elab 2 NORME TECNICHE ATTUAZIONE.pdf - Regione Molise

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PIANO SPIAGGIA COMUNALE

INDICE

Contenuti ed obiettivi del Piano Spiaggia Comunale

1. Finalità e valenza programmatica del PSC

2. Validità del PSC e suo ambito di applicazione

3. Contenuti e criteri generali di indirizzo

4. Elaborati del PSC

5. Soggetti attuatori

Norme generali

6. Procedure e norme di riferimento

7. Recepimento indicazioni PTPAAV

8. Definizione dei parametri di intervento

9. Zonizzazione secondo le prescrizioni dell’art. 9 del PRUDAM

10. Usi dell’arenile: attività consentite

11. Criteri di intervento sulle aree del demanio marittimo

12. Organizzazione delle strutture sull’arenile

13. Manufatti: tipologie e rapporti metrico quantitativi

14. Processi costruttivi, materiali e finiture utilizzabili

15. Eliminazione delle barriere architettoniche

16. Opere di urbanizzazione

17. Gestione eco-compatibile degli stabilimenti balneari

18. Vigilanza sulle aree demaniali marittime

19. Norme relative alle macro-aree

20. Modalità attuative del PSC

Campomarino, 26/04/2012

Il tecnico incaricato

(arch. Giovanna SCIORRA)


CONTENUTI ED OBIETTIVI DEL

PIANO SPIAGGIA COMUNALE

1 Finalità e valenza programmatica del Piano Spiaggia Comunale

Il piano spiaggia comunale viene redatto in conformità a quanto previsto nella L.R. n. 5/2005 (titolo

V art. 12 Piani Spiaggia Comunali) e nel Piano Territoriale Paesistico Regionale e nel P.R.G.

comunale.

Il PSC regola gli interventi e gli allestimenti di natura edilizia ed infrastrutturale e le modalità d’uso

dell’arenile in attuazione a quanto previsto dal Piano di utilizzazione degli Arenili approvato dalla

Regione. In particolare è orientato ad armonizzare le previsioni dello stesso con il retrostante

sistema urbanistico di competenza in tema di viabilità, infrastrutture di penetrazione, parcheggi,

sistema di smaltimento rifiuti solidi e liquidi ed ogni altra infrastruttura necessaria per consentire la

connessione dell’ambiente balneare al territorio.

Il presente Piano si presenta come atto complementare agli atti di pianificazione urbanistica

dell’Amministrazione di Campomarino con i quali si è inteso procedere all’individuazione delle

destinazioni d’uso delle aree comprese nella fascia costiera del territorio comunale che ritiene più

rispondenti agli interessi della collettività.

La pianificazione per le aree demaniali marittime ricadenti all’interno del territorio comunale detta

le destinazioni tese a garantire il giusto equilibrio tra le esigenze del pubblico uso delle spiagge e

del mare territoriale, identificando le aree su cui è possibile concedere l’occupazione e l’uso, anche

esclusivo, e quelle destinate al libero utilizzo della collettività.

Il PSC ha le seguenti finalità generali:

- costituire il quadro di indirizzo ed il riferimento normativo per l’esercizio della funzione

relativa alla gestione amministrativa delle aree del Demanio Marittimo di pertinenza

comunale definendo principi, criteri e modalità per la concessione temporanea dei beni

Demaniali stessi; la disciplina per l’attuazione e l’utilizzo sul piano gestionale è

necessaria per consentire la corretta attuazione delle previsioni della pianificazione

urbanistica. In relazione a questo gli attuali utilizzi, presenti attualmente sulle aree

demaniali marittime e sull’arenile comunale, che sono in contrasto con le indicazioni

spaziali, tipologiche e strutturali del presente strumento sono rientranti nella possibilità

di revoca della concessione ai sensi dell’art. 42 comma 2° del Codice della Navigazione.

- garantire la fondamentale esigenza di tutela e salvaguardia di quei tratti di costa nei quali

la conservazione delle risorse naturali va considerata fattore strategico sia ai fini della

difesa del territorio che per lo sviluppo della stessa attività turistica;

- valorizzare le superfici di arenile oggetto del presente piano, destinate all’esercizio di

una funzione pubblica, anche in senso economico con il miglioramento dei servizi

pubblici, dell’esercizio delle attività con finalità turistico-ricreative; l’attuazione delle

previsioni riportate nel presente strumento è da ritenersi di interesse per tutta la

collettività e quindi di interesse pubblico, in particolare va intesa come strumento per il

raggiungimento di un miglioramento della vita per tutti i cittadini sia sul piano

economico che sociale attraverso la riqualificazione dell’offerta turistica e con

l’indicazione di categorie sociali che primariamente sono individuate per attuare le

previsioni del piano stesso in via preferenziale rispetto ad altri soggetti.

2


2 Ambito di applicazione e Validità del Piano Spiaggia Comunale

L’ambito territoriale di applicazione del Piano in conformità all’art. 2 del PRUADM comprende le

aree demaniali marittime a finalità turistico ricreativa di pertinenza del Comune di Campomarino e

si può suddividere in quattro macro-aree, riconoscibili in base alle caratteristiche ambientali,

urbanistiche, ecc., così individuate:

- zona nord Fiume Biferno – lido Mambo Bar;

- zona centrale lido Mambo Bar – Canale Due Miglia;

- zona Porto Turistico – Happy Family;

- zona Happy Family – foce Saccione.

È opportuno precisare che lungo il litorale di Campomarino ci sono spiagge che, pur rientrando tra

le aree demaniali marittime così come definite dal Codice della Navigazione (e quindi appartenenti

DI FATTO al Demanio Marittimo), ricadono oggi su proprietà private. Per questo motivo, allo stato

attuale, anche a causa della forte erosione che continua ad interessare questi tratti di costa, non

risulta possibile inserirle nell’ambito di applicazione del presente PSC. Pertanto l’ambito di

applicazione viene delimitato considerando le aree appartenenti al Demanio Marittimo sia di diritto

che di fatto con l’attenzione riguardo a queste ultime di inserire nel piano solo quelle non ricadenti

su proprietà private.

Il PSC ha validità ed efficacia nei limiti del quadro legislativo e normativo vigente.

Il riscontro tra le presenti Norme e gli elaborati grafici del PSC per quanto riguarda riferimenti

normativi e prescrizioni urbanistico-edilizie si determina attraverso le Tav. n. 1, 2, 3, 4, 6(a,b,c,d),

9, 10(a,b,c,d),11,12.

In caso di difformità tra i diversi elaborati grafici prevalgono le previsioni delle Tav. n. 9, 10.

In caso di difformità tra le presenti Norme e gli elaborati grafici prevalgono le presenti Norme.

3 Contenuti e criteri generali di indirizzo

Gli interventi ammissibili nelle aree del Demanio Marittimo di pertinenza comunale oggetto del

presente piano tendono al soddisfacimento dei seguenti obiettivi generali:

- consolidamento e riqualificazione degli insediamenti esistenti ai fini turistici e di offerta

di servizi integrativi e connessi agli usi balneari e nautici (ristorazione, ricettività

alberghiera ed extra-alberghiera, stabilimenti balneari, informazione e sostegno al

turista);

- razionalizzazione e riqualificazione del sistema infrastrutturale di supporto alla fruizione

della costa, con particolare riguardo alla sicurezza della persona, allo svolgimento di

attività nautiche, all’abbattimento del congestionamento viario sia per il traffico che per

la sosta, all’accessibilità pubblica del litorale;

- salvaguardia delle fasce costiere non interessate da insediamenti o altri fenomeni di

urbanizzazione;

- conservazione nella fascia costiera della flora arbustiva, della macchia, della flora

arborea e degli elementi flogistici minori, delle sabbie litoranee, delle dune e delle

scogliere.

Le ulteriori modalità di gestione amministrativa delle concessioni per utilizzi di finalità turistico

ricreative per le aree di applicazione non direttamente espresse dal presente Piano sono rimandate

all’applicazione della normativa nazionale e regionale vigente.

Il Piano ha i contenuti previsti dall’art. 11 del P.R.U.A.D.M. e contiene la disciplina in ordine a:

- Spiagge libere, loro quantificazione e individuazione della loro ubicazione a seguito

dell’analisi dello stato di fatto; individuazione di eventuali cordoni dunosi ed

3


elementi isolati di rilevante valenza ambientale e delle modalità per una loro

eventuale riqualificazione.

- Accessibilità e viabilità pedonale o ciclabile con particolare riferimento alla

normativa sull’eliminazione della barriere architettoniche;

- Individuazione della aree ad elevato valore naturalistico destinate alla conservazione

degli habitat e delle specie costiere, con particolare riferimento alle aree SIC e ZPS

protette dalle direttive n.79/49/CEE e n.92/43/CEE (D.P.R n.357/1997), e le modalità

di gestione e valorizzazione delle stesse;

- Nuove concessioni finalizzate allo sviluppo di attività turistico-ricreative compatibili

con la tutela e la conservazione dell’ambiente; allestimento di Aree Polivalenti;

- realizzazione e gestione eco-compatibile degli stabilimenti balneari con l’utilizzo di

tecnologie innovative e sostenibili.

4 Elaborati del PSC

Elab. 1

Elab. 2

Elab. 3

Relazione tecnica

Norme Tecniche di Attuazione

Valutazione di incidenza

INQUADRAMENTO GENERALE:

Tav. 1 Ambito di applicazione del Piano Spiaggia Comunale

Tav. 2 Piano Territoriale Paesistico Ambientale di Area Vasta

Tav. 3 Rete Natura 2000: siti SIC e zone ZPS

Tav. 4 Piano Regolatore Generale vigente

RILIEVO:

Tav. 5

Tav. 6a

Tav. 6b

Tav. 6c

Tav. 6d

Tav. 7a

Tav. 7b

Tav. 7c

Tav. 8

Stato attuale: Inquadramento territoriale

Stato attuale: Macro-Area 1 Fiume Biferno – lido Mambo Bar

Stato attuale: Macro-Area 2 Lido Mambo Bar – Canale Due Miglia

Stato attuale: Macro-Area 3 Porto Turistico – Happy Family

Stato attuale: Macro-Area 4 Lido Happy Family – foce Saccione

Stato attuale: Concessioni demaniali esistenti

Stato attuale: Accessi al mare esistenti

Stato attuale: Pinete ricadenti in aree appartenenti al Demanio Marittimo

Stato attuale: Dune esistenti

PROGETTO:

Tav. 9 Progetto: Inquadramento territoriale

Tav.10a Progetto: Macro-Area 1 Fiume Biferno – lido Mambo Bar

Tav.10b Progetto: Macro-Area 2 Lido Mambo Bar – Canale Due Miglia

Tav.10c Progetto: Macro-Area 3 Porto Turistico – Happy Family

Tav.10d Progetto: Macro-Area 4 Lido Happy Family – foce Saccione

Tav. 11 Progetto: Schede esecutive nuovi lotti

Tav. 12 Progetto: Schede esecutive nuovi accessi al mare

Tav. 13 Progetto: tipologie di percorso ammesse

Tav. 14 Progetto: Schede spiagge libere

4


5 Soggetti attuatori

La stessa Amministrazione Comunale, per le aree di competenza, assume la veste di soggetto

attuatore per quanto riguarda le opere di urbanizzazione ed i progetti pubblici previsti dal presente

piano ricadenti su aree demaniali marittime.

I soggetti attuatori delle unità di intervento previste dal Piano Spiaggia Comunale (lotti) sono

rappresentati, in forma singola o associata, dagli operatori di spiaggia (bagnini e gestori di bar e di

servizi) dagli operatori e/o proprietari delle strutture ricettive e di servizio, dalle associazioni per

attività ricreative o sportive, ecc...

5


6 Procedure e norme di riferimento

NORME GENERALI

Il Piano Spiaggia Comunale si inserisce in un quadro normativo articolato, di natura

prevalentemente conservativa e di valorizzazione delle risorse ambientali, del quale vengono di

seguito riportati i riferimenti legislativi e di pianificazione.

- Direttive Europee: la Direttiva “Habitat” n.92/43/CEE, e la Direttiva "Uccelli"

n.79/409/CEE.

La Direttiva "Habitat" specifica l'obiettivo di conservare non solo gli habitat naturali

(quelli meno modificati dall'uomo) ma anche quelli seminaturali (come le aree ad

agricoltura tradizionale, i boschi utilizzati, i pascoli, ecc.).

La cosiddetta Direttiva "Uccelli" n.79/409/CEE, concerne la conservazione di tutte le

specie di uccelli selvatici e prevede:

a) Azioni per la conservazione di numerose specie di uccelli, indicate negli allegati

della Direttiva stessa.

b) Individuazione da parte degli Stati membri dell'Unione Europea di aree da

destinarsi alla loro conservazione, le cosiddette Zone di Protezione Speciale

(ZPS)

Sono individuate nel Piano nella Tavola 3 le perimetrazioni delle aree SIC (Siti di

importanza Comunitaria) e delle aree ZPS (Zone di Protezione Speciale) individuate

dalla Rete Natura 2000 e previste dalla Direttiva n.92/43/CEE.

In tali aree il PSC recepisce gli obiettivi della Direttive CEE e promuove la

conservazione, la valorizzazione e la gestione di tali patrimoni.

Il Comune di Campomarino con l’intenzione di difendere e valorizzare le aree SIC

presenti sul suo territorio ha aderito al progetto LIFE-NATURA 2010

M.A.E.S.T.R.A.L.E. con Delibera di Giunta Comunale n. 131/2010.

- Il Piano Territoriale Paesistico (P.T.P.A.A.V.) rappresenta il riferimento centrale

della pianificazione e della programmazione regionale dettando regole e obiettivi per

la conservazione dei paesaggi regionali.

- Il Piano Regionale di Utilizzazione delle aree del demanio marittimo a finalità

turistico-ricreative (P.R.U.A.D.M.) approvato con Delibera di C.R. n. 167/2001 e

successivamente modificato con Delibera di C.R. n. 202/2008

- Il Piano Regolatore Generale Comunale (P.R.G.) vigente

Il rilascio di nuove concessioni demaniali, l’ampliamento e l’autorizzazione all’esecuzione di lavori

su quelle esistenti e l’accesso al demanio per quanto non previsto all’interno delle presenti norme

restano disciplinati dalla normativa nazionale e regionale vigente.

Le destinazioni d’uso compatibili verranno precisate all’interno della presenti norme.

Per le norme di sicurezza relative alla balneazione ed alla navigazione, si rimanda alla relativa

normativa di settore, nonché alle Ordinanze emesse dagli Enti preposti.

6


7 Recepimento delle indicazioni contenute nel Piano Territoriale Paesistico di

area vasta (PTPAAV)

All’interno dell’ambito di applicazione del Piano Spiaggia Comunale ricadono aree soggette a

vincoli paesaggistici dettati dal Piano Territoriale Paesistico di Area Vasta.

L’intero ambito, denominato dal suddetto PTPAAV come “FASCIA COSTIERA – A2”, nonostante

l’alto peso dei fattori antropici, gode ancora di caratteristiche ecologiche tali da renderlo

recuperabile. Si rende indispensabile, all’interno di una pianificazione che interessi il territorio in

questione, predisporre opportune previsioni al fine di limitare il degrado imposto dai sistemi

insediativi ed infrastrutturali esistenti ed in previsione. Pertanto la finalità degli interventi dovrà

tendere, considerato il valore strategico dell’ambito di applicazione, al ripristino ed alla

riqualificazione ambientale e paesaggistica integrando ad essi la funzione di uno sviluppo turisticoculturale

sostenibile.

All’interno dell’ambito denominato come “FASCIA COSTIERA – A2”gli interventi ammissibili

variano a seconda delle zone:

A 2 N 2 - DUNE DELLA FASCIA COSTIERA – aree con vegetazione naturale di

eccezionale valore visivo e naturalistico – ELEMENTI SPARSI di interesse naturalistico

(fisico e biologico):

Successione vegetazionale tipica del litorale Mediterraneo, costituite da specie pioniere e

della retrostante vegetazione arbustiva della macchia. Fauna pregiata alle epoche del

passo.

Tali elementi sparsi sono individuati e descritti nell’Allegato A del P.T.P.A.A.V.:

- scheda 1: Biotopo Dune di Campomarino- tratto di fascia costiera a confine

con il torrente Saccione (valore elevato)

- scheda 5: Ex Bosco Le Fantine (valore elevato)

- scheda 2: Dune di Montenero, Petacciato, Campomarino (valore medio)

- scheda 4: Zone Costiere (valore medio)

Le modalità di tutela e conservazione sono del tipo A1 (P.T.P.A.A.V.):

Tutti gli usi in queste aree sono incompatibili e si fa divieto di qualunque intervento di

modificazione dello stato dei luoghi e della vegetazione. Sono ammissibili:

a) sostituzione delle piante non autoctone che non hanno demolitori specifici e non

consentono la crescita di cenosi arbustive, con piante autoctone;

b) rimboschimento con piante autoctone negli spazi vuoti

c) recupero delle aree riparali devastate dalla cementificazione;

d) smantellamento delle canalizzazioni e ripristino degli alvei dei corsi d’acqua;

e) costruzione di stradine pedonali senza abbattimento di alberi;

f) costruzioni di capanni per le osservazioni naturalistiche;

A 2 N 2 – CORSI D’ACQUA - ELEMENTI SPARSI di interesse naturalistico (fisico e

biologico)

L’insieme idromorfologico, vegetazionale e faunistico caratterizzato dai corsi d’acqua,

dalla vegetazione di pertinenza, dalle fustaie collocate in loro prossimità, dalla fauna

stanziale e di passo nonché dalle superfici lacuali e umide e da una fascia di rispetto e così

distinto:

- scheda Fiume Biferno (valore medio): Fiume Biferno e le relative sponde o

piede degli argini per una fascia di 150 mt ciascuna;

- scheda 11: Torrente Saccione (valore medio): Torrente Saccione e le relative

sponde o piede degli argini per una fascia di 150 mt ciascuna;

7


- tutti i valloni e e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 50

mt ciascuna;

A 2 N 1 - FASCE LITORANEE FORTEMENTE CARATTERIZZATE PER ELEMENTI

NATURALI

L’insieme è definito dagli arenili, dai tratti di discontinuità dell’edificazione tra i centri

litoranei, dai residui del preesistente sistema dunale, dalla vegetazione costiera naturale

ed antropica quali le pinete costiere e la vegetazione pioniera litoranea, considerato il

valore strategico ai fini di un “ripristino” ai sensi di una riqualificazione ambientale e

paesaggistica, ed ai fini di tutelare un difficile ed instabile equilibrio dell’ambiente

costiero compromesso dal peso dei fattori antropici e la sua funzione di protezione per le

stesse aree interne.

All’esterno della fascia di mt. 100 misurata dalla battigia. All’interno delle suddette aree,

per le strutture edilizie esistenti sono ammesse solo interventi di manutenzione e

restauro, con esclusione di qualsiasi opera che comporti alterazione delle caratteristiche

visive e paesaggistiche d’ambito.

Sono usi compatibili gli interventi:

a.1 non comportanti volume

a.1.1 opere di attrezzamento (percorsi attrezzati, maneggi, sentieri,

piste pedonali e ciclabili, parcheggi, ecc)

a.1.2 opere di fruizione (parchi, giardini, verde attrezzato e

attrezzature all’aperto per il tempo libero, impianti sportivi)

a.1.3 piccoli impianti per servizi igienici e manufatti per il soccorso,

chioschi fissi per servizio di ristoro

a.2 comportanti volume

a.2.1 opere di accesso, di stazionamento, di distribuzione (sedi di club

e/o associazioni, stabilimenti balneari, stabilimenti per cure

elioterapiche, termali ecc., centri sportivi polivalenti complessi)

a.2.2 strutture scientifiche culturali, orti botanici, musei e strutture in

genere per l’esposizione

a.3 mobili

a.3.1 chioschi ed edicole, parchi giochi e lunapark, teatrini

all’aperto, campeggi

c11(ferrovia): uso infrastrutturale

MV 1 – AREE CON PARTICOLARI ED ELEVATI VALORI PERCETTIVI

(Trasformazione da sottoporre a VA in sede di formazione dello strumento urbanistico)

(Trasformazione condizionata a requisiti progettuali da verificarsi in sede di rilascio del

N.O. ai sensi della L. 1497/39);

MS – AREE DEL SISTEMA INSEDIATIVO CON VALORE MEDIO PERCETTIVO

(Trasformazione condizionata a requisiti progettuali da verificarsi in sede di rilascio del

N.O. ai sensi della L. 1497/39)

MN – AREE FLUVIALI E DI FOCE CON PARTICOLARI CONFIGURAZIONI DI

CARATTERE NATURALISTICO E PERCETTIVO

(Trasformazione da sottoporre a VA in sede di formazione dello strumento urbanistico)

(Trasformazione condizionata a requisiti progettuali da verificarsi in sede di rilascio del

N.O. ai sensi della L. 1497/39);

8


Il Comune di Campomarino con l’intenzione di difendere e valorizzare le aree SIC presenti sul suo

territorio ha aderito al progetto LIFE-NATURA 2010 M.A.E.S.T.R.A.L.E. con Delibera di Giunta

Comunale n. 131/2010.

I complessi dunali naturali presenti e consolidati nel tempo per la presenza di vegetazione endemica

e per un’altrettanto consolidata morfologia (vedi tav. 8), nel rispetto di quanto previsto dal

P.T.P.A.A.V. e della citata normativa relativa ai siti SIC e ZPS, dovranno essere salvaguardati

rispettando la costituzione e la morfologia naturale.

Pertanto gli interventi in prossimità delle stesse dovranno rispettare anche le seguenti condizioni:

- eventuali stabilimenti balneari previsti in arenili interessati da dune, dovranno essere

posti ad una distanza non inferiore a m 15 dal piede della duna stessa.

- eventuali piste di accesso agli stabilimenti, pedonali e/o di servizio, da realizzarsi da

parte del Comune con un organico progetto, dovranno assecondare planoaltimetricamente

il sistema dunistico ed essere realizzate con tipologia e materiali

naturali. Sono pertanto escluse le pavimentazioni stradali bituminose e lapidee, mentre

sono ammessi i sistemi con uso di masselli cementizi colorati autoincastranti protetti ai

fianchi da binderi in pietra naturale o in massello di legno (vedi tav. 13).

- sono previste zone per interventi di ricostruzione e potenziamento della vegetazione

tipica spontanea ed endemica. Tali interventi sono consentiti anche nelle zone destinate a

strutture stabili a scopo balneare. La ricostruzione del corpo dunoso con o senza

movimenti di terra e l’inserimento di vegetazione possono essere previsti solo all’interno

di specifici progetti elaborati nel rispetto delle indicazioni fornite dalla normativa

vigente in materia ed approvati dagli Enti preposti.

- la manutenzione e la pulizia della zona dunale retrostante le concessioni degli arenili,

ferma restando l’osservanza delle norme del Piano Paesistico e della specifica normativa

vigente a tutela del dinamismo morfologico e dell’habitat dunale, è posta in ogni caso a

carico del titolare della concessione.

8 Definizione dei parametri di intervento

Relativamente alle definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi si applica quanto previsto nelle

N.T.A. del P.R.G. comunale e del Regolamento Edilizio vigenti e nel P.R.U.A.D.M., in particolare

si definisce:

Superficie cubabile: superficie coperta da struttura stabile che risulti chiusa da elementi di

tamponamento anche vetrati e/o provvisti di infissi, o sia chiudibile con

elementi mobili, sia ad ante che scorrevoli, che, una volta aperti, la mettano

in diretto collegamento con le superfici esterne.

Struttura amovibile: struttura che, pur solida e saldamente collegata al terreno, possa essere in

ogni momento rimossa dalla posizione in cui era stata impiantata facendo

uso di mezzi e tecnologie ordinari ed acquisiti nella pratica costruttiva

corrente senza dover far ricorso ad operazioni di demolizione pesante. Tutte

le strutture sia fondali che di elevazione che accessorie ai fabbricati

principali debbono possedere le caratteristiche di amovibilità non solo nelle

dichiarazioni progettuali ma anche di fatto (ganci, occhielli, golfari di

salpamento, fori di imbracatura, ecc.).

Struttura stabile:

struttura che, possedendo sempre il requisito dell’amovibilità, sia pensata per

rimanere stabilmente nella posizione di impianto per tutta la durata della

concessione.

Struttura stagionale: Struttura che, possedendo sempre il requisito dell’amovibilità, debba essere

rimossa dalla posizione di impianto al termine della stagione balneare.

9


9 Zonizzazione (art. 9 del PRUADM)

Le aree demaniali marittime oggetto del presente piano vengono distinte in zone oggettivamente

omogenee per consentirne l’organica predisposizione e l’utilizzo (così come individuate dall’art.9

del PRUADM):

Le aree già in concessione all’Amministrazione comunale sono conseguenza di una particolare

scelta tesa a garantire un uso della spiaggia e/o il mantenimento di opere sul Demanio marittimo

ritenuto di primario interesse per la collettività o per interessi spiccatamente pubblici non affidabili

in forma esclusiva ad un soggetto privato.

• A1 -AREE LIBERE: poste in tratti della costa facilmente raggiungibili o in prossimità di

ambienti da salvaguardare.

Nel rispetto di quanto prescritto dal PRUADM a tali aree è stata riservata una percentuale non

inferiore al 30% dell’intero tratto di litorale di competenza, inoltre la localizzazione delle stesse

è stata fatta in modo tale che almeno alcune di esse vadano ad intervallare gli stabilimenti

balneari esistenti o previsti. In particolare nel conteggio della percentuale di aree libere si è

tenuto conto esclusivamente delle aree di arenile attualmente utilizzabili, escludendo

volutamente le aree di ristrutturazione E che non rientrano nell’ambito di applicazione del

P.S.C., pertanto alle previsioni future su tali aree andranno comunque applicate le stesse

percentuali di spiaggia libera (30 % rispetto alle aree prese in considerazione dalla

progettazione). (Elab. 1 scheda allegata alla relazione tecnica)

Si intende per spiaggia libera ogni area demaniale non data in concessione, idonea per la

balneazione e disponibile liberamente e gratuitamente all’uso pubblico. Sono aree destinate alla

libera fruizione per la balneazione e per il godimento dei beni naturali e prive di strutture stabili.

La spiaggia libera dovrà garantire il pieno godimento della stessa nei suoi usi più tradizionali

legati unicamente a sole e mare. Trattasi delle cosiddette “spiagge libere” necessarie per

assicurare il turismo itinerante.

Le aree destinate a “Libero Uso” sono indicate nelle apposite tavole di progetto del presente

Piano con la dicitura A1 seguita da un numero che le contraddistingue, le stesse sono poi

descritte nella tav. 14 mediante schede analitiche. La presenza di arenili destinati come “spiagge

libere” è tesa a garantire la libera fruizione senza limitazioni, se non quelle di una corretta

utilizzazione delle spiagge, che non leda il decoro della spiaggia stessa e la sicurezza degli altri

cittadini utenti del Demanio Marittimo. Tali aree non possono formare oggetto di utilizzo da

parte di terzi se non nei modi indicati nel presente Piano. In ogni caso, il fronte mare delle aree

libere non può essere frazionato e diviso per utilizzi da parte di terzi concessionari adiacenti e

non, ma deve essere totalmente occupato ed utilizzato per le finalità di libera fruizione

dell’arenile pubblico.

• A2 –SPIAGGE LIBERE ATTREZZATE dall’Amministrazione Comunale: aree demaniali

marittime non servite da stabilimenti balneari, destinate alla libera fruizione per la balneazione e

caratterizzate da accesso libero e gratuito.

Tali aree sono state dimensionate tenendo conto della prescrizione del PRUADM che prevede

per i comuni con un litorale maggiore o uguale a 10 km una zona A2 da 100 ml oppure più zone

il cui fronte mare sommato risulti non inferiore a 100 ml. In particolare nel presente piano sono

state previste aree A2 per un fronte mare complessivo di 160 m (tav.11 schede A2).

In tali aree devono essere garantiti i servizi minimi gratuiti quali la pulizia, il salvamento, i

servizi igienici, la sorveglianza e primo soccorso al fine di assicurare una migliore fruibilità di

tali aree alla collettività. Una parte di tali aree può anche essere utilizzata per il ristoro e i giochi.

L’Amministrazione Comunale attrezza e gestisce tali aree direttamente o mediante terzi facendo

ricorso all’istituto di cui all’art. 45bis del Codice della Navigazione.

10


Tali aree sono mantenute dall’ Amministrazione comunale per l’offerta di servizi o per

incrementare la sicurezza degli altri cittadini utenti del Demanio Marittimo attraverso

l’allestimento di servizi sulla spiaggia a favore di tutta la collettività. Qualora ritenuto

necessario per garantire l’attuazione delle attuali previsioni, si potrà procedere alla assegnazione

a soggetti terzi della gestione dell’oggetto della concessione nel rispetto della procedura di cui

all’art. 45bis del Codice della Navigazione, in base a indirizzi selettivi inseriti nei bandi

conformi approvati dalla Giunta Comunale, qualora ritenuto opportuno, allo scopo di migliorare

l’offerta complessiva del servizio pubblico disposto per la collettività.

In ogni caso la titolarità della concessione resta comunque all’Amministrazione Comunale. Le

opere da realizzare su tali aree dovranno quindi essere chieste in concessione

dall’Amministrazione Comunale.

È compito dell’Amministrazione provvedere alla pulizia dell’arenile e dell’eventuale fascia

arbustiva immediatamente retrostante, nonché alla sicurezza della balneazione in mare se esegue

la gestione diretta delle aree, nel caso di affidamento di cui all’art. 45bis tali oneri spettano al

soggetto che ha la gestione di tutta l’area o di una porzione rilevante di essa.

Tali strutture dovranno rispettare la tipologia di manufatti indicata al paragrafo 13 e in ogni caso

dovranno essere decorose e armonicamente inserite nell’ambiente circostante.

Deve essere rispettata la normativa per l’eliminazione delle barriere architettoniche di cui alla

L.104/1992 e s.m.i. in modo da garantire la completa fruibilità dell’area da parte dei portatori di

handicap.

• B - FASCE DI RISPETTO: posizionate in prossimità delle foci dei fiumi o torrenti, di

insediamenti quali porti o attività simili, realizzate o in progetto; sono aree caratterizzate per la

presenza di corsi d’acqua, pinete o simili o perché sono interessate da progetti di intervento da

parte di Enti pubblici.

Nell’individuazione di tali aree sono state recepite le indicazioni del vigente P.T.P.A.A.V.

nonché quelle di cui al D.M. Ambiente3/4/2000 che, in attuazione delle direttive 92/43/CEE e

79/409/CEE, ha classificato quali siti di importanza comunitaria i seguenti:

Foce Biferno – Litorale di Campomarino IT7282216 - ZPS

Foce Saccione – Bonifica Ramitelli IT7282217

L’applicazione del presente strumento resta subordinata a quanto prescritto dalla vigente

normativa in materia (D.M. 03/04/2000, DPR 357/1997, DPR 120/2003 e s.m.i.) per il rispetto

delle aree classificate come SIC o ZPS.

Nel rispetto di quanto all’art. 9 del P.R.U.A.D.M., il PSC individua le aree di demanio

marittimo occupate dalle pinete; l’utilizzo di tali aree dovrà avvenire nel rispetto di quanto già

previsto dal P.R.G. comunale vigente (tav. 7c). Nelle aree in cui non è presente alcuna

indicazione sul piano suddetto, sono ammessi solo interventi di recupero e salvaguardia della

pineta da effettuare di concerto con gli Enti competenti.

Rientrano nelle zone B (fasce di rispetto) il Porto Turistico di Campomarino (assoggettato, oltre

che alle suddette norme ambientali, alla specifica normativa sui porti vigente in materia), il

Canale Due Miglia, la Foce Biferno e quella del Saccione (queste ultime due coincidenti con le

aree escluse dalla delega alle Regioni ai sensi del D.P.C.M. 21/12/1995).

In tali aree è fatto ovviamente divieto di collocare manufatti amovibili o meno di qualsiasi tipo

da parte di privati.

Ai sensi della normativa vigente in materia, la balneazione è vietata laddove sussistono

condizioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità. Il divieto viene espresso attraverso

Ordinanza da parte dell’Ente competente alle funzioni di salvaguardia della sicurezza in mare e

della sicurezza in genere; in generale la balneazione risulta vietata:

a) negli specchi acquei dei bacini portuali e degli approdi

b) in prossimità delle zone di mare interessate da lavori marittimi in genere, entro un

raggio di 100 m dall’area.

11


c) A meno di 200 m dalle navi all’ancora.

d) All’interno dei corridoi di lancio delle unità da diporto opportunamente segnalati o in

zone destinate ad altre attività sportive/ricreative (surf, windsurf, kitesurf ecc)..

e) Nelle zone di mare circostanti le scogliere frangiflutti per un’ampiezza di 10 m dalle

stesse verso terra e dalle estremitàà e per un’ampiezza di 20 m dalle stesse verso mare.

f) Nella fascia di mare di rispetto di 3 m dal perimetro dei pennelli presenti lungo il

litorale.

g) Entro 100 m da insediamenti industriali che utilizzano strutture per prelievo e scarico

di acqua.

h) Negli specchi acquei antistanti foci dei fiumi e canali navigabili per un raggio di 100m.

i) In tutte le altre zone interdette alla balneazione con provvedimenti emanati a vario

titolo dalle Autorità competenti.

• C1 – CONCESSIONI ORDINARIE (Stabilimenti balneari): aree destinate alla

localizzazione di tutte le attrezzature turistico-ricreative legate alla balneazione ed al mare in

genere. Sono previsti in tali aree stabilimenti per la balneazione collocati a terra o a mare con

relative cabine spogliatoio, docce, servizi igienici, aree per la preparazione e l’allestimento di

cibi e bevande, ristorazione, nonché attrezzature stabili di spiaggia (lotti da C1-1 a C1-10).

• C2 - Concessioni speciali (solo ombrelloni): aree destinate alla balneazione, dotate di

postazioni fisse per ombrelloni e di servizi. Su tali aree è prevista la sola posa di ombrelloni su

postazioni fisse, sedie, sdraio, semplici attrezzature di spiaggia, docce, oltrechè i WC e locale

PS (pronto soccorso). Si precisa che, qualora l’area non sia servita dalla rete fognante sarà

consentita solo l’installazione di bagni di tipo chimico (lotti da C2-1 a C2-6).

• D - AREE DI RICREAZIONE: sono aree complementari, ma sempre finalizzate alla

ricreazione ed al riposo. Sono aree destinate alla realizzazione di parchi gioco, di zone per la

ricreazione ed il riposo e possono essere dotate di strutture stabili quali chioschi per la vendita di

generi vari, edicole, giostre, gelaterie, giochi d’acqua, e quant’altro necessario per le attività

ricreative (ove non in contrasto con attività già esistenti negli stabilimenti limitrofi e, comunque,

a discrezione dell’Amministrazione concedente). Sono collocate alle spalle degli stabilimenti

balneari laddove la profondità dell’arenile lo consente e la loro profondità (in senso ortogonale

alla spiaggia) risulta variabile. Vi saranno realizzate attrezzature stabili di tipo aperto quali

giostre, aree giochi, per le quali andrà valutato attentamente l’impatto ambientale che le stesse

potrebbero avere (lotto D2).

Tali aree possono essere destinate anche alle attività sportive acquatiche o all’attività di

noleggio e rimessaggio di natanti da diporto; per questi uso possono essere ubicate in prossimità

della linea di costa e, comunque, in maniera tale da non recare intralcio alle attività delle

limitrofe concessioni (lotti D1- D3).

L’utilizzo di tali aree, consentito dietro richiesta di concessione, è vincolato all’assenso del

Comune che provvederà all’organizzazione complessiva delle stesse disciplinando le diverse

attività secondo le esigenze della collettività.

In tali aree deve essere rispettata la normativa per l’eliminazione delle barriere architettoniche di

cui alla legge 104/1992 e s.m.i. in modo da garantire la completa fruibilità delle stesse da parte

dei portatori di handicap.

• E - AREE DI RISTRUTTURAZIONE: sono aree soggette a ristrutturazione e

consolidamento perché fortemente erose e/o altamente degradate dal punto di vista ambientale

ed urbanistico. In tali aree possono essere rilasciati provvedimenti per la loro bonifica e/o

risanamento solo in favore degli Enti Pubblici.

12


In tali aree è impossibile allo stato attuale fare previsioni di utilizzo o di sorta. Qualora in

seguito ad interventi di riqualificazione si creino le condizioni per un utilizzo di tali aree, si

potrà procedere alla riclassificazione delle stesse attraverso la revisione del presente strumento.

Sono aree liberamente balneabili, se non esiste apposito divieto.

• F - AREE DI INTERESSE PUBBLICO:

Sono aree destinate ad opere pubbliche. Vi rientrano tipologie di opere quali strade litoranee,

passeggiate, marciapiedi, piste ciclabili, zone a verde, parcheggi ecc…

In tali aree deve essere rispettata la normativa per l’eliminazione delle barriere architettoniche di

cui alla legge 104/1992 e s.m.i. in modo da garantire la completa fruibilità delle stesse da parte

dei portatori di handicap.

10 USI DELL’ARENILE: attività consentite

Sull’arenile, in osservanza di quanto previsto nell’art. 5 del P.R.U.A.D.M. e coerentemente con la

zonizzazione delle aree sono consentite le seguenti tipologie di attività:

1) stabilimenti balneari ad uso pubblico

2) pubblici esercizi di mescita e ristorazione dotati anch’essi di servizi igienici e di

supporto

3) rivendite di giornali, tabacchi e di tutti i generi commerciali in qualche modo connessi al

turismo e la ricreazione

4) noleggio e/o rimessaggio di natanti da diporto

5) servizi sportivi e ricreativi e loro attrezzature

6) strutture ricettive all’aria aperta, campeggi, terrazze, belvedere, giardini pubblici

compresi i servizi igienici di pertinenza

7) piste da ballo, cinema all’aperto

8) piazzali e parcheggi e ogni altro impianto compatibile con l’attività turistica e ad essa

connesso

9) attrezzature per il soccorso e il salvataggio

10) capanni di osservazione naturalistica

ATTIVITÀ CONSENTITE NELL’AMBITO DELLE AREE LIBERE A1 E A2

Punti di osservazione naturalistica

Strutture precarie temporanee che per la loro particolarità possono permanere

sull’arenile anche tutto l’anno; sono realizzati interamente in legno, con dimensioni

massime di mq 3.00 e altezza massima al colmo di m 2.50, con struttura appoggiata

sulla sabbia, dotata di ancoraggi leggeri che non prevedano l’uso di fondazioni.

Sono strutture destinate all’osservazione naturalistica (birdwatching, ecc…)

Attrezzature per il salvataggio ed il soccorso

Sono strutture temporanee facilmente removibili di dimensioni non superiori ai 10

mq di superficie coperta e di altezza non superiore a 3 m. Esse servono al ricovero

delle attrezzature in dotazione al personale addetto. Le torrette di avvistamento sono

parte integrante di queste strutture ma sono da considerarsi arredo e quindi non

costituenti superficie coperta. Esse dovranno essere stagionalmente posizionate in

base a quanto previsto nell’apposito Piano di Salvataggio.

Nelle spiagge libere dovranno essere installate a cura dell’Ente competente in

ragione di quanto prescritto nel piano di Salvataggio e nella normativa vigente in

materia.

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Servizi igienici

Sono costituiti da Strutture precarie temporanee, che sono di uso pubblico e che

comprendono le tipologie “wc e doccia”, possono essere realizzate nelle spiagge

libere sulla base di specifici progetti pubblici da parte dell’Ente competente.

ATTIVITÀ CONSENTITE NELL’AMBITO DELLE CONCESSIONI ORDINARIE C1

Sono ammesse nell’ambito di tali concessioni le seguenti attività:

Stabilimenti Balneari ad uso pubblico

Devono essere costituiti da Strutture compatibili a quanto prescritto negli art. 12,13 e

14 delle presenti norme; sono finalizzati a fornire servizi igienici adeguati alla

richiesta, servizi di ombreggio, servizi per il gioco ed il benessere, custodia di

attrezzature balneari, nonché servizi e/o attività compatibili occasionalmente previste

da specifiche autorizzazioni.

A supporto delle suddette attività tipiche dello stabilimento è consentita l’attività di

somministrazione di alimenti e bevande annessa.

Lo specchio acqueo antistante la concessione è destinato alla balneazione.

Pubblici esercizi di mescita e ristorazione dotati anch’essi di servizi igienici e di

supporto

Devono essere costituiti da Strutture compatibili a quanto prescritto negli art. 12,13 e

14 delle presenti norme e sono assoggettati alle stesse prescrizioni relative agli

stabilimenti balneari.

Aree polifunzionali:

All’interno delle concessioni demaniali marittime ordinarie (C1) possono essere

individuate aree polifunzionali; aree cioè nelle quali è possibile lo svolgimento di

diverse attività equivalenti ed intercambiabili senza la neccessità di realizzazione di

strutture fisse ma con l’installazione di sole attrezzature precarie. Sono costituite da

allestimenti d’area nei quali è possibile lo svolgimento di diverse attività (per lo

svago, il benessere, il gioco e lo sport) equivalenti ed intercambiabili, attrezzate con

Strutture precarie temporanee e con caratteristiche tali da comportare/permettere

gestioni autonome e/o coordinate.

Rientrano in questa tipologia anche le piste da ballo e i cinema all’aperto.

Al loro interno non è consentito l’Ombreggio organizzato.

Lo specchio acqueo antistante è destinato alla balneazione, salvo specifico uso

alternativo previsto nelle prescritte autorizzazioni.

ATTIVITÀ CONSENTITE NELL’AMBITO DELLE CONCESSIONI SPECIALI C2

All’interno delle concessioni demaniali marittime speciali (C2) è ammessa solo la

posa di ombrelloni su postazioni fisse, sedie, sdraio, semplici attrezzature da

spiaggia, docce oltrechè WC e locale Pronto Soccorso. Tali strutture devono essere

costituite nel rispetto di quanto prescritto negli art. 12,13 e 14 delle presenti norme.

ATTIVITÀ CONSENTITE NELL’AMBITO DELLE AREE DI RICREAZIONE D

Aree per servizi sportivi e ricreativi e loro attrezzature

Sono costituite da allestimenti d’area razionalmente attrezzati, funzionali allo

svolgimento delle attività sportive, nonché da Strutture precarie temporanee

finalizzate a fornire i Servizi igienici adeguati alla richiesta, i servizi di guardiania,

servizi generali, scuola-vela, spogliatoi, custodia attrezzature, somministrazione di

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alimenti e bevande annessa. L’allestimento di Basi operative di società sportive è

comunque subordinato alla possibilità di realizzare un accesso carraio all’area di

pertinenza: in sede di presentazione di DIA o di istanza di Permesso di Costruire

dovrà quindi essere dimostrata la disponibilità dell’accesso carraio. E’ consentita la

delimitazione dell’arenile di pertinenza con Recinzione.

In tali aree non è consentito l’Ombreggio organizzato.

Lo specchio acqueo antistante l’Area di pertinenza è destinato esclusivamente a

Corridoio di uscita: al suo interno è pertanto vietata la balneazione ed il suo uso è

regolamentato dall’ Ordinanza Balneare e dalle disposizioni sulla navigazione.

I manufatti dovranno essere realizzati conformente a quanto prescritto negli art.

12,13 e 14.

5) Aree per noleggio e/o rimessaggio di natanti da diporto

Sono costituite da allestimenti d’area razionalmente attrezzati, idonei a permettere

l’utilizzo dei natanti, e Strutture precarie temporanee adibite a guardiania, Servizi

igienici e custodia attrezzature.

L’allestimento di Spiagge attrezzate per il rimessaggio di natanti è comunque

subordinato alla possibilità di realizzare un accesso carraio all’Area di pertinenza: in

sede di presentazione di DIA o di istanza di Permesso di Costruire dovrà quindi

essere dimostrata la disponibilità dell’accesso carraio.

E’ consentita la delimitazione dell’arenile di pertinenza con Recinzione.

In tali aree non è consentito l’Ombreggio organizzato.

Lo specchio acqueo antistante l’Area di pertinenza è destinato esclusivamente a

corridoio di uscita: al suo interno è pertanto vietata la balneazione ed il suo uso è

regolamentato dall’ Ordinanza e dalle disposizioni sulla navigazione.

I manufatti dovranno essere realizzati conformente a quanto prescritto negli art.

12,13 e 14.

6) rivendite di giornali, tabacchi e di tutti i generi commerciali in qualche modo

connessi al turismo e la ricreazione

Devono essere costituiti da Strutture compatibili a quanto prescritto negli art. 12 e 13

delle presenti norme e sono assoggettati alle stesse prescrizioni relative agli

stabilimenti balneari.

I manufatti dovranno essere realizzati conformente a quanto prescritto negli art.

12,13 e 14.

11 CRITERI DI INTERVENTO sulle aree del Demanio Marittimo

Il presente articolo definisce le modalità di intervento sulle aree del demanio marittimo in relazione

alle tipologie di attività consentite su di esse.

Nella concessione dei beni del Demanio marittimo e nella realizzazione di nuove opere in

prossimità del Demanio marittimo deve essere salvaguardata la possibilità di libero accesso a mare,

nei modi più idonei in relazione alle caratteristiche della costa e delle attività.

In fase di rilascio e rinnovo di concessioni o autorizzazioni, l’ufficio competente è tenuto a

verificare l’esistenza del suddetto requisito valutandone le condizioni e le modalità e dandone atto

nei relativi provvedimenti. Analogamente, al fine di verificare la rispondenza delle concessioni al

suddetto requisito, dovranno essere effettuate ricognizioni atte ad individuare le misure

eventualmente da adottare al riguardo.

Sono prioritariamente concedibili le superfici di cui sia fatta richiesta per la

realizzazione di passeggiate ad esclusivo uso pubblico, camminamenti, piazze,

15


aiuole, solarium, parcheggi, nonché le concessioni necessarie all’adeguamento delle

strutture e dei manufatti esistenti in forza di leggi o regolamenti.

Qualora si verifichi un aumento in profondità dell’arenile tra un’area in concessione

e il mare, l’area così creata è da attribuirsi, previa autorizzazione, al concessionario

frontista. Solo qualora lo stesso non lo richieda la stessa potrà essere oggetto di

concessione demaniale ad altro soggetto.

All’interno dei centri abitati sono ammissibili nuove concessioni per aree di

pertinenza da adibire a mostra/vendita di prodotti nei limiti di mq 20 all’interno dell’

area individuata nella zonizzazione come D2 (aree per la ricreazione ed il riposo).

Il rilascio di nuove concessioni in aree demaniali e negli specchi d’acqua è da

riservarsi a quelle attività che abbiano un effettivo beneficio o la stretta necessità di

essere collegate al mare o dentro il mare.

Le superfici e gli specchi acquei compresi nella fascia del Demanio Marittimo di

competenza comunale sono concedibili nei limiti fissati dalle norme vigenti;

Le tipologie di aree soggette a concessione sono le seguenti:

A2

Gestite direttamente

dall’Amministrazione

Comunale

SPIAGGE LIBERE

ATTREZZATE

IN CONCESSIONE AL

COMUNE

A2

Gestite da terzi per

conto

dell’Amministrazione

Comunale

C1

concessioni ordinarie

CONCESSIONI

BALNEARI

NUOVE CONCESSIONI

C2

solo posa ombrelloni

D

Sport acquatici

AREE DI

RICREAZIONE

D

Chioschi per la vendita,

giochi, ecc…

D

aree attrezzate a

servizio della nautica

CRITERI DI INTERVENTO SU ZONE A1 - Spiagge libere

Sono aree destinate alla libera fruizione per la balneazione e per il godimento dei beni naturali e

prive di strutture stabili. La spiaggia libera dovrà garantire il pieno godimento della stessa nei suoi

usi più tradizionali legati unicamente a sole e mare. Trattasi delle cosiddette “spiagge libere”

necessarie per assicurare il turismo itinerante.

L’eventuale concessione può riguardare il servizio di salvataggio e delle relative strutture da

realizzare per lo svolgimento dello stesso attraverso l’attuazione dell’apposito Piano di Salvataggio.

CRITERI DI INTERVENTO SU ZONE A2– Spiagge libere attrezzate in concessione

all’Amministrazione comunale

Per le aree attrezzate per servizi lo scopo dell’azione dell’Amministrazione è quello di creare spazi

variamente destinati ad attività connesse alla balneazione ed alla fruizione più completa dell’arenile

e del Demanio Marittimo in genere attraverso l’allestimento di spazi sulla spiaggia per usi diversi

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da quelli della semplice attività di noleggio di ombrelloni e sdraio, garantendo l’ampliamento della

tipologia dell’offerta turistica.

Tali aree sono principalmente destinate ad usi particolari rivolti a favorire l’accesso e l’uso pubblico

del mare anche attraverso la promozione ed il sostegno di attività culturali e ricreative, a fini

naturalistici, ad esempio rivolte alla conoscenza della flora e della fauna marina.

Il vigente P.R.U.A.D.M. individua con il simbolo A2 i tratti di spiaggia demaniale destinati a

quest’utilizzo, per le suddette aree il concessionario resta sempre l’Amministrazione Comunale.

La proposta per una nuova struttura da parte del proponente deve essere riferita all’intera unità di

intervento (lotto) indicata dal presente Piano e si riferisce sempre all’attività di gestione affidata

dall’Amministrazione Comunale.

Nel caso di più domande concorrenti per la realizzazione di nuovi interventi nelle Aree Attrezzate

Servizi di tipo generale e quindi anche per la gestione, affidata ai sensi dell’art. 45bis del Codice

della Navigazione, in uso di tratti di spiaggia demaniale si individuano i seguenti indirizzi istruttori

e di decisione, fermo restando la qualità progettuale indicata nell’articolo 12: dovrà darsi la

preferenza ai comitati/associazioni che hanno sede nel Comune ed sono regolarmente costituiti con

apposito atto costitutivo e statuto e che propongono di realizzare impianti per la libera fruizione

della spiaggia che rispondano ad un più rilevante interesse pubblico.

In relazione alla particolare qualificazione dei soggetti beneficiari, il possesso del requisito di

preferenza sopra indicato dovrà essere mantenuto per tutto il periodo di vigenza della gestione

dell’area demaniale per conto dell’Amministrazione Comunale e la stessa potrà essere ceduta ai

sensi dell’articolo 46 del Codice della Navigazione solo a soggetti in possesso dei medesimi

requisiti dei cedenti, costituendo motivo di decadenza la perdita da parte anche di uno solo dei

soggetti beneficiari.

L’assegnazione dei tratti di spiaggia non potrà essere superiore ad una di quelle disponibili per le

categorie sopra indicate.

Le gestione di tratti di spiaggia in concessione all’Amministrazione Comunale non potranno,

comunque, eccedere in fronte mare i tratti di spiaggia contrassegnati nelle tavole di P.R.U.A.D.M.

con il relativo simbolo A2.

CRITERI DI INTERVENTO SU ZONE C1 E C2

Con appositi bandi saranno indicati modalità, procedure e termini per la presentazione delle istanze

per poter ottenere concessioni demaniali.

L’istruttoria delle richieste di concessione in uso di tratti di spiaggia demaniale per le varie tipologie

di utilizzi previsti dalla pianificazione dovranno essere effettuate dagli Uffici competenti allo scopo

di consentire la valutazione preliminare della qualità progettuale e quella complessiva della

proposta.

La proposta per la nuova struttura balneare da parte del proponente va essere riferita all’intera unità

minima di intervento (lotto) individuata dal presente Piano.

Per la richiesta di uso di un tratto di spiaggia per la realizzazione di nuove concessioni (C1 e C2),

nel caso di più domande concorrenti, fermo restando la qualità progettuale indicata nell’articolo 12,

ai sensi dell’articolo 37 del Codice della Navigazione è preferito il richiedente che offra maggiori

garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso

che, a giudizio dell' amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico. Pertanto nel

caso di uguaglianza dei contenuti progettuali e di possesso di caratteristiche soggettive, si procederà

alla licitazione privata tra i soggetti proponenti l’intervento progettuale per la scelta del soggetto

attuatore.

Le concessioni in uso di tratti di spiaggia ai suddetti eventuali nuovi stabilimenti non potranno,

comunque, eccedere in fronte mare i tratti di spiaggia contrassegnati nelle tavole del presente piano

con il relativo simbolo.

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CRITERI DI INTERVENTO SU ZONE D - Aree di ricreazione

Per le Aree di ricreazione il concessionario è sempre l’Amministrazione comunale che potrà,

qualora sia ritenuto necessario per garantire l’attuazione della previsione del presente piano,

procedere all’affidamento della gestione dell’oggetto della concessione a soggetti terzi ai sensi

dell’art. 45bis del Codice della Navigazione.

Per le aree attrezzate per la ricreazione (D) lo scopo dell’azione dell’Amministrazione è quello di

creare spazi variamente destinati ad attività connesse alla balneazione ed alla fruizione più completa

dell’arenile e del Demanio Marittimo in genere attraverso l’allestimento di spazi sulla spiaggia per

usi diversi da quelli della semplice attività di noleggio di ombrelloni e sdraio, garantendo

l’ampliamento della tipologia dell’offerta turistica.

Tali aree possono essere destinate ad usi particolari comunque rivolti a favorire l’accesso e l’uso

pubblico del mare.

Prima di procedere all’affidamento l’Amministrazione comunale dovrà effettuare per le aree

suddette un’ulteriore differenziazione in relazione alla tipologia delle attività consentite,

specificando le caratteristiche dimensionali delle stesse, in particolare l’area D2 dovrà essere

assoggettata ad una preventiva progettazione d’insieme per la delimitazione dei singoli posti da

attribuire ai chioschi per la vendita.

Ai sensi dell’articolo 37 del Codice della Navigazione sarà preferito il richiedente che offra

maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa

per un uso che, a giudizio dell' amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico.

Pertanto nel caso di uguaglianza dei contenuti progettuali e di possesso di caratteristiche soggettive,

si procederà alla licitazione privata tra i soggetti proponenti l’intervento progettuale per la scelta del

soggetto attuatore.

Dovrà essere proposta la realizzazione di strutture esclusivamente destinate a tali attività ed a tale

scopo progettate e realizzate con caratteristiche tali da poter ottenere le omologazioni ufficiali degli

Enti competenti anche per l’eventuale svolgimento di gare di livello nazionale ed internazionale di

settore.

Come previsto dall’art. 12 la qualità del progetto costituisce criterio fondamentale per

l’assegnazione in concessione dei singoli lotti destinati a chioschi, giochi, ecc…

Per le parti pubbliche su cui tali lotti insistono sarà cura dell’Amministrazione Comunale

provvedere in concomitanza con l’effettuazione dei bandi per l’assegnazione delle concessioni per

suddetti lotti alla predisposizione di opportuni progetti volti a garantire la fruibilità delle aree stesse.

CRITERI DI INTERVENTO SU ZONE F – Progetti pubblici - Percorsi di accesso a mare

I percorsi pedonali di accesso al mare consentono di distribuire l’afflusso al mare dei bagnanti e

permettono l’attraversamento degli ambienti naturali della fascia costiera; essi sono di uso pubblico,

attuabili mediante progetti esecutivi di natura pubblica.

L’individuazione degli accessi possibili al litorale ha lo scopo essenziale di restituire alla collettività

l’uso di vasti tratti di arenile situati a ridosso di estese costruzioni residenziali di fatto privatizzati ed

interdetti con barriere e recinzioni anche alle autorità competenti.

Gli accessi precedentemente esistenti che sono stati chiusi nel tempo mediante recinzioni, barriere,

ecc.. dovranno essere riaperti per restituire alla collettività un miglior uso dell’arenile.

Al fine di garantire la massima fruibilità pubblica della zona del Demanio marittimo, il Comune di

Campomarino intende perseguire l’obiettivo di acquisire all’uso pubblico gli accessi individuati dal

PSC laddove ricadano anche solo parzialmente su proprietà privata.

Deve essere garantito il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia

antistante l’area ricompresa nelle concessioni, anche al fine della balneazione, così come disposto al

comma 254 dell’art. 1 della L.296/2006 (Finanziaria 2007). Pertanto i concessionari di zone di

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Demanio marittimo sono tenuti a garantire rispettare tale norma e a garantire il libero accesso al

mare anche nel periodo di chiusura della struttura balneare.

I percorsi di accesso al Demanio marittimo sono indicati nella cartografia del presente piano, con la

distinzione tra accessi al mare esistenti (tav. 7b) e nuovi accessi da realizzare (tav. 12 – 13).

Gli accessi all’arenile realizzabili su aree demaniali hanno una larghezza di minimo 5 m per gli

accessi collocati tra stabilimenti e/o da realizzare, mentre risulta variabile per gli accessi tra la

viabilità principale e l’arenile essendo funzione della disponibilità degli spazi demaniali relativi

(tav. 7b, 12, 13).

Il sistema di accessi al litorale previsto dal presente piano identifica due tipi di accesso:

- Accessi carrabili di normale accesso alla spiaggia devono avere caratteristiche idonee a

garantire il transito degli automezzi privati autorizzati, degli automezzi di servizio alle

attività, di servizi di pulizia e gestione dell’arenile e degli automezzi di soccorso;

- Accessi pedonali e ciclabili debbono essere separati da altri accessi carrabili e garantire

la sicurezza di pedoni e ciclisti e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Nella realizzazione di nuovi accessi all’arenile sarà opportuno valutare insieme agli Enti competenti

la localizzazione degli stessi anche ai fini di garantire una maggiore sicurezza e prevenzione dagli

incendi attraverso la realizzazione di opportune linee tagliafuoco nella pineta esistente.

Gli accessi dovranno essere realizzati in modo da consentire la fruizione delle spiagge a tutti e

dovrà quindi essere rispettata la normativa per l’eliminazione delle barriere architettoniche di cui

alla legge 104/1992 e s.m.i. in modo da garantire la completa fruibilità delle stesse da parte dei

portatori di handicap motori e funzionali.

Non è ammessa l’apertura di accessi privati sul Demanio marittimo, mentre sono sempre

autorizzabili accessi pubblici con le caratteristiche previste nella tav.13, nel rispetto delle norme del

P.R.G. e del presente piano.

Al di fuori delle strade e delle vie che sono espressamente destinate a tale funzione, è vietato

l’accesso al mare e l’attraversamento degli habitat costieri ad ogni mezzo meccanico che non sia di

servizio o che non sia regolarmente autorizzato.

Nelle aree occupate dalle pinete, ricadenti nel demanio marittimo (così come indicate nella tav. 7c)

il PSC prescrive che l’utilizzo avvenga ai sensi di quanto già previsto dal P.R.G. comunale vigente.

Pertanto gli interventi in suddette aree potranno riguardare solo la realizzazione di parchi, giochi per

bambini e chioschi in legno laddove consentita (zona V1 di PRG indicata sugli elaborati grafici

dello stesso e corredata dagli specifici simboli unificati riguardanti suddetta destinazione), mentre

nella zona V3 Salvaguardia Ambientale non è consentita alcuna costruzione sia a carattere

permanente che temporaneo, fatte salve alcune indicazioni per gli edifici già esistenti per le quali si

rimanda alle NTA del P.R.G. comunale vigente. Nelle aree in cui non è presente alcuna indicazione

sulla zonizzazione del piano suddetto, sono ammessi solo interventi di recupero e salvaguardia della

pineta da effettuare di concerto con gli Enti competenti.

CRITERI DI INTERVENTO - Specchi acquei

Negli specchi acquei antistanti gli arenili individuati dagli allegati alle presenti norme non sono

ammesse attività diverse da quelle turistico-ricreative.

Non è ammesso il prelievo dell’acqua di mare con tubazioni fisse. Può essere autorizzato il prelievo

con tubazioni mobili in orari diversi da quelli della balneazione.

Le corsie di lancio per le imbarcazioni devono essere regolarmente autorizzate dagli Enti

competenti. In ogni caso la localizzazione dei corridoi di transito a mare deve tener conto delle

esigenze di sicurezza della balneazione.

Tutte le attrezzature in mare sono soggette al pagamento del canone demaniale calcolato secondo le

modalità delle leggi vigenti.

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CRITERI DI INTERVENTO - Opere marittime

Il rilascio di concessioni di opere marittime per la difesa della costa è subordinato alla verifica della

rispondenza dei relativi progetti, nonché alle prescritte verifiche di impatto ambientale. Gli

interventi suddetti dovranno essere eseguiti previo rilascio dell’atto di concessione, fatto salvo

l’istituto della consegna.

Le opere marittime, quali dighe, pennelli, scogliere ecc., non sono utilizzabili per scopi diversi

dall’uso pubblico, dall’accesso o dal miglioramento della fruizione delle aree limitrofe.

Sono vietate l’estrazione e la raccolta di arena senza la necessaria concessione demaniale.

Gli interventi di difesa costiera sono predisposti dalle Amministrazioni competenti.

12 Organizzazione delle strutture sull’arenile

Il presente articolo disciplina i criteri di progettazione per la disposizione delle strutture

sull’arenile.

Nella zonizzazione sono definite i lotti di Intervento (distinti per C1 e C2) disposti ortogonalmente

alla linea di costa e corrispondenti generalmente alle aree date in concessione d’uso agli stabilimenti

balneari ed agli spazi liberi gestibili dal Comune.

I progetti per la realizzazione dei nuovi stabilimenti balneari o la ristrutturazione di quelli esistenti

dovranno comunque possedere le caratteristiche necessarie ad inquadrare l’intervento nell’ottica del

potenziamento qualitativo della capacità di accoglienza del turista con strutture ricettive capaci di

garantire una qualità superiore della offerta turistica.

Nell’ottica di promuovere uno sviluppo sostenibile, la qualità progettuale degli interventi proposti,

fatte salve le esigenze tecniche e strutturali per le infrastrutture pubbliche e per le operazioni di

risanamento degli scarichi a mare dei fossi laddove presenti lungo l’arenile, dovrà avere

caratteristiche di sostenibilità tali da salvaguardare l’ambiente costiero e prevedere l’uso di materiali

compatibili, nel rispetto dei seguenti fattori:

- risparmio energetico

- minimizzazione dell’impatto ambientale di tutti i processi relativi ai materiali impiegati

- protezione della salute umana e dell’ambiente

- modalità di gestione del fine vita dell’edificio che garantiscano il rispetto dell’ambiente.

In base ai criteri di efficienza energetica, attraverso l’uso razionale delle risorse climatiche ed

energetiche, e della sostenibilità ambientale, l’utilizzo di architetture bioclimatiche costituirà un

elemento di preferenza in sede di presentazione delle offerte in vista della realizzazione di un più

rilevante interesse pubblico. Andranno pertanto privilegiate scelte progettuali che instaurino un

rapporto di dialogo, integrazione, rispetto e valorizzazione con l’ambiente in cui si inseriscono con

particolare attenzione a:

- opportuno orientamento per ridurre l’esposizione al soleggiamento e agli effetti negativi

dei venti;

- utilizzo di opportuni filtri spaziali per il raffrescamento (vegetazione, acqua ecc..)

- utilizzo di dispositivi per favorire la ventilazione naturale

- utilizzo di opportuni dispositivi di ombreggiamento per minimizzare gli effetti del

soleggiamento.

Sarà consentito un aumento del 15 % delle superfici ammissibili per le relative tipologie se per la

realizzazione degli interventi sarà garantito l’utilizzo di tecnologie e materiali sostenibili.

Nel rispetto di quanto già prescritto nel P.R.U.A.D.M. circa i materiali, i processi costruttivi e le

finiture si precisa che sono utilizzabili processi costruttivi e materiali, anche innovativi, che

rispondano a due essenziali requisiti:

- amovibilità (facile rimozione)

- sostenibilità ambientale (efficienza energetica, riduzione dei consumi, riduzione

dell’inquinamento)

20


La valutazione della “facile” o difficile” “rimozione delle opere da realizzare sul Demanio

marittimo proposte per la realizzazione dell’intervento sarà attestata dal progettista attraverso una

propria dichiarazione resa ai sensi della L.622/1996 e s.m.i. da rilasciarsi secondo gli schemi

indicati nella circolare del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture n.120 del 5 maggio 2001.

Il soggetto promotore deve avere la disponibilità complessiva a qualunque titolo idoneo al possesso

continuato di tutte le aree comprese nelle unità di intervento identificate dalla pianificazione

urbanistica.

Le strutture fisse principali degli stabilimenti balneari adibite a bar, ristorante e servizi sono

dimensionate in relazione alla combinazione di più variabili: superficie in concessione, larghezza

del fronte mare asservito, quantità di strutture fisse esistenti.

Tutte i manufatti devono essere posti perpendicolarmente al mare o in modo tale da non realizzare

alcun tipo di barriera visiva. Se ciò non fosse possibile deve essere prodotto uno specifico studio al

fine di mantenere almeno opportuni cannocchiali visivi.

In ciascuna area in cui è possibile realizzare uno stabilimento balneare la distribuzione dello stesso

potrà essere organizzata in fasce parallele al lungomare laddove la profondità del lotto sia superiore

a 50m:

• Fascia “filtro”: per verde attrezzato, finalizzato a realizzare un diverso

rapporto tra città ed arenile; la fascia è ampliabile verso la città con la

trasformazione delle aree pubbliche prospicienti la spiaggia;

• Fascia per “attrezzature e servizi”: in cui è possibile collocare i manufatti a

servizio dello stabilimento (cabine, locali di servizio ed igienici, pubblici

esercizi…); i manufatti devono essere accorpati e la collocazione dovrà

ottemperare precise norme tecniche ed architettoniche (definite all’interno

delle presenti N.T.A.);

• Fascia per “ombreggio”: destinata alla funzione di base del turismo balneare,

cioè al soggiorno, in essa è possibile collocare solo le attrezzature stagionali a

servizio della specifica funzione;

• Fascia di “battigia”: destinata al libero passeggio, in essa non è ammessa la

collocazione di alcun materiale.

In ragione delle possibili modifiche della linea di battigia, si assume come variabile la profondità

della Zona di Spiaggia Attrezzabile per l’ombreggio.

Particolare attenzione alla scelta della vegetazione della fascia “filtro” andrà posta nei lotti 3 – 4 – 5

– 6, in quanto la fascia dunale da ricostruire e la relativa area di rispetto della stessa, poste nell’area

retrostante tali lotti e contigue alla passeggiata lungomare di nuova realizzazione, impongono il

rispetto delle norme relative alla salvaguardia delle dune stabilite dalla normativa in materia.

All’interno della fascia destinata ad attrezzature e servizi si dovrà comunque prevedere l’impianto

di vegetazione adatta a vivere in ambiente salmastro.

Possono essere impiantati solo manufatti di tipo D così come definiti dal P.R.D.U.A.M.

Le opere pubbliche possono essere realizzate da Enti Pubblici con caratteristiche di difficile

rimozione allorquando ciò sia richiesto per garantire una migliore stabilità e sicurezza. Le

caratteristiche della facile/difficile rimozione devono essere necessariamente comprovate con

perizia tecnica giurata.

I completamenti, gli ampliamenti e le ristrutturazioni di impianti e/o strutture esistenti saranno

effettuati nel rispetto della presente normativa e le relative domande dovranno essere corredate di

tutta la documentazione, grafica e non, necessaria per la verifica di compatibilità e la definizione

delle ulteriori eventuali opere che la rendono possibile.

Nelle aree demaniali e marittime ad uso turistico-ricreativo non sono ammesse attività estrattive,

escavazioni, sottrazioni di arena e naturali sedimenti, emungimenti, modifiche del regime idraulico,

realizzazioni di costruzioni con tipologia edilizia diversa da quelle che, per essere ammesse dal

presente Piano, siano state assentite e autorizzate dall’ Autorità Competente.

21


Nelle stesse aree sono invece ammesse piccole attività di ripiantamento e di manutenzione degli

arenili con sedimenti provenienti da zone di accumulo di arena o con materiali naturalmente

depositati in banchi di riva e altri materiali morfologicamente compatibili, semprechè tali attività, di

lieve entità e limitate all’arenile di competenza della concessione, siano previamente comunicate

all’autorità concedente ed essere nel rispetto della normativa reggente la materia.

Sono ammissibili servizi di deposito attrezzi per la manutenzione spiaggia purchè realizzati in uno

con il manufatto principale e con esso armonicamente connesso. E’ assolutamente vietata la

realizzazione di annessi precari.

Vanno salvaguardati e conservati gli alberi ed i sistemi vegetali originari eventualmente

integrandoli con essenze compatibili resistenti all’azione dei venti dominanti previo nulla osta

dell’Autorità Concedente.

E’ assolutamente esclusa la costruzione di edifici o villaggi turistici residenziali nelle aree regolate

dal presente Piano.

Le eventuali aree di parcheggio previste devono essere ricavate in appositi spazi, protetti e

possibilmente schermati con piantumazioni arboree ed inoltre opportunamente intervallati da spazi

di sosta pedonale tenuti a giardino.

Potranno essere realizzati lungo l’arenile percorsi obbligati con sistemazioni a terra di passerelle in

legno removibili e comunque ordinate e ben disposte.

13 Manufatti: Tipologie e rapporti metrico quantitativi

Il presente articolo stabilisce i rapporti metrico quantitativi e la tipologia dei manufatti da realizzare

sull’arenile per la realizzazione di qualsiasi nuovo intervento.

CONCESSIONI ORDINARIE C1

Per quanto attiene le caratteristiche degli stabilimenti balneari innanzitutto occorre distinguerli in

due categorie: stabilimenti a terra e a mare.

La tipologia degli stabilimenti, a terra o a mare, è legata alla larghezza dell’arenile che dovrà essere

accertata e asseverata dal tecnico progettista dell’opera. Ove tale larghezza sia superiore a 35 m si

dovrà applicare la tipologia a terra, ove risulti invece minore o uguale a 35 m potrà essere utilizzata

la tipologia a mare. Quest’ultima tipologia (stabilimento a mare) dovrà essere suffragata da

documentati studi geomarini che ne attestino la fattibilità nel pieno rispetto dell’ambiente e da

opportuni progetti riguardanti le soluzioni tecnologiche da adottare per gli allacci alla rete idrica e

fognante comunale.

Stabilimenti a terra:

Per gli stabilimenti è consentito un solo livello di utilizzo ferma restando la possibilità di

attrezzare l’eventuale terrazzo superiore praticabile con strutture di ombreggiamento anche

stabili munite di teli o materiali simili.

Non si rileva nel tratto di costa oggetto del presente piano un dislivello consistente tra

arenile e passeggiata, per cui gli stabilimenti possono essere tutti considerati appartenenti

alla tipologia a raso e saranno preferibilmente posizionati lateralmente, lungo la linea di

confine della concessione, al fine di garantire una maggiore apertura verso il mare del

contesto retrostante gli stabilimenti e in modo comunque da rispettare il piano

particolareggiato dei lotti di cui alle relative tavole (tav. 10abcd e 11).

La superficie degli stabilimenti balneari non potrà superare, per le parti cubabili, cioè

chiuse e chiudibili, i 150 mq (vedi definizione di cubabili);

22


La superficie coperta da strutture stabili di ombreggiamento potrà essere pari a 1/10

dell’area in concessione e comunque mai superiore a 300 mq.

Le strutture di ombreggiamento non possono essere chiuse per alcun motivo, pena il loro

computo come superficie cubabile.

L’altezza massima degli stabilimenti e di tutte le strutture facenti parte della concessione è

fissata in 3,50 m. dal piano di sistemazione. Per piano di sistemazione si intende l’arenile.

Per gli stabilimenti esistenti detto limite può essere superato in caso di ampliamento del

corpo principale dello stabilimento, regolarmente concesso alla data di pubblicazione delle

presenti norme, o di parti annesse allo stesso, per motivi di uniformità e continuità con la

preesistente struttura ed in ogni caso nel limite massimo di mt. 4,20 dal piano dell’arenile.

Gli stabilimenti devono essere realizzati su di un solo livello. La copertura superiore può

essere sistemata a terrazzo e sulla stessa possono essere posizionate anche strutture di

ombreggiamento stabili per un’altezza massima pari a m. 2,20 senza alcun tipo di chiusura

laterale tale da ostacolare la libera visuale. Tale prescrizione è valida anche per gli

stabilimenti esistenti.

I limiti di cui ai punti precedenti possono essere superati dagli stabilimenti balneari

esistenti già dotati di impianti di balneazione supplementare, conformi agli standard

previsti dal C.O.N.I. per consentire l’utilizzo degli stessi durante tutto l’anno.

Le cabine, utilizzate come spogliatoi attrezzate o meno con servizi igienici, dovranno

avere dimensione minima pari a 2 mq e massima pari a 4 mq netta in pianta e altezza

media pari a 2,40 m;

Il locale di primo soccorso dovrà avere altezza utile non inferiore a 2,7 m e superficie netta

in pianta di almeno 10 mq.

Ove le cabine, spogliatoi, docce, WC e simili, locale di pronto soccorso, in quanto servizi

di spiaggia autonomi, non facciano parte del corpo di fabbrica dello stabilimento, la loro

superficie complessiva non potrà eccedere i 100 mq.

In ogni caso la superficie di arenile occupata dalla totalità dei manufatti, quali

stabilimento, locali di primo soccorso, spogliatoi, docce, WC, camminamenti fissi,

piazzole, piste e pedane, aree a verde ed ogni altra area oggetto di sistemazione stabile non

potrà eccedere 1/3 dell’area in concessione.

Gli stabilimenti dovranno rispettare la normativa per l’eliminazione delle barriere

architettoniche di cui alla legge L.104/92, in modo da garantire la completa fruibilità

dell’opera da parte dei portatori di handicap.

I parapetti e le altre strutture di protezione dei terrazzi devono essere realizzati non in

muratura ma con ringhiere semplici e lineari, tali da non impedire la libera visuale, di

altezza non superiore a quanto previsto dalla legge e non coperti da insegne pubblicitarie e

simili.

Eventuali insegne pubblicitarie attinenti l’attività del concessionario devono essere

apposte sulle facciate del corpo centrale dello stabilimento solo se preventivamente

autorizzate.

Le insegne recanti la denominazione dello stabilimento devono essere apposte sulla

facciata dello stesso e/o sul portale al suo ingresso e, in quest’ultimo caso. Il materiale

utilizzato per queste ultime dovrà essere in legno:

- nel suo colore naturale per i montanti;

- in colori che ben si armonizzano all’ambiente marino per quanto concerne l’insegna

vera e propria bifrontale (lato strada/lato mare).

E’ consentita l’installazione di tecnologie e impianti finalizzati al risparmio energetico

(pannelli solari) esteticamente armonizzati con le strutture esistenti, acquisiti i pareri

previsti dalla vigente normativa.

23


Per le concessioni in essere è consentito procedere alla totale demolizione dei fabbricati

esistenti all’interno dello stabilimento. In tal caso il nuovo stabilimento andrà edificato nel

rispetto delle presenti norme rivolgendo particolare attenzione all’utilizzo di materiali e

tecnologie sostenibili conformemente all’art.12 del presente piano. La demolizione che

interessi il 60% dell’intero stabilimento è equiparata all’abbattimento totale. Si configura

come parziale demolizione un intervento che interessi non più del 60% dello stabilimento.

In caso di demolizione parziale si può ricostruire facendo salve le volumetrie acquisite.

Ove si proceda all’abbattimento totale di un singolo fabbricato presente all’interno della

concessione (che non sia il corpo centrale) lo stesso può essere ricostruito e dislocato nel

rispetto dei limiti massimi di altezza previsti dalle presenti norme, facendo salva la

superficie già acquisita in ordine allo stesso. Il concessionario può dislocare, all’interno

della propria concessione, i fabbricati già assentiti mantenendo comunque le loro unità

dimensionali.

Stabilimenti a mare:

Gli stabilimenti, ad un livello, dovranno essere realizzati con strutture rigorosamente

lignee per quanto attiene impalcato, passerella e strutture in elevazione in genere, con

elementi assemblati per mezzo di piastre. Per la struttura di supporto in acqua è ammesso

l’uso di pali in legno o profilato di acciaio debitamente trattato.

Gli stabilimenti, compresa la passerella di accesso, dovranno rispettare la normativa per

l’eliminazione delle barriere architettoniche L.104/92 in modo da garantire la completa

fruibilità da parte dei portatori di handicap. La passerella inoltre dovrà essere disposta in

modo tale da non costituire ostacolo sull’arenile lasciando libera la fascia di battigia.

L’impalcato sopra mare potrà avere una superficie massima di 350 mq di cui 150 mq

massimo potranno essere coperti a dovrà essere posto sul livello del mare ad un’altezza

pari a 2,50 m.

L’altezza max degli stabilimenti, è fissata in 3,50 m misurata dal piano dell’impalcato.

Le cabine, utilizzate come spogliatoi attrezzate o meno con servizi igienici, dovranno

avere dimensione minima pari a 2 mq e massima pari a 4 mq netta in pianta e altezza

media pari a 2,40 m;

Il locale di primo soccorso dovrà avere altezza utile non inferiore a 2,7 m e superficie netta

in pianta di almeno 10 mq.

Ove le cabine, spogliatoi, docce, WC e simili, locale di pronto soccorso, in quanto servizi

di spiaggia autonomi, non facciano parte del corpo di fabbrica dello stabilimento, la loro

superficie complessiva non potrà eccedere i 100 mq.

Le cabine, i servizi igienici, le docce ed il locale di primo soccorso non potranno essere

disposti a mare.

In ogni caso la superficie di arenile occupata dalla totalità dei manufatti, quali

stabilimento, locali di primo soccorso, spogliatoi, docce, WC, camminamenti fissi,

piazzole, piste e pedane, aree a verde ed ogni altra area oggetto di sistemazione stabile non

potrà eccedere 1/3 dell’area in concessione.

Ove a seguito di ripascimento uno stabilimento a mare dovesse risultare posizionato in

secca sull’arenile, il concessionario avrà cura di smontare l’impianto delle palafitte, della

piattaforma e di tutto quello che costituiva lo stabilimento a mare e realizzare ex novo uno

stabilimento a terra, uniformandosi ai canoni del P.R.U.A.

Resta inteso che qualunque sia la tipologia adottata le spese per gli allacci di tutti i servizi necessari

dagli stabilimenti sono a carico del concessionario fino al raggiungimento delle reti comunali.

Deve essere garantita la visuale verso il mare sia dai percorsi pedonali che da quelli viari su tutta

l’area demaniale. La barriera visiva, costituita da volumi e superfici accessorie coperte, non può

essere estesa per tutto il fronte concesso ma sarà ammessa al massimo per il 30 % dello stesso.

24


CONCESSIONI SPECIALI C2

Su tali aree è prevista la sola posa ombrelloni, sedie, sdraio , semplici attrezzature di spiaggia, docce

oltrechè WC e locale Pronto Soccorso. Questi ultimi tre manufatti non possono superare una

superficie massima in pianta di 30 mq.

Si precisa che, qualora l’area non sia servita dalla rete fognante sarà consentita solo l’installazione

di bagni di tipo chimico.

Trattandosi di concessioni ubicate sempre in prossimità di elementi naturali da salvaguardare (dune,

macchia mediterranea, pineta ecc.) le strutture consentite dovranno essere costruite esclusivamente

in legno con processi costruttivi e finiture adeguati al contesto naturalistico in cui vanno installate.

SPIAGGE LIBERE A1

Su tali aree, non servite da stabilimenti balneari, possono essere consentite solo strutture di legno

fino ad una superficie massima di 30 mq, utilizzate per servizi igienici gratuiti, servizi di vigilanza e

di primo soccorso. Si precisa che, qualora l’area non sia servita dalla rete fognante sarà consentita

solo l’installazione di bagni di tipo chimico.Tali eventuali strutture dovranno essere preferibilmente

collocate nella prima zona utile più distante dal mare o a ridosso dell’eventuale fascia arborata

sempre nel rispetto dei limiti imposti dal P.T.A.V.V.A.. L’installazione di tali strutture è soggetta al

rilascio di concessione demaniale marittima che verrà rilasciata dal Servizio Demanio Marittimo

della Regione Molise all’Amministrazione Comunale. Sarà cura dell’Amministrazione Comunale

provvedere alla pulizia dell’area nonché ad assicurare il servizio di salvataggio sulle stesse o, in

mancanza, ad apporre idonea cartellonistica informativa e monitoria. Tali strutture dovranno

rispettare la tipologia indicata, in ogni caso dovranno essere decorose, rispettose dell’ambiente

circostante e armonicamente inserite in esso.

Su tali aree possono essere, altresì, realizzate anche strutture in legno, di dimensione in pianta di

3x3 m, utilizzabili dietro autorizzazione (senza oneri finanziari), da parte dei Comuni, della Guardia

Costiera e di Enti Pubblici o assimilabili:

per la rimessa degli attrezzi per la pulizia della spiaggia;

per la creazione di punti di vigilanza per la polizia urbana e costiera per la

sorveglianza ed il salvataggio;

per la creazione di punti di osservazione naturalistica e di godimento della natura

(norme P.T.P.A.A.V.art. 34 punto 6 lettera f (costruzione di capanni per le

osservazioni naturalistiche)

punti di informazione turistica ed alberghiera collegati telematicamente in

L.A.N.(Comuni).

SPIAGGE LIBERE ATTREZZATE A2

In queste aree devono essere garantiti servizi minimi gratuiti quali la pulizia, il salvamento, i servizi

igienici, la sorveglianza e il primo soccorso a mezzo di strutture stabili fino ad una superficie

massima di 30 mq utilizzabili per la mescita e la ristorazione al banco. Le strutture devono essere

collocate nella prima zona utile pìù distante dal mare o a ridosso dell’eventuale fascia arborata

sempre nel rispetto del contesto naturalistico in cui si inseriscono.

Trattandosi di concessioni ubicate in prossimità di elementi naturali da salvaguardare (dune,

macchia mediterranea, pineta ecc.) le strutture consentite dovranno essere costruite esclusivamente

in legno con processi costruttivi e finiture adeguati al contesto naturalistico in cui vanno installate.

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AREE DI RICREAZIONE D

D1: all’interno di questo lotto utilizzabile per gli sport acquatici è consentita la realizzazione

strutture stabili fino ad una superficie massima di 30 mq;

D2: Per ogni lotto individuato all’interno dell’area D2, in fase di progettazione specifica

propedeutica all’emanazione del bando di assegnazione, l’estensione massima dei manufatti non

potrà comunque eccedere i 20 mq di superficie coperta.

D3: all’interno di questo lotto utilizzabile per rimessaggio e noleggio di piccoli natanti da diporto,

sport nautici e sport acquatici è consentita la realizzazione strutture stabili fino ad una superficie

massima di 60 mq;

14 Processi costruttivi, materiali e finiture utilizzabili

Processi costruttivi

Sono utilizzabili processi costruttivi e materiali, anche innovativi, che rispondano a due essenziali

requisiti:

- amovibilità (facile rimozione)

- sostenibilità ambientale (efficienza energetica, riduzione dei consumi, riduzione

dell’inquinamento)

Per tutti gli interventi va assicurata pertanto l’assoluta smontabilità delle strutture per cui non

saranno ammessi giunti che per essere disciolti dovessero richiedere pesanti azioni di demolizione e

l’uso di attrezzi demolitori ingombranti e rumorosi. Saranno predilette le giunzioni a mezzo di

piastre, bulloni, viti e chiodi. Le giunzioni potranno essere ricoperte per dare luogo alle superfici

orizzontali e verticali in progetto, ma tali risarciture dovranno essere realizzate in modo tale da

rendere scoperta l’area di giunzione senza azioni di pesante demolizione onde favorire la

manutenzione del giunto ed eventualmente il suo disassemblaggio. La realizzazione della

sistemazione dell’area di sedime dei fabbricati e lo scavo dei bulbi per l’alloggiamento delle opere

di fondazione dovranno essere effettuati col minor movimento di materie possibile e dovrà essere

curato a fine lavori il ripristino dell’area circostante e l’asportazione di ogni residuo di cantiere.

Dovranno essere preferiti materiali naturali ed ecologici e sistemi costruttivi che coniughino

l’innovazione tecnologica con l’eco-efficienza con un alto risparmio energetico e basso livello di

inquinamento.

Materiali e finiture

Secondo quanto prescritto dal P.R.U.A.D.M. (art. 16 ) premesso che tutte le strutture devono essere

amovibili e gli eventuali pali sfilabili, si ipotizzano le seguenti tipologie:

strutture fondali:

• travi prefabbricate su pali in cls centrifugati, getti ed armature di completamento;

• travi di profilati di acciaio con trattamenti anticorrosione, su pali di legno forte o acciaio

infissi nella sabbia.

Strutture portanti verticali:

• pilastri in profilato HE trattati e preverniciati fissati alla base ed in sommità con piastre

imbullonate, eventualmente rivestiti in legno lamellare trattato ignifugo, preimpregnato e

verniciato;

• pilastri in legno lamellare fissati alla base ed in sommità con piastre e ferramenta in

acciaio zincato e tropicalizzato e bulloneria in acciaio inox ad alta resistenza; in

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alternativa per i locali umidi quali docce e WC cellule prefabbricate in c.a.v. retinato o

similari;

• pareti setto in c.a. sia ordinario che alleggerito fissate alle altre strutture con tenoni,

staffe ed attacchi a baionetta, risarciti con malte siliconiche e feltri di compenso.

Pareti divisorie:

• in sandwich di cartongesso retinato con interposizione di telaio in lamierino zincato da

6-8 d.mi

• sandwich c.s. ma col tegumento esterno in legno preverniciato;

• ogni altro sistema prefabbricato valido da porre in opera con giunti sistematicamente

rigidi ma facilmente smontabili.

Pareti esterne:

• come per le pareti divisorie ma di maggior spessore (10-16 cm) con interposizione di

isolante stirene ad alta densità;

• nel caso di tegumento ligneo va fatto trattamento antimuffa, ignifugo e impregnatura

profonda con impregnante positivo.

• sandwich c.s., ma con pannelli di fibra naturale mineralizzata, finiti al vinile e laccati

con tinte pastello semi-matt.

• ogni altro sistema prefabbricato valido da porre in opera con giunti sistematicamente

rigidi ma facilmente smontabili.

Coperture:

• per cabine e spogliatoi, pannelli in legno tamburato, tavolato in legno a falda, con

superiore tavolato scalettato ed interposta guaina impermeabilizzante oppure con

superiore strato di coppi alla romana; in alternativa al tavolato può utilizzarsi l’onduline

sotto coppo e un semplice frontalino di legno;

• per i prefabbricati copertura come per cabine e spogliatoi oppure in tegoloni di c.a.

normale o alleggerito e sovrastante pavimento a terrazzo nei materiali consentiti.

Orizzontamenti a terra:

la quota del pavimento rispetto all’arenile circostante non potrà eccedere 50 cm. Per

l’accesso si dovrà provvedere con scale o rampe a norma per portatori di handicap. La

struttura della piattaforma sarà realizzata da tegoli cementizi prefabbricati posti a secco

poggianti sulle travi di fondazione o direttamente a terra oppure con la realizzazione di

una piattaforma in legno. Per le pavimentazioni sono consentiti pavimenti in ceramica o

cotto o moduli cementizi colorati (betonelle o similari) posti a secco o con sistemi

facilmente rimovibili. Sono vietati massetti e battuti cementizi, armati e non.

Infissi:

sarà consentito utilizzare come materiali legno naturale o verniciato e profilati di

duralluminio preverniciato. La tipologia è libera in genere ma vanno esclusi gli infissi a

sporgere nelle zone interessate dal transito delle persone.

Scarichi:

gli scarichi provenienti da servizi igienici, docce, cucine o altro dovranno essere

convogliati nella fognatura comunale, se esistente, anche per mezzo di impianti di

sollevamento ove le condizioni altimetriche lo imponessero. In caso di mancanza di

fogna comunale, le acque provenienti da siffatti scarichi dovranno essere convogliate in

apposito impianto di depurazione idoneo oppure in fosse settiche stagne con uno o più

pozzi di decantazione secondo la normativa vigente. Quanto previsto al riguardo dovrà

essere adeguatamente contemplato nel progetto per la realizzazione dello stabilimento e

sarà valutato ai fini del rilascio della permesso dai competenti organi sanitari.

Recinzioni:

le intere aree oggetto di concessione non potranno essere recintate con recinti di nessun

tipo né delimitate con corde o altro per non costituire pericolo per la pubblica

incolumità. Potranno essere segnalati i limiti di concessione con picchetti o paletti di

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forma, materiale e dimensioni tali da non costituire pericolo. È ammessa invece la

recinzione degli stabilimenti o parti di esso purché realizzate mediante staccionate in

legno semplicemente infisse nel terreno e per altezze non superiori a m. 1,00, in ogni

caso tali staccionate dovranno essere di estensione limitata e perimetrare solo lo

stabilimento.

15 Eliminazione delle barriere architettoniche

La sistemazione dell’arenile concesso per la realizzazione di stabilimenti balneari e per le aree

attrezzate di servizi, deve garantire, ai sensi dell’art. 23 comma 3 della legge n. 104/92, la

visitabilità degli impianti realizzati ai sensi del D.M. LL.PP. n. 236/89 di attuazione della L. n.

13/89, e l’effettiva possibilità di accesso al mare da parte di coloro che, per qualsiasi causa, abbiano

la ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale in forma permanente o temporanea.

Per l’accesso all’arenile, indipendentemente dalla presenza di passaggi pubblici, attrezzati e non, i

concessionari sono obbligati a garantire il libero transito ai portatori di handicap attraverso le

concessioni demaniali marittime e comunali rilasciate per l’uso dell’arenile e per l’esercizio delle

attività balneari senza alcuna discriminazione tra utenti.

L’ordinanza di balneazione detta annualmente le modalità più opportune per garantire il passaggio

obbligato di cui al secondo comma del presente articolo.

16 Opere di urbanizzazione

Le seguenti opere, con i relativi allacciamenti, necessari a garantire il concreto esercizio,

configurano il quadro delle opere di urbanizzazione afferenti la sistemazione dell’arenile:

a. Aree di verde attrezzato;

b. Piazze e percorsi pedonali e ciclabili;

c. Viabilità carrabile;

d. Parcheggi pubblici;

Il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione, in particolare per quanto concerne la rete dei

percorsi pedonali e ciclabili, dovrà assicurare adeguata omogeneità delle soluzione tipologiche,

dimensionali e formali per tratti organici di consistente ampiezza.

Il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione dovrà in ogni caso risultare conforme alle

disposizioni normative per l’eliminazione delle barriere architettoniche (D.M. 236/89, L. 104/92,

D.P.R. 503/96 e s.m.i.).

Le opere di urbanizzazione, eventualmente contenute o individuate negli elaborati grafici del

presente strumento, hanno un valore indicativo; esse potranno quindi essere riprese, modificate ed

adeguate in sede di progetto esecutivo delle stesse.

17 Gestione eco-compatibile degli stabilimenti balneari

Nell’ottica di una migliore gestione ambientale delle proprie attività e servizi l’Amministrazione

Comunale auspica la realizzazione di stabilimenti balneari eco-compatibili al fine di perseguire uno

sviluppo sostenibile del turismo che consenta di preservare l’ecosistema e permetta ai gestori degli

stabilimenti di realizzare consistenti risparmi di spesa (attraverso la diminuzione dei costi di

gestione) e, nel contempo, di rispettare l’ambiente.

La gestione eco-compatibile degli stabilimenti balneari può essere attuata tramite due differenti ma,

preferibilmente, contestuali strumenti di azione:

a. il risparmio delle risorse idriche ed energetiche che si realizza intervenendo sugli

elementi strutturali degli stabilimenti al fine di diminuire i consumi:

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• attraverso l’installazione in tutte le docce di riduttori di flusso che consentono di

abbattere i consumi nella misura di almeno il 50%;

• mediante la divulgazione di materiale propagandistico che informi i turisti degli

strumenti adottati nell’impianto per la riduzione dei consumi idrici e, al

contempo, che li inviti ad un uso più parsimonioso del bene acqua;

• attraverso l’organizzazione di attività ludiche dedicate ai bambini finalizzate a far

loro comprendere che l’acqua è un bene prezioso e non può essere sprecato;

• attraverso il recupero delle acque grigie provenienti dalle docce ed il loro

riutilizzo, dopo idonea decantazione e filtrazione, in un impianto parallelo a

quello principale che alimenti gli scarichi dei water-closet e gli impianti di

irrigazione;

• attraverso l’introduzione di pannelli solari-termici utilizzabili per riscaldare

l’acqua destinata ai servizi igienici e alle docce;

• attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia

elettrica con la quale integrare quella fornita dalla rete;

• attraverso il contenimento dei consumi mediante l’uso di temporizzatori,

dispositivi elettrici a basso consumo, ecc.

b. l’utilizzo di tecnologie innovative e sostenibili relativamente alle modalità di

gestione ed i servizi supplementari da offrire alla clientela:

• raccolta differenziata delle tipologie di rifiuti più frequentemente prodotte in

spiaggia, quali carta, plastica, pile, vetro, lattine, ecc. con la creazione di isole

ecologiche costituite da piccoli bidoni colorati su cui evidenziare il tipo di rifiuto

che può essere immesso. La creazione di tali isole va concordata con l’azienda

che provvede alla raccolta dei rifiuti. In ogni caso i turisti andranno esortati ad

effettuare la raccolta differenziata mediante adeguate forme di sensibilizzazione.

• creazione di info-point ove reperire i dati sulla qualità delle acque di balneazione

nonché informazioni sulle condizioni meteorologiche della zona,

sull’irraggiamento solare e sui consigli per l’esposizione al sole tali da indurre gli

utenti della spiaggia a tenere comportamenti più corretti sia per l’ambiente che

per la propria salute.

• Educazione ambientale mediante l’introduzione di percorsi “vita sostenibile” con

giochi didattici che aiutino a capire, fin dalla tenera età, l’importanza sulla

dinamica dell’erosione costiera e sulla qualità delle acque.

I gestori degli stabilimenti balneari che intendono adeguarsi al piano sono pertanto tenuti a

modificare gli aspetti strutturali ed organizzativi degli impianti gestiti, ponendo in essere gli

accorgimenti tecnici e gestionali sopra descritti.

18 Vigilanza sulle aree demaniali marittime

Ferme restando le funzioni di Polizia Marittima disciplinate dal Codice della Navigazione e dal

relativo Regolamento di attuazione, le funzioni di vigilanza sull’uso delle aree del Demanio

Marittimo destinato ad uso turistico ricreativo sono esercitate dall’Amministrazione comunale per

mezzo dei propri organi competenti.

Il Comando Polizia Municipale ha la competenza e l’obbligo di effettuare sopralluoghi e controlli

sulle aree in concessione e sull’arenile demaniale marittimo e comunale in genere sia di propria

iniziativa che a richiesta degli uffici interessati.

In casi di particolare gravità e di recidiva nelle violazioni delle norme sull’esercizio delle

concessioni demaniali marittime o di altre disposizioni riguardanti limitazioni alle attività degli

operatori sul Demanio marittimo e/o sull’arenile comunale, gli organi comunali competenti

adottano rispettivamente i provvedimenti di decadenza dalla concessione medesima.

29


Il Comune, qualora accerti che sulle aree demaniali marittime in concessione sono state eseguite

opere non autorizzate o accerti che le aree stesse siano utilizzate senza titolo o in difformità dal

titolo concessorio, adotta i provvedimenti previsti dalla vigente normativa.

30


19 NORME RELATIVE ALLE MACRO-AREE

Macro-area 1: zona nord Fiume Biferno – lido Mambo Bar

Complessivamente il fronte mare di quest’area è di circa 1850 m, che sono così ripartiti:

MACRO-AREA 1

COD

DESCRIZIONE

FRONTE

MARE

NOTE

A1 aree libere \

A2 spiagge libere attrezzate \

fasce di rispetto

B

(DPCM 21/12/1995 /art. 23 PTPAAV)

300 m

C1 concessioni ordinarie \

C2 concessioni speciali \

Foce fiume

Biferno

D aree di ricreazione 95 m D1

E aree di ristrutturazione

1750 m

Esterna

all’ambito di

applicazione

PSC

\ Interna al PSC

F aree di interesse pubblico 5 m

Accesso a

mare

L’area ha un grande valore naturalistico, risulta caratterizzata da elementi naturali di rilevante

interesse: Foce del Fiume Biferno e Laghetti salmastri. Il PTPAAV prescrive per quest’area

interventi di ricostruzione e potenziamento della vegetazione tipica dunale ed endemica, nonché

rimboschimento con specie autoctone (art. 34 punto 6 lett. a e b del P.T.P.A.A.V.). Viene prescritto

inoltre di salvaguardare le dune e la loro flora e fauna endemica anche con piantumazione di nuove

essenze reperite in zone limitrofe. Sono ammessi punti di osservazione naturalistica secondo quanto

previsto dall’art. 34 p.6 lett. F del P.T.P.A.A.V..

La macro area ricade inoltre nel sito SIC 7222216, individuato anche come Zona a Protezione

Speciale (ZPS) e risulta pertanto assoggettata alle prescrizioni dettate dalla vigente normativa in

materia (D.M. 03/04/2000, DPR 357/1997, DPR 120/2003 e s.m.i.).

Vista la forte presenza sull’area di dune vanno attuati progetti volti a salvaguardare le dune e la loro

flora e fauna endemica anche con piantumazione di nuove essenze reperite in zone limitrofe e a

realizzare punti di osservazione naturalistica secondo quanto previsto dall’art. 34 p.6 lett. F del

P.T.P.A.A.V..

All’estremità della macro-area, a nord del lido Mambo Bar, è presente una zona D (D1), così come

definita dal P.R.D.U.A.M., essa è destinata ad attività ricreative (sport acquatici senza l’uso di

mezzi a motore: vela, surf, windsurf, ecc..).

Le previsioni del presente piano su questa macroarea sono direttamente attuabili, infatti la zona D1

suddetta può essere immediatamente concessa in quanto direttamente accessibile anche come

accesso carrabile.

31


Macro-area 2: zona centrale lido Mambo Bar – Canale Due Miglia

All’interno di questa macro-area ricadono anche alcune zone F, così come definite dal

P.R.D.U.A.M., in particolare:

- il tratto di lungomare di nuova realizzazione,

- il tracciato del lungomare in previsione,

- un passaggio pubblico più largo dei 5 m previsti per i nuovi accessi al mare situato alle

spalle del Lido Rosa dei Venti;

- un passaggio pubblico, più largo dei 5 m previsti per i nuovi accessi al mare, situato tra il

lido Toschi e il lido Conchiglia Azzurra; in questa previsione è compreso anche il

disegno dell’area antistante attualmente destinata a parcheggio pubblico;

- un parcheggio nei pressi del lido Lucio;

- i nuovi accessi al mare dal n. 1 al n. 20 compresa la modifica dell’accesso esistente “s”

in prossimità del Vallone Due Miglia (vedi tav. 12).

L’attuazione del piano dovrà procedere quindi con la realizzazione di tali progetti anche in

considerazione del fatto che i nuovi accessi sono necessari per l’utilizzazione dei nuovi lotti da dare

in concessione.

Complessivamente il fronte mare di questa macro-area è di circa 3000 m così ripartiti:

MACRO-AREA 2

COD

DESCRIZIONE

FRONTE

MARE

NOTE

A1 aree libere 831 m

A2 spiagge libere attrezzate \

B fasce di rispetto (art. 23 PTPAAV) 50 m

Canale Due

Miglia

C1 concessioni ordinarie 1730

C2 concessioni speciali 110 m C2 lotti 1 e 2

D2

Area priva di

425 m fronte mare

D aree di ricreazione

(retrostante i

lotti)

42 m D3

E aree di ristrutturazione

\

Esterna

all’ambito di

applicazione

PSC

\ Interna al PSC

F aree di interesse pubblico

Lungomare realizzato e

lungomare in fase di previsione

Passaggi pubblici dietro Rosa

dei Venti e tra Lido Toschi e

Conchiglia Azzurra

170 m

Accessi al

mare

32


L’ area destinata a ricreazione denominata area D2 posta a sud del lido Mare Chiaro retrostante i

nuovi lotti per concessioni C1 (lotti 3-4-5-6), adiacente al lungomare di nuova realizzazione, è

direttamente attuabile in quanto servita da accessi esistenti; essa è destinata ad attività ricreative e

per il riposo: all’interno di essa, fatti salvi i necessari percorsi pedonali, sono posizionabili chioschi

per la vendita di prodotti di artigianato ecc..(massimo 20 mq cadauno), giostre e giochi per bambini;

tale area è a ridosso di una duna da assoggettare a ristrutturazione (vedi prescrizioni autorizzazione

n. 4173 Reg. Molise Servizio Beni Ambientali), pertanto le strutture andranno realizzate con

l’utilizzo di materiali e tecnologie che non arrechino alcun danno alla duna suddetta.

Per quanto attiene l’area D3 a nord del Canale Due Miglia destinata ad attività ricreative (sport

acquatici senza l’uso di mezzi a motore: vela, surf, windsurf, ecc..) e/o ad attività connesse con la

nautica (noleggio, rimessaggio di piccoli natanti, sport nautici con mezzi a motore) occorrerà

provvedere prima alla modifica dell’accesso esistente “s” per consentire il ripristino della duna

esistente fortemente degradata.

Le nuove concessioni di tipo ordinario C1 previste dal presente Piano sono le seguenti:

- lotto 1: area compresa tra il lido La Playa ed il lido Oasi, con un fronte mare di 43.50 m;

- lotto 2: area compresa tra il lido Oasi ed il lido Toschi, avente un fronte mare di 50 m;

- lotti 3 – 4 – 5 - 6: area a sud del lido Mare Chiaro, aventi fronte mare 40 mt;

- lotti 7 – 8 – 9 –10 - 11: area a nord del lido Ritz, aventi fronte mare rispettivamente di 60

m, 50 m, 40m, 45m.

Le nuove concessioni di tipo speciale C2 previste dal presente Piano sono i lotti 1 e 2, nell’area a

sud del lido Mambo Bar, aventi un fronte mare di 55 m. Tra i nuovi lotti da dare in concessione

sono previsti accessi al mare di larghezza pari a 5 m, ove ciò risulti possibile sono previsti nuovi

accessi a mare anche a ridosso di stabilimenti esistenti (vedi tav. 7b - 9 –10 - 12). Sarà facoltà

dell’Amministrazione competente, alla scadenza delle concessioni attualmente esistenti, provvedere

a realizzare nuovi accessi al mare pubblici tra le stesse mediante (larghezza 5 m) mediante la

riduzione delle aree in concessione.

Andranno inoltre attivati opportuni progetti sulla ricostruzione delle dune con stato di

conservazione insufficiente o in degrado totale (vedi tav. 8).

Macro-area 3: zona Porto Turistico – Happy Family

L’area è fortemente condizionata dalla presenza del Canale Due Miglia e del Porto Turistico.

Nei tratti a nord e a sud di questi elementi è prevista una fascia di rispetto (zona B) che, per quanto

riguarda il Canale Due Miglia, è di 50 m come previsto dall’art. 23 del P.T.P.A.A.V., mentre nel

caso del Porto, si estende dal Canale Due Miglia fino al terzo pennello in direzione sud: 1000 m –

Zona Portuale, tale area resta assoggettata alla specifica normativa vigente in materia.

L’area ricade in zona A 2 N 1 (fasce litoranee fortemente caratterizzate per elementi naturali) del

P.T.P.A.A.V. che prevede che al suo interno siano effettuati interventi di ricostruzione e

potenziamento della vegetazione tipica dunale ed endemica, nonché rimboschimento con specie

autoctone (art. 34 punto 6 lett. a e b del P.T.P.A.A.V.). Sono ammessi punti di osservazione

naturalistica e di godimento della natura (art. 34 punto 6 lett. f del P.T.P.A.A.V.). Restano valide le

prescrizioni riguardanti il rispetto della pineta, delle dune e di flora e fauna endemiche.

La macro area ricade inoltre nel sito SIC 7222217 e risulta pertanto assoggettata alle prescrizioni

dettate dalla vigente normativa in materia (D.M. 03/04/2000, DPR 357/1997, DPR 120/2003 e

s.m.i.).

L’attuabilità delle previsioni su quest’area è subordinata alla realizzazione dei nuovi accessi a mare

ed alla riapertura di quelli esistenti che nel tempo sono stati ostruiti dalla vegetazione o da

recinzioni effettuate dai proprietari dei terreni retrostanti le aree demaniali (vedi tav. 7b); in

particolare:

- accesso “t”

- accesso “u”

33


- accesso “v”

- accesso “w”

Complessivamente il fronte mare di quest’area è di circa 2600 m così ripartiti:

MACRO-AREA 3

COD

DESCRIZIONE

FRONTE

MARE

NOTE

A1 aree libere 150 m

A2 spiagge libere attrezzate \

B fasce di rispetto 1000 m Porto Turistico

C1 concessioni ordinarie 70 m

C2 concessioni speciali 320 m C2 lotti 3 - 6

D aree di ricreazione \

E

aree di ristrutturazione

F aree di interesse pubblico 35 m

Esterna

all’ambito di

\

applicazione

PSC

1007 Interna al PSC

Accessi al

mare

Nelle aree utilizzate dai campeggi a sud del Porto Turistico esiste la necessità di avere accessi liberi

all’arenile anche per poter rendere operativi i 4 lotti C2 previsti nell’area demaniale antistante tali

attività.

Infine nell’ottica della prevenzione degli incendi si suggerisce l’apertura di due nuovi accessi a sud

della struttura della “ex-colonia” che svolgano anche la funzione di piste tagliafuoco. Inoltre è

previsto un percorso a ridosso della pineta che colleghi i due accessi al mare posti all’estremità della

zona destinata ai lotti C2 affinchè gli stessi possano essere serviti all’occorrenza dai mezzi di

soccorso (vedi tav. 12).

All’interno della macro-area sono delimitate due zone E che, per essere caratterizzate da una forte

erosione, necessitano di interventi di ristrutturazione da attuarsi nel rispetto delle norme di cui

sopra.

Macro Area 4: zona Happy Family – foce Saccione.

Si tratta di un’area in cui è molto forte la presenza di elementi naturalistici di valore elevato, essa

ricade all’interno della zona A 2 N 1 (fasce litoranee fortemente caratterizzate per elementi naturali)

del P.T.P.A.A.V., che individua anche elementi sparsi di valore: schede 1 – 11 dell’allegato A.

Sono ammessi punti di osservazione naturalistica e di godimento della natura (art. 34 punto 6 lett. f

del P.T.P.A.A.V.).

La macro area ricade inoltre nel sito SIC 7222217 e risulta pertanto assoggettata alle prescrizioni

dettate dalla vigente normativa in materia (D.M. 03/04/2000, DPR 357/1997, DPR 120/2003 e

s.m.i.).

34


L’utilizzo dell’area per i fini previsti dal PSC è subordinato pertanto ad alcune condizioni

essenziali:

- rispetto della fascia dunale suddetta, in adempimento a quanto prescritto dal

P.T.P.A.A.V.(art. 20 “DUNE DELLE FASCIA COSTIERA: tutti gli usi in queste aree

sono incompatibili e si fa divieto di qualunque intervento di modificazione dello stato dei

luoghi e della vegetazione”), in relazione alle caratteristiche eccezionali della stessa

anche in ragione dell’adesione da parte del Comune di Campomarino al progetto Life-

Maestrale che promuove la valorizzazione e la fruizione dei siti SIC della costa

molisana;

- eventuale raggiungimento di una profondità dell’arenile di almeno 35 m;

- realizzazione di opportuni accessi mediante attraversamento ferrovia.

E’ stata individuata una zona di ristrutturazione di circa 770 m, da considerarsi ESTERNA

all’ambito di applicazione del PSC, in quanto in essa la spiaggia, pur rientrando tra le aree

demaniali marittime così come definite dal Codice della Navigazione (e quindi appartenente DI

FATTO al Demanio Marittimo), ricade oggi su proprietà private.

La zona B – fascia di rispetto di 300 m è stata individuata ai sensi del DPCM 21/12/1995, inoltre la

stessa coincide in parte con quanto previsto dal P.T.P.A.A.V. (fascia di rispetto in prossimità dei

fiumi pari a 150 m).

Il fronte mare della macro-area è di circa 3600 m così ripartiti:

MACRO-AREA 4

COD

DESCRIZIONE

FRONTE

MARE

NOTE

A1 aree libere 1619 m

A2 spiagge libere attrezzate 160 m

fasce di rispetto

B

(DPCM 21/12/1995 /art. 23 PTPAAV)

300 m

Torrente

Saccione

C1 concessioni ordinarie /

C2 concessioni speciali 150 m (futura espansione)

D aree di ricreazione /

E aree di ristrutturazione

770 m

Esterna

all’ambito di

applicazione

PSC

605 m Interna al PSC

F aree di interesse pubblico 15 m

Accessi al

mare

All’interno della macro-area è presente un’area, di circa 600 m, a cui non risulta possibile attribuire

una destinazione d’uso allo stato attuale, a causa dei consistenti fenomeni erosivi che hanno ridotto

35


considerevolmente la profondità dell’arenile (a nord del Rio Salzo), pertanto la stessa è stata

individuata come area di ristrutturazione E secondo la definizione data dal P.R.D.U.A.M..

In questa macro-area sono inoltre previsti n. 2 lotti di tipo A/2 il cui fronte mare consentito è di

circa 80 m. Per tali lotti eventuali camminamenti di accesso e le opere consentite dovranno essere

realizzati rispettando la pineta, le dune, la fauna e la flora endemiche; laddove mancassero è

raccomandata la piantumazione di specie endemiche prelevate, con i dovuti accorgimenti, da aree

attigue più floride (mediante appositi progetti approvati dalle autorità competenti).

Attualmente sono presenti solo due accessi a questa Macro-area: uno nei pressi del Rio Salzo,

mediante sottopasso alla ferrovia, e l’altro in prossimità del Fiume Saccione. Tuttavia questo

accesso non possiede i requisiti di sicurezza necessari a garantire la pubblica e privata incolumità,

pertanto l’utilizzazione dell’arenile (aree libere A1 e spiagge attrezzate A2) è subordinata alla

realizzazione di un ulteriore sottopasso alla ferrovia, peraltro già oggetto di Protocollo di Intesa tra

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Regione Molise,

Comune di Campomarino, Ferrovie dello Stato. Si precisa che le progressive di tale sottopasso non

sono state definite e dovranno comunque essere oggetto di atto successivo.

36


20 MODALITA’ ATTUATIVE DEL PSC

LOTTI DI INTERVENTO

Dei lotti previsti in progetto solo i lotti destinati alle aree D sono immediatamente utilizzabili per i

fini a cui sono destinati, tutti gli altri lotti previsti dalla zonizzazione sono subordinati alla

realizzazione dei relativi accessi al mare.

ACCESSI A MARE

Alcuni dei nuovi accessi previsti in progetto non sono direttamente connessi alla viabilità urbana

pertanto la loro realizzazione è strettamente subordinata a quella di altri accessi sempre in progetto;

in particolare:

- l’accesso 12-13-14 è subordinato alla realizzazione dell’accesso 15-16-17 in quanto

quest’ultimo è collegato tramite l’accesso esistente “q” alla viabilità urbana;

- l’accesso 21 nord e sud è subordinato alla realizzazione degli accessi 22-23 nord e sud

connessi all’accesso esistente “x” che è collegato alla viabilità urbana;

L’accesso 25 potrà essere reso carrabile solo nel tratto che attraversa la pineta poiché dopo la

presenza della duna e il rispetto della stessa non rendono possibile realizzare un percorso con

carrabile.

Inoltre risultano essere carrabili soltanto alcuni accessi:

- esistenti: b, c, e, f, q, r, s, x, xy e xz fino a sotto il ponte della ferrovia;

- di progetto: 2, 6, 24

pertanto sarà opportuno segnalarli adeguatamente al fine di programmare coerentemente le

operazioni di pulizia dell’arenile e indirizzare opportunamente gli eventuali mezzi di soccorso.

DUNE

Laddove siano presenti dune (vedi tav. 8), nel rispetto di quanto previsto dal P.T.P.A.A.V. e della

citata normativa relativa ai siti SIC e ZPS, gli interventi dovranno rispettare anche le seguenti

condizioni:

- eventuali stabilimenti balneari previsti in arenili interessati da dune, dovranno essere

posti ad una distanza non inferiore a m 15 dal piede della duna stessa.

- eventuali piste di accesso agli stabilimenti, pedonali e/o di servizio, da realizzarsi da

parte del Comune con un organico progetto, dovranno assecondare planoaltimetricamente

il sistema dunistico ed essere realizzate con tipologia e materiali

naturali. Sono pertanto escluse le pavimentazioni stradali bituminose e lapidee, mentre

sono ammessi i sistemi con uso di masselli cementizi colorati autoincastranti protetti ai

fianchi da binderi in pietra naturale o in massello di legno (vedi tav. 13).

- sono previste zone per interventi di ricostruzione e potenziamento della vegetazione

tipica spontanea ed endemica. Tali interventi sono consentiti anche nelle zone destinate a

strutture stabili a scopo balneare. Suddetti interventi dovranno essere programmati e

progettati organicamente nel rispetto delle indicazioni fornite dalla normativa vigente in

materia ed essere approvati dagli Enti preposti.

- la manutenzione e la pulizia della zona dunale retrostante le concessioni degli arenili,

ferma restando l’osservanza delle norme del Piano Paesistico e della specifica normativa

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vigente a tutela del dinamismo morfologico e dell’habitat dunale, è posta in ogni caso a

carico del titolare della concessione.

Inoltre andranno attivati opportuni progetti sulla ricostruzione delle dune con stato di conservazione

insufficiente o in degrado totale (vedi tav. 8).

Campomarino, 26/04/2012

Il tecnico incaricato

(arch. Giovanna SCIORRA)

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