Maggio - Direzione regionale Emilia Romagna - Agenzia delle Entrate

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Maggio - Direzione regionale Emilia Romagna - Agenzia delle Entrate

A

Comunicazione

Registrazione Tribunale di Bologna n. 7734 del 19.02.2007 Anno settimo Numero 1 - MAGGIO 2013

Periodico di cultura e informazione a cura dell’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale dell’Emilia-Romagna

“ESCI DAL NERO!”


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Sommario

• Redazionale

• Intervista al Direttore Regionale

• “Esci dal nero!” Un cartone animato mostra i

vantaggi dell’affitto in regola

• Intervista a Marco Coppola, giovane

videomaker bolognese

• Concorso sostieni la legalità

• 730/2013 – Focus sulle novità

• Prove tecniche di dialogo

il corso sulla gestione del contraddittorio

• Come facciamo a spendere meglio –

Riflessioni su tagli e spending review

• Laboratorio di Comunicazione pubblica

• Master e Stage universitari

• Il nuovo Medico Competente dell’Agenzia

delle Entrate dell’Emilia-Romagna

• Videosorveglianza “sicurezza e

prevenzione nel rispetto della riservatezza”

• Gestire con responsabilità il tributo nella

società italiana del terzo millennio

• Dalla Repubblica Ceca a Bologna per

Fiscalis...in autobus

• I pensieri del Cuore

COMUNICAZIONE

Registrazione Tribunale di Bologna

n. 7734 del 19.02.2007

Anno settimo - numero 1

Maggio 2013

Legale Rappresentante

Pierluigi Merletti

Direttore Responsabile

Biagio Cunsolo

Coordinatore Editoriale

Giovanna Regina

Responsabile Progetto Grafico

Giorgio Bertuzzi

Foto

Biagio Cunsolo

Stampa

In proprio

redattori:

Pierluigi De Rosa, Antonella Pellegrino,

Tiziana Sabattini

per questo numero

si ringrazia:

Christian Attardi

Maria Giuseppina Baglivo

Niccolò Baldi, Fabrizio Cilindro

Marco Coppola, Cecilia Gallina

Milvia Guidetti, Aldo La Mendola

Caterina Longo, Nunzio Valerio

Antonio Mennoia, Giulietta Motola

Anita Pezzetti, Licia Romagnoli

Lenka Vantuchova, Francesco Vasta


3

Giovanna

Regina

In una parola, multicanalità. E’ questo il filo rosso che lega le iniziative di comunicazione

dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna negli ultimi anni, dagli esordi dello spot

“Chi evade tassa il tuo futuro” all’ultimo arrivato, in ordine temporale, il cartoon “Esci

dal nero”. Oltre alla caratteristica del formato, i prodotti sono accomunati anche dallo

stesso obiettivo, radicare una più diffusa cultura della legalità fiscale.

Il video “Esci dal nero” spiega i vantaggi della regolarizzazione di un contratto di affitto,

come anche, in precedenza, il cortometraggio “Io vado tu resti” spiegava l’importanza

del pagamento delle imposte per finanziare i servizi pubblici.

Tutte facce della stessa medaglia: la comunicazione nella sua accezione più ampia, che

utilizza strumenti tradizionali e digitali, dal comunicato stampa al periodico, dalle brochure

ai video su YouTube, dai display Argo ai cartelli nei front office, dalle guide tematiche

al sito internet. Un mix comunicativo progettato e realizzato con linguaggi e formati

diversificati per intercettare e coinvolgere le diverse categorie di destinatari con lo scopo

di far conoscere l’Agenzia, le sue strutture, i suoi servizi, le sue attività, in altri termini

per favorire il raggiungimento del massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali.

La comunicazione, nell’Agenzia come in tutta la pubblica amministrazione, oltre che

dovere istituzionale, ha assunto ormai da anni un ruolo strategico nei rapporti con i

contribuenti in quanto rende accessibili e visibili notizie, informazioni, indicazioni sui

servizi, chiarimenti, ecc. . Da qui l’importanza di programmare una diversificazione degli

strumenti e dei flussi comunicativi che, utilizzando anche le nuove tecnologie, raggiungano

la più ampia platea di pubblico; ben sapendo che i nostri destinatari sono sempre più

evoluti, dal punto di vista delle competenze, e sempre più consapevoli dei propri diritti.

Le iniziative intraprese vanno in direzione della multicanalità nella sua accezione di “uso

combinato di diversi e molteplici canali per creare relazioni e dialogare con il cittadino,

offrendogli l’opportunità di accedere alle informazioni istituzionali e ai servizi pubblici

tramite media differenziati, dal pc alla brochure, allo sportello di front office, ai servizi

telematici”.

E’necessario, però, considerare la multicanalità non solo come insieme dei canali

comunicativi utilizzati, ma anche come sistema che preveda e integri tutti gli strumenti

comunicativi, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla misurazione dell’efficacia,

così da presidiare una dimensione spesso trascurata, quella dell’impatto delle attività di

comunicazione sui comportamenti dei contribuenti e sulla fruizione dei servizi.

Un sistema, quello della multicanalità, che pone quindi il cittadino al centro della nostra

azione con il fine di informarlo sui suoi diritti/doveri di contribuente, di agevolarlo nella

fruizione dei servizi, in una parola di “migliorarne” la relazione con l’Agenzia.

Giovanna Regina

2013

Comunicazione


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PRIMO PIANO

INTERVISTA AL DIRETTORE REGIONALE

Pierluigi De Rosa

Direttore, innanzitutto le rivolgiamo

il benvenuto della

redazione di “ComunicAzione”.

Quali sono le prime

impressioni, a poche settimane

dal suo insediamento?

L’Emilia-Romagna è sicuramente

una realtà di primaria

importanza, in primo luogo

dal punto di vista economico,

ma penso anche alla vitalità

del tessuto associativo, o

ancora al patrimonio storico

e artistico, per fare qualche

esempio. Devo anche dire che

nel mio percorso professionale,

dal Veneto alla Toscana, ho

incontrato realtà sotto questo

aspetto simili. Ciò che è cambiato,

nell’ultimo anno, è l’aggravamento

della situazione

economica e, in particolare per

le province di Modena e Ferrara,

le gravi ripercussioni del

terremoto dello scorso maggio.

Del resto, fa parte del nostro

lavoro gestire la complessità

ambientale in cui di volta

in volta ci troviamo a operare.

Non si può negare che l’Agenzia,

in Emilia-Romagna

come altrove, incontri sulla

sua strada non poche difficoltà.

Quale è, dal suo punto di

vista, l’ostacolo più grande da

superare?

A mio avviso l’elemento di

maggiore difficoltà risiede nel

riuscire a coniugare i risultati

attesi dell’azione amministrativa,

con la riduzione di ogni

margine di errore. Non posso

negare che, nel raggiungere

questo obiettivo, facciamo i

conti ogni giorno con la complessità

del sistema fiscale, le

cui logiche in alcuni casi sono

molto diverse da quelle del

senso comune. Questo fattore

di complessità ci impone di

accompagnare la nostra azione

con una costante attività di

diffusione e di “spiegazione”

delle norme e di quello che

facciamo, ma anche di semplificazione,

per quanto consentito,

dei nostri interventi.

L’estrema eterogeneità delle

norme ha come diretta conseguenza,

per il contribuente,

una serie di adempimenti – su

cui l’Agenzia sta intervenendo,

sia in fase di semplificazione

amministrativa, sia in

fase di proposta per il legislatore

– gravosi per chi li deve

effettuare, ma anche per l’amministrazione,

alla quale ne è

affidata la gestione.

Tra i colleghi “in prima linea”,

sia per le attività di controllo

che per il front office, è diffuso

il bisogno di sentirsi in

qualche modo “tutelati”, di

sapere che ci si sta occupando

di loro, che l’organizzazione

è consapevole delle difficoltà

quotidiane. Cosa sente di dire

a questi colleghi?

Non possiamo avere la presunzione

di escludere, come in

ogni attività umana, il rischio

dell’errore, specie in presenza

dei fattori di criticità di cui ho

appena parlato. Ogni organizzazione

si confronta quotidianamente

con un margine di

errore, che cerca progressivamente

di ridurre attraverso

la professionalità e la prevenzione.

L’importante è che l’errore,

quando capita, sia commesso

con trasparenza e buona

fede. Per quanto ci riguarda,

penso che chi lavora con scrupolo

e con responsabilità – la

stragrande maggioranza di noi

– vedrà sempre l’Agenzia dalla

sua parte; ben diverso il discorso

per chi, invece, agendo

per interessi personali compie

azioni illegali perché, così facendo,

danneggia l’impegno e

la fatica dei tanti che ogni giorno

si prodigano per svolgere al

meglio un lavoro obiettivamente

difficile. Siamo, infatti,

molto esposti a una rappresentazione

mediatica non sempre

veritiera - fanno notizia solo i

nostri, spesso presunti, errori -

rispetto alla quale ci sforziamo

continuamente di affermare la

verità dei fatti; ciò non toglie,

evidentemente, l’auspicio che

anche i media, nell’interpretazione

autentica del loro ruolo,

possano contribuire a creare

spazi di incontro e di dialogo

tra amministrazione e contribuente.

Piero Gobetti, nel lontano

1924, parlava di un “contribuente

italiano che paga bestemmiando

lo Stato”. Quanto

è cambiato l’atteggiamento

del contribuente da allora?

Quali sono, a suo avviso, gli

strumenti per una compliance

diffusa?

Domanda difficile, che richiederebbe

una risposta molto

articolata. Sicuramente sono

cambiate molte cose dall’epoca

di Gobetti, direi in positivo

– nonostante viviamo tempi

difficili, dal punto di vista

economico e sociale. Un significativo

elemento di rottura


PRIMO PIANO

5

rispetto al primo Novecento si

può individuare, a mio avviso,

nella creazione di uno Stato

sociale che, pur nelle sue imperfezioni,

offre anche al cittadino

meno abbiente l’accesso

ai servizi essenziali. Rispetto a

un contribuente che allora subiva

il prelievo unicamente a

vantaggio di uno Stato indifferente

ai bisogni dei cittadini, il

contribuente dei nostri giorni

riceve, in cambio dell’esborso

fiscale, un insieme strutturato

di servizi. Poi, è chiaro che si

può certamente discutere della

qualità di questi servizi, e qui

tocchiamo un punto capitale

del rapporto Fisco-contribuenti,

che ci vede inevitabilmente

coinvolti anche se l’Agenzia

ha competenze solo in materia

di entrate: la qualità e l’efficienza

della spesa pubblica,

ma anche la sua estensione e,

non ultimo, l’autonomia finanziaria

degli enti che erogano la

spesa. Per quanto ci riguarda,

questa consapevolezza si traduce

nell’impegno a garantire

servizi il più possibile puntuali,

a misura dell’utente e - sul

fronte delle attività di controllo

– nella costruzione di un

rapporto con il contribuente

che non può mai fare a meno

della capacità di ascolto e di

comprensione delle condizioni

nelle quali effettivamente

opera.

Ancora uno sguardo all’interno

dell’organizzazione.

L’Agenzia delle Entrate ha

ormai una posizione di rilievo

nel panorama della pubblica

amministrazione. Quali sono

le aree di miglioramento?

Sicuramente l’Agenzia è una

realtà di spicco nel panorama

pubblico. Restano, naturalmente,

importanti margini di

miglioramento, soprattutto per

quanto concerne una maggiore

integrazione fra tutte le strutture

di cui si compone la nostra

organizzazione, la crescita

del processo di specializzazione

e di conoscenza delle realtà

territoriali, l’attenzione alla

qualità del prodotto (a volte

potenzialmente sacrificata sul

fronte della quantità); e ancora,

sul versante più interno

dell’organizzazione, la definizione

di percorsi di sviluppo

del personale e il consolidamento

degli strumenti di riconoscimento

del merito.

Infine, una domanda più

libera. Cosa si aspetta da

questa esperienza in Emilia-

Romagna?

Mi aspetto soprattutto di condividere

con i colleghi l’interesse

e la passione per questo

lavoro che ho scelto di fare

tanti anni fa, e che non mi hanno

mai abbandonato.

“ESCI DAL NERO!” UN CARTONE ANIMATO

MOSTRA I VANTAGGI DELL’AFFITTO IN REGOLA

Giorgio Bertuzzi

Si chiama “Esci dal nero” ed

è il nuovo video promosso

dall’Agenzia delle Entrate

Emilia-Romagna per spiegare,

con un cartone animato, i

vantaggi di cui può beneficiare

l’inquilino in nero se decide di

registrare il contratto di affitto.

Il progetto, che si inserisce nel

Patto per la legalità fiscale siglato

nel giugno del 2012 dalla

Direzione Regionale Emilia-

Romagna con il Comune di

Bologna e la Guardia di Finanza,

è la “traduzione” in forma

animata della Guida “Tre passi

per l’affitto in regola”, pubblicata

sul sito internet dell’Agenzia

delle Entrate.

Il video è stato ideato e realizzato,

a costo zero, da Marco

Coppola, giovane videomaker

bolognese, alternando la

tecnica dello stop motion con

l’animazione computerizzata

bidimensionale. I personaggi

sono stati disegnati su cartone

grezzo, fotografati e animati in

ogni loro singolo componente,

con uno stile essenziale che

vuole richiamare il “cartone

animato”. Nella storia raccontata,

l’inquilino “in nero”

si accorge delle possibilità offerte

dalla normativa vigente a

chi ha un affitto non registrato,

e decide di fare il primo pas-

so, rivolgendosi a un ufficio

dell’Agenzia delle Entrate.

Il video è pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna

http://emiliaromagna.agenziaentrate.it

e sul canale YouTube della Direzione Regionale

http://www.youtube.com/watch?v=eWyY0VsfSyc

2013

Comunicazione


6 PRIMO PIANO

INTERVISTA AL VIDEOMAKER

MARCO COPPOLA

In nomine omen, dicevano i

latini. Certo, è un cognome

impegnativo “Coppola” per

chi lavora nel campo cinematografico.

Quando è nata la tua

passione per il cinema?

Si, per me è più un onore che

un onere. Non ho i mezzi per

fare “Apocalipse now” ma

sono contento della libertà che

ho di sperimentare tutto quello

che posso da piccolo videomaker.

Il grande Cinema mi ha

affascinato fin da quando con

mio nonno guardavamo Charlot

ed è quello che mi ispira

ancora oggi.

Altra tua passione (e lavoro),

di cui hai dato ottima testimonianza

nel video, è il fumetto.

Quali sono i maestri a cui ti

ispiri?

Del fumetto, apprezzo l’estro

delle tavole di Andrea Pazienza.

Anche per l’animazione

vado volentieri a pescare nel

passato, tra i maestri dell’animazione

italiana, dal mitico

Carosello in poi: “la linea” di

Osvaldo Cavandoli, “il signor

Rossi” e tante altre cose di

Bruno Bozzetto o ancora di

Gianini e Luzzati.

Il connubio cartoni-Fisco

è, lo ammettiamo, piuttosto

insolito. Cosa hai pensato

quando sei stato contattato

per realizzare questo video?

Cosa si prova ad avere come

“committente” l’Agenzia delle

Entrate?

All’inizio ho pensato che avevo

fatto qualche errore nella

dichiarazione dei redditi! Poi,

quando ho realizzato che non

Pierluigi De Rosa

era uno scherzo, ho iniziato

a pensare ad un linguaggio

semplice da usare per parlare

anche e soprattutto ai giovani,

così è nata l’idea del cartone

animato. A dir la verità,

quando ho presentato il mio

storyboard, non sapevo ancora

bene come avrei realizzato

lo spot e non pensavo ad una

approvazione immediata della

mia prima idea.

Parlaci di te. Bolognese di adozione,

cosa ti è rimasto della

tua terra di origine?

La passione, l’educazione a

cercare sempre di fare bene…

ma la lista sarebbe lunga. Tutto

per me è nato lì, in una stanza

con un vecchio proiettore

in cui prima o poi finivano per

incepparsi tutte le pellicole super

8. A Lecce ho fatto il mio

primo corso di cinema e il mio

primo corto. Bologna è stata

ed è la possibilità di realizzare

la mia famiglia e tutti i miei

sogni. Non poco in entrambi i

casi.

Per finire, un consiglio ai

videomaker più giovani, in

un momento certo non facile

per il settore dell’audiovisivo.

Cosa fare per “non perdere la

speranza”?

Con la mia troupe, la MarTEN

cerchiamo da sempre di condividere

con altri la nostra passione

di fare, in questo campo.

I concorsi, le gare a tempo offrono

l’opportunità di iniziare,

lo si può fare per divertimento

e scoprire di essere portati,

allora forse, vale la pena continuare..

Salentino d’origine,

realizza il suo

primo cortometraggio

low budget

“Casual” nella

provincia di Lecce.

Dopo il laboratorio

di cinema di

Giuseppe Ferrara

(Cento giorni a

Palermo, Il caso

Moro) documenta

la storia del ritorno

dalla guerra del nonno Salvatore Greco. A Bologna,

insieme alla compagna Antonella, partecipa a concorsi

di cortometraggi e videoclip con il nome MarTEN

p.r.o. action. Nel 2011 organizza e dirige: ParteCinemAzione,

rassegna che riunisce a Bologna alcuni tra i

più bravi videomaker della scena nazionale.

Attualmente è impegnato nella realizzazione di spot,

videoclip per l’associazione Piantiamolamemoria;

organizza una troupe di studenti dell’ITIS Belluzzi

nella realizzazione del documentario: “2 Agosto

1980: Tu che ne sai?”

Video di Marco Coppola: ideazione, direzione artistica,

editnig, produzione esecutiva e montaggio con

G. Petruzzellis del film-documentario “Piantiamolamemoria”

sulle attività didattiche dei ragazzi della

scuola media di Marzabotto e della scuola media “G.

Falcone” di Palermo.

Video del “13 ottobre 2012 Commemorazione vittime

della banda della Uno Bianca” per LegaCoop

e Coop Adriatica.

Realizzazione di “Brescia, liberi di curiosare” menzione

speciale da Assessorato al Turismo di Brescia

al FLABF 2012.

Ideazione, produzione esecutiva e montaggio del videoclip

“Meccanismo Estetico” di M. Martines.

Visual designer di sfondi scenografici e video per il

musical “Il Gobbo di Notre Dame”, regia di riprese

multicamera, editing video delle rappresentazioni

della compagnia “Musicalmente Incanto” nella

Rocca di Minerbio.

Realizzazione di vari spot “Obiettivo Bellezza” per la

promozione di corsi prof.li Form-art, nell’ambito del

Radio Bruno Estate Tour 2011 e del Cosmoprof 2012.

Ideazione, organizzazione e direzione artistica di ParteCinemAzione:

rassegna di produzioni audiovisive,

con la presenza dei migliori videomaker sulla scena

nazionale, per Mo.Ma.Bo a Bologna, Maggio 2011

Riprese e montaggio video dell’evento Anapolis –

convegno di architettura Bologna fiere – SAIE 2010

Realizzazione del videoclip “My stormy days” di

Tobia Lamare e the Sellers, premiato allo ZeroTrenta,

Argenta 2010.

Ideazione, produzione esecutiva e montaggio di “Family

Shoes” miglior video al Viral Video Falstival,

Bologna 2010.

Marco Coppola www.martenvideo.it


FISCO E SCUOLA

7

“SOSTIENI LA LEGALITA’”

Tiziana Sabattini

Ha preso il via il 9 gennaio

2013 il concorso “Sostieni la

legalità” promosso dall’Agenzia

delle Entrate dell’Emilia-

Romagna e dall’Ufficio Scolastico

Regionale.

L’iniziativa, riservata alle classi

che hanno aderito a “Fisco

e Scuola”, intende, da un lato,

favorire lo sviluppo della cultura

della legalità, dall’altro,

incentivare la solidarietà e la

cooperazione tra le scuole emiliano-romagnole.

Gli studenti

che desiderano partecipare

devono presentare un prodotto

(un tema, oppure uno spot, un

manifesto, o anche un fumetto)

volto a promuovere il valore

etico e costituzionale del pagamento

delle tasse.

Una commissione esaminatrice,

composta da rappresentanti

dell’Agenzia delle Entrate e

dell’Ufficio Scolastico Regionale,

valuterà i lavori presentati

e designerà i vincitori.

Il miglior elaborato per ogni

sezione del concorso (scuola

primaria, secondaria di I grado

e secondaria di II grado) sarà

premiato con dei buoni libri.

Le scuole vincitrici, inoltre, individueranno

un Istituto scolastico

colpito dal sisma destinatario

di una donazione da parte

dei dipendenti dell’Agenzia

Entrate dell’Emilia-Romagna.

Entro il mese di maggio 2013

sarà organizzata una cerimonia

per la presentazione degli elaborati

e la premiazione.

Grande è l’impegno richiesto

ai nostri referenti chiamati ad

armonizzare le ordinarie funzioni

(dalle verifiche ai rimborsi

iva, dalla sicurezza al

coordinamento del front-offi-

ce, dal 36/ter agli atti privati)

con le attività necessarie per

pianificare gli incontri “Fisco

e Scuola”, promuovere il concorso

“Sostieni la legalità” e

sensibilizzare i colleghi sull’iniziativa

di solidarietà.

La risposta, come sempre, c’è

stata! Sono 68 le iniziative

fino a oggi realizzate: 18 nel

bolognese, 14 nel modenese,

9 nel ravennate, 5 a Piacenza,

Reggio-Emilia e Forlì-Cesena,

4 a Ferrara, Parma e Rimini.

Sono quasi 2.300 gli studenti

coinvolti, in questi primi mesi

del 2013, nel progetto “Fisco

e Scuola”.

Hanno aderito al concorso 28

classi di quasi tutte le province

della regione.

Per quanto riguarda l’iniziativa

di solidarietà, i fondi che

saranno devoluti a tre scuole

terremotate della regione hanno

già raggiunto quota 2.755

euro. I conti non sono definitivi

la raccolta, infatti, è ancora

in corso in alcune Direzioni

Provinciali.

Nel prossimo numero vi aggiorneremo

sull’andamento

dei lavori; per ora un grazie

a tutti i colleghi per il tempo

dedicato, la generosità e l’interesse

dimostrati.

L’iniziativa,

riservata alle

classi che

hanno aderito

a “Fisco e

Scuola”,

intende, da un

lato, favorire

lo sviluppo

della cultura

della legalità,

dall’altro,

incentivare la

solidarietà e la

cooperazione

tra le scuole

emilianoromagnole

2013

Comunicazione


8

PRIMO PIANO

730/2013 – FOCUS SULLE NOVITÀ

Tiziana Sabattini

Si avvicina l’appuntamento

con la dichiarazione dei redditi

per i lavoratori dipendenti

e i pensionati che utilizzano il

modello 730: l’ultimo giorno

utile per presentare il 730 al

sostituto d’imposta è slittato al

16 maggio; hanno tempo, invece,

fino al 31 maggio i contribuenti

che si rivolgono ai

Caf o ai professionisti abilitati.

Il modello, approvato con

provvedimento del 15 gennaio,

è scaricabile dal sito Internet

dell’Agenzia delle Entrate

alla voce Strumenti - Modelli,

è disponibile anche la versione

editabile. Diamo uno sguardo

alle principali novità quadro

per quadro.

Quadro A (terreni)

e Quadro B (fabbricati)

La prima new-entry

è quella dell’Imu,

la nuova imposta

municipale propria

che, dall’anno 2012, ha assorbito

l’Irpef, l’addizionale regionale

e quella comunale.

Queste imposte, quindi, non si

pagano più sul reddito dominicale

dei terreni e sul reddito

dei fabbricati non locati. Il

reddito agrario continua, invece,

a seguire le vecchie regole.

Tutti i dati relativi agli immobili

posseduti devono essere

indicati, come in passato, nei

rispettivi quadri sarà il sostituto

d’imposta a calcolare il reddito

dei terreni non locati tenendo

conto solo del reddito

agrario e il reddito di fabbricati

considerando solo quelli

concessi in locazione.

L’Irpef e le relative addizionali

si applicano, se dovute, agli

immobili esenti da Imu.

La presenza di una causa di

esenzione dall’Imu deve essere

segnalata nelle nuove colonne

9 del quadro A e 12 del

quadro B.

Un’ulteriore novità

in tema di fabbricati

è quella che riguarda

gli immobili

d’interesse storico artistico.

Dal 2012, è stato abolito il regime

fiscale agevolato che

consentiva di calcolare il reddito

in base alla minore delle

tariffe d’estimo previste per le

abitazioni della zona censuaria

nella quale era collocato il fabbricato.

Da quest’anno, se

l’immobile è utilizzato come

abitazione principale, o è tenuto

a disposizione, oppure è

concesso in uso gratuito, segue

le regole generali, quindi,

è esente da irpef e addizionali.

Se l’immobile d’interesse storico

o artistico, non detenuto

in regime di impresa, è locato

occorre confrontare:

• la rendita catastale rivalutata

del 5% e diminuita

del 50%

• il canone risultante dal

contratto di locazione, ridotto

forfetariamente del

35%

L’imponibile Irpef è dato dal

maggiore dei due importi.

Vediamo, quindi, come indicare

l’immobile nel quadro B del

730/2013.

Colonna 1 (Rendita catastale):

è necessario indicare la

rendita catastale nella misura

ridotta del 50 per cento. La

rivalutazione del 5 per cento

della rendita verrà calcolata da

chi presta l’assistenza fiscale.

Occorre quindi compilare le

Colonne 2 – 3 e 4 indicando

il tipo di utilizzo dell’immobile,

i giorni e la percentuale

di possesso. Se il fabbricato

è concesso in affitto è necessario

compilare la Colonna

5 (Codice canone) indicando

il codice corrispondente alla

percentuale del canone che

sarà riportata nella successiva

Colonna 6 “Canone di locazione”.

In caso di immobili storici

artistici i codici da utilizzare

sono:

‘3’ se si sceglie il regime della

cedolare secca

‘4’ se si opta per la tassazione

ordinaria

Nella Colonna 6 (Canone di

locazione) è necessario riportare

il 100% del canone se nella

colonna 5 è stato indicato il

codice 3 (cedolare secca), il

65% del canone se nella colonna

5 è stato indicato il codice

4 (tassazione ordinaria). Il

canone annuo va rapportato ai

giorni di durata della locazione

indicati nella colonna 3.

Anche per gli immobili di interesse

storico o artistico, così

come per le altre tipologie di

immobili, ubicati in comuni ad

alta densità abitativa e locati

con contratti stipulati o rinnovati

a canone convenzionale,

il reddito così determinato è

ulteriormente ridotto del 30%.

In questo caso è necessario

indicare nella sezione II del

quadro B gli estremi di registrazione

del contratto.


PRIMO PIANO

9

QUADRO C – Reddito da

lavoro dipendente

Stretta sui redditi

dei frontalieri. Per

l’anno 2012, i redditi

di lavoro dipendente

svolto all’estero in zone

di frontiera, sono imponibili ai

fini Irpef per la parte che eccede

6.700 euro (fino all’anno

2011 la franchigia era di 8.000

euro). Questo tipo di reddito

deve essere segnalato utilizzando

il nuovo codice 4 nella

colonna 1 dei righi da C1 a C3.

Nella colonna 3 (reddito) deve

essere indicato l’ammontare

totale dei redditi percepiti, inclusa

la quota esente.

Chi presta l’assistenza fiscale

terrà conto, per l’anno 2012,

della parte di reddito eccedente

6.700 euro, mentre per il

calcolo dell’acconto Irpef per

il 2013 considererà l’ammontare

totale del reddito percepito.

QUADRO E – Oneri e Spese

Buone notizie per gli

studenti universitari,

iscritti a un corso di

laurea presso Università situate

in uno Stato membro

dell’Unione europea o in uno

aderente all’Accordo sullo

spazio economico europeo.

Dall’anno 2012, sono detraibili

le spese sostenute per affittare

l’immobile (da indicare

nei righi E17-E18-E19 con il

codice 18).

Giro di vite, invece,

sui contributi sanitari

obbligatori versati

al Servizio sanitario

nazionale con il premio

assicurativo di responsabilità

civile per i veicoli (rigo E21

– colonna 1). Da quest’anno

sono deducibili solo per la parte

che eccede 40 euro.

Un sostanzioso elemento

di novità del

quadro E riguarda

le spese sostenute

per la ristrutturazione di immobili

– Sezione III A.

Il Decreto Sviluppo ha, infatti,

stabilito che chi ristruttura

casa può usufruire di uno

sconto maggiore a seconda

del periodo in cui sostiene le

spese.

L’agevolazione spetta nella

misura del 36 per cento, nel

limite di 48.000 euro, se la

spesa è stata sostenuta dal 1°

gennaio al 25 giugno 2012 (in

questo caso, nella colonna 2,

occorre indicare il codice 2).

Se, invece, la spesa è stata sostenuta

a partire dal 26 giugno

2012, la detrazione sale al 50

per cento, nel limite di 96.000

euro, al netto delle spese eventualmente

sostenute fino al 25

giugno nel limite di 48.000

euro (in questo caso, occorre

indicare il codice 3). A pagina

46 delle istruzioni sono riportati

numerosi esempi di compilazione.

Dal 2012 il bonus è

allargato agli interventi

di ricostruzione

o ripristino di

immobili danneggiati a causa

di eventi calamitosi, se è stato

dichiarato lo stato di emergenza.

Dall’anno 2012 tutti

i contribuenti devono

ripartire la

detrazione in dieci

quote annuali di parti importo,

nell’anno in cui è sostenuta la

spesa e in quelli successivi.

Non è più possibile ridurre il

periodo di fruizione (rispettivamente

in tre o cinque rate)

per i soggetti ultraottantenni e

ultrasettantacinquenni.

Questa opportunità rimane in

vigore per le spese sostenute

fino al 31 dicembre 2011.

Anche lo scalda acqua,

dal 2012, è

ammesso alla detrazione

del 55% per

gli interventi di risparmio

energetico (Sezione IV). Lo

sconto vale solo se si sostituisce

il vecchio boiler con uno

scalda acqua a pompa di calore

dedicato alla produzione di

acqua calda sanitaria.

Se ci sono lavori

in programma:

attenzione

alle

date

La detrazione

sulle ristrutturazioni al 50%

e il bonus energia al 55% rimangono

in vita fino al 30

giugno. Dal 1° luglio 2013 le

due agevolazioni si uniscono

nella “Detrazione delle spese

per interventi di recupero del

patrimonio edilizio e di riqualificazione

energetica degli

edifici” (art. 16 bis del Tuir).

La detrazione spetterà nella

misura del 36% su un limite

massimo di spesa agevolavibile

di euro 48.000.

2013

Comunicazione


10

NOTIZIE

PROVE TECNICHE DI DIALOGO

IL CORSO SULLA GESTIONE DEL CONTRADDITTORIO

Pierluigi De Rosa, Licia Romagnoli

Costruire un rapporto di fiducia

e agevolare l’adesione del

contribuente: questo, in estrema

sintesi, l’obiettivo del corso

organizzato dalla Direzione

Regionale Emilia-Romagna,

rivolto ai capi team Controllo

delle direzioni provinciali, articolato

in cinque edizioni tra

i mesi di gennaio e febbraio

2013. Il corso nasce dall’impulso

del Settore Controlli

e riscossione e dell’Ufficio

Formazione, Comunicazione

e Sviluppo, a partire da due

elementi di consapevolezza:

da un lato la delicatezza del

rapporto con il contribuente,

dall’altro, la centralità assunta

dal contraddittorio come strumento

di incontro e di dialogo

con il contribuente.

Con una premessa mai rinunciabile:

che nessun contradditorio

può essere portato avanti

prescindendo dalla piena sostenibilità

della pretesa fiscale

di cui si discute tra le parti.

Tattiche di logoramento, resistenze,

aggressività, a volte

persino insulti, sono solo alcune

delle difficoltà che i nostri

funzionari affrontano nei contraddittori.

E’ quanto gli stessi

riferiscono con lucida consapevolezza,

nel giro di tavolo

iniziale in apertura al corso. A

questa premessa esterna si aggiunge

lo sforzo di contribuire

al raggiungimento degli obiettivi

istituzionali, assegnati alla

Costruire

un rapporto

di fiducia e

agevolare

l’adesione del

contribuente:

questo, in

estrema

sintesi,

l’obiettivo

del corso

organizzato

dalla

Direzione

Regionale

Emilia-

Romagna,

rivolto ai

capi team

Controllo

delle direzioni

provinciali

struttura di appartenenza.

Il funzionario che “fronteggia”

il contribuente viene così a

trovarsi in situazioni che, molte

volte, assumono le caratteristiche

del dilemma: chi ho di

fronte? Una persona che froda

il fisco, un furbo, un distratto,

o una persona per bene? Quale

spazio riservare alle motivazioni

dell’altra parte? Come

gestire situazioni complesse,

dal punto di vista tecnico e

relazionale? Empatia o unilateralità,

dialogo o muro contro

muro, aperture o fughe: le

dinamiche del contraddittorio,

come hanno ben rappresentato

i colleghi in aula, sfuggono

alle classificazioni rigide, da

manuale, mutando di persona

in persona, di caso in caso, da

fattispecie a fattispecie, e sempre

in cerca di definizione…

Il corso è stato sviluppato con

l’idea di offrire al funzionario

che coordina la gestione dei

contraddittori (o li gestisce

direttamente), un percorso

nella direzione della responsabilizzazione

e del consolidamento

delle competenze di

ruolo attraverso una prospettiva

comunicativo-relazionale.

L’apporto formativo-esperienziale

delle due giornate punta

a sostituire nei partecipanti

il know how da “autodidatta

della comunicazione” - per

ovvie ragioni multiforme e

diversificato nella platea dei

partecipanti - con le tecniche

e le regole delle scienze sociali.

E l’intento finale è stato

di riempire, almeno in parte,

quello “spazio vuoto”, a livello

comportamentale, che

il funzionario alle prese con

il contribuente vive, nel momento

in cui deve applicare

al caso concreto un dato normativo

non sempre esplicito,

o confrontarsi con superiori,

colleghi contribuenti o i suoi

delegati.

Il percorso formativo delle due

giornate è fatto di teoria e di

esercitazioni ed è ricco: passa

per gli schemi complessi della

psicologia, per la difficile arte

della negoziazione e cerca di

affrontare, con consapevolezza

ed ironia, il senso strategico

della comunicazione. I contenuti,

tarati ad hoc sul target

d’aula ma tutti da sperimentare,

hanno trovato naturale

arricchimento negli essenziali

contributi di “vita vissuta” da

parte degli stessi fruitori. I 78

partecipanti alle 5 edizionipilota

finora realizzate sono

stati infatti, oltre che sperimentatori,

anche “co-piloti”

dell’iniziativa, supportando i

docenti nell’affinare i contenuti

didattici proposti. Buona

la riuscita, come testimoniano

i numeri finali e il gradimento,

dell’iniziativa, che verrà

estesa prossimamente anche ai

funzionari della regione.


INTERVISTA

11

COME FACCIAMO A SPENDERE MEGLIO

Biagio Cunsolo

Gli obiettivi dei decreti sulla

Spending Review: colpire gli

sprechi e spendere meglio. A

tal proposito abbiamo rivolto

al dott. Francesco Vasta,

Capo Ufficio Risorse Materiali

dell’Agenzia delle Entrate

dell’Emilia-Romagna qualche

domanda per approfondire

l’argomento.

Dal suo punto di vista può

formulare un giudizio sulla

spending review?

Il decreto costituisce sicuramente

un momento di cambiamento

di mentalità: l’approccio

critico alla spesa, cioè

il metodo con cui si utilizza

il proprio budget. Esso mira

contemporaneamente sia al

contenimento della spesa che

ad un concreto riesame (review),

e sta entrando, in effetti,

a far parte della cultura di

tutti gli italiani, dalle istituzioni

pubbliche alle imprese, alle

famiglie. Dal mio personale

punto di vista, sono profondamente

convinto

della validità degli obiettivi,

ma consapevole di

alcuni rischi connessi

al ricorso a tagli “lineari”

delle dotazioni di

bilancio.

Nel nostro caso, l’Agenzia

delle Entrate può spendere

meglio e come?

La risposta è valida per tutta

la PA: centralizzare gli acquisti

aiuta a comprare meglio,

ad ottenere migliori prezzi e

assicura maggior trasparenza

nelle procedure: inoltre stimola

la competitività dei fornitori

locali, chiamati a servire territori

più ampi. L’utilizzo sempre

più massiccio di acquisti

centralizzati, insieme alle modalità

di E-procurement (Mercato

Elettronico della Pubblica

Amministrazione – MEPA,

gare ed Aste Elettroniche)

costituiscono il sistema per

ottenere risparmi in termini di

prezzo e di tempi rispetto alle

procedure tradizionali. Questi

sono gli strumenti.

L’ottica è quella indispensabile

dell’approccio critico alla

spesa di cui dicevamo prima

con l’attenzione a

non guardare

alla voci di

bilancio

col solo

intento di

rifinanziare

la spesa

storica:

occorre

infatti determinare

la

propria spesa dopo un’attenta

analisi delle effettive esigenze,

valutandone la qualità e

l’efficienza in relazione agli

obiettivi da conseguire.

Gli acquisti centralizzati e

l’ottica dell’approccio critico

alla spesa sono priorità che

la nostra Direzione Centrale-

Amministrazione Pianificazione

e Controllo si è data già

da un decennio. In Emilia Romagna

utilizziamo il Mercato

Elettronico della Pubblica

Amministrazione per gli acquisti

dei materiali di consumo

dal 2003 (dall’anno successivo

alla nascita del MEPA

- DPR 101/2002). Sottolineo

che il ricorso al MEPA è diventato

obbligatorio per la PA

solo recentemente, nel luglio

2012 – legge n. 94/2012.

Riguardo al come spendiamo,

effettuiamo acquisti verdi per

toner e carta dal 2007 introducendo

– anche qui in anticipo

rispetto al green procurement

introdotto nella PA - requisiti

ambientali nelle procedure

di acquisto per tali categorie

di prodotti (toner rigenerati e

carta riciclata a grammatura

inferiore).

Grazie ad un costante monitoraggio

sui consumi, riusciamo

a non effettuare le grosse forniture

del passato ma acquisti

più ridotti e distribuiti nel

tempo, nell’ambito di accordi

quadro con i fornitori.

Vuol dire che nella nostra

regione applichiamo già da

tempo i principi della spending

review?

Voglio dire proprio questo.

Dal 2002 ho adottato per il

mio ufficio l’approccio critico

alla spesa. La più pesante

voce di bilancio era costituita

dagli “Stabili ad uso ufficio”,

cioè dalle spese connesse

alla gestione degli immobili

(canoni di locazione, costi di

gestione). La nostra spending

review è cominciata proprio

su questa voce di bilancio,

quando il nascente Ufficio

Risorse Materiali ha avviato

un incisivo programma di revisione

percorrendo due strade:

la razionalizzazione degli

spazi destinati agli uffici e la

rinegoziazione dei canoni di

locazione.

Nell’anno 2003 partiva il lungo

percorso di razionalizzazione

(verifica della rispondenza

dimensionale e funzionale degli

spazi in base alle effettive

esigenze degli uffici e applicazione

di uno standard medio di

18/20 mq per ogni dipendente)

che ha comportato, nel tempo,

il rilascio di ben quattro immobili

nella sola città di Bologna,

oltre che interventi di

riduzione delle superfici nelle

sedi di Reggio Emilia, Rimini,

Comacchio, Pavullo nel

Frignano, Borgo Val di Taro,

Piacenza, Guastalla, e ancora

nel 2012 a Fiorenzuola, Lugo

e Sassuolo e, a fine anno, il rilascio

dell’immobile di Portomaggiore

(vedi tabella risparmi

razionalizzazione).

Nel corso del 2005, oltre a

procedere al ridimensionamento

delle superfici degli

uffici abbiamo rinegoziato i

canoni di locazione di 10 immobili,

con percentuali di riduzione

anche del 20% e con

un risparmio di € 617.231,51.

2013

Comunicazione


12

INTERVISTA

Alla fine dello stesso anno la

legge finanziaria 2006 prevedeva

di rinegoziare i canoni

sui contratti di locazione stipulati

dalle amministrazioni

dello Stato, rinnovabili solo

dopo una riduzione dei canone

annuo del 10%! …abbiamo

giocato d’anticipo.

Com’è stato possibile riconsegnare

55 mila metri quadrati

di superficie adibita ad ufficio?

E’ stato possibile grazie ad

un attento e minuzioso studio

di fattibilità, avviato ogni

volta e per ogni struttura con

attenzione e rispetto di tutti i

soggetti interessati: ufficio,

persone e utenza. La seconda

ragione, vincente in una regione

come l’Emilia Romagna, è

stato il costante e costruttivo

dialogo con le organizzazioni

sindacali, insieme al nostro

Ufficio Relazioni Sindacali; la

trasparenza, la forza delle motivazioni

e la correttezza nella

gestione delle relazioni con

le Organizzazioni sindacali

hanno creato le condizioni per

condividere i processi di ge-

Le politiche

che impongono

dei tagli alla

spesa pubblica

senza tener

conto delle

specifiche

realtà

possono

esporre il

fianco del

paese a

scivoloni, in

termini

di servizi

sottratti ai

cittadini

stione del personale superando

le posizioni di scetticismo e di

contrarietà dei rappresentanti

dei lavoratori.

Quali sono i rischi derivanti

dai tagli lineari cui accennava

prima? Ne avete fatto

esperienza?

Le politiche che impongono

dei tagli alla spesa pubblica

senza tener conto delle specifiche

realtà possono esporre il

fianco del paese a scivoloni,

in termini di servizi sottratti ai

cittadini.

Ribadisco la necessità di porre

attenzione ai settori specifici

(pensi al settore sanitario), ma

anche nella gestione del nostro

budget ho rilevato delle criticità.

Per esempio, dopo aver rinegoziato

in anticipo in Emilia

Romagna i canoni di locazione

sugli immobili dell’Agenzia,

paradossalmente il mio ufficio

si è ritrovato a dover rinegoziare

nuovamente i canoni

per adempiere all’obbligo dei

nuovi tagli.

Occorre tagliare là dove si

annidano gli sprechi e le inefficienze,

a cominciare da noi

stessi, con la consapevolezza

di rivestire un ruolo determinante,

non da semplice gestore

di un “pezzetto” di cosa pubblica,

ma con una visione allargata,

pronti a mettersi in gioco

e ad agire con responsabilità,

con un atteggiamento ispirato

al “civil service” e la coscienza

che il procurement pubblico

ha impatti sull’intero sistema

economico. Ritengo che questo

sia il percorso da seguire

se vogliamo contribuire, nel

nostro ruolo, a garantire uno

Stato sociale che questo paese

si merita. La tenacia, lo spirito

di appartenenza, la condivisione

e mai lo scontro con tutti i

portatori di interesse coinvolti

e, a volte, l’apprezzamento del

lavoro svolto da parte di chi

ti conosce. A proposito della

spending review conservo ancora

nel cellulare il messaggio

di una collega, direttore di

un ufficio dell’Agenzia, che

all’indomani dell’uscita del

decreto mi scrisse: “ma Monti

lo sa che tu l’hai già fatta?...”


CONTRIBUTI

13

RIFLESSIONI SUL LABORATORIO

DI COMUNICAZIONE PUBBLICA

Fabrizio Cilindro*

Il laboratorio organizzato dalla

Laurea Magistrale in Scienze

della Comunicazione Pubblica

e Sociale dell’Università

di Bologna in collaborazione

con l’Agenzia delle Entrate ha

visto la partecipazione degli

studenti, coordinati dal tutor

Pierluigi De Rosa, nella creazione

di un prodotto di marketing

virale volto alla diffusione

di un’azione doverosa quanto

morale: il pagamento delle tasse,

per il bene della comunità

tutta.

Il laboratorio è stato organizzato

in due fasi: una prima fase

teorica, in cui il tutor ha spiegato

come lavora l’Agenzia,

ha descritto la percezione degli

Italiani rispetto al pagamento

delle tasse e agli evasori, i dati

relativi al pagamento delle tasse

e altre informazioni utili ed

una seconda fase pratica in cui

gli studenti, dopo aver deciso a

tavolino un’idea di marketing,

lavoravano al prodotto finale.

Nella prima fase gli studenti

hanno appreso nozioni utili e,

personalmente, alcune sconosciute,

riguardo alle credenze

che ruotano attorno al pagamento

delle tasse ed agli evasori.

Una mia lacuna personale,

per esempio, consisteva

nel non sapere che gli evasori

sono un pò meno di quanto si

pensi (credenza piuttosto diffusa,

in Italia) e che l’evasione

è più o meno uguale al nord

e al sud dello stivale, variano

solo le quantità di denaro evase.

Inoltre, l’aver appreso, e

memorizzato, cosa si potrebbe

realizzare con tutto il denaro

che ogni anno è sottratto alle

tasse mi ha aiutato a comprendere

meglio quanto importante

e giusto sia fare ognuno, nel

proprio piccolo, la parte di

“cittadino onesto che paga le

tasse”.

Nella seconda fase, lo scopo

era creare un’idea di marketing

partendo da due quesiti:

1. Come valorizzare, tramite

il web 2.0, il comportamento

dei contribuenti onesti,

rinforzandone la compliance?

2. Come creare partecipazione

ed inclusione rispetto al

pagamento delle tasse?

Si desiderava cioè un comportamento

da parte dei cittadini,

ovvero la tax compliance,

che altro non è che

l’obiettivo finale dell’Agenzia

delle entrate: l’adesione spontanea

agli organi tributari.

Il video contest. Partendo da

questi due quesiti introduttivi

abbiamo ideato un prodotto

che consisteva nella realizzazione

di un contest video in

cui, in 30 secondi, i partecipanti

avrebbero dovuto esporre

un beneficio derivante dal

pagamento delle tasse in un

video amatoriale. Il contest,

pubblicizzato tramite social

network e sito internet dedicato,

ha il fine di unire “l’utile

al dilettevole”, rappresentando

un momento ricreativo per i

partecipanti da una parte e,

dall’altra, sensibilizzando l’opinione

pubblica su quanto

sia importante pagare le tasse

per il bene di tutti, per ottenere

servizi sempre migliori. Il

contest è spiegato agli utenti

tramite un video tutorial (realizzato

dal gruppo di studenti

di cui facevo parte) e un bando

caricato sul sito e su una pagina

facebook dedicata (anche

quest’ultima realizzata dal

mio gruppo di lavoro). Nella

realizzazione del tutorial, oltre

alle difficoltà tecniche che ovviamente

dei videomaker alle

prime armi si trovano a dover

affrontare, ve ne sono state altre

di carattere più semantico:

il dover spiegare agli utenti

come e con cosa partecipare al

concorso, il tutto in pochi secondi.

Scrivere, cioè, la “sceneggiatura”

del tutorial.

Di impatto, almeno secondo

me, è anche il titolo della

campagna di comunicazione,

“Tassaparola”, con tanto di

logo appositamente creato, a

testimoniare la natura virale

del progetto, il suo diffondersi

di utente in utente attraverso la

rete, proprio come un virus (in

questo caso benigno!).

La video-inchiesta. Il progetto

è stato completato da

video-interviste in cui si chiedeva

ai cittadini se pagano le

tasse e soprattutto perché. A

volte la loro realizzazione è

stata molto difficoltosa: oltre

a chi si rifiutava di rispondere,

ci sono stati anche quelli

che, alla domanda posta dagli

studenti, hanno espresso considerazioni

piuttosto negative

e talvolta colorite, il che ha

portato gli intervistatori a dover

aumentare il campione di

intervistati. Le soddisfazioni

però non sono mancate: alcune

risposte, sia positive che

negative, hanno manifestato la

volontà, a volte anche il bisogno,

di argomentare le proprie

motivazioni, più o meno approfonditamente.

Personalmente, ho apprezzato

molto il laboratorio: oltre ad

aver appreso nuove conoscenze

ed averne approfondite altre

che già possedevo sul pagamento

delle tasse (argomento

di cui si parla sempre di più,

di questi tempi), interessante

(e perché no, divertente) è

stato lavorare in team per uno

scopo nobile - oserei dire - il

che ha contribuito, per quanto

mi riguarda e per quanto penso

riguardi anche tutti gli altri

studenti, a farci impegnare con

più forze al lavoro da svolgere,

proprio per l’obiettivo che volevamo

raggiungere.

* studente del corso di laurea

in Comunicazione Pubblica e

Sociale, Università di Bologna

2013

Comunicazione


14

NOTIZIE

MASTER

E STAGE UNIVERSITARI

Milvia Guidetti

Negli ultimi anni la collaborazione

tra Agenzia Entrate

e Università degli Studi si è

intensificata attraverso la definizione

di varie convenzioni

con l’Università di Bologna,

di Ferrara e l’Università Cattolica

di Piacenza. Ciò ha consentito,

da un lato, la partecipazione

dei funzionari dell’AE

a Master e corsi di Alta Formazione,

con la finalità di un

aggiornamento professionale

qualificato e il riconoscimento

di crediti formativi universitari,

dall’altro di ospitare stagisti

universitari all’interno delle

nostre strutture.

Dal 2002 ad oggi, 175 funzionari

hanno partecipato a Master

e corsi di Alta Formazione

Universitaria, così suddivisi

(vedi tabella):

MASTER/AF

MASTER

ALTA

FORMAZIONE

Oltre a gestire le opportunità

riservate al personale interno,

l’Ufficio Formazione comunicazione

e sviluppo cura la

realizzazione dei tirocini di

MATERIA


FUNZIONARI

REVISORE CONTABILE 65

DIRITTO TRIBUTARIO 67

DIRITTO TRIBUTARIO

INTERNAZIONALE

AUDITING INTERNO 1

NUOVE TECNOLOGIE 1

RISCOSSIONE 3

GIUDICI E PROFESSIONISTI

TRIBUTARI

RETI D’IMPRESA 5

DIALETTICA FISCO

CONTRIBUENTE

CONTROLLO INTERNO E

REVISIONE CONTABILE

SOCIETA’ DI CAPITALI

TOTALE 175

2

12

18

1

formazione e orientamento per

studenti e neolaureati, al fine

di indirizzare le scelte professionali

mediante la conoscenza

diretta del mondo del lavoro

e divulgare la conoscenza

del sistema fiscale unitamente

ai valori della legalità fiscale.

Dal 2008 sono stati ospitati

27 stagisti presso i nostri Uffici

(Direzione Regionale e

Direzioni Provinciali), legati

ai Master in Revisione contabile,

Diritto tributario, Diritto

internazionale e Informatica

giuridica, per un totale di oltre

7.500 ore

Durante il tirocinio, l’attività

di formazione/lavoro è seguita

da un tutor designato dall’università

in veste di responsabile

didattico-organizzativo e da

un tutor nominato dall’ufficio

presso cui si svolge.

Al termine dello stage, ogni tirocinante

presenta all’Agenzia

e all’Università un elaborato

finale sul progetto formativo

realizzato, che viene pubblicato

sulla nostra internet regionale

tra il materiale didattico

della formazione.

Da ottobre scorso e fino a gennaio

2013, abbiamo ospitato,

tra gli altri, il dott. Niccolò

Baldi, stagista del Master in

Diritto delle Nuove Tecnologie

e Informatica giuridica

dell’Unibo, che ha svolto il

suo tirocinio in direzione re-

gionale, presso

l’Ufficio Accertamento,

seguito

dalla dott.ssa

Cecilia Gallina

in qualità di tutor.

Il 13 marzo nella

sala Ravenna,

il dott. Baldi

ha presentato il

contenuto della

sua relazione

conclusiva ai

dirigenti e al

personale del

settore controlli

e riscossione

della nostra direzione.

Hanno

partecipato all’evento anche

il direttore regionale Pierluigi

Merletti e il prof. Claudio Di

Cocco, direttore del Master.

Il project work dal titolo

“L’acquisizione diretta di documenti

e corrispondenza e-

mail – nell’ambito di accessi,

ispezioni, verifiche – dagli

archivi informatici (postazioni

PC e server) di cui hanno disponibilità

i contribuenti oggetto

di controllo: la utilizzabilità,

in sede di accertamento,

dei dati contabili ed extra contabili

reperiti” ha trattato un

argomento molto attuale che

è stato seguito con estremo

interesse da tutti i partecipanti,

fornendo lo spunto anche per

una vivace discussione.

Questo primo evento di condivisione

di un projet work è

stata un’ ulteriore dimostrazione

che lo stage presso i

nostri uffici è un importante

strumento di approfondimento

e di arricchimento per tutti i

partecipanti.


INTERVISTA

15

Intervista

al dott. Niccolò Baldi stagista

Quale ritiene sia stato il valore

aggiunto per avere frequentato

lo stage presso l’Agenzia delle

Entrate?

Sicuramente l’avere vissuto

dall’interno la realtà di un’ente

pubblico prestigoso, quale

l’Agenzia delle Entrate – DR

Emilia Romagna. Esperienza

di fondamentale importanza

per una persona che ha seguito

il mio percorso di studi, oltre

che estremamente utile per la

mia formazione.

Le maggiori difficoltà che ha

incontrato a livello di conoscenze/complessità

del lavoro.

La difficoltà maggiore che ho

incontrato durante lo svolgimento

del mio lavoro è stata

sicuramente il passaggio da

una prima fase dello stage, caratterizzata

da uno studio prettamente

scolastico del diritto

tributario e delle norme che

regolano le attività degli uffici,

ad una conoscenza maggiormente

“tecnico-pratica”

delle stesse, basilare per il

corretto svolgimento delle mie

Cecilia Gallina - tutor

ricerche e per la redazione del

project work finale. Difficoltà

che ho potuto superare grazie

all’attento aiuto ed alla piena

disponibilità della mia tutor

e dei colleghi che mi hanno

sempre dato ascolto e pazientemente

spiegato ciò che per

me era nuovo o che difficilmente

riuscivo capire.

Quali criticità tecnico-informatiche

ritiene possano

emergere sulle modalità di

acquisizione dei dati utili al

controllo?

La rapida diffusione nella

società civile di molteplici

dispositivi informatici - personal

computer, smartphone,

tablet - e il crescente utilizzo

degli stessi finalizzato alla memorizzazione

ed allo scambio

di informazioni fa emergere

non poche criticità tecniche

nell’attività degli organi addetti

al controllo. Ciò in quanto,

per ciascun diverso tipo

di dispositivo sono necessari

differenti strumenti e tecniche

per l’acquisizione dei dati

nello stesso contenuti; inoltre,

diversamente da ciò che avviene

per i tradizionali supporti

analogici, celare dati o

informazioni all’interno di un

supporto informatico è un’attività

estremamente semplice

mentre risulta, al contrario,

maggiormente difficoltoso

rinvenire gli stessi in sede di

accesso.

Quali potrebbero essere, secondo

lei, le evoluzioni informatiche

utili a migliorare il

processo di acquisizione?

L’attività di acquisizione di

dati informatici necessita non

solo della dotazione, da parte

degli uffici del controllo, di

strumenti che siano “al passo”

con le nuove tecnologie continuamente

diffuse, ma anche

della conoscenza delle stesse e

del modo in cui i contribuenti

le utilizzano al giorno d’oggi

nello svolgimento della loro

attività professionale. A mio

parere, questo secondo aspetto

si rivela persino più importante

del primo, poiché risulterebbe

al quanto difficile, se non

impossibile, rincorrere la continua

e rapidissima evoluzione

dei dispositivi informatici, non

sempre standardizzati, ma al

contrario appare estremamente

utile conoscere l’approccio

agli stessi da parte degli

utilizzatori e il modo in cui

questi li adoperano nella loro

quotidianità. Ritengo quindi

fondamentale, non solo un rinnovamento

delle metodologie

e degli strumenti, ma anche lo

studio, da parte degli “addetti

ai lavori”, degli elementi conoscitivi

di base delle information

and communication

technologies e delle best practice

suggerite dall’informatica

forense per acquisire ed analizzare

i “nuovi” dati digitali.

Non posso che definire la mia

prima esperienza da tutor, per

lo stage di Niccolò, più che

positiva.

Nicolò, già all’inizio del

project work, si è mostrato

piuttosto intraprendente, ma

anche molto disorientato nel

confrontarsi con una materia

che non conosceva, se non per

quanto riferito dagli organi di

informazione.

L’ho visto incuriosirsi e trovare

lo spirito per stare ad ascoltare

altre persone che, probabilmente

anche dando troppe

cose per scontate, gli parlavano

- con un linguaggio già

tecnico - di accessi ed acquisizioni,

accertamenti analitici

piuttosto che induttivi.

Ho percepito il crescente interesse

per la materia fiscale

- e per il nostro lavoro - ed ho

visto che, di giorno in giorno,

la sua idea di equità sociale

era sempre più associata (anche)

ad un efficace contrasto

all’evasione fiscale ed al lavoro

delle persone che ha avuto

occasione di conoscere nel periodo

dello stage.

A conclusione del tirocinio,

Niccolò ha redatto un ottimo

elaborato, tanto che il suo lavoro

è stato oggetto di approfondimento

nel corso di una

presentazione volta ad esporre,

ad alcuni colleghi del Settore

e dell’Ufficio formazione

ed al Direttore Regionale, i

contenuti del project work e

le possibili implicazioni della,

oramai, costante evoluzione

telematico/digitale sulle attività

di “indagine” svolte dagli

uffici dell’Agenzia.

Per concludere, ritengo che

lo stage e la redazione del

project work siano state un valido

momento formativo, che

Niccolò abbia saputo sfruttare

al meglio l’opportunità e spero

che il master conseguito gli

offra le più valide occasioni di

inserimento professionale.

Una valutazione complessiva

dell’esperienza svolta rispetto

alle aspettative iniziali.

Lo stage presso l’Agenzia delle

Entrate si è rivelato un’esperienza

molto positiva che

non ha tradito, anzi ha superato,

le mie aspettative iniziali.

Mi ha permesso, non solo di

poter coscientemente valutare

quello che potrebbe essere un

mio futuro impiego presso la

pubblica amministrazione, ma

anche di allargare le mie conoscenze

all’importante materia

del diritto tributario e di

accrescere le competenze che

potrò spendere nel mio futuro

professionale.

2013

Comunicazione


16

NOTIZIE

IL NUOVO MEDICO COMPETENTE

DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DELL’EMILIA-ROMAGNA

Biagio Cunsolo

Il dott. Nunzio Valerio Antonio

Mennoia è il nuovo medico

Competente dell’Agenzia

delle Entrate dell’Emilia-Romagna,

subentra alla dott.ssa

Antonella Marinoni.

Nato a Canosa di Puglia (BA)

è specialista in Medicina del

Lavoro e Professore in “Disabilità

e Lavoro” presso l’Università

degli Studi di Pavia e

di Torino.

Il nuovo medico, in possesso

dei titoli e dei requisiti formativi

e professionali previsti

dall’articolo 38 del DLgs

81/08, collabora con i datori

di lavoro dell’Agenzia delle

Entrate dell’Emilia-Romagna

(Direttore regionale e Direttori

provinciali) ai fini della valutazione

dei rischi presenti nelle

varie strutture e gestisce la

sorveglianza sanitaria dei vari

uffici.

In particolare, svolge le attività

previste dall’art.41 del

DLgs 81/08 novellato dal

DLgs 106/09, e precisamente

effettua:

a. visita medica periodica per

controllare lo stato di salute

dei lavoratori rilasciando

un giudizio d’idoneità alla

mansione specifica;

b. visita medica su richiesta

del lavoratore, qualora sia

ritenuta dal medico Competente

correlata ai rischi

professionali o alle sue

condizioni di salute, suscettibili

di peggioramento

a causa dell’attività lavorativa

svolta;

c. visita medica in occasione

del cambio della mansione

da parte del lavoratore;

d. visita medica alla cessazione

del rapporto di lavoro

nei casi previsti dalla normativa

vigente.

Inoltre, espleta la visita medica

preventiva in fase preassun-

tiva e la visita medica precedente

alla ripresa del lavoro, a

seguito di assenza per motivi

di salute di durata superiore ai

sessanta giorni continuativi.

Con le due nuove visite previste

dal DLgs 106/09, possiamo

dunque affermare che il lavoratore

assunto in una struttura

(pubblica o privata) è obbligato

a sottoporsi ad una vista medica

preventiva ovvero, ad una

visita specifica intesa a constatare

l’assenza di controindicazioni

al lavoro, attinente ai rischi

eventuali cui il lavoratore

stesso potrebbe andare incontro

dopo l’assunzione.

Per quanto riguarda invece

la visita a seguito di assenza

superiore ai sessanta giorni

continuativi, il lavoratore, alla

luce di quanto emanato dal

DLgs 106/09, prima di rientrare

in ufficio è obbligato a sottoporsi

a visita d’idoneità alla

mansione. In parole povere,

in questo caso, possiamo dire

che il lavoratore chi si assenta

per malattia per oltre sessanta

giorni continuativi, di default

perde l’idoneità alla mansione

e per riottenerla occorre che

acquisisca l’ok da parte del

medico Competente.

Il medico Competente, infatti,

sulla base delle risultanze

delle visite, esprime uno dei

seguenti giudizi relativi alla

mansione specifica:

a. idoneità;

b. idoneità parziale, temporanea

o permanente, con

prescrizioni o limitazioni;

c. inidoneità temporanea;

d. inidoneità permanente.

Il giudizio del medico apposto

per iscritto, oltre ad essere

inserito nella cartella sanitaria

di ciascuno, contestualmente

è consegnato al lavoratore e al

datore di lavoro.

In caso di giudizio d’inidoneità

temporanea, lo stesso

medico Competente è tenuto a

precisare i limiti temporali di

validità.

In caso d’inidoneità alla mansione

specifica, così come

previsto dall’art.27 del DLgs

106/09, il datore di lavoro adibisce

il lavoratore, ove possibile,

a mansioni equivalenti o,

in difetto, a mansioni inferiori

garantendogli però sempre il

trattamento economico corrispondente

alla mansione di

provenienza.

Il datore di lavoro è comunque

sempre tenuto ad attuare

le misure indicate dal medico

Competente.


CONTRIBUTI

17

VIDEOSORVEGLIANZA

SICUREZZA E PREVENZIONE

NEL RISPETTO DELLA RISERVATEZZA

Aldo La Mendola

Gli atti ostili registrati nei

confronti del personale e delle

strutture dell’Agenzia e il perdurare

della crisi economica,

spesso causa di tensione sociale,

hanno reso necessario

innalzare i livelli di attenzione

verso i protocolli, le procedure

e le misure di sicurezza a tutela

delle risorse dell’Agenzia.

Per tali motivi, in ottemperanza

alle specifiche disposizioni

emanate dalla Direzione

Centrale Audit e Sicurezza e

tenuto conto delle istruzioni

fornite dagli Uffici Relazioni

sindacali centrale e regionale,

l’Ufficio Risorse Materiali ha

avviato la complessa e articolata

attività negoziale prevista

per l’approvvigionamento e

l’installazione degli apparati

di videosorveglianza presso

tutte le strutture organizzative

regionali, nel pieno rispetto

delle norme vigenti in materia

di privacy e della legge 300/70

(Statuto dei lavoratori) con

esclusione quindi di qualsiasi

valenza di controllo delle prestazioni

lavorative o di utilizzo

a fini disciplinari.

Prima di avviare la prevista

procedura sul mercato elettronico

è stato predisposto un

capitolato tecnico secondo l’

architettura di progetto ed i

requisiti minimi indicati dalla

DCAMM.

Il sistema di videosorveglianza

è stato realizzato tenendo

conto dei seguenti apparati:

1. Telecamera da esterno:

telecamera fissa a circuito

chiuso posizionata all’esterno

degli ingressi principali

di ogni sede; TELECAME-

RA custodia DOME: telecamera

fissa a circuito chiuso

in custodia “mini dome”

posizionata all’interno degli

edifici nei pressi dell’area

di front-office che riprenda

l’ingresso degli utenti;

2. Telecamera Dome brandeggiabile:

telecamere di

questo tipo sono state posizionate

esclusivamente

presso l’immobile di Via

Marco Polo, 60 – Bologna,

sede della Direzione Regionale

e della Direzione

Provinciale di Bologna. Le

due telecamere, situate ai

lati della portineria, sono

orientate verso il parcheggio

antistante; sono del tipo

brandeggiante in quanto

dotate di un angolo di ripresa

mobile che consente

di controllare le due ali del

parcheggio medesimo. In

quest’ottica è stata prevista

la visione “in presa diretta”

delle immagini, riprese da

queste telecamere, su un

monitor in dotazione agli

addetti alla portineria esterna.

3. Monitor: monitor per sistemi

TVCC alta definizione di

dimensione minimo 14’’ per

la visualizzazione in tempo

reale delle riprese delle telecamere.

Il sistema di videosorveglianza

è supportato da un UPS ausiliario

dimensionato in modo

tale da garantire per tutte le

telecamere e il DVR, almeno

90 minuti di funzionamento

in caso di assenza di energia

elettrica.

L’installazione delle videocamere

nelle 20 sedi interessate

è stata preceduta da un iter

Poiché le

telecamere

possono facilitare

l’individuazione

dei responsabili,

i sistemi di

videosorveglianza

tendono a

contenere i

fenomeni criminali

attraverso il

meccanismo sia

della repressione

che della

prevenzione

sotto forma di

“deterrenza”

molto articolato, e precisamente,

con la ditta aggiudicataria

è stato redatto un cronoprogramma

dei lavori e sono

stati programmati i sopralluoghi

- alla presenza del Capo

Ufficio Risorse Materiali, del

Capo Ufficio Sicurezza, dei

tecnici della Ditta Simetel e

dei Rappresentanti dei lavoratori

per la sicurezza (RLS)

consultati preventivamente in

ottemperanza alle disposizioni

del D. Lgs. 81/2008 - per

definire i tempi e le modalità

tecniche delle installazioni,

nonché il posizionamento delle

telecamere, con relativo angolo

di ripresa.

Inoltre, relativamente al divieto

contemplato dall’art. 4 della

Legge 300/70, cioè il divieto

del controllo a distanza dei

lavoratori, il raggiungimento

degli accordi con le Organizzazioni

Sindacali territoriali

e le rappresentanze sindacali

unitarie ha costituito la condizione

necessaria per l’installazione

delle telecamere.

Negli accordi con le delegazioni

sindacali locali, sottoscritti

in ciascuna DP e nella

DR, sono stati evidenziati i

seguenti elementi:

1. caratteristiche tecniche generali

dell’impianto;

2. finalità della sua installazione,

con la precisazione che

le immagini acquisite non

potranno in nessun caso essere

utilizzate per eventuali

accertamenti sull’obbligo di

diligenza da parte dei lavoratori,

né per l’adozione di

possibili provvedimenti disciplinari;

2013

Comunicazione


18

NOTIZIE

3. posizionamento delle telecamere,

con relativo angolo

di ripresa;

4. durata del periodo di eventuale

conservazione delle

immagini registrate, le immagini

saranno conservate

per 5 giorni lavorativi, o, in

caso di festività o di chiusura

degli uffici, fino ad

un massimo di 7 giorni, al

termine dei quali il sistema

è configurato in modo da

proceder automaticamente

alla loro progressiva cancellazione;

5. precisazione che all’impianto

non potrà essere

apportata alcuna modifica,

se non in conformità al dettato

dell’art. 4 della Legge

300/70.

I lavori di installazione hanno

avuto inizio in data 7 gennaio

2013 presso la Direzione Provinciale

di Piacenza e si sono

conclusi il 4 febbraio 2013

presso l’Ufficio Territoriale di

Lugo.

In attuazione dell’obbligo

previsto all’art. 13 del

Codice della Privacy, le

zone oggetto di ripresa

sono segnalate mediante

avvisi sintetici affissi

in prossimità delle telecamere,

in un formato

e un posizionamento

tali da risultare chiaramente

visibili a coloro

che accedono all’area

riservata.

Il Titolare del trattamento

dei dati personali

derivante dall’impiego

del sistema descritto

è l’Agenzia delle Entrate.

Gli adempimenti

che la legge vigente

pone a carico del titolare

sono effettuati dal Direttore

Regionale quale “Responsabile

Coordinatore”.

Il Direttore Regionale, in qualità

di “Responsabile coordinatore”

del trattamenti dei

dati, a seguito dell’attivazione

dei sistemi di videosorveglianza

nelle varie strutture, ha affidato

ai Direttori Provinciali la

responsabilità del trattamento

dei dati personali relativi al sistema

medesimo con l’obbligo

di nominare, con atto formale

di designazione, i singoli incaricati

indicandone i compiti

e fornendo dettagliate istruzioni

per il trattamento dei dati.

Relativamente alla Direzione

Regionale la responsabilità

del trattamento è stata affidata

al Capo Ufficio Risorse Materiali.

L’art. 134 del Codice della

Privacy definisce “videosorveglianza”

il trattamento effettuato

con strumenti elettronici

di rilevamento immagini.

Sempre più spesso le Amministrazioni

utilizzano i sistemi

di videosorveglianza come

strumento di “rassicurazione”,

perché offrono il vantaggio di

dare una risposta immediata

al sempre più diffuso senso di

insicurezza dei cittadini. Nel

sistema complessivo della SI-

CUREZZA la tecnologia svolge

un ruolo molto importante.

Si tratta di dispositivi piuttosto

delicati che, per il loro corretto

utilizzo sul territorio, devono

saper coniugare sia il valore

della sicurezza sia quello della

PRIVACY.

Poiché le telecamere possono

facilitare l’individuazione

dei responsabili, i sistemi di

videosorveglianza tendono a

contenere i fenomeni criminali

attraverso il meccanismo

sia della repressione che della

prevenzione sotto forma di

“deterrenza”.

Il Codice in materia di protezione

dei dati personali

- D.Lgs 196/2003 - tutela il

diritto, costituzionalmente

garantito, alla riservatezza.

D’altra parte anche la tutela

della sicurezza è un’esigenza

sempre più avvertita dall’opinione

pubblica. Per bilanciare

tali interessi, che in materia

di videosorveglianza possono

essere contrapposti, il Garante

ha elaborato il “Provvedimento

Generale sulla Videosorveglianza”

emesso in data 29

aprile 2004, contenente una

disciplina più compiuta ed organica,

con la precisazione dei

principi e degli adempimenti

che devono essere posti in essere

dal Titolare del trattamento

che effettua la videosorveglianza.

Il Provvedimento in particolare

prevede che il trattamento

dei dati personali debba essere

effettuato nel rispetto dei principi

di liceità, necessità e proporzionalità.

Occorrerà pertanto

ottemperare alle prescrizioni

di seguito sintetizzate.

1. Il trattamento dei dati derivanti

dall’utilizzo del sistema

di videosorveglianza

viene effettuato per ragioni

di sicurezza, in particolare

di tutela dell’incolumità

dei lavoratori e di tutela

del patrimonio aziendale e

nel rispetto, oltre che della

disciplina in materia di protezione

dei dati, delle norme

dell’ordinamento civile e

penale;

2. I dati personali oggetto di

trattamento vengono raccolti

e registrati per esclusive

ragioni di sicurezza e non

possono essere utilizzabili

per operazioni di trattamento

incompatibili e non connesse

a tali finalità;

3. La collocazione delle telecamere

rispetta il principio di

pertinenza stabilito dall’art.

11 del Codice privacy e

pertanto consente la ripresa

e la registrazione delle sole

immagini indispensabili al

raggiungimento delle finalità

perseguite;

4. Il tempo di conservazione

deve essere limitato a poche

ore o, al massimo, alle ventiquattro

ore successive alla

rilevazione, fatte salve speciali

esigenze di ulteriore

conservazione in relazione

a festività o chiusura degli

uffici, nonché nel caso in

cui si debba aderire ad una

specifica richiesta investigativa

dell’autorità giudiziaria

o di polizia giudiziaria. Solo

in casi specifici, per peculiari

esigenze tecniche o

per la particolare rischiosità

dell’attività svolta dal titolare

del trattamento, è ammesso

un tempo più ampio

di conservazione dei

dati, che non può comunque

superare la

settimana. Il sistema

impiegato deve essere

programmato in modo

da operare, al momento

prefissato, la cancellazione

automatica

da ogni supporto con

modalità tali da rendere

non utilizzabili i dati

cancellati;

5. Possono avere accesso

alle immagini

unicamente i responsabili

del trattamento

e gli incaricati puntualmente

individuati con

atto di nomina;

6. In ogni caso le immagini

non potranno mai essere destinate

da parte del Titolare

del trattamento a pubblicazione

o diffusione;

7. vietato l’utilizzo delle

immagini per finalità di

controllo anche indiretto

sull’attività lavorativa dei

dipendenti.


CONTRIBUTI

19

GESTIRE CON RESPONSABILITÀ IL TRIBUTO

NELLA SOCIETÀ ITALIANA DEL TERZO MILLENNIO

Christian Attardi

L’idea di scrivere queste brevi

considerazioni deriva dalle

sollecitazioni che mi sono arrivate

ascoltando, in occasione

di un recente convegno in

Modena, le parole del prof.

Gianni Marongiu, ordinario di

diritto tributario nell’Università

di Genova e già sottosegretario

alle Finanze.

Le riflessioni che vorrei esprimere

derivano da una presa

d’atto: nello svolgimento quotidiano

della nostra attività di

civil servants troppo spesso

trascuriamo l’alto valore sociale

e culturale della nostra

azione.

Abbiamo realmente consapevolezza

di quale sia il significato

di gestire in prima

persona l’applicazione dei tributi

imposti dall’ordinamento

repubblicano? Siamo davvero

consapevoli di quale sia il ruolo,

la funzione, dell’Amministrazione

finanziaria nel contesto

della nostra organizzazione

pubblica e della società italiana

di questo tempo?

Forse no.

Gestire il tributo non è attività

neutrale, dal punto di vista

individuale, sociale, culturale,

collettivo.

Troppo spesso, ci ricorda Marongiu,

alcuni settori della

politica predicano una nozione

di tributo confinante con

l’oscenità, coincidente con il

“mettere la mani nelle tasche

degli Italiani”. Come se il tributo

fosse l’oggetto di un furto

con destrezza o di una rapina.

Il tributo è nulla di tutto questo.

Esso ha in sé, in realtà, uno dei

semi più ricchi e fecondi di democrazia

rappresentativa.

Il tributo è una “prestazione

patrimoniale imposta” necessaria

ad alimentare la sussistenza

della vita sociale, che

ogni cittadino corrisponde allo

Stato in ragione della propria

capacità contributiva ed in

base ad una legge approvata

dal Parlamento espressione

della sovranità popolare.

Il tributo, basandosi sul consenso,

è dunque una delle più

alte espressioni di democrazia:

pagando il tributo si finisce per

conferire dignità al cittadinocontribuente.

La dignità del soggetto passivo

del tributo porta con sé il

più alto valore della sovranità

repubblicana appartenente al

popolo.

Il fatto stesso di contribuire

alle spese pubbliche conferisce

dignità di cittadino all’individuo

di una collettività organizzata.

Nel nostro ordinamento democratico,

l’assolvimento del

tributo dovrebbe rappresentare

un vero e proprio statussymbol.

Ciò che dà dignità di

cittadinanza alla persona non

dovrebbe essere il possesso di

questo o quel feticcio, ma l’essere

in regola con l’assolvimento

dell’obbligo tributario.

L’indegnità di chi evade od

elude il tributo coincide con

la sporcizia di chi, ribellandosi

al tributo, si ribella alla stessa

democrazia partecipativa.

Cosa c’entra l’Amministrazione

finanziaria in tutto ciò? Che

ruolo abbiamo noi?

La responsabilità di gestire un

pezzo di democrazia (l’imposizione

del tributo) con serietà,

Il fatto stesso

di contribuire

alle spese

pubbliche

conferisce

dignità di

cittadino

all’individuo di

una collettività

organizzata

ragionevolezza, rigore, professionalità

e, permettetemi di

dire, consapevolezza.

Consapevolezza che toccare

il tributo non è un lavoro qualunque.

L’importanza del ruolo

dell’Amministrazione finanziaria

del nostro Paese fu

sottolineata con forza già da

Luigi Einaudi in epoca prerepubblicana.

Nell’articolo intitolato “Leggi

tributarie giuste e funzionari

scelti”, apparso nel Corriere

della Sera del 3 aprile 1918,

egli non mancò di rimarcare

“lo zelo veramente encomiabile

con cui i funzionari procedettero

alla scoperta della verità

attraverso ad ostacoli spesse

volte grandissimi”.

Einaudi si riferiva al maxi

gettito derivante dal recupero

dell’imposta sui sopraprofitti

di guerra, preventivato in 50

milioni di Lire e consuntivato

invece per 338,5 milioni. E tra

le cause di tale abbondanza finanziaria,

l’Autore individuò

anche l’eccellente operato del

Fisco.

L’articolo di Einaudi spicca

per impressionante attualità.

Ne riporto qualche passo (i

corsivi sono dell’Autore).

“Non può escludersi che talvolta

qualche eccesso di zelo

siasi verificato; e che i redditi

presunti, nei casi dubbi, dalle

agenzie delle imposte non siano

stati in qualche caso valutati

in cifra superiore al vero.

Ma è questo un fatale retaggio

del sistema finora invalso, per

l’imposta di ricchezza mobile,

di non investigare il reddito

effettivo del contribuente, ma

2013

Comunicazione


20

NOTIZIE

un reddito approssimativo,

medio, presunto a seconda di

criteri arbitrari e variabili e

sempre più o meno lontano dal

vero”.

Segue un’affermazione lapidaria

e di cristallina verità:

“Una volta messi sulla china

del reddito medio (…) e presunto

(…) non si sa più dove

si va a finire. Si oscura il criterio

dell’equa ripartizione

dell’imposta”. Se si trascura

la realtà, secondo Einaudi, “si

cade nell’arbitrio, nella media,

per cui vanno famosi i ruoli

dell’imposta di ricchezza mobile,

i cui dati, per ammissione

concorde della finanza e dei

contribuenti, tutto significano,

fuorché la verità”.

Il fenomeno delle “quote inesigibili”,

che cronicamente

annacquano l’attivo patrimoniale

del bilancio dello Stato

con crediti fiscali destinati al

macero, era tristemente noto

anche nel primo dopoguerra.

Vorrei continuare a citare Einaudi:

“La prima condizione, però,

affinché la verità si conosca è

che le leggi di imposta rispondano

al senso universale di

giustizia”.

“Le leggi d’imposta debbono

essere, sostanzialmente e

non solo formalmente, diritte

ed oneste. Solo a questa condizione

possono riscuotere

l’ubbidienza volenterosa dei

cittadini”.

Non voglio e non posso giudicare

il tasso di equità di cui

sono intrise le moderne leggi

fiscali; ma quel che è certo è

che la tecnica legislativa utilizzata

lascia molto a desiderare

e costringe sempre più i

funzionari del Fisco alla ricerca

della giusta interpretazione

anziché della giusta imposizione.

Il funzionario fiscale

si fa esegeta, glossatore e, a

fatica, se rimangono tempo e

forza, applicatore delle regole

tributarie.

Segue poi una parte profonda

dell’articolo di Einaudi, che

tocca nuovamente la nostra

attività:

“Occorrono dunque leggi semplici,

perequate, senza trabocchetti

ed inflessibili. Ma qualunque

legge, anche ottima, a

nulla gioverà se ad applicarla

non sia chiamato un corpo di

funzionari colto, indipendente,

ben pagato, sussidiato da una

giusta magistratura tributaria”.

Sembra di leggere parole scritte

oggi e non un secolo fa.

L’appello di Einaudi è a un

corpo normativo di alto profilo,

composto da disposizioni

ben scritte, chiare e sostanzialmente

indirizzate alla giusta

imposizione; ma è un appello

anche alla giusta valorizzazione

dell’apparato amministrativo

dei funzionari tributari,

a cui devono essere garantiti,

per effetto della sua qualificazione

professionale, l’indipendenza,

una retribuzione

adeguata e dignitosa, il sussidio

di una giustizia tributaria

qualificata e autorevole.

Non è tutto. Prosegue così Einaudi:

“Quei funzionari i quali accertarono

per il 1914-15 una

imposta di guerra di ben 338,5

milioni, invece dei 50 previsti,

hanno stipendi miserabili, da 2

a 6 mila lire lorde, insufficienti

a mantenere il decoro necessario

in confronto con i contribuenti

a cui applicano talvolta

i milioni di lire di imposte in

un solo accertamento”. “Perciò,

non di rado, i meno forti

se ne vanno; e con stipendi

tripli o quadrupli passano alle

dipendenze del contribuente,

il quale si gioverà dell’opera

loro per impiantare la sua contabilità

in modo che la finanza

non ci possa scoprire dentro il

vero”.

Parole che sono pietre.

“Tutti debbono essere garantiti

contro le inframmettenze del

potere politico, dei deputati e

delle autorità locali”.

La conclusione dell’articolo

einaudiano è un saggio per il

tempo attuale:

“Dinanzi a funzionari colti ed

indipendenti, anche i contribuenti,

tutelati da magistrature

imparziali, si troveranno più

a loro agio. E la psicologia

odierna, per cui tutti si stupiscono

di dover pagare, si muterà

nell’altra per cui tutti sentiranno

il dovere di pagare”.

Acquistiamo, dunque, colleghi,

consapevolezza circa

l’importanza storica e moderna

del nostro ruolo e raccogliamo

l’appello di Einaudi a

coltivare la preparazione individuale

e l’indipendenza da

ogni tipo di legame.

Cultura ed indipendenza costituiscono

la chiave, nel pensiero

einaudiano, per elevare

l’Amministrazione finanziaria

al ruolo determinante di volano

del cambiamento, di mentalità

e culturale.

Solo così avremo assolto ai

nostri doveri e potremo davvero

essere legittimati ad avanzare

pretese. Recuperiamo la

nobile nozione di tributo e,

consapevoli del nostro ruolo,

rendiamo con serietà e rigore

il nostro contributo per migliorare

il nostro Paese.

CIAO NEVE...


NOTIZIE

21

DALLA REPUBBLICA CECA A BOLOGNA PER FISCALIS…

IN AUTOBUS!

Caterina Longo - Giulietta Motola

Nel solco di una consuetudine

ormai consolidata, anche

quest’anno la Direzione Regionale

ha ospitato, nell’ambito

del Programma europeo Fiscalis,

dal 18 al 22 marzo 2013,

una collega estera proveniente

dalla Repubblica ceca, Lenka

Vantuchova, responsabile

presso l’Ufficio finanziario di

Frydlante nad Ostravici del

team che si occupa della lotta

alle frodi IVA.

Come molti di noi sanno, il programma

Fiscalis è un’iniziativa

finanziata dall’Unione Europea

con l’obiettivo di migliorare le

competenze e gli strumenti di

contrasto all’evasione e all’elusione

fiscale, attraverso la

conoscenza dei diversi sistemi

tributari e lo scambio di metodologie

e procedure.

Nel rispetto degli obiettivi del

quadro strategico fissati dal Comitato

Fiscalis della Commissione

Europea, il programma

ha tenuto conto delle richieste

e degli interessi espressi dalla

collega della Repubblica Ceca.

Lenka, infatti, coerentemente

con l’attività svolta nel proprio

Paese, desiderava approfondire

le problematiche connesse alle

frodi nell’IVA, in particolare, le

metodologie, le procedure e gli

strumenti utilizzati dall’Agenzia

delle Entrate nel contrasto

alle “frodi carosello”. Abbiamo

quindi cercato di programmare

la visita in funzione di quest’obiettivo,

con l’auspicio che si

potessero creare le condizioni

per un effettivo confronto tra

le diverse esperienze lavorative

dei due Stati membri.

La collega ospite, che vive e

lavora a Ostrava, è arrivata a

Bologna domenica mattina, in

autobus, dopo un viaggio di ben

15 ore. Alla stazione degli autobus

l’abbiamo accolta e accompagnata

in albergo per qualche

ora di necessario riposo.

Il lunedì mattina, al suo arrivo

in Direzione regionale, la

collega ha incontrato il capo

dell’Ufficio Formazione e Sviluppo,

Anita Pezzetti, che le ha

dato il benvenuto, affidandola

poi alle cure del tutor, Caterina

Longo dell’Ufficio Fiscalità

delle imprese e finanziaria della

Direzione regionale.

Quest’anno, oltre ad illustrare

il generale funzionamento dei

diversi Uffici preposti al perseguimento

dei fini istituzionali

dell’Agenzia, la visita di lavoro

ha coinvolto da vicino l’Ufficio

Antifrode, istituzionalmente

preposto allo studio, prevenzione

e contrasto delle frodi, e ha

riguardato anche le attività di

tutti gli Uffici che, per diverse

ragioni, operano nel contrasto

alle frodi IVA.

La collega ha poi trascorso

un’intera giornata alla Direzione

Provinciale di Bologna.

Accolta dal Direttore Provinciale,

Patrizia Zamboni, è stata

2013

Comunicazione


22

NOTIZIE

accompagnata dal collega Santo

Pellicanò dell’Area imprese

di medie dimensioni, che le ha

mostrato l’organizzazione ed il

funzionamento degli uffici della

DP e dell’Ufficio Territoriale.

Nel corso delle attività svolte,

l’ospite ha avuto l’opportunità

di vedere da vicino un accertamento

condotto dalla DP su un

caso di suo interesse.

L’ultimo giorno, venerdi, è

stato dedicato al confronto tra

i sistemi fiscali italiano e ceco,

dal quale sono emerse alcune

interessanti differenze. Ad

esempio, abbiamo appreso, non

senza stupore, che la tassazione

sul reddito delle persone fisiche

è proporzionale e con un’aliquota

unica del 15% (!).

Anche l’imposizione diretta

sulle società è risultata estremamente

vantaggiosa; infatti,

la Repubblica Ceca, tassa il

reddito delle società con l’aliquota

del 21%.

Per quanto riguarda l’IVA, le

differenze interessano principalmente

le aliquote ridotte:

nel sistema Ceco – a differenza

di quello Italiano – è prevista

una sola aliquota ridotta, pari

al 15%.

Lenka è stata molto colpita

dalla complessità del nostro

sistema fiscale e dall’elevato

numero di imposte applicate

nel nostro Paese. D’altro canto,

è rimasta molto impressionata

dall’ampiezza delle banche

dati in possesso dei nostri Uffici,

contenenti informazioni di

carattere anche internazionale.

La buona riuscita di quest’esperienza

va ricercata non solo

nel lavoro svolto dal tutor e dai

diretti organizzatori dell’iniziativa,

ma anche nell’impegno e

nello spirito di condivisione

del progetto profuso da tutte

le persone coinvolte che, con

entusiasmo e senso di abnegazione,

hanno dedicato tempo

e risorse, anche oltre l’orario

di lavoro, per rendere il più

piacevole possibile il soggiorno

della collega straniera.

Non fosse altro che per onorare

la conosciuta ospitalità

bolognese, abbiamo cercato di

offrire a Lenka anche un assaggio

della storia e della cultura

della città, compresa quella

culinaria. Infatti, dopo averle

mostrato i luoghi più importanti

e caratteristici, per coronare

adeguatamente la parte ludica

della visita, la sera precedente

la partenza abbiamo brindato in

una delle osterie più popolari e

conosciute del centro storico.

Nel giorno conclusivo della

visita, il Direttore Regionale ha

voluto salutare personalmente

l’ospite, esprimendo l’auspicio

che le sue aspettative iniziali

fossero state pienamente soddisfatte.

E insieme hanno fissato

l’incontro con una foto ricordo.

I PENSIERI DEL CUORE

Sandra Amovilli

I pensieri del Cuore

di Sandra Amovilli

Presentazione

Ai miei genitori

‘Le lacrime sono il ghiaccio dell’anima che

si scioglie e a chi piange tutti gli angeli sono

vicini’ Hermann Hesse

‘E stringere le mani per fermare qualcosa che

è dentro me, tu chiamale se vuoi, emozioni’

Lucio Battisti

Un premio Nobel ed un cantautore dei giorni

nostri: personalità e tempi molto diversi, sullo

stesso, grande, quanto inafferrabile tema,

le emozioni.

Nascono così ‘I pensieri del cuore’, dove il

cuore è mente e la mente è cuore; scrivendoli,

non ho cercato di essere originale ‘per forza’,

ho invece tentato di essere semplice, perchè

credo che solo nelle cose e parole semplici

risieda la vera originalità. Per questo i miei

pensieri non si rivolgono ad un pubblico di

‘nicchia’ ma a tutti. Se raggiungeranno il vostro

cuore saranno musica e il mio sogno diventerà

realtà...

La Valigia

La tua Valigia si chiude appena

contiene abiti sdruciti

non alla moda

documenti in ordine casuale

è tutto un disordine

Ma custodisce l’immenso,

il tuo cuore

La porti sempre

con te

Ed è volata via

con te

in un giorno di pioggia

Dedico questo pensiero

all’amico Mauro, scomparso

prematuramente in un giorno

di pioggia

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