2011 (2) - Scuola paritaria SGB Cottolengo

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2011 (2) - Scuola paritaria SGB Cottolengo

LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA 3Rapporti coni genitori:“non sempreè facile”I contrasti non mancano ma la maggiorparte di noi sta bene con la famiglia.A volte però ci amareggia la scarsafiducia che hanno nei nostri confrontie la poca libertà che ci viene data.Lettera al miocompagnoEmanueledi Alessia CaputoIl mio nuovo compagno di classe della 1a B si chiama Emanuele.È un bambino bravo ma molto particolare… lui vive in un altro mondo evede tutto a modo suo. In classe è tranquillo, gioca con i giochi che ha a disposizionesempre assistito dalle sue insegnanti Jessica e Silvia… io quando vogliodistrarmi dalla noia delle lezioni lo guardo e sorrido un poco.Con l’aiuto delle sue insegnanti abbiamo costruito tutti insieme un cartellonecon le nostre foto e sotto i nostri nomi, per aiutarlo a riconoscerci. Ci sonoanche delle altre foto che gli indicanoi momenti della giornata, lematerie e le aule che ha a disposizionedurante la giornata, comela biblioteca, la palestra e la nostraclasse.Anche se comunica poco dalui si può imparare tanto anchesolo osservandolo.G eneralmente tutti noi stiamo moltobene con la nostra famiglia anche se alcunilamentano che i genitori hanno pocotempo per loro. Abbiamo tutti un buondialogo tranne qualche eccezione: alcunidi noi non hanno molti argomenti incomune con i genitori oppure non riesconoa comunicare con loro. Ad alcuni genitorinon interessa parlare o discutere deiproblemi che abbiamo noi ragazzi a quest’età.Alcuni di noi affermano che i genitorilasciano loro poca libertà. È proprio lapoca libertà che a volte fa nascere fra noi ei nostri genitori dei litigi o degli scontri.Ad esempio S. si era “rotta” dei suoi genitorie aveva deciso di andarsene di casama: «Fuori faceva freddo, così ho deciso didormire sull’armadio per due sere». E achi si pensa quando si progetta la fuga e siè magari preparata la valigia? Ai nonni...naturalmente! Però, quasi sempre, la fugarientra e non si arriva neanche a usciredalla porta di casa.In fondo, quindi, non va così male con igenitori, infatti su diciassette, dieci di noi,non vorrebbero cambiare i propri genitoricon altri perché vanno bene così comesono; gli altri sette vorrebbero cambiarecerti aspetti del loro carattere e soprattuttola scarsa fiducia che hanno nei confrontidei propri figli.La RedazioneIL MIOTEMPOLIBEROCiao a tutti, sono un bimbo delle elementari.Ho sentito da un mio compagnoche al giornalino stavano cercandoarticoli sul tempo libero dei bambini.Si parlava di televisione e computer evideogiochi.Io di queste cose sono esperto, perchéil mio tempo libero lo passo a casa agiocare alla play, o guardare la tele.Mi piacerebbe tantissimo scendere algiardino o per strada con gli altri bimbi.Ma la mamma diche che in giro vannosolo i bambini cattivi.E così io mi affaccio alla finestra e coninvidia guardo i bimbi cattivi ridere edivertirsi, giocare a pallone o andare inbicicletta.Io ho solo la tele a farmi compagnia, e avolte convinco la mamma a invitare qualchecompagno.Ma la mamma non sempre è d’accordo,dice che facciamo disordine e poi bisognaaccompagnare i compagni a casa elei che lavora di tempo non ne ha.Così sono costretto a starmene a casa ealla domenica andiamo dai nonni.Io sono contento perché gli voglio benee mi fanno i regali.Ma sono solo anche lì.Ciao a tutti.


4LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTALa mia esperienza alLaboratorio di TeatroIl teatro è quasicome uno sport.Se ci pensate cisono gli stessi“elementi”: c’èsquadra, c’è tensione,c’è fatica(non ci credete?Provate voi acambiarvi diabito ogni dieciminuti), e c’è anche divertimento.Io ormai sono già al secondo anno diteatro.Il laboratorio è nato per caso, duranteuna specie di esperimento effettuatoal campo grigio… poi abbiamo volutoavere uno spazio tutto nostro.Inizialmente eravamo tutti penosi, mapoi con tantisforzi abbiamofatto unospettacolobellissimo, epoi siamostati ancheinvitati a unconcorso acui non hopurtroppopotuto partecipare. Siamo tutti ungruppo forte e affiatato: Gaia che ècomicissima, Anna perfetta nel ruolodell’ingenua, Jasmine,Giada a suo agio nelruolo della vanitosa.Infine la più importante:Simona Massera,che ha fondato il gruppo, è stata capacedi togliermi tutta la fifa cheavevo all’inizio e di farmi padroneggiaresul palco.Se devo darle un voto è,di certo, dieci e lode(scusate non ho trovatoun voto più alto).Stefano Ambrosinidi Ilaria RavizzaThe Beatles!Venerdì 19 novembre ioe la mia classe siamoandati a vedere il musicaldei beatles!Il musical era nel teatro diVia Sassari , è iniziato alle8:30 ed è stato bellissimo!Il musical inizia dalla fine,con John Lennon cheviene assassinato da MarkDavid Chapman, la seradell’8 dicembre 1980 aNew York. Da quel momento inizia veramenteil musical!Il musical è durato un’ora e mezza, hovisto molti momenti della vita di JohnLennon, dalla nascita, allapoca presenza dellamadre Julia come genitore,dalla zia Mimì chevoleva un futuro adeguatoper il nipote, dalla formazionedel gruppo deiBeatles , al matrimonio diJohn e Cynthia, alla nascitadel primogenito Julian,al grande successodella band, alla morte delmanager Bryan, al divorzio dalla mogliedi John per via della droga, alla matrimoniocon la giapponese Yoko Ono,allo scioglimento dei Beatles, alle canzonidi pace e infine alla morte per causa diMark Chapman. Dopo il bellissimo musicalgli attori sono scesi in “platea“ e noi“spettatori“ abbiamo iniziato a faredelle domande (in lingua perchè gli attorinon parlavano italiano siccome era laprima volta che venivano in Italia!).Io avrei voluto fare una domanda soloche mi ero dimenticata di prepararla!!!


LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA 5di Ilaria RavizzaPer nondimenticare…Il 27 gennaio ogni anno si celebrala giornata della memoria,per ricordare i milioni di ebreiuccisi nei campi di concentramentodurante la seconda guerramondiale.Quel giorno, nel 1945 venneliberato il campo di Auschwitz-Birkenau in Polonia, la più grandee terrificante fabbrica della mortecostruita dal regime nazista.In tanti dubitano dell’esistenzaQuando ho iniziato aleggere questo libro, miè subito piaciuto e miha appassionato unsacco, se devo dire laverità, ho dovuto leggerequesto libro per lascuola e non ne avevomolta voglia, però comeho detto prima dopoaver letto, solo pocherighe mi sono subitoappassionata!Questo libro ha comeprotagonista Bruno, unbambino di 9 anni nato a Berlino il 15aprile 1934 ed è il figlio di un comandantedell’esercito tedesco, un giornoBruno torna a casa e scopre unabrutta cosa, Maria la cameriera stradellaShoah, come viene chiamato storicamentequel terribile episodio.Purtroppo questi sono fatti storici chesono accaduti veramente! Sappiamoche sono accaduti veramente perchéabbiamo delle prove concrete anchein letteratura come “Il diario di AnnaFrank” di Anna Frank, e “Se questo èun uomo” di Primo Levi.Il fatto è che secondo me la giornatadella memoria non dovrebbero propriofarla!Capiamoci bene, non perché non mipiacciono gli ebrei (che oltretuttosono persone NORMALISSIME edUGUALI A TUTTI), anzi, tuttoil contrario, non bisognerebbefarla perché non bisognaproprio sterminare migliaia emigliaia di ebrei, e di tante altreminoranze, poi non capisco ilperché di questo sterminioebreo!!! Bhà che stranezza,non riesco proprio a capire!D’altronde credo che questadomanda se la facciano un saccodi persone come me! No?Il bambino con il pigiama a righe!pagata (così definita dalpadre!) stava tirandofuori dall’armadio tuttele sue cose, perfinoquelle nascoste sul fondo,che erano di sua esclusivaproprietà e nondovevano interessarea nessunaltro, le stavamettendo in 4grandi casse dilegno, lo stavafacendo perchéda lì a pochesettimane lui e tutta la sua famigliasi sarebbero trasferiti moltolontano… in Polonia!Arrivati in quella nuova casaBruno per non annoiarsi fa delleesplorazioni e, arrivato in soffitta,trova una finestrella, si affaccia evede tanti piccoli puntini in lontananzaallora decide di andare a vederedi cosa si tratta, arrivato a destinazioneincontra Shmuel un bambinocon il pigiama a righe…Bruno e Shmuel fannoamicizia…Bruno curioso di sapereche cosa fa Shmueldurante la giornata inquel campo chiede diandare a visitarlo epurtroppo la curiositàlo porterà in un luogoche spero non incontrereteMAI!!!Ilaria Ravizza


6LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTALA TELEVISIONEdi Gabriele IzziCari amici e lettori,in questo articolo vorrei parlarvi dellatelevisione. La tv può essere amica deibambini ma può anche trasformarsi ingrande nemica. La tv trasmette cartonianimati, film, soap opera, talk show eprogrammi sportivi. Per far sapere se unprogramma è adatto a noi bambini all’iniziodel programma compare sullo schermoun simbolo che assume un colorediverso a seconda che il contenuto trasmessosia adatto o no ai bimbi. Il verdeindica “via libera”, mentre col rosso sidovrebbe cambiare canale.I VIDEOGIOCHISe la televisione è una nostra amicadipende molto da noi, perché vengonotrsmessi dei programmi diseducativi, masta a noi cercare di non guardarli,di scegliere il linguaggioappropriato cercando direstare poco tempodavanti alla tv.Per fortuna la televisionenon è solo violenza, volgaritàe programmi leggeri:vengono trasmessi anche programmidi approfondimentoculturale, come i documentariche allargano la nostra conoscenzae ci fanno imparare cose nuove. Quindista a noi sapere e dovere scegliere!Ho scelto di scrivere questo argomentoproprio perché i videogiochi sono la miapassione. Nei negozi specializzati troviamoi videogiochi divisi per fasce di età, proprioperché ognuno dovrebbe comprare quelloadatto, altrimenti si rischia di prendereun gioco troppo facile, oppure conenormi difficoltà o peggio ancora violento.Alcuni sono talmente belli conle grafiche perfette che ci si immedesimanel personaggio con cui si sceglie digiocare. Esistono diverse “console” da utilizzareper i proprio giochi preferiti: Playstation,Wii, Game Cube, X-Box. Alcuni diquesti dispongono di una memoria internache salva i progressi di gioco, mentre altrinecessitano di una memoria aggiuntiva pernon perdere i dati salvati.I videogiochi sono molto belli, stimolantiper i riflessi ma non bisognerebbe abusarneperché come dicono in tv mandano in“pappa“ il cervello e sarebbe più sano giocareogni tanto alla vecchia maniera coicompagni all’aperto o con giochimanuali che ci aiutano a scaricare latensione in modo positivo e ci mantengonoattiva la fantasia.Gabriele IzziUNA DOMENICAPOMERIGGIOAL… CINEMA!Domenica 23gennaio la scuola ela comunità dei TipiLoschi ha organizzatoun’iniziativadavvero originalee piacevole…un pomeriggio trascorsoa guardare un film tutti insieme.C’erano tante persone nel salone del cinemasotto la scuola: suore, tanti ospiti dellaPiccola Casa e molte famiglie di bambiniiscritti a scuola, che si sono goduti unpomeriggio diverso.È stato proiettato un divertente film intitolato“Cool runnings”. Si sono spente leluci e… il divertimento è iniziato. Il filmracconta di un gruppo di ragazzi chedalla calda Giamaica decide di partecipareai giochi olimpici invernali ospitatinella città canadese di Calgary, nel 1988.Attraverso mille difficoltà e peripezie,sono riusciti a realizzare il sogno di partecipare,riscuotendo la simpatia di tutti.Un esempio di quanto sia importante crederein un sogno per riuscire a realizzarlo.Durante la proiezione del film, all’improvvisole luci si sono accese e… sorpresa!Alcuni operatori della scuola, assistentie insegnati stavano passando a offrircida mangiare come in un vero cinema.C’erano pop corn, patatine, merendine ecaramelle.E poi aranciata e bibite a volontà.Insomma meglio che al cinema vero, esenza nemmeno pagare il biglietto! Allafine del film c’è stato un applauso ed eravamotutti contenti, soprattutto gli ospitientusiasti di aver trascorso un pomeriggiodifferente.La sera precedente c’era stato un altrofilm riservato soprattutto ai religiosi:Anna dei Miracoli.Un film bellissimo ed emozionante premiatocon diversi Oscar che racconta deldifficile rapporto tra una bimba sordociecae la sua istitutrice, che appuntocrede nel miracolo di instaurare un legamedi comunicazione con lei.È stata davvero unabella iniziativa chesperiamo possa ripetersisubito…La redazione


LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA 7Incontro del Gruppodei “Genitori Alternativi”Riportiamo di seguito un articolo pervenuto in redazionevia e-mail, scritto da una mamma che ha partecipato all’incontrode ‘I genitori alternativi’.Nel dicembre del 2010, il giorno successivoalla festa dell’Immacolata, era un giovedì, ildirettore della scuola Giuco, alcuni genitori,insegnanti, bambini ed animatori si sono incontratiin un salone al piano terra dellascuola.Un grande tavolo era ricoperto di ogni ben diDio! Torte dolci e salate, pizze e pizzette,biscotti secchi e ripieni fattiin casa, frittelle, frutta, panettone,vini e bibite. In unangolino, su di un fornellettoda campo, sobbolliva unapentola di coccio stracolmadi fagioli cotti a puntino conil loro denso brodo ed i maltagliati.Lì accanto, in un’altrapignattona, si teneva calducciouno spezzatino da...leccarsi i baffi. Naturalmenteil tempo dedicato alla cena,che doveva essere veloce, èdiventato più lungo e questo ha consentitoa tutti di fare un po’ amicizia.Tante storie, tanti volti...I bambini ed i ragazzini, ma anchealcuni adulti, hanno molto graditol’ampio canestro stracolmo di ognisorta di dolcetti avvolti nelle loro belle cartecolorate. Particolarmente apprezzati dai piùpiccini alcuni lecca lecca che regalavano alloro interno anche una piccolacollezione di tatuaggi. Icuccioli si sono poi allontanati,forse con don Lele,forse a vedere un film. Nonlo so, il mio ragazzino erarimasto a casa...I grandi si sono dati alla letturaed all’approfondimentodi un testo di non facilecomprensione, stracolmo dispunti di riflessione sui temidell’educazione propria, deifigli e degli allievi. Il direttoredella scuola ha letto con voce ben impostataalcune pagine dell’introduzione. Taluno haun po’ commentato, talaltro è stato interrogato.Una mamma ha portato i suoi dubbi,un’altra la sua speranza (che il Cottolengoaiuta ad alimentare), un giovane insegnante èstato preciso (sono eccellenti questi insegnantidella Giuco!) nel legare alcune sue riflessionial testo letto.Si è affacciato il Padre Generale don Sarotto,che ha poi concluso con un breve pensiero ela sua benedizione il bellissimo incontro.Nessuno voleva andarsene. Si stava troppobene! E soprattutto c’erano ancora un saccodi cose buone sul tavolo!MammaDoUna mattinata a Supergagio alla lapide del “Grande Torino” lapiù forte squadra di calcio europeadel dopoguerra, scomparsa a causadi una tragedia aerea.Poi siamo entrati in chiesa e abbiamovisto la “cappella del voto” doveVittorio Amedeo II e il Principe EudiGabriele Izzie Gianfranco TradIl 24 novembre scorso siamo stati aSuperga, una visita fatta nell’ambito diun giro alla scoperta dei luoghi storicidella città.Arrivati alla stazione di Sassi, abbiamopreso la cremagliera, chiamato daivecchi piemontesi “dentera”. Si trattadi un mezzo vecchio e lento, che peròci ha consentito di godere di una vistastraordinaria: le case di Torino e sullosfondo le montagne innevate.Appena arrivati a Superga abbiamovisto la basilica in tutta la sua imponenza,in seguito abbiamo reso omag-genio hanno fatto un voto alla Madonna.In caso di vittoria avrebberocostruito una grande chiesa, e così fu.Al termine della mattinata siamo tornatia scuola tutti felici.È stata una bellissima gita in compagniadi tanti amici e speriamo si ripetapresto.


8LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTA LAGAZZETTALettera al mioMaestroCiao caro maestro!Ti scrivo questa lettera per parlarti delle impressioniche ho su di te.La prima volta che ti ho visto ho pensato chefossi un giocatore di calcio, data la tua somiglianzacon un famoso “campione”.Con me e con tutti gli altri miei compagni seistato subito molto gentile edivertente e noi ti abbiamosubito preso in simpatia. Iprimi giorni ci siamo studiatia vicenda ma poi, quandoabbiamo iniziato a fartiarrabbiare, abbiamo capitoche non dovevamo fare ifurbi ed approfittarci dellatua gentilezza.MARCELLO:MAESTRO AGGIUNTO!Ciao a tutti cari lettori,in questo articolo volevoparlarvi di un assistenteun po’ particolare:si chiama Marcello.La prima volta che èentrato in classe l’abbiamoaccolto moltocalorosamente anche perché abbiamo scopertoall’ultimo che si sarebbe aggiunto allaschiera dei nostri maestri.È particolare (in senso buono) perché segueun bambino che ha qualche difficoltà: ilmio amico Giuseppe. Marcy è molto bravocon noi bambini, ci fa divertire e quando adesempio manca un maestro, lui lo sostituiscefacendoci fare, a volte, anche cose fuoridal programma come la radice quadrata e ilVisto che come ognigiovane sei appassionatodi musica vorrei chiedereil tuo parere sulleultime hit del momentoe visto che sei un tiposportivo, vorrei chiederticosa ne pensi del tuosport e ancora, sapendo che sei un appassionatodi calcio vorrei parlare con te di squadre italiane,di giocatori, di allenatori, anche se la nostra“fede” ci divide. Volevo dirti che per me sei proprioportato per fare il maestro perché insegnibenissimo e col tuo modo di fare sai rendere lelezioni più interessanti e divertenti. Inoltre saiessere severo al punto giusto ma anche uno deinostri quando ti cimenti nei nostri giochi.Concludo questa lettera dicendoti che l’annoprossimo mi mancherai molto ma che dentrome porterò sempre il ricordo della mia classe,maestro compreso. Saluti da ......?Un tuo alunno.teorema di Pitagora o altrimenti ci fa leggeredei temi che invece sono scelti da lui edalla nostra maestra.Marcello è sempre presente a tutte le gite ea volte spiega cose che nè noi nèi maestri sappiamo. Inoltre ci haraccontato che viene dalla Sardegnae che ogni anno, anche sesi diverte con noi (almeno speroche non bluffi), ha una vogliaincredibile di tornare nella suaterra: pensate che solo quest’annol’avrà detto trecentomilavolte! A volte, si immedesima anche neinostri giochi durante l‘intervallo e noi cidivertiamo sempre molto.Con questo concludo il mio articolo dicendoche Marcello è molto simpatico e siamostati fortunati ad averlo con noi e perchéno… si potrebbe sperare in un suo coinvolgimentoanche quando farò le medie!Gabriele IzziL’allegriaSecondo mel’allegria èun mezzoper fare amicizia,e persostenere uncompagno depresso. Senza l’allegria uno sisente immerso in un mare di nebbia e di solitudine.Per me l’allegria nasce spontanea dal cuore,anche se l’ambiente ha la sua parte: si è piùallegri quando si è in compagnia e ci si diverte.Essendo allegri, la vita sembra più leggerae le fatiche meno opprimenti.Quando sono allegro vorrei che tutti lo fosserointorno a me. L’allegria è un bel modo distare con gli altri: chi è allegro tiene su ilmorale agli altri, mantiene la pace e fa conoscerenuove amicizie. L’allegria non è soloridere: molte volte si è allegri ma si piangeper l’emozione: solo le lacrime di gioia che ciricorderanno momenti importanti per la vita.L’allegria è la gioia dell’anima.A volte quello che fa ridere sono delle stupidagginie gli errori, ma la vera felicità non èmai esagerata. Secondo me la vera allegrianasce dalle proprie azioni e non provienedagli altri. Io sono allegro soprattutto in compagniadegli amici e quando non ho nulla darimproverarmi.Per me l’allegria è essenziale alla vita comel’amore e l’amicizia.L’ ALLEGRIA PIÙ GRANDE È QUELLA CHENASCE DAL CUORE QUANDO SI AIUTAE SI DONA AL PROSSIMO.Ogni tanto mi capita di essere a casa da soloe di sentirmi triste. Così telefono a un amicoe mi basta sentire la sua voce per sentirmimeglio.Io sono molto allegro, specialmente inmezzo alla confusione e alle risate contagiosedella mia classe.COMITATO DI REDAZIONEDirettore: don Andrea BonsignoriCollaboratori: Salvatore Acquas, Daniele Del CarmineQuesto giornalino è ad uso internodella Scuola Primaria e Secondariadel CottolengoProve digitali: LEM - TorinoStampa: Tipografia Gravinese - TorinoREDATTORIMichele TruijlloKristi BimajGianfranco TradGabriele IzziIlaria RavizzaAlessia CaputoSoffiè Barrionuevo

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