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Giugno - Ex-Alunni dell'Antonianum

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Sped. abb. postale gruppo IV<br />

PADOVA - VIA DONATELLE), 16 - GIUGNO 1365<br />

TRIMESTRALE DEGLI EX ALUNNI, DEL COLLEGIO UNIVERSITARIO<br />

DELLA SCUOLA DI RELIGIONE E DEL PETRARCA - NUOVA SERIE


GLI EX ALUNNI IN ERBA ATTORNO ALLA FON-<br />

TANA NEL PARCO DOPO LA PRIMA COMUNIONE<br />

(3 MAGGIO 1965)<br />

SOMMARIO<br />

— IL P. GENERALE DAVANTI AL PAPA<br />

— LA GRANDE MISSIONE AFFIDATA DAL<br />

PAPA Al GESUITI<br />

— CONGRESSO EUROPEO DI COLONIA<br />

— ESSENZA E SVILUPPO LITURGICO DEL-<br />

LA SANTA MESSA<br />

— LE GRANDI DEVOZIONI E IL S. PADRE<br />

— LA FRANCIA E IL S. CUORE<br />

— NEO-LAUREATI<br />

— MARCIA DELLA FEDE<br />

— LA NUOVA SCUOLA DI RELIGIONE<br />

— CINE- FLASH<br />

— PETRARCA<br />

— VARIE<br />

NUOVA SERIE - N. 14<br />

DEL 1965 - N. 2 (GIUGNO)<br />

Direttore responsabile: ANTONIO COVI S. J.<br />

Redattore : CIPRIANO CASELLA S. J.<br />

EX ALUNNI - COLLEGIO UNIVERSITARIO<br />

SCUOLA DI RELIGIONE -PETRARCA<br />

P. Arrupe, nuovo Generale della Compagnia di Gesù, riceve la benedizione del S. Padre<br />

Tip. A. Bolzonella - Piazza del Santo 14, Padova ed una parola di incoraggiamento per I' ardita missione che lo Spirito Santo gli affida.


La lotta contro l'ateismo affidata dal<br />

zione del nuovo generale è affidata<br />

Ricevuti la mattina del 7 maggio<br />

i 250 Capitolari Gesuiti, raccoltisi<br />

per l'elezione del loro nuovo Generale,<br />

il S. Padre rivolgeva loro parole<br />

di cordialissimo saluto. Augurava<br />

loro di saper eleggere un Generale<br />

capace di assumere il gravissimo impegno<br />

di condurre la Compagnia di<br />

Gesù a quella prosperità e capacità<br />

di salvezza che è richiesta dal suo<br />

Istituto e implorava con loro lo Spirito<br />

Santo perché ne illuminasse la<br />

scelta.<br />

« Di quale natura ed indole —<br />

continuava il S. Padre — di quale<br />

attività superiore Ignazio, il vostro<br />

santissimo legislatore, abbia voluta<br />

la vostra Compagnia è noto a<br />

tutti. Fondata con magnanimo divino<br />

istinto, la volle roccaforte del<br />

Cattolicesimo, milizia sempre pronta<br />

ed agguerrita, dedita e incondizionatamente<br />

votata alla Sede apostolica.<br />

« E' per voi certamente merito<br />

insigne, prerogativa illustrissima, militare<br />

sotto il segno della croce per<br />

il solo Signore dell' Universo e per<br />

la Sua Sposa sotto le direttive del<br />

2 —<br />

Romano Pontefice Vicario di Cristo<br />

in terra, come vi impone la Bolla<br />

<strong>Ex</strong>poscit Debitum (21 luglio 1556).<br />

« Nella osservanza di questo vostro<br />

compito militare, se tutti i religiosi<br />

devono essere fedeli voi dovete<br />

essere fedelissimi; se gli altri<br />

forti, voi fortissimi; se gli altri scelti,<br />

voi sceltissimi.<br />

L'esempio dei Padri<br />

« I meravigliosi annali della vostra<br />

storia dimostrano come ai desideri<br />

del vostro Padre corrisposero<br />

i propositi ed i costumi dei figli ed<br />

il vostro onore di legione sempre fedele<br />

alla Chiesa Cattolica e alla tutela<br />

della S. Sede.<br />

« I vostri Santi Martiri e Confessori,<br />

i Dottori della Chiesa S. Pietro<br />

Canisio e S. Roberto Bellarmino, gli<br />

innumerevoli uomini vostri d'insigne<br />

pietà, i valorosi dotti di cui il vostro<br />

ordine è radioso come il cielo di stelle,<br />

come hanno insegnata questa via<br />

con i loro detti e fatti, così hanno<br />

tracciato una strada da percorrersi<br />

dai futuri ed un incitamento imperituro<br />

a farlo.<br />

« II tenore della vostra vita, come<br />

si addice a buoni soldati di Cristo,<br />

ad operai valorosi ed irreprensibili,<br />

deve essere solidamente basato<br />

su quella santità dei costumi, su<br />

quella austerità dell'ascesi evangelica<br />

e virile fortezza d'animo a voi<br />

caratteristiche. Deve essere permeato<br />

da una disciplina inflessibile che<br />

non si piega alle inclinazioni dei singoli,<br />

ma alacre, pronta, giusta e sicura<br />

in tutte le sue forme e applicazioni<br />

pratiche.<br />

« Un manipolo che non conservi<br />

l'ordine dei ranghi nella struttura<br />

dell'esercito, somiglia ad una voce<br />

dissonante in una sinfonia di strumenti<br />

e di voci. Il vostro nuovo Preposito<br />

Generale si adopererà con diligente<br />

sollecitudine affinchè il vostro<br />

concerto non emetta alcuna nota<br />

stonata, ma sia un inno corale<br />

che si distingue per integrità e fervore<br />

di fede. Perciò tutti devono<br />

guardarsi sempre nel pensare, nell'insegnare,<br />

nello scrivere e nell'agire,<br />

dall' uniformarsi allo spirito del<br />

mondo, dal lasciarsi trasportare da


fe%<br />

Santo Padre ai Gesuiti raccolti per Teleanche<br />

a tutti i loro <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong><br />

ogni corrente di pensiero e doli' indulgere<br />

oltre misura di propria iniziativa<br />

alle novità del giorno.<br />

Servire la Chiesa<br />

« Ognuno di voi stimi sua prima<br />

lode, da non cedersi a nessuno, servire<br />

alla nostra santissima Madre la<br />

Chiesa, non secondo il proprio giudizio<br />

ma seguendo i consigli, i giudizi,<br />

le opere della Gerarchia ed essere<br />

animati più da uno spirito di<br />

comunione che di privilegio.<br />

« La Chiesa sa che voi dovete essere<br />

per Lei figli devotissimi, vi ama,<br />

vi stima e se è lecito a Noi usare<br />

questa parola, vi "riverisce". Orbene,<br />

ora specialmente che per il Concilio<br />

Vaticano Secondo ci si aprono<br />

amplissimi campi e confini di apostolato,<br />

la Chiesa ha bisogno della<br />

vostra santità, saggezza, intelligenza<br />

delle cose, del vostro valore e domanda<br />

a voi che, fedeli all'antica fede<br />

abbiate a trarre nova et velerà<br />

dai tesori dei vostro cuore, ad aumento<br />

della Maggior Gloria di Dio<br />

e della salvezza delle anime, in nome<br />

del N. Signor Gesù Cristo che<br />

Dio esaltò e a cui diede un Nome<br />

superiore a tutti i nomi (Ph. 2, 9).<br />

« Questo santissimo Nome, di cui<br />

voi soprattutto vi gloriate, sia per<br />

voi continuo presidio e tutela; per la<br />

dilatazione del Suo amore e onore<br />

prodigate sempre nuovi studi dai<br />

quali possa erompere un nuovo ed<br />

inesausto fonte di salvezza, giacché<br />

non c'è altro Nome per gli uomini<br />

nel quale la salvezza si possa<br />

trovare.<br />

L'ateismo nefasto<br />

« Cogliamo volentieri l'opportunità<br />

che ci è offerta, per richiamare,<br />

sia pure brevemente, ma seriamente<br />

ed insistentemente, la vostra attenzione<br />

su un problema della massima<br />

importanza. Intendiamo parlare<br />

dello spaventoso pericolo che incombe<br />

sulla umanità intera, e cioè<br />

l'ateismo. Esso, come è noto a tutti,<br />

non si presenta sempre allo stesso<br />

modo, ma variamente si manifesta<br />

e si diffonde, assumendo le fisionomie<br />

più svariate. Fra queste è<br />

senza dubbio da ritenersi la più terribile<br />

I' empietà militante, che non<br />

si limita a negare l'esistenza di Dio<br />

col giudizio del pensiero e la condotta<br />

di vita, ma impugna le armi<br />

contro il deismo per sradicare ogni<br />

sentimento e valore religioso. Vi è<br />

l'ateismo di coloro che, in base a<br />

dottrine filosofiche, affermano che<br />

Dio non esiste e che non può essere<br />

conosciuto; l'ateismo di coloro<br />

che ripongono ogni valore nel piacere,<br />

di coloro che respingono ogni<br />

culto religioso, poiché ritengono superstizioso,<br />

inutile e fastidioso adorare<br />

e servire il Creatore ed ubbidire<br />

alle sue leggi; essi vivono senza<br />

fede in Cristo, privi di ogni speranza<br />

e senza Dio.<br />

« Questo l'ateismo che, nell'epoca<br />

nostra serpeggia ora apertamente,<br />

ora di nascosto, mascherato, il<br />

più delle volte, sotto la veste del<br />

progresso, nella cultura, nella economia<br />

e nel campo sociale.<br />

« Alla Compagnia di Gesù, il cui<br />

distintivo consiste nella difesa della<br />

Chiesa e della santa Religione nei<br />

momenti di maggiore pericolo, affidiamo<br />

il compito di resistere con<br />

tutte le forze ali' ateismo. Perciò i<br />

figli di Sant' Ignazio, impegnando<br />

ogni loro energia, combattano questa<br />

buona battaglia studiando at-<br />

— 3


tentamente piani e metodi affinchè<br />

tutto sia disposto nel modo migliore<br />

e sia coronato da felice successo,<br />

coll'aiuto di S. Michele Arcangelo,<br />

Principe delle Milizie Celesti, la cui<br />

sola invocazione significa vittoria<br />

presente o assicurazione per il futuro.<br />

« Per questo indaghino, raccolgano<br />

possibilmente tutte le notizie utili,<br />

stampino, discutano tra di loro,<br />

preparino studiosi atti, che preghino,<br />

splendano di giustizia e santità,<br />

siano eloquenti con le parole e<br />

con la vita, pieni di grazia celeste,<br />

cui si possano attribuire le parole di<br />

S. Paolo: " la mia predicazione non<br />

è stata fondata su parole convincenti<br />

dell'umana sapienza, ma nella<br />

manifestazione dello spirito e della<br />

virtù" (I Cor. 2, 4).<br />

« E questo farete tanto più se terrete<br />

presente che questo compito<br />

cui già attendete e attenderete tanto<br />

meglio in futuro, non ve lo siete<br />

imposto.voi, ma vi è stato affidato<br />

dalla Chiesa, dal Sommo Pontefice.<br />

« Nella Bolla Costitutiva dell'Ordine<br />

emanata dal Papa Paolo MI e<br />

da Giulio III sta scritto: "Chiunque<br />

farà la professione in questa Com-<br />

pagnia, non solo nei primi inizi<br />

della sua professione, ma tenga<br />

sempre presente per tutta la sua vita<br />

che l'intera nostra Compagnia e<br />

i singoli suoi Professi combattono al<br />

servizio di Dio sotto la fedele obbedienza<br />

del Santissimo Signor nostro<br />

il Papa Paolo III e degli altri Romani<br />

Pontefici suoi successori. E quantunque<br />

abbiamo imparato dal Vangelo<br />

e sappiamo per fede cattolica<br />

e fermamente crediamo che tutti i<br />

cristiani sono soggetti al Romano<br />

Pontefice come a loro Capo e Vicario<br />

di Gesù Cristo, tuttavia per<br />

consacrarci maggiormente all'obbedienza<br />

verso la Sede Apostolica, e<br />

per rinunciare più completamente<br />

alla nostra volontà e per essere più<br />

sicuramente diretti dallo Spirito Santo,<br />

abbiamo giudicato sommamente<br />

utile che ciascuno di noi, e ciascuno<br />

di quanti in seguito faranno la medesima<br />

Professione, oltre al vincolo<br />

comune dei tre voti soliti, si obblighi<br />

a questo con voto speciale: sicché<br />

ci teniamo obbligati ad eseguire subito,<br />

per quanto sarà in noi, senza<br />

tergiversazioni o scuse di veruna sorta,<br />

qualunque cosa, spettante al profitto<br />

delle anime e alla propagazione<br />

della fede, ci venisse ingiunta dall'o-<br />

IL NUOVO GENERALE<br />

dierno Romano Pontefice e dai suoi<br />

successori, e in qualunque regione<br />

essi ci volessero inviare, tanto fra i<br />

Turchi e altri popoli infedeli, anche<br />

in quelle parti che si chiamano Indie,<br />

quanto fra gli eretici e scismatici<br />

di qualunque genere, o anche a<br />

qualsiasi ceto di fedeli".<br />

« Questo voto, per la sua religione<br />

e natura conviene che non soltanto<br />

si fermi nella coscienza, ma<br />

si manifesti a tutti anche nelle opere.<br />

Così vi volle il vostro Santo Padre<br />

Ignazio e così vi vogliamo Noi,<br />

certi che a quella fiducia che Noi riponiamo<br />

in voi corrisponderà un sicuro<br />

effetto e che la Compagnia, in<br />

qualunque parte del mondo si trovi,<br />

combatte, prega, agisce, coglierà<br />

una larghissima messe di vita fiorente,<br />

di grandi meriti ai quali il Signore<br />

attribuirà la più larga ricompensa.<br />

« Con questi auguri nel cuore, a<br />

voi, a tutti i Gesuiti che rappresentate<br />

voi qui radunati in festiva corona,<br />

a tutti i vostri progetti e a tutte<br />

le vostre speranze di riuscire a compiere<br />

cose grandi ed eccelse, rivolgiamo<br />

la nostra apostolica benedizione<br />

».<br />

Basco, modesto di statura, quasi come il fondatore Ignazio di Loyola, l'eletto ne riproduce in termini moderni le vaste<br />

qualità umane. Il sangue freddo e l'indomito coraggio li ha rivelati a Hiroshima il mattino della storica esplosione atomica.<br />

Le formidabili capacità organizzative e l'esperienza rara di governo le conquistò come superiore della Provincia<br />

Giapponese, che esigeva la guida equilibrata e comprensiva di un animatore e coordinatore di doti non comuni.<br />

Padre Arrupe è nato il 13 febbraio 1907, cinquantotto anni fa, a Bilbao, terra di S. Ignazio, nota per il suo anticonformismo.<br />

Il papa di Pedro fu uno dei fondatori della «Gazeta del Morte», che esce a Bilbao, e che attira le particolari attenzioni<br />

della censura falangista. Pedro era congregato mariano e si era fatto presto autentico pioniere dell' apostolato<br />

laico giovanile, quando il 15 gennaio 1937 troncò gli studi di medicina iniziati all'Università di Madrid ed entrò nel Noviziato<br />

di Loyola. In Spagna rimase soltanto cinque anni come gesuita, poiché il 13 febbraio 1931, sciolta la Compagnia dal<br />

governo della repubblica dei «trabajadores de todas las classes», dovette emigrare in Belgio per continuarvi gli studi di filosofia<br />

a Marneffe, e poi in Olanda dove si unì ai gesuiti tedeschi per i corsi teologici di Valkenburg.<br />

Di là Padre Arrupe partì per l'America del Nord, e vi iniziò le sue prime esperienze apostoliche tra messicani e portoghesi<br />

immigrati negli Stati Uniti. Fu poi inviato in Giappone. In un primo tempo vi esercitò l'apostolato diretto missionario;<br />

in seguito fu fatto maestro dei novizi, poi rettore del noviziato e viceprovinciale, ed infine provinciale quando nel<br />

1954 fu eretta la nuova Provincia del Giappone.<br />

Uomo eminentemente attivo, entrò anche nel campo bibliografico. Scrisse un commentario sugli Esercizi Ignaziani in<br />

diversi volumi e tradusse in giapponese vari classici della spiritualità antica. Ma il suo nome è legato al libro «Este Japon<br />

encreible = questo sorprendente Giappone», un volume di memorie pubblicato in Spagna dove il Padre era tornato<br />

solo saltuariamente in occasione di affari relativi alla missione giapponese. Padre Arrupe vi trasfonde la sua esperienza<br />

di vent'anni di vita missionaria umanamente culminante, come egli stesso racconta, nel dramma vissuto a Hiroshima il<br />

giorno dello sgancio della bomba atomica, 6 agosto 1945. Sfruttando le sue conoscenze mediche e le preziose relazioni che<br />

era andato pazientemente raccogliendo in Giappone, si era improvvisato direttore dell'ospedale ed aveva organizzato una<br />

infermeria da campo per curare feriti e sinistrati, mettendovi come portantini e infermieri d'emergenza i suoi stessi novizi.<br />

Padre Arrupe parla varie lingue : oltre il Basco, il castigliano e il catalano conosce ovviamente il giapponese, ma anche<br />

il francese, l'inglese, il tedesco e il fiammingo. All'italiano risponde a fatica, ma con precisione.<br />

All'inizio del suo generalato, il ventottesimo preposito della Compagnia di Gesù vede aprirsi la prospettiva di un complesso<br />

di problemi capaci di affascinare — o anche di sconcertare — il più navigato organizzatore: ai 36.000 religiosi che<br />

dipendono da lui, alle numerose università, riviste a vario livello, istituti scientifici, congregazioni di professionisti, universitari,<br />

studenti, ai collegi e alle scuole, alle innumerevoli e svariatissime iniziative missionarie egli deve indicare le<br />

nuove vie di adeguamento alle esigenze più vive dell'uomo d'oggi.<br />

4 —


Sulle onde del Reno<br />

II Congresso<br />

Europeo degli<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong><br />

nel Collegio<br />

dei Gesuiti a<br />

Bad Godesberg<br />

25 - 29 Luglio 1965<br />

Sabato 24 Luglio:<br />

Arrivo dei Congressisti.<br />

Domenica 25 Luglio :<br />

ore 10<br />

ore 11<br />

ore 14,30<br />

ore 16<br />

ore 19<br />

Comitato dei Presidenti.<br />

Riunione delle Commissioni.<br />

Continuazione riunione delle Commiss.<br />

Riunione Comitato dei Presidenti.<br />

Pontificale celebrato dall'Arcivescovo<br />

di Colonia, S. Em. il Card. Frings.<br />

Lunedì 26 Luglio :<br />

ore 8 S. Messa.<br />

ore 9,30 Inaugurazione solenne.<br />

ore 10,30 Prima seduta plenaria:<br />

P. de Vries S. J. : « Sguardo sulle divisioni<br />

della Chiesa Orientale ».<br />

P. Marle S. J. : « Sguardo sul Calvinismo<br />

».<br />

Prof. Dr. Jedin : « Sguardo sulla riforma<br />

».<br />

ore 12,15<br />

ore 16<br />

Discussione.<br />

Seconda seduta plenaria :<br />

P. de Mayer : « Tentativi e prospettive<br />

circa 1' unificazione dal punto di vista<br />

cattolico ».<br />

P. Zaizé : « Tentativi e prospettive sulla<br />

riunificazione dei cristiani dal punto<br />

di vista evangelico ».<br />

ore 17,15<br />

ore 18,15<br />

Discussione.<br />

Ricevimento in Municipio.<br />

ore 19 Giro di Bad Godesberg e Bonn con visita<br />

alla Beethoven-Halle.<br />

Martedì 27 Luglio:<br />

ore 8 S. Messa.<br />

ore 9 Terza seduta plenaria :<br />

Sr. Gertrudis : « Cosa possono fare gli<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> per 1' unità dei Cristiani » ;<br />

P. Greifenstein : «Cosa si aspettano<br />

dai cattolici i fratelli separati ».<br />

Reno di Colonia, nelle cui vicinanze si trova Bad Godesberg.<br />

ore 11 Tavola rotonda sul tema del Congresso,<br />

diretta dal P. Grillamayer e con la<br />

partecipazione dei relatori e dei presidenti<br />

delle Federazioni del Belgio del<br />

Sud, Belgio del Nord, Francia, Italia,<br />

Portogallo, Spagna.<br />

ore 15 Quarta seduta plenaria:<br />

Relazione del Segretario Generale sull'attività<br />

della Federazione Europea ;<br />

Relazione del Segretario Generale sull'attività<br />

dell'Unione Mondiale.<br />

ore 16,30 Seduta di chiusura:<br />

Conclusioni - Designazione della sede<br />

del Congresso 1967 - Nomina del Presidente<br />

della Confederazione Europea<br />

per il biennio 1965-67.<br />

ore 20 Banchetto e ballo a bordo del battello<br />

« Berlino » in navigazione lungo il<br />

Reno.<br />

Mercoledì 28 Luglio :<br />

ore 8 S. Messa.<br />

Visita di Colonia con udienza di Sua<br />

Em. il Card. Frings.<br />

Giovedì 29 Luglio :<br />

Giro nei dintorni di Bonn, con visita<br />

all'Abbazia di Maria Laach.<br />

ATTENZIONE<br />

1) II tema culturale che sarà discusso è: « L'unità<br />

dei Cristiani » con particolare riguardo a ciò<br />

che possono fare concretamente, in tal campo,<br />

gli ex alunni.<br />

2) Le lingue ufficiali del Congresso sono la Francese<br />

e la Tedesca ; gli interventi possono essere<br />

effettuati anche in lingua italiana.<br />

3) Chi avesse piacere di partecipare prenda accordi,<br />

per tempo, con il P. Assistente.<br />

4) Possono partecipare anche i familiari.<br />

Parte un aereo da Milano per il Congresso (Viaggio andata e ritorno, durata un mese, a Lire 35.000). - Una piccola<br />

comitiva di automobili partirà da Padova. - Per informazioni più dettagliate rivolgersi alla nostra Segreteria.<br />

— 5


L'incontro<br />

di Gastiglione<br />

delle Stiviere<br />

Domenica 9 maggio, come era staio<br />

programmato nel passalo Antonianum<br />

e nell'elegante invito spedito una settimana<br />

prima, ci incontrammo nella<br />

Basìlica di S. Luigi Gonzaga. Eravamo<br />

oltre cento cinquanta, provenienti da<br />

Verona, Brescia, Mantova, Vicenza, Milano,<br />

Piacenza ed una quarantina da<br />

Padova e Venezia.<br />

Invece del Cardinale Bevilacqua (che<br />

ci eravamo illusi di poter avere tra noi<br />

e che proprio in quel giorno discendeva<br />

nella tomba) accolse il nostro invito<br />

S. E. Mons. Poma, Vescovo di Mantova.<br />

Celebrò la S. Messa e ci rivolse<br />

calde parole di saluto. Ricordò il conipianto<br />

Cardinale e i Padri Capitolari<br />

della Campagnia di Gesù accolti così<br />

cordialmente dal Papa che pose in loro<br />

la fiducia per un nuovo fecondo apostolato<br />

della Chiesa. Parlò soprattutto<br />

di S. Luigi il cui fascino sulla gioventù<br />

continua e che per lutti è richia-<br />

La colonna dedicata a S. Luigi, nel luogo dove si trovava la stanza nativa.<br />

mo potente ad un indirizzo della vita<br />

all'eternità col motto su cui regolò sempre<br />

le sue azioni: «Quid hoc ad aeternitatem?...<br />

Serve questo per l'eternità?».<br />

Dopo un vermut offerto in un salone<br />

L'accoglienza di Mons. Vescovo di Mantova, presente il Sindaco.<br />

Abbiamo inviato al Santo Padre il seguente tele- II Santo Padre rispose :<br />

gramma :<br />

« Padri <strong>Ex</strong>, <strong>Alunni</strong> Collegio Arici Brescia et Anlonianum<br />

Padova raccolti Basìlica S. Luigi unitamente<br />

Autorità religiose et civili locali, felici presenza<br />

Eccellenza Vescovo Mantova et <strong>Ex</strong> Alunno Senatore<br />

Montini fratello Vostra Santità, commemorando<br />

150° anniversario ristabilimento Compagnia di Gesù<br />

esultano riconoscenti stupendo discorso programmatico<br />

Capitolari Gesuiti promettono strenua lotta contro<br />

ateismo secondo Vostre direttive implorano Apostolica<br />

benedizione. - Franco Minelli - Giorgio Malipiero,<br />

Presidenti ».<br />

6 —<br />

accanto alla Basilica abbiamo salutato<br />

il Vescovo che ci ha voluto lasciare e<br />

ci siamo recati nel Teatro cittadino dove<br />

ci rivolsero un cordiale benvenuto il<br />

Sindaco e Mons. Arciprete che ci impegnò<br />

per il centenario della nascila di S.<br />

Luigi che avrà luogo fra due anni.<br />

P. Messori tenne poi la sua commossa<br />

commemorazione del 150" della Compagnia<br />

di Gesù sia narrando i particolari<br />

della soppressione e riabilitazione,<br />

sia commentando il discorso del Papa<br />

rivolto ai Capitolari due giorni prima.<br />

Nessuno forse aveva mai posto nella<br />

loro vera luce certi dettagli tolti dalle<br />

antiche memorie e che riproducono col<br />

clima del tempo la obbedianza della<br />

Compagnia e le vie recondite della Divina<br />

Provvidenza.<br />

Al pranzo — tradizionalmente sovra<br />

affollato dai non iscritti — eravamo oltre<br />

cento persone.<br />

L'Avv. Malipiero ringraziò le Autorità,<br />

il Senatore Avv. Lodovico Montini,<br />

fratello del Papa, che volle onorarci<br />

della Sua presenza, ed in particolare il<br />

Rettore della Basilica, don Rinaldo Dalboni,<br />

le Suore del Collegio Nobili Vergini<br />

che ci offrirono l'antico loro salone<br />

per il pranzo, il Dr. Enzo Inga Sigurtà,<br />

nostro <strong>Ex</strong> Alunno residente a Castiglione,<br />

che si prodigò in attenzioni perché<br />

tutto procedesse decorosamente.<br />

« A benemeriti Padri Dirigenti et <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> codesto<br />

Collegio riuniti Basilica San Luigi Castiglione<br />

per commemorare centocinquantesimo Restaurazione<br />

Compagnia di Gesù Sua Santità invia corroboratrice<br />

loro fede e generosi propositi di sudditanza e<br />

fervido apostolato propiziatrice nuovi aiuti divini<br />

per messe sempre più ricca di durevoli frutti spirituali<br />

implorata particolare benedizione. - Cardinale<br />

Cicognani ».


P. CASELLA INVITA<br />

A MONTE SERICO la sera del 14 luglio<br />

Ore 19— Consiglio dell'Associazione nella Sala del Veronese.<br />

Ore 20 — Santa Messa in Basilica celebrata dal R. P. Messori.<br />

Ore 20.45 Cena in qualche ristorante dei dintorni.<br />

Verrà inviato particolare avviso. - La serata sostituisce l'Assemblea<br />

estiva che non si è potuto tenere prima. - Nel Consiglio verrà stabilito<br />

un programma per l'organizzazione della lotta contro l'ateismo<br />

secondo le indicazioni del Santo Padre.<br />

A CORTINA la domenica 8 agosto<br />

Anche quest'anno vi celebreremo alle ore 10 la S. Messa nella<br />

suggestiva Chiesa delle Suore dell'Hotel Faloria. Alle 11 vi sarà una<br />

conversazione di P. Marcozzi e dopo, coloro che vorranno, potranno<br />

fermarsi, purché si annuncino tempestivamente, a pranzo nel Collegio stesso. Sono invitato a questa S.<br />

Messa tutti gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, <strong>Alunni</strong> e loro famigliar! che in quel giorno si troveranno a Cortina o dintorni.<br />

A BASSANO DEL GRAPPA nella Villa S. Giuseppe dal venerdì sera 24 alla domenica sera 26 settembre<br />

per gli Esercizi Spirituali.<br />

Vi sono invitati <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> e Congregati Professionisti. Predicherà gli Esercizi il P. Pedrazzini.<br />

Le vacanze sono soprattutto per ristabilirsi nelle energie fisiche e spirituali. Nulla di più adatto per<br />

la riabilitazione dello spirito che qualche giorno nella solitudine di una casa di Esercizi.<br />

« Dio si dona interamente a colui che si da del tutto a Lui nella solitudine, nella vita sola con Lui,<br />

nel raccoglimento profondo dell'anima che dimentica tutto il resto ». (P. Carlo De Foucauld).<br />

« L'odierno stato del mondo, la vita intera è malata. Se fossi medico e uno mi domandasse un consiglio,<br />

gli direi: crea il silenzio! Porta te stesso al silenzio! ». (Kierkegaard).<br />

Gesù invitava gli apostoli stanchi : « Venite in disparte, in un luogo solitario, a riposarvi un poco ».<br />

Come per chi ha una macchina si impone ogni tanto una revisione, così si rende necessaria la revisione<br />

della propria vita. Per questo ci vuole una sosta, il silenzio, il raccoglimento, la preghiera.<br />

« Ecco la Casa di Esercizi, la casa del silenzio, della preghiera, della meditazione, dove Dio parla misteriosamente<br />

all'anima e dove, nella gerarchla dei valori, il primato è incontestabilmente del soprannaturale.<br />

Esercizi spirituali: questo è ir nostro invito». (Giovanni XXIII).<br />

« Quale immenso profitto per voi, quale edificazione per i vostri fratelli, in questi tre giorni di totale<br />

silenzio dove, mettendovi alla scuola di Dio, rifate le vostre forze per ritornare più generosi ai combattimenti<br />

della vita ». (Paolo VI).<br />

A RAVENNA domenica 10 ottobre: Giornata Dantesca per tutti gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> dell'Alta Italia.<br />

Celebrerà la S. Messa nella Chiesa vicino alla Tomba P. Guidubaldi, rinomato studioso di Dante.<br />

Parleranno davanti alla Tomba rinomati Professori amici.<br />

« Nella gloriosa stirpe dei Geni, che con la loro splendente fama fanno onore al Cattolicesimo e che,<br />

in tutti i campi, ma particolarmente in quello delle lettere e delle belle arti, hanno magnificamente ser-<br />

-vito e la Società e la Chiesa con gli immortali frutti del loro<br />

Casa di Esercizi a Bassano<br />

genio, occupa un posto veramente particolare Dante Alighieri,<br />

della cui morte ricorrerà tra poco il sesto centenario.<br />

« Non solo 1' Italia, la quale giustamente si gloria di avergli<br />

dato i natali, si accinge con entusiasmo a celebrare la sua memoria,<br />

ma tutte le nazioni civili.<br />

« E' necessario non solo che in questo magnifico coro di autorevoli<br />

voci la Nostra non manchi, ma anzi che in un certo modo<br />

lo diriga : e la Chiesa ha ben diritto di reclamare, per prima,<br />

l'Alighieri come suo figlio». (Benedetto XV - 1921).<br />

Manderemo dettagliato programma a tempo.


La S. Messa<br />

sua origine<br />

sua<br />

Mons. Vescovo di Montava celebra la Santa<br />

Messa nella Basilica di San Luigi durante<br />

il nostro incontro a Castiglione.<br />

Oggi che nella S. Messa, oltre che il cambio parziale della lingua, si sono introdotte alcune innovazioni liturgiche, ci<br />

sembra opportuno richiamare l'attenzione dei fedeli sull'essenza immutabile della Santa Messa, mistero di fede davanti<br />

al quale non resta che prostrarci in adorazione.<br />

E' bene poi fissare anche l'attenzione sulle variazioni cui è andata soggetta la Liturgia della Messa lungo i secoli per<br />

smontare le innovazioni arbitrarie che minacciano di turbare la pietà dei fedeli.<br />

Ottima cosa portare l'Altare in mezzo alla folla quando c'è perché possa partecipare più da vicino alle suggestive cerimonie<br />

della celebrazione. Gli altari portatili erano in uso nei primi secoli. Ed è bene che su questi altari non appaia<br />

nulla oltre il Crocifìsso e due o quattro candele, che possa disturbare la vista dei gesti o degli oggetti sacri. Ma che da<br />

questo si debba passare addirittura all'abolizione dei grandi altari coi Tabernacoli del SS.mo e le immagini dei Santi<br />

dove sono profuse, secondo la devozione, fiori, luci e testimonianze di gratitudine non è credibile. Il culto al SS.mo che<br />

in questi ultimi secoli, per la devozione dei Santi e dei Pontefici, è giunto fino alle gigantesche manifestazioni di fede e<br />

d'amore dei Congressi Eucaristici nazionali ed internazionali, possono intaccarlo solo critici più o meno ortodossi.<br />

In quanto a certe concezioni esageratamente comunitarie che qua e là vanno insinuandosi, per giudicare il valore della<br />

S. Messa, ci piace ricordare qui quanto scrive un missionario prigioniero qualche anno fa tornato dalla Siberia (Padre<br />

leeoni S.J.). Egli narra come lui e tanti altri Sacerdoti nelle sue condizioni, celebravano la Santa Messa in fondo a una<br />

camerata, di nascosto, con una gavetta nella quale tenevano rinchiusi una boccettina di vino, di acqua e un po' di pane,<br />

ripetendo le formule a memoria. Noi siamo persuasi che quella S. Messa (celebrata anche con pericolo di morte) non era<br />

certo meno accetta al Signore che le grandi Messe celebrate con folla concomitante o plaudente.<br />

1) IL SACRIFICIO (nozione e origine)<br />

La ragione ci fa capire come a Dio,<br />

unico Creatore e Signore dell'universo<br />

spetti un culto tutto particolare, a Lui<br />

solo riservato. Se è delitto di lesa Maestà<br />

tributare gli onori di sovrano a chi<br />

non lo è, tanto più lo è l'attribuire ad<br />

una Creatura il culto proprio di Dio.<br />

Il culto individuale che spetta a Dio<br />

solo è l'adorazione. Soltanto Iddio va<br />

adorato. Adorare qualche altro essere<br />

costituisce peccato di idolatria.<br />

L' adorazione nel culto individuale<br />

trova espressione in quelle preghiere,<br />

quelle genuflessioni ed atteggiamenti<br />

che riserviamo a Dio solo; nel culto<br />

sociale (quello esercitato ufficialmente<br />

dalla società come tale) ha sempre trovato<br />

la sua espressione nel sacrificio.<br />

Il fatto che noi lo troviamo presso<br />

tutti i popoli che hanno sempre, in forma<br />

più o meno sviluppata, l'idea di un<br />

pontificato o sacerdozio incaricato ufficialmente<br />

nel culto (soprattutto mediante<br />

l'offerta di sacrifici) fa supporre<br />

una origine divina. Solo Iddio infatti<br />

può esercitare una causalità universale.<br />

La Sacra Scrittura conferma l'istituzione<br />

del Sacrificio da parte di Dio.<br />

Appena Adamo si riconosce nudo per<br />

il suo peccato, Dio lo riveste con pelle<br />

di animali (Genesi 3, 21). Questo gesto<br />

divino dice molto di più che una<br />

semplice iniziazione ali' arte dell' abbigliamento.<br />

Il fatto che subito dopo troviamo<br />

Abele e Caino addetti al sacrificio,<br />

insinua chiaramente che Dio ha insegnato<br />

ad Adamo il sacrificio ed a rivestirsi<br />

con la pelle delle vittime per<br />

simboleggiare già subito ali' inizio dei<br />

tempi il sacrificio del Calvario in cui<br />

Gesù si immola per poterci restituire<br />

la veste perduta della grazia.<br />

Il sacrificio cruento voluto da Dio è<br />

atto di culto proprio dell' uomo peccatore.<br />

Implica infatti il riconoscimento<br />

della propria colpa meritevole di morte,<br />

redimibile soltanto da una vittima<br />

gradita all'Altissimo.<br />

Se l'uomo non avesse peccato molto<br />

probabilmente il sacrificio si sarebbe<br />

ridotto soltanto all'offerta fatta a Dio<br />

delle primizie dei frutti della terra e<br />

del lavoro umano come riconoscimento<br />

della Sua sovranità suprema.<br />

Satana, che ruina tutte le opere di<br />

Dio, facendosi adorare negli idoli rese<br />

ben presto il sacrificio una mostruosa<br />

arma di delitti. Si giunse alla prostituzione<br />

sacra. Vittime umane (bambini,<br />

giovanctti, vecchi, prigionieri di guer-<br />

ra) vennero sacrificati al posto degli<br />

animali. Il sacrificio si conservò però<br />

nella sua purezza presso i Patriarchii<br />

biblici da prima e più tardi presso il<br />

Popolo Ebraico in mezzo al quale Mosè<br />

organizzò il sacerdozio levitico, sorvegliato<br />

dai Profeti. Centinaia di leviti<br />

servivano giornalmente nel tempio di<br />

Gerusalemme attendendo alla preghiera<br />

e al sacrificio di vitelli, agnelli, tortore,<br />

colombe. Nelle feste di Pasqua i<br />

sacrifici aumentavano a centinaia di<br />

migliaia. Il sangue delle vittime veniva<br />

offerto a Dio dal Pontefice Sommo<br />

nel «Sancta Santorum», il tabernacolo<br />

del Tempio.<br />

2) I sacrifici dell'Antico Testamento<br />

preludevano a quello di Gesù.<br />

Appare evidentissimo da tre momenti<br />

della storia di Israele. Il primo è dato<br />

dal sacrificio di Isacco. Appena che<br />

Abramo, pagate le decime a Melchisedec<br />

(l'ultimo Pontefice legittimo della<br />

religione primitiva istituita da Dio) ne<br />

ottiene il pontificato, Dio gli comanda<br />

di cominciare il suo ministero sacrificandoGli<br />

il figlio Isacco. Solo quando<br />

Abramo da prova della sua fede ed obbedienza<br />

eroica, Dio sostituisce ad Isacco<br />

l'agnello che diventerà la figura<br />

più eloquente di Gesù Vittima che si


abbandona come agnello mansueto nelle<br />

mani dei suoi carnefici.<br />

Il secondo momento è quello del<br />

passaggio del Mar Rosso e della liberazione<br />

d'Israele ottenuta mediante il<br />

sacrificio dell'agnello. Solo le case cosparse<br />

del suo sangue erano state risparmiate<br />

dall'Angelo sterminatore che<br />

aveva fiaccato la resistenza dei Faraoni.<br />

Mosè volle che fosse ricordato questo<br />

miracolo coll'immolazione annuale<br />

dell' agnello pasquale.<br />

Il terzo momento è l'elevazione del<br />

serpente di bronzo nel deserto ordinata<br />

da Dio a Mosè. Chi era stato morso<br />

da qualche serpente per guarire doveva<br />

fissare lo sguardo su detto serpente<br />

di bronzo.<br />

Nel colloquio con Nicodemo è Gesù<br />

che si richiama a quel fatto : « Come<br />

Mosè ha elevato il serpente nel deserto<br />

così il figliuol dell'uomo deve essere<br />

elevato da terra perché chiunque crede<br />

in Lui abbia la vita eterna» (Giov. 3,<br />

15-16).<br />

Anche il fatto che alla morte di Gesù<br />

si squarcia il velo del Tempio e poco<br />

dopo Dio dispone la distruzione del<br />

Tempio stesso perché cessi il sacrificio<br />

dimostra che la sua funzione terminava<br />

col sacrificio del Calvario.<br />

3) Gesù volle offrire un vero sacrificio.<br />

Nel salmo 39 (6-8), il Messia pregando<br />

il Padre così si esprime : « Vedo<br />

che non ti sono gradite né offerte né<br />

olocausti, perciò mi hai plasmato un<br />

corpo. Eccomi, o Padre, pronto al tuo<br />

santo volere ». S. Paolo interpreta questo<br />

passo come offerta di Gesù al Padre<br />

a sostituire col proprio tutti gli altri<br />

sacrifici.<br />

Il Vangelo ci presenta il Battista che<br />

addita Gesù ai propri discepoli con le<br />

parole : « Ecco l'Agnello di Dio ! Ecco<br />

chi toglie i peccati del mondo ! ».<br />

Abbiamo sentite più sopra le parole<br />

di Gesù a Nicodemo che proclamano<br />

la necessità della propria crocifissione.<br />

Quando predice la Sua passione in<br />

Gerusalemme, a S. Pietro che tenta di<br />

dissuaderlo Gesù risponde : « Non berrò<br />

forse il calice che il Padre mi offre?<br />

».<br />

La passione come calice offerto a<br />

Lui dal Padre forma ancora il tema dell'Orazione<br />

nell'Orto : « Padre, se è possibile,<br />

passi da me questo calice!».<br />

L'Angelo lo conforta offrendogli un calice!<br />

Gesù ci fa comprendere che il suo<br />

sacrificio è volontario : « Si è fatto vittima<br />

perché Egli lo ha voluto ! » aveva<br />

predetto Isaia; e Gesù a S. Pietro che<br />

aveva sfoderata la spada impone : « Rimetti<br />

la spada nel fodero. Credi tu che<br />

se lo volessi non avrei legioni di Angeli<br />

a difendermi? ». « Ero ogni giorno<br />

in mezzo a voi nel Tempio : perché non<br />

mi avete preso allora? Ma questo è il<br />

tempo vostro e del potere delle tenebre<br />

! » dice ai soldati atterrati, prima<br />

di darsi nelle loro mani.<br />

L' Epistola di S. Paolo agli Ebrei è<br />

tutta un' esaltazione del Pontificato di<br />

Cristo che solo è in grado di fungere<br />

da mediatore tra cielo e terra, grato a<br />

Dio ed agli uomini perché senza peccato.<br />

4) LA S. MESSA.<br />

Se il sacrificio è atto di culto sociale<br />

offerto da un sacerdozio ufficiale in<br />

nome della società, Gesù non poteva lasciarne<br />

privo il suo popolo nuovo, la sua<br />

Chiesa. Abolito il sacrificio d'Israele doveva<br />

supplirvi con un sacrificio molto<br />

più sublime e gradito al Padre Celeste.<br />

Questo sacrificio - secondo il pensiero<br />

dei Padri e Dottori della Chiesa, fin dai<br />

primissimi tempi - è costituito dalla<br />

Consacrazione Eucaristica che forma il<br />

momento centrale e sostanziale della<br />

Santa Messa.<br />

In essa, per virtù delle parole consacratorie,<br />

sotto le specie del pane è posto<br />

il corpo di Gesù e sotto quelle del<br />

vino il suo sangue. Si fa presente quindi<br />

in istato di vittima anche adesso che<br />

pure è vivo e trionfante nei cicli. Questa<br />

affermazione è sconcertante per la<br />

nostra intelligenza. Se il sacrificio della<br />

Messa è identico anche numericamente<br />

con quello della Croce (non ci<br />

sono tante crocifissioni di Gesù quante<br />

sono le Messe celebrate ma l'unica crocifissione<br />

del Calvario) come può questo<br />

rinnovarsi senza intaccare lo stato<br />

glorioso di Gesù?<br />

I teologi concordissimi sempre nel<br />

riconoscere nella S. Messa una identità<br />

col Sacrificio della Croce (differendone<br />

solo, come si esprime il Concilio<br />

di Trento, per la circostanza che l'uno<br />

è cruento l'altro invece incruento) avanzarono<br />

varie teorie in proposito. Accenniamo<br />

alle tre più significative.<br />

La prima e quella della immolazione<br />

mistica. Gesù con la consacrazione<br />

sotto le due specie viene collocato in<br />

parvenza di vittima sull'Altare ed in<br />

questa sua mistica immolazione rende<br />

al Padre il culto supremo che gli è dovuto.<br />

La seconda è quella della presenzialità<br />

dell' unico Sacrificio operata dal<br />

Sacerdote sui nostri altari. Nell' Eucaristia<br />

si compirebbe lo stupendo miracolo<br />

dell' abolizione del tempo e dello<br />

spazio. Cadrebbero nel momento della<br />

consacrazione i millenni che ci separano<br />

dalla morte di Gesù e noi ci troveremmo<br />

così sul Calvario insieme con<br />

Maria, Giovanni e le pie donne per offrire<br />

Gesù vittima al Padre. Nella Comunione<br />

invece cadrebbe lo spazio per<br />

cui ci troveremmo in contatto con l'unico<br />

Gesù presente nei Cieli e in tutti<br />

i Tabernacoli della terra.<br />

La terza teoria è quella della immo-<br />

lazione reale. Gesù è presente sull'Altare<br />

nell' espressione sensibile di vittima<br />

benché di fatto ora glorioso nei Cieli.<br />

Anche nel suo stato glorioso è immanente<br />

in Gesù l'atto intcriore in cui si<br />

offrì vittima al Padre. Questa sua immolazione<br />

inferiore con il segno esteriore,<br />

espressivo del suo stato di vittima,<br />

sarebbero elementi sufficienti per<br />

rendere il sacrificio della Messa vero<br />

sacrificio, identico a quello della croce.<br />

Forse tutte e tre le teorie unite insieme<br />

sono necessarie per poter gettare<br />

uno sguardo nel sublime mistero.<br />

5) Gesù stesso ha insinuato la ritualità<br />

con la quale dev'essere celebrata la<br />

Consacrazione Eucaristica.<br />

Gesù non ha istituita la SS. Eucaristia<br />

in una cena comune, ma nella cena<br />

pasquale che era essenzialmente rituale,<br />

tutta pervasa dalla preghiera e<br />

dalla meditazione dell'infinita bontà di<br />

Dio verso il suo Popolo.<br />

Parte prima e parte dopo venivano<br />

cantati i sette salmi del grande Alleluia.<br />

La cerimonia dell' agnello pasquale<br />

che doveva essere mangiato in piedi<br />

col bastone del pellegrino in mano e<br />

colle erbe amare era tutto uno spunto<br />

di meditazione sulla fugacità della vita<br />

e sul sacrificio del Messia che si sarebbe<br />

immolato come agnello per la liberazione<br />

del suo popolo dalla morte<br />

eterna.<br />

La cerimonia Gesù aveva voluto che<br />

venisse predisposta dagli Apostoli, simboli<br />

della fede e della carità, S. Pietro<br />

e S. Giovanni. Aveva premessa la lavanda<br />

dei piedi per insinuare l'umiltà e la<br />

purezza non solo dal peccato grave, ma<br />

anche dalla polvere della venialità. Dopo<br />

la cena trattenne poi gli Apostoli fino<br />

a tarda notte in meditazione e preghiera.<br />

Quando Gesù disse ai suoi Apostoli<br />

« fate questo in memoria di me » si riferiva<br />

certamente non solo alla consacrazione<br />

ma anche a tutta l'atmosfera<br />

mistica che l'aveva preceduta e seguita.<br />

Questo desiderio di Gesù guidò gli<br />

Apostoli da prima e poi la Chiesa lungo<br />

il corso dei secoli a formulare e perfezionare<br />

le varie liturgie Eucaristiche<br />

giunte fino a noi.<br />

Naturalmente quando i cristiani diventarono<br />

una massa non era più possibile<br />

armonizzare insieme la cena materiale<br />

col convivio spirituale.<br />

Già ai tempi di S. Paolo, si era sostituita,<br />

in varie parti, alla mensa comune,<br />

una specie di «pic-nic» in cui ci<br />

si recava in un'ampia sala ed ognuno<br />

mangiava quello che aveva portato con<br />

se. Si attendeva alla fine la consacrazione<br />

eucaristica dal Sacerdote. S. Paolo<br />

ne restò scandalizzato perché alla<br />

stessa mensa i ricchi mangiavano bene<br />

e i poveri soffrivano la fame. E' lui<br />

che interviene sostituendo alla cena materiale<br />

la cena spirituale con la lettura<br />

dei Libri Sacri e il canto dei Salmi.<br />

— 9


Evoluzione della!Liturgia<br />

La S^Messa coni' è adesso è il frutto di un lento lavorìo di secoli, sotto l'azione dello<br />

Spirito Santo che come va plasmando lentamente la creazione mediante le leggi naturali<br />

così opera sulla Chiesa per renderla sempre più ricca di elementi rigeneratori e<br />

santificatori.<br />

L'elemento primordiale (la consacrazione eucaristica) si è a poco a poco arricchita<br />

di formule, di gesti, di paludamenti, di attrezzature che rendono la S. Messa, specialmente<br />

la solenne, un rito di Preghiera, di incomparabile imponenza sia per il decoro esterno<br />

che per la profondità dei sentimenti che suscita nel cuore di chi la segue attentamente.<br />

Diamo qui una breve sintesi del suo evolversi.<br />

IL TEMPIO<br />

Nata nel Cenacolo, sala di una casa privata messa a disposizione di Gesù da un suo<br />

discepolo, la Messa continua per oltre un secolo a essere celebrata in case private nobiliari,<br />

messe a disposizione della Comunità dai loro proprietari. Le prime Chiese delle<br />

quali si ha memoria non portano il nome di un santo, ma il nome del padrone che stava<br />

scritto, secondo l'uso romano, sopra la porta («titulus»).<br />

Si ha perciò di un «titulus Equitii», «titulus Pammachii»,<br />

«titulus Fasciolae», ecc.<br />

La casa nobiliare romana si prestava all'adunanza dei<br />

cristiani perché era preceduta da un atrio (cortile con in<br />

mezzo una fonte). Si entrava di qui nel peristilio (sala<br />

di ricevimento). In fondo v'era un'«oecus», sala riservata<br />

a persone intime o di riguardo. Nell'atrio si fermavano<br />

i catecumeni ed i penitenti; nel peristilio i Fedeli;<br />

nell' oecus il Vescovo ed il Clero. Da questa casa si svi-<br />

L'antica Basilica di S. Pietro luppa più tardi il tempio cristiano. Le prime basiliche<br />

fatte costruire da Costantino conservano la pianta della<br />

casa nobiliare: atrio, peristilio (navata della Basilica),<br />

oecus (presbiterio).<br />

Cimitero di Callista :<br />

Rito di consacrazione<br />

Altare con le oblate (sec. VI)<br />

S. Vitale - Ravenna<br />

L'ALTARE<br />

E' un semplice tavolino di legno rotondo o quadrato,<br />

mobile, sopra il quale vengono deposte le oblate (pane<br />

e vino per la consacrazione ed offerte per i poveri).<br />

Durante le persecuzioni le Messe vengono celebrate<br />

nelle Catacombe, sulla tomba di qualche Martire ornata<br />

di lampade, fiori ed incensi. Dopo le persecuzioni, alla<br />

metà del IV secolo, l'Altare comincia a diventare di marmo<br />

o di metallo prezioso. Vi si inseriscono reliquie di<br />

martiri perché si tiene presente che al sacrifìcio di Gesù<br />

deve associarsi anche quello dei fedeli secondo le parole<br />

di S. Paolo: « Soffro per quello che ancora manca al<br />

sacrifìcio di Gesù ... ».<br />

Quando mancano le reliquie dei martiri si inseppelliscono<br />

nell'Altare tre parlicole consacrate. I tre grani di<br />

incenso che ancora oggi si usano nella consacrazione degli<br />

Altari si riferiscono alle tre particole in esso inserite<br />

che rendevano l'Altare sommamente sacro e venerato, si<br />

ponevano sopra di lui i contratti, si toccava per il giuramento,<br />

si evitava che fosse contaminato dalla presenza<br />

di qualsiasi cosa profana.<br />

L inserzione delle particole nell'Altare è stata interdetta<br />

nel 1400.<br />

La pluralità degli Altari comincia agli inizi del secolo<br />

sesto, quando è richiesto dalla molteplicità dei Sacerdoti.<br />

Sono in uso fin dagli inizi gli Altari portatili che si<br />

usavano quando e' era molta folla in Chiesa ed il celebrante<br />

si portava in mezzo alla Chiesa perché tutti potessero<br />

partecipare da vicino al Sacrifìcio.<br />

Il Sacerdote ha celebrato rivolto al popolo fino al secolo<br />

VI - VII quando ha cominciato a volgergli le spalle<br />

per imitare i Sacerdoti Bizantini che pregavano sempre<br />

rivolti all'oriente.<br />

1<br />

Altare con le reliquie<br />

elevate in alto (sec. IX)<br />

La pergola dell'antica<br />

Basilica di S. Pietro<br />

Diacono Papa Vescovo<br />

con le insegne (sec. XI)<br />

Pisside (sec. IV) - Berlino<br />

Antico altare portatile (sec. XI)<br />

Cattedrale di Modena Tau di Eriberto di Sassonia<br />

10 —


Casula elevata<br />

(Cim. di S. Callista)<br />

S. Clemente col<br />

manipolo in mano<br />

(sec. XI)<br />

Croce fra due candele<br />

- Chiesa di S.<br />

Lorenzo - Roma<br />

(sec. XIII)<br />

Colomba Eucarestia<br />

(Frassinoro, Modena)<br />

Edicola Eucaristica<br />

Volterra (sec. XV)<br />

CROCIFISSO E CANDELIERI<br />

/ primi crocifìssi che si conoscono sono raffigurati su due gemme cristiane<br />

del II-III secolo e su un avorio del secolo V. Erano nudi. S. Gregario di Tours<br />

(]• 593) narra che essendo stato dipinto un Crocifisso nudo in S. Genesio di Narbona,<br />

sarebbe apparso Gesù ad un Sacerdote imponendogli di coprirlo.<br />

La croce (senza crocifisso) entra sugli Altari insieme colle candele nel secolo<br />

IX, quando il Papa si recava con solenni processioni stazionali a celebrare<br />

le funzioni nelle Chiese di qualche Santo di cui si celebrava la festa. Procedeva<br />

con la Croce davanti e sette candelieri portati da Diaconi che, giunti all'Altare,<br />

li deponevano attorno e collocavano la Croce, disinnestata dall'asta, sull'Altare.<br />

Il Crocifisso sull'Altare in mezzo a due candele comincia nel secolo XIII quando<br />

viene prescritto da Papa Innocenza 111. Il numero delle candele varia. A Parfa<br />

se ne accendono 12 a Natale ed Epifania ed altre dieci in più a Pasqua. Molte<br />

candele venivano accese per l'illuminazione della Chiesa. S. Adriano I (795)<br />

dotava S. Pietro di un «policandelabrum» che portava in bell'ordine 1570 candele.<br />

Davanti alle reliquie ardevano lampade.<br />

CALICI - PISSIDI - TABERNACOLI<br />

// Calice usato da N. Signore si ritiene che sia stato di vetro. San Attanasio<br />

dice che il Calice era di vetro ancora al suo tempo. I Copti lo hanno di vetro<br />

ancora oggi. Presto però diventa di metallo prezioso. La piccola Cniesa di Cirb,<br />

nel 303, ne possedeva due di oro e tre d'argento. Gregario ai Tours narra che<br />

Childebe.no, di ritorno da una guerra in Ispagna, portò via oO calici d'oro e 15<br />

patene gemmate.<br />

L Eucaristia per gli infermi fin verso il V secolo viene portata a casa, in cofanetti<br />

di vimini, dai fedeli cui si raccomanda di tenerla con molto rispetto, impedendo<br />

che venga toccata da infedeli o che venga mangiata da topi ecc.<br />

Più tardi viene conservata in Chiesa o in una colomba pendente dal tetto del<br />

coro (come fanno ancora gli Orientali) o in cassettine preziose conservate sull'Altare.<br />

Si trovano anche tabernacoletti in qualche angolo del coro o della Sacrestia<br />

o anche elevati su colonne, accanto all'Altare.<br />

I grandi Tabernacoli, ancora in uso oggi, sugli Altari, cominciano a comparire<br />

con S. Carlo Borromeo (secolo XVI) che insieme con Mons. Giberti di Verona,<br />

suo coetaneo, ne fanno vastissima propaganda.<br />

II culto della SS. Eucarestia che era nato ancora nel 1300 con le visioni di<br />

S. Giuliana Corneglianese e col miracolo di Bolsena (che diede origine alla Basilica<br />

di Orvieto) si estende più tardi colle grandi esposizioni del SS.mo per le<br />

Quarant'Ore diffuso soprattutto da S. Antonio Maria Zaccaria ed induce istintivamente<br />

a collocare il SS.mo al centro od in posizione principalissima della<br />

Chiesa (sull'Altare Maggiore o su un altro Altare di particolare solennità). Il<br />

primo Ostensorio si ha nel 1394 fatto costruire dalla B. Dorotea di Prussia per<br />

la esposizione prolungata del SS.mo in vaso trasparente.<br />

TOVAGLIE - PARAMENTI<br />

In principio una sola tovaglia, detta corporale, di puro Lino come il lenzuolo<br />

dove è stato posto il Corpo di Gesù, ,copre l'Altare. Più tardi si passa a tre tovaglie<br />

e ad un corporale per le oblate.<br />

Le vesti dei Sacerdoti anche all'Altare erano nei primi tempi comuni. Nel<br />

428 Papa Innocenza biasima i Vescovi delle Gallie per singolarità introdotte<br />

nel vestito. « II Clero — secondo lui — deve distinguersi dai laici non nel vestito,<br />

ma nella dottrina; non coli'aiuto, ma colla conversazione; non col culto della<br />

persona, ma colla purità della mente.». Sant'Agostino, vestiva anche nel Ministero<br />

come i fedeli. Origene raccomanda solo ai Sacerdoti di usare nel Ministero<br />

l'abito festivo. S. Gregario Magno vestiva allo stesso modo di suo papa senatore.<br />

Palladio riferisce che S. Giovanni Crisostomo usava una veste candida.<br />

Nelel' 889 Ricalfo di Sassonia vietava ai Sacerdoti di usare nel Ministero vestiti<br />

comuni. Un mutamento negli abiti aveva cominciato nei secoli VI e VII,<br />

quando i barbari apparvero a Roma vestiti di rozzi calzoni. Il Clero, coi Romani<br />

più colti, si rifiutava di adottarli ed allora cominciano i cambiamenti nelle<br />

vesti del Clero che trasforma i vecchi abiti romani in pianeta (il «pallio»), in<br />

pluviale (l'abito da viaggio), la dalmatica, ecc.<br />

Caratteristica è il «manipolo» che in origine era il velo simbolico tenuto in<br />

mano dagli Imperatori o grandi ufficiali di stato come indice della loro autorità.<br />

CAMPANE - FIORI<br />

Erano in uso presso i Cinesi e Romani campanelli per annunciare solennità,<br />

muovere colonne di schiavi ecc.<br />

Il primo ad usare la campana per Chiese sembra sia stato S. Paolino di Noia<br />

(IV secolo). San Gregario di Tours parla di campane e di corde per muoverle<br />

Ostensorio chiuso<br />

Volterra (sec. XV)<br />

Alba di S. Bernulfo<br />

(1056)<br />

Papa coronato<br />

e Vescovi<br />

Acquasantiera<br />

"Forcella (sec. XI)<br />

— 11


nel 594. Le Chiese di Roma sono state dotate di campane<br />

dai Papi Zaccaria e Stefano a metà del 700.<br />

Dei fiori si è fatto grandissimo uso fin dai primi tempi.<br />

Con essi si decoravano l'Altare, il Tempio e le porte. Erano<br />

preferiti rose e gigli.<br />

LE PERGOLE<br />

Negli antichi templi erano in uso le Pergole che separavano<br />

il pubblico dal presbiterio. Era un accostarsi ali' uso<br />

dei Greci che nel momento della consacrazione si chiudevano<br />

per dare espressione di mistero al S. Sacrificio. Il senso<br />

del Mistero ha ispirato anche le preghiere della Messa recitate<br />

dal Sacerdote sottovoce. L'uso venne introdotto da S.<br />

drillo di Gerusalemme, che sentiti sulla piazza i ragazzi a<br />

scherzare colle parole della Consacrazione, volle che dette<br />

parole venissero dette sottovoce per impedire simile profanazione.<br />

Anticamente alla Consacrazione non venivano ammessi i<br />

catecumeni (non ancora battezzati), né i penitenti. Venivano<br />

esclusi dopo il Vangelo coli' «Ite missa est» che indicava<br />

semplicemente l'ora dell'uscita per chi non aveva diritto di<br />

assistere ai grandi Misteri.<br />

Le complicazioni della Messa solenne in terzo provengono<br />

in parte dall'uso antico della concelebrazione ed in parte<br />

dalla solennità attribuita ai vari gesti e portamenti quando<br />

i Vescovi diventarono anche principi civili delle loro Diocesi.<br />

Vi influì anche il desiderio di dare alla Messa l'aspetto<br />

di rappresentazione interessante, che tenesse lontani i cristiani<br />

dagli spettacoli pubblici profani.<br />

Le grandi devozioni del Santo Padre<br />

Proprio oggi che sembra affiorare, attorno alla vita di<br />

Fede uno spirito di fredda razionalità, si direbbe che il<br />

Santo Padre fa di tutto per alimentare le grandi devozioni<br />

che hanno dato un'abbondanza meravigliosa di attività<br />

alla Santa Chiesa.<br />

Non lascia passare occasione per esaltare la S. Vergine<br />

che volle nel Concilio stesso mettere in luce nella nuova<br />

veste dogmatica di Madre della Chiesa. Ma soprattutto si<br />

profonde con commovente devozione nel culto del Santissimo<br />

Sacramento, non lasciando passare occasione propizia<br />

senza far sentire con la sua voce accorata ai fedeli la presenza<br />

di Gesù in mezzo a loro.<br />

In occasione del centenario della Basilica di Orvieto costruita<br />

per esaltare la SS. Eucarestia, dopo il Miracolo di<br />

Bolsena, il S. Padre proclamava la necessità del Cristo per<br />

l'uomo di oggi : « Creda l'uomo di oggi che chi cerca, sulla<br />

parola di Cristo, il regno di Dio innanzitutto, avrà pane, avrà<br />

l'abbondanza anche dei beni naturali della scienza, della<br />

tecnica, del lavoro, dell'arte;<br />

« creda l'uomo d'oggi che ancor più di ieri Cristo gli è<br />

necessario. Risvegliati in lui i desideri della libertà, della<br />

maturità umana, del progresso sociale, della pace, sappia<br />

che non solo a possederli, ma a conoscerli nel loro vero concetto,<br />

cotesti ideali, è necessario il Maestro, il Maestro divino<br />

che solo li può far coincidere con la verità e la vita ;<br />

« e creda finalmente l'uomo di oggi che l'umile e fervorosa<br />

fede che Cristo nell'Eucaristia reclama da lui è per la<br />

sua redenzione, per la sua salvezza e per la sua felicità ».<br />

(Messaggio di Orvieto - 11 agosto 1964).<br />

Durante il Congresso internazionale di Bombay egli proclamava<br />

l'Eucaristia necessaria per l'unità e la civilizzazione<br />

dei popoli. Nel recente Congresso di Pisa proclamava<br />

che la scelta affermativa della Fede davanti all'Eucarestia<br />

12 —<br />

è necessaria per l'accettazione di tutto il messaggio evangelico.<br />

Nella Processione del Corpus Domini ali' EUR insisteva<br />

: « Cristo è in mezzo a voi, o fratelli, è vostro inquilino,<br />

in mezzo a voi come ognuno dei vostri compagni, vostro<br />

collega, vostro ospite, che condivide la vostra vita tacitamente<br />

per essere vostro aiuto spirituale ».<br />

Nella Lettera Apostolica del passato febbraio per indurre<br />

tutti a celebrare con fervore il secondo Centenario del<br />

Culto Liturgico in onore del Sacro Cuore di Gesù così insisteva<br />

: « II culto al S. Cuore, che — lo diciamo con dolore<br />

— si è in alcuni un po' affievolito, rifiorisca ogni giorno<br />

di più, e sia da tutti considerato come una forma nobilissima<br />

e degna di quella vera pietà, che al tempo nostro,<br />

specialmente per opera del Concilio Vaticano II, viene insistentemente<br />

richiesta verso il Cristo Gesù, re e centro di<br />

tutti i cuori, "capo del corpo, che è la Chiesa... il principio,<br />

il primogenito dei redivivi, affinchè in tutto abbia lui il primato"<br />

(Col. 1, 18).<br />

E siccome il Sacrosanto Concilio Vaticano II raccomanda<br />

grandemente " i pii esercizi del popolo cristiano... specialmente<br />

quando sono fatti per volontà della Sede Apostolica"<br />

(Constitutio de Sacra Liturgia, art. 13) questa forma<br />

di devozione sembra doversi sommamente inculcare : di fatto,<br />

come abbiamo sopra ricordato, essa consiste essenzialmente<br />

nell'adorazione e nella riparazione, degnamente prestata<br />

al Cristo, ed è fondata soprattutto nell'augusto mistero<br />

dell'Eucaristia, da cui, come dalle altre azioni liturgiche,<br />

"consegue quella santificazione degli uomini in Cristo, e<br />

quella glorificazione di Dio, a cui tendono tutte le altre opere<br />

della Chiesa, come al loro fine" (ibid., art. 10) ».<br />

Ed è in questo spirito che noi pubblichiamo qui il diario<br />

di un viaggio di P. Covi in Francia per studiarvi la devozione<br />

al Sacro Cuore.


Paray-le-Monial si specchia sulla Bourbince.<br />

Sullo sfondo la Basilica romanica dell'XI secolo.<br />

LA FRANCIA ED IL S. CUORE<br />

Dall'ombra di Paray - le - Monial<br />

ai trionfi della Basilica di Montmartre<br />

E' capitato a non pochi di noi, e<br />

non una sola volta forse, di aver<br />

fatto un pellegrinaggio mariano in<br />

Francia, per recarci a Lourdes. Ma<br />

non tutti ricordano (o sanno) che la<br />

Francia, oltre ad essere la «terra di<br />

Maria», ha diffuso nel mondo, da<br />

tre secoli in qua, una gloriosa devozione:<br />

quella del S. Cuore di Gesù.<br />

Sulle sue tracce si è mosso il nostro<br />

itinerario, alla fine dell'estate<br />

scorsa, a ricercare - oltre i segni affidati<br />

ormai alla storia - le espressioni<br />

e l'anima di una Francia credente.<br />

Ma non possiamo offrire qui<br />

ai lettori che delle rapide note di<br />

viaggio, delle « prime impressioni »<br />

che attendono l'urgente lavoro della<br />

revisione, delia meditazione, dello<br />

studio.<br />

* * *<br />

Sapevamo bene che per attingere<br />

notizie sul pioniere della nuova devozione<br />

in Francia, S. Giovanni Eudes,<br />

il grande normanno, missionario<br />

e predicatore infaticabile, bisognava<br />

bussare alla Casa Madre dei<br />

Padri Eudisti, a Parigi. Quel mattino<br />

un rapido metrò mi sbarcò subito<br />

in quei paraggi; ma non fu facile<br />

poi infilare la solitària Rue Jean<br />

Dolent, dove mi attendeva le Pére<br />

«archiviste », Charles du Chesnay.<br />

Cortese, muovendosi agilissimo tra<br />

i suoi libri, il Padre mi venne tessendo<br />

la figura del Fondatore e il cli-<br />

ma spirituale di quel XVII secolo<br />

che fu, in Francia, un secolo di grandi<br />

santi. Nel primo decennio il Cardinale<br />

de Berulle fonda il celebre<br />

«Oratorio», continuato da M. Olier<br />

(e da lui i «Sulpiziani»), P. de Condren,<br />

P. Bourgoing; nella Savoia S.<br />

Francesco di Sales e S. Giovanna de<br />

Chantal danno vita all'Ordine della<br />

Visitazione. A Parigi, nel 1633, San<br />

Vincenzo de Paoli fonda con S. Luisa<br />

de Marìllac la grande famiglie<br />

delle Figlie della Carità.<br />

Il Padre mi fissò in volto, arguto<br />

e soggiunse: « Due suoi confratelli<br />

Gesuiti mietono grandi messi tra il<br />

popolo: nel Velay e Vivarais S. Fran<br />

cesco Regis, e in Bretagna il Beato<br />

Giuliano Maunoir, ove opera anche<br />

un grande Apostolo di Maria: San<br />

Luigi G. de Montfort. Nella Lorena<br />

fatica S. Piere Fourier e nella Champagne<br />

S. Giovanni B. de La Salle,<br />

esperto educatore di giovani.<br />

Entra ora in scena Giovanni Eudes.<br />

Formato alla severa scuola dell'Oratorio,<br />

verso il 1641, sentì l'ispirazione<br />

di uscirne per dedicarsi alle<br />

sue ooere di educazione sacerdotale,<br />

alla predicazione tra il popolo.<br />

Egli raggiunse la diocesi di Autun,<br />

vicino a Paray-le-Monial, che da due<br />

anni contava già una recluta d'eccezione<br />

: S. Marqherita Maria. Fu<br />

lui che il 20 ottobre 1672 potè ottenere<br />

da molti Vescovi di Francia<br />

che si celebrasse la prima Festa del<br />

S. Cuore, in onore del quale egli aveva<br />

scritto I' Ufficio. Si deve dunque<br />

a lui la diffusione del culto, per<br />

lui inseparabile del Cuore di Maria<br />

e del Cristo, devozione di cui - come<br />

disse Pio X - fu «Padre, Dottore<br />

e Apostolo». Ma la fiaccola, appena<br />

accesa, doveva passare in altre<br />

mani, a Paray!<br />

Nel congedarmi, il buon Padre acuì<br />

in me l'impazienza di raggiungere<br />

presto quella vera «cittadella del<br />

S. Cuore», da cui s'era irradiata tanta<br />

luce: Paray, nella lontana, verde<br />

Borgogna.<br />

COME A NAZARETH<br />

L' indomani vi giunsi da Parigi,<br />

scendendo verso Lione, dopo tre<br />

buone ore di treno. Che dirvi? Ebbi<br />

un'impressione indescrivibile. Mi<br />

è sembrato di risalire indietro nei secoli,<br />

di entrare quasi in una piccola,<br />

mistica, Nazareth, amorosa custode<br />

dei segreti affidatigli dal Signore.<br />

Qui tutto è intatto, vivo ed<br />

insieme antico, perché come fissato<br />

nel tempo di quel lontano 20 giugno<br />

1671, in cui varcò le soglie del<br />

Monastero della Visitazione una sorridente<br />

giovane di ventiquattro anni,<br />

figlia di un notaio regio di Verovesne,<br />

un paesino a trenta leghe da<br />

Paray. Era Margherita Alacoque<br />

— 13


La Basilica del S. Cuore sul colle di Montmartre,<br />

a Parigi, nelle sue luci notturne.<br />

che, Dell'entrare nel suo asilo, esclamava<br />

in un trasporto di gioia: «£'<br />

qui che Dio mi vuole!». Lasciò scritto<br />

poi ciò nella sua sorprendente<br />

«Autobiografia», il testo che, insieme<br />

alle molte lettere di lei, mi fece<br />

da necessaria guida in quei giorni<br />

(nella nitida edizione curata dalla<br />

Ed. Gregoriana, nel '53). Quest'umile<br />

«Visitandina», in virtù di alti doni<br />

mistici, doveva diventare ben presto<br />

«la Discepola prediletta e l'Apostolo<br />

del S. Cuore». Nei 19 anni infatti<br />

che visse in Religione (morì a<br />

43 anni) ricevette dal Signore successive<br />

Rivelazioni specie nei tre anni<br />

che seguirono la sua Professione<br />

(6 novembre 1672), cioè dal 1673<br />

al '75 (anno della Grande Rivelazione);<br />

fu eletta Assistente nel. 1684 e<br />

l'anno dopo Maestra delle Novizie,<br />

carica che conservò fino al 1687.<br />

Fu nel giorno della sua Festa (17<br />

ottobre) che la Supcriora del Monastero<br />

Suor Marie Rose Laforest, mi<br />

concesse lo speciale indulto di visitare<br />

tutto l'interno della casa. Ogni<br />

angolo di essa, si può dire, conservava<br />

il ricordo di Margherita Maria:<br />

l'ala vecchia del suo Noviziato; il<br />

boschetto dei noccioli ove da novizia<br />

ebbe il primo incontro col Maestro;<br />

il cortiletto del Ss.mo Sacramento<br />

ove le apparvero dei Serafini<br />

che, circondando Gesù, cantarono :<br />

« L'Amore trionfa, l'Amore gioisce,<br />

l'Amore del S. Cuore rende felice! »;<br />

ecco qui il piccolo Oratorio domestico<br />

in cui ella espose all'adorazione<br />

delle sue Novizie l'immagine del S.<br />

Cuore, da lei dipinta (1686) e, due<br />

anni dopo, ecco sorgere nel giardino<br />

la Grande Cappella, la prima eretta<br />

nel mondo al S. Cuore; la stanza<br />

dell'infermeria dove mori (1690),<br />

ora trasformata in cappella.<br />

Ma il vero cuore di questo Monastero<br />

(che la Rivoluzione non riuscì<br />

ad alterare) è il Coro grande, ove le<br />

Madri cantano l'Ufficio; esso guarda<br />

verso il lato destro dell'aitar maggiore.<br />

Entrando nel coro, vi si legge,<br />

non senza emozione, queste parole<br />

poste sulla grata: «In questo luogo<br />

santo N. Signore ha rivelato le ricchezze<br />

e i desideri del suo Cuore a<br />

S. Margherita Maria A.».<br />

Di qui, fissando l'altare, la Santa<br />

lo vide più volte inondato di luce di-<br />

14<br />

vina; qui sentì la presenza del Divino<br />

Maestro ed udì le sue consolanti<br />

promesse. La piccola Cappella delle<br />

Apparizioni comprime - si direbbe -<br />

la sua gloria nel silenzio di un' incantevole<br />

umiltà. Si ha l'impressione<br />

che il divino non sappia trovare<br />

espressione migliore della semplicità<br />

per comunicarsi a noi. «C'est cornme<br />

un terre sainte que le pèlerin foule»<br />

- leggo in un libriccino di guida, che<br />

invita i visitatori a credere al Messaggio<br />

che qui è risonato, pensando<br />

che esso «destine au monde entier,<br />

s'adresse a lui personnelment».<br />

Né i sontuosi addobbi, le fitte<br />

bandiere di tanti Paesi, gli ex-voto<br />

o lo scintillìo dei lampadari riescono<br />

a distruggere quest' intima impressione.<br />

Il coro tenue di voci delle Religiose<br />

continua qui da secoli ad elevare<br />

a Dio la sua lode. Ad una di<br />

esse - pensiamo - tre secoli fa Gesù<br />

ha detto «Ecco quel Cuore che ha<br />

tanto amato gli uomini...», «lo voglio<br />

che tu mi serva di strumento<br />

per attirare i cuori al mio Amore,<br />

lo ti costituisco erede del mio Cuore».<br />

Sono queste le parole che si<br />

staccano luminose sull'altare ove riposa<br />

la Santa, vicino a quello maggiore,<br />

a destra. Già verso la fine della<br />

sua vita Margherita Maria poteva<br />

assistere ai primi trionfi di questa<br />

devozione, portata dal suo confessore,<br />

il gesuita Beato Claudio de<br />

la Colombière, in terra inglese, nel<br />

1675, alla corte reale; le numerose<br />

lettere della Santa, gli scritti del P.<br />

Rolin e Croiset serviranno ad estendere<br />

in breve tempo il culto.<br />

La Sede Apostolica approvava<br />

questo culto nel 1765 quando Cle-<br />

mente XIII concedeva la Festa del<br />

S. Cuore e la S. Messa per la Polonia<br />

e per il Sodalizio Romano al S.<br />

Cuore consacrato. Pio IX il 23 maggio<br />

1 856 estendeva la Festa del S.<br />

Cuore a tutta la Chiesa e nel 1864<br />

prooclamava Margherita M. Beata.<br />

La proclamava Santa Benedetto XV<br />

il 13 maggio 1920.<br />

Nell'ombra raccolta di questo<br />

santuario, ho visto alternarsi pellegrini<br />

d'ogni angolo della Francia e<br />

molti stranieri, nella settimana che<br />

rimasi a Paray. Qui il grande Cardinale<br />

Perraud, Vescovo di Autun,<br />

Accademico di Francia, volle che il<br />

suo corpo attendesse l'ora della resurrezione;<br />

da qui partì il 1° settembre<br />

1907 il celebre apostolo del<br />

S. Cuore, P. Matteo Crawley - miracolosamente<br />

guarito - per estendere<br />

in ogni parte del mondo la sua<br />

geniale opera della «intronizzazione»<br />

del S. Cuore nelle famiglie.<br />

Al pomeriggio, una fitta folla di<br />

fedeli, tra cui molti giovani, convenuti<br />

a Paray con vari pullman, ha<br />

attraversato il giardino del Monastero,<br />

seguendo in processione Gesù<br />

nel Sacramento. Brevi, vibranti invocazioni<br />

si elevavano al S. Cuore,<br />

ripetute dalla massa, con un crescendo<br />

commovente di fede. Poi si<br />

passò nella vicina explanade, sfiorando<br />

la Basilica romanica dell' XI<br />

secolo. Su un mare di teste chine,<br />

sui fedeli fermi in ginocchio, Gesù<br />

faceva scendere la sua benedizione.<br />

Infine si levò un canto, alto, gioioso,<br />

dominato da voci giovani.<br />

* * *<br />

Nel congedarmi, I' indomani, da<br />

Paray non ebbi il tempo di rientrare<br />

nella Cappella, ma lessi in fretta le


Poray-le-monial: il coro delie Religiose, del<br />

Monastero della Visitazione, ove avvennero<br />

le celebri apparizioni.<br />

parole che sormontano il pronao :<br />

« In questa Chiesa N. Signore ha<br />

rivelato il suo Cuore a Margherita<br />

Maria ». Sentivo che quello non era<br />

un addio, ma un arrivederci. ( : ).<br />

FIACCOLA SUL MONDO<br />

Ma se, nel mio animo, Paray aveva<br />

suscitato una sola parola evangelica<br />

di Gesù: l'umiltà, ben diversa<br />

eco doveva destare in me il Santuario<br />

di Montmartre a Parigi : la<br />

gloria del S. Cuore. Rifacevo cioè,<br />

idealmente, l'arco crescente di questa<br />

devozione: dall'alba timida, incerta<br />

di Paray al suo fulgido meriggio<br />

nel mondo. Cuore di Parigi credente,<br />

Montmartre celebra tuttora<br />

il ricordo dei suoi primi martiri. Qui<br />

nell'antica abbazia delle Benedettine<br />

vennero S. Bernardo, S. Giovanna<br />

d'Arco, il Berulle, l'Olier. E qui<br />

venne Ignazio di Loyola che, nella<br />

cripta della Basilica, nella Cappella<br />

di S. Denis (ora ricostruita), il 1 5 agosto<br />

1534 fece i suoi voti, col nucleo<br />

delle prime leve della nascente<br />

Compagnia di Gesù.<br />

* * *<br />

Su questa stessa collina di Montmartre,<br />

ove la mondanità e l'arte alzano<br />

pure le loro insegne, la Francia<br />

ha voluto erigere, da quasi un<br />

secolo, un suo grande Tempio al S.<br />

Cuore, in uno stile caratteristica,<br />

slanciato, romanico-bizantino.<br />

Quando la guerra del 1870 sorprese<br />

il paese con l'irruzione tedesca,<br />

due ardenti cristiani, Legentil<br />

t 1 ) Fui incoraggiato a compiere questo<br />

viaggio e le ricerche relative a Paray dalla<br />

Associazione patavina «Vita-Film», che ha<br />

in progetto di realizzare un ampio documentario<br />

(in formato normale) sulla storia<br />

della devozione al S. Cuore. A tal fine essa<br />

ha intenzione di valersi di idee e di aiuti da<br />

parte di quelli che vogliono appoggiare questa<br />

nobile iniziativa.<br />

e Rohault de Fleury pensarono di<br />

costruire questo tempio e nacque<br />

così quel «voto nazionale» che Pio<br />

IX subito incoraggiò. Tre anni dopo,<br />

a Paray, un gruppo di Deputati<br />

si consacrò al S. Cuore ed un mese<br />

dopo l'Assemblea nazionale francese,<br />

a maggiorità di voti, dichiarò di<br />

utilità nazionale l'erezione del tempio<br />

in Parigi. A distanza così di due<br />

secoli (1875) dalla domanda fatta<br />

da S. Margherita M. al re Luigi XIV<br />

di innalzare un Santuario al S. Cuore,<br />

questo cominciò ad elevarsi, lentamente,<br />

sull'antico colle che domina<br />

Parigi. L'anno dopo, in una cappella<br />

provvisoria, si dava l'avvio all'adorazione<br />

notturna, che ora è frequentata<br />

da folle di uomini e di giovani.<br />

Pensavo a tutto ciò ogni volta che<br />

salivo alla Basilica, anche con la minuscola<br />

funicolare. In un pomeriggio<br />

di ottobre, una domenica piena<br />

di sole, vidi un'enorme ressa di gente<br />

accalcarsi lentamente, in silenzio,<br />

alle porte. All'interno, sotto il vasto<br />

mosaico, dominato dalla regale figura<br />

di Gesù, raggiava l'ostensorio,<br />

luminoso. Tra quelle folle anonime<br />

si erano confusi, nei decenni passati,<br />

S. Teresina del B. Gesù, P. De<br />

Foucauld, Pio XII, Giovanni XXIII,<br />

ed artisti e pittori come Max Jacob<br />

e Utrillo. L'occhio e il volto accompagnavano<br />

intanto il giro delle lettere<br />

d'oro sotto il mosaico : «Cord/<br />

Jesu, GO///O poenitens et devota».<br />

Alla sera, da ogni punto di Parigi,<br />

si scorgono le tre guglie snelle,<br />

illuminate nella notte. Fissandole e<br />

scoprendole con gioia tra le alte case<br />

ricordavo le parole profetiche di<br />

Gesù a Margherita: «Se hai fede,<br />

vedrai i trionfi del mio Cuore! Non<br />

temere: lo regnerò nonostante i mìei<br />

nemici». Ecco, ora il nostro secolo -<br />

pensavo - assiste a questi trionfi.<br />

Dalla piccola Paray ad oggi, il Cuore<br />

del Redentore, simbolo eloquente<br />

del suo infinito amore, aveva trovato<br />

una nuova via per conquistare gli<br />

uomini. Università, Istituti, Congregazioni<br />

sacerdotali e religiose, città,<br />

famiglie innumerevoli si sono offerte<br />

al S. Cuore, con un gesto di dedizione<br />

riconoscente, che non accenna a<br />

finire. Nel cielo di Francia spuntarono<br />

nuove stelle di santi, di grandi<br />

devoti del S. Cuore. Il 2Ì novembre<br />

del 1800 S. Maddalena Sofia Barat<br />

gettava la basi della Società intitolata<br />

a lui e ripeteva: «La devozione<br />

al S. Cuore riunisce tutto: è la devozione<br />

dell'Amore!». Più tardi (1883)<br />

il P. Jean L. Dehon dava vita alla<br />

vasta famiglia dei Sacerdoti del Sacro<br />

Cuore. Al tramonto del secolo,<br />

l'I 1 giugno 1899, Leone XIII consacrava<br />

al cuore di Cristo il nuovo secolo<br />

che sorgeva, il nostro. Due grandi<br />

Pontefici, Pio XI e XII, con due<br />

Encicliche magistrali tracciavano il<br />

quadro teologico della nuova devozione<br />

(«Miserentissimus Redemptor»<br />

- 1928; «Haurietis aquas» -<br />

1956).<br />

* * *<br />

Le parole di Cristo - divinamente<br />

- si realizzano: «Se hai fede, vedrai<br />

i trionfi del mio Cuore». La stessa<br />

terra di Francia, percorsa dalla<br />

gelida ventata del giansenismo, doveva<br />

riscaldarsi alla fiamma dell'amore<br />

divino, e trasmettere subito al<br />

mondo quel calore. Realizzava così<br />

le attese del Salvatore, «/o sono venuto<br />

a gettare il fuoco sulla terra e<br />

che altro desidero se non che divampi?»<br />

(Le. 12, 49).<br />

ANTONIO COVI S. J.<br />

I<br />

— 15


' M<br />

là<br />

. "•"<br />

I brindisi<br />

ai<br />

Neolaureati<br />

I neo-laureati vennero festeggiati la<br />

sera del 29 marzo 1965. Coni' era stato<br />

annunciato nel numero passato, i neolaureati<br />

dal giugno 1964 al marzo 1965<br />

erano 32: gli studenti interni O. Babighian,<br />

G.F. Bertoldi, T. Bertoldini, E.<br />

Buttazzoni, L. De Finis, A. Favrin, G.<br />

Guarnieri, G. Graziano, M. Grobe, A.<br />

Lechi, Z. Martini, P.V. Polesello, S.<br />

Rizzotti, W. Rungaldier, P. Radessi. G.<br />

Rizzali, A. Rosset, A. Sessegolo, S. Turra,<br />

F. Venier, A. Vescovi, R. Viola, A.<br />

Vitale.<br />

Della Scuola di Religione: A. Baroni,<br />

M. Baroni, Paolo Casella, P. Di Lenna,<br />

P. Formentin, G. M. Malipiero, F. Moschetti,<br />

R. Revoltella, R. Varese.<br />

Alla cena offerta in loro onore mancavano<br />

una decina perché trattenuti<br />

lontani da esami statali o da vita militare.<br />

La festa si svolse però lo stesso con<br />

comune gioia. Vi parteciparono con i<br />

Padri della Casa il Presidente dell'Associazione<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> Avv. Malipiero,<br />

gli Assistenti e Consultori dell'Associazione<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> Avv. Ghedini, Ing. G.<br />

Baroni, Pro/. Simonetti, Prof. Zingales.<br />

Disse belle parole il Presidente Malipiero,<br />

augurando a tutti fortuna nella<br />

loro professione, invitandoli però a tenere<br />

contatto con l'Associazione che, oltre<br />

ad offrire spunti di incontri di ami-<br />

•cìzia, offre a lutti occasioni propizie di<br />

creare una solidarietà che ai nostri tempi<br />

è così necessaria per superare tutte<br />

le difficoltà.<br />

Venne distribuita a tutti l'Agenda degli<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> e l'abbonamento gratis<br />

per il primo anno dell'«Antonianum».<br />

Con particolare sentimento venne loro<br />

consegnato il quadro della Madonna<br />

<strong>dell'Antonianum</strong> perché la Madonna<br />

li accompagni benedicente nella vita.<br />

I neo-laureati risposero commossi agli<br />

auguri dei Padri e degli amici tutti.


Diecimila alla decima Marcia della Fede<br />

Domenica delle Palme, 11 aprile, appuntamento a Siena<br />

per 10 mila Universitari di tutte le parti d'Italia!<br />

Il Prato della Valle cominciò a brulicare di multiformi<br />

berretti alle 19 di sabato. Gli universitari padovani si disponevano<br />

di... buon animo, prima della partenza, ad una<br />

pallente attesa non prevista. La regia organizzativa aveva<br />

disposto solo cinque grossi pullman invece di sette. Nel nostro<br />

ci accalcammo una quarantina di universitari, con in<br />

più un gradito gruppetto di universttarie del « Marianum »<br />

e del S. Cuore.<br />

L'allegro spirilo goliardico ci ha accompagnato con chitarre<br />

e canti fino a Bologna dove, in S. Petronio, sostammo<br />

per una Veglia Eucaristica.<br />

Ripartiamo all'una di notte con ripresa della voce e delle<br />

note del «solito» danni, il chitarrista, che pensava — beato<br />

lui! — ad... accorciare il percorso notturno.<br />

A Castellina in Chianti, le prime luci dell'alba davano<br />

colore e risalto al meraviglioso panorama delle colline senesi<br />

e ci invitarono ad uno spuntino per iniziare coraggiosamente<br />

la «Marcia» vera e propria (dieci chilometri ci<br />

avevano detto, ma forse erano un po' di più, a parere di<br />

chi li ha percorsi).<br />

A gruppi di un centinaio di studenti, preceduti da una<br />

Croce, alternavamo alle preghiere i cani, animati da uno<br />

spirito di penitenza e di offerta.<br />

Finalmente ecco Siena! Si risveglia ancìie quest'anno<br />

festosa, per accogliere questa singolare presenza giovanile<br />

irrompente da quattro sboccili diversi. Piazza del Palio, a<br />

mano a mano che andava riempiendosi, pareva trasformarsi<br />

in meravigliosa cattedrale.<br />

La marea di colori, resi più vivi e forti dal sole, facevano<br />

gustare un insolito spettacolo.<br />

Concluse la solenne manifestazione la concelebrazione<br />

della Santa Messa che ci fece tanto riflettere e ci diede la<br />

risposta alla domanda che certo ci siamo posti noi, nuovi,<br />

prima di partire: «Ma che cosa vado a fare alla "Marcia<br />

della Fede" ? ». Comprendemmo il valore di testimonianza<br />

e di solidarietà per quelli stessi che vi partecipano. Ognuno<br />

di noi, che talvolta nell'ambiente universitario non trova<br />

né il coraggio né tanto meno l'incitamento a sostenere<br />

i suoi principi, che fa difficoltà ad essere coerente, quando<br />

invece non si sente più solo, come in quella Piazza gremita,<br />

si accorge di fatto che la molla che lo ha spinto a venire<br />

ha mosso pure tutti gli amici e ne trae stimolo ed incitamento.<br />

Valore e testimonianza nei confronti degli altri: diecimila<br />

universitari che giungono da Aosta, da Trieste, da Catania,<br />

da Reggio Calabria non passano indifferenti né per<br />

i senesi, né per la stampa, né per l'opinione pubblica né<br />

per le altre migliaia di studenti coi quali siamo a contatto<br />

e che non sono venuti.<br />

Lo dicono le cifre. Il primo gruppetto (circa 80 giovani)<br />

che ha accolto dalla Cittadella Cristiana di Assisi il<br />

« via » alla prima Marcia (diretta ad Orvieto) ha raggiunto<br />

i diecimila di Siena, perché ogni anno qualcuno, che prima<br />

era sceltico, si è lasciato convincere.<br />

Il cordiale saluto che ci si scambia prima di partire, è<br />

l'invito a rivederci al prossimo anno ed è uno dei fruiti<br />

piii evidenti della bella iniziativa.<br />

C. TRABUCCHI<br />

P-.<br />

P. Galante in marcia.<br />

L'arrivo a Siena.<br />

La sosta meritata, sorvegliata da P.<br />

— 17


I Bambini della Prima Comunione all'Altare. Li segnaliamo in ordine di posizione cominciando da sinistra: Andrea Pasqui<br />

- Marco Ancetti - Maurizio Melanotti - Giancarlo Romiati - Giuseppe Silvestrini - Lorenzo Segato - Aldo Romaro -<br />

Gianni Zangrande - Carlo Canella - Vanni Sgaravatti. Mancano Giovanni Giacomelli, Roberto Ippaso e Maurizio Mirsani<br />

che sono però contenuti nel gruppo della copertina. Manca Angelo Ottolini perché ha fatto la Prima Comunione una domenica<br />

dopo gli altri.<br />

La Scuola di Religione in Vacanza<br />

II mese di maggio per la Scuola di Religione è caratterizzato dalla preparazione alla Prima Comunione e dagli Esami<br />

di Religione.<br />

La Prima Comunione ebbe luogo solennemente la domenica 2 maggio. Celebrò il R. P. Rettore che disse parole commoventi<br />

per i bambini e per tutti.<br />

Gli esami di religione per le scuole medie ebbero un felice successo. Il 95 per cento dei ragazzi si sono già presentati<br />

e diedero regolarmente la loro prova.<br />

Durante le vacanze la Scuola di Religione è tenuta aperta anche al mattino. S. Messa alle ore 8,45.<br />

La Congregazione Mariana del Liceo ha già organizzato un soggiorno in montagna dal 19 al 27 giugno. Comprende<br />

insieme meditazioni, gite, scuola di educazione spirituale e famigliare. Lo dirigono i PP. Garbagnati e Buffa.<br />

Un esame di coscienza del Padre Spirituale<br />

Sei contento, oppure nella tua anima c'è un fondo, forse<br />

nascosto a te stesso, di tristezza e di noia, di quella tristezza<br />

e di quella noia che s'annida nel cuore di chi si è allontanato<br />

un po' da Gesù? Sei forse andato troppo oltre nel<br />

godimento offerto dalle creature, trovando invece delusione<br />

e scontento?<br />

Si, devi godere perché tutto ciò che di bello hanno il<br />

inondo, la vita, le cose di quaggiù è soprattutto per te, A<br />

queste bellezze non t'impone di rinunciare la tua fede, la<br />

tua vita totalitariamente cristiana; che anzi, soltanto il cristiano<br />

sa leggere, comprendere e gustare il grande libro delle<br />

cose belle che cantano la gloria di Dio.<br />

Tutto ciò che è bello è, dunque, tuo prima che di ogni<br />

altro; tu, poi, devi essere di Cristo. Questa appartenenza a<br />

Cristo, che costituisce tutta la tua nobiltà, è per te la regola<br />

che deve guidarti nel godimento di tutte le bellezze e<br />

giocondità che le vacanze possono offrirli. Ma fermati in<br />

questo godimento, quando la tua coscienza ti fa sentire che<br />

progredendo più oltre non potresti più appartenere a Cristo<br />

Signore. Fermati! da questo momento in poi, credilo,<br />

non e' è più vita gioconda, ma e' è veleno mortale.<br />

L'i giovinezza è intessuta di insidie e di sorprese cupide<br />

di iniettare questo veleno. Ora che nelle vacanze i mezzi<br />

di conquista e di difesa non sono forse più alla portata<br />

di mano come prima, è stata forse minata anche la tua vi-<br />

18 —<br />

ta spirituale? La bontà innata del tuo cuore, che più volte<br />

ha sentito l'ansia di Dio e la gioia dell'amicizia divina, ti<br />

saprà dire quello che devi fare per riconquistare alle sorgenti<br />

delle energie infinite la serenità dello spirito.<br />

Fra pochi giorni è S. Ignazio, poi la festa dell'Assunta;<br />

agli otto di Settembre è il genetliaco della nostra Celeste<br />

Madre e Regina: questi giorni siano tante Comunioni Generali<br />

dei figli della Scuola di Religione in vacanza.<br />

Siate poi fedeli ogni giorno alle vostre preghiere del<br />

mattino e della sera. Quando lo potete ascoltate la S. Méssa<br />

anche nei giorni di lavoro, e quando nelle vostre escursioni<br />

passate davanti a qualche Chiesetta aperta, non dimenticate<br />

che Gesù vi sta aspettando e gradirà immensamente<br />

una vostra visita. Interrompete i vostri giuochi con<br />

buone letture e tra i vostri libri abbiatene sempre qualcuno<br />

che tratti di cose spirituali sì che possiate attingervi le<br />

massime sante ed immortali che valorizzano la nostra vita<br />

per l'eternità.<br />

Non coricatevi mai la sera con l'amaro rimorso d'aver<br />

passalo un giorno inutile o dannoso alla vostra anima, e tale<br />

sarebbe il giorno trascorso insulsamente nel giuoco senza<br />

alcun pensiero di Cielo.<br />

Addio. Il Signore vi benedica tutti e Maria SS. vi tenga<br />

stretti sotto il suo manto materno.<br />

(DaU'«Antonianum» del Luglio 1949)


Come vorrei..,<br />

Oggi si impone il rinnovo della<br />

vecchia sede che non solo è corrosa<br />

dal tempo e quasi cadente, ma<br />

soprattutto non riesce più ad accogliere<br />

tutte le persone e tutte le attività<br />

che pure premono per essere<br />

adeguatamente ospitate: oseremmo<br />

dire che la vecchia Scuola non è più<br />

un valido strumento di apostolato, o<br />

che rischia di non esserlo più in avvenire,<br />

ove noi fermassimo questo<br />

incessante flusso dì rinnovamento,<br />

che si immedesima con la sua vitalità<br />

stessa.<br />

Ma allora che fare? Vorremo demolire<br />

tutto e rifare tutto, sia pure<br />

in successione di tempo, o non vorremo<br />

conservare qualche cosa dell'antico,<br />

che sia come l'attestato visibile<br />

di qualche cosa che non muore,<br />

che rappresenti la trasmissione<br />

di uno stile di vita dall'una all'altra<br />

generazione?<br />

Ebbene sì, anche se ciò potrà sembrare<br />

meno semplice, o meno «funzionale»,<br />

vorremmo che fosse conservato,<br />

debitamente restaurato all'interno,<br />

il corpo centrale della vecchia<br />

costruzione. E questa, nel suo<br />

stile gotico, risulterà come una vecchia<br />

nobile abbazia che ne «filia»<br />

una nuova. E ci sembra anche che<br />

solo così gli alberi del giardino non<br />

agiteranno le braccia in protesta,<br />

mentre la Madonna continuerà a<br />

trovarsi bene nella sua Grotta. Ma<br />

è chiaro allora che la «Nuova Scuola»<br />

che così nascerà, non dovrà offendere<br />

in modo chiassoso il corpo<br />

da cui si stacca. Sarà moderna, come<br />

moderni sono i motivi e le esigenze<br />

per cui nasce, ma sarà anche<br />

discreta, direi silenziosa: una costruzione<br />

che si inserisca nel verde, senza<br />

alterarlo, valorizzandolo anzi con<br />

l'aprire nuove prospettive verso la<br />

«montagnola» e verso I' Orto botanico.<br />

E questo perché la nuova costruzione<br />

dovrà sorgere pressapoco dove<br />

e' è ora la Cappella. Qui, tolta<br />

questa Cappella che pure è umida<br />

ed ormai insufficiente, costringendoci<br />

a separare i gruppi dei ragazzi,<br />

c'è una larga superficie edificabile<br />

che è sprecata. Specialmente<br />

nel retro non ci sono che bassi ruderi.<br />

Proprio qui, su un'area di circa<br />

380 mq. potrà sorgere il primo<br />

corpo della nuova Scuola di Religione.<br />

Senza alterare i rapporti con le<br />

altre parti dell'edificio e senza vio-<br />

lentare il parco, pensiamo che si<br />

possano realizzare tre piani, di cui<br />

uno seminterrato. In quest' ultimo<br />

saranno accolti i servizi, che in una<br />

opera come questa son molti e complessi.<br />

E sopra, in due piani che con<br />

ampie vetrate saranno aperti sui<br />

giardini e sui campì sportivi, si potranno<br />

accogliere tutte le attività<br />

più propriamente giovanili : la sempre<br />

valida e fondamentale «Scuola<br />

di Religione» con le aule per il catechismo,<br />

la sede per le associazioni<br />

più spirituali, come la S. Giovanni<br />

Berchmans e la CIDROS; il Reparto<br />

Scouts, ed ampie sale da gioco<br />

Anche il «Coro Tre Pini» potrà disporre<br />

di una adatta sala di musica<br />

(debitamente imbottita!).<br />

Infine i corpi di fabbrica, il vecchio<br />

e il nuovo, saranno raccordati<br />

da un atrio, tutto a vetri, che sarà<br />

come un aereo ponte. Farà convergere<br />

tutte le attività e tutti i gruppi<br />

in un unico punto, perché è bene<br />

che tutti si conoscano. Qui pure potranno<br />

essere esposti tutti i programmi<br />

e le iniziative. Questo atrio potrà<br />

sorgere dove una volta c'era un fienile,<br />

lasciando sotto agli occhi la visione<br />

del più bel giardino di Padova,<br />

l'Orto Botanico, ora nascosto.<br />

la nuova Scuola di Religione<br />

riservate ai pìccoli. Infine il Fratello<br />

Assistente. E pensiamo che anche in<br />

una sede nuova potrà regnare quello<br />

spirito di familiarità per cui tutti<br />

si sentono di casa: i nuovi locali dovranno<br />

solo contribuire ad inculcare<br />

la buona educazione ed il senso di<br />

proprietà.<br />

I grandi invece potranno godere<br />

di una palazzina tutta loro, quella<br />

attuale debitamente trasformata.<br />

Staranno più raccolti, e così potranno<br />

dedicarsi ad attività spirituali o<br />

alla organizzazione di programmi di<br />

studio o di assistenza. Né sarà dimenticata<br />

I' esigenza di disporre dì<br />

un ampio «ritrovo», sempre aperto<br />

per permettere a tutti d'incontrarsi.<br />

^;r- m<br />

'•:^::r^^ : |<br />

^^Sf-Tì 1 - --VA;,,--: ;^v"-- ,-v,,.,:.*':..,"..;, -,'v,.;^,;,,r. fi<br />

A questo punto, sempre «pensando»<br />

come sarà la futura Scuola di<br />

Religione, possiamo chiederci dove<br />

sarà sistemata l'Associazione Sportiva<br />

«Petrarca». Direi, certo in sede<br />

propria, non mescolata con attività<br />

che presentano esigenze diverse.<br />

Non però separata! Il «Petrarca» è<br />

troppo legato ali'«Antonianum», da<br />

cui ha ereditato il glorioso nome, ed<br />

i suoi sportivi sono troppo uniti ai<br />

ragazzi tutti della Scuola di Religione,<br />

perché anche la sede non sia<br />

vicina : pensiamo anche che possa<br />

confluire sullo stesso atrio, che abbia<br />

la possibilità di usare lo stesso<br />

ritrovo.<br />

X. Y.<br />

II Club degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> di Torino. L'antica Villa Tesoriera.<br />

— 19


ATTIVITÀ' PADOVANA<br />

La preparazione Pasquale per Laureati e Professionisti della città è stata organizzata<br />

quest'anno dalla Congregazione dei Professionisti che chiamarono il<br />

P. Messori da Roma. Egli predicò la sera del Sabato delle Palme e alla Domenica<br />

mattina nella Chiesa degli Eremitani svolgendo i temi Fede e Carità come<br />

devono oggi essere praticate dai professionisti di oggi. E' stato seguito da<br />

pubblico assai numeroso.<br />

Per la Giornata Mondiale delle Congregazioni (domenica 9 maggio) è stato<br />

invitato da Roma il Direttore nazionale R. P. Insolera che radunò il sabato sera<br />

i Professionisti nella Sala degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> per dare notizia della presente vitalità<br />

delle Congregazioni, del come sono stati sviluppati i concetti di consacrazione<br />

alla Vergine e dei doveri che ne derivano in armonia colle direttive che<br />

oggi il Concilio ha dato per l'apostolato dei laici.<br />

Dopo la S. Meessa celebrata nella Basilica di S. Giustina par tutti i Congregati<br />

della città, si è trattenuto con i Congregati Universitari per insinuare loro<br />

iniziative sempre più necessarie per il loro mondo di oggi.<br />

E' tornato a Padova anche per domenica 13 giugno, festa di S. Antonio, per<br />

i Iritiro dei Professionisti sabato sera a Padova e domenica mattina a Villa Immacolata<br />

di Torreglia.<br />

DUE CONTAMINAZIONI ATEE<br />

Nel X Convegno nazionale della Federazione delle CC. MM. Femminili d'Italia,<br />

svoltosi a Roma dal 30 aprile a 2 maggio, il P. de Finance ha indicato due<br />

delle principali contaminazioni atee, a cui sono esposte le mentalità e la vita<br />

cristiana. Anzitutto l'esasperato significato che viene dato alla libertà, alla soggettività<br />

e alla personalità dell'uomo, motivo di profondo turbamento nel rapporto<br />

autorità-ubbidienza, particolarmente nell'ubbidienza a Dio considerata come<br />

menomazione della dignità personale : Dio viene negato, perché l'uomo sia<br />

(esistenzialismo ateo di Sartre). In secondo, la dominazione del mondo mediante<br />

la scienza e la tecnica ha ingenerato nell'uomo una smisurata sufficienza di<br />

sé, che ha determinato la perdita del sacro ed una certa trionfalistica : l'uomo<br />

diviene autore di se stesso, in quanto diviene padrone dei suoi mezzi di sussistenza<br />

e, in questa prospettiva, Dio diventa irreale e superfluo (ateismo marxista).<br />

Non si tratta, com'è ovvio, di negare o di mortificare il valore della libertà,<br />

della soggettività, della personalità, della scienza e della tecnica e quindi della<br />

grandezza umana, ma di risalire a Dio — invece di allontanarsene — con gli<br />

stessi valori. L'ubbidienza all'autorità legittima è via alla vera libertà. Scienza<br />

e tecnica hanno in Dio la condizione della loro possibilità, Dio è luce dell'intelligenza<br />

e sorgente della intelligibilità delle cose, ed è Dio a dare un significato<br />

al progresso tecnico.<br />

LE AGGREGAZIONI NEL 1964<br />

Lo scorso anno sono state aggregate alla Prima Primaria 222 nuove Congregazioni<br />

Mariane, così ripartite per continenti : 7 in Africa, 129 in America, 41 in<br />

Asia, 1 in Australia, 44 in Europa. In Italia le nuove CC. MM. sono state 11.<br />

VI CONVEGNO NAZIONALE<br />

DELL'APOSTOLATO DEI LAICI A NEW-YORK<br />

Organizzato, come di consueto, dalle CC. MM. statunitensi, questo incontro<br />

ha raccolto 1.200 delegati, tra cui anche protestanti ed ortodossi. Questo fraterno<br />

confronto fra cattolici e fratelli separati ha dato origine ali'aposolato<br />

20 —<br />

Colonia - S. Maria in Kapitol<br />

Immagine della Madonna del 1050<br />

ecumenico delle CC. MM. americane,<br />

che si son impegnate a seguire le direttive<br />

del Concilio ' conformandosi al<br />

decreto sull' ecumenismo. Il -convegno<br />

si è svolto in 40 sessioni ed ha discusso<br />

i seguenti temi : «L'incontro con Cristo»,<br />

«La Chiesa», «II mondo». Un momento<br />

di particolare intensità religiosa<br />

si è avuto alla celebrazione della Messa,<br />

secondo le nuove norme liturgiche,<br />

sull' altare eretto nell' auditorium dell'hotel<br />

che accoglievav i congressisti.<br />

MENTRE LA GUERRA CONTINUA<br />

Un incontro regionale ha accolto a<br />

Saigon oltre 2.000 congregati del Vietnam.<br />

Vi hanno partecipato anche il Delegato<br />

Apostolico Mons. Angelo Palmas<br />

e l'Arcivescovo della città Mons. Nguénvan-Bình,<br />

che ha letto un telegramma<br />

di augurio e di benedizione inviato ai<br />

congressisti dal Santo Padre.


.. ,,. -~t> \ m<br />

v .. ^ V<br />

P. Luigi Ambruzzi S. J. (1881 - 1965}<br />

I BB<br />

» I<br />

P. Mario Viviani S. J. (1933-1965)<br />

Andrò a veder Maria-in Ciel la Patria mia<br />

P. LUIGI AMBRUZZI S. J.<br />

a Vallenoncella (Udine) entrò<br />

nel Seminario Vescovile di Concardia<br />

per il quinquennio degli studi classici.<br />

Nel 1899 venne accettato nel Noviziato<br />

della Compagnia di Gesù, a Soresina<br />

(Cremona) dove ebbe per Maestro<br />

l'energico P. Luigi Cattaneo che sapeva<br />

infondere i fondamenti più solidi<br />

della vita religiosa.<br />

Compì i suoi studi filosofici e teologici<br />

a Portare (presso Fiume) ad Innsbruck,<br />

a Dublino. Sacerdote si iscrisse<br />

all'Università di Cambridge nella facoltà<br />

di Scienze economiche, che avrebbe<br />

presto cominciato ad insegnare in<br />

India per moltissimi anni.<br />

Nel settembre 1916 salpava direttamente<br />

per l' India accettando il sacrifìcio<br />

di non poter rivedere né la patria<br />

né la famiglia.<br />

Dopo il Terzo anno di probazione a<br />

Ranchi (Missione Bengalense) fu addetto<br />

per nove anni al Collegio Universitario<br />

di Si. Aloysius di Bangalore dove<br />

insegnò e fu Rettore. Si fermò poi<br />

fino al suo ritorno in Italia (1939) nel<br />

Collegio S. Joseph a Mangalore.<br />

Ritornato in Italia lavorò alla Radio<br />

Vaticana. Diresse qualche anno le Missioni<br />

della Compagnia di Gesù, fu Superiore<br />

e Parroco a Trieste, finché, nel<br />

1953, veniva nominato Rettore <strong>dell'Antonianum</strong><br />

di Padova dove favorì l'Associazione<br />

<strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> che col suo favore<br />

potè costruire una sede decente. Dopo<br />

un altro Superiorato a Trento e un incarico<br />

di P. Spirituale nella Casa di Esercizi<br />

di Varese, ritornò nel Noviziato,<br />

a Lonigo, che gli richiamava i cari ricordi<br />

della sua prima vita religiosa.<br />

E qui a Lonigo, aspettò la chiamata<br />

del Signore. La sospirò ripetendo, senza<br />

stancarsi, la sua giaculatoria preferita<br />

in questi ultimi mesi di lento spegnersi<br />

delle sue forze: « Veni, Domine<br />

lesti » (Apoc. 22, 20).<br />

E Gesù venne, il pomeriggio di lunedì<br />

22 marzo.<br />

Il P. Ambruzzi non fu mai un missionario<br />

«excurrens inter paganos», ma la<br />

sua opera svolta nel campo universitario<br />

non era meno preziosa di quella di<br />

tanti altri suoi confratelli operanti in<br />

mezzo agli Intoccabili.<br />

Conosceva assai bene la lingua inglese,<br />

la parlava e la scriveva con facilità.<br />

I suoi libri erano di argomento religioso<br />

e abbastanza numerosi: non meno<br />

di venti, computate le varie edizioni e<br />

le traduzioni. Particolare competenza<br />

aveva acquistato nella conoscenza degli<br />

Esercizi spirituali, e uno dei suoi più<br />

noti libri è appunto un commento, chiaro<br />

e preciso, al testo ignaziano di essi.<br />

Sig. Umberto Fabrichesi (1899-1965)<br />

P. MARIO VIVIANI S.J.<br />

P. Mario Viviani S.J. ci ha lasciati!<br />

I misteriosi disegni della Provvidenza<br />

hanno voluto che egli venisse stroncato<br />

fulmineamente, su una via di Roma,<br />

appena trentenne, mentre stava per<br />

iniziare la sua vita di apostolato.<br />

Milanese di nascila e di famiglia, Mario<br />

era padovano di adozione. A Padova<br />

egli aveva studiato, qui egli si era<br />

creato i primi ed i più cari amici. Al<br />

Barbarigo ed alla Scuola di Religione<br />

aveva lasciato un'impronta di sé indimenticabile.<br />

Da Padova, terminato il<br />

ginnasio, egli era partito per seguire la<br />

sua vocazione che lo chiamava nella<br />

Compagnia di Gesù.<br />

Tre anni fa, dopo il lungo periodo di<br />

preparazione e di studio, egli saliva l'Altare<br />

consacrando definitivamente la sua<br />

vita al Signore. Gli jummo vicini quel<br />

giorno e nel suo sguardo aperto e cordiale,<br />

nella sua battuta pronta ed acuta,<br />

nel suo sorriso severo cogliemmo la<br />

ansia della sua vocazione, il desiderio<br />

profondo di donare tutto se stesso.<br />

Documento sincero della sua anima<br />

sono le parole scritte ai genitori alla<br />

sua entrata in Noviziato:<br />

« II grande giorno è venuto : mi avete<br />

accompagnato fin qui col cuore stretto<br />

dal dolore del distacco e qui mi lasciate<br />

andandovene soli, gli occhi pieni<br />

di lagrime.<br />

« II vovstro sacrificio è grande, è immenso.<br />

Certo vi sembra che una parte<br />

di voi stessi si sia staccata, strappata.<br />

Piangete mamma e papa e poi scorrete<br />

queste righe del vostro figliolo che inizia<br />

una vita nuova, sconosciuta, ma certo<br />

tanto piena di gioia.<br />

«Voi vi guardate attorno: la casa è<br />

vuota: siete soli. E' proprio vero che<br />

siete soli? C'è qualcuno che riempie il<br />

vuoto che io ho lasciato, pronto a tramutare<br />

il dolore in gioia e in gioia intensa,<br />

grande che fa scoppiare il cuore.<br />

La gioia è vicina, vicinissimà, ve ne accorgerete<br />

sempre di più<br />

« Avete capito che il vostro sacrificio<br />

valeva la pena di essere fatto. Avete capito<br />

che un amore immenso ci unisce;<br />

vi inginocchiate a pregare e cominciate<br />

anche voi la vostra nuova vita ».<br />

(il 6-10-49 a Mamma e Papa)<br />

Conlavamo di vederlo ritornare all'Anlonianum,<br />

maestro e confortatore<br />

nostro e dei nostri figli, ma un male<br />

imprevedibile ed inesorabile lo ha folgorato<br />

mentre a Roma stava completando<br />

i suoi studi.<br />

La vivacità del suo ingegno e la sua<br />

profonda bontà colpivano chiunque,<br />

condiscepolo o maestro, lo avvicinasse.<br />

Non potremo dimenticarlo mai, anzi<br />

col passare del tempo sentiremo più duramente<br />

la mancanza della sua amici-


Nel ventesimo del sacrificio<br />

di Beppino Smania<br />

L' incontro era rissato alle 9,30. P. Laner arriverà?<br />

Alle 9,45 il rombo di un potente motore. E' arrivato, con<br />

l'autista senza livrea (P. Rizzardi) e con una non-multa sul<br />

parabrezza dell'auto (questi gesuiti!). I curiosi gli si affollano<br />

attorno. « P. Laner! Come mai Lei qui?». « ». Questa<br />

la risposta di P. Laner : è tanto stanco ! Ecco però che<br />

il sorriso affiora sulle sue labbra; gli occhi stanchi, emaciati<br />

sotto la sua consueta zazzera, hanno un attimo di vivezza:<br />

ha scorto gli scouts, quelli che con lui fondarono vent'anni<br />

or sono il Riparto scout <strong>dell'Antonianum</strong> (mancava<br />

solo il « ci erre » Dal Santo, ormai professore americano,<br />

che però giorni dopo faceva una « scappata » a Padova per<br />

salutare i suoi « veci »), quelli meno vecchi, i rovers, gli esploratori<br />

e i lupetti dell'attuale Settimo, del « glorioso Settimo<br />

Beppino Smania ».<br />

Il Branco, i due Riparti (sono proprio due), il Clan e i<br />

vari Baroni, Dal Porto, Mazzo, Fontana, Bisbe, Maciste, Mameata,<br />

i Paperoni, Strike, Bunjen ccc. ecc. s'erano ciati convegno,<br />

convocati con elegante invito, per celebrare il ventesimo<br />

di fondazione del Riparto, ma soprattutto per ricordare<br />

il sacrificio di Beppino Smania. L'avvenimento merita<br />

certo una più ampia illustrazione : si parla addirittura di<br />

stampare uno speciale « numero unico » ; per ora ci basti<br />

« fermare » sulle pagine del nostro Antonianum la data del<br />

2 maggio 1965 e con essa la parola di Giorgio Baroni, di Alberto<br />

Dal Porto e di Giorgio Rostagni ; l'omaggio reso a Beppino<br />

sul luogo del suo sacrificio a Ponte di Brenta e sulla<br />

sua tomba, la S. Messa a Fiesso, il commosso sorriso materno<br />

della Signora Smania.<br />

zia, del suo meditato consiglio, così prezioso<br />

fin dagli anni della giovinezza.<br />

Nel suo ricordo gli amici <strong>dell'Antonianum</strong><br />

si stringono vicini al papa ed<br />

22 —<br />

alla mamma, innalzando una commossa,<br />

fervida preghiera. Intendono anche<br />

prossimamente unirsi in una S. Messa<br />

vespertina per pregare per lui.<br />

UMBERTO FABRICHESI<br />

E. N.<br />

Iscrittosi alla Scuola di Religione fin<br />

da piccolo, Congregato Mariano, morì<br />

improvvisamente il mattino del 22 maggio.<br />

Ebbe una vita travagliata, soffrì<br />

per varie vicende che lo turbarono assai.<br />

Fedele ali'Antonianum quando era a<br />

Padova nei suoi anni giovanili fu appassionato<br />

del teatro con P. Magni e<br />

si prestò varie volte sul palcoscenico<br />

con scene e canti divertenti.<br />

I suoi amici lo ricordano come persona<br />

buona e generosa con tutti.<br />

AVV. BENIGNO BORIA<br />

Entrato nell'Ordine dei Gesuiti appena<br />

qualche anno prima della guerra del<br />

1914, subito dopo la guerra ne uscì per<br />

intraprendere studi giuridici.<br />

Ottimo padre di famiglia, diede educazione<br />

santamente cristiana ai suoi figli<br />

ed alle figlie. delle quali due sono<br />

suore missionarie.<br />

Aderì all'Associazione <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> con<br />

entusiasmo appena la conobbe. Morì<br />

santamente il 5 gennaio ad Udine.<br />

Giunge da Bergamo la. notizia della<br />

morte del Notaio Dr. Pietro NOSENGO,<br />

uno dei primi alunni interni <strong>dell'Antonianum</strong>.<br />

Ne daremo notizia dettagliata<br />

nel prossimo numero.<br />

Piangono la morte del papa: il sig.<br />

Salani Giuseppe, il geom. Giampaolo<br />

Giro.<br />

Piangono la morte della mamma: il<br />

dr. Luigi Maria Ceola ed il geom. Italo<br />

Tallaretti che nel passato febbraio ebbe<br />

a perdere anche il papa.<br />

A tutti i Familiari le nostre più sentite<br />

condoglianze e l'assicurazione della<br />

nostra preghiera di conforto per loro<br />

e di suffragio per i cari Estinti.


INCONTRI VARI<br />

A VERONA l'antichissima chiesa di S. Lorenzo diventata<br />

il luogo d'incontro degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> per la gentile ospitalità<br />

di Mons. Ederle che ne è il Direttore, ci ha ospitato il<br />

martedì della Settimana Santa per una conferenza dei P.<br />

Marcozzi in preparazione alla S. Pasqua. Si caldeggiò allora<br />

l'incontro di Castiglione delle Stivicre, soprattutto per<br />

un incontro tra Bresciani e Veronesi.<br />

A TORINO ci siamo trovati con gli amici ivi residenti<br />

nella settimana di Passione. Vi ci siamo recati insieme con<br />

P. Merlin, Rettore del Collegio Leone di Milano. Avevano<br />

tutto predisposto ring. A. Smania coi fratelli Ing. Pietro e<br />

Rag. Enrico Cavalcasene. Celebrammo la Santa Messa nella<br />

Cappella del Collegio Sociale.<br />

Rivolgemmo parole di preparazione alla S. Pasqua e poi,<br />

nel magnifico ambiente della Tesoriera (ne diamo la fotografia<br />

più indietro) diventato il club degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> del Sociale<br />

di Torino, ci siamo raccolti a cena. Ci trattenemmo<br />

poi a lungo sul problema degli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, sul loro bisogno<br />

di assistenza spirituale, di guida, per poter operare secondo<br />

le direttive della Chiesa di oggi.<br />

Abbiamo avuto il piacere di salutare ivi oltre i tre suddetti,<br />

il Dr. Prof. Alessandro Beretta, il Dr. R. Darios, il<br />

Dr. Prof. Fares, il Dr. Prof. Feruglio, il Dr. Ing. Simonetti,<br />

il Dr. Ing. Luigi Smania, il Dr. Prof. Zancan, il Dr. Bruno<br />

Zennari, il Dr. Prof. Cesare Andreoli di Vercelli. Tutti furono<br />

felici dell'incontro e ci diedero appuntamento per ottobre<br />

quando vogliono trovarsi ancora insieme per una direttiva<br />

spirituale di stagione.<br />

A FERRARA siamo andati pure insieme col R. P. Mario<br />

Merlin la sera del 26 maggio. Erano presenti anche varie<br />

Signore e il Dr. Marcelle Barbe, i Fratelli Dr. Guido e<br />

Avv. Francesco Calzolari, il Dr. Ghezzo, il Dr. Nibbio, il Dr.<br />

Semenza. Erano venuti da Bologna l'Ing. De Fraia e il Dr.<br />

Quaglio; da Lendmara il Prof. Belloni.<br />

Ci radunammo anzitutto alla Casa Cini dai Padri Gesuiti<br />

per la conversazione spirituale e per la funzione religiosa.<br />

Ci recammo poi a cena alla fine della quale espose il<br />

problema morale tanto complicato della limitazione delle<br />

nascite e delle conseguenze che comporta nella vita sessuale<br />

il Prof. Belloni. Interrogò soprattutto P. Casella che aveva<br />

avuta occasione di trattare plubblicamente il problema<br />

in un dibattito al Circolo Culturale di Lendinara.<br />

La viva discussione si concluse col proposito di troversi<br />

più spesso per risolvere i problemi spirituali così numerosi<br />

dei nostri giorni.<br />

A MILANO gli amici vennero invitati anzitutto ad una<br />

conferenza tenuta dal Rev. P G. Valentini sopra l'ecumenismo<br />

da lui particolarmente sentito per il contatto costante<br />

Verona - Chiesa di San Lorenzo.<br />

con gli ortodossi nella sua cattedra di Albanese all'Università<br />

di Palermo ed i suoi studi sull'arte bizantina in Italia.<br />

Una manifestazione solenne organizzata dal R. P. Merlili<br />

per la libertà della scuola, come pure il triduo di Preparazione<br />

Pasquale per i genitori degli <strong>Alunni</strong> del Leone, predicato<br />

dal R. P. Andretta, offrirono la bella occasione per<br />

entrare in contatto anche con gli <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong> del Collegio<br />

Milanese.<br />

Abbiamo chiusi i nostri incontri, prima delle vacanze,<br />

il pomeriggio di sabato 19 maggio a Monza dove ci siamo<br />

recati per visitare la veneranda Basilica con la Corona di<br />

Ferro ed il tesoro di Teodolinda. Ci siamo poi ritirati nel<br />

Collegio della Guastalla dove le Suore ci ospitarono cordialmenete<br />

nel grandioso parco per una conversazione del P.<br />

Colombo sopra il Decreto «De Ecclesia» del Concilio e per<br />

la S. Messa nella loro splendida Cappella.<br />

A cena, ali' Hotel de la Ville, ci siamo ppi trattenuti sul<br />

programma per il prossimo anno. Concluse P. Casella ringraziando<br />

sentitamente col P. Colombo anche l'Avv. Mario<br />

Filippetto e Signora che tanto si prestano per il buon esito<br />

delle nostre adunanze milanesi.<br />

UN GRADITO INVITO<br />

II 7 maggio vennero inaugurati solenne-<br />

mente, con la presenza del Cord. Urbani, i<br />

restauri che riportarono San Francesco del<br />

Deserto ai suoi primitivi splendori di pover-<br />

tà e di arte. - Abbiamo ricevuto I' invito a<br />

prendervi parte dal!' <strong>Ex</strong> Alunno ing. Camil-<br />

lo Bianchi il quale collaborò moltissimo ai<br />

restauri e diede il progetto del nuovo coro<br />

che qui riproduciamo. - A lui grazie dell'in-<br />

vito e congratulazioni vivissime.<br />

— 23


Conclusa l'attività della stagione con<br />

un interessante dibattito su Michelangelo<br />

Antonioni.<br />

I risultati statistici dei 22 incontri - L'esito<br />

del VII Corso di Cultura Cinematografica.<br />

A conclusione dell'attività stagionale<br />

il Cinefonim. Antonianum ha svolto un<br />

interessante dibattito su «Problematica<br />

e arte in Michelangelo Antonioni».<br />

II pubblico ha seguito con viva attenzione,<br />

partecipando poi alla fine alle varie<br />

prospettive avviate dal dialogo dei<br />

quattro invitati.<br />

Per i giovani d'oggi — ha detto Ezio<br />

Franz, del direttivo del Cineforum —<br />

Antonioni appare un artista distaccato,<br />

difficile, anche se ammirato per il suo<br />

indubbio formalismo.<br />

Toccò poi al prof. Giorgio Pullini,<br />

della nostra Università, trovare le origini<br />

e le componenti letterarie di Antonioni,<br />

specie nel confronto con Pavese<br />

(«Le amiche»), pur notando che, dopo<br />

la nota trilogia che va da «L'avventura»,<br />

«La notte», fino a «L'eclisse», pare<br />

che la tematica dell'A. sia stanca e<br />

ridica ormai le stesse cose.<br />

Giorgio Tinazzi ha rilevato le profonde<br />

carenze sociologiche di Antonioni,<br />

incapace di trovare nella natura e<br />

nella realtà viva d'ogni giorno una redenzione<br />

plausibile per i suoi eroi, troppo<br />

chiusi nel loro individualismo romantico.<br />

Coordinando infine i vari interventi,<br />

P. Antonio Covi sottolineò i pregi sicuri<br />

dello stile del regista ferrarese, specie<br />

nel suo tipo di film «aperto» e nella<br />

rigorosa coerenza tra ispirazione e<br />

forma; ma notò pure le sue gravi insufficienze<br />

morali per aver voluto generalizzare<br />

nei suoi film una « crisi dei<br />

sentimenti » che sembra ridotta spesso<br />

24 —<br />

alla sfera del sensibile, senza aperture<br />

0 spiegazioni razionali. L'aver così creato<br />

dei casi-limite e degli uomini-limite<br />

ha reso meno credibile e valida la pur<br />

sincera ricerca di verità umana che anima<br />

il regista.<br />

Dopo gli interventi del pubblico, che<br />

ha applaudito più volte i critici, è stata<br />

data lettura dei risultati del VII Corso<br />

di cultura cinematografica, che ha<br />

visto quest'anno una trentina di iscritti,<br />

di cui 14 hanno superato la prova<br />

finale. Hanno così concluso il biennio:<br />

G. Bosi, U. Picchiura, N. Poli, A. De<br />

Saracca; hanno frequentato il primo<br />

anno : P. Tibcrio, M. Baracco, M. G. Pu-<br />

Icio, G. C. Benettin, L. Boscolo, A. Zignol,<br />

P. Zecchinato, G. C. Babolin, P.<br />

Dionisio Ferro, G. Scoglio.<br />

Nell' intervallo del dibattito, a chiusura<br />

della IV Mostra Fotografica Universitaria<br />

<strong>dell'Antonianum</strong>, il presidente<br />

della «Vita-Film», avv. Guido Pallaro,<br />

ha consegnato a Luigi Daniele il<br />

premio di detta Associazione per l'opera<br />

« Ciro », leggendone la motivazione.<br />

La simpatica serata conclude una ventina<br />

di incontri culturali e dibattiti del<br />

Cineforum Antonianum, nella linea dignitosa<br />

e moderna di una simpatica apertura<br />

ai problemi più vivi del momento.<br />

Il numero degli incontri ha così superato<br />

di due unità le serate promesse,<br />

tra cui includiamo quella dei documentar!<br />

offereta dalla «Vita-Film». Al ciclo<br />

del « Mondo della politica » è successo<br />

quello su « La parabola del genere Western<br />

; poi a quello su « // cinema e la<br />

guerra » è subentrato il ciclo « Dalla letteratura<br />

al film » che si è concluso con<br />

1 due ottimi film : «Becket ed il suo re»<br />

e «Dura legge» (in anteprima assoluta<br />

per Padova).<br />

Al di fuori di queste linee la « Sezione<br />

Informativa » (con sola presentazio-<br />

ne e senza dibattito) ha pur offerto opere<br />

degne di rilievo come « / Fidanzati<br />

» ed « // Piave mormorò » ecc.<br />

Anche se quest'anno si è voluto piuttosto<br />

« attivizzare » il pubblico con un<br />

aperto dialogo, non si è mancato tuttavia<br />

di invitare al Cineforum personalità<br />

di studiosi e critici, per i film più<br />

importanti. Tra essi ricordiamo, di fuori<br />

città : da Roma : il regista G. Tessaro,<br />

lo sceneggiatore e critico L. De Santis;<br />

da Milano: P. F. Simioni; da Bergamo:<br />

il critico S. Zambetti; da Brescia:<br />

A. Pesce; da Verona: L. Barbesi,<br />

P. Zanfredini ; da Vicenza : lo scrittore<br />

B. Gogò e G. Schiavetto, direttore della<br />

Rassegna «Film-famiglia»; da Venezia:<br />

il Segretario della Mostra cinem. dott.<br />

E. Cagnato; L. Giliberto de «II Gazzettino»;<br />

N. Corich.<br />

All'attivo della stagione di quest'anno<br />

va posta anche la. pubblicazione delle<br />

dispense del Corso del Cinema; esse<br />

erano date all'inizio di ogni lezione agli<br />

allievi del Corso e furono poi raccolte<br />

in un volumetto elegante col titolo a<br />

stampa (ormai esaurito).<br />

Nel preparare il programma della<br />

nuova stagione si terrà conto dei molti<br />

«Referendum» compilati dai Soci. Un<br />

esito assai interessante ha dato lo spoglio<br />

dei Referendum dei singoli film, in<br />

cui è possibile vedere una buona corrispondenza<br />

tra i giudizi di ordine estetico<br />

e quelli di ordine morale.<br />

Riportiamo qui in sintesi i risultati,<br />

certi che essi interesseranno i nostri<br />

lettori.<br />

Diamo prima i dati del Voto artistico<br />

medio. Parallelamente diamo quelli<br />

relativi al Giudizio Morale-sociale. Per<br />

ragioni di spazio non possiamo riportare<br />

i giudizi «Incerto» e «Negativo». Il<br />

presente giudizio morale è dato dalla<br />

somma dei valori «Buono», «Positivo»,<br />

«Parzialmente positivo».


Valore artistico medio:<br />

1. Il buio oltre la siepe . . . . 8,12<br />

2. Becket ed il suo Re . . . . 8,07<br />

3. All'Ovest niente di nuovo . . 7,80<br />

4. La ragazza di Bube . . . . 7,67<br />

5. Dura legge 7,63<br />

6. Le avventure di Don Chisciotte 7,47<br />

7. Westfront 1918 7,34<br />

8. Sette giorni a Maggio . . . . 7,30<br />

9. Mani sulla città 7,20<br />

10. Compagnia di codardi? . . . 7,01<br />

11. Ballata del boia 6,97<br />

12. L'infanzia di Ivan 6,94<br />

13. Il terrorista 6,86<br />

14. Il dottor Stranamore . . . . 6,55<br />

15. L'uomo di Laramie 6,50<br />

16. L'occhio caldo del cielo . . . 6,40<br />

L'ultima novità organizzativa del Cineforum<br />

è la riforma delle sue strutture.<br />

Nella riunione del Consiglio e del<br />

Direttivo, tenuta 1' 11 Maggio, è stato<br />

proposto un nuovo Statuto e, in attesa<br />

di una sua prossima approvazione, si è<br />

eletto un Direttivo provvisorio che durerà<br />

in carica fino all'avvio della nuo-<br />

Giudizio Morale - sociale :<br />

1. Il buio oltre la siepe . . . 99,08%<br />

2. All'Ovest niente di nuovo . 95,76%<br />

3. Dura legge 95,50%<br />

4. Becket e il suo Re . . . . 93,30%<br />

5. Sette giorni a Maggio . . . 91,60%<br />

6. L'infanzia di Ivan . . . . 85,86%<br />

7. Westfront 1918 85,02%.<br />

8. La ragazza di Bube . . . . 84,06%<br />

9. Le avvent. di Don Chisciotte 82,93%<br />

10. Ballata del boia 80,05%<br />

11. Il terrorista 73,84%<br />

12. Mani sulla città 71,85%<br />

13. Il dottor Stranamore . . . 61,75%<br />

14. L'uomo di Laramie . . . .51,30%<br />

15. Compagnia di codardi? . . 51,20%<br />

16. L'occhio caldo del cielo . . 50,80%<br />

va stagione. Esso risulta formato da :<br />

Prof. F. Viscidi (Presidente), P. A. Covi<br />

(Direttore); Consiglieri: E. Mazzega,<br />

A. Bonini, R. Bassignano, E. Franz,<br />

I. Piccolo.<br />

Mentre si stanno raccogliendo le varie<br />

proposte dei Consiglieri per il nuovo<br />

Statuto, il nuovo Direttivo si accinge<br />

a predisporre le difficili scelte del<br />

programma futuro. A nome del P. Ret-<br />

tore, P. Covi ha inviato il vivo ringraziamento<br />

<strong>dell'Antonianum</strong> e del Cinefonim<br />

a due membri del Direttivo, uscenti<br />

di carica e cioè al Vice - Presidente,<br />

Alberto Rasi e al Direttore, Alberto<br />

Baroni (che in questi giorni è<br />

stato nominato dalla Federazione Ital.<br />

Cineforum, Incaricato per la Zona di<br />

Padova e Rovigo).<br />

I più curiosi vorrebbero ora sapere<br />

se la stagione prossima porterà qualche<br />

novità. Non possiamo fare indiscrezioni.<br />

Rimarrà certo saldo il criterio<br />

dei «Cicli» e la «Sezione Informativa»,<br />

che si è rivelata assai utile ; ma la scelta<br />

dei film sarà più accurata del solito,<br />

anche perché si terrà conto di quanto<br />

i recenti festival offrono (come per es.<br />

quello di Cannes), specie quello di Venezia.<br />

Mentre, anche in questa sede, si<br />

ringraziano soci ed amici per la fattiva<br />

collaborazione data al nostro Cineforum<br />

, si domanda di aiutarci con consigli<br />

e proposte concrete. Solo da questa<br />

collaborazione pratica il Cineforum<br />

può migliorare le sue strutture ed il<br />

programma. E non desidera di meglio<br />

che questo: migliorare, perché il cinema<br />

diventi uno strumento di cultura e<br />

di elevazione spirituale.<br />

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Cortina<br />

— 25


A conclusione del suo campionato 1964 - 1965<br />

il "Petrarca,, indice il torneo di calcio<br />

internazionale nel ricordo di Piero Galtarossa<br />

Le otto squadre al via-Atalanta Calcio - A.C. Treviso - A.C. Padova - U.S. Me-<br />

strina - U.S. Petrarca - A.C. Olympia - F.C. Lugano - A.C. Fiorentina<br />

IL SALUTO DEL PRESIDENTE ARSLAN<br />

Giovani calciatori, siate i benvenuti. L'Unione Sportiva<br />

Petrarca accoglie i giovanissimi calciatori di Svizzera e di<br />

Italia, qui giunti per il torneo «Trofeo Galtarossa», col più<br />

fraterno e festoso abbraccio.<br />

Anziani e giovani amici della nostra Società, che è fra<br />

le più antiche d'Italia, e tutti gli sportivi padovani, accorreranno<br />

al glorioso Campo Tre Pini per riprovare quei fremiti<br />

di giovinezza e di ardore agonistico che ogni squadra<br />

di giovani, nel limpido clima di uno sport puro e disinteressato,<br />

sa suscitare.<br />

E noi vi ringraziamo, cari atleti, che all'agone fisico sapete<br />

donare la freschezza delle vostre energie, la tensione<br />

della vostra volontà, la vostra ansia di vittoria. In un mondo<br />

tecnicizzato che sta per sostituire l'uomo, e sta per congelare<br />

tutte le prestazioni della persona umana, il vostro<br />

slancio e il vostro combattimento sportivo faranno risplendere<br />

le virtù degli antichi atleti.<br />

PIETRO GALTAROSSA<br />

Pietro Galtarossa era uomo eli virtù nobilissime che seppe<br />

lottare e farsi strada, sempre cercando migliori prospettive<br />

di attività. Dalla «bottega» in cui lavorava il ferro, alla<br />

nuova officina, egli seppe arrivare con le sue forze, ovun-<br />

26 —<br />

que apprezzate, e in virtù di una notevole competenza tecnica<br />

e direttiva. Tanti ragazzi dunque disputano ora il «Galtarossa»<br />

non potendo ignorare il valore di quel nome : che<br />

è un invito a gareggiare — come nella vita — sul terreno<br />

sportivo con le armi dell' umiltà, della serietà e dell' orgoglio.<br />

DAL REGOLAMENTO DEL TORNEO<br />

L' U. S. Petrarca indice ed organizza, con l'approvazione<br />

e sotto l'egida della Lega Giovanile della F.I.G.C., un torneo<br />

internazionale di calcio juniores, per l'assegnazione del Trofeo<br />

«Pietro Galtarossa».<br />

L'assegnazione avrà carattere annuale ; sarà definitiva per<br />

la squadra che per due tornei consecutivi ne risulterà vincitrice.<br />

L'A. C. Padova ha vinto la prima edizione.<br />

Il Torneo è ad invito. Esso si disputerà in notturna sul<br />

campo dell'U.S. Petrarca («Tre Pini», Prato della Valle)<br />

nei giorni 10, 11, 12, 15, 16, 17, 19 giugno 1965.<br />

Vi sono ammesse n. 8 squadre suddivise in due gironi<br />

di qualificazione all'italiana, con giocatori nati dopo il 1"<br />

gennaio 1946.<br />

Ogni giocatore dovrà essere munito del regolare corteilino<br />

federale.


Sintesi della stagione Petrarohina<br />

Sintesi della stagione pctrarchina. Un esame che esclude<br />

divagazioni e voli di fantasia; perché altrimenti si finirebbe<br />

con l'annacquare il vino, distribuendolo in botti diverse.<br />

Com'è andata, dunque, nell'anno agonistico 1964-65?<br />

La risposta a tale interrogativo assegna aggettivi diversi,<br />

in rapporto alle « stagioni » del basket, del rugby e del<br />

calcio; ottima è stata la «stagione» del basket, buona quella<br />

del rugby e del calcio.<br />

BASKET. - Annata ottima. Basti pensare all'incerto inizio,<br />

al disorientamento provocato dal mancato arrivo del celebre<br />

Tracuzzi, al progressivo disagio causato dagli sconcertanti<br />

sistemi di guida del nuovo allenatore De Torio, all'avventura<br />

coraggiosamente tentata dall'ing. Galtarossa quando<br />

le sorti della squadra parevano ormai compromesse. Eppure<br />

proprio allora il Petrarca Basket rivelò il suo orgoglio;<br />

con un piede già nella fossa, ha saputo comunque reagire<br />

e ha finito per compiere un'impresa straordinaria. Merito<br />

di tutti: dell'ing. Galtarossa, del bravissimo «supervisore»<br />

Fabio Fresca, del semplice e preziosissimo Fabio Fabiano,<br />

dei giocatori anziani e giovani. Rammentando il meraviglioso<br />

finale di campionato, come non definire ottima la<br />

« stagione » del Petrarca Basket, rimasto spavaldamente in<br />

compagnia delle maggiori formazioni di pallacanestro? Né<br />

l'ing. Galtarossa è rimasto con le mani in mano ; già due<br />

nomi nuovi — l'allenatore jugoslavo Nikolich e il giocatore<br />

statunitense Moe — promettono di galvanizzare ancor più<br />

l'ambiente cestistico bianconcro.<br />

RUGBY. - Annata buona. Non si può ignorare che il Petrarca<br />

Rugby abbia dovuto progressivamente affrontare il<br />

grosso problema del ringiovanimento; e il passaggio brusco<br />

da una generazione all'altra non poteva avvenire senza conseguenze,<br />

di ordine psicologico e pratico. L'allenatore Stievano<br />

si è trovato così di fronte a ostacoli non indifferenti;<br />

e pure i giocatori hanno sovente avvertito il disagio di un<br />

campionato dall'andamento sconcertante, di un'attività certamente<br />

poco favorevole ali' effettivo progresso dello sport<br />

rugbystico. E il fatto che il quindici bianconero sia riuscito<br />

a mantenersi lontano dal precipizio, è già un buon segno ;<br />

Lo brillante squadra juniores di calcio, che<br />

in notturna allo stadio Cornaredo di Luga-<br />

no, il 29 maggio, ha battuto la formazione<br />

locale per due reti a una. Da sinistra in pie-<br />

di : con i dirigenti Mariotto, Malagoli e Ba-<br />

betto, i giocatori Boldrin, Bolzonella, Tosa-<br />

to, Pajaro, Lodirio, Bigerna, Melloni, e l'al-<br />

lenatore Lucio Brutto. In ginocchio : Biasini,<br />

Magro, Cappelletto, Olaro, Gai e Griggio.<br />

vuoi dire che — ad onta degli scompensi denunciati dalla<br />

squadra sia per ragioni tecniche che per motivi di ordine<br />

particolare — il focherello che alimenta la scuola rugbystica<br />

petrarchina non si è ancora spento. Anzi proprio recentemente<br />

è cresciuto l'interesse di quanti intendono alimentare<br />

quel focherello. I propositi per la prossima stagione sono<br />

fierissimi ; non rimane che attendere.<br />

CÀLCIO. - Annata buona. Il ritorno della sezione calcistica<br />

verso posizioni di buon prestigio è progressivo e sicuro.<br />

Un buon gruppo di giocatori, un allenatore — Amedeo<br />

Bressa — serio e coscienzioso, un ambiente sereno : su queste<br />

basi il Petrarca Calcio ha messo al suo attivo una buona<br />

stagione. E dopo la prima squadra, ecco il «vivaio» curato<br />

dal valente Lucio. La formazione juniores, dopo il brillante<br />

campionato, è andata a farsi onore a Lugano, dove ha<br />

vinto e meritato molti applausi ; poi ha concluso nel migliore<br />

dei modi l'attività facendosi ammirare nei «notturni» al<br />

campo Tre Pini. Note lietissime, infine, sono venute dagli<br />

«allievi»: un grosso plotone di giovanissimi che, per Lucio,<br />

è un autentico «pozo di San Patrizio».<br />

PERCHE' L' U. S. « PETRARCA »<br />

CRESCE FLORIDA E OPEROSA?<br />

Risponde i! Presidente del C.O.N.I. Avv. G. Onesti<br />

L' U. S. Petrarca è da tempo una fucina di atleti che costituiscono<br />

l'orgoglio del loro Istituto e della loro città. E<br />

ciò nel solco di una tradizione brillante e cospicua, che è<br />

vanto dell' U. S. Petrarca e che — ne siamo certi — continuerà<br />

per lunghissimi anni sotto il segno del dilettantismo<br />

e della serietà.<br />

GIULIO ONESTI<br />

presidente del C.O.N.I.<br />

27


O<br />

L'Anno Accademico in corso ha visto svolgersi, grazie al<br />

fattivo interessamento della «Consulta degli studenti» e di<br />

tutti gli appassionati, un intenso programma di attività nei<br />

vari settori sportivi<br />

CALCIO :<br />

La forte squadra del Collegio, dopo una brillantissima<br />

serie di successi, colminati con la vittoria in finale sul «D.<br />

Mazza» per uno a zero, ha maritatamente conquistato per<br />

la seconda volta consecutiva la Coppa dei Collegi Universitari<br />

padovani. Un sincero plauso a tutti i giocatori e all'infaticabile<br />

dinamico D. T. Paolo Pederzoli.<br />

SCI :<br />

E' stata presa la felice iniziativa — il febbraio scorso —<br />

di una gita, organizzata sugli incantevoli campi di neve di<br />

P. Fontana si congratula col vincitore C. Gabelli.<br />

,*».." , • •<br />

Squadra di Calcio : Pensini - Lavatelli - Alessandrini - Fugazzola - Venier - Nazzari<br />

Visconti - Peritili - Pellizzari - Faccini - Pederzolì V.<br />

San Martino di Castrozza, con la disputa di una gara. Purtroppo<br />

il tempo non è stato totalmente «alleato» col gruppo,<br />

facendo eliminare parte del programma stabilito.<br />

TENNIS :<br />

Sui campi del «Tre Pini» ha avuto luogo un lungo torneo<br />

fra gli interni. Molti incontri combattuti hanno destato<br />

vivo interesse e sanzionato la vittoria di Claudio Cobelli,<br />

racchetta assai promettente, che ha regolato in finale il bravo<br />

Ivan Valorzi. Ecco la classifica: 1) Cobelli, 2) Valorzi,<br />

3) Reposo, 4) La Verghetta.<br />

Infine è stato giuocato, con numerosissima partecipazione<br />

d'iscritti e grande tifo degli spettatori, un torneo di pingpong<br />

che si è protratto per lungo tempo, con molte incerte<br />

e grosse partite. Ha vinto ancora il formidabile Claudio Cobelli,<br />

aggiudicandosi — come per il tennis — una nuova<br />

Lo stretta di mano dei due finalisti C. Cobelli e I. Valorzi.<br />

'


Còppa. Questa la classifica: 1) Cobelli, 2) Valorzi, 3) Visintainer,<br />

4) Alghisi, 5) Castelli.<br />

Mentre dunque si ringraziano i partecipanti e si complimentano<br />

i vincitori, si spera insieme che con il nuovo anno<br />

le manifestazioni si facciano ancora più frequenti perché<br />

l'Antonianum diventi un Collegio veramente «sportivo».<br />

A. R.<br />

IL «TRE PINI» TERRA DI CONQUISTA NOTTURNA<br />

II «Tre Pini» è terra di conquista notturna. Nell'estate,<br />

almeno fin tanto che altra luce non verrà sui nostri campi,<br />

vi si addensano i tornei, offrendo agli sportivi, oltre che il<br />

«trait d'union» tra la stagione morta e quella che si attende,<br />

il modo di scamiciarsi e di vivere le vicende di questo<br />

o quel torneo, qualsiasi sia la sua lega.<br />

Il Trofeo «Pietro Galtarossa» si stacca dagli altri per livello.<br />

E' un dato incontrovertibile, non fosse che per il fatto<br />

che sono di scena quei giovani che alle doti in maturazione<br />

uniscono una «verve» che per gli spettatori estivi costituisce<br />

un'autentica attrazione. La gente per distrarsi vuole<br />

le scintille e il «Galtarossa» è in grado di offrirne una<br />

serie, sfregando l'acciarino della sua posta contro la pietra<br />

focaia dell'ambizione dei protagonisti in erba.<br />

Anche quest'anno il Trofeo «Pietro Galtarossa» vanta la<br />

etichetta di internazionalità. E' un sapore che si aggiunge<br />

agli altri aromi per comporre un piatto prelibato. E la manifestazione<br />

ha trovato pronta e illustre adesione per il fatto<br />

che è considerata il trampolino di lancio di molti giovani<br />

che le società tengono d'occhio e per i quali quello al<br />

Tre Pini è un po' l'esame di giugno: debbono dichiarare se<br />

le loro qualità sono definitivamente da prendersi in considerazione<br />

per restare nel « parco » della società di appartenenza.<br />

Non a caso si dice che alla prima edizione della competizione<br />

presero parte i vari Trombini, Fossati, Poletti, Bacchetta,<br />

loppi, ed altri giovani elementi che successivamente<br />

salirono, gradino più, gradino meno, lungo la scala della<br />

notorietà.<br />

Diceva un appassionato concittadino : « I giovani mi divertono:<br />

il loro calcio spontaneo è l'essenza del calcio vero,<br />

e quel loro battagliare senza misura ma anche senza limiti<br />

alla dedizione mi esalta. Ben vengano questi spettacoli...<br />

». E l'attenzione che va rivolta al «Galtarossa» si spiega<br />

proprio così. E' il calcio dei «futuri», fatto di slanci e di<br />

ammirevoli impennate: come non considerarlo tra le poche<br />

cose, sempre in chiave calcistica, che vai la pena di vivere<br />

da vicino? Oggi che tutto pare complicarsi e talora puzzare<br />

di stantìo.<br />

CASTONE NERI<br />

Onorificenze - promozioni - varie<br />

II Prof. Gianfranco Dal Santo è stato nominato Ordinario<br />

alla Cattedra di Anestesiologia dell'Università di Michigan<br />

(U.S.A.).<br />

Il Dott. Sergio De Biasi ha conseguita la libera docenza<br />

in Semeiotica.<br />

Il Ten. Col. d'Aviazione Gìno Bordigato è stato promosso<br />

Colonnello.<br />

Il Signor Dal Porto Alberto è stato nominato Cavaliere<br />

della Repubblica.<br />

Il Sig. Carlo Bolzonella è stato nominato Stella al Merito<br />

del Lavoro.<br />

A tutti le più vive congratulazioni degli amici tutti..<br />

Il Rev. Don Dr. Palmiro Donnini, nostro <strong>Ex</strong> Alunno, di<br />

cui abbiamo parlato nell'ultimo numero per la sua destinazione<br />

a Ispettore degli Ospedali nell'Uganda, manda a tutti<br />

i più cordiali saluti promettendoci relazioni più ampie<br />

in futuro. Diamo qui il suo indirizzo : « Kalongo Hospital -<br />

P. O. Parabongo - Lira Uganda ».<br />

L'<strong>Ex</strong> Alunno Giuseppe Loredan di Verona, a proposito<br />

della commemorazione del Prof. Scremin fatta dall'Arcivescovo<br />

di Siena scrive all'Avv. Malipiero :<br />

« Sull' ultimo numero <strong>dell'Antonianum</strong> ho letto le belle<br />

parole dell' Arcivescovo di Siena sul caro amico Scremin,<br />

di cui in me, con commosso ricordo, è sempre viva la memoria.<br />

Non ti sembrerebbe giusto che l'Antonianum, ed in<br />

particolare l'Associazione <strong>Ex</strong> <strong>Alunni</strong>, lo commemorasse in<br />

maniera adeguata? Da tempo pensavo ad una lapide, un busto,<br />

qualcosa di tangibile, ma l'articolo <strong>dell'Antonianum</strong> mi<br />

avrebbe dato un'altra idea che ti sottopongo. E cioè promuovere<br />

la pubblicazione di tutti i suoi scritti, raccolti in una<br />

bella edizione, una Opera Omnia completa e— credo — estremamente<br />

interessante e veramente utile per l'educazione<br />

dei giovani. Ho visto con piacere che era " suo amico ",<br />

forse il suo più grande amico ", l'allora Cardinale Montini.<br />

Ben presentata, con la Benedizione Pontificia, non credi che<br />

si potrebbe prendere l'iniziativa come ex. Alunno dell'Anto-<br />

nianum, contando sull'aiuto della Compagnia di Gesù, delle<br />

Università in cui ha insegnato, su Enti e su tutti gli amici<br />

che aveva? Se ti pare un'idea che possa dar vita ad una azione<br />

seria e conclusiva, parlane, fanne V uso che credi e<br />

conta su di me per quel poco che posso fare.<br />

Un memore, affettuoso saluto Iseppo Loredan ».<br />

L'Avv. Malipiero risponde :<br />

« Ottima la tua idea, che assolverebbe oltretutto ad un<br />

dovere di riconoscenza che molti di noi abbiamo verso l'indimenticabile<br />

caro amico Scremin. Passo la tua lettera a<br />

Padre Casella e studieremo insieme la possibilità di realizzare<br />

la cosa. Ti ringrazio e ti saluto caramente ».<br />

Il nostro poeta e musico Avv. G. Brunetti di Brescia (c'è<br />

chi lo ricorda come primo Presidente del F.C. Petrarca)<br />

continua, pur nella sua non più giovane età di 79 anni, a<br />

mietere allori con le sue nuove Canzoni di Montagna.<br />

Dopo una dozzina di questi canti alpini (parole e musica)<br />

e dopo l'Inno del Centenario del Club Alpino Italiano,<br />

per banda e coro, sono le ultime sue creazioni poetico-musicali,<br />

che lo riportano alla ribalta della cronaca con la sua<br />

«Bravo Alpino», che gli ha fruttato, tra l'altro, l'onorificenza<br />

di membro di merito dell'Ordine Internazionale del Cardo<br />

per la spiritualità alpina, dalla quale Istituzione ha pure<br />

avuto l'incarico di comporre l'Inno del prossimo ventennale.<br />

E, da ultimo, la musica dell' «Inno alla Val di Sole»,<br />

commessagli dal Vice presidente della S.A.T. di Trento.<br />

Dovremmo parlare di lui anche come autore di musica<br />

leggera (non urlata!) che gli ebbe e procurare successi anche<br />

all'estero; nonché di mottetti sacri, che il popolo di molte<br />

parrocchie ama intonare volentieri per la loro mistica<br />

semplicità. Chi volesse avere saggi di questa produzione di<br />

Brunelli non ha che da chiederne l'elenco alla Segereteria<br />

dell'Opera Nazionale delle «Chiesette Alpine» (Brescia, Via<br />

Cairoli 19), Istituzione di alta spiritualità alpina, che Brunelli<br />

ebbe a fondare e che da ormai più di venticinque anni<br />

dirige. (G.A.)<br />

— 29


Anche<br />

l'estate<br />

1965 a<br />

Carezza<br />

1° TURNO: 26 GIUGNO -17 LUGLIO (22 giorni)<br />

a Villa S. Pio X - riservato ai ragazzi.<br />

QUOTA COMPLESSIVA:<br />

Iscritti alla Scuola di Religione . . . L. 36.000<br />

Non iscritti L. 39.000<br />

Piccoli fino a 13 anni compiuti: sconto di L. 3.000<br />

2" TURNO: 17 LUGLIO - 7 AGOSTO (22 giorni)<br />

a Villa S. Pio X - riservato ai ragazzi.<br />

QUOTA COMPLESSIVA:<br />

Iscritti alla Scuola di Religione , . . L. 38.000<br />

Non iscritti L. 41.000<br />

Piccoli fino a 13 anni compiuti: sconto di L. 3.000<br />

IMPORTANTE : Durante il primo e secondo Turno<br />

saranno accettati anche ragazzi « fuori turno »<br />

previa intesa con la Direzione della Scuola di<br />

Religione di Padova e alle seguenti condizioni :<br />

RETTE GIORNALIERE:<br />

Iscritti alla Scuola di Religione<br />

Non iscritti<br />

Piccoli fino ad anni 13 compiuti,<br />

rispettivamente : iscritti<br />

non iscritti<br />

L.<br />

L.<br />

1.800<br />

2.100<br />

L. 1.650<br />

L. 1.900<br />

3° TURNO: DAL 7 AGOSTO in poi (alta stagione)<br />

a Villa S. Pio X e alla Dipendenza del Latemar.<br />

Riservato a gruppi familiari e Universitari.<br />

IMPORTANTE: la «Dipendenza» del Latemar è disponibile<br />

già dal 23 luglio, cioè in parziale coincidenza<br />

col secondo turno dei ragazzi, per gli<br />

stessi gruppi familiari e per Universitari.<br />

Gruppo del Catinaccio - Monumento a Christomonnos<br />

RETTA GIORNALIERA:<br />

Universitari<br />

Professionisti : fino al 31 luglio<br />

dopo il 1° agosto<br />

Per i piccoli accompagnati dai genitori,<br />

trattamento particolare :<br />

— fino a 4 anni compiuti . . . . L.<br />

— dai 4 agli 8 anni compiuti . . . L.<br />

— oltre gli 8 anni: allogg. al Latemar L.<br />

alloggiati a Villa S. Pio X L.<br />

L. 2.200<br />

L. 2.300<br />

L. 2.500<br />

1.200<br />

1.600<br />

2.100<br />

1.800<br />

PER TUTTI : Tassa di Iscrizione e di Soggiorno :<br />

Iscritti alla Scuola di Religione . . . L. 1.500<br />

Non iscritti . L. 2.500<br />

SERVIZIO PULLMAN GRAN TURISMO:<br />

Ogni viaggio di andata o ritorno . . L. 2.000<br />

L'ADESIONE DEVE ESSERE ACCOMPAGNATA<br />

DALL'IMPORTO DELLA RETTA.<br />

A VILLA S. PIO X - Telefono 61.034<br />

ALL'ALBERGO LATEMAR (presso il Passo di Costalunga)<br />

- Telefono 61.022<br />

Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi<br />

esclusivamente alla Direzione della « Scuola di<br />

Religione », Via Donatelle 16 - Padova - telefoni<br />

24.241 - 51.444


Elenco complessivo iscritti fino al 15 giugno 1965<br />

Accordi dr. Carlo *<br />

Agosto dr. Italo<br />

Agosto dr. Toni<br />

Alberini gen. Raoul<br />

Alfonsi ing. Aurelio<br />

Alfonsi cav. Giuseppe<br />

Aliprandi dr. Francesco<br />

Altichieri dr. Luciano<br />

Ambrosettì ìng. Luigi<br />

Andò on. avv. Oscar<br />

Anselmi dr. Paolo<br />

Anselmo dr. Giuseppe<br />

Apergi dr. Francesco<br />

Apergi rag. Sergio<br />

Armiento rag. Mario *<br />

Arslan prof. Michele *<br />

Azzi dr. Angelo<br />

Azzolin cav. Aurelio<br />

Baccaglini prof. Mario<br />

Saggio dr. Edoardo *<br />

Saggio ing. Francesco<br />

Baggio Giovanni<br />

Baggio dr. Ignazio *<br />

Baggio dr. Paolo<br />

Barbe dr. Marcella<br />

Barbieri dr. Antonio<br />

Barbieri prof. Bruno *<br />

Barbieri prof. Egisto *<br />

Barbieri dr. Enzo<br />

Barbieri ìng. Rìccardo<br />

Barcelloni-Corte ing. Vincenzo<br />

Barnabò ing. Silvano<br />

Baroni dr. Franco<br />

Bartolomei prof. Giuseppe<br />

Battagliard dr. Alberto<br />

Bozzolo ing. Giorgio<br />

Beghin dr. ing. Gianni *<br />

Bellonì avv. Giorgio<br />

Belloni prof. Giuseppe *<br />

Senati dr. Roberto<br />

Bianchini avv. Bernardo<br />

Bianchini dr. Francesco<br />

Bisello gr. uff. rag. Benvenuto<br />

Boatta dr. Agostino<br />

Bocchese ing. Franco<br />

Bodini dr. Giovanni<br />

Bolzonella Carlo<br />

Bompiani prof. Giandomenico<br />

Bonaiti ing. Alfredo *<br />

Bona/ti ing. Pino *<br />

Bonatti-Savorgnan dr. Carlo<br />

Bonetti dr. Leo<br />

Bonifazi rag. Giuseppe<br />

Benino dr. Raffaele<br />

Boniver prof. Giuseppe<br />

Bordigato col. Gino<br />

Borgnino Cesare<br />

Boschetti avv. Ezio<br />

Boschi dr. Giorgio *<br />

Bottecchia ing. Giovanni *<br />

Bovo prof. Guerrino<br />

Erigenti dr. Rino *<br />

Brunelli avv. Giovanni<br />

Bucchi ing. Renato<br />

Burelli dr. Dina<br />

Busnardo dr. Benedetto<br />

Cacciavillani prof. Bruno<br />

Caldera dr. Eugenio<br />

Caldesi-Valeri dr. Giuseppe<br />

Calzolari dr. Guido<br />

Canavotto ing. Giuseppe<br />

Candeo dr. ing. Antonluigi<br />

Coniato Giampaolo<br />

Cantarutti prof. Federico *<br />

Conte/e dr. Francesco<br />

Caporella Amedeo<br />

Capovilla Enrico<br />

Capovilla dr. Giorgio<br />

Carbone ing. Ernesto<br />

Carbognin prof. Giovanni<br />

Carbognin rag. Giunio<br />

Carbognin dr. Giusto<br />

Carenza prof. Nino<br />

Caretta rag. Guglielmo<br />

Corion prof. Carlo<br />

Caron sen. dr. Giuseppe<br />

Carrara avv. Giuseppe *<br />

Cartolari dr. Cristoforo<br />

Casale dr. Renzo *<br />

Cassin rag. Paolo<br />

Cassinis c.te Carlo<br />

Castagna Bernardi rag. Gius.<br />

Castagna rag. Giulio<br />

Castellani Antonio<br />

Castellani di Sermeti dr. Luigi<br />

Catemario ing. Guido *<br />

Cavaggioni dr. Nino<br />

Cavallari prof. Vittorio<br />

Cavalli ing. Ferdìnando<br />

Cavinato Carlo<br />

Cazzala ing. Luciano<br />

Ceschi dr. ing. Stanislao<br />

Cestarollo ing. Gianni *<br />

Chasen dr. Wolf *<br />

Checchi arch. Marcella<br />

Cheula prof. Pietro<br />

Chiesa dr. Domenico *<br />

Chiesa dr. Mario<br />

Chino dr. Alberto<br />

Cioccio prof. Giacinto<br />

C/netto cav. Guelfo<br />

Cipriani dr. Franco<br />

Ciralli dr. Bruno<br />

Ciraso dr. Gaetano *<br />

Coiazzi prof. Luigi *<br />

Collesei dr. Corrado<br />

Colò dr. Arnaldo<br />

Co/ucci dr. Giuseppe<br />

Covi rag. Pietro<br />

Crestani dr. Venceslao<br />

Da Col dr. Antonio<br />

Da Col ing. Mario<br />

Dal Brun comm. Lucio<br />

Dal Cavolo Mons. Antonio<br />

Dal Porto cav. Alberto<br />

Daniele dr. Carlo Alberto<br />

Danieletto dr. Raffaele<br />

D'Arcais Flores dr. Giovanni<br />

D'Arcais Flores prof. Giuseppe<br />

Davanzo Giuseppe<br />

De Besi ing. Alessio *<br />

De Biasi dr. prof. Sergio<br />

De Boni geom. Antonio<br />

De Boni Bruno<br />

De Faveri Tron Gildo *<br />

De Fra/a ing. Mario<br />

De Lucchi Toti<br />

De Marco ing. Alberto *<br />

De Marco ing. Carlo *<br />

De Santis geom. Giuseppe<br />

De Sisti rag. Gino *<br />

De Zanche ing. Giampietro<br />

De Zuccata nob. Luigi<br />

De Zuccata ing. Paolo<br />

Di Nicolo ing. Antonio<br />

Dolcetta dr. Mario *<br />

Donati dr. Giulio<br />

Dolcini dr. Raoul *<br />

Dolcìni avv. Walter *<br />

Dolfin avv. Pasquale<br />

Doriguzzi Aldo<br />

Dormo/ dr. Lamberto *<br />

Egano d'Arzignano dr. Mario<br />

Estrafallaces dr. Aldo<br />

Fabbri-Colabich ing. Giuseppe<br />

Fabbri-Colabich dr. Piergiovanni<br />

Fagnon/ rag. Carlo<br />

Fognar)/ ing. Sandro<br />

Fa/orno ing. Castone *<br />

Fantechi dr. Arturo<br />

Ferrara ing. Paolo<br />

Ferri c.te ing. Francesco<br />

Ferro dr. Bartolomeo<br />

Feruglio prof. Francesco *<br />

Filippi rag. Castone *<br />

Filippi dr. Silvio<br />

F off a no ing. Renato *<br />

Fontana Giovanni *<br />

foretti dr. Fausto<br />

Fracanzani c.te Lodovico *<br />

Franceschetto dr. Giuseppe<br />

Frascella dr. Pietro<br />

Frasson Franco Paolo *<br />

Frigo Costante<br />

Fritegotto rag. Giulio<br />

Furio// ing. Gianluigi<br />

Gaia Giovanni<br />

Gajo dr. Piero<br />

Gaiotti dr. Angelo<br />

Galeazza m.° Michelangelo<br />

Galimberti dr. Antonio<br />

Galimberti dr. Giulio<br />

Gamba Antonio<br />

Garcea ing. Anselmo<br />

Garcea dr. ing. Antonio<br />

Garcea ing. Felice<br />

Garcea ing. Giampaolo<br />

Geremia Guglielmo<br />

Ghezzo dr. Floriano<br />

Gìacich dr. Walter<br />

Giacomelli avv. Bruno *<br />

Giocameli! rag. Guido<br />

Giacomelli avv. Marco<br />

Giacomelli avv. Vittorio<br />

Giacon Angelo<br />

Giordani dr. Michele<br />

Gìron dr. Giampietro<br />

Giuriato rag. Franco<br />

Gabbato dr. Alberto<br />

Gottardo dr. Antonio<br />

Gottardo dr. Giuseppe<br />

Gracis avv. Mario<br />

Grassivaro ing. Enzo<br />

Grego dr. Gianguido<br />

Griffoni rag. Giuseppe *<br />

Gramo dr. Giorgio<br />

Guaran Guido<br />

Guzzon dr. Adalgiso<br />

Guzzon prof. Vittorio<br />

Inga ing. Enzo Franco *<br />

Laverda dr. Francesco *<br />

Lazzarin prof. Antonio<br />

Lechi c.te dr. Francesco<br />

Limena dr. Gianfranco<br />

Limena Paolo<br />

Loredan c.te ing. Iseppo<br />

Lorenzoni dr. Giangiorgìo *<br />

Lorenzoni avv. Luigi<br />

Lorenzoni dr. Renzo<br />

Lorini cav. Bruno<br />

Lotti dr. Francesco<br />

Lavato rag. Giovanni<br />

Lavo dr. Paolo<br />

Lui ing. Guido<br />

Luise prof. Renato<br />

Luxardo dr. Gianni *<br />

Maestre! I i prof. Giuseppe<br />

Maggia dr. Alessandro<br />

Maggia avv. Gino<br />

Maggia ing. Marceli/no<br />

Maggia avv. Piero<br />

Maggioni prof. Giorgio *<br />

Maggioni dr. Giuseppe<br />

Magnano dr. Pasquale<br />

Magni dr. Pietro<br />

Magrini dr. Carlo<br />

Malatesta Gianni *<br />

Malipìero avv. Giorgio *<br />

Manzoni march. Costantino<br />

Marangoni dr. Carlo<br />

Manchetti ing. Antonio<br />

Marcozzi avv. Alberto<br />

Marcucci dr. ing. Franco<br />

Mari dr. Luigi<br />

Marino cav. Luigi<br />

Alar/otto geom. Giovanni *<br />

Martini Giacomo<br />

Marzolo ing. Paolo<br />

Mazzo rag. Giorgio<br />

Mazzo cav. Silvio<br />

Mazzoncini col. Renzo<br />

Mazzucato Giorgio<br />

Mazzucato dr. Ugo<br />

Menegazzi Antonio<br />

Meneghini avv. Giulio<br />

Meneghini dr. Giancarlo<br />

Meneghini ing. Mario<br />

Menini avv. Bruno<br />

Menin dr. Luigi<br />

Mercatali Luigi<br />

Merlin dr. Luigi *<br />

31


Mesirco ing. Renato<br />

Messenio dr. Pietro<br />

Miche/ini Averardo<br />

Miotti prof. Giovanni<br />

Missaglia Ferruccio *<br />

Missaglia Italo<br />

Missaglia Orione<br />

Mistrello comm. Piero *<br />

Molena rag. Pietro<br />

Molinario ing. Vittorio<br />

Monnet ing. Adriano *<br />

Monnet cav. Augusto *<br />

Montanari cav. Valentino<br />

Montalto dr. Vittorio<br />

Moritesi dr. Leonardo *<br />

Morandi ing. Don Francesco<br />

Morassutti dr. Franco<br />

Morassutti ing. Giovanni *<br />

Morassutti comm. Giuseppe *<br />

Morassutti Paolo *<br />

Moro dr. Angelo<br />

Mozzi dr. Carlo<br />

Munegato ing. Antonio<br />

No/in dr. Antonio *<br />

No/in dr. Edoardo<br />

Nalin dr. Ettore<br />

Napoli avv. Guido<br />

Narpozzi prof. Antonio<br />

Negro rag. Ugo *<br />

Nicolis ing. Lino<br />

Olivi avv. Marcella *<br />

Paccagnella prof. Bruno<br />

Paccagnella cav. uff. Igino<br />

Paganini ing. Giorgio<br />

Po/faro avv. Guido<br />

Palumbo-Fossati nob. Carlo<br />

Palma dr. Cioncarlo<br />

Paolucci dr. ing. Antonio *<br />

Pavan dr. Giorgio<br />

Pavoni dr. Franco *<br />

Pedrazzoli ing. Giuseppe<br />

Pellizzaro avv. Aldo<br />

Peratoner dr. Giambattista<br />

Pen'n Antonio<br />

Perini Luciano<br />

Perissinotto Giovanni<br />

Perruca dr. /ci/io *<br />

Peruzzi rag. Mario<br />

Piardi dr. Walter<br />

Piatto rag. Giuseppe<br />

Piassi com. rag. Antonio<br />

Poggi dr. Carlo<br />

Poggi ing. Giorgio<br />

Poliedri dr. Pietro<br />

Ponchia Ivano *<br />

Prandstraller dr. Leone<br />

Fresca Fabio *<br />

Pretto dr. Graziano *<br />

Fratti dr. Giampietro<br />

Pretti dr. Gustavo *<br />

Puggina dr. Annìbale<br />

Puglisi dr. Alfredo<br />

Quaglio dr. prof. Gianluigi<br />

Rato/ini ing. Claudio *<br />

Rajmondi cav. Giacinto<br />

Ramaschi ing. Renzo<br />

Rampazzo dr. Giuseppe<br />

Rampazzo-Malin ing. Roberto<br />

Ramignì cav. Leone *<br />

Rasi dr. Pierandrea<br />

Ravagnan ing. Cioncarlo<br />

Ravagnan dr. Giuseppe<br />

Ravagnan dr. Vittorio<br />

Reato Antonio<br />

Ricciardi ing. Dante<br />

Riedel dr. Angelo<br />

Riva ing. Filippo *<br />

Rizzò rag. Gino<br />

Rodìghiero dr. Cioncarlo<br />

Rodighiero dr. Vincenzo<br />

Rohr ing. Alberto<br />

Rohr dr. Antonio<br />

Romiati Riccardo *<br />

Ronco dr. Antonio<br />

Ronconi Antonio *<br />

Rosa dr. Lino<br />

L'asterisco segnala coloro che hanno versato una quota d'iscrizione<br />

Grazie anche agli amici che hanno fatte offerte per l'Antonianum.<br />

FIORI D'ARANCIO<br />

— DICEMBRE 1964:<br />

Ravagnan dr. Vittorio con la sig.na Dr. Lucia Klein.<br />

— FEBBRAIO 1965 :<br />

Vettore Antonio con la sig.na Paola Ferrari.<br />

— APRILE 1965 :<br />

Zanovello dr. Luciano con la sig.na Francesca Tonzig.<br />

Giron dr. Giampietro con la sig.na Franca Terzane.<br />

Bonetti avv. Leo con la sig.na Marina Casotto.<br />

— MAGGIO 1965 :<br />

Dal Piaz dr. Mario con la sig.na Daniela Burlini (Nervi).<br />

Filippi dr. Silvio con la sig.na Lia Zaccaria.<br />

Tonzig dr. Giuseppe con la Contessina Josette Veldekens<br />

(Bruxelles).<br />

Borghese dr. ing. Giuseppe con la sig.na Rosamaria Tuffanelli<br />

(Ferrara).<br />

Sbordone Paolo con la sig.na Maria Teresa Zorzi (S. Dona<br />

di Piave).<br />

Poli dr. Dino con la sig.na Gabriella Bracco.<br />

Azzi Angelo con la sig.na Margherita Visentini (Treviso).<br />

Rùling Peter con la sig.na Licia Narciso (Milano).<br />

32 —<br />

Congratulazioni e vivissitni auguri a tutti.<br />

Rossetto cov. Antonio *<br />

Rostoni ing. Tino<br />

Ruzza rag. Luigi<br />

Ruzzante rag. Antonio<br />

Sacchetto comm. Tullio<br />

Saggin ing. Francesco<br />

Saggin on. dr. Mario<br />

Salmazo dr. Giorgio<br />

Salvadei dr. Aldo<br />

Salvagnini dr. Antonio<br />

Santinello dr. Ferdinando<br />

Santinello dr. Giovanni<br />

Santon dr. ing. Eliodoro<br />

Sattin dr. Paolo<br />

Scalco dr. Ernesto<br />

Scalco dr. Luigi<br />

Scarpari dr. Silvio<br />

Schiano col. Emilio *<br />

Schiesari ing. Pietro<br />

Scianti dr. Valerio<br />

Se/toni ing. Ezio *<br />

Semenza dr. Edoardo<br />

Sgaravatti dr. Alberto<br />

Sgaravatti rag. Fausto *<br />

Sguotti dr. ing. Antonio<br />

Silvestrini dr. Donilo<br />

Simonetti prof. Luigi *<br />

Siviera dr. Arnaldo<br />

Smania ing. Amedeo *<br />

Solimbergo Bruno<br />

Solimbergo rag. Diego<br />

Soranzo Franco<br />

Sormani dr. Giuseppe *<br />

Squarcino col. Mario<br />

Stivanello rag. Bruno<br />

Stoppato avv. Lorenzo<br />

Stoppato ing. Luigi<br />

Taioli dr. Ernesto<br />

Taioli Luciano<br />

Talaretti geom. Italo<br />

Tantini dr. Gianni<br />

Tanzi avv. Nulla<br />

Tartarini rag. Mario<br />

superiore o sovvenuto alla<br />

Tessaro comm. Giovanni<br />

Testa Don Antonio<br />

Tiso Carlo<br />

Todeschini dr. Gregario<br />

Toffano dr. Giorgio<br />

Tolda cav. Antonio<br />

Toniolo prof. Gianfranco *<br />

Tonio/o dr. Giuseppe<br />

Toniolo prof. Lucio<br />

Tono dr. Pietro<br />

Tonzig avv. Giorgio *<br />

Tormene Antonio<br />

Torresini gr. uff. Federico<br />

Trentin rag. Giovanni<br />

Usigli ing. Arrigo<br />

Valenti dr. Bruno<br />

Vasoin dr. Luigi *<br />

Vedua Angelo<br />

Ventura Franco<br />

Venturini ing. Piero<br />

Vianello dr. Attilio<br />

Vìsentini Aldo<br />

Viviani Otello<br />

Volpi geom. Emanuele<br />

Volpi Ermenegildo<br />

Wiel prof. Pierantonio<br />

Zaccaria prof. Vittorio<br />

Zaccaria dr. Mario<br />

Zancan prof. Lanfranco *<br />

Zannini dr. Adriano *<br />

Zannini G/anantonio<br />

Zannoni dr. Gianfernando<br />

Zanovello rag. Giulio<br />

Zappala ing. Giuseppe<br />

Zatta rag. Giorgio *<br />

Zatta prof. Pierluigi<br />

Zaupa prof. Paolo<br />

Zennari dr. Bruno *<br />

Zeni dr. Guido<br />

Zermann prof. A. Mario<br />

Zìllo dr. Alberto<br />

Zocca dr. Arrigo<br />

Zotti dr. Enzo *<br />

Rivista con interessamento pubblicitario.<br />

— GIUGNO 1965 :<br />

Lui dr. ing. Guido con la sig.na Dr. Giuseppina Nalin.<br />

Baldo Giorgio con la sig.na Marina Sartori (Mogliano).<br />

Catanzariti dr. ing. Antonio con la sig.na Fiore Fragiacomo<br />

(Trieste).<br />

Vettore Giampaolo con la sig.na Myriam Pinco.<br />

Saggin dr. Ignazio con la sig.na Gabriella d'Odorico.<br />

Rossi ing. Antonio con la sig.na Anna Grazia Boni. (MO)<br />

— LUGLIO 1965 :<br />

Cortuso dr. Antonio con la Contessina Marina Fracanzani.<br />

CULLE :<br />

Annunciarono la nascita di:<br />

Massimo: la sorellina Nicoletta Comin - Sassari.<br />

Cristina: Bianca e Giancarlo Gaudenzi.<br />

Paola: il fratellino Alessandro Giuriato.<br />

Pietro: Franco ed Anna Grazia Baroni.<br />

Maddalena: Umberto e Luca Pignatelli.<br />

Luca: Lelia e Luigi Nannetti - Ferrara.<br />

Pierangela: Alessandra e Floriano Ghezzo - Ferrara.<br />

Luca: i fratelli Pezzolo con papa e mamma.<br />

Umberto: Ferruccio Missiaia (Missaglia) - Brescia.


Coloro che non sono<br />

ancora iscritti<br />

sono pregati<br />

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ogni tre mesi sempre più bello ed interessante<br />

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Aiutatemi, mandandomi notizie interessanti,<br />

fotografie che possono essere<br />

gradite a tutti, segnalandomi articoli di<br />

attualità che ritenete bene far conoscere<br />

a tutti. Soprattutto voi professionisti<br />

arrivati, «di grido», mandatemi qualche<br />

articolo sulle vostre esperienze professionali<br />

che saranno lette volentieri oltre<br />

che dagli amici, dai giovani che aspettano<br />

direttive per la vita, frutto più che<br />

di teorie studiate sui libri, sbocciate dalla<br />

realtà scottante del giorno.<br />

Aiutatemi anche finanziariamente<br />

perché non ho nessun fondo a disposizione.<br />

I famosi milioni dei Gesuiti oggi,<br />

non si sa per quale magica metamorfosi,<br />

si sono trasformati in un fondo di debiti...<br />

senza fondo.<br />

Vivo di giorno in giorno, di quello<br />

che mi manda la Provvidenza attraverso<br />

Voi.<br />

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Con la regolare iscrizione.<br />

Con qualche offerta sostenitrice, coloro<br />

che lo possono.<br />

Pubblicheremo d'ora innanzi i nominativi<br />

di quelli che faranno qualche cosa<br />

in più della semplice iscrizione.<br />

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