Marzo - La Piazza

lapiazzacastelmadama.com

Marzo - La Piazza

Anno 2 - Numero 3 - Marzo 2005

Periodico dell’Associazione Culturale Albatros

Castel Madama sotto la neve

foto Blow up


SOMMARIO

• Il Decreto di Storace pag. 3

di Ivano Moreschini

• Il corpo dei vigili dell’Unione » 6

di Federico Chicca

• Elezioni Regionali » 8

di Tommaso Verga

• Il Paese in Breve » 9

• Il giornale dei Ragazzi » 12

a cura dei ragazzi della III/A

• Comunità Montana » 14

a cura di Fausta Faccenna

• Vicovaro » 17

di Sofia Di Giuseppe

• Intervista al Sindaco di Sambuci » 20

a cura di Ramona Pompili

• Aniene: storia di un fiume » 22

di Italo Tacchia

• Il Castello di Orvinio » 24

di Carla Santolamazza

• Teatro a Pisoniano » 26

di Ivano Chicca

• Sport » 27

di Ivano Moreschini e Gianluca Simonelli

• Tradizioni popolari » 30

di Gualtiero Todini

• Dimenticare Salò? » 32

di Gualtiero Todini - Ivano Moreschini

• Musica » 35

di Marco Cicogna

• Rubrica vini » 36

di Marco Moreschini

• Cinema » 37

di Gualtiero Todini

• Recensione Libro » 38

di Gualtiero Todini

La Piazza

Periodico dell’Associazione Culturale Albatros

Vicolo Giustini, n. 10

00024 Castel Madama (Roma) - tel. 0774/449849

Anno 2, n. 3 - Marzo 2005

Registrazione del Tribunale di Tivoli n. 4/2004 del 14/04/04

Direttore Responsabile: Rino Sciarretta

Capo Redazione: Carla Santolamazza

Redazione: Enrico Cascini, Federico Chicca,

Fausta Faccenna, Alberto Grelli, Ivano Moreschini,

Paolo Muzi

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero

Tommaso Verga, I ragazzi della III/A, Sofia Di Giuseppe,

Italo Tacchia, Ivano Chicca, Gianluca Simonelli,

Gualtiero Todini, Marco Cicogna, Marco Moreschini,

Alessandra Pucella

Grafica ed impaginazione: Salvatore De Angelis

Stampa: Quaresima, via Empolitana km 3,400 - Castel Madama

Chiuso in redazione il 14/03/2005 - Tiratura 1.300 copie

SitoWeb: www.lapiazzacastelmadama.com

E-mail: lapiazzacastelmadama@tiscali.it

LA REDAZIONE SI RIUNISCE TUTTI I LUNEDÌ

DALLE ORE 18 ALLE 20


Politica

3

E STORACE DECRETÒ: tutti all’ACEA

di Ivano Moreschini

La vicenda del passaggio del servizio idrico all’ACEA-Ato2 ha una svolta a sorpresa!

Storace trasferisce d’ufficio 93 dipendenti, 7 di Castel Madama

Un decreto del Presidente della Regione Lazio

Storace è stato recapitato a sette dipendenti comunali

di Castel Madama, insieme ad altri 86 dipendenti

comunali della Provincia di Roma. Firmato il 27

dicembre 2004, è arrivato agli interessati a metà febbraio

2005, ed è relativo al trasferimento di questi

dipendenti all’Acea Ato2, soggetto gestore del servizio

idrico integrato nella nostra zona.

I dipendenti di Castel Madama interessati dal provvedimento

sono: Cascini Giuseppina, Ferrazzi

Ennio, Moreschini Antonella, Pieralice Michele,

Salviani Vincenzo, Tatti Giacomo, Testa Renato. In

pratica, un buon 20% dell’intero organico del

Comune di Castel Madama.

La vicenda del trasferimento all’Acea del servizio

idrico integrato, che racchiude acquedotto, fognatura

e depurazione, è iniziata da diversi anni, ed aveva

visto un punto d’arrivo per Castel Madama lo scorso

anno con la consegna degli impianti all’Acea

Ato2. Con quell’atto, sembrava che la vicenda fosse

arrivata alla conclusione: è pur vero che la prima

bolletta dell’Acea non è ancora arrivata nelle nostre

case, ma dal punto di vista burocratico sembrava

tutto risolto.

Per questo il Decreto di Storace ha provocato smarrimento

nei lavoratori interessati. Alcuni di loro

erano stati contattati lo scorso anno per il passaggio

all’Acea, ed avevano deciso di rimanere al Comune,

anche perché gli era stato detto che avevano la possibilità

di farlo. Alcuni addirittura non sapevano

neanche di essere interessati alla questione, perché

impegnati in altri settori.

Le segnalazioni del personale per il passaggio

all’Acea hanno avuto momenti alterni negli anni:

all’inizio molti dipendenti pensavano fosse una soluzione

migliore, ma piano piano le cose sono cambiate,

fino alla decisione finale di rimanere a Castel

Madama. Del resto non è stata una decisione isolata:

molti dipendenti dei Comuni vicini avevano a loro

volta rinunciato al passaggio.

Storace invece ha deciso di autorità che si tratta di un

trasferimento d’azienda, e pertanto insieme agli

impianti deve passare all’Acea anche il personale.

La CGIL di zona invece invita a verificare meglio le

singole situazioni, ed afferma che per passare

all’Acea bisognava essere impiegati come mansione

prevalente nel servizio idrico: insomma, solo chi

faceva soprattutto servizio in quel settore poteva

essere trasferito. Ovviamente, la CGIL lamenta

anche il mancato accordo sindacale per un trasferimento

di personale così massiccio.

I rappresentanti sindacali del Comune di Castel

Madama hanno avuto un incontro con il Sindaco

Alfredo Scardala, che ha assicurato un interessamento,

come si legge anche nell’intervento che gli

abbiamo chiesto. In realtà le voci di corridoio affermano

che con la pesante situazione di bilancio che

ha il Comune di Castel Madama, l’interessamento

per far rimanere i dipendenti sarà solo di facciata.

Soprattutto dopo le ultime decisioni in materia di

vigili urbani, che costeranno ulteriormente alle casse

comunali. Inoltre l’Unione dei Comuni con

Marcellina e S. Polo dei Cavalieri, che aveva assicurato

un introito di 175.000,00 euro l’anno scorso, ha

visto per il 2004 solo 15.000,00 euro di assegnazione.

Un po’ poco per pagare un nuovo dirigente come

comandante dei vigili del corpo dell’Unione dei

Monti Lucretili Ernici.

I dipendenti comunali interessati hanno avuto un

incontro anche con il consigliere regionale

Lucherini, che ha presentato un’interrogazione, e

hanno deciso di rivolgersi ad un avvocato, Dott.ssa

Cascarano, per fare ricorso al Tar. Nel frattempo

però rimangono al lavoro nel Comune, perché

l’Acea non li ha ancora convocati, anche se il

Decreto dovrebbe avere decorrenza immediata.

L’impressione è che sia tutto in sospeso, in attesa del

risultato elettorale del 4 aprile prossimo.


4 Politica

INTERVENTO

DEL SINDACO

Il Decreto del Presidente Storace

del 27.12.2004 conclude il procedimento

con il quale è stato individuato

il personale dipendente dei comuni compresi

nell’Ambito Territoriale Ottimale 2 addetto

alla gestione del Servizio Idrico Integrato, disponendone

il trasferimento al nuovo soggetto gestore.

L’Amministrazione comunale ha ritenuto, innanzitutto,

il trasferimento del personale destinatario del

provvedimento non rispondente agli interessi del

Comune, atteso che esso viene impiegato ormai in

settori diversi da quello idrico, assicurando il regolare

funzionamento di servizi essenziali per la

comunità.

Conseguentemente, al fine di evitare il trasferimento,

sono state assunte le iniziative che di seguito si

elencano succintamente:

– gli interessati sono stati tempestivamente informati

del provvedimento, ancora prima della sua

formale notifica, in modo da consentire loro di

potersi attivare singolarmente, o mediante le

OO.SS., per tutelare i propri legittimi interessi;

– è stata contattata la Segreteria Tecnica Organizzativa

di ATO 2 S.p.A. con la quale sono

state concordate le modalità attraverso le quali

richiedere la rettifica del Decreto, mediante stralcio

delle disposizioni riguardanti il personale

dipendente di questo Comune;

– il 24.02.2005 è stato siglato un accordo sindacale

specifico con le RR. SS. UU. interne e con la

CGIL Funzione Pubblica della Provincia di

Roma, con il quale si stabilisce che il Comune

rilascerà il nulla osta al trasferimento soltanto

qualora venga acquisito il consenso preventivo

del personale interessato;

– è stata inviata alla Regione Lazio e ad ACEA

ATO2 S.p.A. la formale richiesta di rettifica del

provvedimento, allegando l’accordo sindacale e le

dichiarazioni di non disponibilità al trasferimento

rilasciate dal personale interessato.

L’individuazione dei dipendenti da trasferire è avvenuta

mediante un procedimento, avviato all’atto

della istituzione dell’ATO 2, che teneva conto di dati

obiettivi quali gli atti di assunzione ed i successivi

provvedimenti di gestione del personale impiegato

comunque in servizi atti ad essere ricompresi in

quelli propri del Servizio Idrico Integrato. Non si

comprende in base a quali elementi “qualcuno”

possa ritenere diversamente. Qualora fosse necessario,

nei limiti delle capacità di spesa del comune, i

posti che si dovessero rendere vacanti saranno

coperti mediante pubblici concorsi o mediante apertura

di cantieri scuola-lavoro finalizzati comunque

all’occupazione.

IL SINDACO

(Prof. Alfredo Scardala)

IL PARERE

DEL SINDACATO

In riferimento al Decreto del

Presidente della Regione Lazio,

che dispone il trasferimento di

n. 7 dipendenti comunali all’Azienda che gestisce

il servizio idrico integrato, nell’ambito dell’Ato 2

ed alla vostra richiesta di informazioni del

28.02.2005, si comunica quanto segue:

– Le RSU CGIL del Comune di Castel Madama

venute a conoscenza del Decreto hanno tempestivamente

informato la struttura territoriale del

nostro sindacato. In data 24.02.2005, si è svolto

un incontro nella casa comunale, tra RSU,

CGIL FP Roma Est, l’Amministrazione

Comunale e il Segretario Generale, a seguito

del quale è stato sottoscritto un accordo che prevede

la richiesta dei dipendenti di poter scegliere

il trasferimento e di conseguenza l’intervento

del Sindaco al fine di rettificare il citato

Decreto per i lavoratori che non intendono

accettare il trasferimento;

– Le RSU CGIL non sono in possesso e a diretta

conoscenza di documentazione tale da poter

stabilire se le modalità con le quali l’Amministrazione

Comunale ha trasmesso l’elenco dei

dipendenti inseriti nel Decreto risponda ai

requisiti previsti dalla legge, in quanto il controllo

di tali atti era di competenza delle OO.SS.

a livello regionale. A nostro parere sembra che

non tutti i dipendenti indicati avessero i requisiti

necessari a tale trasferimento.

– Nel caso in cui, nonostante tutti gli strumenti

messi in atto dal sindacato e dai dipendenti interessati,

dovesse avere attuazione il Decreto

Regionale, verranno sicuramente penalizzati i

servizi ai cittadini di Castel Madama poiché si

perderebbero professionalità e competenze dei

lavoratori trasferiti con scarse probabilità di

nuove assunzioni impedite dalle leggi finanziarie

nazionali.

Pertanto le RSU CGIL del Comune esprimono

piena solidarietà ai dipendenti coinvolti dal

Decreto che non intendono essere trasferiti presso

l’ATO 2 e garantiscono l’impegno delle OO.SS. a

sostegno della lotta per il mantenimento dell’attuale

posto di lavoro.

Le RSU CGIL

Angelo Mariotti - Libero Scardala

Massimo Perica - Cristina Martinelli


6 Politica

NASCE IL CORPO

DELLA POLIZIA LOCALE

di Federico Chicca

I vigili a disposizione del corpo di Polizia Municipale

dei Comuni di Castel Madama, Marcellina e San Polo dei Cavalieri

vengono riuniti sotto un unico comando.

Abbiamo intervistato il nuovo comandante dei vigili dell’Unione, Antonio Codazzo,

che ci ha spiegato cos’è e come funziona il nuovo corpo di polizia,

e abbiamo cercato di capire le conseguenze

della decisione di aver scelto come coordinatore dei vigili una persona esterna

qual’è l’attuale comandante

L’8 luglio del 2003 il Consiglio

Comunale di Castel Madama

ha deliberato insieme ai

comuni di Marcellina e San

Polo dei Cavalieri il trasferimento

del servizio di Polizia

Municipale all’Unione dei

Monti Lucretili.

Il nuovo corpo di Polizia

Municipale, che in virtù dell’allargata

competenza che adesso

ricopre si chiamerà Polizia

Locale (manca solo l’approvazione

del regolamento), è

diventato operativo nel gennaio

2004.

Il comandante del Corpo

dell’Unione il sig. Codazzo,

ex comandante in pensione

della Polizia Municipale di

Tivoli, ci ha gentilmente concesso

un’intervista per spiegare

i motivi e gli eventuali vantaggi

che la costituzione di tale corpo

può avere per i cittadini.

Come ci spiega il sig. Codazzo,

la Polizia Locale è un

corpo che riunisce le risorse

umane a disposizione dei singoli

corpi municipali dei tre

Comuni interessati, allo scopo

di garantire un servizio qualitativamente

e quantitativamente

migliore, in quanto i

vigili di Marcellina, San Polo

dei Cavalieri e Castel Madama

potranno essere impegnati

indifferentemente in uno dei tre

Comuni in base alle esigenze

contingenti.

Per quanto riguarda la

situazione di Castel Madama,

sempre il sig. Codazzo assicura

Il nuovo comandante dei vigili dell’Unione Antonio Codazzo

che per la fine di marzo i vigili

inizieranno di nuovo a ricoprire

servizi per tutto l’arco della

settimana e non più facendo

orario d’ufficio come invece

avviene da un anno a questa

parte. I vigili urbani si alterneranno

in due turni, dalle 8 del

mattino fino alle 14 e dalle 14

alle 20.


Politica

7

Abbiamo fatto presente che

ci sono strade importanti che

non sono oggetto di controllo da

parte dei vigili, come hanno

fatto notare molti residenti in

via della Libertà (in particolare

dall’incrocio al campo sportivo),

e questo crea disagi per chi

abita in queste zone.

Il sig. Codazzo a tal proposito

ci risponde che “faremo servizio

continuativo anche su queste

strade, eventualmente intensificando

i controlli con la nostra

pattuglia, ma non solo in via

della Libertà ma anche in altre

strade ugualmente importanti”.

Infine chiediamo al nuovo

comandante un parere sull’avvicendamento

che c’è stato

con l’ex comandante della

stazione di Castel Madama il

sig. Di Giovannantonio, inizialmente

individuato come

naturale comandante del corpo

dell’Unione.

Alla domanda se secondo lui

il sig. Di Giovannantonio fosse

in grado di ricoprire il ruolo di

comandante della Polizia Locale

senza dover ricorrere al pagamento

di una persona esterna,

Codazzo risponde “io ho accettato

soltanto nel momento in cui

il sig. Di Giovannantonio ha

chiesto e ottenuto la mobilità in

altro ufficio del Comune di

Castel Madama”. Ma perché l’ex

comandante dopo anni di servizio

ha lasciato il suo incarico?

Gli uffici dei vigili urbani di Castel Madama

Lo abbiamo chiesto al diretto

interessato, il sig. Di Giovannantonio,

ma non ha voluto

rilasciarci nessuna dichiarazione

al riguardo.

Al Sindaco abbiamo chiesto

quale incarico sarà conferito al

sig. Di Giovannantonio: “ricoprirà

un ruolo di responsabilità

adeguato al grado di funzionario

con cui è inquadrato nella

pianta organica”.

Ma così a quanto salirà il

numero di funzionari in servizio

al Comune? “con il sig. Di

Giovannantonio diventeranno

cinque”.

Secondo Lei non è un numero

eccessivo per un comune

come Castel

Madama?,

“No, è un

numero adeguato

alle

esigenze del

Comune che

non cambia

niente rispetto

all’organizzazione

precedente,

nemmeno dal punto dei vista

dei costi”.

A titolo di cronaca si fa presente

che prestano servizio

presso il Comune di Castel

Madama, oltre al Segretario

Generale, tre funzionari nell’area

Affari Generali, due funzionari,

di cui uno a contratto esterno,

nell’area Tecnica, due

funzionari nell’area Contabile e

uno, con contratto esterno, nell’area

Vigilanza.

CASTEL MADAMA:

NUMERI UTILI

Comune: 0774-45001

Carabinieri: 0774-447002

Vigili Urbani: 0774-447305

Ospedale Tivoli: 0774-335086

Farmacia: 0774-447001

Vigili del Fuoco: 115

Servizio Guardia Medica: 118

Protezione Civile:

0774-4500243


8 Elezioni

Dalla vittoria di Marrazzo

la conferma di “Uniti nell’Ulivo”

di Tommaso Verga

Andrea Ferro segretario dei Ds della federazione di Tivoli:

«È Carlo Lucherini il nostro candidato al Consiglio regionale»

Carlo Lucherini

«Con il congresso del Palalottomatica

il senatore Mario Gasbarri

è stato eletto nel Consiglio nazionale:

per la prima volta c’è un

nostro rappresentante al massimo

livello dei Ds». Andrea Ferro, 31

anni, «quasi ingegnere», segretario

dei Democratici di sinistra

della federazione di Tivoli, «compie»

il terzo anno alla guida del

partito: compito gravoso, visto

che si tratta di dirigere la Quercia

da Monte Soratte a Monte Livata,

3100 iscritti distribuiti per 70

comuni (tutta la provincia di Roma

ne somma 110), 59 sezioni (di cui

sei aperte o riaperte nell’ultimo

anno), 350 iscritti alla Sinistra

giovanile. Con 19 sindaci sui 36

del centrosinistra, centinaia di

consiglieri comunali e molte decine

di assessori, i Ds governano il

56% dei cittadini dell’area, con

problemi che rispondono al nome

di città come Guidonia Montecelio,

Tivoli, Monterotondo, Fonte

Nuova, Mentana.

Un compito nel quale, però, le

soddisfazioni non mancano. A

rappresentare la federazione di

Tivoli nell’amministrazione provinciale

di Roma sono due consiglieri

(Ruggero Ruggeri e Marco

Vincenzi, Monterotondo e Tivoli),

e un assessore (Bruno Manzi,

Attività produttive), mentre il

Consiglio regionale è «presidiato»

da Carlo Lucherini.

Iniziamo da qui, visto che il 3 e 4

aprile si vota per rinnovare il

«parlamentino» della Pisana

«Se dovessi esprimermi in termini

“scolastici“, il voto non potrebbe

essere che positivo – risponde

Andrea Ferro –. Una promozione

certa e certificata, visto che

Lucherini è stato sempre presente,

e puntuale, quando gli è stato

chiesto di affrontare i problemi

delle nostre popolazioni, dalla

sanità ai trasporti, dall’istruzione

all’ambiente. Un impegno che si è

sempre moltiplicato in occasione

della formazione dei bilanci regionali.

Poi, Lucherini è autore dalla

legge sul distretto industriale del

travertino, un grande risultato per

il comparto industriale tiburtino».

Quindi la candidatura verrà

riproposta?

«Senza discussione, Lucherini ha il

sostegno unanime del partito. Semmai,

qualche limitazione l’abbiamo

trovata nella decisione di presentare

la lista di “Uniti nell’Ulivo”».

Ovvero?

«La crescita dei Ds in quest’area

ci avrebbe consentito di presentare

almeno un’altra candidatura.

Che, se Marrazzo vincesse,

avrebbe avuto ragionevoli possibilità

di essere eletta».

«Eletta», quindi al femminile?

«Sì, sarebbe stata sicuramente

donna. Perché – prosegue Ferro –

non c’è solo l’elenco dei rappresentanti

nelle istituzioni o l’aumento

degli iscritti a mostrare lo

“stato di salute“ dei Ds, ci sono le

feste dell’Unità, le campagne

contro il governo Berlusconi e la

giunta Storace, il numero di voti

espressi a favore di Enrico

Gasbarra alla Provincia, di Nicola

Zingaretti e Pasqualina Napoletano

alle Europee: tutte iniziative

politiche che hanno sempre

visto le nostre compagne in

prima fila, attivissime».

Non dica che sta esprimendo

riserve sulla lista unitaria...

«No, assolutamente. Ne sono talmente

convinto che intendo proporla

per le “amministrative“ di

Guidonia. Sarà, in ogni caso il

punto principale dell’iniziativa

politica del partito in zona. È

tutto scritto nella mia relazione al

congresso della federazione di

Tivoli, un compito che, d’accordo

Margherita e Sdi, intendo portare

a compimento nel più breve

tempo possibile».

Rettifichiamo

quanto erroneamente

scritto nel n. 2 Anno 2

di “La Piazza

in merito alle elezioni

dell’Università Agraria

che si terranno in una data

da definire entro giugno


9

IL PAESE IN BREVE

MALFUNZIONAMENTI AL PASSAGGIO A LIVELLO

DELLA STAZIONE DI CASTEL MADAMA

La redazione ha avuto notizia di alcuni malfunzionamenti

che avrebbero interessato il passaggio

a livello situato accanto alla stazione ferroviaria di

Castel Madama; secondo le prime testimonianze

raccolte sembra che le barriere mobili siano rimaste

alzate con treni in movimento sulla linea.

I fatti finora segnalati sono 3 e si sarebbero

verificati tra settembre 2004 e gennaio 2005; in

almeno due occasioni sembra che i convogli viaggiassero

ad una velocità particolarmente ridotta e

che solo in una occasione vi sia stato un concreto

pericolo per i passeggeri dei mezzi coinvolti.

I motivi tecnici che hanno originato i suddetti

“disagi” alla circolazione ci sono tuttora sconosciuti;

il nostro giornale, nel tentativo di raccogliere

quante più informazioni possibili sull’accaduto,

invita tutti coloro che sono stati testimoni di malfunzionamenti a mettersi in contatto con la redazione.

La Piazza già dal prossimo numero tornerà ad interessarsi dell’accaduto cercando di fare piena chiarezza

sui fatti. Nel frattempo rivolge un appello a tutta la popolazione castellana, affinché usi la massima

prudenza nel percorrere l’attraversamento ferroviario.

CABERNET SAUVIGNON ITALIANI

Il 17 febbraio 2005, nel quadro delle degustazioni

organizzate dalla delegazione AIS di Tivoli e che

accompagnano l’attività didattica del Corso AIS per

la qualificazione da sommelier, in concomitanza

con la pausa del corso (per il passaggio dal primo al

secondo livello), si è svolta a Castel Madama, presso

il Ristorante Porta Luisa, una degustazione che

ha riguardato dodici cabernet sauvignon italiani. Gli

stessi vini, provenienti da varie regioni, sono stati

accompagnati da piatti ad hoc preparati dalla ottima

cuoca del locale, che ben si sono intrecciati con le

caratteristiche di questo vino c.d. internazionale,

caratterizzato da note speziate e fruttate.

ESCURSIONI AI MONTI LUCRETILI

02 Aprile: Appuntamento con le stelle.

Osservazione di: Saturno, Giove, Leone e Vergine.

03 Aprile: Il Monte Pellecchia.

Da Monte Flavio traversata sulla cresta che unisce le

due cime.

03 Aprile: Sulla vetta del Monte Serrapopolo.

Da Scandriglia agli uliveti della Sabina passando per il

Convento di S. Michele.

17 Aprile: Cime tempestose al Monte Pellecchia.

Passeggiata per il fosso di Castiglione e discesa per la

forcella di Civitella.

Il gruppo parte da Roma: informazioni al N.V. 800593196

08 Maggio: Il Pratone.

Escursione naturalistica alla scoperta “dell’anfiteatro

Linceo”.

08 Maggio: Il Fosso di Casoli.

Passeggiata nella forra del fosso di Casoli.

05 Giugno: Le antiche vie della transumanza.

Escursione da prato Favale a prato delle Forme.

25 Giugno: Appuntamento con le stelle.

Osservazione di: Scorpione, Sagittario, il triangolo

estivo, Saturno e Giove, la nebulosa della Lira.

Per informazioni telefonare al parco 0774.637027

Dal Catalogo “Giorniverdi” a cura dell’Agenzia Reg.

per i Parchi e Ass. all’Ambiente Regione Lazio.


10 il paese in breve

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

C. Madama 19/02/2005

Al Periodico “La Piazza”:

consultando il Periodico “ANNO 2 - NUM. 2 - Febbr. 2005 è stata notata una scarsa considerazione al “CARNE-

VALE CASTELLANO 2005”, in modo particolare si evidenzia un mancato accenno o riferimento all’Ass. Gemellaggio

con La Roda de Andalusia, infatti non vi è un minimo articolo che affronti il tema del Carnevale nel nostro Paese;

solo qua e là, foto ritraenti gruppi mascherati partecipi a tale festa, senza però ricordarsi che i Rioni di C. Madama sono

quattro e soltanto tre di questi sono stati riportati nel mensile, anzi!!!! Nel modesto pazio che “La piazza” ha offerto ai

suoi cittadini (Rif. pag. 12) viene a mancare una pari considerazione fra i Rioni, in quanto il gruppo mascherato del

Rione Empolitano non viene “calcolato”!

Tale gesto è stato recepito come una discriminante nei confronti di tale Rione, proprio voi che dovreste essere

imparziali nello scrivere un periodico...

Alla faccia della Par condicio.....!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il Rione Empolitano, cioè 1/4 del Paese, ha solo constatato questo fatto e ne ha preso atto.

P.S.: attendiamo una vostra risposta e magari, un articolo doveroso che affronti il Carnevale Casatellano e tutte le

Ass. che hanno partecipato... magari con le doverose scuse!!!

Associazione

Rione Empolitano

Abbiamo ricevuto e pubblicato lo scritto a firma “Associazione Rione Empolitano” e ci siamo

chiesti se è da identificare con il Comitato di tale rione.

L’occasione ci consente di ribadire la nostra disponibilità, più volte manifestata a tutte le Associazioni

presenti nel nostro paese, a pubblicare sul giornale interventi, temi di approfondimento,

iniziative ed attività di interesse per i cittadini.

A onor del vero ci pare doveroso ricordare che un’intervista richiesta al massaro del rione empolitano

è stata sollecitata più volte e con insistenza prima di essere rilasciata e che il numero speciale

sul palio da noi consegnato ai quattro rioni per la diffusione tra la popolazione, il cui ricavato

era il nostro contributo ai rioni, ci è stato restituito dall’Empolitano.

Ci sembra forse esagerato parlare di discriminazione e ricorrere addirittura alla par condicio

quasi fosse un dibattito politico.

Nulla è doveroso, ma solo frutto di una libera scelta dei componenti della redazione, scaturita

dalla discussione dei fatti e degli argomenti da sviluppare.

La Redazione

BANDO DI GARA TOP SECRET

Il bando di gara relativo ai lavori di ristrutturazione della rete fognante e alla ripavimentazione

di via San Sebastiano (importo lavori di circa 450 mila euro) non è

affisso all’albo pretorio del Comune. Lo hanno constato il Comandante dei carabinieri

di Castel Madama e il suo Vice su segnalazione dei consiglieri comunali di

opposizione.

Dai registri comunali il bando doveva essere affisso dal 28 febbraio 2005, ma il 7

e 8 marzo esso non compariva nelle teca dell’albo. Così i consiglieri di minoranza

hanno chiamato le forze dell’ordine perché prendessero atto di questa grave

irregolarità.

I bandi di gara devono essere pubblicati perché qualunque ditta possa venire a

conoscenza che vi è un lavoro da eseguire e, se interessata, possa presentare la

propria offerta. Insomma, la pubblicazione del bando è garanzia di informazione,

di trasparenza e di regolare svolgimento delle gare di appalto. Tant’è che la recente

normativa obbliga i Comuni a pubblicare i bandi di gara anche su un apposito

sito internet della Regione Lazio.

In questo caso non siamo riusciti né a vederlo all’albo pretorio del comune, né

lo abbiamo trovato sul sito regionale www.regione.lazio.it/bandi.shtml. Provare

per credere!


il paese in breve

11

IL CARATTERE DISTINTIVO DI CASTEL MADAMA: LA PUZZA!!!

Molti Comuni godono di notorietà per

qualcosa che li contraddistingue da tutti gli

altri; così ad esempio Pisa è nota per la

torre omonima, Verona per l’arena, San

Remo, oltre che per il festival della canzone,

per i fiori.

Castel Madama, in questi ultimi quattro

anni, grazie all’Amministrazione di Centro-

Destra, sta acquisendo una sua specifica

pecularietà che potrebbe darle la meritata

notorietà: “la puzza che emana dal depuratore”;

infatti ne possono godere non solo i

castellani ma chiunque abbia la ventura di

trovarsi in paese.

Sono ormai anni che ci tocca a sopportare

questo stato di cose. Circa due anni fa

Il depuratore di Castel Madama

l’Amministrazione per giustificarsi del mal

funzionamento del depuratore montò una

storia secondo cui le cause erano da ricercare nei lavori fatti fare dalla precedente Giunta di CentroSinistra.

L’ingegnere comunale e la minoranza sostenevano che dipendesse unicamente dalla mancata manutenzione

ordinaria dell’impianto.

L’Amministrazione di CentroDestra, anziché contestare la cattiva manutenzione del depuratore alla

Ditta che lo aveva in gestione e se del caso comminarle una sanzione pecuniaria, scelse di effettuare nuovi

lavori per circa 105.000,00 euro ed anche se si è trattato di un finanziamento regionale sono pur sempre

soldi dei contribuenti e andrebbero spesi con maggiore attenzione.

Come ognuno avrà potuto constatare, il depuratore continua a emanare odori ammorbanti come e più

frequentemente di prima. Ancora oggi pensiamo che c’era e c’è solo bisogno della normale manutenzione

degli impianti.

Comunicato Stampa

LUCHERINI: CHIESTA AL PRESIDENTE STORACE

LA SOSPENSIVA DEL DECRETO

SUI LAVORATORI DEI SERVIZI IDRICI COMUNALI

Consiglio Regionale del Lazio

Gruppo Democratici di Sinistra

“È urgente sospendere immediatamente il decreto

con il quale il Presidente Storace dispone del trasferimento

del personale dipendente dei comuni

adibito a servizi idrici” – Così è intervenuto oggi

il consigliere Lucherini – gruppo DS – attraverso

una interrogazione presentata al Presidente

Storace.

La questione è molto delicata e potrebbe portare

alla creazione di aree di forte contenzioso. Infatti

– prosegue il consigliere – per giungere alla identificazione

del personale interessato a tale operazione,

è stato espletato un lungo percorso che ha

visto la cooperazione della Provincia e delle

Organizzazioni Sindacali, nel tentativo di determinare

correttamente i quantitativi di personale

da trasferire. Non tutti i comuni però hanno espletato

tale verifica e, in qualche caso, alcuni amministratori

hanno cambiato gli elenchi precedentemente

concordati. È ovvio – sostiene ancora

Lucherini – che, vista la complessità della materia,

prima di ridurre drasticamente gli organici

comunali, occorre sospendere gli effetti del decreto

immediatamente. Ed è proprio quello che ho

chiesto al Presidente Storace, affinché si possa

procedere in tempi rapidi, ad una minuziosa ed

indispensabile verifica degli elenchi proposti,

limitando i rischi che in alcune zone possano

crearsi aree di forte contenzioso”.


12 Il giornale dei ragazzi

I RAGAZZI E IL DIALETTO

Alcuni alunni della III A hanno rivolto delle domande ai loro coetanei. Abbiamo notato che quasi tutti usano

molto il dialetto ed abbiamo ritenuto interessante capire i motivi di questa abitudine attraverso un’intervista a

diversi alunni delle classi terze della scuola media. Riportiamo alcune interviste.

D. SECONDO TE I RAGAZZI PARLANO ANCORA IL DIALETTO CASTELLANO? PERCHÉ?

Giulia: Sì, perché è un modo divertente per comunicare; Alessandro: Sì, perché è una tradizione; Claudia: Sì,

perché essendo originari di Castel Madama parlarlo è inevitabile; Federico: Sì, perché stando a contatto con i

familiari si prende l’abitudine.

D. PENSI CHE SIA IMPORTANTE TRAMANDARE IL NOSTRO DIALETTO DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE? PERCHÉ?

Giulia: Sì, perché è la “lingua madre” di Castel Madama ed è giusto che anche i giovani l’apprendano;

Alessandro: Sì, perché almeno i ragazzi vengono a conoscenza della lingua castellana; Claudia: Sì, perché fa

parte della storia del paese; Federico: penso di sì perché il dialetto fa parte di noi e delle nostre tradizioni.

D. QUALI SONO I TERMINI PIÙ UTILIZZATI?

Giulia: Ascidate (siediti), arizzate (alzati), areficcate (nasconditi), che te dole? (cosa ti fa male?), che vo? (che

vuoi?), vattènne (vattene), accandividi (guarda); Alessandro: Iemo loco (andiamo lì), vissu (questo); Claudia:

Chivelle (nessuno), caleccuno (qualcuno), nì vissu (guarda questo), ainate (sbrigati), revejate (/svegliati), iemo

(andiamo), resci (esci), repiate (riprenditi); Federico: Chiattarella (ragazzina), fuji (corri).

D. IN FAMIGLIA VIENE USATO QUESTO LINGUAGGIO?

Giulia: A volte, perché i miei genitori non mi permettono di esagerare con questo linguaggio durante i discorsi;

Alessandro: Non tanto, infatti i miei genitori non vogliono; Claudia: Non molto spesso, perché i miei genitori

non vogliono; Federico: Sì, dai miei genitori e qualche volta anche da me però solo qualche parola.

D. PENSATE CHE L’USO DEL DIALETTO POSSA CREARVI DELLE DIFFICOLTÀ

NEL COMUNICARE CON RAGAZZI CHE NON SONO DI CASTEL MADAMA?

Giulia: Sì, credo di sì; Alessandro: Sì, credo di sì; Claudia: Sì, perché per altri ragazzi che non sono di qui è

molto complicato; Federico: Sì, perché a malapena lo capisco io che sono di Castel Madama, figurati i ragazzi

che non sono di qui.

Anche se questo argomento meriterebbe un maggiore approfondimento possiamo comunque già affermare che

i ragazzi parlano il dialetto perché è la “lingua dell’affetto” e ci tengono a tramandarla. Molti ragazzi parlano il

dialetto castellano, comprese noi, ma l’importante è non superare i limiti, altrimenti diventerebbe una brutta abitudine,

basta qualche parola. Soprattutto non deve essere utilizzato nell’ambito scolastico.

Maturi Dalila

Petrini Jessica IIIA

“HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE”

La nuova emozionante avventura di J.K. Bowling ancor più sorprendente delle altre

Dopo aver appassionato ragazzi e adulti con i primi cinque libri del maghetto

più famoso del mondo, l’autrice ce l’ha fatta anche questa volta. In seguito

ad un lungo e intenso lavoro ha terminato la sua sesta opera. Questo libro,

che si intitolerà “Harry Potter e il principe mezzosangue” ha battuto il record

di prenotazione di tutti i tempi su Amazon.com, la più grande libreria virtuale

del mondo. Il libro uscirà il 16 luglio prossimo in Inghilterra e in tutti i

paesi di lingua inglese, ma non è ancora stabilita la data di uscita in Italia.

Fans frettolosi, per evitare la lunga, hanno cercato di scaricare da internet

questa mitica opera della Bowling, ma si sono accorti che si trattava di un

libro falso. I protagonisti sono sempre gli stessi: Harry Potter, Ron Weasley,

Hermione Granger. La professoressa di difesa contro le arti oscure Dolores

Umbridge, insopportabile e arrogante, si “dimetterà” e prenderà il suo posto

un nuovo professore. La Bowling ha affermato che per la terza volta Harry

assisterà alla morte di uno dei protagonisti, ma non ha specificato se amico o

nemico. Per quanto riguarda il principe mezzosangue è tuttora un mistero.

Cari lettori, per svelare il mistero bisognerà attendere l’uscita del libro ed

acquistarlo, perché sarà un’ avventura ancora più emozionante delle precedenti.

Non perdetela!

Deborah Viotti e Andrea Pascali IIIA


Il giornale dei ragazzi

13


14 Conunità Montana

LA IX COMUNITÀ MONTANA

a cura di Fausta Faccenna

Il nostro giornale, da questo numero, porterà all’attenzione dei propri lettori le attività, i progetti,

le iniziative più significative messe in campo dalla IX Comunità Montana del Lazio a favore delle

popolazioni del territorio ricadente nel proprio comprensorio.

I settori di intervento di questo Ente spaziano dal campo dell’agricoltura alla zootecnia, dalla cultura

al turismo, toccando settori poco conosciuti quanto significativi per la loro ricaduta economica

sul territorio di pertinenza amministrativa.

Nei numeri successivi, quindi, riporteremo le iniziative più interessanti che l’Ente realizzerà, informandone

i lettori tempestivamente, favorendo la conoscenza di una realtà territoriale vasta ed articolata

che va dalla Sabina Romana all’area Prenestina.

La Comunità Montana comprendente 18 comuni ciascuno con proprie caratteristiche socio-economiche

e culturali. Tali caratteristiche risultano omogenee negli aspetti più profondi ma fortemente

diversificate a causa dei diversi eventi storici e sociali che ne hanno tracciato il profilo economico

e culturale.

PROGETTO EDUCATIVO PER I DIVERSAMENTE ABILI

La IX Comunità Montana, nell’ambito

delle iniziative volte

all’inserimento dei soggetti deboli,

dei portatori di handicap e

dei soggetti diversamente abili,

ha promosso ed organizzato, con

il finanziamento della Provincia

di Roma, una serie di incontri

indirizzati ai soggetti deboli residenti

nel nostro territorio, finalizzati

all’apprendimento di

tecniche artististiche e alla frequentazione

di un laboratorio

tattile-olfattivo, specialmente

studiato per disabili della vista.

Il progetto, fortemente voluto

dal Presidente della IX Comunità

Montana Vittorio Mancini,

ha consentito di elaborare dapprima

un censimento degli

alunni diversamente abili frequentanti

le scuole di ogni

ordine e grado presenti nel territorio,

e poi di realizzare una

serie di incontri che hanno

visto la partecipazione di gruppi

di classi, in cui gli alunni

diversamente abili sono stati

integrati e supportati dalla presenza

del loro insegnante di

sostegno e dal docente della

materia insegnata.

L’intero progetto ha avuto inizio

verso la fine del mese di

febbraio e si svolge nelle sedi

Il presidente Vittorio Mancini

scolastiche delle scuole elementari

e medie dei comuni di Marcellina,

Montorio Romano,

Palombara e Castel Madama.

Agli incontri partecipano sia gli

alunni che frequentano la scuola

sede dell’incontro, che i soggetti

diversamente abili residenti in

comuni limitrofi, il cui trasferimento

è stato assicurato da

appositi accordi tra i comuni

interessati dalla presenza di

soggetti diversamenti abili e la

IX Comunità Montana.

Gli incontri prevedono corsi di

tecniche artistiche che risultano

particolarmente indicate per

questo tipo di utenza, quali la

pittura su porcellana, pittura su

ceramica e su biscotto.

Una particolare attenzione è

stata rivolta ai soggetti disabili

della vista, per i quali è stato

studiato un laboratorio tattileolfattivo,

che prevede lo svolgimento

di giochi di riconoscimento

e abbinamento forma/

odori e forma/sapori.


Conunità Montana

15

Nel corso dello svolgimento di

tale laboratorio, gli alunni realizzano

candele e saponi profumati

con erbe ed essenze naturali,

preparano e degustano

bevande, realizzano cornici e

quadri con semi di piante, spezie

e altro materiale “tattile”

(stoffa, sabbia, cera, etc.).

L’iniziativa ha incontrato il

favore delle scuole del territorio

e, come detto, della Provincia di

Roma, nella persona dell’On.

Claudio Cecchini, titolare dello

Assessorato alle Politiche Sociali

e per la Famiglia, la struttura

che ha approvato e finanziato

il progetto.

Questo progetto è stato concepito

per offrire una assistenza a

tutto campo per gli operatori

scolastici e le famiglie coinvolte

poiché, oltre agli incontri e ai

laboratori didattici programmati,

mette a disposizione di famiglie

e docenti la consulenza e

l’assistenza di un assistente

sociale che, nell’arco di tre

mesi, riceverà gli interessati

nelle sedi scolastiche concordate

e secondo un calendario

distribuito e pubblicizzato nelle

scuole del territorio.

L’intervento dell’assistente sociale

è finalizzato non solo ad

accompagnare il lavoro dei

docenti e degli assistenti dei

vari laboratori in cui si articola

il progetto, ma anche a supportare

le famiglie degli alunni, che

potranno rivolgersi a questa

figura professionale non solo

per motivi legati al progetto, ma

anche per ogni altro tipo di assistenza

e consulenza legata alla

loro condizione di familiari di

un soggetto debole.

Si conclude il 20 marzo 2005

Rito e tradizione nella IX Comunità Montana del Lazio

“iniziativa, come dice il Presidente Vittorio Mancini

nella Presentazione del calendario, consolidata nel

corso degli anni e finalizzata alla valorizzazione delle

peculiarità demo-antropologiche del nostro territorio, realizzata

in collaborazione con la Provincia di Roma nell’ambito

delle attività culturali da svolgere nel periodo

invernale…

Ciascun comune del territorio comunitario possiede un suo

patrimonio di riti e di tradizioni popolari particolari, sia

pure in una cornice omogenea di cultura antropologica territoriale,

che la IX Comunità Montana ha costantemente

contribuito a valorizzare attraverso numerose manifestazioni

di riscoperta e riproposizione delle feste e dei riti più

antichi...

Abbiamo deciso di accostare antichi riti religiosi e, quindi

canti sacri, legati alle comunità locali che hanno elaborato

nel tempo le loro forme originali di devozione e di ritualità,

con manifestazioni di carattere laico, legate alla tradizione

del cibo e della festa”.


Vicovaro

17

LA NUOVA BIBLIOTECA

“MARCANTONIO SABELLICO”

di Sofia Di Giuseppe

È stata inaugurata la biblioteca nel comune di Vicovaro

con servizi numerosi ed esclusivamente gratuiti

A Vicovaro sabato 26 Febbraio

2005 alle ore 17.30 in via delle

scuole n. 1 si è tenuta l’inaugurazione

della nuova biblioteca

comunale “Marcantonio Sabellico”,

che darà un nuovo impulso

culturale ai vicovaresi. Questo

edificio si ispira al principio

di eguaglianza dei diritti degli

utenti e della pari dignità personale

e culturale di ogni cittadino.

Alle ore 17.45 prende la

parola il sindaco Christian

Cedric Thomas che dice di aver

fiducia nel futuro dei giovani e

una delle finalità della nuova

biblioteca comunale è proprio

quella di fornire e garantire

un’adeguata condizione del

“sapere” a tutti i ragazzi che

rappresenteranno la nuova

generazione vicovarese. Continua

poi dicendo che l’edificio è

passato da una gestione di

volontariato ad una gestione

comunale. Ci sono diversi progetti

che il comune di Vicovaro

vuole intraprendere e alcuni

obiettivi che riguardano anche

dei contatti esterni con scuole o

altre biblioteche regionali che

daranno la giusta notorietà al

nuovo centro culturale. Alla

fine del suo discorso il sindaco

ringrazia tutte la persone che

hanno partecipato all’inaugurazione.

Subito dopo prende la

parola il consigliere regionale

Carlo Lucherini che ha finanziato

il progetto rendendo possibile

la ricostruzione della

biblioteca. Dice che collaborare

La nuova biblioteca comunale

con Vicovaro è soddisfacente

perché ha subito sfruttato in

modo più che adeguato il finanziamento

regionale concesso.

Anche la Chiesa di S. Sabino a

Vicovaro è in restauro sempre

grazie al signor Lucherini. Infine

interviene l’assessore alla

cultura Virginio Coccia che ha

riassunto brevemente i miglioramenti

e la lunga e travagliata

storia della biblioteca dalla sua

prima istituzione. Fu approvata

con delibera il 12/04/2000

riaperta al pubblico però il

10/10/2001. Finalmente fu inserita

con decreto del Presidente

della Giunta regionale n. 74 del

26/09/2003 nell’organizzazione

regionale bibliotecaria. Oggi

conta 5400 volumi e 435 iscritti.

Ha due postazioni internet,

una sala multimediale(in allestimento),

una sala studio (20

posti) e una sala per ragazzi (8

posti). Sono presenti moltissimi

testi di narrativa:

• Tedesca

• Francese

• Inglese

• Americana

• Italiana

Discreta però la classe del 900

di libri di storia e geografia,

mentre la sezione locale è in


18 Vicovaro

fase di incremento. I servizi

sono esclusivamente gratuiti

per permettere a tutti i cittadini

e non di usufruire della biblioteca

senza ostacoli finanziari.

Alla fine l’assessore alla cultura

di Vicovaro Virginio Coccia ringrazia

la responsabile del centro

culturale Margherita Crielesi, il

presidente della decima Comunità

Montana Luciano Romanzi

e la preside del liceo scientifico

Spallanzani di Tivoli sig.ra Rettighieri

che è presente all’inaugurazione

e cercherà di mettersi

in contatto e collaborare con la

biblioteca “Marcantonio Sabellico”.

Come vuole la tradizione

c’è il taglio del fiocco, segno di

buon auspicio così il Sindaco

taglia il nastro retto da due bambini

e invita la gente presente ad

andare nel Centro Anziani “Don

Angelo Francorsi” dove è stato

preparato un piccolo rinfresco

dalla pasticceria “Sandra e

Maria”. Un pomeriggio all’insegna

della cultura per riscoprire

il patrimonio culturale che

era stato dimenticato, una

biblioteca degna di un paese che

ha dato i natali a Marcantonio

Sabellico.

TERMINATI I LAVORI

NELLA VECCHIA

SEDE COMUNALE

DOVE SONO ADESSO

I VARI UFFICI

Nella vecchia sede del comune ristrutturata,

in Via delle Scuole, oltre alla

nuova biblioteca hanno trovato il loro

posto anche altri uffici comunali. Si

tratta dell’anagrafe e stato civile, dei

vigili urbani e dei servizi sociali e

commercio. Nella sede comunale sita

in Piazza Padre Pietro, al n. 9 rimane

invece l’ufficio tecnico, l’ufficio

ragioneria e tributi, la segreteria

comunale e i servizi amministrativi e

di protocollo, e gli uffici del Sindaco

e degli Assessori.

Al piano terra della sede di Piazza

Padre Pietro, n. 9 dovrebbe trovare

uno spazio l’Unione dei Comuni della

Valle Ustica.

IL BILANCIO

DEL COMUNE PER IL 2005

Quest’anno il termine di approvazione

per i bilanci comunali è stato fissato

al 31 marzo 2005. La giunta

Comunale ha quindi varato la proposta

di bilancio, con le relative tariffe

ed aliquote, che vedono alcuni adeguamenti

per quello che riguarda

l’acqua e la nettezza urbana. Il tutto si

è reso necessario per i forti tagli ai

trasferimenti che derivano dalla legge

finanziaria, che ha visto per il

Comune di Vicovaro l’assegnazione

di circa 90.000,00 euro in meno.


Vicovaro

19

PARCHEGGIO PER NODO DI SCAMBIO

All’uscita dell’autostrada Vicovaro-Mandela, molti

avranno notato un cantiere piuttosto grande: si tratta

della realizzazione di un nodo di scambio; in pratica

un parcheggio di circa 200 posti, che dovrebbe

mettere in relazione l’uscita dell’autostrada e la stazione

ferroviaria, in attesa di un potenziamento di

quest’ultima.

Il lavoro è giunto al suo secondo lotto, ed il contratto

d’appalto è pari a circa 800.000,00 euro.

L’impresa che si è aggiudicato il lavoro è la ditta

Cipriani Mario di Castel Madama, ed il direttore dei

lavori è l’Ing. Ezio Casiello. Il lavoro è finanziato con

un contributo dell’Unione europea, ob.2.

L’opera che si sta realizzando interessa ovviamente un bacino molto più ampio del solo Comune di

Vicovaro, vista anche la posizione, e rientra in un progetto di sistemazione della zona che ha visto anche

la realizzazione di un’area per un centro fieristico, e il futuro decollo della Zona industriale.

CORSO PER ESPERTO

DI GESTIONE AZIENDE AGRITURISTICHE

Il Sindaco di Mandela Gaetano Sartori nella sala del corso

L’agriturismo è un settore in crescita, e sostenuto

dall’Unione Europea. Per questo l’Unione dei Comuni

della Valle Ustica sta realizzando un corso di formazione,

grazie anche ad un finanziamento della Provincia di

Roma, con contributi anche dell’Unione Europea.

Il corso avrà una durata di 500 ore, e sarà svolto presso

alcuni locali del Comune di Mandela. Per l’occasione

sono stati acquistati dei personal computers, che serviranno

per la didattica del corso.

Il corso vuole formare persone in grado di gestire un’azienda

agrituristica e di commercializzarne i prodotti, con

l’obiettivo di far rimanere i giovani nelle nostre zone rurali, ad alto tasso di disoccupazione. È anche importante

che la formazione arrivi sul territorio, in un’area dove siamo tutti abituati (o condannati?) al pendolarismo.

La prima selezione per un numero di posti compreso tra i 10 ed i 15, ha visto un alto numero di domande,

ed il corso avrebbe dovuto iniziare a metà febbraio. In realtà ci sono state delle rinunce, e pertanto la selezione

è stata riaperta, per concludersi il 16 marzo prossimo.

PROGETTO DI REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

NEL CENTRO URBANO DI VICOVARO

Il Comune di Vicovaro ha ottenuto due importanti contributi, dalla Regione Lazio e dalla Provincia di

Roma, che dovrebbero completare il quadro delle risorse necessarie alla realizzazione di impianti sportivi

nel centro urbano.

Si tratta di un progetto che prevede anche la realizzazione di una piscina coperta, nonché la sistemazione

del campo sportivo comunale. Da diverso tempo ne era stata finanziata una parte, per un importo di circa

un milione di euro, mentre l’opera completa ne costa quasi due.

La Regione Lazio ora ne ha finanziato un secondo stralcio, per circa 300.000,00 euro, e la Provincia di

Roma ha destinato nel suo bilancio per il 2005 altri 600.000,00 euro per il completamento.

Dopo una lunga attesa, quindi, l’amministrazione può iniziare la fase esecutiva, che dovrebbe portare entro

qualche anno anche Vicovaro ad avere una piscina comunale.


20 Sambuci

SAMBUCI UN PAESE IN MOVIMENTO

intervista al sindaco a cura di Ramona Pompili

Da circa un anno Dario Ronchetti è il Sindaco di

Sambuci e guida di una Giunta di Centro-Sinistra.

Vice-Sindaco e assessore alla Cultura, ai Servizi

Sociali e ai LL.PP. con l’ex Sindaco Antonio

Tuterti, è stato premiato dai cittadini che, riconoscendogli

l’impegno e le capacità dimostrate nelle

precedenti consiliature, gli hanno conferito la più

alta carica comunale.

In veste di primo cittadino sta per portare all’approvazione

del Consiglio Comunale il suo primo

programma annuale; è l’occasione per chiedergli

di parlarci di Sambuci, cosa è cambiato negli ultimi

anni ma soprattutto del progetto per il paese

della sua Amministrazione.

CI RIASSUME LE SCELTE PIÙ IMPORTANTI CONTE-

NUTE NEL PROGRAMMA ANNUALE 2005?

Sambuci, come tutti i Comuni ed in particolar

modo quelli piccoli, incontra serie difficoltà nella

redazione del programma annuale. Le cause sono

da ricercare nelle due ultime leggi finanziarie. In

particolare le risorse per il sociale dal 2000 al

2004 si sono ridotte di circa un quarto mentre le

competenze del Comune sono cresciute. Si è potuto

mantenere alto il livello dei servizi sociali ai cittadini

grazie all’attivazione di una collaborazione

con il Distretto Socio Sanitario di Tivoli ed a un

progetto dell’Assessorato Comunale ai Servizi

Sociali rivolto ai piccoli diversamente abili e con

problemi cognitivi.

Nonostante i tagli, anche per il 2005 siamo riusciti

a mantenere invariate le tariffe di Tarsu, ICI,

acquedotto, fognatura, addizionale comunale.

Il Sindaco di Sambuci Dario Ronchetti

QUALI SONO LE OPERE PUBBLICHE A CUI TIENE DI

PIÙ PER I PROSSIMI ANNI?

In fase di bilancio abbiamo predisposto un ambizioso

programma. Sono in via di ultimazione i

lavori di recupero del Borgo Medievale 1° comparto

e abbiamo presentato un progetto per un

milione di euro per completare il recupero del 2° e

3° comparto utilizzando il bando regionale per il

Recupero e la Riqualificazione dei Centri Storici.

Sono stati predisposti i progetti per completare il

recupero del Castello Theodoli per un importo di

500.000,00 euro con fondi comunitari e uno per

560.000,00 euro per il recupero totale del Parco

pubblico comunale Villa Theodoli già avviato con

fondi nostri. Con questo progetto si vuole completare

l’illuminazione, ripristinare il sistema di irrigazione,

restaurare le quattro fontane storiche,

sistemare il viale, le essenze arboree, i giardini e le

grotte lungo il muro di cinta.

In collaborazione con l’Ass.to alla viabilità della

Provincia stiamo predisponendo la messa in sicurezza

dei bivi di Sambuci con le provinciali per

Ciciliano, Cerreto e Mandela per un importo di

660.000,00 euro. Questi svincoli hanno un grande

interesse non solo per i residenti ma anche per

moltissimi pendolari provenienti dai Comuni limitrofi

che utilizzano il nodo di scambio Vicovaro-

Mandela per andare verso la capitale con i mezzi

pubblici.

È inoltre in programma la realizzazione di alloggi

in edilizia economica come risposta all’esigenza

di abitazione per le giovani coppie.

Ovviamente quanto descritto potrà essere realizzato

in funzione dei contributi che riusciremo ad

ottenere dalla Provincia e dalla Regione.

È OPINIONE COMUNE CHE SAMBUCI È MOLTO

CAMBIATO NEGLI ULTIMI ANNI. SECONDO LEI, PER

QUALI MOTIVI?

Il cambiamento è reale ed è sotto gli occhi di tutti

e mi lusinga che il giudizio sia positivo.

Un insieme di fattori ha determinato questo processo.

Fra questi è da evidenziare la sensibilità e

l’attenzione posta nel rapportarsi con la cittadinanza

dagli amministratori che si sono succeduti

negli ultimi venti anni. L’aver saputo pianificare e


Sambuci

21

realizzare interventi alla nostra portata, rivolti

essenzialmente al miglioramento della qualità di

vita dei cittadini. Si è investito molto in risorse

umane sia in campo sociale che culturale. Un contributo

importante è stato dato dalle Associazioni

Culturali che operano sul territorio che, in collaborazione

con l’Assessorato alla Cultura, organizzano

un fitto calendario di eventi: dal teatro alla poesia,

feste di piazza e sagre, rendendo piacevole il

soggiorno sia a chi risiede stabilmente, sia a chi

sceglie Sambuci per un periodo di vacanza.

QUALI SONO INVECE LE COSE IMPORTANTI ANCO-

RA DA REALIZZARE?

Le cose che ci sono mancate sono diverse ma stiamo

cercando di porvi rimedio. Penso ad esempio

alla stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente

Utili. Con la Regione Lazio, la X a Comunità

Montana e i Comuni della Valle dell’Aniene, abbiamo

costituita la società Valle dell’Aniene Servizi

S.p.A. Questa sarà operativa nei prossimi mesi e

darà stabilità di lavoro a circa di 150 persone tra

giovani disoccupati e lavoratori posti in mobilità.

Come prima accennavo, è da risolvere il problema

degli alloggi per i giovani. Lo scorso anno abbiamo

approvato il Piano di Zona 167 in località

Boschetto per la costruzione di venti alloggi. Ora

sono stati ottenuti i necessari pareri che ci consentono

di pubblicare il bando di preselezione per

l’assegnazione delle aree in diritto di proprietà.

Entro l’anno confidiamo di assegnare i lotti.

La costituzione di una piccola Cooperativa

Sociale potrebbe creare concrete opportunità di

lavoro. Penso all’immenso patrimonio immobiliare

di cui dispone Sambuci: il Castello Theodoli, il

suo parco, il territorio circostante con i sentieri

escursionistici che vanno da Castel Madama a

Saracinesco, l’ex Convento dei Frati Francescani

che stiamo recuperando per destinarlo ad ostello

con 25 posti letto e sala ristorante e che sarà pronto

per la fine dell’estate. Per gestire tutti questi

beni ci sarà molto da lavorare, occorre stimolare la

sensibilità e la voglia di fare dei giovani.

Lavori al centro storico di Sambuci

SAMBUCI FA PARTE DELL’UNIONE DEI COMUNI

DELLA VALLE DEL GIOVENZANO, COSA PENSA DI

QUESTA ESPERIENZA?

Credo che il consorziarsi in un’Unione, sia la via

obbligata per i piccoli comuni.

Penso alla gestione associata dei servizi come la

raccolta dei rifiuti, alla gestione della pubblica

illuminazione, alla polizia intercomunale, allo

sportello delle attività produttive e del commercio,

alla realizzazione di una unica grande scuola intercomunale,

al depuratore consortile, alla creazione

di un’isola ecologica ben custodita e sorvegliata.

Tutto questo per migliorare i servizi offerti ai cittadini

dell’intera valle, cercando di renderli efficienti

contenendone il costo, creando anche nuove

opportunità di lavoro.

Inoltre attraverso l’Unione, si creerà un polo ricettivo

turistico-culturale il cui fine deve essere quello

di attrarre sempre più visitatori. Penso anche

alle potenzialità naturalistiche dei nostri territori,

al fatto che Roma si espande sempre di più, credo

che a breve potremo non sentirci più Provincia ma

parte integrante della Capitale. La nostra è una

giovane Unione, è nata solo da circa un anno, se

riusciremo a lavorare in armonia, raggiungere gli

obiettivi prefissati, sarà possibile.

PER CONCLUDERE, QUALI SONO I PRINCIPALI

OBIETTIVI CHE SI PONE IN QUESTA LEGISLATURA?

Nel corso di questa nostra chiacchierata sono

state toccate molte questioni. Gran parte di esse,

sono parte integrante del programma politicoamministrativo

presentato ai cittadini nelle ultime

elezioni, ovviamente il nostro obiettivo è quello

di rispondere a tutte e di creare i presupposti per

delle nuove, occorre perciò lavorare, lavorare e

lavorare, occorre impegnarsi giorno per giorno ed

occorre avere anche un po’ di fortuna, che non

guasta mai!


22 Cultura

L’ANIENE:

STORIA DI UN FIUME

di Italo Tacchia

Gli antichi Equi fondevano la loro cultura con il fiume Aniene,

che, proseguita poi attraverso i romani e la civiltà contadina,

dà origine a quella che è oggi la cultura del nostro territorio

(seconda e ultima parte)

L’antropologo Mauro Rubini, facendo un accurato

studio sui resti scheletrici rinvenuti nella necropoli

di Casal Civitella nel territorio di Riofreddo (37

individui risalenti al VI° secolo a.C.), traccia un

profilo morfologico di questi tipi umani, traendo

alcune conclusioni: che la loro dieta doveva essere

a base di cereali e vegetali, scarsamente integrata

da proteine (carni e pesce) e che l’attività fisica

consisteva prevalentemente in lavori gravosi e

pesanti, tipici del contadino (5).

Anche l’attività di allevamento organizzato e di

transumanza doveva essere estranea agli Equi.

La cosa più interessante però è la conformazione

fisica: longilinea, con media di 167 cm per i

maschi (per quei tempi, quasi dei Watussi), si riferisce

più ad una popolazione adatta a climi temperati

e caldi piuttosto che a climi rigidi e freddi

come quello appenninico; insomma piuttosto

diversa dalle altre popolazioni che in quel periodo

abitavano l’entroterra dell’Italia centrale, di costituzione

più bassa e tozza. Come se, provenendo da

zone temperate e spinti chissà da cosa, gli Equi si

fossero “da poco” stanziati in questo territorio,

non essendosi ancora adattati morfologicamente al

nuovo clima. Cosa diversa risulta essere l’adattamento

culturale, visti i ritrovamenti di metalli e

oggetti, conformi a quelli delle altre popolazioni

comparate; infatti un adattamento culturale può

realizzarsi nel giro di pochi decenni, mentre per

quello biologico occorrono molte generazioni.

Riofreddo poi, non è molto vicino all’Aniene e probabilmente

la sua popolazione aveva poche possibilità

nello sviluppare abilità e tradizione di caccia e

pesca legata alla particolarità di questo territorio

con un reale faunistico e botanico che merita un

approfondimento, considerando anche il fatto che la

civiltà contadina, sviluppatasi qualche secolo dopo,

trasse non pochi vantaggi da questi aspetti.

La valle dell’Aniene rivestiva grande importanza

per Roma, in quanto i principali acquedotti ebbero

origine proprio da qui: quello dell’acqua Marcia,

ancora oggi alimenta buona parte della città.

Purtroppo la scoperta di questo grande bacino idrico

comportò la definitiva scomparsa della identità

degli Equi. I romani fecero arrivare da ogni parte

d’Italia per la costruzione degli acquedotti, un gran

numero di ingegneri, scalpellini, operai ecc. i quali

si stabilirono in queste terre con le loro famiglie


Cultura

23

che insieme alla presenza degli addetti alla costruzione

della via Valeria contribuirono a modificare

la cultura, la lingua e gli usi del popolo Equo.

Oggi la vita nella Valle dell’Aniene ha un altro

aspetto.

Nei primi anni del novecento si inizia la costruzione

della ferrovia Roma-Pescara, questa importante

via di comunicazione segna la fine della

civiltà contadina di cui rimangono significative

testimonianze nel museo di Roviano.

Come se non bastasse si sta procedendo ogni anno

alla canalizzazione, alla profilatura delle sponde

con blocchi di travertino, per evitare le piene (perché

poi ? ah già, dimenticavo; se è finita la civiltà

contadina, la piena che fertilizzava i campi a

che serve più, è diventata solo un fastidio).

In sostanza l’Aniene sta diventando un canale

dove l’acqua scorre veloce (rimandando quindi il

problema delle piene a valle ed in modo più

drammatico, al punto che si è dovuto costruire

una specie di muraglia cinese a ponte Lucano per

contenere l’esondazione, deturpando uno splendido

sito archeologico), insomma, non c’è pace per

il povero Parenzio.

BIBLIOGRAFIA: (1) G. MEZZETTI, l’Aniene un fiume di luce,

Tivoli, 1993, p 20; (2) Questo prelievo di acque continua

ancora ad opera dell’Acea attraverso l’acquedotto ex Pio-

Antico Marcio e le centrali idroelettriche; (3) L. MAMMA-

RELLA, La Tiburtina Valeria - itinerario storico-archeologico,

Cerchio, Polla, 1988, p 77; (4) VIRGILIO, Eneide (trad. di A.

CARO), libro VII, Vallardi 1950; (5) M. RUBINI, “la necropoli

arcaica di Casal Civitella”, in Identità e civiltà dei Sabini,

Atti del XVIII convegno di studi etruschi ed italici, Firenze,

1996, pp. 364-373.

Il giorno del bucato a Castel Madama agli inizi del ’900, in prossimità

dei ruderi dell’antichissima mola, sulla sponda opposta c’è

chi si diletta nella pesca alla trota

Fino a quel tempo (40-50 anni fa), l’ecosistema

fluviale era ridondante di vita animale. Gamberi,

lamprede, trote ed altri pesci erano numerosissimi:

le anse e le spiaggette del fiume costituivano l’ambiente

ideale per questi esseri viventi, così come

per l’avifauna.

Purtroppo da alcuni anni il fiume è diventato una

grossa discarica di ogni genere e praticamente la

fauna ittica è quasi scomparsa così come altre specie

ad essa legate (martin pescatore,lontra ecc.).

Inizi del ’900, nei pressi di Roviano si stanno eseguendo lavori di

ripristino della sponda destra con viminate sostenute da pali disposti

a filera


24 Orvinio

IL CASTELLO MALVEZZI

di Carla Santolamazza

Sorge ad 840 metri di altezza in una posizione da cui si gode

un panorama stupendo nel paese di Orvinio

all’interno del Parco Regionale dei Monti Lucretili

Il castello, fondato dai Conti dei

Marsi nel XII secolo, si sviluppa

attorno ad una torre difensiva

ricostruita dopo la distruzione

dell’antica Orvinium nel X

secolo forse da orde saracene.

Intorno alla torre cresce anche il

borgo abitato e fino al 1513

Orvinio non costituisce una

comunità a sé, ma una “villa”

comprendente il castello o torre

e un primo nucleo di case. Nel

corso del ’500 il borgo si sviluppa

e diventa feudo degli

Orsini ed è probabilmente questa

famiglia che promuove il

primo adeguamento dell’antico

torrione difensivo a castello.

Esso sorge in una posizione

dominante e secondo alcuni

autori sulle fondamenta dell’antica

arce, parte alta di un insediamento

urbano antico con fortificazioni

e funzione strategica,

di Orvinio, dove si ergevano i

templi di Minerva e Atena.

Nel ’600 passa ai Principi

Borghese. Oggi il Castello, di

proprietà dei Marchesi Malvezzi

Campeggi, è un complesso

di edifici e torri costruiti in

vari secoli (rifacimenti del XV,

XVI, XVII secolo), completamente

ristrutturati all’inizio del

’900, di cui restano, come elementi

originari, il maschio

cilindrico e il muro di cinta

merlato con un monumentale

portale d’ingresso arcuato, decorato

a bugne, rivestimento in

pietra di forma rettangolare

lasciato in risalto per evidenziare

la struttura muraria, forse del

XVII secolo. Sul portale sono

evidenti le strette feritoie attraverso

le quali passavano le catene

del ponte levatoio. Nello

spazio interno un cortile dove

affaccia una costruzione con

finestre dai montanti a croce

rinascimentale e che termina

con una torretta angolare. Nel

castello undici camere da letto,

una biblioteca, saloni bellissimi

e una cappella privata. Gli

ambienti del piano terra sono

coperti con volte a crociera

costolonate, nervature in pietra,

e a sesto ribassato; al piano

superiore gli ampi saloni presentano

soffitti lignei a cassettoni

con decorazioni pittoriche

tardo cinquecentesche, raffiguranti

grottesche: decorazioni

parietali a stucco con motivi

geometrici o naturalistici.

Cortile interno del Castello, accanto al giardino

Virgilio Malvezzi, consigliere di Filippo IV

Re di Spagna nella metà del 1600

Ricchissimo e notevole nei

saloni e nelle stanze l’arredamento

con mobili d’epoca.

Nelle cosidette soffitte del fabbricato

a sinistra entrando dal

portone principale quadri che

rappresentano le gesta della

dominazione dei Baroni Muti

nelle vittorie riportate durante

le guerre con i paesi limitrofi ad


Orvinio

25

Il portale che affaccia sul centro urbano La volta a crociera della cappella Soffitto a cassettoni di uno dei saloni

Orvinio. All’interno di un corpo

di fabbrica, sicuramente rimaneggiato

durante i lavori di

restauro realizzati da uno dei

proprietari, Remo Parodi-Salvo,

è posizionata la Cappella privata

del castello.

Si accede attraverso un piccolo

corridoio coperto da volta a crociera

con decorazioni a grottesche.

Nel piccolo vano della

cappella, a pianta quadrata e

soffitto a travatura, con due

finestrelle ai lati dell’altare con

profondi strombi, affreschi con

scene della vita della Vergine,

commissionati dalla famiglia

Muti nel XVII secolo e secondo

una citazione di V. Di Flavio

studioso dei Manenti, attribuiti

al figlio di Ascanio, Vincenzo

autore anche degli affreschi

degli altri ambienti, in particolare

i frammenti di pittura rintracciati

nel “granarone”, utilizzato

per decenni come deposito,

ma probabilmente appartamento

di rappresentanza dei Muti di

fabbricazione cinquecentesca.

Stilisticamente le opere decorative

risentono della corrente

manieristica romana della fine

del ’500. All’esterno del castello

un grande parco con giardino

all’italiana.

Annessa al Castello una azienda

agricola con produzioni

agro-biologiche di 500 ettari e

agriturismo Il Castello offre un

servizio di ristorazione, per

piccoli gruppi, su prenotazione.

Il Marchese Camillo Malvezzi Campeggi con il ritratto di un suo antenato

Per chi è interessato si può consultare

il testo: Patrimonio

Artistico e Monumentale dei M.

Sabini, Tiburtini, Cornicolani e

Prenestini della IX Comunità

Montana del Lazio


26 Pisoniano

ACCADEMIA SPERIMENTALE

PISCANUM

di Ivano Chicca

L’Associazione Culturale Cinema,

Teatro e Musica “Piscanum”,

costituitasi nel 1994 a

Pisoniano ha dato vita all’omonima

Accademia che ogni anno

nel periodo di gennaio/febbraio

mette in scena una commedia

musicale ottenendo sempre

grande successo di pubblico.

Quest’anno è stata messa in

scena “Dolly”, un’opera liberamente

tratta da “La sensale

di matrimoni”, due tempi di

Thornton Wilder con musiche

di Carlo Savina e Armando

Trovatoli.

Sotto la sapiente regia di

Jolanda Perrotta, attori di

“strada” riescono a dare il loro

Vania Coni e Rinaldo D’Antoni

meglio rivelando capacità inaspettate.

Lo spettacolo, allegro ed incalzante,

scorre piacevolmente,

coinvolge lo spettatore in un’atmosfera

di allegria che gli attori

e quanti partecipano all’allestimento

della rappresentazione

riescono a trasmettere con la

loro passione, gratificati da un

pubblico che da sempre li

apprezza.

L’Accademia di Teatro Piscanum

è aperta a chiunque avesse

voglia di cimentarsi nella recitazione

ed inoltre tiene corsi

bisettimanali di recitazioni per

ragazzi dai sei ai quattordici

anni.

Scene della rappresentazione teatrale “Dolly”

Sotto gli attori e la regista ringraziano il pubblico


Sport

27

A TERNI LA GARA DEI PICCOLI

di Ivano Moreschini

L’Empolum nuoto approda a

Terni per il Trofeo Giovanissimi

2005. In gara soltanto la categoria

esordienti “c”, vale a dire le

bambine nate nel 1997 ed anni

successivi, ed i bambini nati a

partire dal 1996. Soltanto quattro

le gare previste: i metri 50

dorso e la rana, sia maschili che

femminili.

Molti gli atleti in gara per l’Empolum,

che aveva il proprio

punto di forza stavolta nella

squadra femminile. Infatti nei

metri 50 dorso si segnala l’ottimo

primo posto di Palladino

Ludovica, con Del Vecchio

Daniela sempre dell’Empolum

giunta al terzo posto. Forniamo

l’elenco delle bambine in gara

nei metri 50 dorso: oltre a Palladino

Ludovica e del Vecchio

Daniela, c’erano Renga Michela,

Fioravanti Marzia, Pani Elena,

Moreschini Camilla.

I bambini previsti in gara per i

metri 50 dorso, invece erano

Landolfo Mattia, Sette Mattia,

Pani Daniele, Caldarelli Daniele,

Fuccelli Matteo, Proietti

Mattia, Trusiani Michael,

Castelli tiziano, De Angelis

Alex, Fittipaldi Massimiliano,

Gradoni Livio, Paolucci Francesco,

Bruschi David. Nessuno

è riuscito però a salire sul

podio per i 50 metri dorso

Sia per i bambini che per le

bambine c’è stato un minor

numero di partecipanti ai metri

50 rana, che è una specialità un

po’ più difficile del dorso. Purtroppo

al momento di chiudere

il giornale non sono ancora

disponibili i dati della gara sul

sito della UISP, forse perché il

Trofeo Giovanissimi è un circuito

diverso dal campionato

interregionale, anche se partecipano

le stesse squadre.

Da segnalare che alcuni bambini

hanno partecipato nella stessa

giornata a Roma alla gara

della FIN, Federazione Italiana

Nuoto, che è l’organizzazione

ufficiale in questo campo, mentre

invece la Uisp (Unione italiana

Sport per tutti), pur molto

seria, è un po’ più amatoriale.

Per questo si sono divisi anche

gli accompagnatori: Mimmo

Fratini ha condotto i “pulcini” a

Terni, e Giuseppina Salinetti ha

accompagnato i più competitivi

alla Piscina della Polizia di

Stato, a Roma.

Mimmo Frattini con alcuni “piccoli” in gara


28 Sport

CORSA A TRE PER LA PROMOZIONE

di Gianluca Simonelli

Castel Madama 43 punti, Sanpolese 43 punti, Centro Italia (RI) 40 punti

A parte clamorose sorprese, sono

queste le maggiori candidate

alla vittoria finale del campionato

di promozione Girone B.

Questo dice la classifica che

effettivamente rispecchia i

valori visti sul campo, anche se

a tal proposito va ricordato che

la Sampolese deve ancora recuperare

due gare, una delle quali

proprio contro il Centro Italia.

Il 20 febbraio al campo comunale

si è giocato l’attesissimo

derby contro la Sampolese di

mister Pierangeli e di tanti ex

rossoblu. La squadra, motivata

al massimo dal mister Biondi,

ha giocato una partita spettacolare

e dopo mezz’ora già si trovava

in vantaggio per 2-0 grazie

ai gol di Figlioli e Digiammatteo,

tra l’esultanza dei tanti

tifosi che hanno riempito le gradinate

di un comunale vestito a

festa. Il gol della Sampolese nel

finale del primo tempo ha creato

qualche ansia, fino alla terza

meritatissima rete di Marzano

che ha chiuso la gara sul 3-1.

La domenica successiva (27-

02) è arrivata inattesa la sconfitta

esterna 2-1 dal Fonte Nuova.

La squadra dopo aver subito gol

nel primo tempo, nella ripresa è

riuscita a pareggiare con

Bonamoneta, ma nel tentativo

di ribaltare la situazione è stata

beffata da una rete nel finale.

La squadra forse un po’ scarica

psicologicamente dopo il derby

e, nonostante gli inviti di mister

Biondi a non rilassarsi, ha

giocato una partita al di sotto

delle proprie possibilità, condizionata

anche da un arbitraggio

discutibile.

CLASSIFICA DOPO IL 13 MARZO 2005

Squadra P G V N P

CASTELMADAMA 43 22 13 4 5

SANPOLESE 43 20 14 4 3

CENTRO ITALIA 40 21 11 7 3

ROVIANO 37 21 11 4 6

MONTEROTONDO SCALO 35 22 7 14 1

FONTE NUOVA 33 21 8 9 4

TOR LUPARA 33 22 8 9 5

VILLANOVA GUIDONIA 27 22 7 6 9

FIDENE 26 22 6 8 8

RIANO CALCIO 26 22 7 5 10

TORRI IN SABINA 25 22 5 10 7

REBIBBIA 23 21 4 11 6

PRO CALCIO CONTIGLIANO 22 22 6 4 12

PASSO CORESE 1936 17 22 3 8 11

JENNE 15 20 3 6 11

CALCIO SUBIACO 12 22 1 9 12

Purtroppo anche l’incontro casalingo

con il Monterotondo

(06-03) ha fatto registrare la

sconfitta del Castel Madama per

1-2. Pronta riscossa sul campo

dello Jenne con un rotondo 2-0

firmato Consorti e Corona.

Questo è il momento decisivo

per il campionato, il nostro

augurio è che i ragazzi si preparino

al meglio e che i tifosi

sostengano numerosi la squadra,

senza mai dimenticare

però che si tratta di un gioco.

La squadra dei giovanissimi del Castel Madama che parteciperà al Torneo Internazionale


Sport

29

XVI TORNEO INTERNAZIONALE DI CALCIO

CATEGORIA GIOVANISSIMI

PARTECIPANTI

GIRONE “A” GIRONE “B” GIRONE “C”

HASTINGS S. T. AMAND OUDENAARDE

CISCO LODIGIANI LAZIO SPA VIGOR PERCONTI

P. C. ITALIA MACIR CISTERNA EDIPRO ROMA

CASTEL MADAMA TIVOLI 1919 VILLALBA

PROGRAMMA GARE

Mercoledì 23 Marzo 2005

CAMPO SPORTIVO “ATTILIO TESTA” CASTEL MADAMA

ORE 16,00 LAZIO SPA MACIR CISTERNA

ORE 18,00 CASTEL MADAMA HASTINGS

ORE 22,00 OUDENAARDE EDIPRO ROMA

CAMPO SPORTIVO “ARCI DI TIVOLI”

ORE 17,00 TIVOLI 1919 S. T. AMAND

CAMPO SPORTIVO “OCRES MOCA” VILLALBA

ORE 17,00 CISCO LODIGIANI P.C. ITALIA

ORE 18,15 VILLALBA VIGOR PERCONTI

Giovedì 24 Marzo 2005

CAMPO SPORTIVO “ATTILIO TESTA” CASTEL MADAMA

ORE 9,30 P. C. ITALIA HASTINGS

ORE 11,30 LAZIO SPA TIVOLI 1919

ORE 15,00 OUDENAARDE VIGOR PERCONTI

ORE 17,00 MACIR CISTERNA S. T. AMAND

ORE 19,00 CISCO LODIGIANI CASTEL MADAMA

CAMPO SPORTIVO “OCRES MOCA” VILLALBA

ORE 16,00 VILLALBA EDIPRO ROMA

Venerdì 25 Marzo 2005

CAMPO SPORTIVO “ATTILIO TESTA” CASTEL MADAMA

ORE 9,30 OUDENAARDE VILLALBA

ORE 11,30 VIGOR PERCONTI EDIPRO ROMA

ORE 15,00 HASTINGS CISCO LODIGIANI

ORE 17,00 LAZIO SPA S. T. AMAND

ORE 19,00 CASTEL MADAMA P. C. ITALIA

CAMPO SPORTIVO “ARCI DI TIVOLI”

ORE 16,00 TIVOLI 1919 MACIR CISTERNA

Sabato 26 Marzo 2005

CAMPO SPORTIVO “ATTILIO TESTA” CASTEL MADAMA

ORE 16,00 SQUADRA N° 1 SQUADRA N° 3

ORE 18,00 SQUADRA N° 2 SQUADRA N° 4

ORE 17,00

Domenica 27 Marzo 2005

CAMPO SPORTIVO “ATTILIO TESTA” CASTEL MADAMA

FINALE

L’Associazione

ALBATROS

e la Redazione de

Augurano

Buona Pasqua


30 Tradizioni popolari

Settimana Santa, Pasqua e Pasquetta

selezione ed elaborazione del testo a cura di Gualtiero Todini

Dalla tesi sulle "Tradizioni Popolari a Castel Madama” di Vittorio Todini

Siccome facevo il chierichetto, nella settimana

santa partecipavo, insieme a qualche altro coetaneo,

con il parroco, l’arciprete don Angelo

Lanciotti, o con il viceparroco, don Attilio (‘gnu

sa?, u ziu de Adermo Campalacasa), alla “binidizzione”

delle case.

Per l’occasione si benedivano, oltre a tutta la

casa, anche le pizze di Pasqua, che solo dopo

potevano essere mangiate, e le uova, che servivano

a fare le sagnassucche (già, le fettuccine) per la

domenica di Pasqua; pizze e uova erano disposte

sopra il tavolo della cucina; o della sala da pranzo

di quelle poche famiglie, che negli anni quaranta

la possedevano. Le famiglie regalavano al prete

una somma in denaro e un po’ di uova (l’una e

l’altra donazione dipendevano dalla disponibilità

e dalla generosità della donatrice, la padrona di

casa che ci accoglieva). A loro volta, parroco e

vice, regalavano a noi chierichetti una mancia e

qualche uova. La ponderosità della mancia e delle

uova dipendeva — eh sì, anche questa — dalla

generosità del donatore. Ma io non vi dirò con chi

era preferibile capitare…

Oltre alla benedizione delle case, c’era un

altro evento eccezionale nella Settimana Santa.

Ce lo racconta, qui di seguito, Vittorio Todini

nella sua tesi sulle “Tradizioni Popolari a Castel

Madama”:

Racanella, gnaccula e taccatavura (raganella,

gnaccola e tocca-tavola) – scrive Vittorio — sono

i tre giocattoli caratteristici della settimana santa;

più precisamente, se ne vedono in grande numero

dal tardo mattino del Giovedì Santo fino alla sera

del Venerdì Santo.

L’origine del loro uso risale alla necessità di

avvertire i fedeli dell’imminente inizio delle funzioni

in Chiesa, dal momento che le campane tacciono,

in segno di lutto per la morte di Gesù.

Gruppi di ragazzi percorrono le vie del paese e

agitano gli strumenti per richiamare l’attenzione

dei paesani: con l’occasione, su suggerimento di

qualche adulto, declamano anche delle filastrocche

(alcune se ne ricordano ancora e qui sotto sono

trascritte), con le quali si commemora, poco rispettosamente

in verità, la morte di qualche persona

del paese o viene messo alla berlina un avveni-


Tradizioni popolari

31

mento, che ha fatto scalpore durante l’anno e che

si presta alle beffe e alla satira.

Ecco di seguito alcune delle filastrocche più

conosciute:

E qui termina la pagina della tesi di Vittorio.

Aiu rotorio,

aiu rotorio:

s’è mortu

Franciscantonio;

la matre che ju fece

(quando la madre lo fece),

era niru

comme la pece.

A j’archittu,

a j’archittu:

s’è mortu

‘m purchittu,

s’è mortu

pe lla via,

je sonemo

l’Avemmaria.

Alla rocca,

alla rocca:

s’è morta

Ricciotta,

Ricciotta

(d)e Paraculu,

je sonemo

ju tammuru.

All’accetta,

all’accetta,

s’è morta

Luisetta,

Luisetta

la Romanella,

je sonemo

la racanella.

La sera del Venerdì Santo c’era la processione,

che usciva dalla Chiesa di San Michele a “suaventru”,

scendeva fino ai Collicelli e tornava indietro.

Dei personaggi della processione ce n’era uno

davvero spaventoso, che portava la croce e trascinava

una catena legata a un piede, che emetteva

stridori terrificanti, rimbombanti nella notte.

Fin dal sabato si prendevano accordi per la

gita di Pasquetta: un evento importante, perché ai

tredici/quattordici anni la gita si poteva fare chiattarei

e chiattarelle mmischiati. Nascevano così

amori folgoranti e, qualche volta, pervicaci, che

portavano all’altare.

Io ne ricordo una di pasquetta a cui, oltre a

me, parteciparono Mario de Pepperoma e Pietro

Cacinetto bonanime, eppo’ Pietruccio de Zampittu

e Vittorio de Furvio; e ce stéa puru ca’ femmona

(ma una propia speciale, che la chiameanu

“ju sòle”).

La demà de Pasqua, piccoli e grandi indossavano

j’abbitu novu, “ma sta attentu, ce diceanu le

mari, che se ju zuzzi t’ammazzo”.

L’aspettativa per la gita di pasquetta era così

febbrile,

che a qualcuno la… febbre veniva davvero;

e, così, era tutto rinviato a un altr’anno…


32 Storia e memoria

DIMENTICARE SALÒ?

testo di Gualtiero Todini. A cura di Ivano Moreschini

L’istituzione a Castel Madama della giornata della memoria

delle vittime dell’esercito tedesco è stata seguita da volantini sulla pacificazione.

Anche in Parlamento si discute sulla Repubblica di Salò. Vediamo come

Giù le mani dalla Storia. Si direbbe

con una forte espressione

retorica d’altri tempi. Più sommessamente,

ma più fermamente,

oggi diciamo che ci vuole

molta faccia tosta per sostenere

che, se non consideriamo “a

tutti gli effetti militari belligeranti”

(come sostiene una proposta

di legge di Alleanza Nazionale)

i repubblichini della

Repubblica di Salò, “significherebbe

degradare la nostra razza,

annullare il retaggio di gloria e

di valore che ci lasciarono coloro

che nella guerra immolarono

la vita” (la vecchia retorica

fascista che non vuole morire:

arrogante e falsaria).

Falsaria perché vuole cambiare

i connotati originari della nostra

Repubblica e della nostra Costituzione,

che nascono con la

Liberazione dal fascismo il 25

aprile 1945. E liberazione dal

fascismo significa anche liberazione

dai fascisti di Salò, che

Mussolini a Salò

impiccavano come traditori

i partigiani caduti

nelle loro mani. È questa

l’operazione tentata

da Alleanza Nazionale,

a testimonianza che tanta

acqua deve ancora

sgorgare dalle sorgenti

di Fiuggi, dove Alleanza

Nazionale dieci anni fa

celebrò la sua rigenerazione

democratica; rigenerazione

che anche a

posteriori si rivela un

po’ superficiale.

A Castel Madama pensavo

dovesse apparire

piuttosto arduo il tentativo

di cancellare il doloroso

ricordo, che tanti

cittadini conservano della

violenza fascista.

Violenza fascista che

anche da noi tentò di

sopprimere la libertà di

parola e di azione (non

si possono dimenticare

le persecuzioni ai danni di chi si

opponeva al regime: Illidio Rotondi,

Torquato Lolli, Michele

Grelli, Urbano Moreschini, Loreto

Amabili; ecc.). Evidentemente

alla faccia tosta non c’è

limite. Perché non leggere o

rileggere “Intrecci”?

Ma tornando alla Grande Storia.

Su quale base di legittimità si

fondano le imprese della Repubblica

di Salò? A quei tempi

la Carta Costituzionale dello

Stato Italiano si identificava

nello Statuto Savoia; era il re

che dimissionava e nominava i

governi; fu il re che dimissionò

Propaganda di Salò contro i Partigiani

Mussolini e nominò il governo

Badoglio. Fu Hitler che rimise

in piedi Mussolini, liberandolo

dal Gran Sasso, dove era stato

imprigionato, aiutandolo a fondare

(Mussolini leghista antelitteram)

la Repubblica di Salò.

E furono americani e inglesi e i

nostri partigiani a liberare l’Italia

dalla peste fascista: soltanto

dopo fu possibile la costruzione

di un’Italia libera.

Adesso vogliamo la Pacificazione

Nazionale?

D’accordo. Ma le premesse

sono queste appena enunciate.

Non si scappa.


Storia e memoria

33

Stralcio della relazione e del disegno di legge

d’iniziativa di alcuni Senatori di Alleanza Nazionale

[...]Anche a voler considerare i reparti della Repubblica sociale

italiana quali milizie alle dipendenze del tedesco invasore,

egualmente dovrebbe ad essi riconoscersi la qualità di belligeranti,

perché comandati da capi responsabili, portavano segni distintivi

e riconoscibili a distanza, apertamente le armi, e si conformavano,

per quanto era possibile, nei confronti dell’avversario

belligerante, alle leggi e agli usi di guerra (i partigiani non erano

belligeranti, come si vedrà in seguito)[…]

[…] se si può parlare di collaborazionismo e di tradimento nel

senso giuridico, non si può certo affermare che le centinaia di

migliaia di soldati che rimasero al nord a combattere contro gli

alleati e le truppe regie, fossero un’accozzaglia di traditori. Accettare

e consacrare alla storia una tesi simile, significherebbe degradare

la nostra razza, annullare il retaggio di gloria e di valore che

ci lasciarono coloro che nella guerra immolarono la vita, creare al

cospetto delle altre nazioni una leggenda che non torna ad onore

del popolo italiano. […]

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

1. I soldati, i sottufficiali e gli ufficiali che prestarono servizio

nella Repubblica sociale italiana (RSI) sono considerati a tutti gli

effetti militari belligeranti, equiparati a quanti prestarono servizio

nei diversi eserciti dei Paesi tra loro in conflitto durante la seconda

guerra mondiale. […]

Claudio Pavone: “Una guerra civile.

Saggio storico sulla moralità

della Resistenza”

BOLLATI BORINGHIERI, 1994

Il libro, pubblicato nella prima

edizione nel 1991, si segnala

per la netta presa di posizione

sul fatto che nel periodo 1943-

1945 in Italia c’è stata una

guerra civile. Non è un’indicazione

scontata, per la storiografica

non di destra italiana. Infatti

soltanto a partire dalle

vicende mondiali del 1989, e

dalle conseguenze sul sistema

politico italiano, si è cominciato

ad affrontare il “rimosso” del

tragico periodo 1943-1945:

sconfitta nella guerra voluta

dal fascismo, invasione alleata,

armistizio, occupazione tedesca,

repubblica di Salò.

Pavone individua almeno tre

guerre parallele in quel periodo:

una guerra patriottica, per

liberare l’Italia dall’invasore

tedesco; una guerra civile, tra

fascisti organizzati in forma

di stato, seppure succube ai

Tedeschi, nella repubblica di

Salò, e gli antifascisti, uniti

nella lotta partigiana, ma diversi

nelle prospettive del

dopoguerra; una guerra di classe,

appena accennata forse, ma

presente nell’ideologia dei rinascenti

partiti di sinistra, il

socialista ed il comunista.

La violenza di quegli anni

proseguì anche nel dopoguerra,

come spiega recentemente

Giampaolo Pansa nel “Sangue

dei vinti”: Pavone però argomenta

che era diventata strumento

di lotta politica da molto

prima, dallo squadrismo fascista

del primo dopoguerra. È difficile

misurarla con il metro di

oggi. Pavone infine tiene molto

al sottotitolo, perché egli, pur

riconoscendo alcune delle

ragioni di chi ha combattuto per

la Repubblica di Salò, è convinto

che mai come in quel

momento ci fosse chi aveva

ragione e chi aveva torto. E per

lui la Resistenza è stata, ed è

ancora, una scelta etica, una

speranza di rinnovamento del

paese che si è, almeno in parte,

realizzata.

Il libro è reperibile nelle

BIBLIOTECHE.


Musica

35

Strawinsky: UCCELLO DI FUOCO

di Marco Cicogna

Marco Cicogna, firma di punta di “Audioreview”,

è una vecchia conoscenza degli appassionati di musica classica di Castel Madama

Ritratti di Valery Gergiev

Valery Gergiev è non soltanto

uno degli interpreti più attendibili

del momento, ma anche uno

dei più affascinanti. In diverse

occasioni sulle pagine di AR

abbiamo seguito (praticamente

sin dagli esordi) la sua feconda

attività discografica con l’orchestra

del Kirov, portata a

livelli di eccellenza tanto in

ambito sinfonico quanto operistico,

come dimostra una vasta

porzione del catalogo Philips

(in audio e in video). Ospite

graditissimo a Roma lo ricordiamo

con una entusiasmante

lettura della Dama di picche di

Tchaikowsky e in tutte le sue

incursioni italiane. È stato capace

di commuovere persino nei

bis, e ancora freme il pubblico

di Santa Cecilia per la vibrante

esecuzione della “Intruda” dallo

Schiaccianoci. L’Uccello di

Fuoco di Strawinsky è una delle

partiture cardine della musica

del Novecento per lo splendore

dell’orchestrazione e per il linguaggio

“nuovo” che annuncia

in più parti la rivoluzione copernicana

della Sagra della Primavera.

La versione qui incisa è

l’ampia suite rivista dall’autore

nel 1919, la strumentazione

alleggerita in alcune parti tanto

da risultare più trasparente e

perfettamente delineata al proprio

interno. Inutile dire che

Gergiev conosce a fondo questo

repertorio e domina ogni sezione

dei Wiener, giocando con

assoluta disinvoltura sul perfetto

equilibrio timbrico ed esaltando

l’elemento ritmico nell’Uccello

di Fuoco. Nel lungo

crescendo conclusivo il primo

corno entra sicuro su quella

nota bestia nera di ogni esecutore,

sorretto da un lievissimo tre-

molo dei violini che crea un

senso quasi magico di attesa. È

un fluire di musica che punteggiato

dal clangore delle percussioni

sfocia in un accordo finale

tenuto in fortissimo che

lascerebbe senza fiato ogni

orchestra meno che eccellente.

Incisione nitida e trasparente,

da apprezzare con un grande

impianto a volume realistico.

Locandina

Le registrazione, dell’estate 2000, è

affidata alla ORF e alla regia collaudatissima

di Brian Large, grande esteta

della musica in immagini, capace di

farci seguire strumento per strumento

anche con Strawinsky senza mai perdere

la visione d’insieme. L’audio

dimostra ancora una volta come con il

Dts proposto dalla TDK siamo ai

migliori livelli oggi possibili, tanto

che questo DVD è stato il mio riferimento

nel corso delle giornate del Top

Audio. Oltre all’ampio concerto il

programma comprende mezz’ora di

intervista a Gergiev e a Bashmet.

Voto Artistico 9,5 – Voto Tecnico 9,5


36 Rubrica

FARNESE VINO D’ABRUZZO

di Marco Moreschini

La vocazione internazionale dei vini abruzzesi

Nel quadro delle iniziative di accompagnamento al

corso di qualificazione per sommeliers si è tenuto a

Villa Adriana il 25 febbraio 2005, presso la Tenuta di

Rocca Bruna, un incontro con l’enologo e co-proprietario

dell’Azienda vinicola Farnese di Ortona, curato

da Adua Villa, docente AIS, nonché sommelieuse nota

al pubblico televisivo. Durante l’incontro abbiamo

avuto modo di degustare tre vini che stanno ottenendo

di anno in anno sempre più riconoscimenti. Curioso è

stato apprendere la matrice storica comune che lega

Castel Madama a Ortona: Ottavio Farnese, infatti, fu il

secondo marito di Madama Margherita d’Austria, e

Ortona acquistata dai Farnese nel 1582, fu residenza

estiva della figlia naturale dell’imperatore Carlo V fino

alla morte sopraggiunta nel 1586.

L’enologo di questa azienda che esporta in 49 paesi,

Filippo Baccalaro, piemontese, ma abruzzese d’adozione

da ormai 10 anni, ha tessuto le lodi dei terreni abruzzesi,

che permettono alla provincia di Chieti di essere la

seconda in Italia per quantità prodotta dopo quella di

Trapani, quella del Marsala. Definendo l’Abruzzo

quale Terra ricca e generosa che produce oltre 10 milioni

di bottiglie l’anno, lo ha diviso in due aree dal punto

di vista enologico: la prima è quella del Nord, delle colline

Teramane della DOCG Montepulciano, dove il terreno

è collinare, calcareo e concentrato, più adatto per

creare vini da invecchiamento e di una certa robustezza

tannica. La seconda è quella del Sud, la terra di Ortona

e Vasto per intenderci, dove il terreno argilloso e profondo

e l’influenza del mare danno vita a vini di una

certa freschezza e sapidità, soprattutto bianchi di qualità

e ne fanno terra adatta anche a sperimentare vitigni

internazionali lasciando spazio anche alla creatività

degli enologi. Baccalaro ha poi detto che un vino si

deve sì lavorare in cantina (senza lasciarlo troppo nel

legno), ma che l’attenzione deve essere riposta sopratutto

nella cura della vite: fondamentale in tal senso è

stato l’aiuto di enologi provenienti dalle nuove terre del

vino, Cile ed Australia, innovativi e anche a buon mercato.

Ed ancora ha detto di preferire il rispetto della tipicità

del vino e dei terreni, non amando, come i francesi,

sovraccaricare la produzione per ettaro. La Farnese è

per un’utilizzazione moderata della solforosa (il bisolfito),

“unico modo per conservare, stabilizzare e non far

ossidare il vino: aggiungere azoto e prodotti organici

nel terreno creando prodotti biodinamici non garantisce

ancora gli stessi risultati”.

Passando alla degustazione dei tre vini richiamati,

quelli selezionati sono stati lo Chardonnay Bianco

OPIS Terre di Chieti, Il Montepulciano Opis 100% e

l’Edizione 5 Autoctoni.

Tralasciando i primi due vini, che Luca Maroni, per

l’Annuario dei vini Italiani, ha valutato fra gli eccellenti,

passiamo al pezzo forte della produzione Farnese,

Un momento di una lezione del corso AIS di Tivoli

quell’Edizione 5 autoctoni 2002 che l’Annuario 2005

dell’AIS fregia del massimo della valutazione (5 grappoli).

Sorto da una scommessa dell’enologo con il

“Veronelli” inglese Hughes Johnson, il quale asseriva

che non era possibile avere un decoroso blend con una

miscela di vini autoctoni, ma solo con quelli internazionali,

questo vino ha pienamente smentito il britannico.

Si è ottenuto un taglio internazionale, rispettando

l’autenticità di cinque vitigni meridionali. La miscela

di vini è così composta: il Montepulciano 33%, il

Primitivo 30%, il Sangiovese 25%, il Negroamaro 7%,

e la Malvasia 5%, tutti vinificati separatamente, poi

uniti. Contenuto in una sontuosa bottiglia bordolese da

1 Kg e 200 gr, questo innovativo Vino da Tavola, giunto

alla 4° edizione, ha un colore molto concentrato granato,

una gradazione di 14, 5%, una consistenza visibile,

e si presenta con profumi di frutta rossa matura

(amarena e ribes su tutti) e con una nota balsamica fresca,

mista ad un sentore di tostato che ricorda il cacao

ed il caffè, provenienti dall’invecchiamento almeno di

un anno in roveri francesi. Al gusto lo stesso vino si

rivela morbido, dotato di tannini eleganti e raffinati,

quasi avvolgenti, che non lasciano sensazioni di durezza

sull’arco gengivale, è dotato di una buona spalla

acida, che si manifesta ai lati posteriori della lingua,

comportando una insistente salivazione. Lo stesso vino

si accosta perfettamente a piatti di selvaggina, molto

saporiti, o assieme a formaggi freschi o speziati.

L’armonia di questo vino deriva in gran parte dalle

caratteristiche dei vitigni autoctoni pugliesi e lo stesso

non perde affatto la competizione con i blend e i tagli

internazionali. L’Abruzzo, quindi, ha una vocazione

internazionale per i vini e le aziende sono sempre più

consapevoli delle risorse che offre: buono a sapersi per

me, che oramai da un anno e mezzo vago per lavoro fra

le affascinanti terre dei nostri vicini di Regione.


Cinema

37

MILLION DOLLAR BABY

di Gualtiero Todini

La trama non è originale; la suggerisce a

Eastwood un racconto dello scrittore F. X. Toole;

ma il film che ne nasce è davvero bello, talmente

bello da essere premiato con l’Oscar alla regìa e

alla migliore pellicola statunitense. Un film duro,

amaro, scarno, che affibbia ripetuti colpi bassi

all’osannato “Sogno Americano”. Sì, ho detto

“colpi bassi”, perché è un film sul mondo della

boxe, che si svolge in una sordida palestra, priva

di luce naturale, gestita da un vecchio allenatore,

Frankie-Eastwood, aiutato da un fedele amico di

giovanili scorribande, il bravo attore di colore

Morgan Freeman (anche a lui l’Oscar 2005, come

migliore attore maschile non-protagonista), che ha

sempre una buona parola per tutti, anche per il più

incapace degli aspiranti boxeurs.

I frequentatori della palestra sono personaggi

mediocri in cerca di un’affermazione, che risulta

quasi sempre chimerica: siamo ben lontani dai

fasti dell’uomo americano “che si fa da sé”. Oltre

a Freeman, guadagna l’Oscar anche Hilary

Swamp, quale migliore attrice protagonista, nella

parte di Maggie, una ragazza povera ma ostinata,

che si presenta al burbero Frankie, per essere allenata

a vincere. Sorretta da Morgan (il nome nel

film non lo ricordo), Maggie a poco a poco entra

nel cuore di Frankie, al quale si lega anche come

ad un padre-vicario, avendo perso il suo, di cui

conserva un ammirato ricordo. Frankie gradualmente

cede all’ostinazione della ragazza: anche

lui trova in Maggie una figlia-vicaria, dal momento

che da anni scrive lettere ad una figlia “offesa”

(nel film non si dice come e perché), puntualmente

respinte al mittente.

Nasce, nello sviluppo degli eventi una famiglia

atipica, in cui l’affetto, scarno e poco loquace,

ma sincero, lega i personaggi sempre più profondamente.

Affetto vero, anzi amore, ma non nel

senso volgare che immagina la madre di Maggie.

A proposito della madre, quando Maggie, avendo

fatto un po’ di soldi, le regala una casa spaziosa

che la faccia uscire dal tugurio in cui vive con il

resto della famiglia (una sorella con figlio, un fratello

inetto e “coatto”), costei la rimbrotta perché

la proprietà di una casa la priverà del sussidio

governativo.

Maggie impara presto a boxare con intelligenza

e a menare colpi micidiali; tanto che in un

anno e mezzo arriva a combattere per il titolo

Clint Eastwood e Hilary Swamp in una scena del film

mondiale (in palio un milione di dollari). Gli

spettatori sono certi che vincerebbe il titolo, se la

rivale non le sferrasse un illecito “colpo basso”,

che le fracassa la schiena e il collo. Qui si spezza

il sogno di Maggie (riscattarsi dalla miseria di

un destino crudele verso i poveri) e si spezza la

sua vita. La “dolce morte” implorata e ottenuta

da Frankie, suo nuovo padre, è la logica conclusione

del film. Frankie, che si è accollato il destino

di questa nuova figlia fatta a pezzi davanti a

lui impotente, dopo averle procurato la morte

vera, sparisce non sappiamo dove. Un film

amaro, lo ribadisco, perché è un film in cui il tentativo

di sfuggire alla solitudine si frantuma, cozzando

contro la durezza del destino.

Naturalmente l’assegnazione dell’Oscar alla

migliore regìa è assolutamente meritata: l’autore

riesce a trattenere la tentazione di occupare troppo

il campo. La sua recitazione è, perciò, misurata e

scarna; poche le parole e solo quelle strettamente

necessarie; per il resto soltanto gesti e sguardi; ma

anche questi essenziali, rapidi. Dunque, un bel

film; senza dubbio da vedere.


38 Libri

NON HAI ANCORA LETTO

“IL CODICE DA VINCI?”

di Gualtiero Todini

Pagine 523. Quasi dieci milioni di copie vendute negli

Stati Uniti, dove sono nati il libro (nel 2003) e Dan

Brown, che ne è l’autore. Tradotto in quaranta lingue.

Copie vendute in Italia, dove è uscito un anno fa: oltre

un milione e mezzo. Queste le cifre che fanno del

romanzo “Il codice Da Vinci” (ed. Mondadori) un

avvenimento narrativo. Si tratta di un libro “thriller”

che - come dice la parola stessa - suscita fremiti e brividi:

insomma, un giallo in piena regola, dove i personaggi

che sembrano innocenti e puri sono dei raffinati

criminali; e viceversa. E del romanzo giallo si respirano

“suspence” e colpi di scena, tanto che la lettura ti

avvince e non vedi l’ora di disporre di un po’ di tempo

libero, per correre a leggerne ancora un po’ di pagine.

Anche io, che di solito non mi lascio togliere il fiato dai

gialli, mi sono lasciato avvincere dalla lettura del libro

e pur non divorandolo, come è capitato ad altri, l’ho

letto abbastanza in fretta, avendo un po’ di tempo a

disposizione (ero in settimana bianca). Ed ora volentieri

ve ne sto parlando, anche per soddisfare una esplicita

richiesta di Salvatore, colui che ogni mese si sobbarca

la dura fatica di impaginare il nostro giornale: e per

questo penso proprio che se lo meriti. Comunque, sarà

una recensione breve e non molto particolareggiata, per

lasciare agli eventuali lettori la gioia della scoperta.

Dunque, due sono i protagonisti del racconto: lo studioso

Robert Langdon e la crittologa Sophie Neveu, il cui

nonno, Jacques Saunière, curatore del celebre Museo

parigino del Louvre, è stato assassinato dentro il museo

stesso. Saunière, però, prima di morire, è riuscito a

scrivere con il suo sangue il nome di Langdon e un

crittogramma; inoltre, viene ritrovato nudo in una posizione

davvero originale: braccia a “v” e gambe allargate

a forma di “v” capovolta, proprio come “l’uomo

di Vitruvio”, caro a Leonardo Da Vinci. Questi segnali

quale segreto racchiudono? È a partire da questo interrogativo

che parte la ricerca dei nostri due eroi, Robert

e Sophie. Ricerca che li condurrà ad aprire, una dopo

l’altra, le scatole cinesi, che racchiudono il segreto con

il cui disvelamento il libro si chiude.

Già: in che cosa consiste questo segreto? Questo

ovviamente non sarò io a svelarlo in queste note; posso

solo dire che esso riguarda il ruolo che nella storia dell’umanità

e, quindi, nella storia delle religioni ha svolto

l’eterno femminino; e i tentativi che sono stati messi

in atto anche dal Cristianesimo ufficiale per offuscarlo,

anzi cancellarlo. Ne è una riprova il fatto che delle

decine di vangeli a noi tramandati sono stati privilegiati

e selezionati soltanto quelli incentrati sulla figura

“divina” di Cristo.

La critica, piuttosto che discutere dei pregi o difetti

narrativi, riscontrabili nello scorrere delle pagine, si è

concentrata su questa piega che ad un certo punto prende

il romanzo, appassionandosi alla disputa se il libro

è solo un romanzo giallo o un pretesto per rivendicare

la centralità della donna nella storia umana, costituendo,

perciò, un attacco frontale al cuore della Chiesa.

Una disputa che, secondo me, può avere una sua ragion

d’essere in un ambito antropologico-religioso, ma che

ha poco, molto poco a che fare con un confronto critico

sulle qualità di un’opera narrativa.

Una particolarità del romanzo, a cui voglio accennare in

mezzo a tanto insistere sul sesso da parte di tanta produzione

libresca e televisiva (ma in tv il sesso è spesso

pura spazzatura), è che in esso non si parla di sesso. E

dell’attrazione, intellettuale e sentimentale e, soltanto

alla fine, anche fisica, che coinvolge i due protagonisti,

si fa appena un cenno, sobrio e delicato, in una delle

ultime pagine.


Messaggio elettorale autogestito a titolo oneroso

Committente responsabile: Ruggiero Ruggeri

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