30 q.li< 10Kg/giorno10 Kg/giorno>10 Kg/giornoPocopresentePresenteMoltopresentePunt.Max40 40IIIIndici diriprodutti-vitàIntervallo partoconcepimento(giornivuoti)Intervallo parto-primaf.a. (giorni)Intervallo interparto (mesi)Tasso di fertilitàTasso diconcepimento allaprima inseminazioneNumero difecondazioni pergravidanza1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10>81 59-80 40-60 90 75 50 >16 15-16 13-14 95%95%2 1- 1/2 1 55 60IVAspettiriproduttiviData 1 caloreTipo di mungituraCondizioni igienichedell’impianto mungitura1 5 10 1 5 10 1 5 102 CarrellosecchioMungiturameccanica21 30TOTALE PUNTEGGIO 146 160pag. 152


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 2 ” Vitello TOTALEA B C D Punt.Punt.MaxISvezzamentoProlungamento del periodo di allattamentoNaturale (14giorni)Incremento ponderale delvitello svezzatoValutazione degli aspetticomportamentali del vitellonella fase post-svezzamentoIIModalità disvezzamento1 5 10 1 5 10 1 5 1014Modalità di somministrazione Tipologia di alimentazione Quantità Qualità5 10 1 5 10 5 10 1 5 10Pappatoio Naturale Normale Ad Libidum30 3035 40TOTALE PUNTEGGIO 65 70pag. 153


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaIAspettisanitarigeneraliSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello stato sanitariodei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizioni diappoggio dei quattro artiBodyConditionScore(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10TOTALEPunt.OttenutoPunt.Max50 50IIIAspettisanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitari dell’apparatomammario, in particolare deicapezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMolte Poche Nessuna Molte Poche Nessuna Molte Poche NessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendalePresenza di fisio-patologie acarico dell’aparato riproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Molti Pochi NessunoAg.infettivi95% Elevate Scarse Assenti20 2020 20Misure dibiosicurezza * 5 10 15 5 10 15 5 10 15Interna Esterna GeneraleIV45 45TOTALE PUNTEGGIO 135 135pag. 154


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleN°13Azienda Provincia Sistema Razza CategoriaBufali dalatteSalerno Stabulazione Libera Bufali300 Vacche in lattazione50 Giovenche150 Altre10 Tori e VitelliNumero dianimali510Commenti ed altre informazionio Azienda di 50 hao Autocontrollo della qualità del latte con 2 campioni al meseo Presenza di ventilatori (Misura 121 del PSR)o Toroo Sala mungitura 8 + 8 spina di pesceo Svezzamento con vacche nutrici e bufale a fine carrieraData: 16.11.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 155


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 1 ” Vacche-Bufale TOTALEIAlimentazioneA B C D E F Punt.Razione alimentareModalità di somministrazioneQualità degli alimentisomministratiPunt.Max1 5 10 1 5 10 1 5 10 30 30IIAspettiproduttivi elattazioneDurata lattazione mediain ggQuantità di latte in media perlattazioneQuantità di latte prodotto inmedia al giorno nei primi tremesi dopo lo svezzamentoValutazione della curva dilattazione in funzione deidifferenti giorni di svezzamentodel vitello1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1014 10 q.li 20 q.li 30 q.li< 10Kg/giorno10 Kg/giorno>10 Kg/giornoPocopresentePresenteMoltopresente40 40IIIIndici diriprodutti-vitàIntervallo partoconcepimento(giornivuoti)Intervallo parto-primaf.a. (giorni)Intervallo interparto (mesi)Tasso di fertilitàTasso diconcepimento allaprima inseminazioneNumero difecondazioni pergravidanza1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10>81 59-80 40-60 90 75 50 >16 15-16 13-14 95%95%2 1- 1/2 1 30 60IVAspettiriproduttiviData 1 caloreTipo di mungituraCondizioni igienichedell’impianto mungitura1 5 10 1 5 10 1 5 102 CarrelloSecchioMungiturameccanica30 30TOTALE PUNTEGGIO 130 160pag. 156


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoria SCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “B 2 ” Vitello TOTALEA B C D Punt.Punt.MaxISvezzamentoProlungamento del periodo diallattamento Naturale (14giorni)Incremento ponderale delvitello svezzatoValutazione degli aspetticomportamentali del vitellonella fase post-svezzamentoIIModalità disvezzamento1 5 10 1 5 10 1 5 1014Modalità di somministrazione Tipologia di alimentazione Quantità Qualità5 10 1 5 10 5 10 1 5 10Pappatoio Naturale Normale Ad Libidum30 3030 40TOTALE PUNTEGGIO 60 70pag. 157


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”TOTALECategoriaA B C D EPunt.OttenutoPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1040 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’apparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti18 2016 20Interna Esterna GeneraleIVMisure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1530 45TOTALE PUNTEGGIO 104 135pag. 158


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleAzienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini da latte Salerno Stabulazione Libera90% Frisona bruna ePezzata rossa40 Vacche20 ManzeN°14Numero dianimali100Commenti ed altre informazionio Acquisto calzari, box singoli, sala parto, vitellaiao Lettiera permanenteData: 21.11.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 159


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”TOTALECategoriaA B C D EPunt.OttenutoPunt.MaxIAspetti sanitarigeneraliVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello statosanitario dei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizionidi appoggio dei quattro artiBody Condition Score(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 1050 50IIAspettiSanitariIIIAspetti sanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitaridell’apparato mammario, inparticolare dei capezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMoltePocheNessunaMoltePocheNessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendaleMoltePocheNessunaPresenza di fisio-patologie acarico dell’apparatoriproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5MoltiPochiNessunoAg.infettiviPatolo-gicheAcciden-tali95%ElevateScarseAssenti20 2016 20IVInterna Esterna Generalebiosicurezza *Misure di 5 10 15 5 10 15 5 10 1530 45TOTALE PUNTEGGIO 116 135pag. 160


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione generale del benessere animaleAzienda Provincia Sistema Razza CategoriaBovini dalatteSalernoStabulazione LiberaFrisona4 Jersey120 Vacche25 Asciutta95 Manze eVitelliN°15Numero dianimali240Commenti ed altre informazionio Produzione latte alimentare alta qualità (valore proteine 3.40 – 3.60)o Vitelli maschi venduti a 15 ggo Sala mungitura 6 + 6 groppa a groppao Solo fecondazione artificiale, numero di fecondazioni per gravidanza: 2Data: 21.11.12Valutatore: Varricchio/Ciminopag. 161


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACategoriaIAspettisanitarigeneraliSCHEDA DI VALUTAZIONE: AZIONE “C”A B C D EVisione d’insieme dellecondizioni sanitarie dei capipresenti in allevamentoValutazione dello stato sanitariodei singoli capiValutazione del tegumentoValutazione delle condizioni diappoggio dei quattro artiBodyConditionScore(BCS)1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10 1 5 10TOTALEPunt. Punt.Ottenuto Max50 50IIAspettiSanitariIIIAspettisanitaridell’apparatoriproduttoreAspetti sanitari dell’apparatomammario, in particolare deicapezzoliPresenza di patologiePresenza di lesioni/lesionicosciaPresenza di zoppie1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5SporchePuliteMoltoPuliteMolte Poche Nessuna Molte Poche Nessuna Molte Poche NessunaAborti Cause di aborto * Tasso di fertilità aziendalePresenza di fisio-patologie acarico dell’aparato riproduttore1 3 5 1 3 5 1 3 5 1 3 5Molti Pochi NessunoAg.infettivi95% Elevate Scarse Assenti20 2016 20IVInterna Esterna GeneraleMisure di5 10 15 5 10 15 5 10 1545 45TOTALE PUNTEGGIO 131 135pag. 162


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 216 “Investimenti non produttivi”1. La logica di interventoLa Misura 216 prevede un contributo pari al 100% dei costi ammissibili derivanti dalla realizzazione diinvestimenti non produttivi, realizzati da imprenditori agricoli (singoli o associati) o altri gestori pubblici delterritorio, nell'ambito della seguente tipologia:Azione a) "Impianto o ripristino di siepi, filari, boschetti", attuata nell’intero territorio regionale;Azione b) “Ripristino e ampliamento di muretti a secco, terrazzamenti e ciglionamenti pre-esistenti”, attuatanelle Macro aree A2, A3, C, D1, D2;Azione c) “Creazione di fasce tampone vegetate lungo i corsi d’acqua e creazione di corridoi ecologici”,attuata nelle Zone Natura 2000 o aree ad esse contigue e/o di collegamento;Azione d) “Riqualificazione di zone umide diffuse lungo le rive di corpi idrici o nella matrice agricola”, attuatanelle Zone Natura 2000;Azione e) “Prevenzione dei danni da lupo e cinghiale”, attuata nelle aree naturali protette o nei territori conaccertati eventi di predazione dal lupo.Nel seguente quadro si propone una rappresentazione sintetica del sistema di obiettivi connessi alla Misura216 (con specifico riferimento a quelli dell’Asse 2) definiti in fase di programmazione e successivamente nellafase di strutturazione del processo valutativo (ricostruzione della logica di intervento). A ciascun obiettivosono inoltre associati gli Indicatori comuni e supplementari attraverso i quali verificare il grado diraggiungimento degli obiettivi stessi.Obiettivo generale Indicatori di impatto Valore Valore al Efficaciaobiettivo 1 31/12/2011Valorizzare l’ambiente e lo spazio Inversione del declino della biodiversità (FBI %) 3,6% n.d. n.d.naturale sostenendo la gestione delConservazione di habitat agricoli e forestali diterritorioalto valore naturale (%)6,4% n.d n.dMiglioramento della qualità dell’acqua (%) (*) 6,4 % n.d. n.d.Contributo all’attenuazione dei cambiamenticlimatici3,4 (%) n.d n.d.Protezione del suolo dal dissesto n.d. n.d n.d.Obiettivi specificiIndicatori di risultatoConservazione della biodiversità e tutela Superficie soggetta ad una gestione efficace dele forestali di alto pregio naturale (ha) (*)e diffusione di sistemi agro-forestali di territorio che ha contribuito con successo allaalto valore naturalebiodiversità e alla salvaguardia di habitat agricoli6.469 457,01 7,06%Tutela qualitativa e quantitativa dellerisorse idriche superficiali e profondeRiduzione dei gas serraTutela del territorioObiettivi operativi"Impianto o ripristino di siepi, filari,boschetti", (Azione A)“Ripristino e ampliamento di muretti asecco, terrazzamenti e ciglionamentipre-esistenti” (Azione B)“Creazione di fasce tampone vegetatelungo i corsi d’acqua e creazione dicorridoi ecologici”, (Azione C);Riqualificazione di zone umide diffuselungo le rive di corpi idrici o nellamatrice agricola” (Azione D)“Prevenzione dei danni da lupo ecinghiale” (Azione E)(1): valori-obiettivo revisionati settembre 2011Superficie soggetta ad una gestione efficace delterritorio che ha contribuito con successo amigliorare la qualità dell’acqua (ha) (*)6.054 37,8 0,62%Superficie soggetta ad una gestione efficace delterritorio che ha contribuito con successo ad - - -attenuare i cambiamenti climatici (ha) (*)Superficie soggetta ad una gestione efficace delterritorio che ha contribuito con successo a 6.327 448,3 7,08%migliorare la qualità del suolo (ha) (*)Indicatori di prodottoNumero di aziende beneficiarie, di cui:51%azione 336 172Volume totale degli investimenti (Meuro) 32.812 24.878 76%pag. 163


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAll'obiettivo dell'Asse di "Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad altovalore naturalistico" concorrono potenzialmente l’insieme delle azioni, in quanto favoriscono la conservazionee l'ampliamento di spazi naturali o seminaturali nei territori agricoli, con effetti positivi sulla diversità deglihabitat e delle specie. La realizzazione di siepi, filari, boschetti (Azioni A) e il ripristino e ampliamento dimuretti a secco e terrazzamenti (Azioni B) contribuiscono all’obiettivo prioritario di "Tutela del territorio" infunzione dell’azione antierosiva e protettiva dal dissesto idrogeologico , mentre La realizzazione di siepi,filari, boschetti (Azioni A),la creazione di fasce tampone (Azione C) e la riqualificazione di zone umide(Azione D) contribuiscono all’obiettivo prioritario di "Tutela delle risorse idriche" grazie all'azione filtrante otampone di tali formazioni. Va altresì rilevato come nella scheda Misura del PSR sia evidenziato il contributopotenziale della Misura ad obiettivi di altri Assi, in particolare, inerenti il “miglioramento della attrattività deiterritori rurali”, il “mantenimento e creazione di nuove opportunità occupazionali e di reddito in aree rurali” eil “consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale”.2. L’efficacia rispetto agli obiettivi operativi della MisuraL’efficacia della misura nel perseguire i suddetti obiettivi può oggi essere valutata alla luce del suo concretostato di attuazione fisico e finanziario. Come illustrato nella seguente Tabella 1, le domande e le relativesuperfici ammesse a finanziamento hanno interessato principalmente l’Azione b (Ripristino e ampliamento dimuretti a secco, terrazzamenti e ciglionamenti pre-esistenti). Marginale è stata l’adesione alle Azioni a) ed e)ed assente nelle Azioni c) e d). Tra le cause del sostanziale insuccesso di tali azioni, segnalate a livelloregionale, il limite troppo basso (10% sul totale) per le spese relative all’acquisito del materiale vegetale(nella Azione a) o anche una scarsa capacità progettuale dei soggetti pubblici, principali destinatari dellaAzione d); inoltre gli impegni dell’Azione a) sono ora inclusi nella “Condizionalità” - standard 4.4 relativo almantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio.Tab. 1 - Domande e superfici ammesse a finanziamento per AzioneAzioni Numero domande Superficie (ettari)Azione a 2 38Azione b 165 410Azione c 0 0Azione d 0 0Azione e 5 9Totale 172 457Questa eterogenea partecipazione alle diverse azioni è emersa già con il primo Bando del 2009 e si èconfermata nelle successive annualità: considerando i valori cumulati al 2011, circa il 92% delle risorsefinanziarie della Misura (contributi pubblici) è destinato all’Azione b, nella quale si è generato un overbookingdi circa 13,6 MEuroTale andamento attuativo ha indotto l’AdG a proporre una modifica alla iniziale ripartizione delle risorse perAzione prevista nella Misura, adeguandola al fabbisogno derivante dalle domande ammissibili; modificaapprovata dal CdS e resa possibile dalla Decisione comunitaria del 9/08/2011. Va inoltre ricordato chenell’ambito di tale procedura di modifica sono state anche ampliate le aree di intervento della Azione b)includendo, oltre a quelle della Rete Natura 2000, nuove aree definite ad “alto valore naturalistico” (art.41del Reg.CE 1728/2003) individuate sulla base delle delimitazioni del Piano Territoriale Regionale dellaCampania (L:R: 16/2004) 21 .21 In particolare sono individuate, in prima delimitazione, quali AVN aree relative alla Penisola sorrentina-amalfitana e le isole del Golfodi Napoli.pag. 164


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIn considerazione del diverso livello di adesione alle azioni della misura, si effettua di seguito una descrizionedei risultati conseguiti rispetto alla conservazione della biodiversità, ed alla tutela del territorio, cioè di quegliobiettivi specifici nei quali il coinvolgimento dell’azione b) determina la presenza di superfici significative 22 .Obiettivo specifico: CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ E TUTELA E DIFFUSIONE DEI SISTEMI AGROFORESTALI AD ALTOVALORE NATURALEAl conseguimento di questo obiettivo partecipano le Azioni a, b e c della misura, per un totale di 457 ha percirca l’8 % dichiarati all’azione 216 a), per il 90 % alla misura 216 b ) e per i restante 2% all’azione e) .Pur se le siepi, filari e boschetti sono considerati fondamentali nelle strategie di conservazione essendo a talielementi attribuito il ruolo di serbatoi rifugio per la biodiversità e di corridoi ecologici per specie diparticolare interesse, l’esiguità delle strutture impiantate o mantenute con la presente azione non nepermette una valutazione a tali fini positiva.Sotto il profilo ecologico, i muretti a secco ed i terrazzamenti danno ospitalità d una fauna ed una flora moltovaria ed interessante, determinando la conservazione di situazioni ecotonali (di margine, di nicchia, ditransizione) importanti per la biodiversità , di conseguenza, la mancanza di manutenzione dei paesaggiterrazzati può determinare la scomparsa di habitat ad elevata biodiversità, la cui esistenza è strettamentecorrelata all’azione frangivento dei muri a secco ed alle funzioni di ombreggiamento e di accumulo di calore,rugiada e umidità notturna che essi rivestono,si può pertanto ritenere efficace il contributo dell’azione b) aifini della conservazione della biodiversità.Una verifica dell’efficacia della misura riguardo all’obiettivo in oggetto prende in considerazione ladistribuzione delle relative superfici rispetto alla zonizzazione delle aree protette e delle aree Natura 2000.(seguente Tabella 2).Tab.2 – Superfici di intervento per azione e per aree protette e Natura 2000IndicatoriSuperfici di intervento (SOI)Totale Regione Aree Protette di cui Natura 2000216 a 37,8 7,9 7,9216_b 410 337,4 199,6216_e 8,8 8,8 8,8% sul tot regionale 100% 77,4% 47,3%Superficie territoriale 1.356.178 476.953 371.103Superficie agricola 771.947 153.105 105.108SOI/Superficie agricola 0,06% 0,2% 0,2%Si evidenzia la collocazione degli interventi per larga parte all’interno di aree protette, in particolare lasuperficie vi si colloca per il 77 % di cui circa il 47 % in area Natura 2000; il rapporto della SOI con lasuperficie agricola nelle aree protette ed in natura 2000, se pur percentualmente molto basso, lasciaemergere una positiva concentrazione in tale aree rispetto ai valori medi regionali..La superficie coinvolta incide positivamente sugli aspetti legati alla diffusione dei sistemi agroforestali ad altovalore naturale, costituendo le siepi e filari, i boschetti i muretti a secco ed i terrazzamenti elementicaratterizzanti tali sistemi, inseriti nel approccio proposto da Andersen (2003) per la determinazione delleHNV della tipologia 2 23 : aree agricole dominate da agricoltura estensiva o da un mosaico di aree seminaturalie coltivate, caratterizzate da tipici elementi strutturali di piccola scala, quali siepi, muretti asecco,ruscelli e boschetti. Gli effetti svolti da tale azione incidendo sul ripristino ed ampliamento di questielementi strutturali tipici possono influire sul valore naturalistico dell’area .22 Al conseguimento dell’obiettivo specifico di qualità delle acque partecipano invece solo i 37,8 ha dell’azione a) con una percentualed’efficacia rispetto agli obiettivi target pari allo 0,6 %.23 Tipo 1 caratterizzato da aree agricole con una proporzione elevata di vegetazione semi-naturale; Tipo 3: aree agricole che ospitanospecie rare o una elevata percentuale della popolazione europea o mondiale di altre specie.pag. 165


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo specifico: TUTELA DEL TERRITORIO (TUTELA DEL SUOLO DAI FENOMENI DI DEGRADAZIONE)Tutela del suolo dal dissesto idrogeologicoLe attività agricole nella loro impostazione multifunzionale includono normalmente azioni di contrasto aifenomeni di dissesto idrologico (es. manutenzione e pulizia canali ecc.) ma di contro anche possibiliinterventi strutturali particolarmente impattanti nei confronti della biodiversità degli aspetti paesaggisticilegati al territorio. I terrazzamenti, frutto di una tecnica tradizionale complessa derivata da conoscenzecostruttive, idrauliche e agrarie applicate in perfetta comprensione delle caratteristiche idrogeologiche eclimatiche, rappresentano invece oltre che un intervento di difesa idrogeologica un elemento caratterizzantedi molte aree del territorio campano, il loro mantenimento e ripristino rappresenta una possibilità di difesadel suolo rispettosa dei canoni ambientali e paesaggistici.Al fine di verificare l’incidenza degli impegni previsti dalla misura rispetto alle problematiche evidenziate si èanalizzata la distribuzione della sola azione 216 b) 24 in sovrapposizione alle aree di pericolosità da franaindividuate dalle Autorità di bacino della regione Campania 25 .Il posizionamento geografico delle superfici interessate dalla misura rispetto ai Piani stralcio delle Autorità dibacino ha richiesto una localizzazione puntuale e pertanto si è scelto di realizzarlo utilizzando lo stratovettoriale delle particelle catastali.La prima fase delle attività in oggetto ha determinato l’inserimento delle particelle all’interno dei limititerritoriali delle Autorità di bacino, questa prima analisi ha permesso di rilevare la distribuzione disomogeneadella Superficie di intervento della Misura 216_b. La seguente Tabella 3 mostra come oltre il 94 % di talesuperfici si posizioni all’interno dei territori delle autorità di bacino “Sinistra Sele” e “ Liri ,Garigliano,Volturno. Tali concentrazioni sono evidenziate anche nella seguente cartina.Tab.3 – Superfici di intervento Azione b per Autorità di BacinoSuperficie di intervento (SOI) della Misura 216_bAutorità di Bacino(ettari)Destra Sele 4,95Nord Occidentale 6,02Sarno 2,71Sele 7,64Sinistra Sele 195,50Liri Garigliano Volturno 156,01Totale 26 372,8424 In considerazione del fatto che rispetto a tale obiettivo la superficie dell’azione b) rappresenta il 98% della superficie di misura utile.25 Si è utilizzata la vecchia delimitazione in bacini idrografici della regione Campania poiché i piani d’assetto idrogeologici sono disponibilisolo in riferimento a questa zonizzazione.26 Il totale delle superfici dichiarate alla misura 216_2 è di 410 ha, i 373 ha indicati dalla tabella fanno riferimento allasuperficie dichiarata nelle particelle presenti nello strato vettoriale del catasto utilizzato per la territorializzazione.pag. 166


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURApag. 167


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIn considerazione di tale concentrazione della SOI si è ritenuto utile effettuare un’indagine specifica riferitaesclusivamente alle superfici rientranti nei due bacini evidenziati. In seguito alla predisposizione deglistrumenti informativi geografici si è proceduto pertanto ad una intersezione spaziale tra lo strato vettorialedelle particelle interessate dagli interventi e la cartografia in formato “shape” relativa al rischio frane,separatamente per ciascuna Autorità di bacino. Ciò in quanto nella redazione dei relativi Piani stralcio, sonostate utilizzate diverse classificazioni del rischio da pericolosità da frana.Nell’area di competenza dell’Autorità di Bacino del Sinistra Sele dei 195 ettari circa di Superficie diintervento (SOI) dichiarata nell’ambito della Misura 216/Azione B, ricadono in aree zonizzate ai fini del rischiofrane circa 146 ettari (il 75 % circa del totale SOI nel bacino) che si distribuiscono come segue nelle classi dirischio individuate.Tab. 4 - Superficie di intervento della Misura 216 – azione B per aree a rischio di frane nel bacino del SinistraSele% sul tot. SOI nelRischio potenzialeSuperficie di intervento (SOI) - ettaribacinoMolto elevato 0,2 0,1Elevato 1,9 1,0Medio 123,5 63,2Moderato 20,5 10,5Si evidenzia come il 63 % della superficie sulla quale sono stati attuati interventi di ripristino deiterrazzamenti, muri paraterra e ciglionamenti agisce su un territorio con un rischio potenziale medio inrelazione ai fenomeni franosi.Sul territorio di competenza dell’Autorità di Bacino del Liri Garigliano Volturno ricadonocomplessivamente 156 ettari di SOI e di questi l’intersezione spaziale ha rilevato che solo il 34,6 %, pari acirca 54 ettari, ha un effettiva incidenza su zone cartografate dall’autorità di bacino per il rischio frane. Lesuperfici interessate si distribuiscono come segue all’interno delle classi previste dalla cartografia di piano.Tab. 5 - Superficie di intervento della Misura 216 – azione B per aree a rischio di frane nel bacino LiriGariglianoClassi di rischio Superficie di intervento (SOI) (ettari) % sul tot. Soi nel bacinoArea a rischio potenzialmente alto e area d' attenzionepotenzialmente alta 2,7 1,75Area a rischio potenzialmente basso e area d'attenzione potenzialmente bassa 0,02 0,01Area a rischio molto elevato e area d'alta attenzione 22,6 14,5Area a rischio elevato e area di medio alta attenzione 5,8 3,8Area a rischio medio e area di media attenzione 20,6 13,2Area a rischio moderato e area di moderataattenzione 2,2 1,4Si evidenzia che le particelle interessate dagli investimenti della Misura 216/B nel bacino del LGV hanno unaincidenza importante rispetto ai fenomeni franosi tanto che oltre il 14 % si localizzano in aree a rischio moltoelevato.Da queste prime elaborazioni si ricavano pertanto risultati non omogenei tra i due Bacini in merito allacoerenza tra la localizzazione degli interventi finanziati dalla Misura e la (gravità della) problematicaambientale ad esso sottesa. Tale coerenza – che migliora l’efficacia ambientale degli investimenti - potrebbeessere rafforzata attraverso l’inserimento di aree preferenziali nelle norme di attuazione della Misura.Utilizzando cioè la pianificazione d’area come strumento di conoscenza del territoriopag. 168


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATutela del suolo dall’erosioneL’azione 216 b) svolge inoltre un importante azione di protezione del suolo nei confronti dell’erosione. Lostudio realizzato in riferimento a tale fenomeno, e riportato interamente nel Capitolo 4, evidenzia un effettonella riduzione di perdita di suolo dovuto al ripristino dei terrazzamenti molto elevato.Con l’applicazione del modello RUSLE , attuata sulle particelle catastali interessate dalla misura/azione conuna georeferenziazione puntuale degli interventi, si è confrontata l’erosione media stimata in assenza di edin presenza di opere di contenimento.Il modello Rusle basato sull’equazione seguente, fornisce la quantità media annua, calcolata su un lungoperiodo, della perdita di suolo A su una superficie avente un determinato uso e tipo di copertura vegetale:in cui:A = 2,242 R K L S C P [Mg/ha/anno] 27R =fattore climatico, di aggressività della pioggia o erosivitàK = fattore di erodibilità del suoloL = fattore di lunghezzaS = fattore di pendenzaC = fattore di vegetazione e pratica colturaleP = fattore di tecniche sistemato rieIn particolare, ai fini di verificare i quantitativi di suolo eroso in assenza ed in presenza della misura, si èintervenuti sul fattore S-RUSLE, stabilendo un limite massimo delle pendenze dei terreni sistemati pari al15%, oltre il quale è sconsigliato realizzare tali opere per la coltivazioneI risultati riportati nella tabella seguente mostrano significative riduzioni dell’erosione potenziale con valoritotali prossimi all’84% e punte del 90 % per il ripristino dei terrazzamenti nei vigneti.Misura/AzioneUso suoloArea[ha]Erosione con opere dicontenimentoErosione senza opere dicontenimentoRiduzione erosione[Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [%]a b c = b/a d e = d/a f = d – b g = f/d*100Seminativi 31.97 40.62 1.27 104.69 3.28 64.07 61.20Vigneti 4.97 14.61 2.94 132.68 26.70 118.07 88.99216 aFrutteti 12.58 41.77 3.32 213.33 16.96 171.56 80.42Oliveti 155.15 547.62 3.53 3536.68 22.80 2989.06 84.52Castagneti 5.07 1.49 0.29 9.11 1.80 7.62 83.61TOTALE 216.28 652.70 3.02 4043.10 18.69 3390.40 83.8627 Il Mg (=10 6 g =1000 kg) corrisponde alla tonnellata del S.I., mentre con il simbolo ton, , si intende la short ton americana, pari a 907kg.pag. 169


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 221 – Imboschimento di terreni agricoliLa Misura 221 prevede l’imboschimento di terreni agricoli. Scopo della misura è quello di ricreare nelle areead agricoltura intensiva lembi di bosco a carattere prevalentemente ambientale nonché paesaggistico. Gliinterventi contribuiscono al raggiungimento di quattro obiettivi specifici dell’Asse 2, in risposta ai fabbisogniemersi dall’analisi del contesto e in coerenza con le finalità strategiche definite per il settore forestaleregionale.Il quadro sottostante riporta gli obiettivi specifici e li relaziona con i relativi indicatori di risultato. La stessamette in relazione il contributo della Misura, sotto forma di impatti, al raggiungimento dell’obiettivo generaledell’Asse e gli indicatori di prodotto con gli obiettivi operativi.Obiettivo generaleValorizzare l’ambiente e lo spazionaturale sostenendo la gestionedel territorioObiettivi specificiPreservare la biodiversitàTutelare le risorse idricheMitigare i cambiamenti climaticiIndicatori di impattoValoreobiettivoValoreeffettivoEfficaciaInversione del declino della biodiversità (FBI %) 11,7 n.d. n.d.Conservazione di habitat agricoli e forestali di alto valorenaturale (%)6,3 n.d. n.d.Miglioramento della qualità dell’acqua (%) 10,4 n.d. n.d.Contributo all’attenuazione dei cambiamenti climatici (%) 22,5% n.d. n.d.Protezione del suolo dall’erosione (Mg·anno -1 ) (**) n.d. 83.524 n.d.Assorbimento di anidride carbonica e fissazione delcarbonio (tCO 2eq·anno -1 ) (**)67.373 14.887 22%Indicatori di risultatoSuperficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo alla biodiversità e allasalvaguardia di habitat agricoli e forestali di alto pregio8.178 6.000 73%naturale (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo a migliorare la qualità 8.526 6.000 70%dell’acqua (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo ad attenuare icambiamenti climatici (ha)8.700 6.033 71%Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioProteggere il suoloche ha contribuito con successo a migliorare la qualità del 8.526 6.000 70%suolo (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioPresidiare il territorioche ha contribuito con successo a evitare l’abbandono e 8.178 6.015 74%la marginalizzazione delle terre (ha)Obiettivi operativiIndicatori di prodottoEstendere le risorse forestali in Numero di aziende beneficiarie 2.900 1.752 60%ambienti agricoliSuperficie di intervento (ha) 8.700 6.033 69%(**) Indicatori aggiuntivi proposti dal valutatore.‣ L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi operativiLa riconversione di suoli agricoli in terreni forestali, sia a titolo definitivo che temporaneo, contribuisce allaprotezione dell’ambiente, alla mitigazione dei cambiamenti climatici nonché alla conservazione e alladifferenziazione produttiva e paesaggistica degli ambienti agricoli.In questa prima fase di analisi si presume che tutta la superficie imboschita partecipi, seppur con modalità eintensità diverse, alla protezione dell’ambiente. Gli indicatori di prodotto utilizzati forniscono indicazioni sullasignificatività della misura sia in termini di superficie coinvolta, totale e disaggregata per tipologie diintervento, sia per numero di progetti realizzati, includendo, per gli indicatori comuni, i “trascinamenti”ovvero le superfici imboschite durante i precedenti periodi di programmazione attualmente oggetto di premiper il mantenimento e per il mancato reddito a valere sul PSR 2007-2013. La superficie complessiva a valeresulla Misura (SOI) ammonta a 6.033 ha, dato che può essere confrontato con la superficie eleggibile, ovverola SAU regionale, la quale ammonta a 588.201 ha per un rapporto SOI/SAU espresso in termini percentualidel 1,02%.La Tabella 1 seguente riassume la ripartizione nelle diverse tipologie degli interventi realizzati ex novo. E’possibile osservare in linea generale la prevalenza, in termini di domande e di “superficie oggetto dipag. 170


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAimpegno” (SOI), degli impianti di arboricoltura da legno a ciclo lungo (Azione b) cui corrisponde unsostanziale insuccesso degli impianti a ciclo breve. Tali risultati riflettono una tendenza emersa a livellonazionale, dovuta essenzialmente ad una concatenazione di fattori quali la mancanza del premio per ilmancato reddito per gli impianti a ciclo breve, le modalità di rendicontazione più severe che lasciano menospazio a lavori in economia nonché alla riduzione dei terreni potenzialmente eleggibili, ovvero quelli menofertili o marginali, in quanto ancora sotto impegno con le precedenti programmazioni. Alla luce di ciò i“trascinamenti” costituiscono la grande parte della misura dal punto di vista della superficie coinvolta, 5.629ettari complessivi, nonché dal punto di vista finanziario con una spesa stimata nel periodo diprogrammazione di € 12.200.553.Tab.1 - Superficie imboschita e sostenuta con la Misura 221 e beneficiari per Azione:Azione Beneficiari (n) SOI (ha)a - boschi naturaliformi 6 102,4b - arboricoltura a ciclo lungo 80 268,8c - arboricoltura a ciclo breve 5 18,0d - impianti per produzione biomassa 3 15,2totale nuovi imboschimenti 94 404,4trascinamenti 1.672 5.629Totale Misura 221 1.766 6.033Fonte: elaborazione dati monitoraggio SIAN, per i trascinamenti si è fatto riferimento alla annualità 2010.Relativamente ai soli nuovi impianti è stato possibile effettuare, sulla base delle informazioni disponibili,analisi quantitative sui beneficiari nonché sulla tipologia di intervento e sulla localizzazione degli interventinelle aree prioritarie individuate a livello regionale. I 39 beneficiari (al 31/12/2009) degli aiuti per i nuoviimboschimenti risultano essere per il 95% soggetti privati, composti per l’11% da soggetti qualificati comeimprenditori agricoli professionali IAP. I beneficiari sono costituiti infine per il 42% da donne e presentanoun’età media di 53 anni.Esaminando la distribuzione territoriale e per azione delle superfici imboschite (Tabella 2) si nota la loromaggiore localizzazione nelle aree a priorità media o alta.Tab.2 – Superficie degli imboschimenti realizzati per azione e macroaree:MacroareaN. interventiSOI(ha)SOI(%)Azione -a Azione –b Azione -c Azione -dpriorità SOI (%) priorità SOI (%) priorità SOI (%) priorità SOI (%)A2 1 8,3 8% xx - xx 9% x - xxx -B 7 16,3 15% xxx - xxx 14% xxx 100% xxx 100%C 2 3,2 3% xx 100% xx - x - xx -D1 26 73,5 69% x - xx 72% x - - -D2 4 4,4 4% x - xx 5% x - - -Priorità territoriali definite per Macroarea: (xxx) alta; (xx) media; (x) bassa.‣ L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi specifici e all’obiettivo generaleLe misure forestali dell’Asse 2 partecipano, seppure in modi differenti, al raggiungimento di cinque obiettivispecifici cui corrispondono altrettanti voci dell’indicatore comune di risultato n. 6. “Superficie soggetta aduna gestione efficace del territorio, che ha contribuito con successo a..”:• Conservazione e valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturale e dellabiodiversità ad esse collegata;• Conservazione e miglioramento qualitativo delle risorse idriche;• Attenuazione del cambiamento climatico e miglioramento della qualità dell’aria;pag. 171


• Tutela del suolo dai principali fenomeni di degradazione;• Evitare la marginalizzazione e l’abbandono delle terre.VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIl raggiungimento degli obiettivi è strettamente collegato con l’adozione di una coerente territorializzazionedegli interventi, favorita dai criteri selezione definiti nello specifico bando. L’approccio territoriale, esaltandola multifunzionalità dei boschi, permette alle superfici boschive realizzate di concorrere contemporaneamenteal raggiungimento di più obiettivi specifici. In altre parole, l’efficacia degli interventi (intesa come capacità diperseguire gli obiettivi programmatici) è funzione non solo delle caratteristiche intrinseche dell’interventostesso ma del contesto ambientale in cui esso si realizza. Pertanto la valutazione dei risultati e degli impattidegli interventi deve inizialmente fondarsi su analisi di tipo spaziale volte all’osservazione dellesovrapposizioni tra le aree oggetto di intervento e le aree preferenziali per la determinazione degli indicatoridi Risultato, ovvero le superfici che effettivamente concorrono al raggiungimento di ciascun obiettivospecifico dell’Asse 2.‣ Conservazione e valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturale e dellabiodiversità ad esse collegataIl contributo della Misura al raggiungimento dell’obiettivo specifico dipende, in primo luogo, dalla ripartizionedella superficie imboschita complessiva nelle diverse tipologie di intervento. Ad esempio i boschinaturaliformi e le fustaie a ciclo lungo costituiscono ambienti particolarmente adatti alla tutela dellabiodiversità e la diffusione di habitat forestali ad alto valore naturale in quanto caratterizzati da turnisufficientemente lunghi, nel caso dei boschi naturaliformi con vincolo permanente, che garantisconol’espletamento delle funzioni ambientali. Inoltre sono soggetti in fase di progetto a criteri di naturalità piùelevati rispetto agli impianti a turno breve, rispetto ai quali si fanno preferire anche per il minor impatto dellepratiche di gestione.Gli imboschimenti rappresentano un elemento di differenziazione dell’ecosistema agricolo cui si associano lacreazione di nuovi habitat e zone ecotonali comunque favorevoli alla conservazione della biodiversità. Allaformazione di tale indicatore partecipano pertanto anche le superfici oggetto di “trascinamenti”.Rispetto all’obiettivo specifico in oggetto ad oggi risultano realizzati o sostenuti 6.000 ettari pari al 90% delvalore obiettivo del corrispondente indicatore comune di risultato R6.a.La territorializzazione delle superfici potenzialmente favorevoli alla conservazione della biodiversità rispettoalle pertinenti aree prioritarie permette di valutarne meglio l’efficacia: gli impianti realizzati ricadono per il25% in aree della Rete Natura 2000 e per il 17% in aree protette, siano esse parchi o riserve. Tali risultatipossono essere valutati in funzione della percentuale di superficie eleggibile, la SAU regionale, ricadente neimedesimi ambiti. Considerando che il 13% della SAU regionale ricade in aree Natura 2000 il fatto che il 25%degli impianti ricada nello stesso strato dimostra la capacità della misura di indirizzare gli investimenti versotali ambienti prioritari.pag. 172


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFigura 1: Distribuzione dei trascinamenti per Comune e aree prioritarie per la conservazione della biodiversità.Tab.3 - Ripartizione degli interventi in siti Natura 2000 e aree protette:Misura Azione SOI (ha)SOI Natura 2000SOI parchi e riserve(ha) % (ha) %1609/89 - 10 0 0% 0 0%2.2.1 A 102 60 59% 0 0%2.2.1 B 269 72 27% 53 20%2.2.1 C 18 1 7% 0 0%2.2.1 D 15 2 12% 0 0%2080/92 - 2.342 529 23% 358 15%1257/99 - 3.277 832 25% 603 18%Tot Misura 221 - 6.033 1.496 25% 1.014 17%Passando all’obiettivo generale dell’Asse 2 a cui la Misura partecipa, misurabile attraverso la quantificazionedegli indicatori di impatto, si osserva che il concetto di “area forestale ad alto valore naturale (AVN)” o HighNature Value – forest (HNV-forest), definito in ambito europeo (IEEP, 2007; EENRD, 2008) tende adescludere tutte le superfici forestali di origine artificiale. Pertanto, tutti gli imboschimenti realizzati con laMisura 221 non potrebbero contribuire, ad incrementare le aree forestali AVN. Tuttavia le indicazioniriportate nelle suddette guide metodologiche non escludono la possibilità che particolari tipologie diimboschimento possano evolversi in habitat forestali di alto valore naturale. Tale possibilità è limitata ai soli“boschi permanenti” realizzati secondo specifici criteri di naturalità e a seguito di una duratura gestionesostenibile. Sono pertanto escludibili a priori tutti gli impianti di arboricoltura da legno a ciclo breve e medioe comunque gli imboschimenti non soggetti a vincolo forestale permanente. D’altra parte, le disposizioniriportate nel PSR della regione Campania e negli allegati al Bando della Misura 221 per l’attuazionedell’Azione A sono conformi ai principi di elevata valenza naturale individuati in ambito comunitario. Ciòridimensiona notevolmente il potenziale contributo della Misura 221 alla creazione di aree forestali AVN allequali andrebbero comunque sommate le superfici imboschite – a titolo permanente – durante le precedentiprogrammazioni. Al 2011 la superficie potenzialmente AVN forestale è pari a 1.586 ettari di cui 102 ha dinuovi impianti Azione A e 1.484 ha di trascinamenti.pag. 173


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAL’obiettivo regionale di conservazione di habitat forestali di alto valore naturale è espresso in terminipercentuali (6,3%), pertanto per determinare l’impatto della misura è necessario rapportare la superficiepotenzialmente AVN, realizzata grazie alla misura, con la superficie forestale AVN presente nella Regione. Adoggi non esiste una stima ufficiale riconosciuta dal PSR delle aree forestali ad alto valore naturale tuttavia alivello nazionale sono stati realizzati alcuni studi che hanno permesso una prima quantificazione olocalizzazione di tali aree. Tra questi assumono particolare interesse il documento “Aree forestali ad altovalore naturale”, realizzato dalla Rete Rurale Nazionale (2009) e un secondo lavoro, realizzato pressol’Università degli Studi del Molise (2011), “Prima analisi a livello nazionale per l’identificazione delle HighConservation Value Forests (HCVFs)”. I due approcci sono descritti all’interno del capitolo dedicato agliindicatori di impatto.I risultati finali presentati dalla Rete Rurale Nazionale e quelli forniti dall’EcoGeoFor dell’Università del Moliseper la sola Regione Campania mostrano tuttavia notevoli differenze. La superficie forestale ad alto valorenaturale (NHV - High Nature Value) in Campania, pari a 174.551 ettari (comprese le Altre Terre Boscateconsiderate HNV al 100%), è infatti nettamente inferiore a quella calcolata dall’EcoGeoFor pari a 318.253 ha.Il metodo presentato dalla Rete Rurale Nazionale esclude a priori dal calcolo tutti i rimboschimenti pertantonon è possibile confrontare i due dati e nel caso di specie il contributo della misura sarebbe pari allo 0%. Ilsecondo approccio invece individua come principale discriminante nella classificazione delle superfici forestalil’appartenenza o meno ad aree ad alto valore conservazionistico quali aree Natura 2000, parchi, riserve, IPA,IBA, foreste vetuste, ecc. cartografate a livello nazionale. Per confrontare il dato è necessario verificarequanta SOI potenzialmente AVN ricade in tali aree “prioritarie”, passaggio che riduce la superficie AVN a 685ettari, pari allo 0,2%.L’applicazione dell’indicatore comune di impatto “Ripristino della biodiversità”, nella sua versione “forestale”e non agricola, cioè basato sulla evoluzione delle specie di avifauna legate agli ambienti forestali (WoodlandBird Index – WBI, analogo all’FBI) appare ostacolata dalla frammentarietà degli interventi realizzabili con laMisura e incoerente con l’ambito di applicazione della stessa, prevalentemente agricolo. Inoltre, ledimensioni spesso ridotte degli impianti – la superficie media è pari a 3,6 ha – rendono controverso anchel’utilizzo di un indice realizzato per ambienti forestali propriamente detti. Pertanto gli impianti realizzativengono considerati alla stregua di elementi verdi di tipo puntuale o lineare e vengono valutati nell’ambitodell’indice FBI tipico degli ambienti agricoli unitamente alle siepi e ai boschetti. L’analisi ha evidenziatotuttavia come tali misure e azioni, anche accorpate, interessino una superficie minima (non sufficiente) deifogli catastali con ambiente agricolo predominante. Per esempio nel 2011, solo nel 4% dei fogli (5 casi) lasuperficie interessata dagli interventi è stata superiore al 5% (max = 10,5), nel 73,4% dei fogli non eranoprevisti questi interventi (superficie=0) e nel 21,8% dei fogli la superficie interessata è variata tra 0,3% e4,5%. I campioni disponibili non hanno dunque raggiunto la soglia minima necessaria per procedere con leanalisi statistiche.‣ Conservazione e miglioramento qualitativo delle risorse idricheLa diffusione di sistemi forestali in sostituzione delle tradizionali colture agrarie, determina una sostanzialeriduzione o, in determinate azioni (boschi naturaliformi, fustaie a ciclo lungo), l’eliminazione degli apporti difertilizzanti e fitofarmaci. Inoltre, gli imboschimenti sortiscono effetti anche nella tutela quali-quantitativadelle risorse idriche determinando l’abbattimento dei nutrienti nelle acque superficiali derivanti dallecoltivazioni agricole (fitodepurazione), oltre che di eventuali prodotti tossici presenti (fitorimedio) e unasostanziale riduzione delle irrigazioni (fatta eccezione per gli impianti a ciclo breve)..Il valore dell’indicatore di risultato calcolato con riferimento all’obiettivo specifico sul miglioramento delleacque (r6-b) è di 6.000 ettari, pari al 91% del valore obiettivo. Di questi solamente 162 ettari (3%) ricadononell’area prioritaria delle zone vulnerabili ai nitrati (ZVN). Il rapporto tra le aree agricole in ZVN e SAUregionale è invece pari al 13% e tale differenza evidenzia una mancata concentrazione degli interventi diimboschimento nelle aree ad agricoltura intensiva prioritarie per il raggiungimento dell’obiettivo specificosull’acqua.Gli imboschimenti hanno infine un effetto diretto sulla riduzione degli apporti di fertilizzanti azotati a livelloregionale, dunque sui relativi surplus che determinano l’inquinamento delle falde acquifere.pag. 174


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALe analisi sulla qualità delle acque affrontate a livello di Programma nel capitolo sugli impatti ambientalihanno evidenziato un significativo contributo unitario (ad ettaro) delle misure di imboschimento, esclusi gliimpianti a ciclo breve. Il passaggio da agricolo (seminativo) a bosco determina una riduzione netta degliapporti di fertilizzanti azotati al terreno, cui si aggiunge la funzione di fito-depurazione esercitata dagliapparati radicali. Rispetto alla riduzione complessiva di azoto minerale distribuito nella regione grazie agliimpegni assunti con il PSR (214/a; 214/b; 221) la Misura 221 incide per il 30%.‣ Attenuazione del cambiamento climatico e miglioramento della qualità dell’ariaPer quanto concerne l’obiettivo di riduzione dei gas serra questo sarà perseguito attraverso due effettiparalleli: la riduzione degli apporti di protossido d’azoto e l’assorbimento del carbonio nella biomassalegnosa. Relativamente a questo secondo effetto va infatti osservato che la presenza di formazioni arboreedetermina un bilancio del carbonio sempre positivo, anche negli impianti a ciclo breve, pur considerando cheil processo di sequestro dall’atmosfera, a lungo termine, dipende dall’uso del legno prodotto e dalla gestionedel suolo e della sostanza organica. Nel bilancio è necessario considerare che gli impianti per la produzionedi legname contribuiscono a ridurre le utilizzazioni dei boschi naturaliformi con conseguente aumento dellaprovvigione e della capacità di stoccaggio dei serbatoi forestali regionali.L’indicatore di risultato (r6-c) associato all’obiettivo in oggetto è dato dalla superficie complessivamenteimboschita e sostenuta grazie al contributo della misura, pari a 6.033 ettari. Al 31 dicembre 2011 il rispettivovalore obiettivo risulta conseguito al 91%.La stima dell’indicatore supplementare “assorbimento di anidride carbonica e fissazione del carbonio(tCO 2eq·anno -1 )” è basata su una metodologia sviluppata a partire dalle linee guida IPCC descritta in allegato.Considerando i soli nuovi impianti realizzati con l’attuale PSR si stima che essi potranno determinarecomplessivamente la fissazione e lo stoccaggio di 1.182 tCO 2eq·anno -1 (cfr. Tabella 4). Estendendo la stimaanche ai trascinamenti, assimilati per approssimazione ad impianti di arboricoltura a ciclo medio-lungo, talivalori sono pari a 14.887 tCO 2eq·anno -1 e 334.393 tCO 2eq a fine turno.Tab.4 - Stima del Carbonio fissato nella biomassa forestale dei nuovi impianti (*):Misura Specie considerata SOI (ha)C-stock annuo C-stock a fine turno(tCO 2eq·anno -1 )(tCO 2eq)Azione -a Latifoglie autoctone 102 264 15.850Azione -b Noce e ciliegio 269 654 14.398Azione -c Pioppo 18 144 1.435Azione -d Pioppo 15 120 1.197Trascinamenti Noce e ciliegio 5.629 13.705 301.513Tot Misura 221 - 6.033 14.887 334.393(*) La metodologia utilizzata per la stima delle variazioni dello stock di carbonio nelle aree agricole imboschite è ripresa dalle Lineeguida per gli Inventari nazionali dei gas ad effetto serra del settore agricoltura foreste e altri usi del suolo (AFOLU – Agricolture Forestryand Other Land Use) realizzate nel 2006 dall’IPCC.Tali valori non potranno essere in vero confrontati con gli impegni regionali e nazionali di riduzione delleemissioni previsti dal Protocollo di Kyoto. Gli impianti di arboricoltura da legno, siano essi a ciclo breve omedio-lungo, sono, per convenzione internazionale, considerate attività di interesse agricolo previstenell’ambito del settore LULUCF (Land Use, Land Use Change and Forestry). Tali attività, definite volontarie aisensi dell’articolo 3.4 del Protocollo, non sono state selezionate dal Governo italiano negli impegni per ilperiodo 2008-2012. Pertanto solo i crediti generati dai boschi permanenti, i quali rientrano nell’ambitodell’articolo 3.3 del PK tra le attività di afforestazione a rendicontazione obbligatoria, potranno formalmentecontribuire al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Tali impianti ammontano ad oggi a 1.586 ettari di cui102 ha di nuovi impianti Azione A e 1.484 ha di trascinamenti e garantiscono un sequestro di carbonio nellabiomassa legnosa di circa 4.093 tCO 2eq·anno -1 . Nel lungo periodo, una volta giunte a maturità, tali formazionipotranno contribuire allo stoccaggio di circa 245.591 tCO 2eq .Nell’ambito della valutazione del PSR il Valutatore ha realizzato una campagna per la rilevazione delleprincipali grandezze dendrometriche e la valutazione dello stato vegetativo in impianti realizzati nel corsopag. 175


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAdelle precedenti programmazioni al fine di ottenere parametri reali da utilizzare nei suddetti modelli (cfr.Appendice alla Misura 221). In particolare l’accrescimento medio, che rappresenta una delle variabili di inputfondamentali per l’accuratezza del modello, è stato stimato per impianti di arboricoltura da legno aprevalenza di noce e altre latifoglie di pregio pari a 1,4 m 3·ha -1·anno -1 . La precedente simulazione riportatanel Rapporto di valutazione intermedia prevedeva un tasso di incremento medio pari a 4,0 m 3·ha -1·anno -1 ,valore medio desunto dalla letteratura di riferimento e dalle tavole alsometriche disponibili per la Campania.L’adeguamento di tale parametro ha portato ad un notevole ridimensionamento della stima, aumentandoneal contempo l’attendibilità.‣ Tutela del suolo dai principali fenomeni di degradazioneLa tutela del suolo dai principali fenomeni didegradazione può essere esercitata dagliimboschimenti realizzati in aree soggette arischio di erosione idrica e gravitativa nelle zonedi collina e di montagna. Inoltre, si prevede chegli interventi possano contribuire ad un generalemiglioramento delle condizioni biologiche estrutturali del suolo forestale rispetto al suoloagricolo.La determinazione dell’estensione e dellalocalizzazione territoriale della “superficieinteressata da imboschimenti potenzialmenteRipartizione della superficie imboschita per zona altimetricaMontagna16%favorevoli alla difesa da fenomeni di erosione superficiale” include, in questo caso, le sole superficiinteressate dagli imboschimenti delle Azioni A e B e dai trascinamenti. Tali superfici ammontano a 6.000ettari pari al 91% del valore obiettivo (r6-d). La classificazione degli interventi per zone altimetriche(pianura, collina, montagna) evidenzia come circa il 50% della SOI ricada in aree collinari mentre solo il16%, circa 950 ettari, in aree montane.La stima dell’indicatore supplementare di impatto “protezione del suolo dall’erosione [Mg/ha/anno]” è statarealizzata a livello di Programma (cfr. Capitolo 4 - suolo). La seguente Tabella 5 riporta le superfici coinvoltedalle misure/azioni ed i valori di perdita di suolo nelle suddette superfici, espressi in Mg/anno e Mg/ha/anno,nella situazione con e senza gli impegni delle diverse misure/azioni divisi per tipologia principale d’uso delsuolo.Collina48%Pianura36%Tab. 5 – Riduzione dell’erosione nelle superfici interessate dalle Misure forestali:Tipologia di interventoArea[ha]EfficaciaErosione con la misura Erosione senza misura Riduzione erosionesulla SOI[Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [%] [%]a b c = b/a d e = d/a f = d-b g = f/d hTrascinamenti 1609/89 e 2080/92 2.342 3.948 1,6 31.574 13,4 27.627 87,5 2,2Trascinamenti 1257/99 3.269 7.378 2,2 59.025 18,0 51.647 87,5 4,2Nuovi impianti 221 402 378 0,9 4.628 11,0 4.249 91,8 0,3Fonte: estratto dal capitolo sugli impatti ambientali paragrafo sul “miglioramento della qualità del suolo attraverso la riduzionedell’erosione idrica accelerata”.La riduzione complessiva dell’erosione grazie alla Misura 221 è pari a 83.524 Mg/anno. Il contributo vieneesercitato prevalentemente dalle superfici in trascinamento, in particolare dagli impianti realizzati con ilsostegno della Misura H. Tra le misure/azioni considerate per l’Asse 2, la Misura 221 si distingue per unaelevata efficacia unitaria, principalmente collegata ad un favorevole fattore C-RUSLE di copertura del suolo,efficienza che risulta ridotta in termini di impatto complessivo data la quota parte di superficie interessata,marginale rispetto alle misure agro-ambientali.pag. 176


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAppendice alla Misura 221 - Indagine per la valutazione degli impianti da arboricoltura da legno realizzatinell’ambito della Misura H del PSR 2000-2006 e del Reg. 2080/92 nella Regione CampaniaLa Misura 221 prevede l’imboschimento di terreni agricoli con lo scopo di ricreare nelle aree ad agricolturaintensiva lembi di bosco a carattere prevalentemente ambientale nonché paesaggistico. La riconversione disuoli agricoli in terreni forestali, sia a titolo definitivo che temporaneo, contribuisce alla protezionedell’ambiente, alla mitigazione dei cambiamenti climatici nonché alla conservazione e alla differenziazioneproduttiva e paesaggistica degli ambienti agricoli.I premi annuali per la manutenzione dei boschi e il mancato reddito che fanno riferimento a impegnisottoscritti durante i precedenti periodi di programmazione, vengono corrisposti a valere sul bilancio dellaMisura 221 del Programma 2007-2013. Le imprese agricole che usufruiscono dei premi per i c.d.trascinamenti sono dunque beneficiarie della misura e le superfici oggetto di impegno concorronofattivamente al raggiungimento degli obiettivi programmatici.Nello specifico i trascinamenti giocano un ruolo centrale nell’economia della Misura 221, sia in terminieconomici che di superficie coinvolta, e rappresentano un riferimento indispensabile per la pianificazione e lavalutazione delle presenti e future attività in materia di imboschimento dei terreni agricoli.I trascinamenti costituiscono infatti il 95% della superficie complessivamente interessata dalla misura,estendendosi su oltre 5.600 ettari ugualmente ripartiti tra Misura H (PSR 2000-2006) e set aside forestazione(Reg. 2080/92). Gli impianti realizzati hanno riguardato prevalentemente, circa il 75%, impianti diarboricoltura da legno a ciclo medio-lungo a prevalenza di noce spesso consociato ad altre latifoglie qualiciliegio e frassino.L’indagine si è focalizzata su tali formazioni, predominanti nel panorama campano, con l’obiettivo di rilevarnele principali grandezze dendrometriche e di verificarne lo stato vegetativo al fine di estrapolare informazioni(coefficienti, parametri, ecc,) da utilizzare nell’ambito delle analisi predisposte per la valutazione degli impattiambientali degli imboschimenti e di contribuire alla individuazione della strategie operative più idonee afavorire il buon esito della arboricoltura da legno negli ambienti considerati.L’individuazione dei siti di campionamento a partire dai dati di base di monitoraggio può essere cosìsintetizzata:1. Classificazione della SOI per specie prevalente utilizzata;2. selezione delle tipologie e specie più utilizzate (arboricoltura da legno a prevalenza di noce, 64%);3. individuazione territoriale di aree a maggior concentrazione di intervento (SOI/superficie comunale);4. classificazione degli impianti per dimensione della SOI con esclusione degli impianti sotto i 5 ettari;5. estrazione casuale di 5/10 siti di campionamento per Provincia.Una volta individuati i siti di campionamento si è provveduto a determinare in ambiente GIS le coordinate delcentroide della particella interessata dall’imboschimento, corrispondente al punto centrale dell’area di saggio.Nelle aree di saggio di forma quadrangolare, trasversalmente orientate rispetto alle file, si è provveduto allarealizzazione dei rilievi secondo lo schema riportato nella scheda di valutazione degli impianti di arboricolturada legno compatibile con database Arbora (SISEF – Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale)opportunamente integrata delle informazioni di interesse valutativo.Complessivamente sono stati osservati un totale di 23 impianti di noce da legno posti in tre differentiambienti del territorio campano, Provincie di Avellino, Caserta e Salerno (cfr. Figura 1).pag. 177


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFigura 1: ripartizione territoriale degli impianti esaminati e delle aree di saggio realizzate.In ciascuno dei 23 impianti individuati, sono stati rilevati i seguenti parametri:• Caratteristiche morfologiche e climaticheE’ stata registrata l’altitudine, l’esposizione, la giacitura e la pendenza media dell’impianto.• Caratteristiche dendrometricheIn ogni impianto sono state delimitate tre aree di saggio, individuate in zone considerate rappresentativedello stato medio della piantagione e costituite ciascuna da 12 piante. Su ciascuno degli albericampionati, per un totale complessivo di 468 piante, sono stati effettuati i seguenti rilievi dendrometrici: anno di impianto (collaudo); età del soprassuolo; diametro del fusto a 1.30 m da terra; altezza totale della pianta; altezza da terra alla prima biforcazione del fusto; classe di vitalità.• Caratteristiche colturaliMediante rilievi di campo, e l’analisi delle informazioni fornite dalle strutture dell’Assessoratoall’Agricolture e Foreste della Regione Campania, sono stati registrati:pag. 178


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA l’estensione e l’età degli impianti, le distanze di piantagione; le lavorazioni del suolo; Proprietà: (demaniale; privata); Tipo impianto (impianto puro; impianto misto) e Tipologia (rimboschimento; arboricoltura); Funzione: (protezione; fini energetici; legno da opera; tartufo); Manutenzione e stato fitosanitario; Cause e intensità del degrado stazionale;I dati dendrometrici come sopra rilevati sono stati successivamente elaborati per la determinazione deiseguenti parametri: area basimetrica media (b/a) mq. dm. pianta con area bas. Media – cm; area basimetrica per ha (mq); % ripartizione area basimetrica tra le specie presenti; numero piante/ha; % ripartizione n° piante tra le specie presenti; altezza indicativa albero con dm; volume albero con dm (mq); volume per ha (mc); % ripartizione volume tra le specie presenti; incremento medio (mc/ha/anno)Il volume del fusto da lavoro (V) calcolato in funzione della seguente formula:V=a+b1d2h+b2d+b3h+b4dh+b5d2+b6h2+b7dh2+b8d2h2+b9d3+b10d3h+b11d3h2+b12/hdove:• V= volume (m3)• h= altezza (cm)• d= diametro(cm)• a= 0,000140099• b1= 3,81535E-05• b2= 0,000370368• b3= 0,000151173• b4= -8,21778E-05• b5= 0,000124442• b6= 3,7864E-07• b7= 6,90078E-07• b8= 1,3189E-08• b9= -2,77001E-07• b10= 9,59694E-09• b11= 1,03466E-09• b12= 0,0489632‣ RisultatiI 23 impianti analizzati si ripartiscono in tre differenti aree ad elevata concentrazione di intervento, 11 nellaProvincia di Avellino, 5 nella Provincia di Caserta e 7 nella Provincia di Salerno. Si tratta di impianti diarboricoltura da legno, puri (1/3) e misti (2/3). Le specie prevalentemente utilizzate sono: noce comune,pag. 179


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAciliegio selvatico e orniello. Non mancano piante di noce americano, nocciolo, cerro, acero, ontano, olmo emagaleppo.Uno dei parametri presi in considerazione è la riuscita dell’impianto. Tale parametro è fondamentale pervalutare sia il corretto utilizzo dei fondi, ma soprattutto assicurare la presenza dei popolamenti forestali con irelativi vantaggi per la collettività e il raggiungimento degli obiettivi del PSR. In generale, tutti gli impiantianalizzati presentano un valore di successo prossimo al 90%. Tale successo è stato conseguito anche graziealle cure colturali che sono state realizzate nel corso degli anni, in particolare: risarcimento fallanze,ripuliture e potature.Le informazioni sintetiche sulle singole unità campionarie e le principali grandezze dendrometriche rilevatenelle singole aree di saggio (Ads) sono riportate nella seguente tabella.Ads Prov Località MisuraSup.(ha)Etàpianteettaro(n)areabasimetrica(mq/ha)Diam.medio(cm)Altezzaalberomedio(h)volume(mc/ha)incrementomedio(mc/ha/a)1 AV VALLATA 2080 7,68 10 550 2,02 7 8 14,2 1,422 AV VALLATA H 8,47 7 767 1,29 5 5 13,3 1,903 AV VALLATA 2080 6,50 11 550 2,99 6 3 25,9 2,354 AV VALLATA H 5,07 6 717 0,75 4 3 14,7 2,455 AV VALLATA H 14,57 6 767 0,74 4 3 15,5 2,596 AV VALLATA H 8,64 7 783 1,52 5 3 18,3 2,627 AV GUARDIA L. H 6,12 9 367 1,23 7 7 8,7 0,978 AV GUARDIA L. H 5,59 9 317 0,25 3 2 8,7 0,979 AV GUARDIA L. 2080 5,00 14 333 0,55 5 6 5,4 0,3810 AV NUSCO 2080 6,05 11 383 1,46 7 7 9,9 0,9011 AV NUSCO 2080 10,00 11 400 3,07 10 8 18,8 1,7112 CE MIGNANO M.L. 2080 5,40 11 333 0,52 4 4 6,2 0,5613 CE MIGNANO M.L. H 10,00 7 383 0,92 6 6 7,4 1,0714 CE MIGNANO M.L. 2080 23,01 13 400 5,92 14 9 36,3 2,7915 CE MIGNANO M.L. H 14,00 9 400 1,34 7 7 9,5 1,0516 CE CONCA DELLA C. 2080 9,50 9 383 1,86 8 7 11,9 1,3217 SA AULETTA 2080 6,48 15 250 1,46 9 5 8,4 0,5618 SA SICIGNANO ALBU. H 18,36 8 200 0,17 3 1 10,3 1,2919 SA SICIGNANO ALBU. 2080 5,30 13 400 2,92 10 7 17,1 1,3220 SA AULETTA 2080 22,00 13 300 2,02 9 8 12,6 0,9721 SA POLLA 2080 6,00 15 383 4,51 12 8 26,4 1,7622 SA CAMPAGNA 2080 30,00 11 233 0,12 3 3 4,3 0,3923 SA AULETTA 2080 14,83 15 767 0,76 4 4 12,7 0,85La superficie media di intervento è pari a 10 ettari. Rispetto all’anno di collaudo gli impianti presentanoun’età media di 10 anni, 7 anni per gli impianti di cui alla Misura H, 12 per gli impianti di cui al reg. 2080/92.Il numero di piante ad ettaro (reale) è compreso tra le 200 e le 700 con un valore medio di 450. Tali valori,decisamente inferiori ai dati di progetto provano l’esecuzione dei diradamenti e delle curo colturali previstedurante le prime fasi di sviluppo dei soprassuoli.L’albero medio è risultato essere un noce avente diametro di 6 cm e altezza di 6 metri. In funzione di taligrandezze e dei coefficienti di forma specie-specifici è stato stimato il volume della pianta che può esseremediamente valutato di modeste dimensioni.Il volume ad ettaro diviso per l’età ha permesso di stimare l’incremento medio (annuale) di volume utilizzatonelle formule per la stima dell’accrescimento e dell’assorbimento di carbonio nella biomassa legnosa. Questirisultano molto variabili in funzione delle caratteristiche pedo-climatiche stazionali. L’incremento medio è paria 1,40 mc/ha/anno.Fatta eccezione per gli impianti realizzati nella provincia di Caserta, in cui la pendenza della superficieoggetto di impianto è compresa tra il 5% e il 10%, gli altri impianti sono stati realizzati su suoli conpendenze piuttosto elevate che variano, in media, da 10% a 40%.pag. 180


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA‣ Considerazioni e raccomandazioniI sopralluoghi effettuati hanno dato un riscontro generalmente positivo. Nelle aree in cui la specie impiantatatrova il proprio optimum i risultati sono molto soddisfacenti, tuttavia in aree caratterizzate da condizioni nonottimali per le specie impiantate, si registrano accrescimenti stentati e condizioni di degrado ecologico estrutturale. Questa condizione è presumibilmente determinata dalla mancanza di una preventivasperimentazione che può aver comportato anche errori di progettazione in particolare nella scelta dellaspecie impiantata. Le osservazioni evidenziano una progressiva riduzione di tali fenomeni per gli impianti dicui alla Misura H (età media 7 anni) rispetto agli impianti 2080/92 (età media 12 anni). L’attualeprogrammazione, sulla base delle esperienze passate, e con le maggiori disponibilità di informazioni di base,dispone degli strumenti necessari per ovviare a tali inconvenienti.Gli incrementi medi, seppure inferiori alle attese a causa del parziale fallimento di alcuni impianti, risultanoallineati con i dati reperibili in letteratura. Uno studio pubblicato nel 2005 nell’ambito del Progetto POM“Modelli per un’arboricoltura da legno sostenibile nelle regioni dell’Italia meridionale” che ha interessato 13impianti per la coltivazione del noce da legno in Campania, giunge a risultati comparabili in termini diaccrescimento medio 28 .Per quanto riguarda la pertinenza, l’utilizzo di superficie agricola per la realizzazione di un impianto diarboricoltura da legno, può sembrare un paradosso. In realtà così non è, in quanto, sono i terreni menofavorevoli alla produzione agricola, per via dell’accessibilità, poco produttivi, o soggetti a fenomeni didissesto idrogeologico, ad essere impiegati per gli impianti arborei. Pertanto l’impianto, oltre alla funzioneproduttiva di medio lungo termine, svolge un’importantissima azione protettiva, sul suolo e sull’acqua. Datala presenza diffusa di fenomeni di dissesto, la realizzazione degli impianti risulta molto pertinente con lenecessità del territorio e se ben gestiti tali impianti apportano numerosi benefici ai proprietari e allacollettività in generale.Dai sopralluoghi è emersa un buon grado di naturalità del contesto territoriale dove la presenza di altreformazioni boschive, a gruppi (boschetti), o lineari (siepi) è piuttosto diffusa, conferendo al paesaggio unnotevole aspetto visivo e alla fauna una migliore rete ecologica.Una raccomandazione importante per garantire l’efficienza funzionale degli impianti e delle forme difinanziamento è incrementare le attività di monitoraggio, in modo da creare un database in cui collezionaredati in merito agli impianti (anno di impianto, superficie, specie, numero di piante, fallanze, risarcimenti,ecc.) e monitorare incrementi e pianificare le cure colturali. Inoltre si offrirebbe alla Regione la possibilità diquantificare i benefici eco sistemici, non secondariamente per l’individuazione di forme di compensazione peri proprietari.Altre raccomandazioni per una migliore efficienza degli impianti riguardano lo sviluppo di attività di filiera.Innescare un meccanismo di filiera per fare in modo che una volta raggiunto il ciclo il legname da operaprodotto potrebbe essere trasformato e utilizzato in loco, evitando lunghi trasporti, significherebbeincrementare i benefici ambientali e sociali.Sempre in ottica di filiera, sarebbe opportuno formare tecnici locali, sui sistemi di potatura e utilizzo deiresidui per fini energetici. Tali attività anche in forma associata, consentirebbero di promuovere il legnocome fonte di energia rinnovabile, recuperando un prodotto che spesso rappresenta uno scarto per iproprietari.28 DI VAIO C., MINOTTA G., Indagine sulla coltivazione del noce da legno in Campania, Forest@ 2 (2): 185-197, 2005.pag. 181


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 1 AV - VALLATAFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2002 – superficie collaudata: ha 7,68Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:descrizione dell’interventoL’impianto è composto di due corpi separaticon estensione rispettivamente di circa 4,10 e3,6 ha. L’AdS è stata localizzata sul corpo dimaggior estensione in posizione collinare,esposta a 240° Nord e con pendenzedell’ordine del 20%.L’impianto ha una età di 10 anni ed ècostituito da noce, frassino, ontano, acero,frassino e nocciolo, con un sesto di impiantodi mt. 3x5 e sono presenti 550 piante/ha.La specie prevalente, in termini numerici, è ilNoce (40%), seguito dal frassino (24%) e dalciliegio (6%). Il soprassuolo si presenta conpiante di diametro medio variabile dai 10 cmper il frassino, ai 7 cm per il ciliegio, ed ai 4cm per il noce; l’altezza del piano dominanteè di circa 8 metri.Complessivamente, le piante sono in buone condizioni vegetative, non ci sono piante morte e la percentualedi fallanze risulta bassa; sono state effettuate negli anni passati due potature di allevamento per cui i fustiallo stato attuale si presentano per lo più dritti e ben conformati, solo pochi esemplari hanno qualche difettodi forma. Non si registrano fenomeni di erosione o compattazione del suolo se non localmente dove lependenze sono maggiori.ADS 2 AV - VALLATAFonte di finanziamento: Mis H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2005 – superficie collaudata: ha 8,47descrizione dell’interventoEsso si sviluppa in un unico corpo in posizionecollinare, con esposizione di 135° Nord ependenze dell’ordine del 15%.L’impianto ha una età di 7 anni ed è costituitoda noce, frassino, ciliegio, nocciolo, olmo emagaleppo con un sesto di impianto di mt. 3x3e circa 750 piante/ha.Il soprassuolo si presenta con piante didiametro medio di 5 cm, con un’altezza delpiano dominante di 5 metri; si distingue ilciliegio con altezze di 7-8 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Complessivamente, le piante sono in condizioni vegetative mediocri, il livello di manutenzione apparecontenuto al minimo indispensabile e si notano attacchi di fitofagi a danno dell'olmo. Si rilevano piante morteed una percentuale di fallanze intorno al 20%, nonostante le sostituzioni effettuate .Non si registrano fenomeni di erosione o compattazione del suolo. Il territorio circostante è caratterizzato daun buon grado di naturalità con formazioni boschive lineari e siepi.pag. 182


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 3 AV - VALLATAFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2001 – superficie collaudata: ha 6,5Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:descrizione dell’interventoLa posizione è collinare, con esposizione a 160°Nord e con pendenze costanti dell’ordine del40%.Le specie impiantate sono noce, farnia, ciliegio,frassino, olmo, ontano, magaleppo e nocciolocon un sesto di impianto di mt. 3x3: il numero dipiante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilievi èpari a 950. Circa l’85% è rappresentato dafarnia, olmo, ontano e megaleppo; mentre ilnoce il ciliegio ed il frassino costituisconoequamente il restante 15%.L’età del soprassuolo è di 11 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 6 cm edun’altezza di 3 mt. Le maggiori dimensioni sonoraggiunte dall’olmo con diametri di 8-10 cm edaltezze di 7-9 mt.L’impianto si presenta in condizione di semiabbandono, con evidente necessità di interventi selvicolturaliquali potature e sfolli. La forma delle piante appare spesso “cespugliosa” per la presenza di brancheprincipali che partono poco sopra il colletto. Lo stato vegetativo e la condizione generale dell’impianto èmediocre.Le caratteristiche stazionali sono condizionate da una elevata pendenza che può limitare la meccanizzazionedelle operazioni colturali, in ogni caso non si registrano fenomeni di erosione o compattazione del suoloanche per la eccessiva presenza dello strato erboso.ADS 4 AV - VALLATAFonte di finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2006 – superficie collaudata: ha 5,07descrizione dell’interventoL’impianto è costituito da un corpo principale, sucui è localizzata l’Ads, a cui si somma un corposecondario di dimensioni più ridotte localizzato abrevissima distanza dal primo, tale da poteressere considerato quasi un unico corpo.La posizione è collinare, con esposizione 330°Nord e pendenze dell’ordine del 15%.L’impianto ha una età di 6 anni ed è costituitoda noce, frassino, ciliegio, nocciolo, olmo emagaleppo con un sesto di impianto di mt. 3x3e circa 700 piante/ha.Il soprassuolo si presenta con piante di diametromedio di 4 cm, con un’altezza del pianodominante di 3 metri.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Complessivamente, le condizioni vegetative delle piante sono variabili tra il mediocre ed il medio. Si rilevanopiante morte ed una percentuale di fallanze intorno al 20% nonostante le sostituzioni effettuate. Non siregistrano fenomeni di erosione o compattazione del suolo.pag. 183


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 5 AV - VALLATAFonte finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2006 – superficie collaudata: ha 14,57descrizione dell’interventoL’impianto è in posizione collinare, con esposizione180° Nord e pendenze dell’ordine del 20%.L’impianto ha una età di 6 anni ed è costituito danoce, frassino, nocciolo, olmo, magaleppo e cerrocon un sesto di impianto di mt. 3x3 e circa 760piante/ha.L’olmo, il nocciolo e il megaleppo rappresentanol’80% delle piante messe a dimora mentre il noceed il frassino il 20%.Il soprassuolo si presenta con piante di diametromedio di 4 cm, con altezza del piano dominante di3 metri.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Complessivamente, le condizioni vegetative delle piante sono variabili tra il mediocre ed il medio. Si rilevanopiante morte ed una percentuale di fallanze intorno al 15% nonostante le sostituzioni effettuate. Non siregistrano fenomeni di erosione o compattazione del suolo.ADS 6 AV - VALLATAFonte di finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2005 – superficie collaudata: ha 8,64descrizione dell’interventoL’appezzamento, di forma irregolare, è inposizione collinare, con una esposizione di 90°Nord e pendenze dell’ordine del 10%.L’impianto ha una età di 7 anni ed è costituitoda noce, frassino, ciliegio, nocciolo, olmo emagaleppo con un sesto di impianto di mt. 3x3con circa 780 piante/ha.L’olmo, il nocciolo ed il megalepporappresentano il 75% delle piante messe adimora mentre il noce il restante 25%.Le piante hanno un diametro medio di 5 cm eun’altezza del piano dominante di 3 metri.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Le condizioni vegetative dell’impianto sono variabili tra il mediocre ed il medio. La percentuale di fallanze è dicirca il 15%. Non si registrano fenomeni di erosione o compattazione del suolo.pag. 184


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 7 AV - GUARDIA LOMBARDIFonte di finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2003 – superficie collaudata: ha 6,12descrizione dell’interventoLa posizione è collinare, con una esposizione di320° Nord e con pendenze medie del 15%.Si tratta di un impianto puro di noce realizzato conun sesto di impianto di mt. 5x5; il numero di piantead ettaro riscontrate a seguito dei rilievi è pari a370.L’età del soprassuolo è di 9 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 7 cm edun’altezza di 7 mtRisultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in buone condizioni vegetative, sono effettuate concimazioni a base di letame e lecure colturali risultano soddisfacenti. Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni delterreno.ADS 8 AV - GUARDIA LOMBARDIFonte di finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2003 – superficie collaudata: ha 5,59descrizione dell’interventoL’appezzamento è costituito da un unico corposu cui è localizzata l’Ads.La posizione è collinare, con un’esposizione a270° Nord e con pendenze medie del 20%.Si tratta di un impianto puro di noce realizzatocon un sesto di impianto di mt. 5x5. Il numero dipiante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilievi èpari a 320.L’età del soprassuolo è di 9 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 3 cm edun’altezza di 2 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in buone condizioni di manutenzione anche se condizionato dalla elevata presenza dirisarcimenti localizzati; le maggiori fallanze sono riscontrate nelle aree di compluvio.pag. 185


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 9 AV - GUARDIA LOMBARDIFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 1998 – superficie collaudata: ha 5descrizione dell’interventoL’impianto è formato da 4 corpi di dimensionivariabili tra 0,5 e 2 ha; l’Ads è statalocalizzata nell’appezzamento di maggioridimensioni.La posizione è collinare, con una esposizionedi 270° Nord e pendenze dell’ordine del 20%.L’impianto ha una età di 14 anni ed ècostituito da noce e ciliegio, con un sesto diimpianto di mt. 5x5 per circa 330 piante/ha.Il soprassuolo è rappresentano per il 65% dalnoce e per il 35% dal ciliegio. Le piantehanno un diametro medio di 6 cm, conaltezza del piano dominante di 6 metri.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Complessivamente, le condizioni vegetative delle piante sono variabili tra il mediocre ed il medio.Si rilevano piante morte ed una percentuale di fallanze intorno al 15%. Non si registrano fenomeni dierosione o compattazione del suolo.ADS 10 AV - NUSCOFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2001 – superficie collaudata: ha 6,05descrizione dell’interventoLa posizione è collinare, con un’esposizione a180° Nord e con pendenze medie del 20%.Si tratta di un impianto puro di noce realizzatocon un sesto di impianto di mt. 5x5; il numero dipiante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilievi èpari a 380.L’età del soprassuolo è di 11 anni e le piante dimedie dimensioni hanno un diametro di 7 cm edun’altezza di 7 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in discrete condizioni vegetative, e le cure colturali risultano soddisfacenti. Sonoevidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno.pag. 186


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 11 AV - NUSCOFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2001 – superficie collaudata: ha 10Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:descrizione dell’interventoL’impianto è localizzato su un altopiano inun’area pianeggiante.L’azienda ha realizzato l’impianto utilizzandofinanziamenti sia a valere sul regolamento CE2080/92 sia sulla Misura H, pertanto esso sipresenta con corpi distinti per età e percomposizione specifica.Le specie utilizzate in forma pura su ognisingolo corpo sono il noce ed il ciliegio. L’AdSè stata localizzata nell’impianto puro di nocerealizzato nel 2001.Il sesto di impianto adottato è di mt. 5x5; ilnumero di piante ad ettaro riscontrate aseguito dei rilievi è pari a 400. L’età delsoprassuolo è di 11 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 10cm ed un’altezza di 8 mt.L’impianto si presenta in ottime condizioni vegetative, e le cure colturali risultano effettate regolarmente econ criterio. Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno.Da informazioni raccolte sul posto risulta che per l’impianto sia stato utilizzato materiale vivaistico didimensioni maggiori rispetto alla media, con altezze anche superiori ad 1 mt. L’impianto è servito da unsistema di irrigazione, presumibilmente utilizzato durante i primi anni.ADS 1 CE – MIGNANO MONTE LUNGOFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2001 – superficie collaudata: ha 5,4descrizione dell’interventoL’impianto è localizzato su un altopiano in un areacon pendenze al di sotto del 5%, con unaesposizione a 50° Nord.L’appezzamento è costituito da un unico corpo sucui è localizzata l’Ads.La specie utilizzata in forma pura è il noce ed ilsesto di impianto adottato è di mt. 5x5; il numerodi piante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilieviè pari a 350, con una percentuale di fallanzedell’ordine del 15%.L’età del soprassuolo è di 11 anni e le piante didimensioni medie, hanno un diametro di 4 cm edun’altezza di 4 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in discrete condizioni vegetative e le cure colturali risultano effettate regolarmente.Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno. l’appezzamento è servito dauna rete irrigua, anche se attualmente non vieneDal punto di vista fitosanitario si riscontrano attacchi di Marssonina Juglandis.pag. 187


ADS 2 CE – MIGNANO MONTE LUNGOVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFonte di finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2005 – superficie collaudata: ha 10descrizione dell’interventoL’impianto è localizzato su un altopiano inun’area con pendenze al di sotto del 5% e conuna esposizione a 45° Nord.L’appezzamento è costituito da un unico corpo sucui è localizzata l’Ads.La specie utilizzata in forma pura è il ciliegio ed ilsesto di impianto adottato è di mt. 5x5; ilnumero di piante ad ettaro riscontrate a seguitodei rilievi è pari a 385 con una percentuale difallanza al di sotto del 10%.L’età del soprassuolo è di 7 anni; le piante didimensioni medie hanno un diametro di 6 cm edun’altezza di 6 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in buone condizioni vegetative e le cure colturali risultano effettate con regolarità edefficienza. Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno. L'appezzamentoè servito da una rete irrigua ma non è provvisto di impianto di irrigazione.ADS 3 CE – MIGNANO MONTE LUNGOFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 1999 – superficie collaudata: ha 23descrizione dell’interventoL’impianto è realizzato in un unico corpo, benservito da strade ed è localizzato su un altopiano,in un area pianeggiante.La specie utilizzata in forma pura è il noce conun sesto di impianto di mt. 5x5; il numero dipiante ad ettaro, riscontrate a seguito dei rilievi,è pari a 400; la densità rispetto al sesto diimpianto risulta colma e non si rilevano piantemorte o deperenti.L’età del soprassuolo è di 13 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 14 cmed un’altezza di 9 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in ottime condizioni vegetative e le cure colturali risultano effettuate con regolarità edefficienza.Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno. L'appezzamento è servitoda una rete irrigua ma non è provvisto di impianto di irrigazione.pag. 188


ADS 4 CE – MIGNANO MONTE LUNGOVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFonte di finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2003 – superficie collaudata: ha 14descrizione dell’interventoL’impianto è costituito da un unico corpo,adiacente al centro aziendale, e posizionato su unaltopiano, in un’area pianeggiante.La specie utilizzata in forma pura è il ciliegio conun sesto di impianto di mt. 5x5; il numero dipiante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilievi èpari a 400; la densità rispetto al sesto di impiantorisulta colma in quanto vengono effettuateregolarmente le sostituzioni di fallanze.L’età del soprassuolo è di 9 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 7 cm edun’altezza di 7 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in ottime condizioni vegetative e le cure colturali risultano effettate con regolarità edefficienza con particolare attenzione ai risarcimenti.Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno.ADS 5 CE – CONCA DELLA CAMPANIAFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2003 – superficie collaudata: ha 9,5descrizione dell’interventoL'appezzamento è costituito da due impianti di cuiuno realizzato con i finanziamenti delregolamento CE 2080/92 e l’altro con la misura H;il rilievo è stato effettuato sull'appezzamentorealizzato con i finanziamenti del Reg. CE2080/92.Esso è posizionato su un altopiano in un areapianeggiante.La specie utilizzata in forma pura è il noce con unsesto di impianto di mt. 5x5; il numero di piantead ettaro riscontrate a seguito dei rilievi è pari a385 e la percentuale di fallanze è contenuta, al disotto del 10%.L’età del soprassuolo è di 9 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 8 cm e un’altezza di 7 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in discrete condizioni vegetative e le cure colturali risultano effettate con regolarità.Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno.pag. 189


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 1 SA – AULETTA:Fonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 1997 – superficie collaudata: ha 6,48descrizione dell’interventoL’investimento è stato realizzato su due distinticorpi, estesi rispettivamente 4 e 2,5 ha.Il rilievo è stato effettuato sull'appezzamento dimaggiori dimensioni; che occupa una posizioneorografica di collina in basso versante, conun’esposizione a 180° Nord e con lievi pendenzecontenute nell’ordine del 10%.La specie utilizzata in forma pura è il noce, conuna prevalenza del noce americano (Juglansnigra). Il sesto di impianto è di mt. 6x6 e il numerodi piante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilievi,è pari a 250; la percentuale di fallanze è contenutaal 10%.L’età del soprassuolo è di 15 anni e le piante didimensioni medie, hanno un diametro di 9 cm ed un’altezza di 5 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in mediocre condizioni vegetative, gli accrescimenti appaiono ridotti nonostantel'impianto risulta ben curato e le cure colturali risultino effettuate con regolarità.Sono evidenti le potature di formazione, le ripuliture e le lavorazioni del terreno. L'appezzamento è servitoda una rete irrigua ma non è provvisto di impianto di irrigazione.ADS 2 SA – SICIGNANO DEGLI ALBURNIFonte finanziamento: Mis. H PSR 2000/2006 – anno di realizzazione: 2004 – superficie collaudata: ha 18,36descrizione dell’interventoL’investimento è stato realizzato in un unico corpoin posizione orografica di collina in bassoversante, con esposizione a 45° Nord e pendenzedell’ordine del 25%.La specie utilizzata in forma pura è il noce, conun sesto di impianto di mt. 6x6. Il numero dipiante ad ettaro, riscontrate a seguito dei rilievi, èpari a 200; le fallanze sono dell’ordine del 30% equindi piuttosto considerevoli.L’età del soprassuolo è di 8 anni e le piante didimensioni medie, hanno un diametro di 3 cm edun’altezza di 1 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’impianto si presenta in mediocre condizioni vegetative, gli accrescimenti sono piuttosto ridotti e l'impiantorisulta poco sviluppato. Potrebbe essere utile procedere con un infittimento interfilare con altre latifogliecome cerro, tiglio e frassino. Il terreno appare compatto e si rilevano localmente fenomeni di ristagno idrico.pag. 190


ADS 3 SA – SICIGNANO DEGLI ALBURNIVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFonte di finanziamento: Reg. (CE)2080/92 – anno di realizzazione: 1999 – superficie collaudata: ha 5,3descrizione dell’interventoL’investimento è stato realizzato in un unicocorpo in posizione orografica di collina in bassoversante, con esposizione a 360° Nord ependenze dell’ordine del 20%.Si tratta di un impianto misto di noce e ciliegioalternati sulle file, con un sesto di impianto dimt. 5x5.Il numero di piante ad ettaro, riscontrate aseguito dei rilievi, è pari a 400 e quindi adensità colma.L’età del soprassuolo è di 13 anni e le piante didimensioni medie, hanno un diametro di 10 cmed un’altezza di 7 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Le condizioni vegetative sono discrete, anche se le cure colturali non appaiono soddisfacenti, infatti le piantesi presentano abbastanza ramose con inserzioni della chioma a volte anche al di sotto di 1 mt di altezza; nonsi notano gli effetti di operazioni quali sfalcio, erpicature o zappettature nell’ultima stagione.ADS 4 SA – AULETTAFonte di finanziamento: Reg. (CE)2080/92 – anno di realizzazione: 1999 – superficie collaudata: ha 22descrizione dell’interventoL’azienda è beneficiaria di due distintifinanzamenti ottenuti in attuazione delregolamento Reg. (CE) 2080/92 rispettivamentedi 22 e 24 ha.Ai fini del rilievo è stato considerato l’impianto di22 ha, formato da 4 distinti corpi conun’estensione variabile tra 1 e 13 ha.L’AdS è stata localizzata nell’appezzamentoindividuato dalle particelle ricadenti sul foglio 30del comune di Auletta, in posizione orografica dicollina, con esposizione a 90° Nord e pendenzedell’ordine del 15%.Si tratta di un impianto puro di ciliegio realizzatocon un sesto di impianto di mt. 5x5.Il numero di piante ad ettaro riscontrate a seguito dei rilievi è pari a 300, con una percentuale di fallanzepari al 25%.L’età del soprassuolo è di 13 anni e le piante di dimensioni medie, hanno un diametro di 9 cm ed un’altezzadi 8 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Le condizioni vegetative sono discrete, le cure colturali appaiono soddisfacenti e le piante si presentano bensviluppate con inserzione della chioma superiore ad 1/3 dell’altezza. Sono evidenti le potature di formazione,le ripuliture e le lavorazioni del terreno.pag. 191


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 5 SA – POLLAFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 1997 – superficie collaudata: ha 6descrizione dell’interventoRisultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:L’investimento è stato realizzato in un unicocorpo, in posizione orografica di altopiano inun’area pianeggiante.Si tratta di un impianto realizzato conmescolanza, su aree distinte e regolari, di nocecomune (Juglans regia) e noce americano(Juglans nigra), con un sesto di impianto di mt.5x5.Il numero di piante ad ettaro riscontrate aseguito dei rilievi è pari a 385 e quindi con unapercentuale di fallanze al di sotto del 5%.L’età del soprassuolo è di 15 anni e le piante didimensioni medie, hanno un diametro di 12 cmed un’altezza di 8 mt.Le condizioni vegetative sono buone, le cure colturali appaiono soddisfacenti e le piante si presentano bensviluppate, con inserzione della chioma superiore ad 1/3 dell’altezza. Sono evidenti le potature di formazione,le ripuliture e le lavorazioni del terreno.ADS 6 SA – CAMPAGNAFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 2001 – superficie collaudata: ha 30descrizione dell’interventoL’impianto è costituito da un corpo principale dicirca 27,5 ha ed uno secondario di circa 2,5 haposizionato a breve distanza dal primo.Il rilievo è stato effettuato sul corpo di maggioreestensione localizzato in posizione orografica dicollina, esposto a 120° Nord e con pendenze del20%.Si tratta di un impianto puro di noce, realizzatocon un sesto di impianto di mt. 5x5.Il numero di piante ad ettaro, riscontrate aseguito dei rilievi, è pari a 235 e quindi con unapercentuale di fallanze al di sotto del 15%.L’età del soprassuolo è di 11 anni e le piante didimensioni medie, hanno un diametro di 3 cm edun’altezza di 3 mt.Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:Date le dimensioni delle piante, appare evidente che l’impianto è stato interessato da recenti infittimenti diconsiderevole entità (l’80% delle piante hanno un diametro inferiore a 3 cm, ed il restante 20% non supera i5 cm) a testimonianza di un precedente scarso attecchimento.In questo caso, il beneficiario avrebbe forse dovuto individuare le cause del mancato attecchimento prima diprocedere alla sostituzione delle fallanze con la stessa specie precedentemente impiantata.pag. 192


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAADS 7 SA – AULETTAFonte di finanziamento: Reg. (CE) 2080/92 – anno di realizzazione: 1997 – superficie collaudata: ha 14,83Risultati derivanti dai rilievi e osservazioni “di campo” presso gli impianti:descrizione dell’interventoL’impianto è costituito da 6 corpi conun’estensione variabile tra 0,5 e 2 ha.Il rilievo è stato effettuato sul corpo di maggioreestensione localizzato in posizione orografica dicollina, esposto a 200° Nord e con pendenze del10%.Si tratta di un impianto misto di noce e ciliegio,realizzato con un sesto di impianto di mt. 3x3.Il numero di piante ad ettaro riscontrate aseguito dei rilievi è pari a 767 e quindi con unapercentuale di fallanze del 30%.L’età del soprassuolo è di 15 anni e le piante didimensioni medie hanno un diametro di 4 cm edun’altezza di 4 mt.L’impianto si presenta in condizioni vegetative mediocri e gli accrescimenti sono piuttosto ridotti. L'impiantoè poco sviluppato e le cure colturali non sembrano essere soddisfacenti.pag. 193


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAScheda di valutazione degli impianti di arboricoltura da legno e dei rimboschimentiReferente E-mail referente Data@ / /Località Prov. Anno Impianto Tipo di impiantoProprietà Età presunta TipologiaFascia Altimetrica Sup. (ha) FunzioneAltitudine (m s.l.m.)Sesto di impiantoPendenza % Lat. Sulla fila Tra le fileEsposizione ° Nord Long.ID Specie DBH(cm)H(m)VitalitàH (m)Biforcazione1 312 32Segue…NoteID Specie DBH(cm)H (m) Vitalità H (m)BiforcazioneInformazioni complementariManutenzione e stato fitosanitarioCure colturali: potature ; ripuliture ; sostituzione fallanze ; sistemi di irrigazione ; trattamenti antiparassitariIngiallimenti: assenti ; moderati ; diffusiDefogliazione: assente ; moderato ; diffusoDanni: insetti ; funghi ; virus ; animali ; incendio ; eventi meteo ; fattori antropiciStato generale dell’impianto (giudizio sintetico) : ottimo ; buono ; discreto ; mediocre ; pessimoCause e intensità del degrado stazionaleSentieramenti: assenti ; moderati ; diffusiCompattamento del suolo: assente ; moderato ; diffusoErosione idrica: assente ; moderata ; diffusaPresenza di specie infestanti: assenti ; moderate ; diffuseArea di intervento (200/300 m dall’impianto)Grado di naturalità del contesto circostante: basso; medio ; altoPresenza di elementi “verdi”: siepi; boschetti ; fossi ; superficie agr. non coltivata (set aside)Tipologia delle altre formazioni boschive: lineari ; esteseGrado di intensità della gestione agricola: basso; medio ; altopag. 194


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 223 – Imboschimento di terreni non agricoli1. La logica di interventoLa Misura 223 completa il raggio d’azione della Misura 221 estendendo gli imboschimenti ai terreni “nonagricoli” (cioè a destinazione non agricola, inclusi gli incolti da almeno due anni precedenti alla presentazionedella domanda di aiuto). L’obiettivo della Misura è il recupero di (ex) aree agricole marginali o degradateattraverso la realizzazione di imboschimenti permanenti o a ciclo lungo a finalità ambientali perl’attenuazione del cambiamento climatico, la prevenzione dei fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico eil potenziamento di ecosistemi idonei alla tutela della biodiversità.La Misura è articolata in due tipologie di intervento:a) costituzione di boschi naturaliformi;b) imboschimento con specie arboree a ciclo lungo.Il seguente quadro sintetizza la logica di intervento della Misura correlando a ciascun livello obiettivo irispettivi indicatori utilizzati nella valutazione.Obiettivo generaleValorizzare l’ambiente e lospazio naturale sostenendo lagestione del territorioObiettivi specificiConservazione della biodiversitàe tutela e diffusione di sistemiagro-forestali di alto valorenaturaleRiduzione dei gas serraTutela del territorioPresidio del territorioObiettivi operativiEstendere le risorse forestali suIndicatori di impattoValoreobiettivo(A)Valoreeffettivo(B)Efficacia(B/A)Inversione del declino della biodiversità (FBI %) 2,4 n.d. n.d.Conservazione di habitat agricoli e forestali di alto valorenaturale (%)1,3 0 0%Miglioramento della qualità dell’acqua (%) 0,7 0 0%Contributo all’attenuazione dei cambiamenti climatici (%) 4,6 0 0%Assorbimento di anidride carbonica e fissazione del carbonio( tCO 2eq·anno -1 ) (**)Indicatori di risultatoSuperficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo alla biodiversità e allasalvaguardia di habitat agricoli e forestali di alto pregionaturale (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo ad attenuare i cambiamenticlimatici (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo a migliorare la qualità delsuolo (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo a evitare l’abbandono e lamarginalizzazione delle terre (ha)Indicatori di prodotto13.356 1.288 9%1.920 529 28%1.920 529 28%1.920 529 28%1.920 529 28%Numero di aziende beneficiarie (n) 864 14 2%superfici non agricoleSuperficie di intervento (ha) 1.920 529 28%(**) Indicatore aggiuntivo proposto dal valutatore.2. L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi operativiLa riconversione di suoli non agricoli in terreni forestali, sia a titolo definitivo che temporaneo, contribuiscealla protezione dell’ambiente prevalentemente attraverso la mitigazione dei cambiamenti climatici, dovutaall’assorbimento e allo stoccaggio del carbonio nella biomassa legnosa, la protezione del suolo dai fenomenierosivi e la differenziazione produttiva e paesaggistica degli ambienti agricoli.In questa prima fase di analisi si presume che tutta la superficie imboschita partecipi alla protezionedell’ambiente indipendentemente dalla localizzazione degli interventi e dalla natura degli stessi. Gli indicatoripag. 195


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA‣ Attenuazione del cambiamento climatico e miglioramento della qualità dell’ariaPer quanto concerne l’obiettivo di riduzione dei gas serra questo è perseguito attraverso l’assorbimento delcarbonio nella biomassa legnosa. La presenza di formazioni arboree determina infatti un bilancio delcarbonio sempre positivo, pur considerando che il processo di sequestro dall’atmosfera, a lungo termine,dipende dall’uso del legno prodotto nonché dalla gestione del suolo e della sostanza organica. Nel bilancio ènecessario considerare che gli impianti per la produzione di legname contribuiscono a ridurre le utilizzazioni,dunque la pressione, nei boschi naturali con conseguente aumento della provvigione e della capacità distoccaggio dei serbatoi forestali regionali.L’indicatore comune di risultato (R6-c) associato all’obiettivo in oggetto è dato dalla superficiecomplessivamente imboschita e sostenuta grazie al contributo della Misura, pari a 529 ettari. Al 31 dicembre2011 il rispettivo valore obiettivo risulta conseguito al 28%.La stima dell’indicatore supplementare “assorbimento di anidride carbonica e fissazione del carbonio(tCO 2eq •anno -1 )” è basata su una metodologia sviluppata a partire dalle linee guida IPCC descritta in allegato.Gli impianti realizzati potranno determinare complessivamente la fissazione e lo stoccaggio di circa 3.680tCO 2eq·anno -1 e di 55.493 tCO 2eq per l’intero loro ciclo colturale (cfr. Tabella 2).Tab. 2 - Stima del Carbonio fissato nella biomassa forestale dei nuovi impianti (*):Misura/AzioneSpecie considerataSOI(ha)C-stock annuo(tCO 2eq·anno -1 )C-stock a fine turno(tCO 2eq)Tipologia -a Latifoglie autoctone 1 3 155Tipologia -b Noce e ciliegio 528 1.286 28.282Tot Misura 223 - 529 1.288 28.437(*) La metodologia utilizzata per la stima delle variazioni dello stock di carbonio nelle aree agricole imboschite è ripresa dalle Lineeguida per gli Inventari nazionali dei gas ad effetto serra del settore agricoltura foreste e altri usi del suolo (AFOLU – Agricolture Forestryand Other Land Use) realizzate nel 2006 dall’IPCC.I tassi di accrescimento utilizzati nell’analisi sono valori medi che derivano dai risultati della campagna per larilevazione delle principali grandezze dendrometriche e la valutazione dello stato vegetativo in impiantirealizzati nel corso delle precedenti programmazioni (cfr. Appendice alla Misura 221).‣ Tutela del suolo dai principali fenomeni di degradazioneLa tutela del suolo dai principali fenomeni di degradazione può essere esercitata dagli imboschimentirealizzati in aree soggette a rischio di erosione idrica e gravitativa nelle zone di collina e di montagna.Inoltre, si prevede che gli interventi possano contribuire ad un generale miglioramento delle condizionibiologiche e strutturali del suolo forestale rispetto al suolo agricolo.La determinazione dell’estensione e della localizzazione territoriale della “superficie interessata daimboschimenti potenzialmente favorevoli alla difesa da fenomeni di erosione superficiale” include, in questocaso, tutti gli impianti realizzati. Tali superfici ammontano, come già segnalato, a 529 ettari pari al 28% delvalore obiettivo (R6-d).La classificazione degli interventi per zone altimetriche(pianura, collina, montagna) evidenzia come il 79%della superficie imboschita ricada in aree di pianura, il21% in aree collinari, mentre nessun intervento èlocalizzato in aree montane.La stima dell’indicatore supplementare di impatto“protezione del suolo dall’erosione [Mg/ha/anno]” èstata realizzata a livello di Programma ed ha coinvoltonumerose misure e azioni previste nell’Asse 2, tra lequali le misure forestali si distinguono per una elevataefficacia unitaria, principalmente collegata al fattore C-RUSLE di copertura del suolo particolarmentefavorevole per le superfici forestali (cfr. Tabella 3).Ripartizione superficie imboschita per zona altimetricaCollina21%Pianura79%pag. 197


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATab. 3 – Riduzione dell’erosione nelle superfici interessate dalla Misura 223 (*)MisuraUso del suoloprecedenteArea[ha]Erosione con la misura Erosione senza misura Riduzione erosione[Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [Mg/ha/anno] [Mg/anno] [%]Pascoli non utilizzati223529 4.251 8,03 14.444 27,3 10.193 70,6o di incerto utilizzo(*) Il calcolo dell’erosione “con la misura” viene effettuato utilizzando il fattore C-RUSLE degli impianti da arboricoltura da legno(c=0,05). La riduzione dell’erosione viene determinata per differenza con la situazione precedente all’intervento stimata ipotizzando chetutte le superfici fossero incolti. Per una più approfondita descrizione della metodologia utilizzata si rimanda al Capitolo 3 del presenteRapporto.Gli ottimi risultati ottenuti in termini di efficacia specifica - si ipotizza una riduzione dell’erosione nelle aree diintervento pari a circa il 70% - vengono notevolmente ridimensionati se si considera l’impatto complessivo alivello di Programma, data la quota parte marginale delle superfici oggetto della Misura 223 rispetto allesuperfici complessivamente interessate dalle misure dell’Asse 2.Misura 225 – Pagamenti silvo-ambientali1. La logica di interventoLa Misura prevede la possibilità di concedere aiuti per impegni silvo-ambientali che accrescono la biodiversitàe permettono di preservare ecosistemi forestali di “alto valore naturale” (AVN). La Misura può essere attuatasia su boschi ad alto fusto che su quelli governati a ceduo ma è proprio su questi ultimi che la suaapplicazione trova maggior riscontro in termini effetti ambientali. Infatti, la ceduazione tradizionale, basatasu criteri di gestione selvicolturale di tipo planimetrico-sistematico, ha determinato una sostanzialeomogeneizzazione di tali formazioni sia dal punto di vista ecologico che strutturale. Tale semplificazione haevidenti effetti negativi su diversità specifica, assetto idrogeologico, attrattività turistico-ricreativa esull’impatto visivo del paesaggio. In questa ottica, i pagamenti silvo-ambientali contribuiscono a unamodificazione di tali ecosistemi forestali, attraverso il sostegno a pratiche di gestione sostenibili che tengonoconto delle specificità dei diversi soprassuoli e che vanno comunque oltre agli standard minimi di gestioneforestali (baseline) e delle norme contenute nelle Prescrizioni di massima e di polizia forestale.La presente Misura si articola in due Azioni:A. Gestione di boschi e foreste verso una più accentuata maturazione e naturalizzazione;a.1) incremento della biomassa organica morta, che non costituisca materiale residuo delle normalioperazioni di utilizzazione boschiva;a.2) incremento del numero di matricine da riservare al taglio, nel caso di soprassuoli a ceduo;a.3) creazione di aree di riserva non soggette a taglio all’interno di boschi e foreste produttive;B. Mantenimento di habitat per la conservazione di specie animali anche a rischio di estinzione;b.1) mantenimento delle radure.pag. 198


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo generaleValorizzare l’ambiente e lospazio naturale sostenendo lagestione del territorioObiettivi specificiPreservare la biodiversitàTutelare le risorse idricheMitigare i cambiamenti climaticiProteggere il suoloObiettivi operativiFavorire la rinaturalizzazione deiboschi e il mantenimento dihabitat attraverso lasottoscrizione di impegni silvoambientaliIndicatori di impattoValore Valoreobiettivo effettivoEfficaciaInversione del declino della biodiversità (FBI %) 3,4 n.d. n.d.Conservazione di habitat agricoli e forestali HNV (%) 1,2 n.d. n.d.Miglioramento della qualità dell’acqua (%) 1,4 0 0%Contributo all’attenuazione dei cambiamenti climatici (%) 6,9 0 0%Indicatori di risultatoSuperficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo alla biodiversità e alla 34.700 42.733 123%salvaguardia di habitat agricoli e forestali HNV (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo a migliorare la qualità 34.700 0 0%dell’acqua (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo ad attenuare i cambiamenti 34.700 2.396 7%climatici (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace del territorioche ha contribuito con successo a migliorare la qualità delsuolo (ha)34.700 259 1%Indicatori di prodottoNumero di aziende beneficiarie 666 96 14%Superficie forestale di intervento (ha) 66.624 42.733 64%Superficie interessata dall’intervento (ha) 33.312 2.706 8%Numero di contratti 1.332 120 9%2. L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi operativiAl 31 dicembre 2011 risultano chiusi 120 contratti per una superficie oggetto di impegno (SOI) complessivadi 42.733 ettari. Nel corso del triennio 2008-2010 il numero di domande annualmente presentate risultapressoché costante seppur in lieve flessione. I 96 beneficiari sono per 2/3 Comuni, la restante parte ècostituita da persone fisiche. La ripartizione degli interventi e delle superfici per azioni è riportata nellaseguente Tabella 1 e presentata in figura.Tab. 1 – Ripartizione delle operazioni per tipologia di intervento:Azioni e interventiContratti (n) SOI (ha)A.1 - incremento della biomassa organica morta, che non costituisca materiale residuo delle utilizzazioni 20 2.205A.2 - incremento del numero di matricine da riservare al taglio, nel caso di soprassuoli a ceduo 3 68A.3 - creazione di aree di riserva non soggette a taglio all’interno di boschi e foreste produttive 2 191B.1 - mantenimento delle radure 95 40.268Totale Misura 225 120 42.733Fonte: elaborazione dati SIAN annualità 2011 estrazione marzo 2012.L’intervento prevalente in termini di numero di contratti e superficie coinvolta è l’Azione B “mantenimentodelle radure” il quale prevede lo sfalcio di aree di almeno 300 mq destinate all’interno di corpi unici boschividi dimensioni non inferiori a 5 ettari. L’impegno ha durata settennale e gli interventi vengono effettuati adanni alterni.pag. 199


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIl premio ad ettaro si riferisce alla superficieforestale interessata dagli interventi dimantenimento delle radure che come illustrato èpari a circa 40.000 ettari. La superficie fisicadelle radure mantenute può essere determinatain funzione del rapporto, indicato nel bando, traarea minima di sfalcio (300 mq) e superficieboschiva minima di pertinenza (50.000 mq)Pertanto la superficie delle radure interessate dainterventi di mantenimento è complessivamentepari a 242 ettari.Ripartizione della superficie per azione/interventoB.194%A.15% A.20,2%A.31%A.1 incremento necromassaA.2 aumento matricineA.3 aree riserva integraleB.1 mantenimento radureNell’ambito dell’Azione A, la “Superficieinteressata dall’intervento (ha)” (indicatore diprodotto) ammonta a 2.706 attri, l’8% del valore obiettivo. Rispetto ai target su numero di beneficiari econtratti i valori raggiunti si attestano su tassi del 9% e 14% valori piuttosto contenuti ma compensati dallasuperficie complessiva di intervento della Misura pari al 64% del valore obiettivo.3. L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi specifici e all’obiettivo generaleGli obiettivi specifici a cui la Misura potenzialmente partecipa sono: preservare la biodiversità; tutelare lerisorse idriche; mitigare i cambiamenti climatici; proteggere il suolo. Il contributo della misura a tali obiettivipuò essere valutato attraverso l’indicatore comune di risultato n.6 espresso in ettari di superficie forestalenei quali, grazie alla Misura si determinano forme di gestione aventi effetti favorevoli. La quantificazionedelle varie componenti dell’Indicatore richiede pertanto l’individuazione di un “nesso di causalità” tra gliinterventi realizzati e o uno o più dei suddetti obiettivi specifici. L’incremento della necromassa (A.1)concorre, ad esempio, alla tutela della biodiversità e contemporaneamente alla mitigazione dei cambiamenticlimatici in quanto oltre a costituire un habitat idoneo per lo sviluppo di numerosi microorganismi,rappresenta un significativo pool di carbonio stoccato nell’ecosistema bosco. Il raggiungimento degli obiettiviè poi strettamente collegato con l’adozione di una coerente territorializzazione degli interventi, favorita daicriteri di selezione definiti nel PSR e applicati nello specifico bando. L’approccio territoriale, esaltando lamultifunzionalità degli interventi, permette di concorrere al raggiungimento di più obiettivi specificicontemporaneamente. In altre parole, l’efficacia degli interventi (intesa come capacità di perseguire gliobiettivi programmatici) è funzione non solo delle loro caratteristiche intrinseche ma del contesto ambientalein cui esso questi si realizzano. Pertanto la valutazione dei risultati e degli impatti degli interventi deveinizialmente fondarsi su analisi di tipo spaziale volte all’osservazione delle sovrapposizioni tra le aree oggettodi intervento e le aree preferenziali per la determinazione degli indicatori di Risultato, ovvero le superfici cheeffettivamente concorrono al raggiungimento di ciascun obiettivo specifico dell’Asse 2. Conservazione e valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturale e dellabiodiversità ad esse collegataIl principale obiettivo che accomuna tutte le tipologie di intervento promosse dalla Misura 225 è la tuteladella biodiversità e la valorizzazione di habitat forestali di “alto valore naturale” (AVN). In particolare l’AzioneB “mantenimento radure”, prima in quanto a superficie coinvolta, concorre prevalentemente a tale obiettivo.Questa concentrazione ha portato al raggiungimento e al superamento del target regionale.pag. 200


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFigura 1: distribuzione della SOI M225 Azione B per Comune e aree prioritarie per la conservazione della biodiversità.Rispetto alla territorializzazione degli interventi per aree prioritarie l’analisi, come si vede in figura, l’Azione Bha fornito risultati decisamente positivi. Oltre l’80% della SOI ricade infatti in aree Natura 2000 o comunqueprotette.L’indicatore di impatto n. 4 sulla biodiversità proposto dal QCMV e basato sulle variazioni dell’indice FBI(Farmland Bird Index) risulta, per definizione, non coerente con l’ambito di applicazione della Misura inquanto sviluppato per ambienti agricoli.L’altro indicatore comune proposto dal QCMV sul tema della biodiversità - n.5 Maintenance of high naturevalue farming and forestry – appare invece potenzialmente molto idoneo alla stima degli impatti della Misurarispetto all’obiettivo in oggetto. Infatti, gli impegni associati ai pagamenti silvo-ambientali risultano sonodirettamente riconducibili all’adozione di pratiche di gestione compatibili con la salvaguardia di aree forestaliad alto valore naturale, particolarmente adatti per l’insediamento e la tutela di popolazioni animali e vegetalidi interesse conservazionistico. Il concetto di “aree forestali ad alto valore naturale” (HNVf – High NatureValue forests) promosso nell’ambito del QCMV come indicatore iniziale (n. 18), di risultato (6.a) e di impatto(n. 5) è attualmente ancora in fase di approfondimento nei suoi aspetti metodologici pur essendosisviluppate su di esso numerose esperienze applicative a livello europeo e nazionale. In particolare ilriferimento a livello comunitario è rappresentato dai documenti prodotti dall’Istituto europeo per la politicaambientale (Institute for European Environmental Policy – IEEP) e dalla Rete europea di valutazione per losviluppo rurale (European Evaluation Network for Rural Develpment). Sebbene il concetto di ecosistemaforestale ad alto valore naturale (HNV forests) sia stato formulato precedentemente a quello di HNVfarmland questo è stato poco sviluppato e presenta oggi un forte ritardo.A livello nazionale sono stati realizzati alcuni studi che hanno permesso una prima quantificazione e/olocalizzazione di tali aree. Tra questi assume particolare interesse il documento “Aree forestali ad alto valorenaturale” realizzato dalla Rete Rurale Nazionale (2009) 29 . Tale documento, basato su dati dell’inventarioforestale nazionale (INFC), traccia le linee metodologiche per la stima delle HNVf e giunge ad una29 TRISORIO A. ET AL., Aree forestali ad alto valore naturale, a cura del Gruppo di Lavoro Biodiversità - Aree forestali HNV , Rete RuraleNazionale, Roma, 2009.pag. 201


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAquantificazione delle stesse a livello nazionale e regionale. Tuttavia, derivando dai dati dell’inventario, nonpermette la spazializzazione di tali superfici. Un secondo lavoro, realizzato presso l’Università degli Studi delMolise (2011), “Prima analisi a livello nazionale per l’identificazione delle High Conservation Value Forests(HCVFs)”, ha utilizzato un approccio territoriale incrociando dati di copertura del suolo (CLC 2000, classi diinteresse forestale) con strati di interesse ambientale (EUAP, rete Natura 2000, foreste vetuste, BIF, BIB) 30 .Tale analisi ha permesso l’identificazione e la distribuzione spaziale delle High Conservation Value Forests(HCVFs) così come definite nell’ambito dei principi di GSF promossi dal Forest Stewardship Council (FSC) 31 .La definizione di foresta ad “alto valore conservazionistico” è ampiamente sovrapponibile a quella di forestaad “alto valore naturale” pertanto i due concetti sono sostanzialmente equivalenti.I risultati presentati dalla Rete Rurale Nazionale e quelli forniti dall’EcoGeoFor dell’Università del Molise (cfr.nota) nella quantificazione delle HNV o HCVF non differiscono di molto a livello nazionale. Lo studio dellaRRN riporta, infatti, una incidenza delle HNV forestali rispetto alla superficie forestale nazionale (INFC) del38%, computando le ATB come interamente riconducibili ad HNV. I risultati ottenuti per le HCVFs indicanoun’incidenza leggermente inferiore ma comunque comparabile, pari al 34%. Sebbene a livello nazionale i duestudi conducano a risultati simili, entrando nel dettaglio dei dati regionali emergono sostanziali differenze.Nel caso della Regione Campania la forbice si allarga infatti dal 4% al 30%.Queste discrepanze sono ovviamente imputabili ai differenti metodi utilizzati nei due lavori. L’analisi dei dueapprocci ha evidenziato come entrambi presentino degli elementi qualificanti, ovvero dei punti di forza chene dimostrano la validità scientifica. Al contempo in nessuno dei due casi è stata verificata la piena coerenzacon le indicazioni fornite nelle linee guida comunitarie.Allo stato attuale si è preferito, per applicabilità a fini valutativi, fare riferimento al lavoro sulla identificazionea livello nazionale delle High Conservation Value Forests (HCVFs) il quale permette la spazializzazione deirisultati e quindi la “sovrapposizione” con le aree di intervento del PSR, cioè in particolare di verificarequanta della superficie oggetto di impegno silvo-ambientale (SOI Misura 225) si localizza nelle aree HCVFsidentificate nella regione Campania. La seguente tabella sintetizza i risultati di tale elaborazione.Confronto HNV e HCVFs in Campania e incidenza della M225 nelle HCVFsStratiSuperficie forestale (INFC 2005) Superficie forestale (CLC 2006) SOI 225Regione Campania 445.274 457.690 42.733HCVFs 1 - 318.253 36.569Percentuale HCNV - 69% 85%HNV 2 174.551 - -Percentuale HNV 39% - -Fonte: MAESANO M., ET AL., Prima analisi a livello nazionale per l’identificazione delle High Conservation Value Forests (HCVFs). Forest@8: 22-34, 2011; 2) Fonte: TRISORIO A. ET AL., Aree forestali ad alto valore naturale, a cura del Gruppo di Lavoro Biodiversità - Areeforestali HNV , Rete Rurale Nazionale, Roma, 2009.Le HCVFs così quantificate ammontano a 318.253 ettari, un valore piuttosto elevato e pari al 69% dellasuperficie forestale regionale. La sovrapposizione della SOI silvo-ambientale con le HCVFs mostra comel’85% della superficie impegnata ricada in foreste di alto valore conservazionistico. Questo dato, confrontatocon il valore medio regionale del 69%, evidenzia la buona capacità della Misura di operare in ambititerritoriali di priorità strategica.(ha)30 MAESANO M., GIONGO ALVES M.V., OTTAVIANO M., MARCHETTI M., Prima analisi a livello nazionale per l’identificazione delle HighConservation Value Forests (HCVFs). Forest@ 8: 22-34, 2011.31 La definizione di High Conservation Value Forests: letteralmente Foreste ad Alto Valore Conservazionistico sono quelle foreste chepossiedono una o più delle seguenti caratteristiche:a) Aree forestali che contengono, a livello globale, regionale o nazionale, significative concentrazioni di biodiversità (ad es. endemismi,specie a rischio estinzione, rifugi); e/o foreste di grande estensione che costituiscono o custodiscono al proprio interno unità di gestioneove popolazioni autosufficienti vivono in equilibrio naturale;b) Aree forestali che costituiscono o preservano ecosistemi rari, minacciati oppure a rischio estinzione;c) Aree forestali che forniscono servizi eco sistemici (ad es. regimazione delle acque, controllo dell’erosione);d) Aree forestali rispondenti ai bisogni delle comunità locali (ad esempio per la sussistenza e la salute) e/o significative per l’identitàculturale delle comunità locali (aree d’importanza culturale, ecologica, economica o religiosa).pag. 202


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA Attenuazione del cambiamento climatico e miglioramento della qualità dell’ariaPer quanto concerne l’obiettivo di riduzione dei gas serra questo è perseguito attraverso due tipologie diintervento: a.1 – incremento della necromassa; a.3 – creazione aree di riserva integrale. La superficiecomplessivamente interessata ammonta a 2.396 ettari pari al 7% del valore obiettivo sul contributo allamitigazione dei cambiamenti climatici.La necromassa costituisce uno dei 5 pool di carbonio forestali, previsti dal Protocollo di Kyoto, le cuivariazioni di stock devono essere obbligatoriamente conteggiate nell’Inventario nazionale delle emissioni digas ad effetto serra. La stima dell’incremento della biomassa morta nelle aree di intervento e dunque delrelativo carbonio stoccato non è stata ad oggi condotta, tuttavia è opportuno ricordare come i datidell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio, recentemente pubblicati, riportino per laRegione Campania un valore medio unitario piuttosto basso (1,6 t/ha) rispetto ad una media nazionale di 3,9t/ha. Tale valore, in linea con il dato medio del Centro-Sud Italia, evidenzia il grande fabbisogno presente inregione di tali impegni silvo-ambientali, non soltanto in un’ottica di mitigazione dei cambiamenti climatici maanche (e soprattutto) in chiave di adattamento ai suddetti mutamenti. Accrescere la diversità genetica estrutturale di un ecosistema equivale ad aumentarne la complessità e dunque la resilienza a stress e disturbi,eventi che negli scenari di global change si presentano sempre più estremi e frequenti.Misura 226 – Ricostituzione del potenziale forestale ed interventi preventivi1. La logica di intervento e lo stato di attuazione della MisuraIl ripristino del potenziale forestale e la realizzazione di azioni preventive sia di tipo diretto che dimiglioramento ecosistemico dei soprassuoli, rappresentano aspetti prioritari nella politica forestale. Inparticolare, attraverso la Misura 226 si intende perseguire i seguenti obiettivi:- ricostruire il potenziale forestale danneggiato da calamità naturali e da incendi;- la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi;- il mantenimento e sviluppo delle funzioni protettive per la gestione sostenibile delle foreste;- l’attenuazione del cambiamento climatico;- la prevenzione dei fenomeni di degrado, di erosione del suolo e di dissesto idrogeologico.Nell’ambito dell’obiettivo generale dell’Asse 2 di “Valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale sostenendo lagestione del territorio” gli interventi programmati nella Misura 226 concorrono al raggiungimento di treobiettivi specifici dell’Asse 2: la “tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde”,la “riduzione dei gas serra” e la “tutela del territorio”.La Misura si articola nelle seguenti azioni:a) rimboschimento di aree danneggiate da disastri naturali o da incendi con impianti plurispecificiscarsamente infiammabili;b) progressiva sostituzione di imboschimenti a specie alloctone altamente infiammabili con essenzeautoctone meno infiammabili per la prevenzione degli incendi;c) installazione o miglioramento di attrezzature fisse e apparecchiature di comunicazione per ilmonitoraggio degli incendi boschivi ed il mantenimento delle condizioni vegetazionali dell’ecosistemaforestale;d) realizzazione di infrastrutture protettive, acquisto di attrezzature e mezzi innovativi per ilpotenziamento degli interventi di prevenzione e lotta attiva agli incendi;e) sistemazione idraulico-forestale del territorio a beneficio di aree forestali boscate a rischio diinstabilità idrogeologica e/o erosione, sia di versante sia canalizzata, compresi fenomeni in stadioiniziale.pag. 203


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa seguente Tabella 1 illustra la distribuzione dei progetti finanziati alla data del 31 dicembre 2011 persingola azione, con un raffronto rispetto al contesto regionale ed ai finanziamenti concessi al 31 dicembre2010.La provincia di Salerno, con il 68% dei progetti finanziati, distribuiti su tutte le azioni, ha assorbito il 54%delle risorse finanziarie concesse a livello regionale. Segue la provincia di Avellino, con il 25% delleoperazioni approvate e il 41% degli importi, mentre inferiore è la quota di operazioni (5%) e di risorseassorbite (4%) nella provincia di Benevento.A seguito del I Bando del 2010 la larga maggioranza (intorno all’80%) delle domande presentate edammesse a finanziamento è nella ’Azione “e” (sistemazione idraulico-forestale del territorio), mentre moltolimitata è stata la progettualità prodotta e le richieste avanzate nell’ambito delle Azioni “a” (Rimboschimentodi aree danneggiate) e “b” (Sostituzione di imboschimenti a specie alloctone altamente infiammabili); suvalori intermedi è l’adesione alle altre due azioni “c” e “d” rivolte al miglioramento delle attrezzature e allarealizzazione di infrastrutture per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi.Il II Bando del 2011 non modifica sostanzialmente la precedente distribuzione per territorio ed azioni, salvola maggiore importanza assunta dagli interventi nell’azione “d” a Salerno ed Avellino e nella “b” a Benevento.Anche nel 2011 l’incidenza delle operazioni finanziate nell’ambito dell’Azione “e” sarebbe stato moltosuperiore se le risorse disponibili avessero potuto soddisfare il fabbisogni derivante dalle domandeammissibili.pag. 204


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAa)b)c)d)e)azioneRimboschimento di areedanneggiate da disastri naturali oda incendi con impiantiplurispecifici scarsamenteinfiammabiliProgressiva sostituzione diimboschimenti a specie alloctonealtamente infiammabili con essenzeautoctone meno infiammabili per laprevenzione degli incendiInstallazione o miglioramento diattrezzature fisse e apparecchiaturedi comunicazione per ilmonitoraggio degli incendi boschiviRealizzazione di infrastruttureprotettive, acquisto di attrezzaturee mezzi innovativi per ilpotenziamento della prevenzione edella lotta attiva degli incendiSistemazione idraulico/forestale delterritorio che comprende areeforestali o boscate a rischio diinstabilità idrogeologica e/oerosionen° % importo % n° % importo % n° % importo % n° % importo % n° % importo %(a) (i/tot) (b) (i/tot)progetti finanziati al 31 dicembre 2010 2 2% 226.665 0% - 0% - 0% 1 10% 59.998 2% 1 1% 166.667 0% - 0% - -progetti finanziati al 31 dicembre 2011 6 2% 862.588 1% - 0% - 0% 1 6% 59.998 1% 5 2% 802.590 1% - 0% - -incremento progetti finanziati dal 31dicembre 2010 al 31 dicembre 20114 2% 635.923 2% - 0% - 0% - 0% - 0% 4 2% 635.923 3% - 0% - -progetti finanziati al 31 dicembre 2010 - 0% - 0% - 0% - 0% - 0% - 0% - 0% - 0% - 0% - -progetti finanziati al 31 dicembre 2011 31 9% 2.740.555 3% - 0% - 0% 7 41% 644.338 15% 24 11% 2.096.217 4% - 0% - -incremento progetti finanziati dal 31dicembre 2010 al 31 dicembre 201131 15% 2.740.555 8% - 0% - 0% 7 100% 644.338 100% 24 15% 2.096.217 9% - 0% - -progetti finanziati al 31 dicembre 2010 17 13% 4.427.824 6% 3 6% 799.817 2% 3 30% 755.795 21% 10 15% 2.625.696 8% 1 50% 246.507 0progetti finanziati al 31 dicembre 2011 23 7% 5.911.713 5% 7 8% 1.784.969 4% 3 18% 755.795 18% 12 5% 3.124.434 5% 1 14% 246.507 0incremento progetti finanziati dal 31dicembre 2010 al 31 dicembre 20116 3% 1.483.889 4% 4 13% 985.152 10% - 0% - 0% 2 1% 498.738 2% - 0% - -progetti finanziati al 31 dicembre 2010 21 16% 8.620.782 12% 9 17% 3.375.665 10% 3 30% 1.294.054 36% 8 12% 3.421.474 10% 1 50% 529.590 1progetti finanziati al 31 dicembre 2011 165 49% 27.111.076 25% 29 35% 6.419.754 15% 3 18% 1.294.054 30% 127 56% 18.160.709 31% 6 86% 1.236.560 1incremento progetti finanziati dal 31dicembre 2010 al 31 dicembre 2011144 71% 18.490.294 52% 20 65% 3.044.089 31% - 0% - 0% 119 74% 14.739.235 61% 5 100% 706.970 1progetti finanziati al 31 dicembre 2010 91 69% 58.911.411 82% 40 77% 29.538.583 88% 3 30% 1.494.932 41% 48 72% 27.927.896 82% 0% 0%progetti finanziati al 31 dicembre 2011 110 33% 70.895.562 66% 47 57% 35.369.017 81% 3 18% 1.494.932 35% 60 26% 34.031.612 58% 0% 0%incremento progetti finanziati dal 31dicembre 2010 al 31 dicembre 2011PSR 2007-2013 REGIONE CAMPANIA - misura 226stato di attuazioneRegione prov di Avellino prov di Benevento prov di Salerno19 9% 11.984.151 34% 7 23% 5.830.434 59% 0 0% 0 0% 12 7% 6.103.716 25% 0% 0%casertatotale misuraprogetti finanziati al 31 dicembre2010progetti finanziati al 31 dicembre2011incremento progetti finanziati dal 31dicembre 2010 al 31 dicembre 2011(a) (b) i/(a) i/(b) i/(a) i/(b) i/(a) i/(b) i/(a) i/(b)131 100% 72.186.682 100% 52 40% 33.714.065 47% 10 8% 3.604.779 5% 67 51% 34.141.733 47% 2 2% 776.097 1%335 100% 107.521.494 100% 83 25% 43.573.740 41% 17 5% 4.249.117 4% 228 68% 58.215.562 54% 7 2% 1.483.067 1%204 100% 35.334.812 100% 31 15% 9.859.675 28% 7 3% 644.338 2% 161 79% 24.073.829 68% 5 2% 706.970 2%pag. 205


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA2. Elementi informativi e valutativi emersi negli incontri con i Funzionari dei Settori Tecnico-Amministrativo Provinciali per le Foreste (STAPF)Nel periodo marzo-aprile 2012 sono stati realizzati degli incontri-intervista - presso gli STAPF di Salerno,Avellino e Benevento - con i Responsabili degli stessi e i funzionari/tecnici che più direttamente hanno svoltole fasi di raccolta ed istruttoria delle operazioni della Misura 211, dalla sua prima attivazione al 2011.Oggetto e finalità degli incontri sono stati:- l’acquisizione di informazioni e valutazioni in merito all’andamento attuativo della Misura e delle suediverse azioni, al livello di partecipazione, ai risultati raggiunti e attesi, alle problematiche e criticitàaffrontate;- l’individuazione di alcuni (4-5) interventi o gruppi di interventi finanziati e già realizzati nell’ambitodella Misura 226, sui quali sviluppare successivamente degli approfondimenti di indagine attraversosopralluoghi e interviste ai Rappresentanti dei soggetti beneficiari (“casi studio”)Sul primo punto si riportano di seguito i principali elementi informativi e di valutazione emersi dagli incontri,mentre per la descrizione ed analisi dei “casi studio” si rimanda al successivo capitolo 3.2.1 Valutazioni sul livello partecipazione alla MisuraIl livello di adesione alla misura e la distribuzione per azione degli interventi finanziati è stato tra i primiargomenti affrontati, sulla base dei dati riportati nella precedente tabella 1.La mancanza (ad Avellino) o il ridotto numero (Salerno e Benevento) di progetti finanziati nell’ambito delleAzioni “a” e “b” non è imputata ad uno scarso fabbisogno della tipologia di interventi da esse finanziate (cheanzi risulta elevato) piuttosto da vincoli normativi e aspetti tecnici e procedurali. In particolare, per l’Azione“a” si evidenzia:- il divieto di rimboschimento in aree interessate da incendi nei 5 anni precedenti alla presentazionedella domanda;- la diffusa mancanza dei Piani di Assestamento Forestale (PAF) requisito di accesso al finanziamento, dicui molti Enti gestori dei boschi e potenziali beneficiari della Misura sono privi. D’altra parte, talerequisito è ritenuto dagli intervistati necessario ed utile per assicurare l’effettiva integrazione ecoerenza dei singoli interventi in una pianificazione organica delle aree forestali di pertinenza. Ingenerale si ritiene che le pianificazioni per la gestione delle foreste dovrebbero collegare le finalità ditutela, produzione, ricostituzione ed anche azioni volte alla sensibilizzazione al riciclaggio del legname.Relativamente all’Azione “b”, oltre alla già ricordata questione della scarsa presenza dei PAF nelle superficipotenzialmente oggetto di intervento, si segnala la complessità della progettazione di interventi dirinaturalizzazioni di boschi di origine artificiale, in quanto gli stessi non possono prescindere da un’attentaanalisi della struttura della composizione e dell’evoluzione del soprassuolo in relazione alle caratteristichestazionali. Con la progettazione si definisce come assecondare l’evoluzione naturale del soprassuoloattraverso un’azione a sostegno dei processi di autorganizzazione del sistema stesso volto a favorire lareintroduzione per via autonoma delle specie locali.Nell’attuazione delle Azioni “c” e “d” non sono state riscontrate particolari criticità anche per l’apparentesemplicità procedurale. Per quanto concerne le possibili sinergie dei progetti finanziati con l’organizzazioneregionale, già dotata di sistemi di monitoraggio ed avvistamento propri, va considerato quanto segue:- gli apparati di comunicazione finanziati non integrano e sono indipendenti dall'apparato in frequenzaISOONDA o VHF di cui la Regione è dotata, e riguardano esclusivamente il territorio di competenza;- le strumentazioni di videosorveglianza valgono ugualmente per il territorio di competenza e non sisovrappongono all'attuale apparato di rilevazione regionale degli incendi, che, tra l'altro, è in fase diriprogrammazione;- il coordinamento delle squadre a terra per l'intervento di lotta attiva degli incendi viene attuato, anchesinergicamente dai Settori foreste periferici e gli enti delegati ed in caso di necessità da CFS, Vigili delFuoco, associazioni di volontariato ecc. in applicazione del Piano AIB regionale annuale.pag. 206


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAL’Azione “e” ha riscontrato la maggiore adesione da parte dei potenziali beneficiari ed il maggiore impegno dirisorse finanziarie, ed è la stata la principale o unica (es. ad Avellino) linea di sostegno di progetti in grado dideterminare significativi modifiche al territorio, considerato che le azioni “c” e “d” intervengono nelladotazione di attrezzature/strumentazione a difesa dei boschi dagli incendi. Gli elementi di successodell’Azione “e” ma anche le problematiche e criticità incontrate nella sua attuazione hanno quindi costituito iprincipali aspetti approfonditi nel corso degli incontri, dei quali si propone di seguito una sintesi.2.2 L’Azione “e” (sistemazione idraulico-forestale del territorio): pertinenza, efficacia ed elementi di criticitàemersi nel processo di attuazione.Gli obiettivi dell’Azione “e” rispondono adeguatamente, sono cioè pertinenti, alle esigenze di tutela delterritorio, in particolare del territorio forestale delle aree interne, data la grave condizione di dissesto chespesso lo caratterizza. L’abbandono dei terreni meno fertili e la contrazione delle attività agricole, ha fattovenir meno l’azione di controllo/presidio del territorio che le aziende agricole svolgevano nel passato,venendo a mancare quelle azioni di regimazione delle acque e manutenzione degli alvei, che hannoprovocato in alcuni casi l’innalzamento dell’alveo con conseguenti allagamenti e dissesti nei periodi di piena.Altra causa dei fenomeni di dissesto sono gli interventi di antropizzazione eseguiti a margine degli alveiconcentrati soprattutto a valle dei bacini.Dal punto di vista delle amministrazioni (Comuni) l’azione trova corrispondenza con le esigenze locali, manon sempre offre strumenti rispondenti alle necessità di sistemazione dei bacini considerati, in quanto siinterviene per ambiti amministrativi e non per ambiti idrografici. La limitazione della progettazione per ambitiamministrativi potrebbe essere superata con una progettazione negoziata a regia regionale; tale condizione,considerato che la dotazione finanziaria della misura è già stata totalmente impegnata, potrebbe esserericercata nella futura programmazioneLe opere finanziate ed in corso di realizzazione, determinano un’articolata tipologia di effetti positivi sulterritorio.Effetti ambientali e in particolare sulla (migliore) gestione del bacino idrografico; i progetti finanziati dallamisura intervengono in ambito esclusivamente rurale ed in un ambiente caratterizzato dall’abbandonodelle superfici agricole, che evolvono naturalmente verso il bosco, con il conseguente venir meno delpresidio umano che assicurava una gestione efficiente del reticolo idrico minore (fossi, scoline, canali diirrigazione) che consentiva di prevenire dissesti territoriali (frane, smottamenti). Da ciò la necessità diintervenire nell’ambito di bacino in modo da assicurare una più ampia protezione del bosco. In tal modo avolte può non apparire immediatamente evidente la pertinenza degli interventi con la tutela dellasuperficie forestale (obiettivo specifico della Misura 226) in quanto gli interventi sembrerebberorispondere più ad esigenza di difesa del suolo in senso lato che di difesa specifica delle superfici forestali.In altri termini, può non essere immediata la correlazione tra la stabilizzazione di una sponda o di unalveo torrentizio e la diminuzione del rischio di dissesto delle superfici forestali presenti nel bacinoidrografico che sottende l’area di intervento. Un’ulteriore difficoltà nella valutazione della effettivafunzionalità di alcune delle operazioni finanziate (Sistemazione alvei in scavo e/o in deposito) è il lorointervenire (dati i limiti nell'importo massimo finanziabile per operazione) in definiti tratti di alveo, senzaprendere in considerazione l’intero tracciato.Effetti economici ed occupazionali sulla popolazione locale, sia diretti in fase di cantiere, in quantoimpegnano manodopera, ditte e fornitori locali, sia indiretti a regime in quanto apportano elementi didifesa alle infrastrutture presenti ed al patrimonio agricolo e forestale.Effetti di tipo sociale e culturale in quanto la partecipazione alla Misura del PSR ha contributo a diffonderee a rafforzare, tra i soggetti gestori e gli operatori del settore, la progettazione e realizzazione diinterventi a basso impatto e rispettosi dell’ambiente e, in termini più generali, a diffondere i principi e lapratica della gestione sostenibile del territorio. Tali effetti sono stati amplificati nei casi in cui le operehanno adottato tecniche di ingegneria naturalistica.pag. 207


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURANell’’Azione “e” a fronte di un elevato di numero di domande presentate si è tuttavia verificata anche unarelativamente alta “mortalità” (anche del 20-30%) delle stesse nel corso del procedimento istruttorio diammissibilità al finanziamento. A riguardo le principali criticità segnalate sono le seguenti:La mancanza di autorizzazioni per la cantierabilità del progetto (soprattutto le autorizzazioni rilasciatedalle autorità/enti preposti alla gestione dei bacini idrografici).L’iniziale scarsa qualità tecnica dei progetti non rispondenti ai requisiti previsti dal Bando; va osservatoche molti di essi sono progetti elaborati e non finanziati nell’ambito della misura 1.3 del POR Campania2000-2006 e la loro riutilizzazione nell’ambito del PSR non sempre si è accompagnata al loroadeguamento agli obiettivi e agli standard previsti dalla Misura 226 del PSR; inoltre, alcuni funzionariintervistati segnalano che i progetti relativi alla azione e) non sempre risultano sufficientemente adeguatidal punto di vista tecnico in materia di idraulica fluviale, manifestando la necessità di coinvolgereprofessionalità esperte in tale settore.L’esame dei progetti elaborati per “lotti funzionali” costituisce un ulteriore elemento di criticità in quantola funzionalità del singolo lotto, nel caso in cui essi interessano correzione di uno stesso alveo, è didifficile valutazione.La corretta ed univoca interpretazione/ applicazione dei criteri di selezione laddove facevano riferimentoalla superficie interessata dell’intervento, in quanto in caso di interventi puntuali, non è stato almenoinizialmente sempre ben chiaro se bisognava riferirsi alla superficie fisica dove esso veniva allocato,oppure alla superficie che ne traeva beneficio. L’AdG a tal proposito ha fornito adeguati chiarimenti, chehanno permesso di effettuare valutazioni uniformi.Le difficoltà nel valutare la pertinenza dell’intervento con la tutela della superficie forestale, in quanto avolte, come già prima ricordato, sembrerebbe che gli interventi rispondano più ad esigenza di difesa delsuolo in senso lato che di difesa delle superfici forestali. Su tale questione i funzionari provincialiintervistati ritengono che, nella considerazione del “sistema chiuso” che caratterizza i sottobacinitorrentizi, qualsiasi perturbazione che si verifica all’interno del sistema viene “percepita” ovunque con laconseguente ricerca di un equilibrio da parte delle componenti del sistema stesso. In definitiva gliinterventi effettuati “in bacini collegati alle superfici forestali” appare coerente con la misura in quantoassicura la continuità idraulica lungo tutto l’asta e/o assicura l’equilibrio statico di versanti conconseguente beneficio per le aree boscate incluse nel bacino considerato.Nelle fasi di realizzazione e di rendicontazione dei progetti si sono verificati alcuni ritardi e problematicheconnessi alla scarsa esperienza delle amministrazioni beneficiarie con le procedure e norme dei seguentiaspetti o fasi procedurali:la copertura finanziaria necessaria per l’anticipazione delle spese ed inizialmente per il riconoscimentodell’IVAle procedure di rendicontazioneil flusso finanziario con l’OP.2.3 Proposte ed esigenze di miglioramento emerse negli incontriA conclusione degli incontri-intervista i soggetti partecipanti, sollecitati dal Valutatore, hanno espresso la loroopinione in merito agli aspetti o elementi programmatici e tecnico-procedurali da migliorare nel futuro,segnalando anche proposte per la futura programmazione. In sintesi:‣ definire criteri di selezione soprattutto in relazione agli ambiti di intervento ed alle superfici forestalidi riferimento, dando un maggiore peso alle aree con un indice di boscosità più elevato;‣ verificare la possibilità di prevedere delle modalità attuative della misura differenziata per provincia,la quale potrebbe meglio assicurarne la coerenza ed l’efficacia in relazione alle specifiche e a voltepeculiari caratteristiche ed esigenze di difesa delle superfici forestali;‣ rafforzare la formazione per i tecnici progettisti e la formazione sulle procedure e sistemi di gestionedell’Organismo Pagatore, al fine di una migliore qualità e coerenza delle proposte progettuali;pag. 208


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA‣ favorire la partecipazione ai bandi in forma associata, al fine di prevedere interventi organici sugliinteri bacini idrografici di riferimento;‣ favorire una maggiore sinergia con le altre misure del PSR, in particolare con la misura 227, e conmisure cofinanziate da altri fondi (FESR, FAS ecc) al fine di una complessiva salvaguardia evalorizzazione del patrimonio forestale.3. L’analisi di alcuni interventi finanziati nella Misura 226 (i “casi di studio”)Al fine di acquisire informazioni utili a valutare il processo di attuazione della Misura 226, ed inconsiderazione delle particolarità dei progetti finanziati, il Valutatore ha ritenuto utile effettuare degliapprofondimenti specifici su alcuni “casi di studio” rappresentativi dei progetti finanziati.Con essi si è voluto verificare la “logica di intervento” della misura, attraverso un’analisi volta a stabilire inessi causali tra i fabbisogni, il sistema degli obiettivi del PSR, le azioni programmate volte al raggiungimentodi tali obiettivi e gli effetti attesi dalle attuazione delle stesse.La numerosità e l’individuazione dei “casi di studio” è stata effettuata sulla base delle indicazioni fornite dallaRegione e sulla base di criteri condivisi di rappresentatività territoriale e tecnica. Si scelto pertanto diindividuare almeno due soggetti beneficiari (Comuni o Comunità Montane) in ognuna delle tre provincie nellequali si è avuta una maggiore partecipazione (Avellino, Benevento e Salerno) privilegiando inoltre i soggetticon interventi in avanzato stato di attuazione. Nella seguente tabella sono elencati i sette “casi di studio”selezionati.CASOSTUDIOBENEFICIARIO PROV AZIONE PROGETTO1 Comune di LUOGOSANO AV “E”2 Comune di ZUNGOLI AV “E”3 COMUNE DI CAUTANO BN “E”45COMUNITA' MONTANA DELFORTORECOMUNE DI SAN MARCODEI CAVOTIBNBN“C”“C”“C”“D”“D”“E”6 COMUNE DI LAURINO SA “E”7COMUNE DI SICIGNANODEGLI ALBURNISistemazione idraulico-forestale e il risanamento idrogeologico inlocalità vallone fontanaOpere di regimazione delle acque e di consolidamento del ValloneFosso in loc. CannitelleLavori di sistemazione idraulico forestale del torrente Ienga e deltorrente CerasoStrumenti tecnici ed informativi per il monitoraggio degli incendiboschiviStrumenti informativi di natura inventariale e cartograficafinalizzati alla gestione selvicolturale volta ad incrementare emantenere le funzioni protettive delle foreste e dei boschi e laconservazione dei suoli della c.m. fortoreAcquisto di attrezzature e mezzi per il potenziamento degliinterventi di prevenzione e lotta attiva degli incendi boschiviAcquisto di attrezzature e mezzi per il potenziamento degliinterventi di prevenzione e lotta attiva degli incendi boschivi -trattrice agricolo/forestale per aibAcquisto di attrezzature e mezzi per il potenziamento degliinterventi di prevenzione e lotta attiva degli incendi boschividella comunità montana fortoreSistemazione idraulico-forestale dell'area demaniale Monte SanMarcoMiglioramento caratteristiche stabiltà vallone festola sottostantecentro abitato - 1° stralcioIntervento di miglioramento delle caratteristiche di stabilità delvallone festola, sottostante l'abitato di Villa Littorio, III lottoIntervento di miglioramento delle caratteristiche di stabilità delVallone Festola, sottostante l'abitato di Villa Littorio, III lottoSistemazione idrologica ambientale Vallone Fontanelle (loc. SanRocco) Valle Centro abitato LaurinoSA “E” Sistemazione idraulica forestale Torrente VignaliIMPORTOPROGETTO€624.997€625.000€625.000€251.289€251.985€252.520€420.510€420.938€338.782€573.791€623.251€624.497€625.000€587.931Per ciascun “caso di studio” si è provveduto quindi, allo sviluppo delle seguenti fasi di lavoro:acquisizione ed analisi della documentazione tecnica ed economica dell’interventopredisposizione dei questionari (o tracce) per successive interviste.pag. 209


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAintervista ai Responsabili del procedimento istruttorio (presso STAPf provinciali)intervista ai Beneficiari (Tecnici e Rappresentanti della CM o del Comune) e sopralluogo in campo.elaborazione di report sintetici per ciascun “caso di studio” (cfr. Appendice).3.1 Valutazione complessiva e sintesi dei casi di studio esaminatiIn linea generale, nei 7 “casi-studio” (CS) analizzati, emerge che il grado di pertinenza dei progetti(principalmente relativi alla Azione “E”) rispetto alle esigenze del territorio in cui sono stati realizzati, puòessere considerato medio/alto. Infatti, negli ambiti territoriali interessati, l’azione di regimazione delle acquesuperficiali rappresenta una soluzione per ridimensionare diffusi e localizzati fenomeni di dissestoidrogeologico,Per quanto concerne la coerenza con la Misura 226 e le rispettive azioni, fatta eccezione per il CS diLuogosano, in cui l’intervento è stato realizzato nell’area periurbana del comune e non nel territorio rurale eforestale, gli altri CS hanno un grado di coerenza medio-alto. Ciononostante, mentre il progetto del CS 4(Comunità M Fortore) risulta particolarmente attinente alle finalità della misura, la valutazione della coerenzadegli altri CS è risultata complessa per via della difficoltà (riscontrata anche in fase istruttoria)nell’identificare le aree forestali che beneficiano degli interventi.Grazie all’utilizzazione di specie vegetali autoctone e di materiale di propagazione reperito in zona, la qualitàdei progetti, dal punto di vista della conservazione della biodiversità è da considerarsi medio/alta. Anche ilgrado di innovazione, nel complesso può ritenersi soddisfacente: il ricorso all’ingegneria naturalisticarappresenta un elemento innovativo per tutti i comuni, fatta eccezione per Laurino, in cui interventi di questotipo sono già da tempo molto diffusi.I progetti esaminati presentano un buon grado di integrazione nel territorio e con altri progetti, requisito chene aumenta l’efficienza. Ciò è meno evidente nell’intervento del comune di Luogosano, il quale, pur essendoimportante per la protezione delle infrastrutture, risulta puntuale e localizzato e in grado di determinareeffetti significativi soltanto se saranno portati a compimento gli altri lotti funzionali.La qualità dei risultati ottenuti è da ritenersi soddisfacente per la maggior parte dei casi di studio. Per quantoriguarda il Comune di San Marco dei Cavoti, i risultati ottenuti possono ritenersi ottimi dal punto di vista deibenefici sociali, un pò meno per l’aspetto ecologico e soprattutto per quello economico. Per gli altri casistudio, il giudizio è medio alto.CASI studioPertinenzaCoerenza con lamisuraQualità tecnica /innovazioneIntegrazione/sinergiaQualità deirisultati1.Luogosano Media Bassa Alta Bassa Alta2.Zungoli Media Media Alta Alta Alta3.Cautano Media Media Media Alta Alta4.CM del Fortore Alta Alta Alta Alta Alta5.San Martino dei Cavoti Media Media Media Alta Bassa6.Laurino Alta Alta Media Alta Media7.Sicignano Alta Alta Media Alta MediaCaso 1 “Luogosano”In considerazione del fatto che il territorio Comunale è interessato da fenomeni di dissesto sul 20% dellasuperficie, l’intervento può essere ritenuto pertinente rispetto ai fabbisogni del territorio interessato. Perquanto concerne la coerenza con gli obiettivi della Misura 226 del PSR, che si applica alle aree forestali e allearee boschive, tenuto conto che l’intervento è realizzato in un’area periurbana, viene dato un giudizio di“bassa coerenza” anche se la metodologia adottata, gli obiettivi e i risultati attesi convergono nelmiglioramento delle condizioni idro-morfologiche dell’area oggetto di studio. Inoltre le tecniche di ingegneriapag. 210


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAnaturalistica adottate e la scelta di assicurare un grado di copertura continuo, conferiscono al progetto unabuona qualità tecnica e un altrettanto buon grado di innovazione, soprattutto a livello culturale. Infatti,l’obbligo di intervenire con tecniche di ingegneria naturalistica ne ha favorito la divulgazione e formazioneverso i gestori e tecnici locali, nonché per le ditte che si aggiudicano il lavoro, promuovendo la cultura dellagestione sostenibile del territorio. Dal punto di vista qualitativo l’intervento di Vallone Fontana è da ritenersibuono per i benefici sulla conservazione del suolo e dell’acqua, anche se di difficile valutazione quantitativa.Allo stesso modo, dal punto di vista ambientale, la sistemazione idraulica con terre armate, grate vive epalizzata in legname conferiscono un notevole aspetto paesaggistico ambientale, sia dal punto di vistaprotettivo, sia dal punto di vista visivo.Per quanto concerne la sinergia e l’integrazione con altri interventi finanziati del PSR o da altri strumenti difinanziamento, essendo il progetto estratto da un più ampio pacchetto di progetti già elaborati dalbeneficiario, sarebbe auspicabile realizzare anche la restante parte al fine di raggiungere una miglioresinergia tra di essi. Spesso, a causa del limite dei finanziamenti disponibili per singolo progetto, l’interventopuò essere realizzato solo su una superficie limitata, o per singoli lotti funzionali. In entrambi i casi, se itempi di realizzazione dell’intera superficie da stabilizzare è lungo si rischia di non raggiungere gli obiettivipreposti, al contrario potrebbe determinare in uno spreco di risorse finanziarie.Al fine di migliorare l’efficacia della misura, una proposta da prendere in considerazione è di incentivare larealizzazione degli strumenti di pianificazione, requisito fondamentale per accedere alle diverse azioni.Favorire la realizzazione di piani forestali a scala territoriale, consentirebbe alla Regione di avere adisposizione uno strumento conoscitivo utile per individuare le aree forestali nelle quali è necessariointervenire, riducendo le difficoltà interpretative, nelle fasi istruttorie, nel collegare la pertinenzadell’intervento con la tutela della superficie forestale.Caso 2 “Zungoli”Il caso studio di Zungoli è simile a quello di Luogosano. Infatti, per quanto riguarda i fabbisogni delterritorio, l’intervento può ritenersi molto pertinente, in quanto affronta un problematica reale e diffusa inquesti ambienti rurali. Viceversa, rispetto agli specifici obiettivi dell’azione “e” della Misura 226, taleintervento appare non molto coerente perché non è a diretto benefico delle aree forestali o boscate, ma delVallone Fosso e del territorio in senso lato. Lo scopo dell’intervento è la regimazione delle acque e ilconsolidamento del Vallone e fa parte di un progetto più ampio che prevede la sistemazione dello stesso, darealizzarsi per lotti funzionali. Nonostante ciò, l’intervento comporta una stabilizzazione delle spondedell’alveo riducendo la possibilità d’innesco di fenomeni franosi, anche se di natura superficiale. Per questaragione l’intervento riveste comunque un ruolo importante per la protezione del suolo e per la riduzione delcarico di trasporto solido. Dal punto di vista qualitativo, l’utilizzo di piante vive, abbinate alle opere diingegneria naturalistica, fanno si che l’intervento si inserisca nel territorio rurale con un buon equilibrionaturale tra suolo, sponde e corso d’acqua. Questo conferisce al paesaggio un gradevole aspetto visivo,promuovendo anche lo sviluppo turistico dell’area. Considerando che l’intervento rappresenta solo uno deilotti di un progetto più ampio e che il comune ha beneficiato di fondi pubblici per altri progetti, la sinergia el’integrazione dell’intervento è da ritenersi buona. A tal fine inoltre è da segnalare che il comune ha giàelaborato un ulteriore progetto, non finanziato dalla misura 226 in quanto non ancora cantierabile, ma chepotrà per essere appena disponibili risorse finanziarie. In conclusione, i risultati ottenuti sono da ritenersisoddisfacenti, soprattutto in termini di conservazione della risorsa idrica e del suolo. Ciononostante, al fine divalorizzare l’intervento e di garantire una migliore azione sinergica tra diversi progetti, si propone direalizzare delle opere di regimazione idrica anche lungo i versanti, per sopperire alla mancanza o cattivagestione della regimazione idrica. Inoltre, allo stesso modo del caso precedente, è necessario migliorare ladefinizione degli ambiti di applicazione della Misura del PSR, al fine di semplificare le procedure diammissibilità dei progetti.Caso 3 “Cautano”Il progetto è finalizzato al miglioramento dell’assetto idraulico del territorio sovracomunale interessato. Perquesta ragione, è apprezzabile la scelta della condivisione tecnica con altri enti territoriali quali la Regione, lapag. 211


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAProtezione civile e l’Autorità di bacino, garantendo una migliore sinergia con altre opere realizzate.L’intervento si inserisce in un paesaggio in cui sono diffusi i fenomeni di dissesto e di erosione del suolo,dovuti soprattutto alla natura idrogeologica e litomorfologica e alla presenza di falde superficiali. Per questeragioni, l’intervento risulta di fondamentale importanza per l’area in oggetto, ma restano di difficilevalutazione i benefici che le aree boscate ne traggono, dato che le opere interessano l’alveo e le sponde deidue torrenti. Per quanto concerne la qualità tecnica e il grado di innovazione del progetto, non ci sonoparticolari tecniche innovative. Ciononostante, il ricorso all’ingegneria naturalistica, rappresenta per ilterritorio in oggetto e per le ditte, un approccio inusuale e quindi innovativo. I risultati ottenuti sono positivie i benefici, a carico del torrente, delle aree agricole limitrofe e dell’acqua, sono notevoli. Come pure perl’ambiente in generale, grazie all’utilizzo di piante vive, in grado di assorbire CO 2 e di legname da opera incui il Carbonio viene stoccato. Al fine di rendere ancora più efficace la misura, oltre che definire unazonazione delle aree più idonee, sarebbe auspicabile promuovere ed evidenziare i benefici che l’interacollettività trae dall’intervento. Un altro aspetto significativo, che si ripete per tutti i casi studio è la carenzadi pianificazione a scala locale e territoriale che limita fortemente lo sviluppo ecologico, economico e socialedel territorio.Caso 4 “Comunità Montana del Fortore”Il caso studio della CM del Fortore, a differenza degli altri interessa le azioni “c” e “d” della Misura 226. Taliinterventi si inseriscono in un territorio con 4000 ettari di bosco di cui 1900 ettari sono rimboschimenti diconifere (pini e cipressi) associati anche a latifoglie (acero e frassino). Lo scopo principale del progetto è disalvaguardare le risorse boschive dagli incendi boschivi, attraverso la realizzazione di uno strumento dipianificazione, quale è la carta del rischio di incendi della CM. Al fine di migliorare le attività di monitoraggioe di comunicazione è stato realizzato e finanziato un progetto per l’acquisto di strumenti innovativi come lastazione totale GPS. Con la stessa Misura 226 stati finanziati altri progetti che riguardano l’acquisto diattrezzature per il potenziamento degli interventi di prevenzione e lotta attiva degli incendi. Considerate lecaratteristiche vegetazionali, climatiche e morfologiche della CM, gli interventi sono molto pertinenti con ilterritorio e risultano coerenti con gli obiettivi della Misura 226. Infatti, si tratta di interventi finalizzati adintrodurre appropriate azioni di prevenzione e protezione dagli incendi boschivi. L’ausilio della stazione totaleGPS con la previsione di attività di formazione a beneficio dei tecnici locali, conferiscono agli interventi unapproccio innovativo di notevole rilievo. Essendo gli interventi a supporto del PAIB e considerato che l’area diriferimento interessa un territorio sovracomunale, gli interventi possono ritenersi ben integrati con le altreazioni. I benefici ambientali e quelli di natura economica e sociale per la popolazione locale sono notevoli. Inconclusione, la CM del Fortore ha realizzato un progetto da ritenersi soddisfacente in merito agli obiettivi delPSR e della Misura 226.Una proposta di miglioramento, data la disponibilità di attrezzature che si è venuta a creare, è di incentivaremeccanismi di filiera corta “Foresta-legno-energia” e di promuovere la realizzazione di piani di assestamentoo anche piani di indirizzo territoriale. Essi rappresentano requisiti indispensabili per l’accesso ad ulteriori fondie per garantire la sostenibilità della gestione forestale.Caso 5 “San Marco dei Cavoti”L’intervento di Monte San Marco è pertinente con le necessità del territorio, anche se a scala localizzata.Nonostante la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica, che rappresentano un’innovazione diprocesso, la qualità delle tecniche utilizzate è mediamente soddisfacente rispetto alle esigenze dell’areastessa. Un grande merito va al Comune per il grado di sinergia e integrazione dell’intervento rispetto ad altrifinanziati con il PSR. La scelta progettuale è scaturita mediante un approccio partecipativo che ha visto ilcoinvolgimento di associazioni locali (pro-loco) e soggetti istituzionali e non. L’azione sinergica dei variprogetti promuove lo sviluppo turistico ricreativo dell’area. I benefici di carattere ambientale ottenuti, fattaeccezione per l’aspetto paesaggistico, non sono proporzionali all’entità del progetto. Viceversa, maggiorisono i benefici di carattere sociale ed economico per gli attori locali.Fermo restando che è necessario definire bene le aree per le quali si possono utilizzare i finanziamenti delPSR, al fine di semplificare la fase di istruttoria, un requisito importante, da enfatizzare in futuro, riguarda lapag. 212


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAcertificazione dei materiali utilizzati per la realizzazione delle opere, soprattutto per quanto concerne lepiantine. Questo è utile al fine di evitare inquinamenti genetici e per monitorare la provenienza dei materiali.Caso 6 “Comune di Laurino”Data la diffusa presenza di fenomeni di dissesto idrogeologico che caratterizzano il Comune di Laurino, comeper i territori limitrofi, gli interventi finanziati dall’azione “E” della Misura 226, sono un’adeguata risposta allecondizioni del contesto territoriale. Per quanto concerne la coerenza con gli obiettivi della Misura si evidenziache la regimazione delle acque e la sistemazione dell’alveo rappresenta un’emergenza sempre più diffusadovuta all’abbandono delle aree agricole. La qualità tecnica e il grado di innovazione degli interventi, anchese non differenti dagli altri casi di studio, per il Comune di Laurino, non rappresentano particolare rilievo, inquanto essendo il territorio inserito nel Parco Nazione del Cilento e Valle di Diano, le tecniche di ingegnerianaturalistica sembrano ormai consolidate. In ogni caso riveste particolare importanza aver sottolineato che imateriali utilizzati, sono presi in loco. Dal punto di vista della sinergia con altri interventi, c’è da sottolineareche l’intervento è realizzato per lotti funzionali, quindi se la disponibilità dei fondi lo permette, larealizzazione del parco progetti previsto conferisce all’intervento un buon grado di integrazione con altri. Irisultati ottenuti sono da ritenersi soddisfacenti, sia dal punto di vista paesaggistico, sia per le infrastrutture.Anche in questo caso, è difficile valutare se le aree forestali ne traggono beneficio, sicuramente il beneficioeconomico e sociale è notevole. Al fine di migliorare ulteriormente la sinergia degli interventi sarebbeopportuno favorire attività di monitoraggio sullo stato di abbandono delle attività agricole e conseguenteavanzamento del bosco, al fine di prevedere delle linee di gestione delle aree forestali volte a favorire laconservazione della biodiversità (obiettivo importantissimo all’interno del Parco nazionale) e la tutela dellerisorse idriche.Caso 7 “Comune di Sicignano degli Alburni”L’intervento realizzato dal Comune di Sicignano degli Alburni, rientra nell’azione “e” della Misura 226 del PSR.In considerazione del fatto che il territorio in esame è caratterizzato dalla presenza diffusa di fenomeni didissesto idrogeologico, la sistemazione del Torrente Vignali è pertinente con le necessità del territorio. Comenei casi precedenti, dato che l’intervento si focalizza sulla sistemazione del torrente, i benefici ambientalisono apprezzabili, ma la valutazione dei benefici che le aree boscate ne traggono è sempre molto difficile, inquanto l’area di intervento si caratterizza più da una matrice agricola che forestale. In ogni caso, il progettoè stato realizzato ex-novo, con la partecipazione anche dei cittadini che hanno sollevato l’esistenza delproblema. La qualità delle opere rappresentano un’innovazione per il Comune, dovuto all’utilizzo di tecnichedi ingegneria naturalistica. L’intervento si inserisce in un più vasto programma di valorizzazione dell’area ed èin continuità e funzionalmente integrato con altri già realizzati in passato con il POR. I risultati ottenuti sonodi carattere ambientale, a beneficio del torrente e della risorsa idrica ai fini della sua complessiva funzione.Anche la matrice agricola ne trae vantaggi, anche se il continuo abbandono delle aree rurali fa venir menotale beneficio. Per una migliore efficienza dell’intervento, sarebbe auspicabile intervenire con delle opere diregimazione idrica anche lungo i versanti e non solo lungo le aste fluviali, riducendo l’azione erosivadell’acqua. Un ostacolo evidenziato per la realizzazione di progetti più complessi è il tetto di finanziamentoche indirizza i beneficiari ad agire per lotti funzionali.3.2 Considerazioni conclusive sui “casi di studio” e raccomandazioniDai casi esaminati si evince che nonostante l’ampio areale di riferimento, i problemi legati al territorio sonomolto simili tra di loro. Infatti, tutti i casi studio sono accomunati dalla presenza diffusa di fenomeni didissesto idrogeologico in maniera più o meno localizzata. La causa è da ricercarsi in parte nella naturalitologica delle aree e in parte nel fenomeno di abbandono degli ambienti rurali, che si manifesta attraversol’assenza della gestione attiva del territorio da parte degli agricoltori. Tale abbandono favorisce lo sviluppo difenomeni erosivi, di frane e di dissesto idrogeologico in generale, con ripercussioni sulla perdita di suolo esulla qualità dell’acqua. Inoltre provoca una graduale riduzione di superficie agricola, alla quale corrispondeun graduale avanzamento della superficie forestale.pag. 213


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPer queste ragioni, è necessario incrementare le attività di monitoraggio, usufruendo delle più modernetecniche disponibili, al fine di pianificare le opportune attività di gestione delle superfici forestali. Il bosco, infunzione della forma di governo, della composizione specifica, dell’età, della struttura orizzontale e verticale,influenza il bilancio idrologico, interferendo sull’intercettazione, l’evapotraspirazione, il deflusso superficiale el’infiltrazione dell’acqua, che rappresentano le principali variabili dell’equazione del bilancio idrologico. Perquesto, il mantenimento della vitalità e della stabilità delle foreste, la conservazione della biodiversità,l’assorbimento del carbonio, il miglioramento dell’efficienza funzionale e la protezione del suolo sono tuttiservizi forniti dai boschi e che influenzano la disponibilità e la qualità della risorsa idrica.La gestione forestale assume un ruolo fondamentale per mantenere un’elevata vitalità e funzionalità deiboschi in maniera tale da garantire la continua conservazione del suolo e dell’acqua. Inoltre le foreste, seben gestite producono una serie di numerosi altri servizi ecosistemici interconnessi tra di loro: legna daardere, da opera, prodotti forestali non legnosi, attività turistico-ricreative, assorbimento del carbonio,mitigazione dei cambiamenti climatici, occupazione di manodopera, aspetto paesaggistico, ecc. Non si puòparlare di sostenibilità senza considerare le reciproche relazioni tra i diversi servizi ecosistemici.Per far fronte a tutte queste esigenze è necessario che, a prescindere dal tipo di copertura del suolo, lagestione del territorio prenda in considerazione la complessità paesaggistica, al fine di avere una visione piùcompleta del valore aggiunto che si può ottenere da una gestione integrata delle risorse naturali.A tal proposito, a livello internazionale è stato riconosciuto l’approccio ecosistemico (Ecosystem Approach)come una strategia per mantenere la produttività degli ambienti naturali, con particolare riferimento allaconservazione della biodiversità, quale elemento essenziale per la fornitura di servizi ecosistemici.Lo strumento del PSR offre un grandissimo contributo in merito, soprattutto se si considera l’integrazione ela sinergia tra le varie misure e azioni. Ciononostante, non mancano anche dei limiti, che possono esseresuperati se si migliorano le conoscenze del territorio.Uno dei limiti più volte riscontrato è la mancanza di uno strumento di pianificazione che individui le areeforestali a maggiore rischio di dissesto. Infatti, in quasi tutti i casi studio è emersa una notevole difficoltà nelvalutare l’ammissibilità del progetto, dovuta alle difficoltà interpretative, nelle fasi istruttorie, nel collegare lapertinenza dell’intervento con la tutela della superficie forestale.Un altro forte limite è dovuto alla disponibilità da parte degli enti pubblici delle necessarie risorse finanziarieda anticipare per la realizzazione dei progetti. Questo implica il frequente scorporamento di progetti in lottifunzionali interconnessi tra di loro, ma che se non vengono tutti realizzati, si rischia di non raggiungere gliobiettivi preposti. Infatti, evitando la realizzazione di progetti puntuali, appare indispensabile agire nell’otticadi bacino idrografico, incentivando la partecipazione ai bandi in forma associata.Altri limiti riscontrati sono di natura burocratica, quali i tempi di attesa o le difficoltà nel reperire leautorizzazioni richieste nei bandi e necessarie per realizzare le opere, come pure la formazione e la selezionedi tecnici progettisti al fine di garantire una migliore coerenza delle proposte progettuali.Al fine di migliorare l’efficacia della Misura, si raccomanda di dare priorità a progetti a scala territoriale inbase alle caratteristiche fisiche del territorio stesso e non esclusivamente seguendo criteri di delimitazioneamministrativa, più efficaci per la conservazione del suolo, ed in particolare delle aree forestali. Essipermettono di individuare nella loro totalità le aree che necessitano di interventi di ripristino selvicolturale, divalorizzazione della biodiversità, di prevenzione agli incendi e al degrado ambientale.Dato che per accedere ad alcuni bandi è necessario avere degli strumenti di pianificazione, si potrebbefavorire la realizzazione di tali strumenti, preferibilmente in forma associata.È necessario altresì promuovere attività che contrastino il fenomeno dell’abbandono delle aree rurali, conconseguente innesco di fenomeni di dissesto. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla promozionedella filiera foresta-legno-energia, attraverso la produzione di cippato, al fine di rivalutare l’intero compartoforestale e valorizzare la risorsa legno.pag. 214


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURACaso di studio n.1 (provincia di Avellino)BENEFICIARIOComune di LUOGOSANO (Avellino)AZIONE PROGETTO IMPORTO PROGETTOCONTRIBUTOPUBBLICO“E”Sistemazione idraulico-forestale e ilrisanamento idrogeologico in localitàvallone fontana624.997 624.997STATO DI AVANZAMENTO A LUGLIO 2012ProceduraleTecnicoPer i progetti finanziati sono stati appaltati i lavori e sono in fase di realizzazione.Per quanto concerne la realizzazione fisica i lavori sono tutti ultimati; resta dacompletare la sola piantumazione prevista in progetto.Per l’analisi del “caso studio” in esame è stata realizzata il 5 settembre 2012 una missione nella sede delComune di Luogosano, che ha visto coinvolti i funzionari provinciali incaricati delle istruttorie delle domandedi aiuto e di pagamento (STAPF di Avellino), il sindaco, i tecnici incaricati della progettazione e delladirezione dei lavori ed il tecnico dell’Ente responsabile della realizzazione del progetto.1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualeIl progetto fa parte di un parco progetti, già elaborato dalla amministrazione comunale, da cui è statoestrapolato in coerenza con gli obiettivi della misura 226 e finanziato dalla stessa.La scelta progettuale proposta nel bacino imbrifero del Vallone Fontana assolve alla finalità di prevenzione eprotezione delle aree a rischio di instabilità idrogeologica e di erosione e prevede operazioni che inciderannopositivamente sulla salvaguardia del territorio, determinandone il miglioramento idraulico e forestale.La regimazione delle acque superficiali ed il consolidamento dei versanti per i quali si interviene sono atti alripristino della funzionalità e della sicurezza delle aree limitrofe, nonché alla tutela del patrimonio ambientalesecondo quelle che sono le moderne tecniche dell’ingegneria naturalistica.2. Descrizione degli interventi e delle areeLe opere eseguite favoriscono lo smaltimento delle acque sotterranee e superficiali ed il contenimento delterreno riducendo il pericolo di innesco di fenomeni di dissesto per il versante in questione.Il contemporaneo impiego di specie arboree, erbacee ed arbustive conferiscono autonomia naturalistica estabilità superficiale agli interventi di tipo strutturale.L’azione di consolidamento dovrà garantire, dopo un certo intervallo di tempo il raggiungimento dei seguentirisultati:l’eliminazione dei fattori predisponenti l’instabilità;la totale copertura vegetale ad opera della naturalizzazione di associazioni stabili;il corretto inserimento degli interventi strutturali nella zona ripristinata, ben mascherato dalla vegetazionee ben armonizzato nel contesto paesaggistico. Il tipo di opere previste e le modalità di realizzazione nonpag. 215


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAcomprometteranno le funzioni biologiche dell’ecosistema in cui vengono inserite e non arrecherannodanno alle comunità vegetali e animali presenti.L’intervento mira sostanzialmente alla stabilizzazione dell’area, utilizzando tecniche e materiali a bassoimpatto ambientale. Esso comprende i seguenti interventi:regimazione delle acque episuperficiali limitandone la relativa filtrazione:realizzazione fosso di guardia a monte, trincee drenanti e cunettone in legname e pietrame;ripristino morfologico dell’area con addolcimento delle pendenze preesistenti, per limitare l’impattoambientale e per aumentare il grado di stabilità della coltre superficiale risulta opportuno e necessariomettere a dimora sull’area interessata e nelle vicinanze essenze vegetali a rapida crescita;riprofilatura del versante a monte ed a valle con rinverdimento con la tecnica dell’idrosemina e protezioneantierosiva con georete grimpante in polipropilene semplice (PP);stabilizzazione dell’area con opere di ingegneria naturalistica (tipo gabbionate con talee, terre armate,palificata in legname, viminate, palizzata in legname e grata viva).Stralcio di elaborato progettuale - ortofoto con l’indicazione degli interventi2.1 Interventi vegetazionaliPer gli interventi vegetazionali il progetto prevede l’utilizzo prioritario di specie dotate di elevata capacitàvegetativa e migliorativa, di provenienza locale e da selezionare, sulla base delle condizioni stazionali delsito, tra quelle disponibili in commercio.La scelta tiene conto delle caratteristiche biotecniche, (capacità di consolidamento del terreno e la resistenzaalle sollecitazioni meccaniche) delle caratteristiche fisiologiche (velocità di crescita, capacità di propagazionee moltiplicazione, rusticità ed adattabilità alle condizioni pedoclimatiche del sito), oltre che del loro grado diinserimento nel contesto estetico-paesaggistico (cromatismo, morfologia, ecc..).Nel particolare la scelta verterà sulle seguenti specie:• per la messa a dimora di talee di specie arbustive, (in numero di 5 per metro lineare per il rinverdimentodelle terre armata ed i rivestimenti per inerbimento):Lonicera caprifolium; Eleagnus angustifolia;Ligustrum vulgare; Rubus ulmifolius; Crataegus oxyacantha; Salix cinerea.pag. 216


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA• Per l’inerbimento (a completamento delle opere stabilizzanti, prevede la distribuzione di terreno vegetalee l’utilizzo di un miscuglio di graminacee leguminose pioniere, ad elevata capacità vegetativa emigliorative, tipiche dell’ambiente in esame) il miscuglio sarà costituito dai semi delle seguenti specie inproporzione uguale: Agropiron repens; Cynodon dactylon; Dactylis glomerata; Festuca arundinacea;Lolium multiflorum; Lolium perenne; Poa trivialis; Coronilla spp.; Lotus corniculatus; Medicago sativa;Trifolium pratense; Trifolium repens.• per la messa a dimora, su superfici in erosione a bassa pendenza, di essenze arboree (appartenenti aspecie autoctone in esemplari di anni 2, provenienti da impianto specializzato, munite di passaportosanitario e certificazione fitosanitaria che attesti l’assenza di malattie virali e parassitarie): Ulmusglutinosa, Fraxinus excelsior.2.2 Inquadramento territoriale e vegetazionaleIl vallone Fontana, si sviluppa per circa 500 metri, mentre la larghezza del vallone e del terreno oggetto diintervento si attesta mediamente in circa 20 ml.Il vallone, prende origine dalla estremità a sud del centro abitato e si sviluppa lungo il versante sud est finoa immettersi a valle nel Fiume Calore.Tra le specie arboree rilevate nell’area di intervento si annoverano la presenza di pochi esemplari di querce (quercus spp), alberi di fichi( ficus carica), alberi di sambuco (sambucus spp), alberi di salice ( Salix spp),alberi di noce ( Juclans spp), alberi di lauro ( laurus spp), nonché alberi di nocciolo ( corylus spp). Gliesemplari delle diverse specie sono disetanei a disposti in modo randomizzato. Prevalentemente esse sisviluppano nel letto del vallone.Tra le essenze vegetali arbustive si rileva la presenza del genere Saprtium, gen. Rubus, gen. Hedera, gen.Ligustrum, gen. Asparagus, gen Rosa, ecc. ecc.Tra le essenze erbacee le famiglie più rappresentate sono le Poaceae (Graminacee), le Asteraceae(Composite) e le Fabaceae (Leguminose). Quest’ultime si sviluppano in modo prevalente sulla fascia diterreno strettamente a contatto con il vallone.2.3 Ricorso all’ingegneria naturalisticaNelle opere di stabilizzazione del Vallone Fontana (Terre Armate) si utilizzano tecniche di ingegnerianaturalistica con interventi di rinverdimento attraverso con l’inserimento di talee e piantine radicate sullasuperficie esterna.3. Obiettivi e risultati attesiIn linea generale i risultati attesi dalla realizzazione dell’intervento possono essere sintetizzati in:• risoluzione del problema dell’instabilità delle aree e della erosione accelerata con la salvaguardia delversante a monte su cui è ubicato il centro abitato del paese;• miglioramento dell'assetto idrogeologico delle aree interessate dall’intervento, con ripristino dell’equilibrioidrodinamico delle acque sottese al bacino in questione;• incremento della diversità biologica complessiva dell’ecosistema;• autonomia naturalistica e stabilità superficiale agli interventi di tipo strutturale;• fruizione dell’area sia a livello estetico-paesaggistico che ecologico-naturalistico.La necessità di effettuare interventi di prevenzione in esame è determinata dalla presenza di fenomeni didissesto, colate ed erosione che risultano diffusi ed estesi su circa il 20% del territorio comunale, mentresulla restante parte sono presenti in maniera puntuale.pag. 217


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAEssi sono determinati dalla morfologia e dalla geologia dell’area, oltre che dalle mancanza di gestione dlterritorio generato dall’abbandono dei terreni agricoli più marginali, che con il loro uso assicuravano unacorretta regimazione delle acque superficiali.L’intervento contribuisce alla stabilizzazione di versanti in assenza del quale sii potrebbero verificare danniprevalentemente di carattere economico, considerato che esso è realizzato in una posizione periurbana.In conclusione le azioni di prevenzione messe in atto con la misura 226, sono ritenute soddisfacienti, anchese andrebbero concepite in maniera integrata con le altre fonti finanziamento (es. FESR) in considerazioneche gli effetti che esso produce non sono esclusivamente di carattere ambientale, ma anche di carattereeconomico (difesa di infrastrutture).4. Punti di forza e di debolezzaL’applicazione di tecniche di ingegneria naturalistica, unitamente all’uso di materiale locale ed essenzevegetali autoctone, per il territorio di costituisce una innovazione di processo.L’intervento si inserisce in un contesto di progettazione di opere difesa del territorio più ampio, ma è l’unicoper il quale sono stati richiesti finanziamenti a valere sulla misura 226.La scelta del progetto non è avvenuto sulla base di un processo partecipativo, anche se è stato concepito aseguito di segnalazioni di cittadini.5. Difficoltà e problematiche tecniche, organizzative, normative segnalate dal Soggetto beneficiarioNella fase di progettazione sono stati riscontrate difficoltà dovute all’acquisizione delle autorizzazioninecessarie per la dimostrazione della cantierabilità richiesta dal bando per la concessione dei finanziamenti,soprattutto quelli di pertinenza delle Autorità di Bacino.Nella richiesta e concessione del finanziamento non sono state riscontrate particolari criticità, anche in virtùdel supporto avuto da parte delle strutture provinciali, con particolare riferimento all’utilizzo del sistemaAGEA.L’affidamento dei lavori è stato effettuato, nel rispetto della normativa sugli appalti pubblici, con unaprocedura di evidenza pubblica, senza particolari difficoltà nella valutazione delle offerte.Le uniche difficoltà segnalate per la realizzazione dell’investimento sono relative al flusso finanziario cheobbliga il comune, in difficoltà di cassa, ad anticipare parte delle spese; in considerazione che ilfinanziamento è al 100% sarebbe auspicabile un totale anticipo dell’importo concesso.6. Prospettive per il futuroPer la gestione dell’opera il Comune ha previsto un piano di manutenzione di 5 anni al fine di assicurarne lapiena efficienza.Considerato i positivi benefici dati dalla realizzazione dell’investimento finanziato, il beneficiario ha giàrichiesto ulteriori contributi da destinare ad interventi analoghi.7. Informazioni generali sull’adesione al PSRNell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.pag. 218


Caso di studio n. 2 (provincia di Avellino)VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURABENEFICIARIOComune di ZUNGOLIAZIONE PROGETTO IMPORTO PROGETTOCONTRIBUTOPUBBLICO“E”Opere di regimazione delle acque e diconsolidamento del Vallone Fosso inloc. Cannitelle 625.000 625.000STATO DI AVANZAMENTO A LUGLIO 2012ProceduraleTecnicoPer i progetti finanziati sono stati appaltati i lavori e sono in fase di realizzazione.Per quanto concerne la realizzazione fisica i lavori sono in corso di ultimazionePer l’analisi del “caso studio” in esame è stata organizzata l’ 8 maggio 2012 una missione nella sede Comunedi Zungoli, che ha visto coinvolti i funzionari provinciali incaricati delle istruttorie delle domande di aiuto e dipagamento, il sindaco, i tecnici incaricati della progettazione e della direzione dei lavori ed il tecnico dell’Enteresponsabile della realizzazione del progetto.1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualeIl progetto fa parte di un parco progetti, già elaborato dalla amministrazione, da cui è stato estrapolato ilprogetto in coerenza con gli obiettivi della misura 226 e finanziato dalla stessa.La progettazione generale è una progettazione di massima che riguarda la sistemazione della intera astatorrentizia del VALLONE FOSSO; essa è stata approntata, in attesa dell’attivazioni di fonti di finanziamento,per lotti funzionali in modo da poter accedere anche a finanziamenti parziali.Il progetto è stato elaborato dall’Ufficio Tecnico del Consorzio di Bonifica dell’Ufita – Grottaminarda (AV), alfine di eseguire la “regimazione delle acque e consolidamento del vallone FOSSO località “CannitelleLa scelta progettuale è stata operata per dare una soluzione alle problematiche generalizzate riscontrabililungo l’asta del corso d’acqua connesse alla scarsa manutenzione, che hanno determinato la presenza diostacoli e di strozzature al regolare deflusso delle acque.Dette situazioni hanno, talvolta, determinato la concentrazione delle energie idrauliche erodendo il piededelle scarpate spondali in battuta della corrente e del fondo dell’alveo provocando la conseguenteinstaurazione di locali fenomeni di smottamenti, solo in parte contrastati dalle predette opere di sostegno.2. Descrizione degli interventi e delle areeIl tratto di canale, oggetto di intervento, si sviluppa in prossimità del nucleo abitato del comune dalla quota547 m s.l.m. a quota 521 m s.l.m. per una lunghezza complessiva di circa 866 ml. Il bacino sotteso allasezione più a valle del tratto interessato dalle lavorazioni in progetto risulta di circa 8.90 kmq.pag. 219


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURASi tratta principalmente di azioni finalizzate ad integrare i lenti processi di regimazione a cui naturalmentee/o artificialmente (per azione antropica) è sottoposto il corso del vallone, utilizzando tecnologie costruttiveche non alterino in maniera irreversibile le funzioni biologiche dell’ecosistema in cui sono inserite.Tali azioni si concretizzano sostanzialmente in tre interventi: regimazione idrica; consolidamento del vallone;interventi di ricostituzione della copertura vegetale.La regimazione idrica viene perseguita mediante:- La rimozione dagli alvei della vegetazione morta e dei materiali provenienti dalle attività antropiche;- L’apertura delle sezioni idrauliche alle dimensioni necessarie al contenimento delle portate di piena;- La realizzazione di gabbionate rinverdite (con talee) ottenute mediante impiego di normali gabbioni inrete metallica a doppia torsione con maglia esagonale tipo 8x10 riempiti con pietrame grossolano;- La posa in opera di scogliere realizzate con massi ciclopici e rinverdite con l’inserimento di talee e dimaterassini flessibili per la protezione dell’alveo e ladifesa delle sponde;- La costruzione di n. 5 briglie in legname e pietrame, aventi il ruolo di ridurre la velocità dell’acqua ed ifenomeni ad essa connessi quale l’erosione, costituite da tondame scortecciato di legno idoneo(diametro: 25 cm) posto in opera mediante l'incastellatura dei singoli pali, uniti con chiodi e graffemetalliche, ricavando un piccolo incastro nei medesimi, riempiti con ciottoli di materiale idoneo reperitiin loco e disposti a mano in modo tale da non danneggiare lastruttura di sostegno nei canali costituiteda traverse in legname.pag. 220


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFoto 1 – particolare della realizzazione di briglie in legname, gabbionate e consolidamento dell’alveo.Il consolidamento del Vallone viene perseguito mediante:- La realizzazione di gabbionate rinverdite (con talee) del tipo semplice ottenute mediante impiego dinormali gabbioni in rete metallica a doppia torsione con maglia esagonale tipo 8x10 riempiti conpietrame grossolano;- Le gabbie vengono riempite di pietrame, non friabile, con dimensioni superiori a quelle della magliadella rete. Sulla parte superiore viene posato uno stato variabile di terreno e si procede con ilrinverdimento tramite impianto di talee.- Le talee previste, nel numero di 5 a mq minimo, sono Salici (Salix spp.) ma possono essere usateanche talee di Ligustro lucido ( Ligustrum lucidum) e di Robinia (Robinia pseudoacacia).- La realizzazione di palificate vive (realizzate per singoli tratti non più alti di 1,5 - 2,0 m) a paretesingola realizzata in tondame di legname (castagno o altra essenza idonea) scortecciato (diametrocirca 20 cm), posti alternativamente in senso longitudinale e trasversale (l = 1.50 - 2.00) e fissati traloro con chiodature metalliche di ferri ad aderenza migliorata diametro 12-14. Laddove si sonomanifestati fenomeni gravitativi accentuati si procederà alla realizzazione di aste drenanti (drenaggiverticali) eseguiti con scampoli di pietrame di cava in pezzatura media assestati a mano, dellaprofondità di m 3.00.La ricostituzione della copertura vegetale viene perseguita mediante:- La messa a dimora di piantagioni di specie arbustive e/o arboree autoctone a radice nuda epiantagioni di latifoglie allevate a radice nuda. Questi ultimi interventi si prefiggono l’obiettivoprincipale di ricostituire la copertura vegetale necessaria al contenimento dei processi erosivi, alripristino di un ecosistema paranaturale in grado di evolvere verso associazioni vegetali durevoli neltempo e, quindi, al corretto inserimento degli interventi sotto il profilo estetico paesaggistico nonchénaturalistico.- Il materiale vegetale utilizzato è costituito dai piantine di 1 – 3 anni con un sesto d’impianto di 3 x 3m (1.111 piante / ettaro)- Il rivestimento delle superfici di scarpata è realizzato mediante spargimento a spaglio di miscela disementi (trifolium incarnatum, trifolium pratense, poa pratense).pag. 221


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA2.1 Inquadramento vegetazionaleLa vegetazione dell’area di riferimento è di tipo autoctono e presenta una composizione di varia natura ingran parte spontanea localizzata lungo il corso del fiume, tutti a formare raggruppamenti tipici della macchiamediterranea.Le specie erbacee maggiormente rappresentate e costituenti il cotico erboso spontaneo sono daannoverare sia tra quelle a ciclo annuale che perenni e sono rappresentate prevalentemente da graminaceee leguminose, seguite dalle composite , dalle labiate, dalle liliacee ed altre famiglie minori.Tra le graminacee maggiormente rappresentate sono da annoverare i generi Festuca, Dactilis, Lolium,Phalaris, Bromus, Poa, mentre tra le leguminose si rinvengono maggiormente il genere Trifolium(subterraneum, pratense e repens) e Lotus corniculatus associate ad altre famiglie minori.Tra le liliacee predomina il genere Asphodelus la cui presenza può essere considerato un indice di degradodel cotico erboso e quindi di minore efficacia nel contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologicosuperficiale.Tra le specie arbustive ivi presenti si annoverano il perastro (Pyrus pyraster) il prugnolo (Rubus spinosa) ilbiancospino (Crategus monogyna) il rovo (Rubus caestus) il viburno (Viburnum lantana), laginestra(Spartium junceum), la rosa canina.Il sottobosco è ricco di felci ( Polipodyum vulgare), asparagi (Asparagus officinalis) muschi, pungitopi (Ruscus aculeatus), il Ciclamino ( Ciclamen hederifolium), la Viola ( Viola alba ), ecc.La flora arborea è caratterizzata da una diversità biologica che dipende dai pendii e dalla loro ubicazione,nonché dalla vicinanza ai corsi d'acqua; Vicini a questi ultimi si trovano soprattutto i generi Salix, Populus eSambucus, che prediligono terreni umidi e tendenzialmente sciolti tipici delle zone spondali di fiumi etorrenti; allontanandosi dai corsi d'acqua prendono il sopravvento le popolazioni di Quercus sp. quali laquercia pubescente, la roverella ed il cerro, il genere Alnus, Acer, Fraxinus, Sorbus, Ailantus, e soprattuttospecie non autoctone quali Robinia (pseudoacacia) molto diffusa nei versanti soleggiati, nonché varie altrespecie tra cui Abies, Cedrus e Cupressus.Foto 2 – contesto in si inserisce l’intervento.pag. 222


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA2.2 Ricorso all’ingegneria naturalisticaLe opere di ingegneria naturalistica previste per il vallone “Cannitelle” hanno lo scopo di consentire diraggiungere l’obiettivo progettuale, di consolidamento delle sponde, mediante l’ausilio di piante vive abbinatea materiali morti quali legno, pietre, rete metallica ecc. in modo da permettere un equilibrio naturale tracorso d’acqua e sponde.Ciò potrebbe consentire lo sviluppo di nuove unità ecosistemiche che è uno degli obiettivi dell’ingegnerianaturalistica La realizzazione di gabbionate rinverdite e una copertura diffusa di salici comporta, nel medio elungo periodo , il consolidamento del piede della sponda e stabilizzazione antierosiva, nonché la creazione dinicchie ecologiche per animali terrestri e acquatici.3. Obiettivi e risultati attesiGli interventi di regimazione e consolidamento del Vallone Fosso alla località Cannitelle si prefiggonol’obiettivo di arrestare e di prevenire nuovi fenomeni di degrado, di erosione del suolo e di dissestoidrogeologico.In tal modo si punta a migliorare le condizioni idromorfologiche delle area oggetto di intervento, prossima alcentro abitato del comune di Zungoli, con specifico riguardo:- alla qualità dell'acqua ai fini della sua complessiva funzione e fruizione;- alla mitigazione del rischio di instabilità idrogeologica (movimenti franosi superficiali);- alla mitigazione del rischio erosione diffusamente rilevato;Essi si inseriscono in un contesto caratterizzato da fenomeni di dissesto molto diffusi ed estesi, con presenzaanche di piccoli frane localizzate.La causa di tali fenomeni è da ricercare nella natura geopedologica del terreno(argille idromorfe), accentuatedalla cattiva gestione della regimazione delle acque. Negli ultimi periodi ciò ha avuto una inversione ditendenza anche per effetto degli obblighi di condizionalità, in maretia di regimazione delle acque, a cui sonotenuti gli agricoltori che accedono ai benefici della PAC.In assenza dell’intervento i danni maggiori sarebbero stati di prevalentemente di carattere ambientale, anchese di fatto l’intervento recuperando l’accesso al sito ha comportato anche una valorizzazione turistica dellostesso.I principali effetti delle opere realizzate sono relativi a:- la riduzione dei fenomeni di erosione;- la riduzione dei fenomeni di ruscellamento;- la normalizzazione dell’alveo;- la riqualificazione di un area degradata;In conclusione le azioni di prevenzione messe in atto con la misura 226, sono ritenute soddisfacienti, anchese andrebbero concepite in maniera integrata con le altre misure del PSR; ad esempio dando la possibilità divalorizzare le aree oggetto di sistemazione anche con interventi di recupero delle emergenze storico,naturalistiche o architettoniche gravanti sull’area.4. Punti di forza e di debolezzaCon la realizzazione del progetto finanziato sono state introdotte tecniche di ingegneria naturalistica, oltreche incentivato l’uso di materiale locale e di essenze vegetali autoctone. L’introduzione di tali tecniche hacostituito una innovazione di processo.L’intervento è realizzato per lotti funzionali in un contesto di progettazione più ampio elaborato in sinergiacon il consorzio di bonificapag. 223


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURANell’ambito della misura 226 il Comune di Zungoli ha presentato anche un’altra domanda di aiuto, concepitain forma integrata con il progetto in esame, non finanziata per carenza di autorizzazioni; il suo mancatofinanziamento non incide sulla funzionalità degli interventi realizzati.La scelta del progetto non è avvenuto sulla base di un processo partecipativo, anche se si ritiene che taleapproccio debba essere adottato in maniera sistematica per il futuro.5. Difficoltà e problematiche tecniche, organizzative, normative segnalate dal Soggetto beneficiarioNella fase di progettazione sono stati riscontrate difficoltà dovute all’acquisizione delle autorizzazioninecessarie per la dimostrazione della cantierabilità richiesta dal bando per la concessione dei finanziamenti,soprattutto quelli di pertinenza delle Autorità di Bacino.Nella richiesta e concessione del finanziamento non sono state riscontrate particolari criticità, anche in virtùdel supporto avuto da parte delle strutture provinciali, con particolare riferimento all’utilizzo del sistemaAGEA.L’affidamento dei lavori è stato effettuato, nel rispetto della normativa sugli appalti pubblici, con unaprocedura di evidenza pubblica, senza particolari difficoltà nella valutazione delle offerte.Le uniche difficoltà segnalate per la realizzazione dell’investimento sono relative al flusso finanziario cheobbliga il comune, in difficoltà di cassa, ad anticipare parte delle spese; in considerazione che ilfinanziamento è al 100% sarebbe auspicabile un totale anticipo dell’importo concesso.6. Prospettive per il futuroPer la gestione dell’opera il Comune si avvale dell’offerta migliorativa fatta in sede di gara dalla dittaaggiudicatrice dei lavori.Considerato i positivi benefici dati dalla realizzazione dell’investimento finanziato, il beneficiario ha giàrichiesto ulteriori contributi da destinare ad interventi analoghi.7. Informazioni generali sull’adesione al PSRNell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.pag. 224


Caso di Studio n. 3 (provincia di Benevento)VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURABENEFICIARIOCOMUNE DI CAUTANOAZIONE PROGETTO IMPORTO PROGETTOCONTRIBUTOPUBBLICO“E”Lavori di sistemazione idraulicoforestale del torrente Ienga e deltorrente Ceraso625.000 625.000STATO DI AVANZAMENTO A MARZO 2012ProceduraleTecnicoPer i progetti finanziati sono stati appaltati i lavori che sono in fase di realizzazionePer quanto concerne la realizzazione fisica risultano realizzate l’80% delle opereprevistePer l’analisi del “caso studio” in esame è stata organizzata l’1 marzo 2012 una missione nella sede delComune di Cautano, che ha visto coinvolti i funzionari provinciali incaricati delle istruttorie delle domande diaiuto e di pagamento (STAPF di Benevento), i responsabili tecnici della realizzazione del progetto ed i tecniciprogettisti1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualeIl progetto è stato elaborato “ex- novo” a seguito della pubblicazione del Bando della Misura 226 del PSRdella Regione Campania, quale risposta alla necessità di intervenire in aree caratterizzate da fenomeni dierosione e da frane di crollo causate dall’azione di scalzamento al piede operato in periodi di piena daitorrenti oggetto di intervento.La scelta progettuale nasce dalla necessità migliorare l’assetto idraulico e forestale del proprio territoriocoerentemente con la pianificazione sovraccomunale degli interventi prioritari prevista dalla CM del Taburno.La motivazione trova giustificazione nelle caratteristice dei torrenti interessati dal progetto per i quali siregistra una intensa attività erosiva, che nel corso degli anni ha provocato profonde incisioni ed erosionispondali.2. Descrizione degli interventi e delle aree:Le opere previste in progetto, ed in fase di realizzazione, sono finalizzate al consolidamento dell’astatorrentizia ed al mantenimento delle condizioni di stabilità delle aree che su di essa sottengono. Nellospecifico sono stati previsti:- interventi volti a migliorare le condizioni di stabilità del pendio;- consolidamento dell’asta torrentizia attraverso il rinforzo spondale e la realizzazione di briglie;- miglioramento dell’assetto ambientale e paesaggistico dell’area.Gli interventi consistono in:- pulizia dell’alveo del torrente per una lunghezza di 850 ml;pag. 225


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA- consolidamento spondale è realizzato con strutture elastiche quali le gabbionate poste su terreniprecedentemente preparati con scavo a sezione obbligua; sulla parte superficiale dei gabbioni è previsto ilriporto di terreno vegetale da rinaturalizzare mediante idrosemina;- realizzazione di briglie in legname e pietrame per la correzione del profilo dell’alveo;- consolidamento delle scarpate e spondale con palificate in legname e talee di salice:- inerbimento delle scarpate con idrosemina da realizzarsi su una superficie di circa 10 ha.Foto 1 - briglie in legno e gabbionate per il consolidamento delle sponde2.1 Inquadramento territorialeDal punto di vista fitoclimatico il territorio in oggetto può essere inquadrato secondo la classificazione delPavari nella zona del Lauretum sottozona calda – secondo tipo, con presenza di siccita estiva.L’area è caratterizzata da una agricoltura intensiva con presenza di nuclei forestali costituiti da specie tipichedella macchia mediterranea.pag. 226


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFoto 2 - contesto in cui si inserisce l’intervento2.2 Ricorso all’ingegneria naturalisticaIl progetto prevede l’impiego di opere di ingegneria naturalistica, con lo scopo di rendere il più possibilecompatibili le esigenza di messa in sicurezza delle aree in dissesto con quelle di tutela dell’ambiente.Tali opere prevedono:- palificate vive;- rinverdimento di palificate e gabbionate con messa a dimora di talee;- ripristino della vegetazione ripariale nelle fasce denudate.Per la realizzazione di tali opere si prevede l’utilizzo di specie arbustive quali perastro, prugnolo, biancospinoe viburno, e di specie arboree quali acero campestre, carpino olivo, alloro, salice bianco, olmo, frassino, tiglioselvatico, pioppo e robinia.Per gli interventi di piantumazione la ditta esecutrice dei lavori, nell’ambito delle offerte migliorative, si èimpegnata ad effettuare le cure colturali nei 5 anni successivi alla conclusione dei lavori.pag. 227


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA3. Obiettivi e risultati attesiIl territorio di riferimento è caratterizzato da fenomeni di dissesto che si manifestano anche sui bacini delleaste torrentizie secondarie rispetto all’alveo di intervento, pertanto con la realizzazione dell’intervento ilComune di Cautano si pone l’obiettivo di prevenire fenomeni di degrado, di erosione del suolo e di dissestoidrogeologico.Le condizioni idrogeologiche dell’area richiederebbero un’azione azione organica sull’intero territorio volta anormalizzare le condizioni delle sponde e delle aste torrentizie in modo da prevenire fenomeni di dissesto ederosione.I fenomeni registrati sono localizzati ma di entità considerevole, essi trovano origine sia nella naturalitomorfologica che dalla presenza di falde superficiali; per il torrente in esame si registra una fase evolutivadi deposito.L’assenza di piani di assestamento forestali, comunque costituisce un limite per la gestione del patrimonioforestale con particolare riferimento a quello pubblico.4. Punti di forza e di debolezzaLa realizzazione dell’intervento, con l’introduzione di tecniche innovative, costituisce per l’area di riferimentouna innovazione di processo in quanto precedentemente interventi simili venivano realizzati con tecnicheconvenzionali.Esso è inserito nel programma triennale delle opere pubbliche redatto dal Comune di Cautano, ma non in unambito di progettazione più ampio anche se, per le considerazioni fatte in precedenza, gli intervistatiritengono opportuno per il futuro procedere in tal senso, nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie.La scelta del progetto nasce da una condivisione tecnica con altri Enti Regionali (Regione, Protezione Civile,Autorità di Bacino) aventi competenze sulla difesa del suolo durata un decennio.5. Difficoltà e problematiche tecniche, organizzative, normative segnalate dal Soggetto beneficiarioPer la progettazione delle opere sono state riscontrate difficoltà dovute all’acquisizione delle autorizzazioninecessarie per la dimostrazione della cantierabilità richiesta dal bando per la concessione dei finanziamenti,mentre per la richiesta e concessione del finanziamento non sono state riscontrate particolari criticità anchein relazione al supporto fornito da parte delle strutture provinciali, soprattutto per la presentazione delledomande con il sistema AGEA.La realizzazione dell’investimento non sta comportando particolari difficoltà, fatta eccezione per il flussofinanziario che obbliga il comune, in difficoltà di cassa, ad anticipare parte delle spese; in considerazione cheil finanziamento è al 100% sarebbe auspicabile un totale anticipo dell’importo concesso.6. Prospettive per il futuroPer l’efficienza dell’investimento è prevista una forma di gestione dell’opera realizzata dalla ditta esecutricedei lavori quale offerta migliorativa proposta in sede di gara.Il beneficiario ritiene positiva la presente esperienza si prevede di richiedere ulteriori contributi da destinaread interventi analoghi.7. Informazioni generali sull’adesione al PSRNell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.pag. 228


Caso di Studio n.4 (Provincia di Benevento)VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURABENEFICIARIOCOMUNITA' MONTANA DEL FORTOREAZIONE PROGETTO IMPORTO PROGETTOCONTRIBUTOPUBBLICO“C”“C”“C”“D”“D”Strumenti tecnici ed informativi per ilmonitoraggio degli incendi boschiviStrumenti informativi di naturainventariale e cartografica finalizzatialla gestione selvicolturale volta adincrementare e mantenere le funzioniprotettive delle foreste e dei boschi ela conservazione dei suoli della c.m.fortoreAcquisto di attrezzature e mezzi per ilpotenziamento degli interventi diprevenzione e lotta attiva degli incendiboschiviAcquisto di attrezzature e mezzi per ilpotenziamento degli interventi diprevenzione e lotta attiva degli incendiboschivi - trattrice agricolo/forestaleper aibAcquisto di attrezzature e mezzi per ilpotenziamento degli interventi diprevenzione e lotta attiva degli incendiboschivi della comunità montanafortore251.289 251.289251.985 251.985252.520 252.520420.510 420.510420.938 420.938STATO DI AVANZAMENTO A MARZO 2012ProceduraleTecnicoPer il progetti finanziato sono stati appaltati ed acquisite le forniture, resta dacompletare la fase di rendicontazione delle spese.Per quanto concerne la realizzazione fisica, è stato già acquisito l’intera dotazionestrumentale prevista dai 5 progetti, anche se alla data della visita non risultavanoancora operativi, ma pronti per essere impegnati nella prossima campagnaantincendio.Per l’analisi del “caso studio” in esame è stata organizzata il 21 marzo 2012 una missione nella sede dellaComunità Montana del Fortore, che ha visto coinvolti sia i funzionari provinciali incaricati delle istruttoriedelle domande di aiuto e di pagamento, sia i responsabili tecnici della realizzazione del progetto.pag. 229


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualel progetti sono stati elaborati “ex- novo” a seguito della pubblicazione del Bando della Misura 226 del PSRdella Regione Campania, quale risposta alla necessità di mettere in sicurezza alcune aree del territoriocomunaleLa scelta progettuale nasce dalla necessità di intervenire con azioni sinergiche volte a difendere lasuperficie boscata della Comunità Montana dagli incendi.2. Descrizione degli interventiNell’ambito della misura 226 la CM del Fortore sta realizzando 5 progetti per un importo totale di1.597.242,5 finalizzati alla prevenzione e la lotta attiva degli incendi boschivi.- Strumenti informativi di natura inventariale e cartografica finalizzati alla gestione selvicolturali(azione C – id domanda 154575757 . importo complessivo € 251.289,50 )La realizzazione del progetto è indirizzata alla configurazione di un sistema informatizzato di monitoraggio, diaggiornamento, gestione, consultazione ed interrogazione di dati territoriali con una connotazione specificariguardante la classificazione del territorio in funzione del livello potenziale di incendiabilità delle categorie diuso del suolo, il miglioramento delle condizioni ambientali delle aree boscate, la salvaguardia delle stesse daeventuali incendi e la base per il coordinamento delle fasi di intervento da parte degli organi di interventopreposti. Il sistema è multidisciplinare in quanto vengono esaminati e coinvolti vari aspetti di carattere fisicoterritoriale,vegetazionale, floristico, faunistico e biologico.Esso è costituito da tematismi cartografici di base, da tematismi derivati da questi ultimi, da cartografiederivate da analisi statistiche di dati territoriali e da elaborati cartografici specifici rappresentativi dell’uso delsuolo, delle aree boschive, della rete idrologica, della rete stradale, ecc.L’organizzazione dei tematismi conduce allo strumento finale che è rappresentato dalla “carta del rischio diincendio boschivo”.- Strumenti Tecnici ed informativi per il monitoraggio degli incendi boschivi (azione c)(azione C – id domanda 709200605 . importo complessivo € 251.985,00)Il progetto riguarda la realizzazione di una stazione totale GPS per trasmissione di correzione differenziale,una serie di stazioni GPS rover (stazioni mobili) per misurazioni ed aggiornamenti ed un sistema divideosorveglianza delle aree boschive.Si tratta di una stazione GPS topografica di precisione attesa di massimo livello che conferisce alla stessa nonsolo un valore di strumento di misura, ma anche e sopratutto un sistema di riferimento e confronto per tuttigli utilizzatori.La stazione permanente è in grado di fornire correzioni tali da ottenere, in tutta l'area monitorata, con unricevitore rover di caratteristiche elevate una precisione strumentale inferiore a 3 cm in post processing e 5cm in RTK.Nel progetto è ritenuta fondamentale la formazione del personale preposto all’utilizzo del sistema finale inquanto dovranno essere coordinate le conoscenze territoriali in senso stretto degli operatori con le specificitàdegli strumenti informatici da utilizzare, sia di aspetto hardware (Stazione totale GPS, stazioni mobili ROVERdi rilievo, strumenti di comunicazione tra staizone totale e ROVER, ecc.)- Acquisto di apparecchiature anche informatiche di Comunicazione (radio, e radiolocalizzazione).(azione C – id domanda 858705949 . importo complessivo € 252.520,00)La non sufficiente disponibilità di mezzi essenziali per la mobilità del personale, per la prevenzione e per lospegnimento, e la quasi inesistenza di attrezzature in particolare per la difficoltà di comunicazioni (sala radio- telefonia mobile,ecc.) e la mancanza di adeguata tecnologia di rilevamento oltre alle mutate condizioni dimanutenzione delle viabilità rurale dovuta all’abbandono dei terreni, ha spinto la CM a dotarsi di un completosistema di radiolocalizzazione, denominato ADMIRAL, dedicato alla gestione di una flotta di veicoli.pag. 230


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa radiolocalizzazione dei mezzi è realizzata con sistema GPS (Global Positioning System) che permette didefinire la posizione di mezzi o persone in tempo reale. L'invio di tale posizione alla centrale di controlloavviene nei modi e nei tempi individuati più idonei in funzione delle esigenze dell'utilizzatore.Le potenzialità funzionali prevedono soluzioni applicative che consentono:- all'operatore di bordo di interagire con la propria centrale di riferimento anche grazie ad altri strumenti dilavoro eventualmente a disposizione (computer di bordo, impianti vivavoce, videocamere, altreperiferiche dotate di connessione di tipo seriale o USB, sensoristica in grado di fornire valori di on/off otensioni di funzionamento, ecc....);- all'operatore di centrale di avere sotto controllo la propria flotta di mezzi intesi non solo come unitàfisiche da referenziare sul territorio ma come unità operative in grado di fornire il proprio stato difunzionamentoIl sistema in progetto sarà di fondamentale valenza nelle fasi di coordinamento degli interventi da parte degliorgani di intervento preposti e rappresenterà uno strumento dinamico ed estremamente preciso per l’aggiornamento delle superfici boschive e del catasto incendi.- Acquisto di Attrezzature e mezzi tecnici ed innovabili per la lotta degli incendi(azione D – id domanda 260670950 . importo complessivo € 420.510,00 - trattrici agricola)(azione D – id domanda 898158651 . importo complessivo € 420.938,00 - )Con la realizzazione dei due progetti finanziati la CM integra la propria disponibilità, ritenuta insufficiente e/oinadeguata, di mezzi essenziali per le operazioni prevenzione, spegnimento e ripristino delle superfici boscatepercorse da incendi.Nel particolare adegua la propria dotazione con l’acquisto di attrezzature, trattrici agricole ed automezziadeguatamente.2.1 Descrizione del territorio della CM:La C.M. del Fortore, comprende dodici ed assolve a funzioni di- gestione, conservazione (anche attraverso la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi) edincremento del patrimonio boschivo;- miglioramento ed ampliamento del verde pubblico;- sistemazione idrauliche-forestali e di bonifica montana;- la valorizzazione ambientale e del territorio;Il territorio della CM è contraddistinto da- S.A.U. (Superficie Agricola Utilizzata Ha 47.184.00.00- S.A.F. (Superficie Forestale) Ha 4.371.00.00- S.T. (Superficie Totale) Ha 619.49.00.00- Superficie Montana Ha 47.424.00.00- Superficie Svantaggiata Ha 12.151.00.00La morfologia dominante consiste in una successione di rilievi e formazioni collinari e montuose con rarialtopiani che degradano in maniera uniforme verso le valli, con presenza di diffuse asperità disegnate davalloncelli che incidono notevolmente il territorio prima di riversarsi nei fiumiL'ordinamento colturale praticalo in zona è quello cerealicolo e foraggero, dove l'enorme diffusione deicereali è avvenuta a scapito delle superfici investite a pascolo ed a boschi.I circa 4.000 ha di superficie forestale comprende i 1.950 ha di rimboschimenti, realizzati a partire dagli anni’50, e costituiti prevalentemente da cipressi, pini e cerro, e cui si associano acero e frassino. Per quantoconcerne la proprietà circa 1.500 sono gli ettari di bosco comunali.pag. 231


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa considerevole diffusione dei seminativi, la variazione regressiva delle aree boschive, unitamente allanatura e giacitura dei terreni ed alla mancanza di una adeguata regimentazione delle acque superficiali, sonotra le cause principali del diffuso dissesto idrogeologico che caratterizza il territorio Comunitario.3. Obiettivi e risultati attesiData la natura la natura e le caratteristiche del territorio la CM con la misura 226 ha realizzato gli interventiconsiderati nel presente “caso studio”, in sinergia con altre azioni e con il PAIB.Essi, consistenti sia nella dotazione di mezzi di comunicazione (azione C) sia di attrezzature e macchinari(azione D), sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi dettagliati di seguito.Introduzione di operazioni integrate per la prevenzione e per la lotta attiva agli incendi boschivi;L’importanza della introduzione di adeguati mezzi per la prevenzione e dovuta alla condizione di rischio diincendio riscontrato nell’ambito della CM, che può essere classificato come medio in genere, e localmenteelevato, soprattutto laddove la composizione dei soprassuolo forestali comprende una considerevolepercentuale di resinose, maggiormente infiammabili.L’introduzione di sistemi di avvistamento, di pianificazione e riduzione dei tempi di intervento, oltre che diadeguamento delle dotazioni per la lotta attiva, contribuiscono efficacemente prevenire, contrastare e ridurrei danni da incendio.Le principali cause di incendi sono da ricondurre, oltre che alla composizione delle superfici forestali, allepratiche agricole di bruciatura delle stoppie che vengono effettuate in violazione della normativa; anche daciò la necessità di dotarsi anche di un sistema di videosorveglianza e di avvistamento.L’assenza degli investimenti aumenta il rischio dei danni ambientali in quanto la perdita di superfici forestali,oltre che incidere sugli habitat presenti, rende più vulnerabile l’area a fenomeni di dissesto idrogeologico,rendendo vani gli investimenti di forestazione fatti nel passato la cui funzione principale risedeva nella difesadel suolo.Prevenzione di fenomeni di degrado, di erosione del suolo e di dissesto idrogeologicoL’intervento si inserisce in un’area caratterizzata da fenomeni di dissesto diffusi sul 90% del territorio.La considerevole diffusione dei seminativi, la variazione regressiva delle aree boschive, unitamente allanatura e giacitura dei terreni ed alla mancanza di una adeguata regimentazione delle acque superficiali, sonotra le cause principali del diffuso dissesto idrogeologico che caratterizza il territorio Comunitario.Per contrastare questi fenomeni di dissesto che creano gravi danno al territorio, nel passato (a partire daglianni ’50 e fino agli anni ’80) è stata attuata una politica di sistemazione estensiva ed intensiva della collina edella montagna con la realizzazione di rimboschimenti, drenaggi, fossi di scolo, cunettoni, costruzione dibriglie, piste di servizio e viabilità di Bonifica Montana.Da tali premesse si comprende di come la difesa della risorsa forestale, a cui sono rivolti gli investimenticonsiderati, assolve per il territorio della CM anche ad funzione di stabilizzazione dei versanti e di difesa delsuolo.In tale contesto, le opportunità di intervento fornite dalla misura 226, sono ritenute valide e necessarie, purtuttavia sarebbe auspicabile che per il futuro siano definiti forme di intervento integrate che diano lapossibilità di effettuare ulteriori interventi di forestazioni anche in sinergia con altre misure.4. Punti di forza e di debolezzaGli investimenti realizzati dalla CM hanno comportato l’introduzione di sistemi informativi e dotazioni concaratteristiche tecniche all’avanguardia che costituiscono innovazioni di processo e tecniche.I 5 distinti progetti realizzati dalla CM si inseriscono in un più vasto programma di valorizzazione e difesadell’area sono in continuità con interventi attuati nel passato funzionalmente integrati tra loro a costituirelotti funzionali di un unico progetto complessivo.pag. 232


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAEssi sono stati elaborati di concerto con le amministrazioni comunali e con le strutture regionaliLa loro realizzazione non ha riscontrato particolari difficoltà attuative, ne nella fase di concessione delfinanziamento ne nella fase di realizzazione degli interventi.Qualche difficoltà è stata riscontrata per la rendicondazione e rimborso della spesa dovute alle procedureadottate che coinvolgono l’OP e per l’anticipazione delle spese.5. Prospettive per il futuroI beni finanziati consentiranno alla CM di operare con maggiore efficienza e svolgere al meglio il servizio AIBa cui essi sono destinati.L’uso di strumenti e mezzi tecnici ad alta efficienza volti anche al coordinamento nella fase di prevenzione elotta attiva agli incendi boschivi contribuiranno alla riduzione delle aree annualmente percorse dal fuoco,della superficie media ad incendio ed alla sicurezza degli operatori impegnati a terra.Il beneficiario ritiene positiva la presente esperienza e prevede di richiedere ulteriori contributi da destinaread interventi analoghi.6. Informazioni generali sulla comunicazionenell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.pag. 233


Caso di studio n. 5 (provincia di Benevento)VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURABENEFICIARIOCOMUNE DI SAN MARCO DEI CAVOTIAZIONE PROGETTO IMPORTO PROGETTOCONTRIBUTOPUBBLICO“E”Sistemazione idraulico-forestaledell'area demaniale Monte San Marco338.782 338.782STATO DI AVANZAMENTO A MARZO 2012ProceduraleTecnicoPer il progetti finanziato sono stati appaltati i lavori che sono in fase direalizzazionePer quanto concerne la realizzazione fisica risultano realizzate il 70% degliinterventi previsti e restano da completare le opere di sistemazione superficialePer l’analisi del “caso studio” in esame è stata organizzata una missione nella sede Comune di San Marco deiCavoti, che ha visto coinvolti i funzionari provinciali incaricati delle istruttorie delle domande di aiuto e dipagamento ed il tecnico dell’Ente responsabile della realizzazione del progetto.1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualeIl progetto è stato elaborato “ex- novo” a seguito della pubblicazione del Bando della Misura 226 del PSRdella Regione Campania, quale risposta alla necessità di mettere in sicurezza alcune aree del territoriocomunaleLa scelta progettuale nasce dalla necessità di intervenire a colmare il degrado idrogeologico e ambientalein cui versa l’area Comunale Monte San Marco, posta a Nord/Est del centro abitato, tenuto conto dei dannigià subiti dalle infrastrutture pubbliche e private sottese al movimento franoso esistente nell’area e dalpericolo incombente per la pubblica e privata incolumità, intende effettuare un risanamento idraulicoforestaleed ambientale dell’area sottesa al Versante Monte San Marco.2. Descrizione degli interventi e delle areeGli interventi finanziati sono funzionali al risanamento dell’area dal punto di vista idraulico forestale eambientale.pag. 234


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFoto 1 - stato dei luoghi ex-ante, con l’evidenziazione del corpo franosoFoto 2 - cantiere delle opereLe opere finanziate nel dettaglio consistono in:- Realizzazione di trincee drenanti di sezione trapezoidale della profondità variabile da 5,00-3,00-1,20(profondità utile per superare i piane di scivolamenti delle frane) costituite da uno strato di pietramecalcareo opportunamente dimensionato con sottostante tubazione drenante inglobata nel pietriscocalcareo il tutto avvolto dal Geotessile.- Realizzazione di opere di consolidamento e contenimento costituiti da elementi drenanti, gabbioni epalificate a parete doppia e semplice rinverdite utilizzati per la realizzazione di terrazzamenti, nonchépag. 235


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAl’utilizzo di viminate e palizzate rinverdite al fine di implementare e favorire il consolidamento naturale adopera dell’apparato radicale.- Scoronamento e livellamento dell’intera area coinvolta dai movimenti franosi.- Realizzazione di fosso di guardia a monte dell’area dissestata e opere di intercettamento, convogliamentoe scarico delle acque che cadono nell’area di frana negli adiacenti impluvi naturale, quest’ultime concausadeterminante dell’innesco di movimenti franosi.- Rinaturalizzazione dell’intera area interessata delle opere mediante la piantumazione di essenze arboree earbustive autoctone al fine di implementare la ricostituzione dell’habitat floro-faunistico, e di favorire lastabilizzazione del versante diminuendo l’effetto erosivo dei terreni denudati dai dissesti esistentinell’area.Le specie utilizzate per gli interventi di rinaturalizzazione sono specie autoctone, scelte sulla base dellecondizioni pedoclimate del sito, e sono:- piante di alto fusto:1) Cerro (Quercus cerris);2) Quercia (Quercus Pubescens);3) Frassino (Fraxsinuo excelsior).- Specie di sotto bosco:1) Mora senza spine piante del genere murus;2) Ribes della famiglia delle grossulariaceae;3) Sorbo famiglia delle rosaceee .- Specie erbacee da seminare lungo i stradoni degli interfilari:1) Graminacee:2) Lolium perenne, oltre a specie naturalmente diffuse nella zona;3) Leguminose:4) Trifogli specie;5) Ginestrino specie.Inquadramento territorialeL’area in oggetto risulta inserito nella Macroarea D2 (area caratterizzata da ritardo di sviluppo individuata C2“Fortore”)Dal punto di vista naturalistico è da annotare che il sito è limitrofo ad aree natura 2000.Nell’area di intervento oltre alle piante resinosi impiantate vi è la presenza di roverella (Quercus pubescens),con frammisto di olmo, carpino e frassino oltre che la presenza di sporadica di rimanenze dell’antica forestadi querce e cerri (periodo napoleonico), inoltre si osserva la presenza di vegetazione cespugliosa di rovi espine (crategus monogina) e arbustivo tra cui si annoverano il perastro (Pyrus piraster) il prugnolo (Rubusspinosa) il biancospino (Crategus monogina) il rovo (Rubus caestus) il viburno (Viburnum lantana), laginestra (Spartium juncum) e la rosa canina.Ricorso all’ingegneria naturalisticaPer la realizzazione degli interventi sono adottate tecniche di ingegneria naturalistica e di opere fortementedrenanti, gabbioni e drenaggi, queste opere si presentano particolarmente adatte in questo contesto inquando si va ad operare in terreni argillosi e saturi di acqua, pertanto i gabbioni per la loro capacitàintrinseca fortemente drenante oltre a contrastare le spinte favoriscono l’autocostipamento dei terreniretrostanti favorendo il consolidamento del contesto d’impianto.pag. 236


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA3. Obiettivi e risultati attesiCon la realizzazione delle opere si intende prevenire i fenomeni di erosione del suolo e di dissestoidrogeologico in un’area caratterizzata da fenomeni di smottamento superficiale in genere localizzati e dimodeste entità che trovano origine nella natura litomorfologica del territorioL’intervento in generale mira al riassetto idrogeologico ed al miglioramento dell’ambiente e del territorio. Conesso si persegue la conservazione di habitat di alta valenza naturalistico e del paesaggistico d’alta quota,oltre che l’implementazione delle specie vegetali autoctone e degli animali di elevato interesse comunitario.I principali effetti attesi sono di carattere ambientale, data la valenza naturalistica dell’area e l’assenza diinfrastrutture/strutture.Le opportunità di intervento fornite dalla misura 226, sono ritenute valide e necessarie, pur tuttavia sarebbeauspicabile che per il futuro siano definiti forme di intervento integrate che comprendano la possibilità diintervenire anche su superfici non forestali in sinergia con interventi di sistemazione idrogeologiche in sensolato.4. Punti di forza e di debolezzaL’intervento si inserisce in un contesto più ampio di tutela e valorizzazione dell’area, in quanto lo stessobeneficiario sta realizzando un progetto di valorizzazione finanziato con la misura 227, che prevede, tralaltro il recupero del rifugio forestale e la sistemazione per un uso turistico ricreativo dell’area.Esso è stato progettato e realizzato valorizzando approcci partecipativi, ricercando coordinamento, scambio econcertazione tra diversi soggetti, istituzionali e non.La scelta del progetto nasce da una condivisione con associazioni locali (pro-loco) , data anche l’attrattivitàdel posto, e con coinvolgimento del Corpo Forestale dello Stato.L’approccio nella programmazione, pianificazione, progettazione, esecuzione degli interventi e delle opere,incentrata sulla ricerca di una sostenibilità e di un basso impatto, secondo i principi della ingegnerianaturalistica, costituisce per territorio di riferimento una innovazione di processo.5. Difficoltà e problematiche tecniche, organizzative, normative segnalate dal Soggetto beneficiarioIn una prima proposizione il progetto non è risultato rispondente ai requisiti ed agli obiettivi del bando, ciòha comportato una revisione ed un adeguamento degli elaborati progettuali ed una sua successivariproposizioneNella successive fasi di richiesta e concessione del finanziamento, di realizzazione dell’investimento e nelricevimento dei contributi assegnati non sono state riscontrate particolari difficoltà.6. Prospettive per il futuroPer la gestione dell’opera il Comune ha predisposto, di concerto con la Comunità Montana, un piano digestione decennaleIl beneficiario ritiene positiva la presente esperienza si prevede di richiedere ulteriori contributi da destinaread interventi analoghi.7. Informazioni generali sull’adesione al PSRNell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.pag. 237


Caso di studio n. 6 (provincia di Salerno)VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAEnte istruttore: STAPF SALERNOData: 20 LUGLIO 2012Luogo:Struttura:LAURINOComune di LAURINOPer l’analisi del “caso studio” in esame è stata organizzata una missione nella sede Comune di Laurino, cheha visto coinvolti i funzionari provinciali incaricati delle istruttorie delle domande di aiuto e di pagamento, ilsindaco, i tecnici incaricati della progettazione e della direzione dei lavori ed il tecnico dell’Ente responsabiledella realizzazione del progetto.BENEFICIARIOCOMUNE DI LAURINOAZIONEPROGETTOIMPORTOPROGETTOCONTRIBUTOPUBBLICO“E”Miglioramento caratteristiche stabiltà vallone festolasottostante centro abitato - 1° stralcioIntervento di miglioramento delle caratteristiche di stabilitàdel vallone festola, sottostante l'abitato di Villa Littorio, IIIlottoIntervento di miglioramento delle caratteristiche di stabilitàdel Vallone Festola, sottostante l'abitato di Villa Littorio, IIIlottoSistemazione idrologica ambientale Vallone Fontanelle (loc.San Rocco) Valle Centro abitato Laurino573.791 573.791623.251 623.251624.497 624.497625.000 625.000STATO DI AVANZAMENTO A LUGLIO 2012ProceduraleTecnicoPer i progetti finanziati sono stati appaltati i lavori e resta da provvedere alla solarendicontazione finale.Per quanto concerne la realizzazione fisica sono in corso di ultimazione solo dacompletare solo i due lotti a valle, mentre sono ultimati i lotti più a ridosso delcentro abitatopag. 238


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualeIl progetto fa parte di un parco progetti, già elaborato dalla amministrazione, da cui sono stati estrapolati iprogetti coerenti con gli obiettivi della misura 226 e finanziati dalla stessa.Il dotarsi di un parco progetto, permette di meglio pianificare gli interventi necessari per la gestione dell’ambito amministrativo, anche in una ottica di individuazione delle esigenze, assegnazione delle priorità,verifica della coerenza con le programmazione degli Enti sovra territoriali e pianificazione finanziaria.La scelta progettuale nasce dalla necessità di sistemare e regolarizzare il corso torrentizio del torrenteFESTOLA, con strutture volte al contenimento dei fenomeni erosivi in alveo e di sponde, a difesa delle areecircostanti e delle infrastrutture presenti.Foto 1 - contesto in cui si inserisce l’interventoLe acque del Torrente Festola sia per motivi clivometrici sia in considerazione delle condizioni geologiche deiterreni entro cui scorre, danno luogo a sensibili azioni erosive sulle sponde ed un attivo trasporto solido.pag. 239


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATutto ciò concorre a creare i presupposti per l’innesco di seri problemi di stabilizzazione dei fianchi vallivi chebordano detto corso d’acqua il quale trae, dal suo spiccato regime torrentizio, ulteriore energia per renderepiù incisivo il processo di erosione in atto.Foto 2 – fenomeni di dissesto nelle aree di intervento.L’instabilità di questa zona costituisce, infatti, non solo una delle emergenze più gravi per la collettività, maanche un serio condizionamento per la crescita socio –economica di questa parte del territorio comunale.L’esigenza di intervenire nel campo idraulico, per la sistemazione di questa zona è stata affrontata in uncontesto volto a ridurre l’impatto ambientale degli interventi, ricorrendo, in maniera consistente, alle tecnichedell’ingegneria naturalistica, poiché tale area ricade in zona due del Parco Nazionale del Cilento e Vallo diDiano.2. Descrizione degli interventi e delle aree:Il progetto punta a migliorare l’assetto idraulico del tronco di torrente interessato, il quale non è arginato, hasezioni molto irregolari e non è interessato da interventi di regimentazione idraulica significativi.Gli interventi in progetto si prefiggono essenzialmente il risanamento delle emergenze in atto, il controllo levelocità in alveo, e la correzione delle pendenze, con l’inserimento briglie e difese spondali nei tratti piùbisognevoli.Per gli interventi di protezione spondali si effettuano interventi che non alterano i caratteri di naturalitàesistenti, dando priorità all’utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale.In particolare per la difesa delle sponde soggette a forte erosione, sono realizzate, a secondo dellamorfologia, dei gabbioni tenendo conto delle loro condizioni di assise, di motivi pratici di realizzo nonchégiustificazioni di carattere ambientale.pag. 240


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAAl disopra dei gabbioni saranno realizzate delle palificate vive o grate di legno, che nell’insieme oltre aproteggere e consolidare le scarpate, daranno un notevole contributo alla rinaturalizzazione delle sponde.In sintesi i lotti progettati prevedono:- la stabilizzazione di corpi di frana;- la difesa spondale del torrente Festola;- opere di regimazione del acque;- regolarizzazione del profilo dell’alveo.Inquadramento territorialeIl territorio comunale dove si colloca l’intervento è caratterizzato in gran parte all'utilizzazione agricola. Siriscontrano, tuttavia, delle oasi boscate le cui essenze dominanti appartengono alle specie della macchiamediterranea (querce, roverelle, ontani napoletani, corbezzoli, eriche, ginestre). Nelle aree ad altitudine piùelevata si trovano delle piante di castagno da frutto e ceduo: macchia mediterranea, querceto, castagneto.Ricorso all’ingegneria naturalisticail progetto prevede l’impiego di opere di ingegneria naturalistica, con lo scopo di realizzare le finalità postealla base del lavoro, di utilizzare materiale direttamente recuperabile dagli scavi e di rispettare l’ambiente,introducendo un elemento di difesa realizzato essenzialmente con materiali naturali.3. Obiettivi e risultati attesiGli interventi realizzati sono considerati necessari per un territorio in cui il bosco è in continuo avanzamentoa seguito delle rinaturalizzazione delle aree ex agricole, e costituiscano le uniche azioni messe in atto peruna difesa attiva del territorio.Si reputa comunque necessario permettere ai Comuni di intervenire con azioni sinergiche (anche conaltre misure del PSR. - es.: 122, 227) che contemporaneamente contribuiscano alla difesa, tutela evalorizzazione del patrimonio forestale attraverso:- il continuo monitoraggio delle superfici forestali volto alla controllo delle fruizione, alla prevenzioneincendi con un sistema di avvistamento, al controllo e repressione dei fenomeni di discarica abusive;- interventi volti all’uso sostenibile del patrimonio boschivo con investimenti di miglioramento forestale evalorizzazione turistica di tali aree.In tale contesto si potrebbe operare, non con una attuazione a bando delle misure, ma con pianificazionetematica e territoriale degli interventi, da effettuarsi anche a regia regionale.Il contributo del PSR per tali interventi è indispensabile, in assenza del quale i Comuni non sono in grado diintervenire.La matrice argillosa del territorio di riferimento su cui si realizza l’intervento fa si che esso sia interessato dafenomeni sia di erosione che di dissesto idrogeologico diffusi su tutto il comprensorio con entità sia estesache puntuale.Tali fenomeni sono accentuati anche dall’abbandono dei terreni marginali, in cui nel passato le praticheagricole svolgevano un ruolo controllo attivo.Gli interventi stabilizzazione dei versanti e normalizzazione del profilo dell’alveo del torrente Festola, sonoreputati essenziali ai fini sia della tutela del paesaggio forestale sia della viabilità rurale, sia della stabilitàdello stesso centro abitato.4. Punti di forza e di debolezzaContrariamente ad altri casi studi esaminati per la misura 226, la realizzazione del progetto in esame non hacomportato l’introduzione di tecniche innovative, ciò in considerazione che l’uso di tecniche di ingegnerianaturalistiche che costituisce per altre aree una innovazione di processo, per il comune di Laurino è unapag. 241


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURApratica consolidata sulla base delle disposizioni dell’Ente Parco del Cilento entro i cui confini è ricompreso ilterritorio comunale.L’intervento è realizzato per lotti funzionali, tutti finanziati ed in fase di ultimazione; nel caso di mancatofinanziamento di uno o più dei lotti proposti il progetto sia pur singolarmente funzionale non avrebberaggiunto la piena efficienza, per le ripercussioni che un tratto di torrente non in equilibrio idrologico puògenerare sia a monte che a valle.La scelta del progetto e delle priorità in esso contenuto è nata da segnalazione dei cittadini.5. Difficoltà e problematiche tecniche, organizzative, normative segnalate dal Soggetto beneficiarioNella fase di progettazione sono stati riscontrate difficoltà dovute all’acquisizione delle autorizzazioninecessarie per la dimostrazione della cantierabilità richiesta dal bando per la concessione dei finanziamenti.Tali difficoltà nascono soprattutto dai diversi requisiti tecnici degli interventi richiesti dall’Ente Parco e daglialtri Enti preposti (Autorità di bacino); infatti talune soluzioni tecniche a basso impatto richieste dall’EnteParco a volte non sono ritenute sufficientemente valide dall’Autorità di Bacino e viceversa.Nella richiesta e concessione del finanziamento non sono state riscontrate particolari criticità, anche in virtùdel supporto avuto da parte delle strutture provinciali, con particolare riferimento all’utilizzo del sistemaAGEA.Per l’affidamento dei lavori si è proceduto, nel rispetto della normativa sugli appalti pubblici, con unaprocedura di evidenza pubblica a seguito della quale è pervenuto un considerevole numero di domande, lacui valutazione ha creato un aggravio di impegno all’amministrazione, ma nel contempo ha permesso diselezionare l’offerta migliore.Le difficoltà nella realizzazione degli interventi sono causate dalle condizioni climatiche che in periodi dipioggia impediscono l’accesso al cantiere.Le uniche difficoltà segnalate per la realizzazione dell’investimento sono relative al flusso finanziario cheobbliga il comune, in difficoltà di cassa, ad anticipare parte delle spese; in considerazione che ilfinanziamento è al 100% sarebbe auspicabile un totale anticipo dell’importo concesso.6. Prospettive per il futuroPer la gestione dell’opera il Comune prevede interventi di manutenzione ed inoltre, ritenendo positiva lapresente esperienza, i prevede di richiedere ulteriori contributi da destinare ad interventi analoghi.7. Informazioni generali sull’adesione al PSRNell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.pag. 242


Caso di studio n. 7 (provincia di Salerno)VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAEnte istruttore: STAPF SALERNOData: 14 MARZO 2012Luogo:Struttura:SICIGNANO DEGLI ALBURNIComune di SICIGNANO DEGLI ALBURNIBENEFICIARIOCOMUNE DI SICIGNANO DEGLI ALBURNIAZIONE Progetto Importo progetto Contributo pubblico“E”Sistemazione idraulica forestaleTorrente Vignali587.931,25 587.931,25STATO DI AVANZAMENTO A MARZO 2012ProceduraleTecnicoPer il progetto finanziato sono stati appaltati i lavori che sono in fase direalizzazione.Per quanto concerne la realizzazione fisica degli interventi si è gia provveduto allaredazione di un primo stato di avanzamento, che alla data dell’intervista puòessere quantificato in circa il 30% dei lavori previsti1. Descrizione del contesto in cui è maturata la scelta progettualeIl progetto è stato elaborato “ex- novo” a seguito della pubblicazione del Bando della Misura 226 del PSRdella Regione Campania, quale risposta alla necessità di mettere in sicurezza alcune aree del territoriocomunaleCome risulta anche dalla Relazione tecnica illustrativa del progetto finanziato la scelta è stata effettuate inconsiderazione dei fondi disponibili, con la partecipazione del bando, per interventi finalizzati alla messa insicurezza dei versanti e delle aste torrentizie a particolare rischio di erosione e degrado, essendo il territorioin oggetto caratterizzato dalla presenza di corsi d’acqua a tempo come il torrente “Vignali”.La scelta progettuale nasce dalla necessità di intervenire laddove sono presenti dissesti lungo il versantesu cui è ubicato il centro agricolo e destinati sicuramente in pochi anni a raggiungere i fabbricati colonicipresenti, si manifestano tutti i connotati richiesti dalla specifica misura, ed appare quanto mai opportunointervenire in casi di acclarata necessità con le risorse e le tipologie d’intervento messe a disposizione epreviste dal P.S.R. Campania - Misura 226, trattasi come detto e specificato nella presente relazione, diinterventi appropriati all’ambiente stesso che operi anche e soprattutto in funzione della riduzione dei rischiper l’uomo che in questo caso specifico è di un determinato rilievo.La difesa spondale prevista dal progetto in ogni caso contribuisce alla tutela delle superfici boscate, sia purlimitate, presenti a ridosso del corso d’acqua.pag. 243


2. Descrizione degli interventi e delle aree:VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAL'intervento ha lo scopo principale di mettere in sicurezza e ridurre i fattori di rischio nelle zone soggette adissesto idrogeologico mediante sistemazione idraulico forestale con tecniche di ingegneria naturalistica.l'intervento consentirà la rinaturalizzazione del sito ovvero ripristinare la vegetazione alterata dai fenomenifranosi e dal corso d'acqua. l'intervento previsto,difatti,mira a limitare i fenomeni di erosione e a prevenire lefrane mediante le condizioni stazionali e di governo della flora esistente, regolando e migliorando il corsodelle acque.L’intervento consiste in una bonifica delle condizioni di instabilità procedendo con la messa in sicurezza ditutta l’asta idraulica, attraverso la:- pulitura del letto del vallone mediante il taglio della vegetazione esistente morta e la rimozione delmateriale alluvionale accumulato in modo da ripristinare la sezione idraulica del vallone allo stato iniziale;- risagomatura delle sponde con opere longitudinale che utilizzano tecniche di ingegneria naturalistica ecostituite da una giustapposizione di gabbioni in pietra calcarea della zona;- sistemazione delle sponde erose con tecniche di ingegneria naturalistica che prevedono anche lapiantumazione di essenze vegetali autoctone, in modo da frenare, soprattutto sulle formazioni terrigene,l’erosione delle scarpate che in questo caso sono di forte pendenza;- realizzazione di briglie in gabbionate e pietrame con talee oppure gabbionate in modo tale da ridurne lavelocità delle acque e di conseguenza l’energia cinetica dell’acqua stessa, che è eccessiva soprattuttonegli episodi di piena.Il sito interessato dagli interventi di sistemazione idraulico forestale risulta individuato a valle della frazioneScorzo e abbraccia una intera vallata agricola – forestale fortemente interessato a fenomeni di erosionedelle acque torrentizie e, ancora meglio, tra le aree a particolare rischio idrogeologico.Esso si snoda alla base del versante a medio -alta pendenza, quello in sinistra orografica ed ha accanto ilcrinale su cui è ubicato il centro abitato di Scorzo, in parte interessato dai fenomeni franosi, incorrispondenza proprio della località citata innanzi.Il contesto in cui si inerisce è caratterizzato da un ambiente agro-forestale interessato da fenomeni dismottamenti, slittamenti e scoscendimenti in occasione di precipitazioni particolarmente copiose.Il progetto è stato elaborato “ex- novo” a seguito della pubblicazione del Bando della Misura 226 del PSRdella Regione Campania, quale risposta alla necessità di mettere in sicurezza alcune aree del territoriocomunaleCome risulta anche dalla Relazione tecnica illustrativa del progetto finanziato la scelta è stata effettuate inconsiderazione dei fondi disponibili, con la partecipazione del bando, per interventi finalizzati alla messa insicurezza dei versanti e delle aste torrentizie a particolare rischio di erosione e degrado, essendo il territorioin oggetto caratterizzato dalla presenza di corsi d’acqua a tempo come il torrente “Vignali”.L’obiettivo del progetto è di intervenire laddove sono presenti dissesti lungo il versante su cui è ubicato ilcentro agricolo e destinati sicuramente in pochi anni a raggiungere i fabbricati colonici presenti, simanifestano tutti i connotati richiesti dalla specifica misura, ed appare quanto mai opportuno intervenire incasi di acclarata necessità con le risorse e le tipologie d’intervento messe a disposizione e previste dal P.S.R.Campania - Misura 226, trattasi come detto e specificato nella presente relazione, di interventi appropriatiall’ambiente stesso che operi anche e soprattutto in funzione della riduzione dei rischi per l’uomo che inquesto caso specifico è di un determinato rilievo.La difesa spondale prevista dal progetto in ogni caso contribuisce alla tutela delle superfici boscate, sia purlimitate, presenti a ridosso del corso d’acqua.pag. 244


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAFoto 1 – fenomeni di erosione di sponda.Inquadramento vegetazionaleGli elaborati progettuali indicano, in base alla classificazione realizzata per la Campania nel 1979 dal Pignatti,per il territorio in esame la presenta tutti i requisiti per una vegetazione climatica potenziale del bosco dileccio ( Ordine dei Quercetalia ilicis).Di seguito si riporta uno stralcio dell’inquadramento vegetazionale di cui ai citati elaborati progettuali.Le cenosi vegetali nelle aree rade più esposte a sud sono riferibili all’alleanza del Oleo- Ceratotion, checomprende gli aspetti più termoxerofili della vegetazione mediterranea sempreverde con dominanza di Mirto,Lentisco, con sporadica presenza dell’Oleastro (Olea europea subsp. Sylvestris) e di altre specie qualil’Arbustus unedo, la Phillyrea latifolia, il Viburnum tinus, l’Erica arborea.In linea generale i caratteri essenziali sono il predominio di alberi, spesso allo stato arbustivo, ed arbustisclerofilli (Leccio, Corbezzolo, Alloro, Tino, Mirto, Lentisco, etc.) cui si uniscono arbusti a fusto verde (tipoSpartium), piante a foglie, piccole, rigide, involute (ericoidi), ed altre con foglie aromatiche (Cisti, Rosmarino,Elicrisi, etc.); l’altezza media della vegetazione che varia da 1-3 a 5-6 metri, a seconda dei vari aspetti, ostati dinamici, in cui essa si presenta.L’aspetto più interessante è la forte presenza di leccio che con i dovuti interventi può evolvere verso laforesta primaria sempreverde di sclerofille dominata appunto dal leccio (Quercetum ilicis), invertendo ilfenomeno di degrado che negli anni porta alla desertificazione delle aree a clima mediterraneo così come siriscontra in molte aree dell’Africa mediterranea.Ricorso all’ingegneria naturalisticaIl progetto prevede il ricorso all’ingegneria naturalistica risulta, con l’intendo di realizzare anche unintervento di restauro ambientale entro i confini di un’area di rilevanza agricolo-forestale.pag. 245


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAEsso adotta l’impiego di sistemi combinati, che prevedono l’utilizzo di materiali vivi, come piante radicate etalee, utilizzando specie vegetali autoctone, e non viventi come legno e sassi.In tutti i tratti è prevista la sistemazione con gabbionate miste a talee e briglie completata con l’idroseminadella superficie laterale dei gabbioni.Nel caso specifico con gli scopi dell’ingegneria naturalistica l’intervento risulta, così, perfettamente inarmonia con lo spirito di un progetto all’interno di un’area di rilevanza ambientale, agricola e forestale.Complessivamente il progetto prevede:- Messa a dimora di 136 piante quercus ilex e 200 di cercis siliquastrum;- Idrosemina costituita da piantumazione di essenza vegetali autoctone su mq 3.800;- Messa a dimora di 3.800 talee di specie arbustive autoctone (in numero di almeno 5 (cinque) per ml)3. Obiettivi e risultati attesiGli obiettivi del progetto sono quelli di eliminare smottamenti e slittamenti e l'inizio di dissesti idraulici eforestali. e' un lavoro importante e urgente al solo scopo di eliminare danni maggiori nel futuro.In tal senso si ritiene che azioni di prevenzione attivate nell’ambito della misura 226 soddisfacentiIl territorio di riferimento su cui si realizza l’intervento è caratterizzato prevalentemente da fenomeni didissesto idrogeologico per lo più diffusi ed estesiLe cause che determinano il rischio di tali fenomeni sono da ricercarsi prevalentemente sia nellecaratteristiche geo-morfologiche del territorio, sia nella contrazione delle attività agricole, che ha determinatoad un abbandono dei terreni meno fertili ed ha fatto venir meno quella azione di regimazione delle acquesuperficiali e difesa del suolo che le aziende agricole assicuravano.I danni maggiori che si potrebbero verificare in assenza del progetto sono per lo più di carattere ambientale,in quanto a ridosso del corso di acqua su cui si interviene non sono presenti infrastruttureGli interventi finanziati contribuiscono alla normalizzazione dei profili delle aste torrentizie ed allastabilizzazione delle sponde, e per tali interventi le azioni di prevenzione messe in atto con la misura 226 delPSR sono ritenute soddisfacenti.Eventuali ulteriori azioni da prevedere per la tutela/stabilità del suolo e/o dei versanti potrebbero essere:- l’eliminazione del tetto finanziario in quanto esso costituisce un limite alla realizzazione di progetticompleti che richiedono un maggiore impegno finanziario, ed in questi casi si stimolano i beneficiari apresentare progetti per lotti funzionali.- Prevedere la realizzazione, coerentemente con le normative regionali, di piste di servizio perialveo inmodo da assicurare anche una costante azione di controllo e manutenzione.4. Punti di forza e di debolezzaL’introduzione di tecniche di ingegneria naturalistica costituisce per il comune di riferimento una introduzionedi innovazioni tecnicheL’intervento si inserisce in un più vasto programma di valorizzazione dell’area ed è in continuità efunzionalmente integrato con altri interventi già realizzati nel passato con il POR; Esso risponde ad esigenzepiù ampie di interventi di messa in sicurezza del territorio comunale; nella scelta del progetto si è operato,quindi in una ottica integrata coni ulteriori progetti per i quali sono stati richiesti finanziamenti edattualmente in fase di istruttoria.La scelta del progetto, e delle priorità in esso contenuto, è il risultato anche del confronto con i cittadini, inquanto sono gli stessi cittadini che segnalano le condizioni di rischio.pag. 246


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA5. Difficoltà e problematiche tecniche, organizzative, normative segnalate dal Soggetto beneficiarioTra le difficoltà incontrate nella fase di progettazione dell’intervento si segnale l’acquisizione dei pareri edelle autorizzazioni da parte di altri Enti, soprattutto quelle di pertinenza delle Autorità di bacino, che puòcomportare ritardo nell’iter istruttorio delle domande di finanziamento, o addirittura l’esclusione quando senon rilasciate in tempo utile.Nella richiesta e concessione del finanziamento non sono state riscontrate particolari criticità, anche in virtùdel supporto avuto da parte delle strutture provinciali, con particolare riferimento all’utilizzo del sistemaAGEA.Per l’affidamento dei lavori si è proceduto nel rispetto della normativa sugli appalti pubblici senza riscontro diparticolari difficoltà. In fase di esecuzione dei lavori alcune difficoltà sono state generate dalla necessità dioccupazione temporanea di aree dei terreni confinanti per esigenze di cantiere, i cui indennizzi non sonorendicontabili sul PSR.La gestione procedurale delle varianti ha comportato ritardi nel flusso finanziario inizialmente previsto dalbeneficiario.6. Prospettive per il futuroPer la gestione dell’opera il Comune si avvale dell’offerta migliorativa fatta in sede di gara dalla dittaaggiudicatrice dei lavori.Considerato i positivi benefici dati dalla realizzazione dell’investimento finanziato, il beneficiario prevede dirichiedere ulteriori contributi da destinare ad interventi analoghi.7. Informazioni generali sull’adesione al PSRNell’ambito delle forme di comunicazione istituzionale del PSR, che il beneficiario dichiara di conoscere e ligiudica efficaci, le informazioni circa le opportunità fornite dall’attuazione delle misura 226, si segnalanoquali principali fonti informative i siti WEB della Regione Campania, oltre che l’azione informativa svolta dallestrutture periferiche dell’Assessorato all’agricoltura.Significativa è anche la comunicazione svolta dagli studi professionali/liberi professionisti. Alla Domandafinale inerente la conoscenza del FEASR, il Beneficiario risponde positivamenteMisura 227 – Investimenti forestali non produttivi1. La logica di interventoLa Misura sostiene specifici investimenti forestali connessi all’adempimento di impegni che rappresentano uncosto netto per il proprietario, senza fornire alcun reddito, ma comunque tesi a valorizzare in termini dipubblica utilità le foreste. La Misura è connessa alla realizzazione di interventi per la manutenzione delterritorio, al fine di potenziare la multifunzionalità dei boschi e si articola in due Azioni:a) investimenti per il miglioramento ed il recupero di ecosistemi di pregio o sensibili o degradati;b) investimenti tesi a migliorare o incrementare la fruizione turistico-ricreativa in ambiente forestalerivolti ad un corretto uso pubblico dei boschi.Gli interventi realizzabili con l’Azione A si prevede che possano contribuire al miglioramento delle superficiforestali in termini di complessità ecosistemica esaltando le capacità di adattamento agli effetti deicambiamenti climatici quali ad esempio gli eventi estremi. Tali investimenti puntano pertanto a modificare lastruttura dei boschi più esposti quali i cedui, i rimboschimenti degradati ed in generale a tutte quellepag. 247


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAformazioni a struttura semplificata. L’avviamento dei cedui all’alto fusto, i diradamenti in fustaie a densitàcolma, gli sfolli nei giovani impianti e la disetaneizzazione delle fustaie coetanee rappresentano buone prassidi gestione forestale che, oltre a migliorare la struttura dei boschi in risposta ai cambiamenti climatici,garantiscono notevoli benefici in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Un generalemiglioramento delle condizioni ecologiche del bosco, esaltando la complessità ecosistemica dello stesso,determina un incremento delle funzioni ambientali da esso svolte garantendone al contempo lacontinuazione nel tempo. Ad esempio, la conversione dei cedui all’alto fusto ha, nel lungo periodo, effettipositivi sulla biodiversità, sulla regimazione delle acquee, sulla tutela del suolo, riduce il rischio di incendio,incrementa la provvigione dunque la funzione di stock di carbonio, garantisce una maggiore fruibilitàdell’area e aumenta il valore degli assortimenti mercantili ritraibili. Tale azione sostiene inoltre interventi dirinaturalizzazione di fustaie o cedui degradati che si ritiene possano effettivamente concorrere alla tuteladella biodiversità attraverso la diffusione di habitat ad elevato valore naturale.Gli interventi di cui all’Azione B, invece, sono caratterizzati da specifici investimenti volti al potenziamentodella fruizione turistico-ricreativa. Pertanto non si ipotizzano effetti ambientali direttamente riconducibili allarealizzazione di tali investimenti la cui valutazione, in coerenza con gli obiettivi dell’Asse 2, dovrà considerarei possibili benefici per le aree forestali oggetto di tale valorizzazione socio-culturale.Obiettivo generaleValorizzare l’ambiente e lo spazionaturale sostenendo la gestione delterritorioObiettivi specificiPreservare la biodiversitàProteggere il suoloPresidiare il territorioObiettivi operativiRecupero di ecosistemi di pregio osensibili o degradatiMigliorare o incrementare la fruizioneturistico-ricreativa dei boschiIndicatori di impattoValoreobiettivoValoreeffettivoEfficaciaInversione del declino della biodiversità (FBI %) 3,5 n.d. n.d.Conservazione di habitat agricoli e forestali di altovalore naturale (ha)2,5 n.d. n.d.Indicatori di risultatoSuperficie soggetta ad una gestione efficace delterritorio che ha contribuito con successo allabiodiversità e alla salvaguardia di habitat agricoli e14.400 32 0,2%forestali di alto pregio naturale (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace delterritorio che ha contribuito con successo a 14.400 32 0,2%migliorare la qualità del suolo (ha)Superficie soggetta ad una gestione efficace delterritorio che ha contribuito con successo a evitare 14.400 1.245 9%l’abbandono e la marginalizzazione delle terre (ha)Indicatori di prodottoNumero beneficiariVolume totale degli investimenti (€)19263.546.0003832.103.35120%50%2. L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi operativiAl 31 dicembre 2011 dai dati estratti dal Sistema informativo regionale - SIR risultano finanziate 52 domandeper un investimento complessivo di 32 Meuro. I 38 beneficiari sono Amministrazioni comunali, salvo dueprogetti presentati dal Consorzio di bonifica Vallo di Diano e Tanagro, in provincia di Salerno.I progetti presentati fanno prevalentemente riferimento all’Azione B “fruizione turistico-ricreativa” con 49investimenti realizzati e una spesa complessiva di oltre 30 Meuro, mentre si registrano solamente 3 progettirealizzati a valere sull’Azione A “miglioramentiambientali” per una spesa di 1,8 Meuro.La ripartizione degli interventi e del volume totaledegli investimenti per Provincia mostra la nettapreponderanza degli stessi nella Provincia diSalerno, seguita da Benevento e Avellino. Infine laProvincia di Caserta, dove risulta un solo progettofinanziato e Napoli, con nessuna istanza ammessa.L’assetto risulta coerente con le attese in quantoappare evidente il collegamento tra fabbisogno ditali tipologie di intervento e il territorio montano eforestale in genere. L’analisi dei criteri di prioritàMisura 227 - Ripartizione investimenti per ProvinciaSalerno69%Avellino13%Benevento15%Caserta2%Napoli0%pag. 248


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAdefiniti per la Misura 227 (cfr. Allegato) conferma la strategia dell’Asse 2 la cui efficacia in relazione adobiettivi di tipo ambientale dipende in modo significativo dalle caratteristiche dei territori in cui si realizzanogli interventi.L’analisi ha mostrato come la quasi totalità (98%)dei progetti ammessi rispetta il criterio riferito allamacroarea, ovvero un solo progetto è statofinanziato in aree ad agricoltura intensiva(macroarea B). I progetti le cui superfici ricadonocompletamente in aree protette nazionali eregionali, oppure nella rete Natura 2000 sono il71%, mentre l’88% interessano aree forestali diparticolare valore naturalistico. Due terzi deiprogetti hanno previsto interventi volti alla tuteladella fauna selvatica e oltre la metà delle istanzefinanziate interessano terreni gravati da Usi civicidi categoria "a" (boschi e pascoli perenni).Misura 227 - Ripartizione progetti per MacroareaD167%D212%C17%A32%B2%3. L’efficacia della misura rispetto agli obiettivi specifici e all’obiettivo generaleLa Misura 227 partecipa, seppure in modi differenti, al raggiungimento di 3 obiettivi specifici dell’Asse a cuicorrispondono altrettanti voci dell’indicatore comune di risultato n. 6. “Superficie soggetta ad una gestioneefficace del territorio, che ha contribuito con successo a..”:- Conservazione e valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturale e dellabiodiversità ad esse collegata;- Tutela del suolo dai principali fenomeni di degradazione;- Evitare la marginalizzazione e l’abbandono delle terre.Il raggiungimento degli obiettivi è strettamente collegato con l’adozione di una coerente territorializzazionedegli interventi, favorita dai criteri selezione definiti nello specifico Bando. L’approccio territoriale esalta lepotenzialità degli interventi, amplificandone efficacia e multifunzionalità.Rispetto agli obiettivi ambientali su biodiversità e suolo i modesti risultati ad oggi conseguiti in termini disuperficie coinvolta (32 ettari per l’Azione A) non giustificano ulteriori analisi per la valutazione degli impattiambientali determinati dagli investimenti realizzati. L’efficacia della Misura 227 rispetto agli obiettivi specificiin questione al dicembre 2011 è infatti pari allo 0,2% di superficie interessata.Le operazioni di cui all’Azione B, che hanno attivato oltre 30 Meuro di spesa coinvolgendo una superficiecomplessiva di 1.245 ettari, contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo specifico sul presidio del territorioe di ostacolare la marginalizzazione delle aree forestali, con una efficacia del 9% rispetto al target. Efficaciadecisamente più consistente se espressa mediante l’indicatore di prodotto “Volume totale degli investimenti(€)” che si attesta sul 50% del valore obiettivo. La fruizione a scopi turistico-ricreativo è una delle molteplicifunzioni cui assolvono i boschi, in particolare i boschi pubblici. Gli interventi realizzabili saranno in questocaso di tipo puntuale o lineare ma avranno ripercussioni positive su superfici anche di grandi dimensioni. Idati sulla superficie interessata dai singoli progetti, che hanno permesso la quantificazione dell’indicatore dirisultato, sono riportati nel SIR e fanno riferimento ai formulari di domanda, pertanto sono riconducibili adichiarazioni riportate dai beneficiari in fase progettuale.pag. 249


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAASSE 3 - MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA E DIVERSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀMisura 311 - Diversificazione verso attività non agricole1. Logica di intervento e obiettivi della MisuraCon la finalità ultima di una crescita/stabilizzazione reddituale ed occupazionale degli operatori e di unacomplessiva tutela e valorizzazione delle specificità locali e dei territori rurali, la Misura 311 prevede leseguenti tipologie d’intervento:A. Investimenti per la ristrutturazione di volumetrie aziendali, per:A1. Alloggio e ristorazione agrituristica;A2. Attività didattiche;A3. Attività sociali;A4. Attività di custodia, pensione e servizi per animali domestici;A5. Attività artigianali tipiche del mondo rurale;B. Investimenti per la sistemazione di superfici aziendali:B1. AgricampeggioB2. Aree verdi attrezzateC. Acquisto di arredi e attrezzature funzionali alle attività di cui sopra;D. Investimenti per la realizzazione in azienda di impianti, di potenza massima di 1 MW, per laproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata alla vendita.Obiettivo generaleMigliorare la qualità della vita nelle areerurali e promuovere la diversificazionedelle attività economicheObiettivi specifici e prioritariGarantire lo sviluppo sostenibile delterritorioMantenimento e creazione di nuoveopportunità occupazionali nelle areeruraliFavorire la piena occupazione deicomponenti della famiglia agricolaMiglioramento dell’attrattività dei territorirurali per le imprese e la popolazioneObiettivi operativiPromuovere la diversificazione verso leattività non tradizionalmente agricole,incluse quelle socialiFavorire la tutela del patrimonio naturalee culturale delle aree ruraliPromuovere l’uso di tecnologiemultimedialiIndicatori d’impattoCrescita economica – Crescita netta del valoreaggiunto (x1000) (PPS)Posti di lavoro netti creati – Crescita netta diposti di lavoro equivalenti a tempo pieno(ETP)Indicatori di risultatoIncremento lordo del valore aggiunto nelleaziende beneficiarie (euro x 1000)Posti di lavoro lordi creati (ETP),Valoreobiettivo3,03%3,1%ValoreobiettivoValorerealizzatoValorerealizzatoEfficaciaEfficacia2.592 288 11,1%84 9 10,7%di cui componenti familiari 23 3 13,0%Turisti in più (incremento delle presenzeturistiche) (N.)n.d. 6.390 n.p.Popolazione rurale che beneficia dei servizisociali sovvenzionati (N.)n.d. 0 n.p.Indicatori di outputValore Valoreobiettivo realizzatoEfficaciaNumero beneficiari/interventi totali (N.), 216 114 52,8%di cui afferenti al comparto tabacchicolo 23 28 121,7%Volume totale investimenti (euro x 1000) 61.662 26.569 43,1%Numero di posti letto/ coperti creati (N.) n.d. 621/ 2.039 n.p.Numero interventi volti alla tutela ed allavalorizzazione del patrimonio naturale estorico-culturale delle aree rurali interessate(N.)Numero beneficiari che introduconotecnologie multimediali (N.)n.d. 13 n.p.n.d. 13 n.p.pag. 250


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo - Promuovere la diversificazione verso le attività non tradizionalmenteagricole, incluse quelle socialiAl dicembre del 2011 risultano finanziati 114 progetti, per un contributo complessivamente ammesso di oltre15 Meuro (circa il 50% della dotazione finanziaria di Misura). A questi si aggiungono le domande raccolte avalere sul Decreto del Coordinatore n. 35 del 05 Agosto 2011 (dotazione complessiva di 8 Meuro), per lequali non sono ancora state completate le procedure istruttorie. Solo 30 sono però i progetti conclusi: il 26%di quelli finanziati e meno del 14% del valore obiettivo di Misura. Le aziende tabacchicole in riconversionebeneficiarie sono 28, eccedendo già ora l’obiettivo fissato ex-ante (23 aziende: 122%). L’investimentocomplessivo raggiunge i 26,6 Meuro, pari al 43,1% del valore obiettivo, con una dimensione mediaprogettuale ad oggi inferiore rispetto a quanto previsto (233.000 euro contro 285.000 euro).I 114 progetti finanziati rappresentano solo poco più della metà (53%) del valore obiettivo e pesano per il2,4% sul totale delle aziende campane che svolgono altre attività remunerative in azienda (4.790 unità). Gliinterventi sovvenzionati con la Misura sono dunque in grado di spostare solo marginalmente l’indicatore dibaseline di obiettivo n. 27 “agricoltori con altre attività remunerative” (che è passato dal 33,6% del 2007 al35% del 2010), portandolo al 35,8%. La Misura in esame assume peraltro un peso secondario all’internodell’Asse 3, sia in termini di numerosità progettuale (il 14% del totale), che di investimento attivato (il 16%della spesa totale ammessa nell’Asse), ed anche in considerazione di ciò essa riesce ad incidere solomarginalmente sulla più ampia tematica della diversificazione delle attività all’interno dell’azienda agricola.In una prima fase (bando approvato con Decreto Dirigenziale n. 32 del 5 agosto del 2008) era stata attivatala sola azione A1; successivamente, alla luce della revisione del PSR a seguito della riforma Health Check edelle modifiche dei criteri di selezione, sono state avviate anche le altre tipologie d’intervento, in particolaregli investimenti “energetici” (Decreto del Coordinatore n. 66 del 18 Ottobre 2010). La composizione del parcoprogetti sovvenzionato riflette tale tempistica: gli interventi più tradizionali per alloggio e ristorazione sonolargamente prevalenti, sia in termini di numerosità (80%) che di spesa pubblica ammessa (87%). Le altretipologie di intervento assumono un peso assolutamente marginale, ma - in considerazione dei ritardiattuativi sofferti in fase di avvio - sono comunque da segnalare con interesse i 10 interventi sovvenzionatisulle energie rinnovabili (che peraltro rappresentano solo l’1,7% rispetto al totale delle aziende campane conimpianti di produzione di energia da fonti rinnovabili).Misura 311: progetti finanziati al 31/12/2011Tipologia interventoInterventiContributo pubblico ammessoN. % Euro %Alloggi e ristorazione 91 80% 13.101.558 87%Produzione di energia da fonti rinnovabili 10 9% 1.105.444 7%Aree verdi attrezzate 10 9% 677.879 4%Agricampeggio 2 2% 184.695 1%Attività didattiche 1 1% 65.475 0,4%Totale 114 100% 15.135.051 100%Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionaleCoerentemente con la suddivisione del parco progetti per tipologia d’intervento, la gran parte degli interventisovvenzionati riguarda attività di ristorazione e pernottamento (solo il 21% delle domande non afferisce adalcuna di queste), che attivano complessivamente il 65% dell’investimento totale di Misura. Gli interventi perl’acquisto di attrezzature sportive e ricreative e per la sistemazione di aree esterne, molto spesso aggiuntivi ecomplementari a quelli principali su pernottamento e ristorazione, rappresentano meno del 20%dell’investimento. Del tutto secondarie le altre voci di spesa.pag. 251


Misura 311: suddivisione dell’investimento ammesso per voci di spesaVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAVoce di spesaInterventiInvestimentoN. % Euro %Ristorazione 78 68% 9.096.073 34%Pernottamento 71 62% 8.250.999 31%Attività sportive e didattico-ricreative 53 46% 4.731.349 18%Vendita diretta in azienda 7 6% 307.857 1%Trasformazione prodotti 3 3% 43.033 0,2%Spese generali e indistinte 112 98% 4.139.984 16%Totale 114 100% 26.569.294 100%Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionale* la somma delle righe eccede il totale dei progetti in quanto alcuni di essi prevedono investimenti multipliDi fatto quindi il parco progetti si compone per la quasi totalità di interventi di natura tradizionale voltiall’incremento dei posti letto/ posti tavola agrituristici attraverso la ristrutturazione di immobili disponibili inazienda ed inutilizzati al momento della domanda, solo talvolta accompagnati da investimenti accessori per ilmiglioramento complessivo dell’attrattività aziendale. Ciò emerge chiaramente sia dall’analisi dei dati dimonitoraggio, che dalle evidenze ricavabili dall’indagine diretta svolta in un campione di aziende beneficiarie.Quasi l’80% delle aziende beneficiarie indagate realizza nuovi posti letto (il 67% del totale) e/o posti tavola(il 56%) grazie al sostegno, con una media rispettivamente di 8,2 e 32,2 per intervento pertinente. Nelresiduo 20% degli interventi vengono unicamente introdotti nuovi servizi all’ospite (piscina, aree verdi, salecomuni, bacini artificiali, sale polivalenti, ecc.) nell’ottica di un miglioramento complessivo dell’offertaaziendale.Riparametrando tali dati all’insieme dei progetti finanziati al dicembre del 2011, si possono stimarerispettivamente a 621 e a 2.039 i nuovi posti letto e posti tavola creati grazie al sostegno.L’intervento sovvenzionato ha quindi mirato soprattutto all’incremento quantitativo dell’offerta agrituristica; ilmiglioramento qualitativo dell’ospitalità rurale è stato perseguito solo in combinazione con questa, anche secon dati soddisfacenti. Se infatti nella situazione ante intervento gli agriturismi sovvenzionati offrivano inmedia solo 0,6 servizi aggiuntivi rispetto al semplice pernottamento/ristorazione, a seguito degli investimentisovvenzionati tale valore cresce fino a 1,4, con un chiaro miglioramento del ventaglio dei servizi offerti(attività ricreative, escursionistiche, piscina, ecc.) in un’ottica di completamento e arricchimento dell’offertaaziendale.D’altro canto solo il 33% degli agriturismi indagati ritiene che gli ospiti della propria azienda la scelganograzie al ventaglio di servizi offerti, mentre più importante per attrarre flussi turistici è ritenuta la posizionedell’azienda (56%), soprattutto se collocata in aree incontaminate e/o caratterizzate da un bel paesaggio(44%). Il 44% dei beneficiari ritiene inoltre prioritario un intervento pubblico per la valorizzazione turisticadel territorio come strumento essenziale per la crescita ulteriore dell’azienda, mentre un ulteriore 22% siattende interventi di riqualificazione e valorizzazione ambientale e paesaggistica.Alcune categorie di beneficiari sono ritenute maggiormente “bisognose” del sostegno e quindi favorite daappositi criteri di priorità in fase di selezione delle domanda. In primo luogo le zone a maggior grado diruralità (aree D), premiate da punteggi che possono arrivare fino al 15% del massimo raggiungibile, chepesano per il 61% sul totale dei progetti finanziati. Poi i giovani, favoriti in fase di selezione con unpunteggio pari al 10% del totale; questi rappresentano oltre un terzo delle ditte individuali sovvenzionate, afronte di un peso di circa il 10% all’interno della platea dei potenziali beneficiari della Misura. Infine le donne(punteggi che in fase di selezione delle domande possono arrivare fino al 5% del massimo teoricoraggiungibile), che esprimono il 59% della domanda, mentre rappresentano solo il 37,7% fra i conduttoriagricoli campani.Sembra dunque emergere con chiarezza come la diversificazione delle attività agricole sia correttamenteintesa nella realtà campana come un mezzo per le aziende più deboli e marginali per “sopravvivere” sulmercato in una fase di profonda e generalizzata difficoltà economica. Le realtà aziendali e territoriali più forti,pag. 252


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURApur presenti all’interno del parco beneficiari (se ne ha un esempio lampante anche fra le aziende indagate),sembrano invece assumervi un peso percentuale del tutto marginale.La produzione di energia da fonti rinnovabili, infine, assume come detto un peso ancora secondarioall’interno del parco progetti sovvenzionato. I 10 interventi finanziati per 1,1 Meuro di contributo pubblicoriguardano soprattutto investimenti su pannelli fotovoltaici (6 progetti), ma anche iniziative per la produzionedi energia da eolico (2 progetti) e biogas (2 domande finanziate). Utilizzando i dati di spesa erogata eparametri tecnico-economici desumibili da letteratura, la potenza che potrà essere installata può esserestimata a 554 Kwp. Inoltre sono numerosi gli interventi che, in combinazione con l’investimento principale,prevedono l’uso di tecnologie biocompatibili o fonti di energia rinnovabile (criteri di priorità). Nel campioneindagato solo il 10% introduce in azienda attività di produzione di energia da fonti rinnovabili: tutti gliinterventi hanno riguardato l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, conuna potenza media per impianto di 9,1 Kwp. Riconducendo tale dato al totale degli agriturismi finanziati al2011, si può stimare la potenza installata grazie a interventi di questo tipo a 83 Kwp e quindi portare il totaledi Misura a 637 Kwp.Obiettivo operativo - FAVORIRE LA TUTELA DEL PATRIMONIO NATURALE E CULTURALE DELLE AREE RURALIL’obiettivo in esame, peraltro non quantificato ex-ante, fa riferimento agli interventi previsti dal bando cheindirettamente possono favorire la tutela del patrimonio naturale e storico-culturale delle zone rurali,attraverso la sua valorizzazione (tipologie A2-attività didattiche e A5-attività artigianali tipiche, laddovepertinenti). Si tratta di per sé di un legame causale abbastanza debole; inoltre le tipologie dì intervento a ciòinerenti fanno registrare una numerosità progettuale decisamente ridotta (solo un intervento riguardante leattività didattiche), anche se la spesa erogata, in combinazione con altri interventi, assume un pesodecisamente maggiore (4,7 Meuro di investimento per attività sportive e didattico-ricreative, oltre a 43.000euro per la trasformazione di prodotti non allegato 1, fra i quali va ovviamente isolata la spesa finalizzata allavalorizzazione delle specificità naturali e socio-culturali dei territori rurali).Non essendo possibile risalire, a partire dal sistema regionale di monitoraggio, agli argomenti ed alletematiche trattate dalle attività didattiche sovvenzionate, si fa riferimento in questo caso a quanto emersodalle attività d’indagine svolte in azienda. Le attività didattiche offerte dall’unico beneficiario intervistato chele ha attivate riguardano proprio tematiche connesse alla valorizzazione delle specificità culturali e storichedel territorio circostante l’azienda (corsi informativi sulle popolazioni locali: caratteristiche e consuetudini deiliguri bebiani, nel beneventano). Riparametrando tale dato al totale degli interventi finanziati al 2011, puòessere stimato a 13 il “Numero interventi volti alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio naturale estorico-culturale delle aree rurali interessate”.Obiettivo operativo - PROMUOVERE L’USO DI TECNOLOGIE MULTIMEDIALIIl grado di informatizzazione delle aziende agricole campane, anche se in crescita, è ancora molto basso: idati del Censimento dell’agricoltura 2010 evidenziano come solo nel 4% dei casi si utilizzi internet e glistrumenti informatici per la conduzione e la gestione amministrativa dell’azienda. L’obiettivo fissato in fase diprogrammazione, peraltro non quantificato, risponde quindi ad un’esigenza reale, che assume un’importanzaancora maggiore riferendosi in particolare ad aziende agrituristiche, che delle TIC non sembrano ormaipotere fare a meno.Anche in questo caso non è possibile ricavare dal sistema informativo regionale i dati necessari al calcolodell’indicatore pertinente con tale obiettivo (“Numero beneficiari che introducono tecnologie multimediali”);di nuovo si farà dunque riferimento alle risultanze delle indagini dirette svolte. Solo l’11% dei soggettiintervistati introduce tecnologie multimediali grazie all’intervento (internet per la gestione delle prenotazionie per la pubblicità dell’agriturismo), mentre un altro 11% già ne faceva uso. L’indicatore summenzionato puòdunque essere stimato a 13 unità.Inoltre il principale canale di pubblicità e commercializzazione degli agriturismi intervistati è di gran lunga ilpassaparola (78%), mentre l’utilizzo del proprio sito internet assume un peso del tutto secondario (10%).pag. 253


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURADi nuovo si conferma la natura “poco professionalizzata” degli agriturismi sovvenzionati e sottoposti adindagine, che peraltro nei due terzi dei casi sono di nuova apertura e dunque potrebbero introdurre l’usodelle TIC nel (prossimo) futuro.Obiettivo specifico - MIGLIORAMENTO DELL’ATTRATTIVITÀ DEI TERRITORI RURALI PER LE IMPRESE E LA POPOLAZIONEL’attrattività dei territori rurali, considerando anche la natura degli interventi che possono esseresovvenzionati con la Misura in esame, viene di seguito valutata in termini di flussi turistici in entrata generatidal sostegno (indicatore di risultato R9 “turisti in più”, ritenuto peraltro non pertinente con la presenteMisura dalla metodologia comunitaria) e di popolazione rurale utente dei servizi sociali finanziati (indicatoredi risultato R10 “Popolazione rurale che beneficia dei servizi sovvenzionati”, anch’esso inizialmente nonprevisto per questa Misura).Considerando la ripartizione delle iniziative sovvenzionate per le diverse tipologie d’intervento previste dabando, appare subito assai chiaro come l’obiettivo in esame si esaurisca completamente con la primasottocategoria (flussi turistici), non essendo ad oggi sovvenzionati interventi per l’introduzione e/o ilmiglioramento di servizi sociali da svolgere nell’azienda agricola.La Misura sovvenziona 53 aziende al dicembre del 2010 (universo campionario di riferimento), soprattuttoper la realizzazione di nuovi posti letto e posti tavola in azienda. L’indicatore R9 “turisti in più” quantifica lepresenze aggiuntive fatte registrare dalle strutture beneficiarie in conseguenza dell’intervento. Per la stimadell’indicatore di risultato si fa di nuovo riferimento a quanto emerso in fase di indagine diretta.Gli investimenti sovvenzionati indagati hanno comportato, come detto, la realizzazione di oltre 8 nuovi postiletto per azienda ed il miglioramento dell’attrattività complessiva di quelli esistenti (11 in media per azienda)attraverso l’arricchimento dell’offerta complessiva aziendale (quasi sempre, come già visto, in combinazionecon la prima). L’agire congiunto di questi due effetti (incremento di capacità produttiva e miglior utilizzo diquella esistente) ha determinato 213 presenze annue aggiuntive per azienda. Riconducendo tale dato medioai progetti conclusi al 2011, l’indicatore R9 può essere stimato pari a 6.390 presenze (non è possibile unconfronto col valore obiettivo in quanto non definito ex-ante). Considerando poi l’universo di riferimento(domande finanziate al 2010), la stima può essere portata a 11.307 presenze.Nel 56% delle aziende beneficiarie indagate vengono introdotti in azienda nuovi posti tavola (32,2 di media),mentre un altro 33% del totale già svolgeva attività di ristorazione agrituristica. Nel complesso il sostegnodetermina un incremento dei pasti venduti nell’ordine di 516 per azienda, a conferma dell’importanza che gliinterventi sulla ristorazione hanno assunto nel parco progetti finanziato, in linea con le caratteristichetipologiche delle aziende agrituristiche campane.La “capacità produttiva” (posti letto disponibili) degli agriturismi sovvenzionati viene utilizzata per meno del15% delle potenzialità: il tasso di utilizzazione (presenze effettive/presenze massime assorbibili) subisce nelconfronto ante/post un lieve incremento (dal 12,5% al 13,3%), soprattutto grazie alla performance delleaziende già operanti (dal 12,5% al 15,1%). Appare a proposito evidente lo scarto esistente fra gli agriturismidi nuova apertura (tasso di utilizzazione dell’11,4%), che hanno bisogno di tempo per “farsi conoscere” econsolidarsi sul mercato, e quelli già operanti al momento del contributo (come detto oltre il 15% nellasituazione post intervento).Congiuntamente al discreto incremento delle presenze, si rileva una lieve riduzione della stagionalità deiflussi: tutti gli agriturismi già operanti indagati sottolineano un effetto dell’intervento sovvenzionatosull’ampliamento del periodo di presenza dei turisti in azienda, anche se solo un terzo di questi lo ritiene diuna certa consistenza.Obiettivo specifico - GARANTIRE LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIOLa Misura in esame ha finalità direttamente economiche ed occupazionali, misurabili attraverso gli indicatoridi risultato R7 “Incremento lordo del valore aggiunto nelle aziende beneficiarie”, che quantifica l’effetto lordosul valore aggiunto determinato dal sostegno nei soggetti beneficiari, ed R8 “Posti di lavoro lordi creati”, chemisura gli effetti occupazionali lordi.Per la stima dell’indicatore R7 si utilizzano di nuovo i risultati delle indagini dirette realizzate nel corsodell’anno: la situazione contabile ante-intervento è quella riferita all’anno 2009, che rappresenta l’anno dipag. 254


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURApresentazione delle domande d’aiuto indagate, mentre la realtà aziendale post-intervento si riferisce all’annocontabile 2011, rilevato come detto nel corso del 2012. Dal confronto fra le due situazioni aziendali“fotografate” in momenti successivi scaturisce la stima degli effetti reddituali del sostegno.Il campione di aziende sottoposto ad indagine ha fatto registrare nell’intervallo temporale 2009/2011 unincremento di valore aggiunto medio per beneficiario di quasi 10.000 euro (di cui oltre 9.000 eurodirettamente riconducibili alle sole attività di diversificazione), pari a un aumento percentuale del 62%rispetto alla situazione ex-ante.Misura 311: effetti dell’intervento sul valore aggiunto aziendale (valori medi per beneficiario)Tipologia azienda Ante intervento Post interventoV.A. tot. V.A. agric. V.A.divers. V.A. tot. V.A. agric. V.A.divers.Nuovi agriturismi 12.768 12.768 0 24.667 13.914 10.753(incrementi %) 93% 9%Agriturismi esistenti 23.987 10.852 13.135 26.750 10.560 16.190(incrementi %) 12% -3% 23%Totale 15.573 12.192 3.381 25.189 13.076 12.113(incrementi %) 62% 7% 258%Fonte: elaborazione su dati da indagine diretta presso un campione di soggetti beneficiariRiparametrando il dato all’universo delle aziende concluse al 2011, il valore dell’R7 può essere quindi stimatopari a 0,28 Meuro, pari all’11% del valore obiettivo di Misura, sostanzialmente in linea con l’avanzamento deiprogetti conclusi rispetto al target (14%).Tale incremento di valore aggiunto, molto forte in termini percentuali, non appare in realtà particolarmentesoddisfacente in valore assoluto (meno di 10.000 euro per azienda contro i 12.000 previsti ex-ante).Ciò sembrerebbe dipendere in primo luogo da un campione caratterizzato da aziende di dimensioniparticolarmente ridotte: i 28.000 euro di fatturato medio rappresentano meno di un terzo di quanto rilevatonell’ambito della Misura 121. Si conferma ancora una volta, perlomeno all’interno del campione di aziendeindagato, una diversificazione delle attività aziendali come strumento per aziende marginali ed in difficoltàper proseguire con un minimo di reddito (e di tranquillità) in più l’attività agricola. Un’unica azienda moltogrande e consolidata (oltre 1,1 Meuro di fatturato pre investimento) è stata messa da parte in fase dielaborazione dei dati in quanto avrebbe alterato fortemente i risultati dell’indagine (outlier, secondo laterminologia statistica). Gli effetti degli investimenti finanziati devono dunque essere interpretati inquest’ottica: 10.000 euro per azienda sembrano (e sono) pochi ma potrebbero di per sé significare laprosecuzione dell’attività e la mancata chiusura dell’azienda.Una certa differenza nelle performance determinate dall’investimento si nota confrontando le aziende che giàsvolgono attività di diversificazione al momento del contributo (peraltro solo il 25% del campione) con quelleche invece le introducono ex-novo. Per queste ultime infatti le attività agrituristiche (soprattutto)rappresentano fonti di reddito completamente nuove all’interno del bilancio aziendale e contribuisconopertanto ad accrescere notevolmente il valore aggiunto complessivo aziendale. L’incremento di valoreaggiunto fatto registrare dai nuovi agriturismi si avvicina infatti ai 12.000 euro contro i 2.700 euro rilevatinegli agriturismi già operanti al momento del contributo. Tale scarto assume un rilievo ancora maggiore se siconsiderano i rispettivi livelli di partenza: se infatti le aziende beneficiarie che introducono attivitàagrituristiche grazie al contributo facevano registrare un valore aggiunto “iniziale” medio di 12.800 euro (equindi l’incremento percentuale di v.a. supera il 90%), gli agriturismi esistenti partivano da livelli di v.a. piùelevati - quasi 24.000 euro per azienda (l’incremento percentuale è quindi solo del 12%). Le prime sonodunque piccole e piccolissime aziende, non particolarmente efficienti, alla ricerca di nuove fonti di redditoche possano affiancare e valorizzare le attività aziendali più “tradizionali”; le seconde rappresentano realtàpag. 255


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAun poco più forti e consolidate, che già godono di una migliore efficienza operativa guadagnata nel tempoattraverso la valorizzazione reciproca delle due componenti (agricola e agrituristica).Oltre il 20% dei soggetti intervistati persegue prioritariamente un incremento del reddito; una parteconsistente del campione (56%) intende con l’investimento valorizzare il patrimonio aziendale.Va tenuto presente che le attività sovvenzionate comportano un elevato impiego di manodopera (soprattuttoper la ristorazione agrituristica) e consistenti investimenti iniziali (in particolar modo per le ristrutturazioniedilizie necessarie all’avvio delle attività) e pertanto si traducono in forti incrementi nelle voci di bilancioriferibili al costo del lavoro ed agli ammortamenti, con inevitabili conseguenze negative sul reddito nettoaziendale. Ciò spiega quanto dichiarato direttamente dai beneficiari in relazione alle motivazioni di ordinepatrimoniale dell’investimento.Obiettivo prioritario - MANTENIMENTO E CREAZIONE DI OPPORTUNITÀ OCCUPAZIONALI NELLE AREE RURALIAllo stesso modo che per l’indicatore R7, gli effetti occupazionali della Misura vengono stimati a partire dallerisultanze dell’indagine diretta svolta. I soggetti indagati fanno registrare un incremento medio di 0,31ULT/azienda (+32% rispetto alla situazione iniziale).Misura 311: effetti dell’intervento sull’occupazione aziendale (valori medi per beneficiario)Tipologia azienda Ante intervento Post interventoULU Tot. ULU agric. ULU diversif. ULU Tot. ULU agric. ULU diversif.Nuovi agriturismi 0,87 0,87 1,23 0,73 0,50(incrementi %) 41% -16%Agriturismi esistenti 1,30 0,65 0,65 1,43 0,65 0,78(incrementi %) 10% 0% 20%Totale 0,98 0,79 0,19 1,29 0,72 0,57(incrementi %) 32% -9% 200%Fonte: elaborazione su dati da indagine diretta presso un campione di soggetti beneficiariRiparametrando il dato unitario sul totale dei progetti conclusi al 2011, si può stimare il valore complessivodell’R8 a 9 ULT, pari all’11% del valore obiettivo di Misura. Tale stima cresce fino a 16 ULT (il 19%dell’obiettivo) nel caso in cui si consideri l’universo delle aziende finanziate al 2010 (non tutte concluse al2011), oggetto d’indagine.Anche in questo caso l’incremento nell’impiego di manodopera aziendale assume ovviamente valoriabbastanza diversi qualora ci si riferisca agli agriturismi di nuova apertura (+0,36 ULT/azienda, +41%rispetto alla situazione ex-ante) o ad aziende già operanti al momento del contributo (+0,13 ULT/azienda,+10%). Le prime spostano manodopera disponibile in azienda (soprattutto familiare) e sottoccupata nellemansioni agricole tradizionali verso le nuove attività di diversificazione (occupazione agricola: -0,15 ULT, paria -16% rispetto all’ante intervento), nelle quali si creano opportunità occupazionali consistenti legate allenuove attività (+0,5 ULT), con un effetto complessivo come già detto ampiamente positivo. Nelle aziendecon agriturismo già attivo, ad un’occupazione agricola stabile (a fronte comunque di dati di contesto che nesegnalano una complessiva riduzione) si affianca una manodopera impiegata per attività di diversificazione inaumento (+0,13 ULT, +20%). In entrambi i casi comunque gli investimenti sovvenzionati contribuiscono adaccrescere la produttività del lavoro (espressa in termini di v.a./ULT): i nuovi agriturismi fanno registrare unincremento di oltre 5.000 euro/ULT (da 14.700 euro/ULT a 20.000), grazie anche alla riorganizzazionedell’assetto aziendale ed all’espulsione della manodopera in eccesso dalle attività agricole tradizionali; gliagriturismi esistenti operano già inizialmente con un’efficienza superiore (18.450 euro/ULT), ma riesconocomunque a ottenere un lieve miglioramento (18.700 euro/ULT) grazie agli interventi sovvenzionati.pag. 256


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAInfine, gli interventi sovvenzionati sembrano incidere solo marginalmente sulla riduzione della stagionalitàdell’impiego di manodopera, con il 22% dei soggetti indagati che non rileva alcun effetto in tal senso ed il33% che lo valuta poco importante; nessuno afferma inoltre che gli investimenti sovvenzionaticontribuiscono in misura molto importante a favore di un utilizzo più equilibrato nel corso dell’anno dellamanodopera aziendale.Obiettivo specifico - FAVORIRE LA PIENA OCCUPAZIONE DEI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA AGRICOLALe aziende sottoposte ad indagine fanno ampio ricorso alla manodopera familiare, che rappresenta l’83% diquella non direttamente relativa al titolare. L’impiego di familiari nelle attività aziendali cresce notevolmentea seguito degli interventi sovvenzionati (+0,11 ULT/azienda: +58%), grazie esclusivamente alle attività didiversificazione (+0,12 ULT/azienda) finanziate, che assorbono anche una manodopera agricola in lieve calo.Riparametrando questi dati al totale delle domande concluse al 2011, i posti di lavoro familiari creati grazieal sostegno possono essere stimati a 3 unità a tempo pieno, il 13% del valore obiettivo.Misura 311: effetti dell’intervento sull’occupazione familiare (valori medi per azienda)Tipologia manodopera Ante intervento Post interventoULU Tot. ULU agric. ULU diversif. ULU Tot. ULU agric. ULU diversif.Titolare 0,75 0,63 0,12 0,87 0,56 0,31(incrementi %) 16% -11% 158%Familiari 0,19 0,16 0,03 0,30 0,15 0,15(incrementi %) 58% -6% 400%Salariati e avventizi 0,04 0 0,04 0,11 0 0,11(incrementi %) 175% 0% 175%Totale 0,98 0,79 0,19 1,29 0,72 0,57(incrementi %) 32% -9% 200%Fonte: elaborazione su dati da indagine diretta presso un campione di soggetti beneficiari2. Fonti informative, metodi e strumenti d’indagine2.1 Fonti e metodologie di acquisizione dei dati- Raccolta di dati/informazioni di tipo primario, attraverso specifiche attività di indagine svoltedirettamente mediante interviste a campioni statisticamente rappresentativi di beneficiari;- Acquisizione dei dati/informazioni secondari da fonti pre-esistenti: Sistema Informativo regionale,che contiene le informazioni afferenti le singole domande di finanziamento; allegati tecnici alladomanda d’aiuto presentati dai beneficiari sottoposti ad indagine (acquisiti in collaborazione con AdGe con le sedi provinciali); “altre fonti” ufficiali (statistiche, studi, banche-dati) disponibili a livellonazionale e/o regionale (Eurostat, ISTAT, RICA).2.1.1 Fonti primarieGli effetti prodotti dal sostegno offerto dalla Misura 311 sono stati valutati attraverso un’indagine diretta suun campione statistico di soggetti beneficiari. Questo è stato ritenuto lo strumento di analisi più adeguatoper indagare gli effetti di una Misura con un carattere diffusivo, nella quale i progetti, pur sostenendo azionitipologicamente differenti, perseguono prioritariamente obiettivi di crescita economica ed occupazionale.Nonostante che il Working Paper “Monitoring-related questions on Result Indicators-Final” richieda che lerilevazioni di parametri economici avvengano almeno due anni dopo la conclusione dell’investimento, inmodo che gli effetti dello stesso siano “stabili” e consolidati, i ritardi strutturali che hanno caratterizzato laMisura in esame hanno indotto il valutatore ad apportare alcune modifiche rispetto alla tempistica fissatadalla metodologia comunitaria. Per svolgere l’indagine diretta già in fase di aggiornamento della Valutazionepag. 257


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAIntermedia e fornire il prima possibile alla Regione alcuni elementi utili per la definizione e la stesura delnuovo PSR, si è infatti preferito:indagare l’universo dei progetti finanziati, e non di quelli conclusi, al 2010;derogare dal principio dei 2 anni per la “sedimentazione” degli effetti degli investimentisovvenzionati, riducendo tale intervallo ad un solo anno.2.1.2 Fonti secondarieAcquisizione di dati dal sistema di monitoraggioLe informazioni desumibili dal Sistema di monitoraggio regionale sono state impiegate soprattutto per lavalutazione del grado di efficacia dei criteri di priorità nella selezione delle domande. I dati di monitoraggiorappresentano inoltre la base informativa necessaria al calcolo di alcuni indicatori del QCMV edall’implementazione degli strumenti di indagine (individuazione e stratificazione dell’universo per l’estrazionedei campioni statistici da sottoporre a indagine diretta).Acquisizione di dati secondari dalla documentazione tecnico-amministrativa degli interventiLa documentazione tecnica allegata alle domande d’aiuto è risultata utile soprattutto in fase di“preparazione” delle indagini dirette da svolgere in azienda, nell’ottica di una maggiore comprensione daparte del tecnico demandato alla rilevazione dei dati della situazione aziendale pre-intervento e dellecaratteristiche e degli obiettivi dell’investimento sovvenzionato.Acquisizione di dati secondari dalla Banca dati RICA-REALe informazioni derivanti dalla Banca dati RICA-REA dovranno essere utilizzate nell’ambito dell’analisicontrofattuale ai fini dell’individuazione di gruppi di aziende non beneficiarie da utilizzare per la stimadell’effetto netto del PSR. Al momento non si dispone però dei dati relativi alla situazione indagata postintervento(anno contabile 2011) e pertanto non è ancora possibile svolgere l’analisi in oggetto.2.2 Universo beneficiari e metodo di campionamentoPer la stratificazione dell’universo campionario sono state utilizzate:la zona di ruralità PSR (aree C/ aree D);la classe di spesa ammessa (3 classi “costruite” in funzione degli scarti dal valore medio diMisura 32 ).Il campione di 10 unità (pari al 19% dell’universo di riferimento) è stato ripartito sui 6 strati così individuatisecondo il metodo di stratificazione proporzionale, che consente di campionare maggiormente gli stati piùnumerosi:Universo (N.)Campione (N.)ZonaClasse di spesaClasse di spesaTotale ZonaA-Alta B-Media C-Bassa A-Alta B-Media C-BassaTotaleC 6 5 6 17 C 1 1 1 3D 13 12 11 36 D 3 2 2 7Totale 19 17 17 53 Totale 4 3 3 1032 Le classi sono costruite in base agli scarti percentuali dalla media, 280.000 euro: la classe A oltre il 25% in più (oltre 310.000 euro),la classe C oltre il 25% in meno (meno di 210.000 euro) e la classe B per gli investimenti che non eccedono il 25% in più o in menorispetto alla media.pag. 258


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURA2.3 Strumenti utilizzatiL’indagine diretta è stata svolta mediante somministrazione di un questionario con metodologia “face toface” direttamente al beneficiario della Misura estratto a campione; ciò anche in considerazione dell’elevataquantità di dati da rilevare, soprattutto di quelli di natura economico-contabile.Il questionario d’indagine, messo a punto dal valutatore e condiviso con le strutture regionali, ha indagato:‣ aspetti di tipo qualitativo come, ad esempio, le motivazioni alla base dell’investimento, le fonti difinanziamento utilizzate, i canali di commercializzazione utilizzati, i legami col territorio circostantel’azienda, le prospettive future di sviluppo e ristrutturazione aziendale, ecc.,‣ aspetti più direttamente quantitativi (essenzialmente: presenze turistiche, occupazione, valoreaggiunto da attività agricole e da diversificazione) legati a specifici indicatori del QCMV.In particolare esso (in Allegato 6 la versione completa) si compone di 5 parti:1. L’intervento sovvenzionato: contiene informazioni relative all’investimento cofinanziato dalla Misura(descrizione, motivazioni, fonti di finanziamento, ecc.);2. Le attività connesse all’agricoltura svolte in azienda: riporta una breve descrizione e laquantificazione della “capacità produttiva” dell’azienda per quanto concerne l’attività agrituristica e lealtre attività di diversificazione, e la relativa “risposta” in termini di flussi turistici assorbiti,stagionalità degli stessi, ecc.; si tratta ovviamente della parte più corposa del questionario;3. I redditi e l’occupazione aziendale: riporta le informazioni di dettaglio necessarie al calcolo degliindicatori comunitari di risultato R7 ed R8, comprese le specifiche suddivisioni (es. occupazionefemminile e giovanile);4. Informazioni sull’azienda agricola: contiene alcune informazioni minime relative all’attività agricola(colture, allevamenti, produzioni di qualità, canali di commercializzazione, ecc.), necessarie allavalutazione dei legami che queste presentano con le attività di diversificazione, ed altri dati di naturaqualitativa riferiti soprattutto alle modalità di gestione aziendale (canali di intermediazione e dicommercializzazione, ecc.), alle caratteristiche del titolare (formazione, lingue parlate, ecc.) ed alleprospettive di sviluppo dell’azienda nel medio-lungo periodo;5. Informazioni generali sull’adesione al PSR: raccoglie dati necessari alla valutazione complessiva dellacomunicazione regionale per informare i potenziali beneficiari delle opportunità offerte dal PSR(canali informativi, grado di conoscenza del PSR, eventuali problemi incorsi per l’accesso alcontributo).Per l’archiviazione dei dati rilevati attraverso le interviste è stato realizzato un Data Base le cui mascherepresentano una struttura simile alle pagine del questionario al fine di facilitare e ridurre al minimo lapossibilità di errore nell’operazione di data entry.pag. 259


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 312 - Sostegno alla nascita ed allo sviluppo di microimprese1. Logica di intervento e obiettivi della MisuraCon finalità direttamente reddituali ed occupazionali, la Misura 312 finanzia investimenti per la nascita e losviluppo di microimprese operanti nel campo de:l’artigianato artistico, tradizionale e tipico locale (tipologia a);la ricettività turistica extralberghiera e la piccola ristorazione (tipologia b);i servizi al turismo (tipologia c).Obiettivo generale Indicatori d’impatto Valore obiettivoMigliorare la qualità della vita nelle aree rurali epromuovere la diversificazione delle attivitàeconomicheCrescita economica – Crescita netta delvalore aggiunto (x1000) (PPS) 3,03%Posti di lavoro netti creati – Crescita nettadi posti di lavoro (ETP)3,56%ValorerealizzatoEfficaciaValoreObiettivi specifici e prioritari Indicatori di risultato Valore obiettivoEfficaciarealizzatoIncrementare l’attività economica e i tassi dioccupazione nelle aree ruraliMantenimento e/o creazione di nuove opportunitàoccupazionali e di reddito in aree ruraliIncremento lordo del valore aggiunto nelleaziende beneficiarie (euro x 1000)1.658 304 18,3%Posti di lavoro lordi creati (ETP)164 21 12,8%Obiettivi operativi Indicatori di output Valore obiettivoValorerealizzatoEfficaciaConsolidare e ampliare in area rurale il tessutoimprenditoriale locale operante nel settore extraagricoloCreare un supporto allo sviluppo del territoriomediante l’incentivazione a microimprese operantinel campo dei servizi al turismoNumero microimprese sostenute (N.) 205 222 108,3%Volume totale investimenti (euro x 1000)61.420 59.022 96,1%Numero microimprese sostenute operantinel campo dei servizi al turismo (N.)n.d. 6 n.p.Favorire l’internazionalizzazione delle microimpreseche operano nel campo delle produzioni artigianalitipiche e del turismoIncoraggiare l’adozione e la diffusione delle TICagevolando l’utilizzazione di attrezzatureinformatiche ed il ricorso al commercio elettronicoNumero microimprese sostenute operantiin un contesto internazionale (N.)Numero microimprese sostenute cheadottano le TIC (N.)n.d. 11 n.p.n.d. 198 n.p.Obiettivo operativo - CONSOLIDARE E AMPLIARE IN AREA RURALE IL TESSUTO IMPRENDITORIALE LOCALE OPERANTE NELSETTORE EXTRA-AGRICOLOIl bando d’attuazione della Misura (approvato con Decreto Dirigenziale n. 40 del 5 giugno del 2009) haprevisto, analogamente alle altre Misure dell’Asse 3, una raccolta delle domande di adesione basata suprocedura a sportello. Gli investimenti sovvenzionabili hanno suscitato fin dall’inizio grande interesse presso ipotenziali beneficiari: dopo soli due bimestri di apertura (luglio-agosto e settembre-ottobre 2009) ladomanda emersa dal territorio e ritenuta ammissibile a contributo aveva già ampiamente ecceduto ladotazione complessiva di Misura. Nonostante l’interruzione della raccolta delle domande (DRD n. 343 del 19ottobre del 2009), la dotazione finanziaria residua dopo il finanziamento delle 163 istanze appartenenti albimestre luglio-agosto 2009 è risultata infatti insufficiente a finanziare tutte le domande ritenute ammissibilinel bimestre settembre-ottobre. Si è dunque reso necessario distinguere, fra queste, sulla base dei criteri dipriorità da bando, le 71 istanze finanziabili dalle 251 in overbooking, che non trovano invece coperturafinanziaria.pag. 260


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPur tenendo conto di rinunce e revoche intervenute nel frattempo, i 222 progetti finanziati al 31 dicembredel 2011 eccedono dunque l’obiettivo fissato inizialmente a 123 unità e poi portato a 205; l’investimentocomplessivo si avvicina a 60 Meuro, pari al 96,1% del valore obiettivo. Le dimensioni medie delle iniziativesovvenzionate si assestano dunque su un livello leggermente inferiore rispetto a quanto previsto ex-ante(266.000 euro contro quasi 300.000 euro).Misura 312: progetti finanziati al 31/12/2011 per tipologia d’intervento e relativo investimento ammessoTipologia d’interventoProgettiContributo pubblicoN. % Euro %a-Artigianato 6 3% 1.512.553 2%b-Ricettività e ristorazione 210 94% 56.231.325 96%c-Servizi al turismo 6 3% 1.278.315 2%Totale 222 100% 59.022.193 100%Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionaleLe 222 domande finanziate afferiscono quasi esclusivamente (94%) alla tipologia d’intervento b-Ricettività epiccola ristorazione, che attiva 56,2 Meuro di investimento complessivo. Si tratta per la quasi totalità diinterventi di ristrutturazione di immobili per la creazione di B&B o affittacamere a gestione familiare, mentregli interventi più innovativi assumono un peso del tutto trascurabile all’interno del parco progettisovvenzionato. L’inadeguata domanda a valere sulla tipologia d’intervento a) “artigianato locale” potrebbeinfine essere imputata, come suggerito dalla responsabile di Misura, al fatto che per tale categoria dimicroimprese sono disponibili diversi bandi specifici attivati dal Settore Artigianato (Assessorato alle AttivitàProduttive).A fronte di un avanzamento delle domande finanziate ampiamente soddisfacente, i progetti conclusi sonosolo 45 (il 20% di quelli sovvenzionati), tutti nel corso del 2011, anche a causa delle numerose prorogheaccordate per la realizzazione concreta degli interventi. Inevitabile conseguenza è un generale ritardo nellamanifestazione degli effetti economici della Misura, come evidenziato nella trattazione relativa a tali obiettivi.Misura 312: progetti conclusi al 31/12/2011 (per anno di saldo)Tipologia intervento 2009 2010 2011 Totalea-Artigianato 0 0 3 3b-Ricettività e ristorazione 0 0 40 40c-Servizi al turismo 0 0 2 2Totale 0 0 45 45Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionaleFacendo leva sullo specifico criterio di priorità che premiava in fase di selezione le nuove attività, è possibilesottolineare come oltre il 90% delle microimprese beneficiarie venga creato ex-novo grazie al sostegno, conun complessivo rafforzamento degli effetti reddituali ed occupazionali della Misura. Ciò è particolarmenteevidente nell’ambito delle microimprese operanti nel campo della ricettività e della ristorazione, dove solo il7% dei beneficiari già era attivo al momento del contributo.Misura 312: microimprese nuove ed esistenti per tipologia d’interventoTipologia intervento Nuove microimprese Microimprese esistenti Totale % nuove attivitàa-Artigianato 3 3 6 50%b-Ricettività e ristorazione 196 14 210 93%c-Servizi al turismo 3 3 6 50%Totale 202 20 222 91%Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionalepag. 261


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa Misura sovvenziona quindi un parco progetti particolarmente omogeneo: piccole attività di pernottamento(soprattutto) e ristorazione a gestione familiare, create ex-novo grazie a consistenti investimenti su immobilidisponibili e parzialmente inutilizzati. Del tutto marginale invece l’intervento in altra direzione, soprattuttoquello più innovativo.Le categorie di beneficiari ritenute prioritarie in fase di programmazione e di attuazione (giovani, donne,aree ad elevato grado di ruralità) assumono tutte un peso rilevante all’interno del parco progetti finanziato,anche se questo è solo secondariamente indotto dagli appositi criteri di priorità. Le donne rappresentanoquasi i due terzi del parco beneficiari, mentre i soggetti con meno di 40 anni il 47% del totale; le zone amaggior grado di ruralità (aree D) assumono anch’esse un peso decisamente rilevante all’interno del parcoprogetti, con l’88% delle domande finanziate.Obiettivo operativo - CREARE UN SUPPORTO ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO MEDIANTE L’INCENTIVAZIONE A MICROIMPRESEOPERANTI NEL CAMPO DEI SERVIZI AL TURISMOTale obiettivo operativo fa diretto riferimento ad una delle tipologie d’intervento previste dal bando(Tipologia c), che però nel concreto assume un peso del tutto trascurabile (3%) all’interno del parco progettisovvenzionato. Si tratta nel complesso di sole 6 iniziative finanziate per la creazione di 3 microimprese e perlo sviluppo di altrettante. Le aziende sovvenzionate offrono soprattutto servizi di trasporto ai turisti (4progetti: 2 per imbarcazioni con finalità turistico-ricreative e 2 per bus e minibus), mentre l’organizzazione diitinerari nei territori rurali interessati riguarda solo un terzo delle domande finanziate. Anche se il singolointervento sovvenzionato contribuisce senza dubbio a favorire la fruizione turistica del territorio ed a crearequindi un supporto allo sviluppo dello stesso, la numerosità progettuale complessiva induce a ritenerel’obiettivo operativo in esame (peraltro non quantificato ex-ante) non ancora raggiunto.D’altro canto anche gli interventi di creazione/sviluppo di microimprese che offrono servizi di pernottamentoe ristorazione possono contribuire allo sviluppo del territorio rurale, anche mediante la valorizzazione a finituristici delle sue specificità culturali ed eno-gastronomiche. Come detto, tale tipologia d’intervento assumeun peso del tutto preponderante (oltre il 95%) all’interno del parco progetti sovvenzionato, con unachiarissima prevalenza al suo interno (nell’ordine del 95%) delle attività di pernottamento rispetto a quelle diristorazione. Si tratta di bed & breakfast, affittacamere, country house e altre attività di piccolopernottamento (facendo leva sui dati rilevati grazie all’indagine diretta svolta, i nuovi posti letto realizzati inquest’ambito sono circa 8,3 per struttura, per un totale di oltre 1.500) che vanno a “coprire” un vuotoeffettivo nell’offerta turistica di alcune aree rurali della Regione, che soffrono di una relativa scarsità e ridottavarietà della ricettività turistica. Tali attività rispondono inoltre alla reale esigenza da parte del turista, legataalle minori disponibilità economiche complessive, di effettuare vacanze più brevi e di prestare una maggiorattenzione al prezzo dei servizi e, allo stesso tempo, all’attenzione sempre maggiore per le specificità e letradizioni naturalistiche, storico-culturali ed eno-gastronomiche del territorio. D’altro canto, si tratta troppospesso di microimprese turistiche scarsamente strutturate ed innovative (servizi aggiuntivi molto ridotti ecomunque non originali), messe in piedi anche a causa della disponibilità di un immobile del tutto oparzialmente inutilizzato e della concomitante offerta di contributo da parte del PSR. In questo senso èesemplificativo il fatto che solo il 27% dei soggetti intervistati abbia individuato come motivazione principaledell’intervento quella reddituale o occupazionale, mentre la maggior parte di questi abbia sostenutol’investimento con finalità soprattutto patrimoniali.Obiettivo operativo - FAVORIRE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE MICROIMPRESE CHE OPERANO NEL CAMPO DELLEPRODUZIONI ARTIGIANALI TIPICHE E DEL TURISMOL’obiettivo in esame fa riferimento all’eventuale proiezione - operativa e commerciale - delle microimpresebeneficiarie del sostegno, sia turistiche (tipologie b e c) che artigiane (tipologia a), verso i mercati esteri. Sitratta per la verità di un obiettivo che di per sé appare abbastanza lontano dalle tipologie d’interventopreviste dal bando e dalle caratteristiche delle microimprese sovvenzionate. Sembra infatti non del tuttoappropriato parlare di “internazionalizzazione” a proposito di microimprese che offrono pernottamento eristorazione, se non in termini di presenza su portali turistici stranieri e capacità di attrazione di flussi turisticiprovenienti dall’estero. Più diretto il legame generico dell’obiettivo in esame con le aziende artigiane,soprattutto in termini di presenza e capacità di penetrazione, e quindi di vendita dei prodotti, sui mercatiesteri.pag. 262


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALe microimprese beneficiarie sono però, per la quasi totalità, piccole realtà produttive fortemente ancorate alterritorio in cui operano e quindi rivolte quasi esclusivamente ad una clientela locale o regionale, soprattuttonel caso di nuove attività.Fra le aziende artigiane sovvenzionate, solo due già operanti (una falegnameria e un’azienda che producepasta fresca) intendono espandere, grazie al contributo, le proprie attività anche al di fuori del mercatolocale, rivolgendosi però ad una clientela regionale o comunque al massimo nazionale. La terza microimpresaesistente (una pasticceria), sottoposta ad indagine, vende i suoi prodotti per il 90% sul mercato locale e peril restante 10% a clienti regionali. Le altre 3 microimprese artigiane beneficiarie (trasformazione del legno,panificio e trasformazione di fichi), di nuova costituzione, hanno avviato l’attività con un’attenzionepraticamente esclusiva al mercato locale. Per nessuna delle microimprese beneficiarie operanti nel campodelle produzioni artigianali tipiche si può dunque parlare di “internazionalizzazione”, in senso commerciale etantomeno operativo.Per quanto riguarda le microimprese turistiche sovvenzionate, come detto, l’obiettivo in esame - operlomeno il termine “internazionalizzazione” - appare meno pertinente. Pur considerando lo stesso intermini estensivi, valutando quindi la capacità di attrazione delle attività ricettive e di ristorazionesovvenzionate nei confronti dei flussi turistici provenienti dall’estero, i risultati appaiono comunque deludenti.Solo il 6% delle attività ricettive indagate afferma una presenza consistente di ospiti stranieri nella propriastruttura, dato comunque in linea con l’esigua quota di turisti provenienti dall’estero che caratterizza le areerurali beneficiarie del sostegno. Inoltre, nessuna microimpresa turistica finanziata ha una presenza stabile econsolidata all’interno dei canali di pubblicità e commercializzazione (portali web, guide, tour operator, ecc.)prettamente rivolti ai turisti stranieri, a conferma di una competitività sui mercati esteri particolarmenteridotta se non nulla. D’altro canto la capacità di attrazione di flussi turistici provenienti dall’estero attraversola promozione mirata del proprio prodotto attraverso determinati canali è una caratteristica propria di attivitàimprenditoriali consolidate, mature e consapevoli, elementi che invece solo in parte caratterizzano il parcoprogetti sovvenzionato ed indagato. Il “Numero di microimprese sostenute operanti in un contestointernazionale”, seppure inteso in senso estensivo, può essere su tali basi stimato a sole 11 unità: nelcomplesso quindi l’obiettivo in esame, pur se non quantificato ex-ante, non può dirsi ad oggi raggiunto.Obiettivo operativo - INCORAGGIARE L’ADOZIONE E LA DIFFUSIONE DELLE TIC AGEVOLANDO L’UTILIZZAZIONE DIATTREZZATURE INFORMATICHE ED IL RICORSO AL COMMERCIO ELETTRONICOL’obiettivo operativo in esame assume una particolare importanza qualora si consideri la composizione delparco progetti sovvenzionato ed il peso assolutamente preponderante assunto in esso dalle microimpresebeneficiarie operanti nel campo della ricettività turistica. La promozione, la pubblicità e la gestione pratica diuna struttura ricettiva moderna non può infatti ormai fare a meno dell’utilizzo degli strumenti informatici etelematici. Coerentemente con quanto detto, la Regione ha correttamente individuato in fase diprogrammazione l’obiettivo operativo in esame e per perseguirlo ha stabilito in fase di selezione delledomande un apposito criterio di priorità atto a favorire le iniziative “che prevedono l’utilizzo delle modernetecnologie d’informazione e comunicazione (TIC)” (5 punti per le tipologie a e b; 9 punti per la tipologia c).Da sottolineare dunque, in primo luogo, la percentuale particolarmente elevata (93%) di aziende beneficiarieche ottengono un punteggio su tale criterio. Sostanzialmente in linea con tale dato è quanto emerge dallo“spacchettamento” del parco progetti e dell’investimento ammesso per singole voci di spesa: quasi il 90%delle domande sovvenzionate prevede l’acquisto e/o l’utilizzo di attrezzature informatiche e telematiche.Misura 312: suddivisione del parco progetti e dell’investimento ammesso per voce di spesaDomandeInvestimentoVoce di spesaN. % Euro %Opere edili 212 95% 36.203.635 61%Acquisto macchine e attrezzature 216 97% 13.219.502 22%Sistemazione di aree esterne per attività sportive e ricreative 154 69% 7.118.753 12%Acquisto ed utilizzo di attrezzature informatiche 198 89% 1.213.372 2%Spese generali e indistinte 216 97% 1.266.937 2%Totale 222 100% 59.022.199 100%Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionale* la somma delle righe eccede il totale dei progetti in quanto alcuni di essi prevedono investimenti multiplipag. 263


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAQuanto emerge dall’indagine diretta svolta conferma tale forte diffusione delle tecnologie informatiche etelematiche fra le microimprese finanziate, anche se in misura meno marcata. I due terzi delle aziendeindagate utilizza principalmente il web (soprattutto il sito aziendale) per la promozione delle proprie attività,con il restante 31% che si affida invece al semplice passaparola. Esiste dunque una certa percentuale(intorno al 20% del totale) di microimprese beneficiarie che ha acquistato con il contributo del PSRattrezzature informatiche, ma che ancora non le utilizza appieno per la pubblicità e la commercializzazionedel proprio prodotto. D’altro canto, il solo recente completamento della gran parte degli interventi indagatilascia presupporre che nel (prossimo) futuro possa crescere il ricorso agli strumenti informatici e telematiciper la gestione e la promozione delle attività turistiche sovvenzionate.In conclusione dunque l’obiettivo in esame, seppure non quantificato ex-ante, può dirsi nel complessosostanzialmente raggiunto.Obiettivo specifico - INCREMENTARE L’ATTIVITÀ ECONOMICA E I TASSI DI OCCUPAZIONE NELLE AREE RURALIObiettivo prioritario - MANTENIMENTO E/O CREAZIONE DI NUOVE OPPORTUNITÀ OCCUPAZIONALI E DI REDDITO IN AREERURALII due obiettivi vengono di seguito trattati congiuntamente in quanto entrambi fanno riferimentosostanzialmente agli effetti reddituali ed occupazionali delle iniziative sovvenzionate dalla Misura 312. I primivengono misurati dall’indicatore di risultato R7 “Incremento lordo del valore aggiunto nelle aziendebeneficiarie”; i secondi dall’indicatore di risultato comunitario R8 “Posti di lavoro lordi creati”: in entrambi icasi si tratta degli effetti lordi del sostegno rilevati sulle microimprese beneficiarie, non “depurati” cioè dallavariazione che si sarebbe comunque determinata anche in assenza del contributo offerto dalla Misura.Gli effetti reddituali prodotti dagli interventi sovvenzionati si assestano a meno di 7.000 euro per azienda 33 ,con un effetto ovviamente differenziato fra microimprese esistenti (+2.500 euro medi, pari a un incrementopercentuale del 36,5%) e aziende di nuova costituzione, per le quali il valore aggiunto post-intervento (7.400euro) coincide ovviamente con l’incremento determinato dal sostegno.Misura 312: variazioni del valore aggiunto nelle microimprese beneficiarie (dati medi per azienda)Tipologia microimpresa V.A. ante intervento V.A. post intervento Variaz. assoluta Variaz. percentualeNuova 0 7.393 7.393 -Esistente 6.763 9.233 2.470 36,5%Totale * 7.633 6.750 *Fonte: elaborazione su dati da indagine diretta* Si veda la nota 1L’indicatore di risultato R7 “Incremento lordo del valore aggiunto nelle aziende beneficiarie”, stimato su talibasi a poco più di 300.000 euro (il 18% del valore obiettivo fissato ex-ante), sconta il ritardo attuativo dellaMisura ed il ridotto numero di progetti conclusi rispetto al totale (20%).Un incremento reddituale così limitato (anche inferiore al valore prudenziale ipotizzato ex-ante: circa 8.100euro per azienda) può dipendere da diversi fattori, primo fra i quali il solo recente completamento di moltidegli investimenti sottoposti ad indagine e l’effettivo avvio delle attività. Considerando una composizione delparco progetti sovvenzionato, e quindi del campione di microimprese indagate, fortemente sbilanciato versonuove aziende che offrono pernottamento, appare quasi scontato che gli effetti reddituali del sostegno nonsi siano ancora del tutto dispiegati. Le attività turistiche, soprattutto se attivate in aree rurali nonparticolarmente conosciute ai grandi flussi turistici, hanno infatti bisogno di un certo tempo per entrare aregime e consolidarsi. In un contesto simile non stupisce dunque che solo il 22% delle aziende indagaterilevi una piena manifestazione degli effetti dell’investimento sovvenzionato al momento dell’intervista.33 Non è corretto calcolare un incremento percentuale valido per tutte le aziende indagate in quanto il valore aggiunto medio anteinterventosi riferirebbe solo ad una parte di esse, quelle già operanti, mentre il dato post-intervento include anche le nuovemicroimprese. Si tratterebbe quindi di un confronto fra “entità” differenti.pag. 264


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAInoltre, riprendendo quanto affermato in precedenza, solo per alcune aziende (circa il 20%) l’incrementoreddituale costituisce l’obiettivo principale dell’investimento, che invece è spesso correlato a motivazioni dinatura patrimoniale.Il fatto che ci sia ancora ampio spazio per incrementi nel valore aggiunto delle microimprese beneficiarie èchiaramente evidenziato dal ridotto utilizzo da parte di queste ultime della propria capacità produttiva che inquesto caso, trattandosi per la quasi totalità di aziende che offrono pernottamento, è costituita dai posti lettodisponibili. L’intervento sovvenzionato ha determinato, come detto, la creazione di oltre 8 nuovi posti lettoper beneficiario, per un totale di Misura di oltre 1.500. Le presenze che questi hanno assorbito sono però almomento abbastanza limitate, circa 280 per azienda (oltre 52.000 se si riparametra il dato all’intero parcoprogetti). Il duplice fenomeno che vede, da un lato, una notevole creazione di nuovi posti letto e, dall’altro,una risposta finora inadeguata in termini di flussi turistici che si è in grado di assorbire si traduceinevitabilmente in tassi di utilizzazione 34 della capacità produttiva esistente decisamente ridotti (11,4%). Al dilà di una tempistica di rilevazione del dato forse troppo anticipata 35 , valori di questo genere sembranocomunque legati ad una scarsa capacità attrattiva che caratterizza nel complesso le attività ricettivesovvenzionate, che solo in alcuni casi hanno previsto la realizzazione di interventi accessori e l’introduzionedi servizi aggiuntivi a completamento dell’offerta di pernottamento.Per quanto riguarda gli effetti occupazionali della Misura, il sostegno determina un incremento nell’utilizzo dimanodopera pari a 0,46 ULT per azienda, con un effetto ovviamente maggiore nel caso di nuovemicroimprese (+0,51 ULT/azienda) rispetto a quelle già esistenti al momento della domanda (+0,13 ULT perazienda, pari a un incremento percentuale del 30%).Misura 312: variazioni dell’occupazione nelle microimprese beneficiarie (dati medi per azienda)Tipologia microimpresa ULT ante intervento ULT post intervento Variaz. assoluta Variaz. percentualeNuova 0 0,51 0,51 -Esistente 0,43 0,56 0,13 +30,2%Totale * 0,52 0,46 *Fonte: elaborazione su dati da indagine diretta* Si veda la nota 1Applicando tali incrementi medi al totale dei progetti conclusi al 2011, è possibile stimare l’indicatore dirisultato R8 “Posti di lavoro lordi creati” a 21 ULT, il 13% di quanto previsto ex-ante (dato inferiore allapercentuale di completamento dei progetti finanziati: 20%).Il dato unitario appare poco soddisfacente in relazione agli obiettivi, peraltro abbastanza ambiziosi (0,8ULT/azienda), e risente in primo luogo della recente realizzazione degli interventi e della ancora inadeguatarisposta da parte dei potenziali fruitori (turisti) delle strutture realizzate col sostegno. Le previsioni dioccupazione indicate in domanda, particolarmente ottimistiche (quasi 1,5 ULT per azienda), fotografavanouna situazione solo potenziale, legata ad un buono impiego della capacità produttiva creata con l’intervento.La realtà dei fatti, per quanto forse in molti casi ancora prematura, sta dicendo altro: il settore turistico,soprattutto nelle aree più remote e marginali della Regione, è in difficoltà, le strutture realizzate col sostegnorestano in parte inutilizzate e l’impiego di manodopera non può che riflettere questa situazione.Di fatto quindi le attività sovvenzionate rappresentano realtà produttive sostanzialmente residuali, sia intermini di reddito che sono in grado di garantire ai titolari che, quindi, di impegno di tempo che esserichiedono. Le microimprese finanziate impiegano infatti in media poco più di mezza ULT ciascuna, andandoa configurarsi chiaramente come attività part-time che in alcuni casi vanno ad integrare una fonte di redditoprincipale del beneficiario, e che in altri consentono una, seppur solo parziale, autonomia economica asoggetti giovani che ancora vivono in famiglia.In questo senso può essere interessante notare come circa la metà (0,23 ULT per azienda) dellamanodopera aggiuntiva determinata dagli interventi sovvenzionati sia attribuibile a soggetti giovani (meno di40 anni), mentre la componente femminile rappresenta addirittura il 71% della nuova occupazione creata(0,33 ULT/azienda). E’ dunque importante sottolineare come, nonostante un effetto occupazionalecomplessivo non particolarmente marcato, siano proprio le componenti della popolazione ruralemaggiormente sfavorite ed in difficoltà sul mercato del lavoro (giovani e donne) a far registrare gli34 Il tasso di utilizzazione dei posti letto è comunemente calcolato rapportando alle presenze massime teoriche, a loro volta ottenutemoltiplicando i posti letto per i giorni di apertura della struttura, quelle effettivamente rilevate.35 Si rimanda al capitolo 2 per una breve presentazione dei motivi che hanno spinto il valutatore, pur consapevole dei rischi e deiproblemi che ciò avrebbe potuto comportare, ad anticipare i tempi delle indagini rispetto a quanto richiesto dalla metodologiacomunitaria.pag. 265


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAincrementi maggiori. Ciò anche nell’ottica di un trend positivo dei tassi di occupazione delle aree rurali, cosìcome richiesto esplicitamente dall’obiettivo specifico in esame. Il 42% dei soggetti beneficiari intervistati erainfatti inoccupato (studenti, casalinghe, ecc.) al momento della domanda, mentre le microimprese create dapersone disoccupate sono solo il 21% del totale. La Misura agisce dunque non solo sulla riduzione dei tassidi disoccupazione quanto soprattutto sull’incremento dei tassi di occupazione, inducendo soggetti altrimentiinoccupati a dedicarsi, anche se solo a tempo parziale, ad un’attività produttiva.Si tratta comunque di mansioni non particolarmente “innovative” che non richiedono una formazionespecifica. La creazione di manodopera determinata dal sostegno solo raramente si accompagna infatti aduna parallela qualificazione della stessa: solo il 4% dei beneficiari sottoposti ad indagine afferma di“impiegare la manodopera in mansioni innovative e qualificanti”, mentre oltre il 60% degli stessi rileva ariguardo un effetto nullo.2. Fonti informative, metodi e strumenti d’indagine2.1 Fonti e metodologie di acquisizione dei dati- Raccolta di dati/informazioni di tipo primario, attraverso specifiche attività di indagine svoltedirettamente mediante interviste a campioni statisticamente rappresentativi di beneficiari;- Acquisizione dei dati/informazioni secondari da fonti pre-esistenti: Sistema Informativo regionale,che contiene le informazioni afferenti le singole domande di finanziamento; allegati tecnici alladomanda d’aiuto presentati dai beneficiari sottoposti ad indagine (acquisiti in collaborazione con AdGe con le sedi provinciali); “altre fonti” ufficiali (statistiche, studi, banche-dati) disponibili a livellonazionale e/o regionale (Eurostat, ISTAT).2.1.1 Fonti primarieAnalogamente alla Misura 311, gli effetti prodotti dal sostegno offerto dalla Misura 312 sono stati valutatiattraverso un’indagine diretta su un campione statistico di soggetti beneficiari. Questo è stato ritenuto lostrumento di analisi più adeguato per indagare gli effetti di una Misura con un carattere diffusivo, nella qualei progetti perseguono prioritariamente obiettivi di crescita economica ed occupazionale.Nonostante che il Working Paper “Monitoring-related questions on Result Indicators-Final” richieda che lerilevazioni di parametri economici avvengano almeno due anni dopo la conclusione dell’investimento, inmodo che gli effetti dello stesso siano “stabili” e consolidati, i ritardi strutturali che hanno caratterizzato laMisura in esame hanno indotto il valutatore ad apportare alcune modifiche rispetto alla tempistica fissatadalla metodologia comunitaria. Per svolgere l’indagine diretta già in fase di aggiornamento della ValutazioneIntermedia e fornire il prima possibile alla Regione alcuni elementi utili per la definizione e la stesura delnuovo PSR, si è infatti preferito:indagare l’universo dei progetti finanziati, e non di quelli conclusi, al 2010;derogare dal principio dei 2 anni per la “sedimentazione” degli effetti degli investimentisovvenzionati, riducendo tale intervallo ad un solo anno.2.1.2 Fonti secondarieAcquisizione di dati dal sistema di monitoraggioLe informazioni desumibili dal Sistema di monitoraggio regionale sono state impiegate soprattutto per lavalutazione del grado di efficacia dei criteri di priorità nella selezione delle domande. I dati di monitoraggiorappresentano inoltre la base informativa necessaria al calcolo di alcuni indicatori del QCMV edall’implementazione degli strumenti di indagine (individuazione e stratificazione dell’universo per l’estrazionedei campioni statistici da sottoporre a indagine diretta).Acquisizione di dati secondari dalla documentazione tecnico-amministrativa degli interventiLa documentazione tecnica allegata alle domande d’aiuto è risultata utile per l’inquadramento generale degliinterventi sovvenzionati indagati, soprattutto in termini di finalità di medio-lungo periodo, situazione dicontesto ed effetti attesi da parte dei beneficiari.pag. 266


Es.Nu.Es.Nu.2.2 Universo beneficiari e metodo di campionamentoVALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAPer la stratificazione dell’universo campionario sono state utilizzate, previa un lavoro di integrazione everifica delle diverse variabili considerate:la tipologia d’intervento (a-artigianato/ b-ricettività e ristorazione/ c-servizi al turismo);la zona di ruralità PSR (aree C/ aree D);la distinzione fra microimprese di nuova costituzione o già esistenti al momento della domanda dicontributo.Il campione di 36 unità (pari al 15% dell’universo di riferimento) è stato ripartito sui 12 strati così individuati,sulla base di un metodo di campionamento stratificato proporzionale, che consente di campionaremaggiormente gli stati più numerosi:Universo (N.)Campione (N.)Tipologia interventoTipologia interventoMicr.ZonaTotale Micr. ZonaTotalea-Artig. b-Ric.Rist. c-Serv.tur. a-Artig. b-Ric.Rist. c-Serv.tur.C 2 25 1 28C 0 4 0 4D 1 5 0 6 D 0 1 0 1C 0 184 5 189C 0 28 1 29D 3 7 1 11 D 1 1 0 2Totale 6 221 7 234 Totale 1 34 1 362.3 Strumenti utilizzatiL’indagine diretta è stata svolta mediante somministrazione on-line di un questionario al beneficiario dellaMisura estratto a campione.Il questionario d’indagine, messo a punto dal valutatore e condiviso con le strutture regionali, ha indagato:‣ aspetti di natura qualitativa come, ad esempio, le motivazioni alla base dell’investimento, le possibiliricadute sul territorio circostante l’azienda, le prospettive future di sviluppo, ecc.;elementi più strettamente quantitativi (essenzialmente: fatturato e valore aggiunto, occupazione, presenzenel caso di microimprese beneficiarie operanti nel settore turistico) legati a specifici indicatori del QCMV.In particolare esso (in Allegato VI la versione completa) si compone di 4 parti:6. L’intervento sovvenzionato: contiene informazioni relative all’investimento cofinanziato dalla Misura(descrizione, motivazioni, fonti di finanziamento, ecc.);7. Le attività aziendali: riporta una breve descrizione e la quantificazione della “capacità produttiva” perquanto concerne le attività svolte in azienda (parte del questionario differenziata fra artigianato,ricettività e ristorazione, servizi al turismo), oltre ad una serie di altri aspetti qualitativi legatiall’attività produttiva sovvenzionata (canali di commercializzazione, legami con altre microimprese,pubblicità, formazione, prospettive future, ecc.); si tratta ovviamente della parte più corposa delquestionario;8. I redditi e l’occupazione aziendale: riporta le informazioni di dettaglio necessarie al calcolo degliindicatori comunitari di risultato R7 ed R8, comprese le specifiche suddivisioni (es. occupazionefemminile e giovanile);9. Informazioni generali sull’adesione al PSR: raccoglie dati necessari alla valutazione complessiva delpiano di comunicazione messo in piedi dalla Regione per informare i potenziali beneficiari delleopportunità offerte dal PSR (canali informativi, grado di conoscenza del PSR, eventuali problemiincorsi per l’accesso al contributo).pag. 267


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAMisura 313 – Incentivazione delle attività turistiche1. Logica di intervento e obiettivi della MisuraLa Misura 313 risponde ai fabbisogni di Sostegno a processi di diversificazione dell'economia rurale e diMiglioramento delle condizioni di contesto e dell’infrastrutturazione rurale.Le azioni implementate per qualificare l’offerta turistica attraverso la promozione e valorizzazione dellerisorse ambientali, architettoniche, storico-culturali e produttive riguardano la realizzazione di percorsituristici 36 (tipologia a) e dattività divulgative e di promozione del territorio (tipologia b) 37 .La strategia regionale intende favorire l’armonizzazione e l’integrazione con i programmi di sviluppo che, alivello locale, perseguono obiettivi comuni e, per questo, la realizzazione degli investimenti è demandata adEnti pubblici e o privati (Comunità Montane; Comuni; Enti Parco; Soggetti gestori di aree Natura 2000 e sitidi grande pregio naturalistico; - Associazioni Ambientalistiche senza scopo di lucro favorendo, conl’ammissione di un importo più elevato (fino ad euro 300.000 euro nel I Bando e fino a 250.000 nel 2°bando) i progetti presentati da Enti pubblici che prevedono più interventi di entrambe le tipologieammissibili, in un contesto omogeneo ed integrato.Alla misura sono assegnate risorse pubbliche pari a 30,385 Meuro di cui 6 Meuro da destinare dai PIRAP; aqueste vanno sommate anche quelle previste dai PSL (6,98 Meuro); gli interventi si attuano nelle macroareeC, D1 e D2 e, limitatamente alla tipologia a) applicata esclusivamente per gli itinerari ambientali, anche nelleAree Parco 38 .Gli indicatori di output nel PSR definiscono complessivamente 182 nuove iniziative turistiche sovvenzionateed un volume di investimenti pari a 37,24 Meuro, nonché la realizzazione di 50 eventi e manifestazioni per lapromozione del territorio e delle sue peculiarità (Indicatore supplementare).Il contributo della misura all’ obiettivo prioritario/specifico PSR/PSN del miglioramento dell’attrattività delterritorio per le imprese e la popolazione viene espresso in termini di accrescimento di turisti (quantificato inex ante in un incremento di poco più di 40.000 visitatori) mentre il contributo del sostegno sull’aumentodell’occupazione viene quantificato in ex ante in 46 nuovi posti di lavoro.La Misura è stata attivata nel 2009 (DD n. 40 del 5 giugno 2009 pubblicato sul BURC n. 42 del 2 luglio 2009)con bando riaperto nel 2011 (con DRD n.3 del 18/1/11 pubblicato sul BURC n. speciale del 19/2/2011).La somma resa complessivamente disponibile sul primo e secondo bando di attuazione è pari a 18,3 Meurodi cui 15,38 nel I° Bando e 2,9 Meuro nel 2.Con il secondo bando si è registrato un forte over booking con un numero totale di domande risultateammissibili pari a 266 e un importo complessivo di € 48.359.322,64, e un numero di domande rientranti ingraduatoria pari a 1336 Gli investimenti ammessi nell’ambito dell’azione riguardano la realizzazione di materiale multimediale; la realizzazione emiglioramento della sentieristica ; la realizzazione di segnaletica relativa a percorsi blu ed a itinerari tematici; la realizzazione diinfrastrutture ricreative, esclusivamente su aree pubbliche, per favorire l’accessibilità e la fruibilità delle aree naturali37 Gli investimenti ammessi nell’ambito di questa azione sono a carattere materiale ed immateriale; i primi riguardano la realizzazione disale multimediali e musei, di infopoint e/o centri di visita per l’informazione e la divulgazione delle risorse del territorio e delle attivitàturistiche locali; i secondi riguardano la realizzazione di supporti informatici e multimediali e la costituzione di reti telematichefunzionali alla promozione delle risorse e delle attività del territorio; la produzione di materiale divulgativo cartaceo e multimedialemirante alla promozione del territorio; la realizzazione di eventi e di manifestazioni di promozione del territorio.38 Istituite ai sensi della Legge 06.12.91 n.394 “Legge Quadro sulle Aree Protette”, della Legge Regionale 01.09.93 n.33 “Istituzione diParchi e Riserve naturali in Campania” e l.m.i.pag. 268


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURANel quadro logico seguente si riportano obiettivi indicatori target raggiunti al dicembre 2011:Obiettivo generale Indicatori d’impatto ValoriMigliorare la qualità della vita nelle aree ruralie promuovere la diversificazione dell’attivitàObiettivi prioritari /specificiMiglioramento dell’attrattività dei territori ruraliper le imprese e la popolazioneMantenimento e/o creazione di nuoveopportunità occupazionali e di reddito in areeruraliObiettivi operativiobiettivoValori2011Crescita economica (*)Posti di lavoro creati (*)Indicatori di risultatoIncremento del numero di turisti 40.600 10.000 day(N°) (*)visitorsPosti di lavoro creati (*) 46 n.dIndicatori di outputalEfficienzaValorizzare da un punto di vista turistico lerisorse naturali architettoniche e culturali dellearee rurali.Promuovere la conoscenza dei prodotti diqualità del territorio.Promuovere l’offerta turistica del territorio alivello nazionale e internazionale.Realizzare infrastrutture informative asupporto della promozione e dellavalorizzazione del territorio.Nuove iniziative turistichesovvenzionate (*) di cui:-Infrastrutture ricreative (chepermettano l'accesso a areenaturali, con servizi di piccolaricettività, ...)--Infrastrutture su piccola scala(centri d'informazione,segnaletica stradale indicantelocalità turistiche, ...)Progetti integrati182n.dn.dn.d14426675179%Incoraggiare l’adozione e la diffusione delleTIC per la promozione e il marketingterritoriale.Volume totale investimenti (*)Eventi e manifestazionirealizzate (**)37.243.0005016.538.7778544%170%Indicatori di inputValoreSpesa pubblica (euro) (Asse 3) 30. 385.892 16.538.777 54%(*) Indicatori definiti nel QCMV ; (**) indicatore supplementare regionale (***); indicatore supplementare valutatoreL’analisi dello stato di avanzamento della Misura viene realizzata con i dati di monitoraggio forniti dallaRegione riferiti al Dicembre 2011. Le domande ammesse risultanti (144) 39 sono pari al 79% del relativovalore obiettivo per una spesa pubblica di 16,5 Meuro (44% del valore target).Al dicembre 2011 risultavano conclusi (e saldati) solo 4 interventi 40 .Stante il ritardo nell’avanzamento fisico dei progetti l’efficacia della Misura nel perseguimento degli obiettivispecifici ed operativi viene valutata in termini di potenzialità del parco progetti in funzione della tipologiadegli interventi finanziati e di corrispondenza alle priorità strategiche regionali (efficienza dei criteri di prioritàcalcolata come rapporto tra punteggio conseguito e punteggio massimo conseguibile)Gli obiettivi operativi e specifici assegnati alla Misura riguardano la promozione dei prodotti di qualità edell’offerta turistica del territorio a livello nazionale ed internazionale, l’adozione e la diffusione delletecnologie di informazione e comunicazione (TIC) per la promozione e il marketing territoriale; lavalorizzazione da un punto di vista turistico delle risorse naturali, architettoniche e culturali delle aree ruralie la realizzazione di infrastrutture informative a supporto della promozione e della valorizzazione delterritorio.L’analisi realizzata parte dagli obiettivi operativi per confluire infine sull’obiettivo specifico di accrescerel’attrattività delle aree rurali per le imprese e la popolazione trattato alla fine.39 Risultanti da 139 domande ammesse sul 1° bando e 5 delle 13 domande ammesse sul 2° bando e caricate nel sistema dimonitoraggio al dicembre 201140 Per uno dei quali sono state avviate successivamente le procedure di revoca.pag. 269


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo: VALORIZZARE DA UN PUNTO DI VISTA TURISTICO LE RISORSE NATURALI, ARCHITETTONICHE ECULTURALI DELLE AREE RURALI.Al dicembre 2011 sono finanziate 144 nuove iniziative turistiche, ovvero il 79% del target di prodotto per uninvestimento complessivamente attivato pari al 49% del previsto.Tutte le domande ammissibili presentate nel primo bando sono state finanziate mentre l’offerta del secondobando non è riuscita a soddisfare la domanda del territorio, per cui delle 266 domande ammissibili ne sonostate finanziate solo 13: ciò conferma comunque che l’offerta di sostegno risponde ai fabbisogni locali didiversificazione economica e viene per questo recepita dalle comunità locali.Figura 1: distribuzione della spesa pubblica impegnata per tipologia di progetti approvatiIl parco progetti sinora approvato, intermini di spesa impegnata si concentranettamente su progetti intergrati realizzatiprevalentemente da Comuni, cheprevedono diverse tipologie di azionicoordinate fra loro.Le azioni però sono prevalentemente dicarattere immateriale (in particolaremateriale promozionale e eventi) e nonpotenziano in modo permanentel’infrastruttura turistica del territorio.In sintesi la spesa si concentra per il 48%sulla realizzazione di materialepromozionale e reti telematiche, per il 19%su eventi e manifestazioni; solo il 14% èdestinato alla realizzazione di musei o centri visita e il 19% per riqualificare la sentieristica.Il sostegno viene utilizzato per migliorare itinerari escursionistici di scala territoriale relativamente ampia:progetti di livello provinciale o regionale sono infatti il 31% del totale presentato sulle tipologie A eintegrate A+B (24); di questi, 16 completano (completeranno) nuove tratte di accesso ad itinerari giàrealizzati.Nel 9% dei casi si completano interventi già avviati con la Misura 414 del POR 2000-2006.Dettaglio del parco progetti approvato per tipologia di azione previstaA-B - ProgettoIntegrato -Realizzazione diA - Realizzazione diTipologiapercorsi turistici epercorsi turisticiAttività divulgative edi promozione delterritorioSpesaSpesaN° ammessa N°Azione€€ammessa N°B - Attivitàdivulgative e dipromozione delterritorioSpesaammessa€N°Totale azioneSpesaammessa€Realizzazione di infrastrutturericreative 6 139.919 16 384.165 22 524.084 3%Realizzazione di eventi emanifestazioni 2 46.890 40 1.830.342 43 1.011.269 85 2.888.501 17%Realizzazione di materialepromozionale 26 1.511.654 51 3.288.442 67 669.223 144 5.469.319 33%% suSpesaTotalepag. 270


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURATipologiaA - Realizzazione dipercorsi turisticiA-B - ProgettoIntegrato -Realizzazione dipercorsi turistici eAttività divulgative edi promozione delterritorioB - Attivitàdivulgative e dipromozione delterritorioTotale azioneCostituzione di reti telematicheper la promozione delle risorsee delle attività del territorio 25 922.970 43 713.368 68 1.636.338 10%Recupero e riqualificazione disale multimediali e musei 11 601.769 1 46.211 12 647.980 4%Recupero e riqualificazioneInfopoint e/o centri di visita perl'informazione 2 101.362 24 764.568 11 115.115 37 981.045 6%Realizzazione di segnaleticarelativa a percorsi blu ed aitinerari tematici 14 234.938 27 529.557 41 764.495 5%Realizzazione e miglioramentodella sentieristica 4 284.242 22 1.747.684 26 2.031.926 12%Totale interventi finanziati 26 2.511.154 51 11.260.314 67 2.767.309 144 16.538.777 100%Fonte: Elaborazioni Agriconsulting su dati del Sistema di Monitoraggio RegionaleIn linea di massima la quasi totalità dei progetti si attua in zone caratterizzate da ricchezza di risorseartistiche, storiche e religiose (l’efficacia del criterio criterio A1_ Aspetti territoriali è pari al 94% sia per latipologia a che per la tipologia B).Considerando la distribuzione territoriale del parco progetti si nota che, coerentemente con l’obiettivo dellaregione, esso si concentra in alcune aree a potenziale vocazione turistica, o perché limitrofe ad areeturisticamente sviluppate (ad esempio Alento Monte Stella o Lambro Mingardo), o perché ricadenti in parchi(Vallo di Diano, Antica Volcej): queste aree però non sono ancora sufficientemente attrattive, come sievince dal confronto dei valori di alcuni indicatori turistici nei comuni interessati dagli interventi e nelcomplesso dei Sistemi strategici di sviluppo dove ricadono. Sotto questo aspetto quindi i progetti approvatihanno buone potenzialità di soddisfare efficacemente l’obiettivo.Distribuzione progetti per STS e confronto con indicatori turisticiposti letto*Popolazione turisticaProvincia STS Progetti nei comuniinteressatinel totaleSTSnei comuniinteressatinel totaleSTSB4 - Valle dell'Ufita 1 22 584 274 16.683B8 -Alto Clanio 1 - 90 112 2.434AvellinoC3 - Solofrana 2 285 457 1.357 4.637D2 - Sistema Urbano Avellino 3 368 749 2.368 4.057A8 - Partenio 5 278 615 5.735 16.976A8 - Partenio 2 12 12 588 588A9 - Taburno 4 167 1.039 1.939 7.528BeneventoB3 - Pietrelcina 1 137 606 310 1.898B5 - Alto Tammaro 3 279 978 1.217 3.956B6 - Titerno 4 525 1.426 3.984 7.351C2 - Fortore 3 139 441 1.174 7.276CasertaA10 - Matese 4 69 274 1.624 6.727B7 -Monte Maggiore 3 30 411 662 6.468A1 - Alburni 3 2 471 390 4.996A2 - Alto Calore 11 107 131 1.779 2.608A3 - Alento Monte Stella 20 7.632 10.237 50.342 68.164A4 - Gelbison Cervati 2 8 521 688 4.729SalernoA5 - Lambro e Mingardo 15 22.994 27.386 50.589 65.951A6 - Bussento 9 8.427 10.611 19.666 27.867A7 - Monti Picentini 9 543 799 3.801 6.628B1 - Vallo di Diano 14 1.021 1.865 5.282 9.759B2 - Antica Volcej 23 1.353 1.412 4.100 4.763F6 - Magna Grecia 2 48 10.862 702 17.921Totale 144 63.952 71.977 262.833 299.965Fonte: elaborazione su dati di monitoraggio regionale, dati Istat 2009, RRN _Atlante rurale regionale 2008.pag. 271


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo: INNESCARE PROCESSI DI SVILUPPO SOSTENIBILE INTEGRATOL’obiettivo di sviluppo sostenibile è inteso nella doppia accezione di sostenibilità ambientale e sostenibilitàeconomica.La sostenibilità ambientale viene perseguita, in particolare nel primo bando 41 , con priorità che premianol’uso di fonti energetiche alternative/rinnovabili, (fino a 5 punti per la tipologia a e 6 per la b), la gestioneefficiente dei rifiuti che vada oltre gli obblighi di legge (fino a 6 punti solo per la tipologia b). Nel primobando all’interno dei parametri territoriali vengono premiati i comuni in funzione dell’entità della raccoltadifferenziata (fino a 5 punti) e con la maggiorazione del 10% del punteggio complessivo per gli interventi darealizzare nei comuni che facciano registrare discariche per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.La sostenibilità economica viene perseguita premiando i progetti cantierabili, che prevedono integrazioneterritoriale (se si prevede il collegamento fra più settori produttivi (I bando) o se la gestione delle attivitàdopo l’intervento è affidata a più attori istituzionali e non, oppure se l’intervento è inserito in un piano giàesistente di rivalutazione o di salvaguardia del territorio che vede la partecipazione di più attori istituzionali enon e che prevedono la gestione delle iniziative oltre il periodo obbligatorio.È soprattutto con questa accezione che il valutatore ha declinato la sua domanda valutativa e per questo inquesta sede si ritiene più utile analizzare il parco progetti in funzione della presenza di prospettive di autosostenibilità e di integrazione.Mediamente il 76% dei progetti prevede l’integrazione territoriale; trattandosi di progetti approvati inmaggioranza con il primo bando il criterio in sede istruttoria è stato prevalentemente interpretato edattribuito ai progetti che presentano integrazione fra settori produttivi, in particolare agricoltura. L’88% degliinterventi promozionali finanziati nell’ambito dell’azione b infatti è positivo al criterio presumibilmente in virtùdelle azioni di promozioni per i prodotti tipici dell’area interessata.Relativamente alle prospettive di auto sostenibilità per la valutazione delle quali in sede istruttoria si verificala valenza pluriennale dell'idea progetto (eventi / manifestazioni già realizzati più volte nel corso del tempoe/o ripetibili nel futuro, durabilità delle infrastrutture realizzate), i progetti di realizzazione delle infrastrutture(tipologia a) prevedono buone potenzialità di durabilità (81% dei progetti conseguono infatti il punteggiomassimo); inferiore risulta invece la percentuale nei progetti della tipologia B che conseguono il punteggiomassimo per il 37%.Infine, relativamente alla cantierabilità, il 69% dei progetti sulla tipologia A e l’84% di quelli a valere sullatipologia B risultano esecutivi e quindi immediatamente realizzabili. Ciò però non sembra aver influito suitempi di realizzazione delle iniziative e, quindi sui tempi di chiusura dei progetti finanziati che si stannocaratterizzando per un notevole ritardo imputato ai rallentati tempi di erogazione delle anticipazioniessenziali per la realizzazione dei progetti da parte dei beneficiari 42 .Obiettivo operativo: PROMUOVERE LA CONOSCENZA DEI PRODOTTI DI QUALITÀ DEL TERRITORIO.L’obiettivo di promuovere la conoscenza dei prodotti di qualità del territorio è sostenuto premiando i progettiche valorizzano e/o conservano e tutelano le tipicità locali, (Criterio territoriale A1 e progettuale B3 chenell’insieme totalizzano dai 22 punti per la tipologia a ai 25 punti per la tipologia di azione b).Il parco progetti sembra essere prevalentemente orientato a questo scopo già che il 94% dei progetti risultapositivo al criterio.41 Nel secondo bando vengono corrette delle distorsioni già evidenziate per il primo bando in sede di valutazione intermedia, dovute alfatto che il peso complessivo dei punteggi dei criteri che possono qualificare gli interventi sotto l’aspetto della portata territoriale(integrazione territoriale, prosecuzione di interventi POR, auto sostenibilità) era inferiore (per la tipologia b) o uguale (per la tipologia a)a quello dei criteri di natura ambientale sommati al criterio della cantierabilità, meno correlabili con gli obiettivi operativi di misura.42 Ciò malgrado con il DRD n. 47 del 20/10/2011 “Possibilità di riconoscere agli Enti Pubblici anticipazione e liquidazioni parziali fino al90% del contributo concesso”, sia stata concessa l’opportunità di garantire agli Enti pubblici beneficiari maggiore liquidità per larealizzazione degli interventi contribuendo in tal modo ad accelerare la spesa e quindi raggiungere l’obiettivo di spesa fissato per l’anno2011.pag. 272


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURAObiettivo operativo: PROMUOVERE L'OFFERTA TURISTICA DEL TERRITORIO A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE.Mediamente il 60% dei progetti prevedono la promozione verso l’estero dell’offerta turistica (degli eventi oiniziative che si realizzeranno nel territorio dell’intervento) con accordi con partner istituzionali e non perconvenzioni, protocolli di intesa, lettere di intenti con comuni esteri o con agenzie di viaggio al fine diaumentare i flussi di incoming.Obiettivo operativo: REALIZZARE INFRASTRUTTURE INFORMATIVE A SUPPORTO DELLA PROMOZIONE E DELLAVALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO.All’obiettivo concorrono tutti gli interventi che prevedono il Recupero e riqualificazione di sale multimediali emusei Infopoint e/o centri di visita per l'informazione (57 in totale e 10% della spesa ammessa) nonché gliinterventi che realizzazione segnaletica relativa a percorsi blu ed a itinerari tematici (41 e 5% della spesaammessa)I territori dove si realizzano interventi che prevedono realizzazione di infrastrutture a supporto dellavalorizzazione del territorio ricadono prevalentemente nella provincia di Salerno in STS ad elevatavocazione turistica, in particolare quelli dell’Alento Monte Stella (A3); Lambro e Mingardo (A5); Bussento(A6) e potranno contare su un elevato bacino potenziale di presenze turistiche.Gli interventi ricadenti negli STS Alto Calore (A2) e Vallo di Diano (B1) avranno invece una valenza maggiorerispetto al’obiettivo perché i rispettivi territori sono ancora in via di sviluppo.Obiettivo operativo INCORAGGIARE L'ADOZIONE E LA DIFFUSIONE DELLE TIC PER LA PROMOZIONE E IL MARKETINGTERRITORIALEIn sede di bando sono previsti punteggi per gli interventi in cui le nuove tecnologie siano volte alladiffusione e promozione dell’iniziativa oppure essere parte integrante dell’intervento (ad esempio retiwireless, palmari con GPS per la guida sui sentieri, guide-audio, infopoint, creazione di banche dati, sitiinterattivi con social network, etc.).I progetti valutati positivamente in sede di istruttoria sono l’89%: questa elevata efficienza è dovuta al fattoche in linea di massima i progetti prevedono il potenziamento della dotazione informatica per l’adozione dinuove tecnologie.Obiettivo specifico MIGLIORARE L’ATTRATTIVITÀ DEL TERRITORIO PER LE IMPRESE E LA POPOLAZIONEIn termini di risultati il QCSM declina l’obiettivo del miglioramento dell’attrattività del territorio per le impresee la popolazione in termini di incremento dei flussi turistici (quantificato in ex ante in un incremento di pocopiù di 40.000mila visitatori) e di aumento dell’occupazione (quantificato in ex ante in 46 nuovi posti dilavoro).Come anticipato lo stato di attuazione della misura non consente la quantificazione di risultatisull’occupazione e permette solo di esprimere alcune considerazioni sulle potenzialità dei progetti approvatidi raggiungere l’obiettivo ipotizzato di incremento dei flussi turistici.Come indicato nel QCMV l’afflusso viene misurato in presenze turistiche (numero di giornate trascorse daiclienti negli esercizi turistici sovvenzionati nelle aree rurali) e in termini di visitatori giornalieri (day visitors) diattività ricreative, musei etc.. dato che nell’ambito della Misura non si finanziano esercizi turistici ricettividove si possano registrare le presenze in termini di giornate trascorse l’indicatore viene principalmentedeclinato in termini di Day Visitors.Ad interventi consolidati, la metodologia valutativa prevede l’uso di casi di studio tematici, per l’analisi sulcontributo del PSR al miglioramento della qualità della vita, con i quali si possa valutare l’effettivo contributodel sostegno al miglioramento dell’attrattività turistica dell’area in termini di presenze in più registrate dalSistema Statistico Nazionale, negli esercizi ricettivi del territorio.pag. 273


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURALa misura registra 4 progetti saldati al 2011; in due casi (Comune di Giffoni Valle Piana e Acerno) il sostegnoriguarda la realizzazione di nuovi eventi oltre al potenziamento e la qualificazione di eventi già “esistenti”.Nell’ambito dei due di interventi sono state finanziate nel complesso 7 manifestazioni; con gli altri dueprogetti si finanzia la realizzazione di materiale promozionale e informativo e le infrastrutture (segnaletica) aservizio di percorsi tematici enogastronomici e culturali.I flussi turistici che queste manifestazioni sono complessivamente (e mediamente) in grado di attrarresecondo le stime dei testimoni privilegiati interpellati possono quantificarsi in circa 10.000 day visitors e ildato è sostanzialmente in linea con le previsioni contenute negli allegati tecnici della domanda di aiuto nellequali si prevedevano da 12.000 a 17.000 presenze.Il valore rappresenta il 25% del valore target anche se, come già ribadito, non si tratta di incremento dipresenze turistiche quanto di flussi di turismo pendolare di residenti nel territorio e/o di villeggianti deicomuni limitrofi attratti dagli eventi.Come già rilevato il dettaglio delle voci di spesa restituisce un parco progetti prevalentemente orientato suazioni di carattere immateriale come la realizzazione di eventi e manifestazioni, di materiale promozionale(cartaceo e multimediale), di segnaletica a supporto degli itinerari, ovvero su azioni che non generano unimpatto misurabile in termini di presenze nelle strutture finanziate, la cui efficacia rispetto all’obiettivo sitraduce in particolare in termini di "opportunità"e "occasioni" per le imprese del territorio, in particolarequelle ricettive.Il sostegno tuttavia si concentra su territori ad elevata potenzialità turistica parallelemente alla domanda didiversificazione delle attività agricole (Misura 311) e delle Microimprese (misura 312). Potrebbero quindiverificarsi sinergie utili ad aumentare le possibilità di incrementare le presenze registrate nelle impresebeneficiarie di queste azioni. Al proposito si ricorda quanto già evidenziato in precedenza (Cfr Misura 311)circa il fabbisogno espresso dai beneficiari della Misura 311 indagati, che ritengono prioritario un interventopubblico per la valorizzazione turistica del territorio e per interventi di riqualificazione e valorizzazioneambientale e paesaggistica come strumenti essenziali per la crescita dell’azienda.Nei focus realizzati per la valutazione del contributo del PSR al miglioramento della qualità della vita (CfrAllegato 2) nelle aree testimone si esprimono situazioni differenziate relativamente alla presenza diinfrastrutture turistiche ed alla loro adeguatezza ad attrarre ed accogliere i flussi turistici.Nel Titerno ad esempio le criticità rilevanti si evidenziano per l’offerta ricettiva ancora debole e pocoqualificata, per le risorse ambientali e culturali non sufficientemente valorizzate e per l’inadeguatezza delleazioni formative finalizzate a migliorare il capitale umano.Nel territorio dei Monti Picentini invece si evidenzia come a fronte di una capacità ricettiva relativamentesufficiente vi sia una ancora scarsa qualità del settore, l’incapacità di fare sistema specie fra le strutturericettive e fra gli operatori per la promozione del territorio.In linea massima il sostegno potrà dare un buon contributo al miglioramento dell’attrattività del territorioper la popolazione: coerentemente con i desiderata regionali infatti i progetti che ricadono in comuni diarea D1 e D2 sono il 74% pari all’81% della spesa pubblica, anche per effetto della concentrazione del parcoprogetti nella provincia di Salerno dove si localizzano le aree D1 e D2 della Regione.Il 44% dei progetti con il 40% della spesa interessa comuni con popolazione inferiore ai 2500 abitanti.Risulta significativa la quota di interventi che pur in area D sono localizzati in comuni con popolazionesuperiore ai 5000 abitanti.pag. 274


VALUTAZIONE PSR 2007-2013 CAMPANIA: AGGIORNAMENTO RAPPORTO VALUTAZIONE INTERMEDIA 2012 –ALLEGATO I: ANALISI VALUTATIVE PER MISURADistribuzione degli interventi finanziati e della spesa pubblica per tipologia di comune e di area ruraleTipologia dicomuneB C D1 D2Totale tipologia dicomune PSRValore assoluto %< 25002500-5000Interventi 1 11 46 5 63 44%Spesa pubblica 99.510 756.003 5.016.007 816.093 6.687.613 40%Interventi 11 20 2 33 23%Spesa pubblica 859.213 1.918.716 326.393 3.104.322 19%> 5000Interventi 1 11 35 1 48 33%Spesa pubblica 86.172 1.193.321 5.383.141 84.209 6.746.842 41%TotaleTotale Interventi per areaPSR 2 33 101 8 144 100%Regione Totale Spesa pubblica perarea PSR 185.682 2.808.538 12.317.863 1.226.695 16.538.777 100%Fonte: Elaborazioni Agriconsulting su dati del Sistema di Monitoraggio RegionaleIl programmatore ha poi dato una notevole attenzione agli aspetti sociali degli investimenti premiando quellia favore dei minori e dei diversamente abili.Mediamente il 68% dei progetti approvati prevedono interventi a favore dei diversamente abili e, comelogico, sono gli interventi sugli itinerari a rispondere in misura maggiore (85%) al criterio.Buona è anche la percentuale di progetti che prevedono facilitazioni nella fruibilità da parte dei bambini(64%).Fruibilità dell’intervento da parte dei diversamente abili (oltre il rispetto delle norme obbligatorie)Tipologia di interventoProgetti conpunteggio%su totale(a)Punteggioeffettivoassegnato(b)PunteggiomassimoassegnabileEfficacia(a)/(b)A Itinerari turistici 22 85% 110 130 85%B Attività divulgative e di promozione 35 52% 210 402 52%A+B Progetti integrati 41 80% 230 306 75%Totale 98 68% 550Fonte: Elaborazioni Agriconsulting su dati del Sistema di Monitoraggio RegionaleMisura 321 - “Servizi essenziali alle persone che vivono nei territori rurali”1. Logica di intervento e obiettivi della MisuraLa misura si propone di supportare lo sviluppo dei servizi essenziali per migliorare la qualità della vita dellapopolazione rurale e favorire lo sviluppo di attività economiche - sociali nelle aree rurali/marginali (obiet