Senza titolo-1 - Comune di Antillo

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Senza titolo-1 - Comune di Antillo

RASSEGNA PERIODICA SEMESTRALE - ANNO XX N° 29 - LUGLIO 20112

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ORGANO UFFICIALE DEL COMUNE DI ANTILLO


Un caloroso saluto a tutti gli antillesi che vivono e operano sul territorio e a tutti quelli che, per vari motivi, sono

sparsi nel mondo, ma non hanno mai reciso il legame con la terra d'origine e continuano a onorarla con la loro

intelligenza e operosità. A loro va il nostro pensiero e la nostra infinita gratitudine.

Dopo un anno di attività amministrativa, coadiuvato validamente dalla squadra che mi ha sempre supportato,

sento il dovere di presentare a tutti voi il resoconto di quanto è stato realizzato dall'amministrazione che mi

onoro di guidare.

Mi pare superfluo ribadire che la crisi economica non ci ha certo favoriti, che viviamo una fase di austerità, lo

sanno e lo capiscono tutti, ma con il buonsenso tipico della nostra gente e la chiara consapevolezza dei tempi

abbiamo affrontato e superato eventi difficili e non sempre prevedibili.

Il risvolto positivo di tutto questo è che abbiamo riscoperto il piacere della partecipazione e la solidarietà vera.

Per le incombenze più semplici come per le più onerose tutti si sono impegnati con generosità.

In linea con quanto promesso in campagna elettorale e sottoscritto nel programma allora presentato, abbiamo

scelto come principio guida l'informazione e la trasparenza, convinti come siamo che non vi può essere parteci‐

pazione senza conoscenza e comprensione dei problemi. Era questo il primo punto del nostro programma, ed è

stato il principio ispiratore di ogni nostra attività. Per dimostrare concretamente quanto è importante per noi la

partecipazione il 17 luglio scorso abbiamo indetto un'assemblea popolare (cosa assolutamente nuova ad Antil‐

lo, ma credo anche nel comprensorio) al fine di sottoporre all'attenzione e al giudizio della comunità tutto quel‐

lo che è stato fatto in quest'anno, quali sono le linee programmatiche e sollecitare l'esplicitazione di punti di

vista diversi, recepire eventuali suggerimenti o proposte da prendere in considerazione per verificarne la fatti‐

bilità, compatibilmente con le risorse disponibili o reperibili.

Quest'anno è servito soprattutto a mettere ordine in quello che abbiamo ereditato dall'amministrazione che ci

ha preceduti, prendere coscienza delle risorse disponibili, delle priorità da esitare e mettere a punto un pro‐

gramma operativo compatibile con i mezzi a disposizione.

Dopo aver messo ordine in quello che abbiamo trovato, perché nulla andasse disperso o trascurato, ci siamo atti‐

vati per fare completare i progetti e le opere, anche quelle soltanto enunciate, al fine di reperire i finanziamenti,

e nel contempo abbiamo proceduto all'elaborazione di nuovi progetti.

Nonostante le ristrettezze economiche è stata assicurata l'ordinaria amministrazione, si sono garantiti i servizi

essenziali e si è provveduto sollecitamente alle emergenze.

Sono state sistemate con la ruspa tante piste agricole (Gianasi, Sverna, Aria Argentera, Caspano, Caucinara, Gira‐

sia, Serra Intellerì, Sperone, Monte Sirino, Nataleddu, Portella Tre aree, Paiano fino a bivio Fondachelli, Paulu

Vite, Passo Ciaro; Catalano, Reno, Saitta, Bucolio, Due Fiumare) e tante altre sono state decespugliate (Mastro

Santo, Pinazzo, Pizzo Monaco, Giar‐

dino di Redenzione fino a Ponte

Cicala, Castagna, Cantone Bianco,

Bivio Paiano fino a Ponte Zamma‐

taro, Canigliari fino a Bucolio,

Mastra fino a Terrati). Si è provve‐

duto alla pulizia di tutte le strade

interne del paese, dei parchi pub‐

blici, delle aree pic‐nic, delle fonta‐

ne e dell'area cimiteriale.

Sono stati effettuati interventi

sulla strada che porta al Giardino

di Redenzione e su quelle per Puti‐

ciaru e per Pinazzo.

Dopo gli eventi alluvionali che

hanno caratterizzato la scorsa sta‐


gione autunnale, si è provveduto tempestivamente alla pulitura del torrente in località Ballo e sono state ripri‐

stinate prontamente le numerose strade interrotte dalle frane.

E' stata riportata alla normale funzionalità la rete fognaria in località Fontana, effettuati interventi nel cimitero e

provveduto alla sanificazione dei serbatoi dell'acquedotto comunale, misura, quest'ultima, mai adottata fino

ad oggi.

Inoltre, sono stati chiesti finanziamenti per l'adeguamento a norma del depuratore comunale, per la galleria

Sverna e il completamento della rete idrica comunale e per il Giardino di Redenzione. Altre richieste di finanzia‐

mento riguardano il consolidamento della curva Portella Cimitero, la sistemazione idraulica e il consolidamento

di frazione Canigliari, il ripristino della rete di adduzione Sorgente Caucinara, il completamento del collettore e

della fognatura comunale.

Infine, progetti in corso di istruzione sono: l'ampliamento e l'adeguamento del campo sportivo, il consolida‐

mento del centro urbano in località Giorgina e l'adeguamento dell'Ufficio di Collocamento a sede di promozio‐

ne progetti percorsi rurali.

Per questioni di spazio non è possibile fornire su queste pagine elenco dettagliato di tutto, ma

l'amministrazione rimane comunque a disposizione di chiunque voglia chiarimenti o ragguagli su quanto è

stato fatto o si intende fare.

Periodicamente, almeno due volte l'anno, sarà indetta un'assemblea popolare per dare modo a tutti i cittadini

di partecipare attivamente alla costruzione del futuro di Antillo e ai giovani la possibilità di confrontarsi, acco‐

starsi alla politica nel senso più nobile del termine e praticarla con rinnovato interesse.

Il Sindaco

Dr. Davide Paratore

Salutiamo tutti gli Antillesi nel Mondo

ribadendo il nostro invito a scriverci

TRAMITE LETTERA all indirizzo

Redazione Antillo Notizie

c/o Comune di Antillo

Piazza S. Maria della Provvidenza

98030 Antillo (Me) - Italy

TRAMITE FAX al numero

+39 0942 723271

alla C.A. della

Redazione Antillo Notizie

TRAMITE MAIL

all indirizzo di posta elettronica

antillonotizie@tiscali.it


Antillo Notizie

Organo ufficiale del Comune di Antillo

RASSEGNA PERIODICA SEMESTRALE

ANNO XX - N° 29 - LUGLIO 2012

Direttore

Davide Paratore - Sindaco

Direttore Responsabile

Katia Trifirò

Redazione

Luisa Bongiorno Nunzia Gentile

Rita Guanadio Mariagrazia Lo Giudice

Egidio Mastroieni Francesco Muscolino

Roberta Muscolino Antonino Palella

Janette Palella Rosangela Paratore

Lorena Restifo Andrea Sigillo

Giuseppe Sigillo Santi Smiroldo

Maria Rita Tomasi

Fotografie

Archivio Comunale

Carlo Omodei

Giuseppe Restifo

Lorena Restifo

Giuseppe Sigillo

Direzione, redazione ed amministrazione:

Sede Municipale di Antillo

Piazza S. Maria della Provvidenza - 98030 Antillo (Me)

Tel. 0942 723031 - Fax 0942 723271

Registrazione del Tribunale di Messina

n° 5/98 del 25 marzo 1998

Internet:

www.comunediantillo.it

e-mail:

antillonotizie@tiscali.it

Elaborazione grafica, impaginazione e Stampa:

A R G di Costa & Trischitta s.n.c.

S. Alessio Siculo (Me) - Tel. 0942 756092

www.argdigitalprinting.com

Finito di stampare a Luglio 2012

Copertina:

"Sera d’Agosto" di Carlo Omodei

Quarta di Copertina:

“Presepe Vivente” di Giuseppe Sigillo

COPIA OMAGGIO

DISTRIBUZIONE GRATUITA


SAGRA DEL MAIALE E DEL CINGHIALE E

PROSPETTIVE DI SVILUPPO PER IL FUTURO

Come ogni anno, nel primo week‐end di dicembre, Antillo ha rinnovato il più importante appuntamento enogastronomi‐

co della riviera jonica messinese. La via Roma, allestita con stands curati nei minimi particolari, ha ospitato migliaia di visi‐

tatori che hanno avuto la possibilità di apprezzare i sapori, i colori e i profumi dei prodotti locali. Inoltre, i partecipanti

hanno potuto godere della performance al “frisca‐

lettu” di Emanuele Trigilia, che ha sfilato per le vie

del paese regalando emozioni e facendo rivivere i

suoni della tradizione siciliana.

Un ulteriore servizio è stato offerto dalla Protezio‐

ne Civile, che ha organizzato, per quanti amano la

natura e la cultura, visite guidate alla Campana per

la Pace, dedicata ai Dispersi di tutte le guerre,

potendo così immergersi nei paesaggi naturalistici

del nostro territorio.

La sagra del Maiale e del Cinghiale è stata, come

sempre, un'occasione di promozione per le azien‐

de locali. L'amministrazione comunale, attenta

alla valorizzazione della maggiore risorsa econo‐

mica della nostra comunità, rappresentata dalla

Un momento della Sagra del Maiale e del Cinghiale

produzione agroalimentare, ha profuso il proprio

impegno, per migliorare e potenziare le iniziative

già esistenti e creare nuove occasioni di visibilità per le nostre aziende, convinta che questo settore possa essere il volano

della crescita economica di Antillo.

LA REDAZIONE

CRONACA DI UNA GIORNATA PARTICOLARE

È il 20 dicembre 2011. Ad Antillo si respira l'aria delle grandi occasioni. Questa mattina nevica a tratti sulle stelle

di natale, che addobbano la via principale del paese, e sull'abete, che campeggia di fronte l'acqua Vena; è deco‐

rato con fiocchi rossi e blu, i colori che daranno il tema alla giornata, in omaggio all'Arma dei Carabinieri.

Ad accrescere la solennità dell'even‐

to, l'attesa visita del prefetto di Mes‐

sina che, su invito del sindaco, ha

deciso di onorare la comunità antille‐

se con la sua presenza in occasione

della manifestazione ‐Natale del cara‐

biniere‐. E' tarda mattinata quando

una delegazione dell'Amministra‐

zione Comunale con a capo il Sinda‐

co Davide Paratore, il comandante

provinciale Colonnello Claudio Domi‐

zi, il comandante della compagnia di

Taormina Capitano Giampaolo Gre‐

co, il comandante della stazione cara‐

binieri di Antillo M.llo Capo Daniele

Settimo e numerosi sindaci del com‐

prensorio Jonico accompagnati dalle

Foto di Gruppo in occasione del Natale del Carabiniere


note della banda musicale diretta

dal maestro Giuseppe Paratore si

recano all'acqua Vena per accogliere

l'arrivo di S.E. il Prefetto di Messina

Dott. Francesco Alecci. La delegazio‐

ne al completo fa il suo ingresso in

una chiesa parrocchiale gremita di

antillesi, dall'altare una bellissima

riproduzione della Virgo Fidelis ‐

protettrice della benemerita‐ acco‐

glie oggi nella casa di Dio i carabinieri

della compagnia di Taormina; è a lei

che sono venuti a rendere grazie, è il

suo aiuto e la sua protezione che

sono venuti a invocare, è alla “dolce

mamma” che sono venuti a rinnova‐

re “giuramento di amore e fedeltà”. Il

pennacchio appoggiato sull'altare ci parla di una presenza speciale: oggi celebrerà l'eucarestia il cappellano mili‐

tare per la Sicilia orientale don Salvatore Cunsolo. Concelebrano il parroco di Antillo Padre Egidio Mastroeni e il

parroco di Forza D'Agrò Padre Gerry.

Dopo l'ingresso degli officianti, preceduto dal picchetto d'onore dei carabinieri in alta uniforme, assistiamo a

una funzione particolarmente emozionante. L'omelia del cappellano militare ci spinge a guardare sotto una

luce nuova l'Arma dei Carabinieri: parla di missione, di sacrificio, di dedizione, di uomini e non di divise, di anime

che in Dio, attraverso la Vergine fedele cercano ogni giorno rifugio, protezione e aiuto per adempiere al meglio il

loro lavoro a servizio dello Stato, in difesa del cittadino. Sentimenti di fede che trovano espressione nella pre‐

ghiera del carabiniere, recitata poco dopo da un emozionato M.llo Capo Settimo unisce l'uditorio in un silenzio

partecipe e solidale. È il luogotenente Alfio Grasso che ci regala quello che è rimasto nel cuore di chi vi scrive

come il momento più intenso dell'intera celebrazione. È la sua voce profonda e vibrante ‐ accompagnata dalle

note del decimino di ottoni ‐ che intona l'inno alla Virgo Fidelis e lo fa con l'emozione di chi ogni giorno speri‐

menta quei sentimenti di fede e fedeltà che permeano l'inno. Al termine delle celebrazioni eucaristiche, dopo il

benvenuto rivolto dal sindaco alle autorità religiose, civili e militari, a prendere la parola è il comandante provin‐

ciale colonnello Claudio Domizi che, ringraziando la comunità per la calorosa accoglienza riservata ai Carabinieri

della compagnia di Taormina, ha sottolineato l'impegno che l'amministrazione comunale, la parrocchia e la sta‐

zione dei carabinieri, nelle persone del Sindaco, del Parroco e del Comandante Daniele Settimo, in comunione

d'intenti, hanno profuso per l'ottima riuscita della manifestazione. Nell'aula del consiglio comunale,

l'intervento del presidente del consiglio Avv. Marco Paratore apre i lavori del civico consesso convocato in sedu‐

ta straordinaria al fine di sottolineare l'importanza che la comunità antillese tutta riconosce alla visita di S. E. il

Prefetto di Messina.

Il Dott. Davide Paratore, nella doppia veste di sindaco e maresciallo della benemerita, ringrazia l'esimio rappre‐

sentante del governo nazionale per l'onore che, con la sua presenza, ha inteso accordare alla comunità antille‐

se, rilevando che l'evento è da considerarsi storico in quanto avviene dopo più di 50 anni dall'ultima visita avve‐

nuta in occasione dell'inaugurazione della sede della scuola di musica. La testimonianza dei sentimenti di rico‐

noscenza dell'intera comunità al prefetto è affidata a una targa che consegnerà ai posteri il ricordo di una visita

di forte valenza storico‐politica. Questa non voleva essere la mera cronaca di una giornata, ma aveva l'intento di

regalare ai lettori le emozioni, le sensazioni di una giornata particolare. Una giornata in cui il nero e il rosso delle

divise, le fiamme argento e dorate dei cappelli hanno riempito il nostro piccolo paese con il loro intramontabile

fascino; in cui le note di un inno e le parole di una preghiera hanno ricordato alla comunità che sono la fede in

Dio e la fedeltà al tricolore ad animare l'azione degli uomini della Benemerita.

Mariagrazia Lo Giudice


Marco Carta in Concerto ad Antillo

IL PRESEPE VIVENTE

L'Amministrazione Comunale attenta ad ascoltare le

esigenze dei cittadini ha raccolto il suggerimento di

quanti, e sono molti, fortemente legati alle radici cul‐

turali, vogliono recuperare le antiche tradizioni della

nostra gente, non soltanto per quel che riguarda la

cosiddetta storia materiale, ma anche per quel che

attiene la vita dello spirito.

Così ha preso corpo l'idea del presepe vivente, la cui

ultima rappresentazione ad Antillo risale a circa

vent'anni fa.

L'evento è stato organizzato magistralmente dalla par‐

rocchia S. Maria della Provvidenza e dal Presidente

dell'A.S.P Antillo Val d'Agrò Egidio Carlo Mastroieni,

con il patrocinio del Comune di Antillo.

Dopo un timido inizio, il numero dei partecipanti è cre‐

sciuto, tutta la comunità si è sentita coinvolta e alla

preparazione hanno partecipato con grande entusiasmo e notevole impegno antillesi di tutte le età.

Dietro agli attori visibili sulla scena ha lavorato un esercito di persone impegnate a realizzare tutte le strutture e il necessa‐

rio per la buona riuscita della tanto attesa rappresentazione; tutta Antillo si è trasformata in un gran laboratorio: gli uomi‐

ni hanno preparato la legna e disposto con maestria i tronchi trasformati poi in giganteschi e spettacolari falò, e tutto

intorno un brulicare di attività per preparare sedili, panche, tavoli, gazebi, capanna, mangiatoia, recinti e botteghe degli

antichi mestieri.

Nelle case dei protagonisti, attori per un giorno, mamme, nonne, zie, intente a cucire i costumi per la recita, che, tranne

pochi elementi, sono stati realizzati in loco, in passa‐

to Antillo è stato un paese autosufficiente.

In questa fatica e gara di velocità, si è impegnata con

successo la signora Mariella Smiroldo Lo Re, che ha

realizzato i costumi dei protagonisti principali.

Altri hanno stilato il programma che qui di seguito

pubblichiamo.

Arrivato il giorno della rappresentazione ho consta‐

tato con una certa emozione , che lo sparuto gruppo

di volontari dell'inizio era via via cresciuto fino al

coinvolgimento corale dell'intera comunità.

La rappresentazione teatrale della nascita di Gesù

ha evidenziato la devozione vera , la grande operosi‐

tà e l'autentica solidarietà tipiche della nostra gen‐

te.

un momento della rappresentazione del presepe

Dopo la S. Messa , era ormai scesa la sera, in

un'atmosfera veramente surreale, si è mosso dalla

piazza centrale l'imponente corteo dei personaggi in costume seguito da un folto pubblico di devoti, si è snodato lungo la

via principale del paese fino” ai pioppi” in località Ferraro dove tutto era pronto per la grande rappresentazione.

La cura di tutti i particolari , in quella radura, tra il torrente e la strada antistante la piscina comunale sotto i maestosi piop‐

pi, ha permesso ai recitanti di muoversi con grande disinvoltura in un clima divenuto magico, la voce narrante di padre Egi‐

dio sembrava scendere dall'alto.

Particolarmente suggestiva la capanna con il bue, l'asinello e il bambino che vagiva in braccio alla madonna dove tutti

venivano a portare doni.

La serata si è conclusa con la degustazione dei prodotti tipici locali distribuiti in grande quantità.

Il Vicesindaco

Graziella Bongiorno


PERSONAGGI ED INTERPRETI DELLA SACRA RAPPRESENTAZIONE

ZACCARIA‐ELISABETTA: Giorgio Mastroeni ‐ Sonia Paratore.

NATIVITÀ: Noemi Palella ‐ Sebastiano Saglimbeni ‐ Simone Lo Schiavo.

PASTORI E CONTADINI: Filippo Smiroldo ‐ Giosuè Fanà ‐ Anastasia e Martina Muscolino ‐ Vittorio Crupi jr. ‐ Carmelo Crupi

Lidia e Alessia Smiroldo ‐ Tommaso Bongiorno ‐ Aron Palella ‐ Giuseppe Mastroeni ‐ Valeria Ambruno ‐ Laura Lo Giudice

Valeria Crupi ‐ Alessandro Smiroldo.

ARCANGELO GABRIELE: Alessio Crupi.

ANGELI: Giusy Bongiorno ‐ Marzia Santoro ‐ Matteo Crupi ‐ Giacomo Palella ‐ Luca Smiroldo.

RE MAGI: Carlo Santoro ‐ Francesco Lo Giudice ‐ Antonino Smiroldo.

GRUPPO SUONATORI: Valerio Di Pietro ‐ Thomas Mastroeni ‐ Carmelo Smiroldo ‐ Carmelo Scuderi ‐ Giordano Bongiorno.

ZAMPOGNARO: Giovanni Lo Giudice.

SOLDATI ROMANI: Agatino Lo Conti (comandante) ‐ Eraldo Ambruno ‐ Giuseppe Restifo ‐ Carmelo Cardone ‐ Mario Para‐

tore ‐ Samuele Mastroeni.

STELLA COMETA: a cura di Salvatore Cardone.

FABBRO: Valerio Paratore ‐ Nicholas Lo Conte.

FALEGNAME: Amadigi Paratore ‐ Roberto Lo Giudice.

MACELLAIO: Giuseppe Smiroldo ‐ Mario Lo Giudice ‐ Matteo Smiroldo.

SPACCALEGNA: Tindaro Smiroldo ‐ Michele Pinto ‐ Domenico Calabrò ‐ Giuseppe Palella.

MASTRU DI SCANNI: Antonino Crupi.

LOCANDA: Angela Smiroldo ‐ Santi Palella ‐ Luigi Lo Giudice ‐ Maria Mastroeni ‐ Chiara Arpa.

BARBIERE: Francesco Restifo ‐ Guido Muscolino.

CALZOLAIO: Sonny Mazzaglia ‐ Danilo Bongiorno ‐ Stefano Santoro ‐ Mario Cardone.

OSTERIA: Giorgio Lo Giudice ‐ Lorena Restifo ‐ Luisa Bongiorno ‐ Teresa Lo Giudice ‐ Vittorio Crupi ‐ Elena Paratore.

FILANDA: Emilia Pinto ‐ Daniela Scandurra ‐ Miriam Smiroldo ‐ Giulia Sigillo.

FORNAIO: Alessandro Palella ‐ Veronica Smiroldo ‐ Matteo Ferrero ‐ Natalino Paratore.

CENSORE: Roberto Restifo.

ERODE: Mirko Mastroieni ‐ Debora Ferrero ‐ Lucia Cardone ‐ Maria Ambruno ‐ Andreas Bongiorno ‐ Marika Smiroldo

Ornella Lo Conti ‐ Elisa Smiroldo ‐ Benedetta Lo Conte ‐ Savino Bongiorno.

CESARE AUGUSTO: Massimiliano Crupi ‐ Cristina Brancato.

MAESTRANZE E COLLABORATORI: Don Egidio Mastroeni ‐ Santi Crupi ‐ Giovannino Lo Giudice ‐ Domenico Lo Giudice

Graziella Bongiorno ‐ Rita Pinto ‐ Egidio Carlo Mastroieni ‐ Donatella Giustarini ‐ Rosanna Brancato ‐ Lucia Lo Giudice ‐ Lore‐

dana Lo Conti – Maria Smiroldo ‐ Francesco Crupi ‐ Marco Smiroldo ‐ Antonina Cardone ‐ Raffaele Santoro ‐ Luigi Crupi ‐ Sal‐

vatore Crupi ‐ Antonino Mastroeni ‐ Sebastiano Mastroeni ‐ Giuseppe Sigillo ‐ Albino Muscolino ‐ Tindaro Palella ‐ Giovan‐

na Novelli ‐ Guerino Ambruno ‐ Edoardo Zizzo ‐ Andrea Sigillo ‐ Loredana Cardone ‐ Salvatore Novelli.


LA MASCHERA ANTILLESE SBARCA A RECALBUTO

Il Carnevale ad Antillo, una ricorrenza molto sentita e vis‐

suta come un momento di divertimento e condivisione.

Quest'anno, la maschera tradizionale Antillese ha vissuto

una nuova esperienza: è stata protagonista in uno dei Car‐

nevali più rinomati della Sicilia, quello di Recalbuto.

La maschera tradizionale, con il patrocinio dell'Ammini‐

strazione Comunale, e accompagnata da un folto gruppo

di sostenitori, ha partecipato con successo alla kermesse

tenutasi nel centro ennese.

I nostri protagonisti, con il tipico camuffamento “du picu‐

raru”, insieme ad altre maschere caratteristiche, prove‐

nienti da tutta la Sicilia, hanno sfilato lungo la via princi‐

pale di Recalbuto tra due ali di folla entusiasta.

Carri, gruppi e maschere tradizionali, musica, allegria e

coriandoli sono stati gli elementi che hanno accompa‐

gnato la passerella dei nostri “picurari”. Il momento clou

I partecipanti al Carnevale di Recalbuto

della manifestazione ha avuto luogo nella piazza princi‐

pale, dove tutti i concorrenti si sono riuniti per un'ultima

esibizione.

Oltre all'evento vissuto a Recalbuto, il Carnevale ad Antillo è stato animato da serate danzanti, organizzate dal Comune

nella “Palestra Polifunzionale Francesco Lo Giudice Lo Giudice”, dove gli antillesi hanno potuto rivivere, in un clima di gioia

condivisa, l'antica tradizione “du sonu”. Un tempo per il carnevale, tutte le contrade erano animate da sale da ballo, dove

ogni sera dei gruppi in maschera facevano il giro dei “soni”.

Quest'anno, anche i bambini hanno potuto festeggiare il Carnevale, trascorrendo il pomeriggio del Martedì Grasso nella

palestra tra balli, animazioni, musica, fantastici giochi, bolle e tante tante “chiacchiere”.

Noemi Palella


PASSIONE DI CRISTO

“Il Signore è il Messia, il Signore è il Messia, il Signore è il Messia!”. Con questo grido di esaltazione ed esultanza si è conclu‐

sa la rappresentazione scenica della “Passione di Cristo”, tenuta il primo aprile nella piazza Santa Maria della Provvidenza.

L'evento è stato organizzato dall'Amministrazione Comunale grazie alla collaborazione ed alla disponibilità del sacerdote

Padre Egidio Mastroeni. La rappresentazione ha coinvolto bambini, giovani e meno giovani che hanno interpretato nel

migliore dei modi le scene della Passione, della Morte e della Resurrezione di Gesù Cristo. Tutti si sono impegnati: chi è

stato sulle scene in primo piano, chi ha diretto la regia dell'evento “dietro le quinte”, chi ha dipinto e chi ha montato la sce‐

nografia, chi si è occupato degli abiti.

La preparazione si è snodata in diverse settimane; le prove si sono svolte presso l'ex scuola elementare di via Roma, tra

momenti di confusione, di allegria, di serietà e di commozione, grazie alla direzione del Parroco ed alla collaborazione di

Giovanna Novelli. È stata un'occasione per incontrarsi e per condividere momenti intensi ed emozionanti, un modo per

rompere la routine e per rivivere insieme un momento importante della cristianità.

Gli “attori” hanno interpretato i loro personaggi con una carica di patos che ha commosso il pubblico. Tutti hanno saputo

calarsi nei panni dei rispettivi personaggi, in particolare il protagonista principale, Gesù, che è stato interpretato magi‐

stralmente da Danilo Bongiorno.

Il recital si è sviluppato in diversi momenti, veri e propri scatti fotografici dei principali fatti della Passione. Un susseguirsi di

scene commoventi allestite con semplicità, ma profonde nell'effetto. La preghiera nell'orto degli Ulivi, il giudizio del Sine‐

drio, la condanna a morte, la flagellazione, la via Crucis, l'incontro tra Gesù e sua Madre, la morte, la crocifissione, la Risur‐

rezione: immagini intense e profonde.

La scenografia è stata curata da Elvezio Crupi, che ha saputo cogliere il senso della rappresentazione in dei dipinti di tema

paesaggistico.

L'esperienza si è rivelata positiva per tutti ed il pubblico ha accolto con gioia ed applausi il recital. È stata una grande soddi

sfazione e mi auguro che si possa ripetere questo momento di condivisione ed impegno nei prossimi anni.

Sonia Angela Paratore


CERIMONIA PER I 101 ANNI DEL CONCITTADINO

LETTINA GIUSEPPE

Lo scorso 3 aprile il nostro concittadino Giuseppe Lettina ha raggiunto la veneranda età di 101 anni.

Gli Antillesi, compiaciuti per l'ambitissimo traguardo raggiunto dal loro concittadino e, nel contempo,

speranzosi e fiduciosi di poter raggiungere la stessa età, atteso che il nostro territorio può vantare

immense ricchezze in ordine ad aria salubre, acqua purissima, prodotti ortofrutticoli sani.

Il sig. Lettina Giuseppe con i propri familiari

Per l'anniversario l'Amministrazione Comunale ha inteso rendere omaggio all'illustre vegliardo con una breve

cerimonia, avvenuta presso l'abitazione dello stesso, unitamente al Parroco Don Egidio Mastroeni e diversi

dipendenti Comunali per augurare, al fortunato ultracentenario, ancora lunga vita in un contesto di pace e sere‐

nità. Ad onorare, confortare e infondere fiducia al nostro Concittadino i figli Carlo, Natalino e Maria, insieme

alle nuore e ai nipoti, che lo seguono con amore.

Davide Paratore


FISCHI PER I FIASCHI DEL FISCO

uando mi è stato proposto di scrivere un articolo sugli effetti dell'applicazione dell'Imu (Imposta Muni‐

Qcipale Unica), sono rimasta un po' perplessa in quanto, paradossalmente, in un momento in cui non si

fa che parlare e straparlare della più discussa tra le trovate‐rimedio del governo Monti, risultare ogget‐

tivi e lucidi per chi, in veste di “addetto all'incasso”, raccoglie giustificati malumori e obiettive difficoltà, è davve‐

ro difficilissimo. Mi limiterò perciò a manifestare un'opinione del tutto soggettiva integrata solo da qualche

notizia prettamente tecnica.

Non tutti sanno, intanto, che il vero nome dell'imposta, almeno per i primi anni di applicazione sperimentale, è

IMP (Imposta Municipale Propria), diventerà IMU dal 2015, nel momento in cui saranno definitivamente fissati

i parametri e le norme di attuazione. Al momento, a riguardo, sovrane regnano la confusione e l'incertezza: scri‐

vo a due giorni dalla scadenza della prima rata fissata al 18 giugno c. a. ed ancora pervengono chiarimenti circa il

disposto normativo e i correttivi nell'applicazione. Certo è che la “novità dell'anno” appare come

un'automobile autorizzata a viaggiare senza portiere: viaggia, ma in malo modo.

L'impatto con un'imposta ancora informe, poiché in itinere, e che per di più trova applicazione in un ambito la

cui casistica è inquantificabile, non è semplice, ma risulta ancor più arduo giustificare una così brusca impenna‐

ta del dovuto agli occhi dei contribuenti, i quali, ovviamente, mostrano a riguardo insofferenza e costernazione.

Sebbene nel nostro piccolo centro gli immobili destinati ad abitazione principale siano per la maggior parte

esenti grazie all'aliquota agevolata e alle detrazioni previste, la stangata IMP pesa tanto, soprattutto su quei fab‐

bricati non utilizzati e spesso fatiscenti che popolano sia il centro abitato sia le valli circostanti.

In sostanza con l'IMP ci sentiamo tutti un po' più poveri. Più povero è il contribuente, che si è visto quasi triplica‐

re l'importo della soppiantata ICI; più povero è l'ente locale, il Comune, il quale, salvo che per gli esigui introiti

inerenti le abitazioni principali, dovrà dividere in egual misura gli incassi con lo Stato, che nel contempo, da

parte sua, riduce i contributi alle municipalità; più povera, infine ma non da ultimo, è la società intera, invortica‐

ta in una fase politico‐economica particolarmente critica, che ha prodotto incertezza nel futuro e sfiducia nelle

Istituzioni e nei suoi rappresentanti.

Nonostante ciò, l'impressione è che il cittadino non voglia “evadere”, vuole solo avere la possibilità di “pagare il

giusto”. Ed invero si fa spazio nel sentire comune l'idea che “la casa” , quel prezioso guscio dei propri affetti cui

tutti aspiriamo, quella sicurezza per il domani dei figli, quell'ago di una bussola orientativa sulla vita di chiunque,

stia diventando un fardello pesante causa di una serie di oneri, balzelli e tributi difficilmente affrontabili in un

panorama economico tutt'altro che florido.

Urge un'inversione di tendenza, occorre che coloro i quali hanno ricevuto l'investitura al governo della cosa pub‐

blica sappiano trovare soluzioni alternative rispetto al solo inasprimento del prelievo fiscale. La tanto decantata

austerity dovrebbe andare a braccetto con manovre che rimettano in moto la produttività e l'occupazione: chi

lavora produce, consuma e “contribuisce” volentieri al mantenimento della società in cui è inserito; per contro,

chi non ha un'occupazione non è in grado di dare il proprio apporto e vive come un'ingiusta richiesta il prelievo

fiscale. Il rischio è che dal malcontento si giunga alla disaffezione verso la propria patria: siamo una Società che

ha smarrito il proprio Paese, siamo un Paese che non riesce più a nutrire speranze per i figli, perchè non trova il

modo di sfruttare le immense risorse che possiede.

Come detto in apertura le mie sono opinioni personali, ma sono anche il frutto di riflessioni scaturite dalla quoti‐

dianità che tutti i giorni colgo nei discorsi della gente, sempre più frastornata per le difficoltà del presente e

soprattutto per il buio del fututo.

Voglio comunque concludere con una nota positiva e mi viene in mente un'adagio popolare che recita: ‐ dopo

mezzanotte viene l'alba ‐.

Mi piace credere che ci stiamo incamminando verso l'alba di un nuovo giorno, che sarà più luminoso di quello

che stiamo vivendo.

Rosangela Paratore


C'ERA UNA VOLTA LA SCUOLA DI CANIGLIARI

I giovanissimi non sanno che, quando ad Antillo c'erano soltanto le scuole elementari, le aule scolastiche nel cen‐

tro erano molto affollate.

C'erano scuole anche nelle frazioni e nei luoghi di montagna del vasto territorio antillese; esistevano le scuole

rurali perché le campagne erano popolate e le famiglie numerose.

Il maestro Peppino Restifo, è uno dei pionieri della scuola elementare del dopoguerra, ci ha fatto pervenire, e lo

ringraziamo, alcune fotografie, preziosi documenti di quegli anni che pubblichiamo con piacere.

Ci impegniamo a realizzare, appena possibile, una ricerca documentata sulla storia della scuola antillese.

Pertanto, preghiamo chiunque abbia foto o documenti riguardanti le scuole di Canigliari, Pezzaro, Pinazzo, Rosi‐

gnolo, Farace e Morzulli di inviare copie alla redazione.

Il materiale sarà utilizzato per ricostruire una parte della storia di Antillo.

SCUOLA ELEMENTARE CANIGLIARI 1967-1968

SCUOLA ELEMENTARE CANIGLIARI 1969-1970


SCUOLA ELEMENTARE CANIGLIARI 1970-1971

a

SCUOLA ELEMENTARE CANIGLIARI 1974-1975 classe 2


Riprendiamo il discorso sul mondo micologico, per trat‐

tare sinteticamente le caratteristiche dei funghi appar‐

tenenti alla famiglia delle “amanite”.

Le varietà appartenenti a questa famiglia sono diverse,

motivo per cui è necessaria una buona conoscenza, e,

nel caso anche del più piccolo dubbio circa la commesti‐

bilità, è opportuno chiedere lumi ad un esperto micolo‐

go, visto l'enorme rischio di avvelenamento che può

generare conseguenze gravi e in alcuni casi mortali.

La specie con le migliori caratteristiche appartenente a

questa famiglia viene identificata con il nome amanita

caesarea, che somiglia al più pericoloso dei funghi,

l'amanita phalloides, fa parte di questa famiglia anche

l'amanita muscaria. Basta uno solo di queste ultime due

varietà per avvelenare un'intera famiglia. Ritorniamo

quindi a ribadire che per riconoscere se i funghi sono

velenosi, non vale nessun espediente tradizionale, vale

solo la conoscenza degli esperti.

Gli appassionati amatoriali aspettano con impazienza

l'arrivo della stagione autunnale per buttarsi a capofitto

nella raccolta delle prelibatezze micologiche che la natu‐

ra mette a disposizione per l'uso molteplice in tantissime

pietanze. I funghi di qualsiasi specie sono molto deperi‐

bili, è quindi consigliabile consumarli appena raccolti,

previa pulizia dell'eventuale terriccio attaccato al gambo

o di eventuali piccole muffe. Di norma nel periodo

autunnale se ne raccolgono in gran quantità, quindi non

tutti vengono consumati freschi, per questo motivo

l'appassionato raccoglitore conserva questo prelibato

prodotto adottando diverse metodiche.

I metodi più comuni sono: sott'olio, sott'aceto, congela‐

ti, essiccati e polvere di funghi.

In questo contesto e per ragioni di spazio riportiamo sol‐

tanto il metodo per congelare i funghi crudi.

L'operazione è semplicissima, bisogna infatti pulire accu‐

ratamente i funghi, gambo e cappello, con uno straccio

umido, inserirli in un sacchetto da congelamento, chiu‐

derlo bene e scrivere su un'etichetta la data di inizio con‐

servazione. Ricordiamo che il periodo di conservazione

non dovrebbe superare i sei mesi in quanto dopo tale

periodo si perdono parte del sapore e del profumo.

A conclusione ricordiamo che i funghi possono essere

raccolti da soggetti abilitati, previo rilascio da parte del

comune di residenza del relativo tesserino nominativo

regionale.

in alto: Amanita Caesarea

al centro: Amanita Muscaria

in basso: Amanita Phalloides

LE AMANITE

di Luigi Lo Giudice


I GIOVANI E LA COSTITUZIONE

REPUBBLICANA

Un incontro promos‐

so dall'Unione dei

Comuni delle Valli Joni‐

che dei Peloritani,

tenutosi nella prima‐

vera scorsa presso i

locali del Liceo Psico‐

pedagocico di Santa

Teresa di Riva ed aven‐

te come tema centra‐

le “I giovani e la Costi‐

tuzione Repubblica‐

na”, oltre ad aver rappresentato la preziosa occasio‐

ne per un confronto diretto con i giovani maturandi

delle principali istituzioni scolastiche del compren‐

sorio, ha, soprattutto, fornito ampi spunti di rifles‐

sione sulla reale considerazione che le nuove gene‐

razioni hanno della politica e degli uomini che oggi

la rappresentano.

Ne è scaturito un quadro a tinte fosche che, al di

del fisiologico conflitto intergenerazionale, che pun‐

tualmente esordisce nelle primavere della maturi‐

tà, ci consegna l'immagine di un esercito di giovani

leve disamorate e pervase da sentimenti di indigna‐

ta insofferenza nei confronti delle pubbliche istitu‐

zioni.

Dai numerosi interventi è scaturito un vivace dibat‐

tito, condotto quasi paternamente dal Presidente

Avv. Gianni Miasi e cui hanno preso parte molti rap‐

presentanti delle amministrazioni comunali locali, è

trasparso, con abbagliante nitidezza, il disagio con

cui i giovani quotidianamente convivono, reso

ancor più opprimente dalle incertezze di un futuro

plumbeo in cui si trovano inesorabilmente proietta‐

ti.

L'indignazione manifestata diviene allora la logica e

triste conseguenza di una congiuntura storica non

più tollerabile, un sentimento negativo foriero di

reazioni spesso violente o autolesionistiche.

Certo, è inutile negarselo, molte ed indiscutibili

sono le responsabilità di chi, con manifesta inettitu‐

dine, ha tenuto le redini del potere, sciupando per

decenni un patrimonio economico e morale a scapi‐

to delle future generazioni e presentando loro il

conto salato di un rovinoso fallimento.

Tuttavia, oggi più che mai, è proprio l'indignazione a

dover essere combattuta con ogni mezzo, nella con‐

sapevolezza che il riscatto e la rinascita non posso‐

no che germinare da sentimenti di rinnovata fiducia

nelle più intrinseche potenzialità di ciascuno di noi.

L'impegno e la perseveranza devono diventare, dun‐

que, gli ingredienti indispensabili per superare una

crisi che vede nei giovani le principali vittime sacrifi‐

cali.

Non a caso, a mio avviso, l'incontro ha avuto come

tema “ I Giovani e La Costituzione” ed è culminato

nella consegna ad ognuno dei maturandi di una

copia del Testo Costituzionale.

E' proprio in questo fondamentale documento,

ancora oggi stella polare delle Istituzioni Repubbli‐

cane, che vanno, infatti, ricercati gli stimoli positivi

per un concreto riscatto della società.

Ed invero, in un Paese ridotto in cenere dalle furie

del Secondo Conflitto Mondiale, i Padri Costituenti,

molti di loro giovanissimi, seppero trovare, proprio

nelle avversità dei loro tempi, lo strumento più effi‐

cace contro l'oblio della distruzione, consegnando

ai posteri una Nazione moderna, fondata su principi

di libertà, uguaglianza, solidarietà e progresso.

E' questo, in conclusione, il vero esempio da seguire

ed è questo l'invito che con fiduciosa speranza mi

sento di rivolgere ai giovani di oggi.

Non abbandonatevi all'insofferenza e all'indigna‐

zione, né, parimenti, a sentimenti di sterile rasse‐

gnazione.

Rimboccatevi le maniche, accostatevi alla politica,

cercando in essa non un nemico da combattere, né,

tanto meno, fugaci momenti di esaltazione perso‐

nale, bensì lo strumento più nobile per manifestare

fattivamente il vostro pensiero.

Solo così, traendo esempio da chi, prima di noi e più

di noi, ha dovuto fare i conti con una realtà dramma‐

ticamente ostile, seguendo la rotta tracciata dai

valori universali della nostra Costituzione, potrete

diventare il motore trainante di una vera rinascita,

luminoso esempio per le future generazioni.

Avv. Marco Paratore


ANTILLO ANNO 1337: FURTIVO PASSAGGIO REGALE?

Nell'anno 1282 Carlo d'Angiò dalla Sicilia venne cacciato da Pietro III d'Aragona, marito di Costanza, figlia di

Manfredi ucciso a Benevento nell'anno 1266. Re Carlo non sopportò l'offesa dell'angioino spalleggiato dalla

nobiltà siciliana di nuovo conio e volle risolvere la questione con un duello fissato a Bordeaux, zona neutra.

“All'appuntamento, però, né Carlo, né Pietro si prestentò”.

A Pietro III d'Aragona, re di Sicilia, nel 1286 successe il figlio Giacomo, poi il fratello Federico Secondo, contro il

quale il fratello Giacomo, il papa Bonifacio VIII e il re di Francia Carlo II, figlio di Carlo d'Angiò, ordirono una con‐

giura. La battaglia tra Francesi e Aragonesi si svolse nella pianura tra Mazara e Trapani con la vittoria degli Arago‐

nesi, guidati da Blasco d'Alagona.

Morto Federico II d'Aragona, re di Sicilia venne nominato il figlio Lodovico di quattro anni sotto la tutela della

madre Maria e dello zio Giovanni, fratello del padre.

Blasco d'Alagona, vincitore della battaglia di Mazara, indispettito di non essere stato lui nominato tutore di

Lodovico, contro quest'ultimo ordì un complotto. Da Randazzo si portò a Catania nel castello Ursino, dove con

una scusa mandò a chiamare la regina e il piccolo Lodovico, che seguiti da pochi fedeli da Messina intrapresero

la via pedimontana: Scaletta Superiore, Savoca, Forza d'Agrò, ma

prima di arrivare a Taormina la regina venne avvertita che Blasco

d'Alagona aveva progettato l'uccisione del figlio.

Per sfuggire all'agguato, secondo don Giuseppe Tatì, e il professo‐

re Pispisa, il corteo reale sul momento pare che fosse tornato

indietro per nascondersi nell'alta Valle d'Agrò, dove, in soccorso

dello stesso vennero i fratelli Palici, Nicolò e Matteo Staiti, conti di

Novara, già cacciati in esilio dal re Federico II d'Aragona.

I sicari mandati da Blasco d'Alagona, dopo aver controllato il

posto indicato al momento della fuga scrissero: “Il nido

ancora era caldo ma la colomba e il piccione erano vola‐

ti”.

A conclusione di questa brevissima nota, noi ci

domandiamo: la fuga della famiglia reale e del suo

seguito c'è stata veramente nell'alta Valle d'Agrò?

L'incontro con i fratelli Nicolò e Matteo Staiti dove

avvenne?

Sul lato sud‐ovest del centro abitato di Antillo c'è

un poggio roccioso, all'epoca sgombro da abita‐

zioni: si proietta nel vuoto sul torrente e da tre

lati si presta facilmente all'autodifesa. Noi Antil‐

lesi, forse inconsapevolmente, lo chiamiamo

“La Roccaforte di Staiti”. Quindi, la scelta del

posto inaccessibile, l'aggettivo “Roccaforte” e

il nome Staiti indicano chiaramente che i conti

novaresi su quel promontorio fissarono il

momentaneo accampamento, Roccaforte, che

a distanza di secoli ancora porta il loro nome.

Sull'argomento abbiamo il piacere di sentire il

parere di qualche esperto di storia locale.

Natale Smiroldo


DATI E STATISTICHE UFFICIALI……STORIE E VICENDE INDIVIDUALI

In base a dati ufficiali, stime, indagini e letteratura del settore si calcola che dal 1876 allo scoppio della Grande Guerra nel

1914 siano emigrati oltre 14 milioni di Italiani. Nei primi dieci anni la maggioranza di essi si dirige verso l'Europa, dal 1886

prevalgono le Americhe, dapprima quella meridionale (Argentina e Brasile) dove si dirige il 23% degli emigrati italiani: nel

1905 a Buenos Aires risiedono già 250 mila italiani; nella città di San Paolo su 260 mila abitanti circa metà (112.000) sono

italiani. Alla predominanza iniziale dell'Argentina fa seguito la crescente rilevanza del Brasile, dove la fine della schiavitù

(1888) ha un ruolo importante. All'inizio del XX secolo, a causa delle crisi economiche locali, il movimento decresce pro‐

gressivamente al Sud e aumenta nel Nord America. L'emigrazione per lavoro negli USA si intensifica, infatti, già a partire

dal 1880. Dopo il 1885 la media del decennio fino al 1895 è di 35 mila entrate l'anno.

Dopo il 1901, quando ogni anno espatriano media‐

mente 500.000 italiani, quattro partenze su dieci si

dirigono negli Stati Uniti. Qui, gli emigrati si concen‐

trano nelle zone attigue agli sbarchi (New York,

Boston, Philadelphia e New Orleans) e poi si dirigono

verso grandi centri industriali e ferroviari come Chica‐

go e San Francisco nell'Ovest. La presenza italiana

rimane particolarmente numerosa negli stati della

costa (New York, New Jersey, Pennsylvania, Rhode

Island, Massachusetts). Lo sviluppo delle Little Italy

porta a privilegiare soprattutto i mestieri funzionali

allo stesso insediamento come negozi, ristoranti, pani‐

fici, pizzerie. Da oltre cento anni nella grande America

pulsa un cuore gentile e generoso, che non è la sem‐

plice somma di tante anime, ma l'emanazione di

tante oneste virtù, di tanti sogni più o meno realizzati,

di tanti desideri mai spenti, di tante italiane e italiani

che hanno rischiato tutto pur di credere nel grande

sogno.

Gli Antillesi, che di questa grande anima ne costitui‐

scono una parte significativa seguono le grandi diret‐

trici etniche e si insediano laddove già si erano inse‐

diati sia Italiani che Siciliani. Più volte è stato ribadito

che il primo e più grande sito di concentramento degli

Antillesi è stato Albany nello stato di New York, dove i

grandi lavori pubblici e la costruzione della ferrovia

hanno attirato manodopera straniera. Tra questi lavo‐

ratori vi erano i fratelli Giuseppe, Biagia e Antonino La

Rocca, fratelli di Maria, moglie di Matteo Felice

Mastroeni e madre di Santa, che tutt'oggi alla venera‐

bile età di 102 anni loda Dio e incoraggia il prossimo

Maria Bongiorno e Antonino La Rocca

per quanto di buono gli Stati Uniti hanno saputo darle, senza dimenticare il piccolo cantuccio della Sicilia da cui è partita.

Dalle notizie a disposizione (arricchite anche dalla testimonianza e dal materiale fotografico fornito dall'insegnante Giu‐

seppe Muscolino e dalla sua gentile consorte sig.ra Vittoria Di Pietro) sembra che il primo, tra i tre fratelli ad emigrare sia

stato Giuseppe, sbarcato a 24 anni a New York il 9 aprile 1912 sulla nave Oceania.

Il 23 aprile 1913 sulla nave Europa arriva in America anche Biagia, all'età di 24 anni e si va a stabilire presso il fratello Giu‐

seppe, che in quel momento si trovava a Wardsworth in Ohio, dove aveva trovato lavoro stagionale presso una fabbrica,

probabilmente la Goodyear che in quella fase occupava molti Antillesi.

La Grande Guerra e i primi anni del Dopoguerra tengono separati i figli di Salvatore La Rocca, che invecchiando ad Antillo

sentiva il peso e la sofferenza della distanza, anche perché Maria con la figlia Santa era nella triste condizione di “vedova

bianca” in attesa dell'atto di richiamo del marito Matteo Felice Mastroeni. Questa ricongiunzione familiare avviene nel

1921, quando Maria e la piccola Santa varcano l'Oceano e si riuniscono con il padre. Antonino, invece, in base alle notizie a

Foto di gruppo al termine della manifestazione


nostra disposizione, nel frattempo si sposa con Maria Bongiorno e infatti quando nel 1923 finalmente riesce ad ottenere il

permesso per espatriare risulta già coniugato, all'età di 26 anni. Dai registri di Ellis Island, emerge che Antonino La Rocca

sarebbe dovuto sbarcare a New York il 1 novembre del 1923 sulla nave Patria, ma poi, non si sa per quali motivi, il suo

nome è depennato dalla lista dei passeggeri. Il suo arrivo è rimandato di appena un mese, infatti si ritrova nella lista degli

emigrati giunti a New York il 30 novembre del 1923 sulla nave Provvidence in compagnia di un altro antillese, Giuseppe

Zizzo di anni 24. Antonio dichiara di volersi recare presso il fratello Giuseppe e di aver un lavoro a Wadsworth in Ohio. La

moglie Maria Bongiorno attende in Sicilia in compagnia già del primogenito l'atto di richiamo del marito. La famiglia, pro‐

babilmente si riunisce sul finire degli anni '20, ma non è dato di sapere quante volte Antonio sia ritornato in Italia prima di

stabilirsi definitivamente ad Albany insieme a moglie e figli.

Albany, New York, Washington D.C., Rochester brillano nel firmamento del cielo statunitense e nella bandiera a stelle e a

strisce per la presenza qualificante di Italiani e in particolare di Antillesi. Fieri e orgogliosi della loro esistenza, hanno avuto

sempre nel cuore Antillo, desiderosi di ritornarci e di rivedere quelle strade dove erano nati e quei parenti che avevano a

malincuore lasciato.

La loro testimonianza è sempre viva e attuale sia che possa essere racchiusa in una vita abbastanza articolata e lunga come

quella di Santa Mastroeni Curtò, dall'alto della sua venerabile età di 102 anni, sia che venga tenuta accesa da un'esistenza

come quella di Antonio Bongiorno spezzata da un male incurabile alla giovane età di 52 anni. Un antillese, figlio di antillesi,

sposato con un'altra compaesana, Pasqualina Ambruno, padre e nonno affettuoso e generoso che si vede privare definiti‐

vamente della possibilità di rivedere il suo paese da un destino impietoso e cieco.

Prof. Antonino Palella

Prof.ssa Maria Rita Tomasi


LA STORIA DELL'O.N.V.G.I.

L'organizzazione di volontariato, presente ad Antillo, denominata Organizzazione Nazionale di Volontariato

“Giubbe d'Italia” di seguito nominata O.N.V.G.I. è stata costituita con la forma giuridica di

ONLUS(Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), organizzata su base democratica che propone lo svolgi‐

mento di attività di Protezione Civile ed in particolare di prevenzione e di vigilanza, di soccorso e di solidarietà

civile e sociale.

L'O.N.V.G.I. è iscritta nell'elenco

delle associazioni di volontariato

del Dipartimento della Protezione

Civile Regionale e Nazionale.

Attualmente l'associazione è com‐

posta da 24 membri volontari,

gente comune con lavori comuni ed

anche senza che, nonostante le loro

problematiche quotidiane, offrono

il loro tempo, mettendo a rischio tal‐

volta la propria vita, per coloro che

ne hanno bisogno. L'associazione,

al momento è coordinata da un Pre‐

sidente Sturiale Vincenzo e da un

vice presidente Bongiorno Mario.

I servizi che offre l'O.N.V.G.I. sono:

1) Attività di volontariato di prote‐

zione civile;

2) Attività di prevenzione ed inter‐

I Volontari della Protezione Civile Antillese a L’Aquila

vento su eventuali incendi.

3) Attività di prevenzione, soccorso, assistenza, sviluppo sociale in favore di singole persone e/o comunità colpi‐

te da eventi calamitosi naturali o da incendi di qualsiasi natura;

4) Attività di soccorso e di assistenza sanitaria di primo soccorso attraverso i propri volontari abilitati e con mezzi

tecnici sanitari messi a disposizione da enti pubblici e privati non che attraverso gli stessi mezzi di proprietà

dell'organizzazione stessa;

5) Attività di prevenzione e salvaguardia dell'ambiente atmosferico, terreno e marino e del patrimonio florofau‐

nistico nei rispettivi Habitat;

6) Attività di prevenzione e salvaguardia del patrimonio artistico, culturale turistico e archeologico;

7) Istituzione di corsi di formazione per i volontari, enti pubblici e liberi cittadini, nell'ambito della Protezione

Civile e delle attività sopra e appresso descritte, con il Patrocinio ed il finanziamento di Enti Locali, Province,

Regioni, Stato e Comunità Europea;

8) Attività di prevenzione di inquinamento e di assistenza in casi di terremoto, frane, incendi;

9) Promozione di attività culturali, sociali, sportive, aventi al centro dei propri obbiettivi la crescita e la formazio‐

ne dell'uomo.

È con particolare orgoglio che ci piace ricordare che nel 2009 l'Associazione è stata presente e attiva negli even‐

ti calamitosi dell'Abruzzo e, in seguito a Scaletta Zanclea e Giampilieri.

L'evento catastrofico che ha colpito il territorio messinese ha rafforzato nei volontari gli ideali di solidarietà e di

fratellanza, tanto da mettere a disposizione il proprio tempo libero sottraendolo alle proprie famiglie e al lavo‐

ro.

Essere presente per l'altro, dare una mano a chi ti sta accanto, aiutare chi ne ha bisogno, non è solo un dovere di

ognuno, ma una soddisfazione nel poter dire: ”Oggi ho arricchito me aiutando l'altro”.


Nell'estate del 2009, la Regione ha forni‐

to all'Associazione un mezzo “L200”, con

cui i nostri volontari hanno partecipato

alla campagna “Avvistamento e Antin‐

cendio” per il territorio di Antillo e per i

paesi limitrofi.

Purtroppo,qualche giorno fa, la provin‐

cia di Messina, (Barcellona, Milazzo e

Saponara), ancora una volta ha subito

enormi danni e la morte di persone per

un evento calamitoso. Ed ancora una

volta l'Associazione è stata presente nel

territorio portando il suo piccolo contri‐

buto. I volontari sempre pronti e disponi‐

bili sono intervenuti senza esitazione per

aiutare la popolazione; un esiguo nume‐

ro di uomini è riuscito a soccorrere, ad

incoraggiare e a far sperare per la ricon‐

I Volontari della Protezione Civile Antillese a Saponara

quista delle proprie case e dei propri spa‐

zi. Lo spirito umanitario con cui ogni volontario della nostra associazione si offre al prossimo dovrebbe essere

di esempio, soprattutto ai giovani che hanno dimostrato,comunque in più di una situazione di emergenza, di

essere pronti ad intervenire con le proprie capacità e possibilità. Sarebbe opportuno che l'Associazione avesse

più volontari, gente pronta ad offrire le proprie disponibilità incondizionatamente, pronta ad intervenire là

dove sia necessario, infondendo calore umano e un sorriso a chi si trova in avversità.

Claudia Sturiale

ANNATA DA DIMENTICARE

La stagione calcistica appena conclusa è stata purtroppo una delle peggiori per le

nostre due formazioni . La Polisportiva antillese guidata da Guglielmo Mastroeni e la

A.S.D. Antillo di Egidio Mastroieni hanno vissuto analoghe sorti chiudendo

la stagione negativamente. Dopo un iniziale scoraggiamento, le

due squadre, in questo momento, si stanno impegnando per ril

anciarsi, puntando su un ricambio generazionale che porti

nuova linfa e vitalità per la prossima stagione.

Si attende con ansia il derby tra le due squadre, che potrà

essere occasione di condivisione all'insegna del vero spirito

sportivo.


DALL'ARCHIVIO PARROCCHIALE – APPUNTI DI PADRE EGIDIO

IL COMITATO FESTA

Il Comitato festa collabora col Parroco per le processioni di S. Rita, della Sacra Famiglia, di S. Antonio e della Madonna della

Provvidenza; rende un servizio prezioso e di grande responsabilità alla Comunità Parrocchiale e a tutta la cittadinanza

Antillese.

I componenti del Comitato, per ogni festa, devono sottofirmare il DOCUMENTO DI INTESA CON IL PARROCO, per le

responsabilità e gli impegni; essi non ricevono alcun compenso per il servizio delicato e faticoso da loro svolto.

DAL DOCUMENTO DI INTESA PER LA FESTA 2012……….

Questua parrocchiale per la festa patronale

Il parroco, secondo le consuetudini locali della parrocchia, annualmente indice la questua da farsi nel territorio parroc‐

chiale della parrocchia di S. Maria della provvidenza in Antillo per sopperire alle spese di culto occorrenti per le processio‐

ni di S. Antonio da Padova e della Madonna della Provvidenza che tradizionalmente si svolgono in Antillo nei giorni 21 e 22

agosto, da oltre 150 anni.

La questua va effettuata dal 1 agosto al 22 agosto

Io sottoscritto sacerdote Mastroeni Egidio,

legale rappresentante della Parrocchia di S. Maria dalla Provvidenza in Antillo, secondo le leggi dello Stato Italiano, le leggi

del Diritto Canonico della Chiesa e le disposizioni emanate dalla Curia Arcivescovile di Messina riguardo a feste, processio‐

ni e in materia di questua, affido l'incarico della suddetta questa ai signori sottoelencati quali componenti del Comitato

della festa esterna, i quali si sono presentati a me parroco, di loro spontanea volontà; essi non sono impediti dalle leggi

canoniche e civili.

I COMPONENTI DEL COMITATO…………..

I suddetti signori si impegnano ad agire in dipendenza dal parroco che è presidente responsabile del comitato, e condivi‐

dono con lui ogni responsabilità.

Essi riconoscono che le spese di culto per la festa esterna comprendono:

a) La tassa processione da pagare alla Curia diocesana di Messina per le due processioni;

b) Il compenso che sarà pagato alla banda musicale che presterà servizio per le due processioni e durante i due giorni,

come si converrà da accordo;

c) I diritti d'Autore alla S.I.A.E per le esecuzioni musicali della banda che effettuerà il servizio nei giorni di festa;

d) Le quote da pagare all'Intendenza di Finanza sulla somma data per spettacoli musicali e folcloristici;

e) Gli spari di mortaretti durante le processioni e durante i due giorni;

f) L'illuminazione di alcune strade come di consueto;

g) Altre piccole spese di organizzazione per le processioni, concordate di comune accordo col parroco;

h) Le spese e i compensi per sacerdoti che collaborano col parroco a servizio della Comunità Parrocchiale per i giorni

della festa;

i) Il costo dello spettacolo musicale‐folcloristico del 20 agosto.

Pertanto i suddetti signori componenti il Comitato per la festa religiosa esterna si impegnano a:

1) Pagare le suddette spese sopra elencate documentate da relativa Fattura o da documento legale

2) A devolvere la percentuale del 10 % (dieci per cento) sulle entrate alla Chiesa Parrocchiale di Antillo per manuten

zione ordinaria dell'edificio parrocchiale;

3) A lasciare a completa disposizione della Chiesa le offerte che i fedeli depongono nella cassetta sulla vara durante le

due processioni, perché intenzionalmente e tradizionalmente tali offerte vengono date per la Chiesa, per le neces‐

sità del culto;

4) A versare alla Parrocchia di Antillo le somme rimaste in cassa per le necessità della chiesa;

5) Si impegnano inoltre a che gli spari e l'illuminazione esterna siano fatti con moderazione tenendo presenti i precetti

evangelici della carità e dell'aiuto al prossimo bisognoso, secondo le norme date dall' Arcivescovo di Messina in

data 24‐5‐1993.

6) Si impegnano altresì a rispettare le leggi della Chiesa Cattolica, i precetti, le norme emanate dalla Curia Diocesana di


Messina in materia di festa, questue e processioni il 24 maggio 1993.

7) I nomi dei fedeli che daranno spontaneamente l'obolo per le spese di culto per le processioni, operazioni di entrata

e di uscita, e tutto ciò che riguarda l'organizzazione della festa patronale di Antillo, vengono descritti in questo regi‐

stro che consta di n………….. fogli numerati e timbrati con il timbro della Parrocchia di Antillo.

8) Quando tutte le operazioni di contabilità relative alla festa saranno concluse, il presente registro sarà presentato al

Parroco insieme al resoconto delle entrate e delle uscite della festa, entro 90 giorni dalla processione del 22 agosto,

sottofirmato da tutti i componenti del Comitato, affinché siano sempre evidenti i valori della legalità, dell'onestà

del senso della vita civica, della serietà, della trasparenza, della ricerca del bene comune e della solidarietà.

Nel verbale del resoconto deve essere dichiarato che tutti i componenti del Comitato sono a conoscenza delle

entrate e delle uscite e che non sono rimasti debiti da pagare.

9) Dopo la consegna del registro cade ogni mandato del Comitato; al Comitato rimane solo l 'obbligo di rispondere per

eventuali incidenti verificatisi, di qualsiasi tipo.

10)il presente registro sarà custodito nell'archivio parrocchiale, a disposizione di chi a norma di legge vorrà consulta‐

lo. Si ricorda che il presente registro è un pubblico documento di amministrazione di denaro pubblico, e come tale

dev'essere sempre a disposizione degli Enti Pubblici dello Stato, e perciò va custodito dal legale rappresentante

della parrocchia nella persona del Parroco.

11)si ricorda altresì che la data della consegna del registro dev'essere rispettata; la consegna deve avvenire entro il 22

novembre dello stesso anno come previsto dalle norme diocesane che regolano la materia.

12) inoltre i suddetti componenti il Comitato si assumono ogni responsabilità civile e penale per l'amministrazione e la

conservazione delle somme necessarie per le spese della festa esterna e si ritengono responsabili anche per ogni

eventuale debito che si riferisce alle spese per la festa, e di ciò esonerano il Parroco e la Parrocchia.

13)sono altresì responsabili di ogni eventuale furto delle somme raccolte e da loro custodite; perciò in caso di furto

dovranno pagare di propria tasca le somme a loro rubate; del pagamento di eventuali furti esonerano il Parroco e la

Parrocchia

14)I componenti stessi si assumono ogni responsabilità di carattere tributario e fiscale , ed esonero il Parroco e la Par

rocchia da qualsiasi onere di spese.

15)Gli stessi si assumono pure pienamente la responsabilità di eventuali incidenti collegati con la festa esterna e tutte

le responsabilità che la legge prevede, esonerando il Parroco e la stessa parrocchia da ogni responsabilità per qual

siasi eventuale incidente che si dovesse verificare.

16)nel concludere, i signori componenti il Comitato della Festa dichiarano pienamente che sono a conoscenza di tutte

le norme contenute in questo documento, le confermano, si assumono la piena responsabilità della loro osservan‐

za e le sottoscrivono.

Il presente documento viene firmato dal Parroco di Antillo e da tutti i componenti il Comitato in duplice copia di cui una

deve essere allegata al registro‐pro festa e l'altra va conservata nell'archivio parrocchiale, per la Curia diocesana.

Antillo………………………….. il Parroco ………………..

FIRME DEI COMPONENTI DEL COMITATO

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