DISTRETTO SOCIO SANITARIO N. 5 - AREA ... - Saviocapurso.It

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DISTRETTO SOCIO SANITARIO N. 5 - AREA ... - Saviocapurso.It

DISTRETTO SOCIO SANITARIO N. 5 - AREA OVEST -

Adelfia - Capurso - Cellamare - Triggiano - Valenzano

Direttore Dr.ssa R. Porfido

PROTOCOLLO PER LA GESTIONE, LA DIAGNOSI E IL TRATTAMENTO DELLA PEDICULOSI DEL

CAPO

Prontuario

con regole e raccomandazioni per

prevenire, curare e gestire la pediculosi nelle comunità

Testo

Dott. G. Claudio Lacriola

L’iniziativa e la realizzazione di questa produzione si deve:

- alla disponibilità del Prof. Pietro De Luca - Dirigente Scolastico 2° Circolo Didattico Statale Scuola

Primaria “ San Domenico Savio ”- Capurso ( BA ) – e al personale di tutta la sua Scuola che hanno

fornito strumenti, spazi e materiali indispensabili alla buona riuscita del lavoro.

- alle insegnanti di Inglese e alla segretaria della Scuola Media “ Nicola Di Zonno ” di Triggiano che

hanno permesso la traduzione in lingua Italiana di alcuni documenti reperiti in Inglese.

Un segno di particolare gratitudine al mio collega e amico Dr Michele di Lascio per la collaborazione

nell’avvio di questo lavoro. A tutti coloro che hanno contribuito indirettamente vanno i ringraziamenti

dell’Autore con l’augurio che tale opera possa chiarire i numerosi dubbi che rendono difficile la

risoluzione di un problema non grave ma su cui da tempo si dibatte.

L’ autore


“ Oggi il pidocchio è Super perché per 60 anni abbiamo provato ad eliminarlo con gli insetticidi senza

riuscirci del tutto; in questo modo, gli esemplari sopravissuti si sono evoluti fino a dotarsi di un

sistema nervoso più resistente e di una notevole capacità di adattarsi e riprodursi “ 1)

1) I. Burgess – direttore Insect Research & Development Limited – Medical Epidemiology Centre – Cambridge - Inghilterra

Il pidocchio è una delle poche specie viventi che non ha subito contraccolpi al variare del clima e

delle abitudini di vita dell'uomo. Il cuoio capelluto è una piccola nicchia ecologica che ha subito solo

minimi cambiamenti nel corso dei secoli; l'aumentato numero degli individui della specie umana ha

costituito, per questi parassiti, un aumento sensibile opportunità di vita e riproduzione.

Le ragioni della recrudescenza di questa fastidiosa infestazione sono molteplici: la loro efficiente

capacità riproduttiva; la dispersione nell'ambiente a causa di spazzolature, grattamenti, tuffi; l'uso

promiscuo di baveri, poltrone, poggiatesta, cappelli, cuffie, pettini...; la capacità, se espulsi, di trovare un

nuovo organismo ospite.

La probabilità di contagio viste le attuali abitudini di vita sono aumentate enormemente rispetto

al passato, infatti la lunga permanenza in posti affollati ( luoghi di lavoro, scuole, mezzi di trasporto,

palestre....) non rientrava nelle abitudini di vita dei nostri progenitori. Non esiste una predilezione di

questi parassiti nei confronti dei più piccoli anche se questi sono più facilmente colonizzabili per la loro

minore efficienza immunitaria.

I bambini hanno maggiori probabilità di contagio per i loro giochi e per una più intensa vita

sociale e ciò favorisce la loro trasmissione per contatto diretto ( Il pidocchio necessita di soli trenta

secondi per passare da testa a testa ). La diffusione per contatto indiretto, inoltre, è agevolata dagli

attaccapanni delle scuole materne ed elementari, sui quali in inverno si formano cataste di cappotti,

sciarpe e berretti. Il parassita può sopravvivere qualche ora fuor dell’ospite; per tale motivo, se qualche

pidocchio o lendine resta sugli indumenti il contagio è inevitabile.

Naturalmente, ciò non significa che anche gli adulti non possono essere contagiati dai parassiti.

I bambini oggi vivono altre realtà di aggregazione, come le palestre, le piscine, i campi di calcio e

ciò può favorire le condizioni affinché il pidocchio si diffonda.

Nel corso degli ultimi tre decenni, l’incidenza della pediculosi è aumentata costantemente,

rendendo la diagnosi ed il trattamento di questa infestazione uno dei compiti più comuni in

Medicina.

UN INTERVENTO TEMPESTIVO PUÒ FACILMENTE RISOLVERE IL CASO “ALLA RADICE”

È facile riconoscerli?

No: è molto piccolo, veloce e si nasconde assumendo, anche, il colore del capello parassitato.

No: la sua ricerca richiede tempo,una certa tecnica ed ispezioni ripetute. Nonostante l’analisi sia stata

corretta, spesso, l’infestazione da pidocchi è erroneamente diagnosticata. Ciò è frequente.


E’ possibile che si crede che ci sia quando non c’è e viceversa

Si: Se in una famiglia si riesce a far diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente

tutti i componenti. Capita spesso che, sia quelli che hanno davvero l'infestazione che quelli che non

l'hanno, presentino prurito, a volte anche intenso e duraturo.

Il pidocchio della testa è sicuramente un ospite indesiderato, un assiduo frequentatore delle

scuole e delle comunità.

Questo parassita rappresenta, un problema che si ripete nel tempo: ma non è concretamente un

nemico così pericoloso per l’uomo.

Si è osservato, in questi ultimi anni, un progressivo aumento dei casi di pediculosi del cuoio capelluto

e nella scuola l’infestazione si è diffusa in maniera talmente coinvolgente da assumere i connotati

di disagio per gli alunni, per i genitori e per gli insegnanti.

Anche se è noto che il contagio non dipende da una scarsa igiene personale, il caso “ pidocchi ”

continua ad essere visto con sospetto e vissuto con malessere.

Tutti hanno un senso vivace di repulsione al solo pensare di albergare parassiti sulla testa e alcuni

dimostrano irrazionalmente un naturale senso di avversione verso chi ha effettivamente i pidocchi

sulla propria testa.

L'identificazione, infatti, del pidocchio della testa con la scarsa igiene personale e con la povertà, è la

causa principale della tendenza, da parte della famiglia, a nascondere la realtà, con gli amici, con i

vicini e nella scuola: le conseguenze sono facilmente intuibili.

Il riconoscimento di questa riluttanza a comunicare l'esistenza di una pediculosi del capo

ha fatto sì che ogni azione diretta a limitare la sua diffusione nella popolazione non può

non passare da una corretta informazione delle famiglie, anello essenziale nella battaglia

contro i pidocchi.

La mancata conoscenza porta, infatti, all'impossibilità di applicare le comuni norme per

limitare la diffusione della pediculosi nella collettività e quindi nelle famiglie.

Le azioni di prevenzione non possono essere solo risorsa di pochi addetti ai lavori

Gli approfondimenti su questa parassitosi traggono origine da una analisi delle attuali conoscenze

scientifiche della pediculosi in genere ed in particolare di quella del capo e dalla necessità di

porgere utili informazioni che possono essere trasferite alle famiglie, alle istituzioni, agli operatori

sanitari considerando che molte delle incertezze associate a questa infestazione sono dovute

all’ingiustificato allarme sociale ed al panico che si diffonde piuttosto che al parassita stesso.


È esperienza comune, infatti, che, quando casi singoli o focolai di epidemia coinvolgono la scuola o

le comunità infantili in genere, subentrano paure e allarmismi.

Gli interventi di prevenzione, che la ASL mette in campo attraverso gli operatori del Dipartimento di

Prevenzione e dei Distretti sono, a volte, ritenuti insufficienti, perché è ancora diffusa l’erronea

convinzione che tutti i mezzi possibili, dall’isolamento dei malati alla disinfezione/disinfestazione di case

e scuole, siano sempre assolutamente necessari.

La pediculosi del capo:

non rappresenta un serio problema sanitario, sebbene sia universalmente nota

il suo reale peso è senza dubbio inferiore a quello percepito dagli operatori e dal pubblico

non è destinata a scomparire in un futuro prossimo

gli antiparassitari incontrano sempre più resistenza nel frenare l’infestazione

Occorre cambiare il modo di pensare.

E’ necessario ritenere la prevenzione delle malattie infettive e delle parassitosi l’arma da privilegiare

utilizzando strumenti e sollecitando azioni prima che esse si verifichino; metodi ed azioni, cioè, devono

essere posti in essere non solo quando la malattia si è già manifestata e non solo finalizzati al controllo

della loro diffusione.

Il primo passo da compiere in questa direzione è l’informazione, la formazione e la collaborazione tra gli

operatori della salute e le diverse componenti che operano, nella società in generale e nelle comunità in

particolare, come le infantili, scolastiche, sportive, le famiglie e così via, con la partecipazione di

insegnanti, educatori, genitori e alunni; ciò nasce dalla necessità di condividere le conoscenze che

sottendono le indicazioni operative per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, parassitarie e

non.

Un approccio informato basato su fatti concreti, ed un atteggiamento equilibrato contribuirà a limitare

il problema delle malattie in genere.

Fornire informazioni, per esempio, ai genitori, ai cittadini, regolarmente, senza attendere occasioni di

allarme, rende superflua l’allerta improvvisa che allarma.

La famiglia nel caso della pediculosi del capo, infatti, comincia a preoccuparsene solo nel momento

in cui i bambini tornano a scuola perché considera l’infestazione provocata unicamente dalla

permanenza dei figli in ambito scolastico.

La pediculosi del capo, in realtà, non è una preoccupazione principalmente della scuola, ma delle

comunità generalmente intese; la scuola può aiutare, tuttavia, ad affrontarla.

In essa la percentuale di bambini con infestazione attiva “ presenza cioè del parassita vivo e mobile

” è estremamente bassa; la percezione di insegnanti e genitori è, tuttavia, quella di essere in

presenza di un’epidemia, fatto che rarissimamente accade.

I pidocchi si diffondono per contatto diretto e prolungato della testa con la testa che ospita il

pidocchio vivo e mobile o le uova quando non sono ancora saldate al capello.


Ciò può avvenire in ogni occasione di vita sociale. Allarmarsi a scuola non serve.

Non sempre quando il bambino si gratta in testa è affetto da pediculosi, mentre il prurito non è

sempre presente in caso di pediculosi.

Questa, poi, non è legata alla presenza a scuola di bambini che vivono in condizioni di vita

precarie.

Non è necessario, infine, discriminare gli alunni interessati: quando si scopre che un bambino ha

contratto questa parassitosi, generalmente, si tratta di lendini ed è probabile che le abbia da settimane.

In sintesi i controlli generalizzati nella scuola, non limitano il fenomeno, al contrario, talvolta,

creano allarmismo e inducono all’uso indiscriminato di prodotti antiparassitari nocivi e

spesso inutili.

E’ la famiglia che svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione; solo in essa si può effettuare il

controllo frequente e periodico della testa.

La scuola e l’insegnante, possono portare aiuto fornendo informazioni e consigli per trattare il caso.

Gli operatori del Servizio Sanitario offrono alle comunità la massima collaborazione.

Pur nella consapevolezza che nei nostri climi il pidocchio non è capace di trasmettere alcuna malattia, è

necessaria, in conclusione, una sinergia d'azione tra ASL, Scuola, Operatori sanitari e Famiglia

per sconfiggere la diffusione di questa parassitosi.

L’instaurarsi di un buon confronto, infatti, tra i dirigenti scolastici, le famiglie, le ASL, migliora la

tempestività della sorveglianza sanitaria estendendo sia la griglia di osservazione, sia gli interventi che,

coordinati, risultano più efficaci.


OBIETTIVI FORMATIVI

L’istruzione sanitaria può modificare il ruolo che il comportamento umano ha nella contaminazione e

nella trasmissione delle parassitosi e delle malattie in genere.

La percezione, a livello di comunità, del problema delle malattie può facilitarne notevolmente il controllo.

Il trattamento della pediculosi è giustificato solo se sono evidenti pidocchi viventi: le

lendini morte o dischiuse, che rimangono attaccate al pelo e diventano translucide o

opalescenti, possono falsamente suggerire una infestazione attiva.

E’ necessario:

Arginare il contagio facendo uso di giusti metodi per eliminare la parassitosi,

uccidendo e rimuovendo tutti i pidocchi e le loro uova.

Utilizzare i pediculocidi, la maggior parte di essi sono sostanze con possibili

effetti collaterali, soltanto nei casi di accertata infestazione e mai per profilassi

dei soggetti a rischio.

C’è un animale che è rimasto accanto all’uomo negli ultimi 2 milioni di anni, adattandosi ad ogni

circostanza; che lo ha seguito fedele in migrazioni, guerre, carestie e pestilenze, chiedendogli solo

in cambio un po’ di cibo per sfamarsi: è il Pidocchio del capo

Il Pidocchio del Capo….

Non vola e non salta

Non si trasmette agli animali: il contagio attraverso gli animali domestici non è possibile come è

da escluderlo attraverso l’acqua della piscina

Non seleziona la classe sociale

Colpisce allo stesso modo sia i capelli puliti che sporchi: avere i pidocchi non è segno di cattiva

igiene

In assenza di sangue, lontano dall’ospite, muore in 1 – 2 giorni


• Non c’è una relazione causa - effetto tra la Pediculosi del capo e:

- la pulizia del luogo ove si vive

- l’igiene personale

- la classe etnica e sociale

• E’ impossibile prevenire completamente le infestazioni da Pidocchio del capo.

- non c’è una soluzione definitiva

- non esistono terapie preventive

- è assolutamente inefficace e potenzialmente nocivo l’utilizzo di

prodotti usati per la terapia a scopo preventivo

- inefficaci sono la chiusura e la disinfestazione della scuola

I genitori del bambino che frequenta una collettività sono il fondamento della prevenzione,

identificazione e trattamento della pediculosi

• tra le normali cure parentali che vengono rivolte al bambino va incluso il controllo

settimanale dei capelli, anche se asintomatico, per identificare eventuali lendini o

parassiti.

• se il genitore sospetta l’infestazione, come per qualsiasi altra malattia, dovrà

consultare il medico curante per la conferma della diagnosi e per la prescrizione del

trattamento

L’unica corretta misura di prevenzione è costituita dall’identificazione precoce dei casi

La Scuola ha un ruolo fondamentale nel sostenere le famiglie in tale attività

Lo screening scolastico non può sostituire le modalità di controllo della famiglia

La Sanità Pubblica non ha processi che possano debellare definitivamente la Pediculosi:

non esistono

I Servizi Sanitari, per questa parassitosi, intervengono, di norma, con:

l’informazione e l’educazione sanitaria delle Famiglie

l’informazione e l’educazione sanitaria degli Insegnanti e dei Dirigenti

scolastici

l’informazione e la formazione degli Operatori sanitari

la gestione delle notifiche di pediculosi ai sensi del D.M. 15 – 12 – 1990


ALLA PERSONA INFESTATA VERRÀ CHIESTO DI NON FREQUENTARE

TEMPORANEAMENTE LA COMUNITÀ.

LA RIAMMISSIONE SARÀ POSSIBILE DOPO ESECUZIONEDI UN TRATTAMENTO

ERADICANTE, CERTIFICATA DAL MEDICO CURANTE

LE MISURE DI PROFILASSI PER ESIGENZE DI SANITA' PUBBLICA

In conformità con i Regolamenti Sanitari i bambini affetti da pidocchi sono obbligati ad astenersi

dalla scuola, dai centri diurni, dai nidi infantili fin quando il trattamento non avrà avuto inizio.

Un bambino affetto da pidocchi può ricevere il trattamento alla sera e tornare a scuola il giorno dopo.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

- D.P.R. 22.12.67 n° 1518

- D.M. 15.12.1990

- Circolare Ministero Sanità n° 4 del 13.03.1998. Prot. 400. 3/26/1189

La circolare del Ministero della Sanità n. 4 del 13.03.1998 prevede:

“ restrizioni della frequenza di collettività fino all’avvio di idoneo trattamento di

disinfestazione, certificato dal medico curante ”.

Qualora il bambino non venga adeguatamente sottoposto a trattamento dovrà esserne disposto

l’allontanamento dalla sede scolastica da parte dell’U.O. Igiene e Sanità Pubblica e/o dal

Distretto in modo da interrompere la catena di trasmissione.

Quindi per la riammissione a scuola, se si eseguono scrupolosamente le indicazioni per

eliminare i pidocchi, il bambino potrà tornare a scuola il mattino dopo il primo trattamento.


LE REGOLE DEL GIOCO PER BATTERE I PIDOCCHI

Rilievo precoce dei pidocchi

Mezzi semplici e non pericolosi

• Piccole infestazioni di pidocchi

sono più facili da trattare

• Pettine stretto a denti fini ( distanza

denti 0,3 mm)

• Balsamo per capelli – Acqua calda

e aceto in parti uguali

Prodotti antiparassitari migliori • Lozioni, creme, mousse

• Non shampoo

Uso efficiente degli insetticidi:

- scelta

- modi

- tempi

• Prescrizione medico di famiglia e/o

specialista

• Corretta modalità, secondo

istruzioni casa produttrice, di

applicazione

• Ripetizione trattamento a distanza

di 2 settimane circa

Sviluppo di nuove molecole • Annulla l’insorgenza di resistenze

dei parassiti

• Evita la tossicità delle sostanze


La pediculosi è un vero “ grattacapo ”.

Il problema è frequente, soprattutto tra i piccoli: ogni anno i pidocchi del capo infestano un milione e

mezzo di italiani; oltre il 70% è rappresentato dai bambini, senza distinzione di classe sociale ed etnica.

Capita e non bisogna farne un dramma.

In particolare sono interessati i bambini fra 2 - 3 anni ed i 10 anni che frequentano asili e scuole,

piscine e altri luoghi pubblici; si stima che il 25% di essi venga colpito.

E’ proprio attraverso il contatto fisico che un pidocchio può passare da una testa all’altra.

Nella vita di un bambino le occasioni di socializzazione e di vita comunitaria sono infinite e, maggiori,

rispetto agli adulti, le probabilità di essere infestato: all’asilo, a scuola, in palestra, ai giardinetti i piccoli

hanno frequenti contatti con i coetanei attraverso, per esempio, gli abbracci e lo scambio di abiti e

cappelli.

La pediculosi, l’infestazione di pidocchi, infatti, è contagiosa e si trasmette per:

• Contatto diretto da un individuo infestato ad un altro. I pidocchi

non volano né saltano da testa all’altra; si muovono velocemente fra i capelli della

persona infestata, passando da una testa all’altra quando queste sono molto vicine.

• Contatto indiretto attraverso lo scambio di oggetti

personali quali abbigliamento, spazzole, pettini, fermagli, biancheria da letto, coperte, o

durante il gioco.

E’ bene precisare che la pediculosi non è dovuta a mancanza di igiene – i pidocchi si annidano

anche sui capelli puliti – o alla lunghezza dei capelli.

Non è pericolosa: il Pediculus Humanus Capitis non è quasi mai vettore di malattie infettive.

L’infestazione degli indesiderati ospiti è elevata, soprattutto nei mesi che vanno da ottobre a maggio e

sarebbe, dunque, impossibile prevenirne il contagio limitando le opportunità di frequentazione dei

piccoli con i coetanei.

Una volta accertata la presenza dei parassiti non rimane allora che correre ai ripari: anche se non

provoca malattie, la “pediculosi”, è molto fastidiosa, può alterare l’equilibrio biologico dei capelli e

danneggiare il cuoio capelluto.

Per questo è importante imparare a riconoscerla e a trattarla in modo adeguato.

Non e' un argomento accattivante, ma i protagonisti sono per l'appunto i pidocchi succhiatori di

sangue, insetti ectoparassiti permanenti e obbligati della testa e del corpo non solo di noi umani,

ma anche dei nostri cugini più stretti ( i primati ), e di moltissimi altri mammiferi.


L’evoluzione dei pidocchi, esaminata con le moderne tecniche di biologia molecolare, ha portato

notevoli risultati nel riscrivere la storia del genere umano.

Pochi tra i parassiti altamente specifici, come i Plasmodi della malaria, gli Ossiuri, i Pidocchi, la Tenia

solium, hanno accompagnato l’uomo, insieme alle scimmie antropomorfe, parassitandolo, nel corso della

sua evoluzione fino dagli stadi pre - umani.

La maggior parte degli attuali parassiti, oltre 200 specie, di cui 50 si ritrovano nell’uomo con notevole

frequenza, sono stati acquisiti in tempi più recenti da vari animali selvatici e soprattutto da quelli

domestici, con cui l’uomo ha avuto occasione di contatto.



L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato la Pediculosi tra le malattie parassitarie

( ICD -10:B85 )

Il Ministero della Salute ha previsto per la Pediculosi delle misure di profilassi per esigenze di

sanità pubblica ( Circolare Ministero delle Sanità n° 4 del 13 Marzo 1998 )

La chiave di volta, strumento fondamentale per affrontare la questione pidocchi, per evitare di

aggiungere problema a problema e per sopprimere quelle che sono le immotivate conseguenze sociali

ed economiche che nascono dall’infestazione di questa parassitosi, è

per le famiglie quella di:

• restare serene

• evitare e non creare allarmismi inutili

• prendere con maggior leggerezza il caso

per gli esperti quella di:

• creare, fissare e stabilire protocolli o linee guida per il l trattamento di questa infestazione,

che non ha morbosità collegata significativa e mortalità; introdurre sostanze i cui principi attivi si

rivelino sicuri ed efficaci, annullando quelle inquietudini che potrebbero derivare dal loro uso.

Specificatamente, anche se i pidocchi della testa non causano problemi di salute, le infestazioni

causano imbarazzo significativo e stigma sociale, giorni inutili persi dalla scuola, costi diretti del

trattamento, così come costi indiretti da mancata produttività, per una mancanza di politiche

antipediculosi.

Nel considerare tutti questi fattori, si è cercato, con questo lavoro, di tracciare una linea con

l’intento di:

- chiarire, con semplicità, come fare la diagnosi corretta

- suggerire la terapia idonea e le manovre comportamentali

- fornire raccomandazioni e procedure per la una valida amministrazione del problema

dei pidocchi della testa.


Figura 1 La linea arancione mostra la rotta dell’espansione umana fuori dall’Africa 50.000 anni fa.

L’infestazione dei pidocchi umani ha seguito la stessa rotta

Altre ricerche come quelle della dottoressa Natalie Leo, parassitologa dell’università del Queensland, in

Australia, ed i suoi colleghi, hanno evidenziato che il P. del capo ed il P. del corpo di uno stesso

individuo non sono interfecondi. Anche per tale motivo un pidocchio del capo che finisce su un vestito si

affretterà a tornare nel suo habitat originario.

Per restare alla storia più vicina a noi ricordiamo che:

• I pidocchi sono citati nella Bibbia e nei papiri egizi

• Le lendini ed i pidocchi del capo sono stati trovati nei capelli di mummie preistoriche

Si sono reperiti 2 pidocchi fossilizzati su 2 mummie peruviane risalenti circa al 1025 d.C.

L’analisi del loro Dna, tuttavia, ha rivelato come questi parassiti sarebbero stati nel territorio dei

nativi americani già da 10.000 anni prima della scoperta dell'America

Altre lendini sono quelle scoperte nella caverna di Nahal Herman, nel Deserto della Giudea,

presso il Mar Morto, databili intorno al 6.900-6.300 a.C.

• Le lendini infestavano anche le mummie egiziane; da ciò si può dedurre che la pediculosi fosse

comune anche nell’antico Egitto tanto da non risparmiare neppure i ricchi che potevano

permettersi una tomba lussuosa.

Secondo alcuni autori la rasatura rituale, tra quelle popolazioni, aveva soprattutto lo scopo di

impedire un più facile contagio e le “brillantine” a base di grasso di ippopotamo avevano forse

lo scopo di uccidere i parassiti per asfissia.”

• Tracce di uova di pidocchi sono state trovate in resti di individui deceduti durante l’eruzione del

Vesuvio ( 24 agosto del 79 d.C.)

La tradizione vuole che celebri personaggi, come Erode il Grande, il dittatore Silla, l’imperatore di

Germania Arnolfo, il re Filippo II di Spagna, fossero affetti da pediculosi cronica.


I differenti tipi di pidocchi sono stati, tuttavia, identificati solo in tempi più recenti, nei secoli XVII

e XVIII.

Per tutta l’antichità e per molti secoli successivi, la medicina non ha saputo fornire spiegazione alla

malattia che è stata a lungo erroneamente considerata “una alterazione degli umori dalla cui

corruzione nascevano gli insetti molesti”.

I rimedi per curarla furono tanti e singolari.

Si passò dall’aglio bevuto in un decotto di origano, all’uso della pasta al miele consigliata dalla cultura

araba, allo “spidocchiamento” in uso in tutto il mondo.

Per arrivare alla svolta decisiva si dovette attendere il XX secolo quando, con la II Guerra Mondiale,

fecero il loro ingresso sul mercato i primi insetticidi sintetici dell’era moderna come il DDT, acronimo del

dicloro-difenil-tricloroetano, banditi definitivamente nel 1972 quando ne vennero accertati i nocivi effetti

ambientali.

Le credenze e le paure

sono infondate?

4. LUOGHI COMUNI, DETTI, CREDENZE E CURIOSITA’

Sì.

Il Pidocchio del capo è un insetto molto evoluto. Si può dire che, abituato a

vivere sulla testa degli uomini, sia diventato quasi intelligente. Ha modi discreti e

raffinati e se deve scegliere tra una capigliatura sporca e una pulita sceglie

quest' ultima.

Non si scandalizzino, quindi, le madri dicendo " ma io lavo i capelli tutti i giorni

a mio figlio, come può aver preso i pidocchi? "

La paura della malattia ha un fondamento maggiore.

Questo parassita, infatti, si nutre esclusivamente del nostro sangue che preleva

dopo aver praticato un minuscolo foro nella pelle. E' logico pensare che passando

da un individuo all'altro possa trasmettere malattie infettive.

Due curiosità simpatiche relative alla storia dei pidocchi: nel Medioevo si pregava San Giona, quale

Protettore di chi portava i pidocchi ed il pidocchio è il n° 87 se si vuole giocare la smorfia napoletana”.

Il più fedele amico dell’uomo, prima del cane, era certamente il pidocchio.

Fino ad una cinquantina d’anni fa, soprattutto nelle famiglie povere, costrette a vivere ammassate in

case sporche, il pidocchio era un silenzioso e fastidioso compagno,onnipresente.

Il motivo del proliferare di questi insetti era ovviamente quello del sudiciume, tanto che, nel Modenese,

delle famiglie oltremodo sporche, si diceva: “ schiacciano i pidocchi sopra il tagliere”.


Contro la miseria e la sporcizia non si poteva fare un granché: perciò si preferiva incolpare si

quanto avveniva qualcos’altro.

• Nel Piacentino, si diceva ai bambini golosi che i pidocchi venivano a chi faceva scorpacciate di

castagne crude.

• Nel Carpigiano, si credeva che per farli venire fosse sufficiente mangiare la parte bianca della

buccia del cocomero.

• Di sicuro, per non rischiare di trovarseli a spasso per i capelli, bisognava evitare di pettinarsi il

venerdì.

Avere pidocchi in testa era visto come un fatto dovuto, insopprimibile, tanto che se ne

esorcizzava il fastidio con frasi:

• Cos’hai qualche briciola di pane che ti gira per la testa?

• Chi ha pidocchi è sano: considerato che, come ricordano nel Bolognese, questi parassiti

preferiscono i giovani e sono soliti abbandonare l’ospite quando la salute peggiora o la vecchiaia

incalza.

• I pidocchi, però, benché molesti, odiosi ed inutili, avevano in realtà un utilizzo pratico

Potrà sembrare strano, ma era l’unico rimedio "certo" per curare l’itterizia e, come sostenevano nel

Carpigiano, anche la pleurite.

Nel primo caso, a Modena, dicevano che se ne dovevano ingoiare sette racchiusi in un’ostia, mentre

nel secondo ne erano sufficienti tre: “ tre pidocchi al giorno, mal di costa, togliti di lì ”.

Queste operazioni si eseguivano alla mattina a digiuno, e ripetute, aumentando le dosi, fino a quando

la malattia non era scomparsa.

È ovvio che i pidocchi dovevano essere sempre freschi, di giornata. Non era certo un problema: era

"uso" conservarne in buon numero direttamente sulla testa.

Il legame pidocchio-miseria, ha generato diversi modi di dire; in quasi tutti i dialetti, ad esempio, il

pidocchio è sinonimo di persona avara, gretta.

• Degli avari, a Reggio Emilia, si diceva: “ pela un pidocchio per vendere la pelle “,

oppure, ancor peggio

“ non regalerebbe neppure la pelle di un pidocchio “


• Con “ pidocchio rifatto “, a Ferrara, si indicano con sufficienza gli uomini un tempo miserabili, ora

agiati, dal comportamento avido e sfrontato.

Restando in tema di credenze popolari, c’è da aggiungere che anche sognare pidocchi, così come

vederli, era di cattivo augurio e auspicio di miseria.

5. LOTTA ALLA PEDICULOSI: LE POSSIBILI STRATEGIE

L’infestazione dei pidocchi della testa è un problema comune, con una elevata incidenza e prevalenza,

che soprattutto riguarda i bambini in età scolare.

Il primo interesse, pertanto, è, per il trattamento, la sicurezza dei Pediculocidi e di altri prodotti

che si usano per trattare i pidocchi del capo.

Infatti, non è accettabile alcun rischio.

Molti trattamenti sono risultati inefficaci a causa della resistenza dei pidocchi a vari prodotti come gli

OCT, = Over The Counter , utilizzati negli ultimi decenni, che non necessitano della ricetta medica, o

come

il Lindano, principio attivo, pediculocida, comunemente usato per diverse generazioni a cui la Food and

Drug Administration ha, recentemente, attribuito potenziali gravi effetti collaterali associati al suo uso.

O come il Malathion, estere fosforico, recentemente reintrodotto negli USA previa ricetta medica, al

quale era stata associata una certa resistenza dipendente dalla formulazione in cui era stato messo in

commercio.

Una rivalutazione e revisione in generale dell’argomento dei pediculocidi è legittima, alla luce del

loro uso, indiscriminato, sempre più crescente, della loro ridotta efficacia, della resistenza sviluppata da

questi parassiti a queste sostanze e, di conseguenza, alla inefficacia dei trattamenti.

Le modalità di approccio con cui il sistema sanitario e le istituzioni scolastiche affrontano quello che di

fatto è un problema per un numero rilevante di famiglie con figli in età scolare possono essere, in

talune realtà, un atto emblematico: “ delegare all’individuo la soluzione del problema! ”

Tacciare le famiglie di disinformazione, accusarle di non applicare correttamente i prodotti per il

trattamento disinfestante si basa, purtroppo, molto spesso, su preconcetti.

La responsabilità della terapia della parassitosi è frequentemente, poi, totalmente affidata alla famiglia e

non vi è alcun controllo né la eventuale misura di allontanamento da scuola nel caso in cui essa non

effettui la disinfestazione del bambino, pur dichiarando di aver effettuato il trattamento farmacologico,

forse per un immotivato disinteresse di alcuni attori della storia, per il timore della cancellazione della

scelta dell’assistito, per superficialità, per una regia non presente!

E’ frequente, dunque, il caso di bambini che convivono con i pidocchi per mesi, di altri che debellata

l’infestazione si reinfestano, di altri che non vogliono o non riescono a liberarsi.


La conseguenza di un mancato coordinamento e della collaborazione delle parti in gioco, di una

educazione sanitaria e oltre che di un serio controllo porta, inevitabilmente, al fallimento delle misure di

profilassi sanitaria per il controllo della diffusione della pediculosi.

Un protocollo sanitario ed una corretta politica di amministrazione della pediculosi si basa, invece, su

una serie di interventi collegati, partendo da alcune:

- precauzioni prima che l’invasore attacchi

- considerazioni basilari

- obiettivi

- controlli e centratura dei targets

- programmi di screening

PRECAUZIONI

I. Non esistono prodotti specifici per prevenire i pidocchi.

II. La miglior prevenzione è basata sulla cura dei capelli, che vanno lavati frequentemente con

normali shampoo e controllati regolarmente, soprattutto nei bambini e nei soggetti che vivono in

comunità come scuole, caserme e così via

III. Va sfatata la diffusa convinzione che effettuare shampoo a cadenza regolare, esempio

settimanale, con prodotti antiparassitari prevenga l’infestazione: infatti nessun prodotto

antiparassitario è in grado di svolgere un’azione preventiva.

IV. Al contrario, l’impiego indiscriminato e prolungato di questi prodotti, espone inutilmente il

soggetto alla sua seppur modesta tossicità e potrebbe contribuire all’insorgenza di resistenze.

V. Una certa resistenza è dovuta alla formulazione del prodotto usato.

VI. Si ricorre molto spesso all’automedicazione con prodotti da banco per il trattamento della

pediculosi: un comportamento che può provocare una sovraesposizione agli insetticidi ed un

aumento della resistenza ai farmaci da parte dei pidocchi.

VII. E’ molto più efficace e sicuro un controllo periodico del cuoio capelluto.


CONSIDERAZIONI

a. Una responsabilità comune: un metodo pluridisciplinare. Procedure, politiche e pratiche che si

occupano di Pediculosi dovrebbero essere sviluppate entro il campo di applicazione della

legislazione statale,delle pubbliche linee guida e delle raccomandazioni compatibili con

l’evidenza medica, consentendo una forte collaborazione.

E’ vitale che tutti i componenti, a vario titolo, assumano la responsabilità come parti di una

squadra: il medico ed il farmacista forniscono il trattamento, il dirigente scolastico,

l’insegnante, il consiglio di circolo, i servizi sociali, l’Asl con il Distretto ed il Dipartimento di

Igiene, con uno sforzo che può essere grande, devono fornire una costante e completa “

comunicazione “ alla famiglia coordinando la cura nella Comunità, rispettando il diritto del

bambino alla riservatezza e promuovendo l’uso di trattamenti basati sull’evidenza medica,

contrastando i rimedi domestici per sentito dire.

b. Lendini è il termine medico che indica le uova dei pidocchi. Nella lotta alla pediculosi sono loro

che devono essere eliminate, ciò è più difficile.

c. In una persona infestata ci sono circa una decina di pidocchi e centinaia di lendini.

d. La maggior parte dei casi di pidocchi della testa sono diagnosticati e i trattamenti sono suggeriti

da non medici.

e. Una errata diagnosi potrebbe indurre a ricorrere ad un trattamento non necessario, quando cioè i

pidocchi non sono presenti.

f. L’insuccesso di un trattamento potrebbe portare ad un uso ripetuto e ad una applicazione

impropria, fattori potenziali per una sovraesposizione a questi pesticidi.

OBIETTIVI

Gli obiettivi: quelli di promuovere una diagnosi corretta, l’uso adeguato e più efficace dei trattamenti, di

abbassare i costi, introducendo scelte migliori nelle fasi iniziali della gestione operativa.

Sono:


1. Fornire un’istruzione di qualità che richiede informazione continua per rimanere attuali;

conoscere, ricercare e richiamare la disinformazione corrente che può essere associata alla

pediculosi, prima che si manifesti l’infestazione per offrire agli utenti una più rapida probabilità di

porre domande, e l’apprendimento di trattamenti e di pratiche corrette. Sottolineare gli errori

prima di una infestazione può accelerare l’uso di procedure idonee.

2. E’ necessario, attraverso l’Educazione sanitaria, fornire una formazione completa a tutte le parti

interessate sia in maniera preventiva che durante le infestazioni. L’efficacia della formazione

dipende dal saper affrontare e rispondere alle esigenze specifiche delle famiglie, come per

esempio le barriere linguistiche o il livello culturale dei genitori o dei tutori.

3. L’approccio più efficace, quello seguito in queste pagine, è quello di progettare e presentare le

informazioni in formati differenti per raggiungere in modo più che significativo tale che possa

essere seguito da tutti.

4. L’applicazione delle misure di Profilassi per il controllo della diffusione della parassitosi: un

documento procedurale completo deve includere la descrizione dei processi da seguire nella

scuola; dalle informazioni su come i genitori saranno avvisati dell’infestazione, al protocollo di

trattamento, alla riammissione degli alunni; dai parametri specifici che illustrano quando è

necessario informare i funzionari della sanità pubblica, ai controlli che si possono eseguire sui

componenti della comunità.

5. Le procedure dettagliate, anche se sono importanti, devono essere osservate come una guida di

riferimento piuttosto che come regole rigide.

6. L’identificazione dei pidocchi e delle lendini.

7. La prescrizione di un farmaco con efficace azione pediculocida ed omicida.

8. L’uso corretto della formulazione consigliata per applicazione, quantità e tempi.

9. La verifica del successo della terapia

10. L’interruzione del ciclo della reinfestazione.

11. Le istituzioni della Scuola e della Asl coordinando le varie funzioni possono svolgere un ruolo

chiave nel trattare con la famiglia del bambino e sradicare l’infestazione fornendo, con

l’educazione sanitaria indirizzata alle opzioni per l’amministrazione del problema, la corretta

gestione del farmaco da utilizzare, la pulizia ambientale da applicare, le valutazioni e la

selezione di quanto udito e visto, il supporto e la rassicurazione alla famiglia.

12. La collaborazione delle istituzioni è vitale per l’amministrazione generale delle infestazioni; i loro

sforzi nel controllare e ridurre ciò, sono necessari alla salute generale della popolazione

comunitaria.


CONTROLLI E CENTRATURA TARGETS

Anche se nessun processo di malattia è associato alla pediculosi, è adeguato prevedere un ulteriore

controllo per escludere una reinfestazione.

Vi è, attualmente una preoccupazione sull’aderenza e l’esattezza del controllo effettuato dalle famiglie.

I membri della famiglia possono, infatti, essere inesperti nell’identificare i pidocchi, o possono non essere

a conoscenza delle informazioni sulla pratica, e trattamento dell’infestazione.

Un controllo può essere effettuato su allievi sintomatici, su quelli che hanno fatto trattamenti, su gruppi

ad alto rischio ( controlli school-based selettivi ).

GLI SCREENING E LE POLITICHE ANTI PEDICULOSI

Lo screening, selezione in italiano,è definito come l’identificazione di casi non riconosciuti attraverso

esami, prove o altre procedure.

Il controllo dei capelli a domanda o la ricerca sistemica testa dopo testa in ambiente scolastico, da parte

del personale sanitario delle uova e dei pidocchi non è un mezzo efficace di riduzione dell’incidenza

dell’infestazione da pidocchi.

Si afferma che i “ piani di vigilanza “ con screening nelle scuole, per questa infestazione sono

svantaggiosi perché:

- la scuola rappresenta solo uno dei luoghi dove può avvenire il contagio

- causano una inutile perdita di tempo non giustificata dagli limitati risultati

- il tempo impiegato per ciascun bimbo per il processo di selezione, circa 1 minuto, non è abbastanza

congruo e non è sufficiente per una diagnosi corretta come si afferma in studi controllati

- tale procedura può fornire un senso falso di sicurezza alla comunità

- è una risposta alle infestazioni sproporzionata alla importanza medica di questi parassiti

- richiedono una organizzazione ed una collaborazione notevoli

Molti distretti scolastici ed alcune organizzazioni del consumatore, negli USA, vorrebbero promuovere

“ politiche senza lendini ”. Queste richiederebbero, generalmente, l’allontanamento del bambino dalla

scuola fino alla rimozione di tutti i pidocchi e delle uova.

Spesso il bambino viene mandato a casa il giorno della diagnosi.

La ricerca suggerisce che un bambino con una infestazione attiva di pidocchi è probabile possa averla

da almeno un mese, dal momento in cui è stato scoperto il parassita e, pertanto, il giorno della diagnosi

non comporta un rischio immediato. Non esiste nessuna prova medico-scientifica, all’asserzione, dei

promotori della politica senza lendini, che un uovo potrebbe schiudersi e contagiare altri lo stesso giorno

in cui esso è stato scoperto sullo testa di un bimbo, per cui non è necessario allontanarlo

immediatamente.


Ci sono ricerche che sostengono che la presenza di lendini comporta un rischio basso.

In uno studio del 2001 condotto su 2 scuole elementari americane, 1729 bambini sono stati testati per la

pediculosi del capo.

Un totale di 28 bambini pari all’1,6% aveva i pidocchi e 63 pari al 3,6% aveva le lendini, senza pidocchi.

Dopo 14 giorni, il18% dei bambini con sole lendini li ha sviluppati.

I ricercatori hanno concluso che avere 5 o più lendini al di sopra di 6 millimetri dal cuoio capelluto ha

aumentato il rischio di trasformazione in pidocchi, ma la maggior parte dei bambini con le lendini e senza

parassiti adulti non sono stati infestati.

Si suggerisce, pertanto, di utilizzare il buon senso per valutare ogni caso; di sconsigliare all’infestato il

contatto stretto con altri bambini; di avvisare i genitori e di richiedere di affrontare subito il problema; di

informare, nelle scuole, i genitori dei compagni del bambino parassitato che vi è una infestazione in

corso; di proteggere la riservatezza del bambino colpito. 1)

1) B.L. Frankowski – “ American Academy of pediatrics Guidelines for the Prevention and Treatment of

Head Lice Infestation – American Journal of managed care – 2004 - 10: s 269-272

A causa della portata dell’intervento, delle risorse e del tempo richiesto i procedimenti di screening

dovrebbero essere considerati soltanto durante gli alti tassi di infestazione che, a sua volta,

dovrebbero essere definiti dal Ministero della Salute.

6. I PIDOCCHI QUESTI SCONOSCIUTI. COSA SANNO GLI ITALIANI DI QUESTO PROBLEMA

Nel corso degli ultimi tre decenni l’incidenza di pediculosi del capo è aumentata costantemente,

rendendo la diagnosi e il trattamento dell’infestazione da pidocchio uno dei compiti più comuni in

medicina generale ed in pediatria.

E’ tuttavia, un problema sottostimato dagli Italiani: solo uno su quattro ne conosce le reali

dimensioni, e sui pidocchi intanto regna sovrana l’ignoranza.




Quanto ne sanno gli Italiani di questo problema?

Quali sono i luoghi comuni e le errate convinzioni che ancora resistono sui pidocchi e quali

invece sono ormai sfatati?

Quali sono gli strumenti che si utilizzano per prevenire la diffusione di questi parassiti?


6.a L’indagine 2006 dell’ “OSSERVATORIO MILICE”

L’ “Osservatorio Milice” è il primo Osservatorio Internazionale per conoscere e combattere i

pidocchi.

E’ stato condotto da “ Eta Meta Research “ attraverso 300 interviste telefoniche con sistema CATI

( Computer Aided Telephon Interviews ) ed è basato su un questionario strutturato.

Il campione utilizzato, formato da 300 persone italiane dai 18 ai 65 anni, è casuale, rappresentativo

dell’universo di riferimento, e controllato secondo i parametri di area geografica, ampiezza del comune

di residenza, genere ed età.

La rilevazione è avvenuta nei giorni 25-26 luglio 2006.

Un tempo per prevenire o per affrontare “l’infestazione” si ricorreva a interventi drastici e in

ogni famiglia c’erano dei “rimedi della nonna”, per lo più assolutamente inefficaci.

SINTESI

L’infestazione da pidocchi, dunque, non è segno di scarsa igiene personale e può interessare soggetti di

qualunque fascia sociale; tuttavia, questa semplice verità, talvolta, è difficile da accettare per le famiglie

interessate, che vivono il problema come una vergogna.

Affrontare con tale apprensione una semplice “parassitosi”, che non ha conseguenze sulla salute del

piccolo, può spingere i bambini, anche se in un 15% dei casi, ad emarginare dal gruppo i compagni

colpiti dall’infestazione, rischiando di provocare comportamenti dannosi sotto il profilo psicologico, in una

età molto delicata dal punto di vista dello sviluppo della personalità.

Un fenomeno, quindi, correlato è quello dell’auto-esclusione del bambino che ha avuto i pidocchi, si

verifica cioè una sorta di estromissione volontaria dai giochi e dalle attività sociali, per vergogna e per

timore di essere deriso, che possono determinare problemi relazionali di una certa gravità.

In ogni caso vale la pena ricordare sempre che i bambini non hanno

pregiudizi e che sono gli adulti a favorirne la comparsa.

CORRETTA INFORMAZIONE

I genitori dovranno astenersi da commenti offensivi o colpevolizzanti, cercando di minimizzare e

sdrammatizzare, chiarendo che l’evento fortuito e occasionale non presenta alcun motivo di

preoccupazione.

Questo, d’altro canto, non significa che non va spiegata la dinamica di trasmissione dell’infestazione né

che bisogna invitare il bambino a star lontano da un amico parassitato dalla pediculosi del capo.

Una corretta informazione sulla reale natura della pediculosi è indispensabile per affrontarla e trattarla

senza ingiustificati timori.


Va sottolineato anche dopo il primo trattamento non vi è più possibilità di propagazione.

Quando la famiglia stessa non sia in possesso di informazioni corrette sulla reale natura del problema e

sui modi di affrontarlo, il coinvolgimento delle strutture sanitarie e scolastiche diventa fondamentale.

La distribuzione di materiale divulgativo,didattico scientifico, svolge, infatti, la triplice funzione

di:

- informare

- ridimensionare

- sfatare vecchi miti

illustrando i più efficaci metodi di trattamento oggi a disposizione.

8.a I costi diretti e indiretti: l’analisi

Il pidocchio del capo è ubiquitario; ha cioè una distribuzione mondiale; è presente in tutti i paesi e climi:

sia in quelli via di sviluppo che industrializzati.

Si calcola che nel mondo l’incidenza della pediculosi del capo sia dell’ordine di centinaia di milioni di casi

l’anno.

E una parassitosi endemica.

La pediculosi del capo è una infestazione riscontrabile in tutte le persone.

L’infestazione non è influenzata dallo stato socio-economico.

Fattori considerati di rischio quali la scarsa igiene personale o la lunghezza dei capelli, sembrano avere

un ruolo marginale o addirittura nullo. La lunghezza dei capelli può essere di ostacolo ad una facile

individuazione di pidocchi e lendini ed a una loro eliminazione.

Gli esperti, hanno, infatti, fatto un nuovo ritratto della “ preda “ preferita da questi parassiti: “

Bambina di buona famiglia, pulita, con capelli biondi e lisci “.

Il pidocchio, dunque, preferisce di gran lunga farsi ospitare dai capelli puliti perché riescono meglio ad

arrivare alla cute per succhiare il sangue.

I capelli impastati,pertanto, rappresentano un ostacolo per il suo cammino verso la cute.

Poi, per deporre le uova, si sposta da un capello parallelamente a quello vicino.

Ecco, perché, più i capelli sono lisci ed ordinati – in genere sono biondi – più il suo compito è facile.

Se invece i capelli sono mossi o addirittura ricci a cavaturaccioli – e spesso lo sono i capelli neri – si

disorienta.

Nelle Nazioni sviluppate, la pediculosi del capo è una manifestazione tipica, ma non esclusiva,

dell’infanzia e dell’adolescenza. 1)

1) D. Gillis. R. Slepon. E. Karsenty. M. Green “ Seasonality and long-term trends of pediculosis capitis

and pubis in a young adult popolation “ . – Arch. Dermatolog. 1990; 126:638-41


8.b I fattori di rischio

ETA’

Può colpire qualsiasi fascia di età. L’età maggiormente interessata a questa infestazione, il picco di

incidenza, è quello compresa tra i 3 e gli 11-12 anni 1)-2), nelle aree urbane piuttosto che le rurali,

sebbene vi siano notevoli differenze da nazione a nazione.

I bambini hanno maggiore probabilità di essere contagiati perchè hanno più vita comunitaria rispetto agli

adulti. Sono più suscettibili per il contatto diretto con i coetanei, che avviene tra loro nelle aule ed in altre

strutture comunitarie.

1) D. Gillis. R. Slepon. E. Karsenty. M. Green “ Seasonality and long-term trends of pediculosis capitis

and pubis in a young adult popolation “ . – Arch. Dermatolog. 1990; 126:638-41

2) CDC. Parasites and health: head lice ) pediculus humanus capitis ). November 4, 1999 (

www.dpd.cdc.gov )

SESSO

Le ragazze sono più esposte al rischio di infestazione a causa del loro comportamento sociale; per

esempio, per una accettazione di un più stretto contatto fisico, tra loro; per la più facile condivisione di

cappelli, pettini,fermagli per capelli. Le madri sono più colpite dei padri a causa dei maggiori contatti con

i figli.

RAZZA

Studi su differenti popolazioni negli Stati Uniti e in Nigeria hanno evidenziato una maggiore

predisposizione dei soggetti Caucasici o Asiatici a contrarre la pediculosi del capo.

Una minor frequenza del problema è negli individui di colore, afro-americani, con pelle scura e

capelli molto ricci .

La ragione è da ricercarsi nella diversa morfologia del fusto dei capelli , con sezione ovoidale e forma

a cavaturaccioli che non consente all’insetto di restare aggrappato al fusto del pelo.

Il Pediculus Humanus Capitis si è adattato, sin da tempi remoti, soprattutto su capelli cilindrici a sezione

rotondeggiante, come quello dei soggetti di razza bianca.

Altri fattori protettivi nei confronti della pediculosi del capo sono costituiti:

- dal maggior quantitativo di sebo sulla superficie cutanea, che spiega anche la ragione della

maggiore


frequenza della pediculosi in età pediatrica, quando cioè la funzionalità delle ghiandole sebacee è

ancora ridotta;

- dal ph acido della cute del cuoio capelluto;

- dalle abitudini cosmetiche come l’uso di pomate per capelli di tali soggetti. 1)

1) CJ. Ko, DM Elston “ Pediculosis “ J.Am.Acad. Dermatol. 2004 jan; 50 (1): 1-12; quiz 13-4

Questi parassiti prediligono, dunque capelli chiari, sottili e puliti perché riescono ad afferrarli meglio e a

deporre più uova.

PERIODO DI

CONTAGIO

La prevalenza della pediculosi non varia stagionalmente: le “epidemie” che si osservano in determinati

periodi dell’anno sono dovute probabilmente all’aumento delle occasioni di contatto, ad esempio con

l’inizio della scuola.

Le epidemie di pidocchi delle testa, tuttavia, sono maggiormente frequenti da ottobre a maggio. Ma il

clima costituisce solo un fattore predisponente secondario, sebbene la pediculosi sia più frequente nei

climi temperati e caldi poiché il pidocchio per sua natura vive meglio alla temperatura di 29°C - 30°C; a

temperature inferiori a 25°C non ovidepone. 2)-3)

2) CJ. Ko, DM Elston “ Pediculosis “ J.Am.Acad. Dermatol. 2004 jan; 50 (1): 1-12; quiz 13-4

3) R.C. Hansen “ Overwiev : the state of head lice management and control “ – Am. J. Manag. Care

Settembre 2004; 10 (9 Supplemento ) : S260-3

Il più alto tasso di infestazione in Israele è durante il caldo estivo, come da uno studio durato 11 anni, 4)

4) Ministero della Difesa - Israele

MODALITA’ DI

CONTAGIO

Il contagio è facilitato da condizioni di particolare socializzazione o sovraffollamento: classi, palestre,

autobus, caserme.

La trasmissione dell’infestazione avviene nella grande maggioranza dei casi:

• per trasmissione diretta: il pidocchio passa da un individuo all’altro, quando questi sono molto

vicini; lo scambio, quasi per caduta, avviene quando i bambini dormono o giocano insieme,

testa contro testa, non semplicemente quando condividono lo stesso spazio. Contrariamente a

quanto si pensa il pidocchio non salta da una persona all’altra; può farlo da un capello a

quello vicino dello stesso ospite.

Sono necessari circa 30 secondi affinché un pidocchio si trasferisca da una testa all’altra: ciò

significa che solo un contatto diretto e prolungato è associato al rischio di trasmissione. 5)

5) E. Weir “ School’s back, and so is the lowly louse “ Jamc 18 Settembre 2001; 165 (6)


Ne consegue che allorché un soggetto è affetto da pediculosi, l’infestazione colpisce

frequentemente i soggetti che vivono nella stessa famiglia o che frequentano le stesse

comunità.

• per trasmissione indiretta, meno comunemente, attraverso i fomiti ( fomes, itis = oggetto che

funge da veicolo ), cioè oggetti come biancheria da letto, coperte, poltrone tappeti, cappelli,

spazzole, vestiti ed in generale qualsiasi oggetto che sia entrata recentemente in contatto con

persone infestate. Pochi studi sperimentali esistono a riguardo 1)

1) C.N. Burkhart “ Fomite transmission with head lice: a continuino controversy “ – lancet.

Volume 361, 11 Gennaio 2003

In ogni caso, la trasmissione da parte di pidocchi o di uova trasferiti sulle suppellettili,anche se

meno frequente ed epidemiologicamente insignificante rispetto al rischio di trasmissione

interumana è possibile e deve avvenire in tempi molto rapidi. 2)

Questo perché il pidocchio, al di fuori dell’ospite, va incontro ad un rapido processo di

disidratazione ed a una progressiva riduzione dei movimenti, fino all’immobilità. 3) Muore, cioè,

se è lontano dall’ospite per più di uno - tre giorni. 4) -5)- 6)

Generalmente i pidocchi reperibili sugli oggetti sono giunti al termine del loro ciclo vitale e hanno

una diminuita capacità di stabilirsi su nuovi ospiti 2)

La trasmissione mediante oggetti deve, quindi, avvenire in tempi molto rapidi.

2) R.C. Hansen “ Overwiev : the state of head lice management and control “ – Am. J. Manag. Care

Settembre 2004; 10 (9

Supplemento ) : S260-3

3) I.F.Burgess“ Pediculosis “ Habif. Clinical Dermatology 4th editino 2004

4) R.N. Chunge e altri “ A pilot study to investigate transmission of head lice “ Can J Public Healt. 1991;

82:207-208

5) R.J. Roberts “ Clinical Practice. Head lice “ – N. England J. Med. 23 Maggio 2002. 346 (21): 1645-50

6) CDC. Parasites and Health. Head lice ( Pediculus humanus capitis). Public Information. Fact Sheet.

On http:www.dpd.cdc.gov/dpdx.

8.c La distribuzione della pediculosi del capo: la panoramica internazionale

Le percentuali d'infestazioni sono calcolate su almeno 1000 bambini

La prevalenza nella popolazione generale sembra si attesti intorno all’ 1 – 3 %.

Negli Stati Uniti d’America la pediculosi del capo colpisce 6 – 12 milioni di persone ogni anno. 1)

1) O. Chosidow “ Scabies and pediculosis “ – Lancet. 4 Marzo 2000; 355 (9206):819-26

- in Australia la pediculosi è risultata terza come frequenza, negli asili nido e nelle scuole materne

- in Arabia Saudita colpisce il 9,6 % dei ragazzi adolescenti.


- nel Mali la prevalenza dei pidocchi della testa nei bambini è del 4,7 %

- in Turchia a Izmir, la prevalenza è del 16,6 %

- in Europa, l’incidenza nei bambini in età scolare va dal 25% in Gran Bretagna, al 49% in Francia. 2)

2) K.Y. Mumcuoglu - S. Klaus - D. Kaflca - M. Teiler - J. Miller “ Clinical observation related to head lice

infestation “ J. Am .Acad. Dermatol. 1991; 25:248-5 1.

In Europa si registra una infestazione dell’8% negli studenti delle scuole primarie:

- nelle scuole del Belgio la prevalenza è dell’ 8,9 %;

- nella Repubblica Ceca pidocchi vivi soni stati rilevati nel 14,1 % e uova morte in un altro 9,8 % di 531

bambini di età compresa tra i 6 e i 15 anni, in 16 scuole.

- in Italia i casi di pediculosi denunciati fino al 1991 erano di poche migliaia l’anno.

Nell’ultimo decennio, è stato osservato un incremento del numero di casi di pediculosi del capo con

focolai epidemici nelle comunità scolastiche.

Il numero di casi notificati, infatti, che sottostima di molto il numero reale, è passato da 3.449 nel 1990

ai

4.907 ( in 1.009 focolai ) nel 1999.

Da una valutazione indiretta, più reale all’ andamento dell’evoluzione, calcolata valutando il numero di

confezioni di prodotti pediculocidi venduti nel 2003 ( circa 1.443.000 confezioni ) l’incidenza stimata

porta, tuttavia,un’incidenza del fenomeno nella popolazione generale al 2,5 %. 3)

3) C. Gelmetti – S. Veraldi – G. Scanni “ Pediculosi del capo: proposte di linee guida terapeutiche “ –

Giornale italiano di Dermatologia e Venereologia 2004; 138 (81):1-4

Solo nel nostro Paese, la pediculosi colpirebbe più di 1 milione 800mila persone, di cui il 70% costituito

da bambini tra i 3 e gli 11 anni.

Nonostante la stima non sia ufficiale, sarebbero almeno 500mila le famiglie che, ogni anno, si trovano ad

affrontare questo fastidioso inconveniente, 4)

4) Osservatorio Internazionale Milice


1. LA PEDICULOSI

PEDICULOSI DEL CAPO: GUERRA AI PIDOCCHI

COSA E’: con il termine di pediculosi s’intende l’infestazione dell’uomo di una

ectoparassitosi cosmopolita da parte dei pidocchi

E’ una infestazione causata da insetti dell’ordine degli Anopluri, molto piccoli, atteri, cioè senza

ali, delle dimensioni che vanno dal millimetro ai tre quattro, meglio conosciuti con il nome di

“pidocchi”.

La caratteristica principale di tali organismi è che vivono succhiando il sangue dell’ospite ed a tal fine

sono dotati di un apparato buccale modificato in modo da risultare idoneo a perforare la cute e a

succhiare.

COSA E’: con il termine di pediculosi s’intende l’infestazione di una ectoparassitosi

cosmopolita dell’uomo da parte dei pidocchi del capo

E’ una infestazione del capello provocata dal:

1) Pediculus Humanus Capitis

2) Liposcelis Mendax “ il pidocchio dei libri ”, eccezionalmente.


® COME SI DIFFONDE IL PIDOCCHIO DELLA TESTA

1. Incremento dei bambini negli asili nido, nelle scuole materne ed elementari

2. Maggiore mescolanza tra i bambini

3. Mancanza di conoscenze elementari della pediculosi da parte dei genitori che

determinano analisi tardive

4. La lunghezza dei capelli non ha importanza

CHI E’ IL PEDICULUS HUMANUS

CAPITIS

SCHEDA TASSONOMICA

Regno: Animale

Phylum: Artropodi

Subphylum Mandibolata: Hexapodi - Antennata

Classe: Insetti

Sottoclasse: Pterigoti

Coorte: Exopterygota ( insetti alati primitivi )

Sub – coorte: Neoptera

Superordine: Paraneoptera

Sezione: Psocoidei ( masticatori )

Ordine: Siphunculati i “veri pidocchi” o

Anopluri ( nome composto da “ dnoplos “ = disarmato e “ ura “ = coda )

Famiglia: Pediculidi

Il pidocchio del capo, piccolo insetto appartenente alla Famiglia dei Pediculidi. è:

- ematofago, fornito di apparato buccale succhiatore: si nutre del sangue dell’ospite

effettuando diversi pasti nelle 24 ore; risiede a stretto contatto con il cuoio

capelluto al fine di mantenere costante la propria temperatura corporea.

- privo di ali

- ectoparassita obbligato e permanente: vive sui capelli e attua l’intero ciclo

vitale sull’unico ospite: l’uomo. Dipende da questo sia per la nutrizione che


Misure

per il calore. I pidocchi adulti non sopravvivono senza alimentarsi; sopravvivono

al di fuori del capillizio dalle 36 alle 55 ore, sebbene dopo un pasto possano

sopravvivere anche 10 giorni

- strettamente specie-specifico: pidocchi che infestano altre specie animali, se

trasferiti sull’uomo, non sono in grado di portare a termine il loro ciclo di sviluppo

e di conseguenza non provocano l’infestazione.

- il pidocchio del capo, visibile ad occhio nudo, è

di dimensioni:

il maschio quasi 2,6 - 2,7 millimetri

la femmina 3 – 4 millimetri ( 2,4 - 3,3 in media )

di forma:

ovoidale

Colore

- il suo colore varia dal bianco sporco al

grigiastro ( digiuno ) al marrone

brunastro

( dopo il pasto ). Adatta la tonalità di

colore del proprio corpo al colore dei

capelli dell’ospite: in soggetti con

capelli

bruni o neri può assumere un tonalità più

scura che lo rende visibile con difficoltà. Maschio Femmina

Mentre la superficie ventrale della femmina

è uniformemente colorata, quella del

maschio presenta delle bande trasversali

iperpigmentate.


Dove si

trova

- risiede a stretto contatto con il cuoio capelluto al fine di mantenere

costante la propria temperatura.

- i punti del cuoio capelluto in cui preferibilmente si annidano i

pidocchi sono le regioni parietali, cioè le tempie; le regioni

retro-auricolari, dietro e sopra le orecchie; le regioni occipitali, cioè

dietro la nuca.

- in soggetti con infestazioni di lunga data, il pidocchio del capo è

stato eccezionalmente riscontrato anche alle sopracciglia, alle ciglia

e alle altre zone, dotate di peli, come ascelle e pube.

Abitudini

- il Pidocchio del capo è ematofago: si ciba di sangue umano. Si comporta come un “ vampiro “ in

quanto per sopravvivere succhia , ogni due – tre ore, il sangue dell’ospite.

La popolazione di parassiti adulti per ospite è in genere di 5 -10 individui. Fanno eccezione i pazienti

immunodepressi in cui la plica polonica è l’espressione di una colonia di adulti numerosissima.

Questi parassiti non volano né saltano, ma si muovono rapidamente fra i capelli della persona infestata;

possono viaggiare fino a raggiungere i 23 centimetri al minuto ( dai 6 ai 30 cm/min ); per questo si

vedono solo raramente. 1) Appena disturbato, il pidocchio corre a nascondersi in profondità tra i capelli,

rendendosi invisibile all’ispezione. Questo evento si verifica soprattutto in fase iniziale, quando i pidocchi

sono poco numerosi.

1) O. Chosidow – “ Scabies and pediculosis ‘’ – Lancet. 4.Marzo.2000 355(9206): 819-26

- Preferiscono una luce poco forte ed un calore tiepido sui 35 – 36 ° C; la luce diretta ed il calore

superiore

ai 44 gradi sono loro fatali.

- Non sono in grado di muoversi su superfici lisce come il vetro e la plastica.

- I pidocchi possono deporre le uova sulla maggior parte dei tessuti, spesso dopo 5 minuti dal contatto;

oltre il 50% si schiude.

- I pidocchi possono essere dislocati su pettini, asciugamani ed altro dalla circolazione dell’aria

compresa

quella degli asciugacapelli . Pertanto sono vettori di infestazione anche i capelli parassitati , caduti su

un

maglione durante la rimozione ad una distanza di circa 1 metro.


Il ciclo vitale

I pidocchi hanno un ciclo vitale breve che dura più o meno un mese. Le uova si schiudono dopo circa

sette giorni. Con una semplice lente d'ingrandimento è possibile distinguere quelle embrionate che

hanno un colore bianco perlaceo e sono provviste di un cappuccio (simile a quello di una pipa tirolese),

da quelle schiuse che sono trasparenti e prive di cappuccio. Questi parassiti sono insetti a metamorfosi

incompleta e hanno un comportamento ematofago durante tutta la fase dello sviluppo che comporta il

passaggio attraverso tre stadi ninfali prima di arrivare allo stadio adulto.

Capacità Riproduttiva Ciclo Vitale

- La femmina depone 3 – 8 uova al giorno (

in media 5 )

- Temperatura ottimale 31° C

Totale uova deposte in media in vita = 150

alle 300

- Le lendini ( uova ) vengono deposte 24

- 48 ore dopo

l’accoppiamento in relazione alla

temperatura*

- Le lendini in media dopo 6 - 8 giorni di

incubazione ad una

temperatura ottimale di 30 – 35°C

maturano e si schiudono;

le ninfe che hanno già la forma

dell’insetto adulto

- Anche le lendini intatte, con opercolo,

non è detto che

diano sempre luogo a un pidocchio,

perchè dal 2 al 12 %

di esse non sono fecondate.

- Le ninfe si nutrono subito di sangue

sino a 5 – 6 volte al

dì; subiscono tre Mute e raggiungono

la maturità in 8 – 10

giorni

- Le femmine rimangono gravide entro

un giorno ( 3-5

giorni, max 10 ) dall’accoppiamento e

depongono le prime

uova nel giro di 6 -10 giorni dalla III°

muta

- La vita del pidocchio è di 30-35 giorni;

può raggiungere i

40 ( 3 settimane in media )

LENDINI

STRUTTURA INFRASTRUTTURA

• Forma: ovalare, allungata quasi

piriforme

• Dimensioni: lunghe circa 1 mm (

diametro di 0,3 per 0,8 mm )

• Colore: Bianco opalescente -

giallastro, perlaceo, traslucido

Marrone con tonalità

variabili (dopo pasto)

• Sono saldamente attaccate, quasi

cementate al capello con un

materiale chitinoso,

polisaccaridico che la femmina

secerne attraverso un sistema

ghiandolare specifico


• Le lendini schiuse assumono un

colore biancastro, trasparente,

diventando perciò più evidenti

I pidocchi si nutrono esclusivamente di sangue ed ogni femmina ne sottrae circa 1

mg al giorno

Nei climi temperati le uova sono depositate all’emergenza del pelo, il più vicino

possibile al cuoio capelluto, per sfruttare il calore del corpo

Dal momento della schiusa dell'uovo il pidocchio della testa vive da 1 a 2 mesi

* Gli ovuli non si schiudono a temperature inferiori a 22°C , ma possono rimanere in

vita da una decina di giorni ad 1

mese, per esempio su fomiti quali abbigliamenti e spazzole, senza arrivare alla

schiusa.

Il pidocchio, lontano dal capo, sopravvive solo poche ore ( 48-72, massimo 10 giorni ),

sia per la mancanza di nutrimento sia per le condizioni non favorevoli dell’ambiente

Figura 2

IMMAGINI DI UOVA DI PIDOCCHIO DEL CAPO ( Varia Età ) E PSEUDO UOVA

http://www.hsph.harvard.edu/headlice.html

Uovo vitale di circa 2 giorni Cilindro corneo di cheratina

Uovo vitale 1 giorno

prima della schiusa


Come ci si accorge

di avere i pidocchi

La pediculosi del capo è caratterizzata,

quindi, solitamente da prurito.

L’ intensità è variabile da individuo a individuo perché caratterizzata sia da una forte componente

soggettiva che da precedenti contatti con il parassita.

Ne deriva che, a parità di grado d'infestazione:

- alcuni soggetti avvertono un prurito intenso e

insopportabile

- altri non riscontrano che minimi segnali

o non lo avvertono affatto.

Ne consegue che:

- nei primi la diagnosi è nettamente più precoce

- nei secondi, che giungono al riconoscimento,

solo quanto abbiano raggiunto la terza o la

quarta generazione dell’insetto, la diagnosi è

tardiva.

Non è semplice.

Il bambino si gratta la testa, ma questo lo può fare anche senza i pidocchi.

Compaiono crosticine sul collo e a volte si dilatano i linfonodi.

Si potrebbe pensare di ricercare i pidocchi tra i capelli.

I pidocchi hanno dimensioni di alcuni millimetri, quindi ben visibili, ma sono abilissimi

nel nascondersi, correndo da una parte all'altra della testa.

Lasciano, tuttavia, una traccia importante della loro presenza: le uova, e quindi

vengono scoperti.

Le uova di pidocchio , dette lendini, sono piccole masserelle di color argento incollate

allo stelo del capello. A prima vista le uova possono essere confuse con lamelle di

forfora ma basta agitare il capello per capire: la forfora si stacca mentre l'uovo di

pidocchio rimane saldamente incollato.

Il prurito è dapprima localizzato alle zone di deposizione iniziale delle lendini ed in seguito alla nuca e

dietro le orecchie: è in questa sede che vanno in primo luogo cercati i pidocchi e le loro lendini; poi

alla parte più alta del tronco ( prurito a mantellina ).

I pidocchi lasciano come segno una piccola puntura purpurica.

Con il ripetersi delle punture l’ospite sviluppa una reazione infiammatoria da ipersensibilità che si

manifesta con una piccola Maculo - Papula rossa nella sede di ogni puntura, di 2 – 3 mm.

Più tardivamente ed in relazione al tempo trascorso dall’ultima puntura possono presentarsi i Pomfi.


Il prurito consequenziale, più o meno persistente, induce al grattamento e ad una dermatite essudativa,

a lesioni escoriate, su cui può insorgere una infezione secondaria la Piodermite da sovrainfezione di

Stafilococco Aureo, adenopatie, febbricola, irritabilità e stanchezza dovute a perdita di sonno per

l’accentuarsi del prurito nelle ore notturne. Può manifestarsi raramente anemia.

Il prurito è senza dubbio il sintomo principale della pediculosi, sebbene, come detto prima, non sempre

sia presente: secondo recenti studi il 53% dei pazienti è portatore asintomatico.

In diversi casi invece il prurito sopraggiunge solo dopo una massiva infestazione e può presentarsi in

diverse parti del corpo con prevalenza del cuoio capelluto ( regione temporo - parietale, occipitale e retro

- auricolare ).

Non mancano numerosi casi di diversa localizzazione:dorso, spalle e, più raramente, orecchie e zona

posteriore del collo.

Se il prurito è molto intenso e persistente, alle lesioni da grattamento si possono riscontrare alterazioni

cutanee di tipo eczematoso associate ad infezioni batteriche e/o fungine, secondarie; non di rado

partecipano al processo infiammatorio le linfoghiandole della nuca e del collo con adenopatia

retroauricolare e cervicale posteriore.

® IL PRURITO E’ L’ESPRESSIONE DI UNA

REAZIONE IMMUNITARIA


Il prurito è legato alle lesioni

cutanee prodotte dal pidocchio,

• può comparire, nella prima infestazione,

dopo 4 – 6 settimane

che nel trafiggere la cute, inietta • può variare da persona a persona a parità di

saliva ed emette feci. Il tessuto

conseguentemente reagisce con


malattia

può essere sostenuto da una patologia

diversa da quella in esame

una reazione infiammatoria che si

con prurito e dermatite

• può persistere per breve tempo dopo il

trattamento, senza assumere il significato

del fallimento terapeutico adottato

esprime

eritematosa e/o papulosa.

• può essere riconducibile ad una eziologia

Sia le lesioni che il prurito sono

psicogena - parassitofobia -

dovute alla ipersensibilità agli antigeni, presenti nella saliva che il parassita riversa nella ferita.

Il prurito può essere riconducibile anche ad una eziologia psicogena ( parassitofobia ).

Nel soggetto infestato per la prima volta, il prurito può comparire solo dopo 4 – 6 settimane, il tempo

necessario perché si sviluppi la sensibilizzazione alla saliva dell’insetto 1)

1) B.L. Frankowski e altri – “ Head lice. “ – Pediatrics – Volume 110 n° 3 Settembre 2002 (638-643)

Il prurito può persistere per breve tempo dopo il trattamento, senza che questo indichi il fallimento della

terapia.

4. CLINICA: LA DIAGNOSI

® DIAGNOSI

Criteri Suggestivi Criteri di Certezza

• prurito

• reperimento del pidocchio

• lesioni al capo

• reperimento di neanidi / ninfe

• storia familiare – ambientale di prurito • reperimento di lendini vitali

• promiscuità

• miglioramento “ex juvantibus”

La prima sfida nella gestione efficace dei pidocchi della testa è ottenere una diagnosi corretta.

La diagnosi risulta, sì, piuttosto semplice: il paziente tipico è molto spesso un bambino che presenta un

intenso prurito, localizzato soprattutto alla testa.


L’osservazione dei pidocchi vivi è la regola aurea della diagnosi, ma i pidocchi sono difficili da vedere e

possono strisciare da 6 a 30 cm al minuto.

All’interno di un ambiente scolastico, una assistente sanitaria o infermiera che ha solo poco tempo per

uno

“ screening di ogni bambino ” può mancare un pidocchio che è camuffato bene o che ha strisciato da

un’altra parte della testa del bambino durante l’esame.

Per la difficoltà nell'identificazione dei soggetti con pidocchi, vi è una naturale tendenza a trattare

sistematicamente i contatti stretti, come i compagni di letto, gli altri membri della famiglia e i compagni di

scuola, indipendentemente dallo screening.

La simultanea terapia dei contatti stretti è il modo più corretto per eliminare le epidemie di pidocchi

nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità: questo modo di pensare è stato più volte confermato.

Le uova possono essere più facili da identificare perché sono stazionarie e generalmente sono poste

entro 1 cm dal cuoio capelluto.

Tuttavia le uova sono piccole e difficili da vedere ad occhio nudo, particolarmente se l’illuminazione è

scarsa.

Occorre prestare attenzione, prima di emettere una diagnosi; è importante distinguere le uova vive dai

gusci vuoti dell’uovo e a non confondere la pediculosi con altri disturbi similari: forfora, radici di

capelli, squame della dermatite seborroica o psoriasi.

4.a Come si identifica una infestazione attiva

La pediculosi del capo si basa, come segno obiettivo patognomonico:

in primo luogo sull’evidenza dell'insetto con l’ispezione dei capelli e/o, più facilmente,

con l’aiuto di un pettine fitto;


• Vi è certezza di infestazione, pertanto, quando si trovano insetti sul capo. Non è facile comunque

vederli perchè si spostano rapidamente sul cuoio capelluto. Alcuni studiosi ritengono, infatti, che una

diagnosi di certezza possa essere posta quando si osservi un pidocchio vivo in movimento. 1)

1) Stafford Group – “ Head lice : evidence-based guidelines based on the Stafford Report “ – J. Fam.

Healt Care 2002 - Suppl. 12 - 5:1 - 21

I pidocchi si riscontrano con maggiore frequenza in alcune regioni del cuoio capelluto, come la retro –

auricolare e la nucale.

in secondo luogo sul riscontro delle lendini deposte dalla femmina adulta. Più spesso,

capita di osservare dei chicchi piriformi adesi ai capelli, delle dimensioni di 0,8 x 0,3 mm circa di colore

variabile e situati a distanza diversa dall’ostio follicolare, punto di emergenza del capello dal cuoio

capelluto.

Le lendini sono attaccate su di un lato del capello come una bandiera; non è possibile smuoverle da

esso come è possibile con la comune forfora.

Si trovano più frequentemente dietro le orecchie e sulla nuca.

Se si fa scorrere il capello tra l’indice e il pollice, si avverte, se si è su una lendine, una netta

sensazione di ostacolo. Questa la si può far scorrere con difficoltà lungo il capello e sfilarla

dall’estremità distale di questo, specialmente se è situata a distanza di alcuni centimetri dal cuoio

capelluto.

• Vi è probabilità di infestazione se si osservano delle lendini: un criterio per diagnosticare

un’infestazione in fase attiva è la distanza di queste dal cuoio capelluto.

Le lendini appaiono come minuscoli

“ gusci ” bianchi o brunastri, attaccati

ai capelli.

A tal proposito si considera:

1) La distanza delle lendini dal cuoio capelluto come criterio di diagnosi di infestazione in fase

attiva.

I Centers for Disease Control ( C.D.C. ) di Atlanta, infatti, hanno stabilito che la diagnosi di pediculosi,

effettuata sulla base del riscontro delle sole lendini, può essere fatta solo quando la maggior parte delle

uova sia a meno di 6,5 mm , tra i 6 e 6,6 mm dal cuoio capelluto; tuttavia, anche distanze inferiori non

significano in modo assoluto che l’infestazione sia in fase attiva.

Se le lendini si riscontrano ad una distanza superiore a 8 mm dal cuoio capelluto, non si consiglia alcun

trattamento.


Si conviene, comunque, una distanza a meno di 1 centimetro, tra i sei e gli 8 mm, dalla base dei

capelli o se queste sono in numero molto elevato.

2) La valutazione della vitalità di un uovo: ciò include, oltre la sua la relativa sua posizione sul

capello, il suo aspetto.

Il colorito delle Uova è brunastro quando in esse è presente il parassita: sono abitate se distano meno

di 6 -10 mm dal cuoio capelluto; diventano biancastre allorché la neanide le abbandona: sono,

normalmente disabitate se le uova sono più distanti dal cuoio capelluto.

Tipicamente, le uovo situate più lontano dal cuoio capelluto di 1 cm è improbabile che siano vive, anche

se i pidocchi, nei climi più caldi, possono depositarle, lungo il fusto dei capelli, più lontano.

Figura 3 Figura 4

Lendini Testa di spillo

Pidocchi

Le uova morte hanno gli orli corrugati .

Le uova dischiuse assomigliano a piccolissime uova bollite con la parte superiore o distale aperta.

Un uovo vivo, inoltre, sviluppa una circolare marcatura a forma di occhio, chiamata “ eyespot ”,

parecchi giorni dopo essere stato deposto. Un eyespot può essere visto con una lente di

ingrandimento di 10 Ã.

In definitiva, l’uovo viene in genere deposto dalla femmina gravida molto vicino al capello, ossia

da 0 a circa 3 millimetri dalla superficie cutanea; esso si allontana progressivamente dal cuoio

capelluto con la crescita del capello.

Considerando che il capello cresce in media di 0,4 mm circa ogni giorno ( da 1 a 1,5 cm. al mese ) e

l’uovo si schiude dai 7 ai 10 giorni dopo la sua deposizione, si può concludere che una lendine che si

trova ad una distanza in media di 1 -1,2 centimetri dal cuoio capelluto è vuota, nel senso che il pidocchio

è già uscito, oppure è stata inattivata dal trattamento 1 ), ad eccezione di quei casi in cui la deposizione

avviene in climi caldi.

1) E. Weir - “ School’s back, and so is the lowly louse “ – Jamc – 18 Settembre 2001: 165(6)


Diverse ricerche attestano che non sempre la presenza di lendini costituisce una prova inconfutabile,

non è sempre un marker, di per sé, di diagnosi di infestazione in fase attiva: le uova, peraltro non vitali,

possono persistere per settimane dopo la terapia. 1)

1) B.L. FranKoski – L.B. Weiner – “Head lice” – Pediatrics 2002; I 10:638-43

La pediculosi del capo è talvolta diagnosticata in modo non corretto.

Alcuni studi hanno dimostrato, con l’esame in laboratorio di campioni, pervenuti da soggetti ritenuti

infestati, che un’ elevata percentuale di bambini era stata erroneamente identificata come portatori di

lendini; solo il 53,3% presentava lendini attive, ossia contenente il parassita. 2)

2) R.J. Pollack e altri – “ overdiagnosis and consequent mismanagement of head louse infestations in

North America “ – Pediatric Infectious Disease Journal – 2000; 19(8): 689-693

La sola presenza di lendini non significa, pertanto, che il soggetto necessariamente svilupperà la

parassitosi.

In uno studio prospettico, infatti, condotto su 1.729 bambini in età scolare, sottoposti a screening in

ambito scolastico, Williams e altri hanno evidenziato il parassita in 28 soggetti ( 1,16% ) e la presenza di

lendini in 63 bambini ( 3,6% ); in quest’ultimo gruppo, il follow - up di due settimane relativo a 50 soggetti

ha avuto come esito il riscontro del parassita in soli 9 soggetti ( 18% ) 3)

3) L. Williams Keoki e altri – “ Lice, nits and school policy “ – Pediatrics – Volume 17 n° 5 – Maggio 2001

(1011-1015)

La presenza delle lendini, pertanto, non deve essere considerata un indice certo di infestazione attiva, in

quanto esse possono persistere anche dopo un trattamento efficace 4)

4) R. J. Roberts – Clinical practice – “ Head lice “ – New England Journal of Medicine 23 Maggio 2002;

346 ( 21 ): 1645-1650

Non è nota la percentuale delle lendini

che completano il ciclo vitale prima di diventare insetti adulti.

In uno studio condotto in due scuole della Georgia è stato rilevato che solo il 18% dei bambini, che alla

visita iniziale presentavano lendini, sviluppavano dopo 14 giorni una infestazione attiva. Erano più colpiti

i bambini che presentavano alla visita iniziale un numero di lendini superiore o uguale a 5 ( 31,8 % )

rispetto a quelli che ne avevano meno di 5 ( 7,1 % ).

La distinzione tra lendini vitali e lendini non vitali va eseguita con certezza soltanto attraverso

l'osservazione con il microscopio ottico, con il dermatoscopio e con la luce di Wood.

Con la lampada di Wood: la fluorescenza è grigia nelle lendini vuote e bianca e bianca – gialla brillante

se la ninfa è ancora all’interno. Con la stessa fluorescenza appaiono i pidocchi. 1 )

1) Pediculosis. In : Habif. Clinical Dermatology 4th editing 2004


Al momento dell’esame, per la valutazione della diagnosi bisogna mettersi dietro il soggetto da

esaminare e guardare attentamente i capelli, prima di tutto in regione retro auricolare e occipitale, che

costituiscono le sedi primarie ed elettive dell’infestazione.

Figura 5 Siti di Ispezione da: “ Trattato di dermatologia pediatrica pratica ” European J.of Ped. Dermat.

-Volume 15 – 2003 – E.Bonifazi

Siti di ispezione

La semplice ispezione dei capelli e del cuoio capelluto,

spesso, non è sufficiente. Tre quarti delle

infestazioni possono, infatti, non essere

riconosciute.

Se non si evidenziano pidocchi vivi, si passa il pettine a

denti stretti su tutti capelli, osservando volta per volta se

qualche pidocchio rimane impigliato tra i denti del pettine e la

rimozione delle uova.

Figura 6

Modo di impiego del pettinino

pediatrica pratica ”

Volume 15 – 2003 –

da: “ Trattato di dermatologia

European J.of Ped. Dermat.

E.Bonifazi – Milano

Nei soggetti con capelli lunghi è consigliabile nebulizzare dell’acqua, spazzolare per rimuovere nodi e

soltanto dopo usare il pettine a denti fitti. L’applicazione di un nastro adesivo applicato su una zona

infestata o l’uso del pettine stretto fa salire i pidocchi che sono così più facilmente osservabili.


Per una ispezione corretta, che dovrebbe essere

effettuata due volte su tutto il cuoio capelluto, si ricorre,

tradizionalmente, ad un attenta e accurata osservazione

della testa, separando i capelli ciocca a ciocca, a occhio

nudo, e facilitando l’operazione con una buona

illuminazione, una lente di ingrandimento e il

rastrellamento dei capelli con l’uso di “ pettini ”, con

una distanza tra i singoli denti di 0,3 mm. 1 ) – 2 )

impiego del pettinino

Figura 7 Modo di

1) D.C. Flinders – P. De Schweinitz – “ pediculosis and scabies “ – Am.Fam. Physician – 15 Gennaio

2004. 69(2):341-8

2) I.F. Burgess “ Human lice and their control “ – Annu. Rev. Entomol. 2004; 49: 457-81

L’uso del pettine a denti fitti, sui capelli asciutti o bagnati, permette:

• il migliore riconoscimento e l’ identificazione del pidocchio in proporzione doppia rispetto ai casi

diagnosticati con la sola ispezione diretta

• di aumentare di quattro volte l’accuratezza diagnostica ( 25% versus 6% ) e di raddoppiare la

velocità delle diagnosi rispetto al solo esame obiettivo ( 57 secondi versus 116 secondi ) 3 )

3) K.Y Mumcuoglu – M. Friger – I. Ioffe-Uspensky – F. Ben-Ishai – J. Miller “ Louse comb versus direct

visual examination for the diagnosis of head louse infestations “ – Ped. Dermat. – Gennaio – Febbraio

2001; 18(1):9-12

La diagnosi certa di infestazione in fase attiva, si basa, dunque, sul riscontro, sulla testa, di pidocchi

adulti, che sono in piccolo numero e di non facile, se non impossibile, individuazione; di ninfe o di lendini

vitali, di più frequente osservazione, adese ai capelli.

Come cercare . . . con il pettine deovulatore


Dividere i capelli bagnati e puliti in piccole ciocche

Pettinare le singole ciocche partendo dal cuoio capelluto fino alle punte dei capelli, con un

pettine specifico a denti fitti

Pettinare in senso contrario, dalle punte alla base, per staccare le lendini

Pulire frequentemente il pettine durante questa operazione per rimuovere le uova o i pidocchi

eventualmente rimasti intrappolati tra i denti del pettine

Ispezionare i capelli delle zone più colpite (nuca, dietro le orecchie, frangia), sollevandoli

lentamente

Sfilare con le dita le lendini eventualmente rimaste o tagliare il singolo capello

Asciugare i capelli con il phon caldo, è spesso d’aiuto per l’eliminazione del parassita che è

sensibile alle alte temperature


Il Dermatoscopio

nella diagnosi

della pediculosi

4.c APPENDICE

Il dermatoscopio, con tecnica a secco, aiuta a diagnosticare lo stato di vitalità di una colonia

di pidocchi, attraverso la differenziazione, indipendentemente dalla distanza del cuoio

capelluto di:

- lendini vitali

- lendini abortive ( uova con organogenesi arrestata, morta ? )

- lendini vuote

L’impiego del dermatoscopio, attraverso le caratteristiche morfologiche della vitalità delle lendini,

indipendentemente dalla loro distanza dal cuoio capelluto, permette di valutare, con un maggior margine

di sicurezza il potenziale rischio di contagio e/o l’efficacia della terapia. 1)

1) Di Stefani A., Hofmann-Wellenhof R., Zalaudek I. – “ Dermoscopy for diagnosis and treatment

monitoring

of pediculosis capitis “ - J. Am. Acad. Dermatol. 54, 909-11, 2006.

Al dermatoscopio le lendini:

- senza Opercolo appaiono biancastre, traslucide con l’estremità distale, alle volte, fissurata.

- con Opercolo vitali precoci hanno colore marrone-chiaro, aspetto traslucido.

- con Opercolo vitali mature, in fase di avanzata organogenesi hanno colore marrone-scuro

- con Opercolo abortive, hanno un colore non uniforme,in parte bianco, in parte marrone

Le lendini vengono deposte alla base dei capelli, soprattutto nella zona occipitale, parietale e

retroauricolare.

In un mese ogni femmina può riprodursi in una discendenza complessiva di circa 45.000 individui, che dopo due

mesi arriverebbero all'impressionante cifra di 6.750.000. Fortunatamente la realtà è diversa perché non tutti gli

individui sopravvivono, altri sono eliminati con la spazzolatura o con il grattamento.

1 PIDOCCHIO ( 1 mese ) 45.000 PIDOCCHI

( 2 mesi ) 6.750.000 PIDOCCHI

PIDOCCHI UOVA REINFESTAZIONI

CAPELLI: crescita in media 0,4 mm / die 1 – 1,5 cm / mese

LENDINI: a) riscontro di queste in numero di 5 – 7 sui capelli

b) distanza dal cuoio capelluto: da 0 mm a 3,5 mm ( lendine vitale ) - da 0 a 7 giorni


Le uova dei pidocchi restano attaccate ai capelli.

Informazioni sulle uova… e sul capello

La distanza dell’uovo dalla cute, calcolando che un capello cresce circa 0,2 – 0,4 mm al giorno, indica il

periodo di deposizione delle uova.

Conoscendo i tempi del ciclo vitale del pidocchio, lendini presenti a più di 1.2 cm dal cuoio capelluto, in

assenza di parassiti vivi o dopo adeguata terapia indicherebbero infestazione pregressa e non presente.

Infatti, poichè nei climi a temperature ambientali non elevate la lendine viene fissata sul capello da 0 a

3,5 mm dal cuoio capelluto, possiamo essere sicuri che quella che si trovi distante dal cuoio capelluto

più di 7 mm può essere, con elevata probabilità, solo un guscio vuoto o una lendine morta e quindi non

deve essere trattata.

Fa eccezione se la deposizione avviene in climi caldi dove le lendini che sono situate ad oltre 1,2 – 1,3

cm dall’ostio follicolare, che sono state deposte 30 giorni prima e non si sono schiuse, possono costituire

una recidiva di infestazione.


5. LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE

La pediculosi del capo può entrare in diagnosi differenziale con :

• la FORFORA

• la DERMATITE SEBORROICA

• la DERMATITE ATOPICA

• la PSORIASI

• la PSEUDOTIGNA AMIANTACEA

• la TRICORESSI NODOSA

• la MONILETHRIX ( capelli con aspetto a monile ed ipercheratosi del cuoio capelluto )

• il LICHEN SIMPLEX CRONICO

• l’ IMPETIGINE

• le FOLLICOLITI

• gli HAIR CASTS

• PSEUDOLENDINI: ad esempio quelle associate all’alopecia da trazione , costituite da

masse cheratiniche biancastre che avvolgono il capello come un cilindro corneo e che, come le

lendini, possono scivolare lungo il suo asse longitudinale. Sono più sottili delle lendini, da 0,1 a

03mm- e di lunghezza variabile, da 0,3 a 4 mm.

Inoltre, non hanno l’aspetto a pera, non sono traslucide e avvolgono completamente il capello.


Nei rarissimi casi si interessamento ascellare, si deve prendere in considerazione la

• TRICOMICOSI PALMELLINA

• Si può avere i pidocchi e non saperlo

• Si può essere parassitati dai pidocchi della testa senza avere prurito

• Si può avere prurito e grattarsi frequentemente il capo, senza avere i pidocchi

PERCHE’ CERCARE I

PIDOCCHI

• Trovare precocemente i pidocchi rende più facile il loro trattamento

• Prurito e Grattamento della testa possono essere manifestazioni della presenza

dei pidocchi della testa: la loro eliminazione interrompe possibili infezioni e

sovrainfezioni cutanee


Il solo lavaggio dei capelli con uno shampoo non è sufficiente per rilevare la presenza di

pidocchi.

® COME SI SORVEGLIA LA TESTA

1. Cosa esattamente cercare

a. Pidocchi e uova ( lendini ) di pidocchi

2. Dove cercare i pidocchi

a. Sulla testa, raramente sulle ciglia, nella

- parte nucale

- parte laterale ( temporale e retroauricolare )

3. Quando cercare i pidocchi

a. Una volta alla settimana

b. E’ bene farlo sempre lo stesso giorno della settimana, per non dimenticarsi

c. Ogni due giorni per 10 giorni consecutivi se:

• c’è stato contatto stretto con qualcuno che ha i pidocchi

• la scuola ha comunicato la presenza di casi di pidocchi

4. Come cercare i pidocchi

La presenza di pidocchi sulla testa spesso passa inosservata; il semplice esame dei capelli

è di solito insufficiente. E’ necessario l’uso combinato dei:

a. capelli bagnati , i bambini si sottopongono più facilmente all’ispezione del

capo

o

capelli trattati con balsamo ( tecnica del balsamo e pettinina o del “ Bug-

Busting ” )


con l’utilizzo della

b. pettinina ( o vecchia “ pettinessa ” ) con denti molto vicini e fitti

5. Che cosa serve

a. un balsamo qualsiasi, liquido bianco, per capelli, comunemente reperibile

b. un pettine normale

c. una pettinina per pidocchi fitto, deovulante provvisto di denti fitti ,

indeformabili, distanziati meno di 0,3 mm

d. delle mollette per capelli

e. dei fazzoletti di carta

f. una buona illuminazione

g. un vecchio spazzolino da denti per pulire la pettinina

h. una lente di ingrandimento ( facoltativa )

® CATTURA DI PIDOCCHI e RIMOZIONE LENDINI: ISTRUZIONI PER L’USO

PETTININA & BALSAMO – “ Bug – Busting ”

L’applicazione di questo metodo a scopo preventivo/curativo è da eseguire

• una volta a settimana, per una facile ricerca del pidocchio del capo e delle sue

uova

L’applicazione di questo metodo a scopo curativo

• almeno due volte alla settimana tra il I° ed il II° trattamento per catturare i pidocchi

eventualmente nati dalle uova rimaste attaccate dopo l’uso del prodotto utilizzato

e, ovviamente, per rimuovere eventuali uova ancora vitali

Si procede lavando i capelli con un comunissimo shampoo e passandovi un altrettanto

comunissimo balsamo bianco.

Il balsamo può essere applicato anche direttamente sulla testa asciutta, in caso di

capello facile da trattare.

Il balsamo, steso in quantità abbondante e lasciato agire per qualche minuto, ha una

azione temporaneamente stordente sui pidocchi che rimangono praticamente inattivi

per circa 20 minuti e quindi facilmente asportabili

1)

o Pettinarsi i capelli con un pettine normale, o una normale spazzola, per districarli

o Lasciare i capelli bagnati, per esempio dopo averli trattati con un normale

shampoo

o

o Bagnare i capelli con acqua tiepida e applicare un balsamo sui capelli , avendo

cura, frizionando, di coprire tutta la capigliatura ed i capelli dalla radice alla punta


o Distribuire il balsamo con un pettine normale e dividere i capelli in 4 sezioni

usando le mollette

2)

o Dalla zona più vicina alla nuca:

o Porre la pettinina per pidocchi a piatto sul cuoio capelluto e pettinare i capelli

dalla base del capello alla punta facendola scorrere con decisione

o Il rastrellamento dei capelli deve procedere prendendo una piccola quantità di

capelli per volta

o Esaminare, in buona posizione di luce, la pettinina per vedere se si è “ catturato ”

il pidocchio, aiutandosi, eventualmente con la lente di ingrandimento, o qualche

lendine, facilmente riconoscibili per contrasto con il colore bianco del balsamo

o Asciugare la pettinina sul fazzoletto di carta ad ogni passata e risciacquarla

o Pettinare, in tale modo, ogni sezione due volte affinché si è completata tutta la

testa

o Se la pettinina si intasa usare lo spazzolino vecchio da denti per rimuovere

pidocchi e uova

o Per un trattamento ottimale rimuovere tutte le uova possibili

o Risciacquare il balsamo e ripetere nuovamente la ricerca sui capelli sciacquati

almeno 4- 5 volte

3)

o Lavare i capelli normalmente

4)

o Non basta una sola operazione. Un solo trattamento non riesce mai ad uccidere

tutte le uova

Molte uova rimangono, infatti, attaccate ai capelli e generano altri pidocchi, per

cui occorre ripetere il trattamento ogni due giorni finché non si raccolgono più

pidocchi e lendini. Di solito occorrono dieci giorni.

E’ un metodo noioso, ma

- costa poco

- dà risultati sicuri

- non espone al rischio di tossicità da antiparassitario

- già dopo il primo passaggio di pettinina e balsamo la possibilità di

contagio per gli altri diviene bassissima

PULIZIA DEL MATERIALE IMPIEGATO

o Mettere i fazzoletti in un sacchetto di plastica, richiudendolo bene e gettarlo nella

spazzatura

o Mettere a bagno i pettini, le spazzole, in acqua bollente ( 131 °F = 55°- 70°C )

saponata, o addizionata ad alcool per più di 5 minuti per essere sicuri che

pidocchi e uova siano morti

o Usare lo spazzolino per rimuovere eventuali detriti dalla pettinina una volta che

l’acqua si sia raffreddata

SE SI SONO TROVATI I PIDOCCHI SI PUO’ ANCHE FARE UN TRATTAMENTO

ANTIPARASSITARIO

SE SI E’ STATI SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO E SI SONO TROVATE UOVA VUOTE E

DISCHIUSE, FORSE NON SARA’ NECESSARIO RIPETERLO. LE UOVA VUOTE

POTREBBERO FAR PARTE DELL’EPISODIO PRECEDENTE


L’ACETO

A differenza di quanto si pensi, l’aceto non ha alcuna efficacia preventiva nel tenere lontani i

pidocchi.

Il suo utilizzo è efficace per la rimozione delle lendini, in quanto la sua componente acida ne

favorisce il distaccamento dal capello.

Un corretto utilizzo è rappresentato dall’uso di aceto ( ¼ di aceto e ¾ di acqua:100 gr. di

aceto diluiti in un litro di acqua calda o secondo alcuni dermatologi acqua calda e aceto in parti

uguali) e pettinina.

Questa va passata sui capelli seguendo indicativamente le istruzioni date per il trattamento

con il balsamo.

Attenzione

L’aceto non va impiegato né subito prima né subito dopo l’utilizzo di un pediculocida

poiché può renderlo inattivo.

11. .

Il decalogo della Pediculosi

Per prevenire i pidocchi non esistono trattamenti topici ( farmacologici

) L’unica prevenzione possibile è di tipo visivo, cioè il controllo


A)

22. .

33. .

44. .

55. .

periodico

( settimanale ) del cuoio capelluto

Non serve a nulla tagliare i capelli in quanto l’insetto è saldamente

attaccato al cuoio capelluto e non alla lunghezza del capello

Il pettinino a denti stretti risulta utile per un’efficace rimozione delle

uova

Per la corretta diagnosi occorre osservare non solo la presenza di

uova vitali ma almeno di un pidocchio adulto

I trattamenti efficaci e sicuri, considerati di prima scelta, sono le

piretrine sinergizzate e la permetrina all'1%, ed oggi il dimeticone

L’utilizzo del Malathion deve essere riservato solo ai casi di

documentata

resistenza alle piretrine o alla permetrina, e comunque mai nei

bambini

al di sotto dei sei anni

66. .

più

Le formulazioni preferibili sono i prodotti in crema, lozione, schiuma

termosensibile ( mousse )

- Le soluzioni alcoliche e le mousse veicolano concentrazioni molto

elevate del principio attivo. L’uso delle soluzioni alcoliche può

sviluppare

vapori irritanti nei bambini molto piccoli e che soffrono di asma

- Le polveri non garantiscono un contatto uniforme con i capelli e

possono

essere pericolosamente inalate

77. .

Le formulazioni in shampoo devono essere evitate, salvo nei

pazienti asmatici e nei bambini di età inferiore a 3 anni, in quanto

meno efficaci:

a) per il tempo di contatto con il cuoio capelluto troppo breve,

b) la minore concentrazione del principio attivo diluito dall’acqua

c) la capacità di penetrazione del principio attivo ridotta quando il

pidocchio è

immerso in acqua

88. .

molto

99. .

Una formulazione ottimale è rappresentata dalle piretrine in mousse

( pediculocida ed ovicida ), sicura e utilizzabile anche nei bambini

piccoli o dal dimeticone

E’ sempre necessario eseguire un secondo trattamento dopo 7-10

giorni dal primo.

1100.

.

Le principali cause di insuccesso di un trattamento sono da imputare:

- a un uso scorretto dello stesso

- ad una formulazione inadeguata

- ad una durata troppo breve dell’applicazione

- ad un caso di reinfestazione

PREVENZIONE


Il complesso delle misure preventive tocca soprattutto

le famiglie, le scuole, le comunità per attività

parascolastiche in genere.

• Tutti i prodotti anti-pidocchi vanno impiegati solo quando si è sicuri della presenza dei

parassiti.

• Sono inutili i provvedimenti di disinfestazione: il pidocchio non sopravvive fuori dalla testa

umana

• L’unica forma efficace di prevenzione è rappresentata dalla denuncia e dal controllo precoce.

E' ormai evidente il ruolo fondamentale, svolto dai genitori, per garantire la continua e attenta

sorveglianza dei propri figli, che devono recarsi a scuola esenti, per quanto è possibile, da parassiti

e/o loro uova.


In commercio esistono prodotti che vantano un’azione preventiva del contagio, che tuttavia non è mai

stata dimostrata.

Il principio attivo contenuto in questi prodotti, ad esempio, il benzoato di benzile, è utilizzato come

repellente per zanzare e mosche.

La sua attività nei confronti dei pidocchi, probabilmente si esplica grazie all’odore sgradevole, che

allontana sicuramente compagni ed amici e riduce quindi drasticamente le possibilità di contagio!

Molti sono, inoltre, convinti che l’utilizzo regolare di un prodotto contro i pidocchi, ad esempio di una

lozione “spruzzata” tutte le mattine, oppure il lavaggio settimanale con uno shampoo antiparassitario, sia

in grado di prevenire l’infestazione.

Questa convinzione, peraltro molto diffusa, deve essere sfatata con decisione:

- nessuno di questi prodotti, infatti, può vantare un’attività preventiva

- il loro utilizzo frequente espone, inutilmente, in particolar modo i bambini, alla tossicità degli

antiparassitari e favorisce l’insorgere di resistenze che costituiscono ormai un problema sempre più

frequente.


® 1

Vi è una modello

di prevenzione per

non avere i

pidocchi?

® 2

Vi è una strategia

di prevenzione per

non avere i

pidocchi?

Il Pediculus Capitis vive esclusivamente sulla testa degli esseri umani

E' quella adottata dai militari cioè il taglio "a zero" dei capelli: “cosmetically “ inaccettabile per

la maggior parte della gente.

Nei bambini delle scuole è un provvedimento dal sapore punitivo, discriminante.

L’unica corretta prevenzione è il controllo periodico del cuoio capelluto

Non risultano disponibili strumenti di sanità in grado di condurre all’eliminazione del parassita.

Per il pidocchio non c’è differenza tra una testa appena lavata ed una sporca.

Non ci si può illudere di fare prevenzione semplicemente adottando accurate abitudini

igieniche, sebbene queste siano sempre auspicabili.

Lavare i capelli con prodotti che dicono di prevenire il contagio è un non senso ma purtroppo

è una pratica molto diffusa.

L’unica vera azione preventiva possibile è il controllo costante e quotidiano delle teste dei

bambini.

Non appena si evidenzia la presenza di lendini attive o di insetti è bene informare la scuola.

Occorre, anche, accertarsi che tutti i colpiti da pidocchi siano sottoposti al corretto

trattamento.

E’ inutile, come profilassi:

- disinfettare indumenti, oggetti o ambienti

- trattare farmacologicamente i sospetti o solo per sentito dire della presenza del parassita


® LA PREVENZIONE

L’unica corretta misura di prevenzione è costituita dall’osservazione costante dello stato

del cuoio capelluto al fine di identificare precocemente eventuali infestazioni.

La prevenzione della pediculosi richiede alcuni accorgimenti

UTILE INUTILE

ISPEZIONE CUOIO CAPELLUTO –

MONITORAGGIO CAPELLI

• Controllare accuratamente i capelli una

due volte alla settimana – soprattutto

nel periodo da Agosto a Novembre – e

da Marzo ad Aprile dopo il lavaggio e

l’asciugatura, per accertarsi che non ci

siano lendini, utilizzando un pettinino a

denti stretti, in luogo ben illuminato, con

luce diffusa: questo aumenta di quattro

volte l’efficacia diagnostica

• le lendini sono ben visibili e benché

simili alla forfora, si differenziano da

questa in quanto sono molto aderenti al

capello

• il controllo va intensificato in occasione

di episodi pediculosi, siano essi isolati

o numerosi

• Nota la presenza di un focolaio in

comunità controllare ogni due tre giorni i

componenti

del nucleo familiare e le altre persone

che possono

essere entrate in contatto con il

soggetto infestato

Non c’è prevenzione sicura, si può limitare solo la propagazione

• Tagliare i capelli

• Tenere i bambini in casa

• I prodotti venduti come preventivi della

pediculosi. L’uso di antiparassitari a

scopo preventivo è fortemente

sconsigliato e va assolutamente evitato,

essenzialmente per due motivi:

- Nessun prodotto ha effetti preventivi

realmente efficaci

- Si induce resistenza da parte dei

pidocchi verso i prodotti che dovrebbero

servire a debellarli.

• Sono inutili i provvedimenti di

disinfestazione delle aule e la chiusura

delle scuole o di impianti sportivi in

quanto il pidocchio non sopravvive fuori

dalla testa umana

• Disinfestare gli ambienti: anzi può

essere molto nocivo, usare preparati

antiparassitari per eliminare i pidocchi.

• Controllare con molta attenzione la testa di tutti i conviventi del bambino e quindi del

nucleo familiare e le altre persone che possono essere entrate in stretto contatto perché,

spesso, sono loro la fonte del contagio

• Lavare i capelli con una certa regolarità

• Pettinare frequentemente e regolarmente i capelli con un pettine, esclusivamente

personale, a trama fitta

• Curare le usuali norme igieniche soprattutto in situazioni che possono essere di maggior

rischio come i viaggi e la vita di gruppo.

• Non appoggiare la testa dove si presume l’abbiano appoggiata soggetti con i pidocchi

• Evitare o perlomeno limitare i contatti testa-testa in presenza di situazioni a rischio ( sui

banchi di scuola, sugli autobus…)

• Evitare di prestare e scambiare oggetti personali ( pettini, sciarpe, cappelli, spazzole,

nastri, fermagli per capelli, asciugamani …)

• Non usare pettini, spazzole e fermagli in comune con altre persone e lavarli bene

• Evitare di ammucchiare capi di vestiario a scuola o in altri luoghi di aggregazione: se non è

possibile tenerli separati gli uni dagli altri o di disporre di una armadietto personale è

meglio appoggiarli sulla spalliera della propria sedia.


• Se il bambino ha i capelli lunghi, a scuola o all’asilo deve tenerli sempre legati con un

fermaglio o facendo una coda

• Utilizzare l’aspirapolvere su poltrone, divani, materassini e tappeti dove giocano i bambini

• Lavare con acqua molto calda – a 60°C – o a secco federe, lenzuola, asciugamani,

indumenti, giocattoli di stoffa che possono essere stati a contatto con la testa ed il collo

• Conservare in un sacchetto di plastica, ben chiuso, per due settimane, oggetti o giocattoli

che non possono essere lavati in acqua o a secco

1. LA PREVENZIONE

La profilassi consiste nell’esame attento della testa, nelle sedi classiche

Per la pediculosi del capo si ritiene che l’attività di prevenzione debba basarsi su controlli routinari

da effettuarsi in ambito familiare, fermo restando che i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL

provvedano, qualora non già effettuato, a predisporre specifici fogli informativi da diffondere ai genitori

interessati.

“ Non sono giustificate procedure sistematiche di screening per la ricerca di casi di infestazione

o interventi diretti degli operatori dell’ASL all’interno di una comunità scolastica.”

Il reperto di uova a distanza ravvicinata dal cuoio capelluto ( 1 cm o meno ), in un

soggetto non trattato, equivale alla diagnosi di pediculosi e quindi indica la necessità di

trattamento

o E’ difficile prevenire completamente le infestazioni del Pediculus Capitis.

o Sono le nostre attuali condizioni di vita, soprattutto relativamente al vivere sociale, che

aumentano le possibilità di contagio e favoriscono la sopravvivenza del parassita

o i bambini vivono:

- numerosi a stretto contatto per diverse ore della loro giornata

- hanno numerose possibilità di avere contatti diretti e prolungati

- frequentemente scambiano oggetti personali

- il parassita ha molte probabilità, se espulso da una testa, di trovare

immediatamente un nuovo organismo ospite

o I bambini devono essere educati ad evitare o almeno ridurre queste loro peculiari

modalità comportamentali

o E’ più facile prendere i pidocchi con chiome lunghe ed è per ovvi motivi più difficile scovarli


o Accorciare i capelli non è assolutamente una garanzia: non lo è se si pensa di eliminare il

parassita quando c’è, e non lo è se si pensa di evitare il contagio, perché i pidocchi si

accontentano anche di pochi mm di pelo per aggrapparsi e fare il loro lavoro

Sicuramente è consigliabile, in caso di capelli lunghi, mantenerli strettamente legati

o Non esistono terapie preventive ed è assolutamente inefficace e potenzialmente nocivo l’utilizzo

di prodotti utilizzati per la terapia a scopo preventivo:

- possono determinare resistenze dei pidocchi agli antiparassitari usati

- persistente prurito

- malattie secondarie

o Nessun prodotto è in grado di staccare le lendini dai capelli. Il materiale cheratinico

( polisaccaridico ) con cui sono adese le lendini ai capelli, è difficilmente aggredibile senza

danneggiare i capelli

o Per l’asportazione delle lendini, dopo impacco di balsamo per capelli o impacchi con acqua e

aceto calda, si usa il pettinino, o più efficientemente si sfila manualmente dai capelli una lendine

alla volta.

o La chiusura e la disinfestazione delle scuole sono di assoluta inefficacia

Non esistono precauzioni né prodotti, sul mercato, che possano prevenire, in generale, la

pediculosi.

E’ necessario cercare i pidocchi della testa come routine.

Numerosi studi descrittivi hanno dimostrato che la misura più efficace per il controllo della

pediculosi consiste nell’educazione dei genitori al riconoscimento della pediculosi.

I genitori devono sì raccomandare ai propri figli adeguati comportamenti da tenere in comunità, ma

l’attenzione maggiore di quelli deve essere posta nel controllare costantemente i propri figli in modo da

accorgersi presto di una eventuale presenza di pidocchi o delle loro uova e a rimandarli a scuola solo

dopo trattamento iniziato.

E’ il metodo più efficace per ridurre al massimo la diffusione di questo parassita.

SINTESI

I. L’identificazione precoce dei casi da parte dei genitori, mediante il controllo settimanale della

testa dei propri figli, anche se asintomatici, rappresenta l’unica corretta misura di prevenzione.

II. E’ scorretto l’uso a scopo preventivo degli antiparassitari nel trattamento delle pediculosi.

Si tratta di una pratica inutile e dannosa sia per il rischio di indurre resistenze da parte dei

pidocchi ai prodotti antiparassitari, sia per la possibile azione tossica di questi principi attivi nei

confronti degli utilizzatori.

Come tale deve essere energicamente scoraggiata.

III. Per affrontare in maniera efficace il problema delle infestazioni da pidocchi nella scuola è

necessario il contributo di genitori, insegnanti e personale del servizio sanitario.


Le norme per evitare la trasmissione della pediculosi

educare i bambini ad evitare che i capi

di vestiario vengano ammucchiati

( soprattutto nelle scuole e nelle palestre

sarebbe opportuno che ad ogni

bambino venga assegnato un

attaccapanni o

armadietto personale )

mettere in atto una sorveglianza

accurata da parte dei genitori, con

ispezioni settimanali del capo, in

particolare sulla nuca e dietro le

orecchie, per escludere la presenza di

lendini

1

3

in caso di infestazione scolastica, nelle

famiglie con bambini in età scolastica

effettuare un controllo sistematico a tutti

i familiari, in particolare i figli più piccoli,

alla ricerca di parassiti vivi, applicando

in modo scrupoloso le regole descritte

per il trattamento dell’infestazione da

pidocchi

2

4

educar

di ogge

cappel

capelli


1.a LE MISURE DI PREVENZIONE IN AMBITO FAMILIARE

Soprattutto all’inizio dell’anno scolastico si registrano il maggior numero dei casi e questo è dovuto

anche al fatto che, nel periodo estivo, alcuni bambini possono aver contratto la pediculosi del capo; il

mancato controllo da parte dei genitori al rientro dalle vacanze e la mancata terapia precoce,

favoriscono il diffondersi dell’infestazione nelle comunità scolastiche.

E’ bene ricordare che la pediculosi del capo può essere contratta non solamente nella comunità

scolastica ma anche in tutti i luoghi in cui i bambini stanno a stretto contatto.

Dopo l’identificazione di un caso indice, tutti i conviventi devono essere controllati e trattati se positivi.

E’ opportuno trattare comunque, indipendentemente dall’esiti dell’accertamento, coloro che condividono

lo stesso letto con il caso indice.

Sebbene la trasmissione tramite fomiti abbia un ruolo meno importante, è opportuno procedere al

trattamento degli oggetti personali 1) per ottimizzare l’intervento e prevenire il ripetersi dell’infestazione.

1) R. Hansen – “ Guidelines for the treatement of resistant pediculosis ” – Contemporary Pediatrics

2000. Volume 17 n. 8. Supplemento

E’ opportuno trattare gli oggetti personali come spazzole, pettini, peluche, lavare gli indumenti,

le

biancherie da letto

la biancheria da letto, asciugamani i capi di

© Trattamento

abbigliamento, i giocattoli di tessuto, che sono stati a Fomiti


contatto con la persona infestata nei due giorni precedenti, vanno lavati in lavatrice a cicli

caldi ( temperature di 55° - 60°C uccidono sia i pidocchi che le uova ) per 5 minuti in media

Indumenti o coperte che non sopportano il lavaggio con acqua calda, possono essere lavati

a secco o conservati in sacchi di plastica per 2 settimane

gli oggetti di peluche vanno riposti in sacchetti di plastica, ben chiusi, per 2 settimane, quindi

riportati all’aperto

le buste di plastica usate, vanno gettate via

le spazzole ed i pettini vanno immersi:

- in acqua molto calda ( 55° C ) per 5-10 minuti, in cui diluire alcool o

eventualmente il prodotto antiparassitario usato per il trattamento

- in acqua bollente e detersivo per 1 ora

i pavimenti vanno lavati e i mobili puliti

poltrone, divani, tappeti, materassini vanno puliti con l’aspirapolvere


non esiste prova per sostenere che sia necessario , possono essere nocivi, preparati

antiparassitari negli ambienti


1.b LE MISURE DI PREVENZIONE IN AMBITO SCOLASTICO E NELLE COLLETTIVITA’ IN

GENERE

Il controllo dei capelli a domanda, in ambito comunitario, da parte del personale sanitario non ha

dimostrato di ridurre il numero di casi di questa ectoparassitosi.

Gli studi epidemiologici disponibili hanno messo in evidenza che lo screening ( controllo delle teste ) in

ambito scolastico, entrato nella prassi comune, non ha dimostrato di ridurre l’incidenza della parassitosi;

non verrà:

- raccomandato

- non sarà più effettuato

in quanto si tratta di un intervento di non comprovata efficacia. 1) - 2)

1) T.A. Meinking - “ Infestations” – Curr. Probl. Dermatology – 1999 – 11:73-120

2) R. Hansen – Guidelines for the treatment of resistant pediculosis “ – Contemporary Pediatrics 2000

Volume 17 n° 8 (Supplemento )

Infatti anche le evidenze sul campo non giustificano una procedura di screening perché la scuola

rappresenta solo uno dei luoghi dove può avvenire il contagio.

Al contrario numerosi studi descrittivi suggeriscono che l’educazione dei genitori riguardo al

riconoscimento e al trattamento della pediculosi può risultare efficace 3) – 4)

3) R.G. Mathias – J. F. Wallace – “ Control of head lice: using parent volunteers “ . Can J Publich Health

-1989 - 89:461- 463

4) E. Donnelly e altri – “ Pediculosis prevention and control strategies of community health and school

nurses: a descriptive study “

J. Community Health Nurs. – 1991 - 8:85 - 95

L’educazione dei genitori, pertanto, è assolutamente indispensabile.

I genitori dovrebbero essere incoraggiati a controllare routinariamente le teste dei figli anche se

asintomatici; lo screening scolastico non può sostituire tale modalità di controllo. 4) - 5) – 6)

5) R.N. Ch’unge e altri – “ A pilot study to investigative transmission of head lice “ – Can. J. Public Health

– 1991 – 82:207 – 208

6) E.R. Clore - “ Dispelling the common myths about pediculosis “ J. Pediatr. Health Care – 1989 – 3:28 -

33


1.c I CRITERI DI RIAMMISSIONE SCOLASTICA

Il bambino può tornare a scuola il giorno dopo l’avvio di un idoneo trattamento disinfestante.

Si ricorda che la pediculosi del capo è soggetta a notifica ai sensi del D.M. 15.12.1990

Non è indispensabile che, contestualmente al trattamento, sia stata effettuata la rimozione delle lendini.

1)

1) American Academy of Pediatrics – “ New head lice statement: AAP discourages “ no nit ” policies for

school return “ – 3 Settembre 2002

Tuttavia tale pratica è comunque consigliata per Ie seguenti motivazioni 2):

2) B.L. Frankowski e altri – “ Head lice “ – Pediatrics Volume 110 n° 3 Ettembre 2002 ( 638 – 643 )

a. la rimozione delle lendini evita che il trattamento venga ripetuto più volte, senza

necessità, solo per la presenza di uova che potrebbero non essere più vitali

b. la rimozione delle lendini situate entro 1 centimetro dal cuoio capelluto è utile per

diminuire il rischio, peraltro modesto, di reinfestazione.

La rimozione delle lendini può essere effettuata utilizzando una soluzione di acqua calda e aceto in parti

uguali, in grado di sciogliere la sostanza chitinosa che tiene l’uovo adeso al capello.


CONSIGLI IN PILLOLE 1

La Pediculosi del capo è una malattia: arreca disturbo; il prurito inficia la qualità della vita

La Pediculosi del capo non è pericolosa: il parassita non è vettore di malattie infettive

Il Pidocchio del capo, contrariamente a quanto si pensa non sa saltare e no non vola

Il contagio avviene per via diretta: il pidocchio passa da una testa all’altra, quando queste sono molto vicine

Il contagio può avvenire in maniera indiretta, attraverso l’abbigliamento, cappelli, berretti, sciarpe,spazzole,

pettini, biancheria da letto, poltrone coperte

La pediculosi del capo colpisce soprattutto i bambini perché i piccoli hanno maggiore probabilità di essere

contagiati perché hanno più vita comunitaria rispetto agli adulti.

E’ buona norma evitare l’uso comune di pettini, spazzole, berretti, sciarpe e mantenere un’accurata e regolare

cura dei capelli, controllandoli soprattutto nelle zone vicine alla nuca, alle tempie e alle orecchie, per bloccarne

tempestivamente la diffusione

La disinfezione dei luoghi scolastici, palestre e centri di aggregazione è una manovra inutile

Sono i bambini che portano questi insetti a scuola o in palestra. I pidocchi non saltano dal pavimento

E’ un pregiudizio credere che i pidocchi colpiscano solo le persone sporche. L’igiene ha un ruolo importante, ma

non risolve il problema.

Se un bambino dice di aver prurito o non dice niente ma si gratta il capo in continuazione, per lo più la

mamma deve mettere il piccolo con la testa appoggiata su un panno o della carta di colore bianco e spazzolare i

capelli con un pettine a denti stretti

Se sul panno si notano dei puntini di color marrone brunastro che si muovono si tratta di pidocchi.

I capelli, spesso, possono avere un odore non proprio gradevole e la cute può presentare già lesioni e croste.

Spesso la cura fai da te non è sufficiente. Bisogna rivolgersi al proprio medico o al farmacista

Per il trattamento si prescrivono in genere degli antiparassitari. Ve ne sono di vari tipi: in gel, in polvere, in

schiuma, lozione, shampoo

Si applica il prodotto consigliato dal medico sui capelli con un pettine a denti stretti per allontanare le lendini.

Si lascia agire il prodotto per il tempo consigliato dalla casa produttrice del farmaco. Poi si risciacqua con

shampoo antiparassitario

Vanno eliminate, in ogni caso, tutte le lendini presenti, altrimenti nel giro di pochi giorni nasceranno nuovi

pidocchi. Questa operazione richiede tempo e pazienza; i capelli orti facilitano notevolmente il procedimento.

Il trattamento può essere ripetuto dopo 24 ore e poi a distanza di una settimana. Nessun agente topico, infatti, è

risultato essere ovicida al 100%. Ne consegue, che per eliminare i pidocchi è necessario ripetere il trattamento

dopo 10-15 giorni allo scopo di uccidere le ninfe che sono nel frattempo uscite dall’uovo

Il trattamento da preferire può essere il gel perché è di più facile applicazione e si amalgama meglio con il

capello

Le manovre igieniche più efficaci, dopo il trattamento con antiparassitari, sono quelle di effettuare un cambio

completo degli abiti

I familiari infestati devono essere trattati allo stesso modo

Pettini e spazzole devono essere trattati con uno shampoo antiparassitario, immergendoli in acqua molto calda

per 20 minuti

Gli indumenti, lenzuola e federe, è consigliabile prima chiuderli in un sacco per due tre settimane. Dopo, si

possono riprendere a lavare in lavatrice

B) TERAPIA


Il

trattamento della pediculosi comporta l'impiego di insetticidi che uccidono i parassiti lasciando tuttavia

tracce della loro presenza attraverso la persistenza delle uova sui capelli. Infatti il trattamento insetticida

non influisce sul cemento che ancora le lendini ai capelli.

Contrariamente alle credenze popolari, l'aceto non ha il potere di sciogliere il cemento. L'unico sistema è

la rimozione meccanica ottenuta usando un pettine a denti ravvicinati che veniva utilizzato anche dagli

antichi Etruschi ed Egizi, come testimoniato dai reperti archeologici. Nel passato, il lavaggio dei capelli

con petrolio aveva una sua ragion d'essere perché questo prodotto si stratificava sulla superficie delle

lendini impedendo gli scambi respiratori così da provocare la morte dell'embrione per asfissia.

COME SI TRATTA?

In caso di infestazione il trattamento completo si basa:

1. sull’asportazione delle lendini

2. sul trattamento farmacologico con prodotti specifici:

pediculocidi ed ovicidi insieme

3. sulla disinfestazione degli oggetti veicolo dell’infestazione

IL CORRETTO ORIENTAMENTO TERAPEUTICO PER IL TRATTAMENTO DELLA PEDICULOSI DEL

CAPO


Il Mercato

- E’ bene non abusare dei prodotti chimici in commercio

- E’ indispensabile attenersi, scrupolosamente alle indicazioni d’uso: se usati

scorrettamente, questi farmaci possono fare sicuramente più danni di quanto

ne facciano i pidocchi

Qualsiasi prodotto per i pidocchi della testa potrebbe causare una reazione

avversa.

Deve essere , inoltre, usato con ulteriore cautela:

- durante la gravidanza

- durante l’allattamento al seno

- sui bambini piccolissimi ( di due anni ) e con meno di 12 mesi

- sui soggetti che soffrono di allergie e affetti da asma

- se ci sono ferite aperte sul cuoio capelluto

Sul mercato italiano sono disponibili numerosi prodotti che vantano una azione

preventiva dal contagio della pediculosi per persone, ambienti.

Si tratta di prodotti a base:

- di benzoato di benzile ( Mom lozione ), sostanza impiegata principalmente

come repellente per zanzare e mosche;

- di estratti vegetali che creerebbero un ambiente sfavorevole all’insediamento

dei pidocchi.

La mancata prova dell’efficacia di questi prodotti si può tradurre:

- in una inutile spesa;

- in una possibile ulteriore irritazione del cuoio capelluto;

e, soprattutto:

- in una riduzione del controllo del capo;

- nel ritardo del riconoscimento della presenza di pidocchi , fondato sulla falsa

convinzione di essere protetti.

- Meglio curarsi, solo, in caso di contagio accertato

L’impiego, anche, di prodotti più o meno efficaci, indicati per il trattamento,

deve avvenire solo in caso di infestazione. Se utilizzati in modo indiscriminato e

con frequenza ingiustificata, favoriscono l’insorgere di resistenze esponendo le

persone ad antiparassitari inutili.


Non si deve mai

applicare alcun

insetticida o altra

sostanza chimica non

specificamente indicata

per l’uso sull’uomo,

tanto meno sostanze

tossiche o infiammabili,

possibili causa di

intossicazioni o

addirittura morte.

E’ importante seguire

scrupolosamente le

istruzioni riportate sul

foglietto illustrativo e

suggerite dal proprio

medico di fiducia, al fine

di evitare eccessi

terapeutici.

Bagnare i capelli è un

segnale d’allarme per il

pidocchio, che in

ambiente acquoso,

infatti, tende a

“rannicchiarsi” e ad

entrare in apnea,

limitando così

l’assorbimento del

principio attivo utilizzato

1. INTRODUZIONE

- Trattare solo i pazienti che presentano Adulti vitali o lendini ( Uova ) entro 1 cm

dall’ostio pilifero

- Applicare sui capelli un prodotto specifico contenente uno dei seguenti principi

attivi: Permetrina – Piretrine Sinergizzate – Malathion - Dimeticone

- Utilizzare come prima scelta pediculocidi che hanno come principio attivo la

Permetrina o le Pietrine o il Dimeticone

- Non utilizzare benzina, cherosene o olii

- I capelli trattati con prodotti condizionanti – balsami, creme, gel …- possono

rivestire o nascondere i pidocchi, per cui non devono essere utilizzati prima di

applicare i pediculocidi

- Seguire le istruzioni

- Non applicare su occhi, viso o mucose

- Applicare il prodotto su cute sana

- Fare attenzione all’uso in eventuali gravidanze

- Nei bambini di età inferiore ai 2 anni usare il pettine stretto e non Antiparassitari

- In caso di allergie evitare Permetrina e Piretrine

- Preferire un prodotto in crema, pomata, lozione, schiuma termosensibile

- L’utilizzo delle formulazioni in Shampoo, a causa della diluizione del principio

attivo – o in Polvere – a causa della possibile inalazione – sono sconsigliabili

- Utilizzare un tempo di contatto di 8 – 12 ore

- Utile eseguire un secondo trattamento dopo 7 – 10 dal primo

- Se dopo 2 applicazioni del prodotto utilizzato il trattamento si è dimostrato

inefficiente, consultare il medico e cambiare la classe farmacologia della

sostanza utilizzata

- L’utilizzo di un pettine a denti stretti con una distanza tra i denti inferiore a 0,3

mm è utile per la rimozione meccanica delle uova

- Disinfestare gli oggetti veicolo dell’infestazione

- Controllare tutti i componenti della famiglia e trattare se sono visibili parassiti o

uova

- Non radere la testa: può essere considerata una tecnica da attivare in caso di

infestazione resistente

• I pidocchi del capo debbono essere sempre trattati fino al loro completo allontanamento.

• Nelle condizioni reali d’utilizzo nessuno dei prodotti in commercio può essere ritenuto

attivo al 100% sulle uova.

E’consigliabile, per questo, eliminarne “manualmente” il maggior numero possibile dopo


il primo trattamento.

• L’utilizzo prolungato di antiparassitari aumenta l’insorgenza di resistenze.

• Per i trattamenti a base d’erbe e aromaterapia non vi sono studi controllati e randomizzati

che ne abbiano valutato l’efficacia.

L'uso massiccio di prodotti antipediculosi sta rendendo i pidocchi sempre più resistenti alle sostanze

utilizzate per combatterli.

Ciò ha portato a studiare altre modalità di indirizzo terapeutico come nuovi principi attivi e possibili

associazioni farmacologiche.

Lo studio Hipolito,1), per esempio, è stato realizzato al fine di valutare l'efficacia di trattamenti

antipediculosi con un singolo prodotto rispetto ad una associazione con due: 115 bambini, di età

compresa tra 2 e 13 anni, sono stati assegnati ad uno studio comparato su tre gruppi: 39 sono stati

trattati con creme alla permetrina 1%, due applicazioni per 10 minuti a distanza di una settimana l'una

dall'altra; 36 sono stati sottoposti a terapia orale con trimetoprim/sulfametossazolo ( Bactrim, Abacin,

Eusaprim, Chemitrim, Gantrim ), 10 mg/kg/die in due dosi al giorno per 10 giorni; in 40 è stato eseguito il

trattamento di combinazione: l’applicazione di creme all'1% di permetrina e terapia orale con

trimetoprim/sulfametossazolo.

I controlli dei bambini sono stati eseguiti dopo 2 e 4 settimane.

Alla prima visita di controllo, i successi sono stati dal 79,5% tra i bambini trattati con crema alla

permetrina 1%; l'83% tra quelli sottoposti a somministrazione orale di trimetoprim/sulfametossazolo; il

95% nel gruppo di trattamento combinato, locale ( permetrina ) ed orale trimetoprim/sulfametossazolo.

Alla visita della quarta settimana, i successi registrati negli stessi tre gruppi sono stati rispettivamente

del 72%, 78% e 92%. Non si sono avuti rilevanti effetti collaterali; soltanto tre bambini hanno dovuto

interrompere il trattamento a causa dell'insorgenza di rash correlato all'uso di

trimetroprim/sulfametossozolo.

L’ indagine ha dimostrato che l'associazione della permetrina con il trimetroprim/sulfametossazolo è una

cura più efficace dell’utilizzo della sola permetrina.

Conviene, tuttavia, ricorrere a ciò solo quando i tradizionali trattamenti si sono dimostrati inefficaci.

I possibili effetti collaterali del trimetropim/sulfametossazolo, infatti, ne sconsigliano l'uso come

trattamento di prima scelta.

1) R.B. Hipolito ed altri “ Pediatrics “ – 2001; 107:E30

Anticamente il rimedio per la Pediculosi del Capo consisteva nel lavare i capelli con l’aceto, per staccare

le uova e nel rasare il capo; si usavano, poi, pomate al mercurio.

Negli anni 40 fu introdotto e usato molto il DDT, diclorodifeniltricloroetano, un composto appartenente

alla famiglia degli organoclorurati, le cui capacità insetticide furono individuate nel 1939 dal chimico

svizzero Paul Mueller che ricevette il premio Nobel per questa scoperta.


Nei decenni successivi questo principio attivo venne messo al bando, in Italia negli anni settanta;

provoca effetti tossici notevoli e rimane per molto tempo nella catena alimentare perché difficilmente

biodegradabile nell’ambiente.

L’uso di questi insetticidi organoclorurati è ormai limitato al Lindano, che può essere utilizzato negli

shampoo contro la pediculosi.

Si sente, oggi, l’esigenza di fare il punto sulle strategie migliori per affrontare questa parassitosi, alla

luce dei prodotti in commercio, delle evidenze di efficacia riportate dalla letteratura e delle resistenze ai

principi attivi, createsi nel tempo, in questi insetti.

La terapia è impostata sull’impiego di prodotti per uso topico, di libera vendita in farmacia, contenenti

sostanze chimiche antiparassitarie ad azione pediculocida ed ovicida, anche se non altrettanto valide,

nella stessa misura.

Il trattamento può includere l’uso concomitante di antistaminici e antibiotici per il controllo rispettivamente

del prurito e delle infezioni secondarie alle lesioni da grattamento.

L’efficacia del trattamento, pertanto, dipende:

a) dalla molecola

b) dalla sua formulazione

c) dal tempo di contatto.

La meta-analisi della Cochrane del 2001, relativi a studi clinici sull'efficacia di vari prodotti, ha

sottolineato che le piretrine naturali, la permetrina e il malathion rappresentano le cure più efficaci.

Un insetticida ideale dovrebbe avere un'attività del 100% contro i pidocchi e le loro uova.

Secondo alcuni ricercatori, purtroppo, nessuno, di quelli topici disponibili avrebbero un'attività ovicida

del 100% ( Clore ER, Longyear LA, 1993 ).

Il Malathion , per esempio, uccide tutti i pidocchi dopo 5 minuti di esposizione e il 95% delle uova dopo

10 minuti; le Piretrine e i Piretroidi sono sia pediculocidi che ovicidi, ma la loro azione è in parte diversa:

mentre le Piretine naturali hanno un elevato effetto ovicida, la Permetrina pare abbia un effetto

significativamente inferiore sulle uova ( I.F. Burgess e altri – 1994 ).

1.a Le formulazioni

L'efficacia del trattamento dipende, oltre che dall'attività del principio utilizzato, dalla sua formulazione

galenica.

Un composto per essere efficace deve possedere delle proprietà peculiari:

- una rapida penetrazione nelle uova

- il raggiungimento di alte concentrazioni. 1)

1) J.W. Maunder – “ Strategic aspects of insecticide in head lice ” – The Jounal of the Royal Society of

Health – Febbraio 1991 – 111(1): pagg 24-26

Per orientarsi, pertanto, nella scelta della cura è opportuno considerare che:

• Nessun principio attivo ha dimostrato d’essere più efficace degli altri.


e

Le piretrine ed il malathion, per esempio, sono gli antiparassitari attivi meglio comprovati e più

utilizzati, ma proprio l’utilizzo estensivo di questi può causare una riduzione della validità, per la

comparsa di resistenze.

Sono, oggi inoltre, presenti in commercio nuove sostanze come il Dimeticone che coniuga

all’adeguatezza l’assenza di resistenze e la sicurezza d’uso: è, tuttavia, ancora non molto usato

insufficienti sono gli studi attuati su questo composto.

• L’efficacia del trattamento dipende, non solo dal principio attivo contenuto nel prodotto

ma, anche dalla sua formulazione. 1)

1) O. Chosidow – “ Scabies and pediculosis ” – Lancet 2000 – 355: pgg 819-826

I pediculocidi sono presenti in diverse formulazioni: crema, gel, lozione, polvere, mousse termosensibile,

balsamo e shampoo.

Il tipo di preparazione costituisce un fattore di notevole rilevanza clinica:

- 1) influisce sull’efficacia del trattamento.

La formulazione utilizzata è di particolare importanza perché la principale

difficoltà di azione di un preparato è rappresentata dalla realizzazione di una facile penetrazione del

guscio delle uova e di una appropriata concentrazione del principio attivo , per evitare che venga

rimosso nella fase di risciacquo dei capelli e del cuoio capelluto.

Le mousse, per esempio, veicolano concentrazioni molto più elevate di principio attivo.

E’ efficace perché:

• è legata alla mancanza di acqua nella formulazione: la penetrazione è quindi più rapida

• evapora molto più rapidamente delle lozioni e non lascia residui. Il basso residuo si traduce nel

fatto di non ungere e non sporcare, e di mantenere stabile nel tempo la concentrazione del principio

attivo nella sede di applicazione

• è caratterizzata da un elevato profilo di sicurezza

- 2) influenza la compliance di coloro che devono essere trattati.

Il prodotto più utilizzato, infatti, è quello caratterizzato da:

a) una facilità di applicazione

b) un minor tempo di applicazione

c) delle caratteristiche cosmetiche accettabili.

In Italia, gli shampoo medicati, da utilizzare per il trattamento della pediculosi, sono i preparati più

venduti.

Ma tale formulazione è sconsigliabile perché non riesce a conseguire i risultati di cui prima si è detto: le

concentrazioni del principio attivo sono troppo diluite.

L’utilizzo degli shampoo dovrebbe essere evitata:

- per la minore efficacia sulle uova: il tempo di contatto sui capelli è breve

- per le basse concentrazioni:

a) il principio attivo è inevitabilmente diluito nell’acqua


) la capacità di penetrazione dell'insetticida è ridotta. Il pidocchio immerso

nell'acqua si rannicchia ed entra in apnea

- per un più frequente utilizzo ed uso inappropriati. Infatti, sempre più abituale è il

ricorso a questa formulazione galenica, nell’errata convinzione di fare prevenzione

e quindi di far bene, per la praticità e il tempo breve di applicazione.

Tale comportamento favorisce la comparsa di resistenza al prodotto utilizzato e

Provoca con l’uso improprio,congiuntiviti irritative da contatto.

Burgess ha evidenziato che nessuna formulazione in shampoo, come dimostrano studi clinici

controllati, risulta essere valida.

Gli shampoo medicati hanno, paradossalmente, presentato un'efficacia clinica inferiore agli shampoo

non medicati.

Vanno, quindi, usati, eventualmente, come trattamento complementare, per lavare i capelli dopo

l’applicazione di un altro prodotto in crema, gel, schiuma, lozione o solo negli asmatici e nei bambini di

età inferiore ai tre anni.

Le lozioni rilasciano alte concentrazioni di insetticidi in un'applicazione; il loro uso, tuttavia, richiede

cautela:

a) è necessario evitare qualsiasi tipo di contatto con le membrane mucose

b) agiscono troppo lentamente comportando il rischio di degradazione del

principio attivo prima che possa entrare nel guscio in quantità sufficiente ad

essere efficace.

Le formulazioni alcoliche non dovrebbero essere utilizzate nei bambini molto piccoli, nei pazienti

asmatici ed in presenza di eczema o di lesioni del cuoio capelluto: si ricorrerà ad altre formulazioni come

quelle acquose.

Anche le polveri sono inappropriate in quanto:

- non garantiscono l’uniformità di contatto con i capelli e con il cuoio capelluto

- non penetrano le uova

- sono scomode da usare

- possono essere facilmente inalate

• Il tempo di applicazione è un ulteriore elemento da prendere in considerazione

Esso può variare, a secondo dei preparati galenici utilizzati, da pochi minuti a molte ore. In generale i

balsami, le creme risciacquabili come le mousse e le soluzioni alcoliche dovrebbero essere applicate per

12 ore o durante tutta la notte per garantire la morte delle uova 1). Questo consente di mantenere

l’insetticida per un tempo adeguato e permette di veicolare concentrazioni molto più elevate del principio

attivo.

1) “ Review of regulation of head lice treatments in Australia ” – Medicine Evaluation Committee –

Ottobre 2003

Nella maggior parte dei casi, per uccidere gli insetti, è sufficiente un solo trattamento, anche se una sola

applicazione non riesce ad uccidere tutte le uova.


La seconda somministrazione può essere evitata se il prodotto mantiene una sufficiente attività

residua, ma non bisogna dimenticare che questa caratteristica può promuovere il fenomeno della

resistenza.

In ogni caso, è opportuno ripeterla dopo 8 -10 dal primo, con lo stesso prodotto, per eliminare eventuali

insetti nati nel frattempo da lendini rimaste vitali dopo la prima applicazione dell’antiparassitario.

Infatti:

• L’obiettivo del primo trattamento è di uccidere tutti i pidocchi

• L’obiettivo del secondo è di uccidere le ninfe nate dalle uova durante i successivi 7 – 10

giorni

Se si sospetta una riduzione della sensibilità alla sostanza utilizzata è necessario:

ripetere l’applicazione con lo stesso farmaco, ma con quantità maggiore del prodotto ( 50 ml ) o

con un tempo di contatto più prolungato, a una settimana d'intervallo dalla prima.

Il trattamento over-night con permetrina o piretrine può rappresentare un'efficace strategia nel

risolvere l'infestazione in caso di insuccesso a un precedente trattamento .

Se dopo un ciclo completo terapeutico si dovesse riscontrare ancora la presenza di parassiti è

possibile che essi siano resistenti al principio attivo utilizzato.

Se, dopo un corretto uso, il trattamento fallisce, è indispensabile:

ripetere il ciclo, ma con un prodotto appartenente ad un’altra classe di insetticida, per esempio

dai

piretroidi al malathion o viceversa


COSA FARE IN CASO DI INFESTAZIONE DI PIDOCCHI DEL CAPO

La prevenzione della pediculosi richiede alcuni accorgimenti

• Eseguire la ricerca del pidocchio e delle uova in un luogo ben illuminato, con luce diffusa.

La luce diretta, infatti, non aiuta nell’individuazione delle uova, a causa dell’aspetto bianco

lucido

• Monitorare i capelli anche quotidianamente

• Dopo l’applicazione del prodotto utile l’uso del pettinino a denti stretti

• Controllare con molta attenzione la testa di tutti i conviventi del bambino e quindi il nucleo

familiare e le altre persone che possono essere entrate in stretto contatto, perché spesso

sono loro la fonte del contagio, ogni 2 – 3 giorni

• Conservare in un sacchetto di plastica, ben chiuso, per due settimane, oggetti o giocattoli

che non possono essere lavati in acqua o a secco

• Lavare con acqua molto calda – a 60°C – o a secco federe, lenzuola, asciugamani,

indumenti, giocattoli di stoffa che possono essere stati a contatto con la testa ed il collo

• Mettere a bagno i pettini, le spazzole, in acqua bollente ( 131 °F = 55°- 70°C ) saponata, o

addizionata ad alcool o prodotto antiparassitario usato, per più di 5 minuti per essere sicuri

che pidocchi e uova siano morti

TRATTAMENTO CON PRODOTTI ANTIPARASSITARI

UTILE INUTILE

- Mousse Termosensibili

- Shampoo *


- Creme

- Gel

Trattamenti di prima linea

Piretrine naturali

* I tempi troppo brevi di contatto, le dosi troppo

basse, l’idrofilia che riduce la concentrazione

determinano fenomeni di resistenza o

pseudoresistenza

• Pietrine sintetiche: Permetrine

• Piretrine sinergizzate

Trattamenti di seconda linea

• Organi fosforici: Malathion*

* ( da utilizzare in soggetti che non soffrono di

asma )

I prodotti di nuova generazione:

- si applicano su capelli asciutti, partendo

dalla radice e per tutta la lunghezza del

capello, usando un

pettine normale. Ripetere l’operazione varie

volte fin

quando tutti i capelli sono stati coperti

- si lasciano agire per otto ore

- si lavano con un comune shampoo

- utilizzare il pettinino a denti stretti

Durante l’applicazione del trattamento coprire gli

occhi della persona trattata, per esempio con un

- Olii ed Erbe*

* Non si hanno evidenze scientifiche della loro

efficacia


asciugamani

Dopo 7 – 10 giorni va ripetuto il trattamento con

lo stesso prodotto e usare il pettinino, se si

osserva la ricomparsa di parassiti

Se il trattamento è inefficace provare altre

classi di farmaci

Per evitare fenomeni di

PSEUDORESISTENZA

- il tempo di contatto

- la dose

- la frequenza di applicazione dei

prodotti usati

devono essere quelli indicati sulle

istruzioni

• Se dopo 8 – 12 ore dall’applicazione del prodotto antipidocchi qualche insetto è ancora

visibile, ma i suoi movimenti sono lenti, non serve ripetere il trattamento

• Se, al contrario, non si rintracciano insetti morti e si ha l’impressione che i parassiti siano

ancora vivi, rivolgetevi al medico. Il trattamento non ha funzionato ed i pidocchi sono

resistenti al prodotto e a tutti gli altri prodotti che contengono lo stesso principio attivo

• Non usare più di tre volte lo steso prodotto

• Se il trattamento è inefficace consultare il medico

• Non utilizzare contemporaneamente prodotti diversi


Il trattamento primario della pediculosi si basa sull’uso

di principi attivi ad azione pediculocida ed ovicida per uso topico

della rimozione meccanica delle uova ( lendini ) e dei parassiti morti con pettini a denti fini

Il trattamento può includere l’uso concomitante di Antistaminici ed Antibiotici per il controllo rispettivamente del prurito e

delle infezioni secondarie alle lesioni da trattamento.

Nella pediculosi del capo possono essere usati lozioni, gel, schiume, mousse

Gli shampoo sono meno attivi

Efficaci le Piretrine, il Malathion, il Lindano, il Dimeticone, e alcuni prodotti a base di Estratti Vegetale

E’ consigliabile la ripetizione del trattamento dopo una settimana

Farmaci di 1 Scelta Farmaci di 2 scelta Altri prodotti

o Permetrina

o Piretrine

o Malathion

o Dimeticone

1.b Considerazioni generali

o Lindano

o Carbaryl

o DDT

o Crotamitone

o Quassio

o Ivermectina ( lozione )

o Kerosene, Benzina ( da

evitare )

Principio Attivo Tempo di applicazione

- Piretrine con piperonilbutossido

- Malathion gel

- Lindano shampoo

- Permetrina crema

- Dimeticone

- 10 – 12 minuti

- 15 minuti – 12 ore

- 4 minuti

- 10 minuti – 12 ore

- tutta la notte

Principio Attivo Effetto Collaterale

- Lindano

- DDT

- Piretrine

- Kerosene, Benzina

- Malathion

- Neurotossicità

- Neurotossicità

- Sensibilizzazione – Allergie

- Ustioni

- Infiammabilità, Tossicità

Terapia della pediculosi Terapia della pediculosi

non validata

Trattamento Primario

Trattamento Secondario

1) Uso di principi attivi

ad uso topico:

Insetticidi

2 ) Azione meccanica

- Antistaminici

( prurito )

- Antibiotici

( Infezioni secondarie )

- Pettini speciali di:

Plastica

Alluminio

Termici

Elettronici

- Louse Buster ( calore )

o Estratto noce cocco

o Essenza di anice

o Ylang Ylang

o Dimeticone

Rasatura

- poco utile

- umiliante


Se si utilizza un qualsiasi preparato è importante seguire alla lettera le istruzioni del produttore.

Nella valutazione di una terapia bisogna tener conto, infatti, di diversi fattori:

• Conoscenza del meccanismo di azione del farmaco

• Resistenza

• Prevalenza della resistenza

• Sicurezza

Nessun agente topico è risultato essere ovicida al 100%. Ne consegue che per eliminare i pidocchi si

deve ripetere il trattamento dopo circa 10 giorni, allo scopo di uccidere le ninfe che siano nel frattempo

fuoriuscite dall’uovo.

Per l'elevata incidenza di resistenza delle molecole, tuttavia, è probabile che la terapia con una

particolare sostanza possa avere successo solo in una piccola proporzione di pazienti con infestazione

da pidocchi.

Anche ripetuti trattamenti con preparati, verso i quali l’insetto è resistente, non lo uccidono.

Ripetere, inoltre, la somministrazione dello stesso preparato che non ha avuto successo comporta una

spesa inutile ed espone al rischio di tossicità della terapia.

Un farmaco perfettamente ovicida e pediculocida, che agisca sul sistema nervoso del pidocchio,

richiede due trattamenti, separati da 7 giorni l'uno dall'altro:

• Al giorno 0 tutti i pidocchi e le uova con eyespot vengono uccisi

• Ma le uova senza eyespot si sviluppano dopo 7 giorni: a questo punto anch'esse divengono

sensibili al trattamento.

Se il farmaco è soltanto pediculocida sono necessari tre trattamenti, intervallati da 7 giorni ( Tabella 3 ):

• Al giorno 0, con il primo trattamento tutti i pidocchi sono uccisi, senza agire sulle uova di recente

emesse e sulle uova dalle quali si svilupperà presto una ninfa

• Il secondo, dopo 7 giorni, ucciderà le uova con una ninfa già formata; queste ninfe non hanno

avuto il tempo di maturare fino al pidocchio adulto che depone le uova. Rimangono le uova vecchie

di 7 giorni che non sono ancora mature

• Il terzo, dopo13 -15 giorni dal giorno 0, cioè 7 giorni dopo il secondo trattamento, ucciderà le

ninfe che deriveranno da queste uova, impedendo lo sviluppo di pidocchi adulti, in grado di deporre

le uova.

Per ridurre il numero delle somministrazioni, quando si usi un farmaco soltanto pediculocida, è

possibile, in casi estremi, usare due sole somministrazioni, ai giorni 0 e 9 ( Tabella 4 ).

Tabella 1 - Trattamento con un farmaco solo pediculocida


1) G. Bartolozzi – “ Il pidocchio: il ciclo vitale, la resisitenza ai farmaci e considerazioni igieniche ” –

Medico e Bambino – Giugno 2007

Al tempo 0 si uccidono soltanto tutti i pidocchi, ma non le uova. Rimangono le uova deposte poco prima

della terapia e le uova deposte in precedenza. Con i farmaci non-ovicidi il trattamento deve essere fatto

prima che ogni generazione di uova maturi fino a dare pidocchi adulti deponenti le uova.

Sono stati così scelti 7 giorni dopo il primo trattamento, come un buon tempo per la prima linea di

scadenza che è di 8,5 giorni. Rimangono ancora le uova che hanno un'età di 7-12 giorni.

La terza dose va data prima di 15 giorni dopo la prima somministrazione, per uccidere le uova che

avevano un'età inferiore ai 7 giorni, prima che esse maturino fino al pidocchio adulto capace di deporre

le uova, ma dobbiamo trattare dopo 12 giorni per essere sicuri che tutte le uova abbiano maturato prima

dell'ultimo trattamento.

In teoria si potrebbe scegliere fra 0 e 8 giorni (per la seconda dose) e fra 12 e 16,5 giorni (per la terza

dose), ma il trattamento al tempo 0, dopo una settimana e dopo due settimane è più facile da ricordare.


Tabella 2 - Trattamento con un farmaco pediculicida e poco ovicida

1) G. Bartolozzi – “ Il pidocchio: il ciclo vitale, la resisitenza ai farmaci e considerazioni igieniche ” –

Medico e Bambino – Giugno 2007

trattamento al tempo 0 uccide i pidocchi ma non le loro uova.

Rimangono le uova emesse poco prima della terapia e le uova già mature dopo la terapia.

Il trattamento deve essere eseguito prima che ogni generazione di uova maturi fino a un pidocchio

capace di deporre le uova. In questo caso tutte le uova saranno schiuse a 8,5 giorni, ma nessuna sarà

divenuta un pidocchio adulto almeno fino a 9,7 giorni. Perciò la seconda e ultima dose va data dopo 9

giorni.

Il


1.c Casi particolari

In alcune circostanze non è possibile utilizzare i prodotti chimici.

Nei bambini molto piccoli, in gravidanza o in allattamento, o nel caso d’infestazione delle ciglia sono

cautelativamente da prediligere i Metodi a Rimozione Meccanica dei parassiti e delle uova, applicando

balsami incolori sui capelli o una pomata oftalmica a base di vaselina sulle ciglia, per facilitare

l’operazione meccanica.

La rimozione totalmente manuale di uova e di pidocchi rimane un’alternativa molto valida, se non

la migliore, al trattamento chimico.

L’operazione va ripetuta ogni 3-4 giorni, per almeno 2 settimane e presenta il vantaggio di essere

totalmente priva d’effetti collaterali. Tuttavia, si tratta di un metodo che richiede un impiego elevato di

tempo e di pazienza: la probabilità che non venga eseguito in modo corretto è quindi elevata.

Far accorciare i capelli favorisce, solo, questa operazione.

Se è necessario l’uso di antiparassitari:

- nei bambini con meno di 2 anni utilizzare solo sostanze per questa età ed unicamente in caso di

assoluta necessità:

non vaporizzare il prodotto ma applicarlo con un tampone di ovatta imbevuto

fare uso di guanti

lasciare agire meno di 10 minuti

lavare i capelli con uno shampoo non aggressivo e sciacquare con cura

pettinare con un pettine a denti stretti

- nei bambini con meno di un anno è sconsigliato l’uso di antiparassitari:

valgono le stesse regole precedenti ma lasciare agire il prodotto per meno di

5 minuti

Se, poi, è necessario l’uso di sostanze chimiche I prodotti a base di permetrina sono i più sicuri in

gravidanza.

La permetrina, infatti, è scarsamente assorbita, meno del 2%, dalla cute intatta e non ha dimostrato

attività teratogena nell’animale o nell’uomo.

Il passaggio nel latte materno è risultato scarso negli studi sugli animali e, anche se non esistono dati

relativi all’uomo, si può supporre che il suo utilizzo sia sicuro anche durante l’allattamento.


1.d L’efficacia delle diverse molecole

I pesticidi per essere efficaci devono esercitare entrambi le funzioni di:

• attività pediculocida ( capacità di provocare la morte dei pidocchi adulti )

• attività ovicida ( capacità di provocare la morte delle uova ).

Tuttavia la valutazione della loro efficacia è difficile, in quanto i risultati dei test in vitro non sono

raramente diversi rispetto a quanto si osserva clinicamente.

Nei test di laboratorio, per esempio, è emerso che il Malathion ha una efficacia limitata.

I piretroidi sono pediculocidi ma con attività ovicida e assai variabile.

In base agli studi in vivo, la Permetrina, la Piretrina sinergizzate ed il malathion presentano una efficacia

sovrapponibile, oltre ad un buon profilo di sicurezza.

I Piretroidi, presentano, tuttavia, la maggior attività ovicida.

Inoltre, nessuno degli shampoo ha dimostrato un’azione ovicida 1)

1) I.F. Burgess – “ Human lice and their control “- Annu. Rev. Entomol. – 2004; 49: 457- 81

La valutazione dell’efficacia dei diversi trattamenti è difficile.

L’efficacia di un composto è valutata come:

I. attività pediculocida. E’ determinata dalla proporzione di pidocchi morti rispetto a quelli vivi

o dalla proporzione di pazienti con pidocchi vivi entro 24 ore di trattamento.

II. attività ovicida. Si ricorre all’incubazione per 14 giorni di campioni di uova prelevate da

soggetti immediatamente prima e dopo il trattamento. Il tasso ovicida è calcolato come la

differenza tra la proporzione delle uova schiuse pre e post trattamento.

III. efficacia complessiva. E’ determinata 14 giorni dopo il trattamento, in base al numero dei

soggetti senza pidocchi e uova vitali. Il termine di 14 giorni è importante perché permette di

osservare eventuali schiuse da parte di uova non uccise nel corso del trattamento

1.e Gli effetti collaterali

Gli antiparassitari per il trattamento della pediculosi utilizzati in modo appropriato, nel rispetto dei tempi

di posa e nella quantità indicata, sono in genere sicuri, ben tollerati e presentano uno scarso

assorbimento attraverso la cute integra.

L’assorbimento, infatti, attraverso la cute integra è scarso.

Le sostanze chimiche possono avere effetti collaterali.

L’effetto collaterale più comune è rappresentato dall’irritazione locale come prurito,

bruciore,arrossamento del cuoio capelluto, causata, il più delle volte dagli eccipienti, specialmente a

seguito di un uso prolungato. Ma possono causare anche vere e proprie dermatiti, allergie polmonari

con rinite e asma, nausea, vomito e dolori addominali.


Le lozioni sono una potenziale causa di broncospasmo ed il loro impiego è perciò controindicato nei

soggetti asmatici. Vanno utilizzate sempre in ambienti ventilati, evitando di direzionare lo spruzzo verso

gli occhi, la bocca o il naso.

L'uso di pediculocidi per aerosol o spray non è assolutamente indicato per i pericoli d'inalazione e di

broncospasmo ( nel 1997 un bambino è morto per broncospasmo in seguito all'uso di piretroidi per spray

) (O. Chosidow - 2000 ).

Il malathion, se ingerito accidentalmente, provoca una depressione respiratoria grave, eccesso di attività

colinergica con sudorazione, bradicardia, secrezione salivare e gastrica, aumento della peristalsi

intestinale.


TERAPIA

2. LE POSSIBILITA’ TERAPEUTICHE

In Italia la Circolare ministeriale n. 4, del 13 marzo 1998 ricorda per il trattamento del pidocchio del capo:

• la permetrina all'1% come shampoo;

• le piretrine associate a piperonil-butossido;

• il benzilbenzoato;

• altri insetticidi.

1 - Prodotti a base di sostanze chimiche ( insetticidi )

2 - Metodi di eliminazione meccanica dei parassiti

Poiché i prodotti antiparassitari per uso topico nelle condizioni reali di utilizzo non possono essere ritenuti

attivi sulle uova nella totalità dei casi, è consigliabile eliminarne con un l'intervento manuale il maggior

numero possibile dopo il primo trattamento. La rimozione meccanica delle lendini si effettua pettinando per

almeno 30 minuti, mediante un pettine a denti stretti, i capelli previa applicazione di aceto caldo miscelato

con acqua allo scopo di facilitarne il distacco. In commercio esistono prodotti a base di enzimi vegatali (

Step 2 ad esempio ) per questo scopo, ma la loro efficacia non è generalmente superiore a quella d’acqua e

aceto.

Spesso le lendini sono così saldamente attaccate ai capelli che si rende necessario “ sfilarle “ una per una

Il con Pediatra, le dita. il medico di famiglia o lo specialista dermatologo sceglierà il trattamento più adatto

tra i vari prodotti farmacologici

Gli antiparassitari non vanno usati per prevenire la pediculosi, perchè possono essere tossici.

Il loro uso è solo per il trattamento dell’infestazione.

Nella terapia della pediculosi del capo sono, attualmente, considerate valide tre opzioni terapeutiche

1):

1) Prodotti topici:

2) Prodotti orali

3) Metodi di eliminazione meccanica.


1) R.B. Hipolito- F.G. Mallorca – Z.O. Zuniga-Macaraig – P.C. Apolinario – J.Wheeler-Sherman “ Head

lice infestation: single drug versus combination therapy with one percent permethrin and

trimethoprim/sulfamethoxazole ” – Pediatrics – Marzo 2001 – 107(3): E 30

Tabella 3

CLASSIFICAZIONE DEI TRATTAMENTI PER LA PEDICULOSI DEL CAPO

PRODOTTI TOPICI PRODOTTI ORALI RIMOZIONE

MECCANICA

- Pesticidi ( insetticidi )

Piretrine naturali

Piretroidi

- Permetrin

a

- Sumitrina

- d-

Fenotrina

- Deltametr

ina

Piretrine naturali

sinergizzate

Malathion

- Prodotti alternativi agli

insetticidi

Dimeticone

Olio di cocco di

anice e

Ylang-Ylang

Ivermectina

Trimethoprim/sulfametoss

azolo

Pettine a denti

fitti

deovulante

2.a I pesticidi

I Pesticidi sono sostanze intese a prevenire, indebolire o distruggere insetti, animali o vegetali

indesiderabili o nocivi.

Una volta riscontrata la presenza di insetti o di uova, - L’utilizzo profilattico di insetticidi ed il lavaggio

regolare dei capelli con Pediculocidi è

e solo in tali casi, è necessario procedere con il trattamento

inefficace ai fini preventivi

antipediculosi con gli Insetticidi, una classe di pesticidi. - Utilizzati in modo appropriato sono in genere

sicuri

Non si conoscono parassiti o predatori del pidocchio del

capo.


Questo insetto è controllato quasi esclusivamente dalla terapia e, presumibilmente, anche dalle difese

immunitarie dell’ospite: quest’ultimo aspetto è, tuttavia, assai poco conosciuto.

Il pidocchio, infatti, abbandona l’ospite solo quando è costretto a trasferirsi su un nuovo ospite, in caso di

febbre alta e prolungata, o dopo la morte dello stesso.

Trattare la testa del bambino solo perché un amico, o un compagno di comunità, è affetto da pidocchi è

un errore; ogni antiparassitario, come si è detto, ha un minimo potenziale di tossicità ed il rischio

aumenta quando si ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Il trattamento va intrapreso, pertanto, solo quando vi sia la sicurezza che il soggetto ne sia

effettivamente infestato.

I Pesticidi sono sostanze intese a prevenire, indebolire o distruggere insetti, animali o

vegetali indesiderabili o nocivi

Sono classificati in:

Insetticidi Rodenticidi Molluschicidi

Erbicidi Fungicidi Acaricidi

Defolianti Dessiccanti Regolatori della crescita delle piante

Larvicidi Repellenti

I Pesticidi possono essere, rispetto al tempo di scomparsa:

a) non persistenti: 1-12 settimane

Organofosforici Carbamati

Piretroidi Erbicidi dipiridilici

b) moderatamente persistenti: 1 – 18 mesi

Diserbanti triazinici e fenilureici

c) persistenti: 2- 5 anni

Organoclorurati

Tabella 4

INSETTICIDI

Organoclorurati

Fonti di intossicazioni: Somministrazioni accidentali al posto dei comuni sali minerali

Ingestione di foraggi e mangimi contaminati-

Contaminazione di recipienti


Trattamenti antiparassitari nei ricoveri, sugli animali e sugli stessi

uomini

DDT e analoghi Ciclodieni e Derivati Idrocarburi vari

DDT(diclorodifenildicloroetano) Aldrin

Lindano

DDD

Dieldrin

Mirex

Dicofol

Clordano

Clordecone+

Metossicloro

Endrin

Clorobenzilato

Eptacloro

Endosulfan

Organofosforici

Fonti di intossicazioni: Foraggi contaminati

Trattamenti antiparassitari su foraggi e mangimi durante la

conservazione

Disinfestazione di ricoveri

Trattamenti su animali e sugli stessi uomini

Contaminazione accidentale di foraggi o acqua contenuti in recipienti

utilizzati per

miscelare i formulati commerciali

Esche

parathion

malathion

diclorvos

diazinon

triclorfon

mevinfos

Carbamati

Fonti di intossicazioni: Contaminazioni alimenti

Trattamenti ectoparassiticidi

aldicarb

benomil

carbaril

carbofuran

fenossicarb

metiocarb

Piretrine e Piretroidi

Naturali Sintesi

piretrina I* e II**

deltametrina

cinerina I* e II**

permetrina

jasmolina I* e II**

Fenvalerato

* esteri dell’acido crisantemico

** esteri dell’acido piretrico

Nuove classi

cipermetrina

Regolatori della crescita

Modulatori dell’attività del sistema nervoso

Tabella 5

clorpyrifos

temefos

altri

metomil

propoxur

altri


MECCANISMO DI AZIONE DEGLI INSETTICIDI

Organoclorurati

Meccanismo di azione: stimolanti aspecifici del SNC

Alterazione degli scambi ionici della membrana assonica con ritardo della chiusura

dei canali del sodio e inibizione della fuoriuscita del potassio

Riduzione della soglia di eccitabilità del nervo

Potenziale di riposo più vicino al valore del potenziale soglia di eccitabilità

Continuo scatenarsi del potenziale d’azione

Depolarizzazione protratta - blocco del passaggio dell’impulso

Sintomi

Intensa eccitazione/Profonda depressione

Insufficienza e blocco respiratorio

Organofosforici

Meccanismo di azione: Inibitori irreversibili dell’acetilcolinesterasi

( lenta idrolisi che scinde il radicale fosforico dall’enzima fosforilato )

Accumulo di acetilcolina nelle sinapsi in cui funziona come mediatore:

- nelle giunzioni neuromuscolari

- nelle terminazioni postgangliari del parasimpatico

- nelle giunzioni intragangliari del S.N.A.

- nelle sinapsi interneuroniche colinergiche del S.N.C.

EFFETTI Muscarinici –Nicotinici - Centrali

Carbamati

Meccanismo di azione: Mediatori reversibili dell’acetilcolinesterasi

( carbamilazione dell’enzima- idrolisi dell’enzima carbamilato )

EFFETTI Muscarinici – Nicotinici

Tossicità per via transcutanea – distribuzione a tutti i tessuti – metabolismo per idrolisi,

ossidazione, coniugazione eliminazione urinaria

Tabella 6

PRINCIPALI INSETTICIDI TOPICI PER IL TRATTAMETO DELLA PEDICULOSI DEL CAPO


PRINCIPIO ATTIVO ORIGINE MECCANISMO

PIRETRO

PIRETRINE

NATURALI

- Piretrina I ( Più attiva )

PIRETROIDI

- Permetrina

- d-Fenotrina

- Sumitrina

- Deltametrina

PIRETRINE

NATURALI

SINERGIZZATE

con - Piperonil Butossido

MALATHION

DIMETICONE

YLANG-YLANG

Vegetale

( estratto

crudo di

fiori )

Vegetale

( estratto

raffinato di

miscela fiori

)

Sintetica

Vegetale

Sintetica

Sintetica

Sintetica

Vegetale

D’AZIONE

Contatto

EFFETTO

RESIDUO

Si

SICUREZZA

Capacità

allergizzante

- dermatiti da contatto

Allergie polmonari:

- Rinite

- Asma

Ridotta capacità

allergizzante

Nausea, Vomito,

Dolori Addominali

La permetrina può

essere

Irritante per gli occhi

e per la cute

Ad alte dosi provoca

tremori, paralisi ed

aumento T° corporea

Capacità

allergizzante

- dermatiti da contatto

Allergie polmonari

- Rinite

- Asma

Rischio di

depressione

respiratoria grave in

caso di ingestione

accidentale

Eccesso di attività

colinergica:

sudorazione,

secrezione salivare e

gastrica, bradicardia,

aumento della

peristalsi intestinale

Dermatiti da contatto

eritema Comparsa di

forfora

Formicolii e

congiuntivite


Tabella 7

PRINCIPALI INSETTICIDI TOPICI PER IL TRATTAMENTO DELLA PEDICULOSI DEL CAPO IN

ITALIA

PRINCIPIO

ATTIVO

PREPARAZIONI

DISPONIBILI

Permetrina Crema

risciacquabile 1%

Piretrine

Naturali

Sinergizzate

Piretroidi Shampoo

MODALITA’

APPLICAZIONE

Applicare sui

capelli lavati e

asciugati e

risciacquare

dopo 10 minuti

Mousse Applicare sul

capello

asciutto,

lasciare agire

per almeno 10

minuti

Lozione

Gel

Polveri

- Shampoo:

frizionare il

cuoio capelluto

per 3 – 5

minuti,

risciacquare

- Lozione:

applicare

frizionando e

lasciare agire

per alcuni

minuti,

risciacquare

- Gel: applicare

sul capello

asciutto e

lasciare

asciugare per

10 – 15 minuti,

risciacquare

accuratamente

Malathion Gel al 5%

- Polveri:

cospargere

uniformemente

in modo

minuzioso.

Rimuovere il

prodotto dopo

3 – 6 ore

Applicare sui

capelli asciutti

FREQUENZA

TRATTAMENTO

Ritrattare dopo 7

giorni

Ripetere il

trattamento dopo

7 – 10 giorni

- Shampoo:

ripetere dopo 2 –

7 giorni

- Lozione:

- Gel: ripetere

dopo 8 giorni

- Polveri: ripetere

dopo 7 giorni

Ripetere dopo 8

giorni

NOTE

Casi di

resistenza

documentali

Nessun caso di

resistenza

documentata

Casi di

resistenza

documentati

Shampoo:

tempo di

contatto basso

Polveri: alto

rischio di

inalazione

Non usare nei

bambini di età


Dimeticone Lozione al 4%

Ylang-Ylang Spray

Tabella 8

per circa 10

minuti,

risciacquare

accurayamente

Terapie farmacologiche per il pidocchio della testa, approvate dall'FDA

Medicamento Nome

commerciale in

USA

Lindano 1% Lindane

shampoo

Permetrina 1% Nix (in

commercio

anche in Italia)

Piretrina 0,33 +

piperonil

buxotide 4%

Pronto plus,

Rid, A-200

Trattamento

raccomandato,

sulla confezione

Trattamento

raccomandato,

secondo il ciclo

vitale del

pidocchio

Un'applicazione Giorni 0, 7 e 13-

15

Giorni 0 e 9

2 applicazioni ai

giorni 0 e 7

2 applicazioni ai

giorni 0 e 7

Giorni 0, 7 a 13-

15

Giorni 0 e 9

Giorni 0, 7 e 13-

15

Giorni 0 e 9

inferiore ai 6

anni

Casi di

resistenza

documentata

Rischi per la

sicurezza

Neurotossicità.

Da non usare in

pazienti con

psoriasi,

dermatite

atopica e in

quelli che

pesano meno di

50 chili;

farmaco di 2°

linea.

Gravidanza in

categoria C

Gravidanza

categoria B

Può causare

attacchi di asma

nell'allergia

all'Ambrosia

Malation 0,5% Ovide Giorni 0, 7-9 Giorni 0 e 7 Infiammabile

quando i capelli

sono asciutti

Gravidanza

categoria B


3. I prodotti per uso topico

3.a IL PIRETRO

Il Piretro = Chrysanthemum è un insetticida di contatto di origine vegetale, miscela di 6 esteri,

ricavato dai fiori del Tonacetum cinaerariae folium , una specie di pianta appartenente alla famiglia

del Crisantemo, del genere delle Composite, Per “Piretro” si intende l’estratto crudo ottenuto dai fiori.

3.b LE PIRETRINE NATURALI

Sono l’estratto raffinato della miscela dei composti dei fiori del piretro ( Tonacetum cinaerariae folium

).

I fiori vengono raccolti prima che siano completamente schiusi, e ,successivamente, trattati per ricavarne

l’estratto. Dai fiori secchi macinati, con l’utilizzo di solventi organici, come il metanolo ed il cherosene.

Viene effettuata la separazione di questi principi attivi naturali. La coltivazione del Piretro è condotta

nell’Africa dell’est, specialmente in Kenya, e più recentemente in Equador ed in Australia.

I fiori possono contenere da 0,7 al 2% di piretrine, rappresentando circa il 25-50% di estratto.

Un tipico distillato di piretrina contiene: piretrina I ( 35% ), piretrina II ( 32% ), cinerina I ( 10% ), cinerina

II

( 14% ), jasmolina I ( 5% ), jasmolina II ( 4% ), le cui strutture sono rappresentate da esteri dell’acido

piretico o crisantemico con gli alcoli piretrolone, cinerolone e jasolone.


Il più attivo dal punto di vista dell’attività insetticida è la Piretrina I.

Sono considerate sostanze biodegradabili e:

• tossiche, relativamente, per i mammiferi

• tossiche, invece, per i pesci e gli anfibi.

Sono sostanze instabili; la loro biodegradabilità avviene per opera dell’aria, della luce e del calore e ciò

ha portato allo sviluppo di alcune forme di resistenza alle piretrine da parte di alcuni insetti.

Nessuna Piretrina naturale è ovicida al 100% per cui richiedono una nuova applicazione dopo 5 – 7

giorni dal primo trattamento, per uccidere le ninfe.

Hanno dimostrato una maggiore attività ovicida rispetto alla Permetrina.

Non hanno attività residua dopo il risciacquo, e questo aspetto è positivo in quanto la mancanza di un

effetto residuo riduce il rischio di selezione di pidocchi resistenti.

Sono state segnalate, tuttavia, resistenze del parassita ai composti naturali.

Presentano un profilo di sicurezza favorevole ed un assorbimento transcutaneo minimo ( < al 2% ); le

modeste quantità assorbite sono rapidamente degradate dalle esterasi.

3.c LE PIRETRINE NATURALI SINERGIZZATE

Per aumentare l’efficacia e ridurre lo sviluppo di resistenze da parte dei pidocchi le Piretrine

naturali sono presenti sul mercato in formulazioni associate a composti sinergici.

Negli insetti le Piretrine sono metabolizzate molto lentamente e questo processo è ulteriormente

rallentato quando queste vengono associate ai cosiddetti “sinergizzanti” che frenano la degradazione

metabolica dei pesticidi.

Studi sul metabolismo delle Piretrine e dei Piretroidi, negli insetti, in vivo ed in vitro, rivelano un quadro

estremamente complesso di questo. Numerosissimi metaboliti sono generati da attacchi ossidativi ad

uno o più siti nella molecola di questi antiparassitari e da idrolisi del legame estereo centrale.

Meccanismo d'azione dei

Sinergizzanti

Queste sostanze:

- proteggono le piretrine naturali ed i piretroidi fotolabili dalla degradazione enzimatica

riducendo l’effetto detossificanti. Agiscono con l’inibizione degli enzimi detossificanti

microsomiali dell’insetto, come quelli della serie del citocromo P450, e delle ossidasi (MFO)

dell’insetto . In tal modo viene bloccato il sistema che presiede alla detossificazione delle

piretrine portando ad un accumulo dei principi attivi antiparassitari e ad un conseguente

aumento dell’efficacia insetticida, soprattutto in termini di durata.


Un sinergizzante noto ed ampiamente utilizzato con la categoria delle Piretrine naturali ed i Piretroidi è il

Piperonil butossido, estratto naturale di olio di sassofrasso, composto che non presenta attività

insetticida propria, ma potenzia quella di altri principi attivi.

Le piretrine naturali sinergizzate sono disponibili in mousse termosensibile. Su tale prodotto e

formulazione esiste uno studio clinico 1) che indica l’ elevata efficacia sia sul pidocchio che sulle uova.

superiore alla permetrina in crema all’1 % per:

1) I.F. Burgess - C.M. Brown – N.A. Burgess – “ Synergized pyretrin mousse, a new approach to head

lice eradication: efficacy in field and laboratory studies ” - Clin. Ther. – Gennaio – Febbraio 1994 – 16

(1): 57 - 64

un minor numero di ninfe sviluppate dalle uova

una minor percentuale di schiusura delle uova

un’aumentato numero di embrioni morti

Non sono stati segnalati casi, ad oggi, di resistenze associate al piperonilbutossido.

3.d I PIRETROIDI SINTETICI

Nonostante la loro origine sintetica ci si riferisce spesso ai Piretroidi come ad insetticidi naturali.


La possibilità di sintetizzare gli acidi crisantemici ed i chetoalcoli ha stimolato la sintesi di molti composti

a struttura ed attività analoghe alle Piretrine, denominati Piretroidi Sintetici.

Usando, infatti, le Piretrine naturali come stampo, a partire dagli anni ’60 è stata sviluppata una intera

serie di derivati semisintetici più efficaci soprattutto per la maggior persistenza ambientale.

Lo sviluppo di questa classe di insetticidi piretrino – simili è la risposta alla necessità di sostituire i

composti cloroorganici e di fare fronte ai problemi posti dai fenomeni di resistenza agli insetticidi

organofosforici in genere.

Chimicamente sono esteri degli acidi 2,2 dimetilciclopropancarbossilici 3-sostituiti, oppure isomeri

dell’anello del ciclopropano ed includono un alcool contenente uno o più parti insature.

Il primo composto sintetico fu il Fenvalerato, immesso sul mercato nel 1978 e l’Alletrina, insetticida

molto efficace ma di stabilità piuttosto limitata, paragonabile a quella delle Piretrine.

Oggi la classe consta di 42 principi attivi.

I Piretroidi più recenti sono rappresentati dalla Permetrina e Biopermetrina, dalla Resmetrina e

Bioresmetrina, dalla Tetrametrina, d-Fenotrina, Sumitrina, Deltametrina.

L’effetto detossificante messo in atto dagli insetti può essere neutralizzato addizionando all’insetticida

una piccola dose ( 10% ) di sostanze sinergiche con la possibilità di ridurre, così, la concentrazione del

principio attivo senza la perdita di tossicità.

Una parte di Piretrina, ad esempio addizionata a 2 di piperonil – butossido, ha una efficacia pari a 7 volte

quella della Piretrina usata come tale.

Studi recenti indicano che questi sinergizzanti sono capaci di rendere le Piretrine stabili alla luce e alle

ossidazioni, con conseguente aumento di resistenza ed efficacia.

Le Caratteristiche

Le caratteristiche principali dei Piretroidi sono:

• la ridotta tossicità nell’uomo e nei mammiferi in genere

• l’elevata efficacia contro gli insetti

• l’insorgenza di resistenze

• l’elevata tossicità verso gli organismi acquatici

• l’alto costo

L’esposizione professionale causa solitamente una dermatite da contatto ed una sensazione

temporanea di bruciore alla pelle, sintomi che scompaiono velocemente dopo che il contatto cessa.

Le Piretrine e i Piretroidi sono presenti in molti prodotti utilizzati, per uso esterno, per il trattamento della

Pediculosi umana, commercializzati come creme, gel, polveri, lozioni, shampoo.

Gli effetti e la

tossicità


I Piretroidi:

• sono caratterizzati da una neurotossicità variabile, ma più elevata delle piretrine naturali

• hanno una attività residua dopo il risciacquo, per cui sono state segnalate resistenze del parassita

• hanno forte attività pediculocida per la loro lenta biotrasformazione negli insetti:il processo di

detossificazione da parte dei pidocchi è molto lento; pertanto, tali pesticidi hanno una maggiore

durata d’azione.

• sono caratterizzati da una buona stabilità; è stato, tuttavia, confermato che le formulazioni per uso

umano devono possedere l’esatta concentrazione delle sei pietrine naturali: esteri di due acidi

carbossilici – acido crisantemico e acido piretico – e ciclopentenoloni – piretrolone, cinerolone, e

jasmolone.

• Le piretrine e la permetrina sono le molecole maggiormente studiate. Sono quelle con la minore o

nulla tossicità per l’uomo: sono, infatti,scarsamente assorbite ( < 2% ) e le modeste quantità

assimilate sono rapidamente degradate dalle esterasi umane.

La permetrina e le piretrine, perciò sono considerate sicure anche in bambini di un mese di vita, in

gravidanza e durante l’allattamento.

I composti sintetici , come la permetrina, la d-fenotrina, la deltametrina e la sumitrina possono causare

alterazioni della sensibilità, con parestesie, fino all’intorpidimento della lingua e delle labbra, dopo

esposizione cutanea ed orale. Compaiono dopo diverse ore e regrediscono in un giorno.

Dopo ingestione di piretroidi si possono osservare nausea, dolori addominali e vomito, che compaiono

dai 10 ai 60 minuti dopo l’esposizione.

Possono indurre bruciore, prurito. Sono considerati meno allergizzanti delle Piretrine.

Le intossicazioni acute sono caratterizzate da astenia, cefalea, parestesie, senso di costrizione

toracica, palpitazioni, visione offuscata e sudorazione. 1)

Non è stata segnalata un’aumentata incidenza di malformazioni dopo l’utilizzo di pediculocidi a base di

Piretrine naturali e Piretroidi 1)

1) B.I. Chrouch – E.M. Caratati _ “ Perethrins and Pyrethroids” – Insecticides. Capitolo 13: Pyrethrins,

pyrethroids, organochlorines – Ford: Clinica Toxicology – Ist. Ed. 2001 WB Saunders Company

Tra i diversi Piretroidi sintetici, quelli per impiego umano comprendono la Permetrina, la d - fenotrina, la

deltametrina e la sumitrina.

A fronte di un’attività pediculocida sovrapponibile tra piretroidi, malathion e carbaryl, i Piretroidi

posseggono una maggiore attività ovicida.

Non sono stati fino a oggi pubblicati studi clinici che abbiano dimostrato una maggiore efficacia della

permetrina nei confronti di altri farmaci attivi contro la pediculosi.


3.d.1 LA PERMETRINA

La Permetrina è un Piretroide sintetico, combinazione di isomeri di piretrine modificate chimicamente,

per ottenere una maggiore stabilità alla luce ed al calore. E’ largamente studiata ed utilizzata in forma di

crema liquida risciacquabile. Il prodotto si trova in commercio in Italia, come prodotto da banco, all'1%

per uso esterno. Una formulazione al 5% è disponibile in USA per l'uso su tutto il corpo nella cura della

scabbia, non è in commercio in Italia.

E’ indicata in tutti i tipi di pediculosi.

Al contrario delle piretrine naturali non causa reazioni allergiche in persone con ipersensibilità al

crisantemo.

E’ poco assorbita dalla cute.

Gli effetti e la

tossicità

L’attività insetticida ed ovicida della Permetrina, poco assorbita dalla cute, soprattutto in termini di

attività ovicida, è considerata da alcuni Autori lievemente superiore a quella delle Piretrine sinergizzate,

da altri minore rispetto alle Piretrine naturali.

Anche se la Permetrina non è ovicida al 100%, possiede un’azione residua che si prolunga per oltre

due settimane, in grado di uccidere quindi le ninfe che emergono dal 20 – 30 % delle uova non uccise

dal primo trattamento. Per questa ragione la seconda applicazione può essere considerata superflua,

anche se molti Clinici raccomandano, comunque, una seconda applicazione dopo 1 - 2 settimane.

Gli eventuali effetti tossici di questo piretroide, considerando il meccanismo d’azione, sono di natura

nervosa: ad alti dosaggi, infatti, può provocare tremori, paralisi ed aumento della temperatura

corporea.

I prodotti che contengono questa sostanza possono essere irritanti per gli occhi e per la cute 1)

1) C. Cox – “ Permethrin ” – Journal of Pesticides Reform – 1998. 18 (2):14 - 20

L’applicazione sul cuoio capelluto potrebbe indurre, seppur raramente, una transitoria esacerbazione

delle manifestazioni cliniche, come il prurito bruciore e l’eritema.

Sembra che i bambini presentino un sensibilità 5 volte maggiore rispetto agli adulti nei confronti degli

effetti tossici della Permetrina.

Altri soggetti ad aumentato rischio di effetti collaterali sono coloro con deficit congenito degli

enzimi coinvolti nel metabolismo dei solfati e coloro con alterazioni della pseudocolinesterasi 2)

2) C.N. Burkart – C.G. Burkart – “ Tropical pyretroids: assesment of function and efficacy ” – Int. Pediatr.

2002 – 17:209 – 212


Non sono stati riportati importanti eventi avversi sistemici dopo applicazione topica in

formulazioni, dosaggi ed estensioni differenti; l’esposizione sistemica al composto è molto bassa e

l’eliminazione si completa entro una settimana.

Tutta la letteratura recente afferma che “ grazie alla sicurezza e alla sua efficacia, la Permetrina viene

considerata oggi come il trattamento di prima scelta contro il pidocchio della testa ”.

3.d.2 Meccanismo d’azione delle piretrine naturali e dei piretroidi

Il Piretro, le Piretrine ed i Piretroidi sono insetticidi che agiscono per contatto. La loro azione di tipo

“cida” – pediculicida ed ovicida – , sia contro gli adulti sia sulle uova, si esplica attraverso un’azione

neurotossica ampiamente studiata , simile al DDT.

Meccanismo d'azione

Il piretro e le piretrine, i piretroidi sono degli insetticidi di contatto che agiscono a livello del

sistema nervoso degli insetti che viene interessato a livello dei gangli nervosi e delle sinapsi.

L’effetto è la rapida mancanza di coordinazione dei movimenti e paralisi. L’azione tossica è

comunque di breve durata e spesso insufficiente a provocare la morte dell’insetto, in quanto il

principio attivo viene rapidamente metabolizzato. Nei formulati commerciali sono spesso presenti

dei sinergizzanti quali il piperonilbutossido

Il bersaglio principale di questi insetticidi è il canale del Sodio. Sono dei bloccanti altamente

specifici dei canali del Na+ voltaggio – dipendenti delle membrane cellulari dei nervi a livello dei quali

causano drastiche modificazioni nella cinetica di apertura. Ritardano, come il DDT, il tempo di chiusura

del canale del Sodio, con un ostacolo alla ripolarizzazione della membrana alla fine del potenziale di

azione e portando alla depolarizzazione delle membrane cellulari e alle alterazioni delle sinapsi

facilitano l’insorgenza di una catena di potenziali d’azione che porta l’insetto in uno stato di

ipereccitabilità.

Per quanto riguarda i Piretroidi di tipo I queste modificazioni non sono accompagnate da una marcata

depolarizzazione per cui si verificano nei neuroni scariche ripetitive.

I piretroidi di tipo II causano, invece, un ritardo maggiore nella chiusura dei canali del Na+ con

conseguente depolarizzazione della membrana nella quale si verifica un blocco della conduzione

Il meccanismo d’azione consiste nell’inibizione di molteplici sistemi enzimatici dei nervi come:

l’ATPasi , con conseguente aumento del rilascio di acetilcolina

la Monoamminoossidasi A

l’Acetilcolinesterasi

Inibizione del recettore GABA 1)

1) C. Cox – “ Permethrin ” – Journal of Pesticides Reform – 1998. 18 (2):14 - 20


Un altro sito d’azione dei piretroidi di tipo II è rappresentato dai recettori per l’acido gamma

aminobutirrico ( GABA ), sui quali esercitano effetto inibitorio causando una sintomatologia di tipo

convulsivo.

Queste molecole, penetrando rapidamente nel sistema nervoso centrale e periferico dell’insetto,

esercitano, quindi, un’azione di blocco.

Questa doppia azione causa una sintomatologia caratteristica: ad una fase di eccitazione eccezionale

segue un disturbo nella coordinazione dei movimenti, paralisi ed infine morte. L’effetto iniziale è talmente

rapido che entro alcuni secondi l’insetto è incapace di muoversi ( effetto “ knockdown ” ).

3.d.3 La sicurezza d’uso del piretro e dei suoi derivati

Presentano un profilo di sicurezza favorevole ed un assorbimento transcutaneo minimo ( < al 2% ); le

modeste quantità assorbite sono rapidamente degradate dalle esterasi.

Il Piretro, come i suoi derivati, è catalogato come l’insetticida meno tossico.

Enzimi esterasici e ossidasi a funzione mista idrolizzano e ossidano i piretroidi e le piretrine con maggior

efficienza nei mammiferi e nell’uomo rispetto agli insetti.

La sua scarsa tossicità nei mammiferi è dovuta all’efficiente meccanismo di detossificazione dopo

somministrazione orale. Questi composti, infatti, sono metabolizzati, in 2 – 4 giorni, dal sistema

microsomiale epatico con un meccanismo di idrolisi e/o idrossilazione, per cui raggiungono in scarse

quantità i tessuti periferici come il sistema nervoso centrale. 1); la lenta biotrasformazione, viceversa,

negli insetti è la causa della forte attività pediculocida.

1) C.N. Burkart – C.G. Burkart – “ Head lice: scientific assessment of the nit sheath with clinical

ramifications and therapeutic options “ J.Am.Acad. Dermat. – Luglio 2005 – 53(1): 129 - 33

Le Piretrine naturali sono instabili alla luce e al calore e non hanno attività residua dopo il risciacquo:

quest’ultima caratteristica limita la comparsa di resistenze, al contrario dei Piretroidi sintetici. 1) – 2)

1) C. Gelmetti – S. Veraldi – G. Scanni – “ Pediculosi del capo: proposte di linee-guida terapeutiche ” –

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2004 – 139(81): 1 – 4

2) C.N. Burkart – C.G. Burkart – “ Tropical pyretroids: assesment of function and efficacy ” – Int. Pediatr.

2002 – 17:209 – 212

Le Piretrine hanno capacità allergizzante. Sono particolarmente sensibili i soggetti allergici al

Crisantemo e ai pollini di piante del genere Ambrosia, che possono manifestare dermatiti da

contatto e/o allergie all’apparato respiratorio; controindicate, quindi, nei soggetti che hanno

presentato reazioni di ipersensibilità.

Il contatto con la cute umana per 10 minuti non comporta un assorbimento significativo dal punto di

vista clinico. Gli effetti tossici diretti sono rari.

Le Piretrine naturali, presentano, nel complesso un profilo di sicurezza favorevole ed un assorbimento

transcutaneo minimo; possono quindi essere considerate sicure.3)


3) C.N. Burkart – C.G. Burkart – “ Tropical pyretroids: assesment of function and efficacy ” – Int.

Pediatr. 2002 – 17:209 - 212

3.d.4 Le resistenze alle piretrine e alla permetrina

Uno studio pubblicato nel 2002 segnala una significativa riduzione dell'efficacia degli attuali

pediculocidi negli Stati Uniti.

Il Piretro e le Piretrine naturali non hanno attività residua dopo il risciacquo, e questo aspetto è positivo

in quanto la mancanza di un effetto residuo riduce il rischio di selezione di pidocchi resistenti.

Un aspetto preoccupante e' l'aumento dei casi di resistenza alla Permetrina mentre non sono ancora

stati dimostrati per le Piretrine, anche se sono state segnalate resistenze del pidocchio ai composti

naturali,

Lo stesso fenomeno e' stato osservato in altri Paesi.

In Inghilterra come in Israele, infatti, è segnalata l’insorgenza di resistenza alla Permetrina.

Non sono noti chiaramente i meccanismi con cui si sviluppa la resistenza. Probabilmente questa

situazione è ricondotta all’attività residua della Permetrina, di cui sono invece prive le Piretrine

naturali. Ciò consente che forme adulte vengano in contatto con modeste quantità di insetticida,

inadeguate ad esercitare un’azione pediculocida ma sufficienti a creare lo sviluppo di resistenza ad

esso.

In caso di insuccesso del trattamento con la permetrina, e' indicato l'utilizzo del malathion.

Tuttavia, e' da notare che sono state segnalate in letteratura resistenze crociate permetrina – malathion.

3.e IL MALATHION

Il secondo prodotto da tenere in considerazione come antiparassitario, nella lotta al pidocchio della testa

è il Malathion ( Aftir gel e shampoo allo 0,1%, disponibili in Italia; viene consigliato in due

somministrazioni di dieci minuti ciascuna, intervallate da una settimana; non va usato in lattanti con età

inferiore ai sei / nove mesi.

Come Ovide lozione, Prioderm crema shampoo, Malation Liquido, Quella M crema shampoo, Quellada-

M liquido, Derbac-M liquido – in soluzione allo 0,5% e 1% negli USA ).

Il malathion è un insetticida organofosforico, il cui nome deriva dal greco – latino “ cattivo sapore .”

E’ il più efficace ovicida ( al 98% ) determinando meno del 5% di uova schiuse dopo 10 minuti.

E’ la sostanza con l’attività pediculocida più veloce, portando a morte il 98 – 100 % dei pidocchi dopo 3 –

5 minuti dall’applicazione

Meccanismo d'azione

E’ un inibitore irreversibile dell’acetilcolinesterasi

( lenta idrolisi che scinde il radicale fosforico dall’enzima fosforilato )

Causa:

Accumulo di acetilcolina nelle sinapsi in cui funziona come mediatore:


Nel pidocchio viene convertito in malaoxon, che inibisce in modo irreversibile l’attività della

acetilcolinesterasi, determinando un accumulo di acetilcolina a livello recettoriale, nelle sinapsi, in cui

funzione come mediatore.

Questa elevata attività colinergica causa nel pidocchio: ipereccitabilità neuronale, paralisi respiratoria e

incapacità ad alimentarsi.

Tabella 9 Reazione fra acetilcolinesterasi e acetilcolina

Tabella

10

Reazione

tra


acetilcolinesterasi e organofosforici ( acido diisopropilfluorofosfato )


Tabella 11

RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO

SOMATICO SIMPATICO PARASIMPATICO

Neurone

Neurone Colinergico

colinergico Pregangliare

pregangliare ( nic )

ACh ( nic ) ACh

Muscolo

Scheletrico

ACh ACh

A NA

Ganglio

Ganglio Neurone

( nic ) Colinergico

Postgangliare

Neurone

Adrenergico

Postgangliare

A NA

Organi Effettori

( pupilla, vasi, muscolo liscio,

ghiandole esocrine )

Sistema

Circolatorio

NA

A ACh

( nic )

ACh

( musc )

Organi Effettori

( pupilla, vasi, muscolo liscio,

ghiandole esocrine )

E’ stato provato che è la sostanza più efficace nella cura dei pidocchi del capo, meglio dei Piretroidi e

del Lindano in vitro e della Permetrina nella clinica.


E’ sicuro quando viene correttamente impiegato. Per evitare inutili apprensioni, va ricordato che questa

sostanza è idrolizzata e detossificata dalla carbossil - esterasi del siero molto rapidamente nei

mammiferi e quindi anche nell'uomo, in confronto a quanto avviene negli insetti.

Nei mammiferi il malathion viene idrolizzato e detossificato dalla carbossilesterasi plasmatica più

rapidamente rispetto agli artropodi, e dalla esterasi tissutale che lo trasformano in metabolici inattivi

( principalmente il malathion monocarbossilico e l’acido di carbossilico, escreti con le urine ) per cui il

malathion possiede ancora un buon margine di sicurezza. 1) 2)

1) O. Chosidow – “ Scabies and pediculosis ” – Lancet – Marzo 2000 – 355, 819 - 826

2) C.J. Ko – D.M. Elston “ Pediculosis ”- J. Am. Acad. Dermatol. Gennaio 2004 – 50 (1): 1 -12 – quiz 13 -

4

Il fegato, solo con dosi molto elevate , metabolizza il malathion in malaoxon .

Anche con l'uso diffuso che ne è stato fatto nel Regno Unito non c'è stata mai alcuna segnalazione di

effetti tossici; in uno studio randomizzato aperto in 22 soggetti volontari non è stato dimostrato nessun

effetto dannoso, quando il prodotto è stato usato in accordo con le istruzioni per l'uso

( Dennis e altri, 1999 ).

Sebbene il prodotto sia stato ritirato dal commercio USA dagli stessi produttori per suo odore

sgradevole, per il veicolo alcoolico ( che da dolore quando venga in contatto con la congiuntiva ), per il

lungo tempo di applicazione e per la sua infiammabilità, di recente il Malathion allo 0,5% nel 78% di

isopropanolo è stato approvato dalla Food and Drug Administration e rilanciato sul mercato soprattutto

dopo la comparsa di resistenza verso altri pediculocidi, su richiesta del CDC nel 1998.

L’involontario assorbimento transdermico di malathion, verificatosi dal suo uso in agricoltura, e/o

l’ingestione accidentale hanno manifestato tossicità acuta da eccessiva attività colinergica: aumento

della sudorazione, della secrezione salivare e gastrica, della motilità gastrointestinale e uterina, e

bradicardia.

L’assorbimento transdermico è minimo, dallo 0,2% al 3,2%, quando il malathion al 5% in alcool

isopropilico è applicato sul cuoio capelluto per dieci ore. Questa percentuale corrisponde ad una piccola

quantità di malathion ( 9,44 mg al massimo ). Le dermatiti da contatto sono rare.

L’ efficacia di questo insetticida organo-fosforico è potenziata anche dalla presenza, come

eccipienti, di Alcool Isopropilico ( 78% ) e di Terpineolo ( 12% ).

L’alcool isopropilico ha dimostrato una attività clinica nella pediculosi come:

• tossina, non specifica, che denatura le proteine del pidocchio e delle sue uova

• agente utile nella disidratazione delle uova.

Il Terpineolo, un estratto oleoso vegetale con attività ovicida e pediculocida:


• inibisce l’acetilcolinesterasi

• si lega ai recettori dell’octopamina.

L’azione congiunta determina l’iperattività neuronale e la morte dell’insetto.

La formulazione utilizzata:

• va lasciata a contatto dei capelli per dodici ore

• si lega al capello, in modo tale che la sua azione si prolunga nel tempo, mostrando un’attività

residua

Circa l’80% dei pazienti guarisce dopo una singola applicazione; il rimanente richiede una seconda

applicazione da sette a nove giorni più tardi, per correlarsi al ciclo vitale del parassita.

Negli Stati Uniti non è mai stata riscontrata una resistenza al malathion, perché è eccezionale la sua

comparsa a tutti e tre gli agenti presenti nella formulazione descritta.

Sono stati, tuttavia, segnalati alcuni casi di resistenza: in Inghilterra, nei primi anni settanta;

successivamente in Australia e in Francia; negli ultimi 3 anni, a Milano, il 24,2 % in un gruppo di 62

bambini di età compresa tra 6 e 11 anni.

La resistenza all’antiparassitario, si pensa sia dovuta ad aumentati livelli di carbossilesterasi, che lo

metabolizza in molecole non malaoxon ,e dalla diminuita sensibilità sia al prodotto che al suo

metabolita.

Poiché il potenziale di assorbimento transdermico di Malathion non è noto a tutt’oggi, è necessaria una

attenta osservanza delle istruzioni per il dosaggio, il metodo di applicazione, la durata dell’esposizione e

la frequenza delle applicazioni

Non è nota, né accertata, la sicurezza e l’efficacia del malathion nei bambini di età inferiore ai 6 anni;

non va usato nei lattanti di età inferiore ai sei/nove mesi. La maggior permeabilità del cuoio capelluto dei

neonati e di bambini piccoli controindica l’utilizzo di questo antiparassitario.

Poiché gli studi sulla riproduzione animale non sono sempre predittivi della risposta umana, questo

farmaco può essere utilizzato durante la gravidanza solo se necessario.

Molti farmaci sono escreti nel latte umano; deve essere osservata grande cautela per l’uso del

Malathion durante l’allattamento.

Per l'odore sgradevole, l'infiammabilità, dovuta dal 78% di isopropanololo, e per la possibilità di indurre

una depressione respiratoria in caso di ingestione, è considerato un farmaco di seconda scelta, da

utilizzare nei casi di infestazione resistente ai precedenti trattamenti con Permetrina o Piretrine. 1) 2)

1) B.L. Francowski – L.B. Weiner – Committee on School Health the Committee on Infectious Diseases

- Academy of Pediatrics – “ Head lice ” – Pediatrics – Settembre 2002 – 110 ( 3 ): 638 – 43.

2) D.C. Flinders – P. De Schweinitz – “ Pediculosis and scabies ” – Am. Fam. Physician – 15 Gennaio

2004 – 69 ( 2 ): 341-348


I prodotti pediculocidi con base ad acqua come gli shampoo sono da preferire a quelli con base ad

alcool: sono meno irritanti per la pelle; possono essere utilizzati nei soggetti con asma e nei bambini.

Tuttavia le lozioni per il loro maggior tempo di contatto con i capelli sono più efficaci.

3.f IL LINDANO

Il Lindano, gamma-benzene-esacloruro [1,2,3,4,5,6 esaclorocicloesano (γ-HCH)], insetticida a largo

spettro, usato in passato per decenni, e introdotto sin dai primi anni 50, possiede una potente attività

pediculocida ed in parte ovicida ; la Food and Drug Administration lo pone fra i farmaci di seconda

linea.

Si tratta di una sostanza organoclorata, come il DDT, che, fino alla diffusione della permetrina, ha

rappresentato il trattamento della pediculosi della testa più diffuso nel mondo. E’ un pediculicida e, in

piccola parte, ovicida.

Sintetizzato nel 1825 è stato utilizzato per le sue proprietà antiparassitarie dal 1942 trovando impiego

soprattutto nel trattamento delle sementi e dei suoli, degli alberi da frutta e del legname.

E’ stato impiegato come prodotto antiparassitario per gli animali domestici e d'allevamento e in alcuni

preparati farmaceutici sotto forma di lozioni, creme e shampoo per la cura e la prevenzione, nell'uomo,

della pediculosi e della scabbia.

Il lindano ha rappresentato la molecola più efficace per l’eradicazione del Pediculus Humanus, ma il suo

basso profilo di sicurezza e l’osservazione di una forma di resistenza alla molecola, attraverso gli

studi condotti in USA, Olanda, Inghilterra e Panama, ne ha decretato l’abbandono negli Stati Uniti.

L’elevata resistenza al lindano, legata alla mutazione nei recettori GABA, che divengono in tal modo

meno sensibili agli inibitori del GABA, ha reso questo farmaco quasi obsoleto per il trattamento della

pediculosi: l’alterazione degli aminoacidi localizzati nei recettori presenti nei canali del sodio della

guaina nervosa dei pidocchi, potrebbe anche spiegare la resistenza crociata osservata per DDT,

Lindano e Piretroidi.

Meccanismo d'azione

E’ uno stimolante aspecifico del SNC

Determina

Alterazione degli scambi ionici della membrana assonica con ritardo della chiusura dei

canali del sodio e inibizione della fuoriuscita del potassio

Riduzione della soglia di eccitabilità del nervo

Potenziale di riposo più vicino al valore del potenziale soglia di eccitabilità

Continuo scatenarsi del potenziale d’azione

Depolarizzazione protratta blocco del passaggio dell’impulso


E’ un pesticida ad azione lenta, che viene immagazzinato nel tessuto nervoso e nel tessuto adiposo.

Inibisce i recettori del GABA ( acido γ-amino butirrico ), un neurotrasmettitore inibitorio.

L‘iperstimolazione neuronale che ne consegue determina paralisi del pidocchio e secondariamente

morte per incapacità ad alimentarsi.

L’assorbimento del lindano attraverso l’esoscheletro del pidocchio avviene molto più

efficacemente rispetto all’assorbimento nella pelle umana.

Gli studi clinici riportano che l'applicazione cutanea di Lindano, a concentrazioni minori o uguali di 5

mg/kg di peso corporeo non causa generalmente effetti neurotossici acuti. In alcuni esperimenti condotti

su volontari è stato evidenziato che l'assorbimento è spesso incompleto, poiché la sostanza può essere

rimossa dalla cute in seguito al lavaggio, all'evaporazione o allo sfaldamento degli strati cornei

superficiali. La quantità assorbita dall'organismo dipende, in linea generale, sia dalla velocità di

penetrazione della sostanza attraverso la cute, sia dalla sua velocità di rimozione dalla superficie; i

pazienti affetti da scabbia, e in particolare le donne, presentano un maggiore assorbimento cutaneo

rispetto agli individui sani.

L'assorbimento attraverso la cute della testa è stato valutato nei bambini, in seguito a terapie contro la

pediculosi effettuate con shampoo contenenti Lindano all'1%. La massima concentrazione di questa

sostanza ( 1,4 mg/l ) è stata misurata nel siero 2 - 4 ore dopo la prima applicazione; trattamenti

successivi causavano un aumento dei livelli serici. L'uso su tutta la superficie corporea e per 18 ore di

una lozione di Lindano all'1% ( scabicida ) è risultata letale per un lattante di 2 mesi; in questo caso, le

concentrazioni ritrovate nel cervello e nel cuore erano rispettivamente di 110 e 33 mg/kg.

Viene facilmente assorbito dal tessuto adiposo e nervoso e può causare neurotossicità e

condizioni di anemia nei pazienti trattati insieme a prurito, edema moderato, bruciore, eritema,

formicolio ed eruzione cutanea.

Per quanto riguarda gli effetti endocrini e riproduttivi la presenza di Lindano nei tessuti riproduttivi

femminili è stata associata al rischio di infertilità e di esiti negativi della gravidanza come aborto e parto

prematuro

Attualmente, nessun prodotto farmaceutico contenente Lindano è riportato nel Prontuario Farmaceutico

Italiano e non è compreso fra i principi attivi autorizzati come farmaci zootecnici in Europa.

Veniva usato negli Stati Uniti come shampoo all'1%, con un'applicazione di solo 4 minuti, a cui seguiva

una buona risciacquatura dei capelli. Per evitare il rischio di neurotossicità era prevista una sola

applicazione; ma, essendo l'attività ovicida bassa, per uccidere le ninfe uscite da poco dalle uova, la

procedura era ripetuta dopo 10 gg per distruggere ogni lendine restante.

La lozione all'1% andava tenuta, invece, più a lungo, per oltre 8 ore o per tutta una notte.

Questo idrocarburo organoclorurato è stato ritirato dal commercio negli USA.

.

.

3.g IL CARBARIL


E’ un insetticida della classe dei carbamati, ( considerati esteri dell’acido carbaminico ), a largo spetto in

grado di agire su più di 100 specie di insetti.

Meccanismo d'azione

Mediatori reversibili dell’acetilcolinesterasi

( carbamilazione dell’enzima- idrolisi dell’enzima carbamilato )

Muscarinici – Nicotinici

Tossicità per via transcutanea – distribuzione a tutti i tessuti; viene metabolizzato per

idrolisi, ossidazione,coniugazione ed eliminazione urinaria

E’ considerato un blando inibitore della colinesterasi.

E’ indicato nel trattamento della pediculosi del capo; nei mammiferi non viene accumulato nei tessuti

corporei ma viene rapidamente metabolizzato in composti non tossici ed in particolar modo nell’1

Naftolo.

Questo coniugato con l’Acido Glicuronico viene eliminato attraverso le urine e le feci. Il metabolismo di

più dell’85% del composto avviene entro 24 ore dall’esposizione.

Dati sperimentali sugli animali hanno dimostrato la pericolosità per l’uomo in quanto è risultato un

potenziale cancerogeno.

L’attività cancerogena sembra attribuita al N-nitrosocarbaril, che si forma dalla reazione tra carbarile e

nitriti, sostanze presenti negli additivi alimentari e nella saliva umana.

Non esistono prodotti registrati in Italia

3.h IL BENZIL BENZOATO

Tra le preparazioni più vecchie si fa un cenno al benzil benzoato, che provoca irritazione cutanea,

sensazione di bruciore su genitali e cute escoriata, occasionalmente rash cutaneo. Da evitare nei

bambini; è meno efficace di malathion e permetrina.

Il benzoato di benzile è l'estere dell'acido benzoico e dell'alcol benzilico.

A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore tenue aromatico. È un composto

nocivo.

Gel ed emulsioni a base di benzoato di benzile trovano uso medico nel trattamento della scabbia, di cui

uccidono l'acaro ( Ascabiol ) come componente unico o in associazione sinergica, ( Antiscabbia cm )

con la permetrina che esplica un’azione specifica contro i parassiti,la benzocaina che serve ad alleviare

la sensazione di prurito che accompagna normalmente la parassitosi, in cui il benzil benzoato rafforza le

proprietà repellenti ed acaricide della permetrina, e nella pediculosi del capo.

3.i LA QUASSIA

Il principio attivo è dato dall’estrazione della corteccia di Quassia.


Studi clinici hanno dimostrato, a partire dagli anni 70, l’efficacia della Quassia nell’infestazione del

Pediculus Humanus Capitis

Nel 1991 una sperimentazione su numerosi bambini ha dato un risultato efficace in un modesto numero

di bambini.

4. I prodotti per uso orale

4.a IL TRIMETHOPRIM – SULFAMETOSSAZOLO

Questo sulfamidico potrebbe agire sui batteri simbiotici, presenti nell’intestino del pidocchio.

Meccanismo d'azione

Interferisce sul metabolismo della Vitamina D

Dopo essere stato ingerito durante il pasto ematico, il trimethoprim – sulfametossazolo elimina la flora

batterica intestinale del pidocchio, con conseguente deficit di Vitamina B ( che i batteri sintetizzano )

causandone la morte.

Può determinare: allergie, ( 4% ) 1), e rischio della sindrome di Stevens-Johnson .

1) C.J. Ko – D.M. Elston – “ Pediculosis ” J. Am. Acad. Dermatol. – Gennaio 2004 – 50 (1): 1-2 – quiz

13-4

Non è ovicida.

Mancano ancora dati che indichino quando possa sopravvivere un pidocchio in soggetti in trattamento, e

se sia ancora capace di deporre le uova durante la continua esposizione al trimetroprimsulfametossazolo

presente nel sangue che esso preleva dal paziente a ogni pasto. Ne consegue che il

trattamento con queste sostanza è controverso.

La dose è di 10 mg/kg al giorno, basandosi sul dosaggio del trimetroprim, in due dosi, perchè l’emivita è

di 10,1 ore.

L’associazione alla permetrina è una cura più efficace dell’utilizzo della sola permetrina.

4.b L’IVERMECTINA

Le infezioni resistenti sia alla permetrina sia al malathion possono essere trattate con l’ivermectina.

E’ un lattone macrociclico strutturalmente simile agli antibiotici macrolidi, sebbene essa manchi di attività

antibatterica. Derivata dalla Vermectina , una sostanza isolata dalla fermentazione dello Streptomices

Avermitilis dotata di una potente attività antielmintica.

E’ un antiparassitario orale, pediculocida, per i pidocchi che si alimentano con sangue che contenga il

farmaco.

Meccanismo d'azione

Il bersaglio principale di questo principio attivo è il canale del Cloro


L’ivermectina lega con alta affinità i canali del Cloro presenti nel muscolo e nelle cellule nervose degli

invertebrati. Il libero movimento degli ioni Cloro attraverso i canali aperti si traduce un una

iperpolarizzazione delle membrane neuronali con conseguente paralisi ed eventuale morte.

Agendo come agonista dell’acido GABA ( gamma amino butirrico ), induce paralisi muscolare del

pidocchio e di molti altri tipi di parassiti.

Il pidocchio si alimenta ogni 4-6 ore. La minima quantità di ivermectina presente nel sangue, necessaria

per uccidere il pidocchio, non è stata ancora identificata. Senza questa conoscenza è difficile stabilire le

dosi utili per il trattamento: in genere si usano per il pidocchio le dosi che vengono usate per la scabbia,

cioè di 200 μg/kg per os in dose unica, e in assunzione a farmaci topici. Il ciclo vitale del pidocchio del

capo necessita di 3 trattamenti per essere sicuri di eradicare il parassita.

Poiché l’emivita della sostanza è di 18 ore, la terapia al giorno 0 eradica tutti i pidocchi ai giorni 0 e 1.

La ripetizione del trattamento dopo 10 giorni previene la sopravvivenza delle ninfe e dei pidocchi schiusi

dal 10° al 12° giorno. Una terza applicazione dopo 13-20 giorni dall'inizio del ciclo , garantisce la vittoria

sui pidocchi, in assenza di resistenza. 1), che peraltro non è stata mai riscontrata.

1) T.H. Huynh – R.A. Norman – “ Scabies and pediculosis” – Dermatolo. Clin. – Gennaio 2004 – 22(1): 7

– 1118) R.J. Roberts – “ Clinical practice. Head Lice ” – New England Journal Medicine – maggio 2002 –

23 – 346(21): 1645-1650

E’ controindicata nei bambini di peso inferiore ai 15 kg: è usata nelle infestazioni severe da pidocchi del

capo, resistenti alle terapia topiche. 2)

E’ in commercio In Italia per uso veterinario, in Usa con il nome di Stromectal, per uso umano.

Può essere utile per applicazione locale in soluzione allo 0,8%.

2) C.J. Ko – D.M. Elston – “ Pediculosis ” J. Am. Acad. Dermatol. – Gennaio 2004 – 50 (1): 1-2 – quiz

13-4

Tabella 12

Prodotti pediculocidi. Meccanismi d’azione. Caratteristiche dell’assorbimento e del matabolismo

Assorbimento

Sistemico

Meccanismo

d’azione

PIRETRINE

NATURALI

PERMETRINA MALATHION

< 1% < 1% Non Determinato

Paralisi per blocco

del flusso di Sodio

Paralisi del blocco

del flusso di Sodio

Metabolismo Esterasi Esterasi Epatico

Blocco della

Acetilcolinesterasi


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in the UK: a pragmatic randomised controlled trial"

Lancet 2000; 356: 540-544.

Mancata adesione alle istruzioni d'uso

Mancata lettura delle istruzioni d’uso

Inappropriate istruzioni sui prodotti usati

contro il pidocchio della testa, da parte dei

sanitari

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M. Boggian – Mario Z. Malagutti – Ricerca: pediculus Humanus – Università di Ferrarar –Dipartimento di

Scienze - 2006

Fra le altre cause dell’aumento dell’incidenza dell’infestazione da pediculosi è necessario tener conto

dell’insorgenza di pseudoresistenze e resistenze all’insetticida usato.


Tabella 13 - Cause di mancato effetto dei farmaci

sul pidocchio della testa

5. LA PSEUDORESISTENZA AI PEDICULOCIDI

Si parla di pseudoresistenza in presenza di:

- un trattamento non corretto,

- una compliance non ottimale

a) mancata adesione alle istruzioni d’uso

b) mancata lettura delle istruzioni d’uso

c)………

- una reinfestazione

6. LE RESISTENZE AI PEDICULOCIDI

Il fallimento del trattamento della pediculosi del capo è

di frequente riscontro nella pratica clinica e costituisce

un rilevante problema epidemiologico.

L’aumento della prevalenza * della pediculosi del capo

a partire dagli anni novanta del XX secolo sembra

essere il risultato dell’insorgenza di fenomeni di

resistenza.

Questo fenomeno è stato ormai segnalato in tutto il mondo.

Esistono,in alcuni casi, prove sicure che stia insorgendo e che stia aumentando una vera e propria

resistenza del

pidocchio del capo ai pediculocidi. Già nel 1994 era stata

segnalata in Israele che la sensibilità del pidocchio della testa alla permetrina era diminuita di 4 volte fra

il 1989 e il 1994.

Resistenza alla permetrina, alle piretrine naturali e al lindano sono state osservate anche in Gran

Bretagna, Cecoslovacchia, Francia, USA e in altri Paesi.

* numero complessivo di soggetti che presentano una patologia o condizione rispetto ad una

popolazione in un determinato momento.

Resistenza al malation è stata osservata in Gran Bretagna e in Africa.

Alto costo dei prodotti

Errori di diagnosi

Prurito psicogeno

Insufficiente attività ovicida

Inappropriata forma commerciale (per

esempio shampoo) dei prodotti

Insufficiente rapporto dose/tempo,

frequenza e/o quantità di sostanza usata

Mancato ritrattamento

Reinfestazione

Mancata rimozione delle uova

Acquisizione della resistenza agli

insetticidi dovuta alla comparsa di un

ceppo di “ Pediculus capitis humanus”

portatore di una specifica mutazione del

proprio corredo genetico.1)

1) S.H. Lee – K.S. Yoon - M.S. Williamson e

altri -

“ Molecular analysis of kdr-like resistance in

permethrin - resistant strains of head lice,

Pediculus capitis ” -Pesticide Biochem. &

Physiol. 66, 130-43, 2000.

La maggior parte dei fenomeni di resistenza è dovuta a meccanismi di inattivazione o di insensibilità che

compaiono a seguito di mutazioni negli insetti.


L'uso ripetuto di insetticidi con lo stesso meccanismo d'azione seleziona gli individui resistenti che,

rapidamente, raggiungono densità elevate nelle popolazioni.

La constatazione, inoltre, della comparsa di resistenza a principi attivi, da poco entrati nell'uso, con

frequenza più elevata di quella attesa, fa anche supporre l'esistenza di fenomeni di resistenza

crociata.

Il fenomeno della resistenza insorge nel momento in cui i pidocchi adulti e le loro uova

sopravvivono all’insetticida e il suo sviluppo potrebbe variare nei differenti stadi dello sviluppo dei

pidocchi.

L’ostacolo maggiore nel trattamento della pediculosi è l’uccisione delle uova.

A tal proposito si evidenzia che:

a. nelle lendini troppo giovani il sistema nervoso centrale del parassita, che costituisce il

bersaglio del trattamento, non si è ancora sviluppato

b. nelle lendini in stadi avanzati gli insetti sono protette da una spessa cuticola.

Le cause che portano ad un insuccesso della terapia e i fattori ipotizzati che determinano le resistenze

1) 2) possono essere:

• l’utilizzo non corretto dei pediculocidi, per dosaggio ( uso eccessivo ) e per durata del

trattamento ( mancata osservazione delle indicazioni )

• una precoce reinfestazione o una vera e propria mancata esecuzione del trattamento

prescritto

• il tipo di formulazione

• l’effetto pediculocida residuo: questo effetto, dopo il risciacquo, espone i pidocchi a dosaggi subletali

di insetticidi e per un tempo prolungato

• la profilassi non corretta: l’uso di pediculocidi nell’ambito di regimi di profilassi determina una

sovraesposizione ai composti e un utilizzo a dosaggi errati 3)

1) C.G. Burkart – “ Relationship of treatment-resistant head lice to the safety and efficacy of

pediculocides “ – Mayo clinic Proc. – Maggio 2004 – 79( 5 ): 661-666

2) T.L. Meinking “ clinical update on resistance and treatment of Pediculosis capitis ” – American Journal

Manag. Care – Settembre 2004 – 10( 9 Supplemento ): S 264-268

3) J.W. Maunder – “ Strategic aspects of insecticide resistance in head lice ” – Journal Royal Society

Healt – Febbraio 1991 – 111 (1 ) – 24 – 26

Sebbene esistano molti composti pediculocidi, quelli che agiscono a livello del sistema nervoso si

suddividono in 5 classi naturali. La loro struttura chimica, molto simile, fa sì che la resistenza che si

sviluppa nei riguardi di un composto possa estendersi a quelli della stessa classe.

Si definiscono 5 gruppi e 4 meccanismi differenti di resistenza :

Gruppi:

1. il gruppo del DDT

2. i ciclodieni ( lindano )

3. gli organofosforici ( malathion )


Meccanismi:

4. i carbamati ( carbaryl )

5. i piretroidi ( piretrine naturali e permettine )

1. Resistenza comportamentale, legata a un processo di esclusione del trattamento

2. Resistenza o ridotta penetrazione, tipica degli insetticidi instabili e rapidamente degradati,

con conseguente loro diminuita disponibilità, come nel caso dei piretroidi

3. Modificazione del sito di azione “ target ”, nota come resistenza “ knock-down ”, tipica del

DDT e dei piretroidi

4. Resistenza metabolica con incremento dei processi di detossificazione: alterazione dei

processi enzimatici attaccati dagli insetticidi 1)

1) C.L. Bartels – K.E. Peterson – K.L. Taylor “ Head lice resistence: itcing that wont’t stop ” – Ann.

Pharmacoter.- Gennaio 2001 35 (1): 109-112

In molte specie di Artropodi, a livello molecolare, sono stati scoperti diversi meccanismi responsabili

della resistenza agli antiparassitari attraverso sistemi enzimatici che svolgono svariate funzioni

"detossificanti". I pidocchi hanno acquisito la capacità di metabolizzare e di difendersi dai Piretroidi e

dagli Organo-fosforici, come il malathion, attraverso la qualità e la quantità, presenti nel loro organismo,

di:

- enzimi carbossilici

- ossidasi microsomiali, quali le monoossigenasi (MFO), che causano la metabolizzazione dei piretroidi

- agenti glicuronati, le glutatione-S-transferasi (GST), il cui effetto è una aumentata capacità di

detossificazione di composti organofosforici, come il malathion

- una ridotta sensibilità delle membrane neuronali agli insetticidi

- un immagazzinamento degli insetticidi in tessuti non sensibili

- di un aumento della eliminazione degli insetticidi

Un ulteriore meccanismo è quello di tipo:

- genetico: la presenza di un fattore Kdr, ( resistenza kdr ) che attraverso mutazioni a carico dei geni,

determina l’alterazione del canali del sodio/potassio, e dell'acetilcolinesterasi, rende insensibili ai

piretroidi i siti recettoriali del sistema nervoso, sia centrale che periferico dei pidocchi; tale fattore

è

anche responsabile della cross-resistenza con il DDT, e si presenta soprattutto nei piretroidi delle ultime

generazioni, che hanno la parte alcolica formata dal gruppo 3-fenossibenzilico

- genetico e metabolico: per la presenza di un super fattore Kdr capace di ridurre, per esempio, la

penetrazione del piretroide e di rendere insensibili i siti recettoriali del parassita.

I primi fenomeni di resistenza sono stati osservati nel 1952 in seguito all’utilizzo del DDT.

I composti del gruppo V , per esempio, presentano una “ cross reacting “ con quelli del I gruppo. In

presenza, pertanto, di resistenza al DDT, quella ai piretroidi si sviluppa più rapidamente. 1)


1) J.W. Maunder – “ Strategic aspects of insecticide resistance in head lice ” – Journal Royal Society

Healt – Febbraio 1991 – 111 (1 ) – 24 – 26

Il “ pattern ” di resistenza sembra variare a seconda dell’area geografica e la scelta dell’insetticida da

utilizzare in prima battuta deve tenerne conto.

Uno studio del 1999, che confrontò l’efficacia della Permetrina sui pidocchi del capo in due differenti

popolazioni, dimostrò, infatti, che negli Stati Uniti la maggior parte dei pidocchi non veniva uccisa dal

composto utilizzato, mentre nel Borneo i tassi di mortalità dei pidocchi fu proporzionata al dosaggio

impiegato dallo stesso prodotto.

Il rilievo di una resistenza ai farmaci è risultato tanto frequente che è stata approntata una vera e

propria strategia per eliminare i pidocchi della testa, resistenti ai comuni trattamenti 1)

1) G. Bartolozzi “ I Pidocchi del capo ”. Medico e Bambino pagine elettroniche 1998 -

http://www.medicoebambino.com

Gli insetticidi funzionano solo se l'insetto non ha sviluppato resistenza. Per capire se si è verificato

questo fenomeno si può osservare la posizione delle lendini. Poiché i pidocchi sono animali lucifughi,

camminano sul cuoio capelluto soprattutto nella zona della nuca, più buia. È qui che in prevalenza

depongono le uova e sempre alla base del capello. Quando questo cresce, la distanza della lendine

dalla superficie del capo è destinata ad aumentare. Se a un'ispezione, dopo il trattamento, si trovano

solo lendini a un centimetro circa dalla base, c'è la certezza che si tratta di uova vecchie e che il

trattamento è stato efficace. Se invece sono vicine al cuoio capelluto, la deposizione è recente e ciò può


indicare che si tratta di una popolazione resistente all'insetticida utilizzato, oppure che il trattamento è

stato troppo blando.

Tabella 14 Trattamento dei pidocchi della testa resistenti

SINTESI

Sostanza Raccomandazioni per l'uso

Permetrin

all'1%

Permetrin al

5% crema

Ivermectin 200

md/kg

Applicazione per 30-60 minuti o

per tutta la notte*

Applicazione per tutta la notte*

in una singola dose, o

applicazione come soluzione allo

0,8%

Olio minerale Applicazione per tutta la notte

Rimozione fisica Shampoo pettinatura con

pettine fitto, due volte alla settimana, per 1 mese.

* Meglio se viene applicata una cuffia

Permetrina

Negli ultimi anni sono aumentate le resistenze nei confronti di questo principio attivo

E’ utilizzata all’1% sotto forma di crema risciacquabile da tenere in sede per 10

minuti.

Se la prima applicazione si è dimostrata inefficace, ripetere il trattamento dopo 7

giorni.

Un terzo trattamento non aumenta l’efficacia ed espone al rischio di sviluppo di resistenza


I. I prodotti raccomandati per il trattamento della pediculosi del capo sono costituiti da

Piretrine naturali sinergizzate, permetrina e malathion.

II. Se il trattamento con le piretrine naturali o con la permetrina, prime opzioni terapeutiche, non si

dimostra efficace, una alternativa è costituita dal Malathion.

III. Andrebbero preferiti i prodotti sotto forma di crema, lozione e schiuma termosensibile, sebbene

non vi siano dati sicuri che definiscano in modo chiaro le migliori formulazioni e le migliori

modalità di applicazione.

IV. Le formulazioni in shampoo sono sconsigliate in quanto inefficaci.


V. Le polveri si associano a scarsa efficacia per la non uniforme distribuzione e a possibile

inalazione e scarsissima compliance.

VI. Sarebbe buona norma ricorrere ad un Modello a Mosaico, per il problema delle resistenze,

nell’utilizzo dei farmaci, che preveda l’applicazione di un prodotto per un trattamento , per

esempio 2 applicazioni a distanza di 7 giorni ed in caso di fallimento, il ricorso ad un insetticida

con un differente profilo di resistenza.

Se non si ottengono risultati con la Permetrina si dovrebbe ricorrere ad un trattamento con

sostanze non piretroidi.

L’applicazione di Permetrina o Piretrine naturali durante la notte costituisce invece una strategia

efficace in caso di fallimento ad un precedente trattamento.

Purtroppo molte delle armi a disposizione si sono spuntate.

Secondo la recensione della rivista Pediatrics del maggio 2006 il trattamento migliore si basa sull’uso

del malathion allo 0,5%, associato all’alcol isopropilico e al terpineolo come eccipienti, preparazione

trivalente con il nome commerciale di Ovide non in commercio in Italia.

7. I TRATTAMENTI CON MEZZI ALTERNATIVI

Per combattere questo parassita, che ormai sembra immune ai tradizionali trattamenti a base di

sostanze chimiche, sono nate nuove tecniche e riaffacciate metodi antichi.

Riguardano l’utilizzo di sistemi alternativi, sostanze diverse dai classici insetticidi, mezzi come

l'asportazione delle lendini e la rapatura, nessuno di questi trattamenti è stato sufficientemente provato.

L'aceto, la maionese, la gelatina al petrolio, l'olio di oliva, il burro, l'alcol isopropilico al 70% o

l'immersione in acqua per 6 ore, spesso falliscono non raggiungendo l'eliminazione dell'infestazione.

Questi rimedi non sono completamente pediculocidi e non sono per niente ovicidi.

Va ricordato che il pidocchio può sopravvivere per prolungati periodi di tempo senza aria. Esso non ha

sacche di aria o polmoni, ma ottiene l'aria per diffusione o per i canali di aria che si trovano lungo il suo

corpo.

La rapatura non è mai stata sicuramente provata, anche se la storia del pidocchio è piena di aneddoti in

proposito. Poiché il pidocchio ha bisogno della radice del capelli per deporre le uova, l'allontanamento

dei capelli impedirebbe al pidocchio di moltiplicarsi. Ammesso che questa pratica sia efficace, il risultato

cosmetico generale è poco desiderabile, specialmente per le ragazze che vanno a scuola.

L'uso del pettine fitto come monoterapia ha uno scarso successo: l'efficacia è solo del 38-57%.


L'uso di questi pettini è invece consigliabile quando essi vengano associati a una buona terapia

farmacologica di base.

7.a Le sostanze alternative

Accanto ai prodotti prima descritti, tutti a base di antiparassitari di provata efficacia, sono apparse in

commercio nuove specialità contenenti sostanze, alternative agli insetticidi, derivati di estratti naturali

che dovrebbero avere la capacità di uccidere i pidocchi per soffocamento, comportandosi come agenti

"occlusivi".

Tuttavia, a oggi mancano dati che dimostrino la loro efficacia e, pertanto, non possono essere

considerati una vera ed efficace alternativa ai pediculocidi tradizionali.

Nel 30 % dei casi un trattamento fallisce perché con il tempo i pidocchi hanno sviluppato una resistenza

nei confronti di molti principi chimici portando alla progressiva riduzione della loro efficacia.

Gli antiparassitari, inoltre, non sono graditi per il timore di effetti indesiderati: sempre più spesso, perciò,

si ricercano prodotti alternativi, efficaci e possibilmente privi di tossicità.

Per rispondere a richieste di questo tipo, sono stati commercializzati sia prodotti naturali come oli

vegetali, derivati dalla noce di cocco, olio essenziale di anice e Ylang Ylang ( Paranix spray; S.O.S.

Pidock lozione schiumogena a base anche di trietanolamina ), sia sostanze come quelle a base di

derivati siliconici ( Hedrin lozione )

Non si può ignorare che una miscela di oli naturali o di derivati siliconici, paragonando gli effetti

collaterali dei vari pediculocidi, è sicuramente meno tossica per l’uomo e per l’ambiente.

Da questo punto di vista sono prodotti innovativi; è impensabile che il pidocchio possa sviluppare

resistenza nei confronti si una miscela di oli naturali che non agisce con meccanismo chimico ma con

una azione meccanica di tipo fisico, ostruendo le vie respiratorie del pidocchio e provocandone la morte

immediata per soffocamento.

7.b IL DIMETICONE: derivato del silicone

Una promettente alternativa presentata da un recente studio 1) è la lozione di dimeticone.

1) I.F.C. Burgess - “ Treatment of head louse infestation with 4% dimeticone lotion: randomised

controlled equivalence trial ”

British Medical Journal 2005 – 330 ( 7505 ) - 1423-5.

Il dimeticone o dimetilpolisilossano è un prodotto di polimerizzazione, idrolisi e policondensazione, del

diclorodimetilsilano e clorotrimetilsilano. E’ un fluido incolore idrorepellente con bassa tensione

superficiale.

Nello studio è stata impiegata una lozione al 4%, applicata per due volte a distanza di 7 giorni.

Ogni applicazione prevedeva un tempo di contatto di 8 ore o tutta la notte.


L’efficacia della lozione è stata confrontata con una lozione di fenotrina allo 0,5%, ( Mediker Shampoo ),

mantenuta sulla capigliatura per 12 ore o tutta la notte.

Nel gruppo trattato con il dimeticone i soggetti curati sono risultati 84 su 121 ( 69% ), mentre nel gruppo

trattato con fenotrina i soggetti erano 90 su 116 ( 78% ).

Pur con una percentuale di efficacia inferiore alla fenotrina, il dimeticone risulta essere una sostanza

attiva contro i pidocchi, meno irritante rispetto ai prodotti disponibili e priva dei problemi di resistenza

da parte dei parassiti.

Questo prodotto è definito un vero e proprio “bio killer ecologico”.

Derivato del silicone il dimeticone, ad azione di tipo fisico, avvolgendo e quasi incapsulando gli insetti e

le lendini, con una micro pellicola, ne impedisce i movimenti e la respirazione.

Viene veicolato da un altro silicone, il ciclometicone 5, che evapora dopo la applicazione.

Il ciclometicone è silicone ciclizzato. E’ ottenuto per condensazione delle parti terminali del polimero

siliconico, con formazione di un ottametiltetrasilossano. Si tratta di un fluido incolore, non untuoso,

idrorepellente, con bassa tensione superficiale, largamente impiegato nell’industria cosmetica perché

non penetrante attraverso la pelle.

Anche se i dati sono per ora limitati, il dimeticone sembra essere efficace quanto la fenotrina. Mancano

studi che lo confrontino con altri principi attivi antiparassitari, sia dal punto di vista della sicurezza che

dell’efficacia. Tuttavia in base ai dati ad ora disponibili ed all’elevato grado di accettabilità, il dimeticone

al 4% può essere considerato come una valida alternativa ai trattamenti convenzionali.

Non ha azione chimica e non viene assorbito dalla pelle, e quindi viene indicato nel caso di bambini

molto piccoli, fin dai sei mesi di età. Essendo meno irritante e molto più tollerabile, può essere utilizzato

nei soggetti affetti da allergie e asma, in gravidanza e allattamento.

7.c Gli estratti a base di noce di cocco, olio essenziale di anice e di ylang - ylang

L’efficacia di questa miscela di oli naturali, la sua formulazione contiene olio essenziale di anice, olio di

Ylang Ylang, estratto di noce di cocco e alcool isopropilico, è stata valutata clinicamente nelle Università

di Miami, Parigi e Gerusalemme. Questa specialità, senza insetticidi, ha la proprietà di penetrare nelle

vie respiratorie dei pidocchi, che muoiono per soffocamento.

L’olio essenziale d’ Ylang -Ylang aiuta a lenire l’irritazione del cuoio capelluto.

7.d Altri prodotti

Altri prodotti di fitoterapia e aromaterapia sono usati contro i pidocchi come l’olio dell’albero del thè,

l’essenza di lavanda, di eucalipto; non vi sono, tuttavia, dati e studi che abbiano valutato la loro efficacia

e tossicità.


Anche l’olio di neem potrebbe essere un’alternativa. La principale sostanza dell’albero di neem o

margousier ( Azadirachta Indica ) la azadiractina, possiede un’azione insetticida e si trova nelle foglie,

ma soprattutto nei semi contenuti nei frutti.

Tabella 15 Presidi e specialità a base di pediculocidi

Nome

commerciale/ditta

Aftir (Biochimici

PSN)

Nix (Chefaro

Pharma)

* Mom (Candioli) Tetrametrina 0,27%

+ fenotrina 0,37%

Principio attivo Formulazione Modalità di impiego

secondo la scheda

tecnica del prodotto

Malathion 0,5% gel Applicare sulla

capigliatura asciutta,

distribuendo il

prodotto in maniera

uniforme. Lasciare in

posa per 15 minuti,

quindi eseguire uno

shampoo ed un

accurato risciacquo.

Ripetere il

trattamento dopo 8

giorni.

Permetrina 1% emulsione Adulti e bambini > 6

mesi: applicare sui

capelli e cuoio

capelluto lavati ed

ancora umidi.

Lasciare agire 10

minuti quindi

sciacquare ed

Shampoo

Shampoo schiuma

asciugare.

Lavare i capelli

massaggiando il

cuoio capelluto.

Lasciare in posa

almeno 5 minuti,

risciacquare e

ripetere l'operazione.

Eliminare lendini e

pidocchi morti usando

un pettine a denti fitti.

Ripetere l'operazione

dopo 7 giorni.


Mom gel (Candioli) Fenotrina 0,4% gel Applicare

accuratamente il

prodotto sulla

capigliatura asciutta e

lasciarlo agire per 10-

15 minuti. Terminato

l'impiego, lavare

accuratamente la

testa con un normale

shampoo. Ripetere il

trattamento dopo 8

* Neo Mom

antiparassitario

* Mediker AP (Sit

Laboratorio

Farm.)

* Cruzzy shampoo

potenziato alla

sumitrina (Sit

Laboratorio Farm.)

Fenotrina 0.4%

Tetrametrina 0,4%

* inadeguatezza nella formulazione

polvere

giorni.

Va massaggiata nella

zona interessata fino

a completa

penetrazione. Va

rimossa dopo 3/6 ore,

lavando con cura la

parte con sapone o

shampoo.

Consigliabile ripetere

un secondo ciclo di

trattamento dopo 8-

10 giorni

Fenotrina 0,23% shampoo Lavare i capelli con

Mediker AP

frizionando il cuoio

capelluto per almeno

3 minuti.

Risciacquare.

Ripetere l'operazione.

Ripetere il

trattamento per una

sola volta a due giorni

di distanza per

elevare le condizioni

igieniche del cuoio

capelluto. Nei giorni

successivi al

trattamento con

Mediker AP usare un

pettine a trama fitta

per asportare

eventuali lendini,

ormai senza vita, che

aderiscano ancora al

capello.

Fenotrina 0,5% shampoo Dopo aver inumidito i

capelli si applicano 2

tappi di shampoo

frizionando bene il

cuoio capelluto.

Lasciare agire per 3-5

minuti quindi

sciacquare. Ripetere

2 volte/settimana.


Tabella 16 Presidi e specialità a base di pediculocidi

Nome

commerciale/ditta

* Cruzzy shampoo

(Sit

Laboratorio Farm.)

Cruzzy lozione (Sit

Laboratorio Farm.)

Principio attivo Formulazione Modalità di impiego

secondo la scheda

Bioalletrina 0,7% +

piperonil butossido

0,5%

Bioalletrina 0,15% +

piperonil butossido

0,6% + N,N-mdietiltoluamide

(DEET) 0,6%

Milice (Mipharm) Piretrine 0,15% +

piperonil butossido

1,5%

tecnica del prodotto

shampoo Dopo aver inumidito i

capelli si applica un

tappo di shampoo

frizionando bene il

cuoio capelluto.

Lasciare agire per 3

minuti quindi

sciacquare. Ripetere

il trattamento dopo 7-

lozione con

erogatore

10 giorni.

Frizionare bagnando

abbondantemente

con la Lozione le parti

infestate. Trascorsi

alcuni minuti

sciacquare con

shampoo rimuovendo

così le lendini e i

pidocchi morti.

mousse Applicare su capelli

asciutti,

massaggiando (per 2-

3 minuti) in modo da

distribuire bene il

prodotto sul cuoio

capelluto e la

capigliatura che deve

risultare umida.

Lasciare in posa 10

minuti, quindi

sciacquare con un

normale shampoo.

Rimuovere lendini e

pidocchi morti con un

pettine a denti fitti.

Ripetere il trattamento

dopo 8-10 giorni.


* inadeguatezza nella formulazione

Tabella 17 Prodotti a base di estratti vegetali

Nome

commerciale/ditta

Paranix ( he faro

Pharma)

* S.O.S. Pidock

(Sixtus Italia)

Principio attivo Formulazione Modalità di impiego

consigliata dalla

Estratto di noce di

cocco, oli essenziali

di anice e ylangylang

Estratto di noce di

cocco

Soluzione oleosa da

nebulizzare

Soluzione

schiumogena

ditta

Nebulizzare il

prodotto su capelli

asciutti,

massaggiando in

modo da distribuirlo

bene sul cuoio

capelluto e la

capigliatura che deve

risultare umida.

Lasciare in posa per

15 minuti, quindi

sciacquare con un

normale shampoo.

Rimuovere lendini e

pidocchi morti con il

pettine a denti fitti in

dotazione. Ripetere il

trattamento dopo 9-10

giorni.

Applicare sui capelli

asciutti distribuendo

uniformemente in un

quantitativo

sufficiente a coprire il


cuoio capelluto ed i

capelli per l’intera

lunghezza.

Massaggiare per 5

minuti. Lasciare agire

per 15 minuti e quindi

sciacquare con

acqua. Rimuovere

lendini e pidocchi

morti con il pettine a

denti fitti in dotazione.

Ripetere il trattamento

dopo 7 e 14 giorni.

Hedrin ( Mipharm ) Derivato silicone Soluzione al 4% Applicare

uniformemente sui

capelli asciutti una

quantità di soluzione

suffi ciente a coprire

tutto il cuoio

capelluto.

Massaggiare i capelli

e distribuire

uniformemente il

prodotto dalle radici

alle punte.

Lasciare asciugare i

capelli naturalmente.

Lasciare sui capelli

per almeno 8 ore o

per tutta la notte.

Lavare i capelli,

risciacquare

accuratamente e

asciugare.

È necessario ripetere

il trattamento con

Hedrin® Soluzione

dopo sette giorni per

eliminare eventuali

parassiti nati in tale

arco di tempo.

* Olio dip id ( Derbe-

Seres )

* non dimostrata efficacia

Oli essenziali di

Limone, Bergamotto,

Lavanda, Geranio e

Rosmarino, uniti, in

una composizione

sapiente, all’aceto

Olio si cosparge

uniformemente su

cute e capelli asciutti

con l'ausilio del

pettine fitto che

consente

l'asportazione di

parassiti e lendini. Si

risciaqua

accuratamente con

acqua tiepida


7.d I complementi cosmetici

Alcuni shampoo vengono consigliati come complemento cosmetico per la detersione dei capelli dopo il

trattamento pediculocida ma non c’è ragione di ritenere che presentino dei vantaggi rispetto ad un

comune shampoo delicato per uso frequente. In genere sono anche più costosi.

L’affermazione, inoltre, che alcuni prodotti (es. PreAftir, Mom lozione, Olio di Pid) “creano un ambiente

sfavorevole all’insediamento dei pidocchi” induce a credere in un effetto preventivo nei confronti di una

possibile infestazione. Questo effetto non è stato dimostrato; pertanto questi articoli non possono essere

considerati un’alternativa ad un controllo regolare di capelli e cuoio capelluto che rimane la miglior forma

di prevenzione.


Tabella 18 Tabella - Complementi cosmetici

Nome

commerciale/ditta

* Aftir (Biochimici

PSN)

* PreAftir (Biochimici

PSN)

* PreAftir (Biochimici

PSN)

Principio attivo Formulazione Modalità di impiego

consigliata dalla

Acqua, tensioattivi,

conservanti, profumo

Acqua, alcol, estratti

di piante officinali,

tensioattivi, profumo

Acqua, tensioattivi,

estratti di piante

officinali, profumo

Mom (Candioli) Benzoato di benzile

4%, alcol, oli

essenziali di timo e

rosmarino,

conservanti, acqua

* Step 2 Lice Egg

Remover Natural

Mousse (Candioli)

Acqua, estratti

vegetali ricchi di

enzimi, acido citrico,

sodio benzoato,

conservanti

ditta

shampoo Consigliato dalla ditta

come complemento al

trattamento con il gel

omonimo. Si usa

come qualunque altro

shampoo. I capelli

vanno pettinati prima

di sciacquare lo

shampoo con un

lozione con

nebulizzatore

pettine a denti fitti.

Nebulizzare tutte le

mattine sui capelli

asciutti. Facilita la

rimozione meccanica

delle eventuali lendini

presenti.

olioshampoo Shampoo poco

schiumogeno. La ditta

ne raccomanda

l’utilizzo 2-3 volte alla

settimana.

lozione Nebulizzare tutti i

giorni sui capelli

asciutti e pettinare per

facilitarne la

distribuzione.

mousse con

dispenser

Dopo aver sciacquato

l’antiparassitario,

applicare

uniformemente il

prodotto alla base del

capello. Massaggiare

il cuoio capelluto in


* Freelice shampoo base di aceto,

estratto di Malto e l'

Aloe vera

* non dimostrata efficacia

7.e I prodotti per l'igiene ambientale

modo da produrre

una leggera schiuma.

Lasciare in posa 5

minuti poi dividere i

capelli in ciocche e

pettinarli con un

pettine a denti fitti per

rimuovere le lendini.

Sciacquare

shampoo Applicare il prodotto

sui capelli dopo il

trattamento

antiparassitario;

risciacquare dopo

alcuni minuti e

riapplicare

una seconda dose..

Si consiglia di

impiegare il prodotto

anche nel periodo che

intercorre tra il primo

ed il secondo

trattamento

antiparassitario

specifico,utilizzandolo

a giorni alterni

Il pidocchio, lo sappiamo, a volte cade dalla testa e si ritrova nell'ambiente: in generale si pensa che

esso sia troppo debole per essere capace di reinfestare. Non esiste alcuna pubblicazione che confermi o

neghi questa credenza. Questo parassita, si è potuto osservare, che lontano dalla testa degli umani, può

sopravvivere da 1 a 6 ore, ma può anche rimanere vivo sino a trenta giorni a seconda se è lendine,

adulto, a digiuno o sazio ed in rapporto alle condizioni climatiche.

I pidocchi sono stati, tuttavia, trovati abbastanza di rado sulle federe.

Alla luce di tutto questo, viene raccomandata una pulizia accurata della casa, degli aspirapolveri, della

biancheria, dei vestiti e dei giocattoli di stoffa.

Non è raccomandato, invece, l'uso di soluzioni di permetrina sui mobili e sugli oggetti.

Il caldo uccide i pidocchi, mentre il freddo non li uccide.

Poiché le ninfe muoiono se non si alimentano immediatamente dopo la schiusa dell'uovo, è difficile che il

pidocchio della testa si propaghi attraverso oggetti ai quali aderisca un uovo.

Rimane ancora da chiarire quale ruolo possa avere la condivisione di spazzole, pettini, cappelli o

suppellettili nella trasmissione dell'infestazione da pidocchi del capo o nelle recidive.


A scopo prudenziale, comunque, è bene pulire spazzole, pettini ed altri accessori, così come le lenzuola

e i vestiti che, nelle 24-48 ore precedenti il trattamento pediculocida, sono venuti a contatto con la testa

della persona infestata ( è improbabile che i pidocchi sopravvivano nell'ambiente per un periodo

superiore ).

L'uso di spray per l'ambiente a base di insetticidi non è necessario e risulta inefficace per la scarsa

concentrazione che questi prodotti raggiungono sulle suppellettili trattate.

Prodotti per l'ambiente

Nome

commerciale/ditta

* Mom Pre Clean

(Candioli)

Principio

attivo

Permetrina

0,4%,

coformulanti

* Inadeguata concentrazione del principio attivo di per sé efficace

Formulazione Modalità di impiego

consigliata dalla

ditta

Soluzione con

Spruzzare su tessuti

nebulizzatore

ed indumenti da una

distanza di 25-30 cm

fino ad inumidire il

tessuto. Lasciare

agire 20 minuti circa

quindi lavare il

tessuto a mano o in

lavatrice a 60°C.

Bibliografia essenziale

- Farmaci per la pediculosi del capo. The Medical Letter 2005; XXXIV, 20: 82-4.

- Frankowski BL, Weiner LB, et al. Head lice. Pediatrics 2002; 110:638-43.

- Roberts RJ. Head lice. N Engl J Med 2002; 346:1645-50.

- Headlice and nits: a Guide for School Communities. New Zealand Ministry of Education.

- Head lice. PRODIGY Guidance. www.prodigy.nhs.uk/guidance.asp?gt=Head%20lice

8) METODI DI ELIMINAZIONE MECCANICA DEL PARASSITA

Pettini a denti fitti manuali

Non bisogna sottovalutare il ruolo del pettine deovulante, a denti fitti e indeformabili distanziati meno di

0,3 mm tra di loro.


In effetti il pettine non è tanto utile per eliminare i pidocchi, che comunque sono sensibili al trattamento,

ma per eliminare le lendini vitali, che sono più resistenti alle sostanze utilizzate, per la loro difficile

penetrazione all’interno della lendine.

Il pettine deovulante è un cardine terapeutico nella pediculosi del capo.

I pettini a denti fitti consentono la rimozione meccanica di lendini e pidocchi ( "combing" ).

Possono essere usati da soli, se l'uso di un agente chimico non è indicato ( bambini molto piccoli,

gravidanza, allattamento ) o in associazione ad un pediculocida, per aumentarne l'efficacia.

Si tratta di una tecnica un po' più laboriosa, ma efficace, che si basa sul fatto che le uova si schiudono in

una settimana ed i pidocchi appena nati non sono in grado di spostarsi da una testa all'altra per i primi 7

giorni dopo la nascita e di riprodursi per i primi 10 giorni. Quindi, se tutti i pidocchi "giovani" vengono

asportati entro i primi giorni dalla nascita, l'infestazione può essere eradicata.

Tecnica di "combing”: la pettinatura, allo scopo di rimuovere i pidocchi, può avvenire sia su capelli

asciutti, dove però può risultare poco agevole e dolorosa, soprattutto nei soggetti con capelli lunghi e

facili a formare nodi, che su capelli bagnati. In questo caso i capelli vanno inumiditi e frizionati con uno

shampoo delicato o con balsamo. Si pettina prima con un pettine normale per eliminare nodi e capelli

non vitali e quindi, dividendo la chioma in ciocche, con il pettine a denti fitti insistendo sull'intera

lunghezza. Dopo ogni colpo di pettine, si eliminano da questo la schiuma e i pidocchi asportati usando

un pannetto pulito. Si deve continuare finché non sono più visibili dei pidocchi; in genere occorrono

almeno 20-30 minuti. La procedura va ripetuta ogni 4 giorni, per almeno 2 settimane e comunque fino a

quando per 3 trattamenti successivi non si vedono più pidocchi.

Pettini a denti fitti elettrici

I pettini elettrici non presentano vantaggi rispetto ai tradizionali pettini a denti fitti: devono essere

utilizzati a giorni alterni, sono molto più costosi e sono controindicati nei soggetti affetti da epilessia,

malattie cardiache e nei portatori di pacemaker.

Apparecchi ad aria calda

Per combattere i pidocchi si potrà presto usare un phon speciale ( Louse Buster ), messo a punto

da un gruppo di ricercatori collegati all’Università dello Utah. 1)

1) B.M. Goates – J.S. Atkin – K.G. Wilding e altri “ An effective non chemical treatment for head lice: a

lot of hot air ” – Pediatrics - Vol. 118 n° 5 pagg. 1962 -70 – Novembre 2006

L'aria calda rappresenta una soluzione promettente che risponde ai requisiti di celerità di azione, ha un

effetto sia pediclulicida che ovicida e non crea resistenza.

Il pidocchio muore, infatti,se esposto all’aria calda di un phon, riscaldata a 50-51°C per 5 minuti; le uova

fertilizzate non si schiudono più se esposte all’aria calda di 55°C per 90 secondi.


Sono stati provati sei metodi diversi di trattamento con aria calda su un totale di 169 persone infestate,

esaminate dopo 7 giorni di cura.

Figura 8 Tabella comparativa delle caratteristiche demografiche, dei metodi e dei risultati del

trattamento dei pidocchi

e delle lendini con aria calda

B.M. Goates – J.S. Atkin – K.G. Wilding e altri “ An effective non chemical treatment for head

lice: a lot of hot air ” –

Pediatrics - Vol. 118 n° 5 pagg. 1962 -70 – Novembre 2006

La combinazione di un forte getto d’aria calda, a temperatura relativamente costante, prodotto dal phon,

emesso da un tubo soffiante che ne permette la direzione,ed il sollevamento meccanico dei capelli che

ne permette l’ esposizione delle radici con una sorta di “mano terminale” di cui è dotato il soffione, è in

grado di disidratare sia i pidocchi che le lendini,

L’apparecchio che ha dimostrato la maggior efficacia è stato chiamato LouseBuster: scientificamente

testato su bambini di età tra i 9 e gli 11 anni con applicazioni di aria calda a 58,9°C per 30 minuti ha

determinato circa il 98% di mortalità delle lendini e dell’80% dei pidocchi.

Figura 9 Tabella comparativa dell’efficacia dei metodi per il trattamento dei pidocchi e delle

lendini con aria calda

B.M. Goates – J.S. Atkin – K.G. Wilding e altri “ An effective non chemical treatment for head

lice: a lot of hot air ” –

Pediatrics - Vol. 118 n° 5 pagg. 1962 -70 – Novembre 2006


LouseBuster ( Dexterity Design, Salt Lake City, UT, USA ) è stato dotato di una parte che permette una

migliore direzione dell'aria calda. Il trattamento prevede il contatto dell'aria calda con tutte le parti del

cuoio capelluto con l'applicazione di 30 secondi per ogni parte.

Figura A Figura B

LouseBouster costruito su misura con soffiatore modellato Uso di un LouseBouster

come una mano

Questo sistema dovrebbe avere il vantaggio di non impiegare sostanze chimiche e di essere molto

rapido.

Tabella 19 Pettini in commercio

Il


PRODOTTO / CARATTERISTICHE

Assy

Pettine in acciaio con denti fitti, lunghi,

microscanalati

BaByliss

Pettine elettrico

Combylice

Pettine in metallo e plastica a denti lunghi fitti,

con micro-tessitura

Lendix

Pettine in acciaio a denti fitti e lunghi

Mom pettine

Pettine a denti fitti in plastica

PRINCIPIO

ATTIVO

Permetrina

Fenotrina

Piretrine +

Piperonilbutossido

Estratto di noce di

cocco – Olio

Essenziale di Anice –

Ylang Ylang

IDI: PRODOTTI CONSIGLIABILI

NOME

COMMERCIALE

PIRETRINE

NIX crema fluida

MOM gel

MILICE schiuma

CRUZZY lozione

AFTIR gel antiparassitario

PARANIX

MALATHION

OLI VEGETALI

DIMETICONE

COMMENTO

Utile sia in combinazione che in alternativa a trattamenti

di tipo chimico. Lavabile in acqua calda. Presenta

microscanalature

Abbina il metodo meccanico ad una attività elettrica, che il

produttore dichiara rendere i pidocchi incapaci di riprodursi.

Non risultano dati di maggiore efficacia. Controindicato in

portatori di pacemaker e malati cardiaci

Utile sia in combinazione che in alternativa a trattamenti

di tipo chimico. Lavabile in acqua calda. Presenta una

microtessitura dei denti

Utile sia in combinazione che in alternativa a trattamenti di

tipo chimico. Lavabile in acqua calda.

Pettinella per crosta lattea. Da verificare se meno

efficace rispetto ad altre tipologie di pettine. Visivamente

gli spazi tra un dente e l’altro sono maggiori rispetto agli

altri

CONCENTRAZIONE

PRINCIPIO ATTIVO

1 %

0,4 %

Piretrine 0,165 %

Piperonilbutossido 1,65 %

Bioalletrina 0,18 %

Piperonilbutossido 0.6 %

0,50%

Tab

ella

20

PED

ICU

LOC


Tabella 21 PEDICULOCIDI: PRODOTTI SCONSIGLIABILI PER LA FORMULAZIONE INADEGUATA

Fenotrina

PRINCIPIO

ATTIVO

Fenotrina +

Tetrarmetrina

Piretrine+

piperonilbutossido

NOME

COMMERCIALE

CRUZZY shampoo

potenziato alla sumitrina

MEDIKER A.P. shampoo

antiparassitariol

MOM shampoo schiuma

MOM shampoo

NEO MOM polvere

antiparassitaria

CRUZZY shampoo

PIRETRINE

CONCENTRAZIONE

PRINCIPIO ATTIVO

0,5 %

0,23 %

0,3 %

Fenotrina 0,368 %

Tetrametrina 0,276 %

Fenotrina 0,4 %

Tetrametrina 0,4 %

Bioallatrina 0,075 %

Piperonilbutossido 0,5 %


a

Principio Attivo Permetrina ( pediculocida-ovicida )

Nome del farmaco Nix crema fluida 1%,

Descrizione

Dose adulti

Dose pediatrica

Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo

per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come crema liquida

Lavare i capelli con shampoo non medicato Asciugare

i capelli.

Applicare la crema sui capelli per 10 minuti.

Risciacquare

E’ sufficiente 1 sola applicazione

E’ consigliabile, tuttavia, ripetere l’applicazione dopo 7

– 10 giorni

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di sei

mesi

Applicare come negli adulti

Controindicazioni Documentata ipersensibilità. Capacità allergizzante

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Allattamento

Precauzioni

Il rischio Fetale non è stato confermato in studi

sull’uomo, ma è stato dimostrato in alcuni studi sugli

animali

I prodotti a base di permetrina risultano, in base alle

conoscenze disponibili al momento, i più sicuri in

gravidanza.

Passa scarsamente nel latte materno

Gli effetti avversi comprendono prurito, bruciore,

puntura, intorpidimento, eritema, edema e del cuoio

capelluto;

Nausea, Vomito, Dolori Addominali


Principio Attivo

Nome del farmaco Milice

Descrizione

Dose adulti

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco

Piretrine naturali 0,165%. Piperonilbutossido

1,65%

( più pediculocida-ovicida della Permetrina )

Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo

per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come Mousse Termosensibile che

permette una maggiore penetrazione dei principi attivi

attraversando l’involucro delle uova e agendo sui

pidocchi non ancora schiusi.

La schiuma assume una consistenza liquida per effetto

del calore corporeo, permettendo ai suoi principi attivi

di raggiungere ogni punto della zona interessata

Lavare i capelli con shampoo non medicato.

Asciugare i capelli.

Bagnare i capelli è un segnale di allarme per il

Pidocchio, che in ambiente acquoso tende a

rannicchiarsi entrando in apnea e limitando

l’assorbimento dell’insetticida.

Prima dell’uso agitare la bomboletta

Applicare 20-25 ml di mousse sui capelli asciutti; ciò

fa in modo che tutta la concentrazione dell’insetticida

agisca, non essendo, così, diluita in acqua.

Massaggiare per 2 – 3 minuti finquando i capelli

saranno completamente umidi

Lasciar agire per 10 - 20 minuti. Risciacquare

Ripetere l’applicazione dopo 7 – 10 giorni

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Caratteristica La schiuma assume una consistenza liquida per effetto


c

Dose pediatrica

del calore corporeo; ciò permette il raggiungimento di

ogni punto e miglior contatto con uova e parassiti

La mousse termosensibile può essere usata sui

bambini di età superiore ai 2 anni.

Nei bambini più piccoli consultare il medico

Applicare come negli adulti

Controindicazioni Documentata ipersensibilità. Capacità allergizzante

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Allattamento

Precauzioni

Non studi. Consultare il Medico

Evitare il contatto con gli occhi, nel caso lavarli

abbondantemente

Principio Attivo d – Fenotrina ( pediculocida – ovicida )

Nome del farmaco Mediker AP

Descrizione

Dose adulti

Dose pediatrica

Controindicazioni

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Allattamento

Precauzioni

Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo

per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come shampoo

Lavare i capelli frizionando il cuoio capelluto per

almeno 3 minuti

Risciacquare

Ripetere l’applicazione 1 sola volta a 2 giorni di

distanza

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di sei

mesi

Applicare come negli adulti

Il prodotto è tossico se ingerito. Evitare la

contaminazione di alimenti, acque e recipienti destinati

a contenerli

Non studi

Bruciore se in contatto con gli occhi e le altre mucose.

In caso di contatto accidentale lavare accuratamente

la parte con abbondante acqua fresca


d

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco

Conservare al riparo dal calore e dalla luce

Principio Attivo d – Fenotrina ( pediculocida – ovicida )

Nome del farmaco Mom gel


e

Descrizione

Dose adulti

Dose pediatrica

Controindicazioni

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Allattamento

Precauzioni

Principio Attivo d – Fenotrina ( pediculocida – ovicida )

Nome del farmaco Mom shampoo

Descrizione

Dose adulti

Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo per

Efficacia e Sicurezza

Disponibile come gel, shampoo, polvere

Applicare accuratamente il prodotto sulla capigliatura

asciutta (o sulle altre zone pilifere interessate

dall'infestazione) e lasciarlo agire per 10-15 minuti

secondo le modalità descritte nell'opuscolo illustrativo.

Lavare accuratamente la testa con un normale

shampoo.

Ripetere il trattamento dopo 8 giorni.

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione dei

parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di sei

mesi

Applicare come negli adulti

Il prodotto è tossico se ingerito. Evitare la

contaminazione di alimenti, acque e recipienti destinati

a contenerli

Non studi

Dopo l’uso risciacquare a lungo le mani con acqua

corrente e sapone.

Bruciore se in contatto con gli occhi e le altre mucose.

In caso di contatto accidentale lavare accuratamente la

parte con abbondante acqua fresca

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco

Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo

per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come gel, shampoo e polvere

Inumidire i capelli con acqua.

Applicare un’opportuna quantità di shampoo schiuma

(circa il volume di due grosse arance, g 25) sui capelli

e massaggiare, frizionando, fino a totale distribuzione

della schiuma per 5-10 minuti. Sciacquare e ripetere

l’operazione.

Cautelativamente ripetere l’operazione all’8° giorno

per eliminare le larve eventualmente nate da lendini,


f

sopravvissute alla prima applicazione

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di sei

Dose pediatrica mesi

Applicare come negli adulti

Il prodotto è tossico se ingerito. Evitare la

Controindicazioni contaminazione di alimenti, acque e recipienti destinati

a contenerli

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Non studi

Allattamento

Dopo l’uso risciacquare a lungo le mani con acqua

corrente e sapone.

Bruciore se in contatto con gli occhi e le altre mucose.

In caso di contatto accidentale lavare accuratamente

Precauzioni

la parte con abbondante acqua fresca

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco


g

Principio Attivo d - Fenotrina

Nome del farmaco Cruzzy shampoo potenziato alla Sumitrina

Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo

Descrizione per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come shampoo

Dopo avere inumidito i capelli si versano due misurini

di shampoo frizionando bene il cuoio capelluto.

Dose adulti

Lasciare agire il prodotto 3/5 minuti.

Risciacquare abbondantemente

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di sei

Dose pediatrica mesi

Applicare come negli adulti

Dermatiti da contatto

Controindicazioni

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Allattamento

Non studi

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

Precauzioni ipersensibilità al farmaco

Principio Attivo

Neo Pynamin (Tetramethrin) al 95% , Sumithrin (D-

Phenothrin) al 92% ( pediculocida – ovicida )

Nome del farmaco Neo Mom polvere

Descrizione Prima linea di trattamento per la pediculosi del capo


h

per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come polvere

Cospargere uniformemente la polvere sulla parte

colpita e farla aderire perfettamente alla superficie

cutanea con un accurato massaggio

E’ fondamentale, ai fini del risultato, che si proceda in

modo meticoloso

Dose adulti Rimuovere il prodotto dopo almeno 3/6 ore, lavando a

fondo la parte con acqua calda e sapone o shampoo.

E’ opportuno ripetere il trattamento almeno una volta,

dopo 7 giorni, per essere certi di eliminare anche i

parassiti eventualmente sopravvissuti a una prima

applicazione non particolarmente accurata

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di sei

Dose pediatrica mesi

Applicare come negli adulti

Il prodotto è tossico se ingerito. Evitare la

Controindicazioni contaminazione di alimenti, acque e recipienti destinati

a contenerli

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Non studi

Allattamento

Dopo l’uso risciacquare a lungo le mani con acqua

corrente e sapone.

Bruciore se in contatto con gli occhi e le altre mucose.

In caso di contatto accidentale lavare accuratamente

Precauzioni

la parte con abbondante acqua fresca

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco

Principio Attivo Malathion ( pediculocida – ovicida )

Nome del farmaco Aftir gel

Seconda linea di trattamento per la pediculosi del capo

Descrizione per Efficacia e Sicurezza

Disponibile come gel

Dose adulti Si applica sulla capigliatura asciutta.


i

Premere dal tubetto sul cavo della mano circa 5 cm

per capelli corti, di più se i capelli sono lunghi.

Spalmare accuratamente il gel su tutta la capigliatura

con l’aiuto di un pettine

Frizionare tutto il cuoio capelluto in particolare dietro le

orecchie, le tempie e la nuca. Mettere una cuffia e

lasciare il gel in azione per 10 - 15 minuti.

Lavare con Aftir shampoo e massaggiare per

qualche secondo. *

Eseguire un accurato risciacquo con acqua tiepida.

Effettuare un secondo risciacquo con 2/3 di acqua ed

1/3 di aceto tiepidi: questo serve per rendere i capelli

più lisci e scivolosi e quindi le uova più facilmente

asportabili.

Ripetere il trattamento dopo 7- 8 giorni

Con il pettinino deovulante procedere alla rimozione

dei parassiti e delle loro uova

Non va utilizzato nei bambini che hanno meno di

Dose pediatrica diciotto mesi, preferibilmente dopo i sei anni di età

Applicare come negli adulti

Odore sgradevole

Dermatiti da contatto

Il prodotto è tossico se ingerito.

Rischio di depressione respiratoria, sudorazione,

Controindicazioni

secrezione salivare e gastrica, bradicardia, aumento

della peristalsi intestinale

Evitare la contaminazione di alimenti, acque e

recipienti destinati a contenerli

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Non studi

Allattamento

Dopo l’uso risciacquare a lungo le mani con acqua

corrente e sapone.

Bruciore se in contatto con gli occhi e le altre mucose.

In caso di contatto accidentale lavare accuratamente la

Precauzioni

parte con abbondante acqua fresca

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco

Attenzione !

Aftir shampoo non contiene Malathion, ma solo

profumi

PRODOTTI A MECCANISMO OCCLUSIVO


l

Estratto di noce di cocco – Olio Essenziale di

Principio Attivo

Anice – Ylang Ylang

Nome del farmaco Paranix – Spray

Vaporizzare con cura sui capelli asciutti in modo da

inumidire tutta la capigliatura

Massaggiare in modo da impregnare la totalità del

cuoio capelluto e dei capelli con la soluzione.

Lasciare agire per 15 minuti

Descrizione

Lavare i capelli con shampoo abituale ed

eventualmente un balsamo

Rimuovere lendini e pidocchi con il pettinino metallico

in dotazione

Ripetere il trattamento dopo 9 – 10 giorni

Dose adulti Quantità fino ad inumidire tutti i capelli

Quantità fino ad inumidire tutti i capelli

Dose pediatrica

Non utilizzare in bambini di età inferiore ai due anni

Non utilizzare in caso di allergia verso uno dei

Controindicazioni

componenti

Interazioni Non studi

Gravidanza

Consultare il medico

Allattamento

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

ipersensibilità al farmaco

Precauzioni

Non spruzzare su fiamma o su materiale

incandescente, per presenza di sostanza infiammabile

Principio Attivo

Dimeticone, non insetticida chimico; agisce attraverso

un processo fisico, ricoprendo e soffocando il

pidocchio.

Ciclometicone 5 un veicolo che evapora dopo

l’applicazione lasciando in loco il principio attivo.


Nome del farmaco Hedrin - Lozione incolore

Applicare sui capelli asciutti, in quantità sufficiente a

coprire tutto il cuoio capelluto

Massaggiare e distribuire uniformemente il prodotto

dalle radici alle punte

Lasciar asciugare i capelli naturalmente

Descrizione

Lasciare sui capelli per almeno 8 ore o per tutta la

notte

Lavare i capelli, risciacquare accuratamente e

asciugare

Ripetere il trattamento dopo 7 giorni

Dose adulti In quantità sufficiente

Può essere utilizzato dai 6 mesi di età. In età inferiore

Dose pediatrica

il trattamento va eseguito sotto controllo medico.

Non utilizzare in caso di intolleranza verso uno dei

componenti del prodotto

Potrebbero insorgere lievi irritazioni attorno agli occhi.

Controindicazioni In caso di contatti con gli occhi sciacquare

abbondantemente con acqua.

L’applicazione può provocare desquamazione del

cuoio capelluto, prurito e irritazione.

Interazioni Non segnalate

Gravidanza

Può essere utilizzato

Allattamento

Interrompere l'utilizzo in caso di irritazione o di

Precauzioni ipersensibilità al farmaco


CONSIGLI IN PILLOLE 2

La Circolare ministeriale n. 4, del 13 marzo 1998, ricorda per il trattamento del pidocchio del capo:

- permetrina all'1% come shampoo

- piretrine associate a piperonil-butossido

- benzilbenzoato

- altri insetticidi

Secondo la Circolare il trattamento disinfestante deve essere ripetuto ogni 7-10 giorni per almeno un mese:

suggerimento che non trova alcun riscontro né nella pratica, né in letteratura.

I prodotti contro i pidocchi, quando utilizzati in modo appropriato, nel rispetto dei tempi di posa e nella quantità

indicata, sono in genere sicuri, ben tollerati e presentano uno scarso assorbimento attraverso la cute integra.

L’uso di pediculocidi per lozione, a causa della presenza di alcool, per spray o aerosol, per il pericolo di

inalazione, possono provocare broncospasmo in persone predisposte (es. asmatici); in questi soggetti è

dunque da preferirsi un preparato in gel, crema o polvere. Sono, comunque, assolutamente sconsigliati

Nei neonati e nei bambini con meno di 2 anni non vanno utilizzati prodotti chimici: l'alternativa è sfilare

manualmente pidocchi e uova, ripetendo l'operazione ogni 3-4 giorni per almeno 2 settimane.

I prodotti a base di permetrina sono controindicati nei bambini con meno di 6 mesi.

I prodotti a base di malathion sono controindicati nei bambini con meno di sei anni.

Durante la gravidanza e l’allattamento vista la limitatezza dei dati nell'uomo riguardo la sicurezza dei

pediculocidi, la rimozione manuale dei pidocchi e delle lendini rimane l'alternativa più sicura. Se occorre

usare un pediculocida, il più sicuro, sulla base delle attuali conoscenze, sembra essere la Permetrina

Nel caso di infestazione delle ciglia, è invece necessario ricorrere alla rimozione meccanica dei parassiti

e delle lendini, applicando una pomata oftalmica a base di vaselina (es. Duratirs), che facilita

l'operazione di distacco.

Quando, nonostante una corretta applicazione, il trattamento fallisce, deve essere cambiata la classe di

insetticida, per esempio dai piretroidi al malation o viceversa.

Se si sospetta una riduzione della sensiilità è necessario ripetere il trattamento con lo stesso farmaco, ma con

quantità maggiore del prodotto (50 mL) a una settimana d'intervallo.

Quando ci si trovi di fronte a resistenze sia ai piretroidi che al malation come alternative terapeutiche sono

state proposte lozioni di permetrina al 5%, invece che all'1%, con l'applicazione di una cuffia da doccia, per la

notte, o l'uso dell'ivermectin,

La migliore preparazione: sono preferibili le lozioni che rilasciano alte concentrazioni di insetticidi in

un'applicazione; anche se il loro uso richiede cautela per evitare qualsiasi tipo di contatto con le membrane

mucose.

In linea di massima gli shampoo dovrebbero essere evitati per la brevità del loro tempo di contatto, per le

basse concentrazioni, perchè la penetrazione dell'insetticida è ridotta quando il pidocchio è immerso nell'acqua

e anche perchè un'inappropriata applicazione può favorire la comparsa di resistenza.


CONSIGLI IN PILLOLE 3

I prodotti per il trattamento della pediculosi sono in genere sicuri e ben tollerati, se utilizzati in modo appropriato

L’assorbimento attraverso la cute integra è scarso el’effetto collaterale più comune è rappresentato

dall’irritazione locale causata dagli eccipienti, specialmente a seguito di un uso prolungato

L’utilizzo prolungato degli antiparassitari aumenta l’insorgenza di resistenze.

Il trattamento va fatto solo alle persone con l’infestazione, presso le quali sono stati trovati pidocchi vivi ( rari da

trovare ) e/o lendini attaccate alla base del cuoio capelluto a meno di 6-8 mm dalla sua superficie

Le lozioni possono causare broncospasmo ed il loro impiego è perciò controindicato negli asmatici.

Le lozioni vanno sempre e comunque utilizzate in ambienti ventilati, evitando di direzionare lo spruzzo verso gli

occhi, la bocca, il naso.

Lendini più distanti, vuote, sono segno di una infestazione precedente

Trattare unicamente le persone infestate permette di ridurre i casi di resistenza nonché l’ irritazione del cuoio

capelluto

I prodotti pediculocidi non devono essere usati a scopo preventivo

Il trattamento va eseguito in un locale ben arieggiato. Se una sola persona applica il prodotto a più persone

( mamma di diversi bimbi, infermiera … ) è consigliato l’uso di guanti di gomma per evitare un assorbimento

importante del principio attivo

Prima di applicare un prodotto non è necessario lavare i capelli né usare alcun risciacquo/balsamo particolare:

potrebbe formare un film protettivo non solo attorno ai capelli ma anche attorno al pidocchio!

Se il prodotto deve essere applicato su capelli umidi, questi non devono essere fradici: il prodotto rischierebbe

di venire diluito troppo

Osservare minuziosamente il tempo di applicazione del progetto

Dopo l’applicazione del prodotto non coprire il capo con un asciugamano: il principio attivo potrebbe essere

assorbito in maniera importante. Per risciacquare il prodotto si dovrà chinare il capo in avanti sul lavandino o

sulla vasca da bagno, proteggendo gli occhi con un asciugamano

Meglio, infine, non effettuare il trattamento della testa durante il bagno o sotto la doccia, perché il prodotto

potrebbe entrare in contatto con altre parti del corpo. Non effettuare risciacqui con acqua e aceto, che

potrebbero ridurre l’efficacia del prodotto

Qualunque prodotto si adoperi è importante che per almeno due settimane si pettinino almeno a giorni alterni i

capelli con l’apposito pettine per pidocchi, fino a completa rimozione delle lendini

Si ricorda che non tutti i prodotti sono idonei per bambini sotto i 2 anni o per donne in gravidanza o che allattano

C) LA GESTIONE DELLA PEDICULOSI

IN


SANITA’ PUBBLICA

1. INTRODUZIONE

Fra le affezioni a carattere contagioso che frequentemente sono presenti nelle comunità scolastiche,

pare opportuno soffermarsi sulla pediculosi del capo, una parassitosi fastidiosa ma non pericolosa per

l’individuo e la collettività.

I numerosi interventi nella scuola, infatti, effettuati dagli operatori sanitari non hanno, di fatto, mai

minimamente modificato l’andamento della pediculosi nella collettività. E ancora, fra i provvedimenti nei

confronti del malato, non sono risultate efficaci le procedure sistematiche di screening per la ricerca di

casi di infestazione all’interno di una comunità scolastica..


E’ per questo che si può affermare che per la pediculosi del capo l’attività di prevenzione debba

basarsi sui controlli routinari da effettuarsi in ambito familiare, fermo restando che i Dipartimenti di

Prevenzione ed i Distretti delle ASL provvedano, qualora non già effettuato, a predisporre specifici fogli

informativi da diffondere ai genitori interessati ed interventi di educazione sanitaria.

Alla luce di queste affermazioni, si è progettato un percorso per la sorveglianza della pediculosi che

prevede l’invio alle scuole pubbliche e private ed ai nidi di un protocollo, accompagnato da una nota

informativa per gli insegnanti ed una per i genitori sulla prevenzione e il trattamento della pediculosi del

capo e l’adozione di percorsi educativo-formativi.

Il materiale sarà inviato alle scuole all’inizio di ogni anno scolastico, prima del verificarsi di casi di

pediculosi, per l’opportuna informazione degli insegnanti e per la distribuzione alle famiglie degli alunni.

Il protocollo prevede, tra l’altro, che, su segnalazione del Medico Curante, del Dirigente

Scolastico o del Genitore interessato, possano essere convocati e controllati, in casi particolari,

dalla ASL almeno tutti i minori presenti nella famiglia coinvolta.

Non è prevista alcuna segnalazione allo stesso Dirigente Scolastico per l’allontanamento dalla

scuola né il controllo sui compagni.

In casi particolari, se le circostanze lo richiedono, potrà essere effettuata una visita domiciliare.

Il documento schematizza ed integra le procedure da attuare nell’ambito della scuola per il contenimento

della diffusione della pediculosi e definisce in maniera più dettagliata gli ambiti di intervento e le

modalità di coinvolgimento delle famiglie, dei Dirigenti scolastici, degli Insegnanti, del personale

sanitario.

La periodica diffusione della pediculosi del capo nelle comunità scolastiche, e l’allarme che spesso ne

consegue, richiedono ai Servizi di Prevenzione delle ASL ed ai Distretti interventi talvolta sproporzionati

rispetto alla reale pericolosità degli episodi.

Il pidocchio del capo non è vettore di malattie; provoca solo prurito locale per reazione alla saliva

dell’insetto.

La pediculosi del capo è inclusa tra le patologie trasmissibili.

La maggior parte dei problemi causati dalla presenza della pediculosi del capo nelle comunità, deriva più

che dall’azione del parassita sull’organismo ospite, dall’allarme sociale che solitamente ne consegue e

dall’errata convinzione che l’infestazione si sviluppi più facilmente in situazioni di scarsa igiene

personale.

La pediculosi del capo riguarda quasi esclusivamente la popolazione infantile tra i 3 e i 10 anni, in

quanto i bambini, a causa delle loro peculiari modalità comportamentali, hanno frequenti contatti diretti

testa – testa e scambio di oggetti personali ( cappelli, fermagli … ) nelle situazioni di vita comunitaria.

Le eccessive e non corrette reazioni da parte del pubblico dovute ad errate informazioni circa la

modalità di trasmissione e di prevenzione dell’infestazione, conducono gli operatori sanitari,

inevitabilmente ad azioni inutili, inappropriate o non efficaci, come, ad esempio, il controllo delle teste di

tutti i bambini frequentanti una comunità o una stessa classe che contribuiscono a diffondere uno stato

di ansia nella popolazione.


La prevenzione della pediculosi è stata tradizionalmente affidata alla Medicina scolastica. Ma gli studi

epidemiologici sull’argomento, tuttavia, concordano oggi nel dimostrare l’inefficacia, in ambito scolastico,

dei controlli vecchia maniera.

Una soluzione definitiva non è possibile e non esistono interventi diretti di Sanità Pubblica capaci, da

soli, a debellare la pediculosi.

Per affrontare e contenere il problema è necessaria una sinergia e collaborazione tra le varie facce

interessate al problema: da una parte occorre la corretta informazione e la maggiore collaborazione dei

genitori dei bambini, dall’altra è imprescindibile il ruolo di sostegno della Scuola, il supporto

all’occorrenza dei Medici di famiglia, dei Pediatri e dei Farmacisti; la funzione, inoltre, informativo –

formativa del Servizio Sanitario risulta essere la misura vincente nel ridurre la diffusione dell’infestazione

in ambito comunitario.

E’ alla famiglia, attrice protagonista, che viene, pertanto, affidata la responsabilità principale della

prevenzione della pediculosi.

L'unica misura di sorveglianza utile: il controllo settimanale dei capelli da parte dei genitori stessi.

In caso di scarsa partecipazione da parte della famiglia, le strutture scolastiche e quelle sanitarie, in

stretta collaborazione, devono poter utilizzare altri strumenti che, nel rispetto delle norme vigenti,

garantiscano la tutela del singolo e delle collettività.

In particolare la struttura scolastica deve impegnarsi a considerare la pediculosi come una malattia

infettiva "contagiosa" a tutti gli effetti, così come avviene per le malattie esantematiche, le congiuntiviti e

le dermatiti.

Il Dipartimento di Prevenzione che per brevità viene indicato con la sigla SISP ed il Distretto sono i

titolari dei vari interventi.

Nell’ambito della ASL, tuttavia, non vi è spesso omogeneità nell’organizzazione dei Servizi Preventivi

per la Comunità.

E’ necessario a questo punto, pertanto, definire gli ambiti di intervento in accordo con i servizi presenti

sul Territorio che si occupano in varia misura di prevenzione.

Nulla vieta una diversa suddivisione dei compiti nell’ambito di una Azienda Sanitaria Locale.


2. IL RUOLO DELLA FAMIGLIA

La sorveglianza si esercita anzitutto in famiglia: l’ispezione del cuoio capelluto, alla ricerca di eventuali

parassiti e uova (lendini), deve essere effettuata da essa, regolarmente.

Naturalmente è importante che i genitori e/o i tutori possiedano le informazioni appropriate e, a questo

scopo, trovino supporto negli operatori Sanitari, nel Medico curante, nel Farmacista, nella Scuola.

E’ estremamente raro che una famiglia, informata del problema, rifiuti di provvedervi, nell’interesse

proprio e della collettività.

Stimato impossibile prevenire completamente le infestazioni di Pediculus Humanus Capitis e che il

nucleo familiare, i genitori e/o conviventi e/o i tutori del bambino che frequenta la collettività scolastica o

qualunque situazione di comunità ( colonie, centri estivi, gruppi parrocchiali, sportivi …), ha un ruolo

fondamentale e insostituibile nella prevenzione, identificazione e trattamento della pediculosi, è

indispensabile:

- l’educazione dei bambini

- la tutela maggiore di essi dall’infestazione da pidocchi. Dopo l’identificazione di un caso tutti i

conviventi devono essere controllati e

trattati se positivi

E’ opportuno trattare gli oggetti

personali come spazzole, pettini e

biancheria per ottimizzare l’intervento


Le azioni in ambito familiare possono essere così riassunte:

a. educare i bambini, nei limiti del possibile, ad evitare o ridurre i comportamenti a rischio:

contatti prolungati tra le teste, scambio di oggetti personali ( cappelli, sciarpe, pettini….)

b. identificare precocemente i casi mediante il controllo quotidiano o almeno settimanale

della testa del bambino, anche se la scuola non ha segnalato casi ed anche in assenza

del sintomo tipico ( prurito )

c. procedere all’accertamento presso il medico di famiglia, in caso di sospetto segnalato

dalla scuola o individuato in famiglia o da altri soggetti, e farsi rilasciare l’apposito

certificato per la riammissione a scuola

d. procedere all’effettuazione del trattamento, al controllo ed eventuale terapia di tutti i

conviventi, alla disinfestazione degli oggetti personali, in caso di riscontro positivo da

parte del medico curante

e. asportare le lendini residue una ad una: ciò evita che il trattamento venga ripetuto senza

che ve ne sia la necessità e riduce il rischio di reinfestazione

3. IL RUOLO DEL MEDICO DI FAMIGLIA E DEL PEDIATRA DI LIBERA SCELTA

I pidocchi devono essere

combattuti in modo efficace

- Quando chiedere le cure

mediche:

- In caso di diagnosi incerta

- Per la terapia più adeguata

- Se sulla pelle o sul cuoio capelluto si sono sviluppati infezioni secondarie da

trattamento con sintomi quali:

o Rossore

o Gonfiore

o Dolore

- Se il trattamento a casa è fallito e persiste l’infestazione

- Se continua il prurito dopo il trattamento

Il medico curante , pediatra o medico di famiglia, è responsabile dei problemi di salute, della diagnosi e

della terapia di tutte le patologie che possono interessare i suoi assistiti.

In passato, limitatamente alla pediculosi, i Servizi di Igiene e di Medicina Scolastica si sono sostituiti al

curante in tale attività. Attualmente tale artificiosa e inopportuna divisione dei compiti appare in tutta la


sua irrazionalità, non essendo comprensibile il motivo per cui tutte le patologie trasmissibili e le

parassitosi siano di pertinenza del curante tranne la pediculosi.

E’ necessario, pertanto, che i medici curanti posseggano le conoscenze per gestire in modo efficace il

problema in tutti i suoi aspetti, inclusa l’educazione sanitaria dei genitori, tenendo conto anche del

coinvolgimento emotivo della famiglia: egli deve, al solito, non solo rassicurare, ma spiegare, con

accuratezza, la vita naturale del pidocchio del capo e le misure preventive e curative da intraprendere.

A tal fine si ritiene opportuno che il SISP in collaborazione con il Distretto di appartenenza intraprendano

iniziative di informazione o di vera e propria formazione specificatamente rivolte a tali figure

professionali.

I medici di famiglia e i pediatri di libera scelta libera scelta intervengono nelle seguenti situazioni:

1. quando il genitore, a seguito del normale controllo settimanale dei capelli del proprio figlio, ha un

sospetto di pediculosi del capo

2. A seguito di rilevazione di un caso sospetto di pediculosi da parte della scuola o di altra comunità

Il medico curante:

- Accerta o meno la presenza dell’ infestazione

- prescrive il trattamento

- effettua la notifica al SISP ai sensi del DM 15.12.1990.

La pediculosi, infatti, rientra tra le malattie per le quali sono applicabili le “ misure di profilassi per

esigenza di sanità pubblica ”, vale a dire misure di prevenzione, sia a livello individuale sia collettivo che

permettono l’interruzione della catena di contagio.


4. IL RUOLO DEL FARMACISTA

E’ raro che ci si rivolga al proprio medico per un problema di pediculosi. Nel 90% dei casi è il farmacista

che raccomanda la terapia nel trattamento della pediculosi. E’ la prima figura professionale, spesso, se

non l’unica, che viene consultata dai genitori per questa malattia.

Ha, quindi, un ruolo importante nell’informazione dei genitori sul trattamento della testa e dell’ambiente.

La loro attitudine è fondamentale per contenere paure infondate, limitare comportamenti potenzialmente

pericolosi e favorire un clima sereno nelle famiglie e nelle comunità.

Il ruolo di questa figura professionale va oltre la distribuzione dei farmaci: dalla diffusione di regole

elementari di comportamento da osservare in caso di infestazione di pidocchi nelle comunità,alla

divulgazione di consigli pratici sulla terapia, alla rassicurazione di famiglie ansiose.

Può, infine, avere un compito importante per contenere il disagio che a volte si sviluppa in un quartiere o

regione, quando casi di pidocchi si presentano sotto forma di epidemia o di recidiva.

Per poter esercitare tale ruolo chiave tale professionista deve possedere le conoscenze necessarie a

trasmettere informazioni corrette e deve far riferimento alle indicazioni regionali in materia.

E’ opportuno, quindi, che il SISP ed il Distretto di appartenenza coinvolgano anche tali categorie nelle

iniziative di informazione e formazione sull’argomento.

Il farmacista non ha alcun obbligo di notifica ma riveste un ruolo molto importante sia:

nel consigliare i prodotti da utilizzare

nella diffusione di regole comportamentali

nel sottolineare l’importanza di avvertire subito tutte le comunità frequentate dal soggetto

nel suggerire di far controllare tutti i componenti della famiglia dal medico curante o da

quello del Distretto o Sisp


5. IL RUOLO DELLA A.S.L.

L’intervento da parte del Servizio della ASL, è di tipo informativo/formativo, ma anche di controllo su

diagnosi, trattamento e prevenzione, e come avviene nel caso di malattie infettive e contagiose di

maggiore gravità, si concentra sui casi concreti, sospetti o accertati.

La diagnosi accurata e la terapia mirata delle patologie infettive e delle parassitosi , normalmente,

hanno un loro ruolo importante nell’arginare i focolai.

In casi particolari, se le circostanze lo richiedono, possono questi servizi programmare, anche, le visite

domiciliari.

Il SISP del Dipartimento di Prevenzione ed il Distretto, pertanto, hanno tra i propri compiti:

- la sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive e diffusive

- l’informazione e l’educazione sanitaria della popolazione, in tema di prevenzione

Gli studi epidemiologici sulla pediculosi del capo, come più volte ripetuto, hanno evidenziato che lo

screening, il controllo delle teste a domanda, in ambito scolastico e comunitario, non ha prodotto

alcuna utilità nel ridurre la diffusione di questo insetto.

Nella gestione della pediculosi fondamentale è, pertanto, proprio l’azione d’informazione, di educazione

sanitaria e di sensibilizzazione affidata al SISP, in accordo con altri servizi presenti sul Territorio che si

occupano in varia misura di prevenzione, come l ‘ OPS ( Osservatorio Parassitosi Scolastiche )ed il Distretto.

Tale “ governo ” si sviluppa a vari livelli di prevenzione e di trattamento:

1. predisposizione ed aggiornamento di materiale informativo

2. educazione sanitaria delle Famiglie

- Informazione ed Educazione Sanitaria delle

Famiglie e degli operatori sanitari

- Informazione ed Educazione Sanitaria degli

Insegnanti Referenti, dei rappresentanti di classe,

dei Dirigenti scolastici

- Sorveglianza delle malattie infettive e diffusive

- Gestione delle notifiche delle malattie infettive e

diffusive

3. presenza nelle scuole per riunioni con il personale e/o i genitori su richiesta del Dirigente

Scolastico


4. informazione/formazione, sensibilizzazione e consulenza specificatamente rivolta alle figure

professionali coinvolte nel processo di prevenzione/gestione della pediculosi: Dirigenti

Scolastici, Insegnanti referenti per l’educazione alla salute, Pediatri e Medici di famiglia,

Farmacisti.

5. promozione di una corretta diagnosi

6. uso adeguato di pediculocidi

Alla ASL è, inoltre, affidata, ai sensi del DM 15.12.90 la gestione delle notifiche di pediculosi.

6. IL RUOLO DELLA SCUOLA

L’infestazione da pediculosi non è incompatibile con la frequenza scolastica.

L’allontanamento da scuola, peraltro, non assicura di per sé l’eliminazione del problema.

L’impianto delle ispezioni collettive a scuola ( controllo delle teste degli alunni ) non ha modificato

l’incidenza del fenomeno, né ha contribuito a contenere l’ansia di coloro che sempre invocano interventi

o disinfezioni non necessarie.

Lo screening per la ricerca dei parassiti non è

raccomandato


L’enfasi sulle infestazioni da pediculosi nelle scuole ed il conseguente allarme di genitori e insegnanti su

presunte “epidemie ” e “ focolai “, non giustificano una procedura operativa di controlli Asl, da effettuare

a richiesta ed in tutte le circostanze. La loro efficacia, in termini di prevenzione, non è dimostrata in

quanto la scuola rappresenta solo uno dei luoghi dove avviene il contagio; l’ambiente familiare rimane

fondamentale per la prevenzione.

Le famiglie hanno, infatti, la principale responsabilità nell’ambito della prevenzione, identificazione e

trattamento della pediculosi.

La scuola, tuttavia, condivide con la famiglia

La scuola:

il ruolo educativo nei confronti degli alunni e - condivide con la famiglia il ruolo educativo

- tutela la salute: incoraggia, per combattere la

collabora con l’ASL per una corretta informazione. pediculosi, la famiglia al controllo routinario delle teste

dei propri figli anche se asintomatici

E’ fondamentale la collaborazione degli insegnanti nell’aderire al protocollo di intervento degli operatori

della ASL e nel contenere l’ansia dei genitori, abbandonando il sistema delle richieste di controlli

generalizzati che alimentano la sensazione che la scuola sia “piena di pidocchi” e che favoriscono un

uso indiscriminato di prodotti antiparassitari.

Oltre a curare la comunicazione, la scuola è tenuta, infatti, come per tutte le malattie infettive, a tutelare

la salute degli alunni gestendo eventuali situazioni di rischio.

Nel caso in cui i docenti rilevino negli alunni segni sospetti di pediculosi o nel caso in cui siano gli stessi

genitori a segnalare il caso, la scuola si attiva con le misure previste nel protocollo operativo.

6.a Il Ruolo del Dirigente Scolastico

Il Dirigente Scolastico ha un ruolo chiave nel gestire Il Dirigente Scolastico:

la pediculosi nell’ambito della comunità scolastica. - mantiene la comunicazione tra i genitori,

insegnanti e Asl

Il suo compito è quello di mantenere la comunicazione - sensibilizza i genitori e gli insegnanti al

problema

tra i genitori, gli insegnanti e l’ASL ( SISP e DISTRETTO ) - segnala il caso di pediculosi alla Asl

e di sensibilizzare i genitori e gli insegnanti alla soluzione dei

problemi.

Tali azioni devono essere intraprese, per essere efficaci, indipendentemente dalla presenza di casi di

pediculosi all’interno della scuola.

Temporalmente:

- all’inizio dell’anno scolastico e durante gli incontri con i genitori all’apertura della scuola.

E’ noto, infatti, che durante il periodo di un’epidemia reale o presunta la comunicazione è meno


efficace in quanto inficiata dalla reazione emotiva dei soggetti coinvolti.

- nel caso di sospetto di pediculosi informa tempestivamente la famiglia per evitare possibili contagi

nella comunità frequentata dai bambini ed inoltre

- segnala il caso, in forma anonima, all’ufficio Asl competente.

Il Dirigente Scolastico è, dunque coinvolto nella sorveglianza della pediculosi e, più in generale, delle

malattie infettive, come previsto dall’articolo 40 del D.P.R. 22.12.1967 n° 1518

Per poter intraprendere validamente tale attività, il dirigente scolastico aggiorna e conferma le basilari

conoscenze sulla pediculosi e sulla sua gestione nelle collettività, attraverso le iniziative di

formazione organizzate dalla ASL.

La scuola presenterà richiesta anche telefonica e concorderà con il SISP o il DISTRETTO le modalità

organizzative.

6.b Il ruolo degli Insegnanti

Gli insegnanti ed i Referenti per l’Educazione sanitaria

sono gli operatori più idonei per una corretta

- Sono gli operatori scolastici :

diffusione delle informazioni ed il migliore tramite i più idonei per una valida diffusione delle informazioni

ed il miglior tramite tra l’Asl , le Famiglie ed il Dirigente

tra l’ASL e le Famiglie.

scolastico

- che avvertono il Dirigente scolastico qualora rilevino

L’insegnante è direttamente reso corresponsabile

“ ictu oculi ” segni sospetti di pediculosi

nella sorveglianza delle malattie infettive, e quindi

di questa parassitosi, come avverte l’articolo 40 del D.P.R. 22.12.1967 n° 1518: “ qualora rilevi negli

alunni segni sospetti di malattia infettiva deve informare, in assenza del medico scolastico, il Direttore

della scuola o il Capo d’Istituto ”.

6.c Il ruolo dei Rappresentanti dei genitori

I Rappresentanti dei genitori, analogamente a quanto avviene per altri aspetti dell’attività scolastica,

costituiscono un importante tramite tra l’Istituzione e le Famiglie.

Poiché è impossibile che il SISP e/o il Distretto possa esplicare una efficace informazione incontrando

tutti i genitori, la soluzione più coerente è quella di rivolgersi ai loro rappresentanti, che provvedono a

diffondere le informazioni presso le famiglie.

7. IL RUOLO DEI SERVIZI SOCIALI

Intervengono, per i provvedimenti del caso, nel momento in cui il mancato controllo del bambino da

parte dei genitori possa legittimamente configurare una carenza della funzione genitoriale.


D) IL PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA GESTIONE DELLA PEDICULOSI DEL CAPO

NELLE

COMUNITA’ SCOLASTICHE


1. Come si tutela la Comunità

La pediculosi del capo genera, spesso, preoccupazione tra i genitori e può provocare comportamenti di

esclusione potenzialmente dannosi.

La prevenzione e il controllo di questa parassitosi richiedono una comunicazione costante e completa,

il coinvolgimento e la cooperazione del servizio sanitario pubblico, della scuola e delle famiglie; queste

ultime svolgono un ruolo unico e vitale nella diagnosi e nel decorso di questa infestazione.

Mentre i pidocchi non trasmettono malattie, una infestazione è un problema per una comunità.

La pediculosi, infatti, può allarmare e demoralizzare gli allievi, le famiglie e i componenti della

collettività; il concorso, pertanto, e la partecipazione delle istituzioni è indispensabile per il successo del

trattamento e per fornire il supporto e la rassicurazione necessari alle famiglie nel rispetto del diritto del

bambino alla riservatezza mentre è curato.

Lo sviluppo di idonee politiche e di procedure costanti all’interno delle comunità è vitale per la

pianificazione e la gestione generale delle infestazioni; l’impegno nel controllarle per ridurle è

necessario per la salute generale della popolazione.

Gli Obiettivi Primari nel trattare efficacemente l’infestazione dei pidocchi sono quelli di lavorare per

identificare gli individui parassitati.

Il secondo passo, dopo aver identificato la presenza dei pidocchi della testa e avviato un idoneo

trattamento per riportare rapidamente i bambini colpiti in comunità, è di rompere il ciclo delle

reinfestazioni attraverso una comunicazione attenta e ripetuta con le famiglie.

I genitori devono essere istruiti sul trattamento pediculocida idoneo, sulla prevenzione, e sulla

procedure da adottare.


Al contrario, il taglio dei capelli e gli shampoo antiparassitari non servono a impedire il contagio e non

vanno usati a scopo preventivo.

Ci sono altri aspetti supplementari per arrestare una infestazione: la promozione delle corresponsabilità,

l’elaborazione di politiche e di procedure amministrative adatte e costanti, la formazione completa e

l’adozione di linee guida.

La famiglia opera nelle questioni di salute, ma la pediculosi è quella in cui ha un ruolo principale,

lavorando con altre figure e assumendo, insieme a queste, la sua parte di responsabilità come

componente di una comunità.

In questo approccio multidisciplinare essa interagisce con la scuola, con il medico di famiglia, con il

farmacista e con gli operatori della sanità pubblica, protagonisti che dirigono la cura in modo da

promuovere l’uso di trattamenti basati su prove piuttosto che su rimedi domestici trasportati per sentito

dire nella comunità; che ricercano e generano politiche corrette, sviluppate nell’ambito della legislazione

nazionale; che sviluppano linee guida, raccomandazioni che dissipano miti e stigmi.

Un documento procedurale completo deve includere la descrizione di processi che la scuola deve

seguire, di informazioni sulle modalità di come i genitori possano essere avvisati di un’infestazione di

pediculosi, del tipo di terapia da adottare, di nozioni comportamentali da prendere e di sufficienti

conoscenze scientifiche sul parassita; deve indicare parametri specifici che spiegano quando informare

i funzionari di sanità pubblica.

I criteri devono essere osservati come una guida di riferimento piuttosto che una regola rigida,

considerando ciascuna situazione volta per volta.


2. La famiglia

La famiglia svolge il ruolo fondamentale nel controllo della pediculosi del capo nelle comunità

per rilevare la presenza di parassiti o di uova tra i capelli, praticando se necessario il trattamento

dell’infestazione.

Per i genitori un modo semplice per assicurare l’ispezione continua è quello di lavare i capelli ai bambini

circa due volte alla settimana con uno shampoo normale e di controllare ogni volta l’eventuale presenza

di lendini alla base dei capelli.

Nel caso di infestazione accertata da pidocchi – prurito intenso, presenza di parassiti o lendini che si

trovano a non più di 5 – 10 millimetri dalla radice del capello - la famiglia deve:

o Avvertire immediatamente la Scuola e la Comunità frequentata per favorire l’attivazione di un

controllo da parte degli altri genitori dei bambini.

o Rivolgersi al proprio medico curante o al medico di sanità pubblica o all’assistente Sanitaria del

distretto per avere le indicazioni sugli opportuni trattamenti da effettuare e per le modalità di

riammissione

o Effettuare il trattamento seguendo correttamente le istruzioni del foglietto illustrativo del prodotto

utilizzato e quelle ricevute o riportate sul materiale informativo predisposto dal Dipartimento di

Prevenzione

o Attivare un controllo su tutti gli altri familiari conviventi che hanno avuto un possibile contatto con

il caso accertato.


3. La scuola

Nell’ambito delle attività di controllo della pediculosi nelle scuole possono presentarsi:

o Azioni routinarie: indipendentemente o in risposta alla segnalazione del caso di pediculosi

o Azioni straordinarie: in risposta alla segnalazione di casi o focolai epidemici di pediculosi

3.a Azioni routinarie ( infestazione sul singolo bambino )

All’inizio di ogni anno scolastico a cura della scuola viene distribuita alle famiglie:

1. una scheda informativa ( Modello A ) predisposta dal SISP e/o dal DISTRETTO contenente

tutte le informazioni sulla pediculosi, sulle modalità di controllo della testa adatte ad evidenziare

la presenza del parassita e sulle modalità di riammissione scolastica.

2. la scheda denominata “ Diario del Pidocchio “ ( allegato X ). Questa è una tabella sulla quale i

genitori annotano l’avvenuto controllo settimanale secondo le modalità delle note informative

del SISP e/o DISTRETTO, nonché i prodotti usati per il trattamento e le date della loro

applicazione.

L’adozione del Diario del Pidocchio deve essere preceduta dall’attività educativa e informativa dell’ASL

diretta soprattutto ai Referenti per l’educazione sanitaria e ai rappresentanti dei genitori che

trasmetteranno l’informazione alle famiglie e agli insegnanti.

Qualora si verifichi che:

1. L’insegnante noti segni evidenti di infestazione per la presenza “ ictu oculi ” = cioè con

“ la semplice osservazione ” , senza nessuna ispezione, di numerose lendini e/o del parassita

sui

capelli di un singolo bambino o un frequente grattamento della testa, segnala la sospetta

pediculosi al Dirigente scolastico ai sensi dell’articolo 40 del D.P.R. 22.12.1967 n° 1518,che

ne dà comunicazione ai genitori e/o tutori inviando:

una lettera in cui li informa della sospetta pediculosi e richiede:

- un certificato medico** o una autocertificazione di avvenuto trattamento ai fini

della riammissione scolastica ( Allegato A )

- un certificato medico di non avvenuto trattamento per l’assenza di parassiti e/o

lendini

il modello per l’autocertificazione di avvenuto trattamento ai fini di della riammissione

scolastica ( Allegato… )


la copia della Scheda informativa ( Modulo A ) sulla pediculosi e copia della scheda

denominata “ Diario del Pidocchio “ ( allegato X ) già distribuite all’inizio dell’anno scolastico

Il Dirigente scolastico fa la segnalazione al SISP del distretto competente per territorio

** In situazioni di criticità non altrimenti controllabili ( alto numero di casi e/o focolai epidemici che

ricorrono ininterrottamente per oltre due mesi ), la Direzione Scolastica e/o il SISP e/o il DISTRETTO

qualora quest’ultimi vengano informati dal Dirigente Scolastico, hanno la facoltà di richiedere:

- la certificazione medica finalizzata alla riammissione scolastica, in luogo

dell’autocertificazione del genitore, ai singoli casi

- la certificazione medica finalizzata alla riammissione scolastica, in luogo

dell’autocertificazione del genitore, agli alunni dell’intera classe dove si sono

verificati i casi o, nelle situazioni più gravi, a tutti gli alunni del plesso.(MODELLO

E).

Sino alla data prevista per la presentazione della certificazione medica saranno sospese le

attività che prevedono gruppi di alunni di classi diverse.

Alla prima segnalazione di casi di ogni anno scolastico, di qualunque plesso si tratti, viene data

informazione scritta da parte del Dirigente Scolastico a tutti i plessi o sedi staccate dell’Istituzione

Scolastica come da MODELLO B.

La comunicazione non ha carattere allarmistico, ma serve a richiamare l’attenzione sulla necessità di

intensificare il controllo da parte dei genitori, data la frequenza di varie situazioni di comunità da parte

degli studenti anche al di fuori dell’ambito scolastico.

La trasmissione tramite fomiti è ritenuta possibile, anche se meno frequente di quella per contatto

diretto.

Nelle scuole si potranno adottare le seguenti misure di prevenzione:

- utilizzare armadietti ad uso del singolo bambino nelle scuole dell’infanzia,

- appendere giacche e cappotti in modo distanziato nelle scuole primarie e secondarie.

Ove ciò non fosse possibile, le famiglie provvederanno a dotare gli alunni di un sacchetto in cui

inserire gli indumenti personali prima di riporli o appenderli.

A seconda dell’età degli alunni, cominciando dal primo mese di scuola, i docenti prevedono interventi

didattici nei confronti dei bambini per educarli ad evitare o ridurre i comportamenti a rischio.

Il referente della ASL raccoglie con cadenza mensile le autocertificazioni di avvenuto trattamento

disinfestante e gli eventuali certificati medici di riammissione e ne invia copia al SISP e all’OSP

( Osservatorio Parassitosi Scolastiche ), ai fini della valutazione epidemiologica della diffusione della

pediculosi.

3.b Azioni straordinarie ( segnalazione di due o più casi nella stessa classe )

Fanno seguito alla segnalazione di due o più casi in una classe ( focolaio epidemico ).


Si attua la formula del “ triage ” semplificato e modificato ( termine francese che indica cernita –

smistamento ); è, questo, un sistema utilizzato per selezionare i soggetti interessati.

Il metodo del triage usa un codice colore per rendere universalmente identificabile l'urgenza del

trattamento per ogni singolo soggetto:

• Codice Verde ( urgenza minore )

• Codice Giallo ( urgenza )

• Codice Rosso ( emergenza )

Si differenziano nel modello operativo, pertanto, tre livelli di intervento.

1. Codice

verde

Alla segnalazione di due o più casi nella stessa classe da parte dell’insegnante e/o del genitore, e/o dal

SISP o informato dalla segnalazione del medico curante,

il Dirigente Scolastico:

1. invia ai genitori e/o tutori dei bambini con sospetta pediculosi:

una lettera in cui li informa della sospetta pediculosi, segnala l’opportunità di una visita medica e

richiede il certificato medico ai fini della riammissione scolastica ( Allegato )

la copia della scheda “ Diario del Pidocchio ”, adottata come strumento in accordo con il

SISP e/o DISTRETTO, su cui i genitori annoteranno sia l’avvenuto trattamento sia i controlli

effettuati

( Allegato )

la copia della scheda informativa dell’ASL sulla pediculosi già distribuita all’inizio dell’anno

scolastico

2. invia ai genitori dei bambini senza pediculosi che frequentano la stessa classe:

una lettera standard in cui informa i genitori dei casi di sospetta pediculosi verificatisi nella

classe

( Allegato C ) e richiama la necessità di incrementare i normali controlli del cuoio capelluto e dei

capelli, già rientranti nelle normali cure parentali

la copia della scheda “ Diario del Pidocchio ” su cui i genitori annoteranno i controlli effettuati

( Allegato )


la copia della scheda informativa dell’ASL sulla pediculosi già distribuita all’inizio dell’anno

scolastico

3. convoca, su segnalazione dell’insegnante, i genitori che hanno omesso la compilazione del

“ Diario del Pidocchio ” per un colloquio informativo finalizzato alla loro

responsabilizzazione.

Per gli alunni delle altre classi dello stesso plesso è previsto un avviso sul diario a carattere

generale della presenza di casi nella scuola.

4. fa la segnalazione al SISP del Distretto competente per territorio.

Il Dirigente Scolastico valuterà l’opportunità di sospendere le attività che prevedono gruppi di alunni

di classi diverse.

Su richiesta del Dirigente scolastico il SISP, il DISTRETTO o OPS organizzano interventi

d’informazione per i genitori e/o i docenti presso le sedi scolastiche.

l’ Insegnante:

controlla settimanalmente il “ Diario del Pidocchio “

segnala al Dirigente Scolastico gli alunni i cui genitori hanno omesso la sua compilazione

il referente dell’ASL:

raccoglie con cadenza mensile i certificati medici di riammissione scolastica e ne invia copia al

SISP e all’ OSP ai fini della valutazione epidemiologica della diffusione della pediculosi

raccoglie la scheda “ Diario del Pidocchio ” per le valutazioni epidemiologiche, elaborando la

compliance dei genitori, gli eventuali trattamenti incongrui…

Se il bambino risulta positivo al controllo e viene regolarmente trattato, la dichiarazione

dell’avvenuto trattamento sul “ Diario del Pidocchio ” può sostituire l’autocertificazione

dell’avvenuto trattamento, e pertanto può essere sufficiente ai fini della riammissione a scuola.

Nel caso si evidenzino comportamenti non collaborativi od ostruzionistici da parte dei genitori,

che possono concretizzarsi nella mancata compilazione del Diario o nell’utilizzo di prodotti inefficaci o

nella negazione del problema anche in presenza di segni evidenti di infestazione, il Dirigente scolastico,

concordemente con il SISP o DISTRETTO, ha la facoltà di richiedere un certificato del medico curante

per la riammissione in collettività.


2. Codice giallo

Nel caso in cui nei 30 giorni successivi, nonostante siano state attuate le azioni precedenti, vi sia la

segnalazione nella stessa classe di due o più reinfestazioni

il Dirigente Scolastico:

informa il SISP o il DISTRETTO della situazione epidemica con nota scritta, inviata tramite fax,

riportante il numero dei casi, la classe interessata, i provvedimenti adottati

adotta i provvedimenti indicati nel 1° livello

il referente dell’ASL:

valuterà la situazione epidemiologica per l’eventuale adozione di ulteriori iniziative

predispone un lettera informativa ai genitori,

- ribadendo le misure che ogni famiglia deve adottare e

richiede il certificato medico ai fini della riammissione a scuola


In caso di frequenti recidive, legate spesso alla scarsa sensibilità del problema da parte di alcuni

genitori, sarà necessario, per poter frequentare la comunità i casi accertati e sospetti esibiscano

certificazione medica di non contagiosità, e nel caso questo non avvenga gli alunni dovranno

essere allontanati fino alla presentazione della documentazione necessaria

Qualora si verifichino situazioni di particolare gravità, la certificazione di non contagiosità potrà essere

richiesta da parte del Dirigente Scolastico per intere classi.

3 Codice

rosso

Si configura un terzo livello qualora, nonostante siano state poste in essere azioni previste dai primi due

livelli di intervento, vi sia la segnalazione, in una stessa classe, di focolai epidemici che ricorrono

ininterrottamente nei 2 mesi successivi all’applicazione dei provvedimenti previsti nel 2° livello.

In questa evenienza

il Dirigente Scolastico:

informa il referente della ASL ( SISP – DISTRETTO ) della situazione epidemica con nota

scritta, inviata mediante fax, riportante il n° dei casi, la classe interessata, i provvedimenti già

adottati

adotta i provvedimenti indicati nel 1° livello

ha la facoltà di effettuare una segnalazione ai Servizi Sociali, nel caso in cui il mancato

controllo del bambino da parte dei genitori possa legittimamente configurare una carenza della

funzione genitoriale.

può richiedere la certificazione di non contagiosità

il referente dell’ASL:

procede alla valutazione delle possibili criticità, errori nelle modalità di trattamento, utilizzo di

prodotti inefficaci, mancato controllo da parte dei genitori e/o tutori


predispone una nota informativa ai genitori sulla situazione epidemica in corso riaffermando le

misure di profilassi che ogni famiglia deve adottare per rilevare la periodicità dei controlli, i

trattamenti effettuati e quali prodotti siano stati usati e chiede

richiede il certificato medico ai fini della riammissione a scuola

richiede il certificato di non contagiosità, in caso di criticità, ai fini della riammissione a

scuola*

convoca, ove ritenuto opportuno, i genitori reticenti per un colloquio informativo finalizzato alla

loro responsabilizzazione

L’adozione delle schede del Diario del pidocchio, compilate dai genitori, rende disponibili dati utili per la

migliore valutazione delle criticità.

* La certificazione di non contagiosità dovrà essere rilasciata presso la sede SISP o del distretto

territorialmente competente, previa visita di controllo, in presenza di uno degli esercenti la

patria potestà o di un suo delegato.

4. L’ Azienda Sanitaria Locale

Il ruolo del SISP e del DISTRETTO è quello di offrire conoscenze ed informazioni specifiche

attraverso azioni educative rivolte alle Famiglie, ai Dirigenti scolastici e agli Insegnanti.

All’inizio di ogni anno scolastico l’ASL fornisce alle scuole pubbliche e private ed ai nidi, una

nota informativa per gli insegnanti ed una per i genitori sulla prevenzione ed il trattamento della

pediculosi del capo, accompagnato dal protocollo.

Gli operatori sanitari possono avere un ruolo attivo nell’addestrare insegnanti ed altri operatori scolastici

a individuare il problema, fornire materiale divulgativo che possa aiutare le famiglie a riconoscere e

trattare in modo adeguato la pediculosi.

Infatti, una delle più frequenti cause di insuccesso nell’affrontare la pediculosi è costituito

dall’incapacità delle famiglie a riconoscere le lendini.

L’Asl gestisce tali iniziative di sensibilizzazione utilizzando le modalità che ritiene più idonee in rapporto

alla situazione locale.

La programmazione dell’attività informativa - formativa ai fini della prevenzione e del controllo della

pediculosi è bilanciata sulla base delle risorse disponibili, tenendo conto della priorità esistenti

nell’ambito della prevenzione.

In relazione all’evoluzione degli studi scientifici la ASL provvede anche alla redazione ed

all’aggiornamento del materiale informativo, modellandone i contenuti in base alla situazione locale; ne

invia copia alle scuole ed ai comuni.

Intraprende, inoltre, iniziative per i Medici di famiglia, per Pediatri di libera scelta e per i Farmacisti.

Il controllo sistematico dei bambini da parte della ASL in assenza di casi è una procedura di

comprovata inutilità.

Non vi sono, inoltre, evidenze a sostegno del controllo sistematico dei bambini da parte dalla ASL, in

corso di epidemie, per cui anche tale procedura non è raccomandata.


Nel controllo delle epidemie appare decisiva l’attività educativa perché i fallimenti terapeutici, e pertanto

il reiterarsi dei focolai, sono generalmente correlati all’uso improprio dei farmaci o a prodotti inefficaci.

Fornire una educazione di qualità rende necessario conoscere le pratiche di trattamento eseguite dalle

famiglie, ricercare e richiamare quelle sbagliate per correggerle.

L’effetto delle istruzioni dipende dal soddisfacimento di bisogni specifici, quali le barriere linguistiche o il

livello di formazione dei genitori.

L’approccio più valido è quello di progettare e presentare le informazioni in formati differenti e in un

senso più espressivo per raggiungere il pubblico ed essere comprese adeguatamente in modo che

possano essere eseguite.

E’ importante, come già affermato, fornire informazioni in modo proattivo, così come durante le

infestazioni.

I servizi sanitari possono intervenire direttamente nel caso di Focolai scolastici estesi e quando diventa

indispensabile contenere l’ansia dei genitori.

In caso di criticità potrà essere necessario il rilascio della certificazione di non contagiosità che

dovrà essere rilasciata presso la sede SISP o presso il Distretto, previa visita di controllo, in

presenza di uno degli esercenti la patria potestà del bambino/a o di un suo delegato.

Gli operatori dell’Asl possono cooperare con le Autorità scolastiche per effettuare una rapida

valutazione dell’estensione del problema, raccomandare il trattamento, assicurare la certificazione

prima della riammissione a scuola ed effettuare la sorveglianza dopo 10 – 15 giorni per verificare se

l’infestazione collettiva sia stata risolta.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, l’intervento degli operatori sanitari non è necessario.

Le scuole che hanno ricevuto informazioni adeguate su come riconoscere ed affrontare la pediculosi

del capo, possono gestire autonomamente il problema.

Il SISP provvede a notificare il focolaio epidemico secondo le modalità previste dal DM 15.12.1990.


POSSIBILE MODELLO OPERATIVO SERVIZIO ASL

Segnalazione di caso sospetto 1) del medico curante

Il servizio contatta telefonicamente la

famiglia e

- si accerta:

a) che sia in possesso delle informazioni

sulla

prevenzione

b) che sia stato eseguito correttamente il

trattamento

- convoca:

tutti i figli minori per un controllo presso

l’ambulatorio

Non occorre riammissione

Il servizio verifica:

- se si tratta di caso ( presenza del

parassita e/o di

lendini ad una distanza dal cuoio

capelluto inferiore a

circa 1 – 1,5 cm

- se si tratta di caso accertato controlla:

a) che la famiglia sia in possesso delle

informazioni

sulla prevenzione

b) che sia in grado di eseguire

correttamente il

trattamento

- convoca:

tutti i figli minori per un controllo

presso l’ambulatorio

Non occorre riammissione

CONTROLLO AMBULATORIALE

2 del dirigente scolastico o dello stesso

genitore e/o tutore

Caso accertato Presenza del parassita e/o di lendini ad

una distanza di

almeno 1-1,5 cm dal cuoio capelluto

- consigliare il trattamento medicato

- accertarsi che la famiglia sia in

possesso delle informazioni sulla

prevenzione ed abbia effettuato

correttamente il trattamento

- le raccomandazioni sul controllo, la

prevenzione e la terapia vanno estese a

tutti i familiari e conviventi

Nessun provvedimento di allontanamento

Caso dubbio Presenza di lendini esclusivamente ad


- consigliare il trattamento medicato solo

se è trascorsa

una settimana almeno da una

precedente cura

- fissare nuovo controllo ambulatoriale a

bonifica

effettuata

Nessun provvedimento di allontanamento

una distanza maggiore

In casi particolari può essere effettuata una visita domiciliare

Non è prevista, di norma, la segnalazione al Dirigente scolastico per l’allontanamento

da scuola.

Se il genitore ritiene opportuno tenere a casa il figlio non è necessaria la riammissione

5. I Medici di Famiglia e i Pediatri di libera scelta

Il Medico di famiglia o il Pediatra interviene in due occasioni:

allorché il genitore, in base al controllo settimanale, sospetta la presenza del parassita e si reca

al curante per la conferma della diagnosi e per la prescrizione del trattamento

allorché il Dirigente scolastico richiede un certificato medico ai fini della riammissione scolastica

( Circolare Ministeriale n° 4 del 13.03.1998 )

In entrambi i casi il medico curante accerta la presenza dell’infestazione e prescrive il trattamento.

Questi, inoltre, attua le misure di prevenzione in ambito familiare e denuncia il caso al SISP.

Nella segnalazione dovrà essere specificata la scuola e la classe frequentata dal bambino.


Ognuno deve svolgere il suo compito in maniera coordinata ed efficiente

Ai genitori dei bambini che frequentano

una collettività spetta la responsabilità

principale della prevenzione, e

identificazione

della pediculosi attraverso un controllo

sistematico e regolare dei propri figli.

I genitori sono anche responsabili per le

tempestive applicazioni del trattamento

prescritto

Il dirigente scolastico deve disporre

l’allontanamento obbligatorio

del bambino e inviare ai genitori una

lettera in cui è richiesto un

certificato medico o una

autocertificazione di avvenuto

trattamento ai fini

della riammissione a scuola

Il medico curante ( pediatra o medico di

famiglia ) ha il compito di fare la

diagnosi, prescrivere il trattamento

specifico antiparassitario, e certificare

l’inizio del trattamento per la

riammissione a scuola

1

L’insegnante che nota segni evidenti

di infestazione sul singolo bambino,

ha il dovere di segnalare la sospetta

pediculosi al dirigente scolastico

3

Il personale sanitario della ASL

è responsabile per l’informazione e

l’educazione sanitaria della popolazione

in tema di prevenzione

5

2

4


SINTESI

La responsabilità principale della prevenzione, identificazione e trattamento della pediculosi è dei

genitori del bambino che frequenta una collettività; tra le normali cure parentali va incluso, infatti,

anche il controllo settimanale dei capelli del bambino per identificare eventuali lendini o parassiti.

Sebbene le Famiglie abbiano la principale responsabilità nell’ambito della prevenzione, identificazione e

trattamento della pediculosi, la Scuola ha un ruolo fondamentale nel sostenere le famiglie in tale attività,

mentre i Servizi Sanitari intervengono per:

l’informazione e l’educazione sanitaria delle Famiglie

l’informazione e l’educazione sanitaria degli Insegnanti e dei Dirigenti scolastici

l’informazione e la formazione di Medici curanti e dei Farmacisti

la gestione delle notifiche di pediculosi ai sensi del D.M. 15 – 12 – 1990


SCHEMATIZZAZIONE DELLE AZIONI

FAC SIMILI DOCUMENTAZIONE E MODULISTICA


- - MODELLO A: lettera del Dirigente Scolastico alle sedi staccate da inoltrare alla prima

segnalazione di casi dell’anno scolastico ( fac-simile )

- - MODELLO B: lettera del Dirigente Scolastico destinata ai genitori dei bambini con

infestazione da pidocchio del capello ( caso singolo )

- - MODELLO C: lettera del Dirigente Scolastico destinata ai genitori dei bambini con

infestazione da pidocchio del capello ( due o più casi )

- - MODELLO D: lettera del dirigente scolastico destinata ai genitori dei bambini senza

infestazione da pidocchio del capello ma che frequentano altri bambini con pediculosi

- - MODELLO D1: lettera del dirigente scolastico destinata ai genitori dei bambini senza

infestazione da pidocchio del capello ma che frequentano altri bambini con pediculosi

- - MODELLO E: provvedimento del Dirigente Scolastico in situazioni di criticità ed inerente

alla richiesta del certificato medico per la riammissione a tutti gli alunni delle classi colpite o

dell’intero plesso scolastico

- - MODELLO F: Autocertificazione per la riammissione scolastica

- - MODELLO F1: Autocertificazione per la riammissione scolastica

- - ALLEGATO G: Il Quaderno del Pidocchio

- - ALLEGATO G1: Scheda informativa “ Norme igienico-profilattiche per il controllo della

diffusione della pediculosi ” ( Predisposto dalla ASL )


La pediculosi non è

un’emergenza

sanitaria; non

trasmette nessuna

malattia.

L’unico disturbo è il

prurito

® E’ BENE RICORDARE

La presenza di

lendini non vitali,

distanti dalla radice

del capello, non è

indice di infestazione

e non richiede altro

trattamento

Nessuna attività

parascolastica deve

essere sospesa a

causa di infestazioni

segnalate nelle

classi

I bambini trattati possono riprendere la frequenza scolastica e le attività parascolastiche


» INSEGNANTE

AZIONI ROUTINARIE

• Inizio Anno Scolastico

Scheda Informativa

( su pediculosi,controllo, riammissione )

• Singola Infestazione

» SISP e/o DISTRETTO

• Informazione ed Educazione Sanitaria

Scheda Informativa Allegato A


1° CODICE VERDE ( DUE O PIU’ CASI )

» INSEGNANTE

• Ai Genitori dei bambini infestati

• Ai Genitori dei bambini non infestati

2° CODICE GIALLO ( 30 GIORNI SENZA RISULTATO )

» SISP e/o DISTRETTO

AZIONI STRAORDINARIE

• Ai Genitori Nota Informativa sulla situazione dell’epidemia

Informazione ed Educazione Sanitaria

» INSEGNANTE


• Ai Genitori come al 1° Livello …e… Diario del Pidocchio


DIARIO DEL PIDOCCHIO

» SISP e/o DISTRETTO Attività Educativa e Informazione agli Insegnanti e Rappresentanti di classe

» INSEGNANTE Consegna e Controllo del Diario del Pidocchio – Segnalazioni Omissioni ad Dirigente

» DIRIGENTE SCOLASTICO Convocazione e Colloquio con i Genitori non aderenti

3° CODICE ROSSO ( 60 GIORNI DALL’INIZIO DELL’EPIDEMIA SENZA RISULTATO )

» SISP e/o DISTRETTO e INSEGNANTE Analisi delle Criticità e degli Errori

» DIRIGENTE SCOLASTICO

Scheda Informativa

Scheda Informativa

Valuta se richiedere il Certificato Medico per la Riammissione

Valuta se segnalare il caso ai Servizi Sociali

Allegato A

Allegato B

SCHEMA PER LA GESTIONE DI UNA PRESUNTA INFESTAZIONE DI PEDICULOSI DEL CAPO IN

UNA SCUOLA


Si sono

trovate

lendini sui

capelli

SI

Ispezionare i

capelli alla ricerca

dei pidocchi

Si sono

trovati

pidocchi con

la scansione

dei capelli

SI

a) AZIONI RACCOMANDATE

NO

• Informare i genitori, a fine giornata, della

sospet6ta pediculosi

• Fornire informazioni sulla biologia dei pidocchi e

sui metodi per eliminare l’infestazione

Non trattare

Reispezionare

periodicamente i capelli

NO

b) AZIONI INGIUSTIFICATE

• Esclusione o quarantena

• Segnalazione della classe ai genitori

• Screening della popolazione scolastica

• Disinfestazione degli ambienti scolastici

• Segnalare il caso ai servizi di assistenza

sociale

• Sigillare in buste di plastica capi di


® Lettera

Intestazione della Scuola

MODELLO A

Il pidocchio (Pediculus humanus capitis) è un insetto che vive e si riproduce solo sulla testa

dell’uomo, lontano dalla testa non ha possibilità di sopravvivere perché non trova nutrimento, si

muove abbastanza velocemente fra i capelli e può passare da una persona all’altra sia

direttamente (per contatto), sia indirettamente (ad esempio indossando indumenti infestati come

cappelli, berretti, sciarpe eccetera o usando pettini e spazzole infestati). Lontano dalla testa

questo parassita muore dopo poche ore per cui non è necessaria alcuna disinfestazione dei

locali; le indicazioni ministeriali raccomandano soprattutto la prevenzione che si attua solo

attraverso il controllo frequente delle teste, pettinando i capelli con pettini a denti molto fitti e

non utilizzando senza necessità sostanze pericolose necessarie solo in caso di contagio, ma

inefficaci altrimenti. La sua azione provoca un insopportabile prurito alla testa.

È bene si sappia che il contagio può avvenire in tutti quegli ambienti (non solo a scuola) in

cui si raccolgono insieme più persone che avvicinano fra loro le teste o che si scambiano pettini,

sciarpe, cappelli eccetera. In casa il contagio è possibile anche attraverso la biancheria.

Per rilevare l’infestazione è necessario ispezionare accuratamente la testa, magari

aiutandosi con una lente di ingrandimento, dedicando particolare attenzione alle zone prossime

alle orecchie ed alla nuca. Può essere difficile osservare i pidocchi, molto più evidenti sono le

loro uova, dette anche “lendini”, bianche e lucide che schiudono dopo circa otto o dieci giorni,

che si distinguono facilmente dalla forfora perché sono saldamente attaccate ai capelli e quindi

non cadono facilmente a terra.

L’infestazione non è necessariamente conseguenza di mancata igiene, è bene, tuttavia, in

caso di segnalazioni di infestazioni, è importante ispezionare ogni giorno la testa, pettinare con

pettine a denti fitti e spazzolare i capelli.

Una volta accertata la presenza dei pidocchi (adulti o uova) bisognerà subito procedere

alla loro completa eliminazione e ad un’accurata ispezione di tutti i componenti del nucleo

familiare. In passato si ricorreva principalmente al taglio completo dei capelli; oggi questo

intervento non è più necessario (in alcuni casi può essere una inutile umiliazione), tuttavia è

bene accorciare i capelli per semplificare l’ispezione, facilitare il lavaggio del capo e, quando

necessario, per agevolare l’applicazione di prodotti antiparassitari che sono necessari solo nei

casi di accertata infestazione, ma adottando le dovute precauzioni. Non è assolutamente

necessario utilizzare alcun antiparassitario se non si è accertata l’avvenuta infestazione, anzi

l’uso non controllato è dannoso e può essere controproducente.

Il prodotto deve essere di specifico impiego per uso umano, acquistato in farmacia ed

usato seguendo scrupolosamente sia il consiglio del medico che le modalità scritte nell’etichetta.

La terapia deve essere gestita dal medico di famiglia e va ripetuta a distanza di non più di 7-10

giorni, per almeno 30 giorni, in quanto una sola applicazione non è sufficiente ad eliminare il


parassita al 100% e soprattutto perché la sua efficacia sulle lendini è scarsa o nulla. Biancheria e

indumenti vanno lavati a temperatura superiore a 60°C. Pettini e spazzole vanno immersi in una

bacinella contenente shampoo antiparassitario per oltre 10 minuti.

In base alla normativa vigente, la C.M. sanità n. 4 del 13/3/98, la frequenza scolastica è

interdetta fino all’avvio di idoneo trattamento certificato per autocertificazione o dal medico

curante e non sono necessarie misure di disinfestazione ambientale.

Solo la famiglia può assicurare la sorveglianza continua dei bambini, la loro igiene

personale e la cura dei soggetti colpiti; la scuola contribuisce all’educazione igienico sanitaria

dei bambini e svolge una competente vigilanza contro la diffusione del parassita.

® Lettera

Ai genitori dei bambini

con sospetta infestazione da pidocchio del capello

( caso singolo )

Intestazione della Scuola

Ai genitori di

……………………………..

Il Dirigente Scolastico

MODELLO B

Si informa che, su segnalazione dell’insegnante, suo figlio/a potrebbe essere affetto da pediculosi

del cuoio capelluto.

Si dispone, pertanto, in via precauzionale il suo allontanamento dalla comunità scolastica,

consigliando di sottoporlo a visita presso il medico curante, per la conferma e la eventuale prescrizione

del trattamento.

Poiché un corretto trattamento antipediculosi riduce molto il rischio di trasmissione, il bambino/a potrà

essere riammesso/a in classe il giorno successivo la sua prima applicazione.

L’avvenuto trattamento, necessario per la riammissione scolastica, può essere dichiarato tramite

autocertificazione scritta di uno dei genitori/tutori – si allega fac simile – oppure certificato dal medico

curante.

Nel caso in cui vostro figlio/a risultasse affetto/a da pediculosi, è necessario che anche gli altri

componenti della famiglia siano controllati con attenzione e, nel caso di ritrovamento di lendini o pidocchi

sulla loro testa, siano sottoposti allo stesso trattamento.

L’avvenuto trattamento, le modalità con cui è stato effettuato ed i controlli eseguiti su suo figlio/a

devono essere riportati sulla scheda “ Diario del Pidocchio ” che si allega.

Ad ogni buon conto si allega la scheda informativa predisposta dalla ASL contenente utili informazioni

sulla pediculosi del capo.


Si informa infine, che analoga segnalazione è stata fatta al Servizio di Igiene Pubblica per l’adozione

di ogni provvedimento ritenuto necessario al contenimento della parassitosi nella comunità scolastica.

Si ringrazia per la collaborazione e si porgono cordiali saluti.

Data: giorno/mese/anno

® Lettera

Il Dirigente Scolastico

Ai genitori dei bambini

con sospetta infestazione da pidocchio del capello

( due o più casi )

Intestazione della Scuola

Ai genitori di

……………………………..

MODELLO C

Si informa che, su segnalazione dell’insegnante, suo figlio/a potrebbe essere affetto da pediculosi del

cuoio capelluto.

Si dispone, pertanto, in via precauzionale il suo allontanamento dalla comunità scolastica,

consigliando di sottoporlo a visita presso il medico curante, per la conferma e la eventuale prescrizione

del trattamento.

Nel caso in cui vostro figlio/a risultasse affetto/a da pediculosi, è necessario che anche gli altri

componenti della famiglia siano controllati con attenzione e, nel caso di ritrovamento di lendini o pidocchi

sulla loro testa, siano sottoposti allo stesso trattamento.

Poiché nella classe frequentato/a da suo figlio/a si sono verificati più casi di pediculosi, per la

riammissione scolastica è necessario produrre un certificato medico.

L’avvenuto trattamento, le modalità con cui è stato effettuato ed i controlli effettuati devono essere

riportati sulla scheda “ Diario del Pidocchio ” che si allega.

Si sottolinea che un corretto trattamento antipediculosi riduce molto il rischio di trasmissione ed il

bambino/a potrà essere riammesso/a in classe il giorno successivo la sua prima applicazione.

Ad ogni buon conto si allega la scheda informativa contenente utili informazioni sulla pediculosi del capo.


Si ringrazia per la collaborazione e si porgono cordiali saluti.

Data: giorno/mese/anno

® Lettera

Il Dirigente Scolastico

Ai genitori dei bambini

senza infestazione da pidocchio del capello

che frequentano altri bambini con pediculosi

Intestazione della Scuola

Ai genitori di

……………………………..

MODELLO D

A seguito della segnalazione di casi di pediculosi del capo ( pidocchi ) presso la classe frequentata

da vostro figlio/a, vi preghiamo di garantire un controllo accurato e periodico dei capelli, al fine di

rintracciare in tempo l’eventuale presenza dei parassiti o delle loro uova ( lendini ).

I prodotti che si trovano in farmacia non hanno una azione preventiva, pertanto, devono

essere utilizzati solo in caso di infestazione certa, in atto.

In casi dubbi, si consiglia di consultare il proprio medico curante o il personale medico del Servizio di

Igiene del vostro distretto o del Distretto.

Si ricorda che per evitare l’infestazione da pidocchi della testa ( pediculosi ) è necessario adottare

alcuni semplici, ma efficaci, accorgimenti:

Non scambiare o prestare oggetti personali come pettini, sciarpe, cappelli, berretti, nastri per

capelli, spazzole

Non ammucchiare i capi di vestiario

Controllare i capelli almeno una volta la settimana; nel caso dubbio consultare il vostro medico

curante

Nel caso di infestazione di un componente della famiglia, controllare con attenzione la testa di

tutti i familiari: se viene ritrovata una lendine o un pidocchio, applicare con cura il trattamento

seguendo le indicazioni riportate sulla scheda informativa allegata, predisposta dalla ASL, o

consultare il vostro medico curante

Si confida nella Vostra collaborazione al fine di evitare l’ulteriore diffusione dell’infestazione


Data: giorno/mese/anno

® Lettera

Il Dirigente Scolastico

Ai genitori dei bambini

senza infestazione da pidocchio del capello

che frequentano altri bambini con pediculosi

Intestazione della Scuola

MODELLO D1

Sono tornati……

Cari genitori/tutori/accompagnatori,

Mi è stato riferito che alcuni alunni della scuola potrebbero avere i pidocchi e chiedo la vostra

cooperazione per controllare i capelli di vostro figlio questa settimana (inserire data da ___/___/_____ a

___/__/_______ ).

I pidocchi non trasmettono malattie infettive – essi vengono trasmessi mediante contatto diretto con la

testa di qualcuno che ne è infestato. Potrà rassicurarvi sapere che i pidocchi si trovano comunemente in

posti diversi da (inserire il nome delle scuole, sezioni). I pidocchi sono molti comuni tra i bambini in età

scolare, e sono creature estremamente adattabili. Sono riusciti a sopravvivere vivendo solamente sugli

umani per migliaia di anni

Cosa potete fare?

Chiedo la vostra cooperazione nel controllare i capelli del vostro bambino, e nel caso che troviate dei

pidocchi o le loro uova, sottoporre a trattamento i capelli del bambino.

Vi prego di consultare l’allegato opuscolo Trattamento e Controllo dei pidocchi Questo opuscolo contiene

linee guida informative relative alla scoperta e al trattamento dei pidocchi e delle loro uova.

In quale modo devo sottoporre mio figlio a trattamento contro i pidocchi?

L’opuscolo allegato contiene linee guida informative relative alla scoperta e al trattamento dei pidocchi e

delle loro uova. La scuola ha anche a disposizione informazioni aggiuntive sul trattamento e sui pidocchi.

Non esitate a contattare ( referenti scolastici, operatori sanitari Asl ) ( inserire nomi e numeri di telefono)

per ottenere queste informazioni.

Se trovate pidocchi o le loro uova nei capelli del vostro bambino dovete informare:

• la scuola, e avvisare quando è cominciato il trattamento tramite l’allegato modulo di presa

d’azione.

• i genitori o gli accompagnatori degli amici del vostro bambino in modo che anch’essi abbiano

l’opportunità di scoprire e sottoporre a trattamento i loro bambini se necessario.

Quando potrà tornare a scuola il mio bambino?

Le norme sanitarie impongono che, nel caso in cui un bambino abbia i pidocchi, quel bambino non

possa fare ritorno a scuola fino quando non sia cominciato un adeguato trattamento curativo. Si prega di

notare che ciò concerne soltanto quei bambini che sono infestati da pidocchi vivi e non quelli che hanno

soltanto uova di pidocchi.

(inserire il nome della scuola ) è consapevole che questo può essere un problema molto delicato e

s’impegna a conservare la vostra riservatezza.

Cordiali saluti.

Data: giorno/mese/anno

Il Dirigente Scolastico


® Lettera

Ai genitori dei bambini

con sospetta infestazione da pidocchio del capello

( due o più casi )

Intestazione della Scuola

Ai genitori di

……………………………..

MODELLO E

- provvedimento del Dirigente Scolastico in situazioni di criticità ed inerente alla richiesta del

certificato medico per la riammissione a tutti gli alunni delle classi colpite o dell’intero plesso

scolastico


®

Autocertificazione per la riammissione scolastica

( art. 2 L. 15/68 – art. 3 L. 127/97 – art. 2 L. 191/98 – art. 1 DPR 403/98

Al Dirigente Scolastico della Scuola o Istituto

……………………………………………………………………..

Il/la sottoscritto/a padre/madre/tutore/tutrice ( sottolineare la voce corrispondente ) [1]

Nome ……………………………………………………………………………………………………

Cognome………………………………………………………………………………………………..

Nato/a …………………………………………………. Il………………………………………………

Residente a ……………………………………………………………………………………………..

Indirizzo ………………………………………………………………………………………………….

MODELLO F

dell’alunno/a

Nome………………………………………………………………………………………………………

Cognome…………………………………………………………………………………………………..

Nato/a……………………………………………………………………………………………………...

Frequentante la classe……………sezione…………..Plesso………………………………………..

Consapevole che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del Codice Penale e delle

leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 del DPR 445/2000

DICHIARA

Di essersi recato dal Dr………………………………………………… Medico di fiducia del bambino/a e di

aver eseguito tutte le indicazioni fornite dallo stesso.

Di aver effettuato il seguente trattamento antipediculosi

con………………………………………………………..

In data……………………………….. Di aver asportato tutte le lendini.

Di aver eseguito analogo trattamento ai familiari infestati in

data………………………………………………….

E’ al corrente della possibilità di ripetere il trattamento a distanza di una settimana. ( Leggere Istruzioni

Farmaco )


Firma del dichiarante [2] ………………………………………………..

Data…………………………………………….

Dichiarazione esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 DPR 28.12.2000 n. 445.

Informativa ai sensi dell’art. 10 della Legge 675/1996: i dati sopra riportati sono prescritti dalle

disposizioni vigenti ai fini del procedimento per il quale sono richiesti e verranno utilizzati esclusivamente

per tale scopo.

[1] La possibilità di utilizzare le dichiarazioni sostitutive è estesa anche agli extracomunitari con

regolare permesso di soggiorno limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o

attestabili in Italia da soggetti pubblici.

[2] la firma non va autenticata, nà deve necessariamente avvenire alla presenza dell’impiegato dell’Ente

che ha richiesto il certificato.

®

Autocertificazione di avvenuto trattamento antipediculosi

Al Dirigente Scolastico della Scuola o Istituto

……………………………………………………………………..

Io sottoscritto/a_________________________________________________________

residente a____________________________________________________________

Indirizzo_______________________________________________________________

genitore/ tutore di_______________________________________________________

frequentante la classe/sezione ____________________________________________

MODELLO F1

Dichiaro di aver eseguito a mio figlio il trattamento antipediculosi con asportazione di tutte le

lendini. Per il trattamento è stato utilizzato il farmaco:

farmaco_______________________________ in data_____________________

Di aver eseguito analogo trattamento ai famigliari infestati in

data___________________

Sono al corrente dell’opportunità di ripetere il trattamento a distanza di una settimana.

Firma_________________________________


Data____________________________________


IL DIARIO DEL PIDOCCHIO

1)

Alunno ________________________________________________________

_______________________________ via_____ ____________________________

2) Città ____

__ _______ Telefono___________________________

3) _______________________________ via_____ ____________________________ sede______________ classe__ sezione_

Scuola _______

__ _______

____

__ __

4) Nome e cognome del genitore /

tutore__________ _______________________________________________

Controlli

Segna in

questa casella

la data

corrispondent

e al lunedi

Usa le caselle

per segnare il

giorno del

controllo: fai

una croce se

non hai

trovato

pidocchi o

uova, fai un

cerchio se li

hai trovati.

settimana 1 settiman

a 2

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Sab

Dom

Trattamenti :

annota qui i trattamenti effettuati

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Sab

Dom

settiman

a 3

settimana

4

settimana

5

settimana

6

settimana

7

settimana

8

Lun Lun Lun Lun Lun Lun

Mar Mar Mar Mar

Mer Mer Mer Mer

Mar

Mer

Mar

Mer

Gio Gio Gio Gio Gio Gio

Ven Ven Ven Ven

Sab Sab Sab Sab

Dom

Dom

Nome e formulazione prodotto

utilizzato ( es .: Milice;

Dom

Dom

Ven

Sab

Dom

Data di applicazione

Ven

Sab

Dom

settiman

a 9

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Sab

Dom

settiman

a 10

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Sab

Dom

Risultato: il trattamento è stato

efficace? SI =


data__________________________

___

mousse, crema , gel) assenza pidocchi; NO =

presenza pidocchi

1^ applicazione

2^ applicazione

1^ applicazione

2^ applicazione

1^ applicazione

2^ applicazione

1^ applicazione

2^ applicazione

Firma del

genitore/tutore_______________________________


ALLEGATO

®


ALLEGATO


Ma cosa hai in testa!!….I pidocchi

Trattamento e controllo

L'uomo può essere parassitato da 3 sottospecie di pidocchi:

ALLEGATO G 1

• Pediculus Humanus Capitis ( pidocchio del capo ), che determina la forma di pediculosi

più frequente

• Pediculus Humanus Corporis ( pidocchio del corpo ) ancora, molto raro nei nostri climi

• Pthirus Pubis ( pidocchio del pube o piattola ) trasmesso per contatto sessuale


Nel complesso, il primo è molto simile al secondo, sebbene un po’ più piccolo. Il pidocchio del

corpo deriverebbe da un’evoluzione di quello del capo, dopo che l’uomo ha cominciato a

vestirsi. Le due sottospecie non si distinguono geneticamente.

La pediculosi del pube interessa la regione al di sopra degli organi genitali e quella

anogenitale, ma nei maschi i parassiti possono essere presenti anche sui peli delle cosce,

dell'addome, del petto e del viso. L'insetto adulto è lungo 1-2 mm ed ha un colore che varia dal

grigio-bianco al giallo-bruno. Si attacca ai peli del pube, dove depone le uova. Il contagio

avviene generalmente per contatto sessuale.

Il fenomeno della Pediculosi dl Capo, ormai dilagante, sta diventando un vero e proprio

problema per i genitori che, alle prese con shampoo e trattamenti aggressivi, tentano di

debellarla. Resistenti ai trattamenti e aggressivi più che mai i pidocchi continuano a diffondersi

indisturbati.

L’infestazione colpisce persone di tutte le età ma studi osservazionali indicano che

l’infestazione è più frequente nei bambini in età scolare, tra i 3 e gli 11 anni, soprattutto di

sesso femminile, anche se non ci sono prove di una relazione con la frequentazione scolastica,

così come non esistono dati riguardo un eventuale preferenza dei capelli sporchi rispetto a

quelli puliti.

Durante tutto il periodo che i bambini trascorrono a scuola, pertanto, molte famiglie si

troveranno a che fare con i pidocchi della testa.

Con la scoperta di questi insetti molte mamme si fanno assalire dall’angoscia e dai sensi di

colpa.

Niente panico! Con le armi giuste il nemico ha le ore contate.


CONSIDERAZIONI

• il binomio pidocchio-sporcizia è falso; adorano i capelli puliti e profumati. Una cute pulita è una

cute povera in termini di difese naturali che permette il loro insediamento; mentre la presenza di

sebo o squame ne ostacola la sedimentazione

• esiste da sempre, e chiunque può esserne affetto

• passa da una testa all’altra indiscriminatamente

• riescono a sopravvivere solo su esseri umani. Se rimossi dalla testa muoiono velocemente, di

solito entro 24 ore.

• il contagio avviene attraverso un contatto diretto tra capelli e capelli con una persona affetta

da pidocchi della testa. Ciò è possibile quando si gioca, si tiene qualcuno tra le braccia o si

lavora assieme molto da vicino

• Il prurito non ha valore diagnostico ma può aumentare i sospetti


DEFINIZIONE: sapevate che……

IL PIDOCCHIO DELLA TESTA …………

Si trova principalmente nei bambini che vanno a scuola o nei centri di ritrovo di

bambini, specialmente al rientro dalle vacanze

può attaccare chiunque, i ricchi come i poveri

si trova sia sui capelli puliti, sia sui capelli sporchi

si nutre di sangue umano

non causa sempre prurito

è resistente allo shampoo comune

può essere eliminato facilmente con l’uso di prodotti speciali per pidocchi

non trasmette malattie

non vive sugli animali domestici.

• è un piccolo insetto

• non ha né ali né gambe per volare e/o per saltare da una testa all’altra; può solo strisciare e

nascondersi

Habitat: il Pediculus Humanus Capitis è un ectoparassita obbligato permanente e strettamente ospitespecifico

di soggetti che vivono in comunità: attua cioè l’intero ciclo vitale sul cuoio capelluto

dell’uomo, causando prurito e attacca le sue uova ( lendini ) al fusto dei peli. Lontano dalla loro fonte di

alimentazione non sopravvivono più di 48 ore. Il pidocchio può, dunque, vivere solo a contatto con

il corpo umano ( non può contagiare gli animali ). Abbandona una testa solo quando costretto a

trasferirsi su un nuovo ospite: questo succede, per esempio, in caso di febbre alta e prolungata o dopo

la morte dell’ospite.

Forma e dimensioni: ha una forma ovoidale, allungata o approssimativamente ellittica, è appiattito in

senso dorso-ventrale ed è privo di ali (attero), conseguenza dell’adattamento dell’ospite. Il maschio è

lungo 2-3 mm, la femmina 3-4 mm.

• il loro colore può variare

Colore: marrone-rossastro; la pigmentazione aumenta dopo un pasto a base di sangue.

Arti: ha 6 zampe, costituite da coxa, trocantere, femore, tibia e tarso: quest’ultimo termina con uncini

dentellati a pinza.


Emivita: ha un ciclo vitale di circa 30 giorni nei quali la femmina arriva a produrre fino a 140 uova che,

saldamente attaccate alla base dei capelli, garantiscono il perpetuarsi della specie. Vive 4-6 settimane,

eccezionalmente 8, e muore in 1-3 giorni se lontano dall’ospite; tuttavia, dopo un pasto, può vivere

anche fino a 10 giorni.

• succhia sangue

Alimentazione: si nutre solo di sangue umano, è ematofago, e con una certa frequenza (ogni 2-3

ore), dovuta al fatto che, ogni volta che succhia sangue, deve esercitare un’elevata differenza di

pressione per superare la viscosità del sangue.

IL CICLO VITALE

Feci: si presentano sotto forma di una finissima polvere di colore bruno-nero che si può riscontrare,

seppur raramente, sul colletto delle camicie o sul cuscino.


_____

LA LENDINE

Sono uova di colore bianco grigiastro che assomigliano alla forfora lucida e trasparenti

Si trovano all’incirca a meno di 1 cm dal cuoio capelluto

_____

E’ il termine medico che indica l’ uovo dei pidocchi. Nella lotta alla pediculosi è lei che deve

essere eliminata prima ancora dell’ insetto.

Ventiquattro ore dopo la fecondazione la femmina del pidocchio comincia a deporre le uova, chiamate

lendini, sul cuoio capelluto dell'ospite. Vengono deposte da 4 a 10 uova al giorno, eccezionalmente

fino a 20. Le uova si schiudono dopo 7-10 giorni. Una volta schiuse, le lendini vuote rimangono adese

al capello, seguendolo nella sua crescita.

Nel corso della vita, una femmina può deporre complessivamente 55-300 lendini. Il numero delle

lendini (da una decina a centinaia) è molto variabile da paziente a paziente e dipende soprattutto dalla

durata dell’infestazione. La lendine:

• è piccola, di 1 millimetro circa ( della grandezza della testa di uno spillo) ed ovale

• se vitale ‘esplode’ quando schiacciata tra le unghie


• se morta ha gli orli corrugati

• se dischiusa assomiglia a un piccolissimo uovo bollito, di colore chiaro con la parte superiore

asportata

• per un trattamento ottimale vanno rimosse tutte le uova possibili

Le lendini sono ovali o piriformi, opache e di colore grigio scuro, se vitali, mentre si presentano

biancastre e semi-trasparenti dopo la fuoriuscita della ninfa. Le dimensioni sono di 0.5-1 mm di

lunghezza x 0.3 mm di larghezza: sono quindi ben visibili a occhio nudo.

Sono COME saldamente SI MANIFESTA: ancorate con il polo QUALI inferiore I SINTOMI?

alla base del capello, in corrispondenza dell’ostio

follicolare, mediante un secreto sintetizzato dalle ghiandole colleteriche, annesse all’apparato

riproduttore. Alla microscopia elettronica a scansione, la lendine appare completamente fusa al

In

capello

genere

in

non

una

vi

sorta

sono

di manicotto.

sintomi, soprattutto se si tratta della prima volta che si prendono i pidocchi.

In

Sul

una

fusto

minoranza

del capello

di casi

le lendini

l’unico

sono

segno,

disposte

è “ il

a

prurito

fila indiana

” risultato

o a grani

di numerose

di rosario,

punture,

in numero

dipendente

di 2-3.

da

La

una

distanza

sensibilizzazione

delle lendini dall’ostio

alla saliva

follicolare

del pidocchio,

permette

che

di

può

calcolare

essere

da

talmente

quanto

intenso

tempo

da

dura

indurre

l’infestazione,

a grattarsi di

frequente

considerando

la testa.

che i capelli crescono di 0.3-0.4 mm al giorno.

Quando il pidocchio punge il cuoio capelluto inietta sostanze irritanti che provocano prurito e

successive lesioni da grattamento.

L’intensità del prurito varia da soggetto a soggetto ma può anche essere assente. Nel soggetto

infestato per la prima volta il prurito può comparire anche dopo 4-6 settimane dalla puntura del

pidocchio.

Se il cuoio capelluto prude insistentemente, è da sospettare, pertanto, una pediculosi. È importante


vescicole eritematose escoriate, follicoliti pustolose e piodermiti secondarie, impetiginizzazione,

adenopatie, febbricola, irritabilità e stanchezza dovute alla perdita di sonno per l’accentuarsi del prurito

nelle ore notturne.

Si possono manifestare anche lesioni bluastre.

Quando i pidocchi si localizzano sulle ciglia possono causare blefarite.

I rash diffusi eritemato-papulosi, roseoliformi o morbilliformi, che costituirebbero l’espressione clinica di

un processo di sensibilizzazione verso proteine salivari e/o le feci del pidocchio, sono rari.

L’altro segnale dell’infestazione è la presenza delle uova, ben visibili dietro alle orecchie e alla base

del collo (i pidocchi adulti sono invece più difficili da individuare). La presenza di pidocchi può rivelarsi

tale quando sono presenti sul cuscino una polvere secca e nera o residui di colore grigio.

In pazienti con infestazioni di lunga data, sono stati eccezionalmente riscontrati pidocchi anche alle

sopracciglia, alle ciglia ( Pediculosis Palpebrarum, che nulla ha a che vedere con il coinvolgimento

cigliare da Phtirus Pubis), alla barba, alle ascelle e al pube.

In letteratura, infine, sono stati riportati casi di pediculosi del capo accompagnata da astenia,

depressione, irritabilità, febbre, cefalea, mialgie e pallore al volto. Questi sintomi esistono, tuttavia,


DIAGNOSI

Diagnosi e complicanze

La diagnosi di pediculosi del capo è, nella grande maggioranza dei casi, abbastanza facile: il paziente

tipico è molto spesso un bambino che presenta un prurito intenso, localizzato soprattutto alla regione

temporale, retro-auricolare e nucale.

L’esame obiettivo evidenzia la presenza di lendini, che sono saldamente adese al fusto del capello. Gli

insetti adulti sono in quantità modesta (generalmente non più di 10 su tutto il cuoio capelluto) o non

osservabili. Il riscontro delle lendini può essere difficile nei bambini con capelli molto chiari.

La presenza delle lendini non sempre costituisce un marker di infestazione in fase attiva: le uova

possono persistere vuote, adese al fusto dei capelli, per intere settimane dopo la terapia.

Un criterio per diagnosticare un’infestazione in fase attiva è la distanza delle lendini dal cuoio

capelluto. Secondo i Centers for Disease Control ( CDC ) di Atlanta, la diagnosi di pediculosi in atto può

essere fatta solo quando la maggior parte delle lendini è a una distanza inferiore a 6-6.5 mm dal cuoio

capelluto.

L’utilizzo di un pettine a denti fitti, con una distanza tra i denti inferiore a 0.3 mm, su capelli bagnati,

può essere utile per la diagnosi, in quanto permette l’identificazione degli adulti in proporzione doppia

rispetto ai casi diagnosticati con la sola ispezione diretta. Nei casi dubbi, l’esame microscopico delle

lendini è dirimente.


Le papulo-vescicole eritematose escoriate, le follicoliti pustolose e l’impetiginizzazione testimoniano una

sovrinfezione batterica, generalmente da Staphylococcus Aureus nel mondo occidentale e da

Streptococcus Beta-hemolyticus di gruppo A nei Paesi del Terzo Mondo. Nei Paesi poveri con clima

caldo-umido, in presenza di un’impetigine del cuoio capelluto, è sempre da prendere in considerazione la

possibilità di una pediculosi pregressa o in atto.

Le linfangiti e le linfadeniti regionali (occipitale e/o latero-cervicale) sono rare e si osservano soprattutto

nei paesi con clima caldo-umido.


OBIETTIVI FORMATIVI

Arginare il contagio utilizzando i giusti metodi per eliminare l’infestazione,

uccidendo e rimuovendo tutti i pidocchi e le loro uova

Il trattamento della pediculosi è giustificato solo se sono evidenti pidocchi viventi.

Le lendini morte o dischiuse, che rimangono attaccate al pelo, diventano translucide

o opalescenti e possono falsamente suggerire una infestazione attiva


PREVENZIONE

La prevenzione e il controllo della pediculosi richiedono il coinvolgimento della Famiglia, della

Scuola e del Servizio Sanitario.

La Famiglia

11. ..

22. ..

33. ..

44. ..

I genitori e/o i tutori avvisano la scuola della presenza della pediculosi del proprio figlio/a per

evitare la diffusione nella comunità e le reinfestazioni

le persone affette da pediculosi, confermata o sospetta, non devono frequentare spazi

comunitari finché non ricevono un trattamento adatto. Il giorno successivo all’inizio del

trattamento specifico possono essere riammessi nel contesto sociale. La presenza di poche

uova residue non preclude la riammissione, decisione in ogni caso che deve essere affidata al

medico

non tagliare i capelli: è inutile perché le uova vivono solo a stretto contatto con il cuoio capelluto

cominciare la cura che consiste nell’applicazione di uno specifico prodotto antipediculosi

e nella spulciatura di uova e pidocchi da effettuare con un pettine a denti stretti ogni due

giorni; nei lavaggi successivi è utile risciacquare i capelli con aceto bianco che, grazie al pH

acido scioglie la sostanza adesiva che fissa le lendini ai capelli. L’asportazione manuale delle

uova viene facilitata dopo aver bagnato i capelli con l’aceto diluito in acqua ( ¼ di aceto e ¾ di

acqua ) o con soluzioni di acido formico all’8%.


55. ..

66. ..

77. ..

88. ..

99. ..

1100. ..

fare una verifica dopo 12 ore. Se dopo 8 o 1 2 ore dall’applicazione del prodotto, qualche

insetto è ancora visibile ma i suoi movimenti sono lenti, non occorre ripetere il trattamento.

Se invece, non sono rintracciabili insetti morti e si ha l’impressione che quelli presenti siano

vitali come prima, è consigliabile consultare il proprio medico o farmacista.

controllare tutti i componenti della famiglia: infatti, anche se i bambini sono i più colpiti,

la possibilità di contagio non esclude gli adulti.

non fare cure fai da te, spesso non sono sufficienti ed efficaci: rivolgersi al proprio medico

non fare pasticci con i prodotti. Non trattare la persona infestata più di tre volte con lo stesso

prodotto; nel caso in cui il trattamento risultasse inefficace, consultare il proprio medico o il

farmacista di fiducia.

Non utilizzare contemporaneamente o mescolare insieme prodotti diversi contro i pidocchi.

restare in guardia per due settimane. E’ utile controllare i capelli del soggetto infestato, di tutti


settimane, fino a quando non si è sicuri di aver eliminato parassiti e uova.

Il rischio di infestazioni in seguito a contatti personali è minimo. Tuttavia per prevenire eventuali

reinfestazioni è necessario adottare alcuni accorgimenti riguardo all’ambiente domestico.

1111. .. Come si elimina dall’ambiente

Non è chiaro se condividere spazzole, pettini, berretti o suppellettili possa avere un ruolo nella

trasmissione dei pidocchi. A scopo prudenziale sarà sufficiente seguire alcune semplici regole

••

••

Tutto ciò che può essere lavato:

- indumenti e biancheria da letto utilizzati dal soggetto infestato, nelle 48

ore precedenti, vanno lavate in lavatrice a 60°

- gli oggetti che non possono essere posti in lavatrice lavarli a secco

Tutto ciò che non può essere lavato con le precedenti modalità ( esempio colli di

pelo ) o oggetti ( esempio peluche ), giocattoli, indumenti vanno:


1122. ..

1133. ..

- sigillati in buste di plastica per due settimane

Pettini, spazzole e fermagli devono essere disinfettati immergendoli per circa 1 ora in acqua

bollente a 60°C in cui è stato sciolto un detersivo o sapone, o alcool denaturato, o per 10-20

minuti sempre con acqua a 60°C addizionata all’antiparassitario utilizzato e risciacquati facendo

attenzione ad eliminare le eventuali lendini presenti.

Caschi per bicicletta o equitazione: eliminare i capelli con l’aspirapolvere o spazzola a rullo

autoadesivo e lavare il casco con acqua calda

Non fare sforzi inutili per pulire l’ambiente non sono indicati trattamenti di disinfestazione:

Può essere utile e sufficiente la normale pulizia quotidiana per divani e poltrone utilizzando i

normali apparecchi aspiranti, avendo cura di eliminare il sacchetto ogni volta o evitarne l’uso

per 2 giorni.

Non si consiglia di utilizzare disinfestanti spray per il mobilio e soprammobili della casa. Questo non solo

è inefficace per controllare la diffusione dei pidocchi ma può anche causare un serio rischio alla salute

della gente o degli animali esposti a prodotti potenzialmente tossici.

evitare l’uso comune di pettini, spazzole, fermagli, berretti

mantenere una accurata e regolare cura dei capelli, controllandoli periodicamente dietro

la nuca, alle tempie e dietro le orecchie.

Tutti gli accorgimenti sopraelencati dovranno essere effettuati anche dai famigliari

del soggetto infestato e dalle persone con cui ha avuto contatti stretti

Non è necessario disinfestare gli animali domestici


La Scuola

11. ..

22. ..

La scuola, qualora sospetti casi di infestazione da pidocchi, per visione diretta delle uova o dei

pidocchi o per frequente grattamento della testa, deve darne tempestiva comunicazione alla

famiglia, informandola della necessità di un controllo sanitario del bambino presso il medico

curante.

In caso di rifiuto esplicito del genitore a seguire la prassi raccomandata, la scuola è tenuta a

non riammettere il ragazzo in collettività, fino a che non presenta idonea certificazione

di riammissione.

3. La scuola, qualora sia a conoscenza di casi accertati di pidocchi, è tenuta a informare i genitori

della classe in cui si sono manifestati i casi, distribuendo il materiale informativo predisposto dal

SISP, DISTRETTO, affinché le norme preventive vengano seguite con scrupolo e il fenomeno

sia affrontato in modo appropriato e senza allarmismi.

La disinfestazione dei luoghi scolastici è una manovra inutile. Sono i bambini che portano

questi insetti a scuola, o nelle comunità in genere… I pidocchi non saltano dal pavimento


Il Servizio Sanitario

.

11. ..

La struttura sanitaria del Distretto o del Sisp effettua:

- incontri di educazione sanitaria sia con le famiglie che con il personale scolastico

- informazione/formazione, sensibilizzazione e consulenza specificatamente rivolta alle

figure professionali coinvolte nel processo di prevenzione/gestione della pediculosi:

Dirigenti Scolastici, Insegnanti referenti per l’educazione alla salute, Pediatri e Medici di

famiglia, Farmacisti.

- controlli nelle scuole, per la promozione di una corretta diagnosi e per un uso adeguato

dei pediculocidi

All’ASL è, inoltre, affidata, ai sensi del DM 15.12.90 la gestione delle notifiche di

pediculosi.


COME PREVENIRE I PIDOCCHI ……

Non esiste farmaco che possa prevenire l’infestazione

L’utilizzo profilattico di insetticidi ed il lavaggio regolare dei capelli con prodotti pediculocidi è

inefficace per “ tenere lontani ” i pidocchi

Si possono però applicare misure preventive che aiutino a spezzare la catena del

contagio, diretta od indiretta, tra portatore del pidocchio e la successiva vittima…

Solo uno screening rapido ed il trattamento delle persone infestate può prevenire il diffondersi

dei pidocchi

In caso di infestazione certa, per interrompere la catena di trasmissione, la cosa più importante

è effettuare subito un trattamento antiparassitario

Inoltre, i familiari, i compagni di asilo o di scuola e tutte le persone che nell’ultimo mese hanno avuto

contatti con la persona infestata devono sottoporsi ad un controllo accurato per escludere la

presenza del parassita.

Per questo è fondamentale segnalare al più presto l’infestazione ai responsabili della comunità

abitualmente frequentata da chi ha i pidocchi, in modo che anche gli altri possano attuare le

opportune misure di controllo.

Nella prevenzione e nel controllo dei pidocchi è necessaria l’attiva collaborazione dei

genitori, attori principali delle ispezioni sistemiche e ripetute del capo dei loro figli

Fondamentali sono alcune norme igieniche, valutando la efficiente capacità riproduttiva dei pidocchi,

la loro dispersione nell’ambiente a causa di spazzolature e trattamenti, l’uso promiscuo di poltrone e

poggiatesta e la loro capacità, se espulsi, di trovare un nuovo organismo ospite.

Per questo è necessario il controllo settimanale della testa del bambino.

E’ utile, pertanto:

• lavare i capelli una volta la settimana

• usare un pettinino a denti stretti; le lendini ( uova del pidocchio ) si riconoscono perché, al

contrario di forfora e sebo che sono facilmente asportabili, aderiscono bene al capello grazie

ad una sostanza adesiva che i pidocchi secernono.

-


• Ricordare ai bambini di:

- evitare i contatti diretti e prolungati testa a testa

- tenere legati i capelli

• Educare i bambini ad:

- evitare di ammucchiare i capi di vestiario gli uni sugli altri; tenere cappelli e sciarpe

dentro la manica della giacca evitare di scambiarsi spazzole e asciugamani

• Informare la scuola, il centro di ritrovo per bambini e qualsiasi persona che sia stata a

stretto contatto con la persona infestata al più presto possibile

• Momentaneamente tenere il bambino infestato a casa fino a quando non è stato fatto il

primo trattamento

• Controllare i capelli di tutti i componenti della famiglia


COME SI POSSONO PRENDERE I PIDOCCHI

Contrariamente a quanto molti ritengono il pidocchio non salta, non vola, da una testa all’altra, -

chi ha i capelli lunghi non corre maggiori rischi di infestarsi - e gli animali domestici non

rappresentano una fonte di trasmissione.

Il contagio diretto testa – testa è la principale modalità di contagio: ( sono necessari circa 30 secondi

affinché un pidocchio si trasferisca da una testa all'altra ).

Le modalità di gioco e la stretta convivenza portano a far sì che siano i bambini in età scolare i soggetti

più colpiti, qualunque sia il grado di pulizia dei capelli e, di conseguenza, i loro familiari.

Condizioni socio-ambientali di promiscuità e affollamento possono favorire la propagazione del contagio

anche tra gli adulti.

Il contagio indiretto, attraverso contatti di effetti personali come cappelli, pettini, spazzole, federe,

poggia testa, divani, lenzuola, tappeti, occhiali e così via, è più difficile e meno frequente.

E’ bene ricordare che .prendere i pidocchi non rappresenta un segnale di scarsa igiene

personale e può colpire persone di qualsiasi strato sociale


COME CERCARE CON SUCCESSO I PIDOCCHI O LE LENDINI…

L’ispezione dei capelli bagnati, preferibilmente con un pettine con denti molto stretti e fini, destinato a

questo scopo, consente la diagnosi più facile e con probabilità raddoppiate rispetto ad un controllo

su capelli asciutti.

Risulta inefficace, pertanto, effettuare controlli nelle classi dove si sono verificati i casi di

pediculosi.

Quando esaminare:

• Almeno 1 - 2 volte alla settimana, dopo il normale lavaggio dei capelli, parzialmente asciugati

e, specialmente quando i bambini sono appena ritornati a scuola dopo le vacanze.

• Una volta al giorno nel caso in cui ci sia una infestazione di pidocchi a scuola o nelle

comunità che il bambino frequenta

• Se un bambino torna a casa e dice di avere prurito o non dice niente ma si gratta il capo in

continuazione, è necessario un controllo ogni 3 – 4 giorni per almeno 2 settimane

• Come?

• Il genitore, la mamma per lo più, deve mettere il bambino sotto una buona luce - una lente di

ingrandimento può essere utile - con la testa appoggiata su un panno o della carta di colore

bianco e pettinare i capelli, umidi e trattati con un balsamo ammorbidente, con un

pettine a denti stretti, in modo molto meticoloso per almeno 30 minuti, dietro le orecchie e dietro la

nuca

I pettini più efficaci sono quelli a denti lunghi, molto fitti con distanza interdentale inferiore a 0,3

millimetri, arrotondati all’estremità, di acciaio inossidabile.

PER CHI HA I CAPELLI CORTI

È preferibile pettinare i capelli partendo da dietro il collo verso l’alto

PER CHI HA I CAPELLI LUNGHI

Separare i capelli in ciocche e pettinare ogni ciocca, grattando il cuoio capelluto e facendo scivolare il pettine dalla

radice fino alla punta dei capelli; ripetere lo stesso procedimento su tutti i capelli

Se sul panno si notano dei puntini di colore marrone brunastro che si muovono si tratta di

pidocchi


COME ASPORTARE….Pidocchi e Lendini

Nel caso in cui si riceve una comunicazione dalla scuola o dal centro ritrovo dei bambini che ti

informa che il proprio figlio può avere i pidocchi o le lendini, o in caso di continuo trattamento

della testa si deve:

11. ..

22. ..

33. ..

44. ..

55. ..

Mettere la testa sotto una buona luce, in un luogo illuminato con luce diffusa, ( la luce diretta potrebbe

rendere più difficile l’individuazione delle uova, a causa del loro aspetto bianco translucido ). Una

lente di ingrandimento può essere utile.

Con un normale pettine applicare un qualsiasi tipo di balsamo per capelli su capelli asciutti e spazzolati

( senza nodi ) o mettere un asciugamano bagnato sulla testa per circa trenta minuti per facilitare il

distaccamento delle lendini dai capelli

Questa operazione stordisce, anche, il pidocchio e gli rende difficile il suo aggrapparsi ai capelli o il suo correre

in giro

Per capelli corti: a) grattare dolcemente il cuoio capelluto e far scivolare il pettine lungo i capelli partendo

dalla radice fino alla fine del capello

Per i capelli lunghi: a) prendere i capelli a ciocche, larghe 2 centimetri, e una alla volta, con un pettine a

denti stretti

b) pettinare i capelli partendo dall’estremità scivolando verso il cuoio capelluto e, dopo

pettinarli normalmente dalla radice alle punte

Le ciocche o i capelli si possono separare con fermacapelli o elastici, e questi alla fine devono essere buttati via

Effettuare per ogni ciocca 2 passate di pettinino

Cercare pidocchi e lendini, specialmente dietro le orecchie o dietro la nuca

66. .. Sfregare il balsamo per capelli dal pettine stretto su un tovagliolo di carta o carta velina

77. .. Ogni volta che si passa il pettine attraverso i capelli controllare il pettine a denti stretti e la carta usata per

vedere se ci sono uova o pidocchi.

La presenza di un gran numero di uova, richiede una ripetuta ed accurata ricerca del parassita vivo

88. .. Pettinare nuovamente tutte le parti del capo, almeno 4 o 5 volte

99. .. Per rimuovere una lendine che non si è ancora staccata dopo il passaggio del pettine, utilizzare le

unghie o le pinze per ciglia, facendo trascinare fuori la lendine dal capello

1100. .. Dopo aver utilizzato il pettine, metterlo a bagno in acqua molto calda

• Se si trovano pidocchi o uova, i capelli del bambino dovrebbero essere trattati.

• Se il bambino è stato trattato recentemente e si trovano solo uova vuote e dischiuse, forse non occorrerà ripetere il

trattamento dato che le uova vuote potrebbero far parte dell’episodio precedente. Lendini non vitali, infatti, possono

persistere su tutta la lunghezza del capello, per mesi dopo la cura.

1111. .. Lavarsi le mani dopo ogni controllo

Tutte le lendini visibili a distanze superiori ad 1 centimetro dalla radice del capello sono vuote.


Se si trovano….. Pidocchi e/o Lendini

11. ..

22. ..

33. ..

44. ..

Fare il trattamento solo a quelli che hanno i pidocchi o le lendini

Il trattamento è efficace quando i membri della famiglia infestati sono trattati

contemporaneamente

Applicare gli appositi prodotti per i pidocchi quanto prima

Informare la scuola, il centro di ritrovo per bambini e qualsiasi persona che sia stata a diretto

contatto con la persona infestata al più presto possibile

Momentaneamente tenere il bambino a casa fino a quando non è stato fatto il primo trattamento

Controllare i capelli di tutti i componenti della famiglia


I PIDOCCHI E LA COMUNITA’. I REGOLAMENTI

In conformità con le Leggi Sanitarie, in applicazione alle norme contumaciali ministeriali

( malattie infettive) e alla Circolare Ministeriale n. 4 del 13 Marzo 1998

caso questo non avvenga, gli alunni dovranno essere allontanati fino alla presentazione

della documentazione necessaria.

si prevede:

l’allontanamento dalla frequenza scolastica, dai centri diurni e dai nidi infantili, fino

all'avvio di idoneo trattamento disinfestante, nel caso di accertata pediculosi. Un

bambino, affetto da pidocchi della testa, può ricevere il trattamento alla sera e tornare

a scuola il giorno dopo, anche qualora delle uova fossero ancora presenti *

la riammissione alla frequenza scolastica con certificato del medico curante.

* N.B. L'eliminazione delle lendini (uova) non è considerata indispensabile per la

riammissione; è tuttavia fortemente raccomandata per:

- evitare confusioni diagnostiche

- diminuisce il rischio di reinfestazione

- evitare che il trattamento venga ripetuto più volte solo per la presenza di uova

che potrebbero non essere più vitali

una tempestiva comunicazione alla famiglia, da parte della scuola, nel caso di

sospetta pediculosi, per visione diretta delle uova o dei pidocchi o per il frequente

trattamento della testa.

la riammissione a scuola con autocertificazione dei genitori che è stato:

- effettuato il trattamento ed eventualmente sono state asportate le lendini

- il trattamento non è stato necessario per l’assenza di parassiti e/o di lendini

l’invito, oltre alla procedura sopra descritta, agli altri genitori, nel caso si siano verificati

casi sospetti nella classe, ad una particolare attenzione al fenomeno

l’esibizione, per poter frequentare la comunità, di certificazione medica di non

contagiosità dei casi accertati e dei casi sospetti, nell’evenienza di frequenti recidive,

legate soprattutto alla scarsa sensibilità al problema da parte di alcuni genitori. Nel

la certificazione di non contagiosità per intere classi, qualora si verifichino situazioni di

particolare gravità


PRINCIPI DI TRATTAMENTO: COME SI ELIMINA DALLA TESTA

I prodotti in commercio sono molti ma la scelta deve ricadere su farmaci che eliminano sia i

pidocchi ( pediculocidi ) che le uova ( ovocidi )sotto forma di SCHIUMA, CREMA e GEL.

Gli shampoo, le lozioni e le polveri sono molto meno attivi.

L’efficacia del trattamento dipende dalla scrupolosa osservanza delle istruzioni e dalla ripetizione

dell’applicazione a distanza di 7 giorni.


22. ..

33. ..

Permetrina - Sostanza sintetizzata dalle piretrine naturali presenta un meccanismo d’azione

sovrapponibile a quello delle piretrine e una minore attività ovicida (60%). L’assorbimento è

minimo (


55. ..

Nell’intervallo tra il primo e i successivi trattamenti si utilizza il pettine stretto per controllare la

guarigione e facilitare l’asportazione delle lendini.

Controindicato per bambini sotto i 2 anni, donne gravide o che allattano.

Un’altra promettente alternativa è data da un prodotto a base di dimeticone ( Hedrin ) in

lozione, un tipo di silicone. Agisce per un processo fisico, come il precedente, ricoprendo e

soffocando il pidocchio e le sue uova.

Si applica uniformemente sui capelli asciutti, si massaggia il cuoio capelluto per favorire

uniformemente la distribuzione del prodotto e lo si lascia asciugare naturalmente. Ogni


1

2

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5

6

7

ISTRUZIONI PER L’USO DI PRODOTTI A BASE DI PERMETRINA

• LAVARE I CAPELLI CON UN COMUNE SHAMPOO SENZA BALSAMO

• RISCIACQUARE I CAPELLI ED ASCIUGARE CON UN ASCIUGAMANO

• AGITARE BENE LA BOTTIGLIA PER MISCELARE IL PRODOTTO

• METTERE CIRCA 25-50 ML DI PRODOTTO SUL CUOIO CAPELLUTO

• MASSAGGIARE SCRUPOLOSAMENTE TUTTI I CAPELLI IN PARTICOLAR

MODO SULLA NUCA E DIETRO LE ORECCHIE

• LASCIARE IN POSA PER 10 MINUTI

• RIMUOVERE LENDINI E PIDOCCHI CON IL PETTININO METALLICO IN

DOTAZIONE

• SCIACQUARE ACCURATAMENTE I CAPELLI

• ASCIUGARE I CAPELLI CON UN ASCIUGAMANO O UN ASCIUGACAPELLI

• L’ASCIUGAMANO PUO’ ESSERE LAVATO ASSIEME A TUTTI GLI ALTRI

INDUMENTI

• PETTINARE I CAPELLI OGNI GIORNO CON UN PETTINE A DENTI STRETTI

NON USARE ACETO O CONDIZIONANTI DEI CAPELLI NEI 10 GIORNI SUCCESSIVI IL TRATTAMENTO


1

2

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6

ISTRUZIONI PER L’USO DI PRODOTTI A BASE DI PIRETRINA

• APPLICARE DAI 25 - 50 ML DI PRODOTTO SUI CAPELLI ASCIUTTI E

MASSAGGIARE SCRUPOLOSAMENTE FACENDO PARTICOLARE ATTENZIONE

DIETRO LA NUCA E LE ORECCHIE

• LASCIARE IN POSA PER 10 MINUTI

• AGGIUNGERE GRADUALMENTE L’ACQUA FINO A FORMARE LA SCHIUMA

• RIMUOVERE LENDINI E PIDOCCHI CON IL PETTININO METALLICO IN

DOTAZIONE

• SCIACQUARE ACCURATAMENTE I CAPELLI CON ACQUA

• ASCIUGARE I CAPELLI CON UN ASCIUGAMANO O UN ASCIUGACAPELLI

• L’ASCIUGAMANO PUO’ ESSERE LAVATO ASSIEME A TUTTI GLI ALTRI

INDUMENTI

• PETTINARE I CAPELLI OGNI GIORNO CON UN PETTINE A DENTI STRETTI


ISTRUZIONI PER L’USO DI PRODOTTI A BASE DI ESTRATTO DI NOCE DI

COCCO – OLIO ESSENZIALE DI ANICE – YLANG YLANG

1

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6

• VAPORIZZARE CON CURA SUI CAPELLI ASCIUTTI IN MODO DA INUMIDIRE

TUTTA LA CAPIGLIATURA.

MASSAGGIARE IN MODO DA IMPREGNARE LA TOTALITA’ DEL CUOIO

CAPELLUTO E DEI CAPELLI

• LASCIARE IN POSA PER 15 MINUTI

• LAVARE I CAPELLI CON SHAMPOO ABITUALE ED EVENTUALMENTE

APPLICARE UN BALSAMO

• RIMUOVERE LENDINI E PIDOCCHI CON IL PETTININO METALLICO IN

DOTAZIONE

• SCIACQUARE ACCURATAMENTE I CAPELLI CON ACQUA

• ASCIUGARE I CAPELLI CON UN ASCIUGAMANO O UN ASCIUGACAPELLI

• L’ASCIUGAMANO PUO’ ESSERE LAVATO ASSIEME A TUTTI GLI ALTRI

INDUMENTI

• PETTINARE I CAPELLI OGNI GIORNO CON UN PETTINE A DENTI STRETTI

Ma non solo il principio attivo del prodotto è importante; anche la formulazione fa la sua parte.

In commercio si trovano anche preparazioni di altro tipo: creme, schiume e gel.

- Sono preferibili le lozioni che rilasciano alte concentrazioni di insetticidi in un'applicazione

Il loro uso richiede cautela per evitare qualsiasi tipo di contatto con le membrane mucose.


I prodotti usati contro i pidocchi della testa devono essere usati su tutte le parti del capo e dei capelli.

Un solo trattamento non riesce mai ad uccidere tutte le uova, è necessario perciò

che si facciano due applicazioni a distanza di sette giorni una dall’altra.

L’obiettivo del primo trattamento è di uccidere tutti i pidocchi, il secondo è di uccidere i


Controllare la resistenza

Viene consigliata una riapplicazione dopo 7-10 giorni; questa seconda somministrazione può essere

evitata se il prodotto mantiene una sufficiente attività residua, ma non bisogna dimenticare che questa

caratteristica può promuovere il fenomeno della resistenza

o I prodotti per pidocchi della testa rientrano in una delle seguenti categorie a seconda del

composto attivo che contengono:

- Piretrine


GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO E BAMBINI MOLTO PICCOLI

Asportare i pidocchi e le lendini con l’ausilio del solo pettine a denti fitti è possibile ma

impegnativo, richiede tempo e costanza con un rischio di un possibile fallimento più alto rispetto ad un

antiparassitario.

La rimozione meccanica di uova e pidocchi con l’uso del solo pettine può essere un’alternativa che

andrebbe riservata alle persone nelle quali cautelativamente si preferisce non utilizzare un

antiparassitario:in casi di controindicazioni, come l’asma, in gravidanza e/o allattamento,

nell’intolleranza ai prodotti di tipo chimico, nei bambini molto piccoli.

In questi casi si può effettuare, pur con molti limiti, la rimozione totalmente manuale sia delle uova che


ATTENZIONE . . . . .

Alcuni shampoo e lozioni ( es. Aftir shampoo; Step 2 Lice Egg Remover Natural Mousse ) promossi come

specifici per la detersione dei capelli dopo l'uso dell'antiparassitario, non presentano vantaggi rispetto ai

comuni shampoo delicati e sono più costosi.

L'affermazione che alcuni prodotti ( es. PreAftir, Mom lozione ) "creano un ambiente sfavorevole

all'insediamento dei pidocchi" è fuorviante e non dimostrata.

Il controllo regolare di capelli e cuoio capelluto rappresenta la miglior forma di prevenzione.

L’efficacia dei prodotti è dovuta a:

1. idonea formulazione

2. corretto utilizzo con:


Come si cura

Eseguire un trattamento specifico

con prodotti antiparassitari

in grado di uccidere

pidocchi, da acquistare in

farmacia


Cercare di sfilare tutte le lendini rimaste

o manualmente o utilizzando un pettine

a denti molto fitti pettinando

accuratamente ciocca per ciocca i

capelli partendo dalla radice

Disinfettare lenzuola e abiti lavandoli in

acqua calda o a secco ( in particolare i

cappelli ), e lavare e disinfestare

accuratamente pettini e spazzole

CIRCOLARE N. 4 DEL 13 MARZO 1998 – PROTOCOLLO 400. 3/26/1189

- MISURE DI PROFILASSI PER ESIGENZE DI SANITA’ PUBBLICA - PROVVEDIMENTIO

DA ADOTTARE NEI CONFRONTI DI SOGGETI AFFETTI DA ALCUNE MALATTIE

INFETTIVE E DEI LORO CONVIVENTI E/O CONTATTI -

PEDICULOSI – FTIRIASI

CLASSE DI NOTIFICA: IV

ICD – 9 132-132.9

Periodo di

incubazione

Periodo di

contagiosità

Può facilitare questa operazione

applicare sui capelli una soluzione di

acqua 3/4 e aceto 1/4

Provvedimenti per il malato Provvedimenti per

conviventi e contatti


In condizioni

ottimali, per

il ciclo vitale

dei pidocchi,

da sei a dieci

giorni in

caso di

infestazione

con uova

Sino a

quando uova,

forme larvali

o adulte sono

presenti e

vitali sulle

persone

infestate o su

indumenti ed

altri fomites

In caso di infestazione da

Pediculus humanus corporis

isolamento da contatto per almeno

di 24 ore dall’inizio di un adeguato

trattamento disinfestante. Il

trattamento disinfestante consiste

nell’applicazione di talco contenete

DDT al 10 % o Malathion all’ 1 %

o permetrina allo 0,5 % o altri

insetticidi. Gli indumenti vanno

trattati con gli stessi composti

applicati sulle superfici interne

oppure lavati con acqua bollente.

In caso di infestazioni da

Pediculus humanis capitis,

restrizioni della frequenza delle

collettività fino all’avvio di

idoneo trattamento

disinfestante, certificato dal

medico curante.

Il trattamento disinfestante,

consistente in applicazione di

shampoo medicati contenenti

permetrina all’1% o piretrine

associate a piperonil-butossido,

o benzil-benzoato o altri

insetticidi, deve essere

periodicamente ripetuto ogni 7 –

10 giorni per almeno un mese.

Pettine e spazzole vanno

immersi in acqua calda per 10

minuti e/o lavati con shampoo

antiparassitario.

In caso di infestazioni da Phthirus

pubis le zone interessate vanno

rasate; i trattamenti disinfestanti

sono simili a quelli da adottare per

il P. humanus capitis e, se non

sufficienti, vanno ripetuti dopo 4 - 7

giorni di intervallo.

Sorveglianza sanitaria

per l’identificazione di altri

casi di altri casi di

parassitosi, e

conseguente trattamento

disinfestante.

I compagni di letto ed i

partners sessuali di

soggetti infestati da

Phthirus pubis devono

essere trattati in via

profilattica con gli stessi

prodotti impiegati per i

casi di infestazione

conclamata.


IN QUALI CASI IL TRATTAMENTO E’ UTILE

• Quando sono presenti pidocchi vivi anche in assenza di lendini

• Quando sono presenti pidocchi vivi e lendini nel primo centimetro dalla radice del capello


IN QUALI CASI IL TRATTAMENTO E’ INUTILE SE NON DANNOSO

• Quando viene eseguito a scopo preventivo

• Quando si ritiene erroneamente di essere parassitati

• Quando non vengono rispettate le istruzioni per l’uso indicate nel foglietto illustrativo del

prodotto

L’ uso scorretto dei farmaci:

• aumenta le resistenze dei parassiti

• rende inefficace la cura quando servirebbe

• espone al rischio di tossicità, particolarmente alta nei bambini di età inferiore ai 2 - 3 anni il

cui trattamento deve essere prescritto dal medico curante


DIVERSI APPROCCI

Carbarile ( Azolin polvere ), malathion ( Aftir gel ) e piretrine ( Milice mousse termosensibile ),

permetrina ( Nix crema ) e fenotrina, sono efficaci nella pediculosi del capo,

anche se in alcune aree il pidocchio ha sviluppato resistenze e sono stati segnalati fenomeni di

resistenza a due o più antiparassitari.

Il benzile benzoato non è disponibile in Italia in formulazione adeguata, ma è meno efficace degli

altri principi attivi.

La pediculosi dl capo dovrebbe essere trattata con lozioni o formulazioni liquide acquose,

preferibili alle lozioni alcoliche, non consigliabili per il loro potere irritante sulla cute escoriata.

E’ raccomandabile un tempo adeguato di posa di 12 ore o un trattamento durante l’intera notte

per garantire la morte delle uova.

Gli shampoo in commercio sono troppo diluiti per essere efficaci.

In virtù di quanto sopra, come regola generale, in caso di infestazione si può consigliare

di procedere come segue:

1. Un primo trattamento con PARANIX ( eseguendo l’applicazione come da istruzioni )

2. In caso di fallimento procedere con Permetrina 1% (Nix ) o Piretrina sinergizzata ( Milice )

( seguendo le avvertenze ) con la prima applicazione e successivamente con la seconda a

distanza di circa una settimana )

E’ consigliabile un tempo di applicazione di almeno 30 minuti, più lungo di quello consigliato

dal fabbricante

3. In caso di ulteriore fallimento procedere ad un terzo trattamento con il prodotto, tra i due sopra,

non utilizzato nel primo trattamento

4. Solo nel caso in cui dovesse rendersi necessario un ulteriore trattamento si passi al Malathion

5% ( Aftir gel ).


5. Per eliminare le uova è conveniente usare un pettine a denti molto fitti o intervenire

manualmente.

Per ottenere un buon risultato, dopo aver risciacquato i capelli dallo shampoo, occorre

bagnare i capelli con acqua e aceto tiepidi ( 100 gr. di aceto diluiti in un litro di acqua calda ):

ciò è necessario poiché il materiale che mantiene attaccate le lendini al pelo viene rimosso

solo con acidi o alcali a caldo.


E SE RIMANGONO PIDOCCHI VIVI ANCHE DOPO IL TRATTAMENTO

Non tutti i pidocchi muoiono durante l’applicazione dell’antiparassitario; alcuni possono

richiedere più tempo del previsto.

• Può capitare, perciò, che nelle 12-24 ore che seguono il trattamento sul cuoio

capelluto siano ancora visibili alcuni pidocchi.

Si tratta, tuttavia, di pochi superstiti dotati di scarsa mobilità, segno che l’antiparassitario

sta producendo il suo effetto letale.

Questi pidocchi “in fin di vita” si possono rimuovere con il pettine a denti fitti.

• Se, invece, sul cuoio capelluto sono ancora presenti pidocchi vitali, pienamente mobili,

- può essere il segnale dell’insuccesso del trattamento ( ad esempio per errato tempo di

contatto dell’antiparassitario )

- o potrebbe trattarsi di una nuova infestazione.

In pratica quando, nonostante una corretta applicazione, il trattamento fallisce, deve essere

cambiata la classe di insetticida, per esempio dai piretroidi al malathion o viceversa.

Se si sospetta una riduzione della sensibilità è necessario ripetere il trattamento con lo stesso farmaco,

ma con quantità maggiore del prodotto (50 mL) a una settimana d'intervallo.

-

In entrambi i casi è necessario effettuare un nuovo trattamento, preferibilmente utilizzando un prodotto

diverso da quello usato in precedenza. In questo modo si riduce il rischio che, attraverso esposizioni

ripetute, i pidocchi divengano resistenti ad un antiparassitario.


Nessuna attività ( scolastica e parascolastica ) deve essere sospesa

E’ SBAGLIATO chiudere scuole o sospendere attività parascolastiche

E’ SBAGLIATO disinfestare aule, bagni, palestre o altri ambienti

E’ ERRONEO scambiarsi pettini, spazzole, cappelli, sciarpe, asciugamani…

Il trattamento va effettuato solo se certi dell’infestazione

E’ necessario che il controllo ed il trattamento dei bambini di una stessa classe

avvenga contemporaneamente al fine di evitare che quelli già trattati

vengano reinfestati

E’ SCORRETTO effettuare ripetuti trattamenti

E’ SCORRETTO applicare sul capo prodotti a scopo preventivo

Non esistono vaccini o altri prodotti in grado di prevenire la Pediculosi

Non vi è alcuna correlazione tra igiene personale e Pediculosi

Non vi è alcuna correlazione tra igiene ambientale e Pediculosi

Chiunque può essere contagiato, a prescindere da età, razza e ceto

E’ SBAGLIATO colpevolizzare e discriminare chi è affetto da Pediculosi

E’ SCORRETTO vergognarsi e nascondere il problema

Nella trasmissione dei Pidocchi non c’entrano gli animali

E’ ERRATO sottoporre a trattamento cani, gatti o altri animali domestici

SCHEMA DI GESTIONE DI UNA PRESUNTA INFESTAZIONE DI PEDICULOSI DEL CAPO

Prurito ed escoriazioni sul capo Presenza di pidocchi nei familiari e/o nelle comunità frequentate

Non

trattare


Ispezionare i capelli, a ciocche, con pettine stretto

alla ricerca dei pidocchi

Ci sono lendini vicine

meno di 1 cm dal cuoio

capelluto e/o pidocchi

- Trattamento pediculocida

- Rimozione meccanica

- Ispezione delle teste di

tutte le altre persone in

casa

E’ facile pettinare i capelli

con il pettinino stretto

SOSPETTA INFESTAZIONE DA PEDICULOSI

CAPITIS

SI

La

SI NO

Pettinare i capelli con il

pettine stretto

Assenza di infestazione

NO

Presenza di infestazione

La persona è stata trattata

con un pediculocida negli

ultimi mesi

Pettinare i capelli

accuratamente con il pettine,

successivamente con il

pettine stretto

Utilizzare qualsiasi crema o balsamo per capelli con l’aiuto

del pettine stretto, per lubrificarli.

La maggior parte dei pidocchi potrebbero essere eliminati con

questo primo trattamento.

Altre cure possono essere utilizzate per integrare il

trattamento intrapreso.

SI

• Consultare il medico sulle altre opzioni

di trattamento

• Se la persona che lo esegue, o che è

sottoposta, è in gravidanza, allattamento

o ha una storia di asma

NO

Osservare e pettinare le

ciocche dopo il secondo

trattamento

Assenza di

pidocchi:

trattamento

efficace

SI

Ci sono

lendini sui

capelli

Non trattare

Reispezionare i capelli

alla ricerca di pidocchi o

uova 1 volta al giorno per

3 settimane

Presenza di

pidocchi:

applicazione

corretta del

trattamento?

NO

- Lavare le lenzuola, i

vestiti, gli asciugamani,

i giocattoli utilizzati dal

bambino con acqua calda

> 55 ° C o lavare a secco

- Informare la Scuola

- Tenere a casa il bimbo fino al

1° trattamento

- Verificare se il trattamento

scelto è quello giusto per il

bambino

- Seguire le istruzioni

della casa produttrice

- Non utilizzare i vari prodotto

contemporaneamente

- Applicare il 1° trattamento

- Rimuovere le lendini

meccanicamente

- Consultare il medico

- Eseguire il 2° trattamento

circa 10 giorni dopo il 1°

- Rimuovere le lendini

meccanicamente

- Ricontrollare il bambino

periodicamente

Presenza di

pidocchi vivi e

assenza di

lendini:

reinfestazione?


Dal dire al fare .....

In caso di sospetta pediculosi nelle classi o in una comunità si dovranno informare

tempestivamente i genitori del bambino interessato.

Sarà compito dei genitori ricercare la presenza dei parassiti e qualora avessero difficoltà o

dubbi in merito potranno rivolgersi al medico curante del bambino, al medico di sanità pubblica

e all’assistente sanitaria/o delle strutture territoriali.

Conclusioni

La pediculosi non è un’emergenza di sanità pubblica ma una semplice invasione di innocui ma

fastidiosi parassiti.

…..non c’è strumento preventivo che assicuri la totale eradicazione del fenomeno, ma solo

misure atte a ridurre il numero di trattamenti ingiustificati che concorrono ad aumentare la

resistenza ai farmaci disponibili per il trattamento.

L’uso incongruo e prolungato di sostanze chimiche o non, potrebbe risultare pericoloso alla

salute.

Trovare e curare correttamente i pidocchi fa correre sicuramente meno rischi rispetto a

qualunque prodotto repellente.

E’ necessaria la cooperazione di

COMUNITA’, FAMIGLIE, SERVIZIO SANITARIO


E) LE FAQ


Non ha più senso al giorno d’oggi parlare di pidocchi?

FALSO. La pediculosi del capo rappresenta ancora oggi una problematica di primo piano

nonché un’emergenza sociale. Il fenomeno infatti è in continuo aumento anche nei paesi

industrializzati, coinvolgendo ogni anno circa un milione e mezzo di persone solo in Italia: è

ormai un problema che tocca annualmente oltre 500.000 famiglie. In Europa, la prevalenza

nella popolazione generale è dell’1-3%.

È causa frequente di giornate scolastiche perse?

VERO. Essendo frequente soprattutto nei bambini che frequentano le comunità (asili, scuole

elementari e medie, collegi, aree di gioco, parchi), e soprattutto durante il periodo scolastico

(da ottobre a maggio), la pediculosi è un’importante causa di perdita di giornate scolastiche:

negli Stati Uniti si calcola che faccia perdere annualmente 40 milioni di giornate di scuola.

Le famiglie non denunciano il problema per vergogna?

VERO. In Italia c’è molta riluttanza da parte delle famiglie a denunciare il problema (soprattutto

a partire dal 1991, anno in cui è cessata l’obbligatorietà della denuncia), che spesso viene

vissuto con un senso di vergogna. In realtà il pidocchio colpisce trasversalmente tutte le classi

sociali e non è collegato a condizioni igieniche (anzi la scienza afferma che il pidocchio

predilige i capelli puliti!).


Contagia solo i bambini?

FALSO. Il contagio avviene quasi esclusivamente attraverso il contatto testa-testa e ciò

spiega la ragione per la quale ne siano colpiti principalmente i bambini, a causa della facilità di

contatto a scuola: le statistiche indicano un’elevata prevalenza dai 4 ai 12 anni di età (periodo

in cui la funzionalità delle ghiandole sebacee è ancora ridotta). Ciò comunque non esclude un

contagio diretto con la mamma e gli altri adulti. Infatti è possibile, anche se più rara, una

trasmissione per via indiretta tramite scambio di indumenti (cappelli o cappotti) o di pettini,

spazzole e fermagli per capelli.

Non tutte le teste sono uguali per il pidocchio?

VERO. Il pidocchio si è ancestralmente adattato a vivere soprattutto su capelli cilindrici e a

sezione rotondeggiante, come quelli dei Caucasici. È invece meno frequente negli individui con

pelle scura e capelli molto ricci, per tre motivi: il maggior quantitativo di sebo sulla superficie

cutanea, il pH più acido della cute del cuoio capelluto e la sezione ovale del fusto dei capelli.

La diffusione dipende anche dal clima?

VERO. Il clima è un fattore predisponente secondario, sebbene la pediculosi sia più frequente

nei climi temperati e caldi: il pidocchio vive meglio alla temperatura di 29-30°, mentre sotto i 25°

non ovidepone.

Ai pidocchi piacciono le femminucce?

VERO. La pediculosi è lievemente più frequente nelle femmine. Le madri sarebbero più colpite

dei padri a causa dei contatti frequenti e ravvicinati con i figli.

Cosa sono i pidocchi?

Sono piccoli insetti ectoparassiti di 2- 3 mm. che si nutrono del sangue del loro “ospite”. Le

specie che possono infestare gli esseri umani sono tre: i pidocchi del capo, del corpo e del

pube.

I Pidocchi del cuoio capelluto ( Pediculus Humanus Capitis ) è di gran lunga la più comune,

e non è raro che nelle scuole o in altro ambienti comunitari, come colonie o campeggi estivi, si

verifichino infestazioni tra i bambini. Non possono sopravvivere più di tre giorni al di fuori

dell’ospite.

I pidocchi possono “saltare” da una testa all’altra?

I pidocchi sono insetti privi di ali e incapaci di saltare e pertanto non si allontanano dal loro

habitat naturale.

Riescono a spostarsi da una persona all’altra solo in caso di un contatto diretto fra le teste che

duri almeno qualche secondo.

Il contagio può avvenire anche attraverso spazzole per capelli o pettini o cappelli ( fomiti )

utilizzati da un individuo infestato, anche se questa infestazione per via indiretta è meno

frequente.

Essere infestati è sinonimo di carenza di igiene personale?


No. La presenza dei pidocchi non è assolutamente indicativa di scarsa pulizia: possono venirne

colpite persone di qualunque estrazione sociale.

Quali sono i soggetti più esposti?

L’infestazione ( pediculosi ) è più frequente nei bambini dai 3 ai 12 anni. Le bambine sono più

esposte a causa dell’abitudine di giocare in gruppetti, a stretto contatto fra loro e scambiandosi

i giocattoli. La trasmissione, infatti, oltre che per contatto diretto può avvenire – anche se più

raramente – anche tramite scambio di bambole, spazzole, pettini, sciarpe o cappelli.

Come si individua l’infestazione?

In caso si sospetti la presenza di pidocchi è necessario effettuare un controllo accurato del

capo, magari con l’aiuto di una lampadina e di una lente d’ingrandimento. Soprattutto nelle

zone dietro le orecchie e sulla nuca si possono trovare le lendini o uova: si tratta di involucri

dalla forma di piccolissimi chicchi di riso biancastri ( inferiori a 1mm ), attaccati tenacemente

alla base del capello. Più difficile riuscire a scorgere gli insetti adulti.

Cosa bisogna fare per eliminare il problema?

Una volta accertata l’infestazione è necessario applicare immediatamente uno specifico

prodotto anti-pediculosi sui capelli asciutti e puliti e lasciarlo agire per il tempo indicato sulla

confezione. Dopo aver risciacquato la testa è bene utilizzare un pettine a denti fitti per

rimuovere le uova. L’intera procedura andrebbe ripetuta dopo una settimana, per avere la

certezza di eliminare eventuali pidocchi nati dopo il primo trattamento.

Come si ricercano le lendini?

Un metodo pratico, specie nel caso di capelli lunghi, è:

1. Applicare un balsamo per capelli su capello asciutto in modo da coprire ogni capello

dalla radice fino alla punta

2. Inizialmente usare un normale pettine per sbrogliare eventuali capelli ingarbugliati.

3. Subito dopo usare un pettine a denti fini, partendo dalla radice fino alla punta del

capello.

4. Togliere il balsamo dal pettine usando una velina di carta, controllando se vi siano

pidocchi e uova.

5. Ripetere la pettinata per ogni parte della testa almeno 5 volte.

6. Controllare se sul pettine vi siano pidocchi o lendini.

Come si distinguono le lendini dalla forfora?

Se si sospetta che su di un capello sia attaccata una lendine, lo faccio scorrere tra le dita: la

forfora viene via, la lendine no perché è attaccata al pelo da una resina prodotta dal pidocchio.

La forfora viene rimossa semplicemente anche con una spazzolata.

Come si manifesta la pediculosi del cuoio capelluto?

Il prurito è ciò che porta alla scoperta della pediculosi. Dapprima localizzato al cuoio capelluto,

tende poi a diffondersi alla nuca ed alla parte alta del dorso. Non è indicativo dell’inizio

dell’infestazione in quanto esso rappresenta un fenomeno di natura allergica al pidocchio e

quindi non è presente nelle prime settimane di malattia.


Come faccio a sapere da quanto è presente la pediculosi?

Le lendini vengono deposte alla base dei capelli. Sapendo che il capello cresce 0.3-0.4 mm al

giorno, misurando la distanza della lendine dalla cute del cuoio capelluto ottengo la risposta.

Se per esempio una lendine si trova ad un cm di distanza, essa è stata deposta circa 25 giorni

prima. Sapendo peraltro che la schiusa delle uova avviene in genere dopo 7-10 giorni dalla

deposizione, viene di conseguenza che lendini che distano più di 1.2 cm dal cuoio capelluto

possono ritenersi disabitate.

C’è pericolo di epidemia?

Benché la pediculosi del cuoio capelluto sia trasmissibile, il loro potenziale di indurre una

epidemia è minimo e sicuramente inferiore a quello proprio di una forma virale quale un

raffreddore o l’influenza.

Cosa si può fare per prevenire l’infestazione?

Non esiste un prodotto o un metodo efficace di prevenzione, se non quello di evitare, negli

ambienti considerati a rischio, il contatto diretto fra testa e testa e lo scambio di effetti personali;

per le bambine può risultare utile raccogliere i capelli. Attenzione, però, a non creare una

controproducente “psicosi” da contagio.

E’ importante il controllo dei capelli ogni 2-3 giorni e sottoporsi al trattamento solo se si

scoprono parassiti o lendini.

L’uso incongruo e prolungato di sostanze chimiche o non, potrebbe risultare pericoloso

alla salute.

Trovare e curare correttamente i pidocchi fa correre sicuramente meno rischi rispetto a

qualunque prodotto repellente.

È necessario disinfettare gli ambienti domestici in caso di infestazione?

No, perché i pidocchi sopravvivono solo 1-2 giorni lontani dalla testa “ospite”, e senza essere in

grado di riprodursi.

Si possono prendere i pidocchi nuotando al mare o in piscina?

Con un sicuro margine di sicurezza:No. I pidocchi che eventualmente si siano staccati dalla

testa di un nuotatore non sarebbero in grado di trasmettersi ad un altro soggetto.

Viceversa, però, stare a lungo in acqua, immergendosi anche con la testa, non è da

considerare un metodo efficace per sbarazzarsi dei pidocchi, in quanto gli insetti adulti possono

sopravvivere fino a quattro ore se immersi completamente in acqua.

Il soggetto colpito deve rimanere isolato a lungo?

No. Se si sono seguite le corrette procedure, il bambino può tornare a scuola il giorno

successivo al primo trattamento.

I pidocchi sono veicoli per la trasmissione di altre malattie?

No. La pediculosi del capo non ha nessuna conseguenza sulla salute, non essendo il pidocchio

in grado di trasmettere agenti infettivi da un soggetto all’altro.

Gli animali domestici possono portare i pidocchi?


No. Il pidocchio del capo può vivere esclusivamente sugli esseri umani e, viceversa, le specie

“ospitate” dagli animali non si possono trasmettere all’uomo.

Come bisogna comportarsi per evitare nuove infestazioni?

Per evitare reinfestazioni può esser utile seguire queste regole:

Per eliminare pidocchi e uova, lavare in lavatrice tutti gli indumenti lavabili (ricordarsi i pigiami),

le lenzuola e le federe che le persone infestate hanno toccato nei due giorni precedenti il

trattamento. Usare il ciclo ad acqua calda ( 60°C/140°F ), e stirare col ferro a vapore.

1. Usare il lavaggio a secco per ciò che non può essere lavato (cappotti, berretti, sciarpe,

ecc.).

2. I vestiti, gli animali di peluche, ecc. che non possono essere lavati in lavatrice o a secco

devono essere messi in un sacco di plastica, da riaprirsi dopo due settimane.

3. Pettini e spazzole devono essere lasciati in una soluzione di shampoo antiparassitario

per un’ora oppure lavati con sapone e acqua calda ( 60°C/140°F ), ogni giorno.

Sui pavimenti, i mobili, in automobile passare l'aspirapolvere.

Come prevenire le reinfestazioni?

Poiché la trasmissione dei pidocchi avviene direttamente per contatto testa-testa e

indirettamente (meno frequentemente) tramite vestiti contaminati od oggetti personali, sarà

bene seguire tali consigli:

1. evitare contatti testa-testa durante l’attività scolastica, attività sportiva, ecc.;

2. non condividere con altri berretti, sciarpe, giacche, cappotti, divise sportive, nastri

fermacapelli;

3. non condividere pettini, spazzole o asciugamani infestati;

4. on dormire in letti, divani, guanciali, tappeti o animali di peluche che sono stati

recentemente in contatto con una persona infestata.

Come curare la pediculosi del capillizio?

I prodotti contro i pidocchi sono insetticidi e pertanto vanno usati secondo precise modalità e

devono essere applicati accuratamente sui capelli e sul cuoio capelluto.

Poiché le uova sono particolarmente resistenti ad alcuni trattamenti, è spesso richiesta una

seconda applicazione 8-10 giorni dopo la prima per eliminare gli eventuali parassiti usciti dopo

la schiusa delle lendini. Quindi procedere come segue:

1. Innanzitutto coprire gli occhi del bambino con un asciugamano durante l’applicazione

del trattamento.

2. Applicare il prodotto su tutte le zone del cuoio capelluto distribuendolo bene sui capelli

dalla radice alla punta.

3. Per capelli lunghi applicare il prodotto alla base dei capelli e poi usare un pettine

normale per distribuire la sostanza sino alla punta dei capelli. Ripetere l’operazione

finché non se ne è ottenuta una uniforme distribuzione.

4. Lasciare la preparazione sui capelli secondo le istruzioni.


5. Dopo questo tempo pettinare i capelli con un pettine a denti fitti, dalla base sino alla

punta asciugando ogni volta il pettine.

6. Ripetere finché tutta la testa è stata pettinata almeno due volte e poco prodotto si può

osservare sui capelli.

7. Risciacquare.

E’ vero che si possono usare alcuni antibiotici per eliminare i pidocchi?

Si è visto come negli organi interni (fegato) del pidocchio risiedano alcuni tipi inusuali di batteri.

Tali batteri aiuterebbero il parassita o a digerire il pasto a base di sangue oppure

apporterebbero nutrienti essenziali. Alcuni antibiotici sarebbero in grado di eliminare tali batteri:

nutrendosi del sangue in cui è veicolato l’antibiotico, il pidocchio andrebbe incontro a morte.

Sulla base di tale assunto sarebbe nato l’uso del “Bactrim”. Si sconsiglia tale uso, prima di tutto

perché tale antibiotico non ha questa indicazione e soprattutto perché il suo uso in una

patologia innocua come la pediculosi del cuoio capelluto potrebbe accelerare o diffondere

resistenze batteriche, diminuendo l’utilità dell’antibiotico in infezioni serie e pericolose per la

vita.

Come eliminare materialmente le lendini?

Usare un pettine a denti fitti immerso in acqua tiepido-calda e aceto (la sostanza che cementa

le uova al pelo cede solo con acidi o alcali a caldo), o manualmente facendo scorrere i capelli

tra le dita.

E’ utile tagliare i capelli al bambino?

NO. Se il bambino o la bambina portano i capelli lunghi sarà bene che li tengano raccolti

quando sono a scuola o giocano con gli altri bambini.

Certamente i capelli corti permettono una più facile e veloce ricerca dei pidocchi e delle lendini,

ma sicuramente non rendono il bambino invulnerabile all’infestazione.

E’ utile lavare i capelli tutti i giorni?

Lavare i capelli quotidianamente può allontanare qualche pidocchio attivo ma non tutti.

Possono essere utili gli shampoo antiforfora?

NO. L’affermazione che siano efficaci contro i pidocchi è nata probabilmente da una errata

identificazione della forfora con i pidocchi.


IL MEDICO SPECIALISTA

Nella sua esperienza, come vivono i genitori il problema “pidocchio”: un’eventualità da

accettare serenamente o un piccolo dramma? Cosa è meglio consigliare loro?

L’infestazione da pidocchi, in alcuni periodi dell’anno, a livello di comunità infantili, risulta

essere un problema abbastanza diffuso in tutto il mondo, con centinaia di milioni di casi, tanto


da essere classificato come seconda malattia trasmissibile, preceduta soltanto dall’influenza. E’

indubbio che questa problematica genera sempre almeno un po’ di “imbarazzo” nelle famiglie,

non solo per le oggettive noie che comporta, ma anche per il timore, peraltro ingiustificato, di

essere giudicate poco attente all’igiene. E’ chiaro poi che un simile inconveniente, per quanto

banale e privo di rischi per la salute, in genitori tendenzialmente fobici o portati comunque ad

esagerare, può comportare ansie sproporzionate, che purtroppo tendono a diffondersi e

ricadere sul bambino.

Quali sono i primissimi provvedimenti da prendere quando si scopre il pidocchio, e

ancor prima, come tenere sotto controllo la situazione?

Nel momento in cui viene scoperta l’infestazione, dato che il trattamento è semplice e, se

correttamente eseguito, prontamente efficace, conviene effettuarlo con tempestività,

rispettando i modi e tempi indicati. Molto importante è anche il monitoraggio della situazione

all’interno della famiglia stessa: tutti i membri devono essere sotto controllo, ma la terapia

pediculocida è indicata solo per chi risultasse infestato oppure abbia dormito nello stesso letto

col bambino o ne abbia indossato un copricapo. Da sottolineare è il fatto che la mancanza di

prurito non significa assenza di pidocchi, in quanto la tendenza a grattarsi spesso compare

dopo qualche giorno di “ospitalità” ai parassiti.

Quando è necessario recarsi dal pediatra in caso di pidocchi?

L’intervento del pediatra può avere un senso soltanto se la famiglia ha un sospetto di

pediculosi, ad esempio per aver rinvenuto sul cuscino una polvere secca nera, e necessita di

una conferma autorevole. In realtà, nella maggior parte dei casi, il riconoscimento del problema

avviene, all’interno delle comunità prescolari e scolari, da parte di personale esperto e

competente, che si occupa anche di consigliare le strategie comportamentali e terapeutiche da

adottare. Il pediatra non serve nemmeno per la riammissione a scuola, in quanto viene

richiesta come prassi un’autocertificazione, firmata da uno dei genitori, con l’indicazione del

preparato pediculocida utilizzato.

Qualche consiglio per i bambini: cosa consigliare ai genitori per tranquillizzarli?

Per un bambino, l’accertamento dell’infestazione da pidocchi non comporta fastidi particolari, in

quanto consiste nell’ispezione delle zone di capillizio più a rischio ( vale a dire soprattutto le

regioni poste in prossimità del padiglione auricolare e quella nucale ). In caso di scoperta dei

parassiti, non bisogna farlo sentire in colpa né terrorizzarlo con atteggiamenti assurdamente

allarmistici: un po’ di disagio, anche psicologico, è comprensibile, ma i problemi seri di salute

sono ben altri….

La pediculosi si può prevenire? E come ridurre il rischio di reinfestazioni?

In corso di epidemia, è ovvio che un certo ruolo preventivo può essere svolto dall’evitare

comportamenti a rischio (utilizzare pettini, fermagli, sciarpe o copricapo di soggetti

potenzialmente infestati) e dal tenere le chiome più voluminose raccolte; ma può bastare il

contatto con il poggiatesta dello scuolabus per rimanere infestati.

Dopo il trattamento pediculocida, un alleato indispensabile per debellare definitivamente il

problema è rappresentato dal pettine a denti fitti, che consente la rimozione delle lendini;

fondamentale è anche la “sorveglianza” all’interno del nucleo familiare.

A livello ambientale, è buona regola lavare in acqua bollente i tessuti potenzialmente infestati

(asciugamani, indumenti, biancheria da letto, ecc…) mentre gli oggetti a rischio non lavabili (

es. tipico i pelouches ) vanno chiusi per 15 giorni in un sacchetto di plastica in modo ermetico.


E’ utile “rasare” i capelli ai bambini, in caso di pidocchi?

E’ indubbio che, statisticamente, le bambine sono più soggette dei maschietti, ma questo non

sembrerebbe spiegabile con una capigliatura normalmente più voluminosa, bensì con alcuni

atteggiamenti tipici del modo di giocare femminile (più spesso al chiuso, travestendosi o

pettinandosi a vicenda, ecc…). Ne deriva che un taglio delle chiome drastico, soprattutto se

non gradito al soggetto, non è terapeutico e nemmeno preventivo; gli unici, modesti vantaggi

che può comportare sono rappresentati dalla facilitazione delle ispezioni e dalla diminuzione

dei quantitativi di preparati disinfestanti che si rendono necessari.

Qual è la migliore preparazione ?

Sono preferibili le lozioni che rilasciano alte concentrazioni di insetticidi in un'applicazione;

anche se il loro uso richiede cautela per evitare qualsiasi tipo di contatto con le membrane

mucose. L'uso di pediculocidi per aerosol o spray non è assolutamente indicato per i pericoli

d'inalazione e di broncospasmo (nel 1997 un bambino è morto per broncospasmo in seguito

all'uso di piretroidi per spray ( Chosidow O, 2000 ).

In commercio si trovano anche preparazioni di altro tipo: creme, schiume e gel.

In linea di massima gli shampoo dovrebbero essere evitati per la brevità del loro tempo di

contatto, per le basse concentrazioni, perchè la penetrazione dell'insetticida è ridotta quando il

pidocchio è immerso nell'acqua e anche perchè un'inappropriata applicazione può favorire la

comparsa di resistenza.

Viene consigliata una riapplicazione dopo 7-10 giorni; questa seconda somministrazione può

essere evitata se il prodotto mantiene una sufficiente attività residua, ma non bisogna

dimenticare che questa caratteristica può promuovere il fenomeno della resistenza.

Quanto vive un pidocchio della testa ?

Altri elementi importanti per intraprendere una buona prevenzione e una buona cura, si

ricavano dalla conoscenza della vita del Pidocchio. Dal momento della fuoriuscita dall'uovo il

Pidocchio vive da 1 a 2 mesi. La femmina è in grado di depositare da 4 a 6 uova al giorno,

dopo 2-3 settimane di vita, durante le quali presenta tre mute; le uova vengono fissate, anzi

meglio cementate con chitina, alla parte del capello più vicina al cuoio capelluto. Le ninfe

emergono dalla lendine da 7 a 10 giorni più tardi, lasciando fissato al capello il guscio bianco,

fortemente aderente e resistente a qualsiasi tentativo di allontanamento. Poichè l'uovo, nei

climi temperati, viene deposto molto vicino al cuoio capelluto (3-4 mm), poiché la ninfa lo

abbandona 7-10 giorni dopo la sua deposizione e poiché il capello cresce al ritmo di circa 0,4

mm per giorno, possiamo essere sicuri che una lendine che si trovi distante dal cuoio capelluto

di un centimetro (per la precisione più di 7 mm) o più, è di sicuro una lendine vuota o morta.

Questo dato ha, come vedremo, un'enorme importanza per la prevenzione e per la cura.

La ninfa diviene adulta dopo 7-14 giorni: a questo punto il Pidocchio maturo si riproduce, le

femmine iniziano a depositare le uova e il PT è in grado di migrare verso altri ospiti. Da un

facile calcolo si ricava che durante la sua vita fertile, un Pidocchio maturo di sesso femminile

deposita da 250 a 300 uova. Se il riconoscimento dell'infestazione non avviene alla prima

invasione, anche se questa è stata fatta da pochissimi individui, a un certo punto sulla testa di

un soggetto colpito si possono trovare da qualche centinaio a qualche migliaio di pidocchi.

Quanto vive un Pidocchio della testa dell'uomo ?

Il Pidocchio, come gli altri pidocchi, vive esclusivamente di sangue umano, per cui deve

necessariamente soggiornare in vicinanza del cuoio capelluto, dal quale trae il nutrimento.

Lontano dal corpo umano e dal suo calore egli sopravvive per poco tempo, al massimo due-tre


giorni (massimo 10 giorni). Di questo va tenuto conto quando tratteremo della profilassi e della

cura della pediculosi.

Il pidocchio preferisce abitare in un ambiente caldo, con una temperatura fra i 35 e i 36° C,

quale è quella del cuoio capelluto; quando la temperatura corporea, per una ragione qualsiasi,

si abbassa, esso tende a migrare.

IL MEDICO SCOLASTICO

Ieri ho fatto il trattamento al mio bambino: ora è protetto?

Il trattamento ha eliminato i pidocchi che c’erano, ma difficilmente avrà eliminato le uova che

schiuderanno fra 8 o 10 giorni, in ogni caso nuovi pidocchi potranno trasferirsi sulla testa del

suo bambino provenendo da altre teste o da indumenti infestati da poco.

È importante continuare a pettinare spesso i capelli per rimuovere meccanicamente eventuali

nuovi arrivi (pidocchi adulti), così che non abbiano il tempo di deporre delle uova.

La mia bambina ha i capelli molto lunghi, devo tagliarli?

Non è assolutamente necessario il taglio dei capelli, che in questo caso sarebbe una

umiliazione inutile. Tutti i capelli,corti o lunghi, possono essere trattati con il pettinino a denti

fitti. Per snellire il procedimento di controllo conviene: prima lavare con un normale shampoo,

poi risciacquare e cospargerli di balsamo di buona qualità, quindi pettinarli con una spazzola ed

infine passare il pettinino facendolo scorrere energicamente e senza interruzioni dalla radice

per tutta la lunghezza del capello.

Poiché i pidocchi vivono aggrappati ai capelli, l’effetto del balsamo sarà quello di rendergli

difficile l’aggancio e facilitare lo slittamento del parassita che viene bloccato dai denti del

pettine.

Quanto tempo occorre per un buon controllo?

Inizialmente richiede circa 15 minuti, ma è importante ottenere la collaborazione del bambino

(che non è “colpevole” dell’infestazione, ma vittima) svolgendo il “lavoro” con serenità. Il


pettinino deve essere passato da una parte della testa all’altra più volte, verificando la

presenza dei pidocchi magari aiutandosi con una lente.

L’occasione può consentire di avere un “contatto” madre-figlio che si sta ormai perdendo con il

suo crescere.

Quante volte devo passare il pettinino?

Nei periodici forte incremento del fenomeno è bene farlo a giorni alterni in modo da individuare

precocemente non solo i pidocchi adulti, ma anche le ninfe (pidocchi appena nati).

Cosa sono le ninfe?

Le ninfe sono i neonati degli insetti, non hanno la forma dell’insetto adulto, e che non sono in

grado di produrre altre uova. I pidocchi diventano adulti e possono produrre uova a circa 10

giorni dalla schiusa.

Per questo motivo, in caso di infestazione, è necessario ripetere il trattamento una volta alla

settimana per un mese, mentre è assolutamente inutile, anzi pericoloso, in caso di assenza di

pidocchi.

Ma se il pidocchio viene eliminato da tutte le teste dei bambini, perché ogni anno si

ripresenta il problema?

In realtà non tutti i genitori controllano i propri figli, una volta che il problema diminuisce di

intensità scade l’allarme e nessuno si preoccupa di controllare i capelli.

Solo l’informazione e la diffusione delle notizie (come fa la scuola o la ASL) potrà rendere

attenti i genitori (veri responsabili della diffusione del contagio in quanto non chiederemo mai ai

bambini di non giocare o non avvicinarsi agli altri rendendoli degli alieni). Chi si pettina

frequentemente ed accuratamente è molto raro che possa essere attaccato dai pidocchi.

Come faccio ad accertarmi se un membro della famiglia ha i pidocchi?

La diagnosi non è semplice da effettuare: spesso è difficile trovare i pidocchi vivi e le uova sono

molto piccole e traslucide, difficili da individuare.

Una guardata veloce ai capelli non è assolutamente sufficiente per escludere la

presenza di pidocchi!! È invece necessario un esame scrupoloso, soprattutto nella zona della

nuca e dietro le orecchie, effettuato alla luce del sole o di una lampada ( evitando la luce diretta

perché il riflesso sui capelli rende più difficile evidenziare le lendini ) utilizzando la lente

d’ingrandimento e pettinando i capelli bagnati, ciocca per ciocca, con la pettinella a denti fitti (

quella da crosta lattea ). Nel caso Lei abbia il sospetto che qualcuno della famiglia abbia preso

i pidocchi, si rivolga al suo medico o al pediatra, oppure al Distretto o al Servizio Igiene

Pubblica, dove il personale sanitario è molto allenato ad individuare il parassita. Nel caso in cui

siano stati segnalati dei casi di pediculosi, è necessario effettuare il controllo dei capelli ogni 2

o 3 giorni per più settimane.

Quali sono i prodotti migliori contro i pidocchi?

Tutti i prodotti in commercio contengono principi attivi efficaci contro i pidocchi, anche se in

genere non sono altrettanto efficaci contro le uova. La formulazione è importantissima ed è

consigliabile utilizzare sempre prodotti in crema, gel, schiuma

oppure lozione, che penetrano meglio nelle uova. Le polveri invece sono scomode da usare e

poco efficaci sulle uova. Gli shampoo rimangono a contatto con i capelli per troppo poco


tempo: possono essere usati per lavare i capelli dopo il trattamento con una crema, un gel, una

schiuma o una lozione.

Come vanno applicati i prodotti contro i pidocchi?

Bisogna impregnare bene i capelli con il prodotto (crema o pettinella. Applicarlo, quindi, anche

sul cuoio capelluto, soprattutto nella zona della nuca e dietro le orecchie. Le lozioni vanno

utilizzate sempre in ambienti ventilati, evitando di direzionare lo spruzzo verso gli occhi, la

bocca o il naso.

I prodotti vanno tenuti “in posa” per almeno 10 minuti (per le polveri da 3 a 6 ore).

Dopo il primo trattamento, cosa devo fare?

I prodotti in commercio non sono completamente efficaci sulle uova, che possono, quindi,

sopravvivere e dare origine ad una nuova popolazione di pidocchi! L’unico metodo sicuro per

eliminarle è staccarle manualmente. Le uova sono attaccate molto saldamente al capello, con

una sostanza collosa. Spesso passare la pettinella non è sufficiente a staccarle e bisogna

quindi “sfilarle” manualmente, ad una ad una, con le dita.

Impregnare i capelli con una soluzione d’acqua e aceto può essere utile per facilitare il

distacco.

Un solo trattamento è sufficiente?

Anche se un solo trattamento, seguito dall’eliminazione manuale delle uova, può essere

sufficiente per liberarsi dei pidocchi, è consigliabile effettuarne un altro, a distanza di 7-10

giorni, utilizzando lo stesso prodotto. In questo modo si elimineranno i pidocchi nati dalle uova

eventualmente rimaste. È consigliabile un controllo finale per verificare l’assenza d’uova. Se,

onostante il secondo trattamento, si riscontrano ancora dei pidocchi, si consiglia di ripetere il

ciclo con un prodotto con un principio attivo di classe diversa dal precedente.


LA MAESTRA

Parlare oggi di pidocchi sembra anacronistico, ma qual è la reale incidenza di questo

problema nelle comunità scolastiche?

Quando si parla di pidocchi si è portati a pensare che nelle grandi città il problema sia del tutto

marginale, e comunque riguardi esclusivamente bambini provenienti da famiglie disagiate,

magari di immigrati. Niente di più sbagliato, invece. Il fenomeno è ancora molto diffuso, anzi

negli ultimi anni ha avuto un discreto incremento, forse proprio perché sottovalutato.

I dati ufficiali parlano di poche migliaia di casi all’anno, ma noi insegnanti sappiamo bene che

queste cifre sono largamente sottostimate, soprattutto a causa del fatto che con la legge sulla

privacy è caduto l’obbligo di segnalazione dei casi di pediculosi negli asili comunali.

Cosa è necessario fare quando si scopre un caso di pediculosi a scuola?

A livello nazionale bisogna annotare una certa confusione normativa, dovuta alle differenti leggi

regionali in vigore, spesso rivoluzionate da un anno all’altro. Qualche tempo fa, ad esempio, il

bambino poteva tornare in classe soltanto dopo un controllo da parte del medico scolastico,

oggi è sufficiente la dichiarazione dei genitori di aver effettuato un trattamento specifico.

Affidarsi allo scrupolo e alla coscienza individuale quando si parla di un’infestazione a rapida

diffusione come questa, pur priva di rischi effettivi per la salute, mi pare esageratamente

permissivo. Personalmente cerco di ovviare al problema con un monitoraggio dei bambini,

controllando loro i capelli durante le quotidiane operazioni di pulizia. In caso scopra che un

bambino ha i pidocchi, avverto subito i genitori: intervenire tempestivamente mi ha sempre

aiutato a limitare la diffusione dell’infestazione al resto della classe.

Che ruolo riveste la famiglia nell’affrontare la questione?

L’atteggiamento dei genitori è fondamentale, soprattutto per sdrammatizzare l’evento e per

gestirlo ‘razionalmente’. L’anno scorso ho segnalato a una famiglia che la figlia aveva preso i

pidocchi, e la reazione è stata di puro panico. Mi hanno scongiurato di non segnalare il caso e

hanno rimandato a scuola la bambina soltanto dopo un mese, assicurandomi che avevano

rivoluzionato e disinfettato tutta la casa... insomma hanno vissuto malissimo un episodio del

tutto normale nella vita scolastica di un bambino, da affrontare senza colpevolizzazioni di

nessun genere.

Su questo, bisogna dirlo, influisce il livello culturale della famiglia. Per fortuna nella maggior

parte dei casi riscontriamo un comportamento molto più ‘rilassato’.

I genitori si scambiano spesso informazioni e segnalazioni: appena trovano le famigerate

lendini, senza alcun disagio o imbarazzo avvertono subito noi, o direttamente le mamme dei

compagni, di stare all’erta. È questo il modo migliore per tenere i pidocchi sotto controllo.


LA MAMMA

Ti sei trovata spesso a dover affrontare i pidocchi?

Con i pidocchi ho avuto a che fare diverse volte. I miei figli, ad esempio, li hanno presi

entrambi.

La difficoltà maggiore nel difendersi dalla pediculosi consiste nel capire per tempo che un

bambino ne è stato colpito: con i miei ragazzi è andata proprio così! Il più grande, a 8 anni,

ha preso i pidocchi, probabilmente dal vicino di poltrona ad un cinema per ragazzi, e quando

me ne sono accorta li aveva già ‘passati’ alla sorellina di 5 che andava alla scuola materna

e... a qualche suo compagno di classe alle elementari.

Niente di drammatico, comunque. È bastato passarsi la voce con gli altri genitori e nel giro di

pochi giorni l’infestazione è stata debellata. Ancora meno problemi con la piccola: avendola

‘trattata’ per tempo con un prodotto specifico il suo caso è rimasto isolato.

Mai avuto problemi “di relazione” causati dalla pediculosi?

Non direttamente, ma dal punto di vista ‘sociale’ non tutto va sempre così liscio come da

quello ‘scientifico’.

Molte famiglie credono ancora che i pidocchi siano una vergogna, sinonimo di sporcizia e

povertà, così i bambini recepiscono inconsciamente il messaggio di isolare il compagno che

ha subito l’infestazione. È da non credere l’ostilità che talvolta ho percepito da parte di

alcuni genitori nei confronti dei bimbi colpiti e delle loro famiglie.

Per rendere l’idea, mi sembra utile riportare l’intervento di una mamma apparso l’anno

scorso sul forum del sito della scuola e che ho conservato perché, ritengo, estremamente

significativo: «Bambini con i pidocchi vengono mandati a scuola a contagiare gli altri, ma per

la legge sulla privacy bisogna stare zitti e non si possono rispedire a casa. È comunque noto

di chi si tratta, perciò invito tutte le mamme a raccomandare ai loro bambini di non giocare

con chi sappiamo bene”.


Mondo scolastico a parte, hai altre esperienze da raccontare?

Fino a pochi anni fa ho accompagnato gli scout nelle colonie e nei campeggi estivi.

Ogni tanto qualche caso si presentava, e la vita a stretto contatto, unita a controlli

approssimativi, ne facilitava la trasmissione. Il risultato è stato, in un paio di occasioni,

un’infestazione piuttosto estesa, che ha coinvolto persino qualche adulto.

Oltretutto le metodologie di trattamento non erano certo all’avanguardia e si respirava molta

ignoranza riguardo al problema. La pratica più diffusa era il taglio a zero dei capelli, ma ho

visto anche qualche accompagnatore più anziano lavare la testa ai ragazzi con il petrolio!

Cosa raccomanderesti, allora, per prevenire infestazioni?

La trasmissione dei pidocchi avviene per contatto diretto, così nessun metodo di

prevenzione è efficace, considerato che non si può impedire ai bambini di giocare fra loro

per paura di un’infestazione risolvibile con un singolo trattamento di dieci minuti...

Quello che risulta più utile è controllare quotidianamente i capelli, soprattutto alla radice,

dove si trovano le uova, per poter agire tempestivamente.

Raccomandare ai bambini di non scambiarsi sciarpe o cappelli con i compagni ha una

modesta utilità, visto che i pidocchi difficilmente abbandonano la testa dell’ospite, ma può

invece creare quelle odiose situazioni di esclusione di cui si diceva prima.


F) Il TEST

“Aiuto, mio figlio ha preso i pidocchi!”

Niente panico: cosa conosci, in realtà, della pediculosi?

Sai già come individuarla e cosa fare per affrontarla ed eliminarla?

Prova a rispondere a queste semplici domande: forse scoprirai che le tue informazioni sui

pidocchi non sono del tutto corrette.

Per “ ridurre alle giuste proporzioni ” e aiutare tuo figlio ad affrontare meglio la circostanza,

puoi coinvolgerlo nel gioco, spiegandogli con parole chiare e con pazienza che… “giocando si

impara ”!

Le regole del gioco

DISTRETTO n° 5 ASL BA

Per ogni domanda hai a disposizione una serie di risposte: solo una è quella corretta.


1. Essere colpiti da pediculosi del capo significa:

Avere una scarsa igiene personale

Avere i capelli troppo lunghi

Essere stati in contatto diretto con persone infestate

Rischiare malattie più gravi

2. Quanto è grande un pidocchio?

Meno di 1 mm

2-3 mm

1 cm

È invisibile a occhio nudo

3. Di cosa si nutrono i pidocchi?

Succhiano il sangue umano

Della cheratina dei capelli

Di sebo

Di minuscoli brandelli di cuoio capelluto

DISTRETTO n° 5 ASL BA


4. Cosa sono le lendini?

Le uova

Le particolari zampe uncinate con cui si aggrappano

ai capelli

Le femmine

Piccoli foruncoli causati dall'infestazione

5. Cosa bisogna fare per prima cosa quando si sospetta l'infestazione?

Rasare completamente la testa

Effettuare un'accurata ispezione del capo con una lente

d'ingrandimento

Isolare immediatamente il soggetto

Disinfettare con cura gli ambienti domestici

6. Cosa si può fare per prevenire l'infestazione?

Effettuare regolarmente trattamenti antiparassitari con

prodotti specifici

Non esiste un prodotto ad uso preventivo

Lavare i capelli quotidianamente

Utilizzare sempre gel per capelli


DISTRETTO n° 5 ASL BA

7. Quale di queste affermazioni è falsa?

Le persone di colore vengono infestate più raramente

Gli insetti adulti possono vivere fino a quattro ore se

immersi in acqua

L'infestazione è più frequente nelle bambine

I pidocchi possono saltare facilmente da una testa all'altra

8. Quale di queste affermazioni è vera?

Un normale shampoo antiforfora è sufficiente a risolvere il

problema

Le infestazioni sono più comuni in città che in campagna

Una femmina di pidocchio può arrivare a deporre fino a

cento uova al giorno

Cani e gatti sono i più frequenti veicoli di trasmissione

9. Qual è la stagione più propizia per le infestazioni?

Estate

Inverno

Autunno

Primavera


DISTRETTO n° 5 ASL BA

10. Quante uova può deporre al giorno una femmina?

10

30

100

Più di 1000

11. Ogni anno in Italia il problema interessa circa:

50.000 famiglie

100.000 famiglie

500.000 famiglie

1 milione di famiglie

12. Il trattamento con prodotti specifici:

Va effettuato sui capelli bagnati

Consente di far tornare subito il bambino a scuola

Può essere evitato lavando la testa con una soluzione di

acqua e aceto

Deve essere ripetuto quotidianamente per una settimana


13. Come si capisce che ci sono i pidocchi?

La presenza di solo uova ben visibili sui capelli?

La presenza di pidocchi ?

La presenza di pidocchi e uova ?

Il prurito alla testa?

INDICE

Presentazione

Prefazione

Le F.A.Q. ( le domande più frequenti ) - Frequently Asked Questions -

Introduzione

1. Perché non ci liberiamo dai pidocchi del capo?

2. E’ diventata una preoccupazione dei medici l’uso degli antiparassitari

pediculocidi?

3. Senza antiparassitari come si debellano i pidocchi?

Notizie Generali

1. Il parassitismo

1.a Le tipologie di parassitismo: le più semplici

1.b Il comportamento e le azioni dei parassiti sugli ospiti: cenni

1.c Le reazioni dell’ospite – uomo- ai parassiti: qualche informazione

2. Le misure di contrasto alle parassitosi

3. Briciole di storia e di evoluzione dei pidocchi

4. Luoghi comuni, detti, credenze e curiosità

5. Lotta alla pediculosi: le possibili strategie

6. I pidocchi questi sconosciuti. Cosa sanno gli italiani di questo problema

6.a L’indagine 2006 dell’Osservatorio Milice

7. Il significato dei dati statistici

8. Epidemiologia

8.a I costi diretti e indiretti: l’analisi

8.b I fattori di rischio

8.c La distribuzione della pediculosi del capo: la panoramica

internazionale


Pediculosi del capo: guerra ai pidocchi

1. La pediculosi

1.a Eziologia

2. La pediculosi del capillizio.

2.a Biologia ed anatomia

3. Clinica: la patogenesi. Sintomi e segni

4. Clinica: la diagnosi

4.a Come si identifica una infestazione attiva

4.b Appendice

5. La diagnosi differenziale

Prevenzione

Le F.A.Q. ( le domande più frequenti ) - Frequently Asked Questions -

1. Vi è un modello di prevenzione per non avere i pidocchi?

2. Vi è una strategia di prevenzione per non avere i pidocchi?

1. La prevenzione

1.a Le misure di prevenzione in ambito familiare

2.b Le misure di prevenzione in ambito scolastico e nelle collettività in genere

3.c I criteri di riammissione scolastica

- I consigli in pillole 1

B) La Terapia

Le F.A.Q. ( le domande più frequenti ) - Frequently Asked Questions -

1. Il Mercato

1. Introduzione

1.a Le formulazioni

1.b Considerazioni generali

1.c Casi particolari

1.d L’efficacia delle diverse molecole

1.e Gli effetti collaterali

2. Le possibilità terapeutiche

2.a I pesticidi

3. I prodotti per uso topico


ylang

3.a Il piretro

3.b Le piretrine naturali

3.c Le piretrine naturali sinergizzate

3.d I piretroidi sintetici

3.d.1 La permetrina

3.d. 2 Il meccanismo d’azione delle piretrine naturali e dei piretroidi

3.d. 3 La sicurezza d’uso del piretro e dei suoi derivati

3.d. 4 Le resistenze alle piretrine e alla permetrina

3.e Il malathion

3.f Il lindano

3.g Il carbaril

3.h Il benzil benzoato

3.i La quassia

4. I prodotti farmacologici per uso orale

4. a Il trimethoprim – sulfametossazolo

4.b L’ivermectina

5. La pseudoresistenza ai pediculocidi

6. La resistenza ai pediculocidi

7. I trattamenti con mezzi alternativi

7.a Le sostanze alternative

7.b Il dimeticone

7.c Gli estratti di oli vegetali a base di noce di cocco, olio di anice e di ylang-

7.d Altri prodotti

7.e I complementi cosmetici

7.g I prodotti per l’igiene ambientale

8. I metodi di eliminazione meccanica del parassita

Alcune schede

I consigli in pillole 2

I consigli in pillole 3

C) La gestione della pediculosi in Sanità Pubblica

1. Introduzione

2. Il ruolo della famiglia

3. Il ruolo del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta

4. Il ruolo del farmacista

5. Il ruolo dei servizi della A.S.L.

6. Il ruolo della Scuola

6.a Il ruolo del dirigente Scolastico

6.b Il ruolo degli insegnanti

6.c Il ruolo dei rappresentanti dei genitori

7. Il ruolo dei servizi sociali

D) Protocollo operativo per la gestione della pediculosi nelle comunità scolastiche


1. Come si tutela la comunità

2. La famiglia

3. La scuola

4. L’azienda sanitaria Locale

5. I medici di famiglia e i pediatri di libera scelta

E) Le F.A.Q. ( le domande più frequenti ) - Frequently Asked Questions -

1. Domande: Vero o Falso?

2. Risponde il medico specialista

3. Risponde il medico scolastico

4. Risponde la maestra

5. Risponde la mamma

F) Il Test

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