Febbraio 2008 - Cronache Cilentane

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Febbraio 2008 - Cronache Cilentane

ANNO XXV - N. 2/2008 Sped. A. P. com. 20 art. 2 legge 662/SA

CRONACHE

CILENTANE

MENSILE DI INFORMAZIONE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

Aspettando la caduta degli dèi

Anche nel Cilento si spera di

vedere cose diverse

Ma quali saranno i nuovi rampolli protagonisti

del cambiamento?

Gli ultimi "fattacci" della

mala politica italiana, non

sono giunti inaspettati; e, di

riflesso, anche qui nel Cilento

qualcuno comincia a vacillare…

a meno che la capacità

di simbiosi o di riciclaggio non

riesca a garantire ancora una

volta i soliti "magnifici" delle

nostre Amministrazioni..

Cambiano i vertici del Parco,

ma già la spartizione politica

- che taluni dell'estrema

sinistra denunciano come

misfatto -, garantisce qualche

poltrona. Cambiano quelli del

Tribunale di Vallo e si ravviva

la speranza che la bella parola

scritta a lettere cubitali all'ingresso

del nuovo edificio -

aletheia, verità - sia finalmente

l'obiettivo da perseguire nei

riguardi dei troppi amministratori

che fidano in una dea

che si finge cieca e che si

lascia anche bendare ad arte.

Cambiano le alleanze politiche

e di interesse in questi

piccoli nostri Comuni e Comunità

Montane, e ritorna la sfiducia

negli uomini che

dovrebbero sostituire la vecchia

guardia, soprattutto se

giovani, i quali si dimostrano

ancora più famelici di quelli

che li hanno preceduti. Cambia

il volto dei nostri paesi per

i tanti fondi europei spesi e

di Amedeo La Greca

sperperati senza creare occupazione,

e già si radicalizza

una crisi socioeconomica che

la Sinistra al potere avrebbe

dovuto combattere ma che, di

fatto, ha contribuito ad acuire.

Ed ora che i "comunisti" non

ci sono più, ma son rimaste

solo le loro larve che già si

schiudono come novelle margherite

ai nuovi venti e vogliono

correre da sole, bisognerà

attendersi altri colpi bassi che

i sempre galleggianti signori

della politica locale già hanno

pianificato cavalcando le nuove

onde e spalmandosi di creme

olezzanti che hanno attinto

sui cumuli di rifiuti di Napoli

e Avellino…

Speranza? Ma in che? La

condanna del Cilento è quella

di restare sempre ai margini di

tutto, anche delle dinamiche

più virulente e fortemente

attuali come quelle dei rifiuti…(pensate,

il nostro territorio

è perfino pulito di rifiuti

solidi….). Ma se si scavasse

nella politica amministrativa

dei Comuni all'avanguardia, ci

sarebbe da trovare nuovi e

vecchi rifiuti… pardon…volevo

dire tesori che, attaccandosi

alle mani dei galleggianti,

finalmente li tireranno a fondo.

LA PRIMA VOCE LIBERA DEL PARCO

Domenica 27 gennaio, nella

trasmissione “Terra” del Tg 5

si è parlato di Altavilla con

una vicenda legata alla Shoah

ungherese

Si sono accese anche su

Altavilla Silentina le telecamere

di “Terra”, la trasmissione

di approfondimento del Tg 5

che andrà in onda nel giorno

della memoria, domenica, e

che sarà dedicata alla Shoah.

Il settimanale condotto da

Tony Capuozzo darà spazio,

nel corso della puntata, ad

Altavilla Silentina con la

vicenda portata alla luce dal

giornalista Nico Pirozzi. Trenta

ebrei, originari di Lentì, una

piccola cittadina del Transdanubio

occidentale ungherese,

Controcorrente

Spedito all’inferno, con un

cumulo di immondizia, indifferenziata,

il terzo governo Prodi, reso

finalmente innocuo qualche irresponsabile

ministro, l’ attenzione

si sposta nella nostra ormai famosissima

regione per la alta produzione

di rifiuti solidi urbani. La

Regione Campania, dal produttore

al consumatore, anche per la

“monnezza”, coi napoletani che

rischiano di portarsi addosso le

mefitiche esalazioni di sterminati

cumuli di immondizia e, così

come il commerciante al dettaglio

di baccalà, quando prende il

tram, troveranno sempre un

posto libero.

Nella Regione Campania vive

anche il killer di Romano Prodi,

incappato insieme alla consorte,

Nella trasmissione

“Terra” del TG5

si è parlato di

Altavilla Silentina

alla vigilia delle

grandi deportazioni

dall’Europa

orientale vennero

in possesso – non

si sa come – di

altrettanti certificati

trafugati dall’ufficio

anagrafe

del municipio di

Altavilla Silentina,

tra l’autunno del 1940 e l’estate

del 1943.

Il tentativo di dare nuova

identità a queste persone e

quindi di salvarle dai campi di

sterminio probabilmente fu

messo in atto dal Vescovo di

Campagna, Giuseppe Maria

Palatucci, insieme al nipote

Giovanni Palatucci, questore

di Fiume, che riuscirono a salvare

numerose vite. Un tentativo

purtroppo non riuscito:

“Era un finale prevedibile –

dice Pirozzi - ma ciò nulla

Cilento a rischio... domiciliari

nelle maglie di una giustizia in

pensione; un partito agli arresti

domiciliari per problemi di etica,

per comportamenti che sono

all’ordine del giorno da decenni,

nei quali, da decenni, si crogiolano,

la maggior parte dei nostri

rappresentanti. Secondo voi come

si guadagnano i consensi elettorali

i nostri “onorevoli”, i presidenti

vari o i nostri amati sindaci?

Con la corretta amministrazione,

con la capacità di aggregazione,

con l’eloquenza? Nossignori, è

con gli inciuci che si fa carriera, è

con la clientela che si mantiene il

potere e con il potere si moltiplicano

i clienti, si contrabbandano i

posti di lavoro, si truccano i concorsi,

le graduatorie, gli appalti, si

favoriscono i faccendieri, quelli di

di Annavelia Salerno

toglie a un così importante

gesto di umanità, che se da

un lato porta alla luce una

storia di Giusti, dall’altro serve

a rimarcare le dimensioni di

una tragedia che nel suo dipanarsi

è riuscita a coinvolgere

due realtà così piccole e

distanti, quali appunto sono

Altavilla Silentina, nel Cilento,

e la città di Lenti, in Ungheria”.

Di questo si è parlato a

“Terra”; di questo ha parlato

Antonio Di Feo, Sindaco di

Altavilla Silentina, che, come

fatto in precedenti occasioni,

ha ribadito la volontà di tenere

vivo il ricordo di queste

trenta persone attraverso l’istituzione

di un premio per i

ragazzi che contribuisca a coltivare

in loro il ricordo della

Shoah, o di altra iniziativa

indirizzata a questo scopo.

In occasione del 150° anno delle apparizioni.

Con Cronache Cilentane puoi vincere

un viaggio per Lourdes.

a pag. 8

fiducia, si attenta al territorio con

permessi di costruire pilotati e,

spesso, illegittimi e poi consulenze

miliardarie, presidenze di consorzi

ed enti, inutili se non dannosi.

Immondizia, niente altro che

immondizia, più pericolosa di

quella che si vede nelle strade del

napoletano; da anni ha invaso

cronicamente anche il nostro territorio,

andando a colpire soprattutto

la dignità dell’individuo.

Lo stato cronico di indigenza

procurata, dalle nostre parti si

combatte, da tempo, nelle segreterie

politiche e nelle anticamere

di comuni e comunità montane.

Se improvvisamente la giustizia

rientrasse dall’aspettativa, altro

che domiciliari.

Corrado Lucibello


cronache cilentane territorio

2

febbraio 2008

Roccadaspide

A breve la costruzione della strada

di collegamento Cesine - S. Antonio

È stata esperita la gara per l'affidamento

dell'incarico di progettazione per

la realizzazione della strada di collegamento

"Cesine - Sant'Antonio", nel territorio

comunale di Roccadaspide, pensata

per creare una sorta di by pass

stradale che colleghi direttamente la ex

SS 166, in località Cesine, con la ex SS

488, nell'area di Sant'Antonio. In tal

modo l'Amministrazione Comunale, retta

da Girolamo Auricchio, vigile come in

altre occasioni passate sui problemi di

viabilità che riguardano il comune di

Roccadaspide e quelli limitrofi, intende

migliorare la circolazione stradale evitando

i frequenti ingorghi che si verificano

soprattutto nelle ore di punta.

Roccadaspide quindi appare spesso

congestionata, nonostante l'apertura

della circumvallazione, risalente a qualche

anno fa, che consente di oltrepassare

il centro abitato senza restare

imbottigliati nel traffico, e che vieta il

passaggio nel comune rocchese ai

Il Comune di Altavilla Silentina ha

salutato con soddisfazione l’inizio

delle attività di una delle strutture

più importanti per il territorio, il Centro

socio-educativo, che ha aperto

ufficialmente i battenti, dopo essere

stato a lungo atteso, il 10 gennaio.

A tagliare il nastro della struttura

concepita in seno alle attività del Piano

di Zona S5, che segna l’inizio di

una nuova pagina della lodevole storia

compiuta dal Comune in tema di

politiche sociali, c’è stato, tra gli altri,

il Sindaco della cittadina, Antonio Di

Feo; ha tenuto un intervento anche

l’Assessore alle Politiche Sociali,

Romilda Nigro. Subito dopo il taglio

inaugurale, i presenti hanno dato

di Annavelia Salerno

camion, principali cause di blocchi e

lunghe code.

La ex SS 488 che parte da Controne,

ora di competenza provinciale, attraversa

il comune di Roccadaspide per circa

due km con una larghezza che varia dai

2,50 ai 3 metri. Pertanto questo tratto

di strada è di difficile manutenzione e

di altrettanto complicato adeguamento

al Codice della Strada; inoltre è delimitato

da abitazioni private, quindi risulta

pericoloso per i pedoni che vi transitano;

infine essendo di limitate dimensioni,

una parte della carreggiata viene

adibita a parcheggio dai residenti del

posto, data la mancanza di aree di

sosta.

Questa importantissima infrastruttura,

per la realizzazione della quale si

prevede una spesa di 1.549.741 euro,

attinti da un Fondo di Rotazione della

Provincia di Salerno, nell'ambito del

Programma di riqualificazione dell'offerta

turistica PRUSST, è stata inserita

nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche.

Sul fronte del miglioramento dei

servizi, infine, il Comune di Roccadaspide

a breve promoverà i lavori di sistemazione

della strada che collega il territorio

di Capaccio con la stessa Roccadaspide,

e che consente di evitare un tratto

di strada più esteso, caratterizzato

da numerosi tornanti e da un manto

stradale troppo spesso causa di incidenti

stradali.

Con la ricorrenza del 25°

anno di Cronache Cilentane,

è stato stampato il secondo

volume degli atti contenente

nuove relazioni sugli “Incontri

Mediterranei”

Gli abbonati a Cronache

Cilentane possono,

entro la fine di febbraio

2008, prenotare il libro

per riceverlo gratuitamente,

telefonando allo

0974 904183.

Le spedizioni saranno

effettuate tutte a metà

marzo.

vita ad una riflessione sulle tematiche

sociali verso le quali deve essere

sempre massima l’attenzione degli

enti. Ne è convinto il primo cittadino

di Altavilla, Di Feo, che ha accolto

con soddisfazione la scelta dei

responsabili del Piano di Zona di

individuare il proprio Comune per

ubicarci la struttura, ma che attribuisce

grande importanza ai passi suc-

Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E

Quando interviene… ma sarebbe

meglio se non intervenisse

Molti lavori realizzati

di iniziativa dei fedeli sono

più consoni che non quelli

fatti con danaro pubblico

Il significato della sigla con cui è

attualmente denominata

(B.A.P.P.S.A.E) è per lo più sconosciuta

ai più: ma ben si conosce l’Ente per

i vincoli, per i “tagli”, per il terrore

che suscita quando il poveraccio di un

cittadino deve intervenire per ristrutturazioni

o manutenzioni su un

immobile di sua proprietà. Allora arrivano

le “osservazioni” o i dinieghi o

le richieste di chiarimenti finanche sui

minimi dettagli.

Per la verità è bene che sia così, per

lo meno sono stati fermati parte degli

approfittatori, ignoranti e presuntuosi,

pieni solo del loro orgoglio di essere

ricchi. Ma non tutti e ci sarebbe

ancora molto da fare per la tutela dei

“Beni Architettonici e per il Paesaggio,

per il Patrimonio Storico, Artistico

e Etnoantropologico” (questo il

significato della sigla di cui sopra).

E difatti il giusto equilibrio non

alberga in quelle stanze dove i poveri

funzionari spesso non hanno neanche

i soldi per comprare la carta per le

stampanti (questo a detta di qualcu-

Altavilla Silentina

Attivato il Centro socio-educativo

per disabili

cessivi. A suo dire la cosa più difficile,

dopo l’apertura di una struttura

nata per far fronte ad un bisogno, è

quella di dare continuità agli interventi

posti in essere, pertanto in questa

direzione dovranno essere diretti

gli sforzi di tutti gli enti chiamati a

dare risposte alle fasce sociali che

maggiormente ne necessitano.

Il Centro socio-educativo è una

no). E non si può che essere solidali

con loro che comunque devono battersi

tra leggi, leggine, furbi, furbetti,

approfittatori, e quanti più se ne possono

mettere.

Però certe volte…

E’ il caso di tanti beni architettonici,

anche di quelli ristrutturati dopo il

terremoto del

1980: i lavori affidati

a certe ditte

“accreditate” con

la connivenza della

Curia, e i risultati

sono sotto gli

occhi di tutti: gli

intonaci che si

staccano, i tetti

che fanno acqua, i

dipinti “restaurati”

in modo pietoso,

ecc.

E che dire dei

nuovi, giovani

funzionari rampanti,

per lo più al

femminile? Sono

bravi costoro a

scrivere lettere, a

bacchettare, a

richiamare l’osservanza

delle norme,

ecc.

E i lavori che

essi fanno o di cui

hanno la responsabilità diretta?

Prendi il caso della chiesa parrocchiale

di Pollica.

Sono un povero cittadino che non

bada troppo a sottilizzare, ma certe

cose proprio non mi scendono giù.

Signor Direttore, le invio una vecchia

foto che scattai nel 1985, ma per mio

decoro personale non aggiungo quella

che mostra lo stato attuale dopo i

restauri della Soprintendenza: un

semplice tavolaccio bianco che dopo

pochi anni si è ormai scrostato, così

come ho avuto modo di constatare

mentre la sera del 6 dicembre u. s.

ascoltavo con commozione il concerto,

unico elemento che faceva rivivere

quella “mia” chiesa nella solennità di

un tempo.

Dedico questa mia esternazione, o

come dir si voglia, ai miei concittadini,

all’Amministrazione di Pollica e ai

solerti funzionari della Soprintendenza,

ai quali soprattutto dico “grazie”

per il bel “restauro”.

Un cittadino di Pollica

struttura finalizzata alla valorizzazione

delle capacità comunicative e

relazionali della persona disabile: vi

saranno svolte iniziative a carattere

educativo e di integrazione sociale

attraverso l’implementazione di percorsi

individuali, studiati, cioè, sui

percorsi personali di ciascun utente e

sulle singole necessità. Figure professionali

adeguatamente formate,

facenti capo alla Cooperativa Sociale

C.S.M che gestirà il centro, saranno

impegnate in progetti tesi a combattere

gli ostacoli che limitano l’inserimento

sociale della persona disabile.

Annavelia Salerno


febbraio 2008

La “dieta cilentana” è utile anche per prevenire l’obesità infantile

Continua l’azione di ricerca da parte

di alcuni medici sensibili alle nuove

problematiche patologiche con uno

sguardo alle “cose” genuine della

nostra terra, esaminate con occhio

critico e attenzione scientifica.

Anche l’obesità infantile viene

ormai considerata come una vera e

propria patologia cui gli organismi

internazionali della sanità cominciano

a prestare la dovuta attenzione.

Un contributo notevole, bello nella

sua vivacità e precisione per i consigli

e per gli indirizzi forniti, è il recente

libro della dott.ssa Margherita Mainenti

“La dieta cilentana nella prevenzione

dell’obesità infantile”, edito

la La Colomba, di Castellabate, che si

avvale della presentazione del prof.

Alberto Fidanza.

L’Autrice, dopo aver trattato nel

primo capitolo della possibilità che un

bambino obeso possa restare tale

anche da adulto con tutti i problemi

di salute connessi, esamina la giusta

alimentazione per prevenire o curare

questa disfunzione, giungendo alla

conclusione che la “dieta cilentana” è

un optimum da seguire perché contiene

le giuste sostanze che, se unite ad

uno stile di vita equilibrato, dà i risultati

sperati.

In un capitolo successivo l’Autrice

spiega quale sia la giusta dieta e

quindi prosegue con i consigli all’adolescente

su come comportarsi, per poi

passare a delineare uno schema completo

su come alimentarsi durante la

giornata, fornendo l’indicazione dei

cibi che un ragazzo deve consumare

dalla prima colazione alla cena, nonché

sull’uso dei vari alimenti (formaggi,

carne, pesce, pizza, frutta e verdura).

Un capitolo interessantissimo è

anche quello dedicato alle “false credenze”,

per cui – ve lo garantisce

l’Autrice che è anche dietologa –

devono cadere alcuni usi alimentari

diffusi, i quali invece vanno sostituiti

con l’abitudine a rivolgersi alla buona

cucina nostrana che assicura una

sana alimentazione se basata su

cereali, legumi, ortaggi e frutta.

Infine, la parte conclusiva e…appetitosa,

sono le ricette della tradizione

cilentana che, la lettura del libro,

inviata ad assaggiare e ad assumere

come sana abitudine alimentare.

60° anniversario della Costituzione.

Castellabate istituisce la “Festa civica dei diciottenni”

I giovani di Castellabate che compiranno

18 anni nel corso di quest’anno

riceveranno in dono dal Comune una

copia della Costituzione italiana, dello

Statuto comunale e un Tricolore da

esporre il 2 giugno. L’iniziativa è stata

varata, in coincidenza del 60° anniversario

della Costituzione italiana,

dall’Amministrazione guidata dal sindaco

Costabile Maurano con delibera

di Giunta comunale n. 300 del 21

dicembre 2007.

La novità rientra tra le iniziative che

intendono promuovere e valorizzare

la condizione giovanile, rendendo i

I maggiorenni riceveranno in dono la Costituzione, lo

Statuto del Comune e il Tricolore

ragazzi partecipi della vita sociale e,

allo stesso tempo, stimolandoli a

diventare cittadini attivi e rispettosi

dei principi costituzionali.

A partire da questo mese, dunque, i

giovani che compiono 18 anni si

vedranno recapitare a casa, il giorno

del proprio compleanno, una lettera

di auguri da parte del Comune assieme

a un’immagine artistica del territorio

di Castellabate.

Promosso da Cronache Cilentane

Un viaggio culturale a Roma

Ma qualche giorno prima del 2 giugno

riceveranno anche un Tricolore,

per esporlo a un balcone o a una finestra

della propria abitazione in occasione

della Festa della Repubblica. In

quello stesso giorno si svolgerà la

“Festa civica dei diciottenni”, una

cerimonia ufficiale che vedrà protagonisti

tutti i ragazzi che entrano nella

maggiore età nel corso del 2008. Sarà

l’occasione per approfondire le nuove

Un gruppo di partecipanti al viaggio culturale a Roma, promosso dal nostro giornale, posa per la foto ricordo

davanti alla fontana di Trevi, dopo aver partecipato il giorno dell’Immacolata alla cerimonia religiosa in piazza di

Spagna con il Santo Padre (foto A. Santoro)

facoltà e responsabilità dei diciottenni.

E dalle mani del primo cittadino

riceveranno una copia della Costituzione,

a 60 anni dalla sua entrata in

vigore, e dello Statuto Comunale.

«Questi giovani hanno nelle loro

mani il futuro del nostro paese – spiega

il sindaco Castellabate Maurano –

per questo auguro loro di essere

uomini e donne impegnati, concretamente

e quotidianamente nella loro

attività, qualunque essa sia, con passione

e competenza, affinché contribuiscano

al bene comune e si prendano

cura di Castellabate».

cronache cilentane cultura

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cronache cilentane iniziative

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febbraio 2008

Durante una passeggiata può

capitarci di passare davanti

una panetteria o ad una

pasticceria ed essere attratti dagli

odori che si liberano da quei banconi

tentatori; se si è più pigri l’insidia

può partire da una domestica ma

non meno profumata portata di trenette

al pesto oppure dalla amatriciana

di Trastevere.

L’esperienza del gusto e dell’olfatto

accompagnano il nostro quotidiano

appuntamento con la tavola,

rendendolo piacevole e non solo funzionale

ad una esigenza primaria. E’

proprio la ricerca del sapore che ci

spinge alla ricerca delle “ ricette di

una volta”, quasi a voler ritrovare

con esse una esperienza che ci ricolleghi,

anche se brevemente, al

nostro recente passato.

Ma cosa sappiamo delle ricette,

dei sapori, degli aromi, degli ingredienti

di un tempo piu’ remoto, quello

antico dei Greci e dei Romani?

Le fonti non sono avare di informazioni,

e per quanto riguarda i

piatti omerici, tutti noi abbiamo riconosciuto,

nelle carni arrostite negli

accampamenti sotto Troia, o nelle

sale che ospitavano gli insaziabili

Proci di Itaca, l’isola di Ulisse, una

nostra familiare grigliata fuori porta.

Più difficile comprendere quelle

ricette che lasciano pensare ad una

cucina ricca di contrasti, contrapposizione

di dolce e salato, piccante e

neutro. Non sempre chiare sono le

quantità degli ingredienti, ed a volte

Il vino “Rosatum”

Nell’antichità molti erano i

vini pregiati. I Romani in particolare

ne conoscevano ogni

segreto, e li facevano arrivare

sulle loro tavole anche da

migliaia di chilometri. Spesso

si abbinavano al nettare dell’uva

altri prodotti naturali,

per rendere il vino fragrante,

profumato, leggero, digeribile,

gradevole al palato. Nel nostro

territorio, quello dell’antica

Paestum, famosa anche per la

produzione di rose rosse, profumate

e bifere, che fiorivano

due volte all’anno, il vino era

abbinato proprio ai petali di

rosa, e si aveva così il vino di

rose o Rosatum, vera e propria

ambrosia divina, gradevolissimo

da sorseggiare, con

proprietà medicinali.

Ai nostri giorni, ad

Agropoli, l’ “Azienda Polito”

ha voluto rinnovare questa

tradizione dimenticata, producendo

il vino Rosatum, che

associa le gustose proprietà

del tradizionale aglianico lucano

all’aroma delle rose pestane.

Bere un bicchiere di

Rosatum è un’esperienza

straordinaria, che ci coinvolge

con il profumo, il gusto, il

sapore, e ci riporta agli antichi

tempi quando dèi ed eroi

bevevano insieme.

I sapori del mondo greco-romano.

Piatti nuovi e ricette antiche ad Agropoli

La Focaccia Romana

La letteratura antica ci ha lasciato notevoli testimonianze relative

alla gastronomia di età classica. La stessa archeologia ha rivelato

l’architettura delle cucine, delle taverne, e la forma delle stoviglie

dei Greci e dei Romani. Possiamo allora immaginare le pietanze,

i sapori, gli odori di una cucina tanto decantata, ma così lontana

dalla nostra quotidianità.

La curiosità e la conoscenza diretta degli antichi prodotti che

ancora si coltivano delle campagne di Agropoli, hanno spinto il

giovane ed intraprendente titolare della Pizzeria “Il

Mascalzone” alla preparazione della “Focaccia Romana”.

Si tratta di una vera e propria focaccia ottenuta con farro e ceci.

Il ripieno ha un gusto forte tipico della cucina romana e caratterizzato

dalla presenza della pancetta di suino, dal formaggio di capra

e dalle cipolle, cibo abituale dei legionari romani.

La forma della focaccia richiama quella della ruota di un carro

ed è l’omaggio al più classico dei Romani, il viaggiatore, che era

solito fermarsi sulle vie consolari per consumare il pasto nelle tipiche

taverne collegate alle stazioni di cambio dei cavalli.

gli stessi appaiono improbabili se

non inverosimili.

Si ritiene che, sulla base di piatti

noti, gli scrittori antichi, fra tutti il

romano Apicio, avessero fantasiosamente

aggiunto ed ecceduto quasi a

voler dare l’idea di una cucina ricca

e raffinata, specchio della civiltà che

Il Panvino di Ercole

essi contribuivano a celebrare.

Al di la’ di tali testimonianze, lo

studio interdisciplinare delle informazioni

giunteci dal mondo antico ci

permette una lettura corretta della

cucina di età classica. Le stoviglie, le

posate, i residui biologici vegetali ed

animali, le raffigurazioni, i vari tipi di

coltivazione e di allevamento, l’osservazione

statistica e comparativa

dei dati antropologici forniti dai

reperti umani, hanno confermato l’idea

di una cucina molto legata a

quella tradizionale, la cosiddetta

“cucina della nonna”, la cucina nota

come “ mediterranea”.

Partendo da questo dato acquisito,

l’osservazione di territori interessati

in età classica da realtà insediative

notevoli ha confermato il permanere

delle medesime attività produttive.

La coltivazione cerealicola, il

foraggio, le piante da frutto, l’allevamento

di animali tradizionali e le

tecniche di lavorazione e trasformazione

dei prodotti sono praticamente

gli stessi di età greca e romana.

Con tali presupposti, l’osservazione

delle colture e degli allevamenti

che ancora caratterizzano la

Il mito racconta un fatto che gli antichi consideravano mirabile:

per addormentare Cerbero, il mostro infernale, era stato utilizzato

lo stratagemma di tentarlo con un dolce dal contenuto soporifero,

cosa che in effetti riuscì. Non è solo questo genere di racconti che

ci ricorda l’importanza dei dolci nel mondo antico. Le fonti descrivono

le offerte di prodotti, simili alle nostre torte, che venivano

dedicate agli dèi. La letteratura ha lasciato l’incredibile elenco

delle portate della tavola di Trimalcione, con indicazioni preziose

sul gusto degli antichi. Gli storici ricordano l’ingorda golosità di

Nerone, che pare facesse giungere a Roma la neve dell’Appenino,

per preparare una sorta di sorbetto col miele.

La pasticceria greca e quella romana erano particolari, legate ai

prodotti naturali e al ciclo delle stagioni. L’osservazione del persistere

delle colture tradizionali nel territorio di Agropoli, ha spinto

il capostipite della “Pasticceria Carmen” a ritrovare il gusto dei

dolci greci e romani, utilizzando gli ingredienti antichi.

Così è nato il “Panvino di Ercole”, torta caratterizzata da un

sapore arcaico, ricco di note naturali dovute al sapiente dosaggio

di fichi, miele, vino, latte, uova ed altri ingredienti legati alla

pasticceria di età classica.

Provare il “Panvino” è come fare un breve, intenso viaggio nel

passato e ritrovare una parte della nostra memoria attraverso il

più esigente dei sensi: il palato.

parte meridionale del territorio dell’antica

Poseidonia-Paestum, ha permesso

una serie di iniziative di

archeogastronomia direttamente

collegate agli ingredienti usati nell’età

classica.

L’Associazione Culturale

Acropolis “Piero Cantalupo”, in

collaborazione con il Centro di

Promozione Culturale per il

Cilento, e con il patrocinio

dell’Assessorato al Turismo del

Comune di Agropoli, ha promosso,

presso alcuni imprenditori del

settore, la creazione di prodotti e

pietanze originali, preparate utilizzando

ingredienti già presenti nel

territorio di Agropoli in epoca classica,

onde riscoprire i sapori più antichi

della nostra tradizione culinaria.

Tali prodotti sono stati presentati

alla decima edizione della Borsa

Mediterranea del Turismo

Archeologico, che si è svolta dal

15 al 18 novembre 2007 a Capaccio-

Paestum, presso il Centro Congressi

dell’Hotel Ariston.

La presentazione ha goduto dell’attenzione

entusiasta di un pubblico

motivato ed informato. Molti

sono stati i giornalisti, di testate

locali e nazionali, che hanno voluto

conoscere in dettaglio le caratteristiche

del Panvino di Ercole, la

Focaccia Romana, il Pane di San

Paolo e del Vino alle rose

(Rosatum). Tale successo è la conferma

che lo studio e la ricerca del

nostro passato sono lo stimolo per

un diverso utilizzo delle risorse del

territorio finalizzandole verso un

turismo attento a tutto il proprio

patrimonio culturale.

Il riconoscimento ottenuto ha

gratificato la paziente attività di

ricerca e individuazione degli antichi

ingredienti utilizzati in epoca classica

nel territorio di Agropoli, nonché

il lavoro degli imprenditori che

hanno saputo realizzare in maniera

eccellente le specialità gastronomiche,

che qui di seguito si descrivono

in dettaglio.

Il Pane di San Paolo

E’ opinione corrente considerare

la magia del gusto

un’esperienza emozionante.

Ancora più forte è la tentazione

di esplorare l’universo dei

sapori quando ci confrontiamo

con il mondo antico; in fin

dei conti, cos’è rimasto del

gusto delle pietanze dei Greci

e dei Romani?

Parole, racconti, descrizioni,

immagini che le fonti letterarie

ed iconografiche hanno

tramandato, lasciandoci purtroppo

con la curiosità di quegli

aromi e di quei sapori tanto

decantati ed ormai perduti.

Ma la ricerca, quando è mossa

da vera passione, non si dà

mai per vinta.

Partendo dalle preziose

informazioni rimaste, ed

osservando che il territorio

gravitante su Agropoli ancora

oggi produce gli stessi naturali

ingredienti della cucina classica,

il mastro fornaio del

Panificio “Forno Antico”

ha creato un tipo di pane nel

quale le farine di ceci, di farro,

di grano insieme ad olio extravergine,

olive, acqua di fonte,

sale del Tirreno e lievito naturale

tradizionale, si fondono.

Il pane, nobile seppur dal

gusto semplice, “compagno”

di ogni tavola, ci riporta alla

fragranza, agli odori e ai sapori

antichi. E proprio con questo

“compagno” dal cuore

caldo si è voluto richiamare

alla memoria la breve permanenza

di San Paolo ad

Agropoli nel suo viaggio verso

Roma.


Costituito il Consorzio di Tutela del

“Fico Bianco del Cilento D.O.P.”

Insieme all’olivo, il fico bianco è l’icona

del paesaggio rurale e della

civiltà contadina del Cilento. Da sempre

ha rappresentato una fonte di

reddito, ma anche un alimento base

per le popolazioni, grazie all’abbondanza

e alla possibilità di conservazione

tramite essiccazione. Da storico

“pane dei poveri”, il fico della cultivar

“Dottato” - selezionato nei secoli,

grazie alla capacità dei produttori

cilentani - è oggi un prodotto di assoluto

pregio e qualità che, nel marzo

del 2006, ha ottenuto

il riconoscimento

da parte

dell’Unione Europea

della D.O.P. -

Denominazione di

Origine Protetta.

Per la sua valorizzazione,

lo scorso

dicembre, è stato

formalmente

costituito il Consorzio

di Tutela del

“Fico Bianco del

Cilento D.O.P.” con

sede a Prignano

Cilento, nella struttura

messa a disposizione dalla civica

amministrazione. Sedici sono attualmente

i soci, tutti piccoli e medi produttori

e trasformatori, che hanno

eletto come presidente l’imprenditore

Giuseppe Di Fiore.

L’obiettivo del Consorzio è naturalmente

quello di svolgere funzioni di

tutela giuridica ed economica (nonché

di attiva vigilanza nella repressione

di abusi ed irregolarità, anche

riguardo all’utilizzo del prodotto

come ingrediente) ed ancora contribuire

al miglioramento delle tecniche

di coltivazione e soprattutto alla promozione

e valorizzazione di un prodotto

che, allo stato attuale, interessa

una superficie di oltre 1.500 ettari

nella zona di produzione riconosciuta,

che comprende 68 comuni, da Agropoli

fino al Bussento, in gran parte

inclusi nel Parco del Cilento e Vallo di

Diano. E’ dal cuore del Cilento che

proviene, infatti, oltre il 75% dei fichi

pregiati della Campania, regina italiana

di una produzione che registra un

trend positivo di esportazione, in particolare

verso Stati Uniti e Canada,

sia di fichi freschi ed essiccati, sia di

liquori e distillati che se ne ricavano.

Attività e progetti, che saranno

messi in campo dal neonato Consorzio,

sono stati illustrati nel corso di

una conferenza stampa, tenutasi il 16

gennaio, presso la Sala appalti della

Provincia di Salerno. Sono intervenuti

l’Assessore Provinciale all’Agricoltura,

Corrado Martinangelo; il Dirigente

Ce.P.I.C.A. di Salerno, Antonio Verdoliva;

il Commissario del Parco Nazionale

del Cilento e del Vallo di Diano,

Giuseppe Tarallo; il Presidente della

Camera di Commercio di Salerno,

Augusto Strianese ed il Presidente del

Consorzio di tutela “Fico Bianco del

Cilento D.o.p.”, Giuseppe Di Fiore.

Sessa Cilento

Come prevenire le malattie del seno

Incontro con gli esperti dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli

Organizzata dal Comune di Sessa Cilento, in collaborazione con l’ALTS-

Associazione per la Lotta ai Tumori del Seno, si è tenuta una tavola rotonda

sul tema: “Prevenzione donna: incontro con gli esperti”.

Alla manifestazione, tenutasi nei primi giorni dello scorso dicembre presso

la sala convegni del locale Centro sociale polivalente, sono intervenuti -

dopo gli indirizzi di saluto del dr. Aldo Niglio e del rag. Francesco De Feo,

rispettivamente Sindaco e Vicesindaco di Sessa Cilento - insigni medici e studiosi

dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli-Fondazione “G. Pascale”.

Le relazioni, dall’alto contenuto scientifico e nel contempo particolarmente

esplicative per le molteplici problematiche connesse, sono state tenute dal

dr. Giuseppe Frasci, Responsabile Oncologia Medica Senologica, dal dr. P.

Oliviero, Responsabile “Progetto Donna” e dal prof. Gerardo Botti, Direttore

Dipartimento Anatomia Patologica.

Ha suscitato particolare interesse il dibattito conclusivo, che ha coinvolto il

numeroso e variegato pubblico presente. Tanti, infatti, sono stati i chiarimenti

e le informazioni sugli argomenti oggetto di trattazione da parte degli specialisti.

Nella circostanza, per due giorni ha stazionato nell’aria antistante

all’edificio sede della conferenza il “Camper Donna”, unità mobile di prevenzione

dell’ALTS.

Apposito personale medico ha prestato la propria opera professionale a

favore delle donne interessate a sottoporsi a visita senologica gratuita.

L’iniziativa ha suscitato lusinghieri giudizi e vivo apprezzamento da parte

di quanti vi hanno partecipato. Il “primo cittadino” e gli amministratori

comunali di Sessa Cilento si sono detti favorevoli a ripetere l’esperienza.

Anzi, pensano anche ad un coinvolgimento delle comunità locali del comprensorio

territoriale in questo progetto di tutela della salute.

an. mi.

Scende nuovamente in campo

l’Amministrazione Comunale di Corleto

Monforte per sostenere in maniera

concreta ed efficace l’economia del

piccolo paese degli Alburni.

Dopo aver testimoniato l’attenzione

per gli aspiranti imprenditori,

mediante l’erogazione di un contributo

economico una tantum di 500 euro

con il doppio obiettivo di sostenere in

particolare i giovani offrendo loro

un’opportunità di lavoro, e di dare un

aiuto all’economia locale, il Comune,

retto da Antonio Sicilia, propone ora

un intervento a favore delle attività

commerciali che, a causa della crisi

economica che si fa sentire anche nei

piccoli centri della provincia, rischiano

di chiudere in quanto non sono in

grado di sostenere i costi di gestione.

In loro soccorso interviene il Comune

con un contributo economico una

tantum di 500 euro, che sarà erogato

alle attività commerciali e, tra quelle

artigianali, all’unico pastificio presente

a Corleto Monforte, che risultano

in attività al 31 dicembre di ogni

anno, a partire da quello passato.

“Il contributo messo a disposizione

dal Comune, che sarà stanziato nel

Bilancio di Previsione all’esercizio

febbraio 2008

Corleto Monforte

Contributi economici per aiutare

le attività commerciali

VICINI NEL DOLORE

finanziario 2008, in corso di allestimento

– fa sapere il Vicesindaco di

Corleto Monforte, Carmine Palese,

che ha personalmente seguito l’iniziativa

– non vuole e non può sopperire

allo scarso reddito prodotto dalle attività

commerciali, ma costituisce un

incentivo a rimanere attivi”. La loro

scomparsa, secondo il Vicesindaco,

sarebbe una grave perdita perché

rappresenterebbe un passo verso lo

spopolamento, ma soprattutto perché

arrecherebbe gravi difficoltà soprattutto

gli anziani, molti dei quali non

motorizzati, che avrebbero problemi

anche a reperire generi di uso quotidiano,

come prodotti alimentari.

Inoltre, la posizione geografica, le

dimensioni demografiche, la marginalità

del paese rispetto alle grandi vie

di comunicazione, la prevalenza di

popolazione anziana, sono elementi

che non sono certo di aiuto per le piccole

attività commerciali, che fanno

quindi fatica a rimanere aperti. Con

l’intervento disposto dall’Amministrazione

certamente si restituirà un po’

di serenità agli imprenditori che stanno

meditando di chiudere il proprio

esercizio.

Annavelia Salerno

Acciaroli - E' vento a mancare il sign. ALFONSO GATTO, affezionato lettore

fin dai primi anni di vita del nostro giornale.

Attivissimo commerciante, fu uno dei più lungimiranti operatori del turismo

di Acciaroli fin dai primi anni Cinquanta.

Ai familiari tutti giungano le più sentite espressioni di cordoglio dalla Redazione

e Direzione di Cronache Cilentane.

Agropoli

Gruppi di acquisto solidali

Una soluzione anche per il rilancio dei prodotti locali

Anche nel Cilento si incomincia a parlare di g.a.s.: attenzione, non si tratta

di bombole di gas ma bensì di “gruppi di acquisto solidale”; gruppi comuni

di cittadini che, previo accordo con alcuni produttori e fornitori, si organizzano

per l’acquisto all’ingrosso dei più svariati prodotti, da quelli alimentari a

prodotti per l’igiene a oggetti di diversa utilità; si acquista e poi si divide,

ciascuno per il proprio fabbisogno, come in una grande famiglia; in questo

modo si riesce ad incidere direttamente sulla catena di distribuzione e ad

ottenere dei prezzi più bassi. Questo fa sì che si acquista in maniera più consapevole.

Ad esempio si può decidere di comprare da produttori locali, favorendo

l’economia del posto o solo prodotti biologici risparmiando e rispettando

l’ambiente.

A parlarcene è Gaetano, pensionato di Agropoli, che ha lanciato l’idea in

collaborazione con il locale circolo di Legambiente, dopo aver trovato notizie

cercando su Internet. Ci confida che la spinta maggiore è stata quella di far

quadrare il bilancio familiare (una difficoltà sempre più comune). Per adesso

polemizza un po’ Gaetano, i gruppi d’acquisto sono particolarmente diffusi

in molte regioni, chissà quale futuro dell’iniziativa di Agropoli.

Giovanni Farzati

cronache cilentane attività

5


cronache cilentane politica

6

febbraio 2008

- Appaiono evidenti

le gravi

ripercussioni dell’emergenza rifiuti in

Campania anche sull’economia della

nostra Provincia che pure, almeno

fino a questo momento, è stata interessata

in misura molto marginale dal

problema.

Il Consiglio provinciale ha richiesto,

con molta determinazione, l’attivazione

della provincializzazione della

gestione integrata dei rifiuti, non

potendo assolutamente divenire la

discarica di tutta la Campania, ed a

tal fine ha individuato quale nuovo

sito per la realizzazione della discarica

provinciale la cava in località Serra

Arenosa nel Comune di Caggiano.

Certamente non è stato agevole

operare una scelta in tal senso, pur

ricorrendo – secondo i rilievi tecnici -

i requisiti indicati nella delibera n° 78

del 19/07/2004, ma allo scopo di evitare

la cronicizzazione di questo

momento di emergenza grande attenzione

dovrà essere riservata a progetti

di raccolta differenziata con idonee

pratiche per la riduzione e selezione

dei rifiuti prodotti.

- Il Consiglio provinciale ha approvato,

con largo anticipo rispetto agli

anni precedenti, lo schema del bilancio

pluriennale 2008 – 2010, lo schema

di bilancio di previsione dell’esercizio

finanziario 2008, il programma

triennale 2008 – 2010 e l’elenco

“Taccuino” da Palazzo Sant’Agostino

a cura di Luigi Crispino*

annuale 2008 dei lavori pubblici.

Questa tempistica, che ha richiesto

un notevole impegno di tutti i Consiglieri,

permetterà di programmare in

maniera utile e produttiva l’attività

dell’Ente nel 2008.

Nel parco progetti per la viabilità

sono stati inseriti importanti interventi

che interessano il Cilento : il tratto

Trentinara – Cicerale (euro

1.000.000,00), il perimetro dei Templi

di Paestum (euro 600.000,00), l’innesto

S.S. 18 – Ostigliano – Perito –

Orria (euro 700.000,00), l’innesto S.S.

18 – Valle S. Lucia – Sessa Cilento

(euro 1.000.000,00), l’innesto Salento

– Cardile (euro 1.250.000,00), l’innesto

Orria – S.P. 47 (euro 700.000,00).

- L’Amministrazione Provinciale ha

istituito il portale web “Sportello Unico

delle Attività Produttive di Coordinamento

Provinciale” al fine di perseguire

il duplice intento di garantire la

semplificazione e la trasparenza delle

procedure amministrative.

Il portale viene attivato nelle sezioni

essenziali in cui è strutturato : 1)

attività di coordinamento, informazione

ed orientamento; 2) sportello unico;

3) SUAP comunali ed associati; 4)

normativa di interesse nazionale,

regionale e provinciale; 5) procedimenti

(regolamentati dal DPR n° 447

/ 98); 6) conferenza dei servizi (ai sensi

dell’articolo 14 e segg. della Legge

n° 241 / 90); 7) modulistica; 8) LINKS

utili per l’utente; 9) FAQ per richieste

Ode ai politici

I politici sciocchi e mediocri che quotidianamente vediamo sul piccolo schermo,

ci sono stati mandati da Dio non solo per punirci, ma anche per renderci più

forti nello spirito, per insegnarci a distinguere il bene dal male e per farci capire

che la strada del paradiso è lunga e piena di ostacoli.

Senza i politici sciocchi e mediocri, parassiti e bugiardi, arroganti e boriosi,

corrotti e disonesti, perderemmo ogni stimolo a vivere e a progredire.

Essi tengono sveglia la nostra intelligenza, danno vivacità alla nostra esistenza

e impulso alla nostra creatività.

Essi sono il rovescio di una medaglia sulla quale c'è anche la nostra immagine.

Essi promettono e dimenticano, ci amano e ci odiano; ci cercano e ci disprezzano.

Essi sono dunque la parte malata della società.

Grazie a Dio che non siamo come loro!

Nunzio Daniele

Prima che sia troppo tardi...

Dopo le lotte condotte nel territorio del Parco, a Ceraso e di recente a Perdifumo,

contro l’installazione di strutture per la distruzione dei rifiuti solidi urbani,

la crisi di Napoli e provincia comincia ad avvertirsi anche nei nostri paesi.

Agropoli, Castellabate ed altri centri iniziano ad avere difficoltà per lo smaltimento.

Inquietante è la notizia che il commissario Di Gennaro ha avuto pieni poteri

anche in deroga alle leggi ambientali e ai siti “protetti”, tra questi il Parco del

Cilento e Vallo di Diano.

Lungi da facili esaltazioni ambientalistiche, il problema dei rifiuti anche qui da

noi rappresenta una tragica realtà soprattutto con l’appressarsi della stagione

estiva e, in particolare, nei paesi costieri dove la concentrazione di un numero

sproporzionato di turisti rischia di mettere a dura prova tutti gli accorgimenti e

le tutele fino ad ora attivati.

Chiunque di buon senso sa che il problema, prima o poi, dovrà essere risolto

alla maniera di come è stato affrontato e positivamente risolto negli altri Parchi.

E’ ora che gli ambientalisti comincino a essere più propositivi anziché continuare

con i soliti “no”.

di informazioni specifiche; 10) calendario

delle convocazioni delle conferenze

di servizi.

Infine, un ulteriore servizio che si

intende, a breve termine, garantire

attraverso la sua consultazione è consentire

agli utenti esterni il reperimento

di tutte le informazioni utili

disponibili, comprese quelle concernenti

benefici, attività promozionali,

possibilità di finanziamento, disponibilità

di aree e di incentivi alle localizzazioni

di nuove imprese, favorendo

la diffusione e la conoscenza delle

opportunità e potenzialità per lo sviluppo

economico del Territorio.

- Finalmente nel prossimo mese di

marzo, avranno inizio i lavori di adeguamento

della galleria di Prignano

Cilento, opera fortemente voluta dall’Assessore

provinciale ai lavori pubblici

Franco Alfieri e dal sottoscritto,

quale Consigliere espressione del Collegio

provinciale di tale Territorio.

Il progetto prevede : 1) impianto di

ventilazione (euro 700.000,00), 2)

impianto di illuminazione (euro

755.000,00), 3) impianto di rilevazione

incendi (euro 115.000,00), 4)

impianto segnaletica di sicurezza

(euro 320.000,00), cabina di trasformazione

Mt / bt (euro 220.000,00).

*Consigliere provinciale, Presidente

III Commissione permanente

Oggetto: Emergenza rifiuti -

Richiesta urgente di conferimento

presso discarica di Serre

È da un mese ormai che a questo

Comune e all'intero comprensorio

cilentano viene impedito di portare il

proprio indifferenziato al cdr o in discarica,

con l'eccezione di due soli giorni

di conferimento.

La situazione igienico-sanitaria e di

degrado, finora tamponata, procedendo

di questo passo, non potrà che

scoppiare nel Cilento come già è avvenuto

a Napoli. E questo sebbene a

Castellabate e nel Cilento i cittadini la

differenziata non solo la facciano, ma

la facciano bene. Invece, in premio viene

data loro l'incuria, l'abbandono, la

parzialità del trattamento riservato ai

diversi territori, la condanna a una lenta

ma inesorabile immersione di rifiuti.

Gli sforzi degli amministratori locali e

di migliaia di cittadini virtuosi, in questo

modo, sono vanificati e mortificati

da incomprensibili scelte che, da oltre

un mese, impediscono alle nostre

comunità di accedere a Serre, perché

vengono prima altre realtà cittadine.

Sfiduciati i

Sindaci di

Castelcivita e

Sessa Cilento

“Manovre” politiche, pubblicizzate

come provvedimenti a

favore del popolo, hanno portato

allo scioglimento dei Consigli

comunali sia a Castelcivita che

a Sessa Cilento.

Già nominati i Commissari

prefettizzi mentre gli ex Sindaci

Tancredi a Castelcivita e De

Marco a Sessa preparano le liste

per tornare ad occupare il posto

di primi cittadini.

Nuovo

assessore a

Pollica

In sostituzione del dimissionario

Dario Mottola, il Sindaco di

Pollica ha nominato nuovo

Assessore Carmine Angelo Ferrarese

di Pioppi che avrà la

delega al turismo.

Emergenza rifiuti nel Cilento?

Una lettera del Sindaco di Castellabate al

Commissario straordinario e agli enti

competenti segnala il problema anche

per il nostro territorio

In queste scelte di gestione delle

discariche disponibili c'è il senso di

un'ingiustizia profonda. Un'ingiustizia

che calpesta la dignità dei miei concittadini

e degli abitanti dei tanti borghi

cilentani. La percezione diffusa diventa,

allora, quella che, più che un'emergenza

di rifiuti, ci sia oggi un'emergenza di

giustizia.

Giustizia è quanto chiedono alle

SS.LL. gli abitanti del sud della regione

Campania, affinché il merito - almeno

questa volta - paghi. E giustizia vuol

dire regolare i conferimenti a Serre in

base all'impegno dimostrato dalle

municipalità che vi afferiscono. Non ci

sarebbe, infatti, criterio più oggettivo

che far scaricare i Comuni o i Consorzi

in base alla percentuale di differenziata

raggiunta. E questo chiedo, ancora una

volta, alle SS.LL.. Nessun atto di riguardo

né di preferenza né di favore. Unicamente

un atto di giustizia.

Distinti saluti.

Castellabate, 28 gennaio 2008

IL SINDACO

prof. Costabile Maurano


In memoria del dott. Francesco

Esposito, il mister dei ragazzi

di Pasquale Cerullo

Domenica delle Palme, 30 marzo 1969. U.S. Ceraso - A.C. Piaggine 1-0. Marcatore: Esposito su rigore

all’84°. Francesco Esposito è il terzo da destra accosciato

Il giovane parroco, con immensa

commozione, frenata a stento, si

rivolge ai familiari tutti, ai fedeli che

vibrano emotivamente con lui, formando

un tutt’uno, una vera chiesa

militante, dicendo che il Cielo l’ha

chiamato perché aveva bisogno di un

coach per gli angeli del Paradiso

E noi miseri mortali? “Le nostre esistenze

- così Benedetto XVI nella sua

enciclica Spe Salvi - sono in profonda

comunione tra loro, mediante molteplici

interazioni sono concatenate una

con l’altra. Nessuno vive da

solo….Spe salvi facti sumus..nella

speranza siamo stati salvati.. in virtù

della quale possiamo affrontare il

nostro presente che anche se faticoso

può essere vissuto”.

La grande e possente quercia di

pascoliana memoria è caduta; la gente

dice: “ Or vedo, era pur grande/Or

vedo, era pur buona/. Ognuno loda,

ognuno taglia/..Nell’aria, un pianto…d’una

capinera/che cerca il nido

che non troverà”, ma la munifica

disponibilità di Francesco Esposito

alias Ciccillo, le sue doti di generosità,

il suo immenso carisma , ora che

non c’è più, venivano apprezzate

anche quando in vita stava in mezzo

a noi. Col suo impegno e le sue

ammirevoli qualità umane e dirigenziali,

direttore delle Poste di Cannalonga,

era l’ammirazione dei suoi

capi, colleghi e sottoposti.

Incontrandolo in piazza a Ceraso, il

suo paese natio, col suo sorriso accattivante

era piacevole conversare con

lui, e si parlava della quotidianità

paesana con i suoi intrighi, con i suoi

piccoli grandi problemi, dei ragazzi e

del non facile inserimento nel mondo

del lavoro, del senso del dovere, della

responsabilità della politica.

Non solo ai grandi, ma ai ragazzi di

qualsiasi età che lo amavano e lo stimavano

mancheranno la sua umanità,

il suo stile sempre improntato a

sani principi morali.

Quel campo di calcio non era solo

un punto di ritrovo per fare sport ma

era un’agorà per mister Ciccillo dove

si davano lezioni di vita ai giovani,

dove i giovani si scambiavano idee.

I suoi ragazzi-allievi rincorrendosi sul

terreno di gioco con il pallone tra i

piedi sapevano che erano sempre sotto

il suo vigile sguardo ed attenti ai

suoi consigli con la voglia di lottare in

team contro l’avversario.

Non venivano illusi di diventare

grandi campioni, ma si dava loro la

speranza affidabile che qualcosa di

meglio li attendeva avendo il coraggio

di sognarla, di lavorare e di lottare

per raggiungerla.

Quell’espressione autorevole dei

valori primeggia nella foto della squadra

di calcio di Vallo della Lucania

quando ventenne ci giocava, affissa

sull’ingresso dell’edicola del paese

per non dimenticare.

Il suono lugubre serale delle campane

del campanile del tempio cristiano

ha sparso per tutto il paese la

funerea notizia facendolo rimanere

incredulo. Non era possibile che la “

bestia maligna”avesse aggredito il

papà di tre bellissimi bimbi, il consorte

di un’amorevole donna, il fratello

più amato di una numerosa benvoluta

famiglia di grandi lavoratori, uno

sportivo, il “mister” di tanti giovani

calciatori, l’amico di tutti con la sua

figura inconfondibile, l’aspetto giovanile

col suo fascino discreto, così lontano

dai modelli aggressivi, la sua

innata e signorile cortesia.

Ha sopportato coraggiosamente,

senza un lamento, i dolori indicibili

nonostante le intense cure ed attenzioni

dei medici ed infermieri, che tutti

intorno al suo capezzale, crucciati,

erano attoniti di tanto stoicismo.

Serenamente è andato via da questo

mondo chiedendo come stava l’amico

infartuato, incoraggiando i familiari

tutti col sorriso sulle labbra. “

Il mio solo desiderio è di fare sempre

la volontà di Gesù” così diceva il

bigliettino con i pensieri di S. Teresa

preso durante la funzione religiosa

serale in onore della stessa a Vallo

della Lucania officiata qualche giorno

prima della dipartita terrena.

febbraio 2008

Angelo Maria Tardio nel contesto

storico-culturale del Cilento

Angelo Maria Tardio è nato a

Lustra_Cilento. Si è laureato in

lettere classiche presso l’Università

di Napoli il 10 dicembre 1947.

Ha svolto la sua attività di docente

di materie letterarie nelle scuole

medie e nei licei, prima a Gassino

(Frosinone)e poi a Salerno. Ha

pubblicato “Verso la Luce”e il ‘Il

Cigno” raccolta poetica di circa

180 componimenti per più di 6000

(seimila) versi. Le sue liriche sono

presenti in diverse antologie letterarie,

tra cui “Olimpo Lirico”

(volumi I, II e III) 1996 e 1997,

“Antologia della Poesia Italiana

del Novecento”, 1997, “Protagonisti

della Poesia Contemporanea”,

1997 e “Trittico Poetico”,

1995, pubblicate da Carello Editore

Catanzaro.

Le poesie del professore Angelo

Maria Tardio e i suoi romanzi “La

Luce nelle Tenebre” e “Ricordi

d’infanzia” mi hanno fatto tornare

indietro nel tempo: quel tempo

dai ricordi indelebili che incidono

sulla nostra esistenza. Vivere di

ricordi quale che essi siano è linfa

di formazione e di esperienza che

diventa fonte di saggezza, insegnamento

morale e culturale da

lasciare ai posteri come esempio.

Purtroppo la superficialità e l’indifferenza

spesso sono la causa

determinante dell’abnormità della

vita la quale ci induce nell’inaspettato.

Inaspettato che dovrebbe

essere la base formativa e fondamentale

della costruttività dell’individuo,

che solo attraverso la

cultura, la sensibilità e il rispetto

d’ogni cosa ci evita di vivere in

una società efferante. I racconti

del professore Tardio sono gioielli

minuziosamente incisi in uno scenario

dal sapore Goldoniano e

Manzoniano. Il tutto porta a vedere

un dipinto dove l’artista, nella

rappresentazione scenica, ha evidenziato

con maestria una composizione

di personaggi e ambienti

dalla quale emerge l’essenza

formativa e storica d’una società.

L’abuso e l’egocentrismo diventano

regola di vita, accettazione

incondizionata d’un potere che è

patrigno ed arcigno. Non manca,

a mio avviso, quel velo d’umorismo

sarcastico che lo scrittore raffinatamente

sottilmente e con

sapienza dosata, ha dato allo scenario.

A1 contrario le poesie come

1’arcobaleno dalle svariate tonalità

diffondono nell’aria armonia

prorompente che investe e s’eleva

mettendo in luce l’animo del poeta,

a volte struggente, a volte

cavaliere cantante alle Muse che

non esita a palesare l’ardore dei

suo animo anche verso personaggi

che dominano la scena dell’attualità

dello spettacolo e della

politica: “A noi, Bocelli, attonito

riveli; di là, di là ne vieni e a noi

ricanti / note sottratte a l’armonia

dei cieli. / Usignolo del cielo, luce

diffondi. / Su l’ali tese del tuo canto

a volo / lo spirito si leva a respirare”.

Ad Antonio Di Pietro “Te di

Falcone vindice / e Borsellin per

lunga ed ardua via, / da lor segnata,

artefice / d’un migliore destin,

fidente invia. / A te la Patria

memore / a te che schiacci la

menzogna e il Vero / insegui, il

guardo trepido / volge ed esalta il

tuo spirito fiero”.

Rita Angelina Dipino Rossi

Cartoline d’altri tempi

a cura di Antonio Migliorino

cronache cilentane protagonisti

7


cronache cilentane primo piano

8

febbraio 2008

L’Associazione “Martiri Riccio” di

Cardile rievoca le vicende dei fratelli

Riccio nel 180° anniversario dei moti

del 1828

Ricorre quest’anno il 180° anniversario

dei moti del 1828 e l’associazione

di Cardile che porta il nome dei tre

fratelli che si immolarono per la

libertà nei moti cilentani propone per

il prossimo anno scolastico un progetto

che si proietta su tre direzioni.

La prima riguarderà l’attività di

ricerca dell’Università di Salerno con

la cattedra di Storia del Risorgimento

diretta dal prof. Luigi Rossi che

approfondirà le vicende storiche dei

fratelli Riccio con ricerche presso gli

archivi di Stato di Napoli e di Salerno

e tratterà anche se marginalmente la

storia del canonico De Luca sottoposto

a processo e giustiziato con l’avallo

delle autorità ecclesiastiche di

Salerno.

La seconda verterà sulla realizzazione

di un film con la sceneggiatura

scritta dalla sig.ra Maria Scarpa De’

Masellis Palazzo di Salento dal titolo

“Bagliori nell’alba” – rievocazione

storica della vita dei fratelli Riccio con

attori di Cardile, Gioi, Pellare e Monteforte,

diretti dalla regia del M°

Maurizio Iacovazzo. Il film verrà girato

a Cardile nei luoghi detto “Ponte”

dove presso un mulino venne ucciso

Licurgo Riccio e arrestato suo fratello

Davide, nell’antica piazza di Cardile

dove vennero esposte le teste dei fratelli,

a Gioi nel palazzo del dott.

Andrea Salati individuato come casa

dei Riccio e nel convento di San Francesco.

La terza tratterà di una mostra

documentaria con atti riprodotti da

fonte originale dall’archivio di Stato

di Salerno e di acquerelli sui luoghi

della rivolta a cura del pittore Mario

Romano.

Il progetto ha come obiettivo principale

quello di tramandare soprattutto

alle nuove generazioni il valore

della libertà, che fu alla base dell’iniziativa

dei Riccio e di quanti pagarono

con la loro vita il prezzo di un

valore tanto anelato sotto il regime

borbonico.

Il progetto sarà divulgato agli studenti

della scuola media superiore e

inferiore in occasione della riapertura

del nuovo anno scolastico presso la

Provvidenza di Vallo della Lucania.

Carmine Rizzo

A Petrosa di Ceraso

“Tressette di Natale”

Si è allegramente concluso, in località Stampella nel Comune di Ascea,

il torneo di Tressette e Briscola promosso dal sempre “giovane” Pasquale

Mautone, attivo nel promuovere manifestazioni di natura folkloristica,

ricreativa, religiosa. Il torneo organizzato con la collaborazione del fratello

Antonio, è stato diretto diligentemente dal sign. Gino Puglia, al quale

è stato doto l’appellativo di “capo zona”.

Alla manifestazione durata circa trenta giorni, hanno partecipato 50

coppie provenienti anche dai paesi limitrofi. I vincitori, ai quali è stata

data la rituale coppa oltre ad un sostanzioso cesto di specialità natalizie,

sono stati i signn. Michele Notaro e Antonio Signorelli di Pioppi ai quali è

andato il plauso degli organizzatori e concorrenti.

Alla cerimonia di chiusura, dopo la premiazione, è stata offerta a tutti i

partecipanti una ricca cena annaffiata da vini locali. E’ intervenuto il sindaco

di Ascea dr. Mario Rizzo, il quale ha elogiato l’iniziativa ed ha posto

in evidenza l’utilità di queste manifestazioni che danno la possibilità di

consolidare le amicizie e crearne di nuove.

Premio per l’Imprenditoria femminile

a Vallo della Lucania

Il 29 dicembre 2007, nell’Aula Consiliare

del Comune di Vallo della

Lucania, l’Associazione F.I.D.A.P.A.

“Federazione Italiana Donne: Arte,

Professioni, Affari”, ha concretizzato

il progetto di elargire un premio di

2.500,00 euro all’imprenditrice che,

nei settori del: Turismo, Artigianato,

Produzioni Agroalimentari e Imprenditoria

Agricola, si sia distinta, all’interno

del territorio di competenza della

Sezione Cilento-Elea.

Il progetto rientra, a pieno titolo,

nelle finalità dell’Associazione, tesa a

patrocinare, tra l’altro, imprese femminili,

attive da almeno due anni, con

azioni di supervisione, supporto e

accompagnamento delle donne al

lavoro autonomo, alla formazione

professionale, alla sempre

maggiore qualificazione

nei settori prescelti

e al recupero delle tradizioni

locali.

Alla cerimonia della

premiazione , presieduta

dalla presidente della

Fidapa, prof.ssa Anna

Maria De Vita, erano

presenti: il presidente

della Commissione esaminatrice

delle domande

di partecipazione delle

imprenditrici di vari

Comuni, prof. Emanuele

Salsano, il direttore dell’Ente

Parco , dott. Angelo De Vita, il

sindaco del Comune di Castelnuovo

Cilento, il dott. Renato Riccio, funzionario

alle pubbliche relazioni della

Regione Campania, ed una considerevole

platea, interessata all’attività

della Fidapa. Il premio è stato appannaggio

dell’imprenditrice Maria Carmela

Di Feo di Acquavella di Casalvelino,

operante nel settore agroalimentare.

Un ringraziamento e un plauso

alle altre imprenditrici, che si sono

proposte con curricoli di tutto rispetto.

La Fidapa non ritiene di considerare

l’iniziativa del 2007 priva di continuità,

ma di riproporla di anno in

anno, a favore di altre imprenditrici,

che ci auguriamo sempre più numerose

e incisive sul nostro territorio.

Un 2008 ricco di iniziative

per i 25 anni di CRONACHE CILENTANE

In occasione del 150° anniversario

delle apparizioni di Lourdes

il nostro periodico, in collaborazione con le agenzie

di viaggio, propone per i propri lettori un

interessante itinerario di carattere culturale

e devozionale, nel mese di giugno.

Tappa principale del viaggio. LOURDES

Con minicrociera Civitavecchia - Barcellona

Gli interessati possono chiedere il programma a

Cronache Cilentane

via Ponte 9 – 84068 Pioppi (SA)

oppure telefonare al n. 0974 905046

Sulla quota di partecipazione è previsto

uno sconto particolare per le

prime quaranta prenotazioni.

Inoltre, durante il viaggio,

verrà sorteggiata tra i partecipanti

una quota intera offerta dal nostro

periodico.


Montecorice

Istituto Comprensivo “B. Focaccia”

Dirigente Scolastico

Prof.ssa Costantina Signorelli

Programma Operativo Nazionale - Fondo Sociale Europeo e Fondo

Europeo Sviluppo Regionale

Finanziato un programma di attività formative

destinate ai docenti e per migliorare i livelli di

conoscenze dei giovani

Nell’Istituto sarà allestito anche un laboratorio

scientifico

Con Decreto n°A00DGAI/5841 del 21/12/2007 FSE e n°

A00DGAI/5841 del21/12/2007 FESR, è stato autorizzato il Piano

Integrato d’Istituto per attività formative destinate ai docenti di Scuola

Primaria e Secondaria di I°grado e agli alunni di Scuola Secondaria di

I°grado per un ammontare di € € . 64821,36 FSE.

Approvato anche l’allestimento di un laboratorio scientifico con il Fondo

per lo Sviluppo Regionale FESR per un ammontare di € € . 15000,oo

Le attività formative destinate ai docenti avranno il seguente obiettivo:

- Migliorare le competenze dei docenti tramite interventi innovativi per

la promozione delle competenze chiave in Matematica, Lingua madre,

discipline tecnico-scientifiche e con riferimento a:

- La Valutazione delle competenze di Matematica e le Indicazioni

Nazionali per il Curricolo;

-Percorsi metodologici per l’insegnamento delle Scienze;

-Percorsi di Lettura e Scrittura.

Quelle per migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei Giovani,

saranno incentrate su interventi per lo sviluppo delle competenze chiave

in:

- Matematica, Titolo “L’intelligenza è matematica” 2 percorsi formativi

di 30 ore ciascuno - sedi di Montecorice e Perdifumo, max 20 alunni per

corso.

- Scienze, Titolo “Imparare sperimentando” percorso formativo di 30

ore- sede di Montecorice max 15 alunni.

- Lingua straniera: Inglese. Titolo “ Welcome Europe” n.2 percorsi formativi

di 50 ore ciascuno. Sedi di Montecorice e Perdifumo max 20

alunni per corso.

- Comunicazione in lingua madre, “Progetto Lettura” percorso formativo

di 50 ore- max 20 alunni sede di Perdifumo.

- Competenze sociali e civiche- “Per una cittadinanza attiva” percorso

formativo di 50 ore. Max 80 alunni di Montecorice e Perdifumo.

- Consapevolezza ed Espressione culturale- “Letteratura e Teatro”- percorso

formativo di 30 ore destinato a max 40 alunni di Montecorice e

Perdifumo.

- Spirito di iniziativa e Imprenditorialità- “La mia terra, il mio Futuro”percorso

formativo di 30 ore destinato a studenti di Montecorice e

Perdifumo max 25 alunni.

Le attività si svolgeranno nel periodo Febbraio-Luglio 2008.

Per ulteriori informazioni: sito web della scuola http://www.icmontecorice.it

febbraio 2008

Licusati

Nuova luce al portone del

palazzo Crocco

L’importanza che un edificio riveste,

nel contesto architettonico e

sociale di una data comunità, si può

capire dai dettagli decorativi che lo

compongono, dalla la veste cromatica

delle finiture di facciata e, non in ultimo,

attraverso i portoni.

Se per un attimo potessimo rendere

trasparenti tutti gli edifici di un

nucleo urbano antico, lasciando visibili

solo i portoni di ogni singola abitazione,

credo che avremmo ben

poche difficoltà nell’identificare le

chiese, i palazzi del potere e quelli

delle famiglie di maggiore spicco

sociale.

Da quanto sopra sinteticamente

esposto si evince come risulti importante

l’attenta conservazione di ogni

elemento architettonico e decorativo,

ciascun componente, infatti, concorre

ad una corretta localizzazione dell’edificio

entro la gerarchia architettonica

del contesto urbano antico.

L’intervento di manutenzione effettuato

sul portone del Palazzo Crocco

a Licusati, una delle più antiche e

meglio conservate residenze nobiliari

del piccolo borgo, ha ridato nuovo

splendore a questo importante elemento

di composizione della facciata,

un’attenta sverniciatura ed un altrettanta

sapiente integrazione delle porzioni

di legno mancanti sul basamento,

eseguiti entrambi da giovani artigiani

locali, ha dimostrato come

anche piccoli interventi puntuali possano

ottenere significative ripercussioni

su tutto l’edificio; sulla facciata

e sullo slargo antistante in questo

specifico caso.

Ottimale è stata la scelta di utilizzare

un legno leggermente diverso

nella sua composizione cromatica, ciò

ha evitato inopportune mimesi materiche.

Auspicabile nel prossimo futuro,

sarebbe un intervento di restauro sulla

facciata dell’edificio, mirando, tra

l’altro, ad un recupero del cromatismo

di quest’ultima ed al ripristino

delle splendide cornici che circondano

le finestre, ponendo attenzione,

anche in questo caso a ben distinguere

la parte materica “nuova” da quella

esistente che, in se, costituisce

valore documentale di maestranza e

cultura non più esistente.

Arch. Innocenzo Bortone

Roccadaspide

Al via la seconda parte del

progetto di recupero

dell’ex Casa Comunale

L’intervento sarà possibile grazie ad un finanziamento regionale Nuova trance di

fondi per la sistemazione dell’ex casa comunale di Roccadaspide, già oggetto di un

primo intervento, in corso di realizzazione, promosso nell’ambito del Progetto Integrato

Grande Attrattore Culturale Paestum-Velia. I fondi, pari a 3.179.994,49 euro,

sono stato stanziati dall’ente regionale campano che lo ha reso noto al Comune di

Roccadaspide attraverso il Vicepresidente del Consiglio, Gennaro Mucciolo. I fondi

messi a disposizione dal governo regionale serviranno alla riqualificazione storico-culturale

del palazzo gentilizio, un tempo sede del liceo scientifico e poi dell’ufficio del

Giudice di Pace, che ha conservato intatto nel tempo il suo fascino.

L’intervento finanziario della Regione consentirà di completare la sistemazione dell’ex

liceo, di dare un nuovo volto ai giardini su cui si affaccia il palazzo gentilizio

caratterizzati dalla presenza di un albero secolare che conferisce grande fascino all’area,

e di riqualificare il piazzale antistante la bellissima chiesa della Natività annessa

alla struttura. Una volta ultimato, l’edificio ospiterà gli uffici comunali al primo piano,

e quasi sicuramente l’ufficio postale al piano terra, ma ci sarà anche spazio per aree

polifunzionali e per locali da adibire a servizi per i cittadini.

L’intervento consentirà di riportare la struttura alla magnificenza dei suoi anni

migliori, con grande soddisfazione sia del Sindaco, Girolamo Auricchio, che ha molto

a cuore la tutela del patrimonio storico-culturale ma anche la qualità dei servizi da

offrire ai cittadini, sia della stessa popolazione rocchese che a breve vedrà rimesso a

nuovo un edificio comunemente ritenuto di grande importanza. “Si tratta di un

importante finanziamento che consentirà di recuperare un edificio dotato di una storia

importante. – afferma il primo cittadino Girolamo Auricchio – Per questa ragione

esprimo viva gratitudine all’Amministrazione regionale e in particolare all’On. Mucciolo

per il costante interessamento, che consentirà in breve tempo di riconsegnare a

questa comunità una struttura importante”.

Annavelia Salerno

cronache cilentane appunti di viaggio

9


cronache cilentane paesi

10

> Sessa Cilento

febbraio 2008

La rivolta di Masaniello

nel Cilento

Presentati gli statuti

concessi dai baroni di

Sessa e Omignano

Il Comune di Sessa Cilento, in

occasione del 360° della rivolta

del 1647, ha organizzato due

manifestazioni di significativo

interesse storico-culturale. I

momenti celebrativi hanno inteso

ricordare il ruolo che i sessesi

ebbero durante la famosa ribellione

popolare, conosciuta

come la “rivolta di Masaniello”.

Infatti, lo scorso 22 dicembre,

il professor Francesco Volpe,

già docente di Storia moderna

e Storia sociale presso l’Università

degli Studi di Salerno,

ha incontrato gli alunni e gli insegnanti

della locale Scuola Secondaria

di I Grado “S. d’Acquisto”. Egli, in

tale occasione, ha tenuto una lezione

su “Gli Statuti concessi dai baroni di

Sessa e Omignano nel 1647”.

Successivamente, nei pressi di

piazza Pompeo Lebano, proprio nel

luogo in cui gli abitanti del paese si

riunirono in quella circostanza per

rivendicare i loro diritti, è stata scoperta

una lapide, rievocativa dello

storico evento (13 agosto 1647). Alla

cerimonia commemorativa, presenti il

Sindaco e una rappresentanza municipale,

hanno partecipato i docenti e gli

alunni della citata scuola, nonché

numerosi cittadini.

Sulla stessa tematica anche il convegno

programmato per il 29 dicembre

e tenutosi negli spazi del Centro

sociale polivalente. Dopo i saluti del

dottor Aldo Niglio, “primo cittadino”,

e di Michele Di Fiore, consigliere provinciale

di Salerno, sono intervenuti -

moderati dal dottor Antonio Migliorino

- i professori Francesco Volpe e

Marcello Feola. Quest’ultimo è docente

di Diritto pubblico comparato presso

l’Università degli Studi di Salerno.

L’argomento oggetto delle celebrazioni

rievocative è trattato proprio

dal professor Volpe nel suo ultimo

libro, “La rivolta di Masaniello nel

Cilento. I Capitoli concessi dai baroni

di Sessa e di Omignano”, pubblicato

da “L’Opera Editrice” di Vallo della

Lucania. Il volume, patrocinato dai

Comuni interessati, è stato dato alle

stampe in concomitanza dell’avvenimento.

La rivolta di Masaniello

(Tommaso Aniello, umile pescatore

Lapide commemorativa che ricorda lo storico

evento del 13 agosto 1647

amalfitano) ebbe inizio a Napoli, il 7

luglio 1647, e vide protagonista la

Da sinistra, il prof. Marcello Feola, il prof. Francesco Volpe, il dr. Aldo Niglio, Sindaco di Sessa

Cilento e il dott. Antonio Migliorino

popolazione del luogo, soprattutto

quella appartenente ai ceti più poveri,

oramai stanca ed esasperata dall’imposizione

di nuove gabelle, nonché

dai molteplici soprusi messi in atto

dalla nobiltà locale. Pressione fiscale

che derivava anche da una profonda

crisi economica che stava attraversando

tutto il Regno di Napoli, poiché

l’impero spagnolo, dal quale dipendeva,

era impegnato nella guerra dei

Trent’anni.

Dalla città partenopea la ribellione

raggiunse le province del dominio.

Nel territorio cilentano, parte integrante

del Principato Citra, si verificarono

disordini, tumulti e addirittura

atti di inaudita violenza. Alcuni caratterizzati

da spargimento di sangue.

Basterebbe ricordare i casi di Camerota,

Controne, Laureana e, in particolare,

quello che vide protagonista il

barone Bonito di Casalicchio (Casal

Velino).

La ricerca storica, condotta dal professor

Volpe, ha evidenziato che in

due località cilentane, per l’appunto

Sessa e Omignano, i cittadini ottennero

la concessione di capitoli statutari

nuovi dai rispettivi baroni Verduzio e

Mazzacane senza disordini e senza far

ricorso all’uso di maniere forti.

Si può affermare che in entrambi i

villaggi, ubicati sulle pendici del Monte

della Stella e posti a breve distanza

tra loro, la rivendicazione dei diritti da

parte della popolazione avvenne con

rivolta incruenta.

Fu davvero il “trionfo della civiltà

e della cultura giuridica”. Un’eccezione

nella “fosca temperie del Seicento”.

> Cannicchio

Pensieri amorosi

per Cannicchio

Sono passati già diversi anni

da quando abbiamo scelto di

trascorrere non solo le vacanze estive

ma anche altri periodi dell’anno in quella

località particolarmente suggestiva

della costa cilentana che porta il nome

di Cannicchio. Perfino ad agosto, nel

silenzio del minuscolo borgo, le voci

della natura hanno ancora libertà di

esprimersi e quelle degli uomini sono

sempre sobrie e conservano un che di

gentile che non si è lasciato contaminare

dal frastuono e dai ritmi ossessivi del

divertimento che dominano sul resto

del litorale. Il paesino, adagiato dolcemente

sulla collina, guarda tutto questo

dall’alto, senza farsene turbare se non

in minima parte, e offre a chi lo sceglie

il piacere di una pausa, di un riposo

vero che sia occasione per riconciliarsi

col tempo, non sentirlo più nemico. La

gente del posto è semplice e cordiale,

ha un senso dell’ospitalità ancora

degno degli antenati greci e lo pratica

senza invadenza e chiassosità. Chi viene

qui ogni anno, ogni volta che se ne

allontana, si porta sempre qualcosa

dentro: uno sguardo, un’inflessione particolare

della voce, un certo modo di

sorridere o farsi improvvisamente seri

per riflettere insieme sui problemi della

vita, un atteggiamento che negli anziani

si colora di un’inevitabile pennellata

> Celso Cilento

di malinconia. Sono

loro quelli che restano

dopo ogni nuova

avventura estiva, e

allora il silenzio del

borgo si fa quasi

irreale, diventa

magico: si può

esserne disorientati

e fuggirlo e si può

restarne stregati,

ma è impossibile

non avvertirne l’intensità.

Ma vi sono anche

dei giovani a Cannicchio

e sono belli,

vivaci, attivi, amano la loro terra senza

stupidi campanilismi: molti di loro non

hanno nessuna voglia di emigrare,

resterebbero volentieri dove sono nati,

però andrebbero aiutati, nel modo giusto

e al momento giusto. Avrebbero

bisogno di un minimo di certezze: un

lavoro, una casa, qualche servizio in più

e luoghi d’incontro per comunicare e

maturare insieme. Non chiedono la

luna, chiedono ciò che occorre per una

vita dignitosa. Ma gli ostacoli sono

molti e qualche buona iniziativa, che

ogni tanto si fa strada, troppo spesso

somiglia a certi torrentelli poveri di

acque che proprio non ce la fanno ad

arrivare fino alla foce, si perdono per

strada. Allora restano solo due alternative:

fare la valigia e andarsene oppure

rimanere e, soprattutto i maschi, consumare

una parte del proprio tempo seduti

fuori a un bar.

Non è con l’intenzione di criticare che

diciamo questo ma solo perché, quando

si ama veramente un luogo e i suoi abitanti,

s’impara a guardarli con attenzione,

e allora se ne vedono le luci ma

anche le ombre. Se se ne parla, è perché

piacerebbe vederli crescere e fiorire

secondo le loro potenzialità naturali ed

umane.

Maria Antonietta

Domenico Canciani

Tutti uniti attorno alla nuovo squadra

Celso, un piccolo paese ma con un grande spirito di intraprendere sempre

nuove iniziative… l’Oratorio parrocchiale, la Confraternita, associazioni culturali

che spesso organizzano delle manifestazioni di rilievo, una Fondazione per

aiutare i giovani promossa dal sacerdote don Renaldo, ed è appena il caso di

dirlo, l’affiatata squadra del “F.C. Celso” che gioca in terza categoria; riproposta

dopo anni di assenza della nostalgica squadra che giocava sul campetto dei

“Muricini” ormai Stadio Comunale di Costantinopoli.

nella foto: partita “F.C. Celso – Massa, Dario Vassallo in azione… sullo sfondo, panoramica di

Celso, la chiesa parrocchiale dedicata a S. Maria Assunta, in alto a destra Palazzo Mazziotti, monumento

nazionale; in basso la contrada S. Biase con Palazzo Pignatari in primo piano


Castellabate

Giornata della bandiera

Premiati 9 cittadini

Il 7 gennaio) il Comune di

Castellabate ha festeggiato la

“Giornata nazionale della bandiera”,

introdotta con la legge n.

671/96 e rilanciata dal presidente

della repubblica Carlo Azeglio

Ciampi. A presiedere la cerimonia

il sindaco di Castellabate, Costabile

Maurano.

Nel corso dell’evento sono stati

premiati 9 cittadini di Castellabate

che si sono distinti in campo arti-

stico, culturale o per l’impegno

civico. Hanno ricevuto un attestato

di merito e una spilletta con il

tricolore anche gli alunni delle elementari

e delle medie iscritti agli

istituti comprensivi 147 e 148, che

hanno partecipato al concorso “Il

Tricolore: la sua storia e i suoi canti”.

I cittadini premiati in campo

artistico sono Domenico Mondelli,

autore di plastici architettonici

artistici, Arminio Tavola per l’atti-

vità svolta nel campo della moda,

Costabile Bronzo per le sue realizzazioni

nell’arte presepiale, Gianluca

di Luccia per l’attività legata

al modellismo navale. In campo

culturale sono stati inoltre premiati

le docenti Maria Rosaria Nicoletta

e Maria Carpinelli per i loro

26 anni di servizio presso le scuole

materne dell’Istituto comprensivo

148 e dell’Istituto comprensivo

147, Antonio Cardone per il pluri-

decennale impegno nel Concerto

bandistico Santa Cecilia di Castellabate,

Chiara Sansivieri per i brillanti

risultati nello studio e il

diploma conseguito a pieni voti

presso l’Ipia di S. Marco. Il riconoscimento

è stato assegnato anche

ad Amedeo Colella per il suo

appassionato impegno nella ricerca

storica, assente alla cerimonia

per precedenti ed inderogabili

impegni.

> Roccadaspide > Roccadaspide

febbraio 2008

Appaltati i lavori per la

costruzione della nuova sede

del centro per l’impiego

Sono stati affidati i lavori

per la realizzazione della nuova

sede del Centro per l’Impiego

di Roccadaspide, che sarà

realizzato in località Santa

Palomba, con fondi della

Misura 3.15 del POR Campania

2000-2006, dalla Provincia

di Salerno. Nel 2004, infatti,

l’ente di Palazzo Sant’Agostino

rese nota la volontà di realizzare

ex novo la struttura,

dal momento che non fu possibile

acquistare un immobile

da adibire a sede del Centro,

in quanto non pervenne alcuna

offerta in merito.

Alla richiesta presentata

fece seguito un incontro con i

rappresentanti del Comune di

Roccadaspide, durante il quale furono

stabilite le procedure e demandati al

Comune gli adempimenti circa l’area

disponibile alla costruzione dell’opera,

che successivamente fu ceduta

alla Provincia, e, pochi mesi fa, il

Consiglio Comunale ha approvato il

progetto esecutivo dell’opera, i cui

lavori inizieranno a breve. L’intervento,

per un importo di 2 milioni 109

mila euro, sarà realizzato dalla ditta

EdilSar & Ital Costruzioni.

Al Centro per l’Impiego che ha sede

a Roccadaspide fanno capo gli utenti

di 18 comuni del territorio: Albanella,

Completamento dell’impianto

sportivo a San Paolo

Buone notizie per gli appassionati

di sport di Roccadaspide e dintorni. È

stato infatti approvato dalla Giunta

Comunale di Roccadaspide il progetto

definitivo-esecutivo per il completamento

dell’impianto sportivo in località

San Paolo, dove già è presente il

campo di calcio denominato “Principe

Filomarino”, ufficialmente inaugurato

il 26 ottobre del 2006 dalla

Salernitana Calcio 1919 spa che in

quella occasione disputò una partita

amichevole con la locale squadra di

calcio. In quella circostanza il Sindaco

della cittadina, Girolamo Auricchio,

promise che dopo qualche mese

sarebbero stati ultimati di lavori di

completamento dell’impianto, in corso

proprio in quel periodo, e l’approvazione

da parte della Giunta del progetto

definitivo-esecutivo conferma i

buoni propositi del primo cittadino.

L’impianto sportivo di San Paolo è

un centro all’avanguardia, dotato di

Aquara, Bellosguardo, Castelcivita,

Castel San Lorenzo, Controne, Corleto

Monforte, Felitto, Laurino, Ottati,

Piaggine, Roscigno, Sacco, Sant’Angelo

a Fasanella, Valle dell’Angelo e

naturalmente la stessa Roccadaspide,

per un totale di quasi 32 mila abitanti.

Tra queste, le migliaia di persone

iscritte al Centro per l’Impiego – al

31.05.2005 se ne contavano 5659 -

possono beneficiare di servizi quali

collocamento, avviamento a selezione

negli enti pubblici e nella Pubblica

Amministrazione, preselezione tra

domanda e offerta, iniziative volte ad

incrementare l’occupazione e di

incentivare l’incontro tra domanda e

offerta di lavoro anche con riferimento

all’occupazione femminile. Gli

utenti possono inoltre trovare accoglienza

e informazioni, orientamento

e consulenza, documentazione e analisi

del mercato del lavoro.

La struttura che sta per essere realizzata

sarà composta da tre livelli;

l’elemento portante sarà una sala

polifunzionale, al primo livello, dove

si prevedono le funzioni di accoglienza,

orientamento, informazioni e formazione,

mentre al secondo e al terzo

livello si prevede la realizzazione di

uffici, per un totale di 19 postazioni

di lavoro più servizi.

Annavelia Salerno

erba sintetica, che per

dimensioni e qualità dei

materiali che lo compongono,

potrebbe ospitare

una partita di coppa del

mondo, ed è caratterizzato

anche dalla presenza di

un campetto di calcetto e

di una pista adiacente,

oltre che di impianto di

illuminazione e spogliatoi.

L’intervento approvato

dalla Giunta, per un

importo complessivo di

307.298 euro, prevede

l’adeguamento del campo

di calcetto in erba sintetica,

la realizzazione di una tribuna di

recinzione interna, blocco w.c. per il

pubblico ed uscite di emergenza. Tutte

le spese necessarie all’intervento

saranno sostenute grazie ad un prestito

della Cassa DD.PP assistito interamente

dal contributo regionale

costante annuo del 5%, ai sensi della

legge 42/79 con la quale, nel 2005, la

Regione concesse il contributo per i

lavori di completamento dell’impianto

sportivo.

“Abbiamo fortemente voluto il

completamento dell’impianto – fa

sapere il Sindaco Auricchio – perché

intendiamo migliorare sempre di più

la qualità dello sport e semplificare la

vita agli sportivi, che da quando è

stato risistemato il campo di calcio, e

da qui a qualche mese con il completamento

della struttura, non avranno

più alcuna difficoltà”.

cronache cilentane paesi

11


cronache cilentane speciale Pisciotta

12

febbraio 2008

Taglio del nastro per il Centro culturale

intitolato al sottosegretario Biagio Pinto

Porta il nome del già sottosegretario

alla Sanità Biagio Pinto, senatore

della Repubblica per innumerevoli

legislature e figlio illustre di Pisciotta.

È il Centro culturale realizzato all’ultimo

piano del Palazzo marchesale, anche

noto come Castello, dall’amministrazione

comunale guidata dal sindaco Cesare

Festa.

La prestigiosa residenza, donata alla

municipalità proprio dal senatore Pinto e

ubicata in pieno centro storico a Pisciotta,

ospiterà anche la Biblioteca comunale con

l’annesso centro Sfore per i servizi telematici.

La collezione vanta migliaia di libri,

qui confluiti dai vari edifici pubblici dove

finora erano ospitati, tra cui preziosissimi

volumi risalenti al Regno delle due Sicilie.

Nella stessa sede è stato collocato, infine,

l’Osservatorio nazionale per l’arte contemporanea

del Mediterraneo, allestito

dalla Bimed con il contributo della Provincia

di Salerno e grazie alla disponibilità

del Comune di Pisciotta.

Rendere Pisciotta un luogo di incontro

e confronto del fare arte dell’antico mare:

è l’obiettivo da cui nasce l’Osservatorio

nazionale per l’arte contemporanea del

Mediterraneo, inaugurato domenica scorsa

(13 gennaio) nel Palazzo marchesale di

Pisciotta, assieme alla Biblioteca comunale

e al Centro culturale “Biagio Pinto”. Un

tributo di onore e di ricordo, quest’ultimo,

nei confronti del compianto Sottosegretario

alla sanità del Governo Moro e senatore

della Repubblica per 5 legislature, voluto

dall’amministrazione guidata dal sindaco

Cesare Festa.

E la cerimonia del taglio del nastro ha

visto una significativa partecipazione di

rappresentanti istituzionali, residenti e

persone provenienti da tutto il Salernitano.

Hanno preso parte alla manifestazione

anche i 3 figli del senatore Pinto, ovvero

Raffaele (primario radiologo a Sapri), Enrico

(chirurgo di fama internazionale e

docente all’Università di Siena) e Renato

(ortopedico). I tre professionisti hanno

apprezzato l’iniziativa e ringraziato il

Comune di Pisciotta che per primo, a 5

anni dalla morte, è intervenuto a riempire

un vuoto di ricordo nei confronti dell’illustre

uomo politico, che aggregò i moderati

salernitani attorno a un progetto comune

nelle fila del Pri.

«Raccoglieremo e conserveremo presso

questo centro tutti gli atti parlamentari

riferiti al senatore Pinto e alle sue cinque

legislature - annuncia ora il sindaco Festa

– A questo scopo inoltreremo richiesta

all’Ufficio studi e documentazioni del

Senato della Repubblica».

Sono intervenuti all’evento anche il presidente

dell’Ordine dei medici di Salerno,

Bruno Ravera, e il primario di Oculistica

all’ospedale San Luca, Luigi Mautone,

entrambi originari di Pisciotta, il presidente

della comunità montana Lambro Min-

Il recupero del Palazzo marchesale

o Castello e la sua destinazione

al servizio della comunità pisciottana

si inscrive nell’ampio programma

messo in atto dall’amministrazione

comunale, per riqualificare e

rivitalizzare la parte più antica del

borgo.

«Il centro storico di Pisciotta –

ricorda il sindaco Cesare Festa - è

stato già oggetto di interventi di

restauro e consolidamento. Ma

intendiamo proseguire su questa

strada per riportarlo allo splendore

dei tempi andati, grazie anche al

Programma integrato di cui alla

Domenica 13 gennaio sono stati inaugurati anche la Biblioteca

comunale e l’Osservatorio nazionale per l’arte contemporanea del

Mediterraneo allestito dalla Bimed.

LA BIBLIOTECA

E IL CENTRO SFORE

La Biblioteca comunale ha il suo

cuore pulsante nella ricca collezione

di antichi volumi che risalgono

al Regno delle due Sicilie e trattano

con dovizia di particolari quel

periodo storico. Un autentico tesoro

ritrovato, cui gli studiosi potranno

d’ora in poi attingere. La maggior

parte dei libri si sono salvati

perché grazie all’attenta custodia

dell’avvocato Guglielmo Prestipino

negli uffici del Giudice di pace. E il

prossimo passo sarà un’opera di

sistemazione e catalogazione di

questo patrimonio librario.

gardo Pietro Forte, l’amministrativista

Franco Castello, docente presso la Scuola

superiore della pubblica amministrazione,

il docente Angelo Marciano dell’Accademia

di belle arti di Napoli, un rappresentante

del Conservatorio “Cimarosa” di

Avellino. C’erano pure il giudice di pace

Guglielmo Prestipino, cui va il merito di

aver custodito la collezione libraria ora

trasferita alla Biblioteca comunale con

preziosi volumi editi a partire dal 1840, il

vicesindaco di Pisciotta, Assunta Giaquinto,

che ha lavorato attivamente all’Osservatorio

con il direttore della Bimed

Andrea Iovino, i parroci don Aniello Adinolfi

e don Franco Giordano che hanno

benedetto la struttura.

«Ringrazio di cuore tutti coloro che

hanno contribuito all’apertura di questo

importante centro culturale a servizio della

comunità di Pisciotta, amministratori e

privati cittadini», aggiunge il sindaco

Festa. Una gara di operosità cui hanno

partecipato in primis il progettista e direttore

lavori Francesco D’Aiuto con il direttore

operativo Raffaele Tambasco, affiancati

dal consigliere comunale Pietro Veneroso

e da molti altri.

A dare il senso di una valenza internazionale

dell’operazione è stato il direttore

della Bimed, Andrea Iovino, nel suo intervento.

«La cultura e l’arte sono linguaggi

condivisi da tutti i popoli mediterranei –

ha detto Iovino - L’Osservatorio nazionale

per l’arte contemporanea del Mediterraneo

allestito dalla Bimed, con la Provincia

di Salerno e il Comune di Pisciotta, parte

L’OSSERVATORIO PER L’ARTE

CONTEMPORANEA DEL MEDI-

TERRANEO

L’Osservatorio nazionale per l’arte

contemporanea del Mediterraneo

nasce grazie a un progetto della

Bimed (Associazione di enti locali)

con il contributo della Provincia di

Salerno e alla disponibilità del

Comune di Pisciotta. L’Osservatorio

accoglie, in esposizione permanente,

un corpus di opere provenienti

dal Fondo archivio arte della Bimed

e rappresentative del fare arte italiano.

Le opere sono degli artisti Sergio

Vecchio, Stella Tundo, Mario Ranieri,

Carlo Marchetti, Giorgio Galli,

Vittorio Fava, Ruggero Maggi,

Franco Politano, Gianni Rossi, Giovanni

Tariello, Antonio Barbagallo,

Luigi Capizzi, Francesco Vaccaro,

Tafani, Antonio Baglivo.

L’obiettivo

Rivitalizzare il centro storico di Pisciotta

legge regionale n.

3/96. Prevede infatti

la riqualificazione

urbanistica, edilizia e

ambientale del centro

storico. Anche i privati

saranno agevolati nella

ricostruzione degli

immobili, in base alle

previsioni regionali.

D’altra parte abbiamo

IL CENTRO CULTURALE

“BIAGIO PINTO”

L’ultimo piano del Palazzo marchesale,

dopo la donazione al Comune,

è stato sottoposto a un restauro

conservativo, nonché a un intervento

di consolidamento e adeguamento

infrastrutturale grazie a fondi

Por. «Abbiamo ritenuto doveroso

intitolare il Centro culturale al

compianto senatore Pinto, per rendere

un giusto tributo di ricordo a

questo cittadino illustre di Pisciotta»,

spiega il sindaco Festa, che

aggiunge: «Faremo di questa struttura

un grande contenitore culturale».

Il senatore Pinto, già consigliere

comunale e provinciale, era uno

dei due senatori eletti nelle file dei

Repubblicani. È scomparso negli

ultimi anni, dopo essersi fatto portavoce

al Senato della Repubblica

delle esigenze del collegio di Vallo

della Lucania - Sala Consilina, arrivando

a ricoprire anche cariche di

Governo come Sottosegretario alla

Sanità.

Tra gli utilizzi della struttura messi

in cantiere dall’amministrazione

comunale c’è anche la creazione di

un Archivio delle tradizioni musicali

pisciottane, con il recupero degli

spartiti dei musicisti Visone, Manta

e Buonuomo. «Puntiamo a stringere

un accordo con il Conservatorio

– prosegue il sindaco – e faremo di

Pisciotta la Ravello del Cilento».

dalla “stanza della memoria”, poiché

abbiamo nelle nostre corde la capacità di

dialogare con le realtà europee e mediterranee».

«A breve sarà nominato il direttore artistico

dell’Osservatorio, perché intendiamo

investire e puntare su questo formidabile

contenitore culturale – conclude il sindaco

Festa – Lo arricchiremo con nuove iniziative,

a partire dall’attivazione di un Archivio

delle tradizioni musicali pisciottane. Il

recupero e la promozione della cultura

musicale rappresentano infatti per noi una

priorità, che si sostanzierà con il rilancio

di un concerto bandistico, a fronte di una

significativa presenza di giovani iscritti e

diplomati al Conservatorio, che hanno

dato un saggio del loro talento proprio

nella manifestazione inaugurale».

Per informazioni: Comune di Pisciotta,

tel. 0974 973875.

già approvato il Piano colore, per

garantire un recupero uniforme

degli elementi architettonici, e

intendiamo rivitalizzare ulteriormente

il borgo con le attività di

artigianato locale».

Ma le novità non finiscono qui. Il

Programma integrato prevede

infatti anche la realizzazione di un

vettore mobile che consentirà l’abbattimento

delle barriere architettoniche

dalla zona retrostante la

piazza principale fino al Comune e

alla chiesa madre dei SS. Pietro e

Paolo, oggi collegate da diverse

rampe di scale.


febbraio 2008

Il dittico di san Benedetto e san Giovanni Battista della sagrestia

“nuova” nella chiesa parrocchiale di San Mauro Cilento

Olio su tavole cm. 145 x 205

Collocazione attuale: Museo Diocesano di Vallo della

Lucania

Il vedere questo dittico ancora collocato nel Museo diocesano, fuori dal suo

contesto naturale, mentre mi consola perchØ custodito con una discreta

cura, mi rattrista perchØ, al di l della problematica artistica che racchiude,

non Ł possibile farne una corretta e completa lettura se non collegata alla

sua sede naturale; e ad esso va il mio pensiero ogni qual volta entro nella

sagrestia "nuova" della chiesa parrocchiale di San Mauro Cilento e vedo

quel vuoto coperto da una malinconica traccia annerita dal tempo ma bene

in mostra, conservata appositamente, alla sommit dell’altare che un tempo

fu di patronato dei Mazzarella.

La fattura di questo dittico Ł stata datata agli inizi del XVI secolo ma Ł diversamente

attribuita ad artisti che hanno operato in ambiente benedettino o

vicino alle dinamiche artistiche di Salerno o in ambito francescano.

Anche se qui sotto accenner a qualcosa in merito onde stimolare la "reazione"

di esperti in materia affinchØ riprendano gli studi su questo bellissimo

esempio di arte del nostro Rinascimento "provinciale", il motivo del presente

intervento Ł solo per cercare di ricostruirne brevemente la vicenda "storica"

che mi sembra egualmente importante

come quella artistica, anzi contribuisce

a gettare nuova luce su quest’opera pittorica

in quanto testimonianza diretta di

fatti dalla portata "internazionale" per l’epoca

se si considerano le circostanze che

coinvolsero San Mauro Cilento tra la met

del XV secolo e gli inizi del XVI.

E’ nota l’ "avventura" dell’ultimo erede al

trono dell’Impero d’Oriente, Rogerio

Paleologo, che al momento della caduta di

Costantinopoli (29 maggio 1453) si trovava

confinato a San Mauro Cilento, forse vittima

o a garanzia di delicati equilibri diplomatici

tra la citt del Bosforo e il Regno di Napoli.

Sulla vicenda tanto si Ł scritto e ancora

anima un certo dibattito soprattutto per l’incredulit

- quasi ironica - che di solito aleggia

sui nostri villaggi quando diventano, per

fortuna o loro mal grado, centro di fatti che

vanno oltre il microcosmo paesano; fatti

che sono, per lo piø, ignorati dai manuali di

storia.

Orbene, sfuggendo agli eccidi della loro

patria perduta, numerose famiglie raggiunsero

il principe, e tra questi i Mazza (il cui

ramo principale sar poi identificato come

Mazzarella); esse rifondarono l i loro affetti

e i loro interessi economici, che rinsaldarono

anche con committenze di opere

artistiche per acquisire nuovo prestigio,

alla maniera di come contemporaneamente

avveniva nelle citt . Rogerio eresse

il coro ligneo, che ancora si ammira

nella chiesa parrocchiale, allora in corso

di ampliamento, mentre le altre famiglie vi

presero il diritto di patronato su altari e

cappelle e le adornarono con icone o altri

tipi di immagini sacre. I Mazza comprarono

il patronato dell’altare nella nuova

sacrestia, patronato che ancora possedevano nel 1709: proprio sopra questo

altare era collocato il dittico di cui ci stiamo occupando, ed Ł stato sempre

l fino al 1984 quando venne prelevato dalla Soprintendenza per la bella

mostra de "Il Cilento ritrovato" che si tenne due anni dopo a Padula.

Il principale esponente di quella famiglia era il notaio Gregorio Mazza, detto

"il greco", nato nel 1459 circa, figlio di Stefano e nipote diretto di Elena

Comnena e di Demetrio (morto novantenne nel 1501 circa), il "capitano" che

aveva guidato i profughi da Costantinopoli: probabilmente fu lui che commission

per l’altare nella nuova sagrestia questo dittico ove sono raffigurati

S. Giovanni Battista e S. Benedetto.

Una scelta oculata e piena di significato quella di raffigurare questi due

santi. Infatti, il culto del Battista Ł stato da sempre tra i principali e tra i piø

sentiti nella Chiesa orientale, tanto che nella perduta Costantinopoli (di cui,

unitamente alla Vergine "Theotokos", era il patrono) nel XV secolo a lui

risultano intitolate piø di trenta chiese e la sua immagine Ł sempre presente

nelle grandi icone di santi a fianco della Madre di Dio. La figura di S.

Benedetto, a sua volta, era il segno tangibile della presenza benedettina, la

cui memoria pur resisteva a distanza di circa un secolo, da quando il feudo

di San Mauro non apparteneva piø ai Benedettini di Cava dei Tirreni (ne

avevano perduto la titolarit nel 1412), i quali per ancora vi avevano vasti

"feudi rustici" e influenzavano non poco la vita economica del paese in

quanto possedevano anche diritti di ancoraggio nell’approdo di Agnone-San

Nicola da cui partivano le barche da carico che permettevano l’esportazione

dei numerosi prodotti agricoli (specie olio, vino, frutta secca, carne suina in

salamoia e secca) di San Mauro a Salerno e a Napoli.

Quindi una "presenza" di tal fatta (piø che legata al supposto monastero la

cui esistenza Ł stata ampiamente confutata) oltre che "memoria culturale"

legava ancora i Benedettini al paese, nel quale la nuova "presenza", quella

greca, anch’essa imprenditoriale e pur con una tradizione alle spalle di altissimo

prestigio, non potØ far altro che affiancarsi: e il dittico ne Ł l’espressio-

ne tangibile in quanto accoglie le figure dei due santi, simboli e quasi "titolari"

delle due civilt .

Queste figure, dunque, in un’epoca e in un ambiente culturale dove i simboli

avevano ancora valenza e considerazione, esprimono, in un magnifico sincretismo,

le due tradizioni, quella antica benedettina e quella nuova

greco?orientale che aveva rivitalizzato il paese, segni di quella necessaria

integrazione che i nuovi tempi postulavano.

Le immagini dei due santi sono allocate in due grandi pannelli racchiusi da

tre colonnine che terminano con capitelli corinzi e decorate da un’esile pianta

che, nascendo da un vaso stilizzato, si sviluppa in altezza fino a generare

un altro vaso dal quale fuoriescono fiamme. Di difficile lettura le altre nove

figure di santi a mezzo busto nella predella, accomunate dai simboli iconografici

tipici dei santi martiri e confessori, cioŁ la palma del martirio e il libro;

Ł singolare il fatto che la loro impostazione iconografica, i simboli e i colori

dei panneggi li riscontriamo praticamente uguali nella statua antica di san

Mauro martire della parrocchia, oggi custodita nel locale Museo "Eleousa";

non sfugge, inoltre, in tutte queste figure, simili anche nell’aspetto, una perfetta

sincronia tra loro ottenuta con la collocazione convergente.

Questo dittico, inoltre, nella sua composizione generale, riesce ad armonizzare

gli essenziali elementi "architettonici" di cui si compone con soluzioni

caratteristiche di certe maniere dell’incipiente Rinascimento meridionale;

cosa che traspare anche nel verde

uniforme che, finito ad orizzonte, si staglia

in una leggera prospettiva nella

parte inferiore dei due pannelli principali e

fa da sfondo alle due figure di S.

Benedetto e S. Giovanni; ma, tra l’altro,

soprattutto va notato il colore dominante

l’intera superficie, che Ł l’oro, su cui -

come nelle icone bizantine - stacca il fondo

azzurro emergente dai decori floreali delle

tre colonnine e della parte superiore: un

"ricordo" - voluto dal committente? - della

maniera iconografica bizantina che ormai

appare completamente stemperata nella

maniera "moderna" dell’Occidente.

Il periodo della fattura di questo dittico, su

cui gli studiosi unanimemente concordano,

Ł il primo decennio del Cinquecento.

Non cos per l’attribuzione: la prima, se

non erro, fu quella avanzata da Antonia

D’Aniello, proprio in occasione della

mostra di cui sopra, che individua l’autore

nel "Maestro Hieronymo pictore de

Salerno" il quale collabor assiduamente

con i Benedettini di Cava tra il 1508 e il

1517 e nei libri contabili della badia Ł detto

"pictore nostro".

Altra attribuzione, proposta da Vincenzo

Cerino (che precisa anche l’anno della

realizzazione, il 1510 circa), Ł in favore

del "Maestro dei polittici francescani".

Di recente il prof. Francesco Abbate, nel

suo bel libro "Storia dell’Arte nell’Italia

Meridionale", considera questa opera

come un "resto di polittico" e, richiamando

una precedente proposta fatta da

Alessandro Nardi, attribuisce l’opera ad

Alessandro Buono.

Delle tre ipotesi, quella che piø convince

Ł la prima, considerando l’umus benedettino

del luogo, come sopra accennato, con cui i greci dovettero necessariamente

confrontarsi; la meno convince Ł la seconda: e dico questo non certo

per entrare in merito agli elementi stilistici o agli influssi pittorici (cosa, ripeto,

non in linea con lo scopo di questo mio scritto) che caratterizzano il

dipinto, bens per una semplice congruenza storica. A parte il fatto che nel

dittico non compare nessuna benchØ minima traccia nØ simbolo iconografico

riferibile all’ambiente nØ ad un pittore legato ai Francescani (la cui presenza

in loco Ł documentata solo a partire dal 1594), considerate le contingenze

culturali di quegli anni a San Mauro, una committenza ad ambienti

artistici francescani o di ambito francescano o a pittori francescani o collegati

a questi, sarebbe risultata illogica e non certamente congrua; diversamente

Ł plausibile una committenza "greca" ai Benedettini la cui presenza

sul luogo giustifica l’accaparramento della commissione in favore del "loro"

pittore, Geronimo da Salerno, appunto.

Lungi da me entrare piø oltre nel merito, ma ci che mi preme qui precisare

Ł che ormai Ł ora di cominciare a pensare ai nostri ambienti culturali antichi

con maggiore considerazione e, pur valutandone una relativa marginalit

rispetto ai grandi flussi cittadini, vanno rivisitati con piø oculata oggettivit

dopo averne studiato la storia che a volte pu riservare rivelazioni inattese.

Ma dico di piø: forse proprio la marginalit dei nostri paesi ha permesso il

formarsi di certe espressioni artistiche che sono frutto di una determinata

cultura, i cui protagonisti sono certamente debitori dell’ambiente in cui si

sono formati relativamente agli elementi tecnici o agli orientamenti artistici

che si manifestano in maniere definite impropriamente, a mio avviso, "influssi"

e che possono apparire correlati a scuole o a pittori piø prestigiosi provenienti

dalle citt . Ma fino a quando non si trovano documenti chiari che testimoniano

con precisione le dipendenze o le relazioni, parlare di semplici

influssi non soddisfa ed Ł bene, in un ambito cos nebuloso, lasciarsi guidare

anche, e oserei dire soprattutto, dagli indizi della Storia che Ł pur sempre

"maestra".

Amedeo La Greca

cronache cilentane Beni Culturali

13


cronache cilentane riflessioni

14

febbraio 2008

Gesù profetizza:

“Sarete perseguitati”

Queste parole di Gesù sono

riportate in tutti e quattro i Vangeli.

Le parole di Gesù non si discutono

se sono o no opportune, ma

si accettano come verità di fede..

Mi ricordo bene perché mi

impressionò profondamente la

testimonianza di un novello sacerdote

gesuita indiano, venuto a

predicare nel seminario pontificio

regionale di Salerno, dove studiavo

teologia, il quale manifestò il

motivo perché aveva scelto di

diventare sacerdote della Compagnia

di Gesù. Disse che, avendo

studiato la storia, aveva notato

che era stato l’ordine perseguitato.

Basta pensare che i Gesuiti,

sotto Carlo III furono espulsi dalla

Spagna e dal Portogallo, e ben

500 di loro si rifugiarono in Italia

e il 2 luglio del 1773 il papa Clemente

XIV, pressato dai Borbone,

soppresse l’Ordine. Allora ben

ventitre mila Gesuiti piegarono il

capo con grande sacrificio confortati

dalle parole del fondatore, S.

Ignazio di Lodola che paragonava

la Chiesa all’incudine e i persecutori

ai martelli….

Dunque, concluse quel saggio

padre, questa persecuzione spietata

è il motivo di scelta, perché

corrisponde alle caratteristiche fissate

da Gesù per la Chiesa, cioè

una, santa, cattolica e… perseguitata.

Un caloroso applauso di

noi seminaristi coronò il suo dire.

Alcuni anni or sono andai a

Napoli ad ascoltare una conferenza

del chiarissimo e simpaticissimo

don Carlo Ponticelli. Questi

osservava: se in una parrocchia il

parroco è ben voluto da tutti è

cattivo segno, c’è il sospetto che

non vada tutto secondo la volontà

di Dio, perché non predica tutto il

Vangelo ma solo quella parte piacevole

e accettabile, che non dà

fastidio a nessuno, perché la parola

di Gesù è una dinamite, che

spacca la roccia della superbia e

del quieto vivere. Quel parroco fa

né più né meno come quell’organista

che chiude i registri forti e

solenni, che scuotono e infiammano

gli ascoltatori ad elevarli in

alto e mette i registri dolci e piani,

Fermati

Nò ghiè chiù nn’anti

Uoriti stu tramonto

chè n’incanto

Quanno arroventa

tutto oro

chiangi r’amore

Religioni

o spiritualità?

di don Angelo Romanelli di Rino Notaro

che fanno addormentare il popolo….

Sapete quando Gesù istituì i

venerandi e paciocconi canonici?

Quando nel Getsemani trovò i

discepoli addormentati….

Di tutt’altro avviso sono i veri

parroci, che lavorano instancabilmente

e pregano e dicono a chi li

invita a risposare: Ci riposeremo

in paradiso….

Gesù proclama solennemente:

Beati i perseguitati per causa della

giustizia, perché grande è la

vostra ricompensa nei cieli; per

cui non c’è da rallegrarsi ed esultare.

Lo scienziato francese Andrea

M. Ampère a un suo amico che si

preoccupava della salute disse:

“La mia salute? Non è questa che

mi importa. Non vi è che una cosa

che mi importa, la vita eterna”.

Ecco perché un convertito, che

prendeva la vita sul serio, licenziò

il suo domestico con queste parole:

“Tu non fai per me, perché

essendo troppo bravo e buono,

non mi fai acquistare meriti per il

cielo”.

A che servono dunque le persecuzioni?

Come il vento rinforza

l’albero, così la persecuzione

rinforza i cristiani e genera i martiri

Titina Janni

A conclusione del mio articolo “Il

destino dell’umanità”, apparso sul

numero di ottobre 2007, sottolineavo

l’urgenza, al fine di scongiurare il

rischio di estinzione di ogni forma di

vita sul nostro pianeta, di rispondere

con entusiasmo all’appello che, dal

Regno dei Santi, Giovanni Paolo II

sta rivolgendo a ciascuno di noi,

affinché si possa proseguire con successo

nella meravigliosa opera di

risveglio spirituale dell’umanità, da

lui avviata.

Solo un uomo della sua statura

morale poteva riuscire a conferire

una decisiva accelerazione al processo

di pace, attraverso il suo forte

impulso dato al dialogo interreligioso

tra le varie fedi professate nel mondo.

Ciò che, tuttavia, va principalmente

evidenziato è il coraggio estremo

che seppe mostrare allorché egli,

nonostante la strenua opposizione

da parte di altissimi prelati all’interno

dello stesso Vaticano, intese pubblicamente,

e in ripetute occasioni,

chiedere il perdono per le colpe di

cui i cattolici si erano macchiati nel

corso dei secoli. Così, egli fece esplicito

riferimento alla persecuzione

culminata nel processo allo scienziato

Galileo, alla tratta degli schiavi

africani da parte anche di cattolici,

alla crociata del 1204 contro Costantinopoli,

al ruolo avuto dalla Chiesa

di Roma nelle persecuzioni e nelle

guerre di religione a seguito della

riforma protestante, al secolare

disprezzo verso i “fratelli maggiori”

ebrei.

Non si può riuscire a compiere

questo genere di gesti, se non si è

prima totalmente umili: è dall’umiltà,

infatti, che nasce la compassione

verso ogni essere vivente, e la capacità

stessa di riconoscere i propri

errori, e di invocarne infine il perdono!

Il mondo che ci circonda è, al contrario,

imbevuto di estrema arroganza

e presunzione. Le infinite guerre

di religione, che hanno funestato l’umanità

in ogni tempo e luogo, sono

esattamente il prodotto di questo

atteggiamento di superiorità nei

riguardi degli altri, convinti che la

nostra verità sia la sola autentica e

che vada, pertanto, imposta a tutti,

anche col ricorso alla violenza se

necessario!

Non è di religioni che questo

nostro mondo ha urgente bisogno,

bensì di spiritualità piena ed autentica!

Mentre le religioni, infatti, erigono

barriere tra i popoli, la spiritualità

genera vera conoscenza della nostra

più profonda natura, ed è esattamente

questa conoscenza che ci rende

consapevoli della nostra universale

fratellanza, e che costituisce, pertanto,

la condizione imprescindibile

perché sia garantita la continuità

stessa della vita sulla terra.

Nei miei prossimi articoli scopriremo

come da una attenta lettura sia

dei quattro Vangeli canonici, che dei

numerosi altri cosiddetti “apocrifi”

(segreti, nascosti) non riconosciuti

dalla Chiesa, emerga chiaramente

questo dato sconvolgente: l’autentico

messaggio destinato all’umanità

da Gesù non fu, al suo tempo, da

tutti pienamente compreso.

Attraverso una approfondita analisi

storica delle origini del cristianesimo

vedremo come San Paolo prima,

e il prevalere poi, a partire dal IV

secolo, di ragioni di carattere “politico-temporale”

produssero la drammatica

conseguenza di trasformare

quel grandioso annuncio di altissima

spiritualità operato dal Cristo nel suo

esatto opposto!

A Gesù

Gesù, chiudo gli occhi

e ti vedo come luce

che brilla nell’oscurità.

Chiudo gli occhi

e ti vedo in croce,

trafitto da mille spine.

Sul tuo volto scorre il sangue,

nei tuoi occhi senza luce

vedo il triste destino dell’umanità.

Sei nato da Maria,

sei venuto sulla Terra

per indicarci la via dell’amore.

Ti hanno tradito, processato,

insultato, frustato,

calunniato, crocefisso.

Il cielo si è oscurato

e la Terra ha tremato

quando la tua anima è tornata

a Dio Onnipotente.

Luminosa è stata la tua vita,

amaro è stato il tuo destino.

Sei stato ucciso da quelli

che volevi portare

sulla via della luce.

Ma il mondo non vuole

né la luce né la pace.

Il danaro è il dio onnipotente

che tutti vogliono onorare.

Eppure è così facile imboccare l

a via del bene.

Basta guardare il tuo volto

e seguire l’amore

che hai avuto per noi.

Nunzio Daniele


Vallo della Lucania

Una “città” dovrebbe essere

anche polo culturale

Si può fare una manifestazione

con 3 relatori e 9 partecipanti come pubblico?

A gennaio si è tenuta a Vallo della

Lucania una manifestazione culturale

per la presentazione di un libro sull’emigrazione.

Mi sono recato, affrontando un viaggio

da Agropoli insieme ad altri miei

amici, nella speranza di trovare qualche

nuovo stimolo per i miei studi e la

mia attività culturale.

La sede era l’Aula Consiliare del

Comune: il tutto si è svolto con tre relatori

e nove partecipanti come “pubblico”,

dei quali cinque eravamo di Agropoli.

Il fatto in se stesso non direbbe nulla

a nessuno se non fosse avvenuto in

quello che tende a diventare il capoluogo

d’una futuribile Provincia, la sesta

della Campania o la terza della Basilicata.

E’ vero che Vallo raccoglie da sempre

quasi tutti gli studenti che provengono

dai paesi montani; è vero che ospita

numerosi uffici; è vero che è sede del

Tribunale il quale, a detta di un noto

avvocato, rappresenta

“l’onore del

Cilento”; è vero

che svolge un ruolo

di polo commerciale...

Ma oltre tutte

queste belle cose,

ovviamente indispensabili

alla

vitalità di un paese,

se questo vuole

essere a tutti i

costi “città”, io

credo che la cosa

più importante da

cominciare a prendere

in considerazione è la necessità di

partecipazione alle attività culturali, o

comunque, di diverso respiro che non

siano puramente economiche, che

ormai ha invaso la mente di moltissimi

cittadini di Vallo, e che li tiene alla larga

da quelle attività che potrebbero

rappresentare anche una elevazione

delle loro menti.

Non è la prima volta che capita una

cosa del genere, tanto è vero che ormai

nessuno più sceglie Vallo come sede di

attività culturali, a meno che non si

tratti di quelle pedisseque adunate propagandistiche

attorno a questo o a

quell’altro personaggio.

Mi chiedo: esiste una programmazione

culturale per questa nostra “città”?

Esiste l’intento di far crescere i giovani

anche mettendoli di fronte alle problematiche

che coinvolgeranno il loro

futuro?

Infine mi chiedo, esiste un Assessore

alle attività Culturali?

Antonio V.

febbraio 2008

Solidarietà col giornale

Dalle Regioni

“CRONACHE CILENTANE”

si sostiene con il vostro contributo volontario

c/c postale 10197846 intestato a Baldi Dino

84060 Pioppi (Sa)

Euro 64,oo

Bruzzese Arnaldo, Milano

Euro 60,oo

Sodano Alfonso, Roma; Italplast snc ,Roma

Euro 50,oo

Rizzo Domenico, Milano; Siniscalchi Ciro, Napoli; Napoletana Calor ,Poggiomarino; Ripoli coll.

Nicola, Siracusa; Consalvo prof. Umberto, Roma; Vassalluzzo mons. Mario, Roccapiemonte;

Euro 40,oo

Matrone dott. Raffaele, Boscotrecase

Euro 30,oo

Masi Ornella, Napoli ; De Vita dr. Aniello, Salerno; Sodano Settimio, Zelarono; Laudano Mario,

Leint; Contente Francesco, Santo Stefano Ticino; Barra prof. Aldo, Roma;

Euro 26,oo

Ricci Renata, Napoli;

Euro 25,oo

Filpi Giuseppe, Grosseto; Vassallo Di Rienzo Adriana, Collegno;

Euro 20,oo

Berlangieri Roberto, Frosinone; Scarpa Giancarlo, Brescia; De Rosa ins. Concetta, Napoli; Paolino

Antonio, Lanciano; Mollo dott. Antonio; Gaetani Rossella, Napoli; De Angelis Giannicola,

Roma;

Euro 18,oo

Associazione culturale messer Nicola, Bologna

Euro 15,oo

De Feo Giovanni, Salerno; Pascale Angelo, Roma; Ferrarese Fedele,Roccella Ionica; Notaro Luca,

Lumezzane; Scarpa Aldo, Torino;

Euro 10,oo

Carracino Immacolata, Erchie; Mozzarella Silvana, Napoli; Coppola Gerardo, Cinisello;

Dal Cilento

Euro 70,oo

Di Giacomo prof. Nunzio

Euro 50,oo

De Luca Carmine,confr. Vibonati; Coscia Sabato;

Euro 40,oo

D’Amato Dina; Crocco Elena

Euro 30,oo

Guariglia Marrocco Maria; Pappacena geom.Claudio; Blasi dott.ssa Chiara; Pisani Enrico

Euro 25,oo

Associazione Dario Prisciandaro; Ianni Titina, Filpi dr Vincenzo; Iannotti Angelo; Pisani

Pierangela

Euro 20,oo

Vassallo prof. Giuseppe; Astore Adamo Falegnameria; Tarallo Angelo Umberto; Volpe

Giampiero; Perillo prof. Angelo; Cerone prof. Guglielmo; Notaro mar. Manfredo; Trotta Attilio;

Tabasco Alfredo; Galdi Vincenzo; Lettieri Giuseppe; Dente arch. Nino; Signorelli prof.

Costantina; Cardinale Giuseppe; Salvato prof.ssa Lucia; Russo Corrado; Amendola Adelina

Euro 17,17

Cerbone Giovanni, Impresa Edile;

Euro 15,oo

Mileo Federico; Sapio Fausto; Bertolini prof. Antonio; Botti arch.Nicola; Mazziotti Nicola;

Giannella Elena, Maturi Ines; Agresta Carmela; Caputo Maria

Euro 12,oo

Berlangieri Giuseppe

Euro 10,oo

Scarano Volpe Angela ; Marano Angelo; Del Russo Maria; Grombone Teresa; Palma Giosuè; Di

Bartolomeo Alfonso,

Di Bartolomeo Gerardo; Berlangieri Marco; Mollo Giuseppe; Lettieri prof. Raffaele; Verrone

Angela; Carpinelli Francesco; Apicella Scola prof. Antonietta; Veneri Natale Gianni;

Euro 5,oo

Parente Albino

cronache cilentane rubriche

15


cronache cilentane spazio aperto

16

febbraio 2008

Non vi è più unità tra i cittadini di Pioppi

per colpa della politica

Stim.mo Direttore,

Anzitutto esprimo i miei

omplimenti a Cronache Cilentane

che ogni mese fa risaltare

le realtà oggettive presenti

nel Cilento!

Le scrivo perché da qualche

giorno ho rivisto la cassetta

del Millenario della fondazione

di Pioppi e mi sono

reso conto di come, 14 anni

fa gli abitanti del mio paese

fossero più uniti.

Infatti, ero MERAVIGLIATO

dalla grandissima collaborazione,

che oggi mi sembrerebbe

a dir poco impossibile

ritrovare tra i Pioppesi, che

per motivi generalmente politici

si “parlano da dietro” e

talvolta offendono anche…

Sign. Direttore,

alcuni anni fa giornali e

televisioni sbandieravano a

più non posso l’assistenza

domiciliare agli anziani.

Anche il suo periodico ne ha

parlato in varie occasioni.

Il progetto prevedeva un

servizio di assistenza domiciliare

relativo a piccole incombenze:

spesa mattutina, piccole

commissioni, servizio di

compagnia, assistenza in

casa per gli anziani per gli

anziani che, vivendo da soli,

non avevano la possibilità di

pagare una persona fissa.

Furono creati dei piani di

zona promossi dall’ASL in

collaborazione coi Comuni.

Una delle manifestazione fatte in

occasione del Millenario: 20 febbraio

1994 riapertura della Cappella del

Carmine dopo il restauro

Ma com’è possibile, dico

io, per colpa della “politica”

(quella vera tra l’altro non

esiste più) separarsi tra amici,

sgretolare famiglie talvolta

già vissute da varie difficoltà?

Secondo me la politica,

non dovrebbe creare tanto

astio, avversione, antipatia

o come la si voglia dire…

Spero che qualche pioppese

legga queste righe e provi

minimamente a riflettere sulla

verità di ciò che ho scritto,

ed infine mando un messaggio

a tutti gli abitanti: SIATE

PIU UNITI! Che non se ne

può più... Alessandro Ripoli,

Pioppi

Pollica: altro che politiche sociali!

Che fine ha fatto l’assistenza agli anziani?

Furono create delle apposite

cooperative di giovani per i

quali si apriva anche uno spiraglio

di lavoro.

Anche il Comune di Pollica,

che se non erro faceva parte

del piano di zona di Castellabate,

diede incarico a queste

cooperative di provvedere

all’assistenza domiciliare di

molte persone anziane.

So che esiste anche un’apposita

legge e mi chiedo

come mai tutto è caduto nel

dimenticatoio.

E a dire che le assistenti

sociali si erano mobilitate e

raccolsero anche i moduli

predisposti per l’occasione fin

dal mese di giugno 2006.

Sto pensando tra di me:

vuoi vedere che bisogna

aspettare le prossime votazioni

amministrative per avere

qualche riscontro?

Lettera firmata

Sulla

Pioppi-Acciaroli

Perché non si

allarga la curva

in località

Lupini?

Egr. Direttore,

sono tornato nel

Cilento dopo circa 20

anni. Ricordo che

davanti al bar di Acciaroli

si parlava di un

imminente allargamento

della curva in località

“Lupini”, sulla strada

Acciaroli-Pioppi. Si diceva

allora che l’Anas

aveva già provveduto al

relativo finanziamento.

Attualmente la strada

è passata alla gestione

della Provincia. Come

dire “campa cavallo che

l’erba cresce”.

Non fece niente l’Anas,

non sta facendo

niente, attualmente, la

Provincia.

Quale altro Ente deve

subentrare per poter

finalmente allargare

quella curva pericolosa?

Segnalo il problema a

Cronache Cilentane,

giornale che leggo ogni

volta che vado a trovare

mio suocero a Napoli.

Grazie dell’ospitalità.

Gennaro Mazzoni

Per il nostro Cilento

serve una svolta

Ogni giorno sento parlare di

proposte le più esilaranti da parte

di politici locali e provinciali

senza un’idea seria di come sviluppare

il nostro territorio, si

parla di sagre, di concerti, di fiere,

vi rendete conto?Si parla per

mesi di elezioni, di primarie e di

alleanze politiche, intanto il

Cilento sprofonda sempre di più

e i giovani emigrano. Oggi il

Cilento è pieno di abbandoni,

abbandonate sono le nostre

strade, abbandonate sono le

nostre stazioni ferroviarie,

abbandonati sono i porti e

ancor più grave abbandonate

sono le nuove generazioni con le

nostre speranze. Ormai viviamo

in una realtà chiusa in se stessa

che non sa più far emergere le

proprie ricchezze culturali e

sociali. Viviamo in una realtà

anomala da tutti i punti di vista

sociali, economici, politici e civici,

ormai siamo alla frusta, al

punto che i paese montani spopolano

e si vedono ridurre i servizi

primari (come scuole, uffici

postali) con un ulteriore perdita

di posti di lavoro.

E tutto ciò avviene in un silenzio

atavico e rassegnato, neanche

le persone più dinamiche

oggi promuovono idee o si raggruppando

in associazioni, addirittura

in alcuni paesi si fanno

lotte per una strada o per marciapiedi

(ridicolo) e tutto avviene

quando l’intero nostro territorio

sprofonda sempre di più nel

baratro. Per uscire da ciò bisogna

creare le condizioni per una

svolta vera, seria, in cui far

emergere una dialettica costruttiva,

per tutto il Cilento, non si

può più accettare questo impo-

Via Ponte, 9 - 84060 Pioppi (Sa)

verimento sociale ed umano.

Perchè per me ogni giovane che

emigra è una ricchezza in meno

su cui puntare. Vorrei che i

nostri amministratori fossero più

responsabili verso il cittadino e il

cittadino fosse più rigoroso nel

giudicare il loro operato, vorrei

che si creassero le basi per una

rinascita vera con un piano di

sviluppo per tutto il perimetro

del nostro Cilento, con una dialettica

costruttiva continua, se si

pensa che un ospedale o un

nuovo edificio pubblico possa

portare economia, vuol dire

che qui non si ha il senso della

misura di come siamo rovinati,

qui servono progetti seri e concreti.Un

piano regolatore unico

per tutto il Cilento, incentivi per

raggruppare gli agricoltori in

consorzi e cooperative per chi

produce vino,olio, etc.., zone

industriali per artigiani, incentivi

per strutture recettive con un

forte snellimento burocratico,

serve un piano per i paesi montani,

che valorizzi quei territori

anche attraverso la creazioni di

piste di sci (in altri parchi lo hanno

fatto ed hanno ottenuto grossi

successi in montagne con altitudine

molto più bassa) e produzioni

dal basso.

In altre parti d’Italia hanno

fatto tutto ciò e hanno vinto la

sfida, ora tocca a noi e abbiamo

il dovere di riscattare la nostra

terra, ma ciò può avvenire solo

se nelle coscienze di ognuno di

noi se si ha la consapevolezza

della paralisi economica in cui

viviamo, perchè io parlo di sviluppo

non dell’arte di

campare.

Giuseppe Lucibello

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