i libri di - il Mulino

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i libri di - il Mulino

Intersezioni autunno 2008

il Mulino

tessere

i saperi

accrescere

i piaceri


e spari a un libro del Mulino, ebbe a dire qualche decennio fa un amico

«Sdallo spirito mordente, la pallottola si ferma a pagina sette». Erano tempi

in cui riguardo al Mulino prevaleva l’immagine, e certo un poco anche la realtà,

di casa editrice seriosa e paludata, produttrice di libri pesanti. Ma è passato molto

tempo. Il Mulino da allora ha puntato sulla scommessa di conservarsi fedele alla

propria ispirazione originaria di editrice con una proposta culturale alta, allargando

al tempo stesso il proprio pubblico di riferimento oltre la cerchia degli studiosi

di professione. «Intersezioni», inaugurata 332 titoli fa nel 1983, è una collana

che ha giocato in questo una funzione essenziale: con le sue aperture verso una

cultura meno canonica, verso il pensiero di frontiera, le indiscipline; e soprattutto

dando spazio a quegli autori, a quei linguaggi, a quegli argomenti in grado di

intercettare gli interrogativi e le curiosità di un pubblico che non legge per

mestiere ma per interesse e, perché no, per svago: ognuno seguendo liberamente,

attraverso e oltre le discipline, il filo delle sue passioni.

Sommario

Il filo della storia 3

Il filo della memoria 9

Il filo delle lettere 13

Gli autori

Abû Zayd N.H., 9

Alexander J.C., 23

Alinei M., 15

Allert T., 7

Ammann L., 16

Anselmi S., 7

Arendt H., 15

Arnsperger C., 21

Aron R., 7

Arpinati G., 10

Axia G., 31

Bagnasco A., 24

Battaglia R., 10

Bauman Z., 24

Bazzicalupo L., 17

Beck U., 24

Benelli B., 25

Bennett O., 22

Benvenuto S., 17, 31

Berger P.L., 22, 29

Berselli E., 9

Bibó I., 22

Blumenberg H., 18

Bodei R., 16, 17, 20

Boitani P., 13

Bonazzi G., 10

Boudon R., 23

Braudel F., 3, 4

Brilli A., 14, 15

Burke P., 4

Cammelli S., 9

Cassano F., 24, 25

Castelfranchi C., 31

Cattaneo G., 10

Cavaglion A., 10

Cella G.P., 24

Cipolla C.M., 5

Costa V., 10

Dal Lago A., 29

De Mauro T., 10

Dossena G., 10

Douglas M., 30

Dummett M., 18

Eisenstadt S.N., 22

Elias N., 23, 29

Epstein J., 19

Escobar R., 16, 20

Ferrero Camoletto R., 25

Flasch K., 13

Foa A., 4

Foot P., 20, 21

Frontali G., 10

Fumagalli Beonio-Brocchieri

M., 4

Fumagalli V., 3

Geertz C., 30

Gellner E., 21

Ghigi R., 27

Giddens A., 23

Giordano S., 29

Giorello G., 17

Goffman E., 22

Hannerz U., 30

Hirschman A.O., 21

Hirschmann U., 10

Hochschild A.R., 25

Howard M., 22

Huxley A., 16

Isherwood B., 30

Jedlowski P., 25

Kaufmann J-C., 29

Kolakowski L., 18

Krumeich G., 4

Levi A., 18

Lewis B., 9

Livi Bacci M., 6

Lolli G., 20

Luhmann N., 24

Mannuzzu S., 22

Mantovani G., 31

March J.G., 22

Margalit A., 16

McCarthy M., 10, 16

Meier C., 3

Meneghello L., 9

2 PRESENTAZIONE

Il filo del pensiero 16

Il filo della società 21

Il filo dell'altro 30

Il filo della mente 31

Miceli M., 31

Mieli R., 10

Minois G., 3

Mizzau M., 31

Moscioni Negri C., 10, 11

Müller K.E., 30

Murialdi P., 11

Muzzarelli M.G., 4

Nossack H.E., 11

Nussbaum M.C., 21

Nuvolati G., 25

Ohly F., 13

Ong W.J., 16

Ost F., 13

Perniola M., 18

Petrillo G., 9

Piccone Stella S., 25

Poggi Johnson M., 11

Popper K.R., 18

Pulcini E., 17

Raimondi E., 15

Renzi L., 13

Ricci G., 4, 7

Ricoeur P., 16

Rigotti F., 17, 20

Ritter Santini L., 15

Ritzer G., 22

Ross W., 16

Rossi P., 16

Rusconi G.E., 7

Schmitt C., 15

Scotto di Luzio A., 12

Sen A.K., 21

Sennett R., 22, 29

Shklar J.N., 21

Sozzi L., 13

Sparti D., 28, 29

Sunstein C.R., 22

Toaff A., 4

Todeschini G., 3

Trasforini M.A., 29

Traverso E., 7, 9

Turner V., 30

Van Parijs P., 21

Vercellone F., 21

Veyne P., 3

Vivarelli R., 11

Weil T., 22

Williams B., 18

Zamagni S., 17

Zargani A., 11

Zaslavsky V., 8

Zerubavel E., 23


Il filo

della storia

■ Christian Meier

Da Atene ad Auschwitz

978-88-15-09696-8, PP. 248, � 15,00

■ Fernand Braudel

Storia, misura

del mondo

978-88-15-08903-8, PP. 128, � 10,00

■ Georges Minois

Piccola storia

dell’inferno

978-88-15-11361-0, PP. 136, � 10,00

In questo piccolo «viaggio all’inferno»,

Minois racconta le metamorfosi subite

nel corso dei millenni e nelle diverse

civiltà da questo rovescio infernale

del mondo, tracciando la storia di un

luogo morale, che è storia dell’uomo

alle prese con la propria esistenza e il

proprio mistero.

■ Georges Minois

Piccola storia

del diavolo

978-88-15-07336-5, PP. 136, � 9,30

Da personificazione del male nel cristianesimo

a mito letterario dei tempi

recenti, fino al piccolo diavolo di Benigni.

Storie, peripezie e metamorfosi

del diavolo dai tempi biblici ai giorni

nostri.

■ Paul Veyne

I greci hanno creduto

ai loro miti?

978-88-15-10541-7, PP. 224, � 12,00

Né logica elementare di una umanità

fanciulla, né ricordo leggendario di

fatti realmente accaduti nel più lontano

passato, il mito è soltanto una

vecchia «verità» che è stata sostituita

da una nuova, con la quale intrattiene

solo labili analogie. Il volume racconta

la storia di alcune di queste «verità»

nel contesto di quel pensiero greco in

cui i moderni hanno riconosciuto la

nascita della storia, della ragione,

della scienza.

■ Vito Fumagalli

Matilde di Canossa

Potenza e solitudine di una

donna del Medioevo

978-88-15-11090-9, PP. 116, � 9,50

In questo ritratto Matilde di Canossa,

una delle donne più potenti e guerriere

del Medioevo, è una persona malinconica

e sola, spinta a forza dagli

eventi e dalla sua propria devozione a

farsi paladina del papa contro l’imperatore,

ma in realtà presa dal miraggio

tutto medievale della secessione

dal mondo, della vita contemplativa,

del ritiro conventuale.

■ Vito Fumagalli

La pietra viva

Città e natura nel Medioevo

978-88-15-07160-6, PP. 132, � 9,30

■ Vito Fumagalli

Storie di Val Padana

Campagne, foreste e città da

Alboino a Cangrande della

Scala

978-88-15-11608-6, PP. 152, � 11,50

In questo volume Fumagalli ha raccolto

alcune delle sue pagine più dichiaratamente

narrative centrate sul Medioevo

padano: sull’elemento predominante

delle foreste, innanzitutto,

animate da pericoli veri e immaginari,

e poi sul graduale addomesticamento

del territorio con la ripresa dell’agricoltura

e dei commerci e la rinascita

delle città.

■ Giacomo Todeschini

Ricchezza francescana

Dalla povertà volontaria alla

società di mercato

978-88-15-09795-8, PP. 232, � 15,00

In che modo i cristiani devono fare

uso dei beni terreni? Sin dal Duecento

molti francescani elaborarono una vi-

IL FILO DELLA STORIA

3


sione che, ben prima dell’etica protestante

di Weber, considerava la ricchezza

individuale una componente

fondamentale del bene comune.

■ Ariel Toaff

Mostri giudei

L’immaginario ebraico dal

Medioevo alla prima età

moderna

978-88-15-05495-1, PP. 192, � 10,33

■ Mariateresa Fumagalli

Beonio-Brocchieri

Tre storie gotiche

Idee e uomini del Medioevo

978-88-15-07626-7, PP. 128, � 8,26

■ Gerd Krumeich

Giovanna d’Arco

978-88-15-12463-0, PP. 156, � 12,00

Figura tra le più leggendarie della

storia francese, la «pulzella di Orléans»

è oggetto di curiosità e interesse

intramontabili. Questo breve libro

ricapitola la stupefacente parabola di

questa adolescente che nel pieno

della guerra dei Cent’anni, sentendosi

chiamata da Dio, seppe con la sua

personalità carismatica trascinare le

truppe francesi alla vittoria, per poi

cadere in disgrazia e finire, a soli diciannove

anni, condannata al rogo

come eretica.

■ Maria Giuseppina

Muzzarelli

Un’italiana alla corte

di Francia

Christine de Pizan,

intellettuale e donna

978-88-15-11871-4, PP. 196, � 13,50

Christine de Pizan fu tra la fine del

Trecento e i primi del Quattrocento la

prima donna intellettuale di professione.

Scrisse di storia, di araldica, di

poesia, riflessioni sulla pace, sulla

guerra, sulla fortuna, ma soprattutto

fu oppositrice fiera ed efficace dei

pregiudizi contro le donne, come testimonia

la sua opera più nota, «La

città delle dame». Con i suoi scritti e

la sua vita dimostrò, in un’epoca miso-

4 IL FILO DELLA STORIA

gina, che le capacità delle donne non

erano inferiori a quelle degli uomini.

■ Peter Burke

L’arte della

conversazione

978-88-15-06055-6, PP. 176, � 9,30

■ Anna Foa

Eretici

Storie di streghe, ebrei e

convertiti

978-88-15-09697-5, PP. 160, � 10,80

Undici storie, vere e documentate,

ambientate nella Roma papale tra

Quattro e Seicento, la Roma del consolidamento

dello Stato della Chiesa

e poi della Controriforma. Popolate da

ebrei, convertiti, streghe, possedute,

toccano tutte il rapporto del potere

con la repressione: censure, processi,

difese e accuse, esecuzioni, pentimenti,

a partire da casi di eresia e

deviazione dall’ortodossia.

■ Fernand Braudel

La dinamica

del capitalismo

978-88-15-02027-7, PP. 116, � 10,00

Dal piccolo mercato di villaggio all’attività

delle borse nelle fiere, dalle regolarità

dell’economia di mercato alle

avventure eccezionali del commercio

a lunga distanza, e alle regole del

gioco capitalistico, Braudel costruisce

un caleidoscopio di immagini in

cui compaiono insieme il minuto dettaglio

della vita quotidiana e il grande

respiro della storia del mondo.

■ Giovanni Ricci

I turchi alle porte

978-88-15-12464-7, PP. 204, � 13,50

Un viaggio nell’Italia del Rinascimento,

terra di confine sotto la minaccia dei

turchi, ma anche terra di incontri inattesi.

Ricci mette al centro del quadro

le incursioni che i turchi effettuarono

sul finire del Quattrocento sul bordo

orientale del territorio italiano: cinque

successive scorrerie in Friuli e la sanguinosa

presa di Otranto in Puglia, di

cui l’autore rilegge, con la consueta

finezza, echi e testimonianze.


I LIBRI DI

Carlo M. Cipolla

978-88-15-09589-3

PP. 112, � 9,00

978-88-15-09811-5

PP. 112, � 8,50

978-88-15-09808-5

PP. 128, � 9,00

978-88-15-09588-6

PP. 120, � 9,00

978-88-15-09585-5

PP. 104, � 8,50

978-88-15-09810-8

PP. 112, � 8,50

978-88-15-03710-7

PP. 144, � 7,75

978-88-15-09586-2

PP. 184, � 10,00

978-88-15-08498-9

PP. 168, � 12,39

978-88-15-09809-2

PP. 112, � 8,50

978-88-15-08852-9

PP. 168, � 11,50


La ricerca dell’oro e

dell’Eldorado ossessionò

i conquistatori

fin dall’inizio del Cinquecento,spingendoli

a esplorare le ignote

contrade orientali oltre

le Ande. La terra

dei Mojos fu l’ultima

meta di queste esplorazioni:

una terra che

la leggenda voleva

abitata da genti ricche

in oro e preziosi

e che non era se non

uno smisurato pantano,

abitato da genti

povere e disperse.

Dove non c’era l’oro

c’erano però tante

anime da condurre

alla fede cristiana.

978-88-15-12160-8

PP. 212, � 14,00

6 IL FILO DELLA STORIA

Nel 1501, sui monti del Cibao, non

lontano da Santo Domingo, un’india

al servizio di un cercatore spagnolo di

nome Miguel Diaz fece una scoperta davvero

notevole. Nelle vicinanze del fiume

Hayna, dove setacciava l’oro, trovò una

pepita di enormi dimensioni («come un

gran pane di Alcalá») che pesava 3.600

pesos (circa 16 chilogrammi), di cui appena

300 (secondo minatori esperti) composti

da pietrisco. La pepita venne portata

in città e pesata, fu esposta all’ammirazione

dei coloni – la vide Las Casas («io la

vidi, e bene») – e venne conservata per

mostrarla in Spagna al re e alla regina. A

Miguel Diaz e al suo socio Francisco de

Garay venne pagato l’equivalente in oro,

detratto il «quinto» spettante alla Corona.

Gonzalo Fernández de Oviedo narra

che quando l’india portò ai suoi padroni

la pepita «questi, tutti allegri, decisero di

cenare e di mangiarsi un maiale da latte

bello e grasso, e disse uno di questi: “È da

molto tempo che avevo la speranza di

poter mangiare in piatti d’oro, e poiché

con questa pepita se ne possono fare

parecchi, voglio mangiare sulla pepita”. E

così fecero, e su quel ricco piatto si mangiarono il maialino,

e ci stava tutto il maialino su quella pepita, perché era così

grande come ho detto».

La cena fu allegra e succulenta, ma la pepita fece una

brutta fine. Era l’inizio di luglio del 1502 quando venne

imbarcata sulla flotta che riportava il governatore Francisco

de Bobadilla in Spagna – 30 navi con circa 600 persone,

nonché 200 mila pesos di oro e altri preziosi – che incontrò

un fortunale a dieci leghe dalla costa. Solo 7 o 8 navi scamparono

e fecero ritorno in Spagna; Bobadilla, 500 persone

e tutto l’oro scomparvero nei flutti. Si noterà che Bobadilla

era il governatore che, due anni prima, era giunto a Hispaniola,

e aveva arrestato Colombo e i suoi fratelli, Bartolomé

e Diego, accusati di malgoverno, rimandandoli in Spagna in

ceppi. Perdonato e assolto dai reali, ma con il divieto di

ritornare sull’isola, Colombo era ripartito per il suo quarto

viaggio ed era riparato nella baia di Puerto Hermoso il 29

giugno, in attesa che il tempo minaccioso migliorasse per

riprendere la navigazione. Las Casas riferisce che avesse

consigliato al governatore di non far salpare la flotta, presago

dei rischi. Ma non fu ascoltato.


■ Giovanni Ricci

Il principe e la morte

Corpo, cuore, effigie nel

Rinascimento

978-88-15-06304-5, PP. 228, � 10,33

■ Sergio Anselmi

Storie di Adriatico

978-88-15-05493-7, PP. 216, � 11,36

Tredici vicende che si scalano dal Trecento

al Novecento e hanno per ambito

comune l’Adriatico e le terre che vi

si affacciano. Dalmati, ebrei, slavi, italiani,

austriaci, ungheresi; chierici e artigiani,

commercianti e schiave, signori

e «poareti» che il destino trascina da

una parte all’altra del mare. Storie

crudeli o misere che raccontano, scrive

Anselmi, quel che spesso la più accreditata

storiografia non riesce a

esprimere: il senso della vita e del destino

individuale, della «creaturalità»

degli uomini, del loro non memorabile

trascorrere sulla terra.

■ Sergio Anselmi

Ultime storie

di Adriatico

978-88-15-06025-9, PP. 148, � 9,30

■ Sergio Anselmi

Mercanti, corsari,

disperati e streghe

978-88-15-07835-3, PP. 168, � 11,36

■ Sergio Anselmi

Perfido Ottocento

Sedici piccole cronache

978-88-15-08853-6, PP. 144, � 10,00

■ Raymond Aron

Il ventesimo secolo

Guerre e società industriale

978-88-15-09087-4, PP. 280, � 16,00

Un secolo segnato dai disastri dei totalitarismi,

dai conflitti, da un dilagante

progresso industriale: luci e ombre di

un Novecento a dimensione globale

nelle penetranti analisi di un grande

«storico del presente».

■ Gian Enrico Rusconi

L’azzardo del 1915

Come l’Italia decide la sua

guerra

978-88-15-09868-9, PP. 208, � 12,00

La decisione del governo italiano di

entrare in guerra contro l’Austria nel

maggio 1915 fu un azzardo, basato

su calcoli politici e diplomatici, in cui

l’aspirazione patriottica alle terre irredente

aveva un ruolo secondario rispetto

alla prospettiva per l’Italia di

conquistare lo status di «grande potenza»

regionale adriatica. Rusconi

offre una serrata rilettura delle modalità,

delle motivazioni, degli obiettivi

che guidarono l’Italia alla sorprendente

decisione.

■ Tilman Allert

Heil Hitler!

Storia di un saluto infausto

978-88-15-12465-4, PP. 120, � 10,00

Non c’è gesto nella storia che, più

del saluto nazista, sia assurto a presagio

di sventura. E nessun regime

politico presente o passato ha mai

adoperato in modo altrettanto radicale

una formula di saluto quale simbolo

della trasformazione della società.

Come nacque e si diffuse, cosa significava

davvero? Allert ricostruisce la

storia di quel gesto infausto, facendo

emergere la carica simbolica e tragica

che esso continua a proiettare sul

presente.

■ Enzo Traverso

La violenza nazista

Una genealogia

978-88-15-08630-3, PP. 228, � 13,50

Lo sterminio nazista degli ebrei è

considerato un evento senza precedenti

nella storia europea, fiammata

insensata di barbarie nel cuore della

nostra civiltà. Traverso mostra invece

in quale misura l’Europa dell’Ottocento

– l’Europa del capitalismo industriale,

dell’imperialismo, del colonialismo, del

darwinismo sociale, dell’eugenismo –

ne abbia costituito il laboratorio. Auschwitz

appare così la fusione singolare

di diverse forme di dominio e di

sterminio già sperimentate nel corso

del XIX secolo.

IL FILO DELLA STORIA

7


A Katyn, in Polonia,

nel 1940 i sovietici

sterminarono segretamente

22.000 polacchi.

Nel 1943, la

scoperta delle fosse

comuni a opera dei

tedeschi diede inizio

a una lunga guerra di

disinformazione. I sovietici

addebitarono

il massacro ai tedeschi,

trovando più di

una sponda in campo

alleato, come ricorda

il passo qui a fianco.

Solo di recente si è

potuta affermare la

verità, grazie ai documenti

inediti con cui

Zaslavsky costruisce

il suo racconto.

978-88-15-11008-4

PP. 144, � 11,00

8 IL FILO DELLA STORIA

dirigenti sovietici non sarebbero riusciti

I a occultare per mezzo secolo le proprie

responsabilità per il massacro di Katyn

senza una pesante complicità da parte dei

governi occidentali, che fecero tutto il

possibile per nascondere le informazioni a

loro disposizione e insabbiare la faccenda:

il governo americano fino agli inizi degli

anni ’50 e quello britannico addirittura

fino al crollo del regime sovietico.

Dopo la scoperta delle fosse di Katyn

da parte dei tedeschi, il governo britannico

si trovò ad affrontare il dilemma di come

gestire la questione. Bisogna considerare

che fino al 1943 Stalin era di gran lunga

più popolare di Roosevelt presso l’opinione

pubblica inglese. I maggiori quotidiani

e opinionisti britannici erano profondamente

solidali con l’Unione Sovietica; il

noto storico Edward Carr, ad esempio,

dalle colonne del «Times» sostenne l’accettazione

di una sfera di influenza sovietica

in Europa orientale quale unico risultato

giusto e realistico della guerra.

Che cosa sapevano i leader britannici

in quel momento di Katyn e che cosa

credevano? In un primo momento, quan-

do i tedeschi avevano il controllo di quell’area, non fu possibile

condurre alcun tipo di inchiesta imparziale. In Gran

Bretagna quindi c’era una diffusa riluttanza a prendere

posizione, non disponendo di sufficienti informazioni sugli

avvenimenti. Di fronte alla necessità di assicurarsi la cooperazione

di Stalin, Churchill decise di accantonare la faccenda

di Katyn definendola «di nessuna importanza pratica».

In una lettera ad Anthony Eden del 28 aprile 1943 scrisse:

«Non si deve continuare patologicamente a girare intorno

alle tombe vecchie di tre anni presso Smolensk». La posizione

adottata dal governo inglese fu riassunta da una direttiva

dell’ufficio di propaganda politica dello stesso 28 aprile

1943: «Il nostro compito è di aiutare a far sì che la storia

registri l’incidente della foresta di Katyn come un futile

tentativo dei tedeschi di rimandare la sconfitta attraverso

metodi politici». Alcuni mesi dopo, però, l’ambasciatore

britannico presso il governo polacco in esilio, Owen O’Malley,

preparò un consistente memorandum sul caso Katyn in

cui, sulla base delle prove a disposizione, concludeva che il

crimine era stato perpetrato dai sovietici. I membri più

autorevoli del governo approvarono la conclusione e si

preoccuparono per le possibili ripercussioni politiche.


■ Luigi Meneghello

Promemoria

Lo sterminio degli ebrei

d’Europa, 1939-1945

978-88-15-04707-6, PP. 112, � 7,75

■ Enzo Traverso

Auschwitz

e gli intellettuali

La Shoah nella cultura

del dopoguerra

978-88-15-09737-8, PP. 264, � 15,00

La Shoah si è insediata al cuore della

coscienza contemporanea lentamente.

In realtà, nell’immediato dopoguerra

il genocidio degli ebrei ha occupato

solo una posizione marginale in seno

alla cultura occidentale. Sono stati alcuni

intellettuali ebrei esuli o reduci dai

campi i primi a «pensare Ausch witz».

Questo libro è loro dedicato: Hannah

Arendt, Günther Anders, Theodor W.

Adorno, Paul Celan, Jean Améry e

Primo Levi. Tra filosofia, pensiero politico

e letteratura, essi hanno per la

prima volta saputo dare voce agli interrogativi

che la Shoah ha posto.

■ Bernard Lewis

Le molte identità

del Medio Oriente

978-88-15-07911-4, PP. 168, � 11,50

■ Stefano Cammelli

Il minareto di Gesù

Dodici storie dal Vicino

Oriente

978-88-15-10846-3, PP. 264, � 13,50

Un cantastorie, un tessitore di broccati

curdo, uno sceicco sciita, un profugo

palestinese, una ragazza armena,

un mercante del suk, un maestro

bedù, il figlio di un celebre cantante,

un vescovo caldeo, un ufficiale druso,

un camionista, uno sceicco sunnita.

Dodici storie di vita, raccolte in Siria e

rielaborate con penna di scrittore,

compongono un affresco della società

siriana che rivela un mondo ancora

sospeso tra passato e presente: un

singolare miscuglio di etnie e professioni

religiose, tormentato dai conflitti

eppur capace di inimmaginabili ricomposizioni.

■ Gianfranco Petrillo

Figli e padri

Dodici figure del Novecento

978-88-15-11464-8, PP. 184, � 12,50

■ Edmondo Berselli

Canzoni

Storie dell’Italia leggera

978-88-15-11831-8, PP. 216, � 13,00

Mezzo secolo di storia italiana attraverso

la sua colonna sonora. Da Celentano

e Mina al beat dei capelloni,

da Mogol e Battisti a Vasco Rossi e

Baglioni, a Max Pezzali, il libro di Berselli

racconta atmosfere, climi, gusti,

atteggiamenti, oggetti, «pensieri e

parole» dei nostri ultimi decenni. Riascoltando

i versi e le musiche che

l’hanno accompagnata, ritroviamo il

suono inconfondibile dell’Italia contemporanea,

della sua storia, del suo

costume.

Il filo

della memoria

■ Nasr Hâmid Abû Zayd

Una vita con l’Islam

978-88-15-09796-5, PP. 240, � 12,50

L’autobiografia di uno degli intellettuali

di maggior spicco del mondo musulmano,

che ha pagato con l’esilio il suo

tentativo di aprire lo studio del Corano

alle scienze moderne. Abû Zayd intreccia

in queste pagine memorie

personali e riflessioni di vasto respiro:

fede e passione intellettuale, amore e

delusione per l’Egitto, libertà e democrazia,

religione e politica nell’Islam,

fondamentalismo. Una coinvolgente

esperienza di vita vissuta, uno straordinario

libro ponte fra due culture.

IL FILO DELLA MEMORIA

9


■ Giancarla Arpinati

Malacappa

Diario di una ragazza

1943-1945

978-88-15-09649-4, PP. 208, � 12,50

In due quaderni di scuola, neri e con il

taglio rosso, è contenuto questo breve

e intensissimo diario che la figlia di

Leandro Arpinati, uno dei massimi

esponenti del fascismo negli anni

Venti, poi caduto in disgrazia, scrisse

quasi quotidianamente negli anni di

guerra. Nell’impasto di leggerezza e

tragedia – fra bombardamenti e rappresaglie,

confidenze delle amiche e

baruffe con il fidanzato – risiede il

carattere unico, fresco e immediato,

di questa testimonianza sulla guerra

civile che riaffiora dopo sessant’anni.

■ Roberto Battaglia

Un uomo, un partigiano

978-88-15-09740-8, PP. 184, � 12,00

■ Giuseppe Bonazzi

Lampadine socialiste

e trappole del capitale

Come diventai sociologo

978-88-15-11295-8, PP. 192, � 12,50

■ Giulio Cattaneo

Da inverno a inverno

978-88-15-04123-4, PP. 100, � 7,75

■ Alberto Cavaglion

Per via invisibile

978-88-15-06645-9, PP. 116, � 8,26

■ Vincenzo Costa

La tariffa

978-88-15-07341-9, PP. 120, � 9,30

■ Tullio De Mauro

Parole di giorni lontani

978-88-15-10889-0, PP. 160, � 10,00

Nella Napoli degli anni 1930-1940 un

bambino di buona famiglia fa il suo

ingresso nel mondo della lingua e

delle parole e impara pian piano la

difficile arte della lettura compitando

uno per uno i caratteri stampati sul

dorso dei libri della biblioteca di casa.

10 IL FILO DELLA MEMORIA

L’apprendistato alfabetico media la

scoperta che il bambino fa della realtà

e della storia, una scoperta continua,

fatta di parole nuove, bizzarre o fraintese,

di modi di dire, di filastrocche,

di versi celebri. Così Tullio De Mauro

ricorda in queste pagine la propria

iniziazione linguistica.

■ Giampaolo Dossena

Mangiare banane

978-88-15-11870-7, PP. 128, � 10,00

Si può ricordare controvoglia? È quanto

fa Dossena nei suoi frammenti di

memoria, in un impasto impossibile di

nostalgia e insofferenza, umor nero e

cattivo umore. Dai cassetti, dai libri

riaperti a caso, da un incontro per

strada riemerge una filastrocca, una

parola, un oggetto, una marca, dietro

cui si snoda un ricordo. Collezionista

pentito, Dossena incolla sulla pagina,

malgré lui, le figurine della sua personale

collezione, della sua vita, regalandoci

un libro bello e malinconico

sul peso e il piacere della memoria.

■ Gino Frontali

La prima estate

di guerra

978-88-15-06766-1, PP. 152, � 9,30

■ Ursula Hirschmann

Noi senzapatria

978-88-15-03261-4, PP. 184, � 10,33

■ Mary McCarthy

Intellettuale a New York

1936-1938

978-88-15-04524-9, PP. 128, � 8,26

■ Renato Mieli

Deserto rosso

Un decennio da comunista

978-88-15-05496-8, PP. 136, � 8,26

■ Cristoforo Moscioni Negri

I lunghi fucili

Ricordi della guerra di Russia

978-88-15-10487-8, PP. 168, � 10,80

«I lunghi fucili» sono certamente una

delle più impressionanti, polemiche e


dure testimonianze sull’esperienza

della guerra italiana al fronte russo.

Dalla penna di colui che fu il severo

comandante di Rigoni Stern, l’odissea

tragica degli alpini in linea sul Don: la

storia di un esercito mal condotto e

peggio equipaggiato, e di una guerra

senz’odio eppure sanguinosa e spietata

che pare trovare il suo senso

soltanto nella dimensione umana.

■ Cristoforo Moscioni Negri

Linea Gotica

978-88-15-11371-9, PP. 136, � 10,00

Nel 1943 il tenente Moscioni, straniero

in una patria che, soprattutto nella

sua classe dirigente, pare aver perduto

il senso stesso della dignità individuale

e collettiva, compie la sua

scelta entrando nella Resistenza. «Linea

Gotica» racconta l’esperienza

partigiana del tenente divenuto il «comandante

Vittorio». Sogno infranto,

promessa illusoria di una vita diversa,

nel resoconto amarissimo di Moscioni

la Resistenza si spegne senza speranze

nel pantano del dopoguerra.

■ Paolo Murialdi

La traversata

Settembre 1943-

dicembre 1945

978-88-15-08166-7, PP. 148, � 9,30

■ Hans Eric Nossack

La fine

Amburgo 1943

978-88-15-10533-2, PP. 136, � 9,00

■ Maria Poggi Johnson

Stranieri e vicini

Cosa ho imparato sul

cristianesimo vivendo a

contatto con ebrei ortodossi

978-88-15-12030-4, PP. 136, � 10,00

Una giovane docente di teologia ottiene

una cattedra in un’università cattolica

della Pennsylvania e finisce a vivere

in un quartiere abitato da una numerosa

comunità di ebrei ultraortodossi.

Tra la famiglia cattolica e i vici-

ni ebrei si stabiliscono in breve ottimi

rapporti. Nasce così questo libro singolare,

allegro e profondo, diario di

esperienze di vicinato, che si fa riflessione

sull’ebraismo, e insieme sulle

somiglianze e le differenze con il cristianesimo.

Una lezione di comprensione,

convivenza e amicizia oltre le

differenze, che parla anche a noi.

■ Roberto Vivarelli

La fine di una stagione

Memoria 1943-1945

978-88-15-07813-1, PP. 140, � 9,30

Sono stato fascista a Salò. L’inattesa,

liberatoria confessione di un grande

storico antifascista che, dopo oltre

cinquant’anni, racconta per la prima

volta, con partecipazione ma anche

con stupefacente lucidità, la sua

esperienza di repubblichino adolescente

nelle Brigate Nere. Fascista

fino all’ultima ora, dal 1948 Vivarelli

avvierà una propria «ricostruzione»

culturale e politica approdando all’antifascismo

più netto. Ma solo mezzo

secolo più tardi, scrivendo queste

pagine, riuscirà a far combaciare le

diverse stagioni della propria vita e a

vedere il filo unitario che le lega.

■ Aldo Zargani

Per violino solo

La mia infanzia nell’Aldiqua

1938-1945

978-88-15-09099-7, PP. 252, � 12,00

Per un ebreo italiano classe 1933 il

periodo che va dal varo delle leggi

razziali fasciste nel 1938 al 1945 ha

inevitabilmente un carattere duplice:

sono gli anni della persecuzione e

della paura ma anche gli anni favolosi

dell’infanzia. L’autore ripercorre le traversie

sue e della sua famiglia in quei

«sette anni di guai»: un «amarcord»

ilare e luttuoso, un «giornalino di

Giamburrasca» che racconta una storia

di spavento e dolore.

■ Aldo Zargani

Certe promesse

d’amore

978-88-15-06260-4, PP. 196, � 9,30

IL FILO DELLA MEMORIA

11


Napoli è uno stereotipo

culturale potente

che ha resistito indenne

al succedersi delle

generazioni, garantendo

ai napoletani,

riluttanti alla modernità,

una via d’uscita

grandiosa e consolatoria.

Con amarezza

venata di ironia, Scotto

di Luzio racconta

la grande infatuazione

degli anni giovanili,

le responsabilità

di scrittori, cineasti

e musicisti nel reinventare

lo stereotipo

napoletano in chiave

multiculturale, il fallimento

dell’esperienza

bassoliniana.

978-88-15-12727-3

PP. 136, � 10,00

12 IL FILO DELLA MEMORIA

IIl 21 luglio del 2000, sulla strada che

porta alla conca di Agnano, un ragazzo,

che ha passato molte sere a cavallo del

suo scooter a sfidare la polizia per non

indossare il casco, muore ucciso proprio

da uno di quei poliziotti. Luigi Pintor,

dalle colonne del «Manifesto», si chiede

cosa sia successo ad una città che negli

spensierati anni Settanta aveva conosciuto

le gesta di un altro motociclista, Antonio

Melillo, detto Agostino il pazzo. Agostino,

che si faceva chiamare così in

omaggio a Giacomo Agostini, portava un

giubbotto in finta pelle alla maniera di un

Marlon Brando di casa nostra. Giocoso e

beffardo scendeva a capofitto giù dai

vicoli di Montesanto, facendola sotto il

naso a poliziotti e questurini. In un gioco

dove nessuno si faceva male e le guardie e

i ladri a sera se ne tornavano a casa da

mogli e figli.

Arrestato nel 1970 Agostino è una

piccola leggenda napoletana, fa la comparsa

ne La Pelle di Liliana Cavani e nel

1985 lo si vede in Maccheroni di Ettore

Scola. Ancora recentemente, il 30 ottobre

del 2007, Umberto Broccoli, che conduce

su Radio1 la trasmissione Con parole mie, manda in onda la

voce del padre di Agostino, il giorno dell’arresto del figlio.

È un signore che parla in uno stretto accento napoletano.

Agostino, dice, e chi è? Non lo conosco questo Agostino.

Lo speaker sorride e con voce intenerita esclama: «Ah che

bei tempi quando i delinquenti erano onesti!».

L’idea è che a Napoli l’illegalità prima di essere truce sia

stata, in un passato soffuso di nostalgia, simpatica e come

tale accettabile. Resa meno urtante dal tratto umanamente

irresistibile dei suoi attori.

In una forma culturale che mescola in maniera sorprendente

spezzoni di radicalismo politico e una buona dose di

paternalismo si vuole vedere, per dirla in maniera un po’

pomposa, nella spontaneità del sottoproletariato urbano

l’esempio di una concreta renitenza al disciplinamento

sociale della città fordista.

Sulle strade dove muore il ragazzo della moto di lì a

poco scoppieranno i moti per l’immondizia. Con il loro

corredo di violenze e di soprusi. Di agguati criminali e di

comportamenti gaglioffi, del popolo a danno del popolo.

Ancora una volta di spericolate corse in motocicletta.


Il filo

delle lettere

■ Piero Boitani

L’ombra di Ulisse

Figure di un mito

978-88-15-07121-7, PP. 240, � 15,00

L’ombra di Ulisse si allunga sull’immaginazione

occidentale dagli inizi fino ai

nostri giorni. A ogni momento cruciale

della vicenda umana Ulisse congiunge

essere e divenire, compiendo nella

storia la profezia dei poeti. Soggiogato

dal fascino che emana dalla sua figura,

Boitani ritrova Ulisse in Melville

e Poe, in Nietzsche e Leopardi, in

Baudelaire e Darwin, e grazie all’eroe

omerico riscopre quella meraviglia

che nell’uomo sempre desta filosofia,

scienza e poesia.

■ Piero Boitani

Sulle orme di Ulisse

978-88-15-11510-2, PP. 336, � 17,00

«Questo è il racconto di un’ossessione

che diventa destino: di come Ulisse

mi abbia chiamato all’avventura del

vivere e del conoscere»: Boitani ritorna

all’eroe greco raccontando della

propria passione per il personaggio

omerico. Al di là della letteratura, Ulisse

dà corpo a inquietudini reali, alla

curiosità dell’ignoto, al bisogno del

viaggio e alla necessità del ritorno. Il

racconto felice di una vicenda umana

e intellettuale intrecciata alla storia

del mito.

■ Lionello Sozzi

Amore e Psiche

Un mito dall’allegoria

alla parodia

978-88-15-11911-7, PP. 320, � 17,00

Secondo Voltaire, il mito di Amore e

Psiche è la favola più bella che gli

Antichi ci abbiano lasciato. Queste

pagine erudite ed eleganti ci introducono

alle metamorfosi del mito attra-

verso i secoli – dal Medioevo all’Umanesimo,

all’età dei Lumi, fino all’Otto e

Novecento – così come si è insediato

nell’immaginario occidentale, non

solo nella letteratura, ma anche nelle

raffigurazioni pittoriche, nei marmi

degli scultori o negli spartiti musicali

di celebri compositori.

■ Kurt Flasch

Eva e Adamo

Metamorfosi di un mito

978-88-15-11872-1, PP. 180, � 13,00

■ François Ost

Mosè, Eschilo, Sofocle

All’origine dell’immaginario

giuridico

978-88-15-11610-9, PP. 248, � 15,00

Una rilettura della «Genesi», dell’«Orestea»

e dell’«Antigone» che illumina,

attraverso la forza e la suggestione

della parola letteraria, le origini del

pensiero giuridico occidentale sui

grandi temi della legge, della giustizia

e della coscienza.

■ Friedrich Ohly

Il dannato e l’eletto

Vivere con la colpa

978-88-15-06708-1, PP. 252, � 12,91

■ Lorenzo Renzi

Le conseguenze

di un bacio

L’episodio di Francesca nella

«Commedidi Dante

978-88-15-11874-5, PP. 312, � 17,00

«Amor, ch’a nullo amato amar perdona»

è uno dei versi più famosi della

«Commedidi Dante, per la sua eleganza

formale e soprattutto perché è

legato alla vicenda dell’amore tragico

e appassionato di Paolo e Francesca.

Fra l’erudito e l’ironico, Lorenzo Renzi

rilegge i versi danteschi, tratteggiando

la figura di Francesca e ricostruendone

la mutevole fortuna presso i commentatori

antichi, i critici moderni e

nelle tante rievocazioni che l’episodio

ha conosciuto, dalla letteratura al teatro,

alle arti figurative.

IL FILO DELLE LETTERE

13


Il viaggio attraverso

l’Europa e particolarmente

in Italia è stato

per alcuni secoli una

tappa importante nella

formazione del giovane

gentiluomo. Ne

rimane un vastissimo

corpus di testimonianze

cui Brilli attinge

per raccontare

al vivo il Grand Tour,

nei suoi significati,

nei suoi esiti ma anche

nei suoi aspetti

più concreti, persino

nei suoi oggetti, come

mostra il passo qui

a fianco, dedicato al

nécessaire.

978-88-15-04848-6

PP. 192, � 12,00

14 IL FILO DELLE LETTERE

La tradizione blasonata che lo caratterizza,

derivante dall’essere in varie occasioni

amatissimo e preziosissimo dono, sortito

dalle mani di artigiani provetti, rischia di

condizionare l’immagine del nécessaire, allo

stesso modo in cui l’alta perizia con la quale

sono realizzati i singoli oggetti d’oro, d’argento,

di finissima porcellana, e la maniera

in cui sono assemblati nella cassetta di

mogano o di palissandro del brasile, finiscono

per far passare in secondo ordine il pregio

della funzionalità. «Non esiste alcun

bisogno che non possa essere soddisfatto in

viaggio da uno di questi nécessaire», scrive

nelle proprie memorie, apparse nel 1832,

Laure Junot, duchessa di Abrantès, riferendosi

a quello di Paolina Borghese e rammentandoci

il ruolo principale a cui sono chiamati

a rispondere questi straordinari campionari

di utensili. La loro prima caratteristica

è la robustezza della cassetta e l’estrema

precisione con cui i singoli oggetti si compongono,

entrano l’uno dentro l’altro e

combaciano con i rispettivi alloggi. Scosse

ed urti della carrozza, per non dire dei ribaltamenti,

non consentono deroghe alla massima

precisione. Gli oggetti dei nécessaires

più completi, come quello di Paolina Borghese che comprende

novantasei pezzi, possono essere suddivisi in tre gruppi: quaranta

per la rifocillazione, quarantasei per la toeletta e dieci per

scrivere e per cucire. Sono queste infatti le principali funzioni a

cui devono rispondere, sia durante il viaggio, sia nelle locande

di posta dove invano pretenderemmo prodotti di lusso come il

caffè, il cioccolato o un infuso a base di fiori d’arancio contro

l’insonnia.

La caratteristica veramente eccezionale di questi nécessaires è

che alla calibrata precisione e alla massima robustezza, abbinano

la raffinata eleganza degli utensili, sia che si tratti di servizi da

tavola in pregiata ceramica, oppure di boccettine in cristallo di

rocca per la cura della persona. Quasi tutti i nécessaires sono

provvisti di un cassettino con l’occorrente per scrivere e di vari

scomparti segreti per gli effetti personali. Si possono avere nécessaires

per ognuna delle funzioni accennate, ma il fascino effettivo

è legato all’integrazione di funzioni diverse. È questa integrazione

che li ha resi indispensabili al viaggiatore raffinato il quale non

intende separarsene in alcuna occasione e in alcuna ora del giorno.

Basti pensare che Maria Antonietta portò con sé il proprio

nécessaire nella fuga a Varenne, e che Napoleone non rinunciò a

due dei suoi quando dovette imbarcarsi per Sant’Elena.


■ Carl Schmitt

Amleto o Ecuba

L’irrompere del tempo nel

gioco del dramma

978-88-15-00258-7, PP. 128, � 9,30

■ Mario Alinei

Il sorriso della

Gioconda

978-88-15-11383-2, PP. 196, � 13,50

■ Ezio Raimondi

Il colore eloquente

Letteratura e arte barocca

978-88-15-05156-1, PP. 136, � 10,33

■ Attilio Brilli

Un paese di romantici

briganti

Gli italiani nell’immaginario

del Grand Tour

978-88-15-09075-1, PP. 192, � 11,50

L’Italia è stata per più di tre secoli

meta prediletta dei viaggiatori europei,

paradiso della cultura e dei sensi,

con le reliquie del passato, il clima, e

le bellezze paesaggistiche. In questo

paradiso come venivano visti gli italiani?

Frugando nella sterminata letteratura

del viaggio in Italia di cui è insuperato

conoscitore, Brilli racconta il

graduale fissarsi dell’immagine degli

italiani e dei luoghi comuni dell’italianità:

un percorso paradossale e divertente

fra avventure e disavventure di

viaggio, aspettative e pregiudizi dei

viaggiatori.

■ Attilio Brilli

Viaggi in corso

Aspettative, imprevisti,

avventure del viaggio in Italia

978-88-15-09722-4, PP. 176, � 11,50

Quello che le guide non raccontano:

l’altro, composito volto del viaggio,

quello intessuto di aspettative e di

angosce del viaggiatore, quello prosaicamente

quotidiano, legato al suo

svolgimento materiale. È a questo

inedito aspetto del viaggiare, tradizio-

nalmente trascurato dagli incanti della

letteratura di viaggio, che è dedicato

questo libro. Attraverso lettere e diari

privati di illustri viaggiatori, vengono

messe in luce pene e delizie del viaggio:

umori, reticenze e brame segrete

che il viaggiatore non oserebbe mai

rendere pubbliche.

■ Attilio Brilli

In viaggio con Leopardi

978-88-15-07577-2, PP. 148, � 9,30

■ Attilio Brilli

La vita che corre

Mitologia dell’automobile

978-88-15-06882-8, PP. 168, � 10,33

Il volume ci racconta l’infanzia fragorosa

dell’automobile attraverso i ricordi

di personaggi che, nel vecchio e nel

nuovo mondo, ne hanno percepito

con estrema sollecitudine il fascino

multiforme.

■ Hannah Arendt

Il futuro alle spalle

978-88-15-11091-6, PP. 184, � 12,00

Scritti durante l’esilio americano, questi

importanti contributi su alcune figure

chiave della letteratura tedesca si

ricompongono lungo la corrente della

«tradizione nascosta» della coscienza

ebraica, quella dell’esclusione che

non rinnega – nel desiderio di emancipazione

– la propria storia, in cui il

futuro è precluso dal passato.

■ Lea Ritter Santini

Nel giardino

della storia

978-88-15-01956-1, PP. 208, � 10,33

■ Lea Ritter Santini

Ritratti con le parole

978-88-15-04315-3, PP. 184, � 13,43

■ Ezio Raimondi

La retorica d’oggi

978-88-15-08432-3, PP. 124, � 9,30

IL FILO DELLE LETTERE

15

EZIO RAIMONDI

LA RETORICA

D’OGGI

il Mulino Intersezioni


■ Walter J. Ong

Oralità e scrittura

Le tecnologie della parola

978-88-15-00964-7, PP. 264, � 15,00

La storia che, attraverso varie fasi, ha

portato l’umanità dall’oralità alla completa

interiorizzazione della scrittura è

affascinante. Nelle culture orali il pensiero

e l’espressione, lungi dall’essere

«primitivi», richiedono forme di organizzazione

che sono estranee e poco

congeniali alla mente di chi sa leggere

e scrivere. È stata l’introduzione della

scrittura, la prima forma di tecnologia

della parola, a trasformare la coscienza

degli uomini, producendo nuovi modelli

di pensiero che hanno reso possibile

l’enorme sviluppo della cultura.

■ Aldous Huxley

La volgarità

in letteratura

978-88-15-04662-8, PP. 184, � 9,30

■ Mary McCarthy

Vivere con le cose belle

978-88-15-02505-0, PP. 192, � 10,33

■ Roberto Escobar

Totò

Avventure di una marionetta

978-88-15-06302-1, PP. 144, � 9,30

Il filo

del pensiero

■ Ludwig Ammann

La nascita dell’Islam

978-88-15-11410-5, PP. 112, � 9,50

■ Werner Ross

Nietzsche selvaggio,

ovvero il ritorno

di Dioniso

978-88-15-07185-9, PP. 224, � 11,36

16 IL FILO DEL PENSIERO

■ Avishai Margalit

L’etica della memoria

978-88-15-11381-8, PP. 184, � 13,00

Recuperare il passato, rivivere eventi

ed emozioni: nella costruzione morale

degli individui così come delle collettività

può essere questo uno dei compiti

più dolorosi. Ma ci sono cose che

abbiamo il dovere di ricordare? Può

davvero la memoria condivisa valere

a fondare o a rafforzare il sentimento

identitario di una comunità? L’etica

della memoria è un’etica tanto del ricordo

quanto dell’oblio e del perdono;

dunque, se ci sono cose che dobbiamo

ricordare, ce ne sono altre che

dobbiamo invece dimenticare.

■ Paolo Rossi

Il passato, la memoria,

l’oblio

Otto saggi di storia delle idee

978-88-15-07904-6, PP. 272, � 12,39

■ Remo Bodei

Piramidi di tempo

Storie e teoria del déjà vu

978-88-15-11007-7, PP. 168, � 12,00

La sensazione di rivivere frammenti di

passato è assai conturbante e il déjà

vu e le sue anomalie hanno sedotto

scienziati, filosofi, poeti. Remo Bodei

offre una viva ricostruzione delle diverse

storie che si intrecciano su questo

tema, e propone una rigorosa e suggestiva

spiegazione del fenomeno.

■ Paul Ricoeur

Ricordare, dimenticare,

perdonare

L’enigma del passato

978-88-15-09638-8, PP. 160, � 11,00

Nel ricostruire il passato gli eventi

accaduti ci sembrano essersi succeduti

esattamente come li tramandiamo.

Raramente pensiamo invece alle

aperture, alle possibilità, alle passioni

degli uomini mentre vivevano e decidevano

determinati eventi. Il ricordare,

come il fare storia, devono tener

conto anche delle attese e dei desideri

che quel passato hanno sorretto.


Una nuova piccola serie, una chiave

suggestiva per ripensare la nostra cultura

Superbia avarizia lussuria ira gola invidia accidia. Sette parole

per sin tetizzare l’universo della colpa, sette termini già presenti

nel mondo greco per defi nire gli «abiti del male», e per delineare

nel mondo giudaico-cristiano una mappa dell’immoralità.

Ma cosa possono evocare oggi? Cosa conservano del loro

carattere arcaico, tragico e rischioso? Possono ancora ambientarsi

nel nostro tempo o sono divenuti obsoleti nel mondo del

«tutto lecito», dove ogni senso del limite sembra varcato?

Forse possono essere riletti in veste nuova e assorbiti nel registro

terapeu tico della psicologia e della psicoanalisi? Ma un

fatto è certo, assistiamo oggi al rinnovo della domanda sulla

colpa e sul peccato. In questa piccola serie diretta da Carlo

Galli, sette intellettuali cercano risposte, e riportando la riflessione

sui vizi capitali anche al di fuori dal codice religioso-tradizionale

in cui sono sorti, li riscoprono come passioni permanenti

dell’uomo, come espressione della sua possibilità di scegliere

tra bene e male.

I volumi in uscita

a novembre 2008:

■ Laura Bazzicalupo

Superbia

La passione dell’essere

978-88-15-12684-9, PP. 140, � 11,00

(PREZZO INDICATIVO)

«La regina dei vizi: il male ambiguo, il

tarlo che minaccia l'individuo dall'interno».

■ Francesca Rigotti

Gola

La passione dell’ingordigia

978-88-15-12685-6, PP. 120, � 10,00

(PREZZO INDICATIVO)

«Il vizio della carne, che affonda le

radici nel corpo e nel piacere del cibo

e del bene».

■ Sergio Benvenuto

Accidia

La passione dell’indifferenza

978-88-15-12686-3, PP. 130, � 10,00

(PREZZO INDICATIVO)

«Il demone che ci fa sentire tutto il

peso del male».

In preparazione:

■ Stefano Zamagni

Avarizia

La passione dell’avere

■ Giulio Giorello

Lussuria

La passione della carne

■ Remo Bodei

Ira

La passione furente

■ Elena Pulcini

Invidia

La passione risentita

I sette

V I Z I

capitali


■ Karl R. Popper

Le fonti della conoscenza

e dell’ignoranza

978-88-15-07812-4, PP. 144, � 10,00

Popper non ammette fonti privilegiate

di verità e giudica deleterio perseguire

idolatricamente la certezza e l’oggettività

della scienza. La conoscenza

è umana e, perciò stesso, intessuta di

pregiudizi, sogni, speranze. Possiamo

solo procedere per confutazioni,

cioè riconoscendo ed eliminando gli

errori, che saremo tanto più sagaci a

cercare se consapevoli della nostra

imperfezione.

■ Karl R. Popper

Il mito della cornice

Difesa della razionalità e

della scienza

978-88-15-09738-5, PP. 288, � 16,00

Nel discutere gli obiettivi e gli esiti

della ricerca scientifica, il suo ruolo e

la sua incidenza nella civiltà occidentale,

la responsabilità morale dello scienziato,

Popper confuta sia l’eccesso

che la mancanza di fiducia nella scienza.

Propone di sostituire alla pigrizia

intellettuale indotta dalle varie ortodossie

un razionalismo critico inteso non

solo come teoria della conoscenza,

ma anche come modo generale di

porsi di fronte ai vari aspetti della vita

umana, dalla politica alla morale.

■ Bernard Williams

Comprendere l’umanità

978-88-15-11411-2, PP. 136, � 10,00

■ Hans Blumenberg

Naufragio

con spettatore

Paradigma di una metafora

dell’esistenza

978-88-15-08215-2, PP. 148, � 11,00

La storia di una metafora centrale

nella civiltà dell’Occidente, quella del

«naufragio con spettatore» in cui si

riflette l’atteggiamento dell’uomo dinanzi

alla vita e alla storia: il bisogno

di sicurezza e il gusto del rischio,

l’estraneità e il coinvolgimento, la

contemplazione e l’azione.

18 IL FILO DEL PENSIERO

■ Hans Blumenberg

L’ansia si specchia

sul fondo

978-88-15-10484-7, PP. 224, � 13,50

Blumenberg in questo libro parla

dell’inquietudine esistenziale per ciò

che si muove e perennemente ondeggia

e oscilla come la superficie dell’acqua,

spingendo l’uomo alla ricerca di

ordine e sicurezza. Le avventure sulle

acque, i rischi di naufragio, fanno sì

che ci rivolgiamo per la nostra sopravvivenza

ad artefatti simbolici, alla

retorica, ai «verba» più che alle «res».

Ma i «verba», le parole, non sono solidi

e rocciosi come il terreno sotto i

piedi. Sono fluidi e scorrono, come le

acque del fiume di Eraclito.

■ Leszek Kolakowski

Breviario minimo

Piccole lezioni per grandi

problemi

978-88-15-07627-4, PP. 168, � 10,33

■ Leszek Kolakowski

Orrore metafisico

978-88-15-11413-6, PP. 128, � 10,00

■ Leszek Kolakowski

Se non esiste Dio

978-88-15-06195-9, PP. 220, � 9,30

■ Arrigo Levi

Dialoghi sulla fede

con Vincenzo Paglia e

Andrea Riccardi

978-88-15-07409-6, PP. 184, � 10,33

■ Mario Perniola

Del sentire cattolico

La forma culturale di una

religione universale

978-88-15-08205-3, PP. 176, � 10,33

■ Michael Dummett

Pensiero e realtà

978-88-15-12531-6, PP. 160, � 11,50

Che cosa esiste? Di che cosa è composta

la realtà? Le risposte di Michael

Dummett ad alcune delle più profonde

questioni filosofiche.


Un uomo che viveva nel mio palazzo

aveva frequentato il mio liceo quattro

anni prima di me, ed avevamo molte conoscenze

in comune. Più o meno un anno fa è

morto di infarto mentre era in giro in bicicletta.

La nostra era essenzialmente un’amicizia

da ingresso e da ascensore; mi faceva

sempre piacere vederlo e mi piace pensare

che sentisse lo stesso per me. Non mancavamo

mai di argomenti: notizie su vecchi

compagni di scuola, nuove barzellette,

chiacchiere sullo sport. Tuttavia non credo

di aver mai avuto con lui conversazioni che

superassero i venti minuti. Avrei potuto

invitarlo a pranzo, in modo che, con più

tempo a nostra disposizione, la nostra amicizia

si sviluppasse ulteriormente, ma io non

l’ho fatto, e neppure lui, del resto: da uomo

saggio, forse aveva istintivamente capito

l’arte dell’amicizia, senza dover scrivere

prima un intero libro sull’argomento. La

prima regola di quest’arte, sono giunto a

credere, è che non tutte le amicizie hanno

bisogno di essere approfondite.

Un’altra regola che ho inventato è non

permettere mai all’amicizia di ridursi a una

condivisione di afflizioni; l’amicizia non

978-88-15-12159-2

PP. 312, � 16,00

dovrebbe consistere principalmente, e neppure secondariamente,

nel condividere debolezze o problemi. Non si devono

scaricare, come si dice oggi, sugli amici le nostre paure, delusioni,

e i risentimenti (finora nascosti) nei confronti delle presunte

ingiustizie del mondo. L’arte dell’amicizia implica una

repressione deliberata. Un amico, secondo il luogo comune, è

qualcuno che puoi chiamare anche alle 4 del mattino, se sei in

crisi. Direi che è vero, però specificando che ci è permessa una

sola chiamata del genere.

Un’altra regola dell’arte dell’amicizia è guardare oltre le

semplici opinioni degli amici potenziali, nel tentativo di scoprire

una cosa più profonda: il loro punto di vista. Tutti hanno

delle opinioni, un sacco di opinioni, ma non tutti hanno un

punto di vista, che è qualcosa di più della semplice somma

delle opinioni di una persona. Un punto di vista è una prospettiva

particolare sul mondo, un modo di vedere la vita che

implica una posizione ben meditata su un ventaglio di questioni

molto più vaste di quelle che riguardano la riforma dello

stato sociale o il futuro della Nato. Non tutti hanno un punto

di vista e forse si deve giungere a una certa maturità per svilupparlo;

è comunque poco probabile che quanti hanno raggiunto

cronologicamente la maturità senza averlo ancora elaborato

possano trovare dei buoni amici.

IL FILO DEL PENSIERO

19

Che cos’è l’amicizia,

in che cosa si distingue

da altri sentimenti

come l’amore o l’affetto

per le persone di

famiglia, com’è cambiata

l’amicizia nella

storia, quale ruolo

ha nelle diverse età

della vita, è possibile

l’amicizia fra persone

di sesso diverso? Con

una riflessione colta

e ironica Epstein disegna

il ritratto di un

sentimento e di un

rapporto mutevoli e

complessi di cui è difficile

fare a meno.


■ Remo Bodei

Ordo amoris

Conflitti terreni e felicità

celeste

978-88-15-10539-4, PP. 256, � 14,00

Sciogliere i nodi che bloccano la volontà,

cicatrizzare i dissidi, togliere il

peso del passato permettendo a ciascuno

di riformulare e ricominciare da

capo la propria vita: è questo il compito

dell’amore, sinonimo di rinnovamento

e di soluzione dei conflitti. Ma

l’amore non apre solo verso il futuro,

bensì anche verso il passato: per il

suo tramite, il male commesso e subìto,

le sofferenze inflitte e ricevute

trovano il loro riscatto.

■ Roberto Escobar

La libertà negli occhi

978-88-15-11293-4, PP. 176, � 12,00

Sulla scorta delle idee di Camus, Canetti

e Simmel, delle creazioni letterarie

di Greene, Pasolini e Karen Blixen,

nonché delle suggestioni pittoriche di

Bruegel e di quelle cinematografiche

di Peter Weir, l’autore afferma la volontà

di vincere la disumanità dei

tempi ritrovando proprio nell’occhio la

promessa d’una libertà imprevista.

■ Roberto Escobar

Metamorfosi

della paura

978-88-15-12015-1, PP. 240, � 15,00

Come una sorta di città assediata,

oggi l’Europa si sente minacciata, a

sud e a est, da un’immigrazione che

percepisce come una calata dei barbari.

Roberto Escobar va in cerca

delle radici profonde di questa nuova

paura che costruisce confini, erige

barricate, esplode in violenza contro

gli «invasori».

■ Francesca Rigotti

La filosofia in cucina

Piccola critica della ragion

culinaria

978-88-15-09715-6, PP. 120, � 9,80

Un appetitoso volume fondato sull’analogia

fra nutrimento della mente e nutri-

20 IL FILO DEL PENSIERO

mento del corpo, il menu di una filosofia

che elabora il pensiero come se fosse

cibo, lo prepara, lo cucina, lo serve in

tavola. Del resto conoscere e mangiare

sono fatti della stessa pasta, come ci

rivelano innumerevoli metafore: divorare

un libro, digerire un concetto, masticare

il latino, avere sete di sapere.

■ Francesca Rigotti

Il filo

del pensiero

Tessere, scrivere, pensare

978-88-15-08433-0, PP. 208, � 11,50

■ Francesca Rigotti

Il pensiero

pendolare

978-88-15-11088-6, PP. 144, � 11,50

■ Gabriele Lolli

Sotto il segno

di Gödel

978-88-15-12023-6, PP. 192, � 14,00

Gabriele Lolli ripercorre il pensiero di

Kurt Gödel, il maggior logico dopo

Aristotele, facendo luce non solo su

temi come la completezza logica,

l’incompletezza e l’indecidibilità della

matematica formale, la teoria degli

insiemi, le origini dell’informatica e la

filosofia della matematica, ma anche

la cosmologia e la religione. Ne emerge

l’appassionante ritratto intellettuale

di un autentico genio del pensiero.

■ Philippa Foot

La natura del bene

978-88-15-11412-9, PP. 184, � 12,00

«Le virtù hanno un ruolo necessario

nella vita dell’uomo così come il pungiglione

nella vita delle api»: ma come

facciamo a giudicare se qualcosa è

«buono» per gli esseri umani? Philippa

Foot si interroga su che cosa è giusto

e che cosa è sbagliato, sulla virtù e

sul vizio, sulle basi stesse del giudizio

morale, e giunge a individuare i tratti

che caratterizzano efficacemente la

forma di razionalità pratica specificamente

umana.


■ Philippa Foot

Virtù e vizi

978-88-15-12654-2, PP. 168, � 12,50

■ Judith N. Shklar

Vizi comuni

Crudeltà, ipocrisia, snobismo,

tradimento, misantropia

978-88-15-12031-1, PP. 320, � 16,50

■ Federico Vercellone

Oltre la bellezza

978-88-15-12696-2, PP. 200, � 13,00

(PREZZO INDICATIVO)

Il volume ripercorre la vicenda dell’ideale

estetico dal suo tramonto in età

romantica («Mai il bello», ebbe a dichiarare

Schlegel), attraverso la crisi

otto-novecentesca sancita da Nietzsche

e Spengler e fino alla sua rinascita

con Andy Warhol e la pop art,

quando la bellezza torna a proporsi,

sia pure ironicamente, quale misura

dell’essere e del mondo.

■ Ernest Gellner

Ragione e cultura

Il ruolo della razionalità e

del razionalismo nella storia

978-88-15-04567-6, PP. 228, � 10,33

■ Christian Arnsperger

Philippe Van Parijs

Quanta diseguaglianza

possiamo accettare?

Etica economica e sociale

978-88-15-09383-7, PP. 176, � 10,50

■ Amartya K. Sen

La ricchezza

della ragione

Denaro, valori, identità

978-88-15-07711-0, PP. 152, � 10,00

Troppo spesso dell’economia di mercato

viene esaltata solo la libertà di

scelta. Meno frequentemente ci si

sofferma sulle reali condizioni di tale

libertà. Eppure la libertà sostanziale è

la sfida che l’economia di mercato ha

di fronte per non essere iniqua. Anche

la libertà sostanziale non può essere

definita una volta per tutte: intervengono

qui valori morali e culturali raramente

presi in considerazione dagli economisti,

convinti perlopiù che la massimizzazione

dei profitti sia universale.

Il filo

della società

■ Martha C. Nussbaum

Giustizia sociale

e dignità umana

Da individui a persone

978-88-15-08761-4, PP. 160, � 12,00

Anche nella società più equa si danno

relazioni asimmetriche basate sulla

dipendenza: bambini, anziani, persone

non autosufficienti, disabili rischiano

di non poter esercitare diritti fondamentali

di cui pure sono nominalmente

titolari. Per conservare la forza

universalistica dei diritti e far sì che

essi garantiscano davvero la dignità

umana, bisogna ampliare il concetto

di individuo a partire dalla teoria delle

«capacità».

■ Albert O. Hirschman

Felicità privata

e felicità pubblica

978-88-15-09121-5, PP. 184, � 12,50

Nell’indagare le dinamiche del comportamento

collettivo nelle società

contemporanee, Hirschman va alla ricerca

dei meccanismi di scontento

che stanno alla base delle ampie

oscillazioni del cittadino fra pubblico e

privato. L’autore dà spazio alla complessità

umana, occupandosi degli

uomini che sbagliano, che si ricredono,

che adeguano le loro preferenze a

esigenze e bisogni mutevoli.

IL FILO DELLA SOCIETÀ

21


■ Shmuel N. Eisenstadt

Paradossi

della democrazia

Verso democrazie illiberali?

978-88-15-08854-3, PP. 152, � 11,50

■ Cass R. Sunstein

Republic.com

Cittadini informati o

consumatori di informazioni?

978-88-15-09398-1, PP. 232, � 14,00

■ James G. March

Thierry Weil

L’arte della leadership

978-88-15-11515-7, PP. 128, � 10,00

Il tema della leadership è inseparabile

da quello più generale dell’esistenza

umana: noi tutti siamo chiamati ad

affrontare, in forme e contesti diversi,

gli stessi problemi che impegnano chi

ha la responsabilità di guidare intere

organizzazioni. L’attitudine a misurarsi

con questi problemi dovrà giovarsi

della capacità di intuizione e introspezione

tipica dell’arte. Shakespeare e

Molière, Tolstoj e Cervantes, Goethe e

Stendhal, Dostoevskij e Balzac saranno

i nostri «coach» e nelle loro pagine

troveremo sicura ispirazione, oltre a

precetti efficaci per il nostro lavoro e

la nostra vita.

■ István Bibó

Miseria dei piccoli stati

dell’Europa orientale

978-88-15-04716-8, PP. 128, � 8,26

■ Salvatore Mannuzzu

Il fantasma

della giustizia

978-88-15-06615-2, PP. 96, � 8,26

■ Michael Howard

L’invenzione

della pace

Guerre e relazioni

internazionali

978-88-15-08760-7, PP. 120, � 10,00

22 IL FILO DELLA SOCIETÀ

■ Erving Goffman

Espressione e identità

Gioco, ruoli, teatralità

978-88-15-09079-9, PP. 184, � 11,50

■ Richard Sennett

Rispetto

La dignità umana in un

mondo di diseguali

978-88-15-09724-8, PP. 280, � 15,50

Richard Sennett ci invita a riflettere sul

modo in cui le politiche assistenziali

intervengono nella formazione delle

identità individuali e collettive, così

come sulla centralità del rispetto nelle

nostre società sempre più diseguali.

Sennett auspica un welfare che, abbandonate

sia le modalità caritatevoli

sia le forme rigide del controllo, non

associ più alla dipendenza uno stigma

negativo e metta in condizione chi riceve

forme di sostegno sociale di percepirsi

come soggetto a pieno titolo.

■ Oliver Bennett

Pessimismo culturale

978-88-15-09549-7, PP. 272, � 16,50

■ Peter L. Berger

Homo ridens

La dimensione comica

dell’esperienza umana

978-88-15-11393-1, PP. 320, � 16,00

Dal noioso «il riso abbonda...» all’anarchico

e un po’ trucido «una risata vi

seppellirà», sono migliaia gli slogan

che ribadiscono la portata sempre in

qualche modo eversiva della dimensione

comica. Tutto congiura, fra le pagine

di questo libro, a insinuare l’idea

che se un paradiso esiste, deve essere

un luogo dove si ride, dove approderanno

gli scampati all’inferno della

mancanza di humour e al purgatorio

della seriosità.

■ George Ritzer

La religione dei consumi

Cattedrali, pellegrinaggi e riti

dell’iperconsumismo

978-88-15-10525-7, PP. 264, � 16,00

Una vera e propria rivoluzione ha popolato

le nostre città e le nostre vite


di enormi centri commerciali, giganteschi

parchi di divertimenti, cinema

multisala, impianti sportivi che all’occorrenza

si trasformano in palcoscenici

di megaconcerti, spettacoli non

stop e altri «eventi». Un’aura incantatrice,

magica, semireligiosa circonda

questi fenomeni e le nostre visite ai

templi del consumismo.

■ Eviatar Zerubavel

Mappe del tempo

Memoria collettiva e

costruzione sociale

del passato

978-88-15-09834-4, PP. 248, � 14,00

■ Jeffrey C. Alexander

La costruzione del male

Dall’Olocausto all’11 settembre

978-88-15-10895-1, PP. 248, � 15,00

Alexander denuncia le potentissime

«retoriche» basate sulla contrapposizione

tra buono e malvagio, amico e

nemico, orgoglio e vergogna, civiltà e

barbarie, utilizzate per giustificare gli

orrori della storia e il loro persistere

nelle società attuali. Queste poderose

quanto invisibili forze simboliche, emotive,

morali, si traducono in concrete

azioni e istituzioni: imparando a controllarle,

a comprendere i meccanismi

reali della degradazione e della violenza,

potremo attrezzarci per disinnescarli

e far sì che la speranza incida in

modo più tangibile nel mondo.

■ Anthony Giddens

Le conseguenze

della modernità

Fiducia e rischio, sicurezza e

pericolo

978-88-15-04648-2, PP. 192, � 12,50

■ Anthony Giddens

Il mondo che cambia

Come la globalizzazione

ridisegna la nostra vita

978-88-15-07696-0, PP. 120, � 10,00

Siamo una società che vive ormai oltre

la natura e la tradizione, e laddove

quest’ultima batte in ritirata viviamo

con maggiore libertà, ma anche con

più ansia. L’impotenza che talvolta

proviamo riflette l’inadeguatezza delle

nostre istituzioni. A dispetto di quanto

sempre più frequentemente si pensa,

il nuovo mondo ha bisogno di più governo

e di una nuova decisionalità,

che sappia trasferire dal privato al

politico quella che Giddens chiama

«democrazia delle emozioni».

■ Anthony Giddens

La trasformazione

dell’intimità

Sessualità, amore ed erotismo

nelle società moderne

978-88-15-12161-5, PP. 232, � 14,00

A che punto è oggi la «rivoluzione

sessuale»? Quella che sembra delinearsi

la possibilità di una «relazione

pura», basata sulla parità sessuale,

sentimentale ed emozionale. Una ristrutturazione

della sfera intima in cui

risulta centrale la «sessualità duttile»,

vale a dire eccentrica, libera dai vincoli

della riproduzione, dalla fallocrazia,

dagli stereotipi di genere, fondata

sull’autonomia della persona e non

necessariamente orientata alla monogamia

e alla stabilità.

■ Raymond Boudon

Sentimenti di giustizia

978-88-15-08957-1, PP. 184, � 11,00

■ Raymond Boudon

Declino della morale?

Declino dei valori?

978-88-15-09550-3, PP. 128, � 10,00

■ Norbert Elias

Humana conditio

978-88-15-01480-1, PP. 113, � 7,75

■ Norbert Elias

La solitudine del morente

978-88-15-10483-0, PP. 128, � 9,50

Invecchiare e morire nelle società industriali

avanzate, sia pure protetti

dalle istituzioni del «welfare state» e

anestetizzati dai progressi della scienza

medica, significa invecchiare e

morire soli. La rimozione dell’idea

della morte nel mondo contemporaneo

è vista come espressione di un

più vasto processo di controllo delle

IL FILO DELLA SOCIETÀ

23


emozioni e della affettività che caratterizza

la nostra epoca.

■ Niklas Luhmann

La fiducia

978-88-15-08955-7, PP. 208, � 12,00

■ Ulrich Beck

I rischi della libertà

L’individuo nell’epoca della

globalizzazione

978-88-15-07769-1, PP. 216, � 12,50

Gli anni ‘90 del ‘900 hanno visto

l’acutizzarsi dell’incertezza: le persone

avvertono che devono pensare da

sé al proprio futuro, al lavoro, alla

casa, alla formazione dei figli e alla

sicurezza della propria vecchiaia. E

sempre più spesso i cittadini si mobilitano

contro coloro che incarnano le

loro paure e, chiedendo protezione

alle istituzioni, invocano anche di fatto

limitazioni alla libertà, tanto anelata

nel corso del ‘900. Come siamo

giunti a questo paradosso?

■ Ulrich Beck

La società cosmopolita

Prospettive dell’epoca

postnazionale

978-88-15-09451-3, PP. 304, � 16,00

Una compiuta riflessione sulla società

contemporanea e sulle sue istituzioni,

in cui l’antico ideale illuminista e kantiano

del cosmopolitismo trova un uso

non più astratto, ma decisamente calato

nella storia, capace di dare fondamento

a un nuovo ordine mondiale

sottratto agli opposti vincoli del territorialismo

e della omogeneizzazione.

■ Zygmunt Bauman

La società

dell’incertezza

978-88-15-07100-2, PP. 160, � 11,00

Una società che ha perso stabilità e

durata, che preferisce l’apparenza

alla sostanza, in cui il tempo si frammenta

in episodi, la salute diventa

«fitness», la massima espressione di

libertà è lo «zapping». Le figure emblematiche

che abitano questo universo

sono il giocatore (in borsa o alla

lotteria), il turista, lo sradicato, il col-

24 IL FILO DELLA SOCIETÀ

lezionista di sensazioni, ma soprattutto

lo straniero.

■ Zygmunt Bauman

La società

individualizzata

Come cambia la nostra

esperienza

978-88-15-08759-1, PP. 328, � 17,00

Le società in cui viviamo sono sempre

più caratterizzate da incertezza, ansie,

senso del rischio riconducibili a

fattori strutturali, ma vissute come

tratti di esperienza squisitamente individuale.

Una visione privatistica che

può essere superata risalendo alla

natura fondamentalmente sociale delle

nostre angosce personali e affrontandole

collettivamente.

■ Arnaldo Bagnasco

Tracce di comunità

Temi derivati da un concetto

ingombrante

978-88-15-07257-3, PP. 192, � 12,50

■ Arnaldo Bagnasco

Società fuori squadra

Come cambia

l’organizzazione sociale

978-88-15-09431-5, PP. 168, � 10,50

Gli stati nazionali, oggi sfidati da flussi

globali di capitali, beni, persone, tecnologie,

informazioni e movimenti,

fanno fatica a ordinare una società su

un territorio, a tenere le sue diverse

componenti su uno stesso asse: di

qui l’immagine di «società fuori squadra».

■ Gian Primo Cella

Tracciare confini

Realtà e metafore della

distinzione

978-88-15-10534-9, PP. 248, � 15,00

■ Franco Cassano

Modernizzare stanca

Perdere tempo, guadagnare

tempo

978-88-15-08125-4, PP. 184, � 10,80

Gli apologeti della modernità consumano

voracemente il mondo e pensa-


no di migliorarlo. Solo il perdere tempo

permette di signoreggiare il tempo.

Guidato da una resistenza esistenziale

all’omologazione culturale e dal

desiderio di farci riflettere sull’etnocentrismo

supponente, Cassano ha

levato una voce critica nei confronti

della modernizzazione del nostro paese,

nella convinzione che esistano

nella cultura italiana forme dell’esperienza

preziose, che vanno tutelate

gelosamente, perché in quelle esperienze

è la garanzia di futuro.

■ Franco Cassano

Approssimazione

Esercizi di esperienza

dell’altro

978-88-15-08361-6, PP. 176, � 12,80

■ Paolo Jedlowski

Fogli nella valigia

Sociologia, cultura, vita

quotidiana

978-88-15-09290-8, PP. 216, � 12,50

■ Paolo Jedlowski

Un giorno dopo l’altro

La vita quotidiana fra

esperienza e routine

978-88-15-10485-4, PP. 224, � 13,00

Muovendosi con disinvoltura tra classici

della sociologia, film, opere letterarie

e canzoni, Jedlowski propone

una lettura originale dei maggiori

cambiamenti oggi in corso nella quotidianità,

relativi alla compressione

dello spazio e del tempo, allo sviluppo

dei mezzi tecnologici, al ruolo crescente

dei media, ai consumi, al lavoro,

ai rapporti sociali. Un invito ad

assumerci la responsabilità della qualità

della nostra esperienza, riconoscendo

lo stupore che provoca l’infinito

gioco di differenze e ripetizioni di

cui la vita quotidiana è intessuta.

■ Raffaella Ferrero Camoletto

Oltre il limite

Il corpo tra sport estremi e

fitness

978-88-15-10233-1, PP. 232, � 13,00

■ Beatrice Benelli

Avanzi di balera

Storia e storie del mondo

del ballo

978-88-15-08082-0, PP. 232, � 11,36

■ Simonetta Piccone Stella

In prima persona

Scrivere un diario

978-88-15-12532-3, PP. 160, � 11,50

Solo apparentemente catalogabile

come genere minore nella gerarchia

delle scritture dell’io – autobiografie,

confessioni, memorie, epistolari – il

diario privato ha in realtà accompagnato

per secoli la vita di moltissime persone,

autori celebri e gente comune,

trasformandosi nel tempo fino ad assumere

l’attuale diffusissima forma del

blog. L’autrice esplora da vicino i tratti

della scrittura diaristica che accomunano

le epoche e gli autori più diversi.

■ Arlie Russell Hochschild

Per amore o per denaro

La commercializzazione della

vita intima

978-88-15-10882-1, PP. 272, � 15,00

«Di qualsiasi problema mi occupi», dichiara

programmaticamente l’autrice di

questo volume, «mi sforzo di guardare

da vicino alle emozioni delle persone».

Nello scenario della vita quotidiana, in

particolare della sfera domestica, vengono

calati temi di portata generale

quali la famiglia, il lavoro, il genere, il

capitalismo, la globalizzazione, per osservare

come l’espressività emotiva,

l’attenzione per l’altro e gli atteggiamenti

di cura siano messi alla prova in

una cultura sempre più improntata alla

promozione «commerciale» di se stessi

e alla quantificazione strumentale di

ogni sentimento umano.

■ Giampaolo Nuvolati

Lo sguardo vagabondo

Il flâneur e la città da

Baudelaire ai postmoderni

978-88-15-11089-3, PP. 184, � 12,00

IL FILO DELLA SOCIETÀ

25


Sgradevole, ma pure

incline a sconfinare

nella stramberia o

nella comicità conclamata,

l’ostilità reciproca

svolge un ruolo

essenziale nel rapporto

di coppia, producendo

spesso effetti

positivi. Come? Ce

lo dice questo libro

attraverso una serie

di interviste – talora

sofferte, talora esilaranti

– in cui saremo

stupiti, ma non tanto,

di riconoscerci. Leggere

qui a fianco per

credere.

978-88-15-12698-6

PP. 240, � 15,00

(PREZZO INDICATIVO)

26 IL FILO DELLA SOCIETÀ

Nella nostra società aggressiva e destabilizzante,

la coppia è sempre più

utilizzata come uno strumento per sentirsi

rilassati e rassicurati. È intorno al tavolo

da pranzo, infatti, che uno dei partner

spesso incomincia a raccontare i piccoli

guai della giornata, certo che l’altro lo

ascolterà partecipe e gli offrirà il suo

benefico sostegno. Questa situazione,

però, rischia di diventare regressiva. La

casa si trasforma nel luogo in cui ciascuno

può finalmente abbandonarsi al proprio

estro, lontano dalle continue competizioni

e da sguardi indagatori o malevoli, per

godere in piena libertà dei piaceri più

semplici, della possibilità di lasciarsi andare

a un modo di vita del tutto spontaneo e

al senso di benessere che ne deriva.

La tentazione a regredire è spesso

molto più forte in uno dei partner: man

mano che l’uno si lascia sprofondare nelle

piccole gioie della routine domestica,

l’altro lo scopre in una luce del tutto inaspettata

e constata con stupore che la

radicale diversità dei loro modi di essere

e dei loro sogni li ha ormai profondamente

divisi. «A me piace uscire, andare per

negozi, vedere gli amici. Lui, al contrario, è piuttosto pantofolaio.

Ama starsene in casa in santa pace, con tutto il suo

tempo a disposizione. Per me, invece, non muovermi di

casa, non vedere altra gente è proprio stressante».

L’eccessiva strumentalizzazione della coppia a fini di

terapia egoistica provoca un’alterazione dell’immagine che

si forma nella mente di uno dei partner. Chi in passato

aveva fatto tanti sforzi per sedurre l’altro, ora si mostra

quasi del tutto indifferente nei suoi riguardi, al punto da

chiedersi se non sia diventato l’ultima persona degna di

essere sedotta. E qui sorge spontanea una domanda: ci

troviamo di fronte allo sbocco inevitabile della vita di coppia?

È a questo che ci si deve ridurre?

«Quando ci siamo incontrati, dieci anni fa, certamente si

era stabilito fra noi un pudore reciproco, e nessuno dei due

si lasciava andare in presenza dell’altro. Ho riflettuto sulla

questione e mi sembra che soltanto dopo circa cinque anni

abbiano preso piede certe abitudini e, con esse, sia prevalsa

la routine. Sì, penso proprio che la colpa sia della routine:

si è meno attenti all’altro, ci si conosce bene, allora perché

trattenersi, provare imbarazzo?».


Nel Medioevo le dame applicavano

calce viva e solfuro naturale di arsenico

all’attaccatura del cuoio capelluto

per ottenere una fronte bombata; schiarivano

i capelli con bianco d’uovo, cenere o

preparati di zolfo, mettevano unguenti di

cera per ridare splendore al viso ed eliminavano

con la pece le sopracciglia, considerate

antiestetiche. L’arte dell’abbellimento

è antica, ce lo testimoniano i

manuali di farmacopea e i trattati di

cosmetica giunti fino a noi. Tuttavia, sino

al XIX secolo l’immaginario che essa ha

evocato rientrava più in una cultura femminile

esoterica del segreto o del rimedio

occulto che in quella scientifica della

conoscenza esatta. Lo sguardo che accompagnava

le imperfezioni del corpo non

era, insomma, quello clinico che sanziona

la mancanza e la perfettibilità della materia

grezza, né il controllo che veniva

applicato era quello razionale e disciplinato

di oggi. Anche la terminologia estetica

è profondamente cambiata: la pubblicità

stessa, come è stato osservato, non

parla più di seduzione, mistero o sortilegio,

ma ricorre a espressioni quali «capi-

978-88-15-12533-0

PP. 248, � 15,00

tale bellezza», «risorse energetiche», «credito solare»,

«sistema total-look», come se il corpo fosse diventato

un’azienda da gestire.

La diffusione della chirurgia estetica è stata sostenuta da

un modello economicistico della gestione del corpo e delle

sue funzionalità molto simile.

La medicina organizza i nostri sogni di libertà, ma lo fa

in forza di uno sguardo scientifico-razionale generalizzato

che sancisce i corpi nella loro mancanza, misura la loro

funzionalità, determina la loro plasticità. Il prezzo da pagare

è quello, secondo i critici, della standardizzazione: non

semplicemente per il fatto di promuovere forme simili, ma

perché la sanzione in quanto tale «normalizza» i corpi sancendo

una identità sulle altre a scapito della differenza

anche biografica. Alcuni critici verso la chirurgia estetica

hanno osservato che cancellare l'età da un volto, ad esempio,

equivale a sgretolare l'identità, la forza, la storia dell'individuo.

Cancellando l’età, secondo altri, la medicina

paradossalmente imprime il memento mori nel corpo, ricorda

all’uomo la sua finitudine proprio nel momento in cui la

scongiura.

IL FILO DELLA SOCIETÀ

27

La storia della chirurgia

estetica rivela insospettabilicontinuità

nel processo che

ha portato all’odierna

banalizzazione di

questa pratica. Dalla

ricostruzione dei nasi

tagliati nel Medioevo

alla cancellazione

dell’infamia della

sifilide, dalla correzione

del «naso da

ebreo» all’occidentalizzazione

degli occhi

asiatici, sino al corpo

scolpito della donna

in carriera, quello che

è chiamato in causa è

sempre il desiderio di

integrazione sociale

dell’individuo.


Benché l’improvvisazione

trovi la sua consacrazione

definitiva

nel jazz, essa costituisce

una pratica culturale

prima ancora

che musicale. Si improvvisaconversando,

in un gioco sportivo,

cucinando, di

fronte agli ordinari

piccoli imprevisti

come ai grandi eventi

esistenziali per i quali

non disponiamo di

un copione già noto,

e persino in quelle situazioni

dove affidarsi

alla sola routine

può essere pericoloso.

Siamo così condotti

dal jazz a quella

che si potrebbe chiamare

la logica della

creatività.

978-88-15-09827-6

PP. 272, � 14,00

28 IL FILO DELLA SOCIETÀ

La jam session è un raggruppamento

informale, temporaneo, ricreativo ed a

volte spontaneo di musicisti che si riunisce

con lo scopo di improvvisare e suonare

musica libera dai vincoli posti dalle esigenze

commerciali sulla scelta del brano, sulla sua

lunghezza, sull’arrangiamento imposto dal

band leader, sui rischi da prendere durante

la performance. La jam session è una istituzione

sostanzialmente egalitaria, riservata

ad un pubblico composto soprattutto da

altri musicisti (neri) o comunque amatoriale,

dove si suona con (e contro) altri musicisti,

ma sempre fra pari, dando a tutti almeno

l’opportunità di provare ad esibirsi, in

modo che anche i musicisti più giovani o

meno noti abbiano l’occasione di confrontarsi

con quelli più affermati. La dimensione

competitiva di questo rituale non va trascurata:

seppure in un’atmosfera incoraggiante

e di supporto, le jam erano anche

delle vere e proprie sfide fra musicisti, i

quali mettevano in gioco una parte del proprio

capitale simbolico.

One o’clock jump, il titolo di un brano di

Count Basie, ci ricorda che le sale da ballo

chiudevano battente all’una, dopodiché,

nelle afterhours i jazzisti si riunivano in uno dei piccoli club di

Harlem, come Minton’s Playhouse o Monroe’s Uptown House,

che restavano aperti fino alle quattro del mattino, e suonavano,

si scambiavano idee, sperimentavano, insomma: si costituivano

come un vero e proprio laboratorio sonoro. Proprio perché

non erano fonte di reddito, le jam session furono ufficialmente

contestate dal sindacato dei musicisti, l’American Federation

of Musician, che le tollerava solo se dimostrabilmente legate al

piacere privato dei musicisti ed accuratamente schermate al

grande pubblico. La differenza essenziale fra la jam e quello

che diventerà poi il concerto jazz è che il concerto è definito

da una durata (un inizio e una fine) e da un luogo determinato

(regolato dal rituale di ingresso ed uscita di un pubblico

pagante), mentre la jam viene eseguita e fruita in modo più

fluido, con limiti incerti, in un ambiente – ad esempio il retrobottega

di un locale o un garage o la stanza dell’appartamento

di un musicista – che non si distingue da quello ordinario. In

questo senso la musica bebop è figlia della notte, ed è anche

una musica della metropoli e della moderna cultura urbana,

che ha il ritmo frenetico dell’urban swirl: rumorosa, pulsante,

vorticosa e febbrile come la New York degli anni Quaranta.


■ Norbert Elias

Mozart

Sociologia di un genio

978-88-15-10959-0, PP. 176, � 12,00

La miscela tra origini modeste e frequentazione

della società di corte,

così come la compresenza di grande

talento e di giocosità infantile, sono

fattori decisivi nell’evoluzione della vita

e dell’arte di Mozart. In lui l’immagine

dell’uomo non si accorda per nulla con

l’ideale del genio che vorrebbe il talento

artistico quale frutto di un processo

interiore compiuto in solitudine.

■ Maria Antonietta Trasforini

Nel segno delle artiste

Donne, professioni d’arte

e modernità

978-88-15-11609-3, PP. 232, � 15,00

■ Alessandro Dal Lago

Serena Giordano

Mercanti d’aura

Logiche dell’arte

contemporanea

978-88-15-11294-1, PP. 328, � 18,00

Perché un orinatoio è divenuto l’emblema

dell’arte del Novecento? Perché

la riproduzione di una zuppa

Campbell ha un enorme valore se è

opera di Andy Warhol, ma è considerata

un sintomo di disordine mentale

se l’autore è internato in un manicomio

svizzero? Il volume offre una lettura

disincantata ma appassionata delle

logiche sociali, economiche e culturali

dell’arte contemporanea. L’arte è

l’insieme di mondi in cui si produce, si

vende e si compra l’«aura», cioè la

definizione di qualcosa come «arte».

■ Davide Sparti

Il corpo sonoro

Oralità e scrittura nel jazz

978-88-15-11929-2, PP. 248, � 15,00

La tradizione europea, diversamente

da quella di origine africana, non ha

saputo cogliere nell’oralità performativa

e nell’eccitazione di quella massa

vibrante che è il corpo umano la fonte

primaria dell’espressività musicale. Il

jazz, nel quale opera ed esecutore

coincidono, ci fa ascoltare una musi-

ca corporea «suonata» da pelle, bocca,

lingua, labbra, braccia, torace,

mani.

■ Jean-Claude Kaufmann

Quando l’amore

comincia

978-88-15-09835-1, PP. 288, � 14,00

Per gli amanti che hanno passato la

loro prima notte insieme il mattino

dopo non è un momento come un altro:

in quegli istanti decisivi si gioca

infatti la possibilità di dare inizio a una

vera storia d’amore. Kaufmann ci

mostra come avviene concretamente

la costruzione della coppia e come

sono cambiate le regole del gioco.

■ Peter L. Berger

Il brusio degli angeli

Il sacro nella società

contemporanea

978-88-15-05057-1, PP. 144, � 9,30

■ Peter L. Berger

Una gloria remota

Avere fede nell’epoca del

pluralismo

978-88-15-04645-1, PP. 216, � 10,33

■ Peter L. Berger

Questioni di fede

Una professione scettica

del cristianesimo

978-88-15-10519-6, PP. 280, � 15,00

■ Richard Sennett

La cultura

del nuovo capitalismo

978-88-15-10885-2, PP. 160, � 11,00

Il nuovo capitalismo impone di agire a

breve termine, di abbandonare rapidamente

le esperienze passate, di rinunciare

a un progetto complessivo di

autorealizzazione. Soltanto un determinato

tipo di individuo sembra idoneo

a prosperare in questo ambiente instabile

e frammentario. Il volume riflette

su questi temi, tratteggiando anche

possibili «contromisure» – personali e

istituzionali – capaci di limitare le conseguenze

perniciose di tale cultura.

IL FILO DELLA SOCIETÀ

29


il Mulino Intersezioni

VICTOR TURNER

DAL RITO

AL TEATRO

Il filo

dell’altro

■ Clifford Geertz

Opere e vite

L’antropologo come

autore

978-88-15-02771-9, PP. 176, � 13,00

■ Clifford Geertz

Oltre i fatti

Due paesi, quattro decenni,

un antropologo

978-88-15-05165-3, PP. 216, � 12,91

■ Clifford Geertz

Mondo globale,

mondi locali

Cultura e politica alla fine del

ventesimo secolo

978-88-15-06811-8, PP. 136, � 10,00

■ Mary Douglas

Credere e pensare

978-88-15-04696-3, PP. 216, � 9,30

■ Mary Douglas

Purezza e pericolo

Un’analisi dei concetti di

contaminazione e tabù

978-88-15-09349-3, PP. 280, � 17,00

■ Mary Douglas

Baron Isherwood

Il mondo delle cose

Oggetti, valori, consumo

978-88-15-00550-2, PP. 240, � 13,50

A cosa servono le cose? Per il proprio

benessere materiale, per quello psicologico,

per ostentare ricchezza ed

entrare in competizione con altri? Chi

è in realtà il consumatore? I beni di

consumo definiscono valori e differenze,

categorie sociali e culturali; attraverso

di essi e il loro uso è possibile

comprendere le concezioni del tempo,

le differenze tra i sessi, tra le età, tra

ciò che è pubblico e privato, i rapporti

30 IL FILO DELL'ALTRO

familiari e di parentela, in ogni tipo di

società. Più che oggetti di desiderio,

essi sono i fili di un velo che nasconde

sotto di sé i rapporti sociali.

■ Mary Douglas

Questioni di gusto

Stili di pensiero tra volgarità

e raffinatezza

978-88-15-07135-4, PP. 168, � 10,33

■ Ulf Hannerz

La diversità culturale

978-88-15-07910-7, PP. 176, � 12,00

Che la diversità culturale sia divenuta

un tema cruciale è cosa scontata. Più

complesso invece è capire che cos’è,

fino a che punto sia un elemento di

ricchezza o di debolezza, se, al pari

della biodiversità, vada attivamente

protetta oppure se vadano distinte, di

volta in volta, vecchie incrostazioni nei

costumi e nei modi di pensare, e reinterpretazioni

creative di spinte nuove.

E, posto che le diversità culturali sono

sempre esistite, a cosa corrisponde la

loro riscoperta e valorizzazione?

■ Victor Turner

Dal rito al teatro

978-88-15-00983-8, PP. 228, � 13,50

■ Klaus E. Müller

Piccola etnologia

del mangiare e del bere

978-88-15-10521-9, PP. 168, � 12,00

Un divertente e vivace repertorio delle

forme e dei significati inesauribili e a

volte inaspettati che la sfera dell’alimentazione

assume nella nostra vita.

Un percorso che tocca moltissime

stazioni: il paradiso come luogo dove

scorrono il latte e il miele, ma dove

cresce anche l’albero del frutto proibito;

le offerte riparatrici e l’agnello sacrificale;

il paese della cuccagna;

l’etichetta a tavola; i molti significati

del banchetto; l’attaccamento alla cucina

della mamma; le relazioni tra cibo

e sessualità; il cibo come strumento di

guarigione del corpo, di salvezza

dell’anima o di possibile dannazione;

la pratica estrema del cannibalismo; la

letteratura gastronomica.


Il filo

della mente

■ Marina Mizzau

E tu allora?

Il conflitto nella

comunicazione quotidiana

978-88-15-08954-0, PP. 208, � 12,50

■ Marina Mizzau

Ridendo e scherzando

La barzelletta come racconto

ISBN 978-88-15-10486-1, PP. 144, � 10,00

«Vi racconto una barzelletta»: quali

aspettative innesca questo annuncio?

Che cos’è una barzelletta? Micro-racconto,

piccola sceneggiatura, evento

interattivo, breve spettacolo, essa predilige

l’oralità, non sopporta interruzioni

né commenti, è conchiusa e concisa.

Muovendosi fra letteratura umoristica

e riferimenti «alti», l’autrice

esplora e mette a nudo i meccanismi

e le caratteristiche di un genere tanto

poco studiato quanto molto praticato.

■ Maria Miceli

Sentirsi soli

978-88-15-09448-3, PP. 200, � 11,80

Malessere molto democratico, il senso

di solitudine non risparmia nessuno

e, nelle forme più gravi, si accompagna

a seri disturbi psichici e fisici.

Capire la solitudine può aiutare a capire

che cosa ci aspettiamo dagli altri e

dai nostri rapporti con loro, e può offrire

una prospettiva nuova da cui

guardare all’intimità, all’amicizia, all’amore.

■ Cristiano Castelfranchi

Che figura

Emozioni e immagine sociale

978-88-15-09843-6, PP. 280, � 15,50

Perché un incrinamento della nostra

immagine ci provoca sentimenti dolorosi?

L’estenuante lavoro da noi sostenuto

per conservare o migliorare la nostra

faccia serve a metterci in condizione di

raggiungere i nostri scopi tramite gli

altri. Il libro mette a nudo la natura

dell’amor proprio e gli stati mentali che

sono alla base di emozioni squisitamente

sociali come l’invidia, la vergogna, il

senso del ridicolo, la derisione.

■ Sergio Benvenuto

Dicerie e pettegolezzi

Perché crediamo in quello che

ci raccontano

978-88-15-07328-0, PP. 160, � 9,30

Dalla lettura di questo libro si esce un

po’ più allegri, perché ognuno di noi

scoprirà molte più leggende metropolitane

di quelle che pensava, ma anche

un po’ più turbati perché il campo

di ciò che ripetiamo per sentito dire si

rivela di dimensioni travolgenti.

■ Giovanna Axia

Elogio della cortesia

L’attenzione per gli altri come

forma di intelligenza

978-88-15-10540-0, PP. 144, � 9,50

Alla malinconica degradazione dei

rapporti umani e sociali si oppone con

forza questo piccolo libro, che rivendica

alla cortesia e alla gentilezza il loro

pieno spessore culturale: potente

strumento di composizione dei conflitti

e promozione della convivenza, dimostrazione

di intelligenza nel difficile

tentativo di comprendere e valorizzare

le ragioni altrui.

■ Giuseppe Mantovani

Intercultura

È possibile evitare le guerre

culturali?

978-88-15-09739-2, PP. 192, � 12,50

Oltre il mosaico multiculturale, oltre le

politiche dell’appartenenza e dell’identità

culturale. Solo cominciando a

prestare attenzione all’altro con una

nuova coscienza interculturale – come

fa Mantovani in queste pagine mentre

ci mette in contatto con donne bramine,

giovani musulmani, cacciatori di

teste delle Filippine, immigrati africani

– incontreremo la relatività culturale

delle emozioni, superando lo sguardo

«occidentale» sull’altro. Al didi barriere

e simboli, ciascuno con una faccia

e una storia.

IL FILO DELLA MENTE

31


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IL MULINO

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