Download pdf (11 mb) - Case di Cura - Assistenza Anziani

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Cap Città

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Anno fondazione Numero piani

Prov

Numero camere Numero posti letto

Accreditamento SSN o Trattamento privatistico o

Note generali sulla struttura e sui suoi servizi:


1

rea

enior

PERIODICO PROFESSIONALE INDIPENDENTE

PER LA GESTIONE DELLE RESIDENZE ASSISTENZIALI

Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione:

Via Emilia Ponente, 26 - 40133 Bologna

Tel: 051 385 700 Fax: 051 384 793 info@areasenior.it

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Direttore Editoriale

Mario Addario

Condirettore

Michele Glionna

Segreteria di Redazione

Arianna Pelagalli

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Ernestina Alboresi, Piero Aliprandi, Matteo Barboni,

Erica Cristofori, Monica D’Alessandro, Marcello Majonchi,

Salvatore Ferraiuolo, Giovanni Fini, Nicola Marra,

Damiano Montanari, Antonio Padovani, MariaGrazia Palmieri,

Jeanne Perego, Luciano Sante, Andrea Sganzerla,

Guido Siniscalchi, Anna Verde

Progetto grafico

Silvia Carbonaro, Linegraph

Promozione e sviluppo

Giovanni De Risio, Luca Gallina, Paolo Maggiorelli,

Ornella Pietropaolo

Amministrazione e Ufficio Abbonamenti

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Pubblicazione edita dalle Edizioni Miglio srl – Divisione Periodici.

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del Tribunale di Bologna n. 8005 del 27/10/2009.

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gli autori, dei quali la direzione intende rispettare la

piena libertà di giudizio. Stampa: Nanni Stampa, Viserba di

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START UP

di Giovanna Glionna

Essere efficienti nella gestione dei servizi in

ambito socio-sanitario è diventato un imperativo

per razionalizzare le attività e i costi. Ma la qualità

e la sicurezza dei servizi non potranno comunque

prescindere dall’attenzione che – sempre di più –

va data all’ospite

Vengono chiamati in gergo ‘servizi alberghieri’, e sempre più

spesso anche nelle strutture socio-assistenziali in regime di

accreditamento sono i familiari ad essere chiamati a coprirne

l’incidenza economica. Cosicché ospiti e familiari diventano, di

fatto, veri e propri ‘clienti’. Eppure, quello del customer care e della

conseguente customer satisfaction sono concetti che tutt’oggi

ben di rado vengono richiamati dagli addetti ai lavori nei convegni

piuttosto che nei progetti. Ecco perché partecipando alla seconda

edizione di RSA Summit, svoltasi a Milano lo scorso 13 marzo,

ospiti dell’IIR - Istituto Internazionale di Ricerca che ne ha curato

l’organizzazione, non abbiamo mancato di osservare come quei

servizi che in ambito turistico-alberghiero rappresentano un ovvio

elemento di competitività commerciale, vengono decisamente

ignorati in sede socio-sanitaria. Evidentemente ancorati ad un’idea

assistenzialistica pubblica, si continua a sottovalutare il concetto

di servizio ‘a valore aggiunto’ nonché il fatto che possa rappresentare

quell’elemento di competitività e di apertura a nuove frontiere

di mercato in grado di trasformare un sistema che sta dando ormai

da anni segnali di grave criticità e non ulteriore sostenibilità.

Ma quanto l’attuale sistema potrà ancora resistere alla forza

dirompente di una conoscenza sempre più tecnologica e ‘social’?

L’approccio-tipico dei dirigenti delle RSA sembra perlopiù

rimanere quello di farsi riconoscere primariamente come soggetto

pubblico, evitando – di fatto – un confronto diretto col consumatore.

Tendendo ad ignorare come sia comunque già in atto una

profonda trasformazione culturale da parte dell’utenza, e ciò non

tanto per ciò che riguarda l’ospite, ovviamente già anziano, quanto

soprattutto per i suoi familiari, potenziali prossimi clienti delle strutture,

che hanno una visione decisamente evoluta e sempre meno

disposta ad assimilare quel concetto di vecchiaia rassegnata e

‘cronica’, che invece ancora oggi prevale in troppe strutture.

Un immobilismo pericoloso ed ancora generalizzato, nel quale cominciano

tuttavia a spiccare le eccezioni. Una evidente inversione

di tendenza è quella in atto da un paio d’anni, che vede l’aumento

delle campagne pubblicitarie (soprattutto sui quotidiani locali) di

strutture, anche accreditate, che si propongono ad un’utenza evidentemente

più consapevole ed esigente, in maniera privatistica.

E che per farlo enfatizzano le peculiarità legate al servizio e al benessere,

tralasciando quelle sanitarie.

Suonerebbe certamente provocatorio, ma altrettanto dirompente,

immaginare un convegno dal significativo e quanto mai alternativo

titolo: Il futuro dell’assistenza socio-sanitaria senza accreditamento.

Realtà o fantasia?


6

sommario Numero

DALLA COPERTINA LE ESCLUSIVE

8

21

43

RSA SUMMIT 2013

L’alta incidenza dei costi dei servizi alberghieri impone un

controllo di gestione sempre più efficiente. Mentre cresce

l’importanza dei servizi ‘no core’ secondo la valutazione di

ospiti e familiari. Insourcing o outsourcing? Il confronto a

Milano durante RSA Summit 2013, dedicato al tema “La

gestione efficiente dei servizi in ambito socio-sanitario”

DOSSIER AUSER

Quante sono, quanto costano, come funzionano le Residenze

Sanitarie Assistite? A questi interrogativi cerca di rispondere

l’ampia e articolata indagine realizzata da Auser, presentata a

fine 2012, che fotografa una realtà complessa, disomogenea e

frammentata

Le Novità Prodotto

LE RUBRICHE

26

30

34

38

40

Numero 2/2011

1/2013

NUOVE PROGETTUALITà

Bioarchitettura, ecosostenibilità, risparmio energetico.

Anche nella nuova progettualità delle residenze per anziani si

cominciano ad evidenziare nuove filosofie costruttive, in linea

con le trasformazioni culturali e sociali dei tempi. Dove anche il

fattore estetico ha la sua importanza

NUOVE VISIONI

Una struttura prefabbricata in legno, spazi che richiamano la

distribuzione abitativa e non ospedaliera, risparmio energetico,

atmosfere con qualcosa in più. La nuova residenza in costruzione

ad Albaredo d’Adige Ca’ de Nonni promette una nuova e più

sensibile accoglienza per i suoi ospiti, con un comfort olistico e

al contempo con un contenimento dei costi di gestione

SOLUZIONI BIO

Nel quartiere Sanpolino nella periferia di Brescia sorge una

recentissima residenza per anziani, denominata BIRD. Il suo

progetto ha un carattere sperimentale, caratterizzato da una

struttura portante metallica e dall’uso minimo di materie non

rinnovabili a favore di materiali eco-compatibili

ATTUALITà

L’unione fa la forza. Oggi, con la crisi che incalza, sono

sempre più diffusi i tentativi di risparmiare attraverso forme di

spesa collettiva. Dopo il car sharing e i gruppi di acquisto, la

tendenza si è estesa anche ai servizi alla persona, in particolare

degli anziani, attraverso la formula della cosiddetta ‘badante

condominiale’

PROFILI

A Dosson di Casier sorge una splendida residenza del gruppo

Orpea che coniuga l’aspetto tecnico-assistenziale a quello

sorprendentemente piacevole di spazi comuni e aree private,

con risultati a dir poco incredibili e dove alla persona nella sua

interezza viene data la priorità assoluta


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7


8

attualità

LA SFIDA DELL’

L’alta incidenza dei

costi dei servizi

alberghieri impone

un controllo di

gestione sempre più

efficiente. Mentre

cresce l’importanza

dei servizi ‘no

core’ secondo

la valutazione di

ospiti e familiari.

Insourcing o

outsourcing? Il

confronto a Milano

durante RSA Summit

2013 dedicato al

tema “La gestione

efficiente dei servizi

in ambito

socio-sanitario”

Nell’elaborazione grafica, alcune immagini delle residenze

italiane di Asti e Casier del Gruppo Orpea, nelle quali arredi

e servizi sono concepiti in un’ottica di massima attenzione

all’ospitalità di taglio alberghiero.


ECCELLENZA

Il 13 marzo scorso nel milanese,

presso il Centro Congressi Humanitas,

si è tenuta la seconda edizione

di RSA Summit. Organizzato da IIR

- Istituto Internazionale di Ricerca, l’incontro

è stato dedicato ai servizi che,

nelle RSA, vengono comunemente definiti

“no core”, quali ad esempio ristorazione,

sanificazione, lavanolo/lavanderia,

arredo, logistica del farmaco.

La gestione di queste attività riveste

grande importanza all’interno di una

struttura socio-sanitaria. I servizi alberghieri

infatti hanno un peso fondamentale

nella percezione della qualità del

servizio da parte degli ospiti e dei loro

familiari, anche perché sono immediatamente

valutabili, a differenza di quanto

avviene per i servizi core. Al tempo stesso

i servizi no core hanno un’elevata

incidenza sui costi di una RSA, pertanto

assumono un significativo rilievo an-

9


10

SPECIALE /RSA SUMMIT 2013

che sotto il profilo economico.

La giornata di studio ha costituito l’occasione

per approfondire il tema della

gestione efficiente dei servizi in

ambito socio-sanitario ed assistenziale,

per una riflessione a 360 gradi

sul loro ruolo nelle RSA, e sull’ormai

annosa questione dell’opportunità o

meno della gestitone dei servizi no core

dall’interno o dall’esterno delle strutture.

Durante la giornata si sono alternati interventi

di esperti e presentazioni di

esperienze dirette di gestione dei servizi

no core in outsourcing o in insourcing

illustrate da responsabili dei vari settori

di RSA o di altre strutture pubbliche di

assistenza, favorendo così il confronto

di vari punti di vista, anche molto diversi

fra loro.

Ristorazione, pulizia degli ambienti, lavanderia,

gestione farmaci. Questi i temi

ricorrenti durante la giornata, esaminati

sia dal punto di vista dell’efficienza, della

funzionalità e dell’economicità che da

quello del miglior servizio possibile offerto

agli ospiti.

Il quadro della situazione nelle RSA, in

LE FASI DELLA SALUTE NELL’INVECCHIAMENTO

Salute: stato di benessere bio-psico-sociale

Vulnerabilità: perdita temporanea della salute ma capacità di rispondere

autonomamente agli insulti

Fragilità: perdita temporanea e/o prolungata della salute e necessità di

sostegno per rispondere agli insulti

DiSabilità: perdita permanente della salute e condizione di dipendenza

(Dall’intervento di Renzo Bagarolo, Direttore sanitario dell’Istituto Palazzolo,

Fondazione Don Gnocchi, Milano.)

Pensare all’incidenza dei costi alberghieri come una

pura voce di spesa, eventualmente da ridurre, è

una prospettiva che può rivelarsi a lungo termine

non corretta. Soprattutto in un’ottica di mercato

più aperto e competitivo. Dove proprio la qualità e

l’ampiezza dei servizi aggiunti fanno la differenza

relazione all’esternalizzazione, è stato

presentato da Antonio Sebastiano, Direttore

dell’Osservatorio RSA dell’Università

Cattaneo, che ha evidenziato

come (secondo la specifica forma di

classificazione detta “di Mintzberg”) i

servizi alberghieri nelle RSA siano riconducibili

ai servizi di supporto: quelli,

cioè, che servono di funzionamento per

il nucleo operativo di base e che vengo-


no tradizionalmente letti come no core.

In quanto considerati non strategici e

altamente standardizzabili, sono stati i

primi servizi ad essere oggetto di processi

di outsourcing. “Se può essere

corretto dal punto di vista teorico – ha

affermato il relatore – non lo è però dal

punto di vista sostanziale, perché è proprio

l’aspetto alberghiero che contribuisce

a determinare la percezione di qualità

del servizio da parte di ospiti e familiari,

essendo valutabile con maggior

immediatezza delle attività di assistenza

vera e propria. Oltre ad incidere sulla

qualità della vita degli ospiti, soprattutto

per quanto riguarda la ristorazione, essi

sono oggetto di particolare attenzione

da parte di chi paga il conto.”

Il dott. Sebastiano ha poi presentato e

paragonato i dati sui costi dei servizi

alberghieri derivanti da quattro progetti

di benchmarking in RSA, effettuati dal

2007 al 2011.

L’analisi ha evidenziato l’elevata incidenza

dei costi alberghieri nell’insieme delle

voci di spesa (da un minimo del 12

ad un massimo del 19 per cento). Fra

questi il costo più elevato è quello della

ristorazione (dal 50,61 al 55,35 per

cento), seguito dal costo della pulizia

(dal 27,69 al 29,02 per cento) e poi da

quello della lavanderia (dal 16,11 al

20,37). “L’Osservatorio sulle RSA – ha

aggiunto il relatore – ha assistito negli

anni ad un crescente ricorso

all’outsourcing dei servizi alberghieri. La

tendenza si sta estendendo anche ai

Quali servizi core, e quali no? E ancora:

meglio affidarsi a servizi esterni,

oppure gestirli con risorse interne?

servizi core, e sono in crescita, seppure

ancora molto rari, i casi di global service.”

L’esternalizzazione della lavanderia piana

è ormai una costante, sono rarissimi

i casi di gestione interna. La lavanderia

minuta (cioè dei capi degli ospiti) registra

una leggera prevalenza della gestione

interna. Molto frequente è l’appalto

del servizio di pulizia e sanificazione

ambienti, anche se vi sono casi numericamente

non trascurabili di gestione

mista. Nella ristorazione prevale la

gestione esterna, anche se non in misura

marcata. Si stanno registrando anche

casi di re-internalizzazione dei servizi

alberghieri, in primo luogo di quelli di

ristorazione.

Dunque make or buy? Non esiste una

ricetta universale. Una maggiore economicità

nella gestione è di solito il motivo

di base nella scelta dell’outsourcing,

ma non può essere sempre l’unica dimensione

da considerare: devono infatti

essere valutate sia la dimensione

strategico-organizzativa che quella economica

e di contesto.

Per Federico Guidoni, del gruppo Segesta

(che in otto Regioni italiane gestisce

quotidianamente oltre 6300 persone,

fra gli utenti ricoverati e quelli seguiti

tramite assistenza domiciliare) considerare

no core i servizi alberghieri è una

“definizione stretta”. “Infatti essi – ha

affermato – hanno un significativo

11


12

SPECialE /RSa SuMMit 2013

impatto economico, una rilevante incidenza

di costo su quello complessivo

dei servizi socio-sanitari residenziali e

semi-residenziali, e un forte impatto sugli

ospiti in termini di qualità percepita.”

A seguito delle analisi effettuate all’interno

del Gruppo, è emerso inoltre che,

nel loro caso, la gestione interna è molto

più economica: una giornata alimentare

gestita con il servizio interno costa

7,1 euro, con il servizio esterno 8,2: cifre

che, se moltiplicate per il grande

numero di utenti, possono davvero comportare

differenze economiche significative.

Elevata anche la differenza di costo registrato

tra la gestione diretta o in appalto

delle pulizie: per tale ragione anche

questo servizio, nella maggior parte

delle strutture del Guppo Segesta, viene

gestito direttamente.

Una scelta tutta orientata all’interno, la

loro, apparentemente in controtendenza

con quelle effettuate in molte altre RSA,

e sulla quale incidono molti fattori, fra

cui sicuramente uno dei principali è la

notevole dimensione del Gruppo, che

consente la disponibilità di spazi adeguati,

del corretto know-how, e la capacità

finanziaria per effettuare gli investimenti

necessari. Rilevante è anche il

fatto che, disponendo di molte strutture,

è possibile spostare dall’una

all’altra il personale in caso di necessità,

ottimizzare le spese per gli acquisti,

che vengono effettuati da un

Non esiste una soluzione scientificamente garantita in termini di convenienza.

Le diverse case histories dei maggiori gruppi operanti in Italia mostrano infatti

criteri gestionali persino opposti fra loro. Indubbiamente, comunque, le dimensioni

della struttura rappresentano il punto focale su cui impostare logiche

gestionali ed eventuali economie di scala.

La scelta di esternalizzare i servizi – ma anche

quella esattamente opposta – presenta aspetti

positivi e convenienti. Ma la decisione finale deve

tener conto di una serie più complessa di fattori,

difficilmente standardizzabile


unico centro, e la disponibilità di una

struttura che esegua costantemente i

necessari controlli di qualità.

Cosa avviene invece negli ospedali? A

questo proposito è stata portata la testimonianza

di Raffaella Bambi, Responsabile

gestione controllo qualità servizi

in appalto dell’ospedale Careggi di Firenze.

L’Azienda Ospedaliero-universitaria

Careggi, nata dall’integrazione del

Sistema Sanitario Toscano e dell’Università

di Firenze, è caratterizzata dallo

svolgimento congiunto di attività assistenziali,

didattiche e di ricerca. “Obiettivo

fondamentale della struttura – ha

affermato la relatrice – è il raggiungimento

del più elevato livello di risposta

alla domanda di salute.”

L’Azienda, per perseguire l’ottimale realizzazione

del percorso diagnostico-terapeutico

e riabilitativo, ha adottato

come modello organizzativo il Dipartimento

ad Attività Integrata (D.A.I.). I Dipartimenti

sono istituiti in base al criterio

della completezza del percorso assistenziale.

In ogni dipartimento operano

Strutture Organizzative Dipartimentali

(S.O.D.) costituite da equipe specialistiche

che prendono in carico l’assistito e

lo seguono in tutto il suo percorso.

Altissimi i numeri di questa grande struttura,

che conta 37 padiglioni, 251.107

mq, 5903 dipendenti, 1600 posti letto.

Grosse cifre anche per gli appalti attualmente

in corso per i servizi in

outsourcing, attivati rispettivamente per

la pulizia, per il servizio di lavanolo, per

il servizio di ristorazione (suddiviso in

due, il primo per trasporto, vitto, sanificazione

e manutenzione carrelli e l’altro

per la fornitura delle derrate alimentari),

e dove nel tempo si è passati da un

contratto di prestazione ad un contratto

di risultato.

Il funzionamento dei servizi forniti

all’Ospedale dalle aziende esterne viene

infatti continuamente monitorato attraverso

sofisticati sistemi per la verifica

costante della qualità offerta. Sono previste

particolari procedure se la qualità

reale – come può avvenire – si discosta

da quella stabilita dal contratto.

Favorevole all’outsourcing anche la dottoressa

Stefania Repinto, Direttore Generale

del Gruppo Senior Service, “perché

permette una struttura organizzativa

più flessibile e snella, consentendo ai

gestori di concentrarsi sugli aspetti

strategici della gestione anziché su

quelli strettamente operativi. Inoltre

queste formule garantiscono l’elevata

competenza degli operatori, dando anche

la possibilità di stipulare accordi

con il fornitore per una migliore flessibilità

di acquisto dei servizi stessi.” E la

GLOSSArIO

qualità dei servizi, sempre importante,

lo è ancora di più nell’attuale periodo

di crisi, che viene avvertita anche

in questo settore, sia da parte del pubblico

che paga la parte sanitaria, che da

parte delle famiglie che devono pagare

la parte relativa ai servizi alberghieri. Si

è visto un calo dei ricoveri, mentre serve

una buona percentuale di occupazio-

Core buSineSS:

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le

politiche aziendali, e con cui si identifica la fase produttiva principale di una

determinata impresa. In sostanza, l’attività primaria di una società o di un

gruppo: il core business di un’azienda è la principale attività aziendale di

tipo operativo che ne determina il compito fondamentale preposto ai fini di

creare un fatturato ed un conseguente guadagno.

Core e non Core:

La teoria d’impresa distingue aree aziendali core e non core.

Non è core tutto ciò che è parte dei cosiddetti “processi di supporto” , cioè

che non rientra nella mission principale dell’azienda.

Ciò che non è core business può essere esternalizzato.

eSternalizzazione, o outSourCing

È il processo attraverso il quale un’azienda affida ad un fornitore esterno

la gestione di alcune operazioni che non fanno parte del proprio core business.

internalizzazione, o inSourCing

Letteralmente significa approvvigionamento interno, e indica il mantenimento

di una attività all’interno dell’azienda.

benChmark

Benchmark – o benchmarking – è una metodologia basata sul confronto

sistematico con altre aziende, che in seguito al confronto effettuato può

avviare processi di miglioramento.

CuStomer SatiSFaCtion

Strumento per misurare la soddisfazione del cliente.

13


14

SPECialE /RSa SuMMit 2013

ne delle strutture per non andare in

perdita. A tale scopo è fondamentale la

qualità dell’immagine della struttura e

del passaparola. Ecco perché il Gruppo

Senior Service dà grande importanza

alle verifiche di qualità, per le quali uno

dei principali strumenti è rappresentato

dai questionari di customer satisfaction.

Il Gruppo ha riscontrato effettivi vantaggi

dalle partnership gestionali avviate. Il

fatto, per esempio, di poter contare su

un unico riferimento per diversi servizi e

per diverse strutture, la garanzia di standard

elevati ed omogenei per diverse

Residenze, servizi a 360° dal partner

gestionale, comprensivi di attrezzature

e materiale necessario, la riduzione di

approvvigionamenti diretti, un fornitore

unico per più strutture e servizi, operatore

specializzato fortemente attivo nel

settore, il che porta all’ottenimento di

migliori condizioni economiche, il miglioramento

continuo e diffuso dell’offerta

dal confronto costante di esperienze

diverse.

Vantaggi della partnership gestionale vi

sono anche per ogni singola struttura, e

possono essere così riassunti: un unico

riferimento per diversi servizi; la migliore

gestione del personale in caso di assenze

e turnover; il miglioramento continuo

e quotidiano, perché ogni struttura

beneficia concretamente e tempestivamente

delle best practices identificate

nelle altre, ecc.

Renzo Bagarolo, Direttore sanitario

dell’Istituto Palazzolo della Fondazione

Don Gnocchi di Milano, ha sottolineato

fra l’altro come “conoscenza e valori

sono i fattori determinanti della salute

e del benessere. Dovremmo essere

capaci – ha proseguito – di segmentare

il bisogno, dando servizi adeguati alle

varie tipologie di bisogno: se do tutto a

chi non ne ha bisogno, sbaglio, e viceversa”.

Secondo Bagarolo stiamo passando

dal welfare state alla welfare

community, quindi il servizio va letto non

più come diritto, ma come opportunità.

Per questo, ricordando come le RSA

sono luoghi dove vita e cure si integrano,

ha sottolineato l’importanza di conoscere

le storie di vita delle persone, in

modo da potere fornire interventi personalizzati,

con maggiore soddisfazione

degli utenti finali. “Nei servizi per acuti

La logica dei grandi gruppi italiani di RSA è sicuramente utile da conoscere,

per comprendere a fondo i processi di gestione e controllo di tutti i costi.


La componente

ristorativa sta

dimostrandosi tra le

più considerate ed

apprezzate dall’ospite e

dai suoi familiari

– ha aggiunto – la prevalenza è la malattia,

in quelli per i non acuti è la storia.”

Ecco perché ritiene importante una customer

satisfaction incentrata su questo.

Sull’affidamento in outsourcing della

preparazione dei pasti si è soffermato il

Prof. Andrea Tezzele, Direttore qualità e

controllo del Gruppo Markas, azienda

che, dal 1985, opera nel settore dei

servizi in Italia, Austria e Romania. Occupa

più di 5000 persone e produce

quasi dieci milioni di pasti all’anno. I

vantaggi dell’outsourcing per le aziende

– ha affermato il prof. Tezzele – possono

essere così riassunti: concentrazione

sul proprio core business, razionalizzazione

del personale, maggiore garanzia

per la sicurezza alimentare, certezza dei

costi del servizio, più tempo degli operatori

per i degenti.

Fra gli elementi di criticità ha invece ricordato

vari rischi, fra cui quello di scegliere

partner non adeguati, di predisporre

capitolati carenti negli aspetti

tecnici, di perdita di competenza e professionalità

interne, del mancato rispetto

degli obblighi contrattuali.

Sia che si decida per l’esternalizzazione,

sia che si opti per un servizio

interno, l’importante è l’attenzione

rivolta all’utente/paziente, che deve

essere ascoltato e seguito.

Ha poi presentato alcune case histories

relative a best practice nel campo

dell’alimentazione, fra cui una relativa

alla Casa di riposo Villa Belvedere di

Crocetta di Montello, e il progetto “certificato”

Mensa Sana, con cui si vuole

conciliare un’offerta gastronomica equilibrata

con la creazione di un ambiente

invitante per il consumo dei pasti.

Apparentemente controcorrente è stata

l’esperienza presentata da Claudio Cavalieri,

Direttore di Villaggio Amico. La

struttura infatti è passata dalla gestione

esterna a quella interna, scelta in re-

Il punto focale diventa sempre più quello di liberare risorse da destinare alla

cura dell’ospite-cliente, in una moderna logica di customer care.

15


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SPECIALE /RSA SUMMIT 2013

lazione alla quale il Dott. Cavalieria,

ha presentato le proprie considerazioni

sui pro e contro delle due opzioni, nonché

l’esperienza avviata da Villaggio

Amico per il miglioramento della qualità

dei servizi e per i controlli dei costi.

Marina Di Marco, Direttore medico del

Gruppo Orpea italia e Ernesto Mele,

Direttore della Residenza Casamia-

Borgaro hanno parlato di un altro dei

temi di grande impatto nelle RSA, il

reperimento dei medicinali, in riferimento

alla realtà piemontese. Si tratta di un

aspetto problematico – ha sottolineato

il Dott. Mele – perché nonostante in

Piemonte esista una normativa che garantisce

“la fornitura diretta dei farmaci

per gli ospiti inseriti nelle strutture socio-sanitarie

a gestione diretta o accreditate,

sulla base di quanto previsto nel

rispettivo Prontuario Terapeutico Aziendale

(TPA)” avere i farmaci giusti in

tempi sufficientemente rapidi da essere

compatibili con le esigenze degli

assistiti non è sempre possibile.

Questo in quanto le RSA non possono

disporre di proprie ‘scorte’ interne di

medicinali, che devono essere acquistati

al bisogno, e per una differenza di

prassi fra Asl e Asl, anche geograficamente

vicinissime. A tutto ciò si aggiunge

un’ulteriore difficoltà, e cioè che le

richieste di medicinali, anche se prescritte

dall’ospedale, devono ‘passare’

dalla ricetta del medico di base, che va

chiesta dai familiari, procedura che provoca

ulteriori ritardi nei tempi di reperimento.

I lavori sono stati conclusi da Fabrizio

Pregliasco, Direttore scientifico della

Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus

di Cesano Boscone, la quale conta

undici sedi concentrate in Lombardia,

Piemonte e Liguria. L’intervento è stato

incentrato sul FASAS (Fascicolo sanitario)

e sui sistemi di classificazione SO-

SIA (Scheda di osservazione intermedia

di assistenza) per razionalizzare attività

e costi. Il dott. Pregliasco – che ha anche

coordinato l’attività della giornata

– ha fra l’altro sottolineato che la qualità

dei servizi, anche dal punto di vista alberghiero,

è l’aspettativa di tutti.

tina.alboresi@areasenior.it

Partecipare ad eventi come il Summit 2013 significa, oggi più che mai,

operare un processo di valutazione e confronto della propria realtà gestionale

con altre, su scala nazionale.

Il who’s who dell’evento

Chi è iiR, iSTiTUTO iNTERNAZiONALE Di RiCERCA,

PROMOTORE DEL SUMMiT RSA

Il Gruppo IIR - Istituto Internazionale di Ricerca, è una multinazionale che

dal 2005 fa parte del Gruppo Informa PLC, società quotata allo Stock

Exchange di Londra.

Da oltre un quarto di secolo sul mercato italiano, propone conferenze,

corsi di formazione, formazione InCompany ed eventi di vario genere per

aggiornare sia sulle ultime novità del mercato che sulle nuove tendenze di

gestione aziendale.

IIR dedica un particolare impegno nell’analisi del settore sanità, favorendo

lo sviluppo di conoscenze specifiche per il personale delle strutture sanitarie

e garantendo l’alta qualità dell’aggiornamento professionale proposto.

Promuove inoltre numerose iniziative specifiche dedicate a questo

settore fra cui, dal 2012, il Summit RSA.


La salute comincia a tavola

Matilde Rossini,

Responsabile

del Settore Igiene

Alimentare

ed Ambientale

dell’ASP Giovanni

XXIII di Bologna,

ha intitolato il

suo intervento al Summit RSA 2013

“Servizio di Ristorazione all’ASP Giovanni

XXIII – Un pasto piacevole per

tutti”. Cosa ha voluto sottolineare con

questa affermazione?

Le esigenze da conciliare sono molteplici

in una Azienda Pubblica di Servizi alla

Persona (ASP) come ASP Giovanni

XXIII ed è difficile raccontarci in poche

parole; la persona che vive nei Centri

Servizi è il centro e riferimento di tutto

ciò che facciamo, non dimentico mai

quando svolgo l’attività lavorativa gli occhi

e gli sguardi di alcuni di loro, o quanto

mi hanno detto e richiesto.

Il percorso alimentare è complesso ed

è frutto di lavoro, cura e attenzione di

molti, costruito per rispondere alle esigenze

nutrizionali della singola persona

anziana affinché la gestione dell’alimentazione

diminuisca il rischio di criticità

nutrizionali per difetto e per eccesso.

Basta un piccolo errore per creare disservizio

e non soddisfare il nostro cliente.

Se la persona mangia con poca soddisfazione,

in un clima rarefatto o troppo

asettico, anche la creazione della migliore

pietanza non ha raggiunto a pieno

l’obiettivo. L’anziano, come ognuno di

noi, mangia coinvolgendo tutti i cinque

sensi, magari un po’ malandati ma ancora

sostenuti da una memoria che lascia

traccia in sorrisi o smorfie, in atteggiamenti

di rifiuto o di accoglienza di quel

piccolo boccone che spesso nei nostri

centri servizi non assume neppure più in

autonomia. Parlare con un operatore o

un familiare che lo ha imboccato, osservare

chi si alimenta permette di capire

se il pasto “è gradevole”. Oltre alla qualità

del pasto è importante il clima che si

Intervista a Matilde Rossini, Responsabile

del Settore Igiene Alimentare ed Ambientale

vive durante il pasto. Ho raccolto negli

anni segnalazioni e lamentele di familiari

e insieme ai colleghi abbiamo capito che

“il pasto gradevole” è una sfida non impossibile

se affrontata insieme.

Come il nostro organismo con tutti i cinque

sensi si appresta ad alimentarsi,

così anche tutti gli attori del percorso

alimentare devono essere consapevoli

dell’importanza dell’obiettivo da raggiungere.

La valutazione della qualità dei pasti

nella sua struttura, così come da lei

descritta durante la sua relazione,

propone un’ottica molto più ampia di

quella comunemente adottata. Si tiene

conto infatti non solo del gradimento

degli utenti diretti, ma anche di

quello di parenti e operatori, e di elementi

collaterali quali la riduzione

dello spreco e l’impatto ambientale.

Come siete giunti a questo tipo di

analisi?

Si è partiti dalla valutazione dello stato

nutrizionale per continuare ad analizzare

tutti gli aspetti di alimentazione, nutrizione,

dietetica, ristorazione collettiva, gare

di appalto, ma anche aspetti specifici

legati alla disfagia, gli integratori alimentari,

le interazioni tra alimentazione e

farmaci, ed alla alimentazione artificiale.

Questa tematica è tra l’altro molto importante

poiché l’intervento nutrizionale

artificiale nei soggetti con demenza severa

ed in fase molto avanzata di malattia,

con associata grave iponutrizione, e

con la difficoltà clinica di stabilire una

prognosi, rimanda a complessi aspetti

etici. Da tutto ciò è nata una sensibilità

generalizzata al tema alimentazione e

abbiamo sviluppato attività parallele a

quanto già era in uso: il servizio di ristorazione

in appalto era già centro di attività

di controllo e azioni di miglioramento

secondo quanto costruito nell’ambito

del nostro sistema qualità.

Ed ecco allora il nuovo obiettivo:

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SPECialE /RSa SuMMit 2013

condividere le difficoltà di tutto il percorso

alimentare da chi prepara a chi somministra,

e non ultimo per importanza a

chi consuma, affinché l’essere consapevoli

e condividere le conoscenze permetta

a tutti, secondo la propria professionalità

e livello di responsabilità, di

sapere dare risposte alle criticità che in

ogni momento dell’attività possono

emergere. La condivisione delle conoscenze

è stata raggiunta con attività

formative interne, ogni anno una tematica.

Anche i corsi di formazione per alimentaristi

nel rispetto della normativa

vigente ( L.R. 11/2003) sono stati un

momento di approfondimento operativo

alla luce delle regole igieniche. Le regole

sono utili se si rende chiaro l’obiettivo

da raggiungere: un pasto piacevole è

anche un pasto caldo mantenuto a corrette

temperature che è quello che ci

dice la normativa igienica per prevenire

malattie trasmesse dagli alimenti. La regola

teorica diventa operare correttamente

nel quotidiano, nell’aprire, appoggiare,

porzionare.

Un’attenzione insomma anche nei minimi

particolari.

Un pasto piacevole per tutti: anziani, familiari,

operatori. Un obiettivo impegnativo

e complesso, poiché è trasversale

all’organizzazione del reparto e più in

generale dell’Azienda. Tutto è nel rispetto

delle premesse generali definite nei

capitolati per l’affidamento dell’appalto,

con attenzione agli sprechi e all’impatto

ambientale. Meno rifiuti, meno trasporti

e meno operazioni di smaltimento, minor

Numerosi studi confermano come

l’istituzionalizzazione possa essere un importante

fattore di rischio nutrizionale per l’anziano e

sottolineano l’importanza di realizzare interventi

di sorveglianza nutrizionale.

In primo luogo è utile considerare lo stato

nutrizionale e i fabbisogni in merito allo stato di

salute e alla condizione di non autosufficienza.

Un’adeguata valutazione dello stato nutrizionale è

fondamentale per individuare i soggetti a rischio

di malnutrizione o malnutriti

costi. In questi anni, periodo di crisi per

molti, eliminare cibo è veramente grave.

Aiutati da un buon programma informatico

teniamo in memoria tutte le abitudini

alimentari espresse dalle persone

anziane o dai familiari a volte testimoni

increduli di cambiamenti di gusto inaspettati.

In alcuni anziani la memoria persiste

e in altri è più labile, spesso rimane

il gradimento del sapore dolce, sapore

di ciò che ci ha alimentato appena nati.

Attraverso quale percorso il Giovanni

XXIII è arrivato all’attuale, originale,

proposta alimentare per i suoi ospiti?

Dopo anni di gestione interna di una

cucina e poi delle attività di controllo

degli appalti abbiamo rivisto le attività di

“controllo della qualità” dando anche

carta bianca ai familiari nei suggerimenti

e nei criteri di valutazione. Non più lamentele

o segnalazioni passive ma un

gruppo di familiari è diventato parte atti-

va del processo di controllo dopo aver

identificato insieme i criteri per misurare

la qualità del servizio e del clima. Avevo

fino al 2007 svolto la mia attività con

attenzione ed il sostegno dei responsabili

dei reparti, ma ero ‘sola’ con le mie

conoscenze tecniche, sicuramente cresciute

negli anni ed arricchite da esperienze

personali. Sollecitata da nuovi

colleghi ed incontri e confronti a più mani,

ho capito che i familiari erano gli occhi

diversi con cui cogliere la qualità del

servizio, completare quella sensibilità

che l’attività di tanti anni aveva un po’

disperso.

Diverso dal consueto, in quanto differente

dai menù tradizionali, è anche il

tipo di alimentazione proposta, che

vede molti piatti dolci, pensati per andare

incontro ai gusti di persone con

importanti difficoltà di alimentazione.

Cosa sono esattamente questi piatti,

come e perché sono stati ideati?


La compilazione del menù è una attività

non semplice, il menù non può essere

ripetitivo, tanti vivono da noi per anni. Se

i piatti sono tanti è possibile trovare anche

la pietanza gradita a qualche singolo

che mangiava per consuetudine senza

una completa soddisfazione. E per soddisfazione

intendo nutrizionale ma anche

sensoriale; introdurre un piatto

nuovo che un anziano mi richiede

passando tra i tavoli o che un familiare

mi sollecita ad inserire è un

obiettivo raggiunto.

Ci potrebbe raccontare un caso

significativo?

Ricordo sempre questo episodio: un

familiare lamentava che si mangiava

poca verdura, che non trovava la verdura

di consistenza adatta per il proprio

congiunto, poco saporito, poco

cotto, poche fibre ed altro ancora. Ho

chiesto di trasformare la lamentela in

proposta: insieme abbiamo inventato e

reso sempre presente nel menù serale il

purè di verdura, che si affianca a quanto

già preparavamo, primi piatti con verdure,

contorni frullati ed altro ma che ha

trovato la completa soddisfazione di

quel familiare, di quell’anziano e di tanti

altri ancora.

E così ancora le ricette delle preparazioni

cremose dolci e salate per i disfagici:

è abbastanza semplice imitare

una ‘pappa’ che si usa per lo svezzamento,

più difficile è inventare una ricetta

di cremosa dolce che contenga

tutti i principi alimentari. Ed ecco allora

usare farine diverse, formaggi morbidi

ma anche uova, e alcune volte

anche carne da unire con le fibre della

zucca, della carota, del mais. Un piatto

completo e appetibile, caldo perché i

disfasici riescono a deglutire meglio

se l’alimento è caldo o freddo. Non

possiamo somministrare solo budini o

gelati, servono materie prime varie: ho

chiesto ai cuochi delle ditte di ristorazione

di venire a trovarci, di guardare

gli anziani mangiare e poi di lavorare di

fantasia, di costruire ricette per loro.

Ora abbiamo varie ricette di creme

dolci al cioccolato, ai frutti di bosco, al

caramello, ma anche alla zucca, al

mais e carota, contengono carboidrati

e proteine apportati da alimenti diversi.

Meglio prevenire

che curare

Costante Emaldi

è il Presidente

di Corif, la CooperativaRavennate

Infermieri

e Fisioterapisti

che si occupa

della gestione di

servizi per persone con disagi psicofisici.

“Tecniche e presidi per la gestione e

la mobilizzazione del paziente allettato”

è il tema relazione che ha presentato

al Summit RSA 2013, nella quale

ha fra l’altro fatto riferimento ad una

ricerca svolta in undici CRA (Case Residenza

Anziani) di Ravenna. Da questa

ricerca è risultato che, nel 2010,

su 619 utenti complessivi 498 (cioè

l’80 per cento) trascorrono la giornata

fra letto e carrozzina. Altissima anche

la percentuale degli utenti che trascorrono

ogni giorno a letto più di

dodici ore.

Dati che dimostrano chiaramente come,

per il benessere dell’anziano in

casa di riposo, debbano essere tenuti

in adeguata considerazione le adeguate

posture, sia a letto che in carrozzina,

e gli ausili di vario genere che

le favoriscono.

Per approfondire questi temi abbiamo

rivolto al Signor Emaldi alcune domande.

Dal suo punto di vista i presidi per la

gestione e la mobilizzazione del paziente

allettato rientrano in ambito

core o no core?

Nel vasto campo dei presidi, meglio conosciuti

ed identificati col nome di ausili,

rivestono un’importanza centrale proprio

quelli dedicati alla prevenzione delle

lesioni da pressione, comunemente

conosciute come ulcere o piaghe da

decubito. Tali presidi rientrano sicura-

L’importanza degli ausili per i pazienti

allettati

mente nell’assistenza core, infatti insieme

alle corrette posture, prevengono le

lesioni della cute evitando alla persona

interessata le drammatiche complicanze

che in alcuni casi portano fino alla morte.

L’utilizzo dei sistemi antidecubito non

va generalizzato ugualmente per tutti gli

utenti, ma in base alla valutazione del

rischio individuale si sceglie il presidio

adeguato.

Nel suo intervento al Summit RSA

2013, in riferimento alle piaghe da

decubito, ha affermato che si tratta di

un problema che va affrontato a 360°,

in quanto coinvolge tutto il sistema

dell’assistenza. Si chiede anche se si

tratti di un tema sul quale si debba

ragionare in termini di risparmio e di

costi/benefici, oppure se si debba invece

tener conto di precisi obblighi

morali ed etici. Cosa ha voluto sottolineare?

Le ulcere da decubito sono un problema

storico e tendono ad essere sottovalutate,

negli ultimi 10 anni il fenomeno si

può dire non sia regredito, anche perché

in Italia il metodo e la prevenzione non

sono molto amati. Come già detto il tema

va affrontato in maniera globale attraversando

tutti i livelli di responsabilità:

dalle istituzioni, ai gestori, agli operatori

e caregiver. Non si può ragionare in termini

di risparmio e/o costo-beneficio sui

sistemi antidecubito perché è dimostrato

che una lesione costa migliaia di euro,

ma ritengo sia di centrale importanza

assolvere obblighi morali ed etici verso

la persona, evitandogli l’evento drammatico

quale è la lesione della cute grave

che comporta all’utente per un tempo

prolungato dolore, sofferenza, immobilità,

vergogna e in alcuni casi perdita della

dignità. Ricordiamoci che una grande

parte delle ulcere da decubito è pre-

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SPECIALE /RSA SUMMIT 2013

venibile attuando le corrette e conosciute

linee guida, buone prassi e buon

senso.

Lei ha parlato di molteplici tipologie di

presidi potenzialmente utili per il paziente

allettato. Quali fra questi sono

assolutamente indispensabili? In termini

di tempo/personale cosa comportano?

La domanda è molto complessa e non si

può definire in qualche riga, fondamentalmente

il presidio deve essere appropriato

al caso ed in questa maniera si

riducono i rischi verso la persona. I vantaggi

poi si riflettono anche sul sistema

assistenziale e sanitario, cui viene moderatamente

ridotta la richiesta dei cambi

di postura (ridotta e non eliminata), da

prove ed evidenze sul campo si nota che

un buon sistema antidecubito riesce a

garantire una discreta sicurezza anche in

caso di postura errata. Inoltre è da tenere

presente che gli operatori spendono

tempo nelle posture e mobilizzazioni al

letto rischiando infortuni per loro e per gli

utenti.

La presenza di idonei presidi in una

RSA può rappresentare un elemento

di valutazione qualitativa?

Nonostante le legge dell’accreditamento

sia incominciata e preveda come obietti-

Sembra che dopo i bisogni vitali, per molti anziani

in RSA, le posizioni a letto e sedute siano le ‘attività

principali’ nel corso delle 24 ore. Nessun’altra

attività impegna per così tanto tempo l’ospite nella

struttura, ma spesso non se ne tiene conto

vo il miglioramento continuo della qualità,

ritengo che alcuni indicatori siano

difficili da inserire e soprattutto da capire

e conoscere. Per adesso ci si muove su

richieste di qualità standard, gli stessi

valutatori faticano a conoscere e discriminare

il livello di questi ausili. Ma come

ho dimostrato nello studio svolto dalla

nostra cooperativa se il 90% circa degli

utenti in RSA passa più di 12 ore a letto

al giorno, sicuramente i presidi ricopriranno

un ruolo centrale nell’assistenza. Il

passaggio importante però è che i gestori

conoscano questo mondo.


LENTE

DI INGRANDIMENTO

SULLE RSA

Quante sono, quanto costano, come funzionano le Residenze Sanitarie

Assistite? A questi interrogativi cerca di rispondere l’ampia e articolata

indagine realizzata da Auser, presentata a fine 2012, che fotografa

una realtà complessa, disomogenea e frammentata

Disomogenea, costosa e sottodimensionata

rispetto alla domanda:

questa l’immagine

dell’offerta di servizi delle Residenze

Sanitarie Assistite in Italia, così

come emerge dalla recentissima inchiesta

promossa da Auser e presentata a

fine 2012.

Dedicate all’assistenza delle persone

non autosufficienti, il numero di queste

strutture – gestite direttamente o tramite

convenzione nell’ambito del Servizio

Sanitario Nazionale – è inferiore alla necessità:

circa 3000, in grado di ospitare

240mila persone a fronte di un fabbisogno

che tocca quota 500mila, e una

distribuzione estremamente diversificata

nelle varie aree del Paese.

I posti letto per gli anziani non autosufficienti

risultano essere complessivamente

162.576; oltre l’84 per cento però si

trova nel Nord Italia dove, in totale, i

posti disponibili nelle Rsa, nelle Case

protette, negli Hospice e, più generale,

in tutte le strutture sanitarie che svolgono

attività di tipo residenziale, sono circa

236 ogni 10.000 anziani, mentre al centro

la disponibilità scende a 76,3 posti

ogni 10.000 anziani residenti e a al sud

addirittura al 16,8.

Non a caso mentre la media europea di

ultra-sessantacinquenni ricoverati in

strutture residenziali è del 5 per cento

circa, il Italia si attesta intorno al 2.

Meno posti del necessario, dunque, e

molto costosi: dalla rilevazione effettua-

foto: IlMAttINoDIPARMA.It

ta da Auser su un campione di 1280

RSA risulta che fra il 2007 e il giugno

2012 la retta più bassa è aumentata in

media del 18,5 per cento e la massima

del 12,8. Nel giugno 2012 ogni ospite

pagava – mediamente – da un minimo

di 52 a un massimo di 60,5 euro, con un

aumento rispetto al dicembre 2011

dell’1,4 per cento.

Il costo complessivo di una giornata di

soggiorno in RSA supera in molti casi i

100 euro al giorno.

A questo proposito l’indagine Auser cita

vari casi: nella “Residenza il Parco” di

Carate Brianza, per esempio, le rette in

vigore dal 1° gennaio 2012 possono

raggiungere, in camera singola, i 127,50

euro al giorno (100,80 per la camera

doppia). E ancora l’RSA dell’A.p.s.p.

DOSSIER

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DOSSIER

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C. Vannetti, nella provincia di trento,

a fronte di un articolato tariffario, evidenzia

come nel 2012 il prezzo per un letto

non convenzionato, applicato ad utenti

residenti fuori dalla provincia o in comuni

trentini non compresi nella Comunità

della Vallagarina, raggiunga i 160 euro

al giorno nel caso del nucleo demenze e

superi i 180 se il paziente deve essere

inserito nel nucleo Namir (per persone

in stati vegetativi).

l’impegno economico richiesto alle famiglie

– così stima un’indagine di Spi

Cgil – cambia a seconda del reddito

dell’assistito e della zona, e va dai 1100

euro delle strutture residenziali fino ai

1400 euro per quelle di tipo socio-sanitario.

Il costo per i Centri Diurni, invece,

può andare dai 250 agli 800 euro

al mese (il riferimento è ai Centri Diurni

Alzheimer). Questi livelli di spesa vengono

confermati anche nel terzo Rapporto

del Network Non Autosufficienza

che, sulla base di una stima aggiornata

al 2006, quantifica il costo medio mensile

di una RSA in 2951 euro, sostenuto

per euro 1505 dalle ASl, per euro

1375 dall’assistito e per 71 euro dai

Comuni: una spesa giornaliera media di

97 euro.

Il costo complessivo annuale delle RSA

veniva stimato già nel 2006 in 2802

milioni di euro, un importo tale da far

considerare questa tipologia di struttura

residenziale la più importante, avendo

superato sia le residenze assistenziali

che quelle sociosanitarie.

Alla luce di questi dati, non sorprende

che i bilanci degli enti gestori delle RSA

siano in crescita, sia per quanto riguarda

gli investimenti che i fatturati.

Nell’ultimo decennio – conferma l’analisi

economico-finanziaria sul “sistema delle

imprese Rsa” realizzata da Auser – il

settore è stato oggetto di fenomeni tipici

della riorganizzazione d’impresa, quali

la crescita dimensionale, il potenziamento

della presenza delle multinazionali

e il forte ricorso a logiche gestionali di

profitto.

“Analizzando un campione significativo

di bilanci finanziari (anno 2011) relativi a

113 strutture residenziali riconducibi-

Anziani over 65anni, % disabili over 65 anni e numero disabili

over 65 anni – anno 2009

Numero anziani % disabili

over 65 anni

Numero disabili

over 65 anni

Piemonte 1.019.577 17,1 174.181

Valle d’Aosta 26.800 15,5 4.162

Liguria 431.695 16,3 70,397

Lombardia 1.990.483 15,9 316.863

Veneto 982.283 19,2 188.438

Trentino-Alto Adige 192.852 13,1 25.225

Friuli-Venezia Giulia 289.395 17,4 50.470

Liguria 0,15 0,22 0,16

Emilia Romagna 986.674 16,1 159.167

Toscana 872.766 17,3 151.295

Umbria 209.066 19,7 41.184

Marche 351.797 17,7 62.370

Lazio 1.136.022 18,1 205.882

Abruzzo 285.063 19,5 55.540

Molise 70.024 19,9 13.916

Puglia 57.272 23,8 180.001

Basilicata 118.448 22,2 26.308

Campania 941.849 22,6 212.864

Calabria 377.273 22,6 85.266

Sicilia 36.211 27,7 259.045

Sardegna 325.987 22,0 71.877

Italia 301.537 19,2 2.354.451

Fonte: Elaborazioni IRES Morosini su dati “Health for all” dell’ISTAT

Spesa complessiva per le RSA per soggetto di provenienza.

Anno 2006 (importi in euro)

Servizio Sanitario

Nazionale

Utente Comune Totale

Spesa complessiva annua 1.428.140.118 1.305.516.956 68.456.040 12.802.113.114

Retta mensile media 1505 1375 71 2951

Percentuale 51% 46,4% 2,4% 100%

Fonte: L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia - 3° Rapporto 8

Strutture Sanitarie Residenziali

Posti letto, anno 2009

Posti letto

nelle strutture residenziali

Posti letto

ogni 100.000 residenti

Nord Occidentale 91.825 576,9

Nord Orientale 69.338 604,4

Centro 24.749 209,8

Sud e isole 15.268 73,2

Italia 201.180 335,0

Fonte: Elaborazioni su dati Ministero della Salute - Annuario statistico del servizio sanitario nazionale, anno 2009. (Gennaio

2012)


ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI, RICOVERI, POSTI LETTO: I DATI

Gli anziani non autosufficienti in Italia

sono circa 3 milioni e mezzo.

Secondo l’Istat gli over 65 disabili sono il

19,2 per cento. Nei prossimi anni, a seguito

del progressivo invecchiamento della popolazione,

il loro numero aumenterà in modo

significativo: si prevede che gli ultra 80enni,

che erano circa il 6 per cento della popolazione

nel 2011, diventeranno il 7,7 per cento

nel 2025 e il 15,5 nel 2060.

Gli ultra-sessantacinquenni che vivono in

strutture residenziali sono il 2 per cento,

l’1,8 per cento quelli inseriti in residenze

sanitarie assistenziali (RSA). Gli anziani seguiti

con la formula dell’assistenza domiciliare

integrata sono circa il 4 per cento. Sia

per quanto riguarda i ricoveri che l’assistenza

domiciliare l’Italia è ancora lontana dalle

medie dei Paesi dell’Europa nord-occidentale,

dove i ricoverati sono il 5 per cento e gli

assistiti a domicilio il 7.

Infatti in Italia i posti residenziali e semiresidenziali

sono circa 240mila, mentre il fabbisogno

viene stimato in 496mila unità. L’assistenza

domiciliare integrata viene erogata a

circa 527mila anziani, su un fabbisogno rilevato

di circa 870.000 assistiti.

Ciò nonostante, le disponibilità stanno progressivamente

aumentando. L’ ISTAT ha rilevato

che i posti letto dedicati agli anziani

(autosufficienti e non) dal 2006 al 2009

sono cresciuti dal 2,2 al 2,6 per cento, mentre

nei presidi socio-sanitari (per non autosufficienti)

nel 2009 la copertura sugli anziani

era circa dell’1,8%.

Marcate differenze fra le varie aree del Pae-

se si registrano anche nell’ambito delle disponibilità

di posti letto, così diversificate da

fare pensare a reali disparità territoriali

nell’accesso ai servizi. In sostanza nel Nord,

in particolare in Trentino-Alto Adige, Lombardia,

Veneto e Friuli-Venezia Giulia, vi sono 3,8

posti letto residenziali ogni cento anziani; il

Centro Italia si colloca sotto la media nazionale

con l’1,8 per cento di posti letto; anco-

SE LO STATO SOCIALE NON BASTA PIù

ra inferiore, cioè l’1,2 per cento, è la percentuale

nelle regioni del Sud.

In conclusione, della grande maggioranza

degli anziani non autosufficienti continuano

ad occuparsi le famiglie, spesso ricorrendo

alle ‘badanti’. Perno finanziario del sistema è

“l’indennità di accompagnamento”, principale

risposta pubblica a fronte della pressante

domanda d’aiuto.

Lo stato sociale va cambiato: ne è convinto l’83 per cento degli intervistati nell’ambito della seconda indagine sulla percezione degli

italiani rispetto ai rischi sociali “Le nuove tutele oltre la crisi”, realizzata da Censis e Forum Ania Consumatori.

Per 8 italiani su 10 dunque l’attuale formula del welfare pubblico non funziona, dovrebbero essere tagliate le inefficienze e canalizzate

le risorse verso non autosufficienti, anziani, immigrati e giovani precari. Non importa – dicono gli intervistati – se sarà necessario

pagare i servizi di welfare in relazione al reddito.

Chi fa le spese dell’attuale situazione sono soprattutto le famiglie che devono farsi carico delle persone non autosufficienti. Non a

caso, sfiduciate dall’attuale situazione, le famiglie reagiscono cercando di autotutelarsi: già ora contribuiscono con 28 miliardi all’anno

alla spesa sanitaria privata e con 11 miliardi all’assistenza domiciliare di anziani e disabili, mentre aumenta chi pensa a strumenti

di tutela più specifici, come le polizze integrative pensionistiche o sanitarie (30 per cento, e la percentuale arriva al 50 per cento

fra gli intervistati di livello socio-economico più elevato).

DOSSIER

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DOSSIER

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li ai principali gestori operanti in Italia

e in particolare nelle regioni del Nord

(Residenze Anni Azzurri S.r.l, Sereni

orizzonti S.p.A., Aetas S.p.A, Segesta

2000 S.r.l.) – si legge nell’indagine Auser

– è possibile svolgere le seguenti

considerazioni: 1) il settore risulta anticiclico

rispetto all’andamento economico

generale (nazionale e mondiale) e ciò

è testimoniato dalla continua crescita

degli investimenti e dei fatturati dei principali

operatori anche in periodi in cui la

crisi finanziaria internazionale ha colpito

la generalità delle attività economiche;

2) gli utili di settore risultano in diversi

casi cospicui; 3) il mercato italiano è

oggetto di penetrazione da parte di operatori

esteri, prevalentemente francesi.”

Ciò nonostante vi è una quota significativa

di operatori (quelli più piccoli, soprattutto

ditte individuali) che registra

annualmente disavanzi di bilancio.

Altro ambito problematico è quello relativo

alla disponibilità di posti letto: circa

il 45 per cento dei responsabili di RSA

ha confermato l’esistenza di liste di attesa.

I tempi per l’accesso ad una struttura

residenziale o semiresidenziale vanno

in media da 90 a 180 giorni; in certi

casi sono molto più lunghi, in lazio possono

arrivare a 11 mesi.

Diversificata anche la situazione del personale:

il quadro degli organici è variegato,

con un forte ricorso alle forme di

outsourcing, molti contratti a termine

(32 per cento) e inquadramenti professionali

non sufficientemente definiti, con

pochi addetti inquadrati come infermieri

professionali e scarsa visibilità di altre

figure specialistiche.

“Sono molte, troppe le criticità che ancora

emergono in questo settore – ha

affermato in occasione della presentazione

della ricerca Michele Mangano,

presidente nazionale Auser – dopo la

nostra denuncia dello scorso anno e la

nostra audizione alla Commissione presieduta

dal senatore Marino. Chiediamo

più controlli severi sul funzionamento sia

delle Case di riposo private che delle

RSA. la nostra indagine mette in evidenza

inoltre che l’eccessiva genericità

delle Carte dei Servizi che abbiamo esaminato

rendono inaccettabili l’aumento

delle rette, già molto elevate, e le liste

d’attesa interminabili. Noi sosteniamo da

tempo – ha proseguito Mangano – che

si deve spingere verso la domiciliarità,

verso un sistema a rete che sul territorio

aiuti e sostenga le famiglie nel lavoro di

RSA E CARTE DEI SERVIZI,

UN PANORAMA DI LUCI ED OMBRE

cura dei non autosufficienti. Ma il problema

della non autosufficienza nel nostro

Paese, continua a non essere affrontato

con serietà e responsabilità, c’è il rischio

concreto di un collasso di tutto il sistema.”

La “Carta del Servizio”, documento con cui enti ed aziende esplicitano princìpi e

criteri per l’erogazione delle proprie forniture, stabilisce gli standard qualitativi che

vengono assicurati alla clientela.

L’adozione di questo strumento e i suoi contenuti sono particolarmente importanti

nelle RSA – e possono costituire un significativo elemento di valutazione nella scelta

di una struttura piuttosto che di un’altra – in quanto i fruitori dei servizi non sono

autosufficienti, e quindi difficilmente in grado di “farsi sentire” se qualcosa non va.

L’indagine di Auser ha esaminato anche, per la prima volta, le “carte dei servizi”

adottate dalle RSA e dalle case di riposo, e i risultati lasciano intravedere una realtà

di luci ed ombre.

Cosa è emerso?

La buona notizia è che la stragrande maggioranza delle strutture, circa l’88 per

cento, ne dispone, e il 70 ha un regolamento interno. Nel 95 per cento dei casi

vengono rispettati i principali requisiti previsti dalle

normative, sia dal punto di vista igienico-sanitario

che per quanto riguarda l’abbattimento delle

barriere architettoniche. Agli anziani ricoverati

inoltre viene proposta una discreta scelta di

servizi generali di vita collettiva erogati direttamente

dalle RSA.

La cattiva notizia è che in diverse strutture la

Carta dei Servizi è poco più di un proforma: non

viene considerata come strumento chiave

degli impegni nei confronti

dell’utenza, e l’informazione sui

suoi contenuti non è adeguata.

Infatti solo dal 45 per cento

delle Carte si riescono ad

estrapolare dati su “come

la struttura intende operare”.

Scarse sono inoltre

le informazioni sui servizi

aggiuntivi proposti

dalle RSA rispetto

all’offerta base, e il

loro costo (riscontrato

solo nel 29 per

cento dei casi).

Incomplete anche le informazioni sugli

organismi rappresentativi e sul loro

ruolo all’interno della struttura aziendale,

evidenziate solo nel 18 dei casi.

CARTA

DEL SERVIZIO


Dieci regole per scegliere con

coscienza una residenza “doc”

Come scegliere una casa di riposo o una RSA per sé o per un proprio familiare?

Di quali caratteristiche ed elementi tener conto, e come valutarli per evitare

di trovarsi in situazioni spiacevoli? Precise indicazioni vengono dalle regole stilate

da Auser a corredo dell’indagine svolta

IL DECALOGO

la struttura per poter esercitare l’attività

socio-sanitaria deve essere in possesso

delle autorizzazioni ed operare in regime

di accreditamento.

Verificare la presenza della struttura

negli elenchi regionali o comunali

di competenza.

Nel caso di anziano non autosufficiente,

quando esso ha difficoltà a

vivere nella propria abitazione, non ha

cure oppure le cure fornite da altri servizi

quali ad esempio dall’Adi (assistenza

domiciliare integrata) il Centro Diurno

Integrato o i Servizi di Assistenza Domiciliare

comunali non sono più sufficienti,

può rivolgersi in prima persona o tramite

un familiare direttamente alla Rsa o in

altra struttura specializzata nella quale

intende essere assistito. le strutture

RSA convenzionate (a contratto con

l’Asl) consentono di ridurre i costi per

l’utenza, in quanto in genere è prevista a

carico della persona ospite una partecipazione

ai costi sociali e alberghieri,

mentre la Regione paga la quota sanitaria

(la compartecipazione ai costi varia

da regione a regione). Qualora la persona

interessata non fosse in grado di sostenere

i costi del ricovero presso le

RSA, può rivolgersi all’assistente sociale

del Comune di residenza per avere tutte

le indicazioni del caso, che gli verranno

fornite sulla base delle norme regionali

vigenti al momento della richiesta.

occorre accertarsi che al momento

dell’ingresso nelle Rsa l’ospite

sia oggetto di una valutazione da parte

dei medici della struttura e venga predisposto

un Piano di Assistenza Individuale

nel quale devono essere fornite tutte

le indicazioni su quanto c’è da fare per

garantire un’assistenza appropriata secondo

i bisogni della persona. Ciò significa

che il personale della Rsa si prenderà

cura della persona seguendo le indicazioni

contenute nel Piano.

ogni Casa di Riposo ed RSA deve

fornire la Carta dei Servizi, nella

quale sono indicate tutte le informazioni

sulle prestazioni previste, sui servizi offerti

e le specifiche dettagliate delle rette.

occorre accertarsi che la Carta dei

Servizi sia stata approvata recentemente,

fornisca informazioni sull’ubicazione

della struttura e sui mezzi di trasporto

idonei a raggiungerla, sulla presenza di

servizi “a richiesta” e di costi aggiuntivi

per l’utenza, su come l’ospite e la propria

famiglia possono presentare eventuali

reclami in merito alla conduzione della

Rsa. È preferibile scegliere una Rsa o

Casa di Riposo che indichi (nella Carta

dei Servizi) standard generali e specifici

delle prestazioni rese all’utenza come

obiettivi di qualità. È importante inoltre,

che i responsabili della struttura consentano

all’ospite di fare eventuali “rientri”

temporanei nel proprio domicilio.

l’ubicazione della Casa di Riposo/

RSA è molto importante. Una strut-

tura troppo periferica e lontana, costringe

l’anziano ad una sorta di “migrazione”

forzata con pesanti conseguenze

sul piano psichico.

occorre accertarsi della tipologia

di figure professionali medico infermieristiche

presenti nella struttura e

sulle modalità della loro presenza (sulle

24 ore, solo in alcuni orari della giornata

o a chiamata).

Il servizio di mensa e refezione

deve poter fornire pasti adeguati

alle esigenze nutrizionali di utenti anziani.

È importante informarsi sulla possibilità

per l’ospite di ricevere assistenza

al pasto.

le strutture possono fornire anche

un servizio religioso, di solito

molto apprezzato dagli anziani.

Il volontariato del territorio che ha

accesso alla struttura è un aspetto

molto importante, fornisce attività di

intrattenimento e socializzazione ed è

una presenza attenta e costante di monitoraggio.

Rapporti aperti e collaborativi

della Casa di Riposo/RSA con la

comunità locale sono indice di trasparenza.

AUSER: 1400 SEDI E OLTRE 40.000 VOLONTARI

Auser (sigla che sta per “Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà”)

è un’associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire

l’invecchiamento attivo degli anziani e nel far crescere il ruolo dei senior nella

società. Diffusa in tutta Italia, conta circa 1400 sedi, circa 270mila iscritti, e può

contare su una “base operativa” di oltre 40.000 volontari attivi.

DOSSIER

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26

NUOVE PROGETTUALITà

QUANDO TUTTO

Bioarchitettura, ecostenibilità, risparmio

energetico. Anche nella progettualità

delle residenze per anziani

si cominciano ad evidenziare nuove

filosofie costruttive, in linea con

le trasformazioni culturali e sociali

dei tempi. Dove anche il fattore estetico

ha la sua importanza

Cosa significa decidere di costruire

una residenza per

anziani cambiando il consueto

approccio progettuale,

a favore di qualcosa di veramente

innovativo? Si tratta soltanto di usare

materiali diversi, ottiche differenti, o anche

di pensare la residenza per anziani

con una consapevolezza nuova? In effetti,

la bioarchitettura che comprende

l’eco-sostenibilità, con l’inserimento armonioso

degli edifici nel contesto preesistente

e l’uso di materiali specifici,

tenendo conto anche del risparmio

energetico, ha un approccio costruttivo

globale, olistico, nuovo e diverso

dal consueto, nel quale esiste una

interazione vitale tra edificio, ambiente,

persona. Gli edifici di conseguenza

sono particolarmente accoglienti,

connotati da un’estetica accattivante

e nascono da una profonda riflessione

sulle esigenze non solo logistiche,

ma anche emozionali e di gradevolezza

dell’ambiente da parte dell’anziano.

Per capire meglio, entreremo in

merito a due interventi che saranno

prossimamente realizzati, uno a Lecce

e uno a Ibiza.

Due edifici, un solo approccio progettuale:

così nasceranno due realtà residenziali

rivolte ai senior iberici e italiani.

Sono state concepite per rispondere in

maniera ottimale alle esigenze che na-

scono dalle caratteristiche fisiche, psichiche

e comportamentali “dell’utente

anziano”, spiega il progettista, l’architetto

leccese Bart Conterio. E non solo

in quanto alla reale prestazione funzionale,

ma anche a livello di accettabilità

estetica da parte dell’utenza. “Infatti

molte volte, per venire incontro all’esigenza

di funzionalità, fruibilità e relazionabilità

dello spazio destinato all’anziano

la progettazione viene ‘depurata’ da

tutti i valori estetici, dando origine a

forme, ambienti ed attrezzature oggettivamente

infelici ed anonime”, sottolinea

Conterio, che opera nel settore

specialistico dell’edilizia sostenibile,

quindi di architettura bioclimatica, bioedilizia,

efficienza energetica.

Partiamo dalla Spagna. Nell’isola iberica

verrà realizzato un intervento molto

interessante firmato da Conterio, che è

destinato ad una clientela internazionale

di anziani autosufficienti.

Il progetto della residenza, commissionato

da un privato, ha un look moderno,

accattivante, molto piacevole, dà l’idea

di relax, vacanza, eleganza e comfort.

Nulla suggerisce le vulnerabilità e la

precarietà della vecchiaia, bensì viene

messa in moto la voglia di organizzare

un’altra vacanza negli alloggi estivi, che

potrebbero essere utilizzati anche per

passare un piacevole inverno lontano

dal freddo e dall’umidità. “Sono 35 al-

loggi per un totale di 100 posti letto,

collocati in un parco privato di circa 14

ettari, immersi nella macchia mediterranea,

con l’intento di mitigare l’impatto

ambientale sull’area e tutelare la privacy”,

spiega l’architetto. Ogni residenza

si caratterizza per una autonomia sia

funzionale che energetica, con una

conseguente riduzione dei costi gestionali

nei periodi di occupazione solo parziale

degli alloggi. Inoltre ogni tipo di

attività ha una sua area preposta (svago,

soggiorno, riposo) il tutto con una


INTERAGISCE

flessibilità organizzativa degli spazi.

Il contesto microclimatico delle residenze

ha influenzato anche i vari elementi

architettonici, come la collocazione delle

vetrate, la scelta delle superfici opache,

o delle schermature.

L’intervento è stato infatti concepito

sulla base dei principi dell’architettura

bioclimatica, in funzione della quale

ogni alloggio verrà posizionato e orientato

in modo da attenuare o sfruttare al

meglio gli effetti delle variazioni naturali,

con particolare riferimento alla radia-

Le nuove progettazioni devono essere particolarmente

accoglienti, connotate da un’estetica accattivante e

nascono da una profonda riflessione sulle esigenze non

solo logistiche, ma anche emozionali e di gradevolezza

dell’ambiente da parte dell’ospite senior

zione solare, alle escursioni termiche e

all’andamento dei venti dominanti. Un

esempio? Alcuni ambienti destinati al

soggiorno, concepiti come “serre solari”,

sono stati ubicati sul lato sud per

beneficiare dell’illuminazione naturale

durante i mesi invernali (guadagno solare

passivo). “Sul lato delle residenze

esposte a nord – spiega l’architetto –

essendo presente una notevole di-

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NUOVI PROGETTI /BIOARCHITETTURA

Troppo spesso, per venire incontro all’esigenza

di funzionalità, fruibilità e relazionabilità dello

spazio destinato all’anziano la progettazione viene

depurata da tutti i valori estetici, dando origine a

forme, ambienti ed attrezzature oggettivamente

infelici ed anonimi

spersione termica, dovuta alla

presenza dei venti dominanti e

causata dell’impossibilità di avere

un guadagno termico passivo, non

sono state create aperture, se non

quelle zenitali (pochi millimetri) per

favorire la luminosità naturale.”

L’obiettivo primario del progetto è

stato quello di massimizzare l’effetto

“impatto sole-aria” sui singoli

alloggi nei periodi sottoriscaldati e

minimizzarlo durante le stagioni

surriscaldate. “Per questo abbiamo

analizzato l’andamento del sole e

sono stati calcolati l’andamento

dei venti dominanti e le variazioni

di quantità di energia solare incidente.

In particolare al fine di sfruttare

al meglio la ventilazione naturale

dei mesi estivi, le aperture di

uscita dell’aria sul lato sottovento

sono state sovradimensionate rispetto

a quelle di entrata nel lato

sopravento, anche per migliorare la

continuità tra le aree verdi esterne

e le zone di soggiorno all’interno di

ogni singola residenza.”

È molto interessante anche l’intervento

che verrà realizzato a Lecce,

sempre su progetto dell’architetto

Conterio, su commissione di una

società che solitamente opera nel

settore alberghiero e della costruzione,

al suo esordio nell’ambito

delle residenze per anziani. Si tratterà

di un eco-resort nZEB (nearly

Zero Energy Building, vale a dire

un edificio a consumo di energia

quasi nullo) che si rivolgerà ad anziani

autosufficienti e non, offrendo

40 camere a 2 letti con servizi integrati

dedicati a riabilitazione, svago,

cultura, laboratori, fitness e

benessere.

“La necessità di disporre di soli

due piani fuori terra – dice Conterio

– ha portato ad uno sviluppo di

un unico blocco edilizio con tipologia

a corte centrale.”

La forma dell’edificio ha consentito

inoltre di beneficiare di ampie aperture

vetrate, orientate in modo da

favorire l’apporto termico nei mesi

invernali, e di schermi solari costi-


DA SAPERE

Linee guida aLL’insegna deLLa modernità

Cosa caratterizza le strutture di Ibiza e di Lecce progettate da Bart Conterio:

Un approccio progettuale basato sui criteri dell’architettura

sostenibile (bioedilizia, architettura bioclimatica ed efficienza

energetica) in modo da ottimizzare le condizioni di esposizione,

orientamento, ventilazione e illuminazione naturale, ai fini sia del benessere

termo-igrometrico e del comfort all’interno degli ambienti, che del

funzionamento ‘naturale’ degli edifici, con conseguente contenimento dei

consumi energetici;

Utilizzo di materiali, finiture e complementi d’arredo dotati di

caratteristiche anallergiche e, per quanto possibile, ecocompatibili,

preferendo l’uso di materiali e tecnologie prodotte in loco a “km

zero” e comunque analizzando l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del

prodotto, mediante l’adozione della politica delle 3R (riduzione, riutilizzo,

riciclaggio);

Una completa fruibilità degli spazi, sia interni che esterni delle

strutture, da parte di persone con ridotte o impedite capacità

motorie, garantendo ottimi livelli di benessere termico, acustico ed

illuminotecnico all’interno degli alloggi;

Arredi e attrezzature appositamente studiati, facendo particolare

attenzione all’ergonomia e comunque alle specifiche esigenze

dell’anziano, anche mediante un utilizzo adeguato del colore;

Uno studio approfondito sulla sicurezza e prevenzione degli infortuni;

Caratteristiche costruttive tali da agevolare manutenzione, uso e

pulizia degli arredi e degli ambienti.

tuiti dai “brise–soleil”, progettati sulla

base dell’angolo d’incidenza della radiazione

solare nelle diverse stagioni,

per prevenire spiacevoli fenomeni di

surriscaldamento.

Quanto agli interni? Conterio sottolinea

come sia i percorsi che gli spazi siano

stati dimensionati in modo da consentire

un movimento agevole del personale

e della clientela, evitando interferenze

tra i vari percorsi e le attività, sulla

base di un’attenta verifica ergonomica

e funzionale.

Entrando nel dettaglio, nelle strutture

ricettive tutto è stato studiato secondo

i parametri di bioedilizia, architettura

bioclimatica ed efficienza energetica,

con completa fruibilità degli spazi, sia

interni che esterni. Materiali, finiture e

complementi d’arredo sono anallergici

e, per quanto possibile, ecocompatibili.

Inoltre arredi e attrezzature sono stati

appositamente studiati, facendo particolare

attenzione all’ergonomia e alle

specifiche esigenze dell’anziano, anche

mediante un utilizzo adeguato del colore.

Ogni aspetto rientra nei parametri

della sicurezza, della prevenzione degli

infortuni, di una facile manutenzione e

di un’agevole pulizia.

Nelle foto di queste pagine,

i rendering dell’innovativo progetto

dell’architetto Bart Conterio.

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30

NUOVE VISIONI

Un

Una struttura prefabbricata in legno, spazi

che richiamano la distribuzione abitativa

e non ospedaliera, risparmio energetico,

atmosfere con qualcosa in più. La nuova

residenza in costruzione ad Albareto d’Adige

Ca’ de Nonni, promette una nuova e più

sensibile accoglienza per i suoi ospiti, con

un comfort olistico e al contempo con un

contenimento dei costi di gestione

-lifestyle

Un’area di ottomila metri quadri

accoglierà la residenza Ca’

De Nonni ad Albaredo D’Adige

vicino a Verona. Comprenderà

quasi novanta posti letto, una decina

di comunità alloggio, un centro

diurno sociale ed un centro diurno sanitario.

La realizzazione dell’edificio, che si

articolerà su due piani con due ampi

cortili interni e spazi verdi protetti, è in

via di realizzazione ad opera della Cooperativa

sociale Csa di Verona cui è

stato assegnato questo compito, oltre

alla progettazione e alla futura gestione


Lo sforzo progettuale è

riuscire a far coesistere

il rispetto degli standard

obbligatori relativi

alle dimensioni, con

l’esiguità dell’area

sulla quale costruire

della residenza. Questa è la notizia della

costruzione di una moderna residenza

per anziani corredata da una serie di

servizi, capace di accogliere ospiti autosufficienti

e non, in un contesto piacevole

ed efficiente. Una notizia indubbiamente

positiva che tuttavia potrebbe

essere simile a molte altre. Ma la differenza

tra questa ed altre nuove strutture

del settore risiede nelle innovative modalità

di progettazione e di edificazione

che si stanno applicando per la

realizzazione di questa residenza per

anziani.

In questo caso si parla infatti di struttura

lignea prefabbricata e di metodi di bioarchitettura

con consistenti risparmi

energetici.

“La scelta di utilizzare il legno come materiale

costruttivo è connessa alle esigenze

progettuali e a quelle del committente”,

spiega l’architetto Giorgio Gabrieli.

“La tecnologia di prefabbricazione in legno

brevettata dall’azienda leader del

settore Wolf Haus, consente una progettazione

integrata ottimale, per riuscire a

soddisfare sia i vincoli preesistenti dal

punto di vista tecnico e volumetrico, sia

la necessità di esprimere tutta la creatività

nelle scelte architettoniche.”

Lo sforzo progettuale è stato quello di

riuscire a far coesistere il rispetto degli

standard obbligatori relativi alla dimensione

di strutture di questo tipo con la

limitatezza dell’area sulla quale costruire.

In questo senso è risultata vincente

la scelta di utilizzare una struttura lignea

come quella della Wolf Haus che, grazie

alle sue pareti esterne con spessore

inferiore ai 30 cm, assicura prestazioni

di coibentazione molto superiori a qualsiasi

parete in calcestruzzo e mattoni.

Ma oltre all’aspetto puramente tecnico,

questa struttura presenta degli elementi

peculiari anche in relazione

COME BIO VUOLE

Sono in aumento gli edifici per anziani realizzati in bioedilizia e con

particolari criteri? Non possiamo dare una risposta statistica in questo

senso, anche se è evidente l’interesse nelle nuove strutture costruite

secondo questi canoni.

Di certo, come conferma l’architetto Giorgio Gabrieli, questo settore è in

forte crescita in tutto il comparto dell’edilizia. E fa notare come non solo case, ma

anche scuole, uffici ed edifici pubblici e privati sempre più spesso siano costruiti con

la prefabbricazione in legno. Non a caso è l’unico settore in controtendenza, che non

sta conoscendo la crisi che attanaglia l’edilizia tradizionale.

Per quanto riguarda gli edifici per anziani, l’architetto si augura – e ne è convinto –

che questa strada verrà sempre più percorsa, poiché consente di offrire un comfort

abitativo migliore agli ospiti, e un contenimento importante dei consumi per il

gestore. Sono considerazioni importanti che segnano una strada da percorrere anche

nel nostro settore, per porre sempre maggior attenzione agli ospiti e,

contemporaneamente, per ottimizzare i propri costi di gestione.

I PUNTI A FAVORE

DELLA SOLUZIONE PREFABBRICATA

Senso di calore e accoglienza dell’involucro;

Flessibilità di costruzione, adeguamento alle necessità distributive

e costruttive, e soprattutto l’altissima efficienza energetica che consente

la tecnologia costruttiva della Wolf Haus;

Le pareti esterne con spessore inferiore ai 30 cm, che assicurano

prestazioni di coibentazione molto superiori a qualsiasi parete in calcestruzzo e

mattoni;

Velocità di realizzazione: costruendo in pochi mesi, si consente

al committente di rendere fruibile e funzionale subito la struttura;

Libertà di esprimere completamente la creatività nelle scelte

architettoniche.

all’accoglienza, che la differenziano

da una residenza costruita con materiali

e spazi concepiti in maniera tradizionale.

Giorgio Gabrieli individua un primo

grande elemento di differenziazione proprio

nella scelta del legno. “Questo materiale

ha qualcosa in più, riesce a trasmettere

una sensazione di accoglienza

e di calore maggiore rispetto ai materiali

tradizionali”, precisa. “Il comfort interno

e il benessere abitativo che dona la

tecnologia costruttiva della Wolf Haus

sono immediatamente percepibili en-

trando in una struttura in legno.” Anche

la scelta dell’organizzazione degli spazi

è molto interessante poiché l’avvicina

ad una residenza alberghiera e non

ospedaliera.

Le stanze rispecchiano questo concetto.

Saranno utilizzate solo da due ospiti, con

bagno privato e con gli spazi giorno, soggiorno

e pranzo, dislocati nelle vicinanze

ma separati, che richiamano la distribuzione

delle abitazioni, secondo i canoni

zona giorno-stanza da letto, e possibilità

di uscire in giardino. L’attenzione per gli

anziani ospiti si individua anche nella

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NUOVE VISIONI /ECORESIDENZE

La qualità si fa anche, e

soprattutto, pensando ad

un ambiente che sia il più

confortevole possibile

scelta dei colori tenui presenti sia

all’interno che nella parte esterna dell’edificio,

in grado di dare un senso di rassicurante

familiarità e riconoscibilità.

Anche i giardini rivestono un ruolo

importante che rientra nel concetto

dell’impronta non ospedaliera della

struttura. “Dotare la struttura di ampi

giardini interni contenuti in un perimetro

edificato, ma aperti verso l’esterno per

mezzo di porticati, propone e presuppone

un uso tipicamente abitativo, trasmettendo

il senso di ‘privato’”, sottolinea

l’architetto Gabrieli. “L’ospite anziano

può trascorrere alcuni momenti all’aperto

in relax sia da solo che in compagnia

di altri ospiti, così come con i parenti in

visita, come fossero nel giardino di casa.”

I giardini interni hanno inoltre consentito

di ‘aprire’ la struttura, dando a

tutti gli ambienti affacci luminosi e ampie

visuali verso l’esterno, ed hanno sempre

delle fughe visive verso l’esterno. In particolare

uno sarà destinato ai malati di

Alzheimer, con la realizzazione di un

“giardino di Priamo”.

IL PUNTO DI VISTA

L’ospite prima di tutto

La qualità della vita in tutte le sue declinazioni, è al centro della filosofia che

la direzione di Ca’ de Nonni applica nelle proprie scelte, sia in relazione alla

struttura architettonica della nuova residenza, sia nell’approccio con gli anziani

ospiti, primi davanti a tutti

Ca’ de nonni è in Costruzione. Richiama l’attenzione

della gente di Albaredo d’Adige che ci passa a

fianco e che vede crescere questo gigante con compiacimento,

perché malgrado la sua mole si inserisce armoniosamente

tra le altre costruzioni dell’abitato, con le sue

forme ben fatte ed i colori particolari dell’intonaco.

“Il nostro è un edificio speciale”, sottolinea con un certo

orgoglio e coralmente la direzione. “Offre agli ospiti, ai

familiari, ai visitatori ed al personale una importante opportunità

da tenere in seria considerazione per la qualità

della vita. E la scelta di costruire con la tecnologia in legno

della Wolf Haus è principalmente legata a questi

principi.”

La filosofia che la direzione sta seguendo è molto precisa

e si riflette su diversi elementi. Uno di questi è che nel

contesto del ‘mercato dei servizi’, a parità dei costi della


Nelle foto: i rendering del progetto e alcuni momenti della costruzione. I lavori sono ormai in fase avanzata.

retta, sarà la qualità a fare la differenza nei tempi a venire.

Ed è su questa che stanno lavorando anche con le scelte

effettuate per la costruzione dell’edificio.

“La qualità si fa con la formazione continua del personale,

con la sua sensibilizzazione ad un approccio con

l’ospite, che sia il più umano possibile, oltre che professionale”,

proseguono. La qualità si fa anche diffondendo

tra i vari attori del servizio una visione filosofica condivisa,

che colloca al primo posto l’ospite, poi il familiare, infine

il collega lavoratore.

Ma la qualità si fa anche e soprattutto pensando ad un

‘ambiente’ che sia il più confortevole possibile. E la direzione

di Ca’ De Nonni sottolinea come non si possa

prescindere dal calore che proprio l’ambiente diffonde

fisicamente, mantenendo un micro clima salubre e confortevole,

ottenibile solo con il legno. Ma sono anche altri

i particolari importanti ai quali la direzione della struttura

ha voluto puntare. Dalla particolare attenzione al circolo

dell’aria che mantiene gli ambienti familiari liberi da odori

sgradevoli, allo studio dei colori tenui e alle vie colorate

che orientano l’ospite ai giardini interni. Sino agli arredi

tutti in legno, con angoli smussati, e alla scelta di dotare

di televisore e di telefono le camere.

“Sono i letti a quattro snodi, i gas medicali, i materassi

antidecubito che ci ricordano che la struttura ha anche

una valenza socio assistenziale e sanitaria.” Malgrado

tutto il necessario utile a provvedere alla salute degli

anziani ospiti possa rappresentare un aspetto più crudo

del contesto, la residenza così come è stata pensata e

come diventerà, promette comunque di riuscire a regalare

una leggerezza maggiore all’ambiente, un confortevole

abbraccio quotidiano agli ospiti, grazie alle scelte architettoniche

e di design, alle accortezze e alle attenzioni,

scelte e volute fortemente.

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34

EDILIZIA

SPERIMENTARE

IL FUTURO

Volare al di sopra dei soliti schemi,

dei parametri di sempre, dei

vecchi riferimenti, è una scelta

che si può fare in qualsiasi contesto,

decidendo di cambiare rotta. Ed è

curioso, e forse non è un caso, che proprio

BIRD (in inglese: uccello), sia l’acronimo

che sta per: Bioedilizia, Inclusione

sociale, Risparmio energetico e Domotica,

con il quale è stato denominato il

progetto sperimentale per la realizzazione

di una residenza per anziani, di Sanpolino

(Brescia), finanziata dalla Regione

Lombardia con quattro milioni di euro e

da Aler di Brescia con oltre due milioni di

euro.

“Si trattava di un finanziamento regionale

finalizzato proprio alla costruzione di una

residenza per anziani, con un intervento

sperimentale per il quale esistevano linee

guida elaborate dal Politecnico di Milano,

alle quali il progettista ha dovuto riferirsi”,

spiega l’ing. Danilo Scaramella di Aler,

direttore dei lavori dell’intervento. Durante

i lavori, rispetto alle decisioni iniziali, ci

sono stati alcuni cambiamenti di carattere

impiantistico, che hanno posto maggiore

attenzione al risparmio energetico,

riducendo la parte domotica. Molta importanza

è stata data anche allo spazio

verde che fa parte dell’area BIRD, realizzato

per favorire le passeggiate degli

anziani autosufficienti che abitano negli

alloggi.

“Le abitazioni vengono assegnate da Aler

ad anziani autosufficienti, secondo una

graduatoria”, spiega Scaramella. Il comune

di Brescia mise in moto sin dall’inizio

Nel quartiere Sanpolino, nella periferia

sud-ovest di Brescia, si trova una recentissima

residenza per anziani, denominata BIRD. Il

suo progetto ha un carattere sperimentale,

caratterizzato da una inconsueta struttura

portante metallica, dall’uso minimo di materie

non rinnovabili a favore di materiali ecocompatibili.

E poi accorgimenti particolari

che regalano comfort e gradevolezza agli

ambienti, comprendenti anche ausili ed

automatismi che rientrano nella domotica, di

facile utilizzo per gli anziani. E, non ultime,

soluzioni tecnologiche che puntano al

risparmio idrico ed energetico

un servizio di assistenza costituito da un

custode sociale e da quattro famiglie di

supporto, con la funzione di dare una

mano agli anziani nelle piccole cose quotidiane.

Mentre per la spesa settimanale,

il giovedì era stato attivato un servizio di

pulmino che trasportava gli anziani sino

ad un supermercato molto fornito. Nel

centro servizi c’è anche il bar dove gli

anziani possono incontrarsi e nel quale

esiste un servizio di animazione pomeridiano.

Ma qual è la composizione dell’area

BIRD? “La progettazione puntava al contenimento

dell’impiego delle risorse non

rinnovabili, all’uso di materiali eco-compatibili,

all’utilizzo di componenti e sistemi

in grado di promuovere il risparmio

energetico”, spiega l’ing. Matteo Brasca


“La progettazione

puntava al contenimento

dell’impiego delle risorse

non rinnovabili, all’uso di

materiali eco-compatibili,

all’utilizzo di componenti

e sistemi in grado di

promuovere il risparmio

energetico”

dello studio Aiace srl che ha progettato

la residenza.

E così è stato. La residenza comprende

due blocchi a schiera, uno da venti e uno

da trentadue alloggi. Sono mini appartamenti

per single o coppie, con una superficie

che va dai 36 ai 52 m², dotati di un

doppio affaccio che aumenta i vantaggi

dell’esposizione. Sono pratici e confortevoli,

con pavimentazioni interne in linoleum,

a parte i bagni, che sono dotati di

rivestimento ceramico, dotati di un soggiorno

che collega lo spazio pranzo-cucina

con la serra, una camera e un bagno.

“Un’altra peculiarità molto interessante, è

data dalla possibilità di modificare facilmente,

con grande rapidità e con un

impatto ambientale molto ridotto, il

numero e la superficie degli alloggi,

LA SCHEDA TECNICA

Nella struttura BIRD sono stati realizzati:

• Impianti tecnologici con uso di energie rinnovabili

• Centrale geotermica, solare ed impianto fotovoltaico

I lavori hanno coinvolto nello specifico:

• Centrale termica/frigorifera (una per ogni edificio)

• Impianto di riscaldamento/raffrescamento e ricambio aria degli appartamenti

• Impianto di riscaldamento/raffrescamento e ricambio aria del centro servizi

• Sistemi di regolazione, controllo e contabilizzazione

• Impianto di climatizzazione:

Tiene conto degli apporti di calore esterni (come l’irraggiamento dei vetri),

interni (come le luci), e quello derivante da altri fattori (come il trattamento

dell’aria esterna di rinnovo).

La centrale è stata completata con un sistema brevettato che consente la

notevole riduzione dei costi di perforazione e riempimento dei fori, solitamente

gravosi.

• Impianto idrico sanitario per i bagni della struttura.

• I tre sistemi solari sono a circolazione forzata (uno per ogni edificio) ad

uso sanitario ed integrazione al riscaldamento, che riducono drasticamente i

consumi energetici.

Complesso di nuova costruzione certificato in classe A (Agenzia Casa Clima

Bolzano) in funzione da dicembre 2009.

35

Nelle foto: gli esterni della residenza BIRD, nel

quartiere Sanpolino, nella periferia di Brescia.


36

EDILIZIA /SOLUZIONI BIO

L’obiettivo era quello di

sviluppare un “climate

sensitive building” che

favorisse l’ottenimento

delle condizioni di

comfort, controllando la

temperatura e l’umidi

interne, l’isolamento

acustico ed i livelli di

illuminazione naturale

per via passiva grazie

alle prestazioni dei muri

perimetrali, della copertura

e dei divisori tra alloggi

per ottenerne di più ampi”, osserva

Brasca.

Un’altra prerogativa interessante

dell’edificio, è che non utilizza la tradizionale

muratura. La struttura portante

infatti è metallica, mentre gli involucri

interni sono stati realizzati con pareti intelaiate

rivestite da pannelli in cartongesso

o cemento-legno. L’obiettivo della

progettazione? Sviluppare un “climate

sensitive building” che favorisse l’ottenimento

delle condizioni di comfort, controllando

la temperatura e l’umidità interne,

l’isolamento acustico ed i livelli di illuminazione

naturale per via passiva grazie

alle prestazioni dei muri perimetrali, della

copertura e dei divisori tra alloggi.

Queste prerogative, aggiunte ad altre peculiarità,

hanno consentito di ottenere il

riconoscimento di Classe A+ di Klimhaus

Bolzano e Clase A+ secondo lo standard

CENED della regione Lombardia ed inoltre

permesso di ottenere ad Aler Brescia

il riconoscimento Palmares 2009 di Federcasa,

nella categoria “Sostenibilità

ambientale e gestionale”.

LE ECO SCELTE

Attenzione all’ambiente, meno spese e tanto comfort

Per chi non se ne intende, operare una scelta eco per i sistemi tecnologici

della propria struttura è un po’ come brancolare nel buio. La prima

domanda che sorge spontanea ad un neofita dell’argomento, è quali ritorni

ci siano in termini economici, pratici e di comfort e come una scelta eco si

traduca concretamente sugli impianti.

Un esempio reale è sempre il più esauriente. E la progettazione degli

impianti della struttura per anziani BIRD di Sanpolino, sviluppata e

realizzata da Energy Resources per conto di Aler di Brescia, è

chiarificatrice.

Quali sono gli elementi chiave del progetto?

1. Ottimizzazione dei consumi energetici, con conseguente drastica

riduzione dei costi d’esercizio e di manutenzione.

2. Riduzione delle emissioni di gas nocivi nell’ambiente.

3. Massimo comfort agli occupanti degli alloggi.

Questi obiettivi fondamentali si sono concretizzati grazie agli impianti

tecnologici che utilizzano energie rinnovabili, a centrale geotermica, solare e

impianto fotovoltaico.


KDM International Srl

Via di Corticella, 205 • 40128 • BOLOGNA • Tel. +39 051 3540411 • Fax +39 051 3540423 • info@kdm-international.com

37


38

attualità

Assistenza

domiciliare,

anzi:

condominiale

Badante di condominio: risposta

alla crisi o primo passo verso un nuovo

modo di abitare per la terza età?

fa la forza: oggi, con la

crisi che incalza, sono sempre

più diffusi i tentativi di rispar-

L’unione

miare attraverso forme di spesa

collettiva. Dopo il car sharing e i

gruppi d’acquisto, la tendenza alla

condivisione si è estesa anche ai servizi

alla persona, in particolare agli anziani,

attraverso la nuova formula della

“badante di condominio”.

Una delle prime esperienze si è svolta

ad Alessandria. In un palazzo del centro

storico diverse famiglie vivevano lo stesso

problema, cioè avevano in casa un

congiunto disabile. Un’assistente sociale

segnalò la situazione ai servizi territoriali,

e venne l’idea di utilizzare un unico

badante per tutto il palazzo. Assunto

direttamente dagli abitanti dello stabile,

ma formato e supervisionato da figure

pubbliche come il medico di famiglia, la

Asl e l’ente locale, un giovane disoccupato

diventò così il loro “badante condo-

miniale”. Dopo questo caso gli esempi si

sono moltiplicati. A Trieste tre badanti,


assunte in un condominio, si sono occupate

di alcune persone con particolari

esigenze di cura.

Nei palazzi Aler di Milano (condomini di

edilizia pubblica dell’Azienda Lombarda

di Edilizia Residenziale) da una decina

d’anni operano i “custodi sociali”, personale

alle dipendenze del Comune con il

compito di vigilare su anziani e disabili.

A Bologna Confabitare, un’Associazione

di proprietari immobiliari che in passato

aveva già proposto i gruppi d’acquisto

condominiali, un anno fa ha lanciato

l’idea della badante di condominio. L’iniziativa

è piaciuta, tant’è che oggi sono

un’ottantina i palazzi coinvolti e ad un

anno dall’avvio della sperimentazione si

sta pensando di esportarla anche in altre

città. “Alcune famiglie non possono

permettersi i costi di una persona fissa

– afferma il Presidente di Confabitare

Alberto Zanni – e in molti casi non ne

hanno neppure bisogno, perché la loro

esigenza effettiva è quella di un aiuto

solo per poche ore al giorno.”

L’impressione

è che anche

attraverso questi

tentativi si stia

cercando di trovare

nuovi metodi

per integrare

l’assistenza sociale

pubblica per i

senior, metodi più

graditi ai diretti

interessati ed

economicamente

più sostenibili per

le famiglie

La formula individuata accontenta sia

gli assistiti che le badanti. Prevede

che il lavoro cominci al mattino e si protragga

per tutta la giornata, e il tempo

sia ripartito tra una famiglia e l’altra in

base alle esigenze. La badante ha il vantaggio

di non doversi spostare – per riempire

la giornata – in diverse zone della

città; le famiglie, oltre al risparmio

economico, hanno il vantaggio di avere

la badante all’interno del condominio

durante tutto il giorno, e quindi facilmente

reperibile in caso di necessità. Non

devono neppure preoccuparsi delle pratiche

di assunzione, buste paga e così

via, perché agli aspetti burocratici provvede

Confabitare.

Badante di condomino, dunque, come

risposta creativa al bisogno di assistenza

in tempo di crisi? Forse, ma probabilmente

qualcosa di più. L’impressione è

che anche attraverso questi tentativi si

stia cercando di trovare nuovi metodi

per integrare l’assistenza sociale pubblica

per i senior, metodi più graditi ai diretti

interessati ed economicamente più

sostenibili per le famiglie. Una nuova

forma di welfare, dunque, per soddisfare

bisogni impellenti con risorse in

calo, cercando di colmare quei vuoti per

cui sempre più raramente si può contare

sui servizi territoriali, vengono coperti

dai normali servizi territoriali, gravando

soprattutto sui parenti.

Se strutturato ed organizzato, potrebbe

essere anche il preludio ad un nuovo

modo di intendere l’abitare nella terza

età, di conciliare le esigenze di una popolazione

che pur invecchiando vuole

mantenere il proprio stile di vita, con

quelle di un’assistenza che prima o poi

diventa indispensabile.

Ne è esempio l’esperienza di Mestre

dove in un gruppo di appartamenti Ater

(Azienda territoriale per l’edilizia residenziale)

di nuova costruzione si stanno avviando

i condomini con badante. Nel

nuovo complesso residenziale di 61 alloggi,

36 saranno destinati agli anziani.

L’accesso agli appartamenti sarà regolamentato

da un bando comunale. Le

badanti, forse assunte non direttamente

dal Comune ma da cooperative cui verrà

affidato il servizio, potrebbero essere

pagate in parte dall’ente locale e in parte

da coloro che ne usufruiranno. L’idea

di fondo è che gli anziani che cominciano

a presentare qualche difficoltà dal

punto di vista dell’autonomia possano

continuare il più possibile a stare a casa

propria, evitando il ricovero in una struttura.

Oltre a disporre di una badante, il

condominio è stato dotato di una sorta

di salvavita: in caso di difficoltà si schiaccia

un pulsante collegato ad una centrale

specializzata che attiverà i soccorsi

del caso.

erica.cristofori@areasenior.it

39


40

PROFILI

QUANDO IL BEL

A Dosson di Casier sorge una

splendida residenza del gruppo

Orpea che coniuga l’aspetto

tecnico-assistenziale a quello

sorprendentemente piacevole di

spazi comuni e aree private, con

risultati a dir poco incredibili e dove

alla persona nella sua interezza viene

data la priorità assoluta

Se design, buon gusto e comfort

diventano un punto di forza

di una residenza per anziani e

passano attraverso la psicologia

per creare un ambiente accogliente,

che pone le basi per il futuro dell’anziano,

allora ci troviamo di fronte ad un concetto

olistico della persona. Che si sposa

con gli interni, l’arredamento, i particolari

e, naturalmente, il giardino. Tutto

ciò succede a Casamia di Dosson di

Casier, la splendida residenza del gruppo

Orpea che coniuga l’aspetto tecnicoassistenziale

a quello sorprendentemente

piacevole di spazi comuni e aree private,

con risultati a dir poco eccellenti.

Prima di tutto c’è la persona. Non un


LO È DI “CASA”

malato, un ospite con handicap o problematiche,

ma la persona nella sua interezza,

con le sue attese per il futuro

debitamente coltivate e indirizzate da chi

ruota intorno ad essa. D’altra parte il

motto la “Vita prosegue con noi”, che è

un punto fermo delle residenze per anziani

che fanno parte del gruppo Orpea,

sintetizza efficacemente la mission fondamentale,

il cui obiettivo si concretizza

nel rendere il presente così piacevole

per gli ospiti, da creare l’aspettativa del

domani.

“Solo così la persona che vive nella residenza

avrà voglia di vivere e aspetterà

con gioia l’arrivo di un nuovo giorno da

condividere con le altre persone”, dice

Gianluigi Nicchio che è stato project

manager nella realizzazione della Residenza

per anziani Casamia.

L’area su cui è stato costruito l’edificio

della RSA con nucleo Alzheimer, è molto

ampia, circa 24.500 mq, di cui oltre

quattromila rappresentano il polmone

verde della residenza, che è dotata anche

di un vasto parcheggio. Al piano

terra una hall molto vasta e di grande

impatto, ben lontana da qualsiasi riflesso

ospedaliero, ospita la reception elegante

in prossimità della quale si aprono

due ampi soggiorni con camino, una zona

bar, la cappella molto accogliente e

luminosa, e i vari servizi. Ma le luci di

design, le poltrone che richiamano rivi-

ste di interni, il pianoforte a coda laccato

bianco, già raccontano il filo logico seguito,

che conduce alla realizzazione di

un luogo estremamente piacevole nel

quale vivere, e nel quale si desidera

trovarsi anche il giorno seguente.

“La fruizione dello spazio da parte

dell’ospite non è solo di tipo funzionale

ma anche psicologico”, sottolinea a riguardo

l’architetto Nicchio dello studio

Nicchio Engineering. “Noi già dal 1979

puntavamo ad un approccio metodologico

nel quale la dominante è il dialogo

uomo-ambiente. Ma dopo l’edilizia civile

ed alberghiera, a metà degli anni novanta

ci siamo dedicati quasi completamente

allo sviluppo nell’ambito socio-assi-

41


42

PROFILI /LA RESIDENZA CASAMIA

stenziale e sanitario di importanti progetti

ispirati ad una nuova modalità di intendere

l’abitare dell’anziano o della persona

con handicap, con la convinzione

che l’uomo deve essere sempre al centro

del progetto nei diversi scenari abitativi a

cui la vita lo porta.”

Nella progettazione degli arredi, dunque,

l’uomo è stato posto al centro di

tutto, insieme alle sue esigenze fisiche

e psicologiche, con riferimento al suo

habitat abituale, ossia la propria casa.

Se normalmente nell’ambito abitativo

tradizionale ci si preoccupa di dare giuste

risposte in termini di ambienti e di

arredi, è necessario che lo stesso tipo

di attenzione si abbia in una struttura

socio-assistenziale, nella quale gli ospiti

che hanno dovuto abbandonare la

propria abitazione, sono più vulnerabili

sia fisicamente che psicologicamente.

Non solo: la camera dell’anziano che

vive in una residenza, rappresenta l’ambiente

domestico, il suo territorio, che

va personalizzato e curato particolarmente.

“Per la definizione delle finiture degli ambienti,

si è partiti dal presupposto fondamentale

che l’impatto con la realtà e

quindi con l’ambiente fisico è fortemente

traumatico per l’ospite che con essi entra

in contatto”, osserva ancora Nicchio.

Quindi oltre alle soluzioni spaziali nella

scelta dei colori e dei materiali sono stati

considerati anche altri importanti aspetti

che interagiscono sull’ospite, quali il

senso di accoglienza, l’integrazione,

l’orientamento. “Per quanto riguarda

VERDE VITALE

Un giardino per percerpire la libertà di una piccola passeggiata,

l’autonomia di vivere il verde, di avvertire l’abbraccio

profumato degli arbusti. Così, il parco della

Residenza per anziani CasaMia, diventa un punto di

forza della giornata dei suoi ospiti, che possono seguire

i percorsi attrezzati, fruire dei prati calpestabili, piuttosto

che dei punti di sosta protetti da leggere vele, un

richiamo all’attività fluviale, memoria storica locale.

L’elemento natura è stato tenuto in grande considerazione

nella residenza di Casier, tanto da creare un

dialogo efficace con l’architettura e determinando

scelte molto efficaci come le superfici trasparenti,

che predominano su quelle opache. O le finiture na-

quest’ultimo, abbiamo ritenuto che la forma

di orientamento più efficace è quella

spontanea, generata dalla struttura in se

stessa, cioè dalla forma espressiva dei

volumi e degli altri elementi caratterizzanti

e di riferimento quali arredi, colori, materiali,

viste esterne.” Così gli spazi

dell’ambiente socio-assistenziale come la

hall, la reception, le aree ricreative e culturali

con cui l’ospite stabilisce un primo

rapporto, devono, attraverso dimensioni,

colori, materiali, arredi e illuminazione,

istituire una sorta di continuità con gli

spazi simili esterni all’ambiente socioassistenziale,

già frequentati e conosciuti

dall’ospite. Allo stesso modo gli ambienti

legati al proprio privato, come le

camere, devono esprimere la medesima

continuità con quelli domestici, attutendo

il distacco tra la vita privata e quella da

trascorrere all’interno dell’ambiente socio-assistenziale.

Prima di tutto c’è la persona. Non un malato, un ospite

con handicap o problematiche, ma la persona nella sua

interezza, con le sue attese per il futuro debitamente

coltivate e indirizzate da chi ruota intorno ad essa

turali quali legno, cotto e soprattutto vetro, che permettono

alla luce di dare caldi riflessi e di invadere

gli spazi.

“Il progetto del giardino consente alle profumate piante

officinali ed agli arbusti paesaggistici di accompagnare

gli ospiti nelle loro passeggiate senza ostacoli visivi”,

sottolinea l’architetto Gianluigi Nicchio, “permettendo

di godere di una rassicurante immagine di insieme,

senza angoli nascosti. E consentendo agli operatori un

sereno ed efficace controllo degli ospiti. Siepi e alberi

delle varietà botaniche a ceppaia, tutte autoctone, hanno

il ruolo di creare un paravento naturale, ai margini del

giardino.”


VETRINE

Novità in Vetrina

Sistema di chiamata senza fili

Alech presenta l’innovativo sistema di chiamata senza fili A-call.

Il sistema di chiamata assistente A-call trova la sua massima

applicazione nelle strutture dove si vuole dare la possibilità ai

propri ospiti di effettuare una chiamata assistente direttamente

dalle proprie stanze. L’assistente potrà ricevere, visualizzare ed

identificare le chiamate su un dispositivo portatile tipo orologio

o su un display fisso da muro. Si tratta di migliorare la qualità

del servizio dato ai propri clienti con un piccolo investimento

veramente alla portata di tutti e con il vantaggio di essere

ALECH

praticamente esente da installazione. Infatti tutti i prodotti vengono

Tel. 0522 628 024

forniti già programmati in base alla specifica richiesta della

struttura di accoglienza alla quale non rimane che posizionare i dispositivi. Sono disponibili inoltre un’ampia gamma di

accessori quali segnalatori luminosi fuori porta, dispositivo chiamata da WC tramite pulsante o tirante, ecc. Il sistema

più evoluto ha anche la possibilità di implementare software per la gestione ed il monitoraggio report chiamate, dando

così la possibilità di analizzare, evidenziare e risolvere le anomalie più importanti.

Menù creativi

I servizi di General Beverage, l’azienda leader in Italia

nel settore dei servizi di distribuzione bevande e alimenti

per la ristorazione collettiva, mediante oltre 7000 sistemi

automatizzati, sono utilizzati attualmente da molti enti pubblici

e privati in oltre 90.000.000 di pasti annui e 40.000.000

di colazioni. Il servizio Io Sano si realizza mediante l’utilizzo

di specifiche attrezzature da cucina che permettono la

preparazione istantanea di oltre 50 diverse ricette. I piatti

vengono realizzati mediante l’idratazione istantanea di prodotti

precedentemente omogeneizzati e disidratati che, grazie al

metodo tradizionale della disidratazione unito all’innovazione

tecnologica delle attrezzature da cucina, mantengono tutte

le loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali. La varietà

estremamente ampia dei piatti (che comprende zuppe, flan,

mousse, purè, minestre, ecc.) ne permette l’utilizzo non solo

da parte degli ospiti con difficoltà alimentari, ma anche da

parte di pazienti privi di specifiche patologie, integrandosi

con le preparazioni tradizionali della cucina per arricchire in

modo creativo i menù settimanali. La realizzazione del servizio

viene preceduta da un’attività di formazione/informazione

che coinvolgerà tutti coloro che,

su indicazione della struttura,

interagiscono direttamente o

indirettamente con l’alimentazione

dei pazienti, finalizzata a prevenire

ogni problematica derivante

dalla scarsa conoscenza del

livello qualitativo e di sicurezza

nutrizionale e alimentare della

soluzione Ristosano.

GENERAL BEVERAGE

Tel. 0187 832305

Ergonomia e igiene senza limiti

Electrolux Professional presenta la nuova gamma

Evolution di lavatrici a barriera, progettate e

realizzate per offrire alle strutture socio assistenziali

apparecchiature sempre più performanti,

ergonomiche e di facile utilizzo. Con questa nuova

linea, Electrolux si pone un passo avanti a tutti nella

sicurezza e nell’ergonomia grazie alla facile apertura

della porta ed al posizionamento automatico del

cesto. Anche la postazione di lavoro è stata migliorata

con il nuovo design delle porte che facilitano

posizioni più naturali per il carico e lo scarico. Da

non dimenticare la semplicità d’uso con il nuovo

microprocessore Compass Pro. La nuova gamma è

stata progettata per soddisfare i più elevati standard

igienici e fornire biancheria sanificata, nel pieno

rispetto della normativa EN 14065, con il massimo

controllo sulle attività della lavanderia. Electrolux

Professional è l’esperto

mondiale per l’igiene

e per le soluzioni di

lavanderia a barriera.

Tutto progettato

ascoltando le

esigenze, le

richieste e

le necessità

dei clienti in

ambito socio

assistenziale.

ELECTROLUX

PROFESSIONAL

Tel. 0434 380 830

43


44

VETRINE

Qualità, sostenibilità e affidabilità

Da 4 generazioni nel settore dell’edilizia in legno, Diemme

legno lavora in regime di filiera corta nei propri stabilimenti di

Pontebba (Ud), piccolo e grazioso paese montano dell’Alto

Friuli, utilizzando esclusivamente legno locale. Dopo un

continuo processo evolutivo, ad oggi produce un pannello

in legno lamellare xlam unico nel suo genere che viene

impiegato e diventa elemento portante di edifici residenziali

e commerciali sostenibili, ad alto rendimento energetico

grazie ad un sistema costruttivo che coniuga i vantaggi del

microclima di un edificio in legno massiccio con la libera

progettazione architettonica. Per le proprie strutture, Diemme

legno utilizza la soluzione a pannelli modulari e ciò permette

– in caso di sisma – un maggiore abbattimento dell’azione

sismica oltre alle naturali caratteristiche che rendono gli

edifici in x-lam particolarmente idonei alle zone sismiche. Le

costruzioni Diemme legno sono garanzia di un abitare sano

perché migliorano tutti gli standard costruttivi richiesti ad un

edificio e possiedono requisiti energetico/ambientali di assoluta performance.

Costi certi, qualità garantita e utenti

soddisfatti

L’esternalizzazione di servizi come quelli di pulizia e di

ristorazione in case di riposo ed RSA può portare a

consistenti vantaggi, sia in termini economici che di qualità.

Condicio sine qua non è una scelta indirizzata sul giusto

partner. L’outsourcing consente di conoscere esattamente

la spesa del servizio stesso: vengono eliminati i costi

imprevisti e quelli non oggetto di contratto in quanto

tutto è disciplinato da un accordo tra le parti. Il personale

della RSA ha più tempo per dedicarsi alla propria attività

principale, consentendo all’Amministrazione di razionalizzare

le proprie risorse. Spesso, la qualità di un servizio di

assistenza è ciò che viene percepito da ospiti e familiari:

difficilmente infatti l’ospite di una struttura è in grado di

valutare il livello qualitativo di una prestazione assistenziale,

mentre il giudizio è fortemente

condizionato da altri fattori:

un pasto insoddisfacente

o un servizio igienico

non sanificato possono

influenzare negativamente la

valutazione su un’assistenza

ineccepibile. Markas offre

a Case di riposo ed RSA

la propria professionalità

e l’alta qualità dei servizi,

condividendo l’obiettivo:

massima efficienza ed elevati

risultati, consentendo di avere

un risparmio in termini di

risorse economiche e umane,

per un risultato migliore che

possa riflettersi positivamente

sull’utente finale.

MARKAS

Tel. 0471 307 611

Un amico per l’Alzheimer

DIEMME LEGNO

Tel. 0428 90456

Troppi anziani

si allontanano

da casa o da

istituti di ricovero

senza farvi più

ritorno, per non

parlare anche

dei bambini.

E molti senior

vengono ritrovati

a distanza di

tempo, a pochi

chilometri da

casa, deceduti

per gli stenti

dovuti ad un vagabondare senza www.servim.it

meta. Non si tratta solo di un dovere

professionale, tutelarli e proteggerli diventa essenziale

quando una malattia come l’Alzheimer li rende ancora

più deboli ed indifesi. L’Istituto di vigilanza Servim, di

Cesena, propone il localizzatore elettronico, un sistema

semplice ed efficace che consente di localizzare con

precisione persone con difficoltà di orientamento. È

sufficiente dotare l’utente di un piccolo dispositivo

portatile, facilmente indossabile, in grado sia di

tracciarne il percorso effettuato, che di individuarne la

posizione istantanea. Il servizio di monitoraggio viene

gestito autonomamente da operatori o familiari tramite

internet ed in modo semplice. È inoltre possibile

impostare un’area predefinita in cui la persona può

muoversi liberamente, ed essere allertati solamente

in concomitanza dell’uscita da tale “zona sicura”.

L’apparato è ricaricabile, pesa solo 75 grammi ed ha

dimensioni inferiori a quelle di un tradizionale telefono

cellulare. Si aggancia al cinturino mediante un pratico

supporto.


Un nuovo sistema di

lavaggio

Oggi è possibile offrire anche ai

residenti allettati il piacere di un vero

e proprio bagno grazie a Pollution

che ha realizzato un prodotto

semplice e innovativo: il Bath Bed.

Un sistema di lavaggio efficace

per pazienti con assenza o limitata

capacità di deambulazione. Fare il

bagno a persone impossibilitate a

muoversi dal proprio letto costituisce

spesso una grande difficoltà, per il

trasporto presso il bagno attrezzato,

comportando sbalzi di temperatura

e rischi di danno fisico al paziente e

all’operatore. Bath Bed è la soluzione

alternativa, proponendosi di eseguire

in modo semplice e sicuro il lavaggio

completo o il bidet alle persone,

senza necessità di spostarle dal loro

letto. È semplicemente necessario

posizionare sotto al paziente un telo

monouso impermeabile pre-piegato

che diventa una vasca grande quanto

il letto, per garantire all’ospite un

lavaggio agevole e piacevole. Il

dispositivo è dotato di lavandino di

servizio e asciugacapelli. Tramite una

doccetta è in grado di erogare acqua

a temperatura regolabile, che viene

poi aspirata sul fondo del telo insieme

ai residui e depositata nella tanica

dello sporco. Le sue dimensioni

assicurano un’estrema funzionalità

e la massima agilità di movimento,

riducendo al minimo gli sforzi fisici

degli operatori, la difficoltà e il tempo

di lavaggio. BathBed è sinonimo

di maggior igiene e soddisfazione,

ideale per la prevenzione e il

trattamento delle piaghe da decubito

e per la riduzione delle infezioni

urinarie.

POLLUTION

Tel. 051 6931 840

Garanzia di qualità

Il marchio Necta è sinonimo

di innovazione, ricerca,

esperienza, affidabilità. Grazie

alla sua gamma di distributori

di bevande calde dedicata al

settore della sanità, è il partner

ideale per le residenze per

anziani, le strutture ospedaliere,

le comunità. Le attrezzature

Necta rivoluzionano il concetto

di distribuzione di bevande

calde, segnando un punto

d’incontro ideale tra esigenze

degli ospiti e degli operatori.

Kobalto e Korinto, in particolare,

offrono un’ampia scelta di

bevande calde, disponibili in ogni momento del giorno N&W GLOBAL

per un servizio personalizzato e puntuale. Le dimensioni

VENDING

compatte, l’interfaccia estremamente semplice e

Tel. 035 606265

flessibile, il design razionale sono solo alcune delle

caratteristiche più apprezzate. Le diverse soluzioni d’investimento sono in

grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Le macchine Necta sono provviste

delle certificazioni nazionali di qualità e sicurezza del prodotto, fornite

dall’IMQ, l’Istituto Italiano del Marchio di Qualità. N&W vanta due certificazioni

internazionali relative ai sistemi di gestione aziendale in materia di qualità e

ambiente: ISO 9001:2008 e ISO 14001:2004.

Nuovo modo di comunicare igiene e salubrità

Durante la giornata, le nostre mani vengono a contatto con numerosi oggetti:

banconote, sostegni dei mezzi pubblici, maniglie delle porte, ecc. Virus

e batteri sono ovunque, si riproducono ad un ritmo elevato e si spostano

facilmente utilizzando l’acqua, gli oggetti, gli esseri viventi e le particelle di

polvere. Sono in grado di scatenare malattie più o meno gravi, ma possono

anche dar origine a infezioni intestinali e toxoplasmosi. Possono penetrare

nell’organismo quando le mani vengono portate al naso, alla bocca, agli occhi

o passano su ferite aperte, anche impercettibili ad occhio nudo. Inoltre, alcuni

batteri hanno sviluppato una notevole resistenza agli antibiotici ed è quindi

importante riuscire a prevenire possibili infezioni. Un gesto semplice come

quello di igienizzare le proprie mani, offre una valida difesa dall’aggressione di

virus e batteri che, tra tutte le varie parti del corpo, si annidano preferibilmente

proprio sulle mani e sotto le unghie. Da queste

semplici riflessioni e dal lavoro di molti anni

dedicati alla ricerca di servizi di igiene e pulizia

ai massimi livelli di mercato, è nata l’idea di

creare iGien Point, una colonnina mobile con

un dispenser automatico che può essere

posizionata in qualsiasi ambiente grazie al

suo minimo ingombro di spazio. Il detergente

sanificante erogato, prodotto da Kiter, è un

gel dermatologicamente testato, contenente

aloe vera, trasparente e incolore, con proprietà

igienizzanti ad ampio spettro e auto asciuganti,

che non richiede risciacquo. Inoltre, il prodotto

non contiene profumi, per evitare qualsiasi

fenomeno di allergenicità con la cute o

degradazione. WORK GROUP

Tel. 085 206 1037

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46

VETRINE

Orizzonti sempre più

ampi

PTE Expo, Fiera e Congresso delle

Tecnologie, Prodotti e Servizi per

la Terza Età, alla decima edizione,

dà appuntamento a Bologna, nel

Quartiere Fieristico, dal 14 al 16

maggio 2013. Un cambiamento di

sede (da Verona a BolognaFiere)

dai molteplici significati, e proposto

da Kdm International, società

organizzatrice della rassegna, per

dare nuovo slancio e un orizzonte

più ampio a quella che è da sempre

la “vetrina nazionale” della Terza

Età. BolognaFiere è una scelta

caratterizzante e strategica per PTE

Expo 2013. La città rappresenta

un luogo ideale: crocevia tra

Nord, Centro e Sud, è agevole da

raggiungere con qualsiasi mezzo

e sa coniugare servizi, convivialità,

ricettività, sapere, affari. PTE

Expo assumerà un ruolo ancor più

significativo nel rappresentare nuove

e tradizionali esigenze di pazienti,

ospiti e familiari, nel fornire risposte ai

responsabili di strutture e residenze,

nel dare valore e qualità a chi affronta

il mercato con offerte e proposte

all’avanguardia. Seguendo il filo

conduttore di convinzioni comuni:

sono gli operatori socio-sanitari la

vera speranza del paziente anziano

e della sua famiglia; occorrono,

dunque, un sempre più sapiente uso

dei farmaci, empatia, coinvolgimento

emotivo, lavoro di équipe. In

calendario, inoltre, il 5° Congresso

Nazionale AIOCC: corsi paralleli

per medici, infermieri, fisioterapisti,

operatori dell’assistenza.

PTE EXPO

www.pte-expo.it

Non semplici cercapersone

I sistemi cercapersone di nuova

concezione Alpha paging (distribuiti da

Alech di Reggio Emilia) non sono dei

semplici cercapersone, ma risultano

essere una soluzione tecnologicamente

avanzata, per le strutture che

vogliono rimanere al passo con i tempi.

Permetteranno alle aziende di avere un servizio

rapido ed efficiente. Il personale in movimento

ALECH

sarà sempre rintracciabile, poiché verrà dotato di

Tel. 0522 628 024

un ricevitore (da portare nel taschino o alla cintura), che

riceve via radio ed in modo selettivo un segnale che può

essere un semplice avviso acustico, ottico o vibrante, oppure un messaggio

sul display. I sistemi Alpha Paging sono particolarmente indicati nei seguenti

settori: strutture per anziani, ospedali e case di cura, hotel, villaggi turistici,

navi, cantieri navali e porti, aziende industriali e manifatturie, istituti scolastici

ed università. La distanza di ricezione è di circa 100 m estendibile con

ripetitori di segnale praticamente senza limiti all’interno della stessa struttura.

Veneto: accanto alle strutture,

per supportare il cambiamento

La legge regionale 23 novembre 2012, n. 43 segna un passo molto importante

per tutte le IPAB in Veneto, auspicato da anni ed in altre regioni pienamente

in vigore: passare dal sistema di contabilità pubblica al sistema di contabilità

economico-patrimoniale. La necessità di un maggior controllo gestionale

impone l’introduzione di modelli contabili che permettano il passaggio da un

sistema “unidimensionale” (nel quale si contrappongono entrate ed uscite) a

quello “multidimensionale” (che rileva contestualmente dimensione patrimoniale

e dimensione economica. Nella contabilità economico-patrimoniale l’enfasi non

viene posta sul controllo della spesa, quanto sul governo della stessa, come

risultato di un controllo economico complessivo sui risultati della gestione.

CBA Group vanta, tra i suoi 1200 clienti, oltre 460 strutture residenziali che

dal 2004 ad oggi hanno abbandonato la contabilità finanziaria per approcciarsi

all’economica-patrimoniale. Attraverso software progettati per questo specifico

settore dai propri analisti-programmatori e con l’ausilio di formatori esperti,

CBA ha supportato le Strutture nella delicata fase di cambiamento dapprima

in Lombardia, nella provincia di Trento e Bolzano, in Emilia Romagna ed

infine nella regione Marche. Molti clienti della regione Veneto, utilizzano già la

Contabilità Economica CBA in abbinamento con la Finanziaria (ancora ufficiale

fino al 31/12/2013), altri invece si sono attivati per iniziare un percorso

formativo/didattico con CBA che in breve tempo consentirà loro di apprendere

nozioni utili per la gestire il nuovo sistema contabile. L’esperienza acquisita in

questi anni dal team di formatori e il considerevole numero di clienti assistiti,

consente di

mettere a

disposizione

la propria

esperienza e di

guidare il cliente

in un percorso

formativo

collaudato ed

apprezzato.

CBA GROUP

Tel. 0464 491 600

www.cba.it


Un materasso dalle caratteristiche incredibili

Il materasso composito KM20 a scarichi differenziati amovibili

della ditta Capelli è formato da: una struttura portante in

poliuretano espanso densità 40 Kg/m 3 con sponde laterali di

contenimento realizzate unitamente alla scocca (totale assenza

di collante) con spessore di cm 8; una superficie d’appoggio

in schiuma viscoelastica espansa divisa in tre parti (zona testa,

superficie liscia, in densità 21 Kg/m 3 ; zona tronco-bacino, a

punta di piramide tronca, in densità 50 Kg/m 3 resilienza 5; zona

piedi lavorata a punta di piramide tronca in densità 50 Kg/

m 3 resilienza 2). Il materasso ha un fodero di contenimento in

jersey per non disperdere il suo assetto. Altre caratteristiche

del materasso: i poliuretani sono stati prodotti all’origine senza

l’impiego di C.F.C. (clorofluorocarburi); i poliuretani

utilizzati non contengono lattice (Latex

free). ll materasso completo

di rivestimento

è in classe

1 IM di

reazione

al fuoco ai

sensi dell’art.

8 del D.M. del

26/6/84 e art. 1

del 03/09/2001

(norma di

riferimento UNI

9175: 1987

CAPELLI

Tel. 045 6901 693

e UNI 9175/

FAI:1994).

Gestione moderna dei rifiuti organici e da

incontinenza

Lo smaltimento dei rifiuti da

incontinenza è estremamente oneroso,

in quanto questo tipo di rifiuto

costituisce di norma l’80% dei rifiuti

totali. Con il sistema sottovuoto INKO)

(naut di Ladurner il volume dei rifiuti

da incontinenza si dimezza, con una

conseguente notevole riduzione dei

costi di smaltimento. Altri vantaggi

del sistema INKO)(naut: notevole

miglioramento del livello igienico della

struttura; stoccaggio dei rifiuti da

incontinenza senza formazione di odori

e pericoli di contagio; semplificazione

di stoccaggio e trasporto;

vacumizzazione decentralizzata

dei prodotti per l’incontinenza

direttamente nel reparto di assistenza;

con telaio mobile munito di rotelle,

ottimizzato per i più comuni contenitori

di rifiuti.

LADURNER

HOSPITALIA

Tel. 0473 272 727

Bis di benessere

Si chiama mela-mirtillo, il nuovo gusto Valfrutta

che unisce la dolcezza della mela al sapore

intenso del mirtillo. Doppio gusto, bis di

benessere. La mela: ricca di acqua, vitamina

C e fibre, aiuta a ridurre i livelli di colesterolo

nel sangue. Il mirtillo:

noto per la sua azione

antiossidante, rallenta

il naturale processo di

invecchiamento e aiuta

a prevenire i disturbi

cardiovascolari. Solo

polpa di frutta al 100%,

senza zuccheri aggiunti:

un concentrato di natura e

qualità che fa bene 2 volte,

oggi in 7 referenze. FOOD SERVICE

CONSERVE ITALIA

Tel. 051 6228 311

Give me five

Le mani si dovrebbero lavare prima di maneggiare

o consumare alimenti, medicare o toccare

ferite, applicare o rimuovere le lenti a contatto;

oppure dopo essere usciti dalla toilette, avere

soffiato il naso, tossito o starnutito, ecc. IGien

point è il risultato di anni di studio, di ricerca di

materiali, tecnologie e soluzioni atte a rendere

ogni momento della giornata un momento

salubre, sano, da vivere intensamente. La cura

del cliente e la sua salubrità non sono più un

problema personale, ma devono diventare un

obiettivo di tutti, un impegno aziendale ed etico

di qualsiasi struttura frequentata, un servizio alla

comunità, uno scopo per far percepire un valore

differente, basato su validi principi, trasformando

un impegno (l’igiene) in un valore strategico

(la salubrità). Pertanto la colonnina iGien Point

con la sua eleganza, la sua fruibilità, vuole farsi

portatore di valori ben più ampi del

semplice terrorismo dovuto alla

fobia di contrarre malattie. Esso

vuole semplicemente ricordare

con un semplice invito: Give Me

Five, l’importanza dell’igiene.

Vuole sottolineare l’attenzione,

l’importanza, la cura che

ciascuna struttura ricettiva

o frequentata da persone,

dedica ai propri

ospiti/clienti/

collaboratori.

WORK GROUP

Tel. 085 206 1037

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VETRINE

Un contorno pronto e

genuino

FOOD SERVICE

CONSERVE ITALIA

Tel. 051 6228 311

Nei primi mesi del

2013, la gamma

dei vegetali

Valfrutta Granchef

si propone in una

nuova e attuale

veste grafica e

arricchita da un

nuovo prodotto:

la Ratatouille in

scatola da 1 kg.

Si tratta di un

mix pronto di 5

ortaggi freschi:

melanzane,

zucchine, cipolle,

peperoni, in una

ricca salsa di

pomodoro. Raccolti e confezionati in

giornata, offrono un contorno pronto

e genuino, o una base per condire

primi e secondi piatti. L’ideale per

arricchire i menu senza aumentare

i l l a v o r o d i p r e p a r a z i o n e i n c u c i n a .

Il vero gusto della Ratatouille appena

fatta, sempre pronto all’uso.

Soddisfare le esigenze

CAPELLI

Tel. 045 6901 693

Un nuovo standard per un’assistenza

igienica dignitosa

ArjoHuntleigh si dedica a migliorare la qualità e l’efficienza

dell’assistenza attraverso l’innovazione e prodotti di

funzionalità elevata. L’azienda è tra i leader mondiali in

soluzioni igieniche integrate per pazienti non autosufficienti.

Ogni caratteristica di Carevo è stata sviluppata per fornire

un’esperienza confortevole e dignitosa agli ospiti e, al

contempo, per migliorare e rendere più sicure le condizioni

di lavoro degli operatori. Le caratteristiche esclusive, il

design innovativo e l’interfaccia utente semplice ed intuitiva

garantiscono una soluzione per l’igiene facile da usare ed

efficiente, riducendo il rischio di lesioni gravi sia per gli

operatori che per i pazienti. Carevo permette di lavorare

più vicino al paziente, facilitando le procedure di rotazione,

riposizionamento o movimentazione, assicurando un comfort

ottimale. Studi clinici dimostrano che Carevo riduce del

13% il pericoloso carico statico a cui sono esposti gli

operatori durante le routine di igiene

assistita a pazienti non autosufficienti

e migliora del 10% il

tempo speso a lavorare

assumendo una

postura

corretta.

ARJOHUNTLEIGH

Tel. 06 87 426 211

Da 15 anni Capelli realizza un’ampia gamma

di prodotti destinati al settore assistenziale,

ospedaliero, ortopedico, riabilitativo e propone

linee antidecubito innovative e personalizzate.

Mossi dalla responsabilità verso coloro per i

quali tali ausili risultano necessari, Capelli soddisfa

le esigenze nell’ambito sanitario e assistenziale

attraverso competenza, ricerca ed innovazione.

La vasta esperienza accumulata, la

costante collaborazione con i migliori

ortopedici e la sicura celerità del

servizio garantiscono metodologie

complete e funzionali, assicurando le

migliori produzioni.

Risparmio di tempo, controllo ed

efficienza nella filiera del farmaco

CBA Informatica presenta l’unica soluzione realmente

efficace per gestire in maniera semplice e sicura

tutta la filiera del farmaco. Ordine, preparazione e

somministrazione diventeranno operazioni guidate e

garantiranno la sicurezza del paziente come non è

mai stato fino ad ora. Il sistema nasce da una forte

integrazione tra il software CBA e “l’armadio robotizzato”.

Quest’ultimo, in base alle prescrizioni delle terapie inserite

nel software CSS di CBA Informatica, produce dei blister

contenenti i farmaci. In queste bustine sono stampate

in maniera personalizzabile le informazioni utili in fase di

somministrazione come ad esempio nome paziente, date

e orario di somministrazione. Il software CBA garantisce,

tramite l’identificazione univoca del paziente e la relativa

associazione al blister, la corretta somministrazione

e registrazione. Il sistema gestisce automaticamente

le giacenze di tutti i farmaci e un sistema automatico

provvede a proporre gli eventuali reintegri. Una dose

viene preparata in un secondo per cui in soli 15 minuti

si possono preparare le dosi

giornaliere di oltre 220 pazienti.

In tutte le fasi l’operatore è

guidato e supportato. L’ausilio

di diversi strumenti tecnologici

garantisce un reale controllo dei

processi.

CBA GROUP

Tel. 0464 491 600

www.cba.it

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