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La Locomotiva 5.indd - Libera

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CANZONI PER IL CENTENARIO USI.<br />

Per festeggiare i 100 anni della nascita dell’USI, abbiamo deciso di fare una compilation<br />

con tutti i gruppi che ci hanno supportato nelle serate, nei cortei, nelle feste.<br />

Se volete partecipare inviate una canzone con un testo in italiano o dialetto che abbia<br />

come fi lo conduttore il mondo del lavoro, il vostro lavoro, l’eccidio del 7 aprile 1920 di<br />

Piazza Grande, la rivolta in genere, il centenario dell’USi o l’autogestione.<br />

Il brano che è da spedire all’indirizzo LIBERA.MO@LIBERO.IT entro il 30 APRILE 2012, verrà<br />

valutato da un’apposita commissione che i riunirà alla chiusura di una serata di Matteo Borghi.<br />

Il CD verrà presentato in una due giorni di concerti che si terrà in piazza Matteotti (dove<br />

c’era la vecchia sede dell’USI) tra settembre e ottobre 2012.<br />

USI sezione di Modena.<br />

Spazio Sociale LIBERA.<br />

LA LOCOMOTIVA<br />

BIMESTRALE ANARCHICO<br />

A VOLTE PASSANO<br />

CENT’ANNI<br />

n.5<br />

APRILE 2012 - SENZA PREZZO<br />

Giornale degli anarchici/e e libertari/e<br />

di Modena e provincia


2<br />

SOMMARIO REDAZIONALE<br />

Pag. 3 Cronache Modena<br />

Pag. 4 Cronache Carpi<br />

Pag. 6 Cronache Sassuolo<br />

Pag. 8 Antimilitarismo<br />

Pag. 9 Modena. Le “zone rosse“<br />

aumentano<br />

Pag. 10 Gioia, tubi innocenti e<br />

anarchia<br />

Pag. 11 Da dove veniamo?<br />

Pag. 15 7 Aprile 2012<br />

Pag. 16 Indignati di ovunque,<br />

unitevi.<br />

Pag. 17 <strong>La</strong> semana tragica di<br />

Barcellona<br />

Pag. 24 Fondamentalisti a Modena<br />

Pag. 25 I fascisti del terzo millennio<br />

Pag. 26 Gary Yourofsky<br />

Pag. 34 Caffè Malatesta<br />

Pag. 35 <strong>La</strong>boratorio Cre-Attivo<br />

pag. 36 Dietro ogni scemo c’è un<br />

villaggio<br />

Pag. 42 11 Febbraio Presidio<br />

Antifascista<br />

Pag. 45 Le “grandi opere“ del<br />

fascismo<br />

Pag. 46 Intervista al <strong>La</strong>b Hip-hop<br />

DAGHEN<br />

Pag. 50 Occhio e usta<br />

Qualcuno può aver pensato che fossimo spariti,<br />

ma i lettori più affezionati (lasciateci nell’illusione<br />

che ce ne siano, dai) sapranno che un po’ di<br />

ritardo nell’uscita di questo giornale è normale.<br />

Del resto è pur sempre la <strong>Locomotiva</strong>, e quando<br />

mai si è visto un treno arrivare in orario?<br />

Comunque, alla fi ne ce l’abbiamo fatta ad uscire<br />

col numero 5, il primo del 2012, anno del<br />

centenario dell’USI ma non solo: i temi<br />

trattati nelle pagine seguenti sono molti di più,<br />

dall’antifascismo alla repressione in stile<br />

Pighi, dall’antipsichiatria al veganesimo.<br />

Visto lo slittamento dell’uscita, alcuni articoli<br />

possono essere un po’ datati, ma abbiamo<br />

deciso di includerli lo stesso, perché testimoniano<br />

quello che è successo negli ultimi mesi a Modena<br />

e dintorni da un punto di vista libertario, dal<br />

punto di vista di chi, per esempio, ritiene grave<br />

la presenza di fascisti nella propria città quanto<br />

il fascismo istituzionale di chi pretende di vietare<br />

certe zone della città ai non amici.<br />

D’altra parte alcuni temi sono stati esclusi per<br />

questioni di tempistica, come la polemica che<br />

proprio in questi giorni è scoppiata su Sitta e il<br />

suo “vanto”, l’autodromo: qualcuno si è accorto<br />

che quello che è stato presentato per anni come<br />

centro di guida sicura è in realtà un autodromo<br />

pensato anche per competizioni, ciò che <strong>Libera</strong><br />

diceva da sempre. Qualcuno si è accorto di aver<br />

votato un progetto che è poi stato stravolto nella<br />

pratica e chiede spiegazioni, ma la risposta di<br />

Sitta è stata grossomodo: o con me o contro di<br />

me. Non sappiamo cosa deciderà il PD, ma la<br />

posizione nostra e della maggior parte dei<br />

modenesi è chiara da anni.<br />

Per inviare scritti, poesie, disegni, consigli, apprezzamenti e critiche<br />

REDAZIONE.MO@AUTISTICI.ORG<br />

Spud<br />

<br />

<br />

<br />

51


50<br />

<br />

<br />

<br />

<br />

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<br />

<br />

MA QUANTE ZONE ROSSE CI SONO A MODENA?<br />

MODENA<br />

<strong>La</strong> situazione, come già viene sollevata in altre parti di questo giornale, è pericolosa.<br />

Piazza Torre non piace al sindaco perché davanti al sacrario partigiano ci devono andare quelli che<br />

lui pensa avere il bollino doc. Piazza Roma non va bene perché l’Accademia Militare non vuole messo<br />

in discussione il suo ruolo di Accademia spettacolo, così faticosamente conquistata.<br />

Balli di debuttanti, corse a piedi con l’Accademia, Festival delle bande militari, quanto il PD ha concorso<br />

a creare questa immagine, solo il generale lo sa.<br />

A quando una lotteria sui morti e feriti causati da quegli studenti che li vi imparano?<br />

Rimane il fatto che andare attorno all’Accademia solleva sempre problemi maggiori. Non ultima è<br />

Piazza Grande che un giorno non si può perché danneggia le liturgie del Duomo, un’altra perché è<br />

riservata all’amministrazione con i suoi concerti e fi ere dell’antiquariato, e comunque il comune si arroga<br />

il diritto di darla a chi gli pare. Tempo fa facemmo una richiesta in tal senso e ci fu risposto che<br />

esiste una delibera dove Piazza Grande non viene concessa a nessuno se non a manifestazioni che il<br />

comune ritiene importanti, tradotto facciamo quel cazzo che ci pare.<br />

Chissà quante altre zone rosse ci sono di cui non abbiamo notizia, sappiamo solo che per i commercianti<br />

e i loro dehors, ovviamente compiacenti con l’amministrazione, è tutto più facile.<br />

CORTEO DEL CENTENARIO USI-AIT.<br />

Il 31 dicembre alle 23.30 è partito il Corteo per le strade del centro di Modena.<br />

Era dovuto, questo corteo, all’arrivo del 2012, anno del centenario.<br />

<strong>La</strong> A Band ha suonato quello che doveva suonare e la comunità libertaria di Modena e provincia ha<br />

lanciato il segnale: noi ci siamo ancora e le nostre idee sono più giovani e fresche che mai.<br />

E’ stato rivendicato il diritto alla ribellione e presentato un futuro anno di lotte: per gli spazi sociali autogestiti<br />

- per l’autogestione - per l’anarcosindacalismo - per l’azione diretta - per l’ecologia sociale<br />

- contro la casta e la fi nanza - contro il militarismo - contro il proibizionismo - contro il fascismo - contro<br />

il sessismo - contro il razzismo - contro l’autoritarismo - contro lo stato - contro la chiesa ecc.<br />

I quotidiani non si sono accorti di nulla ma tanta gente di Modena si, siamo solo all’inizio dell’anno e<br />

già tante iniziative si sono svolte e le più messe in programma, speriamo di andare diretti alla rivolta e<br />

di divertirci un po’.<br />

UN INVITO AD ADERIRE ALL’USI-AIT.<br />

Il 23-24-25 marzo l’USI sezione di Modena ospiterà il Ventesimo Congresso dell’Unione, il 31 marzo organizzerà<br />

assieme alla CNT spagnola e alla FAU tedesca una giornata Anticapitalista e la settimana<br />

dopo, il 7 aprile, si ricorderà l’Eccidio di Piazza Grande del 7 aprile 1920.<br />

A Giugno l’USI sezione di Modena dovrebbe organizzare una 3 gg a Bologna di conferenze, cene e<br />

concerti sempre per ricordare il centenario USI. Tantissime altre saranno le iniziative e accompagnate<br />

a queste c’è tutta l’azione sindacale di autodifesa dei diritti e dei salari e di solidarietà sia a chi il lavoro<br />

ce l’ha sia ai precari che ai disoccupati. Dare forza all’USI signifi ca dare anche un segnale che è possibile<br />

creare un luogo anti-autoritario e anti-burocratico dove la difesa dei propri interessi di lavoratori<br />

è lasciata all’autogestione degli stessi. Dare forza all’USI signifi ca realizzare già ora luoghi e relazioni<br />

della società futura.<br />

Per anni ho avuto allergia alle tessere, per anni ho dubitato di qualsiasi aggregazione con la paura<br />

che si trasformasse in una situazione autoritaria, ma la storia mi ha insegnato che anche fuori nei gruppi<br />

e senza tessere si può sviluppare l’autorità e che la rivoluzione, quella a noi più vicina, è opera della<br />

CNT, è opera di operai e di contadini e non dei mercenari dell’idea. Credo che l’esperienza autogestionaria<br />

di <strong>Libera</strong> abbia avuto un approdo naturale costruendo la sezione dell’USI a Modena.<br />

Questo volevo scrivere. Colby, segretario provinciale USI-AIT.<br />

3


4<br />

CMB MAFIA<br />

L' inchiesta sul nuovo polo ospedaliero di Ferrara si è chiusa con 13 indagati, manager e pubblici funzionari<br />

che avrebbero dovuto controllare i lavori e soprattutto i collaudi delle varie strutture del polo.<br />

Tra gli indagati anche due dirigenti della carpigiana CMB, che fa parte del gruppo di imprese che<br />

hanno in concessione il progetto, la realizzazione e la gestione dell'opera.<br />

Ruben Saetti, presidente del consorzio per la gestione dell'opera è indagato per abuso d'uffi cio in alcune<br />

perizie, e Guglielmo Malvezzi, project manager, per truffa.<br />

<strong>La</strong> tesi della procura di Ferrara è che i due compagnucci hanno corretto a loro discrezione un progetto<br />

"incompleto". <strong>La</strong> stessa procura si affretta però a rassicurarci: "Non c'è assolutamente pericolo per la<br />

resistenza e stabilità dell'ospedale. Tuttalpiù le strutture avranno bisogno di... un pò più di manutenzione<br />

rispetto al normale." ! Calcolando che l' ospedale è nuovo di pacca, suona davvero rassicurante.<br />

Solido, sicuro, CMB?<br />

IN STAZIONE IN BICI? TI ATTACCHI AL PALO!<br />

Dopo aver rimosso le rastrelliere per biciclette di fronte alla stazione FS, l' iperbolico assessore alla mobilità<br />

Alberto D'Addese ha avuto il buon gusto di porre fi ne alle proteste dei pendolari dichiarando che si<br />

trattava di "unintervento di recupero necessario per il decoro dell' area antistante alla stazione" e che<br />

"in questo modo i pedoni potranno transitare meglio".<br />

Evidentemente D'Addese considera l' uso della bicicletta indecoroso e limitante nei confronti dei pedoni.<br />

Dobbiamo ricordargli che a Carpi nel 2011 ci sono stati 39 pedoni investiti da automobili?<br />

LA SICUREZZA AVANZA<br />

CARPI<br />

Sono state installate in centro a Carpi 3 nuove telecamere di videosorveglianza, 2 in via Berengario(a<br />

forza di petizioni dei residenti!) e una nella sala d'aspetto della stazione autocorriere (meglio noto<br />

come IL PUNTO). Con questi arriviamo ad un totale di 54 occhi elettronici puntati sui carpigiani, escluse<br />

naturalmente le telecamere private. Pare che alcune non siano ancora in funzione, che molte altre<br />

non vengano mai visionate in diretta e che le forze dell'ordine lamentino seri problemi di budget per<br />

gestirle. <strong>La</strong> cosa migliore da fare è eliminarle. Presto la mappa dettagliata.<br />

CAMPI ACQUIFERI IN PERICOLO: AIMAG SE NE SBATTE<br />

Tutto parte da un'idea geniale: stavolta è quella di costruire circa 400 alloggi accanto ai campi acquiferi<br />

di Modena in via Aristotele; i pozzi che verrebbero circondati dalle nuove palazzine creano acqua<br />

potabile per 180mila abitanti.<br />

Oltre al rischio di intaccamento della falda (che viene dal fatto che le fondamenta si verrebbero a<br />

trovare in uno strato argilloso troppo poco spesso per garantire l'impermeabilità) c'è da fare un ragionamento<br />

semplice: se si costruisce accanto a dei pozzi di acqua potabile, una volta che questi<br />

si esuriscono non si può più scavare lì accanto, quindi per trovare altra acqua ci si deve spostare, e i<br />

costi si moltiplicano.<br />

<strong>La</strong> carpigiana Aimag, che ha in concessione l' utilizzo dei pozzi, fa sapere di "avere delle riserve su<br />

questo progetto" (che non vuol dire NO!) ma di "non poter aver voce in capitolo perchè non possiede<br />

i terreni" e quindi in defi nitiva al progetto risponde con un bel "NI" in tipico stile PD (dato che anche<br />

il sindaco Campedelli si è espresso allo stesso modo). Ma in fondo se i costi di estrazione si alzano e<br />

magari l'acqua si inquina chi vuoi che ci rimetta?<br />

di solito ci troviamo di fronte a ci adini comuni e sopratu o alle forze del male,ops scusate volevamo dire<br />

dell'ordine.Abbiamo mol tes dove sono cita e fanculizza , non c'è migliore occasione per esprimergli il<br />

nostro aff e o,quando abbiamo un microfono in mano e un impianto che ci supporta!Ovviamente riusciamo<br />

a formulare aggressioni verbali eff erate anche in freestyle,me endo sempre in risalto le contraddizioni in<br />

cui versano le forze dell'ordine e le autorità in generale.Oltre a questo,c'è la voglia di risca o e la rabbia nel<br />

sapere che spesso le persone hanno pregiudizi sia nei confron degli spazi sociali,sia nei confron dei rapper<br />

e noi cerchiamo di sfatarli tramite quello che facciamo.<br />

10) Mi sa che vi ho già stressato a basta. Ul ma domanda: quali sono i temi che fi nora sono emersi nel vostro<br />

lab e a quali di essi tenete maggiormente?<br />

In realtà è stato un piacere rispondere a queste domande.I temi che maggiormente sono emersi sono semplicemente<br />

ques ; in primis la situazione a dir poco dramma ca in cui viviamo, con tu o ciò che ne consegue,ad<br />

esempio il fa o di non poter avere spazi sociali.L'altro tema è quello riguardante la musica,che non dev'essere<br />

un prolungamente dei mass media e della disinformazione e propaganda dell'oligarchia vigente,ma che<br />

dev'essere la libera espressione di una popolazione che vuole la libertà prima di ogni altra cosa, non essere<br />

solo liberi da- ma essere proprio liberi di- con tu o ciò che ne consegue.Vi ringraziamo per lo spazio che ci<br />

avete concesso e vi salu amo calorosamente.<br />

KOMPAGNI DI MERENDE -<br />

- PALESTINA<br />

Abbiamo deciso di scrivere questo<br />

pezzo nel febbraio del 2009, dopo<br />

che Israele aveva straziato la Striscia<br />

di Gaza con la cosidde a "Operazione<br />

Piombo Fuso".Ci siamo ispira molto<br />

alle no zie che arrivavano in Italia<br />

grazie a giornalis coraggiosi come<br />

Vi orio Arrigoni. Quello che ci preme<br />

far emergere , oltre alla tragedia<br />

umana deprecabile e intollerabile , è<br />

la strategia ormai perpetrata da mol<br />

anni, che lega il Sionismo e gli interessi<br />

Anglo-Americani.Una strategia che<br />

fà dell'Islamofobia e del terrorismo<br />

sponsorizzato dalla Cia, una causa scatenante<br />

per le guerre da a uare nel<br />

Nord Africa e nel Medio Oriente. Non<br />

casuali sono le con nue sanzioni e le<br />

con nue minacce perpetrate ai danni<br />

dell'Iran.Senza considerare l'assoluto<br />

paradosso di un etnia religiosa che<br />

si proclama da sempre perseguitata,<br />

ma che di fa o oggi sto compiendo il<br />

genocidio del popolo Pales nese alla<br />

luce del sole con l'approvazione dei<br />

vari governi occidentali.Purtroppo<br />

nell' Aprile del 2011 è venuto a mancare<br />

Vi orio Arrigoni, per cui abbiamo<br />

dedicato il pezzo a lui,a tal proposito<br />

ringraziamo la sorella Alessandra che<br />

ci ha pubblicamente fa o i complimen<br />

e ringraziato per la dedica fa a<br />

a Vi orio.Vorremmo proprio terminare<br />

questa breve introduzione ricordandolo<br />

e puntualizzando che ci saranno<br />

altri pezzi in futuro che riguarderanno<br />

la Pales na e Vi orio , perchè il suo<br />

esempio non sarà mai dimen cato!!<br />

LAB DAGHEN_<br />

KOBRA SHOCK:<br />

Antiuomo tipo mina è la dottrina di Hiroshima fi ltro sofferenza in rima<br />

<strong>La</strong> mia mente s'aggira per le strade in Palestina racconta come Al Jazeera e sa cos'è<br />

successo prima<br />

un suolo imprigionato dal suo passato nel ''48 il mandato inglese è terminato<br />

Kaos guerriglia lo stato sionista è nato autorizzato dall'olocausto a compiere un massacro<br />

in sostanza è come legalizzare la pedofi lia per chi la subita durante l'infanzia<br />

mancanza dialettica ma quale Hamas questa è pulizia etnica<br />

strategia della follia strategica la tua mente più che assente è asettica<br />

preda degli eventi nati disinformati da questi tempi operazione piombo fuso cola sopra<br />

innocenti!<br />

MASTY BEAT:<br />

Dignità di un popolo suddiviso in villaggi e in testa piovono razzi<br />

razzie stupri violenze pestaggi vai che si pompano i sondaggi<br />

media stampa oltraggi persone barricate in casa come ostaggi<br />

tienti forte Israele è alle porte sai la pace è portata in maniere distorte<br />

sempre più gente con le mani sporche!<br />

Rit:<br />

<strong>La</strong>boratori militari Mengele Israeliani/Armi vietate dai trattati internazionali<br />

non mi rassegno alla rassegna stampa/suonan le campane dell'inferno in terra santa<br />

Militari Mengele israeliani/Armi vietate dai trattati internazionali<br />

non mi rassegno alla rassegna stampa/suonan le campane dell'inferno in terra santa<br />

Militari Mengele israeliani/Armi vietate dai trattati internazionali<br />

non mi rassegno alla rassegna stampa/suonan le campane dell'inferno in terra santa<br />

Militari Mengele israeliani/Armi vietate dai trattati internazionali<br />

FREESTYLE DI ALEX AL PRESIDIO DEL 17-12-2011<br />

Al posto dei muratori/è meglio se assumete/dei benpensatori/pensate alla fi ne di un'occupazione/conseguenza<br />

d'inizio la nostra replicazione/non basta mattone su mattone/<br />

cemento edilizia/coglione su coglione/la nostra polizia/tenuta antisommossa invani/murare<br />

in silenzio la vostra mossa infami/cementate sperperate/ma non la nostra bocca/<br />

murate lo stabile/ma il nostro bosco non si tocca/nemmeno i nostri progetti/andremo<br />

avanti sostenuti/sempre più diretti/arte cultura amare la natura/dareste fuoco agli animali<br />

per tirare su quattro mura/Soverte resiste/non molla questa presa/persiste perchè<br />

esiste/non aprite questa morsa/<strong>Libera</strong> è un esempio e con Guernica ci sostiene/compagni<br />

e cittadini contro loro tutti insieme/adesso hanno paura che entriamo qui nel merito/<br />

un "vaffanculo Antonio Russo fascista patetico"/adesso sei soddisfatto??/condanneresti<br />

i nostri atti??/noi risponderemo come un muro/sempre più compatti!!!<br />

49


6) Come funziona il freestyle? In che modo si può partecipare? Nel senso che chi vuole lo dice prima, ci si<br />

alterna a sen mento, si va per conoscenza?<br />

Il freestyle ha il suo spazio durante le serate,non ha alcun vincolo di conoscenza chi se la sente può prendere<br />

il microfono , sempre rispe ando gli spazi delle altre persone, spesso capita che non vi sia un limite di tempo<br />

ma che chi lo fà si interrompa semplicemente e la "passi" a un altro, mentre a volte si può dare determina<br />

spazi,ad esempio i famosi qua ro quar a testa.Il fa o è che spesso sono ragazzi che devono ancora imparare<br />

bene a contare queste fa che misure e me eteci pure che sono concentra a formulare pensieri.Per ques<br />

mo vi delimitarli nei qua ro quar può non essere un opzione valida.Come potete vedere anche nella sua<br />

organizzazione il freestyle risulta veramente spontaneo e improvvisato<br />

7) Durante i freestyle ho notato grande complicità e s ma reciproca; vi incitate molto l'uno con l'altro,<br />

eppure state in qualche modo "gareggiando". Come si fa a non cadere nella trappola della compe zione<br />

spinta, della serie "io sono più bravo e tu sei uno sfi gato"?<br />

E' tu a una ques one di cultura e di valori! Come ci sono persone in giro che pensano di essere le più "fi ghe"<br />

e non fanno altro che lamentarsi e off endere gli altri così nel hip hop abbiamo la nostra schiera di haters professionis<br />

. Da questo punto di vista il fi lm "8 Mile" non ha aiutato granchè, anzi ha quasi dipinto il freestyle<br />

come una compe zione a suon di insul . <strong>La</strong> realtà è molto diversa, il freestyle è un modo per diver rsi, in primis,<br />

è un modo per imparare ad andare a tempo e a concepire rime e melodie in tempo molto rapido. Quindi<br />

in sintesi in primis dev'essere una sfi da contro sè stesso. Ovviamente esiste una sana compe zione tra gli<br />

mc's che impugnano il microfono, ma dovrebbe essere tesa a dimostrare di essere i migliori non off endendosi<br />

l'un l'altro, ma dimostrando all'altro di avere più capacità, le coside e Skills.<br />

A tal proposito vorremmo citare il fa o che spesso si è fa o del freestyle ad argomento, cioè si dava al mc<br />

di turno (o anche a più mc di fi la) un argomento e lui rappava su questo argomento, improvvisando esclusivamente<br />

su quello. Spesso nelle gare che fanno in tu a Italia, c'è una tale cultura dell'off esa, che gli mc's si<br />

portano intere "collezioni" di rime ben studiate e preparate da casa, che sono off ese generiche contro l'mc's<br />

avversario, le coside e punchlines, ma ricordo che il freestyle è improvvisazione. Per questo prima abbiamo<br />

de o che non ci piacciono le serate come vengono organizzate oggigiorno, perchè spesso hanno perso lo<br />

spirito originale delle cose!<br />

8) Avete dei presuppos che non si possono me ere in disussione? Ad esempio: se un rapper che conoscete<br />

poco durante un freesyle spara frasi razziste o sessiste come reagite? E il pubblico che argomen si<br />

aspe a di sen re?<br />

Ovviamente ci sono dei principi base da rispe are, non si può off endere altre razze o fare rime sessiste, comunque<br />

bisogna anche reagire in base a quello che viene de o e da chi lo dice,ad esempio se a un ragazzo<br />

molto giovane scappa una frase che magari voleva essere ironica senza volere off endere nelle intenzioni, ma<br />

a chi da chi la sente viene ritenuta off ensiva, gli si lascia fi nire di rappare e poi gen lmente gli si spiega perchè<br />

ciò non deve accadere, senza trauma zzarlo.Per fortuna chi viene è abituato a ragionare in un<br />

certo modo stando in uno spazio sociale e non in<br />

una discoteca.Il pubblico ovviamente sà che in che<br />

posto và, quindi sà che le tema che più impegnate<br />

e impegna ve vengono tra ate e non si aspe a solo<br />

intra enimento fi ne a sè stesso.Quindi dire che le tema<br />

che più sviluppate sono l'hip hop stesso e i temi<br />

sociali non ci sembra un azzardo<br />

9) Per noi del Soverte è un' auten ca goduria che vi i<br />

siate ritaglia un vostro spazio anche ai nostri pre-<br />

sidi e cortei, dove il lab "daghèn" si trova davvero o<br />

"sulla strada". Siete più carichi a queste inizia ve o<br />

negli spazi sociali?<br />

Per vari mo vi personali e non, siamo molto più caarichi<br />

nei cortei, quando oltre alla gente che ci segue ue<br />

48<br />

MA QUANTI BEI PARCHEGGI!<br />

<strong>La</strong> giunta di Carpi ha confermato di aver l’ intenzione di creare un mega parcheggio sotterraneo in<br />

piazzale della Meridiana, davanti alle poste. Per l’opera il Comune ha già stanziato 3 milioni e 200mila<br />

euro, appaltandola a chi non è dato sapere. L’unica (presunta) utilità del progetto sarebbe quella di<br />

favorire l’affl usso ai negozi del centro. Sarà...<br />

Quello che è certo è che un’ opera come questa, pagata coi soldi della collettività per il profi tto di<br />

pochi, intaserà il traffi co sulla centralissima via De Amicis, che fra l’altro è stata da poco dichiarata a<br />

senso unico; la conseguenza più ovvia di questo imbottigliamento sarà un aumento folle dei livelli di<br />

smog.<br />

Quindi chi ne pagherà le conseguenze sulla salute oltre che sul portafogli saranno - anvedi un pò! - i<br />

carpigiani. Che però potranno fare shopping più facilmente: vuoi mettere?<br />

TIFOSI RAZZISTI PER LA HANDBALL CARPI<br />

<strong>La</strong> tifoseria della squadra di pallamano biancorossa ha procurato alla società qualche grattacapo a<br />

causa dei suoi cori anti-rumeni.<br />

Durante la partita del 22 marzo contro il Cassano Magnago, i tifosi del Carpi Handball si sono distinti<br />

in ingiurie collettive di matrice razzista verso il giocatore rumeno Muraru, atleta di punta del Cassano.<br />

Pare che l’arbitro se ne sia accorto, forse perchè si chiama Tananescu, ed abbia trascritto l’episodio<br />

nel suo taccuino (senza tuttavia sospendere l’incontro).<br />

<strong>La</strong> società biancorossa è stata multata di ben 900 euro, ma tranquilli: il presidente Enrico Lucchi ha<br />

preso le distanze dal gesto, sottolineando però che tutti i presenti quel pomeriggio hanno “vissuto un<br />

momento sportivo di alto valore tecnico ed agonistico”. Insomma, in fondo il razzismo è un dettaglio...<br />

5


6<br />

SASSUOLO<br />

LA MUNICIPALE DI SASSUOLO SOTTO ACCUSA<br />

In pochi giorni la polizia municipale di Sassuolo si è resa protagonista di due vicende che l’hanno portata<br />

negativamente alla ribalta sui giornali locali. A Fiorano l’arresto di uno spacciatore nel parcheggio<br />

del bocciodromo, luogo pubblico dove in quel momento erano presenti numerose persone, è stato<br />

descritto da testimoni come “scena da far west” per i metodi eccessivamente spettacolari e duri,<br />

con tanto di pistole in pugno. Il Sindaco Pistoni ha aperto un’inchiesta interna per capire se quei modi<br />

erano davvero necessari all’operazione o se invece ci siano stati eccessi da parte degli agenti e di<br />

chi li ha coordinati, ricordando che questi compiti spetterebbero soprattutto ad altre forze dell’ordine,<br />

mentre la polizia municipale dovrebbe avere principalmente altri ruoli, come il controllo del territorio<br />

e dell’attuazione delle ordinanze comunali, e sottolineando che le armi andrebbero estratte solo in<br />

situazioni di emergenza in luoghi pubblici e in presenza di cittadini. Viene da chiedersi infatti il motivo di<br />

questo modus operandi: se davvero l’arrestato era potenzialmente pericoloso e armato, giustifi cando<br />

il blitz “armi in pugno”, è stata saggia la scelta del luogo dell’arresto, mettendo a rischio persone che<br />

non c’entravano nulla?<br />

Il secondo caso, più grave e assurdo, è avvenuto a Modena. Tre persone, una giovane coppia e il suocero<br />

di lei, hanno raccontato di essere stati avvicinati da agenti in borghese che, senza identifi carsi e<br />

puntandogli contro le pistole, li hanno fatto scendere dalla macchina, ammanettati, perquisiti, spinti<br />

e strattonati tentando di farli salire su un’auto (normale e non riconoscibile come auto della polizia).<br />

Dopo qualche minuto è intervenuto un ispettore di Sassuolo che li ha fatti liberare e spiegato che si<br />

era trattato di uno scambio di persone durante un’operazione contro lo spaccio di droga; errore non<br />

privo di conseguenze, dato che i tre hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, con prognosi<br />

di 7 e 20 giorni per i due uomini, e di due mesi per la donna con diagnosi di disturbo da stress<br />

post traumatico.<br />

Se il caso di Fiorano ha portato solo ad un’inchiesta interna, dato che la polemica riguarda il buon<br />

senso e le politiche sulla sicurezza dei singoli comuni (la Municipale risponde direttamente al Sindaco,<br />

e Pistoni infatti ha invitato Caselli ad usare certi metodi a Sassuolo e non dove non gli compete),<br />

mentre non vi è stata violazione delle regole da parte degli agenti, quello di Modena potrebbe avere<br />

conseguenze più gravi. Le tre vittime hanno infatti presentato denuncia (a carico di ignoti in attesa<br />

dell’identifi cazione dei quattro agenti), ed è stata aperta un’indagine disciplinare a carico della polizia<br />

municipale di Sassuolo, di cui si occuperà la Procura generale di Bologna. <strong>La</strong> questione non riguarda<br />

solo lo scambio di persona, ma anche la legittimità della presenza degli agenti sassolesi a Modena;<br />

infatti, come ammesso dallo stesso comandante Faso, inizialmente l’operazione doveva svolgersi a<br />

Formigine, ma all’ultimo momento ha dovuto essere spostata a Modena e non c’è stato il tempo di<br />

avvertire il prefetto né le forze dell’ordine modenesi. Faso ha specifi cato che l’unico obbligo è quello<br />

di avvertire il magistrato competente, ma altri come il procuratore capo Zincani hanno sottolineato<br />

l’insensatezza di una simile pratica, dato che agenti in borghese armati possono essere facilmente<br />

scambiati per malviventi. Immaginate cosa sarebbe successo se dei carabinieri, ignari dell’operazione<br />

in corso e della presenza di agenti in borghese in quel parcheggio, avessero visto quattro persone<br />

minacciare pistola in pugno tre cittadini: è più probabile che pensassero ad una rapina in corso, o a<br />

un’operazione in incognito di cui non sapevano nulla?<br />

L’episodio ha ovviamente provocato polemiche anche politiche, con esponenti del PDL come Leoni<br />

che si sono immediatamente schierati dalla parte delle forze dell’ordine perché, testuali parole, “assicurano<br />

la nostra incolumità”, sorvolando ampiamente sull’incolumità di tre normali cittadini violata<br />

proprio da membri delle forze dell’ordine. Anche Caselli ha difeso la polizia municipale di Sassuolo e<br />

Faso, offrendo alle vittime risarcimenti (chiaramente con soldi del Comune, cioè dei sassolesi, che si<br />

troverebbero così a pagare gli errori di qualcun altro) e protezione legale ai quattro agenti nel caso<br />

la denuncia andasse avanti. Nelle sue dichiarazioni ci sono alcune “perle” di raro acume: Caselli dice<br />

infatti che sarebbe stato ben più grave se non ci fosse stato alcun controllo e poi fosse emerso che<br />

erano davvero le persone che stavano cercando, in un simile caso sarebbe stata in pericolo la stessa<br />

incolumità degli agenti. Peccato che violenza privata e lesioni, accuse fatte dalle tre vittime, non<br />

4) Vi ho sen to spesso riferirvi all' hip-hop come una "cultura". ultura".<br />

Senza dubbio è libertà d' espressione, ma in che termini esso si<br />

può considerare "cultura"?<br />

Allora, l'hip hop si può defi nire cultura per due principali mo mo vi a<br />

nostro avviso.Il primo è dovuto al fa o che l'hip hop non è solo<br />

un genere musicale ma è un insieme di discipline,precisamente mente<br />

4(wri ng,breaking,djing,mcing), che possono esulare dalla<br />

musica come il wri ng(coloro che dipingono con bombole ole e<br />

spray,infa è anche de a aereosol art),ma che non esula a non<br />

arrichimento,dall'elevazioni e dal catarsi personale.Il secondo o mo- mo-<br />

vo è dovuto proprio ai tra cara eris ci dell'hip hop, alle e sue<br />

conoscenze e alle sue pra che che vengono trasmesse da generanerazione a generazione per cercare di evadere da determinate situazioni<br />

di diffi coltà.Non dimen chiamo che l'hip hop si è sviluppato ppato<br />

inizialmente nei ghe di New York,dove spesso la vita non aveva<br />

molte scelte e non c'era via di fuga dalla cruda realtà, i pionieri onieri<br />

tramite l'hip hop cercavano di portare via dalle bande i ragazzigazzini più giovani e di insegnare valori e conoscenze,che portassero ssero<br />

l'individuo coinvolto a ricercarle ulteriormente per dare così vita<br />

a un ciclo che portava la con nua alla ricerca della con nua evoluzione<br />

di sè stesso.Noi crediamo che date tali preroga ve e da da<br />

i valori ar s ci di certe creazioni nato da questo moviemento, nto,<br />

l'hip hop sia una delle culture più fl oride, più mul razziali e più<br />

poten e veri ere che ci siano<br />

5) Una cosa aff ascinante che ho notato è che anche quando o il<br />

lab organizza concer veri e propri, il livello di coinvolgimenento del pubblico è molto alto, e a un certo punto succede che<br />

anche chi è venuto come spe atore prende il microfono e di<br />

fa o diventa parte a va dell' esperienza. Mi sembra che e i<br />

concer ed il lab si intersechino parecchio. Come si raggiunge ge<br />

questo livello di coinvolgimento e quanto è importante ai fini fi ni<br />

della buona riuscita della serata?<br />

Secondo noi non bisognerebbere neanche scindere concetettualmente i concer dal lab. , nel senso che anche i concer r<br />

con persone più esperte a suonare sono comunque un occaasione<br />

per imparare cose nuove,inoltre spesso i concer del el<br />

lab sono un occasione per dare spazio ai gruppi locali che non n<br />

avrebbero spazi altrimen ,visto la logica che hanno i locali.Il Il<br />

fa o che ci sia la possibilità di poter partecipare dire amen-<br />

te anche a livello a vo è uno dei pun di forza del lab , che e<br />

portava anche persone che magari non conoscevano l'ar sta a<br />

che suonava in un quella serata , ma venivano e seguivano la a<br />

sua esibizione perchè sapevano che fi nita quella potevano o<br />

fare un pò di rime pure loro.Il coinvolgimento è fondamen-<br />

tale per la buona riuscita di una serata, più che il numero di<br />

persone presen ,questo è il nostro principale intento, ci interessa<br />

anche che vengano più persone possibili, ma la cosa<br />

fondamentale è che le persone che vengono s ano a sen rsi<br />

i live, la gente che fà freestyle, chi stà ai pia , chi fà pezzi,<br />

se poi vuole cimentarsi a vamente meglio ancora, non può<br />

che farci piacere e vuol dire che il lab ha lavorato bene.<br />

47


46<br />

INTERVISTA AL<br />

LABORATORIO HIP-HOP "DAGHEN"<br />

A cura di Kenz_<br />

1) Da quali volontà e presuppos è nato il lab "daghèn"? Cosa spinge i ragazzi ad aderire?<br />

Noi,come Kompagni Di Merende,avevamo già avuto esperienze analoghe in altri spazi sociali.Da sempre siamo<br />

dispiaciu che la cultura hip hop non sia ben rappresentata in zona e che gli "even " in cui c'era hip hop<br />

non erano come le jam degli anni novanta, dove potevano avere spazio tu e e 4 le discipline, dove tu potevano<br />

cimentarsi e proporsi,mentre negli "appuntamen " odierni è tu o molto chiuso, molto clientelare.A noi<br />

è sempre piaciuto sperimentare,improvvisare e conoscere nuove persone, facciamo questo per puro diver -<br />

mento e passione, quindi è stato naturale cercare di creare noi qualcosa che non c'era prima.<br />

Dopo queste esperienze in altri spazi sociali,appena abbiamo saputo che sarebbe stato occupato un posto a<br />

Carpi e conoscendo chi lo occupava,abbiamo deciso di portare la nostra esperienza e la nostra passione nello<br />

spazio autoges to Soverte.Pensiamo che i ragazzi siano spin ad aderire perchè il laboratorio non è nato solo<br />

per fare serate, ma principalmente è nato per fare hip hop, quindi se una persona che fa parte del lab. magari<br />

ha un dubbio di po tecnico o ha bisogno di una mano, tu o il lab si muove per aiutarlo, ovviamente con le<br />

competenze specifi che che servono all'interessato.Ad esempio qualche pomeriggio ci siamo trova per "sistemare"<br />

qualche testo scri o dai ragazzi più giovani,e comunque l'appartenenza al laboratorio è alle ante<br />

in quanto perme e di fare nuove conoscenze, tra persone che fanno parte di questa splendida cultura che è<br />

l'hip hop.Inoltre alle serate di laboratorio si crea un clima che è favorevole a chi vuole imparare e a chi vuole<br />

provare a cimentarsi dire amente, in quanto gli "spe atori" sanno già in precedenza che sono serate aperte a<br />

tu , dove tu possono prendere il microfono e fare due rime, oppure provare a fare beat box e via dicendo.<br />

2) Cosa ha signifi cato per voi poter dar vita a questo lab all' interno del Soverte e quali diff erenze ci sono tra<br />

uno spazio autoges to rispe o ad altri spazi (per quel che riguarda la vostra a vità)?<br />

Innanzitu o ci sono diff erenze anche tra i vari spazi autoges ,ma è meglio a enersi stre amente alla domanda<br />

per non essere digressivi!Ovviamente lo spazio autoges to è il luogo ideale per poter sviluppare un<br />

proge o del genere,in quanto abbiamo a che fare con persone che sono interessate al lato crea vo e alla<br />

socialità del proge o,invece di preoccuparsi del lato meramente economico.Inoltre c'è un interesse che esula<br />

dal genere musicale, in quanto in ques spazi viene a crearsi una certa solidarietà tra le persone che ne sono<br />

coinvolte.Aggiungiamo che la nostra visione poli ca e i nostri valori coincidono e il fa o di avere sempre un<br />

possibile sgombero come spada di damocle, ci porta a fare molto più gruppo.Purtroppo questa repressione<br />

ci impedisce di fare proge più stru ura e di poter fare una programmazione date più lungimirante,nè ci<br />

perme ere di chiamare facilmente grandi ar s che hanno cos eleva , ma non risen amo troppo di ciò,anzi<br />

si impara a fare di necessità virtù, che è un altro degli insegnamen che l'hip hop ci ha impar to in ques anni<br />

3) Come è stru urato il lab? Come prendete decisioni, come vi dividete i compi , chi può partecipare, ecc...<br />

Il laboratorio è formato sostanzialmente da chi vuole partecipare( e ovviamente ha voglia di fare , anche cose<br />

che non sono di po pre amente musicale) e non ha una gerarchia, le decisioni vengono prese colle vamente,<br />

è chiaro che tali decisioni vengono prese in assemblea e quindi partecipare alle assemblee diventa<br />

fondamentale per poter organizzare il laboratorio, ovviamente alle serate non facciamo alcuna dis nzione tra<br />

chi partecipa a vamente al "lavoro" del laboratorio e chi no, tu possono rappare ugualmente, negli spazi<br />

che concediamo al microfono aperto.Chiunque può portare idee nuove e proporle è chiaro che poi si decide<br />

insieme se portarle avan ,a endere a farlo oppure non portarle avan , l'importante è avere voglia di fare e<br />

la passione per l'hip hop, ques sono i 2 presuppos necessari.<br />

siano tra le normali conseguenze di un controllo; peccato che l’incolumità messa in pericolo sia stata<br />

quella di tre normali cittadini; peccato, ancora, che l’incolumità degli agenti (e non solo) sia stata<br />

messa in pericolo proprio dalla decisione di compiere questa operazione all’esterno di Sassuolo senza<br />

avvisare prefetto e forze dell’ordine del territorio in cui si agiva, come ha detto il procuratore capo<br />

Zincani. Caselli insiste, sostenendo che “<strong>La</strong> cosa importante è che nessuno ha subìto violenza e non si<br />

è trattato di un atto arbitrario”; peccato che prognosi di 7 e 20 giorni per i modi duri degli agenti, e di<br />

2 mesi per lo shock subito, facciano intendere il contrario, e che la denuncia parli di violenza privata e<br />

lesioni, e sia stata fatta a carico di ignoti visto che, secondo il racconto delle tre vittime, gli agenti non<br />

si sono identifi cati come tali (e non sarebbe un atto arbitrario?). Non poteva mancare un classico: “Di<br />

certo cose simili non sono accadute solo a Sassuolo”, come se questo diminuisse la gravità del fatto.<br />

Anche la polizia municipale di Sassuolo ha fatto sapere la propria posizione sulla vicenda, defi nendola<br />

un errore causato da “stessa auto, stessa fi sionomia”: peccato che alla fi ne siano stati arrestati tre stranieri,<br />

di 24, 25 e 30 anni, e qualche dubbio sulla loro somiglianza con una coppia di trentenni italiani e<br />

un cinquantunenne italiano (ma di origine francese) sorge spontaneo.<br />

Quello viene sottolineato sia da Caselli che da Faso è che la cosa importante era l’operazione in cui<br />

gli agenti erano impiegati, e l’errore (erano “al posto giusto nel momento sbagliato”, ha commentato<br />

Faso) può capitare e va inserito e valutato all’interno del contesto generale. In poche parole sono i<br />

risultati che contano, e il fi ne giustifi ca i mezzi. E’ una posizione abbastanza ridicola, non solo perché<br />

lo scopo delle forze dell’ordine (uffi cialmente – poi sappiamo che non è così) sarebbe quello di proteggere<br />

i cittadini, e il fi ne ottenuto in questo caso è il contrario; è ridicola anche perché per la legge<br />

stessa, di cui Caselli e soci si dicono sostenitori e difensori, il fi ne non giustifi ca i mezzi. Infatti, secondo gli<br />

avvocati degli spacciatori arrestati l’intera operazione era illegale: sarebbero stati usati agenti provocatori,<br />

che avrebbero indotto gli arrestati a compiere il reato, contattandoli, proponendo la vendita<br />

di droga e presentandosi in borghese con 60mila euro in contanti, azioni che prevedono particolari<br />

permessi che, a quanto sembra, non sono stati chiesti.<br />

<strong>La</strong> giunta sassolese, però, difende la polizia municipale e il suo comandante Faso per una ragione<br />

ovvia: la sicurezza è il tema portante dell’asse PDL-Lega, su cui hanno costruito la campagna elettorale<br />

e su cui basano l’attuale mandato di Caselli. Se la stessa legge di cui si dicono paladini dovesse<br />

trovare irregolarità nell’operato della polizia municipale, se l’indagine disciplinare dovesse decidere<br />

negativamente sul comandante Faso, tanto voluto e coccolato da Caselli e Menani, le conseguenze<br />

potrebbero essere anche politiche, e a poco servirebbero i richiami dei vari esponenti di maggioranza<br />

a non strumentalizzare l’accaduto: i primi a strumentalizzare politicamente il tema della sicurezza sono<br />

proprio loro, e ne pagherebbero le conseguenze, almeno in termini di consensi.<br />

MULTE AL CORTEO DEL FASSBINDER ANNULLATE DAL GIUDICE DI PACE<br />

Dopo il corteo contro lo sgombero del Fassbinder del 6 marzo 2010 erano arrivate a due partecipanti<br />

multe di circa 6mila euro l’una per vendita illegale di alcolici durante la manifestazione. I due multati<br />

avevano ovviamente fatto ricorso, e a inizio dicembre 2011 il giudice di pace ha annullato le multe,<br />

perché viziate nella forma e nella sostanza: la polizia municipale non è stata in grado di fornire nessuna<br />

prova del fatto contestato. Il Comune di Sassuolo ha deciso di fare ricorso, anche se è diffi cile<br />

che la sentenza possa cambiare, e questa sembra più una manovra per posticipare la sconfi tta e la<br />

conseguente fi guraccia, e del resto le spese legali non sono a carico del Sindaco o di chi ha deciso<br />

queste multe, ma del Comune e quindi dei sassolesi. E’ comunque chiaro che la decisione di infl iggere<br />

quelle multe, per un totale di oltre 12mila euro, era assolutamente arbitraria, e dimostra o una<br />

preoccupante leggerezza nello svolgere le proprie mansioni degli agenti sassolesi, o che il vero scopo<br />

era attaccare, tramite un pretesto, avversari politici. In entrambi i casi, è evidente che la serietà e la<br />

competenza della polizia municipale e del comandante Faso, tanto esaltate da Caselli e Menani,<br />

siano sempre più messe in dubbio, e che proprio il tema più caro all’amministrazione sassolese, quello<br />

della sicurezza, dimostri sempre più mancanze.<br />

7


8<br />

ANTIMILITARISMO.<br />

SOLIDARIETÀ A TUTTI I DISERTORI. GERRY CONDON.<br />

Sabato 17 dicembre l'USI modena e <strong>Libera</strong> hanno organizzato un presidio di fronte all'Accademia Militare<br />

di Modena contro le spese militari, contro gli eserci , per la riconversione ad uso civile delle fabbriche<br />

militari, contro l'Accademia Militare per far<br />

tornare il palazzo di Piazza Roma alla ci à. Fuori i<br />

militari da Modena e solidarietà a Gerry Condon<br />

disertore della guerra nel Vietnam e Veterano<br />

per la Pace.<br />

Una quaran na i presen , la discussione sulla<br />

solidarietà ai disertori di tu e le guerre è con -<br />

nuata alla sera alla <strong>Libera</strong> Offi cina. Si è parlato<br />

anche della solidarietà verso il soldato statunitense<br />

Bradley Manning, accusato di essere la<br />

talpa di Wikileaks. Si è aff rontato anche con chi ne fa parte in prima persona, ovvero Gerry e la sua compagna<br />

Allen, del movimento O W S e della possibilità che solo la partecipazione dire a<br />

contro la democrazia delegata sia l'unica soluzione.<br />

Bradley Manning<br />

In solidarietà a Bradley si è svolta una manifestazione di protesta davan ad una base militare nel Maryland<br />

per l’udienza preliminare contro il<br />

soldato statunitense Bradley Manning.<br />

È la prima apparizione pubblica per<br />

Manning, arrestato nel maggio del<br />

2010 a Baghdad e da allora detenuto<br />

in condizioni di massima sicurezza.<br />

Esclusa a priori, sembra, l’ipotesi della<br />

pena capitale: se processo ci sarà,<br />

l’ex analista dell’intelligence militare,<br />

24 anni questo sabato, rischia quindi<br />

l’ergastolo. Avrebbe a entato alla sicurezza<br />

nazionale consegnando a Julian<br />

Assange cen naia di migliaia di dispacci<br />

diploma ci e documen top secret<br />

sulle guerre in Afghanistan e in Iraq.<br />

Colby<br />

LE “GRANDI OPERE” DEL FASCISMO<br />

Uno dei temi maggiormente usa da par e organizzazioni neofasciste per riabilitare l’idea poli ca di cui si<br />

fanno portatori è quello delle “grandi opere” compiute durante il ventennio. Il convegno del 28 o obre scorso,<br />

anniversario della marcia su Roma, organizzato dalla Fiamma Tricolore verteva proprio su questo. Questo<br />

discorso delle “grandi opere” del fascismo, che vanno dall’is tuzione dell’INPS ad altre riforme legate al lavoro,<br />

dalle bonifi che alla riforma scolas ca, eccetera, è un modo perfe o per far abboccare gli ignoran e gli<br />

stupidi alla propaganda neofascista, spostando il tema dai veri cara eri del fascismo ad altro.<br />

I neofascis , infa , si guardano bene dal dire che riforme simili sono state fa e anche da governi di mol altri<br />

pi, democra ci ma non solo. Sistemi di previdenza come l’INPS esistono anche in altri paesi e non sono certo<br />

l’eredità di un qualche governo fascista. Seguendo ques ragionamen , potremmo allora esaltare Cuba e la<br />

sua di atura, dove l’istruzione è completamente gratuita fi no all’università, le cure mediche e ospedaliere<br />

sono anch’esse gratuite, il tasso di disoccupazione e la malnutrizione sono i più bassi di tu e le Americhe e<br />

il livello di mortalità infan le è secondo in America solo al Canada. Nonostante ques da , diffi cilmente si<br />

sen rà qualcuno della Fiamma Tricolore, di Forza Nuova o di Casa Pound esaltare Fidel Castro!<br />

Il punto è che queste “grandi opere” non fanno parte delle cara eris che piche e dei segni dis n vi del fascismo,<br />

cioè di quelle preroga ve per cui si può chiamare uno stato fascista o no. Uno stato che me e in a o<br />

riforme previdenziali o esegue delle bonifi che non è per forza fascista, può essere una di atura di qualunque<br />

po, una democrazia parlamentare, una democrazia dire a, può essere federale o no, può avere un governo<br />

comunista, socialista, democris ano, eccetera. Può anche essere non uno stato ma una società autoges ta,<br />

cioè anarchica.<br />

Uno stato re o dalla di atura di un unico par to, che pretende di controllare ogni aspe o della vita dei suoi<br />

ci adini, che non acce a deviazioni dalla propria cultura e dalle proprie tradizioni, che esalta la propria nazione<br />

sopra ogni altra, che reprime ogni opposizione e ogni minoranza etnica e/o linguis ca (comprese quelle<br />

già presen da secoli nel territorio italiano, come quella tedesca in Alto Adige, o come è successo in Istria e<br />

Dalmazia contro sloveni e croa ), è uno stato fascista. C’è poco da girarci intorno: queste sono le cara eris<br />

che piche del fascismo, le “grandi opere” sono ques oni che qualunque altro governo può fare (e nella<br />

storia ha fa o).<br />

Questa visione distorta del fascismo si accoppia bene a quella di chi si dice fascista ma ha a eggiamen ben<br />

diversi da quelli che il fascismo riteneva acce abili (che possono andare dall’avere un orecchino alle libertà<br />

sessuali), e a chi glielo fa notare risponde semplicemente che “i tempi cambiano”. No, i tempi cambiano quando<br />

la diversità è acce ata, quando comportamen alterna vi a quelli comuni non sono repressi ma, almeno,<br />

tollera . Il fascismo non perme eva (e non perme e) la diversità, nel nome di un’unità del popolo italiano<br />

basata su tradizioni comuni intoccabili; e dove non c’è diversità, dove non c’è, per usare un termine in voga,<br />

pluralismo, dove ogni deviazione da ciò che viene comunemente defi nito normale viene punita severamente,<br />

non vi può essere cambiamento, se non calato dall’alto invece che generato autonomamente dagli individui<br />

e dalla società.<br />

Lo stesso Mussolini defi nì il suo regime un totalitarismo, che signifi ca, in poche parole, che scopo del fascismo<br />

era quello di far iden fi care il popolo con lo stato (cioè con il Par to Nazionale Fascista, essendo l’unico legale)<br />

e chiunque o qualunque cosa non vi si riconoscesse era un nemico da comba ere.<br />

Ques neofascis , quando parlano delle “grandi opere del fascismo”, spostano l’a enzione da quello che è<br />

davvero il fascismo per concentrarla su alcune cose che, per quanto siano state fa e durante il ventennio,<br />

fasciste non sono, per evocare il mito di una “età dell’oro” italiana distru a per colpa di qualche “ca vo par-<br />

giano”. Se per fare propaganda e raccogliere qualche voto o consenso in più sono costre a nascondere il<br />

vero senso della loro idea, e usare invece ques oni accessorie come le “grandi opere del fascismo”, dimostrano<br />

quanto la loro stessa idea sia ridicola e impresentabile, oppure che anche loro sono talmente ignoran e<br />

stupidi da aver abboccato precedentemente a questo modo subdolo, fuorviante e an storico di descrivere il<br />

fascismo.<br />

Spud<br />

45


44<br />

Il funerale si conclude con la rappresaglia dei fascisti: viene presa d’assalto la Camera del <strong>La</strong>voro in<br />

via del Carmine. I socialisti non ci sono, i carabinieri chiudono entrambi gli occhi e in un baleno tutto<br />

è alle fi amme.<br />

Pochi mesi dopo, nel marzo del 1921, come risposta alle continue minacce dei fascisti, gli anarchici<br />

feriscono il fascista Antonio Gozzi.<br />

<strong>La</strong> sera dell’11 Novembre è la volta di Gino Tabaroni, ragazzo di 17 anni del gruppo d’avanguardia<br />

del Fascio di Modena.<br />

Racconta Renzo Cavani:<br />

"Si camminava lungo il muro…avevo la pistola in<br />

tasca e stavo attento all’imboscata dei fascisti che me<br />

l’avevano promessa. Ad un certo punto di via Buon<br />

Pastore c’era la trattoria “Terrazza”; dalla trattoria<br />

uscirono i fascisti, mazze ferrate e pistole alla mano.<br />

Tirammo dritto e li sorpassammo.<br />

Dopo 50 metri i fascisti gridarono:<br />

“Cavani fermati, c’è da parlare”.<br />

“E’ notte,risposi, è un brutto orario, domattina parliamo”.<br />

“No subito”risposero quelli.<br />

E intanto si misero in fi la indiana e iniziarono a sparare contro di noi. Ma erano proprio sotto la lampada della<br />

strada. E anche io tirai di revolver e ci restò fulminato il primo della fi la indiana: si chiamava Gino Tabaroni.<br />

Gino Tabaroni è un nome che non scorderò più. Anche perché via Buon Pastore si chiamò durante il fascismo via<br />

Gino Tabaroni, e i miei abitavano proprio lì, e quando scrivevo a mia madre dall’estero scrivevo Modena, via Gino<br />

Tabaroni.<br />

Nella stessa notte presi il treno con Bucciarelli; il giorno dopo eravamo a Monaco; mi frugai in tasca e avevo ancora<br />

le castagne di S. Martino.<br />

Non sono pentito di questi fatti. Noi avevamo quell’idea e loro erano i nostri peggiori nemici. E poi i fascisti avevano<br />

già cominciato ad uccidere per conto loro. Noi non potevamo stare con le mani in mano a vedere, come facevano invece<br />

i socialisti.”<br />

Modena. le “Zone Rosse“ aumentano.<br />

Attenzione anarchici, attenzione libertari.<br />

Il vecchio Partito Comunista Italiano continua a farci danni.<br />

L'episodio di sabato 5 novembre, legato al diniego di Piazza Torre, è un precedente molto pericoloso per tutto<br />

l'anarchismo modenese.<br />

Per chi non lo sapesse la questura non ci aveva autorizzato, come da noi invece comunicato, il presidio in Piazza<br />

Torre, ma ce lo aveva arbitrariamente spostato in Piazza S. Agostino. Il motivo dello spostamento è stata la<br />

pressione del sindaco Pighi, perché non ci voleva davanti al sacrario dei caduti partigiani.<br />

Questo allucinante atteggiamento è un ritorno al passato, ovvero, a quando gli storici comunisti raccontavano<br />

che gli anarchici negli anni venti erano passati coi fascisti, storiella, ovviamente non vera, che ogni tanto<br />

riemerge. Nella migliore delle ipotesi alcuni storici comunisti non dicevano che gli anarchici erano passati coi<br />

fascisti ma che col loro atteggiamento erano funzionali al fascismo.<br />

Il dato ancora più assurdo è che Pighi il giorno prima, il 4 novembre, aveva portato davanti al sacrario dei<br />

caduti il Generale dell'Accademia Militare, il comandante dei Carabinieri e vari Gallonati, come se l'esercito<br />

fosse la continuazione della lotta partigiana.<br />

Per Pighi, quindi, era inaccettabile che il giorno dopo gli anarchici fossero nello stesso luogo con un presidio<br />

antimilitarista e quindi ci ha provato con la zona rossa.<br />

Tentativo miseramente fallito, ed il 5 novembre, davanti al sacrario dei caduti, ricordavamo come i primi<br />

partigiani erano disertori, ed andarono in montagna proprio per non arruolarsi nella Repubblica di Salò. Non<br />

saranno stati antimilitaristi, qualcuno anche, ma disertori di sicuro e portare il 4 novembre l'esercito a quella<br />

riappacifi cazione nazionale tanto sognata da Togliatti per noi rappresentava e rappresenta una offesa a tutta<br />

la lotta di liberazione.<br />

<strong>La</strong> storia dell'esercito italiano che Pighi ha portato davanti ai partigiani caduti è storia di colonialismo, di<br />

massacri, di spari sulla folla italiana che chiedeva il pane, è storia di chi si è alleato col fascismo.<br />

Un altro episodio, contemporaneo a questa vicenda della zona rossa di Pighi, che conferma il retaggio del PCI<br />

a cui dobbiamo stare attenti, è stato il comunicato di Rifondazione Comunista, circolo Gramsci di Modena, a<br />

risposta di un intervento di Giovanardi sulla conferenza di fi amma tricolore avvenuta con qualche problema<br />

il giorno 28 ottobre. Rifondazione ricordava a Giovanardi come i fascisti bruciarono le camere del lavoro di<br />

comunisti e socialisti. Anche nel loro intervento gli anarchici che avevano a Modena una camera del lavoro con<br />

17.000 aderenti sono scomparsi.<br />

Ora non voglio farla troppo lunga ma qualche episodio bisogna citarlo.<br />

I primi ad opporsi ai fascisti a Modena furono gli anarchici che ne uccisero un paio.<br />

Gli anarchici appoggiarono e combatterono subito negli Arditi del Popolo mentre la dirigenza del partito comunista<br />

invitò i propri militanti a non aderire.<br />

Nel 1939, il partito comunista russo, e mai gli anarchici, fi rmò un patto di non aggressione con i nazisti, patto<br />

Ribbentrop-Molotov.<br />

Il capo del partito Comunista italiano, Palmiro Togliatti, nel 1946 quando era ministro di Grazia e Giustizia<br />

fi rmò l'amnistia a molti fascisti italiani.<br />

Ora, con la vicenda del 5 novembre, per Pighi torna lo spettro anarchico, forse perché i due presidi in Piazza<br />

Torre, del 15 ottobre e del 5 novembre, hanno visto la presenza, entrambe le volte, di una sessantina di persone<br />

o forse perché, come insegnava il vecchio PCI, gli anarchici sono nemici, nichilisti e piccolo borghesi.<br />

Pighi cercherà ancora di impedirci di andare davanti al sacrario dei caduti partigiani e questo va combattuto.<br />

Siamo nel 2012, cioè l'anno del centenario della fondazione a Modena dell'Unione Sindacale Italiana, questo<br />

testimonia una presenza anarchica organizzata in città che risale al 1873 ad opera dei fornai anarchici.<br />

Nel 1943 il comitato Italia <strong>Libera</strong> di Modena incaricò l'anarchico Vincenzo Chiossi di occuparsi della ricostruzione<br />

delle organizzazioni sindacali a dimostrazione della stima e della storia che aveva l'anarchismo modenese.<br />

Nel 1945 invece successe qualcosa che tentò di cancellare tutto questo, compreso l'eccidio del 7 aprile in<br />

Piazza Grande.<br />

Gli eventi che abbiamo preparato nel 2012 sono tanti e Pighi deve stare alla larga da una storia così importante<br />

che non gli appartiene.<br />

Cercherà di metterci i bastoni tra le ruote come sta già facendo per il 7 aprile e ne parliamo meglio in un altro<br />

articolo, cercherà di oscurare la nostra presenza e non dobbiamo farci trovare impreparati.<br />

Grande parte della storia di questa città e provincia ci appartiene e sapremo ricordarla al meglio. - Colby<br />

9


10<br />

GIOIA, TUBI INNOCENTI E ANARCHIA.<br />

"Le macerie non le temiamo” scriveva Buenaventura<br />

Durruti.<br />

Non le temiamo, no, abbiamo sempre pronta la<br />

chiave a cricco del 19/20/21 per stringere i morsetti<br />

dei tubi innocenti ed autocostruire un tetto<br />

sotto il quale poter fare socialità ed autogestione.<br />

Siamo pronti a collegare fi li, a fi lettare tubi, ad autocostruire,<br />

in un laboratorio collettivo, pannelli<br />

solari che ci daranno acqua calda a costo zero.<br />

In centocinquanta nel giro di un mese abbiamo<br />

tirato su le maniche e reso fruibile uno spazio sociale<br />

che abbiamo chiamato LIBERA. Era il luglio<br />

2000 e dopo 3 anni meravigliosi e 5 anni di resistenza,<br />

altrettanto meravigliosi, contro la costruzione<br />

di un autodromo è stato sgomberato e immediatamente<br />

demolito, era l'8 agosto 2008.<br />

<strong>Libera</strong> era includente, uno spazio anarchico che si lasciava<br />

attraversare da migliaia di persone.<br />

nuamente repressi dallo Stato: è chiaro che bisogna<br />

sostenere chi è colpito dalla repressione ma<br />

dovremmo vivere con gioia e solidarietà i rapporti<br />

tra compagni e compagne e riempire di mutualismo,<br />

solidarietà, cooperazione e allegria la nostra<br />

progettualità.<br />

Non siamo missionari, non siamo per la sofferenza,<br />

ma per costruire un mondo libero che dobbiamo<br />

assaporare e vivere fi n da ora. Alla festa<br />

dell'USI sono stati presentati due ottimi progetti<br />

come l'Ambulatorio popolare di Genova e la Torrefazione<br />

del caffè zapatista a Lecco. Di solito si motivano<br />

i progetti spiegando che si parte dai bisogni ed<br />

<strong>Libera</strong> era testimonianza che l'autogestione era<br />

possibile e voleva che chiunque venisse ad assaporarla<br />

e a toccarla con mano.<br />

Lungo un nostro corteo contro lo sgombero, con<br />

3000 partecipanti, 3 donne ad una fi nestra esponevano<br />

un cartello fatto a mano sul quale c'era scritto<br />

“siamo con voi” ed è da sottolineare anche che il<br />

Comitato Cittadini di Marzaglia è voluto apparire<br />

sul manifesto in nostra solidarietà.<br />

GIOIA E INCLUSIONE.<br />

Questo settembre a Rio Torto (Piombino) si è svolta<br />

la FESTA DELL'USI e a Massa “ANARCHIA<br />

IN FESTA”, due iniziative molto riuscite e partecipate<br />

dove ho ribadito alcuni concetti a me cari e<br />

sperimentati concretamente nell'azione “politica”<br />

della storia di <strong>Libera</strong>.<br />

Basta col piangersi addosso perché siamo conti-<br />

invece io avrei più coraggio e parlerei anche della<br />

gioia di costruire progetti e di costruirli assieme a<br />

dei compa ed alla gente comune.<br />

A Massa durante il dibatto sui crimini di stato ho<br />

ribadito il concetto che se vogliamo che vicende<br />

come quella di Stefano Cucchi o quella dell'anarchico<br />

Mastrogiovanni non si ripetano, visto che le<br />

leggi tuteleranno sempre lo Stato e i suoi servitori,<br />

dovremmo creare una rete di relazioni solidali con<br />

la gente, dovremmo riprendere in mano il mutualismo<br />

e la cooperazione, pensare ad una pratica<br />

includente e gioiosa, esattamente come la <strong>Libera</strong><br />

Offi cina sta continuando a fare. -Colby<br />

DA 92 ANNI<br />

ANTIFACISTI ANTIAUTORITARI.<br />

Per rispondere colpo su colpo alla violenza fascista nasce alla fi ne del 1920 un Comitato d’azione<br />

anarchico formato da Renzo Cavani, Guido Bucciarelli, Luigi Evangelisti, Aldo Gilioli ed altri.<br />

Fino al 1925 le cronache sono piene di episodi di scontri tra fascisti e anarchici, di arresti effettuati<br />

dalla polizia che scopre depositi di armi, di bastonature, di assalti alla Camera del <strong>La</strong>voro Sindacalista.<br />

Episodi favoriti dal fatto che la CdL e Federazione Anarchica e la sede del Fascio si trovavano entrambe<br />

in via S. Agata, ora Piazza Matteotti.<br />

MORTE DI MARIO RUINI<br />

<strong>La</strong> sera del 21 gennaio 1921 tre ragazzi di vent’anni camminano per la Calle di Luca, fi no ad arrivare<br />

in Via Giardini, dove abitano. Sono le 23,45: è ora di andare a dormire.<br />

I tre, i fratelli Mario e Arrigo Ruini e l’amico Giulio Stradi, sono stati tutta la sera alla sede del Fascio<br />

in via S.Agata, a parlare di avventure e di glorie trascorse e future. Hanno già un passato perché sono<br />

stati con D’Annunzio a Fiume e hanno distribuito già qualche legnata ai “sovversivi modenesi”.<br />

Proprio qualche giorno prima avevano bastonato un muratore anarchico.<br />

Giunti in località Gallo, sbucano dall’ombra tre uomini che gli intimano di fermarsi. Poi alcune vampate<br />

rossastre e i botti secchi delle pistole. I tre fascisti scappano, altro scoppio e Mario Ruini cade.<br />

Gli altri si salvano.<br />

I tre con le pistole sono “gli anarchici del gruppo libertario di via S. Agata”: Renzo Cavani, Luigi<br />

Evangelisti, Aldo Gilioli. Hanno tutti vent’anni.<br />

Il 24 gennaio i funerali di Ruini passeranno alla storia negli annali nazionali fascisti come le “esequie<br />

di sangue”. A Modena si spara per la prima volta<br />

per le strade.<br />

Il corteo è lunghissimo, ci sono tutte le associazioni<br />

combattentistiche d’Emilia e i fascisti di tutta<br />

la regione.<br />

Di fronte al palazzo delle Poste, davanti al Nazionale,<br />

un gruppo di socialisti ed anarchici si getta<br />

sul corteo sparando. Poi dall’alto dei tetti e delle<br />

fi nestre piovono colpi di moschetto e di rivoltella<br />

sul corteo e sul feretro di Ruini.<br />

A terra restano i fascisti Augusto Baccolini di Bologna<br />

e Orlando Antonini di Forlì, molti furono<br />

feriti.<br />

Aldo Caselgrandi, muratore anarchico racconta:<br />

“Non feci in tempo a vedere quel che successe. Era appena cominciata la sparatoria dei miei compagni anarchici<br />

e di alcuni socialisti e i fascisti stavano rispondendo. Io era accanto all’edicola della Rosina, quando ad un tratto<br />

alcuni fascisti mi balzarono addosso e mi bastonarono perché avevo in tasca il giornale anarchico Umanità Nova”.<br />

43


42<br />

11 FEBBRAIO PRESIDIO ANTIFASCISTA<br />

PIAZZA GRANDE ORE 15-17<br />

L'Unione Sindacale Italiana-AIT sezione di Modena invita tutti i sindacati antifascisti,<br />

tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutti i gruppi antifascisti, gli spazi sociali, le forze antifasciste<br />

e tutti i cittadini a partecipare al presidio antifascista in Piazza Grande sabato<br />

11 febbraio dalle ore 15.<br />

Le motivazioni che ci portano ad indire questa scadenza sono molteplici e tutte di egual importanza.<br />

Primo, dare solidarietà agli antifascisti modenesi che stanno subendo una dura repressione per aver<br />

giustamente cercato di impedire una conferenza che esaltava la marcia su roma.<br />

Secondo, perché dopo l'assalto ai campi Rom a Torino, l'uccisione dei due ragazzi nigeriani a Firenze,<br />

ed innumerevoli altri episodi, il limite è stato abbondantemente superato, la società deve rispondere<br />

con segnali forti al rinascere del fascismo.<br />

E' necessario evitare fi n da subito gli errori degli anni 20 e non sottovalutare il nascente neofascismo.<br />

Saremo presenti con una mostra contro gli ecomostri sia del periodo fascista che quelli del periodo<br />

democratico, per ricordare che i temi di moda usati dei neofascisti sono solamente strumentali.<br />

Come USI-AIT inoltre saremo in Piazza<br />

Grande perché nel centenario della fondazione<br />

del nostro sindacato, avvenuta a Modena<br />

nel 1912, vogliamo ricordare come il<br />

fascismo nel 1925 ne decise manu militari lo<br />

scioglimento.<br />

Saremo in Piazza Grande anche perché rivendichiamo<br />

il patrimonio storico della nostra<br />

sede in Via S. Agata 14, ora Piazza Matteotti,<br />

che i fascisti distrussero nel 1923.<br />

Saremo in piazza in solidarietà ai procesati<br />

per lo sgombero di <strong>Libera</strong> che avranno l'udienza<br />

giovedì 16 febbraio.<br />

Ci saremo anche perché Piazza Grande è<br />

il luogo dell'Eccidio del 1920, dove furono<br />

uccisi nostri compagni e compagne e che il<br />

7 Aprile ci troveremo pieno di bancarelle di<br />

antiquariato.<br />

Siete tutte e tutti invitati a partecipare.<br />

Unione Sindacale Italiana aderente all'AIT<br />

sezione provinciale di Modena.<br />

DA DOVE VENIAMO?<br />

Nel primo numero della <strong>Locomotiva</strong> del 2012 ci sembrava giusto pubblicare la prima parte di questo scritto che<br />

apparirà all’interno di un libro edito dall’USI nazionale.<br />

Questa ricerca ovviamente non è esaustiva e speriamo in futuro di avere a disposizione altro materiale dell’epoca<br />

per poter ricostruire questa importante storia. Questo scritto non riporterà tutta la storia dell’anarchismo<br />

modenese ma affronterà l’anarcosindacalismo ed il movimento dei lavoratori. Buona lettura.<br />

CAMERA DEL LAVORO SINDACALISTA DI MODENA E PROVINCIA.<br />

ORIGINI ANARCHICHE E SINDACALISTE RIVOLUZIONARIE.<br />

<strong>La</strong> storia dei libertari modenesi è esaltante ma purtroppo il materiale fatto di giornali e archivi vari arrivato fi no a<br />

noi lascia buchi enormi di anni. Tanto è arrivato, ma tanto è ancora da scrivere.<br />

<strong>La</strong> prima presenza organizzata di lavoratori anarchici nel modenese, di cui si ha notizia, è datata 1873 ad opera<br />

dei fornai modenesi che sempre in quell'anno fondarono la sezione dell'Internazionale Anarchica a Modena.<br />

Altra data importante è la fondazione nel 1887 dell'associazione dei muratori di Modena e provincia che<br />

nacque già marcatamente con espliciti scopi di resistenza. I muratori che arrivarono ad associare 3.500 edili su<br />

4.000 presenti nel modenese, comprarono sede nel centro di Modena in via S. Agata 14.<br />

Vedremo in seguito, dopo la loro adesione all'USI, che diventerà la sede sindacalista provinciale.<br />

In realtà il movimento sindacalista rivoluzionario ed anarcosindacalista più forte è sempre stato nella bassa modenese<br />

con cifre veramente entusiasmanti.<br />

Nel 1871 Celso Ceretti, ex garibaldino, fonda l' Associazione Repubblicana Anticlericale Mirandolese che,<br />

oltre a cercare di contrastare il cattolicesimo introduce i primi elementi di anarchismo in provincia. Sarà il 4<br />

aprile del 1872 a Rimini al primo congresso delle federazioni italiane aderenti all'Internazionale dei<br />

<strong>La</strong>voratori, congresso che si dichiarò antiautoritario sulla linea tracciata da Bakunin. Ceretti fu anche eletto<br />

membro della Commissione di Statistica e ottenne che il secondo incontro dell'Internazionale Italiana si tenesse<br />

a Mirandola trovando anche la disponibilità gratuita di diversi alberghi e locande ad ospitare i partecipanti.<br />

INIZIO NOVECENTO.<br />

All'inizio del novecento la federazione<br />

delle leghe bracciantili della bassa modenese<br />

organizzava 15.000 tra mezzadri,<br />

boari e braccianti e dopo lo sciopero<br />

generale del 1904 la corrente sindacalista<br />

rivoluzionaria inizia ad avere sempre<br />

più adesioni che la porteranno di lì a<br />

poco a diventare maggioritaria all'interno<br />

della federazione.<br />

I socialisti riformisti insistono nel costituire<br />

al più presto la Camera del <strong>La</strong>voro di<br />

Modena che sarà apolitica, con funzioni<br />

da uffi cio di collocamento, e otterrà i fi -<br />

nanziamenti pubblici dall'amministrazione<br />

comunale.<br />

Molte Leghe bracciantili e Federazioni di<br />

mestiere vedranno sempre con sospetto e riluttanza l'adesione alle CdL e preferiranno mantenere la loro autonomia.<br />

Questo atteggiamento entra in contrasto col tentativo di controllo che il PSI, nato nel 1892, vuole operare<br />

sul mondo del lavoro.<br />

<strong>La</strong> necessità di un coordinamento e di una mediazione tra le Camere del lavoro e le Federazioni di mestiere nate<br />

all'inizio del secolo porta alla costituzione, nel 1902, del Segretariato nazionale. Inizialmente diretto da socialisti<br />

riformisti, il Segretariato passa nelle mani dei sindacalisti rivoluzionari e quindi i dirigenti riformisti legati al<br />

Psi spingono per costituire la CgdL, che nascerà a Milano il primo ottobre 1906, per riportare il movimento dei<br />

lavoratori sotto un controllo partitico.<br />

11


Nell'estate del 1906 il movimento sindacale nel<br />

modenese è spaccato in 3 tronconi, la Camera<br />

del <strong>La</strong>voro di Modena (riformista) con 8.778 aderenti,<br />

quella di Carpi (riformista) con 2.570 soci e<br />

la Federazione delle leghe della bassa modenese<br />

(Mirandola, San Felice, Finale) a maggioranza sindacalista<br />

rivoluzionaria che riunisce 15.000 braccianti.<br />

Nel 1908 i sindacalisti rivoluzionari costituiscono<br />

un Comitato di azione economica e a S. Felice<br />

una Camera del lavoro Sindacalista chiamando<br />

ad organizzarla Filippo Corridoni.<br />

Il 13 ottobre 1909 viene fucilato a Barcellona il<br />

pedagogista anarchico Francisco Ferrer, nelle tante<br />

manifestazioni in suo ricordo a Mirandola viene<br />

invaso il Duomo. A Novi di Modena fu appesa una<br />

lapide in suo ricordo sul muro del comune, lapide<br />

che fu nascosta nel cimitero durante il periodo fascista<br />

e ricollocata dopo il 25 aprile 1945 e tutt'ora<br />

presente.<br />

L'anticlericalismo nel modenese è stato sempre<br />

molto forte, oltre alle varie manifestazioni come<br />

offrire Marsala all'uovo a chi usciva dalle chiese<br />

di Mirandola, cercando di generare dubbi sul fatto<br />

che la felicità sarà nell'altra vita, un dato importante<br />

era dare nomi ai propri fi gli che non avessero il<br />

santo di riferimento inventandosi così nomi incredibili.<br />

Oltre ai nomi creativi ovviamente si affi ancavano<br />

ai nomi dei fi gli di anarchici, anticlericali<br />

o socialisti che come per i fi gli di Onofrio Gilioli non lasciavano dubbi sulle convinzioni dei genitori: Rivoluzio,<br />

Ribelle, Siberia, Equo, Soverte, Feconda Vendetta, Libero, Scintilla e Protesta.<br />

Nel 1910 Corridoni fonda a Modena un Comitato sindacalista dove il punto di forza è la Lega muratori.<br />

A livello nazionale, per coordinare le organizzazioni che si riconoscono nel sindacalismo rivoluzionario, nasce nello<br />

stesso anno il Comitato dell'azione diretta. I temi dello scontro con la CgdL sono il rifi uto del burocratismo<br />

confederale e della mediazione parlamentare, la pratica dell'azione diretta, la concezione dello sciopero generale<br />

come strumento di rottura, la centralità delle Camere del lavoro rispetto alle federazioni nazionali, l'autonomia<br />

organizzativa e fi nanziaria delle Leghe e delle Camere del lavoro.<br />

Nel 1911 lo sciopero contro la guerra in Libia a Modena porta a scontri molto duri con la polizia, a Nonantola<br />

viene ucciso un manifestante e a Modena ne vengono feriti 5. <strong>La</strong> campagna antimilitarista e in solidarietà ad<br />

Augusto Masetti e gli altri disertori è enorme.<br />

Questo scriveva la Bandiera Proletaria:<br />

“Coscritti !<br />

Partono i fi gli del lavoro!<br />

Vanno alla caserma ed all'ozio; perché? Per chi?<br />

Piange la mamma a casa, impreca il vecchio babbo e romba lontano.... il cannone.<br />

Bisogna partire. Perché? Per chi? Il padrone bieco attende il nuovo sangue che lo satollerà.<br />

Bisogna partire. Ecco perché.<br />

Ma tu carne da macello, tu schiavo eterno ed ebete, che fai?<br />

Domani forse il cannone romberà vicino e tua sarà l'opera di morte. Che farai allora?<br />

E chi cadrà sotto essa forse sarà il fratel tuo, la mamma che ti diede la vita... che farai allora?<br />

Pensa, pensa o coscritto, e se quel giorno verrà piangi e grida con noi:<br />

viva la rivoluzione sociale! Viva il socialismo.”<br />

A Rovereto nella Bassa all'inizio del 1912 si costituisce la Casa del Popolo di ispirazione anarchica e sindacalista<br />

rivoluzionaria.<br />

12<br />

tere un'ordinanza per impormi di pulire muri e tenda,<br />

prima di giungere a querelarmi e costituirsi parte civile.<br />

E non è certo "la mia volontà dominata dall'idea delirante"<br />

(come ha scritto Persico), che mi fa giudicare il<br />

mio ricovero un vero e proprio sequestro di persona,<br />

poiché fu considerato tale da molti.””<br />

Mi raccontava Raffaello Aquila, un giovane medico<br />

italo-americano di ventinove anni, che frequenta Thomas<br />

Szasz, e che in una istituzione di Syracuse (N.<br />

York) ha respinto regolarmente i ricoveri coatti ordinati<br />

dagli psichiatri, come ho sempre fatto io nel Centro<br />

di Diagnosi e Cura di Imola durante i miei turni<br />

di guardia che nel corso dell'ultimo inverno il sindaco<br />

della città di New York, Ed Koch, ha emesso un regolamento<br />

di polizia, che impone, quando la temperatura<br />

è al di sotto dello zero, ai senza casa e vagabondi<br />

di Manhattan, di rifugiarsi nei pubblici dormitori.<br />

Quelli che si rifi utano vengono ricoverati a Psichiatria<br />

con la formula che "non sono capaci di provvedere a<br />

se stessi " .<br />

Ritorna così alla lettera l'editto reale per la fondazione<br />

dell'Hopital Général: "Consideriamo questi poveri<br />

mendicanti come membri viventi di Gesù Cristo e non<br />

già come membri inutili dello stato, agendo nel compimento<br />

di così grande opera non per motivi di polizia,<br />

ma per sola ispirazione di carità.<br />

Scrive il Grande Inquisitore in Dostoevskij: "... abbiamo<br />

cura anche dei deboli. Essi sono peccaminosi e ribelli<br />

ma alla fi ne anche loro diverranno obbedienti. Si<br />

stupiranno di noi e ci considereranno degli dei, poiché<br />

siamo pronti a sopportare la libertà che loro hanno<br />

trovato così spaventosa e a governarli, tanto orribile<br />

sembrerà loro l'essere liberi. Ma diremo loro che noi<br />

siamo i Tuoi servi e li governeremo in Tuo nome".<br />

<strong>La</strong> psichiatria è sempre stata uno strumento funzionale<br />

al potere, nella Germania nazista, nella Russia<br />

comunista, nelle nostre democrazie occidentali. Le<br />

persone defi nite “malate di mente” sono solitamente<br />

elementi scomodi per questo potere, individui SANI<br />

che non riescono a trovare la felicità in una società<br />

MALATA, che ha stabilito i canoni della normalità in un<br />

contesto totalmente anti-umano, alienante e repressivo.<br />

Ne consegue che, come sempre, mettendosi nei<br />

panni della vittima, considerano il punto di vista della<br />

vittima e non del carnefi ce, ecco che tutto è relativo,<br />

ecco che i ruoli cambiano. Ecco che il pazzo è un<br />

altro.<br />

“E se in una città come Modena si è riusciti a mandare<br />

in manicomio criminale un cittadino dichiarando il<br />

falso, e se coloro che hanno partecipato alla congiura<br />

riescono a farla franca, vuol dire che un domani qualsiasi<br />

cittadino che protesti o denunci dei soprusi può<br />

aspettarsi di fi nire in manicomio.” (C.Sabattini)<br />

Ne consegue che combattere la psichiatria, oggi più<br />

che mai, signifi ca ristabilire un profondo contatto e<br />

una profonda empatia con chi è stato rovinato da<br />

questa “scienza” fasulla. Perché quello che stanno facendo<br />

non è altro che restringere il concetto di normalità:<br />

e se oggi quello che fai tu è normale, domani non<br />

lo sarà più. Domani forse saranno normali altre cose e<br />

“pazze” altre ancora, tutto e SEMPRE dipenderà solamente<br />

da chi detiene il potere, da ciò che il potere<br />

decide che è “normale”, e che le persone accettano<br />

come tale senza discutere né porsi domande. <strong>La</strong> psichiatria<br />

è una forma orribile di negazione della vita,<br />

uno strumento autoritario basato sul nulla che serve<br />

solo a mantenere inalterato questo delirio che chiamano<br />

“società civile”.<br />

Eli_<br />

41


P.C. - Altri psichiatri, d'uffi cio, hanno visto Carlo Sabattini<br />

prima di te, ci puoi dire in maniera sintetica che<br />

cosa hanno detto? Sono specialisti che hanno detto<br />

cose diverse dalle tue: il che fa pensare che la psichiatria<br />

è una disciplina molto soggettiva, che non ha<br />

base scientifi ca.<br />

G.A. - Quelli che mi conoscono o che conoscono il mio<br />

lavoro sanno che ho sempre sostenuto e sostengo che<br />

la psichiatria non è una scienza. Secondo me la<br />

psichiatria è stata costruita apposta per eliminare le<br />

persone scomode: la persona scomoda può essere il<br />

dissidente che ha un pensiero in confl itto con le autorità,<br />

come può essere il disoccupato o il mendicante.<br />

<strong>La</strong> stessa storia della psichiatria (vedi Michel Foucault)<br />

è storia di eliminazione di persone che non rientrano<br />

nei programmi del potere costituito.<br />

Ritornando a Sabattini questa caratteristica essenziale<br />

della psichiatria la si vede chiaramente. Come si è<br />

già detto Carlo Sabattini usa strumenti giuridici per<br />

porre problemi importanti alla cittadinanza e alle autorità<br />

politiche, invece i periti del giudice usano idee<br />

vuote di contenuto scientifi co e piene di ambiguità minacciando<br />

di fatto la libertà del cittadino.<br />

Dicono che Sabattini avrebbe, per usare le loro parole,<br />

un "delirio rivendicazionista". Questo signifi cherebbe<br />

che una persona che come il Sabattini fa delle<br />

precise documentate rivendicazioni, non è un cittadino<br />

che difende i suoi diritti, come penso io e come pensano<br />

i suoi elettori, ma è uno che ha il difetto di protestare:<br />

così si vede che per i periti psichiatri del giudice<br />

il protestare contro le autorità è un difetto, che fi nisce<br />

per diventare una malattia.<br />

Dicono ancora i periti del giudice che Sabattini soffrirebbe<br />

di "altruismo morboso": sfi derei chiunque<br />

a spiegare il contenuto di questo concetto. Anche la<br />

capacità di Sabattini a formarsi una cultura giuridica<br />

da autodidatta sarebbe secondo loro un sintomo<br />

di malattia. Infi ne lo accusano di proselitismo: vale a<br />

dire di farsi dei proseliti, come fa ogni politico, o ogni<br />

cittadino che si occupa di diritti collettivi.<br />

Come si vede, ogni caratteristica positiva viene trasformata<br />

in un carattere negativo; ma non basta: i caratteri<br />

negativi così arbitrariamente ottenuti vengono<br />

raccolti in un concetto immaginario di malattia.<br />

In ogni modo anche se Sabattini si sbagliasse nelle critiche<br />

e nelle denunzie che fa, sarebbe un cittadino che<br />

fa degli errori nel difendere i diritti della collettività,<br />

ma non certo uno da defi nire matto e da mettere in<br />

manicomio giudiziario.<br />

P.C. - Venendo al concreto qual è la tua richiesta precisa<br />

per Sabattini?<br />

40<br />

G.A. - Siccome l'internamento di Sabattini è un sequestro<br />

di persona del tutto arbitrario, io chiedo che sia<br />

liberato immediatamente, e dico, come dichiara anche<br />

lui, che non stiamo difendendo solo i diritti di un uomo,<br />

ma stiamo occupandoci dei diritti e della libertà di<br />

ciascun cittadino, e della sopravvivenza della democrazia,<br />

se di democrazia ci è ancora lecito parlare.<br />

Poi Sabattini fu liberato, dopo circa tre mesi d'internamento,<br />

con una modifi ca, da parte del tribunale,<br />

della formula giuridica con cui era stato internato.<br />

Scrive lui stesso: “Il pretore Persico è a conoscenza<br />

di tutto, anche del fatto che il sindaco Del Monte mi<br />

ha querelato accusandomi di avere rovinato dei muri<br />

con la colla, presentando come prova delle foto di<br />

manifesti in gran parte affi ssi da dipendenti comunali<br />

e Persico lo sa perché ha assolto gli addetti comunali<br />

da me denunciati, dichiarando che hanno agito per<br />

ordini superiori. E Persico è anche a conoscenza che<br />

sempre lo stesso sindaco si è costituito parte civile per<br />

il danneggiamento di una tenda (non di proprietà del<br />

comune) e per delle scritte che lo stesso Persico nel<br />

rapporto del 911184 dichiara: "Vanno scomparendo<br />

causa la neve". In ambedue i casi il sindaco, a norma<br />

dell'articolo 151 T.U. del 1915, avrebbe potuto emet-<br />

NASCITA DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA.<br />

Il 23-24-25 novembre 1912 si tenne a Modena il Congresso nazionale dell'Azione Diretta, inizialmente fi ssato<br />

per i giorni 19-20-21 ottobre fu successivamente rinviato a causa dei lavori di mietitura e trebbiatura, poiché<br />

molte delle Leghe coinvolte erano a prevalenza contadina, avrebbero ostacolato la convocazione delle adunanze<br />

per deliberare l'adesione al comitato.<br />

In questo modo si permise ai relatori di avere il tempo di terminare gli interventi per poterli pubblicare ed inviare<br />

alle organizzazioni aderenti.<br />

Nell'USI confl uiscono due tradizioni sindacali: quella anarchica e quella sindacalista rivoluzionaria. Nel dibattito<br />

all'interno del congresso emergono le critiche al sindacalismo riformista caratterizzato da politicantismo,<br />

accentramento, autoritarismo, burocratismo, corporativismo e idolatria. Fin dalla sua nascita l'USI propone un<br />

sindacalismo rivoluzionario che si fonda su principi quali il decentramento e l'autonomia, la neutralità partitica,<br />

il libertarismo, l'antiburocrazia, la combattività e la solidarietà di classe.<br />

Tramite l'autogestione delle lotte maturava la sensibilità politica dei lavoratori e si elaboravano nuove tecniche<br />

di scontro. Il sindacato in un'ottica libertaria è uno strumento di diffusione dei principi anarchici tra i lavoratori.<br />

Lo sciopero - sempre più esteso acquista un nuovo signifi cato – funge da collante tra i lavoratori e integrato con<br />

altri metodi diventa l'arma principale della lotta.<br />

Nel novembre 1912 aderiscono all'USI 87.710 lavoratori, di cui 18.000 solo a Parma e 17.000 alla Camera del<br />

<strong>La</strong>voro della bassa modenese, si manifesta da subito l'importanza dell'Emilia Romagna come culla del sindacalismo<br />

libertario.<br />

Il 21 dicembre 1912 si tiene il congresso edile provinciale presso la casa dei muratori in via S.Agata 14.<br />

Nel 1913 l'USI organizza 101.129 lavoratori, di cui 14.000 a Modena, ma l'organizzazione deve subire una grave<br />

spaccatura in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale. Mentre le leghe dirette dagli anarchici rimangono<br />

coerentemente neutraliste, la maggioranza dei sindacalisti rivoluzionari si dichiara favorevole all'interventismo<br />

italiano.<br />

Gli aderenti diminuiscono notevolmente durante gli anni della guerra (circa 50.000), ma poi nel dopoguerra l' USI<br />

conosce un notevole sviluppo, arrivando a contare mezzo milione di lavoratori.<br />

Il 2 febbraio 1913 si tiene il convegno delle leghe di Modena e Carpi, da cui nasce la Camera del <strong>La</strong>voro<br />

Sindacalista di Modena che aderisce all'U.S.I. Lo stesso giorno anche a Mirandola, le leghe della bassa<br />

partecipano in maggioranza al congresso costitutivo della locale Camera del lavoro sindacalista, aderendo anche<br />

loro all'U.S.I. <strong>La</strong> Camera del lavoro sindacalista stabilisce la<br />

propria sede a Modena in via S. Agata 14, nella casa dei muratori,<br />

con una succursale a Mirandola.<br />

Luglio 1914: scoppio della prima guerra mondiale.<br />

A Modena nel maggio del 1915 l'USI si riunisce in Consiglio Generale<br />

per discutere il doloroso e diffi cile tema dell'interventismo.<br />

Il primo numero di Guerra di Classe esce a Mirandola il 17 aprile<br />

1915 dopo che il gruppo parmense, sindacalista rivoluzionario<br />

con Alceste De Ambris, si sposta su posizioni interventiste ponendosi,<br />

di fatto, fuori dall'USI la cui maggioranza conserva posizioni<br />

antibelliciste e antimilitariste.<br />

A Modena la CAMERA DEL LAVORO SINDACALISTA (USI), diretta<br />

prevalentemente da anarchici, non solo si schiera decisamente<br />

contro l'intervento, ma diventa un punto di riferimento per il fronte<br />

neutralista dell'USI, che fa da contraltare a quello interventista<br />

della Camera del <strong>La</strong>voro di Parma.<br />

Non mancano manifestazioni di protesta nelle piazze e incidenti<br />

con i nazionalisti e con la polizia in tutta Modena e provincia:<br />

molto importante è il ruolo delle donne che si organizzano in massa<br />

per protestare; nel dicembre 1916 gruppi di donne provenienti<br />

dalle campagne tentano di coinvolgere nella protesta contro la<br />

guerra le operaie della Manifattura Tabacchi.<br />

13


14<br />

Un esempio signifi cativo è uno dei tanti scioperi che ha caratterizzato quel periodo di grandi proteste; a Mirandola<br />

uno sciopero si conclude con 150 arresti, tra i quali solo 10 maschi, 38 manifestanti inviati al fronte e 11<br />

lavoratori licenziati. Questo sciopero è stato considerato il più importante di quel periodo su scala nazionale<br />

per la sua ampiezza e violenza, purtroppo terminato con una durissima repressione.<br />

Nell'aprile del 1916 l'esponente più importante dell'USI nel modenese è Alibrando Giovanetti che si trasferisce<br />

a Modena dove è nominato segretario della Cooperativa Braccianti.<br />

<strong>La</strong> guerra fi nisce e nel 1919 l'USI conta 180.000 aderenti a livello nazionale fi no ad arrivare nel 1921 a contare<br />

mezzo milione di lavoratori che aderiscono alla sua lotta. Nel 1919 la Camera del <strong>La</strong>voro Sindacalista di Modena<br />

(USI) è diretta da Nicola Vecchi e conta 10.000 lavoratori tra agricoli ed edili.<br />

Il dopoguerra si apre con un' importante iniziativa unitaria: nel marzo 1919 il Partito Socialista, il Gruppo Libertario<br />

e le due Camere del <strong>La</strong>voro fi rmano un accordo per "l'unità proletaria".<br />

In questi giorni a Modena si indice un comizio, inizialmente tenutosi nel salone di via S.Vincenzo, ma portato a<br />

grande richiesta in Piazza Grande, a cui partecipano come oratori, per la CdLS, Armando Borghi, e per la Federazione<br />

Anarchica Emiliana, Mancinelli.<br />

Il 20 e il 21 luglio, sempre nella nostra città, viene indetto un grande sciopero generale dalla camera del lavoro<br />

Unitaria (CGdL), da quella Sindacalista (USI), del Gruppo Libertario e della Federazione Provinciale Socialista.<br />

Il 3 luglio del 1919 viene distribuito davanti alle fabbriche questo volantino:<br />

"LAVORATORI!<br />

Ancora una volta le preoccupazioni vostre di fronte al continuo rincarare dei generi alimentari, l'istinto di vivere,<br />

il voler vivere nel miglior modo possibile, v'inducono a discutere tra di voi vi costringono a comiziare a protestare<br />

contro chi è la causa di questo stato di cose, contro chi è colpevole dei vostri triboli, delle vostre miserie.<br />

Ad agitarvi, a far sentire la vostra protesta, a dimostrare che siete tutt'altro che contenti dell'attuale disordine<br />

sociale, fate bene, compite un po' del vostro dovere e noi, lavoratori come voi, saremo al vostro fi anco sempre<br />

e dovunque; però come vi abbiamo sempre detto per il passato, e cioè fi ntantoché darete nelle mani dei vostri<br />

padroni il prodotto del vostro lavoro a nulla varrà il farvi aumentare la mercede di qualche centesimo perché il<br />

padrone ve li riprenderà subito facendovi pagare a maggior prezzo la merce che vi abbisogna, così ora, di fronte<br />

al caro-viveri, vi ripetiamo: che coi vostri comizi colle vostre manifestazioni a carattere quietista non ne potrete<br />

ottenere che vantaggi insignifi canti, irrisori e momentanei, che quindi noi lavoratori abbiamo il diritto e siamo<br />

in dovere mercé la nostra azione, la nostra forza, di trasformare, di rivoluzionare quest'iniqua società borghese,<br />

capitalistica, che è causa, per noi, di tante miserie, di tanti dolori, di tanti lutti.<br />

Come in Russia, come in Ungheria ed in altri paesi, noi dobbiamo far si che dei prodotti della terra e delle offi cine<br />

ne abbia a godere soltanto che ha lavorato chi ha prodotto. E' ora di fi nirla che chi non lavora, chi non fatica<br />

gode tutti i piaceri della vita, mentre a voi è imposto il lavoro, l'ignoranza, la miseria, la fame ed anche la morte;<br />

è ora di fi nirla di pretendere da noi soltanto dei doveri, il dovere di lavorare, di morire nell'offi cina, nella miniera<br />

e sui campi della strage, della guerra, il dovere di servire sempre; soltanto chi lavora chi produce ha il diritto di<br />

mangiare, di comandare.<br />

LAVORATORI!<br />

Non è l'aumento del salario o la diminuzione di cinque centesimi al chilo sul prezzo delle patate che noi dobbiamo<br />

reclamare, ma è la Rivoluzione Sociale che dobbiamo fare, è l'abolizione dello sfruttamento dell'oppressione<br />

capitalistica che dobbiamo volere, è il Comunismo Anarchico che dobbiamo instaurare. All'opra dunque con<br />

fede, con entusiasmo, con coraggio, con spirito di sacrifi cio e la vittoria sarà nostra…<br />

Abbasso il regime capitalista! W la Rivoluzione Sociale!<br />

W il comunismo anarchico!<br />

Gli Anarchici"<br />

Continua nel prossimo numero della <strong>Locomotiva</strong>.<br />

Infatti la nostra Modena può annoverare tra i suoi<br />

archivi numerosi casi di violenza psichiatrica, come<br />

quello di Carlo Sabattini (consigliere comunale dei<br />

Verdi a Modena). Contadino dissidente, una sorta di<br />

“ecologista ante litteram”, aveva iniziato una lunga<br />

battaglia contro le aziende inquinanti e i soprusi della<br />

casta del Modenese. Una battaglia scomoda, invisa<br />

alla Magistratura, ai Sindaci, ai poteri locali.<br />

Internato dall’allora Pretore Luigi Persico nel manicomio<br />

giudiziario di Castiglione dello Stivere, perché affetto<br />

da delirio cronico e per aver attaccato manifesti<br />

di protesta per le strade della città, morirà in ospedale<br />

dopo aver subito un pestaggio squadristico, si<br />

disse da parte di tre attivisti del PCI nell’oscurità di<br />

un parcheggio di una Festa dell’Unità.<br />

Il 20 Maggio 1985, il Perito della Difesa di Sabattini<br />

rilasciava queste dichiarazioni in un’intervista a proposito<br />

del “problema del dissenso politico sottoposto<br />

a persecuzione psichiatrica”:<br />

P.C. – So che sei stato a trovare Carlo Sabattini nell'ospedale<br />

psichiatrico giudiziario di Castiglione dello<br />

Stiviere. Vorrei domandarti quale è stata la tua impressione<br />

nell'incontrare questa persona, che tra l'altro<br />

era il capo di lista e ha ottenuto il maggior numero<br />

di preferenze per i "Verdi" nel comune di Modena.<br />

Ecco che questa persona è accusata di essere matta.<br />

A noi interessa conoscere il tuo pensiero in proposito.<br />

G.A. - Già da quello che hai detto risulta che Carlo<br />

Sabattini riscuote fi ducia fra i cittadini: infatti è stato<br />

eletto. Questa elezione signifi ca che in un movimento<br />

nuovo come quello dei "Verdi" vi sono molti che vogliono<br />

cambiare certe cose e che a Modena hanno<br />

preso Sabattini come punto di riferimento. Il valore di<br />

Sabattini è confermato dalla stima e dalla fi ducia dei<br />

suoi amici e dei suoi collaboratori, con alcuni dei quali<br />

io ho parlato. Inoltre Sabattini aveva credito preso<br />

le banche ed ha la stima dei fi gli e della moglie: tutti<br />

sono concordi nel dire che le iniziative di Sabattini<br />

sono molto pensate, ponderate, e precise. Alcuni dei<br />

suoi amici hanno condiviso con lui le iniziative prese<br />

nel criticare le condizioni ecologiche e altri aspetti<br />

della vita modenese.<br />

P.C. - Come ti spieghi tu come psichiatra che un cittadino<br />

venga considerato matto, catturato e internato in<br />

un paese democratico come il nostro?<br />

G.A. - Io ho parlato con lui e l'ho trovato persona<br />

estremamente consapevole e cosciente di quello che<br />

è accaduto. Con serenità mi ha detto: "Non guardate<br />

chi è Sabattini, stando qui dentro al manicomio giudiziario<br />

potrebbe anche innervosirsi, ma guardate<br />

piuttosto i documenti delle vertenze giuridiche di<br />

cui mi sono occupato".<br />

Così mi ha fatto vedere i documenti: con tutti insieme<br />

ha formato un libro bianco che ha mandato alla Federazione<br />

Provinciale del Partito Socialista di Modena,<br />

la quale lo ha trasmesso al Presidente Pertini perché<br />

lo sottoponesse all'esame del Consiglio Superiore della<br />

Magistratura.<br />

Così riprende il discorso Sabattini: "Guardate i documenti<br />

e decidete, invece di mettere da parte me con<br />

dei pretesti".<br />

Non è una novità che la psichiatria si serva dei suoi<br />

strumenti per eliminare i cittadini in dissenso: tutti<br />

lo sappiamo bene perché si parla molto in Italia e in<br />

tutto l'Occidente della psichiatria come repressione in<br />

Unione Sovietica e in altri paesi a socialismo reale,<br />

giustamente criticando quello che vi accade.<br />

Ma la verità è che queste cose accadono anche da<br />

noi.<br />

Anzi storicamente è proprio in Italia che è nata la<br />

psichiatria come strumento repressivo contro il dissenso.<br />

E’ Lombroso che ha elaborato queste teorie,<br />

che in Unione Sovietica vengono usate magari con<br />

qualche perfezionamento. Chi conosce la storia del<br />

Movimento Anarchico Italiano sa che da noi molti<br />

dissidenti sono stati eliminati con le teorie sociologiche<br />

e psichiatriche lombrosiane.<br />

Così Sabattini non è un caso nuovo.<br />

Ci sono inoltre, e qui bisogna essere molto precisi, tutti<br />

quelli che vengono eliminati giorno per giorno, senza<br />

che questo discorso venga fuori, perché non hanno rilievo<br />

presso l'opinione pubblica.<br />

Sabattini è un caso chiarissimo: un cittadino che nella<br />

Modena dei nostri anni, ritenuta tra le città più progredite<br />

una delle più ricche d'Italia, dove tutti sembrano<br />

orgogliosi dell'andamento delle industrie e<br />

dell'agricoltura, presenta esposti e denunce che dimostrano<br />

che in realtà l'intera economia si sviluppa a<br />

scapito degli interessi collettivi e a svantaggio del<br />

mantenimento dell'equilibrio ambientale e della salute<br />

dei cittadini. Ci troviamo davanti a un dissenso<br />

fondamentale, che ha messo le autorità in condizioni<br />

diffi cili.<br />

Questa diffi coltà delle autorità costituite spiega l'internamento<br />

di Sabattini. Se per ipotesi Sabattini fosse<br />

stato uno che diceva sciocchezze, forse non sarebbe<br />

stato internato, perché non ci voleva molto a<br />

smentirlo. Ma siccome era diffi cile smentirlo, l'unico<br />

modo era internarlo in manicomio per svalutare il<br />

suo pensiero.<br />

39


so, l’ecografi a o la TAC, per determinare la sua diagnosi.<br />

Ne consegue che IL GIUDIZIO PSICHIATRICO E’<br />

TOTALMENTE A-SCIENTIFICO, POICHE’ NON E’ CHE<br />

UN GIUDIZIO BASATO SUI CANONI DI “NORMALI-<br />

TA’” CHE LA SOCIETA’ DI UN DETERMINATO PERIODO<br />

STORICO STABILISCE.<br />

E per capire questo non c’è bisogno di studiare la<br />

“psichiatria uffi ciale”, basta avere un po’ di buon senso<br />

e umanità: si pensi ai sintomi della “schizofrenia”,<br />

sintomi tipo “Deliri”, “allucinazioni”, “disorganizzazione<br />

del discorso verbale (divagare, perdere il fi lo del<br />

discorso), “disorganizzazione del comportamento”<br />

(nel vestire, disturbi del sonno, crisi di riso o di pianto),<br />

“disinteresse, assenza del soggetto, appiattimento<br />

affettivo” e via dicendo … Ora, io non penso che ci<br />

voglia un genio per comprendere quanto TUTTI questi<br />

comportamenti siano profondamente UMANI! Chi<br />

defi nisce cos’è un delirio? E un’allucinazione? Perdere<br />

il fi lo o divagare è un sintomo di malattia mentale?!<br />

Appiattimento affettivo? Mancanza di motivazione?<br />

Sono cose che, almeno una volta,sono successe a tutti<br />

noi! Queste diagnosi non hanno alcun senso né alcuna<br />

valenza scientifi ca, eppure permettono a tutti questi<br />

aguzzini di torturare ogni giorno delle persone che<br />

altro non fanno se non vivere la vita con una sensibilità<br />

diversa da quella di chi corre ogni giorno al lavoro,<br />

non ha tempo per la famiglia, mangia male, dorme<br />

male, è sempre depresso e nervoso, crede che i soldi<br />

siano l’unica cosa importante e non è più capace di<br />

provare empatia per niente e nessuno – e chi sarebbe<br />

il “pazzo”?<br />

Il contenimento fi sico è solo una delle pratiche assurde<br />

e violente che questi sedicenti “medici” utilizzano per<br />

“curare” una presunta “malattia mentale”. Esiste infatti<br />

un tipo di violenza ben peggiore: negare l’esperienza<br />

del soggetto, rifi utarsi di comprendere le sue<br />

ragioni ossia, negargli, in pratica l’esistenza stessa.<br />

<strong>La</strong> psichiatria è un abuso, e come ogni abuso si serve<br />

di mezzi infi mi e brutali per sopprimere nell’individuo<br />

ogni anelito di spinta vitale, ignorando totalmente le<br />

motivazioni che portano una persona a comportarsi in<br />

un determinato modo, ed interpretando deliberatamente<br />

i “sintomi”, ossia il verifi carsi di certi comportamenti,<br />

come “malattie mentali”. A questi sintomi non<br />

corrisponde nessuna menomazione o malformazione<br />

del corpo o del sistema nervoso, eppure gli psichiatri<br />

defi niscono “malato di mente” una persona che per<br />

un miliardo e più motivi, si comporta in modo “strano”.<br />

Questo atteggiamento si RIFIUTA di conoscere<br />

l’esperienza del “malato”, e più esattamente la<br />

38<br />

NEGA, assumendo che le “crisi” siano “immotivate”,<br />

segno inequivocabile di squilibrio mentale. Il processo<br />

psichiatrico ignora l’individuo nella maniera più assoluta.<br />

Gli viene “etichettata” una diagnosi assurda,<br />

senza, ripeto, alcun fondamento scientifi co, e poi viene<br />

“curato” … curato con gli psicofarmaci, droghe che<br />

alterano il funzionamento delle cellule celebrali,<br />

inibendone le funzioni. In pratica il “malato” non è<br />

portato ad affrontare i suoi spettri, ma ad ignorarli, a<br />

reprimere ogni reazione violenta, perché, parliamoci<br />

chiaro, una reazione a una sofferenza, ad un trauma<br />

di una certa entità è NORMALISSIMO che sia eccessiva:<br />

ci sono persone che reagiscono violentemente a<br />

un tradimento, a un brutto voto, a una discussione, a<br />

questioni di cuore, di amicizia, eppure non sono considerati<br />

“malati di mente” … la “diagnosi” dello psichiatra<br />

altro non è che un giudizio personale e soggettivo,<br />

fortemente infl uenzato e anzi totalmente<br />

determinato dalle idee, credenze, cultura, religione<br />

e quant’altro, dello psichiatra, che rifl ettono idee,<br />

credenze, cultura e religione della società che detta<br />

i canoni della “normalità”.<br />

Quindi la “cura” non è altro che una forma di REPRES-<br />

SIONE, basata su decisioni prese dall’alto e senza alcuna<br />

possibilità da parte del “malato” di ribattere o<br />

sottrarsi a queste decisioni. Se il malato può sottrarsi<br />

alla cura (spesso, di fatto, non può), non può MAI sottrarsi<br />

all’etichetta che gli è stata imposta: malato di<br />

mente. Malato di mente sarà per i “medici”, per la sua<br />

famiglia, per le persone. <strong>La</strong> sua vita sarà irrimediabilmente<br />

compromessa da questa forma di NEGAZIO-<br />

NE DELL’IO e della persona che fa della psichiatria<br />

una delle forme più gravi di AUTORITARISMO.<br />

Non a caso, a fi nire negli ospedali psichiatrici sono<br />

stati molti, moltissimi oppositori politici, o personalità<br />

“scomode.<br />

Nei paesi dell’est gli oppositori del regime venivano<br />

rinchiusi negli ospedali psichiatrici e drogati con farmaci<br />

che inebetivano le loro menti.<br />

In occidente si protestava contro questi crimini, mentre<br />

i “malati di mente” venivano “curati” esattamente con<br />

le stesse medicine,ed è scomparso dai libri di storia<br />

il ruolo avuto dalla psichiatria nell’olocausto di 6<br />

milioni di ebrei e di alcune centinaia di migliaia di<br />

degenti psichiatrici; come sono spariti quegli italiani<br />

(anarchici per lo più, ma non solo) rinchiusi nei reparti<br />

psichiatrici per la loro attività di opposizione politica<br />

o perché “renitenti al servizio di leva” (!!!)<br />

7 APRILE 2012.<br />

IL COMUNE CI FA GUERRA<br />

E CHE GUERRA SIA.<br />

Il 2012 è l'anno del centenario dalla fondazione,<br />

avvenuta a Modena nel novembre 1912, dell'Unione<br />

Sindacale Italiana, ci sembrava legi mo ricordare,<br />

come facciamo tu gli anni, l'eccidio del<br />

7 aprile 1920 in piazza Grande.<br />

Invece nel 2012 ci troviamo in Piazza Grande il<br />

mercato dell'an quariato.<br />

Ovviamente i capi del comune hanno pensato<br />

bene di non fare il mercato il 25 aprile e neanche<br />

il Primo Maggio, cosa che ci avrebbe vis contrari,<br />

perché giustamente ritengono che in quei giorni la<br />

piazza debba ospitare le legi me manifestazioni<br />

dei modenesi.<br />

Perché allora il 7 aprile piazza Grande non rimane<br />

a disposizione di chi vuole ricordare l'Eccidio del<br />

1920?<br />

Perché, come fece il fascismo in tu o il periodo<br />

del suo governo, anche i vincitori democra ci negano<br />

quell'Eccidio?<br />

Ma noi, in Piazza Grande il 7 aprile 2012, ci saremo<br />

lo steso. Ci scusino i bancarellari del disturbo,<br />

ma non intendiamo rinunciare a quel ricordo, anzi<br />

quest'anno abbiamo pensato al ricordo ancora più<br />

in grande.<br />

Invi amo la ci adinanza a partecipare numerosa,<br />

invi amo la Modena ribelle a rendere omaggio a<br />

chi fu ucciso per difendere la libertà di manifestare.<br />

Invi amo tu a l'Unione Sindacale Italiana ad es-<br />

sere presente a questo pezzo della nostra storia,<br />

a raff orzare questo legame con il nostro territorio<br />

che vogliamo più stre o ancora.<br />

Unione Sindacale Italiana - AIT sezione<br />

di Modena.<br />

15


16<br />

INDIGNATI DI OVUNQUE, UNITEVI.<br />

Mercoledì 7 dicembre alla <strong>Libera</strong> Offi cina abbiamo<br />

ospitato la Carovana Nizza-Roma-<br />

Atene, dopo una lauta cena si è svolta l’assemblea<br />

con una cinquantina di partecipanti.<br />

Ogni gruppo si è presentato e si è parlato dei<br />

motivi della marcia, presentata come momento<br />

di ascolto e di contatto dal basso, per<br />

arrivare a lanciare una grossa mobilitazione<br />

per il 15 gennaio a Roma. Si è convenuto che<br />

se ci sarà un auspicabile cambio della società,<br />

questo debba avvenire con il coinvolgimento<br />

di tutti, cercando forme di democrazia diretta<br />

e contro la democrazia rappresentativa. Invitiamo<br />

tutte le altre realtà a sostenere questa<br />

marcia e a conoscere queste persone che hanno<br />

sogni e utopia da regalare.<br />

Quello che segue è un loro scritto che<br />

potrete trovare in rete.<br />

Il CARNEVALE DEL SISTEMA<br />

Il 15 gennaio, unisciti a Roma per “il<br />

Carnevale del sistema”: raggiungici a<br />

Roma, o organizzane uno nella tua città.<br />

Il carnevale e’ il momento in cui i ruoli<br />

si scambiano: il re diventa schiavo, lo<br />

schiavo diventa re. Attraverso il gioco e<br />

l’ironia, i tabù si infrangono: il carnevale<br />

e’ il momento di liberazione dell’essere<br />

umano.<br />

Il sistema attuale e’ un carnevale che<br />

non fa più ridere nessuno. Smascheriamolo,<br />

mettiamone in scena la parodia.<br />

Facciamo cadere le maschere obsolete e<br />

e non più credibili di una falsa democrazia,<br />

che non riesce più a nascondere il<br />

suo vero volto di ingiustizia e miseria.<br />

Giocolieri, artisti, musicisti, chiunque<br />

voglia, preparatevi a sfi lare tra la gioia e<br />

i colori. Siate creativi!<br />

Ideate i vostri costumi, colorate le vostre<br />

maschere per annunciare l’arrivo di una<br />

nuova realtà, in cui ognuno sia libero di<br />

trovare il posto che desidera.<br />

<strong>La</strong> Marcia verso Atene<br />

marchtoathens.tk<br />

Colby<br />

che si tratta di una terapia. <strong>La</strong> contenzione serve quel<br />

giorno lì e basta. E subito dopo il problema si ripresenta.”<br />

Dunque, quella della contenzione fi sica è una pratica<br />

invasiva e che provoca ulteriori traumi, mentre utilizzare<br />

delle medicine (chiamiamoli col loro nome, che è<br />

“psicofarmaci”) sarebbe un metodo che dura nel tempo<br />

e che può “curare” il “malato”.<br />

Inoltre, Nella maggior parte dei reparti di psichiatria<br />

degli ospedali italiani anche dopo la legge 180 è<br />

rimasta l’usanza manicomiale di legare i ricoverati al<br />

loro letto.<br />

CHE COS’E’ LA LEGGE 180?<br />

<strong>La</strong> l. 180 è detta anche “legge Basaglia”. Franco<br />

Basaglia era uno psichiatra che lottò per la chiusura<br />

dei manicomi in Italia. Pur riconoscendo l’esistenza di<br />

una “malattia mentale”, egli rifi uta l’emarginazione<br />

sociale del malato, che considera titolare di diritti e<br />

pone al centro di un percorso di reintegrazione sociale.<br />

<strong>La</strong> Legge 180 vieta qualsiasi forma di contenzione<br />

fi sica, dalla camicia di forza, all’isolamento, fi no<br />

all’induzione del coma nel paziente.<br />

Molte di queste pratiche sono attualmente utilizzate,<br />

dalla contenzione fi sica all’utilizzo di farmaci vietati.<br />

Spesso questi atti vengono giustifi cati in termini di<br />

“situazione eccezionale”, o “particolarmente grave”.<br />

Insomma, spetta a qualcuno (sempre il nostro amico<br />

psichiatra) defi nire che una situazione è tale da CO-<br />

STRINGERE ad usare questi metodi, come per esempio<br />

il caso di Villa Igea…<br />

L’insistenza nel virgolettare parole quali “malato”,<br />

“cura”, “terapia”, “farmaci” deriva da una profonda<br />

rifl essione sul signifi cato e la valenza effettiva di queste<br />

parole.<br />

Che cos’è un “malato psichiatrico”? E come si “cura”?<br />

Esiste la “malattia mentale” e come si riconosce?<br />

Chi oggi si pone queste domande? <strong>La</strong> psichiatria non<br />

ha MAI potuto dimostrare di avere curato una malattia,<br />

semplicemente perché non ha MAI dimostrato,<br />

scientifi camente, che cosa sia la malattia mentale.<br />

Credo dunque che il problema non sia tanto una discussione<br />

sui “metodi” da usare per “contenere” (normalizzare?)<br />

quelli che sono considerati “malati psi-<br />

chiatrici”, quanto piuttosto una profonda rifl essione<br />

su ciò che oggi viene considerato “malattia mentale”,<br />

sull’atteggiamento delle persone nei confronti di altre<br />

persone ritenute “malate”, sulle barbarie messe in<br />

atto dai sedicenti “curatori”.<br />

Comprendere quanto la psichiatria non sia altro che<br />

l’ennesimo, vile inganno, dietro il quale si nasconde,<br />

ancora una volta, la totale negazione dei più elementari<br />

diritti umani e la totale distruzione della dignità<br />

delle persone, non risulterà diffi cile a chiunque abbia<br />

la coscienza e l’onestà intellettuale di rifl ettere senza<br />

paraocchi o pregiudizi.<br />

Come ho già detto, la psichiatria non ha mai dimostrato<br />

l’esistenza di una effettiva “malattia” mentale.<br />

Questo risulta abbastanza ovvio: come si può decidere<br />

che una mente è malata? Non è esattamente<br />

come constatare che una gamba è rotta o un dito<br />

mancante,no? Episodi come “vedere i santi” o “sentire<br />

le voci” vengono considerate rivelazioni mistiche<br />

o squilibri mentali secondo un canone di giudizio che<br />

sinceramente mi sfugge, voglio dire, non vorrete mica<br />

dirmi che San Francesco si comportasse in modo “normale”!<br />

Eppure è considerato oggi un santo, una fi gura<br />

rispettabile. Cosa accadrà tra qualche secolo a tutte<br />

le persone che oggi sentono le voci o vedono le cose<br />

in modo diverso dagli altri? Forse saranno santifi cate?<br />

Avranno interi ordini religiosi a seguito del loro mito?<br />

Chissà. Per ora, sono rinchiuse in centri psichiatrici, con<br />

“diagnosi” che, se non fosse per ciò che determinano,<br />

farebbero ridere (“altruismo morboso”, “estasi religiosa”)…<br />

Non esiste nessun “canone scientifi co” che distingua<br />

un “malato”, un “pazzo” da un “normale”.<br />

<strong>La</strong> psichiatria non si serve di esami medici, come che


DIETRO OGNI SCEMO C’E’ UN VILLAGGIO<br />

Dal caso “Villa Igea” all’ antipsichiatria<br />

Sul fi nire dell’anno appena<br />

passato ha fatto<br />

molto discutere la notizia<br />

riguardante alcuni minori<br />

rinchiusi presso il “Nespolo”,<br />

reparto all’interno<br />

del complesso Villa<br />

Igea, a Modena, dove<br />

vengono “curati” i minori.<br />

Questi ragazzi sono infatti stati legati ai letti durante<br />

una “crisi”, la notizia ha colpito l’opinione pubblica e<br />

molti giornali hanno parlato del fatto che non sia la<br />

prima volta che a Villa Igea si verifi chino fenomeni di<br />

maltrattamenti sui minori, e in generale sui reclusi.<br />

Il Dottor Lo Russo, in varie interviste rilasciate ai giornali,<br />

dichiara che la contenzione fi sica è una possibilità<br />

da attuare, solo in casi d’emergenza, ma da attuare.<br />

Aggiunge inoltre che tale pratica è di certo preferibile<br />

alla sedazione con i farmaci, perché “quando<br />

si rende necessario questo intervento uno psichiatra<br />

resta sempre accanto al letto del paziente, si vigila<br />

sulla condizione di salute della persona con la quale<br />

si continua ad interagire per far durare l’intervento il<br />

minor tempo possibile”. Dunque legare una persona<br />

al letto durante una supposta “crisi” non è da condannare<br />

perché c’è una persona che “vigila” (?) sul<br />

paziente?<br />

Che cosa deve vigilare, mi chiedo? Se il paziente è<br />

legato, di certo non si muoverà. Che cosa deve vigilare?<br />

Che non si faccia male? Forse gli parla e cerca di<br />

calmarlo con amorevoli parole?<br />

Ad oggi la pratica della contenzione fi sica è attuata<br />

regolarmente in questa ed altre strutture, e sul fatto<br />

che non sia una prassi ma venga usata solo in situazioni<br />

d’emergenza, mi viene da chiedermi chi e come valuta<br />

se una situazione è “d’emergenza”. Inoltre, pur dichiarando<br />

che questa prassi è invasiva, crea danni al<br />

36<br />

paziente e non è affatto<br />

“curativa”, si sostiene che<br />

sia il “male minore”. Ma<br />

qual è, per una persona<br />

dichiarata “malata di<br />

mente”, il male minore? E<br />

soprattutto l’espressione<br />

“male minore” dovrebbe<br />

fare intendere che,<br />

comunque, ci sarà un “male”, c’è solo da deciderne<br />

l’entità?<br />

Lo Russo dichiara anche che «È prevista e attuata secondo<br />

un rigido protocollo, anche al nostro interno e<br />

proprio poche settimane fa la Regione ci ha riconosciuto<br />

nuovamente come centro accreditato. Tutti sanno<br />

ciò che avviene qui. C’è sempre uno psichiatra, un<br />

operatore, un medico che con cadenza regolare tiene<br />

monitorati i parametri vitali, i genitori vengono informati.»<br />

Per amor del vero, occorre dichiarare che i genitori<br />

non sono stati affatto informati, se non nei giorni<br />

successivi. Ma ciò è irrilevante perché il problema non<br />

è se siano stati o meno informati, infatti la cosa allarmante<br />

è che dei genitori rinchiudano il loro fi glio<br />

minorenne in una casa di “cura”, anziché vivere la loro<br />

vita assieme a lui. Com’è allarmante che tutti sappiano<br />

cosa accade dentro una struttura simile, e che sia<br />

“normale” che accada perché chi risiede là dentro è<br />

“malato” e non si può fare altrimenti, o il fatto che<br />

per accreditare la sua dichiarazione il sedicente “medico”<br />

assicuri che c’è sempre qualcuno che monitora i<br />

“parametri vitali”, come se la salute di una persona o<br />

il suo umore si valutassero in base alla sua frequenza<br />

cardiaca o alla regolarità del suo respiro….<br />

Paolo Crepet, poi, si scaglia contro il metodo della<br />

contenzione fi sica, defi nendola una barbarie e schierandosi<br />

a favore del “rispetto dell’individuo, sempre”;<br />

salvo poi dichiarare: “Oggi ci sono medicine<br />

che ci possono aiutare. Nessuno psichiatra mi dirà mai<br />

Propongo questo racconto scritt o da Lorenzo Micheli, molto bello, che eleverà il livello culturale e storico dei nostri lett ori.<br />

E' un pò lungo ma è il primo di tanti racconti, tutt i molto belli che possiamo pubblicare. Leggete e ditemi.<br />

'LA SEMANA TRAGICA DI BARCELLONA'<br />

‘ Il compito della pedagogia è quello di aiutare a crescere uomini la cui indipendenza sarà la loro forza più grande ’<br />

[Francisco Ferrer y Guardia]<br />

‘ Scopo dell’educazione non deve essere il sapere, bensì la capacità della persona di realizzarsi da sola, la pedagogia non deve<br />

proporsi di civilizzare gli uomini, ma di formare persone libere, affi nare il caratt ere e la volontà ’<br />

[Max Stirner]<br />

In questo caldo e afoso luglio dell'anno 2009, mentre i roghi dolosi che incendiano i boschi stanno devastando mezza<br />

Europa, un gruppo anarchico di Barcellona: ' <strong>La</strong> Gallinaire', nottetempo ha tracciato delle scritte sulle pareti di una<br />

ventina di chiese del Sarrià, del Raval, del Clot e di altri quartieri ancora della città. Scritte che gridano a tutti che:<br />

'L'unica chiesa che illumina è quella che brucia', come da sempre, l’eterna ‘Ducados’ tra le labbra, argomentava Diego<br />

Camacho, e soprattutto '1909-2009, LA LUCHA CONTINUA'.<br />

I 'Mossos de Esquadra', la polizia indipendentista della Catalogna, che veste eleganti divise disegnate da qualche stilista<br />

in voga oggi in Spagna, ha rassicurato il Vescovo di Barcellona che le indagini per identificare gli autori di queste<br />

scritte verranno condotte con lo zelo dovuto.<br />

Quelle scritte, di colore nero, tracciate con la bomboletta spray, firmate con una a cerchiata, rappresentano la trasmissione<br />

della memoria di quello che accadde in città tra il 26 e il 31 luglio del 1909.<br />

Barcellona al principio del secolo pare poco curarsi di quello che succede nel resto della Spagna, sul trono della quale<br />

siede il pallido ed esangue Alfonso XIII, mentre Antonio Maura del Partito Conservatore, è stato eletto primo ministro<br />

il 21 aprile del 1907, con elezioni che hanno visto il solito corollario di brogli e di voto pilotato, specie nei paesoni persi<br />

negli sterminati latifondi della Mancha, dell'Estremadura come dell'Andalusia.<br />

<strong>La</strong> Barcellona ‘novecentista’, voluta da Manuel Cerdà che progetta l’Eixample e urbanizza il parco della Ciutadela,<br />

è quella che si appresta a inglobare nei confini urbani Barcelonete, Gracia e Sans, ed è anche quella ‘lanciata’ verso<br />

la sua ‘Renaixenca’, sintetizzata dal trionfalismo ‘modernista’ della monumentale architettura di Josep Puig y Cadaflach<br />

.<br />

E la Barcellona borghese, quella degli affari, pare non rendersi conto che al ‘Carmelo’ come al Raval, alla Torre<br />

Barò e in tutti i quartieri proletari della città, si accalca una popolazione miserabile, cenciosa e analfabeta che ha la<br />

ribellione nel sangue.<br />

Quello che preoccupa la dinamica borghesia barcellonese è in realtà l’aggressiva politica imperialistica degli Stati<br />

Uniti che, sotto la presidenza di Woodrom Wilson, hanno sottratto alla Spagna, con la guerra cominciata nel 1895,<br />

le Filippine e Cuba, togliendo così all'industria manifatturiera catalana un mercato protetto sul quale ha operato in<br />

maniera monopolistica per decenni interi.<br />

Tutto quello che rimane dell'immenso impero di Carlo V, è ormai ridotto a un mucchietto di colline calcinate dal sole,<br />

che viene pomposamente denominato il Sahara spagnolo. Colline ricche di vene di minerali ferrosi, quelle del Rif, ma<br />

che soprattutto servono a tramandare il mito di quella Spagna imperiale che ormai vive soltanto nei musei militari e<br />

nei polverosi archivi della città di Salamanca.<br />

Il nove luglio del 1909, arriva in città la notizia che gli operai che stanno stendendo i binari della linea ferroviaria<br />

che porta da Melilla a Beni-Buifur, dove si trovano le miniere di proprietà del marchese di Comilllaso e del conte di<br />

Ramones, sono stati attaccati da una ‘cabila’ di berberi. L’impressione, appena la notizia arriva in Spagna, portata<br />

dal telegrafo, è enorme.<br />

Appare inconcepibile che dei montanari analfabeti, che puzzano di latte di pecora, abbiano osato tanto, e per questo<br />

motivo vanno puniti, una volta per tutte. Infatti viene subito ordinata la mobilitazione generale. In realtà a rischiare<br />

la vita, tra le sabbie e le rocce del Riff, saranno chiamati sempre gli stessi.<br />

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18<br />

Chi paga seimila reales, una cifra enorme per quei tempi, visto che con appena dieci reales, vive un giorno intero una<br />

famiglia operaia, è infatti esentato subito dal doversi arruolare nelle file di quell’esercito che è rimasto fermo alla battaglia<br />

di Marignano e che ormai da secoli, passa di sconfitta in sconfitta.<br />

Giù al porto, i soldati che si imbarcano su quei piroscafi che li porteranno al macello, ricevono scapolari, medaglie<br />

benedette della Santa Virgen del Pilar e borse di tabacco. Regali che le dame che appartengono a quella ‘gente da bé’<br />

che ha fatto grande la città, dispensano con compunzione e che in realtà fanno imbestialire i parenti e gli amici dei<br />

coscritti..<br />

Il 26 luglio, quando in città arriva la notizia che duecento dei trecento riservisti, che appena pochi giorni prima si<br />

sono imbarcati al Porto Vecchio, sono stati macellati dagli uomini di Abd el Krim, ‘parte’ uno sciopero generale, che al<br />

grido di ‘Abbasso la guerra’, si estende anche a Sabadell, Tarrasa, Badalona, Matarò, Granollers e Sitges.<br />

Inoltre a Barcellona, proprio in quei giorni, è<br />

in corso lo sciopero di una fabbrica tessile che<br />

impiega ottocento operai, che si battono perché<br />

la giornata lavorativa venga portata da tredici<br />

a otto ore. Cosa questa che accadrà soltanto nel<br />

1919, è il più delle volte, questo provvedimento<br />

rimarrà sulla carta.<br />

Lo sciopero cittadino è stato dichiarato da un<br />

comitato che fa capo a Solidaridad Obrera,<br />

l’organizzazione sindacale che già conta in<br />

tutta la Catalogna più di trentamila iscritti.<br />

Questo comitato tra gli altri è formato da José<br />

Rodriguez e Miguel Villalobos che è stato maestro<br />

di scuola elementare in un pueblo minerario.<br />

Il giorno dopo, i componenti di questo stesso comitato, vengono tutti arrestati dalla polizia.<br />

Il ventisei luglio, i picchetti operai che si sono formati praticamente davanti a tutte le fabbriche della città, vengono<br />

attaccati dalla polizia. Subito si risponde con degli scioperi spontanei, che fanno sì che già a mezzogiorno, il governatore<br />

della città, Angel Ossorio y Gallardo, sia costretto a dichiarare lo stato di guerra in tutta quanta Barcellona.<br />

Alle 15.30, viene attaccato un commissariato al Clot, alle 23.30 dello stesso giorno, bruciano i Padri Maristi sempre<br />

al Clot, e alla stessa ora, viene assaltato il patronato Obrero di San José, al Poble Nou, il primo edificio questo che<br />

verrà dato alle fiamme.<br />

Alle dieci del mattino del giorno dopo, si attaccano le ‘Atarazanas’, alle 13.30 vengono appiccate le fiamme ai primi<br />

conventi, mentre un’ora dopo, sempre al Poble Nou, viene devastato un commissariato di polizia.<br />

Cominciano ad essere bruciate anche le prime chiese, saranno una ventina alla fine, quelle distrutte fin dalle fondamenta.<br />

L’esercito da parte sua inizia a sparare sulle Ramblas, al Paralelo e sulla Diagonal, che dimostrano perché sono stati<br />

realizzati, sull’esempio delle vie perfettamente geometriche che il barone Hausmann ha progettato dopo la Comune per<br />

la città di Parigi. Inoltre i soldati ricevono l’ordine di passare per le armi chiunque compia atti ostili verso di loro,<br />

mentre divisioni intere, affluiscono in città provenienti dalle ‘dependancias’ militari di Valencia, Saragozza, Burgos<br />

e Pamplona. Malgrado gli operai e i pescatori di Badalona, San Adria’, Manresa, Valls e di altri centri ancora della<br />

Catalogna, abbiano divelto e interrotto in numerosi punti la linea ferroviaria, per impedire alle truppe di arrivare in<br />

città.<br />

C’è intelligenza nella folla, più di trentamila tra operai tessili e del vetro, maestri di scuola e muratori, che è diventata<br />

in poche ore padrona della città.<br />

C’è infatti chi attacca le caserme, chi invece fraternizza con i soldati, tanto che al Paseo Colon un squadrone di dragoni<br />

si rifiuta di caricare la folla.<br />

Le settecento guardie comunali, vengono messe subito in fuga e costrette a rifugiarsi al sicuro delle loro abitazioni. Nei<br />

quartieri operai si alzano le prime barricate, anche le prostitute si battono tenacemente nelle strade.<br />

Il 27 si attaccano le chiese e vengono riesumate dalle cripte, le mummie rinsecchite delle monache. Un povero ragazzo<br />

deficiente, José Ramon Clemente, balla con una di queste. Arrestato, verrà comicamente processato e condannato alla<br />

laboratorio cre-attivo<br />

laboratorio di ceramica raku<br />

<strong>La</strong> sezione modenese dell’Unione Sindacale Italiana ha fortemente voluto questo laboratorio per<br />

iniziare un percorso vero di riappropriazione dei mestieri e della possibilità di autocostruire oggetti<br />

necessari al vivere quotidiano.<br />

Il laboratorio userà tecniche di foggiatura a mano libera, a colombino e a lastra. Durante il laboratorio<br />

si autocostruirà un forno per la cottura a biscotto e con smalti.<br />

Il laboratorio che è gratuito spera di autofi nanziarsi con le cose autoprodotte e se tutto va come pensiamo<br />

è un laboratorio che continuerà all’infi nito.<br />

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34<br />

CAFFE' MALATESTA<br />

Sabato 14 gennaio la <strong>Libera</strong> Offi cina e USI Modena hanno ospitato un iniziativa benefi t di presentazione<br />

del progetto Caffè Malatesta di Lecco. Pubblichiamo l’intervento che uscirà anche su Lotta di Classe<br />

n.123 e una lettera di ringraziamenti arrivata dopo l’iniziativa.<br />

“Il progetto Caffè Malatesta nasce a Lecco nel gennaio 2010 quando per un gruppo di giovani provenienti<br />

da diverse esperienze (chi dall’attivismo, chi da progetti di autogestione, chi semplicemente da anni di studio<br />

o lavoro precario) si apre la possibilità di utilizzare una macchina<br />

per la torrefazione che giaceva in disuso.<br />

Da un’attività sperimentale nasce in breve tempo un collettivo<br />

con la volontà di creare una realtà lavorativa autogestita<br />

e basata su dinamiche decisionali antiautoritarie, nella convinzione<br />

che un diverso modo di vivere la produzione e il<br />

consumo possa essere perno di un cambiamento sociale in<br />

senso solidaristico, in alternativa ad un’economia capitalista<br />

predatrice di culture, territori, tempo e spazio vitale.<br />

Il progetto nasce con la volontà di ribaltare una certa logica<br />

del “Commercio Equo” improntato alla carità e alla benefi<br />

cenza, contrapponendo una solidarietà orizzontale tra lavoratori<br />

organizzati in realtà autogestite, nel nord come nel<br />

sud del mondo.<br />

<strong>La</strong> torrefazione autogestita viene pensata come uno strumento di emancipazione dal lavoro precario e in condizioni<br />

di sfruttamento, con l’obiettivo di svincolare i coltivatori dalle imposizioni affamatrici delle grandi compagnie di commercio del<br />

caffè e di creare con altre realtà sul territorio locale e nazionale una rete di produzione e consumo autogestita, basata sull’autosussistenza<br />

anziché sul profi tto, sulla solidarietà anziché sulla competitività.<br />

<strong>La</strong> volontà espressa sin dalle prime fasi del progetto è stata quella di sviluppare dei contatti il più possibile<br />

diretti con i coltivatori, in modo da sottrarre profi tto agli intermediari e restituire riconoscimento e dignità ai<br />

lavoratori. Nell’arco di due anni il gruppo è riuscito così a fare in modo che la maggior parte del caffè lavorato<br />

provenga da progetti di solidarietà con le comunità di contadini (in Guatemala e Honduras), mentre il<br />

restante è certifi cato FairTrade.<br />

Dall’aprile 2011 l’assemblea della Coordinadora, rete libertaria nazionale che sostiene diversi progetti di<br />

cooperazione con le comunità zapatiste del Chiapas, ha poi deciso di affi dare al Collettivo la lavorazione del<br />

Caffè Durito proveniente dalle cooperative zapatiste, che precedentemente veniva importato dalla cooperativa<br />

libertaria Cafè Libertad di Amburgo.<br />

<strong>La</strong> scelta di lavorare una materia prima equamente retribuita ai produttori, prodotta fuori dalle logiche intensive<br />

dell’agroindustria e torrefatta artigianalmente porta inevitabilmente a dei costi, e quindi a dei prezzi, più<br />

alti rispetto al caffè commercializzato dalle grandi corporation. Il collettivo, consapevole di come il prezzo<br />

di vendita sia un fattore delicato e importante, cerca di mantenere dei costi in linea con altri caffè solidali e<br />

biologici, per avvicinare proprio quei soggetti che si trovano a dover consumare merci economiche prodotte<br />

sfruttando altri lavoratori e altri territori, ma che avrebbero solo da guadagnare dalla diffusione di reti mutualistiche,<br />

di produzione e di scambio alternative.” Colby<br />

Caro Colby,<br />

ci teniamo molto a ringraziare te e tutti i compagni di libera-offi cina per la seraata-nottata di sabato scorso. Ci avete dato davvero un grosso sostegno, economico o<br />

ma anche emotivo: ci ha fatto veramente piacere conoscere tanti compagni/e così sì<br />

solidali verso il nostro progetto. E’ stata la dimostrazione che le pratiche autoge-<br />

stionarie e la solidarietà non sono e non devono essere parole gettate al vento, ma a<br />

si possono e si devono trasformare in realtà tangibili e, speriamo, rivoluzionarie. .<br />

Un abbraccio e grazie di cuore<br />

Jacopo e Elisa per il Collettivo CaffèMalatesta<br />

Per info, contatti e ordini:<br />

caffemalatesta@autistici.org<br />

Cristiano: 328 0069751<br />

Jacopo: 340 5367035<br />

Per informazioni sul caffè zapatista Durito:<br />

coordinadora@inventati.org<br />

fucilazione, perché 'costruiva barricate'.<br />

Il 28 si resiste ormai soltanto al Clot e al Poblenou. Qui la resistenza è tanto tenace che deve intervenire l'artiglieria<br />

che spara ad alzo zero contro le barricate. Ancora il giorno 29, sui soldati che passano di corsa per le strade, viene<br />

gettato di tutto dalle finestre degli appartamenti operai.<br />

Il trenta e il trentuno, la fanteria attacca le ultime sacche di resistenza, poi finalmente l’esercito prende definitivamente<br />

il possesso di tutta quanta la città.<br />

Il bilancio di quella settimana di scontri è pesantissimo. Settantacinque sono infatti i morti, tra cui otto soldati e tre<br />

religiosi. Più di cinquecento i feriti. Per Manuel Buenacasa, che parteciperà giovanissimo a quell’insurrezione, i morti<br />

saranno invece più di seicento.<br />

Un dipinto rende bene, forse più di tante parole, quello che successe in città. <strong>La</strong> tela ritrae infatti un dragone dai lunghi<br />

baffi neri, il mantello svolazzate, il suo cavallo che fa rotolare davanti a sé un uomo poveramente vestito sul selciato<br />

della strada. Sullo sfondo una folla nera e dolente.<br />

Ma per non smentire la sua proverbiale fama di città sempre all’avanguardia, quella che poi venne chiamata la ‘Semana<br />

Tragica’, anche se gli anarchici la denominarono la ‘Semana Gloriosa’, fu la prima rivolta urbana che ebbe una<br />

vera documentazione fotografica.<br />

Le fotografie parlano di barricate costruite con gli ‘adokines’, i grandi ciottoli geometricamente squadrati che pavimentano<br />

tutte le vie del centro della città e rafforzate con le rotaie dei tram che sono state divelte dalla sede stradale.<br />

Molte le donne ritratte a costruire barricate, che si passano di mano, con vertiginosa rapidità suppellettili e materassi.<br />

Mostrano masse compatte di uomini e di donne che si scontrano con gli uomini dell’esercito. Uomini vestiti con giacche<br />

scure, molti tra di loro tuttavia gli autisti di piazza, con i loro spolverini colore del tabacco, armati di spranghe di<br />

ferro, marciano contro gli uomini dell’esercito. <strong>La</strong> foto più famosa è certamente quella presa dalla sommità di un tetto,<br />

probabilmente di un edificio di Plaza de Catalunya, che inquadra le tante volute di fumo che sovrastano tutta quanta<br />

Barcellona.<br />

Prima si contano i danni, che assommano a milioni e milioni di pesetas. Risultano infatti completamente distrutte<br />

trentatré scuole religiose, altrettanti conventi e venti chiese. Sono stati devastati anche una trentina fra caserme, commissariati<br />

di polizia e palazzi signorili, fra questi, quello del marchese di Comillaso. Inoltre la folla di Barcellona<br />

ha bruciato registri di proprietà, pacchetti azionari ritrovati nelle sacrestie delle chiese e mucchi di soldi rinvenuti nei<br />

conventi, quasi a dimostrare il proprio disprezzo per i beni materiali.<br />

Prima si contano i danni, poi, mentre il tutte le parrocchie di Barcellona vengono indette messe e tridui di riparazione,<br />

parte la repressione che vede duemila arrestati, molti di questi rinchiusi e torturati selvaggiamente nelle segrete del<br />

castello del Montujich, che gli anarchici non a caso chiameranno da quel momento in avanti, il castello ‘maldito’.<br />

I tribunali militari che siedono in seduta continua, condannano centosettantacinque tra uomini e donne all’esilio, comminano<br />

cinquantanove ergastoli, migliaia e migliaia di anni di carcere e erogano cinque condanne a morte. Alcune<br />

centinaia di persone, molti tra di loro maestri di scuola elementare , fuggono dalla città. Altri insegnati vengono invece<br />

deportati a Alcaniz, la prigione dalla quale a fatica si esce vivi.<br />

Ma chi diresse quella rivolta? Chi la ispirò per davvero?<br />

Ha ragione Anselmo Lorenzo quando dice che: 'Una rivoluzione sociale si è installata a Barcellona ed è stata iniziata<br />

dal popolo. Nessuno la dirige. Né i liberali, né i nazionalisti catalani, né i repubblicani, né i socialisti né gli anarchici'.<br />

<strong>La</strong> rivolta è stata sconfitta, ma chi comanda ha capito benissimo quello che è successo a Barcellona.<br />

Qualcosa che risulta essere completamente diverso da ciò che avvenne in città nel 1835, quando vennero bruciati i conventi,<br />

o nel 1840, quando si rivoltarono gli operai del tessile. O nel 1902, quando scesero per strada i metallurgici che<br />

Ramon Casas immortalò in un suo dipinto.<br />

<strong>La</strong> stampa padronale registra con stupore che in quella settimana, le donne, invece di rimanere nelle cucine delle<br />

loro case, si sono rovesciate in massa nelle strade. Fini intellettuali come Teresa Claramut, Angela Lopez de Ayala e<br />

Amalia Domingo Soler, si sono battute fianco a fianco delle donne proletarie, che hanno così cominciato a prendere<br />

coscienza della loro forza.<br />

Sicuramente, questo è il ragionamento di chi comanda, c’è stato un ispiratore a quella rivolta che ha minacciato di<br />

distruggere la città, qualcuno che ha scagliato il sasso e poi vigliaccamente ha nascosto la mano. Qualcuno che deve<br />

essere stanato e punito per tutto ciò che ha commesso.<br />

19


L’eterno nemico interno insomma , che ritorna, ogni qual volta non si riesce a spiegare un avvenimento, quando qualcosa<br />

sfugge alla verità precostituita.<br />

'<strong>La</strong> Veu de Catalunya' grida infatti a tutta pagina Delatad! E invita a denunciare i vicini, 'le teste di turco' che tramano<br />

nell’ombra e che sono i veri ispiratori di quella rivolta che ha minacciato di travolgere tutto.<br />

E un colpevole vero in realtà esiste, si chiama Francisco Ferrer y Guardia ed è il fondatore di quella Scuola Moderna,<br />

che basa la sua pedagogia sull: 'Ensenanza Cientifica y Racional' e ha intenzione di educare il bambino al lavoro<br />

cooperativo.<br />

Francisco Ferrer y Guardia viene ritenuto l’ispiratore della rivolta, processato da un tribunale militare, dopo poche<br />

ore di dibattimento, viene condannato a morte. Le uniche prove che è in grado di esibire la pubblica accusa, stanno<br />

tutte in una lettera di protesta contro di lui, sottoscritta da praticamente tutti i religiosi che fanno parte delle gerarchie<br />

ecclesiastiche della città.<br />

Ferrer, che una foto ritrae con la paglietta in testa, le mani strette dagli schiavettoni, mentre scende da un cellulare, con<br />

tre uomini della Guardia Civil con la feluca rigida, che lo aspettano, viene fucilato nella fossa di Santa Eulaia, sotto<br />

il bastione del baluardo di Santa Amalia, al castello del Montujich.<br />

Oggi è sepolto accanto a Durruti e ad Ascaso, in una tomba in granito nero. Giovanni Pascoli, gli dedicò una brutta<br />

poesia che cominciava con il verso ‘Uno scoppio di fucili…’. <strong>La</strong> ‘Domenica del Corriere’ gli dedicò la copertina, dove<br />

un plotone di soldati, vestiti come gli ‘zuavi’ dell’esercito francese, gli spara diritto nel petto.<br />

<strong>La</strong> città di Barcellona , dopo la morte di Franco, ha innalzato un monumento che lo ricorda, in cima alla scala mobile<br />

che porta alla fontana luminosa, sulla collina che lo vide morire.<br />

Praticamente in tutte le città, ma a volte anche nei paesi d’Europa, ancora oggi è possibile rintracciare lapidi con epigrafi<br />

dedicate al maestro della scuola razionalista.<br />

Ma che c’entrava Francisco Ferrer y Guardia con quella rivolta che aveva veramente ‘rivoltato’ la città fin nelle viscere?<br />

Dal punto di vista giudiziario nulla, assolutamente nulla.<br />

Non era in città quando il proletariato di Barcellona era insorto, tutti sapevano inoltre quanto lui fosse personalmente<br />

contrario a qualsiasi atto di violenza. Lo aveva scritto, lo aveva dichiarato appassionatamente nei tanti meeting e nelle<br />

decine di conferenze a cui aveva preso parte.<br />

Ma Ferrrer era un uomo terribilmente pericoloso.<br />

<strong>La</strong> prima scuola che ha aperto, è situata nel Carrer Bailen all’‘Eixample’, vicina agli istituti retti da religiosi, quasi a<br />

sfidare con la sua sola presenza il monopolio dell’educazione della chiesa spagnola. Nelle sue scuole si insegnava infatti<br />

la pedagogia razionalista, veniva praticato il metodo intuitivo di Pestalozzi, si citavano i testi di Reclus, Spencer,<br />

Anatole France,Tolstoj, Gorkji.<br />

E in appena otto anni, tra il 1901 e il 1909, nella sola provincia di Barcellona, erano state aperte ben 47 succursali di<br />

quella scuola che era ormai frequentata da più di mille tra bambini e ragazzi.<br />

Quest’uomo dal pessimo carattere e la voce graffiante, scriveva testi che esaltano la ricerca scientifica di Darwin, e<br />

osava proclamare che: ‘Senza dio l’uomo è più felice’. Inoltre nella sua scuola, i bambini e le bambine sedevano sugli<br />

stessi banchi, e facevano anche educazione fisica tutti assieme.<br />

Nelle scuole che Ferrer ha fondato, si parla di sessualità, si nega l’importanza della religione rivelata, si studia la<br />

teoria evoluzionista di Darwin.<br />

E questo mina alle fondamenta le regole della civile convivenza. <strong>La</strong> pedagogia che viene proposta nelle ‘Scuole Razionaliste’,<br />

dove si sottolinea che ‘tutto il male viene dall’ignoranza’ mina alla radice lo stato spagnolo ed è forse più<br />

pericolosa degli scioperi e degli attentati che attraversano tutta quanta la penisola<br />

Non a caso la polizia, aveva già tentato di ‘incastrare’ Ferrer in seguito all’‘affare’ Moral.<br />

Mateo Moral che parla diverse lingue e che, come Ferrer è di una famiglia benestante, ha svolto il lavoro di bibliotecario<br />

per conto di Federico Urales e dello stesso Francisco Ferrer.<br />

Nel 1906, questo giovane uomo di ventisei anni, e dal viso affilato, per protesta contro la repressione che lo stato spagnolo<br />

ha scatenato contro le nascenti organizzazioni operaie, decide di ammazzare il re de Spagna.<br />

Nasconde così una bomba in un mazzo di fiori e la butta quando passa il corteo regale dal terzo piano di una pensione<br />

in Calle Mayor al n. 88. Moral fa una strage.<br />

Trenta infatti sono i morti, Alfonso XIII e sua moglie Victoria Eugenia, se la cavano senza neanche un graffio.<br />

Moral che scappa con l'aiuto di José Nakens, un giornalista conosciuto negli ambienti del movimento, il due giugno<br />

viene riconosciuto da un cameriere mentre siede in un caffè di Torrejon de Ardoz. Invitato da una guardia al commis-<br />

20<br />

Voglio concludere questo discorso, datemi almeno altri sei<br />

minuti per raccontarvi qualcosa sui caseifici e più specificamente<br />

le vacche. Non abbiamo detto cosa succede alle<br />

vacche. Ricordatevi, il veganismo non ha a che fare con la<br />

vostra salute perché sarebbe da egoisti. Sto cercando di rendere<br />

la gente meno egoista, tanto per cambiare, per essere altruisti<br />

e fare qualcosa di benevolo per gli altri,e quando lo si<br />

fa non si dovrebbe aspettarsi niente in cambio. Ma quando<br />

si tratta di crudeltà, credo ce ne sia di più in un bicchiere<br />

di latte che non in una bistecca. Non pensate che gli schiavi<br />

vengano trattati bene, no? Pensate davvero che i bianchi<br />

fossero gente gradevole quando portarono qui la gente di<br />

colore sulle navi? Non credete che i nazisti fossero teneri<br />

quando spingevano gli Ebrei e gli Zingari verso le camere a<br />

gas, giusto?<br />

[VIDEO]<br />

I maltrattamenti avvengono perché voi volete acquistare<br />

quei prodotti. Certo, gli allevatori sono dei pezzi di<br />

merda per come agiscono, ma lo fanno perché VOI volete<br />

mangiare quel che hanno da offrire. E basta! Non siete<br />

più uomini dell’età della pietra. Basta agire come l’uomo di<br />

Neanderthal! Siamo nel 2010! Rinunciateci! Non è carino<br />

né spiritoso! Gli animali vengono abusati. Non è giusto, voi<br />

NON avete la libertà di fare loro questo. Non si può pretendere<br />

la libertà quando altri non ce l’hanno. Quella è una<br />

violazione.<br />

E vi chiedete perché i vegan sono così turbati, come lo sono<br />

io adesso? ogni volta che ci presentiamo a una fattoria c’è<br />

qualcuno che da’ pugni, calci o pugnalate a qualcuno. E c’è<br />

qualcosa d’altro che mi incuriosisce, come mai quando vi<br />

mostro video di gente che da’ calci e pugni ad animali, siete<br />

più turbati per quello che non per una pugnalata alla gola?<br />

Quindi, anche se trovate una fattoria dove non tirano calci e<br />

pugni, quando mettono un coltello alla gola o un proiettile<br />

alla testa di questi animali, come fanno a non essere considerate<br />

crudeltà? Siete al corrente che il 90% degli hamburger<br />

in America viene prodotto dai caseifici? Quando le vacche<br />

non hanno più latte da dare, dopo tre, sette anni, vanno al<br />

macello, nessuna eccezione. Se avessero una chance, le vacche<br />

vivrebbero fino ai 18-25 anni, e le vacche sono come<br />

tutti i mammiferi femmine. Non vi sto parlando come se<br />

foste idioti adesso, riguardo le questioni animali. Il fatto è<br />

che la gente non pensa che gli animali provino le stesse cose,<br />

emozioni, come voi, come tutti.<br />

Per produrre latte, un mammifero femmina deve essere incinta.<br />

Ogni anno, ogni vacca in ogni fattoria viene violentata.<br />

Un lungo dispositivo di ferro, infilato nelle loro vagine<br />

per iniettare dello sperma di toro, o a volte lo fanno a mani<br />

nude. Questo forza la produzione di latte. E una volta partorito,<br />

il piccolo le viene sottratto. Quando iniziai a scoprire<br />

queste cose, un po’ più di 15 anni fa, ero come tutti gli<br />

altri – non credevo fosse una cosa così cattiva, pensavo che<br />

tutti stessero esagerando, allora andai a vedere cosa stesse<br />

succedendo. Nel 1993 rimasi 6 settimane nella macelleria di<br />

maiali di Thorn Apple Valley, a Detroit, ho fatto irruzione<br />

in laboratori di ricerca animale, sono stato negli allevamenti<br />

di animali da pelliccia, sono stato dietro le quinte di ogni<br />

circo e ogni rode che sia mai passato dal Michigan… e il<br />

peggior urlo che abbia mai sentito? Una mucca madre in un<br />

lattificio, mentre sta piangendo ed urlando per la mancanza<br />

di suo figlio rubato, sperando che glielo ridiano. E posso<br />

solo immaginare lo stesso urlo, che farà ogni donna in questa<br />

stanza, se qualcuno l’avesse tenuta ferma dopo il parto,<br />

mentre le rubavano il suo bambino appena nato. E perché<br />

portano via i neonati delle loro mamme? Beh, l’industria del<br />

latte non può lasciare che i vitellini succhino tutto quel latte<br />

che era destinato a loro, mentre preferiscono venderlo a voi.<br />

Ogni volta che tu hai un bicchiere di latte, un vitellino non<br />

lo avrà. Potete chiedermi tutto quello che volete. Non sono<br />

un politico, chiedete tutto. Se siete andati online prima di venire<br />

qua, avrete visto i miei articoli e che sono stato cacciato<br />

da alcuni paesi, chiedete pure! Però non potete chiedermi<br />

una sola cosa: non potete chiedermi perché le mucche fanno<br />

il latte. “Ma fa bene a noi…”, “non dovremmo dare questo<br />

latta ai nostri figli, Gary?” , “Non dovremmo berlo?”. Se n’è<br />

occupata la Natura all’inizio dei tempi: le mucche producono<br />

latte per i LORO cuccioli, e solamente per loro. Il caso<br />

è chiuso, per sempre! Nessun dibattito, nessuna discussione.<br />

Non producono latte per cuccioli di elefante, cuccioli di<br />

orango, cuccioli di porcospino, cuccioli di coniglio, cuccioli<br />

di ratto, cuccioli umani, adolescenti umani o adulti umani.<br />

Il nostro corpo non ha bisogno del latte di mucca, come<br />

non ha bisogno del latte di giraffa, il latte di zebra e il latte<br />

di rinoceronte, latte di ippopotamo, latte di cammello,<br />

latte di antilope, latte di cavallo, latte di maiale, latte di<br />

cane e latte di gatto. L’unico latte di cui abbiamo bisogno<br />

è quello di nostra madre quando nasciamo, solo quello! E<br />

finito l’allattamento, non necessitiamo di una singola goccia<br />

di latte, mai più. Nessuna specie su questo pianeta ha bisogno<br />

di latte dopo il periodo di allattamento. Ma se proprio<br />

volete includere un genere di latte nella vostra alimentazione,<br />

permettetemi di ribadire una buona notizia: latte di<br />

soia, di riso, di mandorla, di canapa, di cocco, di avena, di<br />

nocciole; vi prometto che apprezzerete uno di questi tipi di<br />

latte vegan. Ricordate: diventando vegan non si rinuncia a<br />

nulla!<br />

Voglio ringraziare tutti per avere ascoltato con una mente<br />

aperta, lo apprezzo molto.<br />

33


32<br />

cibi asiatici – giapponese, cinese, tailandese, coreano, vietnamita<br />

– tutto ciò che bisognerebbe fare è sostituire la carne<br />

di certi prodotti con alternative vegetali. E anche la cucina<br />

Afro-Americana può essere “veganizzata”, infatti voi siete<br />

fortunati, qui ad Atlanta: ci sono due ristoranti di proprietà<br />

della Soul Vegetarian a 10 minuti dal vostro campus …<br />

Come mai, quando parlo di “carne finta”, c’è sempre qualcuno,<br />

e siete in tanti oggi quindi ho smesso di contare dopo<br />

l’ottavo o il nono, ma come mai c’è sempre qualcuno che<br />

arriccia il naso, con espressione di grande sgomento, e si<br />

guarda intorno come per dire “pollo alla soia? Ma questo<br />

è fuori! Pancetta alla soia? Ma è impazzito!”… ma come<br />

mai tutto ciò che è fatto di soia, frumento, verdura, grano<br />

o spezie – senza sostanze chimiche, contrariamente a tutte<br />

le menzogne che sono stare diffuse su questi prodotti dalle<br />

industrie della carne e dai caseifici; come mai questa roba<br />

viene considerata disgustosa dalla gente, ma non la carne?<br />

<strong>La</strong> carne possiede 5 elementi, vi faccio una bella lista di questi,<br />

adesso: sangue, pelle, vene, muscoli e tendini. Pezzi di<br />

cadavere di un corpo smembrato. Come fa la carne a non<br />

essere classificata come un qualcosa di volgare e disgustoso<br />

per tutti? Com’è possibile che una bevanda, un liquido che<br />

trasuda dalle mammelle delle vacche, una secrezione che<br />

sgocciola dalle ghiandole mammarie di un altro essere, che<br />

è pieno di pus, tra l’altro…ah sì e aggiungete anche del pus<br />

al vostro latte di vacca, sarà piacere mio. Quando si attaccano<br />

delle macchine alle mammelle delle vacche tre volte<br />

al giorno per mungerle a sangue, queste macchine causano<br />

molte infezioni all’interno ed all’esterno delle mammelle.<br />

Ed in più aggiungiamo tutti gli ormoni che iniettano nelle<br />

vacche, per fare in modo che producano enormi quantità<br />

di latte, ed ecco che si creano anche altre infezioni. Queste<br />

macchine non sono in grado di differenziare ciò che dovrebbe<br />

essere munto o no! Pus, muco e infezioni sono tutti inclusi<br />

nel vostro latte, anche se è pastorizzato: la pastorizzazione<br />

non è un processo di eliminazione di questi elementi,<br />

ma di disinfettazione! Disinfettano il pus e vi suggerisco di<br />

fare una ricerca online su questo tema … e non crediate che<br />

i caseifici si sognino mai di usare il termine “pus” per questo<br />

problema nelle riviste di settore, perché sono più propensi<br />

ad imbrogliarvi tutti … ricercate pure il termine scientifico<br />

di “pus”: “contacellule somatiche”. E a proposito, il governo<br />

degli stati uniti, la USDA (Dipartimento dell’Agricoltura<br />

degli USA) approvano l’inclusione di un massimo di<br />

una goccia di pus per ogni bicchiere di latte. Bevete pure …<br />

Oh, e a proposito, quando fate la ricerca sulla menzogna<br />

da parte dei caseifici e il resto, dovreste anche controllare<br />

“Casomorphins”… ricordate quel pezzo della lezione prima<br />

quando parlavo della gente schiavizzata dal formaggio<br />

come se fosse stato corretto con Cannabis, Crack o Morfina?<br />

Le vacche, prima di partorire, producono una sostanza<br />

nel loro latte per fare in modo che il vitello rimanga loro<br />

vicino, e questo accade anche nelle donne – ma il latte umano<br />

non contiene morfina, mentre quello delle vacche sì. Un<br />

tipo di morfina, la “caseina”. Ecco perché la gente è così<br />

uncinata al formaggio, deve farsi di “caseina” almeno una<br />

volta al giorno!<br />

Chi è che sa che cos’è un uovo? E non dite un embrione<br />

o un aborto, non lo è per niente! Non è fertilizzato quindi<br />

non può essere nessuno dei due. <strong>La</strong> gallina è femmina,<br />

comunque, un uovo non fertilizzato che passa attraverso<br />

un organismo femminile? E’ una parte del ciclo mestruale,<br />

sono le mestruazioni della gallina!!! <strong>La</strong> gente fa le uova<br />

strapazzate con le mestruazioni di gallina la mattina! E<br />

io sono fuori perché non mi cucino più una omelette?? E<br />

invece il vomito? Oh, oggi togliamo i paraocchi … Dai che a<br />

voi piace il vomito, lo adorate sul vostro cibo … Dobbiamo<br />

dargli un nome carino però: nessuno comprerebbe e mangerebbe<br />

del vomito. A meno che non lo si chiami “miele”….<br />

Il miele viene direttamente dallo stomaco delle api, viene<br />

rigurgitato attraverso la bocca dell’ape, chiedetelo pure a<br />

qualsiasi biologo della fauna. Ma nessuno vuole mangiare<br />

i Nut Cheerios cereali con vomito d’ape sopra, vogliamo i<br />

Nut Cheerios al miele, quindi mentiamo a noi stessi con gli<br />

eufemismi.<br />

<strong>La</strong> dieta standard di un mangiatore di carne è sangue, pelle,<br />

vene, muscoli, tendini, secrezione di vacca, mestruazioni<br />

di gallina e vomito d’ape?? E non è ancora finita …<br />

non vi faccio andare via così facilmente mentre vi ho qui<br />

radunati oggi. Sapete cosa si potrebbe aggiungere a questi<br />

fatti secondo me? Perché ogni novembre, durante una certa<br />

vacanza che piace tanto alla gente,si prende un tacchino<br />

morto, si apre il culo del tacchino morto, si fa un grande<br />

buco nel culo del tacchino morto, poi si riempie il culo vuoto<br />

del tacchino morto con dello “stuffing” (ripieno fatto di<br />

mollica e erbe), e si usa quel culetto come forno per fare del<br />

pane. Si usa il culo pieno di germi di una carcassa morta<br />

per fare il pane?!?!?! Pane al culo?? E poi dicono che i vegan<br />

sono fuori di testa?! Perché mangiamo il tofu, il riso, i<br />

fagioli e le lenticchie? Spiego alla gente che questo è il mio<br />

pasto preferito oggigiorno: le patate dolci. Certo che se mi<br />

fai un piatto di patate dolci per cena mi rendi felice. So come<br />

reagisce la maggior parte della gente comune quando dico<br />

loro questo: “aspetta un attimo, mangi solo patate dolci a<br />

cena? Non so, è un po’ strana la cosa …”,ok, e invece avere<br />

la gabbia toracica di qualcun altro sul tuo piatto non è<br />

strano? E questo non vi fa riflettere? Gambe troncate, cosce<br />

tagliate a fette e petti mutilati sul vostro piatto non vi fanno<br />

riflettere … E sapete perché? Quei paraocchi sono attaccati<br />

bene, no? E scommetto che la maggior parte di voi era<br />

sconvolta quando iniziai il mio discorso e accusati tutti di<br />

avere su sti paraocchi. Io non sono il nemico! Sono qui per<br />

farvi notare certe cose, però. E’ possibile che abbiate avuto<br />

una buona scusa prima che arrivassi per essere non informati<br />

o male informati, ok, giusto: ero anche io così per tanto<br />

tempo. Però sono curioso, qual è la scusa adesso? Oggi vi<br />

è stata offerta una scelta. Quando uscirete da questa aula,<br />

avrete l’opportunità di essere radicalmente benevoli, di non<br />

cuocere più un altro animale per colazione, pranzo o cena.<br />

Questi esseri viventi non vi hanno mai fatto del male, non<br />

vi hanno mai violati o abusati, il minimo che potreste fare<br />

sarebbe restituire il favore. Oppure potreste rimanere radicalmente<br />

malvagi, continuare come avete sempre fatto, assicurarvi<br />

che gli animali non abbiano nessun tipo di libertà,<br />

che non vengano mai trattati con garbo dagli esseri umani,<br />

che vengano sequestrati i loro cuccioli, che i loro becchi siano<br />

tranciati, le loro corna tagliate e i loro testicoli strappati<br />

via. Assicurandovi che ci sia un coltello alla loro gola ogni<br />

secondo di ogni giorno, per tutta l’eternità. Spero tanto che<br />

facciate la scelta giusta.<br />

sariato per accertamenti, la ammazza a rivoltellate,<br />

poi si suicida.<br />

Quella volta la montatura poliziesca è apparsa<br />

tanto stupida e fragile che è stata facilmente smontata<br />

da una intelligente campagna di stampa.<br />

Ma questa volta la partita che si è in qualche modo<br />

svolta nelle strade e nelle piazze di Barcellona è<br />

stata particolarmente importante.<br />

In quella settimana infatti, di cieco e di irrazionale,<br />

da parte degli insorti, non ci fu proprio niente.<br />

Nelle strade della città infatti, si affrontarono due<br />

modi antitetici di intendere la vita e la società. Uno<br />

classista e difensore del privilegio sia economico che<br />

culturale, l’altro che invece si ispira ai valori di solidarietà<br />

e al ‘libre pensamiento’.<br />

Ecco perché il vescovo di Barcellona, tuona dal pulpito della cattedrale contro Francisco Ferrer, anche se non lo nomina<br />

mai per nome e farà poi avere, alla notizia della sua condanna a morte, al procuratore del Tribunale Militare una<br />

spada d'onore con l'impugnatura in oro e la benedizione personale di Pio X.<br />

Ecco perché il corpo di Ferrer che lascia tutti i suoi averi alla scuola, viene frettolosamente sepolto al cimitero Sud<br />

Ovest.<br />

Subito dopo la fucilazione di Francisco Ferrer, le ultime 127 scuole laiche ancora attive in tutta la Catalogna, vennero<br />

chiuse d’autorità. Al loro posto i vari ordini religiosi, istituirono i propri asili, le proprie scuole, i collegi che dovevano<br />

preparare la classe dirigente di tutta la Spagna.<br />

EPILOGO<br />

‘ Francisco Ferrer sarà sempre vivo ’<br />

[Albert Camus]<br />

Una foto scattata in un quartiere operaio di Barcellona, probabilmente il ventidue o il ventitre luglio del 1936, mostra<br />

sei uomini tutti in camicia bianca e senza il colletto che, su un muro scrostato, con i mattoni a vista, impastati con<br />

malta di pessima qualità, hanno tracciato con la pece nera, la scritta ‘Calle Ferrer y Guardia’, in ricordo e in onore<br />

del fondatore della Scuola Moderna. Quasi a rendere evidente di quanto le idee di Francisco Ferrer fossero diventate<br />

patrimonio della classe operaia spagnola.<br />

Del resto la CNT che si costituì nell’ottobre del 1910, nel suo atto di fondazione, scrisse che il sindacato avrebbe ‘abolito<br />

il capitalismo’ grazie a ‘uomini spregiatori di tutti i pregiudizi’.<br />

Per un sindacato che appena cinque giorni dopo la sua fondazione, scatenava uno sciopero generale e due giorni dopo<br />

ancora, era già messo fuorilegge dallo stato spagnolo, non c’era male.<br />

In ricordo, o meglio su ispirazione della pedagogia di Francisco Ferrer, soprattutto a partire dal 1917, in tutta la Spagna,<br />

vennero aperti ‘Ateneos Libertarios’, prima in tutti i centri industriali, poi praticamente anche nel più sperduto e<br />

povero dei ‘pueblos’ agricoli dell’Andalusia.<br />

In queste stanzette che sanno sempre di chiuso, si imparano i primi rudimenti della cultura, ma anche si rappresentano i<br />

drammi di Ibsen e di Ionesco. Si organizzano conferenze e meeting dove si discetta su tutto: dall’eugenetica alla libertà<br />

sessuale, sempre vista con sospetto questa dai ‘vecchi’ del movimento, dalla geografia umana alle poesie di Gongora e<br />

degli altri poeti del ‘Siglo de oro ’, per finire con la pedagogia di Maria Montessori.<br />

All’interno degli Ateneos, c’è sempre una bibliotechina, dove, accanto agli opuscoli dalla copertina a colori vivaci della<br />

serie della ‘Novelle Ideal’, trovano posto i romanzi di Zola, quelli di Jack London e le opere di Anselmo Lorenzo.<br />

I corsi e le conferenze, di solito si tengono la sera, per permettere agli operai di potervi partecipare. Ma non mancano<br />

Ateneos che sono aperti praticamente per tutto quanto il giorno.<br />

<strong>La</strong> partecipazione è spesse volte così numerosa, che un detto spagnolo sottolinea come “gli anarchici insegnarono a<br />

leggere e a scrivere a metà della Spagna”.<br />

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22<br />

Ma è nella campagna spagnola piagata dal latifondo e dal ‘caciquismo’ che gli ‘ateneos’ dimostrano tutta quanta la<br />

loro importanza e la loro vitalità.<br />

Quando in un ‘pueblo’ si decide di fondare una scuola, i braccianti cominciano a tassarsi di un ‘centavos’ al giorno,<br />

che sottraggono al loro più che magro salario. Ed è stupefacente vedere come questi contadini analfabeti percepiscano<br />

con chiarezza quanto sia importante la cultura per l’emancipazione e il progresso.<br />

Quando si è raggiunta la somma sufficiente per pagare un insegnate, ci si mette in contatto con il sindacato del centro<br />

urbano più vicino, che manda un insegnante, di solito un giovane che in un altro ateneo si è formato, che arriva in<br />

paese e comincia a insegnare.<br />

Solitamente l’Ateneo dura poco. Infatti il prete, e i ‘terratenientes’ si rivolgono alla Guardia Civil per farlo chiudere,<br />

chiusura che non si fa attendere, tanto che nel giro di pochi giorni, i locali dove la scuola è stata aperta, vengono serrati<br />

d’autorità, con qualche motivazione speciosa .<br />

A questo punto, il maestro dà appuntamento ai suoi studenti in ore antelucane, in qualche luogo appartato, e qui continua<br />

a insegnare. Scoperto, viene bandito dal villaggio sotto la minaccia della pistola di un ‘cacique’, o cacciato dalla<br />

Guardia Civil che gli applicano il ‘foglio di via’. Spesse volte, sapendo come vanno le cose, lui ha in qualche modo<br />

‘trasmesso le consegne’ allo studente più sveglio e curioso, che farà da maestro ai suoi amici.<br />

Ma è soprattutto a partire dal 1932, che gli Ateneos ‘dilagarono’ in tutta la Spagna, tanto che praticamente non esisteva<br />

in quegli anni un sindacato di una qualche consistenza, che non ne fondasse e ne sovvenzionasse uno.<br />

I soldi per mantenerli vengono di solito dalle quote degli iscritti alla CNT, ma non mancano neanche altre forme di<br />

finanziamento.<br />

Infatti una parte del bottino delle rapine in banca che compirono Ascaso, Durruti, e tanti altri degli ‘uomini d’azione’,<br />

di cui sempre fu ricco il movimento anarchico spagnolo, finirono a sostenere Ateneos nei Paesi Baschi o in Aragona.<br />

Come a sottolineare quanto anche i ‘duri’ del movimento riconoscessero l’importanza della cultura come forza dirompente<br />

per l’emancipazione umana.<br />

Con la fine della guerra, nel 1939, tutti gli Ateneos, le Scuole Razionaliste, le biblioteche popolari e anche le associazioni<br />

che insegnavano l’esperanto o magnificavano il naturismo, vennero serrate dalle truppe franchiste. E una grande<br />

glaciazione scese su tutta quanta la penisola.<br />

Bisognerà aspettare quasi quaranta anni, per vedere in una Spagna profondamente mutata, tornare a rivivere quelle<br />

esperienze.<br />

I primi Ateneos vennero fondati al principio del 1976, subito dopo l’agonica e grottesca morte di Francisco Franco.<br />

A Barcellona sorgono a Sants e al Pueblo Nuevo, e in tutti quei quartieri, dove più forte era stata l’influenza dell’anarcosindacalismo.<br />

Nei locali degli Ateneos, si organizzano dibattiti e incontri, si appoggiano le lotte operaie come quelle di Victoria, della<br />

Roca, e degli stivatori, che la ristrutturazione industriale ha cacciato dalle banchine dei porti.<br />

A partecipare alle assemblee e agli incontri arrivarono<br />

anche le delegazioni di minatori gallesi<br />

che la Thatcher aveva appena espulso dai<br />

distretti minerari di tutta l’Inghilterra, con<br />

quell’operazione di macelleria sociale che da allora<br />

venne presa ad esempio del paradigma della<br />

modernità che stava arrivando.<br />

L’ateneo del Poble Sec stava in calle 'El Cano' ,<br />

quello del Barrio Chino en calle <strong>La</strong> Luna, quello<br />

di San Andreu in Calle Servet.<br />

Qui si progettarono le lotte ecologiste e antinucleari,<br />

a El Local si distribuirono libri e volantini<br />

contro la Nato e il Fondo Monetario e grazie<br />

a qualche geniale anticipatore, si conobbero i<br />

primi documenti contro il pensiero unico.<br />

Gli ateneos, sono inoltre i primi a dare l'appoggio agli Okupas, quando si occupò per la prima volta l'edificio del<br />

Torrent de l'Olla in calle Bolivar .<br />

Ci si oppose, in questi locali, alle Olimpiadi del '92, che con il pretesto di dotare la città di moderne infrastrutture, in<br />

cancro alla prostata. Cos’è la cosa che abbiamo tutti in comune<br />

a parte l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo?<br />

Carne, formaggio, latte e uova, prodotti animali dalla mattina<br />

alla sera e so che potete incolpare l’inquinamento per alcuni<br />

tipi di cancro, su questo non c’è dubbio, ma come si fa<br />

ad incolpare l’inquinamento per gli infarti e gli ictus? E il<br />

diabete, l’osteoporosi, l’obesità? Ecco, ve lo suddivido in un<br />

paio di modi diversi oggi per mostrarvi cosa sta uccidendo la<br />

gente e vi mostrerò anche chi vi sta mentendo. Senza freni,<br />

bugie dal viso pulito, veniamo ad un accordo sul settore lattiero-caseario<br />

e fatemi sapere se sono ingiusto, voglio saperlo.<br />

Secondo l’industria casearia stessa, la ragione per cui<br />

esistono è cosicchè voi possiate avere il calcio, bene non è<br />

forse questa la loro affermazione? “Mangiate del formaggio”,<br />

“bevete altro latte di vacca”, “ossa forti, corpo forte”,<br />

“il latte fa bene all’organismo” , “hai preso il latte?”. Controlliamo<br />

con l’USDA: in America consumiamo la maggior<br />

quantità di prodotti caseari del pianeta. Proprio qua. Non si<br />

può più nemmeno ordinare un sandwich senza formaggio,<br />

mettiamo il formaggio in ogni angolo e fessura di qualsiasi<br />

prodotto alimentare, adesso lo si mette nell’impasto della<br />

pizza! Mettiamo il formaggio anche sull’insalata, non si può<br />

neanche più ordinare un’insalata senza formaggio e se si ha<br />

la fortuna di trovare insalata senza formaggio, qual è la prima<br />

cosa che la gente dice al cameriere? “Hey, posso avere<br />

del Ranch o del Thousand Island (varietà di salsine)?”, “potrebbe<br />

aggiungere dei prodotti caseari sulle mie verdure?”.<br />

Quindi, in questa società, dove tutti sono schiavi del formaggio,<br />

voglio dire SCHIAVI! Come se fosse stato corretto<br />

con la marijuana, crack, ecstasy, morfina e l’antidoto, la<br />

maggior parte della gente non riesce ad arrivare a fine pasto,<br />

figurarsi un giorno o una vita intera senza formaggio. Infatti,<br />

se volete sapere come mai molti vegetariani non diventano<br />

vegani… il formaggio! Formaggio su una patata al cartoccio,<br />

formaggio sui broccoli, formaggio su qualsiasi cosa,<br />

anche le persone intolleranti al lattosio mangiano formaggio<br />

e non mi interessa cosa dicono gli altri su questo tema, potrebbero<br />

anche riuscire ad evitare tranquillamente il latte di<br />

vacca, ma sbatti una pizza ai peperoni con doppio formaggio<br />

di fronte ad una persona intollerante al lattosio, nessuna<br />

esitazione, giù nel gozzo, quindi abbiamo tutti questi prodotti<br />

animali nella nostra dieta. Vi siete mai chiesti come<br />

mai non ci sono mai meno di tre spot pubblicitari sui supplementi<br />

di calcio? Actonel, Boniva, Citracal, ma state scherzando?!<br />

Supplementi di calcio in America?! Com’è possibile<br />

che esista l’osteoporosi? Come mai nei negozi di vitamine e<br />

dico al plurale – negozi, perché, quando viaggio nel paese i<br />

mangiatori di carne mi prendono da parte ogni volta per<br />

dirmi: “Hey Gary, mangiamo la carne perché tutto quel che<br />

ti serve lo trovi lì, tutte le vitamine, tutti i minerali, tutti i<br />

nutrienti” Beh come mai in questa società di mangiatori di<br />

carne, formaggio, latte e uova nella quale viviamo, ogni città<br />

ha non uno, ma due, tre, quatto, cinque o sei negozi di vitamine?<br />

Come mai Rite-Aid, CVS e Walgreens (farmacie) ora<br />

hanno intere sezioni di vitamine? Con tutti questi scaffali<br />

devoti ai supplementi di calcio? Pensavo che tutti prendessero<br />

il calcio dai prodotti animali, questo è quello che le persone<br />

della carne e dei prodotti caseari ci dicono. Notizie Flash!<br />

Non è così, le proteine animali non lo permettono, le proteine<br />

animali rendono il vostro sangue acido, quindi il<br />

corpo prende fosfato di calcio dalle ossa, fosfato per neutralizzare,<br />

il calcio viene eliminato con le urine. Ci sono<br />

quattro pubblicità per le fibre, Metamucil, Fibercon, Fibersure<br />

e Benefiber, se le persone mangiassero una mela o una<br />

pera una volta ogni tanto, nessuno avrebbe bisogno di un<br />

aiuto per cagare! Ora, fate attenzione, guardatevi intorno e<br />

osservate ciò che accade, con quel che abbiamo detto, abbiamo<br />

stabilito le quattro ragioni per cui la gente mangia carne,<br />

formaggio, latte e uova! Nessun dibattito, nessuna discussione:<br />

Abitudine, tradizione, comodità, sapore.<br />

Già so perché le persone lo fanno, l’ho fatto io stesso per 25<br />

anni. Non lo facciamo per essere etici e per stare in forma,<br />

è ovvio. E non lo facciamo neppure per aiutare l’ambiente.<br />

Due rapide cose sull’ambiente (e a proposito, andate sul<br />

mio sito, cliccate “tutto sul veganismo”, andate nella sezione<br />

dedicata all’ambiente, fame nel mondo ed inquinamento<br />

ambientale): motivi<br />

di base della fame<br />

nel mondo? Società<br />

mangiatrici di carne!<br />

Il 65% del grano<br />

nel mondo viene<br />

messo da parte ogni<br />

anno per nutrire 53<br />

miliardi di animali<br />

da terra, che sono<br />

uccisi ogni anno su<br />

questo pianeta. E<br />

decine di milioni di animali marini: abbiamo gli allevamenti<br />

marini, al giorno d’oggi. Invece di usare quelle colture per<br />

nutrire sei miliardi e mezzo di persone. Fate dei calcoli, non<br />

c’è bisogno di essere Einstein per capire questa equazione.<br />

Ed ancora, inquinamento ambientale, inquinamento dell’aria,<br />

inquinamento dell’acqua, deforestazioni, emissioni di<br />

gas serra … <strong>La</strong> causa numero uno è l’agricoltura animale.<br />

Ora, vorrei tornare sulla questione del “buon sapore” perché<br />

penso che la carne sia deliziosa, e potrebbe scioccarvi<br />

sentirmi dire questo; ma se state facendo qualche saggio per<br />

dei crediti supplementari sul mio discorso, e volete citarmi,<br />

citate queste parole: amo il sapore della carne! Formaggio?<br />

Lo amo! <strong>La</strong>tte di vacca e uova? Li amo! Sono colpevole!<br />

Non ho smesso di mangiare queste cose per una questione<br />

di “sapore”; ho smesso per Etica, Moralità, Decenza, Compassione<br />

per gli animali con i quali condivido questo pianeta.<br />

Ma ecco la cosa più bella dell’essere vegan in questa<br />

epoca: non è mai stato più semplice! Si può avere lo stesso<br />

odore, sapore, consistenza di carne, formaggio e latte, senza<br />

di essi. Nessuno deve più soffrire e morire per la vostra cena,<br />

inclusi voi. Esistono tutti i prodotti che amate mangiare, in<br />

versione vegan. Li producono da soia, frumento, riso e canapa.<br />

[…] E per quanto riguarda il cibo etnico – l’indiano, la<br />

cucina del Medio Oriente o il cibo messicano? Ci sono molti<br />

pasti vegetariani anche lì. Cibo italiano, pasta e spaghetti …<br />

la pasta e gli spaghetti veri e propri, proprio come il pane,<br />

non sono prodotti animali. Adesso purtroppo abbiamo rovinato<br />

questi prodotti, quindi bisogna sempre chiedere e controllare<br />

la lista degli ingredienti. Ma ogni ristorante italiano<br />

ha almeno uno, se non due o tre, tipi di spaghetti genuini e<br />

naturali, che sono totalmente vegan. Per quanto riguarda i<br />

31


30<br />

mangiano animali, DOPO che loro hanno già mangiato<br />

dalla terra? Le persone mangiano le mucche, DOPO che<br />

le mucche hanno mangiato l’erba e parte del terreno, poi<br />

le spediamo in una mangiatoia e gli facciamo mangiare la<br />

maggior parte del nostro mais, frumento, avena e soia, poi<br />

prendiamo altro mais, frumento, avena e soia e li spingiamo<br />

giù per la gola di maiali, polli e tacchini, smettete di filtrare<br />

i vostri nutrienti attraverso il corpo di qualcun altro, è illogico<br />

e irrazionale, andate alla sorgente direttamente – frutta,<br />

vegetali, noci, semi, grano, legumi, queste cose non possono<br />

farvi del male, non possono causare malattie e, cosa più importante,<br />

non fanno del male a nessun altro al tempo stesso!<br />

Ma quando consumiamo ciò che cammina, ciò che vola e<br />

ciò che nuota, è anormale. Da dove credete che provengano<br />

le malattie? Dai broccoli? Dagli asparagi? I cavoli, mirtilli,<br />

lamponi, fragole, le pesche nettarine, l’uva, le banane, l’avocado,<br />

le cipolle, i pomodori, i cetrioli, gli spinaci? E nel caso<br />

qualcuno si stia chiedendo di quei piccoli fastidiosi escherichia<br />

coli e contaminazioni da salmonella un paio di volte<br />

l’anno con le verdure, teniamo bene a mente che L’UNICA<br />

E SOLA fonte di E. coli e Salmonella è la merda! <strong>La</strong> merda<br />

umana e animale! Gli spinaci non cagano! I broccoli non<br />

cagano! Le arachidi non cagano! Smettiamo di incolpare i<br />

prodotti vegetali quando è una contaminazione di E. coli e<br />

Salmonella, è colpa di una società che mangia carne! Perché?<br />

Beh, i mangiatori di carne vogliono miliardi di animali<br />

di terraferma da mangiare, quindi dobbiamo produrre in<br />

massa miliardi di animali di terraferma. Tenete a mente che<br />

questo non ha niente a che fare con Dio, non ha più niente<br />

a che fare con l’evoluzione, questo è un giro d’affari!<br />

Questo è Smithfield, ConAgra, Perdue, Tyson, McDonalds,<br />

Burger King, Wendy’s, KFC, questo è il motivo per cui abbiamo<br />

classi di agricoltura animale nei college, quindi quando<br />

produciamo miliardi di animali, otteniamo migliaia di<br />

miliardi di tonnellate di letame, quella roba si inserisce nei<br />

corsi d’acqua, sgorgando dritta nei campi o gettando l’acqua<br />

contaminata da feci direttamente sulle colture. Tutte le nostre<br />

principali patologie, malattie cardiache, infarti ed ictus,<br />

la maggior parte dei tumori, il cancro alla prostata, tumore<br />

del colon, cancro al seno, cancro al pancreas, cancro ovarico,<br />

malattie renali, diabete, osteoporosi, ipertensione, obesità,<br />

asma, sono causate da quattro principali fattori. Ora so<br />

di altri fattori, non sto dicendo che non ci si può ammalare<br />

in altri modi, certo che si può: fumo, alcool, stress, sostanze<br />

chimiche dell’ambiente, sciroppo di mais ad alto fruttosio,<br />

Twinkies, conosco le altre cose che possono portare ad un<br />

disturbo, ma i quattro fattori principali si trovano all’interno<br />

di carne, formaggio, latte e uova:<br />

Colesterolo<br />

Grassi saturi<br />

Acidi grassi trans<br />

Proteine animali<br />

E ribadisco queste ultime, dato che nessuno vuol sentir parlare<br />

di – proteine animali, ma quando si diviene vegani sapete<br />

che il colesterolo viene completamente eliminato dalla<br />

dieta? Si può ottenere il colesterolo solo da carne, formaggio,<br />

latte e uova, e il vostro corpo produce colesterolo da<br />

solo, ed è l’unica cosa che possa esser chiamata colesterolo<br />

buono. Se lo si assume da una fonte esterna è automaticamente<br />

colesterolo dannoso, è possibile eliminare circa il<br />

95% di grassi saturi quando si diventa vegani e si possono<br />

eliminare anche tutti quegli acidi grassi trans occasionali.<br />

Tenete questo a mente: tra il 2% ed il 9% di tutte le carni e di<br />

tutti i latticini sono naturalmente costituiti da acidi grassi<br />

trans e potete ovviamente eliminare anche tutte le proteine<br />

animali, le proteine animali sono troppo acide per il corpo<br />

umano, non le metabolizziamo correttamente, questa è la<br />

ragione principale per cui un mangiatore di carne su tre ha<br />

il cancro ed è una delle principali cause di osteoporosi.<br />

Siete consapevoli che quando le proteine animali entrano<br />

nel corpo umano rendono immediatamente acido il nostro<br />

sangue? Ma il nostro sangue non può rimanere acido a lungo,<br />

o moriremmo, quindi il nostro corpo deve capire rapidamente<br />

come neutralizzare l’acidità. Ho delle buone e delle<br />

cattive notizie, comincio con le buone: il nostro organismo<br />

ha capito come neutralizzare l’acidità! Le cattive notizie: c’è<br />

un solo modo perché questo accada, con il fosfato, c’è solo<br />

una fonte di fosfato nel corpo umano: le ossa! Tanto per<br />

rendervi partecipi – le nostre ossa sono composte da due<br />

cose: calcio e fosfato e sono legati insieme, quindi il nostro<br />

corpo sottrae calcio e fosfato dalle ossa, usa il fosfato per<br />

neutralizzare l’acidità e in seguito eliminiamo il calcio con<br />

la pipì. Per questo, ogni singolo studio epidemiologico,<br />

ognuno di loro mostra che le società che consumano la maggior<br />

quantità di proteine animali, hanno il peggior tasso di<br />

osteoporosi, fratture ossee e tumori, mentre le società che<br />

consumano poche o nessuna proteina animale, quelle vegane<br />

e vegetariane, indù, buddiste, jains, rastafariane, avventiste<br />

del Settimo Giorno hanno tassi di osteoporosi, fratture<br />

ossee e tumori di poco o niente. Non apriremo un dibattito<br />

durante la seduta di domande e risposte sui diversi studi medici<br />

che esistono là fuori, molte volte quando le persone sanno<br />

che sto arrivando in classe in anticipo, beh trascorrono<br />

qualche ora on-line cercando studi, li stampano e aspettano<br />

le domande e dicono “Hey Yourofsky, ho i risultati di una<br />

ricerca qui che contraddicono tutto ciò che ci hai detto oggi,<br />

cosa dici di questo?” Beh, ecco cosa vi dico, non avete bisogno<br />

di una ricetta medica per mostrarmi di cosa sta morendo<br />

la gente, ma per la cronaca, per ogni caso che porterete a<br />

dimostrazione di quanto gli umani necessitino di carne, formaggio,<br />

latte e uova, io ve ne produrrò due, un rapporto di<br />

due ad uno, a dimostrazione di come carne, formaggio, latte<br />

e uova siano i responsabili delle principali malattie, ma lo<br />

sappiamo tutti, le ricerche mediche possono essere manipolate<br />

da entrambe le parti, quindi, pur avendo un netto vantaggio<br />

di due ad uno su questo, io dico, gettateli tutti via,<br />

non ne avete bisogno, tutto quel che dovete fare è porre attenzione<br />

su questa società consumatrice di carne, formaggio,<br />

latte e uova nella quale viviamo. Quindi, quanti dei vostri<br />

familiari o dei familiari dei vostri amici sono già malati<br />

o sono già morti di una malattia? Perché non posso essere<br />

l’unico colpito da questo, mio nonno è morto per un attacco<br />

cardiaco, mia nonna è morta di ictus, mio zio Jack è morto<br />

di attacco cardiaco e l’ottobre scorso, il 15, ho ricevuto una<br />

chiamata intorno a mezzanotte, mio padre era appena morto<br />

di attacco cardiaco. Mia madre ha l’asma, mio padre<br />

adottivo è così malato di cuore che prende sette pillole a<br />

colazione, il mio migliore amico Daren, quatto delle sue zie<br />

e zii sono morti di diabete, la sua ex ragazza Rita ha il cancro<br />

al seno a 40 anni e sta morendo, ha appena scoperto, due<br />

mesi fa, che la sua attuale fidanzata Dione ha il cancro alle<br />

ovaie e ieri, la mia ragazza, ha saputo che suo padre ha il<br />

realtà diedero il via al più gigantesco sacco urbanistico della recente storia europea.<br />

Un po’ come sta oggi succedendo con l’Expo’ nella città di Milano, con quegli investimenti statali che in realtà rappresenteranno<br />

il salvadanaio per le cosche mafiose che operano nel settore dell’edilizia.<br />

Gli Ateneos conobbero spesso una vita effimera, tanto che molti, o quasi tutti quelli che sorsero negli anni ’70, sono<br />

scomparsi. Spesso i ragazzi e le ragazze che li animavano, si snervarono e si divisero, seguendo le dinamiche che stavano<br />

travagliando l’anarcosindacalismo iberico.<br />

Altre volte si ‘persero’ in tortuosi e bizantini distinguo, riuscirono tuttavia, sia pure per un breve periodo anche a<br />

pubblicare ‘Itaca’, un bollettino dal titolo bello e suggestivo.<br />

Ma che essi fossero pericolosi per il potere, è riaffermato dal fatto che all’Ateneo di Gracia, venne dato lo sfratto da<br />

un'immobiliare proprietaria dei locali, e siccome quelli non se ne volevano andare, una bomba nottetempo ne devastò i<br />

locali. Ripetizione di un copione decine di altre volte già visto.<br />

Anche a Barcellona stava arrivando quella glaciazione che gli anni ’80 portavano con sé.<br />

Molti Ateneos dunque chiusero, spesse volte dilaniati dalle polemiche interne che ancora oggi paiono a volte continuare.<br />

Altri morirono di lenta consunzione, altri ancora conobbero una vita effimera, altri invece riuscirono a capire quello<br />

che stava succedendo, e si attrezzarono per quella ‘traversata del deserto’ che forse oggi, in qualche modo appare compiuta.<br />

Sono molti infatti gli Ateneos, i centri sociali e quelli di documentazioni, i portali informatici, i siti internet, le radio<br />

libertarie e le scuole alternative che sono oggi attivi in tutta la Spagna.<br />

Si contano ‘L’Ateneo Libertario’ de Sants, quello del Besos, Kaosenlared, <strong>La</strong> Haine, Memoria Libertaria, il Centro<br />

Studi Libertari Federica Montseny, la Biblioteca Popular, Sin dominio Net, l’Ateneu Enciclopedic Popular, l’Ateneo<br />

Casco Antiguo, Manelaisa, l’Ateneo Libertario Ramon Acin di Huesca, il sito internet ‘A <strong>La</strong>s Barrricadas’..<br />

C’è Izar Beltz a Bilbao, Al Margen a Valencia, l’Espai Obert, le fondazioni Anselmo Lorenzo, quella dedicata a<br />

Salvador Segui e tante altre situazioni ancora.<br />

Si raccolgono e si catalogano i documenti dei tempi ‘eroici’ del movimento anarchico, si aprono ‘blog’ di discussione<br />

sul ruolo del sindacato nei paesi a capitalismo avanzato, o si riportano le notizie relative all’occupazione delle terre<br />

australi da parte degli indios ‘mapuche’.<br />

C’è chi denuncia il ‘machismo’ che è ancora tanto presente nella società spagnola, o organizza concerti di gruppi punk<br />

o ska. Si fanno inchieste sul risorgente fascismo o si mettono in rete fumetti che mostrano l’alienazione urbana.<br />

Dialogano e polemizzano tra di loro: Al Margen, l’Ateneo Libertario di Granada, Radio Contrabanda che trasmette<br />

dal 1991 a Barcellona e radio Bronka.<br />

A partire dalla primavera del 2009, nelle trasmissioni di radio Klara di Barcellona, come di radio Topo di Saragozza,<br />

nei comunicati di radio Almeria, come di radio Zintzilik di Orerete, si rincorrono le parole di lottare contro il ‘Plan<br />

Bolonia’, il documento che i ministri dell’educazione di tutti i paesi europei hanno stipulato in un incontro che si è<br />

tenuto nella ex ‘rossa’ città di Bologna, in quella che almeno fino al 1977, fu la vetrina del comunismo italiano.<br />

Documento che prevede la progressiva privatizzazione delle università di tutti i paesi industrializzati e l’orientamento<br />

totale e definitivo dei programmi di studio e di insegnamento delle università a quel mercato del lavoro che<br />

appare oramai tanto simile a un Moloch insaziabile e che soltanto un sapere critico, può in qualche modo di svelare e<br />

ostacolare.<br />

‘L'educazione non è una merce’, ‘No alla mercantilizzazione dell'università’, sono queste le frasi più ricorrenti in Sin<br />

dominio net, come alla Escuelita di Vallaldolid, alla Moixana, o alla scuola itinerante Pequena Rebeldia di Murcia.<br />

Alla notizia che il ministro della pubblica istruzione della Spagna aveva sottoscritto questo accordo, la cittadella universitaria<br />

di Barcellona è stata occupata per ben cinquantasette giorni di seguito e una manifestazione che ha raccolto<br />

oltre quindicimila studenti si è scontrata in Plaza de Catalunya , con la polizia.<br />

In quest’anno, molti libri sono stati scritti su la ‘Semana Tragica’ e la figura di Francisco Ferrer. Tra gli altri vale la<br />

pena di ricordare quello di Dolores Marin dal titolo ‘<strong>La</strong> Semana Tragica’, e il libro di Francisco Bergas ‘Quin matò<br />

a Ferrer y Guardia’.<br />

Libri eccellenti senza alcun dubbio, anche se l’eredità dell’uomo che fondò la Scuola Moderna, appare più attuale nei<br />

centri sociali, negli ateneos e in tutte quelle situazioni che si ispirano a quella cultura non omologabile, critica e ‘selvaggia’<br />

che Ferrer aveva trasmesso.<br />

23


24<br />

In Italia, e anche a Modena, esiste<br />

un’organizzazione che vorrebbe<br />

costituire uno stato basato<br />

sulla religione, imponendo a tutti<br />

le “leggi divine”. Quando l’ho saputo<br />

mi sono un po’ preoccupato:<br />

ma non è proprio per combattere<br />

questo genere di cose che i governi<br />

“democratici” occidentali fanno<br />

guerre in giro per il mondo? Non<br />

era questa l’accusa, per esempio,<br />

fatta ai talebani per giustifi care<br />

l’invasione dell’Afghanistan? Mi<br />

sono anche stupito del silenzio di<br />

certi partiti, come PDL e Lega, che<br />

tanto parlano contro gli estremisti<br />

religiosi e paventano rischi di fondamentalismi,<br />

e poi, quando c’è<br />

un’organizzazione che mette nero<br />

su bianco le sue intenzioni teocratiche,<br />

non dicono nulla.<br />

Se non ci credete, si può trovare<br />

su internet un programma, dove<br />

si dice ad esempio che “Famiglia<br />

e Scuola insieme devono educare<br />

i bambini e i ragazzi al culto della<br />

Fede religiosa”; dove si defi nisce<br />

lo stato “l’istituzione che deve ordinare<br />

al fi ne la vita del consorzio<br />

civile. Un fi ne che non è solo terreno<br />

[…] ma anche celeste, avendo<br />

in vista il destino di eternità riservato<br />

agli uomini. Visto così il ruolo<br />

dello Stato assume una dimensione<br />

anche sacrale”; dove si propone<br />

di scrivere una nuova costituzione<br />

comprendente “alcuni elementi<br />

per defi nizione immodifi cabili da<br />

qualsivoglia procedimento giuridico”<br />

tra i quali la religione di stato;<br />

dove si sostiene che “tutto ciò<br />

che è materiale, anche in politica,<br />

discende sempre dallo Spirituale”,<br />

e il problema attuale è che “Oggi<br />

l’Italia è governata da entità politiche<br />

che discendono da queste errate<br />

concezioni spirituali”; dove si<br />

punta addirittura all’Europa, che<br />

“avrà bisogno di un unico centro<br />

politico che incarni un Mito trascinante<br />

superiore. Questo potrà<br />

avvenire solo con una entità statale<br />

per sua natura “superiore” ai<br />

singoli popoli e che offra loro una<br />

grande missione storica: quella di<br />

“ordinare” il mondo facendone uno<br />

specchio dell’Ordine celeste. Sarà<br />

la riscoperta del Mito imperiale di<br />

un potere “consacrato” dall’Alto”;<br />

dove si richiamano adepti a quella<br />

che viene presentata quasi come<br />

una guerra santa, con le<br />

parole: “Ma una minoranza<br />

veglia nella notte e tiene<br />

acceso il fuoco sacro<br />

per rischiarare le tenebre.<br />

A questa minoranza è affi<br />

data oggi la missione di<br />

risvegliare il popolo. Questa<br />

missione è dura, diffi -<br />

cile, ingrata? Può darsi. Ma<br />

coloro che pur sentendo<br />

questa chiamata, decideranno<br />

di rinunciare, verranno<br />

un giorno marchiati<br />

a fuoco come vili e traditori.<br />

Tutti quelli che combatteranno<br />

perseverando<br />

fi no alla fi ne, trionferanno<br />

sulla morte raggiungendo le vette<br />

dell’immortalità, davanti a Dio e<br />

alla stirpe.”<br />

Verso la fi ne mi era venuto il dubbio<br />

di stare leggendo in realtà parte<br />

di un qualche romanzo fantasy<br />

molto scadente, tra Ordini celesti<br />

e vette dell’immortalità, eppure<br />

non era così: stavo davvero leggendo<br />

il programma di un partito<br />

politico riconosciuto in Italia, che<br />

risponde al nome di Forza Nuova.<br />

Se ci fosse bisogno di specifi carlo,<br />

ovviamente la religione che vorrebbero<br />

imporre a tutti è quella<br />

cattolica (ecco perché certi partiti<br />

che gridano all’estremista religioso<br />

al primo musulmano che passa<br />

poi difendono Forza Nuova… ).<br />

Nel programma, oltre a questi deliri<br />

mistici, ci sono altri passaggi<br />

davvero interessanti, ad esempio:<br />

“FN si pone a difesa della Patria<br />

e dei suoi confi ni naturali. Confi ni<br />

intesi non come sterile puntiglio irredentistico<br />

patriottardo da sciovinismo<br />

ottocentesco, ma piuttosto<br />

come limiti di sicurezza della sfera<br />

vitale del nostro popolo aggredito<br />

da molteplici direzioni”, e anche<br />

lezioni di pedagogia perché “è ur-<br />

gente riscoprire il ruolo specifi co<br />

del Genitore (Padre come incarnazione<br />

di Giustizia serena e severa<br />

insieme, Madre come incarnazione<br />

di dolcezza, comprensione e consolazione)”.<br />

Chissà perché quando fanno dei<br />

presidi a Modena parlano di Equitalia<br />

o di difesa dell’ambiente (i<br />

temi del momento, guarda un po’…<br />

) ma non del destino celeste degli<br />

esseri umani o del mito imperiale,<br />

potrebbero almeno avvertire<br />

i passanti che gli stanno offrendo<br />

il trionfo sulla morte e le vette<br />

dell’immortalità, ma che se rifi uteranno<br />

verranno un giorno marchiati<br />

a fuoco. Sarebbe molto più<br />

divertente.<br />

Ps: questo articolo è nato con<br />

l’intento di mostrare quanto sia<br />

ridicola Forza Nuova (non è stato<br />

diffi cile, si rendono ridicoli da<br />

soli con quello che scrivono), ma<br />

mi rendo conto che per molti suoi<br />

iscritti questi continui riferimenti<br />

a dio e alla religione, piuttosto<br />

che sinceri, sono probabilmente<br />

e semplicemente funzionali all’esaltazione<br />

dello stato come entità<br />

suprema e sovrumana (com’è tipico<br />

del fascismo), e un tentativo di<br />

sfruttare uno dei maggiori “collanti”<br />

di una nazione (e causa di<br />

divisioni e scontri tra popoli).<br />

Spud<br />

nale. Per lasciare la vostra impronta su questo pianeta, causando<br />

la minor quantità di sofferenza possibile! Sempre<br />

essendo vegan! Ora, avanti, qual è la scusa per non causare<br />

la minor sofferenza possibile? Sconvenienza? Indifferenza?<br />

Apatia? Egoismo? Voglio che sappiate, io non vivo nel mondo<br />

della fantasia, sono ben consapevole che gli animali soffrono<br />

e muoiono, solo perché siamo sul pianeta con loro.<br />

Costruiamo case sul loro habitat, inquiniamo il loro ambiente,<br />

distruggiamo il loro territorio. C’è una ragione per<br />

cui dobbiamo massimizzare la sofferenza? E massimizzare<br />

la crudeltà e la morte che loro già sopportano, mangiandoli<br />

oltretutto? Vogliamo parlare di gettare il sale sulla ferita di<br />

qualcun altro? Il 98%, e ripeto questo dato, il 98% degli animali<br />

che sono abusati e uccisi su questo pianeta, sono abusati<br />

e uccisi dall’industria della carne, del latte e delle uova.<br />

Questo luogo è dove tutta la sofferenza sta avvenendo, e in<br />

America, dalla nascita alla morte, ogni mangiatore di carne,<br />

consuma circa 3000 animali terresti e migliaia di altri animali<br />

marini. Questi sono dati dell’USDA (Dipartimento<br />

dell’Agricoltura degli Stati Uniti) e loro sembrano pensare<br />

che molta gente mangi animali, perché c’è stato detto che gli<br />

esseri umani sono carnivori, siamo onnivori, mangiatori di<br />

carne e dobbiamo farlo. Sapete che fisiologicamente il cor-<br />

po umano è in realtà 100% erbivoro? Mangiatore di piante!<br />

<strong>La</strong> lunghezza del nostro intestino è dalle 7 alle 13 volte la<br />

lunghezza del torso, del nostro tronco. Questa è la lunghezza<br />

dell’intestino di tutti gli animali erbivori sul nostro pianeta.<br />

È molto lungo, ma la lunghezza dell’intestino di un vero<br />

carnivoro, iene, coyote, orsi, tigri e leoni, è solo dalle 3 alle<br />

6 volte la lunghezza del loro torso. Hanno un tratto intestinale<br />

corto, così da poter spingere fuori rapidamente la carne<br />

in decomposizione, proteine animali, colesterolo, grasso saturo,<br />

grassi saturi trans ed è per questo che è impossibile, ripeto,<br />

impossibile per qualsiasi vero carnivoro, avere le arterie<br />

ostruite, non può accadere ad un vero carnivoro. Qual è<br />

il killer numero uno tra le persone che scelgono di mangiare<br />

carne, formaggio, latte e uova? Malattie cardiache causate<br />

dalle arterie occluse, arteriosclerosi. Noi umani e gli altri<br />

erbivori sudiamo tramite i pori della pelle per refrigerarci,<br />

non ansimiamo come cani, gatti e leoni, per abbassare la<br />

temperatura; niente artigli sulle nostre mani, gli artigli sono<br />

caratteristici di carnivori ed onnivori, noi abbiamo enzimi<br />

per digerire i carboidrati nella saliva, solo gli erbivori li hanno,<br />

vuol dire che possiamo mangiare grandi quantità di carboidrati<br />

come frutta e verdure. I nostri denti larghi, corti,<br />

smussati, piatti, proprio come i denti degli altri erbivori e<br />

prima che qualcuno esordisca dicendo “Hey Gary, che mi<br />

dici di questi canini?” la maggior parte degli erbivori ha i<br />

canini, incisivi e molari, per loro, per noi, non sarebbe possibile<br />

mangiare frutti coriacei come le mele senza quei denti,<br />

la nostra mandibola va da un lato all’altro, con un movimento<br />

di masticazione triturante, trituriamo e mastichiamo<br />

quando mangiamo, se triturate e masticate quando mangiate,<br />

come fate tutti, siete degli erbivori, le fauci dei carnivori e<br />

degli onnivori possono solo andare su e giù verticalmente,<br />

strappare ed ingoiare, non c’è alcun movimento masticatorio<br />

e di triturazione. E sono un ragazzo leale, voglio dire, se<br />

c’è qualcuno là fuori davvero convinto che gli umani siano<br />

carnivori, vi darò due sfide da portare a termine nel dopo<br />

classe, per smentirmi, se vorrete: voglio che usciate e troviate<br />

uno scoiattolo nel campus e quando individuerete quello<br />

scoiattolo, mettete quelle zampe da carnivori in azione,<br />

come tutti sanno fare, e inseguite quello scoiattolo, avventatevi<br />

su di lui e afferratelo con la bocca, nessuno strumento,<br />

niente armi, niente gabbie, a nessuno è permesso imbrogliare<br />

e fingersi un carnivoro in questa sfida.<br />

Quando avrete finito di uccidete lo scoiattolo<br />

con la vostra bocca, accomodatevi,<br />

MANGIATE lo scoiattolo! Occhi, naso,<br />

faccia, dita, coda, ano, organi interni, sangue,<br />

pelliccia e non dimenticatevi del cervello.<br />

Non potete scegliere quale parte del<br />

corpo mangiare e non potete neppure cuocerle,<br />

se le persone desiderano mangiare<br />

carne vorrei vedere quelle persone mangiare<br />

la carne cruda dalle ossa, fino all’osso,<br />

lasciando niente altro che ossa giorno,<br />

dopo giorno, dopo giorno. Sfida numero<br />

due: trovate un bambino di due anni,<br />

mettetelo in una culla, nella culla mettete<br />

due cose, un coniglio vivo e una mela, se<br />

il bambino mangia il coniglio e gioca con<br />

la mela, mandatemi una email e fatemelo<br />

sapere, perché se accadrà, tornerò e comprerò<br />

ad ogni persona in questa stanza una<br />

macchina nuova di zecca, Mercedes e BMW, con gli interni<br />

in pelle, difatti, la prossima volta che sarò al Georgia Tech,<br />

se accadrà, mangerò una bistecca davanti a tutti, alla quale<br />

seguirà un hot dog al chili con extra formaggio, oltre ad un<br />

secchio di gelato e un sacchetto di carne secca, e prenderò la<br />

carne secca tuffandola nel gelato, mangiandola così.<br />

Ora non rimarrò in tensione per queste promesse, non perché<br />

non le manterrò, sono un uomo di parola, ma queste<br />

cose non potranno accadere e non accadranno, perché gli<br />

esseri umani possiedono ZERO istinti carnivori, ZERO<br />

istinti onnivori, quando siamo nati, giovani e in crescita,<br />

siamo tutti nati vegani, ma acquisiamo il gusto per carne,<br />

formaggio, latte e uova, dopo che ce li hanno spinti a forza<br />

in gola durante l’infanzia. Ora tutto quello che vi chiedo<br />

di fare è qualcosa di normale e comunque naturale: mangiate<br />

ciò che proviene dalla terra, ogni vitamina, minerale<br />

e nutriente esistente, proteine, calcio, ferro, potassio e tutte<br />

le vitamine del gruppo B, ne avete una fonte originale,<br />

e non sono gli animali, siete consapevoli che le persone<br />

29


28<br />

li uccide con premeditazione e senza subire pene. Cercate<br />

di capire qualcosa di essenziale sulla discriminazione! Non<br />

va MAI BENE scegliere a quale forma di discriminazione<br />

opporsi e stabilire quale sia malvagia: Razzismo. E quale<br />

vada bene: Specismo. <strong>La</strong> discriminazione è malvagia di<br />

per sé o non lo è. Non possiamo considerarla in entrambi i<br />

modi, non funziona così, voglio chiedervi di usare l’empatia<br />

in questo momento e quando dico “empatia”, quello che<br />

sto dicendo è: mettetevi nei panni degli animali e iniziate a<br />

vedere questo problema dal punto di vista degli animali, dal<br />

punto di vista delle vittime. Quando si esamina ogni forma<br />

di ingiustizia, che le vittime siano esseri umani o animali,<br />

vi prego di tenere presente il punto di vista della vittima, se<br />

non sei la vittima, non analizzare la situazione dal tuo punto<br />

di vista perché quando TU non sei la vittima, diventa<br />

molto facile razionalizzare e giustificare la crudeltà, ingiustizia,<br />

disuguaglianza, schiavismo ed anche assassinio, ma<br />

quando tu sei la vittima… le cose appaiono molto diverse<br />

da quell’angolazione.<br />

E ora, vorrei mostrare un video esplicito di 4 minuti, su ciò<br />

che accade all’interno di un macello. Voglio chiedervi di<br />

non allontanarvi, di non chiudere gli occhi durante questo<br />

video, perché se scegliete di mangiare carne, formaggio, latte<br />

e uova, penso che almeno siate obbligati a vedere il dolore<br />

e la sofferenza che state causando, ma se sentite il bisogno di<br />

andarvene o di chiudere gli occhi durante questo video, dovreste<br />

porvi una domanda: se non va bene per i miei occhi,<br />

allora perché va bene per il mio stomaco?<br />

[VIDEO]<br />

Vi siete mai chiesti come mai McDonald’s e Burger King e<br />

Wendy’s non vi hanno mai mostrato queste immagini nei<br />

loro spot pubblicitari? Al contrario vi mostrano caricature<br />

animate di animali che cantano, ballano e giocano, mentendovi!<br />

Facendovi il lavaggio del cervello! Programmandovi a<br />

non avere cura di cose alle quali normalmente fareste attenzione.<br />

Cose alle quali facevate attenzione. Proprio ora, in<br />

questo esatto istante, sulle autostrade americane ci sono almeno<br />

5000 camion. Camion che noi abbiamo costruito,<br />

dentro questi camion, ci sono esseri viventi, innocenti e terrorizzati.<br />

Mucche, maiali e polli. Questi camion vengono<br />

guidati verso macelli-campi di concentramento che abbiamo<br />

attentamente costruito in tutta l’America, quando il ca-<br />

mion arriva, gli animali sono così spaventati che si rifiuteranno<br />

di scendere. Non sono stupidi, sanno cosa li aspetta,<br />

quindi delle persone vanno sul camion con dei pungoli elettrici<br />

e li costringono a camminare lungo gli scivoli verso la<br />

loro stessa morte, o se gli animali sono abbastanza piccoli<br />

da essere manipolati, come i polli, si limiteranno ad afferrarli<br />

e buttarli fuori dal camion. All’interno,<br />

questi esseri INNOCENTI sono appesi a<br />

testa in giù pienamente coscienti. In altre<br />

parole vanno dentro vivi, contro il loro volere,<br />

ed escono TRITURATI, in centinaia di<br />

pezzi, ma sapete cos’è ancora più folle di<br />

tutto ciò? I mangiatori di carne, che si<br />

comportano come se il loro stile di vita<br />

non causasse sofferenza, come se fosse<br />

normale e naturale nutrirsi di violenza e<br />

morte. Come ti saresti sentito, se dal giorno<br />

della tua nascita, qualcuno avesse pianificato<br />

il giorno della tua esecuzione? Questo è<br />

quello che significa essere una mucca, un<br />

maiale, un pollo o un tacchino su questo<br />

pianeta. Penso che questo comportamento<br />

sia ingiustificabile, indecente per una specie<br />

che pretende di distinguere il bene dal male! Gli animali non<br />

ci hanno fatto niente per meritare l’ira e la crudeltà che gli<br />

scagliamo contro. E spero che tutti voi capiate cosa vi sto<br />

offrendo oggi; quando uscirete da qui, dopo il mio discorso,<br />

sarete coscienti che, per la prima volta, potete partecipare<br />

direttamente nel porre fine ad un massacro? Invece di sedervi<br />

e risolvere a parole tutti i massacri e tutti i problemi che<br />

sono sempre in corso su questo pianeta. Ciò che è davvero<br />

frustrante per me, quando viaggio in questo paese facendo<br />

250 lezioni ogni anno a circa 7500 studenti, è che tutti sono<br />

bravi a parole. Ho notato che le persone sono abili oratori<br />

quando si tratta di pace e compassione. Voglio dire, le persone<br />

cercano sempre di dirmi, senza mai dimostrarlo, quanto<br />

siano “pacifiste”, per via di quello in cui credono, o per ciò<br />

che li rende tristi. “Hey, Gary, io credo in Dio! E credo negli<br />

angeli, e prego sempre”, “Quei terremoti, quelli in Chile, ad<br />

Haiti, oh, è così triste!”. Nessun dubbio, è stato triste, ma da<br />

quando “sentirsi tristi” per un’ovvia tragedia, o credere in<br />

qualcosa rende il mondo un posto migliore o fa di qualcuno<br />

una brava persona? E sentite, gente, io non sto cercando di<br />

raggirarvi quando parlo in questo modo! Non sono un politico.<br />

Non sono un artista delle stronzate. Non so come incantare<br />

le persone, come potete vedere, è distante dal mio<br />

modo di essere. Spero che apprezziate la mia onestà e la mia<br />

genuinità oggi. E non sono un venditore, non ho libri da<br />

vendervi dopo la mia lezione, nessun DVD e nessun documentario,<br />

non ho un piatto delle offerte da passarvi, non<br />

voglio i vostri soldi, non voglio i vostri indirizzi e-mail e non<br />

voglio i vostri indirizzi postali. Tenetevi tutta quella roba,<br />

sono qua per parlare della peggiore forma di crudeltà e violenza<br />

che ha luogo su questo pianeta, anche se alla maggior<br />

parte delle persone non sembra importare, ma quando vi<br />

sedete nel vostro confortevole salotto ed iniziate a condannare<br />

le atrocità che avvengono altrove, state solamente parlando<br />

a vuoto! È la definizione di “parlare a vuoto”, ma il<br />

veganesimo è la possibilità di intraprendere realmente il dialogo<br />

sulla compassione di cui tutti stanno parlando. Questa<br />

è l’occasione per dimostrare agli altri quanto voi siete davvero<br />

pacifisti, questa è l’occasione per una rivoluzione perso-<br />

I FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO<br />

E LE CONSEGUENZE DI UNA CULTURA INTOLLERANTE<br />

Molti si sono sorpresi in seguito ai recenti episodi di Torino e<br />

Firenze, come se non fosse evidente da anni che idee intolleranti<br />

e razziste sono sempre più accettate e seguite. I fatti<br />

sono noti: a Torino un campo rom è stato preso d’assalto per<br />

vendicare un presunto stupro, mentre a Firenze Gianluca Casseri,<br />

estremista di destra vicino a Casa Pound, ha ucciso due<br />

senegalesi e ne ha feriti altri tre, per poi suicidarsi. Nel primo<br />

caso, l’assurdità di incolpare un intero gruppo per le presunte<br />

colpe di singoli individui che ne fanno parte è accompagnata<br />

da un’altra assurdità: la ragazza che aveva denunciato lo stupro<br />

rivela di essersi inventata tutto, per giustifi care ai genitori<br />

la perdita della sua verginità. Una persona che preferisce incolpare<br />

il classico “nemico” (l’immigrato, il rom, l’extracomunitario…)<br />

piuttosto che prendersi le proprie responsabilità<br />

e ribellarsi ai genitori e alle loro imposizioni: già su questo<br />

ci sarebbe da scrivere un articolo intero. Nel secondo caso i<br />

collegamenti tra l’omicida e Casa Pound hanno aperto una<br />

serie di polemiche, con l’associazione neofascista che ha subito<br />

defi nito Casseri “solo un simpatizzante” e, dall’altra parte,<br />

prove che smentiscono questa versione. Tralasciando i gruppi<br />

che hanno esaltato il killer e la strage, la tesi principale con<br />

cui l’estrema destra ha tentato di smarcarsi dalle accuse è che<br />

Casseri fosse un folle, e che non si possano analizzare politicamente<br />

le gesta di un folle; leggendo alcuni dei suoi articoli e<br />

dei suoi saggi, viene davvero da credere all’ipotesi della follia:<br />

si va dal negazionismo al razzismo, dal recupero dei “Protocolli<br />

dei Savi di Sion” al tentativo di riabilitazione della Repubblica<br />

di Salò. Ma se davvero era un folle, non è certo stato persuaso<br />

a rinsavire, né a dirottare i suoi sforzi su qualcosa di meno<br />

pericoloso, da chi lo riteneva un intellettuale e un teorico del<br />

“fascismo del terzo millennio”, gli permetteva di presentare i<br />

suoi libri e dava così legittimazione e consenso alle sue discutibili<br />

teorie. Senza invocare la censura, certe idee andrebbero<br />

almeno derise e smontate, non esaltate e propagandate! E<br />

mentre i vertici dei gruppi di estrema destra che tentano di<br />

ottenere un’immagine più moderata prendono le distanze, i<br />

loro militanti continuano ad aggredire stranieri, antifascisti e<br />

avversari politici in genere: fatti che non arrivano ad ottenere<br />

le prime pagine dei giornali nazionali, e per questo vengono<br />

a volte ignorati, ma che esistono e colpiscono anche la nostra<br />

provincia, come hanno dimostrato gli eventi di questa estate<br />

al Temple Bar di Sassuolo.<br />

Il problema dello sdoganamento di idee razziste e intolleranti<br />

è in realtà più antico. Basti pensare ad un parlamentare europeo<br />

che dopo le Olimpiadi ha fantasticato sulla “superiorità<br />

etnica dei padani” (Borghezio), o a un ex ministro che, come<br />

provocazione verso i musulmani, ha portato a passeggio un<br />

maiale in un’area su cui doveva sorgere una moschea (Calderoli).<br />

Restando in tema di uscite xenofobe della Lega Nord,<br />

il più prolifi co è probabilmente Gentilini (ex Vice Sindaco di<br />

Treviso), che proponeva di vestire gli immigrati da leprotti<br />

per poi “fare pim pim pim col fucile”, di rimandarli “a casa in<br />

vagoni piombati”, di affondare i gommoni “a colpi di bazooka”,<br />

e che auspicava “la rivoluzione contro i campi dei nomadi<br />

e degli zingari”, vantandosi di averne distrutti due nella sua<br />

città, o ancora voleva dare disposizioni alla comandante dei<br />

vigili “affi nché faccia pulizia etnica dei culattoni”. Non sono<br />

esenti da frasi razziste e intolleranti gli altri partiti, ma questa<br />

carrellata di “perle” leghiste basta a comprendere il problema:<br />

questi sono membri di un partito da quasi vent’anni presente<br />

alle elezioni (la maggior parte dei quali al governo), con la<br />

visibilità sui mezzi di informazione che ne consegue. Non ci<br />

si può stupire ora del consenso sempre maggiore che certe<br />

idee hanno, se da vent’anni gente simile ha spazio in politica<br />

e sui media, mentre dalla parte opposta l’antifascismo si è<br />

ridotto a richiami alla costituzione e alla legalità (quella che<br />

avrebbe imposto ai partigiani di arruolarsi nelle fi le dell’esercito<br />

repubblichino, tanto per intenderci). Anzi, la sinistra ha<br />

contribuito a suo modo alla legittimazione di certe idee, basti<br />

pensare che i CIE sono stati istituiti, con l’iniziale nome di CPT,<br />

dalla legge Turco-Napolitano del 1998 (governo Prodi I).<br />

Nell’ultimo ventennio l’intolleranza e la xenofobia si sono infi<br />

ltrate sempre più nella società, sancendo il fallimento di chi<br />

vorrebbe risolvere con la forza della repressione legalitaria<br />

quello che è un problema di cultura, e contribuendo alla nascita<br />

di un fascismo diverso e più subdolo del precedente, che<br />

utilizza tematiche e metodi storicamente non suoi per darsi<br />

una parvenza di legittimità. Lo sdoganamento di certi temi<br />

da parte di partiti istituzionali e di governo ha portato inevitabilmente<br />

a maggiori considerazione e visibilità anche di<br />

partiti un tempo relegati nel ristretto ambiente dei nostalgici,<br />

e al proliferare di gruppi e associazioni che si rifanno senza<br />

mezzi termini al fascismo, di cui Casa Pound è la più nota ma<br />

non l’unica. Per questi motivi i tragici fatti di Torino e Firenze<br />

non si possono ritenere normali fatti di cronaca, scevri da<br />

qualunque signifi cato politico, ma vanno considerati all’interno<br />

dell’attuale clima culturale, alimentato dai partiti di destra<br />

e su cui spesso si adagiano anche quelli di sinistra.<br />

Oggi i gruppi neofascisti hanno spostato il campo d’azione,<br />

si presentano come associazioni culturali, agiscono nel sociale,<br />

sguazzano nel vittimismo invocando la libertà di parola e il pluralismo<br />

(cioè ciò che i loro padri ideologici avevano eliminato),<br />

parlano di temi tipicamente di sinistra e arrivano addirittura<br />

ad usarne i simboli e le immagini. L’ANTIFASCISMO NON PUÒ<br />

ESIMERSI DAL CONTRASTARE LA PROPAGANDA NEOFASCISTA,<br />

NÉ DISINTERESSARSI DI QUESTA “BATTAGLIA CULTURALE”<br />

PORTATA AVANTI DALL’ESTREMA DESTRA.<br />

Spud<br />

25


Buon pomeriggio a tutti, mi chiamo Gary Yourofsky. Oggi<br />

parleremo delle vittime dimenticate a questo mondo: Gli<br />

Animali. E della più vecchia e forte dipendenza al mondo:<br />

<strong>La</strong> Carne.<br />

Oggi andrò ad attaccare le vostre convinzioni, quindi alcune<br />

parti del discorso saranno intense, ma lasciatemi iniziare<br />

con una rapida premessa: non sono qua per essere vostro<br />

nemico. Le idee espresse oggi non riflettono necessariamente<br />

le idee del vostro insegnante o di questa istituzione. Non<br />

sto cercando di allontanarvi dalla vostra religione. Nessuna<br />

religione ordina di mangiare carne! <strong>La</strong> Regola Aurea afferma:<br />

“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a<br />

te” e gli animali rientrano negli “altri”, e “Non uccidere”!<br />

Le due più importanti eppure più ignorate parole di tutti gli<br />

insegnamenti religiosi. Accanto a quel comandamento non<br />

c’è un asterisco che dice: “A meno che non cammini a quattro<br />

zampe ed abbia pelliccia, piume, corna, becchi o branchie”.<br />

Potete mantenere i vostri amici, le visioni politiche<br />

e il patriottismo, continuare a guardare i vostri programmi<br />

televisivi preferiti ed ascoltare la musica che amate, anche<br />

se si tratta di Ted Nugent. Farò commenti sarcastici ma veritieri<br />

durante questo discorso. Sentitevi pure liberi di ridere<br />

quando sarò sarcastico, ma non ridete durante le parti serie.<br />

Ho intenzione di parlare per circa 65, forse 70 minuti, ma<br />

in seguito avremo una seduta di domande e risposte di circa<br />

mezz’ora, quindi conservate le vostre domande per dopo.<br />

Nel frattempo, ho delle domande retoriche per voi.<br />

Lo schiavismo – proprietario, vittima, profitto, dominazio-<br />

26<br />

Gary Yourofsky<br />

“Infrangere la legge, da Gesù Cristo a Nelson Mandela, da Rosa Parks a Martin Luther King,<br />

la legge è sempre stata infranta per permettere cambiamenti sostanziali.”<br />

Gary Yourofsky (Michigan, 19/08/1970) è un attivista americano che lotta per i diritti degli animali.<br />

Nel 1996 fonda il “Animals Deserve Absolute Protection Today and Tomorrow” (ADAPTT); è stato arrestato 13 volte ed ha passato 77<br />

giorni in una prigione di massima sicurezza in Canada, dopo un raid in un allevamento di animali da pelliccia da dove ha liberato 1542<br />

visoni. Ha conseguito una laurea in giornalismo dalla Oakland University e una laurea in trasmissioni radio dalla Specs Howard School<br />

of Broadcast Arts. Gary ha tenuto conferenze in centinaia di scuole a livello nazionale. Questo è il discorso che Gary ha tenuto presso la<br />

Georgia Tech nell'estate del 2010, si può trovare il video completo, con anche i filmati mostrati da Gary durante la lezione, in rete.<br />

Eli_<br />

ne – è esclusivo della razza umana? I neri, gli ebrei, le donne<br />

e i bambini sono state le uniche vittime di questa atrocità?<br />

Le mucche non sono state forse schiavizzate? E cosa dire di<br />

maiali, polli, tacchini, pesci, pecore? Se non sono schiavizzati,<br />

cosa sono? Liberi? Può lo schiavismo avere una vittima<br />

che non sia né umana né animale? Non sono forse anche<br />

gli oceani, le foreste, la terra stessa diventati vittime della<br />

proprietà? E cosa dire di un macello?<br />

MACELLO… MASSACRO: LUOGO DOVE AVVIENE<br />

UN MASSACRO. (Slaughterhouse)<br />

Credete davvero esista qualcosa come un “massacro compassionevole”?<br />

Esattamente, qual è la vostra definizione<br />

di “compassionevole”? Oltre ad un abuso psicologico e fisico,<br />

tortura, smembramento e uccisione, cos’altro credete<br />

accada agli animali in un macello? Credete che ricevano<br />

carezze sulla pancia e schiaffetti sul sedere? E se pensate<br />

che esista qualcosa come un “macello compassionevole”,<br />

sono curioso, pensate esista anche qualcosa come uno stupro<br />

“compassionevole”? Una molestia “compassionevole”<br />

ai bambini? Schiavismo “compassionevole”? Che ne dite di<br />

un olocausto “compassionevole”? In effetti, qual è la vostra<br />

definizione di olocausto? È un massacro di esseri umani, o<br />

un massacro di esseri innocenti? Io credevo fosse di innocenti<br />

… e questo ci porta al più grande olocausto: ogni anno<br />

in America, senza pietà, uccidiamo 10 miliardi di animali<br />

di terraferma e 18 miliardi di animali marini. Non per salute,<br />

sopravvivenza, sostentamento o autodifesa. Le persone<br />

mangiano carne, formaggio, latte e uova per 4 ragioni:<br />

Abitudine<br />

Tradizione<br />

Comodità<br />

Sapore<br />

Vorrei definire un termine che potrebbe essere nuovo ad<br />

alcuni di voi, ed è “Vegan”. I Vegan, come i Vegetariani,<br />

non consumano la carne di qualsiasi animale di terraferma<br />

o di mare. I Vegan, tuttavia, a differenza dei Vegetariani, si<br />

astengono anche dal mangiare formaggio, latte, uova, miele<br />

e qualsiasi altro prodotto animale. Non indossiamo neppure<br />

le pelli degli animali, niente pellicce, lana, cuoio, seta o<br />

piume. Ora, vorrei che tutti voi sappiate che non sono stato<br />

cresciuto come Vegan. Ho mangiato carne, formaggio, latte<br />

e uova per circa 25 anni. Ho indossato scarpe, cinture e giacche<br />

di pelle, come chiunque altro. Infatti, circa 20 anni fa,<br />

avevo anche una pelliccia. Non serve che sottolinei quanto<br />

comprenda il vostro stile di vita, è stato anche il mio. Non<br />

sono un democratico, un anarchico o una specie di hippie<br />

con l’armadio pieno di magliette tie-dye. Non sono un repubblicano,<br />

un socialista o un fascista. Sono un attivista, la<br />

radice di questa parola è “attivo”. Mi è stato vietato di ritornare<br />

in 5 nazioni finora, e sono stato arrestato 13 volte, per<br />

atti di gentilezza e compassione nei confronti dei miei fratelli<br />

e sorelle animali, se volete leggere in merito, controllate<br />

il mio sito. E oggi mi piacerebbe darvi l’opportunità di fare<br />

concretamente qualcosa, ed essere realmente coinvolti! Perché<br />

capisco che molte persone vorrebbero essere coinvolte,<br />

davvero, lo capisco, ma attaccare un adesivo “Coexist” sulla<br />

vostra auto, indossare un braccialetto “Cosa farebbe Gesù?”<br />

o fare mostra di una maglietta “Pace e Amore e Raggi di<br />

Sole” non è “essere coinvolti”! Capisco che siamo tutti in<br />

un certo percorso, in questa vita. Abbiamo tutti diverse preferenze<br />

e avversioni, persino diverse nazionalità e religioni,<br />

ma c’è una cosa che dovremmo avere in comune con tutti<br />

gli altri, ed è la pace! Una compassione e pace sincera per i<br />

nostri compagni di questo pianeta! Contrariamente ai dogmi<br />

politi e religiosi, gli animali non ci appartengono, non<br />

sono della merce! Non sono proprietà nostra! E non sono<br />

stupidi oggetti inanimati, che non possono pensare e sentire!<br />

Questa visione Cartesiana di vedere gli animali come<br />

se fossero macchine è obsoleta e folle al 100%. Perché se<br />

tutti capiamo che gli animali usano gli occhi per vedere, le<br />

orecchie per ascoltare, i nasi per annusare, le bocche per<br />

mangiare, le gambe per camminare, le piume per volare, le<br />

pinne per nuotare, gli organi genitali per procreare, l’intestino<br />

per defecare, rimango sempre perplesso che la maggior<br />

parte delle persone non credano che possano anche usare<br />

i loro cervelli per pensare, sentire, essere razionali, consapevoli<br />

ed autocoscienti! Dovrei credere che ogni parte del<br />

corpo di un animale funziona come dovrebbe, ad eccezione<br />

del cervello? Queste menzogne sono davvero grossolane. <strong>La</strong><br />

propaganda da parte di chi abusa degli animali è enorme!<br />

Voglio dire, quando è stata l’ultima volta che avete acceso<br />

la TV e visto una pubblicità sui funghi shiitake? Persone che<br />

cantano e ballano per la strada, divertendosi e mangiando<br />

funghi? E che dire dei germogli di soia? Quinoa (è un tipo<br />

di seme)? Ravanelli? <strong>La</strong>mponi? Tofu? Non vediamo queste<br />

cose pubblicizzate in TV. Cosa vediamo invece? PRENDI<br />

ALTRA CARNE! PRENDI ALTRO FORMAGGIO! Metti<br />

altro formaggio sulla tua carne! Carne, formaggio, doppio<br />

formaggio, extra formaggio, e che ne diresti di un altro po’<br />

di formaggio sulla tua carne? Bevi più latte di vacca, prendi<br />

altre uova! E poi cosa si vede tra queste pubblicità? Non vi<br />

sentite troppo bene? Avete bisogno di vedere uno specialista<br />

sul cancro? Un cardiologo? Vi serve del Liptor? Zocor?<br />

Crestor? Plavix? Vi servono delle pillole dietetiche? E che<br />

ne pensate di un drink energetico? Del Kaopectate? Tums!<br />

Pepto Bismol… siete stati ingannati.<br />

Stanno uccidendo voi, stanno uccidendo gli animali e<br />

stanno uccidendo questo pianeta.<br />

E quei paraocchi stanno su ben stretti, ma se oggi mi date<br />

una mente aperta, è tutto quel che chiedo, una mente aperta,<br />

vi toglierò quei paraocchi! Il mio obiettivo è semplice.<br />

Tutto quel che desidero è ricollegare le persone con gli animali,<br />

risvegliare emozioni, sentimenti e logica, che sono<br />

stati seppelliti e soppressi, intenzionalmente, dalla nostra<br />

società. E il motivo per cui dico “ricollegare” è perché ogni<br />

singola persona in questa stanza è stata sostenitrice dei diritti<br />

animali una volta, un vero amante degli animali e un vero<br />

amico del regno animale. Ed è stato quando eravamo bambini!<br />

Quando eravamo giovani … quando eravamo bambini<br />

… adoravamo gli animali. Ci hanno fatto ridere, ridacchiare<br />

e sorridere. Ci rendevano molto felici! E c’è stato un tempo<br />

nelle nostre vite, nel quale avremmo fatto qualsiasi cosa al<br />

mondo per rendere anche LORO felici. Per proteggerli dalla<br />

crudeltà! O per, almeno, essere consapevoli della crudeltà<br />

che stavano ricevendo. Cioè, se qualcuno fosse stato crudele<br />

con un animale davanti a noi quando eravamo bambini,<br />

avremmo gridato e pianto. E questo è perché tutti noi<br />

eravamo capaci di distinguere il giusto dallo sbagliato nel<br />

modo di trattare gli animali. Finché qualcuno ci ha detto ed<br />

insegnato differentemente. Credetemi! Qualcuno ci ha insegnato<br />

ad ignorare la loro sofferenza! A DERIDERE e giustificare<br />

il loro dolore e la loro miseria. Beffeggiare la loro<br />

esistenza. E questo è qualcosa su cui vorrei vi concentraste<br />

– oggi, domani e in futuro. Cosa diavolo è accaduto lungo la<br />

strada? Chi ci ha insegnato ad essere crudeli, schifosi, feroci<br />

e odiosi, o indifferenti nei confronti degli animali quando invece<br />

loro erano nostri amici? Sono esseri innocenti, che non<br />

ci hanno fatto nulla di male. Perché sono abbastanza certo,<br />

possiamo concordare almeno una cosa: che l’odio, nella<br />

sua forma più pura, è un comportamento che si apprende.<br />

Razzismo, sessismo, etero sessismo, antisemitismo, misoginia,<br />

questi sono tutti comportamenti appresi! Quando<br />

i bambini hanno due, tre, quattro anni e giocano al parco<br />

non gli importa nulla del colore della pelle dei loro amici<br />

o della loro religione. Credo che non ci sia dubbio sul fatto<br />

che l’odio nella sua forma più pura si apprende e lo specismo<br />

non fa differenza. Questa parola suonerà nuova per<br />

molti, è la parola “specie” con l’aggiunta di –ismo e voglio<br />

definire questa parola nella sua essenza non etica e priva<br />

di principi: che la specie umana ha ogni diritto di sfruttare,<br />

schiavizzare e uccidere un’altra specie e tutto questo perché<br />

crediamo che la nostra specie sia speciale, quindi superiore<br />

rispetto alle altre, che siamo l’unica specie che conta e siamo<br />

gli unici ad avere importanza. Ora correggetemi se sbaglio,<br />

ma quella linea di pensiero, quel processo logico, è la base<br />

di ogni forma di discriminazione. Un gruppo che afferma e<br />

pensa di essere migliore di chiunque altro, procede a sfruttarli,<br />

opprimerli, negargli il diritto alla libertà, li tratta come<br />

una proprietà, li schiavizza in molti casi e in molti altri casi<br />

27

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