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Ecco la Generale Chinotto - Focus

Ecco la Generale Chinotto - Focus

Ecco la Generale Chinotto -

Ritrovata e fotografata la torpediniera affondata nel 1941 Ecco la Generale Chinotto i era inabissata 63 S anni fa, per colpa di una mina, insieme a 48 uomini del suo equipaggio. E da allora non ne era più stata trovata traccia. Oggi, grazie a una spedizione subacquea ai limiti delle attuali possibilità, la torpediniera italiana Generale Antonio Chinotto è stata avvistata, adagiata a 103 metri di profondità al largo di Palermo. La Chinotto era una torpediniera “Pattison”, costruita al cantiere Odero di Sestri Ponente nel 1921 per la Regia Marina. Gloria. Le “tre pipe”, come venivano chiamate dai marinai le navi di questo tipo per i tre fumaioli che le caratterizzavano, si co- prirono di gloria nella gravosa attività di scorta ai convogli di guerra. Tra il 1940 e il 1941 la Chinotto eseguì 37 missioni belliche, 9 operazioni antisommergibile e 17 scorte. Esplosione. Il 28 marzo del ’41 fu inviata, insieme alla Missori, a rintracciare l’unico sommergibile posamine nemico rimasto nel Affondata da due mine La Chinotto in navigazione. Fu affondata il 28 marzo 1941. Nella foto grande, il relitto a 103 metri di profondità. Mediterraneo, l’inglese Hms Rorqual. Fu avvistato a 4 miglia a nord-est di Capo Gallo, ma aveva deposto uno sbarramento di 10 mine, due delle quali furono la causa dell’affondamento della Chinotto. La spedizione che oggi l’ha fotografata era composta da Andrea Ghisotti e Stefano Baldi. ■ Ciminiere abitate, eliche arrugginite In alto a sinistra, l’elica della Chinotto come appare oggi. In alto a destra, un argano. Qui sopra, una manica a vento finita dentro una delle ciminiere della nave. ■ Tecnologia Le nuove aspiranti “Miss Mondo”: tutte curve e pixel i chiama “Miss Digital SWorld” il primo concorso di bellezza on line per modelle virtuali, ideato e organizzato dal regista multimediale napoletano Franz Cerami e ispirato dalle bellezze digitali di eroine dei videogiochi come Lara Croft (v. Focus n° 61) o da modelle virtuali come la giapponese Terai Yuki. Artisti, studi pubblicitari, case di produzione e autori di videogiochi hanno avuto 12 mesi di tempo per creare la loro pin up tutta curve e pixel. Niente strip. Le aspiranti miss hanno dovuto presentare un book fotografico, dati anagrafici e un “curriculum” ineccepibile. Il regolamento prevede infatti che le ragazze ad alta definizione non abbiano mai partecipato a film o spettacoli “sconvenienti”. Voto on line. Le 20 più votate dagli utenti (per votare il sito è: www. missdigitalworld.com) parteciperanno, il prossimo novembre, alla finale che si terrà a Torino durante Virtuality 2004, manifestazione dedicata alla produzione digitale. La reginetta sarà premiata con un lingotto d’oro da 5 mila dollari. Linda Albanese Passerella on line Franz Cerami (in primo piano) e gli organizzatori del concorso. In alto, Mamegal, di Beans Magic, Giappone. Altre concorrenti. Solo le 20 più votate on line accederanno alla finale di Torino. 06/2004 115

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