Barriere flessibili con rete ad anelli come protezione ... - Geobrugg AG

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Barriere flessibili con rete ad anelli come protezione ... - Geobrugg AG

Barriere flessibili con rete ad anelli

come protezione contro i flussi detritici:

la soluzione economica.

I vantaggi delle barriere pro tet tive

contro le colate detritiche della

Geobrugg:

- sensibile riduzione dei tempi

di costruzione

- risparmio del 30 – 50% sui

costi rispetto alle opere in

calce struzzo

- soluzioni compatibili con la

natura che si integrano armoniosamente

nel paesaggio

- testate in vera grandezza

con l’Istituto federale di ricerca

per la foresta, la neve e il

paesaggio (WSL/FNP)

- barriere singole per eventi fi no

a 1‘000 m3 , barriere multiple

per eventi fi no a 10’000 m3 e

oltre

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Le colate detritiche:

le cause – e come contenerne

gli effetti.

Un flusso detritico (debris flow) è una miscela di acqua con

un’elevata componente di materiali solidi (pietre, massi,

detriti, legname) in rapido movimento verso valle in canali

a pulsazioni successive. Tali colate di fango e detriti

hanno un potenziale distruttivo paragonabile a quello

delle cadute massi, delle valanghe e delle alluvioni.

Il fronte, generalmente chiaramente definito, può raggiungere

una velocità da 2 a 10 m/s. Negli eventi maggiori,

possono essere trascinate a valle masse di materiale

solido di fondo da diverse migliaia di m3 fino a diverse

decine di miglaia di m3 . Anche le più frequenti colate detritiche

fino a 1’000 m3 presentano un notevole impatto distruttivo.

Acqua

Legname galleggiante

e materiale solido di

fondo

Pressione idrostatica

Colata detritica

Spinta del flusso detritico con carico

statico e impulso dinamico

fangoso granulare

Caduta massi

Impatto dinamico con

massa e velocità

Materiale fi ne Materiale a blocchi

Il clima come fattore di rischio.

Il riscaldamento climatico causa il disgelo del permafrost

alpino d’alta quota e dei ghiacciai. Questi fenomeni liberano

più materiale potenzialmente mobilitabile, il che

presumibilmente determina un incremento degli eventi

di debris flow. Anche le precipitazioni violente a livello

regionale che si constatano con sempre maggiore frequenza

possono costituire il fattore scatenante di flussi

detritici. Inoltre, in alcune regioni del mondo, si verificano

sempre più spesso, dopo periodi di prolungata siccità,

incendi di sterpaglie (per esempio in California). Questi

incendi devastano tutta la vegetazione. Se sulla superficie

d’erosione cadono forti precipitazioni, i pendii diventano

instabili: il materiale scivola negli alvei e può dare origine

a flussi detritici.


Sistemi di protezione contro i

fl ussi detritici: un confronto tra

due metodi.

Le barriere fl essibili in rete ad

anelli

...resistono ad elevate sollecitazioni statiche e di na miche.

Possono essere installate con un ridotto onere in termini

di materiale e lavoro, il che consente di risparmiare costi

e tempo d’esecuzione dell‘opera.

I sistemi tradizionali…

...sono adatti a separare l’acqua dai detriti, ma non

sono flessibili e possono essere danneggiati dai massi

rocciosi più grandi. Gli ancoraggi nei versanti sono complessi

e costosi. I pesanti componenti richiedono fondazioni

massicce che nelle zone impervie possono essere

realizzati solo con notevoli difficoltà.

Foto: Herzog Ingenieure AG, Davos Svizzera

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Le nostre barriere fl essibili:

due tipi di sistemi per ogni evenienza.

A dipendenza della struttura dell’alveo e del progetto realizziamo

le barriere protettive contro le colate detritiche

con due tipi di sistemi. In entrambi, il passaggio di base

consente, in situazioni normali, un deflusso indisturbato

dell’acqua. Se la barriera è sommersa dopo l’evento, la

disposizione alare delle funi portanti superiori assicura

una sezione di deflusso chiaramente definita.

bo = max. 15 m

Protezione contro l‘abrasione

bo = max. 25 m

Protezione contro l‘abrasione

Barriera VX: per alvei stretti a V.

Nei torrenti più piccoli, ancoriamo la barriera protettiva

contro i flussi detritici senza montanti con ancoraggi in

fune spiroidale o ancoraggi autoperforanti con teste di

ancoraggio flessibili nei fianchi dell’alveo. La rete ad

anelli è appesa con grilli alle funi portanti superiori e inferiori

dotate di asole frenanti. Questo tipo di opera di

protezione è adatto a sezioni idrauliche di ampiezza fino

a 15 m e un’altezza dell’opera fino a 6 m.

Barriera UX: per alvei larghi a U.

La barriera protettiva contro i flussi detritici per torrenti

più grandi viene ancorata di regola tramite due montanti

nel letto del torrente – anch’essa mediante ancoraggi

flessibili a spirale o teste d’ancoraggio flessibili. Questo

tipo di opera di protezione è adatto a una larghezza fino

a 25 m e un’altezza dell’opera fino a 6 m.


Dettagli ingegnosi che si

completano nel sistema

Com‘è noto, la resistenza di ogni catena è pari a quella del suo anello più debole. Per questa ragione, abbiamo sviluppato

le nostre barriere flessibili con rete ad anelli come un sistema di componenti che si integrano perfettamente a

livello funzionale. Le nostre barriere protettive contro i flussi detritici sono state testate come sistema globale in prove

di debris flow in scala reale dando prova di massima affidabilità.

La rete ad anelli ROCCO ®

L’efficacia protettiva delle reti ad anelli ROCCO ® in filo

d‘acciaio ad alta resistenza si basa su 55 anni di continua

ricerca. Nel suo sviluppo, si è tenuto conto delle risultanze

di numerosi test in scala reale e della collaborazione con

istituzioni internazionali. Il risultato convince: grazie al loro

comportamento elastoplastico, le reti ad anelli ROCCO ® assorbono

esse stesse energia, riducendo così la sollecitazione

sugli ancoraggi. Una seconda rete a maglia piccola, del

tipo a semplice torsione in acciaio ad alta resistenza (rete

TECCO ® ), puo‘ essere particolarmente indicata.

L’ancoraggio in fune spiroidale

Ciò che si piega, non si spezza: la testa dei nostri ancoraggi

è flessibile e perciò insensibile agli urti. La fune

spiroidale è formata da fili d’acciaio con una resistenza di

1’770 N/mm2 . I nostri ancoraggi flessibili a spirale sono

superiori agli ancoraggi convenzionali – non da ultimo,

perché sono adatti anche alla trasmissione di forze in

direzioni di trazione che possono scostarsi di fino a 30°

dall’asse del foro di trivellazione senza perdita di resistenza

al carico.

L’asola frenante

Nelle funi portanti e di bordatura vengono integrati asole

frenanti. In caso di eventi maggiori, le asole si restringono

agendo da dissipatori di energie eccedenti le capacità

della rete ad anelli senza danneggiare le funi. Il carico di

rottura della fune non è ridotto dall’attivazione dei freni,

talché è possibile sfruttare appieno la specifica caratteristica

forza-corsa.

Ancoraggi autoperforanti con

testa Geobrugg FLEX

La testa FLEX assorbe forze di trazione e di flessione in

base allo stesso principio della testa degli ancoraggi in

fune spiroidale Geobrugg. È insensibile ai colpi e può

essere montata sugli usuali ancoraggi autoperforanti in

commercio.

Protezione dall‘abrasione

Per proteggere le funi portanti superiori contro l’effetto

abrasivo del materiale solido di fondo e dei detriti, li rivestiamo

con profilati angolari in acciaio a parete spessa.

Questi elementi protettivi sono facilmente sostituibili in

caso d’usura.

I montanti

Per le barriere UX utilizziamo montanti di tipo HEB solidarizzati

alla piastra di base mediante una cerniera:

essi servono da guida alle funi a cui è appesa la rete ad

anelli. Per ridurre l’usura delle funi portanti, le relative

guide sono arrotondate.

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La versatilità del sistema consente

numerose possibilità d’impiego.

1) Singola barriera di ritenuta di

piccole colate di fango e detriti

Il problema (Engler, Meiringen Svizzera):

Nella zona del bacino imbrifero superiore, una vecchia

zona di franamento con un sottosuolo scistoso, le attività di

movimento determinano ridotti scoscendimenti e colate

detritiche che minacciano i margini dell’insediamento e

l’ospedale di Meiringen. Occorre sia frenare il flusso torrentizio

carico d’energia nel terreno assai ripido, sia creare

un volume di ritenzione per il materiale mobilitato.

La soluzione Geobrugg:

Verso il fondo del canale, in una zona facilmente accessibile

e con debole pendenza, è stata installata una singola

barriera UX con una capacità di 700 m3 in grado di trattenere

completamente un possibile evento. Una seconda

barriera in rete ad anelli in posizione scoscesa davanti alla

singola barriera frena l’energia del fronte della colata

detritica.

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2) Barriera multilevel contro

grandi eventi di debris fl ow

Il problema (Milibach, Meiringen Svizzera):

Nel 2005 si sono mobilitati nel bacino imbrifero del Milibach

ca. 13’000 m3 di materiale scistoso, accresciutosi in

seguito all’effetto erosivo della colata verso valle a circa

40’000 m3 . Il trasporto di sedimenti grossolano ha causato

enormi danni a Reuti e Meiringen. Si trattava di installare

in modo rapido e semplice una misura di protezione che si

integrasse il più possibile nel paesaggio di grande interesse

turistico.

La soluzione Geobrugg:

Installazione di 13 barriere contro le colate detritiche disposte

in sequenza nella zona del bacino imbrifero con un

volume di ritenuta complessivo di ca. 12’000 m3 . La prima

barriera a monte è stata equipaggiata con una rete ad

anelli sovradimensionata quale freno per le colate detritiche.

Mediante accessi e luoghi di deposito è assicurato uno

svuotamento efficiente e semplice dopo un evento.

3) Opera di frenaggio del fronte

delle colate detritiche

Il problema (Engler, Hasliberg Svizzera):

Anteposta a una barriera, frenare il fronte della colata

detritica in un terreno scosceso senza importante ritenuta

di materiale.

La soluzione Geobrugg:

Installazione di una barriera di protezione contro le colate

detritiche di concezione speciale con una rete ad anelli

rinforzata, funi portanti supplementari e asole frenanti

per l’assorbimento mirato dell’energia del fronte della

colata detritica.

4) Protezione contro l’ostruzione

di tombini

Il problema (Gaviota-Pass, California USA):

In seguito a un’ostruzione, la strada del passo è stata

allagata e bloccata. Il materiale del flusso detritico va

trattenuto davanti al passaggio.

La soluzione Geobrugg:

Installazione di una barriera con rete ad anelli direttamente

davanti al passaggio in grado di trattenere il materiale

solido e di consentire il passaggio e il deflusso del materiale

fine e dell’acqua. In occasione di tre eventi di debris flow,

il materiale è stato trattenuto senza intralci al traffico in

transito. Dopo l’evacuazione del materiale mediante

escavatrice, la barriera è stata riutilizzata.

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5) Opera di sbocco da un bacino

di raccolta di materiale

Il problema (Schlucher Rüfe, Malbun Liechtenstein):

Un’esistente soglia in calcestruzzo doveva essere ampliata

a trattenuta di flussi detritici e materiale di fondo mediante

una briglia con rete ad anelli. Il passaggio di base

deve consentire il normale deflusso di piena e la briglia

deve entrare in funzione solo in caso di flusso detritico.

La soluzione Geobrugg:

Innalzamento di un’arginatura sui due lati con fianchi

in calcestruzzo per l’ancoraggio della barriera in rete

ad anelli. Grazie al passaggio di base a selezione variabile

è possibile il coordinamento mirato di ritenuta del

materiale e capacità di deflusso.

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6) Opera di deviazione per la correzione

dell’andamento di un

alveo

Il problema (soglia 25, Illgraben Svizzera):

I flussi detritici e le piene scorrevano attorno all’esistente

briglia di calcestruzzo erodendo sempre più materiale ai

fianchi della scarpata. V’era il pericolo di un’ulteriore erosione

e della dislocazione del deflusso del corso d’acqua.

La soluzione Geobrugg:

Costruzione di una prima barriera in rete ad anelli nell’area

di deflusso tra la briglia di calcestruzzo e la scarpata

erosa. Dopo la colmatura naturale con materiale detritico

è stata effettuata l’installazione di una seconda barriera in

rete ad anelli con andamento obliquo della fune superiore

che dirige nuovamente le piene e le colate detritiche sopra

la briglia di calcestruzzo.

7) Protezione da sottoescavazione

ed erosione

Il problema (Merdenson Svizzera):

Una permanente tracimazione d’acqua e di colate detritiche

aveva inciso l’alveo al piede della briglia di calcestruzzo.

Si trattava di proteggerla e mantenere la stabilità del

muro – con un’opera in grado di trattenere il materiale di

flussi detritici in modo che la tracimazione d’acqua e di

materiale insistesse sempre sul conoide di accumulo.

La soluzione Geobrugg:

Costruzione di una barriera in rete ad anelli 5 - 10 m davanti

alla briglia di calcestruzzo. Dopo la ritenuta del materiale

di debris flow, la rete ad anelli rimane sempre

riempita di materiale nell’alveo proteggendo così la base

del muro.

8) Protezione dall’erosione dei

fi anchi dell’alveo

Il problema (Merdenson Svizzera):

Erosione causata da piene e flussi detritici dell’alveo e dei

suoi fianchi. Mediante due briglie si intende colmare il

letto dell’alveo e stabilizzare così i fianchi.

La soluzione Geobrugg:

Dimensionamento specifico di due barriere con rete ad

anelli che restano colmate. Una protezione dall‘abrasione

protegge la fune portante superiore durante la tracimazione.

Con le briglie è stato raggiunto una riduzione della

pendenza dell‘alveo e un innalzamento della linea d‘energia.

Le briglie sono soggette a regolare monitoraggio.

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Come possono essere trattenuti

1‘000 m 3 per barriera?

In collaborazione con istituzioni rinomate come l’Istituto

federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio

WSL / FNP sono state effettuate numerose prove di laboratorio

e sul campo. I test hanno dimostrato che le barriere

in rete ad anelli singole della Geobrugg possono trattenere

fino a 1’000 m3 .

L’impianto di prova di Illgraben

(Canton Vallese / Svizzera)

Con una media da quattro a sei flussi detritici l’anno, l’Illgraben

è uno dei canali di debris flow più attivi nelle Alpi

Svizzere. Dal 2000, è sotto la sorveglianza del WSL. La velocità

di avanzamento delle colate detritiche è misurata

mediante geofoni. Per la determinazione dell’altezza del

flusso, sono stati installati dei laser supplementari. Una bilancia

per il peso dei flussi detritici fornisce informazioni sul

peso e la densità delle colate. Gli impianti di videoregistrazione

registrano le interazioni della colata detritica con la

barriera e le celle dinamometriche rilevano la sollecitazione

delle funi portanti durante l’evento di debris flow.

Riempimento di barriere fl essibili

in rete ad anelli...

Alla fine di aprile del 2006, nell’Illgraben è stata messa in

opera nel volgere di una settimana una barriera di prova

compresi i necessari lavori di sterro nell’alveo del fiume.

Già il 18 maggio 2006, questa barriera ha trattenuto una

colata detritica di ca. 1’000 m3 . Dopo il suo riempimento, è

stata sommersa entro ottobre da altri cinque flussi detritici

di diverse decine di migliaia di m3 senza subire danni (vedi

sequenza di immagini a fondo pagina).

...come prova per barriere in rete

ad anelli multiple.

Questi eventi di riempimento hanno dimostrato che le barriere

con rete ad anelli disposte a più livelli sono in grado

di affrontare con successo anche cubature ben più elevate

con velocità di scorrimento elevate. Questo risultato è stato

confermato anche dall’analisi di un evento di debris flow

nel canale di Merdenson (Cantone Vallese / Svizzera) dove

è installata una successione di tre barriere protettive contro

le colate di fango.

La barriera flessibile in rete ad anelli della Geobrugg poco dopo il montaggio (in alto) e dopo la seconda colata detritica

(sotto): ha superato a pieni voti la prova di sollecitazione.


Solo un suffi ciente dimensionamento

assicura una funzione perfetta.

Le briglie contro le colate detritiche sono sistemi molto

robusti in grado di resistere alle enormi forze dei flussi

detritici. Le barriere flessibili in rete ad anelli correttamente

dimensionate formano un efficace sistema

multifunzionale di ritenzione. Al fine di adattarlo ai

prevedibili eventi e alle condizioni topografiche, abbiamo

sviluppato, d’intesa con il WSL, due programmi:

Il software di dimensionamento DEBFLOW è basato sulle

esperienze e i risultati delle prove di dozzine di test in

scala reale e in laboratorio.

Con il software FARO, disponiamo di un programma di

simulazione evoluto. Esso consente non soltanto di simulare

l’impatto di flussi detritici su una data configurazione

di sistema, ma anche di determinare la sollecitazione in

seguito a caduta massi, valanghe o smottamenti di neve.

Stato 1: la prima pulsazione colpisce la rete ad

anelli con passaggio di base.

Il fronte del flusso detritico raggiunge la rete ad anelli

installata. Sulla fune portante inferiore agiscono la pressione

idrostatica (P ) e una componente dinamica che si

hyd

ripartisce sull’altezza del flusso (h ), dipendente dalla

fl

velocità, dalla densità e dalla natura del flusso detritico.

Stato 2: alla prima pulsazione trattenuta si

so vra ppone la seconda con un’altezza di flusso hfl.

La spinta idrostatica (P ) agisce ora attraverso l’altezza

hyd

del livello di riempimento di 2*h . La componente dina-

fl

mica migra con la seconda pulsazione nel suo ambito

d’influenza verso l’alto. L’aumento del carico della seconda

pulsazione determina il drenaggio del materiale della

prima.

Stato 3: un‘altra pulsazione riempie la rete.

Il numero complessivo di pulsazione fino al riempimento

completo della rete dipende dall’altezza del flusso e della

barriera in rete ad anelli. Lo svolgimento dell’evento è

analogo agli stati 1 e 2: la pulsazione successiva si sovrappone

al materiale già trattenuto. La pressione idrostatica

(P ) agisce attraverso l’altezza di riempimento e

hyd

la spinta dinamica tramite l’altezza di flusso (h ) della

fl

terza pulsazione. La pressione idrostatica diminuisce lentamente

in funzione della composizione del materiale,

del drenaggio e del tempo di riempimento e si avvicina

alla spinta attiva della terra.

Sommersione: la prossima pulsazione sommerge

la rete colma. Agisce sulla rete ad anelli con il

maggiore carico del flusso detritico e la sua

forza di spinta T.

Durante il riempimento sulla rete non agisce più alcuna

onda d’urto. Il materiale trattenuto è influenzato dal

peso del flusso detritico tracimante e dalla forza di taglio:

la pressione idrostatica agisce con una componente

supplementare derivante dalla forza di taglio e dal sovraccarico

del flusso detritico ( + P ). A dipendenza

hyd

del comportamento di drenaggio del materiale e della

durata del processo di riempimento, la pressione idrostatica

può diminuire (vedi linea punteggiata azzurra).

Stato 1

h fl

hfl

Stato 2 La fune portante superiore si sposta

obliquamente in avanti, la fune

portante inferiore migra verso il basso

Stato 3

Sommersione

T

h fl

u

Materiale trattenuto,

in fase di drenaggio

u

h fl

Materiale trattenuto,

in fase di drenaggio

Rete ad anelli

Acqua

Rete ad anelli

Rete ad anelli

Acqua

Acqua

P hyd

anelli ad rete residua

Materiale trattenuto,

in fase di drenaggio Altezza

P hyd

P hyd

h fl

+ P hyd

P

h fl

h fl

P

P

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Adatta anche come barriera per il legna-

me galleggiante o il materiale detritico.

Nella sua esecuzione più semplice – ossia senza anelli

frenanti – il sistema Geobrugg è ideale come barriera

protettiva contro il legname galleggiante o il materiale

solido di fondo. Perché? Perché in questa forma d’impiego

risulta solo un carico statico. Ciò è stato confermato

tra l’altro da test effettuati dall’Università Tecnica di

Monaco di Baviera a Füssen/Germania.

Prove

Il dimensionamento di reti flessibili ad anelli per materiale

solido di fondo e legname galleggiante si basa su approfondite

prove su modelli e in scala reale eseguiti alla

TU München (Rimböck, 2002). I 18 test sul campo sono

stati effettuati sulla scorta di approfondite prove di laboratorio

nella Lobenbachtal a Halblech presso Füssen. Come

nelle prove per le barriere contro i flussi detritici, le tensioni

delle funi sono state misurate all’impatto e durante

l‘ulteriore riempimento di legname galleggiante sciolto.

Nei test sono state considerate portate tra i 5 e 30 m3 /s.

hB = altezza rete

hU = altezza di deflusso nell’acqua a valle

WO = spinta dell’acqua a monte

WU = spinta dell’acqua a valle

Phyd Wo Ritenuta

Rete ad anelli

h u

h B

W u


Risultati

Il processo di riempimento è stato osservato in dettaglio nelle

prove di laboratorio. Dapprima il legno si incastra nelle

funi portanti inferiori e riempie quindi la rete dal basso verso

l’alto. Parallelamente si forma in senso orizzontale uno

strato uniforme del legname galleggiante (verso corrente a

monte). Il legname trattenuto rappresenta un ostacolo per la

corrente, motivo per cui alla rete si forma una ritenuta dell‘altezza

h . B

I carichi statici sono stati determinati nelle prove dopo il costipamento

di tutto il legname galleggiante e al termine di

tutti i dislocamenti. Un possibile modello di calcolo della

forza della rete è rappresentato nella figura a lato tramite la

differenza delle pressioni idrostatiche nell’acqua a monte

(W ) e nell’acqua a valle (W ). Nel confronto con i valori di

O U

misurazione delle prove in scala reale il tasso di dimensionamento

– in considerazione della permeabilità della rete

ad anelli – risulta superiore alla sollecitazione effettivamente

misurata. Inoltre, le prove in scala reale hanno confermato

che i carichi dinamici nell’impatto del legname sono ridotti

rispetto agli elevati carichi statici dell’intasamento di legname

e dell‘acqua che vi scorre attraverso: nei test, sono

risultati cinque volte minori rispetto a quelli statici.

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Lunga durata

e facilità di manutenzione:

due aspetti decisivi.

Durata…

Le barriere flessibili con rete ad anelli sono collocate

nell’alveo e offrono uno spazio di ritenuta sufficiente per

trattenere grandi quantità di materiale di debris flow.

Poiché in questa «fase d’attesa» non scorre né acqua né

materiale solido di fondo sopra o attraverso le briglie, la

loro durata è per principio analoga a quella di opere di

protezione contro la caduta massi o di premunizione

contro le valanghe.

…grazie all’eccellente protezione

contro la corrosione…

Al fine di garantire un‘elevata durata e resistenza contro

la corrosività locale, forniamo tutte le componenti d‘acciaio

zincate a fuoco. Le funi e le reti sono dotate dello

speciale rivestimento in zinco/alluminio GEOBRUGG

SUPERCOATING ® . Questo trattamento aumenta la durata

di almeno tre volte rispetto a funi e fili con zincatura

convenzionale.

…e contro l’abrasione.

Per assicurare che in caso d’evento franoso la barriera

possa trattenere le masse e non venga danneggiata in

caso di tracimazione, dotiamo le funi portanti superiori di

profilati di protezione contro l’abrasione. Essi evitano

l’abrasione delle funi portanti e delle reti. I nostri profili

sono fabbricati in acciaio a pareti spesse. Inoltre, sono di

facile sostituzione poiché modulari.

Se le briglie restano colme per un periodo prolungato,

occorre accertarsi che l’acqua, il materiale solido di fondo

e altri flussi detritici defluiscano unicamente attraverso

parti protette come i profilati di protezione contro l’abrasione.

In ogni caso, è necessario ispezionare periodicamente

le briglie.

Dopo un evento franoso…

Le barriere che hanno trattenuto una colata detritica devono

essere ispezionate, svuotate e revisionate per ripristinare

il volume di ritenzione. Occorre pianificare in

particolare lo sgombero e il deposito del materiale, poi-

ché è ciò che determina il maggior dispendio di tempo e i

costi più elevati. Dall’esperienza risulta per contro che un

eventuale smontaggio e rimontaggio della briglia incide

in misura molto minore.

…occorre svuotare e revisionare

l’impianto.

Solitamente il materiale dietro la barriera si presenta

coeso essendo stato compattato durante l’evento franoso.

Lo svuotamento è più semplice se il conoide di deposito è

accessibile dal lato a monte: è così possibile dragare il

materiale senza smontare la briglia. Se ciò non fosse possibile,

si potrebbe procedere a uno smontaggio a tappe

della barriera, all’estrazione del materiale mediante

un’escavatrice e alla ricostruzione della briglia.

I principali elementi di manutenzione sono le asole frenanti:

esse vanno ispezionate dopo un evento e, se è il

caso, sostituite. Inoltre, raccomandiamo di verificare la

funzionalità di reti e funi.


Argomenti convincenti per

committenti, progettisti e imprese.

Montaggio semplice e facile

- Il materiale è fornito preconfezionato e può essere

trasportato in zone impervie in elicottero.

- L’installazione non richiede pesanti macchine di cantiere.

- Per l’ancoraggio sono sufficienti una leggera slitta di

perforazione e ancoraggi flessibili di peso ridotto.

- Di regola non occorre sbarrare o deviare il corso d’acqua.

- Non è necessaria una pista d’accesso.

Compatibilità ambientale

- L’intervento costruttivo e l’impatto visivo nella natura

è minimo e poco visibile da una certa distanza rispetto

ad opere massicce.

- Il bilancio CO è nettamente migliore rispetto alle

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opere in calcestruzzo.

- La protezione delle acque è assicurata durante la fase

di costruzione.

Economicità

- L’investimento è compensato da una sostanziale

riduzione del danno in caso d’evento.

- La fornitura e il montaggio sono dal 30 al 50% più

convenienti rispetto alle opere in calcestruzzo.

Prova delle prestazioni / dimensionamento

ingegneristico

- Il WSL ha determinato i parametri d’entrata con un

progetto di ricerca con eventi di debris flow reali e una

serie di test di laboratorio.

- Il nostro programma di dimensionamento DEBFLOW

consente una progettazione in funzione del rischio e

del progetto specifico e il programma FARO permette

una simulazione realistica dell’evento concreto.

Elevata durata

- Il concetto di protezione contro la corrosione

GEOBRUGG SUPERCOATING ® /ULTRACOATING ®

per funi e reti ad anelli, la zincatura a caldo di

montanti, piastre di base e asole frenanti nonché

la protezione dall‘abrasione sostituibile assicurano

una lunga durata.

Manutenzione semplice dopo un

evento

- I detriti e il materiale solido di fondo accumulati

possono essere dragati senza difficoltà o sgomberati

manualmente dopo la deposizione della rete ad anelli.

- Una barriera colmata può eventualmente rimanere in

opera come soglia.

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Panoramica delle varianti del sistema

Barriere protettive contro i fl ussi detritici senza montanti

Tipo VX060L-H4 VX080-H4 VX140-H4 VX100-H6 VX160-H6

Altezza dell‘opera 2 - 4 m 2 - 4 m 2 - 4 m 5 - 6 m 5 - 6 m

Ampiezza fino a 10 m fino a 15 m fino a 15 m fino a 15 m fino a 15 m

Barriere protettive contro i fl ussi detritici con montanti

Tipo UX100-H4 UX160-H4 UX120-H6 UX180-H6

Altezza dell‘opera 2 - 4 m 2 - 4 m 5 - 6 m 5 - 6 m

Ampiezza fino a 25 m fino a 25 m fino a 25 m fino a 25 m

VX/UX 060-180 …=

VX/UX … H4/H6 =

resistenza contro la spinta del flusso detritico e l’impulso durante il processo di

trattenuta, riempimento e sommersione

altezza massima dell’opera in metri

Geobrugg, un partner affi dabile

Obiettivo dei nostri ingegneri e partner è analizzare

congiuntamente a voi e in collaborazione con gli studi

d’ingegneria locali il problema in dettaglio e individuare

soluzioni. Un’accurata progettazione non è però

la sola prestazione che vi offre Geobrugg: poiché

disponiamo di stabilimenti di produzione in tre continenti,

possiamo garantire altresì tragitti e termini di

consegna brevi nonché un’assistenza perfetta sul posto.

Per assicurare un’esecuzione spedita, forniamo in cantiere

i componenti del sistema preconfezionati e chiaramente

identificati. Se lo desiderate, vi prestiamo sul

posto la nostra assistenza tecnica dall’installazione

fino al collaudo dell’opera.

Sul tema «responsabilità del

produttore»

La caduta massi, gli scoscendimenti, le colate di fango

e le valanghe sono eventi naturali e quindi imprevedibili.

Pertanto, non è possibile determinare e garantire

con mezzi scientifici una sicurezza assoluta per persone

e cose. Per garantire lo standard di protezione auspicato,

sono necessari regolari e adeguati interventi di

sorveglianza e manutenzione dei sistemi di protezione.

Inoltre, gli eventi che eccedono la capacità di assorbimento

del sistema calcolata dagli ingegneri, l’utilizzo di

parti non originali e la corrosione (per esempio in seguito

all’inquinamento dell’ambiente o ad altre influenze

esterne) possono ridurre il grado di protezione.

Geobrugg Italia SrL

Geohazard Solutions

Via C.Battisti, 17 IT-20097 San Donato Milanese (MI)

Tel. +39 02 518 77 240 Fax +39 02 518 77 241

www.geobrugg.it info@geobrugg.it

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